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DOSSIER “ABOLIAMO LE PROVINCE!” |
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toARTICOLI DEL 19-27 dicembre
2008 #TOP
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Articoli
Province (75)
La prima stranezza è la reazione degli amministratori
pubblici e quindi dei politici. ...
( da "Alto
Adige" del 19-12-2008)
Argomenti: Province
Abstract: In mancanza di spiegazioni ufficiali sul «taglio» del treno e su comprensibili spiegazioni da parte di Trenitalia, il tarlo del sospetto sta «lavorando» con sempre maggiore insistenza: vuoi che l'abolizione dell'Eurostar sia stata una manovra concordata per fare un favore al servizio di trasporto aereo? Ezio Danieli
Casini:
l'Udc è il centro moderato ( da "Giornale di Brescia"
del 19-12-2008)
Argomenti: Province
Abstract: Nel programma del Pdl si prevede l'abolizione delle Province. Noi diciamo che vanno riviste le autonomie locali per non appesantire burocraticamente il cittadino e non aumentare la spesa». Il tema della giustizia può essere un terreno d'incontro trasversale alle forze politiche?
Concesio
Polo scolastico, progetto da 4 milioni (
da "Giornale
di Brescia" del 19-12-2008)
Argomenti: Province
Abstract: abolizione dell'Ici sulla prima casa. L'Ici era immediatamente disponibile per i Comuni, avendo optato per la riscossione diretta, ora invece si deve attendere la liquidazione dallo Stato con ripercussioni sul fondo di cassa. Nella manovra finanziaria per il 2009 è inoltre previsto un ulteriore taglio del contributo ordinario del 3%
Province
da salvare ma risparmiare si può ( da "Arena, L'"
del 19-12-2008)
Argomenti: Province
Abstract: Abbiano avviato una controffensiva efficace alla campagna di abolizione delle Province. Mi fa piacere constatare che anche il presidente Melilli non intende difendere l'indifendibile. Anche le Province stanno dalla parte di chi vuole combattere gli sprechi. Ci si è sbagliati al non opporsi in passato all'istituzione di quegli enti di dimensioni troppo piccole.
Il
commissario Foscolo debutta al Platano
( da "Arena,
L'" del 19-12-2008)
Argomenti: Province
Abstract: a me spetta fare una fotografia dell'ente, redigere una proposta di come far tornare tutto agli enti locali». L'abolizione delle comunità montane è servita per risparmiare: «La soppressione di alcuni di questi enti è stata prevista dalla Finanziaria proprio per conseguire dei risparmi nella spesa pubblica».
approvo
il nuovo tracciato ( da "Messaggero Veneto, Il"
del 19-12-2008)
Argomenti: Province
Abstract: È molto più sicuro e comodo svoltare in via Mezzasacca, viale Centrale, piuttosto che in via Tridentina o via Mercato. Per la cronaca, segnalo che i civici dispari di via Tridentina raccolsero firme e ottennero l'abolizione dei pullman. Era ora di immettere gli autobus su viale Europa! Dottor Luca Cossutti
Zenti:
Tavolo istituzionale per le famiglie in difficoltà
( da "Corriere
del Veneto" del 19-12-2008)
Argomenti: Province
Abstract: avviare un tavolo di lavoro con la Provincia e alcuni sindaci in modo da concertare una serie di azioni positive a sostegno delle famiglie». L'incontro ha affrontato anche il tema dell'abolizione delle Province, che il vescovo ha difeso: «Se le province fossero abolite - ha detto Zenti - il rischio è forse di una statalizzazione delle Regioni lontane dai problemi del territorio»
Casini:
Lega, no diktat Le province? Da abolire
( da "Bresciaoggi(Abbonati)"
del 19-12-2008)
Argomenti: Province
Abstract: abolizione delle province». Così Pierferdinando Casini ieri sera a Brescia, poco prima di intervenire alla cena natalizia organizzata dal partito provinciale al PalaBrescia, e a cui sedevano 800 commensali. Reduce da un incontro con i segretari provinciali lombardi che non l'ha messo di buon umore, in una saletta abbastanza triste che non gli ha risollevato l'
NON
ME ne voglia, ma a me questa battaglia per l'abolizione delle Province sembra
un po... ( da "Nazione, La (Firenze)"
del 19-12-2008)
Argomenti: Province
Abstract: abolizione delle Province sembra un po... NON ME ne voglia, ma a me questa battaglia per l?abolizione delle Province sembra un po? come quando Starace saltava nel cerchio di fuoco per dimostrare la virilità italiana. Una esibizione muscolare tutta apparenza e niente sostanza.
CARO
NAZIONE, io non capisco perché anche il vostro giornale non conduca una
campagn... ( da "Nazione, La (Firenze)"
del 19-12-2008)
Argomenti: Province
Abstract: abolizione delle Province. Mi chiedo da sempre, infatti, quale sia l?utilità reale di questo ente pubblico, se non quello di dare un posto di lavoro a qualche politico di professione. Un ente senza competenze forti e adesso privo anche di rappresentatività simbolica: da quando le targhe sono state cambiate,
Si
vota il 6 e 7 giugno, Cesetti: <Impossibile che il Governo ci stoppi>
( da "Resto
del Carlino, Il (Ascoli)" del
19-12-2008)
Argomenti: Province
Abstract: Sarebbe un atto gravissimo di esproprio dell?autorità del Parlamento, che ha approvato le leggi istitutive delle tre nuove Province, e della volontà popolare. Il disegno di legge costituzionale recentemente presentato sull?abolizione di tutte le Province seguirà il suo complesso iter e vedremo se troverà l?
i
miei primi cinque anni di buon governo
( da "Nuova
Venezia, La" del 19-12-2008)
Argomenti: Province
Abstract: in parte dismettendo le partecipazione dell'autostrada Venezia-Padova». Davide Zoggia sottolinea poi il virtuosismo dell'Ente: «Il meno indebitato del Veneto assieme a Verona - sottolinea -. Abbiamo rispettato in pieno il patto di stabilità». L'abolizione della Provincia? «Siamo pronti a ridiscuterne il ruolo - dice Zoggia -.
Consiglio
Direttivo Upi: il 30 gennaio mobilitazione nazionale delle Province contro
l'abolizione ( da "Sestopotere.com"
del 19-12-2008)
Argomenti: Province
Abstract: il 30 gennaio mobilitazione nazionale delle Province contro l?abolizione (19/12/2008 12:36) | (Sesto Potere)-Rimini-19 dicembre 2008 - Il 30 gennaio prossimo in tutta Italia le Province convocheranno Consigli Provinciali straordinari per discutere con i rappresentanti dei partiti, delle imprese, dei sindacati, delle forze sociali e con i cittadini,
Contenimento
della spesa e rispetto del patto di stabilità <Onorato il nostro mandato>
( da "Gazzettino,
Il (Venezia)" del 19-12-2008)
Argomenti: Province
Abstract: Quanto all'accesa questione sull'abolizione o meno delle Province, Zoggia risponde così alle domande dei giornalisti: Sono disposto a parlarne, ma se si eliminano le Province allora deve essere riformato tutto il sistema dello Stato, a partire dalla riduzione del numero di parlamentari.
Il
ruolo delle Province va affrontato Si fa la riforma o si va all'abolizione?
( da "Gazzettino,
Il (Rovigo)" del 19-12-2008)
Argomenti: Province
Abstract: INTERVENTO Il ruolo delle Province va affrontato Si fa la riforma o si va all'abolizione? di Dante Buson * Da tempo in politica si dibatte sull'utilità delle province e sono molti coloro che sostengono che la loro abolizione porterebbe ai cittadini più benefici, in termini di riduzione della spesa pubblica, che svantaggi.
Sull'abolizione
delle Provincia Agostini interroga Maroni
( da "Quotidiano.it,
Il" del 19-12-2008)
Argomenti: Province
Abstract: Sull'abolizione delle Provincia Agostini interroga Maroni Roma | Il parlamentare del Partito Democratico ha presentato un'interrogazione scritta al Ministro degli Interni per fare chiarezza sulla questione della divisione dei beni delle nuove Province.
Mosele
fa l'ultimo bilancio e lancia Pastorello <Auspico la continuità>
( da "Corriere
del Veneto" del 20-12-2008)
Argomenti: Province
Abstract: Cosa ne pensa del dibattito sull'abolizione delle Province? «Il dibattito sul ruolo delle Province è sempre più attuale, dal momento che occorre fare i conti con le risorse a disposizione. Ma bisogna salvaguardare gli enti virtuosi, che operano nel rispetto delle regole e per gli interessi dei cittadini.
Podestà:
<Non temo Penati, sono pronto alla sfida>
( da "Giornale.it,
Il" del 20-12-2008)
Argomenti: Province
Abstract: chiacchierando con i cronisti a margine della festa natalizia del Popolo della Libertà ha anche ricordato che c'è un dibattito «in corso sul tema dell'eventuale abolizione della Provincia e che si attende ai livelli più alti una precisa definizione della questione». © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G.
nessuna
presenza "impropria" nell'ufficio della dirigente
( da "Messaggero
Veneto, Il" del 20-12-2008)
Argomenti: Province
Abstract: consiglio provinciale di Gorizia nel corso della quale ha trovato ampia eco la campagna stampa portata avanti a livello nazionale in particolare dal quotidiano "Libero" per l'abolizione delle Province. Il presidente del consiglio goriziano Alessandro Fabbro ha dato lettura di una lettera del presidente dell'Unione Province d'Italia (l'Upi) Fabio Melilli nella quale si sottolinea che «
Bruni
sta con Frantellizzi <Carioni è troppo ideologico>
( da "Corriere
Di Como, Il" del 20-12-2008)
Argomenti: Province
Abstract: sul tema dell'abolizione dei Palazzi del Governo lanciato dal numero uno di Villa Saporiti. «Lo Stato sta facendo una strettissima e rigorosa riflessione sul contenimento dei costi - ha aggiunto il primo cittadino - Può darsi che la strutturazione attuale delle Prefetture non sia quella ideale e possa anche essere modificata e migliorata.
I
Sindaci in Provincia per la Città Metropolitana
( da "Italia
Sera" del 20-12-2008)
Argomenti: Province
Abstract:
abolizione
dell'attuale Comune di Roma e della Provincia di Roma, nonché la trasformazione
degli attuali municipi di Roma e dei 121 comuni della Provincia in comuni
metropolitani. Questa è la sfida da vincere per dare risposte concrete ai
cittadini di Roma e dell'hinterland, e per ridurre i livelli istituzionali da
E
se avessero soppresso il treno per dare una mano all'aereo?
( da "Trentino"
del 21-12-2008)
Argomenti: Province
Abstract: In mancanza di spiegazioni ufficiali sul «taglio» del treno, il tarlo del sospetto sta lavorando con sempre maggiore insistenza: vuoi che l'abolizione dell'Eurostar sia stata una manovra concordata per fare un favore al servizio di trasporto aereo? Ezio Danieli
Ordine
degli architetti: vogliamo una legge quadro (
da "Giornale
di Brescia" del 21-12-2008)
Argomenti: Province
Abstract: crescita dei nuovi iscritti si mantiene sui livelli dello scorso anno (un incremento del 25% rispetto alla media del periodo 1990-2000). Luigi Mirizzi, del Consiglio nazionale degli Architetti, è entrato nel merito di problemi generali connessi alla legge sull'architettura e all'abolizione del tariffario minimo, a partire da una distinzione fra incarichi pubblici e incarichi privati.
sante
sguotti dirà messa a natale concelebrerò anche con milingo - gianni biasetto
( da "Mattino
di Padova, Il" del 21-12-2008)
Argomenti: Province
Abstract: della Chiesa. In particolar modo quelle sull'abolizione del celibato nel clero e sulla piena riammissione dei cattolici divorziati e dei separati conviventi. «La visita di Milingo non era prevista, è stata decisa all'ultimo momento e non abbiamo avuto il tempo per parlarci - spiega Sante Sguotti - Nelle prossime ore penso di incontrarlo per programmare quelle che saranno le messe
promossa
la giunta casarin ( da "Mattino di Padova, Il"
del 21-12-2008)
Argomenti: Province
Abstract: del ruolo di coordinamento delle attività dei Comuni, nonostante proprio Casarin abbia intuito in anticipo la «rivolta dei sindaci» nei confronti della Finanziaria. Gli amministratori di palazzo santo Stefano vengono «bocciati» solo in tre... materie. L'abolizione delle auto blu, che per il 59% sembra essere la minima dimostrazione di saper rinunciare ai privilegi della politica.
<Basta
con la Provincia inutile tutta tasse e giochi finanziari>
( da "Giornale.it,
Il" del 21-12-2008)
Argomenti: Province
Abstract: la Provincia ha totalmente dimenticato il suo ruolo e si è data solo a investimenti finanziari e a incrementare le tasse». È in corso un dibattito per l'abolizione della Provincia. È davvero un ente inutile? «Oggi abolire la Provincia vuol dire mettere in discussione la manutenzione delle strade, delle infrastrutture e delle scuole.
Abolirle
èuna perdita di democrazia ( da "Tempo, Il"
del 21-12-2008)
Argomenti: Province
Abstract: Tutti nei loro interventi, davanti ad una folta platea di studenti delle scuole superiori, si sono detti fortemente contrari alla abolizione delle Province. «La Costituzione è un testo chiaro - ha detto la Pezzopane - con qualche ruga che va eliminata, proprio come una donna di 60 anni».
Oderzo
(an.fr.) Forza Italia è oggi in piazza per ...
( da "Gazzettino,
Il (Treviso)" del 21-12-2008)
Argomenti: Province
Abstract: Forza Italia è oggi in piazza per raccogliere le firme a sostegno delle candidature di coloro che parteciperanno al primo congresso nazionale del Pdl. «Con l'occasione - dice il coordinatore Marcello Ferri - invitiano anche le persone a firmare per l'abolizione delle province, secondo il progetto che sta portando avanti il ministro Sacconi.
IL
CONSIGLIO dei Ministri ha approvato giovedì i quatt...
( da "Resto
del Carlino, Il (Rovigo)" del
22-12-2008)
Argomenti: Province
Abstract: nelle classi prime delle superiori (se non vi saranno intoppi) dal settembre 2010. Ecco le principali novità in rapporto al nostro territorio. Scuola dell?infanzia: ci si potrà iscrivere a partire dai due anni e mezzo. Scuola elementare: abolizione del modulo dei docenti, introduzione progressiva (dalla classe prima) del maestro unico di riferimento,
L'ex
palazzo comunale restaurato è un grande risultato, ma non è finita. Una...
( da "Messaggero,
Il (Pesaro)" del 22-12-2008)
Argomenti: Province
Abstract: con il rinnovo di giunte e consigli comunali anche all'abolizione del decentramento e delle circoscrizioni. E sparirà anche la Sesta circoscrizione, quella del San Bartolo, che in questi anni si è battuta per ridare nuova linfa all'ex palazzo comunale di Fiorenzuola di Focara, inaugurato ieri mattina.
La
casta, Upi: "il 30 gennaio mobilitazione nazionale contro l'abolizione
delle Province" ( da "Sestopotere.com"
del 22-12-2008)
Argomenti: Province
Abstract: il 30 gennaio mobilitazione nazionale contro l'abolizione delle Province" (22/12/2008 09:41) | (Sesto Potere) - Roma - 22 dicembre 2008 - Il 30 gennaio prossimo in tutta Italia le Province convocheranno Consigli Provinciali straordinari per discutere con i Comuni, i rappresentanti dei partiti, delle imprese, dei sindacati, delle forze sociali e con i cittadini,
ABRUZZO:
PAGANO (PDL), SINISTRA FA SALTARE ABOLIZIONE NORMA SU PRECARI.
( da "Asca"
del 22-12-2008)
Argomenti: Province
Abstract: il tema della abrogazione della contestatissima norma relavita alla stabilizzazione dei Cococo e dei cosiddetti portaborse (art.24 e 25 della legge regionale 17/2008), gia' impugnata dal Consiglio dei Ministri. Tale provvedimento - ricorda Nazario Pagano, capogruppo di Fi nel Consiglio regioanle abruzzese - e' destinato ad essere cancellato,
Lo
spurgo del Pd: doloroso, ma necessario
( da "Trentino"
del 23-12-2008)
Argomenti: Province
Abstract: sì ad un piano di sostegno dell''economia - che sia reale e non dia carità - con meno tasse in busta paga e pensioni più dignitose. Il tutto con fondi dove si dovrebbero reperire: abolizione delle Province nelle Regioni a Statuto Ordinario, lotta all'evasione fiscale (che quest'anno è aumentata del 30% con una perdita secca di 90 milardi di euro!
n
Ricordo di Matteo Lunelli E così caro Matteo ci hai lasciato
( da "Adige,
L'" del 23-12-2008)
Argomenti: Province
Abstract: sì ad un piano di sostegno dell''economia, che sia reale, ma che non sia carità, con meno tasse in busta paga e pensioni più dignitose; il tutto con reperimento di fondi dove si dovrebbero reperire: abolizione delle Province nelle Regioni a Statuto Ordinario, lotta all'evasione fiscale (che quest'anno è aumentata del 30% con una perdita secca di 90 milardi di euro!
fontanini:
prefetture inutili bastano le nostre autonomie
( da "Messaggero
Veneto, Il" del 23-12-2008)
Argomenti: Province
Abstract: abolizione delle Province? «In questi mesi la Lega si è dichiarata fortemente a difesa delle Province perché ci rendiamo conto che serve un ente che difenda un'identità e un ruolo di area vasta. Del resto, non posso immaginare un Friuli senza la Provincia di Udine, salvo non ristrutturare la nostra regione creando l'area metropolitana per Trieste e la Regione del Friuli»
<No
a proposte per cancellare le province Il piano rifiuti pronto entro fine
gennaio> ( da "Giorno, Il (Varese)"
del 23-12-2008)
Argomenti: Province
Abstract: abolizione delle province proprio non gli va giù. «Ci vuole un livello di governo intermedio - chiarisce - fra Comuni ed enti superiori, tanto più che le Province si occupano di questioni che le amministrazioni locali non possono trattare, come le strade di collegamento o le scuole».
Contro
l'abolizione il 30 gennaio Consigli provinciali straordinari
( da "Eco
di Bergamo, L'" del 23-12-2008)
Argomenti: Province
Abstract: Unione Province d'Italia) per il 30 gennaio, quando in tutta la Penisola le Province convocheranno Consigli provinciali straordinari per discutere con i rappresentanti dei partiti, delle imprese, dei sindacati e i cittadini, «per difendere la dignità delle istituzioni e ribadire la necessità di aprire un confronto reale sulla riorganizzazione del sistema istituzionale del Paese»
Un'occupazione
che cambiò le anime ( da "Resto del Carlino, Il (Pesaro)"
del 23-12-2008)
Argomenti: Province
Abstract: urbinate presentò al Rettore una serie di richieste sui piani di studio delle Facoltà di Lettere-Filosofia, e di Magistero. Eccone alcune: «Abolizione di ogni forma di controllo preventivo quali tesine, colloqui ed altri» (n. 2). «Sessione continuata d?esami» (n. 3). «Libera scelta del corso monografico e facoltativa sostituzione con un lavoro individuale o collettivo di ricerca» (n.
<La
Provincia è il seme del federalismo>
( da "Corriere
del Veneto" del 23-12-2008)
Argomenti: Province
Abstract: il loro mantenimento o la loro abolizione – ammonisce il presidente vicentino – essere una questione economica. Perché le risorse finanziarie derivano essenzialmente da prelievi locali e non dallo Stato centrale: possiamo dire che al momento le entrate della Provincia siano l'unico esempio di federalismo fiscale.
portaborse,
lite sul ritiro delle legge ( da "Centro, Il"
del 23-12-2008)
Argomenti: Province
Abstract: di Maurizio Piccinino Portaborse, lite sul ritiro delle legge Passa il bilancio provvisorio sulle assunzioni il Pd si spacca PESCARA. Passa l'esercizio provvisorio del bilancio regionale ma è scontro sull'abolizione della norma sui portaborse. Uno stop alla legge fatta saltare da alcuni esponenti del Pd e dei Verdi.
Cara
Lega, ora c'è bisogno di... ( da "Giornale.it, Il"
del 23-12-2008)
Argomenti: Province
Abstract: Lo stesso rifiuto della Lega di accettare l?abolizione delle province mostra che l?interesse del partito di Bossi è quello espresso dagli amministratori locali delle province minori, l?elettorato valligiano in cui maggiormente si fonda la Lega. Se Bossi non ha compreso che i tempi della grande crisi mondiale partiti dall?
Fontanini:
<Cancellare gli enti intermedi>
( da "Gazzettino,
Il (Udine)" del 23-12-2008)
Argomenti: Province
Abstract: si potrebbe abolire anche la Provincia di Trieste. Tracciando un bilancio dell'anno che sta per concludersi l'Amministrazione provinciale fa il punto sul lavoro portato avanti in questi mesi e ribadisce la richiesta alla Regione per l'abolizione degli enti intermedi, in un'ottica di semplificazione amministrativa e razionalizzazione dei costi.
<Le
Province non vanno abolite, bisogna rivedere le loro competenze>
( da "Gazzettino,
Il (Vicenza)" del 23-12-2008)
Argomenti: Province
Abstract: quei settori in cui la dimensione intermedia della Provincia è l'unica in grado di garantire allo stesso tempo un intervento indirizzato alla comunità ma rispettoso del singolo.Piuttosto, allora, di parlare di abolizione delle Province sarebbe più opportuno razionalizzare la suddivisione delle competenze tra enti, in modo da non creare ridondanti sovrapposizioni e inutili doppioni.
<È
una proposta lungimirante: se la stessa lungimiranza ...
( da "Gazzettino,
Il (Treviso)" del 23-12-2008)
Argomenti: Province
Abstract: idea del macrocomune Conegliano-Vittorio Veneto lanciato dai sindaci delle due città Maniero e Scottà: «Sarà la grande capitale della Sinistra Piave, l'idea di unire due grandi comuni sarebbe un esempio forte anche per l'Italia in un momento in cui si dibatte di abolizione delle Province e di aggregazione di comuni piccoli».
Macrocomune,
Gava sottoscrive: <Partiamo>
( da "Gazzettino,
Il (Treviso)" del 23-12-2008)
Argomenti: Province
Abstract: diventare un punto di riferimento non solo per il Veneto ma anche per l'Italia in questo momento in cui tanto si dibatte di abolizione delle Province e di aggregazione di comuni piccoli». Piace a Fabio Gava, deputato coneglianese del Pdl, l'ipotesi, lanciata dai sindaci Maniero e Scottà, di creare un grande comune dell'Alta Marca, superando le attuali delimitazioni territoriali.
Un
Natale indimenticabile auguri ai blogger
( da "Giornale.it,
Il" del 23-12-2008)
Argomenti: Province
Abstract: occasione vera per ridurre costi della politica e dello Stato. Voglio essere ottimista, su questo punto, anche se il no della Lega all'abolizione della Province non mi pare un bel gesto.). Infine l'economia, la crisi. La vulgata propagandistica e certe analisi "semplicotte" in molti casi si riducono a uno slogan, ripetuto all'infinito: governo insufficiente,
Bilancio
2008, Confagricoltura: Spingere sull'export
( da "Velino.it,
Il" del 23-12-2008)
Argomenti: Province
Abstract: abolizione delle province”. L?ombra della crisi si allunga e rischia nel 2009 di trasformarsi in una vera e propria recessione. E molte aziende, soprattutto quelle a conduzione familiare, non sono pronte per fronteggiare una situazione che si preannuncia molto difficile.
Per
le Europee tra Pdl e Pd spunta la riforma del 90 minuto
( da "Panorama.it"
del 23-12-2008)
Argomenti: Province
Abstract: definitivo tracollo della stagione veltroniana e forse la stessa sopravvivenza del partito che ha messo insieme Ds e Margherita. Senza contare che anche per Veltroni l'abolizione delle preferenze sarebbe vantaggiosa, consentendogli di attribuirsi la parola definitiva sulla scelta degli eletti a scapito dei suoi avversari interni,
Il
decalogo del Carroccio ( da "Gazzetta di Mantova, La"
del 24-12-2008)
Argomenti: Province
Abstract: utilizzo di strutture non a norma per riunioni, assembramenti di persone di cui non sia immediatamente accertabile l'identità, eccetera); no a moschee o centri culturali islamici; accento sul concetto giuridico di cittadinanza. La Lega aggiunge idealmente anche il mantenimento delle Province e l'abolizione delle Prefetture. (r.n.)
venturi:
la provincia, ente utile ( da "Tirreno, Il"
del 24-12-2008)
Argomenti: Province
Abstract: lavoro e il piano di sviluppo rurale (39 milioni di euro dall'Ue per i due progetti), l'inaugurazione della variante del Fossetto in Valdinievole, il protocollo per il raddoppio della ferrovia Pistoia-Montecatini. Questi i risultati più importanti dell'anno di lavoro amministrativo. Eppure c'è chi fa il tifo per l'abolizione delle Province...
abolizione
delle prefetture, stop di pdl e udc a fontanini
( da "Messaggero
Veneto, Il" del 24-12-2008)
Argomenti: Province
Abstract: Udine Abolizione delle Prefetture, stop di Pdl e Udc a Fontanini Ciani (An): perché difende le Province? Galasso (Fi): fuga in avanti. Tesolat (Udc): è competenza dello Stato La richiesta del presidente della Provincia Fontanini di azzerare le prefetture e ridimensionare e azzerare alcuni enti intermedi infiamma il dibattito dentro il centrodestra.
Impianti
tecnologici, poca chiarezza Ipotizzata l'abolizione della categoria Og11 con la
riforma ( da "Italia Oggi"
del 24-12-2008)
Argomenti: Province
Abstract: Indietro Impianti tecnologici, poca chiarezza Ipotizzata l'abolizione della categoria Og11 con la riforma APPALTI E QUALIFICAZIONE Di Pietro Sbaffi La proposta di Bentley Soa vuole riportare trasparenza nel sistema di qualificazione è luogo comune dire che ogni legge è perfettibile, ovvero suscettibile di miglioramento;
Dalla
polizia alla politica, nel nome del padre
( da "Nazione,
La (Firenze)" del 24-12-2008)
Argomenti: Province
Abstract: Lotta dura agli sprechi della politica. Con un pallino: l?abolizione delle Province. Ecco una delle dichiarazioni (stile inconfondibile, Tonino insegna): «L?Italia dei Valori non sta ferma a guardare. Ogni anno aumentano a dismisura i costi della politica, nonostante gli impegni verbali che la classe politica prende in ogni campagna elettorale.
Non
c'è tregua neanche a Natale, per la diatriba sulla tassa per la bonifica del
Tevere-Ne... ( da "Messaggero, Il (Umbria)"
del 24-12-2008)
Argomenti: Province
Abstract: Vittorio Contessa accusava già nei giorni scorsi gli abolizionistti di nascondere dietro al «falso problema» della tassa la visibilità politica, soprattutto per l'associzione Terni oltre. Ma è botta e risposta pure sui numeri. All'indomani degli incontri ad Attigliano e Lugnano gli abolizionisti, tramite il sito internet della Uil Fpl, parlano già di 600 richieste di ricorso raccolte.
Enti,
le Province non sono il <male>
( da "Corriere
del Mezzogiorno" del 24-12-2008)
Argomenti: Province
Abstract: Gli abolizionisti, infatti, usano l'argomento sbagliato e cioè i costiCon ben maggiore credibilità e seguito anche culturale si dovrebbe sostenere, piuttosto, la necessità della rivisitazione dell'attuale fisionomia della Provincia ed in un quadro che interessi le stesse Regioni e i Comuni.
Meno
entrate, ma il <patto> resta
( da "Gazzetta
di Parma (abbonati)" del 24-12-2008)
Argomenti: Province
Abstract: PROVINCIA 24-12-2008 LANGHIRANO APPROVATO IN CONSIGLIO COMUNALE IL BILANCIO DI PREVISONE PER IL 2009 Meno entrate, ma il «patto» resta LANGHIRANO L'abolizione dell'Ici ha contribuito a ridurre le capacità del Comune negli investimenti Samuele Tavani II Tempo di previsioni per l'amministrazione comunale di Langhirano che,
ROMA
Pier Ferdinando Casini ne ha da dire al governo e all'opposizione. Ai partiti
di ... ( da "Messaggero, Il"
del 24-12-2008)
Argomenti: Province
Abstract: Perché abbiamo posto il problema dell'abolizione delle province? Bisogna avere la garanzia che il federalismo non consista nella moltiplicazione dei centri di spesa. Se non si dà un segnale forte sulle province non si è credibili. Secondo: è in atto un grandissimo trasferimento di risorse dal Sud al Nord, attraverso i fondi del Fas.
Loggia
di Fra' Giocondo, Ruzzenente il più presente E' Ambrosini la maglia nera
( da "Corriere
del Veneto" del 24-12-2008)
Argomenti: Province
Abstract: in questi cinque anni è stato possibile instaurare un clima di confronto costruttivo, grazie alla collaborazione sia della maggioranza che della minoranza», ha dichiarato Galli Righi. è lui ad aver firmato un ordine del giorno contro l'abolizione delle Province, che è stato approvato a Roma il 18 dicembre e che verrà votato dai consiglieri provinciali italiani il 30 gennaio.
Sicilia,
muro di Lombardo e Pdl Province <salvate> dall'abolizione
( da "Corriere
della Sera" del 24-12-2008)
Argomenti: Province
Abstract: Le circoscrizioni provinciali e gli organi ed enti pubblici che ne derivano sono soppressi nell'ambito della Regione siciliana». «Oooh, finalmente un bel regalo di Natale! », direte voi. Macché: quelle parole erano nello Statuto di autonomia del 1946. Mai applicato. Anzi: l'abolizione (vera, stavolta) delle province siciliane è stata appena, e di nuovo, bocciata.
SICILIA,
MURO DI LOMBARDO E PDL PROVINCE <SALVATE> DALL'ABOLIZIONE
( da "Wall
Street Italia" del 24-12-2008)
Argomenti: Province
Abstract: Sicilia, muro di Lombardo e Pdl Province «salvate» dall'abolizione -->Costano 890 milioni, basterebbe un tratto di penna. Ma vota sì solo il Pd
Facciamo
l'anagrafe dei politici Ora mentre si ...
( da "Gazzettino,
Il (Pordenone)" del 24-12-2008)
Argomenti: Province
Abstract: Facciamol'anagrafedei politiciOra mentre si lotta per l'abolizione delle Province, noi Radicali proponiamo ai candidati in pectore di tutti gli schieramenti l'anagrafe pubblica degli eletti proprio a partire da questi enti. Un modo per rendere trasparenti le istituzioni e per combattere l'antipolitica.
Il
18 ottobre scorso, alle 7 del mattino, mentre Doriano ...
( da "Gazzettino,
Il (Venezia)" del 24-12-2008)
Argomenti: Province
Abstract: da anni legale della Lega abolizione caccia (Lac), considerati i danni subiti dalla sua attività agrituristica, l'impossibilità di offrire ai propri clienti la piena disponibilità dell'intera superficie dell'azienda, i danni morali e materiali subiti anche dai componenti della propria famiglia, lo scempio di animali domestici e non,
<Formuliamo
da anni desideri semplici e sensati: lavorare ...
( da "Gazzettino,
Il (Padova)" del 24-12-2008)
Argomenti: Province
Abstract: di ricavarsi un posto al sole in vista delle prossime elezioni»; la speranza di trovare sotto l'albero «uncredito non ridotto all'osso da parte del mondo bancario nei confronti di chi crede nel proprio lavoro», l'abolizione degli studi di settore, la lotta più decisa alla contraffazione e all'abusivismo, più sicurezza declinata in tre: nel lavoro,
Osnago:
approva il bilancio preventivo Nell'ex acquedotto anche acqua gasata
( da "Merateonline.it"
del 26-12-2008)
Argomenti: Province
Abstract: E così anche il tanto citato progetto della ?Casa dell?acqua? di Osnago sembra in procinto di realizzazione. Gabriele Caglio Un altro emendamento di Faro ha riguardato la richiesta di abolizione della fascia del reddito alto per i residenti riguardo agli sconti sul trasporto scolastico e sulla mensa.
Le
province "provvisorie" della Sicilia
( da "Blogosfere"
del 27-12-2008)
Argomenti: Province
Abstract: Peccato che uno dei contrari fosse il Presidente della commissione (del gruppo di Raffaele Lombardo, nuovo Governatore della Sicilia e alleato col PdL) il cui voto in questi casi vale doppio. Fine della commedia, e province salve. Addio abolizione delle province in Sicilia, addio mossa-simbolo, addio modernizzazione e sburocratizzazione.
Caccia,
la Lac contro Muraro: omertà sulle licenze
( da "Tribuna
di Treviso, La" del 27-12-2008)
Argomenti: Province
Abstract: Abolizione della caccia attacca duramente la Provincia per il caso delle «licenze di caccia facili» concesse al presidente Leonardo Muraro e al sindaco di Treviso, Gian Paolo Gobbo. «Dagli stralci dei verbali relativi all'inchiesta - afferma il presidente della Lac del Veneto Andrea Zanoni - emergono una serie di contraddizioni ed ombre che nessuno ha ancora chiarito.
invasione
di doppiette, chiede i danni ( da "Nuova Venezia, La"
del 27-12-2008)
Argomenti: Province
Abstract: spiccato il volo andandosi a sfracellare anche contro una vetrata della sala da pranzo dell'agriturismo». «Quello che è accaduto al signor Novello è una pura follia - commenta Andrea Zanoni presidente della Lega Abolizione Caccia - com'è possibile che il titolare del fondo chiuso venga a sapere dell'atto della Provincia di Venezia che liberalizza la caccia, dopo ben otto anni di tutela,
perse
26 mila firme già pronte per il referendum anti-province
( da "Nuova
Venezia, La" del 27-12-2008)
Argomenti: Province
Abstract: Pagina 33 - Provincia Perse 26 mila firme già pronte per il referendum anti-Province SAN DONA'. Abolizione delle Province, perse 26 mila firme dal comitato sandonatese. In base alla legislazione vigente, tra data di vidimazione dei primi moduli in consegna e consegna al Parlamento non devono trascorrere oltre sei mesi.
Perché
il governo non taglia gli enti inutili?
( da "Riformista,
Il" del 27-12-2008)
Argomenti: Province
Abstract: Tagli ai costi dell'amministrazione pubblica? Per adesso il Governo non ne vuole sapere. L'esecutivo di Silvio Berlusconi, oltre a far decantare la questione dell'abolizione delle Province che, secondo alcuni osservatori, sono semplicemente degli istituti burocraticamente costosi e superflui;
Appello
per l'abolizione: Toglie la speranza
( da "Manifesto,
Il" del 27-12-2008)
Argomenti: Province
Abstract: ERGASTOLO Appello per l'abolizione: «Toglie la speranza» Non solo aiuti alle famiglie che soffrono per la crisi economica. Il cardinal Dionigi Tettamanzi, ieri in carcere a Opera per la messa insieme ai detenuti, lancia un appello anche contro l'ergastolo. «Toglie la speranza e non rieduca», ha detto davanti ai carcerati.
ROMA
- Per quanto mi riguarda è un anno terribile quello che ho davanti per il go...
( da "Messaggero,
Il" del 27-12-2008)
Argomenti: Province
Abstract: insofferenza per la sequela di annunci del premier che peraltro seguono quasi alla lettera il programma di governo del centrodestra nel quale c'è il federalismo fiscale, ma anche l'abolizione delle province. Sullo sfondo si coglie già la sfida, evocata ieri dallo stesso Berlusconi, «delle amministrative molto importanti di giugno, insieme alle importantissime elezioni europee».
Riforme/
Cicchitto: "Prima il federalismo e poi la
( da "Virgilio
Notizie" del 27-12-2008)
Argomenti: Province
Abstract: discuteremo dell'abolizione delle Province e anche del presidenzialismo". Sulle intercettazioni, però, né il Carroccio né An sembrano entusiasti. "La nostra posizione è quella del presidente del Consiglio - replica il capogruppo alla Camera del Pdl -, le intercettazioni vanno concentrate sui fatti che riguardano il terrorismo e la criminalità organizzata.
"sfidare
saitta e porchietto? deciderò dopo le vacanze" - marco trabucco
( da "Repubblica,
La" del 27-12-2008)
Argomenti: Province
Abstract: Bisogna considerare però che al primo punto del nostro programma ci sarà l´abolizione delle province. L´abbiamo sostenuta e lo ripetiamo, anche a chi, come il Pdl, sembra essersene dimenticato perché ostaggio della Lega. Così come il Pd oggi è, d´altra parte, ostaggio di Di Pietro. In tutti e due gli schieramenti prevalgono gli atteggiamenti populistici e semplificatori.
un
milione alle famiglie in crisi per mutui, tasse, scuola e sanità - zita dazzi
( da "Repubblica,
La" del 27-12-2008)
Argomenti: Province
Abstract: Il primo a parlare è il presidente della Provincia Filippo Penati, che sottolinea come «la crisi impone a tutti di rivedere le priorità e le scelte di spesa. L´ha fatto la Diocesi di Milano e l´ha fatto anche la Provincia, stanziando 25 milioni di euro, con obiettivi identici: sostenere famiglia e lavoro».
MARCO
CONTI ROMA. PER QUANTO MI RIGUARDA è UN ANNO TERRIBILE QUELLO CHE HO DAVANTI
PER... ( da "Mattino, Il (Nazionale)"
del 27-12-2008)
Argomenti: Province
Abstract: insofferenza per la sequela di annunci del premier che peraltro seguono quasi alla lettera il programma di governo del centrodestra nel quale c'è il federalismo fiscale, ma anche l'abolizione delle province. Sullo sfondo si coglie già la sfida, evocata ieri dallo stesso Berlusconi, «delle amministrative molto importanti di giugno, insieme alle importantissime elezioni europee».
( da "Alto Adige" del 19-12-2008)
Argomenti: Province
La prima stranezza è
la reazione degli amministratori pubblici e quindi dei politici. ... La prima
stranezza è la reazione degli amministratori pubblici e quindi dei politici.
Che l'Eurostar fosse destinato alla soppressione lo si sapeva da oltre un mese,
se non di più. Già in fase di elaborazione del nuovo orario ferroviario il
taglio era stato prima annunciato e poi deciso, senza alcuna reazione da parte
delle autorità provinciali. Le proteste e quindi gli appelli per il ripristino
sono arrivati soltanto nell'immediata vigilia e soprattutto dopo l'entrata in
vigore, domenica 14 dicembre, del nuovo orario ferroviario. Seconda stranezza:
Trenitalia da alcuni anni «taglia» soprattutto i treni non produttivi: sono
quelli che trasportano un numero di passeggeri ridotto o comunque non
sufficiente a pareggiare i conti. Tutto si può dire tranne che l'Eurostar
Bolzano-Roma (ed ovviamente il Roma-Bolzano) fosse anti-economico anche se si
considera soltanto il tratto dal capoluogo altoatesino fino a Verona. Terza
stranezza: grazie alle competenze avute negli ultimi anni, la Provincia di
Bolzano può gestire le linee «interne». I passi in avanti, in tal senso, sono
stati rilevanti sulla Merano-Malles-Bolzano e - da domenica scorsa - anche
sulla Fortezza-San Candido. Esemplari anche gli sforzi compiuti sulla linea del
Brennero con il potenziamento dei «regionali» in modo da favorire soprattutto i
pendolari per lavoro e per studio. Ma questo impegno ha creato un sistema di
mobilità ferroviaria «chiuso», salvo poche eccezioni. In sostanza si circola su
treni ad orario cadenzato - comodi e funzionali - soltanto all'interno della
provincia: uscire dai confini (soprattutto verso sud) significa andare incontro
a notevoli difficoltà. Oltre all'Eurostar Bolzano-Roma abolito, vi sono
obiettive difficoltà di collegamento (anche per Milano) con necessità a Verona
di cambiare convoglio e con coincidenze tutt'altro che in sintonia con le
esigenze. Quarta stranezza: a giudicare da quello entrato in vigore domenica
scorsa, l'impressione è che l'elaborazione dell'orario dei treni avvenga per
compartimenti stagni. Ovvero la Provincia di Bolzano propone il suo a
Trenitalia che lo integra con il proprio. Se le coincidenze funzionano si
tratta di un colpo di fortuna; in caso contrario nulla (o quasi) viene
modificato. Chi ha un po' di pazienza basta che consulti proprio il nuovo
orario. Ma torniamo all'Eurostar cancellato. La mancanza di questo collegamento
diretto da Bolzano a Roma penalizza anche chi ha bisogno di raggiungere Bologna
e Firenze in tempi ragionevoli. Da domenica 14 dicembre comunque i disagi
maggiori li sopportano tutti coloro che hanno bisogno di arrivare nella
Capitale e che non possono sostenere i costi del viaggio in aereo, sempre
ammesso che i velivoli riescano a decollare e quindi ad atterrare a San
Giacomo. In mancanza di spiegazioni ufficiali sul «taglio»
del treno e su comprensibili spiegazioni da parte di Trenitalia, il tarlo del
sospetto sta «lavorando» con sempre maggiore insistenza: vuoi che l'abolizione
dell'Eurostar sia stata una manovra concordata per fare un favore al servizio
di trasporto aereo? Ezio Danieli
( da "Giornale di Brescia" del 19-12-2008)
Argomenti: Province
Edizione: 19/12/2008
testata: Giornale di Brescia sezione:la città Casini: l'Udc è il centro
moderato L'ex presidente della Camera conferma la via dell'autonomia politica:
non siamo più nel Polo Affida alle dirigenze lombarda e bresciana la scelta di
valutare se confermare le intese locali con il Pdl partecipanti alla cena
natalizia dell'Udc al PalaBrescia" title="Pier Ferdinando Casini
festeggiato da alcuni degli 800 partecipanti alla cena natalizia dell'Udc al
PalaBrescia"
onClick="showImage('http://www.giornaledibrescia.it/gdbonline/contenuti/20081219/foto/full_brescia_218.jpg',600,295)">
Pier Ferdinando Casini festeggiato da alcuni degli 800 partecipanti alla cena
natalizia dell'Udc al PalaBrescia «Noi abbiamo stretto un patto con gli
elettori: siamo il centro moderato. La nostra regola è andare da soli. Chi ci
vota lo ha compreso e ci sostiene. Dobbiamo trovare una classe dirigente che
interpreta questo progetto politico e questo sentire popolare. Chi insegue le
sirene berlusconiane, o non ha capito che non siamo più nella stagione del
Polo, faccia pure le sue scelte. Se abbiamo tenuto in Abruzzo nonostante un
abbandono in massa di consiglieri regionali uscenti, significa che rispondiamo
ad una istanza profonda di una parte dell'elettorato». Pier Ferdinando Casini è
a Brescia per la cena di Natale organizzata dall'Udc. Il PalaBrescia è gremito
da ottocento commensali - amministratori, dirigenti e simpatizzanti -
assicurano Quadrini e i suoi collaboratori. Aggiungono: altri avrebbero voluto
intervenire, ma non c'era posto. Udc, Pdl, federalismo Casini, conversando con
i giornalisti, conferma l'indicazione di andare da soli: «Dove noi facciamo
alleanze con il Pdl è perché ci rispettano». È un modo per replicare ai paletti
che la Lega bresciana pone alla presenza dell'Udc nella coalizione per il
rinnovo del Broletto: «Saranno i lombardi e i bresciani, in una autonomia
sturziana che rispettiamo, a valutare l'efficacia dell'attuale alleanza e se
esistono le condizioni per continuarla. Il nostro non è un partito al governo
nazionale, ma una forza che si colloca all'opposizione non in termini
ideologici. Ciascuno assuma le sue responsabilità». La questione del
federalismo? «Va fatta una valutazione molto seria sul federalismo: non deve
moltiplicare i centri di spesa. Nel programma del Pdl si
prevede l'abolizione delle Province. Noi diciamo che vanno riviste le autonomie
locali per non appesantire burocraticamente il cittadino e non aumentare la
spesa». Il tema della giustizia può essere un terreno d'incontro trasversale
alle forze politiche? Per l'ex presidente della Camera la questione
giustizia non riguarda Berlusconi ma i cittadini tutti. Quindi piena
disponibilità a sedersi al tavolo del ministro Alfano e a respingere quelle che
definisce le sirene demagogiche di Di Pietro. Che la situazione sia grave ed
urgente, a suo avviso, è testimoniato dagli interventi irrituali del Presidente
della Repubblica che chiede di porre freno agli stravolgimenti a cui
quotidianamente si assiste nell'ambito della giustizia. Scontri tra palazzi
della magistratura ma anche i verbali delle intercettazioni sulle vicende
napoletane pubblicati sui giornali prima ancora che siano giunte nelle sedi
parlamentari deputate a decidere. Tangentopoli, Pd, egemonie A proposito della
rinnovata tangentopoli Casini è molto esplicito: la situazione è molto peggio
che nella Prima Repubblica. Allora, esemplifica, era la politica ad intervenire
in maniera distorcente su processi economici, ora sono centri di potere
economico a condizionare la politica. La presente difficoltà del Pd potrebbe
indurre Berlusconi a pensare di poter essere il solo protagonista vincente
della politica italiana? Anche su questo Casini è netto: «La pesante crisi
economica in atto, e i suoi duri impatti sociali, non possono far ritenere
possibile a nessuna persona di buon senso di poter fare da solo. La difficoltà
non è tanto o solo del Pd: è nella gente che non vuole andare a votare per
sfiducia. I sondaggi, e i voti, danno l'Udc in crescita. Chi volesse
distruggerci cooptando quadri dirigenti sbaglierebbe di grosso. La gente che
c'è stasera, e quella che incontro in giro per l'Italia, dice che siamo una
realtà politica». Adalberto Migliorati
( da "Giornale di Brescia" del 19-12-2008)
Argomenti: Province
Edizione: 19/12/2008
testata: Giornale di Brescia sezione:valtrompia e lumezzane Concesio Polo
scolastico, progetto da 4 milioni Presentato in Consiglio un nuovo piano
d'investimento con il quale verrà chiesto un contributo a Regione e Provincia
Presentato in consiglio il bilancio di previsione CONCESIOQuattro milioni per un
nuovo polo scolastico. Sarà questo l'investimento più corposo a cui dovrà far
fronte il Comune di Concesio nei prossimi anni. Lo si evince dal bilancio di
previsione pluriennale 2009-2011 presentato dall'assessore Nicoletta Guerini
nell'ultimo Consiglio comunale. Il nuovo polo scolastico assorbirà tutte le
risorse disponibili per il prossimo triennio e per questo motivo una volta
approvato il progetto verrà richiesto un contributo a Regione e Provincia per
riuscire ad anticipare i tempi di costruzione della struttura. Nell'ultimo
Consiglio l'Amministrazione si è anche impegnata ad approvare il bilancio di
previsione per il 2009 al massimo entro i primi giorni di gennaio, permettendo
così la piena operatività degli uffici comunali e per garantire il buon funzionamento
dei servizi offerti. Anche il bilancio per il 2009 è stato impostato nel
rispetto delle regole del patto di stabilità, e complessivamente il bilancio
del Comune di Concesio ha un volume di 14 milioni di euro. Le linee di politica
economica emerse durante la presentazione sono determinate dalle scelte a
livello nazionale. A questo proposito molte sono le novità che in parte hanno
già interessato anche l'anno che si sta chiudendo, a partire dall'abolizione dell'Ici sulla prima casa. L'Ici era immediatamente
disponibile per i Comuni, avendo optato per la riscossione diretta, ora invece
si deve attendere la liquidazione dallo Stato con ripercussioni sul fondo di
cassa. Nella manovra finanziaria per il 2009 è inoltre previsto un ulteriore
taglio del contributo ordinario del 3%, che va ulteriormente ad incidere
negativamente sul totale delle entrate correnti. A fronte di un incremento
della popolazione, come si prevede avverrà per Concesio, e di una conseguente
richiesta di servizi locali il Comune si vedrà costretto a far pagare a costo
pieno alcuni servizi finora erogati a tariffe calmierate. L'unica vera risorsa
che rimane al Comune sono i proventi per contravvenzioni al Codice della
strada. Il bilancio 2009 e quello pluriennale 2009-2011 sono stati redatti
senza attuare aggravi sulle tariffe per i servizi offerti ai cittadini, ma
viene applicata una quota abbastanza rilevante degli oneri di urbanizzazione
(62,7%) per coprire le spese correnti, soprattutto riferita alla manutenzione
ordinaria del patrimonio.r. bon.
( da "Arena, L'" del 19-12-2008)
Argomenti: Province
Venerdì 19 Dicembre 2008
CRONACA Pagina 17 PROVINCIA/1. Sprechi? Parte la controffensiva a chi chiede
l'abolizione dei 109 enti italiani «Province da salvare ma risparmiare si può»
Galli Righi: «Eliminare i doppioni e stabilire i ruoli, nasceranno le aree
vaste». Oggi tensione per il voto sul Ptp È controffensiva vera e propria
quella che il presidente dell'Upi (Unione Province italiane), Fabio Melilli, ed
il rappresentante italiano dei presidenti dei Consigli provinciali, Massimo
Galli Righi, vogliono opporre alla proposta di abolire le Province. A gennaio
tutte le assemblee consiliari provinciali voteranno provvedimenti per rivedere
le circoscrizioni territoriali provinciali, prevedendo confini di "area
vasta" che superino i 600mila abitanti. Le 109 Province attuali si ridurrebbero
così a 90. Definiranno poi in modo più preciso e dettagliato i ruoli e le
competenze specifiche di Comuni, Province, Regioni e Stato, com'è stabilito
dalla riforma del 2001 del titolo V della Costituzione. In questo modo si
eviteranno sovrapposizioni fra Province e Agenzie regionali. Ci s'impegnerà,
inoltre, a condurre una lotta agli sprechi, a partire dagli enti costituiti da
personale di nomina, come ad esempio Aato, comunità montane e consorzi di
bonifica, senza peraltro destituire gli amministratori eletti democraticamente
che devono rispondere quindi ai cittadini. Dopo l'incontro avvenuto ieri
mattina a Roma, il presidente Galli Righi era soddisfatto: «Abbiano avviato una controffensiva efficace alla campagna di
abolizione delle Province. Mi fa piacere constatare che anche il presidente
Melilli non intende difendere l'indifendibile. Anche le Province stanno dalla
parte di chi vuole combattere gli sprechi. Ci si è sbagliati al non opporsi in
passato all'istituzione di quegli enti di dimensioni troppo piccole. E'
stato allora che si sono forniti gli argomenti a chi oggi ne chiede
l'abolizione totale. Ma non è abolendo le Province che si tagliano i costi. Le
funzioni esercitate oggi andrebbero comunque svolte e sono da preferire gli
organismi democraticamente eletti e che quindi rispondono ai cittadini,
piuttosto che agenzie con personale nominato, che quindi non ha un rapporto
diretto con i cittadini». D'accordo su alcuni concetti anche il capogruppo del
Pd in Provincia, Sergio Ruzzenente: «Così come sono oggi, le Province sarebbero
da abolire, o quantomeno da modificare. Per far fronte alle deleghe effettive
basterebbero quattro assessori, al posto degli otto attuali, con un risparmio
di 1 milione 920mila euro solo per i loro emolumenti. Se aggiungiamo
segretarie, dirigenti e spese varie, il conto sale parecchio. Cinquecento
dipendenti costano 20 milioni l'anno ponendo la Provincia fra le prime cinque
aziende veronesi, senza produrre nulla. Certo, è meglio che a gestire i soldi
pubblici siano persone elette dal popolo e non nominate dai partiti». Oggi
inoltre la Provincia è attesa a un passaggio molto delicato: l'approvazione in
Giunta del Piano territoriale. O il voto sarà unanime o Mosele ha annunciato
dimissioni. An ha fatto sapere che non consentirà alla Lega di distinguersi per
cavalcare qualche protesta. Vedremo. R. C.
( da "Arena, L'" del 19-12-2008)
Argomenti: Province
Venerdì 19 Dicembre
2008 PROVINCIA Pagina 36 CAPRINO. La dirigente regionale ha conosciuto i
dipendenti: i servizi per ora restano inalterati Il commissario Foscolo
«debutta» al Platano Primi passi verso la chiusura della Comunità montana
«Lavorerò qui per sei mesi e poi farò rapporto a Venezia» Sette grandi rose
alle per accogliere il commissario straordinario della Comunità montana del
Baldo. Giallo in amore significa «gelosia», in amministrazione non si sa. In
ogni caso il bellissimo bouquet è stato il pensiero di Cipriano Castellani,
presidente uscente della Comunità, che nella sede di Palazzo Malaspina
Nichesola ha aperto le porte al commissario, Laura Foscolo. È lei, un tipo
energico, 49 anni, di Treviso, laurea in giurisprudenza, madre di due figlie di
12 e 18 anni, incaricata dalla Giunta regionale di fare quello che ha definito
«il punto zero» della nostra Comunità: una «fotografia dell'ente» che sarà poi
sottoposta all'assessore regionale agli enti locali Flavio Silvestrin, insieme
a quelle stilate dagli altri sette commissari delle Comunità destituite dalla
legge sul riordino degli enti comunitari. Foscolo sarà a Verona sabato per il
suo primo impegno ufficiale: alle
( da "Messaggero Veneto, Il" del 19-12-2008)
Argomenti: Province
LIGNANO Approvo il
nuovo tracciato Con la presente desidero ringraziare la Saf Spa e la Provincia
di Udine per il bellissimo nuovo tracciato. Ripristinare le fermate di scuola
media e Mezzasacca è stata la migliore cosa che la pubblica amministrazione
abbia fatto a Lignano, oltre al senso unico di via Latisana. Ciò detto, chiedo
che la presente deviazione diventi definitivo tracciato. È
molto più sicuro e comodo svoltare in via Mezzasacca, viale Centrale, piuttosto
che in via Tridentina o via Mercato. Per la cronaca, segnalo che i civici
dispari di via Tridentina raccolsero firme e ottennero l'abolizione dei
pullman. Era ora di immettere gli autobus su viale Europa! Dottor Luca Cossutti
( da "Corriere del Veneto" del 19-12-2008)
Argomenti: Province
Corriere del Veneto
- VERONA - sezione: PRIMOPIANO - data: 2008-12-19 num: - pag: 3 categoria:
REDAZIONALE Il vescovo Zenti: Tavolo istituzionale per le famiglie in
difficoltà VERONA — «Nel 2009 dobbiamo affrontare il problema della povertà, i
miei parroci mi informano di una crescente preoccupazione». Lo ha detto il
vescovo Giuseppe Zenti che ieri ha ricevuto il presidente della Provincia Elio
Mosele e alcuni rappresentanti della giunta per il tradizionale scambio degli
auguri di Natale, da cui è uscita la proposta di un Tavolo di lavoro per le
famiglie in difficoltà. Il vescovo a citato per esempio Borgo Roma, dove «il 30
per cento dei nostri fedeli sono extracomunitari, con tutti i problemi legati
al precariato e ad una situazione generale di recessione». Zenti ha quindi
lanciato la sua proposta: «Mi piacerebbe avviare un tavolo
di lavoro con la Provincia e alcuni sindaci in modo da concertare una serie di
azioni positive a sostegno delle famiglie». L'incontro ha affrontato anche il
tema dell'abolizione delle Province, che il vescovo ha difeso: «Se le province fossero abolite - ha detto
Zenti - il rischio è forse di una statalizzazione delle Regioni lontane dai
problemi del territorio».
( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 19-12-2008)
Argomenti: Province
LA POLITICA. Il
segretario nazionale dell'Udc al PalaBrescia: «Nella I repubblica i politici
governavano le imprese, nella II le imprese governano la politica» Casini:
«Lega, no diktat Le province? Da abolire» di Massimo
Tedeschi L'Udc non accetta diktat dalla Lega. Nè scambi fra il via libera al
federalismo e alleanze territoriali. Anzi rilancia la palla ai lumbard e li
sfida: «L'Udc è favorevole a un federalismo virtuoso, che non moltiplichi i
centri di spesa e vada verso un riordino del sistema degli enti locali che
favorisca una semplificazione nei rapporti fra cittadino e burocrazia. Questo
significa ad esempio attuare un punto che era nel programma del Pdl e del Pd,
oltre che nostro: l'abolizione delle province». Così Pierferdinando Casini
ieri sera a Brescia, poco prima di intervenire alla cena natalizia organizzata
dal partito provinciale al PalaBrescia, e a cui sedevano 800 commensali. Reduce
da un incontro con i segretari provinciali lombardi che non l'ha messo di buon
umore, in una saletta abbastanza triste che non gli ha risollevato l'ottimismo,
Casini ha spiegato alla stampa la strategia delle alleanze del suo partito:
«Noi abbiamo fatto un patto con gli elettori, che è quello di un centro
moderato che fa riferimento al Partito popolare europeo. La nostra linea è
quella di andare da soli, a meno che ci siano esperienze locali di diverso
segno. Gli amici di Brescia e della Lombardia, se valuteranno che l'esperienza
di governo locale è soddisfacente, la confermeranno. Noi non facciamo alleanze
locali con il Pdl dove non troviamo rispettati i nostri valori, i nostri
programmi». AL RISCHIO di creare disorientamento fra gli elettori, Casini
obietta: «Sarebbe più incomprensibile se facessimo alleanze identiche spalmate
su tutto il territorio. E poi la nostra opposizione non è mai pregiudiziale,
ideologica». Casini sa di essere alla guida di una barca su una rotta
perigliosa, che i suoi ex alleati vorrebbero vedere affondare. Guardando al
risultato dell'Abruzzo, dice: «Quando ho visto i risultati ho pensato che Dio
esiste. Mi sarei consolato di un 3 per cento, abbiamo superato il 5 confermando
il risultato delle politiche. Calcolando che tutti i consiglieri regionali
uscenti ci erano stati portati via, abbiamo dimostrato che il tentativo di
disintegrare l'Udc non riesce. Politicamente noi abbiamo sondaggi che ci danno
in crescita: il problema è avere una classe dirigente che sappia interpretare
questa linea. Noi siamo vedovi del Polo, che non c'è più». ALLA TENTAZIONE che
il Pdl potrebbe avere di trascurare un confronto con l'opposizione, viste le
cattive acque in cui naviga il Pd, Casini oppone un altro ragionamento: «Le
difficoltà del Pd vanno in parallelo con la disaffezione della gente nei
confronti del voto. In tempi di crisi economica come quelli che stiamo vivendo,
credo che nessuno possa avere la tentazione di fare da solo. Chi governa ha
bisogno degli altri». L'Udc di Casini, poi, tende la mano al Pdl sul tema della
riforma della giustizia: «Il tema della giustizia non riguarda Silvio
Berlusconi ma tutti i cittadini italiani. Noi ci siamo già seduti al tavolo del
ministro Alfano per affrontare questo tema, e ci auguriamo che altrettanto
faccia il Pd, e non ceda alle sirene demagogiche di Di Pietro. Nella
magistratura è in atto una guerra fra bande, come dimostra il caso di Catanzaro
e Salerno. È dimostrato che c'è un'emergenza». Infine gli sviluppi giudiziari
delle ultime ore, che stanno investendo diverse amministrazioni locali a
cominciare dalla Campania: «Tutto ciò - sostiene Casini - dimostra che la
questione morale esiste ed è peggio che nella Prima repubblica: allora la
politica governava le imprese, adesso sono le imprese che governano i politici.
Detto questo nessuno va messo alla gogna: l'altra sera a Porta a Porta si è
data notizia di intercettazioni che neppure sono ancora arrivate alla Camera. E
questo, francamente...»
( da "Nazione, La (Firenze)" del 19-12-2008)
Argomenti: Province
LA PAGINA DEI
LETTORI pag. 41 NON ME ne voglia, ma a me questa battaglia per l?abolizione
delle Province sembra un po... NON ME ne voglia, ma a me questa battaglia per
l?abolizione delle Province sembra un po? come quando Starace saltava nel
cerchio di fuoco per dimostrare la virilità italiana. Una esibizione muscolare
tutta apparenza e niente sostanza. Se davvero si vuol disboscare il privilegio,
ben prima delle Province c?è una foresta fitta di enti superflui da radere al
suolo. Si è mai chiesto perché esistano, ad esempio, gli enti di bonifica? O la
metà delle agenzie regionali? O gli Ato, i Corecom, la miriade di comitatini
che nessun cittadino conosce (e tantomeno elegge)? Esistono, mi creda, perché
hanno l?utilità primaria di dare uno stipendio a migliaia di persone che vivono
di politica, senza neppure il fastidio di dover essere eletti, come succede
invece per le Province. Un posto nel cda, un bel gettone a fine mese e via, che
passa la paura di dover lavorare. Se davvero la politica sentisse l?esigenza di
riformarsi, da qui dovrebbe partire. Autonegandosi il privilegio. Ma solo Alice
pensava fosse possibile festeggiare il non compleanno.
( da "Nazione, La (Firenze)" del 19-12-2008)
Argomenti: Province
LA PAGINA DEI
LETTORI pag. 41 CARO NAZIONE, io non capisco perché anche il vostro giornale
non conduca una campagn... CARO NAZIONE, io non capisco perché anche il vostro
giornale non conduca una campagna contro l?abolizione delle Province. Mi chiedo
da sempre, infatti, quale sia l?utilità reale di questo ente pubblico, se non
quello di dare un posto di lavoro a qualche politico di professione. Un ente senza
competenze forti e adesso privo anche di rappresentatività simbolica: da quando
le targhe sono state cambiate, infatti, non si può più neppure dire che queste
servano a identificare un auto o lo spirito di campanile di chi la guida. Le
Province sono così inutili che, anche in tempi in cui il federalismo sembra
essere diventato una religione della politica, queste non vengono neppure
considerate. Si parla di dare più poteri alle Regioni, ai Comuni, si parla
perfino di dotare di maggiori risorse le aree metropolitane, ma le Province non
vengono mai ricordate. Insomma: visto che la spesa pubblica continua ad
affossare i nostri conti e l?economia del Paese, perché non dare una bella
sforbiciata eliminando tutte e 110 le province italiane?
Son convinto che nessuno ne sentirebbe la mancanza. Aldo Baroncelli - Firenze
( da "Resto del Carlino, Il (Ascoli)" del
19-12-2008)
Argomenti: Province
FERMO PRIMO PIANO
pag. 23 Si vota il 6 e 7 giugno, Cesetti: «Impossibile che il Governo ci
stoppi» ?Ma serve subito la delibera sulla divisione? E? UFFICIALE: sabato 6 e
domenica 7 giugno si voterà (oltre che per le europee e, in molti centri, le
comunali) per eleggere il primo presidente e il primo Consiglio della Provincia
di Fermo. «Al di là della legittima aspirazione degli schieramenti a vincere la
competizione elettorale ? dice l?on. Fabrizio Cesetti ?, tutti debbono avere
chiara la priorità delle priorità: e cioè che il nuovo ente sia messo in
condizione di operare fin dal giorno successivo alle elezioni. Perché ciò
avvenga, è necessario che l?attuale Giunta provinciale, recuperando il ritardo
fin qui accumulato, adotti subito la delibera per la divisione del patrimonio e
del personale». Altro aspetto fondamentale ? sottolinea Cesetti ? è
«l?attivazione degli uffici periferici dello Stato: Prefettura, Questura, Inps,
Ufficio scolastico e via dicendo. Qui il commissario De Feis dovrà continuare a
svolgere il suo ruolo importantissimo, affinché il Governo dia attuazione alla
legge, in modo che la nuova Provincia non nasca già in sofferenza». Per quanto
riguarda la tormentata divisione del patrimonio, Cesetti ribadisce la sua
contrarietà alla nomina, in mancanza di accordo, di un commissario ad acta:
«Sarebbe pericoloso ? precisa ? perché daremmo l?impressione al Governo di non
essere ancora pronti a partire». Ma come uscire dal vicolo cieco
dell?ostruzionismo ascolano, che punta a rallentare il più possibile il
processo di divisione, nella speranza che serva a far sì che il Governo rinvii
le elezioni, in attesa di un?ipotetica riforma costituzionale? «Sono calcoli
aberranti. Rinvio della divisione e delle elezioni? Come si può ipotizzare che
un Governo posticipi la funzionalità della legge, impedendo le elezioni nelle
tre nuove Province (anzi in sei, visto che la cosa riguarda anche le rimanenti
parti delle Province ?madri?)? Sarebbe un atto gravissimo di esproprio
dell?autorità del Parlamento, che ha approvato le leggi istitutive delle tre
nuove Province, e della volontà popolare. Il disegno di legge costituzionale
recentemente presentato sull?abolizione di tutte le Province seguirà il suo
complesso iter e vedremo se troverà l?appoggio della necessaria amplissima
maggioranza. Ma gli ascolani debbono sapere che non esiste che si sospenda
l?attuazione di una legge, tanto meno in attesa della risposta del Governo a
un?interpellanza dell?on. Agostini sul futuro delle Province». Paolo Marconi
( da "Nuova Venezia, La" del 19-12-2008)
Argomenti: Province
Pagina 22 - Cronaca
«I miei primi cinque anni di buon governo» Bilancio amministrativo del
presidente della Provincia Davide Zoggia La questione morale? «Mi auguro che
non abbia ripercussioni sulle prossime elezioni amministrative». Davide Zoggia,
residente della Provincia, guarda con una certa preoccupazione alla bufera
campana e abruzzese che ha visto coinvolti numerosi rappresentanti del Partito
democratico. «Ciò che è accaduto - continua Zoggia - ci deve impegnare verso
atteggiamenti irreprensibili. Certo, ci troviamo di fronte a situazioni
particolari. Ma il centrosinistra deve continuare a mantenere un livello
d'attenzione molto alto». Per l'appuntamento elettorale di giugno «spero che
non ci siano ripercussioni. Ma dalle nostre parti esiste una grande predisposizione
al voto. Non si dovrebbe dunque temere l'astensionismo. In questo periodo il Pd
deve lavorare per cucire il rapporto con il proprio elettorato». Al di là della
questione morale, Zoggia, durante gli auguri di Natale, sottolinea i meriti
della sua giunta. «Sono molto soddisfatto per come stiamo lavorando - spiega -.
Abbiamo investito molto per la scuola, il lavoro, le opere pubbliche, la
viabilità, l'ambiente. In particolare per gli edifici scolastici abbiamo messo
a disposizione 60 milioni di euro in quattro anni e mezzo, in
parte dismettendo le partecipazione dell'autostrada Venezia-Padova». Davide
Zoggia sottolinea poi il virtuosismo dell'Ente: «Il meno indebitato del Veneto
assieme a Verona - sottolinea -. Abbiamo rispettato in pieno il patto di stabilità».
L'abolizione della Provincia? «Siamo pronti a ridiscuterne il ruolo - dice
Zoggia -. Ma allora bisogna procedere con una riforma complessiva delle
istituzioni». Nel settore del turismo «va fatta una azione di promozione
consistente, aggredendo i nuovi mercati». Nei prossimi sei mesi, ricorda il
presidente della Provincia, verrà portato a termine il programma. Tutto
bloccato invece per quanto riguarda la dismissione della azioni Save. Dopo due
aste deserte, «non procederemo per ora a ulteriori vendite». (g.cod.)
( da "Sestopotere.com" del 19-12-2008)
Argomenti: Province
Consiglio Direttivo
Upi: il 30 gennaio mobilitazione nazionale delle Province contro l?abolizione
(19/12/2008 12:36) | (Sesto Potere)-Rimini-19 dicembre 2008 - Il 30 gennaio
prossimo in tutta Italia le Province convocheranno Consigli Provinciali straordinari
per discutere con i rappresentanti dei partiti, delle imprese, dei sindacati,
delle forze sociali e con i cittadini, difendere la dignità delle istituzioni e
ribadire la necessità di aprire un confronto reale sulla riorganizzazione del
sistema istituzionale del Paese. Lo hanno deciso oggi i rappresentanti delle
Province italiane, nel Consiglio Direttivo dell?Upi, approvando all?unanimità
un ordine del giorno nel qual si ribadisce l?infondatezza delle argomentazioni
usate contro le Province, e la necessità di proseguire, invece nel cammino
delle vere riforme. “Pensare di abolire le Province - sostiene il Consiglio
Direttivo dell?Upi - sarebbe dannoso e antieconomico, e rappresenterebbe invece
una inutile perdita di tempo. Piuttosto bisogna proseguire con la
riorganizzazione dello Stato, la definizione delle funzioni di ciascuna
istituzione, l?eliminazione degli enti strumentali e la semplificazione del
sistema”. “Basta con la delegittimazione delle Province, con l?attacco al
personale politico e con la denigrazione del personale che lavora in queste
amministrazioni - ha detto il Presidente dell?Upi, Fabio Melilli - Siamo
stanchi di questa campagna che offende chi ogni giorno lavora in prima linea
per affrontare le tante emergenze che ogni giorno si aprono sui territori. Noi
siamo chiamati a trovare risposte alle crisi industriali, ai disastri
ecologici, alla mancanza di fondi per i servizi ai cittadini; ogni giorno nei
nostri uffici si presentano amministratori, sindacalisti, imprenditori,
associazioni, e con loro affrontiamo le vere questioni che interessano le
comunità . Questo continuo gettare discredito nei nostri confronti non solo
manca di rispetto a noi, ma all?intero sistema della rappresentanza democratica
che è a fondamento del nostro Paese”.
( da "Gazzettino, Il (Venezia)" del 19-12-2008)
Argomenti: Province
Contenimento della
spesa e rispetto del patto di stabilità «Onorato il nostro mandato» Davide
Zoggia sull?approvazione del bilancio di previsione 2009 «Ci confermiamo tra le
Province più virtuose del nostro paese » Contenimento della spesa, rispetto del
patto di stabilità e l'indebitamento più basso tra tutte le Province del
Veneto. Con questi dati, più che positivi, il consiglio provinciale di Venezia
ha approvato ieri il bilancio di previsione per il 2009, chiudendo ad un
pareggio totale di circa 210 milioni di euro i propri conti.Con l'approvazione
di questo bilancio ha commentato soddisfatto il Presidente della Provincia di
Venezia, Davide Zoggia onoriamo appieno il nostro mandato amministrativo.
Nonostante le astruse regole sul patto di stabilità introdotte per decreto la
scorsa estate i nostri conti tornano e ci confermano come una delle Province
più virtuose del nostro Paese.Non aver sforato il Patto di Stabilità ha
consentito infatti alla Provincia di Venezia di accendere mutui per la
sicurezza delle strade e delle scuole per un importo pari a 15 milioni di euro
che, sommati ai quattro recuperati completando le alienazioni di alcuni
immobili, hanno costituito quell'importo che la Provincia avrebbe dovuto
reperire dalla cessione delle azioni di SAVE, operazione per il momento sospesa
a causa dell'improvviso crollo delle borse.Tale politica di bilancio, ha
spiegato ieri il Presidente Zoggia durante la consueta conferenza stampa di
fine anno, ha consentito alla Provincia di garantire elevati livelli di investimento,
circa 40 milioni di euro all'anno, e di finanziare le proprie opere
pubbliche.Molto è stato fatto per migliorare il patrimonio scolastico: in
cinque anni l'amministrazione provinciale ha investito infatti 60 milioni di
euro per rendere più moderni e sicuri gli istituti del territorio. E per
ricavare i fondi, necessari ad integrare gli esigui finanziamenti dello Stato,
ha venduto il 25\% delle società partecipate di sua proprietà.Zoggia ha poi
sottolineato l'impegno dell'amministrazione a garantire maggiore sicurezza nel
territorio. Emblematica la nuova caserma dei carabinieri nel quartiere
Vaschette a Marghera, inaugurata pochi giorni fa, e per la quale la Provincia
ha investito 850 mila euro.Ma i risultati importanti sono stati anche altri: il
progetto di riqualificazione per il Vallone Moranzani (dove la Provincia
gestirà la viabilità con una spesa di 40 milioni di euro) ma soprattutto
l'approvazione del PTCP, il Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale,
ovvero lo strumento di pianificazione urbanistica che la nuova legge regionale
ha affidato alla Provincia. Più di qualcuno pensava che non ce l'avremmo fatta,
e invece il PTCP è stato votato da una maggioranza compatta ha affermato
Zoggia.Per far fronte, invece, alla crisi economica e al dramma della
disoccupazione in aumento anche nel veneziano, la Provincia ha deciso di
stanziare 1 milione e 200 mila euro da consegnare alle imprese per pagare la
cassa integrazione. E' una crisi grave e servono misure strutturali ha detto
Zoggia grazie ad un accordo con l'Inps la Provincia anticiperà questi soldi che
poi verranno restituiti.Quanto all'accesa questione
sull'abolizione o meno delle Province, Zoggia risponde così alle domande dei
giornalisti: Sono disposto a parlarne, ma se si eliminano le Province allora
deve essere riformato tutto il sistema dello Stato, a partire dalla riduzione
del numero di parlamentari.Sabrina Marcato
( da "Gazzettino, Il (Rovigo)" del 19-12-2008)
Argomenti: Province
L?INTERVENTO Il ruolo delle Province va affrontato Si fa la riforma
o si va all'abolizione? di Dante Buson * Da tempo in politica si dibatte sull'utilità
delle province e sono molti
coloro che sostengono che la loro abolizione porterebbe ai cittadini più
benefici, in termini di riduzione della spesa pubblica, che svantaggi.
Vengono anche fornite cifre sul risparmio che ne conseguirebbe: si parla da
( da "Quotidiano.it, Il" del 19-12-2008)
Argomenti: Province
Sull'abolizione
delle Provincia Agostini interroga Maroni Roma | Il parlamentare del Partito
Democratico ha presentato un'interrogazione scritta al Ministro degli Interni
per fare chiarezza sulla questione della divisione dei beni delle nuove
Province. Ecco
il testo integrale del documento. L'On.le Luciano Agostini INTERROGAZIONE A
RISPOSTA SCRITTA presentata dall'On.le Luciano Agostini al Ministro
dell'Interno On.le Roberto Maroni - Per sapere - premesso che: - in data
28/10/2008 per iniziativa dell'On. Scandroglio è stata presentata la proposta
di legge costituzionale per la modifica del titolo V della parte seconda della
Costituzione ove si prevede la soppressione delle Province; - tale iniziativa
parlamentare è stata assegnata (in data 17/11/2008) in sede referente alla I
Commissione Affari Costituzionali, al fine di ottenere il parere della
Commissione parlamentare per le questioni regionali; - in data 5/12/2008 il
capo gruppo dell'IDV alla Camera On. Massimo Donadi ha annunciato la
presentazione in Parlamento di legge costituzionale per la soppressione delle
Province. - nella legge presentata il 28/10/2008 assegnata alla I commissione
Affari Costituzionali ad iniziativa di deputati del PDL, all'art.9 (norma
transitorie) testualmente al comma 2 si legge: "Fatta salva la possibilità
di disciplinare diversamente la materia con legge dello Stato, i beni di
proprietà delle Province alla data di entrata in vigore della presente legge
costituzionale sono trasferiti alle Regioni, che li trasferiscono ai Comuni in
relazione e in proporzione alle funzioni ad essi delegate ai sensi del comma
1". - al comma 3 testualmente si legge: "Fatta salva la possibilità
di disciplinare diversamente la materia con legge dello Stato, i contratti di
lavoro esistenti alla data di entrata in vigore della presente legge
costituzionale tra le Province ed i rispettivi dipendenti sono trasferiti alle
Regioni, che li cedono ai Comuni in relazione e in proporzione alle funzioni ad
essi delegate ai sensi del comma 1". - le difficoltà furono avvertite già
alla pubblicazione delle leggi istitutive, le quali, per ragioni ovviamente
economiche, rimandarono l'effettiva attuazione dei nuovi enti ai cinque anni
successivi dopo la pubblicazione dei testi normativi. A conferma di ciò,
quest'anno, è stato emanato il decreto 30/06/2008 n. 113 che all'art.
( da "Corriere del Veneto" del 20-12-2008)
Argomenti: Province
Corriere del Veneto -
VERONA - sezione: PRIMOPIANO - data: 2008-12-20 num: - pag: 5 categoria:
REDAZIONALE Provincia Il punto sui progetti e le prospettive per il 2009 Mosele
fa l'ultimo bilancio e lancia Pastorello «Auspico la continuità» Il presidente:
sarei favorevole a una sua candidatura VERONA - Il conto alla rovescia è
cominciato. Anche se alle elezioni provinciali mancano ancora sei mesi il suo
mandato si sta sostanzialmente chiudendo. Così per lui, per il presidente della
Provincia, Elio Mosele, è tempo di bilanci. Ieri ha incontrato i giornalisti
per l'ultimo Natale ai vertici dei Palazzi Scaligeri. Assieme alla giunta ha
tracciato il quadro dell'attività svolta nel quinquennio ma ha anche
prospettato uno scenario per il suo successore. «Io non mi ricandido - ha detto
il presidente, ribadendo una decisione già annunciata nei mesi scorsi - ma
auspico la continuità in termini politici e amministrativi». In tal senso
Mosele si dichiara personalmente favorevole a una possibile candidatura di
Antonio Pastorello. «Candidatura che mi farebbe piacere». Presidente, questo
dunque l'auspicio per il 2009. Ma quali sono stati i progetti più importanti
realizzati in questo 2008? «Due sono le opere emblematiche: il ponte
Romano-Posa tra Terrazzo e Villa Bartolomea e la conclusione dei lavori
all'istituto Barbarani, dove il liceo Messedaglia ha cominciato l'anno
scolastico in corso. Ma ci sono stati anche altri progetti innovativi a favore
del territorio. Ad esempio, l'apertura dello Sportello del cittadino, che
consente l'accesso on line ad atti e documenti, la Certificazione del sistema
qualità e il Meta opac veronese, un sistema di ricerca bibliografica avanzata».
Radicamento sul territorio, quindi, ma non solo. Anche progetti di ampio
respiro, come la Comunità di azione del Brennero (Cab). In proposito, si sono
da poco conclusi i suoi due anni di presidenza. Verona che cosa ha portato a
casa? «La città ha guadagnato dal punto di vista della rilevanza nazionale e
internazionale, agendo sui grandi traffici. Lo scorso 5 dicembre in Gran Guardia
è stato nostro ospite il vicepresidente del-l'Ue, Tajani, che ha annunciato lo
stanziamento di fondi per l'alta velocità ». Cosa ne pensa
del dibattito sull'abolizione delle Province? «Il dibattito sul ruolo delle
Province è sempre più attuale, dal momento che occorre fare i conti con le
risorse a disposizione. Ma bisogna salvaguardare gli enti virtuosi, che operano
nel rispetto delle regole e per gli interessi dei cittadini. In
proposito, giovedì il presidente del consiglio, Massimo Galli Righi, si è
recato a Roma per discutere il problema». Crisi, il vescovo Zenti ha lanciato
nel corso dell'incontro con la giunta provinciale, la proposta di aprire un
tavolo istituzionale per le famigle. Come si strutturerà? «Abbiamo accolto di
buon grado il suggerimento del presule, che propone di avviare una
collaborazione tra amministratori e parroci. Si è già attivato l'assessore al
Lavoro, Virgilio Zampieri, per cercare di far fronte alle nuove povertà
emergenti, per le quali occorrono ammortizzatori sociali». La precarietà del
lavoro di certo non aiuta. Cosa direbbe al ministro Brunetta? «Che i tagli al
personale non possono essere messi in atto in modo indiscriminato». Paola
Arosio Provincia A destra il presidente Elio Mosele Sopra l'incontro di fine
anno che si è svolto ieri (Toninelli/Fotoland)
( da "Giornale.it, Il" del 20-12-2008)
Argomenti: Province
n. 304 del 2008-12-20
pagina 4 Podestà: «Non temo Penati, sono pronto alla sfida» di Gianandrea
Zagato Il premier in collegamento alla festa natalizia degli azzurri: «Per le
provinciali è lui il nostro uomo» Prendete nota, please: «Per quanto mi
riguarda, per quanto ci riguarda, abbiamo in casa un ottimo, bravissimo ed
eccellente candidato: si chiama Guido Podestà». I cinquemila invitati che
siedono ai tavoli del padiglione della Fiera di Milano per la festa del Popolo
della Libertà esplodono in un applauso. Silvio Berlusconi riconferma, dunque,
che lo sfidante di Filippo Penati alla guida della Provincia di Milano è il
coordinatore regionale di Forza Italia. «Il presidente Berlusconi ha avuto
nuovamente la cortesia di indicarmi e io sono sempre disponibile» afferma a caldo
l'europarlamentare Podestà che, tra l'altro, aggiunge di «non aver timore di
misurarmi. Quando l'ho fatto finora ho sempre vinto la sfida e ci sarò anche
stavolta». Il resto sono applausi, pacche sulle spalle e la conferma che il
numero uno regionale di Forza Italia è il futuro inquilino di Palazzo Isimbardi
dove, tra l'altro, l'intesa sulle priorità politiche e programmatiche raggiunta
da Penati con Rifondazione, Verdi, Sinistra democratica e Italia dei Valori è
diventata carta straccia. Anche ieri Penati ha incassato il no di Pier
Ferdinando Casini leader dell'Udc ad un'alleanza: «Non ipotizziamo di poter
andare in una coalizione con l'attuale presidente della Provincia» ha detto e
ridetto il leader dell'Unione di centro, ventilando piuttosto chiaramente
l'idea di correre da soli alle amministrative. Ma Filippo Penati incassa un
altro rifiuto ad un accordo elettorale è quello di Luigi Baruffi: «La necessità
di un progetto riformatore della società interessa anche la Provincia non basta
però per dirsi riformisti per mettersi tutti d'accordo». Dunque, l'ex sindaco
comunista di Sesto San Giovanni resta solo e chiosa Bruno Dapei, capogruppo
provinciale di Forza Italia «gli resta un testimonial del suo fallimento,
Walter Veltroni. Davvero una scelta perfetta, per rimarcare i fallimenti di
cinque anni di amministrazione rosso-verde a Palazzo Isimbardi, ma anche un
testimonial d'eccezione per battezzare la nuova coalizione naturalmente, sarà
sconfitta dal Pdl». Podestà, chiacchierando con i cronisti
a margine della festa natalizia del Popolo della Libertà ha anche ricordato che
c'è un dibattito «in corso sul tema dell'eventuale abolizione della Provincia e
che si attende ai livelli più alti una precisa definizione della questione». ©
SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano
( da "Messaggero Veneto, Il" del 20-12-2008)
Argomenti: Province
Provincia, la Vito
replica a Degrassi «Nessuna presenza "impropria" nell'ufficio della
dirigente» Giù le mani dalla Province. Questo il tenore del dibattito che ha
caratterizzato ieri la riunione del consiglio provinciale
di Gorizia nel corso della quale ha trovato ampia eco la campagna stampa
portata avanti a livello nazionale in particolare dal quotidiano
"Libero" per l'abolizione delle Province. Il presidente del consiglio
goriziano Alessandro Fabbro ha dato lettura di una lettera del presidente
dell'Unione Province d'Italia (l'Upi) Fabio Melilli nella quale si sottolinea
che «l'Upi ha intenzione di intraprendere una serie di azioni nei
confronti dei partiti politici e dei gruppi parlamentari« e che è stato «chiesto
ai sindacati di unirsi in questa battaglia perché denigrare le Province vuol
dire anche denigrare le 61 mila persone che nelle Province lavorano». Nel corso
del prossimo direttivo nazionale dell'Unione Province d'Italia verrà proposto
un ordine del giorno da discutere poi all'interno dei vari consigli
provinciali. Nella riunione di ieri, lo stesso Fabbro ha poi tracciato un
bilancio dell'attività 2008 del consiglio «un'assemblea - ha detto - che ha
saputo esprimersi sempre con saggezza ed equilibrio avendo la capacità di
guardare all'interesse comune pur nel rispetto delle diversità e ha dato
l'esempio di come dovrebbe essere l'impegno politico». Infine, l'assessore Sara
Vito ha dichiarato, in risposta a un'interrogazione del capogruppo del Pdl Marino
De Grassi, che lamentava la frequente presenza impropria della figlioletta (di
9-10 anni) di una dirigente dell'ufficio tecnico sul luogo di lavoro, che non
vi sarebbero evidenze che confermino tale condotta impropria: De Grassi, con
esplicita perplessità, ha preteso allora di sapere quale sia il percorso
informativo che ha portato a tale risposta da parte dell'esponente della
giunta.
( da "Corriere Di Como, Il" del 20-12-2008)
Argomenti: Province
Bruni sta con
Frantellizzi «Carioni è troppo ideologico» «Con i diktat ideologici non si
risolve niente, sulle Prefetture Carioni sbaglia». Così si è espresso il sindaco
di Como, Stefano Bruni, sul tema dell'abolizione dei
Palazzi del Governo lanciato dal numero uno di Villa Saporiti. «Lo Stato sta
facendo una strettissima e rigorosa riflessione sul contenimento dei costi - ha
aggiunto il primo cittadino - Può darsi che la strutturazione attuale delle
Prefetture non sia quella ideale e possa anche essere modificata e migliorata.
Ma il ruolo di questa istituzione, a Como, è stato molte volte importante e
significativo. Eliminare in un colpo la Prefettura credo che lascerebbe un
vuoto difficilmente colmabile da altri enti pubblici». Poi Bruni ha parlato
esplicitamente del ruolo delle Province. «Anche su questo non si può ragionare
con l'ideologia - ha detto il sindaco - Le Province troppo piccole potrebbero
essere raggruppate o abolite, ma per esempio in una regione come la Lombardia,
dove vivono 10 milioni di abitanti, è difficile pensare a un governo del
territorio senza quelle istituzioni. Piuttosto - ha concluso Bruni - io
abolirei il Cpt di Como, che la stessa Lega invece ha difeso, forse perché ne
esprime il presidente». Nella foto: Il sindaco di Como, Stefano Bruni, negli
studi di Etv durante una diretta del venerdì Home Identikit dell'incidente
stradale nel Comasco L'allarme lanciato dal presidente Enrico Gelpi «Nel
weekend sinistri in crescita del 300%» Nomine, passa la linea di Faverio
Docenti in ferie, la scuola resta chiusa Cassa integrazione straordinaria alla
Ratti «La situazione è seria. Tentiamo di stare tranquilli» In difficoltà 35
imprese. Gruppo bresciano salva la Defim di Alzate
( da "Italia Sera" del 20-12-2008)
Argomenti: Province
Cronaca Roma Dopo la
pausa delle festività i primi cittadini convocati per la concertazione I
Sindaci in Provincia per la Città Metropolitana ?Il consigliere provinciale
Walter Enrico Perandini, vice presidente Vicario della commissione Riforme
Istituzionali della Provincia di Roma e sindaco di Ciampino, propone ai sindaci
dei comuni della provincia di partecipare ad un convegno pubblico dal tema 'I
comuni della prima fascia nella Città Metropolitana di Roma Capitale d'Italia'.
Il convegno vuole essere la punta terminale di un processo di partecipazione
delle 121 amministrazioni comunali della provincia di Roma, nella definizione
del nuovo assetto istituzionale della capitale e dei comuni dell'hinterland,
per il quale sono in corso un ampio dibattito e varie proposte di legge
all'esame del Governo". Lo comunica, in una nota, la Provincia di Roma.
"Dare vita alla Città Metropolitana di Roma oggi - afferma Perandini - non
è più solo una possibilità, ma una necessità. Il mio auspicio è che nasca entro
il 2009 la Città Metropolitana di Roma con status di Capitale d'Italia, con l'abolizione dell'attuale Comune di Roma e della Provincia di Roma,
nonché la trasformazione degli attuali municipi di Roma e dei 121 comuni della
Provincia in comuni metropolitani. Questa è la sfida da vincere per dare risposte
concrete ai cittadini di Roma e dell'hinterland, e per ridurre i livelli
istituzionali da
( da "Trentino" del 21-12-2008)
Argomenti: Province
E se avessero
soppresso il treno per dare una mano all'aereo? èstrana, molto strana la
vicenda dell'Eurostar per Roma soppresso. Era l'unico treno comodo, pulito e rapido
per la Capitale. E quando una vicenda è strana nascono i sospetti, che nessuno
smentisce, il primo dei quali è che abolendo il treno è stato fatto un grosso
favore al collegamento diretto fra Bolzano e Roma in aereo. La prima stranezza
è la reazione degli amministratori pubblici e quindi dei politici. Che
l'Eurostar fosse destinato alla soppressione lo si sapeva da oltre un mese, se
non di più. Le proteste e quindi gli appelli per il ripristino sono arrivati
soltanto nell'immediata vigilia e soprattutto dopo l'entrata in vigore,
domenica 14 dicembre, del nuovo orario ferroviario. Seconda stranezza:
Trenitalia da alcuni anni «taglia» soprattutto i treni non produttivi: sono
quelli che trasportano un numero di passeggeri ridotto o comunque non sufficiente
a pareggiare i conti. Tutto si può dire tranne che l'Eurostar Bolzano-Roma (ed
ovviamente il Roma-Bolzano) fosse anti-economico anche se si considera soltanto
il tratto dal capoluogo altoatesino fino a Verona. Terza stranezza: grazie alle
competenze avute negli ultimi anni, la Provincia di Bolzano può gestire le
linee «interne». Ma questo impegno ha creato un sistema di mobilità ferroviaria
«chiuso», salvo poche eccezioni. In sostanza si circola su treni ad orario
cadenzato - comodi e funzionali - soltanto all'interno della provincia. Quarta
stranezza: a giudicare da quello entrato in vigore domenica scorsa,
l'impressione è che l'elaborazione dell'orario dei treni avvenga per
compartimenti stagni. Ovvero la Provincia di Bolzano propone il suo a Trenitalia
che lo integra con il proprio. Se le coincidenze funzionano si tratta di un
colpo di fortuna; in caso contrario nulla (o quasi) viene modificato. Chi ha un
po' di pazienza basta che consulti proprio il nuovo orario. Ma torniamo
all'Eurostar cancellato. La mancanza di questo collegamento diretto da Bolzano
a Roma penalizza anche chi ha bisogno di raggiungere Bologna e Firenze in tempi
ragionevoli. Da domenica 14 dicembre comunque i disagi maggiori li sopportano
tutti coloro che hanno bisogno di arrivare nella Capitale e che non possono
sostenere i costi del viaggio in aereo. In mancanza di
spiegazioni ufficiali sul «taglio» del treno, il tarlo del sospetto sta
lavorando con sempre maggiore insistenza: vuoi che l'abolizione dell'Eurostar
sia stata una manovra concordata per fare un favore al servizio di trasporto
aereo? Ezio Danieli
( da "Giornale di Brescia" del 21-12-2008)
Argomenti: Province
Edizione: 21/12/2008
testata: Giornale di Brescia sezione:la città Ordine degli architetti: vogliamo
una legge quadro Al centro dell'assemblea annuale la necessità di una riforma
delle professioni per non essere agli ultimi posti in Europa Ventura premia
l'architetto Cavalli, presidente della Provincia n L'ancora pendente riforma
delle professioni; la questione degli appalti e delle tariffe professionali; i
temi dell'aggiornamento e della formazione; il sostegno costante ai giovani che
si affacciano al mondo del lavoro, con particolare attenzione ai laureati
triennali che faticano a trovare un'integrazione negli ordini professionali.
Questioni sempre in primo piano per l'Ordine degli Architetti della provincia
di Brescia, che s'intrecciano oggi con lo scenario di una crisi finanziaria
riguardante anche la platea dei liberi professionisti, nella realtà di un Paese
ormai agli ultimi posti dell'Unione Europea per reddito pro capite. Se ne è
parlato ieri nell'ambito dell'assemblea annuale degli architetti al Centro
pastorale Paolo VI, alla presenza del presidente Paolo Ventura, che ha esposto
la relazione dell'attività svolta dal Consiglio direttivo nel 2008; del
segretario Gianfranco Camadini e del tesoriere Luigi Scanzi, che ha illustrato
il bilancio consuntivo dell'anno in corso e il preventivo del 2009. È
intervenuto, con gli assessori comunali Paola Vilardi e Maurizio Margaroli, il
presidente dell'Amministrazione provinciale Alberto Cavalli, architetto, che è
anche stato premiato - assieme ad altri 37 colleghi - per i trent'anni di
iscrizione all'ordine professionale, mentre cinque professionisti hanno
ricevuto il riconoscimento per i quarant'anni di attività. L'Ordine conta
attualmente circa 2.200 soci - ha riferito il presidente Ventura -: la crescita dei nuovi iscritti si mantiene sui livelli dello scorso
anno (un incremento del 25% rispetto alla media del periodo 1990-2000). Luigi
Mirizzi, del Consiglio nazionale degli Architetti, è entrato nel merito di
problemi generali connessi alla legge sull'architettura e all'abolizione del
tariffario minimo, a partire da una distinzione fra incarichi pubblici e
incarichi privati. Mirizzi ha sottolineato anche la «situazione quasi
insopportabile» del sistema di gestione dei concorsi in Italia: «Credo che non
possiamo andare avanti con una deregulation totale - ha detto -. Vogliamo una
legge quadro sulle professioni. Gli architetti rappresentano una categoria che
ha grande responsabilità nel cambiare e nel ristrutturare le città. Come
Consiglio nazionale stiamo predisponendo i codici prestazionali per le opere di
edilizia. Ma riteniamo che il principale obiettivo sia entrare in Europa ed
avere una direttiva europea anche per impostare le tariffe degli architetti».
Anita Loriana Ronchi
( da "Mattino di Padova, Il" del 21-12-2008)
Argomenti: Province
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Provincia Sante Sguotti dirà messa a Natale «Concelebrerò anche con Milingo»
L'altare sarà allestito in una casa privata di Monterosso «Nei prossimi giorni
vedrò monsignore» GIANNI BIASETTO ABANO. L'ex parroco di Monterosso Sante
Sguotti celebrerà la messa di Natale per la sua famiglia (la compagna Tamara
Vecil ed il bimbetto di poco più di anni, nato quando ancora era parroco) e per
il gruppo di fedelissimi della sua ex parrocchia che continua a seguirlo anche
dopo la riduzione da parte del Vaticano allo stato laicale. Il luogo dove l'ex
prete, che lavora come camionista e vive con la compagna e il loro bimbo in un
rustico in via San Rocco a Lovertino (Vicenza), celebrerà messa la mattina di
Natale ancora non è noto. E' assai probabile, però, che sia in un'abitazione di
Monterosso. «Il posto lo devo ancora decidere, per ora è certo che questa Santa
Messa privata la dirò la mattina e non la notte di Natale», fa sapere Sguotti
che, nonostante sia stato cacciato dalla Chiesa, continua ad avere un gruppo di
fedeli della zona di Monterosso che frequenta i suoi momenti di preghiera. In
questi giorni Sante Sguotti si vedrà anche con Manuel Milingo. L'ex arcivescovo
di Lusaka, che al periodo della bufera che si era scatenata nel paese le porte
di Abano sembrava volesse stringere un sodalizio con il «prete-papà», è
atterrato ieri sera all'aeroporto Marco Polo di Venezia proveniente da Seul.
«Monsignore è in Italia con un visto turistico e ci resterà per circa un mese.
In questo periodo celebrerà diverse funzioni, compresa quella della mezzanotte
di Natale, nella sua casa «Gesù è amore» a Grumolo delle Abbadesse», fanno
sapere i suoi seguaci. Ad alcune di queste funzioni parteciperà anche Sante
Sguotti che condivide le battaglie dell'esorcista africano sul cambiamento della Chiesa. In particolar modo quelle sull'abolizione del
celibato nel clero e sulla piena riammissione dei cattolici divorziati e dei
separati conviventi. «La visita di Milingo non era prevista, è stata decisa
all'ultimo momento e non abbiamo avuto il tempo per parlarci - spiega Sante
Sguotti - Nelle prossime ore penso di incontrarlo per programmare quelle che
saranno le messe che concelebreremo». Nella sala «Gesù è Amore», uno
spazio per una cinquantina di fedeli ricavato al primo piano di un fabbricato
che ospita anche una carrozzeria, Milingo celebrerà messa alle 10 di
stamattina, il 24 notte e alle 10 della mattina di Natale, Santo Stefano e di
domenica 28. E' previsto anche un meeting di preghiera con i suoi seguaci nel
corso del quale l'ex arcivescovo intende incontrare la stampa. «Spiegherà le
cattiverie, le umiliazioni e le minacce che subisce tutti i giorni per portare
avanti la sua battaglia».
( da "Mattino di Padova, Il" del 21-12-2008)
Argomenti: Province
SONDAGGIO SWG. Sono
cultura, turismo, istruzione, ambiente le carte vincenti della Provincia
Promossa la giunta Casarin Soddisfa il 64% del centrodestra, ma la sicurezza
delude La giunta Casarin viene «promossa» al termine del secondo mandato. Il
sondaggio Swg (commissionato dal Partito Democratico alla vigilia della
campagna elettorale) parla chiaro: il 64% del centrodestra si ritiene molto o
abbastanza soddisfatto dall'attività amministrativa di palazzo santo Stefano.
La percentuale scende al 50% nell'area elettorale del centro, ma clamorosamente
ritorna maggioranza nell'opinione di chi si colloca nel centrosinistra: 53% di
consensi. Un'eredità difficile da raccogliere anche per chi ambisce alla
poltrona di Vittorio Casarin. Un hadicap in più per il Partito Democratico che
fuori dall'area della città metropolitana sconta il monopolio di Lega Nord e
Popolo della libertà. Nel dettaglio, si scopre che la Provincia brilla in
particolare nella gestione della cultura (assessore Massimo Giorgetti) e del
turismo (delega di competenza del presidente Casarin). Incassano la
soddisfazione dei cittadini anche il leghista Roberto Marcato e Stefano Peraro
(Udc): urbanistica e ambiente sono i settori della Provincia percepiti come
soddisfacenti, insieme a servizi sportivi, istruzione e servizi sociali. Sotto
la soglia del 50%, invece, altri due settori-chiave della Provincia: trasporti
e viabilità. Un giudizio che vale anche nei confronti del
ruolo di coordinamento delle attività dei Comuni, nonostante proprio Casarin
abbia intuito in anticipo la «rivolta dei sindaci» nei confronti della
Finanziaria. Gli amministratori di palazzo santo Stefano vengono «bocciati»
solo in tre... materie. L'abolizione delle auto blu, che per il 59% sembra
essere la minima dimostrazione di saper rinunciare ai privilegi della politica.
Economia e sicurezza sono le altre delusioni: gli assessori Roberto Tosetto
(Forza Italia) e Mario Verza (Alleanza nazionale) hanno deluso di più. E proprio
sulla «tolleranza zero» è imperniata la visibilità politica del Carroccio. Il
sondaggio Swg prefigura addirittura un testa a testa elettorale con il PdL,
rilanciando così le ambizioni di Maurizio Conte. Tuttavia, il candidato
presidente con più appeal si è rivelato Antonio De Poli dell'Udc a
dimostrazione che nel territorio il vecchio scudocrociato resiste ad ogni
stagione della «Seconda Repubblica». (e.m.)
( da "Giornale.it, Il" del 21-12-2008)
Argomenti: Province
n. 305 del
2008-12-21 pagina 3 «Basta con la Provincia inutile tutta tasse e giochi
finanziari» di Sabrina Cottone Parla il candidato lanciato da Berlusconi alle
elezioni di giugno: «Decideremo le mosse con An e Lega. Priorità metro, Tem e
scuole» (...) Il dado è tratto e Guido Podestà è al lavoro con il suo staff per
prepararsi a guidare Palazzo Isimbardi: «Non possiamo permettere che i
cittadini subiscano ancora malgoverno e impoverimento. Sono stati sprecati anni
preziosi in un momento in cui la crisi economica mette in difficoltà il
territorio milanese. Sotto la guida del centrosinistra, la
Provincia ha totalmente dimenticato il suo ruolo e si è data solo a
investimenti finanziari e a incrementare le tasse». È in corso un dibattito per
l'abolizione della Provincia. È davvero un ente inutile? «Oggi abolire la
Provincia vuol dire mettere in discussione la manutenzione delle strade, delle
infrastrutture e delle scuole. Il problema è evitare sprechi e utilizzi
impropri. In questo Palazzo Isimbardi ha dato un pessimo esempio, preferendo
spendere i soldi dei cittadini in speculazioni non dovute, non necessarie e non
convenienti. Così si mette in dubbio il senso dell'esistenza della Provincia
come istituzione». La Russa ricorda che era in ballo anche il nome di Riccardo
De Corato, parla di sondaggi e dice che le decisioni sulle provinciali in
Lombardia si devono prendere tutte insieme. Lei che cosa risponde? «Dico che
non dobbiamo perdere tempo perché i nostri avversari sono già in campagna
elettorale e i cittadini non capirebbero. I sondaggi sono un criterio a cui non
ci sottraiamo, utili perché fotografano la situazione del momento, ma come dice
la Russa, non possono essere il criterio determinante. Esistono sedi di partito
adatte che decideranno anche i candidati per Monza, Bergamo, Brescia, Lodi,
Sondrio. Sono sicuro che sia la parte del Pdl che fa riferimento ad An che la
Lega saranno adeguatamente rappresentate». Le piacerebbe avere l'Udc nella sua
maggioranza? «In Regione e a palazzo Marino governano con noi. È il cosiddetto
metodo ambrosiano, nel quale l'alleanza con l'Udc non si è mai interrotta. Io
mi auguro anche un riavvicinamento a livello nazionale, perché i loro elettori
hanno i nostri stessi valori. Sono infinitamente di più le cose che ci uniscono
rispetto a quelle che ci dividono. È un discorso che vale anche per la
Margherita e per i socialisti. Che cosa ci stanno a fare nel Pd?». Può già
indicare quali saranno le priorità su cui intende intervenire? «Vogliamo
realizzare le metropolitane e le infrastrutture viarie. La metro e la Tem sono
state il grande tradimento dell'attuale giunta. A differenza dei nostri
avversari, abbiamo una coesione che ci consente di agire sul serio. In questi
anni la Provincia ha aumentato le tasse sui cittadini, in alcuni casi di nove
volte come per l'imposta sulla compravendita delle auto. E dopo aver spremuto i
contribuenti, invece di realizzare qualcosa di concreto, si è limitata a una
politica di annunci ondivaga e confusa, tranne che per la Serravalle...». Pensa
che l'operazione di acquisto delle azioni della Serravalle abbia danneggiato i
cittadini? «Dobbiamo ancora capire quanto ci è costato e continua a costarci
l'acquisto di azioni che erano del Comune e quindi in mano pubblica. Si parla
di sette milioni di euro l'anno solo di interessi sul debito! È una somma
incredibile, che si potrebbe destinare a ben altri scopi come appunto le
metropolitane e la sicurezza degli edifici scolastici, spesso pericolanti.
Questa è una responsabilità della Provincia, ma il centrosinistra ha preferito
dare i soldi a Marcellino Gavio e alle banche». Pensa che esista anche nel Pd
milanese la questione morale che sta facendo esplodere molte giunte in Italia?
«Non tocca a me dirlo, ma mi chiedo la ratio di operazioni come quella di
Serravalle. E non sono l'unico a interrogarmi. Anche l'ultima sentenza del lodo
arbitrale getta ombre sull'accaduto». Ultima domanda. Pensa di vincere? «Finora
ho sempre vinto. Vado fiero soprattutto dei successi da coordinatore
provinciale di Forza Italia, quando abbiamo espugnato amministrazioni che erano
rosse da sessant'anni. Ho già sconfitto una volta Penati, alle europee del
1999: lui non è stato eletto! Ma battute a parte, è un discorso che va al di là
delle persone. La coalizione che il presidente Penati rappresenta purtroppo non
è stata in grado di governare e, vista anche la deriva del Pd a livello
nazionale, il territorio non può permettersi altri anni di tasse,
impoverimento, investimenti finanziari incomprensibili e dannosi». © SOCIETà
EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano
( da "Tempo, Il" del 21-12-2008)
Argomenti: Province
stampa Province
«Abolirle è una perdita di democrazia» «Le Province sono enti indispensabili, previsti
dalla Costituzione, per governare vaste aree territoriali. Abolire un ente
elettivo intermedio tra comuni e Stato, equivarrebbe ad una perdita di
democrazia». è stato questo il passaggio centrale del discorso di Giuliano
Amato (ex presidente del Consiglio dei Ministri), intervenuto ieri alla
manifestazione, organizzata dalla Provincia, per una riflessione sul ruolo
delle Province a 60 anni dalla Costituzione. Alla manifestazione erano
presenti, oltre alla presidente Stefania Pezzopane, il prefetto Aurelio
Cozzani, il prof. Vincenzo Cerulli Irelli, il questore dell'Aquila Filippo
Piritore, il presidente del Consiglio provinciale Angelo Raffaele. Tutti nei loro interventi, davanti ad una folta platea di
studenti delle scuole superiori, si sono detti fortemente contrari alla
abolizione delle Province. «La Costituzione è un testo chiaro - ha detto la
Pezzopane - con qualche ruga che va eliminata, proprio come una donna di 60
anni».
( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 21-12-2008)
Argomenti: Province
Oderzo (an.fr.)
Forza Italia è oggi in piazza per ... Oderzo(an.fr.) Forza
Italia è oggi in piazza per raccogliere le firme a sostegno delle candidature
di coloro che parteciperanno al primo congresso nazionale del Pdl. «Con
l'occasione - dice il coordinatore Marcello Ferri - invitiano anche le persone
a firmare per l'abolizione delle province, secondo il progetto che sta portando avanti il ministro
Sacconi. Auspichiamo che anche sindaci che stanno portando avanti la
battaglia per trattenere nei Comuni il 20\% dell'Irpef, si impegnino a
raccogliere firme per l'abolizione delle Province. È un'iniziativa specifica
che non vuole «cancellare» la territorialità bensì convogliare sui sindaci
maggiori poteri anche a livello provinciale. Verrebbe da una parte
salvaguardata la specificità del territorio, e dall'altra si risparmierebbero
parecchie risorse. Una stima fatta a livello nazionale parla di parecchi
milioni di euro».
( da "Resto del Carlino, Il (Rovigo)" del
22-12-2008)
Argomenti: Province
ROVIGO PRIMO PIANO
pag. 24 IL CONSIGLIO dei Ministri ha approvato giovedì i quatt... IL CONSIGLIO
dei Ministri ha approvato giovedì i quattro regolamenti attuativi della riforma
della scuola, mentre la maggior parte delle istituzioni scolastiche provinciali
sta adottando forme varie di ?sciopero bianco? e di lotta contro le prospettive
di cambiamento indicate dal Governo. A gennaio, in Polesine, dovrebbe
formalizzarsi la nascita di un coordinamento dei docenti dei vari istituti che
hanno aderito al blocco chi dei viaggi di istruzione, chi delle attività ?non
obbligatorie?, chi dei ?progetti?. Ma intanto l?iter della riforma è stato
avviato, come si diceva, giovedì scorso dal Governo. Entrerà in vigore nelle
classi prime delle elementari e delle medie dal prossimo settembre, nelle
classi prime delle superiori (se non vi saranno intoppi) dal settembre 2010.
Ecco le principali novità in rapporto al nostro territorio. Scuola
dell?infanzia: ci si potrà iscrivere a partire dai due anni e mezzo. Scuola
elementare: abolizione del modulo dei docenti, introduzione progressiva (dalla
classe prima) del maestro unico di riferimento, con orario settimanale a 24,
17, 30 o 40 ore, ?a richiesta? delle famiglie. Una conseguenza però che
potrebbe rivelarsi importante per il Polesine sarà, dal 2010, la progressiva
chiusura dei plessi scolastici con meno di 50 alunni iscritti. Alcune decine i
plessi a rischio nel nostro territorio con pesanti, possibili, conseguenze sul
piano sociale e culturale per tante comunità. Scuola media: cresceranno le ore
di inglese fino a 5 la settimana, per un monte ore settimanale di 29 o 30.
Scuola superiore: dal 2010, se non ci saranno ripensamenti, la vera rivoluzione
si avrà proprio alle superiori. Oggi in Polesine ci sono una quarantina di
indirizzi tecnici e liceali, che si ridurranno di molto. E ancora, in Polesine,
per assecondare quel 60-70% dei ragazzi che vive di pendolarismo si continuano
a fare lezioni di 50 minuti, che spariranno per tornare a 60 minuti con
inevitabili ricadute sul piano del trasporto scolastico. Gli istituti tecnici,
che in provincia raccolgono nei vari corsi oltre il 40% degli studenti, avranno
due soli settori di riferimento, economico e tecnologico. I licei, che hanno
sviluppato negli anni variegati percorsi, ne vedranno riconosciuti solo nove,
con due novità, il Liceo delle ?Scienze umane? e il Liceo ?Musicale e
coreutico?. Una vera rivoluzione, con la partita che ora si sposta nel
confronto con i sindacati, gli organismi interministeriali, le Regioni. Tante
le incognite nel nostro territorio, legate soprattutto alle numerose
sperimentazioni diffusesi negli anni e che ora dovranno confluire in pochi
indirizzi, ma legate anche alle diverse centinaia di ?precari? della scuola in
attesa di un posto in ruolo e, per effetto degli ipotizzati tagli orari in
tutti i segmenti di scuola, a rischio pure di non vedersi attribuire la
?canonica? supplenza annuale. Il passaggio dei prossimi mesi, come non mai, si
annuncia delicato. o.p.
( da "Messaggero, Il (Pesaro)" del 22-12-2008)
Argomenti: Province
Lunedì 22 Dicembre
2008 Chiudi di THOMAS DELBIANCO «L'ex palazzo comunale restaurato è un grande
risultato, ma non è finita. Una parte della struttura deve ancora essere
completata e questo lo dovrà fare qualcuno al posto nostro, visto che tra
qualche mese non ci saremo più». La prossima tornata amministrativa porterà, con il rinnovo di giunte e consigli comunali anche all'abolizione
del decentramento e delle circoscrizioni. E sparirà anche la Sesta
circoscrizione, quella del San Bartolo, che in questi anni si è battuta per
ridare nuova linfa all'ex palazzo comunale di Fiorenzuola di Focara, inaugurato
ieri mattina. Ma il presidente Stefano Mariani, nel suo discorso
introduttivo durante la cerimonia, ha rivolto lo sguardo non solo a quello che
è stato fatto, ma a ciò che ancora manca. E che il Comune dovrà portare a
compimento senza l'apporto dell'istituzione decentrata, vicina alla chiusura.
«Abbiamo salvaguardato un patrimonio pubblico che rischiava di essere venduto -
continua Mariani - L'opera non è conclusa, l'intervento di recupero va
completato. Speriamo che altri lo facciano al posto nostro dedicando attenzione
a queste zone con lo stesso amore e valorizzazione del territorio che la
circoscrizione ha sempre avuto verso il San Bartolo e Colombarone». Al taglio
del nastro nell'ex palazzo comunale, sede della Sesta circoscrizione, della
comunità del Parco San Bartolo e del museo permanente dell'Ente Parco, con
esposizione di fossili e ceramiche, hanno partecipato rappresentanti
istituzionali, ma anche abitanti del luogo e non solo, ai quali è stato donato
il libro "I fossili del Monte Castellaro nel Parco San Bartolo" della
paleontologa Nicoletta Bedosti. Tra i presenti, oltre a Mariani e al suo vice
Massimo D'Angeli, anche il presidente della Provincia Palmiro Ucchielli e
l'onorevole Oriano Giovanelli. Non sono mancati nemmeno il sindaco di Pesaro
Luca Ceriscioli e il presidente del Parco San Bartolo Acacia Scarpetti: tra i
due è stato notato un po' di gelo, forse dovuto al fresco botta e risposta, con
toni accesi, legato alla Comunità terapeutica femminile che, come sostenuto dal
primo cittadino, non verrà realizzata nel San Bartolo, ma all'interno del Cuneo
Verde. In precedenza Acacia Scarpetti aveva accusato i consiglieri comunali di
essersi mostrati disponibili ad aiutare la comunità, votando poi contro la
realizzazione della sede femminile nel Parco.
( da "Sestopotere.com" del 22-12-2008)
Argomenti: Province
La casta, Upi:
"il 30 gennaio mobilitazione nazionale contro
l'abolizione delle Province" (22/12/2008 09:41) | (Sesto Potere) - Roma -
22 dicembre 2008 - Il 30 gennaio prossimo in tutta Italia le Province
convocheranno Consigli Provinciali straordinari per discutere con i Comuni, i
rappresentanti dei partiti, delle imprese, dei sindacati, delle forze sociali e
con i cittadini, difendere la dignità delle istituzioni e ribadire la
necessità di aprire un confronto reale sulla riorganizzazione del sistema
istituzionale del Paese. Lo hanno deciso oggi i rappresentanti delle Province
italiane, nel Consiglio Direttivo dell'Upi, approvando all'unanimità un ordine
del giorno nel qual si ribadisce l'infondatezza delle argomentazioni usate
contro le Province, e la necessità di proseguire, invece nel cammino delle vere
riforme. "Pensare di abolire le Province - sostiene il Consiglio Direttivo
dell'Upi - sarebbe dannoso e antieconomico. Piuttosto bisogna proseguire con la
riorganizzazione dello Stato, la definizione delle funzioni di ciascuna
istituzione, l'eliminazione degli enti strumentali e la semplificazione del
sistema". "Basta con la delegittimazione delle Province, con
l'attacco al personale politico e con la denigrazione del personale che lavora
nelle nostre amministrazioni - ha detto il Presidente dell'Upi, Fabio Melilli -
Siamo stanchi di questa campagna che offende chi ogni giorno lavora in prima
linea per affrontare le tante emergenze che ogni giorno si aprono sui territori.
Noi siamo chiamati a trovare risposte alle crisi industriali, ai disastri
ecologici, alla mancanza di fondi per i servizi ai cittadini; ogni giorno nei
nostri uffici si presentano amministratori, sindacalisti, imprenditori,
associazioni, e con loro affrontiamo le vere questioni che interessano le
comunità . Questo continuo gettare discredito nei nostri confronti non solo
manca di rispetto a noi, ma all'intero sistema della rappresentanza democratica
che è a fondamento del nostro Paese". articolo di Barbara Perluigi
( da "Asca" del 22-12-2008)
Argomenti: Province
ABRUZZO: PAGANO (PDL),
SINISTRA FA SALTARE ABOLIZIONE NORMA SU PRECARI (ASCA) - L'Aquila, 22 dic -
Questa mattina la Commissione Bilancio, dopo aver approvato bilancio, esercizio
provvisorio e un importante provveddimento che consente d'indennizzare chi e'
stato danneggiato da complicanze irreversibili a seguito di vaccinazioni
obbligatorie, trasfusioni e somministrazione di emoderivati, ha affrontato, su
proposta dei Capigruppo Pagano, Castiglione e Amicone, il
tema della abrogazione della contestatissima norma relavita alla
stabilizzazione dei Cococo e dei cosiddetti portaborse (art.24 e 25 della legge
regionale 17/2008), gia' impugnata dal Consiglio dei Ministri. Tale
provvedimento - ricorda Nazario Pagano, capogruppo di Fi nel Consiglio
regioanle abruzzese - e' destinato ad essere cancellato, ma nel
frattempo determina una situazione di impasse per la nuova maggioranza, che e'
l'unica legittimata, come ho piu' volte affermato, ad affrontare il problema
dei precari e risolverlo alla luce delle disponibilita' economiche e delle
reali necessita' d'organico, fuori da ogni logica clientelare. Ma la sinistra -
conclude Pagano - ancora una volta ha dato prova di scarso senso di
responsabilita' e l'abbandono di alcuni Consiglieri ha fatto mancare il numero
legale, per cui riproporremo l'abrogazione dei due articoli nella prossima
seduta di Consiglio prevista per fine anno. red/
( da "Trentino" del 23-12-2008)
Argomenti: Province
Lo «spurgo» del Pd:
doloroso, ma necessario I dirigenti nazionali del Pd, si riuniscono, si
interrogano si arrovellano, tra correnti più o meno veltroniane, più o meno
dalemiane, più o meno garantiste, più o meno "non solo ma anche". Il
crollo dei consensi in Abruzzo, le inchieste della magistratura a Napoli, a
Pescara ed in Basilicata, hanno staccato una slavina che non si sa dove andrà a
fermarsi e quante "macerie" amministrative e di immagine lascerà
sotto i cumuli di fango di questo inverno politicamente e meteorologicamente
inclemente. Berlusconi blandisce gli avversari, mostrando solidarietà a chi
dopo lui viene colpito da intercettazioni, ed invita i dirigenti del Pd a
divincolarsi dall'abbraccio "mortale" di Di Pietro, per schierarsi
finalmente dalla parte dei "non se ne può più di questi magistrati
invadenti e ficcanaso". Intanto sull'altra sponda il leader dell'Italia
dei Valori spinge sull'acceleratore delle autorizzazioni a procedere in Parlamento
e l'uscita dalle giunte napoletane, sgombrando il campo da compromessi di ogni
ordine e grado, Chi vincerà? Anche se in Italia siamo propensi ad una politica
da stadio, pare che questo non sia il punto. Ma veniamo al dunque. Di Pietro ha
già dimostrato di raccogliere consensi a mani basse, non tanto dalle disgrazie
altrui, ma da una linea politica chiara, populista e spicciola fin che si
vuole, giustizialista quanto basta, ma chiara. Chi avrà molto da perdere, se
nessuno avrà il coraggio di dire un semplice " adesso basta", sarà la
politica italiana, orfana di una vera sinistra, visto che il Pd - affossando la
sinistra antagonista - pare intendesse avocare a se stesso le tematiche delle
sinistra storica italiana. Ciò che il Pd ancora non ha capito è che, finito il
tempo delle meline, degli individualismi, delle strategie per mantenere il
potere, delle dichiarazioni ad effetto dietro le quali si nasconde il nulla. La
gente esige risposte concrete, idee nuove e persone pulite. Dunque cari amici
del Pd, dopo tante capriole al vostro interno, tatticismi, operazioni di
facciata, tentativi di dialogo floppati, pare proprio che non rimanga che il
coraggio. Non il coraggio di affondare l'opposizione, come vorrebbe Berlusconi,
ma il coraggio di ammettere che l'unica strada possibile per un' opposizione
che da dirompente diventi nel tempo costruttiva, in quanto condivisa e
praticata, è quella che sta tracciando Antonio Di Pietro. Una linea - lo
ribadiamo - semplice, ma molto netta,: no ad una giustizia asservita, no ad una
stampa imbavagliata, no ai pregiudicati in parlamento, no a conflitti di
interessi di qualsivoglia natura. Sì alle riforme infrastrutturali finanziate e
improcrastinabili, sì ad un piano di sostegno
dell''economia - che sia reale e non dia carità - con meno tasse in busta paga
e pensioni più dignitose. Il tutto con fondi dove si dovrebbero reperire:
abolizione delle Province nelle Regioni a Statuto Ordinario, lotta all'evasione
fiscale (che quest'anno è aumentata del 30% con una perdita secca di 90 milardi
di euro!), abolizione dell'Ici soltanto per i redditi più bassi,
sostegno alle banche soltanto se dimostrano di sostenere il credito di piccole
e medie aziende, famiglie e risparmiatori. Forza dunque cari amici del Pd,
bevetevi uno sciroppo con il principio attivo ben visibile scritto sulla
boccetta: "Umiltà e buona volontà". Evitate come la peste i
personalismi, scaricate la zavorra, fate spazio alle forze sane e costruttive
al vostro interno e ripartiamo insieme da un'unica opposizione non da "due
opposizioni diverse"come ha dichiarato proprio oggi (ieri per chi legge)
Walter Veltroni ai suoi riuniti in conclave. Ricordate il famoso detto
"divide et impera"? A destra non aspettano altro e si strofinano le
mani. Vogliamo proprio servire loro questo menù natalizio su un piatto
d'argento e lasciare il quasi 40 per cento degli italiani che il 14 aprile ha
votato a sinistra a "pane e acqua"? Elena Baiguera Feltrami Italia
dei Valori Il Pd si trova in obiettiva difficoltà, perché i richiami ideali
diversi e le storie amministrative frastagliate che lo compongono devono
amalgamarsi, contro tutti e contro tutto. Questi inciampi fanno male, ma
dimostrano che la strada imboccata è quella giusta. Mettere insieme Ds e
Margherita, Popolari, Socialisti e Cattolici, mentre il Vaticano spara contro
(poi ci pensa il nuovo "amico" ex fascista Fini a bacchettarlo sugli
Ebrei! Ben gli sta)) non è facile. In realtà " è in corso lo spurgo",
come ha scritto sulla sua ultima " e-mail" Giovanni Colombo, consigliere
comunale del Pd a Milano, "libero pensatore" come si definisce, ex
presidente della "Rosa Bianca": "E' in corso lo spurgo di
decenni di cose tenute coperte, e allora questo spurgo lasciamolo uscire tutto,
senza trattenerlo, com'è successo in passato". Occorre tornare a vivere
onestamente e a dare a ciascuno il suo, per fare politica. La purificazione
sarà anche dolorosa, ma è necessaria, giusta. E' una purificazione anche da una
doppia ubriacatura, di modelli economici e politici: Bush e le banche,la
finanza e il consumismo spinto. Occorre riprendere daccapo, più leggeri. Dopo
di ché occorre sicuramente ritornare ad un'"unica opposizione", per
bloccare sul nascere le derive dittatoriali, populiste e peroniste, di
Berlusconi. Vuole farsi eleggere Presidente della Repubblica dal popolo delle
sue televisioni, invece che dalle Camere riunite? Bisognerà attenderlo al
varco, fermarlo, difendendo ad ogni costo la Costituzione. E' necessario che un
fronte unico si compatti. Quanto a Di Pietro svolge un'opera essenziale, ma non
prospetta gli strumenti per governare. Di Pietro e Pd sono così alleati
necessari l'uno all'altro, ma non sufficienti l'uno all'altro. Devono capirlo e
collaborare per il meglio, senza confondersi in un unico calderone.
( da "Adige, L'" del 23-12-2008)
Argomenti: Province
n Ricordo di Matteo Lunelli
E così caro Matteo ci hai lasciato n Ricordo di Matteo Lunelli E così caro
Matteo ci hai lasciato. Caro vecchio tastierista del giornale l'Adige, noi le
«donne» della tipografia, ti ricorderemo sempre. Quando ragazzine siamo
arrivate al giornale sei stato uno dei pochi a donarci un sorriso, a farci
ridere, a insegnarci con amore ciò che sapevi. Per questo, piene di gratitudine
e d'affetto, ti abbracciamo forte e non ti dimenticheremo mai. Anna De Carlini,
Santina Mosna Luisa Galli, Angela Panebianco Roberta Michielin, Daniela Chistè
Floria Sardagna n Via l'Eurostar, mia figlia in stazione di notte V orrei
anch'io dire la mia riguardo il treno eurostar soppresso. Parlo di quello che
partiva da Rovereto alle ore 9.55. Ho una figlia che studia a Siena e quindi
arrivava a Firenze alle 13.10 poi alle 14.25 prendeva il link sempre collegato
all'eurostar (eliminato anche questo servizio) e finalmente alle 15.30 era a
destinazione. Ora dovrà prendere quello delle 17 circa e trovarsi a Firenze
dopo le 20 con la difficoltà di trovare il modo di arrivare a Siena a un'ora
decente, e come genitore le devo dire che non mi tranquillizza per niente
sapere una ragazza di 20 anni di notte in una stazione. Ma quello che mi fa
davvero arrabbiare è la motivazione data e cioè la scarsità di passeggeri. Come
mai allora una volta su tre bisognava prendere un biglietto in prima classe
perchè non c'erano mai posti disponibili? E parlo di biglietti fatti anche 5/6
giorni prima della partenza e non sotto periodi festivi o altro.Tra il resto 44
euro da Rovereto a Siena non mi sembrano neanche così pochi, ma il viaggio era
buono e soprattutto sicuro e puntuale, quindi... Io spero proprio che cambino
idea e magari in fretta, intanto vi ringrazio per quello che state facendo e vi
saluto cordialmente. Lidia Betta n Treni soppressi, problema non solo trentino
G entile direttore, bene ha fatto il suo giornale a dare ampia evidenza alla
soppressione dei collegamenti da e per Roma. Però il taglio delle notizie dà
l'impressione che si tratti di un problema di isolamento del Trentino. A mio
avviso non è così. Noi trentini abbiamo un po il vizio di guardarci troppo
l'ombelico, sarebbe più utile tentare uno sguardo più ampio. Il disastro
gestionale di Trenitalia è infatti generale, diffuso, tale da creare disagi su
tutto il territorio nazionale e anche nei collegamenti con l'estero,
penalizzando l'intero sistema paese sia dal punto di vista economico che
ambientale. Sarebbe utile che il Trentino alzi la sua voce insieme a quella di
altri territori per riportare l'azienda al suo ruolo di servizio pubblico, che
da anni non sembra in grado di garantire. L'operazione Freccia Rossa al momento
è un ennesimo disastro. Trenitalia si è dimostrata incapace di farla partire
senza penalizzare gli spostamenti dei pendolari. Come non bastasse, la ha usata
per aumentare surrettiziamente i costi ben oltre il valore del servizio. Le
responsabilità non sono certo da cercare tra il personale Trenitalia, ma ai
vertici. L'amministratore delegato Mauro Moretti ne prenda atto e faccia subito
un passo indietro, ritornando agli orari precedenti. Fulvio Mattivi - Trento n
Cancellato il treno che ho già prenotato I n questi giorni sono di grande
attualità le polemiche connesse all'abolizione dell'Eurostar in partenza da
Trento alle ore 9.46 che collegava direttamente e velocemente Trento a Roma,
nonché del suo omologo del primo pomeriggio in senso inverso. All'interno di
questa vicenda io sono vittima di un clamoroso disservizio. In data 15 novembre
2008 avevo prenotato, presso lo sportello delle ferrovie, quattro posti per il
viaggio di andata per il giorno 24 dicembre 2008 e il ritorno per il giorno 28
dicembre 2008, appunto sull'Eurostar in questione. Come altri utenti abbiamo
scoperto leggendo il giornale (tanti lo scopriranno il momento stesso fissato
per il loro viaggio) che quel viaggio, con quelle modalità, cui le ferrovie si
erano contrattualmente impegnate, non potrà avvenire, per via dell'abolizione
del treno disposta successivamente alla prenotazione (fatta da ignari ed
incolpevoli operatori delle ferrovie) e con decorrenza dal 14 dicembre 2008.
Poiché è certo che non si decide di sopprimere un treno dall'oggi al domani, è
chiaro che è mancata la necessaria coordinazione tra due servizi della stessa
azienda. Ancora 30 anni fa un noto politico diceva che esistevano due tipi di
pazzi: quelli che si credono Napoleone e quelli che credono di poter risanare
le ferrovie. Tale frase è ancora di attualità. Ritengo che abbiamo diritto di
conoscere il nome dell'autore di tale scelleratezza e di sapere quali
provvedimenti sono stati adottati nei suoi confronti. Emilio Salvà - Cognola n
Il Pd la smetta di litigare e lavori sodo I dirigenti nazionali del Pd, si
riuniscono, si interrogano si arrovellano, tra correnti più o meno veltroniane,
più o meno dalemiane, più o meno garantiste, più o meno «non solo ma anche». Il
crollo dei consensi in Abruzzo, le inchieste della magistratura a Napoli, a
Pescara ed in Basilicata, hanno staccato una slavina che non si sa dove andrà a
fermarsi e quante «macerie» amministrative e di immagine lascerà sotto i cumuli
di fango di questo inverno politicamente e metereoligicamente inclemente.
Berlusconi blandisce gli avversari, mostrando solidarietà a chi dopo lui viene
colpito da intercettazioni ed inchieste ed invita i dirigenti del Pd a
divincolarsi dall'abbraccio mortale di Di Pietro, per schierarsi finalmente
dalla parte dei «non se ne può più di questi magistrati invadenti e ficcanaso»,
mentre sull'altra sponda il leader dell'Italia dei Valori spinge sull'acceleratore
delle autorizzazioni a procedere in Parlamento e l'uscita dalle giunte
napoletane, sgombrando il campo da compromessi di ogni ordine e grado, Chi
vincerà? Anche se in Italia siamo propensi ad una politica da stadio, pare che
questo non sia il punto. Anzi a tal proposito sarebbe auspicabile abbandonare
quanto prima questo modo di intendere la politica, per trasformarlo in
qualcos'altro di più nobile e di più alto di uno scontro a testa bassa tra
contendenti. Ma veniamo al dunque.. Di Pietro ha già dimostrato di raccogliere
consensi a mani basse, non tanto dalle disgrazie altrui, ma da una linea
politica chiara, populista e spicciola fin che si vuole, giustizialista quanto
basta, ma chiara. Chi avrà molto da perdere se nessuno avrà il coraggio di dire
un semplice «adesso basta», sarà la politica italiana, orfana di una vera
sinistra, visto che il Pd affossando la sinistra antagonista pare intendesse
avocare a se stessa le tematiche delle sinistra storica italiana. Ciò che il Pd
ancora non ha capito è che finito il tempo delle meline, del politichese, degli
individualismi, delle strategie per mantenere il potere, delle dichiarazioni ad
effetto, dietro le quali si nasconde il nulla. La gente esige risposte
concrete, punti di riferimento, idee nuove e persone pulite. Dunque cari amici
del Pd, dopo tante capriole al vostro interno, tatticismi, operazioni di
facciata, tentativi di dialogo floppati, pare proprio che non rimanga che il
coraggio, ma non il coraggio di affondare l'opposizione come vorrebbe
Berlusconi, ma il coraggio di ammettere che l'unica strada possibile per un'
opposizione che da dirompente diventi nel tempo costruttiva, in quanto
condivisa e praticata, è quella che sta tracciando Antonio Di Pietro. Una linea
lo ribadiamo semplice, ma molto netta: no ad una giustizia asservita, no ad una
stampa imbavagliata, no ai pregiudicati in parlamento, no a conflitti di
interessi di qualsivoglia natura. Sì alle riforme infrastrutturali finanziate e
improcrastinabili, sì ad un piano di sostegno dell''economia,
che sia reale, ma che non sia carità, con meno tasse in busta paga e pensioni
più dignitose; il tutto con reperimento di fondi dove si dovrebbero reperire:
abolizione delle Province nelle Regioni a Statuto Ordinario, lotta all'evasione
fiscale (che quest'anno è aumentata del 30% con una perdita secca di 90 milardi
di euro!), abolizione dell'Ici soltanto per i redditi più bassi,
sostegno alle banche soltanto se dimostrano di sostenere il credito di piccole
e medie aziende, famiglie e risparmiatori. E molte altre cose ancora, semplici
ma altrettanto sensate. Forza dunque cari amici del Pd, bevetevi uno sciroppo
con il principio attivo ben visibile scritto sulla boccetta: «umiltà e buona
volontà». Evitate come la peste i personalismi, scaricate la zavorra, fate
spazio alle forze sane e costruttive al vostro interno e ripartiamo insieme da
un'unica opposizione non da «due opposizioni diverse» come ha dichiarato Walter
Veltroni ai suoi riuniti in conclave. Ricordate il famoso detto «divide et
impera»? A destra non aspettano altro e si strofinano le mani. Vogliamo proprio
servire loro questo menù natalizio su un piatto d'argento e lasciare il quasi
40% degli italiani che il 14 aprile ha votato a sinistra a «pane e acqua»?
Elena Baiguera Beltrami n Ho trovato un portafoglio Chi l'ha peso si faccia
vivo G irando per il centro di Trento fra le bancarelle di via Belenzani ho
trovato un piccolo portamonete che non conteneva nessun documento o altro segno
di riconoscimento. Mi piacerebbe restituire al proprietario il suo portafoglio,
se non fosse possibile, donerò il suo contenuto a qualche associazione benefica
fra qualche giorno. Fatemi sapere, scrivendo all'Adige e descrivendo il
portamonete. A.R. - Trento 23/12/2008
( da "Messaggero Veneto, Il" del 23-12-2008)
Argomenti: Province
Intervista al presidente
della Provincia: per Trieste l'area metropolitana e il resto una grande area
vasta Fontanini: Prefetture inutili bastano le nostre autonomie POLITICA E
PERSONAGGI «Alle amministrative? Con chi apprezzerà il nostro programma»
«Eluana? Riconosco le sentenze, ma sono e rimango cattolico» «Ho parlato con
Strache? Certamente, ma soltanto del futuro dell'Europa, non c'è feeling con la
destra: vogliamo soltanto realizzare il federalismo» di DOMENICO PECILE Pietro
Fontanini, friulanista Doc, segretario regionale della Lega Nord, presidente
della giunta Provinciale di Udine, è stato senatore del Carroccio per tre
legislature e sindaco di Campoformido per due mandati. Ha ricoperto il ruolo di
consigliere regionale ed è stato pure presidente della giunta regionale.
Insomma, un caso quasi unico per un politico nostrano. Presidente della
Provincia da otto mesi. È in grado di fare un bilancio? «Sì, ed è un bilancio
positivo». Perché? «Perché la Provincia è uscita da un commissariamento, da una
vicenda grave, e quindi in questi otto mesi ho dovuto riqualificare l'immagine
nei confronti dei cittadini. E, dunque, penso di avere ricuperato un'immagine
positiva». Certo, l'immagine. E i risultati in termini operativi? «Abbiamo
messo mano alla struttura burocratica e proprio oggi (ieri per chi legge, ndr)
licenzieremo in giunta la nuova pianta organica con la distribuzione delle aree
dirigenziali». Pace fatta anche coi sindacati, dunque? «Penso di sì. Ma
spetterà anche a loro dare un giudizio rispetto a questa riforma che
licenziamo». Tutto a gonfie vele, pare di capire. Tranne qualche mal di pancia
in maggioranza. E mi riferisco, a esempio, agli attacchi di Carlantoni. «Ma sì,
ci fu qualche polemica relativa a quella vicenda». Quale? «Quella della IV
novembre e alla mia mancata presenza a Redipuglia. Fu la sagra degli equivoci.
Quel giorno, infatti, avevo preso un appuntamento molto prima per incontrare
questi esponenti austriaci che venivano appositamente a Tarvisio per
confrontarci sulla politica europea». Nessun calcolo politico nella sua assenza
a Redipuglia? «No, assolutamente. Anche perché a Redipuglia ho mandato il mio
vicepresidente». Torniamo ai dissapori con Carlantoni. «Con Carlantoni mi sono
chiarito. Lui stesso si è preso l'impegno di organizzare un incontro tra me e
il governatore della Carinzia anche con l'obiettivo di sfatare ogni dubbio
sulla collaborazione che deve esistere tra noi e quel Land». Si vocifera di un
possibile rimpasto in giunta tra l'assessore Virgili e l'ex capogruppo di Fi,
Mauro Zanin. Che cosa c'è di vero? «Non ho ricevuto alcuna richiesta in tal
senso. Del resto, dico bene degli attuali miei assessori». E a chi le dice che
essere presidente della Provincia e capo di un partito crea qualche problema di
ruolo, che cosa replica? «Che ci sono moltissimi casi in Italia di persone che
ricoprono ambedue i ruoli. Penso a esempio al presidente Berlusconi. Insomma,
quando i ruoli politico-amministrativi si avvicinano molto si riesce a essere
molto più incisivi ed efficaci». Voi del Carroccio dite che la Lega non è né di
destra, né di sinistra giacché è un movimento territoriale. Ma lei non si è un
po' sbilanciato a destra nell'interloquire con il nazionalista Strache? «No,
perché io ho voluto verificare con questo segretario di partito che ha ricevuto
in Austria un consenso molto ampio quali fossero le sue idee sull'Europa. E ho
trovato forti analogia con la Lega rispetto a quello che mi ha detto». Che in
sintesi significa...? «Un'Europa in cui siano rappresentati i popoli, un'Europa
meno burocratica e un'Europa che fa riferimento ai valori cristiani». Quindi
nessun feeling con la destra? «Assolutamente no! Siamo un partito popolare che
ha un obiettivo: quello di introdurre nel sistema istituzionale italiano il
federalismo». E in questo siete molto machiavellici... «Sì, ci alleiamo con chi
ci permette di raggiungere questo obiettivo». Stessa strategia bipartisan anche
per le amministrative del 2009? «Noi guardiamo in primis ai nostri alleati in
Regione e in Provincia. Tuttavia, non escludiamo di confrontarci e forse di
poter amministrare con chi ci dà fiducia e rappresenta sul territorio una forza
innovativa e federalista». E dell'inaspettato feeling regionale con l'Udc che
cosa mi dice? «Con l'Udc abbiamo trovato comunanza di vedute soprattutto sui valori
in riferimento alla famiglia e alla persona. E e su questo pensiamo di
costruire un percorso anche politico. Del resto, sia in Regione sia in
Provincia di Udine l'Udc fa parte della maggioranza». Quindi alle
amministrative giocherete a 360 gradi? «Non proprio, perché siamo orientati
verso gli attuali partner. Ma se troveremo difficoltà sul programma guarderemo
anche altrove». Un passo indietro. Prima mi parlava di valori e famiglia. Un
giudizio sul caso Eluana. «Noi, come partito, abbiamo stilato una carta dei
valori che mette al primo punto la persona umana e che chiede di ispirare la
propria attività amministrativa ai valori della persona stessa». Dunque? «Ora,
con il caso Eluana, intravedo una sorta di eutanasia strisciante. E allora
questo confligge con i riferimenti ideali che ci siamo dati». Certo, ma esiste
pur sempre una sentenza definitiva... «Io riconosco sia le sentenza, sia la
responsabilità che ha il padre di Eluana nel decidere. Ma da cattolico gli
chiedo di non decidere per la morte di sua figlia e lasciarla ancora vivere dal
momento che è assistita in una struttura che autonomamente le consente la
vita». Cambiamo argomento: Natale e crisi economica. Che cosa dire ai friulani?
«Che bisogna essere responsabili di fronte a una crisi che sarà abbastanza
dura. Allo stesso tempo sono fiducioso che i friulani, abituati a essere molto
pragmatici e tenaci, riusciranno a superare queste difficoltà. Bisognerà però
puntare molto sul manifatturiero e ridimensionare le spinte che ci hanno
portato alla proliferazione di molti centri commerciali. Dobbiamo ritornare
alla produzione e al reddito prodotto dall'industria e non da finanze creative
o terziari molto voluttuari». Presidente, lei è ottimista per forza o per
convinzione? «Per convinzione perché conosco i friulani: gente dura, tenace,
che sa sopportare i momenti difficili perché la storia ci ha messi alla prova
molte volte». A fine mandato che cosa le piacerebbe fosse ricordato dai
friulani? «L'avere unito le tre Province friulane». E come? «Attraverso forme
di collaborazione come l'Assemblea delle Province. Vede, si è aperto un
dibattito sul ruolo della Provincia in Italia. E per questo è necessario che le
Province diano prova di sinergie e aggregazioni per ottenere risparmi e
risposte più rapide». Ma non eravate favorevoli all'abolizione
delle Province? «In questi mesi la Lega si è dichiarata fortemente a difesa
delle Province perché ci rendiamo conto che serve un ente che difenda
un'identità e un ruolo di area vasta. Del resto, non posso immaginare un Friuli
senza la Provincia di Udine, salvo non ristrutturare la nostra regione creando
l'area metropolitana per Trieste e la Regione del Friuli». Le
Prefetture? «Sono favorevole alla loro abolizione perché sono superate. Nella
nostra Regione basterebbe un'unica rappresentanza del governo giacché grazie al
sistema delle nostre autonomie non servono altri di rappresentanza
governativa». Questo è il vero progetto della Lega? «No, questa è
un'aspirazione del presidente della Provincia di Udine». E ai friulani che cosa
suggerisce? «Di essere più consapevoli della loro forza. Il Pil della regione
esce dalle attività economiche di questa provincia. E se confrontato in
percentuale agli altri Pil d'Italia lo colloca in posizione molto molto
avanzata». Per cui? «I friulani devono essere coscienti della loro forza
economica oltre che culturale e del fatto che con la globalizzazione non hanno
perso posizioni a livello internazionale e che anzi sono, siamo, collocati ai
vertici delle graduatorie economiche».
( da "Giorno, Il (Varese)" del 23-12-2008)
Argomenti: Province
VARESE pag. 5 «No a
proposte per cancellare le province Il piano rifiuti
pronto entro fine gennaio» VILLA RECALCATI CERIMONIA DEGLI AUGURI CON IL
PRESIDENTE DARIO GALLI ? VARESE ? IL PRESIDENTE della Provincia ha scelto una
versione «buonista» per la cerimonia degli auguri di Natale a Villa Recalcati.
C?è un dolcetto persino per l?opposizione apprezzata per la sua
«ragionevolezza». Dario Galli si concede solo uno spunto polemico. La campagna
per l?abolizione delle province proprio non gli va giù. «Ci vuole un livello di governo intermedio
- chiarisce - fra Comuni ed enti superiori, tanto più che le Province si
occupano di questioni che le amministrazioni locali non possono trattare, come
le strade di collegamento o le scuole». L?alternativa di passare le
competenze alla Regione che poi procederebbe alla creazione di un ufficio
decentrato, per Galli, è da evitare. «Contravverebbe allo spirito democratico
delle elezioni», spiega. Per il resto, resi gli omaggi ai suoi predecessori, i
leghisti Reguzzoni e, soprattutto, Ferrario («con lui i varesini ebbero per la
prima volta la percezione che la Provincia facesse qualcosa per il
territorio»), ha fissato i paletti per i prossimi mesi di lavoro. I piani per i
rifiuti e per l?acqua sono le priorità. «Saranno pronti entro la fine di
gennaio», ha detto Galli. IL PRESIDENTE ha chiarito che non sarà costruito
alcun nuovo inceneritore in provincia («non avrebbe senso economicamente») e ha
garantito che sono in chiusura le trattative con alcuni operatori di settore
per lo smaltimento degli scarti in altre zone della regione. L?obiettivo è
arrivare «al 70 per cento di raccolta differenziata» in un paio di anni.
Sull?acqua resta aperta la questione «dell?ente gestore». Galli ha auspicato
una rapida conclusione dell?iter del federalismo fiscale che consentirebbe alle
province di intervenire «con più concretezza nella
crisi dell?economia e dell?occupazione». È stato annunciato l?aumento dei fondi
per il sostegno al credito da un milione a un milione e mezzo di euro. L?ex
sindaco di Tradate ha chiarito che l?amministrazione sta tagliando «i costi di
funzionamento» La cerimonia, a cui ha partecipato la giunta, si è chiusa con un
brindisi insieme ai dipendenti di Villa Recalcati. Enrico Camanzi
( da "Eco di Bergamo, L'" del 23-12-2008)
Argomenti: Province
Contro l'abolizione
il 30 gennaio Consigli provinciali straordinari Una difesa trasversale e a
spada tratta: le Province non si toccano. L'approvazione del Bilancio di
previsione 2009, ieri in Consiglio provinciale, è stata anche l'occasione per
ribadire (sia dal centrodestra sia dal centrosinistra) il ruolo fondamentale di
coordinamento e programmazione svolto dall'ente di via Tasso. E per dirne
quattro al direttore di «Libero» Vittorio Feltri che nei giorni scorsi ha
lanciato una campagna di stampa per la loro abolizione. «Perché il ministro
Brunetta non se la prende con quelli che vanno in tv prendendo sovvenzioni
dallo Stato per disinformare?», ha attaccato l'azzurro Giuseppe Pirovano. E
Flora Fiorina (Udc): «Anziché con le Province se la prendano con i giornali
spreconi». Anche Bergamo, quindi, aderirà alla mobilitazione nazionale indetta
dall'Upi (Unione Province d'Italia) per il 30 gennaio,
quando in tutta la Penisola le Province convocheranno Consigli provinciali
straordinari per discutere con i rappresentanti dei partiti, delle imprese, dei
sindacati e i cittadini, «per difendere la dignità delle istituzioni e ribadire
la necessità di aprire un confronto reale sulla riorganizzazione del sistema
istituzionale del Paese». «Pensare di abolire le Province ? sostiene il
Consiglio direttivo dell'Upi ? sarebbe dannoso e antieconomico.
Rappresenterebbe una inutile perdita di tempo. Piuttosto bisogna proseguire con
la riorganizzazione dello Stato, la definizione delle funzioni di ciascuna
istituzione, l'eliminazione degli enti strumentali e la semplificazione del sistema».
E ieri al presidente Valerio Bettoni il riconoscimento da parte del Consiglio
(maggioranza e opposizione) di una presenza (e onnipresenza, ha detto qualcuno)
sul territorio «che ha permesso alla Provincia di Bergamo di essere davvero
visibile e punto di riferimento». Be. Ra.
( da "Resto del Carlino, Il (Pesaro)" del
23-12-2008)
Argomenti: Province
FOSSOMBRONE, CAGLI E
URBANIA pag. 29 Un?occupazione che cambiò le anime Gli universitari di Urbino
lanciarono proclami dall?Ateneo assediato QUARANT?ANNI FA Nelle foto, Carlo Bo
in piazza Rinascimento, e, in basso, immagini a colori da uno scatto di Fausto
Giaccone «NEGLI ANNI Cinquanta a Urbino c?era un?unica famiglia di studenti e
professori. Queste sono cose che il ?
( da "Corriere del Veneto" del 23-12-2008)
Argomenti: Province
Corriere del Veneto
- VICENZA - sezione: VICENZA2A - data: 2008-12-23 num: - pag: 10 categoria:
REDAZIONALE La polemica Continua il dibattito sul futuro degli enti provinciali
e il numero uno di palazzo Nievo difende il suo ruolo «La Provincia è il seme del
federalismo» Schneck contro l'abolizione: considerazioni demagogiche e di
propaganda Lettera aperta dopo le proposte di abolizione che hanno
contraddistinto il dibattito politica VICENZA – «Le Province, assieme ai
Comuni, sono il primo seme del federalismo. Non permettiamo che considerazioni
demagogiche e propagandistiche ostacolino quelle riforme di federalismo
amministrativo e fiscale che sono la vera grande occasione per riformare e
rendere più moderno il nostro ordinamento ». Attilio Schneck, presidente di
Palazzo Nievo, si schiera contro chi vuole abolire gli enti provinciali. «La
critica – sottolinea Schneck intervenendo sul dibattito inerente la
soppressione delle Province – viene fatta da soggetti politici, e non, che poco
o niente conoscono della pubblica amministrazione. E che forse non hanno alcuna
voglia di cambiare questo Paese. Quasi sempre attorno al tavolo sono chiamati
solo gli incursori del fronte negazionista. Come se ogni confronto, ogni
contraddittorio fosse superfluo, perché è così che comunque deve andare ».
L'intento, quindi, è di difendere l'organismo, precisando che lo fa «non da
presidente di Provincia, ma da presidente della Comunità Vicentina.
Nell'interesse dei cittadini e del territorio». Centosei capoluoghi, a detta di
Schneck, sono troppi: «Vi sono entità territoriali che andrebbero ripensate e
riaccorpate. Ma da qui a dire che le Province sono inutili e costose ce ne
passa. In realtà la vera domanda che tutti dovrebbero porsi non è quanto costa
una Provincia, ma quali funzioni svolge, come le svolge e, soprattutto, se
queste stesse funzioni potrebbero essere svolte meglio, in maniera più efficace
ed efficiente, da un altro ente pubblico». Si parte dall'elenco delle
competenze di base: «C'è il coordinamento degli enti minori, in settori che
vanno dall'ambiente all'urbanistica, passando per lo sviluppo territoriale. Il
livello di governo d'area vasta, identificabile nella dimensione provinciale,
assume qui un'importanza strategica. Perché nel suo ragionare – continua
Attilio Schneck – la Provincia passa al di sopra della logica di campanile, che
troppo spesso guida le scelte delle amministrazioni comunali, e si fa
mediatrice, cercando il confronto, la sinergia, la condivisione ». Altro punto
preso in considerazione nell'attuale dibattito sono i costi: «Non può, il loro mantenimento o la loro abolizione – ammonisce il
presidente vicentino – essere una questione economica. Perché le risorse
finanziarie derivano essenzialmente da prelievi locali e non dallo Stato
centrale: possiamo dire che al momento le entrate della Provincia siano l'unico
esempio di federalismo fiscale. L'unico esempio di risorse investite per
il bene della stessa comunità da cui sono state prelevate. Se poi ci guardiamo
intorno e ci troviamo di fronte a 220 ambiti di acqua e rifiuti, 191 Consorzi
di Bonifica, 63 Bacini imbriferi e innumerevoli agenzie, appare evidente che se
fosse solo una questione di riduzione dei costi della politica, bisognerebbe
cominciare a tagliare da questa pletora di enti intermedi ». Elfrida Ragazzo \\
La domanda da porsi non è quanto costa una Provincia, ma quali funzioni svolge,
come le svolge e, soprattutto, se queste stesse funzioni potrebbero essere
svolte meglio \\ Le risorse finanziarie derivano essenzialmente da prelievi
locali e non dallo Stato centrale: le entrate della Provincia sino l'unico
esempio di federalismo fiscale
( da "Centro, Il" del 23-12-2008)
Argomenti: Province
di
Maurizio Piccinino Portaborse, lite sul ritiro delle legge Passa il bilancio
provvisorio sulle assunzioni il Pd si spacca PESCARA. Passa l'esercizio
provvisorio del bilancio regionale ma è scontro sull'abolizione della norma sui
portaborse. Uno stop alla legge fatta saltare da alcuni esponenti del Pd e dei
Verdi. Scenario
delle tensioni è la Commissione bilancio nella sua ultima riunione tenuta ieri
all'Aquila. La seduta ha avuto un andamento a singhiozzo con un primo tentativo
andato a vuoto per mancanza di numero legale, alle 12 dopo un nuovo appello del
presidente Angelo Orlando la Commissione ha raggiunto il numero legale ed ha
approvato all'unanimità il documento per l'esercizio provvisorio. Superato
l'esame della commissione, l'esercizio provvisorio del bilancio dovrà ora
essere approvato dal vecchio Consiglio regionale che così dovrà riunirsi per
l'ultima volta nonostante sia già stato eletto il nuovo consiglio che,
tuttavia, non sarà operativo prima della metà di gennaio. L'esercizio
provvisorio che dovrebbe durare tre mesi, definito «la bombola di ossigeno» per
la giunta del neo presidente della Regione, Gianni Chiodi, servirà a
scongiurare il rischio di blocco delle attività di ordinaria amministrazione, e
anche per il pagamento degli stipendi dei dipendenti. Subito dopo
l'approvazione della manovra di bilancio, si sono innescate le contrapposizioni
che hanno anche fatto emergere nel centrosinistra una singolare spaccatura. Con
un emendamento presentato a sorpresa dai consiglieri del Popolo della libertà:
Pagano, Castiglione, Amicone e con loro dal dipietrista Augusto Di Stanislao, è
stato chiesto l'abolizione degli articoli 24 e 25 della legge che ha permesso
l'assunzione in Regione di mille precari, tra cui circa 400 «storici» Co.co.co.
e una settantina di portaborse dei partiti, legge già impugnata dal Consiglio
dei Ministri. L'iniziativa di Pdl e dipietristi ha suscitato per protesta
l'uscita dalla commissione di esponenti del Partito democratico: Stefania
Misticoni, Maria Rosaria La Morgia, e del Verde, Walter Caporale, che hanno
fatto mancare il numero legale. In commissione sono rimasti oltre ai
presentatori della legge, il presidente Orlando, i consiglieri Bruno Di Paolo,
Angelo Di Paolo, Luciano Piluso, e anche Camillo D'Alessandro consigliere
rieletto del Pd. Quest'ultimo era stato a novembre tra i sottoscrittori e
promotori della maxi infornata, mentre ieri si è dichiarato per l'abrogazione
totale della stessa legge. Assenti al momento del voto Melilla e De Matteis.
«La sinistra», accusa Nazario Pagano, capogruppo di Forza Italia, «ha fatto
saltare in Commisione l'abolizione della norma sui portaborse. Il provvedimento
è destinato ad essere cancellato, ma nel frattempo determina una situazione di
impasse per la nuova maggioranza, che è l'unica legittimata, ad affrontare il
problema dei precari e risolverlo alla luce delle disponibilità economiche e
delle reali necessità d'organico, fuori da ogni logica clientelare. Ma la
sinistra ancora una volta ha dato prova di scarso senso di responsabilità e
l'abbandono di alcuni Consiglieri ha fatto mancare il numero legale». Diversa
la posizione e la ricostruzione di Stefania Misticoni consigliere Pd che
rimarca come la decisione spetta «al nuovo consiglio regionale che appena si
insedia», osserva, «saprà decidere cosa fare». Per il consigliere regionale
dell'Italia dei valori, Augusto Di Stanislao, invece «la Regione Abruzzo
continua a vivere un momento di autentica emergenza ed in tali circostanze è
doveroso», osserva Di Stanislao, «provvedere all'abrogazione degli articoli
riguardanti la legge regionale di stabilizzazione dei precari, una normativa
che va cancellata al più presto».
( da "Giornale.it, Il" del 23-12-2008)
Argomenti: Province
n. 306 del
2008-12-23 pagina 1 Cara Lega, ora c?è bisogno di più Stato di Gianni Baget
Bozzo Parlando di presidenzialismo il presidente del Consiglio non ha inteso certamente
portare il Paese nelle secche di una riforma costituzionale globale di cui non
ci sono le condizioni. La sinistra è troppo divisa in se stessa per poter
reggere oggi l?impianto di un dibattito che richiederebbe una diretta
legittimazione della maggioranza. Ma l?elettorato non gradisce nemmeno che
l?oggetto della politica diventi solo il federalismo fiscale, come se esso
potesse dare un contributo alla soluzione dei problemi che oggi attanagliano il
Paese. Il federalismo fiscale è una riforma ragionevole, anche se non è detto
che l?ecumenismo del progetto Calderoli sia la vera strada di questa riforma.
Lo stesso rifiuto della Lega di accettare l?abolizione delle province
mostra che l?interesse del partito di Bossi è quello espresso dagli amministratori
locali delle province minori, l?elettorato valligiano
in cui maggiormente si fonda la Lega. Se Bossi non ha compreso che i tempi
della grande crisi mondiale partiti dall?America comandano in Italia dei
provvedimenti a breve termine e non delle riforme di lungo percorso, non ha
compreso l?occasione politica che Berlusconi gli ha offerto di giocare un ruolo
determinante per lo stesso Nord nel governo del Paese. La finanza mondiale ha
accentuato il ruolo dello Stato nazionale, l?unica istituzione che può prendere
decisioni riguardanti l?economia del Paese sia nella sfera nazionale che nella
sua rappresentanza internazionale. Le piccole e medie industrie del Veneto
hanno problemi di cassa e di mercato, di stabilità sociale. E poiché l?economia
italiana respira e vive nelle istituzioni europee e mondiali, è lo Stato che
negozia per il sistema Italia nelle sedi decisionali che sono internazionali a
cui solo l?Italia come Stato nazionale ha accesso. Il sistema Paese esiste
perché l?Europa si è edificata come sistema di nazioni Stato e solo a questo
livello è dotata di organismi che possono reagire a livello mondiale. Il
governo Berlusconi gode buona salute nella stima degli italiani, perché ha
interpretato con efficacia il sistema Paese di fronte alla globalizzazione che
investe a un tempo temi di politica estera, di politica economica e di politica
sociale. Esso si è mostrato duttile nel capire il variare dello scenario
internazionale. Se la Lega aumenta i consensi, non è dovuto alla bozza
Calderoli. Essa non ha soddisfatto nessuno, perché è sembrata piuttosto una
spartizione degli introiti del fisco che una limitazione della pressione sui
contribuenti. Ha giovato alla Lega invece il ministro Maroni, che ha agito in
nome dello Stato sui temi della sicurezza e dell?immigrazione, cioè su
competenze che solo lo Stato può affrontare. La crisi mondiale ha creato
problemi nuovi nei tempi immediati che cambiano scenario alla politica
italiana. Umberto Bossi era avviato a trattare il federalismo fiscale con
l?opposizione oltre i confini della maggioranza di governo, preferendo al bene
del governo del Paese la riforma fiscale. Allargando il fronte delle riforme,
il presidente del Consiglio ha voluto porre l?accento sul fatto che la riforma
deve rafforzare il governo centrale e per questo ha posto il problema. Lo ha
fatto per demitizzare il federalismo fiscale, non per affossarlo. Esso sarà
introdotto soltanto se il governo Berlusconi, di cui la Lega è parte
costituente, reggerà con credibilità il Paese nella tempesta che esso
attraversa. Berlusconi ha mostrato di comprendere la fiducia che gli italiani
hanno nell?Italia: lo hanno fatto non riducendo nella misura possibile i loro
consumi natalizi, come egli ha consigliato loro. Hanno compreso che il nostro
Paese affronta la crisi in condizioni migliori che gli Stati Uniti e
l?Inghilterra. Gli italiani hanno fiducia nel sistema Italia. Nonostante i
profeti di sventura e i grandi lamenti dell?opposizione, il Paese approva il
modo in cui il governo ha interpretato la grande crisi, ne incoraggi la
prudenza e l?equilibrio. è nata una nuova politica e Bossi ne è parte, ma ora
non può fare del federalismo fiscale la condizione unica del contributo che la
Lega ha dato e dà al governo del Paese e alla fiducia che esso ha in se stesso.
bagetbozzo@ragionpolitica.it © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4
- 20123 Milano
( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 23-12-2008)
Argomenti: Province
Fontanini:
«Cancellare gli enti intermedi» «Stop a Comunità montane, Ato, Aster, si
potrebbe abolire anche la Provincia di Trieste» Non si stancherà mai di dirlo.
Il presidente della provincia Pietro Fontanini chiede con forza la soppressione
degli enti intermedi e il passaggio delle relative competenze a Province e
comuni. Stop a Comunità montane, Ato e Aster e, perché no, si
potrebbe abolire anche la Provincia di Trieste. Tracciando un bilancio
dell'anno che sta per concludersi l'Amministrazione provinciale fa il punto sul
lavoro portato avanti in questi mesi e ribadisce la richiesta alla Regione per
l'abolizione degli enti intermedi, in un'ottica di semplificazione
amministrativa e razionalizzazione dei costi.Accanto agli auspici per il
2009 si fa il riassunto dell'anno quasi passato, «un anno non completo -
ricorda Fontanini dato che abbiamo iniziato a lavorare a maggio», ma per la
giunta provinciale sono stati otto mesi da record, soprattutto per essere
riusciti ad approvare il bilancio: per l'assessore Fabio Marchetti
l'approvazione di un bilancio dopo un commissariamento non è certo cosa di
tutti i giorni, bensì «significa stabilità politica».La Provincia ha fatto un
minuzioso restyling per ridare lustro alla credibilità dell'ente. «Abbiamo
ereditato una situazione difficile non per i conti che sono stati lasciati, ma
come immagine sosteneva ieri Fontanini durante la conferenza sul bilancio di
fine anno ; la precedente Provincia si è sciolta ed è stata commissariata, una
pagina pesante per la storia della provincia di Udine». L'attuale giunta si è
impegnata per riqualificare l'immagine dell'ente e dare ai cittadini un segnale
di efficienza. «Il 2009 è un anno che si apre con alcune difficoltà ribadisce
Fontanini noi ci sentiamo fortemente motivati e chiediamo alla Regione
ulteriori competenze», fra queste la formazione professionale e le attuali
competenze degli enti intermedi di cui si chiede l'abolizione.L'atteggiamento
per il nuovo anno è all'insegna dell'ottimismo: «le crisi economiche non ci
fanno tremare. I friulani sono abituati a lavorare, sono concreti e pragmatici
in grado di affrontare le difficoltà senza isterismi e paure».La parola passa
poi a ciascun assessore per fare il punto sul lavoro svolto finora. Tra gli
impegni più importanti assunti dalla Provincia ci sono scuola, viabilità e
ambiente. Dal rafforzamento dei servizi ai 20.500 studenti scuole della
provincia alla «riorganizzazione efficiente ed efficace della cultura»
tracciati dall'assessore Elena Lizzi ai cospicui investimenti su quello che
Marchetti definisce «il patrimonio stradale più consistente della regione», dai
finanziamenti per le stabilizzazioni al risparmio energetico, l'impegno della
Provincia è a tutto campo e nel 2009 prevede anche un premio ai comuni più
virtuosi per la raccolta differenziata.Lisa Zancaner
( da "Gazzettino, Il (Vicenza)" del 23-12-2008)
Argomenti: Province
SEGUE DALLA PRIMA
«Le Province non vanno abolite, bisogna rivedere le loro competenze» Partiamo
dalla competenza base: il coordinamento degli enti minori, in settori che vanno
dall'ambiente all'urbanistica, passando per lo sviluppo territoriale. Il
livello di governo d'area vasta, identificabile nella dimensione provinciale,
assume qui un'importanza strategica. Perché nel suo ragionare la Provincia
passa al di sopra della logica di campanile, che troppo spesso guida le scelte
delle amministrazioni comunali, e si fa mediatrice, cercando il confronto, la
sinergia, la condivisione. Non è un caso che le associazioni di categoria, gli
ordini professionali, le Camere di Commercio abbiano una dimensione
provinciale. Perché la visione d'area vasta non esclude una diretta conoscenza
del territorio, delle sue esigenze e delle sue problematiche, e permette
un'azione da un lato imparziale e quindi razionale, dall'altro vicina al
cittadino e quindi di buon senso.Nel dettaglio, poi, delle funzioni proprie
della Provincia, non è facile riassumerle in poche righe, soprattutto a seguito
delle numerose deleghe pervenute negli ultimi anni dalla Regione. Sono comunque
funzioni che vanno ben al di là della nota, giacchè storica, gestione della
caccia e della pesca e passano in modo coerente dalle politiche del lavoro,
della formazione e della programmazione scolastica, al governo delle risorse
idriche ed energetiche, dalla gestione dei rifiuti, alla pianificazione e
gestione del sistema dei trasporti e della mobilità. Potrebbe un Comune
occuparsi di dimensionamento scolastico degli istituti superiori senza
frapporre l'interesse della propria comunità alla più ampia crescita culturale
di ragazzi residenti altrove? Non sarebbe neppure morale pretenderlo, visto che
gli amministratori locali sono chiamati a fare il bene dei propri concittadini.
In ugual maniera, però, non sarebbe in grado la Regione di aggiungere o
togliere indirizzi scolastici, perché rischierebbe di farlo senza conoscere le
reali esigenze del territorio. E' solo un esempio, fatto per la scuola ma
valido anche per tutti quei settori in cui la dimensione
intermedia della Provincia è l'unica in grado di garantire allo stesso tempo un
intervento indirizzato alla comunità ma rispettoso del singolo.Piuttosto,
allora, di parlare di abolizione delle Province sarebbe più opportuno
razionalizzare la suddivisione delle competenze tra enti, in modo da non creare
ridondanti sovrapposizioni e inutili doppioni. Piuttosto, e non lo dico
solo per provocazione, rafforziamo il ruolo delle Province, proprio per il
rispetto che deve essere portato agli enti vicini al territorio.Detto delle
funzioni, proviamo a spostarci sul piano più strettamente economico di costo
della Provincia. Non può, il loro mantenimento o la loro abolizione, essere una
questione economica. Perché le risorse finanziarie derivano essenzialmente da
prelievi locali e non dallo Stato centrale: possiamo dire che al momento le
entrate della Provincia siano l'unico esempio di federalismo fiscale. L'unico
esempio di risorse investite per il bene della stessa comunità da cui sono
state prelevate.Se poi ci guardiamo intorno e ci troviamo di fronte a 220
ambiti di acqua e rifiuti, 191 Consorzi di Bonifica, 63 Bacini imbriferi e
innumerevoli agenzie, appare evidente che se fosse solo una questione di
riduzione dei costi della politica, bisognerebbe cominciare a tagliare da
questa pletora di enti intermedi.E' poi inaccettabile la generalizzazione di
estendere a tutte le Province, anche quelle che funzionano, un superficiale e
affrettato giudizio di inutilità, smentendo il disposto costituzionale che
attribuisce a Comuni e Province pari dignità con lo Stato e le Regioni nel
governo del territorio. Furono i padri fondatori della Carta su cui poggiano le
regole base del nostro vivere civile a riconoscere e dare dignità alle
Province. Se riconosciamo loro un pensiero illuminato nella redazione di tanti
altri articoli, non possiamo non riconoscerlo anche per questo.Non permettiamo,
e concludo, che considerazioni demagogiche e propagandistiche ostacolino quelle
riforme di federalismo amministrativo e fiscale che sono la vera grande
occasione per riformare e rendere più moderno il nostro ordinamento.Attilio
Schneckpresidente della Provincia di Vicenza
( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 23-12-2008)
Argomenti: Province
«È una proposta
lungimirante: se la stessa lungimiranza ... «È una proposta lungimirante: se la
stessa lungimiranza l'avessero avuta certi politici degli anni '80 oggi
probabilmente avremmo un ospedale unico, con vantaggi concreti per tutta
l'area». Anche il parlamentare coneglianese Fabio Gava, del Pdl, applaude l'idea del macrocomune Conegliano-Vittorio Veneto lanciato dai
sindaci delle due città Maniero e Scottà: «Sarà la grande capitale della
Sinistra Piave, l'idea di unire due grandi comuni sarebbe un esempio forte
anche per l'Italia in un momento in cui si dibatte di abolizione delle Province
e di aggregazione di comuni piccoli». Gava suggerisce anche le prime due
tappe da percorrere: la creazione di una commissione di studio e l'attivazione
di due referendum popolari. Infine il nome: «Ha una sua rilevanza, non dobbiamo
correre il rischio di cancellare l'aspetto storico e neppure quello culturale
ed economico. Nodi che andranno sciolti dalla commissione formata da esperti in
pubblica amministrazione, marketing e ovviamente politici locali».Gavaza pagina
X
( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 23-12-2008)
Argomenti: Province
La proposta
rilanciata da Maniero e Scottà di unire Conegliano e Vittorio Veneto ampiamente
condivisa dal parlamentare coneglianese Macrocomune, Gava sottoscrive:
«Partiamo» «È un?idea lungimirante: subito una commissione di studio e due
referendum da proporre ai cittadini» Conegliano«Il nuovo macrocomune sarà la
grande capitale della Sinistra Piave: è una grande opportunità. In un mondo che
deve diventare sempre più efficiente, ottimizzare e ridurre i costi, l'idea di
unire due grandi comuni come Conegliano e Vittorio Veneto sarebbe un esempio
forte, che potrebbe diventare un punto di riferimento non
solo per il Veneto ma anche per l'Italia in questo momento in cui tanto si
dibatte di abolizione delle Province e di aggregazione di comuni piccoli».
Piace a Fabio Gava, deputato coneglianese del Pdl, l'ipotesi, lanciata dai
sindaci Maniero e Scottà, di creare un grande comune dell'Alta Marca, superando
le attuali delimitazioni territoriali. «Si tratta - aggiunge Gava - di
una proposta lungimirante. Se la stessa lungimiranza l'avessero avuta certi
politici degli anni 80 oggi probabilmente avremmo un ospedale unico, con
vantaggi evidenti e concreti per tutta l'area. Purtroppo in quell'occasione
prevalse una visione conservatrice e ottusa delle esigenze territoriali, troppo
campanilistica e priva di autentico spirito progettuale». Gava, dopo essersi
detto favorevole alla creazione del macrocomune, suggerisce anche quello che, a
suo avviso dovrebbe essere l'iter procedurale. Due le tappe immediate:
creazione di una commissione di studio e attivazione di due referendum
popolari: «Si crei subito una commissione - suggerisce - per definire le azioni
da mettere in campo e prospettare le possibili soluzioni di integrazione e
riorganizzazione. Si dovrebbe, ad esempio, già cominciare a pensare a un
sistema di collegamento veloce tra le due città. Occorrerà anche - aggiunge -
sentire l'opinione dei cittadini: bisognerà assolutamente organizzare almeno
due referendum, uno a Conegliano ed uno a Vittorio Veneto, che richiederanno un
lavoro preparatorio e di comunicazione molto complesso e articolato».Questione
non irrilevante, nell'ambito della definizione del futuro comune unico, è
quella del nome: «Nome spiega Gava - che ha una sua rilevanza. Non dobbiamo
infatti correre il rischio di cancellare l'aspetto storico, legato alle nostre
radici, e qui parlo di Vittorio Veneto, e neppure l'aspetto culturale ed
economico legato tanto alla denominazione Conegliano quanto alla sua importanza
nel territorio in quanto città più densamente popolata, dopo Treviso. Per
sciogliere tutti questi nodi - conclude - occorrerà la commissione nella quale
andranno inseriti esperti in Pubblica amministrazione, marketing ed ovviamente
anche politici locali».El.Ga.
( da "Giornale.it, Il" del 23-12-2008)
Argomenti: Province
E' davvero un Natale
indimenticabile, questo. Dire che il 2008 chiude col botto, è poco. Non voglio
tediare gli amici del blog, che ringrazio tutti per la loro appassionata
partecipazione alle nostre discussioni, questo è post natalizio, di auguri. Una
pausa serve, un brindisi per Capodanno pure. Alziamo i calici, allora. E
guardiamo avanti con un po' di ottimismo. "Ecco il
"berlusconiano" che instiste - direte. - anche a Natale". No,
tranquilli, Berlusconi c'entra e non c'entra. I fatti che m'inducono all'ottimismo
sono diversi. Il primo è che finalmento è crollato l'ultimo "muro di
Berlino": quello della "superiorità morale" della sinistra
mettendo fine al grande equivoco che ha avvelenato la politica italiana da
Tangentopoli in avanti. Non è poco, perché obbliga tutta la classe politica (di
prima, seconda, terza e ultima fila. a seconda delle poltrone occupate) a fare
finalmente una riflessione seria. Le inchieste napoletane, la vicenda
abruzzese, la Basilicata, la questione fiorentina e quello che potrà ancora
saltare fuori a Roma e dintorni, potrebbero accelerare il cambiamento. Non
subito, credo, anche perché a giugno si voterà per europee e amministrative, ma
poi vedrete che cambierà molto. Almeno lo spero. Soprattutto nel centro
sinistra, ancora alle prese con il "grande equivoco" della
leadership. Vedremo chi la spunterà fra Veltroni e dalemiani, vedremo se il Pd
così com'è avrà ancora un futuro. Ma forse anche da quelle parti ci sarà un
leader riconosciuto e saldo in grado di scegliere con nettezza fra dialogo con il
governo e il Pdl o scontro. Con la conseguenza, in un caso o nell'altro, di
condizionare in qualche misura anche l'atteggiamento della Cgil. E fare
chiarezza sui rapporti con Di Pietro, altra nota dolente di un'alleanza spuria
basata su una gamba, quella giustizialista, che ha in Tonino il solista che la
impugna come clava prima di tutto proprio contro il Pd. Poi ci sono le riforme
istituzionali: presidenzialismo e federalismo si intrecciano, possono
rappresentare (a seconda del modello, c'è chi preferisce il cancellierato alla
tedesca) una svolta epocale e possono anche essere l'occasione
vera per ridurre costi della politica e dello Stato. Voglio essere ottimista,
su questo punto, anche se il no della Lega all'abolizione della Province non mi
pare un bel gesto.). Infine l'economia, la crisi. La vulgata propagandistica e
certe analisi "semplicotte" in molti casi si riducono a uno slogan,
ripetuto all'infinito: governo insufficiente, poteva fare di più.
Lasciamo gli slogan all'opposizione (e io non sono fra quelli che ritengono
importante ascoltare l'opposizione perché non è che abbia sempre torto su
tutto), "con gli slogan non si mangia", diceva mio nonno operaio alla
Fiat di Marina di Pisa. Il governo sul fronte della crisi si è mosso con
decisione, ha messo in campo investimenti, molti provvedimenti importanti e
altri ancora ne prenderà, soprattutto sul versante sociale. Ecco perché questo
è un Natale indimenticabile e l'ottimismo degli italiani, la consapevolezza che
il Paese può farcela, che non si ferma nonostante tutto, il rifiuto del
qualunquismo di maniera sono davvero l'arma in più nei momenti difficili. Per
chiunque sia al governo. Scrisse Giovanni Pascoli: "Chi è santo prega, ma
chi fa è più santo". Spero che tutti riescano a guadagnarsi un pezzetoo di
santità. Buon Natale e felice anno nuovo a tutti. Scritto in Varie Non
commentato » (No Ratings Yet) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008
Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 05Dec 08
Destra, consenso e cultura. C'era una volta l'egemonia della sinistra ma ora.
Tema impegnativo, ammetto, quello lanciato sabato scorso sul
"Giornale" dal nostro Stenio Solinas con un articolo dal titolo
provocatorio "Perché la Destra ha paura della cultura". Tema che ha
sollecitato una serie di interventi "alti" sulla questione del
rapporto fra intellettuali di "area" e Popolo della Libertà
pubblicati da "Giornale" e che ho deciso di raccogliere e riproporre
in un dossier sul "Giornale.it" per fornire spunti di riflessione e
di dibattitto anche ai lettori del blog che vogliono dire la loro, intervenire,
discutere. Utile base di partenza è il secondo articolo di Stenio Solinas
"Se questa Destra sceglie di fare la Dc", che riassume le posizione
dei diversi interventi". Poi ci metto qualcosa di mio e chiedo, ma è
davvero così? La Destra ha davvero scelto di fare la stessa strada della
vecchia Balena Bianca orami defunta (almeno come partito di massa moderato)? E'
proprio vero che la Destra non ha mai superato il complesso d'inferiorità nei
confronti dell'egemonia culturale della sinistra che era strettamenhte legata
alla "tattica del salame" (occupare posti di potere, nelle
istituzioni e nella società civile in modo da poter "governare" anche
dall'opposizione condizionando maggioranze speso deboli e divise?). E la Destra
in un'Italia che cambia e che sta contribuendo a cambiare, ha solamente un
ruolo di mera "gestione del potere" o è in grado di incidere nella
cultura, nel fare cultura allargando quindi la sua area di consenso con una diversa
forma di radicamento, più profonda e meno legata agli accadimenti, alle fortune
o alle sfortune del governare? E infine, la Destra ha saputo trarre lezione
dall'egemonia culturale della sinistra? A VOI LA PAROLA. Leggi gli articoli:
"Perché la Destra ha paura della Cultura" di Stenio Solinas
"Torniamo a dire qualcosa di destra" di Mario Cervi "A Destra
gli intellettuali hanno tradito" di Alessandro Campi "La Destra
moderna è intuizione, non riflessione" di Gianni Baget Bozzo "La
destra culturalmente povera? Capisce la società più della sinistra" di
Sandro Bondi "Non colmiamo il vuoto con le cianfrusaglie" di
Gianfranco de Turris "Appropriazioni? No, questo è fare vera
politica" di Luciano Lanna "Se questa Destra sceglie di fare la Dc"
di Stenio Solinas "Destra, le cose da buttare e quelle da salvare" di
Luigi Mascheroni Scritto in Varie Commenti ( 49 ) » (5 votes, average: 2.8 out
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Commenti Invia questo post a un amico 14Nov 08 Quell'Onda che non travolge le
Gelmini Ancora in piazza, ancora contro il governo e il ministro
dell'Istruzione Mariastella Gelmini. Studenti e sindacati (non tutti per la
verità, visto che la Cisl e Snals Confsal si sono sfilati dalla protesta). Il
copione di "protesta continua" si ripete, compreso quello del
"siamo in..". Anche se quanti sono non conta molto, in realtà.
Bisognerebbe contare quanti studenti e quanti insegnanti sono rimasti in aula.
ma questo non si può, non è politicamente corretto, soprattutto visto da
sinistra. Non marciano in piazza? Non contano niente, peggio per loro. Infatti
il segretario della Cgil Gugliemo Epifani grida tranquillamente dal palco
"chi non è qui sbaglia". Ma è davvero così? Non è che a sbagliare,
qualche volta (non sempre per carità) si proprio Epifani? Bisognerebbe
chiederlo a chi non era in piazza a Roma, a chi non condivide la protesta, la
sua politicizzazione, la politica del "no" ad ogni piè sospinto. Ma
tant'è, ai rituali ci si abitua. L'Onda deve fare il suo corso, magari
trasformandosi come si augurano molti manifestanti, in uno tsunami politico.
Poco importa se si protesta contro la riforma universitaria che non in realtà
ancora non c'è. Poco importa se si è posto mano alle regole dei concorsi.
L'importante è dire no. E in piazza. Poi si scopre che magari la Gelmini
qualcosa di giusto lo sta facendo e che non sarà travolta dall'Onda.
"Onore al merito di chi cerca di rivalutare il merito" ha scritto sul
Corriere il professor Giovanni Sartori. Che promuove il maestro unico, il
ritorno al voto e al voto in condotta e se la prende con i tantissimi
"baroncini" in cattedra troppo speso non all'altezza di ciò che
dovrebbero insegnare. E che dire dell'Economist? Torna ancora sull'argomento
(ma come, si schiera dalla parte del governo berlusconi?) e scrive sull'ultimo
numero che la riforma della Gelmini, "merita di trovare udienza". Il
settimanale dà giudizi abbastanza pesanti sullo stato dell'università italiana,
prigioniera di "baroni" che hanno "potere di vita e morte
accademica" e contribuiscono a alimentare i fenomeni "diffusi"
del "nepotismo e del favoritismo". "Lo schema più comune è
quello di uniforme mediocrità", scrive l'Economist, il quale fa notare che
"nessuna istituzione italiana è nelle 100 migliori università del 20083.
Negli ultimi anni i baroni, si continua, hanno esercitato "un'influenza
notevole sui governi, in particolare quelli di centro-sinistra, e sono riusciti
a seppellire molti tentativi di riforma". Ma ora, con "cinque
università in bancarotta" il "bisogno di cambiamento è
pressante", il progetto della Gelmini punta alla modifica del processo di
selezione dei docenti universitari e dei ricercatori, a "evitare
abusi" e alla "creazione di finanziamenti per sussidi agli studenti e
per gli alloggi". "Dovrebbe essere una buona notizia per gli studenti
e gli insegnanti, ma gli studenti hanno dato vita a proteste in tutto il
Paese". Ma no, anche il professor Sartori e l'Economist sbagliano,
naturalmente. Come va fatta la riforma dell'università dovrebbero chiederlo a
Epifani e ai sindacalisti in prima fila in piazza e negli istituti. Loro, di
scuola, sì che se ne intendono. E i risultati in questi anni si sono visti.
Senza ironia, per carità. A proposito: perché sul decreto 180 del governo che
tratta di diritto allo studio, premio al merito, lotta ai baronati neanche una
parola? COME FUNZIONA L'UNIVERSITA' IN GERMANIA, GRAN BRETAGNA E FRANCIA
Scritto in Varie Commenti ( 109 ) » (22 votes, average: 4.18 out of 5) Loading
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questo post a un amico 06Nov 08 La Gelmini e il bel mondo di concorsopoli
Denunce di casi clamorosi, inchieste, commenti di lettori fra l'indignato e
(purtroppo) il rassegnato: l'Italietta della concorsopoli universitaria è tornata
a far notizia su tutti media con il Giornale che ha tirato la volata. Già,
l'Italietta dei baroni e di quelli che "tengono famiglia" ancora una
volta protagonista. concorsopoli, sprecopoli. l'importante che ci sia la
cornucopia dei soldi pubblici (nostri) da cui poter attingere. Bel mondo, in
questo strano Paese. E' davvero tempo di voltare pagina su questo andazzo,
soprattutto in tempi di crisi. Ma soprattutto per una questione di equità, di
rispetto dei cittadini e delle pari opportunità di chi concorrere a qualcosa.
Il mondo universitario non ha dato buona prova, in questo. Ora il ministro
Gelmini mette mano ai concorsi farsa. Il piano per l'assegnazione di 4mila
cattedre e l'assunzione di 3mila ricercatori è già avviato e per questo, alla
fine, non ci sarà nessun blocco dei concorsi banditi, come ha spiegato la
Gelmini al termine del Consiglio dei ministri. "I concorsi - ha detto -
resteranno banditi, ma abbiamo introdotto un cambiamento nei meccanismi di
composizione delle commissioni esaminatrici, introducendo il sorteggio".
Sui membri delle commissioni di valutazione il ministro ha detto che
"verranno elette 12 persone e fra queste ne verranno sorteggiate
quattro". Che andranno ad aggiungersi al membro interno. Insomma, si
cambia. Ed è bene farlo perché la credibilità della politica, di chi vuole
davvero cambiare, si misura anche su questo terreno. E' il miglior modo per
dare un senso al concetto di "meritocrazia": bella parola, che piace
a tutti, è davvero bipartisan. Basta riempirla di "contenuti" perché
altrimenti logora chi la usa solo come slogan. Ecco cosa cambia, leggi
l'articolo di Stefano Zecchi "Ha vinto il buon senso. Basta concorsi
truffa e via alla meritocrazia" Scritto in Varie Commenti ( 49 ) » (36
votes, average: 3.94 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008
Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 31Oct 08
Delitto di leso Grillo. Capita anche questo nell'autunno dei cortei e delle
occupazioni studentesche. Capita che alla protesta degli studenti arrivino
politici e para-politici pronti amtterci - come si dice - il cappello sopra. Da
Veltroni a Di Pietro, ai sindacati e ai comici-politici amanti delle piazze
come Beppe Grillo. Tutti pronti ad accorrere al capezzale della scuola e
dell'università che il governo secondo loro, vorrebbe distruggere. Fin qui
nulla di straordinario, è la politica, bellezza. Ciascuno cerca di fare il
proprio gioco e cavalcare il cavalcabile. Ma se si tocca Beppe Grillo. ci
scappa una sorta di reato di lesa maestà comico-politica. Basta raccontare che
è stato contestato a Bologna e sul sito grillesco arriva il video (girato dagli
amici di Grillo, i ragazzi di Meet Up) che dovrebbe dimostrare che in realtà
(in verità?) nessuno ha contestato il paladino del popolo (studentesco in
questo caso) con allegato invito a scrivere e-mail per denunciare la propria
indignazione al Giornale (leggi l'articolo) . ma anche al Tempo, al Resto del
Carlino, Panorama, Corriere della Sera, Repubblica, agenzia di stampa
AdnKronos. Tutta stampa prezzolata (da Berlusconi ovviamente) anche se erano lì
inviati e corrispondenti, a Bologna a vedere, ascoltare, raccontare (nella foto
Grillo circondato da giornalisti, fotografi e operatori tv a Bologna) . Per
Grillo sono "barzellette dei giornali e di regime". Davvero Beppe è
grande, anche stavolta non ha perso il senso dell'umorismo e della comicità. E'
proprio vero, come scrisse Jonathan Swift, che la satira è uno specchio dove
chi guarda vede i volti di tutti tranne che il suo. Scritto in Varie Commenti (
48 ) » (26 votes, average: 2.62 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto
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15Oct 08 Il rito delle "okkupazioni" e quel che il Pd non dice Ci
risiamo, a ottobre come sempre cadono le foglie d'autunno e, come sempre gli
studenti scendono in piazza per protestare. E si ripete il rito delle
"okkupazioni", ormai diventato come le "partenze
intelligenti" dei vacanzieri. Al venerdì corteo e weekend lungo, al lunedì
lezioni autogestite e quant'altro. Quest'anno tocca al ministro Gelmini, che è
in buona compagnia, si scioperò e si "okkupò" contro altri ministri:
Fioroni, Berlinguer, Moratti e via andando indietro con la memoria. Tanti anni
fa anch'io okkupai per una mattina, assieme ad altri, un rettorato a Pisa: ma
era febbraio, e da mesi mancava un docente. Arrivò se non ricordo male, fra
marzo e maggio. Insomma, nulla di nuovo sotto il sole. Guai a toccare la
scuola. Non funziona? Ci sono sprechi clamorosi? Si studia molto spesso poco e
male? Avanti così, senza juicio, come sempre. L'importante è
"okkupare". Se poi il ministro è di centrodestra meglio, è più
facile. E' durante le okkupazioni che si formano le nuove leve della sinistra
destinate a guidare le masse giovanili, si dice. E a fianco degli studenti non
mancano i sindacati (la scuola è anche e soprattutto cosa loro) e una bella
sfliza di baroni universitari. quelli nessuna riforma vera o presunta è mai
riuscita a cancellarli. Dimenticavo, poi per fortuna, ci sono insegnanti che
continuano e insegnare e studenti che continuano a studiare: loro sanno bene
che la "livella ideologica" non funziona. E c'é un altro aspetto
nelle vicende e nelle polemiche di questi giorni che stride: il Pd, il
partitone di Veltroni, quello dei sedicenti riformisti. Il Pd attacca il
ministro Gelmini, contesta tutto quello che sta facendo e che vuol fare ma,
chiedo, avete letto o ascoltato da qualche parte quali sono le sue proposte di
riforma della scuola? Qual è la riforma che vorrebbe per l'Italia? Ha delle
proposte alternative su cui aprire un confronto convincente? Evidentemente per
risolvere i problemi (che si sono), per Veltroni e i suoi bastano le
"okkupazioni". Leggi l'editoriale di Mario Giordano: "LETTERA
APERTA AGLI STUDENTI" Aggiornamento. Veltroni ha presentato dieci proposte
per l'università. Eccole. 1) concorsi più rapidi e più meritocratici, «meno
nepotismi e obbismi». 2) Attivazione dell'agenzia nazionale di valutazione. 3)
Finanziamenti statali sulla base del merito. 4) Finanziamenti alla ricerca con
procedure trasparenti e internazionali. 5) Una governance più responsabile,
efficace ed efficiente. 6) Valutazione periodica del lavoro e incentivi ai
migliori. 7) Professori più giovani e precariato meno lungo. Innalzare la
qualità dei dottorati di ricerca. 9) Protagonista il diritto allo studio per
garantire più equità sociale. 10) Par condicio tra le università in materia di
finanziamenti pubblici. Verità e bugie sul decreto Gelmni approvato in via
definitva Scritto in Varie Commenti ( 303 ) » (114 votes, average: 3.68 out of
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Commenti Invia questo post a un amico 29Sep 08 Walter neo-comunista e D'Alema
furioso Il primo applauso per Walter Veltroni in versione neo-comunista è
arriva dal dipietrista Donadi: "Finalmente la pensa come noi.".
Applauso interessato e interessante che dice lunga sulla svolta veltroniana
pronto a denunciare che l'Italia di oggi assomiglia alla Russia di Putin e che
rischia una deriva autoritaria. Veltroni attacca a testa bassa con un
linguaggio e con temi fondati sull'anti-berlusconismo di sempre, una remake
della politica della sinistra (senza centro.) a cui siamo abituati e che lui,
in campagna elettorale, aveva abiurato. Altro che Veltrusconi. Siamo al
Veltrepifani, o se si preferisce siamo al cofferatismo, come scrive il
Riformista. Già perché Veltroni prepara il suo autunno caldo (all'altro,
parallelo, ci sta pensando la Cgil di Epifani in una convergenza poco parallela
perché siamo alla contiguità politica): scalda la piazza di sinistra, insomma,
invista dell'anti Berlusconi Day del 25 ottobre. A Veltroni, del resto, la
piazza serve e farà e sta facendo di tutto perché non sia un flop. Nella piazza
il segretario si gioca la leadership del Pd. O vince o perde. E allora avanti
popolo, il nemico è lì, quello di sempre. Alle ortiche il buonismo. Dialogo
addio. Non importa se alle elezioni Berlusconi ha trionfato scacciando Prodi e
Veltroni e rivendica il diritto-dovere di governare. La prova generale
dell'accoppiata inedita ma non troppo Veltroni-Epifani è stata l'Alitalia. Un
copione svolto con diligenza dai due. Ma la svolta riaccende lo scontro nel Pd,
proprio quando sembrava che tra Veltroni e Massimo D'Alema fosse stata siglata
una tregua. Invece D'Alema, se da un lato ha critica il governo, dall'altro
apre platealmente proprio sul terreno del dialogo con Berlusconi e su un tema
non di poco contro: il presidenzialismo. "Se si arrivasse a un sistema
presidenziale, Berlusconi potrebbe concorrere alla massima carica dello Stato
perchè ci sarebbero quei pesi e quei contrappesi che consentirebbero anche a
lui di governare meglio il paese", dice D'Alema, in un colloquio con Bruno
Vespa per il suo nuovo libro. "Ci sono due modi per ricostruire il nostro
sistema democratico - spiega l'ex ministro degli Esteri - intorno alle persone
o intorno ai partiti. Nel primo caso c'è il presidenzialismo, con i suoi pesi e
contrappesi per garantire gli equilibri istituzionali. Nel secondo non si
eliminano certo le persone, ma i partiti moderni vivono dell'equilibrio tra
leadership e struttura. Noi restiamo appesi tra un sistema presidenziale di
fatto, senza regole e la logica delle coalizioni, con una erenne conflittualità
interna che non porta a niente. Nessuno dei due sistemi funziona. Nessuno dei
due produce buoni governi". E il dalemiano Latorre (presidente del Pd)
critica la Cgil che va avanti da sola e non ricerca l'unità sindacale
(sbagliando) e poi affonda sul nodo veltroniano della deriva autoritaria: "La
democrazia italiana è solida, non è la Russia.". La contrapposizione, nel
Pd, ormai è scoperta. Scontro o dialogo con il governo? Il dibattito è aperto.
Leggi l'editoriale di Paolo Guzzanti sull'involuzione di Walter: "Uno
strappo al contrario" Scritto in Varie Commenti ( 125 ) » (65 votes,
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Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 19Sep 08 Alitalia,
abbiamo "copiato" il sondaggio di Repubblica.it e i risultati. La drammatica
vicenda di Alitalia, ormai sul baratro del fallimento, ha scatenato opinioni e
commenti da parte dei lettori del Giornale.it: ne arrivano a centinaia pro e
contro. Ma soprattutto contro il sindacato (Cgil, piloti e personale) che ha
rotto il dialogo all'ultimo miglio negando la possibilità dar vita a quella
Nuova Alitalia a cui hanno lavorato duramente il governo, gli imprenditori
italiani della Cai e i sindacati confederali (Cisl, Uil e Ugl). L'ultimo
"niet" è stato anche salutato dagli applausi dei lavoratori. L'Italia
si rivela davvero, anche stavolta, uno strano Paese. Se si pensa che anche ad
Air France i sindacati (tutti) avevano detto no. per poi dare la colpa del
fallimento della trattativa a Berlusconi che la pensava diversamente da Prodi.
Così, visto l'umore di voi lettori abbiamo fatto un sondaggio: a chi attribuite
le colpe del fallimento? Insomma, abbiamo "copiato" quello di
Repubblica.it. E i risultati. sono da leggere e confrontare, tenendo conto che
il voto on line è aperto a tutti e quindi non si basa sul classico campione dei
sondaggi. Per farla breve, le cifre sono eloquenti, mentre per il 54% dei
lettori di Repubblica.it la colpa è del governo Berlusconi e per il 18% è dei
sindacati, sul Giornale.it oltre il 62% dà la colpa ai sindacati e il circa il
20 % accusa il governo in carica (quello Prodi, su entrambi i siti è
"archiviato" e viaggia attorno al 2%). Colpe della cordata Colaninno?
Poche davvero, sui due siti raggiungono circa l'1% (e meno male, in fondo ci
mettono soldi e faccia, nel salvataggio della compagnia: ovviamento sperando di
guadagnarci in futuro, visto che non si tratta di fare beneficenza). E i
lavoratori? Quei 20mila (per non parlare dell'indotto?): colpe minori, per
molti la "casta" è quella sindacalizzata, hanno colpe per il 5% dei
lettori di lettori di Repubblica.it e per circa l'8% dei lettori del
Giornale.it. I PROFESSIONISTI DELLO SFASCIO leggi l'editoriale di Mario
Giordano VOTA ANCHE TU, E DI' LA TUA SULLA VICENDA ALITALIA Scritto in Varie
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un amico 08Sep 08 Scuola, chi ha paura della Gelmini Aggiorno il post, dopo
l'inaugurazione ufficiale dell'anno scolastico ieri 29 settembre, al Quirinale.
Leggi l'articolo: "Scuola, Napolitano promuove la Gelmini". Chi tocca
la scuola muore. in senso politico, ovviamente. Fare il ministro
dell'Istruzione è un mestieraccio, proprio come fare il ministro della Sanità.
Sai le polemiche e gli attacchi appena tocchi qualche boccia. In fondo, dai
famigerati decreti delegati (imposti da sindacati e sinistra) di funesta
memoria in poi molti, troppi ministri avevano scelto il
"galleggiamento": bastava fare come il ministro delle Poste di
democristiana memoria. Creare posti di lavoro e raccattare voti. Proprio così
(è giusto dire basta alla scuola come ammortizzatore sociale). Ci sono volute
due donne, Letizia Moratti e Mariastella Gelmini, per smuovere le acque. Non
entro nel merito delle singole scelte, ma ci sono dei punti fermi sui quali
credo vada fatta un riflessione. Il dato di partenza è che la scuola italiana
da anni è diventata un carrozzone costoso, inefficiente, iper burocratizzato e
iper sindacalizzato. Che costa troppo e rende poco. Il rendimento si chiama
qualità dell'insegnamento e dell'apprendimento, formazione del cittadino e
delle future classi dirigenti. Risultato che si ottiene con la qualità degli
insegnati e la loro motivazione, che significa per inciso, anche dare stipendi
adeguati e restituire (mi si passi il termine che può non piacere) dignità
sociale al ruolo dell'insegnate. Ha ragione la Gelmini a dire che insegnare non
è per tutti. e ha ragione, il ministro, a denunciare come il 97% dei 43
miliardi di euro stanziati per l'istruzione, se ne vadano in stipendi (bassi)
con ben 1 milione e 300mila dipendenti. Risparmieremo 7 miliardi e il 30% lo
reinvestiremo nella scuola, piega il ministro. Altro che ritorno al passato,
come accusano il sindacato e la sinistra. Certo, anche Bossi dissente dissente
e critica a dimostrazione che la scuola è un tema caldissimo anche nella
maggioranza. Ma quello che vuol fare la Gelmini (e l'opinione pubblica l'ha
capito) è un salto verso il futuro che servirà a far ripartire l'Italia
attraverso la leva del buonsenso basata su scelte precise: dal maestro unico al
ritorno dei voti incluso quello in condotta per combattere il bullismo, dalle
divise, all'insegnamento dell'educazione civica, per finire con il praticantato
e il concorso per insegnanti. Tanto per citare solo alcuni temi a cui si
aggiungono quelli del precariato, dell'integrazione degli studenti stranieri,
del tempo pieno. Una rivoluzione che ha un filo conduttore: la meritocrazia,
che riguarda sia gli insegnanti che gli studenti. Proprio quello che non piace
alla sinistra più ideologica e ai sindacati, insomma. Che promettono un autunno
caldo e vogliono, loro sì, il ritorno al passato. Che è quello sotto gli occhi
di tutti. Ecco chi ha davvero paura della Gelmini. E anche se l'autunno non è
ancora arrivato, sono già partite le proteste: i sindacati invitano gli
insegnanti a presentarsi in aula con il lutto al braccio per contestare la
riforma, continuano le polemiche sul maestro unico e contro l'abolizione del
tempo pieno che però il ministro smentisce. Leggi l'editoriale di Mario Cervi:
"Maestri in lutto, poveri bambini" Scritto in Varie Commenti ( 166 )
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2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 02Sep 08
Veltroni "grande elettore" degli immigrati. e Fini apre Finalmente si
rivede, Walter Veltroni, riemerso dagli ozi agostani. E si ricorda, il leader
del Pd, di dire qualcosa di sinistra: primo pensiero, il voto agli immigrati.
Proprio così. E per farlo scrive al presidente della Camera, Gianfranco Fini
per sollecitare l'iter parlamentare l'esame della proposta di legge per
concedere il diritto di voto alle amministrative ai cittadini "non
italiani" che vivono e lavorano nel nostro Paese, voto che non richiede
dunque la cittadinanza. E ovviamente se si vota ci si può anche candidare..
(basterebbe cambiare la Costituzione). Ricetta anti-xenofobia, insomma, per
come la vede Walter. Peccato che, come ricorda la Lega, il diritto di voto sia
collegato al requisito del possesso della cittadinanza italiana, come è scritto
nella Costituzione. E se Lega e Pdl bocciano la proposta (Cicchitto: la
sinistra vuol cambiare il corpo elettorale a proprio piacimento), un no secco
arriva anche da Antonio Di Pietro, alleato sempre più ex del Pd, che introduce
l'ennesimo elemento di scontro nel centrosinistra, dando un altro scossone al
Pd. Di Pietro ormai è in campagna elettorale continua e coglie una nuova
occasione per "picconare" la traballante casa della sinistra
riformista, quel Pd che anche Anna Finocchiaro definisce impietosamente
"il partito che non c'è". Solo Rifondazione comunista applaude
l'uscita estemporanea di Veltroni. Ed è tutto dire, se si considera che il
premier Silvio Berlusconi è impegnato sul fronte dell'immigrazione clandestina
e ha appena chiuso con successo la "vertenza" annosa con la Libia che
riguarda non solo petrolio e gas per l'Italia, ma anche impegno libico per
fermare le partenze dei clandestini dalle coste di Tripoli, Bengasi e dintorni
verso l'Italia. Il dubbio di Cicchitto sull'uscita veltroniana è più che
legittimo, quello che sorprende è l'uscita "intempestiva" (come dice
Di Pietro) del leader Pd. Come se il problema principale dell'Italia fosse
quello di far votare gli immigrati equiparandoli agli elettori che hanno la
cittadinanza. Fini apre a Veltroni Walter ha battuto un colpo e il presidente
della Camera va alla Festa del Pd a Firenze e apre all'idea: «Il diritto di
voto amministrativo per alcune categorie di stranieri residenti in modo
regolare e da un certo numero di anni in Italia non va visto né come ipotesi
sciagurata né come garanzia assoluta di integrazione». Anche perché, ha
ricordato il presidente della Camera, da anni i cittadini comunitari residenti
in Italia godono di questo diritto ma alcune gruppi etnici provenienti da
Romania e Bulgaria «non hanno dimostrato una particolare volontà di
integrazione». «Se si riconosce il diritto di voto ad alcune categorie di
stranieri residenti in Italia - ha precisato - bisogna però essere estremamente
equilibrati a chiedere i doveri. Come non è criminale chiedere il diritto di
voto agli immigrati, non è criminale l'obbligo di identità per i minori». Poi
arriva l'altolà di Berlusconi: "Il voto agli immigrati non è nel programma
di governo." Cosa ne pensate della proposta di Veltroni e dell'apertura di
Fini che lega il riconoscimento del voto al rispetto di precisi doveri da parte
degli immigrati? E' giusto fa votare gli immigrati regolari (ma senza
cittadinanza) per combattere la xenofobia e per garantire, come scrive
Veltroni, "l'inclusione sociale e la sicurezza"? O le ricette sono
altre? Scritto in Varie Commenti ( 112 ) » (38 votes, average: 3.08 out of 5)
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Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il
caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro
Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su
ilGiornale.it contatti Categorie Varie (55) Ultime discussioni roberto: gentile
Taliani Per una volta Lei concorda con me ed io concordo con la sua risposta.
Il problema non è la... ITALIANO: viva la cultura di SUPERMAN e dei suoi
ministri che sbagliano i congiuntivi. certamente in Abruzzo la massa...
federico: in primavera governo a casa, si accettano scommesse!!!!!! Umberto:
Caro Roberto. Hai torto,le elezioni sono state vinte dalla destra. Infatti quel
48% di sinistrosi che non ha... Vincenzo Alias Il Contadino: Sì, AL DISCORSO DI
BERLUSCONI DI FINE ANNO 2008, ora o mai più altrimenti avremo altri... I più
inviati Sayed, primo risultato della mobilitazione internazionale: il senato
afgano ha ritirato la conferma della condanna a morte - 12 Emails Il rito delle
"okkupazioni" e quel che il Pd non dice - 5 Emails Pensioni, a chi
gli aumenti... - 3 Emails E Walter diventa il "premier ombra" - 2
Emails Girotondo attorno a Walter - 2 Emails La guerra (in)civile degli
psico-comici della politica - 2 Emails La Gelmini e il bel mondo di concorsopoli
- 2 Emails Berlusconi e il governo del "fare". Veltroni e le liti sul
governo "ombra". Dite la vostra - 1 Emails Berlusconi, Veltroni e i
nemici del dialogo - 1 Emails La Sapienza e il rito dell'intolleranza - 1
Emails Ultime News Appaltopoli, Di Pietro sfida le toghe: "Avanti tutta,
non c'è figlio che tenga"Alitalia, caos di Natale: passeggeri infuriati
Enac: rischio sanzioniCamorra, arrestato Carmine Schiavone: l'ha denunciato il
figlioMilano, anziana scippata e trascinata: è in coma E' caccia all'aggressoreBondi:
"Idv partito neofascista". Ed è polemicaTerrore a Singapore: 173
persone intrappolate a
( da "Velino.it, Il" del 23-12-2008)
Argomenti: Province
Il Velino presenta,
in esclusiva per gli abbonati, le notizie via via che vengono inserite. ECO -
Bilancio 2008, Confagricoltura: Spingere sull'export Roma, 23 dic (Velino) - “Il
bilancio 2008 chiude con la conferma che l?export dell?agroalimentare va spinto
in avanti. Sosteniamo il credito di imposta per le imprese che si impegnano in
questo”. è questo quanto dichiara al VELINO il presidente di Confagricoltura
Federico Vecchioni nel tirare le somme dell?anno che si sta per chiudere e nel
fare previsioni per quello che si sta per aprire”. Quando si parla del comparto
agroalimentare, spiega Vecchioni, “si parla di un comparto connotato dai
consumi e da un aumento della spesa in termini di valore. Un comparto che
richiede quindi non solo politiche per le famiglie per il rilancio del potere
di acquisto ma anche politiche che diano alla produzione agricola nazionale
opportunità di commercializzazione nazionale ed estera al fine di migliorare il
reddito di tutta la filiera agroalimentare”. Dall?ultimo annuario dell?Inea
emerge che l?export agroalimentare nazionale è in aumento mentre l?import è
stabile. Ma l?Italia è ancora lontana dai competitors stranieri come Francia e
Spagna “a causa di un sistema burocratico amministrativo che deve essere
radicalmente riformato”, insiste il presidente di Confagricoltura. “Abbiamo
degli oneri che gravano sul comparto produttivo che ci collocano in una
condizione di competitività gravosa. Da qui la necessità – prosegue - di
cogliere la crisi anche come opportunità per la riforma degli assetti
istituzionali. Cosa che abbiamo più volte sollecitato, come l?abolizione delle province”. L?ombra della crisi si allunga e rischia nel 2009
di trasformarsi in una vera e propria recessione. E molte aziende, soprattutto
quelle a conduzione familiare, non sono pronte per fronteggiare una situazione
che si preannuncia molto difficile. Soprattutto tenendo conto che la crisi
“virtuale” avvertita dalla finanza è destinata a trasformarsi in una reale
crisi economica delle aziende. “La recessione è sicuramente più preoccupante di
quanto si poteva immaginare per il 2009. Serviranno politiche appropriate”,
insiste ancora il presidente di Confagricoltura. “In questa situazione noi
sottolineiamo l?importanza dell?agricoltura in termini di stabilità economica
perché il tema dell?approvigionamento e del rifornimento delle commodities in
un paese come il nostro, ma anche per l?Europa, ha dimostrato in questi anni
come un?economia esposta alle fluttuazioni internazionali sia decisamente più
fragile”. La produzione, secondo Vecchioni, rappresenta un momento nel quale
“la ricchezza non solo viene realizzata ma si consolida nel paese. Anche perché
– conclude - la ricchezza non si misura con lo scambio ma con la produzione”.
(esp) 23 dic 2008 14:12
( da "Panorama.it" del 23-12-2008)
Argomenti: Province
- Italia -
http://blog.panorama.it/italia - Per le Europee tra Pdl e Pd spunta la riforma
del 90 minuto Posted By redazione On 23/12/2008 @ 14:05 In Headlines | No
Comments di Stefano Brusadelli Sia pure espresso nel linguaggio curiale della
politica, il messaggio che i due negoziatori affidano a Panorama è
inequivocabile: entrambi gli usci sono ancora aperti. Tra meno di sei mesi, [1]
il 6 e 7 giugno, si vota per rinnovare il [2] Parlamento europeo, la
maggioranza e l'opposizione sono ai ferri corti su quasi tutta l'agenda
politica, ma la possibilità di riscrivere insieme le regole elettorali esiste
ancora. A condizione di stringere un accordo in fretta, non oltre la fine di
gennaio, e di procedere a una sorta di scambio in nome della reciproca utilità.
Dice il v[3] icepresidente dei senatori del Pdl, [4] Gaetano Quagliariello,
plenipotenziario di Silvio Berlusconi per le riforme istituzionali: "Sulla
riforma della legge elettorale europea abbiamo scontato l'incertezza della
linea del Pd dopo le politiche. Ma il Pd sa bene che se decide di tornare a
perseguire la valorizzazione del bipartitismo, da parte nostra non troverà le
porte sbarrate". Sull'altro versante ecco [5] Antonello Soro, presidente
dei [6] deputati del Pd, il primo, dopo il voto di aprile, a proporre ai
vincitori un tavolo per un accordo complessivo sulle regole: "Su tutte le
riforme importanti non ci siamo mai sottratti al confronto. Ci vorrebbe un
diverso clima politico generale, ma non siamo contrari a riprendere la discussione
sulla riforma elettorale europea. A condizione però che questa legge consolidi
il bipolarismo, e non consolidi invece la scelta verticistica degli eletti che
c'è nella legge elettorale nazionale". Entrambi gli schieramenti avranno
motivi di seria preoccupazione, se a giugno si dovesse applicare il sistema
attuale, con le preferenze e senza soglia di sbarramento. Silvio Berlusconi
teme che all'indomani del congresso di metà marzo, che sancirà l'avvio della
fusione tra Fi e An, tra i due (ex?) partiti ricominci uno scontro fratricida
per la raccolta delle preferenze; destinato, per di più, a concludersi con la
prevalenza di An, partito più radicato. Walter Veltroni, soprattutto dopo
l'esito [7] disastroso del voto abruzzese, ha un timore più corposo, e cioè che
i minipartiti neutralizzati alle ultime politiche grazie alle soglie di
sbarramento possano tornare in campo rubando voti e seggi al già esangue Pd. In
base a un recente sondaggio della [8] Ipr Marketing, sarebbero ben cinque (Prc,
Verdi, Sinistra democratica, Ps e Radicali) i partiti di centrosinistra che
navigando sopra la soglia dell'1 per cento riuscirebbero a mandare almeno un
rappresentante a Strasburgo. In queste condizioni sarebbe impossibile per
Veltroni presentare il voto a queste liste come una scelta inutile, e al Pd
mancherebbero probabilmente tra 4 e 5 punti percentuali, accelerando il [9] definitivo tracollo della stagione veltroniana e forse la stessa
sopravvivenza del partito che ha messo insieme Ds e Margherita. Senza contare
che anche per Veltroni l'abolizione delle preferenze sarebbe vantaggiosa,
consentendogli di attribuirsi la parola definitiva sulla scelta degli eletti a
scapito dei suoi avversari interni, Massimo D'Alema in primis. "Tra
Berlusconi e Veltroni" ragiona il politologo Augusto Barbera, area Pd,
"ci sono paradossalmente interessi convergenti, anche se non lo possono
dire. Tutti e due sono interessati a cancellare le preferenze e a rafforzare
l'evoluzione bipolare del sistema politico italiano contro chi vuole rimetterla
in discussione". Fatto sta che gli sherpa dei due schieramenti hanno
ripreso in questi giorni il filo del dialogo, mettendo sul tavolo anche un'idea
inedita per tentare di superare lo scoglio delle preferenze. Mentre su una
soglia di sbarramento al 4 per cento ci sarebbe già un'intesa di massima,
sull'abolizione delle preferenze si tratterebbe di fare i conti non solo con la
contrarietà di An e Udc, ma anche con quella di buona parte del Pd. Un po'
perché (vedere le parole di Soro) in tal modo risulterebbe legittimata
l'analoga abolizione esistente nella legge elettorale nazionale, contro la
quale il partito è in polemica; un po' perché in nome della comune battaglia a
favore delle preferenze si spera di agganciare i centristi di Pier Ferdinando
Casini. La soluzione del rebus, stando ai contatti di questi ultimi giorni,
potrebbe arrivare da nord. Cioè dai sistemi in vigore in Svezia e in Belgio
che, in modo a dire il vero piuttosto complicato, mantengono le preferenze ma
ridimensionandone il peso. In Svezia esiste un meccanismo per cui le preferenze
possono sovvertire l'ordine di lista soltanto se superano una determinata
percentuale. In Belgio, in base a una formula matematica, si computano i voti
al partito non accompagnati dall'indicazione della preferenza come se fossero
voti confermativi dell'ordine di lista. Due soluzioni salomoniche per salvare
le preferenze, ma depotenziandole.
( da "Gazzetta di Mantova, La" del 24-12-2008)
Argomenti: Province
Il decalogo del
Carroccio Serie di regole per impostare futuri programmi elettorali
AMMINISTRATIVE Più dialetto e cultura locale MANTOVA. Amministrative 2009: la
Lega pone le sue pregiudiziali. Il Carroccio lancia un "decalogo",
cui dovranno improntarsi i programmi elettorali; un modo anche per porre un
freno alla costituzione di coalizioni locali con determinate forze politiche.
Ad elencare i punti del decalogo è il segretario provinciale Claudio Bottari:
«Primo: toponomastica in lingua locale, con cartellonistica stradale in
italiano e dialetto. Secondo: promozione della cultura, delle tradizioni, del
dialetto e delle tipicità locali. Terzo: valorizzazione di tutte le competenze
che sostengano la cultura, lo sport, il volontariato e il sociale. Particolare
riferimento alla famiglia naturale, da aiutare concretamente per la crescita e
l'educazione dei figli (asili nidi aziendali, corsi pomeridiani, eccetera)».
Per garantire uno sviluppo armonico del territorio, i candidati sostenuti dalla
Lega dovranno impegnarsi a «controllare gli indici di urbanizzazione ed
edificazione»; per porre un freno «alla diffusione incontrollata delle grandi
strutture di vendita, che rischiano di compromettere la vivibilità delle
città», si propongono invece la salvaguardia del commercio e dell'artigianato e
il recupero dei centri storici. «I criteri dei concorsi pubblici - prosegue il
decalogo - dovranno privilegiare la conoscenza del territorio e l'integrazione
al rispettivo tessuto sociale: corsi propedeutici, residenza da un congruo
lasso di tempo, eccetera. Idem per l'assegnazione degli alloggi pubblici,
verificando eventualmente la sussistenza di condizioni di reciprocità nel Paese
di provenienza rispetto alle richieste di alloggio avanzate da
extracomunitari». Altri punti: controllo sistematico delle norme
igienico-sanitarie (ad esempio in caso di carovane nomadi, utilizzo
di strutture non a norma per riunioni, assembramenti di persone di cui non sia
immediatamente accertabile l'identità, eccetera); no a moschee o centri
culturali islamici; accento sul concetto giuridico di cittadinanza. La Lega
aggiunge idealmente anche il mantenimento delle Province e l'abolizione delle
Prefetture. (r.n.)
( da "Tirreno, Il" del 24-12-2008)
Argomenti: Province
Ultima conferenza
stampa di fine anno per il presidente uscente Venturi: «La Provincia, ente
utile» PISTOIA. L'ultima conferenza stampa di fine anno di Gianfranco Venturi
nella sua veste di presidente della Provincia è stata ancora all'insegna della
soddisfazione per il lavoro svolto da gennaio a oggi. Venturi segnala
l'adozione del Piano territoriale di coordinamento (e la prevista approvazione
entro il mandato), il programma integrato di formazione scuola-lavoro e il piano di sviluppo rurale (39 milioni di euro dall'Ue
per i due progetti), l'inaugurazione della variante del Fossetto in
Valdinievole, il protocollo per il raddoppio della ferrovia
Pistoia-Montecatini. Questi i risultati più importanti dell'anno di lavoro
amministrativo. Eppure c'è chi fa il tifo per l'abolizione delle Province...
«Chi dice, come il Giornale, che abolendo le proivince si risparmierebbero 16
miliardi di euro - sbotta Venturi - dice una stupidaggine. Quei soldi servono
ad esempio per le strade e le scuole, sono soldi che comunque vanno spesi». Ma
di abolizione delle provincie dell'area metropolitana Firenze-Prato-Pistoia
parla anche l'assessore regionale Agostino Fragai... «Condivido l'obiettivo di
Fragai - ribatte Venturi - ma lui ci vuole arrivare facendo subito una grande
provincia e riempiendola di contenuti. Io invece vorrei far lavorare insieme le
province esistenti, fino al punto in cui si porrà
naturalmente l'esigenza di accorpare anche le istituzioni. Insomma, un percorso
inverso».
( da "Messaggero Veneto, Il" del 24-12-2008)
Argomenti: Province
Pagina 2 - Udine Abolizione delle Prefetture, stop di Pdl e Udc a Fontanini Ciani (An):
perché difende le Province? Galasso (Fi): fuga in avanti. Tesolat (Udc): è competenza
dello Stato La richiesta del presidente della Provincia Fontanini di azzerare
le prefetture e ridimensionare e azzerare alcuni enti intermedi infiamma il
dibattito dentro il centrodestra. «Il ragionamento del presidente
Fontanini sulla riduzione degli enti intermedi regionali è condiviso anche
dall'Udc ed è parte integrante del programma di governo regionale. In
particolare Aster, Ato e Comunità Montane dovranno essere aboliti e le relative
funzioni trasferite ai Comuni e alle Province». Così il segretario provinciale
dell'Udc, Tesolat. Che aggiunge: il quadro istituzionale prevede la Regione, le
Province e i Comuni, enti che hanno una pari dignità ma differenti funzioni.
«L'esistenza di entità così dette intermedie - insiste - non fa che appesantire
i rapporti tra le diverse istituzioni o tra i cittadini e le istituzioni. Una
Regione più leggera ed anche più efficiente deve eliminare tutti quei passaggi
in più che allungano i tempi della burocrazia. La Provincia, in particolare,
può svolgere le funzioni delle Comunità Montane senza che venga meno il
rapporto diretto tra l'istituzione ed il territorio. Si tratta di impegni presi
durante la campagna elettorale che devono essere mantenuti. Per quanto
riguarda, invece, le Prefetture, queste attengono all'organizzazione periferica
dello Stato quindi una loro eventuale revisione è argomento di competenza del
Parlamento nell'ambito di un'eventuale riforma dell' ordinamento statale». da
parte sua il consigliere regionale di Fi, Daniele Galasso dichiara che «la
Prefettura rappresenta il governo» giacchè si tratta di «una presenza dello
Stato e dunque mi pare difficile semplificarle. Certo, ci si può confrontare -
dice ancora - per valutare quali sono le competenze che vanno dalla sicurezza
all'ordine pubblico, ma va detto che in un momento di dibattito sulle riforme
si dovrebbe parlare anche del futuro delle Province. E siccome una cosa è certa
e cioè che non si possono tenere in piedi troppi organismi, il presidente
Fontanini tende a individuare la semplificazione nelle prefetture. Ma, lo
ripeto, per noi è un'operazione molto difficile». «Sicuramente - gli fa eco il
consigliere regionale di An, Paolo Ciani - il presidente Fontanini fino a un
anno fa, quando era ancora parlamentare, avrebbe chiesto l'abrogazione delle
Province. Oggi lo vediamo difendere una sua posizione per cui la sparata sulle
prefetture è una personale e congiunturale. Sull'abrogazione degli enti
intermedi - conclude - la Regione provvederà a eliminare le Comunità montane
senza sostituirle con altri enti intermedi, ma sulla devoluzione demandata alle
Province avremo di che discutere. Non sempre le Province in questi anni sono
state all'altezza dei compiti che la Regione gli ha affidato. Un esempio su
tutti: l'ambiente. Da oltre 10 anni la politica ambientale della Provincia non
esiste».
( da "Italia Oggi" del 24-12-2008)
Argomenti: Province
ItaliaOggi Numero
305 pag. 18 del 24/12/2008 | Indietro
Impianti tecnologici, poca chiarezza Ipotizzata l'abolizione della categoria
Og11 con la riforma APPALTI E QUALIFICAZIONE Di Pietro Sbaffi La proposta di
Bentley Soa vuole riportare trasparenza nel sistema di qualificazione è luogo
comune dire che ogni legge è perfettibile, ovvero suscettibile di
miglioramento; alla luce del quadro normativo attuale è tuttavia
affermabile, con un neologismo, che le norme possono anche essere
imperfettibili, ovvero passibili di peggioramento. Le disposizioni dettate in
tema di qualificazione all'esecuzione di lavori pubblici, con specifico
riferimento alla categoria Og11 (impianti tecnologici), sembrano essere tra
queste. Sin dalla sua istituzione, operata con dpr. n. 34/2000, tale categoria
ha presentato problematiche applicative di grande rilievo, sia dal lato delle
stazioni appaltanti, in riferimento alla predisposizione dei bandi di gara, sia
per le imprese operanti del settore, riguardo alla dimostrazione dei requisiti
necessari alla qualificazione. Del resto, l'intervento dell'Autorità di
vigilanza volto a fornire univoci criteri interpretativi ed indirizzi
procedimentali testimonia delle difficoltà citate; anche la bozza di nuovo
regolamento, pur nelle varie versioni succedutesi fino ad oggi, sull'argomento
mostra una certa difficoltà nell'approntare una disciplina univoca ed
inappuntabile: la fluttuazione delle percentuali di incidenza da attribuire
alle singole lavorazioni impiantistiche che compongono la Og11 ne è una
riprova. Nelle nuove previsioni, in assenza di interventi correttivi, la
categoria Og11 soffrirà sin dalla nascita di un peccato originale, in quanto
frutto di una commistione tra opere generali impiantistiche (da cui, la
classificazione Og), sebbene da realizzarsi in maniera coordinata, e categorie
specialistiche (come la Os3, la Os5, la Os28 e la Os30), egualmente relative a
lavori impiantistici, ma singolarmente considerate. Per comprendere bene la
problematica posta dalla norma, occorre fare un breve excursus storico. Come
noto agli operatori del settore, la categoria in esame discende dalla categoria
G11 introdotta con il d.m. n. 308/1998, precedentemente disciplinata dal d.m.
n.172/89, che, richiamando la tabella delle categorie formulata con il d.m..
770 del 25.02.1982, individuava singole categorie per specifiche attività
impiantistiche. Specificatamente, venivano previste, ad esempio, una categoria
5A per gli impianti termici e di condizionamento, una categoria 5B per gli
impianti idrico–sanitari, un'altra categoria
( da "Nazione, La (Firenze)" del 24-12-2008)
Argomenti: Province
POLITICA pag. 10 Dalla
polizia alla politica, nel nome del padre CHI E? CRISTIANO DI PIETRO ? ROMA ?
PADRI e figli. Dilemma pirandelliano. Come a dire: i vecchi e i giovani. Renzo
Bossi (il pluribocciato) figlio di Umberto, sempre dietro al padre. Bobo Craxi,
figlio di Bettino, leader socialista morto laggiù, in Tunisia, esule secondo
alcuni, latitante secondo altri, impegnato nel non facile compito di rilanciare
i socialisti dopo la figuraccia di aprile. La politica, nel bene e nel male, è
piena di ?figli di?. I La Malfa. I Franceschini. Rosa Russo Iervolino, De
Unterrichter da parte di madre, deputata alla Costituente, più volte
sottosegretario. E potremmo continuare all?infinito. Anche perché scatta il
sospetto, puoi dare l?impressione di essere stato ?piazzato lì? apposta.
OPPURE, ben che vada, scatta la competizione col padre. E devi dimostrare,
dimostrare, dimostrare. Se poi il percorso è davvero molto simile a quello del
padre, apriti cielo. Il caso di Cristiano è esemplare. Basta spulciare alcuni
suoi dati biografici. Nato a Vasto (in provincia di Chieti), classe 1973,
licenza di scuola media superiore, eletto consigliere provinciale di Campobasso
il 28 maggio 2006 (ovviamente nell?Italia dei Valori), nel 1993, nemmeno
ventenne, Di Pietro junior entra in Polizia. Anche Tonino, come noto, aveva
fatto il commissario di polizia giudiziaria nell?allora Pubblica Sicurezza al
IV distretto di via Carlo Poma a Milano. Centocinquanta i giovani chiamati al
giuramento e Cristiano arriva primo nel corso ?operativo?, vale a dire quello
in cui si impara ad arrestare il bandito (in teoria nel rispetto delle leggi).
Alla cerimonia arriva all?ultimo momento anche papà Tonino, nonostante le
inchieste su Tangentopoli da portare avanti. Altra tappa fondamentale della
vita di Cristiano è la politica. Nessun dubbio: sta con l?Italia dei Valori. E
ci crede. Lotta dura agli sprechi della politica. Con un pallino: l?abolizione
delle Province. Ecco una delle dichiarazioni (stile inconfondibile, Tonino
insegna): «L?Italia dei Valori non sta ferma a guardare. Ogni anno aumentano a
dismisura i costi della politica, nonostante gli impegni verbali che la classe
politica prende in ogni campagna elettorale. E? per questo che ho aderito alla
proposta, mossa da un gruppo di cittadini, di un referendum costituzionale
sull?abolizione delle Province». Lui, consigliere provinciale, parla così. POI,
OVVIAMENTE il ?lodo Alfano?, visto dai dipietristi come il peggio del peggio.
Peraltro, Cristiano non nasconde la fatica di essere ?figlio di?. Dal Corriere
del 23 marzo 2005: «?Il figlio di Tonino sei? Beviamoci un vino cotto!? (...)
Vogliono tutti bene a mio padre. Come volevano bene a mio nonno». Sì, è dura
essere figli d?arte. E? dura per lui. Come per Renzo Bossi. Come per Bobo
Craxi. Quasi fosse una colpa. O una maledizione. Francesco Ghidetti
( da "Messaggero, Il (Umbria)" del 24-12-2008)
Argomenti: Province
Mercoledì 24
Dicembre 2008 Chiudi di PAOLO GRASSI Non c'è tregua neanche a Natale, per la
diatriba sulla tassa per la bonifica del Tevere-Nera. Da una parte il consorzio
che ha inviato 55 mila cartelle per il 2007, dall'altra il comitato
abolizionista all'opera per i ricorsi. Ora i rappresentanti del consorzio che
vanno alle assemblee pubbliche organizzate dagli abolizionisti vengono
contestati. E' successo lunedì al presidente Vittorio Contessa ed al
vicepresidente Emanuele Fausti ad Attigliano e ad alcuni dipendenti a Lugnano
in Teverina. «Andate via! Dimettetevi!», gridavano a Contessa e Fausti. Loro,
appreso dell'assemblea pubblica, erano andati lì per ascoltare e rappresentare
le ragioni del consorzio. «Ma quello che è grave - dice Contessa - è che a
Lugnano i dipendenti che avevamo inviato per spiegare ai cittadini il ruolo del
consorzio non sono riusciti neanche a parlare. Mi chiedo se questa è
democrazia». Ed infatti così è successo. I due "malcapitati" si sono
sentiti dire frasi come: «Non siete stati invitati e non siete graditi. Anche
perché quando veniamo a Terni a chiedere chiarimenti ci trattate con
sufficienza». Il clima è surriscaldato, mentre il prossimo campo di battaglia
sarà quello dei ricorsi. Gli abolizionisti, riguardo a questi, prevedono cifre
da record. Annunciano che la quota prefissata dei 2 mila è già superata e che
entro il 31 dicembre si potrebbe arrivare a 3 mila. Le sedi individuate per
ricevere cittadini e ricorsi sono tempestate da persone che si lamentano, con
in mano gli avvisi bonari di pagamento ricevuti ai quali non vogliono dare
seguito. E' polemica aperta sul contributo fisso di 10,80 euro che molti dicono
di essersi visti aggiungere alla cifra loro richiesta. Consorzio e comitato
antitassa non si risparmiano frecciate. Il presidente Vittorio
Contessa accusava già nei giorni scorsi gli abolizionistti di nascondere dietro
al «falso problema» della tassa la visibilità politica, soprattutto per
l'associzione Terni oltre. Ma è botta e risposta pure sui numeri. All'indomani
degli incontri ad Attigliano e Lugnano gli abolizionisti, tramite il sito
internet della Uil Fpl, parlano già di 600 richieste di ricorso raccolte.
«Ad Attigliano - dice Vittorio Contessa - i contribuenti sono in tutto non più
di 400. Non vedo proprio da dove ricavino quelle cifre».
( da "Corriere del Mezzogiorno" del 24-12-2008)
Argomenti: Province
Corriere del
Mezzogiorno - BARI - sezione: OPINIONI - data: 2008-12-24 num: - pag: 18
categoria: REDAZIONALE Punti di vista Enti, le Province non sono il «male» di
GIANVITO MASTROLEO L e Province sembrano la madre degli italici guai e la loro
soppressione è invocata ormai di qualunque cosa si parli. Si sostiene che
pesino a dismisura sulla finanza pubblica e che avrebbero dovuto morire, come
fa Vittorio Feltri che dell'idea si fa portabandiera, con la nascita delle
regioni, essendo tutti i politici dell'epoca d'accordo. Piuttosto che affidarsi
alla memoria Feltri avrebbe fatto meglio a consultare un po' di carte che
nell'epoca di Internet sono facilmente reperibili. La verità è, infatti,
l'esatto contrario di quel che ricorda Feltri: l'abolizione della Provincia era
sostenuta con fermezza solo dal Partito repubblicano di La Malfa. La Dc,
unanimemente la difendeva, nel Pci unico vero sostenitore della soppressione
era Enzo Modica, direttore de Il Comune democratico, nel Psi prevaleva la
convinzione della sua utilità; il Pli la pensava come la Dc. Negli anni '80 fra
i Partiti ci fu un dibattito alto e partecipato sulla nuova legge sulle
autonomie locali, che sarà approvata solo nel 1990; sicchè nel giugno 1982, per
aiutare la discussione della Riforma, si ritenne di ascoltare la volontà del
Parlamento provocando l'approvazione dal Senato di un Ordine del Giorno,
passato con il solo voto contrario del Partito repubblicano, che riconobbe la
Provincia unico livello di governo intermedio tra Comune e Regione. Oggi la
questione appare riproposta per distrarre la discussione da questioni
istituzionali di ben più rilevante gravità. Gli
abolizionisti, infatti, usano l'argomento sbagliato e cioè i costiCon ben
maggiore credibilità e seguito anche culturale si dovrebbe sostenere,
piuttosto, la necessità della rivisitazione dell'attuale fisionomia della
Provincia ed in un quadro che interessi le stesse Regioni e i Comuni.
Sarebbe molto più interessante, infatti, invocare lo sfoltimento della giungla
di Enti che si è via via formata; un minore numero di Consiglieri, ma
soprattutto di Assessori; la fine, una volta per tutte, dell'istituzione di
nuove Province; l'attuazione del principio sul quale ci fu unanimità, poi
colpevolmente dimenticato, della non necessaria coincidenza tra Provincia e
Organi periferici del Governo (Prefetture) o dell'Amministrazione statale
(Questure, Provveditorati e quant'altro), evitando così che Province di nuova,
e del tutto inopportuna istituzione, per reciproci veti di campanile, siano
costrette a definirsi con un marchio simile a un dentifricio, piuttosto che
orgogliosamente identificarsi con un territorio, e dunque con una comunità di
uomini e un contesto economico e sociale. Ed infine, la sensibile riduzione
delle indennità per gli amministratori delle Province, ma non solo per loro, e
la regolamentazione rigorosa del lavoro delle Commissioni, con il divieto
assoluto di abusare del numero e delle sedute, fino al dubbio sulla
legittimità: come invece oggi è la regola. Piuttosto che la soppressione, gettando
acqua sporca e bambino, questo parrebbe il contributo da chiedere, innanzitutto
alle Province. \\ Chi vuole abolirle punta sui costi Meglio parlare di
sfoltimento
( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del
24-12-2008)
Argomenti: Province
PROVINCIA
24-12-2008 LANGHIRANO APPROVATO IN CONSIGLIO COMUNALE IL BILANCIO DI PREVISONE
PER IL 2009 Meno entrate, ma il «patto» resta LANGHIRANO L'abolizione dell'Ici
ha contribuito a ridurre le capacità del Comune negli investimenti Samuele
Tavani II Tempo di previsioni per l'amministrazione comunale di Langhirano che, lunedì, ha presentato e messo in
votazione il bilancio di previsione per il 2009, poi approvato con i soli voti
della maggioranza. Un bilancio «che terrà fede al patto di stabilità» ma che,
nello stesso tempo, «vede ridotta di un terzo la capacità di investimento del
comune rispetto allo scorso triennio». Capacità ridotta a causa anche
dall'abolizione dell'Ici che, spiega il sindaco Stefano Bovis, «non sarà del
tutto corrisposta nemmeno quella del 2008». «Fare previsioni in tempi di
recessione è difficile spiega Vincenzo Dieci, assessore al Bilancio - farlo
senza nessuna certezza delle poste attive è impossibile e, questo, è lo stato
in cui si trovano la maggior parte dei comuni italiani a causa della crisi
economica e di una finanziaria che non tiene conto delle necessità degli enti
locali ma è volta a manovre politiche di discutibile profilo». Il bilancio di
previsione prevede investimenti per 3 milioni di euro nel sociale, 800 mila
euro per l'ambiente e inoltre finanziamenti per il piano sulla sicurezza, «per
vincere o almeno limitare i disagi dell'attuale insicurezza». Dieci sottolinea,
alla fine della sua relazione, che il comune «ha rispettato gli obiettivi del
patto di stabilità negli anni precedenti e ha previsto un bilancio triennale
nel pieno rispetto del patto e dei servizi resi finora». Saranno investiti
inoltre 1 milione e 200 mila euro nell'istruzione, 300 mila euro nella cultura,
130 mila euro nel turismo e 240 mila euro nello sport. Per Lia Cavatorta,
capogruppo della Sinistra per Langhirano, il bilancio è assolutamente «non
positivo. Il bilancio non è mai stato partecipativo, ed è totalmente fuori
dalla realtà, con scelte sbagliate e inerzie totali verso molti settori
sociali. C'è una grande e vera emergenza». Anche Giorgio Prati, della Civica
Langhiranese, non «approva il bilancio per le lacune politiche che presenta».
Importante anche l'interrogazione di Marco Ricchetti, della Civica
Langhiranese, sulla situazione della sicurezza nel comune. «Ci stiamo muovendo
per la realizzazione del progetto e per sistemare le telecamere spiega Bovis -
ma la situazione è bloccata perchè dobbiamo attendere notizie dal Ministero
della Difesa». «Sono soddisfatto - conclude Ricchetti - ma dobbiamo continuare
ad investire nella sicurezza, sperando che parta il progetto e sperando che si
lavori per la caserma. Si potrebbe comunque fare uno sforzo maggiore». Il
Municipio di Langhirano
( da "Messaggero, Il" del 24-12-2008)
Argomenti: Province
Mercoledì 24
Dicembre 2008 Chiudi di CLAUDIO RIZZA ROMA Pier Ferdinando Casini ne ha da dire
al governo e all'opposizione. Ai partiti di regali ne fa pochi e c'è un po' di
carbone per tutti. Mentre l'unico regalo vorrebbe farlo alle famiglie che si
stanno impoverendo. Presidente Casini, l'ha letto l'ultimo dato Istat su 5%
delle famiglie che non hanno da mangiare? E questo succedeva l'anno scorso,
prima della crisi dei mercati. «E' importante il federalismo, è importante
l'assetto presidenziale, ma qui non bisogna introdurre diversivi nella vita
pubblica. Qui c'è un'emergenza economica drammatica. Rischiamo d'avere un
milione di disoccupati nel 2009 e abbiamo già molti cassintegrati che vedono
ridotto il loro stipendio e molte famiglie che si trovano sulla soglia della
povertà. Una parte di ceto medio rischia di scivolare nella fascia di povertà».
E dunque cosa chiede al governo? «Di intervenire con più risolutezza di quanto
ha fatto. Sia chiaro, comprendo la prudenza del governo e del ministro
dell'Economia. Non la biasimo. Abbiamo le aste dei titoli di Stato
all'orizzonte, un debito pubblico pesante, però...il decisionista Berlusconi è
ora che dimostri d'essere decisionista». Come? «In questo caso non è il
presidenzialismo che deve fare, ma il decisionista. I mezzi li ha, non deve
evocare mezzi eccezionali. Noi avevamo proposto un bonus di 100 euro mensili
per figlio e 50 per il secondo a scalare, una spesa totale di 6 miliardi. Era
una spesa possibile se non avessimo messo 3 miliardi su Alitalia e altrettanti
per levare l'Ici della prima casa, creando ai comuni diversi problemi per
garantire i servizi. Bisogna prendere misure espansive per l'economia,
chiediamo un grande piano per le famiglie». Dare un po' di respiro ai consumi...
«Certo, li rimette in moto. I consumi ristagnano proprio perché le famiglie non
ce la fanno più». Il premier ripete a tutti: consumate, consumate. «Posso anche
capire Berlusconi, il presidente del Consiglio deve dare un messaggio di
ottimismo. Però il problema vero è che la fascia alta può consumare, quella
medio bassa non è più nelle condizioni. Gli appelli sono comprensibili, ma
rischiano di cadere nel vuoto». Dalla detassazione degli straordinari siamo
passati al confronto sulla settimana corta: non ci vede un po' di schizofrenia?
«C'è contraddizione, sì. Ma più che altro non c'è capacità di previsione su
quanto sta capitando. Stavamo alla Robin Hood tax, per togliere soldi alle
banche, invece ce li abbiamo messi. Prevedevano un corso espansivo con la
detassazione degli straordinari...tutta questa preveggenza nel governo non
c'era. Non dico che ci fosse nell'opposizione, non faccio demagogia, però...».
Ma c'è uno spazio di dialogo sulle misure anti crisi? «Lo dico con sincerità:
se fossi Berlusconi cercherei uno spazio di collaborazione con l'opposizione.
Chi nell'opposizione lo chiama "Hitler" è un fanatico e un
irresponsabile, e poi fa anche il gioco della maggioranza. Di Pietro è il loro
avversario di comodo. Ma l'opposizione non è Di Pietro, è fatta anche di
persone perbene che danno consigli sereni e tranquilli al premier». Da questo
orecchio non pare ci senta. «Lui continua a spiegare di non averne bisogno.
Evoca l'immagine dell'uomo solo al comando». Qualche giorno fa Fini ha parlato
dei rischi del cesarismo, Aznar mette in guardia dal populismo. Che fanno,
alludono? «Io non alludo a nessuno e alludo a tutti. Il problema è essere seri.
Il populismo è una malattia gravissima, una degenerazione del popolarismo.
Populismo e demagogia sono nemici del bene. Il bene è anche fare le scelte
impopolari, perché le decisioni vanno prese e il Paese va guidato. Colgo in
molte vicende come quelle, ad esempio, della formazione del Pdl, dei gazebo,
metodologie molto diverse dalla grande partecipazione che c'è nei paesi
presidenziali. Negli Usa l'apparato di Hillary Clinton è stato battuto e Obama
ha avuto la sua opportunità, ma tutto secondo regole democratiche e
partecipative». E qui invece? «Qui si evoca un bipartitismo senza partiti; un
bipartitismo dove alla fine è importante levare il voto di preferenza perché i
capi devono scegliere i parlamentari; il Parlamento considerato un impiccio
sulla strada di un governo efficiente. Silvio, lo chiamo così affettuosamente,
ritiene che tutti i mediatori, nel rapporto che lui ha col popolo, siano una
perdita di tempo. Io ho un'idea diversa». Beh, qualcuno come Fini cerca di
frenarlo. «Non so cosa pensi Fini. Quando si fondò un partito sul predellino io
sono stato coerente e non ci sono entrato. Con tutto il rispetto per il Pdl e
per chi ci sta». Un piccolo passo indietro. Ma del caos Alitalia che dice? «Che
se ci fossimo risparmiati lo spot elettorale sulle spalle di Alitalia sarebbe
stato meglio per tutti. l'Alitalia sarebbe andata ai francesi e i cittadini
italiani non avrebbero pagato i debiti. Così l'Alitalia andrà ai francesi e gli
italiani pagheranno i debiti. E i patrioti faranno un affare. E quello che sta
capitando in queste ore la dice lunga». L'intesa sancita da Letta traballa
parecchio. «Non ho mai detto una parola su Gianni Letta, se non positiva. Sia
perché è un amico, sia perché lo stimo tantissimo e fa grandi servigi alla
democrazia. In quel caso però dissi a Letta che quello era un pasticcio e non
una crostata. Continuo a pensarlo». Passiamo alle riforme. Dell'Utri dice che
tra cinque anni, col presidenzialismo, Berlusconi salirebbe al Quirinale. «E'
legittimo che il premier aspiri ad andare al Quirinale, è l'uomo che prende più
voti di tutti in Italia. Che ci riesca è un altro discorso». Del presidenzialismo
che diciamo? «Che di per sé è un metodo democraticissimo. Ma qui mi sembra si
pensi ad una cosa diversa: un presidenzialismo senza pesi e contrappesi, ad un
rapporto diretto leader-popolo, a meccanismi in cui i partiti sono tali
formalmente ma sostanzialmente non rispondono a quei criteri partecipativi dei
grandi partiti europei. Il problema è la modalità con cui si chiede l'elezione
diretta del presidente». Ma i partiti non erano già d'accordo sul premierato,
cioé sul dare maggiori poteri al premier? «Questo è giusto. Non creiamoci alibi
però: oggi sono le decisioni che mancano, non i poteri del premier». La riforma
della giustizia, invece, si può fare? «Va fatta ed è il banco di prova del
riformismo del Pd e del suo rapporto con Di Pietro. L'ultima direzione del Pd è
sembrata molto "sì ma". Il Pd è nelle condizioni di dimostrare quello
che sa fare, se vuole emanciparsi dal giustizialismo di Di Pietro, che peraltro
pagano in prima persona. Basta seguire i consigli seri che ha dato Violante per
capire da che parte deve andare». Il federalismo? C'è Bossi che incalza. «Perché abbiamo posto il problema dell'abolizione delle province? Bisogna avere la garanzia che
il federalismo non consista nella moltiplicazione dei centri di spesa. Se non
si dà un segnale forte sulle province non si è credibili. Secondo: è in atto un grandissimo
trasferimento di risorse dal Sud al Nord, attraverso i fondi del Fas. Mi
preoccupo molto per il Sud». E le intercettazioni? «C'era una legge proposta sotto
il governo Prodi, è stata ripresa ma nessuno l'ha portata all'attenzione del
Parlamento. E allora di cosa si lamenta il governo? Naturalmente bisogna
salvaguardare la libertà di stampa e dare la possibilità di reprimere i reati
contro la Pubblica amministrazione: favori ai corrotti non se ne possono fare».
Chiudiamo con Roma. Di Alemanno che giudizio dà? «Francamente non ricordo cosa
abbia fatto in questi primi mesi. La cosa più significativa mi pare la
battaglia sulla pajata».
( da "Corriere del Veneto" del 24-12-2008)
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Corriere del Veneto
- VERONA - sezione: CRONACAVERONA - data: 2008-12-24 num: - pag: 6 categoria:
REDAZIONALE Consiglio provinciale Loggia di Fra' Giocondo, Ruzzenente il più
presente E' Ambrosini la maglia nera VERONA — La Loggia di Fra' Giocondo ha
chiuso i battenti, almeno per quest'anno. è quindi tempo di tirare le somme
dell'attività svolta nel 2008 da consiglieri e assessori provinciali. Le sedute
del consiglio sono state in tutto
( da "Corriere della Sera" del 24-12-2008)
Argomenti: Province
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2008-12-24 num: - pag: 15 categoria:
REDAZIONALE Il caso Fallisce il blitz per cancellare gli enti: le funzioni
sarebbero passate ai Comuni Sicilia, muro di Lombardo e Pdl Province «salvate»
dall'abolizione Costano 890 milioni, basterebbe un tratto di penna. Ma vota sì
solo il Pd La soppressione delle Province era prevista dallo stesso Statuto
regionale del '46. I 315 consiglieri costano oltre 8 milioni «Articolo 15: Le circoscrizioni provinciali e gli organi ed enti pubblici che
ne derivano sono soppressi nell'ambito della Regione siciliana». «Oooh, finalmente
un bel regalo di Natale! », direte voi. Macché: quelle parole erano nello
Statuto di autonomia del 1946. Mai applicato. Anzi: l'abolizione (vera,
stavolta) delle province
siciliane è stata appena, e di nuovo, bocciata. Non si toccano. Che i
consiglieri provinciali nell'isola si prendano sul serio è notorio. Qualche
anno fa il presidente catanese Nello Musumeci, che militava allora in An e
aveva stipulato una polizza con la Reale Mutua Assicurazioni per coprire se
stesso e i colleghi di giunta da eventuali condanne della Corte dei Conti,
arrivò a presentare una delibera stupefacente. Delibera che, sulla base di
certi studi storici secondo i quali «tra la fine dell'Ottocento e i primi del
Novecento, i rappresentanti della Provincia costituivano l'Onorevole
consiglio», riconosceva ai membri dell'assemblea il titolo di «onorevoli». Al
punto che, votata a stragrande maggioranza la decisione con soli sei voti
contrari della sinistra, il presidente del consiglio, Santo Pulvirenti, chiuse
la seduta salutando tutti come «onorevoli colleghi ». Eppure, come dicevamo, le
province siciliane più ancora delle altre non
dovrebbero neppure esistere. Nello Statuto che il 15 maggio 1946 riconosceva
l'autonomia della Regione, il già citato articolo 15 non lasciava dubbi: abolizione.
E ribadiva, se mai qualcuno fosse duro d'orecchio, che «l'ordinamento degli
enti locali si basa nella Regione stessa sui Comuni e sui liberi Consorzi
comunali». Tutto chiaro? Macché: restarono provvisoriamente in vita come
amministrazioni straordinarie per un anno, due anni, tre anni, quattro anni...
E poi ancora cinque e sei e sette... E poi ancora otto e nove e dieci... Finché
nel 1986, dopo quarant'anni di proroghe, l'assemblea regionale decise infine di
smetterla con quella ipocrisia. E le province
provvisorie furono ribattezzate: d'ora in avanti si sarebbero chiamate Province
Regionali. Cosa fanno? Boh... Distribuiscono incarichi e prebende, dirà
qualcuno. Ultimo esempio, quello denunciato da «Il Dito», un settimanale online
di Catania vicino a Enzo Bianco, che ha scoperto come Raffaele Lombardo, allora
potentissimo presidente della provincia etnea, abbia passato il Natale
dell'anno scorso firmando decine e decine di «nomine o proroghe di dirigenti,
collaboratori esterni, consulenze varie»:
( da "Wall Street Italia" del 24-12-2008)
Argomenti: Province
Sicilia, muro di
Lombardo e Pdl Province «salvate» dall'abolizione -->Costano 890 milioni,
basterebbe un tratto di penna. Ma vota sì solo il Pd
( da "Gazzettino, Il (Pordenone)" del
24-12-2008)
Argomenti: Province
Facciamo l'anagrafe
dei politici Ora mentre si ... Facciamol'anagrafedei
politiciOra mentre si lotta per l'abolizione delle Province, noi Radicali
proponiamo ai candidati in pectore di tutti gli schieramenti l'anagrafe
pubblica degli eletti proprio a partire da questi enti. Un modo per rendere
trasparenti le istituzioni e per combattere l'antipolitica. Occorre
garantire ai cittadini la possibilità di poter conoscere con facilità non
soltanto l'attività svolta dai vari enti, ma anche quei dati inerenti l'attività
degli eletti, integrale e senza filtri, rendere disponibili, di facile accesso
e consultazione, atti e informazioni. Occorre dare a ognuno la possibilità di
conoscere l'operato di ogni singolo consigliere e assessore regionale,
comunale, provinciale, dei sindaci, e di tutti coloro che esercitano
un'attività pubblica.Stefano SantarossaPresidente Radicali friulaniNatalee il
miracolodei fagioliPer il mese di dicembre la valle dei tre Tramonti era in
letargo. Attendeva il Natale. Noi aspettavamo anche il papà emigrante in
Francia. I giorni erano corti e caliginosi. Il sole non scaldava. La brina
preparava il tappeto alla neve, che sarebbe arrivata cessato il vento di
tramontana. Il gelo sui muri faceva strani decori, e ghiacciava il contenuto
dell'urinar. I moccoli si gelavano se non si soffiava il naso. I luoghi caldi
erano la stalla con il fiato delle vacche e la cucina con lo spolert, che
divorava ciocchi di faggio e di carpine. Era l'anno 1957.I comignoli fumavano.
Dicevano che in quelle case c'era ancora vita. Alle quattro pomeridiane faceva
buio. Anche i gatti restavano in casa. Era un'avventura uscire e andare nel
condot. Verso le cinque la mamma e la nonna andavano nella stalla a regolà lis
vacjes. Io e il nonno Felice restavamo in cucina. Lui seduto sullo sdraio
dietro lo spolert fumava la pipa. Io appollaiato sul cassettone della legna
sfamavo lo spolert, e controllavo che nella cjalderia bollisse l'acqua per fare
la polenta. In un angolo stava il sacco pieno di fagioli secchi. Nell'altro angolo
un abete era pronto per fare l'albero di Natale.Una lampadina da 25 candele a
malapena illuminava la stanza.Finito il lavoro nella stalla, la mamma preparava
la cena. La nonna intanto sgranava i fagioli, attenta a scartare quelli guasti.
Io e il nonno l'aiutavamo. Quell'anno i fagioli sui rapiòns furono abbondanti
ma settembre fu piovoso. Oltre la metà del raccolto annerì prendendo la muffa.
Così fu anche per le patate. Legumi e tuberi erano così guasti che perfino il
maiale stentava a mangiarli. Avremmo mangiato tanta polenta, ma meno frico.
Vendendo il formaggio si acquistava più farina. Nel minestrone non due pugni di
fasôi a testa ma uno solo. Per cena non il gran paiolo pieno di cartùfolas, ma
tre patate per persona.La carestia colpì l'intera vallata. La nonna lo stesso
raccontava qualche sua conta, e al termine rivolgendosi al Signour gli diceva:
Guardaci dal peggio. Quale poteva essere non si sapeva.Un pomeriggio vedemmo
arrivare l'arrotino, il ga fuarfès. Ritornava indietro dai tre Tramonti. Erano
anni che passava per le case ad arrotare e riparare forbici, coltelli, scuri,
coltellacci vari e ad aggiustare ombrelli. Veniva dalla valle del Resia. Ma
l'arrotino che si presentò quell'inverno non era quello di sempre. Era più
giovane, con barba e capelli lunghi. Vestiva una spessa tunica di tela, stretta
da una cinta di corda, e calzava dei sandali. Se non fosse stato per la
bicicletta con sopra la mola smeriglio, degli ombrelli legati alla canna e la
cassetta degli attrezzi sul portapacchi, l'avremmo scambiato per un
predicatore. Disse che l'aveva mandato suo padre, oramai anziano e stanco per
fare lunghi viaggi.Ci chiese di ospitarlo nel fienile, solo per quella notte,
giacché eravamo l'ultima famiglia del giro. L'indomani sarebbe partito appena
finita l'affilatura gratuita dei nostri arnesi. Stavamo per addobbare l'albero
di Natale, appendendo qualche mandarino, dei biscotti secchi e delle caramelle.
Non avevamo palline colorate, candeline e stelle filanti. La neve finta si
faceva con batuffoli di lana d'agnello.Eravamo lo stesso contenti, perché quel
misero albero portava pace e gioia nei nostri cuori.L'arrotino cenò con noi
quello che c'era, poi ci aiutò a sgranare i fagioli, dicendosi dispiaciuto per
il raccolto rovinato. Cercò nel sacco il baccello più annerito e lo appese
sulla punta dell'abete. Quel legume non pareva proprio la stella cometa. Disse
che la Provvidenza con una mano toglieva e con l'altra restituiva. Alle volte
anche di più. Dovevamo solo sperare e attendere con fiducia. Il nonno lo lasciò
dormire sul suo sdraio vicino allo spolert, e gli raccomandò di mantenere vivo
il fuoco.Arrivò il mattino e il cielo si presentò plumbeo. Prima di sera
sarebbe caduta la neve.L'arrotino affilò coltelli, forbici, manàries e rimise a
nuovo l'unico ombrello che avevamo. Non volendo soldi, la nonna gli diede un
sacco per sorta di fagioli e patate, scegliendo i baccelli più sani e i tuberi
meno marci. Diceva: Ciò che non sta bene a te, non sta bene neanche agli altri.
L'arrotino a fatica accettò il compenso. Siccome cominciava a nevicare, ci
augurò un buon Natale e partì.Il Natale arrivò. La neve nel frattempo era
caduta abbondante. Quel Santo mattino in cucina, con gran meraviglia, trovammo
il nostro misero abete piegato sotto il peso di una montagna di fagioli, che
stavano appesi ai suoi rami come fossero addobbi. Quei legumi erano sani,
maturi e già secchi. Bastava solo raccoglierli. Il baccello sulla punta era
diventato una splendente stella cometa tutta d'orata. Nella dispensa trovammo i
mucchi dei fagioli e delle patate senza muffa e marciume, e così aumentati che
non riuscimmo ad entrare. Il miracolo di Natale era avvenuto proprio nella
nostra casa. La nonna disse che i miracoli perché non andassero in fumo
bisognava condividerli. Quasi tutto quel ben di Dio fu dato alle famiglie più
bisognose della vallata, ma siccome era così abbondante anche le altre famiglie
dei borghi, e dei tre Tramonti, portarono a casa una gerla piena di patate e
una colma di fagioli.Giacomo MiniuttiSan Quirino
( da "Gazzettino, Il (Venezia)" del 24-12-2008)
Argomenti: Province
Il 18 ottobre
scorso, alle 7 del mattino, mentre Doriano ... Il 18 ottobre scorso, alle 7 del
mattino, mentre Doriano Novello, titolare dell'agriturismo Praetto di Marcon,
stava preparando la colazione ai clienti, nell'area di campagna esterna al suo
agriturismo si è scatenato il finimondo. Un gruppo di sette cacciatori stava
sparando a lepri e fagiani in un territorio protetto da oltre otto anni, ma che
da qualche giorno prima, a seguito di un provvedimento della Provincia di
decadimento del fondo chiuso, era stato riaperto alla caccia senza che il
titolare del fondo ne fosse a conoscenza.Gli spari, la presenza dei cacciatori
che rincorrevano le prede e i guaiti dei cani da caccia hanno terrorizzato a
tal punto gli animali da cortile dell'agriturismo che alcune faraone spiccando
il volo sono andate a sfracellarsi contro una vetrata della sala da pranzo
dell'agriturismo, mandandola in frantumi e creando scompiglio e forte disagio
tra gli ospiti.Il titolare, ben sapendo che la sua azienda di circa
( da "Gazzettino, Il (Padova)" del 24-12-2008)
Argomenti: Province
«Formuliamo da anni
desideri semplici e sensati: lavorare ... «Formuliamo da anni desideri semplici
e sensati: lavorare serenamente, avere il coraggio di non avere paura in una
città accessibile con trasporti intelligenti e un adeguato piano del commercio,
ma finora Babbo Natale non ci è stato a sentire».Potrebbe essere la volta buona
perchè Fernando Zilio, presidente dell'Ascom, ieri le sue richieste le ha
scritte, imbustate, infiocchettate e imbucate nella cassetta delle lettere
allestita dalle botteghe che sorgono attorno a ponte dei Tadi. «In tanti in
città, in provincia e in regione, mi hanno detto che sono stato nel corso del
2008 un tantito cattivo, o meglio, che ho rotto le scatole. Lo so - scrive
Zilio sornione - ma so anche che tu, Babbo Natale, alla fin fine sei sempre
magnamino e così ho pensato bene di inviarti lo stesso questa letterina anche a
nome dei colleghi commericanti, degli operatori dei servizi e di quelli del
turismo».Innanzitutto, con le lezioni del 2009, «mi piacerebbe che tu portassi
unaclasse politica più attenta alle esigenze del nostro settore, meno
favorevole alla proliferazione di grandi strutture di vendita, meno propensa a
distruggere il territorio, più orientata a valorizzare i centri storici delle
città e dei tanti centri minori di cui è ricca la nostra realtà. Sai poi che
sono anni - prende confidenza il presidente dell'Ascom - che attendo, per
Padova, quei beiparcheggi centrali che consentirebbero di accogliere e non di
respingere e che non sono mai diventati realtà per una falsa ecologia che ha
nascosto pura ideologia». Quindi chiede la grazia di unpiano del commercio in
grado di coordinare iniziative sia per il centro che per le periferie «in modo
da evitare che le poche risorse disponibili finiscano per disperdersi in mille
rivoli con scarsi ritorni».Più concretezza e meno proclami, seria
collaborazione tra associazioni di categoria,meno guerre tra poveri («leggi agricoltori
contro commercianti, consumatori contro commercianti e si aggiunga quello che
si vuole, tanto è facile trovare qualcuno che, con i commercianti, ce
l'abbia»), meno «capipopolo in vena di regalare oggi la pasta, domani il latte,
dopodomani la frutta nel tentativo, nemmeno poi tanto nascosto, di ricavarsi un posto al sole in vista delle prossime elezioni»;
la speranza di trovare sotto l'albero «uncredito non ridotto all'osso da parte
del mondo bancario nei confronti di chi crede nel proprio lavoro», l'abolizione
degli studi di settore, la lotta più decisa alla contraffazione e
all'abusivismo, più sicurezza declinata in tre: nel lavoro, in casa,
sulle strade. E ancora, più educazione all'ora dellospritz, giudicata
necessaria forse più del pane, un bel regalo per la Guardia di Finanza sempre
attenta a togliere dal mercato i giocattoli pericolosi e un ultimo desiderio:
far capire alla gente che dietro il lavoro quotidiano c'è passione, c'è
sacrificio, c'è una cultura territoriale da non disperdere.«A me - chiude
Zilio, il bilico tra l'ottimismo e il pessimismo - il compito di insistere,
caro Babbo Natale, nel caso tu fossi impossibilitato, con chi di
dovere».Federica Cappellato
( da "Merateonline.it" del 26-12-2008)
Argomenti: Province
Cronaca >>
Cronaca dal territorio 26 / 12 / 2008 Osnago: approva il bilancio preventivo Nell?ex
acquedotto anche acqua gasata E? stato approvato il bilancio 2009 dal consiglio
comunale di Osnago. Dopo l?adozione sono stati presentati dalla minoranza Faro
diversi (e a volte un po? ?distratti?) emendamenti ai quali Progetto Osnago ha
via via risposto. A partire dalla richiesta di anticipare al 2009 i 100.000
euro circa previsti nel bilancio triennale come investimento per il 2011, da
destinarsi alla sistemazione di piazza Vittorio Emanuele. L?assessore Gabriele
Caglio e il sindaco Paolo Strina hanno risposto all?emendamento ricordando che
se i soldi sono stati posti a bilancio per il 2011 significa che ora non si
hanno a disposizione. In secondo luogo hanno ripercorso la storia della
sistemazione della piazza: a inizio 2007 sono stati investiti 130.000 euro per
il rifacimento della fognatura, a settembre-ottobre è stata indetta la gara per
la pavimentazione che dovrebbe iniziare entro gennaio 2009. Sono previsti così
altri 164.000 euro da investire; il rilento dei lavori è dovuto anche alle forti
pressioni dei negozianti del centro storico che hanno chiesto ad esempio la
sospensione lo scorso anno per il mese di dicembre e il periodo natalizio.
?Insieme alla pavimentazione? ha spiegato Caglio?recupereremo anche con l?aiuto
di uno sponsor la struttura che anticamente era l?acquedotto, facendola
diventare una fontana comunale di acqua gasata?. E così anche il tanto citato
progetto della ?Casa dell?acqua? di Osnago sembra in procinto di realizzazione.
Gabriele Caglio Un altro emendamento di Faro ha riguardato
la richiesta di abolizione della fascia del reddito alto per i residenti
riguardo agli sconti sul trasporto scolastico e sulla mensa. Faro infatti ha
lamentato il fatto che i non residenti paghino di più dei residenti con reddito
alto, chiedendo poi di abolire questa ultima fascia. Progetto non ha accettato
questo emendamento perché ?equivarebbe ad aumentare il costo del trasporto per
118 famiglie e quello della mensa a 149 famiglie. Non possiamo inoltre generare
squilibri di bilancio; la nostra scelta politica è di non aumentare i costi per
gli osnaghesi. Inoltre le tariffe sono già state approvate dal Piano per il
Diritto allo Studio?. Faro ha anche proposto all?amministrazione ?visto che vi
richiamate sempre alla laicità dell?ente?, di stornare i fondi per le opere di
culto e porli invece in qualcosa di utile per i cittadini. Caglio ha risposto
che ?L?amministrazione è laica per istituzione e ricordo che il finanziamento
per opere di culto non è una variabile. E? obbligatorio e proporzionato alle
entrate per oneri di urbanizzazione?. Il sindaco Paolo Strina
Dopo questo emendamento che ha lasciato perplessi molti dei consiglieri
di maggioranza presenti, Faro è tornato sul tema ?incrocio Meucci-Copernico?,
chiedendo di investire 100.000 euro per la sistemazione della rete fognaria di
questa zona, che crea parecchi disagi ai cittadini, e la posa di dissuasori
provvisori prima e dopo l?incrocio in attesa che venga messo in sicurezza con
il semaforo intelligente. Caglio e Strina hanno però ricordato a Faro che ??già
da novembre abbiamo incontrato i cittadini di questa zona per trovare un
accordo comune e il progetto è stato presentato nella consulta del 24 novembre,
dove c?erano presenti dei vostri esponenti. Sapete dunque già che è prevista la
realizzazione, oltre che del semaforo, di marciapiedi sui due lati sotto i
quali verranno canalizzate le acque chiare per sistemare la fogna. I soldi che
voi chiedete sarebbero inutili in quanto la sistemazione della fogna è già
prevista e compresa nel progetto". Articoli Correlati:
(c)www.merateonline.it Il primo giornale digitale della provincia di Lecco
Scritto il 26/12/2008 alle 18.21
( da "Blogosfere" del 27-12-2008)
Argomenti: Province
Dic 0827 Le province "provvisorie" della Sicilia Pubblicato da
Giovanni Sena alle 00:01 in Centrodestra, Centrosinistra, Ideologia e liberismo
Vi sono alcune notize che fanno proprio cadere le braccia. Ti danno proprio la
sensazione che tutto sia inutile, che in Italia la melassa dentro cui si deve
nuotare per realizzare certe riforme liberali sia semplicemnte troppo viscosa.
In altri termini, la resistenza e' enorme, ad ogni livello sociale, ad ogni
latitudine, in ogni schieramento politico. Modernizzare significa sempre
calpestare i piedi di qualcuno, e fino a che vige la politica del piacione e
del contentare tutti, e' evidente che nulla si potra' fare. Questa volta a
farmi venire l'acidita' di stomaco e' stato il Popolo delle Liberta' nella
regione Sicilia. E' solo il piu' recente degli esempi, purtroppo. Il fatto. In
Sicila esistono nove province. Ma nello Statuto
Speciale di questa regione gia' nel 1946 vi si leggeva l'abolizione di tali province provvisorie. Ora, sappiamo bene quanto l'abolizione
delle province (tutte, non solo quelle Siciliane) sia
un passo di buon senso e di semplificazione burocratica che piacerebbe tanto a
chi vorrebbe uno Stato piu' al servizio del cittadino e meno circo a tre piste
con tanto di nani e ballerine. Sappiamo anche come la Lega sia notoriamente
contro questo passo, ma anche come a parole il PdL si sia invece piu' volte
dichiarato a favore. Bene. Recentemente il PD aveva presentato una proposta
nella Commissione Affari Costituzionali: Articolo 1: Le province
regionali sono soppresse. Articolo 2: Le loro funzioni sono trasferite ai
liberi consorzi di comuni istituiti a norma dell'art. 15, comma 2, dello
Statuto della Regione. Nelle more di tale istituzione, esse sono trasferite ai
comuni, ricompresi nella soppressa provincia, che le eserciteranno in forma
singola o associata. Articolo 3: I dipendenti passano nei ruoli
dell'amministrazione dei comuni, in una qualifica corrispondente a quella di
provenienza. Articolo 4: I beni, mobili ed immobili, di proprietà delle province sono trasferiti nella proprietà dei comuni. Ottima
idea, no? Il PdL dovrebbe solo cogliere l'occasione al balzo e far approvare in
un batter d'occhio quello che sarebbe un precedente-simbolo. Un bell'esempio di
politica bi-partisan per la modernizzazione e sburocratizzazione... eccetera,
eccetera. Invece no. Tutto inutile, a rammentarci quanto distante sia la
politica e chi la esercita da un piano strategico serio e coerente. Il
risultato della votazione tra gli otto membri della commissione presenti
(dovrebbero essere tredici, ma si vede che gli altri erano in vacanza): quattro
voti (PD) a favore dell'abolizione delle province
siciliane, e altri quattro (PdL) contro. Peccato che uno
dei contrari fosse il Presidente della commissione (del gruppo di Raffaele
Lombardo, nuovo Governatore della Sicilia e alleato col PdL) il cui voto in
questi casi vale doppio. Fine della commedia, e province salve. Addio abolizione delle province in Sicilia, addio mossa-simbolo, addio modernizzazione e
sburocratizzazione. Cadono le braccia e passa la voglia di stare qui a
fare ragionamenti ad alta voce. Ditemi voi GS
( da "Tribuna di Treviso, La" del 27-12-2008)
Argomenti: Province
Caccia, la Lac
contro Muraro: omertà sulle licenze Attacco del presidente Andrea Zanoni dopo
la pubblicazione dei verbali La Lega per l'Abolizione della caccia attacca duramente la Provincia per il caso delle
«licenze di caccia facili» concesse al presidente Leonardo Muraro e al sindaco
di Treviso, Gian Paolo Gobbo. «Dagli stralci dei verbali relativi all'inchiesta
- afferma il presidente della Lac del Veneto Andrea Zanoni - emergono una serie
di contraddizioni ed ombre che nessuno ha ancora chiarito. Le ombre
maggiori riguardano soprattutto il ruolo di Muraro e Gobbo che avrebbero
beneficiato degli abusi d'ufficio e dei falsi accertati dalla magistratura a
carico dei due funzionari condannati, nonché il ruolo dell'assessore della
provincia di Treviso che segue la materia. Se non fosse stato per la meritoria
denuncia di uno dei componenti della commissione d'esame, oggi per le nostre
campagne ci sarebbero due persone che girano armate senza avere uno straccio di
abilitazione sia all'uso delle armi sia al riconoscimento della fauna, con
tutti i rischi che ciò può comportare. Per prima cosa viene da chiedersi quanti
cacciatori ci sono in provincia di Treviso che girano con una licenza di caccia
fasulla, ottenuta con abusi e falsi». Secondo Zanoni a Treviso non trova più
riscontro nemmeno il proverbio «chi sbaglia paga»: «Tant'è che i due funzionari
condannati continuano a svolgere il ruolo di dirigenti della provincia, uno dei
due, Pagnani, addirittura nello stesso ufficio dov'era al tempo della
commissione dei reati».
( da "Nuova Venezia, La" del 27-12-2008)
Argomenti: Province
MARCON. I SUOI CAMPI
SONO STATI APERTI ALLA CACCIA Invasione di doppiette, chiede i danni Il
titolare dell'agriturismo Praetto vuole 20.000 euro dalla Provincia MARCON. I
terreni protetti dell'agriturismo Praetto vengono riaperti alla caccia
all'insaputa del titolare, che ricorre al Tar e chiede 20mila euro di danni
alla Provincia, che ha emesso il provvedimento di decadimento del fondo chiuso.
Il fatto è avvenuto nel mese di ottobre, i cartelli con il divieto di accesso
erano ancora affissi, che già i cacciatori invadevano il fondo. L'agriturismo
si trova in via Praello, dove Doriano Novello, ha
( da "Nuova Venezia, La" del 27-12-2008)
Argomenti: Province
Pagina
33 - Provincia Perse 26 mila firme già pronte per il referendum anti-Province
SAN DONA'. Abolizione delle Province, perse 26 mila
firme dal comitato sandonatese. In base alla legislazione vigente, tra data di
vidimazione dei primi moduli in consegna e consegna al Parlamento non devono
trascorrere oltre sei mesi. Con il 26 dicembre 2008, ben 26000 firme raccolte nella
prima parte della campagna sono dunque scadute. Non ci sono stati i tempi
tecnici per superare e consegnare in tempo le oltre 50.000 firme necessarie a
margine della proposta di legge d'iniziativa popolare partita proprio dal Basso
Piave. Ma il comitato comunque non molla e rilancia: si riparte dal patrimonio
di firme degli ultimi due mesi, raccogliendone ancora lungo strade e piazze del
territorio. «La proposta - spiega il comitato - è portata avanti da cittadini
semplici, a prescindere da ogni appartenenza politica, senza alcuna
organizzazione precostituita, con il solo scopo di raggiungere un obiettivo
civile, con risorse proprie, accertato che la classe politica è un organismo a
parte che persegue l'interesse proprio e non quello collettivo. Politica nuova
dalla base al di fuori di interessi di gruppo e di singoli. La probabilità ora
è più elevata perché la rete di persone impegnate nella raccolta è raddoppiata
e interessa ormai tutte le regioni italiane. L'iniziativa è più conosciuta e
diventa più facile l'afflusso di persone ai punti raccolta. Inoltre si
avvicinano le elezioni provinciali in diverse aree e il tema ritorna di forte
attualità. I cittadini hanno la grande opportunità di far sentire il proprio
sdegno e la propria volontà». (g.ca.)
( da "Riformista, Il" del 27-12-2008)
Argomenti: Province
Perché il governo
non taglia gli enti inutili? Tagli ai costi
dell'amministrazione pubblica? Per adesso il Governo non ne vuole sapere.
L'esecutivo di Silvio Berlusconi, oltre a far decantare la questione dell'abolizione
delle Province che, secondo alcuni osservatori, sono semplicemente degli
istituti burocraticamente costosi e superflui; mette da parte anche la
chiusura dei cosiddetti enti inutili, cioè tutti gli istituti, casse mutue, e
associazioni che, ormai non più operativi, continuano a macinare soldi
pubblici. Merito del decreto Milleproroghe approvato la scorsa settimana dal
Consiglio dei ministri, con cui l'esecutivo ha deciso di rinviare la chiusura
degli enti inutili. Eppure la posizione del Governo era chiara. In una lettera
pubblicata da Libero lo scorso 26 luglio, il ministro Renato Brunetta, scriveva
che tutto l'esecutivo era «determinatissimo alla cancellazione di centinaia di
piccoli e grandi enti inutili». La dismissione degli enti considerati inutili è
una storia che parte da lontano. Era il 1956 quando il Governo guidato da
Antonio Segni decise di istituire l'Iged - l'Ispettorato per la liquidazione di
enti disciolti - che iniziò la sua opera stilando una classifica di 600 sigle,
che passarono presto a 827 enti inutili. A oggi, dopo cinquantatrè anni
dall'iniziativa, gli enti inutili rimasti in vita sono 101 e avranno ancora
tempo - grazie al Milleproroghe - prima della definitiva dismissione. È bene
ricordare alcuni costi che comportano all'erario statale: tra gli enti inutili
vi è, per esempio, il "Comitato nazionale per il collegamento tra il
Governo italiano e l'Onu per l'alimentazione e l'agricoltura" che,
riunitosi pochissime volte - la Corte dei Conti ha accertato che non si è mai
riunito nel 2004, nemmeno per l'approvazione del bilancio - negli anni ha
ricevuto milioni di euro di contributi pubblici. 27/12/2008
( da "Manifesto, Il" del 27-12-2008)
Argomenti: Province
ERGASTOLO
Appello per l'abolizione: «Toglie la speranza» Non solo aiuti alle famiglie che
soffrono per la crisi economica. Il cardinal Dionigi Tettamanzi, ieri in
carcere a Opera per la messa insieme ai detenuti, lancia un appello anche
contro l'ergastolo. «Toglie la speranza e non rieduca», ha detto davanti ai
carcerati. Per
questo raccoglie «nell'intimo» il loro appello per l'abolizione del carcere a
vita, che li rende «sepolti vivi».
( da "Messaggero, Il" del 27-12-2008)
Argomenti: Province
Sabato 27 Dicembre
2008 Chiudi di MARCO CONTI ROMA - «Per quanto mi riguarda è un anno terribile
quello che ho davanti per il governo del Paese: dovremo fare le riforme a
cominciare da quelle delle intercettazioni e della giustizia che ci occuperanno
molto». Al telefono con i ragazzi della comunità di don Gelmini, Silvio
Berlusconi rilancia per l'ennesima volta le due riforme che ancor oggi
sollevano più di un dubbio tra gli alleati di governo e sulle quali non c'è
ancora l'intesa. Lo fa davanti al presidente del gruppo Pdl al Senato Maurizio
Gasparri presente ad Amelia, che proprio prima di Natale, accompagnato dal
compagno di partito Ignazio La Russa, si era recato a palazzo Grazioli per
esprimere tutte le perplessità di An sulla possibilità di escludere dalle
intercettazioni i reati di corruzione contro la pubblica amministrazione, come
ieri confermava la presidente della commissione Giustizia della Camera Giulia
Bongiorno. I dubbi di An, sommati alle resistenze della Lega, rischiano di
rinviare la presentazione al primo consiglio dei ministri del primo
pacchetto-giustizia messo a punto dal ministro Alfano. Berlusconi sembra però
voler tirare diritto e ieri pomeriggio ha anche sostenuto di essere
«assolutamente sereno», perchè «abbiamo due gruppi parlamentari che
garantiscono di poter fare qualunque battaglia e di portare a casa la
vittoria». Sottolineare la forza della maggioranza sembra voler escludere
qualunque possibilità d'intesa con le opposizioni. D'altra parte, anche se ieri
Michele Vietti ha rilanciato la disponibilità dell'Udc «a collaborare», il
premier ha sempre creduto poco alla possibilità di un confronto costruttivo
fuori dal recinto della sua maggioranza. Malgrado la vicenda di Pescara abbia
avviato un dibattito nel partito Democratico, al punto che il senatore azzurro
Gaetano Quagliariello invita il Pd a non essere garantista «solo con i suoi»,
sembrano difficili ammorbidimenti e ripensamenti dalla linea recentemente
tracciata da Veltroni. Berlusconi traccia il profilo di un 2009 molto
impegnativo per il suo governo che dovrà dividersi tra riforme da fare e gli
appuntamenti dovuti alla presidenza del G8. Non una parola da parte del premier
sulla situazione economica e sui primi dati sul calo dei consumi - anche se
invita i giovani ad essere ottimisti - nè un riferimento al federalismo
fiscale, riforma che per la Lega ha la priorità su qualunque altra. Pochi
minuti dopo l'esternazione del premier, provvede il ministro Roberto Calderoli,
a sopperire alla "dimenticanza", sottolineando in una nota che «le
parole di Berlusconi sulla giustizia vanno benissimo. La riforma andrà a segno
come sta andando a segno il federalismo con cui siamo già partiti...». A sua
volta Calderoli non solo "dimentica" la legge sulle intercettazioni,
avversata dal suo collega di partito Maroni laddove non dovesse prevedere
l'intercettabilità per i reati contro la P.A., ma ribadisce ancora una volte le
priorità del Carroccio, che il capogruppo Pdl alla Camera Fabrizio Cicchitto
sottolinea e conferma. Il braccio di ferro dentro la maggioranza, continua
anche se in maniera molto sorda, e tra gli alleati cresce l'insofferenza per la sequela di annunci del premier che peraltro
seguono quasi alla lettera il programma di governo del centrodestra nel quale
c'è il federalismo fiscale, ma anche l'abolizione delle province. Sullo sfondo si coglie già la
sfida, evocata ieri dallo stesso Berlusconi, «delle amministrative molto
importanti di giugno, insieme alle importantissime elezioni europee».
( da "Virgilio Notizie" del 27-12-2008)
Argomenti: Province
Milano, 27 dic.
(Apcom) - Patti chiari, amicizia lunga. Il federalismo è al primo posto nell'agenda
del governo. Ma poi tocca alla riforma della giustizia e intercettazioni.
Parole e musica di Fabrizio Cicchitto, capogruppo del Popolo della Libertà a
Montecitorio. Un avvertimento e una garanzia indirizzata soprattutto alla Lega
e affidata alle righe di un'intervista su "Libero" di oggi. Luciano
Violante, a proposito delle inchieste che coinvolgono esponenti del Pd ha
invitato la magistratura alla "prudenza" e a una "valutazione
seria", messaggi criptici colti al volo da Cicchitto. "Sono cose che
diciamo dal 1992. Sono contento che lui e Veltroni arrivino dopo 14 anni alla
stessa riflessione. E' una questione grande come una casa, attinente all'uso
politico della giustizia". Il calendario delle riforme è fissato. "Al
primo punto c'è il federalismo, in uno stato più avanzato dal punto di vista
parlamentare. Al secondo posto la riforma della giustizia - spiega Scajola.
Poi, nel corso della legislatura, discuteremo
dell'abolizione delle Province e anche del presidenzialismo". Sulle
intercettazioni, però, né il Carroccio né An sembrano entusiasti. "La
nostra posizione è quella del presidente del Consiglio - replica il capogruppo
alla Camera del Pdl -, le intercettazioni vanno concentrate sui fatti che
riguardano il terrorismo e la criminalità organizzata. Ci sarà un
confronto ma dovremo tenere conto del punto di vista del presidente del
Consiglio".
( da "Repubblica, La" del 27-12-2008)
Argomenti: Province
Pagina XI - Torino
"Sfidare Saitta e Porchietto? Deciderò dopo le vacanze" Vietti e le
Provinciali: alleanze solo al secondo turno Chiamparino dice cose condivisibili
ma non ne trae le conseguenze. Io candidato nel 2011? Ogni cosa a suo tempo Il
presidente uscente è troppo legato allo schema ulivista. Il Pdl non ha un
progetto di rilancio per Torino MARCO TRABUCCO Onorevole Michele Vietti allora
sarà lei il terzo incomodo, tra Claudia Porchietto e Antonio Saitta, nella
sfida per la Provincia di Torino? «Gli amici dell´Udc mi hanno chiesto di
candidarmi, ma non c´è niente di definitivo: li ringrazio, ma ho già un altro
importante ruolo e mi piace far bene le cose che intraprendo. Abbiamo anche
giovani bravi che potremmo lanciare, come il segretario regionale Goffi e
quello provinciale Balagna. Dopo le vacanze si riuniranno gli organi del
partito e decideremo. Nel frattempo anch´io rifletterò». Che sia lei o un altro
il candidato a Torino, la sfida dell´Udc è lanciata. Perché avete scelto di
correre da soli? «è chiaro che il passaggio elettorale di giugno sarà
fondamentale per la verifica della strategia inaugurata, con le politiche del
2008 e cioè di proporci come alternativi sia a Berlusconi e sia Veltroni. In
questo senso le elezioni provinciali che possono indicarci il radicamento nelle
realtà locali, sono di grande interesse». Perché nonostante il loro
corteggiamento avete detto no al Pd? «A Torino Saitta ripropone lo schema
ulivista, sconfitto a ogni livello, e non fa alcun sforzo di fantasia per
aprire a settori diversi. Anzi ripropone l´alleanza con una sinistra radicale
che ha perso peso politico, ma non capacità di veto e che, come dimostrano le
vicende del Comune, è disposta ad ogni compromesso pur di non lasciare le
poltrone. In più c´è un Pd in profonda crisi di identità e a livello locale
dilaniato da lotte intestine, con un suo importante rappresentante come
Chiamparino che con toni polemici un giorno sì e l´altro pure ne annuncia la
crisi definitiva. In queste condizioni non si poteva prendere in considerazione
un´alleanza organica». E le sirene del Pdl? Ghigo più volte vi ha offerto
amicizia, perché resistete? « A parte che chi decide è Berlusconi, non Ghigo,
il Pdl si culla nel ricordo della vittoria nazionale, però ha difficoltà a
mostrare la capacità di governare la grave crisi economico- sociale. A Roma
come a Torino, dove non riesce a proporre un progetto di rilancio della città e
del Piemonte. In più ha difficoltà di leadership come dimostra la ricerca di un
candidato nella cosiddetta società civile». Correrete soli anche nel resto del
Piemonte? «Lo faremo in tutte le province: le ragioni
che valgono qui, valgono anche altrove. E siamo consapevoli che ovunque potremo
essere determinanti perché si verifichino risultati non scontati al primo
turno». Con chi vi alleerete in casi di ballottaggio? «Chi corre da solo si
guadagna il diritto di scegliere. Al secondo turno valuteremo candidati e
prospettive. Bisogna considerare però che al primo punto
del nostro programma ci sarà l´abolizione delle province. L´abbiamo sostenuta e lo ripetiamo, anche a chi, come il Pdl,
sembra essersene dimenticato perché ostaggio della Lega. Così come il Pd oggi
è, d´altra parte, ostaggio di Di Pietro. In tutti e due gli schieramenti
prevalgono gli atteggiamenti populistici e semplificatori. Noi invece
vogliamo ripartire da un progetto politico davvero moderato». Non le sembra che
questo disegno non sia lontano da quello di Chiamparino? «Il sindaco dice spesso
cose condivisibili, dimostra di essere consapevole dell´insufficienza degli
attuali schieramenti. Poi però è timido nel trarne le conseguenze. Pensare che
sarebbe nella situazione ideale per rompere gli schemi e provare una
convergenza tra una parte del Pd e del Pdl, con noi ovviamente al centro». Uno
schema ideale per proporre poi lei candidato sindaco di Torino nel 2011, come
si vocifera? «Non sono bravo come Ghigo nel vedere a così grande distanza: ogni
giorno ha la sua pena. Da qui al 2011 ci saranno appuntamenti importanti ogni
anno, vanno affrontati uno alla volta».
( da "Repubblica, La" del 27-12-2008)
Argomenti: Province
Pagina II - Milano
Il profitto Il carcere Un milione alle famiglie in crisi per mutui, tasse,
scuola e sanità Ecco come verrà distribuito il fondo Tettamanzi L´origine dei mali
è etica e sta a monte dell´economia che non mette al centro l´uomo ma il
profitto da perseguire ad ogni costo La finanza virtuale ha perso di vista
l´economia reale centrata sui bisogni della comunità umana è vero che
l´ergastolo toglie la speranza, rende le persone sepolte vive e non rieduca.
Legittimo chiederne l´abolizione Anche un detenuto che ha commesso delitti
efferati può rientrare nella società e restituire quel che ha rubato ZITA DAZZI
«Un interrogativo mi tormenta: io, come arcivescovo di Milano che cosa posso
fare?». Deve essersi posto a lungo, nei giorni precedenti Natale, questa
domanda, il cardinale Dionigi Tettamanzi. Nella festa di San Carlo aveva
invitato i preti ambrosiani alla «sobrietà personale» e alla «generosità
concreta» per far fronte ai problemi economici dei fedeli. E adesso ha deciso
di dare per primo il buon esempio. Scelta maturata all´improvviso e annuncio, a
sorpresa, dopo rapide consultazioni con i vertici della Curia, la notte di
Natale, durante la tradizionale omelia in Duomo, davanti a oltre 5mila fedeli.
«C´è una nuova primavera sociale fatta di volontariato, mutuo soccorso e
cooperazione da far fiorire», ha premesso prima di arrivare al punto centrale:
«Costituisco personalmente il fondo famiglia-lavoro per venire incontro a chi
sta perdendo l´occupazione». La cifra iniziale - si tratta di una dotazione di
partenza «che si spera di incrementare notevolmente» - sarà di un milione di
euro. I commenti dei politici non si sono fatti attendere. Il
primo a parlare è il presidente della Provincia Filippo Penati, che sottolinea
come «la crisi impone a tutti di rivedere le priorità e le scelte di spesa.
L´ha fatto la Diocesi di Milano e l´ha fatto anche la Provincia, stanziando 25
milioni di euro, con obiettivi identici: sostenere famiglia e lavoro».
Stessa la linea del Governatore Roberto Formigoni: «è un gesto di grande
sensibilità umana e cristiana, di grande valore simbolico. La Regione si è
mossa da tempo lungo questa direzione». In serata, arriva anche il plauso del
vicesindaco Riccardo De Corato che parla di «grande segnale per la città» e
mette in chiaro: «Il Comune ha messo a bilancio un milione e 800mila euro e ha
deciso di non ritoccare le rette per le famiglie povere, a cui devolveremo
anche i 39 milioni per il mancato introito dell´Ici». Il consigliere comunale
Basilio Rizzo propone di destinare al fondo della Curia anche quel che avanza
in cassa ai gruppi consiliari di Palazzo Marino. Gratitudine a Tettamanzi viene
espressa da Gianni Bottalico, presidente della Acli milanesi, «perché ci ha
ricordato l´aspetto etico all´origine delle fatiche odierne». L´arcivescovo ha
sottolineato che i fondi «non verranno distribuiti a pioggia» ma sulla base di
«progetti mirati» presentati dai 74 decanati della Diocesi, dalle Caritas parrocchiali
e dai circoli Acli sulla base di «una ricognizione e una rilevazione puntuale
dei bisogni sociali a cui far fronte». L´obiettivo della Diocesi è avere un
quadro dettagliato della situazione socio-economica sul territorio e varare un
«progetto a carattere innanzitutto educativo». La Curia aprirà una sorta di
bando che premierà i più seri e mirati «progetti di sostegno diretto al
reddito» delle famiglie in crisi per la perdita del posto di lavoro. Ogni
parrocchia potrà, per esempio, aiutare un determinato nucleo di lavoratori
disoccupati o cassintegrati a pagare rate dei mutui, spese sanitarie, tasse
scolastiche, debiti pregressi. Il tutto con la massima «discrezione» e nel
«rispetto della dignità» delle persone. Forte è la preoccupazione di Tettamanzi
di non cadere «nella logica dell´assistenzialismo, del contributo a fondo
perso». E così, unica prerogativa per ottenere i fondi sarà la verifica della
nascita «di nuove reti stabili di solidarietà a livello territoriale». Il
cardinale ricorda ai suoi stessi preti e ai laici che lavorano in chiesa che
«esiste dovere di concretizzare le scelte di fede intervenendo a favore dei più
disagiati». Il fondo dovrà, dunque, essere una «leva per un processo virtuoso»,
un motore anche per la solidarietà futura, in quanto, spiegano in Curia «la
sola elargizione di contributi economici, per quanto importante, non porta a
nessun cambiamento strutturale». Così, a chi chiede il sostegno economico verrà
fatta la «proposta» di partecipare a «iniziative di volontariato a favore di
altre persone disagiate, come anziani, disabili, emarginati».
( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 27-12-2008)
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MARCO CONTI Roma.
«Per quanto mi riguarda è un anno terribile quello che ho davanti per il
governo del Paese: dovremo fare le riforme a cominciare da quelle delle
intercettazioni e della giustizia che ci occuperanno molto». Al telefono con i
ragazzi della comunità di don Gelmini, Silvio Berlusconi rilancia per
l'ennesima volta le due riforme che ancora oggi sollevano più di un dubbio tra
gli alleati di governo e sulle quali non c'è ancora l'intesa. Lo fa davanti al
presidente del gruppo Pdl al Senato Maurizio Gasparri presente ad Amelia, che
proprio prima di Natale, accompagnato dal compagno di partito Ignazio La Russa,
si era recato a palazzo Grazioli per esprimere tutte le perplessità di An sulla
possibilità di escludere dalle intercettazioni i reati di corruzione contro la
pubblica amministrazione, come ieri confermava la presidente della commissione
Giustizia della Camera Giulia Bongiorno. I dubbi di An, sommati alle resistenze
della Lega, rischiano di rinviare la presentazione al primo consiglio dei
ministri del primo pacchetto-giustizia messo a punto dal ministro Alfano.
Berlusconi sembra però voler tirare diritto e ieri pomeriggio ha anche
sostenuto di essere «assolutamente sereno», perchè «abbiamo due gruppi
parlamentari che garantiscono di poter fare qualunque battaglia e di portare a
casa la vittoria». Sottolineare la forza della maggioranza sembra voler
escludere qualunque possibilità d'intesa con le opposizioni. D'altra parte,
anche se ieri Michele Vietti ha rilanciato la disponibilità dell'Udc «a
collaborare», il premier ha sempre creduto poco alla possibilità di un
confronto costruttivo fuori dal recinto della sua maggioranza. Malgrado la
vicenda di Pescara abbia avviato un dibattito nel Partito democratico, al punto
che il senatore azzurro Gaetano Quagliariello invita il Pd a non essere
garantista «solo con i suoi», sembrano difficili ammorbidimenti e ripensamenti
dalla linea recentemente tracciata da Veltroni. Berlusconi traccia il profilo
di un 2009 molto impegnativo per il suo governo che dovrà dividersi tra riforme
da fare e gli appuntamenti dovuti alla presidenza del G8. Non una parola da
parte del premier sulla situazione economica e sui primi dati sul calo dei
consumi - anche se invita i giovani ad essere ottimisti - nè un riferimento al
federalismo fiscale, riforma che per la Lega ha la priorità su qualunque altra.
Pochi minuti dopo l'esternazione del premier, provvede il ministro Roberto
Calderoli, a sopperire alla "dimenticanza", sottolineando in una nota
che «le parole di Berlusconi sulla giustizia vanno benissimo. La riforma andrà
a segno come sta andando a segno il federalismo con cui siamo già partiti...».
A sua volta Calderoli non solo "dimentica" la legge sulle intercettazioni,
avversata dal suo collega di partito Maroni laddove non dovesse prevedere
l'intercettabilità per i reati contro la P.A., ma ribadisce ancora una volte le
priorità del Carroccio, che il capogruppo Pdl alla Camera Fabrizio Cicchitto
sottolinea e conferma. Il braccio di ferro dentro la maggioranza, continua
anche se in maniera molto sorda, e tra gli alleati cresce l'insofferenza per la sequela di annunci del premier che peraltro
seguono quasi alla lettera il programma di governo del centrodestra nel quale
c'è il federalismo fiscale, ma anche l'abolizione delle province. Sullo sfondo si coglie già la
sfida, evocata ieri dallo stesso Berlusconi, «delle amministrative molto
importanti di giugno, insieme alle importantissime elezioni europee».