Sezione
principale: Province
l'intervista
Luigi Fantoni (candidato per )
(
da "Eco di Bergamo, L'>" del 21-05-2009)
Argomenti: Province
Abstract: la Provincia ricopre un ruolo
chiave». Quindi, niente abolizione delle Province. «Precisamente. Eliminare le
Province significherebbe produrre un inevitabile accentramento dei poteri.
Semmai, esse vanno potenziate. Mi piacerebbe per esempio che un tema importante
per il territorio bergamasco come quello delle cave fosse di esclusiva
competenza provinciale,
I
prossimi 6 e 7 giugno il sindaco uscente di Berlingo e Berlinghetto, Dario
Ciapetti, tenterà ... ( da "Giornale di Brescia"
del 21-05-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
adozione
delle scelte determinanti sulla vita della comunità». Nell'ambito delle finanze
e dei tributi «proponiamo uno studio per l'abolizione dell'addizionale comunale
Irpef. L'abolizione di tale addizionale ha costituito un obiettivo
costantemente perseguito dal nostro gruppo nella scorsa tornata amministrativa
durante l'elaborazione del bilancio.
[FIRMA]FLAVIA
AMABILE ROMA Università commissariate se avranno gravi deficit di bilancio ...
( da "Stampa,
La" del 21-05-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
sette mesi
dopo la presentazione delle linee guida della riforma. Fra le novità in arrivo
il commissariamento degli atenei che non si siano messi in regola con i conti,
voluto dal senatore del Pdl Giuseppe Valditara. E, poi, l'abolizione del valore
legale della laurea. Di quest'ultima misura si parlava già quando Letizia
Moratti era ministro dell'Istruzione.
Tutela
dei vini: i parlamentari Ue se ne occupano
( da "Libertà"
del 21-05-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
i
parlamentari Ue se ne occupano di MARIA GRAZIA CAVENAGHI SMITH* La tutela del
vino, della sua qualità e delle produzioni tradizionali è un tema caro alla
Provincia di Piacenza. Dal Gutturnio al consorzio di tutela il vino è un mezzo
per far conoscere il territorio: tutelare i prodotti vitivinicoli diventa
allora una priorità strategica per la zona.
Brunetta:
province da trasformare ( da "Resto del Carlino, Il (Ascoli)"
del 21-05-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
Poi una
parola sul futuro delle Province, tanto discusse tra ipotesi di nuove
istituzioni e abolizione totale: «L'idea è quella di andare a mantenere le
Province, ma trasformandole in enti di secondo grado, con consigli di amministrazione
costituiti da membri nominati dalla Conferenza dei sindaci e non eletti.
DOPO
10 anni di assenza la Lega Nord si presenta con una propria lista a sostegno...
( da "Nazione,
La (Firenze)" del 21-05-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
Provincia
Samuele Baldini. I temi programmatici del partito, elencati dal segretario
provinciale Marco Cordone, sono l'abolizione di tutti i consorzi di bonifica,
la costruzione del termovalorizzatore e la lotta all'immigrazione clandestina.
«La Lega farà di tutto per bloccare la proposta di legge regionale che
garantirebbe assistenza sociale e sanitaria a chi non ha permesso di
di
FRANCO TINELLI PER LA PRIMA VOLTA l'Udc si presenta alle elezioni prov...
( da "Nazione,
La (Siena)" del 21-05-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
Udc in tanti
sono per l'abolizione delle Province. «La realtà di Siena, con il suo enorme
territorio, è diversa. Noi vogliamo potenziare la Provincia ed assegnarle tutte
quelle competenze che ora sono spezzettate fra consorzi di bonifica, comunità
montane, Ato. Ci vuole un unico, forte ente che coordini queste funzioni».
Prima
della poltrona Penati perde la testa Insulti e bugie per sgambettare Podestà
( da "Giornale.it,
Il" del 21-05-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
122 del
2009-05-21 pagina 4 Prima della poltrona Penati perde la testa Insulti e bugie
per sgambettare Podestà di Gianandrea Zagato «Podestà? Bugiardo, mentitore e
incompetente». Filippo Penati perde le staffe e insulta Guido Podestà,
candidato Pdl e Lega alla Provincia di Milano.
Prima
ci ha pensato Vietti, candidato per l'Udc alla presidenza della Provincia ma
teorizzatore... ( da "Stampa, La"
del 22-05-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
Prima ci ha
pensato Vietti, candidato per l'Udc alla presidenza della Provincia ma
teorizzatore dell'abolizione dell'ente. Poi è stata la volta di Claudia
Porchietto, la sfidante del Pdl, convinta che abbia una sua utilità «a patto
che venga gestito bene». Dai e dai, alla fine ad Antonio Saitta è saltata la
mosca al naso.
e
i tre candidati alla provincia discutono se abolirla o meno - marco trabucco
( da "Repubblica,
La" del 22-05-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
ex presidente
dell´Api Porchietto, è evidente che il tono del dibattito non poteva che
alzarsi. E Vietti, terzo incomodo che molto si diverte nel ruolo, ha giocato di
fioretto per stuzzicare i due rivali: con Saitta provocandolo appunto
sull´abolizione delle Provincie (il cavallo di battaglia elettorale del
candidato dell´Udc),
nasce
il comitato per il sì ( da "Nuova Venezia, La"
del 22-05-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
Tre i quesiti
che saranno posti al vaglio di cittadini. Due, per Camera e Senato, propongono
l'abolizione del premio di maggioranza a favore della coalizione che ha preso
più voti, attribuendolo al solo partito che risulterà primo. Il terzo abolisce
la possibilità delle candidature plurime.
(
da "Resto
del Carlino, Il (Forlì)" del
22-05-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
in un'epoca
in cui si parla di abolizione delle province? «Ogliastra, in Sardegna, è stata
costituita provincia con 15mila abitanti». Quali sono i principali problemi del
paese? «Le cose che interessano maggiormente la gente sono: la sistemazione
della strada, l'arrivo dell'Adsl e la copertura dei cellulari».
I
giovani incontrano i candidati alla presidenza della provincia e chiedono
impegni concreti. In pri... ( da "Messaggero, Il (Frosinone)"
del 22-05-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
Marzi ha
chiesto quindi di apporre "una x violenta su chi propone l'abolizione
della provincia come ente fonte di sprechi e poco risolutivo dei problemi del
territorio". Al suo fianco i candidati della sinistra frantumate: Paolo De
Simone (Rosso di sera), Ornella Carnevale (Prc) e Luigi Sorge (Partito
Comunista dei Lavoratori).
Libè:
(
da "Gazzetta
di Parma (abbonati)" del 22-05-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
più agenti
delle forze dell'ordine sul territorio anziché chiuderli negli uffici».
Un'altra proposta è l'abolizione dell'addizionale provinciale sulle bollette
Enel per le famiglie bisognose. «E poi il nostro territorio è il collegamento
naturale tra il mare, ossia il mondo, e l'Europa: dov'è il progetto turistico
di questa Provincia?
comunità
montane: accordo tra pdl, udc e lega per abolirle il pd: un regalo al carroccio
( da "Messaggero
Veneto, Il" del 22-05-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
il
centrodestra al governo della Regione si ricompatta. Dopo le minacce di rottura
della Lega Nord, un ordine del giorno a firma Pdl, Udc e della stessa Lega
sancisce l'armonia ritrovata: via libera all'abolizione degli enti montani
entro l'anno e sí al finanziamento triennale di 21,2 milioni a favore della
montagna.
Marcegaglia,
parole nuovee vecchie paure ( da "Secolo XIX, Il"
del 22-05-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
elenco dei
suggerimenti è lungo: giustizia civile più snella, taglio del numero delle
leggi, abolizione delle province, depoliticizzazione del sistema dei servizi
pubblici locali, liberalizzazioni dell'accesso ai mercati dei servizi,
abolizione dei privilegi delle regioni a statuto speciale, minore invadenza
della politica.
Maclodio
Una corsa a due per il futuro ( da "Giornale di Brescia"
del 22-05-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
il tutto
secondo progetto ed accordi presi con la Provincia di Brescia ed il Comune di
Lograto. I rifiuti passeranno al «porta a porta», con conseguente abolizione
dei cassonetti, e apertura automatizzata dell'isola ecologica 24 ore. Sempre
sul fronte opere pubbliche, verrà costruito un nuovo edificio scolastico per
l'infanzia con capienza doppia rispetto all'attuale,
Sorpresa:
l'addio all'Ici "regala" quasi 2 milioni
( da "Giornale
di Vicenza.it, Il" del 22-05-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
Dati del
ministero dell'Interno dicono che palazzo Trissino avrebbe guadagnato
dall'abolizione della tassa sull'abitazione principale Dal Governo indennizzi
per 6,1 milioni, a fronte di un incasso che nel 2007 ammontava a 4,2 milioni
22/05/2009 rss e-mail print Palazzo Trissino Colpo di scena a palazzo Trissino.
Nasce
il comitato per il sì Pd, Idv e An siano coerenti
( da "Gazzettino,
Il (Venezia)" del 22-05-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
Tre i quesiti
che saranno posti al vaglio di cittadini. Due, per Camera e Senato, propongono
l'abolizione del premio di maggioranza a favore della coalizione che ha preso
più voti, attribuendolo al solo partito che risulterà primo. Il terzo abolisce
la possibilità delle candidature plurime.
Casini:
accettiamo la sfida del premier ( da "Giornale di Brescia"
del 23-05-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
ha dichiarato
il leader dell'Unione di Centro, Pier Ferdinando Casini. «Berlusconi in ogni
campagna elettorale - ha detto il leader dell'Udc a Parma per la campagna
elettorale - se ne inventa una. L'ultima volta parlava di abolizione delle
province e infatti andiamo a votare per le province e sono tutt'altro che
abolite.
Mantenerle
o abolirle? A Teledomando lo scontro sul futuro delle Province
( da "Giornale
di Brescia" del 23-05-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
A Teledomando
lo scontro sul futuro delle Province Province sì o Province no? Questo è stato
uno dei temi centrali attorno a cui si è sviluppato il confronto tra sei
candidati alla presidenza del Broletto nello studio di Teledomando, la
trasmissione di Teletutto condotta da Giambattista Lanzani e andata in onda
ieri sera alle 21.
Bartoli:
meglio non votare ( da "Giornale di Brescia"
del 23-05-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
la città
Bartoli: meglio non votare Bartoli guida la lista «Amo l'Italia non voto la
Provincia» Un candidato non presidente: così si autodefinisce Andrea Bartoli,
sceso in campo per la lista «Amo l'Italia non voto la Provincia», chiaramente a
favore dell'abolizione dell'amministrazione pubblica che a Brescia fa capo a
Palazzo Broletto.
Programma?
Fatto al 99% ( da "Arena, L'"
del 23-05-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
Quanto al
movimento abolizionista delle Province, Galli Righi polemizza: «Si parla
populisticamente di abolizione delle Province, salvo poi farne proliferare di
nuove. È quindi da stigmatizzare un Parlamento che dice di volerle abolire e ne
costituisce di nuove per motivi elettorali.
Mini-Parlamento,
la Lega frena ( da "Secolo XIX, Il"
del 23-05-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
aveva
promesso l'abolizione delle province e noi, tra qualche giorno, andremo a
votare proprio per le Province. Vuole un Parlamento composto da soli cento deputati?
Presenti la sua proposta, noi la voteremo. Non la voterebbe, però, la Lega che,
in quel caso, perderebbe il suo potere di condizionamento nei confronti del
centro destra»,
(
da "Resto
del Carlino, Il (Fermo)" del
23-05-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
Brunetta ha
parlato di efficienza non di abolizione delle Province» IL MINISTRO BRUNETTA
non ha mai parlato di abolire le Province. Lo sottolinea il candidato del
centrodestra, Di Ruscio, in risposta agli antagonisti Basso e Cesetti:
«Brunetta a Porto San Giorgio non ha affatto parlato di cancellare questo ente,
e del resto né Cesetti, né Basso erano a teatro in occasione dell'
Lo
stesso avviene per le carriere pubbliche come il magistrato, il professore,
ecc. Certamen... ( da "Messaggero, Il"
del 23-05-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
esercizio di
queste professioni fuori della nazione di appartenenza. Al di là di questo però
resta il fatto che l'abolizione del valore legale della laurea avrebbe un forte
significato simbolico: toglierebbe l'alibi, davvero inaccettabile in una
società fondata sul riconoscimento del merito e dunque sulla competizione
virtuosa, per cui tutti gli Atenei sono eguali.
Bernazzoli:
subito 800 mila euro per intervenire sulle frane
( da "Gazzetta
di Parma (abbonati)" del 23-05-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
ovvero ai Comuni
e Comunità Montane (le Province sono interessate solo a quelli di valenza
provinciale) e sono escluse dall'obbligo della valutazione di incidenza le
ordinarie attività agricole, gli interventi edilizi più frequenti, caccia e
pesca, la raccolta dei frutti del sottobosco, il taglio della legna.
ca'
corner, questa sconosciuta ( da "Nuova Venezia, La"
del 23-05-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
Lorenzo
Furlan, portavoce del gruppo che si propone l'abolizione della Provincia, ha
ribadito di essere pronto a rimettere il mandato in caso di elezione. Pur
assente Francesca Zaccariotto fa invece sapere che se l'attività della
Provincia è sconosciuta è colpa di chi l'ha amministrata in questi anni.
Con
me zero burocrazia ( da "Gazzettino, Il (Pordenone)"
del 23-05-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
abolizione di
ogni ente inutile che oggi siamo costretti a mantenere». - Qual è la ricetta
per rilanciare Arba? «L'unica ricetta è la libertà: è permettere agli arbesi di
essere padroni della propria vita. Un esempio? Il Comune non deve rendere
impossibile la vita a chi vuole ampliare la propria casa o la propria attività.
Siamo
gli unici a non avere il complesso di inferiorità verso gli spot della Lega .
... ( da "Gazzettino, Il"
del 23-05-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
abolizione
delle Province, o l'introduzione del quoziente famigliare per ricalibrare le
tasse sui redditi». Il segretario del Pd Franceschini celebra la
"democratica diversità" del Pci. Perché? «Perché ha paura di perdere
voti a sinistra. È in stato confusionale, parla tutti i giorni contro
Berlusconi e poi vota sì a un referendum che porterebbe a un bipartitismo di
comodo,
Oltre
la metà degli intervistati chiede l'abolizione: Meglio far nascere la Città
metropolitana ( da "Gazzettino, Il (Venezia)"
del 23-05-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
Oltre la metà
degli intervistati chiede l'abolizione: «Meglio far nascere la Città
metropolitana» Sabato 23 Maggio 2009,
Quell'oscuro
ente intermedio sconosciuto da un cittadino su due
( da "Gazzettino,
Il (Venezia)" del 23-05-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
che più di un
cittadino su due non è al corrente delle competenze e dell'attività dell'ente
intermedio tra Comune e Regione. Non solo: il 55 per cento ne chiede
l'abolizione mentre l'81 per cento auspica la nascita della Città
metropolitana. «La Provincia - ha detto Zoggia - dovrebbe avere un ruolo
anzitutto amministrativo, per risolvere i problemi delle famiglie e delle
imprese.
"Palla
al Centro per andare in gol"
( da "Stampa,
La" del 24-05-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
Riportare i
valori della persona, della libertà, della democrazia e della famiglia al
centro dell'attenzione. Abbiamo creato il Centro di Libertà perchè non ci è
affatto piaciuta la fusione a freddo tra Fi e An». Ma quali sono gli obiettivi
prioritari? «Abolizione del rimborso elettorale per i prossimi cinque anni,
destinando i fondi a famiglie bisognose e alle piccole imprese,
Toponomastica,
raffica di accuse all'Avs ( da "Alto Adige"
del 24-05-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
intervento
della giunta provinciale. «Nella stessa settimana in cui si riuniscono
sedicenti tavoli per la convivenza, lo Statuto di autonomia viene violato
unilateralmente due volte: sulla questione dell'abolizione del logo della
Repubblica dalle pagelle e sul bilinguismo della toponomastica relativa ai
sentieri di montagna»,
Provincia
Voto decisivo forse già al primo turno
( da "Gazzettino,
Il (Pordenone)" del 24-05-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
Troppi interessi
politici attorno alle Province. Occorrerebbe un segnale forte, anche dal nostro
elettorato. Se all'astensionismo endemico dal voto si sommerà un discreto
numero di astensioni ragionate e schede bianche, pensare all'abolizione delle
Province avrà ancora senso, altrimenti ne riparleremo il secolo venturo.
Casini
attacca la Lega Udc unico antivirus
( da "Arena,
L'" del 24-05-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
Il leader
dell'Udc, in città per salutare i candidati veronesi del suo partito, a
cominciare dal veronese Marco Vicentini per il Parlamento europeo e Mario Rossi
per la presidenza della Provincia, ci mette meno un attimo a raccogliere la
sfida «Udc versus Lega Nord».
I
L GRUPPO politico La Destra sostiene Marco Tarelli alla p...
( da "Nazione,
La (Pistoia)" del 24-05-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
perchè sono
inseriti anche nella lista per la Provincia. A Cutigliano sosteniamo Carluccio
Ceccarelli e all'Abetone la lista Danti». Il programma è stato illustrato da
Mirco Tognarelli: «La Destra si presenta con un programma articolato, che
prevede al primo punto l'abolizione della Provincia, che assorbe per le spese
del proprio mantenimento i tre quarti delle risorse disponibili.
IN
UNA intervista al Messaggero, Pier Ferdinando Casini accusa Berlusconi di
ess... ( da "Messaggero, Il (Ostia)"
del 24-05-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
Vogliamo far
capire agli elettori che il tasso di demagogia ha toccato nel Paese vette
insopportabili. La riduzione dei deputati e la riforma della giustizia?
Sfidiamo il presidente del Consiglio a portare i provvedimenti in aula, noi
siamo pronti a votarli come avremmo voluto votare sì all'abolizione delle
Province».
(
da "Eco
di Bergamo, L'" del 24-05-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
Chiediamo al
premier di non fare come le Province: ne aveva annunciato l'abolizione e adesso
andiamo a votare perché se n'è dimenticato il giorno dopo le elezioni». Poi la
stoccata: «Faccia davvero questa proposta e noi la votiamo. Riduciamo a cento i
parlamentari. Però, se Berlusconi non lo farà, per l'ennesima volta dimostrerà
che questa è una "boutade" elettorale»
ROMA
La legge per ridurre i parlamentari? La facciamo noi. Anche i partiti di
opposizione as... ( da "Messaggero, Il"
del 24-05-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
Chiediamo a
Berlusconi di non fare come le Province. Ne aveva annunciato l'abolizione e
adesso andiamo a votare perchè se n'è dimenticato il giorno dopo le elezioni».
Quindi, lo invita «a far davvero questa proposta e noi la votiamo. Riduciamo a
cento i parlamentari, ma se non lo farà, per l'ennesima volta dimostrerà che
questa è una trovata elettorale».
A
difesa dei valori cristiani e italiani
( da "Arena,
L'" del 24-05-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
avvocato
Scaravelli A difesa dei valori cristiani e italiani Per la Provincia
«l'obiettivo è l'abolizione» In Europa «contro il Trattato di Lisbona» È stata
la Scala della Ragione a fare da sfondo ieri alla presentazione dei candidati
alla presidenza della Provincia e al Parlamento europeo della lista L'autonomia
per Verona-Destra Mpa.
Un
bagno di folla per le tappe di Casini e Franceschini
( da "Gazzettino,
Il (Padova)" del 24-05-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
Se il governo
avesse evitato le manovre legate all'Alitalia e all'abolizione dell'Ici molti
problemi occupazionali sarebbero risolti. Ci deve essere un sussulto da parte
vostra perché è ora di alzare la testa e la voce contro chi non vuole più
riconoscere le istituzioni modificando radicalmente la Costituzione.
Ici,
confermata l'abolizione dell'imposta sulla prima casa
( da "Gazzettino,
Il (Belluno)" del 24-05-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
Ici,
confermata l'abolizione dell'imposta sulla prima casa Con il versamento della
rata entro il 16 giugno anche la tassa di scopo (0,2 per mille) sul nuovo
bollettino Domenica 24 Maggio 2009,
Roma
NOSTRA REDAZIONE Il Pd chiede a Idv e Udc di incontrarsi per coordinare,
insieme, una &... ( da "Gazzettino, Il"
del 24-05-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
Non faccia
come con le Province: ne aveva annunciato l'abolizione e adesso andiamo a
votare perché se n'è dimenticato il giorno dopo le elezioni. Ma ci aspettiamo
che, ancora una volta, la Lega blocchi i suoi buoni propositi». È dunque così
che Franceschini - che si trova contro anche la sinistra extraparlamentare,
seccata per non essere stata inclusa nell'
Tutti
d'accordo ora a tagliare i parlamentariIl Pd: (
da "Sicilia,
La" del 24-05-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
Prima delle
politiche - ricorda Casini - il premier aveva annunciato l'abolizione delle
province. E invece il 6-7 giugno si voterà per rinnovarne i consigli. Già
attiva per la riduzione dei costi della politica e il numero dei parlamentari,
l'Idv sta raccogliendo le firme per un'iniziativa di legge popolare.
La
Lega e il Pdl con Berlusconi: avanti con la riforma delle Camere
( da "Stampaweb,
La" del 24-05-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
«Siamo
disponibili - dice il leader centrista - a ridurre anche a 100 il numero dei
parlamentari; assicuriamo il nostro voto a favore. Basta che Berlusconi non si
smentisca come per l?abolizione delle province». Una posizione questa sulla
quale, comunque, le opposizioni sembrano essere tutte d?accordo.
Riforma
Camere: sì da Pdl e Lega ( da "Giornale di Brescia"
del 25-05-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
«Siamo
disponibili - dice il leader centrista - a ridurre anche a 100 il numero dei
parlamentari; assicuriamo il nostro voto a favore. Basta che Berlusconi non si
smentisca come per l'abolizione delle Province». Una posizione questa sulla
quale, comunque, le opposizioni sembrano essere tutte d'accordo.
Parlamentari,
subito la raccolta di firme ( da "Arena, L'"
del 25-05-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
abolizione
delle province». FUGA DAL PD. Due giorni fa aveva definito Dario Franceschini
«commissario liquidatore del Partito democratico». E ieri Berlusconi ha
confermato la sua catastrofica previsione sulla sorte del maggiore partito di
opposizione: «È in liquidazione» e diversi esponenti stanno traslocando: «Dopo
le Europee,
tagliare
a metà il parlamento? ( da "Nuova Venezia, La"
del 25-05-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
abolizione
delle province». Obiettivo ancora diverso per Idv dove Di Pietro punta al
bersaglio grosso: mozione di sfiducia sul caso Mills, nessuna possibilità di
intesa con il Pd se Franceschini non l'appoggia. Ma il Pd contrattacca: «Appare
sconcertante - dice il presidente dei deputati del Pd, Antonello Soro - il
comportamento dell'
(
da "Libertà"
del 25-05-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
Siamo
disponibili - dice il leader centrista - a ridurre anche a 100 il numero dei
parlamentari; assicuriamo il nostro voto a favore. Basta che Berlusconi non si
smentisca come per l'abolizione delle province». Una posizione questa sulla
quale, comunque, le opposizioni sembrano essere tutte d'accordo. Alessandra
Chini 25/05/2009
Pecorara:
Pensionati anima dell'alleanza ( da "Libertà"
del 25-05-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
visto che da
sempre siamo favorevoli all'abolizione delle province». «Non abbiamo ritenuto
opportuno inoltre, presentare un nostro candidato, il sottoscritto - afferma
Pecorara - per evitare di indebolire una persona, Massimo Trespidi, che ha i
nostro stessi ideali, valori e allo stesso tempo una consolidata esperienza
amministrativa».
Alessandra
Chini ROMA - Fa discutere la proposta del presidente del Consiglio Silvio
Berlusconi di chiamare a raccolta i cittadini e presentare un testo di
iniziativa popolare per ( da "Adige, L'"
del 25-05-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
«Siamo
disponibili - dice il leader centrista - a ridurre anche a 100 il numero dei
parlamentari; assicuriamo il nostro voto a favore. Basta che Berlusconi non si
smentisca come per l'abolizione delle province». Una posizione questa sulla
quale, comunque, le opposizioni sembrano essere tutte d'accordo. 25/05/2009
Legge
per ridurre i parlamentari (
da "Eco
di Bergamo, L'" del 25-05-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
assicuriamo
il nostro voto a favore. Basta che Berlusconi non si smentisca come per
l'abolizione delle Province». Una posizione questa sulla quale, comunque, le
opposizioni sembrano essere tutte d'accordo. Alessandra Chini 25/05/2009
nascosto-->
ROMA
Tutti d'accordo. Occorre tagliare il numero dei parlamentari. Ma per
l'opposi... ( da "Messaggero, Il"
del 25-05-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
Il leader
dell'Udc, Pier Ferdinando Casini, insidia invece il premier sul suo terreno.
«Siamo disponibili a ridurre anche a 100 il numero dei parlamentari,
assicuriamo il nostro voto a favore. Basta che Berlusconi non si smentisca come
per l'abolizione delle province», ironizza.
Pdl-Lega:
diminuiremo i parlamentari ( da "Gazzetta di Parma (abbonati)"
del 25-05-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
Berlusconi
non si smentisca come per l'abolizione delle province. Non vorrei che dopo le
elezioni cambiasse idea, come la solito». Una posizione questa sulla quale,
comunque, le opposizioni sembrano essere tutte d'accordo. I ministri Roberto
Calderoli (in alto) e Ignazio La Russa.
Fornili:
abolire le Province ( da "Giornale di Brescia"
del 25-05-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
abolizione
delle Province? «Se entreremo nelle assemblee elettive faremo di tutto per
abbattere le Province che, nonostante si senta spesso dire che vanno eliminate,
continuano ad aumentare. Noi siamo favorevoli alla creazioni di macroregioni
che devono godere di autonomia: il Lombardo Veneto oggi è il territorio più
colpito dalla pressione fiscale senza che per questo abbia mai
Parlamentari,
( da "Giornale di Vicenza.it, Il"
del 25-05-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
abolizione
delle province». FUGA DAL PD. Due giorni fa aveva definito Dario Franceschini «commissario
liquidatore del Partito democratico». E ieri Berlusconi ha confermato la sua
catastrofica previsione sulla sorte del maggiore partito di opposizione: «È in
liquidazione» e diversi esponenti stanno traslocando: «Dopo le Europee,
Pena
di morte, nuova risoluzione dell'Italia
( da "Affari
Italiani (Online)" del 25-05-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
Asia Centrale
e la messa a punto di strategie regionali per arrivare al pi presto
all'abolizione e alla riduzione delle esecuzioni anche in Asia. Il prossimo
appuntamento sarà il Congresso Mondiale di Ginevra contro la Pena di Morte
(Febbraio 2010) dove - si fa sapere - sarà presentata la nuova Risoluzione Onu
per una Moratoria Universale e l'abolizione.
FA
DISCUTERE LA PROPOSTA DI BERLUSCONI DI CHIAMARE A RACCOLTA I CITTADINI E
PRESENTARE UNA PROPOSTA ... ( da "Mattino, Il (Nazionale)"
del 25-05-2009) + 1 altra fonte
Argomenti: Province
Abstract:
ha dichiarato
Pier Ferdinando Casini, il quale ha aggiunto: «Siamo disponibili a ridurre
anche a 100 il numero dei parlamentari. Assicuriamo il nostro voto a favore.
Basta che Berlusconi non si smentisca come per l'abolizione delle Province».
Una posizione sulla quale, comunque, le opposizioni sembrano essere tutte
d'accordo. a. c.
Berlusconi
all'attacco: il Pd è in liquidazione
( da "Gazzettino,
Il" del 25-05-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
Assicuriamo -
dice il leader dell'Udc - il nostro voto a favore. Basta che Berlusconi non si
smentisca come per l'abolizione delle province: le voleva abolire prima della
scorsa campagna elettorale e poi andiamo a votare per le province». M.Ant.
Italia
contro la pena di morte ( da "Affari Italiani (Online)"
del 25-05-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
Asia Centrale
e la messa a punto di strategie regionali per arrivare al pi presto
all'abolizione e alla riduzione delle esecuzioni anche in Asia. Il prossimo
appuntamento sarà il Congresso Mondiale di Ginevra contro la Pena di Morte
(Febbraio 2010) dove - si fa sapere - sarà presentata la nuova Risoluzione Onu
per una Moratoria Universale e l'abolizione.
Pena
di morte, cresce il fronte del no (
da "Giornale
di Brescia" del 26-05-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
Alla battaglia
internazionale per l'abolizione iniziata dall'Italia aderisce anche il Togo
ROMALa battaglia per l'abolizione della pena di morte fa proseliti: anche il
Togo a giorni la cancellerà dal proprio ordinamento. L'annuncio è stato dato
ieri a Roma, al Campidoglio, in occasione del IV Congresso internazionale dei
ministri della Giustizia,
ANTI
APARTHEID Incontro con Burton sui diritti civili Stasera alle 20.30 nella sede
delle Acli ... ( da "Giornale di Brescia"
del 26-05-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
SALA PIAMARTA
Perché abolire le Province Il comitato provinciale «Non serve non voto» e
l'«Associazione civica Brescia» organizzano un incontro che si terrà stasera
alle 20.45 nella sala Piamarta in via San Faustino sul tema «Abolizione delle
Province, perché?». Sarà presentato il libro «Abolire le Province» e interverrà
il collaboratore dell'autore del volume Andrea Giuricin.
Le
Comunità montane servono ( da "Giornale di Brescia"
del 26-05-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
Il Partito
democratico di Brescia interviene nel dibattito sull'abolizione di enti
considerati inutili Il candidato Peli: «La Lega e le altre forze politiche
insieme a un tavolo per una riforma condivisa» montana della Val Trompia, a
Gardone" title="Nella foto d'archivio, la sede della Comunità montana
della Val Trompia, a Gardone" onClick="showImage('http://www.
albuzio:
una provincia davvero trasparente
( da "Mattino
di Padova, Il" del 26-05-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
che lancia un
appello: «Andate alle urne, perché anche noi siamo d'accordo con l'abolizione
delle Province, ma finché ci sono vanno governate bene». Albuzio, con il suo
stile pacato, non le manda a dire alla sua avversaria Barbara Degani. «Spostare
tutti gli uffici da palazzo Santo Stefano alla Stanga? Un costo inutile in
questo momento.
puntiamo
su campi da golf e centro storico - luca rojch
( da "Nuova
Sardegna, La" del 26-05-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
assessore
Altana chiede l'abolizione delle intese e più attenzione per le campagne «Nel
piano di fabbricazione le volumetrie erano ferme a più di 30 anni prima» LUCA
ROJCH OLBIA. L'anno zero, l'inizio dell'età post-soriana, comincia con un'opera
di riedificazione. Il Comune prepara il suo piede di porco per allargare le
maglie del Ppr.
SOMMINISTRAZIONE
di alimenti e bevande: abolite le licenze commerciali. Attuando ...
( da "Nazione,
La (Pistoia)" del 26-05-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
In sintonia
con quanto già fatto da altri Comuni della Provincia e anticipando quanti
ancora devono deliberare in proposito -, dunque, il Comune di San Marcello ha
provveduto all'abolizione delle licenze commerciali relative agli esercizi che
somministrano alimenti e bevande, che ai sensi della medesima legge 28/05 sono
stati costituiti in un'unica tipologia commerciale.
Il
futuro del Castello, a confronto con le donne elettrici
( da "Nuova
Ferrara, La" del 26-05-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
ma già si sa
che le donne elettrici hanno curiosità sulla sorte del Castello liberato da
uffici, del progetto Ermitage e della Istituzione Castello. Scontato che si
torni sull'ipotesi di abolizione delle Province, che parecchi anni fa venne
avanzata addirittura da Ugo La Malfa, come molte all'Ande si ricordano bene.
Già allora si parlava di superamento graduale.
Pena
di morte, anche il Togo la cancellerà
( da "Eco
di Bergamo, L'" del 26-05-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
abolizione
della pena di morte fa proseliti: anche il Togo a giorni la cancellerà dal
proprio ordinamento. L'annuncio è stato dato a Roma, al Campidoglio, in
occasione del IV Congresso internazionale dei ministri della Giustizia,
promosso dalla Comunità di Sant'Egidio con lo slogan «dalla moratoria
all'abolizione della pena di morte»
Grossi
e i candidati di Liberal Pd (
da "Eco
di Bergamo, L'" del 26-05-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
Altre
proposte riguardano l'abolizione del Consorzio di bonifica, «le cui funzioni
potrebbero essere assorbite dalla Provincia», e un'integrazione dell'assemblea
dei sindaci della Grande Bergamo, allargandone i confini per creare un
consorzio urbanistico che garantisca «un raccordo intermedio della
pianificazione territoriale».
(
da "Eco
di Bergamo, L'" del 26-05-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
pena la
nullità dell'appalto; contro le visite mediche prima dell'assunzione (che
comporterebbero la selezione del personale sul grado di buona salute di
ciascuno); contro l'abolizione del diritto delle rappresentanze sindacali
(sancito dall'articolo 9 dello Statuto dei Lavoratori) a intervenire in materia
di salute e sicurezza e di prevenzione degli infortuni.
Lavagetto:
(
da "Gazzetta
di Parma (abbonati)" del 26-05-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
Rugby Noceto
e attualmente consigliere della Federazione nazionale di rugby), il candidato
sindaco a Noceto, Giuseppe Pellegrini, e l'assessore del Comune di Parma (già
sindaco di Noceto), Fabio Fecci. Proprio lui fu il precursore per l'abolizione
dell'ente Provincia. «Nel 2005 scrissi un documento per sopprimere le
Provincie, inviato al Parlamento e al presidente del Consiglio -
ILLUSTRATA
AD OPERATORI E AMMINISTRATORI VENETI LA RIFORMA DEI CONSORZI DI BONIFICA
( da "marketpress.info"
del 26-05-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
abolizione
delle Province ? ha proseguito Conta ? non lo sono con chi sosteneva e sostiene
l?abolizione dei Consorzi, teoria molto probabilmente motivata dal fatto di non
conoscere fino in fondo questa realtà. Certo ? ha concluso Conta ? come ogni
cosa anche questa legge è migliorabile e se ce ne sarà l?
Meno
parlamentari?Prima, riforma elettorale
( da "Secolo
XIX, Il" del 26-05-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
È lo stesso
problema di chi chiede l'abolizione delle Province, ma non lo realizza.
Esattamente perché il problema è il costo di un ceto politico. È pensabile che
quel costo domani sia sostenuto da qualcun altro? E se sì, con quali patti di
garanzia e dunque esercitando quale potere di controllo?
ROMA.
LA BATTAGLIA PER L'ABOLIZIONE DELLA PENA DI MORTE FA PROSELITI: ANCHE IL TOGO A
GIORNI LA CANC... ( da "Mattino, Il (Nazionale)"
del 26-05-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
La battaglia
per l'abolizione della pena di morte fa proseliti: anche il Togo a giorni la
cancellerà. L'annuncio è stato dato a Roma, al Campidoglio, al IV Congresso
internazionale dei ministri della giustizia, promosso dalla Comunità di
Sant'Egidio con lo slogan «dalla moratoria all'abolizione della pena di morte».
13:47
PARLAMENTO: BUTTIGLIONE, SI A PLP PER RIDURRE NUMERO
( da "Agi"
del 26-05-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
riguarda la
abolizione delle province, Buttiglione ha osservato: "Finche' c'e' deve
fare le sue funzioni cioe' la programmazione territoriale e il coordinamento
dei Comuni, visto che in Italia i Comuni sono 8 mila". Riferendosi alla
prossime elezioni, "sono qui per sostenere il nostro candidato e
amico" ha detto Buttiglione arrivando alla sede del comitato elettorale in
piazza Dante,
Riforme:
Calderoli, esame Province con codice autonomie
( da "KataWeb
News" del 27-05-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
La
commissione ha all'esame da oggi diverse proposte di legge sull'abolizione
delle Province. "In tempi brevi dovremo affrontare il codice delle
autonomie dopo il varo del federalismo fiscale. Abbiamo chiesto dunque alle
Camere di concordare i tempi tra loro e di affrontare il tema dell'abolizione
delle Province in modo coordinato a questo.
Scandali
romanzati In questo periodo, più che mai, si usa spesso la parola crisi rife...
( da "Stampa,
La" del 27-05-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
abolizione
delle Province, delle Comunità montane e quant'altro. Di una cosa si può essere
certi: non se ne farà niente e finalmente una volta chiusa la campagna
elettorale si parlerà di qualcos'altro. MARIO FEDERIGHI, MILANO Più attenzione
per le fasce deboli In merito alla lettera del 23 maggio («Una strada chiamata
accoglienza»
Arrighini:
serve più autonomia ( da "Giornale di Brescia"
del 27-05-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
Certamente
perché siamo a favore dell'esistenza della Provincia di Brescia». Non ha dubbi
Giulio Arrighini, candidato presidente per Mpa e Lega Padana Lombardia. Quali
sono le ragioni della vostra contrarietà all'abolizione della nostra Provincia?
«Sono sostanzialmente tre. Intanto non esiste nessun'altra istituzione che
possa sostituirla.
Pd
Saitta e Susta su corso Marche Questa sera, ore 21, Saitta, Susta e Fazzone
incontrano i... ( da "Stampa, La"
del 27-05-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
Udc Vietti
sulle Province Questa sera, ore 21, Michele Vietti partecipa al confronto
sull'abolizione delle Province organizzato in via Fanti dal Gruppo Giovani
Imprenditori dell'Unione Industriale. Sinistra per la Provincia Claudio Fava va
al mercato Questa mattina, ore 11, Claudio Fava, candidato di Sinistra per la
provincia di Torino al Parlamento Europeo,
per
il coordinamento genitori la scuola non sarà più la stessa
( da "Mattino
di Padova, Il" del 27-05-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
della legge
Gelmini e della sua proposta del maestro unico e delle 24 ore, è stata
mantenuta ferma l'abolizione delle "compresenze" e del
"modulo", i veri fattori di qualità, mettendo così a rischio quegli elementi
di diversificazione e integrazione delle attività didattiche, i laboratori, le
uscite didattiche, il rinforzo agli alunni in difficoltà, lasciando più povera
la scuola»
Chi
vuole partecipare al sondaggio può farlo, da oggi, cliccando sul sito
<terzaprovincia.... ( da "Nazione, La (Umbria)"
del 27-05-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
Chi vuole
partecipare al sondaggio può farlo, da oggi, cliccando sul sito
«terzaprovincia.altervista.org». Tre le opzioni che si possono selezionare: sì
all'istituzione della terza provincia, mantenimento delle attuali province o
abolizione di tutte le province. Facoltativa, per chi vota, l'indicazione del
nome.
di
PATRIZIA PEPPOLONI FOLIGNO O LA VA O LA SPACCA. Il Comitat...
( da "Nazione,
La (Umbria)" del 27-05-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
abolizione
delle province. A illustrarel'idea del sondaggio telematico c'erano ieri
Pierluigi Mingarelli, Massimo Stefanetti, Alberto Laganà e Luigi Petrini.«Il
sondaggio che proponiamo ai cittadini di Foligno, di Spoleto e della Valnerina
ha detto Mingarelli non vuol dire che gettiamo la spugna e deleghiamo ai
cittadini la responsabilità di rilanciare o affossare l'
FOLIGNO
OPINIONI a confronto sulla Terza Provincia. Stefania Fil...
( da "Nazione,
La (Umbria)" del 27-05-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
con le
proposte all'esame sull'abolizione delle Province». Diversa l'opinione di
Alessandro Porcu (Per il Bene di Foligno): «Io penso che si debba dare forza
alle competenze e capacità del Comune, senz aincrementare la burocrazia a
livello macro-territoriale. Le aggregazioni del futuro dovrebbero avvenire su
base ecologica' e ambientale,
Fini:
battaglia ancora lunga per abolire la pena di morte
( da "Sole
24 Ore, Il" del 27-05-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
impegno
antico dell'Italia nell'abolizione della pena capitale, sottolineando anche il
lavoro in questo senso non solo delle Istituzioni ma anche delle organizzazioni
non governative di ispirazione religiosa e laica. «Molta strada è stata fatta ma
molta altra va percorsa:il numero delle esecuzionirimane ancora drammaticamente
alto;
Riflettori
sul nuovo Piano casa ( da "Denaro, Il"
del 27-05-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
delle imprese
piccole ed artigianali, ma l'abolizione di un qualsiasi titolo abilitativo
edilizio rischia anche di ampliare il ricorso ad attività abusive ed a
manodopera irregolare Nell'ambito degli interventi relativi alle parti
strutturali degli edifici, compresi gli ampliamenti, l'onere della "prova
documentale" del rispetto della normativa antisismica a carico del
progettista
Partiamo
da una considerazione sulla quale sono tutti d'accordo, maggioranza e oppos...
( da "Gazzettino,
Il" del 27-05-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
amministrative
e nessuno va in giro a la riduzione dei Comuni e l'abolizione delle Province.
Eppure la spesa della politica non sta certo tutta nel Parlamento, la maggior
parte dello spreco anzi si verifica nelle altre istituzioni e soprattutto nelle
migliaia di enti pubblici. Per quanto riguarda il Parlamento, la riduzione del
numero degli eletti rientra in un piano di riforme,
Crisi,
Casini: (
da "Corriere.it"
del 27-05-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
abolizione delle
Province: prima l'ha promesso, poi non ha fatto nulla». Non mancano le stoccate
al Pdl: «Siamo l'unico paese dove un partito ha eletto a vita il suo leader,
una cosa che non accade neanche in Venezuela con Chavez». SICILIA - A proposito
di alleanze: il caso Lombardo in Sicilia (il presidente della Regione ha
azzerato la giunta,
provincia,
candidati a confronto - sergio gelain *
( da "Mattino
di Padova, Il" del 28-05-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
Soprattutto
gli imprenditori vogliono capire se la Provincia potrà ritagliarsi un ruolo
diverso nel futuro. Si parla molto di abolizione delle Province. Noi siamo
convinti che debba esistere un ente sovracomunale soprattutto se questo si fa
interprete dei tanti bisogni che vengono dal territorio.
La
promessa: la Provincia farà rinascere la Brianza
( da "Giorno,
Il (Brianza)" del 28-05-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
facendone una
Provincia concreta, senza sprechi, a disposizione dei 50 Comuni e capace di
dare risposte alle esigenze di un territorio considerato troppo a lungo
periferia». E poi, aggiunge Allevi, chi dice che l'abolizione delle province
comporterà enormi risparmi fa solo dmagogia: «Alcune funzioni rimarrebbero, e
come ha dimostrato Tremonti,
Moro
a Grossi: (
da "Eco
di Bergamo, L'" del 28-05-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
Quindi che
nessun Comune e nessuna Provincia può stabilire di abolire altre istituzioni.
Capisco che siamo in campagna elettorale ma propinare assurdità per racimolare
qualche voto è per lo meno bizzarro». E se i compiti del Consorzio (bonifica,
irrigazione, salvaguardia dell'equilibrio idrogeologico con gli oltre 1500 km
di canali) venissero posti in capo alla Provincia -
Cologno
(Destra): (
da "Eco
di Bergamo, L'" del 28-05-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
Non si può
sbandierare ai quattro venti il Pacchetto sicurezza e poi tagliare le spese per
la manutenzione dei mezzi delle forze dell'ordine». Ma la Provincia cosa può
fare? «La nostra proposta è di istituire un fondo per destinare il 5% delle
entrate al sostentamento delle forze dell'ordine, anche su aspetti
apparentemente minimi come la benzina e la gestione dei veicoli».
Collecchio,
braccio di ferro sull'Unione pedemontana
( da "Gazzetta
di Parma (abbonati)" del 28-05-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
Attenzione:
per risparmiare qualche euro rischiamo di perdere delle specificità» Bianchi
«Io sono a favore dell'unificazione amministrativa. E non credo sia peregrina
nemmeno l'idea ipotizzata dal codice delle autonomie e che prevederebbbe
l'abolizione dei parchi regionali dando le competenze alla Provincia».
STEFANIA
MAROTTI PARTE DALL'IRPINIA UNO SFORZO IMPORTANTE NEL PROGRAMMA DEL PARTITO
DEMOCRAT... ( da "Mattino, Il (Benevento)"
del 28-05-2009) + 1 altra fonte
Argomenti: Province
Abstract:
abolizione,
da parte del Governo, di forme di finanziamento alle imprese per l'occupazione
femminile. La nostra battaglia riguarderà proprio l'inserimento nel mercato del
lavoro delle professionalità femminili, perché il miglioramento delle
condizioni di vita delle famiglie dipende anche dalla capacità delle donne di
produrre reddito,
Roma
Boccia di nuovo l'idea di una mozione di sfiducia contro il governo, ma
confer... ( da "Gazzettino, Il"
del 28-05-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
come per
l'abolizione delle Province, e il giorno dopo non ha fatto nulla. Ogni campagna
elettorale cerca sempre un diversivo per tenere alta la tensione». E ancora:
«Di fronte alla crisi, il governo sta semplicemente sperando che passi.
Berlusconi, invece di mettere in piedi un piano di infrastrutture per
rilanciare l'economia,
Martina
(Pd): dal Broletto ripartire per il territorio (
da "Giornale
di Brescia" del 29-05-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
Belloni
sottolinea come «se da un lato la discussione sull'abolizione delle Province,
cavallo di battaglia del centrodestra sino a qualche mese fa, si è arenata a
causa della contrarietà della Lega, dall'altro noi pensiamo di esprimere
un'idea di Provincia come di un ente utile, che prova ad adempiere fino in
fondo ai suoi compiti.
(
da "Giorno,
Il (Lodi)" del 29-05-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
«Tutti
partiti, da decenni, affermano di volerle abolire, poi quando si rinnovano le province
le proposte spariscono. Io lo dico chiaramente: chi mi vota vuole abolirle. E
credo che ci sia un'autorevolezza diversa nel lavorare all'abolizione delle
Province, dall'interno». Image: 20090529/foto/3149.jpg
In
lui c'è una specie di attitudine da rivoluzionario permanente
( da "Riformista,
Il" del 29-05-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
Sono quindici
anni - e quattro governi da lui presieduti - che si parla di separazione delle
carriere dei magistrati, di riformare il Parlamento e di rivedere i poteri
della presidenza del Consiglio, di semplificazione del sistema fiscale e di
abolizione le Province. Sono tutte riforme possibili, molte ragionevoli, alcune
auspicabili.
Sostenere
le Pmi per battere la crisi Da Confesercenti nuovo appello
( da "Finanza
e Mercati" del 29-05-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
ha sostenuto
Venturi alla fine della sua relazione - a partire dall'abolizione delle
Province per arrivare all'accorpamento dei Comuni più piccoli. Stato leggero e
più efficiente, comuni vocati ai servizi essenziali, regioni più autonome e più
snelle rappresentano necessità che devono intrecciarsi con il mercato, al quale
va affidata buona parte dei servizi pubblici»
L'abolizione
delle Province? Partita chiusa, ora riforma
( da "Sole
24 Ore, Il" del 29-05-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
abolizione
delle Province? «Partita chiusa, ora riforma» Giorgio Santilli ROMA Per le
province la partita della loro abolizione è chiusa. L'atto«conclusivo»,per il
presidente dell'Upi, Fabio Melilli, è arrivato da Giulio Tremonti quando,
mercoledì scorso a «Porta a Porta», ha detto che l'abolizione porterebbe
risparmi di 200-
i
parlamentini sono una palestra per i giovani
( da "Messaggero
Veneto, Il" del 29-05-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
atteggiamento
che le amministrazioni di centro-destra comunali e regionali tengono a riguardo
dell'abolizione delle circoscrizioni e di altri enti, da loro ritenuti inutili,
ma che in realtà non lo sono, soprattutto per i giovani che un giorno
entreranno e prenderanno in mano la situazione amministrativa e politica della
città, della provincia e della regione.
Cota:
( da "Corriere.it"
del 29-05-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
la
liberalizzazione delle rotte e l'individuazione di nuovi vettori». Insomma,
chiude sul punto Cota, «Alitalia è il passato, dobbiamo pensare al futuro e
abbandonare il passato». Sugli enti locali, Cota è stato molto chiaro. «Siamo
contrari all'abolizione delle Province, se ci sono province inutili, si può
pensare di fare accorpamenti ma l'
Amministrative,
Lucchi (Pri) favorevole alla riforma degli Enti locali
( da "Sestopotere.com"
del 29-05-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
abolizione,
della quale il PRI è favorevole”, dicono all?unanimità Lucchi, Zennaro e
Frisoni. “Non è pensabile, pertanto, che siano mantenute in essere società a
capitale pubblico/privato che abbiano perso la loro funzione di motore del
territorio e che oggi non sono altro che consigli di amministrazione,
patto
per l'ambiente. sono 44 i candidati che hanno aderito al patto per l'ambiente
... ( da "Mattino di Padova, Il"
del 30-05-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
presidente
regionale della Lega per l'abolizione della caccia: oggi alle 20.45 organizza
un incontro pubblico nelll'ex fornace Carotta di via Siracusa. FESTA AL COVO.
Questa sera alle 21 grande festa al «covo» di Carlo Covi, candidato sindaco
dell'Intesa Veneta ai giardini Appiani: ci saranno anche Tiziano De Checchi e
Katiuscia Righetto,
Cacciatori
e agricoltori unitinella task force anti-cinghiali
( da "Secolo
XIX, Il" del 30-05-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
esito della
riunione anche il Sindaco di Follo, Giovanni Battolla: «L'abolizione del
foraggiamento è già un primo passo - spiega il primo cittadino, che già lo
scorso settembre aveva scritto una lettera di protesta alla Provincia - ma ora
serve l'apporto di tutti per garantire i diritti di chi coltiva e di chi
pratica con passione l'
"destra
senza politica lanciamo le nostre idee" - pietro jozzelli
( da "Repubblica,
La" del 30-05-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
abolizione a
fine anno delle liste di attesa per gli anziani non autosufficienti che
chiedono l´ingresso nelle residenze sanitarie assistite. Questa è la nostra
politica». Eppure anche a sinistra qualcuno (l´assessore Rossi) ha parlato
della necessità di fare un po´ meno i "fighetti" e tornare a fare
scelte politiche consistenti,
Con
Federica Ferracin si pagheranno meno tasse
( da "Resto
del Carlino, Il (Rovigo)" del
30-05-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
Federica Ferracin
con i ragazzi della sua squadra, ha però le idee chiare e pone al primo punto
sull'abolizione dell'addizionale comunale. Per dimostrare che le sue non sono
parole di circostanza spiega anche come con maggior oculatezza nell'utilizzo
delle risorse e tagliando alcune spese sia possibile non far pagare questa
tassa.
di
CARLO SESTINI (
da "Nazione,
La (Grosseto)" del 30-05-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
è una
proposta per il territorio della provincia di Grosseto. Forse nemmeno lui ci
crede, visto e considerato che nel suo programma si sostiene l'abolizione delle
province. Noi crediamo invece ha proseguito in questa istituzione mettendo in
campo persone impegnate e competenti per governare e non candidature solo per
prendere voti».
(
da "Eco
di Bergamo, L'" del 30-05-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
sindaco
uscente che corre per bissare il mandato alla guida della lista «Proposta per
Scanzorosciate-Impegno comune». «La novità - spiega Cividini - sta
nell'abolizione dell'assessorato di Promozione alla pace, che ogni anno ci
costa 30-40 mila euro per un concetto che è già espresso molto bene
dall'articolo 11 della nostra Costituzione».
Sulla
sicurezza Pd contro la Lega ( da "Gazzetta di Modena,La"
del 31-05-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
più agenti
della polizia municipale; stop ai quartieri ghetto; gestione principalmente
statale della sicurezza; rispetto della legge italiana; libertà di culto per
tutte le confessioni religiose; abolizione della Bossi-Fini; accordi per la
riammissione dei migranti respinti richiedenti asilo;
premio
tomasello al piccolo zar del giornalismo
( da "Mattino
di Padova, Il" del 31-05-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
O come i
viaggi al seguito di Gorbaciov «che lasciava molto spazio ai giornalisti». «Io
avevo proposto ancora negli anni Novanta l'abolizione delle misurazioni
dell'audience per telegiornali e programmi d'informazione» ha concluso Volcic.
Ma nessuno, in questo caso, l'ha ascoltato. (fra.z.)
sartor:
il "fasin di bessoi" è un motto che non serve
( da "Messaggero
Veneto, Il" del 31-05-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
C'è poi la
questione del riassetto delle autonomie: «Le competenze sulla montagna vanno
trasferite alla Provincia, sottraendole alla Regione». Più cauto, invece,
sull'abolizione delle Comunità montane: «E' necessario approfondire quello che
fanno e soprattutto la capacità di concertazione tra i Comuni.
sam:
bollette dell'energia a seconda dell'altitudine
( da "Messaggero
Veneto, Il" del 31-05-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
Per quanto
riguarda l'organizzazione delle autonomie, Sam si è detto d'accordo sia
sull'abolizione delle Comunità montane, sia sull'accorpamento dei piccoli
Comuni ma si tratta di provvedimenti, ha detto, che vanno concertati e valutati
nella loro effettiva capacità di ridurre i costi.
GUIDO
PANICO CON L'ATTUAZIONE DELL'ISTITUTO REGIONALE SI è APERTA IN ITALIA LA
DISCUSSIONE S... ( da "Mattino, Il (Salerno)"
del 31-05-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
intrecciata
con gli oscuri sentieri delle strategie politiche, è diabolica. Si può solo
temere quello che, a mio giudizio, è il peggio: l'abolizione indiscriminata di
tutte le province. Prendiamo il caso della regione Campania e delle sue cinque
province. Iniziamo dicendo che la definizione stessa di Campania, intesa come
spazio territoriale e culturale in qualche modo omogeneo,
Entrambi
hanno scelto di candidarsi perché stanchi delle vecchie facce della politica
l... ( da "Messaggero, Il (Frosinone)"
del 01-06-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
per ognuna
delle sue liste; Pelagalli guarda al ballottaggio. Sui programmi elettorali i
temi di fondo rimangono gli stessi di tutti: Carbone parla di lavoro, di
infrastrutture e di edilizia; Pelagalli ha citato iniziative ben precise come
l'abolizione della Tosap sui passi carrabili o il riconoscimento di un
contributo alle casalinghe.
Per
ora è solo una bozza. Anzi è "un bozzone", che porta il nome del ...
( da "Messaggero,
Il (Umbria)" del 01-06-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
bis mette nel
mirino gli "Uffici territoriali di Governo", denominazione ufficiale
delle Prefetture. Ebbene, il "bozzone Calderoli" prevede l'abolizione
di tutte le sedi nelle città con una popolazione residente nella provincia
inferiore ai 250.000 abitanti. Insieme a Terni cadrebbero città illustri come
Trieste, oppure Grosseto.
Ici:
27% dopo l'abolizione sulla prima casa
( da "Affari
e Finanza (La Repubblica)" del
01-06-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
imposizione fiscale
complessiva sugli immobili resta l?Ici la prima tassa, nonostante il gettito
complessivo sia diminuito nel 2008, rispetto al 2007, del 27% a seguito
dell?abolizione dell?imposta sulla prima casa. Scopri come ricevere sul tuo
cellulare Repubblica Gold condividi
Rotonda
del Drosso l'ingorgo è finito ( da "Stampa, La"
del 02-06-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
abolizione,
fu perfino rifatta completamente e «abbellita». Per la sua posizione (è situata
alle porte della città) chiunque entri o esca da Torino deve obbligatoriamente
passare da qui. Il risultato è che la viabilità è al collasso e, come se non
bastasse, la metropolitana leggera, la linea 4, segue e conclude il suo
percorso ruotando lungo la rotonda per poi inserirsi nuovamente
(
da "Tempo,
Il" del 02-06-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
provinciale è
il modo migliore per lottare contro tutti questi sprechi che dobbiamo
sopportare», spiega l'avvocato Vincenzo D'Antò, capofila della protesta. «Molti
politici durante le ultime elezioni politiche hanno promesso l'abolizione delle
Province, ma noi stiamo ancora aspettando. Il nostro non voto equivale a un
referendum abrogativo». A piazza Montecitorio la protesta va avanti.
(
da "Eco
di Bergamo, L'" del 02-06-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
Quindi non
solo Province? «No, la riforma è contenuta nel Codice delle autonomie al quale
sto lavorando con i ministri Calderoli e Maroni, e contempla l'abolizione dei
Consorzi di bonifica, degli Ato, delle Comunità montane, tutti enti intermedi
che devono finire all'interno della Provincia».
Addio
comunità montane ( da "Arena, L'"
del 02-06-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
che invita
l'ex presidente della Comunità della Lessinia, Stefano Marcolini, firmatario di
un ricorso al Tar contro l'abolizione della comunità, a un minimo di coerenza.
«Marcolini vuol far risorgere l'ente e il suo partito da Roma, dov'è al
governo, ha già deciso che comunque gli taglia l'ossigeno».
(
da "Eco
di Bergamo, L'" del 02-06-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
«all'abolizione
dell'assessorato di promozione alla pace che ogni anno ci costa 30-40.000 euro
per un concetto già espresso molto bene dall'articolo 11 della nostra
Costituzione». Un attacco che l'attuale amministrazione comunale del paese non
condivide e questo proprio a partire dalle cifre riportate.
Marco
Vinicio Guasticchi, la certezza' del Pd (
da "Nazione,
La (Umbria)" del 02-06-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
La Provincia
viene definita da più parti un ente dispendioso, se non inutile. C'è chi vuole
abolirla... Non bisogna abboccare al messaggio mediatico di Berlusconi teso a
far percepire l'inutilità delle Province perché, mentre sostiene l'abolizione,
nella realtà sta trattando con la Lega per far approvare il disegno di Legge
Calderoli Brunetta'
Francesca
Barracciu (Pd) si unisce alla protesta degli studenti contro l'abolizione del
programma Master and Back ( da "SardegnaIndustriale.it"
del 02-06-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
abolizione
del programma Master and Back «È una manifestazione sacrosanta quella
organizzata dal movimento Master and Back davanti al palazzo della Giunta
regionale. La posta in gioco è il futuro delle prossime generazioni. E dunque
di tutta la Sardegna».
LETTERA
DI SOSTEGNO ( da "Gazzettino, Il (Padova)"
del 02-06-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
quando
Michele Bortoluzzi candidato europeo della Lista Bonino-Pannella gliel'ha letta
al Pedrocchi. «Noi radicali abbiamo importanti affinità con l'Intesa ma anche
coi "grilli", così come io ce l'ho a livello personale con Massimo
Carraro con cui la vediamo allo stesso modo sull'abolizione delle Provincie o
con Alessandro Zan o Antonio Bressa,
Auto
a gas, i veronesi scoprono il risparmio
( da "Arena,
L'" del 03-06-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
Se la
Norvegia tramite il suo ministro delle finanze ha proposto l'abolizione totale
delle auto alimentate da carburanti tradizionali, il territorio veronese
sviluppa da anni numeri interessanti sull'espansione del «sistema gas». Grazie
ai dati forniti dal consorzio Ecogas, che raggruppa tutte le categorie che
gravitano attorno al gas, dai costruttori ai gestori,
Provinciali,
è partito il conto alla rovescia ( da "Giorno, Il (Lecco)"
del 03-06-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
bisogna
lavorare per ridurre i costi delle Province fino ad arrivare all'abolizione
delle Province stesse. Ci deve essere un partecipazione dei cittadini nelle
scelte prese da un Consorzio dei Comuni». Marco Cariboni individua nello
sviluppo dei plessi scolastici, nell'ecologia e nella sistemazione della rete
stradale gli obiettivi principali da perseguire.
(
da "Nazione,
La (Lucca)" del 03-06-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
con
rimodulazione e riduzione dei costi a carico delle imprese artigiane, di quelle
agrituristiche e dei negozi di vicinato. Conferma ed estensione delle esenzioni
per le imprese agricole. Abolizione della tassazione di soffitte e pertinenze
per ricovero attrezzi, poiché queste aree favoriscono la conservazione ed il
riutilizzo dei materiali».
Un'agenda
fitta di impegni sull'intero territorio provinciale per Feli...
( da "Messaggero,
Il (Umbria)" del 03-06-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
Si chiuderà
all'insegna della musica e della ternanità la campagna elettorale della lista
civica Terni Oltre che insieme a quella degli Abolizionisti della tassa
Tevere-Nera sostiene il Candidato a Sindaco Leo Venturi e che candida alla
Presidenza della Provincia di Terni Alessandra Robatto.
Secchiaroli:
Non voteremo per la Provincia Anzi, siamo per l'abolizione di via Gramsci
( da "Messaggero,
Il (Pesaro)" del 03-06-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
Mercoledì 03
Giugno 2009 Chiudi Secchiaroli: «Non voteremo per la Provincia Anzi, siamo per
l'abolizione di via Gramsci»
ingegneri,
chiesta l'abolizione dell'ordine ( da "Messaggero Veneto, Il"
del 03-06-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
da più parti
è stata chiesta l'abolizione dell'Ordine. L'affidamento degli incarichi
professionali è senz'altro il problema più stringente. «L'abolizione delle
tariffe minime imposta dal decreto Bersani - ha spiegato il presidente uscente
dell'ordine, Gianpaolo Guaran -, combinata con la procedura concorsuale
stabilita dalla legge Meloni,
l'ex
sindaco belfi scende in campo per i magredi
( da "Messaggero
Veneto, Il" del 03-06-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
della
provincia e della regione su quanto l'attuale amministrazione comunale intende
decidere». Della Mattia, insieme alla Lega nord, ha infatti presentato agli
assessori regionali competenti un'ipotesi di riperimetrazione delle aree di
protezione dei magredi, considerate non corrispondenti alla situazione reale,
Prefetture,
no di Scajola ai tagli Si va verso lo "sportello unico"
( da "Gazzettino,
Il (Udine)" del 03-06-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
della
Regione, Renzo Tondo, ha deposto una corona d'alloro alla tomba del Duca
d'Aosta. «Sono contrario all'abolizione delle Prefetture»: ha detto rispondendo
alle domande dei giornalisti. «Non c'è dubbio - ha aggiunto - che c'è stata una
proliferazione di Province in questo Paese e questo ha portato come conseguenza
a una proliferazione di tutti gli organi periferici dello Stato.
(
da "Eco di Bergamo, L'>"
del 21-05-2009)
Argomenti: Province
l'intervista Luigi Fantoni (candidato per
«Basta imbrogli») «Il sondaggio mi dà al 16%? Anch'io sono sorpreso di questa
notorietà» --> Giovedì 21 Maggio 2009 CRONACA, pagina 12 e-mail print «Un
invito a una trasparenza autentica, a non perdere tempo e a dire le cose come
stanno davvero». Luigi Fantoni da Rogno, 58 anni, consulente immobiliare di
gestione aziendale, candidato alla presidenza della Provincia, spiega così la
scelta del nome «Basta imbrogli» per la lista che lo sostiene (il nome completo
è «Liberal democratici per Basta imbrogli»). Alla sua prima esperienza in
politica, Fantoni ha già raggiunto, secondo il sondaggio Ipsos-Eco di Bergamo,
un'inattesa notorietà: il 16% degli intervistati lo conosce. «Sono
piacevolmente sorpreso di questa notorietà - spiega - anche se ritengo sia un
risultato da prendere con le pinze». Il punto irrinunciabile del suo programma?
«Far lavorare in maniera corretta e completa gli enti locali, supportandoli
finanziariamente e con la collaborazione fattiva: credo che i Comuni vadano
sostenuti e valorizzati, così come le Comunità montane (e infatti,
personalmente, sono contrario a qualunque ipotesi di accorpamento). Nel
coordinamento e supporto a questi enti, la Provincia
ricopre un ruolo chiave». Quindi, niente abolizione delle Province.
«Precisamente. Eliminare le Province significherebbe produrre un inevitabile
accentramento dei poteri. Semmai, esse vanno potenziate. Mi piacerebbe per
esempio che un tema importante per il territorio bergamasco come quello delle
cave fosse di esclusiva competenza provinciale, mentre per ora è più
materia regionale. Si lavori per una migliore distribuzione delle competenze».
Altri elementi del programma? «Le politiche giovanili, soprattutto per quanto
riguarda l'accompagnamento al mondo del lavoro: credo che si debba costruire un
rapporto reale, più stretto, tra scuole e imprese, mettendo gli studenti a
contatto diretto con le realtà imprenditoriali e produttive. Nella nostra lista
ci sono diversi candidati che provengono dal mondo dell'istruzione e da
esperienze di attenzione all'ambiente: sono due temi che riteniamo centrali».
Ecologisti? «Per chi vive nelle Valli, la tutela dell'ambiente è un punto
irrinunciabile». Cosa pensate del progetto dei comprensori sciistici? «Siamo
d'accordo, è una realtà che va implementata. È uno dei grandi temi su cui le
nostre montagne hanno molto da dire. Naturalmente, lo sviluppo degli impianti
deve essere in perfetta sintonia con la tutela dell'ambiente, nel rispetto dei
criteri di Agenda 21». Dallo sci a un discorso più generale sul turismo, il
passo è breve. «Il turismo va rafforzato, con un ampio coinvolgimento degli
addetti ai lavori a livello locale. Nelle nostre Valli non manca la capacità di
collaborare, superando i campanilismi. Come esempio, possiamo guardare al
comprensorio di Ponte di Legno, in Val Camonica, dimostrazione della voglia
diffusa di creare sinergie efficaci che valorizzino le montagne». Inevitabile a
questo punto un riferimento all'aeroporto. «È una chicca della Bergamasca, noi
ci crediamo molto. Naturalmente, vale il discorso di prima: il potenziamento
deve essere compatibile con la sostenibilità da parte del territorio. Già ora
sono in atto degli sforzi di limitare i disagi per la popolazione, dovremo fare
il possibile, ma lo scalo resta determinante per la nostra economia». Altre
infrastrutture? «Molto rimane da fare dal punto di vista della viabilità,
soprattutto per quanto riguarda le valli. La Val Cavallina, in particolare, va
tenuta in forte considerazione, credo che al momento essa rappresenti una delle
situazioni più difficili dal punto di vista del traffico. Bisogna intervenire
lavorando a collegamenti efficienti e lasciando perdere le chiacchiere. Sul
fronte della pianificazione territoriale, poi, vorrei aggiungere una cosa». Prego.
«I Piani territoriali di coordinamento provinciale (Ptcp, ndr) dovrebbero
essere considerati davvero a fondo nei loro contenuti da parte degli enti
locali, e rispettati appieno dai Comuni nell'ambito della stesura dei Piani di
governo del territorio». Come valuta l'amministrazione provinciale uscente? «Ha
lavorato in modo passabile, ma preferisco non commentare l'operato altrui e
concentrarmi su quello che possiamo fare noi». Ha già le idee chiare in caso di
ballottaggio? «No, devo dire che la situazione è un po' confusa, vedremo cosa
succede dopo il primo turno». F. M. 21/05/2009 nascosto-->
(
da "Giornale di Brescia"
del 21-05-2009)
Argomenti: Province
Edizione:
21/05/2009 testata: Giornale di Brescia sezione:la provincia Dario Ciapetti
Dante Paolo Bonfiglio Il municipio di Berlingo I prossimi 6 e 7 giugno il
sindaco uscente di Berlingo e Berlinghetto, Dario Ciapetti, tenterà il bis; a
contendergli la poltrona di primo cittadino troverà come avversario Dante Paolo
Bonfiglio, pure lui consigliere uscente. «La mia lista civica "Per un
paese migliore" - spiega - riunisce uomini e donne che intendono operare,
senza pregiudizi ideologici, al servizi della comunità di Berlingo e
Berlinghetto. Il tema fondamentale della mia azione sarà quello di favorire uno
sviluppo sostenibile, armonico, ed equilibrato del «sistema paese» nelle sue
varie componenti: abitazioni, servizi pubblici, lavoro, attenzione all'ambiente.
Nel nostro operato - continua Ciapetti - intendiamo riconoscere la centralità
del cittadino e della famiglia come soggetti dell'azione amministrativa.
Valorizzeremo il ruolo fondamentale delle realtà associative, ecclesiali, di
volontariato, del terzo settore come protagonisti della vita sociale della
comunità». Tutela del territorio. «Per salvaguardare il territorio verso Ovest,
intendiamo proseguire l'iter relativo alla variazione dei confini comunali in
località Santella Mora-Bargnana, esprimiamo inoltre la nostra più ferma
contrarietà alla realizzazione di nuove cave di prestito collegate alle grandi
opere viabilistiche». Proseguendo nella lettura del programma, molto ampio e
del quale possiamo dare solo qualche «assaggio», troviamo la piantumazione di via
XX Settembre di fronte alla lottizzazione di via Falcone, l'ampliamento delle
installazioni di pannelli fotovoltaici sugli edifici pubblici; verranno erogati
incentivi per le ristrutturazioni del centro storico. Sul fronte sicurezza,
«laveremo per razionalizzare il servizio di vigilanza tramite convenzione con i
Comuni limitrofi, allo scopo di intensificare la presenza della Polizia locale
anche nelle ore serali». Passiamo ora al programma di Dante Paolo Bonfiglio.
«L'obiettivo principale della nostra lista - spiega Bonfiglio -, oltre alla
valorizzazione del ruolo del Consiglio comunale, è il coinvolgimento della
popolazione nelle scelte amministrative, ad esempio mediante l'istituto del
referendum consultivo. Riteniamo che democrazia non significhi soltanto
chiamare i cittadini al voto ogni cinque anni, ma implichi un continuo
confronto con la cittadinanza in merito all'adozione delle
scelte determinanti sulla vita della comunità». Nell'ambito delle finanze e dei
tributi «proponiamo uno studio per l'abolizione dell'addizionale comunale
Irpef. L'abolizione di tale addizionale ha costituito un obiettivo
costantemente perseguito dal nostro gruppo nella scorsa tornata amministrativa
durante l'elaborazione del bilancio. Per quanto concerne l'ambiente e
l'ecologia, intendiamo procedere all'istituzione del sistema della raccolta
differenziata porta a porta. Oltre a ciò, ci opporremo alla realizzazione di
nuove cave e discariche. Proponiamo la creazione di uno sportello unico per gli
stranieri con l'obiettivo di semplificare le pratiche burocratiche per gli
immigrati e la promozione di attività finalizzate alla partecipazione degli
immigrati stessi. Con riguardo al settore dell'urbanistica intendiamo creare un
percorso pedonale che colleghi la frazione Santella Mora e l'abitato di
Berlingo; abbiamo inoltre in programma di effettuare il prolungamento di via
Don Bosco». Francesco Alberti
(
da "Stampa, La"
del 21-05-2009)
Argomenti: Province
[FIRMA]FLAVIA
AMABILE ROMA Università commissariate se avranno gravi deficit di bilancio e
abolizione del valore legale della laurea. Il disegno di legge di riforma
dell'Università dopo mesi di modifiche, annunci e rinvii è entrato nella fase
finale, contiene molte novità, alcune ancora destinate a essere modificate
nelle prossime settimane, altre ormai certe. Il ministro dell'Istruzione, Maria
Stella Gelmini, ha assicurato che la riforma «è pronta, la presentiamo dopo il
6 giugno per toglierla dalle dinamiche della campagna elettorale e discuterla
in Parlamento con un dibattito sereno». La data della presentazione in
Consiglio dei ministri dovrebbe essere il 12 giugno, sette
mesi dopo la presentazione delle linee guida della riforma. Fra le novità in
arrivo il commissariamento degli atenei che non si siano messi in regola con i
conti, voluto dal senatore del Pdl Giuseppe Valditara. E, poi, l'abolizione del
valore legale della laurea. Di quest'ultima misura si parlava già quando
Letizia Moratti era ministro dell'Istruzione. Significa fare in modo che
le lauree non siano più tutte uguali davanti alla legge. E quindi si pongono
diversi problemi: come si garantirebbe l'esercizio delle professioni libere da
quella di avvocato a quella di medico, oppure con che criterio si
ammetterebbero i giovani ai diversi esami di Stato o come si dovrebbe prevedere
la partecipazione ai concorsi. L'idea, in questo caso, potrebbe essere quella
di assegnare punteggi differenti a seconda del «ranking» conquistato dal
proprio ateneo. E ancora, come potremmo chiedere all'Europa il riconoscimento
dei titoli conseguiti in Italia? Nel governo Berlusconi i sostenitori
dell'abolizione del valore legale della laurea sono molti. Il ministro della
Funzione pubblica, Renato Brunetta, è a favore: «Tanto più viene meno il valore
legale dei titoli di studio tanto più aumenta il valore dei contenuti degli
stessi». Anche il ministro Gelmini ci crede. «Se vogliamo una vera concorrenza
tra gli atenei si passa da lì e sono convinta che il Paese riuscirà a
recuperare efficienza e qualità da questa misura». Il 9 gennaio, la Lega Nord
aveva anche presentato in Parlamento un ordine del giorno proprio sull'abolizione
del valore legale della laurea sostenendo che l'attuale titolo di studio,
legalmente riconosciuto, sarebbe alla base della «falsa concorrenza» agli
atenei del Nord da parte delle università meridionali che si sarebbero
trasformate in «laureifici». I sostenitori dell'abolizione ritengono infatti
che se è soltanto il titolo di laurea il passepartout nel mondo delle
professioni gli studenti cercano la sede che prospetta minori difficoltà, i
professori si limitano a una preparazione asettica e manualistica e la media
dei voti permetterebbe di sovrastimare le università che premiano con un minore
impegno. La proposta però non convince i sindacati. Mimmo Pantaleo, segretario
generale della Flc-Cgil: «E' il grimaldello con cui passare a un sistema privatistico
e alla nascita dei laureifici». www.lastampa.it/amabile
(
da "Libertà"
del 21-05-2009)
Argomenti: Province
Tutela
dei vini: i parlamentari Ue se ne occupano di MARIA GRAZIA
CAVENAGHI SMITH* La tutela del vino, della sua qualità e delle produzioni
tradizionali è un tema caro alla Provincia di Piacenza. Dal Gutturnio al
consorzio di tutela il vino è un mezzo per far conoscere il territorio:
tutelare i prodotti vitivinicoli diventa allora una priorità strategica per la
zona. Poiché spesso le notizie riportate sulle "decisioni di
Bruxelles" sono poco chiare, vogliamo vedere come sono andate le cose la
scorsa settimana all'Europarlamento, proprio su questi temi? Ventiquattro
europarlamentari di quattro gruppi politici diversi, tra i quali dieci
italiani, hanno presentato un'interrogazione alla Commissione europea.
L'oggetto della discussione? L'intenzione della Commissione europea di
"abolire il divieto di coupage dei vini bianchi e dei vini rossi senza AOP
o IGP per produrre vino rosé". In una parola, secondo l'opinione di molti
produttori, ciò comporterebbe una possibile riduzione della qualità dei vini
rosé. Gli Europarlamentari intervenuti in aula hanno sottolineato che i
professionisti delle regioni interessate hanno espresso, anche al Parlamento
europeo, le loro profonde inquietudini di fronte alle gravi conseguenze sul
piano economico, ecologico e occupazionale di una decisione che potrebbe
consentire di fabbricare rosé a buon mercato. Secondo i deputati, infatti, una
tale decisione penalizzerebbe quanti "hanno fatto sforzi ed investimenti
notevoli per elaborare un vino rosé di grande qualità, riconosciuto come vero
vino ed adeguato ad una domanda in crescita". Impegno che " ha
portato elementi di equilibrio in termini di economia locale e regionale e di
gestione del territorio". Dinamica nota anche alla Provincia di Piacenza,
dove i Doc non sono solo vini, ma anche cultura e valore aggiunto. Dopo queste
preoccupate interrogazioni, gli eurodeputati hanno chiesto alla Commissione
europea di "rinviare la decisione contestata, prevista per la fine di
aprile, e procedere ad un'ampia concertazione con i professionisti del ramo, in
base ad uno studio approfondito riguardante le conseguenze economiche, sociali
ed ambientali derivanti dall'abolizione del divieto di coupage". Ma hanno
aggiunto anche un'altra richiesta importante: "proporre opzioni che consentano
di far beneficiare il settore vitivinicolo europeo di una maggiore
competitività sui mercati europei e dei paesi terzi, mettendo i vini rosé
tradizionali al riparo dalla concorrenza sleale". Ogni decisione sul tema,
per ora, è rinviata ad un probabile voto del Consiglio europeo in Giugno,
durante il quale sul tema si esprimeranno anche i rappresentanti degli Stati
Membri, quindi anche quelli italiani. Intanto, la buona notizia è che i
parlamentari europei hanno preso una posizione chiara a tutela delle produzioni
tradizionali di vino. *direttrice Ufficio a Milano del Parlamento europeo
21/05/2009
(
da "Resto del Carlino,
Il (Ascoli)" del 21-05-2009)
Argomenti: Province
ASCOLI
PRIMO PIANO pag. 3 Brunetta: province da trasformare
«Ad Ascoli conquisteremo Comune e Provincia, poi assalto alla Regione» LA
VISITA DEL MINISTRO RIVOLUZIONE in corso': è il titolo del libro del ministro
Brunetta, ma è anche il messaggio che il rappresentante di Governo manda al
Paese e, nella sua giornata ascolana, anche al territorio ascolano. E' un
Brunetta che tira dritto, che non ammette fronzoli o domande che ritiene
superficiali. E' un ministro che si compiace di quello che fa e che ha fatto,
senza mezzi termini e senza compromessi dialettici pre-elettorali. Il professor
Renato Brunetta, quello visto alla libreria Rinascita prima nella presentazione
del suo libro e al cinema Piceno poi, colpisce subito per la sua chiarezza così
come per la sua netta convinzione di essere nel giusto. Tante parole, con la
professoressa Donatella Ferretti ad introdurre ed i due candidati del Pdl,
Guido Castelli e Piero Celani, al fianco del ministro per surriscaldare il
clima della campagna elettorale. E Brunetta non si piega, non usa i toni
suadenti di chi cerca consenso a tutti i costi: «La crisi nelle Marche? E' come
nelle altre parti d'Italia. Bisogna che i marchigiani si rimbocchino le
maniche, come tutti gli altri italiani». Poi una parola sul
futuro delle Province, tanto discusse tra ipotesi di nuove istituzioni e
abolizione totale: «L'idea è quella di andare a mantenere le Province, ma
trasformandole in enti di secondo grado, con consigli di amministrazione
costituiti da membri nominati dalla Conferenza dei sindaci e non eletti.
E con l'inglobamento di altre funzioni che oggi sono di diversi enti e
società». Poi un botta e risposta all'uscita della libreria, con una giovane
studentessa, fino ad arrivare al cinema Piceno. E qui il ministro diventa
protagonista nell'illustrare gli scenari della crisi e la possibile ricetta per
uscirne. «Per la cassa integrazione spiega abbiamo già stanziato otto miliardi
di euro e siamo stati così bravi che non li abbiamo ancora utilizzati tutti.
L'unica cosa che non abbiamo fatto, invece, è la detassazione delle tredicesime.
Un'operazione che voleva la sinistra e che ci sarebbe costata 13 miliardi di
euro. I consumi, sotto Natale, sono andati bene lo stesso e quella cifra,
invece, l'abbiamo investita per la cassa integrazione». «Ma se andiamo a vedere
prosegue il ministro questa crisi ha portato a 500 mila persone senza lavoro,
tra disoccupati e cassintegrati, su circa 14 milioni di persone che hanno
mantenuto il posto. Queste persone hanno anche visto aumentare il proprio
reddito del 4 per cento, sulla base della vecchia inflazione, a fronte di un
crollo dei prezzi. Dunque, è aumentato il potere di acquisto che ha permesso,
in questa fase di crisi, di risparmiare. Alla fine, quindi, chi veramente ha
subito il colpo della crisi sono gli autonomi. Se, però, noi riusciamo a stimolare
ad investire o a spendere quei risparmi, ecco che si apre la fase della
ripresa. Ecco perché il piano casa può rimettere in moto tutto ciò che ruota
attorno al mondo dell'edilizia». Infine, la richiesta di quella che il ministro
chiama l'onda azzurra', come l'onda verde dei semafori: «Oggi dobbiamo
conquistare Comune e Provincia, poi un altr'anno la Regione, per far sì che non
ci siano più ostacoli e si possa governare senza intralci o freni strumentali».
l. marc.
(
da "Nazione, La
(Firenze)" del 21-05-2009)
Argomenti: Province
PRIMO
PIANO FIRENZE pag. 5 DOPO 10 anni di assenza la Lega Nord si presenta con una
propria lista a sostegno... DOPO 10 anni di assenza la Lega Nord si presenta
con una propria lista a sostegno, insieme al Pdl, del candidato presidente alla
Provincia Samuele Baldini. I temi programmatici del
partito, elencati dal segretario provinciale Marco Cordone, sono l'abolizione
di tutti i consorzi di bonifica, la costruzione del termovalorizzatore e la
lotta all'immigrazione clandestina. «La Lega farà di tutto per bloccare la
proposta di legge regionale che garantirebbe assistenza sociale e sanitaria a
chi non ha permesso di soggiorno», afferma Claudio Moranti segretario
della Lega Nord per la Toscana e in corsa per le europee.
(
da "Nazione, La (Siena)"
del 21-05-2009)
Argomenti: Province
CRONACA
SIENA pag. 9 di FRANCO TINELLI PER LA PRIMA VOLTA l'Udc si presenta alle
elezioni prov... di FRANCO TINELLI PER LA PRIMA VOLTA l'Udc si presenta alle
elezioni provinciali con una propria lista e un proprio candidato presidente,
Angiolo Del Dottore (ha presentato la sua lista martedì sera al ristorante
Marsili). La scorsa tornata elettorale, il partito di Casini aveva candidati
nella lista di Forza Italia ma nessuno è entrato in consiglio. Alle politiche
del 2008, l'Udc a Siena arrivò attorno al 4,5%. In calo rispetto al 6,3% delle
politiche precedenti. In queste amministrative, l'Udc a livello nazionale si è
apparentata, a seconda dei casi, con il Pdl o con il Centrosinistra. Perché a
Siena l'Udc va da sola? «Vogliamo superare il modello bipolare, rappresentare
coloro che non si riconoscono né nella sinistra né nella destra, a livello
locale impegnate a inveire l'una contro l'altra senza interpretare le richieste
della società. Inoltre vogliamo contarci». Qual è il vostro obiettivo? «Miriamo
al 7%, che ci consentirebbe di avere due consiglieri». Che cosa vi fa sperare?
«Non è vero che Siena sia un'isola felice. C'è un malcontento diffuso verso chi
ha governato finora perché, al di là delle buone intenzioni, c'è stata poca
concretezza nel dare soluzione ai problemi». Andiamo allora sul concreto. Che
fare a livello locale per combattere la crisi economica? «Le istituzioni devono
intervenire nell'economia anche direttamente promuovendo iniziative di
sostegno. Ma soprattutto devono fare investimenti strutturali.» In pratica?
«Bisogna migliorare i collegamenti ferroviari. Bene chiedere che non vengano
soppressi treni da Chiusi per Firenze e Roma. Ma in ambito locale bisogna
migliorare i collegamenti Siena-Empoli e Siena-Chiusi.» Restando nell'ambito
dei trasporti. Volete o no l'ampliamento dell'aeroporto di Ampugnano? «Prima
bisogna creare una rete di collegamenti viari e ferroviari adeguati. Poi si può
discutere sull'eventuale ampliamento dello scalo e sulle dimensioni da dargli.»
Parliamo del commercio, anch'esso in crisi. «Noi vogliamo valorizzare i piccoli
negozi e bloccare la proliferazione dei centri commerciali. Bisogna
assolutamente sostenere i cosiddetti Centri commerciali naturali, cioè gli
esercizi dei nostri meravigliosi centri storici, che contribuiscono a tenerli
socialmente vivi e a mantenere elevati livelli di sicurezza.» Come sostenere i
piccoli commercianti? «Occorre ridurre le tasse locali che gravano su questi
negozi, favorire la filiera corta. Dobbiamo aiutarli in tutti i modi per
evitare la desertificazione: da gennaio a settembre del 2008 nel Comune di
Siena hanno chiuso 150 piccoli negozi.» Le erogazioni della Fondazione... «La
stagione delle erogazioni a pioggia è finito. Basta dare soldi a associazioni,
circoli e gruppetti vari solo per per avere ritorni di consenso politico!
Bisogna concedere fondi finalizzati a progetti e obiettivi definiti a monte
dalle istituzioni del governo locale.» A proposito di istituzioni: anche nell'Udc in tanti sono per l'abolizione delle Province. «La realtà di
Siena, con il suo enorme territorio, è diversa. Noi vogliamo potenziare la
Provincia ed assegnarle tutte quelle competenze che ora sono spezzettate fra
consorzi di bonifica, comunità montane, Ato. Ci vuole un unico, forte ente che
coordini queste funzioni».
(
da "Giornale.it, Il"
del 21-05-2009)
Argomenti: Province
n. 122 del 2009-05-21 pagina 4 Prima della poltrona Penati perde la
testa Insulti e bugie per sgambettare Podestà di Gianandrea Zagato «Podestà?
Bugiardo, mentitore e incompetente». Filippo Penati perde le staffe e insulta
Guido Podestà, candidato Pdl e Lega alla Provincia di Milano. È nervoso,
l'inquilino uscente di Palazzo Isimbardi, «sono i suoi ultimi quindici giorni
da presidente prima di finire all'ospizio del Pd con Prodi, Veltroni e
compagni», commenta Matteo Salvini che sottoscrive la scelta di Guido Podestà
di non replicare. Già, Podestà decide di non «scendere a una polemica di bassa
lega» e di continuare a far parlare «i fatti»: «Il confronto con Penati è sui
fatti e, lui, non ha fatto un chilometro di autostrade in cinque anni e, sempre
lui, sul piano provinciale dei rifiuti è stato commissariato dalla Regione
Lombardia». Tutto vero, compreso il particolare che cinque anni fa, nel 2004,
fece la campagna elettorale «promettendo l'abolizione del ticket sanitario pur
sapendo che la Provincia non poteva farlo perché di competenza regionale»,
osserva Bruno Dapei (candidato al collegio Milano 1). Come dire: «Penati è un
incompetente» ma anche un «bugiardo»: «Garantiva che il 50 per cento della sua
giunta sarebbe stato in "rosa" mentre dopo aver girato assessori su
assessori per evitare crisi di maggioranza ci sono solo quattro donne su
sedici». Insomma, «Penati quando dà del "bugiardo" e
dell'"impostore" se lo dice a uno specchio che cioè riflette la sua
immagine». Commenti ed esempi di malgoverno a parte, ecco l'elenchino penatiano
delle «bugie» made in Podestà: «Rifiuti, si rischia l'emergenza», «La Provincia
ha contrastato l'arrivo di Tem». L'accusa poi di «incompetente» è per aver
suggerito per Expo «una legge speciale». Facile la replica per chi si è opposto
nell'aula di Palazzo Isimbardi ai «trucchi di Penati»: «Mente sapendo di
mentire per nascondere anni di nulla, tranne dello spreco come i soldi pubblici
utilizzati per una presunta campagna istituzionale» denuncia Giovanni De Nicola
(Pdl). Chiaro a tutti, dunque, che «i presupposti per un confronto non ci
sono», che «la risposta al dialogo aperto dal presidente Silvio Berlusconi sono
gli insulti». Non è difficile, continuano gli uomini del Pdl, sapere perché:
basta sfogliare i sondaggi, tra Podestà e Penati ci sono più di dieci punti di
differenza, «evidente che si agiti come un pesce senza ossigeno, come chi
all'88esimo minuto perde tre a zero». E oltre ai numeri ci sono poi, affermano,
i sondaggi al mercato, «chi lo rimpiange? Nessuno, tranne i suoi consulenti d'oro».
© SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano
(
da "Stampa, La"
del 22-05-2009)
Argomenti: Province
Prima ci ha pensato Vietti, candidato per l'Udc alla
presidenza della Provincia ma teorizzatore dell'abolizione dell'ente. Poi è
stata la volta di Claudia Porchietto, la sfidante del Pdl, convinta che abbia
una sua utilità «a patto che venga gestito bene». Dai e dai, alla fine ad
Antonio Saitta è saltata la mosca al naso. Il primo confronto fra i tre
candidati, organizzato dall'Associazione nazionale donne elettrici, è finito
con un'imprevista serie di scintille. Il presidente uscente non ha gradito le
«generalizzazioni» dei suoi avversari. In particolare quelle di Porchietto,
verso la quale non nasconde una buona dose di antipatia (cordialmente
ricambiata). Dal bilancio alla tangenziale est, passando per la
circonvallazione di Venaria, l'ex-presidente di Api Torino ha attaccato a testa
bassa su tutta la linea. Lui ha replicato colpo su colpo, con il tono prima
infastidito e poi visibilmente seccato. E alla fine se ne andato. Di posare
insieme davanti ai fotografi, manco a parlarne.
(
da "Repubblica, La"
del 22-05-2009)
Argomenti: Province
Pagina
XVII - Torino E i tre candidati alla Provincia discutono se abolirla o meno
Porchietto promette la circonvallazione di Venaria E Saitta: "La stiamo
già costruendo" Un dibattito surreale ieri al Turin Palace. Secondo Vietti
"due terzi del bilancio sono spese che si autoalimentano" MARCO
TRABUCCO Surreale: non si può definire altrimenti un dibattito fra tre
candidati alla presidenza della Provincia che, per circa metà della sua durata,
discute sul fatto se sia giusto o meno abolire la Provincia stessa. E le
Provincie in generale. è successo ieri all´hotel Turin Palace dove, davanti
alla platea non foltissima dell´Ande (Associazione nazionale donne elettrici),
si sono confrontati per la prima volta in un vero faccia a faccia il presidente
uscente Antonio Saitta (Pd) la candidata del Pdl Claudia Porchietto e quello
dell´Udc, Michele Vietti. Moderava l´ex presidente della Provincia, Nicoletta
Casiraghi. Saitta, che come tutti i «campioni in carica» preferirebbe non
affrontare gli sfidanti in un confronto diretto, è arrivato in lieve ritardo. E
si è trovato così a dover rispondere alle questioni che i due rivali già
avevano gettato sul tappeto. Se a questo si aggiunge la naturale antipatia che
il presidente uscente nutre per l´ex presidente dell´Api
Porchietto, è evidente che il tono del dibattito non poteva che alzarsi. E
Vietti, terzo incomodo che molto si diverte nel ruolo, ha giocato di fioretto
per stuzzicare i due rivali: con Saitta provocandolo appunto sull´abolizione
delle Provincie (il cavallo di battaglia elettorale del candidato dell´Udc),
con Porchietto criticando invece ad ogni pie´ sospinto il governo (tra i
mugugni di disapprovazione della sala). «Circa due terzi del bilancio della
Provincia, 700 milioni di euro, sono di spese correnti - ha spiegato Vietti - e
quindi in gran parte sono inutili, sono spese che si autoalimentano. Abolendo
l´ente si può risparmiare molto». «Il problema è come si spende - ha detto
invece Porchietto - si può risparmiare molto in consulenze e tagli di enti
inutili». Saitta ha replicato seccato: «Nelle spese correnti della Provincia ci
sono quelle per la formazione professionale, per il turismo e così via. In
questi cinque anni poi abbiamo tagliato le consulenze da 9 milioni a 1,5 e
ridotto il personale da 2.300 addetti a circa 1.900. Insomma le vostre sono
accuse che rimando al mittente». Poi un divertente siparietto con Porchietto
che, alla domanda su quali sarebbero i suoi primi atti se fosse eletta, aveva
risposto mettendo in testa all´elenco la circonvallazione di Venaria: «Si
informi, perché quella circonvallazione non solo è già progettata ma è in
costruzione da oltre un anno - ha replicato, piccato, Saitta - Qui mi sembra
che proprio non si conosca quali sono le competenze e i compiti dell´ente che
si dovrebbe poi governare». Poi la conclusione con un attacco al governo
Berlusconi: «Il primo problema da affrontare, anche per la Provincia, è quello
della crisi. Ma potremo farlo con armi spuntate se il governo continua ancora a
negarne l´esistenza».
(
da "Nuova Venezia, La"
del 22-05-2009)
Argomenti: Province
REFERENDUM
Nasce il comitato per il sì Si è costituito oggi a Venezia il «Comitato per il
sì al referendum». In Provincia di Venezia nel corso del 2007 erano state
raccolte circa 18 mila firme, 50 mila nel Veneto e 800 mila in Italia. «Il sì
ai tre quesiti referendari - ha detto il portavoce del Comitato, Valter Vanni -
serve anche per impedire ai partiti di candidare le stesse persone in più
collegi, per poi eleggere, ma sarebbe più appropriato dire nominare, i
portaborse dei notabili di turno al posto loro». Secondo Vanni «il referendum è
l'unico strumento in mano ai cittadini per superare l'attuale legge
elettorale'porcellum' e rimettere in moto le riforme necessarie per un governo
efficiente». Tre i quesiti che saranno posti al vaglio di
cittadini. Due, per Camera e Senato, propongono l'abolizione del premio di
maggioranza a favore della coalizione che ha preso più voti, attribuendolo al
solo partito che risulterà primo. Il terzo abolisce la possibilità delle
candidature plurime.
(
da "Resto del Carlino,
Il (Forlì)" del 22-05-2009)
Argomenti: Province
FORLI'
PROVINCIA pag. 7 «Il sogno: costituire la Provincia della Romagna Fiorentina»
ROMOLO PERFETTI (Lista Toscana Granducale) ROMOLO Perfetti, 47 anni, ex
carabiniere e figlio del presidente della corte d'Appello di Firenze, perché si
è candidato a sindaco? «Per tentare di risolvere i problemi di questo bel paese
che mi piace molto». Da Firenze? «Non mancano casi illustri di sindaci che non
sono del Comune o del territorio che amministrano». A chi si riferisce? «Al sindaco
di Firenze Dominici, che vene da Roma, a Vittorio Sgarbi, un ferrarese che fa
il sindaco di Salemi, in Sicilia, e a Giorgio La Pira, un siciliano che è stato
uno dei più grandi sindaci di Firenze». Perché una lista Toscana Granducale per
la Romagna Fiorentina Provincia? «Non siamo un partito, ma un movimento
politico né di destra né di sinistra». Che cosa si propone di fare? «Istituire
un comitato dei sindaci della zona appenninica tosco-romagnola che porti alla
costituzione della futura Provincia della Romagna Fiorentina, da Marradi a
Sarsina». Quali sarebbero i Comuni interessati? «Firenzuola, Palazzuolo sul
Senio, Marradi, Modigliana, Tredozio, Castrocaro e Terra del Sole, Dovadola,
Rocca San Casciano, Portico e San Benedetto, Premilcuore, Galeata, S. Sofia,
Bagno di Romagna, Verghereto e Sarsina». Non le sembra anacronistico, in un'epoca in cui si parla di abolizione delle province? «Ogliastra, in Sardegna, è stata costituita provincia con
15mila abitanti». Quali sono i principali problemi del paese? «Le cose che
interessano maggiormente la gente sono: la sistemazione della strada, l'arrivo
dell'Adsl e la copertura dei cellulari». Problemi importanti, ma non le
sembra un po' poco? «C'interessiamo anche di servizi, l'assistenza sanitaria e
gli anziani, la tutela dell'ambiente». In caso di vittoria, sarebbe disponibile
a trasferirsi? «Trasferirmi è un po' problematico, ma sarei disponibile a
venire tutte le volte che è necessario. Certamente per il consiglio comunale».
Nel 2004 avete raccolto solo 11 voti. «Speriamo questa volta di raccogliere più
consensi, almeno 50 voti per portare un consigliere in Comune». Conosce
qualcuno a Premilcuore? «Ho parlato coi candidati sindaci e anche in piazza con
diverse persone». Cosa dice la gente? «Che è stanca dei partiti. E noi vorremmo
portare un po' di fiducia a Premilcuore». Cosa le piace di più di Premilcuore?
«Il calore umano, un calore romagnolo espresso in stile toscano».
(
da "Messaggero, Il
(Frosinone)" del 22-05-2009)
Argomenti: Province
Venerdì
22 Maggio 2009 Chiudi I giovani incontrano i candidati alla presidenza della
provincia e chiedono impegni concreti. In primis più attenzione sotto forma di
un assessorato alle politiche giovanili, in modo da avere un raccordo tecnico
tra tutti gli assessori provinciali riguardo qualsiasi tema; un capitolo di
bilancio dedicato alle attività della consulta giovanile e di un sostegno
economico, di incentivi a chi vuole fare impresa. C'era la I giornata della
Consulta provinciale dei giovani di Marina Kovari, ieri alla villa comunale di
Frosinone, e alle 17.30 i ragazzi hanno potuto richiamare all'appello i
candidati sui problemi che direttamente li riguardano: l'università in primis.
Quella di Cassino ma anche le sedi distaccate di Frosinone e della provincia.
Poi, come è logico che sia, il discorso si è ampliato sul lavoro, sull'edilizia
scolastica fino ad arrivare a richieste esplicite di impegno se eletti. In
sala, più o meno presenti, c'erano sette degli otto candidati alla presidenza
(assente Aldo Carbone). C'era Domenico Marzi, candidato per il Terzo Polo, il
quale ha ripercorso il suo impegno per l'istruzione durante il suo mandato di
sindaco di Frosinone: «Come sindaco - ha ricordato - mi sono anche incatenato
per ottenere le sedi universitarie distaccate nel capoluogo». Marzi ha chiesto quindi di apporre "una x violenta su chi
propone l'abolizione della provincia come ente fonte di sprechi e poco
risolutivo dei problemi del territorio". Al suo fianco i candidati della
sinistra frantumate: Paolo De Simone (Rosso di sera), Ornella Carnevale (Prc) e
Luigi Sorge (Partito Comunista dei Lavoratori). Immancabile per loro il
richiamo ad una scuola ed università accessibile a tutti e laica,
all'importanza del lavoro, nell'aumento dei finanziamenti per la scuola
pubblica dichiarandosi favorevoli agli incentivi per le imprese giovani e per
le attività per la consulta, ma non per l'istituzione di un apposito
assessorato (almeno De Simone e Sorge visto che la Carnevale era già andata
via). Su posizioni diverse, ovvero parere favorevole, oltre che ai
finanziamenti anche alla creazione di un apposito assessorato, erano invece
Antonio Pelagalli, candidato per la lista "I cittadini delle culture e
colture d'Italia", Gianfranco Schietroma e Antonello Iannarilli. Il candidato
per il centrosinistra ha accordato l'ipotesi di un assessorato alle politiche
giovanili ma si è detto perplesso sulla sua utilità in quanto andrebbe a
sovrapporsi al lavoro della consulta. Poi Schietroma ha citato una sua proposta
in programma, quella dell'osservatorio sul mondo giovanile e ha puntato
l'accento sulla necessità di decentramento dell'università, in chiusura
riproponendo il suo cavallo di battaglia: il turismo per creare nuovi sbocchi
occupazionali. Iannarilli per il centrodestra, invece, sui è mostrato attento
all'onda di internet, mettendo il suo programma online, promuovendo la banda
larga e dimostrandosì altresì disponibile per tutte e tre le richieste: il
finanziamento per le imprese, per le attività della consulta giovanile, e l'assessorato,
promettendo di sceglierne tra i giovani della sua lista. De. Co.
(
da "Gazzetta di Parma
(abbonati)" del 22-05-2009)
Argomenti: Province
FIDENZA
22-05-2009 VERSO IL VOTO IL CANDIDATO UDC ALLA PRESIDENZA HA FATTO TAPPA IN
CITTA' Libè: «Una Provincia leggera e più spazio ai Comuni» Marocchi, candidato
consigliere: «Strada Soragna-Fidenza al collasso» Gianluigi Negri II «Da tempo
sosteniamo di non condividere il modo di gestire la Provincia da parte di
Bernazzoli e del centrosinistra, così come non condividiamo, più in generale,
la gestione delle Province in Italia». La campagna elettorale del candidato
alla presidenza della Provincia Mauro Libè, deputato dell'Udc e segretario
della Commissione Ambiente della Camera, ha fatto tappa a Fidenza. Nello
sfidare il presidente uscente, Libè propone anche la sua ricetta per il governo
dell'ente di piazza della Pace: «Un anno fa, in campagna elettorale, quasi tutte
le forze politiche sostenevano la necessità di abolire le Province. Oggi siamo
rimasti solo noi dell'Udc. Sono convinto che un ente di coordinamento serva, ma
deve essere più leggero e saper coinvolgere realmente tutti i Comuni: parlo di
un organismo di secondo grado nel quale i sindaci di ogni Comune possano essere
presenti per pianificare uno sviluppo del territorio con maggiori risorse e con
più organicità. Il dirigismo di Bernazzoli non ha consentito di realizzare
opere importanti per più territori (penso a com'è oggi la provinciale
Soragna-Fidenza) nemmeno in un campo, come quello della viabilità, in cui la
Provincia ha comunque lavorato tanto». In molti chiedono a Libè come mai corra
per la presidenza della Provincia se poi vuole abolire questo ente: «Mi candido
perché non è possibile rafforzare il candidato del centrosinistra e soprattutto
per iniziare fin da subito ad alleggerire i costi della Provincia,
indirizzandola verso i suoi veri compiti di coordinamento e indirizzo». Tra le
proposte del parlamentare dell'Udc, c'è il trasferimento di personale dalla
Provincia nei piccoli Comuni oppure in questura: «In questo caso mi riferisco
ad addetti a pratiche legate alla burocrazia e ai passaporti, per
"liberare" più agenti delle forze dell'ordine sul
territorio anziché chiuderli negli uffici». Un'altra proposta è l'abolizione
dell'addizionale provinciale sulle bollette Enel per le famiglie bisognose. «E
poi il nostro territorio è il collegamento naturale tra il mare, ossia il
mondo, e l'Europa: dov'è il progetto turistico di questa Provincia? La
mia proposta contrasta quella di Bernazzoli perché io parlo dello sviluppo
normale di una struttura e di un territorio, portando avanti una politica di
piccoli passi concreti, non una politica fatta di slogan». Nella sua tappa
fidentina, Libè ha anche presentato il candidato al consiglio provinciale che
corre per l'Udc nel collegio Fidenza centro. è Giovanni Marocchi, 51 anni,
capogruppo di opposizione a Soragna, titolare di una libreria del centro da
quasi 25 anni: «Partirò dall'ascolto dei problemi della gente - afferma
Marocchi - per occuparmi di temi, ad esempio, come quello delle scuole
pubbliche (che a Fidenza vanno tutelate come patrimonio) e per migliorare la
situazione viabilistica di una strada al collasso come quella che unisce
Soragna a Fidenza». Sul suo ingresso nell'Udc, il candidato del collegio
Fidenza centro aggiunge: «Mi sono avvicinato al partito di Casini per due
ragioni legate ai metodi e alle idee: per i miei ideali cristiani e per la
moderazione, intesa come principio fondamentale per affrontare e risolvere i
problemi». Candidati Mauro Libè (a destra) insieme a Giovanni Marocchi.
(
da "Messaggero Veneto,
Il" del 22-05-2009)
Argomenti: Province
Pagina 6
- Regione Comunità montane: accordo tra Pdl, Udc e Lega per abolirle Il Pd: un
regalo al Carroccio La polemica TRIESTE. Comunità montane, il
centrodestra al governo della Regione si ricompatta. Dopo le minacce di rottura
della Lega Nord, un ordine del giorno a firma Pdl, Udc e della stessa Lega
sancisce l'armonia ritrovata: via libera all'abolizione degli enti montani
entro l'anno e sí al finanziamento triennale di 21,2 milioni a favore della
montagna. Come previsto nel ddl anti-crisi. Le tensioni polarizzano
tutta la giornata di ieri fino al fotofinish del voto, quando Danilo Narduzzi,
capogruppo del Carroccio, annuncia il voto favorevole al pacchetto di misure
anti-crisi e la fine dello ostilità aperte dal segretario regionale della Lega,
Pietro Fontanini. Che fino all'ultimo tiene alta la guardia sull'argomento. E
questo nonostante i chiarimenti del presidente della Regione, Renzo Tondo, che
annuncia una prossima, organica, riforma degli enti locali che metterà fine
alle Comunità montane. Parte la mediazione e l'idea di un odg
"distensivo". I contenuti? L'impegno da parte della Giunta regionale
a predisporre entro il 31 dicembre 2009 in disegno di legge di modifica
dell'ordinamento degli enti locali. Un ddl che preveda l'abolizione delle
Comunità montane e l'elaborazione di soluzioni organizzative più agili e snelle
per realizzare una efficace politica di sviluppo montano. Ma è l'Udc per prima
a non apprezzare l'interventismo della Lega. In Aula Maurizio Salvador e
Alessandro Tesolat (Udc) spendono parole dure contro un duello di fatto più
politico che sostanziale. Salvador, e l'Udc, non sono contrari all'abolizione
delle Comunità montane. Anzi. «Le Comunità vanno abolite - afferma - ma non
siamo assolutamente d'accordo sulle modalità. Non si fanno riforme cosí
delicate e impegnative sulla base di ordini del giorno». Le opposizioni non
risparmiano le critiche. Prosaico il capogruppo del Pd, Gianfranco Moretton:
«Il presidente Tondo paga la cambiale alla Lega». E Piero Colussi, capogruppo
di IdV-Cittadini, lancia la proposta di un ddl sui comuni di vallata. Duro
l'intervento del consigliere Franco Brussa (Pd), che ha chiamato in causa
interventi passati del presidente Tondo, che - secondo Brussa - aveva definito
le Comunità montane «ultimi baluardi della Dc». Brussa ha difeso l'operato
passato degli enti, puntando il dito anche contro il giudizio espresso da Enore
Picco (Lega), che aveva detto che negli enti trovano spazio i
"trombati" della politica. Picco impegnato poi in un simpatico siparietto
di accuse politiche in italian-friulano con il past assessore alla Montagna,
Enzo Marsilio (Pd). Brussa ha concordato con la necessità di abolire gli enti,
ma ha invitato Tondo a procedere «con una riforma seria. Noi vi aiuteremo». I
Cittadini hanno avanzato anche anticipato l'intenzione di produrre un ddl sui
comuni di vallata: l'idea è superare l'impalcatura delle Comunità montane a
favore di una struttura più snella e aderente alle nuove esigenze della
montagna. (s.s.)
(
da "Secolo XIX, Il"
del 22-05-2009)
Argomenti: Province
Marcegaglia,
parole nuovee vecchie paure massimo baldini C'è un dato che va sottolineato
nella relazione che Emma Marcegaglia ha tenuto all'assemblea di Confindustria.
Nei prossimi vent'anni il numero delle persone ad alto reddito nel mondo salirà
di 500 milioni, per l'80% concentrati nei Paesi in via di sviluppo. Continua
cioè l'espansione della classe media mondiale, che vent'anni fa neppure
esisteva. Questo significa che i beni prodotti dalle nostre imprese hanno di
fronte un numero crescente di possibili clienti. La recente crisi ha frenato
queste dinamiche, ma passerà prima o poi. Se il numero dei potenziali clienti
di prodotti di qualitàè destinato ad aumentare, le imprese italiane dovranno
però conquistarseli. Per questo serve, a tutti i livelli, investire nella
qualità: non solo delle imprese, ma anche delle istituzioni e del capitale
umano. Il messaggio principale della leader di Confindustria sta proprio
nell'importanza di questo investimento collettivo per migliorare le condizioni
in cui in Italia si trova chi lavora per il mercato. È fortissima la vicinanza
con la linea della Banca d'Italia, che interviene spesso, soprattutto con la
Relazione di fine maggio sulla situazione economica del Paese, per cercare di
influenzare il dibattito sull'agenda economica e politica. Marcegaglia, ad
esempio, condivide l'idea che «le imprese italiane dovranno crescere
dimensionalmente», perché«essere piccoli comporta penalizzazione nell'accesso
ai mercati, meno ricerca e investimenti immateriali». E respinge ogni
protezionismo. Non si tratta di una scelta scontata: avrebbe potuto anche
invocare il sostegno del governo in questo momento molto difficile. Le
principali richieste fatte al governo riguardano invece la velocità dei
pagamenti ai fornitori e la garanzia che le banche facciano il loro mestiere.
Almeno a parole, gli imprenditori vogliono una società aperta al nuovo,
competitiva e fondata sul merito. Sembra di essere lontani dalle suggestioni da
piccolo mondo antico che affiorano quando esponenti del governo esaltano il
ruolo della famiglia come ammortizzatore sociale o l'importanza delle identità
locali. Qualche giorno fa il presidente del Consiglio ha dichiarato di non
volere una società multietnica. Ieri Marcegaglia, certo consapevole che
l'accostamento non sarebbe sfuggito, ha detto l'opposto. E ha detto anche che
deve vigere il rispetto della legalità, a cominciare dagli obblighi con il
fisco. Non ha insistito sul carico fiscale, ma soprattutto sulla necessità di
fare le riforme. Anche questa enfasi sulle riforme sembra una replica a chi
sostiene che in questa fase difficile non si possono introdurre nuovi elementi
di incertezza. Una riforma su tutte è urgente: l'aumento dell'età pensionabile.
Meglio farlo con calma che essere obbligati dall'emergenza tra pochi anni.
Sull'Università Marcegaglia ha apprezzato i passi compiuti, ma ha sottolineato
che occorrono maggiori risorse pubbliche, non solo più meritocrazia. L'elenco dei suggerimenti è lungo: giustizia civile più snella,
taglio del numero delle leggi, abolizione delle province,
depoliticizzazione del sistema dei servizi pubblici locali, liberalizzazioni
dell'accesso ai mercati dei servizi, abolizione dei privilegi delle regioni a
statuto speciale, minore invadenza della politica. Gli industriali, par
di capire, temono un bis della legislatura 2001-2006, quando queste riforme non
si fecero malgrado l'ampia maggioranza parlamentare. Il tempo per cambiare
marcia non è tanto, se è solo un problema di tempo. 22/05/2009
(
da "Giornale di Brescia"
del 22-05-2009)
Argomenti: Province
Edizione:
22/05/2009 testata: Giornale di Brescia sezione:la provincia Maclodio Una corsa
a due per il futuro " title="Marcello Orizio "
onClick="showImage('http://www.giornaledibrescia.it/gdbonline/contenuti/20090522/foto/full_brescia_355.jpg',293,324)">
Marcello Orizio Giuseppe Sala La definizione di «sindaco uscente» non piace
troppo a Marcello Orizio, primo cittadino di Maclodio. Lui preferisce «sindaco
in carica che tenta la riconferma alle prossime consultazioni». A contendergli
la poltrona c'è però in corsa il suo compaesano Giuseppe Sala. Saranno quindi
due liste al vaglio degli elettori. «In caso di rielezione - spiega Orizio -,
faremo il possibile per realizzare il nostro programma: obiettivi che abbiamo
formulato sulla base degli attuali bilanci e sulla concreta possibilità di
attuazione. Siamo consapevoli di presentarci agli elettori con una proposta
ambiziosa, completa e vasta, tuttavia con grande serietà ci impegneremo a
realizzarla». Alcune proposte concrete: «sul fronte delle opere pubbliche,
eseguiremo lavori per la messa in sicurezza antisismica della scuola
dell'infanzia, della scuola elementare e della palestra. Abbiamo poi intenzione
di ampliare Piazza Zirotti con la demolizione del fabbricato di proprietà
comunale posto di fronte al Comune; inoltre, grazie a contributi regionali e
provinciali riqualificheremo il centro abitato: via Rudiana, via Cavour e via
Gramsci». Tra le altre opere, la realizzazione della pista ciclo-pedonale di
collegamento tra l'abitato di Maclodio e la località Bettolino e la
realizzazione di una rotatoria in zona cimitero con bretella di collegamento
alla zona industriale di via Molino Emili, il tutto secondo
progetto ed accordi presi con la Provincia di Brescia ed il Comune di Lograto.
I rifiuti passeranno al «porta a porta», con conseguente abolizione dei
cassonetti, e apertura automatizzata dell'isola ecologica 24 ore. Sempre sul
fronte opere pubbliche, verrà costruito un nuovo edificio scolastico per l'infanzia
con capienza doppia rispetto all'attuale, «l'opera verrà realizzata
dalla Fondazione Zirotti nel sedime della cascina Fenil Sera (via Gramsci),
evitando così costi a carico del Comune». «Le elezioni del prossimo giugno - ci
spiega dal canto suo Giuseppe Sala - rappresentano l'occasione per riportare
alla guida di Maclodio un gruppo di persone che, oltre a non condividere le
modalità attuali di amministrazione, intende dedicare concretamente l'impegno,
la propria passione e competenza, alla costruzione di una comunità di persone
ove tutti si possano sentire, nella misura in cui lo ritengano opportuno,
coinvolti e partecipi». «La mia lista - continua Sala - è formata da persone di
varia sensibilità e formazione disponibili ad impegnarsi in un cammino non
individuale, ma di esperienza da condividere per il consolidamento umano e
sociale della nostra comunità». Sala attacca poi l'attuale sindaco,
«l'amministrazione uscente, durante tutto il suo mandato, non ha certo dato
prova di competenza, imparzialità, ascolto e presenza, per questo crediamo
nella necessità di cambiare». Passiamo ad alcune proposte concrete, «siamo
convinti della necessità di un aumento del numero di alloggi del Comune da
destinare a favore di cittadini "deboli", crediamo anche nella gestione
diretta senza ausilio dell'Aler». Per quanto riguarda l'ambiente, «massima
attenzione al presidio del territorio, anche attraverso la ripetizione
dell'indagine ambientale. È necessario poi attivare un ciclo virtuoso nella
diversificazione della raccolta dei rifiuti urbani». Sul fronte dell'efficienza
nei servizi e del bilancio, «è necessaria una riorganizzazione degli uffici,
razionalizzando l'uso del personale. Sempre in questo ambito, bisogna inoltre
puntare sulla trasparenza. Per il bilancio è necessario eliminare le spese
superflue». Francesco Alberti
(
da "Giornale di
Vicenza.it, Il" del 22-05-2009)
Argomenti: Province
TASSE
& BILANCI. Dati del ministero dell'Interno dicono che
palazzo Trissino avrebbe guadagnato dall'abolizione della tassa sull'abitazione
principale Dal Governo indennizzi per 6,1 milioni, a fronte di un incasso che
nel 2007 ammontava a 4,2 milioni 22/05/2009 rss e-mail print Palazzo Trissino
Colpo di scena a palazzo Trissino. Dopo aver versato litri di veleno
contro il federalismo al contrario messo in campo dal governo Berlusconi con
l'abolizione dell'Ici, in Comune si trovano a scartare un regalo inatteso:
dentro il pacco romano ci sarebbero la bellezza di quasi 2 milioni di euro.
Prima di proseguire, però, conviene fare un passo indietro. Tra le prime mosse
del governo di centrodestra viene licenziata, nella primavera 2008, l'abolizione
dell'imposta sulla prima casa. La mossa getta nel panico le amministrazioni
comunali. A Vicenza, dove si è appena insediata la giunta del sindaco Achille
Variati, temono che a pagare siano gli enti locali, che assistono impietosi
all'azzeramento di una entrata di vitale importanza. Stando alle proiezioni sul
bilancio comunale, infatti, l'Ici sulla prima casa vale 6,5 milioni di euro, su
un gettito Ici complessivo di circa 28 milioni. Nei mesi successivi il governo
chiarisce che i Comuni saranno rimborsati attraverso un incremento di
trasferimenti statali, pari all'ammanco registrato dopo l'addio all'Ici per
l'abitazione principale. Ebbene, a distanza di un anno, il ministero
dell'Interno ha messo a disposizione alcuni dati relativi agli indennizzi
statali. Con una certa dose di sorpresa, emerge che a Vicenza non è andata poi
così male: la cifra prospettata per il rimborso è di 6 milioni 172 mila euro.
Rispetto ai valori prospettati nel bilancio di previsione 2007, da Roma riceve
quasi 400 mila euro in meno. Però il fatto è che l'incasso reale è stato di 4,2
milioni di euro. In altre parole, nelle casse di palazzo Trissino entrerebbero
quasi 2 milioni di euro in più, sotto forma di trasferimenti statali, per
rimborsare una tassa abolita che nell'ultimo esercizio aveva garantito non 6,5,
ma 4,2 milioni. Nella graduatoria dei Comuni più premiati pubblicata da
"Il Sole-24 Ore", Vicenza occupa il 17° posto sulla scena nazionale,
il primo tra i capoluoghi veneti. In Ragioneria, tuttavia, sono cauti, come dimostrano
le parole dell'assessore al Bilancio Umberto Lago: «Mi sembra troppo presto per
fare i conti, come abbiamo scritto in una lettera inviata al ministero. Ci sono
molti contenziosi in essere, le pratiche di accertamento non sono concluse, va
definita la partita dei rimborsi. Ricordo, soprattutto, che ancora non abbiamo
ricevuto l'ultima tranche dei trasferimenti». Gian Marco Mancassola Gian Marco
Mancassola
(
da "Gazzettino, Il
(Venezia)" del 22-05-2009)
Argomenti: Province
Nasce il
comitato per il sì «Pd, Idv e An siano coerenti» Venerdì 22 Maggio 2009, È nato
a Venezia il "Comitato per il sì al referendum". Ne fanno parte, tra
gli altri, Antonino Stinà, Valter Vanni, Marino Chiozzotto, Angelo Goldmann,
Giovanna Gosen, Massimo Vianello. «Il sì ai tre quesiti referendari - ha detto
Vanni - serve anche per impedire ai partiti di candidare le stesse persone in
più collegi, per poi eleggere, ma sarebbe più appropriato dire nominare, i
portaborse dei notabili di turno al posto loro». A contribuire nel 2007 alla
raccolta delle oltre 800mila firme in tutta Italia sono stati Pd, Italia dei
valori e An: questi tre partiti - ha detto Vanni - «ora dovrebbero dire ai
propri elettori di andare a votare il 21 giugno e votare sì». Nel solo Veneto
erano state raccolte 50mila firme, di cui 18mila nella provincia di Venezia e
10mila a Padova. «Il referendum - ha detto Vanni - è l'unico strumento in mano
ai cittadini per superare l'attuale legge elettorale "porcellum" e
rimettere in moto le riforme necessarie per un governo efficiente». Tre i quesiti che saranno posti al vaglio di cittadini. Due, per
Camera e Senato, propongono l'abolizione del premio di maggioranza a favore
della coalizione che ha preso più voti, attribuendolo al solo partito che
risulterà primo. Il terzo abolisce la possibilità delle candidature plurime.
(
da "Giornale di Brescia"
del 23-05-2009)
Argomenti: Province
Edizione:
23/05/2009 testata: Giornale di Brescia sezione:in primo piano Casini:
accettiamo la sfida del premier Secondo il leader dell'Udc è la Lega a
determinare gli orientamenti dell'esecutivo e non il Cavaliere Il leader
dell'Udc Pier Ferdinando Casini ieri a Parma MILANO«Berlusconi ha spiegato che
100 parlamentari bastano, noi lo invitiamo a passare dalle parole ai fatti:
presenti un disegno di legge. La sfida è accettata, noi lo voteremo. Riduca a
100 i parlamentari, ma ho i miei dubbi che lo faccia, perché è la Lega che
determina gli orientamenti del governo non Berlusconi» ha
dichiarato il leader dell'Unione di Centro, Pier Ferdinando Casini. «Berlusconi
in ogni campagna elettorale - ha detto il leader dell'Udc a Parma per la campagna
elettorale - se ne inventa una. L'ultima volta parlava di abolizione delle province e infatti andiamo a votare per le province e sono
tutt'altro che abolite. Adesso pensa di ridurre il numero dei
parlamentari. Bene. Che li riduca. Noi votiamo a favore, ma lo sfidiamo a fare
subito questa proposta ufficialmente in Parlamento». Poi parlando di nuovo con
i cronisti che gli hanno chiesto se Berlusconi avesse dovuto rispondere alle
domande di Repubblica sul caso Letizia, Casini ha risposto: «credo di sì». Parlando
poi della scelta di correre da soli alle amministrative: «Corriamo da soli
perché è una scelta coerente con quanto abbiamo fatto alle politiche» ha detto.
«Ogni tanto - ha aggiunto - vorremmo che in questo Paese si passasse dalle
parole ai fatti. Ci sono troppe chiacchiere, oggi sui parlamentari, ieri
proprio sulle Province: noi vogliamo invece continuare a parlare di cose
concrete come il quoziente familiare, che Berlusconi ha promesso in campagna
elettorale, di provvedimenti per le piccole e medie imprese e per gli artigiani
e commercianti che ormai hanno studi di settore impossibili da sostenere. Ci
sono molte questioni poste, ma oramai si risponde sempre con gli slogan, mai
con i fatti concreti». E i ballottaggi? «In una competizione l'imperativo è
vincere, ha risposto Casini. Dopo, se non si vince, ci sarà la subordinata, ma
guai a partire dalle subordinate perché si va nel fosso. Noi - ha concluso -
puntiamo a vincere o ad andare al ballottaggio. Il resto non esiste». Parlando
poi della crisi economica: «Diciamo la verità, per il nostro premier la crisi
non c'è, bisogna solo avere ottimismo. Io invito tutte le donne ad andare al
supermercato e a pagare con l'ottimismo. Noi vogliamo un Governo che agisca
davvero contro la crisi - ha proseguito. Oggi invece si parla di investire in
infrastrutture ma non si riesce a capire dove sono i soldi e dovremmo andare a
"Chi l'ha visto" per capire dove sono finiti: prima sono sul ponte di
Messina, poi vanno in Abruzzo e poi ovviamente spariscono. La verità - ha
concluso - è che i fondi non ci sono perché il nostro governo spera solo che la
crisi passi da sola».
(
da "Giornale di Brescia"
del 23-05-2009)
Argomenti: Province
Edizione:
23/05/2009 testata: Giornale di Brescia sezione:la città I candidati Verso
Broletto 2009 Mantenerle o abolirle? A Teledomando lo
scontro sul futuro delle Province Province sì o Province no? Questo è stato uno
dei temi centrali attorno a cui si è sviluppato il confronto tra sei candidati
alla presidenza del Broletto nello studio di Teledomando, la trasmissione di
Teletutto condotta da Giambattista Lanzani e andata in onda ieri sera alle 21.
Assolutamente contrario a sopprimere la nostra Provincia si è detto Giulio
Arrighini (sostenuto da Mpa e Lega Padana Lombardia), che avanza «ragioni di
identità», oltre a ricordare che «abbiamo più abitanti di molte regioni». Non
solo: «Se qualcuno proponesse di abolirla, allora chiederemmo di istituire la
Regione di Brescia, così da svincolarci anche dal centralismo milanese». Per
Elidio De Paoli (Lega Lumbarda Alpina, Pensionati precari lavoratori uniti,
Lista civica), invece, «tutte le Province devono rimanere perché hanno un
rapporto diretto con i cittadini grazie alle competenze che vengono date loro
dalla Regione». Posizione diametralmente opposta per Roberto Fornili (Lega
Lombardo Veneta), favorevole non solo «all'abolizione totale di tutte le
Province», ma anche «a quella di alcune Regioni»: non a caso la lista che lo
sostiene fa riferimento al macroterritorio del lombardo-veneto. Per Daniele
Molgora (Lega Nord, Alleanza di Centro, Popolo della libertà, Partito
pensionati, Democrazia cristiana) «le Province più grandi, come quella che fa
capo a Brescia, è giusto che rimangano: il nostro territorio ha quasi quattro
volte gli abitanti del Molise, peraltro a sua volta diviso in due. Tuttavia lo
Stato è da rifondare attraverso il federalismo fiscale». Ma proprio perché «non
intendiamo applicare quel federalismo proposto dalla Lega Nord noi non saremo
nella coalizione che esprime come candidato Molgora», chiarisce Gianmarco
Quadrini (Udc), che aggiunge: «Il nostro programma prevede invece una Provincia
più efficiente e più orgogliosa». Giovanni Botticini (Rifondazione e Comunisti
italiani) sostiene invece che è necessario evitare sprechi «non commissionando
più studi inutili come per il tunnel sotto la Maddalena o per lo studio della
sede unica della Provincia: in questo modo si avrebbero più risorse per aiutare
le famiglie colpite dalla crisi».
(
da "Giornale di Brescia"
del 23-05-2009)
Argomenti: Province
Edizione:
23/05/2009 testata: Giornale di Brescia sezione:la città
Bartoli: meglio non votare Bartoli guida la lista «Amo l'Italia non voto la
Provincia» Un candidato non presidente: così si autodefinisce Andrea Bartoli,
sceso in campo per la lista «Amo l'Italia non voto la Provincia», chiaramente a
favore dell'abolizione dell'amministrazione pubblica che a Brescia fa capo a
Palazzo Broletto. Bartoli, non le pare una contraddizione chiedere di
sopprimere un ente pubblico e poi presentarsi alle sue stesse elezioni? «Noi
sappiamo che nei programmi elettorali di tutti i partiti c'è il superamento o
l'abolizione delle Province. Quindi, se noi siamo contraddittori lo sono molto
di più tutti quei candidati che vogliono essere eletti e che fanno proposte e
progetti a lunga distanza per un ente che, se le cose vanno come devono andare,
sarà abolito. L'abolizione in Italia delle Province porterebbe tra l'altro un
risparmio di 13 miliardi di euro utili per fronteggiare la crisi economica,
realizzare infrastrutture e aiutare di più i terremotati dell'Abruzzo». Chi vi
appoggia come dovrà comportarsi alle urne? «Al seggio noi chiediamo di ritirare
solo la scheda delle Europee (ed eventualmente delle Comunali) ma non quella
delle Provinciali; oppure ritirarla e scriverci sopra "Non serve, non
voto". Ciascun candidato della nostra lista ha peraltro firmato una
liberatoria con la quale garantisce che rinuncerebbe in qualsiasi caso alla
carica di consigliere o di presidente della Provincia: amministrare un ente di
cui non si vorrebbe l'esistenza sarebbe sì una contraddizione intollerabile».
Chi gestirebbe, senza il Broletto, la provincia in senso geografico? «Pensiamo
a distaccamenti della Regione o a consorzi di Comuni omogenei per area. Penso
in particolare a tecnici regionali che gestiscano aree omogenee. Ci tengo
peraltro a dire che nel nostro mirino non c'è il personale non politico delle
Province, che potrebbe essere reimpiegato nella pubblica amministrazione o
riversato per esempio nell'amministrazione della Giustizia. Ricordo peraltro
che dei trasferimenti alle Province il 73% è destinato a spese correnti, mentre
soltanto il 27% viene erogato in forma di servizi ai cittadini. Quanto alle
comunità montane e ai consorzi dei laghi credo che siano enti che nella
grandissima maggioranza dei casi non hanno ragione d'essere». Quale sarebbe
allora per voi un buon risultato elettorale? «Sarebbe avere un 10% di
differenza tra gli elettori bresciani alle Europee e alle Provinciali, nonché
un'adesione a queste ultime al di sotto del 50%. m. t.
(
da "Arena, L'"
del 23-05-2009)
Argomenti: Province
Sabato
23 Maggio 2009 CRONACA Pagina 8 PROVINCIA. Il presidente Galli Righi traccia il
bilancio di cinque anni di Consiglio. Con l'intoppo finale sul Ptcp «Programma?
Fatto al 99%» Sono utili le Province? La risposta di Massimo Galli Righi,
presidente uscente del Consiglio provinciale è «sì, soprattutto quando, com'è
successo a Verona, il programma è stato realizzato al 99 per cento». Quell'1
per cento di differenza è la mancata approvazione del Ptcp (Piano territoriale
di coordinamento provinciale), che avrebbe spostato le competenze sulle scelte
dalla Regione alla nostra Provincia. «È vero che in presenza di ben 56 su 98
Comuni che si apprestano ad andare a elezioni potrebbero mutare alcune esigenze
locali, ma il lavoro svolto e le risorse economiche impiegate non sono stati
gettati al vento», spiega Galli Righi. «Non andranno buttati i rilevamenti
cartografici, gli adeguamenti al Ptr (Piano territoriale regionale) e il
dialogo con i Comuni. Tutto il resto del programma dell'amministrazione Mosele
è stato portato a termine, come la nascita di Atv per l'unificazione del
trasporto pubblico, l'ingresso nella Fondazione Arena, la cessione al Comune
del parco San Giacomo, la partecipazione alla società della galleria del
Brennero. Tutte realizzazioni importanti e alcune attese da decenni»,
sottolinea il presidente, che evidenzia anche il «grande dialogo tra gruppi
consiliari e la costante ampia presenza dei consiglieri alle sedute del
Consiglio, con un cenno di merito per Andrea Tognetti (Fi), che pur essendo stato
il più assiduo e uno dei più attivi, non è stato ricandidato». Nel quinquennio
sono state convocate 156 sedute di Consiglio, una media di circa due al mese,
sono state presentate 195 mozioni, 211 interrogazioni e 31 interpellanze e sono
stati redatti 103 ordini del giorno. Quanto al movimento
abolizionista delle Province, Galli Righi polemizza: «Si parla populisticamente
di abolizione delle Province, salvo poi farne proliferare di nuove. È quindi da
stigmatizzare un Parlamento che dice di volerle abolire e ne costituisce di
nuove per motivi elettorali. Per coerenza, fa testo l'esempio di Fermo,
dove c'è il sì di Confindustria alla neonascita dell'ente, dopo che gli
industriali avevano sempre dichiarato di voler abolire le istituzioni
provinciali. Meglio un'assemblea di eletti che lavori per il territorio
rispetto a plurimi cda di nomina». La settimana prossima sarà convocato un
Consiglio straordinario per ratificare la nuova disponibilità di 2 milioni
900mila euro secondo il nuovo Patto di stabilità.R.C.
(
da "Secolo XIX, Il"
del 23-05-2009)
Argomenti: Province
Mini-Parlamento,
la Lega frena E Fini avverte Berlusconi: assemblea insostituibile. Schifani:
«Ma mille sono troppi» Roma. Presidenti come Giano Bifronte. Gianfranco Fini,
presidente della Camera, boccia Berlusconi: «Il Parlamento è insostituibile».
Renato Schifani, presidente del Senato è, invece, in linea con il premier: «Il
Parlamento è inadeguato e superato». Le parole pronunciate dal presidente del
Consiglio, davanti all'assemblea della Confindustria, giovedì mattina, hanno
avuto pesanti ripercussioni all'interno della maggioranza. Non è solo l'affondo
contro le Camere a dividere il centrodestra: anche i durissimi affondo sulla
giustizia stanno provocando crepe. Sopratutto all'interno della Lega. Anzi:
secondo alcuni esponenti del Carroccio, proprio la scarsa solidarietà mostrata
dai leghisti nei confronti del premier per la sentenza Mills, sarebbe
all'origine dell'affondo sui maggiori poteri da attribuire al premier innescata
da Berlusconi. A essere spiazzato, infatti, è stato soprattutto Roberto Calderoli,
ministro della Semplificazione, che sta lavorando proprio alla riforma
Costituzionale: «Cento parlamentari? Mi sembrano obiettivamente un po' pochi.
Siamo una repubblica parlamentare e ci dobbiamo muovere all'interno di questa
costruzione. La polemica con la magistratura? È dal '94 che se ne parla:
politica e giustizia sono questioni che dovrebbero restare separate. Lo dico
agli uni ed agli altri» ha risposto Calderoli. Per le opposizioni, questi
scenari rappresentano un inatteso terreno di scontro. «Le Riforme? Un
presidente del Consiglio che ha quasi cento parlamentari in più delle
opposizioni, può farle subito. Ma quelle che interessano veramente gli italiani
restano ferme per anni. Quelle che riguardano Berlusconi in prima persona,
impiegano poche ore per essere approvate. Guardate il caso del Lodo Alfano» ha
attaccato Dario Franceschini, segretario del Pd. I centristi, invece,
preferiscono sfidare il premier: «Berlusconi se ne inventa una in ogni campagna
elettorale: aveva promesso l'abolizione delle province e noi, tra qualche giorno, andremo a votare proprio per le
Province. Vuole un Parlamento composto da soli cento deputati? Presenti la sua
proposta, noi la voteremo. Non la voterebbe, però, la Lega che, in quel caso,
perderebbe il suo potere di condizionamento nei confronti del centro destra»,
è la provocazione di Pier Ferdinando Casini, leader dell'Udc. Su una cosa,
però, tutte le opposizioni sono concordi: le differenze che Fini sottolinea
periodicamente, rispetto alla linea politica decisa dal cavaliere rappresentano,
per dirla con Massimo Donadi, Idv «un'Opa ostile su Palazzo Chigi». Fini, ieri
mattina, aveva in programma l'ultima delle sue "Lezioni sulla
Costituzione" ad alcuni studenti romani: per ironia della sorte, tenuta
proprio a Palazzo Madama, in "casa" di Schifani. Forte l'occasione
offerta, il giorno prima, da Berlusconi per non parlare di riforme. Il premier
aveva lanciato l'idea di una legge di iniziativa popolare per abbattere a 100
il numero dei parlamentari e di attribuire maggiori poteri al presidente del
Consiglio. La replica di Fini è stata quasi da docente di diritto
costituzionale: «Una legge di iniziativa parlamentare è una delle forme
previste dalla Costituzione per l'avvio dell'iter legislativo. A proporre le
leggi possono essere, infatti, i cittadini, i parlamentari o il governo - ha
ripetuto ai giornalisti - Ma, alla fine del percorso, è previsto che sia sempre
il Parlamento a decidere. È insostituibile». Ma non basta: il presidente della
Camera ha sostenuto che le riforme istituzionali devono essere fatte con il più
ampio consenso possibile, perché devono «unire e non dividere». Più o meno
nello stesso momento, dalla Sicilia, il presidente del Senato diceva
tutt'altro. «Non esiste il "pensiero unico": è naturale, quasi fisiologico
che ci siano opinioni diverse. Anche tra me e Fini - ha detto il presidente del
Senato - Per me occorre migliorare la funzionalità del Parlamento: mille
parlamentari sono troppi, e il sistema bicamerale perfetto è inadeguato e
superato. Occorrono processi decisionali più celeri». A Schifani ha risposto
Anna Finocchiaro, presidente dei senatori del Pd: «Non mi sorprende che anche
qualche "alta carica istituzionale" abbia voluto, furbescamente,
coprire o sminuire le gravi affermazioni fatte da Berlusconi sul ruolo del
Parlamento. Nessuno mette in discussione la necessità di razionalizzare i
lavori parlamentari. Ma Berlusconi ha detto un'altra cosa: ha sostenuto,
testualmente, che il Parlamento è pletorico ed inutile: inaccettabile. Chi
rappresenta una delle due Camere dovrebbe difendere le prerogative e le
funzioni delle assemblee elettive». «Io concordo quando Berlusconi dice che il
numero dei parlamentari andrebbe ridotto. Non sono affatto d'accordo con il
premier quando dice che i deputati e i senatori servono solo a votare: io non
mi sento una "velina"»: così anche un esponente del Pdl, Roberto
Menia, sottosegretario all'Ambiente, ha deciso di salire sul carro dei critici.
Angelo Bocconetti bocconetti@ilsecoloxix.it 23/05/2009
(
da "Resto del Carlino,
Il (Fermo)" del 23-05-2009)
Argomenti: Province
FERMO
PRIMO PIANO pag. 3 «Brunetta ha parlato di efficienza non
di abolizione delle Province» IL MINISTRO BRUNETTA non ha mai parlato di
abolire le Province. Lo sottolinea il candidato del centrodestra, Di Ruscio, in
risposta agli antagonisti Basso e Cesetti: «Brunetta a Porto San Giorgio non ha
affatto parlato di cancellare questo ente, e del resto né Cesetti, né Basso erano
a teatro in occasione dell'incontro, quindi non possono sapere cosa è
stato detto. Il ministro semmai ha parlato di una pubblica amministrazione più
efficiente e al servizio dei cittadini. Del resto, se prendiamo ad esempio la
provincia di Ascoli, con 720 dipendenti, 26 dirigenti e la stabilizzazione di
100 dipendenti solo quest'anno, non si può certo dare torto al ministro. E che
ci sia bisogno di un intero apparato pubblico più efficiente e al servizio
delle reali esigenze dei cittadini è evidente agli occhi di tutti».
(
da "Messaggero, Il"
del 23-05-2009)
Argomenti: Province
Sabato
23 Maggio 2009 Chiudi di PAOLO POMBENI Lo stesso avviene per le carriere
pubbliche come il magistrato, il professore, ecc. Certamente questo sistema
delle "abilitazioni professionali" è a sua volta un sistema un po'
opaco, in mano ad ordini professionali che spesso hanno più interessi
corporativi da difendere che vocazione ad esercitare ruoli pubblici di
garanzia. Anche per l'abolizione di questi passaggi c'è oggi un certo movimento
in concomitanza col dibattito sulle liberalizzazioni e soprattutto in vista di
aperture europee all'esercizio di queste professioni fuori
della nazione di appartenenza. Al di là di questo però resta il fatto che
l'abolizione del valore legale della laurea avrebbe un forte significato
simbolico: toglierebbe l'alibi, davvero inaccettabile in una società fondata
sul riconoscimento del merito e dunque sulla competizione virtuosa, per cui
tutti gli Atenei sono eguali. Si aggiunga che oggi, con la relativa
liberalizzazione dei piani studi e della creazione dei corsi di laurea, anche
l'omogeneità formale fra le vecchie lauree è andata a farsi benedire. Ben venga
dunque una norma che obbliga gli utenti, studenti e loro famiglie, a
"guardare dentro" al prodotto che comprano, senza cullarsi
nell'illusione che l'importante sia avere il fatidico "pezzo di
carta", tanto tutti contano eguale. Facciamo poi notare che l'abolizione
del valore legale andrebbe a beneficio della mobilità sociale, perché troppo
spesso filiere professionali di famiglia sono facilitate dalla possibilità di
acquisire lauree di scarso contenuto e valore, ma sufficienti, in nome della
formale eguaglianza, a dare titolo al rampollo della dinastia ad inserirsi
senza pagare scotto nella corporazione dei genitori. Per evitare però che
manchi una qualsiasi bussola per orientarsi nel labirinto delle offerte
universitarie sembra che giustamente ci si preoccupi di individuare un sistema
nazionale di valutazione: una agenzia apposita dovrebbe dire quale
"valore" ha ogni titolo di studio in rapporto a quanto offerto sul mercato.
Questo è il punto più delicato dell'intera operazione. Innanzitutto perché per
mettere a regime un sistema di questo tipo ci vogliono molti anni, e intanto
quelli che si laureano finiscono in un limbo in cui il vecchio sistema è
definitivamente screditato e il nuovo non c'è ancora. In secondo luogo perché
abbiamo il più che fondato timore che nel nostro paese alla fine fra ricorsi ai
vari Tar, buoni uffici delle diverse lobby parlamentari ed accademiche, rivolte
dei vari localismi del Nord, del Centro e del Sud, si finirebbe per giudicare
come minimo con criteri molto larghi ed accomodanti. Non che questa sia una
giustificazione per astenersi da una riforma che è importante, urgente e capace
di introdurre innovazione, ma certo sarebbe colpevolmente ingenuo avviarsi su
questa strada senza valutare le strategie opportune per attraversare le molte
sabbie mobili che si troveranno sul cammino.
(
da "Gazzetta di Parma
(abbonati)" del 23-05-2009)
Argomenti: Province
PROVINCIA
23-05-2009 PROVINCIA ILLUSTRATI A BARDI I PROGETTI DA REALIZZARE NEI PRIMI
CENTO GIORNI DEL PROSSIMO MANDATO Bernazzoli: subito 800 mila euro per
intervenire sulle frane Duro sui Sic: «Abbiamo migliorato la situazione. Da
altri promesse impossibili da mantenere» BARDI II Ottocentomila euro per
intervenire su cinque frane e realizzazione durante il prossimo mandato del
progetto preliminare per la variante di Varsi lungo la Fondovalle. Sono due
degli impegni che il presidente Vincenzo Bernazzoli, candidato alla rielezione
nelle prossime elezioni provinciali del 6-7 giugno, ha assunto pubblicamente
nel corso di un incontro sul futuro della montagna a Bardi, che è stato anche
l'occasione anche per fare il punto sui Sic. «Nei primi 100 giorni del prossimo
mandato - ha assicurato Bernazzoli - interverremo con uno stanziamento di
800mila euro per mettere in sicurezza le cinque frane che attualmente
danneggiano la provinciale che collega Bardi con Varsi. Una tempestività che ci
è resa possibile dalla conoscenza del territorio e da una capacità, maturata in
questi anni, di intervenire in modo tempestivo per risolvere i problemi e
riqualificare le nostre strade, dove necessario». Durante il prossimo mandato,
ha proseguito Bernazzoli, sarà portata a compimento anche la progettazione
preliminare della variante di Varsi, sulla Fondovalle. «è un'opera importante
per la viabilità dell'area ha spiegato e ora siamo in condizione di avviare la
progettazione preliminare e i cittadini sanno, per esperienza, che gli impegni
che ci assumiamo li onoriamo». Ma l'incontro durante il quale si è parlato
anche delle nuove prospettive aperte dalla banda larga, è stata anche
l'occasione per fare il punto sulla polemica sui Sic. «C'è una cosa ha spiegato
Bernazzoli che è quanto meno difficile sostenere, per chiunque, e cioè che io
mi sottragga al confronto. Non l'ho mai fatto. Mentre altri salivano qui per
fare promesse che sapevano bene non avrebbero potuto mantenere, arrivando a
ipotizzare l'abolizione dei Sic, io ho promosso riunioni e incontri, con le
persone toccate dal problema e i Comuni, per capire insieme come si potevano
evitare certi errori e migliorare la situazione. Abbiamo fatto un lavoro
importante che in parte ha dato i suoi frutti e in parte è stato vanificato
proprio dal Governo Berlusconi». «Grazie al lavoro fatto insieme ha proseguito
Bernazzoli oggi tocca ai territori valutare gli interventi che possono essere
realizzati nei Sic, ovvero ai Comuni e Comunità Montane (le
Province sono interessate solo a quelli di valenza provinciale) e sono escluse
dall'obbligo della valutazione di incidenza le ordinarie attività agricole, gli
interventi edilizi più frequenti, caccia e pesca, la raccolta dei frutti del
sottobosco, il taglio della legna. L'azione di verifica della
compatibilità ambientale assume maggiore rilevanza solo per le opere e gli
interventi di grandi dimensioni». «Oggi nei Sic ha sintetizzato il presidente -
si può continuare a cacciare, a raccogliere funghi. Si può ristrutturare la
propria abitazione o fare impresa, prova ne siano le 80 aziende che in due anni
hanno ricevuto complessivamente contributi pari a 905 mila euro proprio per il
fatto di avere sede all'interno di siti protetti. Avevamo proposto anche una
riduzione dell'area coperta dai Sic, un taglio del 27% che però il Ministero ci
ha ripetutamente bocciato. Chieda Lavagetto al Ministro, suo collega di
partito, come mai. Spero che l'ispezione europea avvenga nel più breve tempo
possibile: sarà così evidente a tutti come abbiamo lavorato, facendo il
possibile nel rispetto delle regole esistenti per assicurare a chi vive in
queste valli la miglior soluzione possibile». Presidente Vincenzo Bernazzoli
corre per il «bis» in Provincia.
(
da "Nuova Venezia, La"
del 23-05-2009)
Argomenti: Province
Il
sondaggio dell'istituto Swg Ricerche sulla Provincia. Otto cittadini su dieci
vorrebbero la città metropolitana Ca' Corner, questa sconosciuta Il 54% dei
veneziani non sa cosa faccia e il 55% la abolirebbe Il 54 per cento dei
cittadini residenti in provincia non è informato su cosa faccia Ca' Corner. Il
55 per cento ne chiede addirittura l'abolizione. Tra le competenze più
familiari ai veneziani ci sono la manutenzione delle strade (49 per cento),
l'edilizia scolastica e la pesca (46), la caccia e agricoltura (45), i
trasporti extraurbani (42). E' il risultato di un'indagine curata dall'istituto
Swg Ricerche sul rapporto della popolazione con l'ente che ha coinvolto 800
persone. I dettagli del sondaggio - realizzato per la Fondazione delle
professioni - sono stati illustrati ieri al Centro culturale Santa Maria delle
Grazie. Significativo anche il dato relativo all'istituzione della città
metropolitana: favorevoli otto veneziani su dieci del campione contattato. Tra
gli intervistati il 68 per cento risulta residente nel territorio provinciale,
mentre il 32 a Venezia centro storico. Il 25 per cento è un campione di persone
di età superiore ai 64 anni, seguiti da un 20 di cittadini di età compresa tra
i 35 e i 44 anni. Il livello di scolarità è risultato medio-basso. Il livello
di percezione di «cos'è» e «cosa fa» la Provincia risulta scarso. Il 54 per
cento dice di non ricevere sufficienti informazioni sul suo operato e il 34 per
cento la ritiene «poco utile». Quanto alla conoscenza degli interventi e iniziative
promosse negli ultimi anni due terzi dei cittadini dimostrano di non essere in
grado di indicarne alcuna. Quasi due residenti su tre pensano che l'attività
della Provincia incida poco o per niente sulla loro sfera vitale e più della
metà la ritiene inutile al punto da auspicarne l'abolizione. Uno spunto
interessante fornito dalla ricerca riguarda il destino di Porto Marghera: l'88
per cento del campione intervistato ritiene indispensabile il rilancio del polo
industriale per il futuro del territorio provinciale. Al dibattito hanno
partecipato tutti i candidati alla presidenza di Ca' Corner, eccetto Francesca
Zaccariotto, impegnata altrove. Davide Zoggia, per replicare al dato emergente
dal sondaggio, ha ricordato alcuni degli interventi portati a termine in questi
ultimi cinque anni (il dettaglio è incluso in un corposo «bilancio sociale»
presentato qualche settimana fa); Michele Boato ha ribadito un chiaro no alla
Città metropolitana, intando invece a lavorare meglio; Ugo Bergamo ha
contestato lo pseudo federalismo fiscale approvato dal governo. Lorenzo Furlan, portavoce del gruppo che si propone l'abolizione
della Provincia, ha ribadito di essere pronto a rimettere il mandato in caso di
elezione. Pur assente Francesca Zaccariotto fa invece sapere che se l'attività
della Provincia è sconosciuta è colpa di chi l'ha amministrata in questi anni.
«La Provincia di Treviso amministrata dalla Lega ha un forte appeal -
sottolinea la candidata del Pdl-Lega - Ma lo stesso si può dire di Belluno,
amministrata dal centrosinistra. La differenza non la fanno le istituzioni ma
le persone chiamate dai cittadini ad amministrarle». ZACCARIOTTO. San Stino.
alle 10 in piazza Mercato, incontro con gli operatori e i cittadini. Bibione.
Alle 15, sede della Delegazione Comunale. Venezia. Alle 16,30 all'hotel Amadeus
presentazione lista della Lega Nord. Oriago. Domani sera al ristorante «Al
Burchiello» presentazione del libro-intervista a Katia Ricciarelli «Altro di me
non saprai narrare». Seguirà cena di gala. ZOGGIA. Fiesso d'Artico. Alle 9.30
incontro con i cittadini al mercato. Campagna Lupia. Cerimonia inaugurazione
campi sportivi. Chioggia. Incontro con imprenditori. Dolo. Domani alle 10 Festa
del volontariato. Forte Carpenedo. Domani alle 13 grigliata elettorale. Mira.
Alle 17.30 in villa Valmarana festa del Pd con Luigi Berlinguer.
(
da "Gazzettino, Il
(Pordenone)" del 23-05-2009)
Argomenti: Province
«Con me
zero burocrazia» Sabato 23 Maggio 2009, Arba (lor.pad.) Giorgio Fidenato guida
la lista civica "Par il nostri pais, Darba e Cuel". - Quali sono le
priorità del suo programma? «Rendere Arba protagonista nella vita politica
della provincia e della regione. Come? In due modi: facendo prendere coscienza
ai cittadini del fatto che solo loro sono i padroni del frutto del loro lavoro.
Nessun burocrate o sindaco deve decidere delle loro vite. Inoltre, aprendo le
porte alla libertà d'intrapresa e chiedendo l'abolizione di
ogni ente inutile che oggi siamo costretti a mantenere». - Qual è la ricetta
per rilanciare Arba? «L'unica ricetta è la libertà: è permettere agli arbesi di
essere padroni della propria vita. Un esempio? Il Comune non deve rendere
impossibile la vita a chi vuole ampliare la propria casa o la propria attività.
Zero burocrazia. Detto questo una cosa va ricordata: "La libertà significa
responsabilità", come diceva George Bernard Shaw. E la nostra gente è
responsabile». - Qual è il valore aggiunto della sua lista? «Le idee e le
proposte, che non sono le solite demagogiche ed irrealizzabili tipiche della
campagna elettorale. Aggiustare il tombino è prassi e va bene. Ma i miei
concittadini devono ricordarsi che l'unica mano che gli dà lo Stato (o la
Regione) è quella che gli infila nelle tasche. Inoltre, è qualificante aver
avuto l'adesione al progetto dell'ex ministro Giancarlo Pagliarini, federalista
vero, che farà della trasparenza il punto di forza della sua azione da
assessore». - Perchè lei e non gli altri candidati? «Non entro in polemiche
sterili con altri, dico solo che io sono un uomo del fare, la mia storia e la
mia professione sono lì a dimostrarlo. Io ci ho sempre messo la faccia, non mi
sono mai nascosto dietro ad un dito, non sono mai andato a pietire aiuti a
qualche onorevole. Soi furlàn. Il mio motto è lasciateci fare».
(
da "Gazzettino, Il"
del 23-05-2009)
Argomenti: Province
Sabato
23 Maggio 2009, «Siamo gli unici a non avere il complesso di inferiorità verso
gli spot della Lega». Non guarda i sondaggi, Pierferdinando Casini, e non vuol
cadere nel «tranello della propaganda»: oggi è in Veneto per sostenere i
candidati dell'Udc alle europee e alle amministrative di Verona, Padova e
Rovigo, e per «far capire a tutti che questo è un governo a trazione leghista e
l'unico antidoto siamo noi, come abbiamo dimostrato smascherando il bluff del
finto federalismo». Eppure i rapporti con la Lega in alcune regioni non
sembrano pessimi: in Friuli per esempio l'Udc va d'amore e d'accordo, mentre in
Veneto è rissa continua. Come mai? «Perché in Friuli c'è una classe dirigente
leghista che ha concordato con noi un serio progetto di sviluppo della Regione;
in Veneto no, e lo si vede dai continui attacchi verso l'Udc e verso Galan. I
leghisti veneti sperano di prendere due piccioni con una fava, ma non ci casca
nessuno». Bastano 100 parlamentari come dice Berlusconi? «Lo sfido. Gli
assicuro che se presenta una proposta per ridurre a 100 i deputati, l'Udc vota
a favore. La presenti, così vedremo la differenza tra le parole e i fatti; ma
ho i miei dubbi che lo farebbe, è la Lega che determina gli orientamenti del
governo e Berlusconi ne è condizionato». È vero che le riforme in Italia si
possono fare solo con disegni di legge di iniziativa popolare? «È un'altra
sciocchezza, perché comunque tutto passa per la volontà del Parlamento. Basti pensare
alle tanto proclamate liberalizzazioni dei servizi pubblici, sulle quali la
Lega ha frenato arrivando a posizioni che nemmeno Rifondazione Comunista...
Così come l'abolizione delle Province, o l'introduzione del
quoziente famigliare per ricalibrare le tasse sui redditi». Il segretario del
Pd Franceschini celebra la "democratica diversità" del Pci. Perché?
«Perché ha paura di perdere voti a sinistra. È in stato confusionale, parla
tutti i giorni contro Berlusconi e poi vota sì a un referendum che porterebbe a
un bipartitismo di comodo, con il quale vincerebbe sempre il Pdl e
perderebbe sempre il Pd. E poi dice che si batte per impedire che il premier
vinca con più di 15% di voti di scarto: ha gettato la spugna prima ancora di
combattere, complimenti. Gli servirebbe una buona seduta da uno psicanalista.
In realtà l'alternativa che dà più fastidio a Berlusconi siamo noi dell'Udc,
perché ci rivolgiamo a un elettorato moderato: la sinistra ormai è morta». Le
analisi dei sondaggi celebrano il «clamoroso successo» dell'Idv al 9%, e
snobbano come «discreto risultato» il 7-8% dell'Udc. Come lo spiega? «Io guardo
i sondaggi del giorno dopo le elezioni, non del giorno prima. Noi vogliamo
avere un voto in più delle ultime Politiche, per confermare che l'investimento fatto
è sulla strada giusta. Tutto il resto, sono chiacchiere e propaganda». Allora
parliamo di fatti: quali sono secondo lei le 3 priorità per il Paese? «La prima
è l'introduzione del quoziente famigliare; inutile rifiutare la società
multietnica, che peraltro c'è già, quando il problema è che gli italiani non
fanno più figli perché non sono in grado di mantenerli e le famiglie sono
abbandonate. Si deve investire sulla natalità. La seconda priorità è il
sostegno vero alle piccole e medie imprese, compresi gli artigiani e i
commercianti: bisogna rimodulare gli studi di settore e garantire che le banche
eroghino il credito. Terza priorità: riformare la previdenza. Si deve trovare
un nuovo equilibrio, se si chiede a un cinquantenne se è disposto a lavorare uno
o due anni in più per garantire il futuro ai propri figli, non si tira
indietro». Anche gli imprenditori dicono che i lavoratori devono andare in
pensione più tardi; poi però chiedono i prepensionamenti. Dove sta l'errore?
«Sta nel fatto che non c'è il coraggio di affrontare riforme impopolari ma
utili a tutti. Se speriamo che la crisi passi aspettando alla finestra, ne
usciremo più tardi e peggio di altri. La necessità di allargare la fascia degli
ammortizzatori sociali e di aumentare i sussidi per chi non ha lavoro va di
pari passo con la riforma della previdenza». Il presidente degli industriali
veneti, Andrea Tomat, ha chiesto un Piano nazionale per la chimica a Marghera.
Condivide? «Temo che adesso finirebbe per trasformarsi in un'occasione per
battute da campagna elettorale: non si fa sulla pelle di migliaia di lavoratori
che invece hanno diritto a un patto serio. Va condiviso con loro un percorso
che garantisca l'occupazione, che sia legata o meno alla chimica». Perché è
contrario all'elezione popolare dei giudici? «Manca solo che nel nostro sistema
introduciamo la politicizzazione dei giudici, e siamo fritti. Ad ogni sussulto
delle sue vicende giudiziarie Berlusconi annuncia una riforma della giustizia.
Ma se davvero vuole farla, la presenti in Parlamento e vedremo di che si
tratta: comunque la smetta di usarla come una "minaccia". È un anno
che ce l'ha sul tavolo: se non l'ha varata è perché le lacerazioni all'interno
della sua maggioranza sono enormi». Cosa pensa delle rivendicazioni di "laicità"
dello Stato espresse dal suo successore alla presidenza della Camera,
Gianfranco Fini? «Il bisogno di Dio è innato nelle persone, e reprimerlo
significa introdurre non uno Stato laico, ma uno Stato laicista. Questo è ciò
che viene sostanzialmente enunciato con certe dichiarazioni che sembrano avere
un bersaglio di comodo nella Chiesa e nei cattolici». Perché secondo lei le
nomine dei nuovi direttori di Tg1 e Rai1 sono «uno scandalo»? «Perché la tanto
deprecata lottizzazione almeno conteneva un briciolo di pluralismo: qui invece
non se ne vede l'ombra e c'è un'occupazione unilaterale dell'informazione
pubblica con la complicità di un presidente della Rai che dovrebbe essere
almeno super partes e invece ha già scelto di piegarsi. Evidentemente in questo
Paese non tutti hanno la schiena dritta come noi dell'Udc». Ario Gervasutti
(
da "Gazzettino, Il
(Venezia)" del 23-05-2009)
Argomenti: Province
Oltre la metà degli intervistati chiede l'abolizione: «Meglio
far nascere la Città metropolitana» Sabato 23 Maggio 2009,
(
da "Gazzettino, Il
(Venezia)" del 23-05-2009)
Argomenti: Province
Quell'oscuro
ente intermedio sconosciuto da un cittadino su due Sabato 23 Maggio 2009, La
maggioranza dei cittadini non conosce la Provincia. Non sa di che cosa di debba
occupare, né cosa abbia fatto negli ultimi anni. Lo dice un sondaggio della
Swg, commissionato dalla Fondazione delle professioni presieduta da Alessandro
Grinfan. I dati sono stati presentati ieri mattina al centro Le Grazie, in via
Poerio, nel corso di un incontro al quale sono intervenuti tre dei dieci
candidati alla presidenza: Davide Zoggia (Centrosinistra), Ugo Bergamo (Unione
di centro) e Michele Boato (Per il bene comune). L'indagine, effettuata su un
campione di 800 intervistati, rileva che più di un
cittadino su due non è al corrente delle competenze e dell'attività dell'ente
intermedio tra Comune e Regione. Non solo: il 55 per cento ne chiede
l'abolizione mentre l'81 per cento auspica la nascita della Città
metropolitana. «La Provincia - ha detto Zoggia - dovrebbe avere un ruolo
anzitutto amministrativo, per risolvere i problemi delle famiglie e delle
imprese. Le competenze possono anche ridursi, ma è indispensabile che
diventino esclusive superando le suddivisioni attuali. La Città metropolitana,
in ogni caso, non può essere un'operazione di maquillage, ma dev'essere una
riforma vera e sostanziale». «È un ente che va superato: l'occasione è venuta
con la discussione sul federalismo fiscale, però è stata sprecata. Finché
esiste, va fatta funzionare al meglio - ha sostenuto Bergamo - L'area
metropolitana Padova-Treviso-Venezia è il livello più adeguato per la gestione
sovracomunale». «La Provincia così com'è, è lontana dalla gente - ha spiegato
Boato -, ma la Città metropolitana non è un'alternativa valida, è molto meglio
puntare sul coordinamento dei comuni contermini di area vasta». Il sondaggio ha
evidenziato un grave deficit d'informazione, pari all'82 per cento, su cosa sia
e di cosa si occupi l'ente che, nell'immaginario collettivo, è percepita come
molto distante dai comuni. Il profilo di colui che ne è più al corrente
tratteggia l'abitante in particolare uomo e del capoluogo, anziano laureato e
lavoratore autonomo. Il 47 per cento del campione considera utile
l'amministrazione e solamente il 37 ritiene che sia incisiva nella vita di
tutti i giorni. Insomma, la Provincia come istituzione, è sostanzialmente
bocciata. «Il nostro invito agli elettori è di rifiutare la scheda per le
Provinciali», ha affermato Lorenzo Furlan della lista "Amo l'Italia e non
conto la Provincia", che ne propugna la soppressione. Molto più appeal,
invece, riceve la Città metropolitana: il 62 per cento crede che la sua nascita
sia opportuna e il 73 che possa soppiantare la Provincia. Una domanda, inoltre,
ha riguardato il Piano territoriale di coordinamento, approvato da
quest'ultima: 7 su 10 non lo conoscono. Alvise Sperandio
(
da "Stampa, La"
del 24-05-2009)
Argomenti: Province
Intervista
Vittorio Tarditi "Palla al Centro per andare in gol" GIANFRANCO
QUAGLIA NOVARA Palla al centro. Vittorio Tarditi, deputato per tre legislature
(Forza Italia), nell'ultima segretario anziano di presidenza alla Camera.
Adesso sferra l'attacco alla Provincia per il Centro di Libertà. Tarditi, dire
palla al centro per lei non è solo una collocazione politica. Richiama anche un
passato sportivo... «Già, visto che sono stato sino a poco tempo fa presidente
dei Fedelissimi del Novara Calcio, la squadra del mio cuore. Naturalmente,
nella competizione elettorale, meglio sarebbe dire barra al centro». Qual è la
vostra connotazione? «Riportare i valori della persona,
della libertà, della democrazia e della famiglia al centro dell'attenzione.
Abbiamo creato il Centro di Libertà perchè non ci è affatto piaciuta la fusione
a freddo tra Fi e An». Ma quali sono gli obiettivi prioritari? «Abolizione del rimborso elettorale per i prossimi cinque anni, destinando i
fondi a famiglie bisognose e alle piccole imprese, ai dipendenti di
aziende in crisi. E a questo proposito pensiamo di salvare i posti di lavoro di
quelle imprese che falliscono, creando società di operai, con un fondo messo a
disposizione della Provincia e i sindacati che fanno da garante. In questo modo
le società possono accedere ai crediti delle banche. In Francia e in Germania
questo sistema ha salvato molte piccole imprese. Il Novarese sta attraversando
un periodo di grave crisi, ma con i discorsi e le promesse non si risolve.
Occorrono stanziamenti per rilanciare l'economia, non basta dire di essere un
motore. E' necessario invece agire con interventi precisi. Ad esempio: il Cim
(l'interporto novarese) dovrebbe diventare una zona franca per attrarre merci,
aziende e creare posti di lavoro. L'attuale conduzione del Cim è deficitaria,
vuole presentare il bilancio dopo le elezioni, forse per nascondere un
ulteriore grosso buco». Che cosa farebbe subito se fosse eletto? «Il primo atto
sarebbe per le famiglie in stato di necessità. Per le piccole e medie imprese
abolizione delle numerose imposizioni fiscali provinciali. Ad esempio
cancellerei le tasse sul rilascio dei permessi di pesca per i novaresi: in
cambio le associazioni pescatori devono impegnarsi a tenere puliti gli argini
dei corsi d'acqua». La competizione alla Provincia è serrata. Dieci i candidati
alla presidenza. Non le sembrano troppi? «Si corre tanto per conquistare
Palazzo Natta e si dimentica che sia il Governo sia l'opposizione stanno già
lavorando per sostituire l'ente Provincia con un'assemblea di sindaci, una
specie di papocchio ingovernabile. Al contrario l'ente Provincia ha una sua
legittimazione, ma va riformato, attraverso la riduzione del numero dei
consiglieri e senza aumentare gli assessorati. Con la Provincia si può
realizzare un'anticipazione reale del federalismo». In che modo? «Ad esempio
delegando le competenze della sanità e dell'urbanistica dalla Regione alla
periferia. La sanità va organizzata localmente e non è pensabile che un piano
regolatore debba attendere quattro anni ne icassetti». Parliamo di Malpensa ed
Expo... «Non dimentichiamo nè rinneghiamo le battaglie contro l'inquinamento, ma
oggi dobbiamo constatare che quei 4,5 miliardi di euro spesi per l'aeroporto
non saranno più recuperati. Il Novarese è sempre stato emarginato. Anche Expo è
un miraggio, stanno ancora bisticciando sulla sede della dirigenza. E in ogni
caso Novara rischia di essere tagliata fuori e di sopprotare soltanto il peso
dei cantieri».
(
da "Alto Adige"
del 24-05-2009)
Argomenti: Province
Tommasini:
la materia resti bilingue. E la Fondazione Carisparmio fa l'almanacco a seconda
delle sensibilità Toponomastica, raffica di accuse all'Avs Segnaletica di
montagna monolingue: appello alla Provincia di Sd e Pdl BOLZANO. Aspre reazioni
alla notizia data ieri dall'Alto Adige relativa alla segnaletica di montagna
ormai spesso monolingue. «C'è un detto italiano che dice: "Predica bene e
razzola male" Questo detto calza a pennello al partito che governa questa
terra, la Svp». Lo afferma Michaela Biancofiore secondo la quale «tedeschizzare
le nostre montagne con una segnaletica totalmente monolingue e antieuropea non
è solo uno schiaffo alla tanta decantata convivenza, è una porta in faccia al
ministro Maroni, ad ogni dialogo, ma soprattutto lo svilimento dello statuto
d'autonomia accompagnato dal grosso rischio di mettere in ginocchio il turismo
altoatesino». La deputata del Pdl vuole portare il tema a conoscenza del
ministro Fitto. Sulla stessa linea anche Minniti (Pdl). "L'iniziativa dell'Alpenverein
di modificare la segnaletica lungo i sentieri di montagna nella sola lingua
tedesca è anche irriguardosa nei confronti dei numerosi turisti italiani",
sottolinea Mauro Minniti, chiedendo l'intervento della
giunta provinciale. «Nella stessa settimana in cui si riuniscono sedicenti
tavoli per la convivenza, lo Statuto di autonomia viene violato unilateralmente
due volte: sulla questione dell'abolizione del logo della Repubblica dalle
pagelle e sul bilinguismo della toponomastica relativa ai sentieri di
montagna», evidenzia Guido Margheri (Sinistra democratica). «La
segnaletica in montagna deve rispondere allo Statuto (bilinguismo) ed ai
criteri della sicurezza», così l'assessore Christian Tommasini. Infine una
nota: nell'almanacco della Fondazione Carispa che ha cofinanziato il progetto
Avs, la copertina varia con la foto di cartelli segnaletici bilingui o
monolingui a seconda della versione italiana o tedesca.
(
da "Gazzettino, Il
(Pordenone)" del 24-05-2009)
Argomenti: Province
Provincia
Voto decisivo forse già al primo turno di Giorgio Coden Domenica 24 Maggio
2009, Queste saranno le ultime elezioni provinciali. Lo ha dichiarato, qualche
giorno fa, il ministro Renato Brunetta. A lui sono propenso a credere, ai suoi
colleghi di vertice meno, ai quadri di periferia no... Troppi
interessi politici attorno alle Province. Occorrerebbe un segnale forte, anche
dal nostro elettorato. Se all'astensionismo endemico dal voto si sommerà un
discreto numero di astensioni ragionate e schede bianche, pensare
all'abolizione delle Province avrà ancora senso, altrimenti ne riparleremo il
secolo venturo. Venendo alle elezioni del consiglio provinciale di
Pordenone, i numeri dicono che a contendersi la maggioranza saranno le due
formazioni di centrodestra e centrosinistra. Vinca l'una o l'altra (parere mio)
cambia poco. La Provincia ha compiti limitati e prettamente amministrativi. È una
sorta di grande condominio dove un passabile consiglio d'amministrazione basta
e avanza. Paradossalmente, però, mai come questa volta a eleggerlo sarà un voto
politico, meglio ancora, politicizzato. Conterà quanto è avvenuto a livello
nazionale; quello che ha fatto o non ha fatto il governo di centrodestra, cosa
è successo o non è successo dentro l'opposizione di centrosinistra. A questo
proposito, non si conoscono sondaggi riferibili alle tendenze locali, i
concorrenti interessati ci vanno cauti, le comparazioni con i precedenti non
sono vangelo. Dunque, chi prenderà il governo della nostra Provincia il 6-7
giugno? Così, su due piedi e con l'assillo della par condicio, è piuttosto
complicato fare pronostici. Posso solo dire che, già all'imbrunire del giorno
dopo, si saprà il nome del nuovo presidente; niente ballottaggi, apparentamenti
innaturali, turbative d'asta per gli assessorati. Se i flussi dei voti
seguiranno il trend delle ultime tornate nazionali e regionali, sarà vittoria
secca per il centrodestra, con percentuali di consensi che oscilleranno dal 54
al 60 per cento. Se, invece, la corrente si invertisse, significherebbe voglia
di cambiamento, di cambiamento sul serio. E allora, per il centrosinistra, non
sarà solo tiepida ripresa, ma rimonta vera e maggioranza, seppur risicata, al
primo turno. Non intravedo una terza via.
(
da "Arena, L'"
del 24-05-2009)
Argomenti: Province
Domenica
24 Maggio 2009 CRONACA Pagina 11 VERSO LE ELEZIONI. Il leader nazionale del
partito centrista in città a incontrare i candidati alle provinciali ed europee
Casini attacca la Lega «Udc unico antivirus» «Berlusconi chiacchiera, ma comanda
il Carroccio che vota Reggio Calabria come città metropolitana» Pierferdinando
Casini a Verona detta la linea e lancia l'appello. «Se vogliamo evitare che in
Italia comandi la demagogia leghista bisogna rafforzare il centro e l'Udc.
Siamo noi l'unico antivirus contro la Lega». Il leader
dell'Udc, in città per salutare i candidati veronesi del suo partito, a
cominciare dal veronese Marco Vicentini per il Parlamento europeo e Mario Rossi
per la presidenza della Provincia, ci mette meno un attimo a raccogliere la
sfida «Udc versus Lega Nord». Ormai, a Verona e in Veneto, è questo il
vero duello della campagna elettorale. Ma la Lega, alleata con l'Udc e il Pdl
nella Giunta Tosi e in Regione, nella Giunta Galan, e nell'amministrazione
provinciale uscente, stavolta ha posto il veto, per l'alleanza con il Pdl a
sostegno della candidato presidente Giovanni Miozzi. «Mai l'Udc con noi, né al
primo né al secondo turno», ha detto. E l'Udc: «Che paura ci fa la Lega ci ha
dichiarato guerra!», ironizza Casini. «Questo è un governo leghista. Berlusconi
chiacchiera e la Lega comanda». Tagliare il numero dei parlamentari, come ha
proposto Berlusconi? «Chiediamo a Berlusconi di non fare come le Province»,
dice Casini. «Ne aveva annunciato l'abolizione e adesso andiamo a votare perché
se n'è dimenticato il giorno dopo le elezioni. Faccia davvero questa proposta e
noi la votiamo: riduciamo a cento i parlamentari, però se Berlusconi non lo
farà per l'ennesima volta dimostrerà che questa è una boutade». Casini entra
all'hotel San Marco, fra Borgo Milano e lo stadio, circondato da candidati Udc
e dirigenti fra cui il presidente onorario Riccardo Ceni. C'è anche Riccardo
Maraia, assessore a Villafranca. Tra i simpatizzanti il presentatore televisivo
Massimo Giletti, che si intrattiene con il leader centrista, insieme all'imprenditore
Tiziano Motti, candidato all'europarlamento, con il suo pullman tappezzato di
foto e slogan, e anche Silvia Noè, candidata a Strasburgo. Casini, con il
deputato padovano Antonio De Poli, affossa il federalismo della Lega. «È uno
spot elettorale», aggiunge. «E ricordiamo che la Lega ha votato per fare Reggio
Calabria città metropolitana e non Verona». Allude poi alla proposta dei
sindaci veneti e dell'Udc di destinare ai Comuni il 20 per cento del gettito
Irpef. Così il segretario provinciale Stefano Marzotto invita «a votare Udc a
tutti quei sindaci e amministratori che sostengono la battaglia parlamentare».
La sinfonia antileghista prosegue sulla note di Valdegamberi, che attacca il
sindaco Tosi sostenendo che «ormai per lavorare in un'azienda municipalizzata
bisogna avere la tessera della Lega». Casini contesta Galan, il Pdl e in modo
particolare il presidente del Consiglio per il suo atteggiamento, a suo dire
troppo remissivo, nei confronti della Lega. «Berlusconi accetta che la Lega sia
al tempo stesso di lotta e di Governo e questo è inaccettabile». Il leader Udc
ne ha anche per Dario Franceschini, segretario nazionale del Pd. «Continua a
criticare Berlusconi e poi si accinge a votare "sì" al referendum
sulla legge elettorale, il che non farebbe altro che rafforzare Berlusconi».
Mario Rossi, candidato alla presidenza della Provincia per Udc, Noi Veronesi al
Centro e Liga Veneta Repubblica, rappresentata da Fabrizio Comencini, racconta
la sua scelta di entrare nell'Udc dopo essere stato consigliere comunale di
Forza Italia e dopo la sua militanza politica nella Dc, nel Ppi e nel Cdu di
Buttiglione. Rossi rivendica «il grande valore della Resistenza e della lotta
di Liberazione». Vuole però tenere la distanze «da una sinistra ancora
ideologica», ma anche da un centrodestra «che, come è successo con i nomadi a
Verona, strumentalizza i poveri. Per la sicurezza bisogna avere più forze di
polizie, non forze parallele come le ronde». L'eurocandidato Vicentini, 33
anni, imprenditore, candidato, promette «impegno e serietà su proposte
concrete, fondate sull'ispirazione cristiana, sul buon senso e sulla vocazione
europeista dell'Udc. Del resto io sono l'unico candidato veronese del Partito
popolare europeo».
(
da "Nazione, La
(Pistoia)" del 24-05-2009)
Argomenti: Province
CRONACA
PISTOIA pag. 8 I L GRUPPO politico La Destra sostiene Marco Tarelli alla p... I
L GRUPPO politico La Destra sostiene Marco Tarelli alla presidenza della
Provincia. Ieri mattina alcuni dei suoi esponenti hanno illustrato il programma
sulla base del quale chiederanno il voto agli elettori. «Il nostro schieramento
- ha detto il segretario provinciale Giuseppe Fiore - da tempo aveva avviato
trattative con il Pdl per stringere un'alleanza in tutti i comuni pistoiesi.
Avevamo avviato trattative proficue anche con Ettori Severi, ma tutto poi è
saltato allorchè il Pdl ha deciso di presentare come sindaco a Montecatini
Alberto Lapenna, un nome che noi avevamo indicato come irricevibile, insieme a
quello del notaio Lenzi. Questa scelta ha fatto saltare non solo l'alleanza a
Montecatini, ma anche in tutto il resto del territorio provinciale, essendo
Lapenna anche coordinatore del partito». «Nei Comuni - ha proseguito Fiore -
non ci è stato consentito di presentare un nostro simbolo, pertanto i nostri
candidati sono inseriti nelle liste del Pdl. Tuttavia non sono presenti a
titolo personale, ma come rappresentanti del nostro schieramento. Sono
facilmente riconoscibili perchè sono inseriti anche nella
lista per la Provincia. A Cutigliano sosteniamo Carluccio Ceccarelli e
all'Abetone la lista Danti». Il programma è stato illustrato da Mirco Tognarelli:
«La Destra si presenta con un programma articolato, che prevede al primo punto
l'abolizione della Provincia, che assorbe per le spese del proprio mantenimento
i tre quarti delle risorse disponibili. Siamo anche per l'abolizione di
tutti gli enti inutili, come i vari consorzi». «INOLTRE - ha aggiunto
Tognarelli - siccome siamo una destra sociale vogliamo che la gestione
dell'acqua torni nella mani pubbliche, perchè un bene primario non può essere
oggetto di speculazione da parte dei privati. Noi siamo anche per dare la
preferenza agli italiani nella distribuzione dei servizi. Applichiamo in questo
il principio del buon padre di famiglia, che prima cerca di aiutare i propri
familiari, e poi gli estranei. Infine chiediamo una migliore distribuzione delle
risorse alle associazioni, che devono spendere i soldi ricevuti sul territorio
provinciale». La Destra propone poi anche una serie di iniziative per aiutare
le famiglie, a cominiciare dal mutuo sociale. «Si tratta - spiega Lorenzo
Berti, responsabile di Casa Pound - di istituire un ente pubblico che
costruisca le case da vendere ai cittadini italiani. Le rate non dovrebbero
superare un quinto del reddito della famiglia e il prestito dovrebbe essere
senza interessi». «Inoltre - ha aggiunto Berti - vorremmo creare i mercati
degli agricoltori in spazi pubblici, dove possano vendere direttamente i loro
prodotti; e vorremmo collocare i pannelli fotovoltaici sui tetti di tutte le
scuole. In questo modo si potrebbe creare anche un utile per le attività degli
istituti».
(
da "Messaggero, Il
(Ostia)" del 24-05-2009)
Argomenti: Province
Domenica
24 Maggio 2009 Chiudi di CARLO FUSI IN UNA intervista al Messaggero, Pier
Ferdinando Casini accusa Berlusconi di essere succubo della Lega: «Il premier
guida un governo a trazione leghista che vellica le paure, noi siamo l'unica
alternativa e l'unico antidoto a questo stato di cose. Vogliamo
far capire agli elettori che il tasso di demagogia ha toccato nel Paese vette
insopportabili. La riduzione dei deputati e la riforma della giustizia?
Sfidiamo il presidente del Consiglio a portare i provvedimenti in aula, noi
siamo pronti a votarli come avremmo voluto votare sì all'abolizione delle
Province».
(
da "Eco di Bergamo, L'"
del 24-05-2009)
Argomenti: Province
«Meno
parlamentari il Cavaliere voti la nostra proposta» --> Il Pd chiama a
raccolta le opposizioni e sfida il premier Di Pietro: mozione di sfiducia.
Casini: pronti a tagliare Domenica 24 Maggio 2009 GENERALI, pagina 2 e-mail
print ROMANon ci sarà una sorta di «Comitato di liberazione nazionale» per
salvare il Paese dai rischi che Silvio Berlusconi farebbe correre alla nostra
democrazia. La proposta di Dario Franceschini, rivolta a riunire a un tavolo
comune Pd, Idv e Udc, è stata subito bocciata dagli stessi interlocutori. Il
leader del Pd probabilmente si aspettava il diniego, poi arrivato, di Casini
(«Franceschini spieghi prima perché invita a votare "sì" al
referendum»), ma forse non quello del leader dell'Idv Antonio Di Pietro. «In
questo momento mi pare serva l'unità - ha commentato Franceschini - non c'è
bisogno di fare una gara su chi è il primo della classe, su chi è il più bravo
a raccogliere qualche voto in più». Anche perché, ricorda, il «nemico» è sempre
uno solo, Berlusconi. «Abbiamo di fronte a noi - ha detto - un uomo che ha
perso l'equilibrio che è pieno di scheletri nell'armadio, che attacca tutto e
tutti, il Parlamento, l'equilibrio tra poteri dello Stato, la stampa libera, la
comunicazione. Mi pare che di fronte a un pericolo del genere l'opposizione
debba restare unita». IL GUANTO DI SFIDA DEI DEMOCRATICI Ma i democratici non
si arrendono e tirano fuori un asso dalla manica che rimette molto in
discussione nel fronte delle opposizioni. La prima a calare la carta è Anna
Finocchiaro. Chiederà che il Senato discuta subito un suo disegno di legge
costituzionale, già presentato da tempo, per ridurre il numero dei
parlamentari. Il Pd lo voterà a occhi chiusi: «Faccia la stessa cosa anche
Berlusconi, se è in grado di convincere i suoi». Pd e Udc si dicono disponibili
a votare un'eventuale proposta di taglio del numero dei parlamentari. Se però
il testo non dovesse passare - è il ragionamento del Pd - il presidente del
Consiglio risulterebbe di fatto sfiduciato dalla sua stessa maggioranza e dunque
dovrebbe dimettersi. «Da un anno - ribadisce Franceschini - c'è una nostra
proposta depositata in Parlamento che prevede il dimezzamento del numero dei
parlamentari. La votino. È sufficiente che la votino anziché raccogliere le
firme per fare campagna elettorale». Poco dopo Giuseppe Fioroni scruta un
orizzonte più lontano e intravede un premier costretto a dimettersi perché
tradito dai suoi «tacchini» e «capponi» che non intendono anticipare il Natale.
«Se il premier - sottolinea l'ex ministro - su questo tema non ha più una
maggioranza, ne tragga le conseguenze senza un gravissimo vulnus alla
Costituzione scavalcando la sua maggioranza con il ricorso all'iniziativa
popolare». D'ACCORDO SUL TAGLIO, NON SU QUANDO FARLO Così il dibattito si
infiamma a pochi giorni da elezioni europee che sono una decisiva cartina di
tornasole. La sfida a Berlusconi ormai è lanciata e coinvolge tutte le
opposizioni. Stavolta non si tratterebbe di ragionare intorno a un tavolo a
tre, ma solo di pigiare un tasto, quello delle scranno parlamentare, per votare
sì o no. Alla fine maggioranza e opposizione appaiono d'accordo sul fatto che
il numero dei componenti del Parlamento italiano è pletorico. Ma è possibile
imporre la cura dimagrante a deputati e senatori in un clima infuocato come
mai? In realtà, i democratici hanno accelerato i tempi per sottrarre voti al
centrodestra e contrastare la popolarità del premier. Ma Berlusconi non ha mai
detto che il Parlamento pletorico va riformato istantaneamente. Anche perché,
se così fosse, bisognerebbe sciogliere subito dopo la legislatura e andare alle
urne. L'idea del Pd è sfidare gli eletti nel Popolo della libertà a fare
harakiri per Berlusconi. Ma deputati e senatori dell'opposizione sono pronti a
fare altrettanto per Dario Franceschini? DI PIETRO: MOZIONE DI SFIDUCIA Antonio
Di Pietro, che ha lasciato per ora cadere la sfida del Pd, propone invece che
si discuta subito alla Camera una mozione di sfiducia nei confronti del premier
con le firme di tutte le opposizioni «per vedere se c'è la volontà di arrivare
a un vero confronto politico o se fanno solo il gioco delle tre carte». Ma c'è
un'incognita: una rinnovata fiducia a Berlusconi rischierebbe di rafforzarlo.
Pier Ferdinando Casini, che ha subito respinto al mittente la proposta di un tavolo
comune delle opposizioni, pone come pregiudiziale il ritiro del sì del Pd al
referendum elettorale. È però favorevole a ridurre subito il numero dei
parlamentari, anche perché è pronto a scommettere sulla performance dell'Udc
nelle elezioni anticipate. In Veneto per un tour elettorale, il leader dell'Udc
non si risparmia in giro in bicicletta nel centro di Padova, ma sul piano
politico manda messaggi chiari a destra e sinistra. A Berlusconi dice forte che
nell'Udc non ci sono capponi. «Noi - rileva - vogliamo tagliare il numero dei
parlamentari. Chiediamo al premier di non fare come le
Province: ne aveva annunciato l'abolizione e adesso andiamo a votare perché se
n'è dimenticato il giorno dopo le elezioni». Poi la stoccata: «Faccia davvero
questa proposta e noi la votiamo. Riduciamo a cento i parlamentari. Però, se
Berlusconi non lo farà, per l'ennesima volta dimostrerà che questa è una
"boutade" elettorale». Per Casini non se ne farà nulla perché
a dettare le regole del gioco alla fine è il Carroccio di Bossi: «Sono sicuro
che Berlusconi verrà bloccato come al solito dalla Lega, che di fatto lo tiene
in ostaggio». 24/05/2009 nascosto-->
(
da "Messaggero, Il"
del 24-05-2009)
Argomenti: Province
Domenica
24 Maggio 2009 Chiudi di CLAUDIA TERRACINA ROMA La legge per ridurre i
parlamentari? La facciamo noi. Anche i partiti di opposizione assicurano di
voler ridurre il numero degli eletti di Camera e Senato. E ingaggiano da subito
la competizione con il presidente del Consiglio che ha annunciato a breve la
presentazione di una legge di iniziativa popolare. L'obiettivo è chiaro. Non si
può lasciare a Berlusconi l'onore della battaglia contro i privilegi della
casta dei politici. Per questo, pur giudicando «pericolosissime» le
affermazioni del premier sul Parlamento, i capigruppo del Pd al Senato e alla
Camera scrivono ai loro colleghi dell'Udc e dell'Italia dei valori chiedendo un
incontro per coordinare «una risposta adeguata» alle affermazioni «di
straordinaria gravità» del Presidente del Consiglio. E anche per il leader del
Pd Franceschini è necessario «fare fronte comune contro un premier che ormai ha
perso l'equilibrio, che ha molti scheletri nell'armadio e che può danneggiare
seriamente la democrazia». E conclude ribadendo che «questo è il momento
dell'unità». Ma Di Pietro non aderisce all'appello e, pur dicendosi pronto a votare
il taglio dei parlamentari, insiste con la sua proposta di un voto di sfiducia
contro Berlusconi. E rifiuta l'incontro anche l'Udc che subordina un'eventuale
strategia comune al ritiro dell'appoggio al referendum da parte dei
"Democrat". «Rispettiamo il Pd, con cui spesso collaboriamo in
Parlamento, e riteniamo anche noi gravi le dichiarazioni di Berlusconi.
Tuttavia, non siamo disponibili ad alcun incontro, in piena campagna
elettorale, almeno fin quando il Pd non cambierà idea sul sostegno al referendum,
che consegnerebbe proprio a Berlusconi, e per lungo tempo, il governo del
Paese», dichiarano i capigruppo centristi di Camera e Senato, Michele Vietti e
Gianpiero D'Alia. Difficile a questo punto ipotizzare un'opposizione compatta
ed unita per battere il premier sul suo terreno. Tutt'altra storia e la
riduzione delle «pletoriche» assemblee parlamentari. Nel giro di poche ore è un
vortice di dichiarazioni alle agenzie. «Il governo chieda alla prossima
conferenza dei capigruppo del Senato, come faremo noi del Pd, di mettere
immediatamente all'ordine del giorno dei lavori di Palazzo Madama la nostra
proposta di riduzione del numero dei parlamentari. Le senatrici e i senatori
del Pd la voteranno. Invece di invocare proposte di iniziativa popolare, il presidente
del Consiglio provveda, se può e se è in grado, a farla votare dai suoi
senatori», è la sfida della presidente dei senatori "democrat", Anna
Finocchiaro. Sulla stessa lunghezza d'onda il vicecapogruppo dei deputati del
Pd, Gianclaudio Bressa, che seccamente avverte: «Se il presidente del Consiglio
vuole veramente proporre la riduzione del numero dei parlamentari chieda al suo
gruppo di far calendarizzare la proposta di legge del Pd e la voti in
Parlamento. Non saremo certo noi ad opporci. In caso contrario - aggiunge - il
ddl sventolato oggi da Berlusconi assumerebbe le vesti di un vero e proprio
ricatto che un potere dello Stato fa contro il Parlamento». E il leader
centrista, Pier Ferdinando Casini, che giudica «irricevibile» l'appello del Pd
per una strategia unitaria, avverte: «Noi vogliamo tagliare il numero dei
parlamentari, altro che capponi. Chiediamo a Berlusconi di
non fare come le Province. Ne aveva annunciato l'abolizione e adesso andiamo a
votare perchè se n'è dimenticato il giorno dopo le elezioni». Quindi, lo invita
«a far davvero questa proposta e noi la votiamo. Riduciamo a cento i
parlamentari, ma se non lo farà, per l'ennesima volta dimostrerà che questa è
una trovata elettorale». Infine, anche Di Pietro annuncia che «l'Idv ha
preparato una proposta di legge di iniziativa popolare, volta a ridurre gli
sprechi, i costi della politica, il numero dei componenti delle assemblee
elettive, a partire dai parlamentari per finire ai consiglieri comunali, e a
dare una sforbiciata agli enti inutili. Vogliamo proprio vedere se quando
arriveremo in Parlamento- sfida- premier e maggioranza sosterranno il nostro
ddl».
(
da "Arena, L'"
del 24-05-2009)
Argomenti: Province
Domenica
24 Maggio 2009 CRONACA Pagina 10 LA DESTRA MPA. L'imprenditore Cavazzana e l'avvocato Scaravelli A difesa dei valori cristiani e italiani Per
la Provincia «l'obiettivo è l'abolizione» In Europa «contro il Trattato di
Lisbona» È stata la Scala della Ragione a fare da sfondo ieri alla
presentazione dei candidati alla presidenza della Provincia e al Parlamento
europeo della lista L'autonomia per Verona-Destra Mpa. L'aspirante
presidente provinciale è Leonardo Cavazzana, 47 anni, imprenditore, che fa
parte del comitato centrale de La Destra, già candidato per il Consiglio
comunale. Il suo obiettivo è «dismettere le competenze della Provincia dandole
a Comuni e Regioni». Ma non è una contraddizione per un candidato alla
Provincia? «No», risponde Cavazzana, «perchè la Provincia è un ente inutile
schiacciato tra la Regione e il Comune, con un costo di gestione mostruoso. Il
personale impiegato si potrà ricollocare negli altri enti e, nel tempo, mano a
mano che ci saranno i pensionamenti, avremo risparmiato una montagna di soldi
che potranno essere investiti in opere e servizi per i cittadini. Perchè il
punto principale della nostra politica è ascoltare le istanze dei cittadini. Ad
esempio, sul traforo, bisognava sentire tutti. Invece il sindaco Flavio Tosi
rifiuta ogni tipo di confronto». Cavazzana spezza una lancia a favore del
progetto dell'autodromo:«Siamo più che favorevoli: darà occupazione in un luogo
oggi sempre più abbandonato e toglierà dalle strade tanta gente che corre».
L'avvocato Paolo Scaravelli, candidato per l'Europa, già consigliere regionale
di An, afferma di candidarsi «per difendere l'identità, i valori e la storia
della Destra italiana, e di quella veronese in particolare, per contrastare il
Trattato di Lisbona che è contro l'identità dei popoli europei». E aggiunge di
credere «nell'Europa dei popoli e delle cattedrali e non in quella della
burocrazia e delle banche». E stigmatizza la politica agricola europea «che ha
penalizzato l'Italia cercando di eliminare le sue produzioni di qualità a
favore di quelle di altri Paesi europei». Afferma, Scaravelli, di voler
«difendere i valori cristiani della nostra civiltà sottoposti a un attacco
continuo in Europa dove ci sono maggioranze di Sinistra», ricordando che la
scelta della Destra Mpa «è una scelta di libertà e autonomia all'interno del
Centro Destra». E sulla questione autodromo, che in Scaravelli trova uno dei
suoi ideatori e sostenitori, l'aspirante europarlamentare suggerisce di
intitolarlo al pilota veronese Bruno Ruffo, recentemente scomparso, che fu il
primo in Italia a vincere una gara mondiale di motociclismo.
(
da "Gazzettino, Il
(Padova)" del 24-05-2009)
Argomenti: Province
Un bagno
di folla per le tappe di Casini e Franceschini Domenica 24 Maggio 2009,
Monselice Dario Franceschini leader del Partito democratico e il presidente
dell'Udc, Pierferdinando Casini, hanno fatto tappa ieri a Monselice. Il primo
ad arrivare è stato il segretario dei democratici che ha un po' deluso le
aspettative. Doveva arrivare in treno da Rovigo, invece è arrivato in auto. Un
motivo c'era: il treno era in pesante ritardo e non volevea disatendere le
attese dei suoi elettori. La decisione è stata molto apprezzata dal popolo del
Pd, che si è dato appuntamento alla stazione per salutare il segretario del
partito. Francesco Miazzi ha fatto gli onori di casa con un breve saluto. Il
microfono è passato poi nelle mani di Franceschini che è salito su una sedia
con l'aiuto del capogruppo consiliare del centrosinistra, Rino Biscaro. «Girare
l'Italia mi ha permesso d'incontrare gente straordinaria - ha detto il
segretario del Pd - che mi ha posto i problemi legati all'impossibilità di
arrivare alla quarta settimana. Nel sistema Italia i primi a pagare sono i
lavoratori precari. Se il governo avesse evitato le manovre
legate all'Alitalia e all'abolizione dell'Ici molti problemi occupazionali
sarebbero risolti. Ci deve essere un sussulto da parte vostra perché è ora di
alzare la testa e la voce contro chi non vuole più riconoscere le istituzioni
modificando radicalmente la Costituzione. Se faremo sentire la nostra
voce l'8 giugno sarà un giorno straordinario per Monselice e per Miazzi e per
tutta l'Italia». Ad un tiro di voce in piazzetta Bianchini Pierferdinando
Casini per sostenere la candidatura di Stefano Peraro a sindaco di Monselice e
di Antonio De Poli alla presidenza della Provincia: «Il capo del governo usa le
televisioni per raccogliere consensi, noi invece scendiamo nelle cento, mille
piazze per incontrare la gente. Il governo non si occupa della natalità che si
è azzerata e lascia dei vuoti pericolosi dimenticando le famiglie che si
dibattono in numerose difficoltà economiche. È quindi necessario che Stefano,
se diventerà sindaco, guardi con attenzione a questi problemi e cerchi
soluzioni immediate, magari trascurando la manutenzione di qualche strada.
Antonio De Poli, se diventerà presidente della Provincia, presti attenzione
alla sicurezza e manutenzione degli edifici scolatici». Orfeo Meneghetti
(
da "Gazzettino, Il
(Belluno)" del 24-05-2009)
Argomenti: Province
Ici, confermata l'abolizione dell'imposta sulla prima casa
Con il versamento della rata entro il 16 giugno anche la tassa di scopo (0,2
per mille) sul nuovo bollettino Domenica 24 Maggio 2009,
(
da "Gazzettino, Il"
del 24-05-2009)
Argomenti: Province
Domenica
24 Maggio 2009, Roma NOSTRA REDAZIONE Il Pd chiede a Idv e Udc di incontrarsi
per coordinare, insieme, una «risposta adeguata» alle affermazioni di Silvio
Berlusconi sul Parlamento - affermazioni che Red Tv manderà in onda ogni
mezz'ora per tutto il week-end - ma ancora una volta, addirittura nel
progettare un'iniziativa contro il comune avversario, l'opposizione non riesce
a fare fronte comune e i democratici ricevono da dipietristi e centristi un
secco «no, grazie». A sollecitare l'incontro erano stati i capigruppo del Pd,
Anna Finocchiaro e Antonello Soro, con una lettera ai capigruppo dei due
partiti dell'opposizione, nella quale affermavano che «le recenti dichiarazioni
di Berlusconi all'assemblea di Confindustria costituiscono un fatto di
straordinaria gravità» e che «la reiterata manifestazione di ostilità e disprezzo
verso le prerogative del Parlamento meritano una risposta adeguata. Parole che
si scontrano contro un muro del tutto invalicabile. Ma per l'Idv si tratterebbe
di una perdita di tempo, di una reazione del tutto inadeguata: «La giusta
risposta a Berlusconi - dice Antonio Di Pietro - non sono le solite riunioni e
le sterili parole, ma azioni e provvedimenti determinanti. Per questo -
annuncia - l'Idv ha promosso una mozione di sfiducia nei confronti del
presidente del Consiglio, che non riteniamo moralmente e politicamente degno di
rappresentare questo Paese. Berlusconi - aggiunge l'ex ministro - vuole
sfuggire alla giustizia, nonostante sia emerso chiaramente nel processo Mills
il suo ruolo di corruttore. La gravità dei suoi comportamenti è emersa anche
nei precedenti processi che ha voluto inquinare. Presenteremo martedì prossimo,
alla riapertura del Parlamento, la mozione di sfiducia per portare il dibattito
in aula e informare i cittadini». Quindi, il segretario lancia la sua sfida:
«Ci auguriamo che tutti i parlamentari dell'opposizione la firmino e non si
concentrino soltanto sulle vuote parole: gli attacchi al Parlamento e alla
magistratura hanno bisogno di una risposta adeguata e di una forte e compatta
opposizione. Le firme dei deputati dell'Idv non bastano, ci vogliono anche
quelle del Pd e delle altre opposizioni. È qui che si vedrà una buona volta se
nelle altre forze di opposizione c'è la volontà di arrivare al confronto con
questa persona che riteniamo non degna moralmente e politicamente di governare
l'Italia o se fanno soltanto il gioco delle tre carte. E non dicano che
comunque non avrebbe successo perché non abbiamo la maggioranza dei voti: le
mozioni di sfiducia si presentano anche per aprire un dibattito e vedere chi
sta da una parte e chi dall'altra». A sua volta l'Udc, con un comunicato,
risponde ai democratici con un secco no all'ipotesi di fare fronte comune,
«almeno fin quando il Pd non cambierà idea sul sostegno al referendum, che
consegnerebbe proprio a Berlusconi, e per lungo tempo, il governo del Paese».
Intanto Pier Ferdinando Casini, in Veneto per la campagna elettorale, sfida al
premier sul fronte delle riforme: «Noi vogliamo tagliare il numero dei
parlamentari - dice - altro che capponi. Berlusconi faccia davvero questa proposta
e noi la votiamo: riduciamo a cento i parlamentari. Però, se non lo farà per
l'ennesima volta, dimostrerà che questa è una boutade elettorale. Non faccia come con le Province: ne aveva annunciato l'abolizione
e adesso andiamo a votare perché se n'è dimenticato il giorno dopo le elezioni.
Ma ci aspettiamo che, ancora una volta, la Lega blocchi i suoi buoni
propositi». È dunque così che Franceschini - che si trova contro anche la
sinistra extraparlamentare, seccata per non essere stata inclusa nell'elenco
dei destinatari della missiva democratica, e in ogni caso persuasa che il Pd si
sia svegliato tardi, accorgendosi solo ora del «pericolo per la democrazia»
rappresentato da Berlusconi - si ritrova con in mano un pugno di mosche, e
vanamente si duole: «In questo momento mi pare serva l'unità...». C.G.
(
da "Sicilia, La"
del 24-05-2009)
Argomenti: Province
Tutti
d'accordo ora a tagliare i parlamentari Il Pd: «Al Senato il Pdl ha i numeri
per farlo» Anna Rita Rapetta Roma. Berlusconi rilancia l'idea di una legge
d'iniziativa popolare per ridurre il numero dei parlamentari. L'opposizione
risponde sfidando il governo a mettere all'ordine del giorno dei lavori di
palazzo Madama la proposta di legge presentata in tal senso dal Pd: «Il premier
provveda, se può e se è in grado, a farla votare dai suoi senatori», incalza
Finocchiaro, capogruppo del Pd al Senato. In tempi di elezioni nessuno si tira
indietro. Anche l'Udc si fa sotto. «Noi vogliamo tagliare il numero dei
parlamentari, altro che capponi», dice Casini convinto, come i democratici, che
quella del premier sia solo una boutade elettorale. Prima
delle politiche - ricorda Casini - il premier aveva annunciato l'abolizione
delle province. E invece il 6-7 giugno si voterà per rinnovarne i consigli. Già
attiva per la riduzione dei costi della politica e il numero dei parlamentari,
l'Idv sta raccogliendo le firme per un'iniziativa di legge popolare.
L'attenzione del partito di Di Pietro si concentra, però, sulla mozione di
sfiducia che presenterà martedì prossimo. L'ex-pm la considera l'unica strada
possibile. Per questo ha declinato l'invito che il Pd ha rivolto al suo partito
e all'Udc per una riunione sull'accaduto. Invito respinto, per ragioni diverse,
anche dall'Udc che non manda giù la campagna per il «sì» al referendum del Pd.
Sul fronte opposto, la Lega rimanda tutto a dopo il voto (ricordando che la
devoluzione prevedeva la riduzione dei parlamentari, ma «la sinistra l'ha fatta
saltare»), il presidente della Camera, Fini, alza la posta: «Il problema non
sono solo i 945 parlamentari, ma anche i consiglieri e gli assessori regionali
e i rappresentanti del territorio. Forse è arrivato il momento di dare una
sforbiciata».
(
da "Stampaweb, La"
del 24-05-2009)
Argomenti: Province
ROMA
Continua a far discutere la proposta del premier Berlusconi di chiamare a
raccolta i cittadini e presentare un testo di iniziativa popolare per ridurre
il numero di deputati e senatori. Oltre al Pdl anche la Lega plaude al Cavaliere
e si dice pronta a sostenere la riforma mentre nellopposizione, dopo il richiamo di Dario Franceschini
allunità nellazione di contrasto al governo, si registra una certa
tensione tra Pd e Idv. La Lega si dice soddisfatta sottolineando, tra
laltro, che la riforma proposta da Berlusconi è la stessa che aveva
tentato di far andare in vigore il Carroccio incappando però nella bocciatura
del referendum. «Bravo Berlusconi! Una settimana fa si era meritato la tessera
della Lega ad honorem - si complimenta il ministro della Semplificazione
Roberto Calderoli - oggi dimostra di essere un militante. Infatti dopo aver
sostenuto i respingimenti del ministro Maroni, ora sostiene la proposta di
riduzione del numero dei parlamentari, proposta che abbiamo fatto votare
quattro volte in Parlamento e che fu poi affossata dalla sinistra con il
referendum e per di più lo fa con il coinvolgimento del popolo». E anche il
ministro della Difesa, Ignazio La Russa, si dice pronto alla raccolta delle
firme sul testo di iniziativa popolare. Non solo, il titolare della Pubblica
Amministrazione, Renato Brunetta, attribuisce alla proposta sul Parlamento un
valore fortemente simbolico. «È un nuovo inizio costituente del nostro Paese»,
dice. E il vice presidente dei deputati del Pdl, Italo Bocchino, assicura che
la maggioranza andrà avanti da sola se lopposizione
dice no. Intanto il Pd ribadisce la necessità di unazione di opposizione
unitaria e stigmatizza il comportamento di Antonio Di Pietro che ieri ha chiuso
alla proposta di un tavolo comune di tutto il centrosinistra. «Appare sconcertante
- attacca il presidente dei deputati del Pd, Antonello Soro - il comportamento
dellonorevole Di Pietro in questo ore: il suo
diniego ad un momento di condivisione per la scelta delle forme più efficaci di
opposizione appare irragionevole e dettato da un mediocre desiderio di
conflitto nei confronti del principale partito dello schieramento del
centrosinistra». E sia il segretario del Pd, Franceschini che Massimo DAlema invitano lex pm e i suoi a evitare le
divisioni e gli egoismi: «Questo - dicono - non è il momento». Di Pietro, però,
va dritto per la sua strada, si dice anche disponibile a un tavolo comune delle
opposizioni, ma a patto che Udc e Pd accettino di siglare la mozione di
sfiducia che lIdv presenterà martedì in
Parlamento nei confronti del presidente del Consiglio a seguito del caso
Mills. «Siamo favorevoli - dice il capogruppo alla Camera, Massimo Donadi
- alla massima compattezza delle opposizioni. Non vogliamo polemiche. Questo è il momento dei
fatti e non delle parole e per questo lanciamo un appello accorato al Pd e
anche allUdc di sottoscrivere una mozione di sfiducia».
LUdc, invece, continua a sfidare Berlusconi sulla questione del ddl
popolare sui parlamentari e sceglie di non insistere più di tanto sul caso
Noemi («se Berlusconi non vuole rispondere è un problema suo», dice Casini).
«Siamo disponibili - dice il leader centrista - a ridurre anche a 100 il numero
dei parlamentari; assicuriamo il nostro voto a favore. Basta che Berlusconi non
si smentisca come per labolizione delle province». Una posizione questa sulla quale, comunque, le
opposizioni sembrano essere tutte daccordo.
(
da "Giornale di Brescia"
del 25-05-2009)
Argomenti: Province
Edizione:
25/05/2009 testata: Giornale di Brescia sezione:in primo piano Riforma Camere:
sì da Pdl e Lega Maggioranza compatta col premier: anche da soli Democratici,
appello a Idv e Udc: non dividiamoci per la riduzione del numero dei
parlamentari trova Pdl e Lega compatti" title="La proposta di un ddl
di iniziativa popolare lanciata da Berlusconi per la riduzione del numero dei
parlamentari trova Pdl e Lega compatti"
onClick="showImage('http://www.giornaledibrescia.it/gdbonline/contenuti/20090525/foto/full_brescia_39.jpg',600,934)">
La proposta di un ddl di iniziativa popolare lanciata da Berlusconi per la
riduzione del numero dei parlamentari trova Pdl e Lega compatti ROMAFa
discutere la proposta del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi di
chiamare a raccolta i cittadini e presentare un testo di iniziativa popolare
per ridurre il numero di deputati e senatori. Pdl e Lega plaudono al Cavaliere
e si dicono pronti a sostenere la riforma mentre nell'opposizione, dopo il
richiamo di Dario Franceschini all'unità nell'azione di contrasto al governo,
si registra una certa tensione tra Pd e Idv. Calderoli: Cavaliere in piena
sintonia con noi La Lega si dice soddisfatta sottolineando, tra l'altro, che la
riforma proposta da Berlusconi è la stessa che aveva tentato di far andare in
vigore il Carroccio incappando però nella bocciatura del referendum. «Bravo
Berlusconi! Una settimana fa si era meritato la tessera della Lega ad honorem -
si complimenta il ministro della Semplificazione Roberto Calderoli - oggi
dimostra di essere un militante. Infatti dopo aver sostenuto i respingimenti
del ministro Maroni, ora sostiene la proposta di riduzione del numero dei parlamentari,
proposta che abbiamo fatto votare quattro volte in Parlamento e che fu poi
affossata dalla sinistra con il referendum e per di più lo fa con il
coinvolgimento del popolo». E anche il ministro della Difesa, Ignazio La Russa,
si dice pronto alla raccolta delle firme sul testo di iniziativa popolare. Non
solo, il titolare della Pubblica amministrazione, Renato Brunetta, attribuisce
alla proposta sul Parlamento un valore fortemente simbolico. «È un nuovo inizio
costituente del nostro Paese», dice. E il vice presidente dei deputati del Pdl,
Italo Bocchino, assicura che la maggioranza andrà avanti da sola se
l'opposizione dice no. Il Pd: Di Pietro è irragionevole Intanto il Pd ribadisce
la necessità di un'azione di opposizione unitaria e stigmatizza il comportamento
di Antonio Di Pietro che sabato ha chiuso alla proposta di un tavolo comune di
tutto il centrosinistra. «Appare sconcertante - attacca il presidente dei
deputati del Pd, Antonello Soro - il comportamento dell'onorevole Di Pietro in
questo ore: il suo diniego ad un momento di condivisione per la scelta delle
forme più efficaci di opposizione appare irragionevole e dettato da un mediocre
desiderio di conflitto nei confronti del principale partito dello schieramento
del centrosinistra». E sia il segretario del Pd, Franceschini che Massimo
D'Alema invitano l'ex pm e i suoi a evitare le divisioni e gli egoismi: «Questo
- dicono - non è il momento». Di Pietro, però, va dritto per la sua strada, si
dice anche disponibile a un tavolo comune delle opposizioni, ma a patto che Udc
e Pd accettino di siglare la mozione di sfiducia che l'Idv presenterà domani in
Parlamento nei confronti del presidente del Consiglio a seguito del «caso
Mills». «Siamo favorevoli - dice il capogruppo alla Camera, Massimo Donadi - alla
massima compattezza delle opposizioni. Non vogliamo polemiche. Questo è il
momento dei fatti e non delle parole e per questo lanciamo un appello accorato
al Pd e anche all'Udc di sottoscrivere una mozione di sfiducia». Casini: sì
alla riduzione dei parlamentari L'Udc, invece, continua a sfidare Berlusconi
sulla questione del ddl popolare sui parlamentari e sceglie di non insistere
più di tanto sul caso Noemi («se Berlusconi non vuole rispondere è un problema
suo», dice Casini). «Siamo disponibili - dice il leader
centrista - a ridurre anche a 100 il numero dei parlamentari; assicuriamo il
nostro voto a favore. Basta che Berlusconi non si smentisca come per
l'abolizione delle Province». Una posizione questa sulla quale, comunque, le
opposizioni sembrano essere tutte d'accordo.
(
da "Arena, L'"
del 25-05-2009)
Argomenti: Province
Lunedì
25 Maggio 2009 NAZIONALE Pagina 2 IL TAGLIO DEI DEPUTATI. Il ministro La Russa
annuncia il via dell'iniziativa popolare già durante la campagna elettorale.
Lega soddisfatta Parlamentari, «subito la raccolta di firme» L'opposizione
resta divisa sulla mozione di sfiducia a Berlusconi, che insiste: «Il Pd è in
liquidazione» ROMA Partirà presto la raccolta di firme per la proposta di legge
per la riduzione dei parlamentari ideata da Silvio Berlusconi. «La facciamo
partire forse già in campagna elettorale» ha detto il ministro della Difesa
Ignazio La Russa, «da Milano e da altre città». La Russa ha ricordato che la
riduzione dei parlamentari è già stata votata dalle Camere quattro volte, visto
che era contenuta nella riforma costituzionale del 2005, poi bocciata dal
referendum. «Dobbiamo proporre» ha aggiunto, «senza se e senza ma, ciò che
abbiamo già votato. Se la sinistra è d'accordo, si accodi». Ma intanto continua
a far discutere la proposta del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi di
ridurre il numero dei deputati mediante un testo di iniziativa popolare. Pdl e
Lega plaudono al Cavaliere e si dicono pronti a sostenere la riforma mentre
nell'opposizione, dopo il richiamo di Dario Franceschini all'unità nell'azione
di contrasto al governo, si registra una certa tensione tra Pd e Idv. La Lega
si dice soddisfatta sottolineando, tra l'altro, che la riforma proposta da
Berlusconi è la stessa che aveva tentato di far andare in vigore il Carroccio
incappando però nella bocciatura del referendum. «Una settimana fa si era
meritato la tessera della Lega ad honorem», si complimenta il ministro della
Semplificazione Roberto Calderoli, «oggi dimostra di essere un militante.
Infatti dopo aver sostenuto i respingimenti del ministro Maroni, ora sostiene
la proposta di riduzione del numero dei parlamentari, che abbiamo fatto votare
quattro volte in Parlamento e che fu poi affossata dalla sinistra con il
referendum, e per di più lo fa con il coinvolgimento del popolo». E il ministro
della Pubblica amministrazione, Renato Brunetta, attribuisce alla proposta sul
Parlamento un valore fortemente simbolico: «È un nuovo inizio costituente del
nostro Paese». CENTROSINISTRA DIVISO. Intanto il Pd ribadisce la necessità di
un'azione di opposizione unitaria e stigmatizza il comportamento di Antonio Di
Pietro che ieri ha chiuso alla proposta di un tavolo comune del centrosinistra.
«Appare sconcertante» secondo il presidente dei deputati del Pd, Antonello
Soro, il comportamento di Di Pietro. E sia il segretario del Pd, Franceschini che
Massimo D'Alema invitano l'ex pm e i suoi a evitare le divisioni e gli egoismi:
«non è il momento». Di Pietro, però, va dritto per la sua strada, si dice anche
disponibile a un tavolo comune delle opposizioni, ma a patto che Udc e Pd
accettino di siglare la mozione di sfiducia che l'Idv presenterà martedì in
Parlamento nei confronti del presidente del Consiglio a seguito del «caso
Mills». L'Udc, invece, continua a sfidare Berlusconi sulla questione del ddl
popolare sui parlamentari: «Siamo disponibili a ridurre anche a 100 il numero
dei parlamentari; assicuriamo il nostro voto a favore. Basta che Berlusconi non
si smentisca come per l'abolizione delle province». FUGA DAL PD. Due giorni fa aveva definito Dario Franceschini
«commissario liquidatore del Partito democratico». E ieri Berlusconi ha
confermato la sua catastrofica previsione sulla sorte del maggiore partito di
opposizione: «È in liquidazione» e diversi esponenti stanno traslocando: «Dopo
le Europee, Rutelli farà un nuovo partito, Enrico Letta andrà con Casini
e altri si sposteranno a sinistra». Rutelli e Letta hanno subito smentito. Ma
il premier ha parlato del caso Spaggiari, l'ex sindaco Ds a Reggio Emilia,
candidata sindaco sostenuta anche dall'Udc in contrapposizione al candidato Pd:
«È un segnale di malessere interno al partito» ha detto Berlusconi, «e non
certo orchestrato da me». La messa in liquidazione del Pd è, per Franceschini,
un «desiderio» di Berlusconi «e non la realtà»: «Il premier vive in un'altra
dimensione, una specie di torre dorata non a contatto con la gente». E
garantisce che mai come ora il Pd è stato così unito e forte, con l'obiettivo
di «battere Berlusconi».
(
da "Nuova Venezia, La"
del 25-05-2009)
Argomenti: Province
Ancora
una volta Silvio è più avanti: il ricorso all'iniziativa popolare destabilizza
l'opposizione Tagliare a metà il Parlamento? Vecchio progetto rilanciato in
campagna elettorale: pro e contro L'Udc vede un intento solo demagogico Idv
punta sul caso Mills «Mozione di sfiducia» ROMA. Fa discutere la proposta del
presidente del Consiglio Silvio Berlusconi di chiamare a raccolta i cittadini e
presentare un testo di iniziativa popolare per ridurre il numero di deputati e
senatori. Pdl e Lega plaudono al Cavaliere e si dicono pronti a sostenere la
riforma mentre nell'opposizione, dopo il richiamo di Dario Franceschini
all'unità nell'azione di contrasto al governo, si registra una certa tensione
tra Pd e Idv. Ma Franceschini insiste e a Di Pietro, che aveva respinto
l'invito, ma anche al leader dell'Udc Casini che la pensa allo stesso modo
ribadisce che «non è il momento delle divisioni». Ecco il quadro delle reazioni
alla proposta di Berlusconi. La Lega si dice soddisfatta sottolineando che la
riforma è la stessa che aveva tentato di far andare in vigore il Carroccio,
incappando però nella bocciatura del referendum. «Bravo Berlusconi! Una
settimana fa si era meritato la tessera della Lega ad honorem - si complimenta
il ministro della semplificazione Roberto Calderoli - oggi dimostra di essere
un militante. Dopo aver sostenuto i respingimenti del ministro Maroni, ora
sostiene la proposta di riduzione del numero dei parlamentari, proposta che abbiamo
fatto votare 4 volte in Parlamento e che fu poi affossata dalla sinistra con il
referendum. E per di più lo fa con il coinvolgimento del popolo». Anche il
ministro della Difesa, Ignazio La Russa, si dice pronto alla raccolta delle
firme sul testo di iniziativa popolare: «Facciamo partire presto da Milano e
dalle altre città la raccolta delle firme, forse già in campagna elettorale. La
riduzione dei parlamentari è già stata votata dalle Camere quattro volte, visto
che era contenuta nella riforma costituzionale del 2005, poi bocciata dal
referendum. Dobbiamo proporre senza se e senza ma, ciò che abbiamo già votato.
Se la sinistra è d'accordo si accodi». Entusiasta Renato Brunetta, che
attribuisce alla proposta sul Parlamento un valore fortemente simbolico: «E' un
nuovo inizio costituente del nostro Paese», dice. Parere opposto
all'opposizione, dove il Pd considera l'iniziativa del premier un attacco al
Parlamento. L'Udc invece, che sarebbe d'accordo nel merito, è convinta che si
tratti dell'ennesima sparata demagogica di Berlusconi. Casini fa di più e sfida
il Cavaliere: «Siamo disponibili a ridurre anche a 100 il numero dei
parlamentari; assicuriamo il nostro voto a favore. Basta che Berlusconi non si
smentisca come per l'abolizione delle province». Obiettivo ancora diverso per Idv dove Di Pietro punta al
bersaglio grosso: mozione di sfiducia sul caso Mills, nessuna possibilità di
intesa con il Pd se Franceschini non l'appoggia. Ma il Pd contrattacca: «Appare
sconcertante - dice il presidente dei deputati del Pd, Antonello Soro - il
comportamento dell'onorevole Di Pietro: il suo diniego ad un momento di
condivisione per la scelta delle forme più efficaci di opposizione appare
irragionevole e dettato da un mediocre desiderio di conflitto nei confronti del
principale partito dello schieramento del centrosinistra». «Siamo favorevoli -
replica il capogruppo alla Camera, Massimo Donadi - alla massima compattezza
delle opposizioni. Non vogliamo polemiche. Questo è il momento dei fatti e non
delle parole e per questo lanciamo un appello accorato al Pd e anche all'Udc di
sottoscrivere una mozione di sfiducia». Insomma, ognuno tira il lenzuolo dalla
sua parte. E ieri Franceschini ha continuato a farlo, parlando a Bagnolo in
Piano, una delle tappe del suo tour elettorale fra le province
padane di Reggio Emilia e Modena: «Ho preso atto che Di Pietro ha risposto di
no, ma voglio insistere con lui e anche con Casini perché bisogna tenere
l'opposizione unita. Un grande partito come il nostro ha il dovere di insistere
perché l'opposizione sia unita davanti ai rischi che corre il Paese. Non è il
momento di iniziative sbagliate - aggiunge Franceschini riferendosi alla
mozione di sfiducia al premier che Di Pietro vuol presentare domani in
Parlamento - solo per avere qualche voto in più, qualche tornaconto di consenso
per il proprio partito». Poi l'attacco a Berlusconi: «A volte lo guardo e mi
sembra un uomo di plastica che vuole farci vivere in un mondo di plastica, ma
l'Italia non è così. L'Italia ha valori che vanno riscoperti e che la tv tende
a capovolgere perché sono importanti solo fama e ricchezza e tutto è consentito
contro tutti per averli. Noi diciamo che bisogna risvegliare la coscienza
civile di questo paese».
(
da "Libertà"
del 25-05-2009)
Argomenti: Province
«Pronti
a dimezzare il Parlamento» Lega e Pdl favorevoli alla proposta di Berlusconi
Tensione Pd-Di Pietro. Casini: anche solo 100 eletti ROMA - Fa discutere la
proposta del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi di chiamare a raccolta
i cittadini e presentare un testo di iniziativa popolare per ridurre il numero
di deputati e senatori. Pdl e Lega plaudono al Cavaliere e si dicono pronti a
sostenere la riforma mentre nell'opposizione, dopo il richiamo di Dario
Franceschini all'unità nell'azione di contrasto al governo, si registra una
certa tensione tra Pd e Idv. La Lega si dice soddisfatta sottolineando, tra
l'altro, che la riforma proposta da Berlusconi è la stessa che aveva tentato di
far andare in vigore il Carroccio incappando però nella bocciatura del
referendum. «Bravo Berlusconi! Una settimana fa si era meritato la tessera
della Lega ad honorem - si complimenta il ministro della Semplificazione
Roberto Calderoli - oggi dimostra di essere un militante. Infatti dopo aver
sostenuto i respingimenti del ministro Maroni, ora sostiene la proposta di
riduzione del numero dei parlamentari, proposta che abbiamo fatto votare
quattro volte in Parlamento e che fu poi affossata dalla sinistra con il
referendum e per di più lo fa con il coinvolgimento del popolo». E anche il
ministro della Difesa, Ignazio La Russa, si dice pronto alla raccolta delle
firme sul testo di iniziativa popolare. Non solo, il titolare della Pubblica
Amministrazione, Renato Brunetta, attribuisce alla proposta sul Parlamento un
valore fortemente simbolico. «È un nuovo inizio costituente del nostro Paese»,
dice. E il vice presidente dei deputati del Pdl, Italo Bocchino, assicura che
la maggioranza andrà avanti da sola se l'opposizione dice no. Intanto il Pd
ribadisce la necessità di un'azione di opposizione unitaria e stigmatizza il
comportamento di Antonio Di Pietro che ieri ha chiuso alla proposta di un
tavolo comune di tutto il centrosinistra. «Appare sconcertante - attacca il
presidente dei deputati del Pd, Antonello Soro - il comportamento
dell'onorevole Di Pietro in questo ore: il suo diniego ad un momento di
condivisione per la scelta delle forme più efficaci di opposizione appare
irragionevole e dettato da un mediocre desiderio di conflitto nei confronti del
principale partito dello schieramento del centrosinistra». E sia il segretario
del Pd, Franceschini che Massimo D'Alema invitano l'ex pm e i suoi a evitare le
divisioni e gli egoismi: «questo - dicono - non è il momento». Di Pietro, però,
va dritto per la sua strada, si dice anche disponibile a un tavolo comune delle
opposizioni, ma a patto che Udc e Pd accettino di siglare la mozione di
sfiducia che l'Idv presenterà martedì in Parlamento nei confronti del
presidente del Consiglio a seguito del "caso Mills". «Siamo
favorevoli - dice il capogruppo alla Camera, Massimo Donadi - alla massima
compattezza delle opposizioni. Non vogliamo polemiche. Questo è il momento dei
fatti e non delle parole e per questo lanciamo un appello accorato al Pd e
anche all'Udc di sottoscrivere una mozione di sfiducia». L'Udc, invece,
continua a sfidare Berlusconi sulla questione del ddl popolare sui parlamentari
e sceglie di non insistere più di tanto sul caso Noemi («se Berlusconi non
vuole rispondere è un problema suo», dice Casini). «Siamo
disponibili - dice il leader centrista - a ridurre anche a 100 il numero dei
parlamentari; assicuriamo il nostro voto a favore. Basta che Berlusconi non si
smentisca come per l'abolizione delle province». Una
posizione questa sulla quale, comunque, le opposizioni sembrano essere tutte
d'accordo. Alessandra Chini 25/05/2009
(
da "Libertà"
del 25-05-2009)
Argomenti: Province
Pecorara:
Pensionati anima dell'alleanza piacenza - Il coordinatore provinciale Sergio
Pecorara ha annunciato che per le elezioni europee il Partito Pensionati sarà
presente, assieme al Movimento per le autonomie, La destra, e l'Alleanza di
centro, in un unico simbolo, denominato: "L'Autonomia". «Sarà - ha
preannunciato Pecorara - un cartello elettorale omogeneo, capace di superare
l'iniquo sbarramento del 4% imposto dai grossi partiti. Il Partito Pensionati
vuole rappresentare l'anima sociale di questa alleanza». Secondo Pecorara, il
Partito Pensionati si batterà per l'affermazione di questa compagine
elettorale«affinché in Europa continui ad essere presente la voce dei
pensionati». Il Partito Pensionati non sarà presente con il proprio simbolo
alle elezioni provinciali di Piacenza e nessun rappresentante del movimento è
stato inserito in liste o coalizioni per questa tornata elettorale «visto che da sempre siamo favorevoli all'abolizione delle province». «Non abbiamo ritenuto opportuno inoltre, presentare un nostro
candidato, il sottoscritto - afferma Pecorara - per evitare di indebolire una
persona, Massimo Trespidi, che ha i nostro stessi ideali, valori e allo stesso
tempo una consolidata esperienza amministrativa». 25/05/2009
(
da "Adige, L'"
del 25-05-2009)
Argomenti: Province
Alessandra
Chini ROMA - Fa discutere la proposta del presidente del Consiglio Silvio
Berlusconi di chiamare a raccolta i cittadini e presentare un testo di
iniziativa popolare per ridurre il numero di deputati e senatori Alessandra
Chini ROMA - Fa discutere la proposta del presidente del Consiglio Silvio
Berlusconi di chiamare a raccolta i cittadini e presentare un testo di
iniziativa popolare per ridurre il numero di deputati e senatori. Pdl e Lega
plaudono al Cavaliere e si dicono pronti a sostenere la riforma mentre
nell'opposizione, dopo il richiamo di Dario Franceschini all'unità nell'azione
di contrasto al governo, si registra una certa tensione tra Pd e Idv. La Lega
si dice soddisfatta sottolineando, tra l'altro, che la riforma proposta da
Berlusconi è la stessa che aveva tentato di far andare in vigore il Carroccio
incappando però nella bocciatura del referendum. «Bravo Berlusconi! Una
settimana fa si era meritato la tessera della Lega ad honorem - si complimenta
il ministro della Semplificazione Roberto Calderoli - ora dimostra di essere un
militante. Infatti dopo aver sostenuto i respingimenti del ministro Maroni, ora
sostiene la proposta di riduzione del numero dei parlamentari, proposta che
abbiamo fatto votare quattro volte in Parlamento e che fu poi affossata dalla
sinistra con il referendum e per di più lo fa con il coinvolgimento del
popolo». E anche il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, si dice pronto
alla raccolta delle firme sul testo di iniziativa popolare. Non solo, il
titolare della Pubblica amministrazione, Renato Brunetta, attribuisce alla
proposta sul Parlamento un valore fortemente simbolico. «È un nuovo inizio
costituente del nostro Paese», dice. E il vice presidente dei deputati del Pdl,
Italo Bocchino, assicura che la maggioranza andrà avanti da sola se
l'opposizione dice no. Intanto il Pd ribadisce la necessità di un'azione di
opposizione unitaria e stigmatizza il comportamento di Antonio Di Pietro che
sabato ha chiuso alla proposta di un tavolo comune di tutto il centrosinistra.
«Appare sconcertante - attacca il presidente dei deputati del Pd, Antonello
Soro - il comportamento dell'onorevole Di Pietro in questo ore: il suo diniego
ad un momento di condivisione per la scelta delle forme più efficaci di
opposizione appare irragionevole e dettato da un mediocre desiderio di
conflitto nei confronti del principale partito dello schieramento del
centrosinistra». E sia il segretario del Pd, Franceschini, sia Massimo D'Alema
invitano l'ex pm e i suoi a evitare le divisioni e gli egoismi: «Questo -
dicono - non è il momento». Di Pietro, però, va dritto per la sua strada, si
dice anche disponibile a un tavolo comune delle opposizioni, ma a patto che Udc
e Pd accettino di siglare la mozione di sfiducia che l'Idv presenterà domani in
Parlamento nei confronti del presidente del Consiglio a seguito del «caso
Mills». «Siamo favorevoli - dice il capogruppo alla Camera, Massimo Donadi -
alla massima compattezza delle opposizioni. Non vogliamo polemiche. Questo è il
momento dei fatti e non delle parole e per questo lanciamo un appello accorato
al Pd e anche all'Udc di sottoscrivere una mozione di sfiducia». L'Udc, invece,
continua a sfidare Berlusconi sulla questione del disegno di legge popolare sui
parlamentari e sceglie di non insistere più di tanto sul caso Noemi («se
Berlusconi non vuole rispondere è un problema suo», dice Casini). «Siamo disponibili - dice il leader centrista - a ridurre anche a
100 il numero dei parlamentari; assicuriamo il nostro voto a favore. Basta che
Berlusconi non si smentisca come per l'abolizione delle province». Una posizione questa sulla quale, comunque, le opposizioni
sembrano essere tutte d'accordo. 25/05/2009
(
da "Eco di Bergamo, L'"
del 25-05-2009)
Argomenti: Province
Legge
per ridurre i parlamentari «Via alle firme» --> La Russa: «La raccolta
partirà presto da Milano» Ok di Casini. Polemica Franceschini-Di Pietro Lunedì
25 Maggio 2009 GENERALI, pagina 4 e-mail print ROMAFa discutere la proposta del
presidente del Consiglio Silvio Berlusconi di chiamare a raccolta i cittadini e
presentare un testo di iniziativa popolare per ridurre il numero di deputati e
senatori. Popolo della libertà e Lega plaudono al Cavaliere e si dicono pronti
a sostenere la riforma mentre nell'opposizione, dopo il richiamo di Dario
Franceschini all'unità nell'azione di contrasto al governo, si registra una
certa tensione tra Partito democratico e Italia dei valori. La Lega si dice
soddisfatta sottolineando, tra l'altro, che la riforma proposta da Berlusconi è
la stessa che aveva tentato di far andare in vigore il Carroccio, incappando
però nella bocciatura del referendum. ok della lega «Bravo Berlusconi! Una
settimana fa si era meritato la tessera della Lega ad honorem - si complimenta
il ministro della Semplificazione legislativa, Roberto Calderoli -, oggi
dimostra di essere un militante. Infatti, dopo aver sostenuto i respingimenti
del ministro Maroni, ora sostiene la proposta di riduzione del numero dei
parlamentari, proposta che abbiamo fatto votare quattro volte in Parlamento e
che fu poi affossata dalla sinistra con il referendum e per di più lo fa con il
coinvolgimento del popolo». E anche il ministro della Difesa, Ignazio La Russa,
si dice pronto alla raccolta delle firme sul testo di iniziativa popolare. «La
facciamo partire presto da Milano e dalle altre città - ha detto - forse già in
campagna elettorale. Dobbiamo proporre ha aggiunto senza se e senza ma ciò che
abbiamo già votato. Se la sinistra è d'accordo si accodi». Intanto il Pd
ribadisce la necessità di un'azione di opposizione unitaria e stigmatizza il
comportamento di Antonio Di Pietro, che sabato ha chiuso alla proposta di un
tavolo comune di tutto il centrosinistra. parla d'alema «Appare sconcertante -
attacca il presidente dei deputati del Pd, Antonello Soro - il comportamento
dell'onorevole Di Pietro in questo ore: il suo diniego a un momento di
condivisione per la scelta delle forme più efficaci di opposizione appare
irragionevole e dettato da un mediocre desiderio di conflitto nei confronti del
principale partito dello schieramento del centrosinistra». E sia il segretario
del Pd, Dario Franceschini, che Massimo D'Alema invitano l'ex magistrato e i suoi
a evitare le divisioni e gli egoismi: «Questo - dicono - non è il momento». Di
Pietro, però, va dritto per la sua strada, si dice anche disponibile a un
tavolo comune delle opposizioni, ma a patto che Udc e Pd accettino di siglare
la mozione di sfiducia che l'Idv presenterà martedì in Parlamento nei confronti
del presidente del Consiglio a seguito del caso Mills. «La mozione di sfiducia
- dice Di Pietro - non ha lo scopo di battere subito a tavolino la maggioranza
e Berlusconi, ma ha l'obiettivo di iniziare il percorso parlamentare che metta
in discussione la credibilità della sua leadership. Orsù, dunque, passiamo
dalle parole ai fatti». udc a favore L'Udc, invece, continua a sfidare
Berlusconi sulla questione del disegno di legge popolare sui parlamentari e
sceglie di non insistere più di tanto sul caso Noemi («Se Berlusconi non vuole
rispondere è un problema suo», dice Casini). «Siamo disponibili - dice il
leader centrista - a ridurre anche a cento il numero dei parlamentari;
assicuriamo il nostro voto a favore. Basta che Berlusconi non si smentisca come
per l'abolizione delle Province». Una posizione questa sulla quale, comunque,
le opposizioni sembrano essere tutte d'accordo. Alessandra Chini 25/05/2009
nascosto-->
(
da "Messaggero, Il"
del 25-05-2009)
Argomenti: Province
Lunedì
25 Maggio 2009 Chiudi di CLAUDIA TERRACINA ROMA Tutti d'accordo. Occorre
tagliare il numero dei parlamentari. Ma per l'opposizione la proposta di legge
va discussa e approvata nelle aule di Camera e Senato, mentre il premier
Berlusconi preferisce chiamare a raccolta i cittadini e presentare un testo di
iniziativa popolare per ridurre il numero di deputati e senatori a sole cento
unità. Pdl e Lega plaudono e si dichiarano pronti a sostenere la riforma, anche
se il ministro Calderoli sottolinea che la primogenitura della proposta è del
Carroccio «che l'ha fatta votare in Parlamento già quattro volte», ironizzando
«sul fatto che il premier abbia di nuovo sposato una nostra iniziativa, da vero
militante». Ma il presidente dei senatori del Pdl, Maurizio Gasparri,
puntualizza: «Con la riduzione del numero dei parlamentari potremo realizzare
in tempi più rapidi le riforme necessarie al Paese. Questo è il senso
dell'intervento del premier a Confindustria e spiace che le opposizioni si
siano scandalizzate per una riforma che, rendendo il Parlamento più snello,
evita l'impantanamento dell'iter legislativo». Pd, Udc e Italia dei valori
ricordano però di aver presentato a loro volta progetti di legge bene
articolati sull'argomento. Al momento sono quattro le proposte depositate per
ridurre il numero di deputati e senatori. «Basterebbe discuterle e votarle in
Parlamento», sottolinea l'opposizione. Tre vengono dal Pd e una dall'Italia dei
Valori. Le prime risalgono all'inizio di questa legislatura, l'ultima a prima firma
del vice presidente dei senatori del Pd al Senato, Luigi Zanda, ha anche
iniziato nel marzo scorso a essere trattata in commissione. Insomma, è
competizione senza quartiere su un argomento che, come è noto, incontra grande
favore tra i cittadini. Il coordinatore del Pdl e ministro La Russa annuncia
che la raccolta delle firme «partirà subito, forse già in campagna elettorale»
e spiega che «occorre una legge di iniziativa popolare per evitare la
bocciatura attraverso il referendum, visto che la sinistra già una volta
liquidò la nostra iniziativa in Parlamento, ecco perchè non basta discuterne in
Parlamento», sottolinea. E a chi gli ricorda le obiezioni del presidente della
Camera, Gianfranco Fini, replica: «Ci mancherebbe, è sempre il Parlamento che
decide, ma le firme dei cittadini daranno certo più valore alla riforma». E il
vice presidente dei deputati del Pdl, Italo Bocchino, assicura che «la
maggioranza andrà avanti da sola se l'opposizione dice no». E mentre
Franceschini e D'Alema si dolgono «che in un momento come questo l'opposizione
non sia unita», Di Pietro rinnova la sfida a Berlusconi sul taglio dei
parlamentari e annuncia il voto di sfiducia sull'onda del verdetto per il caso
Mills. Il leader dell'Udc, Pier Ferdinando Casini, insidia
invece il premier sul suo terreno. «Siamo disponibili a ridurre anche a 100 il
numero dei parlamentari, assicuriamo il nostro voto a favore. Basta che
Berlusconi non si smentisca come per l'abolizione delle province», ironizza. Una posizione questa sulla quale, comunque,
le opposizioni sembrano essere tutte d'accordo, purchè, si intende,
protagonista della riforma sia il Parlamento.
(
da "Gazzetta di Parma
(abbonati)" del 25-05-2009)
Argomenti: Province
POLITICA
25-05-2009 Politica CAMERE «RIDOTTE» LA MAGGIORANZA FA QUADRATO INTORNO ALLA
PROPOSTA DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO. BONAIUTI: «RIFORME PIU' VELOCI»
Pdl-Lega: diminuiremo i parlamentari Calderoli: «Bene Berlusconi, ormai è dei
nostri». La Russa: «Raccolta di firme per rafforzare il progetto» ROMA
Alessandra Chini II Fa discutere la proposta del presidente del Consiglio
Silvio Berlusconi di chiamare a raccolta i cittadini e presentare un testo di
iniziativa popolare per ridurre il numero di deputati e senatori. Pdl e Lega
plaudono al Cavaliere e si dicono pronti a sostenere la riforma. La Lega si
dice soddisfatta sottolineando, tra l'altro, che la riforma proposta da
Berlusconi è la stessa che aveva tentato di far andare in vigore il Carroccio,
incappando però nella bocciatura del referendum. «Bravo Berlusconi! Una
settimana fa si era meritato la tessera della Lega ad honorem si complimenta il
ministro della Semplificazione Roberto Calderoli - oggi dimostra di essere un
militante. Infatti dopo aver sostenuto i respingimenti del ministro Maroni, ora
sostiene la proposta di riduzione del numero dei parlamentari, proposta che
abbiamo fatto votare quattro volte in Parlamento e che fu poi affossata dalla
sinistra con il referendum e per di più lo fa con il coinvolgimento del
popolo». E anche il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, si dice pronto
alla raccolta delle firme sul testo di iniziativa popolare. «Ho iniziato
l'altro giorno una semplice petizione popolare per sostenere il raddoppio del
pattugliamento misto militari forze dell'ordine ha detto . Figurarsi se non
sono d'accordo con una raccolta firme per fare quanto abbiamo già fatto in
Parlamento. Per noi ha aggiunto si tratta di confermare un'idea e mi auguro che
la sinistra questa volta muti opinione». Renato Brunetta, attribuisce alla
proposta sul Parlamento un valore fortemente simbolico. «E' un nuovo inizio
costituente del nostro Paese», dice. E il vice presidente dei deputati del Pdl,
Italo Bocchino, assicura che la maggioranza andrà avanti da sola se
l'opposizione dice no. «Un Parlamento più snello garantirebbe un cammino più
veloce delle riforme». Paolo Bonaiuti, sottosegretario alla presidenza del
Consiglio presenta così, in un'intervista al «Mattino», il progetto di Silvio
Berlusconi di un disegno di legge di iniziativa popolare per ridurre il numero
dei parlamentari. Il governo punta sulla strada dell'iniziativa popolare,
invece di quella ordinaria del Parlamento, perchè «per le Camere sarebbe più
difficile non approvare una proposta sostenuta da milioni di cittadini». L'Udc
continua a sfidare Berlusconi sulla questione del ddl popolare sui parlamentari
e sceglie di non insistere più di tanto sul caso Noemi («se Berlusconi non vuole
rispondere è un problema suo», dice Casini). «Siamo disponibili dice il leader
centrista a ridurre anche a 100 il numero dei parlamentari; assicuriamo il
nostro voto a favore. «Lo faccia subito però. Berlusconi
non si smentisca come per l'abolizione delle province. Non
vorrei che dopo le elezioni cambiasse idea, come la solito». Una posizione
questa sulla quale, comunque, le opposizioni sembrano essere tutte d'accordo. I
ministri Roberto Calderoli (in alto) e Ignazio La Russa.
(
da "Giornale di Brescia"
del 25-05-2009)
Argomenti: Province
Edizione:
25/05/2009 testata: Giornale di Brescia sezione:città e provincia Fornili:
abolire le Province Roberto Fornili si presenta per la Lega Lombardo Veneta
Cancellare tutte le Province italiane, diminuire del 50% il numero delle
Regioni, eliminare l'assemblea di Palazzo Madama. Questi sono alcuni dei
principali obiettivi della Lega Lombardo Veneta per abbattere gli sprechi, come
ci conferma il candidato al Broletto Roberto Fornili. Fornili, con quale
spirito è nata la forza politica di cui è anche presidente nazionale? «Il
partito è stato costituito il 28 settembre scorso mettendo insieme un gruppo di
persone che si sono sentite tradite da altre forze politiche. Nelle nostre fila
sono presenti per lo più giovani che vengono dal mondo del lavoro e delle
professioni. Insomma, i componenti della nostra lista vengono da un tessuto
sociale sano e sono tutti disposti a rifiutare gettoni e stipendi qualora
fossero eletti». Qual è il motivo che vi ha portato a candidarvi se siete
favorevoli all'abolizione delle Province? «Se entreremo
nelle assemblee elettive faremo di tutto per abbattere le Province che,
nonostante si senta spesso dire che vanno eliminate, continuano ad aumentare.
Noi siamo favorevoli alla creazioni di macroregioni che devono godere di
autonomia: il Lombardo Veneto oggi è il territorio più colpito dalla pressione
fiscale senza che per questo abbia mai qualcosa indietro. Ma non
possiamo più permetterci un carrozzone come quello di Roma e per questo
proponiamo anche di mantenere una sola Camera eliminando il Senato». Qual è il
vostro pensiero sul tema dell'immigrazione? «L'immigrazione va bloccata se non
ci sono i requisiti e le leggi italiane vanno fatte rispettare, punendo anche
il reato di clandestinità. Al problema dell'immigrazione è peraltro
strettamente legato quello della sicurezza, per la quale avanziamo queste
misure concrete: castrazione per stupratori e pedofili, libertà di porto d'armi
e diritto all'autodifesa come negli Stati Uniti, braccialetto elettronico e
divisione dei trasporti». Come pensate di rilanciare le infrastrutture del
nostro territorio? «La situazione, specie a proposito dell'aeroporto, è
assurda. I nostri politici lo hanno svenduto a Verona e per i cargo Brescia
oggi deve rivolgersi a Bergamo. Ma lo scalo ha dalla sua una posizione
favorevolissima ed è guardato con interesse anche da uno studio commissionato
dalla Lufthansa ad un'università tedesca per farvi atterrare moderne
mongolfiere ad energia solare in grado di trasportare fino a 250 tir alla
volta. Quanto alla Brebemi, darei la parola ai cittadini attraverso un
referendum». m. t.
(
da "Giornale di
Vicenza.it, Il" del 25-05-2009)
Argomenti: Province
IL
TAGLIO DEI DEPUTATI. Il ministro La Russa annuncia il via dell'iniziativa
popolare già durante la campagna elettorale. Lega soddisfatta L'opposizione
resta divisa sulla mozione di sfiducia a Berlusconi, che insiste: «Il Pd è in
liquidazione» 25/05/2009 rss e-mail print Parlamentari, «subito la raccolta di
firme» ROMA Partirà presto la raccolta di firme per la proposta di legge per la
riduzione dei parlamentari ideata da Silvio Berlusconi. «La facciamo partire
forse già in campagna elettorale» ha detto il ministro della Difesa Ignazio La
Russa, «da Milano e da altre città». La Russa ha ricordato che la riduzione dei
parlamentari è già stata votata dalle Camere quattro volte, visto che era
contenuta nella riforma costituzionale del 2005, poi bocciata dal referendum.
«Dobbiamo proporre» ha aggiunto, «senza se e senza ma, ciò che abbiamo già
votato. Se la sinistra è d'accordo, si accodi». Ma intanto continua a far
discutere la proposta del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi di ridurre
il numero dei deputati mediante un testo di iniziativa popolare. Pdl e Lega
plaudono al Cavaliere e si dicono pronti a sostenere la riforma mentre
nell'opposizione, dopo il richiamo di Dario Franceschini all'unità nell'azione
di contrasto al governo, si registra una certa tensione tra Pd e Idv. La Lega
si dice soddisfatta sottolineando, tra l'altro, che la riforma proposta da Berlusconi
è la stessa che aveva tentato di far andare in vigore il Carroccio incappando
però nella bocciatura del referendum. «Una settimana fa si era meritato la
tessera della Lega ad honorem», si complimenta il ministro della
Semplificazione Roberto Calderoli, «oggi dimostra di essere un militante.
Infatti dopo aver sostenuto i respingimenti del ministro Maroni, ora sostiene
la proposta di riduzione del numero dei parlamentari, che abbiamo fatto votare
quattro volte in Parlamento e che fu poi affossata dalla sinistra con il
referendum, e per di più lo fa con il coinvolgimento del popolo». E il ministro
della Pubblica amministrazione, Renato Brunetta, attribuisce alla proposta sul
Parlamento un valore fortemente simbolico: «È un nuovo inizio costituente del
nostro Paese». CENTROSINISTRA DIVISO. Intanto il Pd ribadisce la necessità di
un'azione di opposizione unitaria e stigmatizza il comportamento di Antonio Di
Pietro che ieri ha chiuso alla proposta di un tavolo comune del centrosinistra.
«Appare sconcertante» secondo il presidente dei deputati del Pd, Antonello
Soro, il comportamento di Di Pietro. E sia il segretario del Pd, Franceschini
che Massimo D'Alema invitano l'ex pm e i suoi a evitare le divisioni e gli
egoismi: «non è il momento». Di Pietro, però, va dritto per la sua strada, si
dice anche disponibile a un tavolo comune delle opposizioni, ma a patto che Udc
e Pd accettino di siglare la mozione di sfiducia che l'Idv presenterà martedì
in Parlamento nei confronti del presidente del Consiglio a seguito del «caso
Mills». L'Udc, invece, continua a sfidare Berlusconi sulla questione del ddl
popolare sui parlamentari: «Siamo disponibili a ridurre anche a 100 il numero
dei parlamentari; assicuriamo il nostro voto a favore. Basta che Berlusconi non
si smentisca come per l'abolizione delle province». FUGA DAL PD. Due giorni fa aveva definito Dario Franceschini
«commissario liquidatore del Partito democratico». E ieri Berlusconi ha
confermato la sua catastrofica previsione sulla sorte del maggiore partito di
opposizione: «È in liquidazione» e diversi esponenti stanno traslocando: «Dopo
le Europee, Rutelli farà un nuovo partito, Enrico Letta andrà con Casini
e altri si sposteranno a sinistra». Rutelli e Letta hanno subito smentito. Ma
il premier ha parlato del caso Spaggiari, l'ex sindaco Ds a Reggio Emilia,
candidata sindaco sostenuta anche dall'Udc in contrapposizione al candidato Pd:
«È un segnale di malessere interno al partito» ha detto Berlusconi, «e non
certo orchestrato da me». La messa in liquidazione del Pd è, per Franceschini,
un «desiderio» di Berlusconi «e non la realtà»: «Il premier vive in un'altra
dimensione, una specie di torre dorata non a contatto con la gente». E
garantisce che mai come ora il Pd è stato così unito e forte, con l'obiettivo
di «battere Berlusconi».
(
da "Affari Italiani
(Online)" del 25-05-2009)
Argomenti: Province
Politica
Pena di morte/ Italia per un nuova risoluzione. Il Vaticano: "E
l'aborto?" Lunedí 25.05.2009 12:21 Alla prossima Assemblea Generale
dell'Onu, l'Italia intende presentare una nuova risoluzione contro la pena di
morte. Lo conferma il sottosegretario agli Esteri Vincenzo Scotti, intervenuto
questa mattina all'incontro dei ministri della Giustizia promosso dalla
Comunita' di Sant'Egidio nella Sala della Promoteca in Campidoglio. "Le
relazioni internazionali - ricorda il sottosegretario - non sono solo una
questione di cancellerie ma anche di sviluppo della società civile e di tutte
le sensibilità religiose e culturali, per questo occorre unire gli sforzi della
società civile per aggregare sensibilita' e culture diverse e arrivare alla
definitiva cancellazione della pena di morte". "Il passo ulteriore da
compiere - rileva da parte sua il vice presidente del Csm Nicola Mancino - è
quello dell'abolizione giuridica. L'obiettivo più immediato è passare
dall'abolizione di fatto sancita dalla moratoria diventi abolizione di diritto,
frutto di un consenso internazionale e accolta nelle legislazioni di un numero
sempre piu' elevato di Paesi e per questo serve una nuova risoluzione
dell'Onu". All'incontro è presente anche il card. Raffaele Renato Martino,
presidente del Pontificio Consiglio Giustizia e pace, che esorta pero' a considerare
l'aborto e l'eutanasia sullo stesso piano della pena di morte: "l'aborto -
scandisce - non e' morte naturale, l'eutanasia non e' morte naturale, la pena
di morte non e' morte naturale". All'incontro di Sant'Egidio sono
rappresentati 23 Paesi (13 dell'Africa, 5 dei Caraibi e America Latina, 5
dell'Asia) 15 dei quali da ministri della Giustizia. Al centro dei lavori, le
strategie per superare la pena di Morte nei punti di maggior resistenza e
l'allargamento della "NO DEATH PENALTY ZONE" dall'Europa all'Asia Centrale e la messa a punto di strategie regionali per
arrivare al pi presto all'abolizione e alla riduzione delle esecuzioni anche in
Asia. Il prossimo appuntamento sarà il Congresso Mondiale di Ginevra contro la
Pena di Morte (Febbraio 2010) dove - si fa sapere - sarà presentata la nuova
Risoluzione Onu per una Moratoria Universale e l'abolizione. tags: Pena
di morte risoluzione Onu
(
da "Mattino, Il
(Nazionale)" del 25-05-2009)
Pubblicato anche in: (Mattino,
Il (Circondario Sud1))
Argomenti: Province
Fa
discutere la proposta di Berlusconi di chiamare a raccolta i cittadini e
presentare una proposta di legge di iniziativa popolare per ridurre il numero
di deputati e senatori. Pdl e Lega pronti a sostenere la riforma, mentre
nell'opposizione posizioni distinte e una certa tensione tra Pd e Idv. La Lega
ha sottolineato che la riforma proposta da Berlusconi è la stessa che essa
tentò di introdurre. «Bravo Berlusconi - si è complimentato il ministro Roberto
Calderoli - Dopo aver sostenuto i respingimenti di clandestini del ministro
Maroni, ora sostiene la proposta che abbiamo fatto votare quattro volte in
parlamento e che fu poi affossata dalla sinistra con il referendum». Anche il
ministro della Difesa, Ignazio La Russa, già coordinatore di An, si è detto
pronto alla raccolta delle firme sul testo di iniziativa popolare. Il minsitro
della Pubblica Amministrazione, Renato Brunetta, ha attribuito alla proposta un
valore fortemente simbolico: «È un nuovo inizio costituente del nostro Paese». E
il vicecapogruppo dei deputati Pdl, Italo Bocchino, ha assicurato che la
maggioranza andrà avanti da sola «se l'opposizione dice no». Il Pd, da parte
sua, ha ribadito la necessità di un'azione di opposizione unitaria e
stigmatizzato il comportamento di Antonio Di Pietro, il quale ha chiuso alla
proposta di un tavolo comune di tutto il centrosinistra. «Comportamento
sconcertante quello di Di Pietro - ha attaccato il capogruppo alla Camera,
Antonello Soro - Il suo diniego ad un momento di condivisione per la scelta
delle forme più efficaci di opposizione appare irragionevole e dettato da un
mediocre desiderio di conflitto nei confronti del principale partito dello
schieramento del centrosinistra». Il segretario del Pd, Dario Franceschini, e
Massimo D'Alema hanno, da parte loro, invitato l'ex pm e i suoi parlamentari a
evitare le divisioni e gli egoismi perché «questo non è il momento» per andare
disuniti. Di Pietro, però, va dritto per la sua strada. Si è detto anche
disponibile a un tavolo comune delle opposizioni, ma a patto che Udc e Pd
accettino di siglare la mozione di sfiducia che l'Idv presenterà domani in
parlamento nei confronti del presidente del Consiglio a seguito del "caso
Mills". «Siamo favorevoli alla massima compattezza delle opposizioni - ha
rilanciato il capogruppo alla Camera, Massimo Donadi - Non vogliamo polemiche.
Questo è il momento dei fatti e non delle parole e per questo lanciamo un
appello accorato al Pd e anche all'Udc di sottoscrivere una mozione di
sfiducia». L'Udc, invece, ha continuato a sfidare Berlusconi sulla questione
del ddl popolare sui parlamentari scegliendo di non insistere più di tanto sul
caso Noemi («se Berlusconi non vuole rispondere è un problema suo», ha dichiarato Pier Ferdinando Casini, il quale ha aggiunto: «Siamo
disponibili a ridurre anche a 100 il numero dei parlamentari. Assicuriamo il
nostro voto a favore. Basta che Berlusconi non si smentisca come per
l'abolizione delle Province». Una posizione sulla quale, comunque, le
opposizioni sembrano essere tutte d'accordo. a. c.
(
da "Gazzettino, Il"
del 25-05-2009)
Argomenti: Province
Berlusconi
all'attacco: il Pd è in liquidazione «Dal 7 giugno Rutelli farà un nuovo
partito, Enrico Letta andrà con Casini». Secche le smentite: «Ridicolo, si
occupi del Paese» Lunedì 25 Maggio 2009, Roma NOSTRA REDAZIONE «Il Pd è in
liquidazione, tutti sanno che dopo il 7 giugno Rutelli farà un nuovo partito,
Enrico Letta andrà con Casini e molti degli attuali esponenti democratici si
sposteranno a sinistra»: é lo stesso Silvio Berlusconi a disegnare questo
triste futuro per il partito di Franceschini. E mentre i democratici chiamati
in causa protestano con indignazione («Stupidaggini», dice Enrico Letta), tutta
la maggioranza si affretta a mettere in chiaro che le riforme si faranno: con
l'opposizione, se davvero sarà possibile una intesa, ma molto più probabilmente
con la sola forza e capacità del centrodestra. In una delle moltissime
interviste concesse in questo fine settimana, Berlusconi dunque fa sapere di
non credere possibile un confronto con l'opposizione: per la semplice ragione
che la stessa opposizione è destinata a sfarinarsi. Spiega il Cavaliere:
«L'opposizione ha qualche problema a riconoscere autentiche leadership, da
quella parte dove regna sovrana la confusione. Sono polemiche assurde quelle
legate alla mia candidatura, perché ho spiegato subito che proprio per
l'evidente importanza che queste elezioni europee avranno sul futuro, giudicavo
naturale l'impegno diretto anche dei leader e per questo avevo invitato anche
gli esponenti di punta del centrosinistra a fare lo stesso, a scendere in
campo». Poi, sempre sull'opposizione, aggiunge: «Chi dice che una parte
potrebbe andare in Europa con i liberali, dove c'è già per la verità quel gran
campione di spinta liberale che è Di Pietro. C'è chi dice che una parte
potrebbe andare con i socialisti, altri ricongiungersi alla sinistra. Insomma, totale
confusione. Gli italiani lo sanno - conclude il premier - e capiscono
l'importanza di un voto dato al Pdl». Tutta la maggioranza fa quadrato: plaude
con convinzione alla proposta di Berlusconi di ridurre il numero dei
parlamentari, ed anzi avverte che le riforme si faranno comunque, con o senza
l'opposizione. Il sottosegretario Bonaiuti ricorda che «un Parlamento più
snello garantirebbe un cammino più veloce delle riforme», il portavoce
Capezzone rileva che «il Pdl si conferma una forza riformatrice, mentre il Pd
si rinchiude nel Palazzo su una posizione conservatrice». La reazione del Pd è
ovviamente aspra. «In liquidazione? Berlusconi confonde i suoi desideri con la
realtà, ormai vive in un'altra dimensione, una specie di torre dorata non a
contatto con la gente. Crede a quello che gli raccontano», reagisce il
segretario Franceschini. E aggiunge: «A volte guardo Berlusconi e mi sembra un
uomo di plastica, che vuole farsi vivere in un mondo di plastica, ma l'Italia
non è così». Molto secca e decisa anche la risposta di Enrico Letta: «Nel
giorno in cui su "Repubblica" escono particolari sulla sua vita
privata che, se confermati, sarebbero disgustosi, Berlusconi si permette di
tirarmi in ballo per dire stupidaggini». Altrettanto dura la reazione di Francesco
Rutelli, anche lui indicato dal Cavaliere come futuro transfuga dal Pd e già
pronto a fare un nuovo partito: «Sono dichiarazioni ridicole», commenta l'ex
ministro sottolineando come «a Berlusconi non tocca certo di occuparsi dei suoi
avversari, bensì di risolvere i problemi del Paese che si aggravano, mentre il
premier si occupa di tutt'altro». E resta aperta la questione della riduzione
del nunero dei parlamentari: Idv e Udc non credono troppo alla buona volontà
del premier in materia. Casini è pronto a vedere le carte: «Siamo disponibili a
ridurre anche a 100 il numero dei parlamentari. Assicuriamo
- dice il leader dell'Udc - il nostro voto a favore. Basta che Berlusconi non
si smentisca come per l'abolizione delle province: le
voleva abolire prima della scorsa campagna elettorale e poi andiamo a votare
per le province». M.Ant.
(
da "Affari Italiani
(Online)" del 25-05-2009)
Argomenti: Province
Politica
Pena di morte/ Italia per un nuova risoluzione. Il Vaticano: "E
l'aborto?" Lunedí 25.05.2009 15:00 Alla prossima Assemblea Generale
dell'Onu, l'Italia intende presentare una nuova risoluzione contro la pena di
morte. Lo conferma il sottosegretario agli Esteri Vincenzo Scotti, intervenuto
questa mattina all'incontro dei ministri della Giustizia promosso dalla
Comunita' di Sant'Egidio nella Sala della Promoteca in Campidoglio. "Le
relazioni internazionali - ricorda il sottosegretario - non sono solo una
questione di cancellerie ma anche di sviluppo della società civile e di tutte
le sensibilità religiose e culturali, per questo occorre unire gli sforzi della
società civile per aggregare sensibilita' e culture diverse e arrivare alla
definitiva cancellazione della pena di morte". "Il passo ulteriore da
compiere - rileva da parte sua il vice presidente del Csm Nicola Mancino - è
quello dell'abolizione giuridica. L'obiettivo più immediato è passare
dall'abolizione di fatto sancita dalla moratoria diventi abolizione di diritto,
frutto di un consenso internazionale e accolta nelle legislazioni di un numero
sempre piu' elevato di Paesi e per questo serve una nuova risoluzione
dell'Onu". All'incontro è presente anche il card. Raffaele Renato Martino,
presidente del Pontificio Consiglio Giustizia e pace, che esorta pero' a
considerare l'aborto e l'eutanasia sullo stesso piano della pena di morte:
"l'aborto - scandisce - non e' morte naturale, l'eutanasia non e' morte
naturale, la pena di morte non e' morte naturale". All'incontro di
Sant'Egidio sono rappresentati 23 Paesi (13 dell'Africa, 5 dei Caraibi e
America Latina, 5 dell'Asia) 15 dei quali da ministri della Giustizia. Al
centro dei lavori, le strategie per superare la pena di Morte nei punti di
maggior resistenza e l'allargamento della "NO DEATH PENALTY ZONE"
dall'Europa all'Asia Centrale e la messa a punto di
strategie regionali per arrivare al pi presto all'abolizione e alla riduzione
delle esecuzioni anche in Asia. Il prossimo appuntamento sarà il Congresso
Mondiale di Ginevra contro la Pena di Morte (Febbraio 2010) dove - si fa sapere
- sarà presentata la nuova Risoluzione Onu per una Moratoria Universale e
l'abolizione. tags: Pena di morte risoluzione Onu
(
da "Giornale di Brescia"
del 26-05-2009)
Argomenti: Province
Edizione:
26/05/2009 testata: Giornale di Brescia sezione:estero Pena di morte, cresce il
fronte del «no» Alla battaglia internazionale per
l'abolizione iniziata dall'Italia aderisce anche il Togo ROMALa battaglia per
l'abolizione della pena di morte fa proseliti: anche il Togo a giorni la
cancellerà dal proprio ordinamento. L'annuncio è stato dato ieri a Roma, al
Campidoglio, in occasione del IV Congresso internazionale dei ministri della
Giustizia, promosso dalla Comunità di Sant'Egidio con lo slogan «dalla
moratoria all'abolizione della pena di morte». Un'occasione in cui il
sottosegretario agli Esteri Vincenzo Scotti ha ricordato che l'Italia è in
prima linea su questo fronte e che, insieme con altri Paesi, sta lavorando ad
una nuova risoluzione da presentare all'assemblea generale dell'Onu del
prossimo autunno che confermi la moratoria e apra la strada per ampliare il
novero degli Stati abolizionisti. Questo cammino è cominciato da molto lontano,
come ha ricordato il presidente dell'organizzazione, Marco Impagliazzo, «se si
pensa che agli inizi del XX secolo soltanto tre Stati avevano abolito la pena
di morte», ed è culminato il 18 dicembre 2007, quando al Palazzo di Vetro è
stata approvata per la prima volta la Moratoria Universale della pena di morte.
Un anno dopo, i voti favorevoli al Palazzo di Vetro sono stati 106 contro 46
contrari e 34 astensioni. «Non c'è giustizia senza la vita» è stato il filo
conduttore del congresso. Il vicepresidente del Csm, Nicola Mancino, ha
sottolineato ricordando Cesare Beccaria che la certezza della pena come
deterrente «è di gran lunga uno strumento migliore del continuo incremento
della gravità della stessa e l'umanità delle condizioni di detenzione offre le
migliori garanzie per il recupero sociale del detenuto». Abolire la pena di
morte ha contribuito anche al processo di pacificazione e democratizzazione dei
Paesi africani come il Burundi, sconvolto da dodici anni di guerra civile,
mentre in Sudafrica ha fermato la «mattanza» dei neri durante l'apartheid. Il
processo è avviato anche negli Usa: poche settimane fa il New Mexico ha abolito
la pena di morte, due anni dopo il New Jersey e sono in discussione anche in
Nebraska, New Hampshire, Colorado e Montana. La scelta del New Mexico è stata
salutata a Roma con l'illuminazione del Colosseo.
(
da "Giornale di Brescia"
del 26-05-2009)
Argomenti: Province
Edizione:
26/05/2009 testata: Giornale di Brescia sezione:la città ANTI APARTHEID
Incontro con Burton sui diritti civili Stasera alle 20.30 nella sede delle Acli
di via Corsica si terrà l'incontro «Diritti civili e politici: responsabilità e
restituzione» cui parteciperanno Mary Burton, impegnata nella lotta
anti-apartheid in Sud Africa; Michele Bertani dell'Università di Verona, don
Fabio Corazzina di Pax Christi e Carlo Remino di Amnesty International. Mary
Burton interverrà anche alle 15 nella sala Piamarta di via San Faustino,
intervistata dalla giornalista Anna Della Moretta del Giornale di Brescia, su
invito del Coordinamento Donne Pensionate dei sindacati confederali Cgil, Cisl
e Uil. AL CALINI Studenti in assemblea sulla Strage Dalle 15 alle 17 di oggi
nell'aula magna del Calini, studenti in assemblea sul tema «28 maggio 1974 - 28
maggio 2009. Scuola e mondo giovanile: dall'impegno di una generazione allo
spazio per il neofascismo». Interverranno Lucia Calzari, sorella di Clementina
vittima della strage di piazza Loggia, e Fiorenzo Angoscini autore del saggio
«Strage di Piazza della Loggia, Brescia 28 maggio 1974». L'incontro è aperto
alla cittadinanza. SALA PIAMARTA Perché abolire le Province
Il comitato provinciale «Non serve non voto» e l'«Associazione civica Brescia»
organizzano un incontro che si terrà stasera alle 20.45 nella sala Piamarta in
via San Faustino sul tema «Abolizione delle Province, perché?».
Sarà presentato il libro «Abolire le Province» e interverrà il collaboratore
dell'autore del volume Andrea Giuricin.
(
da "Giornale di Brescia"
del 26-05-2009)
Argomenti: Province
Edizione:
26/05/2009 testata: Giornale di Brescia sezione:la città «Le Comunità montane
servono» Il Partito democratico di Brescia interviene nel
dibattito sull'abolizione di enti considerati inutili Il candidato Peli: «La
Lega e le altre forze politiche insieme a un tavolo per una riforma condivisa»
montana della Val Trompia, a Gardone" title="Nella foto d'archivio,
la sede della Comunità montana della Val Trompia, a Gardone"
onClick="showImage('http://www.giornaledibrescia.it/gdbonline/contenuti/20090526/foto/full_brescia_227.jpg',600,608)">
Nella foto d'archivio, la sede della Comunità montana della Val Trompia, a
Gardone «Le comunità montane non sono enti inutili, costano poco e rendono un
servizio importante». Nell'ambito del dibattito sull'abolizione di enti
considerati inutili, il Partito democratico bresciano difende il ruolo delle
cinque comunità montane presenti sul territorio provinciale: Sebino bresciano,
Alto Garda, Val Trompia, Val Sabbia e Valle Camonica. «Le comunità montane dove
esistono le montagne, e a Brescia ce ne sono parecchie, sono fondamentali per
definire le politiche territoriali degli enti locali», assicura il presidente
della Comunità montana della Val Trompia, Fabio Ferraglio. La discussione su
questi enti si è scatenata soprattutto a seguito dell'uscita de «La casta», il
libro di Rizzo e Stella che denunciava gli sprechi della politica: «Il libro,
però, puntava il dito contro quelle comunità montane nate sulla riva del mare -
ricorda Ferraglio - e poi eliminate con una riforma che ha fatto scendere tali
enti da 350 a circa 220». Ma quanto costa una Comunità montana? «Per mantenerle
tutte in Italia si spendono circa dieci milioni di euro, cifra che su base
nazionale è ridicola - risponde il presidente valtrumplino -. L'assemblea della
nostra Comunità montana, composta da 62 membri, costa all'anno 5mila euro. In
cambio svolge, così come le altre quattro Comunità montane bresciane, un lavoro
di coordinamento che sarebbe impossibile sostenere se fosse a carico dei
singoli Comuni». «La difesa delle Comunità montane autentiche è una battaglia
da combattere in modo trasversale», aggiunge il vicepresidente Paolo Pagani che
riconosce alla Regione Lombardia di essere in prima linea in questo senso. «Il
ministro Calderoli vorrebbe abolire tutte le Comunità montane ma così facendo
non ci sarebbe più un ente sovraordinato tra Comuni, Province e Regioni»,
sottolinea Diego Peli, candidato alla presidenza del Broletto per il
centrosinistra, ieri pomeriggio alla cascina del parco Gallo per un aperitivo
con i suoi elettori. Così facendo, secondo Peli, la Lega si comporta in modo
poco coerente: «È incomprensibile questa forma di leghismo che favorisce
l'accentramento quando è a Roma mentre predica il contrario quando è sul
territorio. Se la riforma di Calderoli andasse in porto, si demolirebbe ciò che
funziona a favore di qualcosa di sovraordinato». La richiesta del candidato
presidente è che «la Lega e tutte le forze politiche si siedano a un tavolo per
fare una riforma condivisa». «L'unico che a Brescia non si è accorto
dell'utilità delle Comunità montane è il candidato leghista Molgora, tanto che
alcuni mesi fa vi si scagliò contro - ricorda Gianna Baresi di Sinistra per la
Provincia di Brescia, alleata con il Pd alla corsa al Broletto -. I cittadini delle
valli pensino a quanto peggiorerebbe la loro realtà se venissero tolte». Andrea
Spitti
(
da "Mattino di Padova,
Il" del 26-05-2009)
Argomenti: Province
LA
SQUADRA DI ITALIA DEI VALORI Albuzio: «Una Provincia davvero trasparente» «Una
Provincia trasparente, che faccia gli interessi dei cittadini e non degli
amministratori, e che svolga i ruoli di controllo previsti». Antonio Albuzio ci
spera ancora, nonostante i sondaggi: rilancia la battaglia verso palazzo Santo
Stefano. Proprio nel giorno in cui a Padova (piazza Signori, ore 18) torna
Antonio di Pietro. Al Pedrocchi presentazione della «squadra» dell'Italia dei
Valori. Persone prevalentemente nuove per la politica, con all'interno un
gruppo di donne determinate. Come Silvia Clai, consigliere uscente di palazzo
Santo Stefano, che lancia un appello: «Andate alle urne,
perché anche noi siamo d'accordo con l'abolizione delle Province, ma finché ci
sono vanno governate bene». Albuzio, con il suo stile pacato, non le manda a
dire alla sua avversaria Barbara Degani. «Spostare tutti gli uffici da palazzo
Santo Stefano alla Stanga? Un costo inutile in questo momento. Per
ridurre le spese meglio tagliare gli assessorati da dieci a sette. E i soldi
recuperati destinarli a chi sta subendo pesantemente la crisi economica, magari
perdendo il lavoro». Sul programma, oltre alla trasparenza amministrativa e un
forte no alle partecipazioni societarie, molta attenzione all'ambiente. «Padova
e dintorni producono 500 mila tonnellate di rifiuti industriali ogni anno,
della maggior parte dei quali non si conosce la pericolosità tossica. Ci sono
collinette di detriti che andrebbero studiate». Poi la gestione idrogeologica
del territorio. «Dobbiamo coordinare gli enti proposti alla sorveglianza: non è
possibile che ogni pioggia forte che scende succede il disastro, con
inondazioni e piene». Capitolo trasporti. La soluzione è il sospirato biglietto
unico per autobus urbani, extraurbani e treni. Una vera e propria
intermodalità, come nelle zone «più evolute d'Europa». I candidati presenti
annuiscono, fra loro anche Giuseppe Pisano, per vent'anni in Turchia, ed Edgar
Serrano, i cui manifesti sono stati imbrattati la scorsa domenica da scritte
razziste. Volti nuovi, a rimarcare la differenza con il centrodestra troppo
«affarista». I dipietristi invitano a cambiare perché, come canterà in piazza
Signori Shell Shapiro prima del comizio, «Se noi non siamo come voi, una
ragione forse c'è». (e.a.)
(
da "Nuova Sardegna, La"
del 26-05-2009)
Argomenti: Province
Pagina
33 - Altre «Puntiamo su campi da golf e centro storico» L'assessore
Altana chiede l'abolizione delle intese e più attenzione per le campagne «Nel
piano di fabbricazione le volumetrie erano ferme a più di 30 anni prima» LUCA
ROJCH OLBIA. L'anno zero, l'inizio dell'età post-soriana, comincia con un'opera
di riedificazione. Il Comune prepara il suo piede di porco per allargare le
maglie del Ppr. L'amministrazione stila la lista della spesa. Un elenco
fatto di nuove volumetrie, campi da golf, case in campagna, e rivisitazioni
delle norme sui centri storici. Eresie negli anni del Ppr, del governatore per
cui era bianco o nero. Ma ora tutto ha una sfumatura azzurra, si ritorna a
sogni urbanistici in tecnicolor. Nella assemblea dei Comuni in Provincia,
l'assessore all'Urbanistica, Marzio Altana, spiega con attenzione i passaggi
del libro dei desideri dell'amministrazione. «Mi limito a ribadire le idee
espresse dal sindaco - dice Altana -. Ci sono aspetti fondamentali che devono
essere riconsiderati». Con lui il consigliere Giampiero Mura, e il capo del
settore Urbanistica, Antonello Zanda. Pdf. «Abbiamo un fabbisogno di volumetrie
superiore a quello che ci è stato dato - dice Altana -. Olbia cresce di 1600
abitanti all'anno. Il Pdf, il piano di fabbricazione, vecchio di 30 anni
prevedeva un numero maggiore di metri cubi rispetto a quanti ne aveva previsto
il governatore Soru. Secondo questo calcolo non si potrebbe costruire nulla.
Noi chiediamo volumi che compensino la crescita della popolazione». La legge
prevede 300 metri cubi per abitante. Centro storico. «Deve essere possibile
poter ristrutturare le case nel centro - dice -. Il Comune ha speso 18 milioni
di euro per rendere accogliente il cuore di Olbia, ma le leggi ora rendono
impossibile ristrutturare buona parte delle case. Chiediamo per prima cosa il
pareggio delle altezze. La possibilità di poter far crescere gli edifici più
bassi e unificarli con i più alti. Se gli immobili sono intoccabili nessuno ha
interesse a ristrutturare». Zone agricole. «Non si possono bloccare le campagne
come ha fatto la Regione. Serve un intervento che metta ordine. La proposta che
si può sostenere è stata avanzata dal rappresentante di Budoni. Ha proposto un
doppio indice edilizio. Uno più vantaggioso per contadini e pastori. Un altro
per chi vuole fare una piccola casa in campagna». Intese. «Non ci piacevano
sotto Soru, perché toglievano autonomia - afferma -, ci piacciono ancora meno
adesso. Non c'è un motivo reale che esistano. Devono essere abolite. Tolgono ai
comuni la possibilità di decidere». Campi da golf. «Chiediamo che anche a Olbia
sia data la possibilità di creare almeno un campo da golf, ma per noi come ha
detto il capo dell'ufficio tecnico di Arzachena, Antonello Matiz, dovrebbe
essercene uno in ogni comune. Il confronto si deve sviluppare con Provincia e
Regione. La proposta unica deve essere portata nella commissione Urbanistica
regionale, presieduta da Matteo Sanna, poi passare al confronto con l'assessore
Asunis».
(
da "Nazione, La
(Pistoia)" del 26-05-2009)
Argomenti: Province
MONTAGNA
PISTOIA pag. 15 SOMMINISTRAZIONE di alimenti e bevande: abolite le licenze
commerciali. Attuando ... SOMMINISTRAZIONE di alimenti e bevande: abolite le
licenze commerciali. Attuando quanto previsto dalla legge regionale 28/05,
finalizzata a semplificazione amministrativa e riduzione delle barriere di
accesso al mercato, il consiglio comunale ha deliberato la relativa variazione
del regolamento municipale, introducendovi appunto l'abolizione delle licenze
commerciali per i settori in questione. Sarà adesso sufficiente una
autocertificazione che attesti il possesso di almeno tre dei requisiti
richiesti, da parte di chi intende attivare o rilevare un esercizio in cui
somministrare alimenti e bevcande. «L'amministrazione comunale si legge nel
relativo documento a tutela e incremento della qualità del servizio reso alla
collettività, auspica che gli oiperatori del settore attuino buone pratiche in
materia di risparmio energetico e accoglienza dei clienti, con particolare
riferimento a persone diversamente abili e donne con figli piccoli, prevedendo
appositi spazi per cambiare i pannolini ai neonati». In
sintonia con quanto già fatto da altri Comuni della Provincia e anticipando
quanti ancora devono deliberare in proposito -, dunque, il Comune di San Marcello
ha provveduto all'abolizione delle licenze commerciali relative agli esercizi
che somministrano alimenti e bevande, che ai sensi della medesima legge 28/05
sono stati costituiti in un'unica tipologia commerciale. Gli operatori
di settore che ristrutturano o ampliano i loro locali sono tenuti, anche se non
sono soggetti a Dia, al rispetto dei requisiti di qualità previsti per l'avvio
delle attività, da comprovare presentando al Comune idonea dichiarazione.
al.to.
(
da "Nuova Ferrara, La"
del 26-05-2009)
Argomenti: Province
Il
futuro del Castello, a confronto con le donne elettrici L'Ande giovedì alla
Camera di commercio incontra i candidati alla Provincia Il ring delle donne
elettrici, in realtà salotto accogliente nella sede della Camera di commercio,
ospita giovedì alle 17.30 i candidati alla presidenza della Provincia. Il
presidente dell'Ande, Renata Gagliani, ha provato a mettere attorno a un tavolo
i sei aspiranti al Castello, per sollecitarli con le domande del direttore
della Nuova, Alberto Faustini, e del caporedattore del Carlino Ferrara, Corrado
Piffanelli, ma l'impresa potrebbe riuscire solo parzialmente. C'è infatti
incertezza sulla presenza di Gino Masina (Io Amo Ferrara), mentre non si hanno
notizie certe di Ercole Pappi, candidato dei Socialisti ferraresi, che era
all'estero per lavoro. Confermata la presenza di Marcella Zappaterra (Pd), Davide
Verri (Per noi), Mauro Malaguti (Pdl), Stefano Gargioni (La Destra) e Rino
Conventi (Udc). I temi del dibattito saranno "fatti" sul momento, ma già si sa che le donne elettrici hanno curiosità sulla sorte
del Castello liberato da uffici, del progetto Ermitage e della Istituzione
Castello. Scontato che si torni sull'ipotesi di abolizione delle Province, che
parecchi anni fa venne avanzata addirittura da Ugo La Malfa, come molte
all'Ande si ricordano bene. Già allora si parlava di superamento graduale.
(
da "Eco di Bergamo, L'"
del 26-05-2009)
Argomenti: Province
Pena di
morte, anche il Togo la cancellerà --> Martedì 26 Maggio 2009 GENERALI,
pagina 7 e-mail print ROMALa battaglia per l'abolizione
della pena di morte fa proseliti: anche il Togo a giorni la cancellerà dal
proprio ordinamento. L'annuncio è stato dato a Roma, al Campidoglio, in
occasione del IV Congresso internazionale dei ministri della Giustizia,
promosso dalla Comunità di Sant'Egidio con lo slogan «dalla moratoria
all'abolizione della pena di morte». Un'occasione in cui il
sottosegretario agli Esteri Vincenzo Scotti ha ricordato che l'Italia è in
prima linea su questo fronte e che, insieme con altri Paesi, sta lavorando ad
una nuova risoluzione da presentare all'assemblea generale dell'Onu del
prossimo autunno che confermi la moratoria e apra la strada per ampliare il
novero degli Stati abolizionisti. Questo cammino è cominciato da molto lontano,
come ha ricordato il presidente dell'organizzazione, Marco Impagliazzo, «se si
pensa che agli inizi del XX secolo soltanto tre Stati avevano abolito la pena
di morte», ed è culminato il 18 dicembre 2007, quando al Palazzo di Vetro è
stata approvata per la prima volta la Moratoria Universale della pena di morte.
Un anno dopo, i voti favorevoli al Palazzo di Vetro sono stati 106 contro 46
contrari e 34 astensioni. «Non c'è giustizia senza la vita» è stato il filo
conduttore del congresso. Il vicepresidente del Csm, Nicola Mancino, ha
sottolineato ricordando Cesare Beccaria che la certezza della pena come
deterrente «è di gran lunga uno strumento migliore del continuo incremento
della gravità della stessa e l'umanità delle condizioni di detenzione offre le
migliori garanzie per il recupero sociale del detenuto». Abolire la pena di
morte ha contribuito anche al processo di pacificazione e democratizzazione dei
Paesi africani come il Burundi, sconvolto da dodici anni di guerra civile,
mentre in Sudafrica ha fermato la «mattanza» dei neri durante l'apartheid. Il
processo è avviato anche negli Stati Uniti: poche settimane fa il New Mexico ha
abolito la pena di morte, due anni dopo il New Jersey e proposte di legge abolizioniste,
come ricorda Amnesty International, sono in discussione anche in Nebraska, New
Hampshire, Colorado e Montana. La scelta del New Mexico è stata salutata a Roma
con l'illuminazione del Colosseo. Al Congresso erano presenti i rappresentanti
di 25 Paesi africani, sudamericani e asiatici, tra cui 15 ministri della
Giustizia, che questa mattina saranno ricevuti dal presidente della Camera
Gianfranco Fini. 26/05/2009 nascosto-->
(
da "Eco di Bergamo, L'"
del 26-05-2009)
Argomenti: Province
Grossi e
i candidati di Liberal Pd «Da abolire il Consorzio di bonifica» --> Martedì
26 Maggio 2009 CRONACA, pagina 11 e-mail print Abolire il Consorzio di
bonifica, rivedere la presenza di Palafrizzoni in alcune società partecipate
(per esempio Bergamo Mercati), introdurre processi innovativi nella macchina
comunale, ma anche mettere in cantiere subito due nuovi parchi, alla Celadina e
alla Malpensata. L'associazione Liberal Pd ha presentato ieri mattina il suo
contributo al programma del centrosinistra per il Comune di Bergamo e per la
Provincia. Sono sei i candidati alle prossime amministrative iscritti
all'associazione: i democratici Giovanna Leoni e Roberto Margiotta si
presentano per via Tasso, mentre la squadra per Palafrizzoni comprende gli
uscenti Valter Grossi, Dario Guerini e Claudio Crescini (tutti del Pd) ed
Enrico Felli, in lizza con la lista Bruni. Ospite dell'incontro Pasquale
Pistorio, imprenditore, già vicepresidente di Confindustria con delega
all'innovazione e alla ricerca. «Il documento programmatico che abbiamo redatto
nasce dalla volontà di dare un contributo, in termini di analisi e
approfondimento, ai programmi di Roberto Bruni e Francesco Cornolti», ha
spiegato in apertura il coordinatore politico di Liberal Pd, Dino Paoli. La
sintesi dei punti principali del documento tocca a Grossi: «Va specificato
prima di tutto il ruolo che la nostra città intende giocare nella "megacity"
del Nord Italia che va da Torino a Venezia - ha premesso l'assessore uscente -.
Noi crediamo che esso si possa individuare nella cultura, nell'innovazione e
nella ricerca, con forti investimenti sui giovani. La vocazione manifatturiera
bergamasca si può rilanciare in questi termini». Altre
proposte riguardano l'abolizione del Consorzio di bonifica, «le cui funzioni
potrebbero essere assorbite dalla Provincia», e un'integrazione dell'assemblea
dei sindaci della Grande Bergamo, allargandone i confini per creare un
consorzio urbanistico che garantisca «un raccordo intermedio della
pianificazione territoriale». Si parla anche di Sacbo e dei suoi
rapporti con gli enti locali: «È giusto che il Comune sia presente nella
società, soprattutto, come dice il sindaco Bruni, in un quadro di generale
incertezza della pianificazione aeroportuale nazionale - premette Grossi - ma
al tempo stesso è necessario regolare il conflitto di interessi di Palafrizzoni
verso Sacbo: il Comune è socio, ma deve anche tutelare i cittadini dall'impatto
dell'infrastruttura. Per questo la soluzione potrebbe essere l'adozione di un
sistema duale o di un'authority». Una novità sul fronte del bilancio è
auspicata dall'assessore Dario Guerini: «Servirebbe un cambio di approccio, un
passaggio da bilanci basati sulla spesa storica, in cui in sostanza ogni anno
si aggiunge qualcosa alla spesa dell'anno prima, a bilanci per obiettivi, in
cui ogni anno tutte le spese vengono rimesse in discussione in base alle
priorità stabilite. Un processo di revisione costante che permetterebbe di
ottimizzare le spese. Naturalmente, è una sperimentazione che richiede tempo:
per questo bisognerebbe cominciare già dal primo giorno della nuova
amministrazione, senza pretendere risultati immediati ma guardando avanti con
lungimiranza». F. M. 26/05/2009 nascosto-->
(
da "Eco di Bergamo, L'"
del 26-05-2009)
Argomenti: Province
«Sicurezza
sul lavoro, sulle tutele si torna indietro» --> Martedì 26 Maggio 2009
ECONOMIA, pagina 37 e-mail print Salvaguardare la sicurezza sul lavoro: è stato
questo il filo conduttore che ha animato l'incontro di ieri pomeriggio
nell'auditorium della Scuola Edile di Seriate. A promuoverlo le sigle sindacali
confederali, Cgil, Cisl e Uil di Bergamo, attraverso un Attivo dei
rappresentanti dei lavoratori per la Sicurezza, preoccupate per le proposte di
modifica al Testo Unico (Decreto legislativo 81 del 9 aprile 2008) presentate
dal Governo. In sostanza i sindacati affermano che tali correttivi potrebbero
stravolgere l'attuale normativa in materia. Alla giornata di analisi, promossa
per riflettere sulle eventuali conseguenze, oltre a numerosi esponenti sindacali,
sono intervenuti Olivia Bonardi, docente di Diritto del Lavoro all'Università
Statale di Milano, che ha presentato una relazione sulla materia, e alcuni
rappresentanti dell'Asl e dell'Inail di Bergamo. «Nel complesso - ha detto tra
l'altro la professoressa Bonardi - lo schema di decreto correttivo contiene
disposizioni in netto contrasto con i principi costituzionali e con
l'ordinamento comunitario». In particolare, i sindacati hanno puntato il dito
contro la modifica radicale delle disposizioni per il contrasto al lavoro
irregolare; contro la deresponsabilizzazione (con effetto retroattivo) dei
datori di lavoro e dei dirigenti in caso di infortuni gravi o mortali; contro
la soppressione dell'obbligo di indicare i costi relativi alla sicurezza del lavoro,
pena la nullità dell'appalto; contro le visite mediche
prima dell'assunzione (che comporterebbero la selezione del personale sul grado
di buona salute di ciascuno); contro l'abolizione del diritto delle
rappresentanze sindacali (sancito dall'articolo 9 dello Statuto dei Lavoratori)
a intervenire in materia di salute e sicurezza e di prevenzione degli
infortuni. «Da premettere - ha detto Amerigo Cortinovis della Uil - che
questi correttivi sono stati già respinti dalla Conferenza Stato -Regioni. Il
testo del governo, secondo noi configura un indebolimento delle tutele poste a
protezione degli operatori sui luoghi di lavoro. Ci sentiamo particolarmente
coinvolti perché purtroppo nella nostra provincia si sono verificati, negli
ultimi anni, numerosi infortuni, anche con esito mortale». «Attendevamo da
tempo questo decreto - ha detto Martino Signori della segreteria Cgil di
Bergamo - che purtroppo oggi viene rimesso in discussione, anzi il governo lo
sta stravolgendo, su alcuni principi fondamentali. Ad esempio vogliamo che
nell'appalto ci sia specificato quante sono le risorse che si mettono in campo
per la sicurezza sul lavoro, mentre nelle modifiche si viene meno a questo
obbligo. In definitiva vogliamo che il Testo Unico resti così com'è». «La cosa
più preoccupante - ha detto Pierangelo Mariani della segreteria Cisl - è che le
modifiche stanno spostando l'asse rispetto a quello che faticosamente avevamo
conquistato, come ad esempio un rafforzamento della prevenzione e sicurezza sui
luoghi di lavoro. Oggi invece stiamo assistendo a un abbassamento di questa
tutela. Per cui ci riserviamo di mettere in campo ulteriori iniziative
unitarie». Francesco Lamberini 26/05/2009 nascosto-->
(
da "Gazzetta di Parma
(abbonati)" del 26-05-2009)
Argomenti: Province
PROVINCIA
26-05-2009 PROVINCIA IL RITORNO NEL PAESE DOVE HA VISSUTO OTTO ANNI Lavagetto:
«Noceto modello di buona amministrazione» NOCETO Il candidato di Pdl e Lega:
«Si può governare bene anche con un'alleanza non civica» II è tornato nel paese
dove ha vissuto per otto anni, il luogo dove ha trovato l'amore e dove vive
ancora la sua famiglia. Giampaolo Lavagetto, candidato alla presidenza della Provincia
per l'alleanza Pdl-Lega Nord, ha portato, nei giorni scorsi, i giochi e le
merende del Family Village a Noceto, dove ha incontrato i cittadini e i
numerosi bambini accorsi per saltare sulle strutture di Gommaland. «Ho vissuto
qui dal 1974 al 1982 - dice Lavagetto -, qui ho trovato la fidanzata, diventata
poi mia moglie, qui sono cresciuto e vengo spesso per motivi famigliari, ma
soprattutto questo rappresenta più di tutti quel modello di buona
amministrazione che si avvicina a quello che abbiamo fatto noi a Parma. Certo,
il modello politico è differente - spiega - qui infatti fin dall'inizio c'era
l'alleanza Pdl-Lega Nord ed è la prova che si può governare bene anche con
un'alleanza non civica». Con lui erano presenti anche il candidato al collegio provinciale
numero 16 Daniele Reverberi (per 8 anni presidente del Rugby
Noceto e attualmente consigliere della Federazione nazionale di rugby), il
candidato sindaco a Noceto, Giuseppe Pellegrini, e l'assessore del Comune di
Parma (già sindaco di Noceto), Fabio Fecci. Proprio lui fu il precursore per
l'abolizione dell'ente Provincia. «Nel 2005 scrissi un documento per sopprimere
le Provincie, inviato al Parlamento e al presidente del Consiglio -
commenta - e Lavagetto mi trova a pieno titolo al suo fianco, sia per la
persona che per il programma. Lui è per una provincia snella e con poche
competenze, è una persona preparata e con un bagaglio culturale e politico
conosciuto, mi auguro che sia l'ultimo presidente eletto della Provincia».
Provincia Fecci, Lavagetto e Reverberi.
(
da "marketpress.info"
del 26-05-2009)
Argomenti: Province
Martedì
26 Maggio 2009 ILLUSTRATA AD OPERATORI E AMMINISTRATORI VENETI LA RIFORMA DEI
CONSORZI DI BONIFICA Lassessore
allambiente della Regione del Veneto, Giancarlo Conta, è intervenuto il
23 maggio a Padova al convegno La bonifica tra presente e futuro: la nuova legge
regionale sul riordino dei Consorzi,
organizzato dallUnione Veneta Bonifiche. Allincontro, oltre
allesponente regionale, sono intervenuti il presidente Uvb, Antonio
Tomezzoli, il presidente della Iva Commissione Consiliare Clodovaldo Ruffato, il
presidente dellAssociazione Nazionale
Bonifiche, Irrigazioni e Miglioramenti fondiari, Massimo Gargano e i
rappresentanti di Confagricoltura Veneto, Guidalberto Di Canossa, della
Conferarazione italiana Agricoltori, Daniele Toniolo e della Coldiretti Veneto,
Giorgio Piazza. Il convegno ha avuto lo scopo di focalizzare le parti più
salienti di questo disegno di legge che comunque, come ha voluto sottolineare
il presidente Tomezzoli, ha riconosciuto alla
bonifica il merito di aver contribuito nel passato alla creazione di quel modello
veneto che ancora oggi molti ci invidiano.
Sono particolarmente soddisfatto ha esordito lassessore
Conta della legge di riforma dei Consorzi, anche perché per prima la
Regione del Veneto ha accolto lesigenza di cambiare la normativa in
materia, anticipando la discussione in atto nellambito
della Conferenza Stato-regioni. Si conclude così ha poi sottolineato -
un percorso iniziato già nella passata legislatura e che va a riordinare, a
livello amministrativo e funzionale, una realtà importante per la salvaguardia del
territorio come i Consorzi di Bonifica. Si tratta di una nuova impostazione e
di una visione più ampia del ruolo strategico che questi rivestono nella tutela
delle risorse naturali e che la nuova legge valorizza, assegnando nuove e più
importanti competenze come quella ambientale. Per capire limportanza dei Consorzi ha ribadito Conta
basti pensare che essi gestiscono complessivamente un territorio di 1 milione e
700 mila ettari, pari a circa il 60% del territorio regionale e che oltre 200 mila
ettari si trovano al di sotto del livello del mare o comunque sono soggetti ad
un forte rischio idraulico. Per garantire che questi territori siano
usufruibili dalluomo sono in funzione
senza sosta 300 idrovore. Sono assolutamente concorde con chi sostiene labolizione delle Province ha proseguito Conta
non lo sono con chi sosteneva e sostiene labolizione dei Consorzi,
teoria molto probabilmente motivata dal fatto di non conoscere fino in fondo
questa
realtà. Certo ha concluso Conta
come ogni cosa anche questa legge è migliorabile e se ce ne sarà
lesigenza interverremo per modificarla. Già nei prossimi giorni, infatti,
porterò in Giunta un provvedimento per modificare la definizione del Consorzio Euganeo-berico,
che diverrà Euganeo-berico-laguna di Venezia. Nel
suo intervento, che ha concluso il convegno, il presidente nazionale delle
Bonifiche, Massimo Gargano si è congratulato con la Regione del Veneto, che per
prima ha approvato questa legge di riforma, che si colloca a pieno titolo e con
merito ha precisato allinterno della
discussione a livello nazionale in materia di riforma del settore. . <<BACK
(
da "Secolo XIX, Il"
del 26-05-2009)
Argomenti: Province
Meno
parlamentari?Prima, riforma elettorale david bidussa Intorno alla questione
della riduzione del numero dei parlamentari il rischio è che si faccia molta
confusione. Come ricorda il direttore di questo giornale nella rubrica delle
lettere di ieri, non è necessario fare un referendum. È sufficiente mettersi
d'accordo sulle varie ipotesi di riforma che praticamente tutti i gruppi
parlamentari hanno depositato per essere discusse in Parlamento. Per altri,
come sottolinea Lorenzo Cuocolo nell'editoriale di ieri, quella questione
implica uno sguardo riformatore su molte questioni di cui molti hanno
consapevolezza. Per certi aspetti, dunque, il problema non sussiste. E allora
di che stiamo discutendo? Diciamolo subito: la questione della riduzione del
numero dei parlamentari è destinata ad avere un successo travolgente. Non c'è
nemmeno bisogno di lanciare una campagna per far crescere un'opinione pubblica.
L'opinione pubblica esiste già. Non l'ha creata Silvio Berlusconi. Prima che
Berlusconi parlasse avevano già parlato chiaro alcune cifre. Una soprattutto.
Quando un libro dal titolo "La Casta" vende circa due milioni di
copie dando inizio a un serial librario in cui a turno finiscono sotto il
riflettore alcune delle categorie professionali su cui si è costruita la
nomenclatura pubblica di un intero Paese, il successo è assicurato. "La
Casta"è dunque un prodotto riuscito, ha fornito e dato sostegno a un'esigenza
sentita, e ha contribuito in maniera decisiva a dare dignità di argomentazione
pubblica a un pensiero che nella pancia profonda dell'opinione pubblica è
sempre girato. Se si dovesse valutare dunque questa questione il problema non è
nemmeno se ci sarà una maggioranza, ma semplicemente se esisterà un'opinione
contraria. Nella migliore delle ipotesi non ci sarà nemmeno bisogno di una
consultazione popolare. La proposta è destinata ad andare in porto di fatto
salutata come una vera e propria marcia trionfale. Significativamente nessuno
parla, o almeno non chi in questi giorni ha proclamato come proprio obiettivo
la riduzione dei parlamentari, di modificare il modello elettorale, ovvero la
composizione delle liste. Non è un caso. Qual è la condizione oggi del
Parlamento? Stando alle dichiarazioni di tutti, prima di tutto del legislatore
che è il responsabile di ciò che viene denominata una porcata - ovvero il
senatore leghista Roberto Calderoli, attuale ministro per la Semplificazione (a
dimostrazione che quando uno sbaglia, in Italia si viene premiati) noi oggi ci
troviamo ad aver inviato in Parlamento non delle persone scelte dagli elettori,
ma dalle segreterie dei partiti, ovvero persone che - ammesso sia vera
l'analisi secondo cui le forze politiche, come oligarchie, decidono in poche
stanze - sono nella condizione di servi, più prosaicamente si potrebbe dire
delle figure prive di una propria autonomia. Sempre ammesso che l'immagine
corretta sia questa, è evidente che decidere di fare a meno di questa forza non
significa liberare la politica di un peso, ma significa lasciare sguarnite le
prime file della politica da una quantità consistente di truppe che
garantiscono consensi tra il centro e la periferia, svolgono mansioni e
forniscono servizi per i quali ricevono soldi che non dipendono dalle direzioni
politiche ma che sono a carico della spesa pubblica. È pensabile che quelle
stesse persone spariscano dallo scenario attuale, ma è plausibile che quel
servizio che oggi non costa, domani sia trasformato in un costo direttamente
sostenuto dalle forze politiche? È lo stesso problema di
chi chiede l'abolizione delle Province, ma non lo realizza. Esattamente perché
il problema è il costo di un ceto politico. È pensabile che quel costo domani
sia sostenuto da qualcun altro? E se sì, con quali patti di garanzia e dunque
esercitando quale potere di controllo? È allora così incomprensibile
perché non si parli anche di riforma elettorale? E in ogni caso se ne parli con
tempi di realizzazione infiniti? In questo scenario ridurre il numero
parlamentari, un obiettivo da non scartare, viene dopo una riforma elettorale
che restituisca il potere di decisione ai cittadini. 26/05/2009
(
da "Mattino, Il
(Nazionale)" del 26-05-2009)
Argomenti: Province
Roma. La battaglia per l'abolizione della pena di morte fa proseliti:
anche il Togo a giorni la cancellerà. L'annuncio è stato dato a Roma, al
Campidoglio, al IV Congresso internazionale dei ministri della giustizia,
promosso dalla Comunità di Sant'Egidio con lo slogan «dalla moratoria
all'abolizione della pena di morte». Il sottosegretario agli Esteri
Vincenzo Scotti ha ricordato che l'Italia è in prima linea su questo fronte e
che, con altri Paesi, lavora a una nuova risoluzione per l'assemblea generale
Onu che confermi la moratoria e possa ampliare il novero di Stati
abolizionisti. Il cammino è iniziato da molto lontano, come ha ricordato il
presidente di Sant'Egidio, Marco Impagliazzo (nella foto), «agli inizi del XX
secolo solo tre Stati avevano abolito la pena di morte», ed è culminato il 18
dicembre 2007, quando al Palazzo di Vetro è stata approvata la Moratoria
Universale della pena di morte. «Non c'è giustizia senza la vita» è stato il
filo conduttore del congresso. Il vicepresidente del Csm, Nicola Mancino, ha
rilevato ricordando Beccaria che la certezza della pena come deterrente «è di
gran lunga strumento migliore del continuo incremento della gravità della
stessa». Il processo di abpolizione è avviato anche negli Usa: il New Mexico ha
abolito la pena di morte, due anni dopo il New Jersey e proposte di legge
abolizioniste, ricorda Amnesty International, sono in esame anche in Nebraska,
New Hampshire, Colorado e Montana.
(
da "Agi"
del 26-05-2009)
Argomenti: Province
PARLAMENTO:
BUTTIGLIONE, SI A PLP PER RIDURRE NUMERO (AGI) - Grosseto, 26 mag. - "E'
meglio ricorrere, come ha detto il premier Berlusconi, allo strumento della
proposta di legge popolare". Cosi' l'onorevole Rocco Buttiglione, oggi a
Grosseto per sostenere la campagna elettorale di Alessandro Antichi, candidato
del Popolo delle Liberta' alla presindenza della provincia, ha risposto ad una
domanda sul referendum per la riduzione del numero dei parlamentari. Per quanto
riguarda la abolizione delle province,
Buttiglione ha osservato: "Finche' c'e' deve fare le sue funzioni cioe' la
programmazione territoriale e il coordinamento dei Comuni, visto che in Italia
i Comuni sono 8 mila". Riferendosi alla prossime elezioni, "sono qui
per sostenere il nostro candidato e amico" ha detto Buttiglione arrivando
alla sede del comitato elettorale in piazza Dante, dove e' stato accolto
dallo stesso Antichi e da Gabriele Vellettini dell'Udc. "Per vincere si
vince insieme. Laddove c'e' possibilita' di una alleanza e' giusto perche'
dobbiamo contrastare una tradizione secolare poiche' dal secondo dopoguerra la
provincia di Grosseto ha avuto sempre governi rossi". Gabriele Vellettini
ha ringraziato Buttiglione della visita spiegando che l'Udc si e' alleato a
livello locale con Antichi perche' "il centrodestra e' all'altezza di
governare". Antichi ha ribadito quanto detto nel suo programma elettorale:
"Siamo per la vera alternanza. Il candidato del centro destra Leonardo
Marras sarebbe il vero contuinismo. Noi siamo per l'innovazione, il progresso e
siamo la vera alternativa". L'onorevole Buttiglione era accompagnato a Grosseto
tra gli altri dal sentatore Marconi.
(
da "KataWeb News"
del 27-05-2009)
Argomenti: Province
Riforme:
Calderoli, esame Province con codice autonomie 27 maggio 2009 alle 02:53 —
Fonte: repubblica.it — 0 commenti Le proposte di legge sull'abolizione delle
Province devono essere discusse tenendo conto dell'esame che si dovrà
affrontare a breve del codice delle autonomie. Il ministro della
Semplificazione normativa, Roberto Calderoli, al termine di una riunione della
commissione Affari costituzionali, spiega la sua posizione. La commissione ha all'esame da oggi diverse proposte di legge
sull'abolizione delle Province. "In tempi brevi dovremo affrontare il
codice delle autonomie dopo il varo del federalismo fiscale. Abbiamo chiesto
dunque alle Camere di concordare i tempi tra loro e di affrontare il tema
dell'abolizione delle Province in modo coordinato a questo. Su questa
linea eravamo tutti d'accordo in commissione" ha spiegato Calderoli.
L'esame delle proposte, comunque, dopo un primo avvio oggi, dovrebbe essere
rinviato a dopo le elezioni europee, data la pausa dei lavori di Montecitorio.
AGI
(
da "Stampa, La"
del 27-05-2009)
Argomenti: Province
Scandali
romanzati In questo periodo, più che mai, si usa spesso la parola crisi
riferendosi principalmente all'ambito economico che ha un carattere globale. Io
vorrei limitarmi però al nostro Paese nel quale si deve registrare anche una
crisi di coscienze, di dignità, di onestà e di tanti altri valori dei quali
spesso noi italiani ci siamo dimenticati. In pieno clima elettorale e con gravi
problemi, vedi il terremoto e la crisi finanziaria, dove va a parare
l'opposizione? Su illazioni, su scandali più o meno romanzati, ed è del tutto
incurante di trascinare nella sporca vicenda famiglie e giovani ragazze. Tutto
fa brodo, tutto serve a demonizzare per coltivare l'illusione di raccattare
qualche misero voto. Questa è la grossa e preoccupante crisi, la crisi delle
coscienze, di quei valori che tanti richiamano senza neanche sapere cosa sono e
cosa rappresentano. I leader storici della sinistra potevano avere idee non
condivisibili, ma sicuramente le portavano avanti con maggiore stile e dignità.
LEONARDO CECCA RIVALTA (PIACENZA) Altri tipi di violenza Una considerazione in
merito alla lettera scritta da Elio Sandri il 25 maggio. È vero che Berlusconi
non è un personaggio malvagio e che il suo non può essere considerato un regime
vero e proprio, perché in questo paese chiunque può dire ciò che pensa e le
idee dei non allineati non sono assolutamente perseguite in maniera violenta,
fisicamente parlando. Ma esistono anche altri tipi di violenza. 1) Quella
verbale, dove con prepotenza e arroganza si tacciono le domande scomode dei
giornalisti. 2) La violenza dell'ignoranza: il premier controlla la quasi
totalità dell'informazione in Italia, soprattutto in ambito televisivo. Molti
non si rendono conto di cosa sta accadendo perché credono ciecamente in ciò che
vedono e sentono in tv, spesso si raccontano solo mezze verità se non
addirittura sonore bugie. 3) La violenza dei numeri: io ho la maggioranza, il
popolo è con me e faccio quello che mi pare, in barba alle leggi e alla
costituzione (se non era per il lodo Alfano e santa prescrizione...). Trovo sia
giustissimo governare in nome del popolo sovrano, magari lo si facesse sempre
per davvero, ma mai travalicando e stravolgendo valori etici e morali che sono
le fondamenta della democrazia. Sono convinto che Berlusconi sia pure una
persona simpatica, io assolutamente non lo odio e neanche lo invidio, ma trovo
sia assolutamente inadatto a guidare un Paese. STEFANO MORETTI Clima
preelettorale Ci risiamo! In clima preelettorale tutti i partiti parlano di
ridurre - chi più chi meno - il numero dei parlamentari. È un film già visto
altre volte in passato, come l'abolizione delle Province,
delle Comunità montane e quant'altro. Di una cosa si può essere certi: non se
ne farà niente e finalmente una volta chiusa la campagna elettorale si parlerà
di qualcos'altro. MARIO FEDERIGHI, MILANO Più attenzione per le fasce deboli In
merito alla lettera del 23 maggio («Una strada chiamata accoglienza»),
sarebbe opportuno ricordare che le istituzioni hanno precisi obblighi al fine
di riconoscere e garantire «i diritti inviolabili dell'uomo» (art. 2 della
Costituzione). Per esempio, in materia di assistenza è previsto che «ogni
cittadino inabile al lavoro e sprovvisto dei mezzi necessari per vivere ha
diritto al mantenimento e all'assistenza sociale» (38, primo comma della
Costituzione). Dal punto di vista attuativo, però, purtroppo oggi chi è nelle
succitate condizioni (invalido civile al 100%) può contare per vivere su una
pensione di circa 255 euro al mese! Questo misero importo è inferiore
addirittura alla soglia della povertà assoluta (724,29 euro per una persona di
età compresa tra i 18 e i 59 anni residente in un'area metropolitana nel Nord
Italia, come evidenziato nella pubblicazione La povertà assoluta in Italia nel
2007, Istat, Statistiche in breve, 22 aprile 2009). Allora, nessuno chiede ai
cittadini di accogliere tutti. Ma sarebbe assai urgente focalizzare una volta
per tutte l'attenzione sulle fasce più deboli. E per loro, non per tutti,
attuare - in tutta la misura del possibile - interventi garantiti e adeguati.
GIUSEPPE D'ANGELO, TORINO ULCES, UNIONE PER LA LOTTA CONTRO L'EMARGINAZIONE
SOCIALE Tu quoque Avis... L'assemblea nazionale dell'Avis, l'associazione
volontari italiani sangue, conclusasi domenica a Roma, ha eletto per conto di
oltre un milione di soci (1.157.000, per la precisione) il nuovo consiglio
nazionale. Il consiglio è composto da 45 persone provenienti da tutta Italia.
Di queste solo 3 (tre) sono donne, nominate da Avis regionali del Centro-Nord.
Sono scandalizzata e demoralizzata dal sapere che persino in un consesso di
volontari così grande il genere femminile viene così poco rappresentato e,
probabilmente, considerato. ENRICA CHIODI Obama e il sogno americano Sono
trascorsi più di 5 mesi dall'insediamento di Barack Obama alla Casa Bianca, e fino
ad ora non ho visto un significativo cambiamento di strategia della politica
estera americana. Nonostante il 20 gennaio i media ci proponevano il sogno
americano che si realizzava, in verità non è andata in modo così fiabesco.
L'attuale presidente Usa non è uscito dal nulla, non si tratta di un
afroamericano che ha iniziato lustrando scarpe: Barack Hussein Obama nasce a
Honolulu il 4 agosto 1961 da Hussein Obama Senior e Ann Dunham, quasi subito
(nel 1963) i genitori si separarono e successivamente divorziarono; il padre
andò all'Università di Harvard per conseguire un dottorato e infine tornò in
Kenya, dove morì in un incidente stradale nel 1982, rivide il figlio solo in
un'occasione. Furono Stanley Dunham e Madelyn Payne Rolla McCurry, nonni
materni a crescere il piccolo Obama. I Payne Rolla sono rinomati petrolieri del
Kansas, imparentati con le più grandi stirpi nobiliari. FABRIZIO VINCI, MESSINA
(
da "Giornale di Brescia"
del 27-05-2009)
Argomenti: Province
Edizione:
27/05/2009 testata: Giornale di Brescia sezione:la città Arrighini: serve più
autonomia Arrighini è appoggiato da Mpa e Lega Padana Lombardia «Il motivo
principale perché vogliamo continuare l'attività in Consiglio? Certamente perché siamo a favore dell'esistenza della Provincia
di Brescia». Non ha dubbi Giulio Arrighini, candidato presidente per Mpa e Lega
Padana Lombardia. Quali sono le ragioni della vostra contrarietà all'abolizione
della nostra Provincia? «Sono sostanzialmente tre. Intanto non esiste
nessun'altra istituzione che possa sostituirla. Inoltre i suoi costi, se
fosse eliminata, sarebbero semplicemente trasferiti a un altro ente. Ma
soprattutto vogliamo che continui a esistere perché rappresenta la nostra
comunità, la nostra casa, la nostra identità. Questo naturalmente non significa
che non proseguiremo nella lotta a sprechi e cattive gestioni come abbiamo
fatto in questi anni. Con i nostri emendamenti sulle società partecipate, ad
esempio, abbiamo chiesto al Broletto di uscire da quelle in passivo da oltre
dieci anni». In quali forme vorreste si concretizzasse la vostra linea
autonomistica? «Noi pensiamo che la nostra Provincia dovrebbe diventare come quella
di Trento, il che significa innanzitutto poter godere delle proprie risorse.
Diversamente da quello che spesso si dice, Brescia non è un Provincia ricca, ma
produttiva: quello che produciamo viene infatti goduto da altri. La riprova è
che l'ultimo tratto della nuova strada della Val Sabbia si realizzerà anche
grazie ai 38 milioni provenienti da Trento. Quella sì è una Provincia ricca».
Di quali altre infrastrutture abbiamo bisogno? «A noi sta particolarmente a
cuore il progetto di traforo ferroviario del Mortirolo, la cui realizzazione
rappresenterebbe un importante sbocco europeo. Quanto all'aeroporto credo sia
ragionevole il lodo Cattaneo, ma è bene che cambino i protagonisti bresciani
che hanno gestito la vicenda negli ultimi anni: dai verbali dei cda non risulta
mai una loro voce dissonante. Anche Brebemi, Tangenziale Est e Autostrada della
Val Trompia sono opere utili, ma certo si dovranno fare i conti con le risorse
disponibili». Qual è il vostro pensiero sui temi della crisi e
dell'immigrazione? «Sulla prima questione penso si debba puntare sulla ricerca
perché, per rilanciare la nostra economia, non basta il semplice impegno ma
serve un salto di qualità. Il Csmt in questo senso può rappresentare un utile
investimento a medio termine. Quanto all'immigrazione sono da applicare rigore
e fermezza rispetto alle sue degenerazioni: bisogna che sia attentamente
gestita e non invece lasciata al caso».tedo
(
da "Stampa, La"
del 27-05-2009)
Argomenti: Province
Pd
Saitta e Susta su corso Marche Questa sera, ore 21, Saitta, Susta e Fazzone
incontrano i cittadini in Strada Antica di Collegno 208 per parlare di «corso
Marche e dintorni». Pdl I trasporti secondo Porchietto Alle 16,30 Claudia
Porchietto illustra le sue proposte in tema di viabilità e trasporti presso il
gazebo in piazza Carlo Felice. Alle 18 incontra le organizzazioni del
volontariato in corso Trento 13. Udc Vietti sulle Province
Questa sera, ore 21, Michele Vietti partecipa al confronto sull'abolizione
delle Province organizzato in via Fanti dal Gruppo Giovani Imprenditori
dell'Unione Industriale. Sinistra per la Provincia Claudio Fava va al mercato
Questa mattina, ore 11, Claudio Fava, candidato di Sinistra per la provincia di
Torino al Parlamento Europeo, è al mercato di corso Racconigi. Alle
12,30 conferenza stampa con Saitta in via Virle 21. Rifondazione D'Elia parla
dei servizi pubblici Alle 20,30, Tommaso D'Elia, candidato del Prc per la
Provincia, partecipa con Paolo Ferrero al confronto: «La città non è in
vendita, difendiamo i beni comuni». Appuntamento al salone Atc in corso Dante
14.
(
da "Mattino di Padova,
Il" del 27-05-2009)
Argomenti: Province
Pagina
29 - Provincia Per il Coordinamento genitori la scuola non sarà più la stessa
ALBIGNASEGO. «I proclami di vittoria sul tempo lungo non devono ingannare. I
tagli alla scuola pubblica ci sono stati tutti, nelle dimensioni quantitative
previste già a ottobre 2008. E' stata solo stiracchiata la coperta dove si
poteva. La scuola primaria, anche nel nostro Comune, a prescindere dalla
salvaguardia del tempo-scuola non sarà più la stessa». E' questa l'opinione del
Coordinamento genitori insegnanti di Albignasego che si è battuto per mesi in
difesa del tempo lunghe nelle scuole del paese. Una battaglia fatta propria
anche dal sindaco Massimiliano Barison, che messosi alla testa di un centinaio
di altri sindaci ha fatto pressione sui parlamentari veneti affinché le scuole
della regione non fossero penalizzate dal decreto Gelmini. «E' la qualità
formativa che rischia ora di venire meno anche ad Albignasego - prosegue il
Coordinamento -. Nonostante, infatti, la bocciatura secca della
legge Gelmini e della sua proposta del maestro unico e delle 24 ore, è stata
mantenuta ferma l'abolizione delle "compresenze" e del
"modulo", i veri fattori di qualità, mettendo così a rischio quegli
elementi di diversificazione e integrazione delle attività didattiche, i
laboratori, le uscite didattiche, il rinforzo agli alunni in difficoltà,
lasciando più povera la scuola». Il Circolo didattico, sempre secondo il
Coordinamento, «è ora chiamato a disporre la miglior organizzazione possibile
dell'organico e del monte-ore assegnato, in modo da ricavare equamente, in
tutti i plessi, quegli spazi aggiuntivi e particolari di didattica, che
integrino la qualità di base sia nei metodi sia nell'organizzazione del
tempo-scuola assegnato. Gli amministratori locali e i referenti parlamentari
hanno fatto solo il loro dovere». (Giorgio Ranzato)
(
da "Nazione, La
(Umbria)" del 27-05-2009)
Argomenti: Province
FOLIGNO
pag. 15 Chi vuole partecipare al sondaggio può farlo, da oggi, cliccando sul
sito «terzaprovincia.... Chi vuole partecipare al sondaggio
può farlo, da oggi, cliccando sul sito «terzaprovincia.altervista.org». Tre le
opzioni che si possono selezionare: sì all'istituzione della terza provincia,
mantenimento delle attuali province o abolizione di tutte le province. Facoltativa, per chi vota, l'indicazione del nome.
(
da "Nazione, La
(Umbria)" del 27-05-2009)
Argomenti: Province
FOLIGNO
pag. 15 di PATRIZIA PEPPOLONI FOLIGNO O LA VA O LA SPACCA. Il Comitat... di
PATRIZIA PEPPOLONI FOLIGNO O LA VA O LA SPACCA. Il Comitato promotore della
Terza Provincia (Foligno-Spoleto-Valnerina) sceglie il periodo elettorale per
provare a far partire l'ultimo «treno dei desideri». Anzi, per cercare di
capire se quello del nuovo organismo sub-regionale, annoso tormentone mai
concretizzato, sia ancora oggetto del desiderio collettivo. Ieri il Comitato,
in una conferenza stampa agli Orti Orfini, ha presentato il sondaggio
telematico sui cui esiti «poggerà la decisione è stato detto di continuare o
meno la battaglia per la Terza Provincia». Se prevarranno i no, o
l'indifferenza, vorrà dire che il tema è superato anche per la gente, oltre a
non comparire nei programmi degli otto candidati a sindaco che si sfideranno il
6 e 7 giugno. E allora, col timbro dell'anacronismo, la Terza Provincia sarà
pronta a morire senza essere mai nata. Tutto questo all'ombra di una grande
incognita nazionale: proprio in questo periodo, in Commissione Affari
costituzionali, è iniziato alla Camera l'iter dei sei progetti di legge
costituzionale, sia di maggioranza sia di opposizione, per l'abolizione delle province. A illustrarel'idea del
sondaggio telematico c'erano ieri Pierluigi Mingarelli, Massimo Stefanetti,
Alberto Laganà e Luigi Petrini.«Il sondaggio che proponiamo ai cittadini di
Foligno, di Spoleto e della Valnerina ha detto Mingarelli non vuol dire che
gettiamo la spugna e deleghiamo ai cittadini la responsabilità di rilanciare o
affossare l'idea della Terza Provincia. Noi restiamo convinti della
necessità di un assetto amministrativo sub-regionale per l'Umbria. E nel dire
questo pensiamo a un organismo snello, che non comporti aggravio di costi ma
che sappia rilanciare lo sviluppo del territorio». Un'operazione, quella del
rilancio, che per Laganà «deve ripartire dal basso ed essere gestita con un
organismo efficiente che rappresenti direttamente le istanze dei cittadini di
questa parte dell'Umbria, troppo spesso marginalizzata». «Basta guardare
Facebook ha aggiunto Laganà per rendersi conto che ci sono anche gruppi di
giovani che spingono per la terza provincia, quindi non siamo dei nostalgici».
E sul tasto dei costi Petrini ha detto: «Non è vero che la Provincia sarebbe un
ulteriore, oneroso carrozzone: basterebbe trasferire a Foligno parte del
personale che lavora a Perugia e decentrare, tutto qui».
(
da "Nazione, La
(Umbria)" del 27-05-2009)
Argomenti: Province
FOLIGNO
pag. 15 FOLIGNO OPINIONI a confronto sulla Terza Provincia. Stefania Fil...
FOLIGNO OPINIONI a confronto sulla Terza Provincia. Stefania Filipponi (Impegno
Civile) ricorda di essere stata una vecchia sostenitrice della nuova Provincia
e aggiunge: «Oggi mi chiedo se sia ormai possibile riagganciare il treno perso.
Se così fosse io ci salirei ancora, anche se non possiamo ignorare il quadro
nazionale, con le proposte all'esame sull'abolizione delle
Province». Diversa l'opinione di Alessandro Porcu (Per il Bene di Foligno): «Io
penso che si debba dare forza alle competenze e capacità del Comune, senz
aincrementare la burocrazia a livello macro-territoriale. Le aggregazioni del
futuro dovrebbero avvenire su base ecologica' e ambientale, basando poi
su queste aggregazioni naturali' un sistema di gestione in rete del
territorio». Per Mismetti (Pd) la Terza Provincia «è una battaglia superata che
ha lasciato il campo ad altri tipi di aggregazione territoriale», mentre per
Riccardo Meloni (Pdl) riproporre oggi questo tema «ha veramente dell'assurdo,
visto che il dibattito è ormai spostato sui tagli».
(
da "Sole 24 Ore, Il"
del 27-05-2009)
Argomenti: Province
Il
Sole-24 Ore sezione: POLITICA E SOCIETA data: 2009-05-27 - pag: 14 autore: IL
PRESIDENTE DELLA CAMERA Fini: battaglia ancora lunga per abolire la pena di
morte L'Italia«sarà sempre al fianco di quei Paesi, di quelle organizzazioni e
di quelle personalità che si battono nel mondo per la dignità della persona»per
l'abolizione della pena di morte. Lo ha detto il presidente della Camera
Gianfranco Fini aprendo a Montecitorio il congresso internazionale "Dalla
moratoria all'abolizione della pena capitale" organizzato dalla Comunità
di Sant'Egidio, ribadendo che «le forze politiche italiane sono sempre state
unite in questa lotta». Fini ha ricordato l'impegno antico
dell'Italia nell'abolizione della pena capitale, sottolineando anche il lavoro
in questo senso non solo delle Istituzioni ma anche delle organizzazioni non
governative di ispirazione religiosa e laica. «Molta strada è stata fatta ma
molta altra va percorsa:il numero delle esecuzionirimane ancora drammaticamente
alto; il che deve indurci a accrescere la nostra opera di
sensibilizzazione verso quei Paesi che ancora prevedono ed applicano la pena di
morte. La battaglia rimane lunga ed impegnativa, ma deve essere
instancabilmente combattuta ».
(
da "Denaro, Il"
del 27-05-2009)
Argomenti: Province
Professioni
formazione Riflettori sul nuovo Piano casa Incontro organizzato lo scorso
aprile all'Antisala dei Baroni "Il Piano Casa e diritto urbanistico,
aspettative e realtà operative" questo il titolo del convegno formativo
che si è tenuto lunedì 27 aprile 2009 presso l'antisala dei Baroni al Maschio
Angioino. L'incontro, organizzato con i patrocini del Comune di Napoli e del
Consiglio dell'Ordine degli Avvocati di Napoli, è stato coordinato
dall'Avvocato Guido De Maio ed ha visto la partecipazione, tra gli altri, del
Presidente del Consiglio dell'Ordine degli Avvocati di Napoli, Avv. Francesco
Caia, e dell'Arch. Gerardo Maria Cennamo, tesoriere dell'Ordine degli
Architetti di Napoli e Provincia. In rappresentanza dell'ACEN ha partecipato il
Vice Presidente con delega al Centro Studi, Ing. Paola Marone, che nel suo
intervento ha posto l'attenzione su una serie di problematiche connesse al
settore dell'edilizia e della casa quali l'housing sociale e il piano casa
regionale. I dati divulgati sono stati elaborati dal funzionario della
Referente Edilizia, Territorio e ambiente dell'Associazione, Arch. Barbara
Rubertelli. Si riporta di seguito il testo integrale dell'intervento dell'Ing.
Paola Marone. Vincenzo Landi Ingegnere Segretario Commissione Beni Culturali
Edilizia Paola Marone In questo momento particolare è opportuno sottolineare
che, a livello nazionale, esistono almeno tre Piani Casa. A livello regionale
(in Campania) se ne individua un altro ed, infine, si paventa anche una
iniziativa a livello comunale. Il Governo, sin dalle prime fasi di
insediamento, ha lanciato l'iniziativa di un Piano per l'housing sociale
individuando una dotazione finanziaria di circa 770 milioni di euro. La
dotazione finanziaria del Piano per l'edilizia sociale oggi è ridotta a circa
400 450 milioni di euro. Allo stato attuale, è notizia di alcuni giorni fa, il
CIPE ha approvato il piano nazionale per l'edilizia abitativa che sblocca un
primo stanziamento di 350 mln di euro. Duecento milioni sono da ripartire tra
le regioni per l'edilizia popolare e gli altri 150 sono destinati al sistema
integrato di fondi immobiliari per l'incremento della dotazione degli alloggi
sociali. "Le quote di questi fondi potranno essere sottoscritte solo da
investitori istituzionali di lungo termine". Questa prima assegnazione
consentirà di attivare ulteriori risorse pubbliche e del settore non
profit".Inoltre, se le regioni, nelle loro Linee guida, dovessero
privilegiare politiche di intervento di edilizia sovvenzionata anziché
programmi integrati da parte di imprese e cooperative, l'effetto moltiplicatore
del finanziamento pubblico scenderebbe a valori minimi nel confronto
dell'investimento privato o dell'attivazione di forme di partenariato pubblico
privato. Lo schema di decreto legge riguardante misure urgenti in materia di
edilizia, urbanistica, ecc. (piano famiglia) sino ad ora diffuso, di cui si
attende emanazione, delinea nelle ultime stesure una serie di misure con una
valenza per il settore delle costruzioni e del relativo indotto, ben inferiori
rispetto a quanto a suo tempo annunciato, riducendo al minimo la portata
incentivante per il comparto edile. Infatti, la liberalizzazione procedurale
per l'esecuzione di alcune opere edili (in particolare la manutenzione
straordinaria a condizione che non si intervenga sulle parti strutturali degli
edifici) può avere sicuramente effetti positivi sull'attività delle imprese piccole ed artigianali, ma l'abolizione di un
qualsiasi titolo abilitativo edilizio rischia anche di ampliare il ricorso ad
attività abusive ed a manodopera irregolare Nell'ambito degli interventi
relativi alle parti strutturali degli edifici, compresi gli ampliamenti,
l'onere della "prova documentale" del rispetto della normativa
antisismica a carico del progettista è sicuramente atto necessario e
fondamentale, ma è già oggi previsto in molti casi. Sarebbe necessario, per un
corretto adeguamento alle norme vigenti nel campo strutturale-tecnologico e
gestione del patrimonio edilizio, prevedere la manutenzione programmata,
promossa anche da alcuni anni dall'Ordine degli Ingegneri della Provincia di
Napoli. La questione dell'edilizia di sostituzione, affrontata in modo
incompleto nell'accordo Stato Regioni del 30 marzo scorso, presente nel decreto
legge del piano casa, (demolizione e ricostruzione) potrebbe, invece,
rappresentare un'importante occasione di rinnovamento e adeguamento tecnico e
funzionale del patrimonio edilizio. Tale eventualità è prevista, salvo diversa
decisione regionale, solo per gli edifici ad uso residenziale, mentre, sarebbe
opportuno prevedere di estendere l'attività anche agli edifici industriali,
turistici e direzionali. Positiva è invece l'introduzione dei principi della
perequazione e compensazione al fine di sancire attraverso provvedimenti
statali le leggi regionali già emanate. Interessante è il Piano per la
costruzione di New Town da realizzarsi sempre in ogni capoluogo di Provincia.
Anche per questo nuovo progetto è prevista la collaborazione delle Regioni. Per
far fronte ai costi per ora sono stati stanziati 550 mln e altri fondi
dovrebbero essere sostenuti dai privati che avranno un ruolo fondamentale,
perché i terreni sui quali costruire, qualora non fossero di proprietà dello
Stato, saranno espropriati "pagando i proprietari in cubatura". Le
nuove abitazioni potranno essere pagate con "mutui a rate mensili pari o
addirittura inferiori ai canoni di locazione di mercato vigenti". A tal
proposito, in occasione degli Stati Generali delle Costruzioni, che si sono
tenuti a Roma lo scorso 14 maggio, dal palco della Fiera di Roma Berlusconi è
tornato a parlare di new town, proprio per chiedere l`aiuto dei costruttori in
questo progetto: «Penso a un nuovo insediamento per ogni capoluogo di provincia
- ha spiegato - da realizzare al 50% anche con i capitali privati, con il
linguaggio architettonico del luogo». In cambio ai costruttori verrebbe offerto
di tenere una parte dei nuovi alloggi destinati ai giovani che vogliono creare
una famiglia. Il Piano Casa della Regione Campania, si fonda sulla chiarezza
del rapporto pubblico privato e sulla trasparenza, attraverso la partecipazione
a bandi pubblici. Per sopperire alla mancanza di fondi è stata proposta
l'introduzione della "moneta urbanistica", ossia di agevolazioni
urbanistiche ai privati in cambio della costruzione di abitazioni in parte in
regime sovvenzionato e convenzionato. La moneta urbanistica risulta
determinante per garantire l'equilibrio finanziario delle operazioni,
garantendo la ridefinizione delle destinazioni d'uso. Il giusto mix nella
realizzazione degli interventi residenziali attraverso, una percentuale di
edilizia privata, una percentuale di convenzionata e la parte rimanente
sovvenzionata, avrà un effetto determinante come risposta alle esigenze di
housing sociale e, insieme, di ripresa del ciclo economico dando nuove
opportunità al mondo imprenditoriale. D'altra parte il mercato immobiliare
campano è poco dinamico presentando uno squilibrio cronico tra domanda e
offerta. Infatti, nel confrontato con altre realtà urbane Napoli, terza
concentrazione urbana a livello nazionale per numero di popolazione residente,
presenta un numero di transazioni immobiliari, in valore assoluto, nettamente
inferiore a Roma, Milano e Torino e di poco superiore a Genova. I dati relativi
al numero di transazioni residenziali registrate nel I sem. 2008, elaborati
dall'OMI, confrontati con il I Sem 2007, rivelano andamenti in flessione per
tutte le principali città italiane e confermano l'asfitticità del mercato
partenopeo, anche per la scarsa immissione di nuovi prodotti edilizi sul
mercato 'libero',e per il lento avvio del PUC. Inoltre, a livello campano, si
registra la saturazione delle potenzialità edificatorie dei PUC dei comuni. del
27-05-2009 num.
(
da "Gazzettino, Il"
del 27-05-2009)
Argomenti: Province
Mercoledì
27 Maggio 2009, Partiamo da una considerazione sulla quale sono tutti
d'accordo, maggioranza e opposizione: i parlamentari sono troppi, il numero va
ridotto. Non è un'idea nuovissima, va avanti da molti anni. Ora, però, si
discute sul numero e non sulla sostanza: quanti deputati? Quanti senatori? La
sconvolgente novità consiste nel gridarla forte in campagna elettorale. Si vota
per l'Europa e nessuno vuole ridurre gli eurodeputati. Si vota per le amministrative e nessuno va in giro a la riduzione dei Comuni e
l'abolizione delle Province. Eppure la spesa della politica non sta certo tutta
nel Parlamento, la maggior parte dello spreco anzi si verifica nelle altre
istituzioni e soprattutto nelle migliaia di enti pubblici. Per quanto riguarda
il Parlamento, la riduzione del numero degli eletti rientra in un piano di
riforme, basta attuarlo e si cambia. Non c'è bisogno di colpi di mano
estranei alla Costituzione. La Carta non si può modificare a pezzettini, è nata
come antidoto ai rischi di altre dittature, ha esaltato il parlamentarismo,
anche nel numero. Ci sono molte cose da cambiare, ma la riforma deve essere
completa; altrimenti non risolverebbe il problema. Sarebbe come pretendere di
aggiustare il televisore semplicemente cambiando il telecomando. Se il
Parlamento funziona male, lo si riforma costituzionalmente, non lo si cancella
o lo si riduce a un club privilegiato. La nostra società è fortemente basata
sul potere delle corporazioni che da buone conservatrici sono le meno
disponibili alle riforme vere. Per questo spesso occorrono gli annunci
clamorosi, alzano una cortina dietro la quale niente si muove. Nessuno nega che
oggi il Parlamento offra l'immagine di un doppione che non funziona come
dovrebbe. Bisogna preoccuparsi di sapere cosa fanno questi parlamentari, poi di
quanti effettivamente ne saranno necessari. Non basta ridurre il numero per
risolvere il problema dell'efficienza e del funzionamento. Nemmeno vale la
scusa del tempo perso nelle votazioni: a parte il voto di fiducia, tutte le
altre votazioni sono elettroniche. Certamente si tratta di un tema popolare, si
riducono le spese, si accarezzano le proteste di chi vorrebbe la classe
politica tutta a casa. Ma il Parlamento deve restare centrale e Camera e Senato
non possono essere cambiati con un'azione popolare: la Costituzione può essere
cambiata solo in Parlamento che discute e decide. È il Parlamento che approva
le leggi. Nessuno può pensare di collocarsi al di sopra delle istituzioni.
Sicuramente Berlusconi non ignora queste cose, come sa bene che il Parlamento
del quale si lamenta è composto per una maggioranza schiacciante da deputati e
senatori fatti eleggere dalla sua coalizione. Probabilmente tra poco di tutto
questo non si parlerà, altri temi faranno irruzione e serviranno a spostare
l'attenzione. La "Casta" è molto più larga del Parlamento, va nei
consigli d'amministrazione degli enti pubblici, nelle migliaia di enti anche
inutili. La "Casta" si protegge, grida di voler cambiare perché
qualcuno si emozioni, poi conserva gelosamente le cose come stanno.
(
da "Corriere.it"
del 27-05-2009)
Argomenti: Province
LE
VIDEOCHAT Di CORRIERE.it Casini: «Il governo usa soldi finti per combattere la
crisi» Il leader dell'Udc: «Segnali devastanti, bisogna fare di più. Il caso
Noemi? Non parlo di vallette e ragazzine» MILANO- «Chi non si pente mai nella
vita, vuol dire che ha qualche problema». Pier Ferdinando Casini non si
nasconde: ammette che qualche errore, in passato, l'ha commesso. «Quattordici
anni fa ero convinto che Berlusconi rappresentasse qualcosa di nuovo. Le cose
però sono andate in altro modo». Il leader dell'Udc, durante la videochat con i
lettori di Corriere.it, ci tiene però a sottolineare il senso di quella che
definisce una «scelta responsabile»: lo strappo con il Pdl. «Abbiamo rinunciato
al potere per scommettere sul futuro - afferma Casini - perché siamo contrari a
questo finto bipartitismo, un valzer che si balla sulla pelle degli italiani».
SOLDI FINTI - L'ex presidente della Camera attacca soprattutto il governo. «Di
fronte alla crisi - dice - sta semplicemente sperando che passi. Berlusconi,
invece di mettere in piedi un piano di infrastrutture per rilanciare
l'economia, un giorno parla di Ponte sullo Stretto, un giorno di Abruzzo: ma
sono sempre gli stessi soldi finti che girano. E invece bisognerebbe iniettare
nell'economia italiana qualcosa di reale e immediato, anche perché i segnali
sono devastanti». Casini critica Berlusconi e l'esecutivo anche su altri temi.
Immigrazione: «Fanno solo demagogia, eccitando gli animi». Riduzione dei
parlamentari: «Berlusconi si è inventato che li ridurrà a cento. Ogni campagna
elettorale cerca sempre un diversivo per tenere alta la tensione. È come per l'abolizione delle Province: prima l'ha promesso, poi non ha fatto
nulla». Non mancano le stoccate al Pdl: «Siamo l'unico paese dove un partito ha
eletto a vita il suo leader, una cosa che non accade neanche in Venezuela con
Chavez». SICILIA - A proposito di alleanze: il caso Lombardo in Sicilia (il
presidente della Regione ha azzerato la giunta, ndr)? «Se non riesce a
governare, sciogliamo le righe e torniamo al voto. Tutti a casa. È inutile
l'accanimento terapeutico. Quando Soru in Sardegna non è riuscito a governare
non ha cercato altre maggioranze, ha deciso di tornare al voto. Se in Sicilia
non si riesce a fare una cosa seria allora sciogliamo l'Assemblea Regionale.
Noi non abbiamo paura delle urne, pensiamo di prendere più voti di Lombardo,
anche alle Europee». DI PIETRO E LEGA - Casini è duro anche con Di Pietro: «È
come Fregoli (il celebre trasformista, ndr). Prima ha raccolto le firme per il
referendum e poi dice che il referendum è un attentato alla democrazia. E la
mozione di sfiducia a pochi giorni dalle elezioni è solo una
strumentalizzazione per prendere qualche voto in più». Il leader Udc prevede
poi un vero e proprio exploit elettorale della Lega: «Vi invito a vedere quanti
voti prenderà: è un partito di lotta e di governo. Quando consegni al ladro le
chiavi di casa, non ti puoi sorprendere se ti ruba l'argenteria. La Lega
crescerà a danno del Pdl e questo scatenerà nuovi attriti nell'alleanza. Ormai
la Lega è la forza determinante del Paese. Immigrazione, federalismo: quel che
vuole la Lega si fa, quello che non vuole non si fa». DIALOGO - E il Pd? «Un
partito serio con il quale abbiamo instaurato un dialogo - spiega Casini. - Ma
sentono troppo il richiamo della foresta della sinistra, tanto che nelle sedi
periferiche si rifanno alle alleanze con Rifondazione. In queste condizioni non
è possibile un'alleanza con noi». Casini, Letta, Rutelli e Follini insieme:
possibile? «C'è spazio per tutti» risponde Casini. Che poi lancia una
suggestione: «Perché non pensare a un partito che includa uomini del Pd e del
Pdl che la pensano allo stesso modo? Vedrete che qualcosa matura». CONDANNATI -
I lettori gli chiedono conto dei candidati e dei politici condannati. «Quali? -
ribatte Casini. - Per me la condanna è soltanto quella passata in giudicato.
Parliamo di Cuffaro? Lui ha detto che in caso di conferma di condanna, si
dimetterà. Più alla luce del sole di così». Qualcuno ricorda anche il caso
Drago (il parlamentare Udc condannato per peculato, sentenza confermata in
Cassazione ndr): «È vero. È stata una condanna amara e dura che riguarda l'uso
di fondi riservati, una cosa che coinvolge metà della politica italiana. In
ogni caso rispettiamo la sentenza». VALLETTE E RAGAZZINE - Immancabili le
domande sul caso Noemi-Berlusconi: «Io mi rifiuto di parlare di vallette e
ragazzine in questa campagna elettorale. Berlusconi dice che è tutta una
montatura? Il problema l'ha posto sua moglie con una lettera a un giornale. E
lui ha fatto diventare questa vicenda ancora più pubblica andando a Porta a
Porta. I giornali fanno il loro lavoro, io gli consiglio di rispondere». STATO
LAICO - Tante le domande sulla laicità dello Stato. Casini ribadisce la sua
posizione: «Siamo per uno Stato laico che rispetti Dio e la religione. Uno
Stato laico si basa sulla libertà, che è anche la libertà dei vescovi di dire
quello che pensano. C'è un'interpretazione della laicità che non mi convince:
uno Stato che sradica il bisogno di Dio e della religione che è connaturato
all'uomo. Questo è uno Stato laicista. Io sono per uno Stato laico». Di nuovo:
è è ipotizzabile l'unità politica dei cattolici? «È un problema che non ci
poniamo. Certi valori li portiamo avanti perché ne siamo convinti, non perché
ci aspettiamo l'aiuto della Chiesa. L'idea dell'unità politica dei cattolici è
morta e sepolta. Noi chiediamo soltanto ai cattolici di non essere succubi dei
propri partiti. Come fa la Binetti, ad esempio: una persona seria che ha saputo
dissociarsi dal suo partito per essere coerente con i propri valori». MANDATECI
A CASA - Questione giovani: le nuove generazioni e la politica. Casini cita Don
Milani: «È inutile tenere le mani pulite se si tengono in tasca. Ma io vedo
molti giovani in questa campagna elettorale: non sono affatto apatici e
indifferenti, cercano di capire, nonostante la politica non li aiuti. Cosa
posso dire a questi giovani? Mandateci a casa, se ce la fate: io ho mandato a
casa qualcuno, voi mandate a casa me» Germano Antonucci stampa |
(
da "Mattino di Padova,
Il" del 28-05-2009)
Argomenti: Province
Pagina
15 - Altre Provincia, candidati a confronto SERGIO GELAIN * Il Coordinamento
delle associazioni di categoria ha deciso di incontrare questa sera tre dei
candidati alla presidenza della Provincia di Padova: Albuzio, Degani, De Poli.
Non è casuale la scelta. Ci siamo sempre battuti per la semplificazione del
quadro politico e quindi in questa occasione abbiamo scelto di parlare ai
principali interlocutori politici del territorio. L'incontro si svolgerà
stasera alle 21 l'Hotel Crowne Plaza di Limena. I temi che saranno affrontati
sono principalmente: il ruolo che può assumere l'ente Provincia di fronte alla
crisi, le scelte in materia di infrastrutture (Gra, Statale 10, Bovolentana,
Gronda Sud, Statale del Santo) e il futuro del nuovo soggetto della logistica
Interporto-Magazzini Generali. Ma non solo. Il coordinamento è interessato a
capire come si comporterà la Provincia in merito alla programmazione
territoriale: tutela del suolo agrario e difesa del paesaggio; le scelte in
materia di aree produttive e in particolare di Zip e Cosecon (ma non solo). E'
finito il tempo delle zone industriali in ogni frazione, è tempo di concentrare
gli investimenti per non compromettere il paesaggio e soprattutto per avere
aree di insediamento produttivo con servizi e infrastrutture. Allo stesso tempo
chiediamo che la Provincia si faccia interprete di uno stop ai centri
commerciali, nel nostro territorio e per quanto possibile investa la Regione
perché non ne vengano costruiti nelle immediate vicinanze. Inoltre è fondamentale
capire la posizione dei candidati in merito al destino di PadovaFiere,
dell'auditorium e del Centro Congressi. Esistono poi delle competenze primarie
della Provincia che in questo periodo di crisi sono fondamentali: lavoro (ruolo
della Provincia in merito agli ammortizzatori sociali e alle politiche attive
per la disoccupazione), formazione e scuola; senza tralasciare agricoltura e
attività produttive. Altrettanto importante è il comparto relativo al turismo e
alla promozione del territorio. Come associazioni abbiamo spesso richiesto una
regia in tema di turismo o meglio un coordinamento delle tante forme di turismo
che oggi investono la nostra città: religioso, monumentale, paesaggistico,
congressuale. E' necessario sfruttare una risorsa fino ad oggi trattata in modo
troppo marginale. La filiera del turismo passa anche attraverso la
valorizzazione dei nostri prodotti agro-alimentari e può rappresentare
un'occasione di rilancio del settore agricolo. Soprattutto
gli imprenditori vogliono capire se la Provincia potrà ritagliarsi un ruolo
diverso nel futuro. Si parla molto di abolizione delle Province. Noi siamo
convinti che debba esistere un ente sovracomunale soprattutto se questo si fa
interprete dei tanti bisogni che vengono dal territorio. Serve un soggetto
capace di interfacciare i cittadini e le imprese con altri enti: bacino
rifiuti, Aato, società di servizi di pubblica utilità e trasporto pubblico.
Certo servono minori sovrapposizioni e maggiori efficienze, in questo periodo
non possiamo permetterci sprechi. Infine non possiamo dimenticarci la grande
crisi che sta investendo l'economia mondiale. Proprio oggi abbiamo ricevuto
dalla Camera di Commercio il primo rapporto curato dal professor Feltrin sulla
crisi. E' un documento richiesto dal Tavolo dell'economia in cui partecipano
Associazioni di categoria, sindacati, Comune di Padova, Provincia e Camera di
Commercio in cui viene monitorata la situazione economica e l'andamento della
crisi nella nostra provincia. La crisi sarà lunga e dura, soprattutto per il
comparto edilizia e manifattura. Grazie agli ammortizzatori sociali abbiamo
evitato una forte crescita della disoccupazione, ma adesso bisogna ripartire.
Serve maggiore apertura da parte degli istituti di Credito, le imprese ce la
mettono tutta ma serve liquidità. Serve anche fare sistema, fare squadra tra
enti locali, associazioni e imprese. I candidati a presidente della Provincia
cosa propongono?. Coordinamento delle associazioni di categoria padovane
(
da "Giorno, Il
(Brianza)" del 28-05-2009)
Argomenti: Province
PRIMO
PIANO pag. 2 La promessa: la Provincia farà rinascere la Brianza Per gli
sfidanti il nuovo ente è un'occasione di rilancio del territorio IL FORUM DE
«IL GIORNO» CON I CANDIDATI ALLA PRESIDENZA di MONICA GUZZI MONZA CI SONO
voluti 19 anni di battaglie: tanti ne sono passati dalla presentazione in
Parlamento dei due primi disegni di legge, firmati l'uno da Umberto Bossi e
l'altro dal senatore democristiano Walter Fontana. Ora si rischia la beffa:
proprio mentre la Provincia di Monza e Brianza si prepara al debutto, si fa
largo il partito trasversale che sostiene la necessità di chiudere di questi
enti, considerati carrozzoni inutili, stipendifici per gli amici degli amici.
Loro però, con una sola eccezione, la difendono a spada tratta: per i candidati
in corsa per la poltronissima della neonata Provincia, si tratta di un ente
fondamentale per il futuro della Brianza. Ne abbiamo parlato con i protagonisti
di questa campagna elettorale nel forum promosso dal nostro quotidiano alla
vigilia di un voto storico. All'incontro che si è svolto ieri alla presenza del
direttore de "Il Giorno" Giovanni Morandi, hanno partecipato nove dei
dieci candidati alla presidenza: assente Luca Pilli, di Forza Nuova, che ha
scelto di disertare i faccia a faccia elettorali. «C'è una richiesta di
radicamento sul territorio che non esisteva prima - ha esordito Giovanni Morandi,
introducendo il dibattito -. Qui non si discute tanto un problema di utilità,
quanto della necessità di mettere le province nella
condizione di lavorare». UN GIUDIZIO condiviso dagli attori di questa prima
campagna elettorale briantea. «Questa Provincia, ostacolata da sempre da
Milano, per noi è un punto d'arrivo - sottolinea Edda Ceraso, candidata de La
Destra e Pensionati-. Anche in un momento di crisi questo territorio continua a
essere produttivo, eppure mancano le infrastrutture, anche raggiungere Malpensa
diventa un problema». Per Gigi Ponti, assessore nella Giunta Penati
all'Attuazione della nuova Provincia e candidato del centrosinistra (lo
sostengono la lista civica Ponti presidente, Pd, IdV e Sinistra monza e
Brianza), la formula è importante. «La Provincia è utile al territorio proprio
perché è più vicina - sostiene -. Vogliamo una Provincia snella, che stia a
fianco dei Comuni e faccia sì che questo territorio non sia una periferia. Su
temi importanti quali il lavoro, la formazione, l'ambiente, le infrastrutture
abbiamo bisogno di un ente che negozi un nuovo rapporto con Milano». Provincia
come opportunità per la Brianza anche secondo Dario Allevi, vicesindaco di
Monza e candidato alla presidenza della Brianza di Pdl, Lega Nord e Democrazia
cristiana. «Questa Provincia non è un'invenzione della politica per distribuire
poltrone - è la premessa -. La sua utilità dovremo dimostrarla sul campo, facendone una Provincia concreta, senza sprechi, a disposizione
dei 50 Comuni e capace di dare risposte alle esigenze di un territorio
considerato troppo a lungo periferia». E poi, aggiunge Allevi, chi dice che
l'abolizione delle province comporterà enormi risparmi fa solo dmagogia: «Alcune funzioni
rimarrebbero, e come ha dimostrato Tremonti, alla fine il Paese
risparmierebbe non miliardi, bensì 300 milioni l'anno». «I numeri ci sono, la
Provincia garantisce un discorso di migliore gestione», dice Erminio Ariano del
Movimento popolare della libertà. NON LA PENSA così Dario Casati, candidato del
Partito comunista dei lavoratori, per il quale «i bisogni fondamentali sono
altri: un posto di lavoro stabile, asili nido, ambiente vivibile, servizi e la
Provincia non è un ente in grado di risolvere questi problemi». Ma Casati corre
per ottenere almeno un risultato: una giunta con il minimo degli assessori e
con stipendi che non superino i 2.000 euro. Tutti d'accordo sulla necessità di
tagliare qualche poltrona di troppo. «Non servono spese inutili», dice Vincenzo
Ascrizzi, candidato di Rifondazione comunista e Verdi, uno dei sostenitori
della conversione della sinistra, storicamente freddina sul tema, a favore
dello strappo da Milano. «La nuova Provincia farà meglio a destinare i soldi
delle consulenze a fondi per le famiglie in difficoltà», suggerisce.
L'importante è «che le due Province, Monza e Milano, collaborino», conclude
Domenico Pisani, oggi candidato dell'Udc, ex assessore regionale azzurro ed ex
responsabile provinciale di Forza Italia in Brianza. Pisani non rinuncia a
togliersi qualche sassolino dalle scarpe: «La politica in Brianza ha cambiato
volto da quando si è cominciato a imporre le candidature da Milano». Infine c'è
la partita dell'autonomia più spinta. La chiedono Mario Morelli di Lombardia
Autonoma e Lucio Malagò della Lega lombardo veneta, sostenendo la necessità di
uno statuto speciale e di trattenere sul territorio almeno una parte del
gettito fiscale. Altrimenti, spiegano i due, è una Provincia con le armi
spuntate.
(
da "Eco di Bergamo, L'"
del 28-05-2009)
Argomenti: Province
Moro a
Grossi: «Sul Consorzio dice bugie» --> Giovedì 28 Maggio 2009 CRONACA,
pagina 14 e-mail print «Abolire il Consorzio di bonifica»: è una delle proposte
avanzate da Valter Grossi e dai candidati Liberal Pd. Una proposta che ha
provocato la replica immediata e dura di Marcello Moro, presidente del
Consorzio: «Leggo con stupore - scrive Moro - la proposta del candidato liberal
Pd Valter Grossi che, in quanto assessore comunale, forse dovrebbe conoscere
quantomeno l'ordinamento italiano e le norme che riguardano le istituzioni.
Evidentemente a Grossi è sfuggito che promettere ai cittadini di abolire il
Consorzio di bonifica è una grande bugia, è una di quelle promesse che non
potranno mai essere mantenute, ma con le quali ci si riempie la bocca in
campagna elettorale. Forse Valter Grossi non sa che i Consorzi di bonifica sono
istituiti da una legge nazionale che delega le Regioni su questa materia. Quindi che nessun Comune e nessuna Provincia può stabilire di
abolire altre istituzioni. Capisco che siamo in campagna elettorale ma
propinare assurdità per racimolare qualche voto è per lo meno bizzarro». E se i
compiti del Consorzio (bonifica, irrigazione, salvaguardia dell'equilibrio
idrogeologico con gli oltre 1500 km di canali) venissero posti in capo alla
Provincia - spiega Moro - benissimo ma «i liberal Pd dovrebbero spiegare
che, salvo cambiamenti normativi che non competono certo ai comuni, con la loro
proposta i costi ricadrebbero invece che sui soli consorziati su tutti i
cittadini!», anche quelli che ora non pagano. «Per buona pace di qualche
candidato scalpitante a corto di idee e con tanta voglia di pubblicità -
conclude Moro - non è certo né il Comune né la Provincia, ma solo una legge
prima nazionale e poi regionale potrà decidere di abolire i Consorzi di
bonifica. Se ciò avvenisse, come i liberal Pd propongono, non comporterebbe
certo l'abolizione di un costo ma solo il suddividerlo su tutti, anche su chi
oggi ne è escluso e quindi non paga nulla». 28/05/2009 nascosto-->
(
da "Eco di Bergamo, L'"
del 28-05-2009)
Argomenti: Province
Cologno
(Destra): «Un seggio in Provincia. Per abolirla» --> Giovedì 28 Maggio 2009
CRONACA, pagina 14 e-mail print Andrea Cologno Candidarsi in Provincia per
portare avanti dall'interno la battaglia per la sua abolizione: è questo
l'obiettivo di Andrea Cologno, aspirante leader di via Tasso per La Destra, e
della sua lista, formata per la maggior parte da neofiti della politica e da
diversi giovani (gli under 30 sono nove), perché, dice, «un ricambio
generazionale è necessario». Segretario provinciale in carica del partito di
Storace, 39 anni, di professione avvocato, Cologno è stato consigliere comunale
a Treviglio (dove vive) dal 2001 al 2006. Non è un paradosso proporsi per la
presidenza di un ente che si vuole eliminare? «No, è importante avere dei
nostri rappresentanti in Provincia per portare avanti questa battaglia. In un
vero assetto federale, la Provincia non avrebbe ragion d'essere: Stato, Regioni
e Comuni possono tranquillamente esercitare tutte le funzioni di governo».
Quindi, una volta entrati in Provincia, cosa fareste? «C'è spazio per
introdurre dei tagli, a partire dagli assessorati e dalle società partecipate.
Le funzioni di base della Provincia riguardano la viabilità e la manutenzione
degli edifici scolastici. Non si spiega quindi perché, per esempio, si debba
avere un assessorato alle Politiche Sociali». Par di capire che anche sulle
partecipate il vostro giudizio non sia molto positivo. «Mi sembrano più che
altro un sistema per distribuire prebende e posti nei consigli di
amministrazione. Via Tasso ha un numero alto di partecipazioni, credo che si
debba verificare il reale funzionamento di queste società e mantenere solo
quelle che hanno un'utilità rispetto alle funzioni della Provincia. Per
esempio, che senso ha possedere delle quote in Serenissima?». Quindi
l'amministrazione uscente non vi ha soddisfatto? «La vera critica che facciamo
a Valerio Bettoni è di aver considerato la provincia solo fino a Colognola. La
Bassa è sempre stata tenuta in scarsa considerazione, benchè una parte
fondamentale dello sviluppo economico e infrastrutturale della Provincia passi
necessariamente da lì. Ed è da lì che bisognerà ripartire nei prossimi anni».
Questo è un punto in Comune con il candidato di Lega e Pdl, Ettore Pirovano. È
l'inizio di una collaborazione? «Noi con la Lega abbiamo forti punti di
distanza, a partire dal discorso sulle ronde, che non ci convince per niente.
La sicurezza va garantita dallo Stato. Dal punto di vista teorico, Pirovano ha
i numeri per governare, ma la classe dirigente proposta dal centrodestra è da
verificare alla prova dei fatti». Ha accennato al tema sicurezza. «Sì, è uno
dei punti fondanti del nostro programma e un tema da rilanciare. Non si può sbandierare ai quattro venti il Pacchetto sicurezza e
poi tagliare le spese per la manutenzione dei mezzi delle forze dell'ordine».
Ma la Provincia cosa può fare? «La nostra proposta è di istituire un fondo per
destinare il 5% delle entrate al sostentamento delle forze dell'ordine, anche
su aspetti apparentemente minimi come la benzina e la gestione dei veicoli».
Capitolo viabilità. «Si è fatto poco, senza tenere conto della Bassa. Ora sono
in previsione Brebemi, Pedemontana e le tangenziali di Treviglio, e questo è un
bene. Ma, se in alcune zone della Bergamasca la situazione viabilistica è
migliorata, negli ultimi anni, la strada per venire da Treviglio a Bergamo è la
stessa da ottant'anni. E poi va sviluppata la mobilità su ferro». A che
risultato aspirate per le amministrative sul fronte di via Tasso? «L'obiettivo
è esprimere un consigliere». Al ballottaggio con il centrodestra? «Appoggeremo
chi fa con noi un discorso programmatico serio, indipendentemente dai colori».
Fausta Morandi 28/05/2009 nascosto-->
(
da "Gazzetta di Parma
(abbonati)" del 28-05-2009)
Argomenti: Province
PROVINCIA
28-05-2009 Collecchio Collecchio, braccio di ferro sull'Unione pedemontana
Pareri discordi: Tanzi: c'è il rischio di sanzioni vessatorie Bianchi: più
vigili sul territorio. Belletti: fare un referendum D agli scranni del
Consiglio comunale alla condivisione del «palco » elettorale. Luigi Tanzi,
Gianluca Belletti e Paolo Bianchi, in corsa per la fascia di sindaco di
Collecchio, sono stati invitati in Gazzetta per un confronto. Ecco com'è
andata. Quali sono le prime cose che farete se sarete eletti? Bianchi «Io mi
pongo in continuità con l'Amministrazione Romanini. Il punto focale sarà
portare a termine i progetti avviati, iniziando col porci il problema
dell'ampliamento e del dare risposta alle richieste di scuola per l'infanzia.
Abbiamo già predisposto due sezioni alla Montessori e alla Allende, ma fino ad
oggi non abbiamo ricevuto risposta dal Ministero per gli insegnanti. Noi
vogliamo che tutti abbiamo possibilità, al di là delle mancanze del governo
centrale, di partecipare alla scuola dell'infanzia. Abbiamo fatto così anche
con i nidi. La scuola è la nostra priorità perchè è un tema che interessa molto
i cittadini». Belletti «In questi anni di permanenza in maggioranza ho sofferto
la scarsa apertura alla partecipazione dei cittadini. Quindi l'elemento
fondante del nostro programma è la partecipazione. Se sarò eletto, una delle
prime cose che farò sarà cambiare lo statuto comunale e il regolamento per dar
più potere alle consulte. Altro punto fondamentale è la solidarietà. Ho
incontrato diversi cittadini che hanno difficoltà ad arrivare al 27. Purtroppo
non hanno risposte dai servizi sociali guidati da Bianchi e sono lasciati ai
margini della vita politica e sociale del paese». Tanzi «Per quanto ci
riguarda, la prima cosa da fare è uscire dall'Unione Pedemontana: un nuovo ente
locale inutile, costoso e dannoso. In Italia oggi non c'è bisogno di enti
intermedi e questo ne è un esempio lampante: i coda muni nemmeno confinano tra
di loro. Troviamo inquietante che l'Unione vada ad assorbire le competenze
della polizia municipale: i vigili di Collecchio non avranno più come referente
il sindaco, proprio ora che a livello governativo si stanno devolvendo più
poteri al Corpo. E' inquietante anche il modo in cui il nuovo ente verrà
finanziato: abbiamo capito dalla relazione del revisore dei conti che il motore
finanziario saranno le sanzioni. Non vorremmo che l'Unione si trasformasse in
una riedizione delle Terre verdiane. Altro punto qualificante del programma è
un piano anti-crisi simile a quello di Parma: agevolazioni a favore del mondo
delle imprese e delle fasce deboli attraverso i voucher e l'accesso più facile
al credito». Bianchi «Belletti parla dei servizi sociali: c'è qualcuno in tv
che dice che la crisi non c'è, che si prenderà cura degli ultimi. Le competenze
del Comune sono piuttosto limitate, soprattutto se le risorse vengono tagliate.
Non si può poi dare la colpa ai Comuni che non assistono. In tema di Unione e
di polizia municipa-le, invece, non si è fatto altro che unire le entrate e far
uscire tutte le spese per il personale e altro. Non è previsto nessun aumento
di costi, anzi. E le multe si fanno solo a chi infrange il codice della strada.
Le Unioni sono state promosse dagli ultimi governi e dalla Regione per gestire
alcuni servizi in ambito ottimale. La nostra collaborazione è nata 10 anni fa,
quando una legge impose una soglia di 45 mila abitanti per l'apertura dello
sportello imprese. L'unione fa la forza, senza costi aggiuntivi. Non escludiamo
di ragionare con Medesano e Noceto, soprattutto adesso che c'è il ponte che ci
avvicina. Ma ragioneremo con loro come Unione pedemontana, che resta lo
strumento per dare servizi migliori». Belletti «Noi non abbiamo volu- tamente
inserito nel programma il tema dell'Unione. La mia posizione è nota: mi sono
astenuto in Consiglio perchè ritengo che la decisione della maggioranza di cui
facevo parte, e da cui mi sono dissociato, sia stata affrettata. Non si sono
valutate appieno tutte le ricadute che questa scelta può avere sui lavoratori e
sui cittadini. Sicuramente un rischio che vedo è quello dell'aumento della
burocrazia: la macchina comunale rallenterà. Si allontaneranno le decisioni dai
cittadini, e i consiglieri dell'ente sono nominati e non eletti: è la più
grande critica che feci a suo tempo». Bianchi «Sono eletti dentro il Consiglio
comunale». Belletti «Comunque noi vedremo come funzionerà ed eventualmente
proporremo un referendum ai cittadini di Collecchio per capire cosa ne
pensano». Tanzi «Io non condivido una parola di quello che ha detto Bianchi.
Secondo noi l'Unione è una cosa sbagliata a cui bisogna porre rimedio uscendo e
ponendo in essere diverse forma di collaborazione con altre realtà. E così
smentisco le accuse di isolazionismo che mi sono piovute addosso. La
collaborazione deve essere con Noceto e Medesano, tenendo ferma quella con i
partner storici Sala e Felino, ma senza nuovi enti. Non è vero che le unioni
sono sponsorizzate a tutti i costi a livello nazionale. Il Testo unico sugli
enti locali le prevede per piccole realtà, non certo per chi arriva a 45 mila
abitanti. Lo fa solo una legge regionale demenziale, tradendo lo spirito del
Testo unico. Raccolgo comunque quanto detto da Belletti, la cui onestà
intellettuale è stata apprezzata. Non si dà vita a un nuovo ente locale a tre
mesi dalle elezioni. Si sottopone la scelta ai cittadini e loro premiano o meno
quella lista. Diversamente entra in gioco quella concezione privatistica della
pubblica amministrazione che vado denunciando anni. Per le multe, invito
Bianchi a rileggersi la relazione del revisore dei conti, che raccomanda un
costante monitoraggio delle entrate. Bisogna sanzionare chi infrange il codice,
ma non può diventare uno strumento vessatorio e per far cassa». Bianchi «Tanzi
sa benissimo che le multe sono l'incasso della polizia municipale, e dove non
arrivano le sanzioni arrivano i Comuni. Succede adesso nei Comuni, succederà
nell'Unione. L'unica differenza è che sono stati messi insieme i cinque
bilanci. E' chiaro che il revisore dica: attenzione, se non ci saranno le sanzioni
bisogna che i Comuni mettano i soldi per coprire i costi della polizia
municipale. E io mi auguro che non ci siano sanzioni». Tanzi «Per coprire i
costi dell'Unione, non quelli della polizia municipale». Bianchi «Tanzi sa
benissimo che i Comuni adesso non possono assumere, e quindi è impossibile».
Tanzi «Non è vero, ci sono le assunzioni a tempo determinato». Bianchi «Si
legga bene il decreto: le spese di personale vanno ridotte». Tanzi «E tu vai a
fare l'Unione per ridurle?». Bianchi «Sì, perchè l'Unione non è sottoposta al
patto di stabilità e può assumere. Quando tu dici che estendi il servizio di
polizia municipale a Collecchio 24 ore su 24, è un inganno: non si può fare. Si
può solo con l'Unione». Tanzi «Il termine inganno mi sembra un po' eccessivo. Il
patto di stabilità non è la Bibbia». Bianchi «Beh, è una legge..» Tanzi «Una
legge che cambia ogni anno e che oggi...» Bianchi «Va rispettata». Tanzi «Oggi
come oggi, con la fusione dei cinque corpi di polizia municipale questi agenti
si trovano a fare i conti con un territorio con 45 mila abitanti e non sono
adeguati per far fronte a questo tipo di servizio. Basta parlare con loro.
Belletti annuisce». Bianchi «Io parlo con loro, ma è stato fatto un piano, i
dipendenti vanno sentiti...» Tanzi «Sono stati sentiti poco». Bianchi «Vanno
comunque raggiunti degli obiettivi a vantaggio della popolazione e della
sicurezza. E' chiaro che i dipendenti hanno tendenzialmente paura dei
cambiamenti, siamo stati dipendenti anche noi...». Belletti «Qua si apre un
altro tema, quello della sicurezza. Il vigile dipendente dal Comune conosceva
il territorio e i cittadini. Io credo, Paolo, che avere un vigile di
Traversetolo o di Sala...». Bianchi «Voi non vi siete letti il piano, molto
semplicemente» Tanzi «Ce lo siamo letti bene». Bianchi «Nel piano c'è scritto
che viene centralizzata solo la centrale operativa». Tanzi «A Felino!». Bianchi
«Sì, a Felino, ma i vigili di Collecchio restano a Collecchio. Solo i servizi
amministrativi se ne vanno. E questo permetterà di risparmiare. Invece di avere
5 vigili che stanno in cinque Comuni a mettere dentro le multe, ne avremo uno
in centrale a Felino e gli altri quattro in strada. Il problema è che voi non
avete letto il piano che vi è stato dato. Non partecipate, non vi è interessato
quel che abbiamo fatto, non avete seguito la vita amministrativa. Parlate solo
per spot». Tanzi «Se passiamo agli insulti allora... Tu non puoi accusare due
consiglieri di non essere informati ». Bianchi «Non siete informati». Tanzi «Tu
stai difendendo l'indifendibile. Di Unione a Collecchio si sta iniziando a
parlare ora in campagna elettorale. Avete tenuto nascosto tutto
consapevolmente: sapete che è impopolare, che la gente non la vuole». Bianchi
«Siamo partiti 10 anni fa. La gente vuole i servizi: che tu glieli dia come
Comune o come Unione, non interessa». Tanzi «E' un ente inutile» Bianchi
«Allora dimmi come fai a gestire certi servizi come quelli che abbiamo ritirato
nell'area minori e disabili senza la necessaria massa critica per pagarli ».
Tanzi «Non stiamo parlando di Azienda Pedemontana» Bianchi «La sostanza è
quella». Tanzi «Comunque se vogliamo parlare di sportello unico per le imprese,
non ho trovato un imprenditore che mi abbia detto che è stata una buona idea:
ci sono ritardi e basta». Bianchi «Ma non è vero. E comunque è un obbligo di
legge». Tanzi «E' uno dei servizi devoluti all'Unione e non sta riscuotendo
successo: è visto come un intralcio. I tempi si sono dilatati » Bianchi «Non mi
risulta. Era meglio quando l'imprenditore doveva girare per chiedere i pareri?
Ora c'è lo sportello unico». Tanzi «Lo si può creare tranquillamente a
Collecchio». Bianchi «No, è vietato». Tanzi «E' tutto vietato..» Bianchi «Sì,
noi seguiamo le leggi. Il Popolo delle libertà...». Tanzi «Ma c'era già anni
fa». Bianchi «No, non c'era, la legge prevede che ci debbano essere oltre 45
mila abitanti». Via Spezia è molto trafficata. Che idee avete per migliorare il
collegamento con la città? Tanzi «Via Spezia è un problema, e si è acuito con
l'apertura del ponte. Il transito è aumentato in modo sensibile, lo dico anche
da pendolare. Le soluzioni possibili attualmente sono il risezionamento della
strada, la realizzazione di piazzole per gli autobus, qualche rotatoria che il
Comune di Parma ha già previsto nella parte finale per mettere in sicurezza
alcuni incroci. Io penso anche alla messa in sicurezza di strada Farnese, che è
una delle varianti alla via Spezia e che in ogni caso ne ha bisogno: le
banchine sono sgretolate, e tanto che ci si mette mano si può far in modo che
possano transitare due veicoli. Poi c'è il discorso del collegamento tra
Collecchio e Parma via Vicofertile: nella mia breve esperienza di assessore a
Parma ho ricevuto molti abitanti della frazione che lamentavano l'aumento del
traffico dopo l'apertura del ponte. Lì non è immaginabile un semplice
risezionamento della strada: bisognerà intervenire con una bretella, che Parma
sta già prevedendo. L'altra cosa che potrebbe risolvere il problema - ma è un
investimento molto importante e c'era forse da pensarci prima,
contemporaneamente al ponte - è la complanare, il collegamento diretto tra la
tangenziale di Parma e quella di Collecchio. Però non credo che sia di facile
realizzazione». Belletti «In questa risposta segnerò la differenza: io credo
che vadano potenziati i mezzi di trasporto alternativi: una pista ciclabile
parallela a via Spezia, degna di questo nome e che si raccordi con tutte le
frazioni di Collecchio e non, e un potenziamento dei mezzi pubblici. Una
soluzione potrebbe essere quella di allargare le piazzole degli autobus, ma
anche avere mezzi pubblici più piccoli e più agevoli. L'altra soluzione che
vedo, e anche qui bisognava partire per tempo, è quella di una metropolitana
leggera che parta da Fornovo e arrivi a Parma, magari parallela all'asse
ferroviario o usando l'attuale ferrovia. Questa è la soluzione che può tutelare
l'ambiente e il terreno da un eccessivo consumo». Bianchi «Sono tutte buone
idee. Tanto buone che alcune sono già state messe in opera. La messa in ordine
di via Spezia è stata finanziata dall'Anas per 11 milioni di euro e entro il
2009 verranno appaltati i lavori. Questo progetto prevede tre rotatorie: Sidel,
Casappa e Stradella. E poi le piazzole di sosta e la pista ciclabile, come dice
Belletti. E' interessante l'idea di una strada alternativa, l'abbiamo messo nel
programma e alcuni colloqui con Parma ci sono già stati per collegare la strada
che bypasserà Vicofertile con la Mulattiera e poi unirla alla rotatoria della
tangenziale di Collecchio. Il principio deve essere quello di consumare meno
territorio possibile. Direi che è una cosa che si può fare, anche a breve». Il
paese è cresciuto molto, e comprende anche due parchi naturali. Come vi ponete
rispetto al tema dell'ambiente? Belletti «Questo è ciò che ci differenzia dalle
altre due liste. In questi anni si è costruito in modo eccessivo e soprattutto
molto velocemente. Ci sono stati tanti arrivi di cittadini quasi
contemporaneamente, e questo ha portato a problemi legati ai servizi: si
parlava della scuola, ma non solo. Noi, anche per tutelare l'ambiente, siamo
per una pausa di riflessione. E sicuramente per il Psc che dovrà essere
approvato sarà importantissima la partecipazione dei cittadini. Dovrà esserci
un ampio dibattito pubblico, per evitare di fare errori e per capire dai
cittadini come vivono Collecchio e come intendono progettarlo. Bisogna capire
cosa siamo diventati. In questi anni si sarebbe potuto fare di più per il
residenziale pubblico. Invece si è deciso di puntare su grossi palazzi, che
hanno poi portato conseguenze: dai rifiuti ai servizi». Bianchi «Noi il Psc lo
faremo, e con lo stile degli ultimi Prg. Collecchio è tra i pochi paesi che
attraggono forza lavoro, e il Psc dovrà dare risposta al bisogno di abitazioni.
Perchè se parliamo di ambiente, meno facciamo spostare la gente meglio è. Le
zone di espansione saranno limitate: fino ad oggi lo sviluppo c'è stato ma
equilibrato. Il vecchio Prg, piuttosto che immaginare tanti nuovi quartieri, ha
immaginato il recupero dell'esistente, come stalle abbandonate, senza consumare
territorio. Il nuovo Psc avrà questo indirizzo: espansione limitata, di
qualità, volta alle nuove tecnologie di costruzione nel segno della
sostenibilità ambientale: bioarchitettura e risparmio energetico. Per
l'ambiente abbiamo anche altre proposte: la raccolta differenziata che parte,
l'implementazione degli impianti fotovoltaici negli edifici pubblici, e il
progetto "Smart town": sarà cablata tutta la rete di illuminazione
pubblica per controllare i lampioni e poi utilizzarla anche per la
videosorveglianza. A breve partiremo col distributore di acqua potabile
trattata gratuita nel nuovo quartiere Il viale». Tanzi «Nel 2009 si arriverà al
nuovo strumento urbanistico e io credo che debba essere l'occasione per
imprimere una svolta. Negli ultimi 10 anni abbiamo assistito a un consistente
aumento dei cittadini residenti, che è un bene perchè indica che questa realtà
è attrattiva. Ma l'aumento si è determinato anche dalla disponibilità di molti
nuovi alloggi, e molti saranno ancora a disposizione. Noi immaginiamo il nuovo
sviluppo urbanistico di Collecchio più a misura d'uomo. Non vogliamo
privilegiare la cubatura a discapito della qualità della vita: a noi i
quartieri tipo Collecchio nord non piacciono. Non vogliamo grandi edifici ma
quartieri residenziali con tanto verde. Questo è il modo per significare la
differenza tra vivere in un grande centro o in uno di medie dimensioni come il
nostro. C'è poi bisogno di edilizia convenzionata, perchè gli alloggi sono
molto cari, e bisogna andare incontro alle esigenze delle giovani coppie,
eventualmente anche proponendo ai proprietari degli sconti Ici per cercare di
calmierare i canoni di locazione». Bianchi «C'è già» Tanzi «Se c'è già bisogna
fare di più perchè i prezzi sono oggettivamente molto elevati. Rispetto,
invece, ai due parchi regionali, nell'ottica di evitare gli enti inutili, noi
crediamo che due realtà separate solo da una strada possano unirsi dal punto di
vista amministrativo. Coi risparmi si potrebbero liberare risorse per la
manutenzione e per l'incentivo alla fruizione». Belletti «Io in più vorrei
ottenere la certificazione Emas per il Comune: non ci abbiamo creduto fino in
fondo nella passata legislatura, ma con un piccolo sforzo si può raggiungere
quanto prima. Penso anche a delle consulte ambientali e a un bilancio annuale
dell'ambiente da presentare al Consiglio comunale per fare il punto della
situazione». Bianchi «Non ci abbiamo creduto? Abbiamo fatto il passo
precedente: la certificazione Iso». Belletti «Sui parchi, già ora i servizi
sono unificati E' cosa diversa proporre l'unificazione di due parchi che hanno
origine molto diversa, con direzioni tecniche diverse. Attenzione:
per risparmiare qualche euro rischiamo di perdere delle specificità» Bianchi
«Io sono a favore dell'unificazione amministrativa. E non credo sia peregrina
nemmeno l'idea ipotizzata dal codice delle autonomie e che prevederebbbe
l'abolizione dei parchi regionali dando le competenze alla Provincia».
Come immaginate Collecchio fra dieci anni? Tanzi «Collecchio deve mantenere le
sue peculiarità di centro di medie dimensioni con una qualità della vita
rispondente a standard sufficientemente elevati, servizi buoni e la possibilità
per chi vive e lavora a Collecchio di fruirne senza problemi. Non bisogna
rincorrere troppo l'aumento della residenza, individuare uno strumento
urbanistico razionale e avere soprattutto una residenza a misura d'uomo. E'
fondamentale: non vogliamo replicare Collecchio Nord, e chi lo conosce capisce
a cosa mio riferisco». Bianchi «A Collecchio Nord la gente sta bene». Tanzi
«Non dico che ci stiano male, ma è la tipologia urbanistica che a me non
piace». Bianchi «Sono case per chi non ha 600 mila euro da spendere: per chi ha
alta professionalità che però ha un lavoro dipendente. Io l'ho messo nello
slogan: Collecchio è un paese di qualità, nei servizi, negli impianti sportivi,
nel reddito, nel volontariato. Non vogliamo cambiarlo; vogliamo migliorarlo e
perfezionare gli errori inevitabili. Vogliamo dare maggiore qualità. La
crescita dovrà essere moderata, equilibrata e di qualità». Belletti «Nel '92,
quando sono venuto ad abitare qui, tutti i cittadini accedevano ai servizi. Ora
Collecchio purtroppo esclude dai servizi pubblici alcuni cittadini. Mi auguro
che fra 10 anni la città del futuro possa riprendere quella strada». Bianchi
«Se non ci sono gli insegnanti... » Belletti «L'asilo nido c'è perchè ho fatto
l'interrogazione io». Tanzi «Il nido c'è perchè la minoranza ha fatto bene la
sua parte. Fosse dipeso da loro...» Bianchi «Lo abbiamo anticipato di un anno».
Belletti «Lo avete anticipato perchè ci voleva» Bianchi «Lo avevamo previsto
nel piano triennale. Ora mancano gli insegnanti per la materna» Belletti
«Questo è importante». Tanzi «Arriveranno» Bianchi «Speriamo. Se no li
metteremo noi: non vogliamo che i cittadini vengano penalizzati ». Cosa
vorreste far comparire o scomparire da Collecchio? Tanzi «Vorrei far comparire
il difensore civico». Belletti «Vorrei far scomparire il palazzone Parmalat».
Bianchi «Vorrei far comparire un acquirente per il palazzone Parmalat». Perchè
dovrebbero votarvi? Bianchi «Chi può fare meglio di chi ha già portato
Collecchio a questi livelli?» Belletti «Perché nel nostro programma abbiamo per
punti fondamentali la partecipazione e la solidarietà alle fasce più deboli».
Tanzi «Io credo molto nella democrazia dell'alternanza. Noi rappresentiamo
un'alternanza seria e credibile per gestire al meglio il futuro di Collecchio».
Cosa vorreste far comparire o scomparire dal vostro paese? Belletti «Vorrei
fare scomparire il palazzone della Parmalat» Tanzi: «Io vorrei che a Collecchio
arrivasse subito il difensore civico» Bianchi: «Vorrei trovare un acquirente
per il palazzone della Parmalat» Forum Il candidato Luigi Tanzi; i giornalisti
Chiara Cacciani e Paolo M. Amadasi; i candidati Paolo Bianchi e Gianluca
Belletti.
(
da "Mattino, Il
(Benevento)" del 28-05-2009)
Pubblicato anche in: (Mattino,
Il (Avellino))
Argomenti: Province
STEFANIA
MAROTTI Parte dall'Irpinia uno sforzo importante nel programma del Partito
Democratico per rilanciare le politiche di sostegno alle famiglie italiane,
duramente provate dalla recessione economica e dalla contrazione dei posti di
lavoro, causata dalla crisi del mercato globale. È quanto emerso dalla
conferenza-stampa di ieri, tenutasi nella sede di via Tagliamento, dove le
senatrici Anna Serafini ed Anna Maria Carloni hanno illustrato il programma del
partito, alla presenza della candidata alla presidenza della Provincia Alberta
De Simone. «Da Avellino - ha dichiarato la senatrice Serafini, responsabile del
Pd per le «Politiche della Famiglia» - può arrivare in sede nazionale un
contributo importante, per il sostegno delle politiche sociali, fortemente
penalizzate dall'attuale Governo e per il rilancio della questione femminile».
Le indagini dell'Istat e del Censis hanno posto l'accento sull'impoverimento
delle famiglie italiane ed i dati più preoccupanti riguardano proprio il
Mezzogiorno. «Nelle regioni meridionali il disagio sociale ha causato fenomeni
preoccupanti, come l'evasione scolastica. Noi proponiamo - ha continuato la
Serafini - l'introduzione di una legge-quadro sul tema del federalismo fiscale,
che dia respiro allo stesso modo alle famiglie del Nord e del Sud, per evitare
che il Mezzogiorno sia sempre penalizzato». In particolare, si chiederà al
Governo di aumentare del 35% gli assegni familiari per ogni figlio, garantendo
anche la gratuità dei libri per gli allievi della scuola dell'obbligo. Inoltre,
il Pd proporrà la costituzione di un fondo per i comuni destinato
all'assistenza dei diversamente abili e degli anziani non autosufficienti e la
costruzione di asili-nidi, per consentire alle madri di conciliare il lavoro
con le esigenze dei figli. «La Provincia- ha dichiarato Alberta De Simone - ha
una competenza limitata in relazione ai servizi sociali. Ma siamo intervenuti,
nonostante le limitazioni, per garantire ad ogni studente degli istituti
secondari con gravi problemi di disabilità, un assistente per le lezioni
scolastiche». Il nostro territorio, quindi, ha dimostrato una sensibilità
sociale, come ha evidenziato il senatore Enzo De Luca nel suo saluto alle
ospiti. «Nel Mezzogiorno - ha concluso la senatrice Anna Maria Carloni - non
c'è insistenza nel richiedere l'efficienza dei servizi per l'elevato tasso di
disoccupazione femminile. Con amarezza, abbiamo dovuto subire l' abolizione, da parte del Governo, di forme di finanziamento alle
imprese per l'occupazione femminile. La nostra battaglia riguarderà proprio
l'inserimento nel mercato del lavoro delle professionalità femminili, perché il
miglioramento delle condizioni di vita delle famiglie dipende anche dalla
capacità delle donne di produrre reddito, nonostante persista il divario
rispetto ai colleghi maschi, a parità di mansioni».
(
da "Gazzettino, Il"
del 28-05-2009)
Argomenti: Province
Giovedì
28 Maggio 2009, Roma Boccia di nuovo l'idea di una mozione di sfiducia contro
il governo, ma conferma punto per punto le sue critiche a Berlusconi e
all'esecutivo: Pier Ferdinando Casini, leader dell'Udc, denuncia anzi che
«siamo l'unico Paese dove un partito ha eletto a vita il suo leader, una cosa
che non accade neanche in Venezuela con Chavez». Il leader centrista mette in
chiaro che personalmente «si rifiuta di parlare di vallette e ragazzine in
questa campagna elettorale», ma avverte anche che il problema ormai c'è:
«Berlusconi dice che è tutta una montatura? Il problema l'ha posto sua moglie
con una lettera a un giornale. E lui - sottolinea Casini - ha fatto diventare
questa vicenda ancora più pubblica andando a "Porta a Porta". Sono
emerse contraddizioni, è chiaro che i giornali fanno il loro lavoro,
"Repubblica" sta incalzando il premier con delle domande, è chiaro
che a quel punto sta a lui rispondere o meno. Io gli consiglio di rispondere,
perché più non risponde più alimenta questo gossip, che però diventa una
questione politica perché lui l'ha fatta diventare questione politica andando
in prima serata in tv per rispondere di questi temi». Insomma, per Casini, il
Cavaliere «sostanzialmente è sceso sul terreno di far diventare una questione
privata, che riguardava delle minori, la moglie, lui, in una questione
politica: adesso ne risponde politicamente. Io non faccio speculazioni
personali contro Berlusconi, anche perché la situazione è talmente evidente,
chi la vuol vedere la vede». Comunque, il leader centrista conferma di non
credere alla utilità della mozione di sfiducia che l'Idv vuole presentare contro
Berlusconi: anzi, è «una baggianata. Ad una settimana dalle elezioni - spiega
Casini - presentare una mozione di sfiducia è solo propaganda. Parliamo
piuttosto dei problemi degli italiani. La propaganda di Franceschini da un lato
e di Berlusconi dall'altro non ci interessa. Con la propaganda questo Paese va
in malora». Ma è soprattutto sul governo che si accentrano le critiche dei
centristi: «Berlusconi - attacca dunque Casini - si è inventato che ridurrà a
cento i parlamentari, come per l'abolizione delle Province,
e il giorno dopo non ha fatto nulla. Ogni campagna elettorale cerca sempre un
diversivo per tenere alta la tensione». E ancora: «Di fronte alla crisi, il
governo sta semplicemente sperando che passi. Berlusconi, invece di mettere in
piedi un piano di infrastrutture per rilanciare l'economia, un giorno
parla di Ponte sullo Stretto, un giorno di Abruzzo: ma sono sempre gli stessi
soldi finti che girano. E invece bisognerebbe iniettare nell'economia italiana
qualcosa di reale e immediato, anche perché i segnali sono devastanti». Casini
critica Berlusconi e l'esecutivo anche sull'imigrazione: «Fanno solo demagogia,
eccitando gli animi».
(
da "Giornale di Brescia"
del 29-05-2009)
Argomenti: Province
Edizione:
29/05/2009 testata: Giornale di Brescia sezione:la città Martina (Pd): dal
Broletto ripartire per il territorio Il segretario regionale in città per le
Provinciali. Il sostegno a Matteo Belloni Il sito web del Pd bresciano, che
ospita curricula e programmi «Ripartire dal territorio, dalle esigenze e dai
bisogni delle persone e delle comunità, per non trasformare l'imminente
appuntamento elettorale del 6 e 7 giugno in un referendum pro o contro
Berlusconi». Questo l'argomento più utilizzato mercoledì al gazebo elettorale
del Partito democratico in piazza Tebaldo Brusato, dove sono intervenuti il
segretario regionale Maurizio Martina, il capogruppo in Loggia Emilio Del Bono,
l'europarlamentare Franco Ferrari ed il responsabile cittadino Giorgio De
Martin, insieme ad iscritti e militanti, a sostegno della candidatura in
Consiglio provinciale di Matteo Belloni, che del Pd è portabandiera nel
collegio Brescia 7 (che da Brescia antica e, passando per Porta Venezia, arriva
sino a Sant'Eufemia e Caionvico». «Tra gli obiettivi - dice Belloni - che ci
stiamo dando in questa campagna elettorale, soprattutto in città, c'è quello di
dire alle persone come la Provincia debba finalmente essere un ente efficiente,
capace di dare risposte concrete sui temi della crisi economica, del lavoro,
dello sviluppo e della tutela del territorio». E sul futuro delle Province, Belloni sottolinea come «se da un lato la discussione
sull'abolizione delle Province, cavallo di battaglia del centrodestra sino a
qualche mese fa, si è arenata a causa della contrarietà della Lega, dall'altro
noi pensiamo di esprimere un'idea di Provincia come di un ente utile, che prova
ad adempiere fino in fondo ai suoi compiti. Anche nel Bresciano la crisi
morde. L'amministrazione provinciale deve essere capace di divenire il punto
d'incontro tra interessi e aspettative delle parti vive della società, del
lavoro e dell'impresa, dando una mano ad indicare una via d'uscita da questa
situazione». Il segretario regionale Maurizio Martina ha voluto ribadire «il
massimo sostegno a Matteo Belloni: è una delle persone più interessanti e
capaci, che rappresentano il volto nuovo, non convenzionale, della nostra proposta
politica. E sta dentro una realtà che qui a Brescia ci ha visti indicare la
candidatura alla presidenza di Diego Peli attraverso lo strumento delle
primarie, chiamando i cittadini a scegliere direttamente. «Se fossi un
cittadino bresciano, mi preoccuperebbe non poco sapere che, oltre al sindaco,
anche il candidato presidente della provincia Molgora possa pensare di starsene
a Roma almeno metà settimana. Insomma, proprio chi sostiene il proprio legame
con il territorio sceglie i propri candidati a Roma o ad Arcore». Emilio Del
Bono si è chiesto «come abbia fatto l'amministrazione provinciale ad avere un
debito di 500 milioni di euro, e come poi l'assessore leghista Minini sia
riuscito a spendere 120mila euro per un viaggio a Siviglia». Anche il parlamentare
europeo Franco Ferrari, ricandidato per Strasburgo non ha voluto mancare di
esprimere il proprio sostegno a Belloni «tra i giovani uno degli elementi più
validi». È stato attivato infine il sito www.matteobelloni.it, piazza virtuale
della campagna elettorale in questo collegio della zona centro-orientale della
città.
(
da "Giorno, Il (Lodi)"
del 29-05-2009)
Argomenti: Province
LODI
pag. 5 «Le Province? Da eliminare» Nando Mascherpa: «Costi elevati e pochi
poteri reali» IL LEADER DEI RIFORMISTI DSECISO Nando Mascherpa, candidato alla
Provincia per i Moderati Riformisti, vuole chiudere l'ente di GUIDO BANDERA
LODI NANDO MASCHERPA, leader dei Moderati Riformisti, ci riprova. Dopo
l'esperienza del 2004 torna a correre per la provincia. Ma lo fa con un solo
obiettivo: chiudere bottega. Le province per lui vanno
abolite. Tutte. E lo ha ripetuto costantemente durante il dibattito fra
candidati di mercoledì sera. La sua è una storia politica tutta vissuta nello
stesso filone. Nella Dc fino al 1980, ha lasciato la politica negli anni in cui
«non potevo rappresentare una politica che non coincideva più con le mie idee».
Ha ripreso l'attività sull'ondata referendaria degli Anni Novanta ed è stato
anche molto legato all'esperienza di Mario Segni. Perché votare i Moderati
Riformisti? «La mia richiesta di voto coincide con la richiesta di abolire la
Provincia. È un ente inutile, che ha pochissime competenze e una struttura pesante,
burocratica, che porta via in media il 73 per cento del bilancio solo per il
suo mantenimento. Il costo, in Italia, è di 15 miliardi all'anno, abolirle
mantenendo vivi i servizi ai cittadini, comporterebbe un calo del costo fino a
un quarto dell'attuale. Strade e edilizia scolastica, come gli altri servizi
potrebbero essere in realtà gestite meglio da Regione e Comuni. Le Province non
possono, nel concreto, fare nulla. Ho visto sindaci scendere in piazza e
bloccare un cantiere, non ho mai visto farlo a un presidente di Provincia». Se
è così, perché allora ha scelto di candidarsi? «Tutti
partiti, da decenni, affermano di volerle abolire, poi quando si rinnovano le province le proposte spariscono. Io lo dico chiaramente: chi mi vota
vuole abolirle. E credo che ci sia un'autorevolezza diversa nel lavorare
all'abolizione delle Province, dall'interno». Image: 20090529/foto/3149.jpg
(
da "Riformista, Il"
del 29-05-2009)
Argomenti: Province
In lui
c'è una specie di attitudine da rivoluzionario permanente In lui c'è una specie
di attitudine da rivoluzionario permanente. E infatti "Rivoluzione in
corso" si intitola il suo libro diaristico sull'esperienza ministeriale,
appena pubblicato con Mondadori. Ieri intervistato sul canale Youtube di Klaus
Davi, "Klauscondicio", ha messo insieme un'altra serie di
proponimenti: vuole cambiare il concetto di pubblica sicurezza, togliendo alle
forze dell'ordine i compiti burocratici come l'emissione di passaporti, vuole
imporre ai dipendenti pubblici la giacca e la cravatta anche di venerdì
(«Quando si è un'azienda pubblica e si ha a che fare con il pubblico, si hanno
doveri maggiori rispetto al privato»), vuole pubblicare il conto economico
delle singole trasmissioni Rai, i compensi dei consulenti Rai (considera gli
opinionisti tv insopportabili) e infine privatizzarla. Ha fatto anche una
infelicissima battuta sui «poliziotti panzoni» (Brunetta dixit) che dovrebbero
andare in giro per le strade invece che stare seduti alla scrivania: poi si è
scusato, dicendo che scherzava, ma è una battuta che un uomo di governo non
dovrebbe fare, lui soprattutto, essendosi giustamente seccato tempo fa con
Massimo D'Alema per una altrettanto infelice battuta ai suoi danni. A parte
questa gag malriuscita, alcune delle idee del ministro della Funzione pubblica
sono interessanti: imponga il rispetto della funzione anche formale della
pubblica amministrazione, stabilisca dei veri ed efficaci criteri premiali per
i dipendenti pubblici, imponga la pubblicità del conto economico delle singole
trasmissioni e proponga di privatizzare la Rai. È un ministro della Repubblica,
è molto popolare, minacci le dimissioni come ha già fatto, e dimostri che è
possibile contribuire a fare le riforme, tanto più quando si fa parte di un
esecutivo che può contare sul consenso popolare e su una sostanziosa
maggioranza parlamentare. Del resto, questo dovrebbe fare in generale un
governo. La rivoluzione permanente di Brunetta ha molti punti in comune con
quella praticata da Silvio Berlusconi. Sono quindici anni -
e quattro governi da lui presieduti - che si parla di separazione delle
carriere dei magistrati, di riformare il Parlamento e di rivedere i poteri
della presidenza del Consiglio, di semplificazione del sistema fiscale e di
abolizione le Province. Sono tutte riforme possibili, molte ragionevoli, alcune
auspicabili. Basta farle. Dopo quindici anni dall'inizio della Seconda
Repubblica c'è una sola vera riforma strutturale che è stata fatta nel nostro
Paese, peraltro condivisa in fasi successive da governi di centrosinistra e di
centrodestra. È stata la riforma del mercato del lavoro. E non è stata fatta -
in nessuna delle sue parti - con un meccanismo di annunci. È costata fatica e
lutti. Il presidente del Consiglio ha detto la scorsa settimana che viviamo in
un Paese dove è più facile fare le rivoluzioni che fare le riforme. La cosa
peggiore, però, sarebbe fermarsi a mezza strada, rinunciare alle riforme e
mimare le rivoluzioni, lasciare tutto a macerare nell'eternità delle pubbliche
assemblee e dei talk show. Marco Ferrante 29/05/2009
(
da "Finanza e Mercati"
del 29-05-2009)
Argomenti: Province
Sostenere
le Pmi per battere la crisi Da Confesercenti nuovo appello da
Finanza&Mercati del 29-05-2009 Un bonus fiscale per le piccole e medie
imprese che non riducono gli occupati e uno sgravio aggiuntivo a chi aumenta i
posti di lavoro. Lo chiede il presidente di Confesercenti, Marco Venturi,
intervenendo all'assemblea dell'associazione all'Auditorium di Roma. Venturi ha
sottolineato anche la necessità di non considerare la crisi come «fatto
ineluttabile» e di considerare il mondo delle Pmi come una realtà che, se
sostenuta, può contribuire efficacemente a superare le attuali difficoltà. «È
importante - ha detto - che ci sia una sempre più forte convergenza fra le
associazioni delle Pmi. Dopo la prima iniziativa del Capranica vogliamo
ripeterci, con grandi obiettivi: più unità e più ambizione devono
caratterizzare la nuova fase dell'azione comune». Un tema fortemente sentito
dalle Pmi per il presidente è la questione del credito, tema su quale è
fondamentale un'iniziativa costante del governo: «L'erogazione del credito è
fondamentale - ha spiegato - così come lo è l'attenzione verso le Pmi che con
la crisi sono più esposte all'azione predatoria degli usurai. Le difficoltà
inoltre hanno appesantito la questione fiscale e le Pmi ne pagano il prezzo più
alto: hanno sempre sofferto per la morsa burocratica e fiscale ma oggi, bassa
crescita, sottocapitalizzazione e tasse rischiano di stritolarle». Venturi ha
chiesto che si agisca con efficacia, tagliando gli sprechi della spesa pubblica
per «portare in tre anni il peso del fisco sotto il 40 per cento». Per questi
motivi Confesercenti ha chiesto un impegno ad alleggerire gli studi di settore
avanzando al tempo stesso alcune proposte fra le quali «la deducibilità totale
dell'Irap e la rateizzazione delle imposte dovute in dodici mensilità senza
aggravio di interessi». Per Venturi, inoltre, è centrale il sostegno alle
piccole imprese che non tagliano posti di lavoro ma, anzi , assumono: «Diamo un
bonus fiscale alle Pmi che non riducono gli occupati - ha detto - e riconosciamo
uno sgravio aggiuntivo a chi aumenta i posti di lavoro». La Confesercenti ha
richiamato anche l'attenzione su quel grande patrimonio di piccoli esercizi
commerciali che svolgono un ruolo essenziale nei centri abitati ma che vanno
sostenuti anche per la valenza sociale che interpretano rispetto alle famiglie
e ai ceti sociali più deboli: «Contro i rischi di desertificazione - ha
continuato il presidente della confederazione - occorre un piano straordinario
per il sostegno alle attività commerciali di vicinato. Due miliardi di euro in
un triennio per innovazione, tutoraggio, credito agevolato, progetti di
filiera, sostegno all'occupazione e l'avvio di nuove imprese». Altro tema
fondamentale è quello di ridurre sprechi ed inefficienze che pesano sul Paese e
in particolare sulle Pmi: «Chiediamo di disboscare tutto - ha
sostenuto Venturi alla fine della sua relazione - a partire dall'abolizione
delle Province per arrivare all'accorpamento dei Comuni più piccoli. Stato
leggero e più efficiente, comuni vocati ai servizi essenziali, regioni più
autonome e più snelle rappresentano necessità che devono intrecciarsi con il
mercato, al quale va affidata buona parte dei servizi pubblici».
(
da "Sole 24 Ore, Il"
del 29-05-2009)
Argomenti: Province
Il
Sole-24 Ore sezione: NORME E TRIBUTI data: 2009-05-29 - pag: 31 autore: Enti
locali. Melilli (Upi) presenta gli interventi anti-crisi L'abolizione
delle Province? «Partita chiusa, ora riforma» Giorgio Santilli ROMA Per le province la partita della loro abolizione è chiusa.
L'atto«conclusivo»,per il presidente dell'Upi, Fabio Melilli, è arrivato da
Giulio Tremonti quando, mercoledì scorso a «Porta a Porta», ha detto che
l'abolizione porterebbe risparmi di 200- 300 milioni e non di alcuni
miliardi. Un «elemento di verità» destinato a chiudere «la sceneggiata» e ad
archiviare la possibilità, remota, di una modifica alla Costituzione. Melilli
ha lanciato ieri il tentativo di contropiede con la presentazione di uno studio
Censis sugli interventi provinciali avviati per contrastare la crisi economica.
I primi risultati su nove province (Ancona, Asti,
Genova, Mantova, Palermo, Roma, Treviso, Varese e Viterbo, nessuna impegnata
nella campagna elettorale). Tra le attività, la mediazione fra Inps e banche
per anticipare la cassa integrazione, il sostegno ai lavoratori licenziati, il
sostegno per il credito alle imprese mediante creazione di fondi per garanzie,
riduzione tassi e rinegoziazione dei prestiti. Svolgono un ruolo anticiclico
anche la formazione e gli investimenti pubblici su cui pesa, però, il patto di
stabilità. Nelle nove province, a fronte di 466
milioni di investimenti deliberati, sarà possibile pagarne solo per 298
milioni. «Le Province sono state le prime a reagire alla crisi e hanno
condiviso l'intervento con gli attori sociali sul territorio », ha spiegato il
presidente del Censis, Giuseppe De Rita. Sullo sfondo resta il dibattito su
numero e ruolo delle Province. «Se vogliamo evitare polemiche strumentali,
dobbiamo lanciare noi proposte capaci di imporsi, dopo le elezioni di giugno,
nella discussione sull'attuazione del federalismo », dice Maria Teresa
Armosino, ex sottosegretario all'Economia e ora presidente della Provincia di
Asti. Tra le proposte priorità al codice delle autonomie, disponibilità a
rivedere le circoscrizioni provinciali (al fine di ridurre le 110 attuali),
eliminazione drastica di tutti gli enti e gli organismi intermedi fra Province
e Comuni e fra Province e Regioni. Nel mirino 63 bacini imbriferi montani, 191
consorzi di bonifica, 1.099 enti parco e aree protette, 91 Ato (ambiti
territoriali ottimali) per l'acqua e altri 31 per i rifiuti, 290 unioni di
Comuni, 356 Comunità montane, 600 enti strumentali regionali. Per non parlare
dei microcomuni. «Nella mia provincia - dice Armosino- 42 comuni su 118 hanno
meno di 500 abitanti ». Il Sole 24 Ore ha messo on line un sondaggio.
L'86%delle risposte è favorevole all'abolizione delle Province, solo il 15% ha
sentito parlare di misure delle Province contro la crisi economia e solo il 19%
incontra la Provincia nel quotidiano. © RIPRODUZIONE RISERVATA
(
da "Messaggero Veneto,
Il" del 29-05-2009)
Argomenti: Province
Pagina 4
- Gorizia «I parlamentini sono una palestra per i giovani» La polemica Una
palestra per i giovani, oltre che un osservatorio privilegiato per conoscere le
problematiche della comunità. Così i consiglieri circoscrizionali del Pd Luca
Corolli e Carlo Andrea Rojic motivano la loro opposizione alla decisione di abolire
i consigli circoscrizionali, che dovrebbero giungere a una fine naturale al
termine dell'attuale mandato. «Riteniamo una vergogna l'atteggiamento
che le amministrazioni di centro-destra comunali e regionali tengono a riguardo
dell'abolizione delle circoscrizioni e di altri enti, da loro ritenuti inutili,
ma che in realtà non lo sono, soprattutto per i giovani che un giorno
entreranno e prenderanno in mano la situazione amministrativa e politica della
città, della provincia e della regione. Nelle circoscrizioni essi
possono fare esperienza e possono aiutare a migliorare la situazione dei luoghi
dove risiedono», esordiscono i due consiglieri, ammettendo che è stata la
Finanziaria 2007 del governo Prodi a decidere l'abolizione, ma auspicando che
in Friuli Venezia Giulia siano mantenute. Proseguono infatti: «In una regione
come la nostra le circoscrizioni hanno un ruolo molto importante, non solo
amministrativo, ma anche culturale, vista l'eterogeneità della composizione di
comuni come quello di Gorizia. L'abolizione colpirebbe le tradizioni locali,
per le quali i consigli di quartiere si adoperano». Corolli e Rojic ipotizzano
che le amministrazioni ritengano un disturbo i parlamentini: «Tramite i
consigli di quartiere la gente ha più facile accesso all'amministrazione: può
contattare i consiglieri, presenti e sparsi sul territorio, favorendo così una
migliore gestione del Comune. I consigli di quartiere forse danno fastidio
perché fanno emergere i reali problemi e ciò non va bene a chi sta al potere e
li vede come un peso, come in ambito goriziano la giunta di centro-destra
guidata da Ettore Romoli sta facendo. Il nostro sindaco, così come il
presidente della Regione Tondo, riducano i propri stipendi invece di abolire i
quartieri, i cui consiglieri percepiscono meno di 14 euro netti a seduta e che
siamo certi sarebbero disposti a rinunciare al compenso pur di poter continuare
a svolgere il proprio servizio. Questi "enormi sprechi" sono
facilmente riducibili e le amministrazioni lo sanno, ma la reale volontà è di
eliminare degli organi scomodi, in quanto capaci di arrivare alla radice dei
problemi». (f.s.)
(
da "Corriere.it"
del 29-05-2009)
Argomenti: Province
ROBERTO
COTA DELLA LEGA INCONTRA I LETTORI DI CORRIERE.IT «La Lega non entrerà mai nel
Pdl» Il capogruppo leghista alla Camera: «Siamo contrari all'ingresso della
Turchia in Europa». Su Berlusconi: «La gente è stufa di gossip, bisogna parlare
di problemi veri» MILANO - I lettori di Corriere.it hanno incontrato in
videochat l'onorevole Roberto Cota, presidente dei deputati della Lega nord.
Molte le domande giunte, dal Federalismo fiscale al Pacchetto sicurezza,
passando per il ruolo di Malpensa e le polemiche sul presidente del Consiglio
Berlusconi di questi giorni. La Lega nord non entrerà «mai nel Pdl», è stata
l'affermazione di Cota, interpellato da uno dei lettori del sito sulle
possibili conseguenze del referendum elettorale di giugno. «La lega - precisa -
si è sempre presentata con il proprio simbolo, abbiamo la nostra identità». Sui
rapporti con il Pdl, Cota osserva: «Siamo alleati affidabili, esprimiamo una
classe dirigente di governo e in più: la dialettica costruttiva è fondamentale,
altrimenti ci sarebbe omologazione. In ogni caso», ha specificato il
parlamentare leghista, «il referendum non raggiungerà il quorum e approfitto di
questa occasione per invitare la gente a fare altro il 21 giugno, perché questo
referendum è una truffa». Uno dei primi argomenti toccati durante la videochat
è stato il ruolo dell'aeroporto di Malpensa. Diversi lettori hanno chiesto a
Roberto Cota se è stato abbandonato anche dalla Lega? «Assolutamente no, anzi
pensiamo che Malpensa sia strategica e necessaria per lo sviluppo del nord». La
via per risollevare l'aeroporto milanese, ha proseguito, è «la liberalizzazione delle rotte e l'individuazione di nuovi
vettori». Insomma, chiude sul punto Cota, «Alitalia è il passato, dobbiamo
pensare al futuro e abbandonare il passato». Sugli enti locali, Cota è stato
molto chiaro. «Siamo contrari all'abolizione delle Province, se ci sono province inutili, si può pensare di fare accorpamenti ma l'istituzione
è utile e necessaria. Servono per un 'azione di coordinamento tra i comuni, ne
è esempio è la "Provincia Granda" di Cuneo». E poi l'onorevole della
Lega ha proseguito, spiegando come «gli sprechi non sono nelle Province, sono
altri e allora iniziamo a combattere quelli veri con il federalismo fiscale».
Inevitabile una serie di domande sulle polemiche di questi giorni sul premier
Berlusconi. «Chi è Franceschini per giudicare Berlusconi come padre. Non si può
permettere». Così il capogruppo della Lega alla Camera, che osserva come le
ultime parole del segretario Pd su Berlusconi sono state anche «molto criticate
dai suoi». Insomma, siamo di fronte a «uno scadimento della politica:
l'opposizione e in particolare il Pd invece di entrare nel merito si è buttato
sul gossip». Il che per il leghista crea una «maggiore distanza della sinistra
con la gente che vuole risposta a problemi concreti». E sugli attacchi del
premier alla magistratura? «Le polemiche sul funzionamento della giustizia sono
vecchie ormai di 15 anni. Le riforme sono necessarie poiché la giustizia è al
servizio della gente. La giustizia deve rispondere ai bisogni dei cittadini in
tempo reale e quindi è giusto che essi possano controllare come funziona: per
questo motivo ci vogliono dei meccanismi elettivi». La Lega è «assolutamente
contraria» all'ingresso della Turchia in Europa. Lo ha ribadito l'onorevole
Roberto Cota alle doande dei lettori sull'argomento. «Noi non condividiamo la
posizione di Berlusconi in questo senso e infatti la Lega è un partito a sé,
non siamo nel Pdl». La contrarietà del Carroccio è dovuta, spiega poi Cota, a
motivazioni culturali («Temiamo una rapida islamizzazione») ed economiche («Il
loro sistema economico è troppo diverso dal nostro, potrebbero fare concorrenza
sleale»). Sull'Unione Europea, il parlamentare ha spiegato che la Lega «vuole
un'Europa più democratica, dove le decisioni possono essere sindacate
attraverso referendum all'interno dei vari Paesi. Non possiamo inoltre pensare
che la gestione dell'immigrazione sia una questione lasciata interamente a
noi». stampa |
(
da "Sestopotere.com"
del 29-05-2009)
Argomenti: Province
Amministrative,
Lucchi (Pri) favorevole alla riforma degli Enti locali (29/5/2009 17:01) |
(Sesto Potere) - Cesenatico - 29 maggio 2009 - Uno dei punti chiave del
programma elettorale del PRI di Cesenatico per le elezioni provinciali del 6 e
7 giugno è la riforma degli Enti locali. Giovanni Lucchi (candidato alla Presidenza
della Provincia) e la sua squadra – Stefano Frisoni e Alessandro Zennaro,
canditati consiglieri – hanno le idee molto chiare. “è necessario che la
Provincia si concentri sui punti salienti del suo ruolo amministrativo, in
attesa di una grande riforma degli Enti locali che ne preveda labolizione, della quale il PRI è favorevole”, dicono
allunanimità Lucchi, Zennaro e Frisoni. “Non è pensabile, pertanto, che
siano mantenute in essere società a capitale pubblico/privato che abbiano perso
la loro funzione di motore del territorio e che oggi non sono altro che
consigli di amministrazione, senza più la percezione vera dei bisogni dei
cittadini”. Il dito dei Repubblicani viene puntato in particolare verso HERA:
“La Provincia può giocare un ruolo importante sui servizi ai cittadini –
ribadiscono Lucchi, Frisoni e Zennaro – quali, ad esempio, acqua e nettezza
urbana. Non è accettabile che HERA Spa (a capitale pubblico) agisca, essendo
quotata in Borsa, esclusivamente per il profitto. Dobbiamo far sì che nei servizi
fondamentali per i nostri cittadini sia preminente linteresse pubblico”. La soluzione al problema, secondo
il PRI, è che “o HERA torna a svolgere la sua funzione nellinteresse dei
cittadini, oppure è necessario vendere la società e far sì che i servizi siano
appaltati al miglior offerente”. Giovanni Lucchi, consigliere uscente, è
candidato alla presidenza della Provincia di Forlì-Cesena, mentre Alessandro
Zennaro è candidato a consigliere provinciale nel forese e Stefano Frisoni è
candidato a Cesenatico centro. Il loro motto è: “Più idee, meno burocrazia: la
politica dei fatti”.
(
da "Mattino di Padova,
Il" del 30-05-2009)
Argomenti: Province
Pagina
18 - Cronaca PATTO PER L'AMBIENTE. Sono 44 i candidati che hanno aderito al
patto per l'ambiente ... PATTO PER L'AMBIENTE. Sono 44 i candidati che hanno
aderito al patto per l'ambiente di Legambiente: sono tre candidati sindaco,
trenta in lista per il consiglio comunale, tre per la Provincia e nove per i
quartieri. L'elenco completo dei firmatari è disponibile sul sito
dell'associazione: www.legambientepadova.it ANTI-CACCIA ALLE EUROPEE. E'
candidato come indipendente nell'Idv per le Europee Andrea Zanoni, presidente regionale della Lega per l'abolizione della caccia:
oggi alle 20.45 organizza un incontro pubblico nelll'ex fornace Carotta di via
Siracusa. FESTA AL COVO. Questa sera alle 21 grande festa al «covo» di Carlo
Covi, candidato sindaco dell'Intesa Veneta ai giardini Appiani: ci saranno
anche Tiziano De Checchi e Katiuscia Righetto, candidati sindaci a Ponte
San Nicolò e Piove di Sacco.
(
da "Secolo XIX, Il"
del 30-05-2009)
Argomenti: Province
Cacciatori
e agricoltori unitinella task force anti-cinghiali follo UNA COMMISSIONE
paritetica formata da cacciatori e agricoltori per prevenire i danni provocati
dai cinghiali. E' quanto è emerso nell'assemblea organizzata dal Comune di
Follo e dall'ambito territoriale di caccia spezzino presso la sala polivalente
di Piana Battolla alla presenza di circa una settantina tra cacciatori e
contadini del luogo. Il progetto, presentato dalla dottoressa Eleonora Landini
della sezione faunistica della Polizia Provinciale e da Francesca Cecchini,
agronoma dell'ambito territoriale caccia, avrà il compito di limitare i danni
dei cinghiali attraverso un'attività costante di monitoraggio e
"abbattimento controllato" nelle zone a rischio, ovvero quelle più
vicine ai campi agricoli e ai centri abitati sempre più presi di mira dagli
ungulati alla ricerca di cibo. «Siamo di fronte ad un'emergenza - ha affermato
durante l'assemblea Mario Bonanini, rappresentante dell'Atc spezzino - e
dobbiamo trovare una soluzione in tempi brevi. Il piano di controllo può essere
la risposta al problema, ma è necessaria l'unità di intenti per poter
intervenire in maniera adeguata sul territorio». Un'assemblea in cui non sono
mancati però i momenti di tensione, con cacciatori e agricoltori uniti nel coro
di protesta contro le tecniche di foraggiamento degli ungulati e i mancati
risarcimenti per i danni alle coltivazioni. Alcune zone molto vicine ai centri
abitati e ai campi agricoli sarebbero brumeggiate con granoturco, con il cibo
che spinge i cinghiali a concentrarsi in quella zona provocando ingenti danni
alle colture. «Il foraggiamento è stato definitivamente vietato dall'ambito
territoriale - ha tagliato corto Bonanini - e chi verrà sorpreso a brumeggiare
sarà sanzionato con una multa da trecento euro. Quest'anno l'obiettivo della
stagione venatoria sarà di quattromilacinquecento cinghiali, mille in più
rispetto all'anno scorso». «Il mondo venatorio e quello contadino devono
trovare un punto d'incontro - ha ribadito il segretario provinciale di Arci
Caccia, Enzo Mazzi - e si deve rinsaldare l'antico rapporto di collaborazione
tra cacciatore e agricoltore. Solo uniti si può porre rimedio al problema».
Soddisfatto per l'esito della riunione anche il Sindaco di
Follo, Giovanni Battolla: «L'abolizione del foraggiamento è già un primo passo
- spiega il primo cittadino, che già lo scorso settembre aveva scritto una
lettera di protesta alla Provincia - ma ora serve l'apporto di tutti per
garantire i diritti di chi coltiva e di chi pratica con passione l'hobby
della caccia». MATTEO MARCELLO .x/30/0905 Sarà costituita una commissione
paritetica con il compito di prevenire i danni causati dagli ungulati
.x/30/0905
(
da "Repubblica, La"
del 30-05-2009)
Argomenti: Province
Pagina
VII - Firenze Come i salmoni Al palo Il presidente della Regione accusa
Berlusconi di essere l´ultimo intriso di ideologia e chiede al Pd di avanzare
le sue politiche alternative "Destra senza politica lanciamo le nostre
idee" Basta col pensiero unico, dobbiamo andare controcorrente, come fanno
i salmoni lungo i fiumi Rispetto l´ostruzionismo ma dietro che c´è? Nessuna
idea politica per questo sono al palo La Lega ha più carica PIETRO JOZZELLI
(segue dalla prima di cronaca) Presidente, lei teme una affermazione della Lega
alle amministrative di domenica? «Guardo quello che accade a Prato: c´è una
crisi da risolvere, una crisi difficile per le istituzioni e le categorie
economiche; c´è una convivenza difficile con i cinesi. Sono elementi in cui la
Lega tenta di affondare le mani. Ma vedo anche che il candidato sindaco del Pd,
Massimo Carlesi e tutta la coalizione stanno tenendo bene e recuperano
consenso. Il Pdl voleva fare il botto con la candidatura di Roberto Cenni ma mi
sembra che non sfondi, volevano lanciare un candidato della società aperta , ma
la lista si chiama Berlusconi per Prato, è piena di tutti i vertici della
destra cittadina. Ci manca adesso Berlusconi per Montemurlo e siamo al
completo». Berlusconi l´ha attaccata frontalmente per la legge in discussione
sull´immigrazione. Che ne pensa? «Penso che siamo ad un punto serio
dell´aggravamento della deriva populista e di nuove forme di autoritarismo. Noi
dobbiamo uscire da atteggiamenti esitanti e difensivi, non dobbiamo più
traccheggiare, dirci che c´è sempre un´elezione a cui guardare. Noi dobbiamo
essere controcorrente, come i salmoni che risalgono il fiume. Se non lanciamo
un progetto politico alternativo, se ci accodiamo al pensiero unico perdiamo.
La nostra legge sull´immigrazione non è contro quella del governo, è la nostra.
Da due anni ci lavoriamo. Lo stesso vale per la legge sulla casa, lo stesso per
l´abolizione a fine anno delle liste di attesa per gli
anziani non autosufficienti che chiedono l´ingresso nelle residenze sanitarie
assistite. Questa è la nostra politica». Eppure anche a sinistra qualcuno
(l´assessore Rossi) ha parlato della necessità di fare un po´ meno i
"fighetti" e tornare a fare scelte politiche consistenti,
visibili, chiare. «Sì, in taluni gruppi dirigenti mi sembra si sia un po´
troppo in sintonia con l´onda che attraversa il paese. Noi dobbiamo lanciarne
un´altra. Insomma, meno cene e più decisioni. Poter dire che entro l´anno
migliaia di anziani potranno accedere alle strutture pubbliche è un fatto
politico importante. Siamo l´unico regione che ha messo in piedi una task force
permanente che segue l´evoluzione della crisi nei vari comparti merceologici.
Beh, interessa molto al governo nazionale». Ma mandare in aula la legge
sull´immigrazione alla vigilia del voto non le sembra azzardato? « Ci siamo
interrogati, certo. Ma abbiamo deciso di procedere. Primo, perché è l´ora di
finirla con quella sorta di tagliola ricorrente che sono le elezioni: siccome
si vota, allora si deve parlare d´altro. No. Secondo, non credo che la legge
produrrà effetti elettorali di grande segno, positivi o negativi che siano.
Infine, è da mesi che ne parliamo e quando sta accadendo in consiglio rivela
che la destra non ha una politica». Vuol dire che stigmatizza l´ostruzionismo,
i cento emendamenti, i ritardi... «No. Ho avuto, ho e avrò sempre rispetto per
l´ostruzionismo in assemblea. Fa parte a pieno titolo delle regole
democratiche. Dico però all´opposizione: a un certo punto, fatto salvo il
diritto della minoranza di tentare di cambiare una legge, c´è anche il diritto
della maggioranza di decidere. L´ostruzionismo è legittimo, ma rivela che la
destra non ha una proposta politica, usa solo strumenti di rallentamento di una
decisione. E´ da mesi che la legge è in commissione e il Pdl non ha mai voluto
discuterne nel merito. Dicono, come dicono Berlusconi e Maroni, è
incostituzionale e va bloccata. Ma sui punti? Tacciono. Noi faremo la legge, il
governo ha il potere di impugnarla davanti alla Corte, questa si esprimerà. Ma
le forze di centrodestra agiscono limitandosi a seguire la linea
Berlusconi-Maroni senza alcuna relazione con le specificità della nostra storia
e della nostra cultura». Presidente, domenica si vota a Firenze e alcuni
candidati, anche del Pd, parlano di difficile rapporto Firenze-Regione, della
necessità di avviare relazioni su nuove basi. Lei ha un messaggio per il
prossimo inquilino di Palazzo Vecchio? « Sì, per governare meglio Firenze
bisogna guardarla molto fuori dalle mura. Vede, la Regione farebbe poco senza
il coinvolgimento dei Comuni, altrettanto vale per i Comuni che non pensano
alla Regione. Firenze è la capitale e in quanto tale deve assumersene anche
tutti gli oneri: non si governa solo da Palazzo Vecchio. Le scelte da fare,
casa, rifiuti, infrastrutture, non permettono più di poter agire da soli. Renzi
è stato negli ultimi anni il presidente della Provincia: sa cos´è
l´interconnessione. Adesso che in tutto il paese e anche in questa regione
abbiamo a che fare con nuove criticità, le triangolazioni istituzionali sono
indispensabili».
(
da "Resto del Carlino,
Il (Rovigo)" del 30-05-2009)
Argomenti: Province
BADIA E
LENDINARA pag. 12 Con Federica Ferracin si pagheranno meno tasse SAN BELLINO LA
CANDIDATA DI CRESCERE INSIEME SI PRESENTA FEDERICA FERRACIN e la sua lista
"Crescere insieme" si è presentata alla gente di San Bellino.
Federica è san bellinese di nascita e vorrebbe continuare non solo a vivere nel
paese dei suoi nonni ma ha l'ambizione di poter concorrere a cambiarlo «a
renderlo più vivo, a farlo crescere» pur consapevole che le risorse sono poche.
Federica Ferracin con i ragazzi della sua squadra, ha però
le idee chiare e pone al primo punto sull'abolizione dell'addizionale comunale.
Per dimostrare che le sue non sono parole di circostanza spiega anche come con
maggior oculatezza nell'utilizzo delle risorse e tagliando alcune spese sia
possibile non far pagare questa tassa. Un altro dei punti forti della
candidata polesana più giovane alla carica di sindaco è la ricerca del
coinvolgimento del paese nelle scelte e di renderlo vivo a partire dalla
biblioteca comunale, oggi sempre chiusa e non frequentata, così come devono essere
accessibili gli impianti sportivi. Alla serata di presentazione c'erano il
candidato alla presidenza della provincia, Antonello Contiero, e l'assessore
regionale Isi Coppola. c.g.
(
da "Nazione, La
(Grosseto)" del 30-05-2009)
Argomenti: Province
CRONACA
GROSSETO pag. 7 di CARLO SESTINI «ALTRO che sfratto! Antichi ... di CARLO
SESTINI «ALTRO che sfratto! Antichi lo è già stato in quanto dichiarato
decaduto in contumacia dalla sua stessa maggioranza, quando nel 2005 ha
abbandonato la città per dare sfogo alle ambizioni personali». Così il Pd e il
suo gruppo consiliare al Comune di Grosseto ha risposto al Popolo della Libertà
che aveva avvisato di sfratto il sindaco Bonifazi e la sua amministrazione.
«Lanceremo una contro campagna perché con questo atto scomposto ha commentato
il segretario provinciale del Pd, Marzio Scheggi il centrodestra ha dimostrato
la mancanza di un progetto e che tra cose dette e non dette, da parte di
Antichi, non c'è una proposta per il territorio della
provincia di Grosseto. Forse nemmeno lui ci crede, visto e considerato che nel
suo programma si sostiene l'abolizione delle province. Noi
crediamo invece ha proseguito in questa istituzione mettendo in campo persone
impegnate e competenti per governare e non candidature solo per prendere voti».
Scheggi ha ricordato come lo stesso Antichi brilli per assenze sia nell'assise
comunale che in quella regionale. Il contro volantino è stato invece spiegato
dal capogruppo del Pd, Valerio Pizzuti. «Vi abbiamo scritto ciò che ha fatto
questa amministrazione. Stiamo realizzando il nostro programma, preferendo il
beneficio di tutti all'interesse di pochi. Abbiamo costruito un connettivo che
fugge dai personalismi, una politica inclusiva non di facciata, fatta di azioni
e di sostanza». Secondo il consigliere Walter Lunardi e il presidente del
Consiglio, Giovanna Stellini in realtà questo disegno di attacco al Comune,
smarcando l'amministrazione provinciale, da un lato testimonia la bontà del
decennio Scheggi, peraltro confermata anche dallo stesso Antichi, mentre
dall'altro palesa il vero obiettivo del centro Destra; la conquista del comune
di Grosseto. Il tema è poi scivolato sulle polemiche del Cie e sull'aeroporto
Baccarini. «Le dichiarazioni di Mantovano sui Cie hanno detto gli esponenti del
Pd sono rese a titolo personale e non impegnano il governo. Quindi Grosseto e
Campi Bisenzio sono ancora i luoghi prescelti. Sull'aeroporto Baccarini si sono
finalmente scoperte le carte». All'incontro erano presenti anche i consiglieri
Panfi e Sensi.
(
da "Eco di Bergamo, L'"
del 30-05-2009)
Argomenti: Province
«Un
assessorato per il Moscato» --> Pdl e Lega: valorizzare il nostro
territorio. La sicurezza cardine del programma Sabato 30 Maggio 2009 PROVINCIA,
pagina 27 e-mail print Vigneti nella zona di produzione del Moscato di Scanzo
SCANZOROSCIATEInsieme per contrastare «quindici anni di centrosinistra
mascherati da lista civica», e tentare di vincere le prossime elezioni
amministrative offrendo a Scanzorosciate «un programma propositivo e non
celebrativo». Popolo della libertà e Lega Nord uniscono le forze (cinque anni
fa ordini superiori di segreteria provinciale avevano precluso il connubio
politico) e punto per punto hanno delineato ieri, in conferenza stampa,
l'avvenire di un paese che lambisce la soglia dei diecimila abitanti. Candidato
sindaco è Gianangelo Cividini, 55 anni, del Pdl, sostenuto da una squadra di
sedici consiglieri: 11 del Pdl e 5 del Carroccio tra cui il vicesindaco in
pectore Andrea Migliorini. Top secret invece la ripartizione degli assessorati,
anche se - precisa Migliorini - «il legame profondo che ci unisce sta al di
sopra di logiche partitiche». Cividini sfoglia, fresca di stampa, la brochure
elettorale in distribuzione dove si vedono fotografie di un paese che non c'è:
«Le immagini che si osservano - spiega - sono "ritoccate" in digitale
con le nostre idee di recupero, sviluppo e miglioramento che determineranno il
salto di qualità di Scanzorosciate da paese a realtà urbana». Occhi puntati sui
centri storici e sul rinnovo del loro patrimonio edilizio. «Qui dobbiamo -
continua Cividini - recuperare "abitato" risparmiando nel contempo
territorio. Per far questo ho pensato di costituire un vero e proprio
assessorato ai centri storici». Sei gli assessori previsti che affiancheranno
il candidato sindaco in caso di vittoria. Di fatto quello che accade oggi con
Massimiliano Alborghetti, sindaco uscente che corre per
bissare il mandato alla guida della lista «Proposta per Scanzorosciate-Impegno
comune». «La novità - spiega Cividini - sta nell'abolizione dell'assessorato di
Promozione alla pace, che ogni anno ci costa 30-40 mila euro per un concetto
che è già espresso molto bene dall'articolo 11 della nostra Costituzione».
«Molto più utile invece - riprende - un assessorato alle Attività agricole e al
Moscato di Scanzo che preveda, per far conoscere le eccellenze enogastronomiche
del nostro territorio, un percorso che dal centro storico di Scanzo raggiunga
le colline collegando le tante attività turistiche già in essere». Avranno un
proprio delegato anche Sicurezza, Lavoro e Attività produttive: «Dopo la
revisione del Piano di governo del territorio (adottato ma non ancora
approvato, ndr) sulla base delle osservazioni presentate dai cittadini pensiamo
alla possibilità di creare un Polo tecnologico a supporto delle iniziative
promosse da aziende importanti sul nostro territorio. L'area che si presterebbe
al progetto sarebbe al confine con Torre de' Roveri nella zona di via Galilei e
via Volta». Anche una cittadella dello sport rientra tra i programmi di
Cividini: «Un sogno nel cassetto che i cittadini coltivano da vent'anni, senza
per questo dimenticare l'impegno a mantenere in perfetta efficienza gli attuali
impianti sportivi di Scanzo e Tribulina». Forte si presenta la determinazione
messa in campo sul fronte della sicurezza, «per l'evidente aumento della
criminalità, dei fenomeni delinquenziali, dello spaccio di droga, di fenomeni
di accattonaggio e dell'immigrazione clandestina». «Per questo - conclude
Migliorini - pensiamo a un sistema di videosorveglianza tecnologicamente
avanzato, di tutt'altra fattura rispetto ad alcune telecamere finte posizionate
dall'attuale Amministrazione. Inoltre pensiamo a corsi di autodifesa per le
donne e una polizza assicurativa per tutti i cittadini che ripaghi loro, in
caso di furto, i serramenti forzati e dia, in caso di necessità, un supporto
psicologico a chi si trova in casa dei malviventi». Bruno Silini 30/05/2009 nascosto-->
(
da "Gazzetta di
Modena,La" del 31-05-2009)
Argomenti: Province
Il
partito presenta piano in 10 punti Sulla sicurezza Pd contro la Lega Il Pd
modenese ha presentato ieri ai Giardini Ducali il suo decalogo sulla sicurezza.
Un documento in 10 punti per rispondere alla richiesta di sicurezza dei
modenesi. Queste le proposte: più potere ai sindaci; più
agenti della polizia municipale; stop ai quartieri ghetto; gestione
principalmente statale della sicurezza; rispetto della legge italiana; libertà
di culto per tutte le confessioni religiose; abolizione della Bossi-Fini; accordi
per la riammissione dei migranti respinti richiedenti asilo; snellimento
della burocrazia per favorire la regolarizzazione degli stranieri; nuova
sanatoria per le badanti. Il senatore Barbolini ha inoltre illustrato la
riforma della polizia municipale ferma in parlamento e apprezzata anche dal
centro destra. La riforma punta a concedere più poteri ai vigili e a
riconoscere per legge le attività che già da tempo svolgono. Forti critiche dal
Pd per Lega Nord e Governo bollati come bugiardi. Come mai, tuonano dal Pd, è
stato concesso più di un miliardo di euro per sanare il dissesto economico di
Catania e Palermo mentre la provincia modenese sempre virtuosa non ha avuto il
lascia passare dal Governo per utilizzare i 100 milioni di euro accumulati con
le tasse dei lavoratori modenesi? «Manfredini deve rispondere alle nostre
domande - critica Bonaccini - ci spieghi perché hanno utilizzato le paure dei
cittadini per creare consenso promettendo sicurezza e poi il loro governo
taglia le risorse alle forze dell'ordine? E cosa dice dei soldi mandati a
Catania, Palermo e Roma? Non erano loro il partito del Nord?». Il Pd ha inoltre
ribadito che Modena e Sassuolo la loro parte l'hanno fatta assumendo 26 vigili
in più a Modena e 9 a Sassuolo ma criticano chi aveva promesso gli agenti non
inviati. Infine durio con i comitati accusati di aver firmato un documento di
tre punti con la giunta e poi di essersi candidati con chi non ha rispettato i
patti sulla sicurezza. (giovanni tizian)
(
da "Mattino di Padova,
Il" del 31-05-2009)
Argomenti: Province
Pagina
31 - Provincia Premio Tomasello al «piccolo zar» del giornalismo Volcic,
inviato per decenni del tg dalla Russia, ora scrive dell'era Putin BORGORICCO.
Volto notissimo del telegiornale, per tanti anni ha raccontato la Russia agli
italiani: Demetrio Volcic ieri era a Borgoricco per ritirare il premio «Cesco
Tomaselli», giunto alla 4ª edizione e assegnato al giornalista, nato a Lubiana
nel '31 da padre triestino e madre goriziana, autore nel 2008 del libro «Il
piccolo zar» (Laterza). «Per la capacità di far vivere la storia di un grande
Paese attraverso la biografia del suo piccolo imperatore» è stata la
motivazione del premio espressa dalla giuria del premio composta da Marzio
Breda, Beppe Gioia, Fabio Finotti, Anna Zafesova, Roberto Papetti, Gianluca
Versace e dal direttore del mattino Omar Monestier. E come Tomaselli, inviato
per oltre 40 anni del Corriere della Sera, marito di Anna Maria Bressanin,
nobile del posto, e seppellito nel cimitero di Borgoricco, Volcic ha narrato la
storia. «Io e altri cronisti abbiamo avuto la fortuna di raccontare la cronaca
che era già Grande Storia» ha ricordato il giornalista che è stato anche
senatore e parlamentare europeo. I movimenti studenteschi, la Primavera di
Praga, la Russia della Guerra Fredda, l'agonia di Tito, la rivolta di
Solidarnosc, il golpe di Jaruzelski, la perestrojka di Gorbaciov fino a Piazza
Tien An Men arrivarono nelle case soprattutto attraverso la sua voce ed il suo
volto. «La regola morale per un giornalista è quella di avere un ruolo da
giudice, sopra le parti, sia pure se pagato da una parte, l'editore». Nella Russia
di oggi (Putin è il piccolo zar del libro), Volcic ricorda che «vige una
democrazia controllata, ma la situazione non è certo rosea; basti pensare che
tante famiglie hanno una tragedia nel loro passato: componenti scomparsi in
Siberia, al fronte o senza più notizia». Il giornalista ha regalato qualche
aneddoto al pubblico. Come «quel potente russo che poco tempo fa mi disse: «la
Russia oggi va meravigliosamente bene, tutto funziona perfettamente, ma c'è
ancora qualche piccola speranza». O come i viaggi al
seguito di Gorbaciov «che lasciava molto spazio ai giornalisti». «Io avevo
proposto ancora negli anni Novanta l'abolizione delle misurazioni dell'audience
per telegiornali e programmi d'informazione» ha concluso Volcic. Ma nessuno, in
questo caso, l'ha ascoltato. (fra.z.)
(
da "Messaggero Veneto,
Il" del 31-05-2009)
Argomenti: Province
Pagina 8
- Pordenone Sartor: il "fasin di bessoi" è un motto che non serve «Va
superato il concetto del "fasin di bessoi"». In base a questa logica,
secondo il candidato del Movimento autonomista friulano, Gianni Sartor, è
necessario che il sistema faccia squadra, anche in montagna, in maniera tale da
garantire lo sviluppo del territorio. «Il primo aspetto che è anche quello
centrale - ha detto - riguarda la viabilità. Sono necessari interventi
infrastrutturali mirati che diminuiscano il livello di isolamento delle
principali valli friulane». In secondo luogo è necessario favorire chi fa
impresa in montagna, con particolare riguardo «alle piccole attività produttive
nel settore manifatturiero e turistico». Per sostenere il terziario, però,
«vanno implementate le moderne tecnologie di comunicazione». Sartor ha
insistito pure sull'attuazione di un programma organico di sostegno «al
mantenimento di una rete minimale di servizi alle persone nei piccoli centri e
in quelli in quota». C'è poi la questione del riassetto
delle autonomie: «Le competenze sulla montagna vanno trasferite alla Provincia,
sottraendole alla Regione». Più cauto, invece, sull'abolizione delle Comunità
montane: «E' necessario approfondire quello che fanno e soprattutto la capacità
di concertazione tra i Comuni. Per questo ritengo che possano costituire
un elemento per fare squadra insieme alle amministrazioni locali e alla
Provincia».
(
da "Messaggero Veneto,
Il" del 31-05-2009)
Argomenti: Province
Pagina 8
- Pordenone Sam: bollette dell'energia a seconda dell'altitudine Tariffe
sull'energia consumata che variano a seconda delle fasce d'altitudine di residenza
degli utenti. E' la proposta lanciata in occasione del dibattito che si è
tenuto a Pielungo dal candidato alle provinciali della Destra, Aldo Sam. «Come
succede in Austria - ha affermato - sarebbero da introdurre degli sconti più ci
si eleva dal livello del mare in modo da favorire i cittadini e le imprese che
vivono in montagna». Sam ha espresso dei dubbi sull'operatività dello sportello
per l'accesso ai fondi europei attivato da circa un mese dalla Provincia e ha
insistito sulla necessità di fare del turismo una risorsa per il territorio
montano. Secondo l'esponente della Destra, poi, ci sono gli strumenti
tecnologici per consentire in poco tempo di poter dotare di internet veloce
imprese e famiglie che abitano nel territorio montano. Per
quanto riguarda l'organizzazione delle autonomie, Sam si è detto d'accordo sia
sull'abolizione delle Comunità montane, sia sull'accorpamento dei piccoli
Comuni ma si tratta di provvedimenti, ha detto, che vanno concertati e valutati
nella loro effettiva capacità di ridurre i costi. «Non vorrei - ha
affermato - che si cancellassero degli enti per poi scoprire che si replicano
gli sprechi in capo ad altre strutture». Il rapporto tra Provincia e Comuni,
invece, «deve essere il più stretto possibile in una logica di collaborazione e
di capacità di fare sistema».
(
da "Mattino, Il
(Salerno)" del 31-05-2009)
Argomenti: Province
Guido
Panico Con l'attuazione dell'istituto regionale si è aperta in Italia la
discussione sull'opportunità di conservare l'Ente Provincia. A maggior ragione
con l'irrompere sulla scena delle ipotesi di riforma dello Stato in senso
federale. Si è visto nelle province un ente
istituzionale intermedio che copre funzioni agevolmente trasferibili alla
Regione o ai Comuni. In definita, un ente inutile e costoso. Ciò nonostante, il
numero delle province negli ultimi due decenni è
aumentato. Numerose le inchieste giornalistiche che fanno risalire questo
fiorire, al di là delle nobili ragioni economiche e culturali sempre evocate,
alla spartizione di risorse tra potentati politici. Non è possibile immaginare
come andrà a finire questa storia italiana. La nostra fantasia, intrecciata con gli oscuri sentieri delle strategie politiche, è
diabolica. Si può solo temere quello che, a mio giudizio, è il peggio:
l'abolizione indiscriminata di tutte le province. Prendiamo
il caso della regione Campania e delle sue cinque province. Iniziamo
dicendo che la definizione stessa di Campania, intesa come spazio territoriale
e culturale in qualche modo omogeneo, è assai sfuggente. Altrettanto
sfuggenti sono le identità provinciali, qualche volta coincidenti con quelle
delle città capoluogo A complicare ogni cosa , fin dai secoli dell'età moderna,
è stato il particolare ruolo di Napoli, più di ogni altra capitale, città
onnivora, cioè capace di fare ruotare attorno a sé larghissima parte del
territorio circostante per centinaia di chilometri. SEGUE A PAG. 36
(
da "Messaggero, Il
(Frosinone)" del 01-06-2009)
Argomenti: Province
Lunedì
01 Giugno 2009 Chiudi di DENISE COMPAGNONE Entrambi hanno scelto di candidarsi
perché stanchi delle vecchie facce della politica locale; entrambi perché
affascinati dalla favola di Obama, che ce l'ha fatta a dispetto di tutti;
entrambi per dare ai cittadini desiderosi di cambiamento, una prospettiva nuova
dalla solita offerta politica. E combattono gli avversari, pacatamente ma con
fermezza, quando serve scrivendo anche al Presidente della Repubblica. Loro
sono Aldo Carbone e Antonio Pelagalli, i due candidati outsider alla presidenza
della Provincia di Frosinone. Il primo, 61 anni, oggi pensionato ma ex
dipendente del Poligrafico e Videocon abita a Supino e con le sue liste
"Forza Roma" e "Viva l'Italia", ha puntato sui giovani. Il
secondo, Antonio Pelagalli, 50 anni, ferroviere, scrittore di poesia e di
guerra, e residente ad Aquino, ha puntato sulla gente comune: nella sua lista
"I cittadini delle colture e culture d'Italia", le candidature di
volti noti politici sono state rifiutate. «Ci siamo riuniti una sera in un
gruppo di amici - ha raccontato - e abbiamo deciso concretamente di dare la
voce della gente alla politica». Carbone sottoscrive: «Se i cittadini di
Frosinone e della provincia finalmente aprissero gli occhi e non votassero più
questa gente vecchia, stravecchia e scegliessero di votare come in America,
Aldo Carbone avrebbe la stessa percentuale di tutti. Iannarilli, Schietroma e
Marzi non sono nessuno: dipende soltanto dai ciociari». Entrambi però sono
consapevoli che il voto è per le provinciali di Frosinone e che a separarci
dall'America non c'è solo un oceano. Le loro prospettive, quindi, sono più
realistiche: Carbone punta allo 0.5% per ognuna delle sue
liste; Pelagalli guarda al ballottaggio. Sui programmi elettorali i temi di
fondo rimangono gli stessi di tutti: Carbone parla di lavoro, di infrastrutture
e di edilizia; Pelagalli ha citato iniziative ben precise come l'abolizione
della Tosap sui passi carrabili o il riconoscimento di un contributo alle
casalinghe. «In fondo è quello che predicano tutti - ha chiosato Carbone
- La differenza sta nella successiva applicazione. Noi con la volontà e la
voglia vorremmo far ripartire la nostra provincia». E ci stanno provando a
raccogliere consensi. La campagna elettorale procede a colpi di stampa e
televisione, il porta a porta e pochi manifesti. «Noi piccoli stiamo soffrendo
- ha spiegato Carbone - I grandi spendono centinaia di mila euro, soldi che
avrebbero dovuto dare alle famiglie bisognose. Mi piacerebbe sapere una cosa:
ma sta gente questi soldi dove li prende per spenderli così facilmente? Io non
ce li ho». Pelagalli è andato oltre: ha presentato un esposto al Prefetto di
Frosinone e ha scritto al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano
denunciando il manifesto selvaggio dei contendenti chiedendo l'annullamento
delle elezioni "perché così non esiste la par condicio". Tra una
settimana scopriremo quanto il loro messaggio sia stato recepito dai cittadini.
Del resto, come ha affermato Pelagalli, "l'esercito è l'elettore, non sono
i generali che finora hanno governato". (1.continua)
(
da "Messaggero, Il
(Umbria)" del 01-06-2009)
Argomenti: Province
Lunedì
01 Giugno 2009 Chiudi Per ora è solo una bozza. Anzi è "un bozzone",
che porta il nome del ministro Roberto Calderoli. Un disegno di legge che in
campagna elettorale rischia di avere l'effetto della benzina sul fuoco. Riguarda
le Prefetture, che proprio domani saranno sede della festa della Repubblica.
Affronta il tema del "riordino di organi e funzioni degli enti
locali" e all'articolo 21-bis mette nel mirino gli
"Uffici territoriali di Governo", denominazione ufficiale delle
Prefetture. Ebbene, il "bozzone Calderoli" prevede l'abolizione di
tutte le sedi nelle città con una popolazione residente nella provincia
inferiore ai 250.000 abitanti. Insieme a Terni cadrebbero città illustri come
Trieste, oppure Grosseto. Ma anche Campobasso, La Spezia, Asti, Imperia,
Rovigo e persino una delle ultime istituite: Isernia. In tutto 26 sedi da
tagliare. La questione per ora è solo ipotizzata, pur essendo uno storico
obiettivo della Lega quello di abolire tutte le Prefetture, che si riaffaccerebbe
in forma ridotta, e già troverebbe resistenze nella maggioranza di Governo.
Contrari sarebbero il ministro delle Regioni, Raffaele Fitto, e lo stesso
sottosegretario alla presidenza Gianni Letta. La battaglia deve ancora
cominciare. D.Cil.
(
da "Affari e Finanza
(La Repubblica)" del 01-06-2009)
Argomenti: Province
Ici: 27%
dopo labolizione sulla prima casa gettito in calo Il
gettito fiscale collegato alla casa nel 2008, secondo i calcoli
dellAgenzia del Territorio, è risultato complessivamente pari a 39,8
miliardi di euro. Nellimposizione fiscale complessiva sugli immobili resta lIci la prima tassa, nonostante il gettito complessivo
sia diminuito nel 2008, rispetto al 2007, del 27% a seguito
dellabolizione dellimposta sulla prima casa. Scopri come ricevere
sul tuo cellulare Repubblica Gold condividi
(
da "Stampa, La"
del 02-06-2009)
Argomenti: Province
Rotonda
del Drosso l'ingorgo è finito [FIRMA]ANDREA DOI Dopo le parole e le speranze,
ora finalmente i fatti. La spinosa questione della rotonda di corso Unione
Sovietica, all'altezza di strada del Drosso e strada Castello di Mirafiori, è
stata risolta grazie all'intervento della Provincia, che, dopo un'interpellanza
del capogruppo del Pd a Palazzo Cisterna, Claudio Lubatti, ha deciso di venire
incontro alle richieste dei residenti e dei commercianti della zona. Risposta
positiva anche dal Comune, dopo l'interrogazione del consigliere di
Circoscrizione Alessandro Nucera. La rotonda potrebbe sparire. O almeno
potrebbe essere ridotta. Una vicenda, quella della rotonda della discordia, che
dura da anni. «Troppi», commentano a denti stretti i residenti. Dal 2001,
quando venne costruita. Nonostante le polemiche e una raccolta firme che ne volevano
l'abolizione, fu perfino rifatta completamente e
«abbellita». Per la sua posizione (è situata alle porte della città) chiunque
entri o esca da Torino deve obbligatoriamente passare da qui. Il risultato è
che la viabilità è al collasso e, come se non bastasse, la metropolitana
leggera, la linea 4, segue e conclude il suo percorso ruotando lungo la rotonda
per poi inserirsi nuovamente in corso Unione Sovietica, con il diritto
di precedenza, bloccando la percorrenza della rotatoria alle autovetture e causando
una serie di giganteschi ingorghi quotidiani. Un «tappo» che in questa zona
automobilisti e abitanti maledicono dalla mattina alla sera. Mesi fa il
comitato spontaneo di Mirafiori Sud Sangone decise di raccogliere delle firme
per chiedere una «modifica» della rotatoria e per difendere il quartiere
dall'inquinamento acustico e atmosferico. Ora la Provincia ha studiato, insieme
all'Agenzia Mobilità Metropolitana, alcune soluzioni soluzione: intanto il
capolinea del 4 verrà spostato. La doppia comunicazione tra binari verrebbe
posta prima dell'attuale capolinea, liberando così l'intersezione tra corso
Unione Sovietica, Strada del Drosso e Strada del Castello di Mirafiori. Tra le
soluzioni individuate la più efficace sembra essere quella dell'eliminazione della
rotatoria e la semaforizzazione dell'incrocio. «Lo studio effettuato è chiaro:
la soluzione per la rotonda di Strada Drosso-Strada Castello c'è. Bisogna solo
passare dalla progettazione ai fatti - commenta Claudio Lubatti, ex
vice-presidente della Circoscrizione 10 ed eletto consigliere provinciale nel
collegio di Mirafiori Sud -. Sono state individuate soluzioni credibili e
immediate. I residenti meritano una risoluzione tempestiva di questo problema.
Abbiamo provato a suggerire e ufficializzare alcune proposte interessanti per
mettere fine al disagio che moltissimi pendolari vivono quotidianamente, senza
contare chi abita proprio sopra il corso intasato da auto in coda».
Soddisfazione anche da chi subisce ogni giorno i mali causati dal «tappo». «Accogliamo
l'interessamento da parte della Provincia in maniera positiva - dice Sandra
Gallino promotrice del comitato spontaneo -. Ora speriamo solo che tutto
avvenga in tempi brevi, perché siamo veramente esausti».
(
da "Tempo, Il"
del 02-06-2009)
Argomenti: Province
stampa
La protesta «Non votiamo le Province è il primo passo per abolirle» «No alle
Province». L'urlo rimbomba a Roma, a piazza Montecitorio, in una mattinata di
pioggia romana. Un gruppo di cittadini napoletani si incatenano. Sui loro volti
il segno dell'insofferenza, nei confronti di un sistema che ha fatto delle
Province la massima espressione dello spreco dei soldi pubblici. Per questo la
loro proposta è «il non voto: il modo migliore per iniziare ad abolire le
Province», dicono con i loro cartelli tra le mani. «Vogliamo far capire agli
italiani che non andare a votare per eleggere presidente e consiglio provinciale è il modo migliore per lottare contro tutti questi
sprechi che dobbiamo sopportare», spiega l'avvocato Vincenzo D'Antò, capofila
della protesta. «Molti politici durante le ultime elezioni politiche hanno
promesso l'abolizione delle Province, ma noi stiamo ancora aspettando. Il
nostro non voto equivale a un referendum abrogativo». A piazza Montecitorio la
protesta va avanti. «Devono capire che non siamo un popolo bue», dice
uno dei ragazzi incatenati. «Il nostro - spiega - sarà un nuovo modo di
protestare. Se non ci stanno a sentire con le normali richieste, allora quando
vedranno che nessuno si presenterà alle urne si renderanno conto che le Province
vanno abolite».
(
da "Eco di Bergamo, L'"
del 02-06-2009)
Argomenti: Province
«Cambierò
le Province Indietro non si torna» --> Brunetta a Bergamo: saranno consorzi
di Comuni «E basta con le piccole Iri che non danno servizi» Martedì 02 Giugno
2009 CRONACA, pagina 13 e-mail print Ministro Brunetta, sondaggi alla mano, lei
è il più apprezzato del governo Berlusconi. La guerra ai fannulloni paga: è la
rivincita di chi sta dall'altra parte dello sportello? «Io ho intercettato un
bisogno che viene da lontano: la rabbia dei cittadini. Per anni è stato
nascosto dalle forze politiche, dal sindacato, da chi preferiva parlare di
altro ed usare le svalutazioni competitive per far galleggiare l'Italia. Ora
non è più possibile, il Paese soffre di bassa crescita per un semplice motivo:
lo Stato è inefficiente, e questo lo pagano famiglie ed imprese». Renato
Brunetta non è tipo da giri di parole né da fioretto: il ministro della
Funzione pubblica preferisce di gran lunga la mannaia, e anche nella sua rapida
puntata a Bergamo («Ora riparto, non so bene in che parte di Lombardia mi
portino, ma riparto...») non si smentisce: «Io sono un politico che parla con
un linguaggio chiaro, semplice, diretto...». Anche un po' provocatorio a volte,
non trova? «Ma no, no, no...». Insomma, i poliziotti panzoni non l'hanno presa
benissimo... «Quella era una semplificazione. Ma poi dobbiamo intenderci: in
termini generali, dire la verità è una provocazione?». Magari a volte il modo
fa la differenza... «Ma no, mi rifiuto... Dire che voglio combattere i
fannulloni non può essere una provocazione, è dire la ve-ri-tà. Potrei anche
dire di voler aumentare i tassi di partecipazione o migliorare gli algoritmi di
produttività, certo che sì: ma con questo linguaggio da professore non mi
capirebbe nessuno». In pratica è un grande comunicatore? «Quando ho giurato da
ministro sono stato chiaro: voglio premiare quelli bravi e punire i fannulloni,
e mi hanno capito tutti. E non ho detto cose sbagliate o provocatorie, ma
quello che pensano tutti...». Lei è diventato il terrore del pubblico... «Dove
però riscuoto anche tantissimo consenso. Sono diventato semmai il terrore di
chi non lavora: non capisco perché nel privato chi non fa il proprio mestiere
viene cacciato via e la stessa cosa non possa accadere nel pubblico?». Per
carità... «Cioè, è possibile che il pubblico sia un'enclave dove tutto è
consentito? Una sorta di ammortizzatore sociale dove se lavori va bene, se non
lavori va bene lo stesso... La politica questo l'ha capito, tranne forse
l'estrema sinistra, il sindacato non ancora. E mi aspetto una forte mano da
parte loro in questa rivoluzione». Al Nord c'è un pubblico tutto sommato
efficiente, ma abbiamo assistito in questi anni ad una certa qual gemmazione di
società varie, una sorta di piccole Iri: che ne pensa? «Ne penso così male che
sto già cominciando a smantellarle nell'unico modo possibile per ora: la
trasparenza, pubblicando tutti i dati disponibili di queste Iri locali. Nomi,
cognomi e compensi, così saranno i cittadini a giudicare il valore di queste
spa che hanno mediamente 30 mila amministratori, quasi sempre trombati della
politica...». Il sospetto c'è... «È una certezza, sono un rifugio per trombati.
Se fossero così bravi a dare servizi concorrenziali a prezzi inferiori, nulla
quaestio, ma siccome nella stragrande maggioranza dei casi ci troviamo di
fronte a monopoli con prezzi pure molto alti e servizi inefficienti, scusate,
le loro congrue remunerazioni non si spiegano». E lei taglia... «Io taglio, ma
soprattutto pubblico, come ho fatto finora le consulenze, i distacchi
sindacali, gli incarichi ai dipendenti pubblici: ho pubblicato e pubblicherò
sempre di più». Taglierà le Province, allora? «Le cambierò, questo è certo». In
che modo? In realtà come Bergamo ha fior di importanza... «E io non lo discuto,
ma partiamo dalla grande arma che abbiamo: il federalismo fiscale, con questo
cambieremo l'assetto complessivo dei livelli di governo». Quindi
non solo Province? «No, la riforma è contenuta nel Codice delle autonomie al
quale sto lavorando con i ministri Calderoli e Maroni, e contempla l'abolizione
dei Consorzi di bonifica, degli Ato, delle Comunità montane, tutti enti
intermedi che devono finire all'interno della Provincia». Quindi una
concentrazione di poteri in una sola realtà? «Ma profondamente diversa da
quella alla quale siamo abituati: penso ad una sorta di consorzio di Comuni
guidata da un presidente che altro non è che un sindaco eletto dai suoi pari».
Con quali benefici? «La sua trasformazione in un organo funzionale più
pregnante che sia davvero rappresentativo dei Comuni e non un ente terzo. A
questo punto si spendono meno soldi perché i consiglieri provinciali sarebbero
i sindaci e il presidente uno di loro. In più la Provincia acquisirebbe tutte
le funzioni di quegli enti che ricordavo prima, con conseguenti altri
risparmi». E meno posti da occupare... «Per i trombati della politica, come
succede ora». Ministro, ci crede davvero? «È una strada ineludibile e ci stiamo
lavorando: all'interno del governo la posizione è ormai condivisa, e dopo le
elezioni approveremo il Codice delle autonomie che farà da pendant al
federalismo fiscale e alla riforma della pubblica amministrazione. Indietro non
si torna». Dino Nikpalj 02/06/2009 nascosto-->
(
da "Arena, L'"
del 02-06-2009)
Argomenti: Province
Martedì
02 Giugno 2009 PROVINCIA Pagina 22 BALDO E LESSINIA. La proposta Calderoli le
cancella del tutto Addio comunità montane Polemiche di sapore elettorale tra
Udc di Valdegamberi e la Lega Nord Difficile credere che una questione spinosa
e prettamente politica come l'abolizione delle comunità montane, che ha visto
il Veronese perdere su tutta la linea, non potesse diventare terreno di scontro
in compagna elettorale, anche se, come ha ricordato in più occasioni
l'assessore regionale Massimo Giorgetti, il tema non sposterà un voto da un
partito all'altro. Comunque qualcuno ci prova e la Lega Nord sta battendo i
Comuni della montagna veronese per dire che la colpa del disastro ricade
sull'Udc e in particolare sull'assessore ai servizi sociali Stefano Valdegamberi,
che in accordo con i colleghi di Alleanza nazionale e Forza Italia, oggi
confluiti nel Popolo della libertà, aveva impedito al Consiglio regionale di
discutere il progetto di legge presentato dalla Lega Nord e sul quale anche il
Partito democratico si era detto disposto a confluire, con alcune correzioni.
Ma dal 21 maggio è in vigore la legge sul federalismo fiscale (alla quale era
contraria l'Udc) e Valdegamberi elenca guasti e scenari futuri. «Nei giorni
scorsi in Giunta regionale è arrivata la richiesta delle comunità montane
bellunesi di finanziare la loro sopravvivenza perché lo Stato ha deciso un
drastico taglio dei trasferimenti che di fatto ne decreta la morte. Sono senza
soldi e ora vengono a battere cassa, ma è il caso che si rivolgano a Roma, dove
stanno i paladini della montagna e dove il sindaco Alemanno ha dichiarato di
gradire molto la legge sul federalismo, perché ha finalmente portato più soldi
a Roma». «Chi a Verona va a dire di voler salvare la montagna e poi a Roma fa
una politica che è l'esatto contrario, fa solo demagogia strumentale ed è un
paradosso che sia fatta proprio da quel partito che raccoglie voti sotto lo
slogan "Roma ladrona"», tuona l'assessore Valdegamberi, che invita l'ex presidente della Comunità della Lessinia, Stefano
Marcolini, firmatario di un ricorso al Tar contro l'abolizione della comunità,
a un minimo di coerenza. «Marcolini vuol far risorgere l'ente e il suo partito
da Roma, dov'è al governo, ha già deciso che comunque gli taglia l'ossigeno».
La sfuriata di Valdegamberi prende spunto dalle anticipazioni, finora non
smentite, del ministro per la semplificazione Roberto Calderoli: «Sono convinto
che sia necessario procedere alla soppressione di tutti quegli enti intermedi
che escono dalla nostra norma costituzionale», ha dichiarato a «La Padania».
Che tradotto in esempio significa quello che è stato anticipato dalla bozza di
un disegno di legge che il ministro ha intenzione di presentare entro l'estate
e di far approvare con iter parlamentare semplificato. Prevede la cancellazione
delle comunità montane, delle circoscrizioni comunali di città con meno di 250
mila abitanti, dei consorzi di bonifica e dei bacini imbriferi montani, degli
enti parco regionali e delle autorità d'ambito territoriale. I Comuni che
facevano parte delle comunità montane potranno costituirsi in Unione di Comuni
per svolgere le funzioni un tempo delegate agli enti montani, mentre quelle che
non potranno essere esercitate in forma associata saranno trasferite alle
Province entro un anno dall'approvazione della legge. La Regione, che ha
avviato l'iter per la costituzione dell'ente Parco della Lessinia, dovrà
probabilmente fare marcia indietro, come del resto pare tramontare
definitivamente anche l'ipotesi che il parco possa assorbire le funzioni della
soppressa comunità montana.
(
da "Eco di Bergamo, L'"
del 02-06-2009)
Argomenti: Province
«L'assessorato
alla pace non spende 40 mila euro» --> Martedì 02 Giugno 2009 PROVINCIA,
pagina 23 e-mail print In riferimento all'articolo pubblicato sabato sulle
elezioni amministrative a Scanzorosciate, l'assessore all'Informazione Davide
Casati replica alle affermazioni del candidato sindaco della lista Pdl-Lega
Nord Gianangelo Cividini. In particolare l'assessore Casati fa riferimento
all'affermazione del candidato sindaco Cividini riguardo l'intenzione di
provvedere, in caso di elezione, «all'abolizione
dell'assessorato di promozione alla pace che ogni anno ci costa 30-40.000 euro
per un concetto già espresso molto bene dall'articolo 11 della nostra
Costituzione». Un attacco che l'attuale amministrazione comunale del paese non
condivide e questo proprio a partire dalle cifre riportate. «Questo
importo - precisa infatti l'assessore uscente all'Informazione Casati - non si
riferisce alle spese dell'assessorato alla Pace ma all'intero budget annuale
dell'assessorato alla Cultura del Comune, compreso l'acquisto di libri per la
biblioteca». «Il "maggio di pace" di quest'anno, dedicato all'acqua -
conclude Casati - ha comportato costi per soli duemila euro circa». 02/06/2009
nascosto-->
(
da "Nazione, La
(Umbria)" del 02-06-2009)
Argomenti: Province
CRONACA
PERUGIA pag. 6 Marco Vinicio Guasticchi, la certezza' del Pd «Non mi ha imposto
Roma, ha scelto la base» ELEZIONI 2009: LA SFIDA DEI SEI CANDIDATI Marco
Vinicio Guasticchi (Pd) è sostenuto da tutto il Centrosinistra. La Provincia viene definita da più parti un ente dispendioso, se
non inutile. C'è chi vuole abolirla... Non bisogna abboccare al messaggio
mediatico di Berlusconi teso a far percepire l'inutilità delle Province perché,
mentre sostiene l'abolizione, nella realtà sta trattando con la Lega per far
approvare il disegno di Legge Calderoli Brunetta' che prevede un forte
rafforzamento delle Province, che diventeranno, se tale disegno sarà approvato,
gli unici enti gestori del territorio con l'assorbimento di Comunità montane ,
Ati, consorzi ed Atc. Ci troviamo, dunque, di fronte all'ennesima bugia. Ha un
minimo di apprensione, per il voto? La consultazione nell Pd mi ha visto
prevalere con un larghissimo consenso, condiviso poi anche dalle altre forze
della coalizione. Con orgoglio posso quindi affermare di essere un candidato
scelto dalla base differenza del senatore Asciutti che è stato cooptato' e
imposto da Roma in barba a tutti coloro che in Provincia ed in Comune si erano
impegnati all'opposizione. Le prime tre cose che farà, una volta eletto.
Sburocratizzazione e riorganizzazione dell'Ente, progetti di sviluppo per le
imprese, sostegni alle famiglie, forte impegno di risorse sul fronte della
Green Economy. Perché gli elettori dovrebbero crederle? Perché sono stato
indicato dalla base e non dai poteri forti, perché sto confrontandomi con tutte
le realtà territoriali della provincia, perché ho maturato una significativa
esperienza amministrativa nel comune capoluogo di Regione e soprattutto perché
ho sempre continuato a lavorare: per me l'impegno politico-istituzionale è
parte della vita, non è la vita. Non sono un Senatore,... sono un quadro
direttivo di una Banca, e continuerò a lavorare anche da Presidente della Provincia.
Perché gli elettori non dovrebbero credere al centrodestra? Perché non ha
nessun progetto serio per amministrare, perché il suo candidato principale fa
campagna elettorale da Roma e non conosce le realtà territoriali. Nella maggior
parte dei comuni dove hanno governato non sono mai riusciti a terminare una
legislatura (Valfabbrica, Nocera Umbra , Sellano, Norcia, Cascia) Scandalo
appaltopoli, assenteismo, inefficienze della macchina' provinciale: mi spieghi
perché con lei al timone queste cose non accadranno più. Perché conosco bene la
macchina amministrativa. Applicheremo una costante e drastica rotazione degli
incarichi e soprattutto istituiremo dei controlli rigorosi per evitare che si
ripetano fatti gravi come quelli accaduti di recente e in passato. Ma vorrei
anche far riflettere i cittadini, gli elettori, sul fatto che la Provincia è
composta da centinaia di dipendenti professionalmente preparati che meritano
nuove motivazioni. Non si può gettare l'acqua sporca con il bambino dentro. Il
più grosso difetto di Asciutti e, se glielo riconosce, un pregio. Suppongo sia
una brava persona, nonostante non tutti i suoi amici di partito la pensino come
me: un esponente politico fortunato, che dopo tutti questi anni a Roma, forse,
sente nostalgia per la sua città. pier paolo ciuffi Image:
20090602/foto/7981.jpg
(
da "SardegnaIndustriale.it"
del 02-06-2009)
Argomenti: Province
SardegnaIndustriale.it
- News 2/6/2009 Francesca Barracciu (Pd)
si unisce alla protesta degli studenti contro labolizione
del programma Master and Back «È una manifestazione sacrosanta quella
organizzata dal movimento Master and Back davanti al palazzo della Giunta
regionale. La posta in gioco è il futuro delle prossime generazioni. E dunque
di tutta la Sardegna». Lo ha detto il consigliere regionale Francesca
Barracciu unendosi alla protesta degli studenti contro la decisione della
Giunta regionale di abolire il programma Master and Back e dicendosi pronta a
partecipare alla manifestazione di protesta del prossimo 4 giugno «per
rivendicare il diritto a una istruzione e formazione di qualità». «Il programma
Master and Back ha concluso Barracciu
è un programma di eccellenza, una possibilità importante per i nostri
giovani di acquisire competenze, capacità e inserirsi nel mondo del
lavoro».
(
da "Gazzettino, Il
(Padova)" del 02-06-2009)
Argomenti: Province
LETTERA
DI SOSTEGNO Martedì 2 Giugno 2009, "Caro Carlo, se potessi votare a Padova
non avrei dubbi nello scegliere te come candidato a sindaco e lo farei non solo
per la tua militanza in associazioni della galassia radicale, come Nessuno
tocchi Caino, ma anche e soprattutto perché - con noi e tra noi - stai dalla
parte di chi vuole resistere al regime partitocratico che anestetizza e deruba
di legalità l'Italia da oltre 60 anni". Comincia così la lettera che
"a titolo personale" Marco Pannella ha inviato a Carlo Covi de
L'Intesa veneta sancendo così il suo sostegno. «È commovente» ha detto ieri
Covi, quando Michele Bortoluzzi candidato europeo della
Lista Bonino-Pannella gliel'ha letta al Pedrocchi. «Noi radicali abbiamo
importanti affinità con l'Intesa ma anche coi "grilli", così come io
ce l'ho a livello personale con Massimo Carraro con cui la vediamo allo stesso
modo sull'abolizione delle Provincie o con Alessandro Zan o Antonio Bressa,
della Lista giovani per il quartiere 3 est». Bressa, presente ieri all'incontro
con la stampa, ha precisato che la sua iniziativa comunque è a sostegno di
Zanonato. Ma Covi è diventato immediatamente il protagonista della scena quando
gli abbiamo chiesto di commentare una parte della lettera di Pannella: "il
ruolo di capitale del nordest è stato offuscato da una sinistra fama di città
oscurantista, guadagnato con l'utilizzo demagogico di ordinanze tese a ledere
le libertà di alcuni individui, solitamente i più deboli. Penso alla ridicola
persecuzione di chi utilizza droghe leggere con un'ordinanza che si pone oltre
la legge nazionale". «È vero - ha rincarato Covi - Zanonato è il sindaco
dei forti e non dei deboli. Intendiamoci, io sono contro le droghe ma
l'ordinanza ha sbagliato tutto. Incontro ragazzi che confondono droghe leggere
e pesanti e che pensano, se li beccano, di cavarsela con una multa del sindaco,
quando invece ci sono leggi pesanti a livello nazionale. A loro dico: attenti
alle regole. E al sindaco dico ancora una volta che introdurre una promiscuità
legislativa che può entrare in concorrenza con la legislazione nazionale è
stato un errore. È come avere due arbitri in campo che fischiano un fallo. Le
droghe arricchiscono le mafie e dunque per vincere bisogna rompere la
prevedibilità delle misure delle istituzioni, uscire da certi modelli e capire
dove nasce il mercato in mano ai nigeriani e agli albanesi. Le ordinanze
valgono solo per la propaganda e qui in città per dieci voti siamo riusciti ad
alzare muri di latta, fare ordinanze sulla tossicodipendenza e giocare sulla
pelle degli immigrati». M.G.
(
da "Arena, L'"
del 03-06-2009)
Argomenti: Province
Mercoledì
03 Giugno 2009 CRONACA Pagina 17 L'INCHIESTA. La scelta di questo tipo di
carburanti coniuga l'interesse del privato cittadino con quello per la tutela
del territorio, soprattutto in città Auto a gas, i veronesi scoprono il
risparmio Metano e gpl si stanno diffondendo. La nostra provincia si conferma
ai primi posti in Veneto Se il rispetto dell'ambiente portasse sempre vantaggi
economici nelle tasche della gente probabilmente gli italiani sarebbero un
popolo di «verdi» accaniti, con in testa proprio i veronesi. Il caso dei
carburanti gassosi per l'auto trazione, metano e gpl, sembra rappresentare una
perfetta comunione tra interesse privato e tutela del territorio: le emissioni
prodotte dalla combustione dei due gas hanno un basso contenuto di sostanze
inquinanti e una più bassa produzione di gas serra rispetto ai carburanti
fossili. Dall'altro versante il costo dei gas si mantiene costantemente attorno
al 50% in meno rispetto ai carburanti tradizionali: qualche giorno fa, per
esempio, il distributore più conveniente della provincia era a Villafranca e
vendeva il Gpl a 52 centesimi al litro; nello stesso giorno la benzina meno
cara era venduta all'Auchan di Bussolengo: 1,179 al litro. Un paragone
insostenibile. Un settore, quello del «gas», che negli ultimi tempi sta
raddoppiando, se non triplicando le percentuali in ogni reparto che lo
riguarda. Se la Norvegia tramite il suo ministro delle
finanze ha proposto l'abolizione totale delle auto alimentate da carburanti
tradizionali, il territorio veronese sviluppa da anni numeri interessanti
sull'espansione del «sistema gas». Grazie ai dati forniti dal consorzio Ecogas,
che raggruppa tutte le categorie che gravitano attorno al gas, dai costruttori
ai gestori, possiamo calcolare che nel 2007 le auto «bi fuel» acquistate
nella provincia di Verona, quindi già munite di impianto benzina-gpl, erano 464
e 2.036 invece quelle alimentate da sistemi a benzina-metano. Nel corso del
2008 le prime hanno raggiunto quota 1.475 e le seconde 2.387 unità; dati che
consegnano alla provincia il primato nel Veneto. Secondo i dati del ministero
dello Sviluppo economico, nel periodo gennaio-marzo del 2009 l'unico carburante
a far segnare il segno «+» in Italia è stato proprio il Gpl: -5,9% per i
consumi della benzina, -2,8 per quelli del gasolio e + 4,3 invece per il gpl.
Le immatricolazioni del mese di aprile spiegano forse più di ogni altro
commento l'orientamento degli italiani: 20.120 auto a Gpl, 13.561 a metano.
Rispetto al 2008 sono rispettivamente + 338% e +125%, a fronte della
diminuzione del 23% dell'acquisto di auto a benzina e del 16% di quelle
alimentate a gasolio. La provincia di Verona, in tutto questo, si conferma nei
primi posti anche per quanto riguarda la presenza di distributori di Gpl, che
in Italia sono circa 3.000. Secondo il consorzio Ecogas la provincia di Verona
ne conta oggi 50 e 2 invece di metano su un totale regionale di 278 per il Gpl
di 79 per il metano, che in Italia però ne conta solamente 679. Per la
distribuzione del gpl in Veneto solo Padova fa meglio: ne conta sei in più
oltre ai 23 distributori di metano per cui Verona è fanalino di coda assieme a
Belluno. Per concludere il nostro giro di cifre, a Verona città si contano 8
impianti che forniscono gpl e 1 di metano. All'inizio dell'anno il Comune aveva
stanziato 40 mila euro a favore dei residenti che volessero convertire la
propria auto all'alimentazione a gpl o metano; 150 euro per ogni richiedente
cumulabili con gli incentivi del ministero dello Sviluppo Economico che prevede
350 euro per il gpl e 500 per gli impianti a metano. Ma quanto costa
«trasformare» un'auto? Secondo il listino dei prezzi massimi del ministero, per
il Gpl gli impianti vanno da un minimo di 800 euro ad un massimo di 1.800, a
seconda della diversità tecnologiche degli impianti. Per quelli a metano,
invece, il costo minimo è di 1.400 euro si può arrivare ad impianti da 2.400
euro. La spesa al netto dei contributi potrebbe essere di poche centinaia di
euro ammortizzabili in un paio di «pieni».
(
da "Giorno, Il (Lecco)"
del 03-06-2009)
Argomenti: Province
LECCO:
PRIMO PIANO pag. 2 Provinciali, è partito il conto alla rovescia Sabato e domenica
si dovrà scegliere fra i sei candidati in corsa per la carica di presidente
ELEZIONI di CHIARA ERBA LECCO MENO TRE. Poco più di una manciata di ore e le
urne verranno aperte. Tutti i residenti, alcuni dei quali dovranno votare anche
per eleggere le nuove amministrazioni dei propri Comuni, 61 in tutto, sabato e
domenica dovranno scegliere anche da chi farsi rappresentare a livello
provinciale per i prossimi 5 anni. I sei candidati in corsa si sono giocati le
ultime carte per riuscire a conquistare il maggior numero di sostenitori:
comizi in piazza, manifestazioni, conferenze stampa, ospiti e politici vari che
hanno esternato il proprio appoggio per uno o per l'altro aspirante presidente.
L'obiettivo di ciascuno è quello di vincere alla prima tornata. QUESTE LE SEI
LISTE nell'ordine che i residenti in provincia troveranno sulla scheda
elettorale. In prima posizione, così come voluto dall'estrazione effettuata
dalla Commissione elettorale istituita presso il Tribunale di Lecco a metà
maggio, il candidato Daniele Nava sostenuto da: Lega Nord, Nuovo PSI, Popolo
delle Libertà, il Centro per Nava Presidente, L'autonomia La destra - MPA -
Alleanza di Centro, Democrazia Cristiana. Al secondo posto Franco Benoffi con
il gruppo Provincie? No grazie; di seguito Marco Cariboni con l'Udc; quarta
posizione per Samuele Rigamonti con Lega Lombardo Veneta; quinto Virginio
Brivio con le liste Sinistra e Libertà, Azione positiva, Italia dei Valori,
Partito Democratico; sesto il candidato Mario Moschetti con il Prc. OGNI CANDIDATO,
sostenuto da una o più liste, ha esposto negli scorsi mesi il proprio programma
elettorale. Per Daniele Nava la Provincia deve essere «utile, semplice e vicina
al cittadino. L'amministrazione deve essere rivista nell'ottica del territorio
e deve dare risposte concrete». Secondo Franco Benoffi e i suoi sostenitori «bisogna lavorare per ridurre i costi delle Province fino ad
arrivare all'abolizione delle Province stesse. Ci deve essere un partecipazione
dei cittadini nelle scelte prese da un Consorzio dei Comuni». Marco Cariboni
individua nello sviluppo dei plessi scolastici, nell'ecologia e nella
sistemazione della rete stradale gli obiettivi principali da perseguire.
Lo schieramento di Samuele Rigamonti prevede «meno partitocrazia, meno
burocrazia, più privato.Il principio regionalistico deve corrispondente alle
esigenze e realtà locali. Occorre attivare ogni forma mirata allo sviluppo
Socio-Economico. Pertanto dare inizio ad un graduale federalismo, che non è
solo di carattere fiscale, ma che possa permettere alle Regioni compiti più
determinati e specifici sul relativo territorio». Il presidente uscente
Virginio Brivio ci riprova con l'intenzione di portare avanti «quello che fino
ad oggi è stato fatto». Particolare attenzione ai servizi sociali, alla sanità,
al mondo dell'occupazione e alle donne. Mario Moschetti ha invece posto
l'attenzione sui bisogni dei cittadini a partire da un contributo per le
bollette sempre più care e propone l'istituzione di un assessorato ai diritti
dei consumatori. TUTTI COLORO che, nei giorni scorsi, si sono accorti di aver
perso la propria tessere elettorale hanno potuto ritirarla ieri presso gli
uffici rimasti appositamente aperti in Comune. Questi i collegi presso cui ogni
cittadino potrà esprimere la propria preferenza presso i collegi di: Barzanò;
Bellano; Calolziocorte1; Calolziocorte2; Casatenovo; Colico; Costamasnaga;
Galbiate; Lecco1; Lecco2; Lecco3; Lecco4; Lecco5; Lecco6; Malgrate; Mandello
del Lario; Merate1; Merate2; Merate3; Missaglia; Molteno; Monticello Brianza;
Nibionno; Oggiono; Olginate; Osnago; Primaluna; Robbiate; Rovagnate;
Valmadrera.
(
da "Nazione, La (Lucca)"
del 03-06-2009)
Argomenti: Province
CAPANNORI
PIANA pag. 11 «Viabilità, scuole e tagli a consulenze» Ecco le priorità per
Ceccarelli UDC E LISTA PICCHI Ceccarelli con Pezzotta LE CINQUE emergenze e
priorità da affrontare in caso di elezione a sindaco di Capannori? Ad
enunciarle è direttamente il candidato dell'Udc, Gaetano Ceccarelli.
«DIMINUZIONE dei costi dello staff del sindaco afferma , delle spese di
rappresentanza, pubblicizzazione ed eventi vari, consistente taglio degli
incarichi di consulenza esterni mediante la valorizzazione ed il miglior
utilizzo del personale interno, gestione più oculata e razionale delle società
partecipate ad iniziare dall'Ascit e dall'Aquapur». «RAZIONALIZZAZIONE delle
spese economali prosegue Ceccarelli . Revisione del sistema di applicazione
dell'Isee, per ampliare la platea dei beneficiari dei sostegni erogati dal
Comune. Potenziamento del servizio di Trasporto Sociale' in collaborazione con
le associazioni di volontariato, per aiutare l'anziano nelle sue esigenze di
spostamento quotidiane. Introduzione graduale del cosiddetto indice di equità
familiare' per far pagare di meno le famiglie per quanto riguarda le bollette
dell'acqua, gas, rifiuti. Agevolazioni per acquisto, costruzione ed affitto
della prima casa da parte delle giovani coppie. Messa in atto di un piano
straordinario per la manutenzione, ampliamento e messa in sicurezza degli
edifici scolastici comunali, molti dei quali versano in condizioni di
precarietà e spesso costituiscono anche fonte di pericolo per alunni e docenti.
Completamento del ciclo di smaltimento dei rifiuti, con la realizzazione
dell'impianto di compostaggio in luogo idoneo, scelto attraverso il confronto
con la popolazione, escludendo tassativamente la costruzione di inceneritori
sul nostro territorio. Revisione della Tia ( tariffa igiene ambientale ), con rimodulazione e riduzione dei costi a carico delle imprese
artigiane, di quelle agrituristiche e dei negozi di vicinato. Conferma ed
estensione delle esenzioni per le imprese agricole. Abolizione della
tassazione di soffitte e pertinenze per ricovero attrezzi, poiché queste aree
favoriscono la conservazione ed il riutilizzo dei materiali». «AVVIO
immediato va avanti dell'iter per la modifica del regolamento urbanistico
recentemente approvato dall'amministrazione Del Ghingaro, escludendo con
chiarezza interventi di tipo speculativo, ma ampliando le possibilità di
recupero del patrimonio edilizio esistente, anche consentendo tutti gli
interventi di ampliamento, sopraelevazione ed adeguamento. Semplificazione
delle procedure di rilascio dei permessi per costruire. Risposte concrete alle
esigenze, anche di nuova edificazione, delle famiglie, delle piccole e medie
imprese e dei negozi di vicinato, nel rispetto delle quantità previste dal
vigente piano strutturale. «APPROVAZIONE prosegue progetto ed inizio lavori di
realizzazione della nuova maglia viaria, già individuata nell'accordo
sottoscritto nel marzo 2008 fra la Provincia di Lucca ed i Comuni di Lucca,
Capannori, Porcari, Altopascio e Montecarlo, imperniata su assi viari nord-sud
ed est-ovest, per sgravare dal traffico di attraversamento il viale Europa a
Marlia e Lammari, la via Pesciatina a Lunata e Segromigno Piano, la via Chelini
a Capannori, Tassignano e Paganico. Approvazione progetto ed inizio lavori,
collegamento viario fra il casello del Frizzone' e la via Bientinese, che va
ampliata, per alleggerire dal traffico la Sarzanese-Valdera a S.Leonardo, Pieve
di Compito, Castelvecchio di Compito, Colle di Compito». «SEMPLIFICAZIONE delle
procedure conclude finalizzate al rilascio delle autorizzazioni necessarie ad
avviare nuove attività produttive, ed agevolazioni tributarie per favorire la
nascita di nuove imprese e l'aumento dei posti di lavoro». Image:
20090603/foto/4018.jpg
(
da "Messaggero, Il
(Umbria)" del 03-06-2009)
Argomenti: Province
Mercoledì
03 Giugno 2009 Chiudi Un'agenda fitta di impegni sull'intero territorio
provinciale per Feliciano Polli, candidato alla Presidenza della Provincia di
Terni per la coalizione di centro sinistra. Stamattina alle 10,30 incontro con
gli imprenditori agricoli iscritti alla Confederazione Italiana Agricoltori.
L'appuntamento è presso la sede ternana della confederazione, in via
Campofregoso 72. Alle 18 Feliciano Polli si sposterà invece ad Orvieto Scalo
dove è previsto un incontro con tutte le Associazioni Venatorie del territorio.
Infine in serata sarà a Castel Giorgio per una cena elettorale e
successivamente andrà a Porano per incontrare alle 21 i cittadini nel centro
storico. La giornata di campagna elettorale del candidato sindaco di Terni per
il centrosinistra Leopoldo Di Girolamo prevede per oggi una giornata densa di
appuntamenti. Si parte alle 8 con il volantinaggio al mercatino del Foro
Boario. Alle 9 un incontro alla Confartigianato. Alle 11 la conferenza stampa
all'aviosuperficie. Nel pomeriggio alle 17 è previsto un incontro con i cittadini
del centro sociale Matteotti. Alle 21 presso l'Hotel Valentino Di Girolamo
parteciperà all'iniziativa Sopravviverà in Italia il sistema pubblico
dell'istruzione? Oggi il candidato a Sindaco di Terni Oltre Leo Venturi alle 7
incontrerà i dipendenti del Polo di mantenimento armi leggere, con un
volantinaggio di fronte allo stabilimento di Viale Brin; alle 8 è previsto un
altro incontro con volantinaggio davanti all'Asl e davanti agli Uffici
Finanziari in via Bramante. Il candidato sindaco al comune di Terni Antonio
Baldassarre sarà presente stamane al mercatino di via dello Stadio per
incontrare i cittadini dalle ore 8:30; alle 18 sarà alla Confapi; alle 20
incontrerà l'Enpa resso il gazebo di piazza Europa, per poi essere alle 21 e 30
ad un incontro con la cittadinanza presso i giardini di via delle Palme zona
Campitello. Giampaolo Cianchetta, candidato al consiglio comunale per la lista
Badassarre Sindaco, incontrerà le casalinghe ternane per spiegare il progetto
delle assicurazioni gratuite per le casalinghe oggi pomeriggio alle 17:30
presso il gazebo di piazza Europa. «Mi unisco a tutte le famiglie nel rilevare
la grave carenza nella nostra città di strutture pubbliche idonee per le
attività di tempo libero di bambini e ragazzi. Le famiglie hanno sempre
maggiori difficoltà a garantire ai figli tempi sufficienti e stabili di
aggregazione sotto forma di gioco libero e all'aperto». E' quanto sostiene Evi
Meoni, pediatra e neuropsichiatra infantile, candidata della Lista Valigi.
«Anche la scuola continua non soddisfa tali esigenze. Prevale, pertanto, la
solitudine della TV e dei giochi elettronici ed a questa conseguono la
depressione e i disturbi del comportamento, sempre più frequenti nei bambini.
Per ogni bambino, il gioco è l'elemento educativo fondamentale, tanto da
costituire una vera "terapia" quando egli presenta i sintomi di un
disagio. Spetta all'amministrazione comunale il compito di colmare il
"vuoto" del tempo libero con l'attuazione di un vero programma
educativo e formativo che mi impegno fin da ora a promuovere. Esso deve
prevedere la disponibilità di spazi idonei riservati a bambini da 3 a 14 anni,
dotati in minima parte di strutture tradizionali e prevalentemente di
"materiali naturali e di recupero" che consentano il coinvolgimento
spontaneo e diretto dei soggetti». Si chiuderà all'insegna
della musica e della ternanità la campagna elettorale della lista civica Terni
Oltre che insieme a quella degli Abolizionisti della tassa Tevere-Nera sostiene
il Candidato a Sindaco Leo Venturi e che candida alla Presidenza della
Provincia di Terni Alessandra Robatto. Venerdì 5 luglio è in programma
in Piazza dell'Olmo infatti un concerto del gruppo ternano degli Altoforno.La
kermesse musicale prenderà il via alle 19 con l'esibizione di diverse band
ternane per arrivare alle 21 e 30 quando sul palco saliranno appunto gli
Altoforno.
(
da "Messaggero, Il
(Pesaro)" del 03-06-2009)
Argomenti: Province
Mercoledì 03 Giugno 2009 Chiudi Secchiaroli: «Non voteremo
per la Provincia Anzi, siamo per l'abolizione di via Gramsci»
(
da "Messaggero Veneto,
Il" del 03-06-2009)
Argomenti: Province
Pagina 3
- Udine Ingegneri, chiesta l'abolizione dell'Ordine La categoria si interroga
sulla crisi che ha segnato il fatturato dei professionisti Segno meno nei
fatturati degli ingegneri liberi professionisti caratterizzato da cifre che
oscillano fra il 20 e il 30 per cento. La crisi, dunque, ha investito
pesantemente anche il mondo dell'ingegneria, ma i problemi dell'Ordine della
provincia di Udine, riunitosi nei giorni scorsi nella sede della Fondazione
Crup di via Manin per l'assemblea di fine mandato del consiglio in carica (le
nuove elezioni si terranno a settembre), hanno radici ben più profonde. Tant'è
che, durante la riunione, da più parti è stata chiesta
l'abolizione dell'Ordine. L'affidamento degli incarichi professionali è
senz'altro il problema più stringente. «L'abolizione delle tariffe minime
imposta dal decreto Bersani - ha spiegato il presidente uscente dell'ordine,
Gianpaolo Guaran -, combinata con la procedura concorsuale stabilita dalla
legge Meloni, fanno sì che l'assegnazione dei bandi sia uno spietato
gioco al ribasso che lascia i professionisti senza paracadute. La centralità
del progetto, dunque, ha lasciato il campo a favore dello sconto più alto
dimenticando che è la qualità la caratteristica fondante di un'opera. Per
questi motivi proponiamo l'utilizzo di criteri che premino l'offerta che si
avvicina alla media dei ribassi e non il ribasso minimo». Ma è proprio su
questo punto che si gioca la seconda importante partita dell'ordine. Esistono,
infatti, due correnti interne agli ingegneri: i liberi professionisti
(interessati a evitare il ribasso minimo) e i dipendenti di enti pubblici o di
aziende (che hanno tutto l'interesse a far risparmiare i committenti). Quindi
l'ordine quale delle due cause dovrebbe perorare? È stato l'ingegner Giuliano
Parmegiani, per primo, a sollevare il problema: «L'ordine è un organo svuotato
delle sue funzioni, se deve continuare a operare in questo modo è meglio
abolirlo». Della stessa opinione anche il presidente Guaran: «Se dobbiamo
rappresentare tutti rischiamo di non rappresentare nessuno - si è sfogato -, è
la struttura stessa della categoria a essere insufficiente: o ci adeguiamo o
chiudiamo». Al termine della riunione, decisamente movimentata considerata
anche la mozione di Maurizio Pighin che ne chiedeva l'immediata sospensione,
richiesta bocciata dall'assemblea, è stata presentata anche la nuova sede
dell'Ordine degli ingegneri di Udine e, probabilmente, anche delle altre
categorie tecniche di architetti, geometri e periti, tutti ospitati nell'ex
edificio della Vinicola udinese di via Marsala, in fase di acquisto da parte
della Cassa italiana geometri. (m.z.)
(
da "Messaggero Veneto,
Il" del 03-06-2009)
Argomenti: Province
San
Quirino. «Corrado Della Mattia chiarisca quali decisioni intende assumere
rispetto a questo particolare habitat» L'ex sindaco Belfi scende in campo per i
magredi SAN QUIRINO. S'infiamma il dibattito politico, a San Quirino, sul tema
dei magredi. A gettare benzina sul fuoco, l'intervento dell'ex sindaco Liliana
Belfi, prima cittadina dal 1988 al 1997. Da sempre contraddistinta dal basso
profilo mantenuto negli anni successivi alla conclusione della sua vita
amministrativa, di fronte alla polemica sui magredi ha deciso di intervenire e,
in maniera diretta, attaccando l'attuale primo cittadino, Corrado Della Mattia.
«L'attuale sindaco - dichiara in un comunicato - componente del comitato
cittadino per la salvaguardia dei magredi dal 1986 in poi, entrato nella
pubblica amministrazione sull'onda di una lunga e sofferta battaglia
ambientale, è pregato, per onestà intellettuale, prima delle prossime elezioni
provinciali, a dire con assoluta chiarezza quali decisioni, proposte,
iniziative vorrà prendere per i magredi, da quali forze e personaggi politici è
appoggiato per quanto riguarda questo argomento e quali sono le imprese
agricole che intendono costruire cantine e altro nei territori magredili». Un
attacco diretto, insomma, che non lascia spazio a fraintendimenti. In questo
senso, l'ex sindaco Belfi cita a chiare lettere le imminenti elezioni
provinciali nelle quali il primo cittadino è candidato, e continua: «Sono
sicura di ottenere dall'attuale sindaco una chiara risposta che metterà al
corrente gli abitanti di San Quirino, della provincia e
della regione su quanto l'attuale amministrazione comunale intende decidere».
Della Mattia, insieme alla Lega nord, ha infatti presentato agli assessori
regionali competenti un'ipotesi di riperimetrazione delle aree di protezione
dei magredi, considerate non corrispondenti alla situazione reale,
facendo successivamente leva su Governo e Unione europea. Un disegno di cui
l'ex prima cittadina si dichiara non concorde, ritenendo che «i magredi debbano
essere tutelati dai vari enti nel superamento di interessi particolaristici».
Analoghe considerazioni sono state espresse, in occasione di una recente
assemblea, dal candidato alle provinciali Stefano Santarossa, dal consigliere
regionale Piero Colussi e dai rappresentanti di Wwf e Lega abolizione caccia.
«I Magredi vanno protetti - hanno dichiarato - perchè si tratta di ambiente
unico nel suo genere. Ciò di cui si deve pensare, adesso, è l'attuazione dei
piani di gestione per introdurre le regole di comportamento all'interno dei Magredi».
(l.v.)
(
da "Gazzettino, Il
(Udine)" del 03-06-2009)
Argomenti: Province
Prefetture,
no di Scajola ai tagli Si va verso lo "sportello unico" E Calderoli
liquida l'Euroregione: «Non si sa cosa sia» Mercoledì 3 Giugno 2009, Redipuglia
Il ministro per lo Sviluppo economico, Claudio Scajola, a Redipuglia ha
sottolineato come la festa del 2 giugno serva «per rinsaldare le fondamenta
civili e morali della Repubblica, per rafforzare l'identità nazionale e per
alimentare il dialogo tra cittadini e istituzioni». Scajola è intervenuto in
rappresentanza del Governo alla cerimonia per la festa della Repubblica al
Sacrario Militare dove, accompagnato dal presidente della
Regione, Renzo Tondo, ha deposto una corona d'alloro alla tomba del Duca
d'Aosta. «Sono contrario all'abolizione delle Prefetture»: ha detto rispondendo
alle domande dei giornalisti. «Non c'è dubbio - ha aggiunto - che c'è stata una
proliferazione di Province in questo Paese e questo ha portato come conseguenza
a una proliferazione di tutti gli organi periferici dello Stato.
Personalmente però - ha concluso - sono assolutamente contrario a ogni
eliminazione delle Prefetture». E da Azzano Decimo ha precisato il ministro per
la Semplificazione normativa Roberto Calderoli: «Non si tagliano le Prefetture,
ma si realizzeranno Uffici Territoriali del Governo, in modo di accentrare
tutti i vari uffici del Governo, razionalizzando e rendendo un servizio
migliore al cittadino». «Le Province - ha detto Calderoli a margine di un
comizio elettorale - non sono degli enti inutili: ci sono più di 30 mila enti
intermedi inutili, che vanno soppressi. Le Province rappresentano l'anello
fondamentale tra il Comune e la Regione». Calderoli ha liquidato così il tema
della collaborazione transfrontaliera fra Friuli Venezia Giulia, Carinzia e
Veneto: «Di Euroregione si parla qui, ma in tutto il resto del mondo non si sa
cosa sia». «Il Friuli Venezia Giulia - ha proseguito Calderoli - è una Regione
a Statuto Speciale, però abbastanza in equilibrio tra il ricevere e il fare.
Diversamente da altri, dovrà temere chi ha ricevuto di più e questi dovrà
abituarsi a ricevere meno». Infine ha parlato degli attentati dei giorni scorsi
alle sedi della Lega: «Siamo preoccupati per questa escalation di attentati nei
confronti delle sedi della Lega - ha affermato Calderoli - anche perché c'è
stata una concentrazione, anche geografica, rispetto a queste azioni». «È
evidente - ha concluso - che quella che dà più fastidio rispetto a uno status
quo e a un non cambiamento è la Lega, che nasce con l'obiettivo di riformare
questo Stato, questo Paese. E lo faremo comunque».