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PRIVILEGIA NE IRROGANTO di Mauro
Novelli |
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DOSSIER “ABOLIAMO LE PROVINCE” |
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Castelletti
e il Pri Brescia diventi una città metropolitana
( da "Giornale
di Brescia" del 04-06-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
interno delle
liste di Laura Castelletti. L'idea di far diventare Brescia una città
metropolitana «è dei repubblicani - spiega Carlo Buffoli, candidato del Pri -.
Crediamo sarebbe utile, anche in previsione di una futura abolizione delle
Provincie, creare sinergie tra i Comuni che hanno servizi vicini, dalle case di
riposo agli asili nido ai trasporti pubblici»
elezioni
della provincia di milano
Argomenti: Province
Abstract:
a favore
della famiglia : l'abolizione dell'Ici, un nuovo piano casa, la detassazione
degli straordinari, un patto con le banche per diminuire la rata dei mutui, una
qualificata riforma della scuola, i bonus famiglia». Voi cosa volete
fare?«Abbassare le tasse provinciali: imposta di trascrizione dei passaggi di
proprietà dei veicoli nuovi ed usati,
elezioni
comunali 2009 - casale Il candidato del Partito Comunista dei Lavoratori:
Argomenti: Province
Abstract:
abolizione
dell'indennità di carica per sindaco, assessori e consiglieri». Ma così
rischiano di accedere alle cariche solo coloro che se lo possono
permettere?«No, perché comunque chi ricopre un incarico o ha un lavoro oppure è
pensionato. Salvando i rimborsi spese per gli amministratori, ormai il sindaco
ha soltanto un indirizzo politico da dare,
Argomenti: Province
Abstract:
Primo atto
abolizione della tassa sulla bonifica» La proposta avanzata dai candidati del
Pdl (pin) Maggiore sicurezza e regolamentazione dell'immigrazione, favorire
l'accesso alla casa ed eliminazione della tassa di bonifica. Sono questi i tre
temi "caldi" presentati sul finire della campagna elettorale dai
candidati dei collegi cittadini del Pdl,
Confronto
sui "nodi" della Provincia: tre candidati rispondono, due assenti
( da "Libertà"
del 04-06-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
ABOLIZIONE
DELLE PROVINCE - Parere unanime dei tre candidati riguardo al mantenimento
dell'Ente; se per Tansini «sarebbe un guaio essere gestiti direttamente dalla
Regione, con la quale non si deve aver paura di scontrarsi anche duramente»,
Squeri auspica che «la Provincia riacquisti un suo spazio, sempre intesa come
"rete"
Il
Centrodestra si affida al candidato lumbard
( da "Giorno,
Il (Milano)" del 04-06-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
Il quadro si
completa con la novità di quest'anno, quella del simbolo «Amo l'Italia Non voto
la Provincia» col candidato Andrea Bartoli, ex della civica di Braghini. Se
vogliono l'abolizione dell'ente perché si sono messi in lizza? Per avere voce
ma, se fossero eletti, rinuncerebbero. Image: 20090604/foto/471.jpg
Quali
sono le prime delibere da firmare? Cosa occupa i primi punti in agenda da qui a
se... ( da "Messaggero, Il (Ancona)"
del 04-06-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
Stop ai
lavori di piazza Cavour per spendere quei soldi a favore del resto della città
e delle frazioni e ancora durante i primi cento giorni di Duca via il ticket di
75 euro per i centri estivi, adesione del Comune alla società Traiano,
abolizione dei tre posti auto di fronte alla Chiesa di Santa Maria della
Piazza.
Canfarini
(Pcl):
Argomenti: Province
Abstract:
Per
l'abolizione del patto di stabilità. Per un controllo operaio e popolare
sull'uso delle risorse pubbliche. No invece alle grandi opere speculative e
antiambientali. Siamo per servizi pubblici di trasporto, a prezzi politici, per
lavoratori, studenti e pensionati.
Abstract: 2 «Il mio primo impegno: l'abolizione della Provincia» GIOVANNI LUCCHI (PRI) «PAURA di sparire dal consiglio provinciale? Il timore, avendo scelto di fare una corsa autonoma, è che il voto degli elettori si polarizzi su centrodestra e centrosinistra. I Repubblicani in Provincia servono.>
Lavagetto,
in 5 punti il patto con gli elettori
( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del
04-06-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
accorpamento
delle società partecipate e la riduzione degli enti «inutili» e dei loro cda.
Nel documento si prevedono tagli alle tasse, attraverso il dimezzamento
dell'addizionale provinciale sull'Ipt, l'abolizione dell'addizionale
sull'energia elettrica per le piccole imprese in aree depresse e l'elaborazione
di un progetto per il recupero dell'
15..
( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del
04-06-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
con alcune
agevolazioni fiscali dirette, quali ad esempio l'abolizione dell'ad - dizionale
provinciale sull'energia elettrica per uso non civile, nonché una azione di
agevolazione sul credito locale 14 Innanzitutto razionalizzare e recuperare
risorse da quelli fino ad oggi adottati se, come sembra, non hanno ottenuto
l'effetto previsto.
Pdl:
Argomenti: Province
Abstract:
ORMAI SONO
TANTE le proposte di abolizione delle Province - dice il collega Mario Labolani
(Lavori Pubblici) - che tuttavia sono una risorsa. Lo dimostra il grande lavoro
che la Loggia ha fatto con il Broletto ultimamente sulle infrastrutture».
Brescia - aggiunge Labolani - «deve diventare una importante città
metropolitana, deve lavorare con i Comuni limitrofi»
Di
Ruscio: più spazio ai cittadini ( da "Corriere Adriatico"
del 04-06-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
Il risultato
finale è una Provincia di Fermo alla quale tutti hanno portato e stanno
portando il proprio contributo concreto". Tra i progetti che hanno
riscosso i maggiori consensi c'è l'abolizione della tassa provinciale sui passi
carrabili, la creazione di centri polivalenti per i giovani, gli sgravi fiscali
per l'agricoltura.
SILVIO
VANACORE 48 ANNI, DUE FIGLI, è DIPENDENTE DI AUTOSTRADE MERIDIONALI. NEL 2004
VIENE ELET... ( da "Mattino, Il (Circondario Sud2)"
del 04-06-2009) + 1 altra fonte
Argomenti: Province
Abstract:
Da diversi
anni è membro della direzione Cgil di Napoli. 1) «Abolizione delle strisce blu
dal centro alle zone periferiche. Eliminazione dal bilancio comunale dei fondi
destinati a consulenze ed incarichi esterni. Dislocazione verso il centro della
città di alcuni servizi comunali per riavvicinare la cittadinanza
all'amministrazione.
I
dubbi di Progetto Vita e Ambiente "Cosa c'era in quella nube scura?"
( da "Stampa, La" del
05-06-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
NON BASTANO
LE RASSICURAZIONI DELL'ITALIANA COKE I dubbi di Progetto Vita e Ambiente
"Cosa c'era in quella nube scura?" «Se i residenti delle Ferrere
pretendono l'abolizione della Tarsu perché da poco più di un anno nella zona
hanno aperto una discarica, che tra l'altro finora non ha causato problemi,
cosa dovremmo avere noi, abitanti dei Passeggeri e di Bragno,
Provincia,
i Sì e No dei sette candidati ( da "Gazzetta di Modena,La"
del 05-06-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
Sull'abolizione
della Provincia «vanno ridefiniti i livelli istituzionali», quanto alle cave da
limitare: «Non ce n'è bisogno, c'è già il piano». Sulla caccia «più
flessibilità e rispetto dell'ambiente». Sulla Giunta «per me da
Bartoli:
Ecco perché non bisogna votare ( da "Bresciaoggi(Abbonati)"
del 05-06-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
Non voto
la Provincia» è una lista che affonda le radici nel movimento «Non serve non
voto» partito dal Nord-est e a Brescia nella Civica di Valter Braghini. Il
candidato alla presidenza della Provincia Andrea Bartoli ne raccoglie l'eredità
e invita i bresciani a non andare al voto, per dare una spallata a un sistema
«inutile e costoso,
Consorzi
di bonifica Abolita la tassa ( da "Arena, L'"
del 05-06-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
Ad
annunciare l'abolizione della «tassa iniqua imposta dal consorzio
Zerpano-Adige-Guà» è Fiorenzo Fasoli, segretario provinciale di Rifondazione
comunista. «Tante famiglie, residenti soprattutto a Montorio», afferma,
«pagavano due volte per lo stesso servizio: al Comune e al Consorzio di bonifica,
una palese ingiustizia».
Il
candidato a presidente della Provincia Domenico Marzi: L'abolizione dell'ente
se... ( da "Messaggero, Il (Frosinone)"
del 05-06-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
Venerdì 05
Giugno 2009 Chiudi Il candidato a presidente della Provincia Domenico Marzi:
«L'abolizione dell'ente servirà a risparmiare e ad investire i soldi in
progetti più utili» (Foto EDOARDO PALMESI)
Fedele
allo slogan "l'ultimo presidente", Domenico marzi candidato alla
Provincia per... ( da "Messaggero, Il (Frosinone)"
del 05-06-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
Domenico
marzi candidato alla Provincia per il Terzo Polo punta tutto sull'abolizione
dell'ente per cui concorre. Ironicamente definisce Schietroma
"audace" e Iannarilli "timido, tesse le lodi di Arnaldo Zeppieri
(«Chi si espone non ha mai secondi fini») e assicura che in caso di
ballottaggio verificherà con i suoi alleati eventuali ipotesi di accordo (
Ammetta,
vederla parlare nei comizi davanti al simbolo dello scudo crociato fa un...
( da "Messaggero, Il (Frosinone)" del
05-06-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
ricordate
cosa scriveva Feltri su Libero a proposito delle Provincie? Consigliava a
Berlusconi di abolirle, ma il premier è incapace di farlo, è ostaggio della
Lega» E quindi il suo slogan è l'ultimo presidente, ma lei ci crede? «Questa
volta l'abolizione si farà sul serio e i soldi risparmiati potranno essere
investiti in iniziative più serie come un vero rilancio dell'occupazione.
Alienazioni
flessibili per rispettare il Patto
( da "Sole 24 Ore, Il" del
05-06-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
Comuni e
Province Alienazioni flessibili per rispettare il Patto Sulla rilevanza dei
proventi da alienazioni ai fini del Patto di stabilità, Comuni e Province
possono regolarsi come meglio credono. Il decreto della Ragioneria generale
sulla determinazione degli obiettivi per il Patto 2009, che sarà pubblicato
sulla Gazzetta ufficiale nei prossimi giorni,
ROMA
- Il discorso di Barack Obama al Cairo ha una portata storica e contiene il
germe... ( da "Messaggero, Il"
del 05-06-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
Noi
dell'Udc siamo i soli a dire che la crisi deve essere l'occasione per fare in
Italia le riforme che mai sono state fatte: la liberalizzazione dei servizi
pubblici locali, la riforma previdenziale, l'abolizione delle Province, un
riordino vero della Pubblica amministrazione ben al di là delle eccentriche
trovate del ministro Brunetta.
Argomenti: Province
Abstract:
della
142/90 è invece quella di riorganizzare in senso più funzionale le competenze
(fra Comuni e amministrazioni sovraordinate) senza aggravi di spesa
complessiva. Anche la auspicata abolizione delle Province si dovrebbe muovere
in tal senso e cioè verso una razionalizzazione del sistema rendendolo più
aderente alle necessità delle realtà socioeconomiche presenti sul territorio
IL
PARADOSSO della politica è fare promesse ad ogni elezione senza mantenerle.
Recarsi ... ( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)"
del 05-06-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
Recarsi
alle urne per votare le Province è un controsenso: il programma di governo ne
prevede l'abolizione. L'importante è far votare la gente e tenere in piedi un
ente che non serve. Così come non poteva mancare l'annuncio del premier sulla
riduzione dei parlamentari. Ormai il patetico dire e disdire della politica
lascia il tempo che trova.
Abstract: La Destra si presenta alle provinciali chiedendo l'abolizione della Provincia: non è un controsenso? «Entreremo nelle istituzioni per fare da pungolo, da stimolo costruttivo, portando avanti le nostre idee. Se l'ente non verrà eliminato, puntiamo almeno a salvaguardare il più possibile i suoi bilanci e quelli delle partecipate».
Abstract: PROVINCIA 05-06-2009 SORBOLO L'ESPONENTE UDC INSIEME A ROBERTO SOLIANI Libè: «Voglio una Provincia al servizio dei cittadini» SORBOLO «Questo ente deve essere alleggerito in attesa della sua abolizione» II Una Provincia che sia veramente al servizio di tutti i Comuni.>
1)
se le province continuassero ad essere amministrate così, sarei assolutamente
... ( da "Centro, Il"
del 05-06-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
Teramo 1)
Se le Province continuassero ad essere amministrate così, sarei assolutamente
... 1) Se le Province continuassero ad essere amministrate così, sarei
assolutamente favorevole all'abolizione. Se invece riuscissero ad allargare le
proprie competenze e ad arrivare dove certi piccoli Comuni non riescono ad
arrivare,
Buona
musica per un amico Speciale ( da "Piccolo di Alessandria, Il"
del 05-06-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
80 si
impegna a favore dell'abolizione delle barriere architettoniche che ostacolano
la vita dei diversamente abili. Anche per quest'anno Luca sarà ricordato da
tanti amici e buona musica: questa sera venerdì 5 giugno apriranno la serata
gli "80 all ora" e si continuerà con i "Divina" mentre
sabato 6 si esibirà prima il "The Blues Brothers Tribute"
VERSO
IL VOTO / EUROPEE ( da "Gazzettino, Il (Belluno)"
del 05-06-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
piccolo
imprenditore, membro della direzione nazionale del Partito Radicale e tra i
fondatori del movimento per l'abolizione delle Province "Non serve, non
voto". Punta su alcune idee chiare. «Siamo gli unici a parlare di Europa
in questa campagna elettorale - afferma - e di quello che realmente l'Europa
può fare.
I
vertici di Pdl e Lega al fianco di Lavagetto
( da "Gazzetta di Parma Online, La" del
05-06-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
sulla
messa in sicurezza della strada provinciale 357 e del ponte sul Taro
Ramiola-Fornovo, oltre a parlare del rifacimento totale della strada
provinciale Pellegrino-Varano Marchesi. Il sindaco di Medesano ha chiarito di
non essere per l?abolizione della Provincia, ma per renderla moderna e tagliare
le spese della politica.
Cinque
liste sostengono Lino Osvaldo Felissari e Pietro Foroni, in campo anche Udc,
Pcl, Forza nuova, Moderati e Riformisti
( da "Cittadino, Il" del
06-06-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
quello di
ottenere lo scranno più alto della provincia, bensì quello di sedersi in
consiglio. Infine, Nando Mascherpa sarà il candidato dei Moderati e Riformisti,
per tutta la campagna elettorale ha portato avanti la sua battaglia a favore
dell'abolizione delle province, dal suo punto di vista si tratta di enti che
non hanno le competenze per affrontare i veri problemi del territorio.
Uccellagione
proibita dal Tar ( da "Gazzettino, Il (Udine)"
del 06-06-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
che ha
appena annullato diffuse parti della legge regionale sulla caccia, bensì il Tar
di Trieste: ieri ha accolto un ricorso presentato dalla Lac (Lega per
l'abolizione della caccia) e dal Wwf contro la Regione, la Provincia di
Pordenone e l'Associazione ornitologica friulana sagre e fiere venatorie.
Trieste
Niente uccellagione. Nemmeno per piccole quantità di volatili e per finalità
"... ( da "Gazzettino, Il (Pordenone)"
del 06-06-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
che ha
appena annullato diffuse parti della legge regionale sulla caccia, bensì il Tar
di Trieste: ieri ha accolto un ricorso presentato dalla Lac (Lega per
l'abolizione della caccia) e dal Wwf contro la Regione, la Provincia di
Pordenone e l'Associazione ornitologica friulana sagre e fiere venatorie.
Il
paradosso della politica è fare promesse ad ogni elezione senza mantenerle.
Recarsi alle ... ( da "Giorno, Il (Milano)"
del 06-06-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
Recarsi
alle urne per votare le Province è un controsenso: il programma di governo ne
prevede l'abolizione. L'importante è far votare la gente e tenere in piedi un
ente che non serve. Così come non poteva mancare l'annuncio del premier sulla
riduzione dei parlamentari. Ormai il patetico dire e disdire della politica
lascia il tempo che trova.
Rischio
astensione per le Europee Ma c'è chi la chiede
( da "Corriere del Veneto" del
06-06-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
si
assisterebbe a una nuova delegittimazione del ruolo del Parlamento europeo e
delle stesse elezioni (che già da tempo sono definite di «secondo ordine », per
sottolinearne la scarsa rilevanza politica). Un risultato, questo, che vorrebbero
ottenere i sottoscrittori del «manifesto appello» per l'abolizione delle
Province.
Caccia
alla fauna selvatica "nociva", Tar accoglie ricorso delle
associazioni ambientaliste ( da "Sestopotere.com"
del 06-06-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
interventi
rispettosi delle specie animali e delle leggi della Repubblica” ha dichiarato
Roberto Piana Vicepresidente Nazionale della LAC. Hanno partecipato al ricorso
le Associazioni: - LAC Lega per l?abolizione della caccia - E.N.P.A. Ente
Nazionale Protezione Animali - Pro Natura - Legambiente Circolo Vercellese -
Associazione Italiana Familiari e Vittime della Caccia -
LUIGI
MUSELLA CI SONO CASI IN CUI ANCHE UN VOTO DESTINATO AL SEMPLICE RINNOVO DI UNA
CARICA ISTIT... ( da "Mattino, Il (Circondario Sud2)"
del 06-06-2009) + 2 altre fonti
Argomenti: Province
Abstract:
abolizione).
L'importanza del voto napoletano risiede soprattutto nelle attuali difficoltà
vissute dai partiti dell'ex Unione. I travagli di molte amministrazioni (a
diverso livello e con diversi gradi di responsabilità) hanno messo l'accento su
quella che molti considerano la fine di un ciclo e quindi sulla necessità di
avviare una nuova stagione che possa risollevare le sorti della
LUIGI
MUSELLA CI SONO CASI IN CUI ANCHE UN VOTO DESTINATO AL SEMPLICE RINNOVO DI UNA
CARICA ISTIT... ( da "Mattino, Il (Nazionale)"
del 06-06-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
abolizione).
L'importanza del voto napoletano risiede soprattutto nelle attuali difficoltà
vissute dai partiti dell'ex Unione. I travagli di molte amministrazioni (a
diverso livello e con diversi gradi di responsabilità) hanno messo l'accento su
quella che molti considerano la fine di un ciclo e quindi sulla necessità di
avviare una nuova stagione che possa risollevare le sorti della
così
stanno preparando una scuola a due velocità - antonio nocchetti
( da "Repubblica, La" del
07-06-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
abolizione
del valore legale del titolo di studio è, per ammissione dei ministri Gelmini e
Brunetta, il prossimo obiettivo del governo nell´ambito delle politiche
sull´istruzione. Questo intento troverebbe la sua giustificazione nel tentativo
di ridare slancio alla concorrenza virtuosa tra le diverse facoltà
universitarie e scuole superiori intrappolate in un letargo derivante da
di
Lillo Aldegheri VERONA - Netto calo di votanti, ieri, a Ver...
( da "Leggo" del 08-06-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
Forse
erano elettori favorevoli all'abolizione delle Province, forse i motivi erano
altri. E i politologi avranno di che discutere. Tornando ai numeri della città,
il quartiere più "diligente" è stato quello di Borgo Venezia-San
Michele, dove alle 19 aveva votato il 56,27 per cento, mentre quello più
"astensionista" è stato quello del Centro 1,
( da "Giornale di Brescia"
del 04-06-2009)
Argomenti: Province
Edizione:
04/06/2009 testata: Giornale di Brescia sezione:la città Castelletti e il Pri
«Brescia diventi una città metropolitana» Laura Castelletti «Brescia diventi
una città metropolitana». La proposta arriva dal Partito repubblicano italiano
che alle elezioni provinciali si presenterà all'interno
delle liste di Laura Castelletti. L'idea di far diventare Brescia una città
metropolitana «è dei repubblicani - spiega Carlo Buffoli, candidato del Pri -.
Crediamo sarebbe utile, anche in previsione di una futura abolizione delle
Provincie, creare sinergie tra i Comuni che hanno servizi vicini, dalle case di
riposo agli asili nido ai trasporti pubblici». L'idea prende spunto dal
metrobus che fra qualche anno sarà una realtà: «Una città metropolitana servirà
a dare un senso alla metropolitana leggera che potrebbe infatti allungarsi non
solo verso la Valle Camonica ma anche verso la Valle Trompia. La grande
arretratezza della viabilità delle nostre valli ci obbliga a prevedere una
linea veloce di trasporto pubblico» continua Buffoli. Secondo Laura Castelletti
il progetto di una città metropolitana, e quindi di un metrobus «allungato», è
ciò che serve al nostro territorio: «Oggi che dal punto di vista economico la
coperta è più corta c'è bisogno di una Provincia efficiente che si concentri
sui progetti più utili e ne stabilisca i tempi di realizzazione». Quindi
lasciar da parte per gli interventi più a lungo termine «e pensare a quelli già
iniziati, come ad esempio terminare la terza corsia sulla Tangenziale Sud». Una
Tangenziale Est bucando la Maddalena? «Sarebbe un'opera costosissima e per ora
è meglio abbandonarla cercando altre soluzioni per risolvere la strozzatura che
si crea nei dintorni di piazzale Arnaldo». La viabilità non deve poi
dimenticare l'ambiente: «La nostra Provincia ha bisogno di un po' di
ambientalismo non spinto all'estremo. E di trasporto pubblico» conclude Laura
Castelletti. a. spi.
( da "Cittadino, Il"
del 04-06-2009)
Argomenti: Province
«La nostra? Sarà
la Provincia del sì» Intervista a tutto campo a Guido Podestà, candidato del
centrodestra Guido Podestà (Milano, 1 aprile 1947) è laureato in architettura,
è stato vicepresidente del Parlamento europeo (dal 1997 al 2004) e responsabile
per i rapporti tra il Parlamento europeo e i Parlamenti nazionali dei 15 Stati
membri. Dal 2002 è membro del comitato di presidenza di Forza Italia. Eletto
eurodeputato nel 1994 e nel 1999, è stato riconfermato nel 2004 per la lista di
Forza Italia nella circoscrizione nord-ovest, ricevendo 55 mila preferenze. È
iscritto al gruppo parlamentare del Partito Popolare Europeo. È presidente
della delegazione alla commissione parlamentare mista Ue-Romania; membro della
Conferenza dei presidenti di delegazione; della Commissione per il mercato
interno e la protezione dei consumatori; della commissione per l'agricoltura e
lo sviluppo rurale; della Commissione per l'ambiente, la sanità pubblica e la
sicurezza alimentare. Nel 2008 diventa coordinatore regionale di Forza
Italia.Dottor Podestà, parliamo ovviamente della Provincia di Milano. Quali
sono i tre problemi più importanti oggi sul tappeto e come intende
risolverli?«Il territorio provinciale conta circa tre milioni di abitanti ed ha
un tessuto economico fondato sulle piccole e medie imprese, che garantiscono
lavoro e sviluppo a milioni di cittadini. Dobbiamo ripartire da qui per far
ripartire il motore dell'economia milanese, abbiamo la voglia di far tornare
grande la provincia di Milano. Saranno cinque i temi cardine su cui la nuova
Giunta lavorerà e che ci impegneremo a realizzare nei prossimi cinque anni». Mi
elenca i cinque temi?«Lavoro e piccole e medie imprese, sicurezza e legalità,
infrastrutture e casa, famiglia e giovani, ambiente».Bene. Partiamo dal
lavoro.«Chi cerca lavoro non resterà solo. Anche grazie alla politica del
"fare" del Governo Berlusconi, l'intero sistema economico nazionale
si sta, poco alla volta, rialzando con realismo ed ottimismo: nessuna banca
italiana è fallita, i risparmi di una vita sono stati tutelati, si registrano
più ordini, più fatturato e nasceranno quindi più opportunità di lavoro, da
dover cogliere al volo».E questo cosa centra con la Provincia di Milano?«È
giunto il momento che la Provincia faccia "quadrato" con Stato,
Regione e Comuni per aiutare questa ripresa, offrire più lavoro e valorizzare
le differenti eccellenze produttive che possiede. L'agricoltura, il turismo, la
cultura, le università, il mondo delle libere professioni, le molte piccole e
medie imprese, l'Expo 2015, sono la nostra ricchezza».Come sfruttare questa
ricchezza?«Noi dobbiamo semplificare la vita a chi vuole lavorare, esaltando i nostri
talenti e la nostra riconosciuta operosità lombarda. È una precisa scelta di
campo, tra chi fa e fa bene, da un lato e il partito del no e dell'inutile
iperburocrazia, dall'altro. Come ha detto il presidente Berlusconi : "non
lasceremo indietro nessuno"».Cosa volete fare?«Creare un Fondo di garanzia
per stimolare la concessione di prestiti e migliorare l'accesso al credito o
microcredito delle imprese e dei lavoratori, anche di quelli a tempo
determinato. Vogliamo attivare l'utilizzo dei fondi strutturali previsti nel
budget 2007-2013 dell'Unione Europea, per recuperare le aree dismesse e creare
nuova occupazione». Quindi lei metterà a frutto la sua esperienza vissuta in
Europa?«È mia intenzione attivare finanziamenti della Banca Europea degli
Investimenti per sostenere le infrastrutture immateriali su ricerca, capitale
umano e formazione. Intendiamo sostenere le imprese quando nascono, durante la
crescita e nel loro sforzo di innovazione e ammodernamento tecnologico con
risorse proprie, regionali, statali e comunitarie, e con una nuova
semplificazione amministrativa». Prima mi ha parlato di Expo
2015...«Valorizzeremo, in vista di Expo 2015, il turismo e l'offerta culturale
per creare nuova imprenditorialità e occupazione. Dobbiamo vttimizzare il
sistema rurale insieme a quello agroalimentare, puntando sulle eccellenze dei
nostri prodotti ed individuando specifici distretti produttivi, anche
attraverso la rivalorizzazione del Parco Agricolo Sud Milano». Appunto,
l'agricoltura.«Occorre istituire tavoli permanenti di confronto con la grande
distribuzione organizzata, le rappresentanze dei pubblici esercizi, il mondo
agricolo per favorire la presenza della produzione agricola provinciale nella
rete commerciale locale». E per chi cerca lavoro?«Ritornare ai Centri per
l'impiego collegati alla Borsa Lavoro Regionale, per far sì che la persona
trovi, più in fretta e concretamente, un lavoro stimolante, trasformando il
periodo in cui non si lavora in un'utile occasione di crescita professionale».
C'è tanto lavoro nero nel Milanese.«Il lavoro irregolare può essere contrastato
anche attraverso l'utilizzo dei Buoni Lavoro, potenziando i controlli congiunti
con gli altri soggetti preposti. Occorre poi istituire forme di sostegno attivo
per l'imprenditorialità giovanile e femminile, soprattutto nel settore
dell'Artigianato che deve essere meglio sostenuto e agevolato. E mantenere
accessibile il mondo del lavoro per coloro che, raggiunta la terza età, lo
desiderino e siano in grado di compierlo». Nel Sudmilano è molto sentito il
problema della sicurezza. Quanto conta questo tema nella sua agenda?«È uno dei
punti principali del mio programma. Nonostante i delitti siano diminuiti, la
percezione della sicurezza fra i cittadini è aumentata. I cittadini della
provincia di Milano devono poter uscire tranquillamente nelle loro strade e
nelle loro piazze, senza timore. Purtroppo la giunta di sinistra che governa
Palazzo Isimbardi ha dedicato solo lo 0,8% del bilancio alla sicurezza. Nel
momento in cui sarò eletto mi impegnerò, da subito, ad aumentare la voce di
bilancio destinata alla sicurezza».Come?«L'obiettivo è avere una maggiore
presenza delle forze dell'ordine sul territorio e una migliore integrazione dei
servizi. A questo proposito, considero di vitale importanza eliminare il vincolo
che ha imposto Penati per limitare le competenze della polizia provinciale ai
soli aspetti ambientali».Lei dunque farebbe qualcosa di diverso.«Credo sia
fondamentale lavorare ad una riforma del corpo di Polizia provinciale,
ampliandone i compiti e aumentando i fondi destinati alla sicurezza, al fine di
consentire al corpo provinciale di essere soggetto di coordinamento con le
diverse polizie municipali e con le altre forze operanti sul territorio.
Dobbiamo garantire sette giorni su sette, ventiquattro ore su ventiquattro una
concreta capacità di risposta e un intervento immediato su tutto il territorio
provinciale».È un bell'impegno.«L'insicurezza, purtroppo, è una brutta realtà e
va affrontata con competenza, decisione e autorevolezza. Basta con il falso
buonismo: la sicurezza dei cittadini ed il rispetto della legge vengono prima
di tutto».Dunque...«Come sta facendo il nostro Governo, bisogna assumersi la
responsabilità di aumentare il livello di sicurezza in ogni settore della
nostra vita, stando vicino a tutti coloro che operano in favore della nostra
sicurezza con grande spirito di sacrificio». Di chi sta parlando?«Di tutte le
forze dell'ordine: carabinieri, polizia di Stato, guardia di finanza, polizia
penitenziaria, polizia provinciale e municipale, insieme alla protezione
civile, ai vigili del fuoco, alla Croce rossa, alle guardie ecologiche
volontarie, a tutte le associazioni sociali ed umanitarie che si fondano sul
volontariato, sono la nostra più grande forza: a loro va tutto il nostro rispetto,
la nostra gratitudine e il nostro sostegno - morale ed economico - per creare
un vero coordinamento tra tutti i soggetti attivi nel nostro territorio». Lei
che idee ha a tale proposito?«La Provincia svolge un ruolo attivo per tutte le
forme di sicurezza: personale, stradale, edilizia, ambientale, sociale,
domestica, alimentare, dei luoghi di lavoro. Bisogna investire più risorse,
sfruttando meglio quelle del Patto per la sicurezza ed attraendo nuovi
trasferimenti. é quanto dicevo prima: bisogna istituire un servizio di
telesoccorso 24 ore su
( da "Cittadino, Il"
del 04-06-2009)
Argomenti: Province
«Tagli alla
Lever, bisogna ancora lottare» Cattaneo: «È stato un disastro sociale: salviamo
i posti di lavoro» Leopoldo Cattaneo è candidato sindaco per una lista che si
presenta con il simbolo politico del Partito Comunista dei Lavoratori, la falce
e martello rossa su un mondo stilizzato simbolo dell'internazionalismo
comunista a cui il gruppo fa riferimento.Casale si è ingrandito in questi anni,
come vorreste farla crescere nei prossimi?«Si è ingrandito come espansione
urbanistica, ma di fatto gli abitanti sono rimasti gli stessi, esclusi gli
extracomunitari. A nostro avviso non c'è bisogno di altro consumo di suolo,
bensì di servizi alla persona e di posti di lavoro».Come fareste crescere i
servizi sociali?«C'è bisogno di maggiori risorse da destinare ai servizi, in
particolare per quelli legati alle marginalità. C'è in corso una crisi
gravissima che è tenuta nascosta dalle forze politiche tradizionali perché
svela il fallimento di questa società basata su produzione e profitto infinito.
C'è bisogno di una nuova cultura della socialità. Spesso i servizi sociali
dirottano i bisognosi a enti caritatevoli come la Caritas, ma sono cose
diverse. Il comune dovrebbe agire in prima persona».E per chi perde il posto di
lavoro?«Alle famiglie toccate dalla crisi occorrerebbe dare più soldi: la crisi
economica non dipende dai lavoratori, ma a pagare sono loro, che per giunta a
comune, regione e stato di soldi ne hanno già dati abbastanza pagando le tasse
in tutti gli anni di lavoro. E poi bisogna trovare nuovo lavoro, che è la
soluzione vera».E dove lo si trova nuovo lavoro?«Gli enti pubblici come comune,
provincia e regione hanno il dovere di dare fondi alle proprie società
partecipate perché investano e assumano gente. A Casale e nel Lodigiano è un
compito che potrebbe spettare all'Azienda Speciale di Servizi di Casale o
all'Astem. Poi si possono trovare delle aree da cedere a industrie e artigiani,
con un contratto chiaro però in cui si indicano quante persone sono assunte e
quanto territorio viene consumato, perché siamo contrarissimi alle logistiche
che mangiano terreno e non portano lavoro».E poi c'è la Lever.«Una questione
che è ancora aperta a nostro avviso, e un disastro sociale di cui tutti
sentiremo prima o dopo gli effetti. In quella vicenda Comune e Provincia hanno
dimostrato la loro incapacità ad agire nei confronti della multinazionale. Noi
però pensiamo che ci siano ancora margini di lotta per i lavoratori oggi
cassintegrati e li invitiamo a riprenderla con forme ancora più dure».Dove si
trovano le risorse per questo programma?«Intanto eliminando gli sprechi e
indirizzando meglio le risorse: a Casale la progettazione della piazza, poi
realizzata in altro modo, ha comportato una spesa di 150 mila euro, la
Provincia di Lodi ha creato un fondo da 2 milioni di euro per la
riqualificazione dei lavoratori, che non serve a nulla se poi non c'è lavoro. E
infine, noi siamo favorevoli all'abolizione dell'indennità
di carica per sindaco, assessori e consiglieri». Ma così rischiano di accedere
alle cariche solo coloro che se lo possono permettere?«No, perché comunque chi
ricopre un incarico o ha un lavoro oppure è pensionato. Salvando i rimborsi
spese per gli amministratori, ormai il sindaco ha soltanto un indirizzo
politico da dare, perché i responsabili del procedimento sono i tecnici
comunali. Se è indirizzo politico, allora può essere fatto senza retribuzione.
A Casale, tra sindaco, assessori e consiglieri risparmieremmo più di 150 mila
euro. E poi, il consiglio comunale, pur non cambiando nella forma, dovrebbe
aprirsi al contributo della gente: prima delle decisioni importanti su bilancio
o patrimonio, si devono convocare assemblee pubbliche aperte per raccogliere le
opinioni dei cittadini».L'ambiente è l'altro punto forte del vostro
programma.«Sì, abbiamo valori generali e idee precise da applicare. Intanto
siamo contro il consumo del territorio, contro le logistiche e contro gli
insediamenti tossico-nocivi, che dovrebbero sparire dal Lodigiano. Poi pensiamo
che sia tempo di un grande piano di piantumazione per Casale: si parte da qui
per l'ambiente, ovvero piantumazioni e cura dell'esistente. Vorremmo mettere
delle piante lungo la pista ciclabile del Brembiolo, lungo la via Emilia e la
strada Mantovana, in piazza. E parliamo di alberi d'alto fusto. Tutti hanno il
problema di rivitalizzare Casale, ma non si chiedono perché Casale è in crisi.
E la risposta è che è brutta, manca il verde, mancano le piante».Che cosa altro
avete in mente per rivitalizzare Casale?«Sicuramente bisogna cambiare il piano
del traffico, eliminando le rotonde insignificanti e i sensi unici inutili,
cambiando il senso di marcia di via Garibaldi e in generale lavorando per far
scorrere il traffico».Ma siete contrari alla cessione degli immobili pubblici
di piazza morta.«Sì abbiamo promosso un referendum che ha avuto scarsa
partecipazione ma ha fatto emergere il malcontento per quella operazione. Anche
perché si dice di voler vendere gli immobili e di riqualificare la piazza,
nascondendo il vero obiettivo che è l'acquisto di palazzo Lampugnani. Non c'è bisogno
di avere bar e negozi in ogni angolo di città per rivitalizzarla, basterebbe
fare in modo che la gente venga a Casale e che possa uscire di casa con
occasioni di confronto e iniziative».Poca gente in giro, colpa degli
extracomunitari?«Gli stranieri qui vengono a lavorare, e non è vero che siamo
amici degli extracomunitari. Noi diciamo che chi delinque deve essere punito,
italiano o straniero. Solo il reato di clandestinità ci vede contrari perché è
una legge fatta apposta per colpire gli stranieri. Ma chi viene per lavorare,
con le sue tradizioni e le sue esperienze, perché deve essere penalizzato? La
diversità culturale è una ricchezza, e poi dietro la diversità ci sono storie e
problemi quotidiani non dissimili da quelli degli italiani. Sono convinto che i
casalini quando conoscono davvero qualche straniero vi riconoscono né più né
meno gli stessi problemi, le stesse preoccupazioni e le stesse speranze che
hanno gli italiani».Ma c'è un'emergenza sicurezza?«Assolutamente no. Tra
stranieri, quelli che sono ghettizzati e vivono in condizioni pietose, ogni
tanto esplode l'aggressività. E pur senza giustificarli vorrei vedere chi non
sarebbe aggressivo nelle condizioni di vita che hanno loro. Ma contro gli
italiani non è mai successo niente».Che opere pubbliche pensate di
realizzare?«Nessuna opera faraonica. A noi interessa che l'esistente sia ben
conservato, piazze e strade, prima di tutto. Tutt'al più si può pensare a
realizzare una sorta di mercato comunale in piazza mercato, proprio per
incentivare il commercio di vicinato, che ha un ruolo sociale importante. Noi
diciamo no ai supermercati. Poi, per contenere i costi della spesa nei negozi,
piuttosto che vendere il pane in piazza a un euro al chilo, pensiamo che il
comune debba fare un paniere di prodotti a prezzi calmierati».Che cosa farete
per Zorlesco e Vittadone?«Ci vuole più autonomia per i consigli di frazione,
che devono essere eletti dagli abitanti della frazione e non nominati. Poi
interventi urgenti a Zorlesco riguardano la banda larga per Internet, che
ancora manca ed è un assurdo, e l'allargamento del ponte sul Brembiolo. Va da
sé che siamo favorevoli alla riapertura della strada di Borasca. A Vittadone
invece vorremmo portare in palazzo Grassi, opportunamente restaurato, il Museo
contadino, in modo da poter attrarre qualche visita da fuori».Come vi
comporterete per tasse e tariffe?«Dipende da quello che si trova nelle casse
comunali, ma in linea di massima vorremmo contenerle. Per la Tarsu, poi, si può
pensare a qualche forma di agevolazione per chi ha comportamenti
virtuosi».Andrea Bagatta
( da "Libertà" del
04-06-2009)
Argomenti: Province
«Primo atto abolizione della tassa sulla bonifica» La proposta
avanzata dai candidati del Pdl (pin) Maggiore sicurezza e regolamentazione
dell'immigrazione, favorire l'accesso alla casa ed eliminazione della tassa di
bonifica. Sono questi i tre temi "caldi" presentati sul finire della
campagna elettorale dai candidati dei collegi cittadini del Pdl, Tommaso
Foti (Piacenza 1), Filippo Bertolini (Piacenza 2), Gianluca Micconi (Piacenza
4), Antonino Coppolino (Piacenza 5), Michele Magnaschi (Piacenza 6), Giovanni
Vallone (Piacenza 7). Assenti giustificati Alba Saggini (Piacenza 3) e Massimo
Burgazzi (Piacenza 8). Il primo tema è di carattere nazionale. Il Pdl promuove,
spiega Foti, una raccolta firme su due temi specifici: la necessità di
consentire l'ingresso nel nostro Paese solo a stranieri che rispettino le
regole, per garantire ai cittadini di sentirsi al sicuro in città, ed applicare
in modo severo le indicazioni per le espulsioni dei trasgressori. Non solo:
chiedere l'arrivo di militari a presidiare alcune zone della città. Tra le
iniziative sostenute figura anche il diritto alla casa, grazie «ai 550 milioni
di euro messi a disposizione dal Governo alle Regioni per l'edilizia
residenziale pubblica - continua Foti - e dalla disposizione, contenuta nel
Piano Casa, di favorire l'acquisto, da parte degli inquilini degli alloggi
Erp». Quindi una proposta operativa da sottoporre al primo consiglio
provinciale sulla soppressione della tassa di bonifica per i consorzi. «Doppio
balzello - afferma Foti - perchè i cittadini sono già tenuti a corrispondere ad
Enìa la tariffa per il trattamento delle acque reflue. E citiamo la delibera
assunta all'unanimità dal consiglio provinciale di Terni, amministrazione di
centrosinistra, che ha deciso di eliminare questa imposta». Prende la parola
Antonio Coppolino, protagonista durante l'amministrazione Squeri 2, di un'aspra
battaglia proprio su questo tema. «L'allora presidente arrivò a fare causa ai
Consorzi di Bonifica. Procedimento ancora pendente. Allo stato attuale, la
tassa di bonifica costa alle famiglie piacentine circa 40, 50 euro all'anno,
senza trarne benefici. Basta vedere quanto è successo a Rivergaro: nelle
recenti giornate di maltempo il paese si è allagato perchè non sono stati ben
puliti i canali irrigui, compito dei Consorzi». Da parte sua, Foti rincara la
dose sull'assetto idrogeologico della provincia. «La montagna sta scendendo a
valle -dice - se ne parlerà domani mattina a Pianello, dove si riunirà la
commissione Grandi Rischi della Protezione Civile2». 04/06/2009
( da "Libertà" del
04-06-2009)
Argomenti: Province
Confronto sui
"nodi" della Provincia: tre candidati rispondono, due assenti Solo
tre dei cinque candidati alle Provinciali erano presenti ieri mattina
all'incontro organizzato con i dipendenti Rsu della Provincia, convocato per
confrontarsi su questioni generali e particolari dell'Ente. Mancavano
all'appello Loris Magnani (Forza Nuova, per impegni di lavoro) e Massimo
Trespidi (centrodestra, per precedenti appuntamenti elettorali). L'assenza di
quest'ultimo è stata criticata da più parti, in particolare dal presidente
uscente Boiardi e da Achille Antonelli, dispiaciuto che in quella sede non ci
fosse nessuno a rappresentare il governo in carica. A Boiardi, Tansini e Squeri
il compito di confrontarsi sui temi proposti dai dipendenti. ABOLIZIONE DELLE PROVINCE - Parere unanime dei tre candidati
riguardo al mantenimento dell'Ente; se per Tansini «sarebbe un guaio essere
gestiti direttamente dalla Regione, con la quale non si deve aver paura di
scontrarsi anche duramente», Squeri auspica che «la Provincia riacquisti un suo
spazio, sempre intesa come "rete" di province
e con un ruolo politico e decisionale molto più forte». Aggiunge Boiardi: «C'è
un deficit di conoscenza sulle attività provinciali. In realtà siamo riusciti a
fare progetti che sembravano improbabili e non riesco a immaginare un altro
ente in grado di riequilibrare un territorio come il nostro». ESTERNALIZZAZIONI
- Secondo Squeri, «esternalizzare, così come si è fatto con l'agricoltura e la
manutenzione stradale, significa perdere il controllo del territorio senza
guadagnarci». «La Provincia mantiene la sua gestione, non la delega a terzi»
risponde Boiardi, evidenziando l'importanza di uno strumento fondamentale come
il controllo di gestione. Più critico Tansini, portando l'esempio di Sportello
Europa «che ora langue, dopo essere stato affidato a una società di Reggio
Emilia che si occupa di riproduzione animale». PRECARIETÀ - Alla notizia di
Boiardi che i precari in Provincia sarebbero solo 8, Tansini e Squeri hanno
proposto una stabilizzazione del precariato, accusando la giunta uscente di
«non aver evitato il mantenimento degli 8 precari in questi ultimi cinque anni,
quando i vincoli erano meno rigidi». Tra gli altri argomenti si è parlato di
mobilità e settori strategici: Tansini mette in primo piano il sociale e le
scuole, proponendo un raddoppio delle pensioni; Squeri invece prevede di
ridurre gli assessorati da
( da "Giorno, Il (Milano)"
del 04-06-2009)
Argomenti: Province
PRIMO PIANO pag.
10 Il Centrodestra si affida al candidato lumbard Molgora ultrafavorito,
centrosinistra diviso di MAGDA BIGLIA BRESCIA PER LA PROVINCIA di Brescia, nel
braccio di ferro all'interno del centrodestra sicuro della vittoria, magari
anche senza ballottaggio, si è imposta la Lega Nord. Anche quando il Pdl aveva
ormai indicato il suo candidato, Giuseppe Romele di Forza Italia, il Carroccio
locale non ha deposto le armi e alla fine, sia per gli equilibri regionali
decisi ad alto livello o per il peso crescente dei lumbard nei sondaggi, l'ha
spuntata Daniele Molgora sottosegretario all'Economia, carica romana che non è
ancora chiaro se lascerà. Lo sostengono Lega, Pdl, Pensionati, Dc, «Alleanza di
centro» con alcuni ex Udc come Luigi Maninetti. Il centro sinistra in fatto di
sinergie ne ha fatte proprio poche. Dopo le primarie interne al Pd, è stato
scelto il sindaco di Concesio, con passato da sindacalista Cisl, Diego Peli.
Con lui solo la lista «Sinistra per la Provincia di Brescia» con i vendoliani
usciti da Rifondazione e gli ex Pds che se ne erano andati ai tempi della
nascita del partito democratico. I Verdi non ci sono voluti stare per le
posizioni di Peli sull'autostrada della Valtrompia. L'Italia dei valori corre
solitaria col candidato Giampiero De Toni, Rifondazione presenta il suo Vanni
Botticini. LA SOCIALISTA Laura Castelletti, che non avrebbe disdegnato la
candidatura del centro sinistra, si è apparentata, con inedita mossa, con l'Udc
e sostiene Gian Marco Quadrini, segretario provinciale, assieme ai
Liberaldemocratici. Ma il quadro frammentato di 11 candidati e 21 liste non si
ferma ai grandi schieramenti. Per Forza Nuova compare Paolo Zattoni e tre sono
i volti ricorrenti che anche stavolta non mancano. Il sempre presente Elidio De
Paoli si candida con tre formazioni: Lista civica, Pensionati uniti Lavoratori
precari, Lega lumbarda alpina. La commissione lo ha costretto a cambiare due
denominazioni che generavano equivoci. Cesare Galli, la cui lista era stata
esclusa dalla corsa per la Loggia l'anno scorso, ci riprova con «Bresciani
liberi». L'EX LEGHISTA della prima ora Giulio Arrighini è appoggiato dalla Lega
padana lombarda e dall'Mpa, il movimento autonomista del governatore siciliano
Lombardo. Visto che le leghe sono gettonate, un'altra nuova ne arriva, è la
Lega lombardo veneta del milanese Roberto Fornili, mentre è rimasto tagliato
fuori dalla commissione esaminatrice l'autonomista bergamasco Claudio Angelo
Allodi. Il quadro si completa con la novità di quest'anno,
quella del simbolo «Amo l'Italia Non voto la Provincia» col candidato Andrea
Bartoli, ex della civica di Braghini. Se vogliono l'abolizione dell'ente perché
si sono messi in lizza? Per avere voce ma, se fossero eletti, rinuncerebbero.
Image: 20090604/foto/471.jpg
( da "Messaggero, Il (Ancona)"
del 04-06-2009)
Argomenti: Province
Giovedì 04 Giugno
2009 Chiudi di EMANUELE GAROFALO Quali sono le prime delibere da firmare? Cosa
occupa i primi punti in agenda da qui a settembre? I "sindaci"
immaginano i primi cento giorni del proprio governo. Subito il via alle opere
cantierabili per Renato Galeazzi (lista civica), che metterebbe mano al
bilancio, all'edilizia scolastica e alla macchina comunale. Il primo pensiero
di Fiorello Gramillano (centrosinistra) è rivolto ai posteggi: Traiano gratuito
di notte, ma stangata delle zone blu con tariffa più salata a partire dalla
seconda ora. Quindi più poteri alle circoscrizioni a cui affidare tutte le
manutenzioni dei quartieri. Anche Giacomo Bugaro (Pdl) punta sul traffico. E
non ha dubbi: la sua prima riunione di giunta varerà la rivoluzione della
viabilità e abbasserà le rette degli asili nido del 30%. La prima firma di
Eugenio Duca (Sinistra per Ancona) sarà sulla rinuncia all'indennità di sindaco
e per il trasferimento della sala consiliare a Palazzo degli Anziani. Andrea
Speciale (Udc) mette al primo punto la creazione di un fondo per ritardare i
pagamenti di bollette e servizi dei cittadini in difficoltà. Mauro Gallegati
(lista Grillo) ha un decalogo di cose da fare nel cassetto dove spiccano la
bonifica dall'amianto degli edifici comunali, un piano per l'interramento di
tutti i cavi dell'alta tensione e quattro Notti Bianche all'anno. Elisa
Gasparroni (Fn) promette di concentrare gli sforzi sulle politiche sociali a
favore degli italiani. Galeazzi (civica) ha in mente di rimettere in moto i lavori
pubblici al più presto, con un occhio al bilancio da rimettere in sesto a causa
di «un debito notevole dovuto all'inappropriata gestione degli anni più
recenti» spiega l'ex sindaco. Le scuole «da far trovare in sicurezza per
l'inizio dell'anno scolastico», poi i nuovi uffici del Comune da mettere in
piedi per lo sviluppo economico, sicurezza e turismo. Tra le priorità anche una
seduta di giunta con Provincia e Regione per riallacciare i rapporti e uno
studio da commissionare sulla sosta e la mobilità per gettare le basi della
nuova viabilità. Bugaro (Pdl) invece non vuole perdere nemmeno un giorno sulla
viabilità e promette di portare alla prima seduta di giunta «l'inversione del
senso di marcia in corso Stamira, l'incarico agli uffici di predisporre la gara
per il parking Cavour e nel frattempo creeremo dei posti auto su piazza Pertini
sul lato via San Martino così da creare subito dei nuovi parcheggi senza
invadere la piazza. Entro il mese di luglio - continua Bugaro - il Comune
emetterà il bando per la ristrutturazione del Mercato delle Erbe e di quello di
piazza d'Armi». E ancora, subito giù del 30% le rette degli asili nido e
l'avvio di un programma per la sicurezza e l'integrazione. I primi atti del
sindaco Duca (Sinistra)? «Devoluzione dell'indennità di sindaco e trasferimento
dell'ufficio del sindaco e del Consiglio a Palazzo degli Anziani per dare avvio
alla concreta rivitalizzazione del centro storico» risponde. La lotta agli
sprechi sono la seconda battaglia di Duca, che pensa di recuperare almeno un
milione dall'abolizione di benefit, auto blu e taglio alle consulenze esterne.
«Avvierò la ricontrattazione dei mutui stipulati da Galeazzi e Sturani, nuovi
progetti per il fotovoltaico e nel trattamento dei rifiuti per acquisire in
tutto almeno 5 milioni» continua Duca. Stop ai lavori di
piazza Cavour per spendere quei soldi a favore del resto della città e delle
frazioni e ancora durante i primi cento giorni di Duca via il ticket di 75 euro
per i centri estivi, adesione del Comune alla società Traiano, abolizione dei
tre posti auto di fronte alla Chiesa di Santa Maria della Piazza.
Ricostruzione delle scuole Savio e Ghettarello le altre due urgenze di Duca,
che promette un monitoraggio dell'edilizia scolastica. I primi tre i punti
nell'agenda di Gramillano (centrosinistra)? Dare risorse e deleghe alle
Circoscrizioni per curare la manutenzione dei quartieri, con la partecipazione
dei presidenti alle sedute di giunta, park Traiano aperto gratuitamente nelle
notti dal giovedì alla domenica e nuove tariffe per le strisce blu. «Per
evitare le auto in sosta tutto il giorno, le ore di sosta successive alla
seconda saranno molto più onerose, così da permettere un ricambio costante»
spiega Gramillano. Durante i primi cento giorni della sindacatura Speciale (Udc),
l'avvocato pensa a una mappatura «delle realtà associative, di privato sociale,
di volontariato» per essere coinvolti nel nuovo modo di governare. Ancona più
accogliente e vivibile è poi lo slogan di Speciale, rivedendo viabilità, arredo
urbano e manutenzioni. Un occhio anche alla crisi economica in corso, con un
fondo comunale destinato a ritardare i pagamenti di chi è in difficoltà.
«Massima attenzione agli anconetani» è la dichiarazione di intenti di
Gasparroni (Fn).«Le politiche sociali verranno rivoluzionate dando la priorità
agli italiani. Le attività commerciali gestite da immigrati non in regola,
verranno chiuse e ogni tipo di sovvenzionamento interrotto». Gallegati (lista
Grillo) ha un decalogo di cose da fare: al primo punto «facce nuove a Palazzo,
con scelte di assessori in base a competenze e merito». Poi via alla
riqualificazione del Passetto, all'abbattimento delle barriere architettoniche,
alla messa in sicurezza delle scuole, alla bonifica dall'amianto degli edifici
e all'interramento dei cavi dell'alta tensione. Raccolta differenziata da
completare, ma anche svago e cultura con una Notte Bianca da organizzare ogni
tre mesi. «Perché limitare il divertimento dei giovani e soffocare
un'iniziativa così bella?» si chiede Gallegati. Fausto Giorgi (NoixAncona) non
ha partecipato al focus.
( da "Resto del Carlino, Il (Cesena)"
del 04-06-2009)
Argomenti: Province
CESENA pag. 2
Canfarini (Pcl): «Servizi pubblici da sviluppare, no ai privati» ROSSANA
Canfarini, candidata del Partito comunista dei lavoratori alla presidenza della
Provincia. Ha 48 anni, è sposata e vive a Sarsina, è laureata in scienze
politiche e lavora come impiegata». Chi fa parte del vostro elettorato di
riferimento? «Tutti i lavoratori dipendenti che stanno vivendo sulla loro pelle
la crisi del capitalismo, come si evince chiaramente dalla frase che abbiamo
scelto come sintetica presentazione del nostro programma: Se ne vadano tutti,
governino i lavoratori». Così spiega la strategia del Pcl: «L'intero programma
del partito è inscindibile dalla prospettiva di lotta per un governo dei
lavoratori e che riteniamo essere l'unica vera alternativa». Entriamo del
merito. «Siamo favorevoli ad un aumento dei trasferimenti pubblici agli enti
locali, sotto controllo popolare, finanziato dalla tassazione del grande
capitale. Per l'annullamento del debito degli enti locali verso le banche
strozzine (mi riferisco ai derivati), e la conseguente liberazione di risorse
pubbliche per i servizi sociali e per il lavoro. Per
l'abolizione del patto di stabilità. Per un controllo operaio e popolare
sull'uso delle risorse pubbliche. No invece alle grandi opere speculative e antiambientali.
Siamo per servizi pubblici di trasporto, a prezzi politici, per lavoratori,
studenti e pensionati. No alla privatizzazione del trasporto pubblico
locale. Siamo per la tassazione straordinaria delle case sfitte e, in caso di
necessità, requisizione delle stesse».
(
da "Resto del Carlino, Il (Cesena)"
del 04-06-2009)
Argomenti: Province
CESENA pag. 2 «Il mio primo impegno: l'abolizione della Provincia» GIOVANNI LUCCHI (PRI) «PAURA di sparire dal consiglio provinciale? Il timore, avendo scelto di fare una corsa autonoma, è che il voto degli elettori si polarizzi su centrodestra e centrosinistra. I Repubblicani in Provincia servono.>Siamo noi gli
unici a dire certe cose». Giovanni Lucchi, architetto, in questa legislatura
capogruppo dell'Edera in consiglio provinciale, è il candidato alla presidenza
per il Pri. Sulla libertà di manovra' del suo partito si giocherà una fetta del
possibile successo elettorale. Lucchi, quali sono le cose che nessuno dice?
«Che la Provincia va abolita. Questo è il primo punto del nostro programma. Il
Pri lo sostiene dal 1970. Va rivisto il sistema degli enti locali. Può suonare
uno slogan ma la frase meno enti, meno burocrazia, meno soldi spesi e dunque
messo tasse' corrisponde al vero». Al secondo punto cosa mettete? «Le scuole e
le infrastrutture. Molti istituti della provincia non rispettano le norme
sismiche. E attraverso il project-financing (accordo tra pubblico e privato)si
può realizzare la via Emilia bis. Ma ci sono le condizioni per realizzare anche
una metropolitana di superficie tra Forlì e Cesena». Le idee del Pri su
sicurezza e turismo? «Non abbiamo eccessi e problemi di ordine pubblico. Però
certe zone devono tornare ad essere frequentate dai romagnoli. Servono vigili
di quartiere ed un forte coordinamento con il Prefetto. Turismo: occorre
un'idea forte che caratterizzi il nostro territorio». Image:
20090604/foto/2244.jpg (
da "Gazzetta di Parma
(abbonati)" del 04-06-2009) Argomenti: Province (
da "Gazzetta di Parma
(abbonati)" del 04-06-2009) Argomenti: Province (
da "Brescia Oggi"
del 04-06-2009) Argomenti: Province (
da "Corriere Adriatico"
del 04-06-2009) Argomenti: Province (
da "Mattino, Il
(Circondario Sud2)" del 04-06-2009) Argomenti: Province (
da "Stampa, La"
del 05-06-2009) Argomenti: Province (
da "Gazzetta di
Modena,La" del 05-06-2009) Argomenti: Province (
da "Bresciaoggi(Abbonati)"
del 05-06-2009) Argomenti: Province (
da "Arena, L'"
del 05-06-2009) Argomenti: Province (
da "Messaggero, Il
(Frosinone)" del 05-06-2009) Argomenti: Province (
da "Messaggero, Il
(Frosinone)" del 05-06-2009) Argomenti: Province (
da "Messaggero, Il
(Frosinone)" del 05-06-2009) Argomenti: Province (
da "Sole 24 Ore, Il"
del 05-06-2009) Argomenti: Province (
da "Messaggero, Il"
del 05-06-2009) Argomenti: Province (
da "Corriere del
Mezzogiorno" del 05-06-2009) Argomenti: Province (
da "Resto del Carlino,
Il (Bologna)" del 05-06-2009) Argomenti: Province
(
da "Nazione, La (Pistoia)"
del 05-06-2009)
Argomenti: Province CRONACA PISTOIA pag. 6 «Faremo quadrare i conti per l'ente» LA DESTRA CANDIDATO MARCO TARELLI, 38 ANNI AVVOCATO Praticante avvocato in uno studio legale di Pistoia, 38 anni, residente a San Marcello, con una militanza nel Msi e nella Fiamma tricolore: Marco Tarelli è il candidato alla presidenza della Provincia per La Destra, con l'appoggio del Movimento fronte verde e dei Liberaldemocratici. La lista che lo sostiene, schiera anche alcuni ex di An ed alcuni esponenti di Casa Pound. La Destra si presenta alle provinciali chiedendo l'abolizione della Provincia: non è un controsenso? «Entreremo nelle istituzioni per fare da pungolo, da stimolo costruttivo, portando avanti le nostre idee. Se l'ente non verrà eliminato, puntiamo almeno a salvaguardare il più possibile i suoi bilanci e quelli delle partecipate». E' l'unico punto del programma? «Probabilmente è quello caratterizzante, ma puntiamo anche molto sul rafforzamento delle infrastrutture e il miglioramento dei trasporti. Sul sociale, porteremo poi avanti la nostra parola d'ordine: prima gli italiani' e il progetto di mutuo sociale. Vogliamo inoltre valorizzare i nostri prodotti tipici come veicolo turistico». Quale il vostro obiettivo in termini di voti? «Ottenere almeno un consigliere, superando la soglia del 3,1% delle scorse elezioni politiche». Ed in caso di ballottaggio? Verso quale candidato indirizzerete i vostri elettori? «Come ovvio, noi siamo alternativi al centrosinistra per cui penso sia più realistico guardare a Severi e il Pdl che pure non si è voluto alleare con noi. Ma occorrerà un accordo». (
da "Gazzetta di Parma
(abbonati)" del 05-06-2009) Argomenti: Province (
da "Centro, Il"
del 05-06-2009) Argomenti: Province (
da "Piccolo di
Alessandria, Il" del 05-06-2009) Argomenti: Province (
da "Gazzettino, Il
(Belluno)" del 05-06-2009) Argomenti: Province (
da "Gazzetta di Parma
Online, La" del 05-06-2009) Argomenti: Province (
da "Cittadino, Il"
del 06-06-2009) Argomenti: Province (
da "Gazzettino, Il
(Udine)" del 06-06-2009) Argomenti: Province (
da "Gazzettino, Il
(Pordenone)" del 06-06-2009) Argomenti: Province (
da "Giorno, Il (Milano)"
del 06-06-2009) Argomenti: Province (
da "Corriere del Veneto"
del 06-06-2009) Argomenti: Province (
da "Sestopotere.com"
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Lavagetto, in 5 punti il patto con gli elettori (sezione: Province)
CRONACA
04-06-2009 PDL-LEGA «UN IMPEGNO DI RESPONSABILITA' CON I CITTADINI» Lavagetto,
in 5 punti il patto con gli elettori II è un vero e proprio patto con i
cittadini quello che Giampaolo Lavagetto, candidato alla presidenza della
provincia per Pdl e Lega, ha voluto stringere ieri. L'ex assessore comunale ha
scritto nero su bianco i cinque punti principali del suo programma elettorale:
il documento, questa mattina, sarà portato da un notaio per farlo convalidare
e, in caso di vittoria alle elezioni provinciali, sarà appeso in tutte le sedi
dell'ente. «Si tratta di un impegno di responsabilità con i cittadini - spiega
Lavagetto, insieme al coordinatore provinciale della Lega Roberto Corradi -.
Devono sapere che non sono semplici promesse elettorali, ma progetti concreti.
A metà legislatura, ho previsto una verifica: qualora non venissero realizzati
almeno 2 su 5 degli impegni assunti, mi dimetterò dall'incarico. E se entro la
fine del mandato non venissero realizzati almeno 4 su 5 impegni assunti non mi
candiderò più per qualsiasi ente locale. Infine, prometto di portare avanti il
mio incarico senza "distra - zioni": se sarà eletto, durante i 5 anni
non mi candiderò per nessun'altra carica». Cosa prevedono i cinque punti? Il
taglio dei costi della politica, con una diminuzione del 50% degli assessori e
degli agenti e il taglio agli sprechi, con la riduzione del 50% delle spese in
consulenze. Si taglieranno poi i costi della burocrazia, con l'introduzione di
un «tetto di decenza» per gli stipendi dei dirigenti, la riorganizzazione e l'accorpamento delle società partecipate e la riduzione degli enti
«inutili» e dei loro cda. Nel documento si prevedono tagli alle tasse,
attraverso il dimezzamento dell'addizionale provinciale sull'Ipt, l'abolizione
dell'addizionale sull'energia elettrica per le piccole imprese in aree depresse
e l'elaborazione di un progetto per il recupero dell'addizionale sull'Rc
auto per neopatentati meritevoli. Infine, al posto di un'ulteriore sede
provinciale, Lavagetto si impegna a investire le relative risorse nella
costruzione di una nuova scuola superiore. «Questo patto è una risposta
all'esigenza di chiarezza che hanno i cittadini elettori - dichiara il
coordinatore provinciale del Pdl, Luigi Giuseppe Villani -. è importante perché
fissa obiettivi, quelli del taglio delle spese inutili dovute alla troppa
burocrazia e a una sbagliata concezione della politica, che il Pdl sta
perseguendo a tutti i livelli». C.Z. Lavagetto Il candidato ha firmato ieri il
documento.
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15.. (sezione: Province)
CRONACA
04-06-2009 Giampaolo Lavagetto POPOLO DELLE LIBERTA' - LEGA NORD 1Come sono
oggi sono uno spreco di soldi pubblici rispetto ai vantaggi che portano e di
cui beneficiano in pochi. Cominciamo a cambiarle noi. 2Sì. La legge prevede con
chiarezza funzioni di programmazione e coordinamento per le quali bastano la
metà degli attuali assessori. 3Nel mio libro presentato a gennaio ho previsto
la costruzione della macroarea funzionale dell'Emilia occidentale, per arrivare
ad un unico ente di programmazione e coordinamento del medesimo territorio.
L'ab - biamo messo nel nostro programma. 4Via Emilia bis, da Fidenza a
Sant'Ilario, da affiancare alla bretella Ti-Bre che prevede opere compensatorie
per i Comuni della Provincia. 5Opera già finanziata e già appaltata, dovrà
essere potenziata dalla metropolitana leggera su rotaia Parma-Salsomaggiore.
6Sì. Superando, almeno sul piano funzionale, l'attuale peso politico e
burocratico di tutti quegli enti, società e consorzi oggi presenti, devolvendo
direttamente ai Comuni funzioni e relative risorse economiche ed umane. Infine
introdurre agevolazioni fiscali per le piccole imprese locali. 7Il quadro della
precarietà del territorio montano è non solo preoccupante, ma dimostra che per
l'amministrazione uscente gli investimenti nella prevenzione non sono stati tra
le priorità. Per noi, invece, investire su questo ambito è tra le priorità per
il futuro. 8E' una necessaria soluzione per far fronte agli errori della
pianificazione delle diverse amministrazioni provinciali che si sono succedute
fino ad oggi. Infatti, dovremo anche gestire gli ecomostri ereditati, come la
discarica di Monte Ardone e l'insoluto problema della discarica di Tiedoli. 9Di
certo non il futuro tavolo da un milione e mezzo di euro proposto dall'am - ministrazione
uscente. Sarà necessario finalmente costruire con i Comuni e i soggetti
interessati un unico progetto in cui il termalismo e la recettività alberghiera
di Salso, le attrazioni ambientali e turistiche della montagna, le bellezze
artistiche e culturali del resto del territorio, unite alle potenzialità della
città capoluogo diventeranno il «pacchetto Parma» che la Provincia si impegnerà
a «vendere» a livello nazionale ed internazionale. 10 Abbiamo bisogno di
progetti capaci di ottenere sinergie con il Governo per arrivare anche al
mercato internazionale. Infine un impegno forte a difesa della tipicità dei
prodotti a partire dalla tracciabilità dell'etichetta obbligatoria. 11
Attraverso una politica dell' orienta - mento scolastico e della formazione professionale
legata al mondo del lavoro. In particolare, per la seconda, una formazione di
qualità, che sappia fare circolare le informazioni tra la domanda di lavoro e
l'offerta. 12 Sì. Basta con i sorteggi per le famiglie. Con la nostra proposta
di non costruire la terza sede per uffici dell'amministra - zione provinciale
come previsto dalla Giunta uscente, ma di venderne una delle due già esistenti
per farne una più funzionale, avremo le risorse per costruire il nuovo polo
scolastico. 13 Con il forte taglio dei costi della politica, degli sprechi e
dei privilegi, amplieremo da subito il pacchetto anticrisi sul territorio, con alcune agevolazioni fiscali dirette, quali ad esempio
l'abolizione dell'ad - dizionale provinciale sull'energia elettrica per uso non
civile, nonché una azione di agevolazione sul credito locale 14 Innanzitutto
razionalizzare e recuperare risorse da quelli fino ad oggi adottati se, come
sembra, non hanno ottenuto l'effetto previsto.
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Pdl:
Pdl:
«Noi, ponte Loggia-Broletto» VERSO LE ELEZIONI/1. I «vip» a raccolta per i
candidati cittadini Gli assessori: «In passato c'era troppo astio» 04/06/2009
rss e-mail print Gli assessori comunali con Beccalossi, Farina e Cavalli
FOTOLIVE Promettono che d'ora in poi la Loggia e il Broletto lavoreranno sempre
insieme. È questo, a loro parere, il pregio di avere due amministrazioni di un
unico colore politico. La coordinatrice Viviana Beccalossi ha chiamato a
raccolta ieri nella sede di via Corfù gli assessori comunali, il capogruppo
Achille Farina e il presidente della Provincia Uscente Alberto Cavalli a
sostegno dei candidati per i collegi cittadini: Riccardo Serramondi; Mauro
Tognoli; Alessandro Berdini; Paolo Sampi; Gabriele Ferri; Monica Poli; Antonio
D'Azzeo. Persone «validissime», sostiene l'assessore Fausto Di Mezza
(Bilancio). «ORMAI SONO TANTE le proposte di abolizione
delle Province - dice il collega Mario Labolani (Lavori Pubblici) - che
tuttavia sono una risorsa. Lo dimostra il grande lavoro che la Loggia ha fatto
con il Broletto ultimamente sulle infrastrutture». Brescia - aggiunge Labolani
- «deve diventare una importante città metropolitana, deve lavorare con i
Comuni limitrofi». Per Maurizio Margaroli (Commercio) il Pdl finora ha
dimostrato grande capacità di ascolto. Mentre Paola Vilardi (Urbanistica),
Andrea Arcai (Cultura) e Giorgio Maione (Servizi Sociali) evidenziano che in
passato c'era molta «acredine» tra le due Amministrazioni. «Addirittura -
spiega Arcai - Corsini aveva dato ai miei uffici l'ordine di non collaborare
con la Provincia». Le cose, sottolineano, sono già cambiate da quando è
arrivata la giunta Paroli. Ma d'ora in poi, assicura Vilardi, le cose andranno
sempre meglio e «il rapporto sarà molto stretto». IL CAPOGRUPPO Farina è
ottimista per l'esito delle elezioni in ragione del fatto che «la Provincia sta
dimostrando e ha dimostrato di lavorare in modo particolarmente incisivo». «In
questi anni - aggiunge Beccalossi - Cavalli ha avvicinato ai cittadini un ente
che prima era distante e negli ultimi giri in Valtrompia e Valcamonica abbiamo
avvertito un grande affetto, una riconoscenza sincera nei suoi confronti». Tra
le iniziative più riuscite c'è, a parere di Beccalossi, la campagna per la
sicurezza stradale. «Non so - dice la coordinatrice del Pdl - se è competenza
della Provincia, ma so che è un'iniziativa dalla parte dei cittadini». Quanto a
Cavalli, se c'è qualcosa a cui guarda con timore non è il bilancio di questi
anni di governo, quanto piuttosto «l'astensionismo». «In città poi non si vota
per rinnovare il sindaco, diversamente da quanto accade in altri comuni, quindi
il pericolo è ancora maggiore - avvisa il presidente uscente -. Il nostrosforzo
ora è ricordare ai bresciani che la Provincia conta, e che andare a votare
sabato e domenica è necessario». NA.DA.
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Di Ruscio: più spazio ai cittadini (sezione: Province)
Di
Ruscio: più spazio ai cittadini Completato il tour fermano. "Il programma?
Tutti portano il loro contributo" Fermo Decine di migliaia di persone
incontrate, quaranta Comuni visitati. E poi frazioni, quartieri, fabbriche,
negozi, mercati. E gli attestati di fiducia da parte di ministri, viceministri,
sottosegretari ed europarlamentari. Ormai è fatta. "Volevo rendere
partecipe - dice Saturnino Di Ruscio - il maggior numero di cittadini al
processo di costruzione della Provincia. E' il primo passo verso la novità. Ho
voluto dimostrare di volermi distaccare da una politica chiusa in se stessa e
capace solo di imporre decisioni dall'alto". E ancora: "Abbiamo un
programma fatto con i cittadini. Molti punti sono stati rivisti o inseriti
proprio grazie alle loro proposte durante gli incontri nei vari Comuni. Il risultato finale è una Provincia di Fermo alla quale tutti
hanno portato e stanno portando il proprio contributo concreto". Tra i
progetti che hanno riscosso i maggiori consensi c'è l'abolizione della tassa
provinciale sui passi carrabili, la creazione di centri polivalenti per i
giovani, gli sgravi fiscali per l'agricoltura. Ci sono poi le tre grandi
priorità: infrastrutture, sanità e formazione. "La realizzazione della
Monti-Mare spiega rappresenterà la spina dorsale per la viabilità. Necessario
anche un collegamento trasversale con il completamento della Mezzina.
Importanti pure gli interventi di ammodernamento e messa in sicurezza delle
strade esistenti". In materia di sanità spiega: "Fondamentale è la
realizzazione del nuovo ospedale provinciale di rete baricentrico. In attesa di
questa nuova struttura dobbiamo migliorare l'offerta esistente puntando su
accessibilità, emergenze e unità. Per agevolare l'accesso degli utenti
all'attuale ospedale Murri stiamo concludendo le procedure urbanistiche per la
realizzazione del parcheggio di via Beni. Per le emergenze, prioritaria è
realizzazione del nuovo pronto soccorso. Andranno potenziate le Potes di
Petritoli e Montegranaro che dovranno essere medicalizzate. Amandola
rappresenterà il polo di riferimento per la zona montana. Infine la
ridefinizione dei confini sanitari fermani includendo Amandola, Montefortino,
Montelparo, Smerillo e Santa Vittoria in Matenano compresi nella Asur di Ascoli
Piceno e Campofilone, Pedaso che si trovano nell' Asur di San Benedetto".
Un punto al quale Di Ruscio tiene particolarmente in quanto collegato con le
politiche dei giovani e del lavoro è la formazione. "Va rivisto l'intero
sistema formativo in modo da dare ai nostri giovani possibilità concrete
d'inserimento nel mondo del lavoro. Partendo dal rilancio delle scuole tecniche
in grado di formare ragazzi pronti per essere inseriti nel mondo del lavoro".
Di Ruscio parla dell'Iti Montanti, dell'Ipsia con la scuola calzaturiera, della
creazione di un nuovo istituto agrario. Provincia che investirà anche sulla
promozione integrata delle nostre eccellenze. "Abbiamo una quantità enorme
di risorse. Dobbiamo promuovere al meglio le nostre unicità. In quest'ottica
sono nati progetti come il Made in Fermano, il Museo Diffuso, la Riviera del
Fermano e tanti altri. Siamo la Provincia dove tutti vorrebbero vivere".
DOMENICO CIARROCCHI,
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SILVIO VANACORE 48 ANNI, DUE FIGLI, è DIPENDENTE DI
AUTOSTRADE MERIDIONALI. NEL 2004 VIENE ELET... (sezione: Province)
Pubblicato anche in: (Mattino,
Il (Circondario Sud1)) Silvio
Vanacore 48 anni, due figli, è dipendente di Autostrade Meridionali. Nel 2004
viene eletto per la prima volta al consiglio tra le fila dei Ds. Da diversi anni è membro della direzione Cgil di Napoli. 1) «Abolizione delle strisce blu dal centro
alle zone periferiche. Eliminazione dal bilancio comunale dei fondi destinati a
consulenze ed incarichi esterni. Dislocazione verso il centro della città di
alcuni servizi comunali per riavvicinare la cittadinanza all'amministrazione.
Questi sono i punti di forza di un programma elettorale che prima di tutto si
pone l'obiettivo di dare all'amministrazione maggiore credibilità e fare
sentire il Comune più vicino alle esigenze dei più deboli». 2) «È necessario promuovere
politiche concrete senza spot. La città ha bisogno di una forte collaborazione
tra i vari enti istituzionali: Comune, Provincia, Regione e Stato centrale. E
ancora: la polizia municipale non può essere impegnata sul territorio solo con
il compito di elevare contravvenzioni per rimpinguare le casse comunali, ma
deve avere un ruolo più attivo per la scurezza dei cittadini. Infine, contro il
racket, la mia proposta è quella di abolire le imposte comunali per i
commercianti e i cittadini che decidono di denunciare». 3) «La prima azione del
mio governo sarà quella di abolire definitivamente le strisce blu su tutto il
territorio comunale. Inoltre è necessario realizzare parcheggi pubblici
gratuiti in alcune zone strategiche della città. I parcheggi interrati messi a
disposizione dall'amministrazione, infatti, ospitano decine di box destinati
alla vendita e non serviranno a risolvere la delicata questione legata alla
viabilità».
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I dubbi di Progetto Vita e Ambiente "Cosa c'era
in quella nube scura?" (sezione: Province)
CAIRO M.
NON BASTANO LE RASSICURAZIONI DELL'ITALIANA COKE I dubbi di
Progetto Vita e Ambiente "Cosa c'era in quella nube scura?" «Se i
residenti delle Ferrere pretendono l'abolizione della Tarsu perché da poco più
di un anno nella zona hanno aperto una discarica, che tra l'altro finora non ha
causato problemi, cosa dovremmo avere noi, abitanti dei Passeggeri e di Bragno,
che da decenni conviviamo con i pesanti disagi della cokeria? Il Comune non può
usare due pesi e due misure, anche se, a volte, è proprio questa l'impressione
che si ha nel vedere come si affronta la tematica Italiana Coke». La presidente
dell'Associazione «Progetto Vita e Ambiente», Nadia Bertetto, ha perso la
pazienza e l'ultimo episodio, con l'estesa nube nera che, martedì mattina, si è
sprigionata dalle ciminiere della cokeria, è la goccia che ha fatto traboccare
il vaso. Una nube causata, secondo l'azienda, «da un guasto tecnico ad un
trasformatore elettrico che ha causato il blackout elettrico di tutto lo
stabilimento ed in particolare la fermata degli estrattori del gas di cokeria e
la conseguente accensione delle torce di emergenza; la lieve sovrapressione
nelle camere di distillazione ha generato la fumosità alle ciminiere. Ma non
esiste alcun pericolo o disagio per la popolazione». Sbotta la Bertetto: «Come
fanno ad affermare a priori che quella nube non era tossica? Sanno la sua
composizione? E se sì perché non la rendono pubblica? E come mai il Comune
continua con questo atteggiamento passivo?». Replica il sindaco Fulvio Briano:
«Abbiamo allertato l'Arpal ed inviato una richiesta urgente per sapere se ci
sono state condizioni tali da mettere in pericolo la salute dei cittadini.
Attendiamo la risposta di Arpal e Provincia». \
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Provincia, i Sì e No dei sette candidati (sezione: Province)
Provincia,
i Sì e No dei sette candidati Così gli aspiranti presidenti rispondono su
progetti e "nodi" cruciali Dopo i candidati-sindaco per il Comune di
Modena è oggi il turno dei 7 candidati alla presidenza della Provincia
sottoporsi al test delle domande da sì e no. Un test che - va detto - non vede
particolarmente entusiasti i candidati nel rispondere. Come spiega Emilio
Sabattini, riprendendo un sentire comune ad altri «Rispondo, ma sarei tentato
di astenermi. Non per sottrarmi al confronto, ma perché la politica è una cosa
seria che non si può ricondurre al giochino del sì e del no». Posizione legittima,
ma crediamo che i nostri lettori siano ben consci del fatto che dietro ad un sì
o un no di massima, ci sia tutta un'argomentazione da considerare e che tale
argomentazione il giorno in cui si giungerà - come auspichiamo - ad affrontare
questi temi per prendere delle decisioni, avranno modo di essere ampiamente
spiegati. Anche Luca Ghelfi del Pdl, ritiene che alcune domande non possono
avere come risposta solo il sì e il no. Infatti, sulla questione del deposito
gas si astiene, ma chiede di spiegare ai lettori che: «Sono favorevole a patto
che ci sia prova e garanzia dell'assoluta sicurezza per i cittadini». Lo stesso
Lugli di Rifondazione a proposito della Cispadana si dice favorevole alla
revisione del tracciato: «nel senso della completa cancellazione dell'opera».
Visto che la maggior parte vanno toccare temi che riguardano la gestione della
Giunta uscente, diamo possibilità al candidato Sabattini, presidente in carica
di spiegare alcune sue posizioni. Ad esempio, la non risposta sul prolungamento
della Nuova Estense è motivata dal fatto che «la priorità - spiega Sabattini -
è la circonvallazione di Pavullo», quanto all'Aimag non risponde perché «non è
di competenza della Provincia», così come ritiene non ci sia competenza sui
valori catastali, sui quali però spende il proprio sì. Nessuna risposta sulla
moschea perché si dice «favorevole ai luoghi di culto e di preghiera, ma non
all'attività politica in quei luoghi». Sull'abolizione
della Provincia «vanno ridefiniti i livelli istituzionali», quanto alle cave da
limitare: «Non ce n'è bisogno, c'è già il piano». Sulla caccia «più
flessibilità e rispetto dell'ambiente». Sulla Giunta «per me da
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Bartoli: Ecco perché non bisogna votare (sezione: Province)
Venerdì
05 Giugno 2009 CRONACA Pagina 13 I CANDIDATI/10 Bartoli: «Ecco perché non
bisogna votare» «Amo l'Italia - Non voto la Provincia» è
una lista che affonda le radici nel movimento «Non serve non voto» partito dal
Nord-est e a Brescia nella Civica di Valter Braghini. Il candidato alla
presidenza della Provincia Andrea Bartoli ne raccoglie l'eredità e invita i
bresciani a non andare al voto, per dare una spallata a un sistema «inutile e
costoso, che richiede trasferimenti statali di 17 miliardi di euro
l'anno». INTANTO ASSICURA che lui e tutti i candidati hanno già firmato una
liberatoria per dire che «nessuno di noi diventerà consigliere provinciale, e
men che meno presidente». Il loro obiettivo è che la percentuale di votanti per
il Broletto scenda sotto il 50 per cento degli aventi diritto, o quantomeno che
lo scarto tra affluenza alle provinciali rispetto alle europee sia del 10 per
cento in meno.Ai bresciani che aderiscono al «non voto» Bartoli chiede di non
ritirare la scheda gialla o, per non creare problemi ai seggi, di ritirarla e
annullarla scrivendo «non serve non voto». E di motivi per farlo ne elenca
tanti. «Dei 17 miliardi di trasferimenti - sottolinea - ben il 72 per cento è
destinato all'automantenimento del sistema e solo il resto va per i servizi ai
cittadini». I soli costi dei politici provinciali «ammontano a 117 milioni,
cifra di per se non esorbitante ma pur sempre un terzo degli stanziamenti per
la social card». E l'abolizione - aggiunge - libererebbe subito tre milioni
«senza bloccare il personale». MI.VA.
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Consorzi di bonifica Abolita la tassa (sezione: Province)
Venerdì
05 Giugno 2009 CRONACA Pagina 10 BATTAGLIA. Esulta Rifondazione comunista
Consorzi di bonifica Abolita la tassa «Grazie alla battaglia di Rifondazione
comunista in Consiglio regionale i residenti serviti dalla pubblica fognatura
non saranno più tenuti a pagare anche il tributo ai consorzi di bonifica». Ad annunciare l'abolizione della «tassa iniqua imposta dal
consorzio Zerpano-Adige-Guà» è Fiorenzo Fasoli, segretario provinciale di Rifondazione
comunista. «Tante famiglie, residenti soprattutto a Montorio», afferma,
«pagavano due volte per lo stesso servizio: al Comune e al Consorzio di
bonifica, una palese ingiustizia». Quella contro il Consorzio è una
vecchia battaglia di Rifondazione comunista, tanto che l'allora senatrice
Tiziana Valpiana, per fermare le azioni legali del Zerpano-Adige-Guà nei
confronti dei residenti che si rifiutavano di pagare il tributo, aveva eletto a
propria sede le abitazioni delle famiglie "ribelli". «L'eliminazione
della tassa è positiva, ma avremmo voluto», continua Fasoli, «che la Regione,
invece di compiere una semplice riorganizzazione, avesse sciolto i consorzi
demandandone le funzioni alla Provincia, ente i cui rappresentanti vengono
eletti democraticamente». E.S.
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Il candidato a presidente della Provincia Domenico
Marzi: L'abolizione dell'ente se... (sezione: Province)
Venerdì 05 Giugno 2009 Chiudi Il candidato a presidente della
Provincia Domenico Marzi: «L'abolizione dell'ente servirà a risparmiare e ad
investire i soldi in progetti più utili» (Foto EDOARDO PALMESI)
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Fedele allo slogan "l'ultimo presidente",
Domenico marzi candidato alla Provincia per... (sezione: Province)
Venerdì
05 Giugno 2009 Chiudi Fedele allo slogan "l'ultimo presidente", Domenico marzi candidato alla Provincia per il Terzo Polo punta
tutto sull'abolizione dell'ente per cui concorre. Ironicamente definisce
Schietroma "audace" e Iannarilli "timido, tesse le lodi di
Arnaldo Zeppieri («Chi si espone non ha mai secondi fini») e assicura che in
caso di ballottaggio verificherà con i suoi alleati eventuali ipotesi di
accordo («Il parere di Casini sarà vincolante»). Buongiorno e D'Arpino a
pag. 36
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Ammetta, vederla parlare nei comizi davanti al
simbolo dello scudo crociato fa un... (sezione: Province)
Venerdì
05 Giugno 2009 Chiudi di VITTORIO BUONGIORNO e LUCIANO D'ARPINO Ammetta,
vederla parlare nei comizi davanti al simbolo dello scudo crociato fa un po'
effetto. Non trova? «La mia decisione va inquadrata rileggendo quello che è
avvenuto in italia dal '92 ad oggi, è da allora che Occhetto disse
pubblicamente che non c'era altra capacità di attrarre se non evocando le
riforme istituzionali. Ecco, sono passati 17 anni e non è cambiato nulla. Penso
a Lamberto Dini, penso a La malfa, anche a Berlinguer. Per ultimo a Veltroni,
nel decalogo delle riforme lanciato con la nascita del Pd, quelle parole sono
la dimostrazione dell'incapacità del Pd di dialogare con le periferie». E con
Pier Ferdinando Casini e l'Udc? «Ci siamo capiti al volo. La proposta di casini
a cui ho aderito è l'unica che da una risposta all'esigenza di cambiamento. Vi ricordate cosa scriveva Feltri su Libero a proposito delle
Provincie? Consigliava a Berlusconi di abolirle, ma il premier è incapace di
farlo, è ostaggio della Lega» E quindi il suo slogan è l'ultimo presidente, ma
lei ci crede? «Questa volta l'abolizione si farà sul serio e i soldi
risparmiati potranno essere investiti in iniziative più serie come un vero
rilancio dell'occupazione. Credo che sia arrivato il momento di dire
basta a corsi di formazione per tagliatori di unghie, c'è bisogno di dare
preparazione vera ai nostri ragazzi» Schietroma dice che lei parla a vanvera
perché non spetta a Marzi abolire la Provincia. «Grottesco, come se non sapessi
che non spetta a me, ma questa è la linea politica del centro. Ma a me è
altrettanto chiaro perché non vogliono l'abolizione né Schietroma, né
Iannarilli». Perché? «Perché la politica che si basa sul grande potere
clientelare ha bisogno di tutti gli enti a disposizione, provincie comprese per
tenere sotto controllo la comunità. Quella è la loro esigenza, io ho un'idea
diversa della politica per questo sono favorevole all'abolizione. Anzi, da
questo punto di vista il risultato che avrò, il risultato che avrà il mio
schieramento darà alò voto una valenza referendaria. Un clamoroso successo
significa che la gente condivide il nostro progetto». Se invece il risultato
non dovesse essere clamoroso? «Vorrà dire che, evidentemente, non siamo
riusciti a spiegarci». Non era più semplice invitare i ciociari a non ritirare
la scheda? «Il fine è lo stesso». Parliamo di programmi. Abolizione
a parte, cosa intende fare? «Avendo amministrato, e ritengo bene, per due
legislature il Comune so che si possono mettere in cantiere 3 o 4 cose
eccellenti». Quali sono? «Prima cosa, sicuramente, un monitoraggio degli
edifici di proprietà dell'ente e di quelli in affitto e contestualmente se
rispondono ai requisiti della sicurezza e della messa a norma. Penso alle
scuole che sono ancora in affitto e costano centinaia di migliaia di euro. Ma
penso anche all'Urbanistica, al Piano territoriale paesaggistico che ha
bloccato l'attività edilizia vincolando come boschi persino cespugli di rovi, e
fossatelli come fiumi di pregio. Presenterò una proposta di legge regionale
urgente per l'abolizione del Ptpr e l'istituzione di un tavolo tecnico per la
rielaborazione del piano, nel frattempo dovrà tornare in vigore il vecchio. E
poi il rischio frane: basta gestire l'emergenza, avvierò un protocollo d'intesa
con Comuni e Autorità di bacino». Il lavoro è la grande emergenza del
territorio. «Finora siamo andati avanti con il soccorso rosso della Regione,
segno solo dell'incapacità di programmare. Non siamo più in grado di attrarre,
ci siamo messi fuori dal mercato». Schietroma, punta tutto sul turismo. Che ne
pensa? «Che non possiamo buttare a mare la vocazione industriale di questa
terra. Penso alla Fiat, ma anche a marangoni, Viscolube, Agusta, Abb, solo per
citarne alcune» E l'aeroporto? «L'abbiamo perso perché il Pd ha finito per
sottomettersi alle istanze della corrente viterbese, avevano deciso così e così
è stato. Adesso però si ipotizza uno scalo regionale, francamente mi lascia
qualche perplessità, dubito che vi possa essere un interesse concreto di
privati per l'aeroporto. Mi augurerei che il Governo del Paese sostenesse
Frosinone, magari revocando precedenti provvedimenti, ma non credo il Pdl sia
in grado di farlo. Ma lo ripeto, in generale resto perplesso, non siamo negli
Usa» Un aggettivo per i suoi avversari. Schietroma? «Audace». Iannarilli?
«Timido». Un giudizio sulla sua scelta? «Credo che agli italiani piacciano le
persone decise, che sanno azzardare» Alle europee per chi voterà? «Voterò e
chiedo di votare per l'Udc, per il segretario regionale Ciocchetti». E degli
altri candidati ciociari che dice? «Ho visto che hanno tappezzato Roma di
manifestri, li lascio ai voti romani». Com'è stata questa campagna elettorale
con alle spalle un nuovo partito? «Ho trovato una straordinaria positività, gli
ambienti dell'Udc mi hanno accettato con slancio e con passione e ho anche
notato una grande capacità propositiva». Cosa le chiedono gli elettori?«Per la
prima volta non mi vengono chiesti posti di lavoro, ma istanze collettive. Ci
vedo un segno di maturità». Ma ad Anagni correte insieme al centrosinistra. «Ad
Anagni sosteniamo un candidato a sindaco come il professor Sansoni che è una
persona per bene, è giustissimo appoggiarlo». Accordi in caso di ballottaggio?
«Decideranno le assemblee dei candidati, sentirò il parere che avrà forma
vincolante del presidente Casini e del segretario regionale. Terremo in grande
considerazione il parere di chi è nella Lista Marzi e nelle altre liste».
Iannarilli le dà del presuntuoso? «Gli ricordo la figura che fece in consiglio
comunale quando tentò di impedire l'assise democratica avvolgendosi con un
microfoino: sembrava Lacoonte, imprigionato da solo con la sua ruvida irruenza
della quale credo si sia pentito».Le dice anche che è un figlio di papà.
«Meglio questo che altro» Se dovesse perdere, meglio Schietroma o Iannarilli?
«Scelgano elettori. Tanto, al secondo turno vincerò io». (5.fine)
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Alienazioni flessibili per rispettare il Patto (sezione: Province)
Il
Sole-24 Ore sezione: NORME E TRIBUTI data: 2009-06-05 - pag: 32 autore: Comuni e Province Alienazioni flessibili per rispettare il Patto
Sulla rilevanza dei proventi da alienazioni ai fini del Patto di stabilità,
Comuni e Province possono regolarsi come meglio credono. Il decreto della
Ragioneria generale sulla determinazione degli obiettivi per il Patto 2009, che
sarà pubblicato sulla Gazzetta ufficiale nei prossimi giorni, mette la
parola fine a un intrico normativo nato con la manovra dello scorso giugno, e
lascia agli enti libertà d'azione: le amministrazioni a cui conviene potranno
escludere dalle entrate rilevanti quelle prodotte da dismissioni immobiliari e
vendite societarie, gli altri potranno invece conteggiarle. Se, quando hanno
approvato il preventivo 2009, gli enti hanno imboccato la strada sbagliata,
basterà una semplice variazione di bilancio per ritornare in carreggiata.
L'indicazione del decreto rende ufficiale un orientamento che già si era
affacciato nei pareri resi a qualche Comune (si veda «Il Sole 24 Ore» dell'11
maggio), e offre la soluzione più flessibile a quello che era ormai diventato
un rompicapo normativo inestricabile. Tutto nasce con la conversione in legge
del Dl 112/2008, quando il Parlamento introduce all'articolo 77- bis uno
sfortunato comma 8 che impone di escludere dalla base di calcolo e dal saldo
obiettivo i proventi da alienazioni riutilizzati per investimenti (come
chiarito dal primo correttivo in materia, all'articolo 2,comma 41della
Finanziaria 2009). La norma aveva spaccato in due gli enti locali: gli
entusiasti, quelli in cui le alienazioni 2007 erano più consistenti rispetto a
quelle programmate per il 2009, perché l'esclusione dal calcolo abbassa la base
di partenza facilitando gli obiettivi di saldo necessari a rispettare il Patto,
e gli arrabbiati, che si trovavano nella situazione inversa. L'abolizione del
travagliato comma, arrivata ad aprile con la legge 33/2009, avrebbe solo
ribaltato le parti, se non avesse contenuto una clausola di salvaguardia che
manteneva la vecchia normativa per chi aveva approvato il bilancio prima del 10
marzo. Anche così, però, molti enti si erano trovati costretti ad applicare una
normativa sconveniente. Il decreto dell'Economia sceglie di risolvere il tutto
nel nome della flessibilità. Per loro c'è un'unica possibilità: considerare le
alienazioni sia nella base di calcolo sia nel saldo 2009 utile ai fini del
rispetto del Patto. Dalla pubblicazione in Gazzetta gli enti avranno 30 giorni
per comunicare alla Ragioneria gli obiettivi 2009; chi non rispetterà i tempi
sarà considerato inadempiente e dovrà subire le sanzioni previste per chi non
rispetta il Patto. G.Tr. © RIPRODUZIONE RISERVATA www.ilsole24ore.com/norme Il
testo del decreto
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ROMA - Il discorso di Barack Obama al Cairo ha una
portata storica e contiene il germe... (sezione: Province)
Venerdì
05 Giugno 2009 Chiudi di CLAUDIO SARDO ROMA - «Il discorso di Barack Obama al
Cairo ha una portata storica e contiene il germe di una nuova speranza di pace.
Mi viene in mente la celebre frase di Giovanni Paolo II: "Nessuna guerra
si può fare in nome di Dio"». Secondo Pier Ferdinando Casini, leader Udc,
è giusto partire da Obama per parlare oggi di Europa, delle politiche per
uscire dalla crisi, della posta in gioco alle elezioni di domani e domenica,
delle vicende di casa nostra. «La novità della Casa Bianca è destinata a mutare
gli equilibri planetari. Agirà dentro la crisi economica, e anche per questo
dalla crisi uscirà un mondo diverso. Obama guarda alla Cina, ai Paesi emergenti
e nel Medio Oriente ha deciso di intervenire in prima persona per tentare di
spegnere i focolai di guerra. Si può dire che il G8 sia stato già sostituito
dal G20. E tutto ciò pone l'Europa davanti a un bivio. Può diventare un
importante attore globale nel tempo nuovo. Però può anche auto-condannarsi al
declino». Cosa dovrebbe scegliere l'Europa? Qual è la partita delle elezioni
del 6-7 giugno? «L'Europa diventerà attore globale solo se sarà capace di
rafforzare la sua unità e le istituzioni comunitarie. Se i Paesi europei
procederanno in ordine sparso, conteranno sempre di meno. E difenderanno peggio
gli interessi dei propri cittadini. Per l'Italia i rischi sono ancora maggiori,
come ha dimostrato l'esito della trattativa Fiat-Opel. Le elezioni per il
rinnovo del Parlamento si celebrano in questo passaggio cruciale. Eppure da noi
il confronto è avvilito fino alla meschinità di una contesa attorno alle
minorenni, le veline, gli amici che usano i voli di Stato...» Di chi è la colpa
di questo scadimento? «La responsabilità principale è di Berlusconi. Non è
stata l'opposizione ad aprire il caso. È stata la moglie, con una lettera. Ed è
stato Berlusconi a replicare pubblicamente a Porta a porta. Poi lo stesso
presidente del Consiglio, una volta trasformata la vicenda privata in un caso
pubblico, si è rifiutato di rispondere alle domande di Repubblica. E così si è
proseguito per giorni tra gossip e allusioni, notizie e smentite, con
Berlusconi che si crogiolava in tv mostrandosi, come sempre, a suo agio quando
lo scontro si trasforma in un referendum pro o contro di lui». È difficile
negargli il diritto di replica visto che è in gioco la sua credibilità e che
qualcuno, anche all'estero, comincia a parlare di dimissioni. «Nessuno gli nega
il diritto di difendersi. Fosse stato per me, il caso poteva anche restare
privato. È stato lui però a trasformarlo in una questione pubblica. E ora è
lui, in tutta evidenza, che preferisce parlare di questo tema per nascondere
l'inerzia e la mancanza di idee del governo di fronte alla crisi». Cosa manca
al governo? «Il vero problema strutturale si chiama Lega. Berlusconi ha
consegnato a Bossi le chiavi della politica nazionale. Spiegò la sua alleanza
con la natura territoriale della Lega: ora invece il Carroccio presenta liste
in tutta Italia. Ma soprattutto è decisivo nelle scelte cruciali:
dall'immigrazione alla sicurezza, dalle quote latte al federalismo. In Veneto
Berlusconi ha annunciato che darà alla Lega anche la presidenza della Regione.
E così la Lega continua a gonfiarsi: è partito di lotta e di governo, mescola
potere e demagogia. Il contrario di ciò che, ad esempio in Francia, Sarkozy
concede al partito di Le Pen. Noi centristi siamo l'antidoto al leghismo». Non
si registrano comunque differenze incomponibili tra Pdl e Lega su temi come
l'immigrazione o la sicurezza. «Questa è un'ulteriore, grave conseguenza
dell'influenza leghista. Obama usa come ramoscello di pace persino l'Islam
americano, mentre Berlusconi pochi giorni fa disse no nientemeno che all'Italia
multiculturale. Ma come? Già il 10% dell'Europa è costituito da immigrati,
senza di loro si fermerebbe la produzione, si impoverirebbe la nostra vita...
Un governo dovrebbe preoccuparsi della coesistenza, dell'integrazione, di come
favorire lo sviluppo. Invece spesso si fa leva sugli istinti peggiori, sulla
paura». La sicurezza è comunque uno snodo cruciale per i governi dell'Europa e
di tutto il mondo.«Certo. C'è più bisogno di sicurezza. Ma l'insicurezza si
combatte innanzitutto contrastando l'illegalità. Serve la certezza del diritto,
non gli slogan. Il governo ha ridotto i fondi alla polizia e poi promette 4mila
militari nelle strade. Le volanti non hanno benzina e il governo affida la
sorveglianza alle ronde, che sono il contrario della sicurezza: è come dire ai
cittadini che devono difendersi da soli. La sicurezza sta nella forza e nella
presenza dello Stato». La sicurezza sta anche nelle politiche sociali. Cosa
propone l'Udc? «La questione demografica è una grande questione politica.
Mentre va aiutata l'integrazione degli immigrati regolari e contrastato il
traffico dei clandestini, dobbiamo aiutare la natalità in Italia. Con politiche
a favore della maternità. Ma anche con quegli aiuti alla famiglia, che finora
sono state promessi ma non realizzati. A partire dall'introduzione del
quoziente familiare. Poi c'è la riforma degli ammortizzatori sociali: ha un bel
dire il premier che ci sono 200 euro al mese per i precari che perdono lavoro.
Come si può vivere con 200 euro al mese?». Ammetterà che la crisi economica,
per un Paese con un debito pubblico così alto, non può essere affrontata solo
aumentando la spesa pubblica. «Noi dell'Udc siamo i soli a dire
che la crisi deve essere l'occasione per fare in Italia le riforme che mai sono
state fatte: la liberalizzazione dei servizi pubblici locali, la riforma
previdenziale, l'abolizione delle Province, un riordino vero della Pubblica
amministrazione ben al di là delle eccentriche trovate del ministro Brunetta.
Questo serve all'Italia per aumentare la competitività del sistema-Paese e per
aiutare quei ceti medi, che con i loro risparmi sono stati fin qui la nostra
difesa nella crisi ma che ora rischiano di pagare di più gli effetti sociali
nel tempo della caduta del Pil». È in sostanza la richiesta di Confindustria.
«Non solo di Confindustria. Anche il governatore Draghi ha indicato questo
percorso. Ma Pdl e Pd sono bloccati da opposti conservatorismi. Qui si tocca
con mano il male del bipartitismo italiano, incapace di esprimere governi
efficienti. Nel Pdl e nel Pd, comunque, stanno crescendo sofferenze e disagi.
Nel Pd i moderati non riescono più a stare insieme agli ex comunisti. E nel Pdl
tanti non sopportano più le imposizioni della Lega». Sta dicendo che Rutelli e
Letta, come ha annunciato Berlusconi, potrebbero presto approdare al centro?
«Rutelli e Letta sono dirigenti del Pd, impegnati in campagna elettorale. Non
credo che la previsione di Berlusconi sia fondata. In ogni caso il Centro punta
ad ampliarsi nella società, nell'associazionismo, non certo nel ceto politico.
Diventeremo più grandi, ne sono sicuro, ma ciò non avverrà con operazioni
trasformistiche». L'allargamento del Centro è anche una questione
istituzionale. Senza una riforma che dia spazio e autonomia alle forze
intermedie, per voi la vita sarà sempre difficile. «Non ho la sindrome del
soffocamento. Ci stiamo già rafforzando e spero che il risultato di domenica
dia una spinta al progetto del partito della Nazione. Questa è la nostra sfida.
E sono convinto che i moderati hanno buoni argomenti da usare in politica
estera, nelle politiche sociali, nelle riforme istituzionali, e che possono
mettere a nudo le contraddizioni del falso bipolarismo Pdl-Pd». Anche la
politica estera è nel vostro mirino?«Berlusconi ha perso le sponde di Bush e di
Aznar e mi pare molto indebolito. Non può certo sostituire con Putin i suoi
vecchi partner. E per carità di patria evito di parlare delle avventure
iraniane del ministro Frattini. La sola strada possibile per l'Italia è
collaborare attivamente con Parigi e Berlino, battendosi ancor più per l'Europa
comunitaria. È in fondo la politica della Prima Repubblica. E non sarebbe male
farsi dare qualche buon consiglio da Andreotti».Resta il nodo delle riforme
istituzionali. Si faranno in questa legislatura? «Non mi pare che i propositi
siano buoni, come dimostra la legge del federalismo fiscale: uno spot concesso
alla Lega. Peraltro il Pd, mentre lancia l'allarme sul pericolo per la
democrazia, si appresta a votare sì al referendum, con ciò consegnandosi mani e
piedi legati a Berlusconi. È difficile fare le riforme con un premier che
intende il bipartitismo come monopartitismo e con un Pd che ambisce al più a
fare l'opposizione di Sua maestà. Comunque, se ad un certo punto si dovesse
fare sul serio, i moderati saranno pronti a sedersi al tavolo e collaborare».
In questa campagna elettorale si è parlato anche di alleanze future. È più
vicino il dialogo con il Pdl o quello con il Pd? «Ora noi lavoriamo per
consolidare il Centro, tanto che nel 90% delle elezioni locali ci siamo
presentati da soli. C'è una legislatura davanti. Non abbiamo fretta. E la
nostra barra è ferma: quando lo riteniamo utile, ad esempio sulla politica energetica,
non abbiamo esitato a votare con il governo a favore delle centrali nucleari».
È comprensibile l'imbarazzo delle opposizioni per il caso delle veline, ma
davvero un giudizio politico non può essere pronunciato? «Il mio giudizio è che
ho un'opinione diversa da Berlusconi su come deve comportarsi un uomo di
Stato». E i voli a disposizione della presidenza del Consiglio? «Gianni Letta è
un galantuomo e, dal momento che era a lui ad autorizzare le liste dei
passeggeri, non ho dubbi che sia stata rispettata la legge. Certo, un conto è
il rispetto formale delle norme, un altro conto è l'opportunità. Anche in
questo caso, la penso diversamente da Berlusconi».
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Corriere
del Mezzogiorno sezione: 1P
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IL PARADOSSO della politica è fare promesse ad ogni
elezione senza mantenerle. Recarsi ... (sezione: Province)
LETTERE
E COMMENTI pag. 32 IL PARADOSSO della politica è fare promesse ad ogni elezione
senza mantenerle. Recarsi ... IL PARADOSSO della politica è fare promesse ad
ogni elezione senza mantenerle. Recarsi alle urne per
votare le Province è un controsenso: il programma di governo ne prevede
l'abolizione. L'importante è far votare la gente e tenere in piedi un ente che
non serve. Così come non poteva mancare l'annuncio del premier sulla riduzione
dei parlamentari. Ormai il patetico dire e disdire della politica lascia il
tempo che trova. Giordano C., Ferrara
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Libè:
PROVINCIA 05-06-2009 SORBOLO L'ESPONENTE UDC INSIEME A
ROBERTO SOLIANI Libè: «Voglio una Provincia al servizio dei cittadini» SORBOLO
«Questo ente deve essere alleggerito in attesa della sua abolizione» II Una
Provincia che sia veramente al servizio di tutti i Comuni. Questo il fulcro
della campagna elettorale del candidato alla presidenza della Provincia per
l'Udc, Mauro Libè, che ha concluso il suo ciclo di incontri nei Comuni del
territorio con l'appuntamento di Sorbolo, dove, insieme al candidato
consigliere provinciale del collegio, Roberto Soliani, ha esposto la sua idea
di riorganizzazione dell'ente di piazzale della Pace. «Ci candidiamo per
alleggerire questa Provincia ha spiegato Libé in attesa che venga approvata la
proposta di legge per abolirla, e lo facciamo con una lista di persone che
rappresentano veramente il territorio e che vivono realmente i problemi delle
loro zone, costruita sulla passione e l'interesse per un vero miglioramento».
Il territorio provinciale, secondo il candidato presidente, deve crescere
insieme «e può farlo solo se tutti i Comuni sono considerati sullo stesso
livello». «Parma - aggiunge - e in generale i Comuni capoluogo, per forza
politica, demografica ed economica, riescono a fare molto senza l'aiuto della
Provincia, ma questo non succede per i Comuni più piccoli, che finiscono per
sottomettersi alle scelte dirigiste dell'ente provinciale. Il rischio è quello
di uno sviluppo di opere e infrastrutture decise da pochi, alle quali i Comuni
diretti interessati si sono dovuti adattare, seppur non si siano rivelate le
soluzioni ai loro problemi. Noi non vogliamo che questo accada più, per questo
crediamo fortemente che il ruolo della Provincia sia quello di coordinare il
territorio in un cammino di crescita omogeneo». Da qui la proposta di un ente
di secondo grado formato dai sindaci di tutti i comuni della provincia, che
decidono insieme e alla pari». Provinciali Mauro Libè.
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1) se le province continuassero ad essere
amministrate così, sarei assolutamente ... (sezione: Province)
Pagina 2
- Teramo 1) Se le Province continuassero ad essere
amministrate così, sarei assolutamente ... 1) Se le Province continuassero ad
essere amministrate così, sarei assolutamente favorevole all'abolizione. Se
invece riuscissero ad allargare le proprie competenze e ad arrivare dove certi
piccoli Comuni non riescono ad arrivare, aiutandoli, vi vedrei validità
e significato. 2) Taglio del numero degli assessori, riduzione dello stipendio
del presidente del consiglio al semplice gettone di presenza e poi snellimento
di tanti consigli d'amministrazione, oltre che riduzione a un solo Ato
regionale per rifiuti e acqua. 3) Ridare alle strade la manutenzione ordinaria
che è palesemente mancata. 4) Immagino un territorio più dinamico, nel quale
verrebbe distribuito in maniera più equa l'intervento provinciale. Perché c'è
stato il totale e completo abbandono delle zone interne. 5) Sono mistificatori
della realtà, non hanno avuto iniziative brillanti e non si sono distinti nel
risolvere le problematiche. E poi la differenza tra loro è nei termini, non nei
concetti. 6) A 15 anni, sia a livello studentesco sia aderendo ai movimenti di
destra. 7) Giorgio Almirante. Conosco a memoria ogni suo discorso e ne possiamo
ancora apprezzare l'attualità. 8) Sicuramente più di quelle presenti nell'attuale
giunta e più di quante ce ne sarebbero se dovesse vincere il Pdl. Da noi la
quota rosa non ha mai avuto bisogno di essere palesata, per noi è un discorso
automatico e io ne sono la dimostrazione. Per noi conta la quota giovani.
Servono giovani preparati che vedano la politica non come mestiere ma come
missione. 9) Prendo 1.200 euro al mese, sono direttore di un ufficio postale.
10) Noi abbiamo puntato sulla gente e non sugli effetti scenografici, abbiamo
speso circa 6mila euro.
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Buona musica per un amico Speciale (sezione: Province)
Articolo
di Manifestazioni Buona musica per un amico Speciale Alessandria - 05/06/2009
Il 5 ed il 6 giugno a San Salvatore Monferrato, dopo il successo delle passate
edizioni, torna lo Speciale Days. Due giorni di festa, cucina e musica per
ricordare Luca Speciale. L'idea nasce da un gruppo di amici che in seguito alla
scomparsa di uno di loro a causa di un tragico incidente stradale, ha deciso di
ricordarlo attraverso una manifestazione legata ad uno scopo benefico. Luca,
appassionato di moto, amante della compagnia, anni fa era stato colpito da una
meningite e nonostante le gravissime conseguenze riportate non si era arreso al
suo handicap, ricominciando da subito a vivere una vita normale e anzi ad
affrontare sfide sportive che gli hanno permesso di arrivare a ricoprire il
ruolo di tedoforo durante le Paralimpiadi di Torino 2006. Nel 2007 la
manifestazione di San Salvatore è stata una due giorni alla quale hanno preso
parte senza ricevere alcun compenso, gruppi come 80 all'Ora, Anime in
Plexiglass, Extra Stinky, Marcello Blues Maphia, Rude Mood e tanti altri
musicisti emergenti tra Piemonte e Lombardia. Nel
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VERSO IL VOTO / EUROPEE (sezione: Province)
VERSO IL
VOTO / EUROPEE Venerdì 5 Giugno 2009, Sono quattro i candidati bellunesi per
alle prossime elezioni europee. Si tratta di Michele Bortoluzzi per la lista
Pannella-Bonino, Maurizio Paniz per il Pdl, Paolo Patelmo per La Destra,
Giuseppe Bepi Pellegrinon per Sinistra è libertà. Tutti, ovviamente, con una
propria storia e le proprie motivazioni per un posto in nel parlamento di
Strasburgo. «La mia candidatura è un'opportunità per la provincia di Belluno -
attacca Maurizio Paniz, già parlamentare a Roma - c'è un accordo stretto
direttamente con il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Ho accettato di
mettere la mia faccia, ma in cambio mi è stata promessa ancor maggiore
attenzione per questo territorio. E il volume degli interventi dipenderà anche
dalle preferenze che otterrò». Anche Paolo Patelmo, avvocato bellunese classe
1952, è stato voluto dal segretario del suo partito, La Destra. «Credo che
l'Italia debba contare di più in Europa. Oggi manca la formazione europea e gli
altri Stati riescono ad ottenere molto più di noi. Bisogna difendere le
specificità italiane, il Made in Italy. Ma anche la tradizione cristiana dell'Europa,
per questo diciamo no all'entrata della Turchia». Ha 66 anni Bepi Pellegrinon,
editore di Falcade, già sindaco del suo Comune e consigliere provinciale,
accademico del Cai. Nella lista Sinistra è libertà rappresenta la componente
socialista. «La mia politica è rivolta ai problemi della montagna - spiega - il
mio impegno sarà rivolto ad azioni che evitino l'isolamento e il degrado delle
zone montane. Puntando sulla specificità della montagna europea come
salvaguardia della pianura, la possibilità dell'autogoverno delle sue
popolazioni». E'candidato nella lista Panella-Bonino Michele Bortoluzzi, 42
enne, piccolo imprenditore, membro della direzione
nazionale del Partito Radicale e tra i fondatori del movimento per l'abolizione
delle Province "Non serve, non voto". Punta su alcune idee chiare.
«Siamo gli unici a parlare di Europa in questa campagna elettorale - afferma -
e di quello che realmente l'Europa può fare. Tra i punti forti, gli
Stati Uniti d'Europa, non delle patrie nazionali che hanno prodotto le guerre.
Penso ad un'Europa con una difesa e una politica estera comune, no all'Europa
dei banchieri, sì ad un controllo efficiente del credito». M.D.
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I vertici di Pdl e Lega al fianco di Lavagetto (sezione: Province)
I
vertici di Pdl e Lega al fianco di Lavagetto Semplificazione amministrativa,
abbattimento dei costi della partitocrazia, delle consulenze esterne, delle
spese generali dellente e un piano strategico
di sviluppo territoriale. «Vi ho illustrato cinque progetti che mi sento di
portare a termine riducendo gli assessori da dieci a cinque», promette
Lavagetto, ospite del teatro «Baratta» di Medesano insieme al candidato alle
elezioni europee Antonio Cancian, e del candidato a consigliere provinciale nel
collegio Medesano-Pellegrino, Gian Luca Armellini. Fra gli ospiti c'era anche
il vice presidente dellassemblea legislativa
della Regione Emilia Romagna, Luigi Giuseppe Villani, il consigliere
regionale Roberto Corradi, il sindaco di Medesano, Roberto Bianchi e quello di
Noceto, Fabio Fecci. Lincontro è stato aperto da
Gian Luca Armellini che ha illustrato nei dettagli «il suo impegno per la Provincia», da
riassumersi in meno sprechi, meno burocrazia e più concretezza. Armellini ha
anche puntato l'attenzione sulla realizzazione in tempi brevi del casello
autostradale nei pressi del ponte sul Taro, sul completamento della
Pedemontana, su un nuovo polo scolastico di istruzione secondaria superiore,
sulla messa in sicurezza della strada provinciale 357 e del ponte sul Taro
Ramiola-Fornovo, oltre a parlare del rifacimento totale della strada
provinciale Pellegrino-Varano Marchesi. Il sindaco di Medesano ha chiarito di
non essere per labolizione della
Provincia, ma per renderla moderna e tagliare le spese della politica. Sulla
stessa linea anche Luigi Giuseppe Villani e il candidato alle europee Antonio
Cancian. Un in bocca al lupo al candidato di Pdl e Lega Nord è arrivato dal
sindaco di Noceto. «Mi auguro -ha detto Fabio Fecci rivolto a Lavagetto - che
tu sia lultimo presidente di questo tipo di Provincia».
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Cinque liste sostengono Lino Osvaldo Felissari e
Pietro Foroni, in campo anche Udc, Pcl, Forza nuova, Moderati e Riformisti (sezione: Province)
Corsa a
sei per palazzo San Cristoforo In 61 comuni si vota per il presidente della
Provincia di Lodi n Gli avversari sono ormai arrivati alla resa dei conti: i
sei candidati che sperano di conquistare la provincia di Lodi si sfideranno
alle urne nel corso del weekend. Per il centrosinistra si ripresenterà il
presidente uscente, Lino Osvaldo Felissari (Pd), che ha appena concluso il suo
primo mandato. Al suo fianco sono scese in campo cinque liste: Italia dei
valori,Rifondazione-Comunisti italiani, Sinistra e libertà, Partito
democratico, Felissari presidente (lista civica). La campagna elettorale si è
concentrata soprattutto sul resoconto dei progetti e degli interventi messi in
capo durante questi cinque anni. Dall'altra parte della barricata, il
centrodestra ha schierato Pietro Foroni (Lega nord), dopo un lungo "braccio
di ferro" con i vertici regionali che avrebbero preferito un uomo di Forza
Italia. Anche per lui ci saranno cinque liste pronte a fare il tifo: si tratta
di Lega nord, Democrazia cristiana, Pensionati, Popolo della libertà, Insieme
per i lodigiani con Foroni (lista civica). Carroccio e Pdl sono andati
all'attacco soprattutto sulla questione ambientale e della programmazione
territoriale, portando nel Lodigiano quattro ministri e un viceministro.L'Udc
ha deciso di correre da solo alla volta di palazzo San Cristoforo, il nome
scelto dal partito per guidare l'Unione di centro è quello di Giacomo Arcaini.
Il gruppo di Pierferdinando Casini ha difeso fino all'ultimo la sua sfida
solitaria, ma ha anche più volte affermato di avere un unico obiettivo: mandare
centrodestra e centrosinistra al ballottaggio.Gianmario Invernizzi, leader di
Forza nuova, ha presentato la sua lista e il suo programma nella speranza di
ottenere un posto in consiglio provinciale. La promessa che il candidato ha
fatto agli elettori è quella di essere un attento osservatore dell'immigrazione
regolare, portando avanti idee e proposte per arginare il fenomeno.Il Partito
comunista dei lavoratori sarà invece rappresentato da Gianfranco Carelli,
meglio conosciuto come "Popo". Alla sua prima avventura politica,
Carelli ha dato spazio soprattutto ai progetti legati al lavoro, alla sanità e
all'ambiente. Anche nel caso del Pcl, l'obiettivo non è quello
di ottenere lo scranno più alto della provincia, bensì quello di sedersi in
consiglio. Infine, Nando Mascherpa sarà il candidato dei Moderati e Riformisti,
per tutta la campagna elettorale ha portato avanti la sua battaglia a favore
dell'abolizione delle province, dal suo punto di vista si tratta di enti che non hanno le
competenze per affrontare i veri problemi del territorio.In realtà, nel
gruppo ci sarebbero dovuti essere altri due sfidanti: Francesco Milanesi di
Primavera lodigiana e Donato De Ieso dei Giovani lodigiani. A causa di alcuni
errori nella presentazione delle liste, le due squadre di giovani non sono
riuscite a entrare a far parte della competizione elettorale. Entrambi, però,
hanno promesso di continuare il loro percorso politico, portando avanti i
progetti dei ragazzi e delle ragazze del Lodigiano.Greta Boni
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Uccellagione proibita dal Tar (sezione: Province)
Uccellagione
proibita dal Tar Annullata direttiva regionale Sabato 6 Giugno 2009, Trieste
NOSTRO INVIATO Niente uccellagione. Nemmeno per piccole quantità di volatili e
per finalità "culturali". Stavolta non lo dice la Corte
costituzionale, che ha appena annullato diffuse parti della
legge regionale sulla caccia, bensì il Tar di Trieste: ieri ha accolto un
ricorso presentato dalla Lac (Lega per l'abolizione della caccia) e dal Wwf
contro la Regione, la Provincia di Pordenone e l'Associazione ornitologica friulana
sagre e fiere venatorie. I magistrati hanno annullato il provvedimento
regionale di deroga per la cattura e detenzione di uccelli in piccola quantità
del 24 ottobre 2008 (così come parzialmente modificato 6 giorni dopo), con il
quale si autorizzava la cattura e la detenzione in vita di 50 capi di varie
specie allo scopo di cessione ad espositori in fiere ornitologiche
dell'associazione chiamata in causa. La Regione aveva motivato la decisione con
«l'esigenza di catturare e detenere in vita degli uccelli per cederli ad
espositori in occasioni di fiere ornitologiche», disattendendo con tale
condotta - secondo gli animalisti - un parere espresso dall'Istituto nazionale
per la fauna selvatica. L'istituto rilevava in particolare che «non è possibile
determinare in modo oggettivo e scientificamente solido le "piccole
quantità" prelevabili». La posizione è stata successivamente ribadita
dall'Istituto superiore per la protezione e ricerca ambientale (subentrato
all'Infs), il quale ha sottolineato che «è possibile insegnare il canto ai
soggetti nati in cattività ricorrendo a registrazioni facilmente reperibili sul
mercato o selezionare esemplari prodotti dagli allevamenti». Invece sulla
scorta del provvedimento della Regione, il 6 novembre 2008 la Giunta provinciale
di Pordenone «deliberava di dare applicazione al provvedimento autorizzativo
regionale - si legge nella sentenza - motivandolo con la necessità di mantenere
vive le tradizioni risalenti alle nostre lontane origini rurali, di riattivare
bressane e roccoli storici» e di «utilizzare i soggetti catturati come maestri
di canto per gli esemplari nati in cattività che avrebbero partecipato alle
numerose fiere ornitologiche in Friuli Venezia Giulia e delle regioni
contermini». Il Tar, in calce a un torrente di considerazioni giuridiche,
spiega che le misure impugnate sono annullate in quanto violano la legge
regionale 14 del 2007 e la Direttiva europa 409 del 1979: vi si prescrive che
eventuali deroghe al divieto di uccellagione sono possibili solo in assenza di
alternative al prelievo di esemplari dalla natura e per le non numerose
finalità consentite, che vanno dalla salute pubblica alla sicurezza aerea, fino
agli scopi scientifici e didattici. Maurizio Bait
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Trieste Niente uccellagione. Nemmeno per piccole
quantità di volatili e per finalità "... (sezione: Province)
Sabato 6
Giugno 2009, Trieste Niente uccellagione. Nemmeno per piccole quantità di
volatili e per finalità "culturali". Stavolta non lo dice la Corte
costituzionale, che ha appena annullato diffuse parti della
legge regionale sulla caccia, bensì il Tar di Trieste: ieri ha accolto un
ricorso presentato dalla Lac (Lega per l'abolizione della caccia) e dal Wwf
contro la Regione, la Provincia di Pordenone e l'Associazione ornitologica
friulana sagre e fiere venatorie. I magistrati hanno annullato il
provvedimento regionale di deroga per la cattura e detenzione di uccelli in
piccola quantità del 24 ottobre 2008 (così come parzialmente modificato 6
giorni dopo), con il quale si autorizzava la cattura e la detenzione in vita di
50 capi di varie specie allo scopo di cessione ad espositori in fiere
ornitologiche dell'associazione chiamata in causa. La Regione aveva motivato la
decisione con «l'esigenza di catturare e detenere in vita degli uccelli per
cederli ad espositori in occasioni di fiere ornitologiche», disattendendo con
tale condotta - secondo gli animalisti - un parere espresso dall'Istituto
nazionale per la fauna selvatica. L'istituto rilevava in particolare che «non è
possibile determinare in modo oggettivo e scientificamente solido le
"piccole quantità" prelevabili». La posizione è stata successivamente
ribadita dall'Istituto superiore per la protezione e ricerca ambientale
(subentrato all'Infs), il quale ha sottolineato che «è possibile insegnare il
canto ai soggetti nati in cattività ricorrendo a registrazioni facilmente
reperibili sul mercato o selezionare esemplari prodotti dagli allevamenti».
Invece sulla scorta del provvedimento della Regione, il 6 novembre 2008 la
Giunta provinciale di Pordenone «deliberava di dare applicazione al
provvedimento autorizzativo regionale - si legge nella sentenza - motivandolo
con la necessità di mantenere vive le tradizioni risalenti alle nostre lontane
origini rurali, di riattivare bressane e roccoli storici» e di «utilizzare i
soggetti catturati come maestri di canto per gli esemplari nati in cattività
che avrebbero partecipato alle numerose fiere ornitologiche in Friuli Venezia
Giulia e delle regioni contermini». Il Tar, in calce a un torrente di
considerazioni giuridiche, spiega che le misure impugnate sono annullate in
quanto violano la legge regionale 14 del 2007 e la Direttiva europa 409 del
1979: vi si prescrive che eventuali deroghe al divieto di uccellagione sono
possibili solo in assenza di alternative al prelievo di esemplari dalla natura
e per le non numerose finalità consentite, che vanno dalla salute pubblica alla
sicurezza aerea, fino agli scopi scientifici e didattici. Maurizio Bait
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Il paradosso della politica è fare promesse ad ogni
elezione senza mantenerle. Recarsi alle ... (sezione: Province)
LETTERE
E COMMENTI pag. 17 Il paradosso della politica è fare promesse ad ogni elezione
senza mantenerle. Recarsi alle ... Il paradosso della politica è fare promesse
ad ogni elezione senza mantenerle. Recarsi alle urne per
votare le Province è un controsenso: il programma di governo ne prevede
l'abolizione. L'importante è far votare la gente e tenere in piedi un ente che
non serve. Così come non poteva mancare l'annuncio del premier sulla riduzione
dei parlamentari. Ormai il patetico dire e disdire della politica lascia il
tempo che trova. Giordano
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Rischio astensione per le Europee Ma c'è chi la
chiede (sezione: Province)
Corriere
del Veneto sezione: PRIMOPIANO data: 06/06/2009 - pag: 3 Alle urne In Veneto
nel 2004 votò il 76,9%, più della media nazionale Rischio astensione per le
Europee Ma c'è chi la chiede Bortoluzzi e Carraro, ultimo appello contro le
Province VENEZIA Lo spettro dell'astensionismo aleggia sulle elezioni Europee.
Lo lasciano intuire le stime redatte dai vari sondaggisti che hanno tastato il
polso agli italiani sul fronte del voto per Strasburgo e Bruxelles. E gli esiti
non devono essere stati particolarmente soddisfacenti se è vero, come è vero,
che centrosinistra e centrodestra hanno manifestato una «convergente »
preoccupazione. Non si tratta, comunque, di una novità. Per accorgersene basta
consultare i dati dell'affluenza del 2004. Balza subito all'occhio il risultato
generale negli Stati membri, con nemmeno il 46% degli aventi diritto al voto
che si sono presentati alle urne. Un dato che in questa tornata - secondo le
ultime rilevazioni - potrebbe essere ancora inferiore (in Romania si stima una
partecipazione del 30%). In questo contesto, l'Italia rappresenta ancora una
«certezza», nel senso che furono gli italiani - nel 2004 - a elevare un po' la
media con quel 71,7% di votanti che fornì un discreto contributo alla causa.
Contributo che è stato ancora maggiore in Veneto, dove alle urne si presentò il
76,9%, con punta massima a Padova (81,4%) e minima a Belluno (67,7%). Anche
nella nostra regione, comunque, il «sentiment » per le Europee non è
debordante. Alle Politiche del 2008, infatti, in Veneto di presentò alle urne
l'84,7% degli aventi diritto al voto, ovvero un abbondante 7% in più rispetto
alle Europee. Ovvio che se in questa tornata ci sarà un ulteriore decremento di
votanti a livello continentale, si assisterebbe a una nuova
delegittimazione del ruolo del Parlamento europeo e delle stesse elezioni (che
già da tempo sono definite di «secondo ordine », per sottolinearne la scarsa
rilevanza politica). Un risultato, questo, che vorrebbero ottenere i
sottoscrittori del «manifesto appello» per l'abolizione delle Province.
La differenza è che mentre per le Europee si teme un astensionismo naturale,
per le Provinciali è stata giocata la carta dell'astensionismo come forma di
protesta. In pratica, un'azione di disobbedienza civile, quella lanciata da
Massimo Carraro e Michele Bortoluzzi, sintetizzabile nello slogan: «La
Provincia non serve? Non la voto». Il fine è quello di dimostrare, attraverso
una massiccia adesione alla campagna, che il «partito» a favore dell'abolizione
delle Province è più numeroso di quello che si può immaginare. L'ultimo appello
dei promotori lo lascia intuire chiaramente: «Il 6 e 7 giugno lasciamo,
lasciate la scheda gialla (quella per le Provinciali, ndr) nelle mani dei
Presidenti di seggio, con la convinzione di aver fatto l'unica cosa utile tra
le opzioni democratiche a disposizione ». L'obiettivo del gruppo capitanato da
Carraro e Bortoluzzi è quello di arrivare a un'Italia con 0 Province, 10
Regioni e solo 200 Comuni. L'azione - trasversale - mira ad aprire un dibattito
per cercare di eliminare 107 enti locali che rappresentano - per i promotori
dell'iniziativa - «l'emblema degli sprechi della politica». Antonio Spadaccino
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Caccia alla fauna selvatica "nociva", Tar
accoglie ricorso delle associazioni ambientaliste (sezione: Province)
Caccia
alla fauna selvatica "nociva", Tar accoglie ricorso delle
associazioni ambientaliste (6/6/2009 10:17) | (Sesto Potere) - Vercelli - 6
giugno 2009 - Il Tar del Piemonte accoglie il ricorso proposto dalle
associazioni ambientaliste e animaliste e sospende tutti gli abbattimenti delle
specie cosiddette “nocive” decisi dalla Provincia di Vercelli. Il 30 giugno
2008 la Provincia di Vercelli aveva sottoscritto con lIstituto Nazionale per la Fauna Selvatica (I.N.F.S.,
ora diventato I.S.P.R.A.) un protocollo dintesa per contenere
numericamente attraverso interventi cruenti alcune specie animali selvatiche
ritenute in eccesso e dannose per le attività umane. Le associazioni
ambientaliste e animaliste si erano opposte sia attraverso il ricorso
amministrativo contro i provvedimenti della Provincia e sia organizzando a
Vercelli il 17 gennaio 2009 un convegno dal titolo “Nocivosaraitu”, che ebbe
grande risalto e successo di pubblico. Ora il Tar del Piemonte nella Camera di
Consiglio del 27 maggio
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LUIGI MUSELLA CI SONO CASI IN CUI ANCHE UN VOTO
DESTINATO AL SEMPLICE RINNOVO DI UNA CARICA ISTIT... (sezione: Province)
Pubblicato anche in: (Mattino,
Il (Circondario Nord)) (Mattino, Il (Circondario Sud1)) Luigi
Musella Ci sono casi in cui anche un voto destinato al semplice rinnovo di una
carica istituzionale per il governo del territorio locale può avere un
significato più ampio. Non che una corsa elettorale non abbia sempre e comunque
un preciso risvolto politico, ma, a volte, la posta in gioco va ben oltre. La
scelta del nuovo presidente e del nuovo consiglio della Provincia di Napoli -
da anni saldamente nelle mani del centrosinistra - ha sicuramente un valore che
travalica la disputa per l'ente in sé (ente, tra l'altro, da sempre stretto tra
i poteri del Comune di riferimento e quelli della Regione, tanto che alcuni ne
auspicano persino l'abolizione). L'importanza del voto
napoletano risiede soprattutto nelle attuali difficoltà vissute dai partiti
dell'ex Unione. I travagli di molte amministrazioni (a diverso livello e con
diversi gradi di responsabilità) hanno messo l'accento su quella che molti
considerano la fine di un ciclo e quindi sulla necessità di avviare una nuova
stagione che possa risollevare le sorti della politica nel gioco dei
diversi attori sociali. Perché, al di là dei singoli protagonisti, quel che da
tempo si sente la mancanza è proprio la politica con la P maiuscola. E in una
realtà che mai come in questo momento richiede regole che possano servire
all'economia come alla società civile, alla cultura come agli intellettuali,
una tale mancanza è particolarmente grave. Ma veniamo alla lotta per la
Provincia. Che il centrosinistra sia in difficoltà è fatto noto. Insomma, non è
poco plausibile pensare che il candidato del Pd, Gino Nicolais, possa risultare
perdente. Ma, al di là della singola consultazione, la domanda che è lecito
porsi è un'altra: chi perderebbe veramente se perdesse l'esponente dei
Democratici? SEGUE A P
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LUIGI MUSELLA CI SONO CASI IN CUI ANCHE UN VOTO
DESTINATO AL SEMPLICE RINNOVO DI UNA CARICA ISTIT... (sezione: Province)
Luigi
Musella Ci sono casi in cui anche un voto destinato al semplice rinnovo di una
carica istituzionale per il governo del territorio locale può avere un
significato più ampio. Non che una corsa elettorale non abbia sempre e comunque
un preciso risvolto politico, ma, a volte, la posta in gioco va ben oltre. La
scelta del nuovo presidente e del nuovo consiglio della Provincia di Napoli -
da anni saldamente nelle mani del centrosinistra - ha sicuramente un valore che
travalica la disputa per l'ente in sé (ente, tra l'altro, da sempre stretto tra
i poteri del Comune di riferimento e quelli della Regione, tanto che alcuni ne
auspicano persino l'abolizione). L'importanza del voto
napoletano risiede soprattutto nelle attuali difficoltà vissute dai partiti
dell'ex Unione. I travagli di molte amministrazioni (a diverso livello e con
diversi gradi di responsabilità) hanno messo l'accento su quella che molti
considerano la fine di un ciclo e quindi sulla necessità di avviare una nuova
stagione che possa risollevare le sorti della politica nel gioco dei
diversi attori sociali. Perché, al di là dei singoli protagonisti, quel che da
tempo si sente la mancanza è proprio la politica con la P maiuscola. E in una
realtà che mai come in questo momento richiede regole che possano servire
all'economia come alla società civile, alla cultura come agli intellettuali,
una tale mancanza è particolarmente grave. Ma veniamo alla lotta per la
Provincia. Che il centrosinistra sia in difficoltà è fatto noto. Insomma, non è
poco plausibile pensare che il candidato del Pd, Gino Nicolais, possa risultare
perdente. Ma, al di là della singola consultazione, la domanda che è lecito
porsi è un'altra: chi perderebbe veramente se perdesse l'esponente dei
Democratici? SEGUE A P
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così stanno preparando una scuola a due velocità -
antonio nocchetti (sezione: Province)
Pagina
VI - Napoli COSì STANNO PREPARANDO UNA SCUOLA A DUE VELOCITà ANTONIO NOCCHETTI
G iuseppe è un bambino di 11 anni che frequenta il primo anno di una scuola
media di Casavatore in provincia di Napoli. Giuseppe è considerato un
eccellente studente dai suoi insegnanti che lo ritengono in grado di proseguire
nel percorso di studi nonostante le difficoltà economiche in cui si trova la
sua famiglia. I suoi genitori non sospettano assolutamente che quello che il
governo Berlusconi ha in mente di realizzare tra qualche settimana riguarderà
così da vicino il loro sogno di avere un figlio dottore. La abolizione del valore legale del titolo di studio è, per
ammissione dei ministri Gelmini e Brunetta, il prossimo obiettivo del governo
nell´ambito delle politiche sull´istruzione. Questo intento troverebbe la sua
giustificazione nel tentativo di ridare slancio alla concorrenza virtuosa tra
le diverse facoltà universitarie e scuole superiori intrappolate in un letargo
derivante da decenni di statalizzazione. Ancora prima di entrare del
merito della "terapia" dei ministri in questione, va ricordato che la
nostra Costituzione prevede con l´articolo 33 i pilastri fondanti il valore
legale del titolo di studio: l´ordinamento didattico e l´esame di Stato.
L´evoluzione di questi principi nel tempo ha determinato nel nostro Paese una
discreta omogeneità, sebbene le spinte centrifughe abbiano prodotto alcune
riforme degli ordinamenti didattici senza intaccarne sostanzialmente l´aspetto
della formazione unitaria. La chiarezza con cui recita l´articolo 33 della
Costituzione: "è prescritto un esame di Stato per l´ammissione ai vari
ordini e gradi di scuole..." e la sua collocazione nel titolo II, quello
che prevede i rapporti etico-politici, sono elementi da considerare con molta
serietà quando si sbandierano ai quattro venti i presunti vantaggi derivanti
dalla abolizione del valore legale del titolo di studio. Il fondato sospetto è
che siamo di fronte alla soluzione finale del governo di centrodestra per
sbaragliare la struttura unitaria delle conoscenze, ma soprattutto per aprire
la strada a una selvaggia deregolamentazione dell´accesso alla cultura nelle
diverse parti del Paese. Forse qualcuno ricorderà ancora il ministro Moratti
che per prima affrontò l´argomento, provando a delegittimare gli esami di Stato
e il valore numerico del loro esito. Argomento dominante tra i detrattori è la
considerazione che gli istituti e le facoltà meno qualificate si sarebbero
trasformate in "diplomifici e laureifici" che dequalificherebbero gli
sforzi di tanti volenterosi studenti e professori. Quanto questo sia vero è
impossibile da affermare, sicuramente non lo è per il livello di istruzione
secondaria statale che viaggia ben sopra quello delle scuole paritarie come più
volte verificato dalle prove Invalsi. Si osservi con attenzione che questo dato
sulla supremazia della scuola pubblica superiore su quella paritaria è
peculiare in Italia rispetto ad altri sistemi scolastici occidentali. Se la
questione originale e l´obiettivo che muove i due ministri è quello di dare una
scuola moderna al nostro paese, allora bisogna avere il coraggio di dire che la
soluzione proposta non affronta minimamente il problema, ma lo evita
accuratamente. Quello che non evita è il disastro che produrrà nei territori
meno evoluti d´Italia dove i nostri studenti non potranno più competere ad armi
pari con i loro colleghi settentrionali. è triste continuare ad assistere a
questa opera paziente di destrutturazione del sistema scolastico e universitario
senza che dall´opposizione si levino proteste vibranti e argomentate. Quale
facoltà del Sud potrà mai competere con una della Lombardia come possibilità di
drenare investimenti o costruire ricerca? Quale istituto superiore del Sud
potrà costruire percorsi formativi al pari di uno del Veneto o dell´Emilia
Romagna? è possibile smontare l´ordinamento didattico nazionale senza
ipotizzare terribili conseguenze nelle parti più arretrate del Paese? Dopo
avere prosciugato progressivamente di tempo e risorse economiche il mondo della
istruzione pubblica, il governo di centrodestra si prepara a rimuovere l´ultimo
baluardo costitutivo della stessa. Per il nostro Giuseppe e per tutti gli
studenti che vivono nelle regioni svantaggiate del Paese (più banalmente il cui
Pil è pari a 1/3 di quelle del Centro Nord) si prospetteranno percorsi
scolastici differenti. Il federalismo fiscale provvederà a ridurre le
opportunità formative di Giuseppe in tutti i livelli di istruzione, a nulla
servirà la sua intelligenza quando si confronterà con scuole sempre più
fatiscenti e una università in smobilitazione. Qualcuno dovrebbe provare a
spiegare ai suoi genitori, che cosa gli stanno preparando e perché loro figlio
non potrà avere mai le stesse opportunità formative di un coetaneo di Treviso.
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di Lillo Aldegheri VERONA - Netto calo di votanti,
ieri, a Ver... (sezione: Province)
di Lillo
Aldegheri VERONA - Netto calo di votanti, ieri, a Verona. In tutta la
provincia, alle 19, la percentuale era scesa di circa il 4 per cento: dal 63,27
per cento delle elezioni precedenti, si è scesi al 59,85. E anche ieri, come
già sabato, nel Comune capoluogo i votanti per l'europarlamento sono stati di
più di quelli per il consiglio provinciale. Alle
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