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DOSSIER “ABOLIAMO LE PROVINCE!”

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toARTICOLI DEL 25-31 agosto 2008       #TOP



Report "Province"

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Province (2)


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Sezione principale: Province

Perché il federalismo esprima al meglio le sue potenzialità ( da "Tempo, Il" del 26-08-2008)
Argomenti: Province

Abstract: abolizione delle province, le cui competenze sono ormai limitate e il cui costo per il contribuente resta invece assai alto. Più di cento province significa migliaia di persone che vivono di politica grazie a un istituto definitivamente isterilito, ma non saranno i partiti a decidere un tale licenziamento di questo loro personale.

Accorpamenti, nuova bufera fra Valle di Mosso e Prealpi ( da "Stampa, La" del 29-08-2008)
Argomenti: Province

Abstract: si discuta del problema ignorando totalmente il rischio dell'abolizione che incombe sulle Comunità Montane, ed è ancora più singolare che si intervenga prescindendo da una valutazione circa i tagli decisi dal governo che riguardano i trasferimenti per le Comunità Montane. Di questo occorrerà discutere a settembre perché è del tutto evidente che la vera minaccia viene dal governo"


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Perché il federalismo esprima al meglio le sue potenzialità (sezione: Province)

( da "Tempo, Il" del 26-08-2008)

Argomenti: Province

Stampa Perché il federalismo esprima al meglio le sue potenzialità ... Perché il federalismo esprima al meglio le sue potenzialità è infatti indispensabile che, quanto più è possibile, ogni ente locale viva di risorse proprie: non soltanto riscosse autonomamente, ma anche liberamente definite. Ha sicuramente ragione Giulio Tremonti quando afferma che solo con il federalismo sarà possibile abbassare le imposte, ma solo se regioni e comuni saranno chiamati a competere, fissando aliquote differenti e sempre più basse, proprio allo scopo di attrarre capitali e imprese. Nella discussione in corso, però, questo manca. Pare che la preoccupazione dei "federalisti" sia solo di attribuire più mezzi (anche provenienti dalla fiscalità nazionale) agli enti locali, mentre gli "scettici" temono che il semplice fatto di determinare l'entità delle risorse sulla base dei contributi versati da ogni area geografica finisca per danneggiare talune realtà: non soltanto il Mezzogiorno, ma anche e soprattutto le cinque ultra-privilegiate regioni autonome. In questo quadro, e perdurando l'idea che la fiscalità debba essere sostanzialmente uniforme in tutto il Paese e gestita dal governo nazionale, il rischio è che si possa dare ancora più denaro agli enti locali, senza ridurre le spese dello Stato centrale. Un falso federalismo tanto pasticciato finirebbe allora per aumentare la spesa pubblica, la tassazione e il debito: con conseguenze disastrose per l'economia. In questo senso è significativo che siano ormai rimasti ben pochi a proporre l'abolizione delle province, le cui competenze sono ormai limitate e il cui costo per il contribuente resta invece assai alto. Più di cento province significa migliaia di persone che vivono di politica grazie a un istituto definitivamente isterilito, ma non saranno i partiti a decidere un tale licenziamento di questo loro personale. Prigioniera di piccoli interessi, la politica italiana rischia quindi di sprecare una fondamentale occasione di riformare in senso liberale le istituzioni. D'altra parte mancano anche le conoscenze più elementari su cosa sia un ordinamento federale e come possa aiutare una società a progredire. Eppure, proprio al confine dell'Italia, c'è una realtà - quella elvetica - che deve alla competizione istituzionale il suo straordinario successo. Se non molto tempo fa la Svizzera era soltanto un paese di poveri montanari e oggi invece gode di straordinaria prosperità, la ragione prima è da trovare nel suo federalismo competitivo, e nel fatto che ognuno dei 26 cantoni ha un'autonoma forma di finanziamento. A Bellinzona, quindi, decidono come e quanto tassare i cittadini del cantone di lingua italiana, e in questo modo è molto facile per chiunque sottrarsi a una tassazione eccessiva e optare per un cantone meno esoso. è questa decisa concorrenza che fa sì che la pressione fiscale in Svizzera sia assai inferiore che da noi e, di conseguenza, che la crescita economica sia più decisa. A Losanna come a Lucerna, è chiaro che federalismo significa responsabilità e competizione. Ma in Italia questa consapevolezza manca del tutto. Carlo Lottieri.

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Accorpamenti, nuova bufera fra Valle di Mosso e Prealpi (sezione: Province)

( da "Stampa, La" del 29-08-2008)

Argomenti: Province

COMUNITA' MONTANE. SUMMIT IN PROVINCIA Accorpamenti, nuova bufera fra Valle di Mosso e Prealpi [FIRMA]MATTEO PRIA BIELLA Sulla questione accorpamenti si registrano schiarite in Valle Elvo, mentre in Valle di Mosso continua la bufera. Dopo il secondo incontro in Provincia i comuni di pianura della zona dell'Elvo sono orientati a costituire una Unione di comuni. Nel Biellese orientale, dove dovrebbe nascere un'unica Comunità Montana che accorpi Valle di Mosso, Valsessera e Prealpi, manca invece l'accordo. I comuni della cintura di Cossato, considerati di pianura, non sembrano avere alcuna intenzione di intraprendere la strada dell'Unione, nonostante le amministrazioni di Valle di Mosso e Valsessera abbiano approvato due mozioni quasi identiche che chiedono l'esclusione di un buon numero di comuni della Prealpi. All'ultimo incontro tra gli amministratori ha preso parte anche il presidente regionale dell'Uncem Lido Riba, che ha spiegato la normativa regionale nei dettagli, sottolineando l'importanza che viene riconosciuta alla montagna e risolvendo alcuni dubbi sollevati dagli amministratori. I lavori continueranno per arrivare a definire la commissione che dovrà portare il Biellese ad avere tre comunità montane. Il consigliere Wilmer Ronzani, intanto, scende in campo per difendere la normativa regionale attaccata dall'opposizione: "E' singolare che da parte di alcuni esponenti di An si discuta del problema ignorando totalmente il rischio dell'abolizione che incombe sulle Comunità Montane, ed è ancora più singolare che si intervenga prescindendo da una valutazione circa i tagli decisi dal governo che riguardano i trasferimenti per le Comunità Montane. Di questo occorrerà discutere a settembre perché è del tutto evidente che la vera minaccia viene dal governo". Sulla possibilità di creare una Unione di comuni Ronzani chiarisce: "La legge dà la possibilità ai comuni, che attualmente fanno parte di una Comunità Montana nella misura minima di cinque, di costituirsi in Unione dei comuni. E' questa la valutazione che dovrà essere fatta dagli amministratori locali, e dovrà tener conto di una serie di altri fattori, compreso quello riguardante i trasferimenti, perché sarebbe singolare se tale operazione finisse col ridurre la quantità di risorse destinate alle Comunità Montane biellesi".

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