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PRIVILEGIA NE IRROGANTO     di  Mauro Novelli         

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DOSSIER “ABOLIAMO LE PROVINCE”

 

 

 

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Report "Province" n  1-27  maggio 2009


Indice degli articoli

Sezione principale: Province

Amministrative, la cesenate Bartolomei candidata alle Provinciali con Udc e Rosa Bianca ( da "Sestopotere.com" del 01-05-2009)
Argomenti: Province

Abstract: è stata candidata alla presidenza della Provincia di Forlì-Cesena, senza "apparentamenti" con le forze di maggioranza e di opposizione. Il movimento è in lista anche per il rinnovo del Comune di Cesena con Antonio Prati. Fra i punti programmatici della formazione di centro? L'abolizione delle Province, come ha spiegato oggi la cesenate Bartolomei.

Gragnano, il punto sul bilancio 2008: ( da "Libertà" del 01-05-2009)
Argomenti: Province

Abstract: cercando di migliorare i servizi e la qualità della vita dei cittadini a fronte di minori entrate. Basta considerare che sono entrati in meno, dal 2004 ad oggi, circa 168.000 euro. E, a questi, vanno sommati i mancati introiti per migliaia di euro per l'abolizione dell'Ici, i cui rimborsi non hanno coperto la totalità delle precedenti entrate.

Unione di Centro con Maria Grazia Bartolomei ( da "Resto del Carlino, Il (Cesena)" del 01-05-2009)
Argomenti: Province

Abstract: abolizione delle province, ma finché ci saranno lavoreremo per renderle efficienti», dice la candidata. Obiettivo primario dunque ridurre la spesa corrente e aumentare gli investimenti su quelle che sono le principali competenze provinciali. Le strade, innanzitutto: mettere in sicurezza E45, E55, via Emilia bis e collegamenti fra vallate.

Comune, al bilancio Broglia: conti in regola ( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 01-05-2009)
Argomenti: Province

Abstract: La pressione fiscale è rimasta inalterata e le entrate tributarie sono calate da 74 a 59 milioni per l'abolizione dell'Ici prima casa, mentre sono stati mantenuti tutti i parametri richiesti dal patto di stabilità, tanto che potremo rientrare fra i comuni autorizzati a maggiori investimenti se, come annunciato, verranno cambiate le norme per gli enti con bilanci in regola.

Le Province a rischio Neonate ma ( da "Corriere della Sera" del 01-05-2009)
Argomenti: Province

Abstract: Proposte di legge presentate in Parlamento per l'abolizione di questi enti hanno avuto scarsissima considerazione, nonostante l'abnorme proliferazione di strutture che hanno la principale funzione di garantire posti di sottogoverno. Il deputato del Popolo della libertà Osvaldo Napoli ha calcolato che in Italia ne esistano 1.

Veneto Strade, Chisso stoppa Treviso e Belluno ( da "Gazzettino, Il" del 01-05-2009)
Argomenti: Province

Abstract: «Chiedono l'abolizione della tassa dei passi che insistono sulle strade regionali. Nel 2008 Belluno ha consegnato a Veneto Strade anche la riscossione di quell'imposta che il consiglio provinciale ora ha abolito. Perché? Evidente, a Belluno si vota per la Provincia».

Anche i due schieramenti maggiori prendono posizione nel dibattito sulle prossime elezioni amministrative ( da "Stampa, La" del 03-05-2009)
Argomenti: Province

Abstract: prossime elezioni amministrative La Provincia di Savona è una delle province italiane con una più alta potenzialità di crescita e sviluppo: questa potenzialità le deriva essenzialmente dalla composizione territoriale ed economica diversificata dei vari comprensori che la compongono: il Ponente agricolo e turistico, la Val Bormida industriale ed il capoluogo portuale e commerciale.

In campo Bartoli È il candidato n. 7 per il Broletto ( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 03-05-2009)
Argomenti: Province

Abstract: persegue invece la sua battaglia abolizionista (della Provincia) in maniera coerente: «Chiederemo ai nostri elettori - dice Andrea Bartoli già nei panni di "non" candidato - di ritirare la scheda delle europee e non quella delle provinciali». La differenza dei votanti nelle due elezioni misurerà il successo di Bartoli e della sua lista.

I cercatori di funghi: no a tassa e tesserino ( da "Giorno, Il (Como)" del 03-05-2009)
Argomenti: Province

Abstract: La petizione per l'abolizione della tassa è stata inviata oltre che alla Comunità Montana, a Provincia e Comune di Lecco, Regione e Questura. «Questo affinché gli Enti si adoperino per l'abolizione del tesserino perché da sempre il raccogliere i funghi, è un diritto di tutti, appassionati e non e non deve essere una ulteriore tassa»,

Calderoli: il mio federalismo piace anche al Sud ( da "Eco di Bergamo, L'" del 03-05-2009)
Argomenti: Province

Abstract: Al termine dell'intervento Calderoli è tornato a difendere il ruolo delle province contro chi ne chiede l'abolizione, e non è mancata qualche stoccata ai colleghi. «Perché abolire le Province quando ci sono tutti quegli enti inutili e costosi, come i vari Ato, circoscrizioni, o le province-francobollo che si sono inventati in Sardegna,

I giorni di Ben Hur finiscono a riposo ( da "Resto del Carlino, Il (Pesaro)" del 03-05-2009)
Argomenti: Province

Abstract: 11 I giorni di Ben Hur finiscono a riposo Corsa delle bighe finita, per risparmiare «L'ABOLIZIONE delle circoscrizioni non mette a rischio la Fano dei Cesari». Il sindaco Stefano Aguzzi e l'assessore al Turismo Francesco Cavalieri hanno confermato che la popolare manifestazione si ripeterà anche quest'estate.

CONTESTO RADICALMENTE I TONI SEMPLICISTICI CON I QUALI MOLTI INTERVENGONO SULLA QUESTIONE DELL... ( da "Mattino, Il (Avellino)" del 03-05-2009) + 1 altra fonte
Argomenti: Province

Abstract: Province e Comuni, il sistema delle istituzioni democratiche delineato dalla Costituzione. D'altra parte, noto una certa schizofrenia nell'istituire prima nuove Province e poi chiedere l'abolizione anche di quelle storiche. Io abolirei le mini province che il Parlamento, senza troppa riflessione, ha istituito di recente e che la stessa Unione delle Province d'

A rischio consorzi e circoscrizioni ( da "Nuova Ferrara, La" del 04-05-2009)
Argomenti: Province

Abstract: abolizione delle Province, misura che ci farebbe risparmiare 10 miliardi l'anno - dice Balboni, nominato co-responsabile della comunicazione del Pdl nazionale - con il trasferimento a Comuni e Regioni delle competenze. La Lega Nord, come noto, ha idee diverse e in effetti la parte più debole della bozza Calderoli è l'accorpamento di poche,

Tagli negli enti locali: 50mila politici in meno ( da "Sole 24 Ore, Il (Del Lunedi)" del 04-05-2009)
Argomenti: Province

Abstract: è quello messo nero su bianco delle bozze di Ddl sulle funzioni e gli ordinamenti locali, preparato in queste settimanedal ministro della Semplificazione, Roberto Calderoli. La proposta prevede un alleggerimento di Giunte e consigli di Comuni e Province, la soppressione ( quasi totale)dei consigli circoscrizionali e l'addio alle Comunità montane: rispetto alle leggi attuali,

Enti locali, via un terzo delle poltrone ( da "Sole 24 Ore, Il (Del Lunedi)" del 04-05-2009)
Argomenti: Province

Abstract: partita dell'efficienza. E a questi principi si ispira anche la revisione pensata per le Province, che alleggerisce consigli e Giunte come nei Comuni ma non si ferma lì. L'abolizione totale non c'è (la Lega è contraria, e poi servirebbe una nuova legge costituzionale), ma può affacciarsi caso per caso, quando l'ente non risponde a una serie di criteri di efficacia basati su dimensioni,

FEDERALISMO: FRANCO (LN), PIU' POTERE A PROVINCE NO ISTITUTI INTERMEDI. ( da "Asca" del 04-05-2009)
Argomenti: Province

Abstract: non hanno ragione di esistere ed e' verissimo che negli ultimi anni sono state fatte tante nuove province che non era opportuno fare''. Cosi' il senatore Paolo Franco (Lega Nord) componente della commissione Finanze al Senato, nel corso della rubrica settimanale di Gr Parlamento ''60 Minuti'', sul tema dell'abolizione o meno delle province.

Rimborsi Ici, a Cuneo il 132% in più ( da "Stampa, La" del 05-05-2009)
Argomenti: Province

Abstract: ABOLIZIONE DELL'IMPOSTA Rimborsi Ici, a Cuneo il 132% in più [FIRMA]ALBERTO PRIERI CUNEO Da potenziale causa di buchi nei bilanci comunali, l'abolizione dell'Ici (l'Imposta comunale sugli immobili) per la prima casa si sarebbe trasformata in un grande affare per molte città: almeno stando a quanto riportato dal Sole 24 Ore.

( da "Resto del Carlino, Il (Rimini)" del 05-05-2009)
Argomenti: Province

Abstract: Le piccole bugie di Pinocchio' Vitali» LOMBARDI (PDL) SULL'ABOLIZIONE DELLE PROVINCE «QUANDO VITALI vuol fare il duro va sopra le righe e dice bugie». Marco Lombardi, candidato Pdl per la Provincia, replica alle accuse dell'avversario Pd («Lombardi vuole abolire le Province: dunque perché si candida a guidare la nostra?>

E Lucchi si candida per abolire la Provincia ( da "Resto del Carlino, Il (Cesena)" del 05-05-2009)
Argomenti: Province

Abstract: Messe in archivio le possibili alleanze per il Pri è arrivato il momento della ricerca del consenso. «IL PRI dice Lucchi ha sempre combattuto per l'abolizione delle Province. Non faremo eccezioni. Però, fino a quando restano, vanno governate nel migliore dei modi». «Chi non vuole più la Provincia deve votare Pri. Chi vuole gli sprechi voti pure gli altri», sintetizza Biondi.

liste per non votare la provincia ( da "Mattino di Padova, Il" del 05-05-2009)
Argomenti: Province

Abstract: era stato il primo firmatario di una proposta trasversale di abolizione delle Province assieme a Santo Versace, deputato del Pdl nonché imprenditore. Ma l'idea parte da più lontano: il primo a proporre l'abolizione delle Province fu Francesco Crispi, giudicandole già nel 1870 non particolarmente utili.

di MONICA DOLCIOTTI LISTA Moderazione popolare scende in campo con due candid... ( da "Nazione, La (Livorno)" del 05-05-2009)
Argomenti: Province

Abstract: sicurezza dei cittadini con le ronde formate con i contributi della Provincia affinché siano coordinate con le forze dell'ordine e dotate di adeguate tecnologie». Sul dibattito in atto per l'abolizione delle Province, Chierchia dichiara: «Occorre accorpare i Comuni dello stesso ambito provinciale in un unico organismo provinciale allargato, cioè una sorta di parlamentino federale'.

Una lista per cancellare la Provincia ( da "Corriere del Veneto" del 05-05-2009)
Argomenti: Province

Abstract: province, oltre ad avere un vasto consenso tra la popolazione, sarebbe un ottimo strumento indebolire la casta». «Si parla tanto di tagliare i costi della politicaspiega Luigi Rossi Luciani già numero uno degli industriali veneti-. Ecco, questa sarebbe un'ottima occasione per eliminare in un colpo solo migliaia e migliaia di poltrone sostanzialmente inutili e a carico del contribuente»

Rush finale per la composizione delle liste a quattro giorni dalla loro presentazione in tri... ( da "Messaggero, Il (Marche)" del 05-05-2009)
Argomenti: Province

Abstract: il candidato - afferma il parlamentare - che meglio si sposa con l'autonomia della provincia di Fermo che si affaccia nello scenario delle autonomie provinciali . Oggi si parla di abolizione delle province non considerando il ruolo fondamentale che quest'ente esercita fra Comuni e Regione coordinando le politiche del territorio».

C'è anche chi, dall'abolizione dell'Ici, riesce a trarre grandissimi vantaggi ( da "Gazzettino, Il (Padova)" del 05-05-2009)
Argomenti: Province

Abstract: C'è anche chi, dall'abolizione dell'Ici, riesce a trarre grandissimi vantaggi Martedì 5 Maggio 2009, Stranezze dell'Ici. Qualche Comune, secondo le recenti stime, riuscirebbe a trarre grandissimo vantaggio dalla cancellazione dell'Imposta sugli immobili, a scapito delle amministrazioni più virtuose.

ALGIA TESTA NOCERA INFERIORE. IN BARBA AI TANTI PROCLAMI LA SOCIETà AUTOSTRADE MERIDIONALI C... ( da "Mattino, Il (Salerno)" del 05-05-2009)
Argomenti: Province

Abstract: in prima fila per ottenere l'abolizione della tariffa unica. «Non si può illudere la gente - ha tuonato - è una vergogna! Si tratta di una decisione che va assolutamente contro gli impegni assunti con noi in sede romana. Sembrava tutto definito. Eravamo stati rassicurati che di lì a qualche mese sarebbe partito il nuovo sistema.

Tutti a caccia delle firme ( da "Corriere delle Alpi" del 06-05-2009)
Argomenti: Province

Abstract: Ha mollato la spugna invece Giovanni Patriarca del movimento per il Non Voto: «Raccogliere firme contro la Provincia, a Belluno, non è facile. Questa realtà non mi sembra favorevole all'abolizione di quell'ente». Tra i problemi maggiori c'è la paura di molti cittadini di ritrovarsi di nuovo in questura a dare spiegazioni dopo i fatti di tre anni fa.

Paolazzi: Siamo noi le vere sentinelle attive sul territorio ( da "Trentino" del 06-05-2009)
Argomenti: Province

Abstract: Con un ufficio del Comune che si occupi delle nostre richieste. Lei «boccia» chi chiede l'abolizione delle circoscrizioni, ma come vedrebbe una riduzione? Ci andrei cauto. Chi pensa di farlo per ridurre i costi della politica a mio modo di vedere sbaglia. Le circoscrizioni costano poco e danno molto.

RUBIERA FA DISCUTERE l'abbattimento selettivo dei piccioni nel cortile Sagip a... ( da "Resto del Carlino, Il (R. Emilia)" del 06-05-2009)
Argomenti: Province

Abstract: Sagip avvengono abbattimenti cruenti denuncia Emilio Salemme della Lega per l'abolizione della caccia -. Il Sindaco di Rubiera,con un' ordinanza pare abbia autorizzato l' uccisione dei volatili, protetti come avifauna selvatica dello Stato dalla Legge 157/92. Non si sa se il servizio veterinario provinciale di Reggio sia al corrente e abbia dato parere favorevole all' abbattimento,

Secessione, potrebbe diventare una beffa ( da "Messaggero, Il (Pesaro)" del 06-05-2009)
Argomenti: Province

Abstract: Mercoledì 06 Maggio 2009 Chiudi «Secessione, potrebbe diventare una beffa» Varotti: «Conto sul codice di Calderoli, la provincia di Rimini rischia l'abolizione»

BOLZANO: LA GIUNTA PROVINCIALE HA DECISO DI ABOLIRE DAL 1 GIUGNO 2009 UNA SERIE DI CERTIFICATI MEDICI RITENUTI OBSOLETI. ( da "marketpress.info" del 06-05-2009)
Argomenti: Province

Abstract: comunitari dello spettacolo, il certificato di idoneità psico-fisica all?attività di maestro di sci. Dal 1° giugno in provincia di Bolzano è inoltre abolito l?obbligo del libretto di idoneità sanitaria per il personale addetto alle attività di produzione, preparazione, somministrazione, deposito, vendita o distribuzione di alimenti e l?

per la tanto vituperata Cispadana, a giorni sapremo chi la finirà. Lo sappiamo tutti che le grandi ... ( da "Nuova Ferrara, La" del 06-05-2009)
Argomenti: Province

Abstract: PROVINCIA: SI' O NO? Alberto Faustini, il direttore della Nuova Ferrara, ha chiesto ai sei una buona ragione per chiudere le Provincia e due per conservarle. Pappi: «Brunetta mi piace, ma non sono d'accordo con lui sull'abolizione delle Province che hanno importanti competenze su infrastrutture, qualità dell'aria,

Capolista in Comune, contrario alla Provincia Un agita il Partito democratico ( da "Corriere del Veneto" del 06-05-2009)
Argomenti: Province

Abstract: io non ho assolutamente nulla contro Albuzio, il nostro candidato a presidente della Provincia. Il mio sostegno al sindaco Zanonato rimane totale. Il punto è un altro: il mio impegno per l'abolizione delle Province è anteriore alla candidatura in Comune. Un impegno di cui era a conoscenza anche il partito». Al.Ro.

Liste in dirittura d'arrivo ( da "Tempo, Il" del 06-05-2009)
Argomenti: Province

Abstract: è la riduzione progressiva della Cosap, fino ad arrivare all'abolizione della tassa sui passi carrabili. «Una tassa che attualmente eroga un gettito di 600mila euro l'anno per l'amministrazione provinciale - ha spiegato Roma - che noi compenseremo con l'aumento della cartellonistica pubblicitaria sulle strade, senza mettere le mani in tasca ai cittadini.

Il federalismo fiscale? Non basta Sette proposte per rinnovare il Paese ( da "Denaro, Il" del 06-05-2009)
Argomenti: Province

Abstract: b) l'affidamento dell'amministrazione degli 8102 comuni a city managers nominati dai consigli delle macroregioni (in Olanda i sindaci li nomina la Regina); c) l'abolizione delle province, delle comunità montane, delle centinaia di enti inutili ( l'elenco è notissimo, da decenni) e delle circa 30mila società miste.

Class action: verso l'abolizione della retroattività con un emendamento ( da "Corriere.it" del 07-05-2009)
Argomenti: Province

Abstract: abolizione della retroattività con un emendamento Lo ha presentato il Pdl. L'azione era stata introdotta dalla Finanziaria 2008 di Prodi, mai entrata in vigore ROMA - La class action (la possibilità di un'azione legale comune e non individuale) potrebbe essere finalmente introdotta nell'rdinamento italiano senza però valore retroattivo.

IL MOVIMENTO popolare veneto, di cui i massimi rappresentanti, a Rovigo, sono Bep... ( da "Resto del Carlino, Il (Rovigo)" del 07-05-2009)
Argomenti: Province

Abstract: ente Provincia è un ente che va tenuto ma va riformato». Anche i repubblicani hanno deciso di correre per sostenere Contiero, nonostante la loro lotta per l'abolizione dell'ente Provincia vada avanti da tempo. Come spiega Rossi, la scelta è stata motivata dalla volontà di dare comunque un segnale e di restare in un'area,

( da "Eco di Bergamo, L'" del 07-05-2009)
Argomenti: Province

Abstract: pena la nullità dell'appalto e infine l'abolizione del diritto delle rappresentanze sindacali (sancito dall'articolo 9 dello statuto dei lavoratori) a intervenire in materia di salute e sicurezza e di prevenzione degli infortuni». Le organizzazioni di categoria del settore edile, Feneal-Uil, Filca-Cisl e Fillea-Cgil di Bergamo,

Conformismo e tv ( da "Sole 24 Ore, Il" del 07-05-2009)
Argomenti: Province

Abstract: i simboli pure, sono gli stessi che un anno fa proponevano l'abolizione di quella cosa che oggi sognano di conquistare e di presiedere. Per una volta mi sono illuso di trovarmi in mano una scheda per le elezioni provinciali senza i simboli e i nomi di chi l'anno scorso firmò la condanna a morte delle Province.

Certificazione Ici dei Comuni da sottoporre alla Corte conti ( da "Sole 24 Ore, Il" del 07-05-2009)
Argomenti: Province

Abstract: anno si arricchisce delle verifiche sulle certificazioni del mancato gettito per l'abolizione dell'Ici sull'abitazione principale. La certificazione, la cui seconda versione (fissata dal Dm1Úaprile 2009 del ministero dell'Interno) è appena stata inviata al Viminale, determina l'ammontare degli assegni statali che compensano il mancato gettito e rappresenta quindi un documento-

E a Bolzano riparte la contro gli italiani ( da "Corriere della Sera" del 07-05-2009)
Argomenti: Province

Abstract: Gli Schützen marciano per l'abolizione del monumento dell'Alpino di Merano, «fascista », anche se da decenni è ridotto ad un torsolo a causa di una bomba anti-italiana. Il giorno della manifestazione a presidiarne i resti ci sono 600 poliziotti, esibizione muscolare che la comunità tedesca non gradisce.

Nuova legge elettorale, l'Udc stoppa la proposta Pd ( da "Secolo XIX, Il" del 07-05-2009)
Argomenti: Province

Abstract: le anime della maggioranza. E se il Pd, per andare incontro alla modifica statutaria (giacente in commissione) che fissa a 40 il numero dei consiglieri regionali, è per l'abolizione del listino del presidente, il fuoco di sbarramento è dell'Udc di Rosario Monteleone: «L'unica modifica alla legge attuale che si considera iniqua è farne una che abolisca sì il listino del presidente,

ma c'è la mina della città metropolitana ( da "Nuova Venezia, La" del 07-05-2009)
Argomenti: Province

Abstract: equivarrebbe a un parere favorevole all'abolizione della Provincia, visto anche che il territorio tra le due realtà verrebbe in larga parte a coincidere. Sono nove le città metropolitane oltre a Roma Capitale. Torino, Milano, Venezia, Genova, Bologna, Firenze, Bari, Napoli e, novità dell'ultima ora, anche Reggio Calabria.

Il Mpe con il Pdl: Il Polesine ha bisogno di cambiamenti e di recuperare risorse ( da "Gazzettino, Il (Rovigo)" del 07-05-2009)
Argomenti: Province

Abstract: abolizione delle provincie». «Il Movimento Popolare Veneto - ci tiene a sottolineare Ermenegildo Ghezzo - con una componente di matrice democristiana è parte integrante del Popolo della Libertà. La provincia di Rovigo - segue il candidato per il collegio di Loreo - ha bisogno di cambiamenti: nella gestione delle istituzioni,

No alla caccia alle nutrie Ora c'è anche un ricorso al Tar ( da "Gazzettino, Il (Venezia)" del 07-05-2009)
Argomenti: Province

Abstract: iniziativa della Provincia di Venezia per la fucilazione della nutrie non è piaciuta alla Lega per l'Abolizione della Caccia di Milano, presieduta da Carlo Consiglio, che ha pensato di impugnare, pare addirittura con il gratuito patrocinio, cioè a spese dei contribuenti, la delibera del Comune di Campagna Lupia che autorizzava la lotta alla piaga nutrie.

l'udc presenta i suoi candidati non siamo l'ago della bilancia ( da "Nuova Venezia, La" del 08-05-2009)
Argomenti: Province

Abstract: «A livello nazionale siamo per l'abolizione delle Province, ma crediamo anche che, finché esistono, debbano assolvere al loro ruolo sovracomunale di coordinamento: importante in una provincia come Venezia, in evidente ritardo di sviluppo economico rispetto al resto della Regione».

civica per abolire gli enti inutili in caso di successo, pronti a dimettersi - roberta de rossi ( da "Nuova Venezia, La" del 08-05-2009)
Argomenti: Province

Abstract: Il loro unico scopo è fare la campagna elettorale per chiedere l'abolizione delle Province, giudicate enti inutili moltiplicatori di incarichi, poltrone, prebende e, soprattutto, burocrazia. Il sito di riferimento è chiaro: www.nonservenonvoto.it. «Il nostro obiettivo è abolire le Province: da quando ne parlò Crispi, nel 1880, ne parlano tutti in campagna elettorale,

"io, arbitro tra saitta e porchietto per l'udc è già vittoria politica" - marco trabucco ( da "Repubblica, La" del 08-05-2009)
Argomenti: Province

Abstract: «Certo, quello che hanno tentato con l´abolizione delle preferenze alle Europee cui noi ci siamo opposti quasi in solitudine e che vogliono ripetere con il sì al referendum». Ha incontrato molte resistenze nel suo partito per la decisione di non allearsi con il Pdl in nessuna provincia del Piemonte?

Zero province, 10 regioni e 2mila Comuni anziché gli attuali 8mila. Insomma, uno Stato più... ( da "Gazzettino, Il (Venezia)" del 08-05-2009)
Argomenti: Province

Abstract: oltre a Fini e Berlusconi in campagna elettorale - spiega Michele Bortoluzzi, portavoce della campagna - tutti sono d'accordo sul fatto che non servono, e allora noi diciamo di non andarle a votare". Abolire le 107 province, annota, significherebbe togliere burocrazia, eliminare 4200 consiglieri e 7/8000 posti "parapolitici", nonché risparmiare.

Ca' Corner, tre liste per Bergamo. C'è anche la Liga Veneta ( da "Gazzettino, Il (Venezia)" del 08-05-2009)
Argomenti: Province

Abstract: Che non ha omesso di sottolineare che l'Udc è favorevole all'abolizione delle Province: «Ma finché esistono, devono svolgere un ruolo di coordinamento tra gli enti». E non ha risparmiato critiche né a Zoggia né a Zaccariotto. Il programma elettorale sarà presentato mercoledì prossimo (sempre all'Ambasciatori alle ore 18).

Passi carrai, l'Anas sospende i canoni Dopo le oltre mille le firme raccolte l'azienda blocca fino a giugno le richieste e si dice pronta a ricalcolare il pegresso ( da "Gazzettino, Il (Belluno)" del 09-05-2009)
Argomenti: Province

Abstract: abolizione della tassa e l'immediata rideterminazione dei pregressi in base alla tariffa del 1997 aumentata del 150%, senza interpretazioni discrezionali". E su questi punti l'Anas si è dimostrata aperta al confronto, impegnandosi ad eseguire una verifica a campione su 20 casi pilota distribuiti sul territorio veneto e di discuterne i risultati nel tavolo di concertazione aperto

Provinciali, 7 liste subito in campo ( da "Brescia Oggi" del 10-05-2009)
Argomenti: Province

Abstract: abolizione delle Province. «Volevamo presentarci per primi - dicono i due -, ma purtroppo non ci siamo riusciti. La nostra non è una carnevalata, come qualcuno ha detto: crediamo in quello che stiamo facendo». Gli incaricati della Corte d'appello, una ventina, hanno verificato con puntualità e precisione la regolarità di tutte le firme.

Ventisei liste per la Provincia, lo scontro è già rovente ( da "Gazzettino, Il (Venezia)" del 10-05-2009)
Argomenti: Province

Abstract: quello della lista che si batte per l'abolizione delle Province. A meno di un mese dal voto del 6 e 7 giugno, la campagna eletorale entra dunque nel vivo, e volano i primi colpi proibiti fra il candidato del centrosinistra Davide Zoggia e il coordinatore provinciale del Pdl Mario Dalla Tor, che polemizzano sui presunti costi a carico del contribuente della campagna elettorale.

Fondi ai paesi montani ( da "Arena, L'" del 10-05-2009)
Argomenti: Province

Abstract: Dopo l'abolizione delle comunità montane veronesi, mentre altre sono rimaste in vita, e il rischio di chiusura delle piccole scuole di montagna per le scelte del Governo, il mancato finanziamento con la legge regionale 30/2007 dei nostri Comuni sarebbe stato un ulteriore inaccettabile smacco».

Provincia, crollo di liste e candidati dimezzati ( da "Eco di Bergamo, L'" del 10-05-2009)
Argomenti: Province

Abstract: abolizione o meno delle Province, che rende incerto il futuro degli enti sovraccomunali. O per la generale tendenza alla semplificazione del quadro politico (con la nascita di Pd e Pdl, in primis). Fatto sta che, a giudicare dalle liste depositate tra venerdì e ieri all'Ufficio elettorale allestito nel Tribunale di via Borfuro,

gualtieri Consorzio Ombrone via il tributo Pratotrade cinese no ( da "Nazione, La (Prato)" del 10-05-2009)
Argomenti: Province

Abstract: sfruttando anche la vicinanza con Firenze, e puntare sull'energia rinnovabile». Grande importanza anche al mantenimento della cultura rurale (fichi secchi, vino, miele, castagne e olio) e all'abolizione per i cittadini del tributo del Consorzio di bonifica dell'Ombrone con modifiche anche alla Tia. L.M.

Giannotti alza il tono: ( da "Resto del Carlino, Il (Pesaro)" del 10-05-2009)
Argomenti: Province

Abstract: abolizione degli Aato; sostegno dello sviluppo; rimodulazione dell'uso dei fondi europei e uso dei tre milioni di euro per il Foglia che giacciono ancora in un libretto bancario. Infine la trasparenza su cui questa amministrazione di centrosinistra «ha toppato: con una cimice nell'ufficio del presidente,

Se i parlamentari fanno squadra Rimini segna un grande gol ( da "Resto del Carlino, Il (Rimini)" del 10-05-2009)
Argomenti: Province

Abstract: ANNESSIONE DELL'ALTA VALMARECCHIA SEGUE DELLA PRIMA SONO TRA quelli che se potessero votare per l'abolizione delle provincie voterebbero sì, fino a quando rimangono in vita, vorrei però che la mia provincia fosse forte come merita. Per questa ragione voglio ringraziare i protagonisti del grande risultato raggiunto alla Camera e che rappresenta la prima decisiva tappa per realizzare quell'

c'è anche la lista ( da "Mattino di Padova, Il" del 10-05-2009)
Argomenti: Province

Abstract: Pagina 8 - Altre C'è anche la lista C'è anche la lista Non voto la Provincia Mauro Donolato guida la lista «Non voto la Provincia», sostenuto da chi chiede l'abolizione dell'ente considerato inutile.

province, addio alle elezioni dirette ( da "Nuova Venezia, La" del 10-05-2009)
Argomenti: Province

Abstract: è prevista l'abolizione delle comunità montane ed una drastica riduzione dei consorzi di bonifica e degli Aato (gli enti che gestiscono il ciclo delle acque) con trasferimento delle competenze alle «nuove» Province. Brunetta ha affermato che tale riforma farà risparmiare allo Stato un bel po' di milioni.

Bartoli: Abolire la politica, non i servizi ( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 10-05-2009)
Argomenti: Province

Abstract: abolizione della Provincia. Ogni candidato, insieme alla disponibilità a scendere in pista ha depositato anche una dichiarazione di indisponibilità ad accettare cariche per questa elezione provinciale. «VENIAMO DA UNA CULTURA civica, e da sempre abbiamo sensibilità e attenzione al buon uso delle risorse - spiega il candidato (

GIANNI DE BLASIO VOTO ALLE EUROPEE, L'ASSENZA DI CANDIDATI SANNITI NELLA LISTA DEL PD, IL RA... ( da "Mattino, Il (Benevento)" del 10-05-2009)
Argomenti: Province

Abstract: Faccio solo un esempio: l'abolizione dell'Ici. Secondo il Ministero dell'Interno, così come pubblicato dal Sole 24 Ore, il Comune più colpito in tutta Italia dall'abolizione dell'imposta sugli immobili è proprio Benevento, questo con tutti i danni e i ritardi che si registreranno sui servizi ai cittadini.

Palazzo Isimbardi, sfida a due con qualche terzo incomodo ( da "Cittadino, Il" del 11-05-2009)
Argomenti: Province

Abstract: abolizione della provincia stessa. Forse questa sarà l'ultima volta che si voterà per un ente denominato provincia di Milano. Tutti (o quasi tutti) vogliono passare all'area metropolitana milanese, ritenuta più efficiente e avanzata. Il punto su cui ci si divide è cosa esattamente debba fare l'area metropolitana e quale coalizione abbia le competenze più mature per istituirla.

Bartoli: ( da "Brescia Oggi" del 11-05-2009)
Argomenti: Province

Abstract: abolizione della Provincia. Ogni candidato, insieme alla disponibilità a scendere in pista ha depositato anche una dichiarazione di indisponibilità ad accettare cariche per questa elezione provinciale. «VENIAMO DA UNA CULTURA civica, e da sempre abbiamo sensibilità e attenzione al buon uso delle risorse - spiega il candidato (

Berlusconi rilancia: ( da "Giorno, Il (Milano)" del 11-05-2009)
Argomenti: Province

Abstract: Centonove anni dopo la prima proposta di abolizione fatta dal deputato Gesualdo Libertini, riparte la infinita e sinora vana battaglia per l'abolizione delle Province. Per molti, dopo la nascita delle regioni, sono enti inutili, uno spreco di ricorse che ci costa 14.5 miliardi di euro (escluse Trento e Bolzano), i tre quarti dei quali spesi per il loro mantenimento.

ABOLIRE LE PROVINCE? Idea meravigliosa: secondo uno studio dell'Eurispes, lo Stato risp... ( da "Nazione, La (Firenze)" del 11-05-2009)
Argomenti: Province

Abstract: abolizione delle province è il Carroccio, tornare sulla questione significa lanciare agli elettori un messaggio preciso: la Lega predica bene, ma razzola male; contesta «Roma sprecona», ma difende lo sperpero di denaro pubblico a vantaggio delle province, le cui funzioni potrebbero senza problemi essere trasferite a comuni e regioni.

l'anas pretende i soldi per i passi carrai ( da "Mattino di Padova, Il" del 11-05-2009)
Argomenti: Province

Abstract: aumentando il pedaggio autostradale oppure ancora ottenendo dallo Stato una percentuale sulle contravvenzioni al codice della strada. «Per quanto riguarda l'attività del comitato - ribadisce però Soffiato - continueremo la nostra battaglia sul territorio per arrivare all'abolizione della tassa». (Alessandro Cesarato)

Forza Nuova si presenta ( da "Libertà" del 11-05-2009)
Argomenti: Province

Abstract: E sulla possibilità di una possibile futura abolizione delle Province, Forza Nuova si dice contraria. «Il nostro senso di appartenenza è tutto provinciale» conclude Magnani. «Le amministrazioni provinciali rappresentano l'ente adatto per la risoluzione di certi problemi, più potenti dei Comuni e non così lontane come le Regioni.

Banda larga: la Provincia fa un miracolo a Milano IL CASO ( da "Affari e Finanza (La Repubblica)" del 11-05-2009)
Argomenti: Province

Abstract: sempre in bilico tra proposte di abolizione (sono troppe, costano e sono sostanzialmente inutili) e continua formazione di nuove (con le elezioni di giugno la stessa Provincia di Milano vedrà sancito lo scorporo della nuova Provincia di MonzaBrianza). E forse proprio questa precarietà può essere stata una spinta determinante a cercare di mettere a frutto al massimo i propri asset.

Province addio? Nell'attesa scatta la caccia al posto ( da "Stampaweb, La" del 11-05-2009)
Argomenti: Province

Abstract: abolizione delle Province siamo ancora convinti che sarebbe utile per risparmiare, ma la Lega ha una posizione molta ferma». Con buona pace di chi vorrebbe abolire le Province, insomma, da Alemanno a La Russa, a Casini, a Cicchitto, ai ministri Brunetta e Sacconi, al dipietrista Antonio Borghesi, a Giorgio La Malfa,

Forlì-Cesena, Bulbi: "Priorità alle autostrade digitali" ( da "RomagnaOggi.it" del 11-05-2009)
Argomenti: Province

Abstract: ma il rapporto tra gli altri 28 comuni del territorio e i due capoluoghi: questa è la sfida dell'integrazione territoriale". > GALLERIA FOTOGRAFICA Abolizione delle Province? Senza demagogia. "Si possono eliminare le Province, ma bisogna assolutamente che una volta per tutte ci sia una definizione delle competenze da parte dello Stato.

Province: si va verso l'abolizione? ( da "Giornale di Calabria, Il" del 11-05-2009)
Argomenti: Province

Abstract: abolizione delle province. L?esame di testi è stato messo all?ordine del giorno e relatore sarà il presidente della commissione, Donato Bruno. Nella sostanza tutti i pdl, a partire da quello presentato da Francesco Nucara, prevedono l?abolizione delle province, ma è sulle modalità di ripartizione delle competenze dell?

Lo scontro arriva su come ottenere le risorse statali ( da "Stampa, La" del 12-05-2009)
Argomenti: Province

Abstract: Province da abolire? Delfino: «Vero che l'Udc sosteneva l'abolizione delle Province, così come il Pdl: va abolito ciò che è inutile. A Cuneo è evidente il contrario. La Provincia serve ma deve avere risorse. Si deve dare battaglia per essere messi alla pari di Valle d'Aosta e Bolzano».

Per la prima volta i tre candidati alla presidenza della Provincia che contano il maggior numero di ... ( da "Stampa, La" del 12-05-2009)
Argomenti: Province

Abstract: Province da abolire? Delfino: «Vero che l'Udc sosteneva l'abolizione delle Province, così come il Pdl: va abolito ciò che è inutile. A Cuneo è evidente il contrario. La Provincia serve ma deve avere risorse. Si deve dare battaglia per essere messi alla pari di Valle d'Aosta e Bolzano».

Province intoccabili Brunetta casca male ( da "Tribuna di Treviso, La" del 12-05-2009)
Argomenti: Province

Abstract: strutture amministrative assai più snelle delle attuali. L'abolizione delle provincie è un pallino di buona parte del Pdl, ma la Lega non ne vuole assolutamente sapere, visto il suo radicamento territoriale, leggi bacino di voti sotto forma di sagre, gare ciclistiche e varie. «Stiamo parlando di aria fritta - insiste Muraro - Tanto più che Calderoli ha detto pubblicamente a Vicenza,

E' morto in città Alessandro fratello maggiore di Celentano ( da "Nazione, La (Viareggio)" del 12-05-2009)
Argomenti: Province

Abstract: abolizione del passaggio dei pullman extraurbani da via Mazzini, dove passano ancora più di 300 bus nelle 12 ore diurne; rispetto dell'ordinanza che proibisce il traffico ai mezzi inquinanti; parcheggi riservati e gratuiti per residenti nella Ztl (almeno un'auto a famiglia, seconda auto con abbonamento ridotto).

E' con grande rammarico e preoccupazione esordisce il sindaco Michele Marini - che... ( da "Messaggero, Il (Frosinone)" del 12-05-2009)
Argomenti: Province

Abstract: «L'abolizione di questo Istituto sarebbe una grande perdita per Frosinone e per l'intera provincia - commenta Marini - Dopo la Banca d'Italia non è giusto che una città come Frosinone venga penalizzata e depauperata di un'altra delle sue sedi più prestigiose.

Credono nella possibilità che ogni recluso, anche i duri ai quali vengono applicate restrizioni... ( da "Messaggero, Il (Umbria)" del 12-05-2009)
Argomenti: Province

Abstract: dell'abolizione dell'ergastolo ostativo che non permette di dimostrare che la persona detenuta ha fatto il suo cammino di rieducazione. La Comunità Papa Giovanni XXIIIesimo sostiene l'abolizione dell'ergastolo ostativo, affinchè ogni detenuto possa avere la possibilità di dimostrare il proprio cambiamento e possa svolgere un progetto personalizzato che gli dia la possibilità di essere

Lega, dibattito con Calderoli Prosegue la campagna elettorale della Lega: in città è stato organizzato un incontro dedicato in particolare ai temi del federalismo con il ministro p ( da "Eco di Bergamo, L'" del 12-05-2009)
Argomenti: Province

Abstract: anche il candidato alla presidenza della Provincia, e deputato del Carroccio, Ettore Pirovano. L'incontro potrà essere occasione anche per discutere con il ministro anche tematiche recentemente trattate dalle cronache, come l'ipotesi di abolizione delle circoscrizioni. Campagna elettorale a Grumello del Piano Prosegue la campagna elettorale sulle due ruote di Giuseppe Anghileri:

Provinciali, ok alle liste ( da "Corriere del Veneto" del 12-05-2009)
Argomenti: Province

Abstract: A svelare l'arcano ci pensa Alberto Claut, segretario nazionale dell'Mmi. «Lia Sartori - dice - è la nostra candidata di bandiera da parecchi anni. Da quando, nel lontano 1992, fu la prima firmataria in Regione di una mozione che chiedeva l'abolizione dell'esilio dei Savoia ». F.

Due Comuni al giorno per Zoggia Oggi si sorteggia l'ordine delle liste ( da "Gazzettino, Il (Venezia)" del 12-05-2009)
Argomenti: Province

Abstract: È stata ammessa anche la lista "Amo l'Italia non voto la Provincia" che propone l'abolizione tout court dell'ente, e che per far conoscere le proprie ragioni ha dovuto organizzarsi per correre formalmente alle elezioni. Anche se tutti i candidati hanno firmato una lettera nella quale dichiarano di non accettare un'eventuale elezione.

Provinciali, sì a 21 liste e 11 presidenti ( da "Giornale di Brescia" del 13-05-2009)
Argomenti: Province

Abstract: estrazione di nomi e numeri da due distinti bussolotti, coordinato dal segretario dell'Ufficio elettorale centrale, dott. Marie Loetitia Choplin, ha portato al quadro riepilogato nella tabella qui a fianco. Curioso notare come il caso abbia voluto al numero 1, il candidato presidente che si prefigge... l'abolizione delle Province. Gianluca Gallinari

Riforma federalista con i piedi d'argilla ( da "Secolo XIX, Il" del 13-05-2009)
Argomenti: Province

Abstract: anche con la redazione di una Carta delle autonomie locali. I contenuti della bozza sono variegati: si va dall'abolizione di alcune Province (le più piccole), a quella degli Enti parco e delle Autorità territoriali d'ambito (Ato), dal cospicuo dimagrimento delle assemblee elettive, alla soppressione delle circoscrizioni e dei gettoni per i sindaci dei micro-

Per evitare di scegliere ogni fatto diventa ideologico ( da "Italia Oggi" del 13-05-2009)
Argomenti: Province

Abstract: E tutti i partiti che si battevano a favore dell'abolizione delle province (altro tema concreto, che farebbe risparmiare risorse pubbliche) sono improvvisamente scomparsi e non si trova nemmeno uno che si impegni, non dico ad abolire le province esistenti, ma nemmeno a impegnarsi, in futuro, a non istituirne delle nuove.

Check-list per i bilanci locali ( da "Sole 24 Ore, Il" del 13-05-2009)
Argomenti: Province

Abstract: abolizione dell'Ici sull'abitazione principale e i conseguenti indennizzi ai sindaci da parte del Viminale. Per consentire un controllo puntuale sull'esattezza delle somme chieste dagli enti al ministero dell'Interno, la Corte ha introdotto nei questionari una sezione (la numero 7) per monitorare l'andamento complessivo dell'

QUESTA la lista dei Federalisti democratici europei (Fde) che sostiene l'avvocato Eugenio Giuli... ( da "Resto del Carlino, Il (Rimini)" del 13-05-2009)
Argomenti: Province

Abstract: «abolizione delle Province» (cioè se eletto presidente Giulianelli lavorerà su ciò «dall'interno, perché solo così si può raggiungere l'obiettivo». Poi no al Trc. Riorganizzare la viabiltà, a partire dalle ciclabili. Statale 16 spostata sull'autostrada attuale, e l'A14 spostata a monte di Covignano.

VIGNOLA HA PRESO il via ieri in Tribunale a Modena... ( da "Resto del Carlino, Il (Modena)" del 13-05-2009)
Argomenti: Province

Abstract: abolizione della caccia e Lega per la difesa del cane si sono costituite parti civili «per costituire un monito dicono gli animalisti , nei confronti di chi è capace di macchiarsi di episodi tanto incivili». Sempre ieri il giudice ha deciso di rinviare gli atti al pubblico ministero per formulare le accuse di uccisione con crudeltà di animali'

Bernazzoli replica: ( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 13-05-2009)
Argomenti: Province

Abstract: dell'attività agricola. Sono tutte attività escluse dalla valutazione di incidenza, come stabilito nella delibera regionale 1191 del 2007, un regolamento approvato anche tenendo conto delle richieste della Provincia di Parma». Riguardo alla discrezionalità dei confini dei Sic, il presidente ha aggiunto: «La maggioranza dei Siti sono stati fatti nei primi anni '

Sulle schede il primo è Lentini (Destra per Bologna) Poi Galletti, Raisi e per ultima la Draghetti ( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 13-05-2009)
Argomenti: Province

Abstract: Dalla tornata provinciale è stata esclusa una sola lista: Non voto la Provincia', il cui programma consiste nell'abolizione dell'ente stesso. Non è stata neanche presentata invece la lista Bologna futura', che in Comune corre con Michele Laganà e per la Provincia aveva annunciato la candidatura di Giancarlo Zecchini, ex presidente dei City angels di Bologna.

fatti i sorteggi, parte la campagna elettorale - mitia chiarin ( da "Nuova Venezia, La" del 13-05-2009)
Argomenti: Province

Abstract: Provincia di Venezia Zoggia Presidente e Verdi. Il no alla Provincia. Il quinto candidato è Lorenzo Furlan, 49 anni di Treviso della lista «Amo l'Italia- non voto la Provincia» che si batte per l'abolizione dell'amministrazione. I centristi. Nel futuro c'è la rinascita della vecchia Dc, nel presente l'Udc ha deciso di essere il terzo contendente di questa competizione elettorale.

( da "Sicilia, La" del 13-05-2009)
Argomenti: Province

Abstract: L'attuazione dell'area metropolitana è una riforma istituzionale prevista e necessaria che la classe politica, finora, non ha voluto mai attuare, forse anche perché presuppone l'abolizione della Provincia regionale di Catania. «A Librino bisogna agire su due percorsi - conclude il prof.

Bernazzoli replica: ( da "Gazzetta di Parma Online, La" del 13-05-2009)
Argomenti: Province

Abstract: Dopo la consegna da parte dei Comitati Riuniti della petizione sulle problematiche relative ai Siti di Importanza Comunitaria, ieri pomeriggio il presidente della Provincia Vincenzo Bernazzoli ha convocato una conferenza stampa per ribattere alle accuse mosse nei confronti dell?Amministrazione provinciale, anche perché, ha dichiarato: «Non sono mai stato invitato a partecipare all?

ecco la scheda albuzio pesca l'idv degani con la lega ( da "Mattino di Padova, Il" del 14-05-2009)
Argomenti: Province

Abstract: abolizione delle Province. Il sorteggio è stato effettuato ieri mattina in tribunale, dalla commissione elettorale presieduta da Ezio Bellavitis. Nei corridoi del palazzo di giustizia anche l'assessore alla casa Daniela Ruffini, «portafortuna» di Rifondazione, che però stavolta non ha ripetuto l'allineamento della scheda comunale.

La petizione: più risorse per lo studio ( da "Gazzetta di Mantova, La" del 15-05-2009)
Argomenti: Province

Abstract: dell'orario a ventiquattro ore settimanali e dell'abolizione delle compresenze. Chiediamo di soddisfare tutte le richieste delle famiglie sul tempo scuola; di assegnare risorse adeguate; di non chiudere le piccole scuole dove rappresentano un presidio pubblico insostituibile per l'educazione dei bambini e per la comunità»

Tassa passi carrai: Fistarol incontra il presidente Anas per trovare una soluzione ( da "Corriere delle Alpi" del 15-05-2009)
Argomenti: Province

Abstract: attraverso accordi bipartisan e l'appoggio del Governo, si possa arrivare all'abolizione della tassa. Cosa che potrebbe essere fatta anche dalla Regione, sulle strade di sua competenza, come ha spiegato il consigliere Diego Bottacin. Veneto Strade ha invece risolto il problema stabilendo degli importi fissi in relazione alla larghezza dei passi carrai.

34 x 32 ( da "Stampa, La" del 15-05-2009)
Argomenti: Province

Abstract: Non eravamo il Paese dell'antipolitica, nauseato dalla Casta e pronto a battersi per l'abolizione degli enti inutili, come ho sentito promettere fra gli applausi da un candidato alla presidenza di una Provincia? Certo. Così come siamo il Paese dell'antilettura che ingolfa le case editrici di romanzi inediti.

PERGINE - Perché non sono state previste delle aree di sosta alternative in seguito alla chiusura del parcheggi di via Tegazzo? La domanda, affiorata già la settimana scorsa, all'i ( da "Adige, L'" del 15-05-2009)
Argomenti: Province

Abstract: E l'apertura della strada interna alle spalle dell'istituto Curie per raggiungerle, come valvola di sfogo. Tra le richieste che abbiamo raccolto ieri tra gli abitanti, c'è anche l'abolizione del ticket per la sosta in via Battisti fino al termine dei lavori di costruzione del nuovo parcheggio.

L'Unione: ( da "Nazione, La (Prato)" del 15-05-2009)
Argomenti: Province

Abstract: La possibile trattativa sui varchi elettronici si potrebbe affrontare con la contestuale abolizione totale della Ztl e la riduzione delle aree destinate ad Apu, per difendere le quali, semmai, i varchi potrebbero avere un senso sottolinea il direttore Riccardoi Diddi Abolizione e riduzione delle due aree sono argomenti trattati ed inseriti nel nostro documento politico.

GOVERNO: BETTINI, CHE FINE HA FATTO PROMESSA ABOLIZIONE BOLLO AUTO?. ( da "Asca" del 15-05-2009)
Argomenti: Province

Abstract: Lo chiede in una nota Goffredo Bettini, membro della direzione nazionale del Pd. ''In questi giorni, infatti - spiega Bettini - i possessori di auto stanno di nuovo sborsando centinaia di euro per pagare questa tassa che in molti paesi europei e' gia' da tempo abolita. Un'altra bugia del governo, quindi.

Canoni vessatori , Fistarol dall'Anas ( da "Gazzettino, Il (Belluno)" del 15-05-2009)
Argomenti: Province

Abstract: E il presidente dell'Anas si è riservato di rispondere alle sollecitazioni di Fistarol in un prossimo incontro, già fissato per mercoledì prossimo, 20 maggio. La questione non interessa soltanto Belluno, ma sconfina nelle province vicine. Fistarol, tra l'altro, ha partecipato lunedì scorso all'incontro tra il Comitato contro i passi carrai con i cittadini di Vittorio Veneto,

Bloccare la disgregazione ( da "Gazzettino, Il (Padova)" del 15-05-2009)
Argomenti: Province

Abstract: all'abolizione del modulo e delle compresenze, alle riduzioni di orario in tutti gli ordini di scuola, affinché non ci siano aumenti del numero degli alunni per classe". Una rappresentanza padovana andrà a Roma dove è prevista una manifestazione nazionale, con ritrovo davanti al ministero della Pubblica istruzione.

AUTO: ORLANDO (PD), PROMESSA ABOLIZIONE DEL BOLLO NON MANTENUTA ( da "Soldionline" del 15-05-2009)
Argomenti: Province

Abstract: AUTO: ORLANDO (PD), PROMESSA ABOLIZIONE DEL BOLLO NON MANTENUTA Roma, 15 mag. (Adnkronos) - "Sono giorni difficili per tanti italiani in questi tempi di crisi. Tanti sono alle prese con i soldi che non bastano, con la cassa integrazione, col lavoro precario perduto. Sono anche i giorni in cui si paga il bollo auto.

socialisti e liberali per gomiero. un pizzico di socialisti con un tocco di liberali. ... ( da "Mattino di Padova, Il" del 16-05-2009)
Argomenti: Province

Abstract: spiega il geometra direttore della «Ar.Glo», società attiva dal 1981. Il programma prevede un abbattimento dei costi della politica, con abolizione delle provincie e un consiglio comunale «che non debba solo ratificare decisioni prese in altre sedi». E poi la riconversione dell'area Nord della Zip e l'auditorium in Prato della Valle.

una delibera cancella una grande tradizione culturale - nino muggianu ( da "Nuova Sardegna, La" del 16-05-2009)
Argomenti: Province

Abstract: occhiello dell'Ogliastra senza l'impegno e la passione di Italo Zucca, che di quella biblioteca è stato l'animatore principale. Tanto è vero che Baunei è diventato il comune capofila dell'unico sistema bibliotecario della nostra provincia, con il continuo incremento dei servizi offerti grazie anche alla gestione affidata alla società Oleaster,

La sfida del candidato Benoffi ( da "Giorno, Il (Como)" del 16-05-2009)
Argomenti: Province

Abstract: Ma questo sarà possibile solo dopo l'abolizione delle Province. Intanto allora vogliamo ottenere un taglio drastico degli assessorati mantenedone solo 5, il minimo consentito, come ad esempio quello all'Edilizia, alla Viabilità e al Bilancio. Inoltre ci deve essere una riduzione dei costi per le consulenze che attualmente vanno a formare un lungo elenco.

Una rivoluzione verde per la Ciociaria. Maurizio Stirpe e Marcello Pigliacelli indossano i p... ( da "Messaggero, Il (Frosinone)" del 16-05-2009)
Argomenti: Province

Abstract: addio ai benefici della Casmez, possa ancora essere appetibile per le multinazionali: «Chiedono solo procedure più snelle, infrastrutture efficienti e confronto disteso con le parti sociali», spiega il vice presidente Testa. Anche il tema dell'abolizione delle Provincie compare nel documento: «Ferma restando l'evoluzione sul futuro ruolo delle Provincie,

Le tele scippate' dalla Provincia ( da "Resto del Carlino, Il (Rimini)" del 17-05-2009)
Argomenti: Province

Abstract: nel senso più deteriore e che si faccia associare a quella pur simpatica figura letteraria della nostra tradizione, dei villici che, appena "fatti due soldi", si vestono da signori per farsi vedere in città. E non ci faccia tifare per un'abolizione immediata delle provincie solo per far restituire alla città il maltolto: ci sembrerebbe eccessivo.

 ( da "Tempo, Il" del 17-05-2009)
Argomenti: Province

Abstract: che vede coinvolte centomila persone nella nostra provincia, favorendo la rinascita di una speranza per un futuro migliore nei giovani. Inoltre proponiamo di abbassare tute le tasse provinciali del 60% e l'abolizione della Cosap, la tassa sui passi carrabili». Di sicurezza parla, invece, il candidato del Pdl al collegio di Ceccano 1 Massimo Ruspandini.

Ecco il piano-tagli: via 1.612 enti Nei Comuni meno poltrone e sindaci a vita ( da "Corriere della Sera" del 17-05-2009)
Argomenti: Province

Abstract: La «bozzaccia» del disegno di legge di riforma delle autonomie locali prevede l'abolizione del limite dei due mandati consecutivi per l'incarico di sindaco e di presidente della Provincia. Se la proposta passerà, si potrà fare il sindaco a vita, rimettendo indietro di anni l'orologio della nostra storia.

la burocrazia intralcia i lavori al trgovski dom ( da "Messaggero Veneto, Il" del 17-05-2009)
Argomenti: Province

Abstract: ma sono stati critici nei confronti dell'abolizione delle cucine nelle scuole materne in via del Brolo e a Sant'Andrea. Un'attenzione particolare è stata dedicata alla proposta provinciale di sistemare le indicazioni stradali plurilingui (italiano, sloveno e friulano) sulle strade provinciali che attraversano il territorio comunale e che sono di esclusiva competenza del Comune.

Il piano-tagli: via 1.612 enti "dannosi" Meno poltrone e sindaci anche a vita ( da "Corriere.it" del 17-05-2009)
Argomenti: Province

Abstract: La «bozzaccia» del dise­gno di legge di riforma delle autono­mie locali prevede l'abolizione del li­mite dei due mandati consecutivi per l'incarico di sindaco e di presidente della Provincia. Se la proposta passe­rà, si potrà fare il sindaco a vita, ri­mettendo indietro di anni l'orologio della nostra storia.

ARTICO GELMI DI CAPORIACCO Fondata nel 1978 la Lega per l'abolizione della caccia si batte per lo stop all'attività venatoria, la difesa della fauna e la conservazione dell'ambient ( da "Adige, L'" del 18-05-2009)
Argomenti: Province

Abstract: abolizione della caccia si batte per lo stop all'attività venatoria, la difesa della fauna e la conservazione dell'ambiente con iniziative giuridiche, politiche, culturali, educative, informative ed editoriali ARTICO GELMI DI CAPORIACCO Fondata nel 1978 la Lega per l'abolizione della caccia si batte per lo stop all'attività venatoria,

Prato libera & sicura: ( da "Nazione, La (Prato)" del 18-05-2009)
Argomenti: Province

Abstract: Gualtieri in particolare si riferisce all'appuntamento dell'hotel Flora, dove propose il rilancio del tessile «con un intervento concreto di Fiditoscana, una moratoria fino a dicembre 2010 per leasing e mutui, l'abolizione della tassa sui redditi e il blocco dell'addizionale Irpef regionale e comunale».

Progetto Calderoli: meno assessori e consiglieri ( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 18-05-2009)
Argomenti: Province

Abstract: la bozza sulle autonomie locali prevede l'abolizione del limite dei due mandati per i sindaci. Se la proposta passasse, si potrà fare il primo cittadino a vita, esattamente come era previsto diversi anni fa. Ancora, si prevede che Province e Comuni abbiano un segretario con l'incarico di controllare gli atti, ma nominato da un organismo terzo,

Dal Pdl altolà alla Lega: il limite per i sindaci resta ( da "Corriere della Sera" del 18-05-2009)
Argomenti: Province

Abstract: dalle Regioni alle Province ai Comuni, e naturalmente conta anche l'atteggiamento dell'opposizione, anche se finora i fronti non si sono presentati così uniti». Se non esiste «vincolo di maggioranza» su una materia tanto importante, tantomeno Valducci è disposto a transigere sull'altro nodo che invece sta molto a cuore alla Lega,

Amministrative, i Verdi di Forlì-Cesena mettono "in gabbia" il candidato Stefano Gagliardi ( da "Sestopotere.com" del 18-05-2009)
Argomenti: Province

Abstract: Hanno a disposizione per muoversi tutto o ampie aree del capannone": aggiungono i Verdi di Forlì-Cesena che , insieme con la LAV, chiedono l?immediata applicazione della Direttiva europea e il bando delle gabbie entro il 2012. "La loro abolizione costituisce un risultato storico nel miglioramento delle condizioni di vita degli animali".

provincia, per i tre sfidanti un confronto "in differita" - diego longhin ( da "Repubblica, La" del 19-05-2009)
Argomenti: Province

Abstract: Poi il presidente attacca Vietti sull´abolizione delle province: «Merito anche di questo ente se nel 2005 siamo riusciti a salvare la Fiat con l´operazione sulle aree dismesse di Mirafiori. è una banalità dire che si può fare a meno delle province perché non esiste Comune che potrebbe prendersi in carico le deleghe su viabilità, formazione,

Il candidato del terzo polo Marzi chiede il contenimento dei costi della politica ( da "Tempo, Il" del 19-05-2009)
Argomenti: Province

Abstract: Marzi si è detto favorevole all'abolizione delle province nell'ottica del contenimento dei costi della politica e a chi lo accusa di candidarsi a presidente di un Ente che vuole abolire ha risposto che la sua candidatura è un utilissimo mezzo per far conoscere il suo programma ai cittadini.

il nuovo corso ipotizza l'abolizione delle pause ( da "Messaggero Veneto, Il" del 19-05-2009)
Argomenti: Province

Abstract: abolizione delle pause La contesa Passi in avanti? Dal sindacato pochi, secondo Electrolux. La proposta di Fim Fiom e Uilm di 91 lavatrici/ora, rispetto alle 85 attuali, non è affatto migliorativa secondo l'azienda, perchè le 91 lavatrici/ora realizzate con ritmo vincolato, sono esattamente le 85 attuali a ritmo svincolato.

Royalty, ovvero una percentuale per la vendita, per un milione e 200 mila euro all'anno. Que... ( da "Messaggero, Il (Marche)" del 19-05-2009)
Argomenti: Province

Abstract: abolizione delle province ha detto, tra l'altro: «Se alla provincia non si attribuisce un ruolo ben definito con un decentramento dei poteri rispetto alla Regione rischia di essere un ente superato». «Sarà utile, innanzi tutto - ha affermato il candidato presidente Gianni Basso (Mpa, La Destra, Forza Fermano) riequilibrare il territorio,

Tanti interventi in programma: ( da "Resto del Carlino, Il (Ascoli)" del 19-05-2009)
Argomenti: Province

Abstract: Per l'urbanistica, vogliamo portare a compimento l'iter di approvazione dell'attuale Piano regolatore generale. Anche per i tributi abbiamo grande idee: l'abolizione dell'Ici sui fabbricati dati in uso gratuito ai parenti fino al terzo grado». m.g.l.

Srl, il Registro arriva in ritardo ( da "Sole 24 Ore, Il" del 19-05-2009)
Argomenti: Province

Abstract: abolizione del libro soci per le Srl è una semplificazione che ha sbagliato i passaggi e che non ha centrato l'obiettivo. Poiché il trasferimento è efficace al momento del deposito dell'atto al Registro imprese, e non a quello dell'iscrizione, ne esce limitata la garanzia di pubblicità per i terzi e per la stessa società.

Amo l'Italia non voto la Provincia presenta la sua provocazione ( da "Giornale di Brescia" del 19-05-2009)
Argomenti: Province

Abstract: tanto che alle prossime elezioni per il rinnovamento del Broletto si presenta una lista che ha come unico obiettivo proprio l'abolizione dell'ente. Si chiama «Amo l'Italia, non voto la Provincia» e fa parte di un movimento nato qualche anno fa nel Triveneto a cui ha aderito in quest'occasione la Civica Brescia, fino allo scorso anno alla guida della città nella Giunta Corsini.

( da "Sicilia, La" del 19-05-2009)
Argomenti: Province

Abstract: Al Fondo per le aree sottoutilizzate il ministro dell'Economia Giulio Tremonti ha fatto ricorso a piene mani e più volte: prima per coprire l'abolizione dell'Ici sulla prima casa, poi, per finanziare l'«Expo 2015» di Milano e per ripianare parte dei debiti delle Ferrovie dello Stato e la liquidazione dell'Alitalia.

Elezioni, Biondi(Pri): "Alleanza con il Partito liberale su tutti i punti" ( da "RomagnaOggi.it" del 20-05-2009)
Argomenti: Province

Abstract: abolizione degli enti inutili, dalle Provincie alle Circoscrizioni e la razionalizzazione dei cda delle aziende partecipate, con l'eliminazione di quelle "che ormai non hanno più ragione di esistere", spiega Biondi. L'eliminazione dei clandestini dalla città, attraverso un risanamento del deficit di organico delle forze dell'

Valentini, addio senza lacrime ( da "Resto del Carlino, Il (Forlì)" del 20-05-2009)
Argomenti: Province

Abstract: abolizione dell'Ici. Ho sfruttato così le opportunità date dall'unione con S. Sofia e Premilcuore sia in termini finanziari, di professionalità e facendo un buon lavoro con l'accorpamento e la razionalizzazione dei servizi a costo zero». Verrà affisso in paese un volantino in cui la giunta saluta i cittadini con l'elenco delle cose fatte.

Nella guerra del simbolo la Dc vince il primo round ( da "Giorno, Il (Brianza)" del 20-05-2009)
Argomenti: Province

Abstract: A Lecco per esempio corriamo fin dall'inizio con il simbolo dello scudocrociato senza problemi». Intanto riesplode la polemica fra il ministro Ignazio La Russa e la Lega. «Prima il ministro spara a zero contro le Province auspicandone l'abolizione, poi viene a spiegarci che la Prefettura è necessaria alla Brianza.

Siamo partiti con una piccola auto. Poi vedendo che eravamo tanti abbiamo preso una st... ( da "Messaggero, Il (Frosinone)" del 20-05-2009)
Argomenti: Province

Abstract: Così il leader provinciale dell'Udc, Anna Teresa Formisano presenta il candidato alla provincia del terzo Polo in una sala Nestor piena di sostenitori. Il leit motiv dell'assemblea dell'Udc è stato uno solo: «Al ballottaggio ci andiamo noi». Anzi il presidente Pier Ferdinando Casini ha fornito anche un dato proveniente dai sondaggi: «Il terzo polo è attualmente intorno al 20%

Libè: ( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 20-05-2009)
Argomenti: Province

Abstract: presidenza della Provincia di Parma. «La politica, intesa in senso generale - ha spiegato - ha un po' abbandonato l'agricoltura, che non è fatta solo di prodotti tipici ma di molte filiere produttive; eppure è un settore che sta dimostrando di reggere meglio di altri alla crisi economica e su cui è importante investire per sostenere le nostre produzioni e il legame con il territorio»

Alberto Squeri: Provincia più snella ( da "Libertà" del 20-05-2009)
Argomenti: Province

Abstract: con i quali ha analizzato i temi più caldi che stanno a cuore all'Associazione sui quali la Provincia può incidere con interventi decisi: abolizione dell'accisa sull'energia elettrica, riduzione e snellimento delle pratiche burocratiche, il privilegiare le aziende piacentine per alcuni appalti pubblici, la delega alle associazioni di categoria per la fase d'avviamento alle imprese.

( da "Corriere Di Como, Il" del 20-05-2009)
Argomenti: Province

Abstract: Commenta così l'esponente dell'Udc Gian Pasquale Bertossi la notizia dell'addio di Bottone al partito di Casini. «Se non ci sono nostri uomini in Provincia o nei Comuni di Erba e Como è perché gli altri politici non hanno rispettato gli accordi preelettorali nelle ultime amministrative.>

Il ministro Calderoli taglia le Circoscrizioni ( da "Corriere Di Como, Il" del 20-05-2009)
Argomenti: Province

Abstract: è invece chi sostiene la necessità di proseguire l'attività tipica delle Circoscrizioni, ma attraverso la forma dei comitati civici». Ma, oltre alle Circoscrizioni, il disegno di legge Calderoli presenta ulteriori novità. Ad esempio l'abolizione del limite dei due mandati consecutivi per l'incarico di sindaco e di presidente della Provincia.

Verso l'abolizione il limite dei due mandati ( da "Corriere Di Como, Il" del 20-05-2009)
Argomenti: Province

Abstract: Verso l'abolizione il limite dei due mandati In Provincia Nell'assise ci sarà posto soltanto per 18 membri contro 30 La pesante scure che incombe tra le righe della cosiddetta "bozzaccia" del disegno di legge Calderoli - come definita dallo stesso ministro leghista per la Semplificazione normativa prevede ulteriori,

( da "Corriere Di Como, Il" del 20-05-2009)
Argomenti: Province

Abstract: Mi risulta che da diversi anni il presidente della Provincia di Como, Leonardo Carioni, sieda nel consiglio di amministrazione della società Pedemontana - ha attaccato Molinari - Si tratta, dunque, della società che finora ha seguito completamente lo sviluppo del tracciato dell'autostrada regionale e della Tangenziale di Como.>

Federalismo e formazione in primo piano ( da "Gazzettino, Il (Venezia)" del 20-05-2009)
Argomenti: Province

Abstract: Di futuro ruolo della Provincia quando tanti ne chiedono l'abolizione e la sostituzione con le Città metropolitane. Zaccariotto: «Deve fare da collante tra il Comune da un lato e la Regione e il Governo dall'altro»; Zoggia: «È il luogo dell'operatività ma è necessario che le sue competenze siano ridotte e diventino esclusive»;

Libè: "Più sostegni per difendere l'agricoltura" ( da "Gazzetta di Parma Online, La" del 20-05-2009)
Argomenti: Province

Abstract: presidenza della Provincia di Parma. «La politica, intesa in senso generale - ha spiegato - ha un po' abbandonato l?agricoltura, che non è fatta solo di prodotti tipici ma di molte filiere produttive; eppure è un settore che sta dimostrando di reggere meglio di altri alla crisi economica e su cui è importante investire per sostenere le nostre produzioni e il legame con il territorio»


Articoli

Amministrative, la cesenate Bartolomei candidata alle Provinciali con Udc e Rosa Bianca (sezione: Province)

( da "Sestopotere.com" del 01-05-2009)

Argomenti: Province

Amministrative, la cesenate Bartolomei candidata alle Provinciali con Udc e Rosa Bianca (30/4/2009 20:32) | (Sesto Potere) - Forlì - 30 aprile 2009 - Maria Grazia Bartolomei, coordinatrice regionale di Rosa Bianca per l'Italia, la coalizione che accorpa Udc e Rosa Bianca, è stata candidata alla presidenza della Provincia di Forlì-Cesena, senza "apparentamenti" con le forze di maggioranza e di opposizione. Il movimento è in lista anche per il rinnovo del Comune di Cesena con Antonio Prati. Fra i punti programmatici della formazione di centro? L'abolizione delle Province, come ha spiegato oggi la cesenate Bartolomei.

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Gragnano, il punto sul bilancio 2008: (sezione: Province)

( da "Libertà" del 01-05-2009)

Argomenti: Province

Gragnano, il punto sul bilancio 2008: «Meno entrate, ma ancora più servizi» GRAGNANO - E' stato il rendiconto del 2008 il punto che ha aperto l'ultimo consiglio comunale di Gragnano sotto la guida del sindaco Andrea Barocelli prima delle elezioni di giugno. Rendiconto che vede un avanzo nella casse pubbliche di «1.772 euro», ha precisato l'assessore Patrizia Calza, e che rappresenta «l'occasione per valutare 5 anni di amministrazione». «Abbiamo cercato la migliore gestione possibile dei denari pubblici, cercando di migliorare i servizi e la qualità della vita dei cittadini a fronte di minori entrate. Basta considerare che sono entrati in meno, dal 2004 ad oggi, circa 168.000 euro. E, a questi, vanno sommati i mancati introiti per migliaia di euro per l'abolizione dell'Ici, i cui rimborsi non hanno coperto la totalità delle precedenti entrate. Abbiamo scelto di mantenere uguale la pressione fiscale, lasciando inalterata la qualità dei servizi alla persona, tra le più alte della provincia. Il tutto, per di più, anche se i costi di gestione generale sono aumentati ed esistono mutui, contratti dalla precedente amministrazione, ancora da pagare». Il rendiconto 2008, approvato con astensione dei tre consiglieri di minoranza presenti - Alessandro Castellani, Monica Fendi e Vincenzo Girometta - ha offerto lo spunto per gli interventi proprio da parte della minoranza. «C'è stato un appiattimento della realizzazione delle opere pubbliche - rileva Castellani - E poi, la questione asili: le tariffe non sono troppo alte?». «Riguardo le opere, prendiamo ad esempio la scuola - replica Barocelli - E' vero che non sono state costruite strutture, ma sono state riqualificate quelle esistenti. Per dirne una, la mensa prima non riusciva ad ospitare tutti gli studenti. Cosa che riesce a fare ora. E poi, in cinque anni di amministrazione, bisogna considerare cosa si è fatto per mantenere il patrimonio e cosa abbiamo pianificato. Come la ristrutturazione dell'area ex coop e la creazione di nuovi spazi didattici». Capitolo asili: «La materne, a Gragnano, costano meno che a Piacenza - precisa il sindaco - Abbiamo rette tra le più basse della provincia». Il consigliere Girometta, lamenta che il Comune abbia una «buona dose di entrate ma che detenga un piccolo avanzo, in parte per mutui che si stanno pagando». E poi, prosegue il consigliere, «manca una piazza a Gragnano che costituisca un punto di ritrovo e di abbellimento del paese». Risponde Barocelli: «Piazza della Pace è un importante centro di aggregazione della cittadinanza, non solo per le feste di paese». In consiglio sono stati discussi altri 6 punti minori, tutti approvati. Riccardo Delfanti 01/05/2009

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Unione di Centro con Maria Grazia Bartolomei (sezione: Province)

( da "Resto del Carlino, Il (Cesena)" del 01-05-2009)

Argomenti: Province

FORLÌŒ CRONACA pag. 13 Unione di Centro con Maria Grazia Bartolomei PROVINCIA IL MATRIMONIO con il centrosinistra non s'è fatto e l'Unione di Centro, che riunisce Udc e Rosa bianca, ha deciso di correre da sola per le provinciali. La candidata alla presidenza è Maria Grazia Bartolomei, cesenate, consulente finanziario e ora nella Rosa per l'Italia. «Noi siamo per l'abolizione delle province, ma finché ci saranno lavoreremo per renderle efficienti», dice la candidata. Obiettivo primario dunque ridurre la spesa corrente e aumentare gli investimenti su quelle che sono le principali competenze provinciali. Le strade, innanzitutto: mettere in sicurezza E45, E55, via Emilia bis e collegamenti fra vallate. Per fare ripartire l'economia si pensa al cablaggio del territorio, all'edilizia scolastica. Poi c'è la formazione professionale: lavorare per l'inserimento delle donne nel mondo del lavoro, ma anche dei disabili. Potenziare la polizia provinciale che «dovrebbe scendere in strada accanto agli altri corpi», oltre a vigilare sull'ambiente. La semplificazione passa attraverso l'accorpamento degli assessorati che «andrebbero ridotti a cinque, con modifica dello Statuto». Sabrina Bianchi

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Comune, al bilancio Broglia: conti in regola (sezione: Province)

( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 01-05-2009)

Argomenti: Province

CRONACA 01-05-2009 CONSIGLIO VOTATO IL CONSUNTIVO 2008. L'ASSESSORE: «PARMA VIRTUOSA». L'OPPOSIZIONE ALL'ATTACCO Comune, «sì» al bilancio Broglia: conti in regola Il sindaco annuncia le dimissioni di Lavagetto e Tanzi: «Presto riassegnerò le deleghe» Gian Luca Zurlini II E' stata l'approvazione del bilancio consuntivo 2008 a «tenere banco» nella seduta di ieri del consiglio comunale, dedicata quasi per intero all'approvazione del documento dopo che in apertura il sindaco Pietro Vignali aveva annunciato che saranno due gli assessori dimissionari della sua attuale giunta per candidature elettorali. Lavagetto e Tanzi se ne vanno Rispondendo a un'interrogazione di Caselli (Pd) sulla questione- Giunta, Vignali ha detto che «la situazione si è ormai chiarita. A lasciare la Giunta saranno l'assessore alle Politiche scolastiche Giampaolo Lavagetto, che si è già dimesso con una lettera di questa mattina (ieri per chi legge ndr) che si candida alla presidenza della Provincia e quello alla Viabilità Luigi Tanzi che mi risulta si candidi a sindaco di Collecchio. Nessun altro membro di giunta parteciperà alle elezioni e io al più presto, non appena entrambe le dimissioni saranno formalizzate, riassegnerò le deleghe che rimarranno scoperte». Broglia: «Un bilancio in regola» E' stato l'assessore al Bilancio Gianluca Broglia (revisore dei conti fino a febbraio) a illustrare con una lunga relazione durata oltre mezz'ora i dati salienti del bilancio consuntivo 2008 dopo che erano stati approvati i bilanci della Casa della Musica (21 sì e 12 astenuti) e quello dell'Istituzione Biblioteche (23 sì, 9 no e Pizzigoni astenuto): «E' un bilancio che, nonostante la crisi e i tempi difficili - ha affermato Broglia - si può definire virtuoso e che vede Parma come un comune fra i migliori nel confronto con gli altri capoluoghi emiliani in tutti i dati fondamentali. Il debito, di 151 milioni di euro, è aumentato del 12%, ma solo per evitare svendite del patrimonio comunale che peraltro è aumentato da 1.514 a 1.621 milioni di euro nell'anno. La pressione fiscale è rimasta inalterata e le entrate tributarie sono calate da 74 a 59 milioni per l'abolizione dell'Ici prima casa, mentre sono stati mantenuti tutti i parametri richiesti dal patto di stabilità, tanto che potremo rientrare fra i comuni autorizzati a maggiori investimenti se, come annunciato, verranno cambiate le norme per gli enti con bilanci in regola. Inoltre, il pagamento dei fornitori è avvenuto senza ritardi e la liquidità di cassa è aumentata da 16 a 28 milioni di euro». Opposizione all'attacco La minoranza ha contestato la bontà del bilancio con definizioni durissime come quella della Guarnieri («bilancio espressione di fallimento amministrativo per mancanza di nuove progettualità) oppure di Iotti (Pd) di «bilancio corretto, ma che fa segnare il passo alla città rispetto al passato e che peserà sugli anni futuri per mancanza di investimenti reali». Accuse anche da Mantelli, Amadei e Pagliari (Pd), Ablondi (Prc) e Biacchi (Idv). A favore si sono invece espressi Moine (An), Arcuri, Bianchi, Ricci e Variati (Ipp), che hanno difeso un bilancio «serio e che pone Parma fra i comuni meglio amministrati del territorio regionale» mentre il vicesindaco Buzzi ha ricordato le «molte opere concluse o fatte partire nel 2008». Alla fine il documento è poi passato con 23 «sì» e 10 «no a fronti contrapposti.

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Le Province a rischio Neonate ma (sezione: Province)

( da "Corriere della Sera" del 01-05-2009)

Argomenti: Province

Corriere della Sera sezione: Politica data: 01/05/2009 - pag: 13 Il caso Primo voto in enti che la legge sul federalismo condanna Le Province a rischio Neonate ma «inutili» L'ombra del «taglio» su Fermo, Barletta e Monza ROMA Scherzi del destino: capita che a meno di due mesi dall'approvazione della legge sul federalismo fiscale, che dovrebbe (il condizionale è d'obbligo) far sparire le «Province inutili», a giugno si vada a votare per far nascere tre nuove Province. Istituite nel 2004, per ironia della sorte, dalla stessa maggioranza che potrebbe sopprimerle nella culla. Rischia di essere decretata inutile la Provincia di Fermo, che con le prime elezioni provinciali della sua storia nascerà a giugno dalla scissione in due della Provincia di Ascoli Piceno? Almeno sulla carta, rischia. Un solo ente territoriale di 370 mila abitanti verrà diviso in due: circa 200 mila abitanti resteranno nella Provincia di Ascoli Piceno e i restanti «migreranno » nella Provincia di Fermo. E al posto di un Consiglio provinciale di 30 componenti ce ne saranno due da 24 ciascuno. Totale: 48. Per un costo supplementare di un paio di milioni di euro l'anno. Alla faccia dei risparmi e della semplificazione. E che ne sarà della Provincia di Barletta, Trani e Andria? Per non far torto a barlettani, tranesi e andriesi, l'hanno chiamata come tutti e tre i Comuni sui dieci in tutto che compongono il nuovo ente. Accrescendo la pena degli altri sette che il nome non l'hanno avuto nella denominazione della Provincia. Ma che potrebbero forse prendersi la rivincita. Che cosa succederà quando verrà istituita, com'è previsto dalla legge sul federalismo, la città metropolitana di Bari, che confina proprio con il territorio della sesta Provincia pugliese? Stesso interrogativo potrebbe forse essere valido per la Provincia di Monza e della Brianza: la più piccola d'Italia (363 chilometri quadrati) se si eccettua Trieste (212). Eccezionalmente popolosa (700 mila abitanti) ma tremendamente vicina a Milano. I centri delle due città sono separati da appena 20 chilometri e duecento metri. Un tiro di schioppo. Ma i politici la considerano una distanza di sicurezza per mettere al riparo la futura Provincia di residenza del premier Silvio Berlusconi (il Comune di Arcore ne farà parte) dalle fauci della futura città metropolitana di Milano. Sono interrogativi destinati probabilmente a essere sciolti nei prossimi mesi. Insieme ad altri, ancora più macroscopici. Per esempio, ha senso che esistano Province, pur non piccolissime come estensione territoriale, ma con una manciata di abitanti? Un caso per tutti: la Provincia dell'Ogliastra, 57.960 anime in tutto. Ovvero, due terzi di Sesto San Giovanni. C'è da scommettere che il proposito di eliminare le Province (non tutte, s'intenda, com'era stato promesso in campagna elettorale, ma almeno quelle smaccatamente «inutili») non sarà facile. Chi e come fisserà i criteri dell'«inutilità»? Qui si apre un'altra partita, tutta po-- litica, come quella che ha portato Reggio Calabria ad essere sorprendentemente inserita fra le dieci città metropolitane (perché non Palermo, che ha mezzo milione di abitanti più del capoluogo calabrese?). La medesima delicata partita che si giocherà per stilare l'elenco dei Bacini imbriferi montani, oppure degli ambiti territoriali ottimali che secondo il ministro della Semplificazione Roberto Calderoli dovranno «essere soppressi in quanto fonti di spese inutili ». Purtroppo l'esperienza dimostra quanto sia difficile questa operazione e quanto debole sia la volontà politica, a destra come a sinistra. Proposte di legge presentate in Parlamento per l'abolizione di questi enti hanno avuto scarsissima considerazione, nonostante l'abnorme proliferazione di strutture che hanno la principale funzione di garantire posti di sottogoverno. Il deputato del Popolo della libertà Osvaldo Napoli ha calcolato che in Italia ne esistano 1.099. Capaci di resistere a ogni offensiva. Come sa bene il presidente della Regione Siciliana Raffaele Lombardo, eletto con la promessa di ridurre drasticamente gli Ambiti territoriali ottimali siciliani dei rifiuti. Sono società per azioni o consorzi controllati dagli enti locali che hanno il compito di affidare il servizio di smaltimento dei rifiuti ad altre società o consorzi talvolta controllati dagli stessi enti locali. A distanza di un anno sono ancora lì, tutti e 27. Per quanto ancora? Sergio Rizzo La scure del ministro Calderoli vuole sopprimere bacini imbriferi montani e ambiti territoriali ottimali: come per le Province, sarà battaglia Semplificazione Roberto Calderoli, Lega Nord, è il ministro per la Semplificazione

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Veneto Strade, Chisso stoppa Treviso e Belluno (sezione: Province)

( da "Gazzettino, Il" del 01-05-2009)

Argomenti: Province

Veneto Strade, Chisso stoppa Treviso e Belluno L'assessore regionale ai Trasporti contro i presidenti delle due Province: «Cercano soltanto poltrone» Venerdì 1 Maggio 2009, (Segue dalla prima pagina) Richiesta alla quale tutte e quattro i gestori hanno risposto positivamente. Se tutto verrà confermato e formalizzato, in Veneto Strade si raggiungerebbe l'equilibrio tra Regione e Province con il 50% ciascuno. Assessore Renato Chisso, la periferia dà l'assalto alla fortezza. «Vorrei ricordare l'affermazione di Muraro, secondo il quale l'iniziativa non è per mettere in secondo piano la Regione ma per determinare gli interventi e quindi per le Province avere più peso nella formazione dei consigli di amministrazione». Sintesi perfetta. È proprio quel "avere più peso" il nucleo dell'assalto, l'obiettivo politico. «Già. Allora dico che mi sembra strano che siano le Province, rettifico due Province non tutte, a lamentarsi chiedendo più poteri. Forse non hanno capito che Veneto Strade è un modello di federalismo stradale che ci invidiano nel resto d'Italia». Che la Regione nel 2001 ha scelto tra due opzioni. «Giusto: la prima tenere in capo alla Regione tutti i finanziamenti e istituire una società regionale; seconda opzione, rivendicare i fondi trasferiti dallo Stato e metterli in una società unica alla quale partecipassero anche le Province». Ipotesi due, approvata. Con l'apporto economico anche dei soci. «Appunto. Richiamerei questi due signori, parlo di Muraro e Reolon, su un dato inequivocabile, lasciando la politica fuori dalla porta...». Allora? «In questi anni, Veneto Strade tra manutenzione ordinaria e straordinaria, spese di funzionamento e investimenti ha impegnato un miliardo 607 milioni 847mila euro così suddivisi: 99 milioni 969mila dalle Province; 24 milioni con l'autofinanziamento da Veneto Strade; un miliardo 483 milioni 828mila dalla Regione». Questo per dire cosa? «I soci pesano in base ai fondi che mettono. E non mi pare che i soldi versati siano pari alle quote societarie. Ma non importa, perché lo scopo di Veneto Strade era quello di coinvolgere le Province in una "cabina di regìa" unica per risparmiare e mettere in rete tutta la viabilità regionale». Come spiega lo sbocciare di questa trasversalità politica tra Muraro e Reolon? «Prima ipotesi: qualche presidente di Provincia pensa di fare il grande manager di società autostradali...». Nome e cognome. «Muraro e Reolon, con guida del primo». Indoviniamo, Muraro vuole emulare la compagna di partito Manuela Dal Lago che quando era presidente della Provincia di Vicenza era anche presidente della società autostradale Brescia-Padova? «Non lo escluderei». I due presidenti spiegano che con maggiori quote azionarie le Province potrebbero determinare di più gli interventi. «Ricordo che non è Veneto Strade ad indirizzare gli interventi, è il Consiglio regionale che provvede con legge. Quanto alle manutenzioni ordinarie e straordinarie spetta al Consiglio di amministrazione di Veneto Strade: ebbene non c'é mai stata una sollevazioni di alcuna Provincia rispetto a quanto presentato poiché le scelte non si fanno in base a criteri territoriali ma secondo il livello d'emergenza delle strade». E dunque? «Magari c'é qualche maldipancia di qualcuno per un altro motivo». Per cosa? «Lavoriamo per cambiare lo Statuto di Veneto Strade. La società ha un consiglio di amministrazione di 14 componenti, un numero modulato sulla presenza delle Province: 7 loro rappresentanti pari al 50%; tre delle società autostradali, quattro della Regione». È allo studio lo snellimento? «Vogliamo arrivare a cinque componenti pur garantendo alle province un numero pari alle azioni che possiedono. Ovvero prevediamo un meccanismo duale: il consiglio di sorveglianza formato dai 14 rappresentanti dei soci da convocare una volta all'anno per il bilancio e il comitato dei cinque che gestisce l'operatività». E chi verrà "tagliato"? «Le Province si mettano d'accordo». Anche la Regione dovrà dare una sfoltita. «Assolutamente sì. Alla fine il ruolo delle Province sarà diverso, forse è questo che da fastidio a Muraro e Reolon». Insistiamo, come mai c'é sintonia tra i due presidenti? ««Reolon ha in mente l'autonomia di Belluno e in questo caso si è trovato in accordo con Muraro sulla partita dei passi carrai». Tradotto? «Chiedono l'abolizione della tassa dei passi che insistono sulle strade regionali. Nel 2008 Belluno ha consegnato a Veneto Strade anche la riscossione di quell'imposta che il consiglio provinciale ora ha abolito. Perché? Evidente, a Belluno si vota per la Provincia». Giorgio Gasco

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Anche i due schieramenti maggiori prendono posizione nel dibattito sulle prossime elezioni amministrative (sezione: Province)

( da "Stampa, La" del 03-05-2009)

Argomenti: Province

Anche i due schieramenti maggiori prendono posizione nel dibattito sulle prossime elezioni amministrative La Provincia di Savona è una delle province italiane con una più alta potenzialità di crescita e sviluppo: questa potenzialità le deriva essenzialmente dalla composizione territoriale ed economica diversificata dei vari comprensori che la compongono: il Ponente agricolo e turistico, la Val Bormida industriale ed il capoluogo portuale e commerciale. Una politica miope e poco lungimirante ha fatto, con le sue decisioni campanilistiche e clientelari, di questo fattore potenziale di crescita e sviluppo, addirittura un elemento negativo che ha contribuito fortemente al declino della nostra Provincia. Sappiamo tutti come la situazione attuale sia quella che vede Albenga contro Savona, Savona contro la Val Bormida, la Val Bormida contro tutti. AltraSavona-AltraProvincia (come dimostrano gli atti pubblici degli ultimi due congressi) ha un'altra visione: essa ritiene infatti che, soprattutto in momenti di crisi come questi, tutti i savonesi debbano capire che o cresciamo tutti insieme o affondiamo tutti insieme. E come sia diventato indispensabile mettere a fattore comune ed in sinergia le potenzialità di questa Provincia comprendendo come la crescita industriale valbormidese sia un beneficio per l'intera Provincia, così come la crescita del comparto turistico-agricolo del Ponente o del settore portuale del capoluogo, siano un valore aggiunto alla crescita del reddito e del lavoro per l'intero territorio. E' per questo che AltraSavona-AltraProvincia ritiene che si debbano unire le varie componenti territoriali ed economiche intorno ad un unico progetto comune, partecipato e condiviso, per l'intera Provincia savonese. Per questo, pur volendone l'abolizione, ci candidiamo a governare la Provincia di Savona. Perchè siamo convinti che, oggi, i migliori amministratori di questo Ente siano quelli che lavorano per il suo superamento favorendo forme di decentramento che siano espressione di reali processi federativi di Comunità locali. E' con questo spirito, di unione e non di divisione, che io personalmente mi candido a Presidente della Provincia: non solo per i cittadini del comprensorio capoluogo cui appartengo per nascita, ma per tutti i savonesi...ponentini o valbormidesi che siano. Sergio Cappelli

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In campo Bartoli È il candidato n. 7 per il Broletto (sezione: Province)

( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 03-05-2009)

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Domenica 03 Maggio 2009 CRONACA Pagina 12 PROVINCIALI. C'è anche la lista abolizionista In campo Bartoli È il candidato n. 7 per il Broletto Raggiunte le mille firme per la lista «Non voto la provincia» E sette. Da ieri è praticamente certo che sulla scheda elettorale per il Broletto gli elettori bresciani troveranno un nuovo candidato presidente: si tratta di Andrea Bartoli, medico al Sant'Orsola, già consigliere comunale per la Civica per Brescia. Il suo nome va ad aggiungersi a quello di Daniele Molgora (Lega-Pdl), Diego Peli (Pd-Sinistra per Brescia), Giampiero De Toni (Italia dei Valori), Gianmarco Quadrini (Udc-Lista Castelletti), Vanni Botticini (Prc-PdCi) e Elidio De Paoli (Lega per l'autonomia-Alleanza lombarda). La singolarità della candidatura di Bartoli sta nel fatto che lui si batterà perchè i bresciani non votino per la Provincia. La sua lista, che a Brescia è sostenuta dall'Associazione civica Brescia e ieri ha tagliato il traguardo fatidico delle mille firme, si chiamerà «Amo l'Italia. Non voto per la provincia». L'idea, partita nel Nord Est e sostenuta da vari imprenditori (da Morellato alla Salomon) è rilanciata su internet dal sito www.nonservenonvoto.it e www.civicabrescia.it «Useremo tutti gli spazi disponibili in campagna elettorale - spiega Andrea Bartoli - per sostenere la nostra battaglia per l'abolizione delle Province. Tutti i partiti mettono questo punto nei loro programmi nazionali ma poi, curiosamente, a livello locale si candidano per guidare questi stessi enti». «AMO L'ITALIA non voto la provincia» persegue invece la sua battaglia abolizionista (della Provincia) in maniera coerente: «Chiederemo ai nostri elettori - dice Andrea Bartoli già nei panni di "non" candidato - di ritirare la scheda delle europee e non quella delle provinciali». La differenza dei votanti nelle due elezioni misurerà il successo di Bartoli e della sua lista. Che però, in subordine, inviterà anche ad annullare la scheda provinciale con la scritta «Amo l'Italia». M.TE.  

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I cercatori di funghi: no a tassa e tesserino (sezione: Province)

( da "Giorno, Il (Como)" del 03-05-2009)

Argomenti: Province

LAGO E VALLI pag. 7 I cercatori di funghi: no a tassa e tesserino BARZIO LA PROTESTA di GIANNI RIVA BARZIO «PORCINI e bedolini? Sì. Ma senza tesserini». Funghi nei cestini? «Sì, ma abolite i tesserini». E ancora: «Funghi liberi in provincia di Lecco». Alcuni cartelli che hanno fatto da corona ad una manifestazione degli appassionati cercatori di funghi. Si avvicina il tempo per raccogliere funghi nei boschi ma per farlo occorre un tesserino. Due anni fa sono stati rilasciati 6.200 tesserini, 4 mila nel 2008. «È una conseguenza della tassa», dicono al comitato. Ad esclusione di Primaluna, che non ha accolto l'iniziativa, in tutti gli altri Comuni della Comunità Montana Valsassina, Val d'Esino e Riviera è d'obbligo per i cercatori avere un tesserino rilasciato dallo stesso Ente. Una soluzione che non piace ad un comitato spontaneo lecchese di cercatori di funghi, promotore di una protesta. E l'ha voluto dire anche ieri mattina davanti alla sede della Comunità Montana attraverso una manifestazione. «Ma è mai possibile che nella mia proprietà non posso raccogliere funghi se non ho il tesserino?», è la denuncia di un proprietario di un terreno alle porte di Ballabio. Oltre mille le firme raccolte dalle persone che hanno sottoscritto la petizione per abolire l'odiata "tassa" annuale, di 5 euro per i residenti nella Comunità montana e 25 per gli altri molti dei quali dalla vicina Lecco. Il portavoce del comitato Giovanni Perego residente nel quartiere di Olate, commenta: «Le firme sino ad ora raccolte confermano il successo dell'iniziativa a dimostrazione che il problema è sentito in particolar modo dai pensionati e se non avremo soddisfazioni ne raccoglieremo delle altre. I "fungiatt" dicono no a questa tassa inutile che ci penalizza e che non serve a nulla se poi di funghi non se ne trovano». Di parere contrario la Comunità Montana che lo conferma attraverso il regolamento: "Il denaro raccolto, frutto dei tesserini annuali, serve nel reinvestimento nelle opere di riqualificazione ambientale boschiva e poi questa iniziativa rientra nella Legge Regionale 24 del 1997». Il portavoce del comitato Giovanni Perego: «Ci piacerebbe sapere che fine hanno fatto i nostri soldi». La petizione per l'abolizione della tassa è stata inviata oltre che alla Comunità Montana, a Provincia e Comune di Lecco, Regione e Questura. «Questo affinché gli Enti si adoperino per l'abolizione del tesserino perché da sempre il raccogliere i funghi, è un diritto di tutti, appassionati e non e non deve essere una ulteriore tassa», conclude Perego. Presente nel dare la propria solidarietà nella "lotta" anche il consigliere provinciale Francesco Laini (Pd). Una particolarità. Due pensionati del quartiere della Bonacina nei boschi della comunità montana trovarono, non solo funghi ma il macabro ritrovamento di un sacco con due cadaveri di giovani donne.

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Calderoli: il mio federalismo piace anche al Sud (sezione: Province)

( da "Eco di Bergamo, L'" del 03-05-2009)

Argomenti: Province

Calderoli: il mio federalismo piace anche al Sud --> Domenica 03 Maggio 2009 CRONACA, pagina 13 e-mail print «Quando Bossi e Tremonti mi affidarono il compito di scrivere la legge sul federalismo fiscale mi consigliarono: devi lavorare partendo dal tacco, perché il Sud la vede come un nemico. Allora ho scritto e studiato molto, sono stato in Sicilia, in Puglia: quando tornavo a casa mi ringhiava perfino il cane. Ma alla fine sono riuscito a convincere pure loro». È un fiume in piena il ministro leghista per la semplificazione normativa, Roberto Calderoli, intervenuto venerdì sera alla festa del Carroccio di Zanica, davanti a migliaia di sostenitori, alla presenza, tra gli altri, del candidato alle provinciali Ettore Pirovano, il segretario provinciale Cristian Invernizzi, e le donne candidate sindaco nei comuni bergamaschi. In oltre mezz'ora di intervento Calderoli ha toccato un po' tutti i temi nell'agenda di governo, dalle misure adottate contro la crisi economica, alla ricostruzione nel dopo-terremoto in Abruzzo «dove per la prima volta non si toglie un euro a nessun cittadino», e ha puntato il dito contro i franchi tiratori della maggioranza parlamentare «come gli sgambetti fatti al ministro Maroni sulla permanenza dei centri di identificazione degli immigrati clandestini, scesa da 180 giorni a due mesi, rendendo di fatto difficile l'identificazione». Ma al centro del suo discorso c'è stata la legge sul federalismo fiscale recentemente varata dalle Camere. Un traguardo memorabile, sottolinea il ministro, che corona quel sogno portato avanti da Bossi già più di 25 anni fa. «Per la prima volta - ha spiegato - chi amministra (Regioni, Province, Comuni), sarà chiamato a rispondere di quanti soldi prende, cosa ne fa, quali servizi offre. Gli enti locali le tasse le riceveranno sulla base di un "prezzo standard" stimato sulla base degli effettivi bisogni. Se questo prezzo è 100 e l'ente capace ne spende 75, vuol dire che ci sono 25 euro in più che andranno a ridurre le tasse. E per la prima volta, chi sballa sarà ineleggibile sempre, non solo come sindaco ma anche come parlamentare. Quindi, i sindaci di Roma e di Catania, e di quelle regioni "canaglia" che spendono di più e danno di meno ai cittadini, sarebbero già tornati a zappare la terra». Il ministro bergamasco ha poi definito «criminali» i comportamenti di alcune Regioni in cui si registra un'impennata dei parti cesarei rispetto a quelli naturali «solo perché riescono a prendere dallo Stato cinque volte di più», o il caso della Calabria «dove una sacca di sangue te la fanno pagare 25 euro rispetto ai cinque della Lombardia: il sangue è qualcosa che si dona, non che si compra!». Tornando al federalismo, Calderoli ha sottolineato come ora la sfida più grande sia quella del federalismo costituzionale. «Non ha più senso avere mille deputati e due Camere quando negli altri Paesi i deputati sono cento, ma il buon senso ci porterà veramente a realizzare queste riforme». Al termine dell'intervento Calderoli è tornato a difendere il ruolo delle province contro chi ne chiede l'abolizione, e non è mancata qualche stoccata ai colleghi. «Perché abolire le Province quando ci sono tutti quegli enti inutili e costosi, come i vari Ato, circoscrizioni, o le province-francobollo che si sono inventati in Sardegna, dei veri e propri "buchi". O come alcuni miei colleghi che prima vanno in giro a dire che vogliono abolire le Province ma poi, quando c'è da scegliere un candidato presidente, si saltano tutti addosso». Stefano Bani 03/05/2009 nascosto-->

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I giorni di Ben Hur finiscono a riposo (sezione: Province)

( da "Resto del Carlino, Il (Pesaro)" del 03-05-2009)

Argomenti: Province

FANO pag. 11 I giorni di Ben Hur finiscono a riposo Corsa delle bighe finita, per risparmiare «L'ABOLIZIONE delle circoscrizioni non mette a rischio la Fano dei Cesari». Il sindaco Stefano Aguzzi e l'assessore al Turismo Francesco Cavalieri hanno confermato che la popolare manifestazione si ripeterà anche quest'estate. La corsa delle bighe, oggetto nelle passate edizioni di diverse polemiche, potrebbe essere sostituita con una rappresentazione in costume per rievocare qualche episodio particolare della romanità. «Senza la corsa delle bighe risparmieremo fa notare il sindaco Aguzzi 60-70 mila euro. Potrebbe essere la scelta giusta in un anno come questo dove il Comune, a causa della crisi economica, ha dovuto dirottare molte risorse sui Servizi sociali». PER QUANTO riguarda l'organizzazione dell'evento «le associazioni che hanno sempre contribuito alla sua realizzazione ha spiegato il primo cittadino continueranno ad avere un ruolo centrale. Le circoscrizioni, abolite dal governo Prodi, non ci saranno più, ma le sedi rimarranno aperte con un dipendente che sarà punto di riferimento dell'assessorato al Turismo con delega alla Partecipazione». I fondi che prima passavano attraverso le circoscrizioni, che poi li giravano alle associazioni che partecipavano alla Fano dei Cesari saranno gestiti direttamente dall'assessorato competente. Il sindaco Aguzzi non condivide l'idea di creare una rappresentanza delle associazioni «per non creare conflitti afferma visto che non sempre c'è la coesione necessaria». Respinte dalla presidente del consiglio comunale Maria Antonia Cucuzza e da Alberto Santorelli le accuse del Pd di scorrettezza istituzionale in merito ai documenti e alle decisioni del consiglio comunale sulla futura gestione del decentramento. «CHI E' scorretto e fa affermazioni inesatte ha rimarcato l'assessore Cavalieri è proprio l'opposizione che promette cose inesistenti. Un conto è assicurare l'attenzione ai quartieri, diverso è prevedere fondi per le circoscrizioni: questa sarebbe una violazione di legge». «La verità ha incalzato l'assessore al Decentramento Simone Antognozzi è che noi abbiamo salvato il decentramento mentre il centro sinistra vive l'abolizione delle circoscrizioni, che utilizzavano per motivi politici, come una frustrazione». E su circoscrizioni e Fano dei Cesari interviene il segretario provinciale della Lega Nord Roberto Zaffini che mette in evidenza come «il centro sinistra abbia inizialmente osteggiato la manifestazione e poi, visto il seguito popolare ottenuto, abbiamo perfino utilizzato la biga come simbolo di una loro lista civica». «IL PRIMO anno ha rimarcato Santorelli la Fano dei Cesari è stata organizzata con il contributo dei consiglieri di maggioranza, solo l'anno successivo si sono aggregati gli altri». «Voglio vedere ha concluso provocatorio il sindaco Aguzzi se Grazia Mosciatti nel ruolo di dirigente alla Cultura riproporrebbe la Fano dei Cesari". Anna Marchetti

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CONTESTO RADICALMENTE I TONI SEMPLICISTICI CON I QUALI MOLTI INTERVENGONO SULLA QUESTIONE DELL... (sezione: Province)

( da "Mattino, Il (Avellino)" del 03-05-2009)
Pubblicato anche in: (Mattino, Il (Benevento))

Argomenti: Province

«Contesto radicalmente i toni semplicistici con i quali molti intervengono sulla questione dell'abolizione delle Province. Che senso ha abolirle in un Paese che conta quasi 9.000 comuni e in un territorio come quello sannita che per la quasi totalità ne annovera di piccolissimi? Per esperienza vissuta, spero che da parte di tutti gli schieramenti, si ripensi seriamente all'ipotesi abolizionista». È netta, sulla riforma dell'ordinamento degli enti locali e sulla soppressione degli enti inutili, la presa di posizione di Carmine Nardone, già deputato e presidente della Provincia di Benevento dal 1998 al 2008, ora presidente dell'associazione "Futuridea". Presidente Nardone, difende le Province? «Certamente. Le Province italiane hanno una storia ed una identità precise anche nell'immaginario collettivo. Quella sannita si fonda addirittura sulla presenza di una tribù della Federazione dei Sanniti, molto prima dell'ascesa di Roma, avente quella che oggi definiamo una forma di autogoverno locale. Abolendo la Provincia, cancelleremmo una parte di noi stessi». Tuttavia, rispetto a questi valori immateriali, molti giudicano inutili e costose le Province. «Questi enti sono fortemente radicati nel corpus istituzionale e nella società civile locale ed hanno potenzialità straordinarie per affrontare una nuova fase di innovazione dei sistemi territoriali. Il problema vero è individuare regole nuove in grado di fare funzionare realmente, e nel suo complesso articolarsi di Regioni, Province e Comuni, il sistema delle istituzioni democratiche delineato dalla Costituzione. D'altra parte, noto una certa schizofrenia nell'istituire prima nuove Province e poi chiedere l'abolizione anche di quelle storiche. Io abolirei le mini province che il Parlamento, senza troppa riflessione, ha istituito di recente e che la stessa Unione delle Province d'Italia non ha accettato». Molti sostengono che le Province non hanno spazio tra Regioni e Comuni. «Appunto per questo io sostengo che occorra ridare nuova vitalità e nuove competenze alle Province secondo una moderna interpretazione del principio di sussidiarietà. Esse possono più di qualunque altra istituzione realizzare l'esigenza imprescindibile di personalizzare le soluzioni per lo sviluppo locale. Prenda il caso delle aree interne campane: sarebbe un disastro per il nostro territorio se a comandare fosse solo la Regione e, cioè Napoli, con una rappresentanza in Consiglio di fatto ininfluente da parte di una assai esigua pattuglia di sanniti». Il vero problema sarebbe dunque il rapporto con la Regione? «Ormai 40 anni di istituto regionale dovrebbero aver fatto capire a tutti che il Sannio, il Cilento, la stessa Irpinia e l'Alto Casertano sono vittime di una programmazione dello sviluppo focalizzata principalmente sull'area metropolitana. Ma soluzioni pensate a Napoli e per Napoli non vanno bene per l'area collinare e montana. Nel Sannio c'è solo un comune, oltre al capoluogo, che può considerarsi popolato quanto una sola via partenopea».

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A rischio consorzi e circoscrizioni (sezione: Province)

( da "Nuova Ferrara, La" del 04-05-2009)

Argomenti: Province

La bozza Calderoli sugli enti locali prevede importanti novità A rischio consorzi e circoscrizioni Taglio dei consiglieri comunali. Provincia sì o no? E' scontro Il ministro: vedere bene chi fa cosa e cosa resta Balboni vuole emendare Il federalismo fiscale che è stato approvato la scorsa settimana in Senato, con gandi scene di esultanza della Lega Nord, rappresenta in realtà solo la prima tappa di un percorso lungo sette anni. Ben più dirompente, nell'immediato, promette di essere anche a livello locale la nuove regole sulle autonomie locali, che il ministro Calderoli sta per presentare in Consiglio dei ministri. Sono a rischio circoscrizioni, bonifica, parchi e amministratori. Le modifiche del Codice delle autonomie locali possono mutare fino all'ultimo momento, ma la bozza a conoscenza dei parlamentari Pdl contiene novità "pesanti" per un territorio come il nostro. «Si prevede di abolire le circoscrizioni nelle città al di sotto dei 250mila abitanti, quindi compresa Ferrara - spiega Alberto Balboni, senatore Pdl - Non significa naturalmente chiudere gli uffici, ma trasferirli al Comune assieme alle loro competenze. E' prevista anche una drastica riduzione dei consiglieri comunali, Ferrara per esempio passerebbe da 40 a 30 e molti Comuni della provincia da 12 a 6: in quest'ultimo caso, devo dire, mi sembra un dimagrimento troppo drastico, tanto varrebbe fondare questi Comuni con altri della stessa dimensione». Altri provvedimenti come l'abolizione dei Consorzi di bonifica, delle Agenzie di ambito e degli enti parco regionali, rischiano il conflitto con le Regioni: l'Emilia Romagna, ad esempio, ha appena ridotto da quattro a uno i Consorzi di bonifica ferraresi e sostanzialmente abolito l'Ato, mentre l'ente parco del Delta rappresenta un caposaldo della politica ambientale territoriale. Il passo ulteriore sarebbe un'ecatombe di poltrone con problemi di assestamento di poteri e competenze. Non rischia l'abolizione, invece, la Provincia di Ferrara. E' lo stesso ministro a confermarlo con una dichiarazione alla Nuova: «Sono convinto che sia necessario procedere ad una soppressione di tutti quei soggetti intermedi che escono dalla nostra norma costituzionale. Va affrontato anche il problema dei piccoli Comuni perchè non ha senso avere una municipalità con 35 abitanti, 12 consiglieri comunali, 6 assessori. Di qua la necessità di rivedere i numeri. Poi certamente ci sarà il problema delle Province, ma su questo punto prima di operare tagli secchi voglio vedere chi fa cosa e che cosa resta». Traduzione: rischiano nell'immediato gli enti molto piccoli, una decina in tutta Italia. Ma su questo che in Parlamento ci sarà discussione: «La posizione programmatica del Pdl è l'abolizione delle Province, misura che ci farebbe risparmiare 10 miliardi l'anno - dice Balboni, nominato co-responsabile della comunicazione del Pdl nazionale - con il trasferimento a Comuni e Regioni delle competenze. La Lega Nord, come noto, ha idee diverse e in effetti la parte più debole della bozza Calderoli è l'accorpamento di poche, piccole Province. Se dovesse arrivare in aula, mi propongo di presentare un emendamento per abolire del tutto questi enti. Un'alternativa potrebbe essere rappresentata da un Consiglio provinciale composto dai soli sindaci del territorio». In ogni caso, per compiere un atto del genere sarebbe necessaria una legge di riforma costituzione, con i tempi e le difficoltà di un simile passaggio. E' scettico su questa operazione Sandro Bratti, deputato Pd: «Sono due legislature che si parla di cambiare il codice delle autonomie locali. A noi del Pd interessa il parallelismo tra le modifiche agli enti locali e il federalismo, invece si procede su piani diversi per tatticismi nella maggioranza». (s.c.)

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Tagli negli enti locali: 50mila politici in meno (sezione: Province)

( da "Sole 24 Ore, Il (Del Lunedi)" del 04-05-2009)

Argomenti: Province

Il Sole-24 Ore del lunedì sezione: PRIMA data: 2009-05-04 - pag: 1 autore: Autonomie. Sarà ridotto il numero di assessori e consiglieri Tagli negli enti locali: 50mila politici in meno Con la riforma federale arriva un nuovo tentativo di alleggerire la politica locale. Il progetto, drastico, è quello messo nero su bianco delle bozze di Ddl sulle funzioni e gli ordinamenti locali, preparato in queste settimanedal ministro della Semplificazione, Roberto Calderoli. La proposta prevede un alleggerimento di Giunte e consigli di Comuni e Province, la soppressione ( quasi totale)dei consigli circoscrizionali e l'addio alle Comunità montane: rispetto alle leggi attuali, in gioco ci sono almeno 45.921 posti da consigliere o assessore, ma il conto reale vola verso quota 50mila, anche perché molti enti non hanno ancora assorbito i tagli che erano stati previsti dalla Finanziaria per il 2008. La cura più profonda, secondo le bozze di questi giorni, è riservata ai Comuni, che si vedrebbero cancellare ( al termine dei rispettivi mandati) il 32% dei politici oggi "in servizio". Ma è imponente anche la revisione prospettata alle Province, che sull'altare della razionalizzazione sarebbero chiamate a portare il 39,9% dei loro assessori e il 26,8% dei consiglieri. Senza contare i parametri di efficienza che potrebbero costare l'esistenza a qualche ente troppo piccolo o costoso. Le Province, però,crescerebbero in competenze, assorbendo quelle di tutti gli enti intermedi (dagli Ato ai parchi regionali) di cui si prevede l'abolizione. Trovati u pagina 3 l'articolo prosegue in altra pagina

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Enti locali, via un terzo delle poltrone (sezione: Province)

( da "Sole 24 Ore, Il (Del Lunedi)" del 04-05-2009)

Argomenti: Province

Il Sole-24 Ore del lunedì sezione: PRIMO PIANO data: 2009-05-04 - pag: 3 autore: Enti locali, via un terzo delle «poltrone» Il numero di consiglieri e assessori in Comuni e Province si ridurrà dagli attuali 135mila a circa 85mila Gianni Trovati Alle ultime elezioni comunali di Reggio Calabria, nel 2007, si presentarono in 3.500: uno ogni 43 abitanti maggiorenni, in pratica, fu messo in lista per un posto da consigliere al Comune o in uno dei 15 consigli di quartiere della città. Il caso-Reggio, comunque, è tutt'altro che eccezionale.Da Torino alla Sicilia, le amministrative raccolgono sempre eserciti imponenti di candidati ai 135mila posti da politico locale sparsi tra Comuni, Province e consigli circoscrizionali. La fase di attuazione della riforma federale ora punta proprio lì, e prova a cancellare dagli ordinamenti locali uno strapuntino su tre. L'"attacco" agli eccessi di politica locale arriva dal disegno di legge preparato dal ministero della Semplificazione (si veda Il Sole 24 Ore del 28 aprile) per attuare la parte ordinamentale del federalismo. A Calderoli, è evidente, l'ambizione non manca, e in questa legislatura non gli fanno difetto nemmeno doti da mediatore prima insospettabili: ne avrà bisogno, per portare al traguardo questo secondo pilastro della riforma. Perché a tradurre in numeri gli articoli delle bozze di Ddl circolate in questi giorni emergono cifre "rivoluzionarie". Nell'Italia federale, secondo il progetto calderoliano, i Comuni dovrebbero contare su 60.200 consiglieri comunali (35mila in meno degli attuali) e 20.450 assessori (oltre 3mila in meno rispetto a oggi), congedandosi da circa il 32% degli attuali politici da municipio. In tutto, tra Province, Comuni, circoscrizioni e Comunità montane dovrebbero saltare almeno 45.921 posti rispetto a quelli previsti oggi dalla legge: ma il conto reale vola almeno a quota 50mila, perché molti enti non hanno ancora effettuato i tagli (alle Giunte nelle grandi città e ai quartieri nelle piccole) introdotti con la Finanziaria 2008, e perché sulle Province si potrebbe affacciare qualche intervento ulteriore. A Roma e Milano, per esempio, i consigli comunali dovrebbero perdere 20 dei 60 membri, mentre nei quasi 5mila micro-Comuni sotto i 3mila abitanti sei persone in consiglio dovrebbero bastare (oggi sono 10). Stesso discorso per le Giunte, chiamate ad alleggerirsi fino alla forma del trittico (due assessori più il sindaco) negli enti più piccoli. In ogni amministrazione il taglio dovrebbe scattare insieme alle scadenze dei mandati, e lo stesso calendario è previsto per le cure ancora più drastiche pensate per i consigli circoscrizionali, nati sulla spinta della mega-ondata partecipativa degli anni 70 ma in gran parte naufragati alla prova delle competenze effettive. Nelle bozze circolate in questi giorni si legge anche della «soppressione » tout court delle circoscrizioni comunali, ma nelle città più grandi alcune forme di decentramento ( per esempio i municipi di Roma) sembrano destinate a sopravvivere: ipotizzando che il taglio escluda del tutto le città sopra i 500mila abitanti, resisterebbero 65 dei 384 consigli oggi previsti ( erano 612 prima della Finanziaria 2008), con 1.781 membri "superstiti" su 6.538. Insomma, la partecipazione va bene ma non può essere pletorica, e soprattutto non può perdere di vista le funzioni reali che ogni livello di governo è chiamato a svolgere. Su questo, più che sui risparmi nelle indennità ( una trentina di milioni l'anno, per i Comuni) si gioca la partita dell'efficienza. E a questi principi si ispira anche la revisione pensata per le Province, che alleggerisce consigli e Giunte come nei Comuni ma non si ferma lì. L'abolizione totale non c'è (la Lega è contraria, e poi servirebbe una nuova legge costituzionale), ma può affacciarsi caso per caso, quando l'ente non risponde a una serie di criteri di efficacia basati su dimensioni, costi di gestione, efficacia delle funzioni svolte e dell'azione amministrativa. Il taglio di Giunte e consigli, da solo, si porterebbe via un migliaio fra assessori e consiglieri, ma un'applicazione rigida dei parametri previsti dal disegno di legge, insieme alla soppressione delle Province dove c'è la Città metropolitana, potrebbe almeno raddoppiare il conto: già oggi, per esempio, sono 17 gli enti, da Biella a Crotone, da Verbania a Isernia fino alle quattro new entry sarde, che non raggiungono il limite minimo di 200mila abitanti. La via più efficace per "difendere" le province dal dibattito continuo degli abolizionisti, però, passa attraverso l'arricchimento delle loro competenze. E qui l'idea di Calderoli si concentra.Nell'Italia del federalismo, secondo questo progetto,non c'è spazio per la folla di enti intermedi, dalle comunità montane (oggi sono 180, dopo il riordino regionale avviato con la Finanziaria 2008) ai consorzi, dagli ambiti territoriali ai bacini imbriferi fino ai 130 enti parco regionali, che non sono indicati nella Costituzione ma oggi affollano le amministrazioni locali. Via tutto, quindi, entro un anno dall'approvazione del Ddl, con passaggio di competenze alla Provincia di riferimento. gianni.trovati@ilsole24ore.com © RIPRODUZIONE RISERVATA LA SFORBICIATA Tra le ipotesi allo studio anche la soppressione (quasi totale) delle circoscrizioni e l'addio definitivo alle Comunità montane I tagli in programma

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FEDERALISMO: FRANCO (LN), PIU' POTERE A PROVINCE NO ISTITUTI INTERMEDI. (sezione: Province)

( da "Asca" del 04-05-2009)

Argomenti: Province

FEDERALISMO: FRANCO (LN), PIU' POTERE A PROVINCE NO ISTITUTI INTERMEDI (ASCA) - Roma, 4 mag - ''Alle province possono essere date delle competenze ulteriori al fine di evitare una serie di istituti intermedi che costano molto e che potrebbero essere invece accorpati alle Province, tipo i Consorzi di Bonifica e le Comunita' Montane. A tal proposito, attribuirei al presidente della Provincia anche le competenze del prefetto e delle prefetture. E' altrettanto vero che esistono province che, per il numero di abitanti, non hanno ragione di esistere ed e' verissimo che negli ultimi anni sono state fatte tante nuove province che non era opportuno fare''. Cosi' il senatore Paolo Franco (Lega Nord) componente della commissione Finanze al Senato, nel corso della rubrica settimanale di Gr Parlamento ''60 Minuti'', sul tema dell'abolizione o meno delle province. ''Se una provincia - continua Franco - ha da 700mila a 1 milione di abitanti ha ragione esistere, mentre una provincia da 80 a 100mila abitanti non ha ragione di esistere''. red-njb/sam/rob

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Rimborsi Ici, a Cuneo il 132% in più (sezione: Province)

( da "Stampa, La" del 05-05-2009)

Argomenti: Province

IL CASO. DOPO L'ABOLIZIONE DELL'IMPOSTA Rimborsi Ici, a Cuneo il 132% in più [FIRMA]ALBERTO PRIERI CUNEO Da potenziale causa di buchi nei bilanci comunali, l'abolizione dell'Ici (l'Imposta comunale sugli immobili) per la prima casa si sarebbe trasformata in un grande affare per molte città: almeno stando a quanto riportato dal Sole 24 Ore. Secondo l'indagine pubblicata ieri, Alessandria (prima in Italia in questa speciale classifica) avrebbe avuto un rimborso statale nel 2008 (primo anno di abolizione) addirittura doppio (+198,8% per la precisione) rispetto a quanto incassato nel 2007, mentre Cuneo (al 28° posto) si sarebbe «accontentato» del 132,5%, vale a dire un terzo in più di quanto versato dai cittadini un anno prima. Le cifre: il trasferimento statale sui mancati incassi 2008 è stato di 3 milioni e 32 mila euro rispetto a una certificazione di bilancio 2007 pari a 2 milioni e 834 mila euro per l'Ici sulla prima casa, dei quali poi sono finiti nelle casse comunali 2 milioni e 288 mila euro. Con il trasferimento statale ci avrebbero guadagnato il 70% dei capoluoghi di provincia, con differenze anche notevoli tra quanto iscritto a bilancio e quanto incamerato. «Non è da escludere che qualche Comune abbia fatto il furbo, ma non è il nostro caso - dice Patrizia Manassero, assessore al Bilancio a Cuneo - la disparità tra quanto iscritto a bilancio e quanto incassato deriva solo dal fatto che il Comune si appoggia a un ente che gestisce gli incassi e che ha rendicontato una parte di quei 2 milioni e 834 mila euro, tutti effettivamente incassati, solo a febbraio 2008. L'Ici si pagava in due rate: quella di giugno veniva girata alle casse comunali piuttosto in fretta, per quella di dicembre ci voleva più tempo». «Anche il fatto che lo Stato ci dia più di quanto dovrebbe è falso - aggiunge l'assessore -. Nei bollettini Ici per la prima casa non venivano inserite le pertinenze, ad esempio garage e cantine, identificati come altri fabbricati. Il nostro regolamento comunale però assogettava all'Ici una pertinenza per ogni abitazione principale: contando anche quelle, il gettito per la prima casa superava i 3 milioni e 200 mila euro, molto più del rimborso statale». In altre parole, gli enti locali calcolano il totale di quanto deriva solo dal conteggio dell'appartamento o della casa in cui una famiglia vive (e su questo lo Stato proporziona il rimborso), ma tassano in modo diverso i locali collegati (cantine e garage appunto, il cui mancato gettito non viene rimborsato). Un meccanismo che determina disparità tra residenti in Comuni diversi, e apparenti disparità nei rimborsi statali da città a città. Ad Alba, l'ammontare dell'Ici prima casa sul 2007 era di 1 milione e 389 mila euro, che lo Stato ha pressochè coperto integralmente nel 2008. «Noi abbiamo certificato il minor gettito in 970 mila euro - dice Lorella Nari, responsabile dei servizi finanziari al Comune di Saluzzo -. Finora ci sono stati restituiti 913.292 euro. Speriamo arrivi anche il resto e che per il prossimo anno si possano inserire nella certificazione anche le abitazioni di nuova costruzione che, con il vecchio sistema, avrebbero dovuto pagare l'Ici in quanto prime case».

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(sezione: Province)

( da "Resto del Carlino, Il (Rimini)" del 05-05-2009)

Argomenti: Province

RIMINI CRONACA pag. 9 «Le piccole bugie di Pinocchio' Vitali» LOMBARDI (PDL) SULL'ABOLIZIONE DELLE PROVINCE «QUANDO VITALI vuol fare il duro va sopra le righe e dice bugie». Marco Lombardi, candidato Pdl per la Provincia, replica alle accuse dell'avversario Pd («Lombardi vuole abolire le Province: dunque perché si candida a guidare la nostra?>» «Ogni tanto prosegue Lombardi Vitali o chi per lui, si lascia andare ad una dichiarazione un po' ruvida e preso dalla foga dice qualche piccola bugia. Io non ho mai detto che le Province vanno abolite, ho detto che c'è un dibattito in corso, io non ho una posizione su questo tema perché andrebbe approfondito e non trattato con semplicismo. Comunque anche qualora si decidesse di abolirle non mi strapperei le vesti perché potrei anche tornare a fare altro. Ho detto però che siccome per i prossimi 5 anni la Provincia ci sarà e avrà compiti importanti, vorrei offrire ai nostri cittadini un governo migliore di quello che potrebbe offrire chi, come Vitali, è corresponsabile del disastro politico ed amministrativo del Comune di Rimini». «Nel merito delle critiche vorrei ricordare a Vitali che la provincia è l'Ente che ha più capacità impositiva sui cittadini (più del Comune) e quindi pensare a una riduzione della pressione fiscale non è una cosa ininfluente. Capisco che secondo la tipica concezione della sinistra per lui tassare i cittadini è fatto trascurabile perche è concentrato su come distribuire in regime monopolista le risorse. Ma per me prima viene la creazione di ricchezza e posti di lavoro, poi una tassazione equa e rapportata ai servizi offerti, poi viene la distribuzione di risorse a seconda dei bisogni delle fasce più deboli».

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E Lucchi si candida per abolire la Provincia (sezione: Province)

( da "Resto del Carlino, Il (Cesena)" del 05-05-2009)

Argomenti: Province

FORLÌŒ CRONACA pag. 14 E Lucchi si candida per abolire la Provincia REPUBBLICANI È GIOVANNI LUCCHI (foto) il candidato del Partito repubblicano per la presidenza della Provincia. Con questa mossa, decisa nelle ultime ore, l'Edera sceglie dunque di intraprendere un percorso autonomo (così come fatto per il Comune di Forlì, dove il candidato è Lauro Biondi), scrivendo la parola fine sull'ipotesi di sostenere il candidato della Lega Nord Gianluca Zanoni. «È stato il Carroccio spiega il segretario della consociazione forlivese del Pri Lauro Biondi a scegliere un'altra strada. Noi abbiamo cercato di comporre il puzzle delle alleanze cercando sia la forma che la sostanza. Purtroppo l'aggettivo raziocinante non si adatta a certe forze politiche». Messe in archivio le possibili alleanze per il Pri è arrivato il momento della ricerca del consenso. «IL PRI dice Lucchi ha sempre combattuto per l'abolizione delle Province. Non faremo eccezioni. Però, fino a quando restano, vanno governate nel migliore dei modi». «Chi non vuole più la Provincia deve votare Pri. Chi vuole gli sprechi voti pure gli altri», sintetizza Biondi. La ricetta repubblicana, stando al candidato Lucchi (ora capogruppo in Provincia), passa attraverso un impegno su «scuola ed infrastrutture, oltre ad un ruolo di coordinamento dei 30 comuni da parte della Provincia». «Visto che è possibile sognare aggiunge penso ad una metropolitana di superficie che colleghi piazza del Popolo a Cesena con piazza Saffi. Occorre poi rendere il territorio più appetibile, attraverso un valido sistema di welfare. Senza dimenticare la sicurezza. Servono però maggioranze compatte che credano in questi progetti». A gettare altra benzina sul fuoco sul capitolo sprechi' è Mario Guidazzi, segretario del Pri della consociazione cesenate. «La spesa corrente della Provincia va tenuta sotto controllo è la sua analisi . Si buttano via soldi per iniziative che non servono a nulla». «Eliminiamo le società pubbliche inutili conclude Biondi. Riduciamo i gettoni di presenza. E, ripeto, la Provincia va eliminata. Ha un costo del personale che oscilla tra i 70 ed i 100 milioni di euro. Soldi che vanno redistribuiti ai cittadini. Pensiamo poi ad istituire la Regione Romagna, con una proposta politico-finanziaria credibile». Luca Bertaccini

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liste per non votare la provincia (sezione: Province)

( da "Mattino di Padova, Il" del 05-05-2009)

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Pagina 9 - Regione Liste per non votare la Provincia Campagna astensionista per le elezioni di Padova e Venezia A guidare la rivolta sono alcuni imprenditori veneti da Luigi Rossi Luciani a Massimo Carraro PADOVA. Presentata a Padova l'iniziativa «La Provincia non serve? Non la voto», campagna astensionista per le elezioni provinciali di Padova e Venezia. Ad illustrarne gli obiettivi l'ex presidente di Confindustria Veneto, Luigi Rossi Luciani, l'imprenditore Massimo Carraro e l'ideatore del movimento, Michele Bortoluzzi. «La nostra iniziativa - ha spiegato Rossi Luciani - è assolutamente trasversale. Siamo un gruppo di imprenditori, di cittadini che è stanco di sentire la promessa di riduzione del peso dello Stato da parte dei politici, e non vedere mai un segnale in questo senso. Le Province costano 17 miliardi, ed il 45% lo spendono per mantenere in vita se stesse». A Padova e Venezia, in particolare, il movimento presenta una lista per superare lo scoglio della par condicio in campagna elettorale. Una lista che però «non vuole voti, ma spazi di comunicazione in campagna elettorale». La "crociata" degli imprenditori veneti era partita su internet (www.nonservenonvoto.it) lo scorso mese di marzo. Tra i proponenti, oltre ai succitati, figuravano anche Marina Salomon (Altana, Doxa), Massimo Calearo (ex presidente di Federmeccanica) e Stefano Beraldo (dg di Coin Group). Del resto, lo stesso Calearo, deputato in quota Pd, era stato il primo firmatario di una proposta trasversale di abolizione delle Province assieme a Santo Versace, deputato del Pdl nonché imprenditore. Ma l'idea parte da più lontano: il primo a proporre l'abolizione delle Province fu Francesco Crispi, giudicandole già nel 1870 non particolarmente utili. Da allora le Province si sono moltiplicate, fino a raggiungere quota 107 (110 se si contano quelle a Statuto Speciale).

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di MONICA DOLCIOTTI LISTA Moderazione popolare scende in campo con due candid... (sezione: Province)

( da "Nazione, La (Livorno)" del 05-05-2009)

Argomenti: Province

CRONACA LIVORNO pag. 2 di MONICA DOLCIOTTI LISTA Moderazione popolare scende in campo con due candid... di MONICA DOLCIOTTI LISTA Moderazione popolare scende in campo con due candidati: Romeo Chierchia alla presidenza della Provincia, e Natalina Vadalà candidata alla carica di sindaco. Questa lista si colloca al centro, ma porta avanti «una politica innovativa, trasparente e pluralista non ancorata ai vecchi sistemi politici dichiara il vice segretario nazionale Francesco Mulino basati sul clientelismo». Per la Provincia questa neonata lista ha raccolto quasi tutte le firme necessarie. Per il Comune le sta ancora raccogliendo. Romeo Chierchia ha 41 anni, ha due figli, è ispettore della polizia penitenziaria e politicamente ha maturato una lunga esperienza nelle fila di Alleanza Nazionale ed è stato tra i fondatori del Partito dei Pensionati. Natalina Badalà ha 61 anni, è professoressa all'Itc Colombo e anche lei ha maturato una lunga militanza politica in An ed è di recente confluita nel Partito dei Pensionati per approdare alla lista Moderazione Popolare. «Noi corriamo da soli sottolinea con orgoglio Chierchia dunque non appoggiamo nessuno. Nel nostro programma vogliamo per la Provincia promuovere il collegamenti con le isole per mezzo di un eliporto a Livorno. Abbiamo una visione del trasporto pubblico e privato moderna». E prosegue: «Vogliamo una politica che abbatta i costi sostenuti dalle famiglie per l'istruzione dei figli nelle scuole dell'obbligo; vogliamo abbattere i costo del trasporto pubblico su autobus attraverso la pubblicità su paline e pensiline e i ricavati serviranno a finanziare un fondo economico per far pagare meno gli utenti dei bus». Ancora: «Vogliamo incrementare la sicurezza dei cittadini con le ronde formate con i contributi della Provincia affinché siano coordinate con le forze dell'ordine e dotate di adeguate tecnologie». Sul dibattito in atto per l'abolizione delle Province, Chierchia dichiara: «Occorre accorpare i Comuni dello stesso ambito provinciale in un unico organismo provinciale allargato, cioè una sorta di parlamentino federale'. E occorre soppiantare i singoli Comuni con circoscrizioni. Questo farebbe risparmiare in Italia 40 miliardi di euro».

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Una lista per cancellare la Provincia (sezione: Province)

( da "Corriere del Veneto" del 05-05-2009)

Argomenti: Province

Corriere del Veneto sezione: PADOVA data: 05/05/2009 - pag: 8 La campagna «Non serve, non voto»: «Ci candidiamo ma non votateci» Una lista per cancellare la Provincia PADOVA «Ci candidiamo a patto che non ci votino». Viaggia sul filo del paradosso la «provocazione» di «Amo l'Italia non voto la Provincia» il movimento per l'abolizione degli enti provinciali che si appresta a presentare una propria lista e un proprio candidato (i nomi sono ancora top secret) proprio per la corsa a palazzo Santo Stefano. Una contraddizione in termini, apparentemente. Niente affatto secondo Michele Bortuluzzi. «Si tratta solamente di un escamotage per non far scattare il bavaglio della par condicio - spiega l'esponente del Partito radicale-. La legge vigente non prevede infatti degli spazi per i sostenitori dell'astensionismo. Diversamente rischiavamo di non aver voce fino alla fine dalle elezioni». «Chi si candiderà nella nostra lista dovrà anche sottoscrivere un documento in cui s'impegna a non accettare alcuna carica in caso di elezione dice ancora Bortoluzzi . Il nostro programma non a caso contempla solo tre punti: rifiutare la scheda elettorale per le province, oppure annullarla scrivendo "Non serve? Non voto. Oppure ancora: restituire la scheda bianca». Oltre a Padova il logo «Amo l'Italia non voto la Provincia » dovrebbe far capolino nelle schede elettorali di Venezia, Milano, Brescia, Bologna e Firenze. «Non si tratta certo di qualunquismo aggiunge Massimo Carraro già sfidante di Giancarlo Galan per il centrosinistra nelle ultime regionali . Questa campagna contro le province, oltre ad avere un vasto consenso tra la popolazione, sarebbe un ottimo strumento indebolire la casta». «Si parla tanto di tagliare i costi della politicaspiega Luigi Rossi Luciani già numero uno degli industriali veneti-. Ecco, questa sarebbe un'ottima occasione per eliminare in un colpo solo migliaia e migliaia di poltrone sostanzialmente inutili e a carico del contribuente». Tra gli slogan del movimento c'è: zero Province, 10 regioni e 2000 comuni. «Non è vero che in questo modo si andrebbero licenziare i dipendenti degli enti provinciali conclude Bortoluzzi . I lavoratori assunti tramite concorso verrebbero riassorbiti dall'amministrazione pubblica, pensiamo per esempio quanto servirebbero negli uffici giudiziari. A rimanere disoccupati sarebbero solo i dipendenti di nomina politica». Al.Rod. Trio d'eccellenza Da sinistra: il radicale Michele Bortoluzzi, l'imprenditore Luigi Rossi Luciani e Massimo Carraro

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Rush finale per la composizione delle liste a quattro giorni dalla loro presentazione in tri... (sezione: Province)

( da "Messaggero, Il (Marche)" del 05-05-2009)

Argomenti: Province

Martedì 05 Maggio 2009 Chiudi di DIANA MARILUNGO Rush finale per la composizione delle liste a quattro giorni dalla loro presentazione in tribunale. Rosalba Ortenzi consigliere regionale, Giuseppe Buondonno coordinatore del Pd cittadino, Mauro Tomassetti vice preside dell'Itis Montani, il consigliere comunale Andrea Petracci e quello provinciale Ezio Donzelli sono i cinque candidati consiglieri del Partito Democratico alle prossime provinciali per i collegi Fermo. Il giovane Andrea Di Virgilio e la moglie dell'ex sindaco sangiorgese Claudio Brignocchi, Katia Ciabattoni, invece si candideranno per lo stesso partito nei collegi di Porto San Giorgio. Gianni Conte, della Legambiente e componente di spicco del Comitato contro la centrale a biomasse e l'impianto al silicio si presenterà nella lista dell'Italia dei Valori. Questa annovera tra i candidati anche gli ex sindaci di Torre San Patrizio e Ortezzano Alberto Regno e Ugo Agostini, la rappresentante delle donne dell'Idv Donatella Ruggeri, la preside dell'Itcg di Fermo Anna Maria Vecchiola e l'avv, Claudio Moretti oltre naturalmente al responsabile provinciale dei giovani del partito Michele Amurri e a Christina Pacella della lista civica Libera Cittadinanza. In queste ore oltre alle liste si stanno chiudendo gli ultimi accordi per le alleanze. Stamattina si presenterà ufficialmente il candidato presidente del Partito Liberale, Patrizia Niccolini. Una lista giovane la sua ed una campagna elettorale che si annuncia senza protagonismi ma che vuole far ritornare il Pli nell'alveo del centrodestra. Una ventina i candidati consiglieri provinciali che si presenteranno alle elezioni. In dirittura d'arrivo anche la lista "Il Centro del Fermano" che sostiene il candidato presidente Gaetano Massucci, il chirurgo di Amandola consigliere comunale a Monte Vidon Combatte. Chiuse anche le tre liste apparentate con Gianni Basso, quella del Movimento per le Autonomie, La Destra e la civica Forza Fermano. «Sono 24 candidati per ogni lista - dice Basso - sono convinto che presso la gente il mio nome passerà come è sempre stato, perché gli elettori non guarderanno i simboli dei partiti ma gli uomini e le donne che si sono candidati e la loro affidabilità. Ho fatto tante battaglie e ho trasformato Montegranaro e questa della provincia mi appassiona particolarmente. Spero che Di Ruscio, al secondo turno, mi chieda l'apparentamento ed io glielo concederò». Intanto l'on. Raffaele Lombardo dell'Mpa ha sancito l'inizio della campagna elettorale di Basso. «E' il candidato - afferma il parlamentare - che meglio si sposa con l'autonomia della provincia di Fermo che si affaccia nello scenario delle autonomie provinciali . Oggi si parla di abolizione delle province non considerando il ruolo fondamentale che quest'ente esercita fra Comuni e Regione coordinando le politiche del territorio». Nel frattempo domani per sostenere la campagna elettorale di Saturnino Di Ruscio arriva alle ore 20 a Porto Sant'Elpidio località Corva presso il Salone Parrocchiale il Ministro della Gioventù Giorgia Meloni mentre da ieri e iniziata la serie di incontri che vedrà il candidato Presidente del centrosinistra Fabrizio Cesetti impegnato in tutti i Comuni componenti la nuova Provincia. È precisa volontà del candidato «toccare tutti i 40 centri, senza lasciarne fuori alcuno».

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C'è anche chi, dall'abolizione dell'Ici, riesce a trarre grandissimi vantaggi (sezione: Province)

( da "Gazzettino, Il (Padova)" del 05-05-2009)

Argomenti: Province

C'è anche chi, dall'abolizione dell'Ici, riesce a trarre grandissimi vantaggi Martedì 5 Maggio 2009, Stranezze dell'Ici. Qualche Comune, secondo le recenti stime, riuscirebbe a trarre grandissimo vantaggio dalla cancellazione dell'Imposta sugli immobili, a scapito delle amministrazioni più virtuose. I trasferimenti statali rilasciati per "inerzia", infatti, finiscono col dare a molte città meridionali risorse che le stesse mai sarebbero riuscite a riscuotere in concreto, superando quindi i mancati incassi, a svantaggio dei comuni più attenti. Padova è tra le più danneggiate: su una classifica di 103 città è al 65esimo posto, con 26 milioni di euro tra i valori del bilancio (dato 2007), 23 milioni 970mila euro incassati e 24 milioni 507mila rimborsati, pari al 102,2 per cento degli introiti che altrimenti avrebbe riscosso da sola. Ma è proprio così? «E' l'ennesima riprova - dice l'assessore comunale al Bilancio Gaetano Sirone - di applicazione del federalismo fiscale alla rovescia. Il taglio dell'Ici altro non è stata che una mossa elettorale, fatta a suo tempo nella consapevolezza che non c'erano i soldi per poterselo permettere. E infatti non stanno mantenendo la promessa». L'assessore nel corso della sua amministrazione ha più volte ricordato gli effetti benefici dei controlli effettuati per la lotta all'evasione, grazie alla quale tutte le imposte dovute alla fine sono entrate nelle casse comunali. Quando erano previsti 26 milioni di euro, dunque, 26 milioni alla fine sono arrivati in bilancio. E non 24 milioni, come invece calcolato dall'erario, in un gioco al ribasso in cui sono caduti molti comuni. In testa quello di Trapani che era solito incassare meno della metà del dovuto. Così dallo Stato è riuscito a ricevere rimborsi pari al 198 per cento di quello che invece avrebbe ottenuto con le sue forze. «Banche dati caotiche e disordinate - conclude Sirone - hanno fatto il resto. Anche se era abbastanza prevedibile che comuni quali Enna, Bari, Lecce, Campobasso, Siracusa, non avrebbero mai avuto strumenti per incassare l'Ici spettante. In questo calderone sono caduti dentro anche comuni virtuosi come quello di Padova. L'erario ha quindi considerato il dato di partenza gonfiato anche se nel nostro caso non lo era. Ha ipotizzato una previsione al rialzo, e ha ritenuto di rimborsare una cifra inferiore considerandola equa. Invece non lo è: per eccesso per i comuni spreconi, per forte difetto per quelli virtuosi. E sarebbe questo il federalismo fiscale?».

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ALGIA TESTA NOCERA INFERIORE. IN BARBA AI TANTI PROCLAMI LA SOCIETà AUTOSTRADE MERIDIONALI C... (sezione: Province)

( da "Mattino, Il (Salerno)" del 05-05-2009)

Argomenti: Province

ALGIA TESTA Nocera Inferiore. In barba ai tanti proclami la Società Autostrade Meridionali cosa fa? Aumenta il pedaggio sull'A3 Napoli-Salerno che rimane rigorosamente a tariffa unica. Un euro e sessanta centesimi per qualsiasi tratto, lungo medio e breve che sia, un aumento di dieci centesimi applicato all'improvviso e in un periodo quanto mai inusuale dal momento che le stangate dei rincari autostradali arrivano in genere con il primo dell'anno. Eppure sono ben tre anni che si discute di un imminente introduzione di un nuovo pedaggio a tariffa differenziata, calibrata sugli effettivi chilometri percorsi. Battaglie locali si sono spostate ai tavoli romani dove sembrava quasi fatta, almeno stando alle rassicurazioni dei politici espressione del territorio che parlavano di una battaglia ormai vinta. Nel 2007 le riunioni a Roma, su input dell'allora sottosegretario alle Infrastrutture Andrea Annunziata, non si sono contate. Al tavolo anche i vertici della Società autostradale che, dopo estenuanti trattative, sembravano avere recepito le istanze del territorio. Era il marzo 2008 quando gli annunci diventarono ufficiali. Entro l'estate il nuovo pedaggio - aveva dichiarato Annunziata - solo una questione tecnica». E sembravano stabilite anche le tariffe. Meno di un euro, esattamente novanta centesimi, da Nocera Inferiore a Salerno e viceversa. Le reazioni all'aumento non mancano a cominciare da quella del sindaco di Nocera Inferiore, Antonio Romano, in prima fila per ottenere l'abolizione della tariffa unica. «Non si può illudere la gente - ha tuonato - è una vergogna! Si tratta di una decisione che va assolutamente contro gli impegni assunti con noi in sede romana. Sembrava tutto definito. Eravamo stati rassicurati che di lì a qualche mese sarebbe partito il nuovo sistema. E invece, a distanza di oltre un anno e mezzo, viene addirittura incrementato il costo del pedaggio». La questione diventerà oggetto anche di un'interrogazione consiliare a firma dell'esponente dell'Mpa, Giuseppe Grassi, che chiede l'immediata convocazione di consiglio monotematico. «L'ennesima sconfitta dell'amministrazione Romano - dice - sono i risultati di una amministrazione delirante, autoreferenziale ed interlocutrice di se stessa, che non trova più credito né nei confronti delle istituzioni né nei confronti dei cittadini. I cittadini pagano amaramente le scelte di chi ha dimostrato, come Romano, di avere interesse a mantenere in piedi la sua maggioranza tra il moltiplicarsi dei dirigenti e degli assessori, senza nutrire alcun amore per il governo della città e del suo territorio abbandonandolo a se stesso». Sulla questione interviene anche il consigliere provinciale Salvatore Bottone che chiede un intervento dell'assessore provinciale ai trasporti Rocco Giuliano: «La Provincia di Salerno deve essere presente in queste problematiche» ha dichiarato.

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Tutti a caccia delle firme (sezione: Province)

( da "Corriere delle Alpi" del 06-05-2009)

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LA SCADENZA E' SABATO Tutti a caccia delle firme C'è chi abbonda e chi invece ci ha già rinunciato BELLUNO. Aaa, cercasi firme per liste elettorali. Annata di passione per una delle incombenze più pesanti a carico di chi vuole candidarsi alle elezioni: la raccolta di firme, possibilmente autentiche e raccolte onestamente. Per presentare una lista alle elezioni provinciali ne servono almeno 350 (al massimo 700) e in giro c'è gente che cerca firme per una quindicina di simboli. Non tutti ce la faranno, qualcuno si è già arreso, altri si sono affidati ai partiti alleati più organizzati sul territorio per sguinzagliare in giro raccoglitori professionisti. Due le teorie: c'è chi si accontenta di avere un piccolo margine puntando soprattutto sulla validià delle firme raccolte perché non vengano contestate e c'è chi invece preferisce tenersi larghissimo e fare incetta di identità. Sinistra e centrosinistra appartengono a questa categoria: «Quello di raccogliere molte più firme del necessario è un po' un'abitudine per noi», spiega il segretario del Prc Moira Fiorot, «perché non si sa mai e anche stavolta ne abbiamo in abbondanza». Anche il Pd ne ha molte: «Più che altro è successo per sbaglio», racconta il coordinatore provinciale del Partito Democratico Valerio Tabacchi, «perché avevamo diverse persone impegnate», del resto alle spalle hanno macchine organizzative dall'esperienza secolare. Dovrebbe farcela Andrea Dall'O che ha messo insieme Liga Veneta e Liga Pensionati per appoggiare Sergio Reolon e assicurano di esserci già riusciti anche quelli del Pne: «Abbiamo già tutto a posto», assicura il segretario Luciano Reolon, ma il candidato presidente verrà svelato solo oggi. Ha mollato la spugna invece Giovanni Patriarca del movimento per il Non Voto: «Raccogliere firme contro la Provincia, a Belluno, non è facile. Questa realtà non mi sembra favorevole all'abolizione di quell'ente». Tra i problemi maggiori c'è la paura di molti cittadini di ritrovarsi di nuovo in questura a dare spiegazioni dopo i fatti di tre anni fa. La scadenza è imminente, le liste vanno presentate in tribunale con candidature e programma dalle 8 di venerdì alle 12 di sabato.

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Paolazzi: Siamo noi le vere sentinelle attive sul territorio (sezione: Province)

( da "Trentino" del 06-05-2009)

Argomenti: Province

di Jacopo Tomasi Paolazzi: «Siamo noi le vere sentinelle attive sul territorio» TRENTO. Quasi 500 mila euro. è quanto costano ogni anno le circoscrizioni tra gli stipendi dei 12 presidenti (1.300 euro netti al mese) ed i gettoni di presenza dei consiglieri (circa 40 euro netti a seduta). Soldi buttati, per qualcuno. Presenza indispensabile, per qualcun'altro. Un dibattito aperto dal 2007 quando l'allora sindaco Alberto Pacher invitò a dimezzarle per ridurre i costi. E c'è chi suggerì addirittura di abolirle. A distanza di anni Corrado Paolazzi, presidente uscente della circoscrizione di Gardolo che sarà facilmente riconfermato dall'alto dei 280 voti ricevuti, affronta la questione. Difende il ruolo di «sentinelle del territorio» e chiede al Comune più ascolto ma soprattutto «rapidità ed efficenza nel dare risposte alle richieste». Presidente Paolazzi, da tempo ci si interroga sull'effettiva utilità delle circoscrizioni. Immagino che lei le ritenga importanti... Sì, perché hanno un ruolo politico di sentinelle del territorio. Sono i veri soggetti che colgono le esigenze della gente per poi portarle all'attenzione di Comune o Provincia. Spesso, però, si lamenta la mancanza di potere decisionale e quindi di riunioni che portano poco lontano... L'aspirazione delle circoscrizioni non è quella di avere potere di decidere. Chiediamo solo che il Comune risponda in tempi brevi ed in modo efficace alle nostre sollecitazioni sui problemi quotidiani. Cose semplici: tagliare l'erba delle aiuole, sistemare strade e marciapiedi. In questi anni c'è stato forse poco ascolto e dialogo. E come si potrebbe trovare una soluzione? Con un ufficio del Comune che si occupi delle nostre richieste. Lei «boccia» chi chiede l'abolizione delle circoscrizioni, ma come vedrebbe una riduzione? Ci andrei cauto. Chi pensa di farlo per ridurre i costi della politica a mio modo di vedere sbaglia. Le circoscrizioni costano poco e danno molto. Costano quasi 500 mila euro l'anno... Soldi che si possono risparmiare in altro modo. Come? «Con una riforma istituzionale fatta a livello regionale che porti i consiglieri comunali da 50 a 35 e che permetta ai 12 presidenti delle circoscrizioni, eletti direttamente, di entrare in consiglio comunale. Così si ridurrebbero i costi ed ogni parte della città sarebbe rappresentata. Sarebbe comunque favorevole ad una riduzione delle indennità di presidenti e consiglieri? Credo che se uno fa seriamente il suo dovere di presidente e consigliere, spendendo tempo per la comunità, si merita quel che prende. Andreatta è stato eletto sindaco, cosa si aspetta? In questi anni, quando era assessore all'urbanistica, abbiamo sempre trovato grande attenzione. Ora, da sindaco, mi aspetto che abbia il coraggio di fare scelte importanti. A proposito di scelte, lei ha deciso di non candidare in Comune e di restare in circoscrizione. Perché? Perché a Gardolo c'è ancora da fare e non volevo lasciare la mia opera incompiuta.

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RUBIERA FA DISCUTERE l'abbattimento selettivo dei piccioni nel cortile Sagip a... (sezione: Province)

( da "Resto del Carlino, Il (R. Emilia)" del 06-05-2009)

Argomenti: Province

RUBIERA, SCANDIANO E CERAMICHE pag. 17 RUBIERA FA DISCUTERE l'abbattimento selettivo dei piccioni nel cortile Sagip a... RUBIERA FA DISCUTERE l'abbattimento selettivo dei piccioni nel cortile Sagip a Rubiera. Le giornate di "caccia" sarebbero state almeno due, tutte regolarmente autorizzate da Provincia e Comune e garantite da personale con "patentino speciale". Dopo l'intrevento di Stella Borghi (ieri sul nostro giornale) interviene ora il referente di una associazione animalista di Modena. «Da settimane presso lo stabilimento Sagip avvengono abbattimenti cruenti denuncia Emilio Salemme della Lega per l'abolizione della caccia -. Il Sindaco di Rubiera,con un' ordinanza pare abbia autorizzato l' uccisione dei volatili, protetti come avifauna selvatica dello Stato dalla Legge 157/92. Non si sa se il servizio veterinario provinciale di Reggio sia al corrente e abbia dato parere favorevole all' abbattimento, non si sa se siano stati previsti prima dell'uso di armi altri metodi alternativi per contenere le colonie di piccioni. Il sindaco con un atto unilaterale continua - ha deciso di ammazzare questi volatili creando sdegno e allarme fra la popolazione e gli automobilisti che transitavano sulla Statale. Credo a questo punto che la LAC (Lega per l' abolizione della caccia ONLUS) abbia il dovere di denunciare il sindaco di Rubiera per uccisione cruenta di animali».

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Secessione, potrebbe diventare una beffa (sezione: Province)

( da "Messaggero, Il (Pesaro)" del 06-05-2009)

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Mercoledì 06 Maggio 2009 Chiudi «Secessione, potrebbe diventare una beffa» Varotti: «Conto sul codice di Calderoli, la provincia di Rimini rischia l'abolizione»

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BOLZANO: LA GIUNTA PROVINCIALE HA DECISO DI ABOLIRE DAL 1 GIUGNO 2009 UNA SERIE DI CERTIFICATI MEDICI RITENUTI OBSOLETI. (sezione: Province)

( da "marketpress.info" del 06-05-2009)

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Mercoledì 06 Maggio 2009 BOLZANO: LA GIUNTA PROVINCIALE HA DECISO DI ABOLIRE DAL 1° GIUGNO 2009 UNA SERIE DI CERTIFICATI MEDICI RITENUTI OBSOLETI. Bolzano, 6 maggio 2009 - Si tratta di una notevole semplificazione sotto il profilo burocratico e procedurale che a partire dal 1° giugno prossimo prevede l’abolizione di una ventina di cer4tificati medici ritenuti non più necessari. Tra questi in particolare sono aboliti: il certificato di sana e robusta costituzione, il certificato medico comprovante la sana costituzione fisica per i farmacisti , il certificato di idoneità fisica per l’assunzione nel pubblico impiego, il rinnovo del certificato di idoneità a svolgere la mansione di fochino, il certificato per abilitazione alla conduzione di generatori di vapore (caldaie), il certificato di idoneità all’esecuzione di operazioni relative all’impiego dei gas tossici, il certificato per ottenere sovvenzioni contro cessione del quinto della retribuzione, il certificato per vendita dei generi di monopolio, il certificato di idoneità fisica al servizio civile volontario, il certificato di idoneità fisica a fare il giudice onorario e il giudice di pace, il certificato di idoneità all’esercizio dell’attività di autoriparazione, la tessera sanitaria per le persone addette ai lavori domestici. Vengono aboliti anche il certificato di idoneità fisica per l’assunzione di minori e per l’assunzione di apprendisti e assimilati, limitatamente ai lavori non a rischio, il certificato di idoneità fisica per l’assunzione di insegnanti, il certificato di idoneità psico-fisica per la frequenza di istituti professionali o corsi di formazione professionale o per l’ammissione ai soggiorni di vacanza per minori, il libretto di idoneità sanitaria per i parrucchieri, il certificato di idoneità per i lavoratori extra-comunitari dello spettacolo, il certificato di idoneità psico-fisica all’attività di maestro di sci. Dal 1° giugno in provincia di Bolzano è inoltre abolito l’obbligo del libretto di idoneità sanitaria per il personale addetto alle attività di produzione, preparazione, somministrazione, deposito, vendita o distribuzione di alimenti e l’obbligo del certificato medico di non contagiosità per la riammissione al lavoro del personale di cui al comma 1 dopo l’assenza per malattia oltre i cinque giorni. L’assessore alla sanità Richard Theiner è particolarmente soddisfatto di questa semplificazione burocratica che comporterà anche un sensibile risparmio per i cittadini che annualmente dovevano versare in media 180 euro all’anno per ottenere questi certificati. I certificati medici aboliti nel territorio della provincia di Bolzano saranno rilasciati anche in futuro ai soli soggetti tenuti alla loro presentazione in altre regioni. . <<BACK

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per la tanto vituperata Cispadana, a giorni sapremo chi la finirà. Lo sappiamo tutti che le grandi ... (sezione: Province)

( da "Nuova Ferrara, La" del 06-05-2009)

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per la tanto vituperata Cispadana, a giorni sapremo chi la finirà. Lo sappiamo tutti che le grandi ... Verri: malcostume al volante ma serve anche più manutenzione Conventi: grandi arterie troppo vecchie per la tanto vituperata Cispadana, a giorni sapremo chi la finirà. Lo sappiamo tutti che le grandi infrastrutture non dipendono dalla volontà della Provincia: se l'Anas ci mette i soldi per la nuova Romea noi siamo pronti a fare la nostra parte, ma l'Anas è al 98% del Tesoro e se il governo non finanzia la Romea non decolla. Per la manutenzione delle nostre strade spendiamo 4-5 milioni l'anno, sono tanti, ma ne servono di più. Però le strada messe peggio sono Ss16, Romea e Superstrada del Mare, tutte in gestione all'Anas». Malaguti: «Mille morti in 15 anni sono una dramma insopportabile. Abbiamo strade colabrodo, anche a causa di appalti al ribasso che vanno rivisti, forse anche da qualche magistrato. Si asfalta e dopo 6 mesi l'asfalto è da rifare, qualcossa non funziona». Pappi: «La sicurezza dipende da tanti fattori: educazione stradale, uso di alcol e dorghe e poi condizioni stradali. Le ditte che vincono gli appalti sanno fare il loro mestiere? La Ferrara-Mare è un disastro, l'Anas deve invervenire una volta per tutte. E' una pazzia il tunnel sulla Romea, spendiamoli meglio i soldi». Verri: «La manutenzione è importante, ma la sicurezza è legata soprattutto al malcostume al volante. Il fatto che molti degli incidenti più garvi avvengano dopo la mezzanotte la dice lunga, servono più controlli e più pattuglie». PROVINCIA: SI' O NO? Alberto Faustini, il direttore della Nuova Ferrara, ha chiesto ai sei una buona ragione per chiudere le Provincia e due per conservarle. Pappi: «Brunetta mi piace, ma non sono d'accordo con lui sull'abolizione delle Province che hanno importanti competenze su infrastrutture, qualità dell'aria, finanziamenti alle imprese. Se le aboliamo poi dobbiamo inventarci qualcos'altro». Malaguti: «C'è l'ipotesi di trasformarle in organi di secondo grado con consigli provinciali formati dai sindaci. Dicono che nazionalmente si risparmierebbero 300 milioni. Per me si può fare». Zappaterra: «Una buona ragione per tenerle è che la strade passate alla Provincia sono tenute meglio di quelle rimaste all'Anas. Se spariscono le Province e le competenze vanno alle Regioni si allontana la politica dai cittadini. I Comuni piccoli saranno penalizzati». Conventi: «Una buona ragione per tenerle è che così Brunetta avrebbe torto. Se sparisce la Provincia i Comuni sotto i 10 mila abitanti non conteranno nulla con la Regione. L'unica è fare i conti l'eterogeneità della nostra Provincia e disegnare quattro macro aree: Alto Ferrarese, Medio Ferrarese, Delta e Città. I costi politici delle Province sono modesti». Masina: «Se la Provincia è percepita come passacarte tanto vale abolirla. Conviene mantenerla, ma snellita, per assicurare la manutenzione del territorio (strade, canali, retrospiaggia...) e fare da trait d'union tra Comuni e Regione». Verri: «A Roma hanno trovato nella Provincia il facile capro espiatorio. Se tutto passa alle Regioni come fa il cittadino a controllare? A Roma dovrebbero scatenarsi per rivedere le funzioni, per eliminare i doppioni. Il costo non sono amministratori e consiglieri, ma l'inefficienza e certi sprechi: per risparmiare basta abolire strutture come Ato e Ami. Piero Lodi (di «è Tv») ha chiesto che ne pensano dell'amministrazione di Cento. Severo il giudizio della Zappaterra: «Non sta giocando un ruolo trainante, non esercita il ruolo di leadership nemmeno nell'Alto ferrarese e questo è un peccato». Masina ha rimpianto la piccola Torino di un tempo. Per Verri «c'è bisogno che Cento dia il suo contributo alla politica ferrarese». Malaguti ha detto che in difficoltà c'è l'economia centese e di tutta la provincia e ha invocato il cambiamento dopo 60 anni.

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Capolista in Comune, contrario alla Provincia Un agita il Partito democratico (sezione: Province)

( da "Corriere del Veneto" del 06-05-2009)

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Corriere del Veneto sezione: PRIMOPIANO data: 06/05/2009 - pag: 5 Lo scontro Imbarazzo a Padova. Giacon: «La sua posizione non è condivisa» Capolista in Comune, contrario alla Provincia Un «caso Carraro» agita il Partito democratico PADOVA Una guerra strisciante si combatte nel Partito Democratico veneto sull'inutilità delle Province. Una guerra che si trascina da mesi, iniziata tempo addietro dalle dichiarazioni apertamente abolizioniste del deputato democratico vicentino Massimo Calearo (immediatamente richiamato all'ordine dal partito), e continuata in quetsi ultimi tempi con la presentazione delle liste elettorali «Amo l'Italia, non voto la Provincia» a Belluno e Venezia (dove alla guida delle rispettive giunte provinciali ci sono due presidenti del Pd) e sbarcata l'altro ieri anche nella città del Santo. Risultato: un componente della direzione provinciale che spara a zero contro il candidato capolista in Comune. Accade dunque a Padova, dove l'adesione di Massimo Carraro, già sfidante di Giancarlo Galan alle ultime regionali, alla campagna per l'astensionismo alle Provinciali («Non serve, non voto»), proprio non va giù ai maggiorenti locali del partito di centrosinistra. A farsi portavoce di questo disagio ci pensa Paolo Giacon, fedelissimo del segretario regionale Paolo Giaretta. Giacon, membro della direzione provinciale del Partito Democratico e candidato alle elezioni provinciali nel collegio di Padova II, ritiene la battaglia intrapresa da Carraro contro le Province «non condivisa né dalla base né dalla dirigenza del Pd. Non riusciamo davvero a comprendere come un autorevole esponente della squadra del Partito Democratico nelle prossime elezioni comunali (dove Carraro è capolista del Pd, ndr) non sostenga i suoi colleghi di partito nella sfida per le provinciali - accusa Giacon - . Un paradosso incredibile che ci amareggia e ci stupisce. Penso sia necessaria una riunione urgente della direzione provinciale del Partito per fare chiarezza: il nostro elettorato rischia di essere disorientato da queste iniziative non condivise ». «L'invito ad astenersi è uno strumento inopportuno, qualunquista e antipolitico che rischia di alimentare l'astensionismo anche nelle altre elezioni rincara la dose lo stretto collaboratore del segretario regionale Giaretta - . Ci appelliamo al senso di responsabilità e alla serietà del nostro capolista in Comune, Massimo Carraro, perché lasci da parte iniziative antipolitiche e sostenga il proprio Partito anche nella corsa alle elezioni provinciali. La corsa in provincia è tutta in salita e dobbiamo fare squadra. Crediamo che la collaborazione e il sostegno reciproco sia importante». Anche se con mille distinguo, Giacon evoca così una delle prassi imprescindibili nelle liturgie del vecchio Pci: la cara, vecchia disciplina di partito. Un'evocazione che lascia però molto perplesso il diretto interessato, che da Londra non nasconde il suo stupore: «Francamente non riesco a capire - replica Carraro - , io non ho assolutamente nulla contro Albuzio, il nostro candidato a presidente della Provincia. Il mio sostegno al sindaco Zanonato rimane totale. Il punto è un altro: il mio impegno per l'abolizione delle Province è anteriore alla candidatura in Comune. Un impegno di cui era a conoscenza anche il partito». Al.Ro.

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Liste in dirittura d'arrivo (sezione: Province)

( da "Tempo, Il" del 06-05-2009)

Argomenti: Province

stampa politica Liste in dirittura d'arrivo Liste e programmi al rush finale. Gli schieramenti in corsa per la conquista della presidenza di palazzo Gramsci giocano a carte semi-scoperte. Sabato scade il termine per la presentazione dei candidati, intanto, tra indiscrezioni e conferme, i «rivali» aspiranti alla presidenza sono attenti a non rivelare troppo. Ci sono ancora alcune situazioni da chiudere, trattative febbrili in corso e colleggi «in bianco» dove potrebbero comparire gli «assi nella manica». Questa mattina è prevista la chiusura della lista del Pdl e di «Rialzati Ciociaria» che sostengono la candidatura di Antonello Iannarilli assieme ad altre otto liste, anch'esse in fase di ultimazione. Per quanto riguarda il Pdl, nel capoluogo sono confermate le candidature di Fabio Bracaglia al collegio 1, Gennarino Scaccia al 2 e Francesco Trina al 3. Restano da chiudere solo i due collegi di Sora. In fase di completamento anche il programma che a giorni sarà reso noto. Uno dei punti cardine, come ha anticipato il coordinatore provinciale del collegio sud, Adriano Roma, è la riduzione progressiva della Cosap, fino ad arrivare all'abolizione della tassa sui passi carrabili. «Una tassa che attualmente eroga un gettito di 600mila euro l'anno per l'amministrazione provinciale - ha spiegato Roma - che noi compenseremo con l'aumento della cartellonistica pubblicitaria sulle strade, senza mettere le mani in tasca ai cittadini. Attualmente su 3mila chilometri di strade entrano solo 20mila euro alla Provincia, con uno sviluppo adeguato si riuscirà tranquillamente a compensare l'entrata della Cosap». Nel centrosinistra sono nove le liste a sostegno del candidato presidente, Gian Franco Schietroma. Intanto, è stata completata la lista del Pd, approvata ieri a maggioranza, dalla direzione provinciale. «Si è concluso in modo positivo il complesso lavoro della commissione per la composizione della lista del Pd - ha spiegato il segretario provinciale del partito, Mauro Buschini, candidato alla vicepresidenza - voglio ringraziare i membri Antonio Gargano che ha coordinato i lavori, Enrico Porretti, Aldo Antonetti, Stefano Vitale, Alberto Festa, Stefano Vona, Emanuele Belli e Giampiero Di Cosimo. è una lista forte, autorevole e rappresentativa del territorio, sono sicuro che riuscirà a conquistare molti consensi nell'elettorato della nostra provincia. In campo molti amministratori, giovani, donne e ben otto sindaci (ma non Marini, ndr). Una squadra vincente, la stessa che nei comuni vince con merito le elezioni. Il risultato è altamente soddisfacente e ci permette di affrontare al meglio le prossime elezioni, con la certezza che la lista del Pd contribuirà in maniera determinante al successo di Gianfranco Schietroma e del centrosinistra». Completata anche la lista del Partito Socialista: «Si tratta di una lista fortissima - ha dichiarato Schietroma - in grado di incrementare largamente il risultato ottenuto nelle precedenti elezioni provinciali, pari all'8,3% dei voti. Anche le altre forze politiche che sostengono la mia candidatura stanno predisponendo liste molto forti, che saranno sicuramente decisive per un esito elettorale a me favorevole». Tra i candidati di Frosinone: Angelo Pizzutelli al collegio 1, Paolo Fanelli al 2 e il presidente del Consiglio Norberto Venturi al 3. Tre per il momento, ma potrebbero arrivare a quattro, le liste del «Terzo polo» a sostegno della candidatura di Domenico Marzi: l'Udc, la lista Marzi presidente e «Ribellati Ciociaria» dell'ex Pdl, Alessandro Foglietta. Per questa sera è previsto l'incontro per chiudere definitivamente gli elenchi.

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Il federalismo fiscale? Non basta Sette proposte per rinnovare il Paese (sezione: Province)

( da "Denaro, Il" del 06-05-2009)

Argomenti: Province

Commenti riforme istituzionali Il federalismo fiscale? Non basta Sette proposte per rinnovare il Paese Gerardo Mazziotti Dopo la recente approvazione del federalismo fiscale bisogna fare altre riforme strutturali e costituzionali. Eccole. 1) la riduzione del Parlamento da 945 tra deputati, senatori e senatori a vita a non più di 140 deputati e 60 senatori con l'abolizione dei "senatori a vita" (gli Usa hanno 440 deputati e 100 senatori, la grande Russia ha solo 400 deputati e nessun senatore, men che meno a vita, e il continente Cina di 1, 4 miliardi di abitanti ha un'Assemblea di 2.800 rappresentanti del popolo ); 2) la sostituzione degli attuali trattamenti economici e pensionistici dei parlamentari e dei consiglieri regionali (mediamente 20mila euro al mese, venti volte la busta paga di un ferrotramviere o di un metalmeccanico, oltre a una lunga e scandalosa serie di benefits,) con gettoni di presenza e con una liquidazione a fine mandato rapportata al numero delle partecipazioni ai lavori parlamentari e consiliari ; 3) la introduzione della regola, secondo la quale si può essere eletti deputati, senatori e consiglieri comunali, provinciali e regionali una sola volta o al massimo due volte allo scopo di rinnovare continuamente la nostra sempiterna rappresentanza politica e, quindi, di eliminare la specie tutta italiana dei "professionisti della politica" ( il Presidente Usa può stare alla Casa Bianca al massimo per due mandati, 8 anni, mentre il senatore Oscar Luigi Scalfaro sta lì dal 1946 ); 4) la introduzione della norma sulle incompatibilità, già vigente in tutti i paesi europei, per impedire che i nostri politici possano fare contempo raneamente i sindaci, gli europarlamentari, i consiglieri comunali e svolgere attività professionali ( non è un bello spettacolo vedere, per esempio, l'avvocatessa Giulia Bongiorno che lascia la presidenza della commissione giustizia della Camera per andare a Perugia a difendere un imputato di omicidio); 5) la riduzione delle "pensioni d'oro" di almeno il 50 per cento (la Finanziaria di D'Alema le aveva ridotte, timidamente, di appena il 2 per cento, quella di Berlusconi di un ridicolo 3 per cento e adesso si parla di un'altra riduzione del 2 per cento ) che non impedirebbe ad alcune diecine di migliaia di privilegiati di godere (e lo credo bene) di una pensione trenta volte superiore a quella di quattro milioni di pensionati inps; 6) la eliminazione della boscaglia dei privilegi (vitalizi, auto con scorta, lussuosi uffici in palazzi storici con segreterie, telefoni e francobolli e benefits vari ) di cui godono gli ex Presidenti della Repubblica, della Camera dei deputati, del Senato, della Corte Costituzionale e di chissà quale altra istituzione finora rimasta ignota ( è semplicemente scandaloso che la signora Irene Pivetti, diventata ormai una ben remunerata star televisiva, debba avere a sua disposizione, a spese del contribuente, un lussuoso ufficio nel palazzo Vidoni e una macchina con scorta vita natural durante sol perché è stata presidente della Camera ) 7). Il riordino del nostro sistema amministrativo attraverso: a) la istituzione di 3 macroregioni in luogo delle attuali 20 regioni ( non possiamo permetterci il lusso di continuare ad avere una Val d'Aosta con 120mila abitanti, quanti ne ha Torre del Greco) ; b) l'affidamento dell'amministrazione degli 8102 comuni a city managers nominati dai consigli delle macroregioni (in Olanda i sindaci li nomina la Regina); c) l'abolizione delle province, delle comunità montane, delle centinaia di enti inutili ( l'elenco è notissimo, da decenni) e delle circa 30mila società miste. Basterebbero queste sette, semplici riforme per ridurre la spesa corrente (almeno 40mila mld di lire l'anno) e l' enorme debito pubblico. E per razionalizzare un sistema-paese farraginoso, improduttivo e socialmente ingiusto. Ma sono le riforme che questa casta politica non farà mai. Decisa a difendere i privilegi acquisiti. Occorre perciò un sussulto della così detta società civile. Con in testa un nuovo Masaniello. g_mazziotti@yahoo.it del 06-05-2009 num.

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Class action: verso l'abolizione della retroattività con un emendamento (sezione: Province)

( da "Corriere.it" del 07-05-2009)

Argomenti: Province

Protesta di pd e idv Class action: verso l'abolizione della retroattività con un emendamento Lo ha presentato il Pdl. L'azione era stata introdotta dalla Finanziaria 2008 di Prodi, mai entrata in vigore ROMA - La class action (la possibilità di un'azione legale comune e non individuale) potrebbe essere finalmente introdotta nell'rdinamento italiano senza però valore retroattivo. «C'è un emendamento in questo senso del Pdl», lo riferisce al Senato il relatore al disegno di legge sviluppo, Antonio Paravia (Pdl). Secondo il testo del ddl uscito dalla commissione Industria, sono possibili azioni di classe contro frodi messe in atto a partire dal luglio 2008. Con l'emendamento della maggioranza si cancellerebbe anche questa breve retroattività. L'emendamento sarebbe contenuto in un fascicolo aggiuntivo ancora non diffuso a palazzo Madama. Il provvedimento già riconosceva il diritto al risarcimento solo ai singoli cittadini che avevano denunciato l'illecito e non a tutti coloro che avevano subito il danno. RINVII - La class action era stata introdotta nella Finanziaria 2008 dal governo Prodi e fortemente osteggiata dalla Confindustria, sarebbe dovuta partire inizialmente nel giugno dello scorso anno, ma il governo Berlusconi ha predisposto prima uno slittamento al 1° gennaio 2009 per avere il tempo di modificarne l'impianto normativo, poi una seconda dilazione sino alla fine di giugno 2009. PARMALAT -Proprio grazie a una class action, negli Stati Uniti la Parmalat all'inizio di maggio 2008 ha dovuto versare agli aventi diritto 10,5 milioni di azioni della compagnia italiana per un valore all'epoca di 23,8 milioni di euro. PROTESTE - «Ogni altro rinvio della class action significa continuare ad andare a braccetto con bancarottieri, truffatori e furbetti del quartierino, cioè con tutti quelli che si disinteressano delle regole del mercato», ha affermato il capogruppo dell'Idv in commissione Finanze al Senato, Elio Lannutti. «Già nell'attuale formulazione sono esclusi illeciti gravissimi come quelli conseguenti agli scandali Cirio, Parmalat e bond argentini, tagliando fuori più di un milione di risparmiatori». Secondo il capogruppo del Pd alla commissione Industria, Filippo Bubbico, «la riformulazione sulla class action è vergognosa». stampa |

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IL MOVIMENTO popolare veneto, di cui i massimi rappresentanti, a Rovigo, sono Bep... (sezione: Province)

( da "Resto del Carlino, Il (Rovigo)" del 07-05-2009)

Argomenti: Province

ROVIGO pag. 4 IL MOVIMENTO popolare veneto, di cui i massimi rappresentanti, a Rovigo, sono Bep... IL MOVIMENTO popolare veneto, di cui i massimi rappresentanti, a Rovigo, sono Beppe Osti, ex assessore comunale ed ex presidente del Coni, e il consigliere provinciale Ermenegildo Ghezzo, sosterrà, alle elezioni provinciali, la candidatura di Antonello Contiero, candidato del Carroccio e del Pdl. Insieme all'Mpv, sotto uno stesso simbolo e un'unica lista, ci sono anche i gruppi Progetto nuovo' e il Partito Repubblicano italiano. Ieri è avvenuta la presentazione ufficiale della squadra'. Al tavolo c'erano, oltre a Beppe Osti ed Ermenegildo Ghezzo, anche Adino Rossi (Pri) e Patrizio Leccioli (Progetto Nuovo). «Il nostro obiettivo ha detto Osti è far crescere un'area di tipo moderato intorno a un ente, la Provincia, che ha una sua ragion d'essere. L'ente Provincia è un ente che va tenuto ma va riformato». Anche i repubblicani hanno deciso di correre per sostenere Contiero, nonostante la loro lotta per l'abolizione dell'ente Provincia vada avanti da tempo. Come spiega Rossi, la scelta è stata motivata dalla volontà di dare comunque un segnale e di restare in un'area, quella del centrodestra, a cui i repubblicani sono fedeli da tempo. Ghezzo sottolinea invece che l'Mpv è parte integrante del Pdl, «visto che abbiamo partecipato ricorda alla costituente insieme ad An e Forza Italia. L'Mpv è la seconda lista del Pdl». E della candidatura di Contiero, Ghezzo dice: «Sono convinto che sia la persona giusta perchè questa provincia ha bisogno di uno scossone, di un candidato che rappresenti e sia la novità». Ecco i candidati del gruppo nei vari collegi provinciali: Adria nord, Mario Andriotto; Adria sud, Patrizio Leccioli; Ariano Polesine, Carmine Berton; Badia Polesine, Adino Rossi; Castelmassa, Paolo Sasso; Fratta Polesine, Paolo Sasso; Castelnovo Bariano, Maria Battaglini; Trecenta, Maria Battaglini; Ceregnano, Paola Bordon; Rovigo sud, Paola Bordon; Fiesso Umbertiano, Lorenzo Rosini; Lendinara, Alberto Poloniato; Loreo, Ermenegildo Ghezzo; Lusia, Stefania Paparella; Occhiobello, Massimo Sabella; Porto Tolle, Lucia Mancin; Porto Viro, Maurizio Finessi; Rovigo Ovest; Claudio Tiberto; Rovigo est, Rovigo centro est, Rovigo entro ovest, Beppe Osti; Taglio di Po, Elisa Mancin; Villadose, Edoardo Fiore; Polesella, Leonardo Previati. Maristella Carbonin

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(sezione: Province)

( da "Eco di Bergamo, L'" del 07-05-2009)

Argomenti: Province

«Regole e presìdi per la sicurezza non sono intralci» --> Giovedì 07 Maggio 2009 PROVINCIA, pagina 19 e-mail print «Si muore ancora come cinquant'anni fa, in uno scavo lasciato sguarnito dai necessari pannelli di sostegno previsti da sempre dalle norme anti-infortunistiche». Così i sindacati hanno commentato l'infortunio mortale a Verdello dove un imprenditore di 44 anni è morto, mentre lavorava in un cantiere per la costruzione della rete fognaria. «Anche per questo infortunio esiste una responsabilità precisa, che non può essere fatta risalire al caso» dicono Cgil, Cisl e Uil di Bergamo e i sindacati provinciali di categoria Feneal-Uil, Filca-Cisl e Fillea-Cgil. «Le misure di sicurezza non devono essere più pensate come un intralcio o una perdita di tempo. Servono invece a salvare le vite - affermano i rappresentanti di Cgil, Cisl e Uil ricordando il loro impegno sul territorio -. Anche a livello nazionale ci stiamo muovendo: sarebbe, infatti, un grave errore lasciar approvare il decreto correttivo al testo unico sicurezza sul lavoro (decreto legislativo del 9 aprile 2008, numero 81) che potrebbe stravolgere l'attuale normativa in materia. A preoccuparci è la modifica radicale delle disposizioni per il contrasto al lavoro irregolare, soprattutto nei cantieri edili; la deresponsabilizzazione dei datori di lavoro e dei dirigenti in caso di infortuni gravi o mortali e la soppressione dell'obbligo di indicare i costi relativi alla sicurezza del lavoro, pena la nullità dell'appalto e infine l'abolizione del diritto delle rappresentanze sindacali (sancito dall'articolo 9 dello statuto dei lavoratori) a intervenire in materia di salute e sicurezza e di prevenzione degli infortuni». Le organizzazioni di categoria del settore edile, Feneal-Uil, Filca-Cisl e Fillea-Cgil di Bergamo, unitamente a Cgil, Cisl e Uil, invitano Ance e artigiani edili (Associazione Artigiani, Cna, Lia) «a fare di più per scardinare una cultura distorta del lavoro nei cantieri della nostra provincia dove ancora non si considera la sicurezza la cosa più importante». 07/05/2009 nascosto-->

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Conformismo e tv (sezione: Province)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 07-05-2009)

Argomenti: Province

Il Sole-24 Ore sezione: COMMENTI E INCHIESTE data: 2009-05-07 - pag: 12 autore: Conformismo e tv Che la televisione possa essere "cattiva maestra" è quasi noioso ribadirlo.L'ultima dichiarazione del sindaco di Roma sulle ripetute risse con uso di coltelli, benché forzata, ce lo ricorda. Tuttavia, da bambino venuto su a forza di angeli che mangiavano fagioli mulinando sberle da paurae wrestler arrabbiati, non mi sento colmo di violenza. Figuriamoci di una violenza mortale. La televisione veicola valori,stati d'animo,sensazioni,può dirci cosa è brutto o bello, giusto o sbagliato, eroeo scarto. Ma dietro alle reazioni individuali a tutto questo c'è ben altro.Nel caso specifico c'è anche una società che, sfornita sempre più di collante comunitario, lascia molti individui in una solitudine cui imporsi solo nel completo individualismo. Marco Lombardi e-mail R i dimensionerei anch'io il ruolo della televisione: è tramontata l'epoca in cui essa - con lezioni agli analfabeti, sceneggiati dai grandi classici e varietà castigati poteva forgiare l'identità sociale del paese. Assieme alla televisione, però, sono tramontati anche altri collanti potenti, quali la politica, le grandi passioni civili, le ideologie, la religione. Le quali, a loro volta, potevano rivelarsi anche fonti di conformismo, se non di fanatismo (perfino armato). Il conformismo di oggi è più morbido e insinuante, ma non meno temibile nel disincentivare a coltivare il tratto rivoluzionario dell'individualismo, ossia la capacità di pensare con la propria testa. • Controlli in treno Al lettore che lamenta l'assenza dei controllori sul treno da Roma Tiburtina a Fiumicino Aeroporto (si veda la rubrica «Lettere» del Sole 24 Ore del 28 aprile) ricordiamo che da tre anni squadre speciali effettuano controlli a campione, così come avviene anche nelle altre forme di trasporto pubblico urbano.In particolare i controlli effettuatia marzo sulla Roma –Fiumicino Aeroporto hanno evidenziato un'evasione pari all'8 per cento. Vale la pena ricordare inoltre che da quest'anno le multe non pagate diventeranno cartelle esattoriali. Federico Fabretti Direttore centrale Relazioni con i mediae Redazione di Gruppo di Ferrovie dello Stato Province e partiti Giusto un anno fa ci fu chi manifestava una chiara intenzione di abolire le Province, supportata da una maggioranza trasversale, quasi unanime. Ora basta guardarsi attorno nelle città per vedere ovunque sui cartelloni pubblicitari le facce dei candidati che chiedono il nostro voto nelle prossime elezioni provinciali. I volti li conosciamo, i simboli pure, sono gli stessi che un anno fa proponevano l'abolizione di quella cosa che oggi sognano di conquistare e di presiedere. Per una volta mi sono illuso di trovarmi in mano una scheda per le elezioni provinciali senza i simboli e i nomi di chi l'anno scorso firmò la condanna a morte delle Province. Invece no. I simboli ci sono tutti, non manca nessuno. Non troverò neppure un asterisco a fianco ai simboli di quei partiti anti-province, non ci sarà sulla scheda, non ci sarà sui tabelloni all'esterno dei seggi. Sarebbe un'indicazione molto importante per gli elettori. Giuseppe Peroni Carmagnola (To) Riposo festivo Al Consiglio d'Europa è stato lanciato un appello agli europarlamentari per il riconoscimento della domenica quale giorno festivo. Gli scopi dell'iniziativa sono elevati. Vanno dalla protezione della salute dei lavoratori alla conciliazione della vita professionale con quella della famiglia, alla contrapposizione con la crisi economica, che non giustifica il lavoro festivo. Un numero considerevole di europarlamentari ha già aderito all'appello. A Strasburgo mancherebbero le firme di un certo numero di eurodeputati italiani, che perciò sono vivamente invitati a dare la loro adesione nell'interesse di noi cittadini che li abbiamo votatia rappresentarci in vista del bene comune. Lettera firmata

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Certificazione Ici dei Comuni da sottoporre alla Corte conti (sezione: Province)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 07-05-2009)

Argomenti: Province

Il Sole-24 Ore sezione: NORME E TRIBUTI data: 2009-05-07 - pag: 33 autore: Enti locali. Fissate le scadenze per inviare i dossier Certificazione Ici dei Comuni da sottoporre alla Corte conti Gianni Trovati ROMA Prima le Province e i Comuni soggetti al Patto di stabilità, poi i piccoli enti e a chiudere le Comunità montane. La sezione delle Autonomie della Corte dei conti ha fissato il calendario del controllo a tutto campo sui bilanci locali (nella delibera 5/AUT/2009 diffusa ieri), che quest'anno si arricchisce delle verifiche sulle certificazioni del mancato gettito per l'abolizione dell'Ici sull'abitazione principale. La certificazione, la cui seconda versione (fissata dal Dm1Úaprile 2009 del ministero dell'Interno) è appena stata inviata al Viminale, determina l'ammontare degli assegni statali che compensano il mancato gettito e rappresenta quindi un documento-chiave nei rapporti finanziari fra Stato e Comuni. La delibera della sezione Autonomie sui controlli è l'occasione per ribadire che il documento va trasmesso anche alle sezioni regionali di controllo della magistratura contabile, anche perché la sua verifica è uno dei temi nuovi del controllo sui conti locali nell'ambito dei questionari annuali ( si veda «Il Sole 24 Ore» del 4 maggio). Gli adempimenti per le verifiche sui rendiconti 2008 variano invece a seconda della categoria di ente e della situazione finanziaria. Le Province ei Comuni sopra i 5mila abitanti devono inviare (in via telematica) i documenti alla Corte entro il 31 luglio. Chi chiude i conti in disavanzo, però, oltre a conto del bilancio, del patrimonio, conto economico e prospetto di conciliazione deve trasmettere ai magistrati contabili anche tutti i documenti che illustrano la situazione dell'ente: delibera di approvazione del rendiconto, delibera sugli equilibri di bilancio, relazione dei revisori e della giunta, elenco dei residui e quadro dei servizi in economia. Per i piccoli enti il termine scade il 28 settembre e per le Comunità montane il 20 ottobre. Sempre ieri, è stata diffusa la delibera 10/2009 della sezione di controllo dell'Emilia Romagna, che nega agli enti la possibilità di rimborsare ai propri dipendenti le quote di iscrizione agli ordini professionali. © RIPRODUZIONE RISERVATA L'APPROFONDIMENTO Chi chiude in disavanzo deve allegare oltre ai prospetti contabili i documenti illustrativi sulla situazione

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E a Bolzano riparte la contro gli italiani (sezione: Province)

( da "Corriere della Sera" del 07-05-2009)

Argomenti: Province

Corriere della Sera sezione: Politica data: 07/05/2009 - pag: 12 Il caso L'Svp candiderà solo esponenti di lingua tedesca E a Bolzano riparte la «campagna» contro gli italiani La Provincia: i terroristi? Erano combattenti DAL NOSTRO INVIATO BOLZANO A occhio nudo è tutto perfetto. In piazza Vittoria, sulle rive dell'Adige, tra aiuole fiorite e auto di grossa cilindrata parcheggiate con geometrico rigore, la nuova scintilla che si è accesa nel paradiso chiamato SudTirolo non manda alcun bagliore. Ma appena girato l'angolo è scritta in tedesco su un muro, con spray moderno e storia antica. «Via dal-- l'Italia ». Qualunque cosa sia, sta succedendo in fretta. Con brusche accelerate, come il voto nel parlamento della Provincia, che ieri ha consegnato una vittoria storica a Eva Klotz, pasionaria dell'autodeterminazione tirolese. Adesso è ufficiale, gli uomini condannati negli anni Sessanta per aver messo bombe contro gli italiani sono «combattenti per la libertà», attivisti e non più terroristi. E anche nelle valli, in paesi come Montagna (Montan in tedesco) e Termeno (Tramin), i voti di Südtiroler Volkspartei, il partitone di maggioranza, vengono usati per cancellare la denominazione Alto Adige da documenti, timbri e cartelli comuna-- li, accontentando la Klotz e le altre formazioni di estrema destra, per le quali la denominazione presentava una «connotazione fascista». «Il nostro partito-anima ha perso la bussola», dice sconsolato lo storico Leopold Steurer. Dopo un paio di sconfitte elettorali a vantaggio dell'estrema destra tedesca, spiega, la Svp si è messa a rincorrerne le pulsioni. «Senza tenere conto degli effetti della scelta su una gioventù imbevuta di irredentismo e nazionalismo ». L'inizio del guaio gira naturalmente intorno al 25 aprile. Oswald Ellecosta è un dirigente della Svp, modi garbati e idee persino troppo chiare. «L'unica cosa che mi interessa è difendere i diritti della popolazione tedesca della mia terra ». Dal dicembre 2008 è vicesindaco di Bolzano, coronamento di una quarantennale militanza nel Consiglio comunale. Un uomo che parla come al bar, e pazienza se le parole non si abbinano alla fascia tricolore. «Non è la nostra festa» dice per l'occasione. «Noi sudtirolesi siamo stati liberati nel 1943 dalla Wehrmacht». Il sindaco di Bolzano, si chiama Luigi Spagnolli, guida una risicata maggioranza di centrosinistra. Tronca, sopisce, nel nome della pace sociale. Questa volta non basta. Comincia una corsa al peggio, tra sfilate, cartelli, dichiarazioni deliranti e scuse di maniera. Gli Ecosociali, compagine formata da sinistra estrema e Verdi, alzano la posta e chiedono le dimissioni di Ellecosta, infrangendo il tabù che vede l'intangibilità dei leader di lingua tedesca. Il centrodestra italiano cavalca la situazione, presenta denunce in Procura ipotizzando il vilipendio della nazione. «L'Italia dice Maurizio Vezzali, consigliere provinciale del Pdl dà ai sudtirolesi più libertà di quelle che avrebbero dal governo austriaco. Stiano buoni». Nelle ultime due settimane, sotto al sole quieto di Bozen le cose vanno a velocità da centrifuga. Il Pdl chiede il commissariamento del comune, «perché non difende l'antifascismo». Gli Schützen marciano per l'abolizione del monumento dell'Alpino di Merano, «fascista », anche se da decenni è ridotto ad un torsolo a causa di una bomba anti-italiana. Il giorno della manifestazione a presidiarne i resti ci sono 600 poliziotti, esibizione muscolare che la comunità tedesca non gradisce. I fiori alla base della statua vengono poi trafugati da due insegnanti tedeschi, denunciati per furto aggravato dai carabinieri, accusa valutata come un'altra provocazione. «La politica debole produce frutti malati» dice il presidente del Consiglio provinciale Riccardo Dello Sbarba. «Tre giorni fa accusa l'Svp ha modificato il proprio statuto per non permettere più la candidatura di persone di lingua italiana. Per paura del declino, rompe la convivenza democratica, e rischia di cancellare tutto quel che è stato costruito con fatica». Il risultato di tanti sforzi è davvero un paradiso dove la Provincia amministra un tesoro da tre miliardi di euro annui per i suoi 430mila abitanti, due terzi di lingua tedesca, un terzo di lingua italiani, il rimanente ladini e misti. Il tasso di disoccupazione non supera il 2,5%, e alle feste comandate vengono qui a respirare ossigeno 23 milioni di turisti. Le nuvole che si affacciano ora sono legate a paure ancestrali. Ma questa volta il temporale deve essere vicino, se anche Luis Durnwalder, l'uomo della mediazione, il presidente che ha normalizzato (fino ad oggi) la vita sudtirolese, ammette la difficoltà. «Sono preoccupato. È in corso un gioco al massacro. La contrapposizione tra le due etnie è sempre più radicale. Noi moderati della Svp abbiamo sul collo il fiato della destra, e voi che dovete aiutarci. L'Italia dia un segno non ostile, rimuovendo i simboli fascisti da Bolzano». Il problema è di natura politica, certo. Ma si coniuga con tensioni e questioni sepolte da anni solo in nome di un quieto vivere che adesso sembra ipocrita. «Avanti così, a sobillare, e salta la pace interetnica» dicono quasi con le stesse parole l'italiano Dello Sbarba e il tedesco Steurer. Eccola, la scintilla. Ancora qui, dove la Storia rischia di inciampare un'altra volta. Marco Imarisio La protesta La Provincia autonoma di Bolzano è sempre stata governata dalla Südtiroler Volkspartei, il partito che rappresenta, per statuto, gli interessi delle minoranze tedesca e ladina. Ma nel 2003 viene eletto alla vicepresidenza del consiglio provinciale un esponente di An, Giorgio Holzmann. Di qui la protesta degli Schützen, in costume tipico e i fasci littori (foto)

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Nuova legge elettorale, l'Udc stoppa la proposta Pd (sezione: Province)

( da "Secolo XIX, Il" del 07-05-2009)

Argomenti: Province

Nuova legge elettorale, l'Udc stoppa la proposta Pd politica Genova. Tanto tuonò che piovve. Alla fine la proposta di modifica della legge elettorale regionale avanzata dal Partito democratico è arrivata sul tavolo di una riunione di maggioranza presieduta dal governatore Claudio Burlando. Ma come è arrivata, subito è stata stoppata, rinviata a tempi migliori e ad approfondimenti tra le anime della maggioranza. E se il Pd, per andare incontro alla modifica statutaria (giacente in commissione) che fissa a 40 il numero dei consiglieri regionali, è per l'abolizione del listino del presidente, il fuoco di sbarramento è dell'Udc di Rosario Monteleone: «L'unica modifica alla legge attuale che si considera iniqua è farne una che abolisca sì il listino del presidente, ma che dica anche che per governare si deve ottenere il 51% oppure andare al doppio turno». Così tra il Pd che pensa ad un metodo elettorale proporzionale ad un turno unico e con un premio di maggioranza che dia il 60% dei seggi ai vincitori (come accade nei Comuni) per compensare l'abolizione del listino e il Pdl che accettando l'abolizione del listino rilancia con lo sbarramento al 5%, l'Udc si chiama fuori e ammonisce: «La Liguria è una regione in bilico: con pochi voti di differenza si vince tanto e questi - attacca Monteleone - a 11 mesi dalle elezioni sono tatticismi per favorire uno schieramento o l'altro». Esiste, per la modifica della legge elettorale regionale, una terza proposta. E' quella di Rifondazione comunista che martedì si è presentata al tavolo disposta a cancellare il listino a patto che il premio di maggioranza venga distribuito sul collegio unico regionale. Idea che ha fatto inalberare chi, invece, è per rafforzare la rappresentanza territoriale. «Non scherziamo: la rappresentanza territoriale è un falso problema - sostiene Giacomo Conti - quella che conta è la rappresentanza su base politica». La riunione è stata aggiornata alla prossima settimana. Con proposte scritte e approfondimenti tra le parti affidati a Moreno Veschi, consigliere del Pd incaricato di seguire la vicenda della modifica alla legge elettorale per il 2010. Al. Cost. 07/05/2009

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ma c'è la mina della città metropolitana (sezione: Province)

( da "Nuova Venezia, La" del 07-05-2009)

Argomenti: Province

IL REFERENDUM Ma c'è la mina della Città metropolitana Il voto per la Provincia potrebbe, in un futuro ancora da definire, essere vanificato dall'entrata vigore della nuova legge sul federalismo approvata la settimana scorsa. Essa prevede infatti, che entro novanta giorni dalla sua entrata in vigore sia varato un regolamento per disciplinare il referendum sull'adozione delle Città metropolitane, tra cui è compresa anche Venezia. Nel referendum - che dovrà poi essere indetto - i cittadini saranno chiamati a esprimersi sul gradimento sulle nuove realtà decentrate. Un sì alla Città metropolitana, equivarrebbe a un parere favorevole all'abolizione della Provincia, visto anche che il territorio tra le due realtà verrebbe in larga parte a coincidere. Sono nove le città metropolitane oltre a Roma Capitale. Torino, Milano, Venezia, Genova, Bologna, Firenze, Bari, Napoli e, novità dell'ultima ora, anche Reggio Calabria. Politiche di alleanza tra i comuni sono già in corso ad esempio sul settore dei trasporti, dello smaltimento dei rifiuti, delle tecnologìe e dei servizi. Ma il progetto prevede che alla Provincia si sostituiscano i governi dell'Area metropolitana, se il referendum darà questo esito.

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Il Mpe con il Pdl: Il Polesine ha bisogno di cambiamenti e di recuperare risorse (sezione: Province)

( da "Gazzettino, Il (Rovigo)" del 07-05-2009)

Argomenti: Province

Il Mpe con il Pdl: «Il Polesine ha bisogno di cambiamenti e di recuperare risorse» Giovedì 7 Maggio 2009, Il Movimento Popolare Veneto ha presentato la lista dei candidati alle elezioni provinciali che sosterranno alle prossime elezioni di sabato 6 e domenica 7 giugno 2009, la candidatura di Antello Contiero. «La lista civica provinciale Pro Polesine - esordisce Giuseppe Osti - rappresenta la sintesi e la collaborazione di Progetto Nuovo e del Partito Repubblicano, un lavoro di insieme che rappresenta un unione di elevata portanza per la realtà polesana». «Lo scopo di questa fusione - continua Patrizio Leccioli, consigliere comunale uscente e candidato per il collegio di Adria Sud - è quello di riuscire ad unire le forze e la realtà di un'area di tipo moderato. La provincia va riformata - conclude Leccioli - attraverso un'alleanza forte, che si fa sentire». Adino Rossi, del Partito Repubblicano sostiene la lista civica Pro Polesine per il collegio di Badia. «La nostra sintonia - dice - si è aperta già dall'estate scorsa, quando erano stati stilati i punti in comune tra le nostre idee. La collaborazione che abbiamo con il Pdl è la stessa che abbiamo anche a livello nazionale: ci mettiamo a disposizione per contribuire alla vittoria finale del centro destra. A Badia oltre che con le provinciali - segue Rossi - scendiamo in campo anche con le elezioni comunali. Con il Movimento Popolare portiamo avanti l'idea di federalismo che contraddistingue il Partito Repubblicano, dando un occhio di riguardo alle comunali - conclude Rossi - perché è dal 1970 che il Partito Repubblicano si batte per l'abolizione delle provincie». «Il Movimento Popolare Veneto - ci tiene a sottolineare Ermenegildo Ghezzo - con una componente di matrice democristiana è parte integrante del Popolo della Libertà. La provincia di Rovigo - segue il candidato per il collegio di Loreo - ha bisogno di cambiamenti: nella gestione delle istituzioni, sfoltendo gli enti di secondo grado, e recuperando risorse per gestire gli interessi dei polesani. C'è una mancanza della conoscenza delle risorse del nostro territorio: è necessario promuovere la nostra terra in termini culturali, turistici e attraverso la produzione agricola e artigianale». Questa la lista dei candidati: Andriotto Mario, Leccioli Patrizio, Berton Carmine, Rossi Adino, Sasso Paolo, Battaglini Maria Delfina V. Santarato, Bordon Paola in Zenato, Rosini Lorenzo, Sasso Paolo, Poloniato Alberto, Ghezzo Ermenegildo, Paparella Stefania, Sabella Massimo, Previati Leonardo, Mancin Lucia, Finessi Maurizio, Tiberto Claudio, Bordon Paola in Zenato, Osti Giuseppe, Mancini Elisa, Fiore Edoardo. Stefano Quintavalle

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No alla caccia alle nutrie Ora c'è anche un ricorso al Tar (sezione: Province)

( da "Gazzettino, Il (Venezia)" del 07-05-2009)

Argomenti: Province

«No alla caccia alle nutrie» Ora c'è anche un ricorso al Tar Giovedì 7 Maggio 2009, Campagna Lupia La Lega per l'Abolizione della Caccia impugna di fronte al Tar, il Tribunale amministrativo regionale, l'ordinanza del Comune di Campagna Lupia che autorizza la caccia e la fucilazione delle nutrie. Non dovrebbe però cambiare niente perché la caccia alle nutrie continuerà. Data l'ordinanza della Provincia, sarà sufficiente rivolgersi all'ufficio tecnico comunale e richiedere l'intervento della squadra di cacciatori. I privati interessati dal problema nutrie, che avvistano l'animale o che scorgono tracce della loro presenza, infatti, possono recarsi presso l'ufficio competente e chiedere l'invio dei cacciatori che provvederanno alla bonifica del sito infestato dalle nutrie eliminandole fisicamente tramite fucilazione. L'animale, che si ritiene anche portatore di malattie, danneggia pericolosamente gli argini dei corsi d'acqua scavando delle tane, indebolendoli strutturalmente e facendoli così crollare. Inoltre la nutria, animale che proviene dal Sudamerica ed importato ai primi del novecento in Italia per la realizzazione di pellicce, danneggia le colture mangiando i germogli e le sementi. Il roditore, ancora, è incubatore e diffusore di batteri e malattie. L'iniziativa della Provincia di Venezia per la fucilazione della nutrie non è piaciuta alla Lega per l'Abolizione della Caccia di Milano, presieduta da Carlo Consiglio, che ha pensato di impugnare, pare addirittura con il gratuito patrocinio, cioè a spese dei contribuenti, la delibera del Comune di Campagna Lupia che autorizzava la lotta alla piaga nutrie. Il gruppo sosteneva che la materia della caccia non è di competenza comunale, ma provinciale. L'ordinanza del Comune, però, era solo un rafforzativo della delibera provinciale che già da sola è sufficiente a disporre la bonifica dalle nutrie. Il sindaco, Fabio Livieri, per evitare il giudizio al Tar, e la conseguente spesa, ha preferito ritirare questa ordinanza comunale che altro non era se non un rafforzativo di un'autorizzazione della Provincia. Per tale ragione, viene spiegato, non cambierà nulla, la bonifica dalle nutrie continuerà in forza della sola delibera provinciale di per sé già sufficiente per autorizzare la caccia al disgustoso animale. Emanuele Compagno

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l'udc presenta i suoi candidati non siamo l'ago della bilancia (sezione: Province)

( da "Nuova Venezia, La" del 08-05-2009)

Argomenti: Province

Pagina 19 - Cronaca L'Udc presenta i suoi candidati «Non siamo l'ago della bilancia» Ultimissime ore per la chiusura delle liste elettorali dei candidati a Ca' Corner, prima del deposito in Corte d'Appello, entro le 12 di sabato. I diversi partiti stanno operando diverse limature, ma ormai il quadro è abbastanza definito. Ecco la situazione. Lega. Dopo Pd e Pdl, anche la Lega Nord ha chiuso ieri la propria lista di 36 candidati. Il Carroccio - che ha nella candidata presidente Francesca Zaccariotto, il nome di punta - si affida per la Provincia a propri rappresentanti nelle Municipalità, ex amministratori e segretari di sede: tra gli altri, l'ex vicesindaca di Scorzé, Sabina Fabi, il responsabile del Lido, Giorgio Vianello, il segretario di Mestre, Alessandro Vianello, il vicesindaco di Mirano, Alberto Semenzato. Udc. «A livello nazionale siamo per l'abolizione delle Province, ma crediamo anche che, finché esistono, debbano assolvere al loro ruolo sovracomunale di coordinamento: importante in una provincia come Venezia, in evidente ritardo di sviluppo economico rispetto al resto della Regione». Ugo Bergamo, candidato alla presidenza della Provincia per l'Udc di Casini, ieri a Mestre ha presentato la lista per le prossime elezioni: per domani, è probabile l'arrivo in bacino San Marco del leader nazionale Pier Ferdinando Casini a bordo del camion del partito, che gira le piazze d'Italia. «Non siamo l'ago della bilancia in vista del ballottaggio, siamo qui per fare davvero politica», ha detto Bergamo non lesinando critiche ai diretti avversari: a Davide Zoggia «autorevole e competente», ma incapace del «salto di qualità della discontinuità», e criticato per aver tenuto nella coalizione la sinistra antagonista «che ferma lo sviluppo del territorio». Alla candidata di Pdl e Lega, Francesca Zaccariotto, con cui «ci sono punti di contatto, ma ci separa la visione della società, per noi solidarista, tema che non si impone in particolare nella Lega». In appoggio a Bergamo si schierano Psdi e Veneto Ppe, con alcuni loro candidati in lista. Appoggio esterno da Liga Veneta Repubblica e Liberali, che presenteranno invece proprie liste. Tra i candidati, l'ex An Massimo Parravicini (su Murano) certo del voto dei cacciatori; e Alberto Monterosso, vicino al Psdi, ex direttore dei servizi sociali dell'Ulss 12. A Marghera, il giovanissimo segretario Simone Venturini, a Mestre Centro c'è Ezio Ordigoni, tra i fondatori del sindacato Orsa. A Cannaregio e Lido, il segretario comunale Roberto Panciera. E poi politici come l'assessore Vanni Ferro a Caorle, il presidente dell'Apt di Isola Verde Aldo Piovesan e l'assessore miranese Annamaria Tomaello. E professionisti come Gustavo Rui (Noventa di Piave) ex direttore dell'Ater. Pdl. Il Popolo delle Libertà presenterà oggi i propri candidati, alle 11.30, nella sede di via Verdi 5, a Mestre. In lista, tra gli altri, i consiglieri provinciali uscenti Gianni Sopradassi (Lido) e Paolo Fontana (Mestre centro) e la vicesindaca del Cavallino, Roberta Nesto (Murano). E, ancora, Flavio Vianello (Cannaregio), Paolo Dal Zuffo (Dorsoduro), Debora Onisto (Favaro), Giancarlo Giacomin (Bissuola), Laura Faccini (Mestre), Lorenza Lavini (Chirignago), Gabriele Optale (Marghera). Socialisti divisi. Conferma la propria sfida alla presidenza Vittorio Salvagno, per i «Democratici, autonomisti, socialisti», dopo la frattura all'interno del partito, con la maggioranza che ha deciso di sostenere Zoggia. «Siamo con il cuore a sinistra, ma in piedi da soli, perché questa sinistra è debole», spiega. Civica Boato. Michele Boato - candidato presidente per «Impegno Civico per il bene comune» - denuncia un tentativo di «schedatura politica» dei candidati delle liste civiche alle prossime amministrative. Boato riferisce di una circolare delle Prefetture - su indicazione del Ministero degli Interni - che chiede ai Comuni di indicare accanto ai nomi e generalità dei candidati anche il «colore politico», quando non sia immediatamente desumibile dal nome della lista. «Questo è un uso politico delle istituzioni», afferma Boato, ex parlamentare dei Verdi negli anni Ottanta, «una schedatura politica bella e buona. Vogliono sapere i "colori" delle civiche, che per loro natura dovrebbero non averlo». Verdi. «Ambiente, cultura, scuola e nuovo welfare per un futuro migliore» è lo slogan che accompagnerà domani la festa del Sole che ride, in campo Santa Margherita.

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civica per abolire gli enti inutili in caso di successo, pronti a dimettersi - roberta de rossi (sezione: Province)

( da "Nuova Venezia, La" del 08-05-2009)

Argomenti: Province

Pagina 19 - Cronaca Civica per abolire gli «enti inutili» In caso di successo, pronti a dimettersi LA SFIDA Elettori invitati a non votare ROBERTA DE ROSSI C'è una lista che ha un solo obiettivo: raccogliere zero voti. Già, perché «Amo l'Italia, non voto la Provincia» schiera 35 candidati al Consiglio provinciale che hanno già sottoscritto l'impegno a dimettersi seduta stante, semmai uno di loro - per uno scherzo delle urne - risultasse eletto a Ca' Corner. Il loro unico scopo è fare la campagna elettorale per chiedere l'abolizione delle Province, giudicate enti inutili moltiplicatori di incarichi, poltrone, prebende e, soprattutto, burocrazia. Il sito di riferimento è chiaro: www.nonservenonvoto.it. «Il nostro obiettivo è abolire le Province: da quando ne parlò Crispi, nel 1880, ne parlano tutti in campagna elettorale, ma poi non fanno nulla», incalza Michele Bortoluzzi (che da parte sua è candidato alle Europee con i radicali), «l'hanno promesso Berlusconi e Brunetta, invece, niente. Di più, recentemente sono state create 15 nuove Province - in tutto sono 107 - compresa quella sarda di Medio Campitano, 100 mila abitanti e due capoluoghi, uno per la giunta, l'altro per il Consiglio. Basta». «Le Province non servono e, soprattutto, sono un moltiplicatore di tempi burocratici che si riflettono pesantemente sulla vita dei cittadini e delle imprese», prosegue Bortoluzzi. Che fa due conti: 107 enti, 4200 consiglieri, circa 8 mila tra segretari particolari e uffici stampa e 60 mila impiegati. «Naturalmente questi ultimi vanno ricollocati», proseguono i promotori della lista, «i due-terzi in Regioni e Comuni, 20 mila per aumentare i servizi alla popolazione. Le Province - servizi compresi che vanno ovviamente messi in capo a Comuni e Regioni - costano 17 miliardi di euro: siamo convinti che abolendole se ne possano recuperare almeno 2,5». Il progetto del movimento è anche più articolato: solo 10 Regioni (Abruzzo e Molise insieme, come pure Veneto-Friuli), Comuni ridotti da 8 a 2 mila. «Non vogliamo abolire le funzioni, i servizi, ma le poltrone», prosegue il "candidato" Lorenzo Furlan, agronomo, «per oltre un anno abbiamo aperto banchetti in tutt'Italia e ci siamo accorti che il 90% delle persone è d'accordo con noi. Dovevamo trovare il modo di dare un segnale forte, anche provocatorio, per richiamare l'attenzione dei cittadini e, così, siamo riusciti ad organizzare queste liste nelle città più importanti: se le Province non servono, non le votiamo. Se riuscissimo ad aumentare di un 10% il numero delle liste bianche, annullate o delle persone che non votano, sarebbe un segnale forte che il Parlamento non potrebbe non ascoltare. Anche perché il 26 giugno è in calendario una proposta bipartisan presentata da Massimo Calearo e Santo Versace». Ma non si rischia, così, di allontanare i cittadini dalle istituzioni che li governano? «L'eccesso di democrazia fa male alla democrazia, perché ogni decisione diventa lenta: è la rapidità la risposta più effecace ai bisogni della gente. Per asfaltare una strada basta un funzionario, non serve un'intera Municipalità». Naturalmente, nei progetti del movimento, anche le Municipalità sono ritenute enti inutili. IL PD MOBILITA LA SERRACCHIANI La campagna elettorale entra nel vivo per Davide Zoggia, presidente uscente della Provincia e candidato del centrosinistra. Oggi arriva in città Debora Serracchiani (in foto con Zoggia), giovane candidata alle Europee e donna di punta del rinnovamento del Pd nel Nord. Insieme a lei Zoggia sarà stasera a San Donà, nel «covo» dell'avversario, la leghista Francesca Zaccariotto sindaco della città. Oggi alle 13 al ristorante al Calice di piazza Ferretto la presentazione della lista del Pd per le Provinciali.

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"io, arbitro tra saitta e porchietto per l'udc è già vittoria politica" - marco trabucco (sezione: Province)

( da "Repubblica, La" del 08-05-2009)

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Pagina VII - Torino "Io, arbitro tra Saitta e Porchietto Per l´Udc è già vittoria politica" Vietti: ma non è stato facile convincere il partito a correre da solo L´intervista Un futuro da sindaco? Mi fa piacere che si pensi a me come possibile candidato però è prematuro MARCO TRABUCCO Onorevole Michele Vietti la soddisfa il 7 per cento di cui la accreditano i sondaggi? «è un dato che mi soddisfa, anche perché siamo all´inizio della campagna elettorale e non può che crescere. Soprattutto poi, perché è già superiore allo scarto tra gli altri due contendenti, i candidati di Pd e Pdl e dunque attribuisce all´Udc il ruolo di arbitro della contesa». Un ruolo che sembra le piaccia, quello di ago della bilancia? «Sì, perché dimostra che quei due partiti non occupano l´intera scena politica e conferma la bontà della scelta che l´ Udc ha fatto un anno fa: quella di correre da soli per scardinare il bipartitismo. Abbiamo rinunciato alla corte di Berlusconi, agli agi di Versailles per restare nel nostro feudo e presidiare il centro. Anche gli elettori, usciti dall´inganno del voto utile, cominciano a capire l´importanza di una forza moderata che eviti lo scontro diretto tra Pd e Pdl». E magari anche il rischio di inciucio? «Certo, quello che hanno tentato con l´abolizione delle preferenze alle Europee cui noi ci siamo opposti quasi in solitudine e che vogliono ripetere con il sì al referendum». Ha incontrato molte resistenze nel suo partito per la decisione di non allearsi con il Pdl in nessuna provincia del Piemonte? «è stato difficile soprattutto là dove i nostri interlocutori offrivano posti e assessorati. Devo ringraziare gli amici che hanno capito come fosse in gioco qualcosa di più di un assessorato, un progetto politico di lungo periodo». Qual è il progetto? «Davanti a noi abbiamo ripetute scadenze elettorali: la prima tra un mese, con le amministrative e le europee, servirà a confermare che siamo un partito di sana e robusta costituzione. E che siamo il centro, decisivo tra i due maggiori partiti. Ci darà la possibilità di valutare in piena libertà con chi allearci in base a uomini e programmi. E di dettare noi le condizioni». A chi? «Al Pdl se deciderà di guardare di nuovo al centro lasciando da parte demagogia e populismo. O al Pd se farà una scelta decisa verso il socialismo europeo, a costo di cedere al centro la componente moderata. In questo caso si può immaginare con loro un´alleanza di centro - sinistra come direbbe Cossiga. Su questo schema si dovrà ragionare a partire dalle elezioni regionali del prossimo anno». D´altronde è da tempo che si dice stiate trattando con i moderati del Pd piemontese. è vero? «Ho registrato negli ultimi mesi molti mal di pancia tra gli esponenti del Pd. Continuo a pensare che ci potessero essere le condizioni per anticipare una convergenza tra noi e loro e per dare vita a un nuovo soggetto politico di centro già adesso, che permettesse di candidare alla presidenza della Provincia un esponente di questo accordo. Prendo atto che si preferisce aspettare il responso elettorale e mi auguro che sia tale da incoraggiare questa operazione subito dopo». E in Comune? Andrete in soccorso a Chiamparino? «Come è noto il pastore che gridava "al lupo, al lupo", quando è arrivato il lupo davvero, si è trovato solo. Chiamparino faccia tesoro della favola ed eviti di ripetere gli annunci. Quando avrà formalmente aperto la crisi e proposto un patto di fine legislatura aperto a tutti, lo valuteremo e se ci piacerà ci staremo. E ci potrebbe piacere proprio perché sarebbe fuori dagli schemi usuali della politica di oggi». Magari perché servirebbe anche ad aprire la strada a una sua candidatura a sindaco, nel 2011, con l´appoggio del Pd, come molti in città sussurrano? «Sono contento che molti dicano che mi vedrebbero bene in quel ruolo, ma è davvero prematuro parlarne. Comunque fare il presidente della Provincia potrebbe essere un buon allenamento».

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Zero province, 10 regioni e 2mila Comuni anziché gli attuali 8mila. Insomma, uno Stato più... (sezione: Province)

( da "Gazzettino, Il (Venezia)" del 08-05-2009)

Argomenti: Province

Venerdì 8 Maggio 2009, Zero province, 10 regioni e 2mila Comuni anziché gli attuali 8mila. Insomma, uno Stato più snello, meno burocratizzato, più vicino ai cittadini, in grado di dare risposte efficienti. E soprattutto, che taglia gli sprechi. Ecco l'iniziativa "La Provincia Non Serve? Non la Voto", una campagna abolizionista sulle amministrazioni provinciali, partita in Veneto con il sostegno di una parte consistente del tessuto imprenditoriale del Nord Est, di alcuni intellettuali, professori universitari e cittadini. Solo per citarne alcuni, Marina Salamon, Aldo Forbice, Massimo Carraro Ceo Morellato, Massimo Calearo - già presidente di Federmeccanica ed oggi deputato Pd, ma anche Santo Versace, stilista e deputato Pdl. Il messaggio rivolto ai cittadini è presto detto: il 6 e 7 giugno non andate alle urne per le Province, rifiutate la scheda oppure annullatela. "Crispi lo diceva già 130 anni fa e da 40 anni ci promettono che le sopprimeranno, negli ultimi 15 giorni lo hanno detto i ministri Brunetta, Sacconi, La Russa, oltre a Fini e Berlusconi in campagna elettorale - spiega Michele Bortoluzzi, portavoce della campagna - tutti sono d'accordo sul fatto che non servono, e allora noi diciamo di non andarle a votare". Abolire le 107 province, annota, significherebbe togliere burocrazia, eliminare 4200 consiglieri e 7/8000 posti "parapolitici", nonché risparmiare. Quanto? "Diciasette miliardi di euro compresi i servizi, ossia un risparmio vero di 2,5 miliardi di euro - osserva - ben sapendo che dovremmo poi tutelare e reimpiegare i 60mila dipendenti. Ma solo con questi tagli potremmo avere uno Stato efficiente e snello, in grado di affrontare la crisi economica". La campagna prevede la presentazione di una lista (che ha il simbolo depositato al Viminale) dal nome "Amo L'Italia Non Voto La Provincia". "Questo per poter acccedere a spazi di informazione in par condicio da usare esclusivamente per promuovere una campagna astensionista - spiegano Bortoluzzi e il "candidato" presidente Lorenzo Furlan - ma per sgombrare subito il campo da equivoci, tutti i candidati, presidente compreso, hanno firmato una dichiarazione autentica di indisponibilità a qualsiasi elezione in Provincia, anche qualora si avverasse l'ipotesi surreale che il 4 per cento dei cittadini votasse una lista che li invita ad astenersi. Non ci interessano le elezioni né posizioni, anzi le rifiutiamo a priori. Noi non vogliamo essere votati, ma vogliamo che nessuno voti alle provinciali". Come risultato, l'obiettivo è di raggiungere almeno il 50 per cento tra astensioni, schede nulle e schede bianche. "Il 20 giugno è stata calendarizzata una proposta di Calearo e Versace per abolire le Province - concludono - è chiaro che se dopo il 6 giugno avremo un risultato importante a livello di astensioni allora la proposta dei deputati potrebbe essere presa in seria considerazione. E se non fosse così dall'Italia partirà una vera e propria rivoluzione". Manuela Lamberti

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Ca' Corner, tre liste per Bergamo. C'è anche la Liga Veneta (sezione: Province)

( da "Gazzettino, Il (Venezia)" del 08-05-2009)

Argomenti: Province

Ca' Corner, tre liste per Bergamo. C'è anche la Liga Veneta E nel collegio di Murano l'Udc accoglie Massimo Parravicini, consigliere uscente di An e non ricandidato dal Pdl Venerdì 8 Maggio 2009, (al.va.) Non solo l'Udc. Anche il Partito liberale. E anche la Liga Veneta Repubblica. Saranno tre le liste che sosterranno la candidatura di Ugo Bergamo a presidente della Provincia di Venezia. Senza contare che nella lista dello Scudocrociato ci saranno anche candidati espressione del Veneto Ppe e del Psdi (come l'ex direttore dei servizi sociali dell'Ulss 12 Alberto Monterosso). E anche consiglieri provinciali uscenti che non stati ricandidati dal partito di provenienza: è il caso di Massimo Parravicini, eletto nel 2004 in Provincia per Alleanza nazionale e che si aspettava di essere nuovamente in corsa con il Pdl, se non fosse che dal Pdl, ala An, sul suo nome è piovuto il veto. E Parravicini, forte di seimila firme di esponenti di associazioni venatorie e ambientaliste, è stato così accolto dall'Udc: «Parravicini rappresenta il mondo della caccia e della pesca e dell'ambiente in maniera insostituibile - ha detto Ugo Bergamo - Siamo orgogliosi di averlo con noi e gli garantiamo il massimo appoggio». Così ieri, in una gremita sala dell'Ambasciatori a Mestre dove l'Udc ha presentato i propri candidati per le Provinciali di giugno. «Giochiamo questa sfida elettorale con grande convinzione e determinazione», ha detto Bergamo. Che non ha omesso di sottolineare che l'Udc è favorevole all'abolizione delle Province: «Ma finché esistono, devono svolgere un ruolo di coordinamento tra gli enti». E non ha risparmiato critiche né a Zoggia né a Zaccariotto. Il programma elettorale sarà presentato mercoledì prossimo (sempre all'Ambasciatori alle ore 18). Domani, intanto, in bacino di San Marco arriverà il camion dell'Udc (forse con Pier Ferdinando Casini a bordo) che poi si sposterà a Chioggia. Ecco i 36 candidati dell'Udc. Nel collegio di Campolongo Maggiore, Christian Barzazi (in quota Veneto Ppe). A Caorle Vanni Ferro (in quota Psdi). A Cavarzere Simone Zanotto. A Chioggia I Giuseppe Casson. Nel collegio di Chioggia II Aldo Piovesan. A Dolo Bruno Manente. A Eraclea Enrico Rizzo. A Jesolo-Musile di Piave, Dino Scarabello. A Martellago, Massimo Traverso. A Mira I, Federico Lodoli. A Mira II Annamaria Fracasso. A Mirano Annamaria Tomaello Annamaria. A Noventa di Piave Gustavo Rui. A Portogruaro Silvano Bergamo. A San Donà di Piave Mario Melchiori. A San Michele al Tagliamento Luca Marchesan. A Santa Maria di Sala-Pianiga Simone Guerra. A San Stino di Livenza Michela Berti. A Scorzè Giuseppe Mattiello. A Spinea Giorgio Artuso. Questi poi i candidati nei collegi di Venezia. A San Marco Silvia Bacci. A Castello-Sant'Elena Paolo Camilla. A Cannaregio e al Lido Roberto Panciera. A Dorsoduro-Giudecca Giorgio Suppiej. A Murano Massimo Parravicini. A Favaro Daniele Divàri. A Bissuola-Campalto Gennaro D'Ambrosi. A Carpenedo Gianfranco Sperandio. Al Terraglio-Mestre Centro Ezio Ordigoni. A Parco Ponci Luciano Vendrame. A San Giuliano Maria Grazia Bruna. Al Piave Alberto Monterosso (in quota Psdi). A Zelarino Paolo Nalon (in quota Veneto Ppe). A Chirignago Alessandro Tombolani. A Marghera Simone Venturini.

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Passi carrai, l'Anas sospende i canoni Dopo le oltre mille le firme raccolte l'azienda blocca fino a giugno le richieste e si dice pronta a ricalcolare il pegresso (sezione: Province)

( da "Gazzettino, Il (Belluno)" del 09-05-2009)

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Passi carrai, l'Anas sospende i canoni Dopo le oltre mille le firme raccolte l'azienda blocca fino a giugno le richieste e si dice pronta a ricalcolare il pegresso Sabato 9 Maggio 2009, Marcia indietro dell'Anas sui canoni richiesti per accedere alle strade di sua competenza. Il "Comitato passi carrai" della Provincia di Belluno, alcuni giorni fa, ha incassato una mezza vittoria nei confronti dell'ente che, di fronte ad oltre 1000 adesioni raccolte a livello regionale, si è trovato costretto a rivedere le sue posizioni ed a prendere in considerazione una possibile rimodulazione delle cifre. Si parla di un riequilibrio della tassazione, ad oggi derogata agli utenti che risiedono in centro abitato; di un impegno a verificare la congruità dei canoni imposti, anche ricalcolando quelli pregressi; e soprattutto, di sospendere fino al 30 giugno l'invio delle richieste di pagamento. Primo obiettivo: raggiunto. Come promesso nel mese di aprile dai coordinatori provinciali, Walter Azzalini, Gabriele Noro e Bortolo Schizzi, il Comitato ha fatto squadra con gli altri gruppi dei comuni di Treviso e Codevigo, in particolare, e portato all'attenzione della direzione nazionale Anas i dati di una tassazione ingiusta ed ai limiti della legittimità. Nella riunione tenutasi mercoledì 6 maggio nella sede Anas di Venezia, il presidente regionale, Luciano Soffiato, in rappresentanza dei Comitati, ha ricordato come la legge italiana abbia legittimato un aumento esponenziale ed incontrollato delle tariffe, passate da poche centinaia di euro a migliaia di euro in soli tre anni. La legge nazionale 449 del 1997 autorizzava, infatti, l'Ente nazionale per le strade ad aumentare i canoni del 150% in sede di primo adeguamento e nulla diceva e dice in merito agli anni successivi. "Le cifre sono letteralmente sfuggite di mano - spiega Azzalini - negli anni l'Anas si è sentita legittimata nel continuare ad aumentare la percentuale disposta, laddove la legge taceva; il nostro obiettivo è quello di ottenere l'abolizione della tassa e l'immediata rideterminazione dei pregressi in base alla tariffa del 1997 aumentata del 150%, senza interpretazioni discrezionali". E su questi punti l'Anas si è dimostrata aperta al confronto, impegnandosi ad eseguire una verifica a campione su 20 casi pilota distribuiti sul territorio veneto e di discuterne i risultati nel tavolo di concertazione aperto con i rappresentanti dei Comitati. Il risultato sperato è che si accorga della discriminazione con cui la tassazione viene distribuita, con effetti discorsivi sulla concorrenza, e che accolga anche le soluzioni avanzate dal Comitato. "La verità è che molti utenti, per uscire dalle loro abitazioni o dai loro negozi - continua Azzalini - pagano anche per coloro che percorrono quotidianamente la stessa strada; la proposta, allora, è quella di provvedere ad una sorta di redistribuzione degli oneri necessari all'Ente, su tutti i cittadini, magari attraverso la fiscalità generale". In ogni caso la battaglia non si ferma: è già fissato per dopodomani l'incontro del Comitato a Vittorio Veneto. Lucia Maracchi

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Provinciali, 7 liste subito in campo (sezione: Province)

( da "Brescia Oggi" del 10-05-2009)

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Provinciali, 7 liste subito in campo AL PALAGIUSTIZIA. Prima giornata utile in Corte d'Appello per la presentazione delle candidature nei 36 collegi. Questa mattina si replica dalle 8 alle 12 Con Galli corre Scapaticci Tre formazioni per De Paoli In pista anche Zattoni (Fn), Peli (Pd) e Bartoli (Non Voto) 09/05/2009 rss e-mail print Un momento della presentazione delle liste al nuovo Palagiustizia di via Gambara FOTOLIVE Sette formazioni per cinque candidati alla presidenza del Broletto. È il bilancio del primo giorno utile per la presentazione delle liste in vista delle elezioni provinciali del 6 e 7 giugno. Per la prima volta al Palagiustizia, dove da qualche giorno si è trasgerita la Corte d'Appello. Le operazioni proseguiranno anche stamattina dalle 8 alle 12. E non mancheranno le code, dal momento che di liste ne sono attese ancora almeno una quindicina. I PRIMI A VARCARE la soglia del nuovo palazzo con l'elenco dei 36 nominativi - uno per collegio - a sostegno di Paolo Zattoni, 49 anni, agronomo gardesano, sono stati puntuali i giovani di Forza Nuova, il segretario Paolo Inverardi con Jacopo Massetti. Entrambi sono candidati così come il coordinatore regionale Luca Castellini. La loro - dicono - è una formazione «giovane». E «non manca il contributo femminile». È toccato poi ad Ermanno Lancini e Michele Bondoni per il Partito Democratico, che ha lanciato il candidato Diego Peli. Nei collegi ci sono le riconferme di consiglieri provinciali uscenti: Pier Luigi Mottinelli è candidato a Brescia 5 e a Edolo; Antonella Montini a Gussago; Giovanni Ragni a Travagliato. In città ci sono anche Roberto Cammarata, noto per il suo impegno in circoscrizione (Brescia 1), gli ex consiglieri comunali Laura Parenza (Brescia 2) e Maurizio Billante (Brescia 6). Ma molti sono soprattutto i nomi degli amministratori, sindaci, ex sindaci e consiglieri comunali. A Concesio per esempio è in corsa Fabio Ferraglio, presidente uscente della Comunità Montana. Dopodiché è stata la volta di «Amo l'Italia. Non voto la Provincia». Con Gabriele Avalli si è presentato al Palagiustizia Andrea Bartoli, che punta alla presidenza. Anzi, alla non presidenza, poiché la civica sponsorizza l'abolizione delle Province. «Volevamo presentarci per primi - dicono i due -, ma purtroppo non ci siamo riusciti. La nostra non è una carnevalata, come qualcuno ha detto: crediamo in quello che stiamo facendo». Gli incaricati della Corte d'appello, una ventina, hanno verificato con puntualità e precisione la regolarità di tutte le firme.Le operazioni però sono andate un po' a rilento, tanto che solo alle 11,30 Cesare Galli, candidato per «Bresciani liberi», in attesa fin dalla prima mattina, ha potuto depositare la sua lista. «Per offrire un'alternativa - ha detto - agli elettori moderati. Perché giusto occuparsi di cose concrete». Ma dopo l'esperienza delle comunali (la lista fu ricusata) la tensione si tagliava con il coltello. Tra i nomi dei candidati consiglieri provinciali, spiccano quello dell'ex sindaco di Flero Mariateresa Levori (nel collegio di Bagnolo Mella) e l'assessore di Desenzano Paolo Abate. Nel collegio Brescia 1 c'è pure un «vip»: l'avvocato Alberto Scapaticci, difensore storico di Bruno Lorandi. L'ex sottosegretario Elidio De Paoli ha portato ben tre liste: Lega per l'autonomia Alleanza Lombarda, Lega pensionati e una Lista civica. Tra i candidati, spicca il consigliere in Broletto Paolo Pedersoli. Gli altri sono semplici militanti: «Comprano tutti un biglietto della lotteria e si mettono in corsa - spiega De Paoli - poi sono i cittadini a decidere». Gli Autonomisti, che sostengono il candidato di No Euro Faustino Loda, sono invece costretti a tornare oggi, poiché la documentazione che hanno presentato ieri era incompleta. Nel primo pomeriggio la commissione elettorale presieduta da Mario Sannite si è messa all'opera per verificare i requisiti delle liste. Tutte e sette, secondo quanto si è appreso, sono state ammesse. Natalia Danesi Natalia Danesi

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Ventisei liste per la Provincia, lo scontro è già rovente (sezione: Province)

( da "Gazzettino, Il (Venezia)" del 10-05-2009)

Argomenti: Province

Ventisei liste per la Provincia, lo scontro è già rovente Colpi "proibiti" tra Zoggia e Dalla Tor, mentre la Zaccariotto annuncia: «Al ballottaggio non chiederò l'apparentamento all'Udc» Domenica 10 Maggio 2009, Venezia Cittadini distanti dalla politica? Non si direbbe, a giudicare dall'affollata corsa per uno dei 36 seggi del Consiglio provinciale. Sono ben 26 le liste presentate ieri in Corte d'Appello a sostegno di ben nove candidati alla presidenza a Ca' Corner, ai quali si aggiunge un "non candidato", quello della lista che si batte per l'abolizione delle Province. A meno di un mese dal voto del 6 e 7 giugno, la campagna eletorale entra dunque nel vivo, e volano i primi colpi proibiti fra il candidato del centrosinistra Davide Zoggia e il coordinatore provinciale del Pdl Mario Dalla Tor, che polemizzano sui presunti costi a carico del contribuente della campagna elettorale. Non meno affollata la corsa nei 17 Comuni del Veneziano chiamati al voto: sono addirittura 65 i candidati sindaci. Solo in due municipi la scelta sarà fra due liste; a Portogruaro la corsa sarà fra 5 candidati, a Spinea saranno sei e a Scorzè addirittura sette. Da pagina IX a pagina XIII

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Fondi ai paesi montani (sezione: Province)

( da "Arena, L'" del 10-05-2009)

Argomenti: Province

Domenica 10 Maggio 2009 PROVINCIA Pagina 29 LESSINIA e GARDA. Tra i beneficiari, San Mauro di Saline, Sant'Anna d'Alfaedo, Bosco, Selva, Badia Calavena e Dolcè Fondi ai paesi montani Boccata d'ossigeno per dodici comuni: ciascuno riceverà dalla Regione 135 mila euro a fondo perduto per realizzare opere di pubblica utilità Boccata d'ossigeno in euro (135 mila ciascuno) a dodici Comuni veronesi della montagna grazie alla legge regionale 30 del 2007, proposta dal Partito democratico. Sono soldi a fondo perduto per la realizzazione di opere di pubblica utilità riconosciute dalla delibera della Giunta regionale dello scorso 21 aprile. Spiega l'assessore regionale agli enti locali Flavio Silvestrin: «Con la legge finanziaria regionale per l'esercizio 2008, la Regione promuove interventi a favore dei Comuni delle aree svantaggiate di montagna e dell'area del Veneto orientale con meno di cinquemila abitanti, confinanti col Friuli Venezia Giulia, esclusi i Comuni che fanno parte delle comunità montane, dando mandato alla Giunta di determinare, con propri provvedimenti e previo parere della competente commissione consiliare, i termini, e le modalità per attuare gli interventi». Degli undici milioni di euro, di cui nove per le zone montane, beneficiano (in ordine di graduatoria) i Comuni veronesi di San Mauro di Saline, Sant'Anna d'Alfaedo, Boscochiesanuova, Selva di Progno, Badia Calavena, Costermano, Roverè, San Zeno di Montagna, Brentino Belluno, Dolcè, Marano di Valpolicella, Malcesine. Alcuni non hanno presentato domanda per il 2008 (Rivoli, Tregnago, Torri del Benaco, Fumane), altri sono stati esclusi perché i progetti presentati non sono stati ritenuti congruenti coi criteri del bando (Cerro, Vestenanova), altri infine sono stati ammessi, ma occupando gli ultimi posti in graduatoria, potranno rientrare fra i primi finanziati con gli stanziamenti del prossimo anno (San Giovanni Ilarione, Sant'Ambrogio di Valpolicella, Negrar, Caprino, Ferrara di Monte Baldo Erbezzo, Velo e Brenzone). «In prima commissione, di cui sono vicepresidente, mi ero battuto affinché la legge fosse applicata con un criterio di rotazione, in modo che ogni anno fossero finanziati Comuni diversi dall'anno precedente», precisa il consigliere regionale del Pd, Franco Bonfante, «e solo grazie a questo criterio, da me voluto, si è riusciti a far rientrare nei finanziamenti anche i Comuni veronesi, che altrimenti sarebbero stati esclusi. Dopo l'abolizione delle comunità montane veronesi, mentre altre sono rimaste in vita, e il rischio di chiusura delle piccole scuole di montagna per le scelte del Governo, il mancato finanziamento con la legge regionale 30/2007 dei nostri Comuni sarebbe stato un ulteriore inaccettabile smacco». Ricadono nel finanziamento regionale i Comuni che hanno residenti non superiore alle 5 mila unità o presenza di frazioni con meno di 500 abitanti e rispondano a determinate situazioni di disagio socio-economico, cioè: indice di spopolamento, di abbandono del territorio agricolo e di anzianità della popolazione. Sono state ammesse a finanziamento le spese di investimento finalizzate per migliorare i servizi e la qualità della vita dei residenti in 124 dei 171 Comuni veneti montani o confinanti col Friuli. Sono 151 i progetti risultati ammissibili, perché qualche Comune ne ha presentato più di uno, e 47 i Comuni beneficiari quest'anno dello stanziamento.  

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Provincia, crollo di liste e candidati dimezzati (sezione: Province)

( da "Eco di Bergamo, L'" del 10-05-2009)

Argomenti: Province

Provincia, crollo di liste e candidati dimezzati --> Semplificate le alleanze dei due poli. Pisoni è il più giovane, Pirovano e Cornolti hanno solo un mese di differenza Otto competitor per 17 squadre. Nel 2004 c'erano 14 aspiranti presidenti e 28 simboli. Calano anche i nomi civetta Domenica 10 Maggio 2009 ESTEMPORAN, pagina 24 e-mail print Sarà per il dibattito in corso sull'abolizione o meno delle Province, che rende incerto il futuro degli enti sovraccomunali. O per la generale tendenza alla semplificazione del quadro politico (con la nascita di Pd e Pdl, in primis). Fatto sta che, a giudicare dalle liste depositate tra venerdì e ieri all'Ufficio elettorale allestito nel Tribunale di via Borfuro, la Provincia perde decisamente appeal rispetto alla tornata del 2004. Cinque anni fa si erano presentate ben 28 liste con 14 candidati alla presidenza di via Tasso. Questa volta (lo stop alla consegna è scattato puntualmente a mezzogiorno di ieri) il numero scende a 17 simboli per otto competitor (e 553 aspiranti consiglieri). Il parterre si è praticamente dimezzato. E l'assetto potrebbe ridursi ancora. Per saperlo bisogna attendere che i magistrati completino il controllo degli atti e delle firme (il termine è oggi alle 12), registrando eventuali irregolarità, con conseguente esclusione dalla gara elettorale (salvo ricorsi). Scarnificate le alleanze e i nomi «civetta», il compito, quest'anno, potrà risultare forse più facile anche per gli elettori, prima tratti in inganno dalla moltitudine di loghi. la semplificazione Il primo malloppo consegnato, venerdì mattina, è stato quello di «Sinistra per Bergamo», il nuovo cartello sotto cui si presentano uniti Rifondazione, Sinistra democratica e Comunisti italiani (mantenendo però ognuno il suo simbolo). Proprio sul lato centrosinistra si nota uno dei «labor limae» maggiori. Nel 2004 il candidato Giuseppe Facchetti era appoggiato da sette squadre (tra cui gli ormai defunti Ds e Margherita). Oggi, Francesco Cornolti, ne conta quattro: oltre a Sinistra per Bergamo, Pd (di cui è espressione), Verdi e Socialisti. Questa volta resta fuori dall'alleanza l'Italia dei Valori che al primo turno corre sola, capitanata dal deputato Gabriele Cimadoro. Ma semplificazione c'è stata (eccome) anche sul versante centrodestra e Lega. Cinque anni fa lo scontro si era polarizzato tra Valerio Bettoni (sostenuto da Forza Italia, An e Udc) e Giacomo Stucchi (Lega, Ucl, Pensionati, Forza Bergamo), con in mezzo un non meglio definito Centro (più Socialisti uniti per l'Europa) rappresentato da Nicola Carrara. Ora pace fatta tra Lega e il neonato Pdl (in coalizione con i Pensionati di Fatuzzo, che quest'anno rinunciano a un proprio candidato: nel 2004 avevano schierato il consigliere provinciale uscente Ermanno Gavazzi), più compatti che mai nel sostenere il battagliero caravaggino Ettore Pirovano, e riediti gli scudocrociati - lista Bettoni e Udc - insieme per la causa dell'assessore uscente alla Caccia, Agricoltura, Pesca Luigi Pisoni (l'aspirante presidente più giovane, classe 1969; mentre Cornolti e Pirovano hanno un mese di differenza, il primo nato ad agosto, il secondo a luglio, sempre del 1949). In gara compare anche il simbolo de La destra di Storace, che per la Provincia di Bergamo candida Andrea Cologno, classe 1969, nativo di Romano. Scomparse dalla scena, invece, le frange più estreme Alternativa sociale con Alessandra Mussolini e Movimento idea sociale con Rauti, che quest'anno, a differenza del 2004 quando avevano espresso un nome ciascuna, non corrono per il palazzo provinciale. Non si sono visti nemmeno l'Udeur e Lista Salvi-Zaffanella (quest'ultimo, l'Orio dell'associazione «Mordilavita», figura infatti nei 38 aspiranti consiglieri pensionati schierati dai Pensionati di Fatuzzo, oltre che in corsa per Palafrizzoni). Le liste «civetta» L'ultimo a presentarsi ieri all'Ufficio elettorale, a dieci minuti dalla chiusura delle porte, è stato Piergiorgio Goisis, candidato collegato a ben quattro liste: Lega padana, Autonomisti, Pensionati e invalidi, e gli intramontabili No euro. Goisis nel 2004 era la punta della scomparsa Lega alpina lombarda. Mentre No euro (insieme a Fronte Cristiano, altro simbolo non pervenuto questa volta) correva con Flavio Ceroni. Quest'anno ci riprova anche «Basta imbrogli» (la scorsa tornata la versione era «Patto basta imbrogli), che candida Luigi Fantoni, originario del Torinese. Completa il quadro dei nomi in lizza per via Tasso, Giuseppe Marino, nato a Trapani nel 1952, alla guida della Lega lombardo veneta. Non c'è che dire: la Lega di Umberto Bossi e i Pensionati di Fatuzzo restano i più imitati (nel 2004, addirittura, c'era una Gabrielle Benigna sostenuta da Lega alleanza lombarda-Lega pensionati). Benedetta Ravizza 10/05/2009 nascosto-->

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gualtieri Consorzio Ombrone via il tributo Pratotrade cinese no (sezione: Province)

( da "Nazione, La (Prato)" del 10-05-2009)

Argomenti: Province

CRONACA PRATO pag. 9 gualtieri Consorzio Ombrone via il tributo Pratotrade cinese no BRUNO GUALTIERI (nella foto) il candidato alla presidenza della Provincia della lista civica «Prato libera e sicura», si è presentato ieri mattina alla città spiegando punto per punto il suo programma (è anche sul sito www.pratoliberaesicura.it). Tra le proposte principali c'è la grande attenzione da destinare all'area vasta della piana fiorentina: da qui la lista civica vorrebbe partire per migliorare urbanistica e rete viaria del territorio, costruendo nuove strade di collegamento e portando avanti l'idea della metropolitana veloce di superficie tra Prato-Firenze-Pistoia. Sul fronte sicurezza l'idea è quella di «insistere con i controlli» e di «fare rispettare la legge con diritti e doveri uguali per tutti». Gualtieri ha poi insistito molto sul rilancio dell'economia provinciale: «Garantiremo sostegni concreti ai giovani imprenditori e alle giovani coppie in cerca della prima casa. Inoltre dobbiamo ripensare il tessile, investendo sulla ricerca e dicendo no alla Pratotrade cinese. Soprattutto dobbiamo rilanciare il turismo, sfruttando anche la vicinanza con Firenze, e puntare sull'energia rinnovabile». Grande importanza anche al mantenimento della cultura rurale (fichi secchi, vino, miele, castagne e olio) e all'abolizione per i cittadini del tributo del Consorzio di bonifica dell'Ombrone con modifiche anche alla Tia. L.M.

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Giannotti alza il tono: (sezione: Province)

( da "Resto del Carlino, Il (Pesaro)" del 10-05-2009)

Argomenti: Province

PESARO pag. 5 Giannotti alza il tono: «Il Pdl vero siamo noi» «La sinistra ha toppato su trasparenza e morale» ROBERTO Giannotti, candidato alla presidenza della Provincia di Pesaro e Urbino per il Pdl, si è presentato ieri assieme alla sua lista e confida assai sul «trend» nazionale favorevole al Pdl nei confronti del Pd per annullare la differenza di 11.000 voti che alle politiche dividono in provincia di Pesaro il centrosinistra dal centrodestra. «Nessuno si illude di annullare totalmente il gap ha detto ieri mattina Giannotti . Noi vogliamo portare Matteo Ricci al ballottaggio e poi ricompattare tutto il centrodestra, perché la nostra scelta è quella di governare questo territorio». Questo, secondo l'ordine alfabetico dei collegi di appartenenza, è l'elenco dei trenta candidati del Pdl alle elezioni provinciali: Maurizio Vecchione, Vladimiro Perlini, Stefano Bacchiani, Francesca Maria Falcioni, Giancarlo Rossi, Mattia Tarsi, Massimo Rognini, Patrizio Miccichè, Alice Cerpolini, Mario Tramontana, Laura Macchini, Moris Stortoni, Carlo Diotallevi, Raffaella Mazzi, Livio Cursi, Simonetta Santucci, Antonio Baldelli, Elisabetta Foschi, Giulio Tomassoli, Manlio Giamprini, Orazio Pascucci, Ugo Tapponi, Ilaria Faedi, Franco Bastianelli, Margherita Mencoboni, Gianfranco Ioele, Gianmatteo Donnini, Bruno Brandinoni, Wilmer Zanghirati Urbanaz, Alessandra Repaci. Quattro i consiglieri provinciali uscenti: la capogruppo Foschi, Rossi, Tapponi e Baldelli. «MOLTI ha affermato Giannotti hanno millantato di rappresentare il Pdl, ma non c'è dubbio che la lista del Pdl è questa: ampia rappresentanza del territorio e delle località, tiene conto delle varie tendenze ideali e storiche delle componenti, del partito, ha ampia rappresentanza femminile con dieci donne». Il messaggio per il suo maggiore avversario, Matteo Ricci, è questo: «Al di là dei suoi sondaggi prefabbricati sarà battaglia fino in fondo. Noi abbiamo detto no a 100 pagine di programma steso dai tecnici provinciali probabilmente anche in orario di lavoro...». Quindi elenca sinteticamente i punti fondamentali del suo programma secondo il principio che «costa ed entroterra devono viaggiare alla stessa velocità»: la viabilità prima di tutto; il recupero dell'efficienza delle strutture ospedaliere (Cardiochirurgia a Pesaro) e mantenimento dei presidi di emergenza nell'entroterra; mantenimento dei servizi pubblici con un assessorato per le zone interne e la Valmarecchia; difesa del diritto alla sicurezza, con più organici e più presidi e del diritto allo studio; monitoraggio degli extracomunitari «anche legali, in alcune zone «si coglie un'eccessiva concentrazione, si è superato il livello di guardia»; rifiuti e attività estrattive che sono «un disastro». E ancora: tariffe dei servizi più basse, abolizione degli Aato; sostegno dello sviluppo; rimodulazione dell'uso dei fondi europei e uso dei tre milioni di euro per il Foglia che giacciono ancora in un libretto bancario. Infine la trasparenza su cui questa amministrazione di centrosinistra «ha toppato: con una cimice nell'ufficio del presidente, un vicepresidente che si è dimesso e il capogabinetto indagato». Image: 20090510/foto/9737.jpg

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Se i parlamentari fanno squadra Rimini segna un grande gol (sezione: Province)

( da "Resto del Carlino, Il (Rimini)" del 10-05-2009)

Argomenti: Province

RIMINI AGENDA pag. 12 Se i parlamentari fanno squadra Rimini segna un grande gol INTERVENTO L'ANNESSIONE DELL'ALTA VALMARECCHIA SEGUE DELLA PRIMA SONO TRA quelli che se potessero votare per l'abolizione delle provincie voterebbero sì, fino a quando rimangono in vita, vorrei però che la mia provincia fosse forte come merita. Per questa ragione voglio ringraziare i protagonisti del grande risultato raggiunto alla Camera e che rappresenta la prima decisiva tappa per realizzare quell'obiettivo. Ho frequentato per dieci anni le aule parlamentari e posso assicurare che il voto di martedì è stato un vero "miracolo politico". Quando è iniziata questa avventura non avrei scommesso un euro sulla possibilità di riuscita, soprattutto in tempi così rapidi. Gli ostacoli non erano solo quelli di un calendario dei lavori parlamentari. L'ostacolo politico che appariva insormontabile era il "precedente" che si sarebbe costituito con la decisione su Rimini, un varco per altre realtà territoriali. Il Parlamento è straordinariamente conservatore e nonostante i tanti problemi aperti, ha sempre scoraggiato ogni iniziativa in questa direzione. Doppiamente bravi ai nostri parlamentari che ci sono riusciti. Innanzitutto al regista, Sergio Pizzolante che ha concepito l'idea, ha scelto i tempi giusti e ha avuto il coraggio di provarci, mettendo in fila con tenacia i consensi e la volontà attiva indispensabili per raggiungere il risultato. Si usa dire che una proposta di legge non si nega a nessuno, ce ne sono migliaia che giacciono nei cassetti di Camera e Senato. Pizzolante è riuscito a trasformare quella che poteva sembrare solo una "bandiera" politica, nel voto quasi unanime di un ramo del Parlamento, dimostrando di possedere legami e rapporti di grandissima influenza. Gianluca Pini è stato un altro protagonista. Tutti conoscono la vocazione "contrattuale" della Lega. Non sarà molto raffinato scambiare il proprio consenso con l'ottenimento di ben individuati obiettivi, tuttavia è una strategia molto efficace. Pini è riuscito ad ottenere che l'allargamento della Provincia di Rimini rientrasse tra le richieste inderogabili avanzate dalla Lega alla attuale maggioranza. E alla Lega, come è noto, Berlusconi fa fatica a dire no. VANNO PERÒ ringraziati anche gli esponenti dell'opposizione. Elisa Marchioni ha convinto il suo gruppo, nonostante l'incessante lavorio dei deputati pesaresi, a sostenere una proposta di legge che proveniva dalle file della maggioranza. Nella logica di contrapposizione non era facile. Sarebbe stato più semplice tirare il sasso e nascondere la mano. Un ostruzionismo mascherato avrebbe potuto fare saltare tutto. Dare preminenza ai calcoli di parte, a poche settimane dal voto, deve essere stata una tentazione fortissima. Marchioni ha resistito ed ha fatto prevalere gli interessi comuni. Un ruolo importante lo ha avuto anche Roberto Zaccaria, che non ha dimenticato le origini riminesi. Senza la sua paziente tessitura dentro il Pd, difficilmente il progetto sarebbe andato in porto. I nostri parlamentari non hanno agito come una squadra, eppure è come se lo fossero stati e sono riusciti a segnare un magnifico gol. Adesso la palla passa al Senato, dove disponiamo di due senatori influenti, Zavoli e Berselli. La strada non è in discesa. Immagino il ragionamento di tutti quelli che erano contrari e che non hanno voluto uscire allo scoperto. "Li fermiamo al Senato, dopo le elezioni". Ci vorrà perciò abilità e impegno da parte dei nostri a Palazzo Madama e bisognerà confezionare un altro "miracolo". Io ho fiducia, perché ricordo che la costituzione della provincia rimase un sogno, fino a quando tutte le forze locali non si convinsero a tirare nella stessa porta. Oggi mi pare che quelle condizioni ci siano di nuovo. Sergio Gambini Image: 20090510/foto/11894.jpg

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c'è anche la lista (sezione: Province)

( da "Mattino di Padova, Il" del 10-05-2009)

Argomenti: Province

Pagina 8 - Altre C'è anche la lista C'è anche la lista Non voto la Provincia Mauro Donolato guida la lista «Non voto la Provincia», sostenuto da chi chiede l'abolizione dell'ente considerato inutile.

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province, addio alle elezioni dirette (sezione: Province)

( da "Nuova Venezia, La" del 10-05-2009)

Argomenti: Province

Voto interno alla conferenza dei primi cittadini. Il nuovo ente assorbirà le competenze delle comunità montane Province, addio alle elezioni dirette Brunetta: «Al lavoro su una legge delega. Il presidente sarà un sindaco» PADOVA. Elezioni provinciali, addio. Il 6 e 7 giugno prossimi sarà l'ultima volta in cui gli italiani andranno alle urne anche per eleggere il presidente della Provincia. Il ministro alla Funzione pubblica, Renato Brunetta, ha annunciato a Padova, prima della presentazione dei candidati del Pdl alle elezioni comunali e provinciali della città del Santo (rispettivamente Marco Marin e Barbara Degani), che, prima che il Parlamento vada in vacanza ad agosto, assieme ai ministri Calderoli e Maroni, farà approvare il nuovo codice delle autonomie, che prevede anche l'eliminazione delle elezioni provinciali in ogni comune e l'elezione diretta del presidente della Provincia da parte dei sindaci del territorio. Il Codice delle autonomie sarà approvato come disegno di legge delega. Il ministro ha anche detto che, all'interno del medesimo disegno legislativo, è prevista l'abolizione delle comunità montane ed una drastica riduzione dei consorzi di bonifica e degli Aato (gli enti che gestiscono il ciclo delle acque) con trasferimento delle competenze alle «nuove» Province. Brunetta ha affermato che tale riforma farà risparmiare allo Stato un bel po' di milioni. Come si prevedeva, il ministro (che vestiva uno spezzato grigio blu con camicia a righe senza cravatta), durante l'improvvisata conferenza-stampa ha anche parlato del prossimo referendum sulla legge elettorale e dello schema di decreto sull'introduzione della meritocrazia per tutti i dipendenti statali, approvato l'altro ieri dal Consiglio dei Ministri, che ha già fatto imbestialire tutti i sindacalisti confederali e di base, compreso il moderato Raffaele Bonanni, segretario nazionale della Cisl. «Al referendum non andrò al mare e voterò sì - ha detto Brunetta -. Lo so bene che i referendum tolgono pezzi importanti alla politica, ma non possiamo ignorare una consultazione che è stato chiesto da 800mila italiani. Tra l'altro il referendum potrà benissimo costituire un'occasione fondamentale per varare, in tempi brevi, una legge elettorale più valida di quella attuale». Rispetto, infine, al decreto sulla meritocrazia in arrivo nel pubblico impiego, il ministro è andato avanti come un carro armato. «Anch'io oggi ho letto sui giornali le critiche dei sindacati su come sarà erogato il salario annuale aggiuntivo. Sono giudizi che non hanno alcun senso perché la pubblica amministrazione non è di proprietà del sindacato. Il percorso per arrivare all'approvazione definitiva - ha concluso - è già pronto. Prima sarà approvato in Parlamento e subito dopo sarà sottoposto al giudizio della Conferenza Stato-Regioni e del Cnel. Soltanto alla fine di tale iter ci sarà il confronto con i sindacati». (Felice Paduano)

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Bartoli: Abolire la politica, non i servizi (sezione: Province)

( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 10-05-2009)

Argomenti: Province

Domenica 10 Maggio 2009 CRONACA Pagina 10 Bartoli: «Abolire la politica, non i servizi» Rifiutare la scheda elettorale o annullarla scrivendo «Non serve, non voto». Queste - oltre che il segno sul simbolo - sono le indicazioni per chi vuole sostenere la lista che sponsorizza l'abolizione della Provincia. Ogni candidato, insieme alla disponibilità a scendere in pista ha depositato anche una dichiarazione di indisponibilità ad accettare cariche per questa elezione provinciale. «VENIAMO DA UNA CULTURA civica, e da sempre abbiamo sensibilità e attenzione al buon uso delle risorse - spiega il candidato (anzi, il non candidato) presidente Andrea Bartoli, affiancato da Enrico Valseriati, Alberto Tinti, Nicola Donda, Gabriele Avalli e Tiziana Frassi -. Penso per esempio alla battaglia che abbiamo fatto in Loggia per la riduzione delle circoscrizioni o l'accorpamento delle società partecipate dal Comune». Il movimento (www.nonservenonvoto.it), nato nel Nord Est, si pone l'obiettivo di «liberare risorse pubbliche garantendone una distribuzione più equa». Oltre a Brescia, si presenta a Padova, Venezia, Bologna e Milano. Secondo gli ultimi conti, i 4.200 politici provinciali costano alla collettività 115 milioni di euro. Solo abolendo Brescia, si risparmierebbe 1,5 milioni. Attenzione però, precisano i seguaci del non voto: «Quello a cui noi puntiamo è l'eliminazione della sola parte politica, non dei servizi ai cittadini. Questi potrebbero essere assorbiti dai Comuni e dalle Regioni. Il personale potrebbe essere reimpiegato in modo più funzionale, per esempio nell'amministrazione della giustizia che in Italia è così carente». Insomma, non votare è - per Bartoli - «morale, democratico ed è un segno di rispetto della Costituzione che in nessun punto obbliga a scialaquare le risorse dei cittadini». I candidati sono coscienti del fatto che il movimento è all'inizio ma «se il risultato elettorale sarà significativo ricorderemo ai politici che la modifica del titolo Quinto della Costituzione è da mettere in agenda». Queste settimane di campagna elettorale sono state già indicative, dicono, perché «abbiamo percepito che la nostra istanza viene accolta positivamente». Oltre all'appoggio di professionisti e operai la lista di Bartoli ha ricevuto quello de dipendenti della Provincia. «Tanti cittadini - dicono - sono indignati per gli sprechi». NA.DA.  

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GIANNI DE BLASIO VOTO ALLE EUROPEE, L'ASSENZA DI CANDIDATI SANNITI NELLA LISTA DEL PD, IL RA... (sezione: Province)

( da "Mattino, Il (Benevento)" del 10-05-2009)

Argomenti: Province

GIANNI DE BLASIO Voto alle Europee, l'assenza di candidati sanniti nella lista del Pd, il rapporto con l'Udc, le difficoltà sul bilancio, dovuute sopratutto al mancato introito dell'Ici: sono i temi analizzati dal sindaco di Benevento, Fausto Pepe. Si è letto che per lei è dannoso votare Mastella? «Io sono sempre stato convinto che votare per un centrodestra alleato con la Lega Nord, che vuole i posti riservati ai milanesi nella metro, non aiuti il Sud. Di conseguenza, l'appoggio ad ogni candidato di quello schieramento è controproducente anche per Benevento. Lo dico nella piena consapevolezza che Mastella è sempre stato un amico, mi ha supportato ed io l'ho ripagato, anche votandolo e facendolo votare per anni. Questo non vuol dire essere per sempre legati alle sue scelte. Quando siamo stati insieme, ha ricevuto lealtà e sostegno, come d'altra parte hanno fatto tanti amici. Oggi siamo su schieramenti diversi e non mi pare lesa maestà dire che non lo appoggeremo». Sì, ma lei per chi farà campagna elettorale? «Non essendo più il mio partito di provenienza nel centrosinistra, sento l'obbligo di fare campagna elettorale per le tematiche di respiro comunitario. Questo non vuol dire essere assente dalla competizione. Ho già deciso che una delle tre preferenze la darò ad un candidato donna. Penso che non ci sia mai stata tanta necessità, come in questo momento, di dare forza ed autorevolezza alla rappresentanza femminile, svilita da queste polemiche su vallette e ciarpame. Ecco un'indicazione: votare centrosinistra e almeno una donna». Il centrosinistra, però, non è stato premiato dalla composizione delle liste. «Le elezioni europee sono consultazioni squisitamente politiche. Si vota, o si dovrebbe votare, per il programma che si vorrebbe attuare a Strasburgo: è evidente che l'appartenenza del candidato alla propria provincia è un elemento marginale. Poi, per la verità, il Pdl ha schierato 2 candidati del Sannio, uno all'ultimo secondo e l'altro incerto fino alla fine, ed entrambi provenienti da altri partiti. L'Idv mette in campo un sannita. Altri 3 sono nelle liste di estrema destra o sinistra. Il Pd non ha alcuno candidato? Ma non mi pare che gli altri abbiano fatto tanto di più. Manca il dibattito sulle proposte: che si vuole fare sulla questione dell'Obiettivo1? C'è qualcuno pronto a parlarne?». E' ancora in corso il dialogo con l'Udc? «In casa Udc c'è stata, di recente, più di una novità. Io, da sindaco, parlo con tutti coloro che sono pronti al confronto nell'interesse della città. L'Udc, il suo gruppo consiliare e i vertici provinciali, sono sempre stati interlocutori istituzionali. Su questo piano il confronto c'è stato e continuerà, nell'evidente rispetto dei ruoli». Uno dei prossimi banchi di prova sarà l'approvazione del bilancio: potrà servire l'appoggio dell'Udc? «Certo che potrebbe servire! Anche se il documento contabile è uno degli atti che una maggioranza ha l'obbligo di votare in maniera autosufficiente. L'Udc ha segnalato una serie di esigenze sociali e del territorio che abbiamo preso in considerazione per la qualità dei rilievi. Sentiremo in Consiglio se abbiamo risposto a queste esigenze. Ma chi avrebbe, invece, il dovere di votare il documento sono quei consiglieri eletti a sostegno del mio programma di mandato, e che sul bilancio oggi fanno registrare un'unica presa di posizione: quella imposta dal centrodestra. Come ogni anno, oramai, c'è stato il comunicato drammatico sul bilancio con richiami a ogni sede istituzionale, dove peraltro credo abbiano esaurito qualunque credibilità: unica differenza che questa volta c'era anche la firma dell'Udeur. E poi la destra parla di ribaltonismo». Sul bilancio si registra un continuo rinvio dell'approvazione. Come mai si è arrivati fino a maggio? «Abbiamo condotto un lavoro scrupoloso, ascoltando e recependo istanze e necessità, particolarmente forti in un momento di crisi economica come questo. E' stato un lavoro serio e quindi lungo. Poi, però, c'è da raccontare in che condizioni economiche sono stati messi gli enti locali. Faccio solo un esempio: l'abolizione dell'Ici. Secondo il Ministero dell'Interno, così come pubblicato dal Sole 24 Ore, il Comune più colpito in tutta Italia dall'abolizione dell'imposta sugli immobili è proprio Benevento, questo con tutti i danni e i ritardi che si registreranno sui servizi ai cittadini. E qui ritorniamo al perché non bisogna votare il centrodestra e la Lega Nord. Questo fatto è passato nel silenzio di senatori, deputati e sottosegretari». Secondo lei i deputati del Pdl e Viespoli dovrebbero convincere Berlusconi a non abolire l'Ici? «Mi aspetto che si persegua sempre e comunque l'interesse del territorio, non solo sulle questioni di carattere generale, e l'Ici è solo un esempio, ma anche sui temi dello sviluppo. Sul Puc, sulla piattaforma logistica, sui beni culturali, sulle questioni che interessano i beneventani, vanno messe da parte le derisioni e tutto l'armamentario della politica d'apparato. Non fanno bene alla città, non producono crescita per nessuno. Proprio l'ingresso di Mastella nel centrodestra, con i nuovi necessari equilibri che dovranno rintracciare, avrebbe dovuto suggerire qualcosa».

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Palazzo Isimbardi, sfida a due con qualche terzo incomodo (sezione: Province)

( da "Cittadino, Il" del 11-05-2009)

Argomenti: Province

Palazzo Isimbardi, sfida a due con qualche terzo incomodo n Filippo Penati contro Guido Podestà: il presidente provinciale ricandidato dal centrosinistra contro il coordinatore regionale, e parlamentare europeo, di centrodestra. Sta qui il cuore dello scontro di cui saranno arbitri fra tre settimane e mezza e poi al ballottaggio (se ci sarà) del 20 giugno, circa 3,5 milioni di elettori residenti nella provincia di Milano. Ma come sempre da quando è stato istituito il doppio turno un ruolo importantissimo è nelle mani delle "terze forze": i soggetti minori che possono far pendere la bilancia in modo determinante con gli apparentamenti al ballottaggio. Le elezioni provinciali 2009 a Milano - provincia più importante di tutta Italia - sono attraversate inoltre da due grosse novità. La prima è il distacco di Monza e Brianza, che vanno a eleggere la loro prima amministrazione di provincia proprio il 6, 7 e 20 giugno 2009, parallelamente a quella ambrosiana. La separazione, a lungo annunciata, oltre ad aver distaccato circa 700mila elettori ha messo in moto calcoli su come eventualmente la scissione potrebbe influenzare il colore politico. Tutte aspettative cui è incaricata di rispondere la consultazione di giugno. Secondo scenario innovativo: l'abolizione della provincia stessa. Forse questa sarà l'ultima volta che si voterà per un ente denominato provincia di Milano. Tutti (o quasi tutti) vogliono passare all'area metropolitana milanese, ritenuta più efficiente e avanzata. Il punto su cui ci si divide è cosa esattamente debba fare l'area metropolitana e quale coalizione abbia le competenze più mature per istituirla. In questo panorama gli sfidanti si avviano a battere tutto il territorio per il gran finale di campagna elettorale: Filippo Penati (Partito democratico, Italia dei valori, Lista Penati, Verdi); Guido Podestà (Popolo della libertà), Enrico Marcora (Unione di centro e alleati), Massimo Gatti (Rifondazione, Comunisti italiani, Sinistra democratica). La prima donna candidato si incontra nelle forze minori: è Carla De Albertis per "NorDestra",Emanuele Dolcini

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Bartoli: (sezione: Province)

( da "Brescia Oggi" del 11-05-2009)

Argomenti: Province

Bartoli: «Abolire la politica, non i servizi» 10/05/2009 rss e-mail print I «non candidati» della lista «Amo l'Italia - Non voto la Provincia» Rifiutare la scheda elettorale o annullarla scrivendo «Non serve, non voto». Queste - oltre che il segno sul simbolo - sono le indicazioni per chi vuole sostenere la lista che sponsorizza l'abolizione della Provincia. Ogni candidato, insieme alla disponibilità a scendere in pista ha depositato anche una dichiarazione di indisponibilità ad accettare cariche per questa elezione provinciale. «VENIAMO DA UNA CULTURA civica, e da sempre abbiamo sensibilità e attenzione al buon uso delle risorse - spiega il candidato (anzi, il non candidato) presidente Andrea Bartoli, affiancato da Enrico Valseriati, Alberto Tinti, Nicola Donda, Gabriele Avalli e Tiziana Frassi -. Penso per esempio alla battaglia che abbiamo fatto in Loggia per la riduzione delle circoscrizioni o l'accorpamento delle società partecipate dal Comune». Il movimento (www.nonservenonvoto.it), nato nel Nord Est, si pone l'obiettivo di «liberare risorse pubbliche garantendone una distribuzione più equa». Oltre a Brescia, si presenta a Padova, Venezia, Bologna e Milano. Secondo gli ultimi conti, i 4.200 politici provinciali costano alla collettività 115 milioni di euro. Solo abolendo Brescia, si risparmierebbe 1,5 milioni. Attenzione però, precisano i seguaci del non voto: «Quello a cui noi puntiamo è l'eliminazione della sola parte politica, non dei servizi ai cittadini. Questi potrebbero essere assorbiti dai Comuni e dalle Regioni. Il personale potrebbe essere reimpiegato in modo più funzionale, per esempio nell'amministrazione della giustizia che in Italia è così carente». Insomma, non votare è - per Bartoli - «morale, democratico ed è un segno di rispetto della Costituzione che in nessun punto obbliga a scialaquare le risorse dei cittadini». I candidati sono coscienti del fatto che il movimento è all'inizio ma «se il risultato elettorale sarà significativo ricorderemo ai politici che la modifica del titolo Quinto della Costituzione è da mettere in agenda». Queste settimane di campagna elettorale sono state già indicative, dicono, perché «abbiamo percepito che la nostra istanza viene accolta positivamente». Oltre all'appoggio di professionisti e operai la lista di Bartoli ha ricevuto quello de dipendenti della Provincia. «Tanti cittadini - dicono - sono indignati per gli sprechi». NA.DA.

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Berlusconi rilancia: (sezione: Province)

( da "Giorno, Il (Milano)" del 11-05-2009)

Argomenti: Province

PRIMO PIANO pag. 2 Berlusconi rilancia: Il premier vuole superare i «vecchi strumenti». di ALESSANDRO FARRUGGIA ROMA SARÀ LA VOLTA BUONA? Centonove anni dopo la prima proposta di abolizione fatta dal deputato Gesualdo Libertini, riparte la infinita e sinora vana battaglia per l'abolizione delle Province. Per molti, dopo la nascita delle regioni, sono enti inutili, uno spreco di ricorse che ci costa 14.5 miliardi di euro (escluse Trento e Bolzano), i tre quarti dei quali spesi per il loro mantenimento. Ma per altri sono importanti presidi di federalismo e soprattutto per tanti sono centri di potere da difendere. E quindi cancellarle sarà una impresa titanica. A RILANCIARLA è Silvio Berlusconi che torna a sfidare la Lega (e lo fa, non a caso, con la tornata elettorale alle porte). «Le Province dice il presidente del Consiglio sono strumenti vecchi che intendiamo superare introducendo per le grandi aree le città metropolitane. Ho letto che la sinistra e l'Udc dicono la stessa cosa nei loro programmi, sono contento che siano d'accordo con la maggioranza e quando faremo la riforma costituzionale su questa materia spero che manterranno la loro opinione e che ci diano i loro voti». Ma sarebbe una abolizione tout court o una abolizione delle sole aree metropolitane, come da proposta del governo per la prossima Finanziaria? E magari, come detto l'altro ieri il ministro Renato Brunetta, si darà vita a una riforma che porterà a «Province nuove, che saranno presiedute da un sindaco eletto non più direttamente dai cittadini ma dalla conferenza dei sindaci della provincia e che ingloberanno le comunità montane e altri enti di secondo livello»? DIPENDERÀ dai rapporti di forza. Che il leader del Pdl voglia completamente superare questo ente territoriale è cosa nota. «La prima cosa da fare per ridurre i costi della politica è dimezzare il numero di consiglieri regionalie e comunali e non parlo delle province disse il 31 aprile del 2008 perchè bisogna eliminarle. Dobbiamo eliminare tanti enti inutili, e quindi province, comunità montane e tutti quegli enti antichi rimasti in funzione senza produrre nessun effetto...». Come alleato Berlusconi ha sicuramente la componente ex An del Pdl, che con Fini («nel programma del Pdl c'era l'abolizione e personalmente non ho cambiato opinione») e la Russa (che propose un percorso graduale, con abolizione entro cinque anni) si espresse nettamente. Ma è altrettanto noto che la Lega le difeso e difende le province a spada (di Alberto da Giussano) tratta. Così bene che lo scorso 11 dicembre Berlusconi osservò: «C'è solo un punto del programma sul quale ho difficoltà con i miei alleati: è quello dell'abolizione delle province. Siamo ancora convinti che sarebbe un passo utile per risparmiale, ma la Lega ha una posizione molto ferma». posizione che resta eccome. «Finirà come nella favola di Fedro della volpe e l'uva ironizza il leghista Matteo Salvini le volpi del Pdl prima cercheranno di abolirle poi, una volta visto che non ce la faranno, diranno metaforicamente: tanto l'uva non è matura». FAVOREVOLI all'abolizione sono anche Idv e Udc, mentre il Pd che nel programma elettorale scrisse «dobbiamo abolire le Province partendo da quelle ove esistono le aree metropolitane» ora, con realpolitik, ha sfumato sull'abolizione totale (non negata, ma rinviata a un imprecisato futuro) e si è concentrato sull'abolizione delle province delle grandi città. In questa direzione andò Veltroni, con il consenso di presidenti di importanti province guidate dal centrosinistra come Matteo Renzi (Firenze) e Nicola Zingaretti (Roma), ma con un netto «no» da parte di un fetta importante del partito, a partire dai segretari regionali di Piemonte e Veneto. Da parte sua il segretario Dario Franceschini bolla il tentativo di Berlusconi come mossa elettorale: «Possibile domanda che queste cose emergano stranamente prima delle campagna elettorali? Che il barcone sia respinto quando il numero di immigrati cresce, e le Province siano da abolire proprio ora, quando sono al governo da un anno, e non hanno fatto nulla?». Image: 20090511/foto/1457.jpg

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ABOLIRE LE PROVINCE? Idea meravigliosa: secondo uno studio dell'Eurispes, lo Stato risp... (sezione: Province)

( da "Nazione, La (Firenze)" del 11-05-2009)

Argomenti: Province

PRIMO PIANO pag. 2 ABOLIRE LE PROVINCE? Idea meravigliosa: secondo uno studio dell'Eurispes, lo Stato risp... ABOLIRE LE PROVINCE? Idea meravigliosa: secondo uno studio dell'Eurispes, lo Stato rispermierebbe 10,6 miliardi di euro all'anno. Più di mezza finanziaria. Se però Silvio Berlusconi ha rilanciato il tema, già infruttuosamente cavalcato da Ugo La Malfa negli Anni Settanta, è stato per ragioni contingenti ed eminentemente politiche. L'ha fatto per segnare un punto sulla Lega. Alle elezioni manca meno di un mese e col partito di Bossi il Pdl ha potenzialmente in comune lo stesso elettorato. Il fatto d'essere alleati, non gli impedisce d'essere in competizione. E poiché è noto sin dai giorni in cui fu steso il programma elettorale che ad opporsi all'abolizione delle province è il Carroccio, tornare sulla questione significa lanciare agli elettori un messaggio preciso: la Lega predica bene, ma razzola male; contesta «Roma sprecona», ma difende lo sperpero di denaro pubblico a vantaggio delle province, le cui funzioni potrebbero senza problemi essere trasferite a comuni e regioni. Sempre ieri, e sempre nel ruolo di leader del Pdl più che in quello di presidente del Consiglio, Berlusconi ha voluto ricordare che le nuove norme sulla sicurezza sono state volute «da tutta la maggioranza» e non solo dal Carroccio. Il giorno prima, parlando del necessario respingimento dei barconi carichi di clandestini nei porti di provenienza, aveva detto che «noi non vogliamo un'Italia multietnica». Forse avrebbe fatto meglio a dire «multiculturale», ma il punto è che anche quella battuta va letta nel quadro di una competizione tutta interna alla maggioranza. La posta è chiara: la rappresentanza politica della parte più produttiva e sviluppata del Paese. Posta resa oltremodo alta dalla prospettiva federalista e dall'implicita ombra che questa getta sul futuro dell'unità nazionale.

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l'anas pretende i soldi per i passi carrai (sezione: Province)

( da "Mattino di Padova, Il" del 11-05-2009)

Argomenti: Province

Pagina 16 - Provincia L'Anas pretende i soldi per i passi carrai CODEVIGO. Continua l'accesa trattativa tra il Comitato Vittime Passi Carrai e l'Anas per gli astronomici ed iniqui canoni richiesti ai frontisti. Nei giorni scorsi, a Venezia, nella sede dell'Anas, si è tenuto un incontro tra i vertici nazionali e veneti dell'ente e i rappresentanti provinciali del Comitato. L'Anas ha subito premesso la legittimità delle proprie richieste, supportate dalla legge oggi in vigore, mentre il comitato ha illustrato i propri obiettivi diretti all'abolizione della tassa e alla rideterminazione dei pregressi, ribadendo la propria volontà di arrivare sino alla Corte di Giustizia Europea. Nel confronto, inoltre, è stata ribadita dai portavoce del comitato l'insostenibilità dei canoni richiesti sia ai privati che alle aziende che in alcuni casi, visti i tempi, sarebbero costrette a chiudere. Il Comitato ha chiesto che si applichino le tariffe del 1997 aumentate del 150% come previsto dalla Legge del'97 e con questi importi venga sanato il pregresso. «La dirigenza Anas - spiega il presidente del comitato Luciano Soffiato - si è resa disponibile per aprire un tavolo di confronto nel quale eseguire una verifica a campione su di una ventina di casi pilota distribuiti in tutto il Veneto in modo da verificare la congruità dei canoni». L'Anas intanto ha accettato di sospendere sino a fine giugno l'invio delle richieste di pagamento degli arretrati. Dalla discussione sono emersi anche altri spunti come quello di continuare ad esercitare una forte pressione verso le sedi politiche ed istituzionali per spostare la tassa sulla fiscalità generale ricuperando gli importi sul bollo auto (50 centesimi), aumentando il pedaggio autostradale oppure ancora ottenendo dallo Stato una percentuale sulle contravvenzioni al codice della strada. «Per quanto riguarda l'attività del comitato - ribadisce però Soffiato - continueremo la nostra battaglia sul territorio per arrivare all'abolizione della tassa». (Alessandro Cesarato)

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Forza Nuova si presenta (sezione: Province)

( da "Libertà" del 11-05-2009)

Argomenti: Province

Forza Nuova si presenta Magnani in corsa per la Provincia con una lista di giovani Piacenza - Anche Forza Nuova entra in gioco ufficialmente nella corsa alle Provinciali del 6 e 7 giugno: è stata infatti ufficializzata la rosa dei 24 candidati che appoggerà Loris Magnani alla presidenza della Provincia. Si tratta in gran parte di persone molto giovani con alcuni ragazzi di 20 anni di età. «Forza Nuova è prima di tutto una forza giovane, perché crediamo che per essere rivoluzionari e cambiare davvero la situazione attuale serva il vigore e la passione dei ragazzi» spiega il candidato Loris Magnani. «Tutte le persone che sono state scelte sono da sempre presenti sul territorio - evidenzia Magnani -, a contatto con la gente, com'è nello spirito di Forza Nuova: non siamo come quei partiti che escono solo nel periodo elettorale». La presentazione dei candidati è stato anche il momento per fare un po' il punto sulla situazione piacentina attuale, sugli obiettivi futuri e sul programma elettorale del soggetto politico. «Siamo contro tutti gli schieramenti» fa sapere subito Magnani a scanso di equivoci, «perché la nostra politica consiste proprio nel combattere il vecchio modo di fare politica. Non dobbiamo dimenticare tutti i problemi di cui soffre oggi Piacenza, a partire dal grande aumento dell'immigrazione. Dal 2009 ad oggi il numero di immigrati è cresciuto di 30mila unità, senza considerare i clandestini: il nostro impegno punta tutto a invertire questa tendenza per evitare che nei prossimi dieci anni la nostra città diventi un'unica grande via Roma». La concomitante festa della Polizia di Stato (sabato mattina) ha spinto poi il candidato presidente ad alcune considerazioni sul tema della criminalità. «Secondo quanto afferma la stessa polizia, il 70% dei crimini a Piacenza è commesso da stranieri, che rappresentano il 90% dei detenuti al carcere delle Novate. Crediamo che vada rivisto completamente il concetto di Polizia Provinciale - si dice convinto -, caratterizzata oggi da troppi compiti amministrativi a discapito della sicurezza: meglio una multa in meno che un criminale in più in circolazione». Altro punto cardine della proposta elettorale di Forza Nuova è l'identità (sia nazionale che piacentina) e le "preferenze" in campo sociale e assistenziale. «La precedenza negli aiuti e nelle misure di sostegno sociale va data prima di tutto agli italiani - continua Loris Magnani -. È impensabile che le nostre giovani coppie, i nostri disoccupati e cassaintegrati debbano lasciare posto agli ultimi immigrati arrivati». E sulla possibilità di una possibile futura abolizione delle Province, Forza Nuova si dice contraria. «Il nostro senso di appartenenza è tutto provinciale» conclude Magnani. «Le amministrazioni provinciali rappresentano l'ente adatto per la risoluzione di certi problemi, più potenti dei Comuni e non così lontane come le Regioni. Per evitare gli sprechi di denaro pubblico, quindi, basta una gestione più oculata: noi, a questo proposito, proponiamo l'istituzione di un assessorato alla Trasparenza». Cristian Brusamonti 11/05/2009

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Banda larga: la Provincia fa un miracolo a Milano IL CASO (sezione: Province)

( da "Affari e Finanza (La Repubblica)" del 11-05-2009)

Argomenti: Province

COPERTINA pag. 1 Banda larga: la Provincia fa un miracolo a Milano IL CASO STEFANO CARLI Un piano di una semplicità sconcertante. Così semplice da sembrare impossibile: guadagnare con la fibra ottica. E anche in poco tempo: tre anni. E la cosa sembra tanto più improbabile se si pensa che il soggetto che guadagna non è né la Telecom di Bernabè, né la Fastweb di Parisi ma un ente locale: la Provincia di Milano. Un piano semplice e con una sola vera difficoltà: trovare delle guaine per i cavi ottici a prova di roditori. Già, perché l’ostacolo numero uno al piano della Provincia di Milano per portare reti in fibra ottica di nuova generazione in tutto il suo territorio è stato quello dei topi. E non poteva essere diversamente visto che l’idea geniale di Giorgio Monaci, responsabile dell’Innovazione della Provincia di Milano era proprio quella di far passare le fibre ottiche nelle fogne. Sono ovunque, sono tubi di grandi dimensioni. Sono pubblici. Le Province sono le cenerentole delle amministrazioni locali italiane, sempre in bilico tra proposte di abolizione (sono troppe, costano e sono sostanzialmente inutili) e continua formazione di nuove (con le elezioni di giugno la stessa Provincia di Milano vedrà sancito lo scorporo della nuova Provincia di MonzaBrianza). E forse proprio questa precarietà può essere stata una spinta determinante a cercare di mettere a frutto al massimo i propri asset. E stavolta i numeri sembrano dire che la Provincia di Milano ci è riuscita. Eccoli allora i numeri. Il piano Rtp, Rete Telematica Provinciale è stato inventato 4 anni fa ed è stato realizzato in fasi progressive. Ad oggi sono stati posati 1.800 chilometri di fibra ottica, passando 53 comuni della provincia milanese. Terminerà nel 2011, quando i comuni passati saranno saliti a 123, con ulteriori 800 chilometri di fibra posati nei condotti fognari. Quindi a quella data la Rtp (che ovviamente non conteggia la fibra ottica di Milano città, quella di Metroweb) sarà più lunga di Lepida, la rete telematica della Regione EmiliaRomagna, attestata sui 2.220 chilometri e che è oggi la più lunga in esercizio tra le reti telematiche locali. Ma il dato esplosivo è quello degli economics, i costi e, sorpresa, i ricavi. «I 2.600 chilometri spiega Monaci compresi dunque quelli che devono ancora essere posati nei prossimi due anni, costeranno alla fine poco meno di 8 milioni di euro. E questi soldi saranno in pratica già spesati abbondantemente da quest’anno. Perché già quest’anno metteremo in bilancio 14 milioni di ricavi che derivano dal fatto che una piccola tranche della nostra fibra è stata messa a gara. Stiamo completando proprio in questi giorni le procedure di assegnazione». Ricapitolando: 8 milioni di costi e 14 di ricavi per l’affitto a più operatori (le proposte non sono ancora ufficiali ma tra i nomi che si sono fatti avanti ci sarebbero Fastweb e Metroweb, Infracom e Retelit, Colt e Vodafone ). Ma non è ancora tutto: la rete già da due anni, ossia da quando sono entrate in esercizio le prime tratte, produce risparmi nella bolletta telefonica provinciale. Che ammontava alla bella somma di 2 milioni e 320 mila euro l’anno nel 2005, prima della rete, e che è scesa a 975 mila euro l’anno scorso. In tre anni ha insomma prodotto minore spesa per 2,7 milioni: che sono già da soli un terzo della spesa. E tutto questo senza contare la patrimonializzazione: «Riteniamo che il valore di mercato della nostra rete telematica sia stimabile sui 60 milioni di euro», chiosa Monaci. La chiave di tutto è nei costi, molto più bassi di quelli sostenuti posando la fibra in appositi cavidotti, anche quando si è riusciti a sfruttare le sinergie con gli scavi aperti per iniziativa delle utility locali. L’Emiliana Lepida, per esempio, finora il vero benchmark del settore, ha speso tra i 30 e i 40 milioni per i suoi 2.200 chilometri di fibra. Qui siamo a meno di un quarto. E il merito è tutto nella mancanza di scavi. L’unico handicap è stato appunto quello dei topi. Ci si è infatti serviti di cavi speciali. All’interno una coppia di normali cavi ottici da 144 fibre ognuno. L’esterno invece è ricoperto da una membrana che si indurisce a contatto con l’acqua ed è così in grado di resistere agli agenti corrosivi dei liquami, all’azione delle pratiche di manutenzione dei condotti e perfino ai denti dei ratti. Altro fattore di rilievo è la tecnologia usata. Il cablaggio è avvenuto infilando letteralmente nei tombini un piccolo robot, un sottomarino giallo (il colore è probabilmente una citazione) che viene teleguidato lungo i condotti dal punto di ingresso al tombino di arrivo. Procedendo deposita un filo, un sondino. Alla fine si attacca la fibra al capo di ingresso del tombino. Dall’altro lato tirano e il gioco è fatto. Il costo della tecnologia non esiste perché è fatta in casa: «Sì, l’abbiamo sviluppata noi spiega ancora Monaci e stiamo infatti pensando di brevettarla». La giunta di centrosinistra di Filippo Penati era in carica da un anno quando ha approvato il piano della Rtp. La leggenda vuole che la prima volta che la faccenda delle fogne gli è stata spiegata sia rimasto molto perplesso, ma poi ha capito la potenzialità del progetto, l’ha sostenuto e ci ha anche lavorato attorno, spingendo per costruire una rete di nuovi servizi avanzati che vanno dal collegamento delle sedi universitarie fino alle Asl. In materia di sanità il primo progetto in rampa di lancio dovrebbe essere un sistema di telesicurezza per anziani. La possibilità cioè di lanciare un allarme per un malessere attraverso un cellulare con un messaggio predefinito e attivabile premendo solo un paio di tasti. Il messaggio finisce ad una centrale operativa che riconosce l’utente e la posizione e invia il soccorso. Ma è solo il primo di una serie potenzialmente pressoché infinita. La prossima tappa sarà l’accesso di tutti i medici ai database sui pazienti, con esami e analisi. E non c’è solo la sanità. Tra due settimane la Rete Civica milanese aprirà un accesso wifi gratuito all’Idroscalo appoggiandosi alla rete ottica della Provincia. E questo mentre il wifi di Milano città, quello che doveva mettere antenne su tutti i lampioni langue ancora nei cassetti del Comune. In tempi di campagna elettorale, con Penati che cerca una difficile riconferma dal voto del prossimo giugno, una vittoria su Letizia Moratti è una doppia buona notizia. Ma le campagne elettorali passano. Mentre le reti restano. E anche gli attivi di bilancio. Scopri come ricevere sul tuo cellulare Repubblica Gold condividi

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Province addio? Nell'attesa scatta la caccia al posto (sezione: Province)

( da "Stampaweb, La" del 11-05-2009)

Argomenti: Province

ROMA Sorpresa: la politica si semplifica, le Province a parole non le ama nessuno, ma poi, quando ieri è finito il termine per le candidature, s’è scoperto che c’è un boom pazzesco di liste alle prossime elezioni provinciali di giugno. Uno sgomitamento così non s’era mai visto. A Milano, 27 liste che appoggiano 16 candidati alla presidenza. C’è persino la lista «Amo l’Italia, non voto la Provincia» che chiede il non-voto.E perciò il suo candidato presidente, l’ex radicale Michele Bortoluzzi, è un non-candidato. A Torino, le liste depositate sono 38. A Savona, 10 candidati e 23 liste. A Crotone, tre i candidati che fanno riferimento tutti al Pd. A Napoli, all’opposto, sono in tre per il Pdl. Da Nord a Sud è un fenomeno generalizzato. Impazziscono per le Province. Eppure le volevano abolire. Silvio Berlusconi l’aveva messo per iscritto nel suo programma elettorale. E quando, in piena campagna elettorale, anche Veltroni ammiccò a qualcosa del genere (quantomeno per le aree metropolitane), il premier si disse contento: «Se il Pd ci sta, è una riforma che faremo». Ma poi s’è capito che la Lega Nord non ci stava assolutamente. Bossi a dicembre: «Lui ha intenzione di toglierle, io gli ho detto di no». E Berlusconi di rimando: «Sullabolizione delle Province siamo ancora convinti che sarebbe utile per risparmiare, ma la Lega ha una posizione molta ferma». Con buona pace di chi vorrebbe abolire le Province, insomma, da Alemanno a La Russa, a Casini, a Cicchitto, ai ministri Brunetta e Sacconi, al dipietrista Antonio Borghesi, a Giorgio La Malfa, queste antiche istituzioni che risalgono indietro nel tempo piacciono eccome. «E’ verissmo, c’è un grande boom di candidati e di liste», dice Fabio Melilli, Pd, che è il presidente dell’Unione province italiane nonché presidente uscente della Provincia di Rieti. «Da noi a Rieti - racconta - alle scorse amministrative le liste erano 15, stavolta sono 35. Il mio concorrente del Pdl ha dietro di sé addirittura 17 liste. Se volessi essere malizioso, dovrei dire che cercano di mascherare una candidatura debole con un fuoco d’artificio di candidati. Ma c’è anche una spiegazione più generale: si va indebolendo il peso dei partiti e allora nascono le liste civiche. Era un fenomeno dei piccoli comuni. Ora avviene su base provinciale. E’ un segno dell’identità forte dei territori e delle comunità». E allora, richiamati da questo riscoperto «senso di comunità», ecco che a Biella, 200 mila abitanti circa, ci sono 9 candidati alla presidenza (erano 3-4 alle scorse elezioni). Sono le liste nuove, quelle fuori dai partiti tradizionali, che vanno forte. Ad Alessandria sono 24: il candidato Pd, Paolo Filippi, ha dietro di sé 8 liste, e il suo antagonista Pdl, Franco Stradella, ne ha 5. A Cuneo, Gianna Gancia e Mino Taricco, Pdl e Pd, sono sostenuti da 6 liste ciascuno. A Novara, ci sono ben 10 candidati alla presidenza. Ma a Cosenza, per dire, i candidati Pd e Pdl hanno ciascuno 15 liste di sostegno. Una grande prova di democrazia, se vogliamo. Per il rinnovo di 62 giunte provinciali, compresa Torino, Milano, Venezia, Bologna, Firenze, Napoli e Bari, ci sono migliaia di candidati pronti a battere ogni paese. Si prevedono innumerevoli comizi, volantinaggi, comparsate, cene. Diciotto le liste a Monza, tra i candidati il campione di ciclismo Gianni Bugno. Sedici a Lodi. Trentuno a Frosinone. Sono in ansia le new entry: si vota nelle Marche per Fermo e in Puglia per la Bat-provincia, che non è un fumetto ma la sigla di Barletta-Andria-Trani. A Brindisi si segnala il gran ritorno dell’onorevole Cosimo Mele, quello dello scandalo Coca & Squillo: non sta più con l’Udc di Casini, ma con l’ex Udc, ora Adc (Alleanza di centro) Francesco Pionati. A Milano, si candida Alberto Veronesi, direttore d’orchestra, figlio dell’oncologo Umberto. Spaccatura in famiglia: il musicista sta con gli autonomisti siciliani di Raffaele Lombardo (Mpa), il padre è un illustre senatore Pd. A Potenza, il candidato Pd, Piero Lacorazza, si trova contro un concorrente Pdl, Aurelio Pace, che fino a qualche settimana fa era anch’egli nel Pd.

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Forlì-Cesena, Bulbi: "Priorità alle autostrade digitali" (sezione: Province)

( da "RomagnaOggi.it" del 11-05-2009)

Argomenti: Province

11 maggio 2009 - 15.40 (Ultima Modifica: 11 maggio 2009) Massimo Bulbi ospite in redazione La Provincia è un ente inutile? "No, ma solo se alle funzioni che le vengano delegate si affiancano risorse adeguate". Massimo Bulbi, presidente della Provincia di Forlì-Cesena, interviene in redazione a RomagnaOggi.it al forum organizzato con le domande raccolte tra i lettori. "L'equilibrio territoriale non è un problema che riguarda Forlì e Cesena, ma il rapporto tra gli altri 28 comuni del territorio e i due capoluoghi: questa è la sfida dell'integrazione territoriale". > GALLERIA FOTOGRAFICA Abolizione delle Province? Senza demagogia. "Si possono eliminare le Province, ma bisogna assolutamente che una volta per tutte ci sia una definizione delle competenze da parte dello Stato. Poi, a qualsiasi ente si danno le rispettive risorse necessarie per potere adempiere al meglio a quelle funzioni. Se si decide di togliere competenze e deleghe, io non mi oppongo, ma la gente chiede servizi efficienti e facilmente fruibili". Riprende Bulbi: "E' demagogia, però, collegare questo al taglio dei costi della politica. Guardiamo, invece, ai benefit dei parlamentari e dei consiglieri regionali. Quello che cancelliamo con tutte le province, lo rispende il governo in un giorno re-istituendo un ministero e i vari sottosegretari". Rifiuti? Le parole magiche sono "autosufficienza territoriale". "Dovevamo essere certi che per i prossimi 25 anni non ci fossero problemi di autosufficienza territoriale nello smaltimento dei nostri rifiuti: da qui siamo partiti, dotando il nostro territorio di un inceneritore avanzato, che ha migliorato i dati sulle emissioni. Quando sono arrivato, la raccolta differenziata era di poco superiore al 21%, oggi siamo al 44% e nelle realtà più grosse sfioriamo il 50%". Coerenti sulle centrali a biomasse. Dobbiamo andare nella direzione degli accordi di Kyoto, come tutto il mondo. Ma dobbiamo essere coerenti: se sono da fare impianti per le energie alternative, come le centrali a biomasse, che non devono superare il megawatt di potenza, o un campo eolico, una volta condiviso il percorso bisogna andare avanti, nonostante i veti della politica e del territorio: l'ho scritto anche nel programma". Avanti con le politiche di area vasta. La fiera, così come l'aeroporto di Forlì, il trasporto pubblico locale devono rientrare in un sistema regionale, altrimenti ogni iniziativa rischia di avere il fiato corto, bisogna procedere con una logica di area vasta". Ci sono problemi di equilibrio tra Forlì e Cesena? E che devono dire gli altri 28 Comuni? Esiste un problema di dualismo, ma se togliamo Forlì e Cesena: come la pensano gli altri 28 Comuni della provincia? L'integrazione del territorio non è qualcosa che fai in un giorno ma che va realizzata negli anni. Il problema non è tra il forlivese e il cesenate, ma che tipo di rapporto hanno gli altri comuni con i due centri capoluogo. In questo senso va il Ptcp (il "piano regolatore" della Provincia, ndr): imporne che una parte della ricchezza prodotta nel Quadrilatero tra Forlì e Cesena sia re-distribuita su tutto il territorio, anche montano". "Gagliardi del Pdl critica il mio programma, invece di esporre il suo: mi dà già per vincitore, evidentemente". Approvare i cinque piani fondamentali, da quello per i rifiuti a quello della qualità dell'aria a quello della protezione civile è fare il compitino? Fare una spesa di 235 milioni di euro è fare il compitino? E' chiaro che re-inseriamo opere come la Bidentina nel programma: avviamo progettato i lavori, li abbiamo portati avanti ed ora li dobbiamo portare a termine. Ci facciano vedere il loro compitone, piuttosto". Infrastrutture: collegamenti vallivi e intervallivi. "Queste le priorità, oltre i collegamenti intervallivi, la via Emilia bis, la messa in sicurezza della via Emilia storica, la Cervese di Forlì e di Cesena, non abbasserò neanche la guardia sulla Ss67, per richiedere con sempre maggiore attenzione la creazione di un tavolo istituzionale. Attenzione al "disagio digitale". "Mi impegno per togliere il disagio digitale: non sono contento della risposta data al territorio per cogliere tutte le opportunità offerte dall'era digitale. Entro il 2011 tutti i Comuni saranno collegati con la fibra ottica, dando priorità a Rocca San Casciano dove negli anni scorsi sono stati anche degli trasferimenti di attività imprenditoriali". Hera: abbiamo ottenuto risultati vantaggiosi, a volte anche con la polemica. "Con il metodo di concertazione usato dalla Provincia con la presidenza di Ato, siamo riusciti a ottenere un risultato vantaggioso per il territorio, nel rapporto investimenti e costi. Temo, invece, cosa succederà con l'abolizione degli Ato, un ente che per noi aveva costo zero. Con Hera è mancata la capacità di mettere al primo posto non l'utile aziendale, ma il servizio ai cittadini. Loro ci rispondono che sono quotati in borsa, noi riteniamo che si debba ragionare su quale debba essere il futuro di queste società e di come l'ente pubblico vi debba partecipare". Sostegno alle imprese locali, specialmente a chi non ha delocalizzato. "Il nostro territorio è fatto di vallate, dove ci sono eccellenze che vanno sostenuto perché sono una peculiarità per quel territorio. Chi non ha delocalizzato mentre tutti lo facevano, oggi è stato premiato: oggi si deve andare fuori per vendere il prodotto, non per produrlo. Va rivisto, poi, anche il rapporto con l'università, non deve servire per vendere di più il prodotto, ma per meglio strutturare l'azienda e di conseguenza realizzare un prodotto più vendibile". Sulla crisi economica, Bulbi rivendica di aver mobilitato risorse e fatto sottoscrivere alla banche accordi operativi, "abbiamo ridotto finanziamenti anche a piccoli eventi sul territorio, pur in campagna elettorale, per finanziarie gli interventi e sostenere imprese e famiglie contro la crisi". Sostenere la musica e la cultura, queste cenerentole. Come fare, chiede un lettore? "A me piacerebbe dare corso ad un progetto giovani che possa coinvolgerli. Noi dobbiamo andare dai ragazzi, dove si trovano loro, e da lì fornire loro le risposte più adeguate. Quel progetto, realizzato assieme a Red Ronnie, prevede di mettere in rete i tanti ragazzi che fanno musica, teatro, commedie dialettali e altre attività culturali che hanno bisogno di avere luoghi in cui svolgere queste attività. Non avendo le risorse spesso si sacrificano cose importanti come la cultura, lo sport e la musica. In questi anni in provincia abbiamo creato una sorta di associazione per reperire fondi su dei progetti: nei prossimi anni attiveremo questa associazione con progetti specifichi, purtroppo i soldi sono pochi".

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Province: si va verso l'abolizione? (sezione: Province)

( da "Giornale di Calabria, Il" del 11-05-2009)

Argomenti: Province

Province: si va verso l’abolizione? Inizia giovedì l’Iter alla Camera di sei progetti di legge costituzionale sia di maggioranza che di opposizione ROMA. Inizia giovedì in commissione Affari costituzionali alla Camera l’iter dei sei progetti di legge costituzionale, sia di maggioranza sia di opposizione, per l’abolizione delle province. L’esame di testi è stato messo all’ordine del giorno e relatore sarà il presidente della commissione, Donato Bruno. Nella sostanza tutti i pdl, a partire da quello presentato da Francesco Nucara, prevedono l’abolizione delle province, ma è sulle modalità di ripartizione delle competenze dell’ente locale che le proposte si differenziano. Il testo a prima firma Michele Scandroglio, del Popolo della libertà, stabilisce che, fatta salva la possibilità di disciplinare diversamente la materia con legge dello Stato, i beni di proprietà delle Province alla data di entrata in vigore della legge siano trasferiti alle Regioni, che li dovranno trasferire ai Comuni. Stessa sorte toccherà ai contratti di lavoro dei dipendenti delle province. I Comuni potranno anche consorziarsi per assolvere i nuovi compiti. La proposta a firma Massimo Donadi, dell’Idv, prevede invece che entro un anno dalla data di entrata in vigore della legge costituzionale sia una legge dello Stato a regolare il passaggio delle funzioni delle province alle regioni o ai comuni, nonché quello dei beni di proprietà e del personale dipendente delle province medesime ai citati enti. Nel testo di Pier Ferdinando Casini, dell’Udc, si chiarisce che restano ferme sia le disposizioni costituzionali concernenti le province autonome di Trento e di Bolzano, sia quelle concernenti i poteri legislativi delle regioni a statuto speciale in materia di ordinamento dei rispettivi enti locali. Da Santo Versace, che dell’abolizione delle province ha fatto la sua battaglia politica, è arrivata la richiesta che gli organi politici e amministrativi delle province cessino da ogni funzione entro un anno dalla data di entrata in vigore della presente legge costituzionale. Entro quel termine, lo Stato e le regioni a statuto ordinario e ad autonomia speciale, secondo le rispettive competenze, dovranno provvedere a conferire alle città metropolitane, ove costituite, e ai comuni le funzioni e i compiti amministrativi esercitati dalle province. (11-05-09)

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Lo scontro arriva su come ottenere le risorse statali (sezione: Province)

( da "Stampa, La" del 12-05-2009)

Argomenti: Province

Confronto Gianna Gancia Mino Taricco Teresio Delfino Lo scontro arriva su come ottenere le risorse statali MARRO, GIORDANO, BORATTO CUNEO Per la prima volta i tre candidati alla presidenza della Provincia che contano il maggior numero di liste d'appoggio, si sono ritrovati allo stesso tavolo per un confronto. In redazione a La Stampa per rispondere a domande dei giornalisti, a quesiti dei lettori. Gianna Gancia sostenuta da Lega, Pdl (e altre 5 liste); Mino Taricco, del Pd (più altre quattro liste); Teresio Delfino dell'Udc (con una lista di amministratori in appoggio). Due ore di confronto, a tratti serrato, con risposte a volte lapidarie a volte argomentate. A tutto campo. Donne e politica Gancia: «Le giovani candidate non sono state mai proposte dagli schieramenti politici in confronti diretti nelle competizioni elettorali: le hanno sempre inserite in collegi sicuri, blindatissimi. Per me questa candidatura è motivo di orgoglio. Sarà una competizione vera. Due anni fa ho scontato il peccato originale di essere la compagna del ministro Calderoli. Non ho accettato la candidatura in Parlamento. Una scelta etica. La mia definizione di "post femminista": le donne devono avanzare in politica». Delfino: «Le donne sono sempre più presenti per responsabilità e partecipazione nella politica. Ho dubbi sulle liste soltanto al femminile, la società è più complessa, questa specificità sarebbe un limite. Ci sono otto donne nelle nostre due liste, ma c'è un ritardo complessivo sulla situazione femminile. Il presidente della Provincia può dare un impulso in questo senso, ne sono convinto». Taricco: «Nelle mie liste oltre il 25% sono donne, tutte con conoscenza del territorio. Rilevo che molte non si sono date disponibili per problemi di lavoro o famiglia. In giunta, se sarò eletto, avremo almeno 4 donne su 10 assessori». Organico adeguato in Provincia Gancia: «Per il numero dei dipendenti ci sono parametri europei, statali e della Corte dei conti che nella Granda sono rispettati da tutti gli enti locali. Si deve sburocratizzare il rapporto tra ente e imprese e cittadini. Non è corretto promettere assunzioni tanto per farlo. E' indispensabile personale qualificato in tutti i settori». Delfino: «Il capitale umano di un ente è fondamentale. In 35 anni come dipendente in Provincia ho visto sprechi e inefficienze. Ma è sbagliato dare un taglio solo ragioneristico sul numero degli impiegati. Certo il ministro Brunetta ha dato una scossa. Qui nella Granda c'è serietà. La Provincia, per carenza di organico, ha avuto un'inadeguata gestione della formazione professionale che ogni anno ha un budget di 30 milioni. Voglio puntare su una costante e periodica verifica delle strutture e dei servizi». Taricco: «La nostra Provincia è l'unica in Piemonte che, rispetto ai servizi erogati, è sottorganico rispetto a quanto ricevuto per il personale che si occupa delle pratiche dei fondi Ue sullo sviluppo rurale. Risultato: 8 mesi di ritardi per assegnare diversi milioni di euro. Sarebbero necessarie 5-6 persone in più per sbrigare le pratiche arretrate in agricoltura. Stesso discorso per la formazione, dove la Granda era la provincia più efficiente a livello regionale: qui, ad esempio, c'erano due dei migliori dirigenti sulla piazza. Non sono stati valorizzati e ora hanno accettato di lavorare a Torino». Gancia: «Sul Piano di sviluppo rurale i ritardi, gravi, sono stati della Regione Piemonte». Taricco: «Non è vero. E' oggetto di negoziazione telematica con Bruxelles. L'Emilia è stata la prima regione in Italia a completare l'iter: l'ha fatto in estate. Il Piemonte è arrivato a novembre, in linea con Lombardia e Veneto». Delfino: «Sul Psr c'è stato ritardo. E' assurdo che ogni Regione contratti con la Ue. Serve un ministro unico». Burocrazia e utilizzo delle risorse Gancia: «Ci troviamo di fronte a una burocrazia bizantina, pesante, insostenibile. Illogico che gli Enti locali diano appalti a professionisti esterni quando hanno le capacità per realizzare al proprio interno tanti progetti. Questa situazione non reggerà: deve essere invertita al più presto. Si deve andare incontro alle esigenze dei cittadini». Delfino: «Con il sistema maggioritario il vero responsabile del funzionamento della Provincia è il presidente. Si devono rendere più responsabili ed efficienti le strutture pubbliche a tutti i livelli. Non credo ai modelli centralisti. I casi vanno analizzati uno ad uno. Da noi, in Provincia il rapporto fra cittadini e dipendenti è corretto, se non sottodimensionato». Taricco: «In settori come quello dell'acqua la Provincia ha accumulato ritardi intollerabili in questi anni. Mancanza di personale mai rimpiazzato, corsa al risparmio sui dipendenti. Costa dice: "Ho ridotto il personale della Provincia" e lo vede come un traguardo in sé. Resta centrale strutturare meglio i servizi e assumere dove ci sono carenze». Finanziamenti dal Governo Gancia: «Ho un filo diretto con il Governo e useremo tutte conoscenze per ottenere il massimo di risorse da dare ai cuneesi. Così come fate in Regione. La Granda conta 80 mila partite Iva e non ha mai fatto sentire la propria voce a livello istituzionale, a Roma. E i problemi delle infrastrutture restano. Mi vergogno di parlare dell'autostrada Cuneo-Asti: non ero ancora nata e si discuteva degli stessi problemi stradali di oggi. La verità è che i cuneesi hanno dato tanto e ricevuto poco: anche per questo la Lega vuole il federalismo fiscale». Taricco: «Chiunque si candida deve dichiarare che farà il massimo per il territorio, ma è singolare dire che i soldi vengono assegnati grazie alle assonanze politiche. Sfido a citare un caso di fondi della Regione dati per amicizie di partito. In questi anni da assessore tutti i finanziamenti sono stati assegnati con bandi e requisiti oggettivi. Non solo. Anche nei mesi scorsi, quando sono andato in giro per incontri politici ho pagato di tasca mia. Il metodo dei soldi pubblici alle amministrazioni amiche è venuto fuori dal centrodestra con la "legge mancia": imponeva ai governi di dare soldi a determinati comuni, amici loro». Delfino: «E' ingeneroso dire che la Granda non ha mai ricevuto finanziamenti. Proprio grazie al gioco di squadra di tutti i parlamentari cuneesi in questi anni abbiamo portato a casa il raddoppio della Torino-Savona, le circonvallazioni dei principali centri e siamo a buon punto per la Cuneo-Asti. Ma è vero che la Granda ha pesanti arretrati da incassare. Si attendono i soldi per i danni legati all'alluvione e alle nevicate record. Da presidente istituirò una consulta permanente con rappresentati di territorio, consiglieri regionali e parlamentari: sarà permanente e non saltuaria». Gancia: «Ci sono imprenditori che devono ricevere i soldi dell'alluvione del '94. Questa è la vergogna. E qui sono stati fatti prestiti, con interessi da pagare. In altre zone d'Italia i soldi sono arrivati, e a fondo perso». Mercantour e pedaggi Cn-At Taricco: «Sono favorevole al traforo, anche se non sarà semplice trovare i soldi. Un esempio. Bene il raddoppio del Tenda ma per farlo sono stati tolti i soldi alla variante di Demonte, penalizzando il traffico pesante in valle Stura. E lì, proprio sul colle della Maddalena, la situazione è insostenibile e va risolta». Delfino: «E' nelle cose che si farà il Mercantour. Per avere la Cuneo-Asti era prima necessario il raddoppio della Torino-Savona. Fatto quello si è arrivati alla Cuneo-Asti che ha nel Mercantour la prosecuzione naturale, dopo il raddoppio della Torino-Savona. Ingiusto il pedaggio sulla Cn-At, costruita con soldi dello Stato: ma questo prevede il piano finanziario dell'opera e non può essere cambiato». Gancia: «La Cn-At a pagamento anche se realizzata esclusivamente con i soldi pubblici? E' una presa per i fondelli. Questa Provincia ha pesato poco in passato, quando si decidevano queste cose. Non è riuscita a farsi valere. Ora dovrà contare di più. Il Mercantour è il sogno, di difficile realizzazione, che porrà davvero fine all'isolamento della Granda. Ci apre non solo alla Francia, ma all'Europa intera». Ferrovie e guai Taricco: «La liberalizzazione è stata solo formale. Trenitalia ha il monopolio. Oggi la Regione finanzia l'acquisto di vagoni, ma poi è impossibile controllarne l'impiego. Così come avviene in tutte le Regioni. Si tratta di aprire alla concorrenza, offrire alternative. Impedire il monopolio». Delfino: «Le ferrovie sono una delle carenze strutturali del territorio. Il confronto utenti, Provincia, Regione e Trenitalia - se sarò eletto - sarà costante, periodico, stringente». Gancia: «E' una delle debolezze della Granda. Si deve aprire alla concorrenza: è l'unica strada concreta per migliorare il servizio a favore degli utenti». Province da abolire? Delfino: «Vero che l'Udc sosteneva l'abolizione delle Province, così come il Pdl: va abolito ciò che è inutile. A Cuneo è evidente il contrario. La Provincia serve ma deve avere risorse. Si deve dare battaglia per essere messi alla pari di Valle d'Aosta e Bolzano». Gancia: «La Lega crede nelle provincia come organo di gestione intermedio. La Granda è varia e diversa, pianura, colline, valli: la riforma degli Enti locali con l'autonomia fiscale e il nuovo codice delle autonomie che sta scrivendo il Governo va nella giusta direzione. Così come i Comuni piccoli: sono utili per la loro funzione di democrazia rappresentativa, ma devono associare molte funzioni». Taricco: «Otto province in Piemonte sono troppe.In alcuni casi davvero inutili. Ma a riforma dev'essere complessiva e deve salvare un ente intermedio che negli anni ha avuto sempre più impegni e responsabilità. Sui piccoli Comuni: sono sintomo di radicamento culturale e appartenenza. Rimangano, ma vanno accorpati i centri dei servizi: anagrafe, vigili, ambulatori». Avete pendenze giudiziarie? Taricco: «Ho una denuncia dei Cobas per la questione delle quote latte». Delfino: «Sulla vicenda dell'Enoteca Italia la Corte dei conti ha chiuso la questione amministrativa. Sul fronte penale mi risulta che l'istruttoria sia in fase di positiva conclusione». Gancia: «Solo una questione privata, nulla a che fare con la politica». Ballottaggio Gancia: «Ogni voto non dato a me e alle mie liste, è una preferenza per il Governo Prodi, o chi oggi lo rappresenta. Non credo servirà il ballottaggio». Delfino: «Il voto alla Provincia va alla persona, non ai partiti. Sono convinto di andare al ballottaggio e saranno gli altri a doversi porre la questione delle alleanze con me». Taricco: «Sono convinto che si andrà al ballottaggio. Alleanze si potranno fare solo dopo il risultato del primo turno». Pagella alla giunta Costa Taricco: «Fra il 5 e il 6». Delfino: «Un bel 7». Gancia: «Un 8. Pieno».

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Per la prima volta i tre candidati alla presidenza della Provincia che contano il maggior numero di ... (sezione: Province)

( da "Stampa, La" del 12-05-2009)

Argomenti: Province

Per la prima volta i tre candidati alla presidenza della Provincia che contano il maggior numero di liste d'appoggio, si sono ritrovati allo stesso tavolo per un confronto. In redazione a La Stampa per rispondere a domande dei giornalisti, a quesiti dei lettori. Gianna Gancia sostenuta da Lega, Pdl (e altre 5 liste); Mino Taricco, del Pd (più altre quattro liste); Teresio Delfino dell'Udc (con una lista di amministratori in appoggio). Due ore di confronto, a tratti serrato, con risposte a volte lapidarie a volte argomentate. A tutto campo. Donne e politica Gancia: «Le giovani candidate non sono state mai proposte dagli schieramenti politici in confronti diretti nelle competizioni elettorali: le hanno sempre inserite in collegi sicuri, blindatissimi. Per me questa candidatura è motivo di orgoglio. Sarà una competizione vera. Due anni fa ho scontato il peccato originale di essere la compagna del ministro Calderoli. Non ho accettato la candidatura in Parlamento. Una scelta etica. La mia definizione di "post femminista": le donne devono avanzare in politica». Delfino: «Le donne sono sempre più presenti per responsabilità e partecipazione nella politica. Ho dubbi sulle liste soltanto al femminile, la società è più complessa, questa specificità sarebbe un limite. Ci sono otto donne nelle nostre due liste, ma c'è un ritardo complessivo sulla situazione femminile. Il presidente della Provincia può dare un impulso in questo senso, ne sono convinto». Taricco: «Nelle mie liste oltre il 25% sono donne, tutte con conoscenza del territorio. Rilevo che molte non si sono date disponibili per problemi di lavoro o famiglia. In giunta, se sarò eletto, avremo almeno 4 donne su 10 assessori». Organico adeguato in Provincia Gancia: «Per il numero dei dipendenti ci sono parametri europei, statali e della Corte dei conti che nella Granda sono rispettati da tutti gli enti locali. Si deve sburocratizzare il rapporto tra ente e imprese e cittadini. Non è corretto promettere assunzioni tanto per farlo. E' indispensabile personale qualificato in tutti i settori». Delfino: «Il capitale umano di un ente è fondamentale. In 35 anni come dipendente in Provincia ho visto sprechi e inefficienze. Ma è sbagliato dare un taglio solo ragioneristico sul numero degli impiegati. Certo il ministro Brunetta ha dato una scossa. Qui nella Granda c'è serietà. La Provincia, per carenza di organico, ha avuto un'inadeguata gestione della formazione professionale che ogni anno ha un budget di 30 milioni. Voglio puntare su una costante e periodica verifica delle strutture e dei servizi». Taricco: «La nostra Provincia è l'unica in Piemonte che, rispetto ai servizi erogati, è sottorganico rispetto a quanto ricevuto per il personale che si occupa delle pratiche dei fondi Ue sullo sviluppo rurale. Risultato: 8 mesi di ritardi per assegnare diversi milioni di euro. Sarebbero necessarie 5-6 persone in più per sbrigare le pratiche arretrate in agricoltura. Stesso discorso per la formazione, dove la Granda era la provincia più efficiente a livello regionale: qui, ad esempio, c'erano due dei migliori dirigenti sulla piazza. Non sono stati valorizzati e ora hanno accettato di lavorare a Torino». Gancia: «Sul Piano di sviluppo rurale i ritardi, gravi, sono stati della Regione Piemonte». Taricco: «Non è vero. E' oggetto di negoziazione telematica con Bruxelles. L'Emilia è stata la prima regione in Italia a completare l'iter: l'ha fatto in estate. Il Piemonte è arrivato a novembre, in linea con Lombardia e Veneto». Delfino: «Sul Psr c'è stato ritardo. E' assurdo che ogni Regione contratti con la Ue. Serve un ministro unico». Burocrazia e utilizzo delle risorse Gancia: «Ci troviamo di fronte a una burocrazia bizantina, pesante, insostenibile. Illogico che gli Enti locali diano appalti a professionisti esterni quando hanno le capacità per realizzare al proprio interno tanti progetti. Questa situazione non reggerà: deve essere invertita al più presto. Si deve andare incontro alle esigenze dei cittadini». Delfino: «Con il sistema maggioritario il vero responsabile del funzionamento della Provincia è il presidente. Si devono rendere più responsabili ed efficienti le strutture pubbliche a tutti i livelli. Non credo ai modelli centralisti. I casi vanno analizzati uno ad uno. Da noi, in Provincia il rapporto fra cittadini e dipendenti è corretto, se non sottodimensionato». Taricco: «In settori come quello dell'acqua la Provincia ha accumulato ritardi intollerabili in questi anni. Mancanza di personale mai rimpiazzato, corsa al risparmio sui dipendenti. Costa dice: "Ho ridotto il personale della Provincia" e lo vede come un traguardo in sé. Resta centrale strutturare meglio i servizi e assumere dove ci sono carenze». Finanziamenti dal Governo Gancia: «Ho un filo diretto con il Governo e useremo tutte conoscenze per ottenere il massimo di risorse da dare ai cuneesi. Così come fate in Regione. La Granda conta 80 mila partite Iva e non ha mai fatto sentire la propria voce a livello istituzionale, a Roma. E i problemi delle infrastrutture restano. Mi vergogno di parlare dell'autostrada Cuneo-Asti: non ero ancora nata e si discuteva degli stessi problemi stradali di oggi. La verità è che i cuneesi hanno dato tanto e ricevuto poco: anche per questo la Lega vuole il federalismo fiscale». Taricco: «Chiunque si candida deve dichiarare che farà il massimo per il territorio, ma è singolare dire che i soldi vengono assegnati grazie alle assonanze politiche. Sfido a citare un caso di fondi della Regione dati per amicizie di partito. In questi anni da assessore tutti i finanziamenti sono stati assegnati con bandi e requisiti oggettivi. Non solo. Anche nei mesi scorsi, quando sono andato in giro per incontri politici ho pagato di tasca mia. Il metodo dei soldi pubblici alle amministrazioni amiche è venuto fuori dal centrodestra con la "legge mancia": imponeva ai governi di dare soldi a determinati comuni, amici loro». Delfino: «E' ingeneroso dire che la Granda non ha mai ricevuto finanziamenti. Proprio grazie al gioco di squadra di tutti i parlamentari cuneesi in questi anni abbiamo portato a casa il raddoppio della Torino-Savona, le circonvallazioni dei principali centri e siamo a buon punto per la Cuneo-Asti. Ma è vero che la Granda ha pesanti arretrati da incassare. Si attendono i soldi per i danni legati all'alluvione e alle nevicate record. Da presidente istituirò una consulta permanente con rappresentati di territorio, consiglieri regionali e parlamentari: sarà permanente e non saltuaria». Gancia: «Ci sono imprenditori che devono ricevere i soldi dell'alluvione del '94. Questa è la vergogna. E qui sono stati fatti prestiti, con interessi da pagare. In altre zone d'Italia i soldi sono arrivati, e a fondo perso». Mercantour e pedaggi Cn-At Taricco: «Sono favorevole al traforo, anche se non sarà semplice trovare i soldi. Un esempio. Bene il raddoppio del Tenda ma per farlo sono stati tolti i soldi alla variante di Demonte, penalizzando il traffico pesante in valle Stura. E lì, proprio sul colle della Maddalena, la situazione è insostenibile e va risolta». Delfino: «E' nelle cose che si farà il Mercantour. Per avere la Cuneo-Asti era prima necessario il raddoppio della Torino-Savona. Fatto quello si è arrivati alla Cuneo-Asti che ha nel Mercantour la prosecuzione naturale, dopo il raddoppio della Torino-Savona. Ingiusto il pedaggio sulla Cn-At, costruita con soldi dello Stato: ma questo prevede il piano finanziario dell'opera e non può essere cambiato». Gancia: «La Cn-At a pagamento anche se realizzata esclusivamente con i soldi pubblici? E' una presa per i fondelli. Questa Provincia ha pesato poco in passato, quando si decidevano queste cose. Non è riuscita a farsi valere. Ora dovrà contare di più. Il Mercantour è il sogno, di difficile realizzazione, che porrà davvero fine all'isolamento della Granda. Ci apre non solo alla Francia, ma all'Europa intera». Ferrovie e guai Taricco: «La liberalizzazione è stata solo formale. Trenitalia ha il monopolio. Oggi la Regione finanzia l'acquisto di vagoni, ma poi è impossibile controllarne l'impiego. Così come avviene in tutte le Regioni. Si tratta di aprire alla concorrenza, offrire alternative. Impedire il monopolio». Delfino: «Le ferrovie sono una delle carenze strutturali del territorio. Il confronto utenti, Provincia, Regione e Trenitalia - se sarò eletto - sarà costante, periodico, stringente». Gancia: «E' una delle debolezze della Granda. Si deve aprire alla concorrenza: è l'unica strada concreta per migliorare il servizio a favore degli utenti». Province da abolire? Delfino: «Vero che l'Udc sosteneva l'abolizione delle Province, così come il Pdl: va abolito ciò che è inutile. A Cuneo è evidente il contrario. La Provincia serve ma deve avere risorse. Si deve dare battaglia per essere messi alla pari di Valle d'Aosta e Bolzano». Gancia: «La Lega crede nelle provincia come organo di gestione intermedio. La Granda è varia e diversa, pianura, colline, valli: la riforma degli Enti locali con l'autonomia fiscale e il nuovo codice delle autonomie che sta scrivendo il Governo va nella giusta direzione. Così come i Comuni piccoli: sono utili per la loro funzione di democrazia rappresentativa, ma devono associare molte funzioni». Taricco: «Otto province in Piemonte sono troppe.In alcuni casi davvero inutili. Ma a riforma dev'essere complessiva e deve salvare un ente intermedio che negli anni ha avuto sempre più impegni e responsabilità. Sui piccoli Comuni: sono sintomo di radicamento culturale e appartenenza. Rimangano, ma vanno accorpati i centri dei servizi: anagrafe, vigili, ambulatori». Avete pendenze giudiziarie? Taricco: «Ho una denuncia dei Cobas per la questione delle quote latte». Delfino: «Sulla vicenda dell'Enoteca Italia la Corte dei conti ha chiuso la questione amministrativa. Sul fronte penale mi risulta che l'istruttoria sia in fase di positiva conclusione». Gancia: «Solo una questione privata, nulla a che fare con la politica». Ballottaggio Gancia: «Ogni voto non dato a me e alle mie liste, è una preferenza per il Governo Prodi, o chi oggi lo rappresenta. Non credo servirà il ballottaggio». Delfino: «Il voto alla Provincia va alla persona, non ai partiti. Sono convinto di andare al ballottaggio e saranno gli altri a doversi porre la questione delle alleanze con me». Taricco: «Sono convinto che si andrà al ballottaggio. Alleanze si potranno fare solo dopo il risultato del primo turno». Pagella alla giunta Costa Taricco: «Fra il 5 e il 6». Delfino: «Un bel 7». Gancia: «Un 8. Pieno».

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Province intoccabili Brunetta casca male (sezione: Province)

( da "Tribuna di Treviso, La" del 12-05-2009)

Argomenti: Province

Muraro al ministro: se le abolisce facciamo barricate «Province intoccabili Brunetta casca male» «Il ministro Renato Brunetta parla così per parare il c... a Sacconi e Sernagiotto. Eppure sa bene anche lui che le province non si toccano». Il ministro azzurro Brunetta suona le campane a morto per le province, intese come enti, ma il presidente leghista della Provincia di Treviso Leonardo Muraro entra a gamba tesa e lo smentisce: «Brunetta difende la solita tesi di Sacconi & Co., quella che vede nelle province enti inutili e costosi, ma stavolta casca male: a Vicenza l'altro giorno Calderoli ha ribadito che le province non si toccano, che resteranno enti elettivi, cruciali per il territorio». Ossia il contrario di quanto ha annunciato Brunetta, ossia che saranno casomai direttamente i sindaci a scegliere i consigli provinciali, che però, in caso di sopravvivenza, dovranno guidare strutture amministrative assai più snelle delle attuali. L'abolizione delle provincie è un pallino di buona parte del Pdl, ma la Lega non ne vuole assolutamente sapere, visto il suo radicamento territoriale, leggi bacino di voti sotto forma di sagre, gare ciclistiche e varie. «Stiamo parlando di aria fritta - insiste Muraro - Tanto più che Calderoli ha detto pubblicamente a Vicenza, al nostro vertice, che c'è già l'accordo con Tremonti: le province restano, sono altri gli enti da eliminare. La provincia resta ente cruciale, elettivo come oggi. Brunetta l'ha sparata grossa, a parlare di abolizione. La smetta di fare il gioco dei forzisti che le vogliono mandare in soffitta». (a.z.)

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E' morto in città Alessandro fratello maggiore di Celentano (sezione: Province)

( da "Nazione, La (Viareggio)" del 12-05-2009)

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CRONACA VIAREGGIO pag. 4 E' morto in città Alessandro fratello maggiore di Celentano I FUNERALI IN FORMA PRIVATA A DON BOSCO DI FRONTE agli eccessivi sforamenti dei limiti delle polveri sottili nell'aria, il Comitato di via Mazzini torna a chiedere limitazioni al traffico a partire dalla Ztl in centro, ovviamente con la via Mazzini compresa. Il Comitato scrive che nel 2007 i superamenti delle Pm10 sono stati 63, e nel 2008 62, quando per legge non si potrebbero superare i 35 giorni all'anno. I cittadini contestano anche la mancanza di rilevazioni efficienti, visto che la centralina di Largo Risorgimento è parzialmente fuori uso, mentre funziona a pieno regime solo quella di via Maroncelli: certe sostanze «non vengono rilevate, come il benzene ed altri cancerogeni, che però vengono rilevati in altre stazioni dell'Arpat anche della provincia di Lucca. Quando su insistenza del Comitato fu posta una centralina in via Mazzini nel 2008 per circa 10 giorni, dimostrò che il rapporto dei superamenti delle Pm10 in confronto di quella in via Maroncelli era di 1 a 3». Da qui le richieste: istituzione di una Zona a traffico limitato di tutto il centro; abolizione del passaggio dei pullman extraurbani da via Mazzini, dove passano ancora più di 300 bus nelle 12 ore diurne; rispetto dell'ordinanza che proibisce il traffico ai mezzi inquinanti; parcheggi riservati e gratuiti per residenti nella Ztl (almeno un'auto a famiglia, seconda auto con abbonamento ridotto).

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E' con grande rammarico e preoccupazione esordisce il sindaco Michele Marini - che... (sezione: Province)

( da "Messaggero, Il (Frosinone)" del 12-05-2009)

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Martedì 12 Maggio 2009 Chiudi «E' con grande rammarico e preoccupazione - esordisce il sindaco Michele Marini - che apprendo la notizia che l'attuale Governo ha intenzione di riprendere un vecchio progetto che prevede, tra gli altri tagli, la chiusura della sede della Direzione Provinciale del Tesoro di Frosinone». Il ministro Tremonti, infatti, ha inserito il progetto all'internod el Decreto Abruzzo, specificando che la decisione sulle sedi (sono 53 quelle individuate all'epoca da padoa Schioppa) verrà presa entro 30 giorni. «L'abolizione di questo Istituto sarebbe una grande perdita per Frosinone e per l'intera provincia - commenta Marini - Dopo la Banca d'Italia non è giusto che una città come Frosinone venga penalizzata e depauperata di un'altra delle sue sedi più prestigiose. Inoltre l'eventuale spostamento dei lavoratori in altra sede provocherebbe notevoli disagi personali e famigliari. E' per questo che mi batterò in ogni modo affinché ciò non avvenga». «Pur concordando e condividendo a pieno l'intenzione da parte del Ministro Giulio Tremonti di combattere l'evasione fiscale connessa al settore del gioco pubblico, mi corre l'obbligo di dissentire per quanto attiene le modalità di raggiungimento di tale obiettivo - insiste il primo cittadino - Prevedere, infatti, "l'intensificazione delle attività di controllo sul territorio" (art. 12 del D.L. 39/09) attraverso la diminuzione degli uffici territoriali mi sembra quanto meno un controsenso. Sopprimere la sede della Direzione Provinciale del Tesoro sarebbe un grave errore che andrebbe a nuocere non solo all'immagine del capoluogo ma anche alla funzionalità di tutti i servizi che la struttura attua quotidianamente. Va infatti ricordato come gli uffici periferici dello Stato rappresentino un insostituibile punto di riferimento nelle realtà economiche e finanziarie locali».

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Credono nella possibilità che ogni recluso, anche i duri ai quali vengono applicate restrizioni... (sezione: Province)

( da "Messaggero, Il (Umbria)" del 12-05-2009)

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Martedì 12 Maggio 2009 Chiudi Credono nella possibilità che ogni recluso, anche i duri ai quali vengono applicate restrizioni ulteriori, comprenda i prori errori e cambi. Ci credono in maniera così ferma da essersi impegnati in un cammino che punta alla abolizione dell'ergastolo ostativo e che, vemerdì prossimo alle ore 14, li porta all'interno del carcere di Maiano. Per un incontro proprio con i detenuti condannati all'ergastolo. Sono i rappresentanti della Comunità Papa Giovanni XXIIesimo (la Comunità fondata da don Oreste Benzi), il cuii responsabile generale Giovanni Paolo Ramonda sarà a Maiano venerdì alle 14 per incontrare presso la Casa di Reclusione gli ergastolani senza benefici per il reinserimento sociale. Anche a loro parlerà dell'abolizione dell'ergastolo ostativo che non permette di dimostrare che la persona detenuta ha fatto il suo cammino di rieducazione. La Comunità Papa Giovanni XXIIIesimo sostiene l'abolizione dell'ergastolo ostativo, affinchè ogni detenuto possa avere la possibilità di dimostrare il proprio cambiamento e possa svolgere un progetto personalizzato che gli dia la possibilità di essere reinserito nella società. «Sosteniamo che l'ergastolo senza benefici per il reinserimento sociale -dice la Comunità- è incostituzionale, perché l'articolo 27 della Costituzione dice che "le pene devono tendere alla rieducazione del condannato". Invece le persone condannate all'ergastolo ostativo con la motivazione di avere agevolato l'attività dell'associazione criminosa non potranno uscire veramente mai dal carcere e, dunque, non si può parlare del fine rieducativo della pena». Inoltre, la Legge 354 dell'Ordinamento penitenziario afferma che "nei confronti dei condannati e degli internati deve essere attuato un trattamento rieducativo che tenda, anche attraverso i contatti con l'ambiente esterno, al reinserimento sociale degli stessi". Quale reinserimento sociale è possibile senza speranza di uscire?, si chiedono. «Noi crediamo che la rieducazione contiene in sé il principio di reinserimento sociale della persona. Senza reinserimento non c'è rieducazione».

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Lega, dibattito con Calderoli Prosegue la campagna elettorale della Lega: in città è stato organizzato un incontro dedicato in particolare ai temi del federalismo con il ministro p (sezione: Province)

( da "Eco di Bergamo, L'" del 12-05-2009)

Argomenti: Province

Lega, dibattito con Calderoli Prosegue la campagna elettorale della Lega: in città è stato organizzato un incontro dedicato in particolare ai temi del federalismo con il ministro per la semplificazione normativa Roberto Calderoli --> Martedì 12 Maggio 2009 CRONACA, pagina 13 e-mail print Lega, dibattito con Calderoli Prosegue la campagna elettorale della Lega: in città è stato organizzato un incontro dedicato in particolare ai temi del federalismo con il ministro per la semplificazione normativa Roberto Calderoli. L'appuntamento è previsto alle 21 di venerdì nella ex sala Borsa Merci. All'incontro prenderà parte anche il candidato alla presidenza della Provincia, e deputato del Carroccio, Ettore Pirovano. L'incontro potrà essere occasione anche per discutere con il ministro anche tematiche recentemente trattate dalle cronache, come l'ipotesi di abolizione delle circoscrizioni. Campagna elettorale a Grumello del Piano Prosegue la campagna elettorale sulle due ruote di Giuseppe Anghileri: questa mattina, dalle 8,30 alle 12,30, in sella alla sua bicicletta, il candidato sindaco della lista civica indipendente Ama Bergamo sarà presente nelle vie della Grumellina e di Grumello al Piano. Il candidato sindaco, come in appuntamenti analoghi, sarà accompagnato per le strade da alcuni esponenti della lista civica con cui corre per Palafrizzoni. Con i residenti Anghileri affronterà i temi tipici delle zone di periferia e illustrerà il programma del gruppo Ama Bergamo. 12/05/2009 nascosto-->

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Provinciali, ok alle liste (sezione: Province)

( da "Corriere del Veneto" del 12-05-2009)

Argomenti: Province

Corriere del Veneto sezione: PRIMOPIANO data: 12/05/2009 - pag: 2 Verso le elezioni Provinciali, ok alle liste VERONA Nessuna irregolarità riscontrata nelle 18 liste presentate per le elezioni provinciali. Già nella mattinata di ieri l'ufficio elettorale del tribunale di Verona aveva terminato di passarle in rassegna: il verdetto è stato l'accettazione di tutte. Il passo successivo sarà giovedì, con il sorteggio delle liste per stabilire la posizione dei simboli sui cartelloni e sulla scheda elettorale. In corsa per la presidenza Provincia ci sono quindi: Pdl, Lega, Pd, Italia dei Valori, Verdi della Colomba, Udc, Liga Veneta, lista Noi Veronesi al Centro, Rifondazione e Comunisti Italiani, Sinistra e Libertà, Forza Nuova, Libertà Civica, Fiamma Tricolore, La Destra e Mpa, Lega Lombardo Veneta, Pne, Unione Nord Est e Verona Provincia Virtuosa. Sono invece 12 i candidati alla presidenza che si sono fatti avanti per prendere il posto dell'uscente Elio Mosele. PADOVA Il Movimento monarchico italiano ha deciso di uscire allo scoperto e di indicare i candidati che sosterrà «nella tornata elettiva del 2009». Il comunicato, con tanto di simbolo, parte dalle Europee. E se nella circoscrizione Nord Occidentale è pressoché scontata l'indicazione di Emanuele Filiberto di Savoia, fresco vincitore di «Ballando con le stelle» in lista con l'Udc, fa un certo effetto il nome di Lia Sartori (Pdl) nella Circoscrizione Nord Est. Cosa c'entra la Sartori con i monarchici? Vuoi vedere che l'eurodeputata vicentina ha sangue blu e nessuno lo sapeva? A svelare l'arcano ci pensa Alberto Claut, segretario nazionale dell'Mmi. «Lia Sartori - dice - è la nostra candidata di bandiera da parecchi anni. Da quando, nel lontano 1992, fu la prima firmataria in Regione di una mozione che chiedeva l'abolizione dell'esilio dei Savoia ». F.M

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Due Comuni al giorno per Zoggia Oggi si sorteggia l'ordine delle liste (sezione: Province)

( da "Gazzettino, Il (Venezia)" del 12-05-2009)

Argomenti: Province

Due Comuni al giorno per Zoggia Oggi si sorteggia l'ordine delle liste Martedì 12 Maggio 2009, Quarantaquattro comuni da battere a tappeto in poco più di un mese di tempo. È l'aritmetica a dettare i tempi dell'agenda elettorale di Davide Zoggia, impegnato ormai da qualche giorno nella visita a uno o due Comuni alla volta. Il "viaggio in provincia" avviato dal candidato del centrosinistra a fine aprile prosegue oggi fra Mestre (dove è previsto un incontro con i lavoratori alle prese con la difficile vertenza della chimica) e Portogruaro, dove in serata si parlerà di una serie di iniziative in materia di sicurezza. Mervcato, aziende e centri civici sono i luoghi dove si concentra la campagna elettorale di Zoggia, che rispetto alle elezioni provinciali del 2004 ha dovuto moltiplicare gli impegni per non lasciare spazio alla "concorrenza" che ha annunciato una strategia analoga di incontri a diretto contatto con gli elettori. Quasi assente, almeno per ora, il ricorso ai tradizionali mezzi di comunicazione come i manifesti negli specifici spazi riservati per legge. In attesa che la campagna elettorale per la Provincia entri nel vivo, la Corte d'Appello di Venezia ha dato via libera ieri a tutte le 26 liste presentate entro il termine di sabato a sostegno dei dieci candidati alla guida di Ca' Corner. È stata ammessa anche la lista "Amo l'Italia non voto la Provincia" che propone l'abolizione tout court dell'ente, e che per far conoscere le proprie ragioni ha dovuto organizzarsi per correre formalmente alle elezioni. Anche se tutti i candidati hanno firmato una lettera nella quale dichiarano di non accettare un'eventuale elezione. Oggi a Venezia ci sarà il sorteggio per definire l'ordine in cui le coalizioni saranno raffigurate nella scheda elettorale.

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Provinciali, sì a 21 liste e 11 presidenti (sezione: Province)

( da "Giornale di Brescia" del 13-05-2009)

Argomenti: Province

Edizione: 13/05/2009 testata: Giornale di Brescia sezione:brescia e provincia Provinciali, «sì» a 21 liste e 11 presidenti Ricusati in via definitiva dall'Ufficio elettorale centrale solo gli Autonomisti per le province e il candidato Allodi Ammesse con simboli mutati Lega per l'Autonomia-Alleanza lombarda, Lega Pensionati e Dc (che attende il Tar) sostenendo Molgora. Sotto, un momento del sorteggio" title="In alto, il nuovo contrassegno della Dc che corre sostenendo Molgora. Sotto, un momento del sorteggio" onClick="showImage('http://www.giornaledibrescia.it/gdbonline/contenuti/20090513/foto/full_brescia_180.jpg',389,550)"> In alto, il nuovo contrassegno della Dc che corre sostenendo Molgora. Sotto, un momento del sorteggio Via una lista e un candidato presidente. Tutti ammessi i restanti (rispettivamente 21 e 11), sia pur in qualche caso con sostituzione del simbolo, giudicato dall'Ufficio Elettorale Centrale della Corte d'Appello confondibile con quello di altre formazioni in lizza per le prossime elezioni provinciali. Il verdetto definitivo è giunto ieri alle 16.30 al termine della seduta della Commissione guidata dal presidente Mario Sannite, che ha esaminato le memorie, le istanze di ricusazione e gli esposti presentati dai movimenti politici che hanno sollevato obiezioni. Simboli mutati, simboli ammessi Già lunedì i presentatori di due delle tre liste che sostengono il candidato presidente Elidio De Paoli avevano prodotto nuovi contrassegni dopo che la commissione li aveva giudicati fraintendibili con quelli a suo tempo depositati al Ministero dell'interno dalla Lega Nord. E proprio i rappresentanti del partito del senatùr hanno presentato nel pomeriggio un esposto alla commissione elettorale contestando la validità del simbolo «sostituto» della Lega per l'Autonomia-Alleanza Lombarda, divergente nella dimensione delle scritte rispetto al contrassegno depositato al Viminale. Altri esposti, del resto, i delegati del Carroccio avevano presentato già in mattinata nei confronti del simbolo della Lega Lombardo Veneta (Fornili) e di quello della Lega Padana Lombardia (Arrighini). Su tutti e tre i ricorsi, i magistrati riunitisi in camera di consiglio alle 14.30 si sono espressi giudicando validi i simboli già ammessi. Diverso l'esito dell'istanza di ricusazione presentata con una memoria - e giurisprudenza a corredo - dall'Udc contro il contrassegno della Dc, ritenuto confondibile per via della presenza su entrambi dello scudo crociato con la scritta «Libertas» che fu della Democrazia cristiana «storica». Sulla disponibilità del simbolo, d'altro canto, la querrelle è pendente da tempo e ha conosciuto dal 2004 ad oggi vari approdi nelle aule di tribunali, ordinari e amministrativi, sino a quelle della Suprema corte. Con esiti, ribadiscono dalla loro i delegati della Dc, non sempre univoci, anzi. Tanto che il segretario provinciale del movimento, Gabriele Zotti, pur costretto, pena la non ammissione della lista, a sostituire il simbolo per le Provinciali - quello nuovo e accolto è quello pubblicato qui a fianco - ha chiesto e ottenuto che il verbale fosse integrato con un rimando all'eventuale sentenza favorevole del Tar di Milano, di cui si dovrebbe sapere già quest'oggi. Pronunciamento atteso sulla scorta di un ricorso avanzato a livello regionale per tutte e otto le province lombarde, perché fosse fatta chiarezza in via definitiva sulla confondibilità o meno dei contrassegni di Udc e Dc. Unica esclusa delle 22 liste presentate quella degli Autonomisti per le province-Goisis, ricusata per irregolarità delle firme raccolte a sostegno e mancato rispetto dei termini per la presentazione. Il sorteggio per l'ordine Una volta stabilito chi era ammesso al confronto elettorale e chi no, l'Ufficio elettorale ha proceduto al sorteggio dell'ordine di pubblicazione su manifesti e schede elettorali dei candidati presidenti e delle liste a ciascuno di essi collegate. L'estrazione di nomi e numeri da due distinti bussolotti, coordinato dal segretario dell'Ufficio elettorale centrale, dott. Marie Loetitia Choplin, ha portato al quadro riepilogato nella tabella qui a fianco. Curioso notare come il caso abbia voluto al numero 1, il candidato presidente che si prefigge... l'abolizione delle Province. Gianluca Gallinari

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Riforma federalista con i piedi d'argilla (sezione: Province)

( da "Secolo XIX, Il" del 13-05-2009)

Argomenti: Province

Riforma federalista con i piedi d'argilla Lorenzo Cuocolo I dirigenti della Presidenza del Consiglio, distaccati alla Semplificazione, raccontano di un ministro Calderoli vulcanico e scatenato, che - pur essendo un chirurgo maxillo-facciale - sforna ogni giorno un'idea nuova per semplificare, rimodernare e snellire, costringendo i suoi collaboratori a ritmi di lavoro ben poco romani. L'ultimo parto del ministro leghista è la "bozzaccia" di cui ha riferito ieri Il Secolo XIX, un disegno di legge delega sulla riforma del sistema delle autonomie, in parallelo alla legge delega n. 42 del 2009 sul federalismo fiscale. Se i due progetti andranno in porto ci ritroveremo con meno enti, più snelli, capaci di imporre tributi e di spendere liberamente i propri soldi. Come all'epoca del governo Prodi-bis, il tentativo è quello di superare il Testo unico degli enti locali del 2000, anche con la redazione di una Carta delle autonomie locali. I contenuti della bozza sono variegati: si va dall'abolizione di alcune Province (le più piccole), a quella degli Enti parco e delle Autorità territoriali d'ambito (Ato), dal cospicuo dimagrimento delle assemblee elettive, alla soppressione delle circoscrizioni e dei gettoni per i sindaci dei micro-Comuni. Fra le molte ipotesi, alcune sono senz'altro interessanti. In particolar modo è apprezzabile la scelta di ridurre il numero dei consiglieri comunali e provinciali: Genova, ad esempio, perderebbe dieci consiglieri comunali, scendendo a quaranta. L'aspetto positivo non è tanto il risparmio delle risorse pubbliche, argomento spesso più demagogico che concreto, quanto il segnale di voler toccare assemblee che dovrebbero essere rappresentative, ma che sono spesso svuotate di poteri incisivi e di capacità decisionali efficienti e rapide, e riempite di svogliati e sonnacchiosi politici di mestiere. Vi sono anche aspetti criticabili da subito: l'idea di un sistema delle autonomie ad assetto variabile, con la soppressione solo di alcune Province, mal si concilia con l'esigenza di un modello armonioso, articolato allo stesso modo su tutto il territorio nazionale. Si dovrà capire meglio se i territori delle Province soppresse saranno inglobati da quelle limitrofe, o se rimarranno "orfani", dovendosi comunque guardare con sospetto alla cultura della "specialità" a tutti i costi e per tutti. È ancora troppo presto per capire se il progetto di riforma è degno di apprezzamento o se tende a diventare l'ennesima arlecchinata istituzionale. Si possono, però, fare alcune riflessioni di fondo. Ancora una volta, l'approccio è bottom-up (dal basso verso l'alto) e questo non convince: si fanno le riforme istituzionali a colpi di leggi, ma a Costituzione invariata. Questo accadde nel '97, per le vituperate riforme Bassanini. Ciò fu la conseguenza non voluta del fallimento della Bicamerale D'Alema e del "patto della crostata", e non può essere un modello da seguire. Modifiche di così ampio respiro dovrebbero poggiare su un nuovo testo della Costituzione, che tenesse conto delle nuove esigenze delle autonomie. È singolare che il governo più forte della storia della Repubblica non affronti il toro per le corna, disegnando un nuovo Senato delle autonomie, superando il bicameralismo perfetto e attribuendo dignità e garanzie costituzionali agli organi di raccordo tra i diversi livelli di governo, come la Conferenza Stato-Regioni. È altresì singolare che la sbandierata voglia di federalismo non si traduca in una riforma costituzionale che consenta anche ai Comuni e alle Province (finché esistono) di adire la Corte costituzionale in via diretta, dovendo ancora subire le prevaricazioni dello Stato e delle Regioni. Sarebbe più efficace l'approccio inverso: disegnare prima nella Costituzione i tratti essenziali del sistema che si vuole, e solo dopo scendere nel dettaglio con leggi e leggine. Il secondo profilo di critica è che la bozza del ministro Roberto Calderoli, pur ispirata da condivisibili esigenze di semplificazione, non sembra toccare il cuore del problema. L'attuale sistema delle autonomie, infatti, mostra con tangibile evidenza la crisi delle dinamiche tradizionali della democrazia. Nei Comuni italiani, oggi, le decisioni più importanti non passano certo dal Consiglio comunale, ma - il più delle volte - da soggetti con veste privata e con capitali pubblici o misti. Basta chiamare il call-center di un qualsiasi servizio pubblico, dall'acqua, al gas, agli autobus, per rendersi conto di quanto sia sfilacciata la catena di controllo democratico che dovrebbe avere nel momento del voto la sua sintesi più alta. Affaccendarsi in riforme delle riforme, e così all'infinito, rischia di diventare un mero rimedio sintomatico che non arresta la degenerazione del sistema. La sussidiarietà, vessillo di ogni riforma da dieci anni a questa parte, serve a rinforzare il controllo dei cittadini sull'operato pubblico. Ma se il pubblico si maschera da privato, trasformando le assemblee rappresentative in un vuoto simulacro? Non sarebbe meglio che la semplificazione si accompagnasse al rafforzamento del controllo democratico sui servizi ai cittadini, magari applicando le teorie partecipative di cui bene ha scritto Mauro Barberis nel suo "Etica per giuristi"? Anche di fronte a queste domande la bozza del ministro Calderoli resta muta. Lorenzo Cuocolo è professore di diritto costituzionale italiano ed europeo all'Università Bocconi. 13/05/2009

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Per evitare di scegliere ogni fatto diventa ideologico (sezione: Province)

( da "Italia Oggi" del 13-05-2009)

Argomenti: Province

ItaliaOggi sezione: I commenti data: 13/05/2009 - pag: 2 autore: di Pierluigi Magnaschi L'analisi Per evitare di scegliere ogni fatto diventa ideologico Nessun partito, anche se sarebbe un tema di grande interesse pubblico, è disposto ad aprire un dibattito, facendone un caso, sul fattorino del senato che, in questi giorni, è andato in pensione a soli 52 anni con una pensione di 8 mila euro lordi al mese. Sul caro-prestiti bancari, Silvio Berlusconi aveva fatto un breve accenno, poco più di una battuta, ma poi la questione è stata lasciata subito cadere. Perché nessun partito ha approfondito il fatto (affrontato invece come si deve da Paolo Panerai nel suo “Orsi & tori” di prima pagina sul numero che è in edicola di Milano Finanza) che oggi le banche si approvvigionano all'1% presso la Bce e poi fanno pagare alla loro clientela l'interesse del 5 o 6 o 7%? È tollerabile? È giusto? È sociale? Niente. Un silenzio assordante da parte di tutti. Nessun partito, dopo aver appreso che nella Piana di Gioia Tauro ci sono sei ospedali (di cui tre sotto i 20 posti letto e, questi ultimi, senza nemmeno il pronto soccorso), si mobilita per cercare di vedere come e perché sono sprecati i soldi pubblici e indica le procedure per far cessare questa emorragia di risorse che potrebbero andare a favore dei più deboli. E tutti i partiti che si battevano a favore dell'abolizione delle province (altro tema concreto, che farebbe risparmiare risorse pubbliche) sono improvvisamente scomparsi e non si trova nemmeno uno che si impegni, non dico ad abolire le province esistenti, ma nemmeno a impegnarsi, in futuro, a non istituirne delle nuove. I partiti invece sono molto interessati alle risse inenarrabili (ma tutte a salve, come nel catch) su temi teorici, basate quindi su parole emotive che evocano antiche battaglie ideologiche. Oggi si usa dire che i fumi ideologici si sono dissipati. Forse. Di certo, non si sono dissipati nelle teste dei politici, sulle colonne dei giornali o nei talk show tv. Da qui, per esempio, le querelle sul capitalismo. Che è una parola che non dice nulla, visto che il capitalismo c'era anche nei paesi del blocco sovietico dove, invece, non esisteva l'economia di mercato. E le dispute tra liberalismo e liberismo. Oppure ancora se l'economia deve essere «sociale di mercato» oppure deve restare senza attributi. Insomma, mentre la gente ha dei bisogni che attendono di essere risolti, i politici, per essere esentati dall'obbligo di scegliere fra alternative concrete che creerebbero beneficiati (spesso ingrati) e danneggiati (sempre vendicativi), preferiscono discutere sul sesso degli angeli. Stupisce che gli elettori li seguano. Ma forse non li seguono.

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Check-list per i bilanci locali (sezione: Province)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 13-05-2009)

Argomenti: Province

Il Sole-24 Ore sezione: NORME E TRIBUTI data: 2009-05-13 - pag: 36 autore: Enti territoriali. Da Corte conti gli strumenti di verifica sui preventivi 2009 - Controlli sulle oscillazioni di gettito Check-list per i bilanci locali Gianni Trovati MILANO Immobili, tributi e affidamenti di servizi dominano il panorama delle novità nei questionari sui bilanci preventivi 2009 che i revisori contabili di Comuni e Province dovranno inviare alla Corte dei conti nei prossimi mesi. I documenti, che sono stati diffusi ieri con la delibera 6/2009 della sezione delle Autonomie della Corte dei conti, avviano il quarto anno del controllo collaborativo fra magistratura contabile e revisori, e adattano la propria struttura alle novità normative che incidono sui conti degli enti locali. Tra le più delicate, anche per il complesso meccanismo di dare-avere tra i Comuni e lo Stato, c'è senza dubbio l'abolizione dell'Ici sull'abitazione principale e i conseguenti indennizzi ai sindaci da parte del Viminale. Per consentire un controllo puntuale sull'esattezza delle somme chieste dagli enti al ministero dell'Interno, la Corte ha introdotto nei questionari una sezione (la numero 7) per monitorare l'andamento complessivo dell'Ici in ogni Comune negli ultimi tre anni. I revisori (come anticipato sul Sole 24 Ore del 4 maggio scorso) dovranno indicare prima di tutto accertamenti e riscossioni (in conto competenza e residui) dell'imposta, distinguendo fra il gettito ordinario e il recupero dell'evasione degli anni precedenti; concentrandosi poi sui frutti dell'abitazione principale, i questionari chiedono di indicare l'aliquota adottata dal Comune negli ultimi tre anni, la somma del minor gettito certificata (con l'invio entro il 30 aprile al Viminale) e le altre variazioni determinate da interventi sulle aliquote. In questo modo, con il collaudato meccanismo della serie storica, la Corte si mette nelle condizioni di individuare oscillazioni "sospette" nel (mancato) gettito indicato dai Comuni, e quindi richiesto al Viminale. Sempre in tema di tributi, i magistrati contabili chiedono anche di specificare modifiche dell'aliquota ed eventuali variazioni nelle fasce di reddito esenti dall'addizionale Irpef. Gli immobili tornano al centro anche della seconda novità di rilievo nei questionari 2009. Il Dl 112/2008 (articolo 58) ha chiesto agli enti di varare un «piano delle alienazioni e valorizzazioni del patrimonio immobiliare », di cui la Corte ora chiede conto. Al riguardo, le domande provano a fotografare il prossimo triennio chiedendo, per ciascuno degli anni interessati, le entrate complessive previste dalla dismissione e valorizzazione del mattone e la loro destinazione, divisa fra investimenti, riduzione del debito, finanziamento del disavanzo e copertura di eventuali debiti fuori bilancio. Sotto i riflettori entra anche un altro piano triennale, quello per tagliare i costi di beni strumentali, auto di servizio e telefoni, che era previsto dalla Finanziaria per il 2008 ma non era ancora stato fatto oggetto del lavoro dei revisori destinato alla Corte dei conti. Fanno la loro comparsa nei questionari anche le domande su eventuali affidamenti di servizi pubblici a rilevanza economica effettuati dopo il 25 giugno 2008, data in cui l'entrata in vigore della manovra d'estate (articolo 23-bis del Dl 112/2008) ha introdotto vincoli più rigidi per le deroghe al principio della gara. Sempre ieri, la Corte ha eletto i quattro rappresentanti "togati" nel nuovo consiglio di presidenza, frutto della riforma del Ddl Brunetta. In consiglio entrano Maurizio Graffero, Anna Maria Rita Lentini, Salvatore Pilato e Patrizia Ferrari gianni.trovati@ilsole24ore.com © RIPRODUZIONE RISERVATA www.ilsole24ore.com/norme I questionari per gli enti locali PROSPETTO MIRATO Una sezione ad hoc monitora l'andamento complessivo dell'imposta comunale sugli immobili negli ultimi tre anni

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QUESTA la lista dei Federalisti democratici europei (Fde) che sostiene l'avvocato Eugenio Giuli... (sezione: Province)

( da "Resto del Carlino, Il (Rimini)" del 13-05-2009)

Argomenti: Province

RIMINI CRONACA pag. 4 QUESTA la lista dei Federalisti democratici europei (Fde) che sostiene l'avvocato Eugenio Giuli... QUESTA la lista dei Federalisti democratici europei (Fde) che sostiene l'avvocato Eugenio Giulianelli candidato presidente della Provincia. Claudio Savelli, Francesco Anemoni, Laura Bernabini, Luisa Neri, Alessandro Nanni, Denis Polverelli, Gabriella Piccari, Paride Sansoni, Pier Antonio Bonvicini, Elena Giulianelli, Nicola D'Amico. Tra i punti del programma, «abolizione delle Province» (cioè se eletto presidente Giulianelli lavorerà su ciò «dall'interno, perché solo così si può raggiungere l'obiettivo». Poi no al Trc. Riorganizzare la viabiltà, a partire dalle ciclabili. Statale 16 spostata sull'autostrada attuale, e l'A14 spostata a monte di Covignano. Abusivismo comerciale: danneggia l'economia. Turismo: incentivarlo. Scuole: realizzare nuovi edifici e mettere in sicurezza le attuali. Spostare l'inceneritore (no alla IV linea di Raibano). Incentivare il lavoro, inserendo i giovani.

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VIGNOLA HA PRESO il via ieri in Tribunale a Modena... (sezione: Province)

( da "Resto del Carlino, Il (Modena)" del 13-05-2009)

Argomenti: Province

MODENA PROVINCIA pag. 21 VIGNOLA HA PRESO il via ieri in Tribunale a Modena... VIGNOLA HA PRESO il via ieri in Tribunale a Modena in processo a carico di un settantatreenne di Serramazzoni, A.F., accusato di avere ucciso a colpi di fucile il cane di un vignolese. L'episodio si verificò a Vignola il 28 luglio del 2007. Secondo l'accusa, l'animale fu ucciso dall'anziano come ritorsione nei confronti del suo proprietario, col quale era in lite per motivi tutto sommato futili. Fra l'altro A.F. dovrà rispondere anche di minacce verbali nei confronti del rivale. A fare le spese del diverbio fu Tobia, un cane di razza bovaro del bernese'. Durante la prima udienza del dibattimento le associazioni Lega per l'abolizione della caccia e Lega per la difesa del cane si sono costituite parti civili «per costituire un monito dicono gli animalisti , nei confronti di chi è capace di macchiarsi di episodi tanto incivili». Sempre ieri il giudice ha deciso di rinviare gli atti al pubblico ministero per formulare le accuse di uccisione con crudeltà di animali' e detenzione abusiva di armi, dal momento che il fucile usato per uccidere Tobia non risultava regolarmente denunciato.

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Bernazzoli replica: (sezione: Province)

( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 13-05-2009)

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PROVINCIA 13-05-2009 BOTTA E RISPOSTA «ALLA RIUNIONE NON SONO STATO INVITATO» Bernazzoli replica: «Noi siamo a posto» II Dopo la consegna da parte dei Comitati Riuniti della petizione sulle problematiche relative ai Siti di Importanza Comunitaria, ieri pomeriggio il presidente della Provincia Vincenzo Bernazzoli ha convocato una conferenza stampa per ribattere alle accuse mosse nei confronti dell'Amministrazione provinciale, anche perché, ha dichiarato: «Non sono mai stato invitato a partecipare all'incontro di stamattina». Ribattendo alla minaccia fatta da Sergio Berlato di inviare una commissione di inchiesta, Bernazzoli ha risposto: «bene, che venga subito a verificare, possibilmente prima del voto, perché noi siamo completamente tranquilli. Sottolineo, inoltre, che in questa raccolta firme manca quello che è stato a lungo il cavallo di battaglia dei comitati: l'abolizione dei Sic. Ho sempre sostenuto che prometterne l'abolizione era prendere in giro questa gente e ho preferito partecipare a un tavolo di confronto con i comuni, tavolo a cui inizialmente hanno partecipato anche i comitati. Abbiamo ottenuto due risultati: che si arrivasse al più presto al regolamento dei Sic e che questo regolamento contenesse alcuni principi, come la possibilità di caccia, pesca, del taglio del bosco, dell'attività agricola. Sono tutte attività escluse dalla valutazione di incidenza, come stabilito nella delibera regionale 1191 del 2007, un regolamento approvato anche tenendo conto delle richieste della Provincia di Parma». Riguardo alla discrezionalità dei confini dei Sic, il presidente ha aggiunto: «La maggioranza dei Siti sono stati fatti nei primi anni '90, quando noi non c'eravamo ancora, gli altri nel 2006. Abbiamo recentemente proposto un lavoro meticoloso di correzione dei confini, perché non ci fossero centri abitati dentro di essi. Abbiamo convenuto, con sindaci di destra e sinistra, una revisione dei perimetri che avrebbe ridotto tre siti di 1.984 ettari (cioè il 27% della superficie complessiva), ma è stata bocciata dal ministero dell'Ambiente, Stefania Prestigiacomo, perché la proposta riguardava 'habitat di interesse comunitario'». Infine, ribattendo a un punto della petizione in cui si sostiene che i criteri di finanziamento dei Sic escludono piccola e media imprenditoria, ha dichiarato: «Nel 2007 sono stati assegnati a imprese piccole e piccolissime, con un criterio di priorità perché interne a zona Sic, finanziamenti per 350.000 euro, e nel 2008 per 550.000 euro». L. B. Bernazzoli «Noi abbiamo lavorato in sintonia con i sindaci».

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Sulle schede il primo è Lentini (Destra per Bologna) Poi Galletti, Raisi e per ultima la Draghetti (sezione: Province)

( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 13-05-2009)

Argomenti: Province

BOLOGNA PRIMO PIANO pag. 4 Sulle schede il primo è Lentini (Destra per Bologna) Poi Galletti, Raisi e per ultima la Draghetti PROVINCIA: SORTEGGIATE LE POSIZIONI IN CORTE D'APPELLO NOVE candidati per un totale di 16 liste. Una sola lista esclusa. E' così che, come anticipato dal Carlino, si presenterà agli elettori la scheda per scegliere il prossimo presidente della Provincia di Bologna. Il sorteggio è stato effettuato ieri mattina alla Corte d'appello e ha sancito che ad occupare la prima posizione sarà Pietro Paolo Lentini, candidato della lista Destra per Bologna - Fiamma tricolore - Lentini presidente'. A seguire Vincenzo Iaquinta del Partito comunista dei lavoratori e Bruno Barbieri della lista Codacons - Liste civiche uniti' e Angelo Scavone per Socialdemocrazia Psdi'. Il primo big è Gian Luca Galletti, con due liste: Per la Provincia Galletti presidente' e Casini-Unione di centro'. Lo segue Enzo Raisi, che di liste a sostegno ne ha tre: Lega Nord - Bossi', L'autonomia - Alleanza di centro - La Destra - Mpa - I pensionati' e Pdl Berlusconi per Raisi'. Il sesto candidato, seguendo l'ordine che apparirà sulla scheda, è Tiziano Loreti per Terre libere'. Dietro di lui, Gianni Correggiari di Forza nuova e, in fondo, l'attuale presidente Beatrice Draghetti. A lei andranno i voti di cinque liste: Verdi per la pace', Di Pietro - Italia dei valori', Rifondazione comunista - Comunisti italiani', Partito democratico - Draghetti presidente' e Sinistra per la Provincia' (che raccoglie Sd, Socialisti e vendoliani). L'ufficio elettorale della Corte d'appello non ha mosso rilievi ai simboli associati alle liste, ma al momento del sorteggio non è mancato un richiamo a una maggiore precisione sulla corretta denominazione di ogni lista. Dalla tornata provinciale è stata esclusa una sola lista: Non voto la Provincia', il cui programma consiste nell'abolizione dell'ente stesso. Non è stata neanche presentata invece la lista Bologna futura', che in Comune corre con Michele Laganà e per la Provincia aveva annunciato la candidatura di Giancarlo Zecchini, ex presidente dei City angels di Bologna. «Avevamo le firme ma non abbiamo presentato la lista spiega Laganà perché appoggiamo Raisi. E' inutile disperdere voti e pensiamo sia lui il candidato giusto per la Provincia».

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fatti i sorteggi, parte la campagna elettorale - mitia chiarin (sezione: Province)

( da "Nuova Venezia, La" del 13-05-2009)

Argomenti: Province

Bergamo (Udc) è al sesto posto. Un sondaggio nazionale del Pd: «A Venezia vinciamo» Fatti i sorteggi, parte la campagna elettorale Prima la Zaccariotto, Zoggia quarto. Ventisei le liste, dieci candidati in corsa per la presidenza MITIA CHIARIN Un «lenzuolone» giallo per la scheda di voto delle prossime elezioni provinciali. Il 6 e 7 giugno, i veneziani saranno chiamati a scegliere tra 26 partiti e dieci candidati alla presidenza della Provincia di Venezia. Sorteggi. Ieri in Corte d'appello è stato effettuato il sorteggio. Si è cominciato dai candidati presidenti. Prima è risultata Francesca Zaccariotto mentre Davide Zoggia si ritrova in quarta posizione sulla scheda di voto. Ugo Bergamo, ago della bilancia con l'Udc, è sesto. Poi il sorteggio ha interessato l'ordine delle liste, ben 26. Prima risulta la Liga Veneta Repubblica, al 26esimo si ritrovano i Verdi. Successivamente è stata stilata la composizione definitiva dei candidati e dei partiti di appoggio che vedete riproposti in questa simulazione della scheda di voto. Il centrodestra. Francesca Zaccariotto, sindaco di San Donà, candidata alla presidenza per il centrodestra è sostenuta da sei liste. Dopo il sorteggio di ieri, ecco come li troveremo sulla scheda di voto: Pensionati; Francesca Zaccariotto per la nostra Provincia (una Civica); il Popolo della Libertà; Lega Nord-Liga Veneta Bossi; una altra civica, la Territorio e Società per la Provincia; infine gli Amici Popolari Movimento Popolare Veneto. La Destra. Seguono i candidati di destra. Piero Puschiavo, veronese di 44 anni per Fiamma Tricolore e Lega Lombardo Veneta. E Andrea Camilli, veneziano, di 40 anni per la Destra di Storace. Il centrosinistra. Davide Zoggia, 45 anni, presidente uscente si ricandida con l'appoggio di tutti i partiti del vecchio Ulivo più il sostegno di due liste civiche. Otto le liste per lui. Eccole: Di Pietro Italia dei Valori; Libertà civica consumatori (civica che fa riferimento all'associazione Codacons);, Rifondazione Comunisti italiani; Sinistra per Venezia; Partito Socialista; Partito Democratico; Provincia di Venezia Zoggia Presidente e Verdi. Il no alla Provincia. Il quinto candidato è Lorenzo Furlan, 49 anni di Treviso della lista «Amo l'Italia- non voto la Provincia» che si batte per l'abolizione dell'amministrazione. I centristi. Nel futuro c'è la rinascita della vecchia Dc, nel presente l'Udc ha deciso di essere il terzo contendente di questa competizione elettorale. Dal Csm il senatore Ugo Bergamo torna a Venezia come candidato presidente con l'appoggio di Liga Veneta Repubblica, Partito Liberale Italiano e Udc. Sartori e Salvagno. Sebastiano Sartori, 40 anni, è il candidato per Forza Nuova. Punta sull'autonomismo l'ex socialista Vittorio Salvagno, un passato di assessore a Venezia. E' il candidato dei Democratici Autonomisti Socialisti e del Progetto Nord Est, formazione fondata dall'imprenditore Panto. Boato e Tessari. E' invece collocata a centrosinistra ma non appoggia Zoggia la lista «Impegno civico per il bene comune», che candida l'ambientalista mestrino Michele Boato. Infine il Partito National Veneto punta su Sabrina Tessari in Favaro, la seconda donna di questa competizione. Ultim'ora. In serata sul voto in Provincia arriva il sondaggio vincente per il Pd del leader Dario Franceschini. «La capacità di scelta degli italiani è assolutamente diversa da quella raccontata dai sondaggisti». E Paolo Fontanelli (Enti locali Pd) conferma: «Tranne Venezia, Padova e Lecco - osserva - al Nord rischiamo dappertutto anche perché alle scorse Politiche in molti posti Pdl e Lega hanno superato il 50%».

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(sezione: Province)

( da "Sicilia, La" del 13-05-2009)

Argomenti: Province

«Diventi Comune solo così si salverà» Pinella Leocata «L'unica salvezza possibile per Librino è che diventi Comune, che abbia un suo sindaco, un suo consiglio e le sue istituzioni». La proposta del prof. Renato D'Amico, ordinario di «Scienza dell'amministrazione» alla facoltà di Scienze politiche di Catania, è drastica, persino scioccante, ma è frutto di un ragionamento articolato e di uno studio decennale. Librino lo ha incrociato negli anni '80, per motivi di studio, quando, in seguito all'istituzione dei consigli di quartiere, con legge del 1976, è stato necessario «ritagliare» i confini dei quartieri di città che, fino ad allora, erano 36, quante le parrocchie con il cui territorio coincidevano. La decisione del Comune arrivò nel 1981. Si individuarono 17 circoscrizioni cui furono attribuiti quasi esclusivamente poteri consultivi, ad eccezione delle competenze relative all'anagrafe, e questo nonostante la sollecitazione degli studiosi, il prof. D'Amico in testa, a passare dal «parere al potere». E si perseguì nella stessa direzione anche in seguito, con la seconda Giunta Bianco, quando, tra il 1993-94, fu avviato un processo di ridefinizione dei quartieri che portò alla delimitazione di 10 Municipalità sebbene la commissione di studio ne avesse indicate 9. A fare la differenza fu proprio Librino che gli studiosi avevano definito come un unico, enorme quartiere, che, invece, fu diviso in due con un tratto di penna perché, con un terzo della popolazione comunale, avrebbe deciso da solo del sindaco e dall'amministrazione di città. Troppo rischioso per i politici e per gli equilibri consolidati, a partire da quelli clientelari. Già allora il prof. D'Amico, insieme all'assessore al decentramento Piero Banna, lanciò l'idea della città reticolare, il progetto di «città di città» in cui ogni circoscrizione fosse in grado di autogovernarsi e di raccordarsi con le altre. Un progetto rimasto sulla carta, come sulla carta è rimasto il progetto originario dell'architetto Kenzo Tange che aveva concepito per la new town di Librino un centro politico e amministrativo prima ancora che direzionale. «Il problema di Librino è innanzitutto un problema di identità - spiega il prof. D'Amico - e l'identità non è legata soltanto alle radici, ma si costruisce con la cultura della responsabilità, con la possibilità di esercitare controllo e potere sul territorio in cui si vive. L'identità passa attraverso il fatto che gli abitanti di un territorio si costituiscono come soggetto collettivo. Per questo dico che Librino è un problema istituzionale che si risolve soltanto attribuendo ai suoi abitanti poteri di rappresentanza, di gestione e di controllo. Affinché un librinese possa riconoscersi nel suo quartiere, e comportarsi come un cittadino attivo, deve sentirsi responsabile di qualcosa su cui esercita potere. Basti soltanto un esempio. A Librino l'evasione della tassa sui rifiuti è altissima. Un problema che si risolverà soltanto se ci sarà un Comune che, dovendo erogare il servizio di nettezza urbana e necessitando di risorse per farlo, sarà costretto a svolgere un'azione efficace di recupero dell'evasione. Questo per dire che la coppia responsabilità-poteri è indispensabile per curare la malattia di Librino. Tutte le altre soluzioni, anche se migliorano la vivibilità, non ne risolvono il male». Ma la terapia proposta presuppone e richiede una profonda riforma istituzionale: l'attuazione dell'autorità metropolitana e, dunque, dell'area metropolitana istituita nel 1986 insieme alle province regionali, ma mai attuata in Sicilia dove ne sono state individuate tre: quella di Palermo, Messina e Catania, appunto. Con la particolarità che Catania, proprio per la sua struttura, per i comuni limitrofi con cui è conurbata, è il territorio dove sarebbe più facile, e più neccessario, realizzarla. Tutte le Municipalità e i comuni limifrofi dovrebbero avere una propria autonoma rappresentanza e autonomia di gestione, cioè una propria autorità comunale, mentre il loro coordinamento verrebbe garantito dall'autorità metropolitana. Solo così, secondo il prof. Renato D'Amico, si può risolvere il problema del coordinamento dei servizi pubblici (basti pensare ai percorsi delle linee degli autobus) e ovviare al drammatico problema per cui decine di migliaia di persone ogni giorno vengono a lavorare e a svagarsi a Catania, utilizzandone tutti i servizi, per poi andare a dormire nei comuni limitrofi dove hanno residenza e dove pagano le tasse. Una situazione insostenibile per il comune capoluogo. L'attuazione dell'area metropolitana è una riforma istituzionale prevista e necessaria che la classe politica, finora, non ha voluto mai attuare, forse anche perché presuppone l'abolizione della Provincia regionale di Catania. «A Librino bisogna agire su due percorsi - conclude il prof. D'Amico - uno di breve periodo e uno di lungo termine. Il primo consiste nel mettere in moto tutte le iniziative necessarie per dare un segnale di speranza agli abitanti, attraverso le associazioni di volontariato e le attività sociali, sportive, culturali, artistiche. Tutte occasioni importanti affinché i cittadini si aggreghino intorno a servizi e a bisogni. Ma questo percorso deve svolgersi all'interno di un piano strategico più importante, quello della riforma istituzionale dove non ci si aggrega più rispetto ai bisogni, ma si forniscono gli strumenti perché la comunità possa generarsi. Qualcuno dirà che questa è una proposta utopistica, ma è una scusa, la classica difesa di un ceto politico che non riesce a pensare un progetto di ampio respiro e il cui risultato è la mediocrità delle persone e degli interventi sempre estemporanei e al di fuori di ogni pianificazione strategica. E dire che questo è un problema che l'attuale classe politica, che può contare su una maggioranza bulgara, è in condizioni di affrontare».

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Bernazzoli replica: (sezione: Province)

( da "Gazzetta di Parma Online, La" del 13-05-2009)

Argomenti: Province

Bernazzoli replica: «Noi siamo a posto» Dopo la consegna da parte dei Comitati Riuniti della petizione sulle problematiche relative ai Siti di Importanza Comunitaria, ieri pomeriggio il presidente della Provincia Vincenzo Bernazzoli ha convocato una conferenza stampa per ribattere alle accuse mosse nei confronti dell’Amministrazione provinciale, anche perché, ha dichiarato: «Non sono mai stato invitato a partecipare all’incontro di stamattina». Ribattendo alla minaccia fatta da Sergio Berlato di inviare una commissione di inchiesta, Bernazzoli ha risposto: «bene, che venga subito a verificare, possibilmente prima del voto, perché noi siamo completamente tranquilli. Sottolineo, inoltre, che in questa raccolta firme manca quello che è stato a lungo il cavallo di battaglia dei comitati: l’abolizione dei Sic. Ho sempre sostenuto che prometterne l’abolizione era prendere in giro questa gente e ho preferito partecipare a un tavolo di confronto con i comuni, tavolo a cui inizialmente hanno partecipato anche i comitati. Abbiamo ottenuto due risultati: che si arrivasse al più presto al regolamento dei Sic e che questo regolamento contenesse alcuni principi, come la possibilità di caccia, pesca, del taglio del bosco, dell’attività agricola. Sono tutte attività escluse dalla valutazione di incidenza, come stabilito nella delibera regionale 1191 del 2007, un regolamento approvato anche tenendo conto delle richieste della Provincia di Parma». Riguardo alla discrezionalità dei confini dei Sic, il presidente ha aggiunto: «La maggioranza dei Siti sono stati fatti nei primi anni '90, quando noi non c'eravamo ancora, gli altri nel 2006. Abbiamo recentemente proposto un lavoro meticoloso di correzione dei confini, perché non ci fossero centri abitati dentro di essi. Abbiamo convenuto, con sindaci di destra e sinistra, una revisione dei perimetri che avrebbe ridotto tre siti di 1.984 ettari (cioè il 27% della superficie complessiva), ma è stata bocciata dal ministero dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo, perché la proposta riguardava "habitat di interesse comunitario"». Infine, ribattendo a un punto della petizione in cui si sostiene che i criteri di finanziamento dei Sic escludono piccola e media imprenditoria, ha dichiarato: «Nel 2007 sono stati assegnati a imprese piccole e piccolissime, con un criterio di priorità perché interne a zona Sic, finanziamenti per 350.000 euro, e nel 2008 per 550.000 euro».L. B.

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ecco la scheda albuzio pesca l'idv degani con la lega (sezione: Province)

( da "Mattino di Padova, Il" del 14-05-2009)

Argomenti: Province

Pagina 21 - Cronaca Ecco la scheda Albuzio pesca l'Idv Degani con la Lega Albuzio «allineato» con l'Italia dei Valori. Degani invece «presa in mezzo» tra Pensionati e Lega Nord. Ecco la scheda per le provinciali: foglio di colore giallo con quattro facciate. Dieci candidati alla presidenza e venti liste. Tra queste anche quella per l'abolizione delle Province. Il sorteggio è stato effettuato ieri mattina in tribunale, dalla commissione elettorale presieduta da Ezio Bellavitis. Nei corridoi del palazzo di giustizia anche l'assessore alla casa Daniela Ruffini, «portafortuna» di Rifondazione, che però stavolta non ha ripetuto l'allineamento della scheda comunale. Il partito dei comunisti infatti è l'ultimo nello schieramento del centrosinistra: «Va bene lo stesso - commenta lei - Almeno il simbolo si nota». La scheda delle Provinciali inizierà con il partito «Venetie per l'autogoverno» di Loris Palmerini. E terminerà con un altro movimento venetista, il Partito Nasional Veneto. Nella seconda facciata lo schieramento di Antonio Albuzio, con cinque liste di sostegno: si parte dai socialisti e si conclude con i partiti della sinistra. Per Barbara Degani invece sono 4 le formazioni in corsa: in alto si posizionerà il «suo» Pdl, seguono i Pensionati, la Lega Nord e la Democrazia cristiana. Il primo partito dell'ultima facciata invece sarà proprio «Amo l'Italia. Non voto la Provincia» che candida Mauro Donolato ma che predica il non voto: «Rinunceremo a qualsiasi incarico. Preferiamo che si annulli la scheda» fanno sapere i promotori, tra cui diversi imprenditori veneti. Curiosa invece la collocazione di Antonio De Poli, il coordinatore nazionale dell'Udc sarà affiancato dal simbolo della Liga Veneta, una delle tre liste che lo sostiene. VENETISTI IN SCIOPERO. Ha iniziato ieri uno sciopero della fame Stefano Venturato, candidato presidente per il Partito Nasional Veneto, che si batte per l'indipendenza del Veneto. Denuncia una «grave violazione dei diritti», con un «disturbo sistematico per impedire al movimento di presentarsi alle elezioni». «Invoco l'aiuto spirituale di Santo Stefano protomartire nel sopportare questa fatica» dichiara. Sotto accusa una serie di episodi, tra l'8 e l'11 maggio, in cui le liste del Pnv sarebbero state sottoposte a assidui controlli per determinarne l'esclusione. (Claudio Malfitano)

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La petizione: più risorse per lo studio (sezione: Province)

( da "Gazzetta di Mantova, La" del 15-05-2009)

Argomenti: Province

Pd, sotto accusa i tagli La petizione: più risorse per lo studio Gli effetti delle decisioni del governo nel Mantovano sono drammatici. Ad affermarlo è il segretario provinciale del Partito democratico Massimiliano Fontana. «La situazione delle scuole materne, dove chi ha iscritto il figlio in gennaio rischia di sentirsi dire in agosto che non c'è posto, è un'immagine dell'Italia che Berlusconi vuole - dice Fontana - Gelmini e Tremonti tagliano nella nostra provincia duecento insegnanti e otto scuole elementari. Nella scuola la situazione è destinata a peggiorare. Per questo abbiamo promosso una petizione nazionale con cui chiediamo al governo la cancellazione del taglio di otto miliardi di euro e di 132mila lavoratori, del maestro unico, dell'orario a ventiquattro ore settimanali e dell'abolizione delle compresenze. Chiediamo di soddisfare tutte le richieste delle famiglie sul tempo scuola; di assegnare risorse adeguate; di non chiudere le piccole scuole dove rappresentano un presidio pubblico insostituibile per l'educazione dei bambini e per la comunità».

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Tassa passi carrai: Fistarol incontra il presidente Anas per trovare una soluzione (sezione: Province)

( da "Corriere delle Alpi" del 15-05-2009)

Argomenti: Province

L'annuncio a Vittorio davanti a un folto pubblico Tassa passi carrai: Fistarol incontra il presidente Anas per trovare una soluzione PONTE NELLE ALPI. Anche il senatore Maurizio Fistarol si interessa al problema dei passi carrai. Nell'incontro che si è svolto lunedì a Vittorio Veneto (hanno partecipato il presidente regionale del comitato Luciano Soffiato, i coordinatori delle province di Belluno e Treviso, il sindaco di Vittorio Veneto e i consiglieri regionali Diego Bottacin e Gianantonio Da Re), il senatore ha annunciato alla sala gremita un suo prossimo incontro con il presidente dell'Anas per discutere del problema. Fistarol ha inoltre auspicato che, attraverso accordi bipartisan e l'appoggio del Governo, si possa arrivare all'abolizione della tassa. Cosa che potrebbe essere fatta anche dalla Regione, sulle strade di sua competenza, come ha spiegato il consigliere Diego Bottacin. Veneto Strade ha invece risolto il problema stabilendo degli importi fissi in relazione alla larghezza dei passi carrai. La riunione di lunedì è stata molto partecipata, segno che il problema dei canoni Anas ha raggiunto un livello di criticità elevato anche in terra trevigiana (e friulana, visto l'afflusso di cittadini provenienti dal vicino Friuli Venezia Giulia). E se l'attività svolta finora dai Comitati ha permesso di ottenere qualche conquista, come l'impegno dell'Anas a ricalcolare i canoni pregressi per portarli a cifre più eque, in modo da chiudere il contenzioso con il passato, per il futuro si aprono prospettive di dialogo anche con il Governo: il presidente regionale Luciano Soffiato ha infatti riferito di un suo recente incontro con il vice ministro ai trasporti Castelli, il quale ha confermato la sua volontà di approfondire la questione, anche a fronte della documentazione raccolta dalle "vittime dell'Anas", consegnatagli dallo stesso Soffiato. Sembra che la situazione si stia muovendo, anche se è presto per fare ipotesi di risoluzione. (a.f.)

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34 x 32 (sezione: Province)

( da "Stampa, La" del 15-05-2009)

Argomenti: Province

Buongiorno 34 x 32 Massimo Gramellini Alle elezioni di Morterone, splendido Comune della provincia di Lecco, si presentano 34 candidati per 32 elettori. E' come alle feste: ci sono gli imbucati. A meno che qualche cittadino particolarmente ubiquo e democristiano sia riuscito a farsi inserire in più di una lista. Non ce ne stupiremmo. Mentre invece continua a stupirci la capacità degli italiani di razzolare all'opposto di come predicano. Non eravamo il Paese dell'antipolitica, nauseato dalla Casta e pronto a battersi per l'abolizione degli enti inutili, come ho sentito promettere fra gli applausi da un candidato alla presidenza di una Provincia? Certo. Così come siamo il Paese dell'antilettura che ingolfa le case editrici di romanzi inediti. Nessuno legge, ma tutti scrivono. Nessuno ama i politici, ma tutti (e a Morterone anche qualcuno in più) bramano diventarlo. La politica è un respingente che attrae. Proprio adesso che conta poco e che forse non esiste nemmeno più. Sarà che, in epoca di precariato spinto, la carriera del notabile emana il fascino del posto fisso, grazie ai tanti privilegi che ne perpetuano gli effetti anche dopo la cessazione del mandato. Sarà che il popolo telespettatore è rimasto contagiato dall'orgia di televoti e desidera provare sulla propria pelle il brivido della «nomination» e del giudizio altrui. Sarà, più banalmente, che tutti si annoiano da morire e un mese di campagna elettorale garantisce un'uscita provvisoria dalla routine. Le possibilità di farcela sono scarse, ma non importa. Mal che vada, si potrà sempre scrivere un libro di memorie che nessuno leggerà.

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PERGINE - Perché non sono state previste delle aree di sosta alternative in seguito alla chiusura del parcheggi di via Tegazzo? La domanda, affiorata già la settimana scorsa, all'i (sezione: Province)

( da "Adige, L'" del 15-05-2009)

Argomenti: Province

PERGINE - Perché non sono state previste delle aree di sosta alternative in seguito alla chiusura del parcheggi di via Tegazzo? La domanda, affiorata già la settimana scorsa, all'inizio dei lavori del nuovo parcheggio interrato in zona, ora si sta trasformando in una vera protesta PERGINE - Perché non sono state previste delle aree di sosta alternative in seguito alla chiusura del parcheggi di via Tegazzo? La domanda, affiorata già la settimana scorsa, all'inizio dei lavori del nuovo parcheggio interrato in zona, ora si sta trasformando in una vera protesta. Perché, segnalano degli abitanti del posto, Pergine non è il paesello di vallata dove sulla piazza starnazzano le oche, si trova la fontana e si affacciano canonica e negozio. Eppure la mancata programmazione di spazi sostitutivi la affianca al citato paesello. Costruire il nuovo parcheggio interrato a due piani per 256 posti comporta 500 giorni di lavoro, contrattualmente previsti. Lo scavo ed il movimento dei macchinari hanno obbligato la committenza, ovvero la Provincia, a far chiudere il parcheggio comunale Tegazzo a cielo aperto da 83 posti macchina e quello della via omonima che ne garantiva altri 50. La mancanza di aree sostitutive sta inguaiando non solo chi abita nella via e nelle adiacenti vie Tre Novembre, San Pietro e Battisti, ma anche quelle più lontane, fino a via Spolverine, via Maier, viale Venezia e via Dosseti perché gli automobilisti, venuti a mancare i 133 posti macchina chiusi per i lavori in corso, sono obbligati a parcheggiare in ogni dove in centro storico, talvolta come capita, a rischio multa. I più danneggiati sono gli abitanti a ridosso di via Tegazzo, dove i garage di proprietà sono pochissimi. Il parcheggio stradale era la loro unica valvola di sfogo, ma anche i commercianti iniziano a risentire della situazione. «Il problema è veramente grosso», segnalano preoccupati Antonio Vaiz e Flavio Eccher , due titolari del posto, con negozi assai frequentati. «I nostri clienti - spiegano - non sanno più dove parcheggiare». È una preoccupazione espressa ieri anche da altri loro colleghi delle vie vicine. E chiuso è anche il parcheggio, adiacente a via Tegazzo, per tanti anni a servizio dell'istituto scolastico Curie, per motivi di sicurezza. I cartelli del divieto sono apposti in modo da essere ben visibili ed i bidelli fanno buona guardia. Il personale scolastico ha trovato spazio per parcheggiare alle spalle dell'edifico scolastico. La vicina via Tre Novembre è foderata da automobili sul lato sinistro a scendere, non c'è più un posto libero nei parcheggi di via San Pietro che «circondano» i poliambulatori dell'Azienda sanitaria. La soluzione alternativa c'è ed è invocata da abitanti e commercianti. L'apertura dei grandi spazi ex manicomiali, lontani appena 200 metri dalla zona dove si sta lavorando e dove non mancano certo aree adatte alla sosta. E l'apertura della strada interna alle spalle dell'istituto Curie per raggiungerle, come valvola di sfogo. Tra le richieste che abbiamo raccolto ieri tra gli abitanti, c'è anche l'abolizione del ticket per la sosta in via Battisti fino al termine dei lavori di costruzione del nuovo parcheggio. La situazione che si è venuta a creare è figlia della mancata attuazione del piano parcheggi (sotterranei e fuori suolo) tante volte anticipato dalle amministrazioni comunali e mai realizzato: la constatazione è nei commenti raccolti ieri tra la gente. M. A. 15/05/2009

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L'Unione: (sezione: Province)

( da "Nazione, La (Prato)" del 15-05-2009)

Argomenti: Province

PRIMO PIANO pag. 2 L'Unione: «No ai varchi elettronici» CENTRO COMMERCIANTI CONTRARI ALLA PROPOSTA DI CARLESI «PER NOI È esagerata anche la Ztl, figuriamoci se siamo d'accordo con l'installazione dei varchi elettronici». L'Unione commercianti prende una posizione netta su uno dei punti chiave del programma del candidato sindaco del centrosinistra Massimo Carlesi e lo fa per sgombrare il campo «da alcune voci che stanno rincorrendosi in queste ore, con tutta probabilità strumentalmente "incoraggiate" da alcuni esponenti politici». L'Unione ricorda, in particolare, che «così come è riportato sul documento politico preparato per questa tornata elettorale e già consegnato ai soci ed ai candidati, non ritiene applicabile l'apposizione di varchi elettronici all'ingresso del centro storico». Anzi, secondo l'associazione dei commercianti si dovrebbe eliminare anche la Ztl. «La possibile trattativa sui varchi elettronici si potrebbe affrontare con la contestuale abolizione totale della Ztl e la riduzione delle aree destinate ad Apu, per difendere le quali, semmai, i varchi potrebbero avere un senso sottolinea il direttore Riccardoi Diddi Abolizione e riduzione delle due aree sono argomenti trattati ed inseriti nel nostro documento politico. La Ztl pratese è una delle più grandi a livello regionale in proporzione all'estensione del centro e andrebbe ridotta, quindi non vedo perchè parlare di varchi elettronici».

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GOVERNO: BETTINI, CHE FINE HA FATTO PROMESSA ABOLIZIONE BOLLO AUTO?. (sezione: Province)

( da "Asca" del 15-05-2009)

Argomenti: Province

GOVERNO: BETTINI, CHE FINE HA FATTO PROMESSA ABOLIZIONE BOLLO AUTO? (ASCA) - Roma, 15 mag - ''In questi giorni sono state poste dieci domande a Berlusconi. Io ne pongo con forza un'undicesima: che fine ha fatto la promessa che il Premier ha solennemente pronunciato in campagna elettorale di abolire il bollo sulle auto a tutti gli italiani?''. Lo chiede in una nota Goffredo Bettini, membro della direzione nazionale del Pd. ''In questi giorni, infatti - spiega Bettini - i possessori di auto stanno di nuovo sborsando centinaia di euro per pagare questa tassa che in molti paesi europei e' gia' da tempo abolita. Un'altra bugia del governo, quindi. Ora spero che sul balletto di dati e cifre sulla ricostruzione in Abruzzo dopo il terremoto non si dicano bugie come sul bollo auto. Perche' mentire su certe cose - sostiene Bettini - non e' solo un atto politico sbagliato o una mancanza di serieta', ma un atto disumano terribilmente ingiusto''. red-fdv/mcc/alf

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Canoni vessatori , Fistarol dall'Anas (sezione: Province)

( da "Gazzettino, Il (Belluno)" del 15-05-2009)

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«Canoni vessatori», Fistarol dall'Anas Venerdì 15 Maggio 2009, Gli aumenti dei canoni sui passi carrai fanno breccia anche in Senato. Ne hanno parlato l'onorevole Maurizio Fistarol con il presidente dell'Anas Pietro Ciucci, a margine di una riunione dell'ottava Commissione lavori pubblici. Fistarol ha definito i canoni una vessazione nei confronti di quei cittadini e di quelle piccole e medie imprese con residenze o attività che insistono su strade Anas al di fuori dei centri abitati. In alcuni casi i cittadini debbono pagare all'Anas migliaia di euro. I canoni assicurano un introito per l'Anas di circa 23 milioni di euro, con un costo medio per i soggetti interessati che oscilla tra i 5 e 7 mila euro. «Canoni onerosi - commenta Fistarol - che possono anche portare alla chiusura delle attività imprenditoriali interessate. Fistarol ha chiesto a Ciucci di verificare la congruità degli aumenti, il ricalcolo dei canoni pregressi e controlli sul diverso operato delle direzioni generali dell'Anas nei territori italiani. E il presidente dell'Anas si è riservato di rispondere alle sollecitazioni di Fistarol in un prossimo incontro, già fissato per mercoledì prossimo, 20 maggio. La questione non interessa soltanto Belluno, ma sconfina nelle province vicine. Fistarol, tra l'altro, ha partecipato lunedì scorso all'incontro tra il Comitato contro i passi carrai con i cittadini di Vittorio Veneto, alla presenza del referente bellunese Walter Azzalini. Finora, ha spiegato il presidente regionale Luciano Soffiato, il comitato ha ottenuto un impegno dell'Anas a ricalcolare i canoni pregressi, per portarli a cifre più eque e chiudere i contenziosi con il passato. E sulla questione è stato anche interessato il viceministro Castelli, che si è impegnato ad approfondire la questione. L'obiettivo, però, è l'abolizione del canone. La Regione potrebbe dare il buon esempio, partendo dalle strade di sua competenza.

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Bloccare la disgregazione (sezione: Province)

( da "Gazzettino, Il (Padova)" del 15-05-2009)

Argomenti: Province

«Bloccare la disgregazione» Rappresentativa di docenti e personale in piazza a Roma Venerdì 15 Maggio 2009, I Cobas tornano in piazza. Sciopero oggi a difesa dell'istruzione, seria, autorevole, che goda delle giuste risorse. Non tagliata, vituperata, offesa da contrazioni di budget che fanno male agli studenti impoverendo, di rimando, la società intera. «Scendiamo nuovamente in strada per bloccare la disgregazione e la privatizzazione dell'istruzione pubblica, per impedire il taglio di 57 mila posti di lavoro di docenti ed Ata per il prossimo anno scolastico, per cancellare le proposte di legge Aprea e Cota e il regolamento Gelmini sulla formazione, che gerarchizzano i docenti, trasformano le scuole in Fondazioni private e danno ai capi di istituto il potere di assumere e licenziare il personale, per evitare l'espulsione dei precari e chiedere la loro assunzione a tempo indeterminato sui posti vacanti». Docenti, personale, studenti e genitori saranno in piazza "anche per dire no alla maestra unica, all'abolizione del modulo e delle compresenze, alle riduzioni di orario in tutti gli ordini di scuola, affinché non ci siano aumenti del numero degli alunni per classe". Una rappresentanza padovana andrà a Roma dove è prevista una manifestazione nazionale, con ritrovo davanti al ministero della Pubblica istruzione. Un corteo si snoderà poi fino al Senato e a Piazza Navona. Giuseppe Zambon dei Cobas della Scuola di Padova, Gialuca Bettella e Marialaura Pistritto in rappresentanza dei precari "sempre più deboli e ricattabili", ricordano come la provincia di Padova sia, dal prossimo settembre, una delle più penalizzate: -139 maestri alle elementari, -159 insegnanti alle medie, -70 alle superiori, in Veneto flessione di 779 alle elementari, 501 alle medie, 382 alle superiori. «Quello che ci sta più a cuore è il livello formativo: riduzione del monte ore di lezione, aumento del rischio per la sicurezza dato dalla crescita del numero di alunni per classe, siamo anche scandalizzati dal fatto che il Governo sta investendo 13 miliardi di euro per le spese militari, a fronte di 8 miliardi per la scuola. Senza dimenticare che la legge Aprea prevede la trasformazione della scuola in una Fondazione gestita come un'azienda, il preside in un manager che può assumere liberamente chi vuole». F.Cap.

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AUTO: ORLANDO (PD), PROMESSA ABOLIZIONE DEL BOLLO NON MANTENUTA (sezione: Province)

( da "Soldionline" del 15-05-2009)

Argomenti: Province

AUTO: ORLANDO (PD), PROMESSA ABOLIZIONE DEL BOLLO NON MANTENUTA Roma, 15 mag. (Adnkronos) - "Sono giorni difficili per tanti italiani in questi tempi di crisi. Tanti sono alle prese con i soldi che non bastano, con la cassa integrazione, col lavoro precario perduto. Sono anche i giorni in cui si paga il bollo auto. Silvio Berlusconi, in campagna elettorale, si era impegnato ad abolirlo. Prendiamo atto del fatto che in questo 2009 il bollo e' ancora al suo posto. Impegno non mantenuto?". Lo domanda Andrea Orlando, portavoce del Partito democratico.

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socialisti e liberali per gomiero. un pizzico di socialisti con un tocco di liberali. ... (sezione: Province)

( da "Mattino di Padova, Il" del 16-05-2009)

Argomenti: Province

Pagina 21 - Cronaca SOCIALISTI E LIBERALI PER GOMIERO. Un pizzico di socialisti con un tocco di liberali. ... SOCIALISTI E LIBERALI PER GOMIERO. Un pizzico di socialisti con un tocco di liberali. La ricetta di Giovanni Gomiero, nella sua corsa a sindaco, è pronta. Alla presentazione, a ricordare chi sono «i veri socialisti», spuntano anche i garofani rossi. Nelle liste non solo nostalgia, anche tanti giovani (nella foto). «Siamo la compagine meno vecchia» spiega il geometra direttore della «Ar.Glo», società attiva dal 1981. Il programma prevede un abbattimento dei costi della politica, con abolizione delle provincie e un consiglio comunale «che non debba solo ratificare decisioni prese in altre sedi». E poi la riconversione dell'area Nord della Zip e l'auditorium in Prato della Valle. In lista anche il leader degli Amissi del Piovego Elio Franzin.

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una delibera cancella una grande tradizione culturale - nino muggianu (sezione: Province)

( da "Nuova Sardegna, La" del 16-05-2009)

Argomenti: Province

Pagina 17 - Cagliari «Una delibera cancella una grande tradizione culturale» Baunei, l'ex sindaco Angela Corrias contesta l'abolizione del posto di bibliotecario NINO MUGGIANU BAUNEI. Sulla "cancellazione" del posto di bibliotecario interviene con un documento, l'ex sindaco Angela Corrias, che ricorda come Baunei fosse all'avanguardia già dai primi anni '80 per la forte volontà degli amministratori di allora nel favorire le iniziative culturali ed in particolare per l'istituzione della biblioteca comunale. Una struttura divenuta in pochi anni punto di riferimento indispensabile per generazioni di studenti e motore delle iniziative culturali che intorno ad essa si muovevano. «Certo ha contato molto la sensibilità degli amministratori che si sono succeduti - scrive l'ex sindaco - ma la biblioteca non sarebbe diventata uno dei fiori all'occhiello dell'Ogliastra senza l'impegno e la passione di Italo Zucca, che di quella biblioteca è stato l'animatore principale. Tanto è vero che Baunei è diventato il comune capofila dell'unico sistema bibliotecario della nostra provincia, con il continuo incremento dei servizi offerti grazie anche alla gestione affidata alla società Oleaster, che ha permesso di ampliare e razionalizzare l'offerta del sistema bibliotecario stesso». In seguito - ricorda la Corrias - vi fu l'apertura di una sezione staccata della biblioteca a Santa Maria Navarrese, che andò avanti comunque tra le difficoltà. «Ma - precisa - con l'obbiettivo di continuare nella strada iniziata nei primi anni '80 da amministratori illuminati. Invece di continuare e migliorare, inopinatamente, veniamo a sapere al contrario che questa amministrazione comunale, dopo che il bibliotecario è andato in pensione, ha fatto la scelta di cancellarne il posto dalla pianta organica a favore di un posto di ingegnere-architetto per l'ufficio tecnico (che consta già di 4 addetti) e di affidare il servizio della biblioteca solo a personale provvisorio e precario. Con una delibera si cancella una storia importante. Invece di cercare soluzioni migliorative - conclude l'ex sindaco - si opera la scelta peggiore, dimostrando pochissima sensibilità per la crescita culturale della nostra cittadinanza. Il tutto nel silenzio assordante che non dice e non spiega il progetto che si ha in testa. Tutto ciò è inaccettabile: queste scelte rischiano di cambiare profondamente il profilo sociale del nostro paese».

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La sfida del candidato Benoffi (sezione: Province)

( da "Giorno, Il (Como)" del 16-05-2009)

Argomenti: Province

LECCO E HINTERLAND pag. 6 La sfida del candidato Benoffi «Aboliamo questi carrozzoni» ELEZIONI PROVINCIALI di CHIARA ERBA LECCO UNA LISTA per sostenere alle prossime elezioni di giugno la candidatura di Franco Benoffi Gambarova a presidente della Provincia di Lecco. «Provincie? No grazie», composta da 22 candidati per i 30 collegi sul territorio, ha presentato ieri il proprio programma. «Le Province - ha esordito Luca Perego, coordinatore lista Provincie? No, grazie e segretario associazione Radicali Lecco - costano alle tasche dei cittadini circa 17 miliardi, uno spreco assurdo soprattutto in un momento di crisi come questo. In più bisogna sottolineare che alla fine questo ente ha solo due compiti principali: l'edilizia scolastica superiore e la gestione di una parte delle strade provinciali. Per questo noi chiediamo che le Province vengano abolite e non vadano più a gravare sui cittadini, come anche l'attuale governo italiano aveva promesso in campagna elettorale, cosa mai mantenuta. Anche la Lega con il suo federalismo in questo senso crea una cotraddizione». QUATTRO i punti fondamentali del programma della lista di Benoffi. «La nostra proposta è quella di sostituire le attuali Province con strutture di coordinamento sovracomunali non elettive finalizzate esclusivamente ad affrontare specifici problemi elaborando soluzioni coordinate - ha continuato Perego -. Ma questo sarà possibile solo dopo l'abolizione delle Province. Intanto allora vogliamo ottenere un taglio drastico degli assessorati mantenedone solo 5, il minimo consentito, come ad esempio quello all'Edilizia, alla Viabilità e al Bilancio. Inoltre ci deve essere una riduzione dei costi per le consulenze che attualmente vanno a formare un lungo elenco. Parliamo quindi di razionalizzazione». UN ALTRO PUNTO importante per la lista è quello della dimissione degli enti da partecipazioni in società. «La Provincia si deve tirare fuori dalle società di cui in parte è proprietaria, soprattutto quelle che sono in perdita e che costano investimenti - ha detto Franco Benoffi -. Il caso più grottesco è la partecipazione al Casinò di Campione, in cui rientra addirittura anche la Camera di commercio che potrebbe destinare ad altro questi fondi. Trovo grande fastidio che un ente pubblico incentivi il gioco d'azzardo. Gli enti pubblici devono quindi mettere in vendita tale partecipazioni con gare trasparenti e competitive secondo le norme europee, in modo che i cittadini ne vengano a conoscenza». Non ultimo, per «Provincie? No grazie» deve essere la partecipazione dei cittadini alle scelte. IN ULTIMO una curiosità - ha concluso Perego -. Il nome della nostra lista è scritto "Provincie" con la "i" perchè così è riportato sul documento originale della Costituzione redatta nel 1948. Proprio quell'articolo inerente alle Province è quello che noi vogliamo abolire».

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Una rivoluzione verde per la Ciociaria. Maurizio Stirpe e Marcello Pigliacelli indossano i p... (sezione: Province)

( da "Messaggero, Il (Frosinone)" del 16-05-2009)

Argomenti: Province

Sabato 16 Maggio 2009 Chiudi di VITTORIO BUONGIORNO Una rivoluzione verde per la Ciociaria. Maurizio Stirpe e Marcello Pigliacelli indossano i panni di Barack Obama e per risollevare le sorti dell'economia di questa provincia mettono al primo posto la green economy. L'occasione è la presentazione del documento che Confindustria Frosinone ha inviato ai candidati alla presidenza della Provincia e alle elezioni Europee. «Più che un decalogo, sono spunti di riflessione», chiosa il presidente degli industriali Marcello Pigliacelli. Accanto ha voluto il numero uno di Confidustria Lazio e patron del Frosinone calcio. Infrastrutture, burocrazia più snella, politiche fiscali più favorevoli allo sviluppo delle aziende: le aspettative degli imprenditori sono le stesse di sempre. «Ma quello che chiediamo soprattutto - dice Pigliacelli - è che vi sia una visione sinergica dei problemi». «Mi aspetterei - aggiunge Stirpe - che vi fosse condivisione tra le varie forze politiche su uno zoccolo duro di problemi. Almeno su tre cose che giudico fondamentali». E qui arriva la novità: «Al primo posto metterei la lotta all'inquinamento e il rilancio della Valle del Sacco - dice Stirpe - Tutto deve partire da lì». «Quello che fino ad oggi è stato un problema drammatico per questa terra può e deve diventare una risorsa», conferma Pigliacelli. «Solo dopo il risanamento si potrà puntare sul turismo e contemporaneamente sulla riconversione industriale secondo i modelli più avanzati della green economy», chiarisce il presidente del Frosinone. «Quanto alle infrastrutture, dando per scontato il completamento della Sora Frosinone e del nuovo casello di Ferentino, diventa indifferibile la trasversale Latina-Frosinone, a quel punto potremo tornare ad essere competitivi». Confindustria infatti è convinta che questa terra, malgrado l'addio ai benefici della Casmez, possa ancora essere appetibile per le multinazionali: «Chiedono solo procedure più snelle, infrastrutture efficienti e confronto disteso con le parti sociali», spiega il vice presidente Testa. Anche il tema dell'abolizione delle Provincie compare nel documento: «Ferma restando l'evoluzione sul futuro ruolo delle Provincie, quella di Frosinone dovrà comunque gestire l'evoluzione dello sviluppo del territorio sia sul fronte del rapporto con Roma, sia con i Comuni della nostra aerea». Novantuno sono troppi per Confindustria: «E spesso troppo piccoli per fornire servizi e progettualità efficaci, si dovrà operare per cercare possibili forme di aggregazione per arrivare ad una fusione delle strutture amministrative». Grande attenzione anche alle elezioni europee: «Intanto invito tutti a votare candidati locali - sottolinea Pigliacelli - Il dialogo tra gli eletti nella nostra circoscrizione e gli esponenti del territorio sarà importante per facilitare la modernizzazione della Ciociaria».

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Le tele scippate' dalla Provincia (sezione: Province)

( da "Resto del Carlino, Il (Rimini)" del 17-05-2009)

Argomenti: Province

RIMINI CRONACA pag. 11 Le tele scippate' dalla Provincia «Presidente Fabbri, prima di lasciare, faccia un bel gesto: le restituisca» IL CASO (Dalla prima) I NUOVI MECENATI, o almeno coloro che vorrebbero far credere d'esser tali, spesso fanno il contrario. Appena riescono a salire su qualche poltrona, magari per meriti di partito, anzichè arricchire piazze, biblioteche e musei, li depredano a proprio "ornamento e decoro". Rimini, in quanto a neomecenatismo, vanta una caso davvero esemplare, dimostrazione certa, se non di arroganza, di assoluto disinteresse al bene pubblico. Ecco il fatto. Anzi, il misfatto. Nella sezione ottocentesca del Museo della città erano esposti la grande tela di Guglielmo Bilancioni raffigurante il Kursaal con Piattaforma e idroterapico, e la tavola di Antonio Aviano con la veduta del lido riminese nei primi anni del secolo scorso. Oltre al loro indubbio valore artistico, i due dipinti rivestono per la storia della nostra città una importanza straordinaria perché sono le uniche, e per di più affascinanti e spettacolari, testimonianze del suo periodo d'oro e della sua "leadership", come si dice oggi, sulla scena turistica internazionale tra Otto e Novecento. Raffigurano quel lido inaugurato nel 1873, voluto dalla città e da Paolo Mantegazza, che per quasi un secolo fece sognare una vacanza a Rimini a folle di italiani e di mitteleuropei. I dipinti provenivano dalla Palazzina Milano alla marina, già sede di Apt e Azienda di soggiorno, ove erano stati trasportati dal Kursaal, loro originaria collocazione, prima della sua distruzione. Ebbene, nel maggio 2002, la Provincia, con lettera del suo presidente Ferdinando Fabbri, richiede la restituzione dei quadri vantando una indimostrata proprietà per subentro ai supposti diritti di Apt, erede a sua volta del patrimonio di Azienda di soggiorno. Richiesta dettata dalla necessità di arredare gli uffici della nuova sede della Provincia ove le opere avrebbero potuto essere visitate anche dal pubblico. Lettera alla quale fa seguito, nonostante le argomentazioni contrarie e le proteste del direttore del Museo, un "prelievo forzato" nella totale indifferenza dell'amministrazione comunale. Due i problemi. Il primo di diritto: la proprietà dei quadri, vantata dalla Provincia, è inequivocabilmente del Comune che li commissionò ai tempi e la mantenne nonostante i traslochi, così come provano i documenti presso gli uffici del Museo. Il secondo, etico, decisamente più rilevante, è che, per definizione, i musei si arricchiscono e non si depredano. E che, ancora, le opere artistiche, e ancor più quelle storico-documentarie, non si decontestualizzano ma si mostrano nei luoghi deputati, organizzati e frequentati. Poi, permetta caro presidente della Provincia, promettere visibilità in luoghi destinati alla pomposa rappresentanza anziché alla cultura, è sintomo di vero "provincialismo". E, in quanto a cultura, valgano tre test da me effettuati all'ingresso del suo palazzo in corso d'Augusto: alla domanda "è possibile vedere il quadro di Bilancioni?", in due casi la risposta è stata "qui non c'è nessuno che si chiama Bilancioni!". Nel terzo, dopo intensi conciliaboli, mi è stato riferito che nella sala ove era appeso vi erano riunioni. Caro presidente, in questi ultimi giorni del suo mandato, con le tivù locali piene di servizi che vedono lei e i suoi inaugurare palazzi della cultura e luoghi "identitari" con esternazioni a suon di "valorizzazione", eviti che i direttori di musei, non appena vi vedono, facciano gli scongiuri per il timore che vi portiate via ancora qualche altro pezzo. Caro Fabbri, rimedi al malfatto, prima di scendere dal suo scranno e non si faccia ricordare per un gesto barbaro anziché per le cose buone che ha fatto. Eviti che la sua giunta resti nella memoria dei riminesi per "provinciale" nel senso più deteriore e che si faccia associare a quella pur simpatica figura letteraria della nostra tradizione, dei villici che, appena "fatti due soldi", si vestono da signori per farsi vedere in città. E non ci faccia tifare per un'abolizione immediata delle provincie solo per far restituire alla città il maltolto: ci sembrerebbe eccessivo. Come ultimo bel gesto, riponga dunque al museo il Bilancioni e l'Aviano, e ci faccia credere che in quel maggio 2002 si è trattato di una malaugurata distrazione, magari di qualche suo assessore venuto da lontano, come crediamo. Se proprio non resiste e vuol terminare alla grande, li riporti con una pomposa cerimonia come se i quadri fossero donati da lei, alla maniera degli antichi mecenati. Ci troverà comunque ad applaudirla. Ferruccio Farina

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 (sezione: Province)

( da "Tempo, Il" del 17-05-2009)

Argomenti: Province

stampa Ieri la presentazione di Roberto Massa, candidato con la Lega Lazio nel collegio 1 «La gente vuole cambiare» Ceccano E Ruspandini attacca la giunta: scuole poco sicure Marco Pirri CECCANO A tre settimane dalle elezioni provinciali entra sempre più nel vivo la campagna elettorale. Ieri è stato presentato il candidato della Lega Lazio, espressione locale della Lega Nord, al collegio di Ceccano 1, Roberto Massa. Massa ha spiegato come abbia scelto di candidarsi nella Lega in quanto «è un partito che sta dalla parte della gente, che ha a cuore i problemi concreti della popolazione. Credo che avremo dalla nostra parte i voti della gente che è stanca della situazione negativa in cui versa la nostra provincia a causa della cattiva amministrazione del centrosinistra. Vogliamo affrontare i problemi più gravi come la disoccupazione, che vede coinvolte centomila persone nella nostra provincia, favorendo la rinascita di una speranza per un futuro migliore nei giovani. Inoltre proponiamo di abbassare tute le tasse provinciali del 60% e l'abolizione della Cosap, la tassa sui passi carrabili». Di sicurezza parla, invece, il candidato del Pdl al collegio di Ceccano 1 Massimo Ruspandini. «Maggiore sicurezza – spiega il consigliere comunale – deve essere garantita attraverso l'installazione di punti luce, su tutto il territorio cittadino, circostanza che ad oggi non si è ancora verificata. C'è bisogno di sicurezza anche lungo le strade della città, prima fra tutti la purtroppo famosa via per Frosinone, troppo spesso teatro di gravi incidenti. Su quel tratto stradale sono stati promessi dall'amministrazione interventi che, però, non sono ancora stati realizzati». In ultimo l'attenzione di Ruspandini è rivolta anche ad un attento monitoraggio e alla messa in sicurezza degli edifici scolastici, «sicuramente un'operazione delicata, la cui realizzazione viene resa, però, difficile dalla scelta della Regione Lazio di non concedere alla nostra città alcun finanziamento. Una scelta senz'altro gravissima in quanto si parla della sicurezza degli studenti ceccanesi».

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Ecco il piano-tagli: via 1.612 enti Nei Comuni meno poltrone e sindaci a vita (sezione: Province)

( da "Corriere della Sera" del 17-05-2009)

Argomenti: Province

Corriere della Sera sezione: Primo Piano data: 17/05/2009 - pag: 5 Il dossier La bozza di intervento sulle autonomie locali: nessun limite di mandato per i primi cittadini e consigli circoscrizionali solo nei grandi centri abitati Ecco il piano-tagli: via 1.612 enti «dannosi» Nei Comuni meno poltrone e sindaci a vita Il progetto di Calderoli: addio alle comunità montane e ai difensori civici Dopo cinquantratrè anni di frustrante conflitto (la guerra è cominciata nel 1956) con gli enti inutili, ecco schiudersi un nuovo fronte. Quello contro gli enti «dannosi». Avete letto bene: «dannosi». Proprio così li definisce una bozza (anzi, una «bozzaccia » come la chiama il leghista Roberto Calderoli) di disegno di legge al quale il ministro della Semplificazione sta lavorando insieme ai suoi colleghi dell'Interno, Roberto Maroni, e degli Affari regionali, Raffaele Fitto. Enti non soltanto inutili, ma anche «dannosi»: quindi da chiudere e poi gettare via la chiave. «Norme di soppressione degli enti dannosi», recita testualmente il capo terzo della "bozzaccia". Quali sono? I difensori civici, innanzitutto, che dovrebbero scomparire nel momento stesso in cui questa legge venisse approvata. Poi i commissariati per la liquidazione degli usi civici, la cui funzione deriva da una norma del 1927. E i tribunali delle acque pubbliche, istituiti come conseguenza di un provvedimento del 1933. Tuttavia questo non è che l'antipasto di una riforma destinata a rivoluzionare Comuni, Province e tutto quello che c'è intorno, ben più rapidamente della legge delega sul federalismo. Ma anche a scuotere la politica suscitando reazioni controverse. Un esempio? La «bozzaccia» del disegno di legge di riforma delle autonomie locali prevede l'abolizione del limite dei due mandati consecutivi per l'incarico di sindaco e di presidente della Provincia. Se la proposta passerà, si potrà fare il sindaco a vita, rimettendo indietro di anni l'orologio della nostra storia. Una modifica che è fortemente sostenuta dalla Lega Nord, ma che non piace invece al Pdl. E non sarà nemmeno facile far passare i tagli, sacrosanti, stabiliti per i consigli e le giunte comunali e provinciali. I consiglieri dei Comuni con oltre 500 mila abitanti non potranno superare il numero di 40. E così a scalare. Per i Comuni minori, fino a 3 mila abitanti, il limite massimo è di 6. I consiglieri provinciali non potranno in ogni caso essere più di 30. Fra sindaco e assessori le giunte comunali non dovranno avere più di 12 poltrone. Quelle provinciali, non più di 8. I Comuni fino a mille abitanti non avrebbero nemmeno la giunta, ma soltanto il sindaco. Non sono le uniche novità. La riforma stabilisce pure che Province e Comuni abbiano un segretario con l'incarico di controllare gli atti: nominato non dall'amministrazione ma da un organismo terzo, una speciale «Agenzia autonoma per l'efficienza degli enti locali». Facile immaginare le reazioni che provocheranno pure le altre sforbiciate previste dalla «bozzaccia». Forse ancora più dolorose di quelle appena descritte. Sforbiciate, in numero di ben 1.612 (tanti sono gli enti che verrebbero eliminati) recepite da una proposta di legge del deputato del Pdl Mario Valducci, ora convogliata pressoché integralmente in questa riforma, di cui rappresenta una delle parti più sostanziose. La tagliola calerà sulle 185 comunità montane. Identica sorte avrebbero i 63 «Bacini imbriferi montani», i 138 enti parco regionali, le 91 Ato, i 600 enti strumentali regionali. E i 191 consorzi di bonifica, pianeta tutto da scoprire. Un caso per tutti: il consorzio di bonifica delle colline livornesi ha 16 dipendenti ma 33 fra consiglieri delegati, deputazione amministratrice e collegio sindacale. Con regolare gettone di presenza. Calerà, la tagliola, anche sulla pletora dei consigli circoscrizionali. La «bozzaccia» prevede che sopravvivano soltanto nelle città con più di 250 mila abitanti: una riforma già tentata dal centrosinistra ma affossata nelle paludi della politica. E si capisce perché. Il testo unico del 2000 sugli enti locali stabilisce che ci siano le circoscrizioni soltanto nelle città con più di 100 mila abitanti, lasciando però spiragli anche per chi ha anche appena 30 mila residenti. Il risultato è che una città come Asti, con 70.598 abitanti, ha 110 consiglieri circoscrizionali. A Como, 8 mila anime più di Asti, sono 144. Come ad Ascoli Piceno, che è forse un caso limite. Perché nel capoluogo marchigiano, 50.135 abitanti, c'è un eletto ogni 348 cittadini, contro un rapporto di uno a 5.178 per Roma. E le Province? Dopo le vane promesse elettorali di abolirle («tutte», tenne a precisare Silvio Berlusconi) sono state salvate dalla legge sul federalismo. E pure da questa riforma. Anche se qualcuna potrebbe rischiare. Entro due anni il governo dovrà fare un decreto per razionalizzare le province, prevedendo fra l'altro la soppressione di quegli enti con un rapporto non ottimale fra popolazione ed estensione territoriale. Ne vedremo delle belle, sempre che la «bozzaccia» arrivi al Consiglio dei ministri, si prevede il mese prossimo, con tutto quello che c'è dentro adesso. Manca solo un argomento, forse il più spinoso: l'incompatibilità degli incarichi. Ma questo, in un Parlamento nel quale ci sono 70 deputati e senatori che fanno anche i sindaci, gli assessori, i consiglieri e perfino i presidenti di Provincia, è davvero un'altra storia. Sergio Rizzo

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la burocrazia intralcia i lavori al trgovski dom (sezione: Province)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 17-05-2009)

Argomenti: Province

Il problema sollevato nell'ultima riunione della Consulta per i problemi della minoranza. Critiche sull'abolizione di alcune mense scolastiche La burocrazia intralcia i lavori al Trgovski dom Dispute fra uffici regionali e ministero del tesoro riguardano l'archivio e l'arredo dei locali All'ultimo incontro tenutosi, l'altro giorno, nella sala del consiglio del palazzo municipale, i componenti della Consulta per i problemi della minoranza etnica cittadina del Comune di Gorizia hanno presentato diverse proposte, dimostrando di seguire attentamente le attività dell'amministrazione comunale concernenti le questioni della minoranza etnica slovena. I componenti hanno espresso la propria soddisfazione per la presenza della funzionaria Nika Simoniti Jenko, che dal 10 aprile ha ripreso servizio nell'ufficio per le identità locali con un contratto di durata annuale con scadenza il 31 marzo 2010. Il suddetto ufficio è finanziato dai fondi regionali della legge 482/99 e da un parziale contributo dell'amministrazione comunale. I presenti hanno espresso il desiderio e l'esigenza affinché l'amministrazione prepari subito un piano d'assunzione e trovi la copertura finanziaria necessaria per la stabilizzazione di un traduttore sloveno. Per quanto riguarda la questione dell'asilo nido di via Rocca, il presidente Cotic ha informato i presenti che il 22 aprile l'ufficio tecnico ha ottenuto il consenso per la ristrutturazione dell'edificio anche da parte dell'Azienda sanitaria locale. L'ufficio tecnico è ancora in attesa della risposta della Commissione antisismica, al che seguiranno i procedimenti per la redazione del progetto definitivo, per l'appalto e l'inizio dei lavori. I membri della consulta si sono espressi positivamente sulla variante al piano regolatore per la sistemazione del parcheggio tra la scuola materna e il centro ippico a Piuma, ma sono stati critici nei confronti dell'abolizione delle cucine nelle scuole materne in via del Brolo e a Sant'Andrea. Un'attenzione particolare è stata dedicata alla proposta provinciale di sistemare le indicazioni stradali plurilingui (italiano, sloveno e friulano) sulle strade provinciali che attraversano il territorio comunale e che sono di esclusiva competenza del Comune. Convinti che le suddette indicazioni stimolano una convivenza pacifica delle culture e delle lingue autoctone del Goriziano, contribuiscono alla caduta dei pregiudizi e consolidano il rispetto reciproco e considerando che le spese finanziarie saranno a carico della Provincia in base al contributo regionale previsto nell'ambito della Legge 482/99 (tutela delle lingue minoritarie storiche), i componenti della consulta hanno approvato all'unanimità l'iniziativa della Provincia di Gorizia sul completamento, ovvero sull'adeguamento della segnaletica d'indicazione plurilingue impegnandosi di inviare la proposta all'amministrazione comunale. I membri hanno altresì concordato che l'approvazione da parte del Comune del progetto di ristrutturazione dei locali di piano terra del Trgovski dom purtroppo non basta per l'avvio dei lavori di restauro viste le dispute tra diversi uffici regionali e il ministero per il Tesoro riguardanti l'archivio e l'arredo dei locali. Sperando che si possa finalmente trovare una soluzione, il presidente della consulta si è impegnato a inviare al prefetto una nota di appello a intervenire presso le strutture competenti per sveltire le trattative.

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Il piano-tagli: via 1.612 enti "dannosi" Meno poltrone e sindaci anche a vita (sezione: Province)

( da "Corriere.it" del 17-05-2009)

Argomenti: Province

bozza di intervento sulle autonomie locali: nessun limite di mandato per i primi cittadini Il piano-tagli: via 1.612 enti «dannosi» Nei Comuni meno poltrone e sindaci a vita Il progetto di Calderoli: addio alle comunità montane e ai difensori civici Dopo cinquantratrè anni di fru­strante conflitto (la guerra è comin­ciata nel 1956) con gli enti inutili, ec­co schiudersi un nuovo fronte. Quel­lo contro gli enti «dannosi». Avete letto bene: «dannosi». Proprio così li definisce una bozza (anzi, una «boz­zaccia » come la chiama il leghista Ro­berto Calderoli) di disegno di legge al quale il ministro della Semplifica­zione sta lavorando insieme ai suoi colleghi dell'Interno, Roberto Maro­ni, e degli Affari regionali, Raffaele Fitto. Enti non soltanto inutili, ma an­che «dannosi»: quindi da chiudere e poi gettare via la chiave. «Norme di soppressione degli enti dannosi», re­cita testualmente il capo terzo della "bozzaccia". Quali sono? I difensori ci­vici, innanzitutto, che dovrebbero scomparire nel momento stesso in cui questa legge venisse approvata. Poi i commissariati per la liquidazio­ne degli usi civici, la cui funzione de­riva da una norma del 1927. E i tribu­nali delle acque pubbliche, istituiti come conseguenza di un provvedi­mento del 1933. Tuttavia questo non è che l'antipa­sto di una riforma destinata a rivolu­zionare Comuni, Province e tutto quello che c'è intorno, ben più rapi­damente della legge delega sul fede­ralismo. Ma anche a scuotere la politi­ca suscitando reazioni controverse. Un esempio? La «bozzaccia» del dise­gno di legge di riforma delle autono­mie locali prevede l'abolizione del li­mite dei due mandati consecutivi per l'incarico di sindaco e di presidente della Provincia. Se la proposta passe­rà, si potrà fare il sindaco a vita, ri­mettendo indietro di anni l'orologio della nostra storia. Una modifica che è fortemente sostenuta dalla Lega Nord, ma che non piace invece al Pdl. E non sarà nemmeno facile far pas­sare i tagli, sacrosanti, stabiliti per i consigli e le giunte comunali e pro­vinciali. I consiglieri dei Comuni con oltre 500 mila abitanti non potranno superare il numero di 40. E così a sca­lare. Per i Comuni minori, fino a 3 mi­la abitanti, il limite massimo è di 6. I consiglieri provinciali non potranno in ogni caso essere più di 30. Fra sin­daco e assessori le giunte comunali non dovranno avere più di 12 poltro­ne. Quelle provinciali, non più di 8. I Comuni fino a mille abitanti non avrebbero nemmeno la giunta, ma soltanto il sindaco. Non sono le uni­che novità. La riforma stabilisce pure che Province e Comuni abbiano un segretario con l'incarico di controlla­re gli atti: nominato non dall'ammini­strazione ma da un organismo terzo, una speciale «Agenzia autonoma per l'efficienza degli enti locali». Facile immaginare le reazioni che provocheranno pure le altre sforbicia­te previste dalla «bozzaccia». Forse ancora più dolorose di quelle appena descritte. Sforbiciate, in numero di ben 1.612 (tanti sono gli enti che ver­rebbero eliminati) recepite da una proposta di legge del deputato del Pdl Mario Valducci, ora convogliata pressoché integralmente in questa ri­forma, di cui rappresenta una delle parti più sostanziose. La tagliola calerà sulle 185 comuni­tà montane. Identica sorte avrebbero i 63 «Bacini imbriferi montani», i 138 enti parco regionali, le 91 Ato, i 600 enti strumentali regionali. E i 191 consorzi di bonifica, pianeta tutto da scoprire. Un caso per tutti: il consor­zio di bonifica delle colline livornesi ha 16 dipendenti ma 33 fra consiglie­ri delegati, deputazione amministra­trice e collegio sindacale. Con regola­re gettone di presenza. Calerà, la tagliola, anche sulla ple­tora dei consigli circoscrizionali. La «bozzaccia» prevede che sopravviva­no soltanto nelle città con più di 250 mila abitanti: una riforma già tentata dal centrosinistra ma affossata nelle paludi della politica. E si capisce per­ché. Il testo unico del 2000 sugli enti locali stabilisce che ci siano le circo­scrizioni soltanto nelle città con più di 100 mila abitanti, lasciando però spiragli anche per chi ha anche appe­na 30 mila residenti. Il risultato è che una città come Asti, con 70.598 abi­tanti, ha 110 consiglieri circoscrizio­nali. A Como, 8 mila anime più di Asti, sono 144. Come ad Ascoli Pice­no, che è forse un caso limite. Perché nel capoluogo marchigiano, 50.135 abitanti, c'è un eletto ogni 348 cittadi­ni, contro un rapporto di uno a 5.178 per Roma. E le Province? Dopo le vane pro­messe elettorali di abolirle («tutte», tenne a precisare Silvio Berlusconi) sono state salvate dalla legge sul fede­ralismo. E pure da questa riforma. Anche se qualcuna potrebbe rischia­re. Entro due anni il governo dovrà fare un decreto per razionalizzare le province, prevedendo fra l'altro la soppressione di quegli enti con un rapporto non ottimale fra popolazio­ne ed estensione territoriale. Ne ve­dremo delle belle, sempre che la «bozzaccia» arrivi al Consiglio dei mi­nistri, si prevede il mese prossimo, con tutto quello che c'è dentro ades­so. Manca solo un argomento, forse il più spinoso: l'incompatibilità degli incarichi. Ma questo, in un Parlamen­to nel quale ci sono 70 deputati e se­natori che fanno anche i sindaci, gli assessori, i consiglieri e perfino i pre­sidenti di Provincia, è davvero un'al­tra storia. Sergio Rizzo stampa |

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ARTICO GELMI DI CAPORIACCO Fondata nel 1978 la Lega per l'abolizione della caccia si batte per lo stop all'attività venatoria, la difesa della fauna e la conservazione dell'ambient (sezione: Province)

( da "Adige, L'" del 18-05-2009)

Argomenti: Province

ARTICO GELMI DI CAPORIACCO Fondata nel 1978 la Lega per l'abolizione della caccia si batte per lo stop all'attività venatoria, la difesa della fauna e la conservazione dell'ambiente con iniziative giuridiche, politiche, culturali, educative, informative ed editoriali ARTICO GELMI DI CAPORIACCO Fondata nel 1978 la Lega per l'abolizione della caccia si batte per lo stop all'attività venatoria, la difesa della fauna e la conservazione dell'ambiente con iniziative giuridiche, politiche, culturali, educative, informative ed editoriali. Lo fa anche attraverso www.abolizionecaccia.it. Nel sito ci sono, oltre alle indicazioni per associarsi, il telefono e le mail dei referenti delle sezioni Lac dislocate sul territorio italiano. Quella del Trentino, presieduta da Katia Marino, è costituita da circa una cinquantina d'iscritti. La vetrina virtuale ruota intorno a cinque aree tematiche. Una è dedicata alla presentazione dell'associazione, le altre alle news, alle normative, agli approfondimenti e ai contributi fotografici e video. Si possono sottoscrivere diverse petizioni e si è messi sempre al corrente sulle iniziative Lac. Per permettere ai nuovi visitatori di navigare con agilità è stato predisposto un comodo motore di ricerca interno. Bene la visibilità. 18/05/2009

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Prato libera & sicura: (sezione: Province)

( da "Nazione, La (Prato)" del 18-05-2009)

Argomenti: Province

CRONACA PRATO pag. 2 Prato libera & sicura: «Il Pd copia le proposte» LA POLEMICA GUALTIERI: «MIA L'IDEA SUL BLOCCO DEI LEASING» «ADESSO BASTA, il Pd continua a copiarci i programmi». I candidati della lista Prato libera & sicura Bruno Gualtieri (Provincia) e Aldo Milone (Comune) tornano all'attacco dopo aver letto le proposte contenute nei programmi del centrosinistra. Il più arrabbiato questa volta è Gualtieri, che mette nel mirino Lamberto Gestri: «Mi fa piacere che abbia scoperto l'importanza di bloccare i leasing e di superare i paletti di Basilea 2, peccato che queste due proposte figurino già da tempo nel mio programma, presentato peraltro più di una settimana fa e disponibile sul nostro sito da diversi giorni». Gualtieri in particolare si riferisce all'appuntamento dell'hotel Flora, dove propose il rilancio del tessile «con un intervento concreto di Fiditoscana, una moratoria fino a dicembre 2010 per leasing e mutui, l'abolizione della tassa sui redditi e il blocco dell'addizionale Irpef regionale e comunale». Sempre sul fronte dell'economia Gualtieri ha proposto anche un marchio «born in Prato» certificato da un ente specializzato. «Prato deve avviare un percorso di crescita culturale e non piangersi addosso spiega il candidato civico è necessario quindi continuare ad investire sul tessile proteggendolo dalla concorrenza illegale e allo stesso tempo favorire la diversificazione e la ricerca. Penso ad una sorta di scuola Normale del tessile che sia un avanzato centro di ricerca, non certo al Creaf che mi sembra solo l'ennesimo carrozzone». Poi il commercio («Possibile che la verdura dei cinesi cresca più velocemente della nostra? Siamo sicuri che non usino ogm? E la polizia provinciale che fa?») e la viabilità: «E' indispensabile favorire la creazione della metropolitana di terra per collegare Firenze, Prato e Pistoia, potenziare i collegamenti con i comuni della provincia e realizzare strade che attraversino orizzontalmente la città come cavalcavia che oltrepassino la linea ferroviaria».

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Progetto Calderoli: meno assessori e consiglieri (sezione: Province)

( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 18-05-2009)

Argomenti: Province

CRONACA 18-05-2009 RIFORMA ECCO LE CONSEGUENZE A PARMA DELLA BOZZA DI LEGGE SUGLI ENTI LOCALI Progetto Calderoli: meno assessori e consiglieri Ma il piano prevede anche di togliere il limite dei due mandati ai sindaci II Se quella che è ormai nota come la bozza - anzi la «bozzaccia » - del ministro Calderoli dovesse essere approvata la mappa degli enti locali italiano, nei prossimi anni, cambierebbe faccia. Meno consiglieri comunali E il pesante intervento chirurgico, ovvio, non risparmierebbe Parma. Certo le resistenze che il piano incontrerà saranno tante, ma se andrà in porto così come viene presentato i consiglieri comunali delle città con un numero di abitanti compresi tra i 100 e i 250 mila - è il caso di parma appunto - passeranno da quaranta a trenta. Non solo. Anche la squadra di Giunta subirebbe una potente sforbiciata: gli attuali quattordici assessori (compreso il vicesindaco) passerebbero a otto, oltre al sindaco. Ma naturalmente i tagli riguarderebbero anche il resto del territorio: sotto i 3 mila abitanti, i consiglieri passerebbero da dodici a sei; da 3 mila a 10 mila abitanti si ridurrebbero da sedici a otto; da 10 mila a 30 mila passerebbero da venti a dieci. Lo stesso colpo di mannaia si abbatterebbe sul consiglio provinciali: nei territori con un numero di abitanti compreso fra i 300 mila e i 700 mila - come la nostra provincia - i consiglieri si ridurrebbero da trenta a diciotto. Spariscono i Quartieri Altra rivoluzione: la bozza cancella tutti i consigli di Quartiere di una città come Parma, che ne conta tredici: infatti, sopravviverebbero solo i parlamenti circoscrizionali di capoluoghi con più di 250 mila abitanti. Via il limite dei due mandati Ma quello dei tagli non è l'unica novità contenuta nel pacchetto Calderoli. Ad esempio, la bozza sulle autonomie locali prevede l'abolizione del limite dei due mandati per i sindaci. Se la proposta passasse, si potrà fare il primo cittadino a vita, esattamente come era previsto diversi anni fa. Ancora, si prevede che Province e Comuni abbiano un segretario con l'incarico di controllare gli atti, ma nominato da un organismo terzo, una speciale «Agenzia autonoma per l'efficienza degli enti locali». Quindi la tagliola si abbatterà anche sulle comunità montane, sugli enti parco regionali, la Ato e i consorzi di bonifica. Enti locali In alto, il Consiglio comunale; sopra quello provinciale.

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Dal Pdl altolà alla Lega: il limite per i sindaci resta (sezione: Province)

( da "Corriere della Sera" del 18-05-2009)

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Corriere della Sera sezione: Politica data: 18/05/2009 - pag: 12 Il «taglia enti» Il partito del premier: giusto snellire, no a provocazioni sul doppio mandato Dal Pdl altolà alla Lega: il limite per i sindaci resta Valducci: riforma condivisa o ci conteremo in Aula ROMA È un vero altolà alla Lega. Un altro segnale che tra il Carroccio e il Pdl l'alleanza resta certamente solida, ma si fa ogni giorno più competitiva. Su molti terreni. Sì, perché Mario Valducci, vice responsabile Enti locali del Pdl nonché presidente della commissione Trasporti, uno insomma che della materia se ne intende, e se ne occupa da tempo, sul progetto Calderoli per un nuovo codice delle autonomie che semplifichi drasticamente la struttura degli enti locali riducendo le poltrone, ha molto da dire. Per cominciare, la paternità del progetto che il ministro leghista chiama «bozzaccia » perché ancora deve essere esaminato dal Consiglio dei ministri non è del Carroccio, «come potrebbe invece sembrare» e «non ha niente a che fare con il federalismo fiscale». Piuttosto, l'idea di semplificare tagliando enti inutili (dalle comunità montane ai consorzi di bonifica, dagli enti parco alle circoscrizioni comunali laddove risultano in eccesso rispetto al numero della popolazione) «è proprio del Pdl, il progetto di legge è il nostro, e poi è stato fatto proprio da tutta la maggioranza », e dunque la Lega non può appropriarsene. Ma se sulla materia in generale c'è comunque accordo, su due nodi cruciali proprio no. Anzi, si capisce che ci sarà battaglia. E infatti Valducci è molto netto: «Voglio essere chiaro: per noi il codice delle autonomie deve procedere di pari passo con un percorso di sempre maggiore liberalizzazione del mercato dei servizi pubblici. Non possono essere iter separati, anche se sappiamo che ci vorrà del tempo per portarli avanti». Tema, quest'ultimo della liberalizzazione dei servizi pubblici locali, che per il momento si sta affrontando per regolamento, ma che «necessita di una legge organica, perché è importantissimo che i cittadini possano usufruire dei servizi pubblici ai migliori prezzi possibili». Peccato che la Lega sul punto si metta di traverso... «È vero, la Lega ha sempre frenato, ma è un atteggiamento che non condividiamo. Dunque, o si trova un accordo nella maggioranza, e deve essere un accordo complessivo che preveda la marcia congiunta dei due provvedimenti, oppure siamo pronti ad andare in Parlamento con un testo non blindato, con una proposta di legge e non un disegno di legge del governo, e la partita sarà giocata in Aula, apertamente. Anche perché su queste materie i soggetti interessati sono tanti, dalle Regioni alle Province ai Comuni, e naturalmente conta anche l'atteggiamento dell'opposizione, anche se finora i fronti non si sono presentati così uniti». Se non esiste «vincolo di maggioranza» su una materia tanto importante, tantomeno Valducci è disposto a transigere sull'altro nodo che invece sta molto a cuore alla Lega, tanto che, attraverso primi cittadini parecchio popolari nelle rispettive realtà, sta costruendo un crescente consenso non solo nelle tradizionali roccheforti del Nord: l'abolizione del limite ai due mandati per i sindaci. «Questa scandisce non la considero nemmeno una proposta, ma una provocazione. Non esiste». E il perché di una contrarietà così netta è presto detto: «Se vigesse questa regola, avremmo ancora Rutelli sindaco di Roma... Non possiamo creare dei podestà, dei sindaci a vita. Ci sarà un motivo per cui una carica elettiva come quella del presidente degli Stati Uniti prevede un massimo di due mandati, no?». Insomma, per il Pdl della questione non si discute nemmeno: «Dieci anni da primo cittadino sono più che sufficienti». Paola Di Caro Mario Valducci, 50 anni, vice responsabile degli enti locali nel Pdl. A destra, Roberto Calderoli e Umberto Bossi festeggiano l'approvazione del federalismo

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Amministrative, i Verdi di Forlì-Cesena mettono "in gabbia" il candidato Stefano Gagliardi (sezione: Province)

( da "Sestopotere.com" del 18-05-2009)

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Amministrative, i Verdi di Forlì-Cesena mettono "in gabbia" il candidato Stefano Gagliardi (18/5/2009 17:17) | (Sesto Potere) - Forlì - 18 maggio 2009 - Nell’incontro dal titolo "Forlì e l'Unione Europea" del 29 aprile scorso, Stefano Gagliardi, candidato del Pdl per la Provincia di Forlì-Cesena ha dichiarato : "Spesso l'Europa viene vista come matrigna,”- e ha aggiunto “- La Romagna, in particolare, teme la normativa sul benessere animale che dal 2012 abolirà le gabbie negli allevamenti. Se non si interviene saremo rovinati", ha spiegato Gagliardi, che è dirigente anche di Assoavi, l'associazione degli avicoltori. E ancora ha aggiunto a proposito della tracciabilità: -"Non possiamo dire che un pollo è allevato, lavorato e prodotto in Italia perché in Europa non lo vogliono". I Verdi della Provincia di Forlì-Cesena, con una nota rispondono: "Pensate a come viene allevato, nutrito un pollo, agli spazi ridotti in cui viene costretto, senza potersi praticamente muovere, alle dosi massicce di antibiotici che gli vengono somministrate per farlo sopravvivere alle patologie conseguenti la vita terribile che fa e per farlo crescere più in fretta, tanto che in 37 giorni ha raggiunto il peso standard per la commercializzazione, in un tempo più breve di 5 volte quello naturale. Se i polli sono cresciuti a forza di antibiotici, il 90% delle galline ovaiole vive in gabbie di batteria.L'allevamento in batteria è un sistema intensivo dove milioni di galline sopravvivono recluse in uno spazio più piccolo di 550 cm2". "Vorremmo vedere - aggiunge il 'Sole che ride - coloro che si battono perché le gabbie continuino ad essere utilizzate vivere in una minuscola gabbia insieme ad altri 4 simili, avendo a testa uno spazio in proporzione un po’ più piccolo di un foglio A4, 21 x 29,7 cm" E per rendere l’idea i Verdi di Forlì-Cesena hanno riprodotto una gabbia che può contenere un essere umano in uno spazio proporzionalmente quasi doppio a quello di una gallina e hanno posto al suo interno una gigantografia di un sostenitore delle gabbie lager (lo stesso Gagliardi, ndr). C’è anche raffigurato il simbolo del partito delle galline, il cui motto non può che essere“ Il pollo vuole libertà “. "Questi sistemi di allevamento, che non tengono in alcun conto le esigenze naturali degli animali provocano l’insorgere di gravissime malattie che si trasmettono agli uomini, tra le quali possiamo annoverare mucca pazza, l’influenza suina messicana, l’influenza aviaria ecc, che si sommano alla resistenza di molti patogeni agli antibiotici che assumiamo in grandi quantità attraverso la carne che consumiamo. Si tratta di “fabbriche animali” , un sistema che prevede assenza totale di rapporto con la natura, con ventilazione e luce forzata per aumentare la produzione. Una tortura per gli animali, privati dei loro bisogni elementari: muoversi, razzolare, covare, fare bagni di terra. I danni alla salute sono innumerevoli, dall'osteoporosi alla frattura delle ossa. Ciò che è peggio sono i danni psicologici. In queste condizioni le galline impazziscono letteralmente, tanto da diventare cannibali. Per questo subiscono la mutilazione del becco . Le batterie sono prigioni. E' il momento di aprire le gabbie. Aboliamo l’allevamento industiali. Le alternative esistono: c’è l’allevamento all’aperto e biologico. I polli dispongono di un’area coperta e inoltre possono accedere all’esterno attraverso appositi varchi, potendo così respirare aria fresca, godere della luce solare, razzolare e fare bagni di terra in un ambiente più consono alle loro esigenze. C’è l’allevamento a terra, dove gli animali sono chiusi in grandi capannoni attrezzati con abbeveratoi,mangiatoie, nidi per la deposizione delle uova e talvolta trespoli. Hanno a disposizione per muoversi tutto o ampie aree del capannone": aggiungono i Verdi di Forlì-Cesena che , insieme con la LAV, chiedono l’immediata applicazione della Direttiva europea e il bando delle gabbie entro il 2012. "La loro abolizione costituisce un risultato storico nel miglioramento delle condizioni di vita degli animali".

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provincia, per i tre sfidanti un confronto "in differita" - diego longhin (sezione: Province)

( da "Repubblica, La" del 19-05-2009)

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Pagina VI - Torino Il match/1 Il match/2 Provincia, per i tre sfidanti un confronto "in differita" All´Ucid Saitta tarda, Porchietto esce prima La candidata del Pdl: bisogna difendere la torinesità nel rapporto con Milano e favorire il ricambio dei dirigenti Vietti: ecco perché voglio abolire l´ente Il presidente uscente elogia la rapidità nei tempi sull´inceneritore "Un primato in Italia" poi critica il leader Udc: "Un Comune non può sostituirsi a noi" DIEGO LONGHIN Giusto il tempo di illustrare i propri programmi, di presentarsi al parterre dell´Ucid, l´Unione cristiana imprenditori e dirigenti, tra un impegno elettorale e l´altro. Giusto il tempo di una foto di gruppo e di una stretta di mano, forse la prima tra Claudia Porchietto, candidata del Pdl e Lega Nord, e Antonio Saitta, in cerca della riconferma con un centrosinistra che ha perso per strada Rifondazione. Prima stretta di mano dopo quella rifiutata da entrambi il 25 aprile al cimitero Monumentale. Doveva essere un confronto all´americana tra i tre principali candidati a Palazzo Cisterna. Oltre a Porchietto e Saitta, anche Michele Vietti, espressione dell´Udc e, come lui stesso ammette all´arrivo, il favorito: «Gioco in casa - ha spiegato scherzando - come ex consigliere e amico di molti dei presenti mi sento a mio agio». Ma gli applausi all´arrivo non sono mancati né per Porchietto, la prima a presentarsi in via Dei Mille 22 e a parlare, né per Saitta, l´ultimo, con quaranta minuti di ritardo causa festa di chiusura della Fiera del Libro e primo tempo della partita del cuore. Un arrivo a singhiozzo che ha penalizzato il dibattito, trasformando la serata, almeno nelle prime battute, in tre monologhi sfalsati dei candidati big. Prima presentazione, poi tre domande del presidente dell´Ucid, Riccardo Ghidella, e poi sollecitazioni dal pubblico. Tocca alla Porchietto, che ha anche i minuti contati, mezz´ora e deve lasciare: «Mi piacciono le scommesse forti», dice. Racconta il senso della sua candidatura e poi si sofferma nel rapporto con Milano: «Credo nella competizione e della grande competitività sana, non nell´assuefazione di Torino a Milano. Non facciamoci sfuggire le opportunità. Intesa-Sanpaolo e Gtt-Atm devono avere delle persone che tutelino la torinesità delle imprese per salvare posti di lavoro». Poi un riferimento a un suo cavallo di battaglia: «Serve una classe dirigente nuova. Bisogna fare spazio ai giovani e alle donne. Ma quando sei una donna e hai una famiglia non è facile partecipare alla competizione elettorale». Poi è il turno di Vietti: «Nelle scorse elezioni politiche ci siamo battuti per la soppressione delle province. Siamo gli unici che continuiamo a dirlo. Come si fa a fare il candidato se si vuole abolirle? Si gioca il ruolo del momento. Così com´è la Provincia è un ente che ha bisogno di una profonda ristrutturazione. Credo sia necessario ripensare questo ente, ridurre i costi e restituire molte delle competenze ed immagino una provincia che se resta, resti come ente di secondo livello». E poi tocca al presidente uscente, Saitta: «è un miracolo italiano se siamo riusciti in tre anni a passare dall´idea alla costruzione del termovalorizzatore. Nessun altra città può vantare questo primato. Nonostante molte contestazioni, spesso fomentate dalla destra». Poi il presidente attacca Vietti sull´abolizione delle province: «Merito anche di questo ente se nel 2005 siamo riusciti a salvare la Fiat con l´operazione sulle aree dismesse di Mirafiori. è una banalità dire che si può fare a meno delle province perché non esiste Comune che potrebbe prendersi in carico le deleghe su viabilità, formazione, lavoro e ambiente. Ed è una falsità dire che abolendo le province si possono risparmiare milioni di euro».

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Il candidato del terzo polo Marzi chiede il contenimento dei costi della politica (sezione: Province)

( da "Tempo, Il" del 19-05-2009)

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stampa L'ex sindaco di Frosinone in piazza a San Giovanni Incarico insieme all'onorevole Formisano Il candidato del terzo polo Marzi chiede il contenimento dei costi della politica Mirella Rampini Ieri sera in piazza Falcone e Borsellino a San Giovanni Incarico ha aperto la campagna elettorale l'ex sindaco Giuseppe Petrucci, candidato al consiglio provinciale per l'Udc nel collegio di Arce, San Giovanni Incarico, Pico, Pastena, Falvaterra e Roccadarce. A fianco dell'ex primo cittadino il candidato alla presidenza della Provincia Domenico Marzi e l'onorevole Anna Teresa Formisano. Petrucci ha giustificato la sua scelta di candidarsi nel Terzo Polo con la sua naturale connotazione moderata, con la sua propensione al dialogo, alla solidarietà verso i più bisognosi alla riduzione dei costi e degli sprechi. «Nel progetto dell'onorevole Casini si privilegia la politica del fare - ha dichiarato - non ci sono schemi predefiniti a tavolino, ma solo la forza degli uomini e delle loro idee. Petrucci non ha risparmiato bordate all'attuale sindaco Salvati, anche lui candidato al consiglio provinciale per il Pdl. L'avvocato Marzi ha sottolineato che la posizione di terzietà dell'Udc deriva dalla consapevolezza che in politica non contano gli schieramenti precostituiti, ma le capacità amministrative e ha citato le linee che lo hanno guidato nel suo decennale mandato di sindaco di Frosinone con proficui risultati. Marzi si è detto favorevole all'abolizione delle province nell'ottica del contenimento dei costi della politica e a chi lo accusa di candidarsi a presidente di un Ente che vuole abolire ha risposto che la sua candidatura è un utilissimo mezzo per far conoscere il suo programma ai cittadini. «Non sono un mangiatore di microfono - ha dichiarato il candidato presidente - a me piace la vittoria di chi sa governare». L'on. Formisano ha rivendicato la sua trentennale attività politica, che la differenzia dalle veline prese dal palcoscenico. Si è detta contenta di aver votato no al decreto Gelmini sulla scuola, che si è rivelato una mannaia per centinaia di insegnanti frusinati, no alle ronde di Bossi che rischiano di diventare di partito, si alle preferenze non solo al Parlamento europeo ma anche a quello italiano.

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il nuovo corso ipotizza l'abolizione delle pause (sezione: Province)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 19-05-2009)

Argomenti: Province

Pagina 4 - Pordenone Il nuovo corso ipotizza l'abolizione delle pause La contesa Passi in avanti? Dal sindacato pochi, secondo Electrolux. La proposta di Fim Fiom e Uilm di 91 lavatrici/ora, rispetto alle 85 attuali, non è affatto migliorativa secondo l'azienda, perchè le 91 lavatrici/ora realizzate con ritmo vincolato, sono esattamente le 85 attuali a ritmo svincolato. Per gli esperti il concetto sarà chiarissimo. Vediamo di spiegarlo anche ai profani. Il ritmo svincolato è l'organizzazione delle linee produttive attuata oggi a Porcia, sulla base del quale un lavoratore che alla fine della sua ora deve aver realizzato 85 lavatrici, per guadagnarsi una pausa - ad esempio per il caffè - deve accelerare la propria prestazione, e quindi aumentare il ritmo da 85 fino a 99/102/106 pezzi/ora. Fatto questo, e garantito il gettito, si concede la pausa mentre la linea, in quei 10 minuti, sta ferma. Il ritmo vincolato prevede invece che non ci siano mai stop sulla linea (tranne quelli concordati), che il gettito di pezzi sia costante e che al lavoratore la pausa sia garantita dalla presenza di un "soccorritore", ovvero un altro lavoratore che prende il posto del primo per tot minuti. Il sindacato cosa chiede? Chiede il vincolo sulla linea e propone un gettito di 91 pezzi/ora; l'azienda risponde offrendo 97 a ritmo vincolato (9 pezzi in meno rispetto al target di progetto) e ricorda che i 91 pezzi di una linea vincolata corrispondono agli 85 attuali. Per cui: perchè Electrolux dovrebbe investire 23 milioni di euro in innovazione tecnologica per avere un risultato, in termini di produttività, pari a quello attuale? La richiesta puntava ad ottenere 99 pezzi ora a ritmo svincolato, ovvero con l'organizzazione attuale; se si vincola la linea, i pezzi salgono a 106, ovvero la somma dei 99 del singolo lavoratore più quelli del soccorritore. Per Electrolux, ogni pezzo/ora in meno, si traduce in 15 mila lavatrici l'anno non prodotte, con i costi che questo significa. L'investimento sulle linee comporta un beneficio dell'8% in termini di produttività, che però il sindacato, nella sua proposta, non garantisce. Per cui, alla vigilia dell'incontro a Roma, le posizioni sono queste. Distanti? Di più, abissali. (e.d.g.)

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Royalty, ovvero una percentuale per la vendita, per un milione e 200 mila euro all'anno. Que... (sezione: Province)

( da "Messaggero, Il (Marche)" del 19-05-2009)

Argomenti: Province

Martedì 19 Maggio 2009 Chiudi di DIANA MARILUNGO Royalty, ovvero una percentuale per la vendita, per un milione e 200 mila euro all'anno. Questo è quanto l'Eni dovrà versare al comune di Ponzano di Fermo una volta dato il via allo sfruttamento del pozzo di metano (già scoperto nel 2003) sito in località Valdete. Vi verrà, infatti, realizzato un impianto di pompaggio ed una tubazione che permetterà l'estrazione del gas. «Le nuove risorse finanziarie ha detto, ieri mattina, il candidato sindaco di Ponzano della civica "Insieme per Ponzano", Maurizio Valentini - potranno velocizzare la realizzazione delle opere pubbliche necessarie alla popolazione, oltre alla possibilità di poter diminuire notevolmente la tassazione alle famiglie». Dunque è anche sull'energia rinnovabile che si gioca la campagna elettorale sia a livello comunale che provinciale nel Fermano. «No ai rischi di inquinamento delle centrali a biomasse (dovrebbe essere realizzata sulla Valdete; ndr) - dice Valentini che insieme all'assessore provinciale Luigino Baiocco (candidato nella stessa lista e in quella per la provincia di Fermo nell'Idv) - no alle attività produttive insalubri nel nostro territorio e a quelle previste dal comune di Fermo al margine del proprio territorio ma vicine alle nostre abitazioni (Ned, centrale a biomasse, ecc.). Se verremo eletti chiederemo come Comune alla nuova provincia di farsi carico anche della realizzazione del Consorzio Obbligatorio di Bacino dei rifiuti del Fermano per una corretta gestione della discarica di San Biagio». No alla centrale a biomasse e alla Ned lo dicono anche Mauro Strovegli, candidato consigliere provinciale nel Movimento Civico Provinciale che sostiene Di Ruscio e Gianni Conte candidato nella lista dell'Idv che fa parte della coalizione di centrosinistra di Cesetti. Strovegli e Conte sono tra i più attivi rappresentanti del Comitato nato contro i due impianti energetici della Power Crop e della Ned Silicon. Il discorso dell'energia può essere, invece, il futuro della nuova provincia sia a livello occupazionale che economico per il candidato del Centro del Fermano Gaetano Massucci il cui si a Ned e centrale è condizionato, però, alla sicurezza delle scelte. Intanto ieri gli on. Mario Tassone, l'ex senatore Alessandro Forlani e il candidato alle europee Luca Marconi hanno presentato la lista dell'Udc che supporta Di Ruscio. La "nazionale" dell'UDC fermano, come l'ha definita il coordinatore regionale del partito Antonio Pettinari ha presentato i 24 aspiranti consiglieri provinciali. Pettinari ha evidenziato come quella di Di Ruscio sia l'unica candidatura possibile mentre Tassone sull'abolizione delle province ha detto, tra l'altro: «Se alla provincia non si attribuisce un ruolo ben definito con un decentramento dei poteri rispetto alla Regione rischia di essere un ente superato». «Sarà utile, innanzi tutto - ha affermato il candidato presidente Gianni Basso (Mpa, La Destra, Forza Fermano) riequilibrare il territorio, affinché dall'Aso al Chienti, dai Sibillini al Mare, non esistano sacche di povertà, dimenticanza e isolamento».

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Tanti interventi in programma: (sezione: Province)

( da "Resto del Carlino, Il (Ascoli)" del 19-05-2009)

Argomenti: Province

ASCOLI PROVINCIA pag. 7 Tanti interventi in programma: «Fatti, non un libro dei sogni» CASTORANO: LA LISTA DI MAOLONI CASTORANO SI CHIAMA «Impegno, solidarietà e trasparenza» la lista capeggiata da Guido Maoloni. Il candidato sindaco nasce a Castorano. Molti sono i suoi impegni: dapprima come membro del direttivo del Consid, 1998-2003, con delega al personale e agli insediamenti produttivi, depurazione e acque industriale. Successivamente diventa presidente dell'organizzazione di volontariato «RaggioVerde» e di Coop Sociale, molte sono le esperienze in campo sociale e civile. «Mi ricandido per migliorare Castorano esordisce Maoloni , la mia lista metterà in campo impegno, solidarietà e trasparenza, vogliamo portare il nostro paese ai livello dei comuni più grandi per servizi e qualità della vita. Il mio non sarà un libro dei sogni, ma un impegno concreto. Tra i nostri intenti c'è migliorare i servizi sociali, ma in bilancio mettiamo anche molte opere pubbliche; oltre al completamento dei lavori iniziati vogliamo rispolverare l'idea di realizzare una rotatoria a San Silvestro sul bivio per Castorano. Inoltre la messa in funzione del collettore fognario, l'ampliamento delle reti fognarie in collaborazione con Ciip e Ato. Alla nostra attenzione non sfuggirà l'ambiente, vogliamo realizzare percorsi pedonali intorno al paese e nella frazione di San Silvestro. Per l'urbanistica, vogliamo portare a compimento l'iter di approvazione dell'attuale Piano regolatore generale. Anche per i tributi abbiamo grande idee: l'abolizione dell'Ici sui fabbricati dati in uso gratuito ai parenti fino al terzo grado». m.g.l.

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Srl, il Registro arriva in ritardo (sezione: Province)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 19-05-2009)

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Il Sole-24 Ore sezione: NORME E TRIBUTI PROFESSIONISTI data: 2009-05-19 - pag: 39 autore: Diritto dell'economia. Assonime sulle nuove modalità per il trasferimento di partecipazioni e sull'abolizione del libro soci Srl, il Registro arriva in ritardo Il passaggio di quote è valido con il deposito che però non comporta pubblicità Angelo Busani Maria Carla De Cesari L'abolizione del libro soci per le Srl è una semplificazione che ha sbagliato i passaggi e che non ha centrato l'obiettivo. Poiché il trasferimento è efficace al momento del deposito dell'atto al Registro imprese, e non a quello dell'iscrizione, ne esce limitata la garanzia di pubblicità per i terzi e per la stessa società. E ancora, il ruolo di intermediari riconosciuto ai commercialisti negli atti di trasferimento di quote di Srl non comporta una parificazione con i notai. Non solo perché nel primo caso non c'èlapossibilità dell'autentica ( o dell'atto pubblico), ma anche perché non è pacifico che all'intermediario siano affidate funzioni di controllo legale analoghe a quelle svolte dal notaio. In ogni caso,tuttavia,non è condivisibile l'orientamento del Tribunale di Vicenza (ordinanza del 17 aprile), secondo cui la firma digitale va accompagnata da autentica, perché la norma vuole semplificare. Assonime, l'associazione delle società per azioni, sviluppa queste considerazioni nella circolare 21, dedicata alle misure per le Srl introdotte con le leggi 133/2008 e 2/2009. Con un bilancio non lusinghiero per il legislatore, che si è mosso con la finalità di tagliare complicazioni e costi per le imprese. La legge 2 individua il momento di efficacia della cessione nel "deposito" dell'atto traslativo nel Registro imprese, anziché nella sua "iscrizione". Tuttavia solo con l'iscrizione «si perfeziona il meccanismo pubblicitario che consente di realizzare l'interesse dei terzi e della società a conoscere l'identità di colui che risulta socio in un determinato momento». Il problema è se l'atto depositato non viene poi iscritto e dunque sono invalidi gli atti sociali compiuti nel frattempo. Possono anche verificarsi conflitti tra più acquirenti della stessa quota, visto che il conservatore del Registro non è tenuto a seguire, per l'iscrizione, l'ordine temporale dei depositi. Secondo Assonime sarebbe auspicabile una soluzione (allo stato della legislazione, acquisibile solo «in via interpretativa ») che facesse dipendere il momento di efficacia della cessione non dal deposito, ma dell'iscrizione dell'atto di trasferimento nel Registro imprese. La circolare sottolinea poi le criticità relative al regime pubblicitario riguardante l'unico socio e gli obblighi di comunicazione (entro 30 giorni) da parte degli amministratori sulla variazione dell'assetto sociale (articolo 2470, ultimo comma del Codice civile). Secondo Assonime, l'abolizione del libro soci «rischia di rendere impossibile l'adempimento dell'obbligo» degli amministratori » che «non sono in grado di conoscere la variazione della compagine sociale e l'identità dell'acquirente finoa quando questi non eserciti i diritti sociali». Assonime esamina, infine, il problema della possibile introduzione nel Registro imprese di atti di trasferimento di quote di Srl contrari a clausole di prelazione o di gradimento contenute nello statuto della società (si veda «Il Sole 24 Ore» del 23 febbraio 2009). In particolare: il trasferimento effettuato in violazione delle clausole è, in sé, pienamente valido ed efficace tra i contraenti. Il notaio (non è chiaro se sia così anche per il commercialista) ha il dovere di informare le parti circa le clausole, ma non può rifiutarsi di ricevere l'atto né tantomeno di depositarlo. Il Registro delle imprese non ha alcun sindacato sulla congruenza dell'atto di cessione con lo statuto della società; è l'organo amministrativo che giudica (ora solo ex post) l'allineamento tra atto di trasferimento e statuto. © RIPRODUZIONE RISERVATA SENZA STRUMENTI A rischio l'obbligo di comunicazione degli amministratori sulla variazione della compagine sociale

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Amo l'Italia non voto la Provincia presenta la sua provocazione (sezione: Province)

( da "Giornale di Brescia" del 19-05-2009)

Argomenti: Province

Edizione: 19/05/2009 testata: Giornale di Brescia sezione:la città «Amo l'Italia non voto la Provincia» presenta la sua provocazione Se ne discuteva già nel 1880 quando Francesco Crispi le definì «un ente artificiale che può anche essere soppresso». L'allora futuro presidente del Consiglio parlava delle Provincie e oggi, a distanza di quasi 130 anni, quella discussione è ancora attuale, tanto che alle prossime elezioni per il rinnovamento del Broletto si presenta una lista che ha come unico obiettivo proprio l'abolizione dell'ente. Si chiama «Amo l'Italia, non voto la Provincia» e fa parte di un movimento nato qualche anno fa nel Triveneto a cui ha aderito in quest'occasione la Civica Brescia, fino allo scorso anno alla guida della città nella Giunta Corsini. La lista ha un chiaro intento provocatorio e «vuole richiamare l'attenzione su un'incongruenza: un anno fa tutti i partiti dicevano che le Provincie erano da abolire, oggi gli stessi partiti presentano il loro candidato» sottolinea Andrea Bartoli, il candidato alla (non) presidenza della Provincia. Così, «sfruttando gli spazi messi a disposizione dalla par condicio» ammette Bartoli, è nata l'idea di presentarsi alle elezioni: «Invitiamo i bresciani a non ritirare la scheda in modo da avere molti più votanti alle europee che alle provinciali. Oppure chi prende la scheda può scrivere «la Provincia non serve, non la voto». Se votassero meno del 50% degli aventi diritto sarebbe un messaggio molto significativo». L'iniziativa della lista non vuole eliminare posti di lavoro, «ma riconvertire i dipendenti della Provincia a servizi più utili - rassicura Bartoli -: meno del 30% dei servizi offerti dalla Provincia sono destinati ai cittadini e per questo non è un ente che il cittadino sente vicino». E se «Non voto» dovesse ottenere con i voti un posto in Consiglio provinciale «il rifiuto sarebbe automatico; si aprirebbe così un problema istituzionale che accenderà ancora i riflettori sulla questione». Parte integrante della lista, come detto, è la Civica Brescia di cui fa parte l'ex consigliere in Loggia Gabriele Avalli: «Siamo sempre stati per un accorto utilizzo delle risorse. Anche la gente sembra sensibile all'argomento tanto che in pochi giorni abbiamo raccolto le 1.000 firme necessarie per presentare la lista». a. spi.

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(sezione: Province)

( da "Sicilia, La" del 19-05-2009)

Argomenti: Province

«Il governo attinge 4 miliardi dai Fas» Lillo Miceli Palermo. La strategia antimeridionalista della Lega Nord nei confronti del Sud funziona. Con i fondi per le aree sottoutilizzate destinati per l'85% alle regioni del Mezzogiorno, si stanno realizzando opere nel ricco Settentrione e anche per la ricostruzione dell'Abruzzo sarebbe già stato deciso di ricorrere ai fondi Fas. Lo ha svelato il vice ministro delle Infrastrutture, Roberto Castelli, intervenendo, ieri, a Brescia, agli Stati generali sulla mobilità in Brianza. «Per la prima volta dall'insediamento del nostro governo - ha detto con soddisfazione Castelli - è il Sud che paga per tutto il Paese e non viceversa». Castelli ha aggiunto che sia per le misure anticrisi sia per il terremoto in Abruzzo il governo ha attinto per circa 4 miliardi ai fondi per le aree sottoutilizzate, «vale a dire per il nostro Meridione». Al Fondo per le aree sottoutilizzate il ministro dell'Economia Giulio Tremonti ha fatto ricorso a piene mani e più volte: prima per coprire l'abolizione dell'Ici sulla prima casa, poi, per finanziare l'«Expo 2015» di Milano e per ripianare parte dei debiti delle Ferrovie dello Stato e la liquidazione dell'Alitalia. «Dall'inizio della legislatura, come abbiamo denunciato più volte - ha sottolineato il sottosegretario alla Presidenza con delibera al Cipe, Gianfranco Miccichè - dal fondo globale del Fas sono stati prelevati ben 16 miliardi di euro. Castelli se ne sta accorgendo solo adesso. Per quanto riguarda eventuali risorse da destinare alla ricostruzione dell'Abruzzo, la delibera dovrà passare dal Cipe». Per ora, dunque, i 4 miliardi e 93 milioni destinati alla Sicilia sarebbero salvi. Però, non si può stare del tutto tranquilli. «In teoria, non dovrebbero esserci rischi - ha aggiunto Miccichè - ma chi dice di stare tranquillo perché i soldi sono della Sicilia e il problema è di spenderli bene, deve riflettere...». Lo stesso Tremonti, lo scorso 8 maggio, ha impedito l'approvazione del piano di spesa dei fondi Fas di competenza della Sicilia (4 miliardi e 93 milioni di euro), minacciando addirittura le dimissioni, avendo l'intenzione di utilizzare queste risorse per la ricostruzione dell'Abruzzo. Le parole di soddisfazione di Castelli dovrebbero fare riflettere l'intera classe politica siciliana, di centrodestra e centrosinistra. La Lega Nord fa i propri interessi elettorali, mentre qui si litiga su tutto. «Dopo un anno di tagli intollerabili e di instancabili denunce da parte del Pd - ha dichiarato Sergio D'Antoni, responsabile per le politiche del Mezzogiorno del Partito democratico - Roberto Castelli ammette lo spaventoso scippo perpetrato dall'Esecutivo ai danni del Mezzogiorno. Il fatto che l'outing arrivi da un vice ministro, e per di più della Lega, la dice lunga sulle condizioni degli esponenti meridionali della maggioranza, troppo impegnati a tessere lodi alle politiche del governo per rendersi conto della loro ingiustificabile posizioni». Per D'Antoni, inoltre, «dal momento che Castelli è in vena di confessioni , vada fino in fondo e ammetta che è dal primo giorno che questo Esecutivo fa pagare tutto al Sud. E' stato così con l'abolizione dell'ici sulle case di lusso, con l'abolizione del credito d'imposta per gli imprenditori meridionali, con l'Alitalia e le ferrovie. È così ancora oggi con il cosiddetto pacchetto anti-crisi, con il decreto Abruzzo e persino con i rimborsi sulle quote latte riconosciuti agli allevatori furbi del Nord. Uno scippo sistematico che ha tolto finora 20 miliardi dalle zone e dalle fasce deboli, per riversarle su quelle forti». Insomma, il Fas che avrebbe dovuto aiutare il Sud, viene utilizzato per fare progredire ulteriormente il Nord. Il Fondo per le aree sottoutilizzate istituito nel 2003 (modificato nel 2006) avrebbe dovuto essere lo strumento di finanziamento, con risorse aggiuntive nazionali, delle politiche di sviluppo per le aree deboli del Paese. In queste aree tali risorse dovrebbero aggiungersi a ai trasferimenti ordinari dello Stato ed a quelle comunitarie. Peraltro, la legge finanziaria per il 2007 ha previsto la programmazione unitaria delle risorse aggiuntive, nazionali e comunitarie, individuando quale sede di attuazione il Quadro strategico nazionale per la politica di coesione 2007-2013.

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Elezioni, Biondi(Pri): "Alleanza con il Partito liberale su tutti i punti" (sezione: Province)

( da "RomagnaOggi.it" del 20-05-2009)

Argomenti: Province

19 maggio 2009 - 14.31 (Ultima Modifica: 19 maggio 2009) Lauro Biondi alla redazione di Romagnaoggi.it Il Partito repubblicano ed il Partito liberale scendono in campo insieme a sostegno della candidatura a sindaco di Forlì di Lauro Biondi. "Nella nostra alleanza non ci sono temi che ci dividono - sottolinea Biondi - siamo un gruppo di cittadini che vogliono mettersi al servizio dei cittadini". Tra i componenti della lista alcuni commercianti del centro storico, come Velide Cortesi, a rappresentare uno dei punti più sentiti del programma, per ridare dignità al centro della città. Alla conferenza stampa di martedì erano presenti alcuni candidati della lista: Velide Cortesi, appunto, Vittorio Mezzomonaco, Macri Piacentini, imprenditrice, ed il segretario del Partito liberale provinciale, Zulimo Spighi. "Siamo una lista di persone che lavorano per vivere - afferma Biondi - non esiste la politica fine a sé stessa. Queste persone hanno messo la propria faccio in questo progetto". L' appuntamento del Pri è per venerdì 22 maggio, con "L'edera invade la città", dalle 20.30 e con la presentazione del programma e di tutti i candidati alle 21 in Salone comunale. I sette punti del programma toccano in primis l'abolizione degli enti inutili, dalle Provincie alle Circoscrizioni e la razionalizzazione dei cda delle aziende partecipate, con l'eliminazione di quelle "che ormai non hanno più ragione di esistere", spiega Biondi. L'eliminazione dei clandestini dalla città, attraverso un risanamento del deficit di organico delle forze dell'ordine e di un loro coordinamento, è un altro obiettivo, "non per colpire gli immigrati - continua il candidato - ma ricordando che le nostre carceri sono occupate per il 55% da clandestini". Chiara Fabbri

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Valentini, addio senza lacrime (sezione: Province)

( da "Resto del Carlino, Il (Forlì)" del 20-05-2009)

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FORLI' PROVINCIA pag. 6 Valentini, addio senza lacrime «Mi sono fatto da parte per dare spazio al rinnovamento» di OSCAR BANDINI PUNTUALE come sempre lo troviamo nel suo ufficio dove siederà da sindaco fino all'8 giugno. Infatti Rodolfo Valentini è uno dei pochi casi di sindaco alla prima legislatura che non viene riconfermato, anche se avrebbe voluto portare a termine il lavoro iniziato. Classe 1943, galeatese doc, assessore per cinque anni dal 1985 al 1990 con Alfredo Graziani, poi l'impegno nel volontariato e soprattutto insegnante di lettere nella scuola media dal 1973 al 1989 e quindi dirigente scolastico fino a un anno fa. «Non sono abituato a nascodermi dietro un dito, la mia è una scelta politica, non esistono altre ragioni. Quando mi sono accorto che sulla mia ricandidatura non c'era l'unanimità nel gruppo dirigente del Pd e della coalizione che mi sosteneva, mi sono fatto da parte, non volevo fare da tappo al rinnovamento di un gruppo dirigente nuovo. Avevo la sensazione chiara di essere diventato il punto negativo sul tema degli extra comunitari, ero accusato di essere un accentratore su questo tema delicato che non può essere risolto solo con le politiche locali, quindi ho fatto un passo indietro». In effetti la sua rinuncia a candidarsi ha stupito molti, anche gli avversari interni e l'opposizione. «Non sono mai stato un urlatore, non volevo lacerare la coalizione che si stava formando e la ritrovata unità a sinistra, ragione per cui eccomi qua». Non hanno giovato a Valentini le continue divisioni interne al Pd, le rotture in giunta, le dimissioni di due assessori e le polemiche continue sulla sua presunta sudditanza con la costituzione della Zona Due Valli al comune di S. Sofia e al sindaco Flavio Foietta. «Tutte stupidaggini, dalla costituzione della Zona chi ci ha guadagnato è stato proprio il mio comune che è piccolo e ormai privo di entratre tributarie proprie, dopo l'abolizione dell'Ici. Ho sfruttato così le opportunità date dall'unione con S. Sofia e Premilcuore sia in termini finanziari, di professionalità e facendo un buon lavoro con l'accorpamento e la razionalizzazione dei servizi a costo zero». Verrà affisso in paese un volantino in cui la giunta saluta i cittadini con l'elenco delle cose fatte. «Sono orgoglioso di quello che abbiamo prodotto nonostante le difficoltà. Il problema degli immigrati è stato gestito al meglio con la costituzione del centro intercomunale per gli stranieri, senza traumi, scontri, danni per i cittadini, l'avere trovato lavoro, una casa e avere potuto ricongiungersi con la propria famiglia, ha permesso ai nostri ospiti di iniziare il processo di integrazione». E ANCORA la polifunzionale struttura della protezione civile, il progetto di miglioramento della viabilità di Pianetto con i fondi del piano nazionale sicurezza stradale, la costruzione del campo polivalente e il percorso fluviale sul Rabbi a San Zeno, la risistemazione delle strade del forese devastate dalle frane, tutta l'illuminazione pubblica, l'accordo con l'università e il CeuB per dare vita nel palazzo del Podestà a un centro universitario di archeologia, la stazione ecologica intercomunale, e l'avvio delle politiche turistiche. E dopo cosa succederà l'8 giugno? «Sono in pensione dalla professione e dalla politica, tornerò a impegnarmi solo su un progetto serio e poi tornerò nel volontariato».

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Nella guerra del simbolo la Dc vince il primo round (sezione: Province)

( da "Giorno, Il (Brianza)" del 20-05-2009)

Argomenti: Province

PRIMO PIANO pag. 5 Nella guerra del simbolo la Dc vince il primo round LA CAMPAGNA ESPLODE LA POLEMICA SULLA PREFETTURA VIA LIBERA del Tar allo scudocrociato. Ieri mattina il Tribunale amministrativo regionale ha rigettato in prima istanza il ricorso presentato dall'Udc contro l'utilizzo del tradizionale simbolo da parte della Dc di Giuseppe Pizza, che in Brianza corre insieme con Pdl e Lega a sostegno della candidatura alla presidenza della Provincia di Dario Allevi. Rigettato il ricorso d'urgenza, il giudizio di merito è atteso fra un paio di settimane, ma i vertici locali del partito, che si erano attrezzati presentando alla commissione elettorale, e facendo accogliere, un nuovo simbolo, sono fiduciosi. «Non abbiamo ancora stampato i manifesti e la Prefettura ha tenuto in sospeso la stampa delle schede elettorali, in attesa del Tar - spiega Mario Vago, vicesegretario regionale della Democrazia cristiana -. Penso che il giudice sappia a cosa va incontro, visto che ci sono i tempi tecnici della stampa che non consentono colpi di scena. Succedono cose strane - aggiunge Vago -. A Lecco per esempio corriamo fin dall'inizio con il simbolo dello scudocrociato senza problemi». Intanto riesplode la polemica fra il ministro Ignazio La Russa e la Lega. «Prima il ministro spara a zero contro le Province auspicandone l'abolizione, poi viene a spiegarci che la Prefettura è necessaria alla Brianza. Decida cosa fare da grande», attacca il deputato lumbard Paolo Grimoldi, commentando le ultime dichiarazioni di La Russa sulla necessità di dotare la Provincia di tutte le istituzioni cui ha diritto, compresa la Prefettura di cui invece il Carroccio vorrebbe fare a meno. «La nuova Provincia - conclude Grimoldi - può fare a meno dei costi della Prefettura per investirli in infrastrutture e servizi». Monica Guzzi

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Siamo partiti con una piccola auto. Poi vedendo che eravamo tanti abbiamo preso una st... (sezione: Province)

( da "Messaggero, Il (Frosinone)" del 20-05-2009)

Argomenti: Province

Mercoledì 20 Maggio 2009 Chiudi di GIANPAOLO RUSSO «Siamo partiti con una piccola auto. Poi vedendo che eravamo tanti abbiamo preso una station wagon. Si è quindi compreso nel corso del viaggio che occorreva correre. Per questo abbiamo preso un pilota da formula uno: Domenico Marzi». Così il leader provinciale dell'Udc, Anna Teresa Formisano presenta il candidato alla provincia del terzo Polo in una sala Nestor piena di sostenitori. Il leit motiv dell'assemblea dell'Udc è stato uno solo: «Al ballottaggio ci andiamo noi». Anzi il presidente Pier Ferdinando Casini ha fornito anche un dato proveniente dai sondaggi: «Il terzo polo è attualmente intorno al 20% dei consensi. Siamo qui per vincere. Se superiamo il primo turno - ha spiegato Casini - e andiamo al ballottaggio la vittoria sarà nostra. Marzi è un candidato forte, c'è voglia di cambiamento. Tornerò per sostenerlo al ballottaggio». «Alcuni mesi fa - ha dichiarato la Formisano - ci davano per spacciati, ora ci temono. Noi non vendiamo sogni ma solide realtà. Vogliamo la riduzione dei costi in politica e l'abolizione di enti e consorzi che non servono a nulla. Avete presente il consorzio di Campo Catino? In Abruzzo sono riusciti a diventare il secondo polo turistico invernale. A Campo Catino cosa si è fatto?». Poi è la volta del candidato Marzi: «Sento che il consenso sta aumentando giorno dopo giorno. Siamo persone con esperienze diverse ma che vogliono raggiunge gli obiettivi. La mia esperienza amministrativa ha raggiunto risultati, ora (il riferimento è all'amministrazione Marini, ndr) provo dolore a vedere la situazione in cui si trova la mia città. Ogni anno a Montecassino passa un milione di turisti. Nessuno di questi ha creato un solo posto di lavoro a Cassino. E' evidente che bisogna intervenire. E' il fallimento di una parte politica che da 15 anni amministra questa provincia. Nel centro destra invece non vedo proposte concrete». Quindi la frecciata agli avversari: «Io sono stato candidato su chiamata. E quando Casini mi ha proposto la candidatura ho subito accettato. La candidatura di Schietroma è stata fatta con la mossa del cavallo: se non lo candidavano aveva minacciato di far cadere Frosinone e Ceccano ed era pronto a cambiare coalizione. Iannarilli si è auto proclamato». Nella sala presenti i big nazionali dell'Udc e i candidati alle europee come il segretario regionale Luciano Ciocchetti, Carlo Casini (Movimento per la vita) Mariolina Ciarnella, Roberto Carlino. Presente anche il presidente della lista "Ribellati Ciociaria" di Alessandro Foglietta e Luca Colantoni della lista "Noi Giovani" che ha letto la lettera-manifesto rivolta a Marzi. Il leader dell'Udc Casini si è soffermato anche sui temi nazionali ribadendo come il governo Berlusconi sia ostaggio della Lega e come troppo spesso alla politica degli annunci non siano seguiti i fatti. Ha criticato il federalismo («solo di facciata, senza numeri», l'introduzione delle ronde («è l'abdicazione dello Stato»). Non sono mancate bordate anche al centro sinistra: «Del Pd - ha dichiarato - spesso mi dimentico di parlare semplicemente perché non esiste: sono ex democristiani, ex comunisti, sono solo ex ma manca il progetto». Quindi ha ribadito la necessità di sostenere la famiglia italiana, il ceto medio, le banche che devono aiutare anche le piccole imprese mentre la pubblica amministrazione deve pagare tempestivamente le commesse.

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Libè: (sezione: Province)

( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 20-05-2009)

Argomenti: Province

CRONACA 20-05-2009 UDC IL CANDIDATO PRESIDENTE ILLUSTRA IL PROGRAMMA Libè: «Più sostegni per difendere l'agricoltura» II Più sostengo all'agricoltura, non solo a quella d'eccellenza e una burocrazia più leggera che semplifichi l'attività imprenditoriale del settore, con particolare riferimento ai giovani.Sono queste, in sintesi, le proposte di Mauro Libè, candidato per l'Udc alla >presidenza della Provincia di Parma. «La politica, intesa in senso generale - ha spiegato - ha un po' abbandonato l'agricoltura, che non è fatta solo di prodotti tipici ma di molte filiere produttive; eppure è un settore che sta dimostrando di reggere meglio di altri alla crisi economica e su cui è importante investire per sostenere le nostre produzioni e il legame con il territorio». In particolare Libè pensa ai giovani imprenditori dell'agroalimentare, che in gran parte vorrebbero portare avanti le aziende di famiglia ma che spesso trovano sul loro percorso pochi aiuti e una burocrazia sempre più vincolante. «Il Governoha commentato - si è dimostrato un po' lento e poco incisivo in questo campo. Occorre facilitare l'attività imprenditoriale, che non riguarda solo la produzione agricola, ma anche l'industria». Occorre quindi snellire la burocrazia per le aziende che vogliono aprirsi a nuovi mercati, sostebnere la tutela dei territori con una gestione meno rigida dei Sic, promuovere l'accorpamento delle micro e piccole aziende che, per Libè «rappresentano la quasi totalità sul nostro territorio. Queste realtà devono potersi aggregare facilmente, fare massa per restare competitive rispetto alle grandi aziende estere». In questo panorama per Libè la Provincia può fare molto: «Quella che abbiamo in mente è una Provincia snella, leggera che non deve essere invasiva ma svolgere funzioni di coordinamento, anche se sarei molto più favorevole all'abolizione di questo ente, per consentire una maggiore sinergia e sostegno ai singoli Comuni». «Alla nostra agricoltura - conclude Libè - servono radici forti nel passato, la qualità per il rilancio nel futuro e il sostegno ai giovani che devono essere incoraggiati a portare avanti le aziende di famiglia». Udc Il candidato Mauro Libè

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Alberto Squeri: Provincia più snella (sezione: Province)

( da "Libertà" del 20-05-2009)

Argomenti: Province

Alberto Squeri: Provincia più snella Il candidato alla presidenza della Provincia della Lista "Unirsi al Centro", Alberto Squeri, ha incontrato i vertici provinciali della Cna, Confederazione nazionale dell'artigianato e della piccola e media impresa, rappresentati dal presidente Dario Costantini, dal direttore Giovanni Ambroggi, dal presidente onorario Ernesto Badovini e dalla vicepresidente Mariuccia Savi, con i quali ha analizzato i temi più caldi che stanno a cuore all'Associazione sui quali la Provincia può incidere con interventi decisi: abolizione dell'accisa sull'energia elettrica, riduzione e snellimento delle pratiche burocratiche, il privilegiare le aziende piacentine per alcuni appalti pubblici, la delega alle associazioni di categoria per la fase d'avviamento alle imprese. «Noi abbiamo sempre voluto guardare i nostri associati negli occhi - ha sottolineato il direttore Giovanni Ambroggi - preferiamo qualche associato in meno, ma che sia assolutamente corretto in tutto quello che fa. Per questo ci facciamo portatori di due iniziative importanti: innanzitutto la trasparenza degli atti di pagamento dei fornitori per le aziende che vincono gli appalti pubblici attraverso l'introduzione del Documento unico; in secondo luogo l'ambiente e lo sviluppo di quelle energie sostenibili come il fotovoltaico, che vogliamo far crescere grazie ai nostri associati che non sono solo imprenditori ma anche tecnici fortemente specializzati. Con le loro conoscenze possono realizzare progetti a lungo termine per la fornitura d'energia nel rispetto dell'ambiente». La rappresentanza della lista "Unirsi al Centro", composta anche dal generale dei Carabinieri, Lorenzo Buttini, ha poi illustrato le sue linee programmatiche, sottoscrivendo appieno le richieste avanzate dall'Associazione ed anzi ribadendo che «una Provincia più snella è sicuramente più vicina alla gente e meno burocratica». 20/05/2009

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(sezione: Province)

( da "Corriere Di Como, Il" del 20-05-2009)

Argomenti: Province

«Accordi preelettorali non rispettati» L'Udc dopo l'addio di Bottone «Rispetto la scelta di Luigi Bottone. Ma non è vero che l'Udc in provincia di Como è ora priva di rappresentanti. Io sono un dirigente nazionale del partito con ben 2.375 iscritti, nel Comasco, alla corrente da me rappresentata che si chiama "Rinnovamento Democratico". In più c'è il parlamentare Luca Volontè». Commenta così l'esponente dell'Udc Gian Pasquale Bertossi la notizia dell'addio di Bottone al partito di Casini. «Se non ci sono nostri uomini in Provincia o nei Comuni di Erba e Como è perché gli altri politici non hanno rispettato gli accordi preelettorali nelle ultime amministrative. Noi invece abbiamo contribuito alla vittoria degli ex alleati». Fabrizio Barabesi Home Pensioni basse L'allarme dei sindacati Il ministro Calderoli taglia le Circoscrizioni Verso l'abolizione il limite dei due mandati Tavernola, è polemica sulla sorte di 14 profughi Rapina tra prostitute, fermata una 18enne Getta il vino a terra e aggredisce i carabinieri Gaddi sulla Croisette promuove il festival del cinema lariano «Tangenziale a rischio' Colpa anche di Carioni» Expo, attacco di Carioni a Stanca

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Il ministro Calderoli taglia le Circoscrizioni (sezione: Province)

( da "Corriere Di Como, Il" del 20-05-2009)

Argomenti: Province

Il ministro Calderoli taglia le Circoscrizioni L'assessore: «I 144 consiglieri e i 9 parlamentini di Como sono troppi» Spariranno in un colpo solo i 144 consiglieri di Circoscrizione esistenti in città. E si ridimensionerà drasticamente anche il numero di quelli comunali e provinciali. Questi provvedimenti rappresentano solo la punta dell'iceberg del disegno di legge, in fase di realizzazione da parte del ministro della Semplificazione normativa, Roberto Calderoli, voluto per eliminare ben 1.612 enti definiti "dannosi". In questo lungo elenco c'è realmente di tutto. Comunità montane, consorzi di bonifica, enti parco e difensori civici tanto per fare alcuni esempi. «Niente di nuovo sotto il sole. Già da tempo ne stiamo parlando dice l'assessore comunale alle Attività Produttive, il leghista Maurizio Faverio In effetti 144 consiglieri e 9 circoscrizioni per una città come la nostra sono decisamente troppi. Un vero esercito di uomini. Ben venga un progetto di legge focalizzato sull'eliminazione dei costi superflui, evitando sprechi e destinando le risorse a qualcosa di più utile». Giusto per fare un raffronto, anche nel comune di Milano il numero delle Circoscrizioni è identico al nostro. E a Torino se ne conta una in più. «Il prossimo novembre abbiamo in programma di organizzare una due giorni in cui ci confronteremo con tutti i presidenti e i consiglieri di Circoscrizione annuncia l'assessore Faverio - Sarà un momento fondamentale per studiare insieme delle soluzioni idonee». «Noi intanto stiamo già partecipando a diversi convegni sparsi per l'Italia sulla materia prosegue l'esponente del Carroccio all'interno della giunta Bruni - E nelle diverse realtà che stiamo attentamente studiando ormai da tempo, stanno già emergendo dei modelli alternativi e validi da tenere in considerazione». Questo perché ora è fondamentale riuscire a trovare delle soluzioni praticabili. «Ciò che importa primariamente è non far mancare improvvisamente al territorio quel legame tra istituzioni e quartieri che è fondamentale aggiunge Faverio - Da sempre è vitale per un Comune poter tastare il polso, tramite le Circoscrizioni, degli abitanti». E i modelli studiati sono molteplici. «Anche dall'ultimo meeting a cui ho preso parte, un paio di mesi fa, a Pesaro, sono emerse indicazioni costruttive prosegue l'assessore Faverio C'è allora chi propone di mantenere in vita le Circoscrizioni abolendo però il gettone di presenza». A Como tale diaria ammonta a circa 20 euro lordi. E le assemblee si riuniscono solitamente non più di una volta al mese. «Non è certo una somma così risicata il motivo che spinge le persone a partecipare alla vita pubblica e ad impegnarsi - commenta il leghista - ma la voglia di impegnarsi in qualcosa di utile». Ma sono anche altre le idee al vaglio. «In diversi casi c'è invece chi sostiene la necessità di proseguire l'attività tipica delle Circoscrizioni, ma attraverso la forma dei comitati civici». Ma, oltre alle Circoscrizioni, il disegno di legge Calderoli presenta ulteriori novità. Ad esempio l'abolizione del limite dei due mandati consecutivi per l'incarico di sindaco e di presidente della Provincia. Sono inoltre previsti tagli anche per i consigli e le giunte comunali. I consiglieri dei comuni con oltre 500mila abitanti non potranno superare il numero di 40. E così a scalare. A Como si passerebbe a 15 consiglieri. Per i comuni fino 3mila abitanti, il limite massimo sarà di 6 componenti. Contando assessori e sindaci non si potranno, invece avere giunte con oltre 12 poltrone. I comuni fino a mille abitanti non avrebbero nemmeno la giunta, ma soltanto un sindaco fac totum. In attesa di vedere cosa accadrà quando tutto ciò diventerà realtà, ecco un ultimo commento. «I tagli vanno fatti pur mantenendo necessarie forme di partecipazione dei cittadini alla politica», conclude Faverio. Fabrizio Barabesi Nella foto: La sala del consiglio di Palazzo Cernezzi. Anche i componenti dell'assise verranno radicalmente ridotti, dagli attuali 40 a 15 Home «Accordi preelettorali non rispettati» Pensioni basse L'allarme dei sindacati Verso l'abolizione il limite dei due mandati Tavernola, è polemica sulla sorte di 14 profughi Rapina tra prostitute, fermata una 18enne Getta il vino a terra e aggredisce i carabinieri Gaddi sulla Croisette promuove il festival del cinema lariano «Tangenziale a rischio' Colpa anche di Carioni» Expo, attacco di Carioni a Stanca

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Verso l'abolizione il limite dei due mandati (sezione: Province)

( da "Corriere Di Como, Il" del 20-05-2009)

Argomenti: Province

Verso l'abolizione il limite dei due mandati In Provincia Nell'assise ci sarà posto soltanto per 18 membri contro 30 La pesante scure che incombe tra le righe della cosiddetta "bozzaccia" del disegno di legge Calderoli - come definita dallo stesso ministro leghista per la Semplificazione normativa prevede ulteriori, drastici tagli nell'ambito delle autonomie locali. Nel documento in fase di studio, fortemente voluto per assottigliare il numero degli enti considerati inutili, infatti, non viene risparmiato proprio nessuno. A partire dalle Province. In futuro, nei territori con più di un milione e 400mila abitanti, oltre al presidente della Provincia ci sarà posto solo per 30 consiglieri. Oggi il numero è di 45. Cifre che scendono con il diminuire degli abitanti. Se il dato relativo ai residenti su un determinato territorio è compreso tra 700mila e un milione e 400mila, invece degli attuali 37 componenti ci sarà posto solo per 25 membri. E infine, nelle province con una popolazione che va dai 300mila ai 700mila abitanti, proprio come la nostra, oltre al presidente ci sarà posto solo per 18 consiglieri (oggi 30). Per contro potrebbe essere abolito, come previsto nella proposta di legge, il limite dei due mandati consecutivi per l'incarico di presidente della Provincia. Riduzioni anche per i consigli e le giunte comunali, calibrati sempre tenendo conto del numero di abitanti delle singole città. Ma l'elenco di questo "piano tagli" prevede ben 1.612 enti "dannosi" e quindi da sfoltire. Tra questi 185 comunità montane, 63 bacini imbriferi montani e 191 consorzi di bonifica. In aggiunta anche 138 enti parco regionali. Addio dunque al consiglio d'amministrazione del Parco Spina Verde. E ancora spariranno le 91 autorità d'ambito territoriale esistenti. Oltre, come detto, alle Circoscrizioni che sopravviveranno solo nelle città con più di 250mila abitanti. Niente da fare dunque per Como. Destinata irrimediabilmente a scomparire anche la figura del difensore civico che cesserà di esistere non appena la legge dovesse venire approvata. Fabrizio Barabesi Home «Accordi preelettorali non rispettati» Pensioni basse L'allarme dei sindacati Il ministro Calderoli taglia le Circoscrizioni Tavernola, è polemica sulla sorte di 14 profughi Rapina tra prostitute, fermata una 18enne Getta il vino a terra e aggredisce i carabinieri Gaddi sulla Croisette promuove il festival del cinema lariano «Tangenziale a rischio' Colpa anche di Carioni» Expo, attacco di Carioni a Stanca

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( da "Corriere Di Como, Il" del 20-05-2009)

Argomenti: Province

«Tangenziale a rischio' Colpa anche di Carioni» Molinari (Pdl): «È da anni in Pedemontana, non ha vigilato». La replica: «Accusa assurda» Il futuro - incognite comprese - della Tangenziale di Como fa litigare Comune di Como e Provincia. Oppure, se si vuole dare un'interpretazione politica e non istituzionale, il Pdl (nella parte ex An) e la Lega Nord. Ad andare all'attacco, durante il consiglio comunale di lunedì scorso, è stato il consigliere del Pdl Stefano Molinari. Il quale, brandito il microfono a inizio seduta, nel corso delle dichiarazioni preliminari, non ha fatto sconti al presidente di Villa Saporiti, Leonardo Carioni, sul tema del secondo lotto della Tangenziale di Como. Ossia, il tratto di infrastruttura legata alla Pedemontana che per costi esorbitanti (dai 400 milioni previsti si è arrivati a 750) e problemi tecnici (l'attraversamento in galleria sotto il lago di Montorfano) è in dubbio. «Mi risulta che da diversi anni il presidente della Provincia di Como, Leonardo Carioni, sieda nel consiglio di amministrazione della società Pedemontana - ha attaccato Molinari - Si tratta, dunque, della società che finora ha seguito completamente lo sviluppo del tracciato dell'autostrada regionale e della Tangenziale di Como.>Eppure scopriamo tutti soltanto adesso che il secondo lotto è fortemente a rischio e che il primo determinerà espropri e disagi per molti cittadini». «Allora - ha proseguito il consigliere di Palazzo Cernezzi - com'è possibile che finora nessuno abbia sollevato i problemi economici e tecnici del secondo lotto della Tangenziale' Carioni dov'era quando nel cda si discuteva il progetto'». Interrogativi chiaramente polemici, a cui Molinari ha fatto seguire altre accuse. «Mi pare - ha dichiarato l'ex esponente di Alleanza Nazionale - che la Provincia in generale, ma Leonardo Carioni in particolare per il suo doppio ruolo, abbiano clamorosamente mancato sul fronte delle verifiche e dei controlli durante lo sviluppo progettuale della Tangenziale». In chiusura, il consigliere del Pdl ha affermato che «da un presidente come Carioni, che si fa vanto di conoscere bene il territorio comasco, mi sarei aspettato meno superficialità in questa vicenda». Di fronte a questo attacco frontale, Carioni ieri ha risposto per le rime. «Più che attaccare senza motivo la Provincia - ha sottolineato il numero uno di Villa Saporiti - forse sarebbe bene riflettere sul fatto che la Regione è l'ente che è mancato nella vigilanza sugli sviluppo del progetto. Tengo anche a sottolineare che il progetto della Tangenziale è stato approvato dal Cipe, che ha poi dato mandato alla società Pedemontana di redigere il definitivo. Ma a questo punto - ha evidenziato Carioni - la palla è passata in mano ai tecnici, mentre io e gli altri componenti del cda della società non abbiamo certamente le competenze specifiche per giudicare la qualità di un terreno, la consistenza di una parte o le difficoltà di scavo di una galleria». In sintesi, Carioni rimanda al mittente le accuse di Molinari: «Tirare in ballo il presidente della Provincia perché una galleria costa più del previsto è assurdo». Il riferimento alla galleria non è casuale, visto che l'incremento dei costi per il secondo lotto della Tangenziale da 400 milioni a 750 è quasi tutto addebitabile alle difficoltà tecniche per realizzare il tunnel sotto il lago di Montorfano. «Ad ogni modo - ha concluso il presidente - noi stiamo già pensando a ipotesi alternative alla galleria del secondo lotto, mantenendo il tracciato originario da Como verso Lecco. Basta che la si smetta di addossare a me e al cda di Pedemontana responsabilità tecniche inesistenti, visto che delle questioni tecniche si intendono gli ingegneri. Senza contare che comunque nessuno ha detto che il secondo lotto non è fattibile, ma costa "solo" troppo» Emanuele Caso Nella foto: Addio ingorghi Uno dei benefici maggiori che dovrebbe portare la realizzazione della Tangenziale di Como riguarda la congestione del traffico su via Pasquale Paoli (nella foto). La principale arteria di ingresso nel capoluogo, infatti, sarà completamente bypassata dalla nuova autostrada e le code dovrebbero diminuire molto Home «Accordi preelettorali non rispettati» Pensioni basse L'allarme dei sindacati Il ministro Calderoli taglia le Circoscrizioni Verso l'abolizione il limite dei due mandati Tavernola, è polemica sulla sorte di 14 profughi Rapina tra prostitute, fermata una 18enne Getta il vino a terra e aggredisce i carabinieri Gaddi sulla Croisette promuove il festival del cinema lariano Expo, attacco di Carioni a Stanca

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Federalismo e formazione in primo piano (sezione: Province)

( da "Gazzettino, Il (Venezia)" del 20-05-2009)

Argomenti: Province

Federalismo e formazione in primo piano Faccia a faccia tra i candidati presidenti. Risposte convincenti, ma tutte uguali Mercoledì 20 Maggio 2009, Il primo faccia a faccia pubblico tra i candidati più accreditati alla presidenza della Provincia, va in archivio all'insegna del politicamente corretto. Messi a confronto da Confartigianato e dai Giovani artigiani veneziani l'altra sera a Marcon Ugo Bergamo, Francesca Zaccariotto e Davide Zoggia non si sono discostati di molto nei contenuti. «Siamo soddisfatti del dibattito, che le risposte siano un po' in fotocopia è normale in campagna elettorale: ciò che auspichiamo è che alle parole seguano i fatti e si apra un dialogo con noi», dice Marco Nardin numero uno del gruppo promotore dell'incontro. Molti i temi toccati, primo di tutti la formazione professionale. «È indispensabile, ma i percorsi vanno concordati con le aziende» ha sottolineato Zaccariotto. «Il pubblico svesta il ruolo della mediazione per scegliere la via della delega alle associazioni di corsi fondati sulle reali esigenze del territorio», ha proposto Zoggia. «Non faccia lo Stato ciò che è in grado di fare da solo il privato», ha sostenuto Bergamo. Si è parlato di valorizzazione delle produzioni. Zaccariotto: «Venezia dovrebbe avere una grande fiera dell'artigianato e invece questa strada è sempre stata sottovalutata»; Zoggia: «Occorre promuovere i talenti e facilitare i passaggi generazionali familiari»; Bergamo: «Il sistema fieristico non può vivere di campanilismi, meglio la Pa-Tre-Ve, e le agevolazioni all'accesso al credito per rilanciare l'economia». Di multiutilities, cioè le società partecipate dal pubblico che rischiano di far concorrenza agli artigiani. Zaccariotto: «Molto spesso è il loro stesso statuto che permette un allargamento delle funzioni ma l'amministrazione deve far da garante contro eventuali sovrapposizioni»; Zoggia: «Le linee di confine devono essere nette tra chi fa che cosa e i controlli certi e tempestivi»; Bergamo: «Vanno detti dei sì e dei no chiari: sì alle razionalizzazioni, no al mancato rispetto degli incarichi assegnati e dei relativi ambiti di competenza». Di futuro ruolo della Provincia quando tanti ne chiedono l'abolizione e la sostituzione con le Città metropolitane. Zaccariotto: «Deve fare da collante tra il Comune da un lato e la Regione e il Governo dall'altro»; Zoggia: «È il luogo dell'operatività ma è necessario che le sue competenze siano ridotte e diventino esclusive»; Bergamo: «L'ente va superato per ridurre i centri di spesa, però finché c'è deve funzionare appieno». Ancora, mentre Zaccariotto prendeva la via di Mira, per un altro incontro elettorale, di semplificazione e di sportello unico. Zoggia: «La soluzione è l'autocertificazione»; Bergamo: «Occorre un forte snellimento burocratico». E infine di federalismo fiscale. In Parlamento il Pd si è astenuto e l'Udc ha votato contro alla proposta della Lega. Zoggia: «La legge sarà in vigore tra sette anni e, intanto, non si sa bene cosa accadrà». Bergamo: «Questa pseudo riforma non porterà un euro in più da nessuna parte». Alvise Sperandio

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Libè: "Più sostegni per difendere l'agricoltura" (sezione: Province)

( da "Gazzetta di Parma Online, La" del 20-05-2009)

Argomenti: Province

Libè: "Più sostegni per difendere l'agricoltura" Più sostengo all’agricoltura, non solo a quella d’eccellenza e una burocrazia più leggera che semplifichi l’attività imprenditoriale del settore, con particolare riferimento ai giovani.Sono queste, in sintesi, le proposte di Mauro Libè, candidato per l’Udc alla presidenza della Provincia di Parma. «La politica, intesa in senso generale - ha spiegato - ha un po' abbandonato l’agricoltura, che non è fatta solo di prodotti tipici ma di molte filiere produttive; eppure è un settore che sta dimostrando di reggere meglio di altri alla crisi economica e su cui è importante investire per sostenere le nostre produzioni e il legame con il territorio». In particolare Libè pensa ai giovani imprenditori dell’agroalimentare, che in gran parte vorrebbero portare avanti le aziende di famiglia ma che spesso trovano sul loro percorso pochi aiuti e una burocrazia sempre più vincolante. «Il Governo- ha commentato - si è dimostrato un po' lento e poco incisivo in questo campo. Occorre facilitare l’attività imprenditoriale, che non riguarda solo la produzione agricola, ma anche l’industria». Occorre quindi snellire la burocrazia per le aziende che vogliono aprirsi a nuovi mercati, sostebnere la tutela dei territori con una gestione meno rigida dei Sic, promuovere l’accorpamento delle micro e piccole aziende che, per Libè «rappresentano la quasi totalità sul nostro territorio. Queste realtà devono potersi aggregare facilmente, fare massa per restare competitive rispetto alle grandi aziende estere». In questo panorama per Libè la Provincia può fare molto: «Quella che abbiamo in mente è una Provincia snella, leggera che non deve essere invasiva ma svolgere funzioni di coordinamento, anche se sarei molto più favorevole all’abolizione di questo ente, per consentire una maggiore sinergia e sostegno ai singoli Comuni». «Alla nostra agricoltura - conclude Libè - servono radici forti nel passato, la qualità per il rilancio nel futuro e il sostegno ai giovani che devono essere incoraggiati a portare avanti le aziende di famiglia».

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