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PRIVILEGIA NE IRROGANTO di Mauro
Novelli |
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DOSSIER “ABOLIAMO LE PROVINCE” |
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Forse, tutta fatica inutile. Per 1 miliardo e 170
milioni di euro in arrivo - sbloccati dal governo ...
( da "Messaggero,
Il (Rieti)" del 03-04-2009)
Argomenti: Province
Abstract: trasferimenti economici alla sanità della Regione, all'abolizione della legge regionale sugli ospedali di montagna tra i quali c'è anche quello di Amatrice - spiega la Cgil in un comunicato - ricordiamo che tale legge è stata di recente approvata con un largo consenso e che oggi viene giudicata dal governo "in contrasto con la riorganizzazione della rete ospedaliera prevista dal Piano anti-
La
Provincia ha duecento anni ma può diventare più efficiente
( da "Corriere
del Mezzogiorno" del 03-04-2009)
Argomenti: Province
Abstract: anche sulla creazione delle città metropolitane le proposte di riforma avanzate dal ministro Maroni non sembrano convinte né convincenti. Se poi al dibattito si aggiunge chi pensa ad un'abolizione espressa o, come il ministro Brunetta, addirittura tacita, sarebbe meglio forse che ci si dedicasse tutti, in attesa di modifiche strutturali dall'
"Impossibile
abolire le Province (almeno per ora)"
( da "Affari
Italiani (Online)" del 03-04-2009)
Argomenti: Province
Abstract: non può che essere fatto solo con una modifica costituzionale e quindi possiamo valutare unicamente la possibilità di intervenire sulla dimensione dei Consigli, ampliarli o ridurli. Questa è una delle ipotesi a cui stiamo lavorando. A Costituzione vigente il tema dell'abolizione delle Province non si può prendere in considerazione". tags: Fitto province abolizione codice autonomie
ENTI
LOCALI: FITTO, CODICE AUTONOMIE PRONTO SUBITO DOPO PASQUA.
( da "Asca"
del 03-04-2009)
Argomenti: Province
Abstract: che essere fatto solo con una modifica costituzionale e quindi possiamo valutare unicamente la possibilita' di intervenire sulla dimensione dei Consigli, ampliarli o ridurli. Questa e' una delle ipotesi a cui stiamo lavorando. A Costituzione vigente il tema dell'abolizione delle Province non si puo' prendere in considerazione''. res-rus/sam/rob (Asca)
Federalismo
fiscale, nuova frontiera ( da "Denaro, Il"
del 03-04-2009)
Argomenti: Province
Abstract: Le rappresentanze associative dei Comuni e delle Province, Legautonomie compresa, avevano già sollevato a suo tempo, forti critiche nei confronti dell'impianto della manovra finanziaria 2009, per quanto riguarda l'insieme degli Enti Locali. L'abolizione dell'ICI prima casa aveva assestato un primo, duro colpo all'autonomia finanziaria dei Comuni,
Provincia,
cancellati tredici passaggi a livello
( da "Italia
Sera" del 03-04-2009)
Argomenti: Province
Abstract: PalazzoValentini e Rete Ferroviaria Italiana Provincia, cancellati tredici passaggi a livello Investimento milionario per modernizzare le direttrici da e per la Capitale Abolizione di tredici passaggi a livello sulle linee ferroviarie all'interno della Provincia di Roma. Questo l'obiettivo di un protocollo d'intesa siglato ieri mattina in Regione dal presidente Piero Marrazzo,
Falsa
partenza dei Tre Platani ( da "Gazzettino, Il (Pordenone)"
del 03-04-2009)
Argomenti: Province
Abstract: Trentaquattro i team iscritti (provenienti dalle province di Pordenone, Treviso e Venezia), ciascuno dei quali schiera 6 giocatori. Si aggiungono le due riserve. La novità di quest'anno è l'abolizione del pareggio. Ogni gara metterà a disposizione 7 punti anziché 6, conteggiando il totale delle piastre lanciate.
Impossibile
abolire le Province ( da "Affari Italiani (Online)"
del 03-04-2009)
Argomenti: Province
Abstract: non può che essere fatto solo con una modifica costituzionale e quindi possiamo valutare unicamente la possibilità di intervenire sulla dimensione dei Consigli, ampliarli o ridurli. Questa è una delle ipotesi a cui stiamo lavorando. A Costituzione vigente il tema dell'abolizione delle Province non si può prendere in considerazione". tags: Fitto province abolizione codice autonomie
Martano,
Provincia di Napoli: "Favorevoli al Ministero"
( da "Travel
Trade Italia.com" del 03-04-2009)
Argomenti: Province
Abstract: per questo siamo favorevoli alla rinascita del Ministero del Turismo" lo dichiara Giovanna Martano, assessore al Turismo per la Provincia di Napoli, che prosegue: "Il referendum di abolizione del ministero è stata una follia; la nostra esigenza, oltre alla Campania, è quella di rilanciare l'intero sistema facendo lavorare insieme pubblico e privato" Siti sponsorizzati
Martano,
Provincia di Napoli: "Favorevoli al Ministero"
( da "TTG
Italia Online" del 03-04-2009)
Argomenti: Province
Abstract: per questo siamo favorevoli alla rinascita del Ministero del Turismo" lo dichiara Giovanna Martano, assessore al Turismo per la Provincia di Napoli, che prosegue: "Il referendum di abolizione del ministero è stata una follia; la nostra esigenza, oltre alla Campania, è quella di rilanciare l'intero sistema facendo lavorare insieme pubblico e privato"
L'Asl
sposta personale, non licenzia ( da "Alto Adige"
del 04-04-2009)
Argomenti: Province
Abstract: né dell'abolizione di posti di lavoro». I sindacati (Anaao, Anpo, Nursing Up, Asgb, Cgil, Cisl, Uil e Snabi) in un comunicato fanno sapere che «da una parte si trovano i soldi per la Medicina complementare, dall'altra rischia di saltare il turn over col personale sottoposto a carichi di lavoro sempre più stressanti».
Pd
davanti alle scuole: no ai tagli ( da "Gazzetta di Modena,La"
del 04-04-2009)
Argomenti: Province
Abstract: per i problemi della scuola pubblica italiana. Questa mobilitazione si prefigge di richiedere un'immediata cancellazione dei tagli di 8 miliardi di euro e di 132mila lavoratori della scuola attuati dal governo, l'abolizione del maestro unico e dell'orario a 24 ore settimanali ed infine il ripristino delle compresenze dei docenti nella scuola elementare.
La
scommessa di Casini è portar via voti a Franceschini
( da "Arena,
L'" del 04-04-2009)
Argomenti: Province
Abstract: lo stimolerà ad attuare alcune parti del programma in sospeso (l'abolizione delle Province), continuerà a contestargli poco coraggio sulla riforma delle pensioni, lo incalzerà sugli aiuti economici alle famiglie. Ma la distanza che lo separa dal Cavaliere riguarda soprattutto la concezione di base della politica.
Scuole
a rischio, la proposta di Uncem ( da "Resto del Carlino, Il (Rimini)"
del 04-04-2009)
Argomenti: Province
Abstract: con oltre 1500 studenti in più rispetto alla media delle altre regioni. Per non parlare degli immigrati iscritti: solo nell'anno scolastico 2008/2009 ne sono arrivati oltre 3000». Conclude il presidente: «Mi rifiuto di dover scegliere tra l'abolizione dell'unica scuola di un comune di montagna come Casteldelci, per formaree classi di oltre 30 allievi in altri territori.
Dopo
la preoccupazione esternata dal segretario generale di Cgil, Tonino Pietrantoni,
in merito a un... ( da "Messaggero, Il (Rieti)"
del 04-04-2009)
Argomenti: Province
Abstract: avrebbe vincolato lo sblocco di ulteriori trasferimenti economici per la Sanità della Regione Lazio all'abolizione della legge regionale sugli ospedali di montagna tra i quali anche quello di Amatrice, che proprio perché di montagna è quello che in provincia di Rieti rischia di più anche rispetto agli effetti della riorganizzazione della rete ospedaliera in atto da parte della Regione.
E
SE FOSSE Enrico Letta l'uomo dei sogni di Pier Ferdinando Casini? Chiudend...
( da "Resto
del Carlino, Il (Bologna)" del
04-04-2009)
Argomenti: Province
Abstract: lo stimolerà ad attuare alcune parti del programma in sospeso (l'abolizione delle Province), continuerà a contestargli poco coraggio sulla riforma delle pensioni, lo incalzerà sugli aiuti economici alle famiglie. Ma la distanza che lo separa dal Cavaliere riguarda soprattutto la concezione di base della politica.
POSITANO.
È STATO UN DE LUCA A TUTTO CAMPO QUELLO PRESENTATOSI ALLA PLATEA DEI GIOVANI
COSTRUTT... ( da "Mattino, Il (Salerno)"
del 04-04-2009)
Argomenti: Province
Abstract: il De Luca pensiero tocca il progetto di abolizione delle province. «Le toglierei in 24 ore - ha detto il sindaco di Salerno - quello che potevo fare l'ho fatto, togliendo le circoscrizioni, perché moltiplicare i livelli istituzionali è un delitto per l'efficienza della macchina istituzionale e i costi amministrativi.
MARIO
AMODIO IL PIANO CASA è UNA PRIMA RISPOSTA AL FABBISOGNO ABITATIVO DELLA
CAMPANIA... ( da "Mattino, Il (Salerno)"
del 04-04-2009)
Argomenti: Province
Abstract: Cascetta che è stato poi sollecitato anche sulla abolizione delle province (ha sottolineato che "la vera innovazione è costituita dalle aree metropolitane") ha poi parlato di turismo e portualità che interesserà soprattutto Salerno. «La Campania ha una vocazione marinara ma il rapporto col mare era inesistente fino a quando non si insediata la giunta Bassolino.
PROVINCE/
PODESTÀ: ABOLIZIONE È COMPETENZA DEL PARLAMENTO
( da "Wall
Street Italia" del 04-04-2009)
Argomenti: Province
Abstract: Province/ Podestà: Abolizione è competenza del Parlamento di Apcom Confronto con Penati al momento opportuno -->Milano, 4 apr. (Apcom) - L'abolizione delle Provincie "é di competenza del Parlamento". Per questo "è sterile fare annunci su cose che non dipendono ne da me ne da Penati".
Province/
Podestà: Abolizione è competenza del Parlamento
( da "Virgilio
Notizie" del 04-04-2009)
Argomenti: Province
Abstract: (Apcom) - L'abolizione delle Provincie "é di competenza del Parlamento". Per questo "è sterile fare annunci su cose che non dipendono ne da me ne da Penati". Chi parla è il candidato alle provinciali milanesi del Pdl Guido Podestà, questo pomeriggio a Milano per un appuntamento politico.
La
Civica: Province enti da abolire, noi non votiamo
( da "Giornale
di Brescia" del 05-04-2009)
Argomenti: Province
Abstract: abolizione delle 110 Province italiane, 12 delle quali create ex-novo dal 1995 al 2002, è dunque l'obiettivo sostenuto dal movimento, che suggerisce anche come comportarsi per sostenere l'iniziativa. «Una volta raggiunto il seggio per votare alle europee e alle provinciali - spiega Gabriele Avalli - l'elettore dovrebbe rifiutare la scheda per le provinciali.
Una
non lista con un non presidente ( da "Corriere delle Alpi"
del 05-04-2009)
Argomenti: Province
Abstract: abolizione delle Province BELLUNO. Una non lista di futuri non consiglieri a sostegno di un non candidato alla presidenza di una Provincia, che non vorrebbero. Si chiama "Amo l'Italia, non voto la Provincia" l'iniziativa nata ormai diversi mesi fa da un gruppo trasversale, che punta all'abolizione degli enti amministrativi intermedi tra Regioni e Comuni.
grigoletto:
spesi 12 mila euro per l'ufficio di rossi
( da "Mattino
di Padova, Il" del 05-04-2009)
Argomenti: Province
Abstract: Ma sarebbe bene che allo sforzo dell'assessore si accompagnasse anche un analogo impegno per l'abolizione delle Province. Altrimenti si tratterebbe di un terzo ente istituzionale, e forse di una poltrona in più per Ivo Rossi». L'assessore però non si scompone e replica con altrettanta durezza: «Il povero Grigoletto non sa di cosa parla.
se
vinco lo nomino vicesindaco - claudio malfitano
( da "Mattino
di Padova, Il" del 05-04-2009)
Argomenti: Province
Abstract: Esattamente come stiamo facendo sull'abolizione delle Province, che assieme alla Lega inseriremo nella riforma federalista». «Guarda che per abolire le Province devi cambiare la costituzione» gli ricorda Zanonato. «Lo so benissimo» risponde Saia. E' l'unico accenno di scontro, per il resto senatore e sindaco sembrano andare d'amore e d'accordo.
L'Italia
dei Valori pronta a sganciarsi ( da "Tempo, Il"
del 05-04-2009)
Argomenti: Province
Abstract: abolizione delle Province, sembra pronta a correre da sola nelle prossime elezioni. Per ora in due province, ma tra poco in tutte e quattro. «L'Abruzzo è in crisi drammatica, come l'Italia e tutto l'Occidente. Solo in Abruzzo, però, chi ha responsabilità di governo si comporta come il titolare di una impresa di pompe funebri,
inchiesta
sulle scuole private gelmini: puniremo chi sbaglia - andrea montanari
( da "Repubblica,
La" del 05-04-2009)
Argomenti: Province
Abstract: che vuole lasciarsi alle spalle le polemiche sui ritardi dell´ufficializzazione della sua candidatura - Spesso chi inizia troppo presto arriva col fiato corto. Vinceremo col surplace». Il dibattito con l´avversario Filippo Penati? «Vedremo». Governare solo fino al 2010, data della possibile abolizione delle provincie?
Gelmini:
abolire il valore legale del titolo di studio
( da "Arena,
L'" del 05-04-2009)
Argomenti: Province
Abstract: Unione giovani avvocati italiani ha apprezzato la presa di posizione della Gelmini, favorevole all'abolizione del valore legale della laurea. Ma avverte che una simile innovazione «avrebbe la sua massima efficacia solo se combinata con l'abolizione degli ordini professionali inutili e costosi (per i cittadini e per gli iscritti)».
Tempo
e patente e puoi diventare un vero angelo
( da "Arena,
L'" del 05-04-2009)
Argomenti: Province
Abstract: Questi i dati del resoconto annuale del gruppo di volontari dell'associazione «Amici della solidarietà», un picco mai raggiunto e ci sono tutti i presupposti che la loro opera si potenzi ancora nel 2009. «Il gruppo conta su 19 volontari. Quando siamo partiti, dopo l'abolizione della leva obbligatoria che ha lasciato il Comune di Bovolone senza l'aiuto degli obiettori di coscienza,
CAMPAGNA
PER L'ABOLIZIONE DELLE PROVINCE ( da "Arena, L'"
del 05-04-2009)
Argomenti: Province
Abstract: Domenica 05 Aprile 2009 CRONACA Pagina 22 Brevi LA DESTRA IN BRA CAMPAGNA PER L'ABOLIZIONE DELLE PROVINCE La DestrA volantina in Bra. Oggi dalle 9 alle 14 volantinaggio dei rappresentanti de La Destra in piazza Bra. «Si fa un gran parlare di federalismo, di riforma dello Stato, di sprechi nella pubblica amministrazione, di casta e di enti inutili.
ATTENZIONE
SULLE STRADE, SI MUOVONO DURANTE LA NOTTE
( da "Adige,
L'" del 05-04-2009)
Argomenti: Province
Abstract: WWF e Lega Abolizione Caccia con OIPA chiedono la realizzazione di opere di protezione. La sezione di Trento e provincia (www.oipatrento.blogspot.com) sta organizzando alcune "passeggiate" notturne nei luoghi di maggior attraversamento nel tentativo di aiutare questi anfibi a compiere il loro percorso stagionale.
Sanità,
con l'abolizione dei contratti salterebbero le funzioni aggiuntive anche nelle
sedi periferiche ( da "Messaggero, Il (Marche)"
del 05-04-2009)
Argomenti: Province
Abstract: Domenica 05 Aprile 2009 Chiudi Sanità, con l'abolizione dei contratti salterebbero le funzioni aggiuntive anche nelle sedi periferiche
Podestà:
nella mia Provincia largo ai giovani
( da "Giorno,
Il (Milano)" del 05-04-2009)
Argomenti: Province
Abstract: controllo di Serravalle Spa già detenuto dalla Provincia attraverso il patto parasociale con Comune e Camera di Commercio) e ostinazione «a promettere cose, come l'abolizione del ticket sanitario o l'introduzione della Città metropolitana, che non dipendono da Palazzo Isimbardi». «MI SEMBRA che la scelta del presidente Berlusconi di investire sui giovani faccia il bene del Paese -
L'abolizione
delle Province sarebbe un gravissimo errore
( da "Nuova
Ferrara, La" del 05-04-2009)
Argomenti: Province
Abstract: Poi un riferimento all'ipotesi dell'abolizione delle Province: «Le Province, per le molte e importanti materie che trattano, servono. Bisogna invece abolire gli enti nati intorno ad essa, che troppo spesso servono per dare una poltrona ai politici "trombati" alle elezioni».
Province,
ecco il partito abolizionista ( da "Corriere della Sera"
del 05-04-2009)
Argomenti: Province
Abstract: Corriere della Sera sezione: Lombardia data: 05/04/2009 - pag: 13 Brescia I promotori della lista: «E' un modo per protestare contro carrozzoni che bruciano denaro pubblico» Province, ecco il partito abolizionista «Sono enti inutili, se saremo eletti daremo subito le dimissioni» Il promotore è un ex componente della maggioranza di Corsini:
Aranciate
senza arance, monta la protesta ( da "Sicilia, La"
del 05-04-2009)
Argomenti: Province
Abstract: abolizione della percentuale minima di succo per la preparazione di aranciate, e per presentare iniziative che, al contrario, potrebbero agevolare gli imprenditori agrumicoli. «Approvare una norma che consente di produrre bevande al sapore di arancia senza il succo - ha dichiarato Castiglione - non solo mette a rischio la qualità dell'
TELEFONIA
( da "Gazzetta
di Mantova, La" del 06-04-2009)
Argomenti: Province
Abstract: abolizione delle province Affrontare le sfide attuali per chi governa significa anche avere il coraggio e la volontà di rivedere tutti quei meccanismi che hanno contribuito ad arrugginire la macchina pubblica. Una macchina il cui motore, per recuperare la competitività perduta e la credibilità, deve ricominciare a carburare,
Libè:
pronto a candidarmi Corradi: verifiche in tempi brevi
( da "Corriere
del Veneto" del 06-04-2009)
Argomenti: Province
Abstract: partito sono pronto a scendere in campo per dare voce a coloro che vogliono una Provincia diversa. Noi ci candidiamo per ridurre realmente il ruolo delle Province fino alla loro abolizione». Quel "realmente" è destinato, appunto, alla Lega: «Certo - aggiunge Libè rispondendo direttamente al parlamentare Fabio Rainieri - non sarò con coloro che vogliono dare lezioni comportamentali,
ABOLIZIONE
PROVINCE, PENATI: "NO A PROPOSTE ELETTORALISTICHE. A MILANO FACCIAMO
NASCERE LA CITTÀ METROPOLITANA NEL 2011"
( da "marketpress.info"
del 06-04-2009)
Argomenti: Province
Abstract: Così il presidente della Provincia di Milano Filippo Penati è intervenuto l? 1 aprile, rispondendo alle domande degli ascoltatori di Radio Marconi durante la trasmissione ?Marconi Radio aperta?, sul tema della Città metropolitana. ?Se davvero si voleva abolire le Province ?
Città
metropolitane: Penati e Podestà si prendano l'impegno
( da "Giornale.it,
Il" del 06-04-2009)
Argomenti: Province
Abstract: abolizione delle province fu solennemente promessa da quando furono istituite le regioni, nel 1970, 39 anni fa: «Sono un inutile doppione». Ma già in epoca giolittiana in molti le consideravano inutili. Più recentemente la proposta è stata rilanciata da più parti come uno degli interventi più spicci per ridimensionare il ceto politico e i suoi costi.
UNIONCAMERE:
CON ABOLIZIONE LIBRO SOCI IMPRESE RISPARMIANO 200 MLN.
( da "Asca"
del 06-04-2009)
Argomenti: Province
Abstract: abolizione della tenuta del libro soci. Auspico che al piu' presto si possano aggiungere altre semplificazioni, dalla portata ben piu' rilevante in termini di risparmi per le imprese, come l'utilizzo diffuso della Posta elettronica certificata e soprattutto dell'abbandono dell'archiviazione cartacea per tutte le fasi di gestione dei libri e dei documenti amministrativi'
Sindaco
di Ravenna : "Sì all'appello di Hiroshima e Nagasaki per l'abolizione delle
armi nucleari" ( da "Sestopotere.com"
del 06-04-2009)
Argomenti: Province
Abstract: appello di Hiroshima e Nagasaki per l'abolizione delle armi nucleari" (6/4/2009 13:07) | (Sesto Potere) - Ravenna - 6 aprile 2009 - Il Sindaco di Ravenna Fabrizio Matteucci ha sottoscritto un documento per l'eliminazione delle armi nucleari su proposta dei sindaci di Hiroshima e Nagasaki Tadatoshi Akiba, Presidente di Mayors for Peace e Tomihisa Taue,
SISMA
ABRUZZO/ ZAMBERLETTI:SENZA MILITARI LEVA VOLONTARI CRUCIALI
( da "Wall
Street Italia" del 06-04-2009)
Argomenti: Province
Abstract: 40mila militari dell'Esercito, ora con l'abolizione della leva i volontari avranno un ruolo determinante per l'emergenza", ha spiegato Zamberletti dalla sede del comitato operativo della Protezione civile a Roma. L'esperto inoltre, riguardo alle polemiche sulla possibile previsione del violento sisma, ha ribadito che "non era prevedibile"
IMPRESE/
UNIONCAMERE: DA ABOLIZIONE LIBRO SOCI 200 MLN ... -2-
( da "Wall
Street Italia" del 06-04-2009)
Argomenti: Province
Abstract: della Posta elettronica certificata e soprattutto dell'abbandono dell'archiviazione cartacea per tutte le fasi di gestione dei libri e dei documenti amministrativi". Dallo scorso 31 marzo, tutte le informazioni sulla compagine societaria delle imprese interessate dal provvedimento sono disponibili direttamente consultando il Registro delle imprese gestito dalle Camere di Commercio
Tra
Rainieri e Libè un altro velenoso scambio di accuse
( da "Gazzetta
di Parma (abbonati)" del 07-04-2009)
Argomenti: Province
Abstract: riferendosi alle accuse sulla situazione delle quote latte della sua azienda agricola e delle relative multe. «Certo che se Libé, dopo aver detto apertamente che si batterà per l'abolizione delle Province, pensa di presentarsi come candidato alla guida della Provincia, senza presentare un solo progetto in favore dei parmigiani, sbaglia di grosso».
Tra
Rainieri e Libè un altro velenoso scambio di accuse
( da "Corriere
del Veneto" del 07-04-2009)
Argomenti: Province
Abstract: riferendosi alle accuse sulla situazione delle quote latte della sua azienda agricola e delle relative multe. «Certo che se Libé, dopo aver detto apertamente che si batterà per l'abolizione delle Province, pensa di presentarsi come candidato alla guida della Provincia, senza presentare un solo progetto in favore dei parmigiani, sbaglia di grosso».
ECONOMIA.
IMPRESE, RISPARMI DALL'ABOLIZIONE DEL LIBRO SOCI
( da "AgoPress"
del 07-04-2009)
Argomenti: Province
Abstract: abolizione dell?obbligo di tenuta del cosiddetto ?Libro Soci?. Le minori spese sono frutto dell?attuazione delle norme di semplificazione introdotte con l?articolo 16 del decreto anticrisi. Sulla base di uno studio realizzato da NetConsulting, i risparmi complessivamente ricavabili dalla piena attuazione del contenuto del decreto,
Unioncamere,
200 mln anno risparmio da abolizione Libro Soci
( da "01net"
del 07-04-2009)
Argomenti: Province
Abstract: abolizione della tenuta del libro soci. Auspico che al più presto si possano aggiungere altre semplificazioni, dalla portata ben più rilevante in termini di risparmi per le imprese, come l'utilizzo diffuso della Posta elettronica certificata e soprattutto dell'abbandono dell'archiviazione cartacea per tutte le fasi di gestione dei libri e dei documenti amministrativi"
Unioncamere:
con abolizione del libro soci: duecento milioni risparmiati
( da "Sestopotere.com"
del 07-04-2009)
Argomenti: Province
Abstract: abolizione della tenuta del libro soci. Auspico che al più presto si possano aggiungere altre semplificazioni, dalla portata ben più rilevante in termini di risparmi per le imprese, come l?utilizzo diffuso della Posta elettronica certificata e soprattutto dell?
LA
RIFORMA FEDERALE ( da "Gazzettino, Il (Treviso)"
del 07-04-2009)
Argomenti: Province
Abstract: Ultimamente abbiamo parlato di Province ma anche le Regioni sono troppe: il nostro programma parla dell'abolizione di un ente tra i Comuni e lo Stato. Basta decidere quale chiudere». Secondo il consigliere la via è obbligata: lasciar sopravvivere un unico soggetto amministrativo che vada a occupare gli spazi ora affollati da Province, Regioni e un sacco di piccole competenze intermedie.
Costi
della politica, risparmi del 20 per cento
( da "Alto
Adige" del 08-04-2009)
Argomenti: Province
Abstract: la seconda della Lega Nord che intendeva togliere completamente l'indennità di carica in consiglio regionale e la terza dei Freiheitlichen che chiedeva l'abolizione della rivalutazione dell'indennità in questa legislatura e di separare la competenza sulle indennità e di assegnarla singolarmente alle due Province.
Lasciate
in casa i residenti all'ex Italcementi I n questi giorni tutti hanno assistito
alla denuncia dei disagi, fatta da una donna anziana residente nelle case di
Piedicastello g ( da "Adige, L'"
del 08-04-2009)
Argomenti: Province
Abstract: perno della democrazia aggiungo io: Non sono per l'una tantum di Franceschini ma se mai per l'una semper dei ricchi, per il dimezzamento degli stipendi a sindaci, consiglieri regionali e provinciali, e onorevoli vari e dell'abolizione di vitalizi che non hanno nulla di democratico avendo tutti un altro lavoratore.
Bilancio:
un milione di euro destinato ai servizi sociali
( da "Corriere
del Veneto" del 08-04-2009)
Argomenti: Province
Abstract: questo ha imposto delle scelte», anche a fronte del fatto che i trasferimenti statali sono diminuiti di 124 mila euro e non sono ancora arrivati i rimborsi previsti in seguito all'abolizione dell'Ici sulla prima casa. Tra le opere pubbliche spiccano il completamento della tangenziale, la sistemazione del piazzale antistante il cimitero (135 mila euro)
Bilancio:
un milione di euro destinato ai servizi sociali
( da "Gazzetta
di Parma (abbonati)" del 08-04-2009)
Argomenti: Province
Abstract: questo ha imposto delle scelte», anche a fronte del fatto che i trasferimenti statali sono diminuiti di 124 mila euro e non sono ancora arrivati i rimborsi previsti in seguito all'abolizione dell'Ici sulla prima casa. Tra le opere pubbliche spiccano il completamento della tangenziale, la sistemazione del piazzale antistante il cimitero (135 mila euro)
Anche
il
Argomenti: Province
Abstract: poi la preannunciata chiusura di alcune delle principali industrie; infine le frane, conseguenza della mancata opera di prevenzione. Risulta allora sconfortante la lettura dell'ultimo bollettino ufficiale della Provincia a proposito del Piano Territoriale Regionale. A pagina 24 si proclama che ora "Il Ptr si fa a misura di Parma".
Anche
il
Argomenti: Province
Abstract: poi la preannunciata chiusura di alcune delle principali industrie; infine le frane, conseguenza della mancata opera di prevenzione. Risulta allora sconfortante la lettura dell'ultimo bollettino ufficiale della Provincia a proposito del Piano Territoriale Regionale. A pagina 24 si proclama che ora "Il Ptr si fa a misura di Parma".
Fondo
solidarietà anche per gli stranieri
( da "Gazzettino,
Il (Treviso)" del 08-04-2009)
Argomenti: Province
Abstract: dovrebbero basarsi sul contenimento del costo delle tariffe (se non sull'abolizione delle stesse) come rifiuti, acqua, trasporti scolastici, rette della scuola materna, buoni pasto per i figli che vanno a scuola. Questi interventi possono essere definiti dalle amministrazioni attraverso un monitoraggio nel territorio, in stretta collaborazione con uffici comunali (assistenti sociali)
Via
i passaggi a livello e arriva la tangenziale
( da "Stampa,
La" del 09-04-2009)
Argomenti: Province
Abstract: Daniele Borioli: «L'abolizione dei passaggi a livello in particolare è funzionale al potenziamento della ferroviaria in vista di un collegamento più snello tra il porto di Voltri e l'Alessandrino». Sulla stessa linea è già stato avviato l'iter per l'abolizione di altri 12 passaggi a livello, a Castellazzo, Castelspina e Predosa,
Anche
gli immigrati nel fondo di solidarietà
( da "Tribuna
di Treviso, La" del 09-04-2009)
Argomenti: Province
Abstract: delle tariffe (se non l'abolizione di queste) - spiega Bellotto - che incidono sul bilancio familiare come i rifiuti, l'acqua, i trasporti scolastici, le rette della scuola materna, i buoni pasto per chi va a scuola. E i beneficiari di questi provvedimenti dovrebbero essere quei lavoratori che hanno perso il lavoro e che detengono redditi bassi ed insufficienti al sostegno alla famiglia;
Un
taglio alle Province per essere più chic
( da "Unione
Sarda, L' (Nazionale)" del
09-04-2009)
Argomenti: Province
Abstract: Commenti Pagina 342 Tutti ne parlano Un taglio alle Province per essere più chic Tutti ne parlano --> L'abolizione delle Province è stato il cavallo di battaglia di molte campagne elettorali negli ultimi anni. Sembrava anche un punto forte di questo governo, ma a quanto pare vince il solito compromesso tra partiti.
Sardegna/
Regione, Anci contraria ad abolizione tassa
( da "Virgilio
Notizie" del 09-04-2009)
Argomenti: Province
Abstract: (Apcom) - Sull'abolizione della tassa comunale di soggiorno non tutti sono d'accordo. Sia il Consiglio delle autonomie locali che l'Anci, sentiti oggi in audizione dalla Terza commissione, presidente Paolo Maninchedda, sulla manovra di bilancio, ha mo-strato qualche perplessità sul provvedimento.
Sull'abolizione
della tassa di soggiorno perplessità del Consiglio delle autonomie e dell'Anci
( da "SardegnaIndustriale.it"
del 09-04-2009)
Argomenti: Province
Abstract: abolizione della tassa di soggiorno perplessità del Consiglio delle autonomie e dell?Anci Sull?abolizione della tassa comunale di soggiorno non tutti sono d?accordo. Sia il Consiglio delle autonomie locali che l?Anci ? sentiti oggi in audizione dalla Terza commissione, presidente Maninchedda, sulla manovra di bilancio ?
SARDEGNA/
REGIONE, ANCI CONTRARIA AD ABOLIZIONE TASSA SOGGIORNO
( da "Wall
Street Italia" del 09-04-2009)
Argomenti: Province
Abstract: Anci contraria ad abolizione tassa soggiorno di Apcom L'associazione dei Comuni ascoltata in Commissione Bilancio -->Cagliari, 9 apr. (Apcom) - Sull'abolizione della tassa comunale di soggiorno non tutti sono d'accordo. Sia il Consiglio delle autonomie locali che l'Anci, sentiti oggi in audizione dalla Terza commissione,
summit
con ruscitti sulla fondazione breda
( da "Mattino
di Padova, Il" del 10-04-2009)
Argomenti: Province
Abstract: che però rischia di ritrovarsi in CdA il più tetragono sostenitore dell'abolizione del Consorzio: Tommaso Riccoboni che, da assessore, bocciò lo «Zippone». Intanto, il sindaco Zanonato aggiorna la situazione alla Fondazione Breda: «Martedì 21 abbiamo fissato l'incontro con Giancarlo Ruscitti, il segretario regionale sanità e sociale.
Commercialista,
sottosegretario e calciatore ( da "Bresciaoggi(Abbonati)"
del 10-04-2009)
Argomenti: Province
Abstract: del gruppo parlamentare Lega Nord Padania dal gennaio 2000 fino al termine della XIII legislatura (Maggio 2001). In qualità di deputato è stato autore della norma che ha portato all'abolizione della bolla di accompagnamento, sue sono anche una serie di semplificazioni Iva. Dal giugno 2001 ricopre per la prima volta l'incarico di sottosegretario di Stato al ministero dell'Economia.
Â
Argomenti: Province
Abstract: legge elettorale regionale che consenta alla provincia di Latina di avere più consiglieri. «Continuare a raccontare la favola della Regione delle Province è ormai del tutto priva di ogni credibilità -ha affermato Claudio Moscardelli - La Camera dei Deputati con l'approvazione dell'articolo 23 per l'istituzione di Roma Capitale, con la previsione di una fase transitoria in vista dell'
appalti,
priorità alle aziende provinciali
( da "Messaggero
Veneto, Il" del 10-04-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
Costi della
politica. Bocciato il documento presentato dal capogruppo del Pd Sergio Zaia
sulla riduzione dei costi della politica, attraverso l'abolizione del fondo a
disposizione dei consiglieri, la riduzione degli assessori da
Caro
direttore, esistono differenti visuali da cui osservare e analizzare una realtà
com... ( da "Stampa, La"
del 10-04-2009)
Argomenti: Province
Abstract: della macchina statale, abolizione delle province, riforma dei servizi pubblici locali, si rimangiano tutto pochi giorni dopo le elezioni. Soggetti politici che votano, o non ostacolano, un federalismo vuoto di contenuti e dannoso nella sostanza perché la confusione di competenze e tra centri di spesa andrà a paralizzare lo Stato centrale senza affiancargliene uno federale in grado
17:59
PROVINCE: IMPRENDITORI NORDEST, NON SERVONO NON VOTIAMOLE (2)
( da "Agi"
del 10-04-2009)
Argomenti: Province
Abstract: cittadini daranno una picconata decisiva al sistema delle Province e degli sprechi'. Tra le proposte del Comitato, oltre all'abolizione delle Province che prevede il ritorno delle materie delegate alle Regioni e il trasferimento di alcune ai Comuni, spiccano l'accorpamento dei Comuni con meno di 5 mila abitanti, la cancellazione degli Ato, la liquidazione delle gia' soppresse Comunita'
17:59
PROVINCE: IMPRENDITORI NORDEST, NON SERVONO NON VOTIAMOLE
( da "Agi"
del 10-04-2009)
Argomenti: Province
Abstract: primo firmatario di una proposta trasversale di abolizione delle Province, siglata con Santo Versace, deputato del PDL e imprenditore), Stefano Beraldo (direttore generale di Coin Group), Michele Bortoluzzi (Bortoluzzi Srl). Ci sono le adesioni del giornalista Aldo Forbice, i libri di Boccalatte (Istituto Leoni).
Candidature
multiple Abolizione della possibilità di candidature della stessa persona in
pi&... ( da "Stampa, La"
del 11-04-2009)
Argomenti: Province
Abstract: Candidature multiple Abolizione della possibilità di candidature della stessa persona in più circoscrizioni. Il plurieletto deve poi scegliere in quale farsi eleggere, liberando poi il proprio posto nelle altre. Così, di fatto, dispone del destino degli altri candidati.
"Pronti
a collaborare per la ricostruzione"
( da "Stampa,
La" del 11-04-2009)
Argomenti: Province
Abstract: «proprio quando qualcuno parla avventatamente dell'abolizione delle Province, proprio a queste venga riconosciuto un ruolo così importante. Se le Province fossero venti, a questo punto, immagino che sarebbero venti anche i progetti. Sono ancora da capire modi e tempi, ma posso assicurare che risponderemo alla chiamata».
Poste,
la Cisl contesta gli orari dimezzati
( da "Eco
di Bergamo, L'" del 11-04-2009)
Argomenti: Province
Abstract: provincia, risulta inopportuna e del tutto incongruente con le necessità del territorio». La Slp-Cisl punta il dito sui problemi delle località turistiche: «Ci chiediamo come sia possibile prevedere l'abolizione del turno pomeridiano in uffici in comuni con alta vocazione turistica come Lovere, e come si possa prevedere la chiusura pomeridiana degli unici due grandi uffici che coprono
Bilancio
2009 Via libera con polemiche ( da "Eco di Bergamo, L'"
del 11-04-2009)
Argomenti: Province
Abstract: Senza dimenticare i lavori alla scuola dell'infanzia, al centro anziani e agli impianti sportivi». Le entrate ridotte A mettere in difficoltà l'ente locale, ci sarebbero anche le decisioni del Governo. «L'abolizione dell'Ici - ha detto Cirillo - è stata accompagnata dalla promessa che i Comuni avrebbero avuto un rimborso completo delle risorse mancanti,
La
salute di cani e gatti a rischio con le nuove leggi sulla caccia
( da "Corriere
delle Alpi" del 11-04-2009)
Argomenti: Province
Abstract: sala Ocri) sarà dedicato un convegno organizzato dalla Lega per l'abolizione della caccia, dalla Lega antivivisezione e dall'associazione Amici nella natura. Andrea Zanoni, presidente della Lec Veneto, presenterà le nuove leggi regionali del Veneto «contro i nostri amici a quattro zampe e contro gli uccellini insettivori».
la
regione cancelli le supertasse ( da "Centro, Il"
del 12-04-2009)
Argomenti: Province
Abstract: quelle che sono scattate obbligatoriamente per il deficit della sanità». è un controsenso, aggiunge D'Alessandro, che si annunci il rinvio del pagamento delle tasse senza l'abolizione delle addizionali. «Adesso c'è un altro Abruzzo», dice il capogruppo del Pd, «anche perché i problemi della Provincia dell'Aquila si stanno espandendo in altre territori».
( da "Messaggero, Il (Rieti)"
del 03-04-2009)
Argomenti: Province
Venerdì 03 Aprile
2009 Chiudi Forse, tutta fatica inutile. Per 1 miliardo e 170 milioni di euro
in arrivo - sbloccati dal governo in favore della sanità della Regione Lazio -
c'è l'attuazione di una legge regionale appena approvata, quella relativa ai
distretti di montagna in cui doveva convergere anche il presidio di Amatrice
(nella foto), che rischia di rimanere carta straccia. «Notizie di stampa dicono
che il governo avrebbe vincolato lo sblocco di ulteriori trasferimenti
economici alla sanità della Regione, all'abolizione della legge regionale sugli
ospedali di montagna tra i quali c'è anche quello di Amatrice - spiega la Cgil
in un comunicato - ricordiamo che tale legge è stata di recente approvata con
un largo consenso e che oggi viene giudicata dal governo "in contrasto con
la riorganizzazione della rete ospedaliera prevista dal Piano anti-deficit".
Ci auguriamo - continua il segretario generale Cgil, Pietrantoni - che tali
notizie siano destituite di fondamento, ma qualora fossero vere sarebbe davvero
una beffa insopportabile per il territorio di Amatrice e per tutta la
provincia. Ecco perché ci permettiamo di chiedere al senatore Cicolani -
concludono dalla Cgil - un'immediata presa di posizione con atti parlamentari
appropriati». A. Bo.
( da "Corriere del Mezzogiorno"
del 03-04-2009)
Argomenti: Province
Corriere del
Mezzogiorno sezione: OPINIONI data: 03/04/2009 - pag: 10 ENTI LOCALI La
Provincia ha duecento anni ma può diventare più efficiente di ENRICO PENNELLA *
C aro direttore, l'intervento di Benedetto Gravagnuolo sul ruolo della Provincia
di Napoli («Duecento anni e li dimostra», Corriere del Mezzogiorno di ieri)
nello sviluppo dell'area metropolitana è certamente condivisibile ma merita, a
mio parere, un ulteriore approfondimento. Sul piano formale, vorrei porre
l'attenzione su alcuni aspetti inerenti l'approvazione del Piano territoriale
di coordinamento provinciale (Ptcp). Il consiglio provinciale di Napoli, cui
spetta il compito di approvare in via definitiva il Ptcp, non è ancora nelle
condizioni tecniche di farlo. Il piano non è ancora all'esame dell'assemblea.
Il complesso iter previsto dalla legge non ha ancora consentito alla giunta di
adottare la proposta da presentare al consiglio. La giunta guidata dal
presidente Di Palma ha dovuto attendere il varo del Piano territoriale regionale
(Ptr) da parte del consiglio regionale, avvenuto a settembre 2008.
Successivamente, a novembre, ha adottato un primo schema che dovrà, come
stabilito dalla normativa, essere riesaminato alla luce delle osservazioni
presentate dai soggetti pubblici e privati legittimati e della Valutazione
ambientale strategica (Vas) così effettuata. Solo al termine di questo lungo
cammino che, ripeto, deve chiudersi con una nuova delibera di giunta, il piano
approderà in consiglio provinciale per la sua approvazione definitiva. Nel
merito, è indubbio che il ruolo che un'istituzione come la Provincia è oggi in
grado di svolgere per lo sviluppo del territorio di competenza è ancora al di
sotto delle sue reali potenzialità. Malgrado la riforma del Titolo V della
Costituzione abbia ribaltato l'assetto dell'esercizio delle funzioni
amministrative capovolgendo il sistema dei centri di responsabilità,
privilegiando Comuni e Province, sul piano attuativo in Campania manca,
purtroppo, a tutt'oggi una legge che metta a punto un compiuto sistema di
decentramento di funzioni e risorse. Questa deve essere una priorità per il
consiglio regionale, con l'auspicio che riesca in questo ultimo anno di
legislatura a varare un provvedimento che metta in grado tutti gli enti locali
di esprimere al meglio le proprie capacità di governo del territorio. Così come
è evidente che la realizzazione della città metropolitana può rappresentare un
importante strumento per amministrare in maniera unitaria ed armonica un'area
come quella della provincia di Napoli, con oltre tre milioni di abitanti, i 2/3
dei quali fuori dal comune capoluogo, e con un unicum abitativo che si espande,
senza soluzione di continuità, da Pozzuoli a Sorrento, da Giugliano al
Vesuviano. Un ente finalmente dotato di quei poteri che gli consentano di agire
con un'incidenza diretta su tematiche strategiche per lo sviluppo, quali la
pianificazione territoriale, le attività produttive, i trasporti, l'ambiente.
Tuttavia, anche sulla creazione delle città metropolitane
le proposte di riforma avanzate dal ministro Maroni non sembrano convinte né
convincenti. Se poi al dibattito si aggiunge chi pensa ad un'abolizione
espressa o, come il ministro Brunetta, addirittura tacita, sarebbe meglio forse
che ci si dedicasse tutti, in attesa di modifiche strutturali dall'incerto
destino di cui si parla da quasi vent'anni, per rendere, con un effettivo
trasferimento di funzioni e risorse, più efficiente l'esistente. * Presidente
del Consiglio provinciale di Napoli Il progetto per il Palazzo della Provincia
di Napoli realizzato da Ferdinando Chiaromonte con la collaborazione di
Marcello Canino
( da "Affari Italiani (Online)"
del 03-04-2009)
Argomenti: Province
Politica
"Impossibile abolire le Province (almeno per ora)" Venerdí 03.04.2009
10:37 "Abbiamo deciso di fare un passaggio preventivo in Conferenza
Unificata per provare a recepire prima gli emendamenti. E' un po' quello che
abbiamo fatto con il testo del federalismo fiscale. Pensiamo di essere pronti
per il primo Consiglio dei ministri dopo Pasqua". Il ministro degli Affari
Regionali, Raffaele Fitto (Pdl), annuncia ad Affaritaliani.it la tempistica per
l'approvazione del Codice delle Autonomie. Conterrà anche l'abolizione delle
Province? "Come è noto, questo intervento non può che
essere fatto solo con una modifica costituzionale e quindi possiamo valutare
unicamente la possibilità di intervenire sulla dimensione dei Consigli,
ampliarli o ridurli. Questa è una delle ipotesi a cui stiamo lavorando. A
Costituzione vigente il tema dell'abolizione delle Province non si può prendere
in considerazione". tags: Fitto province abolizione codice autonomie
( da "Asca" del
03-04-2009)
Argomenti: Province
ENTI LOCALI: FITTO,
CODICE AUTONOMIE PRONTO SUBITO DOPO PASQUA (ASCA) - Roma, 3 apr - ''Abbiamo
deciso di fare un passaggio preventivo in Conferenza Unificata per provare a
recepire prima gli emendamenti. E' un po' quello che abbiamo fatto con il testo
del federalismo fiscale. Pensiamo di essere pronti per il primo Consiglio dei
ministri dopo Pasqua''. Il ministro degli Affari Regionali, Raffaele Fitto
(Pdl), annuncia ad 'Affaritaliani.it' la tempistica per l'approvazione del
Codice delle Autonomie. Conterra' anche l'abolizione delle Province? ''Come e'
noto, questo intervento non puo' che essere fatto solo con
una modifica costituzionale e quindi possiamo valutare unicamente la
possibilita' di intervenire sulla dimensione dei Consigli, ampliarli o ridurli.
Questa e' una delle ipotesi a cui stiamo lavorando. A Costituzione vigente il
tema dell'abolizione delle Province non si puo' prendere in considerazione''.
res-rus/sam/rob (Asca)
( da "Denaro, Il" del
03-04-2009)
Argomenti: Province
Enti Locali &
Cittadini autonomie Federalismo fiscale, nuova frontiera Difficile ipotizzare
gli scenari futuri, ma il Sud deve restare nell'agenda politica nando morra Per
il paese e per il sistema delle Autonomie inizia un "nuovo corso". I
giochi sono fatti. Il federalismo fiscale è la nuova frontiera per tutti. E'
difficile ipotizzare scenari di medio lungo periodo. Due cose sono certe. Dovrà
continuare incessante e decisa la battaglia per recupera, comunque, il
Mezzogiorno nella agenda politica. Che il banco di prova per il Sud è
impegnativo. Si misureranno meglio e di più le capacità o le deficienze della
classe dirigente a tutti i livelli. Dalla politica, alle istituzioni, alla
economia. Fare da soli è difficile ma può essere anche positivo e trainante.
Può costituire anche l'opportunità per un salto di qualità netto della
politica, della capacità di programmazione e di governo del sistema
meridionale. Il recente summit dei Presidenti delle regioni del Sud può
costituire il punto di svolta necessario per riproporre, al tempo stesso, la
"questione meridionale" e l'impegno ad innovare. Soprattutto nella
produttività della politica, delle istituzioni, delle macchine amministrative e
di governo dei territori meridionali. Dal versante delle autonomie, è una fase
molto delicata quella che stanno attraversando gli Enti Locali italiani. Il
disegno di legge delega sul federalismo fiscale, destinato a cambiare
profondamente l'assetto finanziario dei Comuni e delle Province, è stato
approvato in prima lettura al Senato, con l'astensione del Partito Democratico
e dell'Italia dei Valori e il voto contrario dell'UDC, ed ora è in discussione
alla Camera dei Deputati, dove dovrebbe, il condizionale è d'obbligo, essere
votato dall'Aula entro metà marzo. La Carta delle Autonomie locali è all'ordine
del giorno del Consiglio dei Ministri, che dovrebbe vararla entro febbraio: tra
i punti salienti, dovrebbe esserci la puntuale indicazione delle funzioni
fondamentali dei Comuni e delle Province, essenziale alla luce del diverso
sistema di perequazione previsto dal disegno di legge Calderoli, a seconda
della classificazione delle funzioni. Sullo sfondo, rimane la riforma
costituzionale, con la trasformazione del Senato in Camera delle Regioni e
delle Autonomie locali, logico completamento del processo di riforma
federalista, innescato dal nuovo Titolo V della Costituzione. Questo percorso
riformatore, che sulla carta dovrebbe rafforzare gli spazi di autonomia degli
Enti Locali, si scontra però con una realtà che sembra andare in una direzione
esattamente opposta. Le rappresentanze associative dei
Comuni e delle Province, Legautonomie compresa, avevano già sollevato a suo
tempo, forti critiche nei confronti dell'impianto della manovra finanziaria
2009, per quanto riguarda l'insieme degli Enti Locali. L'abolizione dell'ICI
prima casa aveva assestato un primo, duro colpo all'autonomia finanziaria dei
Comuni, facendo venire meno entrate per 3,5 miliardi di euro, solo
parzialmente compensate dai trasferimenti erariali aggiuntivi. Nel 2009 il
"buco"per le casse comunali sarà di 800 milioni di euro. Il Decreto
legge 112/2008, a sua volta, aveva imposto ai Comuni, nonostante l'avanzo
registrato nel 2007, unico comparto della Pubblica amministrazione, uno sforzo
di risanamento molto consistente. Un miliardo e 340 milioni nel 2009, destinati
a salire a 2 miliari e 200 milioni nel 2010 e 3 miliardi e 900 milioni nel
2011, bloccando l'autonomia impositiva degli Enti, che non potranno toccare le
aliquote dei propri tributi e, tagliano ulteriormente trasferimenti erariali
già ridimensionati dal Decreto legge 223/2006, ICI e fabbricati rurali, e dalla
Finanziaria
( da "Italia Sera"
del 03-04-2009)
Argomenti: Province
Cronaca Roma Siglato
un protocollo d’intesa tra Regione Lazio, PalazzoValentini
e Rete Ferroviaria Italiana Provincia, cancellati tredici passaggi a livello
Investimento milionario per modernizzare le direttrici da e per la Capitale Abolizione di tredici passaggi a livello
sulle linee ferroviarie all'interno della Provincia di Roma. Questo l'obiettivo
di un protocollo d'intesa siglato ieri mattina in Regione dal presidente Piero
Marrazzo, dal presidente della Provincia di Roma, Nicola Zingaretti e
dall'amministratore delegato di Rfi, Michele Mario Elia, che prevede un
finanziamento di 16 milioni di euro in tre anni, di cui 5 da parte della
Regione e 11 da parte della Provincia. Con la soppressione dei passaggi a
livello si punta a migliorare la puntualità dei treni, a garantire la sicurezza
stradale tramite cavalcavia e sottopassi che verranno realizzati, e ad avere
meno smog lungo i tratti ferroviari. Dei tredici passaggi a livello che saranno
eliminati cinque si trovano sulla linea Roma-Velletri, due sulla Roma-Albano,
due sulla Roma-Nettuno, due sulla Roma-Tivoli, uno a testa sulla Roma-Frascati
e sulla Roma-Viterbo. "Entro il 2009 – ha affermato Zingaretti-
saranno avviati i lavori: uno sulla linea Roma-Velletri, all'altezza di Ariccia, e un altro sulla
linea Roma-Nettuno, all'altezza di Campoleone. La sfida è quella di entrare e
uscire da Roma più facilmente e ringrazio la Regione che sta investendo sul
territorio provinciale". Zingaretti ha rilancia l'idea "di realizzare
una metropolitana provinciale di superficie per l'hinterland", definendo
l'accordo "l'inizio di una grande opera e una manovra anticiclica".
Sulla stessa lunghezza d'onda il presidente Marrazzo che ha affermato:
"Programmare in tempo di crisi assume un significato diverso. Abbiamo
messo in agenda opere su ferro, su materiale rotabile, e nelle stazioni che
daranno risposte ai cittadini mai avute negli ultimi anni. Come Regione
chiederemo alla Provincia e ai Comuni, a partire dal Comune di Roma, di fare
una politica sinergica". Secondo Marrazzo "dobbiamo assolutamente
lavorare su un patrimonio troppo a lungo dimenticato. E' come se noi oggi facessimo
rivivere qualcosa". Edizione n. 2153 del 03/04/2009
( da "Gazzettino, Il (Pordenone)"
del 03-04-2009)
Argomenti: Province
Falsa partenza dei
Tre Platani Venerdì 3 Aprile 2009, Sacile (da.fu.) Hanno preso il via i
campionati a squadre. Trentaquattro i team iscritti
(provenienti dalle province
di Pordenone, Treviso e Venezia), ciascuno dei quali schiera 6 giocatori. Si aggiungono
le due riserve. La novità di quest'anno è l'abolizione del pareggio. Ogni gara
metterà a disposizione 7 punti anziché 6, conteggiando il totale delle piastre
lanciate. In serie A i neopromossi sacilesi del Tre Platani sono partiti
con il piede sbagliato, avendo perduto (1-6) di fronte ai Glicini Fasolato. Non
hanno tradito le attese i campioni uscenti: i trevigiani dell'Amicizia hanno
assestato il cappotto al La Rosta. Classifica: Amicizia 7 punti, Glicini 6, La
Stazione e Quadrifoglio 5, Aurora 4, Al Gallo-Le Rose 3, Moro Service e Busatto
2, Tre Platani 1, Rondine Cavallino e La Rosta zero. In cadetteria sorride il
solo Casut di Fontanafredda, che ha superato di un'incollatura (4-3) l'Olimpia.
Il Cavolano è stato piegato 2-5 dal GialloBlu Mareno. È andata peggio al
"novellino" Codogné, azzerato dai Notturni. Classifica: Notturni 7
punti, Silea, Folgore, Gb Mareno e Bar Sport 5, Casut 4, Olimpia 3, Fenice,
Nove Birilli, Cavolano e Ospedalieri 2, Codogné zero. Di pordenonese in serie C
è rimasto il Fratta di Caneva, che ha ben esordito, avendo ragione 4-3 della
seconda formazione dei Notturni. Classifica: San Luigi Cima, Notturni III e Al
Gallo-Le Rose 7 punti, Giardino 5, Fratta 4, Notturni II 3, Aurora 2, Nuova
Calandra, Saranese e Veterani Noale zero. Nella domenica delle Palme il Bar
Mexico di Fontanafredda ospiterà la classica e seguitissima gara pasquale. A
giugno il club di patròn Luigi Favret farà l'enplein, ospitando pure l'incontro
nazionale, essendo saltata l'ipotesi di Jesolo.
( da "Affari Italiani (Online)"
del 03-04-2009)
Argomenti: Province
Politica
"Impossibile abolire le Province (almeno per ora)" Venerdí 03.04.2009
15:00 "Abbiamo deciso di fare un passaggio preventivo in Conferenza
Unificata per provare a recepire prima gli emendamenti. E' un po' quello che
abbiamo fatto con il testo del federalismo fiscale. Pensiamo di essere pronti
per il primo Consiglio dei ministri dopo Pasqua". Il ministro degli Affari
Regionali, Raffaele Fitto (Pdl), annuncia ad Affaritaliani.it la tempistica per
l'approvazione del Codice delle Autonomie. Conterrà anche l'abolizione delle
Province? "Come è noto, questo intervento non può che
essere fatto solo con una modifica costituzionale e quindi possiamo valutare
unicamente la possibilità di intervenire sulla dimensione dei Consigli,
ampliarli o ridurli. Questa è una delle ipotesi a cui stiamo lavorando. A
Costituzione vigente il tema dell'abolizione delle Province non si può prendere
in considerazione". tags: Fitto province abolizione codice autonomie
( da "Travel Trade Italia.com"
del 03-04-2009)
Argomenti: Province
03/04/2009 20.00
Martano, Provincia di Napoli: "Favorevoli al Ministero"
"Vogliamo rilanciare il segmento Italia, per questo siamo
favorevoli alla rinascita del Ministero del Turismo" lo dichiara Giovanna
Martano, assessore al Turismo per la Provincia di Napoli, che prosegue:
"Il referendum di abolizione del ministero è stata una follia; la nostra
esigenza, oltre alla Campania, è quella di rilanciare l'intero sistema facendo
lavorare insieme pubblico e privato" Siti sponsorizzati
( da "TTG Italia Online"
del 03-04-2009)
Argomenti: Province
03/04/2009 20.00
Martano, Provincia di Napoli: "Favorevoli al Ministero"
"Vogliamo rilanciare il segmento Italia, per questo
siamo favorevoli alla rinascita del Ministero del Turismo" lo dichiara Giovanna
Martano, assessore al Turismo per la Provincia di Napoli, che prosegue:
"Il referendum di abolizione del ministero è stata una follia; la nostra
esigenza, oltre alla Campania, è quella di rilanciare l'intero sistema facendo
lavorare insieme pubblico e privato"
( da "Alto Adige" del
04-04-2009)
Argomenti: Province
di Valeria
Frangipane «L'Asl sposta personale, non licenzia» Theiner: «Fabi ci chiede
altri 20 milioni Ma prima dobbiamo verificare i progetti» «Rianimazione verso
il reparto unico Lo stesso accadrà alle due Chirurgie del San Maurizio»
BOLZANO. «L'Asl non licenzia nessuno ma, se sarà necessario, sposterà i dipendenti.
Possibile anche il taglio del turn over». L'Asl deve far quadrare i conti e
l'assessore alla sanità Richard Theiner conferma indirettamente il piano
annunciato ai sindacati dal direttore generale Andreas Fabi. Guai però a
parlargli di "tagli" perchè la parola giusta è «razionalizzazione».
Razionalizzazione che si concretizzerà comunque con 50 dipendenti in meno nei
quattro Comprensori:
( da "Gazzetta di Modena,La"
del 04-04-2009)
Argomenti: Province
Pd davanti alle scuole:
no ai tagli Nuova campagna di mobilitazione del Pd contro i tagli alla scuola.
L'iniziativa in difesa della scuola è partita già ieri sera a Nonantola con la
raccolta di firme per la petizione "Per una scuola pubblica di qualità per
tutti". Oggi il Pd organizzerà un banchetto in centro storico a Modena e
in altre piazze della provincia. Da lunedì avrà inizio la mobilitazione davanti
a 250 istituti modenesi: il Pd sarà all'ingresso delle scuole per raccogliere
nuove firme e per informare insegnanti, genitori, dirigenti e alunni sulle
conseguenze dei tagli imposti dal governo. L'obiettivo principale è quello di
portare il ministro Gelmini in parlamento per una discussione e un voto
parlamentare su nuove soluzioni, alternative a quelle già prese, per i problemi della scuola pubblica italiana. Questa
mobilitazione si prefigge di richiedere un'immediata cancellazione dei tagli di
8 miliardi di euro e di 132mila lavoratori della scuola attuati dal governo,
l'abolizione del maestro unico e dell'orario a 24 ore settimanali ed infine il
ripristino delle compresenze dei docenti nella scuola elementare. A
tutto questo si aggiunge l'appello per l'attuazione di un piano straordinario
nazionale per la messa a norma degli edifici scolastici, per il risparmio
energetico e per laboratori e attrezzature didattiche. I dati forniti dal Pd
parlano di circa 231 docenti in meno in provincia di Modena rispetto ad un
aumento stimato intorno ai 1500 alunni in più per il prossimo anno scolastico.
Solo nella scuola superiore si stimano 28 classi in più, mentre nella scuola
dell'infanzia si richiedono invece 6 nuove sezioni che necessiterebbero della
disponibilità di 12 docenti in più. A questo si aggiungono i dati della
"bocciatura" modenese del maestro unico: solo 57 famiglie in tutta la
provincia, infatti, hanno scelto questo metodo d'insegnamento mentre il tempo
pieno è stato richiesto per 4327 alunni, circa il 70% delle domande. (gabriele
morisi)
( da "Arena, L'" del
04-04-2009)
Argomenti: Province
Sabato 04 Aprile
2009 NAZIONALE Pagina 4 La scommessa di Casini è portar via voti a Franceschini
Il Partito democratico alle politiche prese il 33 per cento contro il 37 del
Pdl. Se questa distanza di quattro punti si triplicasse, o se il Pd dovesse
scendere sotto la soglia del 26-27 per cento, gli osservatori ammettono un
possibile smottamento a destra: Mantini non sarebbe lasciato solo. Per ottenere
consensi a sinistra Casini non può fare troppe aperture a Berlusconi. Voterà
per i provvedimenti del governo giudicati convincenti ( la casa, per esempio), lo stimolerà ad attuare alcune parti del programma in sospeso
(l'abolizione delle Province), continuerà a contestargli poco coraggio sulla
riforma delle pensioni, lo incalzerà sugli aiuti economici alle famiglie. Ma la
distanza che lo separa dal Cavaliere riguarda soprattutto la concezione di base
della politica. Casini non accetterà mai un rapporto diretto tra il
leader e il popolo: la sua educazione democristiana glielo impedisce in radice.
Né guarda con simpatia al partito-governo di Berlusconi. Eppure tra i due i
toni esasperati dello scorso anno non si odono più. È cominciato un delicato
gioco di scacchi: Berlusconi è interessato alla crisi del Pd, non ama una Udc
rafforzata eppure potrebbe guardare con interesse, in prospettiva, a qualcosa
che gli consenta di arginare le pretese della Lega, se si facessero troppo
forti. Il miraggio del 51 per cento resiste: ma arrivarci da soli...
( da "Resto del Carlino, Il (Rimini)"
del 04-04-2009)
Argomenti: Province
BELLARIA E
VALMARECCHIA pag. 21 Scuole a rischio, la proposta di Uncem VALMARECCHIA SCUOLE
ancora a rischio in alta Valmarecchia. Per affrontare la nuova riforma Gelmini,
la Provincia di Pesaro e Urbino ha deciso di costituire, nel prossimo
consiglio, un tavolo sulla scuola, insieme a Maria Assunta Paci, presidente
dell'Uncem Marche (unione nazionale comuni montani). «Gli organici saranno
assegnati a fine aprile afferma la Paci e a rischio ci sono molte scuole
dell'entroterra. Abbiamo presentato alla direzione scolastica regionale, in
accordo con i sindacati, la proposta di mantenere, per ogni comune, almeno una
scuola. Abbiamo evidenziato le particolarità di alcuni comuni come Pennabilli,
Casteldelci, Montecopiolo, ma anche Montecerignone in Valconca». Le Marche
hanno già razionalizzato in maniera seria nel settore scolastico, «arrivando ad
avere uno dei più elevati rapporti alunni-classi, superiore a tutti gli
obiettivi del piano programmatico ministeriale spiega la Paci . Le scuole
marchigiane, hanno infatti un tasso di mobilità attivo, con
oltre 1500 studenti in più rispetto alla media delle altre regioni. Per non
parlare degli immigrati iscritti: solo nell'anno scolastico 2008/2009 ne sono
arrivati oltre 3000». Conclude il presidente: «Mi rifiuto di dover scegliere
tra l'abolizione dell'unica scuola di un comune di montagna come Casteldelci,
per formaree classi di oltre 30 allievi in altri territori. Per questo
chiedo a tutti di restare uniti, battendoci per ottenere delle condizioni
rispettose per tutti». r. c. Image: 20090404/foto/1415.jpg
( da "Messaggero, Il (Rieti)"
del 04-04-2009)
Argomenti: Province
Sabato 04 Aprile
2009 Chiudi Dopo la preoccupazione esternata dal segretario generale di Cgil,
Tonino Pietrantoni, in merito a un possibile ripensamento del governo
sull'applicazione della legge regionale appena approvata sui distretti di
montagna, tra cui è compreso il Grifoni di Amatrice, arrivano le dichiarazioni
dei consiglieri regionali di maggioranza, Annamaria Massini e Mario Perilli.
«Non bisogna permettere al governo di imporci di cancellare la legge a difesa
dei presidi sanitari montani. Ci associamo - spiegano la Massimi e Perilli - al
grido di allarme dei colleghi Lucherini e Parroncini, nel sottolineare il colpo
basso che il governo ha tirato alla Regione Lazio. Oltre a non erogare 1
miliardo e 200 milioni di euro di trasferimenti, si vuole la cancellazione
della legge sugli ospedali montani. Una pretesa assurda che viola la potestà
legislativa del consiglio regionale del Lazio. Questa legge - proseguono
Perilli e Massimi - ha come obiettivo di sostenere l'offerta di servizi
sanitari in aree montane deboli dal punto di vista economico e sociale, di
contrastare lo spopolamento e migliorare la qualità della vita. La legge non
prevede spese aggiuntive oltre ai normali trasferimenti già erogati alle Asl
competenti. Ci aspettiamo ora, che tutte le forze politiche difendano la legge,
senza cedere ai ricatti assurdi del governo». Una posizione in perfetta
sintonia con Cgil che proprio ieri l'altro aveva annunciato che il governo avrebbe vincolato lo sblocco di ulteriori trasferimenti economici
per la Sanità della Regione Lazio all'abolizione della legge regionale sugli
ospedali di montagna tra i quali anche quello di Amatrice, che proprio perché
di montagna è quello che in provincia di Rieti rischia di più anche rispetto
agli effetti della riorganizzazione della rete ospedaliera in atto da parte
della Regione. A. Bo.
( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)"
del 04-04-2009)
Argomenti: Province
POLITICA pag. 10 E
SE FOSSE Enrico Letta l'uomo dei sogni di Pier Ferdinando Casini? Chiudend... E
SE FOSSE Enrico Letta l'uomo dei sogni di Pier Ferdinando Casini? Chiudendo
stasera l'assemblea nazionale del suo partito a Roma, il leader dell'Udc ne
traccerà il percorso. Percorso breve, perché esattamente tra due mesi, con le
elezioni europee e le amministrative, la situazione potrebbe cambiare e
assumere la fisionomia definitiva prima delle nuove elezioni politiche del
2013. Il nome di Letta naturalmente oggi non comparirà nel discorso di Casini.
Ma la sua strategia è di approfittare di un eventuale smottamento a destra del
Partito democratico. Casini è molto deluso da Franceschini. Lo vede
protagonista di uno sbilanciamento a sinistra e non apprezza il fatto che
questa politica, più radicale di quella di Veltroni, sia stata astutamente
affidata a un ex democristiano. La vera collocazione europea del Pd si
conoscerà solo dopo il voto, ma nelle conversazioni private gli ex
democristiani dicono che faranno un gruppo federato con il Pse, eppure
autonomo, mentre gli ex comunisti assicurano che comunque si giri la frittata a
parlare in aula per tutti sarà il capogruppo socialista. Tutto questo sta
determinando forti inquietudini nell'ala più moderata del Pd e Casini se ne
avvede nei suoi giri per l'Italia: non incontra più parecchi vecchi militanti
ed elettori dell'Udc che sono passati con Berlusconi, incontra con sua stessa
sorpresa molti militanti del Pd che stanno pensando di passare con lui. Alle
amministrative l'Udc giocherà su tre tavoli: si presenterà da sola più o meno
nel settanta per cento dei casi, con una forte mobilitazione dei suoi uomini
più rappresentativi; si alleerà con il Pdl nel 25 per cento e con il Pd nel 5
restante, soprattutto in Puglia e a Firenze, dove giocherà la carta Renzi.
Naturalmente saranno decisivi i risultati: quello dell'Udc, che deve superare
il 5.6 per cento delle politiche, ma soprattutto quello del Pd. LA COSTITUENTE
di centro è il limbo in cui finora dal Pd è transitato Pierluigi Mantini,
deputato milanese responsabile per i rapporti con gli ordini professionali. Ma
molti ritengono che Mantini sia una testa di ponte per successivi traslochi. E'
difficile stabilire quale sia la soglia di delusione per i Democratici che alle
politiche presero pur sempre il 33 per cento contro il 37 del Pdl. Se questa
distanza di quattro punti si triplicasse, se addirittura il Pd dovesse scendere
sotto la soglia del 26-27 per cento, gli osservatori mettono nel conto un
possibile smottamento a destra ed è pensabile che Mantini non venga lasciato
solo. Per ottenere consensi a sinistra Casini non può fare troppe aperture a
Berlusconi. Voterà per i provvedimenti del governo giudicati convincenti (la
casa, per esempio), lo stimolerà ad attuare alcune parti
del programma in sospeso (l'abolizione delle Province), continuerà a
contestargli poco coraggio sulla riforma delle pensioni, lo incalzerà sugli
aiuti economici alle famiglie. Ma la distanza che lo separa dal Cavaliere
riguarda soprattutto la concezione di base della politica. Casini non
accetterà mai un rapporto diretto tra il leader e il popolo: la sua educazione
democristiana glielo impedisce in radice. Né guarda con simpatia al
partito-governo di Berlusconi. Eppure tra i due i toni esasperati dello scorso
anno non si odono più. E' cominciato un delicato gioco di scacchi: Berlusconi è
interessato alla crisi del Pd, non ama una Udc rafforzata eppure potrebbe
guardare con interesse, in prospettiva, a qualcosa che gli consenta di arginare
le pretese della Lega, se si facessero troppo forti. Il miraggio del 51 per
cento resiste: ma arrivarci da soli
( da "Mattino, Il (Salerno)"
del 04-04-2009)
Argomenti: Province
Positano. È stato un
De Luca a tutto campo quello presentatosi alla platea dei giovani costruttori
per discutere di impresa, pubblica amministrazione e costruzione di una nuova
politica. Il sindaco di Salerno si è tolto più di un sassolino dalla scarpa,
lanciando critiche verso la gestione dei fondi europei e quelle "procedure
inammissibili" che rallentano i percorsi amministrativi. Ma anche
all'indirizzo di Regione, Provincia e dello stesso governo. In particolare, sul
Piano Casa. «Ci è stato detto che questo piano casa vale 5000 vani - ha
esordito De Luca - Soltanto noi abbiamo previsto 3000 alloggi e poi la norma
dice che gli interventi dovranno essere fatti in coerenza con i Puc, ma la
stragrande maggioranza dei comuni ne sono sprovvisti». E affonda: «Ci prensiamo
in giro, tnato più che questo piano sarà valido per appena 18 mesi». De Luca,
che non condivide la proposta di Cascetta sulla Social Housing («la mescolanza
sociale è una bella cosa ma non funziona»), ha puntato l'indice contro il
rapporto tra istituzioni e potere giudiziario. «Nella pubblica amministrazione
si vive con terrore, perché l'Italia è paralizzata dal dilagare del potere
giudiziario nella pubblica amministrazione - ha detto De Luca - La cassazione
di recente ha annullato un decreto di esproprio di un'area a Pastena dopo sette
anni e imprese e proprietari si sono rovinati». Poi la stoccata ai ritardi e
alle sovrapposizioni degli enti: «Un dirigente deve avere la responsabilità ma
anche l'obbligo di decidere - ha aggiunto De Luca - A Salerno i funzionari del Comune
sono responsabili sia dal punto di vista disciplinare che patrimoniale per
ritardi non legati alle normative nazionali». Altro fronte di polemica l'uso
dei fondi europei, che secondo de Luca andrebbe pensato in grande. «Bisogna
puntare su quattro o cinque progetti per ogni area e non polverizzare risorse
come è stato fatto per i Por 2000 - 2006. Per questo, parleremo con la Regione,
perché ci sono ritardi enormi tant'è che i primi due anni del Por 2007 - 2013
sono passati a vuoto». De Luca che ha poi snocciolato i progetti in cantiere
come la pineta, l'area del pastificio Amato, Piazza della Libertà e Piazza
della Concordia, ha elogiato la nuova legge urbanistica regionale varata di
recente. «Credo sia eccellente - ha detto - anche se la nuova normativa è stata
vanificata dai settori ambientali che rallentano i percorsi amministrativi con
procedure inammissibili. La regione programma, la provincia coordina, i comuni
gestiscono - ha tuonato De Luca - non si può e non si deve uscire da questo
schema». Chiaro il riferimento alla Provincia che secondo De Luca nel piano di
coordinamento provinciale, «quasi detta le regole». «Siamo alla follia - ha
proseguito - perché ci vuole semplificazione radicale o torniamo nella palude».
Poi un nuovo attacco alla regione: «Per Piazza della Libertà i fondi rientrano
nei piani integrati urbanistici e il comune dovrebbe avere 54 milioni dalla
regione ma non abbiamo visto un euro». Gli applausi della platea spingono De
Luca a un nuovo affondo. «Basta con piani strategici, regolamenti e commissioni
miste - tuona De Luca - Piazza della Libertà vuole essere una grande opera
rappresentativa della città. Noi andremo avanti come un carro armato anche se
c'è il flebile sospiro di qualcuno che stava meglio e non diceva niente quando c'erano
baracche e spaccio di droga». Infine, il De Luca pensiero
tocca il progetto di abolizione delle province. «Le toglierei in 24 ore - ha detto il sindaco di Salerno -
quello che potevo fare l'ho fatto, togliendo le circoscrizioni, perché
moltiplicare i livelli istituzionali è un delitto per l'efficienza della
macchina istituzionale e i costi amministrativi. Di fronte a questa
crisi tutto ciò che blocca il dinamismo economico va cancellato». ma.am.
( da "Mattino, Il (Salerno)"
del 04-04-2009)
Argomenti: Province
MARIO AMODIO «Il
Piano Casa è una prima risposta al fabbisogno abitativo della Campania, ma non
è risolutiva». Piace a metà l'iniziativa del Governo ai giovani costruttori
dell'Ance, riuniti ieri a Positano per discutere sul tema «Costruire non è un
gioco - Impresa e pubblica amministrazione: cosa cambiare, come cambiare». Un
argomento, che secondo l'Ance Campania, risulta oggi perfettamente centrato in
funzione delle decisioni del Governo e, in conseguenza, degli enti locali «per
ridare impulso all'edilizia». Una spinta che, dalle relazioni di Nunziante
Coraggio, presidente Ance Campania, e Enrico Errichiello, a capo
dell'associazione dei giovani imprenditori edili dell'Ance Campania, non sarà
completamente garantita attraverso il Piano Casa sul quale sono state espresse
valutazioni contrastanti. Se da un lato si sostiene che tra il niente e
qualcosa è meglio la seconda possibilità, dall'altro si teme che l'impatto
sull'economia sia marginale anche perché, secondo gli edili, ne beneficeranno
soltanto i piccoli artigiani e non le grandi imprese a causa dei parametri imposti
dalle percentuali e dai vincoli che riguardano i centri storici. A ritenere che
l'impatto sul settore non sarà positivo è stato Nunziante Coraggio, per il
quale la vera rivoluzione sarebbe stata la riconversione delle aree industriali
dismesse. «Il cambio di destinazione d'uso di questi spazi avrebbe consentito
la realizzazione di nuovi insediamenti abitativi nel rispetto dell'ambiente» ha
detto il presidente dell'Ance Campania che ha poi chiesto la sburocratizzazione
soprattutto a livello regionale delle procedure. «Questo accavallamento è un
colpo letale per le imprese - ha poi aggiunto - per non parlare dei ribassi
anomali nelle gare d'appalto che ci saranno sempre se le progettazioni non
saranno esecutive. Dalla crisi si esce solo con provvedimenti che esistono già
come la permuta immobiliare, il leasing in costruendo e il project financing».
Per Errichiello, al di là delle perplessità, il Piano Casa deve rappresentare
«un'occasione per il recupero architettonico del patrimonio edilizio che in
molti casi è stato realizzato indiscriminatamente e senza logica negli anni
Sessanta». «L'amarezza - ha poi aggiunto - è per non aver incluso immobili
dismessi considerato che anche i Comuni hanno la possibilità di escludere
determinate aree». Per l'assessore regionale ai trasporti, Ennio Cascetta, la
definizione di Piano Casa è impropria perché sarebbe opportuno pensare a un
progetto che preveda abitazioni con canone di locazione calmierato, altre per
fasce deboli e quote che i costruttori si riservano per la vendita. «Il vero
piano casa è il Social Housing - ha detto Cascetta - E' questo che dobbiamo
fare perché si mettono insieme tutte le fasce sociali». L'assessore ai
trasporti, ha annunciato, sul fronte urbanistico, una serie di semplificazioni
a cominciare dalla individuazione di un unico rappresentante ai tavoli delle
conferenze dei servizi. «Costruire non è un gioco ma è un tormento - ha detto
Cascetta parafrasando il titolo del convegno - Abbiamo introdotto
semplificazioni al sistema e proseguiremo con l'introduzione della stazione
appaltante. Una struttura unica organizzata e formata da Prefettura e Genio
Civile per supportare gli enti nelle procedure d'appalto e che interviene
qualora le opere non vengono aggiudicate». Cascetta che è
stato poi sollecitato anche sulla abolizione delle province (ha sottolineato che "la vera innovazione è costituita
dalle aree metropolitane") ha poi parlato di turismo e portualità che
interesserà soprattutto Salerno. «La Campania ha una vocazione marinara ma il
rapporto col mare era inesistente fino a quando non si insediata la giunta
Bassolino. Non c'era un solo progetto di porto e il 60% di quelli
esistenti non avevano servizi. Ora ci sono 4 grandi progetti in project
financing: due per Salerno, Marina di Arechi e Marina di Pastena, e i restanti
per Napoli e Castelvolturno».
( da "Wall Street Italia"
del 04-04-2009)
Argomenti: Province
Province/ Podestà: Abolizione è competenza del Parlamento di Apcom Confronto
con Penati al momento opportuno -->Milano, 4 apr. (Apcom) - L'abolizione
delle Provincie "é di competenza del Parlamento". Per questo "è
sterile fare annunci su cose che non dipendono ne da me ne da Penati". Chi
parla è il candidato alle provinciali milanesi del Pdl Guido Podestà, questo
pomeriggio a Milano per un appuntamento politico. "Nel momento in cui
verranno abolito - ha aggiungo - nessuno ingiungerà, l'importante è che finchè
c'è la provincia funzioni, non come in questi ultimi cinque anni. Quanto invece
al confronto diretto con l'avversario del Pd Filippo Penati, ha detto: "Il
confronto si vede sulla inattività di questi cinque anni. il confronto delle
parole sarà fatto al momento opportuno".
( da "Virgilio Notizie"
del 04-04-2009)
Argomenti: Province
Milano, 4 apr. (Apcom) - L'abolizione delle Provincie "é di competenza del
Parlamento". Per questo "è sterile fare annunci su cose che non
dipendono ne da me ne da Penati". Chi parla è il candidato alle
provinciali milanesi del Pdl Guido Podestà, questo pomeriggio a Milano per un
appuntamento politico. "Nel momento in cui verranno abolito - ha
aggiungo - nessuno ingiungerà, l'importante è che finchè c'è la provincia
funzioni, non come in questi ultimi cinque anni. Quanto invece al confronto
diretto con l'avversario del Pd Filippo Penati, ha detto: "Il confronto si
vede sulla inattività di questi cinque anni. il confronto delle parole sarà
fatto al momento opportuno".
( da "Giornale di Brescia"
del 05-04-2009)
Argomenti: Province
Edizione: 05/04/2009
testata: Giornale di Brescia sezione:la città La Civica: «Province enti da
abolire, noi non votiamo» n «L'ente Provincia? Non serve, non voto». È questo
lo slogan sostenuto dall'associazione Lista Civica Brescia in collaborazione
con l'omonimo network nazionale impegnato in una forte campagna di
astensionismo alle prossime elezioni provinciali. Nato lo scorso gennaio a
Venezia, «Non serve, non voto» è un comitato «libero e apartitico», spiega
Michele Bortoluzzi, portavoce della campagna. «Tutti gli schieramenti, tranne
la Lega, sono concordi sulla necessità di abolire le Province - continua Valter
Braghini, della Lista Civica -, ma tutti chiedono il voto. Noi no, diciamo
basta e non votiamo». Andrea Bartoli, sempre della Civica, rende conto dei
costi sostenuti per finanziare le 110 Province italiane e sottolinea: «Costano
16,5 miliardi di euro all'anno, e circa il 73% di questo denaro serve per il
mantenimento del personale, per gli affitti, per le auto blu, per bollette
varie. Solo il 27% finisce in spese per i servizi ai cittadini». Riferendosi
poi al nostro territorio aggiunge: «A Brescia i 52 politici provinciali costano
1 milione e mezzo di euro all'anno». L'abolizione delle 110
Province italiane, 12 delle quali create ex-novo dal 1995 al 2002, è dunque
l'obiettivo sostenuto dal movimento, che suggerisce anche come comportarsi per
sostenere l'iniziativa. «Una volta raggiunto il seggio per votare alle europee
e alle provinciali - spiega Gabriele Avalli - l'elettore dovrebbe rifiutare la
scheda per le provinciali. In alternativa, potrebbe comunque ritirarla,
annullandola apponendo su di essa il logo "Amo l'Italia, non voto la
Provincia"». Il presidio informativo di ieri in piazza Paolo VI è stato
ripreso dalla troupe del programma Ballarò. Sull'iniziativa è stato attivato il
sito www.nonservenonvoto.it.l. ro.
( da "Corriere delle Alpi"
del 05-04-2009)
Argomenti: Province
Una non lista con un
non presidente Il movimento del non voto punta all'abolizione
delle Province BELLUNO. Una non lista di futuri non consiglieri a sostegno di
un non candidato alla presidenza di una Provincia, che non vorrebbero. Si
chiama "Amo l'Italia, non voto la Provincia" l'iniziativa nata ormai
diversi mesi fa da un gruppo trasversale, che punta all'abolizione degli enti
amministrativi intermedi tra Regioni e Comuni. Per una questione
puramente pratica, e cioè per non sparire in un regime di par condicio, il
movimento ha deciso di presentarsi alle elezioni provinciali, in modo tale da
poter partecipare alle tribune elettorali e più in generale al dibattito
politico. Dunque: raccolta di firme, presentazione di una lista con i canonici
24 nomi a copertura di tutti i collegi circoscrizionali del territorio e
candidato non presidente, che a Belluno sarà un giovane, Giovanni Patriarca.
Per tutti c'è l'impegno formale, sottoscritto con un documento ufficiale, a
rifiutare il seggio nella malaugurata ipotesi che venga raggiunta la soglia
utile e che nelle Provincie possa entrare un consigliere. Un altro bellunese,
Michele Bortoluzzi, è non candidato alla Provincia di Padova. Bortoluzzi un
tempo ci credeva, tanto che fu candidato, vero, alla Provincia di Belluno nel
2004 con i Riformatori Liberali, ma non riuscì ad entrare in consiglio. «Allora
pensava di poter cambiare le cose dall'interno delle istituzioni», spiega
Lorenzo Furlan, non candidato a Venezia. «Da quarant'anni ci promettono di
abolire le Province», dice ancora Furlan, che ieri era a Belluno con Patriarca
per la raccolta delle firme, «e ad ogni elezione i politici ripetono la stessa
cosa, ma poi non fanno niente, perché hanno interessi diversi da quelli dei
cittadini». Il movimento per il non voto ha deciso quindi di agire in modo più
clamoroso, invitando gli italiani a non andare a votare. L'obiettivo è scendere
sotto la soglia psicologica del 50%, oppure creare un differenziale di almeno
il 10% tra i votanti alle altre elezioni in programma a giugno e quelle
provinciali. Intanto prosegue la raccolta di firme per la proposta di legge di
iniziativa popolare. «Le Province costano 16,5 miliardi di euro all'anno, il
73% del denaro serve a mantenere gli enti stessi, che non servono a nulla
perché non hanno competenze specifiche e quelle poche potrebbero andare ai
Comuni».
( da "Mattino di Padova, Il"
del 05-04-2009)
Argomenti: Province
SCONTRO SULLA CITTA'
METROPOLITANA Grigoletto: «Spesi 12 mila euro per l'ufficio di Rossi» «Sono
stati spesi 12 mila euro per arredare l'ufficio di Ivo Rossi per la città
metropolitana. Ma se Padova non è stata riconosciuta dal federalismo?».
L'accusa è di Stefano Grigoletto, presidente Pdl del quartiere centro. Che,
delibere alla mano, attacca: «La spesa esatta è di 12.093,60 euro per gli
arredi commissionati alla ditta «Lg» di Lista e Giaretta - racconta il
presidente - A fine legislatura mi sembra un'arroganza di spesa. Non era
possibile usare mobili già presenti in Comune o nei magazzini comunali?». Senza
contare, prosegue l'esponente dell'area di An, che Padova non è stata
riconosciuta come città metropolitana, nella bozza di federalismo approvata
alla Camera. «Le aspirazioni sono legittime, Padova lo merita - sottolinea
Grigoletto - Ma sarebbe bene che allo sforzo dell'assessore
si accompagnasse anche un analogo impegno per l'abolizione delle Province.
Altrimenti si tratterebbe di un terzo ente istituzionale, e forse di una
poltrona in più per Ivo Rossi». L'assessore però non si scompone e replica con
altrettanta durezza: «Il povero Grigoletto non sa di cosa parla.
D'altronde non ha mai assistito a una riunione della conferenza dei sindaci
della città metropolitana - sottolinea - A palazzo Angeli, in Prato della
Valle, mancava l'arredo. E non è certo comodo fare le riunioni in piedi.
Oltretutto non è una scelta che ho previsto io, ma l'ha fatto autonomamente il
settore patrimonio». Piuttosto Ivo Rossi è il firmatario della lettera inviata
ai ministri Calderoli e Bossi per chiedere il riconoscimento di Padova come
città metropolitana.
( da "Mattino di Padova, Il"
del 05-04-2009)
Argomenti: Province
Inedito confronto pre-amministrative.
Il sindaco più nervoso del suo più probabile avversario alle elezioni «Se vinco
lo nomino vicesindaco» Saia a Zanonato, una battuta all'incontro sul referendum
L'esponente Pdl «Troveremo l'accordo anche con la Lega» CLAUDIO MALFITANO Per
la prima volta faccia a faccia, anzi gomito a gomito. Flavio Zanonato e
Maurizio Saia, non da avversari per la carica di primo cittadino ma da
«alleati» nella promozione del referendum sulla legge elettorale. Situazione
curiosa quella che si è creata ieri mattina all'hotel Accademia, in zona
Pescarotto, in occasione della conferenza stampa del comitato promotore della
consultazione popolare che vuole abolire il sistema proporzionale e
ripristinare le preferenze. Il più nervoso è apparso il sindaco uscente. Alla
domanda dei cronisti sull'imminente campagna elettorale è sbottato: «Siamo qui
per parlare d'altro. Se voi giornalisti volete determinare gli argomenti da
trattare dovete candidarvi e farvi eleggere. Parlerò di questo in altre
occasioni». Il senatore Pdl invece se la cava con una battuta: «Io e Zanonato
siamo d'accordo su alcuni argomenti? Vuol dire che se sarò io il candidato e se
dovessi vincere lo proporrò come vicesindaco». Insomma qualche tensione, anche
prima del via ufficiale alla campagna elettorale c'è. Anche per la mancanza di
un candidato certo nell'area del centrodestra. Maurizio Saia aspetta
l'investitura «ufficiale» da parte dei vertici del Pdl, anche se sul suo nome
pesa il risiko del tavolo delle candidature nazionali, con la Lega che punta
tutto sulla Provincia. Un'eventualità che potrebbe «soffiare» ad An la
candidatura a sindaco per palazzo Moroni. Il senatore padovano però ostenta
tranquillità. Anche lui preferisce occuparsi di referendum, non risparmiando
qualche attacco alla Lega, che della consultazione è il principale avversario.
«Mi sembra una soluzione di buon senso quella di abbinare il referendum alle
giornate elettorali del 6 e 7 giugno. Non capisco l'opposizione del Carroccio -
sottolinea Maurizio Saia - In ogni caso la nostra coalizione è capace di
trovare una sintesi su questi temi. Esattamente come stiamo
facendo sull'abolizione delle Province, che assieme alla Lega inseriremo nella
riforma federalista». «Guarda che per abolire le Province devi cambiare la
costituzione» gli ricorda Zanonato. «Lo so benissimo» risponde Saia. E' l'unico
accenno di scontro, per il resto senatore e sindaco sembrano andare d'amore e
d'accordo. Almeno sul punto del referendum elettorale. «Capisco il
vostro interesse per la corsa a sindaco di Padova. Ecco: noi con il referendum
vogliamo che anche le elezioni politiche siano così avvincenti. Perché deputati
e senatori devono tornare a essere legati al territorio, con il ripristino
delle preferenze» osserva Giovanni Buzzetta, il presidente nazionale del
comitato referendario. E sul punto Zanonato non ha dubbi: «Se chiediamo ai
cittadini quali sono i parlamentari padovani in pochi li conoscono - sottolinea
- Questo perché non c'è più la rappresentanza legata al voto. Questa legge
elettorale, che ha eliminato le preferenze, è l'operazione più anti-federalista
fatta negli ultimi anni. Fatta anche con il consenso della Lega». Zanonato
critica anche la decisione del ministro leghista Maroni di non accorpare tutti
gli appuntamenti in un unico election day: «Non solo ci fanno spendere 400
milioni in più. Ma li spendono per far fallire il referendum, non per far
partecipare i cittadini al voto». Del comitato referendario padovano fanno
parte anche Nicola Rossi e Fernando Zilio, Jacopo Silva e diverse associazioni.
( da "Tempo, Il" del
05-04-2009)
Argomenti: Province
stampa L'Italia dei
Valori pronta a sganciarsi ProvincialiCandidati a Chieti Mascitelli e a Teramo
Di Stanislao. Verso una corsa solitaria PESCARA Il Coordinamento regionale
dell'Italia dei Valori, nella riunione svoltasi nella mattinata di ieri ha
espresso all'unanimità la necessità di un impegno urgente e da parte di tutti
al rilancio di un nuovo centro-sinistra in Abruzzo. All'unanimità è stata
chiesta la disponibilità al senatore Alfonso Mascitelli e all'onorevole Augusto
Di Stanislao a mettere in campo la propria candidatura alla Presidenza
rispettivamente della provincia di Chieti e di Teramo, così come è stato
richiesto ai quattro Coordinatori provinciali di non ratificare alcun accordo
elettorale, se prima non si raggiunge un'intesa convinta non solo sui
programmi, ma sulle garanzie di un rinnovamento politico, che deve prima di
tutto riconquistare la credibilità e la fiducia di cui l'Abruzzo ha bisogno. Al
termine dei lavori il Coordinatore regionale dell'IdV Alfonso Mascitelli si è
limitato a dichiarare: «La decisione presa dal nostro partito non vuole avere
il significato di una rottura, ma certo indica l'esigenza, non più rinviabile,
che ognuno si assuma la responsabilità di scelte chiare e coerenti, senza
compromessi o tatticismi. Gli abruzzesi non ci capirebbero». Insomma, al di là
dei freddi comunicati stampa, l'Italia dei Valori che si è già espressa senza
mezzi termini per l'abolizione delle Province, sembra
pronta a correre da sola nelle prossime elezioni. Per ora in due province, ma tra poco in tutte e
quattro. «L'Abruzzo è in crisi drammatica, come l'Italia e tutto l'Occidente.
Solo in Abruzzo, però, chi ha responsabilità di governo si comporta come il
titolare di una impresa di pompe funebri, che un giorno dichiara che la
Regione è defunta e il giorno dopo dichiara che la colpa non è sua, ma di chi
ha governato prima di lui». Lo afferma in una nota, Carlo Costantini,
capogruppo dell'IdV in Consiglio regionale. "Agli abruzzesi - dice
Costantini - non serviva un nuovo Presidente per sapere che siamo sull'orlo
della bancarotta e che la colpa è di chi ha governato negli ultimi dieci anni;
lo sapevamo già. Obama parla del futuro dell'America, propone riforme
coraggiose al Congresso, alimenta le speranze e la fiducia dei cittadini e
delle imprese: potrebbe galleggiare come Chiodi dicendo che l'America è in crisi
e la colpa è di Bush, ma sceglie di rischiare, caricandosi la responsabilità di
far dimenticare il passato con la concretezza delle sue proposte. Addirittura
anche Berlusconi - aggiunge Costantini - è costretto a distogliere
occasionalmente il Consiglio dei Ministri e il Parlamento dalla cura dei propri
interessi personali, nel tentativo - finora non riuscito - di proporre riforme
per fronteggiare la crisi. Solo Chiodi non fa nulla. Non una proposta di
riforma, non una prospettiva concreta di cambiamento dell'Abruzzo; solo slogan,
spot e alibi per nascondere la sua totale incapacità di rialzare l'Abruzzo,
come pure - concldue- aveva promesso in campagna elettorale. Un disastro, non
trovo altre parole per definire i primi tre mesi di governo Chiodi».
( da "Repubblica, La"
del 05-04-2009)
Argomenti: Province
Pagina IX - Milano Inchiesta
sulle scuole private Gelmini: puniremo chi sbaglia Il ministro dell´Istruzione
"Le regole valgono per tutti, paritari o pubblici. Attendo i risultati
dell´indagine" ANDREA MONTANARI «Le regole nella scuola valgono per tutti.
L´istruzione statale o paritaria sono comunque un´istituzione pubblica. Ci sono
ottimi istituti statali come paritari. Se ci sono esempi isolati di assenza di
regole andranno sanzionati. Stiamo facendo delle verifiche, solo al termine
potremo dare un giudizio. Ma per favore non creiamo allarmismi». Così il
ministro dell´Istruzione Mariastella Gelmini ha commentato l´indagine aperta
dalla direzione scolastica regionale sulla nomina di professori senza i titoli
richiesti nelle scuole private, dopo la denuncia della Uil scuola. L´occasione
è stata la prima uscita pubblica di Guido Podestà da candidato alla Provincia
del Pdl. Un bagno di folla tra i giovani del centrodestra riuniti al motto
«Assalto al palazzo. La sfida dei giovani per il buon governo della Lombardia».
Anche se per la verità, è Roberto Formigoni che governa al Pirellone, mentre in
palio c´è solo la guida di Palazzo Isimbardi. «Abbiamo 60 giorni per parlare
della Provincia e 5 anni per governarla bene - spiega il coordinatore regionale
di Forza Italia, che vuole lasciarsi alle spalle le
polemiche sui ritardi dell´ufficializzazione della sua candidatura - Spesso chi
inizia troppo presto arriva col fiato corto. Vinceremo col surplace». Il
dibattito con l´avversario Filippo Penati? «Vedremo». Governare solo fino al
2010, data della possibile abolizione delle provincie? «è abbastanza
sterile fare annunci su cose che non dipendono né da me né da Penati». Poi
annuncia che il suo programma si baserà su lavoro, territorio, piano casa e
ambiente. «Non per promettere soldi a pioggia come Penati - chiarisce - ma la
garanzia aggiuntiva della Provincia sul credito alle imprese, ai giovani e
affitti calmierati per gli anziani». Replica di Penati: «Podestà fugge perché
teme il confronto».
( da "Arena, L'" del
05-04-2009)
Argomenti: Province
Domenica 05 Aprile
2009 NAZIONALE Pagina 4 SCUOLA. Dichiarazione forte a Castenedolo Gelmini:
abolire il valore legale del titolo di studio «Serve più competizione»
Cacciari: «Sì, aboliamolo» BRESCIA Il ministro della Pubblica Istruzione
Mariastella Gelmini si è detta «d'accordo con Massimo Cacciari sull'abolizione
del valore legale del titolo di studio». Si è pronunciata in tal senso venerdì
sera nel corso di un incontro pubblico tenutosi a Castenedolo, in provincia di
Brescia, incontro al quale, oltre a lei, ha partecipato anche il sindaco di
Venezia, Massimo Cacciari. Proprio il filosofo, intervenendo poco prima, aveva
lanciato la proposta. «Sono d'accordo sull'abolizione del valore legale del
titolo di studio», ha detto la Gelmini, prendendo la parola per le conclusione.
«Perché non siamo partiti in questa direzione? Perché, su un tema così forte,
anche dall'opposizione, servono più voci che si levino nella direzione del
professor Cacciari. È un elemento per introdurre competizione, per rendere più
virtuoso il sistema. Ma oggi da una parte dell'opposizione non c'è la
disponibilità a ragionare su questo tema. Su temi come questo occorre una
trasversalità. Perché su alcuni temi le lobby sono molto forti, sia
nell'opposizione che nella maggioranza». All'incontro di Castenedolo veniva
presentato il libro di Bruno Vespa Viaggio in un'Italia diversa, presenti, oltre
al ministro Gelmini e a Cacciari, l'autore, Mino Martinazzoli e il filosofo
Emanuele Severino. L'Unione giovani avvocati italiani ha
apprezzato la presa di posizione della Gelmini, favorevole all'abolizione del
valore legale della laurea. Ma avverte che una simile innovazione «avrebbe la
sua massima efficacia solo se combinata con l'abolizione degli ordini
professionali inutili e costosi (per i cittadini e per gli iscritti)».
( da "Arena, L'" del
05-04-2009)
Argomenti: Province
Domenica 05 Aprile
2009 PROVINCIA Pagina 38 BOVOLONE. Record per gli «Amici» solidali Tempo e
patente e puoi diventare un vero «angelo» I volontari portano i pasti a
domicilio agli anziani svolgono tanti altri servizi e ora cercano forze nuove
Duemilasettecento pasti caldi serviti a domicilio e 1300 servizi di trasporto. Questi i dati del resoconto annuale del gruppo di volontari
dell'associazione «Amici della solidarietà», un picco mai raggiunto e ci sono
tutti i presupposti che la loro opera si potenzi ancora nel 2009. «Il gruppo
conta su 19 volontari. Quando siamo partiti, dopo l'abolizione della leva
obbligatoria che ha lasciato il Comune di Bovolone senza l'aiuto degli
obiettori di coscienza, eravamo solo in quattro», ricorda Adriano
Bissoli, tra i fondatori dell'iniziativa. Oggi gli «Amici» hanno a disposizione
quattro autovetture del Comune, un parco macchine che è stato appena rinnovato
con l'acquisto di due nuovi Doblò attrezzati per il trasporto di anziani con
difficoltà di deambulazione, comperati con il contributo di 10 mila euro della
fondazione Cariverona. A far incontrare le richieste degli anziani con
l'entusiasmo dei volontari ci pensa il settore sociale del Comune che ha come
responsabile l'assistente sociale Siria Scardigli che organizza ogni giovedì
pomeriggio una riunione programmatica per la settimana successiva. I volontari
offrono la consegna a domicilio di pasti caldi - attualmente a una decina di
anziani soli - preparati dalla casa di riposo, e altri servizi in prevalenza di
accompagnamento a visite mediche, a prelievi e il disbrigo di incombenze
burocratiche. Il tutto, regolamentato da una puntigliosa normativa che seleziona
i beneficiari sulla base di criteri che tengono conto, oltre che del livello
del reddito, anche della situazione generale ed economica. Gli anziani che
attualmente sono seguiti con continuità sono 65. Il gruppo è alla ricerca di
nuove energie. Basta del tempo libero e la patente di guida per entrare a far
parte della «Amici della solidarietà». RO.MA.
( da "Arena, L'" del
05-04-2009)
Argomenti: Province
Domenica
05 Aprile 2009 CRONACA Pagina 22 Brevi LA DESTRA IN BRA CAMPAGNA PER
L'ABOLIZIONE DELLE PROVINCE La DestrA volantina in Bra. Oggi dalle 9 alle 14
volantinaggio dei rappresentanti de La Destra in piazza Bra. «Si fa un gran
parlare di federalismo, di riforma dello Stato, di sprechi nella pubblica
amministrazione, di casta e di enti inutili. Ma pochi hanno il coraggio di dire
che tra questi enti inutili, il primo tra tutti, è la Provincia» c'è scritto
nei volantini che verranno distribuiti. E ancora: «adozione della "quota
zero" per l'ingresso di extracomunitari, con sospensione per 5 anni del
rilascio di qualsiasi permesso di soggiorno nel nostro Paese per finalità di
lavoro; aiuti e incentivi alle imprese per l'assunzione di giovani italiani;
precedenza nelle graduatorie per casa, lavoro e servizi sociali per i
lavoratori in possesso della cittadinanza italiana; obbligo per i privati della
residenza in Italia da almeno 10 anni per l'acquisto di proprietà immobiliari
ed istituzione di un registro speciale per le società straniere». MUSICA
FUTURISTA MERCOLEDÌ 8 APRILE NELLA SALA FARINATI DELLA BIBLIOTECA Mercoledì 8
aprile alle 16.45 nella sala Farinati della Biblioteca civica, il maestro
Domenico Tampieri docente al conservatorio Rossini di Pesaro terrà un ascolto
guidato di musiche futuriste. L'iniziativa della Società Dante Alighieri
rientra nelle celebrazioni «Futurismi a Verona» per il centenario del
Manifesto. (C.R.)
( da "Adige, L'" del
05-04-2009)
Argomenti: Province
LA MIGRAZIONE DEI
ROSPI IN PRIMAVERA ATTENZIONE SULLE STRADE, SI MUOVONO DURANTE LA NOTTE Con
l'inizio della primavera decine di migliaia di rospi si svegliano dal letargo
invernale per recarsi ai luoghi di riproduzione. In questo tragitto purtroppo
molti perdono la vita nel tentativo di attraversare le strade che incrociano.
Escono dai loro ripari nei boschi, nelle pietraie o in tane e si dirigono in
massa verso i siti riproduttivi come laghi, stagni e paludi. A questa
migrazione prendono parte gli esemplari adulti, nelle ore notturne, per poche
settimane e per distanze che variano da centinaia di metri a pochi chilometri.
La femmina reca con sé il maschio sulla schiena, si avvicina alla vegetazione
presente sulle sponde e rilascia lunghi cordoni di sostanza gelatinosa, della
lunghezza di due-cinque metri, in cui sono inserite le uova piccole e nere. A causa
del loro attaccamento al luogo d'origine, dei grandi percorsi di migrazione e
della lentezza dei movimenti, i rospi sono gli anfibi più in pericolo di morte
sulla strada. La compromissione delle possibilità di vita di tali animali,
oltre a rappresentare di per sé un'incommensurabile perdita di biodiversità, è
da considerare come un segnale d'allarme: basti pensare alla loro importanza
nella catena biologica (si nutrono di parassiti, mosche, zanzare) e alla loro
caratteristica di essere ottimi bioindicatori (dal loro stato di salute si può
capire se l'ambiente in cui vivono è sano, o no, anche per l'uomo). WWF e Lega Abolizione Caccia con OIPA chiedono la realizzazione di opere di
protezione. La sezione di Trento e provincia (www.oipatrento.blogspot.com) sta
organizzando alcune "passeggiate" notturne nei luoghi di maggior
attraversamento nel tentativo di aiutare questi anfibi a compiere il loro
percorso stagionale. Chi fosse interessato può contattarci al 3474555672
o trento@oipaitalia.com. 05/04/2009
( da "Messaggero, Il (Marche)"
del 05-04-2009)
Argomenti: Province
Domenica
05 Aprile 2009 Chiudi Sanità, con l'abolizione dei contratti salterebbero le
funzioni aggiuntive anche nelle sedi periferiche
( da "Giorno, Il (Milano)"
del 05-04-2009)
Argomenti: Province
CRONACA MILANO pag.
10 Podestà: nella mia Provincia largo ai giovani «Inserirò nel sito della
campagna 30 progetti di studenti. Giunta con età media bassa» AMMINISTRATIVE
BAGNO DI FOLLA PER IL CANDIDATO PDL-LEGA di CORRADO DRAGOTTO MILANO LARGO ai
giovani nella Provincia di Guido Podestà, che vuole inserire i migliori 30
progetti elaborati da studenti nel sito della campagna elettorale e che, in
caso di elezione, innesterà nella sua Giunta diversi amministratori sotto i 35
anni. Perché l'europarlamentare e coordinatore regionale del partito ripone nei
giovani le stesse speranze manifestate da Silvio Berlusconi pure durante il
recente congresso di fondazione del Pdl. E questo non solo perché ieri, cioè
alla prima uscita pubblica da candidato presidente della coalizione Pdl-Lega,
Podestà s'è tuffato nel bagno di folla under 30 riservatogli dai ragazzi di
Forza Italia e An che stanno completando la fusione a caldo delle ancora
distinte organizzazioni attive nelle scuole superiori e nelle università. Eran
più di 300, infatti, al Circolo della stampa. E quasi tutti giovani, forti e
fiduciosi nella vittoria finale («Podestà siamo con te», recitavano i cartelli
issati tra un applauso scrosciante e l'altro). Nonché desiderosi di cambiare il
Milanese attraverso la militanza nel Pdl declinata nelle aule di licei e atenei
come in quelle dei Consigli comunali, provinciali e regionali. Qualche esempio
da seguire (il ministro Mariastella Gelmini, l'azzurro Bruno Dapei o l'aennino
Carlo Fidanza) di ancora verdi negli anni ma con già alle spalle una notevole
esperienza amministrativa i convenuti lo vedevano, del resto, con i loro occhi
sul palco dei relatori. MORALE? Podestà, che ha concluso con il suo intervento
il convegno «La sfida dei giovani per il buongoverno della Lombardia» e che nel
'68 frequentava Architettura (la laurea poi l'ha presa), s'è calato con
efficacia nei problemi (università, formazione professionale, lavoro interinale...)
vissuti dai ragazzi di oggi con il cuore al centrodestra. I quali, pure per
mezzo della formazione politica che considerano quasi pregiudiziale
all'accettazione di candidature nei Senati accademici (a proposito, presto si
voterà in Statale, Cattolica e Bocconi) come nelle istituzioni, sognano per
l'ormai imminente 7 giugno di fornire un contributo decisivo in preferenze alla
riconquista di Via Vivaio, caduta nel 2004 nelle mani di Filippo Penati. Un
presidente che, ieri, Podestà ha assimilato ai promotori (centrosinistra e
sindacati) «mistificanti» della protesta contro la Riforma scolastica della
Gelmini. Quanto, ovviamente, a inconcludenza («Non ha portato a termine alcuna
infrastruttura perché bloccato dai veti della sua maggioranza), spregiudicatezza
(«Ha indebitato l'ente per 240 milioni di euro al solo scopo di ottenere il controllo di Serravalle Spa già detenuto dalla Provincia
attraverso il patto parasociale con Comune e Camera di Commercio) e ostinazione
«a promettere cose, come l'abolizione del ticket sanitario o l'introduzione
della Città metropolitana, che non dipendono da Palazzo Isimbardi». «MI SEMBRA
che la scelta del presidente Berlusconi di investire sui giovani faccia il bene
del Paese - s'è infervorato Podestà, che, per l'occasione, indossava una
cravatta Marinella quasi beat rispetto alle regimental di ordinanza annodate al
colletto della camicia -. I nostri impegnati ragazzi apprezzano il piacere di
fare politica. Si tratta di un successo per l'Italia e della conferma che la
fiducia accordata dal premier ai giovani sta producendo soltanto frutti
positivi». MA, RENDENDOSI CONTO, che non tutti i giovani in sala verranno
candidati dal Pdl o eletti dagli aventi diritto al voto («Nelle liste
figureranno molte ragazze»), ha giurato la Gelmini), Podestà s'è premurato di
delineare una Provincia dalla parte delle coppie sotto i 30 anni. A partire dal
Piano casa («Possiamo diventare il soggetto facilitatore») e dalla garanzia di
Palazzo Isimbardi sui prestiti alle imprese («Il lavoro non deve mancare») e
sui mutui per l'acquisto di appartamenti.
( da "Nuova Ferrara, La"
del 05-04-2009)
Argomenti: Province
VERRI A LIDO ESTENSI
«L'abolizione delle Province sarebbe un gravissimo errore» LIDO ESTENSI. «Non è
vero che mancano le risorse; è che troppo spesso vengono malamente utilizzate,
bisogna invece liberarle secondo principi di priorità che favoriscano gli
investimenti». E' quel che Davide Verri, candidato alla presidenza della
Provincia con la lista "Per Noi" ha dichiarato venerdì sera alla
"pizzata" a Lido Estensi. E ha fatto un esempio: «La manutenzione di
una strada dura di media 4 o 5 anni, ma per provvedere si ricorre oggi ai
mutui, che durano venti. La sfida - ha sintetizzato Verri - è sul piano
organizzativo». Poi un riferimento all'ipotesi
dell'abolizione delle Province: «Le Province, per le molte e importanti materie
che trattano, servono. Bisogna invece abolire gli enti nati intorno ad essa,
che troppo spesso servono per dare una poltrona ai politici
"trombati" alle elezioni». Presente anche Massimo Masotti, ex
capogruppo di Fi in consiglio comunale a Ferrara.
( da "Corriere della Sera"
del 05-04-2009)
Argomenti: Province
Corriere
della Sera sezione: Lombardia data: 05/04/2009 - pag: 13 Brescia I promotori della
lista: «E' un modo per protestare contro carrozzoni che bruciano denaro
pubblico» Province, ecco il partito abolizionista «Sono enti inutili, se saremo
eletti daremo subito le dimissioni» Il promotore è un ex componente della
maggioranza di Corsini: «Lo facciamo perché amiamo la democrazia» BRESCIA «Dobbiamo imparare
bene le regole politiche per infrangerle nel modo giusto »: Andrea Bartoli cita
il Dalai Lama sognando un'Italia senza Province. Medico chirurgo al Sant'Orsola
di Brescia, 53 anni e un'esperienza politica al fianco dell'ex sindaco Corsini,
ieri mattina Bartoli è sceso in piazza del Duomo per raccogliere firme e
sostenere il nuovo partito «dell'astensione democratica». Lo slogan è chiaro:
«La Provincia non serve? Non la voto ». Spiega Bartoli, leader dei
disobbedienti dell'urna: «Tra pochi giorni la legge sulla par condicio impedirà
a chi non ha un partito presente in Parlamento di accedere ai mezzi di
informazione. Per questa ragione, per sostenere l'inutilità dell'ente, abbiamo
presentato una lista 'Amo L'Italia - Non Voto - La Provincia'. I nostri
candidati, se eletti, non accetteranno alcuna carica. Vogliamo solo dar voce al
dissenso dei cittadini e spiegare le nostre ragioni». Una protesta democratica,
come l'hanno definita i «non voto», che è partita lo scorso anno dal Veneto
(sostenuta da imprenditori e intellettuali) e che per la prima volta sbarca
pure il Lombardia in occasione delle provinciali di giugno. Puntualizza Michele
Bortoluzzi, portavoce del movimento: «Con la crisi è arrivato il tempo di
abolire gli sprechi anche in politica. Per fare tutto questo scendiamo in campo
con la campagna astensionista. Ogni lista presentata farà campagna elettorale
esclusivamente per il non voto o per l'annullamento della scheda. Non votare
chi spreca è amare l'Italia e la democrazia». Ieri mattina circa 200 persone si
sono avvicinate al banchetto dei disobbedienti firmando per la lista. «Dobbiamo
arrivare al quota mille dice Bartoli ricontando le firme raccolte . Tra i
sostenitori ci sono anche alcuni dipendenti della Provincia che hanno capito il
nostro obiettivo. Del resto sia a destra che a sinistra da anni si promette
l'abolizione dell' ente. Una decisione che garantirebbe un notevole risparmio
di soldi pubblici. Adesso è arrivata l'ora di dimostrare che i voti dei
cittadini pesano e possono realmente cambiare le regole del gioco, anche con
una crocetta messa sulla lista del non voto...». Le persone in lista, quindi,
si candideranno per non essere eletti. «Certo conferma Bortoluzzi . La campagna
non è per ottenere poltrone ma scardinare l'attuale sistema politico. Il
ministro della Funzione pubblica Brunetta nei giorni scorsi ha dichiarato che
'quelle di giugno saranno le ultime elezioni per le Province', salvo poi
aggiungere 'con l'assetto attuale'. Ovviamente, questo lascia libera qualsiasi
interpretazione, potrebbero perfino aumentare». Giuseppe Spatola
( da "Sicilia, La"
del 05-04-2009)
Argomenti: Province
Domani incontro alla
provincia Aranciate senza arance, monta la protesta Domani lunedì, alle ore
11,30, nella sala conferenze (piano seminterrato) del Centro direzionale
Nuovaluce, il presidente della Provincia Giuseppe Castiglione e l'assessore
regionale all'Agricoltura Giovanni La Via incontreranno la stampa per esprimere
la netta contrarietà al provvedimento comunitario approvato in prima lettura
dal Senato che riguarda l'abolizione della percentuale
minima di succo per la preparazione di aranciate, e per presentare iniziative
che, al contrario, potrebbero agevolare gli imprenditori agrumicoli. «Approvare
una norma che consente di produrre bevande al sapore di arancia senza il succo
- ha dichiarato Castiglione - non solo mette a rischio la qualità dell'alimentazione
e la salute, ma significherebbe togliere un'ulteriore possibilità economica ai
nostri produttori e far scomparire definitivamente una parte significativa
dell'industria siciliana». All'incontro sono stati invitati tutti i deputati
regionali e nazionali. Il deputato nazionale Basilio Catanoso, componente della
Commissione agricoltura, ha presentato un ordine del giorno alla Camera con cui
impegna il Governo Berlusconi ad adottare tutti i provvedimenti utili perché
«l'Unione europea ritiri la direttiva che autorizza la produzione e il
commercio di succhi di frutta senza che provengano dalla spremitura della
frutta». Catanoso interverrà anche in Commissione perché l'Italia cancelli
l'art. 21 della legge comunitaria 2008 (legge che recepisce direttive e norme
comunitarie nell'ordinamento italiano). «Sembra uno scherzo degno del primo di
aprile, per la sua assurdità» ha detto l'on. Salvo Pogliese, vicepresidente del
gruppo Pdl all'Ars, che ha parlato di «senso illogico di una normativa europea
che, di fatto, taglia fuori dal ciclo produttivo delle bevande analcoliche i
produttori di agrumi i quali, guarda caso, provengono quasi tutti dalla
Sicilia, vedi le arance rosse, le uniche al mondo adatte per la realizzazione
di un particolare succo di arancia. Un plauso va quindi all'on. Ronchi e al
ministro Zaia che hanno dichiarato la loro intenzione di non recepire questa
disposizione della Comunità europea che, di fatto, assesterebbe un ulteriore
colpo alla già precaria economia siciliana legata alla produzione agrumicola».
( da "Gazzetta di Mantova, La"
del 06-04-2009)
Argomenti: Province
TELEFONIA TELEFONIA Altre
fregature per gli utenti Parlando di nuovo di sgraffignature varie perpetrate
ai danni dei cittadini. Ho una piccola azienda artigianale. All'atto della
sottoscrizione del contratto Telecom ho compilato debitamente tutte le pagine
del contratto specificando che desideravo comparire sull'elenco telefonico con
il nome dell'attività. Le prime fatture tuttavia sono arrivate a mio nome, pur
recando l'indirizzo dell'attività. Temendo di essere inserita in elenco con il
mio nome mentre invece desideravo ovviamente che comparisse «pizzeria eccetera
eccetera» chiamai la Telecom chiedendo di rettificare l'errore. Mi fu risposto
che per comparire con il nome dell'attività dovevo. Pagare l'inserzione! Non mi
dilungo oltre su come ho risolto il problema. Ho impiegato 6 mesi di fax e
telefonate ma ho ottenuto quanto desideravo. Sta di fatto che ho appurato che
decine di attività compaiono in elenco con il nome del titolare perché non
hanno accettato di pagare l'extra richiesto. Così se io cerco una pescheria e
non so come si chiama la titolare, non la trovo. Aggiungo che il semplice
canone pagato da un'attività, più elevato di quello privato, comprende
l'inserzione basica sia sulle Pagine Bianche che sulle Pagine Gialle. Maggiori
importi sono dovuti solo nel caso in cui si desideri evidenziare la propria
attività con scritte in grassetto, colorate, più grandi o quant'altro. A
seguito vi riporto l'articolo delle condizioni generali di abbonamento
pubblicate da Telecom: Art. 23 elenco telefonico della rete urbana di appartenenza.
1. Il cliente, previo consenso, viene gratuitamente inserito nell'elenco
abbonati al servizio telefonico della rete urbana di appartenenza, con le
indicazioni dallo stesso fornite all'atto della richiesta di servizio. Questo
significa che se sul formulario della Telecom, alla domanda «con quali dati
vuole essere inserito?» io scrivo «pizzeria tal dei tali di Panzani Maria
Grazia» devo comparire in elenco come pizzeria e non come Panzani. Fra l'altro
le attività sono tenute a presentare alla Telecom assieme alla documentazione
contrattuale anche il certificato della Camera di Commercio dove appunto
compare il nome dell'attività. Gli elenchi telefonici in genere vengono
ristampati a giugno quindi ormai è troppo tardi per fare qualcosa visti i lunghi
tempi di reazione della Telecom. Tuttavia chi si trova in questa situazione può
attivarsi già da ora per ottenere la rettifica per l'anno prossimo. Chi paga
l'inserzione speciale dovrà prima rifiutare il rinnovo dell'inserzione o
comunque annullarla, quindi armarsi di santa pazienza e tempestare di
telefonate e fax la Telecom richiedendo la corretta pubblicazione dei propri
dati in elenco ed inviando sempre copia del proprio certificato della camera di
commercio. Chi invece compare in elenco con il nome proprio dovrà «solo»
richiedere di essere inserito con il nome dell'attività inviando sempre fax di
richiesta nonché il benedetto certificato della CCIAA. Abbiate pazienza ed
insistete, loro fanno affidamento proprio sul fatto che la gente si perda
d'animo e paghi! Maria Grazia Panzani PREFETTURA L'odissea di un disabile Ai
tanti dubbiosi sul valore della decisione del consiglio comunale di recepire la
Convenzione ONU sulla tutela dei diritti delle persone con disabilità e di
impegnarsi a promuoverla e a monitorarne l'applicazione, vorrei portare una
testimonianza nella speranza di contribuire a sciogliere qualche dubbio. La
mattina del 2 aprile mi trovavo nell'androne dell'edificio che ospita la
Prefettura in via Principe Amedeo. L'accesso agli uffici non è dei più agevoli.
Gradini di varie dimensioni ostacolano in particolare chi deve muoversi con
l'ausilio di una sedia a rotelle. E proprio una persona in quelle condizioni ho
visto lì, disperato, continuare a premere un apposito pulsante posto sotto il
contrassegno disabili nel tentativo di richiedere assistenza. Da quasi un'ora
era lì nella vana attesa di un aiuto. Solo l'intervento di qualcuno, entrato
nell'ufficio protestando per quanto succedeva, ha avviato la situazione a
soluzione. Tutto potrebbe essere liquidato come uno dei tanti episodi legati
alla maledizione delle barriere architettoniche. Sennonché il luogo ed il modo
con cui è stato risolto il problema mi spingono a qualche riflessione.
Semplicemente una dipendente della Prefettura è uscita dall'ufficio e, sotto
gli occhi di tutti ed in barba a qualsiasi forma di privacy, ha trattato la
pratica con il disabile. Una scena semplicemente allucinante considerando il
teatro. Negli uffici territoriali del Governo si disattendono le norme emanate
dal Governo stesso sull'eliminazione delle barriere architettoniche e sul
rispetto della dignità delle persone. Cosa ci si può aspettare nel resto della
società se questo è l'esempio? Mi preme però un'ultima considerazione, forse
ancora più amara. Alla fine di tutto il disabile s'è rivolto verso la persona
intervenuta per ringraziarla. Ovviamente non ve ne era alcun bisogno. Aveva
solo fatto il suo dovere. Però ascoltando lo stentato italiano di quel
ringraziamento, ho realizzato. Quell'uomo sulla sedia a rotelle era
extracomunitario, come extracomunitaria era l'utenza di quell'ufficio. Sarà un
caso? Luigi Angelo Castaldo Consigliere Comunale IdV SPRECHI L'abolizione delle province Affrontare le sfide attuali per chi governa significa anche
avere il coraggio e la volontà di rivedere tutti quei meccanismi che hanno
contribuito ad arrugginire la macchina pubblica. Una macchina il cui motore,
per recuperare la competitività perduta e la credibilità, deve ricominciare a
carburare, restituendo finalmente ai cittadini, in termini di servizi,
ciò che essi destinano allo Stato. Che fare, dunque? Si è parlato a lungo, ad
esempio, della possibilità di abolire le province,
enti di livello intermedio che si distinguono per una spesa di mantenimento, da
parte dello Stato (e quindi dei cittadini), sproporzionata rispetto alle
competenze ad esse assegnate. Se quando nacque la Repubblica se ne potevano
contare 92, ad oggi sono ben 110, per un costo complessivo di circa 16 miliardi
l'anno. Abolire le province, però, comporterebbe il
«procedimento aggravato» della revisione costituzionale, previsto dall'art. 138
della Costituzione: considerato che, in questo momento di crisi, i tortuosi
«iter» costituzionali richiederebbero tempi troppo lunghi, ecco che il Governo,
attraverso il progetto del ministro della Funzione Pubblica Brunetta, ha deciso
di intraprendere un percorso più veloce attraverso il varo di un nuovo «codice
degli enti locali», che dovrebbe essere operativo a partire dalla tornata
amministrativa successiva a quella di giugno di quest'anno. Il documento, che
verrà presentato la prossima settimana, prevede, come anticipato dal ministro,
una sorta di «svuotamento delle Province», in base al quale esse verrebbero
trasformate in enti di secondo livello: in pratica continueranno ad esistere a
livello amministrativo, non più a livello politico. Il che significa, in
sostanza, che l'ente provincia non verrà cancellato, ma non avrà più un costo
politico: il presidente sarà il sindaco del capoluogo di provincia ed il
consiglio provinciale sarà formato dai sindaci dei comuni della provincia
stessa. In questo modo i compiti che ora sono affidati alla Provincia verranno
svolti dai Comuni che gravitano attorno ad essa, eliminando così un livello
politico intermedio che sino ad ora era sinonimo di sprechi. Lo stesso criterio
verrà utilizzato dal Governo anche per le Comunità montane, dalla cui
cancellazione come enti autonomi lo Stato risparmierebbe circa 180 milioni di
euro l'anno. Un percorso, quello che verrà intrapreso a partire dalla prossima
settimana dal Governo Berlusconi, che si inserisce nel quadro più ampio di un
piano di ammodernamento dello Stato già intrapreso e senza precedenti. Un
cammino orientato a realizzare una vera e propria rivoluzione, che vede il
cittadino in qualità di elemento cardine attorno al quale l'apparato pubblico
dovrebbe gravitare. Simone Zaghini Popolo delle Libertà Villimpenta
( da "Corriere del Veneto"
del 06-04-2009)
Argomenti: Province
PARMA 06-04-2009 Udc
e Lega Nord Libè: pronto a candidarmi Corradi: verifiche in tempi brevi II
Un'alleanza attorno a Lavagetto che comprenda Udc, Civiltà per Parma e Lega
Nord? Al momento sembra poco praticabile. Almeno a giudicare dalle reazioni di
Mauro Libè, deputato Udc, e Roberto Corradi, segretario provinciale della Lega
Nord. I riferimenti di Libè, che si dice pronto a candidarsi, al partito di
Bossi sono molto evidenti. «Abbiamo spiegato la nostra idea di coalizione -
dice il deputato - Vogliamo dare un segnale nuovo che parta dal territorio. Se,
come pare, le scelte saranno solo di partito sono pronto a
scendere in campo per dare voce a coloro che vogliono una Provincia diversa.
Noi ci candidiamo per ridurre realmente il ruolo delle Province fino alla loro
abolizione». Quel "realmente" è destinato, appunto, alla Lega: «Certo
- aggiunge Libè rispondendo direttamente al parlamentare Fabio Rainieri - non
sarò con coloro che vogliono dare lezioni comportamentali, magari
eludendo il pagamento dello sforamento delle quote latte, senza spiegare che
quei milioni di euro li pagano i cittadini italiani e quelli di Parma». Anche
dalle parole di Corradi si capisce che il percorso è tutt'altro che facile:
«Prima di sapere chi fosse il candidato c'era un accordo di massima con il Pdl,
senza nessuna preclusione ad allargamenti al centro. Tale accordo, peraltro, è
rimasto inespresso visto che Lavagetto si è presentato solo oggi: già da lunedì
c'è la mia disponibilità a incontrarlo. Anche se non abbiamo particolari dubbi
in proposito, è importante che nell'arco di quarantotto ore Lavagetto chiarisca
la questione delle bollette in modo limpido: a quel punto parleremo del
programma. Ma è altrettanto ovvio che voglio sapere cosa succede se c'è un
ipotesi di apertura al centro. Insomma se la partita è a tre voglio conoscere
l'idea di Provincia che hanno Udc e Civiltà per Parma: se coincide con la
nostra si va avanti altrimenti non siamo più disponibili. Ma vogliamo che
l'intesa si chiuda nel giro di due-tre giorni». Salvo per uso personale è
vietato qualunque tipo di riproduzione delle notizie senza autorizzazione.
( da "marketpress.info"
del 06-04-2009)
Argomenti: Province
Lunedì 06 Aprile
2009 ABOLIZIONE PROVINCE, PENATI: “NO A PROPOSTE ELETTORALISTICHE.
A MILANO FACCIAMO NASCERE LA CITTÀ METROPOLITANA NEL 2011" Milano, 6 aprile 2009 - “Dopo
Brunetta, oggi anche Schifani parla di abolire le Province. Peccato che però si
tratti sempre di proposte elettoralistiche e che anziché passare ai fatti la
questione rimanga nell’ambito di un dibattito che si trascina ormai da anni. Milano dia l’esempio
e faccia nascere la Città metropolitana senza aspettare altri cinque anni per
assistere ad un altro dibattito”. Così il presidente della Provincia di Milano
Filippo Penati è intervenuto l’ 1 aprile, rispondendo alle domande degli ascoltatori di Radio Marconi
durante la trasmissione “Marconi Radio aperta”, sul tema della Città
metropolitana. “Se davvero si voleva abolire le Province – prosegue Penati – era
adesso il momento di farlo, quando si devono rinnovare l’80% delle amministrazioni provinciali. La mia
proposta, su cui tempo fa si era mostrata d’accordo anche il sindaco di
Milano Letizia Moratti, è semplice: fondere due enti, Comune e Provincia, per farne
nascere uno solo, la Città metropolitana”. “Risparmiamo a Milano l’ennesimo dibattito, e ai cittadini
altri cinque anni di temporeggiamento e facciamo nascere la Città metropolitana
milanese tra due anni, nel 2011. Confermo il mio impegno a stringere un accordo
politico perché chiunque vinca le prossime elezioni provinciali sappia che
governerà per soli due anni e permettere di realizzare l’innovazione
istituzionale di cui l’area metropolitana milanese ha bisogno”. “Guido Podestà
– conclude Penati – non sfugga: facciamo subito un confronto pubblico su questo
tema e sui temi della
crisi”. .
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( da "Giornale.it, Il"
del 06-04-2009)
Argomenti: Province
n. 14 del 2009-04-06
pagina 1 Città metropolitane: Penati e Podestà si prendano l'impegno di
Redazione L'abolizione delle province fu solennemente promessa da quando furono istituite le regioni,
nel 1970, 39 anni fa: «Sono un inutile doppione». Ma già in epoca giolittiana
in molti le consideravano inutili. Più recentemente la proposta è stata
rilanciata da più parti come uno degli interventi più spicci per ridimensionare
il ceto politico e i suoi costi. Finora, però, se n'è fatto nulla. Fra
poche settimane, anzi, torneremo a votare per un ente che la grandissima parte
degli italiani considera inutile e inutilmente costoso. Uno stop è venuto dalla
Lega, che «se dice che le province non si aboliranno, non
si aboliranno», ha sentenziato Bobo Maroni. Ma si capisce: è questione di
poltrone dove piazzare bravi militanti - magari anche bravi amministratori - da
pagare con i soldi pubblici. Parallelamente si parla di città metropolitane che
sono inserite nella Costituzione. Il numero delle candidate cresce di anno in
anno, aree come quelle di Milano e Napoli, per la loro struttura meta-urbana,
ne hanno un urgente bisogno per razionalizzare il governo del territorio.
Ebbene, ancora una volta, niente, tutto fermo. Intanto cresce il movimento
abolizionista, alcune componenti del quale propongono di non andare a votare
per quegli enti il 7 giugno. Ma conosco gente che da decenni non vota per la
Provincia. Ebbene, ora che finalmente anche il Pdl ha formalizzato la candidatura
di Guido Podestà alla presidenza della Provincia di Milano contrapposta a
quella di Penati per il Pd, facciamo una proposta. I due più rappresentativi
candidati lombardi si impegnino in campagna elettorale a promuovere con tutti i
mezzi a loro disposizione la trasformazione della Provincia di Milano in città
metropolitana entro il termine del loro mandato. Gli elettori gradirebbero. I
candidati obietteranno che non dipende da loro ma dal Parlamento. Lo sappiamo,
ma sappiamo anche che il loro impegno e l'impegno dei loro partiti sarebbe
determinante. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano
( da "Asca" del
06-04-2009)
Argomenti: Province
UNIONCAMERE: CON
ABOLIZIONE LIBRO SOCI IMPRESE RISPARMIANO 200 MLN (ASCA) - Roma, 6 apr - E'
andato definitivamente in pensione il Libro Soci e le imprese obbligate alla
sua tenuta (circa 800mila tra srl e societa' consortili a responsabilita'
limitata), si sono liberate di un fardello che pesava per 200 milioni di euro
all'anno in costi di gestione complessiva della sua tenuta e degli adempimenti
connessi. Il risparmio e' frutto dell'attuazione delle norme di semplificazione
introdotte con l'art. 16 del Decreto Legge n.185 del 2008 che, tra l'altro, ha
abolito sia l'obbligo di tenuta del Libro Soci, sia l'invio dell'elenco soci
alle Camere di Commercio ogniqualvolta il Libro veniva modificato. Ma in base
ad uno studio realizzato da NetConsulting, i risparmi complessivamente
ricavabili dalla piena attuazione del contenuto del DL (tra quelli gia'
acquisiti e quelli potenziali), ammonterebbero a oltre 11,6 miliardi di euro,
di cui
( da "Sestopotere.com"
del 06-04-2009)
Argomenti: Province
Sindaco di Ravenna :
"Sì all'appello di Hiroshima e Nagasaki per
l'abolizione delle armi nucleari" (6/4/2009 13:07) | (Sesto Potere) -
Ravenna - 6 aprile 2009 - Il Sindaco di Ravenna Fabrizio Matteucci ha
sottoscritto un documento per l'eliminazione delle armi nucleari su proposta
dei sindaci di Hiroshima e Nagasaki Tadatoshi Akiba, Presidente di Mayors for
Peace e Tomihisa Taue, vicepresidente di Mayors for Peace. I due primi
cittadini giapponesi il 6 maggio prossimo presenteranno tale documento all'Onu.
L'iniziativa sto coinvolgendo tutti gli enti locali del mondo con l'obiettivo
di raggiungere 1000 adesioni. Di seguito uno stralcio dell'invito dei sindaci
di Hiroshima e Nagasaki al sindaco Matteucci per l'adesione. " Desideriamo
informarti che tra poche settimane, noi due, i Sindaci di Hiroshima e Nagasaki,
saremo a capo di una delegazione di Enti Locali che parteciperanno alla
Conferenza degli Stati Parte del Trattato di Non Proliferazione Nucleare (TNP)
alla sede delle Nazioni Unite a New York. In questo momento storico, noi
crediamo che esistano le condizioni per iniziare un vero percorso
internazionale, basato sulla cooperazione tra gli Stati, per liberare
finalmente il pianeta da tutte le armi nucleari. Il nostro obiettivo è di
convincere i rappresentanti governativi che devono cogliere quest'occasione
favorevole. Ma non riusciremo a raggiungere l'obiettivo senza il vostro aiuto.
Non possiamo chiedere ai Governi di intraprendere un'azione che non sia
fortemente sostenuta dai nostri aderenti. Circa il 20% dei membri di Mayors for
Peace nel mondo hanno già aderito all'appello delle Città a sostegno del
Protocollo Hiroshima e Nagasaki. Vorremmo arrivare, nel breve giro di poche
settimane, ad avere la firma di oltre un terzo di voi: idealmente vorremmo poter
presentare il 6 maggio ai Governi le firme di 1000 rappresentanti di Enti
Locali di tutto il mondo!Da quando abbiamo lanciato la Campagna 2020 Vision
cinque anni fa, oltre 2.000 città si sono unite a noi. In altre parole, ogni
anno dal lancio della Campagna 2020 Vision, hanno aderito a Mayors for Peace
più Enti Locali di quanti avessero aderito durante i primi 22 anni di vita
dell'associazione! Siamo convinti che questo sia il risultato della speranza
che suscita la nostra Campagna per liberare il mondo dalle armi nucleari entro
il 2020".
( da "Wall Street Italia"
del 06-04-2009)
Argomenti: Province
Sisma Abruzzo/
Zamberletti:Senza militari leva volontari cruciali di Apcom "Terremoto non
prevedibile, unica strada rendere sicuri edifici" -->Roma, 6 apr.
(Apcom) - Secondo Giuseppe Zamberletti, padre della Protezione civile e membro della
commissione Grandi rischi, senza i militari di leva per affrontare l'emergenza
a L'Aquila, colpita da un violento sisma questa notte, sarà fondamentale
l'apporto dei volontari. "Prima potevamo contare sull'intervento di circa
35-40mila militari dell'Esercito, ora con l'abolizione
della leva i volontari avranno un ruolo determinante per l'emergenza", ha
spiegato Zamberletti dalla sede del comitato operativo della Protezione civile
a Roma. L'esperto inoltre, riguardo alle polemiche sulla possibile previsione
del violento sisma, ha ribadito che "non era prevedibile" e ha
sottolineato "la vera prevenzione non è prevedere quando ma sapendo dove,
lavorare per la messa in sicurezza degli edifici". E in questo, ha
aggiunto Zamberletti "uno sforzo deve farlo anche lo Stato". La
settimana scorsa, ha spiegato il padre della Protezione civile, la commissione
Grandi rischi si è riunita anche in base agli allarmi dati da un tecnico che
svolge ricerche sul radon "ma la comunità scientifica non ritiene affidabile
tale precursore, tant'è che l'allarme dato riguardava Sulmona e non
L'Aquila". Secondo il professor Zamberletti sebbene tutta la comunità
scientifica lavori per stabilire quali siano i precursori dei terremoti, non
esiste un criterio certo ed affidabile per prevedere quando, "le uniche
previsioni che in qualche caso si sono rivelate esatte sono state quelle basate
sulle serie storico-statistiche". E' ancora presto per fare una classifica
dell'evento che ha colpito L'Aquila ma Zamberletti ha sottolineato che tra i
terremoti degli ultimi anni è quello che ha registrato la magnitudo superiore.
Inoltre la gravità dei danni è dovuta anche al fatto che si è verificato in un
capoluogo di provincia e in un'ora le 3.32 che ha colto la popolazione di
sorpresa. "L'unica strada da percorrere - ha concluso - è preparare gli
edifici a resistere. Non solo quelli nuovi ma soprattutto quelli vecchi.
Bisogna adottare misure per mettere gli edifici in sicurezza".
( da "Wall Street Italia"
del 06-04-2009)
Argomenti: Province
Imprese/
Unioncamere: Da abolizione libro soci 200 mln ... -2- di Apcom Mondello:
Tecnologie digitali sono un passaggio fondamentale -->Roma, 6 apr. (Apcom) -
Secondo Mondello "le tecnologie digitali sono un passaggio fondamentale in
questo percorso che è soprattutto culturale. Da anni le Camere di commercio
investono per tradurre le tecnologie in risparmi per le imprese, più
trasparenza per il mercato e maggiori garanzie per i consumatori. Auspico - ha
aggiunto - che al più presto si possano aggiungere altre semplificazioni, dalla
portata ben più rilevante in termini di risparmi per le imprese, come
l'utilizzo diffuso della Posta elettronica certificata e
soprattutto dell'abbandono dell'archiviazione cartacea per tutte le fasi di
gestione dei libri e dei documenti amministrativi". Dallo scorso 31 marzo,
tutte le informazioni sulla compagine societaria delle imprese interessate dal
provvedimento sono disponibili direttamente consultando il Registro delle
imprese gestito dalle Camere di Commercio che hanno recepito in poco
meno di un mese oltre 800mila dichiarazioni. Nel dettaglio, lo studio di
Netcosulting evidenzia che dall'abrogazione della tenuta del Libro soci e
dell'invio dell'Elenco soci da parte delle Società a responsabilità limitata si
liberano, a livello di sistema Paese, circa 200 milioni di euro annui. Con
l'ampliamento dell'utilizzo della Posta elettronica certificata nelle
comunicazioni ufficiali o per invio di documentazione, si genera un risparmio
complessivo per il sistema Paese di 908 milioni di cui circa 520 milioni per le
imprese e e 387 per la pubblica amministrazione. Dalla semplificazione delle
procedure per la conservazione ottica sostitutiva dei documenti il risparmio
totale è stimato in 397 milioni annui per il sistema imprese e intermediari.
Dalla semplificazione della tenuta dei libri sociali, dei registri, delle
scritture contabili e della documentazione d'impresa anche informatizzando
tutte le fasi di gestione, si ottengono risparmi complessivi per 10,5 miliardi
annui a vantaggio del sistema imprese nel suo complesso.
( da "Gazzetta di Parma (abbonati)"
del 07-04-2009)
Argomenti: Province
CRONACA 07-04-2009
POlEMICA LA LEGA CONTRO L'UDC Tra Rainieri e Libè un altro velenoso scambio di accuse
II Nuovo duro scambio polemico fra il deputato leghista Fabio Rainieri e quello
dell'Udc Mauro Libè. Rainieri attacca "Se non ha altro da dire, invece di
continuare a rimestare la solita minestra, l'onorevole Libé meglio farebbe a
non presentare la propria candidatura alla guida della Provincia di Parma...Per
quanto mi riguarda, sia con una lettera aperta inviata a tutti i quotidiani e
ripresa da moltissimi, sia con lettere ad hoc e con interventi pubblici ho
sempre risposto alle accuse che mi vengono e mi venivano mosse», ha detto
Rainieri, riferendosi alle accuse sulla situazione delle
quote latte della sua azienda agricola e delle relative multe. «Certo che se
Libé, dopo aver detto apertamente che si batterà per l'abolizione delle
Province, pensa di presentarsi come candidato alla guida della Provincia, senza
presentare un solo progetto in favore dei parmigiani, sbaglia di grosso».
Evidentemente ha aggiunto «se continua con la stessa tiritera e non perde
occasione per ripetere le stesse cose vuol dire che ha le idee confuse. Non
dimentichiamoci che mentre io, a seguito di accuse infondate, continuo a
ricevere testimonianze di solidarietà da parte di allevatori, militanti e
semplici cittadini, la provincia tutta riscontra che Libé non è il candidato giusto
per guidare una realtà importante come Parma. La gente non dimentica, infatti,
come chi oggi si presenta 'sponsorizzato' da una lista civica e da Pier
Ferdinando Casini, ha votato in favore dell'indulto e contro il federalismo
fiscale che proprio a Parma avrebbe, invece, portato più soldi e maggiore
autonomia. Da non sottovalutare poi che chi oggi si erge a difensore della
parmigianità si è astenuto (il che di fatto equivale a un voto contrario)
quando l'aula della Camera era chiamata a votare se realizzare proprio a Parma
l'Authority nazionale alimentare o no. Ma con che coraggio oggi Libé chiede il
voto a quei parmigiani che non ha mai difeso?». La replica di Libè Secca la
replica del deputato Mauro Libè: «L'accanimento di Rainieri non può che confortarmi
nelle scelte compiute». E non gli risparmia una stoccata sulla questione delle
quote latte in cui Rainieri è stato personalmente coinvolto e che li ha visti
duramente contrapposti per quel che riguarda l'approvazione del decreto Zaia.
«Giudicheranno i tanti agricoltori onesti. Di certo con queste norme si è
creato una sorta di indulto: tutti sono stati chiamati a pagare i danni fatti
da pochi contribuendo ad aumentare il carico fiscale ai danni dei cittadini
onesti». Quanto ai voti e alle astensioni in Parlamento Libè invita Rainieri a
rileggersi i regolamenti: «Alla Camera l'astrensione non equivale a voto
contrario. In ogni caso nei prossimi giorni qualcun altro dovrà spiegare perché
ha dato il proprio voto favorevole in Parlamento per dare centoquaranta milioni
a Catania, ottanta milioni a Palermo, circa cinquecento milioni a Roma e oltre
quattro miliardi al colonnello Gheddafi che mi pare non stia facendo nulla per
bloccare gli sbarchi di immigrati».
( da "Corriere del Veneto"
del 07-04-2009)
Argomenti: Province
CRONACA 07-04-2009
POlEMICA LA LEGA CONTRO L'UDC Tra Rainieri e Libè un altro velenoso scambio di
accuse II Nuovo duro scambio polemico fra il deputato leghista Fabio Rainieri e
quello dell'Udc Mauro Libè. Rainieri attacca "Se non ha altro da dire,
invece di continuare a rimestare la solita minestra, l'onorevole Libé meglio
farebbe a non presentare la propria candidatura alla guida della Provincia di
Parma...Per quanto mi riguarda, sia con una lettera aperta inviata a tutti i
quotidiani e ripresa da moltissimi, sia con lettere ad hoc e con interventi
pubblici ho sempre risposto alle accuse che mi vengono e mi venivano mosse», ha
detto Rainieri, riferendosi alle accuse sulla situazione
delle quote latte della sua azienda agricola e delle relative multe. «Certo che
se Libé, dopo aver detto apertamente che si batterà per l'abolizione delle
Province, pensa di presentarsi come candidato alla guida della Provincia, senza
presentare un solo progetto in favore dei parmigiani, sbaglia di grosso».
Evidentemente ha aggiunto «se continua con la stessa tiritera e non perde
occasione per ripetere le stesse cose vuol dire che ha le idee confuse. Non
dimentichiamoci che mentre io, a seguito di accuse infondate, continuo a
ricevere testimonianze di solidarietà da parte di allevatori, militanti e
semplici cittadini, la provincia tutta riscontra che Libé non è il candidato
giusto per guidare una realtà importante come Parma. La gente non dimentica,
infatti, come chi oggi si presenta 'sponsorizzato' da una lista civica e da
Pier Ferdinando Casini, ha votato in favore dell'indulto e contro il
federalismo fiscale che proprio a Parma avrebbe, invece, portato più soldi e
maggiore autonomia. Da non sottovalutare poi che chi oggi si erge a difensore
della parmigianità si è astenuto (il che di fatto equivale a un voto contrario)
quando l'aula della Camera era chiamata a votare se realizzare proprio a Parma
l'Authority nazionale alimentare o no. Ma con che coraggio oggi Libé chiede il
voto a quei parmigiani che non ha mai difeso?». La replica di Libè Secca la
replica del deputato Mauro Libè: «L'accanimento di Rainieri non può che confortarmi
nelle scelte compiute». E non gli risparmia una stoccata sulla questione delle
quote latte in cui Rainieri è stato personalmente coinvolto e che li ha visti
duramente contrapposti per quel che riguarda l'approvazione del decreto Zaia.
«Giudicheranno i tanti agricoltori onesti. Di certo con queste norme si è
creato una sorta di indulto: tutti sono stati chiamati a pagare i danni fatti
da pochi contribuendo ad aumentare il carico fiscale ai danni dei cittadini
onesti». Quanto ai voti e alle astensioni in Parlamento Libè invita Rainieri a
rileggersi i regolamenti: «Alla Camera l'astrensione non equivale a voto
contrario. In ogni caso nei prossimi giorni qualcun altro dovrà spiegare perché
ha dato il proprio voto favorevole in Parlamento per dare centoquaranta milioni
a Catania, ottanta milioni a Palermo, circa cinquecento milioni a Roma e oltre
quattro miliardi al colonnello Gheddafi che mi pare non stia facendo nulla per
bloccare gli sbarchi di immigrati». Salvo per uso personale è vietato qualunque
tipo di riproduzione delle notizie senza autorizzazione.
( da "AgoPress" del
07-04-2009)
Argomenti: Province
(AGO PRESS) E’ di
200 milioni di euro il risparmio per le imprese, derivante dall’abolizione
dell’obbligo di tenuta del cosiddetto “Libro Soci”. Le minori spese sono frutto dell’attuazione
delle norme di semplificazione introdotte con l’articolo 16 del decreto
anticrisi. Sulla base di uno studio realizzato da NetConsulting, i risparmi
complessivamente ricavabili dalla piena attuazione del contenuto del decreto, ammonterebbero a oltre
11,6 miliardi di euro, di cui
( da "01net" del 07-04-2009)
Argomenti: Province
Unioncamere, 200 mln
anno risparmio da abolizione Libro Soci I risultati di uno studio di
NetConsulting (Il Sole 24 Ore Radiocor) - Roma, 06 apr - E' andato
definitivamente in pensione il Libro Soci e le imprese obbligate alla sua
tenuta, circa 800mila tra srl e società consortili a responsabilità limitata,
si sono liberate di un fardello che pesava 200 milioni di euro all'anno in
costi di gestione complessiva della sua tenuta e degli adempimenti connessi. Il
risparmio, afferma Unioncamere in una nota, è frutto dell'attuazione delle
norme di semplificazione introdotte con l'art. 16 del Decreto Legge n.185 del
2008 che, tra l'altro, ha abolito sia l'obbligo di tenuta del Libro Soci, sia
l'invio dell'elenco soci alle Camere di Commercio ogniqualvolta il Libro veniva
modificato. Ma in base ad uno studio realizzato da NetConsulting, i risparmi
complessivamente ricavabili dalla piena attuazione del contenuto del Dl, tra
quelli già acquisiti e quelli potenziali, ammonterebbero a oltre 11,6 miliardi
di euro, di cui
( da "Sestopotere.com"
del 07-04-2009)
Argomenti: Province
Unioncamere: con
abolizione del libro soci: duecento milioni risparmiati (7/4/2009 10:09) |
(Sesto Potere) - Roma - 7 aprtile 2009 - E’ andato definitivamente in pensione il Libro Soci e le
imprese obbligate alla sua tenuta (circa 800mila tra Srl e società consortili a
responsabilità limitata), si sono liberate di un fardello che pesava 200
milioni di euro all’anno in costi di gestione complessiva della sua
tenuta e degli
adempimenti connessi. Il risparmio è frutto dell’attuazione delle norme
di semplificazione introdotte con l’art. 16 del Decreto Legge n.185 del 2008
che, tra l’altro, ha abolito sia l’obbligo di tenuta del Libro Soci, sia
l’invio dell’elenco soci
alle Camere di Commercio ogniqualvolta il Libro veniva modificato. Ma in base
ad uno studio realizzato da NetConsulting, i risparmi complessivamente
ricavabili dalla piena attuazione del contenuto del DL (tra quelli già
acquisiti e quelli potenziali), ammonterebbero a oltre 11,6 miliardi di euro,
di cui
( da "Gazzettino, Il (Treviso)"
del 07-04-2009)
Argomenti: Province
LA RIFORMA FEDERALE Sernagiotto:
«Fra Regione e Provincia un ente è di troppo» Martedì 7 Aprile 2009, Il
contenimento della spesa pubblica è l'imperativo categorico. E la Provincia
"è stata nominata". A dirlo non è più solo la politica ma anche
alcuni tra i più noti imprenditori del nordest. Nei partiti, però, non mancano
le divisioni. E da Remo Sernagiotto, capogruppo azzurro in Regione, da sempre
favorevole all'abolizione degli enti provinciali, arriva un'inattesa apertura.
«Chi buttare giù dalla torre fra Provincia o Regione? Fa lo stesso - dice -
Qualcuno deve sparire. Ultimamente abbiamo parlato di
Province ma anche le Regioni sono troppe: il nostro programma parla
dell'abolizione di un ente tra i Comuni e lo Stato. Basta decidere quale
chiudere». Secondo il consigliere la via è obbligata: lasciar sopravvivere un
unico soggetto amministrativo che vada a occupare gli spazi ora affollati da
Province, Regioni e un sacco di piccole competenze intermedie. Ma la
Lega difende a spada tratta l'istituzione provinciale: «Sarebbe meglio
eliminare le Prefetture». E pure nel neonato Pdl abbondano i distinguo.
Insomma: in Parlamento la riforma istituzionale, quella che vuole metter mano
alla seconda parte della Costituzione, potrebbe seguire una strada molto
complessa e tutta in salita. Il politico di Montebelluna, però, aspetta al
varco l'alleato Carroccio dopo la riforma federale. «In questo momento tocca al
federalismo fiscale ma poi ci sarà quello istituzionale che indicherà quali
enti eliminare - detta i tempi Sernagiotto - . Con una riorganizzazione
omogenea, che comprenda anche tutte quelle piccole agenzie esterne, si
arriverebbe a risparmiare più di 30 miliardi di euro di spesa pubblica e su
questo sono pronto a confrontarmi pubblicamente con chiunque». Quasi un
ultimatum lanciato alle Lega. E il mondo dell'imprenditoria sembra dargli
ragione. Con Marina Salamon, amministratore unico di Altana, e Massimo Calearo,
presidente dell'omonimo gruppo e deputato del Pd, che si sono già dati
appuntamento sul sito Internet dall'eloquente titolo: "La Provincia non
serve? Non la Voto!". Nel frattempo il Carroccio brinda al passaggio in
Parlamento del testo sul federalismo. «E'questo il vero cambiamento dello Stato
- puntualizza il presidente Muraro - finalmente i soldi potranno rimanere qui e
i cittadini potranno essere davvero "paroni" a casa propria". Ma
anche con le casse pubbliche rimpolpate da nuovi denari federali sarà comunque
difficile ricucire gli strappi, soprattutto interni, evidenziati dalla tesa e
combattuta approvazione a viale Battisti del documento targato Upi sulla
centralità delle Province. Mauro Favaro
( da "Alto Adige" del
08-04-2009)
Argomenti: Province
L'ufficio di
presidenza ha ora 60 giorni, non di più, per preparare una legge ad hoc Costi
della politica, risparmi del 20 per cento Mozione approvata quasi
all'unanimità. Bocciata la divisione tra Trento e Bolzano Le indennità saranno sganciate
dagli automatismi Istat La proposta è partita dal centrosinistra Minoranze
d'accordo MAURIZIO DALLAGO BOLZANO. Stop agli aumenti di indennità, diarie e
vitalizi su base Istat per il biennio 2009-2010. Dall'anno successivo l'aumento
sarà analogo a quello previsto dai contratti collettivi di lavoro. Riduzione
delle indennità di funzione per i componenti dell'ufficio di presidenza e di un
20% dei costi della politica nel loro insieme. è quanto contenuto in una
mozione approvata ieri in consiglio regionale. Il documento poi approvato da
tutta l'aula - eccetto 2 voti contrari - è stato presentato da Pd, Svp, Upt,
Patt e Italia dei Valori. Netta spaccatura, invece, sulla mozione dei
Freiheitlichen che affidava la competenza sulle indennità alle singole Province.
Da una parte tutti i consiglieri di lingua tedesca a cui si sono aggiunti i
Verdi, dall'altra il resto del consiglio. La paura di un'ulteriore divisione
della Regione ha bloccato sul nascere anche il tentativo della Stella alpina di
ammorbidire la mozione. «Peccato, è la dimostrazione che diventa importante la
Commissione sui costi della politica che abbiamo votato in consiglio
provinciale», dice Sepp Lamprecht (Svp). Proprio i consiglieri della Stella
alpina proseguono intanto con l'autoriduzione di 600 euro della loro indennità
che poi devolveranno a scopo benefico. «Finisce tutto in un fondo per aiutare
le associazioni», spiega ancora Lamprecht. Soddisfatto della mozione sui costi
della politica si dice Christian Tommasini (Pd): un'iniziativa avviata proprio
dal Partito democratico, dopo che a gennaio l'indice Istat era servito a
rivalutare le indennità di 302 euro lordi al mese. In tempi in cui tutti
«tirano la carretta» una cifra considerevole, visto pure il rapporto con
l'indennità nel suo complesso pari a 14.359 euro mensili. Anche da Urzì (Pdl) è
arrivato voto favorevole alla mozione. La seduta si era aperta con un minuto di
silenzio a ricordo delle vittime del terremoto in Abruzzo e dell'ex
consigliere, Luigi Montali, deceduto lo scorso 27 marzo. Quindi si è passati
alla discussione di 3 mozioni, tutte riguardanti i costi della politica. Quella
del Pd, emendata prima di arrivare al voto, la seconda
della Lega Nord che intendeva togliere completamente l'indennità di carica in
consiglio regionale e la terza dei Freiheitlichen che chiedeva l'abolizione
della rivalutazione dell'indennità in questa legislatura e di separare la
competenza sulle indennità e di assegnarla singolarmente alle due Province.
Franca Penasa (Lega Nord), ha annunciato di non poter appoggiare la proposta di
mozione dei Freiheitlichen, pur condividendola nel merito, perché mira ad
indebolire un organo, la Regione, che invece la Lega vorrebbe rafforzato. Si
arriva al dunque: la mozione della maggioranza. Un testo che impegna l'ufficio
di presidenza del consiglio regionale ad elaborare un disegno di legge entro 60
giorni, che preveda: a) l'interruzione degli aumenti delle indennità, della
diaria e dei vitalizi dei consiglieri regionali per il 2009-
( da "Adige, L'" del
08-04-2009)
Argomenti: Province
Lasciate in casa i
residenti all'ex Italcementi I n questi giorni tutti hanno assistito alla
denuncia dei disagi, fatta da una donna anziana residente nelle case di
Piedicastello già di proprietà dell'Italcementi e ora della Federazione delle
Cooperative e in procinto di essere acquistate dalla Provincia Lasciate in casa
i residenti all'ex Italcementi I n questi giorni tutti hanno assistito alla
denuncia dei disagi, fatta da una donna anziana residente nelle case di
Piedicastello già di proprietà dell'Italcementi e ora della Federazione delle
Cooperative e in procinto di essere acquistate dalla Provincia. Assieme alla
denuncia l'anziana donna ha avanzato la richiesta, sacrosanta, di sperare di
restare nel quartiere dove rimangono vivi i ricordi di una vita vissuta. Sono
solidale con la richiesta fatta e credo che sia il modo migliore e giusto per
parlare di riqualificazione del quartiere a Piedicastello, mantenendo sul luogo
le persone che hanno fatto parte di quella storia. Questa è la situazione e
l'aspettativa delle famiglie che risiedono nelle tre case ex Italcementi
rimaste e che non conoscono ancora il loro futuro. Si tratta complessivamente
di 11 famiglie residenti nelle case in Lung'Adige S. Nicolò n. 4 e in Via
Papiria n. 25, formate da persone anziane, giovani, operai o vedove di operai
che hanno lavorato nello stabilimento Italcementi. L'incertezza del futuro,
accanto ai disagi di convivenza a stretto contatto con i ruderi dello
stabilimento in stato di degrado, producono nelle famiglie grandi disagi e
richiedono una maggiore attenzione non soltanto sotto l'aspetto della vigilanza
pubblica. La bonifica di parte dello stabilimento da materiali altamente
pericolosi come l'amianto, partita in questi giorni è certamente un passo
positivo ma non sufficiente ad assicurare le persone residenti. I tempi di
attesa per la definizione dei passaggi di proprietà delle aree, lo studio, la
progettazione e la realizzazione di opere definitive, non saranno certamente
brevi e ciò produce angoscia tra le persone. Qualunque sia il futuro di quella
zona e le scelte che saranno fatte, non si potrà, a mio parere, non tenere in
considerazione sin da subito e con priorità, il rapporto che le parti
proprietarie delle aree dovranno tenere direttamente con le persone che abitano
nelle case garantendo loro: 1. un'informazione costante sull'evolversi dei
lavori, senza venirne a conoscenza attraverso gli organi d'informazione; 2.
continuando a mantenere la manutenzione degli appartamenti abitati; 3. impegnandosi
a fare sì che nella nuova progettazione ci siano anche alloggi e garantita la
possibilità di rimanere nel quartiere, alle famiglie che lo vorranno. Luciano
Martinello I giornali hanno fatto bene a pubblicare il caso Cogo H o letto sul
giornale l'Adige del 2 aprile l'articolo dell'avvocato Renato Ballardini, in
data 4 aprile, quello dell'avvocato Luigi Olivieri, e in data 5 aprile quello
degli avvocati Nicola Stolfi e Ballardini ( difensori di Margherita Cogo). I
tre avvocati argomentano «in punta di diritto» sulla nota vicenda della
consigliera Margherita Cogo. L'avvocato Ballardini termina l'articolo
scrivendo: «Ciò che è grave è che si possa massacrare una persona riportando le
parole del procuratore Dragone». L'avvocato Olivieri termina la lettera scrivendo:
«Parlare di truffa o di tentata truffa è un non senso giuridico essendo
evidente la sua insussistenza con le ovvie conseguenze del caso». Gli avvocati
Stolfi e Ballardini, infine, chiudono la lettera così: «In questi giorni
Margherita Cogo è stata condannata senza alcun processo e, quel che è peggio,
per fatti che non ha commesso in quanto non ha mai tentato di truffare
nessuno». Caro direttore, quale uomo qualunque e non certo esperto in materia
giuridica e processuale, mi permetto esprimere la mia opinione. Se è vero che
la consigliera Margherita Cogo avrebbe usato un bianchetto coprente per
modificare, riducendolo, l'importo da versare al suo partito, beh, a me,
semplice cittadino ed elettore, basta questo fatto per qualificare il politico,
nella fattispecie la consigliera Margherita Cogo. Al di fuori degli aspetti
giuridici e di qualsiasi dotto e arzigogolato ragionamento giudiziale (il fatto
è truffa?, è falso in atto pubblico?, è il mancato adempimento di
un'obbligazione naturale?, e così via), io penso che se la manomissione di un
documento c'è stata, chi l'ha commessa ha comunque falsificato qualcosa e
quindi tradito la fiducia di qualcuno. E se poi questa stessa persona, se
avesse commesso il fatto (alterazione di un documento originale), dichiarasse
di sentirsi offesa, perseguitata, di essere sempre stata una persona pulita,
corretta, onesta, eccetera, a me pare che questa stessa persona tradirebbe
un'altra volta la buona fede di qualcuno (cittadino o partito che sia). So di
non scoprire l'acqua calda, ma io credo ancora al vecchio detto popolare «fra
il dire e il fare c'è di mezzo il mare». Un'ultima considerazione: gli avvocati
Bruno Ballardini e Nicola Stolfi scrivono, quasi sdegnati: «... i processi si
facciano nei tribunali» e parlano «del gravissimo contenuto di una propalazione
mediatica effettuata dalla Procura di Trento». D'accordo, anche gli avvocati
devono fare il loro mestiere e, se vogliono - come hanno fatto - fare pure loro
«propalazione mediatica» scrivendo sul giornale in difesa del loro assistito.
La consigliera Cogo, come riportato dall'Adige, avrebbe detto: «non avrei mai
immaginato che questa vicenda potesse interessare la magistratura». Ma, dico
io, anche i giornali devono fare il loro lavoro: informare la gente che li legge.
Mi possono spiegare i suddetti avvocati come altrimenti avrebbero fatto i
cittadini a conoscere quanto accaduto? A me invece, come cittadino, la vicenda
ha interessato moltissimo, eccome! Per questo dico grazie al giornale l'Adige e
a quanti altri hanno dato risalto a questa vicenda di carattere politico.
Giuliano Bortolotti Finché c'è Dorigatti non voterò più il Pd L a presa di
posizione di Dorigatti contro la sua collega Cogo, rende evidente la rivalità
personale, forse Dorigatti aspira ad una poltrona, senza per altro averne le
capacità culturali! Sono testimone di più di un episodio che ha visto come
protagonisti aderenti dei Ds che si chiedevano quale fosse il modo per colpire
politicamente la signora Cogo. Preciso che appartenevo a quella fazione anti-Cogo
che nei Ds era molto forte, ma non ho mai condiviso che si usassero trappole
per sconfiggere un avversario politico. Per questo motivo sono stanca di
assistere a queste lotte interne e finché vi saranno persone individualiste
come Dorigatti non voterò più per il Pd. Elena Bisti - Trento Se la prendono
con la Cogo ma c'è ben di peggio P remesso che non sono un simpatizzante del
Pd, anzi… mi sembra che il «caso Cogo» sia stato gonfiato in modo
spropositato, anche perché, se qualche irregolarità è stata commessa, avrebbe dovuto essere risolta
nell'interno del partito, con probiviri ed organismi del genere. Inizialmente
leggendo i titoloni cubitali sui quotidiani «Cogo indagata» ho sogghignato ed
ho pensato malignamente: anche i compagni ci cascano, ma leggendo poi i vari
articoli, sono rimasto sorpreso e confuso da questo inutile clamore (forse sta
dando fastidio a qualcuno?). E questo alla luce delle porcate fate
precedentemente da certi suoi colleghi, rimasti praticamente impuniti. Dario
Mosca - Pieve di Bono Il caso Cogo e i santi in paradiso I l ragionevole dubbio
per il caso Cogo. Condivido quasi tutto ciò che scrive Elisabetta Cimadomo di
Rovereto: «Sono fra quanti ribattono per la certezza della pena dopo aver
trovato la colpevolezza dell'indagato e sono schifata dell'ingordigia di molti
nostri politici in fatto di soldi e di potere (compresi quelli che raccolgono
firme per por fine a simile scandalo, ma poi incassano) sono per la libertà di
stampa, perno della democrazia aggiungo io: Non sono per l'una
tantum di Franceschini ma se mai per l'una semper dei ricchi, per il
dimezzamento degli stipendi a sindaci, consiglieri regionali e provinciali, e
onorevoli vari e dell'abolizione di vitalizi che non hanno nulla di democratico
avendo tutti un altro lavoratore. Sulla signora Cogo non mi pronuncio.
Non è una questione «criminale» ma pur sempre di esempio e «stile». Del resto
non dimentico signora Cimadomo, quella valigia piena di soldi contanti che
girava tranquillamente in Russia. Trasportata da solerti dirigenti regionali,
proprio quando presidente della Regione era la signora Cogo. Erano naturalmente
soldi nostri finiti chissà dove! Non interesso anch'io di giustizia, ma più che
altro quando di mezzo c'è qualche «povero diavolo» senza santi in paradiso. Non
me ne voglia. Con immensa stima. Tullio Dell'Eva - Rovereto Linciaggio contro
Cogo Margherita, vai avanti G entile direttore, dunque non si esaurisce la
fonte di tristezza che anche la scena politica locale continua ad alimentare.
Il sempre più disorientato Pd infittisce la nebbia in cui si perde con scandali
artificiosi e minatori. Quando non riesce a soffocarle in altri modi, brucia le
sole e ultime risorse davvero nuove ed energetiche che sono le sue donne più
intelligenti e rigorose. Che cosa ottengono tutti quei compagni di partito che
trafiggono con calunnie, costringono all'inattività, escludono i contributi di
esperienza ed entusiasmo delle loro donne migliori? Spazio per sé, è chiaro!
Margherita Cogo è il caso in scena in queste ultime settimane, ma intanto anche
altre valorose donne della politica sono messe all'angolo senza ritegno.
Proprio la parte politica che ho sempre creduto - nonostante tutto - dovesse
interpretare i principi di lealtà e solidarietà sociale si dimostra una belva
ingrata e rabbiosa verso le sue rappresentanti più propositive e capaci. Quando
la dirittura morale è fuori discussione, quando c'è sensibilità umana e impegno
senza riserve, ma anche senza compromessi inaccettabili - questo penso di
Margherita che ho avuto occasione di conoscere da vicino come persona e come
amministratore pubblico - si vanno a creare linciaggi personali che ai media
non par vero di amplificare. Mi sento mortificata come cittadina di questo
Paese, ferita dall'ipocrisia e dalla meschinità di un partito in cui mi pareva
di avere ancora bisogno e voglia di credere. Come soprattutto altre, cioè
donne, non avendo i legami forti che ha Margherita col il partito per cui ha
lavorato intensamente una vita, questa volta lo abbandono definitivamente. Non
so ancora per che cosa, ma certo per stare con donne diritte e severe, sincere
e leali, generose come ce ne sono ovunque, anche nella politica. Margherita ha
un posto qui. Le dico: coraggio, come hai sempre avuto! (Mai fatto la
femminista, ma mi viene il grave dubbio che dovevo). Giovanna Dorigati A Tres
almeno io ho superato i 100mila euro E gregio signor direttore, ho letto sul
suo giornale l'articolo relativo ai contribuenti con un reddito superiore ai
100.000 euro per l'anno fiscale 2006. Dopo aver controllato i numeri esposti
per i vari comuni, ho purtroppo notato l'inesattezza dei dati esposti in
particolare per il comune di Tres. In questo comune non risulta infatti nessun
contribuente con un reddito superiore ai 100.000 euro. Io, Renzo Maccani, posso
dimostrarle di aver superato tale importo che ho regolarmente dichiarato e di
conseguenza pagate le relative imposte. Renzo Maccani Alloggio Itea troppo
umido E il mio fisico ne risente C on la presente vorrei ribattere alle
affermazioni della presidente Itea dottoressa Aida Ruffini sottoponendo il mio
caso; che presenta molte analogie con quello della famiglia Picelli. Il mio
appartamento sito a Terlago in via Degasperi, 14 presenta e segnalo da ben 14
anni, la rottura del portoncino di ingresso, il muro per le scale ridotto a
pietose condizioni il forte freddo, l'umidità persistente all'interno
dell'alloggio, mancanza riscaldamento e acqua calda causa i miei problemi
fisici e dell'ulteriore peggioramento in questo ultimo periodo. Malgrado la
presentazione di 6 certificati medici specialistici non sono stata presa in
considerazione per un eventuale cambio alloggio e non sono stata convocata per
un colloquio con la presidente malgrado richieste scritte ed innumerevoli
telefonate. Ho deciso pertanto che sono impossibilitata dato il continuo
esborso per medicine e visite con le relative terapie di sospendere il
pagamento dell'affitto. Sono disposta per una vostra visita per controllare
quanto affermo. Rita Pastore - Terlago Uno sbaglio dire «no» al voto in condotta
S pettabile redazione dell'Adige, questo nostro scritto, per rimarcare la
nostra posizione di insegnanti. Anche secondo noi, il non recepire la
reintroduzione del voto in condotta è una pesante differenza con il resto di
Italia e soprattutto con la limitrofa città di Bolzano. Vorremmo sottolineare
come l'uomo sia non solo individuo ma anche essere sociale. Proprio nella
prospettiva di una scuola che promuove competenze per la vita ed in particolare
modo la competenza primaria dell'esercizio di una cittadinanza attiva e
solidale, ci sembra doveroso interrogarci se il valutare la correttezza, la
capacità di rispettare e rispettarsi, non sia un aiuto per attuare una crescita
consapevole dell'individuo. Lo strumento in questione, a nostro avviso,
risulterebbe molto valido. Interessante forse anche un confronto professionale
con il personale docente che è quello chiamato in causa ogni giorno a valutare.
L'utilizzazione dei voti anziché dei giudizi risulterebbe più chiara ai
fruitori, cioè alle famiglie ed agli alunni stessi evitando di dar luogo ad
ambiguità ma facendo crescere in tutti un nuovo senso di responsabilità. Un
gruppo di insegnanti di scuola media 08/04/2009
( da "Corriere del Veneto"
del 08-04-2009)
Argomenti: Province
PROVINCIA 08-04-2009
San Secondo COMUNE POLEMICA DELLA MINORANZA: «I SOLDI ANDREBBERO SPESI MEGLIO» Bilancio:
un milione di euro destinato ai servizi sociali Lavori: completamento della
tangenziale, restyling del piazzale del cimitero SAN SECONDO Paolo Panni II Via
libera ai bilanci di previsione 2009 e pluriennale da parte del Consiglio
comunale che, nella stessa seduta ha approvato il piano annuale e triennale
delle opere pubbliche. Un conto economico che non aumenta la pressione fiscale
e che, come evidenziato dal sindaco Roberto Bernardini e dagli assessori Carla
Montanari e Davide Conti, è stato dedicato soprattutto ai servizi sociali e
alla persona, specie per il sostegno alle fasce più deboli, con uno sforzo di
quasi un milione di euro. Altri 835 mila euro sono invece destinati alla
gestione del territorio. La crisi economica, come più volte evidenziato dal
sindaco, si fa sentire anche sul bilancio del Comune e «questo
ha imposto delle scelte», anche a fronte del fatto che i trasferimenti statali
sono diminuiti di 124 mila euro e non sono ancora arrivati i rimborsi previsti
in seguito all'abolizione dell'Ici sulla prima casa. Tra le opere pubbliche
spiccano il completamento della tangenziale, la sistemazione del piazzale
antistante il cimitero (135 mila euro) e l'ampliamento dello stesso (125
mila euro), il completamento della rotatoria nei pressi dell'oratorio, la
sistemazione dei marciapiedi, la riqualificazione della Rocca (150 mila euro),
la realizzazione dei nuovi marciapiedi di via Pier Maria Rossi (215 mila euro),
la sistemazione del tetto della scuola elementare (180 mila euro) e delle
strade urbane ed extraurbane (per 219 mila euro, cifra che lo stesso sindaco ha
definito scarsa), la realizzazione dei nuovi magazzini comunali (440 mila
euro), il completamento del centro residenziale per disabili di Castell'Aicardi
(575 mila euro) e l'estendimento dell'illuminazione pubblica sia in paese che
in periferia. Opere per le quali, in molti casi, ci saranno contributi di
privati e finanziamenti di Enti sovraordinati. Critiche sono piovute
dall'opposizione, col capogruppo Giorgio Berti che ha parlato di «bilancio
ordinario, privo di progettualità, che nella sostanza si esaurisce nel sociale
dove si riconosce lo sforzo, mail paese ha anche tante altre esigenze. è vero -
ha aggiunto - che oggi le risorse sono minori ma proprio per questo occorre più
oculatezza». In questo senso ha criticato le adesioni a Terre verdiane ed Asp.
«Si potrebbe fare di meglio - ha detto - e di più. Il paese è tenuto male,
basti guardare le strade e le aree verdi, per non parlare della Rocca ». In
linea con lui Gabriella Maghenzani. Bilancio e polemiche Un momento della
seduta consiliare. Salvo per uso personale è vietato qualunque tipo di
riproduzione delle notizie senza autorizzazione.
( da "Gazzetta di Parma (abbonati)"
del 08-04-2009)
Argomenti: Province
PROVINCIA 08-04-2009
San Secondo COMUNE POLEMICA DELLA MINORANZA: «I SOLDI ANDREBBERO SPESI MEGLIO»
Bilancio: un milione di euro destinato ai servizi sociali Lavori: completamento
della tangenziale, restyling del piazzale del cimitero SAN SECONDO Paolo Panni
II Via libera ai bilanci di previsione 2009 e pluriennale da parte del
Consiglio comunale che, nella stessa seduta ha approvato il piano annuale e
triennale delle opere pubbliche. Un conto economico che non aumenta la
pressione fiscale e che, come evidenziato dal sindaco Roberto Bernardini e
dagli assessori Carla Montanari e Davide Conti, è stato dedicato soprattutto ai
servizi sociali e alla persona, specie per il sostegno alle fasce più deboli,
con uno sforzo di quasi un milione di euro. Altri 835 mila euro sono invece
destinati alla gestione del territorio. La crisi economica, come più volte
evidenziato dal sindaco, si fa sentire anche sul bilancio del Comune e «questo ha imposto delle scelte», anche a fronte del fatto che i
trasferimenti statali sono diminuiti di 124 mila euro e non sono ancora
arrivati i rimborsi previsti in seguito all'abolizione dell'Ici sulla prima
casa. Tra le opere pubbliche spiccano il completamento della tangenziale, la
sistemazione del piazzale antistante il cimitero (135 mila euro) e
l'ampliamento dello stesso (125 mila euro), il completamento della rotatoria
nei pressi dell'oratorio, la sistemazione dei marciapiedi, la riqualificazione
della Rocca (150 mila euro), la realizzazione dei nuovi marciapiedi di via Pier
Maria Rossi (215 mila euro), la sistemazione del tetto della scuola elementare
(180 mila euro) e delle strade urbane ed extraurbane (per 219 mila euro, cifra
che lo stesso sindaco ha definito scarsa), la realizzazione dei nuovi magazzini
comunali (440 mila euro), il completamento del centro residenziale per disabili
di Castell'Aicardi (575 mila euro) e l'estendimento dell'illuminazione pubblica
sia in paese che in periferia. Opere per le quali, in molti casi, ci saranno
contributi di privati e finanziamenti di Enti sovraordinati. Critiche sono
piovute dall'opposizione, col capogruppo Giorgio Berti che ha parlato di
«bilancio ordinario, privo di progettualità, che nella sostanza si esaurisce
nel sociale dove si riconosce lo sforzo, mail paese ha anche tante altre
esigenze. è vero - ha aggiunto - che oggi le risorse sono minori ma proprio per
questo occorre più oculatezza». In questo senso ha criticato le adesioni a
Terre verdiane ed Asp. «Si potrebbe fare di meglio - ha detto - e di più. Il
paese è tenuto male, basti guardare le strade e le aree verdi, per non parlare
della Rocca ». In linea con lui Gabriella Maghenzani. Bilancio e polemiche Un momento
della seduta consiliare.
( da "Corriere del Veneto"
del 08-04-2009)
Argomenti: Province
OPINIONI 08-04-2009
Opinioni Anche il «Ducato» è in crisi Occorre fare scelte per contenere i danni
Ho seguito con interesse i vari convegni in cui si è discusso sul futuro delle
Province, e di quella parmense in particolare. Concordo con Elvio Ubaldi, che
caldeggia una sorta di alleanza istituzionale fra le province
dell'Emilia Occidentale, necessaria per far valere nello scacchiere nazionale
ed europeo potenzialità mortificate dalla attuale parcellizzazione.
Recentemente ho proposto su queste colonne di estendere la partnership speciale
anche a La Spezia e Mantova. E' bene tuttavia essere consapevoli che per
realizzare questa innovazione politico-programmatica deve maturare una comune
cultura "federativa" nei partiti e nei ceti dirigenti di tutte le aree
interessate. Tempi non brevi, insomma. Intervenendo alla presentazione del
libro dell'assessore Lavagetto, che propone la riduzione dei poteri della
Provincia a poche ma rilevanti funzioni idonee a realizzare il governo
coordinato e dinamico del territorio, ho detto che sono favorevole a una
riforma di questa natura, ma contrario all'abolizione. La provincia è una
istituzione che appartiene ormai alla storia d'Italia. Semmai sono le regioni
che, dopo quaranta anni dalla nascita, risultano ancora largamente estranee al
pathos politico dei cittadini. Quando, da ragazzo, approdai a Londra nel 1953,
incontrai numerosi giovani lavoratori delle Valli del Taro e del Ceno, che così
mi accolsero affettuosamente: "Sei un parmense di montagna come noi".
E ancora: tutte le associazioni di categoria sono organizzate su base
provinciale. Detto questo, trovo sorprendente che alla vigilia delle elezioni
il dibattito sembri limitato a questi aspetti meramente istituzionali. Viene
alla mente l'aureo principio "primum vivere, deinde philosophari".
Sì, perché Parma non è un'isola felice, mentre il resto dell'Italia e del mondo
è devastato da una crisi economica comparabile a quella del 1929. La
recessione, purtroppo, c'è anche in casa nostra. E' dunque necessario che la
classe dirigente al comando provveda a focalizzare le scelte prioritarie da
compiere per contenere i danni, preservando dalla bufera i punti forti del
sistema economico locale, essenziali per propiziare in futuro il ritorno dello
sviluppo. Mi limito ad alcune riflessioni. La nostra economia si regge sul
sistema delle medie, e soprattutto, delle piccole imprese. Molte di loro, forse
moltissime, sono in ginocchio, a causa di una particolare stretta creditizia
delle banche, incentrata sull'applicazione capziosa dei regolamenti. Il rischio
del tracollo evocato da Marcegaglia, Presidente di Confindustra, ci riguarda da
vicino. Ora si sta ipotizzando una sorta di supervisione dei prefetti: una
interferenza discutibile, perché potenzialmente in conflitto con la funzione di
vigilanza della Banca d'Italia e con l'autonomia e la responsabilità di chi è
alla guida degli istituti di credito. E tuttavia i banchieri, anche quelli
nostrani, a fronte di un'emergenza nazionale, non possono essere considerati
come eroi omerici imperscrutabili, specialmente dopo le loro performances nella
vicenda Parmalat. Sorprende che mentre sono di moda i "tavoli", non
si sia ancora attivato un meccanismo di dialogo e consultazione volto a
convincere le banche, con un monitoraggio e una successiva opera di persuasione,
a venire incontro in modo più aperto e conforme all'interesse generale alle
esigenze di affidamento delle imprese. All'inizio del mandato che volge al
termine il piccolo partito socialista propose al vertice della Provincia di dar
vita ad un osservatorio del credito. Non fu ascoltato. Ritornando poi alla
necessità di salvaguardare, soprattutto in tempi di vacche magre, le strutture
portanti del sistema, non v'è dubbio che nella nostra food valley i
fondamentali, per di più orientati all'export, sono l'impiantistica alimentare
e l'industria che produce alimenti d'ec - cellenza. Sarò pessimista, ma non
vedo né proposte, né efficaci strategie per il rilancio e la riorganizzazione,
nel segno dell'in - novazione, di questi comparti. Dopo alcuni lustri di
incubazione, è stata formalizzata la costituzione del "Distretto del
prosciutto". Per ora si è dato vita ad un organismo
burocratico-istituzionale, con scarso o nullo coinvolgimento diretto delle
industrie. Comunque: se il "Distretto" c'è, batta un colpo. Concludo
con uno sguardo pietoso al nostro Appennino. Prima sono arrivate le statistiche
sui redditi, umilianti rispetto al resto del territorio; poi
la preannunciata chiusura di alcune delle principali industrie; infine le frane,
conseguenza della mancata opera di prevenzione. Risulta allora sconfortante la
lettura dell'ultimo bollettino ufficiale della Provincia a proposito del Piano
Territoriale Regionale. A pagina 24 si proclama che ora "Il Ptr si fa a
misura di Parma". Si rivendica giustamente l'inserimento nel Piano
della direttrice Tirreno-Brennero, peraltro all'ordine giorno dal 1970. Per
l'Appennino, invece, c'è solo un accenno di passata, come "occasione per
rafforzare il turismo", insieme ai castelli e alle terme. E' tempo allora
di mettere in cantiere un programma straordinario di interventi pubblici,
generatore di nuova occupazione: generale risanamento idrogeologico; priorità
nei finanziamenti regionali alle imprese della montagna; credito agevolato per
migliorare la ricettività turistica; risorse e marketing in favore dei parchi
naturali; accesso ovunque alla banda larga; forte impulso alla energia
alternativa: eolica, idrica e fotovoltaica. Sia chiaro: con iniziative ben
diverse dal monstum inventato per Lagrimone. E' proprio un'utopia un futuro Ptr
"a misura delle Terre Alte"? Fabio Fabbri Salvo per uso personale è
vietato qualunque tipo di riproduzione delle notizie senza autorizzazione.
( da "Gazzetta di Parma (abbonati)"
del 08-04-2009)
Argomenti: Province
OPINIONI 08-04-2009
Opinioni Anche il «Ducato» è in crisi Occorre fare scelte per contenere i danni
Ho seguito con interesse i vari convegni in cui si è discusso sul futuro delle
Province, e di quella parmense in particolare. Concordo con Elvio Ubaldi, che
caldeggia una sorta di alleanza istituzionale fra le province
dell'Emilia Occidentale, necessaria per far valere nello scacchiere nazionale
ed europeo potenzialità mortificate dalla attuale parcellizzazione.
Recentemente ho proposto su queste colonne di estendere la partnership speciale
anche a La Spezia e Mantova. E' bene tuttavia essere consapevoli che per
realizzare questa innovazione politico-programmatica deve maturare una comune
cultura "federativa" nei partiti e nei ceti dirigenti di tutte le
aree interessate. Tempi non brevi, insomma. Intervenendo alla presentazione del
libro dell'assessore Lavagetto, che propone la riduzione dei poteri della
Provincia a poche ma rilevanti funzioni idonee a realizzare il governo
coordinato e dinamico del territorio, ho detto che sono favorevole a una
riforma di questa natura, ma contrario all'abolizione. La provincia è una
istituzione che appartiene ormai alla storia d'Italia. Semmai sono le regioni
che, dopo quaranta anni dalla nascita, risultano ancora largamente estranee al
pathos politico dei cittadini. Quando, da ragazzo, approdai a Londra nel 1953,
incontrai numerosi giovani lavoratori delle Valli del Taro e del Ceno, che così
mi accolsero affettuosamente: "Sei un parmense di montagna come noi".
E ancora: tutte le associazioni di categoria sono organizzate su base
provinciale. Detto questo, trovo sorprendente che alla vigilia delle elezioni
il dibattito sembri limitato a questi aspetti meramente istituzionali. Viene
alla mente l'aureo principio "primum vivere, deinde philosophari".
Sì, perché Parma non è un'isola felice, mentre il resto dell'Italia e del mondo
è devastato da una crisi economica comparabile a quella del 1929. La
recessione, purtroppo, c'è anche in casa nostra. E' dunque necessario che la
classe dirigente al comando provveda a focalizzare le scelte prioritarie da
compiere per contenere i danni, preservando dalla bufera i punti forti del
sistema economico locale, essenziali per propiziare in futuro il ritorno dello
sviluppo. Mi limito ad alcune riflessioni. La nostra economia si regge sul
sistema delle medie, e soprattutto, delle piccole imprese. Molte di loro, forse
moltissime, sono in ginocchio, a causa di una particolare stretta creditizia
delle banche, incentrata sull'applicazione capziosa dei regolamenti. Il rischio
del tracollo evocato da Marcegaglia, Presidente di Confindustra, ci riguarda da
vicino. Ora si sta ipotizzando una sorta di supervisione dei prefetti: una
interferenza discutibile, perché potenzialmente in conflitto con la funzione di
vigilanza della Banca d'Italia e con l'autonomia e la responsabilità di chi è
alla guida degli istituti di credito. E tuttavia i banchieri, anche quelli
nostrani, a fronte di un'emergenza nazionale, non possono essere considerati
come eroi omerici imperscrutabili, specialmente dopo le loro performances nella
vicenda Parmalat. Sorprende che mentre sono di moda i "tavoli", non
si sia ancora attivato un meccanismo di dialogo e consultazione volto a
convincere le banche, con un monitoraggio e una successiva opera di
persuasione, a venire incontro in modo più aperto e conforme all'interesse generale
alle esigenze di affidamento delle imprese. All'inizio del mandato che volge al
termine il piccolo partito socialista propose al vertice della Provincia di dar
vita ad un osservatorio del credito. Non fu ascoltato. Ritornando poi alla
necessità di salvaguardare, soprattutto in tempi di vacche magre, le strutture
portanti del sistema, non v'è dubbio che nella nostra food valley i
fondamentali, per di più orientati all'export, sono l'impiantistica alimentare
e l'industria che produce alimenti d'ec - cellenza. Sarò pessimista, ma non
vedo né proposte, né efficaci strategie per il rilancio e la riorganizzazione,
nel segno dell'in - novazione, di questi comparti. Dopo alcuni lustri di
incubazione, è stata formalizzata la costituzione del "Distretto del prosciutto".
Per ora si è dato vita ad un organismo burocratico-istituzionale, con scarso o
nullo coinvolgimento diretto delle industrie. Comunque: se il
"Distretto" c'è, batta un colpo. Concludo con uno sguardo pietoso al
nostro Appennino. Prima sono arrivate le statistiche sui redditi, umilianti
rispetto al resto del territorio; poi la preannunciata
chiusura di alcune delle principali industrie; infine le frane, conseguenza
della mancata opera di prevenzione. Risulta allora sconfortante la lettura
dell'ultimo bollettino ufficiale della Provincia a proposito del Piano
Territoriale Regionale. A pagina 24 si proclama che ora "Il Ptr si fa a
misura di Parma". Si rivendica giustamente l'inserimento nel Piano
della direttrice Tirreno-Brennero, peraltro all'ordine giorno dal 1970. Per
l'Appennino, invece, c'è solo un accenno di passata, come "occasione per
rafforzare il turismo", insieme ai castelli e alle terme. E' tempo allora
di mettere in cantiere un programma straordinario di interventi pubblici, generatore
di nuova occupazione: generale risanamento idrogeologico; priorità nei
finanziamenti regionali alle imprese della montagna; credito agevolato per
migliorare la ricettività turistica; risorse e marketing in favore dei parchi
naturali; accesso ovunque alla banda larga; forte impulso alla energia
alternativa: eolica, idrica e fotovoltaica. Sia chiaro: con iniziative ben
diverse dal monstum inventato per Lagrimone. E' proprio un'utopia un futuro Ptr
"a misura delle Terre Alte"? Fabio Fabbri
( da "Gazzettino, Il (Treviso)"
del 08-04-2009)
Argomenti: Province
Fondo solidarietà
anche per gli stranieri L'appello della Cgil per la definizione dei criteri.
Scottà: «Sì al tavolo ma niente provocazioni» Mercoledì 8 Aprile 2009, Vittorio
Veneto "Il Comune decida al più presto come investire i soldi del fondo
solidale appena approvato, e non escluda dai beneficiari del fondo stesso gli extracomunitari
in difficoltà". L'invito (destinatario il sindaco Giancarlo Scottà e la
sua giunta) arriva dalla Cgil per bocca del suo referente per le aree di
Vittorio e Conegliano, Ottaviano Bellotto. Il sindacalista apprezza lo sforzo
attuato dalla giunta leghista per reperire denari da destinare alle famiglie
dei lavoratori colpiti dalla crisi, ma invita Scottà a sedersi al più presto a
un tavolo per "definire insieme alle organizzazioni sindacali i criteri e
le modalità di spesa dei fondi investiti". "I Comuni, in particolare
quello di Vittorio Veneto che ha stanziato 58mila euro per questi interventi, e
le istituzioni che hanno assunto questi impegni, dovrebbero collaborare tra
loro per definire e garantire criteri omogenei per tutto il territorio"
afferma Bellotto, secondo il quale i Comuni "per garantire il sostegno a
chi è in difficoltà dovrebbero basarsi sul contenimento del
costo delle tariffe (se non sull'abolizione delle stesse) come rifiuti, acqua,
trasporti scolastici, rette della scuola materna, buoni pasto per i figli che
vanno a scuola. Questi interventi possono essere definiti dalle amministrazioni
attraverso un monitoraggio nel territorio, in stretta collaborazione con uffici
comunali (assistenti sociali), e le realtà di crisi". Come
riferimento per garantire l'accesso al sostegno al reddito, la Cgil propone di
assumere la situazione economica riferita alla dichiarazione Isee. E avvisa:
"Non vorremmo arrivare a ridosso della campagna elettorale senza avere
definito criteri e modalità di utilizzo delle risorse, poiché sarebbe del tutto
improprio strumentalizzare questi provvedimenti per finalità elettorali".
Fin d'ora, però, la Cgil "non condivide i criteri e le modalità adottati
dalla Provincia, che esclude dall'accesso al fondo previsto i lavoratori
provenienti da altri Paesi. Teniamo a precisare - conclude Bellotto - che tutti
i lavoratori, anche gli extracomunitari, quando lavorano pagano le tasse e le
addizionali comunali e regionali nei comuni e nelle regioni in cui
risiedono". Da parte sua, il sindaco Giancarlo Scottà (che insieme alla
sua maggioranza ha bocciato nell'ultimo consiglio comunale la proposta del Pd
di destinare parte delle indennità degli amministratori per rimpinguare il
fondo di solidarietà comunale), si dice pienamente disposto a confrontarsi con
il sindacato. A patto che "il sindacato non detti le condizioni e non sia
invadente - avverte Scottà - siamo disposti a una concertazione con sigle
sindacali, Provincia e Regione per trovare la soluzione migliore per investire
questi 58mila euro. I lavoratori extracomunitari? A Vittorio Veneto nessuno ha
ancora parlato di questo tema. Non faccio e non accetto provocazioni".
Luca Anzanello
( da "Stampa, La" del
09-04-2009)
Argomenti: Province
PREDOSA. CANTIERE A
FINE ANNO Via i passaggi a livello e arriva la tangenziale Ma la grande attesa
è per la bretella autostradale [FIRMA]MIRIAM MASSONE PREDOSA La
circonvallazione di Predosa sulla mappa è disegnata in giallo, è come un enorme
semianello lungo
( da "Tribuna di Treviso, La"
del 09-04-2009)
Argomenti: Province
Anche gli immigrati
nel fondo di solidarietà Il sindaco leghista va controcorrente e replica a
Bellotto (Cgil) In arrivo il 20 aprile il fondo diocesano per i disoccupati
VITTORIO VENETO. Sindaco leghista contro corrente. «Gli immigrati non saranno
esclusi dal fondo comunale di solidarietà». L'assicurazione arriva da Giancarlo
Scottà ed è diretta alla Cgil che aveva protestato. «Non condividiamo i criteri
i criteri e le modalità adottati dalla provincia che esclude all'accesso al suo
fondo previsto «per il sostegno al reddito delle famiglie», i lavoratori
provenienti da altri paesi - aveva detto Ottaviano Bellotto, segretario della
Camera del Lavoro -. Teniamo a precisare che tutti i lavoratori anche gli
extracomunitari, quando lavorano, pagano le tasse e le addizionali comunali e
regionali, presso i comuni e le regioni dove risiedono». «Lo sappiamo bene -
manda a dire il sindaco Scottà - ed è per questo che considereremo gli
immigrati che lavorano regolarmente e che pagano le tasse alla stregua dei
lavoratori trevigiani. L'unica condizione che poniamo è che risiedano nel
territorio comunale di Vittorio Veneto e che ovviamente siano regolari». Subito
dopo Pasqua l'amministrazione comunale avvierà una fase di concertazione con il
sindacato e le associazioni di categoria per decidere come utilizzare i 50 mila
euro del fondo. A questo riguardo la stessa Cgil aveva paventato una
strumentalizzazione politica. «Non vorremo arrivare a ridosso della campagna
elettorale senza aver definito criteri e modalità di utilizzo delle risorse,
poiché sarebbe del tutto improprio strumentalizzare questi provvedimenti per
finalità elettorali», aveva ammonito Bellotto. «Rigettiamo al mittente
insinuazioni di questo tipo» risponde il sindaco. «Se del ritardo esiste,
questo è dovuto semplicemente a qualche mio collaboratore - ammette Scottà -
che probabilmente non aveva inteso l'urgenza del provvedimento e non ha
convocato le organizzazioni sindacali nei tempi più rapidi». Arriverà prima,
dunque, il Fondo di solidarietà della diocesi di Vittorio Veneto? Non è
escluso. Il lancio sarà fatto il 20 aprile, alla sera, in seminario e
l'iniziativa sarà subito operativa. Comunque dalla stessa Cgil arriva una
precisa indicazione per come erogare gli aiuti del Comune. «I criteri
dovrebbero basarsi sul contenimento del costo delle tariffe
(se non l'abolizione di queste) - spiega Bellotto - che incidono sul bilancio
familiare come i rifiuti, l'acqua, i trasporti scolastici, le rette della
scuola materna, i buoni pasto per chi va a scuola. E i beneficiari di questi
provvedimenti dovrebbero essere quei lavoratori che hanno perso il lavoro e che
detengono redditi bassi ed insufficienti al sostegno alla famiglia; si
potrebbero assumere come riferimento per garantire l'accesso al sostegno al
reddito la situazione economica riferita alla dichiarazione ISEE». (f.d.m.)
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)"
del 09-04-2009)
Argomenti: Province
Commenti Pagina 342
Tutti ne parlano Un taglio alle Province per essere più chic Tutti ne parlano
--> L'abolizione delle Province è stato il cavallo di battaglia di molte
campagne elettorali negli ultimi anni. Sembrava anche un punto forte di questo
governo, ma a quanto pare vince il solito compromesso tra partiti. In zona Lega
infatti non ci sentono, Bossi non permetterà che si distrugga l'appena
istituita provincia di Monza, cuore della sua Brianza laboriosa e produttiva, e
di conseguenza nessun altro cederà. Anche nel recente congresso del Pdl il
presidente Schifani ha ribadito che è ora di ridurre i costi partendo
dall'abolizione di enti inutili e province. Per ora,
ha ottenuto solo un lungo applauso e una mezza dichiarazione sussurrata dal
ministro Fitto («ci stiamo muovendo in questo senso»). Potrebbe provarci
Brunetta, ma dato che le resistenze vengono sia da destra che da sinistra sarà
arduo anche per lui. Perché chi occupa certe poltrone sostiene che passare alle
Regioni i poteri delle Province significhi indebolire il territorio dominato da
assessori e consiglieri che lo presidiano con cura. E con 115 milioni di euro
l'anno. Anche in Sardegna abbiamo il nostro piccolo record: anziché eliminare
quei carrozzoni, che altro non sono che una spartizione di poltrone tra
trombati della politica e loro amici, si è lasciato che ne istituissero altre
quattro, operative dal 2005, raddoppiando in un colpo solo quelle storiche di
Cagliari, Sassari, Oristano e Nuoro. All'epoca la cosa ha fatto discutere (e
ridere) molti, soprattutto perché un milione e mezzo di abitanti suddivisi in
otto province sembrava più una barzelletta che una
seria istituzione regionale. È stato anche un problema per i diretti
interessati districarsi tra beghe di campanile e stabilire quali città
dovessero essere sede, quali paesi dovessero farne parte, dividersi competenze
e seggiole. Col risultato che per esser tutti contenti le nuove province hanno doppio capoluogo, come i doppi cognomi di
certa nobiltà: la Olbia-Tempio ha Olbia e Tempio Pausania, Ogliastra, Lanusei e
Tortolì, i capoluoghi di Carbonia-Iglesias sono Carbonia e Iglesias, del Medio-Campidano,
Sanluri e Villacidro. A nulla è valso l'intervento del governo di allora (nel
2001) dinanzi alla Corte Costituzionale: sugli enti locali la materia è
squisitamente regionale, rientra dunque nelle prerogative dell'autonomia sarda
creare anche trenta province e lo Stato non può dire
bè. Otto (per tanti abitanti quanti ne ha Milano,
( da "Virgilio Notizie"
del 09-04-2009)
Argomenti: Province
Cagliari, 9 apr. (Apcom) - Sull'abolizione della tassa comunale di soggiorno non
tutti sono d'accordo. Sia il Consiglio delle autonomie locali che l'Anci,
sentiti oggi in audizione dalla Terza commissione, presidente Paolo
Maninchedda, sulla manovra di bilancio, ha mo-strato qualche perplessità sul
provvedimento. L'assessore al Bilancio, Giorgio La Spisa, nell'illustrare
la Finanziaria, ha detto che il provvedimento, insieme all'abolizione della
tassa sul lusso, sembra poco efficace. Solo tre Comuni lo hanno adottato ed è
molto difficile quantificare il gettito che può produrre. Potrebbe avere un
effetto negativo, invece, nei confronti dei tour operator, che vendono i
'pacchetti' turistici un anno prima e si potrebbero trovare un onere che
potrebbe non far quadrare i conti. Contrario alla tassa di soggiorno si è
espresso Francesco Angelo Cuccureddu (Misto, Mpa) proprio per l'impatto
negativo che avrebbe con chi gestisce i grandi flussi turistici. Colpirebbe,
insomma, l'immagine della Sardegna. Quanto all'Anci, il presidente Salvatore
Cherchi ha detto che, essendo in gioco la discrezionalità dei Comuni, lascia ad
essi 'libertà di coscienza'.
( da "SardegnaIndustriale.it"
del 09-04-2009)
Argomenti: Province
SardegnaIndustriale.it
- News 9/4/2009 – Sull’abolizione della tassa di soggiorno
perplessità del Consiglio delle autonomie e dell’Anci Sull’abolizione della
tassa comunale di soggiorno non tutti sono d’accordo. Sia il Consiglio delle
autonomie locali che l’Anci – sentiti oggi in audizione dalla Terza
commissione, presidente Maninchedda, sulla manovra di bilancio – hanno mostrato
qualche perplessità sul provvedimento. L’assessore La Spisa, nell’illustrare la Finanziaria, ha detto
che il provvedimento, insieme all’abolizione della tassa sul
lusso, sembra poco efficace. Solo tre Comuni lo hanno adottato ed è molto
difficile quantificare il gettito che può produrre. Potrebbe avere un effetto
negativo, invece, nei
confronti dei tour operator, che vendono i “pacchetti” turistici un anno
prima e si potrebbero trovare un onere che potrebbe non far quadrare i conti.
Contrario alla tassa di soggiorno il consigliere Cuccureddu (Misto, Mpa)
proprio per l’impatto
negativo che avrebbe con chi gestisce i grandi flussi turistici. Colpirebbe,
insomma, l’immagine della Sardegna. Quanto all’Anci, il presidente Salvatore
Cherchi ha detto che, essendo in gioco la discrezionalità dei Comuni, lascia ad
essi libertà di esprimersi.
( da "Wall Street Italia"
del 09-04-2009)
Argomenti: Province
Sardegna/ Regione,
Anci contraria ad abolizione tassa soggiorno di Apcom L'associazione dei Comuni
ascoltata in Commissione Bilancio -->Cagliari, 9 apr. (Apcom) -
Sull'abolizione della tassa comunale di soggiorno non tutti sono d'accordo. Sia
il Consiglio delle autonomie locali che l'Anci, sentiti oggi in audizione dalla
Terza commissione, presidente Paolo Maninchedda, sulla manovra di bilancio, ha
mo-strato qualche perplessità sul provvedimento. L'assessore al Bilancio,
Giorgio La Spisa, nell'illustrare la Finanziaria, ha detto che il
provvedimento, insieme all'abolizione della tassa sul lusso, sembra poco
efficace. Solo tre Comuni lo hanno adottato ed è molto difficile quantificare
il gettito che può produrre. Potrebbe avere un effetto negativo, invece, nei
confronti dei tour operator, che vendono i 'pacchetti' turistici un anno prima
e si potrebbero trovare un onere che potrebbe non far quadrare i conti.
Contrario alla tassa di soggiorno si è espresso Francesco Angelo Cuccureddu
(Misto, Mpa) proprio per l'impatto negativo che avrebbe con chi gestisce i grandi
flussi turistici. Colpirebbe, insomma, l'immagine della Sardegna. Quanto
all'Anci, il presidente Salvatore Cherchi ha detto che, essendo in gioco la
discrezionalità dei Comuni, lascia ad essi 'libertà di coscienza'.
( da "Mattino di Padova, Il"
del 10-04-2009)
Argomenti: Province
Pagina 21 - Cronaca «Summit
con Ruscitti sulla Fondazione Breda» E benedice Boschetti in Zip: intanto
rispunta Riccoboni Angelo Boschetti si è guadagnato la conferma alla presidenza
del Consorzio Zip? «Se dipendesse solo da me, la risposta è sì. Ma sulle
nomine, com'è noto, è sovrano il consiglio comunale» risponde il sindaco Flavio
Zanonato. In attesa dell'ufficialità nell'aula di palazzo Moroni, questa è
molto più di un'investitura. Boschetti, dunque, incassa la fiducia e aspetta
che i soci della Zip completino i passaggi amministrativi. Il presidente della
Provincia Vittorio Casarin e quello della Camera di commercio Roberto Furlan ne
hanno parlato, passeggiando insieme in piazza Erbe mercoledì. Il Comune
indicherà la sua "rosa" nell'ultima seduta utile: «Il CdA della Zip
scade adesso. E si rinnova ogni cinque anni. E' un diritto del consiglio adesso
come nel 2004» precisa, forse un po' indispettito, Zanonato. Allora spuntò la
"presidenza istituzionale" di Gianfranco Chiesa (che stava per
accumularsi, in via definitiva, alle altre poltrone). Ora si profila la
continuità di Boschetti, che però rischia di ritrovarsi in
CdA il più tetragono sostenitore dell'abolizione del Consorzio: Tommaso
Riccoboni che, da assessore, bocciò lo «Zippone». Intanto, il sindaco Zanonato
aggiorna la situazione alla Fondazione Breda: «Martedì 21 abbiamo fissato
l'incontro con Giancarlo Ruscitti, il segretario regionale sanità e sociale.
Siamo alle prese con un'eredità pesante, anzi pesantissima. Il presidente Dal
Prà e gli altri curatori hanno provveduto ad una drastica riduzione dei costi».
Poi scandisce la storia recente dell'ente di Ponte di Brenta: «C'erano
amministratori di centrodestra, cui è seguito il commissariamento: i risultati
si vedono. Chi è arrivato dopo ha cercato di salvare il salvabile». Da Venezia
arrivano voci di un nuovo commissariamento da parte della Regione. Zanonato
preferisce restare sul punto dell'ufficialità: «L'incontro è fissato. Ci
vedremo proprio per fare il punto. La Fondazione Breda, in base al lascito,
affida al Comune la nomina di chi amministra il patrimonio. Ma è la Regione che
ha le competenze sulle attività, a partire dalla casa di riposo. Tant'è che è
la Regione che fa scattare il commissariamento. Dunque, noi diamo una mano
senza essere proprietari. La Breda non è Aps Holding, giusto per intendersi».
(e.m.)
( da "Bresciaoggi(Abbonati)"
del 10-04-2009)
Argomenti: Province
Venerdì 10 Aprile
2009 CRONACA Pagina 17 Commercialista, sottosegretario e «calciatore» Daniele
Molgora, candidato alla presidenza del Broletto alla guida di una coalizione
Lega-Pdl, è nato a Brescia il 2 aprile 1962. Figlio di una famiglia di
professionisti, da bambino ha abitato in via Lombroso, poi la sua famiglia s'è
trasferita in via Boifava e lui ha frequentato le scuole di viale Venezia.
Laureato in Economia e commercio presso l'Università degli Studi di Brescia, è
iscritto all'elenco dei Revisori dei conti ed all'albo dei dottori
Commercialisti di Brescia sin dal 1986, anno in cui ha iniziato l'attività
professionale. Appassionato di calcio, ha giocato da attaccante nel Saiano in
terza categoria, nella nazionale Padana e nella nazionale parlamentari, ISCRITTO
alla Lega Nord dal 1990, è stato consigliere al Comune di Brescia nel periodo
1991-1994. Eletto alla Camera dei Deputati per la prima volta nel 1994 (XII
Legislatura) nel Collegio Elettorale n.30 - Franciacorta, è stato riconfermato
nello stesso collegio nel 1996 (XIII Legislatura) e nella legislatura 2001-2006
(XIV Legislatura). Nel '99 è stato anche candidato alla presidenza della
Provincia, opposto ad Alberto Cavalli e Guido Galperti, e per un paio di anni è
stato consigliere d'opposizione in Provincia. Molgora è membro fin dal 1994
della Commissione Finanze alla Camera dei Deputati. Ha ricoperto la carica di
Vice Presidente del gruppo parlamentare Lega Nord Padania
dal gennaio 2000 fino al termine della XIII legislatura (Maggio 2001). In
qualità di deputato è stato autore della norma che ha portato all'abolizione
della bolla di accompagnamento, sue sono anche una serie di semplificazioni
Iva. Dal giugno 2001 ricopre per la prima volta l'incarico di sottosegretario
di Stato al ministero dell'Economia. Rieletto alla Camera nel 2008, dal
12 maggio 2008 è attualmente Sottosegretario dell'Economia a fianco del
ministro Tremonti.
( da "Tempo, Il" del
10-04-2009)
Argomenti: Province
stampa «Più
consiglieri pontini con la nostra legge» PoliticaMoscardelli replica a Cusani e
rilancia sulla riforma elettorale regionale Moscardelli replica a Cusani: «no»
al referendum anti-Roma, «sì» ad una nuova legge elettorale
regionale che consenta alla provincia di Latina di avere più consiglieri.
«Continuare a raccontare la favola della Regione delle Province è ormai del
tutto priva di ogni credibilità -ha affermato Claudio Moscardelli - La Camera
dei Deputati con l'approvazione dell'articolo 23 per l'istituzione di Roma
Capitale, con la previsione di una fase transitoria in vista dell'istituzione
dell'area metropolitana che comprenda anche la Provincia di Roma, ha fatto una
scelta al ribasso. La riforma approvata per Roma Capitale-Città metropolitana
prevede il conferimento di soli poteri amministrativi e questo rappresenta la
sconfitta della linea che proponeva Roma città Regione o distretto federale.
Continuare a parlarne in campagna elettorale come fa Cusani è una stanca ripetizione
di uno slogan ormai vuoto. E' necessario lavorare da subito all'istituzione di
due macro aree costituite dal Lazio Nord (Viterbo e Rieti) e dal Lazio Sud
(Frosinone e Latina), in funzione di un riequilibrio regionale con 3 aree
metropolitane. L'istituzione di una Conferenza permanente dei Presidenti di
Provincia di Latina e Frosinone per Lazio sud e di Rieti e Viterbo per Lazio
nord. L'altro pilastro del riequilibrio è la legge elettorale regionale, la cui
riforma deve poggiare su 2 pilastri: l'abolizione del listino e l'assegnazione
di seggi certi sulla base della popolazione. Elementi di innovazione dovrebbero
essere quelli della presenza dei Presidenti di Provincia come componenti di
diritto del Consiglio Regionale del Lazio. Per la seconda legislatura dovrebbe
essere previsto il meccanismo della sfiducia costruttiva del Presidente della
Regione».
( da "Messaggero Veneto, Il"
del 10-04-2009)
Argomenti: Province
Pagina 4 - Pordenone
Appalti, priorità alle aziende provinciali Approvato l'ordine del giorno di Fi.
Bocciata la riduzione dei costi della politica PROVINCIA Ieri ultimo atto del
consiglio prima del voto in programma il 6 e 7 giugno Il Pd: Pn pensa spot per
Ciriani. La replica: il centro-sinistra strumentalizza di STEFANO POLZOT Cala
il sipario sul consiglio provinciale che, salvo convocazioni straordinarie,
tornerà a riunirsi, nella sua nuova conformazione, dopo le elezioni del 6 e 7
giugno. Una seduta anche animata, quella di ieri mattina, che, oltre a
ratificare il bilancio consuntivo
( da "Stampa, La" del
10-04-2009)
Argomenti: Province
Caro direttore,
esistono differenti visuali da cui osservare e analizzare una realtà complessa come
la politica italiana. Se mi ponessi da quella del sociologo e
dell'editorialista, ad esempio, devo ammettere che difficilmente potrei
scattare una fotografia più nitida nella sostanza di quella immortalata nel
fondo di Luca Ricolfi pubblicato in prima pagina sulla Stampa lo scorso lunedì
6 aprile. Ricolfi osserva come la politica e la democrazia italiane siano
cambiate negli ultimi anni, entrando in una fase «post-democratica» in cui «i
partiti contano sempre di meno e le identità politiche si forgiano innanzitutto
nel rapporto tra elettori e leader». E aggiunge che Pdl e Pd oggi sono
praticamente la stessa cosa, «due nomenklature conservatrici», «due oligarchie
in cui gli elettori contano quasi niente e le segreterie di partito sono
onnipotenti». Concludendo che l'unica fondamentale differenza è che la destra
vince perché c'è Berlusconi che «in caso di dissenso decide per tutti», mentre
a sinistra la mancanza di un leader, e quindi di decisionismo, allontana gli
elettori. Fotografia perfetta, appunto. Credo però che Ricolfi comprenderà che
nell'ottica del politico non ci si possa accontentare di fotografare
l'esistente, ma sia necessario spingersi oltre, tentando di indicare una
direzione alla società in cui si vive e di trovare soluzioni ai problemi della
comunità. Quello che voglio dire è che probabilmente Ricolfi ha ragione: se il
centrosinistra negli ultimi quindici anni fosse stato meno litigioso e più
decisionista, se avesse avuto un leader capace di zittire ogni dissenso interno
alla sua coalizione con un carisma analogo a quello berlusconiano, forse oggi
non esisterebbe uno scarto tanto ampio di consensi tra Pdl e Pd. Ma di sicuro
ora ci ritroveremmo con due nomenklature conservatrici, due oligarchie «in cui
gli elettori contano quasi niente» in grado di contendersi il governo del
Paese, anziché una sola. E allora? Già, la domanda che mi pongo, nell'ottica
del politico, almeno nella mia, ma credo anche in quella del cittadino comune,
è proprio questa: potremmo accontentarci di uno scenario così cupo per la
politica italiana, di un'alternativa tra padella e brace con due grandi
contenitori equivalenti, leaderistici, conservatori, populisti, in clamoroso
deficit di liberalismo? Contenitori che con la stessa facilità con cui
promettono rivoluzioni liberali, grandi riforme, riduzioni di imposte,
snellimenti della macchina statale, abolizione delle province, riforma dei servizi pubblici
locali, si rimangiano tutto pochi giorni dopo le elezioni. Soggetti politici
che votano, o non ostacolano, un federalismo vuoto di contenuti e dannoso nella
sostanza perché la confusione di competenze e tra centri di spesa andrà a
paralizzare lo Stato centrale senza affiancargliene uno federale in grado
di funzionare, solo per inseguire altri ancora più populisti come la Lega.
Personalmente ho deciso di non accontentarmi più, e sono convinto che molti
italiani la pensino allo stesso modo e molti altri lo comprenderanno prima o
poi. Populismo e leaderismo in questa fase di «post democrazia», come sostiene
Ricolfi, sono armi vincenti per aggiudicarsi la maggioranza. Ma se non
producono una buona politica sono armi da abbandonare. Il decadimento
economico, vorrei aggiungere anche sociale e morale, del Paese nella Seconda
Repubblica non è forse il prodotto dell'utilizzo di quelle armi? Per questo un
anno fa, sapendo a cosa rinunciavamo - una vittoria certa assieme a Berlusconi
- e non sapendo a cosa andavamo incontro, abbiamo abbandonato la barca del
bipolarismo populista e ci siamo schierati da soli contro i due grandi
contenitori. Per questo lavoriamo da un anno al cantiere di un nuovo partito,
aperto, democratico, con regole interne, un partito vero insomma, che prende
atto del fallimento del sistema attuale e quindi della necessità di chiudere e
superare anche l'esperienza dell'Udc, che in quel sistema ha operato, con molti
buoni risultati e inevitabilmente anche con diversi errori, per aprirne entro
l'anno una nuova e differente, un partito che non dovrà essere né leaderista né
populista, ma plurale, ovvero capace di esprimere più voci e più leader che si
riconoscano però attorno ai medesimi valori di fondo, del riformismo, del
liberalismo economico, del cattolicesimo democratico e popolare e della laicità
dell'impegno politico. Un nuovo soggetto, consapevole dell'esigenza di decisione
che il Paese avverte, ma che non incorra nell'errore di identificarsi con il
governo anziché di rappresentare le istanze e i problemi della società in cui
vive, che non mortifichi le istituzioni e non trascuri il ruolo essenziale del
Parlamento. Già Luigi Sturzo, lo stesso che anche Pdl e Pd non perdono
occasione di richiamare a parole, scriveva che «bisognerebbe semplificare la
procedura parlamentare e spazzare via molte questioni tecniche che potrebbero
essere vantaggiosamente affidate a commissioni speciali». Aggiungendo subito
dopo: «Ma sarebbe esagerato biasimare troppo severamente la lentezza dei
parlamentari. Sono spesso più utili per le leggi che rigettano, che
differiscono o rivedono, che per quelle che votano a tamburo battente». E poco
male se non seguiremo anche noi la moda di oggi. Siamo pazienti e tenaci.
Quando prima o poi la maggioranza del Paese si accorgerà che populismo e
leaderismo sono abiti troppo stretti, almeno ci sarà qualcuno che avrà
confezionato un vestito diverso. Sarà stata pure, almeno fino a quel momento,
una minoranza, ma forse non così tanto minoranza come si vorrebbe far credere.
E in ogni caso le mode, per fortuna anche quelle sbagliate, passano. Presidente
dell'Udc
( da "Agi" del
10-04-2009)
Argomenti: Province
PROVINCE:
IMPRENDITORI NORDEST, NON SERVONO NON VOTIAMOLE (2) (AGI) - Venezia, 13 mar. - Nell'home
page del sito c'e' l'intervento 'Abolire gli sprechi, Ridurre la Miseria' di
Michele Bortoluzzi, ed una legittimazione dell'idea di 'Non Voto', confortata
da pareri legali, proposta da Massimo Carraro, imprenditore, avvocato ed in
passato eurodeputato. Carraro sottolinea come 'sia tempo di rimboccarsi le
maniche. Dall'uscita dei primi libri sono passati anni e molta indignazione e i
partiti e il Parlamento proseguono come se nulla fosse'.áPer questo -
sottolinea - facciamo una proposta, chiara, lecita, percorribile: il progetto
æNon Serve, Non voto' nasce dall'emergenza: le Province, infatti, se
ri-legittimate con il voto di primaveraá possonoá divenireá il simbolo della
rivincita del sistema sull'indignazione'. Nel sito c'e' spazio anche per una proposta
di riforma complessiva degli Enti Locali, curata da uno studente universitario
palermitano e per la sezione 'Le vostre storie', una specie di blog aperto dove
si possono segnalare esempi di sperperi. 'Il Comitato - spiega Bortoluzzi -
presentera' liste æNon Voto', con l'obiettivo di accedere agli spazi di
comunicazione in par condicio, sia alle tribune Rai che nei giornali. In queste
tribune chiederemo, semplicemente, di non votare nessuno, nessuno di noi e
nessuno degli altri candidati. Non votando, i cittadini
daranno una picconata decisiva al sistema delle Province e degli sprechi'. Tra
le proposte del Comitato, oltre all'abolizione delle Province che prevede il
ritorno delle materie delegate alle Regioni e il trasferimento di alcune ai
Comuni, spiccano l'accorpamento dei Comuni con meno di 5 mila abitanti, la
cancellazione degli Ato, la liquidazione delle gia' soppresse Comunita'
montane, e la cura dimagrante per le Prefetture e la assemblee legislative.
( da "Agi" del
10-04-2009)
Argomenti: Province
PROVINCE:
IMPRENDITORI NORDEST, NON SERVONO NON VOTIAMOLE (AGI) - Venezia, 13 mar. -
Alcuni imprenditori del Nordest lanciano un segnale al Parlamento: 'Cambiate
subito, o ci asterremo dal voto alle amministrative per le Province'. Da oggi
e' online il sito www.nonservenonvoto.it proposto da Massimo Carraro, ad di
Morellato & Sector Group, Marina Salomon (Altana, Doxa), Rossi Luciani
(gia' presidente di Confindustria Veneto), Massimo Calearo (gia' presidente di
Federmeccanica, attualmente deputato del Pd, primo
firmatario di una proposta trasversale di abolizione delle Province, siglata
con Santo Versace, deputato del PDL e imprenditore), Stefano Beraldo (direttore
generale di Coin Group), Michele Bortoluzzi (Bortoluzzi Srl). Ci sono le
adesioni del giornalista Aldo Forbice, i libri di Boccalatte (Istituto Leoni).
'Il primo a proporre l'abolizione delle Province - spiega una nota - fu
Francesco Crispi, giudicandole gia' nel 1870 non particolarmente utili. Da
allora si sono moltiplicate, fino a raggiungere quota 107 (110 se si contano
quelle a Statuto Speciale). Alcune hanno nomi sconosciuti, altre hanno
capoluoghi che non si trovano nella cartina geografica. Tutte insieme danno
lavoro a 4200 politici di professione, in larga parte æesclusi' da altre
consultazioni. Impiegano gran parte del loro bilancio per sostenere se stesse.
Le Province italiane sono alla sfida finale: al loro tentativo di
ri-legittimazione con il voto, dopo le dichiarazioni di praticamente tutti i
leader politici nazionali che ne hanno certificato l'inutilita', si contrappone
la richiesta, che proviene dalla societa' civile, di non concedere il disco
verde, boicottandone i rinnovi con un astensionismo di massa'. 'Il comitato
æNon Serve, Non Voto' - prosegue la nota - ancora prima di nascere ha punti di
riferimento in tutta Italia, ereditati dal merger con tutti i comitati Anti
Sprechi piu' importanti d'Italia, tra i quali www.aboliamoleprovince.it/blog
di Lorenzo Furlan'.(AGI) Cli/Nic/Ve (Segue)
( da "Stampa, La" del
11-04-2009)
Argomenti: Province
Candidature
multiple Abolizione della possibilità di candidature
della stessa persona in più circoscrizioni. Il plurieletto deve poi scegliere in
quale farsi eleggere, liberando poi il proprio posto nelle altre. Così, di
fatto, dispone del destino degli altri candidati.
( da "Stampa, La" del
11-04-2009)
Argomenti: Province
La Provincia a
Berlusconi "Pronti a collaborare per la ricostruzione" Per ora è
soltanto un'idea. Ma hanno già espresso la propria disponibilità le Province di
Palermo, Macerata e Reggio Emilia. L'ha illustrata ieri il presidente
Berlusconi, che per la ricostruzione dell'Aquila e dei centri distrutti dal
sisma pensa a cento progetti da affidare ad altrettante Province italiane. «Un
appello alla solidarietà che va sicuramente colto - afferma il presidente della
Provincia di Vercelli Renzo Masoero - e a cui certo non ci sottrarremo». La
Provincia, che ha già annunciato lo stanziamento di 100 mila euro dei fondi
Scanzano, non nega così la propria disponibilità: «Metteremo a disposizione le
nostre professionalità, anche alcuni studi tecnici privati hanno già segnalato
la propria disponibilità a collaborare. Immaginiamo che i progetti saranno
assegnati in proporzione alle dimensioni delle Province. Viabilità ed edilizia
scolastica sono le nostre competenze, e in questi settori sapremo sicuramente
essere utili». Certo la proposta del presidente del Consiglio deve ancora
trovare conferma ufficiale ed è ancora da definire nei dettagli, ma Masoero
sottolinea come, «proprio quando qualcuno parla
avventatamente dell'abolizione delle Province, proprio a queste venga
riconosciuto un ruolo così importante. Se le Province fossero venti, a questo
punto, immagino che sarebbero venti anche i progetti. Sono ancora da capire
modi e tempi, ma posso assicurare che risponderemo alla chiamata». Un
encomio ufficiale, infine, all'efficienza dello Stato e del volontariato in un
momento così delicato: «Hanno saputo dimostrare come, di fronte a eventi così
drammatici, ci si debba rimboccare le maniche». \
( da "Eco di Bergamo, L'"
del 11-04-2009)
Argomenti: Province
Poste, la Cisl
contesta gli orari dimezzati --> Sabato 11 Aprile 2009 PROVINCIA, pagina 26
e-mail print Una veduta di Azzano San Paolo «Poste Italiane non aiuta il
rilancio della Valle Brembana e del lago». Gabriella Tancredi, segretario
generale Slp-Cisl Bergamo (Federazione lavoratori Poste), prende posizione.
Poste Italiane ha presentato alle organizzazioni sindacali un progetto che
prevede la chiusura del turno pomeridiano di alcuni uffici della provincia.
L'apertura era stata prevista per garantire un presidio e una maggiore
comodità, cosa che ha incontrato il favore della clientela. «Nonostante questi
risultati - scrive la sindacalista - Poste Italiane decide di chiudere nelle
ore pomeridiane gli uffici postali di Zogno, San Pellegrino, Lovere e Zingonia.
Tale scelta, dettata solo dalla necessità di riduzione dei costi e di un taglio
di posti di lavoro che garantirebbe una maggiore disponibilità di alcuni
operatori addetti agli uffici postali da poter applicare in altri uffici vista
la forte carenza di operatori di sportello nella nostra provincia,
risulta inopportuna e del tutto incongruente con le necessità del territorio».
La Slp-Cisl punta il dito sui problemi delle località turistiche: «Ci chiediamo
come sia possibile prevedere l'abolizione del turno pomeridiano in uffici in
comuni con alta vocazione turistica come Lovere, e come si possa prevedere la
chiusura pomeridiana degli unici due grandi uffici che coprono le
necessità di un'intera valle come la Valle Brembana, quali quelli posti nei
Comuni di Zogno e San Pellegrino. La scelta risulta ancora più inopportuna se
si tiene in considerazione che, ad esempio a San Pellegrino, è previsto un
forte investimento pubblico e privato nel settore turistico». Slp-Cisl, con la
Cisl di zona, intende mobilitarsi per informare tutte le istituzioni, in
particolare i sindaci interessati. «La Valle Brembana ha bisogno di Poste
Italiane per rilanciare il territorio. Poste Italiane ha bisogno della
produttiva Bergamo per mantenere i propri livelli occupazionali». 11/04/2009
nascosto-->
( da "Eco di Bergamo, L'"
del 11-04-2009)
Argomenti: Province
Bilancio 2009 Via
libera con polemiche --> Sabato 11 Aprile 2009 PROVINCIA, pagina 30 e-mail
print gorleÈ stato approvato soltanto con i voti della maggioranza il bilancio
di previsione 2009 insieme a quello triennale del Comune di Gorle. Astenuto il
Gruppo Misto e contrarie le altre tre liste di minoranza («Gorle una voce
nuova», «La nostra Gorle» e «Per Gorle»). «Abbiamo inserito nel bilancio
soltanto le spese necessarie per garantire servizi pubblici essenziali e
l'estinzione anticipata dei mutui», ha detto l'assessore al Bilancio Francesca
Cirillo. «E poi non abbiamo programmato nuove opere pubbliche da qui al 2011,
per non aggravare il patto di stabilità del 2009 che probabilmente non verrà
rispettato». La minoranza attacca Ed è stato il non raggiungimento del patto di
stabilità a scatenare la discussione in Consiglio. «Questo obiettivo mancato è
frutto di scelte operate dal sindaco e dalla sua Giunta, come ha sottolineato
anche il Collegio dei revisori dei conti», ha detto il consigliere Marco
Filisetti de «La nostra Gorle». D'accordo con lui Giovanni Testa della lista
«Gorle una voce nuova»: «Dall'analisi del bilancio emerge il risultato
fallimentare della Giunta guidata da Gianfranco Finazzi», ha detto il
consigliere. «Ora si vuole correre al riparo ritenendo "virtuosa"
l'estinzione in modo anticipato dei mutui e il conseguente pagamento di penali,
senza dimenticare che i prestiti erano stati chiesti per realizzare opere non
prioritarie e per alcuni progetti mai iniziati. La nuova Amministrazione che si
insedierà dopo le amministrative di giugno troverà ostacoli insormontabili». Ma
l'assessore Cirillo ribatte: «Il probabile mancato rispetto del patto di
stabilità è dovuto al fatto che, negli scorsi anni, l'Amministrazione ha
realizzato nuove strutture sociali, come l'asilo nido e i loculi cimiteriali. E
poi tutte le opere fatte per aumentare la sicurezza, dagli attraversamenti
pedonali alle piste ciclabili, dalle rotatorie al sottopasso. Senza dimenticare i lavori alla scuola dell'infanzia, al centro
anziani e agli impianti sportivi». Le entrate ridotte A mettere in difficoltà
l'ente locale, ci sarebbero anche le decisioni del Governo. «L'abolizione
dell'Ici - ha detto Cirillo - è stata accompagnata dalla promessa che i Comuni
avrebbero avuto un rimborso completo delle risorse mancanti, ma in
realtà non è successo. Al nostro Comune, a fronte di una certificazione di un
minor gettito di circa 480 mila euro, lo Stato ne ha riconosciuti soltanto 410
mila. A questo si aggiunge il calo dei trasferimenti del fondo ordinario dello
Stato (200 milioni di euro) e la riduzione dei fondi per le politiche sociali,
la sicurezza nelle scuole, il trasporto pubblico locale, per un totale di 490
milioni in meno». Secondo Filisetti, invece, i problemi economici sono dovuti
soltanto alla politica dell'Amministrazione. «Ora fanno giustamente un passo
indietro e cominciano a ridare i soldi alle banche», ha detto il consigliere di
minoranza. «Riconosciamo la presa di responsabilità, però questa soluzione è
tardiva e almeno nel prossimo biennio dovremo ridurre le spese correnti in modo
molto consistente. Per anni poi a Gorle non si potranno più fare nuove opere
pubbliche». Silvia Seminati 11/04/2009 nascosto-->
( da "Corriere delle Alpi"
del 11-04-2009)
Argomenti: Province
IL CONVEGNO La
salute di cani e gatti a rischio con le nuove leggi sulla caccia FELTRE. Lo
chiamano "estremismo venatorio", è una delle conseguenze dell'insieme
di norme adottate dalla Regione e dal governo che mette in qualche modo a
rischio l'incolumità di cani e gatti. A questo argomento giovedì prossimo (ore
20.30, sala Ocri) sarà dedicato un convegno organizzato
dalla Lega per l'abolizione della caccia, dalla Lega antivivisezione e
dall'associazione Amici nella natura. Andrea Zanoni, presidente della Lec
Veneto, presenterà le nuove leggi regionali del Veneto «contro i nostri amici a
quattro zampe e contro gli uccellini insettivori». Massimo Vitturi,
responsabile nazionale della Lav per il settore caccia, illustrerà il disegni
di legge che vogliono modificare la legge nazionale sulla caccia, «dando più
concessioni alle doppiette». In programma anche interventi di Marco Scapin
dell'osservatorio Cerutti sugli abusi di caccia, pesca e ambiente e del
veterinario Luca Funes sulle esperienze personali di medico veterinario sui
casi di avvelenamento di animali in provincia.
( da "Centro, Il" del
12-04-2009)
Argomenti: Province
Pagina 21 - Regione
«La Regione cancelli le supertasse» D'Alessandro (Pd): via nell'Aquilano le
maggiori aliquote Irpef e Irap PESCARA. La Regione deve cancellare le maggiori
aliquote fiscali per Irap e Irpef «almeno per la provincia dell'Aquila». è la
proposta del capogruppo in Consiglio regionale dei Ds Camillo D'Alessandro.
«Siamo in condizioni straordinarie», dice D'Alessandro, «e la Regione può
decidere subito senza aspettare i provvedimenti e i decreti del governo». Secondo
l'esponente del Pd questa misura permetterebbe di recuperare nella sola
provincia aquilana 30 milioni di Irpef e 30 milioni di Irap che verrebbero
tolti dalle spalle di famiglie e imprese, una quantità di denaro simile ai
primi provvedimenti annunciati dal premier Silvio Berlusconi. Per D'Alessandro
va rivisto anche il piano di rientro della sanità, settore che oggi assorbe
l'85% del bilancio regionale. «Il governo ha salvato dal dissesto il Comune di
Roma e il Comune di Catania prendendo i soldi a tutta l'Italia, e noi non siamo
capaci di dire che la prima cosa vera da chiedere è: toglieteci le addizionali
Irpef e Irap, quelle che sono scattate obbligatoriamente
per il deficit della sanità». è un controsenso, aggiunge D'Alessandro, che si
annunci il rinvio del pagamento delle tasse senza l'abolizione delle
addizionali. «Adesso c'è un altro Abruzzo», dice il capogruppo del Pd, «anche
perché i problemi della Provincia dell'Aquila si stanno espandendo in altre
territori». Il Pd avanza una seconda proposta legata ai tagli della
scuola. «Bisogna bloccare il piano del ministro Gelmini», dice D'Alessandro,
«che prevede l'accorpamento di classi con oltre 300 scuole che chiuderanno tra
scuole elementari e primarie, quasi tutte collocate nelle zone interne della
regione (solo nella provincia dell'Aquila saranno 56), con mille tra insegnanti
e personale amministrativo che saranno licenziati. Non è il caso di mettere il
blocco?» Per i fondi il Pd guarda soprattutto a quelli per il ponte di Messina.
«La Regione non deve nascondersi dietro questo dramma. Al governo nazionale
deve dire le cose come stanno. Se Chiodi farà valere i problemi dell'Abruzzo
noi saremo al suo fianco». Intanto mercoledì l'ex ministro Pierluigi Bersani
sarà all'Aquila per discutere assieme ai vertici del partito le proposte del Pd
per la ripresa dell'economia nei territori colpiti dal terremoto. Sempre
mercoledì riprende l'attività il Consiglio regionale con la commissione
Bilancio che discuterà il Dpfr, il documento di programmazione economico finanziaria,
e il bilancio. Un adempimento dovuto per statuto, ma puramente formale, perché
l'Abruzzo che il Dpfr descrive è completamente diverso dall'Abruzzo del dopo 6
aprile. (a.d.f.)