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PRIVILEGIA NE IRROGANTO     di  Mauro Novelli         

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DOSSIER “ABOLIAMO LE PROVINCE”

 

 

 

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Report "Province"  21 maggio – 3 giugno 2009


Indice degli articoli

Sezione principale: Province

l'intervista Luigi Fantoni (candidato per ) ( da "Eco di Bergamo, L'>" del 21-05-2009)
Argomenti: Province

Abstract: la Provincia ricopre un ruolo chiave». Quindi, niente abolizione delle Province. «Precisamente. Eliminare le Province significherebbe produrre un inevitabile accentramento dei poteri. Semmai, esse vanno potenziate. Mi piacerebbe per esempio che un tema importante per il territorio bergamasco come quello delle cave fosse di esclusiva competenza provinciale,

I prossimi 6 e 7 giugno il sindaco uscente di Berlingo e Berlinghetto, Dario Ciapetti, tenterà ... ( da "Giornale di Brescia" del 21-05-2009)
Argomenti: Province

Abstract: adozione delle scelte determinanti sulla vita della comunità». Nell'ambito delle finanze e dei tributi «proponiamo uno studio per l'abolizione dell'addizionale comunale Irpef. L'abolizione di tale addizionale ha costituito un obiettivo costantemente perseguito dal nostro gruppo nella scorsa tornata amministrativa durante l'elaborazione del bilancio.

[FIRMA]FLAVIA AMABILE ROMA Università commissariate se avranno gravi deficit di bilancio ... ( da "Stampa, La" del 21-05-2009)
Argomenti: Province

Abstract: sette mesi dopo la presentazione delle linee guida della riforma. Fra le novità in arrivo il commissariamento degli atenei che non si siano messi in regola con i conti, voluto dal senatore del Pdl Giuseppe Valditara. E, poi, l'abolizione del valore legale della laurea. Di quest'ultima misura si parlava già quando Letizia Moratti era ministro dell'Istruzione.

Tutela dei vini: i parlamentari Ue se ne occupano ( da "Libertà" del 21-05-2009)
Argomenti: Province

Abstract: i parlamentari Ue se ne occupano di MARIA GRAZIA CAVENAGHI SMITH* La tutela del vino, della sua qualità e delle produzioni tradizionali è un tema caro alla Provincia di Piacenza. Dal Gutturnio al consorzio di tutela il vino è un mezzo per far conoscere il territorio: tutelare i prodotti vitivinicoli diventa allora una priorità strategica per la zona.

Brunetta: province da trasformare ( da "Resto del Carlino, Il (Ascoli)" del 21-05-2009)
Argomenti: Province

Abstract: Poi una parola sul futuro delle Province, tanto discusse tra ipotesi di nuove istituzioni e abolizione totale: «L'idea è quella di andare a mantenere le Province, ma trasformandole in enti di secondo grado, con consigli di amministrazione costituiti da membri nominati dalla Conferenza dei sindaci e non eletti.

DOPO 10 anni di assenza la Lega Nord si presenta con una propria lista a sostegno... ( da "Nazione, La (Firenze)" del 21-05-2009)
Argomenti: Province

Abstract: Provincia Samuele Baldini. I temi programmatici del partito, elencati dal segretario provinciale Marco Cordone, sono l'abolizione di tutti i consorzi di bonifica, la costruzione del termovalorizzatore e la lotta all'immigrazione clandestina. «La Lega farà di tutto per bloccare la proposta di legge regionale che garantirebbe assistenza sociale e sanitaria a chi non ha permesso di

di FRANCO TINELLI PER LA PRIMA VOLTA l'Udc si presenta alle elezioni prov... ( da "Nazione, La (Siena)" del 21-05-2009)
Argomenti: Province

Abstract: Udc in tanti sono per l'abolizione delle Province. «La realtà di Siena, con il suo enorme territorio, è diversa. Noi vogliamo potenziare la Provincia ed assegnarle tutte quelle competenze che ora sono spezzettate fra consorzi di bonifica, comunità montane, Ato. Ci vuole un unico, forte ente che coordini queste funzioni».

Prima della poltrona Penati perde la testa Insulti e bugie per sgambettare Podestà ( da "Giornale.it, Il" del 21-05-2009)
Argomenti: Province

Abstract: 122 del 2009-05-21 pagina 4 Prima della poltrona Penati perde la testa Insulti e bugie per sgambettare Podestà di Gianandrea Zagato «Podestà? Bugiardo, mentitore e incompetente». Filippo Penati perde le staffe e insulta Guido Podestà, candidato Pdl e Lega alla Provincia di Milano.

Prima ci ha pensato Vietti, candidato per l'Udc alla presidenza della Provincia ma teorizzatore... ( da "Stampa, La" del 22-05-2009)
Argomenti: Province

Abstract: Prima ci ha pensato Vietti, candidato per l'Udc alla presidenza della Provincia ma teorizzatore dell'abolizione dell'ente. Poi è stata la volta di Claudia Porchietto, la sfidante del Pdl, convinta che abbia una sua utilità «a patto che venga gestito bene». Dai e dai, alla fine ad Antonio Saitta è saltata la mosca al naso.

e i tre candidati alla provincia discutono se abolirla o meno - marco trabucco ( da "Repubblica, La" del 22-05-2009)
Argomenti: Province

Abstract: ex presidente dell´Api Porchietto, è evidente che il tono del dibattito non poteva che alzarsi. E Vietti, terzo incomodo che molto si diverte nel ruolo, ha giocato di fioretto per stuzzicare i due rivali: con Saitta provocandolo appunto sull´abolizione delle Provincie (il cavallo di battaglia elettorale del candidato dell´Udc),

nasce il comitato per il sì ( da "Nuova Venezia, La" del 22-05-2009)
Argomenti: Province

Abstract: Tre i quesiti che saranno posti al vaglio di cittadini. Due, per Camera e Senato, propongono l'abolizione del premio di maggioranza a favore della coalizione che ha preso più voti, attribuendolo al solo partito che risulterà primo. Il terzo abolisce la possibilità delle candidature plurime.

( da "Resto del Carlino, Il (Forlì)" del 22-05-2009)
Argomenti: Province

Abstract: in un'epoca in cui si parla di abolizione delle province? «Ogliastra, in Sardegna, è stata costituita provincia con 15mila abitanti». Quali sono i principali problemi del paese? «Le cose che interessano maggiormente la gente sono: la sistemazione della strada, l'arrivo dell'Adsl e la copertura dei cellulari».

I giovani incontrano i candidati alla presidenza della provincia e chiedono impegni concreti. In pri... ( da "Messaggero, Il (Frosinone)" del 22-05-2009)
Argomenti: Province

Abstract: Marzi ha chiesto quindi di apporre "una x violenta su chi propone l'abolizione della provincia come ente fonte di sprechi e poco risolutivo dei problemi del territorio". Al suo fianco i candidati della sinistra frantumate: Paolo De Simone (Rosso di sera), Ornella Carnevale (Prc) e Luigi Sorge (Partito Comunista dei Lavoratori).

Libè: ( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 22-05-2009)
Argomenti: Province

Abstract: più agenti delle forze dell'ordine sul territorio anziché chiuderli negli uffici». Un'altra proposta è l'abolizione dell'addizionale provinciale sulle bollette Enel per le famiglie bisognose. «E poi il nostro territorio è il collegamento naturale tra il mare, ossia il mondo, e l'Europa: dov'è il progetto turistico di questa Provincia?

comunità montane: accordo tra pdl, udc e lega per abolirle il pd: un regalo al carroccio ( da "Messaggero Veneto, Il" del 22-05-2009)
Argomenti: Province

Abstract: il centrodestra al governo della Regione si ricompatta. Dopo le minacce di rottura della Lega Nord, un ordine del giorno a firma Pdl, Udc e della stessa Lega sancisce l'armonia ritrovata: via libera all'abolizione degli enti montani entro l'anno e sí al finanziamento triennale di 21,2 milioni a favore della montagna.

Marcegaglia, parole nuovee vecchie paure ( da "Secolo XIX, Il" del 22-05-2009)
Argomenti: Province

Abstract: elenco dei suggerimenti è lungo: giustizia civile più snella, taglio del numero delle leggi, abolizione delle province, depoliticizzazione del sistema dei servizi pubblici locali, liberalizzazioni dell'accesso ai mercati dei servizi, abolizione dei privilegi delle regioni a statuto speciale, minore invadenza della politica.

Maclodio Una corsa a due per il futuro ( da "Giornale di Brescia" del 22-05-2009)
Argomenti: Province

Abstract: il tutto secondo progetto ed accordi presi con la Provincia di Brescia ed il Comune di Lograto. I rifiuti passeranno al «porta a porta», con conseguente abolizione dei cassonetti, e apertura automatizzata dell'isola ecologica 24 ore. Sempre sul fronte opere pubbliche, verrà costruito un nuovo edificio scolastico per l'infanzia con capienza doppia rispetto all'attuale,

Sorpresa: l'addio all'Ici "regala" quasi 2 milioni ( da "Giornale di Vicenza.it, Il" del 22-05-2009)
Argomenti: Province

Abstract: Dati del ministero dell'Interno dicono che palazzo Trissino avrebbe guadagnato dall'abolizione della tassa sull'abitazione principale Dal Governo indennizzi per 6,1 milioni, a fronte di un incasso che nel 2007 ammontava a 4,2 milioni 22/05/2009 rss e-mail print Palazzo Trissino Colpo di scena a palazzo Trissino.

Nasce il comitato per il sì Pd, Idv e An siano coerenti ( da "Gazzettino, Il (Venezia)" del 22-05-2009)
Argomenti: Province

Abstract: Tre i quesiti che saranno posti al vaglio di cittadini. Due, per Camera e Senato, propongono l'abolizione del premio di maggioranza a favore della coalizione che ha preso più voti, attribuendolo al solo partito che risulterà primo. Il terzo abolisce la possibilità delle candidature plurime.

Casini: accettiamo la sfida del premier ( da "Giornale di Brescia" del 23-05-2009)
Argomenti: Province

Abstract: ha dichiarato il leader dell'Unione di Centro, Pier Ferdinando Casini. «Berlusconi in ogni campagna elettorale - ha detto il leader dell'Udc a Parma per la campagna elettorale - se ne inventa una. L'ultima volta parlava di abolizione delle province e infatti andiamo a votare per le province e sono tutt'altro che abolite.

Mantenerle o abolirle? A Teledomando lo scontro sul futuro delle Province ( da "Giornale di Brescia" del 23-05-2009)
Argomenti: Province

Abstract: A Teledomando lo scontro sul futuro delle Province Province sì o Province no? Questo è stato uno dei temi centrali attorno a cui si è sviluppato il confronto tra sei candidati alla presidenza del Broletto nello studio di Teledomando, la trasmissione di Teletutto condotta da Giambattista Lanzani e andata in onda ieri sera alle 21.

Bartoli: meglio non votare ( da "Giornale di Brescia" del 23-05-2009)
Argomenti: Province

Abstract: la città Bartoli: meglio non votare Bartoli guida la lista «Amo l'Italia non voto la Provincia» Un candidato non presidente: così si autodefinisce Andrea Bartoli, sceso in campo per la lista «Amo l'Italia non voto la Provincia», chiaramente a favore dell'abolizione dell'amministrazione pubblica che a Brescia fa capo a Palazzo Broletto.

Programma? Fatto al 99% ( da "Arena, L'" del 23-05-2009)
Argomenti: Province

Abstract: Quanto al movimento abolizionista delle Province, Galli Righi polemizza: «Si parla populisticamente di abolizione delle Province, salvo poi farne proliferare di nuove. È quindi da stigmatizzare un Parlamento che dice di volerle abolire e ne costituisce di nuove per motivi elettorali.

Mini-Parlamento, la Lega frena ( da "Secolo XIX, Il" del 23-05-2009)
Argomenti: Province

Abstract: aveva promesso l'abolizione delle province e noi, tra qualche giorno, andremo a votare proprio per le Province. Vuole un Parlamento composto da soli cento deputati? Presenti la sua proposta, noi la voteremo. Non la voterebbe, però, la Lega che, in quel caso, perderebbe il suo potere di condizionamento nei confronti del centro destra»,

( da "Resto del Carlino, Il (Fermo)" del 23-05-2009)
Argomenti: Province

Abstract: Brunetta ha parlato di efficienza non di abolizione delle Province» IL MINISTRO BRUNETTA non ha mai parlato di abolire le Province. Lo sottolinea il candidato del centrodestra, Di Ruscio, in risposta agli antagonisti Basso e Cesetti: «Brunetta a Porto San Giorgio non ha affatto parlato di cancellare questo ente, e del resto né Cesetti, né Basso erano a teatro in occasione dell'

Lo stesso avviene per le carriere pubbliche come il magistrato, il professore, ecc. Certamen... ( da "Messaggero, Il" del 23-05-2009)
Argomenti: Province

Abstract: esercizio di queste professioni fuori della nazione di appartenenza. Al di là di questo però resta il fatto che l'abolizione del valore legale della laurea avrebbe un forte significato simbolico: toglierebbe l'alibi, davvero inaccettabile in una società fondata sul riconoscimento del merito e dunque sulla competizione virtuosa, per cui tutti gli Atenei sono eguali.

Bernazzoli: subito 800 mila euro per intervenire sulle frane ( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 23-05-2009)
Argomenti: Province

Abstract: ovvero ai Comuni e Comunità Montane (le Province sono interessate solo a quelli di valenza provinciale) e sono escluse dall'obbligo della valutazione di incidenza le ordinarie attività agricole, gli interventi edilizi più frequenti, caccia e pesca, la raccolta dei frutti del sottobosco, il taglio della legna.

ca' corner, questa sconosciuta ( da "Nuova Venezia, La" del 23-05-2009)
Argomenti: Province

Abstract: Lorenzo Furlan, portavoce del gruppo che si propone l'abolizione della Provincia, ha ribadito di essere pronto a rimettere il mandato in caso di elezione. Pur assente Francesca Zaccariotto fa invece sapere che se l'attività della Provincia è sconosciuta è colpa di chi l'ha amministrata in questi anni.

Con me zero burocrazia ( da "Gazzettino, Il (Pordenone)" del 23-05-2009)
Argomenti: Province

Abstract: abolizione di ogni ente inutile che oggi siamo costretti a mantenere». - Qual è la ricetta per rilanciare Arba? «L'unica ricetta è la libertà: è permettere agli arbesi di essere padroni della propria vita. Un esempio? Il Comune non deve rendere impossibile la vita a chi vuole ampliare la propria casa o la propria attività.

Siamo gli unici a non avere il complesso di inferiorità verso gli spot della Lega . ... ( da "Gazzettino, Il" del 23-05-2009)
Argomenti: Province

Abstract: abolizione delle Province, o l'introduzione del quoziente famigliare per ricalibrare le tasse sui redditi». Il segretario del Pd Franceschini celebra la "democratica diversità" del Pci. Perché? «Perché ha paura di perdere voti a sinistra. È in stato confusionale, parla tutti i giorni contro Berlusconi e poi vota sì a un referendum che porterebbe a un bipartitismo di comodo,

Oltre la metà degli intervistati chiede l'abolizione: Meglio far nascere la Città metropolitana ( da "Gazzettino, Il (Venezia)" del 23-05-2009)
Argomenti: Province

Abstract: Oltre la metà degli intervistati chiede l'abolizione: «Meglio far nascere la Città metropolitana» Sabato 23 Maggio 2009,

Quell'oscuro ente intermedio sconosciuto da un cittadino su due ( da "Gazzettino, Il (Venezia)" del 23-05-2009)
Argomenti: Province

Abstract: che più di un cittadino su due non è al corrente delle competenze e dell'attività dell'ente intermedio tra Comune e Regione. Non solo: il 55 per cento ne chiede l'abolizione mentre l'81 per cento auspica la nascita della Città metropolitana. «La Provincia - ha detto Zoggia - dovrebbe avere un ruolo anzitutto amministrativo, per risolvere i problemi delle famiglie e delle imprese.

"Palla al Centro per andare in gol" ( da "Stampa, La" del 24-05-2009)
Argomenti: Province

Abstract: Riportare i valori della persona, della libertà, della democrazia e della famiglia al centro dell'attenzione. Abbiamo creato il Centro di Libertà perchè non ci è affatto piaciuta la fusione a freddo tra Fi e An». Ma quali sono gli obiettivi prioritari? «Abolizione del rimborso elettorale per i prossimi cinque anni, destinando i fondi a famiglie bisognose e alle piccole imprese,

Toponomastica, raffica di accuse all'Avs ( da "Alto Adige" del 24-05-2009)
Argomenti: Province

Abstract: intervento della giunta provinciale. «Nella stessa settimana in cui si riuniscono sedicenti tavoli per la convivenza, lo Statuto di autonomia viene violato unilateralmente due volte: sulla questione dell'abolizione del logo della Repubblica dalle pagelle e sul bilinguismo della toponomastica relativa ai sentieri di montagna»,

Provincia Voto decisivo forse già al primo turno ( da "Gazzettino, Il (Pordenone)" del 24-05-2009)
Argomenti: Province

Abstract: Troppi interessi politici attorno alle Province. Occorrerebbe un segnale forte, anche dal nostro elettorato. Se all'astensionismo endemico dal voto si sommerà un discreto numero di astensioni ragionate e schede bianche, pensare all'abolizione delle Province avrà ancora senso, altrimenti ne riparleremo il secolo venturo.

Casini attacca la Lega Udc unico antivirus ( da "Arena, L'" del 24-05-2009)
Argomenti: Province

Abstract: Il leader dell'Udc, in città per salutare i candidati veronesi del suo partito, a cominciare dal veronese Marco Vicentini per il Parlamento europeo e Mario Rossi per la presidenza della Provincia, ci mette meno un attimo a raccogliere la sfida «Udc versus Lega Nord».

I L GRUPPO politico La Destra sostiene Marco Tarelli alla p... ( da "Nazione, La (Pistoia)" del 24-05-2009)
Argomenti: Province

Abstract: perchè sono inseriti anche nella lista per la Provincia. A Cutigliano sosteniamo Carluccio Ceccarelli e all'Abetone la lista Danti». Il programma è stato illustrato da Mirco Tognarelli: «La Destra si presenta con un programma articolato, che prevede al primo punto l'abolizione della Provincia, che assorbe per le spese del proprio mantenimento i tre quarti delle risorse disponibili.

IN UNA intervista al Messaggero, Pier Ferdinando Casini accusa Berlusconi di ess... ( da "Messaggero, Il (Ostia)" del 24-05-2009)
Argomenti: Province

Abstract: Vogliamo far capire agli elettori che il tasso di demagogia ha toccato nel Paese vette insopportabili. La riduzione dei deputati e la riforma della giustizia? Sfidiamo il presidente del Consiglio a portare i provvedimenti in aula, noi siamo pronti a votarli come avremmo voluto votare sì all'abolizione delle Province».

( da "Eco di Bergamo, L'" del 24-05-2009)
Argomenti: Province

Abstract: Chiediamo al premier di non fare come le Province: ne aveva annunciato l'abolizione e adesso andiamo a votare perché se n'è dimenticato il giorno dopo le elezioni». Poi la stoccata: «Faccia davvero questa proposta e noi la votiamo. Riduciamo a cento i parlamentari. Però, se Berlusconi non lo farà, per l'ennesima volta dimostrerà che questa è una "boutade" elettorale»

ROMA La legge per ridurre i parlamentari? La facciamo noi. Anche i partiti di opposizione as... ( da "Messaggero, Il" del 24-05-2009)
Argomenti: Province

Abstract: Chiediamo a Berlusconi di non fare come le Province. Ne aveva annunciato l'abolizione e adesso andiamo a votare perchè se n'è dimenticato il giorno dopo le elezioni». Quindi, lo invita «a far davvero questa proposta e noi la votiamo. Riduciamo a cento i parlamentari, ma se non lo farà, per l'ennesima volta dimostrerà che questa è una trovata elettorale».

A difesa dei valori cristiani e italiani ( da "Arena, L'" del 24-05-2009)
Argomenti: Province

Abstract: avvocato Scaravelli A difesa dei valori cristiani e italiani Per la Provincia «l'obiettivo è l'abolizione» In Europa «contro il Trattato di Lisbona» È stata la Scala della Ragione a fare da sfondo ieri alla presentazione dei candidati alla presidenza della Provincia e al Parlamento europeo della lista L'autonomia per Verona-Destra Mpa.

Un bagno di folla per le tappe di Casini e Franceschini ( da "Gazzettino, Il (Padova)" del 24-05-2009)
Argomenti: Province

Abstract: Se il governo avesse evitato le manovre legate all'Alitalia e all'abolizione dell'Ici molti problemi occupazionali sarebbero risolti. Ci deve essere un sussulto da parte vostra perché è ora di alzare la testa e la voce contro chi non vuole più riconoscere le istituzioni modificando radicalmente la Costituzione.

Ici, confermata l'abolizione dell'imposta sulla prima casa ( da "Gazzettino, Il (Belluno)" del 24-05-2009)
Argomenti: Province

Abstract: Ici, confermata l'abolizione dell'imposta sulla prima casa Con il versamento della rata entro il 16 giugno anche la tassa di scopo (0,2 per mille) sul nuovo bollettino Domenica 24 Maggio 2009,

Roma NOSTRA REDAZIONE Il Pd chiede a Idv e Udc di incontrarsi per coordinare, insieme, una &... ( da "Gazzettino, Il" del 24-05-2009)
Argomenti: Province

Abstract: Non faccia come con le Province: ne aveva annunciato l'abolizione e adesso andiamo a votare perché se n'è dimenticato il giorno dopo le elezioni. Ma ci aspettiamo che, ancora una volta, la Lega blocchi i suoi buoni propositi». È dunque così che Franceschini - che si trova contro anche la sinistra extraparlamentare, seccata per non essere stata inclusa nell'

Tutti d'accordo ora a tagliare i parlamentariIl Pd: ( da "Sicilia, La" del 24-05-2009)
Argomenti: Province

Abstract: Prima delle politiche - ricorda Casini - il premier aveva annunciato l'abolizione delle province. E invece il 6-7 giugno si voterà per rinnovarne i consigli. Già attiva per la riduzione dei costi della politica e il numero dei parlamentari, l'Idv sta raccogliendo le firme per un'iniziativa di legge popolare.

La Lega e il Pdl con Berlusconi: avanti con la riforma delle Camere ( da "Stampaweb, La" del 24-05-2009)
Argomenti: Province

Abstract: «Siamo disponibili - dice il leader centrista - a ridurre anche a 100 il numero dei parlamentari; assicuriamo il nostro voto a favore. Basta che Berlusconi non si smentisca come per l?abolizione delle province». Una posizione questa sulla quale, comunque, le opposizioni sembrano essere tutte d?accordo.

Riforma Camere: sì da Pdl e Lega ( da "Giornale di Brescia" del 25-05-2009)
Argomenti: Province

Abstract: «Siamo disponibili - dice il leader centrista - a ridurre anche a 100 il numero dei parlamentari; assicuriamo il nostro voto a favore. Basta che Berlusconi non si smentisca come per l'abolizione delle Province». Una posizione questa sulla quale, comunque, le opposizioni sembrano essere tutte d'accordo.

Parlamentari, subito la raccolta di firme ( da "Arena, L'" del 25-05-2009)
Argomenti: Province

Abstract: abolizione delle province». FUGA DAL PD. Due giorni fa aveva definito Dario Franceschini «commissario liquidatore del Partito democratico». E ieri Berlusconi ha confermato la sua catastrofica previsione sulla sorte del maggiore partito di opposizione: «È in liquidazione» e diversi esponenti stanno traslocando: «Dopo le Europee,

tagliare a metà il parlamento? ( da "Nuova Venezia, La" del 25-05-2009)
Argomenti: Province

Abstract: abolizione delle province». Obiettivo ancora diverso per Idv dove Di Pietro punta al bersaglio grosso: mozione di sfiducia sul caso Mills, nessuna possibilità di intesa con il Pd se Franceschini non l'appoggia. Ma il Pd contrattacca: «Appare sconcertante - dice il presidente dei deputati del Pd, Antonello Soro - il comportamento dell'

( da "Libertà" del 25-05-2009)
Argomenti: Province

Abstract: Siamo disponibili - dice il leader centrista - a ridurre anche a 100 il numero dei parlamentari; assicuriamo il nostro voto a favore. Basta che Berlusconi non si smentisca come per l'abolizione delle province». Una posizione questa sulla quale, comunque, le opposizioni sembrano essere tutte d'accordo. Alessandra Chini 25/05/2009

Pecorara: Pensionati anima dell'alleanza ( da "Libertà" del 25-05-2009)
Argomenti: Province

Abstract: visto che da sempre siamo favorevoli all'abolizione delle province». «Non abbiamo ritenuto opportuno inoltre, presentare un nostro candidato, il sottoscritto - afferma Pecorara - per evitare di indebolire una persona, Massimo Trespidi, che ha i nostro stessi ideali, valori e allo stesso tempo una consolidata esperienza amministrativa».

Alessandra Chini ROMA - Fa discutere la proposta del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi di chiamare a raccolta i cittadini e presentare un testo di iniziativa popolare per ( da "Adige, L'" del 25-05-2009)
Argomenti: Province

Abstract: «Siamo disponibili - dice il leader centrista - a ridurre anche a 100 il numero dei parlamentari; assicuriamo il nostro voto a favore. Basta che Berlusconi non si smentisca come per l'abolizione delle province». Una posizione questa sulla quale, comunque, le opposizioni sembrano essere tutte d'accordo. 25/05/2009

Legge per ridurre i parlamentari ( da "Eco di Bergamo, L'" del 25-05-2009)
Argomenti: Province

Abstract: assicuriamo il nostro voto a favore. Basta che Berlusconi non si smentisca come per l'abolizione delle Province». Una posizione questa sulla quale, comunque, le opposizioni sembrano essere tutte d'accordo. Alessandra Chini 25/05/2009 nascosto-->

ROMA Tutti d'accordo. Occorre tagliare il numero dei parlamentari. Ma per l'opposi... ( da "Messaggero, Il" del 25-05-2009)
Argomenti: Province

Abstract: Il leader dell'Udc, Pier Ferdinando Casini, insidia invece il premier sul suo terreno. «Siamo disponibili a ridurre anche a 100 il numero dei parlamentari, assicuriamo il nostro voto a favore. Basta che Berlusconi non si smentisca come per l'abolizione delle province», ironizza.

Pdl-Lega: diminuiremo i parlamentari ( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 25-05-2009)
Argomenti: Province

Abstract: Berlusconi non si smentisca come per l'abolizione delle province. Non vorrei che dopo le elezioni cambiasse idea, come la solito». Una posizione questa sulla quale, comunque, le opposizioni sembrano essere tutte d'accordo. I ministri Roberto Calderoli (in alto) e Ignazio La Russa.

Fornili: abolire le Province ( da "Giornale di Brescia" del 25-05-2009)
Argomenti: Province

Abstract: abolizione delle Province? «Se entreremo nelle assemblee elettive faremo di tutto per abbattere le Province che, nonostante si senta spesso dire che vanno eliminate, continuano ad aumentare. Noi siamo favorevoli alla creazioni di macroregioni che devono godere di autonomia: il Lombardo Veneto oggi è il territorio più colpito dalla pressione fiscale senza che per questo abbia mai

Parlamentari, ( da "Giornale di Vicenza.it, Il" del 25-05-2009)
Argomenti: Province

Abstract: abolizione delle province». FUGA DAL PD. Due giorni fa aveva definito Dario Franceschini «commissario liquidatore del Partito democratico». E ieri Berlusconi ha confermato la sua catastrofica previsione sulla sorte del maggiore partito di opposizione: «È in liquidazione» e diversi esponenti stanno traslocando: «Dopo le Europee,

Pena di morte, nuova risoluzione dell'Italia ( da "Affari Italiani (Online)" del 25-05-2009)
Argomenti: Province

Abstract: Asia Centrale e la messa a punto di strategie regionali per arrivare al pi presto all'abolizione e alla riduzione delle esecuzioni anche in Asia. Il prossimo appuntamento sarà il Congresso Mondiale di Ginevra contro la Pena di Morte (Febbraio 2010) dove - si fa sapere - sarà presentata la nuova Risoluzione Onu per una Moratoria Universale e l'abolizione.

FA DISCUTERE LA PROPOSTA DI BERLUSCONI DI CHIAMARE A RACCOLTA I CITTADINI E PRESENTARE UNA PROPOSTA ... ( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 25-05-2009) + 1 altra fonte
Argomenti: Province

Abstract: ha dichiarato Pier Ferdinando Casini, il quale ha aggiunto: «Siamo disponibili a ridurre anche a 100 il numero dei parlamentari. Assicuriamo il nostro voto a favore. Basta che Berlusconi non si smentisca come per l'abolizione delle Province». Una posizione sulla quale, comunque, le opposizioni sembrano essere tutte d'accordo. a. c.

Berlusconi all'attacco: il Pd è in liquidazione ( da "Gazzettino, Il" del 25-05-2009)
Argomenti: Province

Abstract: Assicuriamo - dice il leader dell'Udc - il nostro voto a favore. Basta che Berlusconi non si smentisca come per l'abolizione delle province: le voleva abolire prima della scorsa campagna elettorale e poi andiamo a votare per le province». M.Ant.

Italia contro la pena di morte ( da "Affari Italiani (Online)" del 25-05-2009)
Argomenti: Province

Abstract: Asia Centrale e la messa a punto di strategie regionali per arrivare al pi presto all'abolizione e alla riduzione delle esecuzioni anche in Asia. Il prossimo appuntamento sarà il Congresso Mondiale di Ginevra contro la Pena di Morte (Febbraio 2010) dove - si fa sapere - sarà presentata la nuova Risoluzione Onu per una Moratoria Universale e l'abolizione.

Pena di morte, cresce il fronte del no ( da "Giornale di Brescia" del 26-05-2009)
Argomenti: Province

Abstract: Alla battaglia internazionale per l'abolizione iniziata dall'Italia aderisce anche il Togo ROMALa battaglia per l'abolizione della pena di morte fa proseliti: anche il Togo a giorni la cancellerà dal proprio ordinamento. L'annuncio è stato dato ieri a Roma, al Campidoglio, in occasione del IV Congresso internazionale dei ministri della Giustizia,

ANTI APARTHEID Incontro con Burton sui diritti civili Stasera alle 20.30 nella sede delle Acli ... ( da "Giornale di Brescia" del 26-05-2009)
Argomenti: Province

Abstract: SALA PIAMARTA Perché abolire le Province Il comitato provinciale «Non serve non voto» e l'«Associazione civica Brescia» organizzano un incontro che si terrà stasera alle 20.45 nella sala Piamarta in via San Faustino sul tema «Abolizione delle Province, perché?». Sarà presentato il libro «Abolire le Province» e interverrà il collaboratore dell'autore del volume Andrea Giuricin.

Le Comunità montane servono ( da "Giornale di Brescia" del 26-05-2009)
Argomenti: Province

Abstract: Il Partito democratico di Brescia interviene nel dibattito sull'abolizione di enti considerati inutili Il candidato Peli: «La Lega e le altre forze politiche insieme a un tavolo per una riforma condivisa» montana della Val Trompia, a Gardone" title="Nella foto d'archivio, la sede della Comunità montana della Val Trompia, a Gardone" onClick="showImage('http://www.

albuzio: una provincia davvero trasparente ( da "Mattino di Padova, Il" del 26-05-2009)
Argomenti: Province

Abstract: che lancia un appello: «Andate alle urne, perché anche noi siamo d'accordo con l'abolizione delle Province, ma finché ci sono vanno governate bene». Albuzio, con il suo stile pacato, non le manda a dire alla sua avversaria Barbara Degani. «Spostare tutti gli uffici da palazzo Santo Stefano alla Stanga? Un costo inutile in questo momento.

puntiamo su campi da golf e centro storico - luca rojch ( da "Nuova Sardegna, La" del 26-05-2009)
Argomenti: Province

Abstract: assessore Altana chiede l'abolizione delle intese e più attenzione per le campagne «Nel piano di fabbricazione le volumetrie erano ferme a più di 30 anni prima» LUCA ROJCH OLBIA. L'anno zero, l'inizio dell'età post-soriana, comincia con un'opera di riedificazione. Il Comune prepara il suo piede di porco per allargare le maglie del Ppr.

SOMMINISTRAZIONE di alimenti e bevande: abolite le licenze commerciali. Attuando ... ( da "Nazione, La (Pistoia)" del 26-05-2009)
Argomenti: Province

Abstract: In sintonia con quanto già fatto da altri Comuni della Provincia e anticipando quanti ancora devono deliberare in proposito -, dunque, il Comune di San Marcello ha provveduto all'abolizione delle licenze commerciali relative agli esercizi che somministrano alimenti e bevande, che ai sensi della medesima legge 28/05 sono stati costituiti in un'unica tipologia commerciale.

Il futuro del Castello, a confronto con le donne elettrici ( da "Nuova Ferrara, La" del 26-05-2009)
Argomenti: Province

Abstract: ma già si sa che le donne elettrici hanno curiosità sulla sorte del Castello liberato da uffici, del progetto Ermitage e della Istituzione Castello. Scontato che si torni sull'ipotesi di abolizione delle Province, che parecchi anni fa venne avanzata addirittura da Ugo La Malfa, come molte all'Ande si ricordano bene. Già allora si parlava di superamento graduale.

Pena di morte, anche il Togo la cancellerà ( da "Eco di Bergamo, L'" del 26-05-2009)
Argomenti: Province

Abstract: abolizione della pena di morte fa proseliti: anche il Togo a giorni la cancellerà dal proprio ordinamento. L'annuncio è stato dato a Roma, al Campidoglio, in occasione del IV Congresso internazionale dei ministri della Giustizia, promosso dalla Comunità di Sant'Egidio con lo slogan «dalla moratoria all'abolizione della pena di morte»

Grossi e i candidati di Liberal Pd ( da "Eco di Bergamo, L'" del 26-05-2009)
Argomenti: Province

Abstract: Altre proposte riguardano l'abolizione del Consorzio di bonifica, «le cui funzioni potrebbero essere assorbite dalla Provincia», e un'integrazione dell'assemblea dei sindaci della Grande Bergamo, allargandone i confini per creare un consorzio urbanistico che garantisca «un raccordo intermedio della pianificazione territoriale».

( da "Eco di Bergamo, L'" del 26-05-2009)
Argomenti: Province

Abstract: pena la nullità dell'appalto; contro le visite mediche prima dell'assunzione (che comporterebbero la selezione del personale sul grado di buona salute di ciascuno); contro l'abolizione del diritto delle rappresentanze sindacali (sancito dall'articolo 9 dello Statuto dei Lavoratori) a intervenire in materia di salute e sicurezza e di prevenzione degli infortuni.

Lavagetto: ( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 26-05-2009)
Argomenti: Province

Abstract: Rugby Noceto e attualmente consigliere della Federazione nazionale di rugby), il candidato sindaco a Noceto, Giuseppe Pellegrini, e l'assessore del Comune di Parma (già sindaco di Noceto), Fabio Fecci. Proprio lui fu il precursore per l'abolizione dell'ente Provincia. «Nel 2005 scrissi un documento per sopprimere le Provincie, inviato al Parlamento e al presidente del Consiglio -

ILLUSTRATA AD OPERATORI E AMMINISTRATORI VENETI LA RIFORMA DEI CONSORZI DI BONIFICA ( da "marketpress.info" del 26-05-2009)
Argomenti: Province

Abstract: abolizione delle Province ? ha proseguito Conta ? non lo sono con chi sosteneva e sostiene l?abolizione dei Consorzi, teoria molto probabilmente motivata dal fatto di non conoscere fino in fondo questa realtà. Certo ? ha concluso Conta ? come ogni cosa anche questa legge è migliorabile e se ce ne sarà l?

Meno parlamentari?Prima, riforma elettorale ( da "Secolo XIX, Il" del 26-05-2009)
Argomenti: Province

Abstract: È lo stesso problema di chi chiede l'abolizione delle Province, ma non lo realizza. Esattamente perché il problema è il costo di un ceto politico. È pensabile che quel costo domani sia sostenuto da qualcun altro? E se sì, con quali patti di garanzia e dunque esercitando quale potere di controllo?

ROMA. LA BATTAGLIA PER L'ABOLIZIONE DELLA PENA DI MORTE FA PROSELITI: ANCHE IL TOGO A GIORNI LA CANC... ( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 26-05-2009)
Argomenti: Province

Abstract: La battaglia per l'abolizione della pena di morte fa proseliti: anche il Togo a giorni la cancellerà. L'annuncio è stato dato a Roma, al Campidoglio, al IV Congresso internazionale dei ministri della giustizia, promosso dalla Comunità di Sant'Egidio con lo slogan «dalla moratoria all'abolizione della pena di morte».

13:47 PARLAMENTO: BUTTIGLIONE, SI A PLP PER RIDURRE NUMERO ( da "Agi" del 26-05-2009)
Argomenti: Province

Abstract: riguarda la abolizione delle province, Buttiglione ha osservato: "Finche' c'e' deve fare le sue funzioni cioe' la programmazione territoriale e il coordinamento dei Comuni, visto che in Italia i Comuni sono 8 mila". Riferendosi alla prossime elezioni, "sono qui per sostenere il nostro candidato e amico" ha detto Buttiglione arrivando alla sede del comitato elettorale in piazza Dante,

Riforme: Calderoli, esame Province con codice autonomie ( da "KataWeb News" del 27-05-2009)
Argomenti: Province

Abstract: La commissione ha all'esame da oggi diverse proposte di legge sull'abolizione delle Province. "In tempi brevi dovremo affrontare il codice delle autonomie dopo il varo del federalismo fiscale. Abbiamo chiesto dunque alle Camere di concordare i tempi tra loro e di affrontare il tema dell'abolizione delle Province in modo coordinato a questo.

Scandali romanzati In questo periodo, più che mai, si usa spesso la parola crisi rife... ( da "Stampa, La" del 27-05-2009)
Argomenti: Province

Abstract: abolizione delle Province, delle Comunità montane e quant'altro. Di una cosa si può essere certi: non se ne farà niente e finalmente una volta chiusa la campagna elettorale si parlerà di qualcos'altro. MARIO FEDERIGHI, MILANO Più attenzione per le fasce deboli In merito alla lettera del 23 maggio («Una strada chiamata accoglienza»

Arrighini: serve più autonomia ( da "Giornale di Brescia" del 27-05-2009)
Argomenti: Province

Abstract: Certamente perché siamo a favore dell'esistenza della Provincia di Brescia». Non ha dubbi Giulio Arrighini, candidato presidente per Mpa e Lega Padana Lombardia. Quali sono le ragioni della vostra contrarietà all'abolizione della nostra Provincia? «Sono sostanzialmente tre. Intanto non esiste nessun'altra istituzione che possa sostituirla.

Pd Saitta e Susta su corso Marche Questa sera, ore 21, Saitta, Susta e Fazzone incontrano i... ( da "Stampa, La" del 27-05-2009)
Argomenti: Province

Abstract: Udc Vietti sulle Province Questa sera, ore 21, Michele Vietti partecipa al confronto sull'abolizione delle Province organizzato in via Fanti dal Gruppo Giovani Imprenditori dell'Unione Industriale. Sinistra per la Provincia Claudio Fava va al mercato Questa mattina, ore 11, Claudio Fava, candidato di Sinistra per la provincia di Torino al Parlamento Europeo,

per il coordinamento genitori la scuola non sarà più la stessa ( da "Mattino di Padova, Il" del 27-05-2009)
Argomenti: Province

Abstract: della legge Gelmini e della sua proposta del maestro unico e delle 24 ore, è stata mantenuta ferma l'abolizione delle "compresenze" e del "modulo", i veri fattori di qualità, mettendo così a rischio quegli elementi di diversificazione e integrazione delle attività didattiche, i laboratori, le uscite didattiche, il rinforzo agli alunni in difficoltà, lasciando più povera la scuola»

Chi vuole partecipare al sondaggio può farlo, da oggi, cliccando sul sito <terzaprovincia.... ( da "Nazione, La (Umbria)" del 27-05-2009)
Argomenti: Province

Abstract: Chi vuole partecipare al sondaggio può farlo, da oggi, cliccando sul sito «terzaprovincia.altervista.org». Tre le opzioni che si possono selezionare: sì all'istituzione della terza provincia, mantenimento delle attuali province o abolizione di tutte le province. Facoltativa, per chi vota, l'indicazione del nome.

di PATRIZIA PEPPOLONI FOLIGNO O LA VA O LA SPACCA. Il Comitat... ( da "Nazione, La (Umbria)" del 27-05-2009)
Argomenti: Province

Abstract: abolizione delle province. A illustrarel'idea del sondaggio telematico c'erano ieri Pierluigi Mingarelli, Massimo Stefanetti, Alberto Laganà e Luigi Petrini.«Il sondaggio che proponiamo ai cittadini di Foligno, di Spoleto e della Valnerina ha detto Mingarelli non vuol dire che gettiamo la spugna e deleghiamo ai cittadini la responsabilità di rilanciare o affossare l'

FOLIGNO OPINIONI a confronto sulla Terza Provincia. Stefania Fil... ( da "Nazione, La (Umbria)" del 27-05-2009)
Argomenti: Province

Abstract: con le proposte all'esame sull'abolizione delle Province». Diversa l'opinione di Alessandro Porcu (Per il Bene di Foligno): «Io penso che si debba dare forza alle competenze e capacità del Comune, senz aincrementare la burocrazia a livello macro-territoriale. Le aggregazioni del futuro dovrebbero avvenire su base ecologica' e ambientale,

Fini: battaglia ancora lunga per abolire la pena di morte ( da "Sole 24 Ore, Il" del 27-05-2009)
Argomenti: Province

Abstract: impegno antico dell'Italia nell'abolizione della pena capitale, sottolineando anche il lavoro in questo senso non solo delle Istituzioni ma anche delle organizzazioni non governative di ispirazione religiosa e laica. «Molta strada è stata fatta ma molta altra va percorsa:il numero delle esecuzionirimane ancora drammaticamente alto;

Riflettori sul nuovo Piano casa ( da "Denaro, Il" del 27-05-2009)
Argomenti: Province

Abstract: delle imprese piccole ed artigianali, ma l'abolizione di un qualsiasi titolo abilitativo edilizio rischia anche di ampliare il ricorso ad attività abusive ed a manodopera irregolare Nell'ambito degli interventi relativi alle parti strutturali degli edifici, compresi gli ampliamenti, l'onere della "prova documentale" del rispetto della normativa antisismica a carico del progettista

Partiamo da una considerazione sulla quale sono tutti d'accordo, maggioranza e oppos... ( da "Gazzettino, Il" del 27-05-2009)
Argomenti: Province

Abstract: amministrative e nessuno va in giro a la riduzione dei Comuni e l'abolizione delle Province. Eppure la spesa della politica non sta certo tutta nel Parlamento, la maggior parte dello spreco anzi si verifica nelle altre istituzioni e soprattutto nelle migliaia di enti pubblici. Per quanto riguarda il Parlamento, la riduzione del numero degli eletti rientra in un piano di riforme,

Crisi, Casini: ( da "Corriere.it" del 27-05-2009)
Argomenti: Province

Abstract: abolizione delle Province: prima l'ha promesso, poi non ha fatto nulla». Non mancano le stoccate al Pdl: «Siamo l'unico paese dove un partito ha eletto a vita il suo leader, una cosa che non accade neanche in Venezuela con Chavez». SICILIA - A proposito di alleanze: il caso Lombardo in Sicilia (il presidente della Regione ha azzerato la giunta,

provincia, candidati a confronto - sergio gelain * ( da "Mattino di Padova, Il" del 28-05-2009)
Argomenti: Province

Abstract: Soprattutto gli imprenditori vogliono capire se la Provincia potrà ritagliarsi un ruolo diverso nel futuro. Si parla molto di abolizione delle Province. Noi siamo convinti che debba esistere un ente sovracomunale soprattutto se questo si fa interprete dei tanti bisogni che vengono dal territorio.

La promessa: la Provincia farà rinascere la Brianza ( da "Giorno, Il (Brianza)" del 28-05-2009)
Argomenti: Province

Abstract: facendone una Provincia concreta, senza sprechi, a disposizione dei 50 Comuni e capace di dare risposte alle esigenze di un territorio considerato troppo a lungo periferia». E poi, aggiunge Allevi, chi dice che l'abolizione delle province comporterà enormi risparmi fa solo dmagogia: «Alcune funzioni rimarrebbero, e come ha dimostrato Tremonti,

Moro a Grossi: ( da "Eco di Bergamo, L'" del 28-05-2009)
Argomenti: Province

Abstract: Quindi che nessun Comune e nessuna Provincia può stabilire di abolire altre istituzioni. Capisco che siamo in campagna elettorale ma propinare assurdità per racimolare qualche voto è per lo meno bizzarro». E se i compiti del Consorzio (bonifica, irrigazione, salvaguardia dell'equilibrio idrogeologico con gli oltre 1500 km di canali) venissero posti in capo alla Provincia -

Cologno (Destra): ( da "Eco di Bergamo, L'" del 28-05-2009)
Argomenti: Province

Abstract: Non si può sbandierare ai quattro venti il Pacchetto sicurezza e poi tagliare le spese per la manutenzione dei mezzi delle forze dell'ordine». Ma la Provincia cosa può fare? «La nostra proposta è di istituire un fondo per destinare il 5% delle entrate al sostentamento delle forze dell'ordine, anche su aspetti apparentemente minimi come la benzina e la gestione dei veicoli».

Collecchio, braccio di ferro sull'Unione pedemontana ( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 28-05-2009)
Argomenti: Province

Abstract: Attenzione: per risparmiare qualche euro rischiamo di perdere delle specificità» Bianchi «Io sono a favore dell'unificazione amministrativa. E non credo sia peregrina nemmeno l'idea ipotizzata dal codice delle autonomie e che prevederebbbe l'abolizione dei parchi regionali dando le competenze alla Provincia».

STEFANIA MAROTTI PARTE DALL'IRPINIA UNO SFORZO IMPORTANTE NEL PROGRAMMA DEL PARTITO DEMOCRAT... ( da "Mattino, Il (Benevento)" del 28-05-2009) + 1 altra fonte
Argomenti: Province

Abstract: abolizione, da parte del Governo, di forme di finanziamento alle imprese per l'occupazione femminile. La nostra battaglia riguarderà proprio l'inserimento nel mercato del lavoro delle professionalità femminili, perché il miglioramento delle condizioni di vita delle famiglie dipende anche dalla capacità delle donne di produrre reddito,

Roma Boccia di nuovo l'idea di una mozione di sfiducia contro il governo, ma confer... ( da "Gazzettino, Il" del 28-05-2009)
Argomenti: Province

Abstract: come per l'abolizione delle Province, e il giorno dopo non ha fatto nulla. Ogni campagna elettorale cerca sempre un diversivo per tenere alta la tensione». E ancora: «Di fronte alla crisi, il governo sta semplicemente sperando che passi. Berlusconi, invece di mettere in piedi un piano di infrastrutture per rilanciare l'economia,

Martina (Pd): dal Broletto ripartire per il territorio ( da "Giornale di Brescia" del 29-05-2009)
Argomenti: Province

Abstract: Belloni sottolinea come «se da un lato la discussione sull'abolizione delle Province, cavallo di battaglia del centrodestra sino a qualche mese fa, si è arenata a causa della contrarietà della Lega, dall'altro noi pensiamo di esprimere un'idea di Provincia come di un ente utile, che prova ad adempiere fino in fondo ai suoi compiti.

( da "Giorno, Il (Lodi)" del 29-05-2009)
Argomenti: Province

Abstract: «Tutti partiti, da decenni, affermano di volerle abolire, poi quando si rinnovano le province le proposte spariscono. Io lo dico chiaramente: chi mi vota vuole abolirle. E credo che ci sia un'autorevolezza diversa nel lavorare all'abolizione delle Province, dall'interno». Image: 20090529/foto/3149.jpg

In lui c'è una specie di attitudine da rivoluzionario permanente ( da "Riformista, Il" del 29-05-2009)
Argomenti: Province

Abstract: Sono quindici anni - e quattro governi da lui presieduti - che si parla di separazione delle carriere dei magistrati, di riformare il Parlamento e di rivedere i poteri della presidenza del Consiglio, di semplificazione del sistema fiscale e di abolizione le Province. Sono tutte riforme possibili, molte ragionevoli, alcune auspicabili.

Sostenere le Pmi per battere la crisi Da Confesercenti nuovo appello ( da "Finanza e Mercati" del 29-05-2009)
Argomenti: Province

Abstract: ha sostenuto Venturi alla fine della sua relazione - a partire dall'abolizione delle Province per arrivare all'accorpamento dei Comuni più piccoli. Stato leggero e più efficiente, comuni vocati ai servizi essenziali, regioni più autonome e più snelle rappresentano necessità che devono intrecciarsi con il mercato, al quale va affidata buona parte dei servizi pubblici»

L'abolizione delle Province? Partita chiusa, ora riforma ( da "Sole 24 Ore, Il" del 29-05-2009)
Argomenti: Province

Abstract: abolizione delle Province? «Partita chiusa, ora riforma» Giorgio Santilli ROMA Per le province la partita della loro abolizione è chiusa. L'atto«conclusivo»,per il presidente dell'Upi, Fabio Melilli, è arrivato da Giulio Tremonti quando, mercoledì scorso a «Porta a Porta», ha detto che l'abolizione porterebbe risparmi di 200-

i parlamentini sono una palestra per i giovani ( da "Messaggero Veneto, Il" del 29-05-2009)
Argomenti: Province

Abstract: atteggiamento che le amministrazioni di centro-destra comunali e regionali tengono a riguardo dell'abolizione delle circoscrizioni e di altri enti, da loro ritenuti inutili, ma che in realtà non lo sono, soprattutto per i giovani che un giorno entreranno e prenderanno in mano la situazione amministrativa e politica della città, della provincia e della regione.

Cota: ( da "Corriere.it" del 29-05-2009)
Argomenti: Province

Abstract: la liberalizzazione delle rotte e l'individuazione di nuovi vettori». Insomma, chiude sul punto Cota, «Alitalia è il passato, dobbiamo pensare al futuro e abbandonare il passato». Sugli enti locali, Cota è stato molto chiaro. «Siamo contrari all'abolizione delle Province, se ci sono province inutili, si può pensare di fare accorpamenti ma l'

Amministrative, Lucchi (Pri) favorevole alla riforma degli Enti locali ( da "Sestopotere.com" del 29-05-2009)
Argomenti: Province

Abstract: abolizione, della quale il PRI è favorevole”, dicono all?unanimità Lucchi, Zennaro e Frisoni. “Non è pensabile, pertanto, che siano mantenute in essere società a capitale pubblico/privato che abbiano perso la loro funzione di motore del territorio e che oggi non sono altro che consigli di amministrazione,

patto per l'ambiente. sono 44 i candidati che hanno aderito al patto per l'ambiente ... ( da "Mattino di Padova, Il" del 30-05-2009)
Argomenti: Province

Abstract: presidente regionale della Lega per l'abolizione della caccia: oggi alle 20.45 organizza un incontro pubblico nelll'ex fornace Carotta di via Siracusa. FESTA AL COVO. Questa sera alle 21 grande festa al «covo» di Carlo Covi, candidato sindaco dell'Intesa Veneta ai giardini Appiani: ci saranno anche Tiziano De Checchi e Katiuscia Righetto,

Cacciatori e agricoltori unitinella task force anti-cinghiali ( da "Secolo XIX, Il" del 30-05-2009)
Argomenti: Province

Abstract: esito della riunione anche il Sindaco di Follo, Giovanni Battolla: «L'abolizione del foraggiamento è già un primo passo - spiega il primo cittadino, che già lo scorso settembre aveva scritto una lettera di protesta alla Provincia - ma ora serve l'apporto di tutti per garantire i diritti di chi coltiva e di chi pratica con passione l'

"destra senza politica lanciamo le nostre idee" - pietro jozzelli ( da "Repubblica, La" del 30-05-2009)
Argomenti: Province

Abstract: abolizione a fine anno delle liste di attesa per gli anziani non autosufficienti che chiedono l´ingresso nelle residenze sanitarie assistite. Questa è la nostra politica». Eppure anche a sinistra qualcuno (l´assessore Rossi) ha parlato della necessità di fare un po´ meno i "fighetti" e tornare a fare scelte politiche consistenti,

Con Federica Ferracin si pagheranno meno tasse ( da "Resto del Carlino, Il (Rovigo)" del 30-05-2009)
Argomenti: Province

Abstract: Federica Ferracin con i ragazzi della sua squadra, ha però le idee chiare e pone al primo punto sull'abolizione dell'addizionale comunale. Per dimostrare che le sue non sono parole di circostanza spiega anche come con maggior oculatezza nell'utilizzo delle risorse e tagliando alcune spese sia possibile non far pagare questa tassa.

di CARLO SESTINI ( da "Nazione, La (Grosseto)" del 30-05-2009)
Argomenti: Province

Abstract: è una proposta per il territorio della provincia di Grosseto. Forse nemmeno lui ci crede, visto e considerato che nel suo programma si sostiene l'abolizione delle province. Noi crediamo invece ha proseguito in questa istituzione mettendo in campo persone impegnate e competenti per governare e non candidature solo per prendere voti».

( da "Eco di Bergamo, L'" del 30-05-2009)
Argomenti: Province

Abstract: sindaco uscente che corre per bissare il mandato alla guida della lista «Proposta per Scanzorosciate-Impegno comune». «La novità - spiega Cividini - sta nell'abolizione dell'assessorato di Promozione alla pace, che ogni anno ci costa 30-40 mila euro per un concetto che è già espresso molto bene dall'articolo 11 della nostra Costituzione».

Sulla sicurezza Pd contro la Lega ( da "Gazzetta di Modena,La" del 31-05-2009)
Argomenti: Province

Abstract: più agenti della polizia municipale; stop ai quartieri ghetto; gestione principalmente statale della sicurezza; rispetto della legge italiana; libertà di culto per tutte le confessioni religiose; abolizione della Bossi-Fini; accordi per la riammissione dei migranti respinti richiedenti asilo;

premio tomasello al piccolo zar del giornalismo ( da "Mattino di Padova, Il" del 31-05-2009)
Argomenti: Province

Abstract: O come i viaggi al seguito di Gorbaciov «che lasciava molto spazio ai giornalisti». «Io avevo proposto ancora negli anni Novanta l'abolizione delle misurazioni dell'audience per telegiornali e programmi d'informazione» ha concluso Volcic. Ma nessuno, in questo caso, l'ha ascoltato. (fra.z.)

sartor: il "fasin di bessoi" è un motto che non serve ( da "Messaggero Veneto, Il" del 31-05-2009)
Argomenti: Province

Abstract: C'è poi la questione del riassetto delle autonomie: «Le competenze sulla montagna vanno trasferite alla Provincia, sottraendole alla Regione». Più cauto, invece, sull'abolizione delle Comunità montane: «E' necessario approfondire quello che fanno e soprattutto la capacità di concertazione tra i Comuni.

sam: bollette dell'energia a seconda dell'altitudine ( da "Messaggero Veneto, Il" del 31-05-2009)
Argomenti: Province

Abstract: Per quanto riguarda l'organizzazione delle autonomie, Sam si è detto d'accordo sia sull'abolizione delle Comunità montane, sia sull'accorpamento dei piccoli Comuni ma si tratta di provvedimenti, ha detto, che vanno concertati e valutati nella loro effettiva capacità di ridurre i costi.

GUIDO PANICO CON L'ATTUAZIONE DELL'ISTITUTO REGIONALE SI è APERTA IN ITALIA LA DISCUSSIONE S... ( da "Mattino, Il (Salerno)" del 31-05-2009)
Argomenti: Province

Abstract: intrecciata con gli oscuri sentieri delle strategie politiche, è diabolica. Si può solo temere quello che, a mio giudizio, è il peggio: l'abolizione indiscriminata di tutte le province. Prendiamo il caso della regione Campania e delle sue cinque province. Iniziamo dicendo che la definizione stessa di Campania, intesa come spazio territoriale e culturale in qualche modo omogeneo,

Entrambi hanno scelto di candidarsi perché stanchi delle vecchie facce della politica l... ( da "Messaggero, Il (Frosinone)" del 01-06-2009)
Argomenti: Province

Abstract: per ognuna delle sue liste; Pelagalli guarda al ballottaggio. Sui programmi elettorali i temi di fondo rimangono gli stessi di tutti: Carbone parla di lavoro, di infrastrutture e di edilizia; Pelagalli ha citato iniziative ben precise come l'abolizione della Tosap sui passi carrabili o il riconoscimento di un contributo alle casalinghe.

Per ora è solo una bozza. Anzi è "un bozzone", che porta il nome del ... ( da "Messaggero, Il (Umbria)" del 01-06-2009)
Argomenti: Province

Abstract: bis mette nel mirino gli "Uffici territoriali di Governo", denominazione ufficiale delle Prefetture. Ebbene, il "bozzone Calderoli" prevede l'abolizione di tutte le sedi nelle città con una popolazione residente nella provincia inferiore ai 250.000 abitanti. Insieme a Terni cadrebbero città illustri come Trieste, oppure Grosseto.

Ici: 27% dopo l'abolizione sulla prima casa ( da "Affari e Finanza (La Repubblica)" del 01-06-2009)
Argomenti: Province

Abstract: imposizione fiscale complessiva sugli immobili resta l?Ici la prima tassa, nonostante il gettito complessivo sia diminuito nel 2008, rispetto al 2007, del 27% a seguito dell?abolizione dell?imposta sulla prima casa. Scopri come ricevere sul tuo cellulare Repubblica Gold condividi

Rotonda del Drosso l'ingorgo è finito ( da "Stampa, La" del 02-06-2009)
Argomenti: Province

Abstract: abolizione, fu perfino rifatta completamente e «abbellita». Per la sua posizione (è situata alle porte della città) chiunque entri o esca da Torino deve obbligatoriamente passare da qui. Il risultato è che la viabilità è al collasso e, come se non bastasse, la metropolitana leggera, la linea 4, segue e conclude il suo percorso ruotando lungo la rotonda per poi inserirsi nuovamente

( da "Tempo, Il" del 02-06-2009)
Argomenti: Province

Abstract: provinciale è il modo migliore per lottare contro tutti questi sprechi che dobbiamo sopportare», spiega l'avvocato Vincenzo D'Antò, capofila della protesta. «Molti politici durante le ultime elezioni politiche hanno promesso l'abolizione delle Province, ma noi stiamo ancora aspettando. Il nostro non voto equivale a un referendum abrogativo». A piazza Montecitorio la protesta va avanti.

( da "Eco di Bergamo, L'" del 02-06-2009)
Argomenti: Province

Abstract: Quindi non solo Province? «No, la riforma è contenuta nel Codice delle autonomie al quale sto lavorando con i ministri Calderoli e Maroni, e contempla l'abolizione dei Consorzi di bonifica, degli Ato, delle Comunità montane, tutti enti intermedi che devono finire all'interno della Provincia».

Addio comunità montane ( da "Arena, L'" del 02-06-2009)
Argomenti: Province

Abstract: che invita l'ex presidente della Comunità della Lessinia, Stefano Marcolini, firmatario di un ricorso al Tar contro l'abolizione della comunità, a un minimo di coerenza. «Marcolini vuol far risorgere l'ente e il suo partito da Roma, dov'è al governo, ha già deciso che comunque gli taglia l'ossigeno».

( da "Eco di Bergamo, L'" del 02-06-2009)
Argomenti: Province

Abstract: «all'abolizione dell'assessorato di promozione alla pace che ogni anno ci costa 30-40.000 euro per un concetto già espresso molto bene dall'articolo 11 della nostra Costituzione». Un attacco che l'attuale amministrazione comunale del paese non condivide e questo proprio a partire dalle cifre riportate.

Marco Vinicio Guasticchi, la certezza' del Pd ( da "Nazione, La (Umbria)" del 02-06-2009)
Argomenti: Province

Abstract: La Provincia viene definita da più parti un ente dispendioso, se non inutile. C'è chi vuole abolirla... Non bisogna abboccare al messaggio mediatico di Berlusconi teso a far percepire l'inutilità delle Province perché, mentre sostiene l'abolizione, nella realtà sta trattando con la Lega per far approvare il disegno di Legge Calderoli Brunetta'

Francesca Barracciu (Pd) si unisce alla protesta degli studenti contro l'abolizione del programma Master and Back ( da "SardegnaIndustriale.it" del 02-06-2009)
Argomenti: Province

Abstract: abolizione del programma Master and Back «È una manifestazione sacrosanta quella organizzata dal movimento Master and Back davanti al palazzo della Giunta regionale. La posta in gioco è il futuro delle prossime generazioni. E dunque di tutta la Sardegna».

LETTERA DI SOSTEGNO ( da "Gazzettino, Il (Padova)" del 02-06-2009)
Argomenti: Province

Abstract: quando Michele Bortoluzzi candidato europeo della Lista Bonino-Pannella gliel'ha letta al Pedrocchi. «Noi radicali abbiamo importanti affinità con l'Intesa ma anche coi "grilli", così come io ce l'ho a livello personale con Massimo Carraro con cui la vediamo allo stesso modo sull'abolizione delle Provincie o con Alessandro Zan o Antonio Bressa,

Auto a gas, i veronesi scoprono il risparmio ( da "Arena, L'" del 03-06-2009)
Argomenti: Province

Abstract: Se la Norvegia tramite il suo ministro delle finanze ha proposto l'abolizione totale delle auto alimentate da carburanti tradizionali, il territorio veronese sviluppa da anni numeri interessanti sull'espansione del «sistema gas». Grazie ai dati forniti dal consorzio Ecogas, che raggruppa tutte le categorie che gravitano attorno al gas, dai costruttori ai gestori,

Provinciali, è partito il conto alla rovescia ( da "Giorno, Il (Lecco)" del 03-06-2009)
Argomenti: Province

Abstract: bisogna lavorare per ridurre i costi delle Province fino ad arrivare all'abolizione delle Province stesse. Ci deve essere un partecipazione dei cittadini nelle scelte prese da un Consorzio dei Comuni». Marco Cariboni individua nello sviluppo dei plessi scolastici, nell'ecologia e nella sistemazione della rete stradale gli obiettivi principali da perseguire.

( da "Nazione, La (Lucca)" del 03-06-2009)
Argomenti: Province

Abstract: con rimodulazione e riduzione dei costi a carico delle imprese artigiane, di quelle agrituristiche e dei negozi di vicinato. Conferma ed estensione delle esenzioni per le imprese agricole. Abolizione della tassazione di soffitte e pertinenze per ricovero attrezzi, poiché queste aree favoriscono la conservazione ed il riutilizzo dei materiali».

Un'agenda fitta di impegni sull'intero territorio provinciale per Feli... ( da "Messaggero, Il (Umbria)" del 03-06-2009)
Argomenti: Province

Abstract: Si chiuderà all'insegna della musica e della ternanità la campagna elettorale della lista civica Terni Oltre che insieme a quella degli Abolizionisti della tassa Tevere-Nera sostiene il Candidato a Sindaco Leo Venturi e che candida alla Presidenza della Provincia di Terni Alessandra Robatto.

Secchiaroli: Non voteremo per la Provincia Anzi, siamo per l'abolizione di via Gramsci ( da "Messaggero, Il (Pesaro)" del 03-06-2009)
Argomenti: Province

Abstract: Mercoledì 03 Giugno 2009 Chiudi Secchiaroli: «Non voteremo per la Provincia Anzi, siamo per l'abolizione di via Gramsci»

ingegneri, chiesta l'abolizione dell'ordine ( da "Messaggero Veneto, Il" del 03-06-2009)
Argomenti: Province

Abstract: da più parti è stata chiesta l'abolizione dell'Ordine. L'affidamento degli incarichi professionali è senz'altro il problema più stringente. «L'abolizione delle tariffe minime imposta dal decreto Bersani - ha spiegato il presidente uscente dell'ordine, Gianpaolo Guaran -, combinata con la procedura concorsuale stabilita dalla legge Meloni,

l'ex sindaco belfi scende in campo per i magredi ( da "Messaggero Veneto, Il" del 03-06-2009)
Argomenti: Province

Abstract: della provincia e della regione su quanto l'attuale amministrazione comunale intende decidere». Della Mattia, insieme alla Lega nord, ha infatti presentato agli assessori regionali competenti un'ipotesi di riperimetrazione delle aree di protezione dei magredi, considerate non corrispondenti alla situazione reale,

Prefetture, no di Scajola ai tagli Si va verso lo "sportello unico" ( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 03-06-2009)
Argomenti: Province

Abstract: della Regione, Renzo Tondo, ha deposto una corona d'alloro alla tomba del Duca d'Aosta. «Sono contrario all'abolizione delle Prefetture»: ha detto rispondendo alle domande dei giornalisti. «Non c'è dubbio - ha aggiunto - che c'è stata una proliferazione di Province in questo Paese e questo ha portato come conseguenza a una proliferazione di tutti gli organi periferici dello Stato.


Articoli

l'intervista Luigi Fantoni (candidato per ) (sezione: Province)

( da "Eco di Bergamo, L'>" del 21-05-2009)

Argomenti: Province

l'intervista Luigi Fantoni (candidato per «Basta imbrogli») «Il sondaggio mi dà al 16%? Anch'io sono sorpreso di questa notorietà» --> Giovedì 21 Maggio 2009 CRONACA, pagina 12 e-mail print «Un invito a una trasparenza autentica, a non perdere tempo e a dire le cose come stanno davvero». Luigi Fantoni da Rogno, 58 anni, consulente immobiliare di gestione aziendale, candidato alla presidenza della Provincia, spiega così la scelta del nome «Basta imbrogli» per la lista che lo sostiene (il nome completo è «Liberal democratici per Basta imbrogli»). Alla sua prima esperienza in politica, Fantoni ha già raggiunto, secondo il sondaggio Ipsos-Eco di Bergamo, un'inattesa notorietà: il 16% degli intervistati lo conosce. «Sono piacevolmente sorpreso di questa notorietà - spiega - anche se ritengo sia un risultato da prendere con le pinze». Il punto irrinunciabile del suo programma? «Far lavorare in maniera corretta e completa gli enti locali, supportandoli finanziariamente e con la collaborazione fattiva: credo che i Comuni vadano sostenuti e valorizzati, così come le Comunità montane (e infatti, personalmente, sono contrario a qualunque ipotesi di accorpamento). Nel coordinamento e supporto a questi enti, la Provincia ricopre un ruolo chiave». Quindi, niente abolizione delle Province. «Precisamente. Eliminare le Province significherebbe produrre un inevitabile accentramento dei poteri. Semmai, esse vanno potenziate. Mi piacerebbe per esempio che un tema importante per il territorio bergamasco come quello delle cave fosse di esclusiva competenza provinciale, mentre per ora è più materia regionale. Si lavori per una migliore distribuzione delle competenze». Altri elementi del programma? «Le politiche giovanili, soprattutto per quanto riguarda l'accompagnamento al mondo del lavoro: credo che si debba costruire un rapporto reale, più stretto, tra scuole e imprese, mettendo gli studenti a contatto diretto con le realtà imprenditoriali e produttive. Nella nostra lista ci sono diversi candidati che provengono dal mondo dell'istruzione e da esperienze di attenzione all'ambiente: sono due temi che riteniamo centrali». Ecologisti? «Per chi vive nelle Valli, la tutela dell'ambiente è un punto irrinunciabile». Cosa pensate del progetto dei comprensori sciistici? «Siamo d'accordo, è una realtà che va implementata. È uno dei grandi temi su cui le nostre montagne hanno molto da dire. Naturalmente, lo sviluppo degli impianti deve essere in perfetta sintonia con la tutela dell'ambiente, nel rispetto dei criteri di Agenda 21». Dallo sci a un discorso più generale sul turismo, il passo è breve. «Il turismo va rafforzato, con un ampio coinvolgimento degli addetti ai lavori a livello locale. Nelle nostre Valli non manca la capacità di collaborare, superando i campanilismi. Come esempio, possiamo guardare al comprensorio di Ponte di Legno, in Val Camonica, dimostrazione della voglia diffusa di creare sinergie efficaci che valorizzino le montagne». Inevitabile a questo punto un riferimento all'aeroporto. «È una chicca della Bergamasca, noi ci crediamo molto. Naturalmente, vale il discorso di prima: il potenziamento deve essere compatibile con la sostenibilità da parte del territorio. Già ora sono in atto degli sforzi di limitare i disagi per la popolazione, dovremo fare il possibile, ma lo scalo resta determinante per la nostra economia». Altre infrastrutture? «Molto rimane da fare dal punto di vista della viabilità, soprattutto per quanto riguarda le valli. La Val Cavallina, in particolare, va tenuta in forte considerazione, credo che al momento essa rappresenti una delle situazioni più difficili dal punto di vista del traffico. Bisogna intervenire lavorando a collegamenti efficienti e lasciando perdere le chiacchiere. Sul fronte della pianificazione territoriale, poi, vorrei aggiungere una cosa». Prego. «I Piani territoriali di coordinamento provinciale (Ptcp, ndr) dovrebbero essere considerati davvero a fondo nei loro contenuti da parte degli enti locali, e rispettati appieno dai Comuni nell'ambito della stesura dei Piani di governo del territorio». Come valuta l'amministrazione provinciale uscente? «Ha lavorato in modo passabile, ma preferisco non commentare l'operato altrui e concentrarmi su quello che possiamo fare noi». Ha già le idee chiare in caso di ballottaggio? «No, devo dire che la situazione è un po' confusa, vedremo cosa succede dopo il primo turno». F. M. 21/05/2009 nascosto-->

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I prossimi 6 e 7 giugno il sindaco uscente di Berlingo e Berlinghetto, Dario Ciapetti, tenterà ... (sezione: Province)

( da "Giornale di Brescia" del 21-05-2009)

Argomenti: Province

Edizione: 21/05/2009 testata: Giornale di Brescia sezione:la provincia Dario Ciapetti Dante Paolo Bonfiglio Il municipio di Berlingo I prossimi 6 e 7 giugno il sindaco uscente di Berlingo e Berlinghetto, Dario Ciapetti, tenterà il bis; a contendergli la poltrona di primo cittadino troverà come avversario Dante Paolo Bonfiglio, pure lui consigliere uscente. «La mia lista civica "Per un paese migliore" - spiega - riunisce uomini e donne che intendono operare, senza pregiudizi ideologici, al servizi della comunità di Berlingo e Berlinghetto. Il tema fondamentale della mia azione sarà quello di favorire uno sviluppo sostenibile, armonico, ed equilibrato del «sistema paese» nelle sue varie componenti: abitazioni, servizi pubblici, lavoro, attenzione all'ambiente. Nel nostro operato - continua Ciapetti - intendiamo riconoscere la centralità del cittadino e della famiglia come soggetti dell'azione amministrativa. Valorizzeremo il ruolo fondamentale delle realtà associative, ecclesiali, di volontariato, del terzo settore come protagonisti della vita sociale della comunità». Tutela del territorio. «Per salvaguardare il territorio verso Ovest, intendiamo proseguire l'iter relativo alla variazione dei confini comunali in località Santella Mora-Bargnana, esprimiamo inoltre la nostra più ferma contrarietà alla realizzazione di nuove cave di prestito collegate alle grandi opere viabilistiche». Proseguendo nella lettura del programma, molto ampio e del quale possiamo dare solo qualche «assaggio», troviamo la piantumazione di via XX Settembre di fronte alla lottizzazione di via Falcone, l'ampliamento delle installazioni di pannelli fotovoltaici sugli edifici pubblici; verranno erogati incentivi per le ristrutturazioni del centro storico. Sul fronte sicurezza, «laveremo per razionalizzare il servizio di vigilanza tramite convenzione con i Comuni limitrofi, allo scopo di intensificare la presenza della Polizia locale anche nelle ore serali». Passiamo ora al programma di Dante Paolo Bonfiglio. «L'obiettivo principale della nostra lista - spiega Bonfiglio -, oltre alla valorizzazione del ruolo del Consiglio comunale, è il coinvolgimento della popolazione nelle scelte amministrative, ad esempio mediante l'istituto del referendum consultivo. Riteniamo che democrazia non significhi soltanto chiamare i cittadini al voto ogni cinque anni, ma implichi un continuo confronto con la cittadinanza in merito all'adozione delle scelte determinanti sulla vita della comunità». Nell'ambito delle finanze e dei tributi «proponiamo uno studio per l'abolizione dell'addizionale comunale Irpef. L'abolizione di tale addizionale ha costituito un obiettivo costantemente perseguito dal nostro gruppo nella scorsa tornata amministrativa durante l'elaborazione del bilancio. Per quanto concerne l'ambiente e l'ecologia, intendiamo procedere all'istituzione del sistema della raccolta differenziata porta a porta. Oltre a ciò, ci opporremo alla realizzazione di nuove cave e discariche. Proponiamo la creazione di uno sportello unico per gli stranieri con l'obiettivo di semplificare le pratiche burocratiche per gli immigrati e la promozione di attività finalizzate alla partecipazione degli immigrati stessi. Con riguardo al settore dell'urbanistica intendiamo creare un percorso pedonale che colleghi la frazione Santella Mora e l'abitato di Berlingo; abbiamo inoltre in programma di effettuare il prolungamento di via Don Bosco». Francesco Alberti

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[FIRMA]FLAVIA AMABILE ROMA Università commissariate se avranno gravi deficit di bilancio ... (sezione: Province)

( da "Stampa, La" del 21-05-2009)

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[FIRMA]FLAVIA AMABILE ROMA Università commissariate se avranno gravi deficit di bilancio e abolizione del valore legale della laurea. Il disegno di legge di riforma dell'Università dopo mesi di modifiche, annunci e rinvii è entrato nella fase finale, contiene molte novità, alcune ancora destinate a essere modificate nelle prossime settimane, altre ormai certe. Il ministro dell'Istruzione, Maria Stella Gelmini, ha assicurato che la riforma «è pronta, la presentiamo dopo il 6 giugno per toglierla dalle dinamiche della campagna elettorale e discuterla in Parlamento con un dibattito sereno». La data della presentazione in Consiglio dei ministri dovrebbe essere il 12 giugno, sette mesi dopo la presentazione delle linee guida della riforma. Fra le novità in arrivo il commissariamento degli atenei che non si siano messi in regola con i conti, voluto dal senatore del Pdl Giuseppe Valditara. E, poi, l'abolizione del valore legale della laurea. Di quest'ultima misura si parlava già quando Letizia Moratti era ministro dell'Istruzione. Significa fare in modo che le lauree non siano più tutte uguali davanti alla legge. E quindi si pongono diversi problemi: come si garantirebbe l'esercizio delle professioni libere da quella di avvocato a quella di medico, oppure con che criterio si ammetterebbero i giovani ai diversi esami di Stato o come si dovrebbe prevedere la partecipazione ai concorsi. L'idea, in questo caso, potrebbe essere quella di assegnare punteggi differenti a seconda del «ranking» conquistato dal proprio ateneo. E ancora, come potremmo chiedere all'Europa il riconoscimento dei titoli conseguiti in Italia? Nel governo Berlusconi i sostenitori dell'abolizione del valore legale della laurea sono molti. Il ministro della Funzione pubblica, Renato Brunetta, è a favore: «Tanto più viene meno il valore legale dei titoli di studio tanto più aumenta il valore dei contenuti degli stessi». Anche il ministro Gelmini ci crede. «Se vogliamo una vera concorrenza tra gli atenei si passa da lì e sono convinta che il Paese riuscirà a recuperare efficienza e qualità da questa misura». Il 9 gennaio, la Lega Nord aveva anche presentato in Parlamento un ordine del giorno proprio sull'abolizione del valore legale della laurea sostenendo che l'attuale titolo di studio, legalmente riconosciuto, sarebbe alla base della «falsa concorrenza» agli atenei del Nord da parte delle università meridionali che si sarebbero trasformate in «laureifici». I sostenitori dell'abolizione ritengono infatti che se è soltanto il titolo di laurea il passepartout nel mondo delle professioni gli studenti cercano la sede che prospetta minori difficoltà, i professori si limitano a una preparazione asettica e manualistica e la media dei voti permetterebbe di sovrastimare le università che premiano con un minore impegno. La proposta però non convince i sindacati. Mimmo Pantaleo, segretario generale della Flc-Cgil: «E' il grimaldello con cui passare a un sistema privatistico e alla nascita dei laureifici». www.lastampa.it/amabile

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Tutela dei vini: i parlamentari Ue se ne occupano (sezione: Province)

( da "Libertà" del 21-05-2009)

Argomenti: Province

Tutela dei vini: i parlamentari Ue se ne occupano di MARIA GRAZIA CAVENAGHI SMITH* La tutela del vino, della sua qualità e delle produzioni tradizionali è un tema caro alla Provincia di Piacenza. Dal Gutturnio al consorzio di tutela il vino è un mezzo per far conoscere il territorio: tutelare i prodotti vitivinicoli diventa allora una priorità strategica per la zona. Poiché spesso le notizie riportate sulle "decisioni di Bruxelles" sono poco chiare, vogliamo vedere come sono andate le cose la scorsa settimana all'Europarlamento, proprio su questi temi? Ventiquattro europarlamentari di quattro gruppi politici diversi, tra i quali dieci italiani, hanno presentato un'interrogazione alla Commissione europea. L'oggetto della discussione? L'intenzione della Commissione europea di "abolire il divieto di coupage dei vini bianchi e dei vini rossi senza AOP o IGP per produrre vino rosé". In una parola, secondo l'opinione di molti produttori, ciò comporterebbe una possibile riduzione della qualità dei vini rosé. Gli Europarlamentari intervenuti in aula hanno sottolineato che i professionisti delle regioni interessate hanno espresso, anche al Parlamento europeo, le loro profonde inquietudini di fronte alle gravi conseguenze sul piano economico, ecologico e occupazionale di una decisione che potrebbe consentire di fabbricare rosé a buon mercato. Secondo i deputati, infatti, una tale decisione penalizzerebbe quanti "hanno fatto sforzi ed investimenti notevoli per elaborare un vino rosé di grande qualità, riconosciuto come vero vino ed adeguato ad una domanda in crescita". Impegno che " ha portato elementi di equilibrio in termini di economia locale e regionale e di gestione del territorio". Dinamica nota anche alla Provincia di Piacenza, dove i Doc non sono solo vini, ma anche cultura e valore aggiunto. Dopo queste preoccupate interrogazioni, gli eurodeputati hanno chiesto alla Commissione europea di "rinviare la decisione contestata, prevista per la fine di aprile, e procedere ad un'ampia concertazione con i professionisti del ramo, in base ad uno studio approfondito riguardante le conseguenze economiche, sociali ed ambientali derivanti dall'abolizione del divieto di coupage". Ma hanno aggiunto anche un'altra richiesta importante: "proporre opzioni che consentano di far beneficiare il settore vitivinicolo europeo di una maggiore competitività sui mercati europei e dei paesi terzi, mettendo i vini rosé tradizionali al riparo dalla concorrenza sleale". Ogni decisione sul tema, per ora, è rinviata ad un probabile voto del Consiglio europeo in Giugno, durante il quale sul tema si esprimeranno anche i rappresentanti degli Stati Membri, quindi anche quelli italiani. Intanto, la buona notizia è che i parlamentari europei hanno preso una posizione chiara a tutela delle produzioni tradizionali di vino. *direttrice Ufficio a Milano del Parlamento europeo 21/05/2009

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Brunetta: province da trasformare (sezione: Province)

( da "Resto del Carlino, Il (Ascoli)" del 21-05-2009)

Argomenti: Province

ASCOLI PRIMO PIANO pag. 3 Brunetta: province da trasformare «Ad Ascoli conquisteremo Comune e Provincia, poi assalto alla Regione» LA VISITA DEL MINISTRO RIVOLUZIONE in corso': è il titolo del libro del ministro Brunetta, ma è anche il messaggio che il rappresentante di Governo manda al Paese e, nella sua giornata ascolana, anche al territorio ascolano. E' un Brunetta che tira dritto, che non ammette fronzoli o domande che ritiene superficiali. E' un ministro che si compiace di quello che fa e che ha fatto, senza mezzi termini e senza compromessi dialettici pre-elettorali. Il professor Renato Brunetta, quello visto alla libreria Rinascita prima nella presentazione del suo libro e al cinema Piceno poi, colpisce subito per la sua chiarezza così come per la sua netta convinzione di essere nel giusto. Tante parole, con la professoressa Donatella Ferretti ad introdurre ed i due candidati del Pdl, Guido Castelli e Piero Celani, al fianco del ministro per surriscaldare il clima della campagna elettorale. E Brunetta non si piega, non usa i toni suadenti di chi cerca consenso a tutti i costi: «La crisi nelle Marche? E' come nelle altre parti d'Italia. Bisogna che i marchigiani si rimbocchino le maniche, come tutti gli altri italiani». Poi una parola sul futuro delle Province, tanto discusse tra ipotesi di nuove istituzioni e abolizione totale: «L'idea è quella di andare a mantenere le Province, ma trasformandole in enti di secondo grado, con consigli di amministrazione costituiti da membri nominati dalla Conferenza dei sindaci e non eletti. E con l'inglobamento di altre funzioni che oggi sono di diversi enti e società». Poi un botta e risposta all'uscita della libreria, con una giovane studentessa, fino ad arrivare al cinema Piceno. E qui il ministro diventa protagonista nell'illustrare gli scenari della crisi e la possibile ricetta per uscirne. «Per la cassa integrazione spiega abbiamo già stanziato otto miliardi di euro e siamo stati così bravi che non li abbiamo ancora utilizzati tutti. L'unica cosa che non abbiamo fatto, invece, è la detassazione delle tredicesime. Un'operazione che voleva la sinistra e che ci sarebbe costata 13 miliardi di euro. I consumi, sotto Natale, sono andati bene lo stesso e quella cifra, invece, l'abbiamo investita per la cassa integrazione». «Ma se andiamo a vedere prosegue il ministro questa crisi ha portato a 500 mila persone senza lavoro, tra disoccupati e cassintegrati, su circa 14 milioni di persone che hanno mantenuto il posto. Queste persone hanno anche visto aumentare il proprio reddito del 4 per cento, sulla base della vecchia inflazione, a fronte di un crollo dei prezzi. Dunque, è aumentato il potere di acquisto che ha permesso, in questa fase di crisi, di risparmiare. Alla fine, quindi, chi veramente ha subito il colpo della crisi sono gli autonomi. Se, però, noi riusciamo a stimolare ad investire o a spendere quei risparmi, ecco che si apre la fase della ripresa. Ecco perché il piano casa può rimettere in moto tutto ciò che ruota attorno al mondo dell'edilizia». Infine, la richiesta di quella che il ministro chiama l'onda azzurra', come l'onda verde dei semafori: «Oggi dobbiamo conquistare Comune e Provincia, poi un altr'anno la Regione, per far sì che non ci siano più ostacoli e si possa governare senza intralci o freni strumentali». l. marc.

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DOPO 10 anni di assenza la Lega Nord si presenta con una propria lista a sostegno... (sezione: Province)

( da "Nazione, La (Firenze)" del 21-05-2009)

Argomenti: Province

PRIMO PIANO FIRENZE pag. 5 DOPO 10 anni di assenza la Lega Nord si presenta con una propria lista a sostegno... DOPO 10 anni di assenza la Lega Nord si presenta con una propria lista a sostegno, insieme al Pdl, del candidato presidente alla Provincia Samuele Baldini. I temi programmatici del partito, elencati dal segretario provinciale Marco Cordone, sono l'abolizione di tutti i consorzi di bonifica, la costruzione del termovalorizzatore e la lotta all'immigrazione clandestina. «La Lega farà di tutto per bloccare la proposta di legge regionale che garantirebbe assistenza sociale e sanitaria a chi non ha permesso di soggiorno», afferma Claudio Moranti segretario della Lega Nord per la Toscana e in corsa per le europee.

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di FRANCO TINELLI PER LA PRIMA VOLTA l'Udc si presenta alle elezioni prov... (sezione: Province)

( da "Nazione, La (Siena)" del 21-05-2009)

Argomenti: Province

CRONACA SIENA pag. 9 di FRANCO TINELLI PER LA PRIMA VOLTA l'Udc si presenta alle elezioni prov... di FRANCO TINELLI PER LA PRIMA VOLTA l'Udc si presenta alle elezioni provinciali con una propria lista e un proprio candidato presidente, Angiolo Del Dottore (ha presentato la sua lista martedì sera al ristorante Marsili). La scorsa tornata elettorale, il partito di Casini aveva candidati nella lista di Forza Italia ma nessuno è entrato in consiglio. Alle politiche del 2008, l'Udc a Siena arrivò attorno al 4,5%. In calo rispetto al 6,3% delle politiche precedenti. In queste amministrative, l'Udc a livello nazionale si è apparentata, a seconda dei casi, con il Pdl o con il Centrosinistra. Perché a Siena l'Udc va da sola? «Vogliamo superare il modello bipolare, rappresentare coloro che non si riconoscono né nella sinistra né nella destra, a livello locale impegnate a inveire l'una contro l'altra senza interpretare le richieste della società. Inoltre vogliamo contarci». Qual è il vostro obiettivo? «Miriamo al 7%, che ci consentirebbe di avere due consiglieri». Che cosa vi fa sperare? «Non è vero che Siena sia un'isola felice. C'è un malcontento diffuso verso chi ha governato finora perché, al di là delle buone intenzioni, c'è stata poca concretezza nel dare soluzione ai problemi». Andiamo allora sul concreto. Che fare a livello locale per combattere la crisi economica? «Le istituzioni devono intervenire nell'economia anche direttamente promuovendo iniziative di sostegno. Ma soprattutto devono fare investimenti strutturali.» In pratica? «Bisogna migliorare i collegamenti ferroviari. Bene chiedere che non vengano soppressi treni da Chiusi per Firenze e Roma. Ma in ambito locale bisogna migliorare i collegamenti Siena-Empoli e Siena-Chiusi.» Restando nell'ambito dei trasporti. Volete o no l'ampliamento dell'aeroporto di Ampugnano? «Prima bisogna creare una rete di collegamenti viari e ferroviari adeguati. Poi si può discutere sull'eventuale ampliamento dello scalo e sulle dimensioni da dargli.» Parliamo del commercio, anch'esso in crisi. «Noi vogliamo valorizzare i piccoli negozi e bloccare la proliferazione dei centri commerciali. Bisogna assolutamente sostenere i cosiddetti Centri commerciali naturali, cioè gli esercizi dei nostri meravigliosi centri storici, che contribuiscono a tenerli socialmente vivi e a mantenere elevati livelli di sicurezza.» Come sostenere i piccoli commercianti? «Occorre ridurre le tasse locali che gravano su questi negozi, favorire la filiera corta. Dobbiamo aiutarli in tutti i modi per evitare la desertificazione: da gennaio a settembre del 2008 nel Comune di Siena hanno chiuso 150 piccoli negozi.» Le erogazioni della Fondazione... «La stagione delle erogazioni a pioggia è finito. Basta dare soldi a associazioni, circoli e gruppetti vari solo per per avere ritorni di consenso politico! Bisogna concedere fondi finalizzati a progetti e obiettivi definiti a monte dalle istituzioni del governo locale.» A proposito di istituzioni: anche nell'Udc in tanti sono per l'abolizione delle Province. «La realtà di Siena, con il suo enorme territorio, è diversa. Noi vogliamo potenziare la Provincia ed assegnarle tutte quelle competenze che ora sono spezzettate fra consorzi di bonifica, comunità montane, Ato. Ci vuole un unico, forte ente che coordini queste funzioni».

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Prima della poltrona Penati perde la testa Insulti e bugie per sgambettare Podestà (sezione: Province)

( da "Giornale.it, Il" del 21-05-2009)

Argomenti: Province

n. 122 del 2009-05-21 pagina 4 Prima della poltrona Penati perde la testa Insulti e bugie per sgambettare Podestà di Gianandrea Zagato «Podestà? Bugiardo, mentitore e incompetente». Filippo Penati perde le staffe e insulta Guido Podestà, candidato Pdl e Lega alla Provincia di Milano. È nervoso, l'inquilino uscente di Palazzo Isimbardi, «sono i suoi ultimi quindici giorni da presidente prima di finire all'ospizio del Pd con Prodi, Veltroni e compagni», commenta Matteo Salvini che sottoscrive la scelta di Guido Podestà di non replicare. Già, Podestà decide di non «scendere a una polemica di bassa lega» e di continuare a far parlare «i fatti»: «Il confronto con Penati è sui fatti e, lui, non ha fatto un chilometro di autostrade in cinque anni e, sempre lui, sul piano provinciale dei rifiuti è stato commissariato dalla Regione Lombardia». Tutto vero, compreso il particolare che cinque anni fa, nel 2004, fece la campagna elettorale «promettendo l'abolizione del ticket sanitario pur sapendo che la Provincia non poteva farlo perché di competenza regionale», osserva Bruno Dapei (candidato al collegio Milano 1). Come dire: «Penati è un incompetente» ma anche un «bugiardo»: «Garantiva che il 50 per cento della sua giunta sarebbe stato in "rosa" mentre dopo aver girato assessori su assessori per evitare crisi di maggioranza ci sono solo quattro donne su sedici». Insomma, «Penati quando dà del "bugiardo" e dell'"impostore" se lo dice a uno specchio che cioè riflette la sua immagine». Commenti ed esempi di malgoverno a parte, ecco l'elenchino penatiano delle «bugie» made in Podestà: «Rifiuti, si rischia l'emergenza», «La Provincia ha contrastato l'arrivo di Tem». L'accusa poi di «incompetente» è per aver suggerito per Expo «una legge speciale». Facile la replica per chi si è opposto nell'aula di Palazzo Isimbardi ai «trucchi di Penati»: «Mente sapendo di mentire per nascondere anni di nulla, tranne dello spreco come i soldi pubblici utilizzati per una presunta campagna istituzionale» denuncia Giovanni De Nicola (Pdl). Chiaro a tutti, dunque, che «i presupposti per un confronto non ci sono», che «la risposta al dialogo aperto dal presidente Silvio Berlusconi sono gli insulti». Non è difficile, continuano gli uomini del Pdl, sapere perché: basta sfogliare i sondaggi, tra Podestà e Penati ci sono più di dieci punti di differenza, «evidente che si agiti come un pesce senza ossigeno, come chi all'88esimo minuto perde tre a zero». E oltre ai numeri ci sono poi, affermano, i sondaggi al mercato, «chi lo rimpiange? Nessuno, tranne i suoi consulenti d'oro». © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano

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Prima ci ha pensato Vietti, candidato per l'Udc alla presidenza della Provincia ma teorizzatore... (sezione: Province)

( da "Stampa, La" del 22-05-2009)

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Prima ci ha pensato Vietti, candidato per l'Udc alla presidenza della Provincia ma teorizzatore dell'abolizione dell'ente. Poi è stata la volta di Claudia Porchietto, la sfidante del Pdl, convinta che abbia una sua utilità «a patto che venga gestito bene». Dai e dai, alla fine ad Antonio Saitta è saltata la mosca al naso. Il primo confronto fra i tre candidati, organizzato dall'Associazione nazionale donne elettrici, è finito con un'imprevista serie di scintille. Il presidente uscente non ha gradito le «generalizzazioni» dei suoi avversari. In particolare quelle di Porchietto, verso la quale non nasconde una buona dose di antipatia (cordialmente ricambiata). Dal bilancio alla tangenziale est, passando per la circonvallazione di Venaria, l'ex-presidente di Api Torino ha attaccato a testa bassa su tutta la linea. Lui ha replicato colpo su colpo, con il tono prima infastidito e poi visibilmente seccato. E alla fine se ne andato. Di posare insieme davanti ai fotografi, manco a parlarne.

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e i tre candidati alla provincia discutono se abolirla o meno - marco trabucco (sezione: Province)

( da "Repubblica, La" del 22-05-2009)

Argomenti: Province

Pagina XVII - Torino E i tre candidati alla Provincia discutono se abolirla o meno Porchietto promette la circonvallazione di Venaria E Saitta: "La stiamo già costruendo" Un dibattito surreale ieri al Turin Palace. Secondo Vietti "due terzi del bilancio sono spese che si autoalimentano" MARCO TRABUCCO Surreale: non si può definire altrimenti un dibattito fra tre candidati alla presidenza della Provincia che, per circa metà della sua durata, discute sul fatto se sia giusto o meno abolire la Provincia stessa. E le Provincie in generale. è successo ieri all´hotel Turin Palace dove, davanti alla platea non foltissima dell´Ande (Associazione nazionale donne elettrici), si sono confrontati per la prima volta in un vero faccia a faccia il presidente uscente Antonio Saitta (Pd) la candidata del Pdl Claudia Porchietto e quello dell´Udc, Michele Vietti. Moderava l´ex presidente della Provincia, Nicoletta Casiraghi. Saitta, che come tutti i «campioni in carica» preferirebbe non affrontare gli sfidanti in un confronto diretto, è arrivato in lieve ritardo. E si è trovato così a dover rispondere alle questioni che i due rivali già avevano gettato sul tappeto. Se a questo si aggiunge la naturale antipatia che il presidente uscente nutre per l´ex presidente dell´Api Porchietto, è evidente che il tono del dibattito non poteva che alzarsi. E Vietti, terzo incomodo che molto si diverte nel ruolo, ha giocato di fioretto per stuzzicare i due rivali: con Saitta provocandolo appunto sull´abolizione delle Provincie (il cavallo di battaglia elettorale del candidato dell´Udc), con Porchietto criticando invece ad ogni pie´ sospinto il governo (tra i mugugni di disapprovazione della sala). «Circa due terzi del bilancio della Provincia, 700 milioni di euro, sono di spese correnti - ha spiegato Vietti - e quindi in gran parte sono inutili, sono spese che si autoalimentano. Abolendo l´ente si può risparmiare molto». «Il problema è come si spende - ha detto invece Porchietto - si può risparmiare molto in consulenze e tagli di enti inutili». Saitta ha replicato seccato: «Nelle spese correnti della Provincia ci sono quelle per la formazione professionale, per il turismo e così via. In questi cinque anni poi abbiamo tagliato le consulenze da 9 milioni a 1,5 e ridotto il personale da 2.300 addetti a circa 1.900. Insomma le vostre sono accuse che rimando al mittente». Poi un divertente siparietto con Porchietto che, alla domanda su quali sarebbero i suoi primi atti se fosse eletta, aveva risposto mettendo in testa all´elenco la circonvallazione di Venaria: «Si informi, perché quella circonvallazione non solo è già progettata ma è in costruzione da oltre un anno - ha replicato, piccato, Saitta - Qui mi sembra che proprio non si conosca quali sono le competenze e i compiti dell´ente che si dovrebbe poi governare». Poi la conclusione con un attacco al governo Berlusconi: «Il primo problema da affrontare, anche per la Provincia, è quello della crisi. Ma potremo farlo con armi spuntate se il governo continua ancora a negarne l´esistenza».

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nasce il comitato per il sì (sezione: Province)

( da "Nuova Venezia, La" del 22-05-2009)

Argomenti: Province

REFERENDUM Nasce il comitato per il sì Si è costituito oggi a Venezia il «Comitato per il sì al referendum». In Provincia di Venezia nel corso del 2007 erano state raccolte circa 18 mila firme, 50 mila nel Veneto e 800 mila in Italia. «Il sì ai tre quesiti referendari - ha detto il portavoce del Comitato, Valter Vanni - serve anche per impedire ai partiti di candidare le stesse persone in più collegi, per poi eleggere, ma sarebbe più appropriato dire nominare, i portaborse dei notabili di turno al posto loro». Secondo Vanni «il referendum è l'unico strumento in mano ai cittadini per superare l'attuale legge elettorale'porcellum' e rimettere in moto le riforme necessarie per un governo efficiente». Tre i quesiti che saranno posti al vaglio di cittadini. Due, per Camera e Senato, propongono l'abolizione del premio di maggioranza a favore della coalizione che ha preso più voti, attribuendolo al solo partito che risulterà primo. Il terzo abolisce la possibilità delle candidature plurime.

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(sezione: Province)

( da "Resto del Carlino, Il (Forlì)" del 22-05-2009)

Argomenti: Province

FORLI' PROVINCIA pag. 7 «Il sogno: costituire la Provincia della Romagna Fiorentina» ROMOLO PERFETTI (Lista Toscana Granducale) ROMOLO Perfetti, 47 anni, ex carabiniere e figlio del presidente della corte d'Appello di Firenze, perché si è candidato a sindaco? «Per tentare di risolvere i problemi di questo bel paese che mi piace molto». Da Firenze? «Non mancano casi illustri di sindaci che non sono del Comune o del territorio che amministrano». A chi si riferisce? «Al sindaco di Firenze Dominici, che vene da Roma, a Vittorio Sgarbi, un ferrarese che fa il sindaco di Salemi, in Sicilia, e a Giorgio La Pira, un siciliano che è stato uno dei più grandi sindaci di Firenze». Perché una lista Toscana Granducale per la Romagna Fiorentina Provincia? «Non siamo un partito, ma un movimento politico né di destra né di sinistra». Che cosa si propone di fare? «Istituire un comitato dei sindaci della zona appenninica tosco-romagnola che porti alla costituzione della futura Provincia della Romagna Fiorentina, da Marradi a Sarsina». Quali sarebbero i Comuni interessati? «Firenzuola, Palazzuolo sul Senio, Marradi, Modigliana, Tredozio, Castrocaro e Terra del Sole, Dovadola, Rocca San Casciano, Portico e San Benedetto, Premilcuore, Galeata, S. Sofia, Bagno di Romagna, Verghereto e Sarsina». Non le sembra anacronistico, in un'epoca in cui si parla di abolizione delle province? «Ogliastra, in Sardegna, è stata costituita provincia con 15mila abitanti». Quali sono i principali problemi del paese? «Le cose che interessano maggiormente la gente sono: la sistemazione della strada, l'arrivo dell'Adsl e la copertura dei cellulari». Problemi importanti, ma non le sembra un po' poco? «C'interessiamo anche di servizi, l'assistenza sanitaria e gli anziani, la tutela dell'ambiente». In caso di vittoria, sarebbe disponibile a trasferirsi? «Trasferirmi è un po' problematico, ma sarei disponibile a venire tutte le volte che è necessario. Certamente per il consiglio comunale». Nel 2004 avete raccolto solo 11 voti. «Speriamo questa volta di raccogliere più consensi, almeno 50 voti per portare un consigliere in Comune». Conosce qualcuno a Premilcuore? «Ho parlato coi candidati sindaci e anche in piazza con diverse persone». Cosa dice la gente? «Che è stanca dei partiti. E noi vorremmo portare un po' di fiducia a Premilcuore». Cosa le piace di più di Premilcuore? «Il calore umano, un calore romagnolo espresso in stile toscano».

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I giovani incontrano i candidati alla presidenza della provincia e chiedono impegni concreti. In pri... (sezione: Province)

( da "Messaggero, Il (Frosinone)" del 22-05-2009)

Argomenti: Province

Venerdì 22 Maggio 2009 Chiudi I giovani incontrano i candidati alla presidenza della provincia e chiedono impegni concreti. In primis più attenzione sotto forma di un assessorato alle politiche giovanili, in modo da avere un raccordo tecnico tra tutti gli assessori provinciali riguardo qualsiasi tema; un capitolo di bilancio dedicato alle attività della consulta giovanile e di un sostegno economico, di incentivi a chi vuole fare impresa. C'era la I giornata della Consulta provinciale dei giovani di Marina Kovari, ieri alla villa comunale di Frosinone, e alle 17.30 i ragazzi hanno potuto richiamare all'appello i candidati sui problemi che direttamente li riguardano: l'università in primis. Quella di Cassino ma anche le sedi distaccate di Frosinone e della provincia. Poi, come è logico che sia, il discorso si è ampliato sul lavoro, sull'edilizia scolastica fino ad arrivare a richieste esplicite di impegno se eletti. In sala, più o meno presenti, c'erano sette degli otto candidati alla presidenza (assente Aldo Carbone). C'era Domenico Marzi, candidato per il Terzo Polo, il quale ha ripercorso il suo impegno per l'istruzione durante il suo mandato di sindaco di Frosinone: «Come sindaco - ha ricordato - mi sono anche incatenato per ottenere le sedi universitarie distaccate nel capoluogo». Marzi ha chiesto quindi di apporre "una x violenta su chi propone l'abolizione della provincia come ente fonte di sprechi e poco risolutivo dei problemi del territorio". Al suo fianco i candidati della sinistra frantumate: Paolo De Simone (Rosso di sera), Ornella Carnevale (Prc) e Luigi Sorge (Partito Comunista dei Lavoratori). Immancabile per loro il richiamo ad una scuola ed università accessibile a tutti e laica, all'importanza del lavoro, nell'aumento dei finanziamenti per la scuola pubblica dichiarandosi favorevoli agli incentivi per le imprese giovani e per le attività per la consulta, ma non per l'istituzione di un apposito assessorato (almeno De Simone e Sorge visto che la Carnevale era già andata via). Su posizioni diverse, ovvero parere favorevole, oltre che ai finanziamenti anche alla creazione di un apposito assessorato, erano invece Antonio Pelagalli, candidato per la lista "I cittadini delle culture e colture d'Italia", Gianfranco Schietroma e Antonello Iannarilli. Il candidato per il centrosinistra ha accordato l'ipotesi di un assessorato alle politiche giovanili ma si è detto perplesso sulla sua utilità in quanto andrebbe a sovrapporsi al lavoro della consulta. Poi Schietroma ha citato una sua proposta in programma, quella dell'osservatorio sul mondo giovanile e ha puntato l'accento sulla necessità di decentramento dell'università, in chiusura riproponendo il suo cavallo di battaglia: il turismo per creare nuovi sbocchi occupazionali. Iannarilli per il centrodestra, invece, sui è mostrato attento all'onda di internet, mettendo il suo programma online, promuovendo la banda larga e dimostrandosì altresì disponibile per tutte e tre le richieste: il finanziamento per le imprese, per le attività della consulta giovanile, e l'assessorato, promettendo di sceglierne tra i giovani della sua lista. De. Co.

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Libè: (sezione: Province)

( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 22-05-2009)

Argomenti: Province

FIDENZA 22-05-2009 VERSO IL VOTO IL CANDIDATO UDC ALLA PRESIDENZA HA FATTO TAPPA IN CITTA' Libè: «Una Provincia leggera e più spazio ai Comuni» Marocchi, candidato consigliere: «Strada Soragna-Fidenza al collasso» Gianluigi Negri II «Da tempo sosteniamo di non condividere il modo di gestire la Provincia da parte di Bernazzoli e del centrosinistra, così come non condividiamo, più in generale, la gestione delle Province in Italia». La campagna elettorale del candidato alla presidenza della Provincia Mauro Libè, deputato dell'Udc e segretario della Commissione Ambiente della Camera, ha fatto tappa a Fidenza. Nello sfidare il presidente uscente, Libè propone anche la sua ricetta per il governo dell'ente di piazza della Pace: «Un anno fa, in campagna elettorale, quasi tutte le forze politiche sostenevano la necessità di abolire le Province. Oggi siamo rimasti solo noi dell'Udc. Sono convinto che un ente di coordinamento serva, ma deve essere più leggero e saper coinvolgere realmente tutti i Comuni: parlo di un organismo di secondo grado nel quale i sindaci di ogni Comune possano essere presenti per pianificare uno sviluppo del territorio con maggiori risorse e con più organicità. Il dirigismo di Bernazzoli non ha consentito di realizzare opere importanti per più territori (penso a com'è oggi la provinciale Soragna-Fidenza) nemmeno in un campo, come quello della viabilità, in cui la Provincia ha comunque lavorato tanto». In molti chiedono a Libè come mai corra per la presidenza della Provincia se poi vuole abolire questo ente: «Mi candido perché non è possibile rafforzare il candidato del centrosinistra e soprattutto per iniziare fin da subito ad alleggerire i costi della Provincia, indirizzandola verso i suoi veri compiti di coordinamento e indirizzo». Tra le proposte del parlamentare dell'Udc, c'è il trasferimento di personale dalla Provincia nei piccoli Comuni oppure in questura: «In questo caso mi riferisco ad addetti a pratiche legate alla burocrazia e ai passaporti, per "liberare" più agenti delle forze dell'ordine sul territorio anziché chiuderli negli uffici». Un'altra proposta è l'abolizione dell'addizionale provinciale sulle bollette Enel per le famiglie bisognose. «E poi il nostro territorio è il collegamento naturale tra il mare, ossia il mondo, e l'Europa: dov'è il progetto turistico di questa Provincia? La mia proposta contrasta quella di Bernazzoli perché io parlo dello sviluppo normale di una struttura e di un territorio, portando avanti una politica di piccoli passi concreti, non una politica fatta di slogan». Nella sua tappa fidentina, Libè ha anche presentato il candidato al consiglio provinciale che corre per l'Udc nel collegio Fidenza centro. è Giovanni Marocchi, 51 anni, capogruppo di opposizione a Soragna, titolare di una libreria del centro da quasi 25 anni: «Partirò dall'ascolto dei problemi della gente - afferma Marocchi - per occuparmi di temi, ad esempio, come quello delle scuole pubbliche (che a Fidenza vanno tutelate come patrimonio) e per migliorare la situazione viabilistica di una strada al collasso come quella che unisce Soragna a Fidenza». Sul suo ingresso nell'Udc, il candidato del collegio Fidenza centro aggiunge: «Mi sono avvicinato al partito di Casini per due ragioni legate ai metodi e alle idee: per i miei ideali cristiani e per la moderazione, intesa come principio fondamentale per affrontare e risolvere i problemi». Candidati Mauro Libè (a destra) insieme a Giovanni Marocchi.

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comunità montane: accordo tra pdl, udc e lega per abolirle il pd: un regalo al carroccio (sezione: Province)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 22-05-2009)

Argomenti: Province

Pagina 6 - Regione Comunità montane: accordo tra Pdl, Udc e Lega per abolirle Il Pd: un regalo al Carroccio La polemica TRIESTE. Comunità montane, il centrodestra al governo della Regione si ricompatta. Dopo le minacce di rottura della Lega Nord, un ordine del giorno a firma Pdl, Udc e della stessa Lega sancisce l'armonia ritrovata: via libera all'abolizione degli enti montani entro l'anno e sí al finanziamento triennale di 21,2 milioni a favore della montagna. Come previsto nel ddl anti-crisi. Le tensioni polarizzano tutta la giornata di ieri fino al fotofinish del voto, quando Danilo Narduzzi, capogruppo del Carroccio, annuncia il voto favorevole al pacchetto di misure anti-crisi e la fine dello ostilità aperte dal segretario regionale della Lega, Pietro Fontanini. Che fino all'ultimo tiene alta la guardia sull'argomento. E questo nonostante i chiarimenti del presidente della Regione, Renzo Tondo, che annuncia una prossima, organica, riforma degli enti locali che metterà fine alle Comunità montane. Parte la mediazione e l'idea di un odg "distensivo". I contenuti? L'impegno da parte della Giunta regionale a predisporre entro il 31 dicembre 2009 in disegno di legge di modifica dell'ordinamento degli enti locali. Un ddl che preveda l'abolizione delle Comunità montane e l'elaborazione di soluzioni organizzative più agili e snelle per realizzare una efficace politica di sviluppo montano. Ma è l'Udc per prima a non apprezzare l'interventismo della Lega. In Aula Maurizio Salvador e Alessandro Tesolat (Udc) spendono parole dure contro un duello di fatto più politico che sostanziale. Salvador, e l'Udc, non sono contrari all'abolizione delle Comunità montane. Anzi. «Le Comunità vanno abolite - afferma - ma non siamo assolutamente d'accordo sulle modalità. Non si fanno riforme cosí delicate e impegnative sulla base di ordini del giorno». Le opposizioni non risparmiano le critiche. Prosaico il capogruppo del Pd, Gianfranco Moretton: «Il presidente Tondo paga la cambiale alla Lega». E Piero Colussi, capogruppo di IdV-Cittadini, lancia la proposta di un ddl sui comuni di vallata. Duro l'intervento del consigliere Franco Brussa (Pd), che ha chiamato in causa interventi passati del presidente Tondo, che - secondo Brussa - aveva definito le Comunità montane «ultimi baluardi della Dc». Brussa ha difeso l'operato passato degli enti, puntando il dito anche contro il giudizio espresso da Enore Picco (Lega), che aveva detto che negli enti trovano spazio i "trombati" della politica. Picco impegnato poi in un simpatico siparietto di accuse politiche in italian-friulano con il past assessore alla Montagna, Enzo Marsilio (Pd). Brussa ha concordato con la necessità di abolire gli enti, ma ha invitato Tondo a procedere «con una riforma seria. Noi vi aiuteremo». I Cittadini hanno avanzato anche anticipato l'intenzione di produrre un ddl sui comuni di vallata: l'idea è superare l'impalcatura delle Comunità montane a favore di una struttura più snella e aderente alle nuove esigenze della montagna. (s.s.)

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Marcegaglia, parole nuovee vecchie paure (sezione: Province)

( da "Secolo XIX, Il" del 22-05-2009)

Argomenti: Province

Marcegaglia, parole nuovee vecchie paure massimo baldini C'è un dato che va sottolineato nella relazione che Emma Marcegaglia ha tenuto all'assemblea di Confindustria. Nei prossimi vent'anni il numero delle persone ad alto reddito nel mondo salirà di 500 milioni, per l'80% concentrati nei Paesi in via di sviluppo. Continua cioè l'espansione della classe media mondiale, che vent'anni fa neppure esisteva. Questo significa che i beni prodotti dalle nostre imprese hanno di fronte un numero crescente di possibili clienti. La recente crisi ha frenato queste dinamiche, ma passerà prima o poi. Se il numero dei potenziali clienti di prodotti di qualitàè destinato ad aumentare, le imprese italiane dovranno però conquistarseli. Per questo serve, a tutti i livelli, investire nella qualità: non solo delle imprese, ma anche delle istituzioni e del capitale umano. Il messaggio principale della leader di Confindustria sta proprio nell'importanza di questo investimento collettivo per migliorare le condizioni in cui in Italia si trova chi lavora per il mercato. È fortissima la vicinanza con la linea della Banca d'Italia, che interviene spesso, soprattutto con la Relazione di fine maggio sulla situazione economica del Paese, per cercare di influenzare il dibattito sull'agenda economica e politica. Marcegaglia, ad esempio, condivide l'idea che «le imprese italiane dovranno crescere dimensionalmente», perché«essere piccoli comporta penalizzazione nell'accesso ai mercati, meno ricerca e investimenti immateriali». E respinge ogni protezionismo. Non si tratta di una scelta scontata: avrebbe potuto anche invocare il sostegno del governo in questo momento molto difficile. Le principali richieste fatte al governo riguardano invece la velocità dei pagamenti ai fornitori e la garanzia che le banche facciano il loro mestiere. Almeno a parole, gli imprenditori vogliono una società aperta al nuovo, competitiva e fondata sul merito. Sembra di essere lontani dalle suggestioni da piccolo mondo antico che affiorano quando esponenti del governo esaltano il ruolo della famiglia come ammortizzatore sociale o l'importanza delle identità locali. Qualche giorno fa il presidente del Consiglio ha dichiarato di non volere una società multietnica. Ieri Marcegaglia, certo consapevole che l'accostamento non sarebbe sfuggito, ha detto l'opposto. E ha detto anche che deve vigere il rispetto della legalità, a cominciare dagli obblighi con il fisco. Non ha insistito sul carico fiscale, ma soprattutto sulla necessità di fare le riforme. Anche questa enfasi sulle riforme sembra una replica a chi sostiene che in questa fase difficile non si possono introdurre nuovi elementi di incertezza. Una riforma su tutte è urgente: l'aumento dell'età pensionabile. Meglio farlo con calma che essere obbligati dall'emergenza tra pochi anni. Sull'Università Marcegaglia ha apprezzato i passi compiuti, ma ha sottolineato che occorrono maggiori risorse pubbliche, non solo più meritocrazia. L'elenco dei suggerimenti è lungo: giustizia civile più snella, taglio del numero delle leggi, abolizione delle province, depoliticizzazione del sistema dei servizi pubblici locali, liberalizzazioni dell'accesso ai mercati dei servizi, abolizione dei privilegi delle regioni a statuto speciale, minore invadenza della politica. Gli industriali, par di capire, temono un bis della legislatura 2001-2006, quando queste riforme non si fecero malgrado l'ampia maggioranza parlamentare. Il tempo per cambiare marcia non è tanto, se è solo un problema di tempo. 22/05/2009

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Maclodio Una corsa a due per il futuro (sezione: Province)

( da "Giornale di Brescia" del 22-05-2009)

Argomenti: Province

Edizione: 22/05/2009 testata: Giornale di Brescia sezione:la provincia Maclodio Una corsa a due per il futuro " title="Marcello Orizio " onClick="showImage('http://www.giornaledibrescia.it/gdbonline/contenuti/20090522/foto/full_brescia_355.jpg',293,324)"> Marcello Orizio Giuseppe Sala La definizione di «sindaco uscente» non piace troppo a Marcello Orizio, primo cittadino di Maclodio. Lui preferisce «sindaco in carica che tenta la riconferma alle prossime consultazioni». A contendergli la poltrona c'è però in corsa il suo compaesano Giuseppe Sala. Saranno quindi due liste al vaglio degli elettori. «In caso di rielezione - spiega Orizio -, faremo il possibile per realizzare il nostro programma: obiettivi che abbiamo formulato sulla base degli attuali bilanci e sulla concreta possibilità di attuazione. Siamo consapevoli di presentarci agli elettori con una proposta ambiziosa, completa e vasta, tuttavia con grande serietà ci impegneremo a realizzarla». Alcune proposte concrete: «sul fronte delle opere pubbliche, eseguiremo lavori per la messa in sicurezza antisismica della scuola dell'infanzia, della scuola elementare e della palestra. Abbiamo poi intenzione di ampliare Piazza Zirotti con la demolizione del fabbricato di proprietà comunale posto di fronte al Comune; inoltre, grazie a contributi regionali e provinciali riqualificheremo il centro abitato: via Rudiana, via Cavour e via Gramsci». Tra le altre opere, la realizzazione della pista ciclo-pedonale di collegamento tra l'abitato di Maclodio e la località Bettolino e la realizzazione di una rotatoria in zona cimitero con bretella di collegamento alla zona industriale di via Molino Emili, il tutto secondo progetto ed accordi presi con la Provincia di Brescia ed il Comune di Lograto. I rifiuti passeranno al «porta a porta», con conseguente abolizione dei cassonetti, e apertura automatizzata dell'isola ecologica 24 ore. Sempre sul fronte opere pubbliche, verrà costruito un nuovo edificio scolastico per l'infanzia con capienza doppia rispetto all'attuale, «l'opera verrà realizzata dalla Fondazione Zirotti nel sedime della cascina Fenil Sera (via Gramsci), evitando così costi a carico del Comune». «Le elezioni del prossimo giugno - ci spiega dal canto suo Giuseppe Sala - rappresentano l'occasione per riportare alla guida di Maclodio un gruppo di persone che, oltre a non condividere le modalità attuali di amministrazione, intende dedicare concretamente l'impegno, la propria passione e competenza, alla costruzione di una comunità di persone ove tutti si possano sentire, nella misura in cui lo ritengano opportuno, coinvolti e partecipi». «La mia lista - continua Sala - è formata da persone di varia sensibilità e formazione disponibili ad impegnarsi in un cammino non individuale, ma di esperienza da condividere per il consolidamento umano e sociale della nostra comunità». Sala attacca poi l'attuale sindaco, «l'amministrazione uscente, durante tutto il suo mandato, non ha certo dato prova di competenza, imparzialità, ascolto e presenza, per questo crediamo nella necessità di cambiare». Passiamo ad alcune proposte concrete, «siamo convinti della necessità di un aumento del numero di alloggi del Comune da destinare a favore di cittadini "deboli", crediamo anche nella gestione diretta senza ausilio dell'Aler». Per quanto riguarda l'ambiente, «massima attenzione al presidio del territorio, anche attraverso la ripetizione dell'indagine ambientale. È necessario poi attivare un ciclo virtuoso nella diversificazione della raccolta dei rifiuti urbani». Sul fronte dell'efficienza nei servizi e del bilancio, «è necessaria una riorganizzazione degli uffici, razionalizzando l'uso del personale. Sempre in questo ambito, bisogna inoltre puntare sulla trasparenza. Per il bilancio è necessario eliminare le spese superflue». Francesco Alberti

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Sorpresa: l'addio all'Ici "regala" quasi 2 milioni (sezione: Province)

( da "Giornale di Vicenza.it, Il" del 22-05-2009)

Argomenti: Province

TASSE & BILANCI. Dati del ministero dell'Interno dicono che palazzo Trissino avrebbe guadagnato dall'abolizione della tassa sull'abitazione principale Dal Governo indennizzi per 6,1 milioni, a fronte di un incasso che nel 2007 ammontava a 4,2 milioni 22/05/2009 rss e-mail print Palazzo Trissino Colpo di scena a palazzo Trissino. Dopo aver versato litri di veleno contro il federalismo al contrario messo in campo dal governo Berlusconi con l'abolizione dell'Ici, in Comune si trovano a scartare un regalo inatteso: dentro il pacco romano ci sarebbero la bellezza di quasi 2 milioni di euro. Prima di proseguire, però, conviene fare un passo indietro. Tra le prime mosse del governo di centrodestra viene licenziata, nella primavera 2008, l'abolizione dell'imposta sulla prima casa. La mossa getta nel panico le amministrazioni comunali. A Vicenza, dove si è appena insediata la giunta del sindaco Achille Variati, temono che a pagare siano gli enti locali, che assistono impietosi all'azzeramento di una entrata di vitale importanza. Stando alle proiezioni sul bilancio comunale, infatti, l'Ici sulla prima casa vale 6,5 milioni di euro, su un gettito Ici complessivo di circa 28 milioni. Nei mesi successivi il governo chiarisce che i Comuni saranno rimborsati attraverso un incremento di trasferimenti statali, pari all'ammanco registrato dopo l'addio all'Ici per l'abitazione principale. Ebbene, a distanza di un anno, il ministero dell'Interno ha messo a disposizione alcuni dati relativi agli indennizzi statali. Con una certa dose di sorpresa, emerge che a Vicenza non è andata poi così male: la cifra prospettata per il rimborso è di 6 milioni 172 mila euro. Rispetto ai valori prospettati nel bilancio di previsione 2007, da Roma riceve quasi 400 mila euro in meno. Però il fatto è che l'incasso reale è stato di 4,2 milioni di euro. In altre parole, nelle casse di palazzo Trissino entrerebbero quasi 2 milioni di euro in più, sotto forma di trasferimenti statali, per rimborsare una tassa abolita che nell'ultimo esercizio aveva garantito non 6,5, ma 4,2 milioni. Nella graduatoria dei Comuni più premiati pubblicata da "Il Sole-24 Ore", Vicenza occupa il 17° posto sulla scena nazionale, il primo tra i capoluoghi veneti. In Ragioneria, tuttavia, sono cauti, come dimostrano le parole dell'assessore al Bilancio Umberto Lago: «Mi sembra troppo presto per fare i conti, come abbiamo scritto in una lettera inviata al ministero. Ci sono molti contenziosi in essere, le pratiche di accertamento non sono concluse, va definita la partita dei rimborsi. Ricordo, soprattutto, che ancora non abbiamo ricevuto l'ultima tranche dei trasferimenti». Gian Marco Mancassola Gian Marco Mancassola

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Nasce il comitato per il sì Pd, Idv e An siano coerenti (sezione: Province)

( da "Gazzettino, Il (Venezia)" del 22-05-2009)

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Nasce il comitato per il sì «Pd, Idv e An siano coerenti» Venerdì 22 Maggio 2009, È nato a Venezia il "Comitato per il sì al referendum". Ne fanno parte, tra gli altri, Antonino Stinà, Valter Vanni, Marino Chiozzotto, Angelo Goldmann, Giovanna Gosen, Massimo Vianello. «Il sì ai tre quesiti referendari - ha detto Vanni - serve anche per impedire ai partiti di candidare le stesse persone in più collegi, per poi eleggere, ma sarebbe più appropriato dire nominare, i portaborse dei notabili di turno al posto loro». A contribuire nel 2007 alla raccolta delle oltre 800mila firme in tutta Italia sono stati Pd, Italia dei valori e An: questi tre partiti - ha detto Vanni - «ora dovrebbero dire ai propri elettori di andare a votare il 21 giugno e votare sì». Nel solo Veneto erano state raccolte 50mila firme, di cui 18mila nella provincia di Venezia e 10mila a Padova. «Il referendum - ha detto Vanni - è l'unico strumento in mano ai cittadini per superare l'attuale legge elettorale "porcellum" e rimettere in moto le riforme necessarie per un governo efficiente». Tre i quesiti che saranno posti al vaglio di cittadini. Due, per Camera e Senato, propongono l'abolizione del premio di maggioranza a favore della coalizione che ha preso più voti, attribuendolo al solo partito che risulterà primo. Il terzo abolisce la possibilità delle candidature plurime.

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Casini: accettiamo la sfida del premier (sezione: Province)

( da "Giornale di Brescia" del 23-05-2009)

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Edizione: 23/05/2009 testata: Giornale di Brescia sezione:in primo piano Casini: accettiamo la sfida del premier Secondo il leader dell'Udc è la Lega a determinare gli orientamenti dell'esecutivo e non il Cavaliere Il leader dell'Udc Pier Ferdinando Casini ieri a Parma MILANO«Berlusconi ha spiegato che 100 parlamentari bastano, noi lo invitiamo a passare dalle parole ai fatti: presenti un disegno di legge. La sfida è accettata, noi lo voteremo. Riduca a 100 i parlamentari, ma ho i miei dubbi che lo faccia, perché è la Lega che determina gli orientamenti del governo non Berlusconi» ha dichiarato il leader dell'Unione di Centro, Pier Ferdinando Casini. «Berlusconi in ogni campagna elettorale - ha detto il leader dell'Udc a Parma per la campagna elettorale - se ne inventa una. L'ultima volta parlava di abolizione delle province e infatti andiamo a votare per le province e sono tutt'altro che abolite. Adesso pensa di ridurre il numero dei parlamentari. Bene. Che li riduca. Noi votiamo a favore, ma lo sfidiamo a fare subito questa proposta ufficialmente in Parlamento». Poi parlando di nuovo con i cronisti che gli hanno chiesto se Berlusconi avesse dovuto rispondere alle domande di Repubblica sul caso Letizia, Casini ha risposto: «credo di sì». Parlando poi della scelta di correre da soli alle amministrative: «Corriamo da soli perché è una scelta coerente con quanto abbiamo fatto alle politiche» ha detto. «Ogni tanto - ha aggiunto - vorremmo che in questo Paese si passasse dalle parole ai fatti. Ci sono troppe chiacchiere, oggi sui parlamentari, ieri proprio sulle Province: noi vogliamo invece continuare a parlare di cose concrete come il quoziente familiare, che Berlusconi ha promesso in campagna elettorale, di provvedimenti per le piccole e medie imprese e per gli artigiani e commercianti che ormai hanno studi di settore impossibili da sostenere. Ci sono molte questioni poste, ma oramai si risponde sempre con gli slogan, mai con i fatti concreti». E i ballottaggi? «In una competizione l'imperativo è vincere, ha risposto Casini. Dopo, se non si vince, ci sarà la subordinata, ma guai a partire dalle subordinate perché si va nel fosso. Noi - ha concluso - puntiamo a vincere o ad andare al ballottaggio. Il resto non esiste». Parlando poi della crisi economica: «Diciamo la verità, per il nostro premier la crisi non c'è, bisogna solo avere ottimismo. Io invito tutte le donne ad andare al supermercato e a pagare con l'ottimismo. Noi vogliamo un Governo che agisca davvero contro la crisi - ha proseguito. Oggi invece si parla di investire in infrastrutture ma non si riesce a capire dove sono i soldi e dovremmo andare a "Chi l'ha visto" per capire dove sono finiti: prima sono sul ponte di Messina, poi vanno in Abruzzo e poi ovviamente spariscono. La verità - ha concluso - è che i fondi non ci sono perché il nostro governo spera solo che la crisi passi da sola».

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Mantenerle o abolirle? A Teledomando lo scontro sul futuro delle Province (sezione: Province)

( da "Giornale di Brescia" del 23-05-2009)

Argomenti: Province

Edizione: 23/05/2009 testata: Giornale di Brescia sezione:la città I candidati Verso Broletto 2009 Mantenerle o abolirle? A Teledomando lo scontro sul futuro delle Province Province sì o Province no? Questo è stato uno dei temi centrali attorno a cui si è sviluppato il confronto tra sei candidati alla presidenza del Broletto nello studio di Teledomando, la trasmissione di Teletutto condotta da Giambattista Lanzani e andata in onda ieri sera alle 21. Assolutamente contrario a sopprimere la nostra Provincia si è detto Giulio Arrighini (sostenuto da Mpa e Lega Padana Lombardia), che avanza «ragioni di identità», oltre a ricordare che «abbiamo più abitanti di molte regioni». Non solo: «Se qualcuno proponesse di abolirla, allora chiederemmo di istituire la Regione di Brescia, così da svincolarci anche dal centralismo milanese». Per Elidio De Paoli (Lega Lumbarda Alpina, Pensionati precari lavoratori uniti, Lista civica), invece, «tutte le Province devono rimanere perché hanno un rapporto diretto con i cittadini grazie alle competenze che vengono date loro dalla Regione». Posizione diametralmente opposta per Roberto Fornili (Lega Lombardo Veneta), favorevole non solo «all'abolizione totale di tutte le Province», ma anche «a quella di alcune Regioni»: non a caso la lista che lo sostiene fa riferimento al macroterritorio del lombardo-veneto. Per Daniele Molgora (Lega Nord, Alleanza di Centro, Popolo della libertà, Partito pensionati, Democrazia cristiana) «le Province più grandi, come quella che fa capo a Brescia, è giusto che rimangano: il nostro territorio ha quasi quattro volte gli abitanti del Molise, peraltro a sua volta diviso in due. Tuttavia lo Stato è da rifondare attraverso il federalismo fiscale». Ma proprio perché «non intendiamo applicare quel federalismo proposto dalla Lega Nord noi non saremo nella coalizione che esprime come candidato Molgora», chiarisce Gianmarco Quadrini (Udc), che aggiunge: «Il nostro programma prevede invece una Provincia più efficiente e più orgogliosa». Giovanni Botticini (Rifondazione e Comunisti italiani) sostiene invece che è necessario evitare sprechi «non commissionando più studi inutili come per il tunnel sotto la Maddalena o per lo studio della sede unica della Provincia: in questo modo si avrebbero più risorse per aiutare le famiglie colpite dalla crisi».

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Bartoli: meglio non votare (sezione: Province)

( da "Giornale di Brescia" del 23-05-2009)

Argomenti: Province

Edizione: 23/05/2009 testata: Giornale di Brescia sezione:la città Bartoli: meglio non votare Bartoli guida la lista «Amo l'Italia non voto la Provincia» Un candidato non presidente: così si autodefinisce Andrea Bartoli, sceso in campo per la lista «Amo l'Italia non voto la Provincia», chiaramente a favore dell'abolizione dell'amministrazione pubblica che a Brescia fa capo a Palazzo Broletto. Bartoli, non le pare una contraddizione chiedere di sopprimere un ente pubblico e poi presentarsi alle sue stesse elezioni? «Noi sappiamo che nei programmi elettorali di tutti i partiti c'è il superamento o l'abolizione delle Province. Quindi, se noi siamo contraddittori lo sono molto di più tutti quei candidati che vogliono essere eletti e che fanno proposte e progetti a lunga distanza per un ente che, se le cose vanno come devono andare, sarà abolito. L'abolizione in Italia delle Province porterebbe tra l'altro un risparmio di 13 miliardi di euro utili per fronteggiare la crisi economica, realizzare infrastrutture e aiutare di più i terremotati dell'Abruzzo». Chi vi appoggia come dovrà comportarsi alle urne? «Al seggio noi chiediamo di ritirare solo la scheda delle Europee (ed eventualmente delle Comunali) ma non quella delle Provinciali; oppure ritirarla e scriverci sopra "Non serve, non voto". Ciascun candidato della nostra lista ha peraltro firmato una liberatoria con la quale garantisce che rinuncerebbe in qualsiasi caso alla carica di consigliere o di presidente della Provincia: amministrare un ente di cui non si vorrebbe l'esistenza sarebbe sì una contraddizione intollerabile». Chi gestirebbe, senza il Broletto, la provincia in senso geografico? «Pensiamo a distaccamenti della Regione o a consorzi di Comuni omogenei per area. Penso in particolare a tecnici regionali che gestiscano aree omogenee. Ci tengo peraltro a dire che nel nostro mirino non c'è il personale non politico delle Province, che potrebbe essere reimpiegato nella pubblica amministrazione o riversato per esempio nell'amministrazione della Giustizia. Ricordo peraltro che dei trasferimenti alle Province il 73% è destinato a spese correnti, mentre soltanto il 27% viene erogato in forma di servizi ai cittadini. Quanto alle comunità montane e ai consorzi dei laghi credo che siano enti che nella grandissima maggioranza dei casi non hanno ragione d'essere». Quale sarebbe allora per voi un buon risultato elettorale? «Sarebbe avere un 10% di differenza tra gli elettori bresciani alle Europee e alle Provinciali, nonché un'adesione a queste ultime al di sotto del 50%. m. t.

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Programma? Fatto al 99% (sezione: Province)

( da "Arena, L'" del 23-05-2009)

Argomenti: Province

Sabato 23 Maggio 2009 CRONACA Pagina 8 PROVINCIA. Il presidente Galli Righi traccia il bilancio di cinque anni di Consiglio. Con l'intoppo finale sul Ptcp «Programma? Fatto al 99%» Sono utili le Province? La risposta di Massimo Galli Righi, presidente uscente del Consiglio provinciale è «sì, soprattutto quando, com'è successo a Verona, il programma è stato realizzato al 99 per cento». Quell'1 per cento di differenza è la mancata approvazione del Ptcp (Piano territoriale di coordinamento provinciale), che avrebbe spostato le competenze sulle scelte dalla Regione alla nostra Provincia. «È vero che in presenza di ben 56 su 98 Comuni che si apprestano ad andare a elezioni potrebbero mutare alcune esigenze locali, ma il lavoro svolto e le risorse economiche impiegate non sono stati gettati al vento», spiega Galli Righi. «Non andranno buttati i rilevamenti cartografici, gli adeguamenti al Ptr (Piano territoriale regionale) e il dialogo con i Comuni. Tutto il resto del programma dell'amministrazione Mosele è stato portato a termine, come la nascita di Atv per l'unificazione del trasporto pubblico, l'ingresso nella Fondazione Arena, la cessione al Comune del parco San Giacomo, la partecipazione alla società della galleria del Brennero. Tutte realizzazioni importanti e alcune attese da decenni», sottolinea il presidente, che evidenzia anche il «grande dialogo tra gruppi consiliari e la costante ampia presenza dei consiglieri alle sedute del Consiglio, con un cenno di merito per Andrea Tognetti (Fi), che pur essendo stato il più assiduo e uno dei più attivi, non è stato ricandidato». Nel quinquennio sono state convocate 156 sedute di Consiglio, una media di circa due al mese, sono state presentate 195 mozioni, 211 interrogazioni e 31 interpellanze e sono stati redatti 103 ordini del giorno. Quanto al movimento abolizionista delle Province, Galli Righi polemizza: «Si parla populisticamente di abolizione delle Province, salvo poi farne proliferare di nuove. È quindi da stigmatizzare un Parlamento che dice di volerle abolire e ne costituisce di nuove per motivi elettorali. Per coerenza, fa testo l'esempio di Fermo, dove c'è il sì di Confindustria alla neonascita dell'ente, dopo che gli industriali avevano sempre dichiarato di voler abolire le istituzioni provinciali. Meglio un'assemblea di eletti che lavori per il territorio rispetto a plurimi cda di nomina». La settimana prossima sarà convocato un Consiglio straordinario per ratificare la nuova disponibilità di 2 milioni 900mila euro secondo il nuovo Patto di stabilità.R.C.  

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Mini-Parlamento, la Lega frena (sezione: Province)

( da "Secolo XIX, Il" del 23-05-2009)

Argomenti: Province

Mini-Parlamento, la Lega frena E Fini avverte Berlusconi: assemblea insostituibile. Schifani: «Ma mille sono troppi» Roma. Presidenti come Giano Bifronte. Gianfranco Fini, presidente della Camera, boccia Berlusconi: «Il Parlamento è insostituibile». Renato Schifani, presidente del Senato è, invece, in linea con il premier: «Il Parlamento è inadeguato e superato». Le parole pronunciate dal presidente del Consiglio, davanti all'assemblea della Confindustria, giovedì mattina, hanno avuto pesanti ripercussioni all'interno della maggioranza. Non è solo l'affondo contro le Camere a dividere il centrodestra: anche i durissimi affondo sulla giustizia stanno provocando crepe. Sopratutto all'interno della Lega. Anzi: secondo alcuni esponenti del Carroccio, proprio la scarsa solidarietà mostrata dai leghisti nei confronti del premier per la sentenza Mills, sarebbe all'origine dell'affondo sui maggiori poteri da attribuire al premier innescata da Berlusconi. A essere spiazzato, infatti, è stato soprattutto Roberto Calderoli, ministro della Semplificazione, che sta lavorando proprio alla riforma Costituzionale: «Cento parlamentari? Mi sembrano obiettivamente un po' pochi. Siamo una repubblica parlamentare e ci dobbiamo muovere all'interno di questa costruzione. La polemica con la magistratura? È dal '94 che se ne parla: politica e giustizia sono questioni che dovrebbero restare separate. Lo dico agli uni ed agli altri» ha risposto Calderoli. Per le opposizioni, questi scenari rappresentano un inatteso terreno di scontro. «Le Riforme? Un presidente del Consiglio che ha quasi cento parlamentari in più delle opposizioni, può farle subito. Ma quelle che interessano veramente gli italiani restano ferme per anni. Quelle che riguardano Berlusconi in prima persona, impiegano poche ore per essere approvate. Guardate il caso del Lodo Alfano» ha attaccato Dario Franceschini, segretario del Pd. I centristi, invece, preferiscono sfidare il premier: «Berlusconi se ne inventa una in ogni campagna elettorale: aveva promesso l'abolizione delle province e noi, tra qualche giorno, andremo a votare proprio per le Province. Vuole un Parlamento composto da soli cento deputati? Presenti la sua proposta, noi la voteremo. Non la voterebbe, però, la Lega che, in quel caso, perderebbe il suo potere di condizionamento nei confronti del centro destra», è la provocazione di Pier Ferdinando Casini, leader dell'Udc. Su una cosa, però, tutte le opposizioni sono concordi: le differenze che Fini sottolinea periodicamente, rispetto alla linea politica decisa dal cavaliere rappresentano, per dirla con Massimo Donadi, Idv «un'Opa ostile su Palazzo Chigi». Fini, ieri mattina, aveva in programma l'ultima delle sue "Lezioni sulla Costituzione" ad alcuni studenti romani: per ironia della sorte, tenuta proprio a Palazzo Madama, in "casa" di Schifani. Forte l'occasione offerta, il giorno prima, da Berlusconi per non parlare di riforme. Il premier aveva lanciato l'idea di una legge di iniziativa popolare per abbattere a 100 il numero dei parlamentari e di attribuire maggiori poteri al presidente del Consiglio. La replica di Fini è stata quasi da docente di diritto costituzionale: «Una legge di iniziativa parlamentare è una delle forme previste dalla Costituzione per l'avvio dell'iter legislativo. A proporre le leggi possono essere, infatti, i cittadini, i parlamentari o il governo - ha ripetuto ai giornalisti - Ma, alla fine del percorso, è previsto che sia sempre il Parlamento a decidere. È insostituibile». Ma non basta: il presidente della Camera ha sostenuto che le riforme istituzionali devono essere fatte con il più ampio consenso possibile, perché devono «unire e non dividere». Più o meno nello stesso momento, dalla Sicilia, il presidente del Senato diceva tutt'altro. «Non esiste il "pensiero unico": è naturale, quasi fisiologico che ci siano opinioni diverse. Anche tra me e Fini - ha detto il presidente del Senato - Per me occorre migliorare la funzionalità del Parlamento: mille parlamentari sono troppi, e il sistema bicamerale perfetto è inadeguato e superato. Occorrono processi decisionali più celeri». A Schifani ha risposto Anna Finocchiaro, presidente dei senatori del Pd: «Non mi sorprende che anche qualche "alta carica istituzionale" abbia voluto, furbescamente, coprire o sminuire le gravi affermazioni fatte da Berlusconi sul ruolo del Parlamento. Nessuno mette in discussione la necessità di razionalizzare i lavori parlamentari. Ma Berlusconi ha detto un'altra cosa: ha sostenuto, testualmente, che il Parlamento è pletorico ed inutile: inaccettabile. Chi rappresenta una delle due Camere dovrebbe difendere le prerogative e le funzioni delle assemblee elettive». «Io concordo quando Berlusconi dice che il numero dei parlamentari andrebbe ridotto. Non sono affatto d'accordo con il premier quando dice che i deputati e i senatori servono solo a votare: io non mi sento una "velina"»: così anche un esponente del Pdl, Roberto Menia, sottosegretario all'Ambiente, ha deciso di salire sul carro dei critici. Angelo Bocconetti bocconetti@ilsecoloxix.it 23/05/2009

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(sezione: Province)

( da "Resto del Carlino, Il (Fermo)" del 23-05-2009)

Argomenti: Province

FERMO PRIMO PIANO pag. 3 «Brunetta ha parlato di efficienza non di abolizione delle Province» IL MINISTRO BRUNETTA non ha mai parlato di abolire le Province. Lo sottolinea il candidato del centrodestra, Di Ruscio, in risposta agli antagonisti Basso e Cesetti: «Brunetta a Porto San Giorgio non ha affatto parlato di cancellare questo ente, e del resto né Cesetti, né Basso erano a teatro in occasione dell'incontro, quindi non possono sapere cosa è stato detto. Il ministro semmai ha parlato di una pubblica amministrazione più efficiente e al servizio dei cittadini. Del resto, se prendiamo ad esempio la provincia di Ascoli, con 720 dipendenti, 26 dirigenti e la stabilizzazione di 100 dipendenti solo quest'anno, non si può certo dare torto al ministro. E che ci sia bisogno di un intero apparato pubblico più efficiente e al servizio delle reali esigenze dei cittadini è evidente agli occhi di tutti».

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Lo stesso avviene per le carriere pubbliche come il magistrato, il professore, ecc. Certamen... (sezione: Province)

( da "Messaggero, Il" del 23-05-2009)

Argomenti: Province

Sabato 23 Maggio 2009 Chiudi di PAOLO POMBENI Lo stesso avviene per le carriere pubbliche come il magistrato, il professore, ecc. Certamente questo sistema delle "abilitazioni professionali" è a sua volta un sistema un po' opaco, in mano ad ordini professionali che spesso hanno più interessi corporativi da difendere che vocazione ad esercitare ruoli pubblici di garanzia. Anche per l'abolizione di questi passaggi c'è oggi un certo movimento in concomitanza col dibattito sulle liberalizzazioni e soprattutto in vista di aperture europee all'esercizio di queste professioni fuori della nazione di appartenenza. Al di là di questo però resta il fatto che l'abolizione del valore legale della laurea avrebbe un forte significato simbolico: toglierebbe l'alibi, davvero inaccettabile in una società fondata sul riconoscimento del merito e dunque sulla competizione virtuosa, per cui tutti gli Atenei sono eguali. Si aggiunga che oggi, con la relativa liberalizzazione dei piani studi e della creazione dei corsi di laurea, anche l'omogeneità formale fra le vecchie lauree è andata a farsi benedire. Ben venga dunque una norma che obbliga gli utenti, studenti e loro famiglie, a "guardare dentro" al prodotto che comprano, senza cullarsi nell'illusione che l'importante sia avere il fatidico "pezzo di carta", tanto tutti contano eguale. Facciamo poi notare che l'abolizione del valore legale andrebbe a beneficio della mobilità sociale, perché troppo spesso filiere professionali di famiglia sono facilitate dalla possibilità di acquisire lauree di scarso contenuto e valore, ma sufficienti, in nome della formale eguaglianza, a dare titolo al rampollo della dinastia ad inserirsi senza pagare scotto nella corporazione dei genitori. Per evitare però che manchi una qualsiasi bussola per orientarsi nel labirinto delle offerte universitarie sembra che giustamente ci si preoccupi di individuare un sistema nazionale di valutazione: una agenzia apposita dovrebbe dire quale "valore" ha ogni titolo di studio in rapporto a quanto offerto sul mercato. Questo è il punto più delicato dell'intera operazione. Innanzitutto perché per mettere a regime un sistema di questo tipo ci vogliono molti anni, e intanto quelli che si laureano finiscono in un limbo in cui il vecchio sistema è definitivamente screditato e il nuovo non c'è ancora. In secondo luogo perché abbiamo il più che fondato timore che nel nostro paese alla fine fra ricorsi ai vari Tar, buoni uffici delle diverse lobby parlamentari ed accademiche, rivolte dei vari localismi del Nord, del Centro e del Sud, si finirebbe per giudicare come minimo con criteri molto larghi ed accomodanti. Non che questa sia una giustificazione per astenersi da una riforma che è importante, urgente e capace di introdurre innovazione, ma certo sarebbe colpevolmente ingenuo avviarsi su questa strada senza valutare le strategie opportune per attraversare le molte sabbie mobili che si troveranno sul cammino.

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Bernazzoli: subito 800 mila euro per intervenire sulle frane (sezione: Province)

( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 23-05-2009)

Argomenti: Province

PROVINCIA 23-05-2009 PROVINCIA ILLUSTRATI A BARDI I PROGETTI DA REALIZZARE NEI PRIMI CENTO GIORNI DEL PROSSIMO MANDATO Bernazzoli: subito 800 mila euro per intervenire sulle frane Duro sui Sic: «Abbiamo migliorato la situazione. Da altri promesse impossibili da mantenere» BARDI II Ottocentomila euro per intervenire su cinque frane e realizzazione durante il prossimo mandato del progetto preliminare per la variante di Varsi lungo la Fondovalle. Sono due degli impegni che il presidente Vincenzo Bernazzoli, candidato alla rielezione nelle prossime elezioni provinciali del 6-7 giugno, ha assunto pubblicamente nel corso di un incontro sul futuro della montagna a Bardi, che è stato anche l'occasione anche per fare il punto sui Sic. «Nei primi 100 giorni del prossimo mandato - ha assicurato Bernazzoli - interverremo con uno stanziamento di 800mila euro per mettere in sicurezza le cinque frane che attualmente danneggiano la provinciale che collega Bardi con Varsi. Una tempestività che ci è resa possibile dalla conoscenza del territorio e da una capacità, maturata in questi anni, di intervenire in modo tempestivo per risolvere i problemi e riqualificare le nostre strade, dove necessario». Durante il prossimo mandato, ha proseguito Bernazzoli, sarà portata a compimento anche la progettazione preliminare della variante di Varsi, sulla Fondovalle. «è un'opera importante per la viabilità dell'area ha spiegato e ora siamo in condizione di avviare la progettazione preliminare e i cittadini sanno, per esperienza, che gli impegni che ci assumiamo li onoriamo». Ma l'incontro durante il quale si è parlato anche delle nuove prospettive aperte dalla banda larga, è stata anche l'occasione per fare il punto sulla polemica sui Sic. «C'è una cosa ha spiegato Bernazzoli che è quanto meno difficile sostenere, per chiunque, e cioè che io mi sottragga al confronto. Non l'ho mai fatto. Mentre altri salivano qui per fare promesse che sapevano bene non avrebbero potuto mantenere, arrivando a ipotizzare l'abolizione dei Sic, io ho promosso riunioni e incontri, con le persone toccate dal problema e i Comuni, per capire insieme come si potevano evitare certi errori e migliorare la situazione. Abbiamo fatto un lavoro importante che in parte ha dato i suoi frutti e in parte è stato vanificato proprio dal Governo Berlusconi». «Grazie al lavoro fatto insieme ha proseguito Bernazzoli oggi tocca ai territori valutare gli interventi che possono essere realizzati nei Sic, ovvero ai Comuni e Comunità Montane (le Province sono interessate solo a quelli di valenza provinciale) e sono escluse dall'obbligo della valutazione di incidenza le ordinarie attività agricole, gli interventi edilizi più frequenti, caccia e pesca, la raccolta dei frutti del sottobosco, il taglio della legna. L'azione di verifica della compatibilità ambientale assume maggiore rilevanza solo per le opere e gli interventi di grandi dimensioni». «Oggi nei Sic ha sintetizzato il presidente - si può continuare a cacciare, a raccogliere funghi. Si può ristrutturare la propria abitazione o fare impresa, prova ne siano le 80 aziende che in due anni hanno ricevuto complessivamente contributi pari a 905 mila euro proprio per il fatto di avere sede all'interno di siti protetti. Avevamo proposto anche una riduzione dell'area coperta dai Sic, un taglio del 27% che però il Ministero ci ha ripetutamente bocciato. Chieda Lavagetto al Ministro, suo collega di partito, come mai. Spero che l'ispezione europea avvenga nel più breve tempo possibile: sarà così evidente a tutti come abbiamo lavorato, facendo il possibile nel rispetto delle regole esistenti per assicurare a chi vive in queste valli la miglior soluzione possibile». Presidente Vincenzo Bernazzoli corre per il «bis» in Provincia.

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ca' corner, questa sconosciuta (sezione: Province)

( da "Nuova Venezia, La" del 23-05-2009)

Argomenti: Province

Il sondaggio dell'istituto Swg Ricerche sulla Provincia. Otto cittadini su dieci vorrebbero la città metropolitana Ca' Corner, questa sconosciuta Il 54% dei veneziani non sa cosa faccia e il 55% la abolirebbe Il 54 per cento dei cittadini residenti in provincia non è informato su cosa faccia Ca' Corner. Il 55 per cento ne chiede addirittura l'abolizione. Tra le competenze più familiari ai veneziani ci sono la manutenzione delle strade (49 per cento), l'edilizia scolastica e la pesca (46), la caccia e agricoltura (45), i trasporti extraurbani (42). E' il risultato di un'indagine curata dall'istituto Swg Ricerche sul rapporto della popolazione con l'ente che ha coinvolto 800 persone. I dettagli del sondaggio - realizzato per la Fondazione delle professioni - sono stati illustrati ieri al Centro culturale Santa Maria delle Grazie. Significativo anche il dato relativo all'istituzione della città metropolitana: favorevoli otto veneziani su dieci del campione contattato. Tra gli intervistati il 68 per cento risulta residente nel territorio provinciale, mentre il 32 a Venezia centro storico. Il 25 per cento è un campione di persone di età superiore ai 64 anni, seguiti da un 20 di cittadini di età compresa tra i 35 e i 44 anni. Il livello di scolarità è risultato medio-basso. Il livello di percezione di «cos'è» e «cosa fa» la Provincia risulta scarso. Il 54 per cento dice di non ricevere sufficienti informazioni sul suo operato e il 34 per cento la ritiene «poco utile». Quanto alla conoscenza degli interventi e iniziative promosse negli ultimi anni due terzi dei cittadini dimostrano di non essere in grado di indicarne alcuna. Quasi due residenti su tre pensano che l'attività della Provincia incida poco o per niente sulla loro sfera vitale e più della metà la ritiene inutile al punto da auspicarne l'abolizione. Uno spunto interessante fornito dalla ricerca riguarda il destino di Porto Marghera: l'88 per cento del campione intervistato ritiene indispensabile il rilancio del polo industriale per il futuro del territorio provinciale. Al dibattito hanno partecipato tutti i candidati alla presidenza di Ca' Corner, eccetto Francesca Zaccariotto, impegnata altrove. Davide Zoggia, per replicare al dato emergente dal sondaggio, ha ricordato alcuni degli interventi portati a termine in questi ultimi cinque anni (il dettaglio è incluso in un corposo «bilancio sociale» presentato qualche settimana fa); Michele Boato ha ribadito un chiaro no alla Città metropolitana, intando invece a lavorare meglio; Ugo Bergamo ha contestato lo pseudo federalismo fiscale approvato dal governo. Lorenzo Furlan, portavoce del gruppo che si propone l'abolizione della Provincia, ha ribadito di essere pronto a rimettere il mandato in caso di elezione. Pur assente Francesca Zaccariotto fa invece sapere che se l'attività della Provincia è sconosciuta è colpa di chi l'ha amministrata in questi anni. «La Provincia di Treviso amministrata dalla Lega ha un forte appeal - sottolinea la candidata del Pdl-Lega - Ma lo stesso si può dire di Belluno, amministrata dal centrosinistra. La differenza non la fanno le istituzioni ma le persone chiamate dai cittadini ad amministrarle». ZACCARIOTTO. San Stino. alle 10 in piazza Mercato, incontro con gli operatori e i cittadini. Bibione. Alle 15, sede della Delegazione Comunale. Venezia. Alle 16,30 all'hotel Amadeus presentazione lista della Lega Nord. Oriago. Domani sera al ristorante «Al Burchiello» presentazione del libro-intervista a Katia Ricciarelli «Altro di me non saprai narrare». Seguirà cena di gala. ZOGGIA. Fiesso d'Artico. Alle 9.30 incontro con i cittadini al mercato. Campagna Lupia. Cerimonia inaugurazione campi sportivi. Chioggia. Incontro con imprenditori. Dolo. Domani alle 10 Festa del volontariato. Forte Carpenedo. Domani alle 13 grigliata elettorale. Mira. Alle 17.30 in villa Valmarana festa del Pd con Luigi Berlinguer.

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Con me zero burocrazia (sezione: Province)

( da "Gazzettino, Il (Pordenone)" del 23-05-2009)

Argomenti: Province

«Con me zero burocrazia» Sabato 23 Maggio 2009, Arba (lor.pad.) Giorgio Fidenato guida la lista civica "Par il nostri pais, Darba e Cuel". - Quali sono le priorità del suo programma? «Rendere Arba protagonista nella vita politica della provincia e della regione. Come? In due modi: facendo prendere coscienza ai cittadini del fatto che solo loro sono i padroni del frutto del loro lavoro. Nessun burocrate o sindaco deve decidere delle loro vite. Inoltre, aprendo le porte alla libertà d'intrapresa e chiedendo l'abolizione di ogni ente inutile che oggi siamo costretti a mantenere». - Qual è la ricetta per rilanciare Arba? «L'unica ricetta è la libertà: è permettere agli arbesi di essere padroni della propria vita. Un esempio? Il Comune non deve rendere impossibile la vita a chi vuole ampliare la propria casa o la propria attività. Zero burocrazia. Detto questo una cosa va ricordata: "La libertà significa responsabilità", come diceva George Bernard Shaw. E la nostra gente è responsabile». - Qual è il valore aggiunto della sua lista? «Le idee e le proposte, che non sono le solite demagogiche ed irrealizzabili tipiche della campagna elettorale. Aggiustare il tombino è prassi e va bene. Ma i miei concittadini devono ricordarsi che l'unica mano che gli dà lo Stato (o la Regione) è quella che gli infila nelle tasche. Inoltre, è qualificante aver avuto l'adesione al progetto dell'ex ministro Giancarlo Pagliarini, federalista vero, che farà della trasparenza il punto di forza della sua azione da assessore». - Perchè lei e non gli altri candidati? «Non entro in polemiche sterili con altri, dico solo che io sono un uomo del fare, la mia storia e la mia professione sono lì a dimostrarlo. Io ci ho sempre messo la faccia, non mi sono mai nascosto dietro ad un dito, non sono mai andato a pietire aiuti a qualche onorevole. Soi furlàn. Il mio motto è lasciateci fare».

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Siamo gli unici a non avere il complesso di inferiorità verso gli spot della Lega . ... (sezione: Province)

( da "Gazzettino, Il" del 23-05-2009)

Argomenti: Province

Sabato 23 Maggio 2009, «Siamo gli unici a non avere il complesso di inferiorità verso gli spot della Lega». Non guarda i sondaggi, Pierferdinando Casini, e non vuol cadere nel «tranello della propaganda»: oggi è in Veneto per sostenere i candidati dell'Udc alle europee e alle amministrative di Verona, Padova e Rovigo, e per «far capire a tutti che questo è un governo a trazione leghista e l'unico antidoto siamo noi, come abbiamo dimostrato smascherando il bluff del finto federalismo». Eppure i rapporti con la Lega in alcune regioni non sembrano pessimi: in Friuli per esempio l'Udc va d'amore e d'accordo, mentre in Veneto è rissa continua. Come mai? «Perché in Friuli c'è una classe dirigente leghista che ha concordato con noi un serio progetto di sviluppo della Regione; in Veneto no, e lo si vede dai continui attacchi verso l'Udc e verso Galan. I leghisti veneti sperano di prendere due piccioni con una fava, ma non ci casca nessuno». Bastano 100 parlamentari come dice Berlusconi? «Lo sfido. Gli assicuro che se presenta una proposta per ridurre a 100 i deputati, l'Udc vota a favore. La presenti, così vedremo la differenza tra le parole e i fatti; ma ho i miei dubbi che lo farebbe, è la Lega che determina gli orientamenti del governo e Berlusconi ne è condizionato». È vero che le riforme in Italia si possono fare solo con disegni di legge di iniziativa popolare? «È un'altra sciocchezza, perché comunque tutto passa per la volontà del Parlamento. Basti pensare alle tanto proclamate liberalizzazioni dei servizi pubblici, sulle quali la Lega ha frenato arrivando a posizioni che nemmeno Rifondazione Comunista... Così come l'abolizione delle Province, o l'introduzione del quoziente famigliare per ricalibrare le tasse sui redditi». Il segretario del Pd Franceschini celebra la "democratica diversità" del Pci. Perché? «Perché ha paura di perdere voti a sinistra. È in stato confusionale, parla tutti i giorni contro Berlusconi e poi vota sì a un referendum che porterebbe a un bipartitismo di comodo, con il quale vincerebbe sempre il Pdl e perderebbe sempre il Pd. E poi dice che si batte per impedire che il premier vinca con più di 15% di voti di scarto: ha gettato la spugna prima ancora di combattere, complimenti. Gli servirebbe una buona seduta da uno psicanalista. In realtà l'alternativa che dà più fastidio a Berlusconi siamo noi dell'Udc, perché ci rivolgiamo a un elettorato moderato: la sinistra ormai è morta». Le analisi dei sondaggi celebrano il «clamoroso successo» dell'Idv al 9%, e snobbano come «discreto risultato» il 7-8% dell'Udc. Come lo spiega? «Io guardo i sondaggi del giorno dopo le elezioni, non del giorno prima. Noi vogliamo avere un voto in più delle ultime Politiche, per confermare che l'investimento fatto è sulla strada giusta. Tutto il resto, sono chiacchiere e propaganda». Allora parliamo di fatti: quali sono secondo lei le 3 priorità per il Paese? «La prima è l'introduzione del quoziente famigliare; inutile rifiutare la società multietnica, che peraltro c'è già, quando il problema è che gli italiani non fanno più figli perché non sono in grado di mantenerli e le famiglie sono abbandonate. Si deve investire sulla natalità. La seconda priorità è il sostegno vero alle piccole e medie imprese, compresi gli artigiani e i commercianti: bisogna rimodulare gli studi di settore e garantire che le banche eroghino il credito. Terza priorità: riformare la previdenza. Si deve trovare un nuovo equilibrio, se si chiede a un cinquantenne se è disposto a lavorare uno o due anni in più per garantire il futuro ai propri figli, non si tira indietro». Anche gli imprenditori dicono che i lavoratori devono andare in pensione più tardi; poi però chiedono i prepensionamenti. Dove sta l'errore? «Sta nel fatto che non c'è il coraggio di affrontare riforme impopolari ma utili a tutti. Se speriamo che la crisi passi aspettando alla finestra, ne usciremo più tardi e peggio di altri. La necessità di allargare la fascia degli ammortizzatori sociali e di aumentare i sussidi per chi non ha lavoro va di pari passo con la riforma della previdenza». Il presidente degli industriali veneti, Andrea Tomat, ha chiesto un Piano nazionale per la chimica a Marghera. Condivide? «Temo che adesso finirebbe per trasformarsi in un'occasione per battute da campagna elettorale: non si fa sulla pelle di migliaia di lavoratori che invece hanno diritto a un patto serio. Va condiviso con loro un percorso che garantisca l'occupazione, che sia legata o meno alla chimica». Perché è contrario all'elezione popolare dei giudici? «Manca solo che nel nostro sistema introduciamo la politicizzazione dei giudici, e siamo fritti. Ad ogni sussulto delle sue vicende giudiziarie Berlusconi annuncia una riforma della giustizia. Ma se davvero vuole farla, la presenti in Parlamento e vedremo di che si tratta: comunque la smetta di usarla come una "minaccia". È un anno che ce l'ha sul tavolo: se non l'ha varata è perché le lacerazioni all'interno della sua maggioranza sono enormi». Cosa pensa delle rivendicazioni di "laicità" dello Stato espresse dal suo successore alla presidenza della Camera, Gianfranco Fini? «Il bisogno di Dio è innato nelle persone, e reprimerlo significa introdurre non uno Stato laico, ma uno Stato laicista. Questo è ciò che viene sostanzialmente enunciato con certe dichiarazioni che sembrano avere un bersaglio di comodo nella Chiesa e nei cattolici». Perché secondo lei le nomine dei nuovi direttori di Tg1 e Rai1 sono «uno scandalo»? «Perché la tanto deprecata lottizzazione almeno conteneva un briciolo di pluralismo: qui invece non se ne vede l'ombra e c'è un'occupazione unilaterale dell'informazione pubblica con la complicità di un presidente della Rai che dovrebbe essere almeno super partes e invece ha già scelto di piegarsi. Evidentemente in questo Paese non tutti hanno la schiena dritta come noi dell'Udc». Ario Gervasutti

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Oltre la metà degli intervistati chiede l'abolizione: Meglio far nascere la Città metropolitana (sezione: Province)

( da "Gazzettino, Il (Venezia)" del 23-05-2009)

Argomenti: Province

Oltre la metà degli intervistati chiede l'abolizione: «Meglio far nascere la Città metropolitana» Sabato 23 Maggio 2009,

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Quell'oscuro ente intermedio sconosciuto da un cittadino su due (sezione: Province)

( da "Gazzettino, Il (Venezia)" del 23-05-2009)

Argomenti: Province

Quell'oscuro ente intermedio sconosciuto da un cittadino su due Sabato 23 Maggio 2009, La maggioranza dei cittadini non conosce la Provincia. Non sa di che cosa di debba occupare, né cosa abbia fatto negli ultimi anni. Lo dice un sondaggio della Swg, commissionato dalla Fondazione delle professioni presieduta da Alessandro Grinfan. I dati sono stati presentati ieri mattina al centro Le Grazie, in via Poerio, nel corso di un incontro al quale sono intervenuti tre dei dieci candidati alla presidenza: Davide Zoggia (Centrosinistra), Ugo Bergamo (Unione di centro) e Michele Boato (Per il bene comune). L'indagine, effettuata su un campione di 800 intervistati, rileva che più di un cittadino su due non è al corrente delle competenze e dell'attività dell'ente intermedio tra Comune e Regione. Non solo: il 55 per cento ne chiede l'abolizione mentre l'81 per cento auspica la nascita della Città metropolitana. «La Provincia - ha detto Zoggia - dovrebbe avere un ruolo anzitutto amministrativo, per risolvere i problemi delle famiglie e delle imprese. Le competenze possono anche ridursi, ma è indispensabile che diventino esclusive superando le suddivisioni attuali. La Città metropolitana, in ogni caso, non può essere un'operazione di maquillage, ma dev'essere una riforma vera e sostanziale». «È un ente che va superato: l'occasione è venuta con la discussione sul federalismo fiscale, però è stata sprecata. Finché esiste, va fatta funzionare al meglio - ha sostenuto Bergamo - L'area metropolitana Padova-Treviso-Venezia è il livello più adeguato per la gestione sovracomunale». «La Provincia così com'è, è lontana dalla gente - ha spiegato Boato -, ma la Città metropolitana non è un'alternativa valida, è molto meglio puntare sul coordinamento dei comuni contermini di area vasta». Il sondaggio ha evidenziato un grave deficit d'informazione, pari all'82 per cento, su cosa sia e di cosa si occupi l'ente che, nell'immaginario collettivo, è percepita come molto distante dai comuni. Il profilo di colui che ne è più al corrente tratteggia l'abitante in particolare uomo e del capoluogo, anziano laureato e lavoratore autonomo. Il 47 per cento del campione considera utile l'amministrazione e solamente il 37 ritiene che sia incisiva nella vita di tutti i giorni. Insomma, la Provincia come istituzione, è sostanzialmente bocciata. «Il nostro invito agli elettori è di rifiutare la scheda per le Provinciali», ha affermato Lorenzo Furlan della lista "Amo l'Italia e non conto la Provincia", che ne propugna la soppressione. Molto più appeal, invece, riceve la Città metropolitana: il 62 per cento crede che la sua nascita sia opportuna e il 73 che possa soppiantare la Provincia. Una domanda, inoltre, ha riguardato il Piano territoriale di coordinamento, approvato da quest'ultima: 7 su 10 non lo conoscono. Alvise Sperandio

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"Palla al Centro per andare in gol" (sezione: Province)

( da "Stampa, La" del 24-05-2009)

Argomenti: Province

Intervista Vittorio Tarditi "Palla al Centro per andare in gol" GIANFRANCO QUAGLIA NOVARA Palla al centro. Vittorio Tarditi, deputato per tre legislature (Forza Italia), nell'ultima segretario anziano di presidenza alla Camera. Adesso sferra l'attacco alla Provincia per il Centro di Libertà. Tarditi, dire palla al centro per lei non è solo una collocazione politica. Richiama anche un passato sportivo... «Già, visto che sono stato sino a poco tempo fa presidente dei Fedelissimi del Novara Calcio, la squadra del mio cuore. Naturalmente, nella competizione elettorale, meglio sarebbe dire barra al centro». Qual è la vostra connotazione? «Riportare i valori della persona, della libertà, della democrazia e della famiglia al centro dell'attenzione. Abbiamo creato il Centro di Libertà perchè non ci è affatto piaciuta la fusione a freddo tra Fi e An». Ma quali sono gli obiettivi prioritari? «Abolizione del rimborso elettorale per i prossimi cinque anni, destinando i fondi a famiglie bisognose e alle piccole imprese, ai dipendenti di aziende in crisi. E a questo proposito pensiamo di salvare i posti di lavoro di quelle imprese che falliscono, creando società di operai, con un fondo messo a disposizione della Provincia e i sindacati che fanno da garante. In questo modo le società possono accedere ai crediti delle banche. In Francia e in Germania questo sistema ha salvato molte piccole imprese. Il Novarese sta attraversando un periodo di grave crisi, ma con i discorsi e le promesse non si risolve. Occorrono stanziamenti per rilanciare l'economia, non basta dire di essere un motore. E' necessario invece agire con interventi precisi. Ad esempio: il Cim (l'interporto novarese) dovrebbe diventare una zona franca per attrarre merci, aziende e creare posti di lavoro. L'attuale conduzione del Cim è deficitaria, vuole presentare il bilancio dopo le elezioni, forse per nascondere un ulteriore grosso buco». Che cosa farebbe subito se fosse eletto? «Il primo atto sarebbe per le famiglie in stato di necessità. Per le piccole e medie imprese abolizione delle numerose imposizioni fiscali provinciali. Ad esempio cancellerei le tasse sul rilascio dei permessi di pesca per i novaresi: in cambio le associazioni pescatori devono impegnarsi a tenere puliti gli argini dei corsi d'acqua». La competizione alla Provincia è serrata. Dieci i candidati alla presidenza. Non le sembrano troppi? «Si corre tanto per conquistare Palazzo Natta e si dimentica che sia il Governo sia l'opposizione stanno già lavorando per sostituire l'ente Provincia con un'assemblea di sindaci, una specie di papocchio ingovernabile. Al contrario l'ente Provincia ha una sua legittimazione, ma va riformato, attraverso la riduzione del numero dei consiglieri e senza aumentare gli assessorati. Con la Provincia si può realizzare un'anticipazione reale del federalismo». In che modo? «Ad esempio delegando le competenze della sanità e dell'urbanistica dalla Regione alla periferia. La sanità va organizzata localmente e non è pensabile che un piano regolatore debba attendere quattro anni ne icassetti». Parliamo di Malpensa ed Expo... «Non dimentichiamo nè rinneghiamo le battaglie contro l'inquinamento, ma oggi dobbiamo constatare che quei 4,5 miliardi di euro spesi per l'aeroporto non saranno più recuperati. Il Novarese è sempre stato emarginato. Anche Expo è un miraggio, stanno ancora bisticciando sulla sede della dirigenza. E in ogni caso Novara rischia di essere tagliata fuori e di sopprotare soltanto il peso dei cantieri».

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Toponomastica, raffica di accuse all'Avs (sezione: Province)

( da "Alto Adige" del 24-05-2009)

Argomenti: Province

Tommasini: la materia resti bilingue. E la Fondazione Carisparmio fa l'almanacco a seconda delle sensibilità Toponomastica, raffica di accuse all'Avs Segnaletica di montagna monolingue: appello alla Provincia di Sd e Pdl BOLZANO. Aspre reazioni alla notizia data ieri dall'Alto Adige relativa alla segnaletica di montagna ormai spesso monolingue. «C'è un detto italiano che dice: "Predica bene e razzola male" Questo detto calza a pennello al partito che governa questa terra, la Svp». Lo afferma Michaela Biancofiore secondo la quale «tedeschizzare le nostre montagne con una segnaletica totalmente monolingue e antieuropea non è solo uno schiaffo alla tanta decantata convivenza, è una porta in faccia al ministro Maroni, ad ogni dialogo, ma soprattutto lo svilimento dello statuto d'autonomia accompagnato dal grosso rischio di mettere in ginocchio il turismo altoatesino». La deputata del Pdl vuole portare il tema a conoscenza del ministro Fitto. Sulla stessa linea anche Minniti (Pdl). "L'iniziativa dell'Alpenverein di modificare la segnaletica lungo i sentieri di montagna nella sola lingua tedesca è anche irriguardosa nei confronti dei numerosi turisti italiani", sottolinea Mauro Minniti, chiedendo l'intervento della giunta provinciale. «Nella stessa settimana in cui si riuniscono sedicenti tavoli per la convivenza, lo Statuto di autonomia viene violato unilateralmente due volte: sulla questione dell'abolizione del logo della Repubblica dalle pagelle e sul bilinguismo della toponomastica relativa ai sentieri di montagna», evidenzia Guido Margheri (Sinistra democratica). «La segnaletica in montagna deve rispondere allo Statuto (bilinguismo) ed ai criteri della sicurezza», così l'assessore Christian Tommasini. Infine una nota: nell'almanacco della Fondazione Carispa che ha cofinanziato il progetto Avs, la copertina varia con la foto di cartelli segnaletici bilingui o monolingui a seconda della versione italiana o tedesca.

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Provincia Voto decisivo forse già al primo turno (sezione: Province)

( da "Gazzettino, Il (Pordenone)" del 24-05-2009)

Argomenti: Province

Provincia Voto decisivo forse già al primo turno di Giorgio Coden Domenica 24 Maggio 2009, Queste saranno le ultime elezioni provinciali. Lo ha dichiarato, qualche giorno fa, il ministro Renato Brunetta. A lui sono propenso a credere, ai suoi colleghi di vertice meno, ai quadri di periferia no... Troppi interessi politici attorno alle Province. Occorrerebbe un segnale forte, anche dal nostro elettorato. Se all'astensionismo endemico dal voto si sommerà un discreto numero di astensioni ragionate e schede bianche, pensare all'abolizione delle Province avrà ancora senso, altrimenti ne riparleremo il secolo venturo. Venendo alle elezioni del consiglio provinciale di Pordenone, i numeri dicono che a contendersi la maggioranza saranno le due formazioni di centrodestra e centrosinistra. Vinca l'una o l'altra (parere mio) cambia poco. La Provincia ha compiti limitati e prettamente amministrativi. È una sorta di grande condominio dove un passabile consiglio d'amministrazione basta e avanza. Paradossalmente, però, mai come questa volta a eleggerlo sarà un voto politico, meglio ancora, politicizzato. Conterà quanto è avvenuto a livello nazionale; quello che ha fatto o non ha fatto il governo di centrodestra, cosa è successo o non è successo dentro l'opposizione di centrosinistra. A questo proposito, non si conoscono sondaggi riferibili alle tendenze locali, i concorrenti interessati ci vanno cauti, le comparazioni con i precedenti non sono vangelo. Dunque, chi prenderà il governo della nostra Provincia il 6-7 giugno? Così, su due piedi e con l'assillo della par condicio, è piuttosto complicato fare pronostici. Posso solo dire che, già all'imbrunire del giorno dopo, si saprà il nome del nuovo presidente; niente ballottaggi, apparentamenti innaturali, turbative d'asta per gli assessorati. Se i flussi dei voti seguiranno il trend delle ultime tornate nazionali e regionali, sarà vittoria secca per il centrodestra, con percentuali di consensi che oscilleranno dal 54 al 60 per cento. Se, invece, la corrente si invertisse, significherebbe voglia di cambiamento, di cambiamento sul serio. E allora, per il centrosinistra, non sarà solo tiepida ripresa, ma rimonta vera e maggioranza, seppur risicata, al primo turno. Non intravedo una terza via.

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Casini attacca la Lega Udc unico antivirus (sezione: Province)

( da "Arena, L'" del 24-05-2009)

Argomenti: Province

Domenica 24 Maggio 2009 CRONACA Pagina 11 VERSO LE ELEZIONI. Il leader nazionale del partito centrista in città a incontrare i candidati alle provinciali ed europee Casini attacca la Lega «Udc unico antivirus» «Berlusconi chiacchiera, ma comanda il Carroccio che vota Reggio Calabria come città metropolitana» Pierferdinando Casini a Verona detta la linea e lancia l'appello. «Se vogliamo evitare che in Italia comandi la demagogia leghista bisogna rafforzare il centro e l'Udc. Siamo noi l'unico antivirus contro la Lega». Il leader dell'Udc, in città per salutare i candidati veronesi del suo partito, a cominciare dal veronese Marco Vicentini per il Parlamento europeo e Mario Rossi per la presidenza della Provincia, ci mette meno un attimo a raccogliere la sfida «Udc versus Lega Nord». Ormai, a Verona e in Veneto, è questo il vero duello della campagna elettorale. Ma la Lega, alleata con l'Udc e il Pdl nella Giunta Tosi e in Regione, nella Giunta Galan, e nell'amministrazione provinciale uscente, stavolta ha posto il veto, per l'alleanza con il Pdl a sostegno della candidato presidente Giovanni Miozzi. «Mai l'Udc con noi, né al primo né al secondo turno», ha detto. E l'Udc: «Che paura ci fa la Lega ci ha dichiarato guerra!», ironizza Casini. «Questo è un governo leghista. Berlusconi chiacchiera e la Lega comanda». Tagliare il numero dei parlamentari, come ha proposto Berlusconi? «Chiediamo a Berlusconi di non fare come le Province», dice Casini. «Ne aveva annunciato l'abolizione e adesso andiamo a votare perché se n'è dimenticato il giorno dopo le elezioni. Faccia davvero questa proposta e noi la votiamo: riduciamo a cento i parlamentari, però se Berlusconi non lo farà per l'ennesima volta dimostrerà che questa è una boutade». Casini entra all'hotel San Marco, fra Borgo Milano e lo stadio, circondato da candidati Udc e dirigenti fra cui il presidente onorario Riccardo Ceni. C'è anche Riccardo Maraia, assessore a Villafranca. Tra i simpatizzanti il presentatore televisivo Massimo Giletti, che si intrattiene con il leader centrista, insieme all'imprenditore Tiziano Motti, candidato all'europarlamento, con il suo pullman tappezzato di foto e slogan, e anche Silvia Noè, candidata a Strasburgo. Casini, con il deputato padovano Antonio De Poli, affossa il federalismo della Lega. «È uno spot elettorale», aggiunge. «E ricordiamo che la Lega ha votato per fare Reggio Calabria città metropolitana e non Verona». Allude poi alla proposta dei sindaci veneti e dell'Udc di destinare ai Comuni il 20 per cento del gettito Irpef. Così il segretario provinciale Stefano Marzotto invita «a votare Udc a tutti quei sindaci e amministratori che sostengono la battaglia parlamentare». La sinfonia antileghista prosegue sulla note di Valdegamberi, che attacca il sindaco Tosi sostenendo che «ormai per lavorare in un'azienda municipalizzata bisogna avere la tessera della Lega». Casini contesta Galan, il Pdl e in modo particolare il presidente del Consiglio per il suo atteggiamento, a suo dire troppo remissivo, nei confronti della Lega. «Berlusconi accetta che la Lega sia al tempo stesso di lotta e di Governo e questo è inaccettabile». Il leader Udc ne ha anche per Dario Franceschini, segretario nazionale del Pd. «Continua a criticare Berlusconi e poi si accinge a votare "sì" al referendum sulla legge elettorale, il che non farebbe altro che rafforzare Berlusconi». Mario Rossi, candidato alla presidenza della Provincia per Udc, Noi Veronesi al Centro e Liga Veneta Repubblica, rappresentata da Fabrizio Comencini, racconta la sua scelta di entrare nell'Udc dopo essere stato consigliere comunale di Forza Italia e dopo la sua militanza politica nella Dc, nel Ppi e nel Cdu di Buttiglione. Rossi rivendica «il grande valore della Resistenza e della lotta di Liberazione». Vuole però tenere la distanze «da una sinistra ancora ideologica», ma anche da un centrodestra «che, come è successo con i nomadi a Verona, strumentalizza i poveri. Per la sicurezza bisogna avere più forze di polizie, non forze parallele come le ronde». L'eurocandidato Vicentini, 33 anni, imprenditore, candidato, promette «impegno e serietà su proposte concrete, fondate sull'ispirazione cristiana, sul buon senso e sulla vocazione europeista dell'Udc. Del resto io sono l'unico candidato veronese del Partito popolare europeo».  

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I L GRUPPO politico La Destra sostiene Marco Tarelli alla p... (sezione: Province)

( da "Nazione, La (Pistoia)" del 24-05-2009)

Argomenti: Province

CRONACA PISTOIA pag. 8 I L GRUPPO politico La Destra sostiene Marco Tarelli alla p... I L GRUPPO politico La Destra sostiene Marco Tarelli alla presidenza della Provincia. Ieri mattina alcuni dei suoi esponenti hanno illustrato il programma sulla base del quale chiederanno il voto agli elettori. «Il nostro schieramento - ha detto il segretario provinciale Giuseppe Fiore - da tempo aveva avviato trattative con il Pdl per stringere un'alleanza in tutti i comuni pistoiesi. Avevamo avviato trattative proficue anche con Ettori Severi, ma tutto poi è saltato allorchè il Pdl ha deciso di presentare come sindaco a Montecatini Alberto Lapenna, un nome che noi avevamo indicato come irricevibile, insieme a quello del notaio Lenzi. Questa scelta ha fatto saltare non solo l'alleanza a Montecatini, ma anche in tutto il resto del territorio provinciale, essendo Lapenna anche coordinatore del partito». «Nei Comuni - ha proseguito Fiore - non ci è stato consentito di presentare un nostro simbolo, pertanto i nostri candidati sono inseriti nelle liste del Pdl. Tuttavia non sono presenti a titolo personale, ma come rappresentanti del nostro schieramento. Sono facilmente riconoscibili perchè sono inseriti anche nella lista per la Provincia. A Cutigliano sosteniamo Carluccio Ceccarelli e all'Abetone la lista Danti». Il programma è stato illustrato da Mirco Tognarelli: «La Destra si presenta con un programma articolato, che prevede al primo punto l'abolizione della Provincia, che assorbe per le spese del proprio mantenimento i tre quarti delle risorse disponibili. Siamo anche per l'abolizione di tutti gli enti inutili, come i vari consorzi». «INOLTRE - ha aggiunto Tognarelli - siccome siamo una destra sociale vogliamo che la gestione dell'acqua torni nella mani pubbliche, perchè un bene primario non può essere oggetto di speculazione da parte dei privati. Noi siamo anche per dare la preferenza agli italiani nella distribuzione dei servizi. Applichiamo in questo il principio del buon padre di famiglia, che prima cerca di aiutare i propri familiari, e poi gli estranei. Infine chiediamo una migliore distribuzione delle risorse alle associazioni, che devono spendere i soldi ricevuti sul territorio provinciale». La Destra propone poi anche una serie di iniziative per aiutare le famiglie, a cominiciare dal mutuo sociale. «Si tratta - spiega Lorenzo Berti, responsabile di Casa Pound - di istituire un ente pubblico che costruisca le case da vendere ai cittadini italiani. Le rate non dovrebbero superare un quinto del reddito della famiglia e il prestito dovrebbe essere senza interessi». «Inoltre - ha aggiunto Berti - vorremmo creare i mercati degli agricoltori in spazi pubblici, dove possano vendere direttamente i loro prodotti; e vorremmo collocare i pannelli fotovoltaici sui tetti di tutte le scuole. In questo modo si potrebbe creare anche un utile per le attività degli istituti».

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IN UNA intervista al Messaggero, Pier Ferdinando Casini accusa Berlusconi di ess... (sezione: Province)

( da "Messaggero, Il (Ostia)" del 24-05-2009)

Argomenti: Province

Domenica 24 Maggio 2009 Chiudi di CARLO FUSI IN UNA intervista al Messaggero, Pier Ferdinando Casini accusa Berlusconi di essere succubo della Lega: «Il premier guida un governo a trazione leghista che vellica le paure, noi siamo l'unica alternativa e l'unico antidoto a questo stato di cose. Vogliamo far capire agli elettori che il tasso di demagogia ha toccato nel Paese vette insopportabili. La riduzione dei deputati e la riforma della giustizia? Sfidiamo il presidente del Consiglio a portare i provvedimenti in aula, noi siamo pronti a votarli come avremmo voluto votare sì all'abolizione delle Province».

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(sezione: Province)

( da "Eco di Bergamo, L'" del 24-05-2009)

Argomenti: Province

«Meno parlamentari il Cavaliere voti la nostra proposta» --> Il Pd chiama a raccolta le opposizioni e sfida il premier Di Pietro: mozione di sfiducia. Casini: pronti a tagliare Domenica 24 Maggio 2009 GENERALI, pagina 2 e-mail print ROMANon ci sarà una sorta di «Comitato di liberazione nazionale» per salvare il Paese dai rischi che Silvio Berlusconi farebbe correre alla nostra democrazia. La proposta di Dario Franceschini, rivolta a riunire a un tavolo comune Pd, Idv e Udc, è stata subito bocciata dagli stessi interlocutori. Il leader del Pd probabilmente si aspettava il diniego, poi arrivato, di Casini («Franceschini spieghi prima perché invita a votare "sì" al referendum»), ma forse non quello del leader dell'Idv Antonio Di Pietro. «In questo momento mi pare serva l'unità - ha commentato Franceschini - non c'è bisogno di fare una gara su chi è il primo della classe, su chi è il più bravo a raccogliere qualche voto in più». Anche perché, ricorda, il «nemico» è sempre uno solo, Berlusconi. «Abbiamo di fronte a noi - ha detto - un uomo che ha perso l'equilibrio che è pieno di scheletri nell'armadio, che attacca tutto e tutti, il Parlamento, l'equilibrio tra poteri dello Stato, la stampa libera, la comunicazione. Mi pare che di fronte a un pericolo del genere l'opposizione debba restare unita». IL GUANTO DI SFIDA DEI DEMOCRATICI Ma i democratici non si arrendono e tirano fuori un asso dalla manica che rimette molto in discussione nel fronte delle opposizioni. La prima a calare la carta è Anna Finocchiaro. Chiederà che il Senato discuta subito un suo disegno di legge costituzionale, già presentato da tempo, per ridurre il numero dei parlamentari. Il Pd lo voterà a occhi chiusi: «Faccia la stessa cosa anche Berlusconi, se è in grado di convincere i suoi». Pd e Udc si dicono disponibili a votare un'eventuale proposta di taglio del numero dei parlamentari. Se però il testo non dovesse passare - è il ragionamento del Pd - il presidente del Consiglio risulterebbe di fatto sfiduciato dalla sua stessa maggioranza e dunque dovrebbe dimettersi. «Da un anno - ribadisce Franceschini - c'è una nostra proposta depositata in Parlamento che prevede il dimezzamento del numero dei parlamentari. La votino. È sufficiente che la votino anziché raccogliere le firme per fare campagna elettorale». Poco dopo Giuseppe Fioroni scruta un orizzonte più lontano e intravede un premier costretto a dimettersi perché tradito dai suoi «tacchini» e «capponi» che non intendono anticipare il Natale. «Se il premier - sottolinea l'ex ministro - su questo tema non ha più una maggioranza, ne tragga le conseguenze senza un gravissimo vulnus alla Costituzione scavalcando la sua maggioranza con il ricorso all'iniziativa popolare». D'ACCORDO SUL TAGLIO, NON SU QUANDO FARLO Così il dibattito si infiamma a pochi giorni da elezioni europee che sono una decisiva cartina di tornasole. La sfida a Berlusconi ormai è lanciata e coinvolge tutte le opposizioni. Stavolta non si tratterebbe di ragionare intorno a un tavolo a tre, ma solo di pigiare un tasto, quello delle scranno parlamentare, per votare sì o no. Alla fine maggioranza e opposizione appaiono d'accordo sul fatto che il numero dei componenti del Parlamento italiano è pletorico. Ma è possibile imporre la cura dimagrante a deputati e senatori in un clima infuocato come mai? In realtà, i democratici hanno accelerato i tempi per sottrarre voti al centrodestra e contrastare la popolarità del premier. Ma Berlusconi non ha mai detto che il Parlamento pletorico va riformato istantaneamente. Anche perché, se così fosse, bisognerebbe sciogliere subito dopo la legislatura e andare alle urne. L'idea del Pd è sfidare gli eletti nel Popolo della libertà a fare harakiri per Berlusconi. Ma deputati e senatori dell'opposizione sono pronti a fare altrettanto per Dario Franceschini? DI PIETRO: MOZIONE DI SFIDUCIA Antonio Di Pietro, che ha lasciato per ora cadere la sfida del Pd, propone invece che si discuta subito alla Camera una mozione di sfiducia nei confronti del premier con le firme di tutte le opposizioni «per vedere se c'è la volontà di arrivare a un vero confronto politico o se fanno solo il gioco delle tre carte». Ma c'è un'incognita: una rinnovata fiducia a Berlusconi rischierebbe di rafforzarlo. Pier Ferdinando Casini, che ha subito respinto al mittente la proposta di un tavolo comune delle opposizioni, pone come pregiudiziale il ritiro del sì del Pd al referendum elettorale. È però favorevole a ridurre subito il numero dei parlamentari, anche perché è pronto a scommettere sulla performance dell'Udc nelle elezioni anticipate. In Veneto per un tour elettorale, il leader dell'Udc non si risparmia in giro in bicicletta nel centro di Padova, ma sul piano politico manda messaggi chiari a destra e sinistra. A Berlusconi dice forte che nell'Udc non ci sono capponi. «Noi - rileva - vogliamo tagliare il numero dei parlamentari. Chiediamo al premier di non fare come le Province: ne aveva annunciato l'abolizione e adesso andiamo a votare perché se n'è dimenticato il giorno dopo le elezioni». Poi la stoccata: «Faccia davvero questa proposta e noi la votiamo. Riduciamo a cento i parlamentari. Però, se Berlusconi non lo farà, per l'ennesima volta dimostrerà che questa è una "boutade" elettorale». Per Casini non se ne farà nulla perché a dettare le regole del gioco alla fine è il Carroccio di Bossi: «Sono sicuro che Berlusconi verrà bloccato come al solito dalla Lega, che di fatto lo tiene in ostaggio». 24/05/2009 nascosto-->

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ROMA La legge per ridurre i parlamentari? La facciamo noi. Anche i partiti di opposizione as... (sezione: Province)

( da "Messaggero, Il" del 24-05-2009)

Argomenti: Province

Domenica 24 Maggio 2009 Chiudi di CLAUDIA TERRACINA ROMA La legge per ridurre i parlamentari? La facciamo noi. Anche i partiti di opposizione assicurano di voler ridurre il numero degli eletti di Camera e Senato. E ingaggiano da subito la competizione con il presidente del Consiglio che ha annunciato a breve la presentazione di una legge di iniziativa popolare. L'obiettivo è chiaro. Non si può lasciare a Berlusconi l'onore della battaglia contro i privilegi della casta dei politici. Per questo, pur giudicando «pericolosissime» le affermazioni del premier sul Parlamento, i capigruppo del Pd al Senato e alla Camera scrivono ai loro colleghi dell'Udc e dell'Italia dei valori chiedendo un incontro per coordinare «una risposta adeguata» alle affermazioni «di straordinaria gravità» del Presidente del Consiglio. E anche per il leader del Pd Franceschini è necessario «fare fronte comune contro un premier che ormai ha perso l'equilibrio, che ha molti scheletri nell'armadio e che può danneggiare seriamente la democrazia». E conclude ribadendo che «questo è il momento dell'unità». Ma Di Pietro non aderisce all'appello e, pur dicendosi pronto a votare il taglio dei parlamentari, insiste con la sua proposta di un voto di sfiducia contro Berlusconi. E rifiuta l'incontro anche l'Udc che subordina un'eventuale strategia comune al ritiro dell'appoggio al referendum da parte dei "Democrat". «Rispettiamo il Pd, con cui spesso collaboriamo in Parlamento, e riteniamo anche noi gravi le dichiarazioni di Berlusconi. Tuttavia, non siamo disponibili ad alcun incontro, in piena campagna elettorale, almeno fin quando il Pd non cambierà idea sul sostegno al referendum, che consegnerebbe proprio a Berlusconi, e per lungo tempo, il governo del Paese», dichiarano i capigruppo centristi di Camera e Senato, Michele Vietti e Gianpiero D'Alia. Difficile a questo punto ipotizzare un'opposizione compatta ed unita per battere il premier sul suo terreno. Tutt'altra storia e la riduzione delle «pletoriche» assemblee parlamentari. Nel giro di poche ore è un vortice di dichiarazioni alle agenzie. «Il governo chieda alla prossima conferenza dei capigruppo del Senato, come faremo noi del Pd, di mettere immediatamente all'ordine del giorno dei lavori di Palazzo Madama la nostra proposta di riduzione del numero dei parlamentari. Le senatrici e i senatori del Pd la voteranno. Invece di invocare proposte di iniziativa popolare, il presidente del Consiglio provveda, se può e se è in grado, a farla votare dai suoi senatori», è la sfida della presidente dei senatori "democrat", Anna Finocchiaro. Sulla stessa lunghezza d'onda il vicecapogruppo dei deputati del Pd, Gianclaudio Bressa, che seccamente avverte: «Se il presidente del Consiglio vuole veramente proporre la riduzione del numero dei parlamentari chieda al suo gruppo di far calendarizzare la proposta di legge del Pd e la voti in Parlamento. Non saremo certo noi ad opporci. In caso contrario - aggiunge - il ddl sventolato oggi da Berlusconi assumerebbe le vesti di un vero e proprio ricatto che un potere dello Stato fa contro il Parlamento». E il leader centrista, Pier Ferdinando Casini, che giudica «irricevibile» l'appello del Pd per una strategia unitaria, avverte: «Noi vogliamo tagliare il numero dei parlamentari, altro che capponi. Chiediamo a Berlusconi di non fare come le Province. Ne aveva annunciato l'abolizione e adesso andiamo a votare perchè se n'è dimenticato il giorno dopo le elezioni». Quindi, lo invita «a far davvero questa proposta e noi la votiamo. Riduciamo a cento i parlamentari, ma se non lo farà, per l'ennesima volta dimostrerà che questa è una trovata elettorale». Infine, anche Di Pietro annuncia che «l'Idv ha preparato una proposta di legge di iniziativa popolare, volta a ridurre gli sprechi, i costi della politica, il numero dei componenti delle assemblee elettive, a partire dai parlamentari per finire ai consiglieri comunali, e a dare una sforbiciata agli enti inutili. Vogliamo proprio vedere se quando arriveremo in Parlamento- sfida- premier e maggioranza sosterranno il nostro ddl».

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A difesa dei valori cristiani e italiani (sezione: Province)

( da "Arena, L'" del 24-05-2009)

Argomenti: Province

Domenica 24 Maggio 2009 CRONACA Pagina 10 LA DESTRA MPA. L'imprenditore Cavazzana e l'avvocato Scaravelli A difesa dei valori cristiani e italiani Per la Provincia «l'obiettivo è l'abolizione» In Europa «contro il Trattato di Lisbona» È stata la Scala della Ragione a fare da sfondo ieri alla presentazione dei candidati alla presidenza della Provincia e al Parlamento europeo della lista L'autonomia per Verona-Destra Mpa. L'aspirante presidente provinciale è Leonardo Cavazzana, 47 anni, imprenditore, che fa parte del comitato centrale de La Destra, già candidato per il Consiglio comunale. Il suo obiettivo è «dismettere le competenze della Provincia dandole a Comuni e Regioni». Ma non è una contraddizione per un candidato alla Provincia? «No», risponde Cavazzana, «perchè la Provincia è un ente inutile schiacciato tra la Regione e il Comune, con un costo di gestione mostruoso. Il personale impiegato si potrà ricollocare negli altri enti e, nel tempo, mano a mano che ci saranno i pensionamenti, avremo risparmiato una montagna di soldi che potranno essere investiti in opere e servizi per i cittadini. Perchè il punto principale della nostra politica è ascoltare le istanze dei cittadini. Ad esempio, sul traforo, bisognava sentire tutti. Invece il sindaco Flavio Tosi rifiuta ogni tipo di confronto». Cavazzana spezza una lancia a favore del progetto dell'autodromo:«Siamo più che favorevoli: darà occupazione in un luogo oggi sempre più abbandonato e toglierà dalle strade tanta gente che corre». L'avvocato Paolo Scaravelli, candidato per l'Europa, già consigliere regionale di An, afferma di candidarsi «per difendere l'identità, i valori e la storia della Destra italiana, e di quella veronese in particolare, per contrastare il Trattato di Lisbona che è contro l'identità dei popoli europei». E aggiunge di credere «nell'Europa dei popoli e delle cattedrali e non in quella della burocrazia e delle banche». E stigmatizza la politica agricola europea «che ha penalizzato l'Italia cercando di eliminare le sue produzioni di qualità a favore di quelle di altri Paesi europei». Afferma, Scaravelli, di voler «difendere i valori cristiani della nostra civiltà sottoposti a un attacco continuo in Europa dove ci sono maggioranze di Sinistra», ricordando che la scelta della Destra Mpa «è una scelta di libertà e autonomia all'interno del Centro Destra». E sulla questione autodromo, che in Scaravelli trova uno dei suoi ideatori e sostenitori, l'aspirante europarlamentare suggerisce di intitolarlo al pilota veronese Bruno Ruffo, recentemente scomparso, che fu il primo in Italia a vincere una gara mondiale di motociclismo.  

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Un bagno di folla per le tappe di Casini e Franceschini (sezione: Province)

( da "Gazzettino, Il (Padova)" del 24-05-2009)

Argomenti: Province

Un bagno di folla per le tappe di Casini e Franceschini Domenica 24 Maggio 2009, Monselice Dario Franceschini leader del Partito democratico e il presidente dell'Udc, Pierferdinando Casini, hanno fatto tappa ieri a Monselice. Il primo ad arrivare è stato il segretario dei democratici che ha un po' deluso le aspettative. Doveva arrivare in treno da Rovigo, invece è arrivato in auto. Un motivo c'era: il treno era in pesante ritardo e non volevea disatendere le attese dei suoi elettori. La decisione è stata molto apprezzata dal popolo del Pd, che si è dato appuntamento alla stazione per salutare il segretario del partito. Francesco Miazzi ha fatto gli onori di casa con un breve saluto. Il microfono è passato poi nelle mani di Franceschini che è salito su una sedia con l'aiuto del capogruppo consiliare del centrosinistra, Rino Biscaro. «Girare l'Italia mi ha permesso d'incontrare gente straordinaria - ha detto il segretario del Pd - che mi ha posto i problemi legati all'impossibilità di arrivare alla quarta settimana. Nel sistema Italia i primi a pagare sono i lavoratori precari. Se il governo avesse evitato le manovre legate all'Alitalia e all'abolizione dell'Ici molti problemi occupazionali sarebbero risolti. Ci deve essere un sussulto da parte vostra perché è ora di alzare la testa e la voce contro chi non vuole più riconoscere le istituzioni modificando radicalmente la Costituzione. Se faremo sentire la nostra voce l'8 giugno sarà un giorno straordinario per Monselice e per Miazzi e per tutta l'Italia». Ad un tiro di voce in piazzetta Bianchini Pierferdinando Casini per sostenere la candidatura di Stefano Peraro a sindaco di Monselice e di Antonio De Poli alla presidenza della Provincia: «Il capo del governo usa le televisioni per raccogliere consensi, noi invece scendiamo nelle cento, mille piazze per incontrare la gente. Il governo non si occupa della natalità che si è azzerata e lascia dei vuoti pericolosi dimenticando le famiglie che si dibattono in numerose difficoltà economiche. È quindi necessario che Stefano, se diventerà sindaco, guardi con attenzione a questi problemi e cerchi soluzioni immediate, magari trascurando la manutenzione di qualche strada. Antonio De Poli, se diventerà presidente della Provincia, presti attenzione alla sicurezza e manutenzione degli edifici scolatici». Orfeo Meneghetti

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Ici, confermata l'abolizione dell'imposta sulla prima casa (sezione: Province)

( da "Gazzettino, Il (Belluno)" del 24-05-2009)

Argomenti: Province

Ici, confermata l'abolizione dell'imposta sulla prima casa Con il versamento della rata entro il 16 giugno anche la tassa di scopo (0,2 per mille) sul nuovo bollettino Domenica 24 Maggio 2009,

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Roma NOSTRA REDAZIONE Il Pd chiede a Idv e Udc di incontrarsi per coordinare, insieme, una &... (sezione: Province)

( da "Gazzettino, Il" del 24-05-2009)

Argomenti: Province

Domenica 24 Maggio 2009, Roma NOSTRA REDAZIONE Il Pd chiede a Idv e Udc di incontrarsi per coordinare, insieme, una «risposta adeguata» alle affermazioni di Silvio Berlusconi sul Parlamento - affermazioni che Red Tv manderà in onda ogni mezz'ora per tutto il week-end - ma ancora una volta, addirittura nel progettare un'iniziativa contro il comune avversario, l'opposizione non riesce a fare fronte comune e i democratici ricevono da dipietristi e centristi un secco «no, grazie». A sollecitare l'incontro erano stati i capigruppo del Pd, Anna Finocchiaro e Antonello Soro, con una lettera ai capigruppo dei due partiti dell'opposizione, nella quale affermavano che «le recenti dichiarazioni di Berlusconi all'assemblea di Confindustria costituiscono un fatto di straordinaria gravità» e che «la reiterata manifestazione di ostilità e disprezzo verso le prerogative del Parlamento meritano una risposta adeguata. Parole che si scontrano contro un muro del tutto invalicabile. Ma per l'Idv si tratterebbe di una perdita di tempo, di una reazione del tutto inadeguata: «La giusta risposta a Berlusconi - dice Antonio Di Pietro - non sono le solite riunioni e le sterili parole, ma azioni e provvedimenti determinanti. Per questo - annuncia - l'Idv ha promosso una mozione di sfiducia nei confronti del presidente del Consiglio, che non riteniamo moralmente e politicamente degno di rappresentare questo Paese. Berlusconi - aggiunge l'ex ministro - vuole sfuggire alla giustizia, nonostante sia emerso chiaramente nel processo Mills il suo ruolo di corruttore. La gravità dei suoi comportamenti è emersa anche nei precedenti processi che ha voluto inquinare. Presenteremo martedì prossimo, alla riapertura del Parlamento, la mozione di sfiducia per portare il dibattito in aula e informare i cittadini». Quindi, il segretario lancia la sua sfida: «Ci auguriamo che tutti i parlamentari dell'opposizione la firmino e non si concentrino soltanto sulle vuote parole: gli attacchi al Parlamento e alla magistratura hanno bisogno di una risposta adeguata e di una forte e compatta opposizione. Le firme dei deputati dell'Idv non bastano, ci vogliono anche quelle del Pd e delle altre opposizioni. È qui che si vedrà una buona volta se nelle altre forze di opposizione c'è la volontà di arrivare al confronto con questa persona che riteniamo non degna moralmente e politicamente di governare l'Italia o se fanno soltanto il gioco delle tre carte. E non dicano che comunque non avrebbe successo perché non abbiamo la maggioranza dei voti: le mozioni di sfiducia si presentano anche per aprire un dibattito e vedere chi sta da una parte e chi dall'altra». A sua volta l'Udc, con un comunicato, risponde ai democratici con un secco no all'ipotesi di fare fronte comune, «almeno fin quando il Pd non cambierà idea sul sostegno al referendum, che consegnerebbe proprio a Berlusconi, e per lungo tempo, il governo del Paese». Intanto Pier Ferdinando Casini, in Veneto per la campagna elettorale, sfida al premier sul fronte delle riforme: «Noi vogliamo tagliare il numero dei parlamentari - dice - altro che capponi. Berlusconi faccia davvero questa proposta e noi la votiamo: riduciamo a cento i parlamentari. Però, se non lo farà per l'ennesima volta, dimostrerà che questa è una boutade elettorale. Non faccia come con le Province: ne aveva annunciato l'abolizione e adesso andiamo a votare perché se n'è dimenticato il giorno dopo le elezioni. Ma ci aspettiamo che, ancora una volta, la Lega blocchi i suoi buoni propositi». È dunque così che Franceschini - che si trova contro anche la sinistra extraparlamentare, seccata per non essere stata inclusa nell'elenco dei destinatari della missiva democratica, e in ogni caso persuasa che il Pd si sia svegliato tardi, accorgendosi solo ora del «pericolo per la democrazia» rappresentato da Berlusconi - si ritrova con in mano un pugno di mosche, e vanamente si duole: «In questo momento mi pare serva l'unità...». C.G.

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Tutti d'accordo ora a tagliare i parlamentariIl Pd: (sezione: Province)

( da "Sicilia, La" del 24-05-2009)

Argomenti: Province

Tutti d'accordo ora a tagliare i parlamentari Il Pd: «Al Senato il Pdl ha i numeri per farlo» Anna Rita Rapetta Roma. Berlusconi rilancia l'idea di una legge d'iniziativa popolare per ridurre il numero dei parlamentari. L'opposizione risponde sfidando il governo a mettere all'ordine del giorno dei lavori di palazzo Madama la proposta di legge presentata in tal senso dal Pd: «Il premier provveda, se può e se è in grado, a farla votare dai suoi senatori», incalza Finocchiaro, capogruppo del Pd al Senato. In tempi di elezioni nessuno si tira indietro. Anche l'Udc si fa sotto. «Noi vogliamo tagliare il numero dei parlamentari, altro che capponi», dice Casini convinto, come i democratici, che quella del premier sia solo una boutade elettorale. Prima delle politiche - ricorda Casini - il premier aveva annunciato l'abolizione delle province. E invece il 6-7 giugno si voterà per rinnovarne i consigli. Già attiva per la riduzione dei costi della politica e il numero dei parlamentari, l'Idv sta raccogliendo le firme per un'iniziativa di legge popolare. L'attenzione del partito di Di Pietro si concentra, però, sulla mozione di sfiducia che presenterà martedì prossimo. L'ex-pm la considera l'unica strada possibile. Per questo ha declinato l'invito che il Pd ha rivolto al suo partito e all'Udc per una riunione sull'accaduto. Invito respinto, per ragioni diverse, anche dall'Udc che non manda giù la campagna per il «sì» al referendum del Pd. Sul fronte opposto, la Lega rimanda tutto a dopo il voto (ricordando che la devoluzione prevedeva la riduzione dei parlamentari, ma «la sinistra l'ha fatta saltare»), il presidente della Camera, Fini, alza la posta: «Il problema non sono solo i 945 parlamentari, ma anche i consiglieri e gli assessori regionali e i rappresentanti del territorio. Forse è arrivato il momento di dare una sforbiciata».

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La Lega e il Pdl con Berlusconi: avanti con la riforma delle Camere (sezione: Province)

( da "Stampaweb, La" del 24-05-2009)

Argomenti: Province

ROMA Continua a far discutere la proposta del premier Berlusconi di chiamare a raccolta i cittadini e presentare un testo di iniziativa popolare per ridurre il numero di deputati e senatori. Oltre al Pdl anche la Lega plaude al Cavaliere e si dice pronta a sostenere la riforma mentre nell’opposizione, dopo il richiamo di Dario Franceschini all’unità nell’azione di contrasto al governo, si registra una certa tensione tra Pd e Idv. La Lega si dice soddisfatta sottolineando, tra l’altro, che la riforma proposta da Berlusconi è la stessa che aveva tentato di far andare in vigore il Carroccio incappando però nella bocciatura del referendum. «Bravo Berlusconi! Una settimana fa si era meritato la tessera della Lega ad honorem - si complimenta il ministro della Semplificazione Roberto Calderoli - oggi dimostra di essere un militante. Infatti dopo aver sostenuto i respingimenti del ministro Maroni, ora sostiene la proposta di riduzione del numero dei parlamentari, proposta che abbiamo fatto votare quattro volte in Parlamento e che fu poi affossata dalla sinistra con il referendum e per di più lo fa con il coinvolgimento del popolo». E anche il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, si dice pronto alla raccolta delle firme sul testo di iniziativa popolare. Non solo, il titolare della Pubblica Amministrazione, Renato Brunetta, attribuisce alla proposta sul Parlamento un valore fortemente simbolico. «È un nuovo inizio costituente del nostro Paese», dice. E il vice presidente dei deputati del Pdl, Italo Bocchino, assicura che la maggioranza andrà avanti da sola se l’opposizione dice no. Intanto il Pd ribadisce la necessità di un’azione di opposizione unitaria e stigmatizza il comportamento di Antonio Di Pietro che ieri ha chiuso alla proposta di un tavolo comune di tutto il centrosinistra. «Appare sconcertante - attacca il presidente dei deputati del Pd, Antonello Soro - il comportamento dell’onorevole Di Pietro in questo ore: il suo diniego ad un momento di condivisione per la scelta delle forme più efficaci di opposizione appare irragionevole e dettato da un mediocre desiderio di conflitto nei confronti del principale partito dello schieramento del centrosinistra». E sia il segretario del Pd, Franceschini che Massimo D’Alema invitano l’ex pm e i suoi a evitare le divisioni e gli egoismi: «Questo - dicono - non è il momento». Di Pietro, però, va dritto per la sua strada, si dice anche disponibile a un tavolo comune delle opposizioni, ma a patto che Udc e Pd accettino di siglare la mozione di sfiducia che l’Idv presenterà martedì in Parlamento nei confronti del presidente del Consiglio a seguito del ’caso Mills’. «Siamo favorevoli - dice il capogruppo alla Camera, Massimo Donadi - alla massima compattezza delle opposizioni. Non vogliamo polemiche. Questo è il momento dei fatti e non delle parole e per questo lanciamo un appello accorato al Pd e anche all’Udc di sottoscrivere una mozione di sfiducia». L’Udc, invece, continua a sfidare Berlusconi sulla questione del ddl popolare sui parlamentari e sceglie di non insistere più di tanto sul caso Noemi («se Berlusconi non vuole rispondere è un problema suo», dice Casini). «Siamo disponibili - dice il leader centrista - a ridurre anche a 100 il numero dei parlamentari; assicuriamo il nostro voto a favore. Basta che Berlusconi non si smentisca come per l’abolizione delle province». Una posizione questa sulla quale, comunque, le opposizioni sembrano essere tutte d’accordo.

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Riforma Camere: sì da Pdl e Lega (sezione: Province)

( da "Giornale di Brescia" del 25-05-2009)

Argomenti: Province

Edizione: 25/05/2009 testata: Giornale di Brescia sezione:in primo piano Riforma Camere: sì da Pdl e Lega Maggioranza compatta col premier: anche da soli Democratici, appello a Idv e Udc: non dividiamoci per la riduzione del numero dei parlamentari trova Pdl e Lega compatti" title="La proposta di un ddl di iniziativa popolare lanciata da Berlusconi per la riduzione del numero dei parlamentari trova Pdl e Lega compatti" onClick="showImage('http://www.giornaledibrescia.it/gdbonline/contenuti/20090525/foto/full_brescia_39.jpg',600,934)"> La proposta di un ddl di iniziativa popolare lanciata da Berlusconi per la riduzione del numero dei parlamentari trova Pdl e Lega compatti ROMAFa discutere la proposta del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi di chiamare a raccolta i cittadini e presentare un testo di iniziativa popolare per ridurre il numero di deputati e senatori. Pdl e Lega plaudono al Cavaliere e si dicono pronti a sostenere la riforma mentre nell'opposizione, dopo il richiamo di Dario Franceschini all'unità nell'azione di contrasto al governo, si registra una certa tensione tra Pd e Idv. Calderoli: Cavaliere in piena sintonia con noi La Lega si dice soddisfatta sottolineando, tra l'altro, che la riforma proposta da Berlusconi è la stessa che aveva tentato di far andare in vigore il Carroccio incappando però nella bocciatura del referendum. «Bravo Berlusconi! Una settimana fa si era meritato la tessera della Lega ad honorem - si complimenta il ministro della Semplificazione Roberto Calderoli - oggi dimostra di essere un militante. Infatti dopo aver sostenuto i respingimenti del ministro Maroni, ora sostiene la proposta di riduzione del numero dei parlamentari, proposta che abbiamo fatto votare quattro volte in Parlamento e che fu poi affossata dalla sinistra con il referendum e per di più lo fa con il coinvolgimento del popolo». E anche il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, si dice pronto alla raccolta delle firme sul testo di iniziativa popolare. Non solo, il titolare della Pubblica amministrazione, Renato Brunetta, attribuisce alla proposta sul Parlamento un valore fortemente simbolico. «È un nuovo inizio costituente del nostro Paese», dice. E il vice presidente dei deputati del Pdl, Italo Bocchino, assicura che la maggioranza andrà avanti da sola se l'opposizione dice no. Il Pd: Di Pietro è irragionevole Intanto il Pd ribadisce la necessità di un'azione di opposizione unitaria e stigmatizza il comportamento di Antonio Di Pietro che sabato ha chiuso alla proposta di un tavolo comune di tutto il centrosinistra. «Appare sconcertante - attacca il presidente dei deputati del Pd, Antonello Soro - il comportamento dell'onorevole Di Pietro in questo ore: il suo diniego ad un momento di condivisione per la scelta delle forme più efficaci di opposizione appare irragionevole e dettato da un mediocre desiderio di conflitto nei confronti del principale partito dello schieramento del centrosinistra». E sia il segretario del Pd, Franceschini che Massimo D'Alema invitano l'ex pm e i suoi a evitare le divisioni e gli egoismi: «Questo - dicono - non è il momento». Di Pietro, però, va dritto per la sua strada, si dice anche disponibile a un tavolo comune delle opposizioni, ma a patto che Udc e Pd accettino di siglare la mozione di sfiducia che l'Idv presenterà domani in Parlamento nei confronti del presidente del Consiglio a seguito del «caso Mills». «Siamo favorevoli - dice il capogruppo alla Camera, Massimo Donadi - alla massima compattezza delle opposizioni. Non vogliamo polemiche. Questo è il momento dei fatti e non delle parole e per questo lanciamo un appello accorato al Pd e anche all'Udc di sottoscrivere una mozione di sfiducia». Casini: sì alla riduzione dei parlamentari L'Udc, invece, continua a sfidare Berlusconi sulla questione del ddl popolare sui parlamentari e sceglie di non insistere più di tanto sul caso Noemi («se Berlusconi non vuole rispondere è un problema suo», dice Casini). «Siamo disponibili - dice il leader centrista - a ridurre anche a 100 il numero dei parlamentari; assicuriamo il nostro voto a favore. Basta che Berlusconi non si smentisca come per l'abolizione delle Province». Una posizione questa sulla quale, comunque, le opposizioni sembrano essere tutte d'accordo.

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Parlamentari, subito la raccolta di firme (sezione: Province)

( da "Arena, L'" del 25-05-2009)

Argomenti: Province

Lunedì 25 Maggio 2009 NAZIONALE Pagina 2 IL TAGLIO DEI DEPUTATI. Il ministro La Russa annuncia il via dell'iniziativa popolare già durante la campagna elettorale. Lega soddisfatta Parlamentari, «subito la raccolta di firme» L'opposizione resta divisa sulla mozione di sfiducia a Berlusconi, che insiste: «Il Pd è in liquidazione» ROMA Partirà presto la raccolta di firme per la proposta di legge per la riduzione dei parlamentari ideata da Silvio Berlusconi. «La facciamo partire forse già in campagna elettorale» ha detto il ministro della Difesa Ignazio La Russa, «da Milano e da altre città». La Russa ha ricordato che la riduzione dei parlamentari è già stata votata dalle Camere quattro volte, visto che era contenuta nella riforma costituzionale del 2005, poi bocciata dal referendum. «Dobbiamo proporre» ha aggiunto, «senza se e senza ma, ciò che abbiamo già votato. Se la sinistra è d'accordo, si accodi». Ma intanto continua a far discutere la proposta del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi di ridurre il numero dei deputati mediante un testo di iniziativa popolare. Pdl e Lega plaudono al Cavaliere e si dicono pronti a sostenere la riforma mentre nell'opposizione, dopo il richiamo di Dario Franceschini all'unità nell'azione di contrasto al governo, si registra una certa tensione tra Pd e Idv. La Lega si dice soddisfatta sottolineando, tra l'altro, che la riforma proposta da Berlusconi è la stessa che aveva tentato di far andare in vigore il Carroccio incappando però nella bocciatura del referendum. «Una settimana fa si era meritato la tessera della Lega ad honorem», si complimenta il ministro della Semplificazione Roberto Calderoli, «oggi dimostra di essere un militante. Infatti dopo aver sostenuto i respingimenti del ministro Maroni, ora sostiene la proposta di riduzione del numero dei parlamentari, che abbiamo fatto votare quattro volte in Parlamento e che fu poi affossata dalla sinistra con il referendum, e per di più lo fa con il coinvolgimento del popolo». E il ministro della Pubblica amministrazione, Renato Brunetta, attribuisce alla proposta sul Parlamento un valore fortemente simbolico: «È un nuovo inizio costituente del nostro Paese». CENTROSINISTRA DIVISO. Intanto il Pd ribadisce la necessità di un'azione di opposizione unitaria e stigmatizza il comportamento di Antonio Di Pietro che ieri ha chiuso alla proposta di un tavolo comune del centrosinistra. «Appare sconcertante» secondo il presidente dei deputati del Pd, Antonello Soro, il comportamento di Di Pietro. E sia il segretario del Pd, Franceschini che Massimo D'Alema invitano l'ex pm e i suoi a evitare le divisioni e gli egoismi: «non è il momento». Di Pietro, però, va dritto per la sua strada, si dice anche disponibile a un tavolo comune delle opposizioni, ma a patto che Udc e Pd accettino di siglare la mozione di sfiducia che l'Idv presenterà martedì in Parlamento nei confronti del presidente del Consiglio a seguito del «caso Mills». L'Udc, invece, continua a sfidare Berlusconi sulla questione del ddl popolare sui parlamentari: «Siamo disponibili a ridurre anche a 100 il numero dei parlamentari; assicuriamo il nostro voto a favore. Basta che Berlusconi non si smentisca come per l'abolizione delle province». FUGA DAL PD. Due giorni fa aveva definito Dario Franceschini «commissario liquidatore del Partito democratico». E ieri Berlusconi ha confermato la sua catastrofica previsione sulla sorte del maggiore partito di opposizione: «È in liquidazione» e diversi esponenti stanno traslocando: «Dopo le Europee, Rutelli farà un nuovo partito, Enrico Letta andrà con Casini e altri si sposteranno a sinistra». Rutelli e Letta hanno subito smentito. Ma il premier ha parlato del caso Spaggiari, l'ex sindaco Ds a Reggio Emilia, candidata sindaco sostenuta anche dall'Udc in contrapposizione al candidato Pd: «È un segnale di malessere interno al partito» ha detto Berlusconi, «e non certo orchestrato da me». La messa in liquidazione del Pd è, per Franceschini, un «desiderio» di Berlusconi «e non la realtà»: «Il premier vive in un'altra dimensione, una specie di torre dorata non a contatto con la gente». E garantisce che mai come ora il Pd è stato così unito e forte, con l'obiettivo di «battere Berlusconi».  

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tagliare a metà il parlamento? (sezione: Province)

( da "Nuova Venezia, La" del 25-05-2009)

Argomenti: Province

Ancora una volta Silvio è più avanti: il ricorso all'iniziativa popolare destabilizza l'opposizione Tagliare a metà il Parlamento? Vecchio progetto rilanciato in campagna elettorale: pro e contro L'Udc vede un intento solo demagogico Idv punta sul caso Mills «Mozione di sfiducia» ROMA. Fa discutere la proposta del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi di chiamare a raccolta i cittadini e presentare un testo di iniziativa popolare per ridurre il numero di deputati e senatori. Pdl e Lega plaudono al Cavaliere e si dicono pronti a sostenere la riforma mentre nell'opposizione, dopo il richiamo di Dario Franceschini all'unità nell'azione di contrasto al governo, si registra una certa tensione tra Pd e Idv. Ma Franceschini insiste e a Di Pietro, che aveva respinto l'invito, ma anche al leader dell'Udc Casini che la pensa allo stesso modo ribadisce che «non è il momento delle divisioni». Ecco il quadro delle reazioni alla proposta di Berlusconi. La Lega si dice soddisfatta sottolineando che la riforma è la stessa che aveva tentato di far andare in vigore il Carroccio, incappando però nella bocciatura del referendum. «Bravo Berlusconi! Una settimana fa si era meritato la tessera della Lega ad honorem - si complimenta il ministro della semplificazione Roberto Calderoli - oggi dimostra di essere un militante. Dopo aver sostenuto i respingimenti del ministro Maroni, ora sostiene la proposta di riduzione del numero dei parlamentari, proposta che abbiamo fatto votare 4 volte in Parlamento e che fu poi affossata dalla sinistra con il referendum. E per di più lo fa con il coinvolgimento del popolo». Anche il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, si dice pronto alla raccolta delle firme sul testo di iniziativa popolare: «Facciamo partire presto da Milano e dalle altre città la raccolta delle firme, forse già in campagna elettorale. La riduzione dei parlamentari è già stata votata dalle Camere quattro volte, visto che era contenuta nella riforma costituzionale del 2005, poi bocciata dal referendum. Dobbiamo proporre senza se e senza ma, ciò che abbiamo già votato. Se la sinistra è d'accordo si accodi». Entusiasta Renato Brunetta, che attribuisce alla proposta sul Parlamento un valore fortemente simbolico: «E' un nuovo inizio costituente del nostro Paese», dice. Parere opposto all'opposizione, dove il Pd considera l'iniziativa del premier un attacco al Parlamento. L'Udc invece, che sarebbe d'accordo nel merito, è convinta che si tratti dell'ennesima sparata demagogica di Berlusconi. Casini fa di più e sfida il Cavaliere: «Siamo disponibili a ridurre anche a 100 il numero dei parlamentari; assicuriamo il nostro voto a favore. Basta che Berlusconi non si smentisca come per l'abolizione delle province». Obiettivo ancora diverso per Idv dove Di Pietro punta al bersaglio grosso: mozione di sfiducia sul caso Mills, nessuna possibilità di intesa con il Pd se Franceschini non l'appoggia. Ma il Pd contrattacca: «Appare sconcertante - dice il presidente dei deputati del Pd, Antonello Soro - il comportamento dell'onorevole Di Pietro: il suo diniego ad un momento di condivisione per la scelta delle forme più efficaci di opposizione appare irragionevole e dettato da un mediocre desiderio di conflitto nei confronti del principale partito dello schieramento del centrosinistra». «Siamo favorevoli - replica il capogruppo alla Camera, Massimo Donadi - alla massima compattezza delle opposizioni. Non vogliamo polemiche. Questo è il momento dei fatti e non delle parole e per questo lanciamo un appello accorato al Pd e anche all'Udc di sottoscrivere una mozione di sfiducia». Insomma, ognuno tira il lenzuolo dalla sua parte. E ieri Franceschini ha continuato a farlo, parlando a Bagnolo in Piano, una delle tappe del suo tour elettorale fra le province padane di Reggio Emilia e Modena: «Ho preso atto che Di Pietro ha risposto di no, ma voglio insistere con lui e anche con Casini perché bisogna tenere l'opposizione unita. Un grande partito come il nostro ha il dovere di insistere perché l'opposizione sia unita davanti ai rischi che corre il Paese. Non è il momento di iniziative sbagliate - aggiunge Franceschini riferendosi alla mozione di sfiducia al premier che Di Pietro vuol presentare domani in Parlamento - solo per avere qualche voto in più, qualche tornaconto di consenso per il proprio partito». Poi l'attacco a Berlusconi: «A volte lo guardo e mi sembra un uomo di plastica che vuole farci vivere in un mondo di plastica, ma l'Italia non è così. L'Italia ha valori che vanno riscoperti e che la tv tende a capovolgere perché sono importanti solo fama e ricchezza e tutto è consentito contro tutti per averli. Noi diciamo che bisogna risvegliare la coscienza civile di questo paese».

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(sezione: Province)

( da "Libertà" del 25-05-2009)

Argomenti: Province

«Pronti a dimezzare il Parlamento» Lega e Pdl favorevoli alla proposta di Berlusconi Tensione Pd-Di Pietro. Casini: anche solo 100 eletti ROMA - Fa discutere la proposta del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi di chiamare a raccolta i cittadini e presentare un testo di iniziativa popolare per ridurre il numero di deputati e senatori. Pdl e Lega plaudono al Cavaliere e si dicono pronti a sostenere la riforma mentre nell'opposizione, dopo il richiamo di Dario Franceschini all'unità nell'azione di contrasto al governo, si registra una certa tensione tra Pd e Idv. La Lega si dice soddisfatta sottolineando, tra l'altro, che la riforma proposta da Berlusconi è la stessa che aveva tentato di far andare in vigore il Carroccio incappando però nella bocciatura del referendum. «Bravo Berlusconi! Una settimana fa si era meritato la tessera della Lega ad honorem - si complimenta il ministro della Semplificazione Roberto Calderoli - oggi dimostra di essere un militante. Infatti dopo aver sostenuto i respingimenti del ministro Maroni, ora sostiene la proposta di riduzione del numero dei parlamentari, proposta che abbiamo fatto votare quattro volte in Parlamento e che fu poi affossata dalla sinistra con il referendum e per di più lo fa con il coinvolgimento del popolo». E anche il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, si dice pronto alla raccolta delle firme sul testo di iniziativa popolare. Non solo, il titolare della Pubblica Amministrazione, Renato Brunetta, attribuisce alla proposta sul Parlamento un valore fortemente simbolico. «È un nuovo inizio costituente del nostro Paese», dice. E il vice presidente dei deputati del Pdl, Italo Bocchino, assicura che la maggioranza andrà avanti da sola se l'opposizione dice no. Intanto il Pd ribadisce la necessità di un'azione di opposizione unitaria e stigmatizza il comportamento di Antonio Di Pietro che ieri ha chiuso alla proposta di un tavolo comune di tutto il centrosinistra. «Appare sconcertante - attacca il presidente dei deputati del Pd, Antonello Soro - il comportamento dell'onorevole Di Pietro in questo ore: il suo diniego ad un momento di condivisione per la scelta delle forme più efficaci di opposizione appare irragionevole e dettato da un mediocre desiderio di conflitto nei confronti del principale partito dello schieramento del centrosinistra». E sia il segretario del Pd, Franceschini che Massimo D'Alema invitano l'ex pm e i suoi a evitare le divisioni e gli egoismi: «questo - dicono - non è il momento». Di Pietro, però, va dritto per la sua strada, si dice anche disponibile a un tavolo comune delle opposizioni, ma a patto che Udc e Pd accettino di siglare la mozione di sfiducia che l'Idv presenterà martedì in Parlamento nei confronti del presidente del Consiglio a seguito del "caso Mills". «Siamo favorevoli - dice il capogruppo alla Camera, Massimo Donadi - alla massima compattezza delle opposizioni. Non vogliamo polemiche. Questo è il momento dei fatti e non delle parole e per questo lanciamo un appello accorato al Pd e anche all'Udc di sottoscrivere una mozione di sfiducia». L'Udc, invece, continua a sfidare Berlusconi sulla questione del ddl popolare sui parlamentari e sceglie di non insistere più di tanto sul caso Noemi («se Berlusconi non vuole rispondere è un problema suo», dice Casini). «Siamo disponibili - dice il leader centrista - a ridurre anche a 100 il numero dei parlamentari; assicuriamo il nostro voto a favore. Basta che Berlusconi non si smentisca come per l'abolizione delle province». Una posizione questa sulla quale, comunque, le opposizioni sembrano essere tutte d'accordo. Alessandra Chini 25/05/2009

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Pecorara: Pensionati anima dell'alleanza (sezione: Province)

( da "Libertà" del 25-05-2009)

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Pecorara: Pensionati anima dell'alleanza piacenza - Il coordinatore provinciale Sergio Pecorara ha annunciato che per le elezioni europee il Partito Pensionati sarà presente, assieme al Movimento per le autonomie, La destra, e l'Alleanza di centro, in un unico simbolo, denominato: "L'Autonomia". «Sarà - ha preannunciato Pecorara - un cartello elettorale omogeneo, capace di superare l'iniquo sbarramento del 4% imposto dai grossi partiti. Il Partito Pensionati vuole rappresentare l'anima sociale di questa alleanza». Secondo Pecorara, il Partito Pensionati si batterà per l'affermazione di questa compagine elettorale«affinché in Europa continui ad essere presente la voce dei pensionati». Il Partito Pensionati non sarà presente con il proprio simbolo alle elezioni provinciali di Piacenza e nessun rappresentante del movimento è stato inserito in liste o coalizioni per questa tornata elettorale «visto che da sempre siamo favorevoli all'abolizione delle province». «Non abbiamo ritenuto opportuno inoltre, presentare un nostro candidato, il sottoscritto - afferma Pecorara - per evitare di indebolire una persona, Massimo Trespidi, che ha i nostro stessi ideali, valori e allo stesso tempo una consolidata esperienza amministrativa». 25/05/2009

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Alessandra Chini ROMA - Fa discutere la proposta del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi di chiamare a raccolta i cittadini e presentare un testo di iniziativa popolare per (sezione: Province)

( da "Adige, L'" del 25-05-2009)

Argomenti: Province

Alessandra Chini ROMA - Fa discutere la proposta del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi di chiamare a raccolta i cittadini e presentare un testo di iniziativa popolare per ridurre il numero di deputati e senatori Alessandra Chini ROMA - Fa discutere la proposta del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi di chiamare a raccolta i cittadini e presentare un testo di iniziativa popolare per ridurre il numero di deputati e senatori. Pdl e Lega plaudono al Cavaliere e si dicono pronti a sostenere la riforma mentre nell'opposizione, dopo il richiamo di Dario Franceschini all'unità nell'azione di contrasto al governo, si registra una certa tensione tra Pd e Idv. La Lega si dice soddisfatta sottolineando, tra l'altro, che la riforma proposta da Berlusconi è la stessa che aveva tentato di far andare in vigore il Carroccio incappando però nella bocciatura del referendum. «Bravo Berlusconi! Una settimana fa si era meritato la tessera della Lega ad honorem - si complimenta il ministro della Semplificazione Roberto Calderoli - ora dimostra di essere un militante. Infatti dopo aver sostenuto i respingimenti del ministro Maroni, ora sostiene la proposta di riduzione del numero dei parlamentari, proposta che abbiamo fatto votare quattro volte in Parlamento e che fu poi affossata dalla sinistra con il referendum e per di più lo fa con il coinvolgimento del popolo». E anche il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, si dice pronto alla raccolta delle firme sul testo di iniziativa popolare. Non solo, il titolare della Pubblica amministrazione, Renato Brunetta, attribuisce alla proposta sul Parlamento un valore fortemente simbolico. «È un nuovo inizio costituente del nostro Paese», dice. E il vice presidente dei deputati del Pdl, Italo Bocchino, assicura che la maggioranza andrà avanti da sola se l'opposizione dice no. Intanto il Pd ribadisce la necessità di un'azione di opposizione unitaria e stigmatizza il comportamento di Antonio Di Pietro che sabato ha chiuso alla proposta di un tavolo comune di tutto il centrosinistra. «Appare sconcertante - attacca il presidente dei deputati del Pd, Antonello Soro - il comportamento dell'onorevole Di Pietro in questo ore: il suo diniego ad un momento di condivisione per la scelta delle forme più efficaci di opposizione appare irragionevole e dettato da un mediocre desiderio di conflitto nei confronti del principale partito dello schieramento del centrosinistra». E sia il segretario del Pd, Franceschini, sia Massimo D'Alema invitano l'ex pm e i suoi a evitare le divisioni e gli egoismi: «Questo - dicono - non è il momento». Di Pietro, però, va dritto per la sua strada, si dice anche disponibile a un tavolo comune delle opposizioni, ma a patto che Udc e Pd accettino di siglare la mozione di sfiducia che l'Idv presenterà domani in Parlamento nei confronti del presidente del Consiglio a seguito del «caso Mills». «Siamo favorevoli - dice il capogruppo alla Camera, Massimo Donadi - alla massima compattezza delle opposizioni. Non vogliamo polemiche. Questo è il momento dei fatti e non delle parole e per questo lanciamo un appello accorato al Pd e anche all'Udc di sottoscrivere una mozione di sfiducia». L'Udc, invece, continua a sfidare Berlusconi sulla questione del disegno di legge popolare sui parlamentari e sceglie di non insistere più di tanto sul caso Noemi («se Berlusconi non vuole rispondere è un problema suo», dice Casini). «Siamo disponibili - dice il leader centrista - a ridurre anche a 100 il numero dei parlamentari; assicuriamo il nostro voto a favore. Basta che Berlusconi non si smentisca come per l'abolizione delle province». Una posizione questa sulla quale, comunque, le opposizioni sembrano essere tutte d'accordo. 25/05/2009

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Legge per ridurre i parlamentari (sezione: Province)

( da "Eco di Bergamo, L'" del 25-05-2009)

Argomenti: Province

Legge per ridurre i parlamentari «Via alle firme» --> La Russa: «La raccolta partirà presto da Milano» Ok di Casini. Polemica Franceschini-Di Pietro Lunedì 25 Maggio 2009 GENERALI, pagina 4 e-mail print ROMAFa discutere la proposta del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi di chiamare a raccolta i cittadini e presentare un testo di iniziativa popolare per ridurre il numero di deputati e senatori. Popolo della libertà e Lega plaudono al Cavaliere e si dicono pronti a sostenere la riforma mentre nell'opposizione, dopo il richiamo di Dario Franceschini all'unità nell'azione di contrasto al governo, si registra una certa tensione tra Partito democratico e Italia dei valori. La Lega si dice soddisfatta sottolineando, tra l'altro, che la riforma proposta da Berlusconi è la stessa che aveva tentato di far andare in vigore il Carroccio, incappando però nella bocciatura del referendum. ok della lega «Bravo Berlusconi! Una settimana fa si era meritato la tessera della Lega ad honorem - si complimenta il ministro della Semplificazione legislativa, Roberto Calderoli -, oggi dimostra di essere un militante. Infatti, dopo aver sostenuto i respingimenti del ministro Maroni, ora sostiene la proposta di riduzione del numero dei parlamentari, proposta che abbiamo fatto votare quattro volte in Parlamento e che fu poi affossata dalla sinistra con il referendum e per di più lo fa con il coinvolgimento del popolo». E anche il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, si dice pronto alla raccolta delle firme sul testo di iniziativa popolare. «La facciamo partire presto da Milano e dalle altre città - ha detto - forse già in campagna elettorale. Dobbiamo proporre ha aggiunto senza se e senza ma ciò che abbiamo già votato. Se la sinistra è d'accordo si accodi». Intanto il Pd ribadisce la necessità di un'azione di opposizione unitaria e stigmatizza il comportamento di Antonio Di Pietro, che sabato ha chiuso alla proposta di un tavolo comune di tutto il centrosinistra. parla d'alema «Appare sconcertante - attacca il presidente dei deputati del Pd, Antonello Soro - il comportamento dell'onorevole Di Pietro in questo ore: il suo diniego a un momento di condivisione per la scelta delle forme più efficaci di opposizione appare irragionevole e dettato da un mediocre desiderio di conflitto nei confronti del principale partito dello schieramento del centrosinistra». E sia il segretario del Pd, Dario Franceschini, che Massimo D'Alema invitano l'ex magistrato e i suoi a evitare le divisioni e gli egoismi: «Questo - dicono - non è il momento». Di Pietro, però, va dritto per la sua strada, si dice anche disponibile a un tavolo comune delle opposizioni, ma a patto che Udc e Pd accettino di siglare la mozione di sfiducia che l'Idv presenterà martedì in Parlamento nei confronti del presidente del Consiglio a seguito del caso Mills. «La mozione di sfiducia - dice Di Pietro - non ha lo scopo di battere subito a tavolino la maggioranza e Berlusconi, ma ha l'obiettivo di iniziare il percorso parlamentare che metta in discussione la credibilità della sua leadership. Orsù, dunque, passiamo dalle parole ai fatti». udc a favore L'Udc, invece, continua a sfidare Berlusconi sulla questione del disegno di legge popolare sui parlamentari e sceglie di non insistere più di tanto sul caso Noemi («Se Berlusconi non vuole rispondere è un problema suo», dice Casini). «Siamo disponibili - dice il leader centrista - a ridurre anche a cento il numero dei parlamentari; assicuriamo il nostro voto a favore. Basta che Berlusconi non si smentisca come per l'abolizione delle Province». Una posizione questa sulla quale, comunque, le opposizioni sembrano essere tutte d'accordo. Alessandra Chini 25/05/2009 nascosto-->

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ROMA Tutti d'accordo. Occorre tagliare il numero dei parlamentari. Ma per l'opposi... (sezione: Province)

( da "Messaggero, Il" del 25-05-2009)

Argomenti: Province

Lunedì 25 Maggio 2009 Chiudi di CLAUDIA TERRACINA ROMA Tutti d'accordo. Occorre tagliare il numero dei parlamentari. Ma per l'opposizione la proposta di legge va discussa e approvata nelle aule di Camera e Senato, mentre il premier Berlusconi preferisce chiamare a raccolta i cittadini e presentare un testo di iniziativa popolare per ridurre il numero di deputati e senatori a sole cento unità. Pdl e Lega plaudono e si dichiarano pronti a sostenere la riforma, anche se il ministro Calderoli sottolinea che la primogenitura della proposta è del Carroccio «che l'ha fatta votare in Parlamento già quattro volte», ironizzando «sul fatto che il premier abbia di nuovo sposato una nostra iniziativa, da vero militante». Ma il presidente dei senatori del Pdl, Maurizio Gasparri, puntualizza: «Con la riduzione del numero dei parlamentari potremo realizzare in tempi più rapidi le riforme necessarie al Paese. Questo è il senso dell'intervento del premier a Confindustria e spiace che le opposizioni si siano scandalizzate per una riforma che, rendendo il Parlamento più snello, evita l'impantanamento dell'iter legislativo». Pd, Udc e Italia dei valori ricordano però di aver presentato a loro volta progetti di legge bene articolati sull'argomento. Al momento sono quattro le proposte depositate per ridurre il numero di deputati e senatori. «Basterebbe discuterle e votarle in Parlamento», sottolinea l'opposizione. Tre vengono dal Pd e una dall'Italia dei Valori. Le prime risalgono all'inizio di questa legislatura, l'ultima a prima firma del vice presidente dei senatori del Pd al Senato, Luigi Zanda, ha anche iniziato nel marzo scorso a essere trattata in commissione. Insomma, è competizione senza quartiere su un argomento che, come è noto, incontra grande favore tra i cittadini. Il coordinatore del Pdl e ministro La Russa annuncia che la raccolta delle firme «partirà subito, forse già in campagna elettorale» e spiega che «occorre una legge di iniziativa popolare per evitare la bocciatura attraverso il referendum, visto che la sinistra già una volta liquidò la nostra iniziativa in Parlamento, ecco perchè non basta discuterne in Parlamento», sottolinea. E a chi gli ricorda le obiezioni del presidente della Camera, Gianfranco Fini, replica: «Ci mancherebbe, è sempre il Parlamento che decide, ma le firme dei cittadini daranno certo più valore alla riforma». E il vice presidente dei deputati del Pdl, Italo Bocchino, assicura che «la maggioranza andrà avanti da sola se l'opposizione dice no». E mentre Franceschini e D'Alema si dolgono «che in un momento come questo l'opposizione non sia unita», Di Pietro rinnova la sfida a Berlusconi sul taglio dei parlamentari e annuncia il voto di sfiducia sull'onda del verdetto per il caso Mills. Il leader dell'Udc, Pier Ferdinando Casini, insidia invece il premier sul suo terreno. «Siamo disponibili a ridurre anche a 100 il numero dei parlamentari, assicuriamo il nostro voto a favore. Basta che Berlusconi non si smentisca come per l'abolizione delle province», ironizza. Una posizione questa sulla quale, comunque, le opposizioni sembrano essere tutte d'accordo, purchè, si intende, protagonista della riforma sia il Parlamento.

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Pdl-Lega: diminuiremo i parlamentari (sezione: Province)

( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 25-05-2009)

Argomenti: Province

POLITICA 25-05-2009 Politica CAMERE «RIDOTTE» LA MAGGIORANZA FA QUADRATO INTORNO ALLA PROPOSTA DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO. BONAIUTI: «RIFORME PIU' VELOCI» Pdl-Lega: diminuiremo i parlamentari Calderoli: «Bene Berlusconi, ormai è dei nostri». La Russa: «Raccolta di firme per rafforzare il progetto» ROMA Alessandra Chini II Fa discutere la proposta del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi di chiamare a raccolta i cittadini e presentare un testo di iniziativa popolare per ridurre il numero di deputati e senatori. Pdl e Lega plaudono al Cavaliere e si dicono pronti a sostenere la riforma. La Lega si dice soddisfatta sottolineando, tra l'altro, che la riforma proposta da Berlusconi è la stessa che aveva tentato di far andare in vigore il Carroccio, incappando però nella bocciatura del referendum. «Bravo Berlusconi! Una settimana fa si era meritato la tessera della Lega ad honorem si complimenta il ministro della Semplificazione Roberto Calderoli - oggi dimostra di essere un militante. Infatti dopo aver sostenuto i respingimenti del ministro Maroni, ora sostiene la proposta di riduzione del numero dei parlamentari, proposta che abbiamo fatto votare quattro volte in Parlamento e che fu poi affossata dalla sinistra con il referendum e per di più lo fa con il coinvolgimento del popolo». E anche il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, si dice pronto alla raccolta delle firme sul testo di iniziativa popolare. «Ho iniziato l'altro giorno una semplice petizione popolare per sostenere il raddoppio del pattugliamento misto militari forze dell'ordine ha detto . Figurarsi se non sono d'accordo con una raccolta firme per fare quanto abbiamo già fatto in Parlamento. Per noi ha aggiunto si tratta di confermare un'idea e mi auguro che la sinistra questa volta muti opinione». Renato Brunetta, attribuisce alla proposta sul Parlamento un valore fortemente simbolico. «E' un nuovo inizio costituente del nostro Paese», dice. E il vice presidente dei deputati del Pdl, Italo Bocchino, assicura che la maggioranza andrà avanti da sola se l'opposizione dice no. «Un Parlamento più snello garantirebbe un cammino più veloce delle riforme». Paolo Bonaiuti, sottosegretario alla presidenza del Consiglio presenta così, in un'intervista al «Mattino», il progetto di Silvio Berlusconi di un disegno di legge di iniziativa popolare per ridurre il numero dei parlamentari. Il governo punta sulla strada dell'iniziativa popolare, invece di quella ordinaria del Parlamento, perchè «per le Camere sarebbe più difficile non approvare una proposta sostenuta da milioni di cittadini». L'Udc continua a sfidare Berlusconi sulla questione del ddl popolare sui parlamentari e sceglie di non insistere più di tanto sul caso Noemi («se Berlusconi non vuole rispondere è un problema suo», dice Casini). «Siamo disponibili dice il leader centrista a ridurre anche a 100 il numero dei parlamentari; assicuriamo il nostro voto a favore. «Lo faccia subito però. Berlusconi non si smentisca come per l'abolizione delle province. Non vorrei che dopo le elezioni cambiasse idea, come la solito». Una posizione questa sulla quale, comunque, le opposizioni sembrano essere tutte d'accordo. I ministri Roberto Calderoli (in alto) e Ignazio La Russa.

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Fornili: abolire le Province (sezione: Province)

( da "Giornale di Brescia" del 25-05-2009)

Argomenti: Province

Edizione: 25/05/2009 testata: Giornale di Brescia sezione:città e provincia Fornili: abolire le Province Roberto Fornili si presenta per la Lega Lombardo Veneta Cancellare tutte le Province italiane, diminuire del 50% il numero delle Regioni, eliminare l'assemblea di Palazzo Madama. Questi sono alcuni dei principali obiettivi della Lega Lombardo Veneta per abbattere gli sprechi, come ci conferma il candidato al Broletto Roberto Fornili. Fornili, con quale spirito è nata la forza politica di cui è anche presidente nazionale? «Il partito è stato costituito il 28 settembre scorso mettendo insieme un gruppo di persone che si sono sentite tradite da altre forze politiche. Nelle nostre fila sono presenti per lo più giovani che vengono dal mondo del lavoro e delle professioni. Insomma, i componenti della nostra lista vengono da un tessuto sociale sano e sono tutti disposti a rifiutare gettoni e stipendi qualora fossero eletti». Qual è il motivo che vi ha portato a candidarvi se siete favorevoli all'abolizione delle Province? «Se entreremo nelle assemblee elettive faremo di tutto per abbattere le Province che, nonostante si senta spesso dire che vanno eliminate, continuano ad aumentare. Noi siamo favorevoli alla creazioni di macroregioni che devono godere di autonomia: il Lombardo Veneto oggi è il territorio più colpito dalla pressione fiscale senza che per questo abbia mai qualcosa indietro. Ma non possiamo più permetterci un carrozzone come quello di Roma e per questo proponiamo anche di mantenere una sola Camera eliminando il Senato». Qual è il vostro pensiero sul tema dell'immigrazione? «L'immigrazione va bloccata se non ci sono i requisiti e le leggi italiane vanno fatte rispettare, punendo anche il reato di clandestinità. Al problema dell'immigrazione è peraltro strettamente legato quello della sicurezza, per la quale avanziamo queste misure concrete: castrazione per stupratori e pedofili, libertà di porto d'armi e diritto all'autodifesa come negli Stati Uniti, braccialetto elettronico e divisione dei trasporti». Come pensate di rilanciare le infrastrutture del nostro territorio? «La situazione, specie a proposito dell'aeroporto, è assurda. I nostri politici lo hanno svenduto a Verona e per i cargo Brescia oggi deve rivolgersi a Bergamo. Ma lo scalo ha dalla sua una posizione favorevolissima ed è guardato con interesse anche da uno studio commissionato dalla Lufthansa ad un'università tedesca per farvi atterrare moderne mongolfiere ad energia solare in grado di trasportare fino a 250 tir alla volta. Quanto alla Brebemi, darei la parola ai cittadini attraverso un referendum». m. t.

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Parlamentari, (sezione: Province)

( da "Giornale di Vicenza.it, Il" del 25-05-2009)

Argomenti: Province

IL TAGLIO DEI DEPUTATI. Il ministro La Russa annuncia il via dell'iniziativa popolare già durante la campagna elettorale. Lega soddisfatta L'opposizione resta divisa sulla mozione di sfiducia a Berlusconi, che insiste: «Il Pd è in liquidazione» 25/05/2009 rss e-mail print Parlamentari, «subito la raccolta di firme» ROMA Partirà presto la raccolta di firme per la proposta di legge per la riduzione dei parlamentari ideata da Silvio Berlusconi. «La facciamo partire forse già in campagna elettorale» ha detto il ministro della Difesa Ignazio La Russa, «da Milano e da altre città». La Russa ha ricordato che la riduzione dei parlamentari è già stata votata dalle Camere quattro volte, visto che era contenuta nella riforma costituzionale del 2005, poi bocciata dal referendum. «Dobbiamo proporre» ha aggiunto, «senza se e senza ma, ciò che abbiamo già votato. Se la sinistra è d'accordo, si accodi». Ma intanto continua a far discutere la proposta del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi di ridurre il numero dei deputati mediante un testo di iniziativa popolare. Pdl e Lega plaudono al Cavaliere e si dicono pronti a sostenere la riforma mentre nell'opposizione, dopo il richiamo di Dario Franceschini all'unità nell'azione di contrasto al governo, si registra una certa tensione tra Pd e Idv. La Lega si dice soddisfatta sottolineando, tra l'altro, che la riforma proposta da Berlusconi è la stessa che aveva tentato di far andare in vigore il Carroccio incappando però nella bocciatura del referendum. «Una settimana fa si era meritato la tessera della Lega ad honorem», si complimenta il ministro della Semplificazione Roberto Calderoli, «oggi dimostra di essere un militante. Infatti dopo aver sostenuto i respingimenti del ministro Maroni, ora sostiene la proposta di riduzione del numero dei parlamentari, che abbiamo fatto votare quattro volte in Parlamento e che fu poi affossata dalla sinistra con il referendum, e per di più lo fa con il coinvolgimento del popolo». E il ministro della Pubblica amministrazione, Renato Brunetta, attribuisce alla proposta sul Parlamento un valore fortemente simbolico: «È un nuovo inizio costituente del nostro Paese». CENTROSINISTRA DIVISO. Intanto il Pd ribadisce la necessità di un'azione di opposizione unitaria e stigmatizza il comportamento di Antonio Di Pietro che ieri ha chiuso alla proposta di un tavolo comune del centrosinistra. «Appare sconcertante» secondo il presidente dei deputati del Pd, Antonello Soro, il comportamento di Di Pietro. E sia il segretario del Pd, Franceschini che Massimo D'Alema invitano l'ex pm e i suoi a evitare le divisioni e gli egoismi: «non è il momento». Di Pietro, però, va dritto per la sua strada, si dice anche disponibile a un tavolo comune delle opposizioni, ma a patto che Udc e Pd accettino di siglare la mozione di sfiducia che l'Idv presenterà martedì in Parlamento nei confronti del presidente del Consiglio a seguito del «caso Mills». L'Udc, invece, continua a sfidare Berlusconi sulla questione del ddl popolare sui parlamentari: «Siamo disponibili a ridurre anche a 100 il numero dei parlamentari; assicuriamo il nostro voto a favore. Basta che Berlusconi non si smentisca come per l'abolizione delle province». FUGA DAL PD. Due giorni fa aveva definito Dario Franceschini «commissario liquidatore del Partito democratico». E ieri Berlusconi ha confermato la sua catastrofica previsione sulla sorte del maggiore partito di opposizione: «È in liquidazione» e diversi esponenti stanno traslocando: «Dopo le Europee, Rutelli farà un nuovo partito, Enrico Letta andrà con Casini e altri si sposteranno a sinistra». Rutelli e Letta hanno subito smentito. Ma il premier ha parlato del caso Spaggiari, l'ex sindaco Ds a Reggio Emilia, candidata sindaco sostenuta anche dall'Udc in contrapposizione al candidato Pd: «È un segnale di malessere interno al partito» ha detto Berlusconi, «e non certo orchestrato da me». La messa in liquidazione del Pd è, per Franceschini, un «desiderio» di Berlusconi «e non la realtà»: «Il premier vive in un'altra dimensione, una specie di torre dorata non a contatto con la gente». E garantisce che mai come ora il Pd è stato così unito e forte, con l'obiettivo di «battere Berlusconi».

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Pena di morte, nuova risoluzione dell'Italia (sezione: Province)

( da "Affari Italiani (Online)" del 25-05-2009)

Argomenti: Province

Politica Pena di morte/ Italia per un nuova risoluzione. Il Vaticano: "E l'aborto?" Lunedí 25.05.2009 12:21 Alla prossima Assemblea Generale dell'Onu, l'Italia intende presentare una nuova risoluzione contro la pena di morte. Lo conferma il sottosegretario agli Esteri Vincenzo Scotti, intervenuto questa mattina all'incontro dei ministri della Giustizia promosso dalla Comunita' di Sant'Egidio nella Sala della Promoteca in Campidoglio. "Le relazioni internazionali - ricorda il sottosegretario - non sono solo una questione di cancellerie ma anche di sviluppo della società civile e di tutte le sensibilità religiose e culturali, per questo occorre unire gli sforzi della società civile per aggregare sensibilita' e culture diverse e arrivare alla definitiva cancellazione della pena di morte". "Il passo ulteriore da compiere - rileva da parte sua il vice presidente del Csm Nicola Mancino - è quello dell'abolizione giuridica. L'obiettivo più immediato è passare dall'abolizione di fatto sancita dalla moratoria diventi abolizione di diritto, frutto di un consenso internazionale e accolta nelle legislazioni di un numero sempre piu' elevato di Paesi e per questo serve una nuova risoluzione dell'Onu". All'incontro è presente anche il card. Raffaele Renato Martino, presidente del Pontificio Consiglio Giustizia e pace, che esorta pero' a considerare l'aborto e l'eutanasia sullo stesso piano della pena di morte: "l'aborto - scandisce - non e' morte naturale, l'eutanasia non e' morte naturale, la pena di morte non e' morte naturale". All'incontro di Sant'Egidio sono rappresentati 23 Paesi (13 dell'Africa, 5 dei Caraibi e America Latina, 5 dell'Asia) 15 dei quali da ministri della Giustizia. Al centro dei lavori, le strategie per superare la pena di Morte nei punti di maggior resistenza e l'allargamento della "NO DEATH PENALTY ZONE" dall'Europa all'Asia Centrale e la messa a punto di strategie regionali per arrivare al pi presto all'abolizione e alla riduzione delle esecuzioni anche in Asia. Il prossimo appuntamento sarà il Congresso Mondiale di Ginevra contro la Pena di Morte (Febbraio 2010) dove - si fa sapere - sarà presentata la nuova Risoluzione Onu per una Moratoria Universale e l'abolizione. tags: Pena di morte risoluzione Onu

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FA DISCUTERE LA PROPOSTA DI BERLUSCONI DI CHIAMARE A RACCOLTA I CITTADINI E PRESENTARE UNA PROPOSTA ... (sezione: Province)

( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 25-05-2009)
Pubblicato anche in: (Mattino, Il (Circondario Sud1))

Argomenti: Province

Fa discutere la proposta di Berlusconi di chiamare a raccolta i cittadini e presentare una proposta di legge di iniziativa popolare per ridurre il numero di deputati e senatori. Pdl e Lega pronti a sostenere la riforma, mentre nell'opposizione posizioni distinte e una certa tensione tra Pd e Idv. La Lega ha sottolineato che la riforma proposta da Berlusconi è la stessa che essa tentò di introdurre. «Bravo Berlusconi - si è complimentato il ministro Roberto Calderoli - Dopo aver sostenuto i respingimenti di clandestini del ministro Maroni, ora sostiene la proposta che abbiamo fatto votare quattro volte in parlamento e che fu poi affossata dalla sinistra con il referendum». Anche il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, già coordinatore di An, si è detto pronto alla raccolta delle firme sul testo di iniziativa popolare. Il minsitro della Pubblica Amministrazione, Renato Brunetta, ha attribuito alla proposta un valore fortemente simbolico: «È un nuovo inizio costituente del nostro Paese». E il vicecapogruppo dei deputati Pdl, Italo Bocchino, ha assicurato che la maggioranza andrà avanti da sola «se l'opposizione dice no». Il Pd, da parte sua, ha ribadito la necessità di un'azione di opposizione unitaria e stigmatizzato il comportamento di Antonio Di Pietro, il quale ha chiuso alla proposta di un tavolo comune di tutto il centrosinistra. «Comportamento sconcertante quello di Di Pietro - ha attaccato il capogruppo alla Camera, Antonello Soro - Il suo diniego ad un momento di condivisione per la scelta delle forme più efficaci di opposizione appare irragionevole e dettato da un mediocre desiderio di conflitto nei confronti del principale partito dello schieramento del centrosinistra». Il segretario del Pd, Dario Franceschini, e Massimo D'Alema hanno, da parte loro, invitato l'ex pm e i suoi parlamentari a evitare le divisioni e gli egoismi perché «questo non è il momento» per andare disuniti. Di Pietro, però, va dritto per la sua strada. Si è detto anche disponibile a un tavolo comune delle opposizioni, ma a patto che Udc e Pd accettino di siglare la mozione di sfiducia che l'Idv presenterà domani in parlamento nei confronti del presidente del Consiglio a seguito del "caso Mills". «Siamo favorevoli alla massima compattezza delle opposizioni - ha rilanciato il capogruppo alla Camera, Massimo Donadi - Non vogliamo polemiche. Questo è il momento dei fatti e non delle parole e per questo lanciamo un appello accorato al Pd e anche all'Udc di sottoscrivere una mozione di sfiducia». L'Udc, invece, ha continuato a sfidare Berlusconi sulla questione del ddl popolare sui parlamentari scegliendo di non insistere più di tanto sul caso Noemi («se Berlusconi non vuole rispondere è un problema suo», ha dichiarato Pier Ferdinando Casini, il quale ha aggiunto: «Siamo disponibili a ridurre anche a 100 il numero dei parlamentari. Assicuriamo il nostro voto a favore. Basta che Berlusconi non si smentisca come per l'abolizione delle Province». Una posizione sulla quale, comunque, le opposizioni sembrano essere tutte d'accordo. a. c.

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Berlusconi all'attacco: il Pd è in liquidazione (sezione: Province)

( da "Gazzettino, Il" del 25-05-2009)

Argomenti: Province

Berlusconi all'attacco: il Pd è in liquidazione «Dal 7 giugno Rutelli farà un nuovo partito, Enrico Letta andrà con Casini». Secche le smentite: «Ridicolo, si occupi del Paese» Lunedì 25 Maggio 2009, Roma NOSTRA REDAZIONE «Il Pd è in liquidazione, tutti sanno che dopo il 7 giugno Rutelli farà un nuovo partito, Enrico Letta andrà con Casini e molti degli attuali esponenti democratici si sposteranno a sinistra»: é lo stesso Silvio Berlusconi a disegnare questo triste futuro per il partito di Franceschini. E mentre i democratici chiamati in causa protestano con indignazione («Stupidaggini», dice Enrico Letta), tutta la maggioranza si affretta a mettere in chiaro che le riforme si faranno: con l'opposizione, se davvero sarà possibile una intesa, ma molto più probabilmente con la sola forza e capacità del centrodestra. In una delle moltissime interviste concesse in questo fine settimana, Berlusconi dunque fa sapere di non credere possibile un confronto con l'opposizione: per la semplice ragione che la stessa opposizione è destinata a sfarinarsi. Spiega il Cavaliere: «L'opposizione ha qualche problema a riconoscere autentiche leadership, da quella parte dove regna sovrana la confusione. Sono polemiche assurde quelle legate alla mia candidatura, perché ho spiegato subito che proprio per l'evidente importanza che queste elezioni europee avranno sul futuro, giudicavo naturale l'impegno diretto anche dei leader e per questo avevo invitato anche gli esponenti di punta del centrosinistra a fare lo stesso, a scendere in campo». Poi, sempre sull'opposizione, aggiunge: «Chi dice che una parte potrebbe andare in Europa con i liberali, dove c'è già per la verità quel gran campione di spinta liberale che è Di Pietro. C'è chi dice che una parte potrebbe andare con i socialisti, altri ricongiungersi alla sinistra. Insomma, totale confusione. Gli italiani lo sanno - conclude il premier - e capiscono l'importanza di un voto dato al Pdl». Tutta la maggioranza fa quadrato: plaude con convinzione alla proposta di Berlusconi di ridurre il numero dei parlamentari, ed anzi avverte che le riforme si faranno comunque, con o senza l'opposizione. Il sottosegretario Bonaiuti ricorda che «un Parlamento più snello garantirebbe un cammino più veloce delle riforme», il portavoce Capezzone rileva che «il Pdl si conferma una forza riformatrice, mentre il Pd si rinchiude nel Palazzo su una posizione conservatrice». La reazione del Pd è ovviamente aspra. «In liquidazione? Berlusconi confonde i suoi desideri con la realtà, ormai vive in un'altra dimensione, una specie di torre dorata non a contatto con la gente. Crede a quello che gli raccontano», reagisce il segretario Franceschini. E aggiunge: «A volte guardo Berlusconi e mi sembra un uomo di plastica, che vuole farsi vivere in un mondo di plastica, ma l'Italia non è così». Molto secca e decisa anche la risposta di Enrico Letta: «Nel giorno in cui su "Repubblica" escono particolari sulla sua vita privata che, se confermati, sarebbero disgustosi, Berlusconi si permette di tirarmi in ballo per dire stupidaggini». Altrettanto dura la reazione di Francesco Rutelli, anche lui indicato dal Cavaliere come futuro transfuga dal Pd e già pronto a fare un nuovo partito: «Sono dichiarazioni ridicole», commenta l'ex ministro sottolineando come «a Berlusconi non tocca certo di occuparsi dei suoi avversari, bensì di risolvere i problemi del Paese che si aggravano, mentre il premier si occupa di tutt'altro». E resta aperta la questione della riduzione del nunero dei parlamentari: Idv e Udc non credono troppo alla buona volontà del premier in materia. Casini è pronto a vedere le carte: «Siamo disponibili a ridurre anche a 100 il numero dei parlamentari. Assicuriamo - dice il leader dell'Udc - il nostro voto a favore. Basta che Berlusconi non si smentisca come per l'abolizione delle province: le voleva abolire prima della scorsa campagna elettorale e poi andiamo a votare per le province». M.Ant.

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Italia contro la pena di morte (sezione: Province)

( da "Affari Italiani (Online)" del 25-05-2009)

Argomenti: Province

Politica Pena di morte/ Italia per un nuova risoluzione. Il Vaticano: "E l'aborto?" Lunedí 25.05.2009 15:00 Alla prossima Assemblea Generale dell'Onu, l'Italia intende presentare una nuova risoluzione contro la pena di morte. Lo conferma il sottosegretario agli Esteri Vincenzo Scotti, intervenuto questa mattina all'incontro dei ministri della Giustizia promosso dalla Comunita' di Sant'Egidio nella Sala della Promoteca in Campidoglio. "Le relazioni internazionali - ricorda il sottosegretario - non sono solo una questione di cancellerie ma anche di sviluppo della società civile e di tutte le sensibilità religiose e culturali, per questo occorre unire gli sforzi della società civile per aggregare sensibilita' e culture diverse e arrivare alla definitiva cancellazione della pena di morte". "Il passo ulteriore da compiere - rileva da parte sua il vice presidente del Csm Nicola Mancino - è quello dell'abolizione giuridica. L'obiettivo più immediato è passare dall'abolizione di fatto sancita dalla moratoria diventi abolizione di diritto, frutto di un consenso internazionale e accolta nelle legislazioni di un numero sempre piu' elevato di Paesi e per questo serve una nuova risoluzione dell'Onu". All'incontro è presente anche il card. Raffaele Renato Martino, presidente del Pontificio Consiglio Giustizia e pace, che esorta pero' a considerare l'aborto e l'eutanasia sullo stesso piano della pena di morte: "l'aborto - scandisce - non e' morte naturale, l'eutanasia non e' morte naturale, la pena di morte non e' morte naturale". All'incontro di Sant'Egidio sono rappresentati 23 Paesi (13 dell'Africa, 5 dei Caraibi e America Latina, 5 dell'Asia) 15 dei quali da ministri della Giustizia. Al centro dei lavori, le strategie per superare la pena di Morte nei punti di maggior resistenza e l'allargamento della "NO DEATH PENALTY ZONE" dall'Europa all'Asia Centrale e la messa a punto di strategie regionali per arrivare al pi presto all'abolizione e alla riduzione delle esecuzioni anche in Asia. Il prossimo appuntamento sarà il Congresso Mondiale di Ginevra contro la Pena di Morte (Febbraio 2010) dove - si fa sapere - sarà presentata la nuova Risoluzione Onu per una Moratoria Universale e l'abolizione. tags: Pena di morte risoluzione Onu

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Pena di morte, cresce il fronte del no (sezione: Province)

( da "Giornale di Brescia" del 26-05-2009)

Argomenti: Province

Edizione: 26/05/2009 testata: Giornale di Brescia sezione:estero Pena di morte, cresce il fronte del «no» Alla battaglia internazionale per l'abolizione iniziata dall'Italia aderisce anche il Togo ROMALa battaglia per l'abolizione della pena di morte fa proseliti: anche il Togo a giorni la cancellerà dal proprio ordinamento. L'annuncio è stato dato ieri a Roma, al Campidoglio, in occasione del IV Congresso internazionale dei ministri della Giustizia, promosso dalla Comunità di Sant'Egidio con lo slogan «dalla moratoria all'abolizione della pena di morte». Un'occasione in cui il sottosegretario agli Esteri Vincenzo Scotti ha ricordato che l'Italia è in prima linea su questo fronte e che, insieme con altri Paesi, sta lavorando ad una nuova risoluzione da presentare all'assemblea generale dell'Onu del prossimo autunno che confermi la moratoria e apra la strada per ampliare il novero degli Stati abolizionisti. Questo cammino è cominciato da molto lontano, come ha ricordato il presidente dell'organizzazione, Marco Impagliazzo, «se si pensa che agli inizi del XX secolo soltanto tre Stati avevano abolito la pena di morte», ed è culminato il 18 dicembre 2007, quando al Palazzo di Vetro è stata approvata per la prima volta la Moratoria Universale della pena di morte. Un anno dopo, i voti favorevoli al Palazzo di Vetro sono stati 106 contro 46 contrari e 34 astensioni. «Non c'è giustizia senza la vita» è stato il filo conduttore del congresso. Il vicepresidente del Csm, Nicola Mancino, ha sottolineato ricordando Cesare Beccaria che la certezza della pena come deterrente «è di gran lunga uno strumento migliore del continuo incremento della gravità della stessa e l'umanità delle condizioni di detenzione offre le migliori garanzie per il recupero sociale del detenuto». Abolire la pena di morte ha contribuito anche al processo di pacificazione e democratizzazione dei Paesi africani come il Burundi, sconvolto da dodici anni di guerra civile, mentre in Sudafrica ha fermato la «mattanza» dei neri durante l'apartheid. Il processo è avviato anche negli Usa: poche settimane fa il New Mexico ha abolito la pena di morte, due anni dopo il New Jersey e sono in discussione anche in Nebraska, New Hampshire, Colorado e Montana. La scelta del New Mexico è stata salutata a Roma con l'illuminazione del Colosseo.

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ANTI APARTHEID Incontro con Burton sui diritti civili Stasera alle 20.30 nella sede delle Acli ... (sezione: Province)

( da "Giornale di Brescia" del 26-05-2009)

Argomenti: Province

Edizione: 26/05/2009 testata: Giornale di Brescia sezione:la città ANTI APARTHEID Incontro con Burton sui diritti civili Stasera alle 20.30 nella sede delle Acli di via Corsica si terrà l'incontro «Diritti civili e politici: responsabilità e restituzione» cui parteciperanno Mary Burton, impegnata nella lotta anti-apartheid in Sud Africa; Michele Bertani dell'Università di Verona, don Fabio Corazzina di Pax Christi e Carlo Remino di Amnesty International. Mary Burton interverrà anche alle 15 nella sala Piamarta di via San Faustino, intervistata dalla giornalista Anna Della Moretta del Giornale di Brescia, su invito del Coordinamento Donne Pensionate dei sindacati confederali Cgil, Cisl e Uil. AL CALINI Studenti in assemblea sulla Strage Dalle 15 alle 17 di oggi nell'aula magna del Calini, studenti in assemblea sul tema «28 maggio 1974 - 28 maggio 2009. Scuola e mondo giovanile: dall'impegno di una generazione allo spazio per il neofascismo». Interverranno Lucia Calzari, sorella di Clementina vittima della strage di piazza Loggia, e Fiorenzo Angoscini autore del saggio «Strage di Piazza della Loggia, Brescia 28 maggio 1974». L'incontro è aperto alla cittadinanza. SALA PIAMARTA Perché abolire le Province Il comitato provinciale «Non serve non voto» e l'«Associazione civica Brescia» organizzano un incontro che si terrà stasera alle 20.45 nella sala Piamarta in via San Faustino sul tema «Abolizione delle Province, perché?». Sarà presentato il libro «Abolire le Province» e interverrà il collaboratore dell'autore del volume Andrea Giuricin.

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Le Comunità montane servono (sezione: Province)

( da "Giornale di Brescia" del 26-05-2009)

Argomenti: Province

Edizione: 26/05/2009 testata: Giornale di Brescia sezione:la città «Le Comunità montane servono» Il Partito democratico di Brescia interviene nel dibattito sull'abolizione di enti considerati inutili Il candidato Peli: «La Lega e le altre forze politiche insieme a un tavolo per una riforma condivisa» montana della Val Trompia, a Gardone" title="Nella foto d'archivio, la sede della Comunità montana della Val Trompia, a Gardone" onClick="showImage('http://www.giornaledibrescia.it/gdbonline/contenuti/20090526/foto/full_brescia_227.jpg',600,608)"> Nella foto d'archivio, la sede della Comunità montana della Val Trompia, a Gardone «Le comunità montane non sono enti inutili, costano poco e rendono un servizio importante». Nell'ambito del dibattito sull'abolizione di enti considerati inutili, il Partito democratico bresciano difende il ruolo delle cinque comunità montane presenti sul territorio provinciale: Sebino bresciano, Alto Garda, Val Trompia, Val Sabbia e Valle Camonica. «Le comunità montane dove esistono le montagne, e a Brescia ce ne sono parecchie, sono fondamentali per definire le politiche territoriali degli enti locali», assicura il presidente della Comunità montana della Val Trompia, Fabio Ferraglio. La discussione su questi enti si è scatenata soprattutto a seguito dell'uscita de «La casta», il libro di Rizzo e Stella che denunciava gli sprechi della politica: «Il libro, però, puntava il dito contro quelle comunità montane nate sulla riva del mare - ricorda Ferraglio - e poi eliminate con una riforma che ha fatto scendere tali enti da 350 a circa 220». Ma quanto costa una Comunità montana? «Per mantenerle tutte in Italia si spendono circa dieci milioni di euro, cifra che su base nazionale è ridicola - risponde il presidente valtrumplino -. L'assemblea della nostra Comunità montana, composta da 62 membri, costa all'anno 5mila euro. In cambio svolge, così come le altre quattro Comunità montane bresciane, un lavoro di coordinamento che sarebbe impossibile sostenere se fosse a carico dei singoli Comuni». «La difesa delle Comunità montane autentiche è una battaglia da combattere in modo trasversale», aggiunge il vicepresidente Paolo Pagani che riconosce alla Regione Lombardia di essere in prima linea in questo senso. «Il ministro Calderoli vorrebbe abolire tutte le Comunità montane ma così facendo non ci sarebbe più un ente sovraordinato tra Comuni, Province e Regioni», sottolinea Diego Peli, candidato alla presidenza del Broletto per il centrosinistra, ieri pomeriggio alla cascina del parco Gallo per un aperitivo con i suoi elettori. Così facendo, secondo Peli, la Lega si comporta in modo poco coerente: «È incomprensibile questa forma di leghismo che favorisce l'accentramento quando è a Roma mentre predica il contrario quando è sul territorio. Se la riforma di Calderoli andasse in porto, si demolirebbe ciò che funziona a favore di qualcosa di sovraordinato». La richiesta del candidato presidente è che «la Lega e tutte le forze politiche si siedano a un tavolo per fare una riforma condivisa». «L'unico che a Brescia non si è accorto dell'utilità delle Comunità montane è il candidato leghista Molgora, tanto che alcuni mesi fa vi si scagliò contro - ricorda Gianna Baresi di Sinistra per la Provincia di Brescia, alleata con il Pd alla corsa al Broletto -. I cittadini delle valli pensino a quanto peggiorerebbe la loro realtà se venissero tolte». Andrea Spitti

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albuzio: una provincia davvero trasparente (sezione: Province)

( da "Mattino di Padova, Il" del 26-05-2009)

Argomenti: Province

LA SQUADRA DI ITALIA DEI VALORI Albuzio: «Una Provincia davvero trasparente» «Una Provincia trasparente, che faccia gli interessi dei cittadini e non degli amministratori, e che svolga i ruoli di controllo previsti». Antonio Albuzio ci spera ancora, nonostante i sondaggi: rilancia la battaglia verso palazzo Santo Stefano. Proprio nel giorno in cui a Padova (piazza Signori, ore 18) torna Antonio di Pietro. Al Pedrocchi presentazione della «squadra» dell'Italia dei Valori. Persone prevalentemente nuove per la politica, con all'interno un gruppo di donne determinate. Come Silvia Clai, consigliere uscente di palazzo Santo Stefano, che lancia un appello: «Andate alle urne, perché anche noi siamo d'accordo con l'abolizione delle Province, ma finché ci sono vanno governate bene». Albuzio, con il suo stile pacato, non le manda a dire alla sua avversaria Barbara Degani. «Spostare tutti gli uffici da palazzo Santo Stefano alla Stanga? Un costo inutile in questo momento. Per ridurre le spese meglio tagliare gli assessorati da dieci a sette. E i soldi recuperati destinarli a chi sta subendo pesantemente la crisi economica, magari perdendo il lavoro». Sul programma, oltre alla trasparenza amministrativa e un forte no alle partecipazioni societarie, molta attenzione all'ambiente. «Padova e dintorni producono 500 mila tonnellate di rifiuti industriali ogni anno, della maggior parte dei quali non si conosce la pericolosità tossica. Ci sono collinette di detriti che andrebbero studiate». Poi la gestione idrogeologica del territorio. «Dobbiamo coordinare gli enti proposti alla sorveglianza: non è possibile che ogni pioggia forte che scende succede il disastro, con inondazioni e piene». Capitolo trasporti. La soluzione è il sospirato biglietto unico per autobus urbani, extraurbani e treni. Una vera e propria intermodalità, come nelle zone «più evolute d'Europa». I candidati presenti annuiscono, fra loro anche Giuseppe Pisano, per vent'anni in Turchia, ed Edgar Serrano, i cui manifesti sono stati imbrattati la scorsa domenica da scritte razziste. Volti nuovi, a rimarcare la differenza con il centrodestra troppo «affarista». I dipietristi invitano a cambiare perché, come canterà in piazza Signori Shell Shapiro prima del comizio, «Se noi non siamo come voi, una ragione forse c'è». (e.a.)

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puntiamo su campi da golf e centro storico - luca rojch (sezione: Province)

( da "Nuova Sardegna, La" del 26-05-2009)

Argomenti: Province

Pagina 33 - Altre «Puntiamo su campi da golf e centro storico» L'assessore Altana chiede l'abolizione delle intese e più attenzione per le campagne «Nel piano di fabbricazione le volumetrie erano ferme a più di 30 anni prima» LUCA ROJCH OLBIA. L'anno zero, l'inizio dell'età post-soriana, comincia con un'opera di riedificazione. Il Comune prepara il suo piede di porco per allargare le maglie del Ppr. L'amministrazione stila la lista della spesa. Un elenco fatto di nuove volumetrie, campi da golf, case in campagna, e rivisitazioni delle norme sui centri storici. Eresie negli anni del Ppr, del governatore per cui era bianco o nero. Ma ora tutto ha una sfumatura azzurra, si ritorna a sogni urbanistici in tecnicolor. Nella assemblea dei Comuni in Provincia, l'assessore all'Urbanistica, Marzio Altana, spiega con attenzione i passaggi del libro dei desideri dell'amministrazione. «Mi limito a ribadire le idee espresse dal sindaco - dice Altana -. Ci sono aspetti fondamentali che devono essere riconsiderati». Con lui il consigliere Giampiero Mura, e il capo del settore Urbanistica, Antonello Zanda. Pdf. «Abbiamo un fabbisogno di volumetrie superiore a quello che ci è stato dato - dice Altana -. Olbia cresce di 1600 abitanti all'anno. Il Pdf, il piano di fabbricazione, vecchio di 30 anni prevedeva un numero maggiore di metri cubi rispetto a quanti ne aveva previsto il governatore Soru. Secondo questo calcolo non si potrebbe costruire nulla. Noi chiediamo volumi che compensino la crescita della popolazione». La legge prevede 300 metri cubi per abitante. Centro storico. «Deve essere possibile poter ristrutturare le case nel centro - dice -. Il Comune ha speso 18 milioni di euro per rendere accogliente il cuore di Olbia, ma le leggi ora rendono impossibile ristrutturare buona parte delle case. Chiediamo per prima cosa il pareggio delle altezze. La possibilità di poter far crescere gli edifici più bassi e unificarli con i più alti. Se gli immobili sono intoccabili nessuno ha interesse a ristrutturare». Zone agricole. «Non si possono bloccare le campagne come ha fatto la Regione. Serve un intervento che metta ordine. La proposta che si può sostenere è stata avanzata dal rappresentante di Budoni. Ha proposto un doppio indice edilizio. Uno più vantaggioso per contadini e pastori. Un altro per chi vuole fare una piccola casa in campagna». Intese. «Non ci piacevano sotto Soru, perché toglievano autonomia - afferma -, ci piacciono ancora meno adesso. Non c'è un motivo reale che esistano. Devono essere abolite. Tolgono ai comuni la possibilità di decidere». Campi da golf. «Chiediamo che anche a Olbia sia data la possibilità di creare almeno un campo da golf, ma per noi come ha detto il capo dell'ufficio tecnico di Arzachena, Antonello Matiz, dovrebbe essercene uno in ogni comune. Il confronto si deve sviluppare con Provincia e Regione. La proposta unica deve essere portata nella commissione Urbanistica regionale, presieduta da Matteo Sanna, poi passare al confronto con l'assessore Asunis».

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SOMMINISTRAZIONE di alimenti e bevande: abolite le licenze commerciali. Attuando ... (sezione: Province)

( da "Nazione, La (Pistoia)" del 26-05-2009)

Argomenti: Province

MONTAGNA PISTOIA pag. 15 SOMMINISTRAZIONE di alimenti e bevande: abolite le licenze commerciali. Attuando ... SOMMINISTRAZIONE di alimenti e bevande: abolite le licenze commerciali. Attuando quanto previsto dalla legge regionale 28/05, finalizzata a semplificazione amministrativa e riduzione delle barriere di accesso al mercato, il consiglio comunale ha deliberato la relativa variazione del regolamento municipale, introducendovi appunto l'abolizione delle licenze commerciali per i settori in questione. Sarà adesso sufficiente una autocertificazione che attesti il possesso di almeno tre dei requisiti richiesti, da parte di chi intende attivare o rilevare un esercizio in cui somministrare alimenti e bevcande. «L'amministrazione comunale si legge nel relativo documento a tutela e incremento della qualità del servizio reso alla collettività, auspica che gli oiperatori del settore attuino buone pratiche in materia di risparmio energetico e accoglienza dei clienti, con particolare riferimento a persone diversamente abili e donne con figli piccoli, prevedendo appositi spazi per cambiare i pannolini ai neonati». In sintonia con quanto già fatto da altri Comuni della Provincia e anticipando quanti ancora devono deliberare in proposito -, dunque, il Comune di San Marcello ha provveduto all'abolizione delle licenze commerciali relative agli esercizi che somministrano alimenti e bevande, che ai sensi della medesima legge 28/05 sono stati costituiti in un'unica tipologia commerciale. Gli operatori di settore che ristrutturano o ampliano i loro locali sono tenuti, anche se non sono soggetti a Dia, al rispetto dei requisiti di qualità previsti per l'avvio delle attività, da comprovare presentando al Comune idonea dichiarazione. al.to.

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Il futuro del Castello, a confronto con le donne elettrici (sezione: Province)

( da "Nuova Ferrara, La" del 26-05-2009)

Argomenti: Province

Il futuro del Castello, a confronto con le donne elettrici L'Ande giovedì alla Camera di commercio incontra i candidati alla Provincia Il ring delle donne elettrici, in realtà salotto accogliente nella sede della Camera di commercio, ospita giovedì alle 17.30 i candidati alla presidenza della Provincia. Il presidente dell'Ande, Renata Gagliani, ha provato a mettere attorno a un tavolo i sei aspiranti al Castello, per sollecitarli con le domande del direttore della Nuova, Alberto Faustini, e del caporedattore del Carlino Ferrara, Corrado Piffanelli, ma l'impresa potrebbe riuscire solo parzialmente. C'è infatti incertezza sulla presenza di Gino Masina (Io Amo Ferrara), mentre non si hanno notizie certe di Ercole Pappi, candidato dei Socialisti ferraresi, che era all'estero per lavoro. Confermata la presenza di Marcella Zappaterra (Pd), Davide Verri (Per noi), Mauro Malaguti (Pdl), Stefano Gargioni (La Destra) e Rino Conventi (Udc). I temi del dibattito saranno "fatti" sul momento, ma già si sa che le donne elettrici hanno curiosità sulla sorte del Castello liberato da uffici, del progetto Ermitage e della Istituzione Castello. Scontato che si torni sull'ipotesi di abolizione delle Province, che parecchi anni fa venne avanzata addirittura da Ugo La Malfa, come molte all'Ande si ricordano bene. Già allora si parlava di superamento graduale.

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Pena di morte, anche il Togo la cancellerà (sezione: Province)

( da "Eco di Bergamo, L'" del 26-05-2009)

Argomenti: Province

Pena di morte, anche il Togo la cancellerà --> Martedì 26 Maggio 2009 GENERALI, pagina 7 e-mail print ROMALa battaglia per l'abolizione della pena di morte fa proseliti: anche il Togo a giorni la cancellerà dal proprio ordinamento. L'annuncio è stato dato a Roma, al Campidoglio, in occasione del IV Congresso internazionale dei ministri della Giustizia, promosso dalla Comunità di Sant'Egidio con lo slogan «dalla moratoria all'abolizione della pena di morte». Un'occasione in cui il sottosegretario agli Esteri Vincenzo Scotti ha ricordato che l'Italia è in prima linea su questo fronte e che, insieme con altri Paesi, sta lavorando ad una nuova risoluzione da presentare all'assemblea generale dell'Onu del prossimo autunno che confermi la moratoria e apra la strada per ampliare il novero degli Stati abolizionisti. Questo cammino è cominciato da molto lontano, come ha ricordato il presidente dell'organizzazione, Marco Impagliazzo, «se si pensa che agli inizi del XX secolo soltanto tre Stati avevano abolito la pena di morte», ed è culminato il 18 dicembre 2007, quando al Palazzo di Vetro è stata approvata per la prima volta la Moratoria Universale della pena di morte. Un anno dopo, i voti favorevoli al Palazzo di Vetro sono stati 106 contro 46 contrari e 34 astensioni. «Non c'è giustizia senza la vita» è stato il filo conduttore del congresso. Il vicepresidente del Csm, Nicola Mancino, ha sottolineato ricordando Cesare Beccaria che la certezza della pena come deterrente «è di gran lunga uno strumento migliore del continuo incremento della gravità della stessa e l'umanità delle condizioni di detenzione offre le migliori garanzie per il recupero sociale del detenuto». Abolire la pena di morte ha contribuito anche al processo di pacificazione e democratizzazione dei Paesi africani come il Burundi, sconvolto da dodici anni di guerra civile, mentre in Sudafrica ha fermato la «mattanza» dei neri durante l'apartheid. Il processo è avviato anche negli Stati Uniti: poche settimane fa il New Mexico ha abolito la pena di morte, due anni dopo il New Jersey e proposte di legge abolizioniste, come ricorda Amnesty International, sono in discussione anche in Nebraska, New Hampshire, Colorado e Montana. La scelta del New Mexico è stata salutata a Roma con l'illuminazione del Colosseo. Al Congresso erano presenti i rappresentanti di 25 Paesi africani, sudamericani e asiatici, tra cui 15 ministri della Giustizia, che questa mattina saranno ricevuti dal presidente della Camera Gianfranco Fini. 26/05/2009 nascosto-->

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Grossi e i candidati di Liberal Pd (sezione: Province)

( da "Eco di Bergamo, L'" del 26-05-2009)

Argomenti: Province

Grossi e i candidati di Liberal Pd «Da abolire il Consorzio di bonifica» --> Martedì 26 Maggio 2009 CRONACA, pagina 11 e-mail print Abolire il Consorzio di bonifica, rivedere la presenza di Palafrizzoni in alcune società partecipate (per esempio Bergamo Mercati), introdurre processi innovativi nella macchina comunale, ma anche mettere in cantiere subito due nuovi parchi, alla Celadina e alla Malpensata. L'associazione Liberal Pd ha presentato ieri mattina il suo contributo al programma del centrosinistra per il Comune di Bergamo e per la Provincia. Sono sei i candidati alle prossime amministrative iscritti all'associazione: i democratici Giovanna Leoni e Roberto Margiotta si presentano per via Tasso, mentre la squadra per Palafrizzoni comprende gli uscenti Valter Grossi, Dario Guerini e Claudio Crescini (tutti del Pd) ed Enrico Felli, in lizza con la lista Bruni. Ospite dell'incontro Pasquale Pistorio, imprenditore, già vicepresidente di Confindustria con delega all'innovazione e alla ricerca. «Il documento programmatico che abbiamo redatto nasce dalla volontà di dare un contributo, in termini di analisi e approfondimento, ai programmi di Roberto Bruni e Francesco Cornolti», ha spiegato in apertura il coordinatore politico di Liberal Pd, Dino Paoli. La sintesi dei punti principali del documento tocca a Grossi: «Va specificato prima di tutto il ruolo che la nostra città intende giocare nella "megacity" del Nord Italia che va da Torino a Venezia - ha premesso l'assessore uscente -. Noi crediamo che esso si possa individuare nella cultura, nell'innovazione e nella ricerca, con forti investimenti sui giovani. La vocazione manifatturiera bergamasca si può rilanciare in questi termini». Altre proposte riguardano l'abolizione del Consorzio di bonifica, «le cui funzioni potrebbero essere assorbite dalla Provincia», e un'integrazione dell'assemblea dei sindaci della Grande Bergamo, allargandone i confini per creare un consorzio urbanistico che garantisca «un raccordo intermedio della pianificazione territoriale». Si parla anche di Sacbo e dei suoi rapporti con gli enti locali: «È giusto che il Comune sia presente nella società, soprattutto, come dice il sindaco Bruni, in un quadro di generale incertezza della pianificazione aeroportuale nazionale - premette Grossi - ma al tempo stesso è necessario regolare il conflitto di interessi di Palafrizzoni verso Sacbo: il Comune è socio, ma deve anche tutelare i cittadini dall'impatto dell'infrastruttura. Per questo la soluzione potrebbe essere l'adozione di un sistema duale o di un'authority». Una novità sul fronte del bilancio è auspicata dall'assessore Dario Guerini: «Servirebbe un cambio di approccio, un passaggio da bilanci basati sulla spesa storica, in cui in sostanza ogni anno si aggiunge qualcosa alla spesa dell'anno prima, a bilanci per obiettivi, in cui ogni anno tutte le spese vengono rimesse in discussione in base alle priorità stabilite. Un processo di revisione costante che permetterebbe di ottimizzare le spese. Naturalmente, è una sperimentazione che richiede tempo: per questo bisognerebbe cominciare già dal primo giorno della nuova amministrazione, senza pretendere risultati immediati ma guardando avanti con lungimiranza». F. M. 26/05/2009 nascosto-->

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(sezione: Province)

( da "Eco di Bergamo, L'" del 26-05-2009)

Argomenti: Province

«Sicurezza sul lavoro, sulle tutele si torna indietro» --> Martedì 26 Maggio 2009 ECONOMIA, pagina 37 e-mail print Salvaguardare la sicurezza sul lavoro: è stato questo il filo conduttore che ha animato l'incontro di ieri pomeriggio nell'auditorium della Scuola Edile di Seriate. A promuoverlo le sigle sindacali confederali, Cgil, Cisl e Uil di Bergamo, attraverso un Attivo dei rappresentanti dei lavoratori per la Sicurezza, preoccupate per le proposte di modifica al Testo Unico (Decreto legislativo 81 del 9 aprile 2008) presentate dal Governo. In sostanza i sindacati affermano che tali correttivi potrebbero stravolgere l'attuale normativa in materia. Alla giornata di analisi, promossa per riflettere sulle eventuali conseguenze, oltre a numerosi esponenti sindacali, sono intervenuti Olivia Bonardi, docente di Diritto del Lavoro all'Università Statale di Milano, che ha presentato una relazione sulla materia, e alcuni rappresentanti dell'Asl e dell'Inail di Bergamo. «Nel complesso - ha detto tra l'altro la professoressa Bonardi - lo schema di decreto correttivo contiene disposizioni in netto contrasto con i principi costituzionali e con l'ordinamento comunitario». In particolare, i sindacati hanno puntato il dito contro la modifica radicale delle disposizioni per il contrasto al lavoro irregolare; contro la deresponsabilizzazione (con effetto retroattivo) dei datori di lavoro e dei dirigenti in caso di infortuni gravi o mortali; contro la soppressione dell'obbligo di indicare i costi relativi alla sicurezza del lavoro, pena la nullità dell'appalto; contro le visite mediche prima dell'assunzione (che comporterebbero la selezione del personale sul grado di buona salute di ciascuno); contro l'abolizione del diritto delle rappresentanze sindacali (sancito dall'articolo 9 dello Statuto dei Lavoratori) a intervenire in materia di salute e sicurezza e di prevenzione degli infortuni. «Da premettere - ha detto Amerigo Cortinovis della Uil - che questi correttivi sono stati già respinti dalla Conferenza Stato -Regioni. Il testo del governo, secondo noi configura un indebolimento delle tutele poste a protezione degli operatori sui luoghi di lavoro. Ci sentiamo particolarmente coinvolti perché purtroppo nella nostra provincia si sono verificati, negli ultimi anni, numerosi infortuni, anche con esito mortale». «Attendevamo da tempo questo decreto - ha detto Martino Signori della segreteria Cgil di Bergamo - che purtroppo oggi viene rimesso in discussione, anzi il governo lo sta stravolgendo, su alcuni principi fondamentali. Ad esempio vogliamo che nell'appalto ci sia specificato quante sono le risorse che si mettono in campo per la sicurezza sul lavoro, mentre nelle modifiche si viene meno a questo obbligo. In definitiva vogliamo che il Testo Unico resti così com'è». «La cosa più preoccupante - ha detto Pierangelo Mariani della segreteria Cisl - è che le modifiche stanno spostando l'asse rispetto a quello che faticosamente avevamo conquistato, come ad esempio un rafforzamento della prevenzione e sicurezza sui luoghi di lavoro. Oggi invece stiamo assistendo a un abbassamento di questa tutela. Per cui ci riserviamo di mettere in campo ulteriori iniziative unitarie». Francesco Lamberini 26/05/2009 nascosto-->

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Lavagetto: (sezione: Province)

( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 26-05-2009)

Argomenti: Province

PROVINCIA 26-05-2009 PROVINCIA IL RITORNO NEL PAESE DOVE HA VISSUTO OTTO ANNI Lavagetto: «Noceto modello di buona amministrazione» NOCETO Il candidato di Pdl e Lega: «Si può governare bene anche con un'alleanza non civica» II è tornato nel paese dove ha vissuto per otto anni, il luogo dove ha trovato l'amore e dove vive ancora la sua famiglia. Giampaolo Lavagetto, candidato alla presidenza della Provincia per l'alleanza Pdl-Lega Nord, ha portato, nei giorni scorsi, i giochi e le merende del Family Village a Noceto, dove ha incontrato i cittadini e i numerosi bambini accorsi per saltare sulle strutture di Gommaland. «Ho vissuto qui dal 1974 al 1982 - dice Lavagetto -, qui ho trovato la fidanzata, diventata poi mia moglie, qui sono cresciuto e vengo spesso per motivi famigliari, ma soprattutto questo rappresenta più di tutti quel modello di buona amministrazione che si avvicina a quello che abbiamo fatto noi a Parma. Certo, il modello politico è differente - spiega - qui infatti fin dall'inizio c'era l'alleanza Pdl-Lega Nord ed è la prova che si può governare bene anche con un'alleanza non civica». Con lui erano presenti anche il candidato al collegio provinciale numero 16 Daniele Reverberi (per 8 anni presidente del Rugby Noceto e attualmente consigliere della Federazione nazionale di rugby), il candidato sindaco a Noceto, Giuseppe Pellegrini, e l'assessore del Comune di Parma (già sindaco di Noceto), Fabio Fecci. Proprio lui fu il precursore per l'abolizione dell'ente Provincia. «Nel 2005 scrissi un documento per sopprimere le Provincie, inviato al Parlamento e al presidente del Consiglio - commenta - e Lavagetto mi trova a pieno titolo al suo fianco, sia per la persona che per il programma. Lui è per una provincia snella e con poche competenze, è una persona preparata e con un bagaglio culturale e politico conosciuto, mi auguro che sia l'ultimo presidente eletto della Provincia». Provincia Fecci, Lavagetto e Reverberi.

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ILLUSTRATA AD OPERATORI E AMMINISTRATORI VENETI LA RIFORMA DEI CONSORZI DI BONIFICA (sezione: Province)

( da "marketpress.info" del 26-05-2009)

Argomenti: Province

Martedì 26 Maggio 2009 ILLUSTRATA AD OPERATORI E AMMINISTRATORI VENETI LA RIFORMA DEI CONSORZI DI BONIFICA L’assessore all’ambiente della Regione del Veneto, Giancarlo Conta, è intervenuto il 23 maggio a Padova al convegno “La bonifica tra presente e futuro: la nuova legge regionale sul riordino dei Consorzi”, organizzato dall’Unione Veneta Bonifiche. All’incontro, oltre all’esponente regionale, sono intervenuti il presidente Uvb, Antonio Tomezzoli, il presidente della Iva Commissione Consiliare Clodovaldo Ruffato, il presidente dell’Associazione Nazionale Bonifiche, Irrigazioni e Miglioramenti fondiari, Massimo Gargano e i rappresentanti di Confagricoltura Veneto, Guidalberto Di Canossa, della Conferarazione italiana Agricoltori, Daniele Toniolo e della Coldiretti Veneto, Giorgio Piazza. Il convegno ha avuto lo scopo di focalizzare le parti più salienti di questo disegno di legge che comunque, come ha voluto sottolineare il presidente Tomezzoli, “ha riconosciuto alla bonifica il merito di aver contribuito nel passato alla creazione di quel modello veneto che ancora oggi molti ci invidiano”. “Sono particolarmente soddisfatto – ha esordito l’assessore Conta – della legge di riforma dei Consorzi, anche perché per prima la Regione del Veneto ha accolto l’esigenza di cambiare la normativa in materia, anticipando la discussione in atto nell’ambito della Conferenza Stato-regioni. Si conclude così – ha poi sottolineato - un percorso iniziato già nella passata legislatura e che va a riordinare, a livello amministrativo e funzionale, una realtà importante per la salvaguardia del territorio come i Consorzi di Bonifica. Si tratta di una nuova impostazione e di una visione più ampia del ruolo strategico che questi rivestono nella tutela delle risorse naturali e che la nuova legge valorizza, assegnando nuove e più importanti competenze come quella ambientale. Per capire l’importanza dei Consorzi – ha ribadito Conta – basti pensare che essi gestiscono complessivamente un territorio di 1 milione e 700 mila ettari, pari a circa il 60% del territorio regionale e che oltre 200 mila ettari si trovano al di sotto del livello del mare o comunque sono soggetti ad un forte rischio idraulico. Per garantire che questi territori siano usufruibili dall’uomo sono in funzione senza sosta 300 idrovore. Sono assolutamente concorde con chi sostiene l’abolizione delle Province – ha proseguito Conta – non lo sono con chi sosteneva e sostiene l’abolizione dei Consorzi, teoria molto probabilmente motivata dal fatto di non conoscere fino in fondo questa realtà. Certo – ha concluso Conta – come ogni cosa anche questa legge è migliorabile e se ce ne sarà l’esigenza interverremo per modificarla. Già nei prossimi giorni, infatti, porterò in Giunta un provvedimento per modificare la definizione del Consorzio Euganeo-berico, che diverrà Euganeo-berico-laguna di Venezia”. Nel suo intervento, che ha concluso il convegno, il presidente nazionale delle Bonifiche, Massimo Gargano si è congratulato con la Regione del Veneto, che per prima ha approvato questa legge di riforma, che si colloca a pieno titolo e con merito – ha precisato – all’interno della discussione a livello nazionale in materia di riforma del settore. . <<BACK

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Meno parlamentari?Prima, riforma elettorale (sezione: Province)

( da "Secolo XIX, Il" del 26-05-2009)

Argomenti: Province

Meno parlamentari?Prima, riforma elettorale david bidussa Intorno alla questione della riduzione del numero dei parlamentari il rischio è che si faccia molta confusione. Come ricorda il direttore di questo giornale nella rubrica delle lettere di ieri, non è necessario fare un referendum. È sufficiente mettersi d'accordo sulle varie ipotesi di riforma che praticamente tutti i gruppi parlamentari hanno depositato per essere discusse in Parlamento. Per altri, come sottolinea Lorenzo Cuocolo nell'editoriale di ieri, quella questione implica uno sguardo riformatore su molte questioni di cui molti hanno consapevolezza. Per certi aspetti, dunque, il problema non sussiste. E allora di che stiamo discutendo? Diciamolo subito: la questione della riduzione del numero dei parlamentari è destinata ad avere un successo travolgente. Non c'è nemmeno bisogno di lanciare una campagna per far crescere un'opinione pubblica. L'opinione pubblica esiste già. Non l'ha creata Silvio Berlusconi. Prima che Berlusconi parlasse avevano già parlato chiaro alcune cifre. Una soprattutto. Quando un libro dal titolo "La Casta" vende circa due milioni di copie dando inizio a un serial librario in cui a turno finiscono sotto il riflettore alcune delle categorie professionali su cui si è costruita la nomenclatura pubblica di un intero Paese, il successo è assicurato. "La Casta"è dunque un prodotto riuscito, ha fornito e dato sostegno a un'esigenza sentita, e ha contribuito in maniera decisiva a dare dignità di argomentazione pubblica a un pensiero che nella pancia profonda dell'opinione pubblica è sempre girato. Se si dovesse valutare dunque questa questione il problema non è nemmeno se ci sarà una maggioranza, ma semplicemente se esisterà un'opinione contraria. Nella migliore delle ipotesi non ci sarà nemmeno bisogno di una consultazione popolare. La proposta è destinata ad andare in porto di fatto salutata come una vera e propria marcia trionfale. Significativamente nessuno parla, o almeno non chi in questi giorni ha proclamato come proprio obiettivo la riduzione dei parlamentari, di modificare il modello elettorale, ovvero la composizione delle liste. Non è un caso. Qual è la condizione oggi del Parlamento? Stando alle dichiarazioni di tutti, prima di tutto del legislatore che è il responsabile di ciò che viene denominata una porcata - ovvero il senatore leghista Roberto Calderoli, attuale ministro per la Semplificazione (a dimostrazione che quando uno sbaglia, in Italia si viene premiati) noi oggi ci troviamo ad aver inviato in Parlamento non delle persone scelte dagli elettori, ma dalle segreterie dei partiti, ovvero persone che - ammesso sia vera l'analisi secondo cui le forze politiche, come oligarchie, decidono in poche stanze - sono nella condizione di servi, più prosaicamente si potrebbe dire delle figure prive di una propria autonomia. Sempre ammesso che l'immagine corretta sia questa, è evidente che decidere di fare a meno di questa forza non significa liberare la politica di un peso, ma significa lasciare sguarnite le prime file della politica da una quantità consistente di truppe che garantiscono consensi tra il centro e la periferia, svolgono mansioni e forniscono servizi per i quali ricevono soldi che non dipendono dalle direzioni politiche ma che sono a carico della spesa pubblica. È pensabile che quelle stesse persone spariscano dallo scenario attuale, ma è plausibile che quel servizio che oggi non costa, domani sia trasformato in un costo direttamente sostenuto dalle forze politiche? È lo stesso problema di chi chiede l'abolizione delle Province, ma non lo realizza. Esattamente perché il problema è il costo di un ceto politico. È pensabile che quel costo domani sia sostenuto da qualcun altro? E se sì, con quali patti di garanzia e dunque esercitando quale potere di controllo? È allora così incomprensibile perché non si parli anche di riforma elettorale? E in ogni caso se ne parli con tempi di realizzazione infiniti? In questo scenario ridurre il numero parlamentari, un obiettivo da non scartare, viene dopo una riforma elettorale che restituisca il potere di decisione ai cittadini. 26/05/2009

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ROMA. LA BATTAGLIA PER L'ABOLIZIONE DELLA PENA DI MORTE FA PROSELITI: ANCHE IL TOGO A GIORNI LA CANC... (sezione: Province)

( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 26-05-2009)

Argomenti: Province

Roma. La battaglia per l'abolizione della pena di morte fa proseliti: anche il Togo a giorni la cancellerà. L'annuncio è stato dato a Roma, al Campidoglio, al IV Congresso internazionale dei ministri della giustizia, promosso dalla Comunità di Sant'Egidio con lo slogan «dalla moratoria all'abolizione della pena di morte». Il sottosegretario agli Esteri Vincenzo Scotti ha ricordato che l'Italia è in prima linea su questo fronte e che, con altri Paesi, lavora a una nuova risoluzione per l'assemblea generale Onu che confermi la moratoria e possa ampliare il novero di Stati abolizionisti. Il cammino è iniziato da molto lontano, come ha ricordato il presidente di Sant'Egidio, Marco Impagliazzo (nella foto), «agli inizi del XX secolo solo tre Stati avevano abolito la pena di morte», ed è culminato il 18 dicembre 2007, quando al Palazzo di Vetro è stata approvata la Moratoria Universale della pena di morte. «Non c'è giustizia senza la vita» è stato il filo conduttore del congresso. Il vicepresidente del Csm, Nicola Mancino, ha rilevato ricordando Beccaria che la certezza della pena come deterrente «è di gran lunga strumento migliore del continuo incremento della gravità della stessa». Il processo di abpolizione è avviato anche negli Usa: il New Mexico ha abolito la pena di morte, due anni dopo il New Jersey e proposte di legge abolizioniste, ricorda Amnesty International, sono in esame anche in Nebraska, New Hampshire, Colorado e Montana.

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13:47 PARLAMENTO: BUTTIGLIONE, SI A PLP PER RIDURRE NUMERO (sezione: Province)

( da "Agi" del 26-05-2009)

Argomenti: Province

PARLAMENTO: BUTTIGLIONE, SI A PLP PER RIDURRE NUMERO (AGI) - Grosseto, 26 mag. - "E' meglio ricorrere, come ha detto il premier Berlusconi, allo strumento della proposta di legge popolare". Cosi' l'onorevole Rocco Buttiglione, oggi a Grosseto per sostenere la campagna elettorale di Alessandro Antichi, candidato del Popolo delle Liberta' alla presindenza della provincia, ha risposto ad una domanda sul referendum per la riduzione del numero dei parlamentari. Per quanto riguarda la abolizione delle province, Buttiglione ha osservato: "Finche' c'e' deve fare le sue funzioni cioe' la programmazione territoriale e il coordinamento dei Comuni, visto che in Italia i Comuni sono 8 mila". Riferendosi alla prossime elezioni, "sono qui per sostenere il nostro candidato e amico" ha detto Buttiglione arrivando alla sede del comitato elettorale in piazza Dante, dove e' stato accolto dallo stesso Antichi e da Gabriele Vellettini dell'Udc. "Per vincere si vince insieme. Laddove c'e' possibilita' di una alleanza e' giusto perche' dobbiamo contrastare una tradizione secolare poiche' dal secondo dopoguerra la provincia di Grosseto ha avuto sempre governi rossi". Gabriele Vellettini ha ringraziato Buttiglione della visita spiegando che l'Udc si e' alleato a livello locale con Antichi perche' "il centrodestra e' all'altezza di governare". Antichi ha ribadito quanto detto nel suo programma elettorale: "Siamo per la vera alternanza. Il candidato del centro destra Leonardo Marras sarebbe il vero contuinismo. Noi siamo per l'innovazione, il progresso e siamo la vera alternativa". L'onorevole Buttiglione era accompagnato a Grosseto tra gli altri dal sentatore Marconi.

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Riforme: Calderoli, esame Province con codice autonomie (sezione: Province)

( da "KataWeb News" del 27-05-2009)

Argomenti: Province

Riforme: Calderoli, esame Province con codice autonomie 27 maggio 2009 alle 02:53 — Fonte: repubblica.it — 0 commenti Le proposte di legge sull'abolizione delle Province devono essere discusse tenendo conto dell'esame che si dovrà affrontare a breve del codice delle autonomie. Il ministro della Semplificazione normativa, Roberto Calderoli, al termine di una riunione della commissione Affari costituzionali, spiega la sua posizione. La commissione ha all'esame da oggi diverse proposte di legge sull'abolizione delle Province. "In tempi brevi dovremo affrontare il codice delle autonomie dopo il varo del federalismo fiscale. Abbiamo chiesto dunque alle Camere di concordare i tempi tra loro e di affrontare il tema dell'abolizione delle Province in modo coordinato a questo. Su questa linea eravamo tutti d'accordo in commissione" ha spiegato Calderoli. L'esame delle proposte, comunque, dopo un primo avvio oggi, dovrebbe essere rinviato a dopo le elezioni europee, data la pausa dei lavori di Montecitorio. AGI

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Scandali romanzati In questo periodo, più che mai, si usa spesso la parola crisi rife... (sezione: Province)

( da "Stampa, La" del 27-05-2009)

Argomenti: Province

Scandali romanzati In questo periodo, più che mai, si usa spesso la parola crisi riferendosi principalmente all'ambito economico che ha un carattere globale. Io vorrei limitarmi però al nostro Paese nel quale si deve registrare anche una crisi di coscienze, di dignità, di onestà e di tanti altri valori dei quali spesso noi italiani ci siamo dimenticati. In pieno clima elettorale e con gravi problemi, vedi il terremoto e la crisi finanziaria, dove va a parare l'opposizione? Su illazioni, su scandali più o meno romanzati, ed è del tutto incurante di trascinare nella sporca vicenda famiglie e giovani ragazze. Tutto fa brodo, tutto serve a demonizzare per coltivare l'illusione di raccattare qualche misero voto. Questa è la grossa e preoccupante crisi, la crisi delle coscienze, di quei valori che tanti richiamano senza neanche sapere cosa sono e cosa rappresentano. I leader storici della sinistra potevano avere idee non condivisibili, ma sicuramente le portavano avanti con maggiore stile e dignità. LEONARDO CECCA RIVALTA (PIACENZA) Altri tipi di violenza Una considerazione in merito alla lettera scritta da Elio Sandri il 25 maggio. È vero che Berlusconi non è un personaggio malvagio e che il suo non può essere considerato un regime vero e proprio, perché in questo paese chiunque può dire ciò che pensa e le idee dei non allineati non sono assolutamente perseguite in maniera violenta, fisicamente parlando. Ma esistono anche altri tipi di violenza. 1) Quella verbale, dove con prepotenza e arroganza si tacciono le domande scomode dei giornalisti. 2) La violenza dell'ignoranza: il premier controlla la quasi totalità dell'informazione in Italia, soprattutto in ambito televisivo. Molti non si rendono conto di cosa sta accadendo perché credono ciecamente in ciò che vedono e sentono in tv, spesso si raccontano solo mezze verità se non addirittura sonore bugie. 3) La violenza dei numeri: io ho la maggioranza, il popolo è con me e faccio quello che mi pare, in barba alle leggi e alla costituzione (se non era per il lodo Alfano e santa prescrizione...). Trovo sia giustissimo governare in nome del popolo sovrano, magari lo si facesse sempre per davvero, ma mai travalicando e stravolgendo valori etici e morali che sono le fondamenta della democrazia. Sono convinto che Berlusconi sia pure una persona simpatica, io assolutamente non lo odio e neanche lo invidio, ma trovo sia assolutamente inadatto a guidare un Paese. STEFANO MORETTI Clima preelettorale Ci risiamo! In clima preelettorale tutti i partiti parlano di ridurre - chi più chi meno - il numero dei parlamentari. È un film già visto altre volte in passato, come l'abolizione delle Province, delle Comunità montane e quant'altro. Di una cosa si può essere certi: non se ne farà niente e finalmente una volta chiusa la campagna elettorale si parlerà di qualcos'altro. MARIO FEDERIGHI, MILANO Più attenzione per le fasce deboli In merito alla lettera del 23 maggio («Una strada chiamata accoglienza»), sarebbe opportuno ricordare che le istituzioni hanno precisi obblighi al fine di riconoscere e garantire «i diritti inviolabili dell'uomo» (art. 2 della Costituzione). Per esempio, in materia di assistenza è previsto che «ogni cittadino inabile al lavoro e sprovvisto dei mezzi necessari per vivere ha diritto al mantenimento e all'assistenza sociale» (38, primo comma della Costituzione). Dal punto di vista attuativo, però, purtroppo oggi chi è nelle succitate condizioni (invalido civile al 100%) può contare per vivere su una pensione di circa 255 euro al mese! Questo misero importo è inferiore addirittura alla soglia della povertà assoluta (724,29 euro per una persona di età compresa tra i 18 e i 59 anni residente in un'area metropolitana nel Nord Italia, come evidenziato nella pubblicazione La povertà assoluta in Italia nel 2007, Istat, Statistiche in breve, 22 aprile 2009). Allora, nessuno chiede ai cittadini di accogliere tutti. Ma sarebbe assai urgente focalizzare una volta per tutte l'attenzione sulle fasce più deboli. E per loro, non per tutti, attuare - in tutta la misura del possibile - interventi garantiti e adeguati. GIUSEPPE D'ANGELO, TORINO ULCES, UNIONE PER LA LOTTA CONTRO L'EMARGINAZIONE SOCIALE Tu quoque Avis... L'assemblea nazionale dell'Avis, l'associazione volontari italiani sangue, conclusasi domenica a Roma, ha eletto per conto di oltre un milione di soci (1.157.000, per la precisione) il nuovo consiglio nazionale. Il consiglio è composto da 45 persone provenienti da tutta Italia. Di queste solo 3 (tre) sono donne, nominate da Avis regionali del Centro-Nord. Sono scandalizzata e demoralizzata dal sapere che persino in un consesso di volontari così grande il genere femminile viene così poco rappresentato e, probabilmente, considerato. ENRICA CHIODI Obama e il sogno americano Sono trascorsi più di 5 mesi dall'insediamento di Barack Obama alla Casa Bianca, e fino ad ora non ho visto un significativo cambiamento di strategia della politica estera americana. Nonostante il 20 gennaio i media ci proponevano il sogno americano che si realizzava, in verità non è andata in modo così fiabesco. L'attuale presidente Usa non è uscito dal nulla, non si tratta di un afroamericano che ha iniziato lustrando scarpe: Barack Hussein Obama nasce a Honolulu il 4 agosto 1961 da Hussein Obama Senior e Ann Dunham, quasi subito (nel 1963) i genitori si separarono e successivamente divorziarono; il padre andò all'Università di Harvard per conseguire un dottorato e infine tornò in Kenya, dove morì in un incidente stradale nel 1982, rivide il figlio solo in un'occasione. Furono Stanley Dunham e Madelyn Payne Rolla McCurry, nonni materni a crescere il piccolo Obama. I Payne Rolla sono rinomati petrolieri del Kansas, imparentati con le più grandi stirpi nobiliari. FABRIZIO VINCI, MESSINA

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Arrighini: serve più autonomia (sezione: Province)

( da "Giornale di Brescia" del 27-05-2009)

Argomenti: Province

Edizione: 27/05/2009 testata: Giornale di Brescia sezione:la città Arrighini: serve più autonomia Arrighini è appoggiato da Mpa e Lega Padana Lombardia «Il motivo principale perché vogliamo continuare l'attività in Consiglio? Certamente perché siamo a favore dell'esistenza della Provincia di Brescia». Non ha dubbi Giulio Arrighini, candidato presidente per Mpa e Lega Padana Lombardia. Quali sono le ragioni della vostra contrarietà all'abolizione della nostra Provincia? «Sono sostanzialmente tre. Intanto non esiste nessun'altra istituzione che possa sostituirla. Inoltre i suoi costi, se fosse eliminata, sarebbero semplicemente trasferiti a un altro ente. Ma soprattutto vogliamo che continui a esistere perché rappresenta la nostra comunità, la nostra casa, la nostra identità. Questo naturalmente non significa che non proseguiremo nella lotta a sprechi e cattive gestioni come abbiamo fatto in questi anni. Con i nostri emendamenti sulle società partecipate, ad esempio, abbiamo chiesto al Broletto di uscire da quelle in passivo da oltre dieci anni». In quali forme vorreste si concretizzasse la vostra linea autonomistica? «Noi pensiamo che la nostra Provincia dovrebbe diventare come quella di Trento, il che significa innanzitutto poter godere delle proprie risorse. Diversamente da quello che spesso si dice, Brescia non è un Provincia ricca, ma produttiva: quello che produciamo viene infatti goduto da altri. La riprova è che l'ultimo tratto della nuova strada della Val Sabbia si realizzerà anche grazie ai 38 milioni provenienti da Trento. Quella sì è una Provincia ricca». Di quali altre infrastrutture abbiamo bisogno? «A noi sta particolarmente a cuore il progetto di traforo ferroviario del Mortirolo, la cui realizzazione rappresenterebbe un importante sbocco europeo. Quanto all'aeroporto credo sia ragionevole il lodo Cattaneo, ma è bene che cambino i protagonisti bresciani che hanno gestito la vicenda negli ultimi anni: dai verbali dei cda non risulta mai una loro voce dissonante. Anche Brebemi, Tangenziale Est e Autostrada della Val Trompia sono opere utili, ma certo si dovranno fare i conti con le risorse disponibili». Qual è il vostro pensiero sui temi della crisi e dell'immigrazione? «Sulla prima questione penso si debba puntare sulla ricerca perché, per rilanciare la nostra economia, non basta il semplice impegno ma serve un salto di qualità. Il Csmt in questo senso può rappresentare un utile investimento a medio termine. Quanto all'immigrazione sono da applicare rigore e fermezza rispetto alle sue degenerazioni: bisogna che sia attentamente gestita e non invece lasciata al caso».tedo

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Pd Saitta e Susta su corso Marche Questa sera, ore 21, Saitta, Susta e Fazzone incontrano i... (sezione: Province)

( da "Stampa, La" del 27-05-2009)

Argomenti: Province

Pd Saitta e Susta su corso Marche Questa sera, ore 21, Saitta, Susta e Fazzone incontrano i cittadini in Strada Antica di Collegno 208 per parlare di «corso Marche e dintorni». Pdl I trasporti secondo Porchietto Alle 16,30 Claudia Porchietto illustra le sue proposte in tema di viabilità e trasporti presso il gazebo in piazza Carlo Felice. Alle 18 incontra le organizzazioni del volontariato in corso Trento 13. Udc Vietti sulle Province Questa sera, ore 21, Michele Vietti partecipa al confronto sull'abolizione delle Province organizzato in via Fanti dal Gruppo Giovani Imprenditori dell'Unione Industriale. Sinistra per la Provincia Claudio Fava va al mercato Questa mattina, ore 11, Claudio Fava, candidato di Sinistra per la provincia di Torino al Parlamento Europeo, è al mercato di corso Racconigi. Alle 12,30 conferenza stampa con Saitta in via Virle 21. Rifondazione D'Elia parla dei servizi pubblici Alle 20,30, Tommaso D'Elia, candidato del Prc per la Provincia, partecipa con Paolo Ferrero al confronto: «La città non è in vendita, difendiamo i beni comuni». Appuntamento al salone Atc in corso Dante 14.

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per il coordinamento genitori la scuola non sarà più la stessa (sezione: Province)

( da "Mattino di Padova, Il" del 27-05-2009)

Argomenti: Province

Pagina 29 - Provincia Per il Coordinamento genitori la scuola non sarà più la stessa ALBIGNASEGO. «I proclami di vittoria sul tempo lungo non devono ingannare. I tagli alla scuola pubblica ci sono stati tutti, nelle dimensioni quantitative previste già a ottobre 2008. E' stata solo stiracchiata la coperta dove si poteva. La scuola primaria, anche nel nostro Comune, a prescindere dalla salvaguardia del tempo-scuola non sarà più la stessa». E' questa l'opinione del Coordinamento genitori insegnanti di Albignasego che si è battuto per mesi in difesa del tempo lunghe nelle scuole del paese. Una battaglia fatta propria anche dal sindaco Massimiliano Barison, che messosi alla testa di un centinaio di altri sindaci ha fatto pressione sui parlamentari veneti affinché le scuole della regione non fossero penalizzate dal decreto Gelmini. «E' la qualità formativa che rischia ora di venire meno anche ad Albignasego - prosegue il Coordinamento -. Nonostante, infatti, la bocciatura secca della legge Gelmini e della sua proposta del maestro unico e delle 24 ore, è stata mantenuta ferma l'abolizione delle "compresenze" e del "modulo", i veri fattori di qualità, mettendo così a rischio quegli elementi di diversificazione e integrazione delle attività didattiche, i laboratori, le uscite didattiche, il rinforzo agli alunni in difficoltà, lasciando più povera la scuola». Il Circolo didattico, sempre secondo il Coordinamento, «è ora chiamato a disporre la miglior organizzazione possibile dell'organico e del monte-ore assegnato, in modo da ricavare equamente, in tutti i plessi, quegli spazi aggiuntivi e particolari di didattica, che integrino la qualità di base sia nei metodi sia nell'organizzazione del tempo-scuola assegnato. Gli amministratori locali e i referenti parlamentari hanno fatto solo il loro dovere». (Giorgio Ranzato)

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Chi vuole partecipare al sondaggio può farlo, da oggi, cliccando sul sito <terzaprovincia.... (sezione: Province)

( da "Nazione, La (Umbria)" del 27-05-2009)

Argomenti: Province

FOLIGNO pag. 15 Chi vuole partecipare al sondaggio può farlo, da oggi, cliccando sul sito «terzaprovincia.... Chi vuole partecipare al sondaggio può farlo, da oggi, cliccando sul sito «terzaprovincia.altervista.org». Tre le opzioni che si possono selezionare: sì all'istituzione della terza provincia, mantenimento delle attuali province o abolizione di tutte le province. Facoltativa, per chi vota, l'indicazione del nome.

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di PATRIZIA PEPPOLONI FOLIGNO O LA VA O LA SPACCA. Il Comitat... (sezione: Province)

( da "Nazione, La (Umbria)" del 27-05-2009)

Argomenti: Province

FOLIGNO pag. 15 di PATRIZIA PEPPOLONI FOLIGNO O LA VA O LA SPACCA. Il Comitat... di PATRIZIA PEPPOLONI FOLIGNO O LA VA O LA SPACCA. Il Comitato promotore della Terza Provincia (Foligno-Spoleto-Valnerina) sceglie il periodo elettorale per provare a far partire l'ultimo «treno dei desideri». Anzi, per cercare di capire se quello del nuovo organismo sub-regionale, annoso tormentone mai concretizzato, sia ancora oggetto del desiderio collettivo. Ieri il Comitato, in una conferenza stampa agli Orti Orfini, ha presentato il sondaggio telematico sui cui esiti «poggerà la decisione è stato detto di continuare o meno la battaglia per la Terza Provincia». Se prevarranno i no, o l'indifferenza, vorrà dire che il tema è superato anche per la gente, oltre a non comparire nei programmi degli otto candidati a sindaco che si sfideranno il 6 e 7 giugno. E allora, col timbro dell'anacronismo, la Terza Provincia sarà pronta a morire senza essere mai nata. Tutto questo all'ombra di una grande incognita nazionale: proprio in questo periodo, in Commissione Affari costituzionali, è iniziato alla Camera l'iter dei sei progetti di legge costituzionale, sia di maggioranza sia di opposizione, per l'abolizione delle province. A illustrarel'idea del sondaggio telematico c'erano ieri Pierluigi Mingarelli, Massimo Stefanetti, Alberto Laganà e Luigi Petrini.«Il sondaggio che proponiamo ai cittadini di Foligno, di Spoleto e della Valnerina ha detto Mingarelli non vuol dire che gettiamo la spugna e deleghiamo ai cittadini la responsabilità di rilanciare o affossare l'idea della Terza Provincia. Noi restiamo convinti della necessità di un assetto amministrativo sub-regionale per l'Umbria. E nel dire questo pensiamo a un organismo snello, che non comporti aggravio di costi ma che sappia rilanciare lo sviluppo del territorio». Un'operazione, quella del rilancio, che per Laganà «deve ripartire dal basso ed essere gestita con un organismo efficiente che rappresenti direttamente le istanze dei cittadini di questa parte dell'Umbria, troppo spesso marginalizzata». «Basta guardare Facebook ha aggiunto Laganà per rendersi conto che ci sono anche gruppi di giovani che spingono per la terza provincia, quindi non siamo dei nostalgici». E sul tasto dei costi Petrini ha detto: «Non è vero che la Provincia sarebbe un ulteriore, oneroso carrozzone: basterebbe trasferire a Foligno parte del personale che lavora a Perugia e decentrare, tutto qui».

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FOLIGNO OPINIONI a confronto sulla Terza Provincia. Stefania Fil... (sezione: Province)

( da "Nazione, La (Umbria)" del 27-05-2009)

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FOLIGNO pag. 15 FOLIGNO OPINIONI a confronto sulla Terza Provincia. Stefania Fil... FOLIGNO OPINIONI a confronto sulla Terza Provincia. Stefania Filipponi (Impegno Civile) ricorda di essere stata una vecchia sostenitrice della nuova Provincia e aggiunge: «Oggi mi chiedo se sia ormai possibile riagganciare il treno perso. Se così fosse io ci salirei ancora, anche se non possiamo ignorare il quadro nazionale, con le proposte all'esame sull'abolizione delle Province». Diversa l'opinione di Alessandro Porcu (Per il Bene di Foligno): «Io penso che si debba dare forza alle competenze e capacità del Comune, senz aincrementare la burocrazia a livello macro-territoriale. Le aggregazioni del futuro dovrebbero avvenire su base ecologica' e ambientale, basando poi su queste aggregazioni naturali' un sistema di gestione in rete del territorio». Per Mismetti (Pd) la Terza Provincia «è una battaglia superata che ha lasciato il campo ad altri tipi di aggregazione territoriale», mentre per Riccardo Meloni (Pdl) riproporre oggi questo tema «ha veramente dell'assurdo, visto che il dibattito è ormai spostato sui tagli».

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Fini: battaglia ancora lunga per abolire la pena di morte (sezione: Province)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 27-05-2009)

Argomenti: Province

Il Sole-24 Ore sezione: POLITICA E SOCIETA data: 2009-05-27 - pag: 14 autore: IL PRESIDENTE DELLA CAMERA Fini: battaglia ancora lunga per abolire la pena di morte L'Italia«sarà sempre al fianco di quei Paesi, di quelle organizzazioni e di quelle personalità che si battono nel mondo per la dignità della persona»per l'abolizione della pena di morte. Lo ha detto il presidente della Camera Gianfranco Fini aprendo a Montecitorio il congresso internazionale "Dalla moratoria all'abolizione della pena capitale" organizzato dalla Comunità di Sant'Egidio, ribadendo che «le forze politiche italiane sono sempre state unite in questa lotta». Fini ha ricordato l'impegno antico dell'Italia nell'abolizione della pena capitale, sottolineando anche il lavoro in questo senso non solo delle Istituzioni ma anche delle organizzazioni non governative di ispirazione religiosa e laica. «Molta strada è stata fatta ma molta altra va percorsa:il numero delle esecuzionirimane ancora drammaticamente alto; il che deve indurci a accrescere la nostra opera di sensibilizzazione verso quei Paesi che ancora prevedono ed applicano la pena di morte. La battaglia rimane lunga ed impegnativa, ma deve essere instancabilmente combattuta ».

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Riflettori sul nuovo Piano casa (sezione: Province)

( da "Denaro, Il" del 27-05-2009)

Argomenti: Province

Professioni formazione Riflettori sul nuovo Piano casa Incontro organizzato lo scorso aprile all'Antisala dei Baroni "Il Piano Casa e diritto urbanistico, aspettative e realtà operative" questo il titolo del convegno formativo che si è tenuto lunedì 27 aprile 2009 presso l'antisala dei Baroni al Maschio Angioino. L'incontro, organizzato con i patrocini del Comune di Napoli e del Consiglio dell'Ordine degli Avvocati di Napoli, è stato coordinato dall'Avvocato Guido De Maio ed ha visto la partecipazione, tra gli altri, del Presidente del Consiglio dell'Ordine degli Avvocati di Napoli, Avv. Francesco Caia, e dell'Arch. Gerardo Maria Cennamo, tesoriere dell'Ordine degli Architetti di Napoli e Provincia. In rappresentanza dell'ACEN ha partecipato il Vice Presidente con delega al Centro Studi, Ing. Paola Marone, che nel suo intervento ha posto l'attenzione su una serie di problematiche connesse al settore dell'edilizia e della casa quali l'housing sociale e il piano casa regionale. I dati divulgati sono stati elaborati dal funzionario della Referente Edilizia, Territorio e ambiente dell'Associazione, Arch. Barbara Rubertelli. Si riporta di seguito il testo integrale dell'intervento dell'Ing. Paola Marone. Vincenzo Landi Ingegnere Segretario Commissione Beni Culturali Edilizia Paola Marone In questo momento particolare è opportuno sottolineare che, a livello nazionale, esistono almeno tre Piani Casa. A livello regionale (in Campania) se ne individua un altro ed, infine, si paventa anche una iniziativa a livello comunale. Il Governo, sin dalle prime fasi di insediamento, ha lanciato l'iniziativa di un Piano per l'housing sociale individuando una dotazione finanziaria di circa 770 milioni di euro. La dotazione finanziaria del Piano per l'edilizia sociale oggi è ridotta a circa 400 450 milioni di euro. Allo stato attuale, è notizia di alcuni giorni fa, il CIPE ha approvato il piano nazionale per l'edilizia abitativa che sblocca un primo stanziamento di 350 mln di euro. Duecento milioni sono da ripartire tra le regioni per l'edilizia popolare e gli altri 150 sono destinati al sistema integrato di fondi immobiliari per l'incremento della dotazione degli alloggi sociali. "Le quote di questi fondi potranno essere sottoscritte solo da investitori istituzionali di lungo termine". Questa prima assegnazione consentirà di attivare ulteriori risorse pubbliche e del settore non profit".Inoltre, se le regioni, nelle loro Linee guida, dovessero privilegiare politiche di intervento di edilizia sovvenzionata anziché programmi integrati da parte di imprese e cooperative, l'effetto moltiplicatore del finanziamento pubblico scenderebbe a valori minimi nel confronto dell'investimento privato o dell'attivazione di forme di partenariato pubblico privato. Lo schema di decreto legge riguardante misure urgenti in materia di edilizia, urbanistica, ecc. (piano famiglia) sino ad ora diffuso, di cui si attende emanazione, delinea nelle ultime stesure una serie di misure con una valenza per il settore delle costruzioni e del relativo indotto, ben inferiori rispetto a quanto a suo tempo annunciato, riducendo al minimo la portata incentivante per il comparto edile. Infatti, la liberalizzazione procedurale per l'esecuzione di alcune opere edili (in particolare la manutenzione straordinaria a condizione che non si intervenga sulle parti strutturali degli edifici) può avere sicuramente effetti positivi sull'attività delle imprese piccole ed artigianali, ma l'abolizione di un qualsiasi titolo abilitativo edilizio rischia anche di ampliare il ricorso ad attività abusive ed a manodopera irregolare Nell'ambito degli interventi relativi alle parti strutturali degli edifici, compresi gli ampliamenti, l'onere della "prova documentale" del rispetto della normativa antisismica a carico del progettista è sicuramente atto necessario e fondamentale, ma è già oggi previsto in molti casi. Sarebbe necessario, per un corretto adeguamento alle norme vigenti nel campo strutturale-tecnologico e gestione del patrimonio edilizio, prevedere la manutenzione programmata, promossa anche da alcuni anni dall'Ordine degli Ingegneri della Provincia di Napoli. La questione dell'edilizia di sostituzione, affrontata in modo incompleto nell'accordo Stato Regioni del 30 marzo scorso, presente nel decreto legge del piano casa, (demolizione e ricostruzione) potrebbe, invece, rappresentare un'importante occasione di rinnovamento e adeguamento tecnico e funzionale del patrimonio edilizio. Tale eventualità è prevista, salvo diversa decisione regionale, solo per gli edifici ad uso residenziale, mentre, sarebbe opportuno prevedere di estendere l'attività anche agli edifici industriali, turistici e direzionali. Positiva è invece l'introduzione dei principi della perequazione e compensazione al fine di sancire attraverso provvedimenti statali le leggi regionali già emanate. Interessante è il Piano per la costruzione di New Town da realizzarsi sempre in ogni capoluogo di Provincia. Anche per questo nuovo progetto è prevista la collaborazione delle Regioni. Per far fronte ai costi per ora sono stati stanziati 550 mln e altri fondi dovrebbero essere sostenuti dai privati che avranno un ruolo fondamentale, perché i terreni sui quali costruire, qualora non fossero di proprietà dello Stato, saranno espropriati "pagando i proprietari in cubatura". Le nuove abitazioni potranno essere pagate con "mutui a rate mensili pari o addirittura inferiori ai canoni di locazione di mercato vigenti". A tal proposito, in occasione degli Stati Generali delle Costruzioni, che si sono tenuti a Roma lo scorso 14 maggio, dal palco della Fiera di Roma Berlusconi è tornato a parlare di new town, proprio per chiedere l`aiuto dei costruttori in questo progetto: «Penso a un nuovo insediamento per ogni capoluogo di provincia - ha spiegato - da realizzare al 50% anche con i capitali privati, con il linguaggio architettonico del luogo». In cambio ai costruttori verrebbe offerto di tenere una parte dei nuovi alloggi destinati ai giovani che vogliono creare una famiglia. Il Piano Casa della Regione Campania, si fonda sulla chiarezza del rapporto pubblico privato e sulla trasparenza, attraverso la partecipazione a bandi pubblici. Per sopperire alla mancanza di fondi è stata proposta l'introduzione della "moneta urbanistica", ossia di agevolazioni urbanistiche ai privati in cambio della costruzione di abitazioni in parte in regime sovvenzionato e convenzionato. La moneta urbanistica risulta determinante per garantire l'equilibrio finanziario delle operazioni, garantendo la ridefinizione delle destinazioni d'uso. Il giusto mix nella realizzazione degli interventi residenziali attraverso, una percentuale di edilizia privata, una percentuale di convenzionata e la parte rimanente sovvenzionata, avrà un effetto determinante come risposta alle esigenze di housing sociale e, insieme, di ripresa del ciclo economico dando nuove opportunità al mondo imprenditoriale. D'altra parte il mercato immobiliare campano è poco dinamico presentando uno squilibrio cronico tra domanda e offerta. Infatti, nel confrontato con altre realtà urbane Napoli, terza concentrazione urbana a livello nazionale per numero di popolazione residente, presenta un numero di transazioni immobiliari, in valore assoluto, nettamente inferiore a Roma, Milano e Torino e di poco superiore a Genova. I dati relativi al numero di transazioni residenziali registrate nel I sem. 2008, elaborati dall'OMI, confrontati con il I Sem 2007, rivelano andamenti in flessione per tutte le principali città italiane e confermano l'asfitticità del mercato partenopeo, anche per la scarsa immissione di nuovi prodotti edilizi sul mercato 'libero',e per il lento avvio del PUC. Inoltre, a livello campano, si registra la saturazione delle potenzialità edificatorie dei PUC dei comuni. del 27-05-2009 num.

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Partiamo da una considerazione sulla quale sono tutti d'accordo, maggioranza e oppos... (sezione: Province)

( da "Gazzettino, Il" del 27-05-2009)

Argomenti: Province

Mercoledì 27 Maggio 2009, Partiamo da una considerazione sulla quale sono tutti d'accordo, maggioranza e opposizione: i parlamentari sono troppi, il numero va ridotto. Non è un'idea nuovissima, va avanti da molti anni. Ora, però, si discute sul numero e non sulla sostanza: quanti deputati? Quanti senatori? La sconvolgente novità consiste nel gridarla forte in campagna elettorale. Si vota per l'Europa e nessuno vuole ridurre gli eurodeputati. Si vota per le amministrative e nessuno va in giro a la riduzione dei Comuni e l'abolizione delle Province. Eppure la spesa della politica non sta certo tutta nel Parlamento, la maggior parte dello spreco anzi si verifica nelle altre istituzioni e soprattutto nelle migliaia di enti pubblici. Per quanto riguarda il Parlamento, la riduzione del numero degli eletti rientra in un piano di riforme, basta attuarlo e si cambia. Non c'è bisogno di colpi di mano estranei alla Costituzione. La Carta non si può modificare a pezzettini, è nata come antidoto ai rischi di altre dittature, ha esaltato il parlamentarismo, anche nel numero. Ci sono molte cose da cambiare, ma la riforma deve essere completa; altrimenti non risolverebbe il problema. Sarebbe come pretendere di aggiustare il televisore semplicemente cambiando il telecomando. Se il Parlamento funziona male, lo si riforma costituzionalmente, non lo si cancella o lo si riduce a un club privilegiato. La nostra società è fortemente basata sul potere delle corporazioni che da buone conservatrici sono le meno disponibili alle riforme vere. Per questo spesso occorrono gli annunci clamorosi, alzano una cortina dietro la quale niente si muove. Nessuno nega che oggi il Parlamento offra l'immagine di un doppione che non funziona come dovrebbe. Bisogna preoccuparsi di sapere cosa fanno questi parlamentari, poi di quanti effettivamente ne saranno necessari. Non basta ridurre il numero per risolvere il problema dell'efficienza e del funzionamento. Nemmeno vale la scusa del tempo perso nelle votazioni: a parte il voto di fiducia, tutte le altre votazioni sono elettroniche. Certamente si tratta di un tema popolare, si riducono le spese, si accarezzano le proteste di chi vorrebbe la classe politica tutta a casa. Ma il Parlamento deve restare centrale e Camera e Senato non possono essere cambiati con un'azione popolare: la Costituzione può essere cambiata solo in Parlamento che discute e decide. È il Parlamento che approva le leggi. Nessuno può pensare di collocarsi al di sopra delle istituzioni. Sicuramente Berlusconi non ignora queste cose, come sa bene che il Parlamento del quale si lamenta è composto per una maggioranza schiacciante da deputati e senatori fatti eleggere dalla sua coalizione. Probabilmente tra poco di tutto questo non si parlerà, altri temi faranno irruzione e serviranno a spostare l'attenzione. La "Casta" è molto più larga del Parlamento, va nei consigli d'amministrazione degli enti pubblici, nelle migliaia di enti anche inutili. La "Casta" si protegge, grida di voler cambiare perché qualcuno si emozioni, poi conserva gelosamente le cose come stanno.

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Crisi, Casini: (sezione: Province)

( da "Corriere.it" del 27-05-2009)

Argomenti: Province

LE VIDEOCHAT Di CORRIERE.it Casini: «Il governo usa soldi finti per combattere la crisi» Il leader dell'Udc: «Segnali devastanti, bisogna fare di più. Il caso Noemi? Non parlo di vallette e ragazzine» MILANO- «Chi non si pente mai nella vita, vuol dire che ha qualche problema». Pier Ferdinando Casini non si nasconde: ammette che qualche errore, in passato, l'ha commesso. «Quattordici anni fa ero convinto che Berlusconi rappresentasse qualcosa di nuovo. Le cose però sono andate in altro modo». Il leader dell'Udc, durante la videochat con i lettori di Corriere.it, ci tiene però a sottolineare il senso di quella che definisce una «scelta responsabile»: lo strappo con il Pdl. «Abbiamo rinunciato al potere per scommettere sul futuro - afferma Casini - perché siamo contrari a questo finto bipartitismo, un valzer che si balla sulla pelle degli italiani». SOLDI FINTI - L'ex presidente della Camera attacca soprattutto il governo. «Di fronte alla crisi - dice - sta semplicemente sperando che passi. Berlusconi, invece di mettere in piedi un piano di infrastrutture per rilanciare l'economia, un giorno parla di Ponte sullo Stretto, un giorno di Abruzzo: ma sono sempre gli stessi soldi finti che girano. E invece bisognerebbe iniettare nell'economia italiana qualcosa di reale e immediato, anche perché i segnali sono devastanti». Casini critica Berlusconi e l'esecutivo anche su altri temi. Immigrazione: «Fanno solo demagogia, eccitando gli animi». Riduzione dei parlamentari: «Berlusconi si è inventato che li ridurrà a cento. Ogni campagna elettorale cerca sempre un diversivo per tenere alta la tensione. È come per l'abolizione delle Province: prima l'ha promesso, poi non ha fatto nulla». Non mancano le stoccate al Pdl: «Siamo l'unico paese dove un partito ha eletto a vita il suo leader, una cosa che non accade neanche in Venezuela con Chavez». SICILIA - A proposito di alleanze: il caso Lombardo in Sicilia (il presidente della Regione ha azzerato la giunta, ndr)? «Se non riesce a governare, sciogliamo le righe e torniamo al voto. Tutti a casa. È inutile l'accanimento terapeutico. Quando Soru in Sardegna non è riuscito a governare non ha cercato altre maggioranze, ha deciso di tornare al voto. Se in Sicilia non si riesce a fare una cosa seria allora sciogliamo l'Assemblea Regionale. Noi non abbiamo paura delle urne, pensiamo di prendere più voti di Lombardo, anche alle Europee». DI PIETRO E LEGA - Casini è duro anche con Di Pietro: «È come Fregoli (il celebre trasformista, ndr). Prima ha raccolto le firme per il referendum e poi dice che il referendum è un attentato alla democrazia. E la mozione di sfiducia a pochi giorni dalle elezioni è solo una strumentalizzazione per prendere qualche voto in più». Il leader Udc prevede poi un vero e proprio exploit elettorale della Lega: «Vi invito a vedere quanti voti prenderà: è un partito di lotta e di governo. Quando consegni al ladro le chiavi di casa, non ti puoi sorprendere se ti ruba l'argenteria. La Lega crescerà a danno del Pdl e questo scatenerà nuovi attriti nell'alleanza. Ormai la Lega è la forza determinante del Paese. Immigrazione, federalismo: quel che vuole la Lega si fa, quello che non vuole non si fa». DIALOGO - E il Pd? «Un partito serio con il quale abbiamo instaurato un dialogo - spiega Casini. - Ma sentono troppo il richiamo della foresta della sinistra, tanto che nelle sedi periferiche si rifanno alle alleanze con Rifondazione. In queste condizioni non è possibile un'alleanza con noi». Casini, Letta, Rutelli e Follini insieme: possibile? «C'è spazio per tutti» risponde Casini. Che poi lancia una suggestione: «Perché non pensare a un partito che includa uomini del Pd e del Pdl che la pensano allo stesso modo? Vedrete che qualcosa matura». CONDANNATI - I lettori gli chiedono conto dei candidati e dei politici condannati. «Quali? - ribatte Casini. - Per me la condanna è soltanto quella passata in giudicato. Parliamo di Cuffaro? Lui ha detto che in caso di conferma di condanna, si dimetterà. Più alla luce del sole di così». Qualcuno ricorda anche il caso Drago (il parlamentare Udc condannato per peculato, sentenza confermata in Cassazione ndr): «È vero. È stata una condanna amara e dura che riguarda l'uso di fondi riservati, una cosa che coinvolge metà della politica italiana. In ogni caso rispettiamo la sentenza». VALLETTE E RAGAZZINE - Immancabili le domande sul caso Noemi-Berlusconi: «Io mi rifiuto di parlare di vallette e ragazzine in questa campagna elettorale. Berlusconi dice che è tutta una montatura? Il problema l'ha posto sua moglie con una lettera a un giornale. E lui ha fatto diventare questa vicenda ancora più pubblica andando a Porta a Porta. I giornali fanno il loro lavoro, io gli consiglio di rispondere». STATO LAICO - Tante le domande sulla laicità dello Stato. Casini ribadisce la sua posizione: «Siamo per uno Stato laico che rispetti Dio e la religione. Uno Stato laico si basa sulla libertà, che è anche la libertà dei vescovi di dire quello che pensano. C'è un'interpretazione della laicità che non mi convince: uno Stato che sradica il bisogno di Dio e della religione che è connaturato all'uomo. Questo è uno Stato laicista. Io sono per uno Stato laico». Di nuovo: è è ipotizzabile l'unità politica dei cattolici? «È un problema che non ci poniamo. Certi valori li portiamo avanti perché ne siamo convinti, non perché ci aspettiamo l'aiuto della Chiesa. L'idea dell'unità politica dei cattolici è morta e sepolta. Noi chiediamo soltanto ai cattolici di non essere succubi dei propri partiti. Come fa la Binetti, ad esempio: una persona seria che ha saputo dissociarsi dal suo partito per essere coerente con i propri valori». MANDATECI A CASA - Questione giovani: le nuove generazioni e la politica. Casini cita Don Milani: «È inutile tenere le mani pulite se si tengono in tasca. Ma io vedo molti giovani in questa campagna elettorale: non sono affatto apatici e indifferenti, cercano di capire, nonostante la politica non li aiuti. Cosa posso dire a questi giovani? Mandateci a casa, se ce la fate: io ho mandato a casa qualcuno, voi mandate a casa me» Germano Antonucci stampa |

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provincia, candidati a confronto - sergio gelain * (sezione: Province)

( da "Mattino di Padova, Il" del 28-05-2009)

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Pagina 15 - Altre Provincia, candidati a confronto SERGIO GELAIN * Il Coordinamento delle associazioni di categoria ha deciso di incontrare questa sera tre dei candidati alla presidenza della Provincia di Padova: Albuzio, Degani, De Poli. Non è casuale la scelta. Ci siamo sempre battuti per la semplificazione del quadro politico e quindi in questa occasione abbiamo scelto di parlare ai principali interlocutori politici del territorio. L'incontro si svolgerà stasera alle 21 l'Hotel Crowne Plaza di Limena. I temi che saranno affrontati sono principalmente: il ruolo che può assumere l'ente Provincia di fronte alla crisi, le scelte in materia di infrastrutture (Gra, Statale 10, Bovolentana, Gronda Sud, Statale del Santo) e il futuro del nuovo soggetto della logistica Interporto-Magazzini Generali. Ma non solo. Il coordinamento è interessato a capire come si comporterà la Provincia in merito alla programmazione territoriale: tutela del suolo agrario e difesa del paesaggio; le scelte in materia di aree produttive e in particolare di Zip e Cosecon (ma non solo). E' finito il tempo delle zone industriali in ogni frazione, è tempo di concentrare gli investimenti per non compromettere il paesaggio e soprattutto per avere aree di insediamento produttivo con servizi e infrastrutture. Allo stesso tempo chiediamo che la Provincia si faccia interprete di uno stop ai centri commerciali, nel nostro territorio e per quanto possibile investa la Regione perché non ne vengano costruiti nelle immediate vicinanze. Inoltre è fondamentale capire la posizione dei candidati in merito al destino di PadovaFiere, dell'auditorium e del Centro Congressi. Esistono poi delle competenze primarie della Provincia che in questo periodo di crisi sono fondamentali: lavoro (ruolo della Provincia in merito agli ammortizzatori sociali e alle politiche attive per la disoccupazione), formazione e scuola; senza tralasciare agricoltura e attività produttive. Altrettanto importante è il comparto relativo al turismo e alla promozione del territorio. Come associazioni abbiamo spesso richiesto una regia in tema di turismo o meglio un coordinamento delle tante forme di turismo che oggi investono la nostra città: religioso, monumentale, paesaggistico, congressuale. E' necessario sfruttare una risorsa fino ad oggi trattata in modo troppo marginale. La filiera del turismo passa anche attraverso la valorizzazione dei nostri prodotti agro-alimentari e può rappresentare un'occasione di rilancio del settore agricolo. Soprattutto gli imprenditori vogliono capire se la Provincia potrà ritagliarsi un ruolo diverso nel futuro. Si parla molto di abolizione delle Province. Noi siamo convinti che debba esistere un ente sovracomunale soprattutto se questo si fa interprete dei tanti bisogni che vengono dal territorio. Serve un soggetto capace di interfacciare i cittadini e le imprese con altri enti: bacino rifiuti, Aato, società di servizi di pubblica utilità e trasporto pubblico. Certo servono minori sovrapposizioni e maggiori efficienze, in questo periodo non possiamo permetterci sprechi. Infine non possiamo dimenticarci la grande crisi che sta investendo l'economia mondiale. Proprio oggi abbiamo ricevuto dalla Camera di Commercio il primo rapporto curato dal professor Feltrin sulla crisi. E' un documento richiesto dal Tavolo dell'economia in cui partecipano Associazioni di categoria, sindacati, Comune di Padova, Provincia e Camera di Commercio in cui viene monitorata la situazione economica e l'andamento della crisi nella nostra provincia. La crisi sarà lunga e dura, soprattutto per il comparto edilizia e manifattura. Grazie agli ammortizzatori sociali abbiamo evitato una forte crescita della disoccupazione, ma adesso bisogna ripartire. Serve maggiore apertura da parte degli istituti di Credito, le imprese ce la mettono tutta ma serve liquidità. Serve anche fare sistema, fare squadra tra enti locali, associazioni e imprese. I candidati a presidente della Provincia cosa propongono?. Coordinamento delle associazioni di categoria padovane

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La promessa: la Provincia farà rinascere la Brianza (sezione: Province)

( da "Giorno, Il (Brianza)" del 28-05-2009)

Argomenti: Province

PRIMO PIANO pag. 2 La promessa: la Provincia farà rinascere la Brianza Per gli sfidanti il nuovo ente è un'occasione di rilancio del territorio IL FORUM DE «IL GIORNO» CON I CANDIDATI ALLA PRESIDENZA di MONICA GUZZI MONZA CI SONO voluti 19 anni di battaglie: tanti ne sono passati dalla presentazione in Parlamento dei due primi disegni di legge, firmati l'uno da Umberto Bossi e l'altro dal senatore democristiano Walter Fontana. Ora si rischia la beffa: proprio mentre la Provincia di Monza e Brianza si prepara al debutto, si fa largo il partito trasversale che sostiene la necessità di chiudere di questi enti, considerati carrozzoni inutili, stipendifici per gli amici degli amici. Loro però, con una sola eccezione, la difendono a spada tratta: per i candidati in corsa per la poltronissima della neonata Provincia, si tratta di un ente fondamentale per il futuro della Brianza. Ne abbiamo parlato con i protagonisti di questa campagna elettorale nel forum promosso dal nostro quotidiano alla vigilia di un voto storico. All'incontro che si è svolto ieri alla presenza del direttore de "Il Giorno" Giovanni Morandi, hanno partecipato nove dei dieci candidati alla presidenza: assente Luca Pilli, di Forza Nuova, che ha scelto di disertare i faccia a faccia elettorali. «C'è una richiesta di radicamento sul territorio che non esisteva prima - ha esordito Giovanni Morandi, introducendo il dibattito -. Qui non si discute tanto un problema di utilità, quanto della necessità di mettere le province nella condizione di lavorare». UN GIUDIZIO condiviso dagli attori di questa prima campagna elettorale briantea. «Questa Provincia, ostacolata da sempre da Milano, per noi è un punto d'arrivo - sottolinea Edda Ceraso, candidata de La Destra e Pensionati-. Anche in un momento di crisi questo territorio continua a essere produttivo, eppure mancano le infrastrutture, anche raggiungere Malpensa diventa un problema». Per Gigi Ponti, assessore nella Giunta Penati all'Attuazione della nuova Provincia e candidato del centrosinistra (lo sostengono la lista civica Ponti presidente, Pd, IdV e Sinistra monza e Brianza), la formula è importante. «La Provincia è utile al territorio proprio perché è più vicina - sostiene -. Vogliamo una Provincia snella, che stia a fianco dei Comuni e faccia sì che questo territorio non sia una periferia. Su temi importanti quali il lavoro, la formazione, l'ambiente, le infrastrutture abbiamo bisogno di un ente che negozi un nuovo rapporto con Milano». Provincia come opportunità per la Brianza anche secondo Dario Allevi, vicesindaco di Monza e candidato alla presidenza della Brianza di Pdl, Lega Nord e Democrazia cristiana. «Questa Provincia non è un'invenzione della politica per distribuire poltrone - è la premessa -. La sua utilità dovremo dimostrarla sul campo, facendone una Provincia concreta, senza sprechi, a disposizione dei 50 Comuni e capace di dare risposte alle esigenze di un territorio considerato troppo a lungo periferia». E poi, aggiunge Allevi, chi dice che l'abolizione delle province comporterà enormi risparmi fa solo dmagogia: «Alcune funzioni rimarrebbero, e come ha dimostrato Tremonti, alla fine il Paese risparmierebbe non miliardi, bensì 300 milioni l'anno». «I numeri ci sono, la Provincia garantisce un discorso di migliore gestione», dice Erminio Ariano del Movimento popolare della libertà. NON LA PENSA così Dario Casati, candidato del Partito comunista dei lavoratori, per il quale «i bisogni fondamentali sono altri: un posto di lavoro stabile, asili nido, ambiente vivibile, servizi e la Provincia non è un ente in grado di risolvere questi problemi». Ma Casati corre per ottenere almeno un risultato: una giunta con il minimo degli assessori e con stipendi che non superino i 2.000 euro. Tutti d'accordo sulla necessità di tagliare qualche poltrona di troppo. «Non servono spese inutili», dice Vincenzo Ascrizzi, candidato di Rifondazione comunista e Verdi, uno dei sostenitori della conversione della sinistra, storicamente freddina sul tema, a favore dello strappo da Milano. «La nuova Provincia farà meglio a destinare i soldi delle consulenze a fondi per le famiglie in difficoltà», suggerisce. L'importante è «che le due Province, Monza e Milano, collaborino», conclude Domenico Pisani, oggi candidato dell'Udc, ex assessore regionale azzurro ed ex responsabile provinciale di Forza Italia in Brianza. Pisani non rinuncia a togliersi qualche sassolino dalle scarpe: «La politica in Brianza ha cambiato volto da quando si è cominciato a imporre le candidature da Milano». Infine c'è la partita dell'autonomia più spinta. La chiedono Mario Morelli di Lombardia Autonoma e Lucio Malagò della Lega lombardo veneta, sostenendo la necessità di uno statuto speciale e di trattenere sul territorio almeno una parte del gettito fiscale. Altrimenti, spiegano i due, è una Provincia con le armi spuntate.

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Moro a Grossi: (sezione: Province)

( da "Eco di Bergamo, L'" del 28-05-2009)

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Moro a Grossi: «Sul Consorzio dice bugie» --> Giovedì 28 Maggio 2009 CRONACA, pagina 14 e-mail print «Abolire il Consorzio di bonifica»: è una delle proposte avanzate da Valter Grossi e dai candidati Liberal Pd. Una proposta che ha provocato la replica immediata e dura di Marcello Moro, presidente del Consorzio: «Leggo con stupore - scrive Moro - la proposta del candidato liberal Pd Valter Grossi che, in quanto assessore comunale, forse dovrebbe conoscere quantomeno l'ordinamento italiano e le norme che riguardano le istituzioni. Evidentemente a Grossi è sfuggito che promettere ai cittadini di abolire il Consorzio di bonifica è una grande bugia, è una di quelle promesse che non potranno mai essere mantenute, ma con le quali ci si riempie la bocca in campagna elettorale. Forse Valter Grossi non sa che i Consorzi di bonifica sono istituiti da una legge nazionale che delega le Regioni su questa materia. Quindi che nessun Comune e nessuna Provincia può stabilire di abolire altre istituzioni. Capisco che siamo in campagna elettorale ma propinare assurdità per racimolare qualche voto è per lo meno bizzarro». E se i compiti del Consorzio (bonifica, irrigazione, salvaguardia dell'equilibrio idrogeologico con gli oltre 1500 km di canali) venissero posti in capo alla Provincia - spiega Moro - benissimo ma «i liberal Pd dovrebbero spiegare che, salvo cambiamenti normativi che non competono certo ai comuni, con la loro proposta i costi ricadrebbero invece che sui soli consorziati su tutti i cittadini!», anche quelli che ora non pagano. «Per buona pace di qualche candidato scalpitante a corto di idee e con tanta voglia di pubblicità - conclude Moro - non è certo né il Comune né la Provincia, ma solo una legge prima nazionale e poi regionale potrà decidere di abolire i Consorzi di bonifica. Se ciò avvenisse, come i liberal Pd propongono, non comporterebbe certo l'abolizione di un costo ma solo il suddividerlo su tutti, anche su chi oggi ne è escluso e quindi non paga nulla». 28/05/2009 nascosto-->

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Cologno (Destra): (sezione: Province)

( da "Eco di Bergamo, L'" del 28-05-2009)

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Cologno (Destra): «Un seggio in Provincia. Per abolirla» --> Giovedì 28 Maggio 2009 CRONACA, pagina 14 e-mail print Andrea Cologno Candidarsi in Provincia per portare avanti dall'interno la battaglia per la sua abolizione: è questo l'obiettivo di Andrea Cologno, aspirante leader di via Tasso per La Destra, e della sua lista, formata per la maggior parte da neofiti della politica e da diversi giovani (gli under 30 sono nove), perché, dice, «un ricambio generazionale è necessario». Segretario provinciale in carica del partito di Storace, 39 anni, di professione avvocato, Cologno è stato consigliere comunale a Treviglio (dove vive) dal 2001 al 2006. Non è un paradosso proporsi per la presidenza di un ente che si vuole eliminare? «No, è importante avere dei nostri rappresentanti in Provincia per portare avanti questa battaglia. In un vero assetto federale, la Provincia non avrebbe ragion d'essere: Stato, Regioni e Comuni possono tranquillamente esercitare tutte le funzioni di governo». Quindi, una volta entrati in Provincia, cosa fareste? «C'è spazio per introdurre dei tagli, a partire dagli assessorati e dalle società partecipate. Le funzioni di base della Provincia riguardano la viabilità e la manutenzione degli edifici scolastici. Non si spiega quindi perché, per esempio, si debba avere un assessorato alle Politiche Sociali». Par di capire che anche sulle partecipate il vostro giudizio non sia molto positivo. «Mi sembrano più che altro un sistema per distribuire prebende e posti nei consigli di amministrazione. Via Tasso ha un numero alto di partecipazioni, credo che si debba verificare il reale funzionamento di queste società e mantenere solo quelle che hanno un'utilità rispetto alle funzioni della Provincia. Per esempio, che senso ha possedere delle quote in Serenissima?». Quindi l'amministrazione uscente non vi ha soddisfatto? «La vera critica che facciamo a Valerio Bettoni è di aver considerato la provincia solo fino a Colognola. La Bassa è sempre stata tenuta in scarsa considerazione, benchè una parte fondamentale dello sviluppo economico e infrastrutturale della Provincia passi necessariamente da lì. Ed è da lì che bisognerà ripartire nei prossimi anni». Questo è un punto in Comune con il candidato di Lega e Pdl, Ettore Pirovano. È l'inizio di una collaborazione? «Noi con la Lega abbiamo forti punti di distanza, a partire dal discorso sulle ronde, che non ci convince per niente. La sicurezza va garantita dallo Stato. Dal punto di vista teorico, Pirovano ha i numeri per governare, ma la classe dirigente proposta dal centrodestra è da verificare alla prova dei fatti». Ha accennato al tema sicurezza. «Sì, è uno dei punti fondanti del nostro programma e un tema da rilanciare. Non si può sbandierare ai quattro venti il Pacchetto sicurezza e poi tagliare le spese per la manutenzione dei mezzi delle forze dell'ordine». Ma la Provincia cosa può fare? «La nostra proposta è di istituire un fondo per destinare il 5% delle entrate al sostentamento delle forze dell'ordine, anche su aspetti apparentemente minimi come la benzina e la gestione dei veicoli». Capitolo viabilità. «Si è fatto poco, senza tenere conto della Bassa. Ora sono in previsione Brebemi, Pedemontana e le tangenziali di Treviglio, e questo è un bene. Ma, se in alcune zone della Bergamasca la situazione viabilistica è migliorata, negli ultimi anni, la strada per venire da Treviglio a Bergamo è la stessa da ottant'anni. E poi va sviluppata la mobilità su ferro». A che risultato aspirate per le amministrative sul fronte di via Tasso? «L'obiettivo è esprimere un consigliere». Al ballottaggio con il centrodestra? «Appoggeremo chi fa con noi un discorso programmatico serio, indipendentemente dai colori». Fausta Morandi 28/05/2009 nascosto-->

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Collecchio, braccio di ferro sull'Unione pedemontana (sezione: Province)

( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 28-05-2009)

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PROVINCIA 28-05-2009 Collecchio Collecchio, braccio di ferro sull'Unione pedemontana Pareri discordi: Tanzi: c'è il rischio di sanzioni vessatorie Bianchi: più vigili sul territorio. Belletti: fare un referendum D agli scranni del Consiglio comunale alla condivisione del «palco » elettorale. Luigi Tanzi, Gianluca Belletti e Paolo Bianchi, in corsa per la fascia di sindaco di Collecchio, sono stati invitati in Gazzetta per un confronto. Ecco com'è andata. Quali sono le prime cose che farete se sarete eletti? Bianchi «Io mi pongo in continuità con l'Amministrazione Romanini. Il punto focale sarà portare a termine i progetti avviati, iniziando col porci il problema dell'ampliamento e del dare risposta alle richieste di scuola per l'infanzia. Abbiamo già predisposto due sezioni alla Montessori e alla Allende, ma fino ad oggi non abbiamo ricevuto risposta dal Ministero per gli insegnanti. Noi vogliamo che tutti abbiamo possibilità, al di là delle mancanze del governo centrale, di partecipare alla scuola dell'infanzia. Abbiamo fatto così anche con i nidi. La scuola è la nostra priorità perchè è un tema che interessa molto i cittadini». Belletti «In questi anni di permanenza in maggioranza ho sofferto la scarsa apertura alla partecipazione dei cittadini. Quindi l'elemento fondante del nostro programma è la partecipazione. Se sarò eletto, una delle prime cose che farò sarà cambiare lo statuto comunale e il regolamento per dar più potere alle consulte. Altro punto fondamentale è la solidarietà. Ho incontrato diversi cittadini che hanno difficoltà ad arrivare al 27. Purtroppo non hanno risposte dai servizi sociali guidati da Bianchi e sono lasciati ai margini della vita politica e sociale del paese». Tanzi «Per quanto ci riguarda, la prima cosa da fare è uscire dall'Unione Pedemontana: un nuovo ente locale inutile, costoso e dannoso. In Italia oggi non c'è bisogno di enti intermedi e questo ne è un esempio lampante: i coda muni nemmeno confinano tra di loro. Troviamo inquietante che l'Unione vada ad assorbire le competenze della polizia municipale: i vigili di Collecchio non avranno più come referente il sindaco, proprio ora che a livello governativo si stanno devolvendo più poteri al Corpo. E' inquietante anche il modo in cui il nuovo ente verrà finanziato: abbiamo capito dalla relazione del revisore dei conti che il motore finanziario saranno le sanzioni. Non vorremmo che l'Unione si trasformasse in una riedizione delle Terre verdiane. Altro punto qualificante del programma è un piano anti-crisi simile a quello di Parma: agevolazioni a favore del mondo delle imprese e delle fasce deboli attraverso i voucher e l'accesso più facile al credito». Bianchi «Belletti parla dei servizi sociali: c'è qualcuno in tv che dice che la crisi non c'è, che si prenderà cura degli ultimi. Le competenze del Comune sono piuttosto limitate, soprattutto se le risorse vengono tagliate. Non si può poi dare la colpa ai Comuni che non assistono. In tema di Unione e di polizia municipa-le, invece, non si è fatto altro che unire le entrate e far uscire tutte le spese per il personale e altro. Non è previsto nessun aumento di costi, anzi. E le multe si fanno solo a chi infrange il codice della strada. Le Unioni sono state promosse dagli ultimi governi e dalla Regione per gestire alcuni servizi in ambito ottimale. La nostra collaborazione è nata 10 anni fa, quando una legge impose una soglia di 45 mila abitanti per l'apertura dello sportello imprese. L'unione fa la forza, senza costi aggiuntivi. Non escludiamo di ragionare con Medesano e Noceto, soprattutto adesso che c'è il ponte che ci avvicina. Ma ragioneremo con loro come Unione pedemontana, che resta lo strumento per dare servizi migliori». Belletti «Noi non abbiamo volu- tamente inserito nel programma il tema dell'Unione. La mia posizione è nota: mi sono astenuto in Consiglio perchè ritengo che la decisione della maggioranza di cui facevo parte, e da cui mi sono dissociato, sia stata affrettata. Non si sono valutate appieno tutte le ricadute che questa scelta può avere sui lavoratori e sui cittadini. Sicuramente un rischio che vedo è quello dell'aumento della burocrazia: la macchina comunale rallenterà. Si allontaneranno le decisioni dai cittadini, e i consiglieri dell'ente sono nominati e non eletti: è la più grande critica che feci a suo tempo». Bianchi «Sono eletti dentro il Consiglio comunale». Belletti «Comunque noi vedremo come funzionerà ed eventualmente proporremo un referendum ai cittadini di Collecchio per capire cosa ne pensano». Tanzi «Io non condivido una parola di quello che ha detto Bianchi. Secondo noi l'Unione è una cosa sbagliata a cui bisogna porre rimedio uscendo e ponendo in essere diverse forma di collaborazione con altre realtà. E così smentisco le accuse di isolazionismo che mi sono piovute addosso. La collaborazione deve essere con Noceto e Medesano, tenendo ferma quella con i partner storici Sala e Felino, ma senza nuovi enti. Non è vero che le unioni sono sponsorizzate a tutti i costi a livello nazionale. Il Testo unico sugli enti locali le prevede per piccole realtà, non certo per chi arriva a 45 mila abitanti. Lo fa solo una legge regionale demenziale, tradendo lo spirito del Testo unico. Raccolgo comunque quanto detto da Belletti, la cui onestà intellettuale è stata apprezzata. Non si dà vita a un nuovo ente locale a tre mesi dalle elezioni. Si sottopone la scelta ai cittadini e loro premiano o meno quella lista. Diversamente entra in gioco quella concezione privatistica della pubblica amministrazione che vado denunciando anni. Per le multe, invito Bianchi a rileggersi la relazione del revisore dei conti, che raccomanda un costante monitoraggio delle entrate. Bisogna sanzionare chi infrange il codice, ma non può diventare uno strumento vessatorio e per far cassa». Bianchi «Tanzi sa benissimo che le multe sono l'incasso della polizia municipale, e dove non arrivano le sanzioni arrivano i Comuni. Succede adesso nei Comuni, succederà nell'Unione. L'unica differenza è che sono stati messi insieme i cinque bilanci. E' chiaro che il revisore dica: attenzione, se non ci saranno le sanzioni bisogna che i Comuni mettano i soldi per coprire i costi della polizia municipale. E io mi auguro che non ci siano sanzioni». Tanzi «Per coprire i costi dell'Unione, non quelli della polizia municipale». Bianchi «Tanzi sa benissimo che i Comuni adesso non possono assumere, e quindi è impossibile». Tanzi «Non è vero, ci sono le assunzioni a tempo determinato». Bianchi «Si legga bene il decreto: le spese di personale vanno ridotte». Tanzi «E tu vai a fare l'Unione per ridurle?». Bianchi «Sì, perchè l'Unione non è sottoposta al patto di stabilità e può assumere. Quando tu dici che estendi il servizio di polizia municipale a Collecchio 24 ore su 24, è un inganno: non si può fare. Si può solo con l'Unione». Tanzi «Il termine inganno mi sembra un po' eccessivo. Il patto di stabilità non è la Bibbia». Bianchi «Beh, è una legge..» Tanzi «Una legge che cambia ogni anno e che oggi...» Bianchi «Va rispettata». Tanzi «Oggi come oggi, con la fusione dei cinque corpi di polizia municipale questi agenti si trovano a fare i conti con un territorio con 45 mila abitanti e non sono adeguati per far fronte a questo tipo di servizio. Basta parlare con loro. Belletti annuisce». Bianchi «Io parlo con loro, ma è stato fatto un piano, i dipendenti vanno sentiti...» Tanzi «Sono stati sentiti poco». Bianchi «Vanno comunque raggiunti degli obiettivi a vantaggio della popolazione e della sicurezza. E' chiaro che i dipendenti hanno tendenzialmente paura dei cambiamenti, siamo stati dipendenti anche noi...». Belletti «Qua si apre un altro tema, quello della sicurezza. Il vigile dipendente dal Comune conosceva il territorio e i cittadini. Io credo, Paolo, che avere un vigile di Traversetolo o di Sala...». Bianchi «Voi non vi siete letti il piano, molto semplicemente» Tanzi «Ce lo siamo letti bene». Bianchi «Nel piano c'è scritto che viene centralizzata solo la centrale operativa». Tanzi «A Felino!». Bianchi «Sì, a Felino, ma i vigili di Collecchio restano a Collecchio. Solo i servizi amministrativi se ne vanno. E questo permetterà di risparmiare. Invece di avere 5 vigili che stanno in cinque Comuni a mettere dentro le multe, ne avremo uno in centrale a Felino e gli altri quattro in strada. Il problema è che voi non avete letto il piano che vi è stato dato. Non partecipate, non vi è interessato quel che abbiamo fatto, non avete seguito la vita amministrativa. Parlate solo per spot». Tanzi «Se passiamo agli insulti allora... Tu non puoi accusare due consiglieri di non essere informati ». Bianchi «Non siete informati». Tanzi «Tu stai difendendo l'indifendibile. Di Unione a Collecchio si sta iniziando a parlare ora in campagna elettorale. Avete tenuto nascosto tutto consapevolmente: sapete che è impopolare, che la gente non la vuole». Bianchi «Siamo partiti 10 anni fa. La gente vuole i servizi: che tu glieli dia come Comune o come Unione, non interessa». Tanzi «E' un ente inutile» Bianchi «Allora dimmi come fai a gestire certi servizi come quelli che abbiamo ritirato nell'area minori e disabili senza la necessaria massa critica per pagarli ». Tanzi «Non stiamo parlando di Azienda Pedemontana» Bianchi «La sostanza è quella». Tanzi «Comunque se vogliamo parlare di sportello unico per le imprese, non ho trovato un imprenditore che mi abbia detto che è stata una buona idea: ci sono ritardi e basta». Bianchi «Ma non è vero. E comunque è un obbligo di legge». Tanzi «E' uno dei servizi devoluti all'Unione e non sta riscuotendo successo: è visto come un intralcio. I tempi si sono dilatati » Bianchi «Non mi risulta. Era meglio quando l'imprenditore doveva girare per chiedere i pareri? Ora c'è lo sportello unico». Tanzi «Lo si può creare tranquillamente a Collecchio». Bianchi «No, è vietato». Tanzi «E' tutto vietato..» Bianchi «Sì, noi seguiamo le leggi. Il Popolo delle libertà...». Tanzi «Ma c'era già anni fa». Bianchi «No, non c'era, la legge prevede che ci debbano essere oltre 45 mila abitanti». Via Spezia è molto trafficata. Che idee avete per migliorare il collegamento con la città? Tanzi «Via Spezia è un problema, e si è acuito con l'apertura del ponte. Il transito è aumentato in modo sensibile, lo dico anche da pendolare. Le soluzioni possibili attualmente sono il risezionamento della strada, la realizzazione di piazzole per gli autobus, qualche rotatoria che il Comune di Parma ha già previsto nella parte finale per mettere in sicurezza alcuni incroci. Io penso anche alla messa in sicurezza di strada Farnese, che è una delle varianti alla via Spezia e che in ogni caso ne ha bisogno: le banchine sono sgretolate, e tanto che ci si mette mano si può far in modo che possano transitare due veicoli. Poi c'è il discorso del collegamento tra Collecchio e Parma via Vicofertile: nella mia breve esperienza di assessore a Parma ho ricevuto molti abitanti della frazione che lamentavano l'aumento del traffico dopo l'apertura del ponte. Lì non è immaginabile un semplice risezionamento della strada: bisognerà intervenire con una bretella, che Parma sta già prevedendo. L'altra cosa che potrebbe risolvere il problema - ma è un investimento molto importante e c'era forse da pensarci prima, contemporaneamente al ponte - è la complanare, il collegamento diretto tra la tangenziale di Parma e quella di Collecchio. Però non credo che sia di facile realizzazione». Belletti «In questa risposta segnerò la differenza: io credo che vadano potenziati i mezzi di trasporto alternativi: una pista ciclabile parallela a via Spezia, degna di questo nome e che si raccordi con tutte le frazioni di Collecchio e non, e un potenziamento dei mezzi pubblici. Una soluzione potrebbe essere quella di allargare le piazzole degli autobus, ma anche avere mezzi pubblici più piccoli e più agevoli. L'altra soluzione che vedo, e anche qui bisognava partire per tempo, è quella di una metropolitana leggera che parta da Fornovo e arrivi a Parma, magari parallela all'asse ferroviario o usando l'attuale ferrovia. Questa è la soluzione che può tutelare l'ambiente e il terreno da un eccessivo consumo». Bianchi «Sono tutte buone idee. Tanto buone che alcune sono già state messe in opera. La messa in ordine di via Spezia è stata finanziata dall'Anas per 11 milioni di euro e entro il 2009 verranno appaltati i lavori. Questo progetto prevede tre rotatorie: Sidel, Casappa e Stradella. E poi le piazzole di sosta e la pista ciclabile, come dice Belletti. E' interessante l'idea di una strada alternativa, l'abbiamo messo nel programma e alcuni colloqui con Parma ci sono già stati per collegare la strada che bypasserà Vicofertile con la Mulattiera e poi unirla alla rotatoria della tangenziale di Collecchio. Il principio deve essere quello di consumare meno territorio possibile. Direi che è una cosa che si può fare, anche a breve». Il paese è cresciuto molto, e comprende anche due parchi naturali. Come vi ponete rispetto al tema dell'ambiente? Belletti «Questo è ciò che ci differenzia dalle altre due liste. In questi anni si è costruito in modo eccessivo e soprattutto molto velocemente. Ci sono stati tanti arrivi di cittadini quasi contemporaneamente, e questo ha portato a problemi legati ai servizi: si parlava della scuola, ma non solo. Noi, anche per tutelare l'ambiente, siamo per una pausa di riflessione. E sicuramente per il Psc che dovrà essere approvato sarà importantissima la partecipazione dei cittadini. Dovrà esserci un ampio dibattito pubblico, per evitare di fare errori e per capire dai cittadini come vivono Collecchio e come intendono progettarlo. Bisogna capire cosa siamo diventati. In questi anni si sarebbe potuto fare di più per il residenziale pubblico. Invece si è deciso di puntare su grossi palazzi, che hanno poi portato conseguenze: dai rifiuti ai servizi». Bianchi «Noi il Psc lo faremo, e con lo stile degli ultimi Prg. Collecchio è tra i pochi paesi che attraggono forza lavoro, e il Psc dovrà dare risposta al bisogno di abitazioni. Perchè se parliamo di ambiente, meno facciamo spostare la gente meglio è. Le zone di espansione saranno limitate: fino ad oggi lo sviluppo c'è stato ma equilibrato. Il vecchio Prg, piuttosto che immaginare tanti nuovi quartieri, ha immaginato il recupero dell'esistente, come stalle abbandonate, senza consumare territorio. Il nuovo Psc avrà questo indirizzo: espansione limitata, di qualità, volta alle nuove tecnologie di costruzione nel segno della sostenibilità ambientale: bioarchitettura e risparmio energetico. Per l'ambiente abbiamo anche altre proposte: la raccolta differenziata che parte, l'implementazione degli impianti fotovoltaici negli edifici pubblici, e il progetto "Smart town": sarà cablata tutta la rete di illuminazione pubblica per controllare i lampioni e poi utilizzarla anche per la videosorveglianza. A breve partiremo col distributore di acqua potabile trattata gratuita nel nuovo quartiere Il viale». Tanzi «Nel 2009 si arriverà al nuovo strumento urbanistico e io credo che debba essere l'occasione per imprimere una svolta. Negli ultimi 10 anni abbiamo assistito a un consistente aumento dei cittadini residenti, che è un bene perchè indica che questa realtà è attrattiva. Ma l'aumento si è determinato anche dalla disponibilità di molti nuovi alloggi, e molti saranno ancora a disposizione. Noi immaginiamo il nuovo sviluppo urbanistico di Collecchio più a misura d'uomo. Non vogliamo privilegiare la cubatura a discapito della qualità della vita: a noi i quartieri tipo Collecchio nord non piacciono. Non vogliamo grandi edifici ma quartieri residenziali con tanto verde. Questo è il modo per significare la differenza tra vivere in un grande centro o in uno di medie dimensioni come il nostro. C'è poi bisogno di edilizia convenzionata, perchè gli alloggi sono molto cari, e bisogna andare incontro alle esigenze delle giovani coppie, eventualmente anche proponendo ai proprietari degli sconti Ici per cercare di calmierare i canoni di locazione». Bianchi «C'è già» Tanzi «Se c'è già bisogna fare di più perchè i prezzi sono oggettivamente molto elevati. Rispetto, invece, ai due parchi regionali, nell'ottica di evitare gli enti inutili, noi crediamo che due realtà separate solo da una strada possano unirsi dal punto di vista amministrativo. Coi risparmi si potrebbero liberare risorse per la manutenzione e per l'incentivo alla fruizione». Belletti «Io in più vorrei ottenere la certificazione Emas per il Comune: non ci abbiamo creduto fino in fondo nella passata legislatura, ma con un piccolo sforzo si può raggiungere quanto prima. Penso anche a delle consulte ambientali e a un bilancio annuale dell'ambiente da presentare al Consiglio comunale per fare il punto della situazione». Bianchi «Non ci abbiamo creduto? Abbiamo fatto il passo precedente: la certificazione Iso». Belletti «Sui parchi, già ora i servizi sono unificati E' cosa diversa proporre l'unificazione di due parchi che hanno origine molto diversa, con direzioni tecniche diverse. Attenzione: per risparmiare qualche euro rischiamo di perdere delle specificità» Bianchi «Io sono a favore dell'unificazione amministrativa. E non credo sia peregrina nemmeno l'idea ipotizzata dal codice delle autonomie e che prevederebbbe l'abolizione dei parchi regionali dando le competenze alla Provincia». Come immaginate Collecchio fra dieci anni? Tanzi «Collecchio deve mantenere le sue peculiarità di centro di medie dimensioni con una qualità della vita rispondente a standard sufficientemente elevati, servizi buoni e la possibilità per chi vive e lavora a Collecchio di fruirne senza problemi. Non bisogna rincorrere troppo l'aumento della residenza, individuare uno strumento urbanistico razionale e avere soprattutto una residenza a misura d'uomo. E' fondamentale: non vogliamo replicare Collecchio Nord, e chi lo conosce capisce a cosa mio riferisco». Bianchi «A Collecchio Nord la gente sta bene». Tanzi «Non dico che ci stiano male, ma è la tipologia urbanistica che a me non piace». Bianchi «Sono case per chi non ha 600 mila euro da spendere: per chi ha alta professionalità che però ha un lavoro dipendente. Io l'ho messo nello slogan: Collecchio è un paese di qualità, nei servizi, negli impianti sportivi, nel reddito, nel volontariato. Non vogliamo cambiarlo; vogliamo migliorarlo e perfezionare gli errori inevitabili. Vogliamo dare maggiore qualità. La crescita dovrà essere moderata, equilibrata e di qualità». Belletti «Nel '92, quando sono venuto ad abitare qui, tutti i cittadini accedevano ai servizi. Ora Collecchio purtroppo esclude dai servizi pubblici alcuni cittadini. Mi auguro che fra 10 anni la città del futuro possa riprendere quella strada». Bianchi «Se non ci sono gli insegnanti... » Belletti «L'asilo nido c'è perchè ho fatto l'interrogazione io». Tanzi «Il nido c'è perchè la minoranza ha fatto bene la sua parte. Fosse dipeso da loro...» Bianchi «Lo abbiamo anticipato di un anno». Belletti «Lo avete anticipato perchè ci voleva» Bianchi «Lo avevamo previsto nel piano triennale. Ora mancano gli insegnanti per la materna» Belletti «Questo è importante». Tanzi «Arriveranno» Bianchi «Speriamo. Se no li metteremo noi: non vogliamo che i cittadini vengano penalizzati ». Cosa vorreste far comparire o scomparire da Collecchio? Tanzi «Vorrei far comparire il difensore civico». Belletti «Vorrei far scomparire il palazzone Parmalat». Bianchi «Vorrei far comparire un acquirente per il palazzone Parmalat». Perchè dovrebbero votarvi? Bianchi «Chi può fare meglio di chi ha già portato Collecchio a questi livelli?» Belletti «Perché nel nostro programma abbiamo per punti fondamentali la partecipazione e la solidarietà alle fasce più deboli». Tanzi «Io credo molto nella democrazia dell'alternanza. Noi rappresentiamo un'alternanza seria e credibile per gestire al meglio il futuro di Collecchio». Cosa vorreste far comparire o scomparire dal vostro paese? Belletti «Vorrei fare scomparire il palazzone della Parmalat» Tanzi: «Io vorrei che a Collecchio arrivasse subito il difensore civico» Bianchi: «Vorrei trovare un acquirente per il palazzone della Parmalat» Forum Il candidato Luigi Tanzi; i giornalisti Chiara Cacciani e Paolo M. Amadasi; i candidati Paolo Bianchi e Gianluca Belletti.

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STEFANIA MAROTTI PARTE DALL'IRPINIA UNO SFORZO IMPORTANTE NEL PROGRAMMA DEL PARTITO DEMOCRAT... (sezione: Province)

( da "Mattino, Il (Benevento)" del 28-05-2009)
Pubblicato anche in: (Mattino, Il (Avellino))

Argomenti: Province

STEFANIA MAROTTI Parte dall'Irpinia uno sforzo importante nel programma del Partito Democratico per rilanciare le politiche di sostegno alle famiglie italiane, duramente provate dalla recessione economica e dalla contrazione dei posti di lavoro, causata dalla crisi del mercato globale. È quanto emerso dalla conferenza-stampa di ieri, tenutasi nella sede di via Tagliamento, dove le senatrici Anna Serafini ed Anna Maria Carloni hanno illustrato il programma del partito, alla presenza della candidata alla presidenza della Provincia Alberta De Simone. «Da Avellino - ha dichiarato la senatrice Serafini, responsabile del Pd per le «Politiche della Famiglia» - può arrivare in sede nazionale un contributo importante, per il sostegno delle politiche sociali, fortemente penalizzate dall'attuale Governo e per il rilancio della questione femminile». Le indagini dell'Istat e del Censis hanno posto l'accento sull'impoverimento delle famiglie italiane ed i dati più preoccupanti riguardano proprio il Mezzogiorno. «Nelle regioni meridionali il disagio sociale ha causato fenomeni preoccupanti, come l'evasione scolastica. Noi proponiamo - ha continuato la Serafini - l'introduzione di una legge-quadro sul tema del federalismo fiscale, che dia respiro allo stesso modo alle famiglie del Nord e del Sud, per evitare che il Mezzogiorno sia sempre penalizzato». In particolare, si chiederà al Governo di aumentare del 35% gli assegni familiari per ogni figlio, garantendo anche la gratuità dei libri per gli allievi della scuola dell'obbligo. Inoltre, il Pd proporrà la costituzione di un fondo per i comuni destinato all'assistenza dei diversamente abili e degli anziani non autosufficienti e la costruzione di asili-nidi, per consentire alle madri di conciliare il lavoro con le esigenze dei figli. «La Provincia- ha dichiarato Alberta De Simone - ha una competenza limitata in relazione ai servizi sociali. Ma siamo intervenuti, nonostante le limitazioni, per garantire ad ogni studente degli istituti secondari con gravi problemi di disabilità, un assistente per le lezioni scolastiche». Il nostro territorio, quindi, ha dimostrato una sensibilità sociale, come ha evidenziato il senatore Enzo De Luca nel suo saluto alle ospiti. «Nel Mezzogiorno - ha concluso la senatrice Anna Maria Carloni - non c'è insistenza nel richiedere l'efficienza dei servizi per l'elevato tasso di disoccupazione femminile. Con amarezza, abbiamo dovuto subire l' abolizione, da parte del Governo, di forme di finanziamento alle imprese per l'occupazione femminile. La nostra battaglia riguarderà proprio l'inserimento nel mercato del lavoro delle professionalità femminili, perché il miglioramento delle condizioni di vita delle famiglie dipende anche dalla capacità delle donne di produrre reddito, nonostante persista il divario rispetto ai colleghi maschi, a parità di mansioni».

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Roma Boccia di nuovo l'idea di una mozione di sfiducia contro il governo, ma confer... (sezione: Province)

( da "Gazzettino, Il" del 28-05-2009)

Argomenti: Province

Giovedì 28 Maggio 2009, Roma Boccia di nuovo l'idea di una mozione di sfiducia contro il governo, ma conferma punto per punto le sue critiche a Berlusconi e all'esecutivo: Pier Ferdinando Casini, leader dell'Udc, denuncia anzi che «siamo l'unico Paese dove un partito ha eletto a vita il suo leader, una cosa che non accade neanche in Venezuela con Chavez». Il leader centrista mette in chiaro che personalmente «si rifiuta di parlare di vallette e ragazzine in questa campagna elettorale», ma avverte anche che il problema ormai c'è: «Berlusconi dice che è tutta una montatura? Il problema l'ha posto sua moglie con una lettera a un giornale. E lui - sottolinea Casini - ha fatto diventare questa vicenda ancora più pubblica andando a "Porta a Porta". Sono emerse contraddizioni, è chiaro che i giornali fanno il loro lavoro, "Repubblica" sta incalzando il premier con delle domande, è chiaro che a quel punto sta a lui rispondere o meno. Io gli consiglio di rispondere, perché più non risponde più alimenta questo gossip, che però diventa una questione politica perché lui l'ha fatta diventare questione politica andando in prima serata in tv per rispondere di questi temi». Insomma, per Casini, il Cavaliere «sostanzialmente è sceso sul terreno di far diventare una questione privata, che riguardava delle minori, la moglie, lui, in una questione politica: adesso ne risponde politicamente. Io non faccio speculazioni personali contro Berlusconi, anche perché la situazione è talmente evidente, chi la vuol vedere la vede». Comunque, il leader centrista conferma di non credere alla utilità della mozione di sfiducia che l'Idv vuole presentare contro Berlusconi: anzi, è «una baggianata. Ad una settimana dalle elezioni - spiega Casini - presentare una mozione di sfiducia è solo propaganda. Parliamo piuttosto dei problemi degli italiani. La propaganda di Franceschini da un lato e di Berlusconi dall'altro non ci interessa. Con la propaganda questo Paese va in malora». Ma è soprattutto sul governo che si accentrano le critiche dei centristi: «Berlusconi - attacca dunque Casini - si è inventato che ridurrà a cento i parlamentari, come per l'abolizione delle Province, e il giorno dopo non ha fatto nulla. Ogni campagna elettorale cerca sempre un diversivo per tenere alta la tensione». E ancora: «Di fronte alla crisi, il governo sta semplicemente sperando che passi. Berlusconi, invece di mettere in piedi un piano di infrastrutture per rilanciare l'economia, un giorno parla di Ponte sullo Stretto, un giorno di Abruzzo: ma sono sempre gli stessi soldi finti che girano. E invece bisognerebbe iniettare nell'economia italiana qualcosa di reale e immediato, anche perché i segnali sono devastanti». Casini critica Berlusconi e l'esecutivo anche sull'imigrazione: «Fanno solo demagogia, eccitando gli animi».

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Martina (Pd): dal Broletto ripartire per il territorio (sezione: Province)

( da "Giornale di Brescia" del 29-05-2009)

Argomenti: Province

Edizione: 29/05/2009 testata: Giornale di Brescia sezione:la città Martina (Pd): dal Broletto ripartire per il territorio Il segretario regionale in città per le Provinciali. Il sostegno a Matteo Belloni Il sito web del Pd bresciano, che ospita curricula e programmi «Ripartire dal territorio, dalle esigenze e dai bisogni delle persone e delle comunità, per non trasformare l'imminente appuntamento elettorale del 6 e 7 giugno in un referendum pro o contro Berlusconi». Questo l'argomento più utilizzato mercoledì al gazebo elettorale del Partito democratico in piazza Tebaldo Brusato, dove sono intervenuti il segretario regionale Maurizio Martina, il capogruppo in Loggia Emilio Del Bono, l'europarlamentare Franco Ferrari ed il responsabile cittadino Giorgio De Martin, insieme ad iscritti e militanti, a sostegno della candidatura in Consiglio provinciale di Matteo Belloni, che del Pd è portabandiera nel collegio Brescia 7 (che da Brescia antica e, passando per Porta Venezia, arriva sino a Sant'Eufemia e Caionvico». «Tra gli obiettivi - dice Belloni - che ci stiamo dando in questa campagna elettorale, soprattutto in città, c'è quello di dire alle persone come la Provincia debba finalmente essere un ente efficiente, capace di dare risposte concrete sui temi della crisi economica, del lavoro, dello sviluppo e della tutela del territorio». E sul futuro delle Province, Belloni sottolinea come «se da un lato la discussione sull'abolizione delle Province, cavallo di battaglia del centrodestra sino a qualche mese fa, si è arenata a causa della contrarietà della Lega, dall'altro noi pensiamo di esprimere un'idea di Provincia come di un ente utile, che prova ad adempiere fino in fondo ai suoi compiti. Anche nel Bresciano la crisi morde. L'amministrazione provinciale deve essere capace di divenire il punto d'incontro tra interessi e aspettative delle parti vive della società, del lavoro e dell'impresa, dando una mano ad indicare una via d'uscita da questa situazione». Il segretario regionale Maurizio Martina ha voluto ribadire «il massimo sostegno a Matteo Belloni: è una delle persone più interessanti e capaci, che rappresentano il volto nuovo, non convenzionale, della nostra proposta politica. E sta dentro una realtà che qui a Brescia ci ha visti indicare la candidatura alla presidenza di Diego Peli attraverso lo strumento delle primarie, chiamando i cittadini a scegliere direttamente. «Se fossi un cittadino bresciano, mi preoccuperebbe non poco sapere che, oltre al sindaco, anche il candidato presidente della provincia Molgora possa pensare di starsene a Roma almeno metà settimana. Insomma, proprio chi sostiene il proprio legame con il territorio sceglie i propri candidati a Roma o ad Arcore». Emilio Del Bono si è chiesto «come abbia fatto l'amministrazione provinciale ad avere un debito di 500 milioni di euro, e come poi l'assessore leghista Minini sia riuscito a spendere 120mila euro per un viaggio a Siviglia». Anche il parlamentare europeo Franco Ferrari, ricandidato per Strasburgo non ha voluto mancare di esprimere il proprio sostegno a Belloni «tra i giovani uno degli elementi più validi». È stato attivato infine il sito www.matteobelloni.it, piazza virtuale della campagna elettorale in questo collegio della zona centro-orientale della città.

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(sezione: Province)

( da "Giorno, Il (Lodi)" del 29-05-2009)

Argomenti: Province

LODI pag. 5 «Le Province? Da eliminare» Nando Mascherpa: «Costi elevati e pochi poteri reali» IL LEADER DEI RIFORMISTI DSECISO Nando Mascherpa, candidato alla Provincia per i Moderati Riformisti, vuole chiudere l'ente di GUIDO BANDERA LODI NANDO MASCHERPA, leader dei Moderati Riformisti, ci riprova. Dopo l'esperienza del 2004 torna a correre per la provincia. Ma lo fa con un solo obiettivo: chiudere bottega. Le province per lui vanno abolite. Tutte. E lo ha ripetuto costantemente durante il dibattito fra candidati di mercoledì sera. La sua è una storia politica tutta vissuta nello stesso filone. Nella Dc fino al 1980, ha lasciato la politica negli anni in cui «non potevo rappresentare una politica che non coincideva più con le mie idee». Ha ripreso l'attività sull'ondata referendaria degli Anni Novanta ed è stato anche molto legato all'esperienza di Mario Segni. Perché votare i Moderati Riformisti? «La mia richiesta di voto coincide con la richiesta di abolire la Provincia. È un ente inutile, che ha pochissime competenze e una struttura pesante, burocratica, che porta via in media il 73 per cento del bilancio solo per il suo mantenimento. Il costo, in Italia, è di 15 miliardi all'anno, abolirle mantenendo vivi i servizi ai cittadini, comporterebbe un calo del costo fino a un quarto dell'attuale. Strade e edilizia scolastica, come gli altri servizi potrebbero essere in realtà gestite meglio da Regione e Comuni. Le Province non possono, nel concreto, fare nulla. Ho visto sindaci scendere in piazza e bloccare un cantiere, non ho mai visto farlo a un presidente di Provincia». Se è così, perché allora ha scelto di candidarsi? «Tutti partiti, da decenni, affermano di volerle abolire, poi quando si rinnovano le province le proposte spariscono. Io lo dico chiaramente: chi mi vota vuole abolirle. E credo che ci sia un'autorevolezza diversa nel lavorare all'abolizione delle Province, dall'interno». Image: 20090529/foto/3149.jpg

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In lui c'è una specie di attitudine da rivoluzionario permanente (sezione: Province)

( da "Riformista, Il" del 29-05-2009)

Argomenti: Province

In lui c'è una specie di attitudine da rivoluzionario permanente In lui c'è una specie di attitudine da rivoluzionario permanente. E infatti "Rivoluzione in corso" si intitola il suo libro diaristico sull'esperienza ministeriale, appena pubblicato con Mondadori. Ieri intervistato sul canale Youtube di Klaus Davi, "Klauscondicio", ha messo insieme un'altra serie di proponimenti: vuole cambiare il concetto di pubblica sicurezza, togliendo alle forze dell'ordine i compiti burocratici come l'emissione di passaporti, vuole imporre ai dipendenti pubblici la giacca e la cravatta anche di venerdì («Quando si è un'azienda pubblica e si ha a che fare con il pubblico, si hanno doveri maggiori rispetto al privato»), vuole pubblicare il conto economico delle singole trasmissioni Rai, i compensi dei consulenti Rai (considera gli opinionisti tv insopportabili) e infine privatizzarla. Ha fatto anche una infelicissima battuta sui «poliziotti panzoni» (Brunetta dixit) che dovrebbero andare in giro per le strade invece che stare seduti alla scrivania: poi si è scusato, dicendo che scherzava, ma è una battuta che un uomo di governo non dovrebbe fare, lui soprattutto, essendosi giustamente seccato tempo fa con Massimo D'Alema per una altrettanto infelice battuta ai suoi danni. A parte questa gag malriuscita, alcune delle idee del ministro della Funzione pubblica sono interessanti: imponga il rispetto della funzione anche formale della pubblica amministrazione, stabilisca dei veri ed efficaci criteri premiali per i dipendenti pubblici, imponga la pubblicità del conto economico delle singole trasmissioni e proponga di privatizzare la Rai. È un ministro della Repubblica, è molto popolare, minacci le dimissioni come ha già fatto, e dimostri che è possibile contribuire a fare le riforme, tanto più quando si fa parte di un esecutivo che può contare sul consenso popolare e su una sostanziosa maggioranza parlamentare. Del resto, questo dovrebbe fare in generale un governo. La rivoluzione permanente di Brunetta ha molti punti in comune con quella praticata da Silvio Berlusconi. Sono quindici anni - e quattro governi da lui presieduti - che si parla di separazione delle carriere dei magistrati, di riformare il Parlamento e di rivedere i poteri della presidenza del Consiglio, di semplificazione del sistema fiscale e di abolizione le Province. Sono tutte riforme possibili, molte ragionevoli, alcune auspicabili. Basta farle. Dopo quindici anni dall'inizio della Seconda Repubblica c'è una sola vera riforma strutturale che è stata fatta nel nostro Paese, peraltro condivisa in fasi successive da governi di centrosinistra e di centrodestra. È stata la riforma del mercato del lavoro. E non è stata fatta - in nessuna delle sue parti - con un meccanismo di annunci. È costata fatica e lutti. Il presidente del Consiglio ha detto la scorsa settimana che viviamo in un Paese dove è più facile fare le rivoluzioni che fare le riforme. La cosa peggiore, però, sarebbe fermarsi a mezza strada, rinunciare alle riforme e mimare le rivoluzioni, lasciare tutto a macerare nell'eternità delle pubbliche assemblee e dei talk show. Marco Ferrante 29/05/2009

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Sostenere le Pmi per battere la crisi Da Confesercenti nuovo appello (sezione: Province)

( da "Finanza e Mercati" del 29-05-2009)

Argomenti: Province

Sostenere le Pmi per battere la crisi Da Confesercenti nuovo appello da Finanza&Mercati del 29-05-2009 Un bonus fiscale per le piccole e medie imprese che non riducono gli occupati e uno sgravio aggiuntivo a chi aumenta i posti di lavoro. Lo chiede il presidente di Confesercenti, Marco Venturi, intervenendo all'assemblea dell'associazione all'Auditorium di Roma. Venturi ha sottolineato anche la necessità di non considerare la crisi come «fatto ineluttabile» e di considerare il mondo delle Pmi come una realtà che, se sostenuta, può contribuire efficacemente a superare le attuali difficoltà. «È importante - ha detto - che ci sia una sempre più forte convergenza fra le associazioni delle Pmi. Dopo la prima iniziativa del Capranica vogliamo ripeterci, con grandi obiettivi: più unità e più ambizione devono caratterizzare la nuova fase dell'azione comune». Un tema fortemente sentito dalle Pmi per il presidente è la questione del credito, tema su quale è fondamentale un'iniziativa costante del governo: «L'erogazione del credito è fondamentale - ha spiegato - così come lo è l'attenzione verso le Pmi che con la crisi sono più esposte all'azione predatoria degli usurai. Le difficoltà inoltre hanno appesantito la questione fiscale e le Pmi ne pagano il prezzo più alto: hanno sempre sofferto per la morsa burocratica e fiscale ma oggi, bassa crescita, sottocapitalizzazione e tasse rischiano di stritolarle». Venturi ha chiesto che si agisca con efficacia, tagliando gli sprechi della spesa pubblica per «portare in tre anni il peso del fisco sotto il 40 per cento». Per questi motivi Confesercenti ha chiesto un impegno ad alleggerire gli studi di settore avanzando al tempo stesso alcune proposte fra le quali «la deducibilità totale dell'Irap e la rateizzazione delle imposte dovute in dodici mensilità senza aggravio di interessi». Per Venturi, inoltre, è centrale il sostegno alle piccole imprese che non tagliano posti di lavoro ma, anzi , assumono: «Diamo un bonus fiscale alle Pmi che non riducono gli occupati - ha detto - e riconosciamo uno sgravio aggiuntivo a chi aumenta i posti di lavoro». La Confesercenti ha richiamato anche l'attenzione su quel grande patrimonio di piccoli esercizi commerciali che svolgono un ruolo essenziale nei centri abitati ma che vanno sostenuti anche per la valenza sociale che interpretano rispetto alle famiglie e ai ceti sociali più deboli: «Contro i rischi di desertificazione - ha continuato il presidente della confederazione - occorre un piano straordinario per il sostegno alle attività commerciali di vicinato. Due miliardi di euro in un triennio per innovazione, tutoraggio, credito agevolato, progetti di filiera, sostegno all'occupazione e l'avvio di nuove imprese». Altro tema fondamentale è quello di ridurre sprechi ed inefficienze che pesano sul Paese e in particolare sulle Pmi: «Chiediamo di disboscare tutto - ha sostenuto Venturi alla fine della sua relazione - a partire dall'abolizione delle Province per arrivare all'accorpamento dei Comuni più piccoli. Stato leggero e più efficiente, comuni vocati ai servizi essenziali, regioni più autonome e più snelle rappresentano necessità che devono intrecciarsi con il mercato, al quale va affidata buona parte dei servizi pubblici».

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L'abolizione delle Province? Partita chiusa, ora riforma (sezione: Province)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 29-05-2009)

Argomenti: Province

Il Sole-24 Ore sezione: NORME E TRIBUTI data: 2009-05-29 - pag: 31 autore: Enti locali. Melilli (Upi) presenta gli interventi anti-crisi L'abolizione delle Province? «Partita chiusa, ora riforma» Giorgio Santilli ROMA Per le province la partita della loro abolizione è chiusa. L'atto«conclusivo»,per il presidente dell'Upi, Fabio Melilli, è arrivato da Giulio Tremonti quando, mercoledì scorso a «Porta a Porta», ha detto che l'abolizione porterebbe risparmi di 200- 300 milioni e non di alcuni miliardi. Un «elemento di verità» destinato a chiudere «la sceneggiata» e ad archiviare la possibilità, remota, di una modifica alla Costituzione. Melilli ha lanciato ieri il tentativo di contropiede con la presentazione di uno studio Censis sugli interventi provinciali avviati per contrastare la crisi economica. I primi risultati su nove province (Ancona, Asti, Genova, Mantova, Palermo, Roma, Treviso, Varese e Viterbo, nessuna impegnata nella campagna elettorale). Tra le attività, la mediazione fra Inps e banche per anticipare la cassa integrazione, il sostegno ai lavoratori licenziati, il sostegno per il credito alle imprese mediante creazione di fondi per garanzie, riduzione tassi e rinegoziazione dei prestiti. Svolgono un ruolo anticiclico anche la formazione e gli investimenti pubblici su cui pesa, però, il patto di stabilità. Nelle nove province, a fronte di 466 milioni di investimenti deliberati, sarà possibile pagarne solo per 298 milioni. «Le Province sono state le prime a reagire alla crisi e hanno condiviso l'intervento con gli attori sociali sul territorio », ha spiegato il presidente del Censis, Giuseppe De Rita. Sullo sfondo resta il dibattito su numero e ruolo delle Province. «Se vogliamo evitare polemiche strumentali, dobbiamo lanciare noi proposte capaci di imporsi, dopo le elezioni di giugno, nella discussione sull'attuazione del federalismo », dice Maria Teresa Armosino, ex sottosegretario all'Economia e ora presidente della Provincia di Asti. Tra le proposte priorità al codice delle autonomie, disponibilità a rivedere le circoscrizioni provinciali (al fine di ridurre le 110 attuali), eliminazione drastica di tutti gli enti e gli organismi intermedi fra Province e Comuni e fra Province e Regioni. Nel mirino 63 bacini imbriferi montani, 191 consorzi di bonifica, 1.099 enti parco e aree protette, 91 Ato (ambiti territoriali ottimali) per l'acqua e altri 31 per i rifiuti, 290 unioni di Comuni, 356 Comunità montane, 600 enti strumentali regionali. Per non parlare dei microcomuni. «Nella mia provincia - dice Armosino- 42 comuni su 118 hanno meno di 500 abitanti ». Il Sole 24 Ore ha messo on line un sondaggio. L'86%delle risposte è favorevole all'abolizione delle Province, solo il 15% ha sentito parlare di misure delle Province contro la crisi economia e solo il 19% incontra la Provincia nel quotidiano. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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i parlamentini sono una palestra per i giovani (sezione: Province)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 29-05-2009)

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Pagina 4 - Gorizia «I parlamentini sono una palestra per i giovani» La polemica Una palestra per i giovani, oltre che un osservatorio privilegiato per conoscere le problematiche della comunità. Così i consiglieri circoscrizionali del Pd Luca Corolli e Carlo Andrea Rojic motivano la loro opposizione alla decisione di abolire i consigli circoscrizionali, che dovrebbero giungere a una fine naturale al termine dell'attuale mandato. «Riteniamo una vergogna l'atteggiamento che le amministrazioni di centro-destra comunali e regionali tengono a riguardo dell'abolizione delle circoscrizioni e di altri enti, da loro ritenuti inutili, ma che in realtà non lo sono, soprattutto per i giovani che un giorno entreranno e prenderanno in mano la situazione amministrativa e politica della città, della provincia e della regione. Nelle circoscrizioni essi possono fare esperienza e possono aiutare a migliorare la situazione dei luoghi dove risiedono», esordiscono i due consiglieri, ammettendo che è stata la Finanziaria 2007 del governo Prodi a decidere l'abolizione, ma auspicando che in Friuli Venezia Giulia siano mantenute. Proseguono infatti: «In una regione come la nostra le circoscrizioni hanno un ruolo molto importante, non solo amministrativo, ma anche culturale, vista l'eterogeneità della composizione di comuni come quello di Gorizia. L'abolizione colpirebbe le tradizioni locali, per le quali i consigli di quartiere si adoperano». Corolli e Rojic ipotizzano che le amministrazioni ritengano un disturbo i parlamentini: «Tramite i consigli di quartiere la gente ha più facile accesso all'amministrazione: può contattare i consiglieri, presenti e sparsi sul territorio, favorendo così una migliore gestione del Comune. I consigli di quartiere forse danno fastidio perché fanno emergere i reali problemi e ciò non va bene a chi sta al potere e li vede come un peso, come in ambito goriziano la giunta di centro-destra guidata da Ettore Romoli sta facendo. Il nostro sindaco, così come il presidente della Regione Tondo, riducano i propri stipendi invece di abolire i quartieri, i cui consiglieri percepiscono meno di 14 euro netti a seduta e che siamo certi sarebbero disposti a rinunciare al compenso pur di poter continuare a svolgere il proprio servizio. Questi "enormi sprechi" sono facilmente riducibili e le amministrazioni lo sanno, ma la reale volontà è di eliminare degli organi scomodi, in quanto capaci di arrivare alla radice dei problemi». (f.s.)

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Cota: (sezione: Province)

( da "Corriere.it" del 29-05-2009)

Argomenti: Province

ROBERTO COTA DELLA LEGA INCONTRA I LETTORI DI CORRIERE.IT «La Lega non entrerà mai nel Pdl» Il capogruppo leghista alla Camera: «Siamo contrari all'ingresso della Turchia in Europa». Su Berlusconi: «La gente è stufa di gossip, bisogna parlare di problemi veri» MILANO - I lettori di Corriere.it hanno incontrato in videochat l'onorevole Roberto Cota, presidente dei deputati della Lega nord. Molte le domande giunte, dal Federalismo fiscale al Pacchetto sicurezza, passando per il ruolo di Malpensa e le polemiche sul presidente del Consiglio Berlusconi di questi giorni. La Lega nord non entrerà «mai nel Pdl», è stata l'affermazione di Cota, interpellato da uno dei lettori del sito sulle possibili conseguenze del referendum elettorale di giugno. «La lega - precisa - si è sempre presentata con il proprio simbolo, abbiamo la nostra identità». Sui rapporti con il Pdl, Cota osserva: «Siamo alleati affidabili, esprimiamo una classe dirigente di governo e in più: la dialettica costruttiva è fondamentale, altrimenti ci sarebbe omologazione. In ogni caso», ha specificato il parlamentare leghista, «il referendum non raggiungerà il quorum e approfitto di questa occasione per invitare la gente a fare altro il 21 giugno, perché questo referendum è una truffa». Uno dei primi argomenti toccati durante la videochat è stato il ruolo dell'aeroporto di Malpensa. Diversi lettori hanno chiesto a Roberto Cota se è stato abbandonato anche dalla Lega? «Assolutamente no, anzi pensiamo che Malpensa sia strategica e necessaria per lo sviluppo del nord». La via per risollevare l'aeroporto milanese, ha proseguito, è «la liberalizzazione delle rotte e l'individuazione di nuovi vettori». Insomma, chiude sul punto Cota, «Alitalia è il passato, dobbiamo pensare al futuro e abbandonare il passato». Sugli enti locali, Cota è stato molto chiaro. «Siamo contrari all'abolizione delle Province, se ci sono province inutili, si può pensare di fare accorpamenti ma l'istituzione è utile e necessaria. Servono per un 'azione di coordinamento tra i comuni, ne è esempio è la "Provincia Granda" di Cuneo». E poi l'onorevole della Lega ha proseguito, spiegando come «gli sprechi non sono nelle Province, sono altri e allora iniziamo a combattere quelli veri con il federalismo fiscale». Inevitabile una serie di domande sulle polemiche di questi giorni sul premier Berlusconi. «Chi è Franceschini per giudicare Berlusconi come padre. Non si può permettere». Così il capogruppo della Lega alla Camera, che osserva come le ultime parole del segretario Pd su Berlusconi sono state anche «molto criticate dai suoi». Insomma, siamo di fronte a «uno scadimento della politica: l'opposizione e in particolare il Pd invece di entrare nel merito si è buttato sul gossip». Il che per il leghista crea una «maggiore distanza della sinistra con la gente che vuole risposta a problemi concreti». E sugli attacchi del premier alla magistratura? «Le polemiche sul funzionamento della giustizia sono vecchie ormai di 15 anni. Le riforme sono necessarie poiché la giustizia è al servizio della gente. La giustizia deve rispondere ai bisogni dei cittadini in tempo reale e quindi è giusto che essi possano controllare come funziona: per questo motivo ci vogliono dei meccanismi elettivi». La Lega è «assolutamente contraria» all'ingresso della Turchia in Europa. Lo ha ribadito l'onorevole Roberto Cota alle doande dei lettori sull'argomento. «Noi non condividiamo la posizione di Berlusconi in questo senso e infatti la Lega è un partito a sé, non siamo nel Pdl». La contrarietà del Carroccio è dovuta, spiega poi Cota, a motivazioni culturali («Temiamo una rapida islamizzazione») ed economiche («Il loro sistema economico è troppo diverso dal nostro, potrebbero fare concorrenza sleale»). Sull'Unione Europea, il parlamentare ha spiegato che la Lega «vuole un'Europa più democratica, dove le decisioni possono essere sindacate attraverso referendum all'interno dei vari Paesi. Non possiamo inoltre pensare che la gestione dell'immigrazione sia una questione lasciata interamente a noi». stampa |

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Amministrative, Lucchi (Pri) favorevole alla riforma degli Enti locali (sezione: Province)

( da "Sestopotere.com" del 29-05-2009)

Argomenti: Province

Amministrative, Lucchi (Pri) favorevole alla riforma degli Enti locali (29/5/2009 17:01) | (Sesto Potere) - Cesenatico - 29 maggio 2009 - Uno dei punti chiave del programma elettorale del PRI di Cesenatico per le elezioni provinciali del 6 e 7 giugno è la riforma degli Enti locali. Giovanni Lucchi (candidato alla Presidenza della Provincia) e la sua squadra – Stefano Frisoni e Alessandro Zennaro, canditati consiglieri – hanno le idee molto chiare. “è necessario che la Provincia si concentri sui punti salienti del suo ruolo amministrativo, in attesa di una grande riforma degli Enti locali che ne preveda l’abolizione, della quale il PRI è favorevole”, dicono all’unanimità Lucchi, Zennaro e Frisoni. “Non è pensabile, pertanto, che siano mantenute in essere società a capitale pubblico/privato che abbiano perso la loro funzione di motore del territorio e che oggi non sono altro che consigli di amministrazione, senza più la percezione vera dei bisogni dei cittadini”. Il dito dei Repubblicani viene puntato in particolare verso HERA: “La Provincia può giocare un ruolo importante sui servizi ai cittadini – ribadiscono Lucchi, Frisoni e Zennaro – quali, ad esempio, acqua e nettezza urbana. Non è accettabile che HERA Spa (a capitale pubblico) agisca, essendo quotata in Borsa, esclusivamente per il profitto. Dobbiamo far sì che nei servizi fondamentali per i nostri cittadini sia preminente l’interesse pubblico”. La soluzione al problema, secondo il PRI, è che “o HERA torna a svolgere la sua funzione nell’interesse dei cittadini, oppure è necessario vendere la società e far sì che i servizi siano appaltati al miglior offerente”. Giovanni Lucchi, consigliere uscente, è candidato alla presidenza della Provincia di Forlì-Cesena, mentre Alessandro Zennaro è candidato a consigliere provinciale nel forese e Stefano Frisoni è candidato a Cesenatico centro. Il loro motto è: “Più idee, meno burocrazia: la politica dei fatti”.

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patto per l'ambiente. sono 44 i candidati che hanno aderito al patto per l'ambiente ... (sezione: Province)

( da "Mattino di Padova, Il" del 30-05-2009)

Argomenti: Province

Pagina 18 - Cronaca PATTO PER L'AMBIENTE. Sono 44 i candidati che hanno aderito al patto per l'ambiente ... PATTO PER L'AMBIENTE. Sono 44 i candidati che hanno aderito al patto per l'ambiente di Legambiente: sono tre candidati sindaco, trenta in lista per il consiglio comunale, tre per la Provincia e nove per i quartieri. L'elenco completo dei firmatari è disponibile sul sito dell'associazione: www.legambientepadova.it ANTI-CACCIA ALLE EUROPEE. E' candidato come indipendente nell'Idv per le Europee Andrea Zanoni, presidente regionale della Lega per l'abolizione della caccia: oggi alle 20.45 organizza un incontro pubblico nelll'ex fornace Carotta di via Siracusa. FESTA AL COVO. Questa sera alle 21 grande festa al «covo» di Carlo Covi, candidato sindaco dell'Intesa Veneta ai giardini Appiani: ci saranno anche Tiziano De Checchi e Katiuscia Righetto, candidati sindaci a Ponte San Nicolò e Piove di Sacco.

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Cacciatori e agricoltori unitinella task force anti-cinghiali (sezione: Province)

( da "Secolo XIX, Il" del 30-05-2009)

Argomenti: Province

Cacciatori e agricoltori unitinella task force anti-cinghiali follo UNA COMMISSIONE paritetica formata da cacciatori e agricoltori per prevenire i danni provocati dai cinghiali. E' quanto è emerso nell'assemblea organizzata dal Comune di Follo e dall'ambito territoriale di caccia spezzino presso la sala polivalente di Piana Battolla alla presenza di circa una settantina tra cacciatori e contadini del luogo. Il progetto, presentato dalla dottoressa Eleonora Landini della sezione faunistica della Polizia Provinciale e da Francesca Cecchini, agronoma dell'ambito territoriale caccia, avrà il compito di limitare i danni dei cinghiali attraverso un'attività costante di monitoraggio e "abbattimento controllato" nelle zone a rischio, ovvero quelle più vicine ai campi agricoli e ai centri abitati sempre più presi di mira dagli ungulati alla ricerca di cibo. «Siamo di fronte ad un'emergenza - ha affermato durante l'assemblea Mario Bonanini, rappresentante dell'Atc spezzino - e dobbiamo trovare una soluzione in tempi brevi. Il piano di controllo può essere la risposta al problema, ma è necessaria l'unità di intenti per poter intervenire in maniera adeguata sul territorio». Un'assemblea in cui non sono mancati però i momenti di tensione, con cacciatori e agricoltori uniti nel coro di protesta contro le tecniche di foraggiamento degli ungulati e i mancati risarcimenti per i danni alle coltivazioni. Alcune zone molto vicine ai centri abitati e ai campi agricoli sarebbero brumeggiate con granoturco, con il cibo che spinge i cinghiali a concentrarsi in quella zona provocando ingenti danni alle colture. «Il foraggiamento è stato definitivamente vietato dall'ambito territoriale - ha tagliato corto Bonanini - e chi verrà sorpreso a brumeggiare sarà sanzionato con una multa da trecento euro. Quest'anno l'obiettivo della stagione venatoria sarà di quattromilacinquecento cinghiali, mille in più rispetto all'anno scorso». «Il mondo venatorio e quello contadino devono trovare un punto d'incontro - ha ribadito il segretario provinciale di Arci Caccia, Enzo Mazzi - e si deve rinsaldare l'antico rapporto di collaborazione tra cacciatore e agricoltore. Solo uniti si può porre rimedio al problema». Soddisfatto per l'esito della riunione anche il Sindaco di Follo, Giovanni Battolla: «L'abolizione del foraggiamento è già un primo passo - spiega il primo cittadino, che già lo scorso settembre aveva scritto una lettera di protesta alla Provincia - ma ora serve l'apporto di tutti per garantire i diritti di chi coltiva e di chi pratica con passione l'hobby della caccia». MATTEO MARCELLO .x/30/0905 Sarà costituita una commissione paritetica con il compito di prevenire i danni causati dagli ungulati .x/30/0905

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"destra senza politica lanciamo le nostre idee" - pietro jozzelli (sezione: Province)

( da "Repubblica, La" del 30-05-2009)

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Pagina VII - Firenze Come i salmoni Al palo Il presidente della Regione accusa Berlusconi di essere l´ultimo intriso di ideologia e chiede al Pd di avanzare le sue politiche alternative "Destra senza politica lanciamo le nostre idee" Basta col pensiero unico, dobbiamo andare controcorrente, come fanno i salmoni lungo i fiumi Rispetto l´ostruzionismo ma dietro che c´è? Nessuna idea politica per questo sono al palo La Lega ha più carica PIETRO JOZZELLI (segue dalla prima di cronaca) Presidente, lei teme una affermazione della Lega alle amministrative di domenica? «Guardo quello che accade a Prato: c´è una crisi da risolvere, una crisi difficile per le istituzioni e le categorie economiche; c´è una convivenza difficile con i cinesi. Sono elementi in cui la Lega tenta di affondare le mani. Ma vedo anche che il candidato sindaco del Pd, Massimo Carlesi e tutta la coalizione stanno tenendo bene e recuperano consenso. Il Pdl voleva fare il botto con la candidatura di Roberto Cenni ma mi sembra che non sfondi, volevano lanciare un candidato della società aperta , ma la lista si chiama Berlusconi per Prato, è piena di tutti i vertici della destra cittadina. Ci manca adesso Berlusconi per Montemurlo e siamo al completo». Berlusconi l´ha attaccata frontalmente per la legge in discussione sull´immigrazione. Che ne pensa? «Penso che siamo ad un punto serio dell´aggravamento della deriva populista e di nuove forme di autoritarismo. Noi dobbiamo uscire da atteggiamenti esitanti e difensivi, non dobbiamo più traccheggiare, dirci che c´è sempre un´elezione a cui guardare. Noi dobbiamo essere controcorrente, come i salmoni che risalgono il fiume. Se non lanciamo un progetto politico alternativo, se ci accodiamo al pensiero unico perdiamo. La nostra legge sull´immigrazione non è contro quella del governo, è la nostra. Da due anni ci lavoriamo. Lo stesso vale per la legge sulla casa, lo stesso per l´abolizione a fine anno delle liste di attesa per gli anziani non autosufficienti che chiedono l´ingresso nelle residenze sanitarie assistite. Questa è la nostra politica». Eppure anche a sinistra qualcuno (l´assessore Rossi) ha parlato della necessità di fare un po´ meno i "fighetti" e tornare a fare scelte politiche consistenti, visibili, chiare. «Sì, in taluni gruppi dirigenti mi sembra si sia un po´ troppo in sintonia con l´onda che attraversa il paese. Noi dobbiamo lanciarne un´altra. Insomma, meno cene e più decisioni. Poter dire che entro l´anno migliaia di anziani potranno accedere alle strutture pubbliche è un fatto politico importante. Siamo l´unico regione che ha messo in piedi una task force permanente che segue l´evoluzione della crisi nei vari comparti merceologici. Beh, interessa molto al governo nazionale». Ma mandare in aula la legge sull´immigrazione alla vigilia del voto non le sembra azzardato? « Ci siamo interrogati, certo. Ma abbiamo deciso di procedere. Primo, perché è l´ora di finirla con quella sorta di tagliola ricorrente che sono le elezioni: siccome si vota, allora si deve parlare d´altro. No. Secondo, non credo che la legge produrrà effetti elettorali di grande segno, positivi o negativi che siano. Infine, è da mesi che ne parliamo e quando sta accadendo in consiglio rivela che la destra non ha una politica». Vuol dire che stigmatizza l´ostruzionismo, i cento emendamenti, i ritardi... «No. Ho avuto, ho e avrò sempre rispetto per l´ostruzionismo in assemblea. Fa parte a pieno titolo delle regole democratiche. Dico però all´opposizione: a un certo punto, fatto salvo il diritto della minoranza di tentare di cambiare una legge, c´è anche il diritto della maggioranza di decidere. L´ostruzionismo è legittimo, ma rivela che la destra non ha una proposta politica, usa solo strumenti di rallentamento di una decisione. E´ da mesi che la legge è in commissione e il Pdl non ha mai voluto discuterne nel merito. Dicono, come dicono Berlusconi e Maroni, è incostituzionale e va bloccata. Ma sui punti? Tacciono. Noi faremo la legge, il governo ha il potere di impugnarla davanti alla Corte, questa si esprimerà. Ma le forze di centrodestra agiscono limitandosi a seguire la linea Berlusconi-Maroni senza alcuna relazione con le specificità della nostra storia e della nostra cultura». Presidente, domenica si vota a Firenze e alcuni candidati, anche del Pd, parlano di difficile rapporto Firenze-Regione, della necessità di avviare relazioni su nuove basi. Lei ha un messaggio per il prossimo inquilino di Palazzo Vecchio? « Sì, per governare meglio Firenze bisogna guardarla molto fuori dalle mura. Vede, la Regione farebbe poco senza il coinvolgimento dei Comuni, altrettanto vale per i Comuni che non pensano alla Regione. Firenze è la capitale e in quanto tale deve assumersene anche tutti gli oneri: non si governa solo da Palazzo Vecchio. Le scelte da fare, casa, rifiuti, infrastrutture, non permettono più di poter agire da soli. Renzi è stato negli ultimi anni il presidente della Provincia: sa cos´è l´interconnessione. Adesso che in tutto il paese e anche in questa regione abbiamo a che fare con nuove criticità, le triangolazioni istituzionali sono indispensabili».

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Con Federica Ferracin si pagheranno meno tasse (sezione: Province)

( da "Resto del Carlino, Il (Rovigo)" del 30-05-2009)

Argomenti: Province

BADIA E LENDINARA pag. 12 Con Federica Ferracin si pagheranno meno tasse SAN BELLINO LA CANDIDATA DI CRESCERE INSIEME SI PRESENTA FEDERICA FERRACIN e la sua lista "Crescere insieme" si è presentata alla gente di San Bellino. Federica è san bellinese di nascita e vorrebbe continuare non solo a vivere nel paese dei suoi nonni ma ha l'ambizione di poter concorrere a cambiarlo «a renderlo più vivo, a farlo crescere» pur consapevole che le risorse sono poche. Federica Ferracin con i ragazzi della sua squadra, ha però le idee chiare e pone al primo punto sull'abolizione dell'addizionale comunale. Per dimostrare che le sue non sono parole di circostanza spiega anche come con maggior oculatezza nell'utilizzo delle risorse e tagliando alcune spese sia possibile non far pagare questa tassa. Un altro dei punti forti della candidata polesana più giovane alla carica di sindaco è la ricerca del coinvolgimento del paese nelle scelte e di renderlo vivo a partire dalla biblioteca comunale, oggi sempre chiusa e non frequentata, così come devono essere accessibili gli impianti sportivi. Alla serata di presentazione c'erano il candidato alla presidenza della provincia, Antonello Contiero, e l'assessore regionale Isi Coppola. c.g.

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di CARLO SESTINI (sezione: Province)

( da "Nazione, La (Grosseto)" del 30-05-2009)

Argomenti: Province

CRONACA GROSSETO pag. 7 di CARLO SESTINI «ALTRO che sfratto! Antichi ... di CARLO SESTINI «ALTRO che sfratto! Antichi lo è già stato in quanto dichiarato decaduto in contumacia dalla sua stessa maggioranza, quando nel 2005 ha abbandonato la città per dare sfogo alle ambizioni personali». Così il Pd e il suo gruppo consiliare al Comune di Grosseto ha risposto al Popolo della Libertà che aveva avvisato di sfratto il sindaco Bonifazi e la sua amministrazione. «Lanceremo una contro campagna perché con questo atto scomposto ha commentato il segretario provinciale del Pd, Marzio Scheggi il centrodestra ha dimostrato la mancanza di un progetto e che tra cose dette e non dette, da parte di Antichi, non c'è una proposta per il territorio della provincia di Grosseto. Forse nemmeno lui ci crede, visto e considerato che nel suo programma si sostiene l'abolizione delle province. Noi crediamo invece ha proseguito in questa istituzione mettendo in campo persone impegnate e competenti per governare e non candidature solo per prendere voti». Scheggi ha ricordato come lo stesso Antichi brilli per assenze sia nell'assise comunale che in quella regionale. Il contro volantino è stato invece spiegato dal capogruppo del Pd, Valerio Pizzuti. «Vi abbiamo scritto ciò che ha fatto questa amministrazione. Stiamo realizzando il nostro programma, preferendo il beneficio di tutti all'interesse di pochi. Abbiamo costruito un connettivo che fugge dai personalismi, una politica inclusiva non di facciata, fatta di azioni e di sostanza». Secondo il consigliere Walter Lunardi e il presidente del Consiglio, Giovanna Stellini in realtà questo disegno di attacco al Comune, smarcando l'amministrazione provinciale, da un lato testimonia la bontà del decennio Scheggi, peraltro confermata anche dallo stesso Antichi, mentre dall'altro palesa il vero obiettivo del centro Destra; la conquista del comune di Grosseto. Il tema è poi scivolato sulle polemiche del Cie e sull'aeroporto Baccarini. «Le dichiarazioni di Mantovano sui Cie hanno detto gli esponenti del Pd sono rese a titolo personale e non impegnano il governo. Quindi Grosseto e Campi Bisenzio sono ancora i luoghi prescelti. Sull'aeroporto Baccarini si sono finalmente scoperte le carte». All'incontro erano presenti anche i consiglieri Panfi e Sensi.

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(sezione: Province)

( da "Eco di Bergamo, L'" del 30-05-2009)

Argomenti: Province

«Un assessorato per il Moscato» --> Pdl e Lega: valorizzare il nostro territorio. La sicurezza cardine del programma Sabato 30 Maggio 2009 PROVINCIA, pagina 27 e-mail print Vigneti nella zona di produzione del Moscato di Scanzo SCANZOROSCIATEInsieme per contrastare «quindici anni di centrosinistra mascherati da lista civica», e tentare di vincere le prossime elezioni amministrative offrendo a Scanzorosciate «un programma propositivo e non celebrativo». Popolo della libertà e Lega Nord uniscono le forze (cinque anni fa ordini superiori di segreteria provinciale avevano precluso il connubio politico) e punto per punto hanno delineato ieri, in conferenza stampa, l'avvenire di un paese che lambisce la soglia dei diecimila abitanti. Candidato sindaco è Gianangelo Cividini, 55 anni, del Pdl, sostenuto da una squadra di sedici consiglieri: 11 del Pdl e 5 del Carroccio tra cui il vicesindaco in pectore Andrea Migliorini. Top secret invece la ripartizione degli assessorati, anche se - precisa Migliorini - «il legame profondo che ci unisce sta al di sopra di logiche partitiche». Cividini sfoglia, fresca di stampa, la brochure elettorale in distribuzione dove si vedono fotografie di un paese che non c'è: «Le immagini che si osservano - spiega - sono "ritoccate" in digitale con le nostre idee di recupero, sviluppo e miglioramento che determineranno il salto di qualità di Scanzorosciate da paese a realtà urbana». Occhi puntati sui centri storici e sul rinnovo del loro patrimonio edilizio. «Qui dobbiamo - continua Cividini - recuperare "abitato" risparmiando nel contempo territorio. Per far questo ho pensato di costituire un vero e proprio assessorato ai centri storici». Sei gli assessori previsti che affiancheranno il candidato sindaco in caso di vittoria. Di fatto quello che accade oggi con Massimiliano Alborghetti, sindaco uscente che corre per bissare il mandato alla guida della lista «Proposta per Scanzorosciate-Impegno comune». «La novità - spiega Cividini - sta nell'abolizione dell'assessorato di Promozione alla pace, che ogni anno ci costa 30-40 mila euro per un concetto che è già espresso molto bene dall'articolo 11 della nostra Costituzione». «Molto più utile invece - riprende - un assessorato alle Attività agricole e al Moscato di Scanzo che preveda, per far conoscere le eccellenze enogastronomiche del nostro territorio, un percorso che dal centro storico di Scanzo raggiunga le colline collegando le tante attività turistiche già in essere». Avranno un proprio delegato anche Sicurezza, Lavoro e Attività produttive: «Dopo la revisione del Piano di governo del territorio (adottato ma non ancora approvato, ndr) sulla base delle osservazioni presentate dai cittadini pensiamo alla possibilità di creare un Polo tecnologico a supporto delle iniziative promosse da aziende importanti sul nostro territorio. L'area che si presterebbe al progetto sarebbe al confine con Torre de' Roveri nella zona di via Galilei e via Volta». Anche una cittadella dello sport rientra tra i programmi di Cividini: «Un sogno nel cassetto che i cittadini coltivano da vent'anni, senza per questo dimenticare l'impegno a mantenere in perfetta efficienza gli attuali impianti sportivi di Scanzo e Tribulina». Forte si presenta la determinazione messa in campo sul fronte della sicurezza, «per l'evidente aumento della criminalità, dei fenomeni delinquenziali, dello spaccio di droga, di fenomeni di accattonaggio e dell'immigrazione clandestina». «Per questo - conclude Migliorini - pensiamo a un sistema di videosorveglianza tecnologicamente avanzato, di tutt'altra fattura rispetto ad alcune telecamere finte posizionate dall'attuale Amministrazione. Inoltre pensiamo a corsi di autodifesa per le donne e una polizza assicurativa per tutti i cittadini che ripaghi loro, in caso di furto, i serramenti forzati e dia, in caso di necessità, un supporto psicologico a chi si trova in casa dei malviventi». Bruno Silini 30/05/2009 nascosto-->

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Sulla sicurezza Pd contro la Lega (sezione: Province)

( da "Gazzetta di Modena,La" del 31-05-2009)

Argomenti: Province

Il partito presenta piano in 10 punti Sulla sicurezza Pd contro la Lega Il Pd modenese ha presentato ieri ai Giardini Ducali il suo decalogo sulla sicurezza. Un documento in 10 punti per rispondere alla richiesta di sicurezza dei modenesi. Queste le proposte: più potere ai sindaci; più agenti della polizia municipale; stop ai quartieri ghetto; gestione principalmente statale della sicurezza; rispetto della legge italiana; libertà di culto per tutte le confessioni religiose; abolizione della Bossi-Fini; accordi per la riammissione dei migranti respinti richiedenti asilo; snellimento della burocrazia per favorire la regolarizzazione degli stranieri; nuova sanatoria per le badanti. Il senatore Barbolini ha inoltre illustrato la riforma della polizia municipale ferma in parlamento e apprezzata anche dal centro destra. La riforma punta a concedere più poteri ai vigili e a riconoscere per legge le attività che già da tempo svolgono. Forti critiche dal Pd per Lega Nord e Governo bollati come bugiardi. Come mai, tuonano dal Pd, è stato concesso più di un miliardo di euro per sanare il dissesto economico di Catania e Palermo mentre la provincia modenese sempre virtuosa non ha avuto il lascia passare dal Governo per utilizzare i 100 milioni di euro accumulati con le tasse dei lavoratori modenesi? «Manfredini deve rispondere alle nostre domande - critica Bonaccini - ci spieghi perché hanno utilizzato le paure dei cittadini per creare consenso promettendo sicurezza e poi il loro governo taglia le risorse alle forze dell'ordine? E cosa dice dei soldi mandati a Catania, Palermo e Roma? Non erano loro il partito del Nord?». Il Pd ha inoltre ribadito che Modena e Sassuolo la loro parte l'hanno fatta assumendo 26 vigili in più a Modena e 9 a Sassuolo ma criticano chi aveva promesso gli agenti non inviati. Infine durio con i comitati accusati di aver firmato un documento di tre punti con la giunta e poi di essersi candidati con chi non ha rispettato i patti sulla sicurezza. (giovanni tizian)

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premio tomasello al piccolo zar del giornalismo (sezione: Province)

( da "Mattino di Padova, Il" del 31-05-2009)

Argomenti: Province

Pagina 31 - Provincia Premio Tomasello al «piccolo zar» del giornalismo Volcic, inviato per decenni del tg dalla Russia, ora scrive dell'era Putin BORGORICCO. Volto notissimo del telegiornale, per tanti anni ha raccontato la Russia agli italiani: Demetrio Volcic ieri era a Borgoricco per ritirare il premio «Cesco Tomaselli», giunto alla 4ª edizione e assegnato al giornalista, nato a Lubiana nel '31 da padre triestino e madre goriziana, autore nel 2008 del libro «Il piccolo zar» (Laterza). «Per la capacità di far vivere la storia di un grande Paese attraverso la biografia del suo piccolo imperatore» è stata la motivazione del premio espressa dalla giuria del premio composta da Marzio Breda, Beppe Gioia, Fabio Finotti, Anna Zafesova, Roberto Papetti, Gianluca Versace e dal direttore del mattino Omar Monestier. E come Tomaselli, inviato per oltre 40 anni del Corriere della Sera, marito di Anna Maria Bressanin, nobile del posto, e seppellito nel cimitero di Borgoricco, Volcic ha narrato la storia. «Io e altri cronisti abbiamo avuto la fortuna di raccontare la cronaca che era già Grande Storia» ha ricordato il giornalista che è stato anche senatore e parlamentare europeo. I movimenti studenteschi, la Primavera di Praga, la Russia della Guerra Fredda, l'agonia di Tito, la rivolta di Solidarnosc, il golpe di Jaruzelski, la perestrojka di Gorbaciov fino a Piazza Tien An Men arrivarono nelle case soprattutto attraverso la sua voce ed il suo volto. «La regola morale per un giornalista è quella di avere un ruolo da giudice, sopra le parti, sia pure se pagato da una parte, l'editore». Nella Russia di oggi (Putin è il piccolo zar del libro), Volcic ricorda che «vige una democrazia controllata, ma la situazione non è certo rosea; basti pensare che tante famiglie hanno una tragedia nel loro passato: componenti scomparsi in Siberia, al fronte o senza più notizia». Il giornalista ha regalato qualche aneddoto al pubblico. Come «quel potente russo che poco tempo fa mi disse: «la Russia oggi va meravigliosamente bene, tutto funziona perfettamente, ma c'è ancora qualche piccola speranza». O come i viaggi al seguito di Gorbaciov «che lasciava molto spazio ai giornalisti». «Io avevo proposto ancora negli anni Novanta l'abolizione delle misurazioni dell'audience per telegiornali e programmi d'informazione» ha concluso Volcic. Ma nessuno, in questo caso, l'ha ascoltato. (fra.z.)

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sartor: il "fasin di bessoi" è un motto che non serve (sezione: Province)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 31-05-2009)

Argomenti: Province

Pagina 8 - Pordenone Sartor: il "fasin di bessoi" è un motto che non serve «Va superato il concetto del "fasin di bessoi"». In base a questa logica, secondo il candidato del Movimento autonomista friulano, Gianni Sartor, è necessario che il sistema faccia squadra, anche in montagna, in maniera tale da garantire lo sviluppo del territorio. «Il primo aspetto che è anche quello centrale - ha detto - riguarda la viabilità. Sono necessari interventi infrastrutturali mirati che diminuiscano il livello di isolamento delle principali valli friulane». In secondo luogo è necessario favorire chi fa impresa in montagna, con particolare riguardo «alle piccole attività produttive nel settore manifatturiero e turistico». Per sostenere il terziario, però, «vanno implementate le moderne tecnologie di comunicazione». Sartor ha insistito pure sull'attuazione di un programma organico di sostegno «al mantenimento di una rete minimale di servizi alle persone nei piccoli centri e in quelli in quota». C'è poi la questione del riassetto delle autonomie: «Le competenze sulla montagna vanno trasferite alla Provincia, sottraendole alla Regione». Più cauto, invece, sull'abolizione delle Comunità montane: «E' necessario approfondire quello che fanno e soprattutto la capacità di concertazione tra i Comuni. Per questo ritengo che possano costituire un elemento per fare squadra insieme alle amministrazioni locali e alla Provincia».

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sam: bollette dell'energia a seconda dell'altitudine (sezione: Province)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 31-05-2009)

Argomenti: Province

Pagina 8 - Pordenone Sam: bollette dell'energia a seconda dell'altitudine Tariffe sull'energia consumata che variano a seconda delle fasce d'altitudine di residenza degli utenti. E' la proposta lanciata in occasione del dibattito che si è tenuto a Pielungo dal candidato alle provinciali della Destra, Aldo Sam. «Come succede in Austria - ha affermato - sarebbero da introdurre degli sconti più ci si eleva dal livello del mare in modo da favorire i cittadini e le imprese che vivono in montagna». Sam ha espresso dei dubbi sull'operatività dello sportello per l'accesso ai fondi europei attivato da circa un mese dalla Provincia e ha insistito sulla necessità di fare del turismo una risorsa per il territorio montano. Secondo l'esponente della Destra, poi, ci sono gli strumenti tecnologici per consentire in poco tempo di poter dotare di internet veloce imprese e famiglie che abitano nel territorio montano. Per quanto riguarda l'organizzazione delle autonomie, Sam si è detto d'accordo sia sull'abolizione delle Comunità montane, sia sull'accorpamento dei piccoli Comuni ma si tratta di provvedimenti, ha detto, che vanno concertati e valutati nella loro effettiva capacità di ridurre i costi. «Non vorrei - ha affermato - che si cancellassero degli enti per poi scoprire che si replicano gli sprechi in capo ad altre strutture». Il rapporto tra Provincia e Comuni, invece, «deve essere il più stretto possibile in una logica di collaborazione e di capacità di fare sistema».

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GUIDO PANICO CON L'ATTUAZIONE DELL'ISTITUTO REGIONALE SI è APERTA IN ITALIA LA DISCUSSIONE S... (sezione: Province)

( da "Mattino, Il (Salerno)" del 31-05-2009)

Argomenti: Province

Guido Panico Con l'attuazione dell'istituto regionale si è aperta in Italia la discussione sull'opportunità di conservare l'Ente Provincia. A maggior ragione con l'irrompere sulla scena delle ipotesi di riforma dello Stato in senso federale. Si è visto nelle province un ente istituzionale intermedio che copre funzioni agevolmente trasferibili alla Regione o ai Comuni. In definita, un ente inutile e costoso. Ciò nonostante, il numero delle province negli ultimi due decenni è aumentato. Numerose le inchieste giornalistiche che fanno risalire questo fiorire, al di là delle nobili ragioni economiche e culturali sempre evocate, alla spartizione di risorse tra potentati politici. Non è possibile immaginare come andrà a finire questa storia italiana. La nostra fantasia, intrecciata con gli oscuri sentieri delle strategie politiche, è diabolica. Si può solo temere quello che, a mio giudizio, è il peggio: l'abolizione indiscriminata di tutte le province. Prendiamo il caso della regione Campania e delle sue cinque province. Iniziamo dicendo che la definizione stessa di Campania, intesa come spazio territoriale e culturale in qualche modo omogeneo, è assai sfuggente. Altrettanto sfuggenti sono le identità provinciali, qualche volta coincidenti con quelle delle città capoluogo A complicare ogni cosa , fin dai secoli dell'età moderna, è stato il particolare ruolo di Napoli, più di ogni altra capitale, città onnivora, cioè capace di fare ruotare attorno a sé larghissima parte del territorio circostante per centinaia di chilometri. SEGUE A PAG. 36

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Entrambi hanno scelto di candidarsi perché stanchi delle vecchie facce della politica l... (sezione: Province)

( da "Messaggero, Il (Frosinone)" del 01-06-2009)

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Lunedì 01 Giugno 2009 Chiudi di DENISE COMPAGNONE Entrambi hanno scelto di candidarsi perché stanchi delle vecchie facce della politica locale; entrambi perché affascinati dalla favola di Obama, che ce l'ha fatta a dispetto di tutti; entrambi per dare ai cittadini desiderosi di cambiamento, una prospettiva nuova dalla solita offerta politica. E combattono gli avversari, pacatamente ma con fermezza, quando serve scrivendo anche al Presidente della Repubblica. Loro sono Aldo Carbone e Antonio Pelagalli, i due candidati outsider alla presidenza della Provincia di Frosinone. Il primo, 61 anni, oggi pensionato ma ex dipendente del Poligrafico e Videocon abita a Supino e con le sue liste "Forza Roma" e "Viva l'Italia", ha puntato sui giovani. Il secondo, Antonio Pelagalli, 50 anni, ferroviere, scrittore di poesia e di guerra, e residente ad Aquino, ha puntato sulla gente comune: nella sua lista "I cittadini delle colture e culture d'Italia", le candidature di volti noti politici sono state rifiutate. «Ci siamo riuniti una sera in un gruppo di amici - ha raccontato - e abbiamo deciso concretamente di dare la voce della gente alla politica». Carbone sottoscrive: «Se i cittadini di Frosinone e della provincia finalmente aprissero gli occhi e non votassero più questa gente vecchia, stravecchia e scegliessero di votare come in America, Aldo Carbone avrebbe la stessa percentuale di tutti. Iannarilli, Schietroma e Marzi non sono nessuno: dipende soltanto dai ciociari». Entrambi però sono consapevoli che il voto è per le provinciali di Frosinone e che a separarci dall'America non c'è solo un oceano. Le loro prospettive, quindi, sono più realistiche: Carbone punta allo 0.5% per ognuna delle sue liste; Pelagalli guarda al ballottaggio. Sui programmi elettorali i temi di fondo rimangono gli stessi di tutti: Carbone parla di lavoro, di infrastrutture e di edilizia; Pelagalli ha citato iniziative ben precise come l'abolizione della Tosap sui passi carrabili o il riconoscimento di un contributo alle casalinghe. «In fondo è quello che predicano tutti - ha chiosato Carbone - La differenza sta nella successiva applicazione. Noi con la volontà e la voglia vorremmo far ripartire la nostra provincia». E ci stanno provando a raccogliere consensi. La campagna elettorale procede a colpi di stampa e televisione, il porta a porta e pochi manifesti. «Noi piccoli stiamo soffrendo - ha spiegato Carbone - I grandi spendono centinaia di mila euro, soldi che avrebbero dovuto dare alle famiglie bisognose. Mi piacerebbe sapere una cosa: ma sta gente questi soldi dove li prende per spenderli così facilmente? Io non ce li ho». Pelagalli è andato oltre: ha presentato un esposto al Prefetto di Frosinone e ha scritto al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano denunciando il manifesto selvaggio dei contendenti chiedendo l'annullamento delle elezioni "perché così non esiste la par condicio". Tra una settimana scopriremo quanto il loro messaggio sia stato recepito dai cittadini. Del resto, come ha affermato Pelagalli, "l'esercito è l'elettore, non sono i generali che finora hanno governato". (1.continua)

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Per ora è solo una bozza. Anzi è "un bozzone", che porta il nome del ... (sezione: Province)

( da "Messaggero, Il (Umbria)" del 01-06-2009)

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Lunedì 01 Giugno 2009 Chiudi Per ora è solo una bozza. Anzi è "un bozzone", che porta il nome del ministro Roberto Calderoli. Un disegno di legge che in campagna elettorale rischia di avere l'effetto della benzina sul fuoco. Riguarda le Prefetture, che proprio domani saranno sede della festa della Repubblica. Affronta il tema del "riordino di organi e funzioni degli enti locali" e all'articolo 21-bis mette nel mirino gli "Uffici territoriali di Governo", denominazione ufficiale delle Prefetture. Ebbene, il "bozzone Calderoli" prevede l'abolizione di tutte le sedi nelle città con una popolazione residente nella provincia inferiore ai 250.000 abitanti. Insieme a Terni cadrebbero città illustri come Trieste, oppure Grosseto. Ma anche Campobasso, La Spezia, Asti, Imperia, Rovigo e persino una delle ultime istituite: Isernia. In tutto 26 sedi da tagliare. La questione per ora è solo ipotizzata, pur essendo uno storico obiettivo della Lega quello di abolire tutte le Prefetture, che si riaffaccerebbe in forma ridotta, e già troverebbe resistenze nella maggioranza di Governo. Contrari sarebbero il ministro delle Regioni, Raffaele Fitto, e lo stesso sottosegretario alla presidenza Gianni Letta. La battaglia deve ancora cominciare. D.Cil.

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Ici: 27% dopo l'abolizione sulla prima casa (sezione: Province)

( da "Affari e Finanza (La Repubblica)" del 01-06-2009)

Argomenti: Province

Ici: 27% dopo l’abolizione sulla prima casa gettito in calo Il gettito fiscale collegato alla casa nel 2008, secondo i calcoli dell’Agenzia del Territorio, è risultato complessivamente pari a 39,8 miliardi di euro. Nell’imposizione fiscale complessiva sugli immobili resta l’Ici la prima tassa, nonostante il gettito complessivo sia diminuito nel 2008, rispetto al 2007, del 27% a seguito dell’abolizione dell’imposta sulla prima casa. Scopri come ricevere sul tuo cellulare Repubblica Gold condividi

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Rotonda del Drosso l'ingorgo è finito (sezione: Province)

( da "Stampa, La" del 02-06-2009)

Argomenti: Province

Rotonda del Drosso l'ingorgo è finito [FIRMA]ANDREA DOI Dopo le parole e le speranze, ora finalmente i fatti. La spinosa questione della rotonda di corso Unione Sovietica, all'altezza di strada del Drosso e strada Castello di Mirafiori, è stata risolta grazie all'intervento della Provincia, che, dopo un'interpellanza del capogruppo del Pd a Palazzo Cisterna, Claudio Lubatti, ha deciso di venire incontro alle richieste dei residenti e dei commercianti della zona. Risposta positiva anche dal Comune, dopo l'interrogazione del consigliere di Circoscrizione Alessandro Nucera. La rotonda potrebbe sparire. O almeno potrebbe essere ridotta. Una vicenda, quella della rotonda della discordia, che dura da anni. «Troppi», commentano a denti stretti i residenti. Dal 2001, quando venne costruita. Nonostante le polemiche e una raccolta firme che ne volevano l'abolizione, fu perfino rifatta completamente e «abbellita». Per la sua posizione (è situata alle porte della città) chiunque entri o esca da Torino deve obbligatoriamente passare da qui. Il risultato è che la viabilità è al collasso e, come se non bastasse, la metropolitana leggera, la linea 4, segue e conclude il suo percorso ruotando lungo la rotonda per poi inserirsi nuovamente in corso Unione Sovietica, con il diritto di precedenza, bloccando la percorrenza della rotatoria alle autovetture e causando una serie di giganteschi ingorghi quotidiani. Un «tappo» che in questa zona automobilisti e abitanti maledicono dalla mattina alla sera. Mesi fa il comitato spontaneo di Mirafiori Sud Sangone decise di raccogliere delle firme per chiedere una «modifica» della rotatoria e per difendere il quartiere dall'inquinamento acustico e atmosferico. Ora la Provincia ha studiato, insieme all'Agenzia Mobilità Metropolitana, alcune soluzioni soluzione: intanto il capolinea del 4 verrà spostato. La doppia comunicazione tra binari verrebbe posta prima dell'attuale capolinea, liberando così l'intersezione tra corso Unione Sovietica, Strada del Drosso e Strada del Castello di Mirafiori. Tra le soluzioni individuate la più efficace sembra essere quella dell'eliminazione della rotatoria e la semaforizzazione dell'incrocio. «Lo studio effettuato è chiaro: la soluzione per la rotonda di Strada Drosso-Strada Castello c'è. Bisogna solo passare dalla progettazione ai fatti - commenta Claudio Lubatti, ex vice-presidente della Circoscrizione 10 ed eletto consigliere provinciale nel collegio di Mirafiori Sud -. Sono state individuate soluzioni credibili e immediate. I residenti meritano una risoluzione tempestiva di questo problema. Abbiamo provato a suggerire e ufficializzare alcune proposte interessanti per mettere fine al disagio che moltissimi pendolari vivono quotidianamente, senza contare chi abita proprio sopra il corso intasato da auto in coda». Soddisfazione anche da chi subisce ogni giorno i mali causati dal «tappo». «Accogliamo l'interessamento da parte della Provincia in maniera positiva - dice Sandra Gallino promotrice del comitato spontaneo -. Ora speriamo solo che tutto avvenga in tempi brevi, perché siamo veramente esausti».

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(sezione: Province)

( da "Tempo, Il" del 02-06-2009)

Argomenti: Province

stampa La protesta «Non votiamo le Province è il primo passo per abolirle» «No alle Province». L'urlo rimbomba a Roma, a piazza Montecitorio, in una mattinata di pioggia romana. Un gruppo di cittadini napoletani si incatenano. Sui loro volti il segno dell'insofferenza, nei confronti di un sistema che ha fatto delle Province la massima espressione dello spreco dei soldi pubblici. Per questo la loro proposta è «il non voto: il modo migliore per iniziare ad abolire le Province», dicono con i loro cartelli tra le mani. «Vogliamo far capire agli italiani che non andare a votare per eleggere presidente e consiglio provinciale è il modo migliore per lottare contro tutti questi sprechi che dobbiamo sopportare», spiega l'avvocato Vincenzo D'Antò, capofila della protesta. «Molti politici durante le ultime elezioni politiche hanno promesso l'abolizione delle Province, ma noi stiamo ancora aspettando. Il nostro non voto equivale a un referendum abrogativo». A piazza Montecitorio la protesta va avanti. «Devono capire che non siamo un popolo bue», dice uno dei ragazzi incatenati. «Il nostro - spiega - sarà un nuovo modo di protestare. Se non ci stanno a sentire con le normali richieste, allora quando vedranno che nessuno si presenterà alle urne si renderanno conto che le Province vanno abolite».

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(sezione: Province)

( da "Eco di Bergamo, L'" del 02-06-2009)

Argomenti: Province

«Cambierò le Province Indietro non si torna» --> Brunetta a Bergamo: saranno consorzi di Comuni «E basta con le piccole Iri che non danno servizi» Martedì 02 Giugno 2009 CRONACA, pagina 13 e-mail print Ministro Brunetta, sondaggi alla mano, lei è il più apprezzato del governo Berlusconi. La guerra ai fannulloni paga: è la rivincita di chi sta dall'altra parte dello sportello? «Io ho intercettato un bisogno che viene da lontano: la rabbia dei cittadini. Per anni è stato nascosto dalle forze politiche, dal sindacato, da chi preferiva parlare di altro ed usare le svalutazioni competitive per far galleggiare l'Italia. Ora non è più possibile, il Paese soffre di bassa crescita per un semplice motivo: lo Stato è inefficiente, e questo lo pagano famiglie ed imprese». Renato Brunetta non è tipo da giri di parole né da fioretto: il ministro della Funzione pubblica preferisce di gran lunga la mannaia, e anche nella sua rapida puntata a Bergamo («Ora riparto, non so bene in che parte di Lombardia mi portino, ma riparto...») non si smentisce: «Io sono un politico che parla con un linguaggio chiaro, semplice, diretto...». Anche un po' provocatorio a volte, non trova? «Ma no, no, no...». Insomma, i poliziotti panzoni non l'hanno presa benissimo... «Quella era una semplificazione. Ma poi dobbiamo intenderci: in termini generali, dire la verità è una provocazione?». Magari a volte il modo fa la differenza... «Ma no, mi rifiuto... Dire che voglio combattere i fannulloni non può essere una provocazione, è dire la ve-ri-tà. Potrei anche dire di voler aumentare i tassi di partecipazione o migliorare gli algoritmi di produttività, certo che sì: ma con questo linguaggio da professore non mi capirebbe nessuno». In pratica è un grande comunicatore? «Quando ho giurato da ministro sono stato chiaro: voglio premiare quelli bravi e punire i fannulloni, e mi hanno capito tutti. E non ho detto cose sbagliate o provocatorie, ma quello che pensano tutti...». Lei è diventato il terrore del pubblico... «Dove però riscuoto anche tantissimo consenso. Sono diventato semmai il terrore di chi non lavora: non capisco perché nel privato chi non fa il proprio mestiere viene cacciato via e la stessa cosa non possa accadere nel pubblico?». Per carità... «Cioè, è possibile che il pubblico sia un'enclave dove tutto è consentito? Una sorta di ammortizzatore sociale dove se lavori va bene, se non lavori va bene lo stesso... La politica questo l'ha capito, tranne forse l'estrema sinistra, il sindacato non ancora. E mi aspetto una forte mano da parte loro in questa rivoluzione». Al Nord c'è un pubblico tutto sommato efficiente, ma abbiamo assistito in questi anni ad una certa qual gemmazione di società varie, una sorta di piccole Iri: che ne pensa? «Ne penso così male che sto già cominciando a smantellarle nell'unico modo possibile per ora: la trasparenza, pubblicando tutti i dati disponibili di queste Iri locali. Nomi, cognomi e compensi, così saranno i cittadini a giudicare il valore di queste spa che hanno mediamente 30 mila amministratori, quasi sempre trombati della politica...». Il sospetto c'è... «È una certezza, sono un rifugio per trombati. Se fossero così bravi a dare servizi concorrenziali a prezzi inferiori, nulla quaestio, ma siccome nella stragrande maggioranza dei casi ci troviamo di fronte a monopoli con prezzi pure molto alti e servizi inefficienti, scusate, le loro congrue remunerazioni non si spiegano». E lei taglia... «Io taglio, ma soprattutto pubblico, come ho fatto finora le consulenze, i distacchi sindacali, gli incarichi ai dipendenti pubblici: ho pubblicato e pubblicherò sempre di più». Taglierà le Province, allora? «Le cambierò, questo è certo». In che modo? In realtà come Bergamo ha fior di importanza... «E io non lo discuto, ma partiamo dalla grande arma che abbiamo: il federalismo fiscale, con questo cambieremo l'assetto complessivo dei livelli di governo». Quindi non solo Province? «No, la riforma è contenuta nel Codice delle autonomie al quale sto lavorando con i ministri Calderoli e Maroni, e contempla l'abolizione dei Consorzi di bonifica, degli Ato, delle Comunità montane, tutti enti intermedi che devono finire all'interno della Provincia». Quindi una concentrazione di poteri in una sola realtà? «Ma profondamente diversa da quella alla quale siamo abituati: penso ad una sorta di consorzio di Comuni guidata da un presidente che altro non è che un sindaco eletto dai suoi pari». Con quali benefici? «La sua trasformazione in un organo funzionale più pregnante che sia davvero rappresentativo dei Comuni e non un ente terzo. A questo punto si spendono meno soldi perché i consiglieri provinciali sarebbero i sindaci e il presidente uno di loro. In più la Provincia acquisirebbe tutte le funzioni di quegli enti che ricordavo prima, con conseguenti altri risparmi». E meno posti da occupare... «Per i trombati della politica, come succede ora». Ministro, ci crede davvero? «È una strada ineludibile e ci stiamo lavorando: all'interno del governo la posizione è ormai condivisa, e dopo le elezioni approveremo il Codice delle autonomie che farà da pendant al federalismo fiscale e alla riforma della pubblica amministrazione. Indietro non si torna». Dino Nikpalj 02/06/2009 nascosto-->

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Addio comunità montane (sezione: Province)

( da "Arena, L'" del 02-06-2009)

Argomenti: Province

Martedì 02 Giugno 2009 PROVINCIA Pagina 22 BALDO E LESSINIA. La proposta Calderoli le cancella del tutto Addio comunità montane Polemiche di sapore elettorale tra Udc di Valdegamberi e la Lega Nord Difficile credere che una questione spinosa e prettamente politica come l'abolizione delle comunità montane, che ha visto il Veronese perdere su tutta la linea, non potesse diventare terreno di scontro in compagna elettorale, anche se, come ha ricordato in più occasioni l'assessore regionale Massimo Giorgetti, il tema non sposterà un voto da un partito all'altro. Comunque qualcuno ci prova e la Lega Nord sta battendo i Comuni della montagna veronese per dire che la colpa del disastro ricade sull'Udc e in particolare sull'assessore ai servizi sociali Stefano Valdegamberi, che in accordo con i colleghi di Alleanza nazionale e Forza Italia, oggi confluiti nel Popolo della libertà, aveva impedito al Consiglio regionale di discutere il progetto di legge presentato dalla Lega Nord e sul quale anche il Partito democratico si era detto disposto a confluire, con alcune correzioni. Ma dal 21 maggio è in vigore la legge sul federalismo fiscale (alla quale era contraria l'Udc) e Valdegamberi elenca guasti e scenari futuri. «Nei giorni scorsi in Giunta regionale è arrivata la richiesta delle comunità montane bellunesi di finanziare la loro sopravvivenza perché lo Stato ha deciso un drastico taglio dei trasferimenti che di fatto ne decreta la morte. Sono senza soldi e ora vengono a battere cassa, ma è il caso che si rivolgano a Roma, dove stanno i paladini della montagna e dove il sindaco Alemanno ha dichiarato di gradire molto la legge sul federalismo, perché ha finalmente portato più soldi a Roma». «Chi a Verona va a dire di voler salvare la montagna e poi a Roma fa una politica che è l'esatto contrario, fa solo demagogia strumentale ed è un paradosso che sia fatta proprio da quel partito che raccoglie voti sotto lo slogan "Roma ladrona"», tuona l'assessore Valdegamberi, che invita l'ex presidente della Comunità della Lessinia, Stefano Marcolini, firmatario di un ricorso al Tar contro l'abolizione della comunità, a un minimo di coerenza. «Marcolini vuol far risorgere l'ente e il suo partito da Roma, dov'è al governo, ha già deciso che comunque gli taglia l'ossigeno». La sfuriata di Valdegamberi prende spunto dalle anticipazioni, finora non smentite, del ministro per la semplificazione Roberto Calderoli: «Sono convinto che sia necessario procedere alla soppressione di tutti quegli enti intermedi che escono dalla nostra norma costituzionale», ha dichiarato a «La Padania». Che tradotto in esempio significa quello che è stato anticipato dalla bozza di un disegno di legge che il ministro ha intenzione di presentare entro l'estate e di far approvare con iter parlamentare semplificato. Prevede la cancellazione delle comunità montane, delle circoscrizioni comunali di città con meno di 250 mila abitanti, dei consorzi di bonifica e dei bacini imbriferi montani, degli enti parco regionali e delle autorità d'ambito territoriale. I Comuni che facevano parte delle comunità montane potranno costituirsi in Unione di Comuni per svolgere le funzioni un tempo delegate agli enti montani, mentre quelle che non potranno essere esercitate in forma associata saranno trasferite alle Province entro un anno dall'approvazione della legge. La Regione, che ha avviato l'iter per la costituzione dell'ente Parco della Lessinia, dovrà probabilmente fare marcia indietro, come del resto pare tramontare definitivamente anche l'ipotesi che il parco possa assorbire le funzioni della soppressa comunità montana.  

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(sezione: Province)

( da "Eco di Bergamo, L'" del 02-06-2009)

Argomenti: Province

«L'assessorato alla pace non spende 40 mila euro» --> Martedì 02 Giugno 2009 PROVINCIA, pagina 23 e-mail print In riferimento all'articolo pubblicato sabato sulle elezioni amministrative a Scanzorosciate, l'assessore all'Informazione Davide Casati replica alle affermazioni del candidato sindaco della lista Pdl-Lega Nord Gianangelo Cividini. In particolare l'assessore Casati fa riferimento all'affermazione del candidato sindaco Cividini riguardo l'intenzione di provvedere, in caso di elezione, «all'abolizione dell'assessorato di promozione alla pace che ogni anno ci costa 30-40.000 euro per un concetto già espresso molto bene dall'articolo 11 della nostra Costituzione». Un attacco che l'attuale amministrazione comunale del paese non condivide e questo proprio a partire dalle cifre riportate. «Questo importo - precisa infatti l'assessore uscente all'Informazione Casati - non si riferisce alle spese dell'assessorato alla Pace ma all'intero budget annuale dell'assessorato alla Cultura del Comune, compreso l'acquisto di libri per la biblioteca». «Il "maggio di pace" di quest'anno, dedicato all'acqua - conclude Casati - ha comportato costi per soli duemila euro circa». 02/06/2009 nascosto-->

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Marco Vinicio Guasticchi, la certezza' del Pd (sezione: Province)

( da "Nazione, La (Umbria)" del 02-06-2009)

Argomenti: Province

CRONACA PERUGIA pag. 6 Marco Vinicio Guasticchi, la certezza' del Pd «Non mi ha imposto Roma, ha scelto la base» ELEZIONI 2009: LA SFIDA DEI SEI CANDIDATI Marco Vinicio Guasticchi (Pd) è sostenuto da tutto il Centrosinistra. La Provincia viene definita da più parti un ente dispendioso, se non inutile. C'è chi vuole abolirla... Non bisogna abboccare al messaggio mediatico di Berlusconi teso a far percepire l'inutilità delle Province perché, mentre sostiene l'abolizione, nella realtà sta trattando con la Lega per far approvare il disegno di Legge Calderoli Brunetta' che prevede un forte rafforzamento delle Province, che diventeranno, se tale disegno sarà approvato, gli unici enti gestori del territorio con l'assorbimento di Comunità montane , Ati, consorzi ed Atc. Ci troviamo, dunque, di fronte all'ennesima bugia. Ha un minimo di apprensione, per il voto? La consultazione nell Pd mi ha visto prevalere con un larghissimo consenso, condiviso poi anche dalle altre forze della coalizione. Con orgoglio posso quindi affermare di essere un candidato scelto dalla base differenza del senatore Asciutti che è stato cooptato' e imposto da Roma in barba a tutti coloro che in Provincia ed in Comune si erano impegnati all'opposizione. Le prime tre cose che farà, una volta eletto. Sburocratizzazione e riorganizzazione dell'Ente, progetti di sviluppo per le imprese, sostegni alle famiglie, forte impegno di risorse sul fronte della Green Economy. Perché gli elettori dovrebbero crederle? Perché sono stato indicato dalla base e non dai poteri forti, perché sto confrontandomi con tutte le realtà territoriali della provincia, perché ho maturato una significativa esperienza amministrativa nel comune capoluogo di Regione e soprattutto perché ho sempre continuato a lavorare: per me l'impegno politico-istituzionale è parte della vita, non è la vita. Non sono un Senatore,... sono un quadro direttivo di una Banca, e continuerò a lavorare anche da Presidente della Provincia. Perché gli elettori non dovrebbero credere al centrodestra? Perché non ha nessun progetto serio per amministrare, perché il suo candidato principale fa campagna elettorale da Roma e non conosce le realtà territoriali. Nella maggior parte dei comuni dove hanno governato non sono mai riusciti a terminare una legislatura (Valfabbrica, Nocera Umbra , Sellano, Norcia, Cascia) Scandalo appaltopoli, assenteismo, inefficienze della macchina' provinciale: mi spieghi perché con lei al timone queste cose non accadranno più. Perché conosco bene la macchina amministrativa. Applicheremo una costante e drastica rotazione degli incarichi e soprattutto istituiremo dei controlli rigorosi per evitare che si ripetano fatti gravi come quelli accaduti di recente e in passato. Ma vorrei anche far riflettere i cittadini, gli elettori, sul fatto che la Provincia è composta da centinaia di dipendenti professionalmente preparati che meritano nuove motivazioni. Non si può gettare l'acqua sporca con il bambino dentro. Il più grosso difetto di Asciutti e, se glielo riconosce, un pregio. Suppongo sia una brava persona, nonostante non tutti i suoi amici di partito la pensino come me: un esponente politico fortunato, che dopo tutti questi anni a Roma, forse, sente nostalgia per la sua città. pier paolo ciuffi Image: 20090602/foto/7981.jpg

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Francesca Barracciu (Pd) si unisce alla protesta degli studenti contro l'abolizione del programma Master and Back (sezione: Province)

( da "SardegnaIndustriale.it" del 02-06-2009)

Argomenti: Province

SardegnaIndustriale.it - News 2/6/2009 – Francesca Barracciu (Pd) si unisce alla protesta degli studenti contro l’abolizione del programma Master and Back «È una manifestazione sacrosanta quella organizzata dal movimento Master and Back davanti al palazzo della Giunta regionale. La posta in gioco è il futuro delle prossime generazioni. E dunque di tutta la Sardegna». Lo ha detto il consigliere regionale Francesca Barracciu unendosi alla protesta degli studenti contro la decisione della Giunta regionale di abolire il programma Master and Back e dicendosi pronta a partecipare alla manifestazione di protesta del prossimo 4 giugno «per rivendicare il diritto a una istruzione e formazione di qualità». «Il programma Master and Back – ha concluso Barracciu – è un programma di eccellenza, una possibilità importante per i nostri giovani di acquisire competenze, capacità e inserirsi nel mondo del lavoro».

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LETTERA DI SOSTEGNO (sezione: Province)

( da "Gazzettino, Il (Padova)" del 02-06-2009)

Argomenti: Province

LETTERA DI SOSTEGNO Martedì 2 Giugno 2009, "Caro Carlo, se potessi votare a Padova non avrei dubbi nello scegliere te come candidato a sindaco e lo farei non solo per la tua militanza in associazioni della galassia radicale, come Nessuno tocchi Caino, ma anche e soprattutto perché - con noi e tra noi - stai dalla parte di chi vuole resistere al regime partitocratico che anestetizza e deruba di legalità l'Italia da oltre 60 anni". Comincia così la lettera che "a titolo personale" Marco Pannella ha inviato a Carlo Covi de L'Intesa veneta sancendo così il suo sostegno. «È commovente» ha detto ieri Covi, quando Michele Bortoluzzi candidato europeo della Lista Bonino-Pannella gliel'ha letta al Pedrocchi. «Noi radicali abbiamo importanti affinità con l'Intesa ma anche coi "grilli", così come io ce l'ho a livello personale con Massimo Carraro con cui la vediamo allo stesso modo sull'abolizione delle Provincie o con Alessandro Zan o Antonio Bressa, della Lista giovani per il quartiere 3 est». Bressa, presente ieri all'incontro con la stampa, ha precisato che la sua iniziativa comunque è a sostegno di Zanonato. Ma Covi è diventato immediatamente il protagonista della scena quando gli abbiamo chiesto di commentare una parte della lettera di Pannella: "il ruolo di capitale del nordest è stato offuscato da una sinistra fama di città oscurantista, guadagnato con l'utilizzo demagogico di ordinanze tese a ledere le libertà di alcuni individui, solitamente i più deboli. Penso alla ridicola persecuzione di chi utilizza droghe leggere con un'ordinanza che si pone oltre la legge nazionale". «È vero - ha rincarato Covi - Zanonato è il sindaco dei forti e non dei deboli. Intendiamoci, io sono contro le droghe ma l'ordinanza ha sbagliato tutto. Incontro ragazzi che confondono droghe leggere e pesanti e che pensano, se li beccano, di cavarsela con una multa del sindaco, quando invece ci sono leggi pesanti a livello nazionale. A loro dico: attenti alle regole. E al sindaco dico ancora una volta che introdurre una promiscuità legislativa che può entrare in concorrenza con la legislazione nazionale è stato un errore. È come avere due arbitri in campo che fischiano un fallo. Le droghe arricchiscono le mafie e dunque per vincere bisogna rompere la prevedibilità delle misure delle istituzioni, uscire da certi modelli e capire dove nasce il mercato in mano ai nigeriani e agli albanesi. Le ordinanze valgono solo per la propaganda e qui in città per dieci voti siamo riusciti ad alzare muri di latta, fare ordinanze sulla tossicodipendenza e giocare sulla pelle degli immigrati». M.G.

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Auto a gas, i veronesi scoprono il risparmio (sezione: Province)

( da "Arena, L'" del 03-06-2009)

Argomenti: Province

Mercoledì 03 Giugno 2009 CRONACA Pagina 17 L'INCHIESTA. La scelta di questo tipo di carburanti coniuga l'interesse del privato cittadino con quello per la tutela del territorio, soprattutto in città Auto a gas, i veronesi scoprono il risparmio Metano e gpl si stanno diffondendo. La nostra provincia si conferma ai primi posti in Veneto Se il rispetto dell'ambiente portasse sempre vantaggi economici nelle tasche della gente probabilmente gli italiani sarebbero un popolo di «verdi» accaniti, con in testa proprio i veronesi. Il caso dei carburanti gassosi per l'auto trazione, metano e gpl, sembra rappresentare una perfetta comunione tra interesse privato e tutela del territorio: le emissioni prodotte dalla combustione dei due gas hanno un basso contenuto di sostanze inquinanti e una più bassa produzione di gas serra rispetto ai carburanti fossili. Dall'altro versante il costo dei gas si mantiene costantemente attorno al 50% in meno rispetto ai carburanti tradizionali: qualche giorno fa, per esempio, il distributore più conveniente della provincia era a Villafranca e vendeva il Gpl a 52 centesimi al litro; nello stesso giorno la benzina meno cara era venduta all'Auchan di Bussolengo: 1,179 al litro. Un paragone insostenibile. Un settore, quello del «gas», che negli ultimi tempi sta raddoppiando, se non triplicando le percentuali in ogni reparto che lo riguarda. Se la Norvegia tramite il suo ministro delle finanze ha proposto l'abolizione totale delle auto alimentate da carburanti tradizionali, il territorio veronese sviluppa da anni numeri interessanti sull'espansione del «sistema gas». Grazie ai dati forniti dal consorzio Ecogas, che raggruppa tutte le categorie che gravitano attorno al gas, dai costruttori ai gestori, possiamo calcolare che nel 2007 le auto «bi fuel» acquistate nella provincia di Verona, quindi già munite di impianto benzina-gpl, erano 464 e 2.036 invece quelle alimentate da sistemi a benzina-metano. Nel corso del 2008 le prime hanno raggiunto quota 1.475 e le seconde 2.387 unità; dati che consegnano alla provincia il primato nel Veneto. Secondo i dati del ministero dello Sviluppo economico, nel periodo gennaio-marzo del 2009 l'unico carburante a far segnare il segno «+» in Italia è stato proprio il Gpl: -5,9% per i consumi della benzina, -2,8 per quelli del gasolio e + 4,3 invece per il gpl. Le immatricolazioni del mese di aprile spiegano forse più di ogni altro commento l'orientamento degli italiani: 20.120 auto a Gpl, 13.561 a metano. Rispetto al 2008 sono rispettivamente + 338% e +125%, a fronte della diminuzione del 23% dell'acquisto di auto a benzina e del 16% di quelle alimentate a gasolio. La provincia di Verona, in tutto questo, si conferma nei primi posti anche per quanto riguarda la presenza di distributori di Gpl, che in Italia sono circa 3.000. Secondo il consorzio Ecogas la provincia di Verona ne conta oggi 50 e 2 invece di metano su un totale regionale di 278 per il Gpl di 79 per il metano, che in Italia però ne conta solamente 679. Per la distribuzione del gpl in Veneto solo Padova fa meglio: ne conta sei in più oltre ai 23 distributori di metano per cui Verona è fanalino di coda assieme a Belluno. Per concludere il nostro giro di cifre, a Verona città si contano 8 impianti che forniscono gpl e 1 di metano. All'inizio dell'anno il Comune aveva stanziato 40 mila euro a favore dei residenti che volessero convertire la propria auto all'alimentazione a gpl o metano; 150 euro per ogni richiedente cumulabili con gli incentivi del ministero dello Sviluppo Economico che prevede 350 euro per il gpl e 500 per gli impianti a metano. Ma quanto costa «trasformare» un'auto? Secondo il listino dei prezzi massimi del ministero, per il Gpl gli impianti vanno da un minimo di 800 euro ad un massimo di 1.800, a seconda della diversità tecnologiche degli impianti. Per quelli a metano, invece, il costo minimo è di 1.400 euro si può arrivare ad impianti da 2.400 euro. La spesa al netto dei contributi potrebbe essere di poche centinaia di euro ammortizzabili in un paio di «pieni».  

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Provinciali, è partito il conto alla rovescia (sezione: Province)

( da "Giorno, Il (Lecco)" del 03-06-2009)

Argomenti: Province

LECCO: PRIMO PIANO pag. 2 Provinciali, è partito il conto alla rovescia Sabato e domenica si dovrà scegliere fra i sei candidati in corsa per la carica di presidente ELEZIONI di CHIARA ERBA LECCO MENO TRE. Poco più di una manciata di ore e le urne verranno aperte. Tutti i residenti, alcuni dei quali dovranno votare anche per eleggere le nuove amministrazioni dei propri Comuni, 61 in tutto, sabato e domenica dovranno scegliere anche da chi farsi rappresentare a livello provinciale per i prossimi 5 anni. I sei candidati in corsa si sono giocati le ultime carte per riuscire a conquistare il maggior numero di sostenitori: comizi in piazza, manifestazioni, conferenze stampa, ospiti e politici vari che hanno esternato il proprio appoggio per uno o per l'altro aspirante presidente. L'obiettivo di ciascuno è quello di vincere alla prima tornata. QUESTE LE SEI LISTE nell'ordine che i residenti in provincia troveranno sulla scheda elettorale. In prima posizione, così come voluto dall'estrazione effettuata dalla Commissione elettorale istituita presso il Tribunale di Lecco a metà maggio, il candidato Daniele Nava sostenuto da: Lega Nord, Nuovo PSI, Popolo delle Libertà, il Centro per Nava Presidente, L'autonomia La destra - MPA - Alleanza di Centro, Democrazia Cristiana. Al secondo posto Franco Benoffi con il gruppo Provincie? No grazie; di seguito Marco Cariboni con l'Udc; quarta posizione per Samuele Rigamonti con Lega Lombardo Veneta; quinto Virginio Brivio con le liste Sinistra e Libertà, Azione positiva, Italia dei Valori, Partito Democratico; sesto il candidato Mario Moschetti con il Prc. OGNI CANDIDATO, sostenuto da una o più liste, ha esposto negli scorsi mesi il proprio programma elettorale. Per Daniele Nava la Provincia deve essere «utile, semplice e vicina al cittadino. L'amministrazione deve essere rivista nell'ottica del territorio e deve dare risposte concrete». Secondo Franco Benoffi e i suoi sostenitori «bisogna lavorare per ridurre i costi delle Province fino ad arrivare all'abolizione delle Province stesse. Ci deve essere un partecipazione dei cittadini nelle scelte prese da un Consorzio dei Comuni». Marco Cariboni individua nello sviluppo dei plessi scolastici, nell'ecologia e nella sistemazione della rete stradale gli obiettivi principali da perseguire. Lo schieramento di Samuele Rigamonti prevede «meno partitocrazia, meno burocrazia, più privato.Il principio regionalistico deve corrispondente alle esigenze e realtà locali. Occorre attivare ogni forma mirata allo sviluppo Socio-Economico. Pertanto dare inizio ad un graduale federalismo, che non è solo di carattere fiscale, ma che possa permettere alle Regioni compiti più determinati e specifici sul relativo territorio». Il presidente uscente Virginio Brivio ci riprova con l'intenzione di portare avanti «quello che fino ad oggi è stato fatto». Particolare attenzione ai servizi sociali, alla sanità, al mondo dell'occupazione e alle donne. Mario Moschetti ha invece posto l'attenzione sui bisogni dei cittadini a partire da un contributo per le bollette sempre più care e propone l'istituzione di un assessorato ai diritti dei consumatori. TUTTI COLORO che, nei giorni scorsi, si sono accorti di aver perso la propria tessere elettorale hanno potuto ritirarla ieri presso gli uffici rimasti appositamente aperti in Comune. Questi i collegi presso cui ogni cittadino potrà esprimere la propria preferenza presso i collegi di: Barzanò; Bellano; Calolziocorte1; Calolziocorte2; Casatenovo; Colico; Costamasnaga; Galbiate; Lecco1; Lecco2; Lecco3; Lecco4; Lecco5; Lecco6; Malgrate; Mandello del Lario; Merate1; Merate2; Merate3; Missaglia; Molteno; Monticello Brianza; Nibionno; Oggiono; Olginate; Osnago; Primaluna; Robbiate; Rovagnate; Valmadrera.

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(sezione: Province)

( da "Nazione, La (Lucca)" del 03-06-2009)

Argomenti: Province

CAPANNORI PIANA pag. 11 «Viabilità, scuole e tagli a consulenze» Ecco le priorità per Ceccarelli UDC E LISTA PICCHI Ceccarelli con Pezzotta LE CINQUE emergenze e priorità da affrontare in caso di elezione a sindaco di Capannori? Ad enunciarle è direttamente il candidato dell'Udc, Gaetano Ceccarelli. «DIMINUZIONE dei costi dello staff del sindaco afferma , delle spese di rappresentanza, pubblicizzazione ed eventi vari, consistente taglio degli incarichi di consulenza esterni mediante la valorizzazione ed il miglior utilizzo del personale interno, gestione più oculata e razionale delle società partecipate ad iniziare dall'Ascit e dall'Aquapur». «RAZIONALIZZAZIONE delle spese economali prosegue Ceccarelli . Revisione del sistema di applicazione dell'Isee, per ampliare la platea dei beneficiari dei sostegni erogati dal Comune. Potenziamento del servizio di Trasporto Sociale' in collaborazione con le associazioni di volontariato, per aiutare l'anziano nelle sue esigenze di spostamento quotidiane. Introduzione graduale del cosiddetto indice di equità familiare' per far pagare di meno le famiglie per quanto riguarda le bollette dell'acqua, gas, rifiuti. Agevolazioni per acquisto, costruzione ed affitto della prima casa da parte delle giovani coppie. Messa in atto di un piano straordinario per la manutenzione, ampliamento e messa in sicurezza degli edifici scolastici comunali, molti dei quali versano in condizioni di precarietà e spesso costituiscono anche fonte di pericolo per alunni e docenti. Completamento del ciclo di smaltimento dei rifiuti, con la realizzazione dell'impianto di compostaggio in luogo idoneo, scelto attraverso il confronto con la popolazione, escludendo tassativamente la costruzione di inceneritori sul nostro territorio. Revisione della Tia ( tariffa igiene ambientale ), con rimodulazione e riduzione dei costi a carico delle imprese artigiane, di quelle agrituristiche e dei negozi di vicinato. Conferma ed estensione delle esenzioni per le imprese agricole. Abolizione della tassazione di soffitte e pertinenze per ricovero attrezzi, poiché queste aree favoriscono la conservazione ed il riutilizzo dei materiali». «AVVIO immediato va avanti dell'iter per la modifica del regolamento urbanistico recentemente approvato dall'amministrazione Del Ghingaro, escludendo con chiarezza interventi di tipo speculativo, ma ampliando le possibilità di recupero del patrimonio edilizio esistente, anche consentendo tutti gli interventi di ampliamento, sopraelevazione ed adeguamento. Semplificazione delle procedure di rilascio dei permessi per costruire. Risposte concrete alle esigenze, anche di nuova edificazione, delle famiglie, delle piccole e medie imprese e dei negozi di vicinato, nel rispetto delle quantità previste dal vigente piano strutturale. «APPROVAZIONE prosegue progetto ed inizio lavori di realizzazione della nuova maglia viaria, già individuata nell'accordo sottoscritto nel marzo 2008 fra la Provincia di Lucca ed i Comuni di Lucca, Capannori, Porcari, Altopascio e Montecarlo, imperniata su assi viari nord-sud ed est-ovest, per sgravare dal traffico di attraversamento il viale Europa a Marlia e Lammari, la via Pesciatina a Lunata e Segromigno Piano, la via Chelini a Capannori, Tassignano e Paganico. Approvazione progetto ed inizio lavori, collegamento viario fra il casello del Frizzone' e la via Bientinese, che va ampliata, per alleggerire dal traffico la Sarzanese-Valdera a S.Leonardo, Pieve di Compito, Castelvecchio di Compito, Colle di Compito». «SEMPLIFICAZIONE delle procedure conclude finalizzate al rilascio delle autorizzazioni necessarie ad avviare nuove attività produttive, ed agevolazioni tributarie per favorire la nascita di nuove imprese e l'aumento dei posti di lavoro». Image: 20090603/foto/4018.jpg

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Un'agenda fitta di impegni sull'intero territorio provinciale per Feli... (sezione: Province)

( da "Messaggero, Il (Umbria)" del 03-06-2009)

Argomenti: Province

Mercoledì 03 Giugno 2009 Chiudi Un'agenda fitta di impegni sull'intero territorio provinciale per Feliciano Polli, candidato alla Presidenza della Provincia di Terni per la coalizione di centro sinistra. Stamattina alle 10,30 incontro con gli imprenditori agricoli iscritti alla Confederazione Italiana Agricoltori. L'appuntamento è presso la sede ternana della confederazione, in via Campofregoso 72. Alle 18 Feliciano Polli si sposterà invece ad Orvieto Scalo dove è previsto un incontro con tutte le Associazioni Venatorie del territorio. Infine in serata sarà a Castel Giorgio per una cena elettorale e successivamente andrà a Porano per incontrare alle 21 i cittadini nel centro storico. La giornata di campagna elettorale del candidato sindaco di Terni per il centrosinistra Leopoldo Di Girolamo prevede per oggi una giornata densa di appuntamenti. Si parte alle 8 con il volantinaggio al mercatino del Foro Boario. Alle 9 un incontro alla Confartigianato. Alle 11 la conferenza stampa all'aviosuperficie. Nel pomeriggio alle 17 è previsto un incontro con i cittadini del centro sociale Matteotti. Alle 21 presso l'Hotel Valentino Di Girolamo parteciperà all'iniziativa Sopravviverà in Italia il sistema pubblico dell'istruzione? Oggi il candidato a Sindaco di Terni Oltre Leo Venturi alle 7 incontrerà i dipendenti del Polo di mantenimento armi leggere, con un volantinaggio di fronte allo stabilimento di Viale Brin; alle 8 è previsto un altro incontro con volantinaggio davanti all'Asl e davanti agli Uffici Finanziari in via Bramante. Il candidato sindaco al comune di Terni Antonio Baldassarre sarà presente stamane al mercatino di via dello Stadio per incontrare i cittadini dalle ore 8:30; alle 18 sarà alla Confapi; alle 20 incontrerà l'Enpa resso il gazebo di piazza Europa, per poi essere alle 21 e 30 ad un incontro con la cittadinanza presso i giardini di via delle Palme zona Campitello. Giampaolo Cianchetta, candidato al consiglio comunale per la lista Badassarre Sindaco, incontrerà le casalinghe ternane per spiegare il progetto delle assicurazioni gratuite per le casalinghe oggi pomeriggio alle 17:30 presso il gazebo di piazza Europa. «Mi unisco a tutte le famiglie nel rilevare la grave carenza nella nostra città di strutture pubbliche idonee per le attività di tempo libero di bambini e ragazzi. Le famiglie hanno sempre maggiori difficoltà a garantire ai figli tempi sufficienti e stabili di aggregazione sotto forma di gioco libero e all'aperto». E' quanto sostiene Evi Meoni, pediatra e neuropsichiatra infantile, candidata della Lista Valigi. «Anche la scuola continua non soddisfa tali esigenze. Prevale, pertanto, la solitudine della TV e dei giochi elettronici ed a questa conseguono la depressione e i disturbi del comportamento, sempre più frequenti nei bambini. Per ogni bambino, il gioco è l'elemento educativo fondamentale, tanto da costituire una vera "terapia" quando egli presenta i sintomi di un disagio. Spetta all'amministrazione comunale il compito di colmare il "vuoto" del tempo libero con l'attuazione di un vero programma educativo e formativo che mi impegno fin da ora a promuovere. Esso deve prevedere la disponibilità di spazi idonei riservati a bambini da 3 a 14 anni, dotati in minima parte di strutture tradizionali e prevalentemente di "materiali naturali e di recupero" che consentano il coinvolgimento spontaneo e diretto dei soggetti». Si chiuderà all'insegna della musica e della ternanità la campagna elettorale della lista civica Terni Oltre che insieme a quella degli Abolizionisti della tassa Tevere-Nera sostiene il Candidato a Sindaco Leo Venturi e che candida alla Presidenza della Provincia di Terni Alessandra Robatto. Venerdì 5 luglio è in programma in Piazza dell'Olmo infatti un concerto del gruppo ternano degli Altoforno.La kermesse musicale prenderà il via alle 19 con l'esibizione di diverse band ternane per arrivare alle 21 e 30 quando sul palco saliranno appunto gli Altoforno.

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Secchiaroli: Non voteremo per la Provincia Anzi, siamo per l'abolizione di via Gramsci (sezione: Province)

( da "Messaggero, Il (Pesaro)" del 03-06-2009)

Argomenti: Province

Mercoledì 03 Giugno 2009 Chiudi Secchiaroli: «Non voteremo per la Provincia Anzi, siamo per l'abolizione di via Gramsci»

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ingegneri, chiesta l'abolizione dell'ordine (sezione: Province)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 03-06-2009)

Argomenti: Province

Pagina 3 - Udine Ingegneri, chiesta l'abolizione dell'Ordine La categoria si interroga sulla crisi che ha segnato il fatturato dei professionisti Segno meno nei fatturati degli ingegneri liberi professionisti caratterizzato da cifre che oscillano fra il 20 e il 30 per cento. La crisi, dunque, ha investito pesantemente anche il mondo dell'ingegneria, ma i problemi dell'Ordine della provincia di Udine, riunitosi nei giorni scorsi nella sede della Fondazione Crup di via Manin per l'assemblea di fine mandato del consiglio in carica (le nuove elezioni si terranno a settembre), hanno radici ben più profonde. Tant'è che, durante la riunione, da più parti è stata chiesta l'abolizione dell'Ordine. L'affidamento degli incarichi professionali è senz'altro il problema più stringente. «L'abolizione delle tariffe minime imposta dal decreto Bersani - ha spiegato il presidente uscente dell'ordine, Gianpaolo Guaran -, combinata con la procedura concorsuale stabilita dalla legge Meloni, fanno sì che l'assegnazione dei bandi sia uno spietato gioco al ribasso che lascia i professionisti senza paracadute. La centralità del progetto, dunque, ha lasciato il campo a favore dello sconto più alto dimenticando che è la qualità la caratteristica fondante di un'opera. Per questi motivi proponiamo l'utilizzo di criteri che premino l'offerta che si avvicina alla media dei ribassi e non il ribasso minimo». Ma è proprio su questo punto che si gioca la seconda importante partita dell'ordine. Esistono, infatti, due correnti interne agli ingegneri: i liberi professionisti (interessati a evitare il ribasso minimo) e i dipendenti di enti pubblici o di aziende (che hanno tutto l'interesse a far risparmiare i committenti). Quindi l'ordine quale delle due cause dovrebbe perorare? È stato l'ingegner Giuliano Parmegiani, per primo, a sollevare il problema: «L'ordine è un organo svuotato delle sue funzioni, se deve continuare a operare in questo modo è meglio abolirlo». Della stessa opinione anche il presidente Guaran: «Se dobbiamo rappresentare tutti rischiamo di non rappresentare nessuno - si è sfogato -, è la struttura stessa della categoria a essere insufficiente: o ci adeguiamo o chiudiamo». Al termine della riunione, decisamente movimentata considerata anche la mozione di Maurizio Pighin che ne chiedeva l'immediata sospensione, richiesta bocciata dall'assemblea, è stata presentata anche la nuova sede dell'Ordine degli ingegneri di Udine e, probabilmente, anche delle altre categorie tecniche di architetti, geometri e periti, tutti ospitati nell'ex edificio della Vinicola udinese di via Marsala, in fase di acquisto da parte della Cassa italiana geometri. (m.z.)

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l'ex sindaco belfi scende in campo per i magredi (sezione: Province)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 03-06-2009)

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San Quirino. «Corrado Della Mattia chiarisca quali decisioni intende assumere rispetto a questo particolare habitat» L'ex sindaco Belfi scende in campo per i magredi SAN QUIRINO. S'infiamma il dibattito politico, a San Quirino, sul tema dei magredi. A gettare benzina sul fuoco, l'intervento dell'ex sindaco Liliana Belfi, prima cittadina dal 1988 al 1997. Da sempre contraddistinta dal basso profilo mantenuto negli anni successivi alla conclusione della sua vita amministrativa, di fronte alla polemica sui magredi ha deciso di intervenire e, in maniera diretta, attaccando l'attuale primo cittadino, Corrado Della Mattia. «L'attuale sindaco - dichiara in un comunicato - componente del comitato cittadino per la salvaguardia dei magredi dal 1986 in poi, entrato nella pubblica amministrazione sull'onda di una lunga e sofferta battaglia ambientale, è pregato, per onestà intellettuale, prima delle prossime elezioni provinciali, a dire con assoluta chiarezza quali decisioni, proposte, iniziative vorrà prendere per i magredi, da quali forze e personaggi politici è appoggiato per quanto riguarda questo argomento e quali sono le imprese agricole che intendono costruire cantine e altro nei territori magredili». Un attacco diretto, insomma, che non lascia spazio a fraintendimenti. In questo senso, l'ex sindaco Belfi cita a chiare lettere le imminenti elezioni provinciali nelle quali il primo cittadino è candidato, e continua: «Sono sicura di ottenere dall'attuale sindaco una chiara risposta che metterà al corrente gli abitanti di San Quirino, della provincia e della regione su quanto l'attuale amministrazione comunale intende decidere». Della Mattia, insieme alla Lega nord, ha infatti presentato agli assessori regionali competenti un'ipotesi di riperimetrazione delle aree di protezione dei magredi, considerate non corrispondenti alla situazione reale, facendo successivamente leva su Governo e Unione europea. Un disegno di cui l'ex prima cittadina si dichiara non concorde, ritenendo che «i magredi debbano essere tutelati dai vari enti nel superamento di interessi particolaristici». Analoghe considerazioni sono state espresse, in occasione di una recente assemblea, dal candidato alle provinciali Stefano Santarossa, dal consigliere regionale Piero Colussi e dai rappresentanti di Wwf e Lega abolizione caccia. «I Magredi vanno protetti - hanno dichiarato - perchè si tratta di ambiente unico nel suo genere. Ciò di cui si deve pensare, adesso, è l'attuazione dei piani di gestione per introdurre le regole di comportamento all'interno dei Magredi». (l.v.)

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Prefetture, no di Scajola ai tagli Si va verso lo "sportello unico" (sezione: Province)

( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 03-06-2009)

Argomenti: Province

Prefetture, no di Scajola ai tagli Si va verso lo "sportello unico" E Calderoli liquida l'Euroregione: «Non si sa cosa sia» Mercoledì 3 Giugno 2009, Redipuglia Il ministro per lo Sviluppo economico, Claudio Scajola, a Redipuglia ha sottolineato come la festa del 2 giugno serva «per rinsaldare le fondamenta civili e morali della Repubblica, per rafforzare l'identità nazionale e per alimentare il dialogo tra cittadini e istituzioni». Scajola è intervenuto in rappresentanza del Governo alla cerimonia per la festa della Repubblica al Sacrario Militare dove, accompagnato dal presidente della Regione, Renzo Tondo, ha deposto una corona d'alloro alla tomba del Duca d'Aosta. «Sono contrario all'abolizione delle Prefetture»: ha detto rispondendo alle domande dei giornalisti. «Non c'è dubbio - ha aggiunto - che c'è stata una proliferazione di Province in questo Paese e questo ha portato come conseguenza a una proliferazione di tutti gli organi periferici dello Stato. Personalmente però - ha concluso - sono assolutamente contrario a ogni eliminazione delle Prefetture». E da Azzano Decimo ha precisato il ministro per la Semplificazione normativa Roberto Calderoli: «Non si tagliano le Prefetture, ma si realizzeranno Uffici Territoriali del Governo, in modo di accentrare tutti i vari uffici del Governo, razionalizzando e rendendo un servizio migliore al cittadino». «Le Province - ha detto Calderoli a margine di un comizio elettorale - non sono degli enti inutili: ci sono più di 30 mila enti intermedi inutili, che vanno soppressi. Le Province rappresentano l'anello fondamentale tra il Comune e la Regione». Calderoli ha liquidato così il tema della collaborazione transfrontaliera fra Friuli Venezia Giulia, Carinzia e Veneto: «Di Euroregione si parla qui, ma in tutto il resto del mondo non si sa cosa sia». «Il Friuli Venezia Giulia - ha proseguito Calderoli - è una Regione a Statuto Speciale, però abbastanza in equilibrio tra il ricevere e il fare. Diversamente da altri, dovrà temere chi ha ricevuto di più e questi dovrà abituarsi a ricevere meno». Infine ha parlato degli attentati dei giorni scorsi alle sedi della Lega: «Siamo preoccupati per questa escalation di attentati nei confronti delle sedi della Lega - ha affermato Calderoli - anche perché c'è stata una concentrazione, anche geografica, rispetto a queste azioni». «È evidente - ha concluso - che quella che dà più fastidio rispetto a uno status quo e a un non cambiamento è la Lega, che nasce con l'obiettivo di riformare questo Stato, questo Paese. E lo faremo comunque».

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