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PRIVILEGIA NE IRROGANTO     di  Mauro Novelli         

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DOSSIER “ABOLIAMO LE PROVINCE”

 

 

 

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Report "Province"   3-13 aprile 2009


Indice degli articoli

Sezione principale: Province

Forse, tutta fatica inutile. Per 1 miliardo e 170 milioni di euro in arrivo - sbloccati dal governo ... ( da "Messaggero, Il (Rieti)" del 03-04-2009)
Argomenti: Province

Abstract: trasferimenti economici alla sanità della Regione, all'abolizione della legge regionale sugli ospedali di montagna tra i quali c'è anche quello di Amatrice - spiega la Cgil in un comunicato - ricordiamo che tale legge è stata di recente approvata con un largo consenso e che oggi viene giudicata dal governo "in contrasto con la riorganizzazione della rete ospedaliera prevista dal Piano anti-

La Provincia ha duecento anni ma può diventare più efficiente ( da "Corriere del Mezzogiorno" del 03-04-2009)
Argomenti: Province

Abstract: anche sulla creazione delle città metropolitane le proposte di riforma avanzate dal ministro Maroni non sembrano convinte né convincenti. Se poi al dibattito si aggiunge chi pensa ad un'abolizione espressa o, come il ministro Brunetta, addirittura tacita, sarebbe meglio forse che ci si dedicasse tutti, in attesa di modifiche strutturali dall'

"Impossibile abolire le Province (almeno per ora)" ( da "Affari Italiani (Online)" del 03-04-2009)
Argomenti: Province

Abstract: non può che essere fatto solo con una modifica costituzionale e quindi possiamo valutare unicamente la possibilità di intervenire sulla dimensione dei Consigli, ampliarli o ridurli. Questa è una delle ipotesi a cui stiamo lavorando. A Costituzione vigente il tema dell'abolizione delle Province non si può prendere in considerazione". tags: Fitto province abolizione codice autonomie

ENTI LOCALI: FITTO, CODICE AUTONOMIE PRONTO SUBITO DOPO PASQUA. ( da "Asca" del 03-04-2009)
Argomenti: Province

Abstract: che essere fatto solo con una modifica costituzionale e quindi possiamo valutare unicamente la possibilita' di intervenire sulla dimensione dei Consigli, ampliarli o ridurli. Questa e' una delle ipotesi a cui stiamo lavorando. A Costituzione vigente il tema dell'abolizione delle Province non si puo' prendere in considerazione''. res-rus/sam/rob (Asca)

Federalismo fiscale, nuova frontiera ( da "Denaro, Il" del 03-04-2009)
Argomenti: Province

Abstract: Le rappresentanze associative dei Comuni e delle Province, Legautonomie compresa, avevano già sollevato a suo tempo, forti critiche nei confronti dell'impianto della manovra finanziaria 2009, per quanto riguarda l'insieme degli Enti Locali. L'abolizione dell'ICI prima casa aveva assestato un primo, duro colpo all'autonomia finanziaria dei Comuni,

Provincia, cancellati tredici passaggi a livello ( da "Italia Sera" del 03-04-2009)
Argomenti: Province

Abstract: PalazzoValentini e Rete Ferroviaria Italiana Provincia, cancellati tredici passaggi a livello Investimento milionario per modernizzare le direttrici da e per la Capitale Abolizione di tredici passaggi a livello sulle linee ferroviarie all'interno della Provincia di Roma. Questo l'obiettivo di un protocollo d'intesa siglato ieri mattina in Regione dal presidente Piero Marrazzo,

Falsa partenza dei Tre Platani ( da "Gazzettino, Il (Pordenone)" del 03-04-2009)
Argomenti: Province

Abstract: Trentaquattro i team iscritti (provenienti dalle province di Pordenone, Treviso e Venezia), ciascuno dei quali schiera 6 giocatori. Si aggiungono le due riserve. La novità di quest'anno è l'abolizione del pareggio. Ogni gara metterà a disposizione 7 punti anziché 6, conteggiando il totale delle piastre lanciate.

Impossibile abolire le Province ( da "Affari Italiani (Online)" del 03-04-2009)
Argomenti: Province

Abstract: non può che essere fatto solo con una modifica costituzionale e quindi possiamo valutare unicamente la possibilità di intervenire sulla dimensione dei Consigli, ampliarli o ridurli. Questa è una delle ipotesi a cui stiamo lavorando. A Costituzione vigente il tema dell'abolizione delle Province non si può prendere in considerazione". tags: Fitto province abolizione codice autonomie

Martano, Provincia di Napoli: "Favorevoli al Ministero" ( da "Travel Trade Italia.com" del 03-04-2009)
Argomenti: Province

Abstract: per questo siamo favorevoli alla rinascita del Ministero del Turismo" lo dichiara Giovanna Martano, assessore al Turismo per la Provincia di Napoli, che prosegue: "Il referendum di abolizione del ministero è stata una follia; la nostra esigenza, oltre alla Campania, è quella di rilanciare l'intero sistema facendo lavorare insieme pubblico e privato" Siti sponsorizzati

Martano, Provincia di Napoli: "Favorevoli al Ministero" ( da "TTG Italia Online" del 03-04-2009)
Argomenti: Province

Abstract: per questo siamo favorevoli alla rinascita del Ministero del Turismo" lo dichiara Giovanna Martano, assessore al Turismo per la Provincia di Napoli, che prosegue: "Il referendum di abolizione del ministero è stata una follia; la nostra esigenza, oltre alla Campania, è quella di rilanciare l'intero sistema facendo lavorare insieme pubblico e privato"

L'Asl sposta personale, non licenzia ( da "Alto Adige" del 04-04-2009)
Argomenti: Province

Abstract: né dell'abolizione di posti di lavoro». I sindacati (Anaao, Anpo, Nursing Up, Asgb, Cgil, Cisl, Uil e Snabi) in un comunicato fanno sapere che «da una parte si trovano i soldi per la Medicina complementare, dall'altra rischia di saltare il turn over col personale sottoposto a carichi di lavoro sempre più stressanti».

Pd davanti alle scuole: no ai tagli ( da "Gazzetta di Modena,La" del 04-04-2009)
Argomenti: Province

Abstract: per i problemi della scuola pubblica italiana. Questa mobilitazione si prefigge di richiedere un'immediata cancellazione dei tagli di 8 miliardi di euro e di 132mila lavoratori della scuola attuati dal governo, l'abolizione del maestro unico e dell'orario a 24 ore settimanali ed infine il ripristino delle compresenze dei docenti nella scuola elementare.

La scommessa di Casini è portar via voti a Franceschini ( da "Arena, L'" del 04-04-2009)
Argomenti: Province

Abstract: lo stimolerà ad attuare alcune parti del programma in sospeso (l'abolizione delle Province), continuerà a contestargli poco coraggio sulla riforma delle pensioni, lo incalzerà sugli aiuti economici alle famiglie. Ma la distanza che lo separa dal Cavaliere riguarda soprattutto la concezione di base della politica.

Scuole a rischio, la proposta di Uncem ( da "Resto del Carlino, Il (Rimini)" del 04-04-2009)
Argomenti: Province

Abstract: con oltre 1500 studenti in più rispetto alla media delle altre regioni. Per non parlare degli immigrati iscritti: solo nell'anno scolastico 2008/2009 ne sono arrivati oltre 3000». Conclude il presidente: «Mi rifiuto di dover scegliere tra l'abolizione dell'unica scuola di un comune di montagna come Casteldelci, per formaree classi di oltre 30 allievi in altri territori.

Dopo la preoccupazione esternata dal segretario generale di Cgil, Tonino Pietrantoni, in merito a un... ( da "Messaggero, Il (Rieti)" del 04-04-2009)
Argomenti: Province

Abstract: avrebbe vincolato lo sblocco di ulteriori trasferimenti economici per la Sanità della Regione Lazio all'abolizione della legge regionale sugli ospedali di montagna tra i quali anche quello di Amatrice, che proprio perché di montagna è quello che in provincia di Rieti rischia di più anche rispetto agli effetti della riorganizzazione della rete ospedaliera in atto da parte della Regione.

E SE FOSSE Enrico Letta l'uomo dei sogni di Pier Ferdinando Casini? Chiudend... ( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 04-04-2009)
Argomenti: Province

Abstract: lo stimolerà ad attuare alcune parti del programma in sospeso (l'abolizione delle Province), continuerà a contestargli poco coraggio sulla riforma delle pensioni, lo incalzerà sugli aiuti economici alle famiglie. Ma la distanza che lo separa dal Cavaliere riguarda soprattutto la concezione di base della politica.

POSITANO. È STATO UN DE LUCA A TUTTO CAMPO QUELLO PRESENTATOSI ALLA PLATEA DEI GIOVANI COSTRUTT... ( da "Mattino, Il (Salerno)" del 04-04-2009)
Argomenti: Province

Abstract: il De Luca pensiero tocca il progetto di abolizione delle province. «Le toglierei in 24 ore - ha detto il sindaco di Salerno - quello che potevo fare l'ho fatto, togliendo le circoscrizioni, perché moltiplicare i livelli istituzionali è un delitto per l'efficienza della macchina istituzionale e i costi amministrativi.

MARIO AMODIO IL PIANO CASA è UNA PRIMA RISPOSTA AL FABBISOGNO ABITATIVO DELLA CAMPANIA... ( da "Mattino, Il (Salerno)" del 04-04-2009)
Argomenti: Province

Abstract: Cascetta che è stato poi sollecitato anche sulla abolizione delle province (ha sottolineato che "la vera innovazione è costituita dalle aree metropolitane") ha poi parlato di turismo e portualità che interesserà soprattutto Salerno. «La Campania ha una vocazione marinara ma il rapporto col mare era inesistente fino a quando non si insediata la giunta Bassolino.

PROVINCE/ PODESTÀ: ABOLIZIONE È COMPETENZA DEL PARLAMENTO ( da "Wall Street Italia" del 04-04-2009)
Argomenti: Province

Abstract: Province/ Podestà: Abolizione è competenza del Parlamento di Apcom Confronto con Penati al momento opportuno -->Milano, 4 apr. (Apcom) - L'abolizione delle Provincie "é di competenza del Parlamento". Per questo "è sterile fare annunci su cose che non dipendono ne da me ne da Penati".

Province/ Podestà: Abolizione è competenza del Parlamento ( da "Virgilio Notizie" del 04-04-2009)
Argomenti: Province

Abstract: (Apcom) - L'abolizione delle Provincie "é di competenza del Parlamento". Per questo "è sterile fare annunci su cose che non dipendono ne da me ne da Penati". Chi parla è il candidato alle provinciali milanesi del Pdl Guido Podestà, questo pomeriggio a Milano per un appuntamento politico.

La Civica: Province enti da abolire, noi non votiamo ( da "Giornale di Brescia" del 05-04-2009)
Argomenti: Province

Abstract: abolizione delle 110 Province italiane, 12 delle quali create ex-novo dal 1995 al 2002, è dunque l'obiettivo sostenuto dal movimento, che suggerisce anche come comportarsi per sostenere l'iniziativa. «Una volta raggiunto il seggio per votare alle europee e alle provinciali - spiega Gabriele Avalli - l'elettore dovrebbe rifiutare la scheda per le provinciali.

Una non lista con un non presidente ( da "Corriere delle Alpi" del 05-04-2009)
Argomenti: Province

Abstract: abolizione delle Province BELLUNO. Una non lista di futuri non consiglieri a sostegno di un non candidato alla presidenza di una Provincia, che non vorrebbero. Si chiama "Amo l'Italia, non voto la Provincia" l'iniziativa nata ormai diversi mesi fa da un gruppo trasversale, che punta all'abolizione degli enti amministrativi intermedi tra Regioni e Comuni.

grigoletto: spesi 12 mila euro per l'ufficio di rossi ( da "Mattino di Padova, Il" del 05-04-2009)
Argomenti: Province

Abstract: Ma sarebbe bene che allo sforzo dell'assessore si accompagnasse anche un analogo impegno per l'abolizione delle Province. Altrimenti si tratterebbe di un terzo ente istituzionale, e forse di una poltrona in più per Ivo Rossi». L'assessore però non si scompone e replica con altrettanta durezza: «Il povero Grigoletto non sa di cosa parla.

se vinco lo nomino vicesindaco - claudio malfitano ( da "Mattino di Padova, Il" del 05-04-2009)
Argomenti: Province

Abstract: Esattamente come stiamo facendo sull'abolizione delle Province, che assieme alla Lega inseriremo nella riforma federalista». «Guarda che per abolire le Province devi cambiare la costituzione» gli ricorda Zanonato. «Lo so benissimo» risponde Saia. E' l'unico accenno di scontro, per il resto senatore e sindaco sembrano andare d'amore e d'accordo.

L'Italia dei Valori pronta a sganciarsi ( da "Tempo, Il" del 05-04-2009)
Argomenti: Province

Abstract: abolizione delle Province, sembra pronta a correre da sola nelle prossime elezioni. Per ora in due province, ma tra poco in tutte e quattro. «L'Abruzzo è in crisi drammatica, come l'Italia e tutto l'Occidente. Solo in Abruzzo, però, chi ha responsabilità di governo si comporta come il titolare di una impresa di pompe funebri,

inchiesta sulle scuole private gelmini: puniremo chi sbaglia - andrea montanari ( da "Repubblica, La" del 05-04-2009)
Argomenti: Province

Abstract: che vuole lasciarsi alle spalle le polemiche sui ritardi dell´ufficializzazione della sua candidatura - Spesso chi inizia troppo presto arriva col fiato corto. Vinceremo col surplace». Il dibattito con l´avversario Filippo Penati? «Vedremo». Governare solo fino al 2010, data della possibile abolizione delle provincie?

Gelmini: abolire il valore legale del titolo di studio ( da "Arena, L'" del 05-04-2009)
Argomenti: Province

Abstract: Unione giovani avvocati italiani ha apprezzato la presa di posizione della Gelmini, favorevole all'abolizione del valore legale della laurea. Ma avverte che una simile innovazione «avrebbe la sua massima efficacia solo se combinata con l'abolizione degli ordini professionali inutili e costosi (per i cittadini e per gli iscritti)».

Tempo e patente e puoi diventare un vero angelo ( da "Arena, L'" del 05-04-2009)
Argomenti: Province

Abstract: Questi i dati del resoconto annuale del gruppo di volontari dell'associazione «Amici della solidarietà», un picco mai raggiunto e ci sono tutti i presupposti che la loro opera si potenzi ancora nel 2009. «Il gruppo conta su 19 volontari. Quando siamo partiti, dopo l'abolizione della leva obbligatoria che ha lasciato il Comune di Bovolone senza l'aiuto degli obiettori di coscienza,

CAMPAGNA PER L'ABOLIZIONE DELLE PROVINCE ( da "Arena, L'" del 05-04-2009)
Argomenti: Province

Abstract: Domenica 05 Aprile 2009 CRONACA Pagina 22 Brevi LA DESTRA IN BRA CAMPAGNA PER L'ABOLIZIONE DELLE PROVINCE La DestrA volantina in Bra. Oggi dalle 9 alle 14 volantinaggio dei rappresentanti de La Destra in piazza Bra. «Si fa un gran parlare di federalismo, di riforma dello Stato, di sprechi nella pubblica amministrazione, di casta e di enti inutili.

ATTENZIONE SULLE STRADE, SI MUOVONO DURANTE LA NOTTE ( da "Adige, L'" del 05-04-2009)
Argomenti: Province

Abstract: WWF e Lega Abolizione Caccia con OIPA chiedono la realizzazione di opere di protezione. La sezione di Trento e provincia (www.oipatrento.blogspot.com) sta organizzando alcune "passeggiate" notturne nei luoghi di maggior attraversamento nel tentativo di aiutare questi anfibi a compiere il loro percorso stagionale.

Sanità, con l'abolizione dei contratti salterebbero le funzioni aggiuntive anche nelle sedi periferiche ( da "Messaggero, Il (Marche)" del 05-04-2009)
Argomenti: Province

Abstract: Domenica 05 Aprile 2009 Chiudi Sanità, con l'abolizione dei contratti salterebbero le funzioni aggiuntive anche nelle sedi periferiche

Podestà: nella mia Provincia largo ai giovani ( da "Giorno, Il (Milano)" del 05-04-2009)
Argomenti: Province

Abstract: controllo di Serravalle Spa già detenuto dalla Provincia attraverso il patto parasociale con Comune e Camera di Commercio) e ostinazione «a promettere cose, come l'abolizione del ticket sanitario o l'introduzione della Città metropolitana, che non dipendono da Palazzo Isimbardi». «MI SEMBRA che la scelta del presidente Berlusconi di investire sui giovani faccia il bene del Paese -

L'abolizione delle Province sarebbe un gravissimo errore ( da "Nuova Ferrara, La" del 05-04-2009)
Argomenti: Province

Abstract: Poi un riferimento all'ipotesi dell'abolizione delle Province: «Le Province, per le molte e importanti materie che trattano, servono. Bisogna invece abolire gli enti nati intorno ad essa, che troppo spesso servono per dare una poltrona ai politici "trombati" alle elezioni».

Province, ecco il partito abolizionista ( da "Corriere della Sera" del 05-04-2009)
Argomenti: Province

Abstract: Corriere della Sera sezione: Lombardia data: 05/04/2009 - pag: 13 Brescia I promotori della lista: «E' un modo per protestare contro carrozzoni che bruciano denaro pubblico» Province, ecco il partito abolizionista «Sono enti inutili, se saremo eletti daremo subito le dimissioni» Il promotore è un ex componente della maggioranza di Corsini:

Aranciate senza arance, monta la protesta ( da "Sicilia, La" del 05-04-2009)
Argomenti: Province

Abstract: abolizione della percentuale minima di succo per la preparazione di aranciate, e per presentare iniziative che, al contrario, potrebbero agevolare gli imprenditori agrumicoli. «Approvare una norma che consente di produrre bevande al sapore di arancia senza il succo - ha dichiarato Castiglione - non solo mette a rischio la qualità dell'

TELEFONIA ( da "Gazzetta di Mantova, La" del 06-04-2009)
Argomenti: Province

Abstract: abolizione delle province Affrontare le sfide attuali per chi governa significa anche avere il coraggio e la volontà di rivedere tutti quei meccanismi che hanno contribuito ad arrugginire la macchina pubblica. Una macchina il cui motore, per recuperare la competitività perduta e la credibilità, deve ricominciare a carburare,

Libè: pronto a candidarmi Corradi: verifiche in tempi brevi ( da "Corriere del Veneto" del 06-04-2009)
Argomenti: Province

Abstract: partito sono pronto a scendere in campo per dare voce a coloro che vogliono una Provincia diversa. Noi ci candidiamo per ridurre realmente il ruolo delle Province fino alla loro abolizione». Quel "realmente" è destinato, appunto, alla Lega: «Certo - aggiunge Libè rispondendo direttamente al parlamentare Fabio Rainieri - non sarò con coloro che vogliono dare lezioni comportamentali,

ABOLIZIONE PROVINCE, PENATI: "NO A PROPOSTE ELETTORALISTICHE. A MILANO FACCIAMO NASCERE LA CITTÀ METROPOLITANA NEL 2011" ( da "marketpress.info" del 06-04-2009)
Argomenti: Province

Abstract: Così il presidente della Provincia di Milano Filippo Penati è intervenuto l? 1 aprile, rispondendo alle domande degli ascoltatori di Radio Marconi durante la trasmissione ?Marconi Radio aperta?, sul tema della Città metropolitana. ?Se davvero si voleva abolire le Province ?

Città metropolitane: Penati e Podestà si prendano l'impegno ( da "Giornale.it, Il" del 06-04-2009)
Argomenti: Province

Abstract: abolizione delle province fu solennemente promessa da quando furono istituite le regioni, nel 1970, 39 anni fa: «Sono un inutile doppione». Ma già in epoca giolittiana in molti le consideravano inutili. Più recentemente la proposta è stata rilanciata da più parti come uno degli interventi più spicci per ridimensionare il ceto politico e i suoi costi.

UNIONCAMERE: CON ABOLIZIONE LIBRO SOCI IMPRESE RISPARMIANO 200 MLN. ( da "Asca" del 06-04-2009)
Argomenti: Province

Abstract: abolizione della tenuta del libro soci. Auspico che al piu' presto si possano aggiungere altre semplificazioni, dalla portata ben piu' rilevante in termini di risparmi per le imprese, come l'utilizzo diffuso della Posta elettronica certificata e soprattutto dell'abbandono dell'archiviazione cartacea per tutte le fasi di gestione dei libri e dei documenti amministrativi'

Sindaco di Ravenna : "Sì all'appello di Hiroshima e Nagasaki per l'abolizione delle armi nucleari" ( da "Sestopotere.com" del 06-04-2009)
Argomenti: Province

Abstract: appello di Hiroshima e Nagasaki per l'abolizione delle armi nucleari" (6/4/2009 13:07) | (Sesto Potere) - Ravenna - 6 aprile 2009 - Il Sindaco di Ravenna Fabrizio Matteucci ha sottoscritto un documento per l'eliminazione delle armi nucleari su proposta dei sindaci di Hiroshima e Nagasaki Tadatoshi Akiba, Presidente di Mayors for Peace e Tomihisa Taue,

SISMA ABRUZZO/ ZAMBERLETTI:SENZA MILITARI LEVA VOLONTARI CRUCIALI ( da "Wall Street Italia" del 06-04-2009)
Argomenti: Province

Abstract: 40mila militari dell'Esercito, ora con l'abolizione della leva i volontari avranno un ruolo determinante per l'emergenza", ha spiegato Zamberletti dalla sede del comitato operativo della Protezione civile a Roma. L'esperto inoltre, riguardo alle polemiche sulla possibile previsione del violento sisma, ha ribadito che "non era prevedibile"

IMPRESE/ UNIONCAMERE: DA ABOLIZIONE LIBRO SOCI 200 MLN ... -2- ( da "Wall Street Italia" del 06-04-2009)
Argomenti: Province

Abstract: della Posta elettronica certificata e soprattutto dell'abbandono dell'archiviazione cartacea per tutte le fasi di gestione dei libri e dei documenti amministrativi". Dallo scorso 31 marzo, tutte le informazioni sulla compagine societaria delle imprese interessate dal provvedimento sono disponibili direttamente consultando il Registro delle imprese gestito dalle Camere di Commercio

Tra Rainieri e Libè un altro velenoso scambio di accuse ( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 07-04-2009)
Argomenti: Province

Abstract: riferendosi alle accuse sulla situazione delle quote latte della sua azienda agricola e delle relative multe. «Certo che se Libé, dopo aver detto apertamente che si batterà per l'abolizione delle Province, pensa di presentarsi come candidato alla guida della Provincia, senza presentare un solo progetto in favore dei parmigiani, sbaglia di grosso».

Tra Rainieri e Libè un altro velenoso scambio di accuse ( da "Corriere del Veneto" del 07-04-2009)
Argomenti: Province

Abstract: riferendosi alle accuse sulla situazione delle quote latte della sua azienda agricola e delle relative multe. «Certo che se Libé, dopo aver detto apertamente che si batterà per l'abolizione delle Province, pensa di presentarsi come candidato alla guida della Provincia, senza presentare un solo progetto in favore dei parmigiani, sbaglia di grosso».

ECONOMIA. IMPRESE, RISPARMI DALL'ABOLIZIONE DEL LIBRO SOCI ( da "AgoPress" del 07-04-2009)
Argomenti: Province

Abstract: abolizione dell?obbligo di tenuta del cosiddetto ?Libro Soci?. Le minori spese sono frutto dell?attuazione delle norme di semplificazione introdotte con l?articolo 16 del decreto anticrisi. Sulla base di uno studio realizzato da NetConsulting, i risparmi complessivamente ricavabili dalla piena attuazione del contenuto del decreto,

Unioncamere, 200 mln anno risparmio da abolizione Libro Soci ( da "01net" del 07-04-2009)
Argomenti: Province

Abstract: abolizione della tenuta del libro soci. Auspico che al più presto si possano aggiungere altre semplificazioni, dalla portata ben più rilevante in termini di risparmi per le imprese, come l'utilizzo diffuso della Posta elettronica certificata e soprattutto dell'abbandono dell'archiviazione cartacea per tutte le fasi di gestione dei libri e dei documenti amministrativi"

Unioncamere: con abolizione del libro soci: duecento milioni risparmiati ( da "Sestopotere.com" del 07-04-2009)
Argomenti: Province

Abstract: abolizione della tenuta del libro soci. Auspico che al più presto si possano aggiungere altre semplificazioni, dalla portata ben più rilevante in termini di risparmi per le imprese, come l?utilizzo diffuso della Posta elettronica certificata e soprattutto dell?

LA RIFORMA FEDERALE ( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 07-04-2009)
Argomenti: Province

Abstract: Ultimamente abbiamo parlato di Province ma anche le Regioni sono troppe: il nostro programma parla dell'abolizione di un ente tra i Comuni e lo Stato. Basta decidere quale chiudere». Secondo il consigliere la via è obbligata: lasciar sopravvivere un unico soggetto amministrativo che vada a occupare gli spazi ora affollati da Province, Regioni e un sacco di piccole competenze intermedie.

Costi della politica, risparmi del 20 per cento ( da "Alto Adige" del 08-04-2009)
Argomenti: Province

Abstract: la seconda della Lega Nord che intendeva togliere completamente l'indennità di carica in consiglio regionale e la terza dei Freiheitlichen che chiedeva l'abolizione della rivalutazione dell'indennità in questa legislatura e di separare la competenza sulle indennità e di assegnarla singolarmente alle due Province.

Lasciate in casa i residenti all'ex Italcementi I n questi giorni tutti hanno assistito alla denuncia dei disagi, fatta da una donna anziana residente nelle case di Piedicastello g ( da "Adige, L'" del 08-04-2009)
Argomenti: Province

Abstract: perno della democrazia aggiungo io: Non sono per l'una tantum di Franceschini ma se mai per l'una semper dei ricchi, per il dimezzamento degli stipendi a sindaci, consiglieri regionali e provinciali, e onorevoli vari e dell'abolizione di vitalizi che non hanno nulla di democratico avendo tutti un altro lavoratore.

Bilancio: un milione di euro destinato ai servizi sociali ( da "Corriere del Veneto" del 08-04-2009)
Argomenti: Province

Abstract: questo ha imposto delle scelte», anche a fronte del fatto che i trasferimenti statali sono diminuiti di 124 mila euro e non sono ancora arrivati i rimborsi previsti in seguito all'abolizione dell'Ici sulla prima casa. Tra le opere pubbliche spiccano il completamento della tangenziale, la sistemazione del piazzale antistante il cimitero (135 mila euro)

Bilancio: un milione di euro destinato ai servizi sociali ( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 08-04-2009)
Argomenti: Province

Abstract: questo ha imposto delle scelte», anche a fronte del fatto che i trasferimenti statali sono diminuiti di 124 mila euro e non sono ancora arrivati i rimborsi previsti in seguito all'abolizione dell'Ici sulla prima casa. Tra le opere pubbliche spiccano il completamento della tangenziale, la sistemazione del piazzale antistante il cimitero (135 mila euro)

Anche il è in crisi Occorre fare scelte per contenere i danni ( da "Corriere del Veneto" del 08-04-2009)
Argomenti: Province

Abstract: poi la preannunciata chiusura di alcune delle principali industrie; infine le frane, conseguenza della mancata opera di prevenzione. Risulta allora sconfortante la lettura dell'ultimo bollettino ufficiale della Provincia a proposito del Piano Territoriale Regionale. A pagina 24 si proclama che ora "Il Ptr si fa a misura di Parma".

Anche il è in crisi Occorre fare scelte per contenere i danni ( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 08-04-2009)
Argomenti: Province

Abstract: poi la preannunciata chiusura di alcune delle principali industrie; infine le frane, conseguenza della mancata opera di prevenzione. Risulta allora sconfortante la lettura dell'ultimo bollettino ufficiale della Provincia a proposito del Piano Territoriale Regionale. A pagina 24 si proclama che ora "Il Ptr si fa a misura di Parma".

Fondo solidarietà anche per gli stranieri ( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 08-04-2009)
Argomenti: Province

Abstract: dovrebbero basarsi sul contenimento del costo delle tariffe (se non sull'abolizione delle stesse) come rifiuti, acqua, trasporti scolastici, rette della scuola materna, buoni pasto per i figli che vanno a scuola. Questi interventi possono essere definiti dalle amministrazioni attraverso un monitoraggio nel territorio, in stretta collaborazione con uffici comunali (assistenti sociali)

Via i passaggi a livello e arriva la tangenziale ( da "Stampa, La" del 09-04-2009)
Argomenti: Province

Abstract: Daniele Borioli: «L'abolizione dei passaggi a livello in particolare è funzionale al potenziamento della ferroviaria in vista di un collegamento più snello tra il porto di Voltri e l'Alessandrino». Sulla stessa linea è già stato avviato l'iter per l'abolizione di altri 12 passaggi a livello, a Castellazzo, Castelspina e Predosa,

Anche gli immigrati nel fondo di solidarietà ( da "Tribuna di Treviso, La" del 09-04-2009)
Argomenti: Province

Abstract: delle tariffe (se non l'abolizione di queste) - spiega Bellotto - che incidono sul bilancio familiare come i rifiuti, l'acqua, i trasporti scolastici, le rette della scuola materna, i buoni pasto per chi va a scuola. E i beneficiari di questi provvedimenti dovrebbero essere quei lavoratori che hanno perso il lavoro e che detengono redditi bassi ed insufficienti al sostegno alla famiglia;

Un taglio alle Province per essere più chic ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 09-04-2009)
Argomenti: Province

Abstract: Commenti Pagina 342 Tutti ne parlano Un taglio alle Province per essere più chic Tutti ne parlano --> L'abolizione delle Province è stato il cavallo di battaglia di molte campagne elettorali negli ultimi anni. Sembrava anche un punto forte di questo governo, ma a quanto pare vince il solito compromesso tra partiti.

Sardegna/ Regione, Anci contraria ad abolizione tassa ( da "Virgilio Notizie" del 09-04-2009)
Argomenti: Province

Abstract: (Apcom) - Sull'abolizione della tassa comunale di soggiorno non tutti sono d'accordo. Sia il Consiglio delle autonomie locali che l'Anci, sentiti oggi in audizione dalla Terza commissione, presidente Paolo Maninchedda, sulla manovra di bilancio, ha mo-strato qualche perplessità sul provvedimento.

Sull'abolizione della tassa di soggiorno perplessità del Consiglio delle autonomie e dell'Anci ( da "SardegnaIndustriale.it" del 09-04-2009)
Argomenti: Province

Abstract: abolizione della tassa di soggiorno perplessità del Consiglio delle autonomie e dell?Anci Sull?abolizione della tassa comunale di soggiorno non tutti sono d?accordo. Sia il Consiglio delle autonomie locali che l?Anci ? sentiti oggi in audizione dalla Terza commissione, presidente Maninchedda, sulla manovra di bilancio ?

SARDEGNA/ REGIONE, ANCI CONTRARIA AD ABOLIZIONE TASSA SOGGIORNO ( da "Wall Street Italia" del 09-04-2009)
Argomenti: Province

Abstract: Anci contraria ad abolizione tassa soggiorno di Apcom L'associazione dei Comuni ascoltata in Commissione Bilancio -->Cagliari, 9 apr. (Apcom) - Sull'abolizione della tassa comunale di soggiorno non tutti sono d'accordo. Sia il Consiglio delle autonomie locali che l'Anci, sentiti oggi in audizione dalla Terza commissione,

summit con ruscitti sulla fondazione breda ( da "Mattino di Padova, Il" del 10-04-2009)
Argomenti: Province

Abstract: che però rischia di ritrovarsi in CdA il più tetragono sostenitore dell'abolizione del Consorzio: Tommaso Riccoboni che, da assessore, bocciò lo «Zippone». Intanto, il sindaco Zanonato aggiorna la situazione alla Fondazione Breda: «Martedì 21 abbiamo fissato l'incontro con Giancarlo Ruscitti, il segretario regionale sanità e sociale.

Commercialista, sottosegretario e calciatore ( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 10-04-2009)
Argomenti: Province

Abstract: del gruppo parlamentare Lega Nord Padania dal gennaio 2000 fino al termine della XIII legislatura (Maggio 2001). In qualità di deputato è stato autore della norma che ha portato all'abolizione della bolla di accompagnamento, sue sono anche una serie di semplificazioni Iva. Dal giugno 2001 ricopre per la prima volta l'incarico di sottosegretario di Stato al ministero dell'Economia.

 ( da "Tempo, Il" del 10-04-2009)
Argomenti: Province

Abstract: legge elettorale regionale che consenta alla provincia di Latina di avere più consiglieri. «Continuare a raccontare la favola della Regione delle Province è ormai del tutto priva di ogni credibilità -ha affermato Claudio Moscardelli - La Camera dei Deputati con l'approvazione dell'articolo 23 per l'istituzione di Roma Capitale, con la previsione di una fase transitoria in vista dell'

appalti, priorità alle aziende provinciali ( da "Messaggero Veneto, Il" del 10-04-2009)
Argomenti: Province

Abstract: Costi della politica. Bocciato il documento presentato dal capogruppo del Pd Sergio Zaia sulla riduzione dei costi della politica, attraverso l'abolizione del fondo a disposizione dei consiglieri, la riduzione degli assessori da 8 a 6, il taglio del 50 per cento del premio di risultato per i dirigenti e la riduzione dei contributi assegnati a enti e associazioni.

Caro direttore, esistono differenti visuali da cui osservare e analizzare una realtà com... ( da "Stampa, La" del 10-04-2009)
Argomenti: Province

Abstract: della macchina statale, abolizione delle province, riforma dei servizi pubblici locali, si rimangiano tutto pochi giorni dopo le elezioni. Soggetti politici che votano, o non ostacolano, un federalismo vuoto di contenuti e dannoso nella sostanza perché la confusione di competenze e tra centri di spesa andrà a paralizzare lo Stato centrale senza affiancargliene uno federale in grado

17:59 PROVINCE: IMPRENDITORI NORDEST, NON SERVONO NON VOTIAMOLE (2) ( da "Agi" del 10-04-2009)
Argomenti: Province

Abstract: cittadini daranno una picconata decisiva al sistema delle Province e degli sprechi'. Tra le proposte del Comitato, oltre all'abolizione delle Province che prevede il ritorno delle materie delegate alle Regioni e il trasferimento di alcune ai Comuni, spiccano l'accorpamento dei Comuni con meno di 5 mila abitanti, la cancellazione degli Ato, la liquidazione delle gia' soppresse Comunita'

17:59 PROVINCE: IMPRENDITORI NORDEST, NON SERVONO NON VOTIAMOLE ( da "Agi" del 10-04-2009)
Argomenti: Province

Abstract: primo firmatario di una proposta trasversale di abolizione delle Province, siglata con Santo Versace, deputato del PDL e imprenditore), Stefano Beraldo (direttore generale di Coin Group), Michele Bortoluzzi (Bortoluzzi Srl). Ci sono le adesioni del giornalista Aldo Forbice, i libri di Boccalatte (Istituto Leoni).

Candidature multiple Abolizione della possibilità di candidature della stessa persona in pi&... ( da "Stampa, La" del 11-04-2009)
Argomenti: Province

Abstract: Candidature multiple Abolizione della possibilità di candidature della stessa persona in più circoscrizioni. Il plurieletto deve poi scegliere in quale farsi eleggere, liberando poi il proprio posto nelle altre. Così, di fatto, dispone del destino degli altri candidati.

"Pronti a collaborare per la ricostruzione" ( da "Stampa, La" del 11-04-2009)
Argomenti: Province

Abstract: «proprio quando qualcuno parla avventatamente dell'abolizione delle Province, proprio a queste venga riconosciuto un ruolo così importante. Se le Province fossero venti, a questo punto, immagino che sarebbero venti anche i progetti. Sono ancora da capire modi e tempi, ma posso assicurare che risponderemo alla chiamata».

Poste, la Cisl contesta gli orari dimezzati ( da "Eco di Bergamo, L'" del 11-04-2009)
Argomenti: Province

Abstract: provincia, risulta inopportuna e del tutto incongruente con le necessità del territorio». La Slp-Cisl punta il dito sui problemi delle località turistiche: «Ci chiediamo come sia possibile prevedere l'abolizione del turno pomeridiano in uffici in comuni con alta vocazione turistica come Lovere, e come si possa prevedere la chiusura pomeridiana degli unici due grandi uffici che coprono

Bilancio 2009 Via libera con polemiche ( da "Eco di Bergamo, L'" del 11-04-2009)
Argomenti: Province

Abstract: Senza dimenticare i lavori alla scuola dell'infanzia, al centro anziani e agli impianti sportivi». Le entrate ridotte A mettere in difficoltà l'ente locale, ci sarebbero anche le decisioni del Governo. «L'abolizione dell'Ici - ha detto Cirillo - è stata accompagnata dalla promessa che i Comuni avrebbero avuto un rimborso completo delle risorse mancanti,

La salute di cani e gatti a rischio con le nuove leggi sulla caccia ( da "Corriere delle Alpi" del 11-04-2009)
Argomenti: Province

Abstract: sala Ocri) sarà dedicato un convegno organizzato dalla Lega per l'abolizione della caccia, dalla Lega antivivisezione e dall'associazione Amici nella natura. Andrea Zanoni, presidente della Lec Veneto, presenterà le nuove leggi regionali del Veneto «contro i nostri amici a quattro zampe e contro gli uccellini insettivori».

la regione cancelli le supertasse ( da "Centro, Il" del 12-04-2009)
Argomenti: Province

Abstract: quelle che sono scattate obbligatoriamente per il deficit della sanità». è un controsenso, aggiunge D'Alessandro, che si annunci il rinvio del pagamento delle tasse senza l'abolizione delle addizionali. «Adesso c'è un altro Abruzzo», dice il capogruppo del Pd, «anche perché i problemi della Provincia dell'Aquila si stanno espandendo in altre territori».


Articoli

Forse, tutta fatica inutile. Per 1 miliardo e 170 milioni di euro in arrivo - sbloccati dal governo ... (sezione: Province)

( da "Messaggero, Il (Rieti)" del 03-04-2009)

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Venerdì 03 Aprile 2009 Chiudi Forse, tutta fatica inutile. Per 1 miliardo e 170 milioni di euro in arrivo - sbloccati dal governo in favore della sanità della Regione Lazio - c'è l'attuazione di una legge regionale appena approvata, quella relativa ai distretti di montagna in cui doveva convergere anche il presidio di Amatrice (nella foto), che rischia di rimanere carta straccia. «Notizie di stampa dicono che il governo avrebbe vincolato lo sblocco di ulteriori trasferimenti economici alla sanità della Regione, all'abolizione della legge regionale sugli ospedali di montagna tra i quali c'è anche quello di Amatrice - spiega la Cgil in un comunicato - ricordiamo che tale legge è stata di recente approvata con un largo consenso e che oggi viene giudicata dal governo "in contrasto con la riorganizzazione della rete ospedaliera prevista dal Piano anti-deficit". Ci auguriamo - continua il segretario generale Cgil, Pietrantoni - che tali notizie siano destituite di fondamento, ma qualora fossero vere sarebbe davvero una beffa insopportabile per il territorio di Amatrice e per tutta la provincia. Ecco perché ci permettiamo di chiedere al senatore Cicolani - concludono dalla Cgil - un'immediata presa di posizione con atti parlamentari appropriati». A. Bo.

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La Provincia ha duecento anni ma può diventare più efficiente (sezione: Province)

( da "Corriere del Mezzogiorno" del 03-04-2009)

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Corriere del Mezzogiorno sezione: OPINIONI data: 03/04/2009 - pag: 10 ENTI LOCALI La Provincia ha duecento anni ma può diventare più efficiente di ENRICO PENNELLA * C aro direttore, l'intervento di Benedetto Gravagnuolo sul ruolo della Provincia di Napoli («Duecento anni e li dimostra», Corriere del Mezzogiorno di ieri) nello sviluppo dell'area metropolitana è certamente condivisibile ma merita, a mio parere, un ulteriore approfondimento. Sul piano formale, vorrei porre l'attenzione su alcuni aspetti inerenti l'approvazione del Piano territoriale di coordinamento provinciale (Ptcp). Il consiglio provinciale di Napoli, cui spetta il compito di approvare in via definitiva il Ptcp, non è ancora nelle condizioni tecniche di farlo. Il piano non è ancora all'esame dell'assemblea. Il complesso iter previsto dalla legge non ha ancora consentito alla giunta di adottare la proposta da presentare al consiglio. La giunta guidata dal presidente Di Palma ha dovuto attendere il varo del Piano territoriale regionale (Ptr) da parte del consiglio regionale, avvenuto a settembre 2008. Successivamente, a novembre, ha adottato un primo schema che dovrà, come stabilito dalla normativa, essere riesaminato alla luce delle osservazioni presentate dai soggetti pubblici e privati legittimati e della Valutazione ambientale strategica (Vas) così effettuata. Solo al termine di questo lungo cammino che, ripeto, deve chiudersi con una nuova delibera di giunta, il piano approderà in consiglio provinciale per la sua approvazione definitiva. Nel merito, è indubbio che il ruolo che un'istituzione come la Provincia è oggi in grado di svolgere per lo sviluppo del territorio di competenza è ancora al di sotto delle sue reali potenzialità. Malgrado la riforma del Titolo V della Costituzione abbia ribaltato l'assetto dell'esercizio delle funzioni amministrative capovolgendo il sistema dei centri di responsabilità, privilegiando Comuni e Province, sul piano attuativo in Campania manca, purtroppo, a tutt'oggi una legge che metta a punto un compiuto sistema di decentramento di funzioni e risorse. Questa deve essere una priorità per il consiglio regionale, con l'auspicio che riesca in questo ultimo anno di legislatura a varare un provvedimento che metta in grado tutti gli enti locali di esprimere al meglio le proprie capacità di governo del territorio. Così come è evidente che la realizzazione della città metropolitana può rappresentare un importante strumento per amministrare in maniera unitaria ed armonica un'area come quella della provincia di Napoli, con oltre tre milioni di abitanti, i 2/3 dei quali fuori dal comune capoluogo, e con un unicum abitativo che si espande, senza soluzione di continuità, da Pozzuoli a Sorrento, da Giugliano al Vesuviano. Un ente finalmente dotato di quei poteri che gli consentano di agire con un'incidenza diretta su tematiche strategiche per lo sviluppo, quali la pianificazione territoriale, le attività produttive, i trasporti, l'ambiente. Tuttavia, anche sulla creazione delle città metropolitane le proposte di riforma avanzate dal ministro Maroni non sembrano convinte né convincenti. Se poi al dibattito si aggiunge chi pensa ad un'abolizione espressa o, come il ministro Brunetta, addirittura tacita, sarebbe meglio forse che ci si dedicasse tutti, in attesa di modifiche strutturali dall'incerto destino di cui si parla da quasi vent'anni, per rendere, con un effettivo trasferimento di funzioni e risorse, più efficiente l'esistente. * Presidente del Consiglio provinciale di Napoli Il progetto per il Palazzo della Provincia di Napoli realizzato da Ferdinando Chiaromonte con la collaborazione di Marcello Canino

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"Impossibile abolire le Province (almeno per ora)" (sezione: Province)

( da "Affari Italiani (Online)" del 03-04-2009)

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Politica "Impossibile abolire le Province (almeno per ora)" Venerdí 03.04.2009 10:37 "Abbiamo deciso di fare un passaggio preventivo in Conferenza Unificata per provare a recepire prima gli emendamenti. E' un po' quello che abbiamo fatto con il testo del federalismo fiscale. Pensiamo di essere pronti per il primo Consiglio dei ministri dopo Pasqua". Il ministro degli Affari Regionali, Raffaele Fitto (Pdl), annuncia ad Affaritaliani.it la tempistica per l'approvazione del Codice delle Autonomie. Conterrà anche l'abolizione delle Province? "Come è noto, questo intervento non può che essere fatto solo con una modifica costituzionale e quindi possiamo valutare unicamente la possibilità di intervenire sulla dimensione dei Consigli, ampliarli o ridurli. Questa è una delle ipotesi a cui stiamo lavorando. A Costituzione vigente il tema dell'abolizione delle Province non si può prendere in considerazione". tags: Fitto province abolizione codice autonomie

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ENTI LOCALI: FITTO, CODICE AUTONOMIE PRONTO SUBITO DOPO PASQUA. (sezione: Province)

( da "Asca" del 03-04-2009)

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ENTI LOCALI: FITTO, CODICE AUTONOMIE PRONTO SUBITO DOPO PASQUA (ASCA) - Roma, 3 apr - ''Abbiamo deciso di fare un passaggio preventivo in Conferenza Unificata per provare a recepire prima gli emendamenti. E' un po' quello che abbiamo fatto con il testo del federalismo fiscale. Pensiamo di essere pronti per il primo Consiglio dei ministri dopo Pasqua''. Il ministro degli Affari Regionali, Raffaele Fitto (Pdl), annuncia ad 'Affaritaliani.it' la tempistica per l'approvazione del Codice delle Autonomie. Conterra' anche l'abolizione delle Province? ''Come e' noto, questo intervento non puo' che essere fatto solo con una modifica costituzionale e quindi possiamo valutare unicamente la possibilita' di intervenire sulla dimensione dei Consigli, ampliarli o ridurli. Questa e' una delle ipotesi a cui stiamo lavorando. A Costituzione vigente il tema dell'abolizione delle Province non si puo' prendere in considerazione''. res-rus/sam/rob (Asca)

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Federalismo fiscale, nuova frontiera (sezione: Province)

( da "Denaro, Il" del 03-04-2009)

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Enti Locali & Cittadini autonomie Federalismo fiscale, nuova frontiera Difficile ipotizzare gli scenari futuri, ma il Sud deve restare nell'agenda politica nando morra Per il paese e per il sistema delle Autonomie inizia un "nuovo corso". I giochi sono fatti. Il federalismo fiscale è la nuova frontiera per tutti. E' difficile ipotizzare scenari di medio lungo periodo. Due cose sono certe. Dovrà continuare incessante e decisa la battaglia per recupera, comunque, il Mezzogiorno nella agenda politica. Che il banco di prova per il Sud è impegnativo. Si misureranno meglio e di più le capacità o le deficienze della classe dirigente a tutti i livelli. Dalla politica, alle istituzioni, alla economia. Fare da soli è difficile ma può essere anche positivo e trainante. Può costituire anche l'opportunità per un salto di qualità netto della politica, della capacità di programmazione e di governo del sistema meridionale. Il recente summit dei Presidenti delle regioni del Sud può costituire il punto di svolta necessario per riproporre, al tempo stesso, la "questione meridionale" e l'impegno ad innovare. Soprattutto nella produttività della politica, delle istituzioni, delle macchine amministrative e di governo dei territori meridionali. Dal versante delle autonomie, è una fase molto delicata quella che stanno attraversando gli Enti Locali italiani. Il disegno di legge delega sul federalismo fiscale, destinato a cambiare profondamente l'assetto finanziario dei Comuni e delle Province, è stato approvato in prima lettura al Senato, con l'astensione del Partito Democratico e dell'Italia dei Valori e il voto contrario dell'UDC, ed ora è in discussione alla Camera dei Deputati, dove dovrebbe, il condizionale è d'obbligo, essere votato dall'Aula entro metà marzo. La Carta delle Autonomie locali è all'ordine del giorno del Consiglio dei Ministri, che dovrebbe vararla entro febbraio: tra i punti salienti, dovrebbe esserci la puntuale indicazione delle funzioni fondamentali dei Comuni e delle Province, essenziale alla luce del diverso sistema di perequazione previsto dal disegno di legge Calderoli, a seconda della classificazione delle funzioni. Sullo sfondo, rimane la riforma costituzionale, con la trasformazione del Senato in Camera delle Regioni e delle Autonomie locali, logico completamento del processo di riforma federalista, innescato dal nuovo Titolo V della Costituzione. Questo percorso riformatore, che sulla carta dovrebbe rafforzare gli spazi di autonomia degli Enti Locali, si scontra però con una realtà che sembra andare in una direzione esattamente opposta. Le rappresentanze associative dei Comuni e delle Province, Legautonomie compresa, avevano già sollevato a suo tempo, forti critiche nei confronti dell'impianto della manovra finanziaria 2009, per quanto riguarda l'insieme degli Enti Locali. L'abolizione dell'ICI prima casa aveva assestato un primo, duro colpo all'autonomia finanziaria dei Comuni, facendo venire meno entrate per 3,5 miliardi di euro, solo parzialmente compensate dai trasferimenti erariali aggiuntivi. Nel 2009 il "buco"per le casse comunali sarà di 800 milioni di euro. Il Decreto legge 112/2008, a sua volta, aveva imposto ai Comuni, nonostante l'avanzo registrato nel 2007, unico comparto della Pubblica amministrazione, uno sforzo di risanamento molto consistente. Un miliardo e 340 milioni nel 2009, destinati a salire a 2 miliari e 200 milioni nel 2010 e 3 miliardi e 900 milioni nel 2011, bloccando l'autonomia impositiva degli Enti, che non potranno toccare le aliquote dei propri tributi e, tagliano ulteriormente trasferimenti erariali già ridimensionati dal Decreto legge 223/2006, ICI e fabbricati rurali, e dalla Finanziaria 2008. A tutti questi interventi restrittivi si è aggiunta come una ulteriore stretta finale la circolare n. 2 del Ministero dell'Economia e delle Finanze del gennaio 2009, che interpreta il decreto in un senso fortemente penalizzante per gli Enti Locali. Nel triennio 2009/2011 non potranno conteggiare i proventi da alienazioni patrimoniali e da dividendi straordinari come entrate per il calcolo del saldo rilevante per il patto di stabilità interno. Tradotto per i non addetti ai lavori, tutto questo si tradurrà nella necessità per Comuni e Province, che hanno le mani legate sul versante delle entrate, di tagliare drasticamente le spese. Quelle correnti, i servizi erogati ai cittadini, ma soprattutto quelle di investimento, finanziabili molto meno che in passato con l'indebitamento e in nessun modo, attraverso alienazioni. Una scelta assolutamente discutibile nella forma. Infatti, la Ragioneria Generale dello Stato ha interpretato in modo molto netto, su questa tema, a prescindere dagli schieramenti politici, ma soprattutto nella sostanza. I Comuni e le Province sono in prima linea di fronte alla grave crisi economica che il paese attraversa. In primo luogo, lo sono sul fronte della coesione sociale. Gli Enti Locali offrono gran parte dei servizi socio-assistenziali erogati dalle pubbliche amministrazioni anche su quello dello sviluppo economico. Gli investimenti pubblici sono considerati da tutti una delle leve più importanti per sostenere la domanda interna in funzione anti-crisi. Ma pochi sanno che il 77 per cento degli investimenti pubblici in Italia sono realizzati dagli Enti territoriali, il 43 per cento dai soli Comuni, e che sono proprio gli investimenti dei Comuni, delle Province e delle Regioni i più facilmente e rapidamente cantierabili. Per dare ossigeno al sistema produttivo, insomma, non si può prescindere dalle Autonomie locali. Lo sa bene Confindustria, che pochi giorni fa si è espressa molto chiaramente sul tema, con un intervento della sua Presidente, Emma Marcegaglia. L'unico soggetto che sembra ignorare tutto ciò è il governo, che ha imposto il patto di stabilità interno 2009 nel senso contrario. Mentre i paesi europei, come la Germania e la Spagna, hanno attribuito agli Enti Locali un ruolo centrale nei loro pacchetti di interventi anti-crisi, l'Italia sta facendo esattamente il contrario, imponendo alle autonomie una drastica riduzione degli investimenti. Per effetto dell'interpretazione restrittiva, i Comuni saranno costretti a rinunciare ad 1 miliardo e 700 milioni di investimenti che sarebbero stati in grado di autofinanziare con le alienazioni! Una stretta micidiale, ma non per tutti, perché il governo "federalista"nel frattempo ha aiutato alcune realtà "fortunate", regalando finanziamenti straordinari ai Comuni di Catania, 140 milioni, Roma, 500 milioni annui oltre all'esenzione dal patto di stabilità interno per gli anni 2009 e 2010, e Palerno 80 milioni. Questi problemi sono stati efficacemente sottolineati nell'intervento di Antonio Misiani, deputato e responsabile finanza locale di Legautonomie nel corso dei lavori della direzione nazionale. "Si tratta, ha affermato Misiani, di forzature devianti nei confronti di tantissimi amministratori del nord, del centro e del sud che stanno facendo i salti mortali per far quadrare i bilanci, rispondendo il più possibile alle istanze ed ai bisogni delle comunità. Nel contempo, una politica sbagliata e contraddittoria, che ha provocato uno scontro molto forte con le associazioni delle autonomie fino alla sospensione dei rapporti con il governo". E' urgente, dunque, una inversione di rotta. La manovra finanziaria 2009/2001 è stata varata in una fase economica e sociale diversa. Oggi, l'Italia è in piena recessione e le conseguenze sociali di questa condizione rischiano di essere dirompenti. Se si cambiassero le regole del patto di stabilità interno, in una direzione più favorevole per gli investimenti degli Enti locali, i soli Comuni potrebbero mettere in circolo ingenti risorse immediatamente spendibili. 3,2 miliardi di avanzi di amministrazione e 15 miliardi di residui passivi. Queste risorse potrebbero rappresentare una spinta molto importante, per un sistema delle imprese condizionato negativamente dal crollo degli ordini e da una micidiale stretta creditizia. Invece, dunque, di fare leva sugli Enti locali, il governo lancia l'appello alla "spontaneità" degli interessi con il cosiddetto "decreto sulle case". Nuove cementificazioni incontrollate che premiano le fasce sociali alte, nuovi abusi autorizzati, in luogo di interventi pubblici, mirati, cantierabili subito, capaci di innescare rilancio economico e occupazione a livello locale. La cultura del berlusconismo, il "made fai da te", impera. Si dovrebbe rispondere, in modo incisivo, proprio dai territori, da Regioni e Comuni. Se non ora, quando? del 03-04-2009 num.

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Provincia, cancellati tredici passaggi a livello (sezione: Province)

( da "Italia Sera" del 03-04-2009)

Argomenti: Province

Cronaca Roma Siglato un protocollo d’intesa tra Regione Lazio, PalazzoValentini e Rete Ferroviaria Italiana Provincia, cancellati tredici passaggi a livello Investimento milionario per modernizzare le direttrici da e per la Capitale Abolizione di tredici passaggi a livello sulle linee ferroviarie all'interno della Provincia di Roma. Questo l'obiettivo di un protocollo d'intesa siglato ieri mattina in Regione dal presidente Piero Marrazzo, dal presidente della Provincia di Roma, Nicola Zingaretti e dall'amministratore delegato di Rfi, Michele Mario Elia, che prevede un finanziamento di 16 milioni di euro in tre anni, di cui 5 da parte della Regione e 11 da parte della Provincia. Con la soppressione dei passaggi a livello si punta a migliorare la puntualità dei treni, a garantire la sicurezza stradale tramite cavalcavia e sottopassi che verranno realizzati, e ad avere meno smog lungo i tratti ferroviari. Dei tredici passaggi a livello che saranno eliminati cinque si trovano sulla linea Roma-Velletri, due sulla Roma-Albano, due sulla Roma-Nettuno, due sulla Roma-Tivoli, uno a testa sulla Roma-Frascati e sulla Roma-Viterbo. "Entro il 2009 – ha affermato Zingaretti- saranno avviati i lavori: uno sulla linea Roma-Velletri, all'altezza di Ariccia, e un altro sulla linea Roma-Nettuno, all'altezza di Campoleone. La sfida è quella di entrare e uscire da Roma più facilmente e ringrazio la Regione che sta investendo sul territorio provinciale". Zingaretti ha rilancia l'idea "di realizzare una metropolitana provinciale di superficie per l'hinterland", definendo l'accordo "l'inizio di una grande opera e una manovra anticiclica". Sulla stessa lunghezza d'onda il presidente Marrazzo che ha affermato: "Programmare in tempo di crisi assume un significato diverso. Abbiamo messo in agenda opere su ferro, su materiale rotabile, e nelle stazioni che daranno risposte ai cittadini mai avute negli ultimi anni. Come Regione chiederemo alla Provincia e ai Comuni, a partire dal Comune di Roma, di fare una politica sinergica". Secondo Marrazzo "dobbiamo assolutamente lavorare su un patrimonio troppo a lungo dimenticato. E' come se noi oggi facessimo rivivere qualcosa". Edizione n. 2153 del 03/04/2009

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Falsa partenza dei Tre Platani (sezione: Province)

( da "Gazzettino, Il (Pordenone)" del 03-04-2009)

Argomenti: Province

Falsa partenza dei Tre Platani Venerdì 3 Aprile 2009, Sacile (da.fu.) Hanno preso il via i campionati a squadre. Trentaquattro i team iscritti (provenienti dalle province di Pordenone, Treviso e Venezia), ciascuno dei quali schiera 6 giocatori. Si aggiungono le due riserve. La novità di quest'anno è l'abolizione del pareggio. Ogni gara metterà a disposizione 7 punti anziché 6, conteggiando il totale delle piastre lanciate. In serie A i neopromossi sacilesi del Tre Platani sono partiti con il piede sbagliato, avendo perduto (1-6) di fronte ai Glicini Fasolato. Non hanno tradito le attese i campioni uscenti: i trevigiani dell'Amicizia hanno assestato il cappotto al La Rosta. Classifica: Amicizia 7 punti, Glicini 6, La Stazione e Quadrifoglio 5, Aurora 4, Al Gallo-Le Rose 3, Moro Service e Busatto 2, Tre Platani 1, Rondine Cavallino e La Rosta zero. In cadetteria sorride il solo Casut di Fontanafredda, che ha superato di un'incollatura (4-3) l'Olimpia. Il Cavolano è stato piegato 2-5 dal GialloBlu Mareno. È andata peggio al "novellino" Codogné, azzerato dai Notturni. Classifica: Notturni 7 punti, Silea, Folgore, Gb Mareno e Bar Sport 5, Casut 4, Olimpia 3, Fenice, Nove Birilli, Cavolano e Ospedalieri 2, Codogné zero. Di pordenonese in serie C è rimasto il Fratta di Caneva, che ha ben esordito, avendo ragione 4-3 della seconda formazione dei Notturni. Classifica: San Luigi Cima, Notturni III e Al Gallo-Le Rose 7 punti, Giardino 5, Fratta 4, Notturni II 3, Aurora 2, Nuova Calandra, Saranese e Veterani Noale zero. Nella domenica delle Palme il Bar Mexico di Fontanafredda ospiterà la classica e seguitissima gara pasquale. A giugno il club di patròn Luigi Favret farà l'enplein, ospitando pure l'incontro nazionale, essendo saltata l'ipotesi di Jesolo.

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Impossibile abolire le Province (sezione: Province)

( da "Affari Italiani (Online)" del 03-04-2009)

Argomenti: Province

Politica "Impossibile abolire le Province (almeno per ora)" Venerdí 03.04.2009 15:00 "Abbiamo deciso di fare un passaggio preventivo in Conferenza Unificata per provare a recepire prima gli emendamenti. E' un po' quello che abbiamo fatto con il testo del federalismo fiscale. Pensiamo di essere pronti per il primo Consiglio dei ministri dopo Pasqua". Il ministro degli Affari Regionali, Raffaele Fitto (Pdl), annuncia ad Affaritaliani.it la tempistica per l'approvazione del Codice delle Autonomie. Conterrà anche l'abolizione delle Province? "Come è noto, questo intervento non può che essere fatto solo con una modifica costituzionale e quindi possiamo valutare unicamente la possibilità di intervenire sulla dimensione dei Consigli, ampliarli o ridurli. Questa è una delle ipotesi a cui stiamo lavorando. A Costituzione vigente il tema dell'abolizione delle Province non si può prendere in considerazione". tags: Fitto province abolizione codice autonomie

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Martano, Provincia di Napoli: "Favorevoli al Ministero" (sezione: Province)

( da "Travel Trade Italia.com" del 03-04-2009)

Argomenti: Province

03/04/2009 20.00 Martano, Provincia di Napoli: "Favorevoli al Ministero" "Vogliamo rilanciare il segmento Italia, per questo siamo favorevoli alla rinascita del Ministero del Turismo" lo dichiara Giovanna Martano, assessore al Turismo per la Provincia di Napoli, che prosegue: "Il referendum di abolizione del ministero è stata una follia; la nostra esigenza, oltre alla Campania, è quella di rilanciare l'intero sistema facendo lavorare insieme pubblico e privato" Siti sponsorizzati

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Martano, Provincia di Napoli: "Favorevoli al Ministero" (sezione: Province)

( da "TTG Italia Online" del 03-04-2009)

Argomenti: Province

03/04/2009 20.00 Martano, Provincia di Napoli: "Favorevoli al Ministero" "Vogliamo rilanciare il segmento Italia, per questo siamo favorevoli alla rinascita del Ministero del Turismo" lo dichiara Giovanna Martano, assessore al Turismo per la Provincia di Napoli, che prosegue: "Il referendum di abolizione del ministero è stata una follia; la nostra esigenza, oltre alla Campania, è quella di rilanciare l'intero sistema facendo lavorare insieme pubblico e privato"

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L'Asl sposta personale, non licenzia (sezione: Province)

( da "Alto Adige" del 04-04-2009)

Argomenti: Province

di Valeria Frangipane «L'Asl sposta personale, non licenzia» Theiner: «Fabi ci chiede altri 20 milioni Ma prima dobbiamo verificare i progetti» «Rianimazione verso il reparto unico Lo stesso accadrà alle due Chirurgie del San Maurizio» BOLZANO. «L'Asl non licenzia nessuno ma, se sarà necessario, sposterà i dipendenti. Possibile anche il taglio del turn over». L'Asl deve far quadrare i conti e l'assessore alla sanità Richard Theiner conferma indirettamente il piano annunciato ai sindacati dal direttore generale Andreas Fabi. Guai però a parlargli di "tagli" perchè la parola giusta è «razionalizzazione». Razionalizzazione che si concretizzerà comunque con 50 dipendenti in meno nei quattro Comprensori: 23 a Bolzano, 17 a Merano, 7 a Bressanone e 7 a Brunico. Fabi è stato molto chiaro: «La Provincia ha sottofinanziato di 26 milioni il bilancio del 2009 e per questo ci mancano soldi. Sei milioni rientreranno con gli utili ma ne servono altri venti. Nel 2008, in corso di aggiustamento di bilancio, ci erano stati concessi 35 milioni in più. Quest'anno ne chiediamo solo 20, ben 15 di meno, ma li chiediamo. Speriamo di riceverli». L'assessore Theiner prende tempo: «Prima dobbiamo controllare e verificare i progetti». Ma per Fabi non c'è altra scelta: «Vorrei che fosse chiaro a tutti i dipendenti che non manderemo nessuno a casa. Che non licenzieremo anche se, in verità, non ho mai parlato né di licenziamenti, né dell'abolizione di posti di lavoro». I sindacati (Anaao, Anpo, Nursing Up, Asgb, Cgil, Cisl, Uil e Snabi) in un comunicato fanno sapere che «da una parte si trovano i soldi per la Medicina complementare, dall'altra rischia di saltare il turn over col personale sottoposto a carichi di lavoro sempre più stressanti». Il Bsk-Vsk, che non ha firmato il comunicato comune, dice che la Provincia spende e spande in progetti come la Sanarena e le Terme e poi risparmia sulla sanità. Il direttore generale precisa ai sindacati che non esiste un blocco generalizzato delle assunzioni: «Diciamo che assumeremo anche in futuro personale per i servizi laddove esiste maggiore richiesta. Ma diciamo anche che, per affrontare le nuove esigenze della nostra utenza, è necessaria una riorganizzazione interna che porterà ad inevitabili spostamenti». Fabi è al lavoro perché il 15 di aprile deve presentare il bilancio di previsione. «Credo che sia giusto spiegare prima come stanno le cose. Se a luglio voglio presentare i conti a posto, come sono sicuro di riuscire a fare, devo essere cristallino. E chiedere altro denaro che, badate bene, è quello che ci troviamo a pagare in più per l'aumento automatico degli stipendi di medici, infermieri e del personale che lavora in sanità in generale». Dall'istituzione, nel 2007, dell'Azienda sanitaria provinciale, il bilancio economico si è sempre concluso positivamente. «La riorganizzazione del servizio sanitario provinciale sta dando già dei primi risultati visto che prima della sua nascita l'incremento dei costi annui era superiore al 5%. Per il 2009 l'Azienda che deve affrontare nuove esigenze e nuove sfide ha bisogno di un aumento pianificato dei costi che corrisponde circa al 2,5%. Abbiamo fatto un mezzo miracolo ma ci serve un'ultima mano». Poi Fabi parla del futuro. Al San Maurizio si avvicina, infatti, il pensionamento del primario di Rianimazione 1, Gino Accinelli, mentre a pochi mesi dall'accorpamento delle due Medicine si delinea anche quello delle due Chirurgie. Dottor Fabi, cosa succederà? «Le decisioni le ha prese la politica mesi fa quando ha indicato la via della cancellazione dei doppioni. Credo che Rianimazione tornerà ad essere una e credo che le due Chirurgie di Bolzano, come del resto le due Medicine di Bressanone, non hanno più senso. E non l'ho detto io. Certo non ci possiamo mettere a spostare i primari anche perché giuridicamente non possiamo farlo: possiamo però riaprire, altrove, i bandi».

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Pd davanti alle scuole: no ai tagli (sezione: Province)

( da "Gazzetta di Modena,La" del 04-04-2009)

Argomenti: Province

Pd davanti alle scuole: no ai tagli Nuova campagna di mobilitazione del Pd contro i tagli alla scuola. L'iniziativa in difesa della scuola è partita già ieri sera a Nonantola con la raccolta di firme per la petizione "Per una scuola pubblica di qualità per tutti". Oggi il Pd organizzerà un banchetto in centro storico a Modena e in altre piazze della provincia. Da lunedì avrà inizio la mobilitazione davanti a 250 istituti modenesi: il Pd sarà all'ingresso delle scuole per raccogliere nuove firme e per informare insegnanti, genitori, dirigenti e alunni sulle conseguenze dei tagli imposti dal governo. L'obiettivo principale è quello di portare il ministro Gelmini in parlamento per una discussione e un voto parlamentare su nuove soluzioni, alternative a quelle già prese, per i problemi della scuola pubblica italiana. Questa mobilitazione si prefigge di richiedere un'immediata cancellazione dei tagli di 8 miliardi di euro e di 132mila lavoratori della scuola attuati dal governo, l'abolizione del maestro unico e dell'orario a 24 ore settimanali ed infine il ripristino delle compresenze dei docenti nella scuola elementare. A tutto questo si aggiunge l'appello per l'attuazione di un piano straordinario nazionale per la messa a norma degli edifici scolastici, per il risparmio energetico e per laboratori e attrezzature didattiche. I dati forniti dal Pd parlano di circa 231 docenti in meno in provincia di Modena rispetto ad un aumento stimato intorno ai 1500 alunni in più per il prossimo anno scolastico. Solo nella scuola superiore si stimano 28 classi in più, mentre nella scuola dell'infanzia si richiedono invece 6 nuove sezioni che necessiterebbero della disponibilità di 12 docenti in più. A questo si aggiungono i dati della "bocciatura" modenese del maestro unico: solo 57 famiglie in tutta la provincia, infatti, hanno scelto questo metodo d'insegnamento mentre il tempo pieno è stato richiesto per 4327 alunni, circa il 70% delle domande. (gabriele morisi)

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La scommessa di Casini è portar via voti a Franceschini (sezione: Province)

( da "Arena, L'" del 04-04-2009)

Argomenti: Province

Sabato 04 Aprile 2009 NAZIONALE Pagina 4 La scommessa di Casini è portar via voti a Franceschini Il Partito democratico alle politiche prese il 33 per cento contro il 37 del Pdl. Se questa distanza di quattro punti si triplicasse, o se il Pd dovesse scendere sotto la soglia del 26-27 per cento, gli osservatori ammettono un possibile smottamento a destra: Mantini non sarebbe lasciato solo. Per ottenere consensi a sinistra Casini non può fare troppe aperture a Berlusconi. Voterà per i provvedimenti del governo giudicati convincenti ( la casa, per esempio), lo stimolerà ad attuare alcune parti del programma in sospeso (l'abolizione delle Province), continuerà a contestargli poco coraggio sulla riforma delle pensioni, lo incalzerà sugli aiuti economici alle famiglie. Ma la distanza che lo separa dal Cavaliere riguarda soprattutto la concezione di base della politica. Casini non accetterà mai un rapporto diretto tra il leader e il popolo: la sua educazione democristiana glielo impedisce in radice. Né guarda con simpatia al partito-governo di Berlusconi. Eppure tra i due i toni esasperati dello scorso anno non si odono più. È cominciato un delicato gioco di scacchi: Berlusconi è interessato alla crisi del Pd, non ama una Udc rafforzata eppure potrebbe guardare con interesse, in prospettiva, a qualcosa che gli consenta di arginare le pretese della Lega, se si facessero troppo forti. Il miraggio del 51 per cento resiste: ma arrivarci da soli...  

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Scuole a rischio, la proposta di Uncem (sezione: Province)

( da "Resto del Carlino, Il (Rimini)" del 04-04-2009)

Argomenti: Province

BELLARIA E VALMARECCHIA pag. 21 Scuole a rischio, la proposta di Uncem VALMARECCHIA SCUOLE ancora a rischio in alta Valmarecchia. Per affrontare la nuova riforma Gelmini, la Provincia di Pesaro e Urbino ha deciso di costituire, nel prossimo consiglio, un tavolo sulla scuola, insieme a Maria Assunta Paci, presidente dell'Uncem Marche (unione nazionale comuni montani). «Gli organici saranno assegnati a fine aprile afferma la Paci e a rischio ci sono molte scuole dell'entroterra. Abbiamo presentato alla direzione scolastica regionale, in accordo con i sindacati, la proposta di mantenere, per ogni comune, almeno una scuola. Abbiamo evidenziato le particolarità di alcuni comuni come Pennabilli, Casteldelci, Montecopiolo, ma anche Montecerignone in Valconca». Le Marche hanno già razionalizzato in maniera seria nel settore scolastico, «arrivando ad avere uno dei più elevati rapporti alunni-classi, superiore a tutti gli obiettivi del piano programmatico ministeriale spiega la Paci . Le scuole marchigiane, hanno infatti un tasso di mobilità attivo, con oltre 1500 studenti in più rispetto alla media delle altre regioni. Per non parlare degli immigrati iscritti: solo nell'anno scolastico 2008/2009 ne sono arrivati oltre 3000». Conclude il presidente: «Mi rifiuto di dover scegliere tra l'abolizione dell'unica scuola di un comune di montagna come Casteldelci, per formaree classi di oltre 30 allievi in altri territori. Per questo chiedo a tutti di restare uniti, battendoci per ottenere delle condizioni rispettose per tutti». r. c. Image: 20090404/foto/1415.jpg

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Dopo la preoccupazione esternata dal segretario generale di Cgil, Tonino Pietrantoni, in merito a un... (sezione: Province)

( da "Messaggero, Il (Rieti)" del 04-04-2009)

Argomenti: Province

Sabato 04 Aprile 2009 Chiudi Dopo la preoccupazione esternata dal segretario generale di Cgil, Tonino Pietrantoni, in merito a un possibile ripensamento del governo sull'applicazione della legge regionale appena approvata sui distretti di montagna, tra cui è compreso il Grifoni di Amatrice, arrivano le dichiarazioni dei consiglieri regionali di maggioranza, Annamaria Massini e Mario Perilli. «Non bisogna permettere al governo di imporci di cancellare la legge a difesa dei presidi sanitari montani. Ci associamo - spiegano la Massimi e Perilli - al grido di allarme dei colleghi Lucherini e Parroncini, nel sottolineare il colpo basso che il governo ha tirato alla Regione Lazio. Oltre a non erogare 1 miliardo e 200 milioni di euro di trasferimenti, si vuole la cancellazione della legge sugli ospedali montani. Una pretesa assurda che viola la potestà legislativa del consiglio regionale del Lazio. Questa legge - proseguono Perilli e Massimi - ha come obiettivo di sostenere l'offerta di servizi sanitari in aree montane deboli dal punto di vista economico e sociale, di contrastare lo spopolamento e migliorare la qualità della vita. La legge non prevede spese aggiuntive oltre ai normali trasferimenti già erogati alle Asl competenti. Ci aspettiamo ora, che tutte le forze politiche difendano la legge, senza cedere ai ricatti assurdi del governo». Una posizione in perfetta sintonia con Cgil che proprio ieri l'altro aveva annunciato che il governo avrebbe vincolato lo sblocco di ulteriori trasferimenti economici per la Sanità della Regione Lazio all'abolizione della legge regionale sugli ospedali di montagna tra i quali anche quello di Amatrice, che proprio perché di montagna è quello che in provincia di Rieti rischia di più anche rispetto agli effetti della riorganizzazione della rete ospedaliera in atto da parte della Regione. A. Bo.

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E SE FOSSE Enrico Letta l'uomo dei sogni di Pier Ferdinando Casini? Chiudend... (sezione: Province)

( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 04-04-2009)

Argomenti: Province

POLITICA pag. 10 E SE FOSSE Enrico Letta l'uomo dei sogni di Pier Ferdinando Casini? Chiudend... E SE FOSSE Enrico Letta l'uomo dei sogni di Pier Ferdinando Casini? Chiudendo stasera l'assemblea nazionale del suo partito a Roma, il leader dell'Udc ne traccerà il percorso. Percorso breve, perché esattamente tra due mesi, con le elezioni europee e le amministrative, la situazione potrebbe cambiare e assumere la fisionomia definitiva prima delle nuove elezioni politiche del 2013. Il nome di Letta naturalmente oggi non comparirà nel discorso di Casini. Ma la sua strategia è di approfittare di un eventuale smottamento a destra del Partito democratico. Casini è molto deluso da Franceschini. Lo vede protagonista di uno sbilanciamento a sinistra e non apprezza il fatto che questa politica, più radicale di quella di Veltroni, sia stata astutamente affidata a un ex democristiano. La vera collocazione europea del Pd si conoscerà solo dopo il voto, ma nelle conversazioni private gli ex democristiani dicono che faranno un gruppo federato con il Pse, eppure autonomo, mentre gli ex comunisti assicurano che comunque si giri la frittata a parlare in aula per tutti sarà il capogruppo socialista. Tutto questo sta determinando forti inquietudini nell'ala più moderata del Pd e Casini se ne avvede nei suoi giri per l'Italia: non incontra più parecchi vecchi militanti ed elettori dell'Udc che sono passati con Berlusconi, incontra con sua stessa sorpresa molti militanti del Pd che stanno pensando di passare con lui. Alle amministrative l'Udc giocherà su tre tavoli: si presenterà da sola più o meno nel settanta per cento dei casi, con una forte mobilitazione dei suoi uomini più rappresentativi; si alleerà con il Pdl nel 25 per cento e con il Pd nel 5 restante, soprattutto in Puglia e a Firenze, dove giocherà la carta Renzi. Naturalmente saranno decisivi i risultati: quello dell'Udc, che deve superare il 5.6 per cento delle politiche, ma soprattutto quello del Pd. LA COSTITUENTE di centro è il limbo in cui finora dal Pd è transitato Pierluigi Mantini, deputato milanese responsabile per i rapporti con gli ordini professionali. Ma molti ritengono che Mantini sia una testa di ponte per successivi traslochi. E' difficile stabilire quale sia la soglia di delusione per i Democratici che alle politiche presero pur sempre il 33 per cento contro il 37 del Pdl. Se questa distanza di quattro punti si triplicasse, se addirittura il Pd dovesse scendere sotto la soglia del 26-27 per cento, gli osservatori mettono nel conto un possibile smottamento a destra ed è pensabile che Mantini non venga lasciato solo. Per ottenere consensi a sinistra Casini non può fare troppe aperture a Berlusconi. Voterà per i provvedimenti del governo giudicati convincenti (la casa, per esempio), lo stimolerà ad attuare alcune parti del programma in sospeso (l'abolizione delle Province), continuerà a contestargli poco coraggio sulla riforma delle pensioni, lo incalzerà sugli aiuti economici alle famiglie. Ma la distanza che lo separa dal Cavaliere riguarda soprattutto la concezione di base della politica. Casini non accetterà mai un rapporto diretto tra il leader e il popolo: la sua educazione democristiana glielo impedisce in radice. Né guarda con simpatia al partito-governo di Berlusconi. Eppure tra i due i toni esasperati dello scorso anno non si odono più. E' cominciato un delicato gioco di scacchi: Berlusconi è interessato alla crisi del Pd, non ama una Udc rafforzata eppure potrebbe guardare con interesse, in prospettiva, a qualcosa che gli consenta di arginare le pretese della Lega, se si facessero troppo forti. Il miraggio del 51 per cento resiste: ma arrivarci da soli

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POSITANO. È STATO UN DE LUCA A TUTTO CAMPO QUELLO PRESENTATOSI ALLA PLATEA DEI GIOVANI COSTRUTT... (sezione: Province)

( da "Mattino, Il (Salerno)" del 04-04-2009)

Argomenti: Province

Positano. È stato un De Luca a tutto campo quello presentatosi alla platea dei giovani costruttori per discutere di impresa, pubblica amministrazione e costruzione di una nuova politica. Il sindaco di Salerno si è tolto più di un sassolino dalla scarpa, lanciando critiche verso la gestione dei fondi europei e quelle "procedure inammissibili" che rallentano i percorsi amministrativi. Ma anche all'indirizzo di Regione, Provincia e dello stesso governo. In particolare, sul Piano Casa. «Ci è stato detto che questo piano casa vale 5000 vani - ha esordito De Luca - Soltanto noi abbiamo previsto 3000 alloggi e poi la norma dice che gli interventi dovranno essere fatti in coerenza con i Puc, ma la stragrande maggioranza dei comuni ne sono sprovvisti». E affonda: «Ci prensiamo in giro, tnato più che questo piano sarà valido per appena 18 mesi». De Luca, che non condivide la proposta di Cascetta sulla Social Housing («la mescolanza sociale è una bella cosa ma non funziona»), ha puntato l'indice contro il rapporto tra istituzioni e potere giudiziario. «Nella pubblica amministrazione si vive con terrore, perché l'Italia è paralizzata dal dilagare del potere giudiziario nella pubblica amministrazione - ha detto De Luca - La cassazione di recente ha annullato un decreto di esproprio di un'area a Pastena dopo sette anni e imprese e proprietari si sono rovinati». Poi la stoccata ai ritardi e alle sovrapposizioni degli enti: «Un dirigente deve avere la responsabilità ma anche l'obbligo di decidere - ha aggiunto De Luca - A Salerno i funzionari del Comune sono responsabili sia dal punto di vista disciplinare che patrimoniale per ritardi non legati alle normative nazionali». Altro fronte di polemica l'uso dei fondi europei, che secondo de Luca andrebbe pensato in grande. «Bisogna puntare su quattro o cinque progetti per ogni area e non polverizzare risorse come è stato fatto per i Por 2000 - 2006. Per questo, parleremo con la Regione, perché ci sono ritardi enormi tant'è che i primi due anni del Por 2007 - 2013 sono passati a vuoto». De Luca che ha poi snocciolato i progetti in cantiere come la pineta, l'area del pastificio Amato, Piazza della Libertà e Piazza della Concordia, ha elogiato la nuova legge urbanistica regionale varata di recente. «Credo sia eccellente - ha detto - anche se la nuova normativa è stata vanificata dai settori ambientali che rallentano i percorsi amministrativi con procedure inammissibili. La regione programma, la provincia coordina, i comuni gestiscono - ha tuonato De Luca - non si può e non si deve uscire da questo schema». Chiaro il riferimento alla Provincia che secondo De Luca nel piano di coordinamento provinciale, «quasi detta le regole». «Siamo alla follia - ha proseguito - perché ci vuole semplificazione radicale o torniamo nella palude». Poi un nuovo attacco alla regione: «Per Piazza della Libertà i fondi rientrano nei piani integrati urbanistici e il comune dovrebbe avere 54 milioni dalla regione ma non abbiamo visto un euro». Gli applausi della platea spingono De Luca a un nuovo affondo. «Basta con piani strategici, regolamenti e commissioni miste - tuona De Luca - Piazza della Libertà vuole essere una grande opera rappresentativa della città. Noi andremo avanti come un carro armato anche se c'è il flebile sospiro di qualcuno che stava meglio e non diceva niente quando c'erano baracche e spaccio di droga». Infine, il De Luca pensiero tocca il progetto di abolizione delle province. «Le toglierei in 24 ore - ha detto il sindaco di Salerno - quello che potevo fare l'ho fatto, togliendo le circoscrizioni, perché moltiplicare i livelli istituzionali è un delitto per l'efficienza della macchina istituzionale e i costi amministrativi. Di fronte a questa crisi tutto ciò che blocca il dinamismo economico va cancellato». ma.am.

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MARIO AMODIO IL PIANO CASA è UNA PRIMA RISPOSTA AL FABBISOGNO ABITATIVO DELLA CAMPANIA... (sezione: Province)

( da "Mattino, Il (Salerno)" del 04-04-2009)

Argomenti: Province

MARIO AMODIO «Il Piano Casa è una prima risposta al fabbisogno abitativo della Campania, ma non è risolutiva». Piace a metà l'iniziativa del Governo ai giovani costruttori dell'Ance, riuniti ieri a Positano per discutere sul tema «Costruire non è un gioco - Impresa e pubblica amministrazione: cosa cambiare, come cambiare». Un argomento, che secondo l'Ance Campania, risulta oggi perfettamente centrato in funzione delle decisioni del Governo e, in conseguenza, degli enti locali «per ridare impulso all'edilizia». Una spinta che, dalle relazioni di Nunziante Coraggio, presidente Ance Campania, e Enrico Errichiello, a capo dell'associazione dei giovani imprenditori edili dell'Ance Campania, non sarà completamente garantita attraverso il Piano Casa sul quale sono state espresse valutazioni contrastanti. Se da un lato si sostiene che tra il niente e qualcosa è meglio la seconda possibilità, dall'altro si teme che l'impatto sull'economia sia marginale anche perché, secondo gli edili, ne beneficeranno soltanto i piccoli artigiani e non le grandi imprese a causa dei parametri imposti dalle percentuali e dai vincoli che riguardano i centri storici. A ritenere che l'impatto sul settore non sarà positivo è stato Nunziante Coraggio, per il quale la vera rivoluzione sarebbe stata la riconversione delle aree industriali dismesse. «Il cambio di destinazione d'uso di questi spazi avrebbe consentito la realizzazione di nuovi insediamenti abitativi nel rispetto dell'ambiente» ha detto il presidente dell'Ance Campania che ha poi chiesto la sburocratizzazione soprattutto a livello regionale delle procedure. «Questo accavallamento è un colpo letale per le imprese - ha poi aggiunto - per non parlare dei ribassi anomali nelle gare d'appalto che ci saranno sempre se le progettazioni non saranno esecutive. Dalla crisi si esce solo con provvedimenti che esistono già come la permuta immobiliare, il leasing in costruendo e il project financing». Per Errichiello, al di là delle perplessità, il Piano Casa deve rappresentare «un'occasione per il recupero architettonico del patrimonio edilizio che in molti casi è stato realizzato indiscriminatamente e senza logica negli anni Sessanta». «L'amarezza - ha poi aggiunto - è per non aver incluso immobili dismessi considerato che anche i Comuni hanno la possibilità di escludere determinate aree». Per l'assessore regionale ai trasporti, Ennio Cascetta, la definizione di Piano Casa è impropria perché sarebbe opportuno pensare a un progetto che preveda abitazioni con canone di locazione calmierato, altre per fasce deboli e quote che i costruttori si riservano per la vendita. «Il vero piano casa è il Social Housing - ha detto Cascetta - E' questo che dobbiamo fare perché si mettono insieme tutte le fasce sociali». L'assessore ai trasporti, ha annunciato, sul fronte urbanistico, una serie di semplificazioni a cominciare dalla individuazione di un unico rappresentante ai tavoli delle conferenze dei servizi. «Costruire non è un gioco ma è un tormento - ha detto Cascetta parafrasando il titolo del convegno - Abbiamo introdotto semplificazioni al sistema e proseguiremo con l'introduzione della stazione appaltante. Una struttura unica organizzata e formata da Prefettura e Genio Civile per supportare gli enti nelle procedure d'appalto e che interviene qualora le opere non vengono aggiudicate». Cascetta che è stato poi sollecitato anche sulla abolizione delle province (ha sottolineato che "la vera innovazione è costituita dalle aree metropolitane") ha poi parlato di turismo e portualità che interesserà soprattutto Salerno. «La Campania ha una vocazione marinara ma il rapporto col mare era inesistente fino a quando non si insediata la giunta Bassolino. Non c'era un solo progetto di porto e il 60% di quelli esistenti non avevano servizi. Ora ci sono 4 grandi progetti in project financing: due per Salerno, Marina di Arechi e Marina di Pastena, e i restanti per Napoli e Castelvolturno».

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PROVINCE/ PODESTÀ: ABOLIZIONE È COMPETENZA DEL PARLAMENTO (sezione: Province)

( da "Wall Street Italia" del 04-04-2009)

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Province/ Podestà: Abolizione è competenza del Parlamento di Apcom Confronto con Penati al momento opportuno -->Milano, 4 apr. (Apcom) - L'abolizione delle Provincie "é di competenza del Parlamento". Per questo "è sterile fare annunci su cose che non dipendono ne da me ne da Penati". Chi parla è il candidato alle provinciali milanesi del Pdl Guido Podestà, questo pomeriggio a Milano per un appuntamento politico. "Nel momento in cui verranno abolito - ha aggiungo - nessuno ingiungerà, l'importante è che finchè c'è la provincia funzioni, non come in questi ultimi cinque anni. Quanto invece al confronto diretto con l'avversario del Pd Filippo Penati, ha detto: "Il confronto si vede sulla inattività di questi cinque anni. il confronto delle parole sarà fatto al momento opportuno".

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Province/ Podestà: Abolizione è competenza del Parlamento (sezione: Province)

( da "Virgilio Notizie" del 04-04-2009)

Argomenti: Province

Milano, 4 apr. (Apcom) - L'abolizione delle Provincie "é di competenza del Parlamento". Per questo "è sterile fare annunci su cose che non dipendono ne da me ne da Penati". Chi parla è il candidato alle provinciali milanesi del Pdl Guido Podestà, questo pomeriggio a Milano per un appuntamento politico. "Nel momento in cui verranno abolito - ha aggiungo - nessuno ingiungerà, l'importante è che finchè c'è la provincia funzioni, non come in questi ultimi cinque anni. Quanto invece al confronto diretto con l'avversario del Pd Filippo Penati, ha detto: "Il confronto si vede sulla inattività di questi cinque anni. il confronto delle parole sarà fatto al momento opportuno".

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La Civica: Province enti da abolire, noi non votiamo (sezione: Province)

( da "Giornale di Brescia" del 05-04-2009)

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Edizione: 05/04/2009 testata: Giornale di Brescia sezione:la città La Civica: «Province enti da abolire, noi non votiamo» n «L'ente Provincia? Non serve, non voto». È questo lo slogan sostenuto dall'associazione Lista Civica Brescia in collaborazione con l'omonimo network nazionale impegnato in una forte campagna di astensionismo alle prossime elezioni provinciali. Nato lo scorso gennaio a Venezia, «Non serve, non voto» è un comitato «libero e apartitico», spiega Michele Bortoluzzi, portavoce della campagna. «Tutti gli schieramenti, tranne la Lega, sono concordi sulla necessità di abolire le Province - continua Valter Braghini, della Lista Civica -, ma tutti chiedono il voto. Noi no, diciamo basta e non votiamo». Andrea Bartoli, sempre della Civica, rende conto dei costi sostenuti per finanziare le 110 Province italiane e sottolinea: «Costano 16,5 miliardi di euro all'anno, e circa il 73% di questo denaro serve per il mantenimento del personale, per gli affitti, per le auto blu, per bollette varie. Solo il 27% finisce in spese per i servizi ai cittadini». Riferendosi poi al nostro territorio aggiunge: «A Brescia i 52 politici provinciali costano 1 milione e mezzo di euro all'anno». L'abolizione delle 110 Province italiane, 12 delle quali create ex-novo dal 1995 al 2002, è dunque l'obiettivo sostenuto dal movimento, che suggerisce anche come comportarsi per sostenere l'iniziativa. «Una volta raggiunto il seggio per votare alle europee e alle provinciali - spiega Gabriele Avalli - l'elettore dovrebbe rifiutare la scheda per le provinciali. In alternativa, potrebbe comunque ritirarla, annullandola apponendo su di essa il logo "Amo l'Italia, non voto la Provincia"». Il presidio informativo di ieri in piazza Paolo VI è stato ripreso dalla troupe del programma Ballarò. Sull'iniziativa è stato attivato il sito www.nonservenonvoto.it.l. ro.

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Una non lista con un non presidente (sezione: Province)

( da "Corriere delle Alpi" del 05-04-2009)

Argomenti: Province

Una non lista con un non presidente Il movimento del non voto punta all'abolizione delle Province BELLUNO. Una non lista di futuri non consiglieri a sostegno di un non candidato alla presidenza di una Provincia, che non vorrebbero. Si chiama "Amo l'Italia, non voto la Provincia" l'iniziativa nata ormai diversi mesi fa da un gruppo trasversale, che punta all'abolizione degli enti amministrativi intermedi tra Regioni e Comuni. Per una questione puramente pratica, e cioè per non sparire in un regime di par condicio, il movimento ha deciso di presentarsi alle elezioni provinciali, in modo tale da poter partecipare alle tribune elettorali e più in generale al dibattito politico. Dunque: raccolta di firme, presentazione di una lista con i canonici 24 nomi a copertura di tutti i collegi circoscrizionali del territorio e candidato non presidente, che a Belluno sarà un giovane, Giovanni Patriarca. Per tutti c'è l'impegno formale, sottoscritto con un documento ufficiale, a rifiutare il seggio nella malaugurata ipotesi che venga raggiunta la soglia utile e che nelle Provincie possa entrare un consigliere. Un altro bellunese, Michele Bortoluzzi, è non candidato alla Provincia di Padova. Bortoluzzi un tempo ci credeva, tanto che fu candidato, vero, alla Provincia di Belluno nel 2004 con i Riformatori Liberali, ma non riuscì ad entrare in consiglio. «Allora pensava di poter cambiare le cose dall'interno delle istituzioni», spiega Lorenzo Furlan, non candidato a Venezia. «Da quarant'anni ci promettono di abolire le Province», dice ancora Furlan, che ieri era a Belluno con Patriarca per la raccolta delle firme, «e ad ogni elezione i politici ripetono la stessa cosa, ma poi non fanno niente, perché hanno interessi diversi da quelli dei cittadini». Il movimento per il non voto ha deciso quindi di agire in modo più clamoroso, invitando gli italiani a non andare a votare. L'obiettivo è scendere sotto la soglia psicologica del 50%, oppure creare un differenziale di almeno il 10% tra i votanti alle altre elezioni in programma a giugno e quelle provinciali. Intanto prosegue la raccolta di firme per la proposta di legge di iniziativa popolare. «Le Province costano 16,5 miliardi di euro all'anno, il 73% del denaro serve a mantenere gli enti stessi, che non servono a nulla perché non hanno competenze specifiche e quelle poche potrebbero andare ai Comuni».

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grigoletto: spesi 12 mila euro per l'ufficio di rossi (sezione: Province)

( da "Mattino di Padova, Il" del 05-04-2009)

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SCONTRO SULLA CITTA' METROPOLITANA Grigoletto: «Spesi 12 mila euro per l'ufficio di Rossi» «Sono stati spesi 12 mila euro per arredare l'ufficio di Ivo Rossi per la città metropolitana. Ma se Padova non è stata riconosciuta dal federalismo?». L'accusa è di Stefano Grigoletto, presidente Pdl del quartiere centro. Che, delibere alla mano, attacca: «La spesa esatta è di 12.093,60 euro per gli arredi commissionati alla ditta «Lg» di Lista e Giaretta - racconta il presidente - A fine legislatura mi sembra un'arroganza di spesa. Non era possibile usare mobili già presenti in Comune o nei magazzini comunali?». Senza contare, prosegue l'esponente dell'area di An, che Padova non è stata riconosciuta come città metropolitana, nella bozza di federalismo approvata alla Camera. «Le aspirazioni sono legittime, Padova lo merita - sottolinea Grigoletto - Ma sarebbe bene che allo sforzo dell'assessore si accompagnasse anche un analogo impegno per l'abolizione delle Province. Altrimenti si tratterebbe di un terzo ente istituzionale, e forse di una poltrona in più per Ivo Rossi». L'assessore però non si scompone e replica con altrettanta durezza: «Il povero Grigoletto non sa di cosa parla. D'altronde non ha mai assistito a una riunione della conferenza dei sindaci della città metropolitana - sottolinea - A palazzo Angeli, in Prato della Valle, mancava l'arredo. E non è certo comodo fare le riunioni in piedi. Oltretutto non è una scelta che ho previsto io, ma l'ha fatto autonomamente il settore patrimonio». Piuttosto Ivo Rossi è il firmatario della lettera inviata ai ministri Calderoli e Bossi per chiedere il riconoscimento di Padova come città metropolitana.

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se vinco lo nomino vicesindaco - claudio malfitano (sezione: Province)

( da "Mattino di Padova, Il" del 05-04-2009)

Argomenti: Province

Inedito confronto pre-amministrative. Il sindaco più nervoso del suo più probabile avversario alle elezioni «Se vinco lo nomino vicesindaco» Saia a Zanonato, una battuta all'incontro sul referendum L'esponente Pdl «Troveremo l'accordo anche con la Lega» CLAUDIO MALFITANO Per la prima volta faccia a faccia, anzi gomito a gomito. Flavio Zanonato e Maurizio Saia, non da avversari per la carica di primo cittadino ma da «alleati» nella promozione del referendum sulla legge elettorale. Situazione curiosa quella che si è creata ieri mattina all'hotel Accademia, in zona Pescarotto, in occasione della conferenza stampa del comitato promotore della consultazione popolare che vuole abolire il sistema proporzionale e ripristinare le preferenze. Il più nervoso è apparso il sindaco uscente. Alla domanda dei cronisti sull'imminente campagna elettorale è sbottato: «Siamo qui per parlare d'altro. Se voi giornalisti volete determinare gli argomenti da trattare dovete candidarvi e farvi eleggere. Parlerò di questo in altre occasioni». Il senatore Pdl invece se la cava con una battuta: «Io e Zanonato siamo d'accordo su alcuni argomenti? Vuol dire che se sarò io il candidato e se dovessi vincere lo proporrò come vicesindaco». Insomma qualche tensione, anche prima del via ufficiale alla campagna elettorale c'è. Anche per la mancanza di un candidato certo nell'area del centrodestra. Maurizio Saia aspetta l'investitura «ufficiale» da parte dei vertici del Pdl, anche se sul suo nome pesa il risiko del tavolo delle candidature nazionali, con la Lega che punta tutto sulla Provincia. Un'eventualità che potrebbe «soffiare» ad An la candidatura a sindaco per palazzo Moroni. Il senatore padovano però ostenta tranquillità. Anche lui preferisce occuparsi di referendum, non risparmiando qualche attacco alla Lega, che della consultazione è il principale avversario. «Mi sembra una soluzione di buon senso quella di abbinare il referendum alle giornate elettorali del 6 e 7 giugno. Non capisco l'opposizione del Carroccio - sottolinea Maurizio Saia - In ogni caso la nostra coalizione è capace di trovare una sintesi su questi temi. Esattamente come stiamo facendo sull'abolizione delle Province, che assieme alla Lega inseriremo nella riforma federalista». «Guarda che per abolire le Province devi cambiare la costituzione» gli ricorda Zanonato. «Lo so benissimo» risponde Saia. E' l'unico accenno di scontro, per il resto senatore e sindaco sembrano andare d'amore e d'accordo. Almeno sul punto del referendum elettorale. «Capisco il vostro interesse per la corsa a sindaco di Padova. Ecco: noi con il referendum vogliamo che anche le elezioni politiche siano così avvincenti. Perché deputati e senatori devono tornare a essere legati al territorio, con il ripristino delle preferenze» osserva Giovanni Buzzetta, il presidente nazionale del comitato referendario. E sul punto Zanonato non ha dubbi: «Se chiediamo ai cittadini quali sono i parlamentari padovani in pochi li conoscono - sottolinea - Questo perché non c'è più la rappresentanza legata al voto. Questa legge elettorale, che ha eliminato le preferenze, è l'operazione più anti-federalista fatta negli ultimi anni. Fatta anche con il consenso della Lega». Zanonato critica anche la decisione del ministro leghista Maroni di non accorpare tutti gli appuntamenti in un unico election day: «Non solo ci fanno spendere 400 milioni in più. Ma li spendono per far fallire il referendum, non per far partecipare i cittadini al voto». Del comitato referendario padovano fanno parte anche Nicola Rossi e Fernando Zilio, Jacopo Silva e diverse associazioni.

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L'Italia dei Valori pronta a sganciarsi (sezione: Province)

( da "Tempo, Il" del 05-04-2009)

Argomenti: Province

stampa L'Italia dei Valori pronta a sganciarsi ProvincialiCandidati a Chieti Mascitelli e a Teramo Di Stanislao. Verso una corsa solitaria PESCARA Il Coordinamento regionale dell'Italia dei Valori, nella riunione svoltasi nella mattinata di ieri ha espresso all'unanimità la necessità di un impegno urgente e da parte di tutti al rilancio di un nuovo centro-sinistra in Abruzzo. All'unanimità è stata chiesta la disponibilità al senatore Alfonso Mascitelli e all'onorevole Augusto Di Stanislao a mettere in campo la propria candidatura alla Presidenza rispettivamente della provincia di Chieti e di Teramo, così come è stato richiesto ai quattro Coordinatori provinciali di non ratificare alcun accordo elettorale, se prima non si raggiunge un'intesa convinta non solo sui programmi, ma sulle garanzie di un rinnovamento politico, che deve prima di tutto riconquistare la credibilità e la fiducia di cui l'Abruzzo ha bisogno. Al termine dei lavori il Coordinatore regionale dell'IdV Alfonso Mascitelli si è limitato a dichiarare: «La decisione presa dal nostro partito non vuole avere il significato di una rottura, ma certo indica l'esigenza, non più rinviabile, che ognuno si assuma la responsabilità di scelte chiare e coerenti, senza compromessi o tatticismi. Gli abruzzesi non ci capirebbero». Insomma, al di là dei freddi comunicati stampa, l'Italia dei Valori che si è già espressa senza mezzi termini per l'abolizione delle Province, sembra pronta a correre da sola nelle prossime elezioni. Per ora in due province, ma tra poco in tutte e quattro. «L'Abruzzo è in crisi drammatica, come l'Italia e tutto l'Occidente. Solo in Abruzzo, però, chi ha responsabilità di governo si comporta come il titolare di una impresa di pompe funebri, che un giorno dichiara che la Regione è defunta e il giorno dopo dichiara che la colpa non è sua, ma di chi ha governato prima di lui». Lo afferma in una nota, Carlo Costantini, capogruppo dell'IdV in Consiglio regionale. "Agli abruzzesi - dice Costantini - non serviva un nuovo Presidente per sapere che siamo sull'orlo della bancarotta e che la colpa è di chi ha governato negli ultimi dieci anni; lo sapevamo già. Obama parla del futuro dell'America, propone riforme coraggiose al Congresso, alimenta le speranze e la fiducia dei cittadini e delle imprese: potrebbe galleggiare come Chiodi dicendo che l'America è in crisi e la colpa è di Bush, ma sceglie di rischiare, caricandosi la responsabilità di far dimenticare il passato con la concretezza delle sue proposte. Addirittura anche Berlusconi - aggiunge Costantini - è costretto a distogliere occasionalmente il Consiglio dei Ministri e il Parlamento dalla cura dei propri interessi personali, nel tentativo - finora non riuscito - di proporre riforme per fronteggiare la crisi. Solo Chiodi non fa nulla. Non una proposta di riforma, non una prospettiva concreta di cambiamento dell'Abruzzo; solo slogan, spot e alibi per nascondere la sua totale incapacità di rialzare l'Abruzzo, come pure - concldue- aveva promesso in campagna elettorale. Un disastro, non trovo altre parole per definire i primi tre mesi di governo Chiodi».

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inchiesta sulle scuole private gelmini: puniremo chi sbaglia - andrea montanari (sezione: Province)

( da "Repubblica, La" del 05-04-2009)

Argomenti: Province

Pagina IX - Milano Inchiesta sulle scuole private Gelmini: puniremo chi sbaglia Il ministro dell´Istruzione "Le regole valgono per tutti, paritari o pubblici. Attendo i risultati dell´indagine" ANDREA MONTANARI «Le regole nella scuola valgono per tutti. L´istruzione statale o paritaria sono comunque un´istituzione pubblica. Ci sono ottimi istituti statali come paritari. Se ci sono esempi isolati di assenza di regole andranno sanzionati. Stiamo facendo delle verifiche, solo al termine potremo dare un giudizio. Ma per favore non creiamo allarmismi». Così il ministro dell´Istruzione Mariastella Gelmini ha commentato l´indagine aperta dalla direzione scolastica regionale sulla nomina di professori senza i titoli richiesti nelle scuole private, dopo la denuncia della Uil scuola. L´occasione è stata la prima uscita pubblica di Guido Podestà da candidato alla Provincia del Pdl. Un bagno di folla tra i giovani del centrodestra riuniti al motto «Assalto al palazzo. La sfida dei giovani per il buon governo della Lombardia». Anche se per la verità, è Roberto Formigoni che governa al Pirellone, mentre in palio c´è solo la guida di Palazzo Isimbardi. «Abbiamo 60 giorni per parlare della Provincia e 5 anni per governarla bene - spiega il coordinatore regionale di Forza Italia, che vuole lasciarsi alle spalle le polemiche sui ritardi dell´ufficializzazione della sua candidatura - Spesso chi inizia troppo presto arriva col fiato corto. Vinceremo col surplace». Il dibattito con l´avversario Filippo Penati? «Vedremo». Governare solo fino al 2010, data della possibile abolizione delle provincie? «è abbastanza sterile fare annunci su cose che non dipendono né da me né da Penati». Poi annuncia che il suo programma si baserà su lavoro, territorio, piano casa e ambiente. «Non per promettere soldi a pioggia come Penati - chiarisce - ma la garanzia aggiuntiva della Provincia sul credito alle imprese, ai giovani e affitti calmierati per gli anziani». Replica di Penati: «Podestà fugge perché teme il confronto».

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Gelmini: abolire il valore legale del titolo di studio (sezione: Province)

( da "Arena, L'" del 05-04-2009)

Argomenti: Province

Domenica 05 Aprile 2009 NAZIONALE Pagina 4 SCUOLA. Dichiarazione forte a Castenedolo Gelmini: abolire il valore legale del titolo di studio «Serve più competizione» Cacciari: «Sì, aboliamolo» BRESCIA Il ministro della Pubblica Istruzione Mariastella Gelmini si è detta «d'accordo con Massimo Cacciari sull'abolizione del valore legale del titolo di studio». Si è pronunciata in tal senso venerdì sera nel corso di un incontro pubblico tenutosi a Castenedolo, in provincia di Brescia, incontro al quale, oltre a lei, ha partecipato anche il sindaco di Venezia, Massimo Cacciari. Proprio il filosofo, intervenendo poco prima, aveva lanciato la proposta. «Sono d'accordo sull'abolizione del valore legale del titolo di studio», ha detto la Gelmini, prendendo la parola per le conclusione. «Perché non siamo partiti in questa direzione? Perché, su un tema così forte, anche dall'opposizione, servono più voci che si levino nella direzione del professor Cacciari. È un elemento per introdurre competizione, per rendere più virtuoso il sistema. Ma oggi da una parte dell'opposizione non c'è la disponibilità a ragionare su questo tema. Su temi come questo occorre una trasversalità. Perché su alcuni temi le lobby sono molto forti, sia nell'opposizione che nella maggioranza». All'incontro di Castenedolo veniva presentato il libro di Bruno Vespa Viaggio in un'Italia diversa, presenti, oltre al ministro Gelmini e a Cacciari, l'autore, Mino Martinazzoli e il filosofo Emanuele Severino. L'Unione giovani avvocati italiani ha apprezzato la presa di posizione della Gelmini, favorevole all'abolizione del valore legale della laurea. Ma avverte che una simile innovazione «avrebbe la sua massima efficacia solo se combinata con l'abolizione degli ordini professionali inutili e costosi (per i cittadini e per gli iscritti)».  

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Tempo e patente e puoi diventare un vero angelo (sezione: Province)

( da "Arena, L'" del 05-04-2009)

Argomenti: Province

Domenica 05 Aprile 2009 PROVINCIA Pagina 38 BOVOLONE. Record per gli «Amici» solidali Tempo e patente e puoi diventare un vero «angelo» I volontari portano i pasti a domicilio agli anziani svolgono tanti altri servizi e ora cercano forze nuove Duemilasettecento pasti caldi serviti a domicilio e 1300 servizi di trasporto. Questi i dati del resoconto annuale del gruppo di volontari dell'associazione «Amici della solidarietà», un picco mai raggiunto e ci sono tutti i presupposti che la loro opera si potenzi ancora nel 2009. «Il gruppo conta su 19 volontari. Quando siamo partiti, dopo l'abolizione della leva obbligatoria che ha lasciato il Comune di Bovolone senza l'aiuto degli obiettori di coscienza, eravamo solo in quattro», ricorda Adriano Bissoli, tra i fondatori dell'iniziativa. Oggi gli «Amici» hanno a disposizione quattro autovetture del Comune, un parco macchine che è stato appena rinnovato con l'acquisto di due nuovi Doblò attrezzati per il trasporto di anziani con difficoltà di deambulazione, comperati con il contributo di 10 mila euro della fondazione Cariverona. A far incontrare le richieste degli anziani con l'entusiasmo dei volontari ci pensa il settore sociale del Comune che ha come responsabile l'assistente sociale Siria Scardigli che organizza ogni giovedì pomeriggio una riunione programmatica per la settimana successiva. I volontari offrono la consegna a domicilio di pasti caldi - attualmente a una decina di anziani soli - preparati dalla casa di riposo, e altri servizi in prevalenza di accompagnamento a visite mediche, a prelievi e il disbrigo di incombenze burocratiche. Il tutto, regolamentato da una puntigliosa normativa che seleziona i beneficiari sulla base di criteri che tengono conto, oltre che del livello del reddito, anche della situazione generale ed economica. Gli anziani che attualmente sono seguiti con continuità sono 65. Il gruppo è alla ricerca di nuove energie. Basta del tempo libero e la patente di guida per entrare a far parte della «Amici della solidarietà». RO.MA.  

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CAMPAGNA PER L'ABOLIZIONE DELLE PROVINCE (sezione: Province)

( da "Arena, L'" del 05-04-2009)

Argomenti: Province

Domenica 05 Aprile 2009 CRONACA Pagina 22 Brevi LA DESTRA IN BRA CAMPAGNA PER L'ABOLIZIONE DELLE PROVINCE La DestrA volantina in Bra. Oggi dalle 9 alle 14 volantinaggio dei rappresentanti de La Destra in piazza Bra. «Si fa un gran parlare di federalismo, di riforma dello Stato, di sprechi nella pubblica amministrazione, di casta e di enti inutili. Ma pochi hanno il coraggio di dire che tra questi enti inutili, il primo tra tutti, è la Provincia» c'è scritto nei volantini che verranno distribuiti. E ancora: «adozione della "quota zero" per l'ingresso di extracomunitari, con sospensione per 5 anni del rilascio di qualsiasi permesso di soggiorno nel nostro Paese per finalità di lavoro; aiuti e incentivi alle imprese per l'assunzione di giovani italiani; precedenza nelle graduatorie per casa, lavoro e servizi sociali per i lavoratori in possesso della cittadinanza italiana; obbligo per i privati della residenza in Italia da almeno 10 anni per l'acquisto di proprietà immobiliari ed istituzione di un registro speciale per le società straniere». MUSICA FUTURISTA MERCOLEDÌ 8 APRILE NELLA SALA FARINATI DELLA BIBLIOTECA Mercoledì 8 aprile alle 16.45 nella sala Farinati della Biblioteca civica, il maestro Domenico Tampieri docente al conservatorio Rossini di Pesaro terrà un ascolto guidato di musiche futuriste. L'iniziativa della Società Dante Alighieri rientra nelle celebrazioni «Futurismi a Verona» per il centenario del Manifesto. (C.R.)  

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ATTENZIONE SULLE STRADE, SI MUOVONO DURANTE LA NOTTE (sezione: Province)

( da "Adige, L'" del 05-04-2009)

Argomenti: Province

LA MIGRAZIONE DEI ROSPI IN PRIMAVERA ATTENZIONE SULLE STRADE, SI MUOVONO DURANTE LA NOTTE Con l'inizio della primavera decine di migliaia di rospi si svegliano dal letargo invernale per recarsi ai luoghi di riproduzione. In questo tragitto purtroppo molti perdono la vita nel tentativo di attraversare le strade che incrociano. Escono dai loro ripari nei boschi, nelle pietraie o in tane e si dirigono in massa verso i siti riproduttivi come laghi, stagni e paludi. A questa migrazione prendono parte gli esemplari adulti, nelle ore notturne, per poche settimane e per distanze che variano da centinaia di metri a pochi chilometri. La femmina reca con sé il maschio sulla schiena, si avvicina alla vegetazione presente sulle sponde e rilascia lunghi cordoni di sostanza gelatinosa, della lunghezza di due-cinque metri, in cui sono inserite le uova piccole e nere. A causa del loro attaccamento al luogo d'origine, dei grandi percorsi di migrazione e della lentezza dei movimenti, i rospi sono gli anfibi più in pericolo di morte sulla strada. La compromissione delle possibilità di vita di tali animali, oltre a rappresentare di per sé un'incommensurabile perdita di biodiversità, è da considerare come un segnale d'allarme: basti pensare alla loro importanza nella catena biologica (si nutrono di parassiti, mosche, zanzare) e alla loro caratteristica di essere ottimi bioindicatori (dal loro stato di salute si può capire se l'ambiente in cui vivono è sano, o no, anche per l'uomo). WWF e Lega Abolizione Caccia con OIPA chiedono la realizzazione di opere di protezione. La sezione di Trento e provincia (www.oipatrento.blogspot.com) sta organizzando alcune "passeggiate" notturne nei luoghi di maggior attraversamento nel tentativo di aiutare questi anfibi a compiere il loro percorso stagionale. Chi fosse interessato può contattarci al 3474555672 o trento@oipaitalia.com. 05/04/2009

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Sanità, con l'abolizione dei contratti salterebbero le funzioni aggiuntive anche nelle sedi periferiche (sezione: Province)

( da "Messaggero, Il (Marche)" del 05-04-2009)

Argomenti: Province

Domenica 05 Aprile 2009 Chiudi Sanità, con l'abolizione dei contratti salterebbero le funzioni aggiuntive anche nelle sedi periferiche

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Podestà: nella mia Provincia largo ai giovani (sezione: Province)

( da "Giorno, Il (Milano)" del 05-04-2009)

Argomenti: Province

CRONACA MILANO pag. 10 Podestà: nella mia Provincia largo ai giovani «Inserirò nel sito della campagna 30 progetti di studenti. Giunta con età media bassa» AMMINISTRATIVE BAGNO DI FOLLA PER IL CANDIDATO PDL-LEGA di CORRADO DRAGOTTO MILANO LARGO ai giovani nella Provincia di Guido Podestà, che vuole inserire i migliori 30 progetti elaborati da studenti nel sito della campagna elettorale e che, in caso di elezione, innesterà nella sua Giunta diversi amministratori sotto i 35 anni. Perché l'europarlamentare e coordinatore regionale del partito ripone nei giovani le stesse speranze manifestate da Silvio Berlusconi pure durante il recente congresso di fondazione del Pdl. E questo non solo perché ieri, cioè alla prima uscita pubblica da candidato presidente della coalizione Pdl-Lega, Podestà s'è tuffato nel bagno di folla under 30 riservatogli dai ragazzi di Forza Italia e An che stanno completando la fusione a caldo delle ancora distinte organizzazioni attive nelle scuole superiori e nelle università. Eran più di 300, infatti, al Circolo della stampa. E quasi tutti giovani, forti e fiduciosi nella vittoria finale («Podestà siamo con te», recitavano i cartelli issati tra un applauso scrosciante e l'altro). Nonché desiderosi di cambiare il Milanese attraverso la militanza nel Pdl declinata nelle aule di licei e atenei come in quelle dei Consigli comunali, provinciali e regionali. Qualche esempio da seguire (il ministro Mariastella Gelmini, l'azzurro Bruno Dapei o l'aennino Carlo Fidanza) di ancora verdi negli anni ma con già alle spalle una notevole esperienza amministrativa i convenuti lo vedevano, del resto, con i loro occhi sul palco dei relatori. MORALE? Podestà, che ha concluso con il suo intervento il convegno «La sfida dei giovani per il buongoverno della Lombardia» e che nel '68 frequentava Architettura (la laurea poi l'ha presa), s'è calato con efficacia nei problemi (università, formazione professionale, lavoro interinale...) vissuti dai ragazzi di oggi con il cuore al centrodestra. I quali, pure per mezzo della formazione politica che considerano quasi pregiudiziale all'accettazione di candidature nei Senati accademici (a proposito, presto si voterà in Statale, Cattolica e Bocconi) come nelle istituzioni, sognano per l'ormai imminente 7 giugno di fornire un contributo decisivo in preferenze alla riconquista di Via Vivaio, caduta nel 2004 nelle mani di Filippo Penati. Un presidente che, ieri, Podestà ha assimilato ai promotori (centrosinistra e sindacati) «mistificanti» della protesta contro la Riforma scolastica della Gelmini. Quanto, ovviamente, a inconcludenza («Non ha portato a termine alcuna infrastruttura perché bloccato dai veti della sua maggioranza), spregiudicatezza («Ha indebitato l'ente per 240 milioni di euro al solo scopo di ottenere il controllo di Serravalle Spa già detenuto dalla Provincia attraverso il patto parasociale con Comune e Camera di Commercio) e ostinazione «a promettere cose, come l'abolizione del ticket sanitario o l'introduzione della Città metropolitana, che non dipendono da Palazzo Isimbardi». «MI SEMBRA che la scelta del presidente Berlusconi di investire sui giovani faccia il bene del Paese - s'è infervorato Podestà, che, per l'occasione, indossava una cravatta Marinella quasi beat rispetto alle regimental di ordinanza annodate al colletto della camicia -. I nostri impegnati ragazzi apprezzano il piacere di fare politica. Si tratta di un successo per l'Italia e della conferma che la fiducia accordata dal premier ai giovani sta producendo soltanto frutti positivi». MA, RENDENDOSI CONTO, che non tutti i giovani in sala verranno candidati dal Pdl o eletti dagli aventi diritto al voto («Nelle liste figureranno molte ragazze»), ha giurato la Gelmini), Podestà s'è premurato di delineare una Provincia dalla parte delle coppie sotto i 30 anni. A partire dal Piano casa («Possiamo diventare il soggetto facilitatore») e dalla garanzia di Palazzo Isimbardi sui prestiti alle imprese («Il lavoro non deve mancare») e sui mutui per l'acquisto di appartamenti.

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L'abolizione delle Province sarebbe un gravissimo errore (sezione: Province)

( da "Nuova Ferrara, La" del 05-04-2009)

Argomenti: Province

VERRI A LIDO ESTENSI «L'abolizione delle Province sarebbe un gravissimo errore» LIDO ESTENSI. «Non è vero che mancano le risorse; è che troppo spesso vengono malamente utilizzate, bisogna invece liberarle secondo principi di priorità che favoriscano gli investimenti». E' quel che Davide Verri, candidato alla presidenza della Provincia con la lista "Per Noi" ha dichiarato venerdì sera alla "pizzata" a Lido Estensi. E ha fatto un esempio: «La manutenzione di una strada dura di media 4 o 5 anni, ma per provvedere si ricorre oggi ai mutui, che durano venti. La sfida - ha sintetizzato Verri - è sul piano organizzativo». Poi un riferimento all'ipotesi dell'abolizione delle Province: «Le Province, per le molte e importanti materie che trattano, servono. Bisogna invece abolire gli enti nati intorno ad essa, che troppo spesso servono per dare una poltrona ai politici "trombati" alle elezioni». Presente anche Massimo Masotti, ex capogruppo di Fi in consiglio comunale a Ferrara.

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Province, ecco il partito abolizionista (sezione: Province)

( da "Corriere della Sera" del 05-04-2009)

Argomenti: Province

Corriere della Sera sezione: Lombardia data: 05/04/2009 - pag: 13 Brescia I promotori della lista: «E' un modo per protestare contro carrozzoni che bruciano denaro pubblico» Province, ecco il partito abolizionista «Sono enti inutili, se saremo eletti daremo subito le dimissioni» Il promotore è un ex componente della maggioranza di Corsini: «Lo facciamo perché amiamo la democrazia» BRESCIA «Dobbiamo imparare bene le regole politiche per infrangerle nel modo giusto »: Andrea Bartoli cita il Dalai Lama sognando un'Italia senza Province. Medico chirurgo al Sant'Orsola di Brescia, 53 anni e un'esperienza politica al fianco dell'ex sindaco Corsini, ieri mattina Bartoli è sceso in piazza del Duomo per raccogliere firme e sostenere il nuovo partito «dell'astensione democratica». Lo slogan è chiaro: «La Provincia non serve? Non la voto ». Spiega Bartoli, leader dei disobbedienti dell'urna: «Tra pochi giorni la legge sulla par condicio impedirà a chi non ha un partito presente in Parlamento di accedere ai mezzi di informazione. Per questa ragione, per sostenere l'inutilità dell'ente, abbiamo presentato una lista 'Amo L'Italia - Non Voto - La Provincia'. I nostri candidati, se eletti, non accetteranno alcuna carica. Vogliamo solo dar voce al dissenso dei cittadini e spiegare le nostre ragioni». Una protesta democratica, come l'hanno definita i «non voto», che è partita lo scorso anno dal Veneto (sostenuta da imprenditori e intellettuali) e che per la prima volta sbarca pure il Lombardia in occasione delle provinciali di giugno. Puntualizza Michele Bortoluzzi, portavoce del movimento: «Con la crisi è arrivato il tempo di abolire gli sprechi anche in politica. Per fare tutto questo scendiamo in campo con la campagna astensionista. Ogni lista presentata farà campagna elettorale esclusivamente per il non voto o per l'annullamento della scheda. Non votare chi spreca è amare l'Italia e la democrazia». Ieri mattina circa 200 persone si sono avvicinate al banchetto dei disobbedienti firmando per la lista. «Dobbiamo arrivare al quota mille dice Bartoli ricontando le firme raccolte . Tra i sostenitori ci sono anche alcuni dipendenti della Provincia che hanno capito il nostro obiettivo. Del resto sia a destra che a sinistra da anni si promette l'abolizione dell' ente. Una decisione che garantirebbe un notevole risparmio di soldi pubblici. Adesso è arrivata l'ora di dimostrare che i voti dei cittadini pesano e possono realmente cambiare le regole del gioco, anche con una crocetta messa sulla lista del non voto...». Le persone in lista, quindi, si candideranno per non essere eletti. «Certo conferma Bortoluzzi . La campagna non è per ottenere poltrone ma scardinare l'attuale sistema politico. Il ministro della Funzione pubblica Brunetta nei giorni scorsi ha dichiarato che 'quelle di giugno saranno le ultime elezioni per le Province', salvo poi aggiungere 'con l'assetto attuale'. Ovviamente, questo lascia libera qualsiasi interpretazione, potrebbero perfino aumentare». Giuseppe Spatola

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Aranciate senza arance, monta la protesta (sezione: Province)

( da "Sicilia, La" del 05-04-2009)

Argomenti: Province

Domani incontro alla provincia Aranciate senza arance, monta la protesta Domani lunedì, alle ore 11,30, nella sala conferenze (piano seminterrato) del Centro direzionale Nuovaluce, il presidente della Provincia Giuseppe Castiglione e l'assessore regionale all'Agricoltura Giovanni La Via incontreranno la stampa per esprimere la netta contrarietà al provvedimento comunitario approvato in prima lettura dal Senato che riguarda l'abolizione della percentuale minima di succo per la preparazione di aranciate, e per presentare iniziative che, al contrario, potrebbero agevolare gli imprenditori agrumicoli. «Approvare una norma che consente di produrre bevande al sapore di arancia senza il succo - ha dichiarato Castiglione - non solo mette a rischio la qualità dell'alimentazione e la salute, ma significherebbe togliere un'ulteriore possibilità economica ai nostri produttori e far scomparire definitivamente una parte significativa dell'industria siciliana». All'incontro sono stati invitati tutti i deputati regionali e nazionali. Il deputato nazionale Basilio Catanoso, componente della Commissione agricoltura, ha presentato un ordine del giorno alla Camera con cui impegna il Governo Berlusconi ad adottare tutti i provvedimenti utili perché «l'Unione europea ritiri la direttiva che autorizza la produzione e il commercio di succhi di frutta senza che provengano dalla spremitura della frutta». Catanoso interverrà anche in Commissione perché l'Italia cancelli l'art. 21 della legge comunitaria 2008 (legge che recepisce direttive e norme comunitarie nell'ordinamento italiano). «Sembra uno scherzo degno del primo di aprile, per la sua assurdità» ha detto l'on. Salvo Pogliese, vicepresidente del gruppo Pdl all'Ars, che ha parlato di «senso illogico di una normativa europea che, di fatto, taglia fuori dal ciclo produttivo delle bevande analcoliche i produttori di agrumi i quali, guarda caso, provengono quasi tutti dalla Sicilia, vedi le arance rosse, le uniche al mondo adatte per la realizzazione di un particolare succo di arancia. Un plauso va quindi all'on. Ronchi e al ministro Zaia che hanno dichiarato la loro intenzione di non recepire questa disposizione della Comunità europea che, di fatto, assesterebbe un ulteriore colpo alla già precaria economia siciliana legata alla produzione agrumicola».

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TELEFONIA (sezione: Province)

( da "Gazzetta di Mantova, La" del 06-04-2009)

Argomenti: Province

TELEFONIA TELEFONIA Altre fregature per gli utenti Parlando di nuovo di sgraffignature varie perpetrate ai danni dei cittadini. Ho una piccola azienda artigianale. All'atto della sottoscrizione del contratto Telecom ho compilato debitamente tutte le pagine del contratto specificando che desideravo comparire sull'elenco telefonico con il nome dell'attività. Le prime fatture tuttavia sono arrivate a mio nome, pur recando l'indirizzo dell'attività. Temendo di essere inserita in elenco con il mio nome mentre invece desideravo ovviamente che comparisse «pizzeria eccetera eccetera» chiamai la Telecom chiedendo di rettificare l'errore. Mi fu risposto che per comparire con il nome dell'attività dovevo. Pagare l'inserzione! Non mi dilungo oltre su come ho risolto il problema. Ho impiegato 6 mesi di fax e telefonate ma ho ottenuto quanto desideravo. Sta di fatto che ho appurato che decine di attività compaiono in elenco con il nome del titolare perché non hanno accettato di pagare l'extra richiesto. Così se io cerco una pescheria e non so come si chiama la titolare, non la trovo. Aggiungo che il semplice canone pagato da un'attività, più elevato di quello privato, comprende l'inserzione basica sia sulle Pagine Bianche che sulle Pagine Gialle. Maggiori importi sono dovuti solo nel caso in cui si desideri evidenziare la propria attività con scritte in grassetto, colorate, più grandi o quant'altro. A seguito vi riporto l'articolo delle condizioni generali di abbonamento pubblicate da Telecom: Art. 23 elenco telefonico della rete urbana di appartenenza. 1. Il cliente, previo consenso, viene gratuitamente inserito nell'elenco abbonati al servizio telefonico della rete urbana di appartenenza, con le indicazioni dallo stesso fornite all'atto della richiesta di servizio. Questo significa che se sul formulario della Telecom, alla domanda «con quali dati vuole essere inserito?» io scrivo «pizzeria tal dei tali di Panzani Maria Grazia» devo comparire in elenco come pizzeria e non come Panzani. Fra l'altro le attività sono tenute a presentare alla Telecom assieme alla documentazione contrattuale anche il certificato della Camera di Commercio dove appunto compare il nome dell'attività. Gli elenchi telefonici in genere vengono ristampati a giugno quindi ormai è troppo tardi per fare qualcosa visti i lunghi tempi di reazione della Telecom. Tuttavia chi si trova in questa situazione può attivarsi già da ora per ottenere la rettifica per l'anno prossimo. Chi paga l'inserzione speciale dovrà prima rifiutare il rinnovo dell'inserzione o comunque annullarla, quindi armarsi di santa pazienza e tempestare di telefonate e fax la Telecom richiedendo la corretta pubblicazione dei propri dati in elenco ed inviando sempre copia del proprio certificato della camera di commercio. Chi invece compare in elenco con il nome proprio dovrà «solo» richiedere di essere inserito con il nome dell'attività inviando sempre fax di richiesta nonché il benedetto certificato della CCIAA. Abbiate pazienza ed insistete, loro fanno affidamento proprio sul fatto che la gente si perda d'animo e paghi! Maria Grazia Panzani PREFETTURA L'odissea di un disabile Ai tanti dubbiosi sul valore della decisione del consiglio comunale di recepire la Convenzione ONU sulla tutela dei diritti delle persone con disabilità e di impegnarsi a promuoverla e a monitorarne l'applicazione, vorrei portare una testimonianza nella speranza di contribuire a sciogliere qualche dubbio. La mattina del 2 aprile mi trovavo nell'androne dell'edificio che ospita la Prefettura in via Principe Amedeo. L'accesso agli uffici non è dei più agevoli. Gradini di varie dimensioni ostacolano in particolare chi deve muoversi con l'ausilio di una sedia a rotelle. E proprio una persona in quelle condizioni ho visto lì, disperato, continuare a premere un apposito pulsante posto sotto il contrassegno disabili nel tentativo di richiedere assistenza. Da quasi un'ora era lì nella vana attesa di un aiuto. Solo l'intervento di qualcuno, entrato nell'ufficio protestando per quanto succedeva, ha avviato la situazione a soluzione. Tutto potrebbe essere liquidato come uno dei tanti episodi legati alla maledizione delle barriere architettoniche. Sennonché il luogo ed il modo con cui è stato risolto il problema mi spingono a qualche riflessione. Semplicemente una dipendente della Prefettura è uscita dall'ufficio e, sotto gli occhi di tutti ed in barba a qualsiasi forma di privacy, ha trattato la pratica con il disabile. Una scena semplicemente allucinante considerando il teatro. Negli uffici territoriali del Governo si disattendono le norme emanate dal Governo stesso sull'eliminazione delle barriere architettoniche e sul rispetto della dignità delle persone. Cosa ci si può aspettare nel resto della società se questo è l'esempio? Mi preme però un'ultima considerazione, forse ancora più amara. Alla fine di tutto il disabile s'è rivolto verso la persona intervenuta per ringraziarla. Ovviamente non ve ne era alcun bisogno. Aveva solo fatto il suo dovere. Però ascoltando lo stentato italiano di quel ringraziamento, ho realizzato. Quell'uomo sulla sedia a rotelle era extracomunitario, come extracomunitaria era l'utenza di quell'ufficio. Sarà un caso? Luigi Angelo Castaldo Consigliere Comunale IdV SPRECHI L'abolizione delle province Affrontare le sfide attuali per chi governa significa anche avere il coraggio e la volontà di rivedere tutti quei meccanismi che hanno contribuito ad arrugginire la macchina pubblica. Una macchina il cui motore, per recuperare la competitività perduta e la credibilità, deve ricominciare a carburare, restituendo finalmente ai cittadini, in termini di servizi, ciò che essi destinano allo Stato. Che fare, dunque? Si è parlato a lungo, ad esempio, della possibilità di abolire le province, enti di livello intermedio che si distinguono per una spesa di mantenimento, da parte dello Stato (e quindi dei cittadini), sproporzionata rispetto alle competenze ad esse assegnate. Se quando nacque la Repubblica se ne potevano contare 92, ad oggi sono ben 110, per un costo complessivo di circa 16 miliardi l'anno. Abolire le province, però, comporterebbe il «procedimento aggravato» della revisione costituzionale, previsto dall'art. 138 della Costituzione: considerato che, in questo momento di crisi, i tortuosi «iter» costituzionali richiederebbero tempi troppo lunghi, ecco che il Governo, attraverso il progetto del ministro della Funzione Pubblica Brunetta, ha deciso di intraprendere un percorso più veloce attraverso il varo di un nuovo «codice degli enti locali», che dovrebbe essere operativo a partire dalla tornata amministrativa successiva a quella di giugno di quest'anno. Il documento, che verrà presentato la prossima settimana, prevede, come anticipato dal ministro, una sorta di «svuotamento delle Province», in base al quale esse verrebbero trasformate in enti di secondo livello: in pratica continueranno ad esistere a livello amministrativo, non più a livello politico. Il che significa, in sostanza, che l'ente provincia non verrà cancellato, ma non avrà più un costo politico: il presidente sarà il sindaco del capoluogo di provincia ed il consiglio provinciale sarà formato dai sindaci dei comuni della provincia stessa. In questo modo i compiti che ora sono affidati alla Provincia verranno svolti dai Comuni che gravitano attorno ad essa, eliminando così un livello politico intermedio che sino ad ora era sinonimo di sprechi. Lo stesso criterio verrà utilizzato dal Governo anche per le Comunità montane, dalla cui cancellazione come enti autonomi lo Stato risparmierebbe circa 180 milioni di euro l'anno. Un percorso, quello che verrà intrapreso a partire dalla prossima settimana dal Governo Berlusconi, che si inserisce nel quadro più ampio di un piano di ammodernamento dello Stato già intrapreso e senza precedenti. Un cammino orientato a realizzare una vera e propria rivoluzione, che vede il cittadino in qualità di elemento cardine attorno al quale l'apparato pubblico dovrebbe gravitare. Simone Zaghini Popolo delle Libertà Villimpenta

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Libè: pronto a candidarmi Corradi: verifiche in tempi brevi (sezione: Province)

( da "Corriere del Veneto" del 06-04-2009)

Argomenti: Province

PARMA 06-04-2009 Udc e Lega Nord Libè: pronto a candidarmi Corradi: verifiche in tempi brevi II Un'alleanza attorno a Lavagetto che comprenda Udc, Civiltà per Parma e Lega Nord? Al momento sembra poco praticabile. Almeno a giudicare dalle reazioni di Mauro Libè, deputato Udc, e Roberto Corradi, segretario provinciale della Lega Nord. I riferimenti di Libè, che si dice pronto a candidarsi, al partito di Bossi sono molto evidenti. «Abbiamo spiegato la nostra idea di coalizione - dice il deputato - Vogliamo dare un segnale nuovo che parta dal territorio. Se, come pare, le scelte saranno solo di partito sono pronto a scendere in campo per dare voce a coloro che vogliono una Provincia diversa. Noi ci candidiamo per ridurre realmente il ruolo delle Province fino alla loro abolizione». Quel "realmente" è destinato, appunto, alla Lega: «Certo - aggiunge Libè rispondendo direttamente al parlamentare Fabio Rainieri - non sarò con coloro che vogliono dare lezioni comportamentali, magari eludendo il pagamento dello sforamento delle quote latte, senza spiegare che quei milioni di euro li pagano i cittadini italiani e quelli di Parma». Anche dalle parole di Corradi si capisce che il percorso è tutt'altro che facile: «Prima di sapere chi fosse il candidato c'era un accordo di massima con il Pdl, senza nessuna preclusione ad allargamenti al centro. Tale accordo, peraltro, è rimasto inespresso visto che Lavagetto si è presentato solo oggi: già da lunedì c'è la mia disponibilità a incontrarlo. Anche se non abbiamo particolari dubbi in proposito, è importante che nell'arco di quarantotto ore Lavagetto chiarisca la questione delle bollette in modo limpido: a quel punto parleremo del programma. Ma è altrettanto ovvio che voglio sapere cosa succede se c'è un ipotesi di apertura al centro. Insomma se la partita è a tre voglio conoscere l'idea di Provincia che hanno Udc e Civiltà per Parma: se coincide con la nostra si va avanti altrimenti non siamo più disponibili. Ma vogliamo che l'intesa si chiuda nel giro di due-tre giorni». Salvo per uso personale è vietato qualunque tipo di riproduzione delle notizie senza autorizzazione.

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ABOLIZIONE PROVINCE, PENATI: "NO A PROPOSTE ELETTORALISTICHE. A MILANO FACCIAMO NASCERE LA CITTÀ METROPOLITANA NEL 2011" (sezione: Province)

( da "marketpress.info" del 06-04-2009)

Argomenti: Province

Lunedì 06 Aprile 2009 ABOLIZIONE PROVINCE, PENATI: “NO A PROPOSTE ELETTORALISTICHE. A MILANO FACCIAMO NASCERE LA CITTÀ METROPOLITANA NEL 2011" Milano, 6 aprile 2009 - “Dopo Brunetta, oggi anche Schifani parla di abolire le Province. Peccato che però si tratti sempre di proposte elettoralistiche e che anziché passare ai fatti la questione rimanga nell’ambito di un dibattito che si trascina ormai da anni. Milano dia l’esempio e faccia nascere la Città metropolitana senza aspettare altri cinque anni per assistere ad un altro dibattito”. Così il presidente della Provincia di Milano Filippo Penati è intervenuto l’ 1 aprile, rispondendo alle domande degli ascoltatori di Radio Marconi durante la trasmissione “Marconi Radio aperta”, sul tema della Città metropolitana. “Se davvero si voleva abolire le Province – prosegue Penati – era adesso il momento di farlo, quando si devono rinnovare l’80% delle amministrazioni provinciali. La mia proposta, su cui tempo fa si era mostrata d’accordo anche il sindaco di Milano Letizia Moratti, è semplice: fondere due enti, Comune e Provincia, per farne nascere uno solo, la Città metropolitana”. “Risparmiamo a Milano l’ennesimo dibattito, e ai cittadini altri cinque anni di temporeggiamento e facciamo nascere la Città metropolitana milanese tra due anni, nel 2011. Confermo il mio impegno a stringere un accordo politico perché chiunque vinca le prossime elezioni provinciali sappia che governerà per soli due anni e permettere di realizzare l’innovazione istituzionale di cui l’area metropolitana milanese ha bisogno”. “Guido Podestà – conclude Penati – non sfugga: facciamo subito un confronto pubblico su questo tema e sui temi della crisi”. . <<BACK

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Città metropolitane: Penati e Podestà si prendano l'impegno (sezione: Province)

( da "Giornale.it, Il" del 06-04-2009)

Argomenti: Province

n. 14 del 2009-04-06 pagina 1 Città metropolitane: Penati e Podestà si prendano l'impegno di Redazione L'abolizione delle province fu solennemente promessa da quando furono istituite le regioni, nel 1970, 39 anni fa: «Sono un inutile doppione». Ma già in epoca giolittiana in molti le consideravano inutili. Più recentemente la proposta è stata rilanciata da più parti come uno degli interventi più spicci per ridimensionare il ceto politico e i suoi costi. Finora, però, se n'è fatto nulla. Fra poche settimane, anzi, torneremo a votare per un ente che la grandissima parte degli italiani considera inutile e inutilmente costoso. Uno stop è venuto dalla Lega, che «se dice che le province non si aboliranno, non si aboliranno», ha sentenziato Bobo Maroni. Ma si capisce: è questione di poltrone dove piazzare bravi militanti - magari anche bravi amministratori - da pagare con i soldi pubblici. Parallelamente si parla di città metropolitane che sono inserite nella Costituzione. Il numero delle candidate cresce di anno in anno, aree come quelle di Milano e Napoli, per la loro struttura meta-urbana, ne hanno un urgente bisogno per razionalizzare il governo del territorio. Ebbene, ancora una volta, niente, tutto fermo. Intanto cresce il movimento abolizionista, alcune componenti del quale propongono di non andare a votare per quegli enti il 7 giugno. Ma conosco gente che da decenni non vota per la Provincia. Ebbene, ora che finalmente anche il Pdl ha formalizzato la candidatura di Guido Podestà alla presidenza della Provincia di Milano contrapposta a quella di Penati per il Pd, facciamo una proposta. I due più rappresentativi candidati lombardi si impegnino in campagna elettorale a promuovere con tutti i mezzi a loro disposizione la trasformazione della Provincia di Milano in città metropolitana entro il termine del loro mandato. Gli elettori gradirebbero. I candidati obietteranno che non dipende da loro ma dal Parlamento. Lo sappiamo, ma sappiamo anche che il loro impegno e l'impegno dei loro partiti sarebbe determinante. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano

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UNIONCAMERE: CON ABOLIZIONE LIBRO SOCI IMPRESE RISPARMIANO 200 MLN. (sezione: Province)

( da "Asca" del 06-04-2009)

Argomenti: Province

UNIONCAMERE: CON ABOLIZIONE LIBRO SOCI IMPRESE RISPARMIANO 200 MLN (ASCA) - Roma, 6 apr - E' andato definitivamente in pensione il Libro Soci e le imprese obbligate alla sua tenuta (circa 800mila tra srl e societa' consortili a responsabilita' limitata), si sono liberate di un fardello che pesava per 200 milioni di euro all'anno in costi di gestione complessiva della sua tenuta e degli adempimenti connessi. Il risparmio e' frutto dell'attuazione delle norme di semplificazione introdotte con l'art. 16 del Decreto Legge n.185 del 2008 che, tra l'altro, ha abolito sia l'obbligo di tenuta del Libro Soci, sia l'invio dell'elenco soci alle Camere di Commercio ogniqualvolta il Libro veniva modificato. Ma in base ad uno studio realizzato da NetConsulting, i risparmi complessivamente ricavabili dalla piena attuazione del contenuto del DL (tra quelli gia' acquisiti e quelli potenziali), ammonterebbero a oltre 11,6 miliardi di euro, di cui 11,2 a vantaggio di imprese e intermediari e circa 400 milioni a vantaggio della Pubblica Amministrazione. ''Non solo siamo soddisfatti - ha detto il presidente di Unioncamere, Andrea Mondello - ma, direi, orgogliosi del lavoro fatto dagli uffici camerali in cosi' poco tempo. Mai come in questo momento una Pubblica Amministrazione piu' efficiente, rapida e leggera puo' fare la differenza per sostenere in modo concreto il sistema delle imprese e contribuire fattivamente a modernizzare il Paese. Le tecnologie digitali - ha aggiunto Mondello - sono un passaggio fondamentale in questo percorso che e' soprattutto culturale. Da anni le Camere di Commercio investono per tradurre le tecnologie in risparmi per le imprese, piu' trasparenza per il mercato e maggiori garanzie per i consumatori. Oggi l'edificio che abbiamo costruito si allarga e si irrobustisce grazie ad una semplificazione importante, come l'abolizione della tenuta del libro soci. Auspico che al piu' presto si possano aggiungere altre semplificazioni, dalla portata ben piu' rilevante in termini di risparmi per le imprese, come l'utilizzo diffuso della Posta elettronica certificata e soprattutto dell'abbandono dell'archiviazione cartacea per tutte le fasi di gestione dei libri e dei documenti amministrativi''. did/sam/bra

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Sindaco di Ravenna : "Sì all'appello di Hiroshima e Nagasaki per l'abolizione delle armi nucleari" (sezione: Province)

( da "Sestopotere.com" del 06-04-2009)

Argomenti: Province

Sindaco di Ravenna : "Sì all'appello di Hiroshima e Nagasaki per l'abolizione delle armi nucleari" (6/4/2009 13:07) | (Sesto Potere) - Ravenna - 6 aprile 2009 - Il Sindaco di Ravenna Fabrizio Matteucci ha sottoscritto un documento per l'eliminazione delle armi nucleari su proposta dei sindaci di Hiroshima e Nagasaki Tadatoshi Akiba, Presidente di Mayors for Peace e Tomihisa Taue, vicepresidente di Mayors for Peace. I due primi cittadini giapponesi il 6 maggio prossimo presenteranno tale documento all'Onu. L'iniziativa sto coinvolgendo tutti gli enti locali del mondo con l'obiettivo di raggiungere 1000 adesioni. Di seguito uno stralcio dell'invito dei sindaci di Hiroshima e Nagasaki al sindaco Matteucci per l'adesione. " Desideriamo informarti che tra poche settimane, noi due, i Sindaci di Hiroshima e Nagasaki, saremo a capo di una delegazione di Enti Locali che parteciperanno alla Conferenza degli Stati Parte del Trattato di Non Proliferazione Nucleare (TNP) alla sede delle Nazioni Unite a New York. In questo momento storico, noi crediamo che esistano le condizioni per iniziare un vero percorso internazionale, basato sulla cooperazione tra gli Stati, per liberare finalmente il pianeta da tutte le armi nucleari. Il nostro obiettivo è di convincere i rappresentanti governativi che devono cogliere quest'occasione favorevole. Ma non riusciremo a raggiungere l'obiettivo senza il vostro aiuto. Non possiamo chiedere ai Governi di intraprendere un'azione che non sia fortemente sostenuta dai nostri aderenti. Circa il 20% dei membri di Mayors for Peace nel mondo hanno già aderito all'appello delle Città a sostegno del Protocollo Hiroshima e Nagasaki. Vorremmo arrivare, nel breve giro di poche settimane, ad avere la firma di oltre un terzo di voi: idealmente vorremmo poter presentare il 6 maggio ai Governi le firme di 1000 rappresentanti di Enti Locali di tutto il mondo!Da quando abbiamo lanciato la Campagna 2020 Vision cinque anni fa, oltre 2.000 città si sono unite a noi. In altre parole, ogni anno dal lancio della Campagna 2020 Vision, hanno aderito a Mayors for Peace più Enti Locali di quanti avessero aderito durante i primi 22 anni di vita dell'associazione! Siamo convinti che questo sia il risultato della speranza che suscita la nostra Campagna per liberare il mondo dalle armi nucleari entro il 2020".

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SISMA ABRUZZO/ ZAMBERLETTI:SENZA MILITARI LEVA VOLONTARI CRUCIALI (sezione: Province)

( da "Wall Street Italia" del 06-04-2009)

Argomenti: Province

Sisma Abruzzo/ Zamberletti:Senza militari leva volontari cruciali di Apcom "Terremoto non prevedibile, unica strada rendere sicuri edifici" -->Roma, 6 apr. (Apcom) - Secondo Giuseppe Zamberletti, padre della Protezione civile e membro della commissione Grandi rischi, senza i militari di leva per affrontare l'emergenza a L'Aquila, colpita da un violento sisma questa notte, sarà fondamentale l'apporto dei volontari. "Prima potevamo contare sull'intervento di circa 35-40mila militari dell'Esercito, ora con l'abolizione della leva i volontari avranno un ruolo determinante per l'emergenza", ha spiegato Zamberletti dalla sede del comitato operativo della Protezione civile a Roma. L'esperto inoltre, riguardo alle polemiche sulla possibile previsione del violento sisma, ha ribadito che "non era prevedibile" e ha sottolineato "la vera prevenzione non è prevedere quando ma sapendo dove, lavorare per la messa in sicurezza degli edifici". E in questo, ha aggiunto Zamberletti "uno sforzo deve farlo anche lo Stato". La settimana scorsa, ha spiegato il padre della Protezione civile, la commissione Grandi rischi si è riunita anche in base agli allarmi dati da un tecnico che svolge ricerche sul radon "ma la comunità scientifica non ritiene affidabile tale precursore, tant'è che l'allarme dato riguardava Sulmona e non L'Aquila". Secondo il professor Zamberletti sebbene tutta la comunità scientifica lavori per stabilire quali siano i precursori dei terremoti, non esiste un criterio certo ed affidabile per prevedere quando, "le uniche previsioni che in qualche caso si sono rivelate esatte sono state quelle basate sulle serie storico-statistiche". E' ancora presto per fare una classifica dell'evento che ha colpito L'Aquila ma Zamberletti ha sottolineato che tra i terremoti degli ultimi anni è quello che ha registrato la magnitudo superiore. Inoltre la gravità dei danni è dovuta anche al fatto che si è verificato in un capoluogo di provincia e in un'ora le 3.32 che ha colto la popolazione di sorpresa. "L'unica strada da percorrere - ha concluso - è preparare gli edifici a resistere. Non solo quelli nuovi ma soprattutto quelli vecchi. Bisogna adottare misure per mettere gli edifici in sicurezza".

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IMPRESE/ UNIONCAMERE: DA ABOLIZIONE LIBRO SOCI 200 MLN ... -2- (sezione: Province)

( da "Wall Street Italia" del 06-04-2009)

Argomenti: Province

Imprese/ Unioncamere: Da abolizione libro soci 200 mln ... -2- di Apcom Mondello: Tecnologie digitali sono un passaggio fondamentale -->Roma, 6 apr. (Apcom) - Secondo Mondello "le tecnologie digitali sono un passaggio fondamentale in questo percorso che è soprattutto culturale. Da anni le Camere di commercio investono per tradurre le tecnologie in risparmi per le imprese, più trasparenza per il mercato e maggiori garanzie per i consumatori. Auspico - ha aggiunto - che al più presto si possano aggiungere altre semplificazioni, dalla portata ben più rilevante in termini di risparmi per le imprese, come l'utilizzo diffuso della Posta elettronica certificata e soprattutto dell'abbandono dell'archiviazione cartacea per tutte le fasi di gestione dei libri e dei documenti amministrativi". Dallo scorso 31 marzo, tutte le informazioni sulla compagine societaria delle imprese interessate dal provvedimento sono disponibili direttamente consultando il Registro delle imprese gestito dalle Camere di Commercio che hanno recepito in poco meno di un mese oltre 800mila dichiarazioni. Nel dettaglio, lo studio di Netcosulting evidenzia che dall'abrogazione della tenuta del Libro soci e dell'invio dell'Elenco soci da parte delle Società a responsabilità limitata si liberano, a livello di sistema Paese, circa 200 milioni di euro annui. Con l'ampliamento dell'utilizzo della Posta elettronica certificata nelle comunicazioni ufficiali o per invio di documentazione, si genera un risparmio complessivo per il sistema Paese di 908 milioni di cui circa 520 milioni per le imprese e e 387 per la pubblica amministrazione. Dalla semplificazione delle procedure per la conservazione ottica sostitutiva dei documenti il risparmio totale è stimato in 397 milioni annui per il sistema imprese e intermediari. Dalla semplificazione della tenuta dei libri sociali, dei registri, delle scritture contabili e della documentazione d'impresa anche informatizzando tutte le fasi di gestione, si ottengono risparmi complessivi per 10,5 miliardi annui a vantaggio del sistema imprese nel suo complesso.

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Tra Rainieri e Libè un altro velenoso scambio di accuse (sezione: Province)

( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 07-04-2009)

Argomenti: Province

CRONACA 07-04-2009 POlEMICA LA LEGA CONTRO L'UDC Tra Rainieri e Libè un altro velenoso scambio di accuse II Nuovo duro scambio polemico fra il deputato leghista Fabio Rainieri e quello dell'Udc Mauro Libè. Rainieri attacca "Se non ha altro da dire, invece di continuare a rimestare la solita minestra, l'onorevole Libé meglio farebbe a non presentare la propria candidatura alla guida della Provincia di Parma...Per quanto mi riguarda, sia con una lettera aperta inviata a tutti i quotidiani e ripresa da moltissimi, sia con lettere ad hoc e con interventi pubblici ho sempre risposto alle accuse che mi vengono e mi venivano mosse», ha detto Rainieri, riferendosi alle accuse sulla situazione delle quote latte della sua azienda agricola e delle relative multe. «Certo che se Libé, dopo aver detto apertamente che si batterà per l'abolizione delle Province, pensa di presentarsi come candidato alla guida della Provincia, senza presentare un solo progetto in favore dei parmigiani, sbaglia di grosso». Evidentemente ha aggiunto «se continua con la stessa tiritera e non perde occasione per ripetere le stesse cose vuol dire che ha le idee confuse. Non dimentichiamoci che mentre io, a seguito di accuse infondate, continuo a ricevere testimonianze di solidarietà da parte di allevatori, militanti e semplici cittadini, la provincia tutta riscontra che Libé non è il candidato giusto per guidare una realtà importante come Parma. La gente non dimentica, infatti, come chi oggi si presenta 'sponsorizzato' da una lista civica e da Pier Ferdinando Casini, ha votato in favore dell'indulto e contro il federalismo fiscale che proprio a Parma avrebbe, invece, portato più soldi e maggiore autonomia. Da non sottovalutare poi che chi oggi si erge a difensore della parmigianità si è astenuto (il che di fatto equivale a un voto contrario) quando l'aula della Camera era chiamata a votare se realizzare proprio a Parma l'Authority nazionale alimentare o no. Ma con che coraggio oggi Libé chiede il voto a quei parmigiani che non ha mai difeso?». La replica di Libè Secca la replica del deputato Mauro Libè: «L'accanimento di Rainieri non può che confortarmi nelle scelte compiute». E non gli risparmia una stoccata sulla questione delle quote latte in cui Rainieri è stato personalmente coinvolto e che li ha visti duramente contrapposti per quel che riguarda l'approvazione del decreto Zaia. «Giudicheranno i tanti agricoltori onesti. Di certo con queste norme si è creato una sorta di indulto: tutti sono stati chiamati a pagare i danni fatti da pochi contribuendo ad aumentare il carico fiscale ai danni dei cittadini onesti». Quanto ai voti e alle astensioni in Parlamento Libè invita Rainieri a rileggersi i regolamenti: «Alla Camera l'astrensione non equivale a voto contrario. In ogni caso nei prossimi giorni qualcun altro dovrà spiegare perché ha dato il proprio voto favorevole in Parlamento per dare centoquaranta milioni a Catania, ottanta milioni a Palermo, circa cinquecento milioni a Roma e oltre quattro miliardi al colonnello Gheddafi che mi pare non stia facendo nulla per bloccare gli sbarchi di immigrati».

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Tra Rainieri e Libè un altro velenoso scambio di accuse (sezione: Province)

( da "Corriere del Veneto" del 07-04-2009)

Argomenti: Province

CRONACA 07-04-2009 POlEMICA LA LEGA CONTRO L'UDC Tra Rainieri e Libè un altro velenoso scambio di accuse II Nuovo duro scambio polemico fra il deputato leghista Fabio Rainieri e quello dell'Udc Mauro Libè. Rainieri attacca "Se non ha altro da dire, invece di continuare a rimestare la solita minestra, l'onorevole Libé meglio farebbe a non presentare la propria candidatura alla guida della Provincia di Parma...Per quanto mi riguarda, sia con una lettera aperta inviata a tutti i quotidiani e ripresa da moltissimi, sia con lettere ad hoc e con interventi pubblici ho sempre risposto alle accuse che mi vengono e mi venivano mosse», ha detto Rainieri, riferendosi alle accuse sulla situazione delle quote latte della sua azienda agricola e delle relative multe. «Certo che se Libé, dopo aver detto apertamente che si batterà per l'abolizione delle Province, pensa di presentarsi come candidato alla guida della Provincia, senza presentare un solo progetto in favore dei parmigiani, sbaglia di grosso». Evidentemente ha aggiunto «se continua con la stessa tiritera e non perde occasione per ripetere le stesse cose vuol dire che ha le idee confuse. Non dimentichiamoci che mentre io, a seguito di accuse infondate, continuo a ricevere testimonianze di solidarietà da parte di allevatori, militanti e semplici cittadini, la provincia tutta riscontra che Libé non è il candidato giusto per guidare una realtà importante come Parma. La gente non dimentica, infatti, come chi oggi si presenta 'sponsorizzato' da una lista civica e da Pier Ferdinando Casini, ha votato in favore dell'indulto e contro il federalismo fiscale che proprio a Parma avrebbe, invece, portato più soldi e maggiore autonomia. Da non sottovalutare poi che chi oggi si erge a difensore della parmigianità si è astenuto (il che di fatto equivale a un voto contrario) quando l'aula della Camera era chiamata a votare se realizzare proprio a Parma l'Authority nazionale alimentare o no. Ma con che coraggio oggi Libé chiede il voto a quei parmigiani che non ha mai difeso?». La replica di Libè Secca la replica del deputato Mauro Libè: «L'accanimento di Rainieri non può che confortarmi nelle scelte compiute». E non gli risparmia una stoccata sulla questione delle quote latte in cui Rainieri è stato personalmente coinvolto e che li ha visti duramente contrapposti per quel che riguarda l'approvazione del decreto Zaia. «Giudicheranno i tanti agricoltori onesti. Di certo con queste norme si è creato una sorta di indulto: tutti sono stati chiamati a pagare i danni fatti da pochi contribuendo ad aumentare il carico fiscale ai danni dei cittadini onesti». Quanto ai voti e alle astensioni in Parlamento Libè invita Rainieri a rileggersi i regolamenti: «Alla Camera l'astrensione non equivale a voto contrario. In ogni caso nei prossimi giorni qualcun altro dovrà spiegare perché ha dato il proprio voto favorevole in Parlamento per dare centoquaranta milioni a Catania, ottanta milioni a Palermo, circa cinquecento milioni a Roma e oltre quattro miliardi al colonnello Gheddafi che mi pare non stia facendo nulla per bloccare gli sbarchi di immigrati». Salvo per uso personale è vietato qualunque tipo di riproduzione delle notizie senza autorizzazione.

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ECONOMIA. IMPRESE, RISPARMI DALL'ABOLIZIONE DEL LIBRO SOCI (sezione: Province)

( da "AgoPress" del 07-04-2009)

Argomenti: Province

(AGO PRESS) E’ di 200 milioni di euro il risparmio per le imprese, derivante dall’abolizione dell’obbligo di tenuta del cosiddetto “Libro Soci”. Le minori spese sono frutto dell’attuazione delle norme di semplificazione introdotte con l’articolo 16 del decreto anticrisi. Sulla base di uno studio realizzato da NetConsulting, i risparmi complessivamente ricavabili dalla piena attuazione del contenuto del decreto, ammonterebbero a oltre 11,6 miliardi di euro, di cui 11,2 a vantaggio di imprese e intermediari e circa 400 milioni a vantaggio della pubblica amministrazione.

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Unioncamere, 200 mln anno risparmio da abolizione Libro Soci (sezione: Province)

( da "01net" del 07-04-2009)

Argomenti: Province

Unioncamere, 200 mln anno risparmio da abolizione Libro Soci I risultati di uno studio di NetConsulting (Il Sole 24 Ore Radiocor) - Roma, 06 apr - E' andato definitivamente in pensione il Libro Soci e le imprese obbligate alla sua tenuta, circa 800mila tra srl e società consortili a responsabilità limitata, si sono liberate di un fardello che pesava 200 milioni di euro all'anno in costi di gestione complessiva della sua tenuta e degli adempimenti connessi. Il risparmio, afferma Unioncamere in una nota, è frutto dell'attuazione delle norme di semplificazione introdotte con l'art. 16 del Decreto Legge n.185 del 2008 che, tra l'altro, ha abolito sia l'obbligo di tenuta del Libro Soci, sia l'invio dell'elenco soci alle Camere di Commercio ogniqualvolta il Libro veniva modificato. Ma in base ad uno studio realizzato da NetConsulting, i risparmi complessivamente ricavabili dalla piena attuazione del contenuto del Dl, tra quelli già acquisiti e quelli potenziali, ammonterebbero a oltre 11,6 miliardi di euro, di cui 11,2 a vantaggio di imprese e intermediari e circa 400 milioni a vantaggio della Pubblica amministrazione. "Non solo siamo soddisfatti - ha detto il presidente di Unioncamere, Andrea Mondello - ma, direi, orgogliosi del lavoro fatto dagli uffici camerali in così poco tempo. Mai come in questo momento una Pubblica Amministrazione più efficiente, rapida e leggera puo' fare la differenza per sostenere in modo concreto il sistema delle imprese e contribuire fattivamente a modernizzare il Paese. Le tecnologie digitali - ha aggiunto Mondello - sono un passaggio fondamentale in questo percorso che è soprattutto culturale. Da anni le Camere di Commercio investono per tradurre le tecnologie in risparmi per le imprese, più trasparenza per il mercato e maggiori garanzie per i consumatori. Oggi l'edificio che abbiamo costruito si allarga e si irrobustisce grazie ad una semplificazione importante, come l'abolizione della tenuta del libro soci. Auspico che al più presto si possano aggiungere altre semplificazioni, dalla portata ben più rilevante in termini di risparmi per le imprese, come l'utilizzo diffuso della Posta elettronica certificata e soprattutto dell'abbandono dell'archiviazione cartacea per tutte le fasi di gestione dei libri e dei documenti amministrativi".

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Unioncamere: con abolizione del libro soci: duecento milioni risparmiati (sezione: Province)

( da "Sestopotere.com" del 07-04-2009)

Argomenti: Province

Unioncamere: con abolizione del libro soci: duecento milioni risparmiati (7/4/2009 10:09) | (Sesto Potere) - Roma - 7 aprtile 2009 - E’ andato definitivamente in pensione il Libro Soci e le imprese obbligate alla sua tenuta (circa 800mila tra Srl e società consortili a responsabilità limitata), si sono liberate di un fardello che pesava 200 milioni di euro all’anno in costi di gestione complessiva della sua tenuta e degli adempimenti connessi. Il risparmio è frutto dell’attuazione delle norme di semplificazione introdotte con l’art. 16 del Decreto Legge n.185 del 2008 che, tra l’altro, ha abolito sia l’obbligo di tenuta del Libro Soci, sia l’invio dell’elenco soci alle Camere di Commercio ogniqualvolta il Libro veniva modificato. Ma in base ad uno studio realizzato da NetConsulting, i risparmi complessivamente ricavabili dalla piena attuazione del contenuto del DL (tra quelli già acquisiti e quelli potenziali), ammonterebbero a oltre 11,6 miliardi di euro, di cui 11,2 a vantaggio di imprese e intermediari e circa 400 milioni a vantaggio della Pubblica Amministrazione. “Non solo siamo soddisfatti – ha detto il Presidente di Unioncamere, Andrea Mondello - ma, direi, orgogliosi del lavoro fatto dagli uffici camerali in così poco tempo. Mai come in questo momento una Pubblica Amministrazione più efficiente, rapida e leggera può fare la differenza per sostenere in modo concreto il sistema delle imprese e contribuire fattivamente a modernizzare il Paese. Le tecnologie digitali – ha aggiunto Mondello - sono un passaggio fondamentale in questo percorso che è soprattutto culturale. Da anni le Camere di Commercio investono per tradurre le tecnologie in risparmi per le imprese, più trasparenza per il mercato e maggiori garanzie per i consumatori. Oggi l’edificio che abbiamo costruito si allarga e si irrobustisce grazie ad una semplificazione importante, come l’abolizione della tenuta del libro soci. Auspico che al più presto si possano aggiungere altre semplificazioni, dalla portata ben più rilevante in termini di risparmi per le imprese, come l’utilizzo diffuso della Posta elettronica certificata e soprattutto dell’abbandono dell’archiviazione cartacea per tutte le fasi di gestione dei libri e dei documenti amministrativi”. Sono circa 120 milioni di euro i risparmi derivanti al sistema Paese dall’abrogazione della tenuta del Libro Soci, quasi totalmente attribuibili alle imprese. Il risparmio annuale per le Camere di Commercio è, infatti, inferiore ai 100 mila euro. I minori costi annui derivanti, invece, dal mancato invio dell’Elenco Soci sono pressoché equidistribuiti tra Società a Responsabilità Limitata e Camere di Commercio: 42,6 milioni di euro per le prime, 43,6 per le altre; per un totale di 86,2 milioni di euro. Dall’abrogazione delle due procedure si liberano, a livello di sistema Paese, circa 200 milioni di Euro annui.

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LA RIFORMA FEDERALE (sezione: Province)

( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 07-04-2009)

Argomenti: Province

LA RIFORMA FEDERALE Sernagiotto: «Fra Regione e Provincia un ente è di troppo» Martedì 7 Aprile 2009, Il contenimento della spesa pubblica è l'imperativo categorico. E la Provincia "è stata nominata". A dirlo non è più solo la politica ma anche alcuni tra i più noti imprenditori del nordest. Nei partiti, però, non mancano le divisioni. E da Remo Sernagiotto, capogruppo azzurro in Regione, da sempre favorevole all'abolizione degli enti provinciali, arriva un'inattesa apertura. «Chi buttare giù dalla torre fra Provincia o Regione? Fa lo stesso - dice - Qualcuno deve sparire. Ultimamente abbiamo parlato di Province ma anche le Regioni sono troppe: il nostro programma parla dell'abolizione di un ente tra i Comuni e lo Stato. Basta decidere quale chiudere». Secondo il consigliere la via è obbligata: lasciar sopravvivere un unico soggetto amministrativo che vada a occupare gli spazi ora affollati da Province, Regioni e un sacco di piccole competenze intermedie. Ma la Lega difende a spada tratta l'istituzione provinciale: «Sarebbe meglio eliminare le Prefetture». E pure nel neonato Pdl abbondano i distinguo. Insomma: in Parlamento la riforma istituzionale, quella che vuole metter mano alla seconda parte della Costituzione, potrebbe seguire una strada molto complessa e tutta in salita. Il politico di Montebelluna, però, aspetta al varco l'alleato Carroccio dopo la riforma federale. «In questo momento tocca al federalismo fiscale ma poi ci sarà quello istituzionale che indicherà quali enti eliminare - detta i tempi Sernagiotto - . Con una riorganizzazione omogenea, che comprenda anche tutte quelle piccole agenzie esterne, si arriverebbe a risparmiare più di 30 miliardi di euro di spesa pubblica e su questo sono pronto a confrontarmi pubblicamente con chiunque». Quasi un ultimatum lanciato alle Lega. E il mondo dell'imprenditoria sembra dargli ragione. Con Marina Salamon, amministratore unico di Altana, e Massimo Calearo, presidente dell'omonimo gruppo e deputato del Pd, che si sono già dati appuntamento sul sito Internet dall'eloquente titolo: "La Provincia non serve? Non la Voto!". Nel frattempo il Carroccio brinda al passaggio in Parlamento del testo sul federalismo. «E'questo il vero cambiamento dello Stato - puntualizza il presidente Muraro - finalmente i soldi potranno rimanere qui e i cittadini potranno essere davvero "paroni" a casa propria". Ma anche con le casse pubbliche rimpolpate da nuovi denari federali sarà comunque difficile ricucire gli strappi, soprattutto interni, evidenziati dalla tesa e combattuta approvazione a viale Battisti del documento targato Upi sulla centralità delle Province. Mauro Favaro

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Costi della politica, risparmi del 20 per cento (sezione: Province)

( da "Alto Adige" del 08-04-2009)

Argomenti: Province

L'ufficio di presidenza ha ora 60 giorni, non di più, per preparare una legge ad hoc Costi della politica, risparmi del 20 per cento Mozione approvata quasi all'unanimità. Bocciata la divisione tra Trento e Bolzano Le indennità saranno sganciate dagli automatismi Istat La proposta è partita dal centrosinistra Minoranze d'accordo MAURIZIO DALLAGO BOLZANO. Stop agli aumenti di indennità, diarie e vitalizi su base Istat per il biennio 2009-2010. Dall'anno successivo l'aumento sarà analogo a quello previsto dai contratti collettivi di lavoro. Riduzione delle indennità di funzione per i componenti dell'ufficio di presidenza e di un 20% dei costi della politica nel loro insieme. è quanto contenuto in una mozione approvata ieri in consiglio regionale. Il documento poi approvato da tutta l'aula - eccetto 2 voti contrari - è stato presentato da Pd, Svp, Upt, Patt e Italia dei Valori. Netta spaccatura, invece, sulla mozione dei Freiheitlichen che affidava la competenza sulle indennità alle singole Province. Da una parte tutti i consiglieri di lingua tedesca a cui si sono aggiunti i Verdi, dall'altra il resto del consiglio. La paura di un'ulteriore divisione della Regione ha bloccato sul nascere anche il tentativo della Stella alpina di ammorbidire la mozione. «Peccato, è la dimostrazione che diventa importante la Commissione sui costi della politica che abbiamo votato in consiglio provinciale», dice Sepp Lamprecht (Svp). Proprio i consiglieri della Stella alpina proseguono intanto con l'autoriduzione di 600 euro della loro indennità che poi devolveranno a scopo benefico. «Finisce tutto in un fondo per aiutare le associazioni», spiega ancora Lamprecht. Soddisfatto della mozione sui costi della politica si dice Christian Tommasini (Pd): un'iniziativa avviata proprio dal Partito democratico, dopo che a gennaio l'indice Istat era servito a rivalutare le indennità di 302 euro lordi al mese. In tempi in cui tutti «tirano la carretta» una cifra considerevole, visto pure il rapporto con l'indennità nel suo complesso pari a 14.359 euro mensili. Anche da Urzì (Pdl) è arrivato voto favorevole alla mozione. La seduta si era aperta con un minuto di silenzio a ricordo delle vittime del terremoto in Abruzzo e dell'ex consigliere, Luigi Montali, deceduto lo scorso 27 marzo. Quindi si è passati alla discussione di 3 mozioni, tutte riguardanti i costi della politica. Quella del Pd, emendata prima di arrivare al voto, la seconda della Lega Nord che intendeva togliere completamente l'indennità di carica in consiglio regionale e la terza dei Freiheitlichen che chiedeva l'abolizione della rivalutazione dell'indennità in questa legislatura e di separare la competenza sulle indennità e di assegnarla singolarmente alle due Province. Franca Penasa (Lega Nord), ha annunciato di non poter appoggiare la proposta di mozione dei Freiheitlichen, pur condividendola nel merito, perché mira ad indebolire un organo, la Regione, che invece la Lega vorrebbe rafforzato. Si arriva al dunque: la mozione della maggioranza. Un testo che impegna l'ufficio di presidenza del consiglio regionale ad elaborare un disegno di legge entro 60 giorni, che preveda: a) l'interruzione degli aumenti delle indennità, della diaria e dei vitalizi dei consiglieri regionali per il 2009-2010, a partire dal 2011 l'aumento sarà analogo a quanto previsto per i contratti nazionali collettivi per i lavoratori; b) la riduzione dell'indennità di funzione attualmente corrisposta ai componenti dell'ufficio di presidenza; c) la riduzione complessiva del 20 per cento dei costi della politica rispetto alla legislatura precedente. Grazie ad un secondo emendamento proposto in aula che prevede di affiancare all'ufficio di presidenza anche il collegio dei capigruppo, la mozione ha ricevuto parere favorevole a larga maggioranza. Nella discussione generale è emersa la sostanziale condivisione di tutte le forze politiche, sebbene si sia accesa una discussione sui costi del consiglio provinciale trentino che sarebbero, secondo Riccardo Dello Sbarba (Verdi) di "circa cinque milioni di euro superiori a quelli del consiglio altoatesino". Per Rosa Zelger Thaler (Svp) le indennità vanno ridotte "non perché non siano meritate, ma per dare un segnale alla popolazione oggi in difficoltà economiche". «L'interruzione dell'adeguamento Istat è un segnale positivo», ancora la Stella alpina. Il documento è quindi passato. Sulla mozione dei Freiheitlichen la Svp ha annunciato di votare a favore del punto riguardante il trasferimento delle competenze sulle indennità alle singole province, «dove possibile». Ma la mozione, con la divisione al momento del voto per gruppi linguistici, salvo i Verdi, non è passata: 37 contrari e 24 favorevoli. Bocciato anche il documento della Lega Nord.

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Lasciate in casa i residenti all'ex Italcementi I n questi giorni tutti hanno assistito alla denuncia dei disagi, fatta da una donna anziana residente nelle case di Piedicastello g (sezione: Province)

( da "Adige, L'" del 08-04-2009)

Argomenti: Province

Lasciate in casa i residenti all'ex Italcementi I n questi giorni tutti hanno assistito alla denuncia dei disagi, fatta da una donna anziana residente nelle case di Piedicastello già di proprietà dell'Italcementi e ora della Federazione delle Cooperative e in procinto di essere acquistate dalla Provincia Lasciate in casa i residenti all'ex Italcementi I n questi giorni tutti hanno assistito alla denuncia dei disagi, fatta da una donna anziana residente nelle case di Piedicastello già di proprietà dell'Italcementi e ora della Federazione delle Cooperative e in procinto di essere acquistate dalla Provincia. Assieme alla denuncia l'anziana donna ha avanzato la richiesta, sacrosanta, di sperare di restare nel quartiere dove rimangono vivi i ricordi di una vita vissuta. Sono solidale con la richiesta fatta e credo che sia il modo migliore e giusto per parlare di riqualificazione del quartiere a Piedicastello, mantenendo sul luogo le persone che hanno fatto parte di quella storia. Questa è la situazione e l'aspettativa delle famiglie che risiedono nelle tre case ex Italcementi rimaste e che non conoscono ancora il loro futuro. Si tratta complessivamente di 11 famiglie residenti nelle case in Lung'Adige S. Nicolò n. 4 e in Via Papiria n. 25, formate da persone anziane, giovani, operai o vedove di operai che hanno lavorato nello stabilimento Italcementi. L'incertezza del futuro, accanto ai disagi di convivenza a stretto contatto con i ruderi dello stabilimento in stato di degrado, producono nelle famiglie grandi disagi e richiedono una maggiore attenzione non soltanto sotto l'aspetto della vigilanza pubblica. La bonifica di parte dello stabilimento da materiali altamente pericolosi come l'amianto, partita in questi giorni è certamente un passo positivo ma non sufficiente ad assicurare le persone residenti. I tempi di attesa per la definizione dei passaggi di proprietà delle aree, lo studio, la progettazione e la realizzazione di opere definitive, non saranno certamente brevi e ciò produce angoscia tra le persone. Qualunque sia il futuro di quella zona e le scelte che saranno fatte, non si potrà, a mio parere, non tenere in considerazione sin da subito e con priorità, il rapporto che le parti proprietarie delle aree dovranno tenere direttamente con le persone che abitano nelle case garantendo loro: 1. un'informazione costante sull'evolversi dei lavori, senza venirne a conoscenza attraverso gli organi d'informazione; 2. continuando a mantenere la manutenzione degli appartamenti abitati; 3. impegnandosi a fare sì che nella nuova progettazione ci siano anche alloggi e garantita la possibilità di rimanere nel quartiere, alle famiglie che lo vorranno. Luciano Martinello I giornali hanno fatto bene a pubblicare il caso Cogo H o letto sul giornale l'Adige del 2 aprile l'articolo dell'avvocato Renato Ballardini, in data 4 aprile, quello dell'avvocato Luigi Olivieri, e in data 5 aprile quello degli avvocati Nicola Stolfi e Ballardini ( difensori di Margherita Cogo). I tre avvocati argomentano «in punta di diritto» sulla nota vicenda della consigliera Margherita Cogo. L'avvocato Ballardini termina l'articolo scrivendo: «Ciò che è grave è che si possa massacrare una persona riportando le parole del procuratore Dragone». L'avvocato Olivieri termina la lettera scrivendo: «Parlare di truffa o di tentata truffa è un non senso giuridico essendo evidente la sua insussistenza con le ovvie conseguenze del caso». Gli avvocati Stolfi e Ballardini, infine, chiudono la lettera così: «In questi giorni Margherita Cogo è stata condannata senza alcun processo e, quel che è peggio, per fatti che non ha commesso in quanto non ha mai tentato di truffare nessuno». Caro direttore, quale uomo qualunque e non certo esperto in materia giuridica e processuale, mi permetto esprimere la mia opinione. Se è vero che la consigliera Margherita Cogo avrebbe usato un bianchetto coprente per modificare, riducendolo, l'importo da versare al suo partito, beh, a me, semplice cittadino ed elettore, basta questo fatto per qualificare il politico, nella fattispecie la consigliera Margherita Cogo. Al di fuori degli aspetti giuridici e di qualsiasi dotto e arzigogolato ragionamento giudiziale (il fatto è truffa?, è falso in atto pubblico?, è il mancato adempimento di un'obbligazione naturale?, e così via), io penso che se la manomissione di un documento c'è stata, chi l'ha commessa ha comunque falsificato qualcosa e quindi tradito la fiducia di qualcuno. E se poi questa stessa persona, se avesse commesso il fatto (alterazione di un documento originale), dichiarasse di sentirsi offesa, perseguitata, di essere sempre stata una persona pulita, corretta, onesta, eccetera, a me pare che questa stessa persona tradirebbe un'altra volta la buona fede di qualcuno (cittadino o partito che sia). So di non scoprire l'acqua calda, ma io credo ancora al vecchio detto popolare «fra il dire e il fare c'è di mezzo il mare». Un'ultima considerazione: gli avvocati Bruno Ballardini e Nicola Stolfi scrivono, quasi sdegnati: «... i processi si facciano nei tribunali» e parlano «del gravissimo contenuto di una propalazione mediatica effettuata dalla Procura di Trento». D'accordo, anche gli avvocati devono fare il loro mestiere e, se vogliono - come hanno fatto - fare pure loro «propalazione mediatica» scrivendo sul giornale in difesa del loro assistito. La consigliera Cogo, come riportato dall'Adige, avrebbe detto: «non avrei mai immaginato che questa vicenda potesse interessare la magistratura». Ma, dico io, anche i giornali devono fare il loro lavoro: informare la gente che li legge. Mi possono spiegare i suddetti avvocati come altrimenti avrebbero fatto i cittadini a conoscere quanto accaduto? A me invece, come cittadino, la vicenda ha interessato moltissimo, eccome! Per questo dico grazie al giornale l'Adige e a quanti altri hanno dato risalto a questa vicenda di carattere politico. Giuliano Bortolotti Finché c'è Dorigatti non voterò più il Pd L a presa di posizione di Dorigatti contro la sua collega Cogo, rende evidente la rivalità personale, forse Dorigatti aspira ad una poltrona, senza per altro averne le capacità culturali! Sono testimone di più di un episodio che ha visto come protagonisti aderenti dei Ds che si chiedevano quale fosse il modo per colpire politicamente la signora Cogo. Preciso che appartenevo a quella fazione anti-Cogo che nei Ds era molto forte, ma non ho mai condiviso che si usassero trappole per sconfiggere un avversario politico. Per questo motivo sono stanca di assistere a queste lotte interne e finché vi saranno persone individualiste come Dorigatti non voterò più per il Pd. Elena Bisti - Trento Se la prendono con la Cogo ma c'è ben di peggio P remesso che non sono un simpatizzante del Pd, anzi… mi sembra che il «caso Cogo» sia stato gonfiato in modo spropositato, anche perché, se qualche irregolarità è stata commessa, avrebbe dovuto essere risolta nell'interno del partito, con probiviri ed organismi del genere. Inizialmente leggendo i titoloni cubitali sui quotidiani «Cogo indagata» ho sogghignato ed ho pensato malignamente: anche i compagni ci cascano, ma leggendo poi i vari articoli, sono rimasto sorpreso e confuso da questo inutile clamore (forse sta dando fastidio a qualcuno?). E questo alla luce delle porcate fate precedentemente da certi suoi colleghi, rimasti praticamente impuniti. Dario Mosca - Pieve di Bono Il caso Cogo e i santi in paradiso I l ragionevole dubbio per il caso Cogo. Condivido quasi tutto ciò che scrive Elisabetta Cimadomo di Rovereto: «Sono fra quanti ribattono per la certezza della pena dopo aver trovato la colpevolezza dell'indagato e sono schifata dell'ingordigia di molti nostri politici in fatto di soldi e di potere (compresi quelli che raccolgono firme per por fine a simile scandalo, ma poi incassano) sono per la libertà di stampa, perno della democrazia aggiungo io: Non sono per l'una tantum di Franceschini ma se mai per l'una semper dei ricchi, per il dimezzamento degli stipendi a sindaci, consiglieri regionali e provinciali, e onorevoli vari e dell'abolizione di vitalizi che non hanno nulla di democratico avendo tutti un altro lavoratore. Sulla signora Cogo non mi pronuncio. Non è una questione «criminale» ma pur sempre di esempio e «stile». Del resto non dimentico signora Cimadomo, quella valigia piena di soldi contanti che girava tranquillamente in Russia. Trasportata da solerti dirigenti regionali, proprio quando presidente della Regione era la signora Cogo. Erano naturalmente soldi nostri finiti chissà dove! Non interesso anch'io di giustizia, ma più che altro quando di mezzo c'è qualche «povero diavolo» senza santi in paradiso. Non me ne voglia. Con immensa stima. Tullio Dell'Eva - Rovereto Linciaggio contro Cogo Margherita, vai avanti G entile direttore, dunque non si esaurisce la fonte di tristezza che anche la scena politica locale continua ad alimentare. Il sempre più disorientato Pd infittisce la nebbia in cui si perde con scandali artificiosi e minatori. Quando non riesce a soffocarle in altri modi, brucia le sole e ultime risorse davvero nuove ed energetiche che sono le sue donne più intelligenti e rigorose. Che cosa ottengono tutti quei compagni di partito che trafiggono con calunnie, costringono all'inattività, escludono i contributi di esperienza ed entusiasmo delle loro donne migliori? Spazio per sé, è chiaro! Margherita Cogo è il caso in scena in queste ultime settimane, ma intanto anche altre valorose donne della politica sono messe all'angolo senza ritegno. Proprio la parte politica che ho sempre creduto - nonostante tutto - dovesse interpretare i principi di lealtà e solidarietà sociale si dimostra una belva ingrata e rabbiosa verso le sue rappresentanti più propositive e capaci. Quando la dirittura morale è fuori discussione, quando c'è sensibilità umana e impegno senza riserve, ma anche senza compromessi inaccettabili - questo penso di Margherita che ho avuto occasione di conoscere da vicino come persona e come amministratore pubblico - si vanno a creare linciaggi personali che ai media non par vero di amplificare. Mi sento mortificata come cittadina di questo Paese, ferita dall'ipocrisia e dalla meschinità di un partito in cui mi pareva di avere ancora bisogno e voglia di credere. Come soprattutto altre, cioè donne, non avendo i legami forti che ha Margherita col il partito per cui ha lavorato intensamente una vita, questa volta lo abbandono definitivamente. Non so ancora per che cosa, ma certo per stare con donne diritte e severe, sincere e leali, generose come ce ne sono ovunque, anche nella politica. Margherita ha un posto qui. Le dico: coraggio, come hai sempre avuto! (Mai fatto la femminista, ma mi viene il grave dubbio che dovevo). Giovanna Dorigati A Tres almeno io ho superato i 100mila euro E gregio signor direttore, ho letto sul suo giornale l'articolo relativo ai contribuenti con un reddito superiore ai 100.000 euro per l'anno fiscale 2006. Dopo aver controllato i numeri esposti per i vari comuni, ho purtroppo notato l'inesattezza dei dati esposti in particolare per il comune di Tres. In questo comune non risulta infatti nessun contribuente con un reddito superiore ai 100.000 euro. Io, Renzo Maccani, posso dimostrarle di aver superato tale importo che ho regolarmente dichiarato e di conseguenza pagate le relative imposte. Renzo Maccani Alloggio Itea troppo umido E il mio fisico ne risente C on la presente vorrei ribattere alle affermazioni della presidente Itea dottoressa Aida Ruffini sottoponendo il mio caso; che presenta molte analogie con quello della famiglia Picelli. Il mio appartamento sito a Terlago in via Degasperi, 14 presenta e segnalo da ben 14 anni, la rottura del portoncino di ingresso, il muro per le scale ridotto a pietose condizioni il forte freddo, l'umidità persistente all'interno dell'alloggio, mancanza riscaldamento e acqua calda causa i miei problemi fisici e dell'ulteriore peggioramento in questo ultimo periodo. Malgrado la presentazione di 6 certificati medici specialistici non sono stata presa in considerazione per un eventuale cambio alloggio e non sono stata convocata per un colloquio con la presidente malgrado richieste scritte ed innumerevoli telefonate. Ho deciso pertanto che sono impossibilitata dato il continuo esborso per medicine e visite con le relative terapie di sospendere il pagamento dell'affitto. Sono disposta per una vostra visita per controllare quanto affermo. Rita Pastore - Terlago Uno sbaglio dire «no» al voto in condotta S pettabile redazione dell'Adige, questo nostro scritto, per rimarcare la nostra posizione di insegnanti. Anche secondo noi, il non recepire la reintroduzione del voto in condotta è una pesante differenza con il resto di Italia e soprattutto con la limitrofa città di Bolzano. Vorremmo sottolineare come l'uomo sia non solo individuo ma anche essere sociale. Proprio nella prospettiva di una scuola che promuove competenze per la vita ed in particolare modo la competenza primaria dell'esercizio di una cittadinanza attiva e solidale, ci sembra doveroso interrogarci se il valutare la correttezza, la capacità di rispettare e rispettarsi, non sia un aiuto per attuare una crescita consapevole dell'individuo. Lo strumento in questione, a nostro avviso, risulterebbe molto valido. Interessante forse anche un confronto professionale con il personale docente che è quello chiamato in causa ogni giorno a valutare. L'utilizzazione dei voti anziché dei giudizi risulterebbe più chiara ai fruitori, cioè alle famiglie ed agli alunni stessi evitando di dar luogo ad ambiguità ma facendo crescere in tutti un nuovo senso di responsabilità. Un gruppo di insegnanti di scuola media 08/04/2009

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Bilancio: un milione di euro destinato ai servizi sociali (sezione: Province)

( da "Corriere del Veneto" del 08-04-2009)

Argomenti: Province

PROVINCIA 08-04-2009 San Secondo COMUNE POLEMICA DELLA MINORANZA: «I SOLDI ANDREBBERO SPESI MEGLIO» Bilancio: un milione di euro destinato ai servizi sociali Lavori: completamento della tangenziale, restyling del piazzale del cimitero SAN SECONDO Paolo Panni II Via libera ai bilanci di previsione 2009 e pluriennale da parte del Consiglio comunale che, nella stessa seduta ha approvato il piano annuale e triennale delle opere pubbliche. Un conto economico che non aumenta la pressione fiscale e che, come evidenziato dal sindaco Roberto Bernardini e dagli assessori Carla Montanari e Davide Conti, è stato dedicato soprattutto ai servizi sociali e alla persona, specie per il sostegno alle fasce più deboli, con uno sforzo di quasi un milione di euro. Altri 835 mila euro sono invece destinati alla gestione del territorio. La crisi economica, come più volte evidenziato dal sindaco, si fa sentire anche sul bilancio del Comune e «questo ha imposto delle scelte», anche a fronte del fatto che i trasferimenti statali sono diminuiti di 124 mila euro e non sono ancora arrivati i rimborsi previsti in seguito all'abolizione dell'Ici sulla prima casa. Tra le opere pubbliche spiccano il completamento della tangenziale, la sistemazione del piazzale antistante il cimitero (135 mila euro) e l'ampliamento dello stesso (125 mila euro), il completamento della rotatoria nei pressi dell'oratorio, la sistemazione dei marciapiedi, la riqualificazione della Rocca (150 mila euro), la realizzazione dei nuovi marciapiedi di via Pier Maria Rossi (215 mila euro), la sistemazione del tetto della scuola elementare (180 mila euro) e delle strade urbane ed extraurbane (per 219 mila euro, cifra che lo stesso sindaco ha definito scarsa), la realizzazione dei nuovi magazzini comunali (440 mila euro), il completamento del centro residenziale per disabili di Castell'Aicardi (575 mila euro) e l'estendimento dell'illuminazione pubblica sia in paese che in periferia. Opere per le quali, in molti casi, ci saranno contributi di privati e finanziamenti di Enti sovraordinati. Critiche sono piovute dall'opposizione, col capogruppo Giorgio Berti che ha parlato di «bilancio ordinario, privo di progettualità, che nella sostanza si esaurisce nel sociale dove si riconosce lo sforzo, mail paese ha anche tante altre esigenze. è vero - ha aggiunto - che oggi le risorse sono minori ma proprio per questo occorre più oculatezza». In questo senso ha criticato le adesioni a Terre verdiane ed Asp. «Si potrebbe fare di meglio - ha detto - e di più. Il paese è tenuto male, basti guardare le strade e le aree verdi, per non parlare della Rocca ». In linea con lui Gabriella Maghenzani. Bilancio e polemiche Un momento della seduta consiliare. Salvo per uso personale è vietato qualunque tipo di riproduzione delle notizie senza autorizzazione.

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Bilancio: un milione di euro destinato ai servizi sociali (sezione: Province)

( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 08-04-2009)

Argomenti: Province

PROVINCIA 08-04-2009 San Secondo COMUNE POLEMICA DELLA MINORANZA: «I SOLDI ANDREBBERO SPESI MEGLIO» Bilancio: un milione di euro destinato ai servizi sociali Lavori: completamento della tangenziale, restyling del piazzale del cimitero SAN SECONDO Paolo Panni II Via libera ai bilanci di previsione 2009 e pluriennale da parte del Consiglio comunale che, nella stessa seduta ha approvato il piano annuale e triennale delle opere pubbliche. Un conto economico che non aumenta la pressione fiscale e che, come evidenziato dal sindaco Roberto Bernardini e dagli assessori Carla Montanari e Davide Conti, è stato dedicato soprattutto ai servizi sociali e alla persona, specie per il sostegno alle fasce più deboli, con uno sforzo di quasi un milione di euro. Altri 835 mila euro sono invece destinati alla gestione del territorio. La crisi economica, come più volte evidenziato dal sindaco, si fa sentire anche sul bilancio del Comune e «questo ha imposto delle scelte», anche a fronte del fatto che i trasferimenti statali sono diminuiti di 124 mila euro e non sono ancora arrivati i rimborsi previsti in seguito all'abolizione dell'Ici sulla prima casa. Tra le opere pubbliche spiccano il completamento della tangenziale, la sistemazione del piazzale antistante il cimitero (135 mila euro) e l'ampliamento dello stesso (125 mila euro), il completamento della rotatoria nei pressi dell'oratorio, la sistemazione dei marciapiedi, la riqualificazione della Rocca (150 mila euro), la realizzazione dei nuovi marciapiedi di via Pier Maria Rossi (215 mila euro), la sistemazione del tetto della scuola elementare (180 mila euro) e delle strade urbane ed extraurbane (per 219 mila euro, cifra che lo stesso sindaco ha definito scarsa), la realizzazione dei nuovi magazzini comunali (440 mila euro), il completamento del centro residenziale per disabili di Castell'Aicardi (575 mila euro) e l'estendimento dell'illuminazione pubblica sia in paese che in periferia. Opere per le quali, in molti casi, ci saranno contributi di privati e finanziamenti di Enti sovraordinati. Critiche sono piovute dall'opposizione, col capogruppo Giorgio Berti che ha parlato di «bilancio ordinario, privo di progettualità, che nella sostanza si esaurisce nel sociale dove si riconosce lo sforzo, mail paese ha anche tante altre esigenze. è vero - ha aggiunto - che oggi le risorse sono minori ma proprio per questo occorre più oculatezza». In questo senso ha criticato le adesioni a Terre verdiane ed Asp. «Si potrebbe fare di meglio - ha detto - e di più. Il paese è tenuto male, basti guardare le strade e le aree verdi, per non parlare della Rocca ». In linea con lui Gabriella Maghenzani. Bilancio e polemiche Un momento della seduta consiliare.

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Anche il è in crisi Occorre fare scelte per contenere i danni (sezione: Province)

( da "Corriere del Veneto" del 08-04-2009)

Argomenti: Province

OPINIONI 08-04-2009 Opinioni Anche il «Ducato» è in crisi Occorre fare scelte per contenere i danni Ho seguito con interesse i vari convegni in cui si è discusso sul futuro delle Province, e di quella parmense in particolare. Concordo con Elvio Ubaldi, che caldeggia una sorta di alleanza istituzionale fra le province dell'Emilia Occidentale, necessaria per far valere nello scacchiere nazionale ed europeo potenzialità mortificate dalla attuale parcellizzazione. Recentemente ho proposto su queste colonne di estendere la partnership speciale anche a La Spezia e Mantova. E' bene tuttavia essere consapevoli che per realizzare questa innovazione politico-programmatica deve maturare una comune cultura "federativa" nei partiti e nei ceti dirigenti di tutte le aree interessate. Tempi non brevi, insomma. Intervenendo alla presentazione del libro dell'assessore Lavagetto, che propone la riduzione dei poteri della Provincia a poche ma rilevanti funzioni idonee a realizzare il governo coordinato e dinamico del territorio, ho detto che sono favorevole a una riforma di questa natura, ma contrario all'abolizione. La provincia è una istituzione che appartiene ormai alla storia d'Italia. Semmai sono le regioni che, dopo quaranta anni dalla nascita, risultano ancora largamente estranee al pathos politico dei cittadini. Quando, da ragazzo, approdai a Londra nel 1953, incontrai numerosi giovani lavoratori delle Valli del Taro e del Ceno, che così mi accolsero affettuosamente: "Sei un parmense di montagna come noi". E ancora: tutte le associazioni di categoria sono organizzate su base provinciale. Detto questo, trovo sorprendente che alla vigilia delle elezioni il dibattito sembri limitato a questi aspetti meramente istituzionali. Viene alla mente l'aureo principio "primum vivere, deinde philosophari". Sì, perché Parma non è un'isola felice, mentre il resto dell'Italia e del mondo è devastato da una crisi economica comparabile a quella del 1929. La recessione, purtroppo, c'è anche in casa nostra. E' dunque necessario che la classe dirigente al comando provveda a focalizzare le scelte prioritarie da compiere per contenere i danni, preservando dalla bufera i punti forti del sistema economico locale, essenziali per propiziare in futuro il ritorno dello sviluppo. Mi limito ad alcune riflessioni. La nostra economia si regge sul sistema delle medie, e soprattutto, delle piccole imprese. Molte di loro, forse moltissime, sono in ginocchio, a causa di una particolare stretta creditizia delle banche, incentrata sull'applicazione capziosa dei regolamenti. Il rischio del tracollo evocato da Marcegaglia, Presidente di Confindustra, ci riguarda da vicino. Ora si sta ipotizzando una sorta di supervisione dei prefetti: una interferenza discutibile, perché potenzialmente in conflitto con la funzione di vigilanza della Banca d'Italia e con l'autonomia e la responsabilità di chi è alla guida degli istituti di credito. E tuttavia i banchieri, anche quelli nostrani, a fronte di un'emergenza nazionale, non possono essere considerati come eroi omerici imperscrutabili, specialmente dopo le loro performances nella vicenda Parmalat. Sorprende che mentre sono di moda i "tavoli", non si sia ancora attivato un meccanismo di dialogo e consultazione volto a convincere le banche, con un monitoraggio e una successiva opera di persuasione, a venire incontro in modo più aperto e conforme all'interesse generale alle esigenze di affidamento delle imprese. All'inizio del mandato che volge al termine il piccolo partito socialista propose al vertice della Provincia di dar vita ad un osservatorio del credito. Non fu ascoltato. Ritornando poi alla necessità di salvaguardare, soprattutto in tempi di vacche magre, le strutture portanti del sistema, non v'è dubbio che nella nostra food valley i fondamentali, per di più orientati all'export, sono l'impiantistica alimentare e l'industria che produce alimenti d'ec - cellenza. Sarò pessimista, ma non vedo né proposte, né efficaci strategie per il rilancio e la riorganizzazione, nel segno dell'in - novazione, di questi comparti. Dopo alcuni lustri di incubazione, è stata formalizzata la costituzione del "Distretto del prosciutto". Per ora si è dato vita ad un organismo burocratico-istituzionale, con scarso o nullo coinvolgimento diretto delle industrie. Comunque: se il "Distretto" c'è, batta un colpo. Concludo con uno sguardo pietoso al nostro Appennino. Prima sono arrivate le statistiche sui redditi, umilianti rispetto al resto del territorio; poi la preannunciata chiusura di alcune delle principali industrie; infine le frane, conseguenza della mancata opera di prevenzione. Risulta allora sconfortante la lettura dell'ultimo bollettino ufficiale della Provincia a proposito del Piano Territoriale Regionale. A pagina 24 si proclama che ora "Il Ptr si fa a misura di Parma". Si rivendica giustamente l'inserimento nel Piano della direttrice Tirreno-Brennero, peraltro all'ordine giorno dal 1970. Per l'Appennino, invece, c'è solo un accenno di passata, come "occasione per rafforzare il turismo", insieme ai castelli e alle terme. E' tempo allora di mettere in cantiere un programma straordinario di interventi pubblici, generatore di nuova occupazione: generale risanamento idrogeologico; priorità nei finanziamenti regionali alle imprese della montagna; credito agevolato per migliorare la ricettività turistica; risorse e marketing in favore dei parchi naturali; accesso ovunque alla banda larga; forte impulso alla energia alternativa: eolica, idrica e fotovoltaica. Sia chiaro: con iniziative ben diverse dal monstum inventato per Lagrimone. E' proprio un'utopia un futuro Ptr "a misura delle Terre Alte"? Fabio Fabbri Salvo per uso personale è vietato qualunque tipo di riproduzione delle notizie senza autorizzazione.

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Anche il è in crisi Occorre fare scelte per contenere i danni (sezione: Province)

( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 08-04-2009)

Argomenti: Province

OPINIONI 08-04-2009 Opinioni Anche il «Ducato» è in crisi Occorre fare scelte per contenere i danni Ho seguito con interesse i vari convegni in cui si è discusso sul futuro delle Province, e di quella parmense in particolare. Concordo con Elvio Ubaldi, che caldeggia una sorta di alleanza istituzionale fra le province dell'Emilia Occidentale, necessaria per far valere nello scacchiere nazionale ed europeo potenzialità mortificate dalla attuale parcellizzazione. Recentemente ho proposto su queste colonne di estendere la partnership speciale anche a La Spezia e Mantova. E' bene tuttavia essere consapevoli che per realizzare questa innovazione politico-programmatica deve maturare una comune cultura "federativa" nei partiti e nei ceti dirigenti di tutte le aree interessate. Tempi non brevi, insomma. Intervenendo alla presentazione del libro dell'assessore Lavagetto, che propone la riduzione dei poteri della Provincia a poche ma rilevanti funzioni idonee a realizzare il governo coordinato e dinamico del territorio, ho detto che sono favorevole a una riforma di questa natura, ma contrario all'abolizione. La provincia è una istituzione che appartiene ormai alla storia d'Italia. Semmai sono le regioni che, dopo quaranta anni dalla nascita, risultano ancora largamente estranee al pathos politico dei cittadini. Quando, da ragazzo, approdai a Londra nel 1953, incontrai numerosi giovani lavoratori delle Valli del Taro e del Ceno, che così mi accolsero affettuosamente: "Sei un parmense di montagna come noi". E ancora: tutte le associazioni di categoria sono organizzate su base provinciale. Detto questo, trovo sorprendente che alla vigilia delle elezioni il dibattito sembri limitato a questi aspetti meramente istituzionali. Viene alla mente l'aureo principio "primum vivere, deinde philosophari". Sì, perché Parma non è un'isola felice, mentre il resto dell'Italia e del mondo è devastato da una crisi economica comparabile a quella del 1929. La recessione, purtroppo, c'è anche in casa nostra. E' dunque necessario che la classe dirigente al comando provveda a focalizzare le scelte prioritarie da compiere per contenere i danni, preservando dalla bufera i punti forti del sistema economico locale, essenziali per propiziare in futuro il ritorno dello sviluppo. Mi limito ad alcune riflessioni. La nostra economia si regge sul sistema delle medie, e soprattutto, delle piccole imprese. Molte di loro, forse moltissime, sono in ginocchio, a causa di una particolare stretta creditizia delle banche, incentrata sull'applicazione capziosa dei regolamenti. Il rischio del tracollo evocato da Marcegaglia, Presidente di Confindustra, ci riguarda da vicino. Ora si sta ipotizzando una sorta di supervisione dei prefetti: una interferenza discutibile, perché potenzialmente in conflitto con la funzione di vigilanza della Banca d'Italia e con l'autonomia e la responsabilità di chi è alla guida degli istituti di credito. E tuttavia i banchieri, anche quelli nostrani, a fronte di un'emergenza nazionale, non possono essere considerati come eroi omerici imperscrutabili, specialmente dopo le loro performances nella vicenda Parmalat. Sorprende che mentre sono di moda i "tavoli", non si sia ancora attivato un meccanismo di dialogo e consultazione volto a convincere le banche, con un monitoraggio e una successiva opera di persuasione, a venire incontro in modo più aperto e conforme all'interesse generale alle esigenze di affidamento delle imprese. All'inizio del mandato che volge al termine il piccolo partito socialista propose al vertice della Provincia di dar vita ad un osservatorio del credito. Non fu ascoltato. Ritornando poi alla necessità di salvaguardare, soprattutto in tempi di vacche magre, le strutture portanti del sistema, non v'è dubbio che nella nostra food valley i fondamentali, per di più orientati all'export, sono l'impiantistica alimentare e l'industria che produce alimenti d'ec - cellenza. Sarò pessimista, ma non vedo né proposte, né efficaci strategie per il rilancio e la riorganizzazione, nel segno dell'in - novazione, di questi comparti. Dopo alcuni lustri di incubazione, è stata formalizzata la costituzione del "Distretto del prosciutto". Per ora si è dato vita ad un organismo burocratico-istituzionale, con scarso o nullo coinvolgimento diretto delle industrie. Comunque: se il "Distretto" c'è, batta un colpo. Concludo con uno sguardo pietoso al nostro Appennino. Prima sono arrivate le statistiche sui redditi, umilianti rispetto al resto del territorio; poi la preannunciata chiusura di alcune delle principali industrie; infine le frane, conseguenza della mancata opera di prevenzione. Risulta allora sconfortante la lettura dell'ultimo bollettino ufficiale della Provincia a proposito del Piano Territoriale Regionale. A pagina 24 si proclama che ora "Il Ptr si fa a misura di Parma". Si rivendica giustamente l'inserimento nel Piano della direttrice Tirreno-Brennero, peraltro all'ordine giorno dal 1970. Per l'Appennino, invece, c'è solo un accenno di passata, come "occasione per rafforzare il turismo", insieme ai castelli e alle terme. E' tempo allora di mettere in cantiere un programma straordinario di interventi pubblici, generatore di nuova occupazione: generale risanamento idrogeologico; priorità nei finanziamenti regionali alle imprese della montagna; credito agevolato per migliorare la ricettività turistica; risorse e marketing in favore dei parchi naturali; accesso ovunque alla banda larga; forte impulso alla energia alternativa: eolica, idrica e fotovoltaica. Sia chiaro: con iniziative ben diverse dal monstum inventato per Lagrimone. E' proprio un'utopia un futuro Ptr "a misura delle Terre Alte"? Fabio Fabbri

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Fondo solidarietà anche per gli stranieri (sezione: Province)

( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 08-04-2009)

Argomenti: Province

Fondo solidarietà anche per gli stranieri L'appello della Cgil per la definizione dei criteri. Scottà: «Sì al tavolo ma niente provocazioni» Mercoledì 8 Aprile 2009, Vittorio Veneto "Il Comune decida al più presto come investire i soldi del fondo solidale appena approvato, e non escluda dai beneficiari del fondo stesso gli extracomunitari in difficoltà". L'invito (destinatario il sindaco Giancarlo Scottà e la sua giunta) arriva dalla Cgil per bocca del suo referente per le aree di Vittorio e Conegliano, Ottaviano Bellotto. Il sindacalista apprezza lo sforzo attuato dalla giunta leghista per reperire denari da destinare alle famiglie dei lavoratori colpiti dalla crisi, ma invita Scottà a sedersi al più presto a un tavolo per "definire insieme alle organizzazioni sindacali i criteri e le modalità di spesa dei fondi investiti". "I Comuni, in particolare quello di Vittorio Veneto che ha stanziato 58mila euro per questi interventi, e le istituzioni che hanno assunto questi impegni, dovrebbero collaborare tra loro per definire e garantire criteri omogenei per tutto il territorio" afferma Bellotto, secondo il quale i Comuni "per garantire il sostegno a chi è in difficoltà dovrebbero basarsi sul contenimento del costo delle tariffe (se non sull'abolizione delle stesse) come rifiuti, acqua, trasporti scolastici, rette della scuola materna, buoni pasto per i figli che vanno a scuola. Questi interventi possono essere definiti dalle amministrazioni attraverso un monitoraggio nel territorio, in stretta collaborazione con uffici comunali (assistenti sociali), e le realtà di crisi". Come riferimento per garantire l'accesso al sostegno al reddito, la Cgil propone di assumere la situazione economica riferita alla dichiarazione Isee. E avvisa: "Non vorremmo arrivare a ridosso della campagna elettorale senza avere definito criteri e modalità di utilizzo delle risorse, poiché sarebbe del tutto improprio strumentalizzare questi provvedimenti per finalità elettorali". Fin d'ora, però, la Cgil "non condivide i criteri e le modalità adottati dalla Provincia, che esclude dall'accesso al fondo previsto i lavoratori provenienti da altri Paesi. Teniamo a precisare - conclude Bellotto - che tutti i lavoratori, anche gli extracomunitari, quando lavorano pagano le tasse e le addizionali comunali e regionali nei comuni e nelle regioni in cui risiedono". Da parte sua, il sindaco Giancarlo Scottà (che insieme alla sua maggioranza ha bocciato nell'ultimo consiglio comunale la proposta del Pd di destinare parte delle indennità degli amministratori per rimpinguare il fondo di solidarietà comunale), si dice pienamente disposto a confrontarsi con il sindacato. A patto che "il sindacato non detti le condizioni e non sia invadente - avverte Scottà - siamo disposti a una concertazione con sigle sindacali, Provincia e Regione per trovare la soluzione migliore per investire questi 58mila euro. I lavoratori extracomunitari? A Vittorio Veneto nessuno ha ancora parlato di questo tema. Non faccio e non accetto provocazioni". Luca Anzanello

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Via i passaggi a livello e arriva la tangenziale (sezione: Province)

( da "Stampa, La" del 09-04-2009)

Argomenti: Province

PREDOSA. CANTIERE A FINE ANNO Via i passaggi a livello e arriva la tangenziale Ma la grande attesa è per la bretella autostradale [FIRMA]MIRIAM MASSONE PREDOSA La circonvallazione di Predosa sulla mappa è disegnata in giallo, è come un enorme semianello lungo 3,2 chilometri che abbraccia il borgo e lo libera dal transito dei camion. La superstrada, dove entro tre anni confluirà tutto il traffico pesante della provinciale Alessandria-Ovada, rientra in un progetto ancora più ampio, costato 10,5 milioni di euro e realizzato da Ferrovie (5,8 milioni), Regione (3 milioni), Provincia (1,5) e Comune (0,2). Ieri la firma del protocollo di intesa, in municipio, ha sancito l'ufficialità del programma. «Per noi è l'evento più importante degli ultimi 100 anni» dice il sindaco Mario Trucco. È una rivoluzione viaria e ferroviaria che stravolgerà la pianura. Include la soppressione di tre passaggi a livello sulla Genova-Ovada-Alessandria, in via Pusetta, in viale Marconi e strada Cavallari: saranno sostituiti da due cavalcavia e un sottopasso. «Oggi sono in corso le attività propedeutiche per l'avvio della gara d'appalto - spiega Nicola Tosto, responsabile nazionale di Rete ferroviaria italiana -, cominceremo con l'acquisizione dei terreni e la pulizia dell'area». A fine anno potrebbe già aprire il cantiere. La superstrada partirà da una rotonda in zona cimitero, proseguirà verso il cavalcavia, affiancherà l'A26 fino al sottopasso sulla strada per Castelferro, raggiungerà la rotatoria Mantovana e proseguirà fino alla rotonda di via Ovada. «Un'operazione necessaria» la definisce l'assessore regionale ai Trasporti, Daniele Borioli: «L'abolizione dei passaggi a livello in particolare è funzionale al potenziamento della ferroviaria in vista di un collegamento più snello tra il porto di Voltri e l'Alessandrino». Sulla stessa linea è già stato avviato l'iter per l'abolizione di altri 12 passaggi a livello, a Castellazzo, Castelspina e Predosa, mentre è in corso la progettazione per la sostituzione di 7 passaggi a Ovada, Rocca Grimalda e Alessandria: «Un impegno complessivo di altri 35 milioni». La circonvallazione aiuterà soprattutto a supportare lo sviluppo del settore della logistica che negli ultimi anni è decollato grazie all'insediamento di multinazionali come la Fm Logistic, piattaforma per la Saiwa. Ora manca solo un tassello: la bretella di Predosa, con casello. «Il nostro territorio è attraversato dall'autostrada per 10,5 chilometri: l'uscita alleggerirebbe anche il traffico sulle provinciali» sottolinea Trucco. Il presidente Paolo Filippi conferma che «la Provincia sta sviluppando il progetto». E Borioli aggiunge: «Entro fine anno potremmo indire la gara di financial project per trovare un partner privato che realizzi la bretella». Il sindaco, infine, si appella ai predosini: «Abbiate pazienza per i disagi che i lavori comporteranno».

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Anche gli immigrati nel fondo di solidarietà (sezione: Province)

( da "Tribuna di Treviso, La" del 09-04-2009)

Argomenti: Province

Anche gli immigrati nel fondo di solidarietà Il sindaco leghista va controcorrente e replica a Bellotto (Cgil) In arrivo il 20 aprile il fondo diocesano per i disoccupati VITTORIO VENETO. Sindaco leghista contro corrente. «Gli immigrati non saranno esclusi dal fondo comunale di solidarietà». L'assicurazione arriva da Giancarlo Scottà ed è diretta alla Cgil che aveva protestato. «Non condividiamo i criteri i criteri e le modalità adottati dalla provincia che esclude all'accesso al suo fondo previsto «per il sostegno al reddito delle famiglie», i lavoratori provenienti da altri paesi - aveva detto Ottaviano Bellotto, segretario della Camera del Lavoro -. Teniamo a precisare che tutti i lavoratori anche gli extracomunitari, quando lavorano, pagano le tasse e le addizionali comunali e regionali, presso i comuni e le regioni dove risiedono». «Lo sappiamo bene - manda a dire il sindaco Scottà - ed è per questo che considereremo gli immigrati che lavorano regolarmente e che pagano le tasse alla stregua dei lavoratori trevigiani. L'unica condizione che poniamo è che risiedano nel territorio comunale di Vittorio Veneto e che ovviamente siano regolari». Subito dopo Pasqua l'amministrazione comunale avvierà una fase di concertazione con il sindacato e le associazioni di categoria per decidere come utilizzare i 50 mila euro del fondo. A questo riguardo la stessa Cgil aveva paventato una strumentalizzazione politica. «Non vorremo arrivare a ridosso della campagna elettorale senza aver definito criteri e modalità di utilizzo delle risorse, poiché sarebbe del tutto improprio strumentalizzare questi provvedimenti per finalità elettorali», aveva ammonito Bellotto. «Rigettiamo al mittente insinuazioni di questo tipo» risponde il sindaco. «Se del ritardo esiste, questo è dovuto semplicemente a qualche mio collaboratore - ammette Scottà - che probabilmente non aveva inteso l'urgenza del provvedimento e non ha convocato le organizzazioni sindacali nei tempi più rapidi». Arriverà prima, dunque, il Fondo di solidarietà della diocesi di Vittorio Veneto? Non è escluso. Il lancio sarà fatto il 20 aprile, alla sera, in seminario e l'iniziativa sarà subito operativa. Comunque dalla stessa Cgil arriva una precisa indicazione per come erogare gli aiuti del Comune. «I criteri dovrebbero basarsi sul contenimento del costo delle tariffe (se non l'abolizione di queste) - spiega Bellotto - che incidono sul bilancio familiare come i rifiuti, l'acqua, i trasporti scolastici, le rette della scuola materna, i buoni pasto per chi va a scuola. E i beneficiari di questi provvedimenti dovrebbero essere quei lavoratori che hanno perso il lavoro e che detengono redditi bassi ed insufficienti al sostegno alla famiglia; si potrebbero assumere come riferimento per garantire l'accesso al sostegno al reddito la situazione economica riferita alla dichiarazione ISEE». (f.d.m.)

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Un taglio alle Province per essere più chic (sezione: Province)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 09-04-2009)

Argomenti: Province

Commenti Pagina 342 Tutti ne parlano Un taglio alle Province per essere più chic Tutti ne parlano --> L'abolizione delle Province è stato il cavallo di battaglia di molte campagne elettorali negli ultimi anni. Sembrava anche un punto forte di questo governo, ma a quanto pare vince il solito compromesso tra partiti. In zona Lega infatti non ci sentono, Bossi non permetterà che si distrugga l'appena istituita provincia di Monza, cuore della sua Brianza laboriosa e produttiva, e di conseguenza nessun altro cederà. Anche nel recente congresso del Pdl il presidente Schifani ha ribadito che è ora di ridurre i costi partendo dall'abolizione di enti inutili e province. Per ora, ha ottenuto solo un lungo applauso e una mezza dichiarazione sussurrata dal ministro Fitto («ci stiamo muovendo in questo senso»). Potrebbe provarci Brunetta, ma dato che le resistenze vengono sia da destra che da sinistra sarà arduo anche per lui. Perché chi occupa certe poltrone sostiene che passare alle Regioni i poteri delle Province significhi indebolire il territorio dominato da assessori e consiglieri che lo presidiano con cura. E con 115 milioni di euro l'anno. Anche in Sardegna abbiamo il nostro piccolo record: anziché eliminare quei carrozzoni, che altro non sono che una spartizione di poltrone tra trombati della politica e loro amici, si è lasciato che ne istituissero altre quattro, operative dal 2005, raddoppiando in un colpo solo quelle storiche di Cagliari, Sassari, Oristano e Nuoro. All'epoca la cosa ha fatto discutere (e ridere) molti, soprattutto perché un milione e mezzo di abitanti suddivisi in otto province sembrava più una barzelletta che una seria istituzione regionale. È stato anche un problema per i diretti interessati districarsi tra beghe di campanile e stabilire quali città dovessero essere sede, quali paesi dovessero farne parte, dividersi competenze e seggiole. Col risultato che per esser tutti contenti le nuove province hanno doppio capoluogo, come i doppi cognomi di certa nobiltà: la Olbia-Tempio ha Olbia e Tempio Pausania, Ogliastra, Lanusei e Tortolì, i capoluoghi di Carbonia-Iglesias sono Carbonia e Iglesias, del Medio-Campidano, Sanluri e Villacidro. A nulla è valso l'intervento del governo di allora (nel 2001) dinanzi alla Corte Costituzionale: sugli enti locali la materia è squisitamente regionale, rientra dunque nelle prerogative dell'autonomia sarda creare anche trenta province e lo Stato non può dire bè. Otto (per tanti abitanti quanti ne ha Milano, 12 in tutta la Lombardia su una popolazione di quasi dieci milioni) è il nostro piccolo record che non fa molto chic detenere. Ma si potrebbe superare con la stessa autonomia che ci ha consentito quelle manie di grandezza: un bel taglio netto, senza compromessi né anticamere romane. Questo sarebbe un record davvero chic. ANNA PICCIONI piccioni@unionesarda.it

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Sardegna/ Regione, Anci contraria ad abolizione tassa (sezione: Province)

( da "Virgilio Notizie" del 09-04-2009)

Argomenti: Province

Cagliari, 9 apr. (Apcom) - Sull'abolizione della tassa comunale di soggiorno non tutti sono d'accordo. Sia il Consiglio delle autonomie locali che l'Anci, sentiti oggi in audizione dalla Terza commissione, presidente Paolo Maninchedda, sulla manovra di bilancio, ha mo-strato qualche perplessità sul provvedimento. L'assessore al Bilancio, Giorgio La Spisa, nell'illustrare la Finanziaria, ha detto che il provvedimento, insieme all'abolizione della tassa sul lusso, sembra poco efficace. Solo tre Comuni lo hanno adottato ed è molto difficile quantificare il gettito che può produrre. Potrebbe avere un effetto negativo, invece, nei confronti dei tour operator, che vendono i 'pacchetti' turistici un anno prima e si potrebbero trovare un onere che potrebbe non far quadrare i conti. Contrario alla tassa di soggiorno si è espresso Francesco Angelo Cuccureddu (Misto, Mpa) proprio per l'impatto negativo che avrebbe con chi gestisce i grandi flussi turistici. Colpirebbe, insomma, l'immagine della Sardegna. Quanto all'Anci, il presidente Salvatore Cherchi ha detto che, essendo in gioco la discrezionalità dei Comuni, lascia ad essi 'libertà di coscienza'.

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Sull'abolizione della tassa di soggiorno perplessità del Consiglio delle autonomie e dell'Anci (sezione: Province)

( da "SardegnaIndustriale.it" del 09-04-2009)

Argomenti: Province

SardegnaIndustriale.it - News 9/4/2009 – Sull’abolizione della tassa di soggiorno perplessità del Consiglio delle autonomie e dell’Anci Sull’abolizione della tassa comunale di soggiorno non tutti sono d’accordo. Sia il Consiglio delle autonomie locali che l’Anci – sentiti oggi in audizione dalla Terza commissione, presidente Maninchedda, sulla manovra di bilancio – hanno mostrato qualche perplessità sul provvedimento. L’assessore La Spisa, nell’illustrare la Finanziaria, ha detto che il provvedimento, insieme all’abolizione della tassa sul lusso, sembra poco efficace. Solo tre Comuni lo hanno adottato ed è molto difficile quantificare il gettito che può produrre. Potrebbe avere un effetto negativo, invece, nei confronti dei tour operator, che vendono i “pacchetti” turistici un anno prima e si potrebbero trovare un onere che potrebbe non far quadrare i conti. Contrario alla tassa di soggiorno il consigliere Cuccureddu (Misto, Mpa) proprio per l’impatto negativo che avrebbe con chi gestisce i grandi flussi turistici. Colpirebbe, insomma, l’immagine della Sardegna. Quanto all’Anci, il presidente Salvatore Cherchi ha detto che, essendo in gioco la discrezionalità dei Comuni, lascia ad essi libertà di esprimersi.

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SARDEGNA/ REGIONE, ANCI CONTRARIA AD ABOLIZIONE TASSA SOGGIORNO (sezione: Province)

( da "Wall Street Italia" del 09-04-2009)

Argomenti: Province

Sardegna/ Regione, Anci contraria ad abolizione tassa soggiorno di Apcom L'associazione dei Comuni ascoltata in Commissione Bilancio -->Cagliari, 9 apr. (Apcom) - Sull'abolizione della tassa comunale di soggiorno non tutti sono d'accordo. Sia il Consiglio delle autonomie locali che l'Anci, sentiti oggi in audizione dalla Terza commissione, presidente Paolo Maninchedda, sulla manovra di bilancio, ha mo-strato qualche perplessità sul provvedimento. L'assessore al Bilancio, Giorgio La Spisa, nell'illustrare la Finanziaria, ha detto che il provvedimento, insieme all'abolizione della tassa sul lusso, sembra poco efficace. Solo tre Comuni lo hanno adottato ed è molto difficile quantificare il gettito che può produrre. Potrebbe avere un effetto negativo, invece, nei confronti dei tour operator, che vendono i 'pacchetti' turistici un anno prima e si potrebbero trovare un onere che potrebbe non far quadrare i conti. Contrario alla tassa di soggiorno si è espresso Francesco Angelo Cuccureddu (Misto, Mpa) proprio per l'impatto negativo che avrebbe con chi gestisce i grandi flussi turistici. Colpirebbe, insomma, l'immagine della Sardegna. Quanto all'Anci, il presidente Salvatore Cherchi ha detto che, essendo in gioco la discrezionalità dei Comuni, lascia ad essi 'libertà di coscienza'.

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summit con ruscitti sulla fondazione breda (sezione: Province)

( da "Mattino di Padova, Il" del 10-04-2009)

Argomenti: Province

Pagina 21 - Cronaca «Summit con Ruscitti sulla Fondazione Breda» E benedice Boschetti in Zip: intanto rispunta Riccoboni Angelo Boschetti si è guadagnato la conferma alla presidenza del Consorzio Zip? «Se dipendesse solo da me, la risposta è sì. Ma sulle nomine, com'è noto, è sovrano il consiglio comunale» risponde il sindaco Flavio Zanonato. In attesa dell'ufficialità nell'aula di palazzo Moroni, questa è molto più di un'investitura. Boschetti, dunque, incassa la fiducia e aspetta che i soci della Zip completino i passaggi amministrativi. Il presidente della Provincia Vittorio Casarin e quello della Camera di commercio Roberto Furlan ne hanno parlato, passeggiando insieme in piazza Erbe mercoledì. Il Comune indicherà la sua "rosa" nell'ultima seduta utile: «Il CdA della Zip scade adesso. E si rinnova ogni cinque anni. E' un diritto del consiglio adesso come nel 2004» precisa, forse un po' indispettito, Zanonato. Allora spuntò la "presidenza istituzionale" di Gianfranco Chiesa (che stava per accumularsi, in via definitiva, alle altre poltrone). Ora si profila la continuità di Boschetti, che però rischia di ritrovarsi in CdA il più tetragono sostenitore dell'abolizione del Consorzio: Tommaso Riccoboni che, da assessore, bocciò lo «Zippone». Intanto, il sindaco Zanonato aggiorna la situazione alla Fondazione Breda: «Martedì 21 abbiamo fissato l'incontro con Giancarlo Ruscitti, il segretario regionale sanità e sociale. Siamo alle prese con un'eredità pesante, anzi pesantissima. Il presidente Dal Prà e gli altri curatori hanno provveduto ad una drastica riduzione dei costi». Poi scandisce la storia recente dell'ente di Ponte di Brenta: «C'erano amministratori di centrodestra, cui è seguito il commissariamento: i risultati si vedono. Chi è arrivato dopo ha cercato di salvare il salvabile». Da Venezia arrivano voci di un nuovo commissariamento da parte della Regione. Zanonato preferisce restare sul punto dell'ufficialità: «L'incontro è fissato. Ci vedremo proprio per fare il punto. La Fondazione Breda, in base al lascito, affida al Comune la nomina di chi amministra il patrimonio. Ma è la Regione che ha le competenze sulle attività, a partire dalla casa di riposo. Tant'è che è la Regione che fa scattare il commissariamento. Dunque, noi diamo una mano senza essere proprietari. La Breda non è Aps Holding, giusto per intendersi». (e.m.)

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Commercialista, sottosegretario e calciatore (sezione: Province)

( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 10-04-2009)

Argomenti: Province

Venerdì 10 Aprile 2009 CRONACA Pagina 17 Commercialista, sottosegretario e «calciatore» Daniele Molgora, candidato alla presidenza del Broletto alla guida di una coalizione Lega-Pdl, è nato a Brescia il 2 aprile 1962. Figlio di una famiglia di professionisti, da bambino ha abitato in via Lombroso, poi la sua famiglia s'è trasferita in via Boifava e lui ha frequentato le scuole di viale Venezia. Laureato in Economia e commercio presso l'Università degli Studi di Brescia, è iscritto all'elenco dei Revisori dei conti ed all'albo dei dottori Commercialisti di Brescia sin dal 1986, anno in cui ha iniziato l'attività professionale. Appassionato di calcio, ha giocato da attaccante nel Saiano in terza categoria, nella nazionale Padana e nella nazionale parlamentari, ISCRITTO alla Lega Nord dal 1990, è stato consigliere al Comune di Brescia nel periodo 1991-1994. Eletto alla Camera dei Deputati per la prima volta nel 1994 (XII Legislatura) nel Collegio Elettorale n.30 - Franciacorta, è stato riconfermato nello stesso collegio nel 1996 (XIII Legislatura) e nella legislatura 2001-2006 (XIV Legislatura). Nel '99 è stato anche candidato alla presidenza della Provincia, opposto ad Alberto Cavalli e Guido Galperti, e per un paio di anni è stato consigliere d'opposizione in Provincia. Molgora è membro fin dal 1994 della Commissione Finanze alla Camera dei Deputati. Ha ricoperto la carica di Vice Presidente del gruppo parlamentare Lega Nord Padania dal gennaio 2000 fino al termine della XIII legislatura (Maggio 2001). In qualità di deputato è stato autore della norma che ha portato all'abolizione della bolla di accompagnamento, sue sono anche una serie di semplificazioni Iva. Dal giugno 2001 ricopre per la prima volta l'incarico di sottosegretario di Stato al ministero dell'Economia. Rieletto alla Camera nel 2008, dal 12 maggio 2008 è attualmente Sottosegretario dell'Economia a fianco del ministro Tremonti.  

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 (sezione: Province)

( da "Tempo, Il" del 10-04-2009)

Argomenti: Province

stampa «Più consiglieri pontini con la nostra legge» PoliticaMoscardelli replica a Cusani e rilancia sulla riforma elettorale regionale Moscardelli replica a Cusani: «no» al referendum anti-Roma, «sì» ad una nuova legge elettorale regionale che consenta alla provincia di Latina di avere più consiglieri. «Continuare a raccontare la favola della Regione delle Province è ormai del tutto priva di ogni credibilità -ha affermato Claudio Moscardelli - La Camera dei Deputati con l'approvazione dell'articolo 23 per l'istituzione di Roma Capitale, con la previsione di una fase transitoria in vista dell'istituzione dell'area metropolitana che comprenda anche la Provincia di Roma, ha fatto una scelta al ribasso. La riforma approvata per Roma Capitale-Città metropolitana prevede il conferimento di soli poteri amministrativi e questo rappresenta la sconfitta della linea che proponeva Roma città Regione o distretto federale. Continuare a parlarne in campagna elettorale come fa Cusani è una stanca ripetizione di uno slogan ormai vuoto. E' necessario lavorare da subito all'istituzione di due macro aree costituite dal Lazio Nord (Viterbo e Rieti) e dal Lazio Sud (Frosinone e Latina), in funzione di un riequilibrio regionale con 3 aree metropolitane. L'istituzione di una Conferenza permanente dei Presidenti di Provincia di Latina e Frosinone per Lazio sud e di Rieti e Viterbo per Lazio nord. L'altro pilastro del riequilibrio è la legge elettorale regionale, la cui riforma deve poggiare su 2 pilastri: l'abolizione del listino e l'assegnazione di seggi certi sulla base della popolazione. Elementi di innovazione dovrebbero essere quelli della presenza dei Presidenti di Provincia come componenti di diritto del Consiglio Regionale del Lazio. Per la seconda legislatura dovrebbe essere previsto il meccanismo della sfiducia costruttiva del Presidente della Regione».

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appalti, priorità alle aziende provinciali (sezione: Province)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 10-04-2009)

Argomenti: Province

Pagina 4 - Pordenone Appalti, priorità alle aziende provinciali Approvato l'ordine del giorno di Fi. Bocciata la riduzione dei costi della politica PROVINCIA Ieri ultimo atto del consiglio prima del voto in programma il 6 e 7 giugno Il Pd: Pn pensa spot per Ciriani. La replica: il centro-sinistra strumentalizza di STEFANO POLZOT Cala il sipario sul consiglio provinciale che, salvo convocazioni straordinarie, tornerà a riunirsi, nella sua nuova conformazione, dopo le elezioni del 6 e 7 giugno. Una seduta anche animata, quella di ieri mattina, che, oltre a ratificare il bilancio consuntivo 2008, ha discusso di costi della politica (bocciato l'ordine del giorno del Pd), priorità alle aziende pordenonesi nell'assegnazione degli appalti (il documento di Forza Italia è stato accolto) e delle polemiche intorno a Pordenone pensa. Appalti. E' stato approvato all'unanimità l'ordine del giorno, presentato dal capogruppo di Forza Italia, Nicola Zille, che impegna gli uffici dell'ente intermedio a limitare, entro comunque i parametri di legge, la partecipazione agli appalti alle aziende della provincia di Pordenone, come accade, ha sottolineato l'esponente politico, in Trentino Alto Adige. Il presidente, Alessandro Ciriani, recependo il documento, ha sottolineato che già oggi il 95 per cento delle forniture di beni e servizi viene attribuita a imprese del Friuli Venezia Giulia, mentre per gli appalti di lavori le procedure sono più complesse. In ogni caso l'intendimento è stato accolto. Pordenone pensa. Bocciato l'ordine del giorno firmato dal Pd sulla rassegna culturale, contestata in quanto da un lato duplica eventi esistenti, come Pordenonelegge, e dall'altro è stata considerata troppo di parte. «Pordenone pensa - ha denunciato il capogruppo del Pd, Sergio Zaia - è stata utilizzata per finalità elettorali e politico-personali, perché al di là del taglio culturale il presidente Ciriani in alcuni casi non si è limitato a portare il saluto, ma ha fatto da moderatore». Tesi arricchita da Annamaria Poggioli, la quale ha denunciato il fatto che «la manifestazione doveva almeno essere discussa in commissione cultura». Secca la replica di Ciriani, che ha rimarcato come gli eventi siano stati seguiti da 8 mila persone. «In realtà Pordenone pensa era stata progettata ben più di un anno fa - ha aggiunto - ma allora la giunta regionale di centro-sinistra aveva chiuso i rubinetti. L'errore del Pd è quello di contrapporre Pordenonelegge a Pordenone pensa, quando invece non c'è alcuna sovrapposizione. La Provincia, da parte sua, sostiene tutti gli eventi, inclusi Dedica e Cinemazero. Se strumentalizzazione c'è stata è avvenuta un anno fa quando la consegna a Kofi Annan del sigillo della città, nel corso di Dedica, è diventata uno spot per Illy e Vincenzo Romor». A margine c'è stato un botta e risposta tra l'assessore Markus Maurmair e il consigliere del Pd Luigi Bortolussi sulla festa delle Pro loco che si è tenuta a Valvasone, in cui entrambi sono residenti. Uno spot elettorale secondo il democratico, una scelta voluta dalle associazioni per l'esponente dell'esecutivo Ciriani. Al voto sull'ordine del giorno ha creato perplessità nel Pd la scelta del consigliere di Rifondazione comunista, Mario Alzetta, di non partecipare ai lavori («La cultura non deve essere né di destra, né di sinistra») come pure l'astensione di Cittadini attraverso il proprio rappresentante Luciano Piccolo. Costi della politica. Bocciato il documento presentato dal capogruppo del Pd Sergio Zaia sulla riduzione dei costi della politica, attraverso l'abolizione del fondo a disposizione dei consiglieri, la riduzione degli assessori da 8 a 6, il taglio del 50 per cento del premio di risultato per i dirigenti e la riduzione dei contributi assegnati a enti e associazioni. Se sul primo punto c'è stata convergenza, gli altri tre sono stati contestati dalla maggioranza. Il suggerimento da parte di Zille di adottare il documento come raccomandazione non è stato ritenuto opportuno dal presidente, per il quale «bisogna evitare di assecondare un'ondata demagogica per la quale tutti i politici sono spendaccioni. In realtà i costi della macchina amministrativa sono ridotti, i dirigenti della Provincia sono pochi e sovraccaricati di lavoro e il numero degli assessori deve essere correlato alla qualità dell'impegno. Alla fine il documento è stato bocciato dalla maggioranza, mentre Cittadini si è astenuto. Delibere. Approvato a maggioranza il bilancio consuntivo 2008, la riorganizzazione delle partecipazioni dell'ente, con la vendita delle quote in Autovie Venete (ricavo di mezzo milione di euro) è stato accolto all'unanimità, così come l'indirizzo per l'adozione di prodotti biologici nelle mense.

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Caro direttore, esistono differenti visuali da cui osservare e analizzare una realtà com... (sezione: Province)

( da "Stampa, La" del 10-04-2009)

Argomenti: Province

Caro direttore, esistono differenti visuali da cui osservare e analizzare una realtà complessa come la politica italiana. Se mi ponessi da quella del sociologo e dell'editorialista, ad esempio, devo ammettere che difficilmente potrei scattare una fotografia più nitida nella sostanza di quella immortalata nel fondo di Luca Ricolfi pubblicato in prima pagina sulla Stampa lo scorso lunedì 6 aprile. Ricolfi osserva come la politica e la democrazia italiane siano cambiate negli ultimi anni, entrando in una fase «post-democratica» in cui «i partiti contano sempre di meno e le identità politiche si forgiano innanzitutto nel rapporto tra elettori e leader». E aggiunge che Pdl e Pd oggi sono praticamente la stessa cosa, «due nomenklature conservatrici», «due oligarchie in cui gli elettori contano quasi niente e le segreterie di partito sono onnipotenti». Concludendo che l'unica fondamentale differenza è che la destra vince perché c'è Berlusconi che «in caso di dissenso decide per tutti», mentre a sinistra la mancanza di un leader, e quindi di decisionismo, allontana gli elettori. Fotografia perfetta, appunto. Credo però che Ricolfi comprenderà che nell'ottica del politico non ci si possa accontentare di fotografare l'esistente, ma sia necessario spingersi oltre, tentando di indicare una direzione alla società in cui si vive e di trovare soluzioni ai problemi della comunità. Quello che voglio dire è che probabilmente Ricolfi ha ragione: se il centrosinistra negli ultimi quindici anni fosse stato meno litigioso e più decisionista, se avesse avuto un leader capace di zittire ogni dissenso interno alla sua coalizione con un carisma analogo a quello berlusconiano, forse oggi non esisterebbe uno scarto tanto ampio di consensi tra Pdl e Pd. Ma di sicuro ora ci ritroveremmo con due nomenklature conservatrici, due oligarchie «in cui gli elettori contano quasi niente» in grado di contendersi il governo del Paese, anziché una sola. E allora? Già, la domanda che mi pongo, nell'ottica del politico, almeno nella mia, ma credo anche in quella del cittadino comune, è proprio questa: potremmo accontentarci di uno scenario così cupo per la politica italiana, di un'alternativa tra padella e brace con due grandi contenitori equivalenti, leaderistici, conservatori, populisti, in clamoroso deficit di liberalismo? Contenitori che con la stessa facilità con cui promettono rivoluzioni liberali, grandi riforme, riduzioni di imposte, snellimenti della macchina statale, abolizione delle province, riforma dei servizi pubblici locali, si rimangiano tutto pochi giorni dopo le elezioni. Soggetti politici che votano, o non ostacolano, un federalismo vuoto di contenuti e dannoso nella sostanza perché la confusione di competenze e tra centri di spesa andrà a paralizzare lo Stato centrale senza affiancargliene uno federale in grado di funzionare, solo per inseguire altri ancora più populisti come la Lega. Personalmente ho deciso di non accontentarmi più, e sono convinto che molti italiani la pensino allo stesso modo e molti altri lo comprenderanno prima o poi. Populismo e leaderismo in questa fase di «post democrazia», come sostiene Ricolfi, sono armi vincenti per aggiudicarsi la maggioranza. Ma se non producono una buona politica sono armi da abbandonare. Il decadimento economico, vorrei aggiungere anche sociale e morale, del Paese nella Seconda Repubblica non è forse il prodotto dell'utilizzo di quelle armi? Per questo un anno fa, sapendo a cosa rinunciavamo - una vittoria certa assieme a Berlusconi - e non sapendo a cosa andavamo incontro, abbiamo abbandonato la barca del bipolarismo populista e ci siamo schierati da soli contro i due grandi contenitori. Per questo lavoriamo da un anno al cantiere di un nuovo partito, aperto, democratico, con regole interne, un partito vero insomma, che prende atto del fallimento del sistema attuale e quindi della necessità di chiudere e superare anche l'esperienza dell'Udc, che in quel sistema ha operato, con molti buoni risultati e inevitabilmente anche con diversi errori, per aprirne entro l'anno una nuova e differente, un partito che non dovrà essere né leaderista né populista, ma plurale, ovvero capace di esprimere più voci e più leader che si riconoscano però attorno ai medesimi valori di fondo, del riformismo, del liberalismo economico, del cattolicesimo democratico e popolare e della laicità dell'impegno politico. Un nuovo soggetto, consapevole dell'esigenza di decisione che il Paese avverte, ma che non incorra nell'errore di identificarsi con il governo anziché di rappresentare le istanze e i problemi della società in cui vive, che non mortifichi le istituzioni e non trascuri il ruolo essenziale del Parlamento. Già Luigi Sturzo, lo stesso che anche Pdl e Pd non perdono occasione di richiamare a parole, scriveva che «bisognerebbe semplificare la procedura parlamentare e spazzare via molte questioni tecniche che potrebbero essere vantaggiosamente affidate a commissioni speciali». Aggiungendo subito dopo: «Ma sarebbe esagerato biasimare troppo severamente la lentezza dei parlamentari. Sono spesso più utili per le leggi che rigettano, che differiscono o rivedono, che per quelle che votano a tamburo battente». E poco male se non seguiremo anche noi la moda di oggi. Siamo pazienti e tenaci. Quando prima o poi la maggioranza del Paese si accorgerà che populismo e leaderismo sono abiti troppo stretti, almeno ci sarà qualcuno che avrà confezionato un vestito diverso. Sarà stata pure, almeno fino a quel momento, una minoranza, ma forse non così tanto minoranza come si vorrebbe far credere. E in ogni caso le mode, per fortuna anche quelle sbagliate, passano. Presidente dell'Udc

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17:59 PROVINCE: IMPRENDITORI NORDEST, NON SERVONO NON VOTIAMOLE (2) (sezione: Province)

( da "Agi" del 10-04-2009)

Argomenti: Province

PROVINCE: IMPRENDITORI NORDEST, NON SERVONO NON VOTIAMOLE (2) (AGI) - Venezia, 13 mar. - Nell'home page del sito c'e' l'intervento 'Abolire gli sprechi, Ridurre la Miseria' di Michele Bortoluzzi, ed una legittimazione dell'idea di 'Non Voto', confortata da pareri legali, proposta da Massimo Carraro, imprenditore, avvocato ed in passato eurodeputato. Carraro sottolinea come 'sia tempo di rimboccarsi le maniche. Dall'uscita dei primi libri sono passati anni e molta indignazione e i partiti e il Parlamento proseguono come se nulla fosse'.áPer questo - sottolinea - facciamo una proposta, chiara, lecita, percorribile: il progetto æNon Serve, Non voto' nasce dall'emergenza: le Province, infatti, se ri-legittimate con il voto di primaveraá possonoá divenireá il simbolo della rivincita del sistema sull'indignazione'. Nel sito c'e' spazio anche per una proposta di riforma complessiva degli Enti Locali, curata da uno studente universitario palermitano e per la sezione 'Le vostre storie', una specie di blog aperto dove si possono segnalare esempi di sperperi. 'Il Comitato - spiega Bortoluzzi - presentera' liste æNon Voto', con l'obiettivo di accedere agli spazi di comunicazione in par condicio, sia alle tribune Rai che nei giornali. In queste tribune chiederemo, semplicemente, di non votare nessuno, nessuno di noi e nessuno degli altri candidati. Non votando, i cittadini daranno una picconata decisiva al sistema delle Province e degli sprechi'. Tra le proposte del Comitato, oltre all'abolizione delle Province che prevede il ritorno delle materie delegate alle Regioni e il trasferimento di alcune ai Comuni, spiccano l'accorpamento dei Comuni con meno di 5 mila abitanti, la cancellazione degli Ato, la liquidazione delle gia' soppresse Comunita' montane, e la cura dimagrante per le Prefetture e la assemblee legislative.

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17:59 PROVINCE: IMPRENDITORI NORDEST, NON SERVONO NON VOTIAMOLE (sezione: Province)

( da "Agi" del 10-04-2009)

Argomenti: Province

PROVINCE: IMPRENDITORI NORDEST, NON SERVONO NON VOTIAMOLE (AGI) - Venezia, 13 mar. - Alcuni imprenditori del Nordest lanciano un segnale al Parlamento: 'Cambiate subito, o ci asterremo dal voto alle amministrative per le Province'. Da oggi e' online il sito www.nonservenonvoto.it proposto da Massimo Carraro, ad di Morellato & Sector Group, Marina Salomon (Altana, Doxa), Rossi Luciani (gia' presidente di Confindustria Veneto), Massimo Calearo (gia' presidente di Federmeccanica, attualmente deputato del Pd, primo firmatario di una proposta trasversale di abolizione delle Province, siglata con Santo Versace, deputato del PDL e imprenditore), Stefano Beraldo (direttore generale di Coin Group), Michele Bortoluzzi (Bortoluzzi Srl). Ci sono le adesioni del giornalista Aldo Forbice, i libri di Boccalatte (Istituto Leoni). 'Il primo a proporre l'abolizione delle Province - spiega una nota - fu Francesco Crispi, giudicandole gia' nel 1870 non particolarmente utili. Da allora si sono moltiplicate, fino a raggiungere quota 107 (110 se si contano quelle a Statuto Speciale). Alcune hanno nomi sconosciuti, altre hanno capoluoghi che non si trovano nella cartina geografica. Tutte insieme danno lavoro a 4200 politici di professione, in larga parte æesclusi' da altre consultazioni. Impiegano gran parte del loro bilancio per sostenere se stesse. Le Province italiane sono alla sfida finale: al loro tentativo di ri-legittimazione con il voto, dopo le dichiarazioni di praticamente tutti i leader politici nazionali che ne hanno certificato l'inutilita', si contrappone la richiesta, che proviene dalla societa' civile, di non concedere il disco verde, boicottandone i rinnovi con un astensionismo di massa'. 'Il comitato æNon Serve, Non Voto' - prosegue la nota - ancora prima di nascere ha punti di riferimento in tutta Italia, ereditati dal merger con tutti i comitati Anti Sprechi piu' importanti d'Italia, tra i quali www.aboliamoleprovince.it/blog di Lorenzo Furlan'.(AGI) Cli/Nic/Ve (Segue)

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Candidature multiple Abolizione della possibilità di candidature della stessa persona in pi&... (sezione: Province)

( da "Stampa, La" del 11-04-2009)

Argomenti: Province

Candidature multiple Abolizione della possibilità di candidature della stessa persona in più circoscrizioni. Il plurieletto deve poi scegliere in quale farsi eleggere, liberando poi il proprio posto nelle altre. Così, di fatto, dispone del destino degli altri candidati.

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"Pronti a collaborare per la ricostruzione" (sezione: Province)

( da "Stampa, La" del 11-04-2009)

Argomenti: Province

La Provincia a Berlusconi "Pronti a collaborare per la ricostruzione" Per ora è soltanto un'idea. Ma hanno già espresso la propria disponibilità le Province di Palermo, Macerata e Reggio Emilia. L'ha illustrata ieri il presidente Berlusconi, che per la ricostruzione dell'Aquila e dei centri distrutti dal sisma pensa a cento progetti da affidare ad altrettante Province italiane. «Un appello alla solidarietà che va sicuramente colto - afferma il presidente della Provincia di Vercelli Renzo Masoero - e a cui certo non ci sottrarremo». La Provincia, che ha già annunciato lo stanziamento di 100 mila euro dei fondi Scanzano, non nega così la propria disponibilità: «Metteremo a disposizione le nostre professionalità, anche alcuni studi tecnici privati hanno già segnalato la propria disponibilità a collaborare. Immaginiamo che i progetti saranno assegnati in proporzione alle dimensioni delle Province. Viabilità ed edilizia scolastica sono le nostre competenze, e in questi settori sapremo sicuramente essere utili». Certo la proposta del presidente del Consiglio deve ancora trovare conferma ufficiale ed è ancora da definire nei dettagli, ma Masoero sottolinea come, «proprio quando qualcuno parla avventatamente dell'abolizione delle Province, proprio a queste venga riconosciuto un ruolo così importante. Se le Province fossero venti, a questo punto, immagino che sarebbero venti anche i progetti. Sono ancora da capire modi e tempi, ma posso assicurare che risponderemo alla chiamata». Un encomio ufficiale, infine, all'efficienza dello Stato e del volontariato in un momento così delicato: «Hanno saputo dimostrare come, di fronte a eventi così drammatici, ci si debba rimboccare le maniche». \

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Poste, la Cisl contesta gli orari dimezzati (sezione: Province)

( da "Eco di Bergamo, L'" del 11-04-2009)

Argomenti: Province

Poste, la Cisl contesta gli orari dimezzati --> Sabato 11 Aprile 2009 PROVINCIA, pagina 26 e-mail print Una veduta di Azzano San Paolo «Poste Italiane non aiuta il rilancio della Valle Brembana e del lago». Gabriella Tancredi, segretario generale Slp-Cisl Bergamo (Federazione lavoratori Poste), prende posizione. Poste Italiane ha presentato alle organizzazioni sindacali un progetto che prevede la chiusura del turno pomeridiano di alcuni uffici della provincia. L'apertura era stata prevista per garantire un presidio e una maggiore comodità, cosa che ha incontrato il favore della clientela. «Nonostante questi risultati - scrive la sindacalista - Poste Italiane decide di chiudere nelle ore pomeridiane gli uffici postali di Zogno, San Pellegrino, Lovere e Zingonia. Tale scelta, dettata solo dalla necessità di riduzione dei costi e di un taglio di posti di lavoro che garantirebbe una maggiore disponibilità di alcuni operatori addetti agli uffici postali da poter applicare in altri uffici vista la forte carenza di operatori di sportello nella nostra provincia, risulta inopportuna e del tutto incongruente con le necessità del territorio». La Slp-Cisl punta il dito sui problemi delle località turistiche: «Ci chiediamo come sia possibile prevedere l'abolizione del turno pomeridiano in uffici in comuni con alta vocazione turistica come Lovere, e come si possa prevedere la chiusura pomeridiana degli unici due grandi uffici che coprono le necessità di un'intera valle come la Valle Brembana, quali quelli posti nei Comuni di Zogno e San Pellegrino. La scelta risulta ancora più inopportuna se si tiene in considerazione che, ad esempio a San Pellegrino, è previsto un forte investimento pubblico e privato nel settore turistico». Slp-Cisl, con la Cisl di zona, intende mobilitarsi per informare tutte le istituzioni, in particolare i sindaci interessati. «La Valle Brembana ha bisogno di Poste Italiane per rilanciare il territorio. Poste Italiane ha bisogno della produttiva Bergamo per mantenere i propri livelli occupazionali». 11/04/2009 nascosto-->

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Bilancio 2009 Via libera con polemiche (sezione: Province)

( da "Eco di Bergamo, L'" del 11-04-2009)

Argomenti: Province

Bilancio 2009 Via libera con polemiche --> Sabato 11 Aprile 2009 PROVINCIA, pagina 30 e-mail print gorleÈ stato approvato soltanto con i voti della maggioranza il bilancio di previsione 2009 insieme a quello triennale del Comune di Gorle. Astenuto il Gruppo Misto e contrarie le altre tre liste di minoranza («Gorle una voce nuova», «La nostra Gorle» e «Per Gorle»). «Abbiamo inserito nel bilancio soltanto le spese necessarie per garantire servizi pubblici essenziali e l'estinzione anticipata dei mutui», ha detto l'assessore al Bilancio Francesca Cirillo. «E poi non abbiamo programmato nuove opere pubbliche da qui al 2011, per non aggravare il patto di stabilità del 2009 che probabilmente non verrà rispettato». La minoranza attacca Ed è stato il non raggiungimento del patto di stabilità a scatenare la discussione in Consiglio. «Questo obiettivo mancato è frutto di scelte operate dal sindaco e dalla sua Giunta, come ha sottolineato anche il Collegio dei revisori dei conti», ha detto il consigliere Marco Filisetti de «La nostra Gorle». D'accordo con lui Giovanni Testa della lista «Gorle una voce nuova»: «Dall'analisi del bilancio emerge il risultato fallimentare della Giunta guidata da Gianfranco Finazzi», ha detto il consigliere. «Ora si vuole correre al riparo ritenendo "virtuosa" l'estinzione in modo anticipato dei mutui e il conseguente pagamento di penali, senza dimenticare che i prestiti erano stati chiesti per realizzare opere non prioritarie e per alcuni progetti mai iniziati. La nuova Amministrazione che si insedierà dopo le amministrative di giugno troverà ostacoli insormontabili». Ma l'assessore Cirillo ribatte: «Il probabile mancato rispetto del patto di stabilità è dovuto al fatto che, negli scorsi anni, l'Amministrazione ha realizzato nuove strutture sociali, come l'asilo nido e i loculi cimiteriali. E poi tutte le opere fatte per aumentare la sicurezza, dagli attraversamenti pedonali alle piste ciclabili, dalle rotatorie al sottopasso. Senza dimenticare i lavori alla scuola dell'infanzia, al centro anziani e agli impianti sportivi». Le entrate ridotte A mettere in difficoltà l'ente locale, ci sarebbero anche le decisioni del Governo. «L'abolizione dell'Ici - ha detto Cirillo - è stata accompagnata dalla promessa che i Comuni avrebbero avuto un rimborso completo delle risorse mancanti, ma in realtà non è successo. Al nostro Comune, a fronte di una certificazione di un minor gettito di circa 480 mila euro, lo Stato ne ha riconosciuti soltanto 410 mila. A questo si aggiunge il calo dei trasferimenti del fondo ordinario dello Stato (200 milioni di euro) e la riduzione dei fondi per le politiche sociali, la sicurezza nelle scuole, il trasporto pubblico locale, per un totale di 490 milioni in meno». Secondo Filisetti, invece, i problemi economici sono dovuti soltanto alla politica dell'Amministrazione. «Ora fanno giustamente un passo indietro e cominciano a ridare i soldi alle banche», ha detto il consigliere di minoranza. «Riconosciamo la presa di responsabilità, però questa soluzione è tardiva e almeno nel prossimo biennio dovremo ridurre le spese correnti in modo molto consistente. Per anni poi a Gorle non si potranno più fare nuove opere pubbliche». Silvia Seminati 11/04/2009 nascosto-->

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La salute di cani e gatti a rischio con le nuove leggi sulla caccia (sezione: Province)

( da "Corriere delle Alpi" del 11-04-2009)

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IL CONVEGNO La salute di cani e gatti a rischio con le nuove leggi sulla caccia FELTRE. Lo chiamano "estremismo venatorio", è una delle conseguenze dell'insieme di norme adottate dalla Regione e dal governo che mette in qualche modo a rischio l'incolumità di cani e gatti. A questo argomento giovedì prossimo (ore 20.30, sala Ocri) sarà dedicato un convegno organizzato dalla Lega per l'abolizione della caccia, dalla Lega antivivisezione e dall'associazione Amici nella natura. Andrea Zanoni, presidente della Lec Veneto, presenterà le nuove leggi regionali del Veneto «contro i nostri amici a quattro zampe e contro gli uccellini insettivori». Massimo Vitturi, responsabile nazionale della Lav per il settore caccia, illustrerà il disegni di legge che vogliono modificare la legge nazionale sulla caccia, «dando più concessioni alle doppiette». In programma anche interventi di Marco Scapin dell'osservatorio Cerutti sugli abusi di caccia, pesca e ambiente e del veterinario Luca Funes sulle esperienze personali di medico veterinario sui casi di avvelenamento di animali in provincia.

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la regione cancelli le supertasse (sezione: Province)

( da "Centro, Il" del 12-04-2009)

Argomenti: Province

Pagina 21 - Regione «La Regione cancelli le supertasse» D'Alessandro (Pd): via nell'Aquilano le maggiori aliquote Irpef e Irap PESCARA. La Regione deve cancellare le maggiori aliquote fiscali per Irap e Irpef «almeno per la provincia dell'Aquila». è la proposta del capogruppo in Consiglio regionale dei Ds Camillo D'Alessandro. «Siamo in condizioni straordinarie», dice D'Alessandro, «e la Regione può decidere subito senza aspettare i provvedimenti e i decreti del governo». Secondo l'esponente del Pd questa misura permetterebbe di recuperare nella sola provincia aquilana 30 milioni di Irpef e 30 milioni di Irap che verrebbero tolti dalle spalle di famiglie e imprese, una quantità di denaro simile ai primi provvedimenti annunciati dal premier Silvio Berlusconi. Per D'Alessandro va rivisto anche il piano di rientro della sanità, settore che oggi assorbe l'85% del bilancio regionale. «Il governo ha salvato dal dissesto il Comune di Roma e il Comune di Catania prendendo i soldi a tutta l'Italia, e noi non siamo capaci di dire che la prima cosa vera da chiedere è: toglieteci le addizionali Irpef e Irap, quelle che sono scattate obbligatoriamente per il deficit della sanità». è un controsenso, aggiunge D'Alessandro, che si annunci il rinvio del pagamento delle tasse senza l'abolizione delle addizionali. «Adesso c'è un altro Abruzzo», dice il capogruppo del Pd, «anche perché i problemi della Provincia dell'Aquila si stanno espandendo in altre territori». Il Pd avanza una seconda proposta legata ai tagli della scuola. «Bisogna bloccare il piano del ministro Gelmini», dice D'Alessandro, «che prevede l'accorpamento di classi con oltre 300 scuole che chiuderanno tra scuole elementari e primarie, quasi tutte collocate nelle zone interne della regione (solo nella provincia dell'Aquila saranno 56), con mille tra insegnanti e personale amministrativo che saranno licenziati. Non è il caso di mettere il blocco?» Per i fondi il Pd guarda soprattutto a quelli per il ponte di Messina. «La Regione non deve nascondersi dietro questo dramma. Al governo nazionale deve dire le cose come stanno. Se Chiodi farà valere i problemi dell'Abruzzo noi saremo al suo fianco». Intanto mercoledì l'ex ministro Pierluigi Bersani sarà all'Aquila per discutere assieme ai vertici del partito le proposte del Pd per la ripresa dell'economia nei territori colpiti dal terremoto. Sempre mercoledì riprende l'attività il Consiglio regionale con la commissione Bilancio che discuterà il Dpfr, il documento di programmazione economico finanziaria, e il bilancio. Un adempimento dovuto per statuto, ma puramente formale, perché l'Abruzzo che il Dpfr descrive è completamente diverso dall'Abruzzo del dopo 6 aprile. (a.d.f.)

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