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PRIVILEGIA NE IRROGANTO     di  Mauro Novelli         

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DOSSIER “ABOLIAMO LE PROVINCE”

 

 

 

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Report "Province"  4-8 giugno 2009


Indice degli articoli

Sezione principale: Province

Castelletti e il Pri Brescia diventi una città metropolitana ( da "Giornale di Brescia" del 04-06-2009)
Argomenti: Province

Abstract: interno delle liste di Laura Castelletti. L'idea di far diventare Brescia una città metropolitana «è dei repubblicani - spiega Carlo Buffoli, candidato del Pri -. Crediamo sarebbe utile, anche in previsione di una futura abolizione delle Provincie, creare sinergie tra i Comuni che hanno servizi vicini, dalle case di riposo agli asili nido ai trasporti pubblici»

elezioni della provincia di milano ( da "Cittadino, Il" del 04-06-2009)
Argomenti: Province

Abstract: a favore della famiglia : l'abolizione dell'Ici, un nuovo piano casa, la detassazione degli straordinari, un patto con le banche per diminuire la rata dei mutui, una qualificata riforma della scuola, i bonus famiglia». Voi cosa volete fare?«Abbassare le tasse provinciali: imposta di trascrizione dei passaggi di proprietà dei veicoli nuovi ed usati,

elezioni comunali 2009 - casale Il candidato del Partito Comunista dei Lavoratori: ( da "Cittadino, Il" del 04-06-2009)
Argomenti: Province

Abstract: abolizione dell'indennità di carica per sindaco, assessori e consiglieri». Ma così rischiano di accedere alle cariche solo coloro che se lo possono permettere?«No, perché comunque chi ricopre un incarico o ha un lavoro oppure è pensionato. Salvando i rimborsi spese per gli amministratori, ormai il sindaco ha soltanto un indirizzo politico da dare,

La proposta avanzata dai candidati del Pdl ( da "Libertà" del 04-06-2009)
Argomenti: Province

Abstract: Primo atto abolizione della tassa sulla bonifica» La proposta avanzata dai candidati del Pdl (pin) Maggiore sicurezza e regolamentazione dell'immigrazione, favorire l'accesso alla casa ed eliminazione della tassa di bonifica. Sono questi i tre temi "caldi" presentati sul finire della campagna elettorale dai candidati dei collegi cittadini del Pdl,

Confronto sui "nodi" della Provincia: tre candidati rispondono, due assenti ( da "Libertà" del 04-06-2009)
Argomenti: Province

Abstract: ABOLIZIONE DELLE PROVINCE - Parere unanime dei tre candidati riguardo al mantenimento dell'Ente; se per Tansini «sarebbe un guaio essere gestiti direttamente dalla Regione, con la quale non si deve aver paura di scontrarsi anche duramente», Squeri auspica che «la Provincia riacquisti un suo spazio, sempre intesa come "rete"

Il Centrodestra si affida al candidato lumbard ( da "Giorno, Il (Milano)" del 04-06-2009)
Argomenti: Province

Abstract: Il quadro si completa con la novità di quest'anno, quella del simbolo «Amo l'Italia Non voto la Provincia» col candidato Andrea Bartoli, ex della civica di Braghini. Se vogliono l'abolizione dell'ente perché si sono messi in lizza? Per avere voce ma, se fossero eletti, rinuncerebbero. Image: 20090604/foto/471.jpg

Quali sono le prime delibere da firmare? Cosa occupa i primi punti in agenda da qui a se... ( da "Messaggero, Il (Ancona)" del 04-06-2009)
Argomenti: Province

Abstract: Stop ai lavori di piazza Cavour per spendere quei soldi a favore del resto della città e delle frazioni e ancora durante i primi cento giorni di Duca via il ticket di 75 euro per i centri estivi, adesione del Comune alla società Traiano, abolizione dei tre posti auto di fronte alla Chiesa di Santa Maria della Piazza.

Canfarini (Pcl): ( da "Resto del Carlino, Il (Cesena)" del 04-06-2009)
Argomenti: Province

Abstract: Per l'abolizione del patto di stabilità. Per un controllo operaio e popolare sull'uso delle risorse pubbliche. No invece alle grandi opere speculative e antiambientali. Siamo per servizi pubblici di trasporto, a prezzi politici, per lavoratori, studenti e pensionati.

( da "Resto del Carlino, Il (Cesena)" del 04-06-2009)
Argomenti: Province

Abstract: 2 «Il mio primo impegno: l'abolizione della Provincia» GIOVANNI LUCCHI (PRI) «PAURA di sparire dal consiglio provinciale? Il timore, avendo scelto di fare una corsa autonoma, è che il voto degli elettori si polarizzi su centrodestra e centrosinistra. I Repubblicani in Provincia servono.>

Lavagetto, in 5 punti il patto con gli elettori ( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 04-06-2009)
Argomenti: Province

Abstract: accorpamento delle società partecipate e la riduzione degli enti «inutili» e dei loro cda. Nel documento si prevedono tagli alle tasse, attraverso il dimezzamento dell'addizionale provinciale sull'Ipt, l'abolizione dell'addizionale sull'energia elettrica per le piccole imprese in aree depresse e l'elaborazione di un progetto per il recupero dell'

15.. ( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 04-06-2009)
Argomenti: Province

Abstract: con alcune agevolazioni fiscali dirette, quali ad esempio l'abolizione dell'ad - dizionale provinciale sull'energia elettrica per uso non civile, nonché una azione di agevolazione sul credito locale 14 Innanzitutto razionalizzare e recuperare risorse da quelli fino ad oggi adottati se, come sembra, non hanno ottenuto l'effetto previsto.

Pdl: ( da "Brescia Oggi" del 04-06-2009)
Argomenti: Province

Abstract: ORMAI SONO TANTE le proposte di abolizione delle Province - dice il collega Mario Labolani (Lavori Pubblici) - che tuttavia sono una risorsa. Lo dimostra il grande lavoro che la Loggia ha fatto con il Broletto ultimamente sulle infrastrutture». Brescia - aggiunge Labolani - «deve diventare una importante città metropolitana, deve lavorare con i Comuni limitrofi»

Di Ruscio: più spazio ai cittadini ( da "Corriere Adriatico" del 04-06-2009)
Argomenti: Province

Abstract: Il risultato finale è una Provincia di Fermo alla quale tutti hanno portato e stanno portando il proprio contributo concreto". Tra i progetti che hanno riscosso i maggiori consensi c'è l'abolizione della tassa provinciale sui passi carrabili, la creazione di centri polivalenti per i giovani, gli sgravi fiscali per l'agricoltura.

SILVIO VANACORE 48 ANNI, DUE FIGLI, è DIPENDENTE DI AUTOSTRADE MERIDIONALI. NEL 2004 VIENE ELET... ( da "Mattino, Il (Circondario Sud2)" del 04-06-2009) + 1 altra fonte
Argomenti: Province

Abstract: Da diversi anni è membro della direzione Cgil di Napoli. 1) «Abolizione delle strisce blu dal centro alle zone periferiche. Eliminazione dal bilancio comunale dei fondi destinati a consulenze ed incarichi esterni. Dislocazione verso il centro della città di alcuni servizi comunali per riavvicinare la cittadinanza all'amministrazione.

I dubbi di Progetto Vita e Ambiente "Cosa c'era in quella nube scura?" ( da "Stampa, La" del 05-06-2009)
Argomenti: Province

Abstract: NON BASTANO LE RASSICURAZIONI DELL'ITALIANA COKE I dubbi di Progetto Vita e Ambiente "Cosa c'era in quella nube scura?" «Se i residenti delle Ferrere pretendono l'abolizione della Tarsu perché da poco più di un anno nella zona hanno aperto una discarica, che tra l'altro finora non ha causato problemi, cosa dovremmo avere noi, abitanti dei Passeggeri e di Bragno,

Provincia, i Sì e No dei sette candidati ( da "Gazzetta di Modena,La" del 05-06-2009)
Argomenti: Province

Abstract: Sull'abolizione della Provincia «vanno ridefiniti i livelli istituzionali», quanto alle cave da limitare: «Non ce n'è bisogno, c'è già il piano». Sulla caccia «più flessibilità e rispetto dell'ambiente». Sulla Giunta «per me da 1 a 10, come da norme».

Bartoli: Ecco perché non bisogna votare ( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 05-06-2009)
Argomenti: Province

Abstract: Non voto la Provincia» è una lista che affonda le radici nel movimento «Non serve non voto» partito dal Nord-est e a Brescia nella Civica di Valter Braghini. Il candidato alla presidenza della Provincia Andrea Bartoli ne raccoglie l'eredità e invita i bresciani a non andare al voto, per dare una spallata a un sistema «inutile e costoso,

Consorzi di bonifica Abolita la tassa ( da "Arena, L'" del 05-06-2009)
Argomenti: Province

Abstract: Ad annunciare l'abolizione della «tassa iniqua imposta dal consorzio Zerpano-Adige-Guà» è Fiorenzo Fasoli, segretario provinciale di Rifondazione comunista. «Tante famiglie, residenti soprattutto a Montorio», afferma, «pagavano due volte per lo stesso servizio: al Comune e al Consorzio di bonifica, una palese ingiustizia».

Il candidato a presidente della Provincia Domenico Marzi: L'abolizione dell'ente se... ( da "Messaggero, Il (Frosinone)" del 05-06-2009)
Argomenti: Province

Abstract: Venerdì 05 Giugno 2009 Chiudi Il candidato a presidente della Provincia Domenico Marzi: «L'abolizione dell'ente servirà a risparmiare e ad investire i soldi in progetti più utili» (Foto EDOARDO PALMESI)

Fedele allo slogan "l'ultimo presidente", Domenico marzi candidato alla Provincia per... ( da "Messaggero, Il (Frosinone)" del 05-06-2009)
Argomenti: Province

Abstract: Domenico marzi candidato alla Provincia per il Terzo Polo punta tutto sull'abolizione dell'ente per cui concorre. Ironicamente definisce Schietroma "audace" e Iannarilli "timido, tesse le lodi di Arnaldo Zeppieri («Chi si espone non ha mai secondi fini») e assicura che in caso di ballottaggio verificherà con i suoi alleati eventuali ipotesi di accordo (

Ammetta, vederla parlare nei comizi davanti al simbolo dello scudo crociato fa un... ( da "Messaggero, Il (Frosinone)" del 05-06-2009)
Argomenti: Province

Abstract: ricordate cosa scriveva Feltri su Libero a proposito delle Provincie? Consigliava a Berlusconi di abolirle, ma il premier è incapace di farlo, è ostaggio della Lega» E quindi il suo slogan è l'ultimo presidente, ma lei ci crede? «Questa volta l'abolizione si farà sul serio e i soldi risparmiati potranno essere investiti in iniziative più serie come un vero rilancio dell'occupazione.

Alienazioni flessibili per rispettare il Patto ( da "Sole 24 Ore, Il" del 05-06-2009)
Argomenti: Province

Abstract: Comuni e Province Alienazioni flessibili per rispettare il Patto Sulla rilevanza dei proventi da alienazioni ai fini del Patto di stabilità, Comuni e Province possono regolarsi come meglio credono. Il decreto della Ragioneria generale sulla determinazione degli obiettivi per il Patto 2009, che sarà pubblicato sulla Gazzetta ufficiale nei prossimi giorni,

ROMA - Il discorso di Barack Obama al Cairo ha una portata storica e contiene il germe... ( da "Messaggero, Il" del 05-06-2009)
Argomenti: Province

Abstract: Noi dell'Udc siamo i soli a dire che la crisi deve essere l'occasione per fare in Italia le riforme che mai sono state fatte: la liberalizzazione dei servizi pubblici locali, la riforma previdenziale, l'abolizione delle Province, un riordino vero della Pubblica amministrazione ben al di là delle eccentriche trovate del ministro Brunetta.

, OGNUNO AL SUO POSTO ( da "Corriere del Mezzogiorno" del 05-06-2009)
Argomenti: Province

Abstract: della 142/90 è invece quella di riorganizzare in senso più funzionale le competenze (fra Comuni e amministrazioni sovraordinate) senza aggravi di spesa complessiva. Anche la auspicata abolizione delle Province si dovrebbe muovere in tal senso e cioè verso una razionalizzazione del sistema rendendolo più aderente alle necessità delle realtà socioeconomiche presenti sul territorio

IL PARADOSSO della politica è fare promesse ad ogni elezione senza mantenerle. Recarsi ... ( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 05-06-2009)
Argomenti: Province

Abstract: Recarsi alle urne per votare le Province è un controsenso: il programma di governo ne prevede l'abolizione. L'importante è far votare la gente e tenere in piedi un ente che non serve. Così come non poteva mancare l'annuncio del premier sulla riduzione dei parlamentari. Ormai il patetico dire e disdire della politica lascia il tempo che trova.

( da "Nazione, La (Pistoia)" del 05-06-2009)
Argomenti: Province

Abstract: La Destra si presenta alle provinciali chiedendo l'abolizione della Provincia: non è un controsenso? «Entreremo nelle istituzioni per fare da pungolo, da stimolo costruttivo, portando avanti le nostre idee. Se l'ente non verrà eliminato, puntiamo almeno a salvaguardare il più possibile i suoi bilanci e quelli delle partecipate».

Libè: ( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 05-06-2009)
Argomenti: Province

Abstract: PROVINCIA 05-06-2009 SORBOLO L'ESPONENTE UDC INSIEME A ROBERTO SOLIANI Libè: «Voglio una Provincia al servizio dei cittadini» SORBOLO «Questo ente deve essere alleggerito in attesa della sua abolizione» II Una Provincia che sia veramente al servizio di tutti i Comuni.>

1) se le province continuassero ad essere amministrate così, sarei assolutamente ... ( da "Centro, Il" del 05-06-2009)
Argomenti: Province

Abstract: Teramo 1) Se le Province continuassero ad essere amministrate così, sarei assolutamente ... 1) Se le Province continuassero ad essere amministrate così, sarei assolutamente favorevole all'abolizione. Se invece riuscissero ad allargare le proprie competenze e ad arrivare dove certi piccoli Comuni non riescono ad arrivare,

Buona musica per un amico Speciale ( da "Piccolo di Alessandria, Il" del 05-06-2009)
Argomenti: Province

Abstract: 80 si impegna a favore dell'abolizione delle barriere architettoniche che ostacolano la vita dei diversamente abili. Anche per quest'anno Luca sarà ricordato da tanti amici e buona musica: questa sera venerdì 5 giugno apriranno la serata gli "80 all ora" e si continuerà con i "Divina" mentre sabato 6 si esibirà prima il "The Blues Brothers Tribute"

VERSO IL VOTO / EUROPEE ( da "Gazzettino, Il (Belluno)" del 05-06-2009)
Argomenti: Province

Abstract: piccolo imprenditore, membro della direzione nazionale del Partito Radicale e tra i fondatori del movimento per l'abolizione delle Province "Non serve, non voto". Punta su alcune idee chiare. «Siamo gli unici a parlare di Europa in questa campagna elettorale - afferma - e di quello che realmente l'Europa può fare.

I vertici di Pdl e Lega al fianco di Lavagetto ( da "Gazzetta di Parma Online, La" del 05-06-2009)
Argomenti: Province

Abstract: sulla messa in sicurezza della strada provinciale 357 e del ponte sul Taro Ramiola-Fornovo, oltre a parlare del rifacimento totale della strada provinciale Pellegrino-Varano Marchesi. Il sindaco di Medesano ha chiarito di non essere per l?abolizione della Provincia, ma per renderla moderna e tagliare le spese della politica.

Cinque liste sostengono Lino Osvaldo Felissari e Pietro Foroni, in campo anche Udc, Pcl, Forza nuova, Moderati e Riformisti ( da "Cittadino, Il" del 06-06-2009)
Argomenti: Province

Abstract: quello di ottenere lo scranno più alto della provincia, bensì quello di sedersi in consiglio. Infine, Nando Mascherpa sarà il candidato dei Moderati e Riformisti, per tutta la campagna elettorale ha portato avanti la sua battaglia a favore dell'abolizione delle province, dal suo punto di vista si tratta di enti che non hanno le competenze per affrontare i veri problemi del territorio.

Uccellagione proibita dal Tar ( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 06-06-2009)
Argomenti: Province

Abstract: che ha appena annullato diffuse parti della legge regionale sulla caccia, bensì il Tar di Trieste: ieri ha accolto un ricorso presentato dalla Lac (Lega per l'abolizione della caccia) e dal Wwf contro la Regione, la Provincia di Pordenone e l'Associazione ornitologica friulana sagre e fiere venatorie.

Trieste Niente uccellagione. Nemmeno per piccole quantità di volatili e per finalità "... ( da "Gazzettino, Il (Pordenone)" del 06-06-2009)
Argomenti: Province

Abstract: che ha appena annullato diffuse parti della legge regionale sulla caccia, bensì il Tar di Trieste: ieri ha accolto un ricorso presentato dalla Lac (Lega per l'abolizione della caccia) e dal Wwf contro la Regione, la Provincia di Pordenone e l'Associazione ornitologica friulana sagre e fiere venatorie.

Il paradosso della politica è fare promesse ad ogni elezione senza mantenerle. Recarsi alle ... ( da "Giorno, Il (Milano)" del 06-06-2009)
Argomenti: Province

Abstract: Recarsi alle urne per votare le Province è un controsenso: il programma di governo ne prevede l'abolizione. L'importante è far votare la gente e tenere in piedi un ente che non serve. Così come non poteva mancare l'annuncio del premier sulla riduzione dei parlamentari. Ormai il patetico dire e disdire della politica lascia il tempo che trova.

Rischio astensione per le Europee Ma c'è chi la chiede ( da "Corriere del Veneto" del 06-06-2009)
Argomenti: Province

Abstract: si assisterebbe a una nuova delegittimazione del ruolo del Parlamento europeo e delle stesse elezioni (che già da tempo sono definite di «secondo ordine », per sottolinearne la scarsa rilevanza politica). Un risultato, questo, che vorrebbero ottenere i sottoscrittori del «manifesto appello» per l'abolizione delle Province.

Caccia alla fauna selvatica "nociva", Tar accoglie ricorso delle associazioni ambientaliste ( da "Sestopotere.com" del 06-06-2009)
Argomenti: Province

Abstract: interventi rispettosi delle specie animali e delle leggi della Repubblica” ha dichiarato Roberto Piana Vicepresidente Nazionale della LAC. Hanno partecipato al ricorso le Associazioni: - LAC Lega per l?abolizione della caccia - E.N.P.A. Ente Nazionale Protezione Animali - Pro Natura - Legambiente Circolo Vercellese - Associazione Italiana Familiari e Vittime della Caccia -

LUIGI MUSELLA CI SONO CASI IN CUI ANCHE UN VOTO DESTINATO AL SEMPLICE RINNOVO DI UNA CARICA ISTIT... ( da "Mattino, Il (Circondario Sud2)" del 06-06-2009) + 2 altre fonti
Argomenti: Province

Abstract: abolizione). L'importanza del voto napoletano risiede soprattutto nelle attuali difficoltà vissute dai partiti dell'ex Unione. I travagli di molte amministrazioni (a diverso livello e con diversi gradi di responsabilità) hanno messo l'accento su quella che molti considerano la fine di un ciclo e quindi sulla necessità di avviare una nuova stagione che possa risollevare le sorti della

LUIGI MUSELLA CI SONO CASI IN CUI ANCHE UN VOTO DESTINATO AL SEMPLICE RINNOVO DI UNA CARICA ISTIT... ( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 06-06-2009)
Argomenti: Province

Abstract: abolizione). L'importanza del voto napoletano risiede soprattutto nelle attuali difficoltà vissute dai partiti dell'ex Unione. I travagli di molte amministrazioni (a diverso livello e con diversi gradi di responsabilità) hanno messo l'accento su quella che molti considerano la fine di un ciclo e quindi sulla necessità di avviare una nuova stagione che possa risollevare le sorti della

così stanno preparando una scuola a due velocità - antonio nocchetti ( da "Repubblica, La" del 07-06-2009)
Argomenti: Province

Abstract: abolizione del valore legale del titolo di studio è, per ammissione dei ministri Gelmini e Brunetta, il prossimo obiettivo del governo nell´ambito delle politiche sull´istruzione. Questo intento troverebbe la sua giustificazione nel tentativo di ridare slancio alla concorrenza virtuosa tra le diverse facoltà universitarie e scuole superiori intrappolate in un letargo derivante da

di Lillo Aldegheri VERONA - Netto calo di votanti, ieri, a Ver... ( da "Leggo" del 08-06-2009)
Argomenti: Province

Abstract: Forse erano elettori favorevoli all'abolizione delle Province, forse i motivi erano altri. E i politologi avranno di che discutere. Tornando ai numeri della città, il quartiere più "diligente" è stato quello di Borgo Venezia-San Michele, dove alle 19 aveva votato il 56,27 per cento, mentre quello più "astensionista" è stato quello del Centro 1,


Articoli

Castelletti e il Pri Brescia diventi una città metropolitana (sezione: Province)

( da "Giornale di Brescia" del 04-06-2009)

Argomenti: Province

Edizione: 04/06/2009 testata: Giornale di Brescia sezione:la città Castelletti e il Pri «Brescia diventi una città metropolitana» Laura Castelletti «Brescia diventi una città metropolitana». La proposta arriva dal Partito repubblicano italiano che alle elezioni provinciali si presenterà all'interno delle liste di Laura Castelletti. L'idea di far diventare Brescia una città metropolitana «è dei repubblicani - spiega Carlo Buffoli, candidato del Pri -. Crediamo sarebbe utile, anche in previsione di una futura abolizione delle Provincie, creare sinergie tra i Comuni che hanno servizi vicini, dalle case di riposo agli asili nido ai trasporti pubblici». L'idea prende spunto dal metrobus che fra qualche anno sarà una realtà: «Una città metropolitana servirà a dare un senso alla metropolitana leggera che potrebbe infatti allungarsi non solo verso la Valle Camonica ma anche verso la Valle Trompia. La grande arretratezza della viabilità delle nostre valli ci obbliga a prevedere una linea veloce di trasporto pubblico» continua Buffoli. Secondo Laura Castelletti il progetto di una città metropolitana, e quindi di un metrobus «allungato», è ciò che serve al nostro territorio: «Oggi che dal punto di vista economico la coperta è più corta c'è bisogno di una Provincia efficiente che si concentri sui progetti più utili e ne stabilisca i tempi di realizzazione». Quindi lasciar da parte per gli interventi più a lungo termine «e pensare a quelli già iniziati, come ad esempio terminare la terza corsia sulla Tangenziale Sud». Una Tangenziale Est bucando la Maddalena? «Sarebbe un'opera costosissima e per ora è meglio abbandonarla cercando altre soluzioni per risolvere la strozzatura che si crea nei dintorni di piazzale Arnaldo». La viabilità non deve poi dimenticare l'ambiente: «La nostra Provincia ha bisogno di un po' di ambientalismo non spinto all'estremo. E di trasporto pubblico» conclude Laura Castelletti. a. spi.

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elezioni della provincia di milano (sezione: Province)

( da "Cittadino, Il" del 04-06-2009)

Argomenti: Province

«La nostra? Sarà la Provincia del sì» Intervista a tutto campo a Guido Podestà, candidato del centrodestra Guido Podestà (Milano, 1 aprile 1947) è laureato in architettura, è stato vicepresidente del Parlamento europeo (dal 1997 al 2004) e responsabile per i rapporti tra il Parlamento europeo e i Parlamenti nazionali dei 15 Stati membri. Dal 2002 è membro del comitato di presidenza di Forza Italia. Eletto eurodeputato nel 1994 e nel 1999, è stato riconfermato nel 2004 per la lista di Forza Italia nella circoscrizione nord-ovest, ricevendo 55 mila preferenze. È iscritto al gruppo parlamentare del Partito Popolare Europeo. È presidente della delegazione alla commissione parlamentare mista Ue-Romania; membro della Conferenza dei presidenti di delegazione; della Commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori; della commissione per l'agricoltura e lo sviluppo rurale; della Commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare. Nel 2008 diventa coordinatore regionale di Forza Italia.Dottor Podestà, parliamo ovviamente della Provincia di Milano. Quali sono i tre problemi più importanti oggi sul tappeto e come intende risolverli?«Il territorio provinciale conta circa tre milioni di abitanti ed ha un tessuto economico fondato sulle piccole e medie imprese, che garantiscono lavoro e sviluppo a milioni di cittadini. Dobbiamo ripartire da qui per far ripartire il motore dell'economia milanese, abbiamo la voglia di far tornare grande la provincia di Milano. Saranno cinque i temi cardine su cui la nuova Giunta lavorerà e che ci impegneremo a realizzare nei prossimi cinque anni». Mi elenca i cinque temi?«Lavoro e piccole e medie imprese, sicurezza e legalità, infrastrutture e casa, famiglia e giovani, ambiente».Bene. Partiamo dal lavoro.«Chi cerca lavoro non resterà solo. Anche grazie alla politica del "fare" del Governo Berlusconi, l'intero sistema economico nazionale si sta, poco alla volta, rialzando con realismo ed ottimismo: nessuna banca italiana è fallita, i risparmi di una vita sono stati tutelati, si registrano più ordini, più fatturato e nasceranno quindi più opportunità di lavoro, da dover cogliere al volo».E questo cosa centra con la Provincia di Milano?«È giunto il momento che la Provincia faccia "quadrato" con Stato, Regione e Comuni per aiutare questa ripresa, offrire più lavoro e valorizzare le differenti eccellenze produttive che possiede. L'agricoltura, il turismo, la cultura, le università, il mondo delle libere professioni, le molte piccole e medie imprese, l'Expo 2015, sono la nostra ricchezza».Come sfruttare questa ricchezza?«Noi dobbiamo semplificare la vita a chi vuole lavorare, esaltando i nostri talenti e la nostra riconosciuta operosità lombarda. È una precisa scelta di campo, tra chi fa e fa bene, da un lato e il partito del no e dell'inutile iperburocrazia, dall'altro. Come ha detto il presidente Berlusconi : "non lasceremo indietro nessuno"».Cosa volete fare?«Creare un Fondo di garanzia per stimolare la concessione di prestiti e migliorare l'accesso al credito o microcredito delle imprese e dei lavoratori, anche di quelli a tempo determinato. Vogliamo attivare l'utilizzo dei fondi strutturali previsti nel budget 2007-2013 dell'Unione Europea, per recuperare le aree dismesse e creare nuova occupazione». Quindi lei metterà a frutto la sua esperienza vissuta in Europa?«È mia intenzione attivare finanziamenti della Banca Europea degli Investimenti per sostenere le infrastrutture immateriali su ricerca, capitale umano e formazione. Intendiamo sostenere le imprese quando nascono, durante la crescita e nel loro sforzo di innovazione e ammodernamento tecnologico con risorse proprie, regionali, statali e comunitarie, e con una nuova semplificazione amministrativa». Prima mi ha parlato di Expo 2015...«Valorizzeremo, in vista di Expo 2015, il turismo e l'offerta culturale per creare nuova imprenditorialità e occupazione. Dobbiamo vttimizzare il sistema rurale insieme a quello agroalimentare, puntando sulle eccellenze dei nostri prodotti ed individuando specifici distretti produttivi, anche attraverso la rivalorizzazione del Parco Agricolo Sud Milano». Appunto, l'agricoltura.«Occorre istituire tavoli permanenti di confronto con la grande distribuzione organizzata, le rappresentanze dei pubblici esercizi, il mondo agricolo per favorire la presenza della produzione agricola provinciale nella rete commerciale locale». E per chi cerca lavoro?«Ritornare ai Centri per l'impiego collegati alla Borsa Lavoro Regionale, per far sì che la persona trovi, più in fretta e concretamente, un lavoro stimolante, trasformando il periodo in cui non si lavora in un'utile occasione di crescita professionale». C'è tanto lavoro nero nel Milanese.«Il lavoro irregolare può essere contrastato anche attraverso l'utilizzo dei Buoni Lavoro, potenziando i controlli congiunti con gli altri soggetti preposti. Occorre poi istituire forme di sostegno attivo per l'imprenditorialità giovanile e femminile, soprattutto nel settore dell'Artigianato che deve essere meglio sostenuto e agevolato. E mantenere accessibile il mondo del lavoro per coloro che, raggiunta la terza età, lo desiderino e siano in grado di compierlo». Nel Sudmilano è molto sentito il problema della sicurezza. Quanto conta questo tema nella sua agenda?«È uno dei punti principali del mio programma. Nonostante i delitti siano diminuiti, la percezione della sicurezza fra i cittadini è aumentata. I cittadini della provincia di Milano devono poter uscire tranquillamente nelle loro strade e nelle loro piazze, senza timore. Purtroppo la giunta di sinistra che governa Palazzo Isimbardi ha dedicato solo lo 0,8% del bilancio alla sicurezza. Nel momento in cui sarò eletto mi impegnerò, da subito, ad aumentare la voce di bilancio destinata alla sicurezza».Come?«L'obiettivo è avere una maggiore presenza delle forze dell'ordine sul territorio e una migliore integrazione dei servizi. A questo proposito, considero di vitale importanza eliminare il vincolo che ha imposto Penati per limitare le competenze della polizia provinciale ai soli aspetti ambientali».Lei dunque farebbe qualcosa di diverso.«Credo sia fondamentale lavorare ad una riforma del corpo di Polizia provinciale, ampliandone i compiti e aumentando i fondi destinati alla sicurezza, al fine di consentire al corpo provinciale di essere soggetto di coordinamento con le diverse polizie municipali e con le altre forze operanti sul territorio. Dobbiamo garantire sette giorni su sette, ventiquattro ore su ventiquattro una concreta capacità di risposta e un intervento immediato su tutto il territorio provinciale».È un bell'impegno.«L'insicurezza, purtroppo, è una brutta realtà e va affrontata con competenza, decisione e autorevolezza. Basta con il falso buonismo: la sicurezza dei cittadini ed il rispetto della legge vengono prima di tutto».Dunque...«Come sta facendo il nostro Governo, bisogna assumersi la responsabilità di aumentare il livello di sicurezza in ogni settore della nostra vita, stando vicino a tutti coloro che operano in favore della nostra sicurezza con grande spirito di sacrificio». Di chi sta parlando?«Di tutte le forze dell'ordine: carabinieri, polizia di Stato, guardia di finanza, polizia penitenziaria, polizia provinciale e municipale, insieme alla protezione civile, ai vigili del fuoco, alla Croce rossa, alle guardie ecologiche volontarie, a tutte le associazioni sociali ed umanitarie che si fondano sul volontariato, sono la nostra più grande forza: a loro va tutto il nostro rispetto, la nostra gratitudine e il nostro sostegno - morale ed economico - per creare un vero coordinamento tra tutti i soggetti attivi nel nostro territorio». Lei che idee ha a tale proposito?«La Provincia svolge un ruolo attivo per tutte le forme di sicurezza: personale, stradale, edilizia, ambientale, sociale, domestica, alimentare, dei luoghi di lavoro. Bisogna investire più risorse, sfruttando meglio quelle del Patto per la sicurezza ed attraendo nuovi trasferimenti. é quanto dicevo prima: bisogna istituire un servizio di telesoccorso 24 ore su 24, in coordinamento con tutte le forze di polizia locale sul territori, d'intesa con i Comuni». Un'altra idea concreta?«Sono molte. Garantire un maggior numero di operatori sulla strada ottimizzando l'utilizzo delle guardie ecologiche volontarie in compiti di vigilanza e controllo, a supporto della polizia locale». Quindi utilizzerebbe anche il volontariato in questo settore.«Sì, e si potrebbero istituire le Guardie civiche volontarie che si occuperebbero di tutto ciò che è legato alla vita quotidiana: uscita dei bimbi da scuola, tutela delle persone che ritirano in posta la pensione, vigilanza delle manifestazioni locali. Ho un'altra idea: coordinare e sostenere i diversi gruppi di forze dell'ordine in congedo che affianchino la polizia locale nei diversi pattugliamenti, soprattutto nei piccoli Comuni che non si possono permettere ad esempio più di un turno».Sono idee innovative.«Ne ho altre, in questo settore: mettere a disposizione nuovi alloggi per le forze dell'ordine ed i vigili del Fuoco. È necessario potenziare i corsi di aggiornamento professionale per tutti gli operatori della sicurezza». In numerose realtà del Sudmilano e del Lodigiano i Comuni hanno fatto installare le telecamere all'ingresso dei centri abitati.«È una decisione che condivido. Sono d'accordo a incentivare l'installazione pubblica e privata di telecamere con un monitoraggio a 360° e di nuovi punti (lampade) illuminanti a basso consumo energetico, nelle strade e nei parchi».Parliamo d'altro.«No, aspetti, non ho finito. Mi impegno a dar vita agli "Stati Generali della sicurezza per la provincia di Milano", che avranno luogo annualmente e il cui risultato, contenuto in un "Rapporto sullo stato della sicurezza nel territorio provinciale", consegnerò personalmente al prefetto di Milano ogni anno, il 2 giugno, in occasione della festa della Repubblica»È un impegno che manterrà?«È un impegno che ha già raccolto l'adesione dei primi cittadini di molti comuni del nostro territorio. È mia intenzione potenziare anche i compiti dell'assessorato alla Sicurezza che, in collaborazione con tutte le forze dell'ordine, i gruppi di volontariato e d'intesa coi Comuni, dovrà garantire un maggior numero di operatori sulla strada a supporto delle polizie locali».Dottor Podestà, su questo argomento lei è un fiume in piena.«Un'ultima cosa, poi cambieremo argomento. Attiveremo un servizio di telesoccorso e distribuiremo ai cittadini della provincia - gratuitamente alle fasce deboli - un dispositivo antiaggressione/antirapina che, collegato a una centrale operativa, garantirà più sicurezza ai cittadini». Adesso parlaimo davvero di altre cose.«Parliamo di infrastrutture. Senza strade la vita è impossibile, le stiamo realizzando in Italia e in Lombardia: le faremo anche nella nostra Provincia. Anche qui mi permetta un accenno polemico». Sentiamo.«La disomogeneità della giunta di sinistra che ha guidato Palazzo Isimbardi in questi ultimi cinque anni, e che nonostante i finti divorzi di questi giorni è già pronta a ricompattarsi di nuovo solo per una questione di potere, ha frenato nella realizzazione di tutte le infrastrutture necessarie per lo sviluppo del nostro territorio».A cosa si riferisce?«Alla Tangenziale esterna, al progetto di completamento dell'anello a ovest, al prolungamento della metropolitana, non solo verso Paullo ma anche verso altre destinazioni. Il nostro è un programma articolato che mi impegnerò ad attuare senza più perder tempo». Dunque...«I "costi del non fare" pesano sempre di più sulla qualità della nostra vita, sull'ambiente, e sulla competitività delle imprese. È arrivato il momento di investire di più, a partire dal trasporto pubblico locale. Abbiamo un'occasione straordinaria: un Governo che ha cominciato a fare concretamente, dopo 18 mesi persi di governo delle sinistre. Dal 7 giugno prossimo la Provincia cambierà indirizzo: imboccherà la strada del fare, del fare bene. Con noi la Provincia di Milano sarà la Provincia del si».Cosa volete fare?«Riparare le strade è un compito specifico della Provincia: bisogna fare più manutenzione, mettere meglio in sicurezza e tenere più pulite le strade di competenza provinciale. Bisogna potenziare la rete della mobilità su gomma e su ferro (treni, metropolitane), le piste ciclabili. Bisogna estendere l'integrazione il biglietto unico per tutto il territorio provinciale e le varie modalità di trasporto: treni, metropolitane, autobus. Il tutto in sintonia con la Regione».Sono belle parole.«No, sono cose concrete. Occorre puntare ad un sistema aeroportuale che preveda specificità differenti per ogni aeroporto esistente nella Provincia di Milano».Appunto, gli aeroporti: povera Malpensa, povero Linate...«Malpensa deve rimanere l'aeroporto principale del nord Italia, riferimento per il resto del paese e del sud Europa in grado di offrire un numero adeguato di collegamenti intercontinentali ed internazionali diretti».E Linate?«Linate deve diventare sempre di più il business & city airport di Milano. Fuori provincia, secondo gli intendimenti della Regione, Orio al Serio sarà dedicato prevalentemente al low cost cioè ad un'utenza disponibile ad accettare uno scalo meno comodo e più distante in cambio di tariffe più vantaggiose. E Montichiari ha davanti a sé una prospettiva interessante in prevalenza per il trasporto merci, fondamentale per l'intera economia del Nord, ma anche una risorsa aperta a potenziali sviluppi per il trasporto passeggeri».Parliamo di ambiente e di salute.«Anche per l'ambiente la sinistra in questi anni ha detto più no che sì, esponendoci all'umiliazione del commissariamento sul piano rifiuti e al rischio di nuove emergenze: il ricordo dell'immondizia nella Napoli della Iervolino e di Bassolino è ancora vivo in tutti noi. Il Governo Berlusconi sta diffondendo una nuova, vera e concreta cultura ambientale che sappia intrecciare in modo armonico l'esigenza di sviluppo ed innovazione con la tutela del nostro territorio».Quindi...«Dobbiamo raccogliere con coraggio la sfida del progresso, senza trincerarsi dietro al rigido conservatorismo dei no, sprigionando la nostra innata creatività, riscoprendo la nostra identità storica e le nostre tradizioni».Cosa volete fare in questo settore?«Promuovere un Patto fra Provincia, Regione e agricoltori, per ottenere una significativa rinaturalizzazione del territorio e contribuire a ridurre la concentrazione di anidride carbonica in atmosfera. Vogliamo costruire una società "FinanziariaAmbiente", attraverso il sistema dei consorzi fidi e garanzie ampiamente collaudati dalle organizzazioni di categoria, dando visibilità alle aziende radicate nel territorio».E nel settore dei rifiuti?«Anzitutto bonificare e recuperare le aree dismesse e degradate limitando così l'uso di nuovo suolo. Bisognerà rilasciare in tempi rapidi e certi il Certificato di avvenuta bonifica che permette il vero riutilizzo dell'area. E contestualmente redigere il nuovo Piano rifiuti, facilitare la costruzione di nuovi impianti ad alto contenuto tecnologico e a basso impatto ambientale, incentivando ulteriormente la raccolta differenziata».E per le fonti rinnovabili?«Occorre dare attuazione alle recenti direttive comunitarie "Clima-Energia", favorendo l'utilizzo di tutte le fonti rinnovabili per la produzione di energia (biomasse, geotermia a bassa temperatura, cogenerazione, teleriscaldamento, energia idroelettrica, fotovoltaico) e accorciare i tempi per il rilascio delle Autorizzazioni Integrate Ambientali». Lei prima ha accennato al turismo.«Sì, per valorizzare l'inestimabile patrimonio artistico che abbiamo ereditato dal passato, anche attraverso progetti come "Le vie dell'Arte", che prevede la concessione gratuita a tempo determinato ai Comuni di una o più opere d'arte di prestigio o "Una rete per la Cultura" per programmare manifestazioni tematiche (su un artista, una corrente concettuale, un periodo storico), non solo nel capoluogo, ma in contemporanea in altri comuni della Provincia».Parliamo di famiglia e giovani.«Per noi la famiglia è da sempre il nucleo fondamentale della società, il primo luogo dove la persona impara a conciliare i singoli interessi con il bene comune. La sinistra in questi anni, oltre a non avere aiutato la famiglia, aumentando la pressione fiscale e fornendo servizi di scarsa qualità, ha anche sottovalutato l'innato potenziale dei giovani e la sensibilità degli anziani».Le vostre proposte?«Grazie al Governo abbiamo fatto molti passi in avanti, a favore della famiglia : l'abolizione dell'Ici, un nuovo piano casa, la detassazione degli straordinari, un patto con le banche per diminuire la rata dei mutui, una qualificata riforma della scuola, i bonus famiglia». Voi cosa volete fare?«Abbassare le tasse provinciali: imposta di trascrizione dei passaggi di proprietà dei veicoli nuovi ed usati, addizionale sui consumi di energia elettrica per le piccole medie imprese, addizionale sullo smaltimento dei rifiuti. Vogliamo riqualificare le case di proprietà provinciale ed istituire un Fondo Comune di Investimento territoriale di tipo etico destinato alla realizzazione di alloggi riservati ad alcune categorie (giovani, coppie monoreddito, forze dell'ordine, vigili del fuoco) in attuazione del Piano Casa nazionale».Altre cose?«Favorire l'accesso al mutuo con l'istituzione di Fondi di garanzia per l'acquisto della prima casa. Incrementare gli aiuti alle famiglie che devono assistere i figli affetti da gravi patologie invalidanti ed i grandi anziani. Istituire un Bonus "Prime Spese" per i Giovani e una Carta "65 " per l'accesso degli anziani ai Servizi alla persona».E per la scuola?«Fare manutenzione e mettere a norma gli edifici scolastici di competenza provinciale, abbattendo le barriere architettoniche, bonificandoli dall'amianto. Qualificare gli indirizzi di formazione professionale in relazione alla "dote scuola" regionale e quelli dedicati al personale impegnato nei servizi sociali sul territorio. Promuovere l'istituzione del Garante provinciale per l'infanzia e l'adolescenza». Un'ultima idea originale?«Voglio restituire l'Idroscalo alle famiglie, dove potranno essere realizzati anche un orto botanico provinciale e un centro di medicina dello sport e sostenere l'associazionismo sportivo, culturale e umanitario».Rispondendo alle mie domande lei non è stato tenero verso l'amministrazione provinciale uscente.«L'operato della sinistra uscente è stato fallimentare. Per cinque anni Penati ha illuso i cittadini della provincia di Milano promettendo e occupandosi di cose non di sua competenza e trascurando invece i temi propri di cui la Provincia deve occuparsi».Mi faccia un esempio. «Durante la scorsa campagna elettorale Penati promise ai cittadini che, una volta eletto, avrebbe abolito il ticket sanitario, cosa che puntualmente non ha fatto perché la sanità non è una materia di competenza provinciale».Cosa pensa della proposta di abolire la Provincia per costituire una città metropolitana?«Vorrei innanzitutto sottolineare una cosa: spetta al Parlamento deliberare se sciogliere o non sciogliere la Provincia di Milano, così come altri grandi Province, e trasformarla in area metropolitana. Ciò premesso, la mia posizione in merito è chiarissima». Ossia?«Credo che le Province debbano innanzitutto compiere la missione per la quale sono nate; poi, nel momento in cui il Parlamento deciderà, ragioneremo su eventuali trasformazioni. A tal proposito, ho già avuto la disponibilità di cinque personalità spiccate a lavorare assieme a me per elaborare una proposta da presentare in Parlamento, riguardante proprio il tema del governo metropolitano». Mi dice i nomi dei cinque?«Certamente. Si tratta di Carlo Tognoli, Gabriele Albertini, Giampiero Borghini, Marco Formentini e Paolo Pillitteri. Sono gli ultimi cinque ex sindaci di Milano».E cosa si aspetta?«Le alternative sono due: l'elezione di un presidente e di un Consiglio metropolitano, in sostituzione della attuale Provincia...».Oppure...«Oppure la costituzione di un comitato operativo con la partecipazione del presidente della Provincia, del sindaco di Milano e del presidente della Regione Lombardia, che preveda eventualmente anche la presenza dei sindaci dei comuni capoluogo della "grande Milano". Penso a Varese, Como, Lecco, Bergamo, Cremona, Lodi, Pavia. Quest'ultima soluzione potrebbe essere adottata senza dar vita a nuove istituzioni».Quale sarà la prima decisione della Giunta che presiederete in caso di vittoria?«Aumenteremo i fondi destinati alla sicurezza e riformeremo compiti e strutture della polizia provinciale. Per noi la sicurezza è il presupposto per vivere».F.P.

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elezioni comunali 2009 - casale Il candidato del Partito Comunista dei Lavoratori: (sezione: Province)

( da "Cittadino, Il" del 04-06-2009)

Argomenti: Province

«Tagli alla Lever, bisogna ancora lottare» Cattaneo: «È stato un disastro sociale: salviamo i posti di lavoro» Leopoldo Cattaneo è candidato sindaco per una lista che si presenta con il simbolo politico del Partito Comunista dei Lavoratori, la falce e martello rossa su un mondo stilizzato simbolo dell'internazionalismo comunista a cui il gruppo fa riferimento.Casale si è ingrandito in questi anni, come vorreste farla crescere nei prossimi?«Si è ingrandito come espansione urbanistica, ma di fatto gli abitanti sono rimasti gli stessi, esclusi gli extracomunitari. A nostro avviso non c'è bisogno di altro consumo di suolo, bensì di servizi alla persona e di posti di lavoro».Come fareste crescere i servizi sociali?«C'è bisogno di maggiori risorse da destinare ai servizi, in particolare per quelli legati alle marginalità. C'è in corso una crisi gravissima che è tenuta nascosta dalle forze politiche tradizionali perché svela il fallimento di questa società basata su produzione e profitto infinito. C'è bisogno di una nuova cultura della socialità. Spesso i servizi sociali dirottano i bisognosi a enti caritatevoli come la Caritas, ma sono cose diverse. Il comune dovrebbe agire in prima persona».E per chi perde il posto di lavoro?«Alle famiglie toccate dalla crisi occorrerebbe dare più soldi: la crisi economica non dipende dai lavoratori, ma a pagare sono loro, che per giunta a comune, regione e stato di soldi ne hanno già dati abbastanza pagando le tasse in tutti gli anni di lavoro. E poi bisogna trovare nuovo lavoro, che è la soluzione vera».E dove lo si trova nuovo lavoro?«Gli enti pubblici come comune, provincia e regione hanno il dovere di dare fondi alle proprie società partecipate perché investano e assumano gente. A Casale e nel Lodigiano è un compito che potrebbe spettare all'Azienda Speciale di Servizi di Casale o all'Astem. Poi si possono trovare delle aree da cedere a industrie e artigiani, con un contratto chiaro però in cui si indicano quante persone sono assunte e quanto territorio viene consumato, perché siamo contrarissimi alle logistiche che mangiano terreno e non portano lavoro».E poi c'è la Lever.«Una questione che è ancora aperta a nostro avviso, e un disastro sociale di cui tutti sentiremo prima o dopo gli effetti. In quella vicenda Comune e Provincia hanno dimostrato la loro incapacità ad agire nei confronti della multinazionale. Noi però pensiamo che ci siano ancora margini di lotta per i lavoratori oggi cassintegrati e li invitiamo a riprenderla con forme ancora più dure».Dove si trovano le risorse per questo programma?«Intanto eliminando gli sprechi e indirizzando meglio le risorse: a Casale la progettazione della piazza, poi realizzata in altro modo, ha comportato una spesa di 150 mila euro, la Provincia di Lodi ha creato un fondo da 2 milioni di euro per la riqualificazione dei lavoratori, che non serve a nulla se poi non c'è lavoro. E infine, noi siamo favorevoli all'abolizione dell'indennità di carica per sindaco, assessori e consiglieri». Ma così rischiano di accedere alle cariche solo coloro che se lo possono permettere?«No, perché comunque chi ricopre un incarico o ha un lavoro oppure è pensionato. Salvando i rimborsi spese per gli amministratori, ormai il sindaco ha soltanto un indirizzo politico da dare, perché i responsabili del procedimento sono i tecnici comunali. Se è indirizzo politico, allora può essere fatto senza retribuzione. A Casale, tra sindaco, assessori e consiglieri risparmieremmo più di 150 mila euro. E poi, il consiglio comunale, pur non cambiando nella forma, dovrebbe aprirsi al contributo della gente: prima delle decisioni importanti su bilancio o patrimonio, si devono convocare assemblee pubbliche aperte per raccogliere le opinioni dei cittadini».L'ambiente è l'altro punto forte del vostro programma.«Sì, abbiamo valori generali e idee precise da applicare. Intanto siamo contro il consumo del territorio, contro le logistiche e contro gli insediamenti tossico-nocivi, che dovrebbero sparire dal Lodigiano. Poi pensiamo che sia tempo di un grande piano di piantumazione per Casale: si parte da qui per l'ambiente, ovvero piantumazioni e cura dell'esistente. Vorremmo mettere delle piante lungo la pista ciclabile del Brembiolo, lungo la via Emilia e la strada Mantovana, in piazza. E parliamo di alberi d'alto fusto. Tutti hanno il problema di rivitalizzare Casale, ma non si chiedono perché Casale è in crisi. E la risposta è che è brutta, manca il verde, mancano le piante».Che cosa altro avete in mente per rivitalizzare Casale?«Sicuramente bisogna cambiare il piano del traffico, eliminando le rotonde insignificanti e i sensi unici inutili, cambiando il senso di marcia di via Garibaldi e in generale lavorando per far scorrere il traffico».Ma siete contrari alla cessione degli immobili pubblici di piazza morta.«Sì abbiamo promosso un referendum che ha avuto scarsa partecipazione ma ha fatto emergere il malcontento per quella operazione. Anche perché si dice di voler vendere gli immobili e di riqualificare la piazza, nascondendo il vero obiettivo che è l'acquisto di palazzo Lampugnani. Non c'è bisogno di avere bar e negozi in ogni angolo di città per rivitalizzarla, basterebbe fare in modo che la gente venga a Casale e che possa uscire di casa con occasioni di confronto e iniziative».Poca gente in giro, colpa degli extracomunitari?«Gli stranieri qui vengono a lavorare, e non è vero che siamo amici degli extracomunitari. Noi diciamo che chi delinque deve essere punito, italiano o straniero. Solo il reato di clandestinità ci vede contrari perché è una legge fatta apposta per colpire gli stranieri. Ma chi viene per lavorare, con le sue tradizioni e le sue esperienze, perché deve essere penalizzato? La diversità culturale è una ricchezza, e poi dietro la diversità ci sono storie e problemi quotidiani non dissimili da quelli degli italiani. Sono convinto che i casalini quando conoscono davvero qualche straniero vi riconoscono né più né meno gli stessi problemi, le stesse preoccupazioni e le stesse speranze che hanno gli italiani».Ma c'è un'emergenza sicurezza?«Assolutamente no. Tra stranieri, quelli che sono ghettizzati e vivono in condizioni pietose, ogni tanto esplode l'aggressività. E pur senza giustificarli vorrei vedere chi non sarebbe aggressivo nelle condizioni di vita che hanno loro. Ma contro gli italiani non è mai successo niente».Che opere pubbliche pensate di realizzare?«Nessuna opera faraonica. A noi interessa che l'esistente sia ben conservato, piazze e strade, prima di tutto. Tutt'al più si può pensare a realizzare una sorta di mercato comunale in piazza mercato, proprio per incentivare il commercio di vicinato, che ha un ruolo sociale importante. Noi diciamo no ai supermercati. Poi, per contenere i costi della spesa nei negozi, piuttosto che vendere il pane in piazza a un euro al chilo, pensiamo che il comune debba fare un paniere di prodotti a prezzi calmierati».Che cosa farete per Zorlesco e Vittadone?«Ci vuole più autonomia per i consigli di frazione, che devono essere eletti dagli abitanti della frazione e non nominati. Poi interventi urgenti a Zorlesco riguardano la banda larga per Internet, che ancora manca ed è un assurdo, e l'allargamento del ponte sul Brembiolo. Va da sé che siamo favorevoli alla riapertura della strada di Borasca. A Vittadone invece vorremmo portare in palazzo Grassi, opportunamente restaurato, il Museo contadino, in modo da poter attrarre qualche visita da fuori».Come vi comporterete per tasse e tariffe?«Dipende da quello che si trova nelle casse comunali, ma in linea di massima vorremmo contenerle. Per la Tarsu, poi, si può pensare a qualche forma di agevolazione per chi ha comportamenti virtuosi».Andrea Bagatta

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La proposta avanzata dai candidati del Pdl (sezione: Province)

( da "Libertà" del 04-06-2009)

Argomenti: Province

«Primo atto abolizione della tassa sulla bonifica» La proposta avanzata dai candidati del Pdl (pin) Maggiore sicurezza e regolamentazione dell'immigrazione, favorire l'accesso alla casa ed eliminazione della tassa di bonifica. Sono questi i tre temi "caldi" presentati sul finire della campagna elettorale dai candidati dei collegi cittadini del Pdl, Tommaso Foti (Piacenza 1), Filippo Bertolini (Piacenza 2), Gianluca Micconi (Piacenza 4), Antonino Coppolino (Piacenza 5), Michele Magnaschi (Piacenza 6), Giovanni Vallone (Piacenza 7). Assenti giustificati Alba Saggini (Piacenza 3) e Massimo Burgazzi (Piacenza 8). Il primo tema è di carattere nazionale. Il Pdl promuove, spiega Foti, una raccolta firme su due temi specifici: la necessità di consentire l'ingresso nel nostro Paese solo a stranieri che rispettino le regole, per garantire ai cittadini di sentirsi al sicuro in città, ed applicare in modo severo le indicazioni per le espulsioni dei trasgressori. Non solo: chiedere l'arrivo di militari a presidiare alcune zone della città. Tra le iniziative sostenute figura anche il diritto alla casa, grazie «ai 550 milioni di euro messi a disposizione dal Governo alle Regioni per l'edilizia residenziale pubblica - continua Foti - e dalla disposizione, contenuta nel Piano Casa, di favorire l'acquisto, da parte degli inquilini degli alloggi Erp». Quindi una proposta operativa da sottoporre al primo consiglio provinciale sulla soppressione della tassa di bonifica per i consorzi. «Doppio balzello - afferma Foti - perchè i cittadini sono già tenuti a corrispondere ad Enìa la tariffa per il trattamento delle acque reflue. E citiamo la delibera assunta all'unanimità dal consiglio provinciale di Terni, amministrazione di centrosinistra, che ha deciso di eliminare questa imposta». Prende la parola Antonio Coppolino, protagonista durante l'amministrazione Squeri 2, di un'aspra battaglia proprio su questo tema. «L'allora presidente arrivò a fare causa ai Consorzi di Bonifica. Procedimento ancora pendente. Allo stato attuale, la tassa di bonifica costa alle famiglie piacentine circa 40, 50 euro all'anno, senza trarne benefici. Basta vedere quanto è successo a Rivergaro: nelle recenti giornate di maltempo il paese si è allagato perchè non sono stati ben puliti i canali irrigui, compito dei Consorzi». Da parte sua, Foti rincara la dose sull'assetto idrogeologico della provincia. «La montagna sta scendendo a valle -dice - se ne parlerà domani mattina a Pianello, dove si riunirà la commissione Grandi Rischi della Protezione Civile2». 04/06/2009

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Confronto sui "nodi" della Provincia: tre candidati rispondono, due assenti (sezione: Province)

( da "Libertà" del 04-06-2009)

Argomenti: Province

Confronto sui "nodi" della Provincia: tre candidati rispondono, due assenti Solo tre dei cinque candidati alle Provinciali erano presenti ieri mattina all'incontro organizzato con i dipendenti Rsu della Provincia, convocato per confrontarsi su questioni generali e particolari dell'Ente. Mancavano all'appello Loris Magnani (Forza Nuova, per impegni di lavoro) e Massimo Trespidi (centrodestra, per precedenti appuntamenti elettorali). L'assenza di quest'ultimo è stata criticata da più parti, in particolare dal presidente uscente Boiardi e da Achille Antonelli, dispiaciuto che in quella sede non ci fosse nessuno a rappresentare il governo in carica. A Boiardi, Tansini e Squeri il compito di confrontarsi sui temi proposti dai dipendenti. ABOLIZIONE DELLE PROVINCE - Parere unanime dei tre candidati riguardo al mantenimento dell'Ente; se per Tansini «sarebbe un guaio essere gestiti direttamente dalla Regione, con la quale non si deve aver paura di scontrarsi anche duramente», Squeri auspica che «la Provincia riacquisti un suo spazio, sempre intesa come "rete" di province e con un ruolo politico e decisionale molto più forte». Aggiunge Boiardi: «C'è un deficit di conoscenza sulle attività provinciali. In realtà siamo riusciti a fare progetti che sembravano improbabili e non riesco a immaginare un altro ente in grado di riequilibrare un territorio come il nostro». ESTERNALIZZAZIONI - Secondo Squeri, «esternalizzare, così come si è fatto con l'agricoltura e la manutenzione stradale, significa perdere il controllo del territorio senza guadagnarci». «La Provincia mantiene la sua gestione, non la delega a terzi» risponde Boiardi, evidenziando l'importanza di uno strumento fondamentale come il controllo di gestione. Più critico Tansini, portando l'esempio di Sportello Europa «che ora langue, dopo essere stato affidato a una società di Reggio Emilia che si occupa di riproduzione animale». PRECARIETÀ - Alla notizia di Boiardi che i precari in Provincia sarebbero solo 8, Tansini e Squeri hanno proposto una stabilizzazione del precariato, accusando la giunta uscente di «non aver evitato il mantenimento degli 8 precari in questi ultimi cinque anni, quando i vincoli erano meno rigidi». Tra gli altri argomenti si è parlato di mobilità e settori strategici: Tansini mette in primo piano il sociale e le scuole, proponendo un raddoppio delle pensioni; Squeri invece prevede di ridurre gli assessorati da 8 a 6. E sulla prossima giunta: a Tansini basterebbero «uno o due eletti in consiglio»; Squeri afferma di avere già 4 nomi certi della sua lista, mentre Boiardi ha ribadito la necessità di un confronto preliminare. Cristian Brusamonti 04/06/2009

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Il Centrodestra si affida al candidato lumbard (sezione: Province)

( da "Giorno, Il (Milano)" del 04-06-2009)

Argomenti: Province

PRIMO PIANO pag. 10 Il Centrodestra si affida al candidato lumbard Molgora ultrafavorito, centrosinistra diviso di MAGDA BIGLIA BRESCIA PER LA PROVINCIA di Brescia, nel braccio di ferro all'interno del centrodestra sicuro della vittoria, magari anche senza ballottaggio, si è imposta la Lega Nord. Anche quando il Pdl aveva ormai indicato il suo candidato, Giuseppe Romele di Forza Italia, il Carroccio locale non ha deposto le armi e alla fine, sia per gli equilibri regionali decisi ad alto livello o per il peso crescente dei lumbard nei sondaggi, l'ha spuntata Daniele Molgora sottosegretario all'Economia, carica romana che non è ancora chiaro se lascerà. Lo sostengono Lega, Pdl, Pensionati, Dc, «Alleanza di centro» con alcuni ex Udc come Luigi Maninetti. Il centro sinistra in fatto di sinergie ne ha fatte proprio poche. Dopo le primarie interne al Pd, è stato scelto il sindaco di Concesio, con passato da sindacalista Cisl, Diego Peli. Con lui solo la lista «Sinistra per la Provincia di Brescia» con i vendoliani usciti da Rifondazione e gli ex Pds che se ne erano andati ai tempi della nascita del partito democratico. I Verdi non ci sono voluti stare per le posizioni di Peli sull'autostrada della Valtrompia. L'Italia dei valori corre solitaria col candidato Giampiero De Toni, Rifondazione presenta il suo Vanni Botticini. LA SOCIALISTA Laura Castelletti, che non avrebbe disdegnato la candidatura del centro sinistra, si è apparentata, con inedita mossa, con l'Udc e sostiene Gian Marco Quadrini, segretario provinciale, assieme ai Liberaldemocratici. Ma il quadro frammentato di 11 candidati e 21 liste non si ferma ai grandi schieramenti. Per Forza Nuova compare Paolo Zattoni e tre sono i volti ricorrenti che anche stavolta non mancano. Il sempre presente Elidio De Paoli si candida con tre formazioni: Lista civica, Pensionati uniti Lavoratori precari, Lega lumbarda alpina. La commissione lo ha costretto a cambiare due denominazioni che generavano equivoci. Cesare Galli, la cui lista era stata esclusa dalla corsa per la Loggia l'anno scorso, ci riprova con «Bresciani liberi». L'EX LEGHISTA della prima ora Giulio Arrighini è appoggiato dalla Lega padana lombarda e dall'Mpa, il movimento autonomista del governatore siciliano Lombardo. Visto che le leghe sono gettonate, un'altra nuova ne arriva, è la Lega lombardo veneta del milanese Roberto Fornili, mentre è rimasto tagliato fuori dalla commissione esaminatrice l'autonomista bergamasco Claudio Angelo Allodi. Il quadro si completa con la novità di quest'anno, quella del simbolo «Amo l'Italia Non voto la Provincia» col candidato Andrea Bartoli, ex della civica di Braghini. Se vogliono l'abolizione dell'ente perché si sono messi in lizza? Per avere voce ma, se fossero eletti, rinuncerebbero. Image: 20090604/foto/471.jpg

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Quali sono le prime delibere da firmare? Cosa occupa i primi punti in agenda da qui a se... (sezione: Province)

( da "Messaggero, Il (Ancona)" del 04-06-2009)

Argomenti: Province

Giovedì 04 Giugno 2009 Chiudi di EMANUELE GAROFALO Quali sono le prime delibere da firmare? Cosa occupa i primi punti in agenda da qui a settembre? I "sindaci" immaginano i primi cento giorni del proprio governo. Subito il via alle opere cantierabili per Renato Galeazzi (lista civica), che metterebbe mano al bilancio, all'edilizia scolastica e alla macchina comunale. Il primo pensiero di Fiorello Gramillano (centrosinistra) è rivolto ai posteggi: Traiano gratuito di notte, ma stangata delle zone blu con tariffa più salata a partire dalla seconda ora. Quindi più poteri alle circoscrizioni a cui affidare tutte le manutenzioni dei quartieri. Anche Giacomo Bugaro (Pdl) punta sul traffico. E non ha dubbi: la sua prima riunione di giunta varerà la rivoluzione della viabilità e abbasserà le rette degli asili nido del 30%. La prima firma di Eugenio Duca (Sinistra per Ancona) sarà sulla rinuncia all'indennità di sindaco e per il trasferimento della sala consiliare a Palazzo degli Anziani. Andrea Speciale (Udc) mette al primo punto la creazione di un fondo per ritardare i pagamenti di bollette e servizi dei cittadini in difficoltà. Mauro Gallegati (lista Grillo) ha un decalogo di cose da fare nel cassetto dove spiccano la bonifica dall'amianto degli edifici comunali, un piano per l'interramento di tutti i cavi dell'alta tensione e quattro Notti Bianche all'anno. Elisa Gasparroni (Fn) promette di concentrare gli sforzi sulle politiche sociali a favore degli italiani. Galeazzi (civica) ha in mente di rimettere in moto i lavori pubblici al più presto, con un occhio al bilancio da rimettere in sesto a causa di «un debito notevole dovuto all'inappropriata gestione degli anni più recenti» spiega l'ex sindaco. Le scuole «da far trovare in sicurezza per l'inizio dell'anno scolastico», poi i nuovi uffici del Comune da mettere in piedi per lo sviluppo economico, sicurezza e turismo. Tra le priorità anche una seduta di giunta con Provincia e Regione per riallacciare i rapporti e uno studio da commissionare sulla sosta e la mobilità per gettare le basi della nuova viabilità. Bugaro (Pdl) invece non vuole perdere nemmeno un giorno sulla viabilità e promette di portare alla prima seduta di giunta «l'inversione del senso di marcia in corso Stamira, l'incarico agli uffici di predisporre la gara per il parking Cavour e nel frattempo creeremo dei posti auto su piazza Pertini sul lato via San Martino così da creare subito dei nuovi parcheggi senza invadere la piazza. Entro il mese di luglio - continua Bugaro - il Comune emetterà il bando per la ristrutturazione del Mercato delle Erbe e di quello di piazza d'Armi». E ancora, subito giù del 30% le rette degli asili nido e l'avvio di un programma per la sicurezza e l'integrazione. I primi atti del sindaco Duca (Sinistra)? «Devoluzione dell'indennità di sindaco e trasferimento dell'ufficio del sindaco e del Consiglio a Palazzo degli Anziani per dare avvio alla concreta rivitalizzazione del centro storico» risponde. La lotta agli sprechi sono la seconda battaglia di Duca, che pensa di recuperare almeno un milione dall'abolizione di benefit, auto blu e taglio alle consulenze esterne. «Avvierò la ricontrattazione dei mutui stipulati da Galeazzi e Sturani, nuovi progetti per il fotovoltaico e nel trattamento dei rifiuti per acquisire in tutto almeno 5 milioni» continua Duca. Stop ai lavori di piazza Cavour per spendere quei soldi a favore del resto della città e delle frazioni e ancora durante i primi cento giorni di Duca via il ticket di 75 euro per i centri estivi, adesione del Comune alla società Traiano, abolizione dei tre posti auto di fronte alla Chiesa di Santa Maria della Piazza. Ricostruzione delle scuole Savio e Ghettarello le altre due urgenze di Duca, che promette un monitoraggio dell'edilizia scolastica. I primi tre i punti nell'agenda di Gramillano (centrosinistra)? Dare risorse e deleghe alle Circoscrizioni per curare la manutenzione dei quartieri, con la partecipazione dei presidenti alle sedute di giunta, park Traiano aperto gratuitamente nelle notti dal giovedì alla domenica e nuove tariffe per le strisce blu. «Per evitare le auto in sosta tutto il giorno, le ore di sosta successive alla seconda saranno molto più onerose, così da permettere un ricambio costante» spiega Gramillano. Durante i primi cento giorni della sindacatura Speciale (Udc), l'avvocato pensa a una mappatura «delle realtà associative, di privato sociale, di volontariato» per essere coinvolti nel nuovo modo di governare. Ancona più accogliente e vivibile è poi lo slogan di Speciale, rivedendo viabilità, arredo urbano e manutenzioni. Un occhio anche alla crisi economica in corso, con un fondo comunale destinato a ritardare i pagamenti di chi è in difficoltà. «Massima attenzione agli anconetani» è la dichiarazione di intenti di Gasparroni (Fn).«Le politiche sociali verranno rivoluzionate dando la priorità agli italiani. Le attività commerciali gestite da immigrati non in regola, verranno chiuse e ogni tipo di sovvenzionamento interrotto». Gallegati (lista Grillo) ha un decalogo di cose da fare: al primo punto «facce nuove a Palazzo, con scelte di assessori in base a competenze e merito». Poi via alla riqualificazione del Passetto, all'abbattimento delle barriere architettoniche, alla messa in sicurezza delle scuole, alla bonifica dall'amianto degli edifici e all'interramento dei cavi dell'alta tensione. Raccolta differenziata da completare, ma anche svago e cultura con una Notte Bianca da organizzare ogni tre mesi. «Perché limitare il divertimento dei giovani e soffocare un'iniziativa così bella?» si chiede Gallegati. Fausto Giorgi (NoixAncona) non ha partecipato al focus.

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Canfarini (Pcl): (sezione: Province)

( da "Resto del Carlino, Il (Cesena)" del 04-06-2009)

Argomenti: Province

CESENA pag. 2 Canfarini (Pcl): «Servizi pubblici da sviluppare, no ai privati» ROSSANA Canfarini, candidata del Partito comunista dei lavoratori alla presidenza della Provincia. Ha 48 anni, è sposata e vive a Sarsina, è laureata in scienze politiche e lavora come impiegata». Chi fa parte del vostro elettorato di riferimento? «Tutti i lavoratori dipendenti che stanno vivendo sulla loro pelle la crisi del capitalismo, come si evince chiaramente dalla frase che abbiamo scelto come sintetica presentazione del nostro programma: Se ne vadano tutti, governino i lavoratori». Così spiega la strategia del Pcl: «L'intero programma del partito è inscindibile dalla prospettiva di lotta per un governo dei lavoratori e che riteniamo essere l'unica vera alternativa». Entriamo del merito. «Siamo favorevoli ad un aumento dei trasferimenti pubblici agli enti locali, sotto controllo popolare, finanziato dalla tassazione del grande capitale. Per l'annullamento del debito degli enti locali verso le banche strozzine (mi riferisco ai derivati), e la conseguente liberazione di risorse pubbliche per i servizi sociali e per il lavoro. Per l'abolizione del patto di stabilità. Per un controllo operaio e popolare sull'uso delle risorse pubbliche. No invece alle grandi opere speculative e antiambientali. Siamo per servizi pubblici di trasporto, a prezzi politici, per lavoratori, studenti e pensionati. No alla privatizzazione del trasporto pubblico locale. Siamo per la tassazione straordinaria delle case sfitte e, in caso di necessità, requisizione delle stesse».

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(sezione: Province)

( da "Resto del Carlino, Il (Cesena)" del 04-06-2009)

Argomenti: Province

CESENA pag. 2 «Il mio primo impegno: l'abolizione della Provincia» GIOVANNI LUCCHI (PRI) «PAURA di sparire dal consiglio provinciale? Il timore, avendo scelto di fare una corsa autonoma, è che il voto degli elettori si polarizzi su centrodestra e centrosinistra. I Repubblicani in Provincia servono.>Siamo noi gli unici a dire certe cose». Giovanni Lucchi, architetto, in questa legislatura capogruppo dell'Edera in consiglio provinciale, è il candidato alla presidenza per il Pri. Sulla libertà di manovra' del suo partito si giocherà una fetta del possibile successo elettorale. Lucchi, quali sono le cose che nessuno dice? «Che la Provincia va abolita. Questo è il primo punto del nostro programma. Il Pri lo sostiene dal 1970. Va rivisto il sistema degli enti locali. Può suonare uno slogan ma la frase meno enti, meno burocrazia, meno soldi spesi e dunque messo tasse' corrisponde al vero». Al secondo punto cosa mettete? «Le scuole e le infrastrutture. Molti istituti della provincia non rispettano le norme sismiche. E attraverso il project-financing (accordo tra pubblico e privato)si può realizzare la via Emilia bis. Ma ci sono le condizioni per realizzare anche una metropolitana di superficie tra Forlì e Cesena». Le idee del Pri su sicurezza e turismo? «Non abbiamo eccessi e problemi di ordine pubblico. Però certe zone devono tornare ad essere frequentate dai romagnoli. Servono vigili di quartiere ed un forte coordinamento con il Prefetto. Turismo: occorre un'idea forte che caratterizzi il nostro territorio». Image: 20090604/foto/2244.jpg

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Lavagetto, in 5 punti il patto con gli elettori (sezione: Province)

( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 04-06-2009)

Argomenti: Province

CRONACA 04-06-2009 PDL-LEGA «UN IMPEGNO DI RESPONSABILITA' CON I CITTADINI» Lavagetto, in 5 punti il patto con gli elettori II è un vero e proprio patto con i cittadini quello che Giampaolo Lavagetto, candidato alla presidenza della provincia per Pdl e Lega, ha voluto stringere ieri. L'ex assessore comunale ha scritto nero su bianco i cinque punti principali del suo programma elettorale: il documento, questa mattina, sarà portato da un notaio per farlo convalidare e, in caso di vittoria alle elezioni provinciali, sarà appeso in tutte le sedi dell'ente. «Si tratta di un impegno di responsabilità con i cittadini - spiega Lavagetto, insieme al coordinatore provinciale della Lega Roberto Corradi -. Devono sapere che non sono semplici promesse elettorali, ma progetti concreti. A metà legislatura, ho previsto una verifica: qualora non venissero realizzati almeno 2 su 5 degli impegni assunti, mi dimetterò dall'incarico. E se entro la fine del mandato non venissero realizzati almeno 4 su 5 impegni assunti non mi candiderò più per qualsiasi ente locale. Infine, prometto di portare avanti il mio incarico senza "distra - zioni": se sarà eletto, durante i 5 anni non mi candiderò per nessun'altra carica». Cosa prevedono i cinque punti? Il taglio dei costi della politica, con una diminuzione del 50% degli assessori e degli agenti e il taglio agli sprechi, con la riduzione del 50% delle spese in consulenze. Si taglieranno poi i costi della burocrazia, con l'introduzione di un «tetto di decenza» per gli stipendi dei dirigenti, la riorganizzazione e l'accorpamento delle società partecipate e la riduzione degli enti «inutili» e dei loro cda. Nel documento si prevedono tagli alle tasse, attraverso il dimezzamento dell'addizionale provinciale sull'Ipt, l'abolizione dell'addizionale sull'energia elettrica per le piccole imprese in aree depresse e l'elaborazione di un progetto per il recupero dell'addizionale sull'Rc auto per neopatentati meritevoli. Infine, al posto di un'ulteriore sede provinciale, Lavagetto si impegna a investire le relative risorse nella costruzione di una nuova scuola superiore. «Questo patto è una risposta all'esigenza di chiarezza che hanno i cittadini elettori - dichiara il coordinatore provinciale del Pdl, Luigi Giuseppe Villani -. è importante perché fissa obiettivi, quelli del taglio delle spese inutili dovute alla troppa burocrazia e a una sbagliata concezione della politica, che il Pdl sta perseguendo a tutti i livelli». C.Z. Lavagetto Il candidato ha firmato ieri il documento.

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15.. (sezione: Province)

( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 04-06-2009)

Argomenti: Province

CRONACA 04-06-2009 Giampaolo Lavagetto POPOLO DELLE LIBERTA' - LEGA NORD 1Come sono oggi sono uno spreco di soldi pubblici rispetto ai vantaggi che portano e di cui beneficiano in pochi. Cominciamo a cambiarle noi. 2Sì. La legge prevede con chiarezza funzioni di programmazione e coordinamento per le quali bastano la metà degli attuali assessori. 3Nel mio libro presentato a gennaio ho previsto la costruzione della macroarea funzionale dell'Emilia occidentale, per arrivare ad un unico ente di programmazione e coordinamento del medesimo territorio. L'ab - biamo messo nel nostro programma. 4Via Emilia bis, da Fidenza a Sant'Ilario, da affiancare alla bretella Ti-Bre che prevede opere compensatorie per i Comuni della Provincia. 5Opera già finanziata e già appaltata, dovrà essere potenziata dalla metropolitana leggera su rotaia Parma-Salsomaggiore. 6Sì. Superando, almeno sul piano funzionale, l'attuale peso politico e burocratico di tutti quegli enti, società e consorzi oggi presenti, devolvendo direttamente ai Comuni funzioni e relative risorse economiche ed umane. Infine introdurre agevolazioni fiscali per le piccole imprese locali. 7Il quadro della precarietà del territorio montano è non solo preoccupante, ma dimostra che per l'amministrazione uscente gli investimenti nella prevenzione non sono stati tra le priorità. Per noi, invece, investire su questo ambito è tra le priorità per il futuro. 8E' una necessaria soluzione per far fronte agli errori della pianificazione delle diverse amministrazioni provinciali che si sono succedute fino ad oggi. Infatti, dovremo anche gestire gli ecomostri ereditati, come la discarica di Monte Ardone e l'insoluto problema della discarica di Tiedoli. 9Di certo non il futuro tavolo da un milione e mezzo di euro proposto dall'am - ministrazione uscente. Sarà necessario finalmente costruire con i Comuni e i soggetti interessati un unico progetto in cui il termalismo e la recettività alberghiera di Salso, le attrazioni ambientali e turistiche della montagna, le bellezze artistiche e culturali del resto del territorio, unite alle potenzialità della città capoluogo diventeranno il «pacchetto Parma» che la Provincia si impegnerà a «vendere» a livello nazionale ed internazionale. 10 Abbiamo bisogno di progetti capaci di ottenere sinergie con il Governo per arrivare anche al mercato internazionale. Infine un impegno forte a difesa della tipicità dei prodotti a partire dalla tracciabilità dell'etichetta obbligatoria. 11 Attraverso una politica dell' orienta - mento scolastico e della formazione professionale legata al mondo del lavoro. In particolare, per la seconda, una formazione di qualità, che sappia fare circolare le informazioni tra la domanda di lavoro e l'offerta. 12 Sì. Basta con i sorteggi per le famiglie. Con la nostra proposta di non costruire la terza sede per uffici dell'amministra - zione provinciale come previsto dalla Giunta uscente, ma di venderne una delle due già esistenti per farne una più funzionale, avremo le risorse per costruire il nuovo polo scolastico. 13 Con il forte taglio dei costi della politica, degli sprechi e dei privilegi, amplieremo da subito il pacchetto anticrisi sul territorio, con alcune agevolazioni fiscali dirette, quali ad esempio l'abolizione dell'ad - dizionale provinciale sull'energia elettrica per uso non civile, nonché una azione di agevolazione sul credito locale 14 Innanzitutto razionalizzare e recuperare risorse da quelli fino ad oggi adottati se, come sembra, non hanno ottenuto l'effetto previsto. 15 A livello locale molte le abbiamo già elencate. Quindi, avviando, come abbiamo saputo fare per la città, quell'azione di sinergie tra risorse pubbliche e private che ci sta consentendo di riqualificare intere aree della città a vantaggio della collettività.

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Pdl: (sezione: Province)

( da "Brescia Oggi" del 04-06-2009)

Argomenti: Province

Pdl: «Noi, ponte Loggia-Broletto» VERSO LE ELEZIONI/1. I «vip» a raccolta per i candidati cittadini Gli assessori: «In passato c'era troppo astio» 04/06/2009 rss e-mail print Gli assessori comunali con Beccalossi, Farina e Cavalli FOTOLIVE Promettono che d'ora in poi la Loggia e il Broletto lavoreranno sempre insieme. È questo, a loro parere, il pregio di avere due amministrazioni di un unico colore politico. La coordinatrice Viviana Beccalossi ha chiamato a raccolta ieri nella sede di via Corfù gli assessori comunali, il capogruppo Achille Farina e il presidente della Provincia Uscente Alberto Cavalli a sostegno dei candidati per i collegi cittadini: Riccardo Serramondi; Mauro Tognoli; Alessandro Berdini; Paolo Sampi; Gabriele Ferri; Monica Poli; Antonio D'Azzeo. Persone «validissime», sostiene l'assessore Fausto Di Mezza (Bilancio). «ORMAI SONO TANTE le proposte di abolizione delle Province - dice il collega Mario Labolani (Lavori Pubblici) - che tuttavia sono una risorsa. Lo dimostra il grande lavoro che la Loggia ha fatto con il Broletto ultimamente sulle infrastrutture». Brescia - aggiunge Labolani - «deve diventare una importante città metropolitana, deve lavorare con i Comuni limitrofi». Per Maurizio Margaroli (Commercio) il Pdl finora ha dimostrato grande capacità di ascolto. Mentre Paola Vilardi (Urbanistica), Andrea Arcai (Cultura) e Giorgio Maione (Servizi Sociali) evidenziano che in passato c'era molta «acredine» tra le due Amministrazioni. «Addirittura - spiega Arcai - Corsini aveva dato ai miei uffici l'ordine di non collaborare con la Provincia». Le cose, sottolineano, sono già cambiate da quando è arrivata la giunta Paroli. Ma d'ora in poi, assicura Vilardi, le cose andranno sempre meglio e «il rapporto sarà molto stretto». IL CAPOGRUPPO Farina è ottimista per l'esito delle elezioni in ragione del fatto che «la Provincia sta dimostrando e ha dimostrato di lavorare in modo particolarmente incisivo». «In questi anni - aggiunge Beccalossi - Cavalli ha avvicinato ai cittadini un ente che prima era distante e negli ultimi giri in Valtrompia e Valcamonica abbiamo avvertito un grande affetto, una riconoscenza sincera nei suoi confronti». Tra le iniziative più riuscite c'è, a parere di Beccalossi, la campagna per la sicurezza stradale. «Non so - dice la coordinatrice del Pdl - se è competenza della Provincia, ma so che è un'iniziativa dalla parte dei cittadini». Quanto a Cavalli, se c'è qualcosa a cui guarda con timore non è il bilancio di questi anni di governo, quanto piuttosto «l'astensionismo». «In città poi non si vota per rinnovare il sindaco, diversamente da quanto accade in altri comuni, quindi il pericolo è ancora maggiore - avvisa il presidente uscente -. Il nostrosforzo ora è ricordare ai bresciani che la Provincia conta, e che andare a votare sabato e domenica è necessario». NA.DA.

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Di Ruscio: più spazio ai cittadini (sezione: Province)

( da "Corriere Adriatico" del 04-06-2009)

Argomenti: Province

Di Ruscio: più spazio ai cittadini Completato il tour fermano. "Il programma? Tutti portano il loro contributo" Fermo Decine di migliaia di persone incontrate, quaranta Comuni visitati. E poi frazioni, quartieri, fabbriche, negozi, mercati. E gli attestati di fiducia da parte di ministri, viceministri, sottosegretari ed europarlamentari. Ormai è fatta. "Volevo rendere partecipe - dice Saturnino Di Ruscio - il maggior numero di cittadini al processo di costruzione della Provincia. E' il primo passo verso la novità. Ho voluto dimostrare di volermi distaccare da una politica chiusa in se stessa e capace solo di imporre decisioni dall'alto". E ancora: "Abbiamo un programma fatto con i cittadini. Molti punti sono stati rivisti o inseriti proprio grazie alle loro proposte durante gli incontri nei vari Comuni. Il risultato finale è una Provincia di Fermo alla quale tutti hanno portato e stanno portando il proprio contributo concreto". Tra i progetti che hanno riscosso i maggiori consensi c'è l'abolizione della tassa provinciale sui passi carrabili, la creazione di centri polivalenti per i giovani, gli sgravi fiscali per l'agricoltura. Ci sono poi le tre grandi priorità: infrastrutture, sanità e formazione. "La realizzazione della Monti-Mare spiega rappresenterà la spina dorsale per la viabilità. Necessario anche un collegamento trasversale con il completamento della Mezzina. Importanti pure gli interventi di ammodernamento e messa in sicurezza delle strade esistenti". In materia di sanità spiega: "Fondamentale è la realizzazione del nuovo ospedale provinciale di rete baricentrico. In attesa di questa nuova struttura dobbiamo migliorare l'offerta esistente puntando su accessibilità, emergenze e unità. Per agevolare l'accesso degli utenti all'attuale ospedale Murri stiamo concludendo le procedure urbanistiche per la realizzazione del parcheggio di via Beni. Per le emergenze, prioritaria è realizzazione del nuovo pronto soccorso. Andranno potenziate le Potes di Petritoli e Montegranaro che dovranno essere medicalizzate. Amandola rappresenterà il polo di riferimento per la zona montana. Infine la ridefinizione dei confini sanitari fermani includendo Amandola, Montefortino, Montelparo, Smerillo e Santa Vittoria in Matenano compresi nella Asur di Ascoli Piceno e Campofilone, Pedaso che si trovano nell' Asur di San Benedetto". Un punto al quale Di Ruscio tiene particolarmente in quanto collegato con le politiche dei giovani e del lavoro è la formazione. "Va rivisto l'intero sistema formativo in modo da dare ai nostri giovani possibilità concrete d'inserimento nel mondo del lavoro. Partendo dal rilancio delle scuole tecniche in grado di formare ragazzi pronti per essere inseriti nel mondo del lavoro". Di Ruscio parla dell'Iti Montanti, dell'Ipsia con la scuola calzaturiera, della creazione di un nuovo istituto agrario. Provincia che investirà anche sulla promozione integrata delle nostre eccellenze. "Abbiamo una quantità enorme di risorse. Dobbiamo promuovere al meglio le nostre unicità. In quest'ottica sono nati progetti come il Made in Fermano, il Museo Diffuso, la Riviera del Fermano e tanti altri. Siamo la Provincia dove tutti vorrebbero vivere". DOMENICO CIARROCCHI,

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SILVIO VANACORE 48 ANNI, DUE FIGLI, è DIPENDENTE DI AUTOSTRADE MERIDIONALI. NEL 2004 VIENE ELET... (sezione: Province)

( da "Mattino, Il (Circondario Sud2)" del 04-06-2009)
Pubblicato anche in: (Mattino, Il (Circondario Sud1))

Argomenti: Province

Silvio Vanacore 48 anni, due figli, è dipendente di Autostrade Meridionali. Nel 2004 viene eletto per la prima volta al consiglio tra le fila dei Ds. Da diversi anni è membro della direzione Cgil di Napoli. 1) «Abolizione delle strisce blu dal centro alle zone periferiche. Eliminazione dal bilancio comunale dei fondi destinati a consulenze ed incarichi esterni. Dislocazione verso il centro della città di alcuni servizi comunali per riavvicinare la cittadinanza all'amministrazione. Questi sono i punti di forza di un programma elettorale che prima di tutto si pone l'obiettivo di dare all'amministrazione maggiore credibilità e fare sentire il Comune più vicino alle esigenze dei più deboli». 2) «È necessario promuovere politiche concrete senza spot. La città ha bisogno di una forte collaborazione tra i vari enti istituzionali: Comune, Provincia, Regione e Stato centrale. E ancora: la polizia municipale non può essere impegnata sul territorio solo con il compito di elevare contravvenzioni per rimpinguare le casse comunali, ma deve avere un ruolo più attivo per la scurezza dei cittadini. Infine, contro il racket, la mia proposta è quella di abolire le imposte comunali per i commercianti e i cittadini che decidono di denunciare». 3) «La prima azione del mio governo sarà quella di abolire definitivamente le strisce blu su tutto il territorio comunale. Inoltre è necessario realizzare parcheggi pubblici gratuiti in alcune zone strategiche della città. I parcheggi interrati messi a disposizione dall'amministrazione, infatti, ospitano decine di box destinati alla vendita e non serviranno a risolvere la delicata questione legata alla viabilità».

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I dubbi di Progetto Vita e Ambiente "Cosa c'era in quella nube scura?" (sezione: Province)

( da "Stampa, La" del 05-06-2009)

Argomenti: Province

CAIRO M. NON BASTANO LE RASSICURAZIONI DELL'ITALIANA COKE I dubbi di Progetto Vita e Ambiente "Cosa c'era in quella nube scura?" «Se i residenti delle Ferrere pretendono l'abolizione della Tarsu perché da poco più di un anno nella zona hanno aperto una discarica, che tra l'altro finora non ha causato problemi, cosa dovremmo avere noi, abitanti dei Passeggeri e di Bragno, che da decenni conviviamo con i pesanti disagi della cokeria? Il Comune non può usare due pesi e due misure, anche se, a volte, è proprio questa l'impressione che si ha nel vedere come si affronta la tematica Italiana Coke». La presidente dell'Associazione «Progetto Vita e Ambiente», Nadia Bertetto, ha perso la pazienza e l'ultimo episodio, con l'estesa nube nera che, martedì mattina, si è sprigionata dalle ciminiere della cokeria, è la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Una nube causata, secondo l'azienda, «da un guasto tecnico ad un trasformatore elettrico che ha causato il blackout elettrico di tutto lo stabilimento ed in particolare la fermata degli estrattori del gas di cokeria e la conseguente accensione delle torce di emergenza; la lieve sovrapressione nelle camere di distillazione ha generato la fumosità alle ciminiere. Ma non esiste alcun pericolo o disagio per la popolazione». Sbotta la Bertetto: «Come fanno ad affermare a priori che quella nube non era tossica? Sanno la sua composizione? E se sì perché non la rendono pubblica? E come mai il Comune continua con questo atteggiamento passivo?». Replica il sindaco Fulvio Briano: «Abbiamo allertato l'Arpal ed inviato una richiesta urgente per sapere se ci sono state condizioni tali da mettere in pericolo la salute dei cittadini. Attendiamo la risposta di Arpal e Provincia». \

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Provincia, i Sì e No dei sette candidati (sezione: Province)

( da "Gazzetta di Modena,La" del 05-06-2009)

Argomenti: Province

Provincia, i Sì e No dei sette candidati Così gli aspiranti presidenti rispondono su progetti e "nodi" cruciali Dopo i candidati-sindaco per il Comune di Modena è oggi il turno dei 7 candidati alla presidenza della Provincia sottoporsi al test delle domande da sì e no. Un test che - va detto - non vede particolarmente entusiasti i candidati nel rispondere. Come spiega Emilio Sabattini, riprendendo un sentire comune ad altri «Rispondo, ma sarei tentato di astenermi. Non per sottrarmi al confronto, ma perché la politica è una cosa seria che non si può ricondurre al giochino del sì e del no». Posizione legittima, ma crediamo che i nostri lettori siano ben consci del fatto che dietro ad un sì o un no di massima, ci sia tutta un'argomentazione da considerare e che tale argomentazione il giorno in cui si giungerà - come auspichiamo - ad affrontare questi temi per prendere delle decisioni, avranno modo di essere ampiamente spiegati. Anche Luca Ghelfi del Pdl, ritiene che alcune domande non possono avere come risposta solo il sì e il no. Infatti, sulla questione del deposito gas si astiene, ma chiede di spiegare ai lettori che: «Sono favorevole a patto che ci sia prova e garanzia dell'assoluta sicurezza per i cittadini». Lo stesso Lugli di Rifondazione a proposito della Cispadana si dice favorevole alla revisione del tracciato: «nel senso della completa cancellazione dell'opera». Visto che la maggior parte vanno toccare temi che riguardano la gestione della Giunta uscente, diamo possibilità al candidato Sabattini, presidente in carica di spiegare alcune sue posizioni. Ad esempio, la non risposta sul prolungamento della Nuova Estense è motivata dal fatto che «la priorità - spiega Sabattini - è la circonvallazione di Pavullo», quanto all'Aimag non risponde perché «non è di competenza della Provincia», così come ritiene non ci sia competenza sui valori catastali, sui quali però spende il proprio sì. Nessuna risposta sulla moschea perché si dice «favorevole ai luoghi di culto e di preghiera, ma non all'attività politica in quei luoghi». Sull'abolizione della Provincia «vanno ridefiniti i livelli istituzionali», quanto alle cave da limitare: «Non ce n'è bisogno, c'è già il piano». Sulla caccia «più flessibilità e rispetto dell'ambiente». Sulla Giunta «per me da 1 a 10, come da norme».

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Bartoli: Ecco perché non bisogna votare (sezione: Province)

( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 05-06-2009)

Argomenti: Province

Venerdì 05 Giugno 2009 CRONACA Pagina 13 I CANDIDATI/10 Bartoli: «Ecco perché non bisogna votare» «Amo l'Italia - Non voto la Provincia» è una lista che affonda le radici nel movimento «Non serve non voto» partito dal Nord-est e a Brescia nella Civica di Valter Braghini. Il candidato alla presidenza della Provincia Andrea Bartoli ne raccoglie l'eredità e invita i bresciani a non andare al voto, per dare una spallata a un sistema «inutile e costoso, che richiede trasferimenti statali di 17 miliardi di euro l'anno». INTANTO ASSICURA che lui e tutti i candidati hanno già firmato una liberatoria per dire che «nessuno di noi diventerà consigliere provinciale, e men che meno presidente». Il loro obiettivo è che la percentuale di votanti per il Broletto scenda sotto il 50 per cento degli aventi diritto, o quantomeno che lo scarto tra affluenza alle provinciali rispetto alle europee sia del 10 per cento in meno.Ai bresciani che aderiscono al «non voto» Bartoli chiede di non ritirare la scheda gialla o, per non creare problemi ai seggi, di ritirarla e annullarla scrivendo «non serve non voto». E di motivi per farlo ne elenca tanti. «Dei 17 miliardi di trasferimenti - sottolinea - ben il 72 per cento è destinato all'automantenimento del sistema e solo il resto va per i servizi ai cittadini». I soli costi dei politici provinciali «ammontano a 117 milioni, cifra di per se non esorbitante ma pur sempre un terzo degli stanziamenti per la social card». E l'abolizione - aggiunge - libererebbe subito tre milioni «senza bloccare il personale». MI.VA.  

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Consorzi di bonifica Abolita la tassa (sezione: Province)

( da "Arena, L'" del 05-06-2009)

Argomenti: Province

Venerdì 05 Giugno 2009 CRONACA Pagina 10 BATTAGLIA. Esulta Rifondazione comunista Consorzi di bonifica Abolita la tassa «Grazie alla battaglia di Rifondazione comunista in Consiglio regionale i residenti serviti dalla pubblica fognatura non saranno più tenuti a pagare anche il tributo ai consorzi di bonifica». Ad annunciare l'abolizione della «tassa iniqua imposta dal consorzio Zerpano-Adige-Guà» è Fiorenzo Fasoli, segretario provinciale di Rifondazione comunista. «Tante famiglie, residenti soprattutto a Montorio», afferma, «pagavano due volte per lo stesso servizio: al Comune e al Consorzio di bonifica, una palese ingiustizia». Quella contro il Consorzio è una vecchia battaglia di Rifondazione comunista, tanto che l'allora senatrice Tiziana Valpiana, per fermare le azioni legali del Zerpano-Adige-Guà nei confronti dei residenti che si rifiutavano di pagare il tributo, aveva eletto a propria sede le abitazioni delle famiglie "ribelli". «L'eliminazione della tassa è positiva, ma avremmo voluto», continua Fasoli, «che la Regione, invece di compiere una semplice riorganizzazione, avesse sciolto i consorzi demandandone le funzioni alla Provincia, ente i cui rappresentanti vengono eletti democraticamente». E.S.  

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Il candidato a presidente della Provincia Domenico Marzi: L'abolizione dell'ente se... (sezione: Province)

( da "Messaggero, Il (Frosinone)" del 05-06-2009)

Argomenti: Province

Venerdì 05 Giugno 2009 Chiudi Il candidato a presidente della Provincia Domenico Marzi: «L'abolizione dell'ente servirà a risparmiare e ad investire i soldi in progetti più utili» (Foto EDOARDO PALMESI)

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Fedele allo slogan "l'ultimo presidente", Domenico marzi candidato alla Provincia per... (sezione: Province)

( da "Messaggero, Il (Frosinone)" del 05-06-2009)

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Venerdì 05 Giugno 2009 Chiudi Fedele allo slogan "l'ultimo presidente", Domenico marzi candidato alla Provincia per il Terzo Polo punta tutto sull'abolizione dell'ente per cui concorre. Ironicamente definisce Schietroma "audace" e Iannarilli "timido, tesse le lodi di Arnaldo Zeppieri («Chi si espone non ha mai secondi fini») e assicura che in caso di ballottaggio verificherà con i suoi alleati eventuali ipotesi di accordo («Il parere di Casini sarà vincolante»). Buongiorno e D'Arpino a pag. 36

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Ammetta, vederla parlare nei comizi davanti al simbolo dello scudo crociato fa un... (sezione: Province)

( da "Messaggero, Il (Frosinone)" del 05-06-2009)

Argomenti: Province

Venerdì 05 Giugno 2009 Chiudi di VITTORIO BUONGIORNO e LUCIANO D'ARPINO Ammetta, vederla parlare nei comizi davanti al simbolo dello scudo crociato fa un po' effetto. Non trova? «La mia decisione va inquadrata rileggendo quello che è avvenuto in italia dal '92 ad oggi, è da allora che Occhetto disse pubblicamente che non c'era altra capacità di attrarre se non evocando le riforme istituzionali. Ecco, sono passati 17 anni e non è cambiato nulla. Penso a Lamberto Dini, penso a La malfa, anche a Berlinguer. Per ultimo a Veltroni, nel decalogo delle riforme lanciato con la nascita del Pd, quelle parole sono la dimostrazione dell'incapacità del Pd di dialogare con le periferie». E con Pier Ferdinando Casini e l'Udc? «Ci siamo capiti al volo. La proposta di casini a cui ho aderito è l'unica che da una risposta all'esigenza di cambiamento. Vi ricordate cosa scriveva Feltri su Libero a proposito delle Provincie? Consigliava a Berlusconi di abolirle, ma il premier è incapace di farlo, è ostaggio della Lega» E quindi il suo slogan è l'ultimo presidente, ma lei ci crede? «Questa volta l'abolizione si farà sul serio e i soldi risparmiati potranno essere investiti in iniziative più serie come un vero rilancio dell'occupazione. Credo che sia arrivato il momento di dire basta a corsi di formazione per tagliatori di unghie, c'è bisogno di dare preparazione vera ai nostri ragazzi» Schietroma dice che lei parla a vanvera perché non spetta a Marzi abolire la Provincia. «Grottesco, come se non sapessi che non spetta a me, ma questa è la linea politica del centro. Ma a me è altrettanto chiaro perché non vogliono l'abolizione né Schietroma, né Iannarilli». Perché? «Perché la politica che si basa sul grande potere clientelare ha bisogno di tutti gli enti a disposizione, provincie comprese per tenere sotto controllo la comunità. Quella è la loro esigenza, io ho un'idea diversa della politica per questo sono favorevole all'abolizione. Anzi, da questo punto di vista il risultato che avrò, il risultato che avrà il mio schieramento darà alò voto una valenza referendaria. Un clamoroso successo significa che la gente condivide il nostro progetto». Se invece il risultato non dovesse essere clamoroso? «Vorrà dire che, evidentemente, non siamo riusciti a spiegarci». Non era più semplice invitare i ciociari a non ritirare la scheda? «Il fine è lo stesso». Parliamo di programmi. Abolizione a parte, cosa intende fare? «Avendo amministrato, e ritengo bene, per due legislature il Comune so che si possono mettere in cantiere 3 o 4 cose eccellenti». Quali sono? «Prima cosa, sicuramente, un monitoraggio degli edifici di proprietà dell'ente e di quelli in affitto e contestualmente se rispondono ai requisiti della sicurezza e della messa a norma. Penso alle scuole che sono ancora in affitto e costano centinaia di migliaia di euro. Ma penso anche all'Urbanistica, al Piano territoriale paesaggistico che ha bloccato l'attività edilizia vincolando come boschi persino cespugli di rovi, e fossatelli come fiumi di pregio. Presenterò una proposta di legge regionale urgente per l'abolizione del Ptpr e l'istituzione di un tavolo tecnico per la rielaborazione del piano, nel frattempo dovrà tornare in vigore il vecchio. E poi il rischio frane: basta gestire l'emergenza, avvierò un protocollo d'intesa con Comuni e Autorità di bacino». Il lavoro è la grande emergenza del territorio. «Finora siamo andati avanti con il soccorso rosso della Regione, segno solo dell'incapacità di programmare. Non siamo più in grado di attrarre, ci siamo messi fuori dal mercato». Schietroma, punta tutto sul turismo. Che ne pensa? «Che non possiamo buttare a mare la vocazione industriale di questa terra. Penso alla Fiat, ma anche a marangoni, Viscolube, Agusta, Abb, solo per citarne alcune» E l'aeroporto? «L'abbiamo perso perché il Pd ha finito per sottomettersi alle istanze della corrente viterbese, avevano deciso così e così è stato. Adesso però si ipotizza uno scalo regionale, francamente mi lascia qualche perplessità, dubito che vi possa essere un interesse concreto di privati per l'aeroporto. Mi augurerei che il Governo del Paese sostenesse Frosinone, magari revocando precedenti provvedimenti, ma non credo il Pdl sia in grado di farlo. Ma lo ripeto, in generale resto perplesso, non siamo negli Usa» Un aggettivo per i suoi avversari. Schietroma? «Audace». Iannarilli? «Timido». Un giudizio sulla sua scelta? «Credo che agli italiani piacciano le persone decise, che sanno azzardare» Alle europee per chi voterà? «Voterò e chiedo di votare per l'Udc, per il segretario regionale Ciocchetti». E degli altri candidati ciociari che dice? «Ho visto che hanno tappezzato Roma di manifestri, li lascio ai voti romani». Com'è stata questa campagna elettorale con alle spalle un nuovo partito? «Ho trovato una straordinaria positività, gli ambienti dell'Udc mi hanno accettato con slancio e con passione e ho anche notato una grande capacità propositiva». Cosa le chiedono gli elettori?«Per la prima volta non mi vengono chiesti posti di lavoro, ma istanze collettive. Ci vedo un segno di maturità». Ma ad Anagni correte insieme al centrosinistra. «Ad Anagni sosteniamo un candidato a sindaco come il professor Sansoni che è una persona per bene, è giustissimo appoggiarlo». Accordi in caso di ballottaggio? «Decideranno le assemblee dei candidati, sentirò il parere che avrà forma vincolante del presidente Casini e del segretario regionale. Terremo in grande considerazione il parere di chi è nella Lista Marzi e nelle altre liste». Iannarilli le dà del presuntuoso? «Gli ricordo la figura che fece in consiglio comunale quando tentò di impedire l'assise democratica avvolgendosi con un microfoino: sembrava Lacoonte, imprigionato da solo con la sua ruvida irruenza della quale credo si sia pentito».Le dice anche che è un figlio di papà. «Meglio questo che altro» Se dovesse perdere, meglio Schietroma o Iannarilli? «Scelgano elettori. Tanto, al secondo turno vincerò io». (5.fine)

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Alienazioni flessibili per rispettare il Patto (sezione: Province)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 05-06-2009)

Argomenti: Province

Il Sole-24 Ore sezione: NORME E TRIBUTI data: 2009-06-05 - pag: 32 autore: Comuni e Province Alienazioni flessibili per rispettare il Patto Sulla rilevanza dei proventi da alienazioni ai fini del Patto di stabilità, Comuni e Province possono regolarsi come meglio credono. Il decreto della Ragioneria generale sulla determinazione degli obiettivi per il Patto 2009, che sarà pubblicato sulla Gazzetta ufficiale nei prossimi giorni, mette la parola fine a un intrico normativo nato con la manovra dello scorso giugno, e lascia agli enti libertà d'azione: le amministrazioni a cui conviene potranno escludere dalle entrate rilevanti quelle prodotte da dismissioni immobiliari e vendite societarie, gli altri potranno invece conteggiarle. Se, quando hanno approvato il preventivo 2009, gli enti hanno imboccato la strada sbagliata, basterà una semplice variazione di bilancio per ritornare in carreggiata. L'indicazione del decreto rende ufficiale un orientamento che già si era affacciato nei pareri resi a qualche Comune (si veda «Il Sole 24 Ore» dell'11 maggio), e offre la soluzione più flessibile a quello che era ormai diventato un rompicapo normativo inestricabile. Tutto nasce con la conversione in legge del Dl 112/2008, quando il Parlamento introduce all'articolo 77- bis uno sfortunato comma 8 che impone di escludere dalla base di calcolo e dal saldo obiettivo i proventi da alienazioni riutilizzati per investimenti (come chiarito dal primo correttivo in materia, all'articolo 2,comma 41della Finanziaria 2009). La norma aveva spaccato in due gli enti locali: gli entusiasti, quelli in cui le alienazioni 2007 erano più consistenti rispetto a quelle programmate per il 2009, perché l'esclusione dal calcolo abbassa la base di partenza facilitando gli obiettivi di saldo necessari a rispettare il Patto, e gli arrabbiati, che si trovavano nella situazione inversa. L'abolizione del travagliato comma, arrivata ad aprile con la legge 33/2009, avrebbe solo ribaltato le parti, se non avesse contenuto una clausola di salvaguardia che manteneva la vecchia normativa per chi aveva approvato il bilancio prima del 10 marzo. Anche così, però, molti enti si erano trovati costretti ad applicare una normativa sconveniente. Il decreto dell'Economia sceglie di risolvere il tutto nel nome della flessibilità. Per loro c'è un'unica possibilità: considerare le alienazioni sia nella base di calcolo sia nel saldo 2009 utile ai fini del rispetto del Patto. Dalla pubblicazione in Gazzetta gli enti avranno 30 giorni per comunicare alla Ragioneria gli obiettivi 2009; chi non rispetterà i tempi sarà considerato inadempiente e dovrà subire le sanzioni previste per chi non rispetta il Patto. G.Tr. © RIPRODUZIONE RISERVATA www.ilsole24ore.com/norme Il testo del decreto

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ROMA - Il discorso di Barack Obama al Cairo ha una portata storica e contiene il germe... (sezione: Province)

( da "Messaggero, Il" del 05-06-2009)

Argomenti: Province

Venerdì 05 Giugno 2009 Chiudi di CLAUDIO SARDO ROMA - «Il discorso di Barack Obama al Cairo ha una portata storica e contiene il germe di una nuova speranza di pace. Mi viene in mente la celebre frase di Giovanni Paolo II: "Nessuna guerra si può fare in nome di Dio"». Secondo Pier Ferdinando Casini, leader Udc, è giusto partire da Obama per parlare oggi di Europa, delle politiche per uscire dalla crisi, della posta in gioco alle elezioni di domani e domenica, delle vicende di casa nostra. «La novità della Casa Bianca è destinata a mutare gli equilibri planetari. Agirà dentro la crisi economica, e anche per questo dalla crisi uscirà un mondo diverso. Obama guarda alla Cina, ai Paesi emergenti e nel Medio Oriente ha deciso di intervenire in prima persona per tentare di spegnere i focolai di guerra. Si può dire che il G8 sia stato già sostituito dal G20. E tutto ciò pone l'Europa davanti a un bivio. Può diventare un importante attore globale nel tempo nuovo. Però può anche auto-condannarsi al declino». Cosa dovrebbe scegliere l'Europa? Qual è la partita delle elezioni del 6-7 giugno? «L'Europa diventerà attore globale solo se sarà capace di rafforzare la sua unità e le istituzioni comunitarie. Se i Paesi europei procederanno in ordine sparso, conteranno sempre di meno. E difenderanno peggio gli interessi dei propri cittadini. Per l'Italia i rischi sono ancora maggiori, come ha dimostrato l'esito della trattativa Fiat-Opel. Le elezioni per il rinnovo del Parlamento si celebrano in questo passaggio cruciale. Eppure da noi il confronto è avvilito fino alla meschinità di una contesa attorno alle minorenni, le veline, gli amici che usano i voli di Stato...» Di chi è la colpa di questo scadimento? «La responsabilità principale è di Berlusconi. Non è stata l'opposizione ad aprire il caso. È stata la moglie, con una lettera. Ed è stato Berlusconi a replicare pubblicamente a Porta a porta. Poi lo stesso presidente del Consiglio, una volta trasformata la vicenda privata in un caso pubblico, si è rifiutato di rispondere alle domande di Repubblica. E così si è proseguito per giorni tra gossip e allusioni, notizie e smentite, con Berlusconi che si crogiolava in tv mostrandosi, come sempre, a suo agio quando lo scontro si trasforma in un referendum pro o contro di lui». È difficile negargli il diritto di replica visto che è in gioco la sua credibilità e che qualcuno, anche all'estero, comincia a parlare di dimissioni. «Nessuno gli nega il diritto di difendersi. Fosse stato per me, il caso poteva anche restare privato. È stato lui però a trasformarlo in una questione pubblica. E ora è lui, in tutta evidenza, che preferisce parlare di questo tema per nascondere l'inerzia e la mancanza di idee del governo di fronte alla crisi». Cosa manca al governo? «Il vero problema strutturale si chiama Lega. Berlusconi ha consegnato a Bossi le chiavi della politica nazionale. Spiegò la sua alleanza con la natura territoriale della Lega: ora invece il Carroccio presenta liste in tutta Italia. Ma soprattutto è decisivo nelle scelte cruciali: dall'immigrazione alla sicurezza, dalle quote latte al federalismo. In Veneto Berlusconi ha annunciato che darà alla Lega anche la presidenza della Regione. E così la Lega continua a gonfiarsi: è partito di lotta e di governo, mescola potere e demagogia. Il contrario di ciò che, ad esempio in Francia, Sarkozy concede al partito di Le Pen. Noi centristi siamo l'antidoto al leghismo». Non si registrano comunque differenze incomponibili tra Pdl e Lega su temi come l'immigrazione o la sicurezza. «Questa è un'ulteriore, grave conseguenza dell'influenza leghista. Obama usa come ramoscello di pace persino l'Islam americano, mentre Berlusconi pochi giorni fa disse no nientemeno che all'Italia multiculturale. Ma come? Già il 10% dell'Europa è costituito da immigrati, senza di loro si fermerebbe la produzione, si impoverirebbe la nostra vita... Un governo dovrebbe preoccuparsi della coesistenza, dell'integrazione, di come favorire lo sviluppo. Invece spesso si fa leva sugli istinti peggiori, sulla paura». La sicurezza è comunque uno snodo cruciale per i governi dell'Europa e di tutto il mondo.«Certo. C'è più bisogno di sicurezza. Ma l'insicurezza si combatte innanzitutto contrastando l'illegalità. Serve la certezza del diritto, non gli slogan. Il governo ha ridotto i fondi alla polizia e poi promette 4mila militari nelle strade. Le volanti non hanno benzina e il governo affida la sorveglianza alle ronde, che sono il contrario della sicurezza: è come dire ai cittadini che devono difendersi da soli. La sicurezza sta nella forza e nella presenza dello Stato». La sicurezza sta anche nelle politiche sociali. Cosa propone l'Udc? «La questione demografica è una grande questione politica. Mentre va aiutata l'integrazione degli immigrati regolari e contrastato il traffico dei clandestini, dobbiamo aiutare la natalità in Italia. Con politiche a favore della maternità. Ma anche con quegli aiuti alla famiglia, che finora sono state promessi ma non realizzati. A partire dall'introduzione del quoziente familiare. Poi c'è la riforma degli ammortizzatori sociali: ha un bel dire il premier che ci sono 200 euro al mese per i precari che perdono lavoro. Come si può vivere con 200 euro al mese?». Ammetterà che la crisi economica, per un Paese con un debito pubblico così alto, non può essere affrontata solo aumentando la spesa pubblica. «Noi dell'Udc siamo i soli a dire che la crisi deve essere l'occasione per fare in Italia le riforme che mai sono state fatte: la liberalizzazione dei servizi pubblici locali, la riforma previdenziale, l'abolizione delle Province, un riordino vero della Pubblica amministrazione ben al di là delle eccentriche trovate del ministro Brunetta. Questo serve all'Italia per aumentare la competitività del sistema-Paese e per aiutare quei ceti medi, che con i loro risparmi sono stati fin qui la nostra difesa nella crisi ma che ora rischiano di pagare di più gli effetti sociali nel tempo della caduta del Pil». È in sostanza la richiesta di Confindustria. «Non solo di Confindustria. Anche il governatore Draghi ha indicato questo percorso. Ma Pdl e Pd sono bloccati da opposti conservatorismi. Qui si tocca con mano il male del bipartitismo italiano, incapace di esprimere governi efficienti. Nel Pdl e nel Pd, comunque, stanno crescendo sofferenze e disagi. Nel Pd i moderati non riescono più a stare insieme agli ex comunisti. E nel Pdl tanti non sopportano più le imposizioni della Lega». Sta dicendo che Rutelli e Letta, come ha annunciato Berlusconi, potrebbero presto approdare al centro? «Rutelli e Letta sono dirigenti del Pd, impegnati in campagna elettorale. Non credo che la previsione di Berlusconi sia fondata. In ogni caso il Centro punta ad ampliarsi nella società, nell'associazionismo, non certo nel ceto politico. Diventeremo più grandi, ne sono sicuro, ma ciò non avverrà con operazioni trasformistiche». L'allargamento del Centro è anche una questione istituzionale. Senza una riforma che dia spazio e autonomia alle forze intermedie, per voi la vita sarà sempre difficile. «Non ho la sindrome del soffocamento. Ci stiamo già rafforzando e spero che il risultato di domenica dia una spinta al progetto del partito della Nazione. Questa è la nostra sfida. E sono convinto che i moderati hanno buoni argomenti da usare in politica estera, nelle politiche sociali, nelle riforme istituzionali, e che possono mettere a nudo le contraddizioni del falso bipolarismo Pdl-Pd». Anche la politica estera è nel vostro mirino?«Berlusconi ha perso le sponde di Bush e di Aznar e mi pare molto indebolito. Non può certo sostituire con Putin i suoi vecchi partner. E per carità di patria evito di parlare delle avventure iraniane del ministro Frattini. La sola strada possibile per l'Italia è collaborare attivamente con Parigi e Berlino, battendosi ancor più per l'Europa comunitaria. È in fondo la politica della Prima Repubblica. E non sarebbe male farsi dare qualche buon consiglio da Andreotti».Resta il nodo delle riforme istituzionali. Si faranno in questa legislatura? «Non mi pare che i propositi siano buoni, come dimostra la legge del federalismo fiscale: uno spot concesso alla Lega. Peraltro il Pd, mentre lancia l'allarme sul pericolo per la democrazia, si appresta a votare sì al referendum, con ciò consegnandosi mani e piedi legati a Berlusconi. È difficile fare le riforme con un premier che intende il bipartitismo come monopartitismo e con un Pd che ambisce al più a fare l'opposizione di Sua maestà. Comunque, se ad un certo punto si dovesse fare sul serio, i moderati saranno pronti a sedersi al tavolo e collaborare». In questa campagna elettorale si è parlato anche di alleanze future. È più vicino il dialogo con il Pdl o quello con il Pd? «Ora noi lavoriamo per consolidare il Centro, tanto che nel 90% delle elezioni locali ci siamo presentati da soli. C'è una legislatura davanti. Non abbiamo fretta. E la nostra barra è ferma: quando lo riteniamo utile, ad esempio sulla politica energetica, non abbiamo esitato a votare con il governo a favore delle centrali nucleari». È comprensibile l'imbarazzo delle opposizioni per il caso delle veline, ma davvero un giudizio politico non può essere pronunciato? «Il mio giudizio è che ho un'opinione diversa da Berlusconi su come deve comportarsi un uomo di Stato». E i voli a disposizione della presidenza del Consiglio? «Gianni Letta è un galantuomo e, dal momento che era a lui ad autorizzare le liste dei passeggeri, non ho dubbi che sia stata rispettata la legge. Certo, un conto è il rispetto formale delle norme, un altro conto è l'opportunità. Anche in questo caso, la penso diversamente da Berlusconi».

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, OGNUNO AL SUO POSTO (sezione: Province)

( da "Corriere del Mezzogiorno" del 05-06-2009)

Argomenti: Province

Corriere del Mezzogiorno sezione: 1PAGINA data: 05/06/2009 - pag: 1 LA NUOVA PROVINCIA «BAT», OGNUNO AL SUO POSTO di ROBERTO TELESFORO S ta per nascere la Sesta Provincia pugliese, la «Bat» con tre capoluoghi: Barletta-Andria-Trani. La provincia di Bari vorrebbe cederle un paio di centinaia di dipendenti che saranno in esubero a seguito del ridursi della sua dimensione territoriale. I dipendenti si oppongono. Rifiutano gli incentivi. Si può comprendere che il cambiare residenza o il rassegnarsi a fare il pendolare siano ipotesi spiacevoli. Ma è altrettanto spiacevole, per la collettività, che una amministrazione pubblica debba continuare a pagare duecento stipendi inutili. Il problema della mobilità del personale ricorre spesso. In modo particolare quando le articolazioni amministrative mutano. Si proporrà, ad esempio, anche quando (ma quando?) dovesse nascere la Città Metropolitana. Dovranno trovare una collocazione i dipendenti sopravvissuti della delenda Provincia di Bari. I Comuni che dovessero far parte della «Cm» dovranno poi delegare alla istituenda amministrazione alcune funzioni amministrative (l'urbanistica, l'edilizia scolastica e altro) e quindi diverranno per essi inutili i propri dipendenti che di quei settori si occupano. Peraltro la nuova amministrazione acquisendo dipendenti dai Comuni potrà disporre di competenze e di esperienze già maturate mentre se dovesse avvalersi di personale del tutto nuovo dovrebbe costruire queste professionalità. Inoltre i Comuni dovranno finanziare la Città Metropolitana, presumibilmente con le risorse risparmiate con il delegare alcune competenze (costo del funzionamento di quegli uffici e del relativo personale). Ma se il personale restasse incollato alle proprie scrivanie non saprebbero come fare. Infine. Cedendo alle proteste diverrebbe indispensabile, per la «Cm», l'assunzione di personale nuovo e ciò determinerebbe un costo aggiuntivo. La ratio della 142/90 è invece quella di riorganizzare in senso più funzionale le competenze (fra Comuni e amministrazioni sovraordinate) senza aggravi di spesa complessiva. Anche la auspicata abolizione delle Province si dovrebbe muovere in tal senso e cioè verso una razionalizzazione del sistema rendendolo più aderente alle necessità delle realtà socioeconomiche presenti sul territorio e quindi molto più efficiente. Il loro aumentare di numero appare perciò nefandezza scientemente perpetrata solo per far crescere il «carrozzone» pubblico e il numero delle poltrone occupabili. L'acclamato Ministro Brunetta potrebbe almeno intervenire rendendo obbligata, in casi simili, la mobilità sia pure prevedendo adeguati indennizzi compensativi degli oneri che per i singoli dovessero derivare. I singoli, a loro volta, dovrebbero comprendere che una comunità può progredire solo se ciascuno, all'occasione, fa la sua parte. Tornando alla «Bat». Credo che i dipendenti riottosi debbano ripensarci. Apprezzeremmo. telesforo.ba@libero.it

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IL PARADOSSO della politica è fare promesse ad ogni elezione senza mantenerle. Recarsi ... (sezione: Province)

( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 05-06-2009)

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LETTERE E COMMENTI pag. 32 IL PARADOSSO della politica è fare promesse ad ogni elezione senza mantenerle. Recarsi ... IL PARADOSSO della politica è fare promesse ad ogni elezione senza mantenerle. Recarsi alle urne per votare le Province è un controsenso: il programma di governo ne prevede l'abolizione. L'importante è far votare la gente e tenere in piedi un ente che non serve. Così come non poteva mancare l'annuncio del premier sulla riduzione dei parlamentari. Ormai il patetico dire e disdire della politica lascia il tempo che trova. Giordano C., Ferrara

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(sezione: Province)

( da "Nazione, La (Pistoia)" del 05-06-2009)

Argomenti: Province

CRONACA PISTOIA pag. 6 «Faremo quadrare i conti per l'ente» LA DESTRA CANDIDATO MARCO TARELLI, 38 ANNI AVVOCATO Praticante avvocato in uno studio legale di Pistoia, 38 anni, residente a San Marcello, con una militanza nel Msi e nella Fiamma tricolore: Marco Tarelli è il candidato alla presidenza della Provincia per La Destra, con l'appoggio del Movimento fronte verde e dei Liberaldemocratici. La lista che lo sostiene, schiera anche alcuni ex di An ed alcuni esponenti di Casa Pound. La Destra si presenta alle provinciali chiedendo l'abolizione della Provincia: non è un controsenso? «Entreremo nelle istituzioni per fare da pungolo, da stimolo costruttivo, portando avanti le nostre idee. Se l'ente non verrà eliminato, puntiamo almeno a salvaguardare il più possibile i suoi bilanci e quelli delle partecipate». E' l'unico punto del programma? «Probabilmente è quello caratterizzante, ma puntiamo anche molto sul rafforzamento delle infrastrutture e il miglioramento dei trasporti. Sul sociale, porteremo poi avanti la nostra parola d'ordine: prima gli italiani' e il progetto di mutuo sociale. Vogliamo inoltre valorizzare i nostri prodotti tipici come veicolo turistico». Quale il vostro obiettivo in termini di voti? «Ottenere almeno un consigliere, superando la soglia del 3,1% delle scorse elezioni politiche». Ed in caso di ballottaggio? Verso quale candidato indirizzerete i vostri elettori? «Come ovvio, noi siamo alternativi al centrosinistra per cui penso sia più realistico guardare a Severi e il Pdl che pure non si è voluto alleare con noi. Ma occorrerà un accordo».

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Libè: (sezione: Province)

( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 05-06-2009)

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PROVINCIA 05-06-2009 SORBOLO L'ESPONENTE UDC INSIEME A ROBERTO SOLIANI Libè: «Voglio una Provincia al servizio dei cittadini» SORBOLO «Questo ente deve essere alleggerito in attesa della sua abolizione» II Una Provincia che sia veramente al servizio di tutti i Comuni. Questo il fulcro della campagna elettorale del candidato alla presidenza della Provincia per l'Udc, Mauro Libè, che ha concluso il suo ciclo di incontri nei Comuni del territorio con l'appuntamento di Sorbolo, dove, insieme al candidato consigliere provinciale del collegio, Roberto Soliani, ha esposto la sua idea di riorganizzazione dell'ente di piazzale della Pace. «Ci candidiamo per alleggerire questa Provincia ha spiegato Libé in attesa che venga approvata la proposta di legge per abolirla, e lo facciamo con una lista di persone che rappresentano veramente il territorio e che vivono realmente i problemi delle loro zone, costruita sulla passione e l'interesse per un vero miglioramento». Il territorio provinciale, secondo il candidato presidente, deve crescere insieme «e può farlo solo se tutti i Comuni sono considerati sullo stesso livello». «Parma - aggiunge - e in generale i Comuni capoluogo, per forza politica, demografica ed economica, riescono a fare molto senza l'aiuto della Provincia, ma questo non succede per i Comuni più piccoli, che finiscono per sottomettersi alle scelte dirigiste dell'ente provinciale. Il rischio è quello di uno sviluppo di opere e infrastrutture decise da pochi, alle quali i Comuni diretti interessati si sono dovuti adattare, seppur non si siano rivelate le soluzioni ai loro problemi. Noi non vogliamo che questo accada più, per questo crediamo fortemente che il ruolo della Provincia sia quello di coordinare il territorio in un cammino di crescita omogeneo». Da qui la proposta di un ente di secondo grado formato dai sindaci di tutti i comuni della provincia, che decidono insieme e alla pari». Provinciali Mauro Libè.

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1) se le province continuassero ad essere amministrate così, sarei assolutamente ... (sezione: Province)

( da "Centro, Il" del 05-06-2009)

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Pagina 2 - Teramo 1) Se le Province continuassero ad essere amministrate così, sarei assolutamente ... 1) Se le Province continuassero ad essere amministrate così, sarei assolutamente favorevole all'abolizione. Se invece riuscissero ad allargare le proprie competenze e ad arrivare dove certi piccoli Comuni non riescono ad arrivare, aiutandoli, vi vedrei validità e significato. 2) Taglio del numero degli assessori, riduzione dello stipendio del presidente del consiglio al semplice gettone di presenza e poi snellimento di tanti consigli d'amministrazione, oltre che riduzione a un solo Ato regionale per rifiuti e acqua. 3) Ridare alle strade la manutenzione ordinaria che è palesemente mancata. 4) Immagino un territorio più dinamico, nel quale verrebbe distribuito in maniera più equa l'intervento provinciale. Perché c'è stato il totale e completo abbandono delle zone interne. 5) Sono mistificatori della realtà, non hanno avuto iniziative brillanti e non si sono distinti nel risolvere le problematiche. E poi la differenza tra loro è nei termini, non nei concetti. 6) A 15 anni, sia a livello studentesco sia aderendo ai movimenti di destra. 7) Giorgio Almirante. Conosco a memoria ogni suo discorso e ne possiamo ancora apprezzare l'attualità. 8) Sicuramente più di quelle presenti nell'attuale giunta e più di quante ce ne sarebbero se dovesse vincere il Pdl. Da noi la quota rosa non ha mai avuto bisogno di essere palesata, per noi è un discorso automatico e io ne sono la dimostrazione. Per noi conta la quota giovani. Servono giovani preparati che vedano la politica non come mestiere ma come missione. 9) Prendo 1.200 euro al mese, sono direttore di un ufficio postale. 10) Noi abbiamo puntato sulla gente e non sugli effetti scenografici, abbiamo speso circa 6mila euro.

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Buona musica per un amico Speciale (sezione: Province)

( da "Piccolo di Alessandria, Il" del 05-06-2009)

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Articolo di Manifestazioni Buona musica per un amico Speciale Alessandria - 05/06/2009 Il 5 ed il 6 giugno a San Salvatore Monferrato, dopo il successo delle passate edizioni, torna lo Speciale Days. Due giorni di festa, cucina e musica per ricordare Luca Speciale. L'idea nasce da un gruppo di amici che in seguito alla scomparsa di uno di loro a causa di un tragico incidente stradale, ha deciso di ricordarlo attraverso una manifestazione legata ad uno scopo benefico. Luca, appassionato di moto, amante della compagnia, anni fa era stato colpito da una meningite e nonostante le gravissime conseguenze riportate non si era arreso al suo handicap, ricominciando da subito a vivere una vita normale e anzi ad affrontare sfide sportive che gli hanno permesso di arrivare a ricoprire il ruolo di tedoforo durante le Paralimpiadi di Torino 2006. Nel 2007 la manifestazione di San Salvatore è stata una due giorni alla quale hanno preso parte senza ricevere alcun compenso, gruppi come 80 all'Ora, Anime in Plexiglass, Extra Stinky, Marcello Blues Maphia, Rude Mood e tanti altri musicisti emergenti tra Piemonte e Lombardia. Nel 2008 l'evento è durato tre giorni con 12 complessi che si sono alternati sul palco, agnolotti e, purtroppo, tanta pioggia. Gli incassi di Specialedays (5. 000 euro nel 2007 e 3.500 nel 2008), sono stati interamente devoluti all'associazione Idea. di Alessandria, che dalla fine degli anni '80 si impegna a favore dell'abolizione delle barriere architettoniche che ostacolano la vita dei diversamente abili. Anche per quest'anno Luca sarà ricordato da tanti amici e buona musica: questa sera venerdì 5 giugno apriranno la serata gli "80 all ora" e si continuerà con i "Divina" mentre sabato 6 si esibirà prima il "The Blues Brothers Tribute" e a seguire "Margot & Jack's Jam Session" e "Zoom Party Band". La cucina apre alle 19 per gustare tanti piatti deliziosi. Appuntamento quindi a San Salvatore per questa maniffestazione, patrocinata da Comune, provincia e Csva

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VERSO IL VOTO / EUROPEE (sezione: Province)

( da "Gazzettino, Il (Belluno)" del 05-06-2009)

Argomenti: Province

VERSO IL VOTO / EUROPEE Venerdì 5 Giugno 2009, Sono quattro i candidati bellunesi per alle prossime elezioni europee. Si tratta di Michele Bortoluzzi per la lista Pannella-Bonino, Maurizio Paniz per il Pdl, Paolo Patelmo per La Destra, Giuseppe Bepi Pellegrinon per Sinistra è libertà. Tutti, ovviamente, con una propria storia e le proprie motivazioni per un posto in nel parlamento di Strasburgo. «La mia candidatura è un'opportunità per la provincia di Belluno - attacca Maurizio Paniz, già parlamentare a Roma - c'è un accordo stretto direttamente con il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Ho accettato di mettere la mia faccia, ma in cambio mi è stata promessa ancor maggiore attenzione per questo territorio. E il volume degli interventi dipenderà anche dalle preferenze che otterrò». Anche Paolo Patelmo, avvocato bellunese classe 1952, è stato voluto dal segretario del suo partito, La Destra. «Credo che l'Italia debba contare di più in Europa. Oggi manca la formazione europea e gli altri Stati riescono ad ottenere molto più di noi. Bisogna difendere le specificità italiane, il Made in Italy. Ma anche la tradizione cristiana dell'Europa, per questo diciamo no all'entrata della Turchia». Ha 66 anni Bepi Pellegrinon, editore di Falcade, già sindaco del suo Comune e consigliere provinciale, accademico del Cai. Nella lista Sinistra è libertà rappresenta la componente socialista. «La mia politica è rivolta ai problemi della montagna - spiega - il mio impegno sarà rivolto ad azioni che evitino l'isolamento e il degrado delle zone montane. Puntando sulla specificità della montagna europea come salvaguardia della pianura, la possibilità dell'autogoverno delle sue popolazioni». E'candidato nella lista Panella-Bonino Michele Bortoluzzi, 42 enne, piccolo imprenditore, membro della direzione nazionale del Partito Radicale e tra i fondatori del movimento per l'abolizione delle Province "Non serve, non voto". Punta su alcune idee chiare. «Siamo gli unici a parlare di Europa in questa campagna elettorale - afferma - e di quello che realmente l'Europa può fare. Tra i punti forti, gli Stati Uniti d'Europa, non delle patrie nazionali che hanno prodotto le guerre. Penso ad un'Europa con una difesa e una politica estera comune, no all'Europa dei banchieri, sì ad un controllo efficiente del credito». M.D.

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I vertici di Pdl e Lega al fianco di Lavagetto (sezione: Province)

( da "Gazzetta di Parma Online, La" del 05-06-2009)

Argomenti: Province

I vertici di Pdl e Lega al fianco di Lavagetto Semplificazione amministrativa, abbattimento dei costi della partitocrazia, delle consulenze esterne, delle spese generali dell’ente e un piano strategico di sviluppo territoriale. «Vi ho illustrato cinque progetti che mi sento di portare a termine riducendo gli assessori da dieci a cinque», promette Lavagetto, ospite del teatro «Baratta» di Medesano insieme al candidato alle elezioni europee Antonio Cancian, e del candidato a consigliere provinciale nel collegio Medesano-Pellegrino, Gian Luca Armellini. Fra gli ospiti c'era anche il vice presidente dell’assemblea legislativa della Regione Emilia Romagna, Luigi Giuseppe Villani, il consigliere regionale Roberto Corradi, il sindaco di Medesano, Roberto Bianchi e quello di Noceto, Fabio Fecci. L’incontro è stato aperto da Gian Luca Armellini che ha illustrato nei dettagli «il suo impegno per la Provincia», da riassumersi in meno sprechi, meno burocrazia e più concretezza. Armellini ha anche puntato l'attenzione sulla realizzazione in tempi brevi del casello autostradale nei pressi del ponte sul Taro, sul completamento della Pedemontana, su un nuovo polo scolastico di istruzione secondaria superiore, sulla messa in sicurezza della strada provinciale 357 e del ponte sul Taro Ramiola-Fornovo, oltre a parlare del rifacimento totale della strada provinciale Pellegrino-Varano Marchesi. Il sindaco di Medesano ha chiarito di non essere per l’abolizione della Provincia, ma per renderla moderna e tagliare le spese della politica. Sulla stessa linea anche Luigi Giuseppe Villani e il candidato alle europee Antonio Cancian. Un in bocca al lupo al candidato di Pdl e Lega Nord è arrivato dal sindaco di Noceto. «Mi auguro -ha detto Fabio Fecci rivolto a Lavagetto - che tu sia l’ultimo presidente di questo tipo di Provincia».

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Cinque liste sostengono Lino Osvaldo Felissari e Pietro Foroni, in campo anche Udc, Pcl, Forza nuova, Moderati e Riformisti (sezione: Province)

( da "Cittadino, Il" del 06-06-2009)

Argomenti: Province

Corsa a sei per palazzo San Cristoforo In 61 comuni si vota per il presidente della Provincia di Lodi n Gli avversari sono ormai arrivati alla resa dei conti: i sei candidati che sperano di conquistare la provincia di Lodi si sfideranno alle urne nel corso del weekend. Per il centrosinistra si ripresenterà il presidente uscente, Lino Osvaldo Felissari (Pd), che ha appena concluso il suo primo mandato. Al suo fianco sono scese in campo cinque liste: Italia dei valori,Rifondazione-Comunisti italiani, Sinistra e libertà, Partito democratico, Felissari presidente (lista civica). La campagna elettorale si è concentrata soprattutto sul resoconto dei progetti e degli interventi messi in capo durante questi cinque anni. Dall'altra parte della barricata, il centrodestra ha schierato Pietro Foroni (Lega nord), dopo un lungo "braccio di ferro" con i vertici regionali che avrebbero preferito un uomo di Forza Italia. Anche per lui ci saranno cinque liste pronte a fare il tifo: si tratta di Lega nord, Democrazia cristiana, Pensionati, Popolo della libertà, Insieme per i lodigiani con Foroni (lista civica). Carroccio e Pdl sono andati all'attacco soprattutto sulla questione ambientale e della programmazione territoriale, portando nel Lodigiano quattro ministri e un viceministro.L'Udc ha deciso di correre da solo alla volta di palazzo San Cristoforo, il nome scelto dal partito per guidare l'Unione di centro è quello di Giacomo Arcaini. Il gruppo di Pierferdinando Casini ha difeso fino all'ultimo la sua sfida solitaria, ma ha anche più volte affermato di avere un unico obiettivo: mandare centrodestra e centrosinistra al ballottaggio.Gianmario Invernizzi, leader di Forza nuova, ha presentato la sua lista e il suo programma nella speranza di ottenere un posto in consiglio provinciale. La promessa che il candidato ha fatto agli elettori è quella di essere un attento osservatore dell'immigrazione regolare, portando avanti idee e proposte per arginare il fenomeno.Il Partito comunista dei lavoratori sarà invece rappresentato da Gianfranco Carelli, meglio conosciuto come "Popo". Alla sua prima avventura politica, Carelli ha dato spazio soprattutto ai progetti legati al lavoro, alla sanità e all'ambiente. Anche nel caso del Pcl, l'obiettivo non è quello di ottenere lo scranno più alto della provincia, bensì quello di sedersi in consiglio. Infine, Nando Mascherpa sarà il candidato dei Moderati e Riformisti, per tutta la campagna elettorale ha portato avanti la sua battaglia a favore dell'abolizione delle province, dal suo punto di vista si tratta di enti che non hanno le competenze per affrontare i veri problemi del territorio.In realtà, nel gruppo ci sarebbero dovuti essere altri due sfidanti: Francesco Milanesi di Primavera lodigiana e Donato De Ieso dei Giovani lodigiani. A causa di alcuni errori nella presentazione delle liste, le due squadre di giovani non sono riuscite a entrare a far parte della competizione elettorale. Entrambi, però, hanno promesso di continuare il loro percorso politico, portando avanti i progetti dei ragazzi e delle ragazze del Lodigiano.Greta Boni

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Uccellagione proibita dal Tar (sezione: Province)

( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 06-06-2009)

Argomenti: Province

Uccellagione proibita dal Tar Annullata direttiva regionale Sabato 6 Giugno 2009, Trieste NOSTRO INVIATO Niente uccellagione. Nemmeno per piccole quantità di volatili e per finalità "culturali". Stavolta non lo dice la Corte costituzionale, che ha appena annullato diffuse parti della legge regionale sulla caccia, bensì il Tar di Trieste: ieri ha accolto un ricorso presentato dalla Lac (Lega per l'abolizione della caccia) e dal Wwf contro la Regione, la Provincia di Pordenone e l'Associazione ornitologica friulana sagre e fiere venatorie. I magistrati hanno annullato il provvedimento regionale di deroga per la cattura e detenzione di uccelli in piccola quantità del 24 ottobre 2008 (così come parzialmente modificato 6 giorni dopo), con il quale si autorizzava la cattura e la detenzione in vita di 50 capi di varie specie allo scopo di cessione ad espositori in fiere ornitologiche dell'associazione chiamata in causa. La Regione aveva motivato la decisione con «l'esigenza di catturare e detenere in vita degli uccelli per cederli ad espositori in occasioni di fiere ornitologiche», disattendendo con tale condotta - secondo gli animalisti - un parere espresso dall'Istituto nazionale per la fauna selvatica. L'istituto rilevava in particolare che «non è possibile determinare in modo oggettivo e scientificamente solido le "piccole quantità" prelevabili». La posizione è stata successivamente ribadita dall'Istituto superiore per la protezione e ricerca ambientale (subentrato all'Infs), il quale ha sottolineato che «è possibile insegnare il canto ai soggetti nati in cattività ricorrendo a registrazioni facilmente reperibili sul mercato o selezionare esemplari prodotti dagli allevamenti». Invece sulla scorta del provvedimento della Regione, il 6 novembre 2008 la Giunta provinciale di Pordenone «deliberava di dare applicazione al provvedimento autorizzativo regionale - si legge nella sentenza - motivandolo con la necessità di mantenere vive le tradizioni risalenti alle nostre lontane origini rurali, di riattivare bressane e roccoli storici» e di «utilizzare i soggetti catturati come maestri di canto per gli esemplari nati in cattività che avrebbero partecipato alle numerose fiere ornitologiche in Friuli Venezia Giulia e delle regioni contermini». Il Tar, in calce a un torrente di considerazioni giuridiche, spiega che le misure impugnate sono annullate in quanto violano la legge regionale 14 del 2007 e la Direttiva europa 409 del 1979: vi si prescrive che eventuali deroghe al divieto di uccellagione sono possibili solo in assenza di alternative al prelievo di esemplari dalla natura e per le non numerose finalità consentite, che vanno dalla salute pubblica alla sicurezza aerea, fino agli scopi scientifici e didattici. Maurizio Bait

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Trieste Niente uccellagione. Nemmeno per piccole quantità di volatili e per finalità "... (sezione: Province)

( da "Gazzettino, Il (Pordenone)" del 06-06-2009)

Argomenti: Province

Sabato 6 Giugno 2009, Trieste Niente uccellagione. Nemmeno per piccole quantità di volatili e per finalità "culturali". Stavolta non lo dice la Corte costituzionale, che ha appena annullato diffuse parti della legge regionale sulla caccia, bensì il Tar di Trieste: ieri ha accolto un ricorso presentato dalla Lac (Lega per l'abolizione della caccia) e dal Wwf contro la Regione, la Provincia di Pordenone e l'Associazione ornitologica friulana sagre e fiere venatorie. I magistrati hanno annullato il provvedimento regionale di deroga per la cattura e detenzione di uccelli in piccola quantità del 24 ottobre 2008 (così come parzialmente modificato 6 giorni dopo), con il quale si autorizzava la cattura e la detenzione in vita di 50 capi di varie specie allo scopo di cessione ad espositori in fiere ornitologiche dell'associazione chiamata in causa. La Regione aveva motivato la decisione con «l'esigenza di catturare e detenere in vita degli uccelli per cederli ad espositori in occasioni di fiere ornitologiche», disattendendo con tale condotta - secondo gli animalisti - un parere espresso dall'Istituto nazionale per la fauna selvatica. L'istituto rilevava in particolare che «non è possibile determinare in modo oggettivo e scientificamente solido le "piccole quantità" prelevabili». La posizione è stata successivamente ribadita dall'Istituto superiore per la protezione e ricerca ambientale (subentrato all'Infs), il quale ha sottolineato che «è possibile insegnare il canto ai soggetti nati in cattività ricorrendo a registrazioni facilmente reperibili sul mercato o selezionare esemplari prodotti dagli allevamenti». Invece sulla scorta del provvedimento della Regione, il 6 novembre 2008 la Giunta provinciale di Pordenone «deliberava di dare applicazione al provvedimento autorizzativo regionale - si legge nella sentenza - motivandolo con la necessità di mantenere vive le tradizioni risalenti alle nostre lontane origini rurali, di riattivare bressane e roccoli storici» e di «utilizzare i soggetti catturati come maestri di canto per gli esemplari nati in cattività che avrebbero partecipato alle numerose fiere ornitologiche in Friuli Venezia Giulia e delle regioni contermini». Il Tar, in calce a un torrente di considerazioni giuridiche, spiega che le misure impugnate sono annullate in quanto violano la legge regionale 14 del 2007 e la Direttiva europa 409 del 1979: vi si prescrive che eventuali deroghe al divieto di uccellagione sono possibili solo in assenza di alternative al prelievo di esemplari dalla natura e per le non numerose finalità consentite, che vanno dalla salute pubblica alla sicurezza aerea, fino agli scopi scientifici e didattici. Maurizio Bait

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Il paradosso della politica è fare promesse ad ogni elezione senza mantenerle. Recarsi alle ... (sezione: Province)

( da "Giorno, Il (Milano)" del 06-06-2009)

Argomenti: Province

LETTERE E COMMENTI pag. 17 Il paradosso della politica è fare promesse ad ogni elezione senza mantenerle. Recarsi alle ... Il paradosso della politica è fare promesse ad ogni elezione senza mantenerle. Recarsi alle urne per votare le Province è un controsenso: il programma di governo ne prevede l'abolizione. L'importante è far votare la gente e tenere in piedi un ente che non serve. Così come non poteva mancare l'annuncio del premier sulla riduzione dei parlamentari. Ormai il patetico dire e disdire della politica lascia il tempo che trova. Giordano

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Rischio astensione per le Europee Ma c'è chi la chiede (sezione: Province)

( da "Corriere del Veneto" del 06-06-2009)

Argomenti: Province

Corriere del Veneto sezione: PRIMOPIANO data: 06/06/2009 - pag: 3 Alle urne In Veneto nel 2004 votò il 76,9%, più della media nazionale Rischio astensione per le Europee Ma c'è chi la chiede Bortoluzzi e Carraro, ultimo appello contro le Province VENEZIA Lo spettro dell'astensionismo aleggia sulle elezioni Europee. Lo lasciano intuire le stime redatte dai vari sondaggisti che hanno tastato il polso agli italiani sul fronte del voto per Strasburgo e Bruxelles. E gli esiti non devono essere stati particolarmente soddisfacenti se è vero, come è vero, che centrosinistra e centrodestra hanno manifestato una «convergente » preoccupazione. Non si tratta, comunque, di una novità. Per accorgersene basta consultare i dati dell'affluenza del 2004. Balza subito all'occhio il risultato generale negli Stati membri, con nemmeno il 46% degli aventi diritto al voto che si sono presentati alle urne. Un dato che in questa tornata - secondo le ultime rilevazioni - potrebbe essere ancora inferiore (in Romania si stima una partecipazione del 30%). In questo contesto, l'Italia rappresenta ancora una «certezza», nel senso che furono gli italiani - nel 2004 - a elevare un po' la media con quel 71,7% di votanti che fornì un discreto contributo alla causa. Contributo che è stato ancora maggiore in Veneto, dove alle urne si presentò il 76,9%, con punta massima a Padova (81,4%) e minima a Belluno (67,7%). Anche nella nostra regione, comunque, il «sentiment » per le Europee non è debordante. Alle Politiche del 2008, infatti, in Veneto di presentò alle urne l'84,7% degli aventi diritto al voto, ovvero un abbondante 7% in più rispetto alle Europee. Ovvio che se in questa tornata ci sarà un ulteriore decremento di votanti a livello continentale, si assisterebbe a una nuova delegittimazione del ruolo del Parlamento europeo e delle stesse elezioni (che già da tempo sono definite di «secondo ordine », per sottolinearne la scarsa rilevanza politica). Un risultato, questo, che vorrebbero ottenere i sottoscrittori del «manifesto appello» per l'abolizione delle Province. La differenza è che mentre per le Europee si teme un astensionismo naturale, per le Provinciali è stata giocata la carta dell'astensionismo come forma di protesta. In pratica, un'azione di disobbedienza civile, quella lanciata da Massimo Carraro e Michele Bortoluzzi, sintetizzabile nello slogan: «La Provincia non serve? Non la voto». Il fine è quello di dimostrare, attraverso una massiccia adesione alla campagna, che il «partito» a favore dell'abolizione delle Province è più numeroso di quello che si può immaginare. L'ultimo appello dei promotori lo lascia intuire chiaramente: «Il 6 e 7 giugno lasciamo, lasciate la scheda gialla (quella per le Provinciali, ndr) nelle mani dei Presidenti di seggio, con la convinzione di aver fatto l'unica cosa utile tra le opzioni democratiche a disposizione ». L'obiettivo del gruppo capitanato da Carraro e Bortoluzzi è quello di arrivare a un'Italia con 0 Province, 10 Regioni e solo 200 Comuni. L'azione - trasversale - mira ad aprire un dibattito per cercare di eliminare 107 enti locali che rappresentano - per i promotori dell'iniziativa - «l'emblema degli sprechi della politica». Antonio Spadaccino

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Caccia alla fauna selvatica "nociva", Tar accoglie ricorso delle associazioni ambientaliste (sezione: Province)

( da "Sestopotere.com" del 06-06-2009)

Argomenti: Province

Caccia alla fauna selvatica "nociva", Tar accoglie ricorso delle associazioni ambientaliste (6/6/2009 10:17) | (Sesto Potere) - Vercelli - 6 giugno 2009 - Il Tar del Piemonte accoglie il ricorso proposto dalle associazioni ambientaliste e animaliste e sospende tutti gli abbattimenti delle specie cosiddette “nocive” decisi dalla Provincia di Vercelli. Il 30 giugno 2008 la Provincia di Vercelli aveva sottoscritto con l’Istituto Nazionale per la Fauna Selvatica (I.N.F.S., ora diventato I.S.P.R.A.) un protocollo d’intesa per contenere numericamente attraverso interventi cruenti alcune specie animali selvatiche ritenute in eccesso e dannose per le attività umane. Le associazioni ambientaliste e animaliste si erano opposte sia attraverso il ricorso amministrativo contro i provvedimenti della Provincia e sia organizzando a Vercelli il 17 gennaio 2009 un convegno dal titolo “Nocivosaraitu”, che ebbe grande risalto e successo di pubblico. Ora il Tar del Piemonte nella Camera di Consiglio del 27 maggio 2009 ha accolto in pieno le tesi delle associazioni ed ha sospeso con effetto immediato tutti gli interventi di abbattimento di cinghiali, cornacchie, gazze, nutrie, cormorani, minilepri (silvilago), colombi. Il Tar ha infatti sospeso l’efficacia della Deliberazione della Giunta Provinciale del 26 gennaio 2009 e della Determinazione dirigenziale dell’11 febbraio 2009 contenenti provvedimenti attuativi del citato Protocollo Tecnico tra la Provincia di Vercelli e l'Istituto Nazionale per la Fauna Selvatica circa le azioni di controllo numerico delle popolazioni di specie selvatiche problematiche. Scrive il Giudice: “Con riferimento alla specie del cinghiale, il Protocollo tecnico citato non contempla metodi ecologici, né si sofferma sulla loro inefficacia, né motiva adeguatamente sugli obiettivi dell’azione di contenimento, in violazione dell’ art. 19, comma 2, della legge n. 157 del 1992” ; “Con riferimento al contenimento della specie della volpe, il suddetto Protocollo indica una finalità non rientrante tra quelle espressamente previste dall’art. 19, comma 2, cit.”; “Con riferimento alle specie della nutria e del silvilago, il Protocollo prevede la loro totale eradicazione, in violazione della ratio della legge n. 157 del 1992” “Con riferimento alle specie dei corvidi, del cormorano e del colombo di città, il Protocollo non motiva adeguatamente il previsto intervento…..” Tra i metodi previsti per l’uccisione delle volpi il Protocollo tecnico prevede anche lo sbranamento dei cuccioli in tana mediante cani addestrati “La Provincia di Vercelli è invitata a rivedere i propri orientamenti e a decidere interventi rispettosi delle specie animali e delle leggi della Repubblica” ha dichiarato Roberto Piana Vicepresidente Nazionale della LAC. Hanno partecipato al ricorso le Associazioni: - LAC Lega per l’abolizione della caccia - E.N.P.A. Ente Nazionale Protezione Animali - Pro Natura - Legambiente Circolo Vercellese - Associazione Italiana Familiari e Vittime della Caccia - LIPU Lega Italiana Protezione Uccelli Sezione di Vercelli e Biella - L.A.V. Lega AntiVivisezione

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LUIGI MUSELLA CI SONO CASI IN CUI ANCHE UN VOTO DESTINATO AL SEMPLICE RINNOVO DI UNA CARICA ISTIT... (sezione: Province)

( da "Mattino, Il (Circondario Sud2)" del 06-06-2009)
Pubblicato anche in: (Mattino, Il (Circondario Nord)) (Mattino, Il (Circondario Sud1))

Argomenti: Province

Luigi Musella Ci sono casi in cui anche un voto destinato al semplice rinnovo di una carica istituzionale per il governo del territorio locale può avere un significato più ampio. Non che una corsa elettorale non abbia sempre e comunque un preciso risvolto politico, ma, a volte, la posta in gioco va ben oltre. La scelta del nuovo presidente e del nuovo consiglio della Provincia di Napoli - da anni saldamente nelle mani del centrosinistra - ha sicuramente un valore che travalica la disputa per l'ente in sé (ente, tra l'altro, da sempre stretto tra i poteri del Comune di riferimento e quelli della Regione, tanto che alcuni ne auspicano persino l'abolizione). L'importanza del voto napoletano risiede soprattutto nelle attuali difficoltà vissute dai partiti dell'ex Unione. I travagli di molte amministrazioni (a diverso livello e con diversi gradi di responsabilità) hanno messo l'accento su quella che molti considerano la fine di un ciclo e quindi sulla necessità di avviare una nuova stagione che possa risollevare le sorti della politica nel gioco dei diversi attori sociali. Perché, al di là dei singoli protagonisti, quel che da tempo si sente la mancanza è proprio la politica con la P maiuscola. E in una realtà che mai come in questo momento richiede regole che possano servire all'economia come alla società civile, alla cultura come agli intellettuali, una tale mancanza è particolarmente grave. Ma veniamo alla lotta per la Provincia. Che il centrosinistra sia in difficoltà è fatto noto. Insomma, non è poco plausibile pensare che il candidato del Pd, Gino Nicolais, possa risultare perdente. Ma, al di là della singola consultazione, la domanda che è lecito porsi è un'altra: chi perderebbe veramente se perdesse l'esponente dei Democratici? SEGUE A PAGINA 42 SERVIZI E TUTTE LE LISTE ALL'INTERNO

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LUIGI MUSELLA CI SONO CASI IN CUI ANCHE UN VOTO DESTINATO AL SEMPLICE RINNOVO DI UNA CARICA ISTIT... (sezione: Province)

( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 06-06-2009)

Argomenti: Province

Luigi Musella Ci sono casi in cui anche un voto destinato al semplice rinnovo di una carica istituzionale per il governo del territorio locale può avere un significato più ampio. Non che una corsa elettorale non abbia sempre e comunque un preciso risvolto politico, ma, a volte, la posta in gioco va ben oltre. La scelta del nuovo presidente e del nuovo consiglio della Provincia di Napoli - da anni saldamente nelle mani del centrosinistra - ha sicuramente un valore che travalica la disputa per l'ente in sé (ente, tra l'altro, da sempre stretto tra i poteri del Comune di riferimento e quelli della Regione, tanto che alcuni ne auspicano persino l'abolizione). L'importanza del voto napoletano risiede soprattutto nelle attuali difficoltà vissute dai partiti dell'ex Unione. I travagli di molte amministrazioni (a diverso livello e con diversi gradi di responsabilità) hanno messo l'accento su quella che molti considerano la fine di un ciclo e quindi sulla necessità di avviare una nuova stagione che possa risollevare le sorti della politica nel gioco dei diversi attori sociali. Perché, al di là dei singoli protagonisti, quel che da tempo si sente la mancanza è proprio la politica con la P maiuscola. E in una realtà che mai come in questo momento richiede regole che possano servire all'economia come alla società civile, alla cultura come agli intellettuali, una tale mancanza è particolarmente grave. Ma veniamo alla lotta per la Provincia. Che il centrosinistra sia in difficoltà è fatto noto. Insomma, non è poco plausibile pensare che il candidato del Pd, Gino Nicolais, possa risultare perdente. Ma, al di là della singola consultazione, la domanda che è lecito porsi è un'altra: chi perderebbe veramente se perdesse l'esponente dei Democratici? SEGUE A PAGINA 38 SERVIZI DA PAG. 31 A PAG. 37

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così stanno preparando una scuola a due velocità - antonio nocchetti (sezione: Province)

( da "Repubblica, La" del 07-06-2009)

Argomenti: Province

Pagina VI - Napoli COSì STANNO PREPARANDO UNA SCUOLA A DUE VELOCITà ANTONIO NOCCHETTI G iuseppe è un bambino di 11 anni che frequenta il primo anno di una scuola media di Casavatore in provincia di Napoli. Giuseppe è considerato un eccellente studente dai suoi insegnanti che lo ritengono in grado di proseguire nel percorso di studi nonostante le difficoltà economiche in cui si trova la sua famiglia. I suoi genitori non sospettano assolutamente che quello che il governo Berlusconi ha in mente di realizzare tra qualche settimana riguarderà così da vicino il loro sogno di avere un figlio dottore. La abolizione del valore legale del titolo di studio è, per ammissione dei ministri Gelmini e Brunetta, il prossimo obiettivo del governo nell´ambito delle politiche sull´istruzione. Questo intento troverebbe la sua giustificazione nel tentativo di ridare slancio alla concorrenza virtuosa tra le diverse facoltà universitarie e scuole superiori intrappolate in un letargo derivante da decenni di statalizzazione. Ancora prima di entrare del merito della "terapia" dei ministri in questione, va ricordato che la nostra Costituzione prevede con l´articolo 33 i pilastri fondanti il valore legale del titolo di studio: l´ordinamento didattico e l´esame di Stato. L´evoluzione di questi principi nel tempo ha determinato nel nostro Paese una discreta omogeneità, sebbene le spinte centrifughe abbiano prodotto alcune riforme degli ordinamenti didattici senza intaccarne sostanzialmente l´aspetto della formazione unitaria. La chiarezza con cui recita l´articolo 33 della Costituzione: "è prescritto un esame di Stato per l´ammissione ai vari ordini e gradi di scuole..." e la sua collocazione nel titolo II, quello che prevede i rapporti etico-politici, sono elementi da considerare con molta serietà quando si sbandierano ai quattro venti i presunti vantaggi derivanti dalla abolizione del valore legale del titolo di studio. Il fondato sospetto è che siamo di fronte alla soluzione finale del governo di centrodestra per sbaragliare la struttura unitaria delle conoscenze, ma soprattutto per aprire la strada a una selvaggia deregolamentazione dell´accesso alla cultura nelle diverse parti del Paese. Forse qualcuno ricorderà ancora il ministro Moratti che per prima affrontò l´argomento, provando a delegittimare gli esami di Stato e il valore numerico del loro esito. Argomento dominante tra i detrattori è la considerazione che gli istituti e le facoltà meno qualificate si sarebbero trasformate in "diplomifici e laureifici" che dequalificherebbero gli sforzi di tanti volenterosi studenti e professori. Quanto questo sia vero è impossibile da affermare, sicuramente non lo è per il livello di istruzione secondaria statale che viaggia ben sopra quello delle scuole paritarie come più volte verificato dalle prove Invalsi. Si osservi con attenzione che questo dato sulla supremazia della scuola pubblica superiore su quella paritaria è peculiare in Italia rispetto ad altri sistemi scolastici occidentali. Se la questione originale e l´obiettivo che muove i due ministri è quello di dare una scuola moderna al nostro paese, allora bisogna avere il coraggio di dire che la soluzione proposta non affronta minimamente il problema, ma lo evita accuratamente. Quello che non evita è il disastro che produrrà nei territori meno evoluti d´Italia dove i nostri studenti non potranno più competere ad armi pari con i loro colleghi settentrionali. è triste continuare ad assistere a questa opera paziente di destrutturazione del sistema scolastico e universitario senza che dall´opposizione si levino proteste vibranti e argomentate. Quale facoltà del Sud potrà mai competere con una della Lombardia come possibilità di drenare investimenti o costruire ricerca? Quale istituto superiore del Sud potrà costruire percorsi formativi al pari di uno del Veneto o dell´Emilia Romagna? è possibile smontare l´ordinamento didattico nazionale senza ipotizzare terribili conseguenze nelle parti più arretrate del Paese? Dopo avere prosciugato progressivamente di tempo e risorse economiche il mondo della istruzione pubblica, il governo di centrodestra si prepara a rimuovere l´ultimo baluardo costitutivo della stessa. Per il nostro Giuseppe e per tutti gli studenti che vivono nelle regioni svantaggiate del Paese (più banalmente il cui Pil è pari a 1/3 di quelle del Centro Nord) si prospetteranno percorsi scolastici differenti. Il federalismo fiscale provvederà a ridurre le opportunità formative di Giuseppe in tutti i livelli di istruzione, a nulla servirà la sua intelligenza quando si confronterà con scuole sempre più fatiscenti e una università in smobilitazione. Qualcuno dovrebbe provare a spiegare ai suoi genitori, che cosa gli stanno preparando e perché loro figlio non potrà avere mai le stesse opportunità formative di un coetaneo di Treviso.

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di Lillo Aldegheri VERONA - Netto calo di votanti, ieri, a Ver... (sezione: Province)

( da "Leggo" del 08-06-2009)

Argomenti: Province

di Lillo Aldegheri VERONA - Netto calo di votanti, ieri, a Verona. In tutta la provincia, alle 19, la percentuale era scesa di circa il 4 per cento: dal 63,27 per cento delle elezioni precedenti, si è scesi al 59,85. E anche ieri, come già sabato, nel Comune capoluogo i votanti per l'europarlamento sono stati di più di quelli per il consiglio provinciale. Alle 19 l'affluenza nel Comune di Verona era stata infatti del 54,48 per cento per le elezioni europee (109.255 votanti) contro il 53,65 per cento per le elezioni provinciali (108.746 le schede ritirate). In pratica, in città, alcune centinaia di elettori hanno ritirato la scheda per le Europee, rifiutando quella per le Provinciali. Perché? Forse erano elettori favorevoli all'abolizione delle Province, forse i motivi erano altri. E i politologi avranno di che discutere. Tornando ai numeri della città, il quartiere più "diligente" è stato quello di Borgo Venezia-San Michele, dove alle 19 aveva votato il 56,27 per cento, mentre quello più "astensionista" è stato quello del Centro 1, dove ci si è fermati al 47,33. (ass)

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