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PRIVILEGIA NE IRROGANTO di Mauro
Novelli |
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DOSSIER “ABOLIAMO LE PROVINCE” |
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Amministrative,
la cesenate Bartolomei candidata alle Provinciali con Udc e Rosa Bianca
( da "Sestopotere.com"
del 01-05-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
è stata
candidata alla presidenza della Provincia di Forlì-Cesena, senza
"apparentamenti" con le forze di maggioranza e di opposizione. Il
movimento è in lista anche per il rinnovo del Comune di Cesena con Antonio
Prati. Fra i punti programmatici della formazione di centro? L'abolizione delle
Province, come ha spiegato oggi la cesenate Bartolomei.
Gragnano,
il punto sul bilancio 2008:
Argomenti: Province
Abstract:
cercando di
migliorare i servizi e la qualità della vita dei cittadini a fronte di minori
entrate. Basta considerare che sono entrati in meno, dal 2004 ad oggi, circa
168.000 euro. E, a questi, vanno sommati i mancati introiti per migliaia di
euro per l'abolizione dell'Ici, i cui rimborsi non hanno coperto la totalità
delle precedenti entrate.
Unione
di Centro con Maria Grazia Bartolomei
( da "Resto
del Carlino, Il (Cesena)" del 01-05-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
abolizione
delle province, ma finché ci saranno lavoreremo per renderle efficienti», dice
la candidata. Obiettivo primario dunque ridurre la spesa corrente e aumentare
gli investimenti su quelle che sono le principali competenze provinciali. Le
strade, innanzitutto: mettere in sicurezza E45, E55, via Emilia bis e
collegamenti fra vallate.
Comune,
al bilancio Broglia: conti in regola
( da "Gazzetta
di Parma (abbonati)" del 01-05-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
La pressione
fiscale è rimasta inalterata e le entrate tributarie sono calate da 74 a 59
milioni per l'abolizione dell'Ici prima casa, mentre sono stati mantenuti tutti
i parametri richiesti dal patto di stabilità, tanto che potremo rientrare fra i
comuni autorizzati a maggiori investimenti se, come annunciato, verranno
cambiate le norme per gli enti con bilanci in regola.
Le
Province a rischio Neonate ma
Argomenti: Province
Abstract:
Proposte di
legge presentate in Parlamento per l'abolizione di questi enti hanno avuto
scarsissima considerazione, nonostante l'abnorme proliferazione di strutture
che hanno la principale funzione di garantire posti di sottogoverno. Il
deputato del Popolo della libertà Osvaldo Napoli ha calcolato che in Italia ne
esistano 1.
Veneto
Strade, Chisso stoppa Treviso e Belluno
( da "Gazzettino,
Il" del 01-05-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
«Chiedono
l'abolizione della tassa dei passi che insistono sulle strade regionali. Nel
2008 Belluno ha consegnato a Veneto Strade anche la riscossione di
quell'imposta che il consiglio provinciale ora ha abolito. Perché? Evidente, a
Belluno si vota per la Provincia».
Anche
i due schieramenti maggiori prendono posizione nel dibattito sulle prossime
elezioni amministrative ( da "Stampa, La"
del 03-05-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
prossime
elezioni amministrative La Provincia di Savona è una delle province italiane
con una più alta potenzialità di crescita e sviluppo: questa potenzialità le
deriva essenzialmente dalla composizione territoriale ed economica
diversificata dei vari comprensori che la compongono: il Ponente agricolo e
turistico, la Val Bormida industriale ed il capoluogo portuale e commerciale.
In
campo Bartoli È il candidato n. 7 per il Broletto
( da "Bresciaoggi(Abbonati)"
del 03-05-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
persegue
invece la sua battaglia abolizionista (della Provincia) in maniera coerente:
«Chiederemo ai nostri elettori - dice Andrea Bartoli già nei panni di
"non" candidato - di ritirare la scheda delle europee e non quella
delle provinciali». La differenza dei votanti nelle due elezioni misurerà il
successo di Bartoli e della sua lista.
I
cercatori di funghi: no a tassa e tesserino
( da "Giorno,
Il (Como)" del 03-05-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
La petizione
per l'abolizione della tassa è stata inviata oltre che alla Comunità Montana, a
Provincia e Comune di Lecco, Regione e Questura. «Questo affinché gli Enti si
adoperino per l'abolizione del tesserino perché da sempre il raccogliere i
funghi, è un diritto di tutti, appassionati e non e non deve essere una
ulteriore tassa»,
Calderoli:
il mio federalismo piace anche al Sud
( da "Eco
di Bergamo, L'" del 03-05-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
Al termine
dell'intervento Calderoli è tornato a difendere il ruolo delle province contro
chi ne chiede l'abolizione, e non è mancata qualche stoccata ai colleghi.
«Perché abolire le Province quando ci sono tutti quegli enti inutili e costosi,
come i vari Ato, circoscrizioni, o le province-francobollo che si sono
inventati in Sardegna,
I
giorni di Ben Hur finiscono a riposo
( da "Resto
del Carlino, Il (Pesaro)" del
03-05-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
11 I giorni
di Ben Hur finiscono a riposo Corsa delle bighe finita, per risparmiare
«L'ABOLIZIONE delle circoscrizioni non mette a rischio la Fano dei Cesari». Il
sindaco Stefano Aguzzi e l'assessore al Turismo Francesco Cavalieri hanno
confermato che la popolare manifestazione si ripeterà anche quest'estate.
CONTESTO
RADICALMENTE I TONI SEMPLICISTICI CON I QUALI MOLTI INTERVENGONO SULLA
QUESTIONE DELL... ( da "Mattino, Il (Avellino)"
del 03-05-2009) + 1 altra fonte
Argomenti: Province
Abstract:
Province e
Comuni, il sistema delle istituzioni democratiche delineato dalla Costituzione.
D'altra parte, noto una certa schizofrenia nell'istituire prima nuove Province
e poi chiedere l'abolizione anche di quelle storiche. Io abolirei le mini
province che il Parlamento, senza troppa riflessione, ha istituito di recente e
che la stessa Unione delle Province d'
A
rischio consorzi e circoscrizioni
( da "Nuova
Ferrara, La" del 04-05-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
abolizione
delle Province, misura che ci farebbe risparmiare 10 miliardi l'anno - dice
Balboni, nominato co-responsabile della comunicazione del Pdl nazionale - con
il trasferimento a Comuni e Regioni delle competenze. La Lega Nord, come noto,
ha idee diverse e in effetti la parte più debole della bozza Calderoli è
l'accorpamento di poche,
Tagli
negli enti locali: 50mila politici in meno
( da "Sole
24 Ore, Il (Del Lunedi)" del
04-05-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
è quello
messo nero su bianco delle bozze di Ddl sulle funzioni e gli ordinamenti
locali, preparato in queste settimanedal ministro della Semplificazione,
Roberto Calderoli. La proposta prevede un alleggerimento di Giunte e consigli
di Comuni e Province, la soppressione ( quasi totale)dei consigli
circoscrizionali e l'addio alle Comunità montane: rispetto alle leggi attuali,
Enti
locali, via un terzo delle poltrone
( da "Sole
24 Ore, Il (Del Lunedi)" del
04-05-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
partita
dell'efficienza. E a questi principi si ispira anche la revisione pensata per
le Province, che alleggerisce consigli e Giunte come nei Comuni ma non si ferma
lì. L'abolizione totale non c'è (la Lega è contraria, e poi servirebbe una
nuova legge costituzionale), ma può affacciarsi caso per caso, quando l'ente
non risponde a una serie di criteri di efficacia basati su dimensioni,
FEDERALISMO:
FRANCO (LN), PIU' POTERE A PROVINCE NO ISTITUTI INTERMEDI.
( da "Asca"
del 04-05-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
non hanno
ragione di esistere ed e' verissimo che negli ultimi anni sono state fatte
tante nuove province che non era opportuno fare''. Cosi' il senatore Paolo
Franco (Lega Nord) componente della commissione Finanze al Senato, nel corso
della rubrica settimanale di Gr Parlamento ''60 Minuti'', sul tema
dell'abolizione o meno delle province.
Rimborsi
Ici, a Cuneo il 132% in più ( da "Stampa, La"
del 05-05-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
ABOLIZIONE
DELL'IMPOSTA Rimborsi Ici, a Cuneo il 132% in più [FIRMA]ALBERTO PRIERI CUNEO
Da potenziale causa di buchi nei bilanci comunali, l'abolizione dell'Ici
(l'Imposta comunale sugli immobili) per la prima casa si sarebbe trasformata in
un grande affare per molte città: almeno stando a quanto riportato dal Sole 24
Ore.
Abstract: Le piccole bugie di Pinocchio' Vitali» LOMBARDI (PDL) SULL'ABOLIZIONE DELLE PROVINCE «QUANDO VITALI vuol fare il duro va sopra le righe e dice bugie». Marco Lombardi, candidato Pdl per la Provincia, replica alle accuse dell'avversario Pd («Lombardi vuole abolire le Province: dunque perché si candida a guidare la nostra?>
E
Lucchi si candida per abolire la Provincia
( da "Resto del Carlino, Il (Cesena)" del
05-05-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
Messe in
archivio le possibili alleanze per il Pri è arrivato il momento della ricerca
del consenso. «IL PRI dice Lucchi ha sempre combattuto per l'abolizione delle
Province. Non faremo eccezioni. Però, fino a quando restano, vanno governate
nel migliore dei modi». «Chi non vuole più la Provincia deve votare Pri. Chi
vuole gli sprechi voti pure gli altri», sintetizza Biondi.
liste
per non votare la provincia ( da "Mattino di Padova, Il"
del 05-05-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
era stato
il primo firmatario di una proposta trasversale di abolizione delle Province
assieme a Santo Versace, deputato del Pdl nonché imprenditore. Ma l'idea parte
da più lontano: il primo a proporre l'abolizione delle Province fu Francesco Crispi,
giudicandole già nel 1870 non particolarmente utili.
di
MONICA DOLCIOTTI LISTA Moderazione popolare scende in campo con due candid...
( da "Nazione, La (Livorno)" del
05-05-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
sicurezza
dei cittadini con le ronde formate con i contributi della Provincia affinché
siano coordinate con le forze dell'ordine e dotate di adeguate tecnologie». Sul
dibattito in atto per l'abolizione delle Province, Chierchia dichiara: «Occorre
accorpare i Comuni dello stesso ambito provinciale in un unico organismo
provinciale allargato, cioè una sorta di parlamentino federale'.
Una
lista per cancellare la Provincia
( da "Corriere del Veneto" del
05-05-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
province,
oltre ad avere un vasto consenso tra la popolazione, sarebbe un ottimo
strumento indebolire la casta». «Si parla tanto di tagliare i costi della
politicaspiega Luigi Rossi Luciani già numero uno degli industriali veneti-.
Ecco, questa sarebbe un'ottima occasione per eliminare in un colpo solo
migliaia e migliaia di poltrone sostanzialmente inutili e a carico del
contribuente»
Rush
finale per la composizione delle liste a quattro giorni dalla loro
presentazione in tri... ( da "Messaggero, Il (Marche)"
del 05-05-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
il
candidato - afferma il parlamentare - che meglio si sposa con l'autonomia della
provincia di Fermo che si affaccia nello scenario delle autonomie provinciali .
Oggi si parla di abolizione delle province non considerando il ruolo
fondamentale che quest'ente esercita fra Comuni e Regione coordinando le
politiche del territorio».
C'è
anche chi, dall'abolizione dell'Ici, riesce a trarre grandissimi vantaggi
( da "Gazzettino, Il (Padova)" del
05-05-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
C'è anche
chi, dall'abolizione dell'Ici, riesce a trarre grandissimi vantaggi Martedì 5
Maggio 2009, Stranezze dell'Ici. Qualche Comune, secondo le recenti stime,
riuscirebbe a trarre grandissimo vantaggio dalla cancellazione dell'Imposta
sugli immobili, a scapito delle amministrazioni più virtuose.
ALGIA
TESTA NOCERA INFERIORE. IN BARBA AI TANTI PROCLAMI LA SOCIETà AUTOSTRADE
MERIDIONALI C... ( da "Mattino, Il (Salerno)"
del 05-05-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
in prima
fila per ottenere l'abolizione della tariffa unica. «Non si può illudere la
gente - ha tuonato - è una vergogna! Si tratta di una decisione che va
assolutamente contro gli impegni assunti con noi in sede romana. Sembrava tutto
definito. Eravamo stati rassicurati che di lì a qualche mese sarebbe partito il
nuovo sistema.
Tutti
a caccia delle firme ( da "Corriere delle Alpi"
del 06-05-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
Ha mollato
la spugna invece Giovanni Patriarca del movimento per il Non Voto: «Raccogliere
firme contro la Provincia, a Belluno, non è facile. Questa realtà non mi sembra
favorevole all'abolizione di quell'ente». Tra i problemi maggiori c'è la paura
di molti cittadini di ritrovarsi di nuovo in questura a dare spiegazioni dopo i
fatti di tre anni fa.
Paolazzi:
Siamo noi le vere sentinelle attive sul territorio
( da "Trentino" del 06-05-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
Con un
ufficio del Comune che si occupi delle nostre richieste. Lei «boccia» chi
chiede l'abolizione delle circoscrizioni, ma come vedrebbe una riduzione? Ci
andrei cauto. Chi pensa di farlo per ridurre i costi della politica a mio modo
di vedere sbaglia. Le circoscrizioni costano poco e danno molto.
RUBIERA
FA DISCUTERE l'abbattimento selettivo dei piccioni nel cortile Sagip a...
( da "Resto del Carlino, Il (R. Emilia)" del
06-05-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
Sagip
avvengono abbattimenti cruenti denuncia Emilio Salemme della Lega per
l'abolizione della caccia -. Il Sindaco di Rubiera,con un' ordinanza pare abbia
autorizzato l' uccisione dei volatili, protetti come avifauna selvatica dello
Stato dalla Legge 157/92. Non si sa se il servizio veterinario provinciale di
Reggio sia al corrente e abbia dato parere favorevole all' abbattimento,
Secessione,
potrebbe diventare una beffa ( da "Messaggero, Il (Pesaro)"
del 06-05-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
Mercoledì
06 Maggio 2009 Chiudi «Secessione, potrebbe diventare una beffa» Varotti:
«Conto sul codice di Calderoli, la provincia di Rimini rischia l'abolizione»
BOLZANO:
LA GIUNTA PROVINCIALE HA DECISO DI ABOLIRE DAL 1 GIUGNO 2009 UNA SERIE DI
CERTIFICATI MEDICI RITENUTI OBSOLETI.
( da "marketpress.info" del
06-05-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
comunitari
dello spettacolo, il certificato di idoneità psico-fisica all?attività di
maestro di sci. Dal 1° giugno in provincia di Bolzano è inoltre abolito
l?obbligo del libretto di idoneità sanitaria per il personale addetto alle
attività di produzione, preparazione, somministrazione, deposito, vendita o
distribuzione di alimenti e l?
per
la tanto vituperata Cispadana, a giorni sapremo chi la finirà. Lo sappiamo
tutti che le grandi ... ( da "Nuova Ferrara, La"
del 06-05-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
PROVINCIA:
SI' O NO? Alberto Faustini, il direttore della Nuova Ferrara, ha chiesto ai sei
una buona ragione per chiudere le Provincia e due per conservarle. Pappi:
«Brunetta mi piace, ma non sono d'accordo con lui sull'abolizione delle
Province che hanno importanti competenze su infrastrutture, qualità dell'aria,
Capolista
in Comune, contrario alla Provincia Un
Argomenti: Province
Abstract:
io non ho
assolutamente nulla contro Albuzio, il nostro candidato a presidente della
Provincia. Il mio sostegno al sindaco Zanonato rimane totale. Il punto è un
altro: il mio impegno per l'abolizione delle Province è anteriore alla
candidatura in Comune. Un impegno di cui era a conoscenza anche il partito».
Al.Ro.
Liste
in dirittura d'arrivo ( da "Tempo, Il"
del 06-05-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
è la
riduzione progressiva della Cosap, fino ad arrivare all'abolizione della tassa
sui passi carrabili. «Una tassa che attualmente eroga un gettito di 600mila
euro l'anno per l'amministrazione provinciale - ha spiegato Roma - che noi
compenseremo con l'aumento della cartellonistica pubblicitaria sulle strade,
senza mettere le mani in tasca ai cittadini.
Il
federalismo fiscale? Non basta Sette proposte per rinnovare il Paese
( da "Denaro, Il" del
06-05-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
b)
l'affidamento dell'amministrazione degli 8102 comuni a city managers nominati
dai consigli delle macroregioni (in Olanda i sindaci li nomina la Regina); c)
l'abolizione delle province, delle comunità montane, delle centinaia di enti inutili
( l'elenco è notissimo, da decenni) e delle circa 30mila società miste.
Class
action: verso l'abolizione della retroattività con un emendamento
( da "Corriere.it" del
07-05-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
abolizione
della retroattività con un emendamento Lo ha presentato il Pdl. L'azione era
stata introdotta dalla Finanziaria 2008 di Prodi, mai entrata in vigore ROMA -
La class action (la possibilità di un'azione legale comune e non individuale)
potrebbe essere finalmente introdotta nell'rdinamento italiano senza però
valore retroattivo.
IL
MOVIMENTO popolare veneto, di cui i massimi rappresentanti, a Rovigo, sono
Bep... ( da "Resto del Carlino, Il (Rovigo)"
del 07-05-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
ente
Provincia è un ente che va tenuto ma va riformato». Anche i repubblicani hanno
deciso di correre per sostenere Contiero, nonostante la loro lotta per
l'abolizione dell'ente Provincia vada avanti da tempo. Come spiega Rossi, la
scelta è stata motivata dalla volontà di dare comunque un segnale e di restare
in un'area,
Argomenti: Province
Abstract:
pena la
nullità dell'appalto e infine l'abolizione del diritto delle rappresentanze
sindacali (sancito dall'articolo 9 dello statuto dei lavoratori) a intervenire
in materia di salute e sicurezza e di prevenzione degli infortuni». Le
organizzazioni di categoria del settore edile, Feneal-Uil, Filca-Cisl e
Fillea-Cgil di Bergamo,
Conformismo
e tv ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 07-05-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
i simboli
pure, sono gli stessi che un anno fa proponevano l'abolizione di quella cosa
che oggi sognano di conquistare e di presiedere. Per una volta mi sono illuso
di trovarmi in mano una scheda per le elezioni provinciali senza i simboli e i
nomi di chi l'anno scorso firmò la condanna a morte delle Province.
Certificazione
Ici dei Comuni da sottoporre alla Corte conti
( da "Sole 24 Ore, Il" del
07-05-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
anno si
arricchisce delle verifiche sulle certificazioni del mancato gettito per
l'abolizione dell'Ici sull'abitazione principale. La certificazione, la cui
seconda versione (fissata dal Dm1Úaprile 2009 del ministero dell'Interno) è
appena stata inviata al Viminale, determina l'ammontare degli assegni statali
che compensano il mancato gettito e rappresenta quindi un documento-
E
a Bolzano riparte la
Argomenti: Province
Abstract:
Gli
Schützen marciano per l'abolizione del monumento dell'Alpino di Merano,
«fascista », anche se da decenni è ridotto ad un torsolo a causa di una bomba
anti-italiana. Il giorno della manifestazione a presidiarne i resti ci sono 600
poliziotti, esibizione muscolare che la comunità tedesca non gradisce.
Nuova
legge elettorale, l'Udc stoppa la proposta Pd
( da "Secolo XIX, Il" del
07-05-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
le anime
della maggioranza. E se il Pd, per andare incontro alla modifica statutaria
(giacente in commissione) che fissa a 40 il numero dei consiglieri regionali, è
per l'abolizione del listino del presidente, il fuoco di sbarramento è dell'Udc
di Rosario Monteleone: «L'unica modifica alla legge attuale che si considera
iniqua è farne una che abolisca sì il listino del presidente,
ma
c'è la mina della città metropolitana
( da "Nuova Venezia, La" del
07-05-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
equivarrebbe
a un parere favorevole all'abolizione della Provincia, visto anche che il
territorio tra le due realtà verrebbe in larga parte a coincidere. Sono nove le
città metropolitane oltre a Roma Capitale. Torino, Milano, Venezia, Genova,
Bologna, Firenze, Bari, Napoli e, novità dell'ultima ora, anche Reggio
Calabria.
Il
Mpe con il Pdl: Il Polesine ha bisogno di cambiamenti e di recuperare risorse
( da "Gazzettino, Il (Rovigo)" del
07-05-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
abolizione
delle provincie». «Il Movimento Popolare Veneto - ci tiene a sottolineare
Ermenegildo Ghezzo - con una componente di matrice democristiana è parte
integrante del Popolo della Libertà. La provincia di Rovigo - segue il
candidato per il collegio di Loreo - ha bisogno di cambiamenti: nella gestione
delle istituzioni,
No
alla caccia alle nutrie Ora c'è anche un ricorso al Tar
( da "Gazzettino, Il (Venezia)" del
07-05-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
iniziativa
della Provincia di Venezia per la fucilazione della nutrie non è piaciuta alla
Lega per l'Abolizione della Caccia di Milano, presieduta da Carlo Consiglio,
che ha pensato di impugnare, pare addirittura con il gratuito patrocinio, cioè
a spese dei contribuenti, la delibera del Comune di Campagna Lupia che
autorizzava la lotta alla piaga nutrie.
l'udc
presenta i suoi candidati non siamo l'ago della bilancia
( da "Nuova Venezia, La" del
08-05-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
«A livello
nazionale siamo per l'abolizione delle Province, ma crediamo anche che, finché
esistono, debbano assolvere al loro ruolo sovracomunale di coordinamento:
importante in una provincia come Venezia, in evidente ritardo di sviluppo
economico rispetto al resto della Regione».
civica
per abolire gli enti inutili in caso di successo, pronti a dimettersi - roberta
de rossi ( da "Nuova Venezia, La"
del 08-05-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
Il loro
unico scopo è fare la campagna elettorale per chiedere l'abolizione delle
Province, giudicate enti inutili moltiplicatori di incarichi, poltrone,
prebende e, soprattutto, burocrazia. Il sito di riferimento è chiaro:
www.nonservenonvoto.it. «Il nostro obiettivo è abolire le Province: da quando
ne parlò Crispi, nel 1880, ne parlano tutti in campagna elettorale,
"io,
arbitro tra saitta e porchietto per l'udc è già vittoria politica" - marco
trabucco ( da "Repubblica, La"
del 08-05-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
«Certo,
quello che hanno tentato con l´abolizione delle preferenze alle Europee cui noi
ci siamo opposti quasi in solitudine e che vogliono ripetere con il sì al
referendum». Ha incontrato molte resistenze nel suo partito per la decisione di
non allearsi con il Pdl in nessuna provincia del Piemonte?
Zero
province, 10 regioni e 2mila Comuni anziché gli attuali 8mila. Insomma, uno
Stato più... ( da "Gazzettino, Il (Venezia)"
del 08-05-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
oltre a
Fini e Berlusconi in campagna elettorale - spiega Michele Bortoluzzi, portavoce
della campagna - tutti sono d'accordo sul fatto che non servono, e allora noi
diciamo di non andarle a votare". Abolire le 107 province, annota,
significherebbe togliere burocrazia, eliminare 4200 consiglieri e 7/8000 posti
"parapolitici", nonché risparmiare.
Ca'
Corner, tre liste per Bergamo. C'è anche la Liga Veneta
( da "Gazzettino, Il (Venezia)" del
08-05-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
Che non ha
omesso di sottolineare che l'Udc è favorevole all'abolizione delle Province:
«Ma finché esistono, devono svolgere un ruolo di coordinamento tra gli enti». E
non ha risparmiato critiche né a Zoggia né a Zaccariotto. Il programma elettorale
sarà presentato mercoledì prossimo (sempre all'Ambasciatori alle ore 18).
Passi
carrai, l'Anas sospende i canoni Dopo le oltre mille le firme raccolte
l'azienda blocca fino a giugno le richieste e si dice pronta a ricalcolare il
pegresso ( da "Gazzettino, Il (Belluno)"
del 09-05-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
abolizione
della tassa e l'immediata rideterminazione dei pregressi in base alla tariffa
del 1997 aumentata del 150%, senza interpretazioni discrezionali". E su
questi punti l'Anas si è dimostrata aperta al confronto, impegnandosi ad
eseguire una verifica a campione su 20 casi pilota distribuiti sul territorio
veneto e di discuterne i risultati nel tavolo di concertazione aperto
Provinciali,
7 liste subito in campo ( da "Brescia Oggi"
del 10-05-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
abolizione
delle Province. «Volevamo presentarci per primi - dicono i due -, ma purtroppo
non ci siamo riusciti. La nostra non è una carnevalata, come qualcuno ha detto:
crediamo in quello che stiamo facendo». Gli incaricati della Corte d'appello,
una ventina, hanno verificato con puntualità e precisione la regolarità di
tutte le firme.
Ventisei
liste per la Provincia, lo scontro è già rovente
( da "Gazzettino, Il (Venezia)" del
10-05-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
quello
della lista che si batte per l'abolizione delle Province. A meno di un mese dal
voto del 6 e 7 giugno, la campagna eletorale entra dunque nel vivo, e volano i
primi colpi proibiti fra il candidato del centrosinistra Davide Zoggia e il
coordinatore provinciale del Pdl Mario Dalla Tor, che polemizzano sui presunti
costi a carico del contribuente della campagna elettorale.
Fondi
ai paesi montani ( da "Arena, L'"
del 10-05-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
Dopo l'abolizione
delle comunità montane veronesi, mentre altre sono rimaste in vita, e il
rischio di chiusura delle piccole scuole di montagna per le scelte del Governo,
il mancato finanziamento con la legge regionale 30/2007 dei nostri Comuni
sarebbe stato un ulteriore inaccettabile smacco».
Provincia,
crollo di liste e candidati dimezzati
( da "Eco di Bergamo, L'" del
10-05-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
abolizione
o meno delle Province, che rende incerto il futuro degli enti sovraccomunali. O
per la generale tendenza alla semplificazione del quadro politico (con la
nascita di Pd e Pdl, in primis). Fatto sta che, a giudicare dalle liste
depositate tra venerdì e ieri all'Ufficio elettorale allestito nel Tribunale di
via Borfuro,
gualtieri
Consorzio Ombrone via il tributo Pratotrade cinese no
( da "Nazione, La (Prato)" del
10-05-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
sfruttando
anche la vicinanza con Firenze, e puntare sull'energia rinnovabile». Grande
importanza anche al mantenimento della cultura rurale (fichi secchi, vino,
miele, castagne e olio) e all'abolizione per i cittadini del tributo del
Consorzio di bonifica dell'Ombrone con modifiche anche alla Tia. L.M.
Giannotti
alza il tono:
Argomenti: Province
Abstract:
abolizione
degli Aato; sostegno dello sviluppo; rimodulazione dell'uso dei fondi europei e
uso dei tre milioni di euro per il Foglia che giacciono ancora in un libretto
bancario. Infine la trasparenza su cui questa amministrazione di centrosinistra
«ha toppato: con una cimice nell'ufficio del presidente,
Se
i parlamentari fanno squadra Rimini segna un grande gol
( da "Resto del Carlino, Il (Rimini)" del
10-05-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
ANNESSIONE
DELL'ALTA VALMARECCHIA SEGUE DELLA PRIMA SONO TRA quelli che se potessero
votare per l'abolizione delle provincie voterebbero sì, fino a quando rimangono
in vita, vorrei però che la mia provincia fosse forte come merita. Per questa
ragione voglio ringraziare i protagonisti del grande risultato raggiunto alla
Camera e che rappresenta la prima decisiva tappa per realizzare quell'
c'è
anche la lista ( da "Mattino di Padova, Il"
del 10-05-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
Pagina 8 -
Altre C'è anche la lista C'è anche la lista Non voto la Provincia Mauro
Donolato guida la lista «Non voto la Provincia», sostenuto da chi chiede
l'abolizione dell'ente considerato inutile.
province,
addio alle elezioni dirette ( da "Nuova Venezia, La"
del 10-05-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
è prevista
l'abolizione delle comunità montane ed una drastica riduzione dei consorzi di
bonifica e degli Aato (gli enti che gestiscono il ciclo delle acque) con
trasferimento delle competenze alle «nuove» Province. Brunetta ha affermato che
tale riforma farà risparmiare allo Stato un bel po' di milioni.
Bartoli:
Abolire la politica, non i servizi
( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del
10-05-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
abolizione
della Provincia. Ogni candidato, insieme alla disponibilità a scendere in pista
ha depositato anche una dichiarazione di indisponibilità ad accettare cariche
per questa elezione provinciale. «VENIAMO DA UNA CULTURA civica, e da sempre
abbiamo sensibilità e attenzione al buon uso delle risorse - spiega il
candidato (
GIANNI
DE BLASIO VOTO ALLE EUROPEE, L'ASSENZA DI CANDIDATI SANNITI NELLA LISTA DEL PD,
IL RA... ( da "Mattino, Il (Benevento)"
del 10-05-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
Faccio
solo un esempio: l'abolizione dell'Ici. Secondo il Ministero dell'Interno, così
come pubblicato dal Sole 24 Ore, il Comune più colpito in tutta Italia
dall'abolizione dell'imposta sugli immobili è proprio Benevento, questo con
tutti i danni e i ritardi che si registreranno sui servizi ai cittadini.
Palazzo
Isimbardi, sfida a due con qualche terzo incomodo
( da "Cittadino, Il" del
11-05-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
abolizione
della provincia stessa. Forse questa sarà l'ultima volta che si voterà per un
ente denominato provincia di Milano. Tutti (o quasi tutti) vogliono passare
all'area metropolitana milanese, ritenuta più efficiente e avanzata. Il punto
su cui ci si divide è cosa esattamente debba fare l'area metropolitana e quale
coalizione abbia le competenze più mature per istituirla.
Bartoli:
Argomenti: Province
Abstract:
abolizione
della Provincia. Ogni candidato, insieme alla disponibilità a scendere in pista
ha depositato anche una dichiarazione di indisponibilità ad accettare cariche
per questa elezione provinciale. «VENIAMO DA UNA CULTURA civica, e da sempre
abbiamo sensibilità e attenzione al buon uso delle risorse - spiega il candidato
(
Berlusconi
rilancia: ( da "Giorno, Il (Milano)"
del 11-05-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
Centonove
anni dopo la prima proposta di abolizione fatta dal deputato Gesualdo
Libertini, riparte la infinita e sinora vana battaglia per l'abolizione delle
Province. Per molti, dopo la nascita delle regioni, sono enti inutili, uno
spreco di ricorse che ci costa 14.5 miliardi di euro (escluse Trento e
Bolzano), i tre quarti dei quali spesi per il loro mantenimento.
ABOLIRE
LE PROVINCE? Idea meravigliosa: secondo uno studio dell'Eurispes, lo Stato
risp... ( da "Nazione, La (Firenze)"
del 11-05-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
abolizione
delle province è il Carroccio, tornare sulla questione significa lanciare agli
elettori un messaggio preciso: la Lega predica bene, ma razzola male; contesta
«Roma sprecona», ma difende lo sperpero di denaro pubblico a vantaggio delle
province, le cui funzioni potrebbero senza problemi essere trasferite a comuni
e regioni.
l'anas
pretende i soldi per i passi carrai
( da "Mattino di Padova, Il" del
11-05-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
aumentando
il pedaggio autostradale oppure ancora ottenendo dallo Stato una percentuale
sulle contravvenzioni al codice della strada. «Per quanto riguarda l'attività
del comitato - ribadisce però Soffiato - continueremo la nostra battaglia sul
territorio per arrivare all'abolizione della tassa». (Alessandro Cesarato)
Forza
Nuova si presenta ( da "Libertà"
del 11-05-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
E sulla
possibilità di una possibile futura abolizione delle Province, Forza Nuova si
dice contraria. «Il nostro senso di appartenenza è tutto provinciale» conclude
Magnani. «Le amministrazioni provinciali rappresentano l'ente adatto per la
risoluzione di certi problemi, più potenti dei Comuni e non così lontane come
le Regioni.
Banda
larga: la Provincia fa un miracolo a Milano IL CASO
( da "Affari e Finanza (La Repubblica)" del
11-05-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
sempre in
bilico tra proposte di abolizione (sono troppe, costano e sono sostanzialmente
inutili) e continua formazione di nuove (con le elezioni di giugno la stessa
Provincia di Milano vedrà sancito lo scorporo della nuova Provincia di
MonzaBrianza). E forse proprio questa precarietà può essere stata una spinta
determinante a cercare di mettere a frutto al massimo i propri asset.
Province
addio? Nell'attesa scatta la caccia al posto
( da "Stampaweb, La" del
11-05-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
abolizione
delle Province siamo ancora convinti che sarebbe utile per risparmiare, ma la
Lega ha una posizione molta ferma». Con buona pace di chi vorrebbe abolire le
Province, insomma, da Alemanno a La Russa, a Casini, a Cicchitto, ai ministri
Brunetta e Sacconi, al dipietrista Antonio Borghesi, a Giorgio La Malfa,
Forlì-Cesena,
Bulbi: "Priorità alle autostrade digitali"
( da "RomagnaOggi.it" del
11-05-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
ma il
rapporto tra gli altri 28 comuni del territorio e i due capoluoghi: questa è la
sfida dell'integrazione territoriale". > GALLERIA FOTOGRAFICA
Abolizione delle Province? Senza demagogia. "Si possono eliminare le
Province, ma bisogna assolutamente che una volta per tutte ci sia una
definizione delle competenze da parte dello Stato.
Province:
si va verso l'abolizione? ( da "Giornale di Calabria, Il"
del 11-05-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
abolizione
delle province. L?esame di testi è stato messo all?ordine del giorno e relatore
sarà il presidente della commissione, Donato Bruno. Nella sostanza tutti i pdl,
a partire da quello presentato da Francesco Nucara, prevedono l?abolizione
delle province, ma è sulle modalità di ripartizione delle competenze dell?
Lo
scontro arriva su come ottenere le risorse statali
( da "Stampa, La" del
12-05-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
Province
da abolire? Delfino: «Vero che l'Udc sosteneva l'abolizione delle Province,
così come il Pdl: va abolito ciò che è inutile. A Cuneo è evidente il
contrario. La Provincia serve ma deve avere risorse. Si deve dare battaglia per
essere messi alla pari di Valle d'Aosta e Bolzano».
Per
la prima volta i tre candidati alla presidenza della Provincia che contano il
maggior numero di ... ( da "Stampa, La"
del 12-05-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
Province
da abolire? Delfino: «Vero che l'Udc sosteneva l'abolizione delle Province,
così come il Pdl: va abolito ciò che è inutile. A Cuneo è evidente il
contrario. La Provincia serve ma deve avere risorse. Si deve dare battaglia per
essere messi alla pari di Valle d'Aosta e Bolzano».
Province
intoccabili Brunetta casca male ( da "Tribuna di Treviso, La"
del 12-05-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
strutture
amministrative assai più snelle delle attuali. L'abolizione delle provincie è
un pallino di buona parte del Pdl, ma la Lega non ne vuole assolutamente
sapere, visto il suo radicamento territoriale, leggi bacino di voti sotto forma
di sagre, gare ciclistiche e varie. «Stiamo parlando di aria fritta - insiste
Muraro - Tanto più che Calderoli ha detto pubblicamente a Vicenza,
E'
morto in città Alessandro fratello maggiore di Celentano
( da "Nazione, La (Viareggio)" del
12-05-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
abolizione
del passaggio dei pullman extraurbani da via Mazzini, dove passano ancora più
di 300 bus nelle 12 ore diurne; rispetto dell'ordinanza che proibisce il
traffico ai mezzi inquinanti; parcheggi riservati e gratuiti per residenti
nella Ztl (almeno un'auto a famiglia, seconda auto con abbonamento ridotto).
E'
con grande rammarico e preoccupazione esordisce il sindaco Michele Marini -
che... ( da "Messaggero, Il (Frosinone)"
del 12-05-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
«L'abolizione
di questo Istituto sarebbe una grande perdita per Frosinone e per l'intera
provincia - commenta Marini - Dopo la Banca d'Italia non è giusto che una città
come Frosinone venga penalizzata e depauperata di un'altra delle sue sedi più
prestigiose.
Credono
nella possibilità che ogni recluso, anche i duri ai quali vengono applicate
restrizioni... ( da "Messaggero, Il (Umbria)"
del 12-05-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
dell'abolizione
dell'ergastolo ostativo che non permette di dimostrare che la persona detenuta
ha fatto il suo cammino di rieducazione. La Comunità Papa Giovanni XXIIIesimo
sostiene l'abolizione dell'ergastolo ostativo, affinchè ogni detenuto possa
avere la possibilità di dimostrare il proprio cambiamento e possa svolgere un
progetto personalizzato che gli dia la possibilità di essere
Lega,
dibattito con Calderoli Prosegue la campagna elettorale della Lega: in città è
stato organizzato un incontro dedicato in particolare ai temi del federalismo
con il ministro p ( da "Eco di Bergamo, L'"
del 12-05-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
anche il
candidato alla presidenza della Provincia, e deputato del Carroccio, Ettore
Pirovano. L'incontro potrà essere occasione anche per discutere con il ministro
anche tematiche recentemente trattate dalle cronache, come l'ipotesi di
abolizione delle circoscrizioni. Campagna elettorale a Grumello del Piano
Prosegue la campagna elettorale sulle due ruote di Giuseppe Anghileri:
Provinciali,
ok alle liste ( da "Corriere del Veneto"
del 12-05-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
A svelare
l'arcano ci pensa Alberto Claut, segretario nazionale dell'Mmi. «Lia Sartori -
dice - è la nostra candidata di bandiera da parecchi anni. Da quando, nel
lontano 1992, fu la prima firmataria in Regione di una mozione che chiedeva
l'abolizione dell'esilio dei Savoia ». F.
Due
Comuni al giorno per Zoggia Oggi si sorteggia l'ordine delle liste
( da "Gazzettino, Il (Venezia)" del
12-05-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
È stata
ammessa anche la lista "Amo l'Italia non voto la Provincia" che
propone l'abolizione tout court dell'ente, e che per far conoscere le proprie
ragioni ha dovuto organizzarsi per correre formalmente alle elezioni. Anche se
tutti i candidati hanno firmato una lettera nella quale dichiarano di non
accettare un'eventuale elezione.
Provinciali,
sì a 21 liste e 11 presidenti ( da "Giornale di Brescia"
del 13-05-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
estrazione
di nomi e numeri da due distinti bussolotti, coordinato dal segretario
dell'Ufficio elettorale centrale, dott. Marie Loetitia Choplin, ha portato al
quadro riepilogato nella tabella qui a fianco. Curioso notare come il caso
abbia voluto al numero 1, il candidato presidente che si prefigge...
l'abolizione delle Province. Gianluca Gallinari
Riforma
federalista con i piedi d'argilla
( da "Secolo XIX, Il" del
13-05-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
anche con
la redazione di una Carta delle autonomie locali. I contenuti della bozza sono
variegati: si va dall'abolizione di alcune Province (le più piccole), a quella
degli Enti parco e delle Autorità territoriali d'ambito (Ato), dal cospicuo
dimagrimento delle assemblee elettive, alla soppressione delle circoscrizioni e
dei gettoni per i sindaci dei micro-
Per
evitare di scegliere ogni fatto diventa ideologico
( da "Italia Oggi" del
13-05-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
E tutti i
partiti che si battevano a favore dell'abolizione delle province (altro tema
concreto, che farebbe risparmiare risorse pubbliche) sono improvvisamente
scomparsi e non si trova nemmeno uno che si impegni, non dico ad abolire le
province esistenti, ma nemmeno a impegnarsi, in futuro, a non istituirne delle
nuove.
Check-list
per i bilanci locali ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 13-05-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
abolizione
dell'Ici sull'abitazione principale e i conseguenti indennizzi ai sindaci da
parte del Viminale. Per consentire un controllo puntuale sull'esattezza delle
somme chieste dagli enti al ministero dell'Interno, la Corte ha introdotto nei
questionari una sezione (la numero 7) per monitorare l'andamento complessivo
dell'
QUESTA
la lista dei Federalisti democratici europei (Fde) che sostiene l'avvocato
Eugenio Giuli... ( da "Resto del Carlino, Il (Rimini)"
del 13-05-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
«abolizione
delle Province» (cioè se eletto presidente Giulianelli lavorerà su ciò
«dall'interno, perché solo così si può raggiungere l'obiettivo». Poi no al Trc.
Riorganizzare la viabiltà, a partire dalle ciclabili. Statale 16 spostata
sull'autostrada attuale, e l'A14 spostata a monte di Covignano.
VIGNOLA
HA PRESO il via ieri in Tribunale a Modena...
( da "Resto del Carlino, Il (Modena)" del
13-05-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
abolizione
della caccia e Lega per la difesa del cane si sono costituite parti civili «per
costituire un monito dicono gli animalisti , nei confronti di chi è capace di
macchiarsi di episodi tanto incivili». Sempre ieri il giudice ha deciso di
rinviare gli atti al pubblico ministero per formulare le accuse di uccisione
con crudeltà di animali'
Bernazzoli
replica:
Argomenti: Province
Abstract:
dell'attività
agricola. Sono tutte attività escluse dalla valutazione di incidenza, come
stabilito nella delibera regionale 1191 del 2007, un regolamento approvato
anche tenendo conto delle richieste della Provincia di Parma». Riguardo alla
discrezionalità dei confini dei Sic, il presidente ha aggiunto: «La maggioranza
dei Siti sono stati fatti nei primi anni '
Sulle
schede il primo è Lentini (Destra per Bologna) Poi Galletti, Raisi e per ultima
la Draghetti ( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)"
del 13-05-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
Dalla
tornata provinciale è stata esclusa una sola lista: Non voto la Provincia', il
cui programma consiste nell'abolizione dell'ente stesso. Non è stata neanche
presentata invece la lista Bologna futura', che in Comune corre con Michele
Laganà e per la Provincia aveva annunciato la candidatura di Giancarlo
Zecchini, ex presidente dei City angels di Bologna.
fatti
i sorteggi, parte la campagna elettorale - mitia chiarin
( da "Nuova Venezia, La" del
13-05-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
Provincia
di Venezia Zoggia Presidente e Verdi. Il no alla Provincia. Il quinto candidato
è Lorenzo Furlan, 49 anni di Treviso della lista «Amo l'Italia- non voto la
Provincia» che si batte per l'abolizione dell'amministrazione. I centristi. Nel
futuro c'è la rinascita della vecchia Dc, nel presente l'Udc ha deciso di
essere il terzo contendente di questa competizione elettorale.
Argomenti: Province
Abstract:
L'attuazione
dell'area metropolitana è una riforma istituzionale prevista e necessaria che
la classe politica, finora, non ha voluto mai attuare, forse anche perché
presuppone l'abolizione della Provincia regionale di Catania. «A Librino
bisogna agire su due percorsi - conclude il prof.
Bernazzoli
replica:
Argomenti: Province
Abstract:
Dopo la
consegna da parte dei Comitati Riuniti della petizione sulle problematiche relative
ai Siti di Importanza Comunitaria, ieri pomeriggio il presidente della
Provincia Vincenzo Bernazzoli ha convocato una conferenza stampa per ribattere
alle accuse mosse nei confronti dell?Amministrazione provinciale, anche perché,
ha dichiarato: «Non sono mai stato invitato a partecipare all?
ecco
la scheda albuzio pesca l'idv degani con la lega
( da "Mattino di Padova, Il" del
14-05-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
abolizione
delle Province. Il sorteggio è stato effettuato ieri mattina in tribunale,
dalla commissione elettorale presieduta da Ezio Bellavitis. Nei corridoi del
palazzo di giustizia anche l'assessore alla casa Daniela Ruffini,
«portafortuna» di Rifondazione, che però stavolta non ha ripetuto
l'allineamento della scheda comunale.
La
petizione: più risorse per lo studio
( da "Gazzetta di Mantova, La" del
15-05-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
dell'orario
a ventiquattro ore settimanali e dell'abolizione delle compresenze. Chiediamo
di soddisfare tutte le richieste delle famiglie sul tempo scuola; di assegnare
risorse adeguate; di non chiudere le piccole scuole dove rappresentano un
presidio pubblico insostituibile per l'educazione dei bambini e per la
comunità»
Tassa
passi carrai: Fistarol incontra il presidente Anas per trovare una soluzione
( da "Corriere delle Alpi" del
15-05-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
attraverso
accordi bipartisan e l'appoggio del Governo, si possa arrivare all'abolizione
della tassa. Cosa che potrebbe essere fatta anche dalla Regione, sulle strade
di sua competenza, come ha spiegato il consigliere Diego Bottacin. Veneto
Strade ha invece risolto il problema stabilendo degli importi fissi in
relazione alla larghezza dei passi carrai.
34
x 32 ( da "Stampa, La"
del 15-05-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
Non
eravamo il Paese dell'antipolitica, nauseato dalla Casta e pronto a battersi
per l'abolizione degli enti inutili, come ho sentito promettere fra gli
applausi da un candidato alla presidenza di una Provincia? Certo. Così come
siamo il Paese dell'antilettura che ingolfa le case editrici di romanzi
inediti.
PERGINE
- Perché non sono state previste delle aree di sosta alternative in seguito
alla chiusura del parcheggi di via Tegazzo? La domanda, affiorata già la
settimana scorsa, all'i ( da "Adige, L'"
del 15-05-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
E
l'apertura della strada interna alle spalle dell'istituto Curie per
raggiungerle, come valvola di sfogo. Tra le richieste che abbiamo raccolto ieri
tra gli abitanti, c'è anche l'abolizione del ticket per la sosta in via
Battisti fino al termine dei lavori di costruzione del nuovo parcheggio.
L'Unione:
Argomenti: Province
Abstract:
La
possibile trattativa sui varchi elettronici si potrebbe affrontare con la
contestuale abolizione totale della Ztl e la riduzione delle aree destinate ad
Apu, per difendere le quali, semmai, i varchi potrebbero avere un senso
sottolinea il direttore Riccardoi Diddi Abolizione e riduzione delle due aree
sono argomenti trattati ed inseriti nel nostro documento politico.
GOVERNO:
BETTINI, CHE FINE HA FATTO PROMESSA ABOLIZIONE BOLLO AUTO?.
( da "Asca" del 15-05-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
Lo chiede
in una nota Goffredo Bettini, membro della direzione nazionale del Pd. ''In
questi giorni, infatti - spiega Bettini - i possessori di auto stanno di nuovo
sborsando centinaia di euro per pagare questa tassa che in molti paesi europei
e' gia' da tempo abolita. Un'altra bugia del governo, quindi.
Canoni
vessatori , Fistarol dall'Anas ( da "Gazzettino, Il (Belluno)"
del 15-05-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
E il
presidente dell'Anas si è riservato di rispondere alle sollecitazioni di
Fistarol in un prossimo incontro, già fissato per mercoledì prossimo, 20
maggio. La questione non interessa soltanto Belluno, ma sconfina nelle province
vicine. Fistarol, tra l'altro, ha partecipato lunedì scorso all'incontro tra il
Comitato contro i passi carrai con i cittadini di Vittorio Veneto,
Bloccare
la disgregazione ( da "Gazzettino, Il (Padova)"
del 15-05-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
all'abolizione
del modulo e delle compresenze, alle riduzioni di orario in tutti gli ordini di
scuola, affinché non ci siano aumenti del numero degli alunni per classe".
Una rappresentanza padovana andrà a Roma dove è prevista una manifestazione nazionale,
con ritrovo davanti al ministero della Pubblica istruzione.
AUTO:
ORLANDO (PD), PROMESSA ABOLIZIONE DEL BOLLO NON MANTENUTA
( da "Soldionline" del
15-05-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
AUTO:
ORLANDO (PD), PROMESSA ABOLIZIONE DEL BOLLO NON MANTENUTA Roma, 15 mag.
(Adnkronos) - "Sono giorni difficili per tanti italiani in questi tempi di
crisi. Tanti sono alle prese con i soldi che non bastano, con la cassa
integrazione, col lavoro precario perduto. Sono anche i giorni in cui si paga
il bollo auto.
socialisti
e liberali per gomiero. un pizzico di socialisti con un tocco di liberali. ...
( da "Mattino di Padova, Il" del
16-05-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
spiega il
geometra direttore della «Ar.Glo», società attiva dal 1981. Il programma
prevede un abbattimento dei costi della politica, con abolizione delle
provincie e un consiglio comunale «che non debba solo ratificare decisioni
prese in altre sedi». E poi la riconversione dell'area Nord della Zip e
l'auditorium in Prato della Valle.
una
delibera cancella una grande tradizione culturale - nino muggianu
( da "Nuova Sardegna, La" del
16-05-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
occhiello
dell'Ogliastra senza l'impegno e la passione di Italo Zucca, che di quella
biblioteca è stato l'animatore principale. Tanto è vero che Baunei è diventato
il comune capofila dell'unico sistema bibliotecario della nostra provincia, con
il continuo incremento dei servizi offerti grazie anche alla gestione affidata
alla società Oleaster,
La
sfida del candidato Benoffi
Argomenti: Province
Abstract:
Ma questo
sarà possibile solo dopo l'abolizione delle Province. Intanto allora vogliamo
ottenere un taglio drastico degli assessorati mantenedone solo 5, il minimo
consentito, come ad esempio quello all'Edilizia, alla Viabilità e al Bilancio.
Inoltre ci deve essere una riduzione dei costi per le consulenze che
attualmente vanno a formare un lungo elenco.
Una
rivoluzione verde per la Ciociaria. Maurizio Stirpe e Marcello Pigliacelli
indossano i p... ( da "Messaggero, Il (Frosinone)"
del 16-05-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
addio ai
benefici della Casmez, possa ancora essere appetibile per le multinazionali:
«Chiedono solo procedure più snelle, infrastrutture efficienti e confronto
disteso con le parti sociali», spiega il vice presidente Testa. Anche il tema
dell'abolizione delle Provincie compare nel documento: «Ferma restando
l'evoluzione sul futuro ruolo delle Provincie,
Le
tele scippate' dalla Provincia ( da "Resto del Carlino, Il (Rimini)"
del 17-05-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
nel senso
più deteriore e che si faccia associare a quella pur simpatica figura
letteraria della nostra tradizione, dei villici che, appena "fatti due
soldi", si vestono da signori per farsi vedere in città. E non ci faccia tifare
per un'abolizione immediata delle provincie solo per far restituire alla città
il maltolto: ci sembrerebbe eccessivo.
Â
Argomenti: Province
Abstract:
che vede
coinvolte centomila persone nella nostra provincia, favorendo la rinascita di
una speranza per un futuro migliore nei giovani. Inoltre proponiamo di
abbassare tute le tasse provinciali del 60% e l'abolizione della Cosap, la
tassa sui passi carrabili». Di sicurezza parla, invece, il candidato del Pdl al
collegio di Ceccano 1 Massimo Ruspandini.
Ecco
il piano-tagli: via 1.612 enti
Argomenti: Province
Abstract:
La
«bozzaccia» del disegno di legge di riforma delle autonomie locali prevede
l'abolizione del limite dei due mandati consecutivi per l'incarico di sindaco e
di presidente della Provincia. Se la proposta passerà, si potrà fare il sindaco
a vita, rimettendo indietro di anni l'orologio della nostra storia.
la
burocrazia intralcia i lavori al trgovski dom
( da "Messaggero Veneto, Il" del
17-05-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
ma sono
stati critici nei confronti dell'abolizione delle cucine nelle scuole materne
in via del Brolo e a Sant'Andrea. Un'attenzione particolare è stata dedicata
alla proposta provinciale di sistemare le indicazioni stradali plurilingui
(italiano, sloveno e friulano) sulle strade provinciali che attraversano il
territorio comunale e che sono di esclusiva competenza del Comune.
Il
piano-tagli: via 1.612 enti "dannosi" Meno poltrone e sindaci anche a
vita ( da "Corriere.it"
del 17-05-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
La
«bozzaccia» del disegno di legge di riforma delle autonomie locali prevede
l'abolizione del limite dei due mandati consecutivi per l'incarico di sindaco
e di presidente della Provincia. Se la proposta passerà, si potrà fare il
sindaco a vita, rimettendo indietro di anni l'orologio della nostra storia.
ARTICO
GELMI DI CAPORIACCO Fondata nel 1978 la Lega per l'abolizione della caccia si
batte per lo stop all'attività venatoria, la difesa della fauna e la conservazione
dell'ambient ( da "Adige, L'"
del 18-05-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
abolizione
della caccia si batte per lo stop all'attività venatoria, la difesa della fauna
e la conservazione dell'ambiente con iniziative giuridiche, politiche, culturali,
educative, informative ed editoriali ARTICO GELMI DI CAPORIACCO Fondata nel
1978 la Lega per l'abolizione della caccia si batte per lo stop all'attività
venatoria,
Prato
libera & sicura:
Argomenti: Province
Abstract:
Gualtieri
in particolare si riferisce all'appuntamento dell'hotel Flora, dove propose il
rilancio del tessile «con un intervento concreto di Fiditoscana, una moratoria
fino a dicembre 2010 per leasing e mutui, l'abolizione della tassa sui redditi
e il blocco dell'addizionale Irpef regionale e comunale».
Progetto
Calderoli: meno assessori e consiglieri
( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del
18-05-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
la bozza
sulle autonomie locali prevede l'abolizione del limite dei due mandati per i
sindaci. Se la proposta passasse, si potrà fare il primo cittadino a vita,
esattamente come era previsto diversi anni fa. Ancora, si prevede che Province
e Comuni abbiano un segretario con l'incarico di controllare gli atti, ma
nominato da un organismo terzo,
Dal
Pdl altolà alla Lega: il limite per i sindaci resta
( da "Corriere della Sera" del
18-05-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
dalle
Regioni alle Province ai Comuni, e naturalmente conta anche l'atteggiamento
dell'opposizione, anche se finora i fronti non si sono presentati così uniti».
Se non esiste «vincolo di maggioranza» su una materia tanto importante,
tantomeno Valducci è disposto a transigere sull'altro nodo che invece sta molto
a cuore alla Lega,
Amministrative,
i Verdi di Forlì-Cesena mettono "in gabbia" il candidato Stefano
Gagliardi ( da "Sestopotere.com"
del 18-05-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
Hanno a
disposizione per muoversi tutto o ampie aree del capannone": aggiungono i
Verdi di Forlì-Cesena che , insieme con la LAV, chiedono l?immediata
applicazione della Direttiva europea e il bando delle gabbie entro il 2012.
"La loro abolizione costituisce un risultato storico nel miglioramento
delle condizioni di vita degli animali".
provincia,
per i tre sfidanti un confronto "in differita" - diego longhin
( da "Repubblica, La" del
19-05-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
Poi il
presidente attacca Vietti sull´abolizione delle province: «Merito anche di
questo ente se nel 2005 siamo riusciti a salvare la Fiat con l´operazione sulle
aree dismesse di Mirafiori. è una banalità dire che si può fare a meno delle
province perché non esiste Comune che potrebbe prendersi in carico le deleghe
su viabilità, formazione,
Il
candidato del terzo polo Marzi chiede il contenimento dei costi della politica
( da "Tempo, Il" del
19-05-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
Marzi si è
detto favorevole all'abolizione delle province nell'ottica del contenimento dei
costi della politica e a chi lo accusa di candidarsi a presidente di un Ente
che vuole abolire ha risposto che la sua candidatura è un utilissimo mezzo per
far conoscere il suo programma ai cittadini.
il
nuovo corso ipotizza l'abolizione delle pause
( da "Messaggero Veneto, Il" del
19-05-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
abolizione
delle pause La contesa Passi in avanti? Dal sindacato pochi, secondo
Electrolux. La proposta di Fim Fiom e Uilm di 91 lavatrici/ora, rispetto alle
85 attuali, non è affatto migliorativa secondo l'azienda, perchè le 91
lavatrici/ora realizzate con ritmo vincolato, sono esattamente le 85 attuali a
ritmo svincolato.
Royalty,
ovvero una percentuale per la vendita, per un milione e 200 mila euro all'anno.
Que... ( da "Messaggero, Il (Marche)"
del 19-05-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
abolizione
delle province ha detto, tra l'altro: «Se alla provincia non si attribuisce un
ruolo ben definito con un decentramento dei poteri rispetto alla Regione
rischia di essere un ente superato». «Sarà utile, innanzi tutto - ha affermato
il candidato presidente Gianni Basso (Mpa, La Destra, Forza Fermano)
riequilibrare il territorio,
Tanti
interventi in programma:
Argomenti: Province
Abstract:
Per
l'urbanistica, vogliamo portare a compimento l'iter di approvazione
dell'attuale Piano regolatore generale. Anche per i tributi abbiamo grande
idee: l'abolizione dell'Ici sui fabbricati dati in uso gratuito ai parenti fino
al terzo grado». m.g.l.
Srl,
il Registro arriva in ritardo ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 19-05-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
abolizione
del libro soci per le Srl è una semplificazione che ha sbagliato i passaggi e
che non ha centrato l'obiettivo. Poiché il trasferimento è efficace al momento
del deposito dell'atto al Registro imprese, e non a quello dell'iscrizione, ne
esce limitata la garanzia di pubblicità per i terzi e per la stessa società.
Amo
l'Italia non voto la Provincia presenta la sua provocazione
( da "Giornale di Brescia" del
19-05-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
tanto che
alle prossime elezioni per il rinnovamento del Broletto si presenta una lista
che ha come unico obiettivo proprio l'abolizione dell'ente. Si chiama «Amo
l'Italia, non voto la Provincia» e fa parte di un movimento nato qualche anno
fa nel Triveneto a cui ha aderito in quest'occasione la Civica Brescia, fino
allo scorso anno alla guida della città nella Giunta Corsini.
Argomenti: Province
Abstract:
Al Fondo
per le aree sottoutilizzate il ministro dell'Economia Giulio Tremonti ha fatto
ricorso a piene mani e più volte: prima per coprire l'abolizione dell'Ici sulla
prima casa, poi, per finanziare l'«Expo 2015» di Milano e per ripianare parte
dei debiti delle Ferrovie dello Stato e la liquidazione dell'Alitalia.
Elezioni,
Biondi(Pri): "Alleanza con il Partito liberale su tutti i punti"
( da "RomagnaOggi.it" del
20-05-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
abolizione
degli enti inutili, dalle Provincie alle Circoscrizioni e la razionalizzazione
dei cda delle aziende partecipate, con l'eliminazione di quelle "che ormai
non hanno più ragione di esistere", spiega Biondi. L'eliminazione dei
clandestini dalla città, attraverso un risanamento del deficit di organico
delle forze dell'
Valentini,
addio senza lacrime ( da "Resto del Carlino, Il (Forlì)"
del 20-05-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
abolizione
dell'Ici. Ho sfruttato così le opportunità date dall'unione con S. Sofia e
Premilcuore sia in termini finanziari, di professionalità e facendo un buon
lavoro con l'accorpamento e la razionalizzazione dei servizi a costo zero».
Verrà affisso in paese un volantino in cui la giunta saluta i cittadini con
l'elenco delle cose fatte.
Nella
guerra del simbolo la Dc vince il primo round
( da "Giorno, Il (Brianza)" del
20-05-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
A Lecco
per esempio corriamo fin dall'inizio con il simbolo dello scudocrociato senza
problemi». Intanto riesplode la polemica fra il ministro Ignazio La Russa e la
Lega. «Prima il ministro spara a zero contro le Province auspicandone
l'abolizione, poi viene a spiegarci che la Prefettura è necessaria alla
Brianza.
Siamo
partiti con una piccola auto. Poi vedendo che eravamo tanti abbiamo preso una
st... ( da "Messaggero, Il (Frosinone)"
del 20-05-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
Così il
leader provinciale dell'Udc, Anna Teresa Formisano presenta il candidato alla
provincia del terzo Polo in una sala Nestor piena di sostenitori. Il leit motiv
dell'assemblea dell'Udc è stato uno solo: «Al ballottaggio ci andiamo noi».
Anzi il presidente Pier Ferdinando Casini ha fornito anche un dato proveniente
dai sondaggi: «Il terzo polo è attualmente intorno al 20%
Libè: Abstract: presidenza della Provincia di Parma. «La politica, intesa in senso generale - ha spiegato - ha un po' abbandonato l'agricoltura, che non è fatta solo di prodotti tipici ma di molte filiere produttive; eppure è un settore che sta dimostrando di reggere meglio di altri alla crisi economica e su cui è importante investire per sostenere le nostre produzioni e il legame con il territorio»
Argomenti: Province
Abstract: con i quali ha analizzato i temi più caldi che stanno a cuore all'Associazione sui quali la Provincia può incidere con interventi decisi: abolizione dell'accisa sull'energia elettrica, riduzione e snellimento delle pratiche burocratiche, il privilegiare le aziende piacentine per alcuni appalti pubblici, la delega alle associazioni di categoria per la fase d'avviamento alle imprese.
Abstract: Commenta così l'esponente dell'Udc Gian Pasquale Bertossi la notizia dell'addio di Bottone al partito di Casini. «Se non ci sono nostri uomini in Provincia o nei Comuni di Erba e Como è perché gli altri politici non hanno rispettato gli accordi preelettorali nelle ultime amministrative.>
Il
ministro Calderoli taglia le Circoscrizioni
( da "Corriere Di Como, Il" del
20-05-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
è invece
chi sostiene la necessità di proseguire l'attività tipica delle Circoscrizioni,
ma attraverso la forma dei comitati civici». Ma, oltre alle Circoscrizioni, il
disegno di legge Calderoli presenta ulteriori novità. Ad esempio l'abolizione
del limite dei due mandati consecutivi per l'incarico di sindaco e di
presidente della Provincia.
Verso
l'abolizione il limite dei due mandati
( da "Corriere Di Como, Il" del
20-05-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
Verso
l'abolizione il limite dei due mandati In Provincia Nell'assise ci sarà posto
soltanto per 18 membri contro 30 La pesante scure che incombe tra le righe
della cosiddetta "bozzaccia" del disegno di legge Calderoli - come
definita dallo stesso ministro leghista per la Semplificazione normativa
prevede ulteriori,
Abstract: Mi risulta che da diversi anni il presidente della Provincia di Como, Leonardo Carioni, sieda nel consiglio di amministrazione della società Pedemontana - ha attaccato Molinari - Si tratta, dunque, della società che finora ha seguito completamente lo sviluppo del tracciato dell'autostrada regionale e della Tangenziale di Como.>
Federalismo
e formazione in primo piano ( da "Gazzettino, Il (Venezia)"
del 20-05-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
Di futuro
ruolo della Provincia quando tanti ne chiedono l'abolizione e la sostituzione
con le Città metropolitane. Zaccariotto: «Deve fare da collante tra il Comune
da un lato e la Regione e il Governo dall'altro»; Zoggia: «È il luogo
dell'operatività ma è necessario che le sue competenze siano ridotte e
diventino esclusive»;
Libè:
"Più sostegni per difendere l'agricoltura"
( da "Gazzetta di Parma Online, La" del
20-05-2009)
Argomenti: Province
Abstract:
presidenza
della Provincia di Parma. «La politica, intesa in senso generale - ha spiegato
- ha un po' abbandonato l?agricoltura, che non è fatta solo di prodotti tipici
ma di molte filiere produttive; eppure è un settore che sta dimostrando di
reggere meglio di altri alla crisi economica e su cui è importante investire
per sostenere le nostre produzioni e il legame con il territorio»
( da "Sestopotere.com"
del 01-05-2009)
Argomenti: Province
Amministrative,
la cesenate Bartolomei candidata alle Provinciali con Udc e Rosa Bianca
(30/4/2009 20:32) | (Sesto Potere) - Forlì - 30 aprile 2009 - Maria Grazia
Bartolomei, coordinatrice regionale di Rosa Bianca per l'Italia, la coalizione
che accorpa Udc e Rosa Bianca, è stata candidata alla
presidenza della Provincia di Forlì-Cesena, senza "apparentamenti"
con le forze di maggioranza e di opposizione. Il movimento è in lista anche per
il rinnovo del Comune di Cesena con Antonio Prati. Fra i punti programmatici
della formazione di centro? L'abolizione delle Province, come ha spiegato oggi
la cesenate Bartolomei.
( da "Libertà" del
01-05-2009)
Argomenti: Province
Gragnano, il
punto sul bilancio 2008: «Meno entrate, ma ancora più servizi» GRAGNANO - E'
stato il rendiconto del 2008 il punto che ha aperto l'ultimo consiglio comunale
di Gragnano sotto la guida del sindaco Andrea Barocelli prima delle elezioni di
giugno. Rendiconto che vede un avanzo nella casse pubbliche di «1.772 euro», ha
precisato l'assessore Patrizia Calza, e che rappresenta «l'occasione per
valutare 5 anni di amministrazione». «Abbiamo cercato la migliore gestione
possibile dei denari pubblici, cercando di migliorare i
servizi e la qualità della vita dei cittadini a fronte di minori entrate. Basta
considerare che sono entrati in meno, dal 2004 ad oggi, circa 168.000 euro. E,
a questi, vanno sommati i mancati introiti per migliaia di euro per l'abolizione
dell'Ici, i cui rimborsi non hanno coperto la totalità delle precedenti
entrate. Abbiamo scelto di mantenere uguale la pressione fiscale,
lasciando inalterata la qualità dei servizi alla persona, tra le più alte della
provincia. Il tutto, per di più, anche se i costi di gestione generale sono
aumentati ed esistono mutui, contratti dalla precedente amministrazione, ancora
da pagare». Il rendiconto 2008, approvato con astensione dei tre consiglieri di
minoranza presenti - Alessandro Castellani, Monica Fendi e Vincenzo Girometta -
ha offerto lo spunto per gli interventi proprio da parte della minoranza. «C'è
stato un appiattimento della realizzazione delle opere pubbliche - rileva
Castellani - E poi, la questione asili: le tariffe non sono troppo alte?». «Riguardo
le opere, prendiamo ad esempio la scuola - replica Barocelli - E' vero che non
sono state costruite strutture, ma sono state riqualificate quelle esistenti.
Per dirne una, la mensa prima non riusciva ad ospitare tutti gli studenti. Cosa
che riesce a fare ora. E poi, in cinque anni di amministrazione, bisogna
considerare cosa si è fatto per mantenere il patrimonio e cosa abbiamo
pianificato. Come la ristrutturazione dell'area ex coop e la creazione di nuovi
spazi didattici». Capitolo asili: «La materne, a Gragnano, costano meno che a
Piacenza - precisa il sindaco - Abbiamo rette tra le più basse della
provincia». Il consigliere Girometta, lamenta che il Comune abbia una «buona
dose di entrate ma che detenga un piccolo avanzo, in parte per mutui che si
stanno pagando». E poi, prosegue il consigliere, «manca una piazza a Gragnano
che costituisca un punto di ritrovo e di abbellimento del paese». Risponde
Barocelli: «Piazza della Pace è un importante centro di aggregazione della
cittadinanza, non solo per le feste di paese». In consiglio sono stati discussi
altri 6 punti minori, tutti approvati. Riccardo Delfanti 01/05/2009
( da "Resto del Carlino, Il (Cesena)"
del 01-05-2009)
Argomenti: Province
FORLÌ
CRONACA pag. 13 Unione di Centro con Maria Grazia Bartolomei PROVINCIA IL
MATRIMONIO con il centrosinistra non s'è fatto e l'Unione di Centro, che
riunisce Udc e Rosa bianca, ha deciso di correre da sola per le provinciali. La candidata
alla presidenza è Maria Grazia Bartolomei, cesenate, consulente finanziario e
ora nella Rosa per l'Italia. «Noi siamo per l'abolizione
delle province, ma finché
ci saranno lavoreremo per renderle efficienti», dice la candidata. Obiettivo
primario dunque ridurre la spesa corrente e aumentare gli investimenti su
quelle che sono le principali competenze provinciali. Le strade, innanzitutto:
mettere in sicurezza E45, E55, via Emilia bis e collegamenti fra vallate.
Per fare ripartire l'economia si pensa al cablaggio del territorio,
all'edilizia scolastica. Poi c'è la formazione professionale: lavorare per
l'inserimento delle donne nel mondo del lavoro, ma anche dei disabili.
Potenziare la polizia provinciale che «dovrebbe scendere in strada accanto agli
altri corpi», oltre a vigilare sull'ambiente. La semplificazione passa
attraverso l'accorpamento degli assessorati che «andrebbero ridotti a cinque,
con modifica dello Statuto». Sabrina Bianchi
( da "Gazzetta di Parma (abbonati)"
del 01-05-2009)
Argomenti: Province
CRONACA 01-05-2009
CONSIGLIO VOTATO IL CONSUNTIVO 2008. L'ASSESSORE: «PARMA VIRTUOSA».
L'OPPOSIZIONE ALL'ATTACCO Comune, «sì» al bilancio Broglia: conti in regola Il
sindaco annuncia le dimissioni di Lavagetto e Tanzi: «Presto riassegnerò le
deleghe» Gian Luca Zurlini II E' stata l'approvazione del bilancio consuntivo
2008 a «tenere banco» nella seduta di ieri del consiglio comunale, dedicata
quasi per intero all'approvazione del documento dopo che in apertura il sindaco
Pietro Vignali aveva annunciato che saranno due gli assessori dimissionari
della sua attuale giunta per candidature elettorali. Lavagetto e Tanzi se ne
vanno Rispondendo a un'interrogazione di Caselli (Pd) sulla questione- Giunta,
Vignali ha detto che «la situazione si è ormai chiarita. A lasciare la Giunta
saranno l'assessore alle Politiche scolastiche Giampaolo Lavagetto, che si è
già dimesso con una lettera di questa mattina (ieri per chi legge ndr) che si
candida alla presidenza della Provincia e quello alla Viabilità Luigi Tanzi che
mi risulta si candidi a sindaco di Collecchio. Nessun altro membro di giunta
parteciperà alle elezioni e io al più presto, non appena entrambe le dimissioni
saranno formalizzate, riassegnerò le deleghe che rimarranno scoperte». Broglia:
«Un bilancio in regola» E' stato l'assessore al Bilancio Gianluca Broglia
(revisore dei conti fino a febbraio) a illustrare con una lunga relazione
durata oltre mezz'ora i dati salienti del bilancio consuntivo 2008 dopo che
erano stati approvati i bilanci della Casa della Musica (21 sì e 12 astenuti) e
quello dell'Istituzione Biblioteche (23 sì, 9 no e Pizzigoni astenuto): «E' un
bilancio che, nonostante la crisi e i tempi difficili - ha affermato Broglia -
si può definire virtuoso e che vede Parma come un comune fra i migliori nel
confronto con gli altri capoluoghi emiliani in tutti i dati fondamentali. Il
debito, di 151 milioni di euro, è aumentato del 12%, ma solo per evitare
svendite del patrimonio comunale che peraltro è aumentato da 1.514 a 1.621
milioni di euro nell'anno. La pressione fiscale è rimasta
inalterata e le entrate tributarie sono calate da 74 a 59 milioni per
l'abolizione dell'Ici prima casa, mentre sono stati mantenuti tutti i parametri
richiesti dal patto di stabilità, tanto che potremo rientrare fra i comuni
autorizzati a maggiori investimenti se, come annunciato, verranno cambiate le
norme per gli enti con bilanci in regola. Inoltre, il pagamento dei
fornitori è avvenuto senza ritardi e la liquidità di cassa è aumentata da 16 a
28 milioni di euro». Opposizione all'attacco La minoranza ha contestato la
bontà del bilancio con definizioni durissime come quella della Guarnieri
(«bilancio espressione di fallimento amministrativo per mancanza di nuove
progettualità) oppure di Iotti (Pd) di «bilancio corretto, ma che fa segnare il
passo alla città rispetto al passato e che peserà sugli anni futuri per
mancanza di investimenti reali». Accuse anche da Mantelli, Amadei e Pagliari
(Pd), Ablondi (Prc) e Biacchi (Idv). A favore si sono invece espressi Moine
(An), Arcuri, Bianchi, Ricci e Variati (Ipp), che hanno difeso un bilancio
«serio e che pone Parma fra i comuni meglio amministrati del territorio
regionale» mentre il vicesindaco Buzzi ha ricordato le «molte opere concluse o
fatte partire nel 2008». Alla fine il documento è poi passato con 23 «sì» e 10
«no a fronti contrapposti.
( da "Corriere della Sera"
del 01-05-2009)
Argomenti: Province
Corriere della
Sera sezione: Politica data: 01/05/2009 - pag: 13 Il caso Primo voto in enti
che la legge sul federalismo condanna Le Province a rischio Neonate ma
«inutili» L'ombra del «taglio» su Fermo, Barletta e Monza ROMA Scherzi del
destino: capita che a meno di due mesi dall'approvazione della legge sul
federalismo fiscale, che dovrebbe (il condizionale è d'obbligo) far sparire le
«Province inutili», a giugno si vada a votare per far nascere tre nuove
Province. Istituite nel 2004, per ironia della sorte, dalla stessa maggioranza
che potrebbe sopprimerle nella culla. Rischia di essere decretata inutile la
Provincia di Fermo, che con le prime elezioni provinciali della sua storia
nascerà a giugno dalla scissione in due della Provincia di Ascoli Piceno? Almeno
sulla carta, rischia. Un solo ente territoriale di 370 mila abitanti verrà
diviso in due: circa 200 mila abitanti resteranno nella Provincia di Ascoli
Piceno e i restanti «migreranno » nella Provincia di Fermo. E al posto di un
Consiglio provinciale di 30 componenti ce ne saranno due da 24 ciascuno.
Totale: 48. Per un costo supplementare di un paio di milioni di euro l'anno.
Alla faccia dei risparmi e della semplificazione. E che ne sarà della Provincia
di Barletta, Trani e Andria? Per non far torto a barlettani, tranesi e
andriesi, l'hanno chiamata come tutti e tre i Comuni sui dieci in tutto che
compongono il nuovo ente. Accrescendo la pena degli altri sette che il nome non
l'hanno avuto nella denominazione della Provincia. Ma che potrebbero forse prendersi
la rivincita. Che cosa succederà quando verrà istituita, com'è previsto dalla
legge sul federalismo, la città metropolitana di Bari, che confina proprio con
il territorio della sesta Provincia pugliese? Stesso interrogativo potrebbe
forse essere valido per la Provincia di Monza e della Brianza: la più piccola
d'Italia (363 chilometri quadrati) se si eccettua Trieste (212).
Eccezionalmente popolosa (700 mila abitanti) ma tremendamente vicina a Milano.
I centri delle due città sono separati da appena 20 chilometri e duecento
metri. Un tiro di schioppo. Ma i politici la considerano una distanza di
sicurezza per mettere al riparo la futura Provincia di residenza del premier
Silvio Berlusconi (il Comune di Arcore ne farà parte) dalle fauci della futura città
metropolitana di Milano. Sono interrogativi destinati probabilmente a essere
sciolti nei prossimi mesi. Insieme ad altri, ancora più macroscopici. Per
esempio, ha senso che esistano Province, pur non piccolissime come estensione
territoriale, ma con una manciata di abitanti? Un caso per tutti: la Provincia
dell'Ogliastra, 57.960 anime in tutto. Ovvero, due terzi di Sesto San Giovanni.
C'è da scommettere che il proposito di eliminare le Province (non tutte,
s'intenda, com'era stato promesso in campagna elettorale, ma almeno quelle
smaccatamente «inutili») non sarà facile. Chi e come fisserà i criteri
dell'«inutilità»? Qui si apre un'altra partita, tutta po-- litica, come quella
che ha portato Reggio Calabria ad essere sorprendentemente inserita fra le dieci
città metropolitane (perché non Palermo, che ha mezzo milione di abitanti più
del capoluogo calabrese?). La medesima delicata partita che si giocherà per
stilare l'elenco dei Bacini imbriferi montani, oppure degli ambiti territoriali
ottimali che secondo il ministro della Semplificazione Roberto Calderoli
dovranno «essere soppressi in quanto fonti di spese inutili ». Purtroppo
l'esperienza dimostra quanto sia difficile questa operazione e quanto debole
sia la volontà politica, a destra come a sinistra. Proposte
di legge presentate in Parlamento per l'abolizione di questi enti hanno avuto
scarsissima considerazione, nonostante l'abnorme proliferazione di strutture
che hanno la principale funzione di garantire posti di sottogoverno. Il
deputato del Popolo della libertà Osvaldo Napoli ha calcolato che in Italia ne
esistano 1.099. Capaci di resistere a ogni offensiva. Come sa bene il
presidente della Regione Siciliana Raffaele Lombardo, eletto con la promessa di
ridurre drasticamente gli Ambiti territoriali ottimali siciliani dei rifiuti.
Sono società per azioni o consorzi controllati dagli enti locali che hanno il
compito di affidare il servizio di smaltimento dei rifiuti ad altre società o
consorzi talvolta controllati dagli stessi enti locali. A distanza di un anno
sono ancora lì, tutti e 27. Per quanto ancora? Sergio Rizzo La scure del
ministro Calderoli vuole sopprimere bacini imbriferi montani e ambiti
territoriali ottimali: come per le Province, sarà battaglia Semplificazione
Roberto Calderoli, Lega Nord, è il ministro per la Semplificazione
( da "Gazzettino, Il"
del 01-05-2009)
Argomenti: Province
Veneto Strade,
Chisso stoppa Treviso e Belluno L'assessore regionale ai Trasporti contro i
presidenti delle due Province: «Cercano soltanto poltrone» Venerdì 1 Maggio
2009, (Segue dalla prima pagina) Richiesta alla quale tutte e quattro i gestori
hanno risposto positivamente. Se tutto verrà confermato e formalizzato, in
Veneto Strade si raggiungerebbe l'equilibrio tra Regione e Province con il 50%
ciascuno. Assessore Renato Chisso, la periferia dà l'assalto alla fortezza.
«Vorrei ricordare l'affermazione di Muraro, secondo il quale l'iniziativa non è
per mettere in secondo piano la Regione ma per determinare gli interventi e
quindi per le Province avere più peso nella formazione dei consigli di
amministrazione». Sintesi perfetta. È proprio quel "avere più peso"
il nucleo dell'assalto, l'obiettivo politico. «Già. Allora dico che mi sembra
strano che siano le Province, rettifico due Province non tutte, a lamentarsi
chiedendo più poteri. Forse non hanno capito che Veneto Strade è un modello di
federalismo stradale che ci invidiano nel resto d'Italia». Che la Regione nel
2001 ha scelto tra due opzioni. «Giusto: la prima tenere in capo alla Regione
tutti i finanziamenti e istituire una società regionale; seconda opzione,
rivendicare i fondi trasferiti dallo Stato e metterli in una società unica alla
quale partecipassero anche le Province». Ipotesi due, approvata. Con l'apporto
economico anche dei soci. «Appunto. Richiamerei questi due signori, parlo di
Muraro e Reolon, su un dato inequivocabile, lasciando la politica fuori dalla
porta...». Allora? «In questi anni, Veneto Strade tra manutenzione ordinaria e
straordinaria, spese di funzionamento e investimenti ha impegnato un miliardo
607 milioni 847mila euro così suddivisi: 99 milioni 969mila dalle Province; 24
milioni con l'autofinanziamento da Veneto Strade; un miliardo 483 milioni
828mila dalla Regione». Questo per dire cosa? «I soci pesano in base ai fondi
che mettono. E non mi pare che i soldi versati siano pari alle quote
societarie. Ma non importa, perché lo scopo di Veneto Strade era quello di
coinvolgere le Province in una "cabina di regìa" unica per
risparmiare e mettere in rete tutta la viabilità regionale». Come spiega lo
sbocciare di questa trasversalità politica tra Muraro e Reolon? «Prima ipotesi:
qualche presidente di Provincia pensa di fare il grande manager di società
autostradali...». Nome e cognome. «Muraro e Reolon, con guida del primo».
Indoviniamo, Muraro vuole emulare la compagna di partito Manuela Dal Lago che
quando era presidente della Provincia di Vicenza era anche presidente della
società autostradale Brescia-Padova? «Non lo escluderei». I due presidenti
spiegano che con maggiori quote azionarie le Province potrebbero determinare di
più gli interventi. «Ricordo che non è Veneto Strade ad indirizzare gli
interventi, è il Consiglio regionale che provvede con legge. Quanto alle
manutenzioni ordinarie e straordinarie spetta al Consiglio di amministrazione
di Veneto Strade: ebbene non c'é mai stata una sollevazioni di alcuna Provincia
rispetto a quanto presentato poiché le scelte non si fanno in base a criteri
territoriali ma secondo il livello d'emergenza delle strade». E dunque? «Magari
c'é qualche maldipancia di qualcuno per un altro motivo». Per cosa? «Lavoriamo
per cambiare lo Statuto di Veneto Strade. La società ha un consiglio di
amministrazione di 14 componenti, un numero modulato sulla presenza delle
Province: 7 loro rappresentanti pari al 50%; tre delle società autostradali,
quattro della Regione». È allo studio lo snellimento? «Vogliamo arrivare a
cinque componenti pur garantendo alle province un
numero pari alle azioni che possiedono. Ovvero prevediamo un meccanismo duale:
il consiglio di sorveglianza formato dai 14 rappresentanti dei soci da
convocare una volta all'anno per il bilancio e il comitato dei cinque che
gestisce l'operatività». E chi verrà "tagliato"? «Le Province si
mettano d'accordo». Anche la Regione dovrà dare una sfoltita. «Assolutamente
sì. Alla fine il ruolo delle Province sarà diverso, forse è questo che da
fastidio a Muraro e Reolon». Insistiamo, come mai c'é sintonia tra i due
presidenti? ««Reolon ha in mente l'autonomia di Belluno e in questo caso si è
trovato in accordo con Muraro sulla partita dei passi carrai». Tradotto? «Chiedono l'abolizione della tassa dei passi che insistono sulle
strade regionali. Nel 2008 Belluno ha consegnato a Veneto Strade anche la
riscossione di quell'imposta che il consiglio provinciale ora ha abolito.
Perché? Evidente, a Belluno si vota per la Provincia». Giorgio Gasco
( da "Stampa, La" del
03-05-2009)
Argomenti: Province
Anche i due
schieramenti maggiori prendono posizione nel dibattito sulle prossime elezioni amministrative La Provincia di Savona è una
delle province italiane con
una più alta potenzialità di crescita e sviluppo: questa potenzialità le deriva
essenzialmente dalla composizione territoriale ed economica diversificata dei
vari comprensori che la compongono: il Ponente agricolo e turistico, la Val
Bormida industriale ed il capoluogo portuale e commerciale. Una politica
miope e poco lungimirante ha fatto, con le sue decisioni campanilistiche e
clientelari, di questo fattore potenziale di crescita e sviluppo, addirittura
un elemento negativo che ha contribuito fortemente al declino della nostra
Provincia. Sappiamo tutti come la situazione attuale sia quella che vede
Albenga contro Savona, Savona contro la Val Bormida, la Val Bormida contro
tutti. AltraSavona-AltraProvincia (come dimostrano gli atti pubblici degli
ultimi due congressi) ha un'altra visione: essa ritiene infatti che,
soprattutto in momenti di crisi come questi, tutti i savonesi debbano capire
che o cresciamo tutti insieme o affondiamo tutti insieme. E come sia diventato
indispensabile mettere a fattore comune ed in sinergia le potenzialità di
questa Provincia comprendendo come la crescita industriale valbormidese sia un
beneficio per l'intera Provincia, così come la crescita del comparto
turistico-agricolo del Ponente o del settore portuale del capoluogo, siano un
valore aggiunto alla crescita del reddito e del lavoro per l'intero territorio.
E' per questo che AltraSavona-AltraProvincia ritiene che si debbano unire le
varie componenti territoriali ed economiche intorno ad un unico progetto
comune, partecipato e condiviso, per l'intera Provincia savonese. Per questo,
pur volendone l'abolizione, ci candidiamo a governare la Provincia di Savona.
Perchè siamo convinti che, oggi, i migliori amministratori di questo Ente siano
quelli che lavorano per il suo superamento favorendo forme di decentramento che
siano espressione di reali processi federativi di Comunità locali. E' con
questo spirito, di unione e non di divisione, che io personalmente mi candido a
Presidente della Provincia: non solo per i cittadini del comprensorio capoluogo
cui appartengo per nascita, ma per tutti i savonesi...ponentini o valbormidesi
che siano. Sergio Cappelli
( da "Bresciaoggi(Abbonati)"
del 03-05-2009)
Argomenti: Province
Domenica 03
Maggio 2009 CRONACA Pagina 12 PROVINCIALI. C'è anche la lista abolizionista In
campo Bartoli È il candidato n. 7 per il Broletto Raggiunte le mille firme per
la lista «Non voto la provincia» E sette. Da ieri è praticamente certo che
sulla scheda elettorale per il Broletto gli elettori bresciani troveranno un
nuovo candidato presidente: si tratta di Andrea Bartoli, medico al Sant'Orsola,
già consigliere comunale per la Civica per Brescia. Il suo nome va ad
aggiungersi a quello di Daniele Molgora (Lega-Pdl), Diego Peli (Pd-Sinistra per
Brescia), Giampiero De Toni (Italia dei Valori), Gianmarco Quadrini (Udc-Lista
Castelletti), Vanni Botticini (Prc-PdCi) e Elidio De Paoli (Lega per
l'autonomia-Alleanza lombarda). La singolarità della candidatura di Bartoli sta
nel fatto che lui si batterà perchè i bresciani non votino per la Provincia. La
sua lista, che a Brescia è sostenuta dall'Associazione civica Brescia e ieri ha
tagliato il traguardo fatidico delle mille firme, si chiamerà «Amo l'Italia.
Non voto per la provincia». L'idea, partita nel Nord Est e sostenuta da vari
imprenditori (da Morellato alla Salomon) è rilanciata su internet dal sito
www.nonservenonvoto.it e www.civicabrescia.it «Useremo tutti gli spazi
disponibili in campagna elettorale - spiega Andrea Bartoli - per sostenere la
nostra battaglia per l'abolizione delle Province. Tutti i partiti mettono
questo punto nei loro programmi nazionali ma poi, curiosamente, a livello
locale si candidano per guidare questi stessi enti». «AMO L'ITALIA non voto la
provincia» persegue invece la sua battaglia abolizionista
(della Provincia) in maniera coerente: «Chiederemo ai nostri elettori - dice
Andrea Bartoli già nei panni di "non" candidato - di ritirare la
scheda delle europee e non quella delle provinciali». La differenza dei votanti
nelle due elezioni misurerà il successo di Bartoli e della sua lista.
Che però, in subordine, inviterà anche ad annullare la scheda provinciale con
la scritta «Amo l'Italia». M.TE.
( da "Giorno, Il (Como)"
del 03-05-2009)
Argomenti: Province
LAGO E VALLI pag.
7 I cercatori di funghi: no a tassa e tesserino BARZIO LA PROTESTA di GIANNI
RIVA BARZIO «PORCINI e bedolini? Sì. Ma senza tesserini». Funghi nei cestini?
«Sì, ma abolite i tesserini». E ancora: «Funghi liberi in provincia di Lecco».
Alcuni cartelli che hanno fatto da corona ad una manifestazione degli
appassionati cercatori di funghi. Si avvicina il tempo per raccogliere funghi
nei boschi ma per farlo occorre un tesserino. Due anni fa sono stati rilasciati
6.200 tesserini, 4 mila nel 2008. «È una conseguenza della tassa», dicono al
comitato. Ad esclusione di Primaluna, che non ha accolto l'iniziativa, in tutti
gli altri Comuni della Comunità Montana Valsassina, Val d'Esino e Riviera è
d'obbligo per i cercatori avere un tesserino rilasciato dallo stesso Ente. Una
soluzione che non piace ad un comitato spontaneo lecchese di cercatori di
funghi, promotore di una protesta. E l'ha voluto dire anche ieri mattina
davanti alla sede della Comunità Montana attraverso una manifestazione. «Ma è
mai possibile che nella mia proprietà non posso raccogliere funghi se non ho il
tesserino?», è la denuncia di un proprietario di un terreno alle porte di
Ballabio. Oltre mille le firme raccolte dalle persone che hanno sottoscritto la
petizione per abolire l'odiata "tassa" annuale, di 5 euro per i
residenti nella Comunità montana e 25 per gli altri molti dei quali dalla
vicina Lecco. Il portavoce del comitato Giovanni Perego residente nel quartiere
di Olate, commenta: «Le firme sino ad ora raccolte confermano il successo
dell'iniziativa a dimostrazione che il problema è sentito in particolar modo
dai pensionati e se non avremo soddisfazioni ne raccoglieremo delle altre. I
"fungiatt" dicono no a questa tassa inutile che ci penalizza e che
non serve a nulla se poi di funghi non se ne trovano». Di parere contrario la
Comunità Montana che lo conferma attraverso il regolamento: "Il denaro
raccolto, frutto dei tesserini annuali, serve nel reinvestimento nelle opere di
riqualificazione ambientale boschiva e poi questa iniziativa rientra nella
Legge Regionale 24 del 1997». Il portavoce del comitato Giovanni Perego: «Ci
piacerebbe sapere che fine hanno fatto i nostri soldi». La
petizione per l'abolizione della tassa è stata inviata oltre che alla Comunità
Montana, a Provincia e Comune di Lecco, Regione e Questura. «Questo affinché
gli Enti si adoperino per l'abolizione del tesserino perché da sempre il
raccogliere i funghi, è un diritto di tutti, appassionati e non e non deve
essere una ulteriore tassa», conclude Perego. Presente nel dare la
propria solidarietà nella "lotta" anche il consigliere provinciale
Francesco Laini (Pd). Una particolarità. Due pensionati del quartiere della
Bonacina nei boschi della comunità montana trovarono, non solo funghi ma il
macabro ritrovamento di un sacco con due cadaveri di giovani donne.
( da "Eco di Bergamo, L'"
del 03-05-2009)
Argomenti: Province
Calderoli: il mio
federalismo piace anche al Sud --> Domenica 03 Maggio 2009 CRONACA, pagina
13 e-mail print «Quando Bossi e Tremonti mi affidarono il compito di scrivere
la legge sul federalismo fiscale mi consigliarono: devi lavorare partendo dal
tacco, perché il Sud la vede come un nemico. Allora ho scritto e studiato
molto, sono stato in Sicilia, in Puglia: quando tornavo a casa mi ringhiava
perfino il cane. Ma alla fine sono riuscito a convincere pure loro». È un fiume
in piena il ministro leghista per la semplificazione normativa, Roberto
Calderoli, intervenuto venerdì sera alla festa del Carroccio di Zanica, davanti
a migliaia di sostenitori, alla presenza, tra gli altri, del candidato alle
provinciali Ettore Pirovano, il segretario provinciale Cristian Invernizzi, e
le donne candidate sindaco nei comuni bergamaschi. In oltre mezz'ora di
intervento Calderoli ha toccato un po' tutti i temi nell'agenda di governo,
dalle misure adottate contro la crisi economica, alla ricostruzione nel
dopo-terremoto in Abruzzo «dove per la prima volta non si toglie un euro a
nessun cittadino», e ha puntato il dito contro i franchi tiratori della
maggioranza parlamentare «come gli sgambetti fatti al ministro Maroni sulla
permanenza dei centri di identificazione degli immigrati clandestini, scesa da
180 giorni a due mesi, rendendo di fatto difficile l'identificazione». Ma al
centro del suo discorso c'è stata la legge sul federalismo fiscale recentemente
varata dalle Camere. Un traguardo memorabile, sottolinea il ministro, che corona
quel sogno portato avanti da Bossi già più di 25 anni fa. «Per la prima volta -
ha spiegato - chi amministra (Regioni, Province, Comuni), sarà chiamato a
rispondere di quanti soldi prende, cosa ne fa, quali servizi offre. Gli enti
locali le tasse le riceveranno sulla base di un "prezzo standard"
stimato sulla base degli effettivi bisogni. Se questo prezzo è 100 e l'ente
capace ne spende 75, vuol dire che ci sono 25 euro in più che andranno a
ridurre le tasse. E per la prima volta, chi sballa sarà ineleggibile sempre,
non solo come sindaco ma anche come parlamentare. Quindi, i sindaci di Roma e
di Catania, e di quelle regioni "canaglia" che spendono di più e
danno di meno ai cittadini, sarebbero già tornati a zappare la terra». Il
ministro bergamasco ha poi definito «criminali» i comportamenti di alcune
Regioni in cui si registra un'impennata dei parti cesarei rispetto a quelli
naturali «solo perché riescono a prendere dallo Stato cinque volte di più», o
il caso della Calabria «dove una sacca di sangue te la fanno pagare 25 euro
rispetto ai cinque della Lombardia: il sangue è qualcosa che si dona, non che
si compra!». Tornando al federalismo, Calderoli ha sottolineato come ora la
sfida più grande sia quella del federalismo costituzionale. «Non ha più senso avere
mille deputati e due Camere quando negli altri Paesi i deputati sono cento, ma
il buon senso ci porterà veramente a realizzare queste riforme». Al termine dell'intervento Calderoli è tornato a difendere il
ruolo delle province contro
chi ne chiede l'abolizione, e non è mancata qualche stoccata ai colleghi.
«Perché abolire le Province quando ci sono tutti quegli enti inutili e costosi,
come i vari Ato, circoscrizioni, o le province-francobollo che si sono inventati in Sardegna, dei veri e
propri "buchi". O come alcuni miei colleghi che prima vanno in giro a
dire che vogliono abolire le Province ma poi, quando c'è da scegliere un
candidato presidente, si saltano tutti addosso». Stefano Bani 03/05/2009
nascosto-->
( da "Resto del Carlino, Il (Pesaro)"
del 03-05-2009)
Argomenti: Province
FANO pag. 11 I giorni di Ben Hur finiscono a riposo Corsa delle bighe
finita, per risparmiare «L'ABOLIZIONE delle circoscrizioni non mette a rischio
la Fano dei Cesari». Il sindaco Stefano Aguzzi e l'assessore al Turismo
Francesco Cavalieri hanno confermato che la popolare manifestazione si ripeterà
anche quest'estate. La corsa delle bighe, oggetto nelle passate edizioni
di diverse polemiche, potrebbe essere sostituita con una rappresentazione in
costume per rievocare qualche episodio particolare della romanità. «Senza la
corsa delle bighe risparmieremo fa notare il sindaco Aguzzi 60-70 mila euro.
Potrebbe essere la scelta giusta in un anno come questo dove il Comune, a causa
della crisi economica, ha dovuto dirottare molte risorse sui Servizi sociali».
PER QUANTO riguarda l'organizzazione dell'evento «le associazioni che hanno
sempre contribuito alla sua realizzazione ha spiegato il primo cittadino
continueranno ad avere un ruolo centrale. Le circoscrizioni, abolite dal
governo Prodi, non ci saranno più, ma le sedi rimarranno aperte con un
dipendente che sarà punto di riferimento dell'assessorato al Turismo con delega
alla Partecipazione». I fondi che prima passavano attraverso le circoscrizioni,
che poi li giravano alle associazioni che partecipavano alla Fano dei Cesari
saranno gestiti direttamente dall'assessorato competente. Il sindaco Aguzzi non
condivide l'idea di creare una rappresentanza delle associazioni «per non
creare conflitti afferma visto che non sempre c'è la coesione necessaria».
Respinte dalla presidente del consiglio comunale Maria Antonia Cucuzza e da
Alberto Santorelli le accuse del Pd di scorrettezza istituzionale in merito ai
documenti e alle decisioni del consiglio comunale sulla futura gestione del
decentramento. «CHI E' scorretto e fa affermazioni inesatte ha rimarcato
l'assessore Cavalieri è proprio l'opposizione che promette cose inesistenti. Un
conto è assicurare l'attenzione ai quartieri, diverso è prevedere fondi per le
circoscrizioni: questa sarebbe una violazione di legge». «La verità ha
incalzato l'assessore al Decentramento Simone Antognozzi è che noi abbiamo
salvato il decentramento mentre il centro sinistra vive l'abolizione delle
circoscrizioni, che utilizzavano per motivi politici, come una frustrazione». E
su circoscrizioni e Fano dei Cesari interviene il segretario provinciale della
Lega Nord Roberto Zaffini che mette in evidenza come «il centro sinistra abbia
inizialmente osteggiato la manifestazione e poi, visto il seguito popolare
ottenuto, abbiamo perfino utilizzato la biga come simbolo di una loro lista
civica». «IL PRIMO anno ha rimarcato Santorelli la Fano dei Cesari è stata
organizzata con il contributo dei consiglieri di maggioranza, solo l'anno
successivo si sono aggregati gli altri». «Voglio vedere ha concluso
provocatorio il sindaco Aguzzi se Grazia Mosciatti nel ruolo di dirigente alla
Cultura riproporrebbe la Fano dei Cesari". Anna Marchetti
( da "Mattino, Il (Avellino)"
del 03-05-2009)
Pubblicato anche in: (Mattino,
Il (Benevento))
Argomenti: Province
«Contesto
radicalmente i toni semplicistici con i quali molti intervengono sulla
questione dell'abolizione delle Province. Che senso ha abolirle in un Paese che
conta quasi 9.000 comuni e in un territorio come quello sannita che per la
quasi totalità ne annovera di piccolissimi? Per esperienza vissuta, spero che
da parte di tutti gli schieramenti, si ripensi seriamente all'ipotesi
abolizionista». È netta, sulla riforma dell'ordinamento degli enti locali e
sulla soppressione degli enti inutili, la presa di posizione di Carmine
Nardone, già deputato e presidente della Provincia di Benevento dal 1998 al
2008, ora presidente dell'associazione "Futuridea". Presidente
Nardone, difende le Province? «Certamente. Le Province italiane hanno una
storia ed una identità precise anche nell'immaginario collettivo. Quella
sannita si fonda addirittura sulla presenza di una tribù della Federazione dei
Sanniti, molto prima dell'ascesa di Roma, avente quella che oggi definiamo una
forma di autogoverno locale. Abolendo la Provincia, cancelleremmo una parte di
noi stessi». Tuttavia, rispetto a questi valori immateriali, molti giudicano
inutili e costose le Province. «Questi enti sono fortemente radicati nel corpus
istituzionale e nella società civile locale ed hanno potenzialità straordinarie
per affrontare una nuova fase di innovazione dei sistemi territoriali. Il
problema vero è individuare regole nuove in grado di fare funzionare realmente,
e nel suo complesso articolarsi di Regioni, Province e
Comuni, il sistema delle istituzioni democratiche delineato dalla Costituzione.
D'altra parte, noto una certa schizofrenia nell'istituire prima nuove Province
e poi chiedere l'abolizione anche di quelle storiche. Io abolirei le mini province che il Parlamento, senza troppa
riflessione, ha istituito di recente e che la stessa Unione delle Province d'Italia
non ha accettato». Molti sostengono che le Province non hanno spazio tra
Regioni e Comuni. «Appunto per questo io sostengo che occorra ridare nuova
vitalità e nuove competenze alle Province secondo una moderna interpretazione
del principio di sussidiarietà. Esse possono più di qualunque altra istituzione
realizzare l'esigenza imprescindibile di personalizzare le soluzioni per lo
sviluppo locale. Prenda il caso delle aree interne campane: sarebbe un disastro
per il nostro territorio se a comandare fosse solo la Regione e, cioè Napoli,
con una rappresentanza in Consiglio di fatto ininfluente da parte di una assai
esigua pattuglia di sanniti». Il vero problema sarebbe dunque il rapporto con
la Regione? «Ormai 40 anni di istituto regionale dovrebbero aver fatto capire a
tutti che il Sannio, il Cilento, la stessa Irpinia e l'Alto Casertano sono
vittime di una programmazione dello sviluppo focalizzata principalmente
sull'area metropolitana. Ma soluzioni pensate a Napoli e per Napoli non vanno
bene per l'area collinare e montana. Nel Sannio c'è solo un comune, oltre al
capoluogo, che può considerarsi popolato quanto una sola via partenopea».
( da "Nuova Ferrara, La"
del 04-05-2009)
Argomenti: Province
La bozza
Calderoli sugli enti locali prevede importanti novità A rischio consorzi e
circoscrizioni Taglio dei consiglieri comunali. Provincia sì o no? E' scontro
Il ministro: vedere bene chi fa cosa e cosa resta Balboni vuole emendare Il
federalismo fiscale che è stato approvato la scorsa settimana in Senato, con
gandi scene di esultanza della Lega Nord, rappresenta in realtà solo la prima
tappa di un percorso lungo sette anni. Ben più dirompente, nell'immediato, promette
di essere anche a livello locale la nuove regole sulle autonomie locali, che il
ministro Calderoli sta per presentare in Consiglio dei ministri. Sono a rischio
circoscrizioni, bonifica, parchi e amministratori. Le modifiche del Codice
delle autonomie locali possono mutare fino all'ultimo momento, ma la bozza a
conoscenza dei parlamentari Pdl contiene novità "pesanti" per un
territorio come il nostro. «Si prevede di abolire le circoscrizioni nelle città
al di sotto dei 250mila abitanti, quindi compresa Ferrara - spiega Alberto
Balboni, senatore Pdl - Non significa naturalmente chiudere gli uffici, ma
trasferirli al Comune assieme alle loro competenze. E' prevista anche una
drastica riduzione dei consiglieri comunali, Ferrara per esempio passerebbe da
40 a 30 e molti Comuni della provincia da 12 a 6: in quest'ultimo caso, devo
dire, mi sembra un dimagrimento troppo drastico, tanto varrebbe fondare questi
Comuni con altri della stessa dimensione». Altri provvedimenti come
l'abolizione dei Consorzi di bonifica, delle Agenzie di ambito e degli enti
parco regionali, rischiano il conflitto con le Regioni: l'Emilia Romagna, ad
esempio, ha appena ridotto da quattro a uno i Consorzi di bonifica ferraresi e
sostanzialmente abolito l'Ato, mentre l'ente parco del Delta rappresenta un
caposaldo della politica ambientale territoriale. Il passo ulteriore sarebbe
un'ecatombe di poltrone con problemi di assestamento di poteri e competenze.
Non rischia l'abolizione, invece, la Provincia di Ferrara. E' lo stesso
ministro a confermarlo con una dichiarazione alla Nuova: «Sono convinto che sia
necessario procedere ad una soppressione di tutti quei soggetti intermedi che
escono dalla nostra norma costituzionale. Va affrontato anche il problema dei
piccoli Comuni perchè non ha senso avere una municipalità con 35 abitanti, 12
consiglieri comunali, 6 assessori. Di qua la necessità di rivedere i numeri.
Poi certamente ci sarà il problema delle Province, ma su questo punto prima di
operare tagli secchi voglio vedere chi fa cosa e che cosa resta». Traduzione:
rischiano nell'immediato gli enti molto piccoli, una decina in tutta Italia. Ma
su questo che in Parlamento ci sarà discussione: «La posizione programmatica
del Pdl è l'abolizione delle Province, misura che ci
farebbe risparmiare 10 miliardi l'anno - dice Balboni, nominato co-responsabile
della comunicazione del Pdl nazionale - con il trasferimento a Comuni e Regioni
delle competenze. La Lega Nord, come noto, ha idee diverse e in effetti la
parte più debole della bozza Calderoli è l'accorpamento di poche,
piccole Province. Se dovesse arrivare in aula, mi propongo di presentare un
emendamento per abolire del tutto questi enti. Un'alternativa potrebbe essere
rappresentata da un Consiglio provinciale composto dai soli sindaci del
territorio». In ogni caso, per compiere un atto del genere sarebbe necessaria
una legge di riforma costituzione, con i tempi e le difficoltà di un simile
passaggio. E' scettico su questa operazione Sandro Bratti, deputato Pd: «Sono
due legislature che si parla di cambiare il codice delle autonomie locali. A
noi del Pd interessa il parallelismo tra le modifiche agli enti locali e il
federalismo, invece si procede su piani diversi per tatticismi nella
maggioranza». (s.c.)
( da "Sole 24 Ore, Il (Del Lunedi)"
del 04-05-2009)
Argomenti: Province
Il Sole-24 Ore
del lunedì sezione: PRIMA data: 2009-05-04 - pag: 1 autore: Autonomie. Sarà
ridotto il numero di assessori e consiglieri Tagli negli enti locali: 50mila
politici in meno Con la riforma federale arriva un nuovo tentativo di
alleggerire la politica locale. Il progetto, drastico, è
quello messo nero su bianco delle bozze di Ddl sulle funzioni e gli ordinamenti
locali, preparato in queste settimanedal ministro della Semplificazione,
Roberto Calderoli. La proposta prevede un alleggerimento di Giunte e consigli
di Comuni e Province, la soppressione ( quasi totale)dei consigli circoscrizionali
e l'addio alle Comunità montane: rispetto alle leggi attuali, in gioco
ci sono almeno 45.921 posti da consigliere o assessore, ma il conto reale vola
verso quota 50mila, anche perché molti enti non hanno ancora assorbito i tagli
che erano stati previsti dalla Finanziaria per il 2008. La cura più profonda,
secondo le bozze di questi giorni, è riservata ai Comuni, che si vedrebbero
cancellare ( al termine dei rispettivi mandati) il 32% dei politici oggi
"in servizio". Ma è imponente anche la revisione prospettata alle
Province, che sull'altare della razionalizzazione sarebbero chiamate a portare
il 39,9% dei loro assessori e il 26,8% dei consiglieri. Senza contare i
parametri di efficienza che potrebbero costare l'esistenza a qualche ente
troppo piccolo o costoso. Le Province, però,crescerebbero in competenze,
assorbendo quelle di tutti gli enti intermedi (dagli Ato ai parchi regionali)
di cui si prevede l'abolizione. Trovati u pagina 3 l'articolo prosegue in altra
pagina
( da "Sole 24 Ore, Il (Del Lunedi)"
del 04-05-2009)
Argomenti: Province
Il Sole-24 Ore
del lunedì sezione: PRIMO PIANO data: 2009-05-04 - pag: 3 autore: Enti locali,
via un terzo delle «poltrone» Il numero di consiglieri e assessori in Comuni e
Province si ridurrà dagli attuali 135mila a circa 85mila Gianni Trovati Alle
ultime elezioni comunali di Reggio Calabria, nel 2007, si presentarono in
3.500: uno ogni 43 abitanti maggiorenni, in pratica, fu messo in lista per un
posto da consigliere al Comune o in uno dei 15 consigli di quartiere della
città. Il caso-Reggio, comunque, è tutt'altro che eccezionale.Da Torino alla
Sicilia, le amministrative raccolgono sempre eserciti imponenti di candidati ai
135mila posti da politico locale sparsi tra Comuni, Province e consigli
circoscrizionali. La fase di attuazione della riforma federale ora punta
proprio lì, e prova a cancellare dagli ordinamenti locali uno strapuntino su
tre. L'"attacco" agli eccessi di politica locale arriva dal disegno
di legge preparato dal ministero della Semplificazione (si veda Il Sole 24 Ore
del 28 aprile) per attuare la parte ordinamentale del federalismo. A Calderoli,
è evidente, l'ambizione non manca, e in questa legislatura non gli fanno
difetto nemmeno doti da mediatore prima insospettabili: ne avrà bisogno, per
portare al traguardo questo secondo pilastro della riforma. Perché a tradurre
in numeri gli articoli delle bozze di Ddl circolate in questi giorni emergono
cifre "rivoluzionarie". Nell'Italia federale, secondo il progetto
calderoliano, i Comuni dovrebbero contare su 60.200 consiglieri comunali
(35mila in meno degli attuali) e 20.450 assessori (oltre 3mila in meno rispetto
a oggi), congedandosi da circa il 32% degli attuali politici da municipio. In
tutto, tra Province, Comuni, circoscrizioni e Comunità montane dovrebbero
saltare almeno 45.921 posti rispetto a quelli previsti oggi dalla legge: ma il
conto reale vola almeno a quota 50mila, perché molti enti non hanno ancora
effettuato i tagli (alle Giunte nelle grandi città e ai quartieri nelle
piccole) introdotti con la Finanziaria 2008, e perché sulle Province si
potrebbe affacciare qualche intervento ulteriore. A Roma e Milano, per esempio,
i consigli comunali dovrebbero perdere 20 dei 60 membri, mentre nei quasi 5mila
micro-Comuni sotto i 3mila abitanti sei persone in consiglio dovrebbero bastare
(oggi sono 10). Stesso discorso per le Giunte, chiamate ad alleggerirsi fino
alla forma del trittico (due assessori più il sindaco) negli enti più piccoli.
In ogni amministrazione il taglio dovrebbe scattare insieme alle scadenze dei
mandati, e lo stesso calendario è previsto per le cure ancora più drastiche
pensate per i consigli circoscrizionali, nati sulla spinta della mega-ondata
partecipativa degli anni 70 ma in gran parte naufragati alla prova delle
competenze effettive. Nelle bozze circolate in questi giorni si legge anche
della «soppressione » tout court delle circoscrizioni comunali, ma nelle città
più grandi alcune forme di decentramento ( per esempio i municipi di Roma)
sembrano destinate a sopravvivere: ipotizzando che il taglio escluda del tutto
le città sopra i 500mila abitanti, resisterebbero 65 dei 384 consigli oggi
previsti ( erano 612 prima della Finanziaria 2008), con 1.781 membri
"superstiti" su 6.538. Insomma, la partecipazione va bene ma non può
essere pletorica, e soprattutto non può perdere di vista le funzioni reali che
ogni livello di governo è chiamato a svolgere. Su questo, più che sui risparmi
nelle indennità ( una trentina di milioni l'anno, per i Comuni) si gioca la partita dell'efficienza. E a questi principi si ispira anche la
revisione pensata per le Province, che alleggerisce consigli e Giunte come nei
Comuni ma non si ferma lì. L'abolizione totale non c'è (la Lega è contraria, e
poi servirebbe una nuova legge costituzionale), ma può affacciarsi caso per
caso, quando l'ente non risponde a una serie di criteri di efficacia basati su
dimensioni, costi di gestione, efficacia delle funzioni svolte e
dell'azione amministrativa. Il taglio di Giunte e consigli, da solo, si
porterebbe via un migliaio fra assessori e consiglieri, ma un'applicazione
rigida dei parametri previsti dal disegno di legge, insieme alla soppressione
delle Province dove c'è la Città metropolitana, potrebbe almeno raddoppiare il
conto: già oggi, per esempio, sono 17 gli enti, da Biella a Crotone, da
Verbania a Isernia fino alle quattro new entry sarde, che non raggiungono il
limite minimo di 200mila abitanti. La via più efficace per
"difendere" le province dal dibattito
continuo degli abolizionisti, però, passa attraverso l'arricchimento delle loro
competenze. E qui l'idea di Calderoli si concentra.Nell'Italia del federalismo,
secondo questo progetto,non c'è spazio per la folla di enti intermedi, dalle
comunità montane (oggi sono 180, dopo il riordino regionale avviato con la
Finanziaria 2008) ai consorzi, dagli ambiti territoriali ai bacini imbriferi
fino ai 130 enti parco regionali, che non sono indicati nella Costituzione ma
oggi affollano le amministrazioni locali. Via tutto, quindi, entro un anno
dall'approvazione del Ddl, con passaggio di competenze alla Provincia di
riferimento. gianni.trovati@ilsole24ore.com © RIPRODUZIONE RISERVATA LA
SFORBICIATA Tra le ipotesi allo studio anche la soppressione (quasi totale)
delle circoscrizioni e l'addio definitivo alle Comunità montane I tagli in
programma
( da "Asca" del
04-05-2009)
Argomenti: Province
FEDERALISMO:
FRANCO (LN), PIU' POTERE A PROVINCE NO ISTITUTI INTERMEDI (ASCA) - Roma, 4 mag
- ''Alle province possono essere date delle competenze
ulteriori al fine di evitare una serie di istituti intermedi che costano molto
e che potrebbero essere invece accorpati alle Province, tipo i Consorzi di
Bonifica e le Comunita' Montane. A tal proposito, attribuirei al presidente
della Provincia anche le competenze del prefetto e delle prefetture. E'
altrettanto vero che esistono province che, per il
numero di abitanti, non hanno ragione di esistere ed e'
verissimo che negli ultimi anni sono state fatte tante nuove province che non era opportuno fare''.
Cosi' il senatore Paolo Franco (Lega Nord) componente della commissione Finanze
al Senato, nel corso della rubrica settimanale di Gr Parlamento ''60 Minuti'',
sul tema dell'abolizione o meno delle province. ''Se una provincia - continua Franco - ha da 700mila a 1
milione di abitanti ha ragione esistere, mentre una provincia da 80 a 100mila
abitanti non ha ragione di esistere''. red-njb/sam/rob
( da "Stampa, La" del
05-05-2009)
Argomenti: Province
IL CASO. DOPO L'ABOLIZIONE DELL'IMPOSTA Rimborsi Ici, a Cuneo il 132% in più
[FIRMA]ALBERTO PRIERI CUNEO Da potenziale causa di buchi nei bilanci comunali,
l'abolizione dell'Ici (l'Imposta comunale sugli immobili) per la prima casa si
sarebbe trasformata in un grande affare per molte città: almeno stando a quanto
riportato dal Sole 24 Ore. Secondo l'indagine pubblicata ieri,
Alessandria (prima in Italia in questa speciale classifica) avrebbe avuto un
rimborso statale nel 2008 (primo anno di abolizione) addirittura doppio (+198,8%
per la precisione) rispetto a quanto incassato nel 2007, mentre Cuneo (al 28°
posto) si sarebbe «accontentato» del 132,5%, vale a dire un terzo in più di
quanto versato dai cittadini un anno prima. Le cifre: il trasferimento statale
sui mancati incassi 2008 è stato di 3 milioni e 32 mila euro rispetto a una
certificazione di bilancio 2007 pari a 2 milioni e 834 mila euro per l'Ici
sulla prima casa, dei quali poi sono finiti nelle casse comunali 2 milioni e
288 mila euro. Con il trasferimento statale ci avrebbero guadagnato il 70% dei
capoluoghi di provincia, con differenze anche notevoli tra quanto iscritto a
bilancio e quanto incamerato. «Non è da escludere che qualche Comune abbia
fatto il furbo, ma non è il nostro caso - dice Patrizia Manassero, assessore al
Bilancio a Cuneo - la disparità tra quanto iscritto a bilancio e quanto
incassato deriva solo dal fatto che il Comune si appoggia a un ente che
gestisce gli incassi e che ha rendicontato una parte di quei 2 milioni e 834
mila euro, tutti effettivamente incassati, solo a febbraio 2008. L'Ici si
pagava in due rate: quella di giugno veniva girata alle casse comunali
piuttosto in fretta, per quella di dicembre ci voleva più tempo». «Anche il
fatto che lo Stato ci dia più di quanto dovrebbe è falso - aggiunge l'assessore
-. Nei bollettini Ici per la prima casa non venivano inserite le pertinenze, ad
esempio garage e cantine, identificati come altri fabbricati. Il nostro
regolamento comunale però assogettava all'Ici una pertinenza per ogni
abitazione principale: contando anche quelle, il gettito per la prima casa
superava i 3 milioni e 200 mila euro, molto più del rimborso statale». In altre
parole, gli enti locali calcolano il totale di quanto deriva solo dal conteggio
dell'appartamento o della casa in cui una famiglia vive (e su questo lo Stato
proporziona il rimborso), ma tassano in modo diverso i locali collegati
(cantine e garage appunto, il cui mancato gettito non viene rimborsato). Un
meccanismo che determina disparità tra residenti in Comuni diversi, e apparenti
disparità nei rimborsi statali da città a città. Ad Alba, l'ammontare dell'Ici
prima casa sul 2007 era di 1 milione e 389 mila euro, che lo Stato ha pressochè
coperto integralmente nel 2008. «Noi abbiamo certificato il minor gettito in 970
mila euro - dice Lorella Nari, responsabile dei servizi finanziari al Comune di
Saluzzo -. Finora ci sono stati restituiti 913.292 euro. Speriamo arrivi anche
il resto e che per il prossimo anno si possano inserire nella certificazione
anche le abitazioni di nuova costruzione che, con il vecchio sistema, avrebbero
dovuto pagare l'Ici in quanto prime case».
(
da "Resto del Carlino, Il (Rimini)"
del 05-05-2009)
Argomenti: Province
RIMINI CRONACA pag. 9 «Le piccole bugie di Pinocchio' Vitali» LOMBARDI (PDL) SULL'ABOLIZIONE DELLE PROVINCE «QUANDO VITALI vuol fare il duro va sopra le righe e dice bugie». Marco Lombardi, candidato Pdl per la Provincia, replica alle accuse dell'avversario Pd («Lombardi vuole abolire le Province: dunque perché si candida a guidare la nostra?>» «Ogni tanto
prosegue Lombardi Vitali o chi per lui, si lascia andare ad una dichiarazione
un po' ruvida e preso dalla foga dice qualche piccola bugia. Io non ho mai
detto che le Province vanno abolite, ho detto che c'è un dibattito in corso, io
non ho una posizione su questo tema perché andrebbe approfondito e non trattato
con semplicismo. Comunque anche qualora si decidesse di abolirle non mi
strapperei le vesti perché potrei anche tornare a fare altro. Ho detto però che
siccome per i prossimi 5 anni la Provincia ci sarà e avrà compiti importanti,
vorrei offrire ai nostri cittadini un governo migliore di quello che potrebbe
offrire chi, come Vitali, è corresponsabile del disastro politico ed
amministrativo del Comune di Rimini». «Nel merito delle critiche vorrei
ricordare a Vitali che la provincia è l'Ente che ha più capacità impositiva sui
cittadini (più del Comune) e quindi pensare a una riduzione della pressione
fiscale non è una cosa ininfluente. Capisco che secondo la tipica concezione
della sinistra per lui tassare i cittadini è fatto trascurabile perche è
concentrato su come distribuire in regime monopolista le risorse. Ma per me
prima viene la creazione di ricchezza e posti di lavoro, poi una tassazione
equa e rapportata ai servizi offerti, poi viene la distribuzione di risorse a
seconda dei bisogni delle fasce più deboli». (
da "Resto del Carlino,
Il (Cesena)" del 05-05-2009) Argomenti: Province (
da "Mattino di Padova,
Il" del 05-05-2009) Argomenti: Province (
da "Nazione, La
(Livorno)" del 05-05-2009) Argomenti: Province (
da "Corriere del Veneto"
del 05-05-2009) Argomenti: Province (
da "Messaggero, Il
(Marche)" del 05-05-2009) Argomenti: Province (
da "Gazzettino, Il
(Padova)" del 05-05-2009) Argomenti: Province (
da "Mattino, Il
(Salerno)" del 05-05-2009) Argomenti: Province (
da "Corriere delle Alpi"
del 06-05-2009) Argomenti: Province (
da "Trentino"
del 06-05-2009) Argomenti: Province (
da "Resto del Carlino,
Il (R. Emilia)" del 06-05-2009) Argomenti: Province (
da "Messaggero, Il
(Pesaro)" del 06-05-2009) Argomenti: Province (
da "marketpress.info"
del 06-05-2009) Argomenti: Province (
da "Nuova Ferrara, La"
del 06-05-2009) Argomenti: Province (
da "Corriere del Veneto"
del 06-05-2009) Argomenti: Province (
da "Tempo, Il"
del 06-05-2009) Argomenti: Province (
da "Denaro, Il"
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da "Corriere.it"
del 07-05-2009) Argomenti: Province (
da "Resto del Carlino,
Il (Rovigo)" del 07-05-2009) Argomenti: Province (
da "Eco di Bergamo, L'"
del 07-05-2009) Argomenti: Province (
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da "Sole 24 Ore, Il"
del 07-05-2009) Argomenti: Province (
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del 07-05-2009) Argomenti: Province (
da "Secolo XIX, Il"
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da "Nuova Venezia, La"
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da "Gazzettino, Il
(Rovigo)" del 07-05-2009) Argomenti: Province (
da "Gazzettino, Il
(Venezia)" del 07-05-2009) Argomenti: Province (
da "Nuova Venezia, La"
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da "Nuova Venezia, La"
del 08-05-2009) Argomenti: Province (
da "Repubblica, La"
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da "Gazzettino, Il
(Venezia)" del 08-05-2009) Argomenti: Province (
da "Gazzettino, Il
(Venezia)" del 08-05-2009) Argomenti: Province (
da "Gazzettino, Il
(Belluno)" del 09-05-2009) Argomenti: Province (
da "Brescia Oggi"
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da "Nazione, La (Prato)"
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Il (Pesaro)" del 10-05-2009) Argomenti: Province (
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(Benevento)" del 10-05-2009) Argomenti: Province (
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da "Giorno, Il (Milano)"
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da "Nazione, La
(Firenze)" del 11-05-2009) Argomenti: Province (
da "Mattino di Padova,
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(La Repubblica)" del 11-05-2009) Argomenti: Province (
da "Stampaweb, La"
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da "RomagnaOggi.it"
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Calabria, Il" del 11-05-2009) Argomenti: Province (
da "Stampa, La"
del 12-05-2009) Argomenti: Province (
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del 12-05-2009) Argomenti: Province (
da "Tribuna di Treviso,
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da "Nazione, La
(Viareggio)" del 12-05-2009) Argomenti: Province (
da "Messaggero, Il
(Frosinone)" del 12-05-2009) Argomenti: Province (
da "Messaggero, Il
(Umbria)" del 12-05-2009) Argomenti: Province (
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(Venezia)" del 12-05-2009) Argomenti: Province (
da "Giornale di Brescia"
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da "Italia Oggi"
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da "Sole 24 Ore, Il"
del 13-05-2009) Argomenti: Province (
da "Resto del Carlino,
Il (Rimini)" del 13-05-2009) Argomenti: Province (
da "Resto del Carlino,
Il (Modena)" del 13-05-2009) Argomenti: Province (
da "Gazzetta di Parma
(abbonati)" del 13-05-2009) Argomenti: Province (
da "Resto del Carlino,
Il (Bologna)" del 13-05-2009) Argomenti: Province (
da "Nuova Venezia, La"
del 13-05-2009) Argomenti: Province (
da "Sicilia, La"
del 13-05-2009) Argomenti: Province (
da "Gazzetta di Parma
Online, La" del 13-05-2009) Argomenti: Province (
da "Mattino di Padova,
Il" del 14-05-2009) Argomenti: Province (
da "Gazzetta di
Mantova, La" del 15-05-2009) Argomenti: Province (
da "Corriere delle Alpi"
del 15-05-2009) Argomenti: Province (
da "Stampa, La"
del 15-05-2009) Argomenti: Province (
da "Adige, L'"
del 15-05-2009) Argomenti: Province (
da "Nazione, La (Prato)"
del 15-05-2009) Argomenti: Province (
da "Asca"
del 15-05-2009) Argomenti: Province (
da "Gazzettino, Il
(Belluno)" del 15-05-2009) Argomenti: Province (
da "Gazzettino, Il
(Padova)" del 15-05-2009) Argomenti: Province (
da "Soldionline"
del 15-05-2009) Argomenti: Province (
da "Mattino di Padova,
Il" del 16-05-2009) Argomenti: Province (
da "Nuova Sardegna, La"
del 16-05-2009) Argomenti: Province (
da "Giorno, Il (Como)"
del 16-05-2009) Argomenti: Province (
da "Messaggero, Il
(Frosinone)" del 16-05-2009) Argomenti: Province (
da "Resto del Carlino,
Il (Rimini)" del 17-05-2009) Argomenti: Province (
da "Tempo, Il"
del 17-05-2009) Argomenti: Province (
da "Corriere della Sera"
del 17-05-2009) Argomenti: Province (
da "Messaggero Veneto,
Il" del 17-05-2009) Argomenti: Province (
da "Corriere.it"
del 17-05-2009) Argomenti: Province (
da "Adige, L'"
del 18-05-2009) Argomenti: Province (
da "Nazione, La (Prato)"
del 18-05-2009) Argomenti: Province (
da "Gazzetta di Parma
(abbonati)" del 18-05-2009) Argomenti: Province (
da "Corriere della Sera"
del 18-05-2009) Argomenti: Province (
da "Sestopotere.com"
del 18-05-2009) Argomenti: Province (
da "Repubblica, La"
del 19-05-2009) Argomenti: Province (
da "Tempo, Il"
del 19-05-2009) Argomenti: Province (
da "Messaggero Veneto,
Il" del 19-05-2009) Argomenti: Province (
da "Messaggero, Il
(Marche)" del 19-05-2009) Argomenti: Province (
da "Resto del Carlino,
Il (Ascoli)" del 19-05-2009) Argomenti: Province (
da "Sole 24 Ore, Il"
del 19-05-2009) Argomenti: Province (
da "Giornale di Brescia"
del 19-05-2009) Argomenti: Province (
da "Sicilia, La"
del 19-05-2009) Argomenti: Province (
da "RomagnaOggi.it"
del 20-05-2009) Argomenti: Province (
da "Resto del Carlino,
Il (Forlì)" del 20-05-2009) Argomenti: Province (
da "Giorno, Il
(Brianza)" del 20-05-2009) Argomenti: Province (
da "Messaggero, Il
(Frosinone)" del 20-05-2009) Argomenti: Province
(
da "Gazzetta di Parma (abbonati)"
del 20-05-2009)
Argomenti: Province CRONACA 20-05-2009 UDC IL CANDIDATO PRESIDENTE ILLUSTRA IL PROGRAMMA Libè: «Più sostegni per difendere l'agricoltura» II Più sostengo all'agricoltura, non solo a quella d'eccellenza e una burocrazia più leggera che semplifichi l'attività imprenditoriale del settore, con particolare riferimento ai giovani.Sono queste, in sintesi, le proposte di Mauro Libè, candidato per l'Udc alla >presidenza
della Provincia di Parma. «La politica, intesa in senso generale - ha spiegato
- ha un po' abbandonato l'agricoltura, che non è fatta solo di prodotti tipici
ma di molte filiere produttive; eppure è un settore che sta dimostrando di
reggere meglio di altri alla crisi economica e su cui è importante investire
per sostenere le nostre produzioni e il legame con il territorio»Torna
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E Lucchi si candida per abolire la Provincia (sezione: Province)
FORLÌ CRONACA pag. 14 E Lucchi si candida per abolire la
Provincia REPUBBLICANI È GIOVANNI LUCCHI (foto) il candidato del Partito
repubblicano per la presidenza della Provincia. Con questa mossa, decisa nelle
ultime ore, l'Edera sceglie dunque di intraprendere un percorso autonomo (così
come fatto per il Comune di Forlì, dove il candidato è Lauro Biondi), scrivendo
la parola fine sull'ipotesi di sostenere il candidato della Lega Nord Gianluca
Zanoni. «È stato il Carroccio spiega il segretario della consociazione
forlivese del Pri Lauro Biondi a scegliere un'altra strada. Noi abbiamo cercato
di comporre il puzzle delle alleanze cercando sia la forma che la sostanza.
Purtroppo l'aggettivo raziocinante non si adatta a certe forze politiche». Messe in archivio le possibili alleanze per il Pri è arrivato il
momento della ricerca del consenso. «IL PRI dice Lucchi ha sempre combattuto
per l'abolizione delle Province. Non faremo eccezioni. Però, fino a quando
restano, vanno governate nel migliore dei modi». «Chi non vuole più la
Provincia deve votare Pri. Chi vuole gli sprechi voti pure gli altri»,
sintetizza Biondi. La ricetta repubblicana, stando al candidato Lucchi
(ora capogruppo in Provincia), passa attraverso un impegno su «scuola ed
infrastrutture, oltre ad un ruolo di coordinamento dei 30 comuni da parte della
Provincia». «Visto che è possibile sognare aggiunge penso ad una metropolitana
di superficie che colleghi piazza del Popolo a Cesena con piazza Saffi. Occorre
poi rendere il territorio più appetibile, attraverso un valido sistema di
welfare. Senza dimenticare la sicurezza. Servono però maggioranze compatte che
credano in questi progetti». A gettare altra benzina sul fuoco sul capitolo
sprechi' è Mario Guidazzi, segretario del Pri della consociazione cesenate. «La
spesa corrente della Provincia va tenuta sotto controllo è la sua analisi . Si
buttano via soldi per iniziative che non servono a nulla». «Eliminiamo le
società pubbliche inutili conclude Biondi. Riduciamo i gettoni di presenza. E,
ripeto, la Provincia va eliminata. Ha un costo del personale che oscilla tra i
70 ed i 100 milioni di euro. Soldi che vanno redistribuiti ai cittadini.
Pensiamo poi ad istituire la Regione Romagna, con una proposta
politico-finanziaria credibile». Luca Bertaccini
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liste per non votare la provincia (sezione: Province)
Pagina 9
- Regione Liste per non votare la Provincia Campagna astensionista per le
elezioni di Padova e Venezia A guidare la rivolta sono alcuni imprenditori
veneti da Luigi Rossi Luciani a Massimo Carraro PADOVA. Presentata a Padova
l'iniziativa «La Provincia non serve? Non la voto», campagna astensionista per
le elezioni provinciali di Padova e Venezia. Ad illustrarne gli obiettivi l'ex
presidente di Confindustria Veneto, Luigi Rossi Luciani, l'imprenditore Massimo
Carraro e l'ideatore del movimento, Michele Bortoluzzi. «La nostra iniziativa -
ha spiegato Rossi Luciani - è assolutamente trasversale. Siamo un gruppo di
imprenditori, di cittadini che è stanco di sentire la promessa di riduzione del
peso dello Stato da parte dei politici, e non vedere mai un segnale in questo
senso. Le Province costano 17 miliardi, ed il 45% lo spendono per mantenere in
vita se stesse». A Padova e Venezia, in particolare, il movimento presenta una
lista per superare lo scoglio della par condicio in campagna elettorale. Una
lista che però «non vuole voti, ma spazi di comunicazione in campagna elettorale».
La "crociata" degli imprenditori veneti era partita su internet
(www.nonservenonvoto.it) lo scorso mese di marzo. Tra i proponenti, oltre ai
succitati, figuravano anche Marina Salomon (Altana, Doxa), Massimo Calearo (ex
presidente di Federmeccanica) e Stefano Beraldo (dg di Coin Group). Del resto,
lo stesso Calearo, deputato in quota Pd, era stato il primo
firmatario di una proposta trasversale di abolizione delle Province assieme a
Santo Versace, deputato del Pdl nonché imprenditore. Ma l'idea parte da più
lontano: il primo a proporre l'abolizione delle Province fu Francesco Crispi,
giudicandole già nel 1870 non particolarmente utili. Da allora le
Province si sono moltiplicate, fino a raggiungere quota 107 (110 se si contano
quelle a Statuto Speciale).
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di MONICA DOLCIOTTI LISTA Moderazione popolare scende
in campo con due candid... (sezione: Province)
CRONACA
LIVORNO pag. 2 di MONICA DOLCIOTTI LISTA Moderazione popolare scende in campo
con due candid... di MONICA DOLCIOTTI LISTA Moderazione popolare scende in
campo con due candidati: Romeo Chierchia alla presidenza della Provincia, e
Natalina Vadalà candidata alla carica di sindaco. Questa lista si colloca al
centro, ma porta avanti «una politica innovativa, trasparente e pluralista non
ancorata ai vecchi sistemi politici dichiara il vice segretario nazionale
Francesco Mulino basati sul clientelismo». Per la Provincia questa neonata
lista ha raccolto quasi tutte le firme necessarie. Per il Comune le sta ancora
raccogliendo. Romeo Chierchia ha 41 anni, ha due figli, è ispettore della
polizia penitenziaria e politicamente ha maturato una lunga esperienza nelle
fila di Alleanza Nazionale ed è stato tra i fondatori del Partito dei
Pensionati. Natalina Badalà ha 61 anni, è professoressa all'Itc Colombo e anche
lei ha maturato una lunga militanza politica in An ed è di recente confluita
nel Partito dei Pensionati per approdare alla lista Moderazione Popolare. «Noi
corriamo da soli sottolinea con orgoglio Chierchia dunque non appoggiamo
nessuno. Nel nostro programma vogliamo per la Provincia promuovere il
collegamenti con le isole per mezzo di un eliporto a Livorno. Abbiamo una
visione del trasporto pubblico e privato moderna». E prosegue: «Vogliamo una
politica che abbatta i costi sostenuti dalle famiglie per l'istruzione dei
figli nelle scuole dell'obbligo; vogliamo abbattere i costo del trasporto
pubblico su autobus attraverso la pubblicità su paline e pensiline e i ricavati
serviranno a finanziare un fondo economico per far pagare meno gli utenti dei
bus». Ancora: «Vogliamo incrementare la sicurezza dei
cittadini con le ronde formate con i contributi della Provincia affinché siano
coordinate con le forze dell'ordine e dotate di adeguate tecnologie». Sul
dibattito in atto per l'abolizione delle Province, Chierchia dichiara: «Occorre
accorpare i Comuni dello stesso ambito provinciale in un unico organismo
provinciale allargato, cioè una sorta di parlamentino federale'. E
occorre soppiantare i singoli Comuni con circoscrizioni. Questo farebbe
risparmiare in Italia 40 miliardi di euro».
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Una lista per cancellare la Provincia (sezione: Province)
Corriere
del Veneto sezione: PADOVA data: 05/05/2009 - pag: 8 La campagna «Non serve,
non voto»: «Ci candidiamo ma non votateci» Una lista per cancellare la
Provincia PADOVA «Ci candidiamo a patto che non ci votino». Viaggia sul filo
del paradosso la «provocazione» di «Amo l'Italia non voto la Provincia» il
movimento per l'abolizione degli enti provinciali che si appresta a presentare
una propria lista e un proprio candidato (i nomi sono ancora top secret)
proprio per la corsa a palazzo Santo Stefano. Una contraddizione in termini,
apparentemente. Niente affatto secondo Michele Bortuluzzi. «Si tratta solamente
di un escamotage per non far scattare il bavaglio della par condicio - spiega
l'esponente del Partito radicale-. La legge vigente non prevede infatti degli
spazi per i sostenitori dell'astensionismo. Diversamente rischiavamo di non
aver voce fino alla fine dalle elezioni». «Chi si candiderà nella nostra lista
dovrà anche sottoscrivere un documento in cui s'impegna a non accettare alcuna
carica in caso di elezione dice ancora Bortoluzzi . Il nostro programma non a
caso contempla solo tre punti: rifiutare la scheda elettorale per le province, oppure annullarla scrivendo "Non serve? Non
voto. Oppure ancora: restituire la scheda bianca». Oltre a Padova il logo «Amo
l'Italia non voto la Provincia » dovrebbe far capolino nelle schede elettorali
di Venezia, Milano, Brescia, Bologna e Firenze. «Non si tratta certo di
qualunquismo aggiunge Massimo Carraro già sfidante di Giancarlo Galan per il
centrosinistra nelle ultime regionali . Questa campagna contro le province, oltre ad avere un vasto
consenso tra la popolazione, sarebbe un ottimo strumento indebolire la casta».
«Si parla tanto di tagliare i costi della politicaspiega Luigi Rossi Luciani
già numero uno degli industriali veneti-. Ecco, questa sarebbe un'ottima occasione
per eliminare in un colpo solo migliaia e migliaia di poltrone sostanzialmente
inutili e a carico del contribuente». Tra gli slogan del movimento c'è:
zero Province, 10 regioni e 2000 comuni. «Non è vero che in questo modo si
andrebbero licenziare i dipendenti degli enti provinciali conclude Bortoluzzi .
I lavoratori assunti tramite concorso verrebbero riassorbiti
dall'amministrazione pubblica, pensiamo per esempio quanto servirebbero negli
uffici giudiziari. A rimanere disoccupati sarebbero solo i dipendenti di nomina
politica». Al.Rod. Trio d'eccellenza Da sinistra: il radicale Michele
Bortoluzzi, l'imprenditore Luigi Rossi Luciani e Massimo Carraro
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Rush finale per la composizione delle liste a quattro
giorni dalla loro presentazione in tri... (sezione: Province)
Martedì
05 Maggio 2009 Chiudi di DIANA MARILUNGO Rush finale per la composizione delle
liste a quattro giorni dalla loro presentazione in tribunale. Rosalba Ortenzi
consigliere regionale, Giuseppe Buondonno coordinatore del Pd cittadino, Mauro
Tomassetti vice preside dell'Itis Montani, il consigliere comunale Andrea
Petracci e quello provinciale Ezio Donzelli sono i cinque candidati consiglieri
del Partito Democratico alle prossime provinciali per i collegi Fermo. Il
giovane Andrea Di Virgilio e la moglie dell'ex sindaco sangiorgese Claudio
Brignocchi, Katia Ciabattoni, invece si candideranno per lo stesso partito nei
collegi di Porto San Giorgio. Gianni Conte, della Legambiente e componente di
spicco del Comitato contro la centrale a biomasse e l'impianto al silicio si
presenterà nella lista dell'Italia dei Valori. Questa annovera tra i candidati
anche gli ex sindaci di Torre San Patrizio e Ortezzano Alberto Regno e Ugo
Agostini, la rappresentante delle donne dell'Idv Donatella Ruggeri, la preside
dell'Itcg di Fermo Anna Maria Vecchiola e l'avv, Claudio Moretti oltre
naturalmente al responsabile provinciale dei giovani del partito Michele Amurri
e a Christina Pacella della lista civica Libera Cittadinanza. In queste ore
oltre alle liste si stanno chiudendo gli ultimi accordi per le alleanze.
Stamattina si presenterà ufficialmente il candidato presidente del Partito
Liberale, Patrizia Niccolini. Una lista giovane la sua ed una campagna
elettorale che si annuncia senza protagonismi ma che vuole far ritornare il Pli
nell'alveo del centrodestra. Una ventina i candidati consiglieri provinciali
che si presenteranno alle elezioni. In dirittura d'arrivo anche la lista
"Il Centro del Fermano" che sostiene il candidato presidente Gaetano
Massucci, il chirurgo di Amandola consigliere comunale a Monte Vidon Combatte.
Chiuse anche le tre liste apparentate con Gianni Basso, quella del Movimento
per le Autonomie, La Destra e la civica Forza Fermano. «Sono 24 candidati per
ogni lista - dice Basso - sono convinto che presso la gente il mio nome passerà
come è sempre stato, perché gli elettori non guarderanno i simboli dei partiti
ma gli uomini e le donne che si sono candidati e la loro affidabilità. Ho fatto
tante battaglie e ho trasformato Montegranaro e questa della provincia mi
appassiona particolarmente. Spero che Di Ruscio, al secondo turno, mi chieda
l'apparentamento ed io glielo concederò». Intanto l'on. Raffaele Lombardo
dell'Mpa ha sancito l'inizio della campagna elettorale di Basso. «E' il candidato - afferma il parlamentare - che meglio si sposa con
l'autonomia della provincia di Fermo che si affaccia nello scenario delle
autonomie provinciali . Oggi si parla di abolizione delle province non considerando il ruolo
fondamentale che quest'ente esercita fra Comuni e Regione coordinando le
politiche del territorio». Nel frattempo domani per sostenere la
campagna elettorale di Saturnino Di Ruscio arriva alle ore 20 a Porto
Sant'Elpidio località Corva presso il Salone Parrocchiale il Ministro della
Gioventù Giorgia Meloni mentre da ieri e iniziata la serie di incontri che
vedrà il candidato Presidente del centrosinistra Fabrizio Cesetti impegnato in
tutti i Comuni componenti la nuova Provincia. È precisa volontà del candidato
«toccare tutti i 40 centri, senza lasciarne fuori alcuno».
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C'è anche chi, dall'abolizione dell'Ici, riesce a
trarre grandissimi vantaggi (sezione: Province)
C'è anche chi, dall'abolizione dell'Ici, riesce a trarre
grandissimi vantaggi Martedì 5 Maggio 2009, Stranezze dell'Ici. Qualche Comune,
secondo le recenti stime, riuscirebbe a trarre grandissimo vantaggio dalla
cancellazione dell'Imposta sugli immobili, a scapito delle amministrazioni più
virtuose. I trasferimenti statali rilasciati per "inerzia",
infatti, finiscono col dare a molte città meridionali risorse che le stesse mai
sarebbero riuscite a riscuotere in concreto, superando quindi i mancati
incassi, a svantaggio dei comuni più attenti. Padova è tra le più danneggiate:
su una classifica di 103 città è al 65esimo posto, con 26 milioni di euro tra i
valori del bilancio (dato 2007), 23 milioni 970mila euro incassati e 24 milioni
507mila rimborsati, pari al 102,2 per cento degli introiti che altrimenti
avrebbe riscosso da sola. Ma è proprio così? «E' l'ennesima riprova - dice
l'assessore comunale al Bilancio Gaetano Sirone - di applicazione del
federalismo fiscale alla rovescia. Il taglio dell'Ici altro non è stata che una
mossa elettorale, fatta a suo tempo nella consapevolezza che non c'erano i
soldi per poterselo permettere. E infatti non stanno mantenendo la promessa».
L'assessore nel corso della sua amministrazione ha più volte ricordato gli
effetti benefici dei controlli effettuati per la lotta all'evasione, grazie
alla quale tutte le imposte dovute alla fine sono entrate nelle casse comunali.
Quando erano previsti 26 milioni di euro, dunque, 26 milioni alla fine sono
arrivati in bilancio. E non 24 milioni, come invece calcolato dall'erario, in
un gioco al ribasso in cui sono caduti molti comuni. In testa quello di Trapani
che era solito incassare meno della metà del dovuto. Così dallo Stato è
riuscito a ricevere rimborsi pari al 198 per cento di quello che invece avrebbe
ottenuto con le sue forze. «Banche dati caotiche e disordinate - conclude
Sirone - hanno fatto il resto. Anche se era abbastanza prevedibile che comuni
quali Enna, Bari, Lecce, Campobasso, Siracusa, non avrebbero mai avuto
strumenti per incassare l'Ici spettante. In questo calderone sono caduti dentro
anche comuni virtuosi come quello di Padova. L'erario ha quindi considerato il
dato di partenza gonfiato anche se nel nostro caso non lo era. Ha ipotizzato
una previsione al rialzo, e ha ritenuto di rimborsare una cifra inferiore
considerandola equa. Invece non lo è: per eccesso per i comuni spreconi, per
forte difetto per quelli virtuosi. E sarebbe questo il federalismo fiscale?».
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ALGIA TESTA NOCERA INFERIORE. IN BARBA AI TANTI
PROCLAMI LA SOCIETà AUTOSTRADE MERIDIONALI C... (sezione: Province)
ALGIA
TESTA Nocera Inferiore. In barba ai tanti proclami la Società Autostrade
Meridionali cosa fa? Aumenta il pedaggio sull'A3 Napoli-Salerno che rimane
rigorosamente a tariffa unica. Un euro e sessanta centesimi per qualsiasi
tratto, lungo medio e breve che sia, un aumento di dieci centesimi applicato
all'improvviso e in un periodo quanto mai inusuale dal momento che le stangate
dei rincari autostradali arrivano in genere con il primo dell'anno. Eppure sono
ben tre anni che si discute di un imminente introduzione di un nuovo pedaggio a
tariffa differenziata, calibrata sugli effettivi chilometri percorsi. Battaglie
locali si sono spostate ai tavoli romani dove sembrava quasi fatta, almeno
stando alle rassicurazioni dei politici espressione del territorio che
parlavano di una battaglia ormai vinta. Nel 2007 le riunioni a Roma, su input
dell'allora sottosegretario alle Infrastrutture Andrea Annunziata, non si sono
contate. Al tavolo anche i vertici della Società autostradale che, dopo
estenuanti trattative, sembravano avere recepito le istanze del territorio. Era
il marzo 2008 quando gli annunci diventarono ufficiali. Entro l'estate il nuovo
pedaggio - aveva dichiarato Annunziata - solo una questione tecnica». E
sembravano stabilite anche le tariffe. Meno di un euro, esattamente novanta
centesimi, da Nocera Inferiore a Salerno e viceversa. Le reazioni all'aumento
non mancano a cominciare da quella del sindaco di Nocera Inferiore, Antonio
Romano, in prima fila per ottenere l'abolizione della
tariffa unica. «Non si può illudere la gente - ha tuonato - è una vergogna! Si
tratta di una decisione che va assolutamente contro gli impegni assunti con noi
in sede romana. Sembrava tutto definito. Eravamo stati rassicurati che di lì a
qualche mese sarebbe partito il nuovo sistema. E invece, a distanza di
oltre un anno e mezzo, viene addirittura incrementato il costo del pedaggio».
La questione diventerà oggetto anche di un'interrogazione consiliare a firma
dell'esponente dell'Mpa, Giuseppe Grassi, che chiede l'immediata convocazione
di consiglio monotematico. «L'ennesima sconfitta dell'amministrazione Romano -
dice - sono i risultati di una amministrazione delirante, autoreferenziale ed
interlocutrice di se stessa, che non trova più credito né nei confronti delle
istituzioni né nei confronti dei cittadini. I cittadini pagano amaramente le
scelte di chi ha dimostrato, come Romano, di avere interesse a mantenere in
piedi la sua maggioranza tra il moltiplicarsi dei dirigenti e degli assessori,
senza nutrire alcun amore per il governo della città e del suo territorio
abbandonandolo a se stesso». Sulla questione interviene anche il consigliere
provinciale Salvatore Bottone che chiede un intervento dell'assessore
provinciale ai trasporti Rocco Giuliano: «La Provincia di Salerno deve essere
presente in queste problematiche» ha dichiarato.
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Tutti a caccia delle firme (sezione: Province)
LA
SCADENZA E' SABATO Tutti a caccia delle firme C'è chi abbonda e chi invece ci
ha già rinunciato BELLUNO. Aaa, cercasi firme per liste elettorali. Annata di
passione per una delle incombenze più pesanti a carico di chi vuole candidarsi
alle elezioni: la raccolta di firme, possibilmente autentiche e raccolte
onestamente. Per presentare una lista alle elezioni provinciali ne servono
almeno 350 (al massimo 700) e in giro c'è gente che cerca firme per una
quindicina di simboli. Non tutti ce la faranno, qualcuno si è già arreso, altri
si sono affidati ai partiti alleati più organizzati sul territorio per
sguinzagliare in giro raccoglitori professionisti. Due le teorie: c'è chi si
accontenta di avere un piccolo margine puntando soprattutto sulla validià delle
firme raccolte perché non vengano contestate e c'è chi invece preferisce
tenersi larghissimo e fare incetta di identità. Sinistra e centrosinistra
appartengono a questa categoria: «Quello di raccogliere molte più firme del
necessario è un po' un'abitudine per noi», spiega il segretario del Prc Moira
Fiorot, «perché non si sa mai e anche stavolta ne abbiamo in abbondanza». Anche
il Pd ne ha molte: «Più che altro è successo per sbaglio», racconta il
coordinatore provinciale del Partito Democratico Valerio Tabacchi, «perché
avevamo diverse persone impegnate», del resto alle spalle hanno macchine
organizzative dall'esperienza secolare. Dovrebbe farcela Andrea Dall'O che ha
messo insieme Liga Veneta e Liga Pensionati per appoggiare Sergio Reolon e
assicurano di esserci già riusciti anche quelli del Pne: «Abbiamo già tutto a
posto», assicura il segretario Luciano Reolon, ma il candidato presidente verrà
svelato solo oggi. Ha mollato la spugna invece Giovanni
Patriarca del movimento per il Non Voto: «Raccogliere firme contro la
Provincia, a Belluno, non è facile. Questa realtà non mi sembra favorevole
all'abolizione di quell'ente». Tra i problemi maggiori c'è la paura di molti
cittadini di ritrovarsi di nuovo in questura a dare spiegazioni dopo i fatti di
tre anni fa. La scadenza è imminente, le liste vanno presentate in
tribunale con candidature e programma dalle 8 di venerdì alle 12 di sabato.
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Paolazzi: Siamo noi le vere sentinelle attive sul
territorio (sezione: Province)
di
Jacopo Tomasi Paolazzi: «Siamo noi le vere sentinelle attive sul territorio»
TRENTO. Quasi 500 mila euro. è quanto costano ogni anno le circoscrizioni tra
gli stipendi dei 12 presidenti (1.300 euro netti al mese) ed i gettoni di
presenza dei consiglieri (circa 40 euro netti a seduta). Soldi buttati, per
qualcuno. Presenza indispensabile, per qualcun'altro. Un dibattito aperto dal
2007 quando l'allora sindaco Alberto Pacher invitò a dimezzarle per ridurre i
costi. E c'è chi suggerì addirittura di abolirle. A distanza di anni Corrado
Paolazzi, presidente uscente della circoscrizione di Gardolo che sarà
facilmente riconfermato dall'alto dei 280 voti ricevuti, affronta la questione.
Difende il ruolo di «sentinelle del territorio» e chiede al Comune più ascolto
ma soprattutto «rapidità ed efficenza nel dare risposte alle richieste».
Presidente Paolazzi, da tempo ci si interroga sull'effettiva utilità delle
circoscrizioni. Immagino che lei le ritenga importanti... Sì, perché hanno un
ruolo politico di sentinelle del territorio. Sono i veri soggetti che colgono
le esigenze della gente per poi portarle all'attenzione di Comune o Provincia.
Spesso, però, si lamenta la mancanza di potere decisionale e quindi di riunioni
che portano poco lontano... L'aspirazione delle circoscrizioni non è quella di
avere potere di decidere. Chiediamo solo che il Comune risponda in tempi brevi
ed in modo efficace alle nostre sollecitazioni sui problemi quotidiani. Cose
semplici: tagliare l'erba delle aiuole, sistemare strade e marciapiedi. In
questi anni c'è stato forse poco ascolto e dialogo. E come si potrebbe trovare
una soluzione? Con un ufficio del Comune che si occupi
delle nostre richieste. Lei «boccia» chi chiede l'abolizione delle
circoscrizioni, ma come vedrebbe una riduzione? Ci andrei cauto. Chi pensa di
farlo per ridurre i costi della politica a mio modo di vedere sbaglia. Le
circoscrizioni costano poco e danno molto. Costano quasi 500 mila euro l'anno...
Soldi che si possono risparmiare in altro modo. Come? «Con una riforma
istituzionale fatta a livello regionale che porti i consiglieri comunali da 50
a 35 e che permetta ai 12 presidenti delle circoscrizioni, eletti direttamente,
di entrare in consiglio comunale. Così si ridurrebbero i costi ed ogni parte
della città sarebbe rappresentata. Sarebbe comunque favorevole ad una riduzione
delle indennità di presidenti e consiglieri? Credo che se uno fa seriamente il
suo dovere di presidente e consigliere, spendendo tempo per la comunità, si
merita quel che prende. Andreatta è stato eletto sindaco, cosa si aspetta? In
questi anni, quando era assessore all'urbanistica, abbiamo sempre trovato
grande attenzione. Ora, da sindaco, mi aspetto che abbia il coraggio di fare
scelte importanti. A proposito di scelte, lei ha deciso di non candidare in
Comune e di restare in circoscrizione. Perché? Perché a Gardolo c'è ancora da
fare e non volevo lasciare la mia opera incompiuta.
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RUBIERA FA DISCUTERE l'abbattimento selettivo dei
piccioni nel cortile Sagip a... (sezione: Province)
RUBIERA,
SCANDIANO E CERAMICHE pag. 17 RUBIERA FA DISCUTERE l'abbattimento selettivo dei
piccioni nel cortile Sagip a... RUBIERA FA DISCUTERE l'abbattimento selettivo
dei piccioni nel cortile Sagip a Rubiera. Le giornate di "caccia"
sarebbero state almeno due, tutte regolarmente autorizzate da Provincia e
Comune e garantite da personale con "patentino speciale". Dopo
l'intrevento di Stella Borghi (ieri sul nostro giornale) interviene ora il
referente di una associazione animalista di Modena. «Da settimane presso lo
stabilimento Sagip avvengono abbattimenti cruenti denuncia
Emilio Salemme della Lega per l'abolizione della caccia -. Il Sindaco di
Rubiera,con un' ordinanza pare abbia autorizzato l' uccisione dei volatili,
protetti come avifauna selvatica dello Stato dalla Legge 157/92. Non si sa se
il servizio veterinario provinciale di Reggio sia al corrente e abbia dato
parere favorevole all' abbattimento, non si sa se siano stati previsti
prima dell'uso di armi altri metodi alternativi per contenere le colonie di
piccioni. Il sindaco con un atto unilaterale continua - ha deciso di ammazzare
questi volatili creando sdegno e allarme fra la popolazione e gli automobilisti
che transitavano sulla Statale. Credo a questo punto che la LAC (Lega per l'
abolizione della caccia ONLUS) abbia il dovere di denunciare il sindaco di
Rubiera per uccisione cruenta di animali».
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Secessione, potrebbe diventare una beffa (sezione: Province)
Mercoledì 06 Maggio 2009 Chiudi «Secessione, potrebbe
diventare una beffa» Varotti: «Conto sul codice di Calderoli, la provincia di
Rimini rischia l'abolizione»
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BOLZANO: LA GIUNTA PROVINCIALE HA DECISO DI ABOLIRE
DAL 1 GIUGNO 2009 UNA SERIE DI CERTIFICATI MEDICI RITENUTI OBSOLETI. (sezione: Province)
Mercoledì
06 Maggio 2009 BOLZANO: LA GIUNTA PROVINCIALE HA DECISO DI ABOLIRE DAL 1°
GIUGNO 2009 UNA SERIE DI CERTIFICATI MEDICI RITENUTI OBSOLETI. Bolzano, 6
maggio 2009 - Si tratta di una notevole semplificazione sotto il profilo
burocratico e procedurale che a partire dal 1° giugno prossimo prevede labolizione di una ventina di cer4tificati medici
ritenuti non più necessari. Tra questi in particolare sono aboliti: il
certificato di sana e robusta costituzione, il certificato medico comprovante
la sana costituzione fisica per i farmacisti , il certificato di idoneità
fisica per lassunzione nel pubblico impiego, il rinnovo del
certificato di idoneità a svolgere la mansione di fochino, il certificato per
abilitazione alla conduzione di generatori di vapore (caldaie), il certificato
di
idoneità allesecuzione di operazioni relative
allimpiego dei gas tossici, il certificato per ottenere sovvenzioni
contro cessione del quinto della retribuzione, il certificato per vendita dei
generi di monopolio, il certificato di idoneità fisica al servizio civile
volontario, il certificato di idoneità fisica a fare il giudice onorario e il
giudice di pace, il certificato di idoneità allesercizio
dellattività di autoriparazione, la tessera sanitaria per le persone
addette ai lavori domestici. Vengono aboliti anche il certificato di idoneità
fisica per lassunzione di minori e per lassunzione di
apprendisti e assimilati, limitatamente ai lavori non a rischio, il certificato
di idoneità fisica per lassunzione di insegnanti, il certificato di
idoneità psico-fisica
per la frequenza di istituti professionali o corsi di formazione professionale
o per lammissione ai soggiorni di vacanza per minori,
il libretto di idoneità sanitaria per i parrucchieri, il certificato di
idoneità per i lavoratori extra-comunitari dello spettacolo, il certificato di
idoneità psico-fisica allattività di maestro di
sci. Dal 1° giugno in provincia di Bolzano è inoltre abolito lobbligo del
libretto di idoneità sanitaria per il personale addetto alle attività di
produzione, preparazione, somministrazione, deposito, vendita o distribuzione
di alimenti e lobbligo del certificato
medico di non contagiosità per la riammissione al lavoro del personale di cui
al comma 1 dopo lassenza per malattia oltre i cinque giorni.
Lassessore alla sanità Richard Theiner è particolarmente soddisfatto di
questa semplificazione burocratica che comporterà anche un sensibile risparmio
per i cittadini che annualmente dovevano versare in media 180 euro allanno per ottenere questi certificati. I certificati medici aboliti
nel territorio della provincia di Bolzano saranno rilasciati anche in futuro ai
soli soggetti tenuti alla loro presentazione in altre regioni. . <<BACK
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per la tanto vituperata Cispadana, a giorni sapremo
chi la finirà. Lo sappiamo tutti che le grandi ... (sezione: Province)
per la
tanto vituperata Cispadana, a giorni sapremo chi la finirà. Lo sappiamo tutti
che le grandi ... Verri: malcostume al volante ma serve anche più manutenzione
Conventi: grandi arterie troppo vecchie per la tanto vituperata Cispadana, a
giorni sapremo chi la finirà. Lo sappiamo tutti che le grandi infrastrutture
non dipendono dalla volontà della Provincia: se l'Anas ci mette i soldi per la
nuova Romea noi siamo pronti a fare la nostra parte, ma l'Anas è al 98% del
Tesoro e se il governo non finanzia la Romea non decolla. Per la manutenzione delle
nostre strade spendiamo 4-5 milioni l'anno, sono tanti, ma ne servono di più.
Però le strada messe peggio sono Ss16, Romea e Superstrada del Mare, tutte in
gestione all'Anas». Malaguti: «Mille morti in 15 anni sono una dramma
insopportabile. Abbiamo strade colabrodo, anche a causa di appalti al ribasso
che vanno rivisti, forse anche da qualche magistrato. Si asfalta e dopo 6 mesi
l'asfalto è da rifare, qualcossa non funziona». Pappi: «La sicurezza dipende da
tanti fattori: educazione stradale, uso di alcol e dorghe e poi condizioni
stradali. Le ditte che vincono gli appalti sanno fare il loro mestiere? La
Ferrara-Mare è un disastro, l'Anas deve invervenire una volta per tutte. E' una
pazzia il tunnel sulla Romea, spendiamoli meglio i soldi». Verri: «La manutenzione
è importante, ma la sicurezza è legata soprattutto al malcostume al volante. Il
fatto che molti degli incidenti più garvi avvengano dopo la mezzanotte la dice
lunga, servono più controlli e più pattuglie». PROVINCIA:
SI' O NO? Alberto Faustini, il direttore della Nuova Ferrara, ha chiesto ai sei
una buona ragione per chiudere le Provincia e due per conservarle. Pappi:
«Brunetta mi piace, ma non sono d'accordo con lui sull'abolizione delle
Province che hanno importanti competenze su infrastrutture, qualità dell'aria,
finanziamenti alle imprese. Se le aboliamo poi dobbiamo inventarci
qualcos'altro». Malaguti: «C'è l'ipotesi di trasformarle in organi di secondo
grado con consigli provinciali formati dai sindaci. Dicono che nazionalmente si
risparmierebbero 300 milioni. Per me si può fare». Zappaterra: «Una buona
ragione per tenerle è che la strade passate alla Provincia sono tenute meglio
di quelle rimaste all'Anas. Se spariscono le Province e le competenze vanno
alle Regioni si allontana la politica dai cittadini. I Comuni piccoli saranno
penalizzati». Conventi: «Una buona ragione per tenerle è che così Brunetta
avrebbe torto. Se sparisce la Provincia i Comuni sotto i 10 mila abitanti non
conteranno nulla con la Regione. L'unica è fare i conti l'eterogeneità della
nostra Provincia e disegnare quattro macro aree: Alto Ferrarese, Medio
Ferrarese, Delta e Città. I costi politici delle Province sono modesti».
Masina: «Se la Provincia è percepita come passacarte tanto vale abolirla.
Conviene mantenerla, ma snellita, per assicurare la manutenzione del territorio
(strade, canali, retrospiaggia...) e fare da trait d'union tra Comuni e
Regione». Verri: «A Roma hanno trovato nella Provincia il facile capro
espiatorio. Se tutto passa alle Regioni come fa il cittadino a controllare? A
Roma dovrebbero scatenarsi per rivedere le funzioni, per eliminare i doppioni.
Il costo non sono amministratori e consiglieri, ma l'inefficienza e certi
sprechi: per risparmiare basta abolire strutture come Ato e Ami. Piero Lodi (di
«è Tv») ha chiesto che ne pensano dell'amministrazione di Cento. Severo il
giudizio della Zappaterra: «Non sta giocando un ruolo trainante, non esercita
il ruolo di leadership nemmeno nell'Alto ferrarese e questo è un peccato».
Masina ha rimpianto la piccola Torino di un tempo. Per Verri «c'è bisogno che
Cento dia il suo contributo alla politica ferrarese». Malaguti ha detto che in
difficoltà c'è l'economia centese e di tutta la provincia e ha invocato il
cambiamento dopo 60 anni.
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Capolista in Comune, contrario alla Provincia Un
Corriere
del Veneto sezione: PRIMOPIANO data: 06/05/2009 - pag: 5 Lo scontro Imbarazzo a
Padova. Giacon: «La sua posizione non è condivisa» Capolista in Comune,
contrario alla Provincia Un «caso Carraro» agita il Partito democratico PADOVA
Una guerra strisciante si combatte nel Partito Democratico veneto
sull'inutilità delle Province. Una guerra che si trascina da mesi, iniziata
tempo addietro dalle dichiarazioni apertamente abolizioniste del deputato
democratico vicentino Massimo Calearo (immediatamente richiamato all'ordine dal
partito), e continuata in quetsi ultimi tempi con la presentazione delle liste
elettorali «Amo l'Italia, non voto la Provincia» a Belluno e Venezia (dove alla
guida delle rispettive giunte provinciali ci sono due presidenti del Pd) e
sbarcata l'altro ieri anche nella città del Santo. Risultato: un componente
della direzione provinciale che spara a zero contro il candidato capolista in
Comune. Accade dunque a Padova, dove l'adesione di Massimo Carraro, già
sfidante di Giancarlo Galan alle ultime regionali, alla campagna per
l'astensionismo alle Provinciali («Non serve, non voto»), proprio non va giù ai
maggiorenti locali del partito di centrosinistra. A farsi portavoce di questo
disagio ci pensa Paolo Giacon, fedelissimo del segretario regionale Paolo
Giaretta. Giacon, membro della direzione provinciale del Partito Democratico e
candidato alle elezioni provinciali nel collegio di Padova II, ritiene la
battaglia intrapresa da Carraro contro le Province «non condivisa né dalla base
né dalla dirigenza del Pd. Non riusciamo davvero a comprendere come un
autorevole esponente della squadra del Partito Democratico nelle prossime
elezioni comunali (dove Carraro è capolista del Pd, ndr) non sostenga i suoi
colleghi di partito nella sfida per le provinciali - accusa Giacon - . Un
paradosso incredibile che ci amareggia e ci stupisce. Penso sia necessaria una
riunione urgente della direzione provinciale del Partito per fare chiarezza: il
nostro elettorato rischia di essere disorientato da queste iniziative non
condivise ». «L'invito ad astenersi è uno strumento inopportuno, qualunquista e
antipolitico che rischia di alimentare l'astensionismo anche nelle altre
elezioni rincara la dose lo stretto collaboratore del segretario regionale
Giaretta - . Ci appelliamo al senso di responsabilità e alla serietà del nostro
capolista in Comune, Massimo Carraro, perché lasci da parte iniziative
antipolitiche e sostenga il proprio Partito anche nella corsa alle elezioni
provinciali. La corsa in provincia è tutta in salita e dobbiamo fare squadra.
Crediamo che la collaborazione e il sostegno reciproco sia importante». Anche
se con mille distinguo, Giacon evoca così una delle prassi imprescindibili
nelle liturgie del vecchio Pci: la cara, vecchia disciplina di partito.
Un'evocazione che lascia però molto perplesso il diretto interessato, che da
Londra non nasconde il suo stupore: «Francamente non riesco a capire - replica
Carraro - , io non ho assolutamente nulla contro Albuzio,
il nostro candidato a presidente della Provincia. Il mio sostegno al sindaco
Zanonato rimane totale. Il punto è un altro: il mio impegno per l'abolizione
delle Province è anteriore alla candidatura in Comune. Un impegno di cui era a
conoscenza anche il partito». Al.Ro.
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Liste in dirittura d'arrivo (sezione: Province)
stampa
politica Liste in dirittura d'arrivo Liste e programmi al rush finale. Gli
schieramenti in corsa per la conquista della presidenza di palazzo Gramsci
giocano a carte semi-scoperte. Sabato scade il termine per la presentazione dei
candidati, intanto, tra indiscrezioni e conferme, i «rivali» aspiranti alla
presidenza sono attenti a non rivelare troppo. Ci sono ancora alcune situazioni
da chiudere, trattative febbrili in corso e colleggi «in bianco» dove
potrebbero comparire gli «assi nella manica». Questa mattina è prevista la
chiusura della lista del Pdl e di «Rialzati Ciociaria» che sostengono la
candidatura di Antonello Iannarilli assieme ad altre otto liste, anch'esse in
fase di ultimazione. Per quanto riguarda il Pdl, nel capoluogo sono confermate le
candidature di Fabio Bracaglia al collegio 1, Gennarino Scaccia al 2 e
Francesco Trina al 3. Restano da chiudere solo i due collegi di Sora. In fase
di completamento anche il programma che a giorni sarà reso noto. Uno dei punti
cardine, come ha anticipato il coordinatore provinciale del collegio sud,
Adriano Roma, è la riduzione progressiva della Cosap, fino
ad arrivare all'abolizione della tassa sui passi carrabili. «Una tassa che
attualmente eroga un gettito di 600mila euro l'anno per l'amministrazione
provinciale - ha spiegato Roma - che noi compenseremo con l'aumento della
cartellonistica pubblicitaria sulle strade, senza mettere le mani in tasca ai
cittadini. Attualmente su 3mila chilometri di strade entrano solo 20mila
euro alla Provincia, con uno sviluppo adeguato si riuscirà tranquillamente a
compensare l'entrata della Cosap». Nel centrosinistra sono nove le liste a
sostegno del candidato presidente, Gian Franco Schietroma. Intanto, è stata
completata la lista del Pd, approvata ieri a maggioranza, dalla direzione
provinciale. «Si è concluso in modo positivo il complesso lavoro della
commissione per la composizione della lista del Pd - ha spiegato il segretario
provinciale del partito, Mauro Buschini, candidato alla vicepresidenza - voglio
ringraziare i membri Antonio Gargano che ha coordinato i lavori, Enrico
Porretti, Aldo Antonetti, Stefano Vitale, Alberto Festa, Stefano Vona, Emanuele
Belli e Giampiero Di Cosimo. è una lista forte, autorevole e rappresentativa
del territorio, sono sicuro che riuscirà a conquistare molti consensi
nell'elettorato della nostra provincia. In campo molti amministratori, giovani,
donne e ben otto sindaci (ma non Marini, ndr). Una squadra vincente, la stessa
che nei comuni vince con merito le elezioni. Il risultato è altamente
soddisfacente e ci permette di affrontare al meglio le prossime elezioni, con
la certezza che la lista del Pd contribuirà in maniera determinante al successo
di Gianfranco Schietroma e del centrosinistra». Completata anche la lista del
Partito Socialista: «Si tratta di una lista fortissima - ha dichiarato
Schietroma - in grado di incrementare largamente il risultato ottenuto nelle
precedenti elezioni provinciali, pari all'8,3% dei voti. Anche le altre forze
politiche che sostengono la mia candidatura stanno predisponendo liste molto
forti, che saranno sicuramente decisive per un esito elettorale a me
favorevole». Tra i candidati di Frosinone: Angelo Pizzutelli al collegio 1,
Paolo Fanelli al 2 e il presidente del Consiglio Norberto Venturi al 3. Tre per
il momento, ma potrebbero arrivare a quattro, le liste del «Terzo polo» a
sostegno della candidatura di Domenico Marzi: l'Udc, la lista Marzi presidente
e «Ribellati Ciociaria» dell'ex Pdl, Alessandro Foglietta. Per questa sera è
previsto l'incontro per chiudere definitivamente gli elenchi.
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Il federalismo fiscale? Non basta Sette proposte per
rinnovare il Paese (sezione: Province)
Commenti
riforme istituzionali Il federalismo fiscale? Non basta Sette proposte per
rinnovare il Paese Gerardo Mazziotti Dopo la recente approvazione del
federalismo fiscale bisogna fare altre riforme strutturali e costituzionali.
Eccole. 1) la riduzione del Parlamento da 945 tra deputati, senatori e senatori
a vita a non più di 140 deputati e 60 senatori con l'abolizione dei
"senatori a vita" (gli Usa hanno 440 deputati e 100 senatori, la
grande Russia ha solo 400 deputati e nessun senatore, men che meno a vita, e il
continente Cina di 1, 4 miliardi di abitanti ha un'Assemblea di 2.800
rappresentanti del popolo ); 2) la sostituzione degli attuali trattamenti
economici e pensionistici dei parlamentari e dei consiglieri regionali
(mediamente 20mila euro al mese, venti volte la busta paga di un ferrotramviere
o di un metalmeccanico, oltre a una lunga e scandalosa serie di benefits,) con
gettoni di presenza e con una liquidazione a fine mandato rapportata al numero
delle partecipazioni ai lavori parlamentari e consiliari ; 3) la introduzione
della regola, secondo la quale si può essere eletti deputati, senatori e
consiglieri comunali, provinciali e regionali una sola volta o al massimo due
volte allo scopo di rinnovare continuamente la nostra sempiterna rappresentanza
politica e, quindi, di eliminare la specie tutta italiana dei
"professionisti della politica" ( il Presidente Usa può stare alla
Casa Bianca al massimo per due mandati, 8 anni, mentre il senatore Oscar Luigi
Scalfaro sta lì dal 1946 ); 4) la introduzione della norma sulle
incompatibilità, già vigente in tutti i paesi europei, per impedire che i
nostri politici possano fare contempo raneamente i sindaci, gli
europarlamentari, i consiglieri comunali e svolgere attività professionali (
non è un bello spettacolo vedere, per esempio, l'avvocatessa Giulia Bongiorno
che lascia la presidenza della commissione giustizia della Camera per andare a
Perugia a difendere un imputato di omicidio); 5) la riduzione delle
"pensioni d'oro" di almeno il 50 per cento (la Finanziaria di D'Alema
le aveva ridotte, timidamente, di appena il 2 per cento, quella di Berlusconi
di un ridicolo 3 per cento e adesso si parla di un'altra riduzione del 2 per
cento ) che non impedirebbe ad alcune diecine di migliaia di privilegiati di godere
(e lo credo bene) di una pensione trenta volte superiore a quella di quattro
milioni di pensionati inps; 6) la eliminazione della boscaglia dei privilegi
(vitalizi, auto con scorta, lussuosi uffici in palazzi storici con segreterie,
telefoni e francobolli e benefits vari ) di cui godono gli ex Presidenti della
Repubblica, della Camera dei deputati, del Senato, della Corte Costituzionale e
di chissà quale altra istituzione finora rimasta ignota ( è semplicemente
scandaloso che la signora Irene Pivetti, diventata ormai una ben remunerata
star televisiva, debba avere a sua disposizione, a spese del contribuente, un
lussuoso ufficio nel palazzo Vidoni e una macchina con scorta vita natural
durante sol perché è stata presidente della Camera ) 7). Il riordino del nostro
sistema amministrativo attraverso: a) la istituzione di 3 macroregioni in luogo
delle attuali 20 regioni ( non possiamo permetterci il lusso di continuare ad
avere una Val d'Aosta con 120mila abitanti, quanti ne ha Torre del Greco) ; b) l'affidamento dell'amministrazione degli 8102 comuni a city
managers nominati dai consigli delle macroregioni (in Olanda i sindaci li
nomina la Regina); c) l'abolizione delle province, delle comunità montane, delle centinaia di enti inutili (
l'elenco è notissimo, da decenni) e delle circa 30mila società miste. Basterebbero
queste sette, semplici riforme per ridurre la spesa corrente (almeno 40mila mld
di lire l'anno) e l' enorme debito pubblico. E per razionalizzare un
sistema-paese farraginoso, improduttivo e socialmente ingiusto. Ma sono le
riforme che questa casta politica non farà mai. Decisa a difendere i privilegi
acquisiti. Occorre perciò un sussulto della così detta società civile. Con in
testa un nuovo Masaniello. g_mazziotti@yahoo.it del 06-05-2009 num.
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Class action: verso l'abolizione della retroattività
con un emendamento (sezione: Province)
Protesta
di pd e idv Class action: verso l'abolizione della
retroattività con un emendamento Lo ha presentato il Pdl. L'azione era stata
introdotta dalla Finanziaria 2008 di Prodi, mai entrata in vigore ROMA - La
class action (la possibilità di un'azione legale comune e non individuale)
potrebbe essere finalmente introdotta nell'rdinamento italiano senza però
valore retroattivo. «C'è un emendamento in questo senso del Pdl», lo
riferisce al Senato il relatore al disegno di legge sviluppo, Antonio Paravia
(Pdl). Secondo il testo del ddl uscito dalla commissione Industria, sono
possibili azioni di classe contro frodi messe in atto a partire dal luglio
2008. Con l'emendamento della maggioranza si cancellerebbe anche questa breve
retroattività. L'emendamento sarebbe contenuto in un fascicolo aggiuntivo
ancora non diffuso a palazzo Madama. Il provvedimento già riconosceva il
diritto al risarcimento solo ai singoli cittadini che avevano denunciato
l'illecito e non a tutti coloro che avevano subito il danno. RINVII - La class
action era stata introdotta nella Finanziaria 2008 dal governo Prodi e fortemente
osteggiata dalla Confindustria, sarebbe dovuta partire inizialmente nel giugno
dello scorso anno, ma il governo Berlusconi ha predisposto prima uno
slittamento al 1° gennaio 2009 per avere il tempo di modificarne l'impianto
normativo, poi una seconda dilazione sino alla fine di giugno 2009. PARMALAT
-Proprio grazie a una class action, negli Stati Uniti la Parmalat all'inizio di
maggio 2008 ha dovuto versare agli aventi diritto 10,5 milioni di azioni della
compagnia italiana per un valore all'epoca di 23,8 milioni di euro. PROTESTE -
«Ogni altro rinvio della class action significa continuare ad andare a
braccetto con bancarottieri, truffatori e furbetti del quartierino, cioè con
tutti quelli che si disinteressano delle regole del mercato», ha affermato il
capogruppo dell'Idv in commissione Finanze al Senato, Elio Lannutti. «Già
nell'attuale formulazione sono esclusi illeciti gravissimi come quelli
conseguenti agli scandali Cirio, Parmalat e bond argentini, tagliando fuori più
di un milione di risparmiatori». Secondo il capogruppo del Pd alla commissione
Industria, Filippo Bubbico, «la riformulazione sulla class action è
vergognosa». stampa |
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IL MOVIMENTO popolare veneto, di cui i massimi
rappresentanti, a Rovigo, sono Bep... (sezione: Province)
ROVIGO
pag. 4 IL MOVIMENTO popolare veneto, di cui i massimi rappresentanti, a Rovigo,
sono Bep... IL MOVIMENTO popolare veneto, di cui i massimi rappresentanti, a
Rovigo, sono Beppe Osti, ex assessore comunale ed ex presidente del Coni, e il
consigliere provinciale Ermenegildo Ghezzo, sosterrà, alle elezioni
provinciali, la candidatura di Antonello Contiero, candidato del Carroccio e
del Pdl. Insieme all'Mpv, sotto uno stesso simbolo e un'unica lista, ci sono
anche i gruppi Progetto nuovo' e il Partito Repubblicano italiano. Ieri è
avvenuta la presentazione ufficiale della squadra'. Al tavolo c'erano, oltre a
Beppe Osti ed Ermenegildo Ghezzo, anche Adino Rossi (Pri) e Patrizio Leccioli
(Progetto Nuovo). «Il nostro obiettivo ha detto Osti è far crescere un'area di
tipo moderato intorno a un ente, la Provincia, che ha una sua ragion d'essere.
L'ente Provincia è un ente che va tenuto ma va riformato».
Anche i repubblicani hanno deciso di correre per sostenere Contiero, nonostante
la loro lotta per l'abolizione dell'ente Provincia vada avanti da tempo. Come
spiega Rossi, la scelta è stata motivata dalla volontà di dare comunque un
segnale e di restare in un'area, quella del centrodestra, a cui i
repubblicani sono fedeli da tempo. Ghezzo sottolinea invece che l'Mpv è parte
integrante del Pdl, «visto che abbiamo partecipato ricorda alla costituente
insieme ad An e Forza Italia. L'Mpv è la seconda lista del Pdl». E della
candidatura di Contiero, Ghezzo dice: «Sono convinto che sia la persona giusta
perchè questa provincia ha bisogno di uno scossone, di un candidato che
rappresenti e sia la novità». Ecco i candidati del gruppo nei vari collegi
provinciali: Adria nord, Mario Andriotto; Adria sud, Patrizio Leccioli; Ariano
Polesine, Carmine Berton; Badia Polesine, Adino Rossi; Castelmassa, Paolo
Sasso; Fratta Polesine, Paolo Sasso; Castelnovo Bariano, Maria Battaglini;
Trecenta, Maria Battaglini; Ceregnano, Paola Bordon; Rovigo sud, Paola Bordon;
Fiesso Umbertiano, Lorenzo Rosini; Lendinara, Alberto Poloniato; Loreo, Ermenegildo
Ghezzo; Lusia, Stefania Paparella; Occhiobello, Massimo Sabella; Porto Tolle,
Lucia Mancin; Porto Viro, Maurizio Finessi; Rovigo Ovest; Claudio Tiberto;
Rovigo est, Rovigo centro est, Rovigo entro ovest, Beppe Osti; Taglio di Po,
Elisa Mancin; Villadose, Edoardo Fiore; Polesella, Leonardo Previati.
Maristella Carbonin
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«Regole
e presìdi per la sicurezza non sono intralci» --> Giovedì 07 Maggio 2009
PROVINCIA, pagina 19 e-mail print «Si muore ancora come cinquant'anni fa, in
uno scavo lasciato sguarnito dai necessari pannelli di sostegno previsti da
sempre dalle norme anti-infortunistiche». Così i sindacati hanno commentato
l'infortunio mortale a Verdello dove un imprenditore di 44 anni è morto, mentre
lavorava in un cantiere per la costruzione della rete fognaria. «Anche per
questo infortunio esiste una responsabilità precisa, che non può essere fatta
risalire al caso» dicono Cgil, Cisl e Uil di Bergamo e i sindacati provinciali
di categoria Feneal-Uil, Filca-Cisl e Fillea-Cgil. «Le misure di sicurezza non
devono essere più pensate come un intralcio o una perdita di tempo. Servono
invece a salvare le vite - affermano i rappresentanti di Cgil, Cisl e Uil
ricordando il loro impegno sul territorio -. Anche a livello nazionale ci
stiamo muovendo: sarebbe, infatti, un grave errore lasciar approvare il decreto
correttivo al testo unico sicurezza sul lavoro (decreto legislativo del 9
aprile 2008, numero 81) che potrebbe stravolgere l'attuale normativa in
materia. A preoccuparci è la modifica radicale delle disposizioni per il
contrasto al lavoro irregolare, soprattutto nei cantieri edili; la
deresponsabilizzazione dei datori di lavoro e dei dirigenti in caso di
infortuni gravi o mortali e la soppressione dell'obbligo di indicare i costi
relativi alla sicurezza del lavoro, pena la nullità
dell'appalto e infine l'abolizione del diritto delle rappresentanze sindacali
(sancito dall'articolo 9 dello statuto dei lavoratori) a intervenire in materia
di salute e sicurezza e di prevenzione degli infortuni». Le organizzazioni di
categoria del settore edile, Feneal-Uil, Filca-Cisl e Fillea-Cgil di Bergamo,
unitamente a Cgil, Cisl e Uil, invitano Ance e artigiani edili (Associazione
Artigiani, Cna, Lia) «a fare di più per scardinare una cultura distorta del
lavoro nei cantieri della nostra provincia dove ancora non si considera la
sicurezza la cosa più importante». 07/05/2009 nascosto-->
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Conformismo e tv (sezione: Province)
Il
Sole-24 Ore sezione: COMMENTI E INCHIESTE data: 2009-05-07 - pag: 12 autore:
Conformismo e tv Che la televisione possa essere "cattiva maestra" è
quasi noioso ribadirlo.L'ultima dichiarazione del sindaco di Roma sulle
ripetute risse con uso di coltelli, benché forzata, ce lo ricorda. Tuttavia, da
bambino venuto su a forza di angeli che mangiavano fagioli mulinando sberle da
paurae wrestler arrabbiati, non mi sento colmo di violenza. Figuriamoci di una
violenza mortale. La televisione veicola valori,stati d'animo,sensazioni,può
dirci cosa è brutto o bello, giusto o sbagliato, eroeo scarto. Ma dietro alle
reazioni individuali a tutto questo c'è ben altro.Nel caso specifico c'è anche
una società che, sfornita sempre più di collante comunitario, lascia molti
individui in una solitudine cui imporsi solo nel completo individualismo. Marco
Lombardi e-mail R i dimensionerei anch'io il ruolo della televisione: è
tramontata l'epoca in cui essa - con lezioni agli analfabeti, sceneggiati dai
grandi classici e varietà castigati poteva forgiare l'identità sociale del
paese. Assieme alla televisione, però, sono tramontati anche altri collanti
potenti, quali la politica, le grandi passioni civili, le ideologie, la
religione. Le quali, a loro volta, potevano rivelarsi anche fonti di
conformismo, se non di fanatismo (perfino armato). Il conformismo di oggi è più
morbido e insinuante, ma non meno temibile nel disincentivare a coltivare il
tratto rivoluzionario dell'individualismo, ossia la capacità di pensare con la
propria testa. • Controlli in treno Al lettore che lamenta l'assenza dei
controllori sul treno da Roma Tiburtina a Fiumicino Aeroporto (si veda la
rubrica «Lettere» del Sole 24 Ore del 28 aprile) ricordiamo che da tre anni
squadre speciali effettuano controlli a campione, così come avviene anche nelle
altre forme di trasporto pubblico urbano.In particolare i controlli effettuatia
marzo sulla Roma –Fiumicino Aeroporto hanno evidenziato un'evasione pari all'8
per cento. Vale la pena ricordare inoltre che da quest'anno le multe non pagate
diventeranno cartelle esattoriali. Federico Fabretti Direttore centrale
Relazioni con i mediae Redazione di Gruppo di Ferrovie dello Stato Province e
partiti Giusto un anno fa ci fu chi manifestava una chiara intenzione di
abolire le Province, supportata da una maggioranza trasversale, quasi unanime.
Ora basta guardarsi attorno nelle città per vedere ovunque sui cartelloni
pubblicitari le facce dei candidati che chiedono il nostro voto nelle prossime
elezioni provinciali. I volti li conosciamo, i simboli
pure, sono gli stessi che un anno fa proponevano l'abolizione di quella cosa
che oggi sognano di conquistare e di presiedere. Per una volta mi sono illuso
di trovarmi in mano una scheda per le elezioni provinciali senza i simboli e i
nomi di chi l'anno scorso firmò la condanna a morte delle Province.
Invece no. I simboli ci sono tutti, non manca nessuno. Non troverò neppure un
asterisco a fianco ai simboli di quei partiti anti-province,
non ci sarà sulla scheda, non ci sarà sui tabelloni all'esterno dei seggi.
Sarebbe un'indicazione molto importante per gli elettori. Giuseppe Peroni
Carmagnola (To) Riposo festivo Al Consiglio d'Europa è stato lanciato un
appello agli europarlamentari per il riconoscimento della domenica quale giorno
festivo. Gli scopi dell'iniziativa sono elevati. Vanno dalla protezione della
salute dei lavoratori alla conciliazione della vita professionale con quella
della famiglia, alla contrapposizione con la crisi economica, che non
giustifica il lavoro festivo. Un numero considerevole di europarlamentari ha
già aderito all'appello. A Strasburgo mancherebbero le firme di un certo numero
di eurodeputati italiani, che perciò sono vivamente invitati a dare la loro
adesione nell'interesse di noi cittadini che li abbiamo votatia rappresentarci
in vista del bene comune. Lettera firmata
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Certificazione Ici dei Comuni da sottoporre alla
Corte conti (sezione: Province)
Il
Sole-24 Ore sezione: NORME E TRIBUTI data: 2009-05-07 - pag: 33 autore: Enti
locali. Fissate le scadenze per inviare i dossier Certificazione Ici dei Comuni
da sottoporre alla Corte conti Gianni Trovati ROMA Prima le Province e i Comuni
soggetti al Patto di stabilità, poi i piccoli enti e a chiudere le Comunità
montane. La sezione delle Autonomie della Corte dei conti ha fissato il
calendario del controllo a tutto campo sui bilanci locali (nella delibera
5/AUT/2009 diffusa ieri), che quest'anno si arricchisce
delle verifiche sulle certificazioni del mancato gettito per l'abolizione
dell'Ici sull'abitazione principale. La certificazione, la cui seconda versione
(fissata dal Dm1Úaprile 2009 del ministero dell'Interno) è appena stata inviata
al Viminale, determina l'ammontare degli assegni statali che compensano il
mancato gettito e rappresenta quindi un documento-chiave nei rapporti
finanziari fra Stato e Comuni. La delibera della sezione Autonomie sui
controlli è l'occasione per ribadire che il documento va trasmesso anche alle
sezioni regionali di controllo della magistratura contabile, anche perché la
sua verifica è uno dei temi nuovi del controllo sui conti locali nell'ambito
dei questionari annuali ( si veda «Il Sole 24 Ore» del 4 maggio). Gli
adempimenti per le verifiche sui rendiconti 2008 variano invece a seconda della
categoria di ente e della situazione finanziaria. Le Province ei Comuni sopra i
5mila abitanti devono inviare (in via telematica) i documenti alla Corte entro
il 31 luglio. Chi chiude i conti in disavanzo, però, oltre a conto del
bilancio, del patrimonio, conto economico e prospetto di conciliazione deve
trasmettere ai magistrati contabili anche tutti i documenti che illustrano la
situazione dell'ente: delibera di approvazione del rendiconto, delibera sugli
equilibri di bilancio, relazione dei revisori e della giunta, elenco dei
residui e quadro dei servizi in economia. Per i piccoli enti il termine scade
il 28 settembre e per le Comunità montane il 20 ottobre. Sempre ieri, è stata
diffusa la delibera 10/2009 della sezione di controllo dell'Emilia Romagna, che
nega agli enti la possibilità di rimborsare ai propri dipendenti le quote di
iscrizione agli ordini professionali. © RIPRODUZIONE RISERVATA
L'APPROFONDIMENTO Chi chiude in disavanzo deve allegare oltre ai prospetti
contabili i documenti illustrativi sulla situazione
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E a Bolzano riparte la
Corriere
della Sera sezione: Politica data: 07/05/2009 - pag: 12 Il caso L'Svp candiderà
solo esponenti di lingua tedesca E a Bolzano riparte la «campagna» contro gli
italiani La Provincia: i terroristi? Erano combattenti DAL NOSTRO INVIATO
BOLZANO A occhio nudo è tutto perfetto. In piazza Vittoria, sulle rive
dell'Adige, tra aiuole fiorite e auto di grossa cilindrata parcheggiate con
geometrico rigore, la nuova scintilla che si è accesa nel paradiso chiamato
SudTirolo non manda alcun bagliore. Ma appena girato l'angolo è scritta in
tedesco su un muro, con spray moderno e storia antica. «Via dal-- l'Italia ».
Qualunque cosa sia, sta succedendo in fretta. Con brusche accelerate, come il
voto nel parlamento della Provincia, che ieri ha consegnato una vittoria storica
a Eva Klotz, pasionaria dell'autodeterminazione tirolese. Adesso è ufficiale,
gli uomini condannati negli anni Sessanta per aver messo bombe contro gli
italiani sono «combattenti per la libertà», attivisti e non più terroristi. E
anche nelle valli, in paesi come Montagna (Montan in tedesco) e Termeno
(Tramin), i voti di Südtiroler Volkspartei, il partitone di maggioranza,
vengono usati per cancellare la denominazione Alto Adige da documenti, timbri e
cartelli comuna-- li, accontentando la Klotz e le altre formazioni di estrema
destra, per le quali la denominazione presentava una «connotazione fascista».
«Il nostro partito-anima ha perso la bussola», dice sconsolato lo storico
Leopold Steurer. Dopo un paio di sconfitte elettorali a vantaggio dell'estrema
destra tedesca, spiega, la Svp si è messa a rincorrerne le pulsioni. «Senza
tenere conto degli effetti della scelta su una gioventù imbevuta di
irredentismo e nazionalismo ». L'inizio del guaio gira naturalmente intorno al
25 aprile. Oswald Ellecosta è un dirigente della Svp, modi garbati e idee
persino troppo chiare. «L'unica cosa che mi interessa è difendere i diritti
della popolazione tedesca della mia terra ». Dal dicembre 2008 è vicesindaco di
Bolzano, coronamento di una quarantennale militanza nel Consiglio comunale. Un
uomo che parla come al bar, e pazienza se le parole non si abbinano alla fascia
tricolore. «Non è la nostra festa» dice per l'occasione. «Noi sudtirolesi siamo
stati liberati nel 1943 dalla Wehrmacht». Il sindaco di Bolzano, si chiama
Luigi Spagnolli, guida una risicata maggioranza di centrosinistra. Tronca,
sopisce, nel nome della pace sociale. Questa volta non basta. Comincia una
corsa al peggio, tra sfilate, cartelli, dichiarazioni deliranti e scuse di
maniera. Gli Ecosociali, compagine formata da sinistra estrema e Verdi, alzano
la posta e chiedono le dimissioni di Ellecosta, infrangendo il tabù che vede
l'intangibilità dei leader di lingua tedesca. Il centrodestra italiano cavalca
la situazione, presenta denunce in Procura ipotizzando il vilipendio della
nazione. «L'Italia dice Maurizio Vezzali, consigliere provinciale del Pdl dà ai
sudtirolesi più libertà di quelle che avrebbero dal governo austriaco. Stiano
buoni». Nelle ultime due settimane, sotto al sole quieto di Bozen le cose vanno
a velocità da centrifuga. Il Pdl chiede il commissariamento del comune, «perché
non difende l'antifascismo». Gli Schützen marciano per
l'abolizione del monumento dell'Alpino di Merano, «fascista », anche se da
decenni è ridotto ad un torsolo a causa di una bomba anti-italiana. Il giorno
della manifestazione a presidiarne i resti ci sono 600 poliziotti, esibizione
muscolare che la comunità tedesca non gradisce. I fiori alla base della
statua vengono poi trafugati da due insegnanti tedeschi, denunciati per furto
aggravato dai carabinieri, accusa valutata come un'altra provocazione. «La
politica debole produce frutti malati» dice il presidente del Consiglio
provinciale Riccardo Dello Sbarba. «Tre giorni fa accusa l'Svp ha modificato il
proprio statuto per non permettere più la candidatura di persone di lingua
italiana. Per paura del declino, rompe la convivenza democratica, e rischia di
cancellare tutto quel che è stato costruito con fatica». Il risultato di tanti
sforzi è davvero un paradiso dove la Provincia amministra un tesoro da tre
miliardi di euro annui per i suoi 430mila abitanti, due terzi di lingua
tedesca, un terzo di lingua italiani, il rimanente ladini e misti. Il tasso di
disoccupazione non supera il 2,5%, e alle feste comandate vengono qui a
respirare ossigeno 23 milioni di turisti. Le nuvole che si affacciano ora sono
legate a paure ancestrali. Ma questa volta il temporale deve essere vicino, se
anche Luis Durnwalder, l'uomo della mediazione, il presidente che ha
normalizzato (fino ad oggi) la vita sudtirolese, ammette la difficoltà. «Sono
preoccupato. È in corso un gioco al massacro. La contrapposizione tra le due
etnie è sempre più radicale. Noi moderati della Svp abbiamo sul collo il fiato
della destra, e voi che dovete aiutarci. L'Italia dia un segno non ostile,
rimuovendo i simboli fascisti da Bolzano». Il problema è di natura politica,
certo. Ma si coniuga con tensioni e questioni sepolte da anni solo in nome di
un quieto vivere che adesso sembra ipocrita. «Avanti così, a sobillare, e salta
la pace interetnica» dicono quasi con le stesse parole l'italiano Dello Sbarba
e il tedesco Steurer. Eccola, la scintilla. Ancora qui, dove la Storia rischia
di inciampare un'altra volta. Marco Imarisio La protesta La Provincia autonoma
di Bolzano è sempre stata governata dalla Südtiroler Volkspartei, il partito
che rappresenta, per statuto, gli interessi delle minoranze tedesca e ladina.
Ma nel 2003 viene eletto alla vicepresidenza del consiglio provinciale un
esponente di An, Giorgio Holzmann. Di qui la protesta degli Schützen, in
costume tipico e i fasci littori (foto)
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Nuova legge elettorale, l'Udc stoppa la proposta Pd (sezione: Province)
Nuova
legge elettorale, l'Udc stoppa la proposta Pd politica Genova. Tanto tuonò che
piovve. Alla fine la proposta di modifica della legge elettorale regionale
avanzata dal Partito democratico è arrivata sul tavolo di una riunione di maggioranza
presieduta dal governatore Claudio Burlando. Ma come è arrivata, subito è stata
stoppata, rinviata a tempi migliori e ad approfondimenti tra le anime della maggioranza. E se il Pd, per andare incontro alla
modifica statutaria (giacente in commissione) che fissa a 40 il numero dei
consiglieri regionali, è per l'abolizione del listino del presidente, il fuoco
di sbarramento è dell'Udc di Rosario Monteleone: «L'unica modifica alla legge
attuale che si considera iniqua è farne una che abolisca sì il listino del
presidente, ma che dica anche che per governare si deve ottenere il 51%
oppure andare al doppio turno». Così tra il Pd che pensa ad un metodo
elettorale proporzionale ad un turno unico e con un premio di maggioranza che
dia il 60% dei seggi ai vincitori (come accade nei Comuni) per compensare
l'abolizione del listino e il Pdl che accettando l'abolizione del listino
rilancia con lo sbarramento al 5%, l'Udc si chiama fuori e ammonisce: «La
Liguria è una regione in bilico: con pochi voti di differenza si vince tanto e
questi - attacca Monteleone - a 11 mesi dalle elezioni sono tatticismi per
favorire uno schieramento o l'altro». Esiste, per la modifica della legge
elettorale regionale, una terza proposta. E' quella di Rifondazione comunista
che martedì si è presentata al tavolo disposta a cancellare il listino a patto
che il premio di maggioranza venga distribuito sul collegio unico regionale.
Idea che ha fatto inalberare chi, invece, è per rafforzare la rappresentanza
territoriale. «Non scherziamo: la rappresentanza territoriale è un falso
problema - sostiene Giacomo Conti - quella che conta è la rappresentanza su
base politica». La riunione è stata aggiornata alla prossima settimana. Con
proposte scritte e approfondimenti tra le parti affidati a Moreno Veschi,
consigliere del Pd incaricato di seguire la vicenda della modifica alla legge
elettorale per il 2010. Al. Cost. 07/05/2009
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ma c'è la mina della città metropolitana (sezione: Province)
IL
REFERENDUM Ma c'è la mina della Città metropolitana Il voto per la Provincia
potrebbe, in un futuro ancora da definire, essere vanificato dall'entrata
vigore della nuova legge sul federalismo approvata la settimana scorsa. Essa
prevede infatti, che entro novanta giorni dalla sua entrata in vigore sia
varato un regolamento per disciplinare il referendum sull'adozione delle Città
metropolitane, tra cui è compresa anche Venezia. Nel referendum - che dovrà poi
essere indetto - i cittadini saranno chiamati a esprimersi sul gradimento sulle
nuove realtà decentrate. Un sì alla Città metropolitana, equivarrebbe
a un parere favorevole all'abolizione della Provincia, visto anche che il
territorio tra le due realtà verrebbe in larga parte a coincidere. Sono nove le
città metropolitane oltre a Roma Capitale. Torino, Milano, Venezia, Genova,
Bologna, Firenze, Bari, Napoli e, novità dell'ultima ora, anche Reggio
Calabria. Politiche di alleanza tra i comuni sono già in corso ad
esempio sul settore dei trasporti, dello smaltimento dei rifiuti, delle
tecnologìe e dei servizi. Ma il progetto prevede che alla Provincia si
sostituiscano i governi dell'Area metropolitana, se il referendum darà questo
esito.
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Il Mpe con il Pdl: Il Polesine ha bisogno di
cambiamenti e di recuperare risorse (sezione: Province)
Il Mpe
con il Pdl: «Il Polesine ha bisogno di cambiamenti e di recuperare risorse»
Giovedì 7 Maggio 2009, Il Movimento Popolare Veneto ha presentato la lista dei
candidati alle elezioni provinciali che sosterranno alle prossime elezioni di
sabato 6 e domenica 7 giugno 2009, la candidatura di Antello Contiero. «La
lista civica provinciale Pro Polesine - esordisce Giuseppe Osti - rappresenta
la sintesi e la collaborazione di Progetto Nuovo e del Partito Repubblicano, un
lavoro di insieme che rappresenta un unione di elevata portanza per la realtà
polesana». «Lo scopo di questa fusione - continua Patrizio Leccioli,
consigliere comunale uscente e candidato per il collegio di Adria Sud - è
quello di riuscire ad unire le forze e la realtà di un'area di tipo moderato.
La provincia va riformata - conclude Leccioli - attraverso un'alleanza forte,
che si fa sentire». Adino Rossi, del Partito Repubblicano sostiene la lista
civica Pro Polesine per il collegio di Badia. «La nostra sintonia - dice - si è
aperta già dall'estate scorsa, quando erano stati stilati i punti in comune tra
le nostre idee. La collaborazione che abbiamo con il Pdl è la stessa che
abbiamo anche a livello nazionale: ci mettiamo a disposizione per contribuire
alla vittoria finale del centro destra. A Badia oltre che con le provinciali -
segue Rossi - scendiamo in campo anche con le elezioni comunali. Con il
Movimento Popolare portiamo avanti l'idea di federalismo che contraddistingue
il Partito Repubblicano, dando un occhio di riguardo alle comunali - conclude
Rossi - perché è dal 1970 che il Partito Repubblicano si batte per l'abolizione delle provincie». «Il Movimento Popolare Veneto - ci
tiene a sottolineare Ermenegildo Ghezzo - con una componente di matrice
democristiana è parte integrante del Popolo della Libertà. La provincia di
Rovigo - segue il candidato per il collegio di Loreo - ha bisogno di
cambiamenti: nella gestione delle istituzioni, sfoltendo gli enti di
secondo grado, e recuperando risorse per gestire gli interessi dei polesani. C'è
una mancanza della conoscenza delle risorse del nostro territorio: è necessario
promuovere la nostra terra in termini culturali, turistici e attraverso la
produzione agricola e artigianale». Questa la lista dei candidati: Andriotto
Mario, Leccioli Patrizio, Berton Carmine, Rossi Adino, Sasso Paolo, Battaglini
Maria Delfina V. Santarato, Bordon Paola in Zenato, Rosini Lorenzo, Sasso
Paolo, Poloniato Alberto, Ghezzo Ermenegildo, Paparella Stefania, Sabella
Massimo, Previati Leonardo, Mancin Lucia, Finessi Maurizio, Tiberto Claudio,
Bordon Paola in Zenato, Osti Giuseppe, Mancini Elisa, Fiore Edoardo. Stefano
Quintavalle
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No alla caccia alle nutrie Ora c'è anche un ricorso
al Tar (sezione: Province)
«No alla
caccia alle nutrie» Ora c'è anche un ricorso al Tar Giovedì 7 Maggio 2009,
Campagna Lupia La Lega per l'Abolizione della Caccia
impugna di fronte al Tar, il Tribunale amministrativo regionale, l'ordinanza
del Comune di Campagna Lupia che autorizza la caccia e la fucilazione delle
nutrie. Non dovrebbe però cambiare niente perché la caccia alle nutrie
continuerà. Data l'ordinanza della Provincia, sarà sufficiente rivolgersi
all'ufficio tecnico comunale e richiedere l'intervento della squadra di
cacciatori. I privati interessati dal problema nutrie, che avvistano l'animale
o che scorgono tracce della loro presenza, infatti, possono recarsi presso
l'ufficio competente e chiedere l'invio dei cacciatori che provvederanno alla
bonifica del sito infestato dalle nutrie eliminandole fisicamente tramite
fucilazione. L'animale, che si ritiene anche portatore di malattie, danneggia pericolosamente
gli argini dei corsi d'acqua scavando delle tane, indebolendoli strutturalmente
e facendoli così crollare. Inoltre la nutria, animale che proviene dal
Sudamerica ed importato ai primi del novecento in Italia per la realizzazione
di pellicce, danneggia le colture mangiando i germogli e le sementi. Il
roditore, ancora, è incubatore e diffusore di batteri e malattie. L'iniziativa della Provincia di Venezia per la fucilazione della
nutrie non è piaciuta alla Lega per l'Abolizione della Caccia di Milano, presieduta da Carlo Consiglio, che ha
pensato di impugnare, pare addirittura con il gratuito patrocinio, cioè a spese
dei contribuenti, la delibera del Comune di Campagna Lupia che autorizzava la
lotta alla piaga nutrie. Il gruppo sosteneva che la materia della caccia
non è di competenza comunale, ma provinciale. L'ordinanza del Comune, però, era
solo un rafforzativo della delibera provinciale che già da sola è sufficiente a
disporre la bonifica dalle nutrie. Il sindaco, Fabio Livieri, per evitare il
giudizio al Tar, e la conseguente spesa, ha preferito ritirare questa ordinanza
comunale che altro non era se non un rafforzativo di un'autorizzazione della
Provincia. Per tale ragione, viene spiegato, non cambierà nulla, la bonifica
dalle nutrie continuerà in forza della sola delibera provinciale di per sé già
sufficiente per autorizzare la caccia al disgustoso animale. Emanuele Compagno
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l'udc presenta i suoi candidati non siamo l'ago della
bilancia (sezione: Province)
Pagina
19 - Cronaca L'Udc presenta i suoi candidati «Non siamo l'ago della bilancia»
Ultimissime ore per la chiusura delle liste elettorali dei candidati a Ca'
Corner, prima del deposito in Corte d'Appello, entro le 12 di sabato. I diversi
partiti stanno operando diverse limature, ma ormai il quadro è abbastanza
definito. Ecco la situazione. Lega. Dopo Pd e Pdl, anche la Lega Nord ha chiuso
ieri la propria lista di 36 candidati. Il Carroccio - che ha nella candidata
presidente Francesca Zaccariotto, il nome di punta - si affida per la Provincia
a propri rappresentanti nelle Municipalità, ex amministratori e segretari di
sede: tra gli altri, l'ex vicesindaca di Scorzé, Sabina Fabi, il responsabile
del Lido, Giorgio Vianello, il segretario di Mestre, Alessandro Vianello, il
vicesindaco di Mirano, Alberto Semenzato. Udc. «A livello
nazionale siamo per l'abolizione delle Province, ma crediamo anche che, finché
esistono, debbano assolvere al loro ruolo sovracomunale di coordinamento:
importante in una provincia come Venezia, in evidente ritardo di sviluppo
economico rispetto al resto della Regione». Ugo Bergamo, candidato alla
presidenza della Provincia per l'Udc di Casini, ieri a Mestre ha presentato la
lista per le prossime elezioni: per domani, è probabile l'arrivo in bacino San
Marco del leader nazionale Pier Ferdinando Casini a bordo del camion del
partito, che gira le piazze d'Italia. «Non siamo l'ago della bilancia in vista
del ballottaggio, siamo qui per fare davvero politica», ha detto Bergamo non
lesinando critiche ai diretti avversari: a Davide Zoggia «autorevole e
competente», ma incapace del «salto di qualità della discontinuità», e
criticato per aver tenuto nella coalizione la sinistra antagonista «che ferma
lo sviluppo del territorio». Alla candidata di Pdl e Lega, Francesca
Zaccariotto, con cui «ci sono punti di contatto, ma ci separa la visione della
società, per noi solidarista, tema che non si impone in particolare nella
Lega». In appoggio a Bergamo si schierano Psdi e Veneto Ppe, con alcuni loro candidati
in lista. Appoggio esterno da Liga Veneta Repubblica e Liberali, che
presenteranno invece proprie liste. Tra i candidati, l'ex An Massimo
Parravicini (su Murano) certo del voto dei cacciatori; e Alberto Monterosso,
vicino al Psdi, ex direttore dei servizi sociali dell'Ulss 12. A Marghera, il
giovanissimo segretario Simone Venturini, a Mestre Centro c'è Ezio Ordigoni,
tra i fondatori del sindacato Orsa. A Cannaregio e Lido, il segretario comunale
Roberto Panciera. E poi politici come l'assessore Vanni Ferro a Caorle, il
presidente dell'Apt di Isola Verde Aldo Piovesan e l'assessore miranese
Annamaria Tomaello. E professionisti come Gustavo Rui (Noventa di Piave) ex
direttore dell'Ater. Pdl. Il Popolo delle Libertà presenterà oggi i propri
candidati, alle 11.30, nella sede di via Verdi 5, a Mestre. In lista, tra gli
altri, i consiglieri provinciali uscenti Gianni Sopradassi (Lido) e Paolo
Fontana (Mestre centro) e la vicesindaca del Cavallino, Roberta Nesto (Murano).
E, ancora, Flavio Vianello (Cannaregio), Paolo Dal Zuffo (Dorsoduro), Debora
Onisto (Favaro), Giancarlo Giacomin (Bissuola), Laura Faccini (Mestre), Lorenza
Lavini (Chirignago), Gabriele Optale (Marghera). Socialisti divisi. Conferma la
propria sfida alla presidenza Vittorio Salvagno, per i «Democratici,
autonomisti, socialisti», dopo la frattura all'interno del partito, con la
maggioranza che ha deciso di sostenere Zoggia. «Siamo con il cuore a sinistra,
ma in piedi da soli, perché questa sinistra è debole», spiega. Civica Boato.
Michele Boato - candidato presidente per «Impegno Civico per il bene comune» -
denuncia un tentativo di «schedatura politica» dei candidati delle liste
civiche alle prossime amministrative. Boato riferisce di una circolare delle
Prefetture - su indicazione del Ministero degli Interni - che chiede ai Comuni
di indicare accanto ai nomi e generalità dei candidati anche il «colore
politico», quando non sia immediatamente desumibile dal nome della lista.
«Questo è un uso politico delle istituzioni», afferma Boato, ex parlamentare
dei Verdi negli anni Ottanta, «una schedatura politica bella e buona. Vogliono
sapere i "colori" delle civiche, che per loro natura dovrebbero non
averlo». Verdi. «Ambiente, cultura, scuola e nuovo welfare per un futuro
migliore» è lo slogan che accompagnerà domani la festa del Sole che ride, in
campo Santa Margherita.
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civica per abolire gli enti inutili in caso di
successo, pronti a dimettersi - roberta de rossi (sezione: Province)
Pagina
19 - Cronaca Civica per abolire gli «enti inutili» In caso di successo, pronti
a dimettersi LA SFIDA Elettori invitati a non votare ROBERTA DE ROSSI C'è una
lista che ha un solo obiettivo: raccogliere zero voti. Già, perché «Amo
l'Italia, non voto la Provincia» schiera 35 candidati al Consiglio provinciale
che hanno già sottoscritto l'impegno a dimettersi seduta stante, semmai uno di
loro - per uno scherzo delle urne - risultasse eletto a Ca' Corner. Il loro unico scopo è fare la campagna elettorale per chiedere
l'abolizione delle Province, giudicate enti inutili moltiplicatori di
incarichi, poltrone, prebende e, soprattutto, burocrazia. Il sito di
riferimento è chiaro: www.nonservenonvoto.it. «Il nostro obiettivo è abolire le
Province: da quando ne parlò Crispi, nel 1880, ne parlano tutti in campagna
elettorale, ma poi non fanno nulla», incalza Michele Bortoluzzi (che da
parte sua è candidato alle Europee con i radicali), «l'hanno promesso
Berlusconi e Brunetta, invece, niente. Di più, recentemente sono state create
15 nuove Province - in tutto sono 107 - compresa quella sarda di Medio
Campitano, 100 mila abitanti e due capoluoghi, uno per la giunta, l'altro per
il Consiglio. Basta». «Le Province non servono e, soprattutto, sono un
moltiplicatore di tempi burocratici che si riflettono pesantemente sulla vita
dei cittadini e delle imprese», prosegue Bortoluzzi. Che fa due conti: 107
enti, 4200 consiglieri, circa 8 mila tra segretari particolari e uffici stampa
e 60 mila impiegati. «Naturalmente questi ultimi vanno ricollocati», proseguono
i promotori della lista, «i due-terzi in Regioni e Comuni, 20 mila per
aumentare i servizi alla popolazione. Le Province - servizi compresi che vanno
ovviamente messi in capo a Comuni e Regioni - costano 17 miliardi di euro:
siamo convinti che abolendole se ne possano recuperare almeno 2,5». Il progetto
del movimento è anche più articolato: solo 10 Regioni (Abruzzo e Molise
insieme, come pure Veneto-Friuli), Comuni ridotti da 8 a 2 mila. «Non vogliamo
abolire le funzioni, i servizi, ma le poltrone», prosegue il
"candidato" Lorenzo Furlan, agronomo, «per oltre un anno abbiamo
aperto banchetti in tutt'Italia e ci siamo accorti che il 90% delle persone è
d'accordo con noi. Dovevamo trovare il modo di dare un segnale forte, anche
provocatorio, per richiamare l'attenzione dei cittadini e, così, siamo riusciti
ad organizzare queste liste nelle città più importanti: se le Province non
servono, non le votiamo. Se riuscissimo ad aumentare di un 10% il numero delle
liste bianche, annullate o delle persone che non votano, sarebbe un segnale
forte che il Parlamento non potrebbe non ascoltare. Anche perché il 26 giugno è
in calendario una proposta bipartisan presentata da Massimo Calearo e Santo
Versace». Ma non si rischia, così, di allontanare i cittadini dalle istituzioni
che li governano? «L'eccesso di democrazia fa male alla democrazia, perché ogni
decisione diventa lenta: è la rapidità la risposta più effecace ai bisogni
della gente. Per asfaltare una strada basta un funzionario, non serve un'intera
Municipalità». Naturalmente, nei progetti del movimento, anche le Municipalità
sono ritenute enti inutili. IL PD MOBILITA LA SERRACCHIANI La campagna
elettorale entra nel vivo per Davide Zoggia, presidente uscente della Provincia
e candidato del centrosinistra. Oggi arriva in città Debora Serracchiani (in
foto con Zoggia), giovane candidata alle Europee e donna di punta del
rinnovamento del Pd nel Nord. Insieme a lei Zoggia sarà stasera a San Donà, nel
«covo» dell'avversario, la leghista Francesca Zaccariotto sindaco della città.
Oggi alle 13 al ristorante al Calice di piazza Ferretto la presentazione della
lista del Pd per le Provinciali.
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"io, arbitro tra saitta e porchietto per l'udc è
già vittoria politica" - marco trabucco (sezione: Province)
Pagina
VII - Torino "Io, arbitro tra Saitta e Porchietto Per l´Udc è già vittoria
politica" Vietti: ma non è stato facile convincere il partito a correre da
solo L´intervista Un futuro da sindaco? Mi fa piacere che si pensi a me come
possibile candidato però è prematuro MARCO TRABUCCO Onorevole Michele Vietti la
soddisfa il 7 per cento di cui la accreditano i sondaggi? «è un dato che mi
soddisfa, anche perché siamo all´inizio della campagna elettorale e non può che
crescere. Soprattutto poi, perché è già superiore allo scarto tra gli altri due
contendenti, i candidati di Pd e Pdl e dunque attribuisce all´Udc il ruolo di
arbitro della contesa». Un ruolo che sembra le piaccia, quello di ago della
bilancia? «Sì, perché dimostra che quei due partiti non occupano l´intera scena
politica e conferma la bontà della scelta che l´ Udc ha fatto un anno fa:
quella di correre da soli per scardinare il bipartitismo. Abbiamo rinunciato
alla corte di Berlusconi, agli agi di Versailles per restare nel nostro feudo e
presidiare il centro. Anche gli elettori, usciti dall´inganno del voto utile,
cominciano a capire l´importanza di una forza moderata che eviti lo scontro
diretto tra Pd e Pdl». E magari anche il rischio di inciucio? «Certo, quello che hanno tentato con l´abolizione delle
preferenze alle Europee cui noi ci siamo opposti quasi in solitudine e che
vogliono ripetere con il sì al referendum». Ha incontrato molte resistenze nel
suo partito per la decisione di non allearsi con il Pdl in nessuna provincia
del Piemonte? «è stato difficile soprattutto là dove i nostri interlocutori
offrivano posti e assessorati. Devo ringraziare gli amici che hanno capito come
fosse in gioco qualcosa di più di un assessorato, un progetto politico di lungo
periodo». Qual è il progetto? «Davanti a noi abbiamo ripetute scadenze
elettorali: la prima tra un mese, con le amministrative e le europee, servirà a
confermare che siamo un partito di sana e robusta costituzione. E che siamo il
centro, decisivo tra i due maggiori partiti. Ci darà la possibilità di valutare
in piena libertà con chi allearci in base a uomini e programmi. E di dettare
noi le condizioni». A chi? «Al Pdl se deciderà di guardare di nuovo al centro
lasciando da parte demagogia e populismo. O al Pd se farà una scelta decisa
verso il socialismo europeo, a costo di cedere al centro la componente
moderata. In questo caso si può immaginare con loro un´alleanza di centro -
sinistra come direbbe Cossiga. Su questo schema si dovrà ragionare a partire
dalle elezioni regionali del prossimo anno». D´altronde è da tempo che si dice
stiate trattando con i moderati del Pd piemontese. è vero? «Ho registrato negli
ultimi mesi molti mal di pancia tra gli esponenti del Pd. Continuo a pensare
che ci potessero essere le condizioni per anticipare una convergenza tra noi e
loro e per dare vita a un nuovo soggetto politico di centro già adesso, che
permettesse di candidare alla presidenza della Provincia un esponente di questo
accordo. Prendo atto che si preferisce aspettare il responso elettorale e mi
auguro che sia tale da incoraggiare questa operazione subito dopo». E in
Comune? Andrete in soccorso a Chiamparino? «Come è noto il pastore che gridava
"al lupo, al lupo", quando è arrivato il lupo davvero, si è trovato
solo. Chiamparino faccia tesoro della favola ed eviti di ripetere gli annunci.
Quando avrà formalmente aperto la crisi e proposto un patto di fine legislatura
aperto a tutti, lo valuteremo e se ci piacerà ci staremo. E ci potrebbe piacere
proprio perché sarebbe fuori dagli schemi usuali della politica di oggi».
Magari perché servirebbe anche ad aprire la strada a una sua candidatura a
sindaco, nel 2011, con l´appoggio del Pd, come molti in città sussurrano? «Sono
contento che molti dicano che mi vedrebbero bene in quel ruolo, ma è davvero
prematuro parlarne. Comunque fare il presidente della Provincia potrebbe essere
un buon allenamento».
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Zero province, 10 regioni e 2mila Comuni anziché gli
attuali 8mila. Insomma, uno Stato più... (sezione: Province)
Venerdì
8 Maggio 2009, Zero province, 10 regioni e 2mila
Comuni anziché gli attuali 8mila. Insomma, uno Stato più snello, meno
burocratizzato, più vicino ai cittadini, in grado di dare risposte efficienti.
E soprattutto, che taglia gli sprechi. Ecco l'iniziativa "La Provincia Non
Serve? Non la Voto", una campagna abolizionista sulle amministrazioni
provinciali, partita in Veneto con il sostegno di una parte consistente del
tessuto imprenditoriale del Nord Est, di alcuni intellettuali, professori
universitari e cittadini. Solo per citarne alcuni, Marina Salamon, Aldo
Forbice, Massimo Carraro Ceo Morellato, Massimo Calearo - già presidente di
Federmeccanica ed oggi deputato Pd, ma anche Santo Versace, stilista e deputato
Pdl. Il messaggio rivolto ai cittadini è presto detto: il 6 e 7 giugno non
andate alle urne per le Province, rifiutate la scheda oppure annullatela.
"Crispi lo diceva già 130 anni fa e da 40 anni ci promettono che le
sopprimeranno, negli ultimi 15 giorni lo hanno detto i ministri Brunetta,
Sacconi, La Russa, oltre a Fini e Berlusconi in campagna
elettorale - spiega Michele Bortoluzzi, portavoce della campagna - tutti sono
d'accordo sul fatto che non servono, e allora noi diciamo di non andarle a
votare". Abolire le 107 province, annota, significherebbe togliere burocrazia, eliminare 4200
consiglieri e 7/8000 posti "parapolitici", nonché risparmiare.
Quanto? "Diciasette miliardi di euro compresi i servizi, ossia un
risparmio vero di 2,5 miliardi di euro - osserva - ben sapendo che dovremmo poi
tutelare e reimpiegare i 60mila dipendenti. Ma solo con questi tagli potremmo
avere uno Stato efficiente e snello, in grado di affrontare la crisi
economica". La campagna prevede la presentazione di una lista (che ha il
simbolo depositato al Viminale) dal nome "Amo L'Italia Non Voto La
Provincia". "Questo per poter acccedere a spazi di informazione in
par condicio da usare esclusivamente per promuovere una campagna astensionista
- spiegano Bortoluzzi e il "candidato" presidente Lorenzo Furlan - ma
per sgombrare subito il campo da equivoci, tutti i candidati, presidente
compreso, hanno firmato una dichiarazione autentica di indisponibilità a
qualsiasi elezione in Provincia, anche qualora si avverasse l'ipotesi surreale
che il 4 per cento dei cittadini votasse una lista che li invita ad astenersi.
Non ci interessano le elezioni né posizioni, anzi le rifiutiamo a priori. Noi
non vogliamo essere votati, ma vogliamo che nessuno voti alle provinciali".
Come risultato, l'obiettivo è di raggiungere almeno il 50 per cento tra
astensioni, schede nulle e schede bianche. "Il 20 giugno è stata
calendarizzata una proposta di Calearo e Versace per abolire le Province -
concludono - è chiaro che se dopo il 6 giugno avremo un risultato importante a
livello di astensioni allora la proposta dei deputati potrebbe essere presa in
seria considerazione. E se non fosse così dall'Italia partirà una vera e
propria rivoluzione". Manuela Lamberti
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Ca' Corner, tre liste per Bergamo. C'è anche la Liga
Veneta (sezione: Province)
Ca'
Corner, tre liste per Bergamo. C'è anche la Liga Veneta E nel collegio di
Murano l'Udc accoglie Massimo Parravicini, consigliere uscente di An e non
ricandidato dal Pdl Venerdì 8 Maggio 2009, (al.va.) Non solo l'Udc. Anche il
Partito liberale. E anche la Liga Veneta Repubblica. Saranno tre le liste che
sosterranno la candidatura di Ugo Bergamo a presidente della Provincia di
Venezia. Senza contare che nella lista dello Scudocrociato ci saranno anche
candidati espressione del Veneto Ppe e del Psdi (come l'ex direttore dei
servizi sociali dell'Ulss 12 Alberto Monterosso). E anche consiglieri
provinciali uscenti che non stati ricandidati dal partito di provenienza: è il
caso di Massimo Parravicini, eletto nel 2004 in Provincia per Alleanza
nazionale e che si aspettava di essere nuovamente in corsa con il Pdl, se non
fosse che dal Pdl, ala An, sul suo nome è piovuto il veto. E Parravicini, forte
di seimila firme di esponenti di associazioni venatorie e ambientaliste, è
stato così accolto dall'Udc: «Parravicini rappresenta il mondo della caccia e
della pesca e dell'ambiente in maniera insostituibile - ha detto Ugo Bergamo -
Siamo orgogliosi di averlo con noi e gli garantiamo il massimo appoggio». Così
ieri, in una gremita sala dell'Ambasciatori a Mestre dove l'Udc ha presentato i
propri candidati per le Provinciali di giugno. «Giochiamo questa sfida
elettorale con grande convinzione e determinazione», ha detto Bergamo. Che non ha omesso di sottolineare che l'Udc è favorevole
all'abolizione delle Province: «Ma finché esistono, devono svolgere un ruolo di
coordinamento tra gli enti». E non ha risparmiato critiche né a Zoggia né a
Zaccariotto. Il programma elettorale sarà presentato mercoledì prossimo (sempre
all'Ambasciatori alle ore 18). Domani, intanto, in bacino di San Marco
arriverà il camion dell'Udc (forse con Pier Ferdinando Casini a bordo) che poi
si sposterà a Chioggia. Ecco i 36 candidati dell'Udc. Nel collegio di
Campolongo Maggiore, Christian Barzazi (in quota Veneto Ppe). A Caorle Vanni
Ferro (in quota Psdi). A Cavarzere Simone Zanotto. A Chioggia I Giuseppe
Casson. Nel collegio di Chioggia II Aldo Piovesan. A Dolo Bruno Manente. A
Eraclea Enrico Rizzo. A Jesolo-Musile di Piave, Dino Scarabello. A Martellago,
Massimo Traverso. A Mira I, Federico Lodoli. A Mira II Annamaria Fracasso. A
Mirano Annamaria Tomaello Annamaria. A Noventa di Piave Gustavo Rui. A
Portogruaro Silvano Bergamo. A San Donà di Piave Mario Melchiori. A San Michele
al Tagliamento Luca Marchesan. A Santa Maria di Sala-Pianiga Simone Guerra. A
San Stino di Livenza Michela Berti. A Scorzè Giuseppe Mattiello. A Spinea
Giorgio Artuso. Questi poi i candidati nei collegi di Venezia. A San Marco
Silvia Bacci. A Castello-Sant'Elena Paolo Camilla. A Cannaregio e al Lido
Roberto Panciera. A Dorsoduro-Giudecca Giorgio Suppiej. A Murano Massimo
Parravicini. A Favaro Daniele Divàri. A Bissuola-Campalto Gennaro D'Ambrosi. A
Carpenedo Gianfranco Sperandio. Al Terraglio-Mestre Centro Ezio Ordigoni. A
Parco Ponci Luciano Vendrame. A San Giuliano Maria Grazia Bruna. Al Piave
Alberto Monterosso (in quota Psdi). A Zelarino Paolo Nalon (in quota Veneto
Ppe). A Chirignago Alessandro Tombolani. A Marghera Simone Venturini.
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Passi carrai, l'Anas sospende i canoni Dopo le oltre
mille le firme raccolte l'azienda blocca fino a giugno le richieste e si dice
pronta a ricalcolare il pegresso (sezione: Province)
Passi
carrai, l'Anas sospende i canoni Dopo le oltre mille le firme raccolte
l'azienda blocca fino a giugno le richieste e si dice pronta a ricalcolare il
pegresso Sabato 9 Maggio 2009, Marcia indietro dell'Anas sui canoni richiesti
per accedere alle strade di sua competenza. Il "Comitato passi
carrai" della Provincia di Belluno, alcuni giorni fa, ha incassato una
mezza vittoria nei confronti dell'ente che, di fronte ad oltre 1000 adesioni
raccolte a livello regionale, si è trovato costretto a rivedere le sue posizioni
ed a prendere in considerazione una possibile rimodulazione delle cifre. Si
parla di un riequilibrio della tassazione, ad oggi derogata agli utenti che
risiedono in centro abitato; di un impegno a verificare la congruità dei canoni
imposti, anche ricalcolando quelli pregressi; e soprattutto, di sospendere fino
al 30 giugno l'invio delle richieste di pagamento. Primo obiettivo: raggiunto.
Come promesso nel mese di aprile dai coordinatori provinciali, Walter Azzalini,
Gabriele Noro e Bortolo Schizzi, il Comitato ha fatto squadra con gli altri
gruppi dei comuni di Treviso e Codevigo, in particolare, e portato
all'attenzione della direzione nazionale Anas i dati di una tassazione ingiusta
ed ai limiti della legittimità. Nella riunione tenutasi mercoledì 6 maggio
nella sede Anas di Venezia, il presidente regionale, Luciano Soffiato, in
rappresentanza dei Comitati, ha ricordato come la legge italiana abbia
legittimato un aumento esponenziale ed incontrollato delle tariffe, passate da
poche centinaia di euro a migliaia di euro in soli tre anni. La legge nazionale
449 del 1997 autorizzava, infatti, l'Ente nazionale per le strade ad aumentare
i canoni del 150% in sede di primo adeguamento e nulla diceva e dice in merito
agli anni successivi. "Le cifre sono letteralmente sfuggite di mano -
spiega Azzalini - negli anni l'Anas si è sentita legittimata nel continuare ad
aumentare la percentuale disposta, laddove la legge taceva; il nostro obiettivo
è quello di ottenere l'abolizione della tassa e l'immediata
rideterminazione dei pregressi in base alla tariffa del 1997 aumentata del
150%, senza interpretazioni discrezionali". E su questi punti l'Anas si è
dimostrata aperta al confronto, impegnandosi ad eseguire una verifica a
campione su 20 casi pilota distribuiti sul territorio veneto e di discuterne i
risultati nel tavolo di concertazione aperto con i rappresentanti dei
Comitati. Il risultato sperato è che si accorga della discriminazione con cui
la tassazione viene distribuita, con effetti discorsivi sulla concorrenza, e
che accolga anche le soluzioni avanzate dal Comitato. "La verità è che
molti utenti, per uscire dalle loro abitazioni o dai loro negozi - continua
Azzalini - pagano anche per coloro che percorrono quotidianamente la stessa
strada; la proposta, allora, è quella di provvedere ad una sorta di
redistribuzione degli oneri necessari all'Ente, su tutti i cittadini, magari
attraverso la fiscalità generale". In ogni caso la battaglia non si ferma:
è già fissato per dopodomani l'incontro del Comitato a Vittorio Veneto. Lucia
Maracchi
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Provinciali, 7 liste subito in campo (sezione: Province)
Provinciali,
7 liste subito in campo AL PALAGIUSTIZIA. Prima giornata utile in Corte
d'Appello per la presentazione delle candidature nei 36 collegi. Questa mattina
si replica dalle 8 alle 12 Con Galli corre Scapaticci Tre formazioni per De
Paoli In pista anche Zattoni (Fn), Peli (Pd) e Bartoli (Non Voto) 09/05/2009
rss e-mail print Un momento della presentazione delle liste al nuovo
Palagiustizia di via Gambara FOTOLIVE Sette formazioni per cinque candidati
alla presidenza del Broletto. È il bilancio del primo giorno utile per la
presentazione delle liste in vista delle elezioni provinciali del 6 e 7 giugno.
Per la prima volta al Palagiustizia, dove da qualche giorno si è trasgerita la
Corte d'Appello. Le operazioni proseguiranno anche stamattina dalle 8 alle 12.
E non mancheranno le code, dal momento che di liste ne sono attese ancora
almeno una quindicina. I PRIMI A VARCARE la soglia del nuovo palazzo con
l'elenco dei 36 nominativi - uno per collegio - a sostegno di Paolo Zattoni, 49
anni, agronomo gardesano, sono stati puntuali i giovani di Forza Nuova, il
segretario Paolo Inverardi con Jacopo Massetti. Entrambi sono candidati così
come il coordinatore regionale Luca Castellini. La loro - dicono - è una
formazione «giovane». E «non manca il contributo femminile». È toccato poi ad
Ermanno Lancini e Michele Bondoni per il Partito Democratico, che ha lanciato
il candidato Diego Peli. Nei collegi ci sono le riconferme di consiglieri
provinciali uscenti: Pier Luigi Mottinelli è candidato a Brescia 5 e a Edolo; Antonella
Montini a Gussago; Giovanni Ragni a Travagliato. In città ci sono anche Roberto
Cammarata, noto per il suo impegno in circoscrizione (Brescia 1), gli ex
consiglieri comunali Laura Parenza (Brescia 2) e Maurizio Billante (Brescia 6).
Ma molti sono soprattutto i nomi degli amministratori, sindaci, ex sindaci e
consiglieri comunali. A Concesio per esempio è in corsa Fabio Ferraglio,
presidente uscente della Comunità Montana. Dopodiché è stata la volta di «Amo
l'Italia. Non voto la Provincia». Con Gabriele Avalli si è presentato al
Palagiustizia Andrea Bartoli, che punta alla presidenza. Anzi, alla non
presidenza, poiché la civica sponsorizza l'abolizione delle
Province. «Volevamo presentarci per primi - dicono i due -, ma purtroppo non ci
siamo riusciti. La nostra non è una carnevalata, come qualcuno ha detto:
crediamo in quello che stiamo facendo». Gli incaricati della Corte d'appello,
una ventina, hanno verificato con puntualità e precisione la regolarità di
tutte le firme.Le operazioni però sono andate un po' a rilento, tanto
che solo alle 11,30 Cesare Galli, candidato per «Bresciani liberi», in attesa
fin dalla prima mattina, ha potuto depositare la sua lista. «Per offrire
un'alternativa - ha detto - agli elettori moderati. Perché giusto occuparsi di
cose concrete». Ma dopo l'esperienza delle comunali (la lista fu ricusata) la
tensione si tagliava con il coltello. Tra i nomi dei candidati consiglieri
provinciali, spiccano quello dell'ex sindaco di Flero Mariateresa Levori (nel
collegio di Bagnolo Mella) e l'assessore di Desenzano Paolo Abate. Nel collegio
Brescia 1 c'è pure un «vip»: l'avvocato Alberto Scapaticci, difensore storico
di Bruno Lorandi. L'ex sottosegretario Elidio De Paoli ha portato ben tre
liste: Lega per l'autonomia Alleanza Lombarda, Lega pensionati e una Lista
civica. Tra i candidati, spicca il consigliere in Broletto Paolo Pedersoli. Gli
altri sono semplici militanti: «Comprano tutti un biglietto della lotteria e si
mettono in corsa - spiega De Paoli - poi sono i cittadini a decidere». Gli
Autonomisti, che sostengono il candidato di No Euro Faustino Loda, sono invece
costretti a tornare oggi, poiché la documentazione che hanno presentato ieri
era incompleta. Nel primo pomeriggio la commissione elettorale presieduta da
Mario Sannite si è messa all'opera per verificare i requisiti delle liste.
Tutte e sette, secondo quanto si è appreso, sono state ammesse. Natalia Danesi
Natalia Danesi
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Ventisei liste per la Provincia, lo scontro è già
rovente (sezione: Province)
Ventisei
liste per la Provincia, lo scontro è già rovente Colpi "proibiti" tra
Zoggia e Dalla Tor, mentre la Zaccariotto annuncia: «Al ballottaggio non
chiederò l'apparentamento all'Udc» Domenica 10 Maggio 2009, Venezia Cittadini
distanti dalla politica? Non si direbbe, a giudicare dall'affollata corsa per
uno dei 36 seggi del Consiglio provinciale. Sono ben 26 le liste presentate
ieri in Corte d'Appello a sostegno di ben nove candidati alla presidenza a Ca'
Corner, ai quali si aggiunge un "non candidato", quello
della lista che si batte per l'abolizione delle Province. A meno di un mese dal
voto del 6 e 7 giugno, la campagna eletorale entra dunque nel vivo, e volano i
primi colpi proibiti fra il candidato del centrosinistra Davide Zoggia e il
coordinatore provinciale del Pdl Mario Dalla Tor, che polemizzano sui presunti
costi a carico del contribuente della campagna elettorale. Non meno
affollata la corsa nei 17 Comuni del Veneziano chiamati al voto: sono
addirittura 65 i candidati sindaci. Solo in due municipi la scelta sarà fra due
liste; a Portogruaro la corsa sarà fra 5 candidati, a Spinea saranno sei e a
Scorzè addirittura sette. Da pagina IX a pagina XIII
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Fondi ai paesi montani (sezione: Province)
Domenica
10 Maggio 2009 PROVINCIA Pagina 29 LESSINIA e GARDA. Tra i beneficiari, San
Mauro di Saline, Sant'Anna d'Alfaedo, Bosco, Selva, Badia Calavena e Dolcè
Fondi ai paesi montani Boccata d'ossigeno per dodici comuni: ciascuno riceverà
dalla Regione 135 mila euro a fondo perduto per realizzare opere di pubblica
utilità Boccata d'ossigeno in euro (135 mila ciascuno) a dodici Comuni veronesi
della montagna grazie alla legge regionale 30 del 2007, proposta dal Partito
democratico. Sono soldi a fondo perduto per la realizzazione di opere di
pubblica utilità riconosciute dalla delibera della Giunta regionale dello
scorso 21 aprile. Spiega l'assessore regionale agli enti locali Flavio
Silvestrin: «Con la legge finanziaria regionale per l'esercizio 2008, la Regione
promuove interventi a favore dei Comuni delle aree svantaggiate di montagna e
dell'area del Veneto orientale con meno di cinquemila abitanti, confinanti col
Friuli Venezia Giulia, esclusi i Comuni che fanno parte delle comunità montane,
dando mandato alla Giunta di determinare, con propri provvedimenti e previo
parere della competente commissione consiliare, i termini, e le modalità per
attuare gli interventi». Degli undici milioni di euro, di cui nove per le zone
montane, beneficiano (in ordine di graduatoria) i Comuni veronesi di San Mauro
di Saline, Sant'Anna d'Alfaedo, Boscochiesanuova, Selva di Progno, Badia
Calavena, Costermano, Roverè, San Zeno di Montagna, Brentino Belluno, Dolcè,
Marano di Valpolicella, Malcesine. Alcuni non hanno presentato domanda per il
2008 (Rivoli, Tregnago, Torri del Benaco, Fumane), altri sono stati esclusi
perché i progetti presentati non sono stati ritenuti congruenti coi criteri del
bando (Cerro, Vestenanova), altri infine sono stati ammessi, ma occupando gli
ultimi posti in graduatoria, potranno rientrare fra i primi finanziati con gli
stanziamenti del prossimo anno (San Giovanni Ilarione, Sant'Ambrogio di
Valpolicella, Negrar, Caprino, Ferrara di Monte Baldo Erbezzo, Velo e
Brenzone). «In prima commissione, di cui sono vicepresidente, mi ero battuto
affinché la legge fosse applicata con un criterio di rotazione, in modo che
ogni anno fossero finanziati Comuni diversi dall'anno precedente», precisa il
consigliere regionale del Pd, Franco Bonfante, «e solo grazie a questo
criterio, da me voluto, si è riusciti a far rientrare nei finanziamenti anche i
Comuni veronesi, che altrimenti sarebbero stati esclusi. Dopo
l'abolizione delle comunità montane veronesi, mentre altre sono rimaste in
vita, e il rischio di chiusura delle piccole scuole di montagna per le scelte
del Governo, il mancato finanziamento con la legge regionale 30/2007 dei nostri
Comuni sarebbe stato un ulteriore inaccettabile smacco». Ricadono nel
finanziamento regionale i Comuni che hanno residenti non superiore alle 5 mila
unità o presenza di frazioni con meno di 500 abitanti e rispondano a
determinate situazioni di disagio socio-economico, cioè: indice di
spopolamento, di abbandono del territorio agricolo e di anzianità della
popolazione. Sono state ammesse a finanziamento le spese di investimento
finalizzate per migliorare i servizi e la qualità della vita dei residenti in
124 dei 171 Comuni veneti montani o confinanti col Friuli. Sono 151 i progetti
risultati ammissibili, perché qualche Comune ne ha presentato più di uno, e 47
i Comuni beneficiari quest'anno dello stanziamento.
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Provincia, crollo di liste e candidati dimezzati (sezione: Province)
Provincia,
crollo di liste e candidati dimezzati --> Semplificate le alleanze dei due
poli. Pisoni è il più giovane, Pirovano e Cornolti hanno solo un mese di
differenza Otto competitor per 17 squadre. Nel 2004 c'erano 14 aspiranti presidenti
e 28 simboli. Calano anche i nomi civetta Domenica 10 Maggio 2009 ESTEMPORAN,
pagina 24 e-mail print Sarà per il dibattito in corso sull'abolizione
o meno delle Province, che rende incerto il futuro degli enti sovraccomunali. O
per la generale tendenza alla semplificazione del quadro politico (con la
nascita di Pd e Pdl, in primis). Fatto sta che, a giudicare dalle liste
depositate tra venerdì e ieri all'Ufficio elettorale allestito nel Tribunale di
via Borfuro, la Provincia perde decisamente appeal rispetto alla tornata
del 2004. Cinque anni fa si erano presentate ben 28 liste con 14 candidati alla
presidenza di via Tasso. Questa volta (lo stop alla consegna è scattato
puntualmente a mezzogiorno di ieri) il numero scende a 17 simboli per otto competitor
(e 553 aspiranti consiglieri). Il parterre si è praticamente dimezzato. E
l'assetto potrebbe ridursi ancora. Per saperlo bisogna attendere che i
magistrati completino il controllo degli atti e delle firme (il termine è oggi
alle 12), registrando eventuali irregolarità, con conseguente esclusione dalla
gara elettorale (salvo ricorsi). Scarnificate le alleanze e i nomi «civetta»,
il compito, quest'anno, potrà risultare forse più facile anche per gli
elettori, prima tratti in inganno dalla moltitudine di loghi. la
semplificazione Il primo malloppo consegnato, venerdì mattina, è stato quello
di «Sinistra per Bergamo», il nuovo cartello sotto cui si presentano uniti
Rifondazione, Sinistra democratica e Comunisti italiani (mantenendo però ognuno
il suo simbolo). Proprio sul lato centrosinistra si nota uno dei «labor limae»
maggiori. Nel 2004 il candidato Giuseppe Facchetti era appoggiato da sette
squadre (tra cui gli ormai defunti Ds e Margherita). Oggi, Francesco Cornolti,
ne conta quattro: oltre a Sinistra per Bergamo, Pd (di cui è espressione),
Verdi e Socialisti. Questa volta resta fuori dall'alleanza l'Italia dei Valori
che al primo turno corre sola, capitanata dal deputato Gabriele Cimadoro. Ma
semplificazione c'è stata (eccome) anche sul versante centrodestra e Lega.
Cinque anni fa lo scontro si era polarizzato tra Valerio Bettoni (sostenuto da
Forza Italia, An e Udc) e Giacomo Stucchi (Lega, Ucl, Pensionati, Forza
Bergamo), con in mezzo un non meglio definito Centro (più Socialisti uniti per
l'Europa) rappresentato da Nicola Carrara. Ora pace fatta tra Lega e il neonato
Pdl (in coalizione con i Pensionati di Fatuzzo, che quest'anno rinunciano a un
proprio candidato: nel 2004 avevano schierato il consigliere provinciale
uscente Ermanno Gavazzi), più compatti che mai nel sostenere il battagliero
caravaggino Ettore Pirovano, e riediti gli scudocrociati - lista Bettoni e Udc
- insieme per la causa dell'assessore uscente alla Caccia, Agricoltura, Pesca
Luigi Pisoni (l'aspirante presidente più giovane, classe 1969; mentre Cornolti
e Pirovano hanno un mese di differenza, il primo nato ad agosto, il secondo a
luglio, sempre del 1949). In gara compare anche il simbolo de La destra di
Storace, che per la Provincia di Bergamo candida Andrea Cologno, classe 1969,
nativo di Romano. Scomparse dalla scena, invece, le frange più estreme
Alternativa sociale con Alessandra Mussolini e Movimento idea sociale con
Rauti, che quest'anno, a differenza del 2004 quando avevano espresso un nome
ciascuna, non corrono per il palazzo provinciale. Non si sono visti nemmeno
l'Udeur e Lista Salvi-Zaffanella (quest'ultimo, l'Orio dell'associazione
«Mordilavita», figura infatti nei 38 aspiranti consiglieri pensionati schierati
dai Pensionati di Fatuzzo, oltre che in corsa per Palafrizzoni). Le liste
«civetta» L'ultimo a presentarsi ieri all'Ufficio elettorale, a dieci minuti
dalla chiusura delle porte, è stato Piergiorgio Goisis, candidato collegato a
ben quattro liste: Lega padana, Autonomisti, Pensionati e invalidi, e gli
intramontabili No euro. Goisis nel 2004 era la punta della scomparsa Lega
alpina lombarda. Mentre No euro (insieme a Fronte Cristiano, altro simbolo non
pervenuto questa volta) correva con Flavio Ceroni. Quest'anno ci riprova anche
«Basta imbrogli» (la scorsa tornata la versione era «Patto basta imbrogli), che
candida Luigi Fantoni, originario del Torinese. Completa il quadro dei nomi in
lizza per via Tasso, Giuseppe Marino, nato a Trapani nel 1952, alla guida della
Lega lombardo veneta. Non c'è che dire: la Lega di Umberto Bossi e i Pensionati
di Fatuzzo restano i più imitati (nel 2004, addirittura, c'era una Gabrielle
Benigna sostenuta da Lega alleanza lombarda-Lega pensionati). Benedetta Ravizza
10/05/2009 nascosto-->
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gualtieri Consorzio Ombrone via il tributo Pratotrade
cinese no (sezione: Province)
CRONACA
PRATO pag. 9 gualtieri Consorzio Ombrone via il tributo Pratotrade cinese no
BRUNO GUALTIERI (nella foto) il candidato alla presidenza della Provincia della
lista civica «Prato libera e sicura», si è presentato ieri mattina alla città
spiegando punto per punto il suo programma (è anche sul sito
www.pratoliberaesicura.it). Tra le proposte principali c'è la grande attenzione
da destinare all'area vasta della piana fiorentina: da qui la lista civica
vorrebbe partire per migliorare urbanistica e rete viaria del territorio,
costruendo nuove strade di collegamento e portando avanti l'idea della
metropolitana veloce di superficie tra Prato-Firenze-Pistoia. Sul fronte
sicurezza l'idea è quella di «insistere con i controlli» e di «fare rispettare
la legge con diritti e doveri uguali per tutti». Gualtieri ha poi insistito
molto sul rilancio dell'economia provinciale: «Garantiremo sostegni concreti ai
giovani imprenditori e alle giovani coppie in cerca della prima casa. Inoltre
dobbiamo ripensare il tessile, investendo sulla ricerca e dicendo no alla
Pratotrade cinese. Soprattutto dobbiamo rilanciare il turismo, sfruttando anche la vicinanza con Firenze, e puntare sull'energia
rinnovabile». Grande importanza anche al mantenimento della cultura rurale
(fichi secchi, vino, miele, castagne e olio) e all'abolizione per i cittadini
del tributo del Consorzio di bonifica dell'Ombrone con modifiche anche alla
Tia. L.M.
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Giannotti alza il tono:
PESARO
pag. 5 Giannotti alza il tono: «Il Pdl vero siamo noi» «La sinistra ha toppato
su trasparenza e morale» ROBERTO Giannotti, candidato alla presidenza della
Provincia di Pesaro e Urbino per il Pdl, si è presentato ieri assieme alla sua
lista e confida assai sul «trend» nazionale favorevole al Pdl nei confronti del
Pd per annullare la differenza di 11.000 voti che alle politiche dividono in
provincia di Pesaro il centrosinistra dal centrodestra. «Nessuno si illude di
annullare totalmente il gap ha detto ieri mattina Giannotti . Noi vogliamo
portare Matteo Ricci al ballottaggio e poi ricompattare tutto il centrodestra,
perché la nostra scelta è quella di governare questo territorio». Questo,
secondo l'ordine alfabetico dei collegi di appartenenza, è l'elenco dei trenta
candidati del Pdl alle elezioni provinciali: Maurizio Vecchione, Vladimiro
Perlini, Stefano Bacchiani, Francesca Maria Falcioni, Giancarlo Rossi, Mattia Tarsi,
Massimo Rognini, Patrizio Miccichè, Alice Cerpolini, Mario Tramontana, Laura
Macchini, Moris Stortoni, Carlo Diotallevi, Raffaella Mazzi, Livio Cursi,
Simonetta Santucci, Antonio Baldelli, Elisabetta Foschi, Giulio Tomassoli,
Manlio Giamprini, Orazio Pascucci, Ugo Tapponi, Ilaria Faedi, Franco
Bastianelli, Margherita Mencoboni, Gianfranco Ioele, Gianmatteo Donnini, Bruno
Brandinoni, Wilmer Zanghirati Urbanaz, Alessandra Repaci. Quattro i consiglieri
provinciali uscenti: la capogruppo Foschi, Rossi, Tapponi e Baldelli. «MOLTI ha
affermato Giannotti hanno millantato di rappresentare il Pdl, ma non c'è dubbio
che la lista del Pdl è questa: ampia rappresentanza del territorio e delle
località, tiene conto delle varie tendenze ideali e storiche delle componenti,
del partito, ha ampia rappresentanza femminile con dieci donne». Il messaggio
per il suo maggiore avversario, Matteo Ricci, è questo: «Al di là dei suoi
sondaggi prefabbricati sarà battaglia fino in fondo. Noi abbiamo detto no a 100
pagine di programma steso dai tecnici provinciali probabilmente anche in orario
di lavoro...». Quindi elenca sinteticamente i punti fondamentali del suo
programma secondo il principio che «costa ed entroterra devono viaggiare alla
stessa velocità»: la viabilità prima di tutto; il recupero dell'efficienza
delle strutture ospedaliere (Cardiochirurgia a Pesaro) e mantenimento dei
presidi di emergenza nell'entroterra; mantenimento dei servizi pubblici con un
assessorato per le zone interne e la Valmarecchia; difesa del diritto alla
sicurezza, con più organici e più presidi e del diritto allo studio;
monitoraggio degli extracomunitari «anche legali, in alcune zone «si coglie
un'eccessiva concentrazione, si è superato il livello di guardia»; rifiuti e
attività estrattive che sono «un disastro». E ancora: tariffe dei servizi più
basse, abolizione degli Aato; sostegno dello sviluppo;
rimodulazione dell'uso dei fondi europei e uso dei tre milioni di euro per il
Foglia che giacciono ancora in un libretto bancario. Infine la trasparenza su
cui questa amministrazione di centrosinistra «ha toppato: con una cimice
nell'ufficio del presidente, un vicepresidente che si è dimesso e il
capogabinetto indagato». Image: 20090510/foto/9737.jpg
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Se i parlamentari fanno squadra Rimini segna un
grande gol (sezione: Province)
RIMINI
AGENDA pag. 12 Se i parlamentari fanno squadra Rimini segna un grande gol INTERVENTO
L'ANNESSIONE DELL'ALTA VALMARECCHIA SEGUE DELLA PRIMA SONO
TRA quelli che se potessero votare per l'abolizione delle provincie voterebbero
sì, fino a quando rimangono in vita, vorrei però che la mia provincia fosse
forte come merita. Per questa ragione voglio ringraziare i protagonisti del
grande risultato raggiunto alla Camera e che rappresenta la prima decisiva
tappa per realizzare quell'obiettivo. Ho frequentato per dieci anni le
aule parlamentari e posso assicurare che il voto di martedì è stato un vero
"miracolo politico". Quando è iniziata questa avventura non avrei
scommesso un euro sulla possibilità di riuscita, soprattutto in tempi così
rapidi. Gli ostacoli non erano solo quelli di un calendario dei lavori
parlamentari. L'ostacolo politico che appariva insormontabile era il
"precedente" che si sarebbe costituito con la decisione su Rimini, un
varco per altre realtà territoriali. Il Parlamento è straordinariamente
conservatore e nonostante i tanti problemi aperti, ha sempre scoraggiato ogni iniziativa
in questa direzione. Doppiamente bravi ai nostri parlamentari che ci sono
riusciti. Innanzitutto al regista, Sergio Pizzolante che ha concepito l'idea,
ha scelto i tempi giusti e ha avuto il coraggio di provarci, mettendo in fila
con tenacia i consensi e la volontà attiva indispensabili per raggiungere il
risultato. Si usa dire che una proposta di legge non si nega a nessuno, ce ne
sono migliaia che giacciono nei cassetti di Camera e Senato. Pizzolante è
riuscito a trasformare quella che poteva sembrare solo una "bandiera"
politica, nel voto quasi unanime di un ramo del Parlamento, dimostrando di
possedere legami e rapporti di grandissima influenza. Gianluca Pini è stato un
altro protagonista. Tutti conoscono la vocazione "contrattuale" della
Lega. Non sarà molto raffinato scambiare il proprio consenso con l'ottenimento
di ben individuati obiettivi, tuttavia è una strategia molto efficace. Pini è
riuscito ad ottenere che l'allargamento della Provincia di Rimini rientrasse
tra le richieste inderogabili avanzate dalla Lega alla attuale maggioranza. E
alla Lega, come è noto, Berlusconi fa fatica a dire no. VANNO PERÒ ringraziati
anche gli esponenti dell'opposizione. Elisa Marchioni ha convinto il suo
gruppo, nonostante l'incessante lavorio dei deputati pesaresi, a sostenere una
proposta di legge che proveniva dalle file della maggioranza. Nella logica di
contrapposizione non era facile. Sarebbe stato più semplice tirare il sasso e
nascondere la mano. Un ostruzionismo mascherato avrebbe potuto fare saltare
tutto. Dare preminenza ai calcoli di parte, a poche settimane dal voto, deve
essere stata una tentazione fortissima. Marchioni ha resistito ed ha fatto
prevalere gli interessi comuni. Un ruolo importante lo ha avuto anche Roberto
Zaccaria, che non ha dimenticato le origini riminesi. Senza la sua paziente
tessitura dentro il Pd, difficilmente il progetto sarebbe andato in porto. I
nostri parlamentari non hanno agito come una squadra, eppure è come se lo
fossero stati e sono riusciti a segnare un magnifico gol. Adesso la palla passa
al Senato, dove disponiamo di due senatori influenti, Zavoli e Berselli. La
strada non è in discesa. Immagino il ragionamento di tutti quelli che erano
contrari e che non hanno voluto uscire allo scoperto. "Li fermiamo al Senato,
dopo le elezioni". Ci vorrà perciò abilità e impegno da parte dei nostri a
Palazzo Madama e bisognerà confezionare un altro "miracolo". Io ho
fiducia, perché ricordo che la costituzione della provincia rimase un sogno,
fino a quando tutte le forze locali non si convinsero a tirare nella stessa
porta. Oggi mi pare che quelle condizioni ci siano di nuovo. Sergio Gambini
Image: 20090510/foto/11894.jpg
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c'è anche la lista (sezione: Province)
Pagina 8 - Altre C'è anche la lista C'è anche la lista Non
voto la Provincia Mauro Donolato guida la lista «Non voto la Provincia»,
sostenuto da chi chiede l'abolizione dell'ente considerato inutile.
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province, addio alle elezioni dirette (sezione: Province)
Voto
interno alla conferenza dei primi cittadini. Il nuovo ente assorbirà le
competenze delle comunità montane Province, addio alle elezioni dirette
Brunetta: «Al lavoro su una legge delega. Il presidente sarà un sindaco»
PADOVA. Elezioni provinciali, addio. Il 6 e 7 giugno prossimi sarà l'ultima
volta in cui gli italiani andranno alle urne anche per eleggere il presidente
della Provincia. Il ministro alla Funzione pubblica, Renato Brunetta, ha
annunciato a Padova, prima della presentazione dei candidati del Pdl alle
elezioni comunali e provinciali della città del Santo (rispettivamente Marco
Marin e Barbara Degani), che, prima che il Parlamento vada in vacanza ad
agosto, assieme ai ministri Calderoli e Maroni, farà approvare il nuovo codice
delle autonomie, che prevede anche l'eliminazione delle elezioni provinciali in
ogni comune e l'elezione diretta del presidente della Provincia da parte dei
sindaci del territorio. Il Codice delle autonomie sarà approvato come disegno
di legge delega. Il ministro ha anche detto che, all'interno del medesimo
disegno legislativo, è prevista l'abolizione delle comunità
montane ed una drastica riduzione dei consorzi di bonifica e degli Aato (gli
enti che gestiscono il ciclo delle acque) con trasferimento delle competenze
alle «nuove» Province. Brunetta ha affermato che tale riforma farà risparmiare
allo Stato un bel po' di milioni. Come si prevedeva, il ministro (che
vestiva uno spezzato grigio blu con camicia a righe senza cravatta), durante
l'improvvisata conferenza-stampa ha anche parlato del prossimo referendum sulla
legge elettorale e dello schema di decreto sull'introduzione della meritocrazia
per tutti i dipendenti statali, approvato l'altro ieri dal Consiglio dei
Ministri, che ha già fatto imbestialire tutti i sindacalisti confederali e di
base, compreso il moderato Raffaele Bonanni, segretario nazionale della Cisl.
«Al referendum non andrò al mare e voterò sì - ha detto Brunetta -. Lo so bene
che i referendum tolgono pezzi importanti alla politica, ma non possiamo
ignorare una consultazione che è stato chiesto da 800mila italiani. Tra l'altro
il referendum potrà benissimo costituire un'occasione fondamentale per varare,
in tempi brevi, una legge elettorale più valida di quella attuale». Rispetto,
infine, al decreto sulla meritocrazia in arrivo nel pubblico impiego, il
ministro è andato avanti come un carro armato. «Anch'io oggi ho letto sui
giornali le critiche dei sindacati su come sarà erogato il salario annuale
aggiuntivo. Sono giudizi che non hanno alcun senso perché la pubblica
amministrazione non è di proprietà del sindacato. Il percorso per arrivare
all'approvazione definitiva - ha concluso - è già pronto. Prima sarà approvato
in Parlamento e subito dopo sarà sottoposto al giudizio della Conferenza
Stato-Regioni e del Cnel. Soltanto alla fine di tale iter ci sarà il confronto
con i sindacati». (Felice Paduano)
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Bartoli: Abolire la politica, non i servizi (sezione: Province)
Domenica
10 Maggio 2009 CRONACA Pagina 10 Bartoli: «Abolire la politica, non i servizi»
Rifiutare la scheda elettorale o annullarla scrivendo «Non serve, non voto».
Queste - oltre che il segno sul simbolo - sono le indicazioni per chi vuole
sostenere la lista che sponsorizza l'abolizione della
Provincia. Ogni candidato, insieme alla disponibilità a scendere in pista ha
depositato anche una dichiarazione di indisponibilità ad accettare cariche per
questa elezione provinciale. «VENIAMO DA UNA CULTURA civica, e da sempre
abbiamo sensibilità e attenzione al buon uso delle risorse - spiega il
candidato (anzi, il non candidato) presidente Andrea Bartoli, affiancato
da Enrico Valseriati, Alberto Tinti, Nicola Donda, Gabriele Avalli e Tiziana
Frassi -. Penso per esempio alla battaglia che abbiamo fatto in Loggia per la
riduzione delle circoscrizioni o l'accorpamento delle società partecipate dal
Comune». Il movimento (www.nonservenonvoto.it), nato nel Nord Est, si pone
l'obiettivo di «liberare risorse pubbliche garantendone una distribuzione più
equa». Oltre a Brescia, si presenta a Padova, Venezia, Bologna e Milano.
Secondo gli ultimi conti, i 4.200 politici provinciali costano alla
collettività 115 milioni di euro. Solo abolendo Brescia, si risparmierebbe 1,5
milioni. Attenzione però, precisano i seguaci del non voto: «Quello a cui noi
puntiamo è l'eliminazione della sola parte politica, non dei servizi ai
cittadini. Questi potrebbero essere assorbiti dai Comuni e dalle Regioni. Il
personale potrebbe essere reimpiegato in modo più funzionale, per esempio
nell'amministrazione della giustizia che in Italia è così carente». Insomma,
non votare è - per Bartoli - «morale, democratico ed è un segno di rispetto
della Costituzione che in nessun punto obbliga a scialaquare le risorse dei
cittadini». I candidati sono coscienti del fatto che il movimento è all'inizio
ma «se il risultato elettorale sarà significativo ricorderemo ai politici che
la modifica del titolo Quinto della Costituzione è da mettere in agenda».
Queste settimane di campagna elettorale sono state già indicative, dicono,
perché «abbiamo percepito che la nostra istanza viene accolta positivamente».
Oltre all'appoggio di professionisti e operai la lista di Bartoli ha ricevuto
quello de dipendenti della Provincia. «Tanti cittadini - dicono - sono
indignati per gli sprechi». NA.DA.
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GIANNI DE BLASIO VOTO ALLE EUROPEE, L'ASSENZA DI
CANDIDATI SANNITI NELLA LISTA DEL PD, IL RA... (sezione: Province)
GIANNI
DE BLASIO Voto alle Europee, l'assenza di candidati sanniti nella lista del Pd,
il rapporto con l'Udc, le difficoltà sul bilancio, dovuute sopratutto al
mancato introito dell'Ici: sono i temi analizzati dal sindaco di Benevento,
Fausto Pepe. Si è letto che per lei è dannoso votare Mastella? «Io sono sempre
stato convinto che votare per un centrodestra alleato con la Lega Nord, che
vuole i posti riservati ai milanesi nella metro, non aiuti il Sud. Di
conseguenza, l'appoggio ad ogni candidato di quello schieramento è
controproducente anche per Benevento. Lo dico nella piena consapevolezza che
Mastella è sempre stato un amico, mi ha supportato ed io l'ho ripagato, anche
votandolo e facendolo votare per anni. Questo non vuol dire essere per sempre
legati alle sue scelte. Quando siamo stati insieme, ha ricevuto lealtà e
sostegno, come d'altra parte hanno fatto tanti amici. Oggi siamo su
schieramenti diversi e non mi pare lesa maestà dire che non lo appoggeremo».
Sì, ma lei per chi farà campagna elettorale? «Non essendo più il mio partito di
provenienza nel centrosinistra, sento l'obbligo di fare campagna elettorale per
le tematiche di respiro comunitario. Questo non vuol dire essere assente dalla
competizione. Ho già deciso che una delle tre preferenze la darò ad un
candidato donna. Penso che non ci sia mai stata tanta necessità, come in questo
momento, di dare forza ed autorevolezza alla rappresentanza femminile, svilita
da queste polemiche su vallette e ciarpame. Ecco un'indicazione: votare
centrosinistra e almeno una donna». Il centrosinistra, però, non è stato
premiato dalla composizione delle liste. «Le elezioni europee sono
consultazioni squisitamente politiche. Si vota, o si dovrebbe votare, per il
programma che si vorrebbe attuare a Strasburgo: è evidente che l'appartenenza
del candidato alla propria provincia è un elemento marginale. Poi, per la
verità, il Pdl ha schierato 2 candidati del Sannio, uno all'ultimo secondo e
l'altro incerto fino alla fine, ed entrambi provenienti da altri partiti. L'Idv
mette in campo un sannita. Altri 3 sono nelle liste di estrema destra o
sinistra. Il Pd non ha alcuno candidato? Ma non mi pare che gli altri abbiano
fatto tanto di più. Manca il dibattito sulle proposte: che si vuole fare sulla
questione dell'Obiettivo1? C'è qualcuno pronto a parlarne?». E' ancora in corso
il dialogo con l'Udc? «In casa Udc c'è stata, di recente, più di una novità.
Io, da sindaco, parlo con tutti coloro che sono pronti al confronto
nell'interesse della città. L'Udc, il suo gruppo consiliare e i vertici
provinciali, sono sempre stati interlocutori istituzionali. Su questo piano il
confronto c'è stato e continuerà, nell'evidente rispetto dei ruoli». Uno dei
prossimi banchi di prova sarà l'approvazione del bilancio: potrà servire
l'appoggio dell'Udc? «Certo che potrebbe servire! Anche se il documento
contabile è uno degli atti che una maggioranza ha l'obbligo di votare in
maniera autosufficiente. L'Udc ha segnalato una serie di esigenze sociali e del
territorio che abbiamo preso in considerazione per la qualità dei rilievi.
Sentiremo in Consiglio se abbiamo risposto a queste esigenze. Ma chi avrebbe,
invece, il dovere di votare il documento sono quei consiglieri eletti a sostegno
del mio programma di mandato, e che sul bilancio oggi fanno registrare un'unica
presa di posizione: quella imposta dal centrodestra. Come ogni anno, oramai,
c'è stato il comunicato drammatico sul bilancio con richiami a ogni sede
istituzionale, dove peraltro credo abbiano esaurito qualunque credibilità:
unica differenza che questa volta c'era anche la firma dell'Udeur. E poi la
destra parla di ribaltonismo». Sul bilancio si registra un continuo rinvio
dell'approvazione. Come mai si è arrivati fino a maggio? «Abbiamo condotto un
lavoro scrupoloso, ascoltando e recependo istanze e necessità, particolarmente
forti in un momento di crisi economica come questo. E' stato un lavoro serio e
quindi lungo. Poi, però, c'è da raccontare in che condizioni economiche sono
stati messi gli enti locali. Faccio solo un esempio:
l'abolizione dell'Ici. Secondo il Ministero dell'Interno, così come pubblicato
dal Sole 24 Ore, il Comune più colpito in tutta Italia dall'abolizione
dell'imposta sugli immobili è proprio Benevento, questo con tutti i danni e i
ritardi che si registreranno sui servizi ai cittadini. E qui ritorniamo
al perché non bisogna votare il centrodestra e la Lega Nord. Questo fatto è
passato nel silenzio di senatori, deputati e sottosegretari». Secondo lei i deputati
del Pdl e Viespoli dovrebbero convincere Berlusconi a non abolire l'Ici? «Mi
aspetto che si persegua sempre e comunque l'interesse del territorio, non solo
sulle questioni di carattere generale, e l'Ici è solo un esempio, ma anche sui
temi dello sviluppo. Sul Puc, sulla piattaforma logistica, sui beni culturali,
sulle questioni che interessano i beneventani, vanno messe da parte le
derisioni e tutto l'armamentario della politica d'apparato. Non fanno bene alla
città, non producono crescita per nessuno. Proprio l'ingresso di Mastella nel
centrodestra, con i nuovi necessari equilibri che dovranno rintracciare,
avrebbe dovuto suggerire qualcosa».
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Palazzo Isimbardi, sfida a due con qualche terzo
incomodo (sezione: Province)
Palazzo
Isimbardi, sfida a due con qualche terzo incomodo n Filippo Penati contro Guido
Podestà: il presidente provinciale ricandidato dal centrosinistra contro il
coordinatore regionale, e parlamentare europeo, di centrodestra. Sta qui il
cuore dello scontro di cui saranno arbitri fra tre settimane e mezza e poi al
ballottaggio (se ci sarà) del 20 giugno, circa 3,5 milioni di elettori
residenti nella provincia di Milano. Ma come sempre da quando è stato istituito
il doppio turno un ruolo importantissimo è nelle mani delle "terze
forze": i soggetti minori che possono far pendere la bilancia in modo
determinante con gli apparentamenti al ballottaggio. Le elezioni provinciali
2009 a Milano - provincia più importante di tutta Italia - sono attraversate
inoltre da due grosse novità. La prima è il distacco di Monza e Brianza, che
vanno a eleggere la loro prima amministrazione di provincia proprio il 6, 7 e
20 giugno 2009, parallelamente a quella ambrosiana. La separazione, a lungo
annunciata, oltre ad aver distaccato circa 700mila elettori ha messo in moto
calcoli su come eventualmente la scissione potrebbe influenzare il colore
politico. Tutte aspettative cui è incaricata di rispondere la consultazione di
giugno. Secondo scenario innovativo: l'abolizione della provincia
stessa. Forse questa sarà l'ultima volta che si voterà per un ente denominato
provincia di Milano. Tutti (o quasi tutti) vogliono passare all'area
metropolitana milanese, ritenuta più efficiente e avanzata. Il punto su cui ci
si divide è cosa esattamente debba fare l'area metropolitana e quale coalizione
abbia le competenze più mature per istituirla. In questo panorama gli
sfidanti si avviano a battere tutto il territorio per il gran finale di
campagna elettorale: Filippo Penati (Partito democratico, Italia dei valori,
Lista Penati, Verdi); Guido Podestà (Popolo della libertà), Enrico Marcora
(Unione di centro e alleati), Massimo Gatti (Rifondazione, Comunisti italiani,
Sinistra democratica). La prima donna candidato si incontra nelle forze minori:
è Carla De Albertis per "NorDestra",Emanuele Dolcini
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Bartoli:
Bartoli:
«Abolire la politica, non i servizi» 10/05/2009 rss e-mail print I «non
candidati» della lista «Amo l'Italia - Non voto la Provincia» Rifiutare la
scheda elettorale o annullarla scrivendo «Non serve, non voto». Queste - oltre
che il segno sul simbolo - sono le indicazioni per chi vuole sostenere la lista
che sponsorizza l'abolizione della Provincia. Ogni
candidato, insieme alla disponibilità a scendere in pista ha depositato anche
una dichiarazione di indisponibilità ad accettare cariche per questa elezione
provinciale. «VENIAMO DA UNA CULTURA civica, e da sempre abbiamo sensibilità e
attenzione al buon uso delle risorse - spiega il candidato (anzi, il non
candidato) presidente Andrea Bartoli, affiancato da Enrico Valseriati, Alberto
Tinti, Nicola Donda, Gabriele Avalli e Tiziana Frassi -. Penso per esempio alla
battaglia che abbiamo fatto in Loggia per la riduzione delle circoscrizioni o
l'accorpamento delle società partecipate dal Comune». Il movimento
(www.nonservenonvoto.it), nato nel Nord Est, si pone l'obiettivo di «liberare
risorse pubbliche garantendone una distribuzione più equa». Oltre a Brescia, si
presenta a Padova, Venezia, Bologna e Milano. Secondo gli ultimi conti, i 4.200
politici provinciali costano alla collettività 115 milioni di euro. Solo
abolendo Brescia, si risparmierebbe 1,5 milioni. Attenzione però, precisano i
seguaci del non voto: «Quello a cui noi puntiamo è l'eliminazione della sola
parte politica, non dei servizi ai cittadini. Questi potrebbero essere
assorbiti dai Comuni e dalle Regioni. Il personale potrebbe essere reimpiegato
in modo più funzionale, per esempio nell'amministrazione della giustizia che in
Italia è così carente». Insomma, non votare è - per Bartoli - «morale,
democratico ed è un segno di rispetto della Costituzione che in nessun punto
obbliga a scialaquare le risorse dei cittadini». I candidati sono coscienti del
fatto che il movimento è all'inizio ma «se il risultato elettorale sarà
significativo ricorderemo ai politici che la modifica del titolo Quinto della
Costituzione è da mettere in agenda». Queste settimane di campagna elettorale
sono state già indicative, dicono, perché «abbiamo percepito che la nostra
istanza viene accolta positivamente». Oltre all'appoggio di professionisti e
operai la lista di Bartoli ha ricevuto quello de dipendenti della Provincia.
«Tanti cittadini - dicono - sono indignati per gli sprechi». NA.DA.
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Berlusconi rilancia: (sezione: Province)
PRIMO
PIANO pag. 2 Berlusconi rilancia: Il premier vuole superare i «vecchi
strumenti». di ALESSANDRO FARRUGGIA ROMA SARÀ LA VOLTA BUONA? Centonove anni dopo la prima proposta di abolizione fatta dal
deputato Gesualdo Libertini, riparte la infinita e sinora vana battaglia per
l'abolizione delle Province. Per molti, dopo la nascita delle regioni, sono
enti inutili, uno spreco di ricorse che ci costa 14.5 miliardi di euro (escluse
Trento e Bolzano), i tre quarti dei quali spesi per il loro mantenimento.
Ma per altri sono importanti presidi di federalismo e soprattutto per tanti
sono centri di potere da difendere. E quindi cancellarle sarà una impresa
titanica. A RILANCIARLA è Silvio Berlusconi che torna a sfidare la Lega (e lo
fa, non a caso, con la tornata elettorale alle porte). «Le Province dice il
presidente del Consiglio sono strumenti vecchi che intendiamo superare
introducendo per le grandi aree le città metropolitane. Ho letto che la
sinistra e l'Udc dicono la stessa cosa nei loro programmi, sono contento che
siano d'accordo con la maggioranza e quando faremo la riforma costituzionale su
questa materia spero che manterranno la loro opinione e che ci diano i loro
voti». Ma sarebbe una abolizione tout court o una abolizione delle sole aree
metropolitane, come da proposta del governo per la prossima Finanziaria? E
magari, come detto l'altro ieri il ministro Renato Brunetta, si darà vita a una
riforma che porterà a «Province nuove, che saranno presiedute da un sindaco
eletto non più direttamente dai cittadini ma dalla conferenza dei sindaci della
provincia e che ingloberanno le comunità montane e altri enti di secondo
livello»? DIPENDERÀ dai rapporti di forza. Che il leader del Pdl voglia
completamente superare questo ente territoriale è cosa nota. «La prima cosa da
fare per ridurre i costi della politica è dimezzare il numero di consiglieri
regionalie e comunali e non parlo delle province disse
il 31 aprile del 2008 perchè bisogna eliminarle. Dobbiamo eliminare tanti enti
inutili, e quindi province, comunità montane e tutti
quegli enti antichi rimasti in funzione senza produrre nessun effetto...». Come
alleato Berlusconi ha sicuramente la componente ex An del Pdl, che con Fini
(«nel programma del Pdl c'era l'abolizione e personalmente non ho cambiato
opinione») e la Russa (che propose un percorso graduale, con abolizione entro
cinque anni) si espresse nettamente. Ma è altrettanto noto che la Lega le
difeso e difende le province a spada (di Alberto da
Giussano) tratta. Così bene che lo scorso 11 dicembre Berlusconi osservò: «C'è
solo un punto del programma sul quale ho difficoltà con i miei alleati: è
quello dell'abolizione delle province. Siamo ancora
convinti che sarebbe un passo utile per risparmiale, ma la Lega ha una
posizione molto ferma». posizione che resta eccome. «Finirà come nella favola
di Fedro della volpe e l'uva ironizza il leghista Matteo Salvini le volpi del
Pdl prima cercheranno di abolirle poi, una volta visto che non ce la faranno,
diranno metaforicamente: tanto l'uva non è matura». FAVOREVOLI all'abolizione
sono anche Idv e Udc, mentre il Pd che nel programma elettorale scrisse
«dobbiamo abolire le Province partendo da quelle ove esistono le aree
metropolitane» ora, con realpolitik, ha sfumato sull'abolizione totale (non
negata, ma rinviata a un imprecisato futuro) e si è concentrato sull'abolizione
delle province delle grandi città. In questa direzione
andò Veltroni, con il consenso di presidenti di importanti province
guidate dal centrosinistra come Matteo Renzi (Firenze) e Nicola Zingaretti (Roma),
ma con un netto «no» da parte di un fetta importante del partito, a partire dai
segretari regionali di Piemonte e Veneto. Da parte sua il segretario Dario
Franceschini bolla il tentativo di Berlusconi come mossa elettorale: «Possibile
domanda che queste cose emergano stranamente prima delle campagna elettorali?
Che il barcone sia respinto quando il numero di immigrati cresce, e le Province
siano da abolire proprio ora, quando sono al governo da un anno, e non hanno
fatto nulla?». Image: 20090511/foto/1457.jpg
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ABOLIRE LE PROVINCE? Idea meravigliosa: secondo uno
studio dell'Eurispes, lo Stato risp... (sezione: Province)
PRIMO
PIANO pag. 2 ABOLIRE LE PROVINCE? Idea meravigliosa: secondo uno studio
dell'Eurispes, lo Stato risp... ABOLIRE LE PROVINCE? Idea meravigliosa: secondo
uno studio dell'Eurispes, lo Stato rispermierebbe 10,6 miliardi di euro
all'anno. Più di mezza finanziaria. Se però Silvio Berlusconi ha rilanciato il
tema, già infruttuosamente cavalcato da Ugo La Malfa negli Anni Settanta, è
stato per ragioni contingenti ed eminentemente politiche. L'ha fatto per
segnare un punto sulla Lega. Alle elezioni manca meno di un mese e col partito
di Bossi il Pdl ha potenzialmente in comune lo stesso elettorato. Il fatto
d'essere alleati, non gli impedisce d'essere in competizione. E poiché è noto
sin dai giorni in cui fu steso il programma elettorale che ad opporsi all'abolizione delle province è il Carroccio, tornare sulla questione significa lanciare agli
elettori un messaggio preciso: la Lega predica bene, ma razzola male; contesta
«Roma sprecona», ma difende lo sperpero di denaro pubblico a vantaggio delle province, le cui funzioni potrebbero
senza problemi essere trasferite a comuni e regioni. Sempre ieri, e
sempre nel ruolo di leader del Pdl più che in quello di presidente del
Consiglio, Berlusconi ha voluto ricordare che le nuove norme sulla sicurezza
sono state volute «da tutta la maggioranza» e non solo dal Carroccio. Il giorno
prima, parlando del necessario respingimento dei barconi carichi di clandestini
nei porti di provenienza, aveva detto che «noi non vogliamo un'Italia
multietnica». Forse avrebbe fatto meglio a dire «multiculturale», ma il punto è
che anche quella battuta va letta nel quadro di una competizione tutta interna
alla maggioranza. La posta è chiara: la rappresentanza politica della parte più
produttiva e sviluppata del Paese. Posta resa oltremodo alta dalla prospettiva
federalista e dall'implicita ombra che questa getta sul futuro dell'unità
nazionale.
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l'anas pretende i soldi per i passi carrai (sezione: Province)
Pagina
16 - Provincia L'Anas pretende i soldi per i passi carrai CODEVIGO. Continua
l'accesa trattativa tra il Comitato Vittime Passi Carrai e l'Anas per gli
astronomici ed iniqui canoni richiesti ai frontisti. Nei giorni scorsi, a
Venezia, nella sede dell'Anas, si è tenuto un incontro tra i vertici nazionali
e veneti dell'ente e i rappresentanti provinciali del Comitato. L'Anas ha
subito premesso la legittimità delle proprie richieste, supportate dalla legge
oggi in vigore, mentre il comitato ha illustrato i propri obiettivi diretti
all'abolizione della tassa e alla rideterminazione dei pregressi, ribadendo la
propria volontà di arrivare sino alla Corte di Giustizia Europea. Nel
confronto, inoltre, è stata ribadita dai portavoce del comitato
l'insostenibilità dei canoni richiesti sia ai privati che alle aziende che in
alcuni casi, visti i tempi, sarebbero costrette a chiudere. Il Comitato ha
chiesto che si applichino le tariffe del 1997 aumentate del 150% come previsto
dalla Legge del'97 e con questi importi venga sanato il pregresso. «La
dirigenza Anas - spiega il presidente del comitato Luciano Soffiato - si è resa
disponibile per aprire un tavolo di confronto nel quale eseguire una verifica a
campione su di una ventina di casi pilota distribuiti in tutto il Veneto in
modo da verificare la congruità dei canoni». L'Anas intanto ha accettato di
sospendere sino a fine giugno l'invio delle richieste di pagamento degli
arretrati. Dalla discussione sono emersi anche altri spunti come quello di
continuare ad esercitare una forte pressione verso le sedi politiche ed
istituzionali per spostare la tassa sulla fiscalità generale ricuperando gli
importi sul bollo auto (50 centesimi), aumentando il
pedaggio autostradale oppure ancora ottenendo dallo Stato una percentuale sulle
contravvenzioni al codice della strada. «Per quanto riguarda l'attività del
comitato - ribadisce però Soffiato - continueremo la nostra battaglia sul
territorio per arrivare all'abolizione della tassa». (Alessandro Cesarato)
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Forza Nuova si presenta (sezione: Province)
Forza
Nuova si presenta Magnani in corsa per la Provincia con una lista di giovani
Piacenza - Anche Forza Nuova entra in gioco ufficialmente nella corsa alle
Provinciali del 6 e 7 giugno: è stata infatti ufficializzata la rosa dei 24
candidati che appoggerà Loris Magnani alla presidenza della Provincia. Si
tratta in gran parte di persone molto giovani con alcuni ragazzi di 20 anni di
età. «Forza Nuova è prima di tutto una forza giovane, perché crediamo che per
essere rivoluzionari e cambiare davvero la situazione attuale serva il vigore e
la passione dei ragazzi» spiega il candidato Loris Magnani. «Tutte le persone
che sono state scelte sono da sempre presenti sul territorio - evidenzia
Magnani -, a contatto con la gente, com'è nello spirito di Forza Nuova: non
siamo come quei partiti che escono solo nel periodo elettorale». La
presentazione dei candidati è stato anche il momento per fare un po' il punto
sulla situazione piacentina attuale, sugli obiettivi futuri e sul programma
elettorale del soggetto politico. «Siamo contro tutti gli schieramenti» fa
sapere subito Magnani a scanso di equivoci, «perché la nostra politica consiste
proprio nel combattere il vecchio modo di fare politica. Non dobbiamo
dimenticare tutti i problemi di cui soffre oggi Piacenza, a partire dal grande
aumento dell'immigrazione. Dal 2009 ad oggi il numero di immigrati è cresciuto
di 30mila unità, senza considerare i clandestini: il nostro impegno punta tutto
a invertire questa tendenza per evitare che nei prossimi dieci anni la nostra
città diventi un'unica grande via Roma». La concomitante festa della Polizia di
Stato (sabato mattina) ha spinto poi il candidato presidente ad alcune
considerazioni sul tema della criminalità. «Secondo quanto afferma la stessa
polizia, il 70% dei crimini a Piacenza è commesso da stranieri, che
rappresentano il 90% dei detenuti al carcere delle Novate. Crediamo che vada
rivisto completamente il concetto di Polizia Provinciale - si dice convinto -,
caratterizzata oggi da troppi compiti amministrativi a discapito della
sicurezza: meglio una multa in meno che un criminale in più in circolazione».
Altro punto cardine della proposta elettorale di Forza Nuova è l'identità (sia
nazionale che piacentina) e le "preferenze" in campo sociale e
assistenziale. «La precedenza negli aiuti e nelle misure di sostegno sociale va
data prima di tutto agli italiani - continua Loris Magnani -. È impensabile che
le nostre giovani coppie, i nostri disoccupati e cassaintegrati debbano
lasciare posto agli ultimi immigrati arrivati». E sulla
possibilità di una possibile futura abolizione delle Province, Forza Nuova si
dice contraria. «Il nostro senso di appartenenza è tutto provinciale» conclude
Magnani. «Le amministrazioni provinciali rappresentano l'ente adatto per la
risoluzione di certi problemi, più potenti dei Comuni e non così lontane come
le Regioni. Per evitare gli sprechi di denaro pubblico, quindi, basta
una gestione più oculata: noi, a questo proposito, proponiamo l'istituzione di
un assessorato alla Trasparenza». Cristian Brusamonti 11/05/2009
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Banda larga: la Provincia fa un miracolo a Milano IL
CASO (sezione: Province)
COPERTINA
pag. 1 Banda larga: la Provincia fa un miracolo a Milano IL CASO STEFANO CARLI
Un piano di una semplicità sconcertante. Così semplice da sembrare impossibile:
guadagnare con la fibra ottica. E anche in poco tempo: tre anni. E la cosa
sembra tanto più improbabile se si pensa che il soggetto che guadagna non è né
la Telecom di Bernabè, né la Fastweb di Parisi ma un ente locale: la Provincia
di Milano. Un piano semplice e con una sola vera difficoltà: trovare delle
guaine per i cavi ottici a prova di roditori. Già, perché lostacolo numero uno al piano della Provincia di Milano per
portare reti in fibra ottica di nuova generazione in tutto il suo territorio è
stato quello dei topi. E non poteva essere diversamente visto che lidea geniale di Giorgio Monaci, responsabile
dellInnovazione della Provincia di Milano era proprio quella di far
passare le fibre ottiche nelle fogne. Sono ovunque, sono tubi di grandi
dimensioni. Sono pubblici. Le Province sono le cenerentole delle
amministrazioni locali italiane, sempre in bilico tra
proposte di abolizione (sono troppe, costano e sono sostanzialmente inutili) e
continua formazione di nuove (con le elezioni di giugno la stessa Provincia di
Milano vedrà sancito lo scorporo della nuova Provincia di MonzaBrianza). E
forse proprio questa precarietà può essere stata una spinta determinante a
cercare di mettere a frutto al massimo i propri asset. E stavolta i
numeri sembrano dire che la Provincia di Milano ci è riuscita. Eccoli allora i
numeri. Il piano Rtp, Rete Telematica Provinciale è stato inventato 4 anni fa
ed è stato realizzato in fasi progressive. Ad oggi sono stati posati 1.800
chilometri di fibra ottica, passando 53 comuni della provincia milanese.
Terminerà nel 2011, quando i comuni passati saranno saliti a 123, con ulteriori
800 chilometri di fibra posati nei condotti fognari. Quindi a quella data la
Rtp (che ovviamente non conteggia la fibra ottica di Milano città, quella di
Metroweb) sarà più lunga di Lepida, la rete telematica della Regione
EmiliaRomagna, attestata sui 2.220 chilometri e che è oggi la più lunga in
esercizio tra le reti telematiche locali. Ma il dato esplosivo è quello degli
economics, i costi e, sorpresa, i ricavi. «I 2.600 chilometri spiega Monaci
compresi dunque quelli che devono ancora essere posati nei prossimi due anni,
costeranno alla fine poco meno di 8 milioni di euro. E questi soldi saranno in
pratica già spesati abbondantemente da questanno.
Perché già questanno metteremo in bilancio 14 milioni di ricavi che
derivano dal fatto che una piccola tranche della nostra fibra è stata messa a
gara. Stiamo completando proprio in questi giorni le procedure di
assegnazione». Ricapitolando: 8 milioni di costi e 14 di ricavi per laffitto a più operatori (le proposte non sono ancora
ufficiali ma tra i nomi che si sono fatti avanti ci sarebbero Fastweb e
Metroweb, Infracom e Retelit, Colt e Vodafone ). Ma non è ancora tutto: la rete
già da due anni, ossia da quando sono entrate in esercizio le prime tratte,
produce risparmi nella bolletta telefonica provinciale. Che ammontava alla bella
somma di 2 milioni e 320 mila euro lanno
nel 2005, prima della rete, e che è scesa a 975 mila euro lanno scorso.
In tre anni ha insomma prodotto minore spesa per 2,7 milioni: che sono già da
soli un terzo della spesa. E tutto questo senza contare la patrimonializzazione:
«Riteniamo che il valore di mercato della nostra rete telematica sia stimabile
sui 60 milioni di euro», chiosa Monaci. La chiave di tutto è nei costi, molto
più bassi di quelli sostenuti posando la fibra in appositi cavidotti, anche quando
si è riusciti a sfruttare le sinergie con gli scavi aperti per iniziativa delle
utility locali. LEmiliana Lepida, per
esempio, finora il vero benchmark del settore, ha speso tra i 30 e i 40 milioni
per i suoi 2.200 chilometri di fibra. Qui siamo a meno di un quarto. E il
merito è tutto nella mancanza di scavi. Lunico
handicap è stato appunto quello dei topi. Ci si è infatti serviti di cavi
speciali. Allinterno una coppia di normali cavi ottici da 144 fibre
ognuno. Lesterno invece è ricoperto da una membrana che si
indurisce a contatto con lacqua ed è così in grado
di resistere agli agenti corrosivi dei liquami, allazione delle pratiche
di manutenzione dei condotti e perfino ai denti dei ratti. Altro fattore di
rilievo è la tecnologia usata. Il cablaggio è avvenuto infilando letteralmente
nei tombini un piccolo robot, un sottomarino giallo (il colore è probabilmente
una citazione) che viene teleguidato lungo i condotti dal punto di ingresso al
tombino di arrivo. Procedendo deposita un filo, un sondino. Alla fine si
attacca la fibra al capo di ingresso del tombino. Dallaltro lato tirano e il gioco è fatto. Il costo della
tecnologia non esiste perché è fatta in casa: «Sì, labbiamo sviluppata
noi spiega ancora Monaci e stiamo infatti pensando di brevettarla». La giunta di
centrosinistra di Filippo Penati era in carica da un anno quando ha approvato
il piano della Rtp. La leggenda vuole che la prima volta che la faccenda delle
fogne gli è stata spiegata sia rimasto molto perplesso, ma poi ha capito la potenzialità
del progetto, lha sostenuto e ci ha anche
lavorato attorno, spingendo per costruire una rete di nuovi servizi avanzati
che vanno dal collegamento delle sedi universitarie fino alle Asl. In materia
di sanità il primo progetto in rampa di lancio dovrebbe essere un sistema di
telesicurezza per anziani. La possibilità cioè di lanciare un allarme per un
malessere attraverso un cellulare con un messaggio predefinito e attivabile
premendo solo un paio di tasti. Il messaggio finisce ad una centrale operativa
che riconosce lutente e la posizione e
invia il soccorso. Ma è solo il primo di una serie potenzialmente pressoché
infinita. La prossima tappa sarà laccesso di tutti i medici ai database
sui pazienti, con esami e analisi. E non cè solo la sanità. Tra due settimane la
Rete Civica milanese aprirà un accesso wifi gratuito allIdroscalo appoggiandosi alla rete ottica della
Provincia. E questo mentre il wifi di Milano città, quello che doveva mettere
antenne su tutti i lampioni langue ancora nei cassetti del Comune. In
tempi di campagna elettorale, con Penati che cerca una difficile riconferma dal
voto del prossimo giugno, una vittoria su Letizia Moratti è una doppia buona
notizia. Ma le campagne elettorali passano. Mentre le reti restano. E anche gli
attivi di bilancio. Scopri come ricevere sul tuo cellulare Repubblica Gold
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Province addio? Nell'attesa scatta la caccia al posto (sezione: Province)
ROMA
Sorpresa: la politica si semplifica, le Province a parole non le ama nessuno,
ma poi, quando ieri è finito il termine per le candidature, sè scoperto che cè un boom pazzesco di liste alle
prossime elezioni provinciali di giugno. Uno sgomitamento così non sera mai visto. A Milano, 27 liste che appoggiano 16
candidati alla presidenza. Cè persino la lista «Amo lItalia, non
voto la Provincia» che chiede il non-voto.E perciò il suo candidato presidente,
lex radicale Michele Bortoluzzi, è un non-candidato. A Torino, le liste
depositate sono 38. A Savona, 10 candidati e 23 liste. A Crotone, tre i
candidati che fanno riferimento tutti al Pd. A Napoli, allopposto, sono in tre per il Pdl. Da Nord a Sud è un
fenomeno generalizzato.
Impazziscono per le Province. Eppure le volevano abolire. Silvio Berlusconi laveva messo per iscritto nel suo programma elettorale.
E quando, in piena campagna elettorale, anche Veltroni ammiccò a qualcosa del
genere (quantomeno per le aree metropolitane), il premier si disse contento: «Se il
Pd ci sta, è una riforma che faremo». Ma poi sè
capito che la Lega Nord non ci stava assolutamente. Bossi a dicembre: «Lui ha
intenzione di toglierle, io gli ho detto di no». E Berlusconi di rimando: «Sullabolizione delle Province siamo ancora
convinti che sarebbe utile per risparmiare, ma la Lega ha una posizione molta
ferma». Con buona pace di chi vorrebbe abolire le Province, insomma, da
Alemanno a La Russa, a Casini, a Cicchitto, ai ministri Brunetta e Sacconi, al
dipietrista Antonio Borghesi, a Giorgio La Malfa, queste antiche
istituzioni che risalgono indietro nel tempo piacciono eccome. «E verissmo, cè un grande boom di candidati e di
liste», dice Fabio Melilli, Pd, che è il presidente dellUnione province italiane nonché presidente uscente della Provincia
di Rieti. «Da noi a Rieti - racconta - alle scorse amministrative le liste
erano 15, stavolta sono 35. Il mio concorrente del Pdl ha dietro di sé
addirittura 17 liste. Se volessi essere malizioso, dovrei dire che cercano di
mascherare una candidatura debole con un fuoco dartificio
di candidati. Ma cè anche una spiegazione più generale: si va indebolendo
il peso dei partiti e allora nascono le liste civiche. Era un fenomeno dei
piccoli comuni. Ora avviene su base provinciale. E un segno dellidentità forte dei territori e
delle comunità». E allora, richiamati da questo riscoperto «senso di comunità»,
ecco che a Biella, 200 mila abitanti circa, ci sono 9 candidati alla presidenza
(erano 3-4 alle scorse elezioni). Sono le liste nuove, quelle fuori dai
partiti tradizionali, che vanno forte. Ad Alessandria sono 24: il candidato Pd,
Paolo Filippi, ha dietro di sé 8 liste, e il suo antagonista Pdl, Franco
Stradella, ne ha 5. A Cuneo, Gianna Gancia e Mino Taricco, Pdl e Pd, sono
sostenuti da 6 liste ciascuno. A Novara, ci sono ben 10 candidati alla
presidenza. Ma a Cosenza, per dire, i candidati Pd e Pdl hanno ciascuno 15
liste di sostegno. Una grande prova di democrazia, se vogliamo. Per il rinnovo
di 62 giunte provinciali, compresa Torino, Milano, Venezia, Bologna, Firenze,
Napoli e Bari, ci sono migliaia di candidati pronti a battere ogni paese. Si
prevedono innumerevoli comizi, volantinaggi, comparsate, cene. Diciotto le
liste a Monza, tra i candidati il campione di ciclismo Gianni Bugno. Sedici a
Lodi. Trentuno a Frosinone. Sono in ansia le new entry: si vota nelle Marche
per Fermo e in Puglia per la Bat-provincia, che non è un fumetto ma la sigla di
Barletta-Andria-Trani. A Brindisi si segnala il gran ritorno dellonorevole Cosimo Mele, quello dello scandalo Coca & Squillo:
non sta più con lUdc di Casini, ma con
lex Udc, ora Adc (Alleanza di centro) Francesco Pionati. A Milano, si
candida Alberto Veronesi, direttore dorchestra, figlio delloncologo Umberto.
Spaccatura in famiglia: il musicista sta con gli autonomisti siciliani di
Raffaele Lombardo (Mpa), il padre è un illustre senatore Pd. A Potenza, il
candidato Pd, Piero Lacorazza, si trova contro un concorrente Pdl, Aurelio
Pace, che fino a qualche settimana fa era anchegli
nel Pd.
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Forlì-Cesena, Bulbi: "Priorità alle autostrade
digitali" (sezione: Province)
11
maggio 2009 - 15.40 (Ultima Modifica: 11 maggio 2009) Massimo Bulbi ospite in
redazione La Provincia è un ente inutile? "No, ma solo se alle funzioni
che le vengano delegate si affiancano risorse adeguate". Massimo Bulbi,
presidente della Provincia di Forlì-Cesena, interviene in redazione a
RomagnaOggi.it al forum organizzato con le domande raccolte tra i lettori.
"L'equilibrio territoriale non è un problema che riguarda Forlì e Cesena,
ma il rapporto tra gli altri 28 comuni del territorio e i due capoluoghi: questa
è la sfida dell'integrazione territoriale". > GALLERIA FOTOGRAFICA Abolizione delle Province? Senza demagogia. "Si possono
eliminare le Province, ma bisogna assolutamente che una volta per tutte ci sia
una definizione delle competenze da parte dello Stato. Poi, a qualsiasi ente si
danno le rispettive risorse necessarie per potere adempiere al meglio a quelle
funzioni. Se si decide di togliere competenze e deleghe, io non mi oppongo, ma
la gente chiede servizi efficienti e facilmente fruibili". Riprende Bulbi:
"E' demagogia, però, collegare questo al taglio dei costi della politica.
Guardiamo, invece, ai benefit dei parlamentari e dei consiglieri regionali.
Quello che cancelliamo con tutte le province, lo
rispende il governo in un giorno re-istituendo un ministero e i vari
sottosegretari". Rifiuti? Le parole magiche sono "autosufficienza
territoriale". "Dovevamo essere certi che per i prossimi 25 anni non
ci fossero problemi di autosufficienza territoriale nello smaltimento dei
nostri rifiuti: da qui siamo partiti, dotando il nostro territorio di un
inceneritore avanzato, che ha migliorato i dati sulle emissioni. Quando sono
arrivato, la raccolta differenziata era di poco superiore al 21%, oggi siamo al
44% e nelle realtà più grosse sfioriamo il 50%". Coerenti sulle centrali a
biomasse. Dobbiamo andare nella direzione degli accordi di Kyoto, come tutto il
mondo. Ma dobbiamo essere coerenti: se sono da fare impianti per le energie
alternative, come le centrali a biomasse, che non devono superare il megawatt di
potenza, o un campo eolico, una volta condiviso il percorso bisogna andare
avanti, nonostante i veti della politica e del territorio: l'ho scritto anche
nel programma". Avanti con le politiche di area vasta. La fiera, così come
l'aeroporto di Forlì, il trasporto pubblico locale devono rientrare in un
sistema regionale, altrimenti ogni iniziativa rischia di avere il fiato corto,
bisogna procedere con una logica di area vasta". Ci sono problemi di
equilibrio tra Forlì e Cesena? E che devono dire gli altri 28 Comuni? Esiste un
problema di dualismo, ma se togliamo Forlì e Cesena: come la pensano gli altri
28 Comuni della provincia? L'integrazione del territorio non è qualcosa che fai
in un giorno ma che va realizzata negli anni. Il problema non è tra il forlivese
e il cesenate, ma che tipo di rapporto hanno gli altri comuni con i due centri
capoluogo. In questo senso va il Ptcp (il "piano regolatore" della
Provincia, ndr): imporne che una parte della ricchezza prodotta nel
Quadrilatero tra Forlì e Cesena sia re-distribuita su tutto il territorio,
anche montano". "Gagliardi del Pdl critica il mio programma, invece
di esporre il suo: mi dà già per vincitore, evidentemente". Approvare i
cinque piani fondamentali, da quello per i rifiuti a quello della qualità dell'aria
a quello della protezione civile è fare il compitino? Fare una spesa di 235
milioni di euro è fare il compitino? E' chiaro che re-inseriamo opere come la
Bidentina nel programma: avviamo progettato i lavori, li abbiamo portati avanti
ed ora li dobbiamo portare a termine. Ci facciano vedere il loro compitone,
piuttosto". Infrastrutture: collegamenti vallivi e intervallivi.
"Queste le priorità, oltre i collegamenti intervallivi, la via Emilia bis,
la messa in sicurezza della via Emilia storica, la Cervese di Forlì e di
Cesena, non abbasserò neanche la guardia sulla Ss67, per richiedere con sempre
maggiore attenzione la creazione di un tavolo istituzionale. Attenzione al
"disagio digitale". "Mi impegno per togliere il disagio
digitale: non sono contento della risposta data al territorio per cogliere
tutte le opportunità offerte dall'era digitale. Entro il 2011 tutti i Comuni
saranno collegati con la fibra ottica, dando priorità a Rocca San Casciano dove
negli anni scorsi sono stati anche degli trasferimenti di attività
imprenditoriali". Hera: abbiamo ottenuto risultati vantaggiosi, a volte
anche con la polemica. "Con il metodo di concertazione usato dalla
Provincia con la presidenza di Ato, siamo riusciti a ottenere un risultato
vantaggioso per il territorio, nel rapporto investimenti e costi. Temo, invece,
cosa succederà con l'abolizione degli Ato, un ente che per noi aveva costo
zero. Con Hera è mancata la capacità di mettere al primo posto non l'utile
aziendale, ma il servizio ai cittadini. Loro ci rispondono che sono quotati in
borsa, noi riteniamo che si debba ragionare su quale debba essere il futuro di
queste società e di come l'ente pubblico vi debba partecipare". Sostegno
alle imprese locali, specialmente a chi non ha delocalizzato. "Il nostro
territorio è fatto di vallate, dove ci sono eccellenze che vanno sostenuto
perché sono una peculiarità per quel territorio. Chi non ha delocalizzato
mentre tutti lo facevano, oggi è stato premiato: oggi si deve andare fuori per
vendere il prodotto, non per produrlo. Va rivisto, poi, anche il rapporto con
l'università, non deve servire per vendere di più il prodotto, ma per meglio
strutturare l'azienda e di conseguenza realizzare un prodotto più
vendibile". Sulla crisi economica, Bulbi rivendica di aver mobilitato risorse
e fatto sottoscrivere alla banche accordi operativi, "abbiamo ridotto
finanziamenti anche a piccoli eventi sul territorio, pur in campagna
elettorale, per finanziarie gli interventi e sostenere imprese e famiglie
contro la crisi". Sostenere la musica e la cultura, queste cenerentole.
Come fare, chiede un lettore? "A me piacerebbe dare corso ad un progetto
giovani che possa coinvolgerli. Noi dobbiamo andare dai ragazzi, dove si
trovano loro, e da lì fornire loro le risposte più adeguate. Quel progetto,
realizzato assieme a Red Ronnie, prevede di mettere in rete i tanti ragazzi che
fanno musica, teatro, commedie dialettali e altre attività culturali che hanno
bisogno di avere luoghi in cui svolgere queste attività. Non avendo le risorse
spesso si sacrificano cose importanti come la cultura, lo sport e la musica. In
questi anni in provincia abbiamo creato una sorta di associazione per reperire
fondi su dei progetti: nei prossimi anni attiveremo questa associazione con
progetti specifichi, purtroppo i soldi sono pochi".
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Province: si va verso l'abolizione? (sezione: Province)
Province:
si va verso labolizione? Inizia giovedì
lIter alla Camera di sei progetti di legge costituzionale sia di
maggioranza che di opposizione ROMA. Inizia giovedì in commissione Affari
costituzionali alla Camera liter dei sei progetti di legge costituzionale, sia di
maggioranza sia di opposizione, per labolizione
delle
province. Lesame
di testi è stato messo allordine del giorno e relatore sarà il presidente
della commissione, Donato Bruno. Nella sostanza tutti i pdl, a partire da
quello presentato da Francesco Nucara, prevedono labolizione delle province, ma è
sulle modalità di ripartizione delle competenze dellente locale che le proposte si differenziano. Il testo
a prima firma Michele Scandroglio, del Popolo della libertà, stabilisce che,
fatta
salva la possibilità di disciplinare diversamente la materia con legge dello
Stato, i beni di proprietà delle Province alla data di entrata in vigore della
legge siano trasferiti alle Regioni, che li dovranno trasferire ai Comuni.
Stessa sorte toccherà ai contratti di lavoro dei dipendenti delle province. I Comuni potranno anche consorziarsi per assolvere
i nuovi compiti. La proposta a firma Massimo Donadi, dellIdv, prevede invece che entro un anno dalla data di
entrata in vigore della legge costituzionale sia una legge dello Stato a
regolare il passaggio delle funzioni delle province
alle regioni o ai comuni, nonché quello dei beni di proprietà e del personale
dipendente delle province medesime ai citati enti. Nel
testo di Pier Ferdinando Casini, dellUdc, si chiarisce
che restano ferme sia le disposizioni costituzionali concernenti le province autonome di Trento e di Bolzano, sia quelle
concernenti i poteri legislativi delle regioni a statuto speciale in materia di
ordinamento dei rispettivi enti locali. Da Santo Versace, che dellabolizione delle province ha
fatto la sua battaglia politica, è arrivata la richiesta che gli organi
politici e amministrativi delle province cessino da
ogni funzione entro un anno dalla data di entrata in vigore della presente legge
costituzionale. Entro quel termine, lo Stato e le regioni a statuto ordinario e
ad autonomia speciale, secondo le rispettive competenze, dovranno provvedere a
conferire alle città metropolitane, ove costituite, e ai comuni le funzioni e i
compiti amministrativi esercitati dalle province.
(11-05-09)
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Lo scontro arriva su come ottenere le risorse statali (sezione: Province)
Confronto
Gianna Gancia Mino Taricco Teresio Delfino Lo scontro arriva su come ottenere
le risorse statali MARRO, GIORDANO, BORATTO CUNEO Per la prima volta i tre
candidati alla presidenza della Provincia che contano il maggior numero di
liste d'appoggio, si sono ritrovati allo stesso tavolo per un confronto. In
redazione a La Stampa per rispondere a domande dei giornalisti, a quesiti dei
lettori. Gianna Gancia sostenuta da Lega, Pdl (e altre 5 liste); Mino Taricco,
del Pd (più altre quattro liste); Teresio Delfino dell'Udc (con una lista di
amministratori in appoggio). Due ore di confronto, a tratti serrato, con
risposte a volte lapidarie a volte argomentate. A tutto campo. Donne e politica
Gancia: «Le giovani candidate non sono state mai proposte dagli schieramenti
politici in confronti diretti nelle competizioni elettorali: le hanno sempre
inserite in collegi sicuri, blindatissimi. Per me questa candidatura è motivo
di orgoglio. Sarà una competizione vera. Due anni fa ho scontato il peccato
originale di essere la compagna del ministro Calderoli. Non ho accettato la
candidatura in Parlamento. Una scelta etica. La mia definizione di "post
femminista": le donne devono avanzare in politica». Delfino: «Le donne
sono sempre più presenti per responsabilità e partecipazione nella politica. Ho
dubbi sulle liste soltanto al femminile, la società è più complessa, questa
specificità sarebbe un limite. Ci sono otto donne nelle nostre due liste, ma
c'è un ritardo complessivo sulla situazione femminile. Il presidente della
Provincia può dare un impulso in questo senso, ne sono convinto». Taricco:
«Nelle mie liste oltre il 25% sono donne, tutte con conoscenza del territorio.
Rilevo che molte non si sono date disponibili per problemi di lavoro o
famiglia. In giunta, se sarò eletto, avremo almeno 4 donne su 10 assessori».
Organico adeguato in Provincia Gancia: «Per il numero dei dipendenti ci sono
parametri europei, statali e della Corte dei conti che nella Granda sono
rispettati da tutti gli enti locali. Si deve sburocratizzare il rapporto tra
ente e imprese e cittadini. Non è corretto promettere assunzioni tanto per
farlo. E' indispensabile personale qualificato in tutti i settori». Delfino:
«Il capitale umano di un ente è fondamentale. In 35 anni come dipendente in
Provincia ho visto sprechi e inefficienze. Ma è sbagliato dare un taglio solo
ragioneristico sul numero degli impiegati. Certo il ministro Brunetta ha dato
una scossa. Qui nella Granda c'è serietà. La Provincia, per carenza di
organico, ha avuto un'inadeguata gestione della formazione professionale che
ogni anno ha un budget di 30 milioni. Voglio puntare su una costante e
periodica verifica delle strutture e dei servizi». Taricco: «La nostra
Provincia è l'unica in Piemonte che, rispetto ai servizi erogati, è sottorganico
rispetto a quanto ricevuto per il personale che si occupa delle pratiche dei
fondi Ue sullo sviluppo rurale. Risultato: 8 mesi di ritardi per assegnare
diversi milioni di euro. Sarebbero necessarie 5-6 persone in più per sbrigare
le pratiche arretrate in agricoltura. Stesso discorso per la formazione, dove
la Granda era la provincia più efficiente a livello regionale: qui, ad esempio,
c'erano due dei migliori dirigenti sulla piazza. Non sono stati valorizzati e
ora hanno accettato di lavorare a Torino». Gancia: «Sul Piano di sviluppo
rurale i ritardi, gravi, sono stati della Regione Piemonte». Taricco: «Non è
vero. E' oggetto di negoziazione telematica con Bruxelles. L'Emilia è stata la
prima regione in Italia a completare l'iter: l'ha fatto in estate. Il Piemonte
è arrivato a novembre, in linea con Lombardia e Veneto». Delfino: «Sul Psr c'è
stato ritardo. E' assurdo che ogni Regione contratti con la Ue. Serve un
ministro unico». Burocrazia e utilizzo delle risorse Gancia: «Ci troviamo di
fronte a una burocrazia bizantina, pesante, insostenibile. Illogico che gli
Enti locali diano appalti a professionisti esterni quando hanno le capacità per
realizzare al proprio interno tanti progetti. Questa situazione non reggerà:
deve essere invertita al più presto. Si deve andare incontro alle esigenze dei
cittadini». Delfino: «Con il sistema maggioritario il vero responsabile del
funzionamento della Provincia è il presidente. Si devono rendere più
responsabili ed efficienti le strutture pubbliche a tutti i livelli. Non credo
ai modelli centralisti. I casi vanno analizzati uno ad uno. Da noi, in
Provincia il rapporto fra cittadini e dipendenti è corretto, se non
sottodimensionato». Taricco: «In settori come quello dell'acqua la Provincia ha
accumulato ritardi intollerabili in questi anni. Mancanza di personale mai
rimpiazzato, corsa al risparmio sui dipendenti. Costa dice: "Ho ridotto il
personale della Provincia" e lo vede come un traguardo in sé. Resta
centrale strutturare meglio i servizi e assumere dove ci sono carenze».
Finanziamenti dal Governo Gancia: «Ho un filo diretto con il Governo e useremo
tutte conoscenze per ottenere il massimo di risorse da dare ai cuneesi. Così
come fate in Regione. La Granda conta 80 mila partite Iva e non ha mai fatto
sentire la propria voce a livello istituzionale, a Roma. E i problemi delle
infrastrutture restano. Mi vergogno di parlare dell'autostrada Cuneo-Asti: non
ero ancora nata e si discuteva degli stessi problemi stradali di oggi. La
verità è che i cuneesi hanno dato tanto e ricevuto poco: anche per questo la
Lega vuole il federalismo fiscale». Taricco: «Chiunque si candida deve
dichiarare che farà il massimo per il territorio, ma è singolare dire che i
soldi vengono assegnati grazie alle assonanze politiche. Sfido a citare un caso
di fondi della Regione dati per amicizie di partito. In questi anni da
assessore tutti i finanziamenti sono stati assegnati con bandi e requisiti
oggettivi. Non solo. Anche nei mesi scorsi, quando sono andato in giro per
incontri politici ho pagato di tasca mia. Il metodo dei soldi pubblici alle
amministrazioni amiche è venuto fuori dal centrodestra con la "legge
mancia": imponeva ai governi di dare soldi a determinati comuni, amici
loro». Delfino: «E' ingeneroso dire che la Granda non ha mai ricevuto finanziamenti.
Proprio grazie al gioco di squadra di tutti i parlamentari cuneesi in questi
anni abbiamo portato a casa il raddoppio della Torino-Savona, le
circonvallazioni dei principali centri e siamo a buon punto per la Cuneo-Asti.
Ma è vero che la Granda ha pesanti arretrati da incassare. Si attendono i soldi
per i danni legati all'alluvione e alle nevicate record. Da presidente
istituirò una consulta permanente con rappresentati di territorio, consiglieri
regionali e parlamentari: sarà permanente e non saltuaria». Gancia: «Ci sono
imprenditori che devono ricevere i soldi dell'alluvione del '94. Questa è la
vergogna. E qui sono stati fatti prestiti, con interessi da pagare. In altre
zone d'Italia i soldi sono arrivati, e a fondo perso». Mercantour e pedaggi
Cn-At Taricco: «Sono favorevole al traforo, anche se non sarà semplice trovare
i soldi. Un esempio. Bene il raddoppio del Tenda ma per farlo sono stati tolti
i soldi alla variante di Demonte, penalizzando il traffico pesante in valle
Stura. E lì, proprio sul colle della Maddalena, la situazione è insostenibile e
va risolta». Delfino: «E' nelle cose che si farà il Mercantour. Per avere la
Cuneo-Asti era prima necessario il raddoppio della Torino-Savona. Fatto quello
si è arrivati alla Cuneo-Asti che ha nel Mercantour la prosecuzione naturale,
dopo il raddoppio della Torino-Savona. Ingiusto il pedaggio sulla Cn-At,
costruita con soldi dello Stato: ma questo prevede il piano finanziario
dell'opera e non può essere cambiato». Gancia: «La Cn-At a pagamento anche se
realizzata esclusivamente con i soldi pubblici? E' una presa per i fondelli.
Questa Provincia ha pesato poco in passato, quando si decidevano queste cose.
Non è riuscita a farsi valere. Ora dovrà contare di più. Il Mercantour è il
sogno, di difficile realizzazione, che porrà davvero fine all'isolamento della
Granda. Ci apre non solo alla Francia, ma all'Europa intera». Ferrovie e guai
Taricco: «La liberalizzazione è stata solo formale. Trenitalia ha il monopolio.
Oggi la Regione finanzia l'acquisto di vagoni, ma poi è impossibile
controllarne l'impiego. Così come avviene in tutte le Regioni. Si tratta di
aprire alla concorrenza, offrire alternative. Impedire il monopolio». Delfino:
«Le ferrovie sono una delle carenze strutturali del territorio. Il confronto
utenti, Provincia, Regione e Trenitalia - se sarò eletto - sarà costante,
periodico, stringente». Gancia: «E' una delle debolezze della Granda. Si deve
aprire alla concorrenza: è l'unica strada concreta per migliorare il servizio a
favore degli utenti». Province da abolire? Delfino: «Vero
che l'Udc sosteneva l'abolizione delle Province, così come il Pdl: va abolito
ciò che è inutile. A Cuneo è evidente il contrario. La Provincia serve ma deve
avere risorse. Si deve dare battaglia per essere messi alla pari di Valle
d'Aosta e Bolzano». Gancia: «La Lega crede nelle provincia come organo
di gestione intermedio. La Granda è varia e diversa, pianura, colline, valli:
la riforma degli Enti locali con l'autonomia fiscale e il nuovo codice delle
autonomie che sta scrivendo il Governo va nella giusta direzione. Così come i
Comuni piccoli: sono utili per la loro funzione di democrazia rappresentativa,
ma devono associare molte funzioni». Taricco: «Otto province
in Piemonte sono troppe.In alcuni casi davvero inutili. Ma a riforma dev'essere
complessiva e deve salvare un ente intermedio che negli anni ha avuto sempre
più impegni e responsabilità. Sui piccoli Comuni: sono sintomo di radicamento
culturale e appartenenza. Rimangano, ma vanno accorpati i centri dei servizi:
anagrafe, vigili, ambulatori». Avete pendenze giudiziarie? Taricco: «Ho una
denuncia dei Cobas per la questione delle quote latte». Delfino: «Sulla vicenda
dell'Enoteca Italia la Corte dei conti ha chiuso la questione amministrativa.
Sul fronte penale mi risulta che l'istruttoria sia in fase di positiva
conclusione». Gancia: «Solo una questione privata, nulla a che fare con la
politica». Ballottaggio Gancia: «Ogni voto non dato a me e alle mie liste, è
una preferenza per il Governo Prodi, o chi oggi lo rappresenta. Non credo
servirà il ballottaggio». Delfino: «Il voto alla Provincia va alla persona, non
ai partiti. Sono convinto di andare al ballottaggio e saranno gli altri a
doversi porre la questione delle alleanze con me». Taricco: «Sono convinto che
si andrà al ballottaggio. Alleanze si potranno fare solo dopo il risultato del
primo turno». Pagella alla giunta Costa Taricco: «Fra il 5 e il 6». Delfino:
«Un bel 7». Gancia: «Un 8. Pieno».
Torna
all'inizio
Per la prima volta i tre candidati alla presidenza
della Provincia che contano il maggior numero di ... (sezione: Province)
Per la
prima volta i tre candidati alla presidenza della Provincia che contano il
maggior numero di liste d'appoggio, si sono ritrovati allo stesso tavolo per un
confronto. In redazione a La Stampa per rispondere a domande dei giornalisti, a
quesiti dei lettori. Gianna Gancia sostenuta da Lega, Pdl (e altre 5 liste);
Mino Taricco, del Pd (più altre quattro liste); Teresio Delfino dell'Udc (con
una lista di amministratori in appoggio). Due ore di confronto, a tratti
serrato, con risposte a volte lapidarie a volte argomentate. A tutto campo.
Donne e politica Gancia: «Le giovani candidate non sono state mai proposte
dagli schieramenti politici in confronti diretti nelle competizioni elettorali:
le hanno sempre inserite in collegi sicuri, blindatissimi. Per me questa
candidatura è motivo di orgoglio. Sarà una competizione vera. Due anni fa ho
scontato il peccato originale di essere la compagna del ministro Calderoli. Non
ho accettato la candidatura in Parlamento. Una scelta etica. La mia definizione
di "post femminista": le donne devono avanzare in politica». Delfino:
«Le donne sono sempre più presenti per responsabilità e partecipazione nella
politica. Ho dubbi sulle liste soltanto al femminile, la società è più
complessa, questa specificità sarebbe un limite. Ci sono otto donne nelle
nostre due liste, ma c'è un ritardo complessivo sulla situazione femminile. Il
presidente della Provincia può dare un impulso in questo senso, ne sono
convinto». Taricco: «Nelle mie liste oltre il 25% sono donne, tutte con
conoscenza del territorio. Rilevo che molte non si sono date disponibili per problemi
di lavoro o famiglia. In giunta, se sarò eletto, avremo almeno 4 donne su 10
assessori». Organico adeguato in Provincia Gancia: «Per il numero dei
dipendenti ci sono parametri europei, statali e della Corte dei conti che nella
Granda sono rispettati da tutti gli enti locali. Si deve sburocratizzare il
rapporto tra ente e imprese e cittadini. Non è corretto promettere assunzioni
tanto per farlo. E' indispensabile personale qualificato in tutti i settori».
Delfino: «Il capitale umano di un ente è fondamentale. In 35 anni come
dipendente in Provincia ho visto sprechi e inefficienze. Ma è sbagliato dare un
taglio solo ragioneristico sul numero degli impiegati. Certo il ministro
Brunetta ha dato una scossa. Qui nella Granda c'è serietà. La Provincia, per carenza
di organico, ha avuto un'inadeguata gestione della formazione professionale che
ogni anno ha un budget di 30 milioni. Voglio puntare su una costante e
periodica verifica delle strutture e dei servizi». Taricco: «La nostra
Provincia è l'unica in Piemonte che, rispetto ai servizi erogati, è
sottorganico rispetto a quanto ricevuto per il personale che si occupa delle
pratiche dei fondi Ue sullo sviluppo rurale. Risultato: 8 mesi di ritardi per
assegnare diversi milioni di euro. Sarebbero necessarie 5-6 persone in più per
sbrigare le pratiche arretrate in agricoltura. Stesso discorso per la
formazione, dove la Granda era la provincia più efficiente a livello regionale:
qui, ad esempio, c'erano due dei migliori dirigenti sulla piazza. Non sono
stati valorizzati e ora hanno accettato di lavorare a Torino». Gancia: «Sul
Piano di sviluppo rurale i ritardi, gravi, sono stati della Regione Piemonte».
Taricco: «Non è vero. E' oggetto di negoziazione telematica con Bruxelles.
L'Emilia è stata la prima regione in Italia a completare l'iter: l'ha fatto in
estate. Il Piemonte è arrivato a novembre, in linea con Lombardia e Veneto».
Delfino: «Sul Psr c'è stato ritardo. E' assurdo che ogni Regione contratti con
la Ue. Serve un ministro unico». Burocrazia e utilizzo delle risorse Gancia:
«Ci troviamo di fronte a una burocrazia bizantina, pesante, insostenibile.
Illogico che gli Enti locali diano appalti a professionisti esterni quando
hanno le capacità per realizzare al proprio interno tanti progetti. Questa
situazione non reggerà: deve essere invertita al più presto. Si deve andare
incontro alle esigenze dei cittadini». Delfino: «Con il sistema maggioritario
il vero responsabile del funzionamento della Provincia è il presidente. Si
devono rendere più responsabili ed efficienti le strutture pubbliche a tutti i
livelli. Non credo ai modelli centralisti. I casi vanno analizzati uno ad uno.
Da noi, in Provincia il rapporto fra cittadini e dipendenti è corretto, se non
sottodimensionato». Taricco: «In settori come quello dell'acqua la Provincia ha
accumulato ritardi intollerabili in questi anni. Mancanza di personale mai
rimpiazzato, corsa al risparmio sui dipendenti. Costa dice: "Ho ridotto il
personale della Provincia" e lo vede come un traguardo in sé. Resta centrale
strutturare meglio i servizi e assumere dove ci sono carenze». Finanziamenti
dal Governo Gancia: «Ho un filo diretto con il Governo e useremo tutte
conoscenze per ottenere il massimo di risorse da dare ai cuneesi. Così come
fate in Regione. La Granda conta 80 mila partite Iva e non ha mai fatto sentire
la propria voce a livello istituzionale, a Roma. E i problemi delle
infrastrutture restano. Mi vergogno di parlare dell'autostrada Cuneo-Asti: non
ero ancora nata e si discuteva degli stessi problemi stradali di oggi. La
verità è che i cuneesi hanno dato tanto e ricevuto poco: anche per questo la
Lega vuole il federalismo fiscale». Taricco: «Chiunque si candida deve
dichiarare che farà il massimo per il territorio, ma è singolare dire che i
soldi vengono assegnati grazie alle assonanze politiche. Sfido a citare un caso
di fondi della Regione dati per amicizie di partito. In questi anni da
assessore tutti i finanziamenti sono stati assegnati con bandi e requisiti
oggettivi. Non solo. Anche nei mesi scorsi, quando sono andato in giro per
incontri politici ho pagato di tasca mia. Il metodo dei soldi pubblici alle
amministrazioni amiche è venuto fuori dal centrodestra con la "legge
mancia": imponeva ai governi di dare soldi a determinati comuni, amici
loro». Delfino: «E' ingeneroso dire che la Granda non ha mai ricevuto
finanziamenti. Proprio grazie al gioco di squadra di tutti i parlamentari
cuneesi in questi anni abbiamo portato a casa il raddoppio della Torino-Savona,
le circonvallazioni dei principali centri e siamo a buon punto per la
Cuneo-Asti. Ma è vero che la Granda ha pesanti arretrati da incassare. Si
attendono i soldi per i danni legati all'alluvione e alle nevicate record. Da
presidente istituirò una consulta permanente con rappresentati di territorio,
consiglieri regionali e parlamentari: sarà permanente e non saltuaria». Gancia:
«Ci sono imprenditori che devono ricevere i soldi dell'alluvione del '94.
Questa è la vergogna. E qui sono stati fatti prestiti, con interessi da pagare.
In altre zone d'Italia i soldi sono arrivati, e a fondo perso». Mercantour e
pedaggi Cn-At Taricco: «Sono favorevole al traforo, anche se non sarà semplice
trovare i soldi. Un esempio. Bene il raddoppio del Tenda ma per farlo sono
stati tolti i soldi alla variante di Demonte, penalizzando il traffico pesante
in valle Stura. E lì, proprio sul colle della Maddalena, la situazione è
insostenibile e va risolta». Delfino: «E' nelle cose che si farà il Mercantour.
Per avere la Cuneo-Asti era prima necessario il raddoppio della Torino-Savona.
Fatto quello si è arrivati alla Cuneo-Asti che ha nel Mercantour la
prosecuzione naturale, dopo il raddoppio della Torino-Savona. Ingiusto il
pedaggio sulla Cn-At, costruita con soldi dello Stato: ma questo prevede il
piano finanziario dell'opera e non può essere cambiato». Gancia: «La Cn-At a
pagamento anche se realizzata esclusivamente con i soldi pubblici? E' una presa
per i fondelli. Questa Provincia ha pesato poco in passato, quando si
decidevano queste cose. Non è riuscita a farsi valere. Ora dovrà contare di
più. Il Mercantour è il sogno, di difficile realizzazione, che porrà davvero
fine all'isolamento della Granda. Ci apre non solo alla Francia, ma all'Europa
intera». Ferrovie e guai Taricco: «La liberalizzazione è stata solo formale.
Trenitalia ha il monopolio. Oggi la Regione finanzia l'acquisto di vagoni, ma
poi è impossibile controllarne l'impiego. Così come avviene in tutte le
Regioni. Si tratta di aprire alla concorrenza, offrire alternative. Impedire il
monopolio». Delfino: «Le ferrovie sono una delle carenze strutturali del
territorio. Il confronto utenti, Provincia, Regione e Trenitalia - se sarò
eletto - sarà costante, periodico, stringente». Gancia: «E' una delle debolezze
della Granda. Si deve aprire alla concorrenza: è l'unica strada concreta per
migliorare il servizio a favore degli utenti». Province da
abolire? Delfino: «Vero che l'Udc sosteneva l'abolizione delle Province, così
come il Pdl: va abolito ciò che è inutile. A Cuneo è evidente il contrario. La
Provincia serve ma deve avere risorse. Si deve dare battaglia per essere messi
alla pari di Valle d'Aosta e Bolzano». Gancia: «La Lega crede nelle
provincia come organo di gestione intermedio. La Granda è varia e diversa,
pianura, colline, valli: la riforma degli Enti locali con l'autonomia fiscale e
il nuovo codice delle autonomie che sta scrivendo il Governo va nella giusta
direzione. Così come i Comuni piccoli: sono utili per la loro funzione di
democrazia rappresentativa, ma devono associare molte funzioni». Taricco: «Otto
province in Piemonte sono troppe.In alcuni casi
davvero inutili. Ma a riforma dev'essere complessiva e deve salvare un ente
intermedio che negli anni ha avuto sempre più impegni e responsabilità. Sui
piccoli Comuni: sono sintomo di radicamento culturale e appartenenza.
Rimangano, ma vanno accorpati i centri dei servizi: anagrafe, vigili,
ambulatori». Avete pendenze giudiziarie? Taricco: «Ho una denuncia dei Cobas
per la questione delle quote latte». Delfino: «Sulla vicenda dell'Enoteca
Italia la Corte dei conti ha chiuso la questione amministrativa. Sul fronte
penale mi risulta che l'istruttoria sia in fase di positiva conclusione».
Gancia: «Solo una questione privata, nulla a che fare con la politica».
Ballottaggio Gancia: «Ogni voto non dato a me e alle mie liste, è una
preferenza per il Governo Prodi, o chi oggi lo rappresenta. Non credo servirà
il ballottaggio». Delfino: «Il voto alla Provincia va alla persona, non ai
partiti. Sono convinto di andare al ballottaggio e saranno gli altri a doversi
porre la questione delle alleanze con me». Taricco: «Sono convinto che si andrà
al ballottaggio. Alleanze si potranno fare solo dopo il risultato del primo
turno». Pagella alla giunta Costa Taricco: «Fra il 5 e il 6». Delfino: «Un bel
7». Gancia: «Un 8. Pieno».
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Province intoccabili Brunetta casca male (sezione: Province)
Muraro
al ministro: se le abolisce facciamo barricate «Province intoccabili Brunetta
casca male» «Il ministro Renato Brunetta parla così per parare il c... a
Sacconi e Sernagiotto. Eppure sa bene anche lui che le province
non si toccano». Il ministro azzurro Brunetta suona le campane a morto per le province, intese come enti, ma il presidente leghista della
Provincia di Treviso Leonardo Muraro entra a gamba tesa e lo smentisce:
«Brunetta difende la solita tesi di Sacconi & Co., quella che vede nelle province enti inutili e costosi, ma stavolta casca male: a
Vicenza l'altro giorno Calderoli ha ribadito che le province
non si toccano, che resteranno enti elettivi, cruciali per il territorio».
Ossia il contrario di quanto ha annunciato Brunetta, ossia che saranno casomai
direttamente i sindaci a scegliere i consigli provinciali, che però, in caso di
sopravvivenza, dovranno guidare strutture amministrative
assai più snelle delle attuali. L'abolizione delle provincie è un pallino di
buona parte del Pdl, ma la Lega non ne vuole assolutamente sapere, visto il suo
radicamento territoriale, leggi bacino di voti sotto forma di sagre, gare
ciclistiche e varie. «Stiamo parlando di aria fritta - insiste Muraro - Tanto
più che Calderoli ha detto pubblicamente a Vicenza, al nostro vertice,
che c'è già l'accordo con Tremonti: le province
restano, sono altri gli enti da eliminare. La provincia resta ente cruciale,
elettivo come oggi. Brunetta l'ha sparata grossa, a parlare di abolizione. La
smetta di fare il gioco dei forzisti che le vogliono mandare in soffitta».
(a.z.)
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E' morto in città Alessandro fratello maggiore di
Celentano (sezione: Province)
CRONACA
VIAREGGIO pag. 4 E' morto in città Alessandro fratello maggiore di Celentano I
FUNERALI IN FORMA PRIVATA A DON BOSCO DI FRONTE agli eccessivi sforamenti dei
limiti delle polveri sottili nell'aria, il Comitato di via Mazzini torna a
chiedere limitazioni al traffico a partire dalla Ztl in centro, ovviamente con
la via Mazzini compresa. Il Comitato scrive che nel 2007 i superamenti delle
Pm10 sono stati 63, e nel 2008 62, quando per legge non si potrebbero superare
i 35 giorni all'anno. I cittadini contestano anche la mancanza di rilevazioni
efficienti, visto che la centralina di Largo Risorgimento è parzialmente fuori
uso, mentre funziona a pieno regime solo quella di via Maroncelli: certe
sostanze «non vengono rilevate, come il benzene ed altri cancerogeni, che però
vengono rilevati in altre stazioni dell'Arpat anche della provincia di Lucca.
Quando su insistenza del Comitato fu posta una centralina in via Mazzini nel
2008 per circa 10 giorni, dimostrò che il rapporto dei superamenti delle Pm10
in confronto di quella in via Maroncelli era di 1 a 3». Da qui le richieste:
istituzione di una Zona a traffico limitato di tutto il centro; abolizione del passaggio dei pullman extraurbani da via Mazzini,
dove passano ancora più di 300 bus nelle 12 ore diurne; rispetto dell'ordinanza
che proibisce il traffico ai mezzi inquinanti; parcheggi riservati e gratuiti
per residenti nella Ztl (almeno un'auto a famiglia, seconda auto con
abbonamento ridotto).
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all'inizio
E' con grande rammarico e preoccupazione esordisce il
sindaco Michele Marini - che... (sezione: Province)
Martedì
12 Maggio 2009 Chiudi «E' con grande rammarico e preoccupazione - esordisce il
sindaco Michele Marini - che apprendo la notizia che l'attuale Governo ha
intenzione di riprendere un vecchio progetto che prevede, tra gli altri tagli,
la chiusura della sede della Direzione Provinciale del Tesoro di Frosinone». Il
ministro Tremonti, infatti, ha inserito il progetto all'internod el Decreto
Abruzzo, specificando che la decisione sulle sedi (sono 53 quelle individuate
all'epoca da padoa Schioppa) verrà presa entro 30 giorni. «L'abolizione
di questo Istituto sarebbe una grande perdita per Frosinone e per l'intera
provincia - commenta Marini - Dopo la Banca d'Italia non è giusto che una città
come Frosinone venga penalizzata e depauperata di un'altra delle sue sedi più
prestigiose. Inoltre l'eventuale spostamento dei lavoratori in altra
sede provocherebbe notevoli disagi personali e famigliari. E' per questo che mi
batterò in ogni modo affinché ciò non avvenga». «Pur concordando e condividendo
a pieno l'intenzione da parte del Ministro Giulio Tremonti di combattere
l'evasione fiscale connessa al settore del gioco pubblico, mi corre l'obbligo
di dissentire per quanto attiene le modalità di raggiungimento di tale
obiettivo - insiste il primo cittadino - Prevedere, infatti,
"l'intensificazione delle attività di controllo sul territorio" (art.
12 del D.L. 39/09) attraverso la diminuzione degli uffici territoriali mi
sembra quanto meno un controsenso. Sopprimere la sede della Direzione
Provinciale del Tesoro sarebbe un grave errore che andrebbe a nuocere non solo
all'immagine del capoluogo ma anche alla funzionalità di tutti i servizi che la
struttura attua quotidianamente. Va infatti ricordato come gli uffici
periferici dello Stato rappresentino un insostituibile punto di riferimento
nelle realtà economiche e finanziarie locali».
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all'inizio
Credono nella possibilità che ogni recluso, anche i
duri ai quali vengono applicate restrizioni... (sezione: Province)
Martedì
12 Maggio 2009 Chiudi Credono nella possibilità che ogni recluso, anche i duri
ai quali vengono applicate restrizioni ulteriori, comprenda i prori errori e
cambi. Ci credono in maniera così ferma da essersi impegnati in un cammino che
punta alla abolizione dell'ergastolo ostativo e che, vemerdì prossimo alle ore
14, li porta all'interno del carcere di Maiano. Per un incontro proprio con i
detenuti condannati all'ergastolo. Sono i rappresentanti della Comunità Papa
Giovanni XXIIesimo (la Comunità fondata da don Oreste Benzi), il cuii
responsabile generale Giovanni Paolo Ramonda sarà a Maiano venerdì alle 14 per
incontrare presso la Casa di Reclusione gli ergastolani senza benefici per il
reinserimento sociale. Anche a loro parlerà dell'abolizione
dell'ergastolo ostativo che non permette di dimostrare che la persona detenuta
ha fatto il suo cammino di rieducazione. La Comunità Papa Giovanni XXIIIesimo
sostiene l'abolizione dell'ergastolo ostativo, affinchè ogni detenuto possa
avere la possibilità di dimostrare il proprio cambiamento e possa svolgere un
progetto personalizzato che gli dia la possibilità di essere reinserito
nella società. «Sosteniamo che l'ergastolo senza benefici per il reinserimento
sociale -dice la Comunità- è incostituzionale, perché l'articolo 27 della
Costituzione dice che "le pene devono tendere alla rieducazione del
condannato". Invece le persone condannate all'ergastolo ostativo con la
motivazione di avere agevolato l'attività dell'associazione criminosa non
potranno uscire veramente mai dal carcere e, dunque, non si può parlare del
fine rieducativo della pena». Inoltre, la Legge 354 dell'Ordinamento
penitenziario afferma che "nei confronti dei condannati e degli internati
deve essere attuato un trattamento rieducativo che tenda, anche attraverso i
contatti con l'ambiente esterno, al reinserimento sociale degli stessi".
Quale reinserimento sociale è possibile senza speranza di uscire?, si chiedono.
«Noi crediamo che la rieducazione contiene in sé il principio di reinserimento
sociale della persona. Senza reinserimento non c'è rieducazione».
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all'inizio
Lega, dibattito con Calderoli Prosegue la campagna
elettorale della Lega: in città è stato organizzato un incontro dedicato in
particolare ai temi del federalismo con il ministro p (sezione: Province)
Lega,
dibattito con Calderoli Prosegue la campagna elettorale della Lega: in città è
stato organizzato un incontro dedicato in particolare ai temi del federalismo
con il ministro per la semplificazione normativa Roberto Calderoli -->
Martedì 12 Maggio 2009 CRONACA, pagina 13 e-mail print Lega, dibattito con
Calderoli Prosegue la campagna elettorale della Lega: in città è stato
organizzato un incontro dedicato in particolare ai temi del federalismo con il
ministro per la semplificazione normativa Roberto Calderoli. L'appuntamento è
previsto alle 21 di venerdì nella ex sala Borsa Merci. All'incontro prenderà
parte anche il candidato alla presidenza della Provincia, e
deputato del Carroccio, Ettore Pirovano. L'incontro potrà essere occasione
anche per discutere con il ministro anche tematiche recentemente trattate dalle
cronache, come l'ipotesi di abolizione delle circoscrizioni. Campagna
elettorale a Grumello del Piano Prosegue la campagna elettorale sulle due ruote
di Giuseppe Anghileri: questa mattina, dalle 8,30 alle 12,30, in sella
alla sua bicicletta, il candidato sindaco della lista civica indipendente Ama
Bergamo sarà presente nelle vie della Grumellina e di Grumello al Piano. Il
candidato sindaco, come in appuntamenti analoghi, sarà accompagnato per le
strade da alcuni esponenti della lista civica con cui corre per Palafrizzoni.
Con i residenti Anghileri affronterà i temi tipici delle zone di periferia e
illustrerà il programma del gruppo Ama Bergamo. 12/05/2009 nascosto-->
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Provinciali, ok alle liste (sezione: Province)
Corriere
del Veneto sezione: PRIMOPIANO data: 12/05/2009 - pag: 2 Verso le elezioni
Provinciali, ok alle liste VERONA Nessuna irregolarità riscontrata nelle 18
liste presentate per le elezioni provinciali. Già nella mattinata di ieri
l'ufficio elettorale del tribunale di Verona aveva terminato di passarle in
rassegna: il verdetto è stato l'accettazione di tutte. Il passo successivo sarà
giovedì, con il sorteggio delle liste per stabilire la posizione dei simboli
sui cartelloni e sulla scheda elettorale. In corsa per la presidenza Provincia
ci sono quindi: Pdl, Lega, Pd, Italia dei Valori, Verdi della Colomba, Udc,
Liga Veneta, lista Noi Veronesi al Centro, Rifondazione e Comunisti Italiani,
Sinistra e Libertà, Forza Nuova, Libertà Civica, Fiamma Tricolore, La Destra e
Mpa, Lega Lombardo Veneta, Pne, Unione Nord Est e Verona Provincia Virtuosa.
Sono invece 12 i candidati alla presidenza che si sono fatti avanti per
prendere il posto dell'uscente Elio Mosele. PADOVA Il Movimento monarchico
italiano ha deciso di uscire allo scoperto e di indicare i candidati che
sosterrà «nella tornata elettiva del 2009». Il comunicato, con tanto di
simbolo, parte dalle Europee. E se nella circoscrizione Nord Occidentale è
pressoché scontata l'indicazione di Emanuele Filiberto di Savoia, fresco
vincitore di «Ballando con le stelle» in lista con l'Udc, fa un certo effetto
il nome di Lia Sartori (Pdl) nella Circoscrizione Nord Est. Cosa c'entra la
Sartori con i monarchici? Vuoi vedere che l'eurodeputata vicentina ha sangue
blu e nessuno lo sapeva? A svelare l'arcano ci pensa
Alberto Claut, segretario nazionale dell'Mmi. «Lia Sartori - dice - è la nostra
candidata di bandiera da parecchi anni. Da quando, nel lontano 1992, fu la
prima firmataria in Regione di una mozione che chiedeva l'abolizione
dell'esilio dei Savoia ». F.M
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Due Comuni al giorno per Zoggia Oggi si sorteggia
l'ordine delle liste (sezione: Province)
Due
Comuni al giorno per Zoggia Oggi si sorteggia l'ordine delle liste Martedì 12
Maggio 2009, Quarantaquattro comuni da battere a tappeto in poco più di un mese
di tempo. È l'aritmetica a dettare i tempi dell'agenda elettorale di Davide
Zoggia, impegnato ormai da qualche giorno nella visita a uno o due Comuni alla
volta. Il "viaggio in provincia" avviato dal candidato del
centrosinistra a fine aprile prosegue oggi fra Mestre (dove è previsto un
incontro con i lavoratori alle prese con la difficile vertenza della chimica) e
Portogruaro, dove in serata si parlerà di una serie di iniziative in materia di
sicurezza. Mervcato, aziende e centri civici sono i luoghi dove si concentra la
campagna elettorale di Zoggia, che rispetto alle elezioni provinciali del 2004
ha dovuto moltiplicare gli impegni per non lasciare spazio alla
"concorrenza" che ha annunciato una strategia analoga di incontri a
diretto contatto con gli elettori. Quasi assente, almeno per ora, il ricorso ai
tradizionali mezzi di comunicazione come i manifesti negli specifici spazi
riservati per legge. In attesa che la campagna elettorale per la Provincia
entri nel vivo, la Corte d'Appello di Venezia ha dato via libera ieri a tutte
le 26 liste presentate entro il termine di sabato a sostegno dei dieci
candidati alla guida di Ca' Corner. È stata ammessa anche
la lista "Amo l'Italia non voto la Provincia" che propone
l'abolizione tout court dell'ente, e che per far conoscere le proprie ragioni
ha dovuto organizzarsi per correre formalmente alle elezioni. Anche se tutti i
candidati hanno firmato una lettera nella quale dichiarano di non accettare
un'eventuale elezione. Oggi a Venezia ci sarà il sorteggio per definire
l'ordine in cui le coalizioni saranno raffigurate nella scheda elettorale.
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Provinciali, sì a 21 liste e 11 presidenti (sezione: Province)
Edizione:
13/05/2009 testata: Giornale di Brescia sezione:brescia e provincia
Provinciali, «sì» a 21 liste e 11 presidenti Ricusati in via definitiva
dall'Ufficio elettorale centrale solo gli Autonomisti per le province
e il candidato Allodi Ammesse con simboli mutati Lega per l'Autonomia-Alleanza
lombarda, Lega Pensionati e Dc (che attende il Tar) sostenendo Molgora. Sotto,
un momento del sorteggio" title="In alto, il nuovo contrassegno della
Dc che corre sostenendo Molgora. Sotto, un momento del sorteggio"
onClick="showImage('http://www.giornaledibrescia.it/gdbonline/contenuti/20090513/foto/full_brescia_180.jpg',389,550)">
In alto, il nuovo contrassegno della Dc che corre sostenendo Molgora. Sotto, un
momento del sorteggio Via una lista e un candidato presidente. Tutti ammessi i
restanti (rispettivamente 21 e 11), sia pur in qualche caso con sostituzione
del simbolo, giudicato dall'Ufficio Elettorale Centrale della Corte d'Appello
confondibile con quello di altre formazioni in lizza per le prossime elezioni
provinciali. Il verdetto definitivo è giunto ieri alle 16.30 al termine della
seduta della Commissione guidata dal presidente Mario Sannite, che ha esaminato
le memorie, le istanze di ricusazione e gli esposti presentati dai movimenti
politici che hanno sollevato obiezioni. Simboli mutati, simboli ammessi Già
lunedì i presentatori di due delle tre liste che sostengono il candidato
presidente Elidio De Paoli avevano prodotto nuovi contrassegni dopo che la
commissione li aveva giudicati fraintendibili con quelli a suo tempo depositati
al Ministero dell'interno dalla Lega Nord. E proprio i rappresentanti del
partito del senatùr hanno presentato nel pomeriggio un esposto alla commissione
elettorale contestando la validità del simbolo «sostituto» della Lega per
l'Autonomia-Alleanza Lombarda, divergente nella dimensione delle scritte
rispetto al contrassegno depositato al Viminale. Altri esposti, del resto, i
delegati del Carroccio avevano presentato già in mattinata nei confronti del
simbolo della Lega Lombardo Veneta (Fornili) e di quello della Lega Padana
Lombardia (Arrighini). Su tutti e tre i ricorsi, i magistrati riunitisi in
camera di consiglio alle 14.30 si sono espressi giudicando validi i simboli già
ammessi. Diverso l'esito dell'istanza di ricusazione presentata con una memoria
- e giurisprudenza a corredo - dall'Udc contro il contrassegno della Dc,
ritenuto confondibile per via della presenza su entrambi dello scudo crociato
con la scritta «Libertas» che fu della Democrazia cristiana «storica». Sulla
disponibilità del simbolo, d'altro canto, la querrelle è pendente da tempo e ha
conosciuto dal 2004 ad oggi vari approdi nelle aule di tribunali, ordinari e
amministrativi, sino a quelle della Suprema corte. Con esiti, ribadiscono dalla
loro i delegati della Dc, non sempre univoci, anzi. Tanto che il segretario
provinciale del movimento, Gabriele Zotti, pur costretto, pena la non
ammissione della lista, a sostituire il simbolo per le Provinciali - quello
nuovo e accolto è quello pubblicato qui a fianco - ha chiesto e ottenuto che il
verbale fosse integrato con un rimando all'eventuale sentenza favorevole del
Tar di Milano, di cui si dovrebbe sapere già quest'oggi. Pronunciamento atteso
sulla scorta di un ricorso avanzato a livello regionale per tutte e otto le province lombarde, perché fosse fatta chiarezza in via
definitiva sulla confondibilità o meno dei contrassegni di Udc e Dc. Unica
esclusa delle 22 liste presentate quella degli Autonomisti per le province-Goisis, ricusata per irregolarità delle firme
raccolte a sostegno e mancato rispetto dei termini per la presentazione. Il
sorteggio per l'ordine Una volta stabilito chi era ammesso al confronto
elettorale e chi no, l'Ufficio elettorale ha proceduto al sorteggio dell'ordine
di pubblicazione su manifesti e schede elettorali dei candidati presidenti e
delle liste a ciascuno di essi collegate. L'estrazione di
nomi e numeri da due distinti bussolotti, coordinato dal segretario
dell'Ufficio elettorale centrale, dott. Marie Loetitia Choplin, ha portato al
quadro riepilogato nella tabella qui a fianco. Curioso notare come il caso
abbia voluto al numero 1, il candidato presidente che si prefigge...
l'abolizione delle Province. Gianluca Gallinari
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Riforma federalista con i piedi d'argilla (sezione: Province)
Riforma
federalista con i piedi d'argilla Lorenzo Cuocolo I dirigenti della Presidenza
del Consiglio, distaccati alla Semplificazione, raccontano di un ministro
Calderoli vulcanico e scatenato, che - pur essendo un chirurgo maxillo-facciale
- sforna ogni giorno un'idea nuova per semplificare, rimodernare e snellire,
costringendo i suoi collaboratori a ritmi di lavoro ben poco romani. L'ultimo
parto del ministro leghista è la "bozzaccia" di cui ha riferito ieri
Il Secolo XIX, un disegno di legge delega sulla riforma del sistema delle
autonomie, in parallelo alla legge delega n. 42 del 2009 sul federalismo
fiscale. Se i due progetti andranno in porto ci ritroveremo con meno enti, più
snelli, capaci di imporre tributi e di spendere liberamente i propri soldi.
Come all'epoca del governo Prodi-bis, il tentativo è quello di superare il
Testo unico degli enti locali del 2000, anche con la
redazione di una Carta delle autonomie locali. I contenuti della bozza sono
variegati: si va dall'abolizione di alcune Province (le più piccole), a quella
degli Enti parco e delle Autorità territoriali d'ambito (Ato), dal cospicuo
dimagrimento delle assemblee elettive, alla soppressione delle circoscrizioni e
dei gettoni per i sindaci dei micro-Comuni. Fra le molte ipotesi, alcune
sono senz'altro interessanti. In particolar modo è apprezzabile la scelta di
ridurre il numero dei consiglieri comunali e provinciali: Genova, ad esempio,
perderebbe dieci consiglieri comunali, scendendo a quaranta. L'aspetto positivo
non è tanto il risparmio delle risorse pubbliche, argomento spesso più
demagogico che concreto, quanto il segnale di voler toccare assemblee che
dovrebbero essere rappresentative, ma che sono spesso svuotate di poteri
incisivi e di capacità decisionali efficienti e rapide, e riempite di svogliati
e sonnacchiosi politici di mestiere. Vi sono anche aspetti criticabili da subito:
l'idea di un sistema delle autonomie ad assetto variabile, con la soppressione
solo di alcune Province, mal si concilia con l'esigenza di un modello
armonioso, articolato allo stesso modo su tutto il territorio nazionale. Si
dovrà capire meglio se i territori delle Province soppresse saranno inglobati
da quelle limitrofe, o se rimarranno "orfani", dovendosi comunque
guardare con sospetto alla cultura della "specialità" a tutti i costi
e per tutti. È ancora troppo presto per capire se il progetto di riforma è
degno di apprezzamento o se tende a diventare l'ennesima arlecchinata
istituzionale. Si possono, però, fare alcune riflessioni di fondo. Ancora una
volta, l'approccio è bottom-up (dal basso verso l'alto) e questo non convince:
si fanno le riforme istituzionali a colpi di leggi, ma a Costituzione
invariata. Questo accadde nel '97, per le vituperate riforme Bassanini. Ciò fu
la conseguenza non voluta del fallimento della Bicamerale D'Alema e del
"patto della crostata", e non può essere un modello da seguire.
Modifiche di così ampio respiro dovrebbero poggiare su un nuovo testo della
Costituzione, che tenesse conto delle nuove esigenze delle autonomie. È
singolare che il governo più forte della storia della Repubblica non affronti
il toro per le corna, disegnando un nuovo Senato delle autonomie, superando il
bicameralismo perfetto e attribuendo dignità e garanzie costituzionali agli
organi di raccordo tra i diversi livelli di governo, come la Conferenza
Stato-Regioni. È altresì singolare che la sbandierata voglia di federalismo non
si traduca in una riforma costituzionale che consenta anche ai Comuni e alle
Province (finché esistono) di adire la Corte costituzionale in via diretta,
dovendo ancora subire le prevaricazioni dello Stato e delle Regioni. Sarebbe
più efficace l'approccio inverso: disegnare prima nella Costituzione i tratti
essenziali del sistema che si vuole, e solo dopo scendere nel dettaglio con
leggi e leggine. Il secondo profilo di critica è che la bozza del ministro
Roberto Calderoli, pur ispirata da condivisibili esigenze di semplificazione,
non sembra toccare il cuore del problema. L'attuale sistema delle autonomie,
infatti, mostra con tangibile evidenza la crisi delle dinamiche tradizionali
della democrazia. Nei Comuni italiani, oggi, le decisioni più importanti non
passano certo dal Consiglio comunale, ma - il più delle volte - da soggetti con
veste privata e con capitali pubblici o misti. Basta chiamare il call-center di
un qualsiasi servizio pubblico, dall'acqua, al gas, agli autobus, per rendersi
conto di quanto sia sfilacciata la catena di controllo democratico che dovrebbe
avere nel momento del voto la sua sintesi più alta. Affaccendarsi in riforme
delle riforme, e così all'infinito, rischia di diventare un mero rimedio
sintomatico che non arresta la degenerazione del sistema. La sussidiarietà,
vessillo di ogni riforma da dieci anni a questa parte, serve a rinforzare il
controllo dei cittadini sull'operato pubblico. Ma se il pubblico si maschera da
privato, trasformando le assemblee rappresentative in un vuoto simulacro? Non
sarebbe meglio che la semplificazione si accompagnasse al rafforzamento del
controllo democratico sui servizi ai cittadini, magari applicando le teorie
partecipative di cui bene ha scritto Mauro Barberis nel suo "Etica per
giuristi"? Anche di fronte a queste domande la bozza del ministro
Calderoli resta muta. Lorenzo Cuocolo è professore di diritto costituzionale
italiano ed europeo all'Università Bocconi. 13/05/2009
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Per evitare di scegliere ogni fatto diventa
ideologico (sezione: Province)
ItaliaOggi
sezione: I commenti data: 13/05/2009 - pag: 2 autore: di Pierluigi Magnaschi
L'analisi Per evitare di scegliere ogni fatto diventa ideologico Nessun
partito, anche se sarebbe un tema di grande interesse pubblico, è disposto ad
aprire un dibattito, facendone un caso, sul fattorino del senato che, in questi
giorni, è andato in pensione a soli 52 anni con una pensione di 8 mila euro
lordi al mese. Sul caro-prestiti bancari, Silvio Berlusconi aveva fatto un
breve accenno, poco più di una battuta, ma poi la questione è stata lasciata
subito cadere. Perché nessun partito ha approfondito il fatto (affrontato
invece come si deve da Paolo Panerai nel suo Orsi & tori di prima pagina sul numero che è in edicola di Milano
Finanza) che oggi le banche si approvvigionano all'1% presso la Bce e poi
fanno pagare alla loro clientela l'interesse del 5 o 6 o 7%? È tollerabile? È
giusto? È sociale? Niente. Un silenzio assordante da parte di tutti. Nessun
partito, dopo aver appreso che nella Piana di Gioia Tauro ci sono sei ospedali
(di cui tre sotto i 20 posti letto e, questi ultimi, senza nemmeno il pronto
soccorso), si mobilita per cercare di vedere come e perché sono sprecati i
soldi pubblici e indica le procedure per far cessare questa emorragia di
risorse che potrebbero andare a favore dei più deboli. E
tutti i partiti che si battevano a favore dell'abolizione delle province (altro tema concreto, che
farebbe risparmiare risorse pubbliche) sono improvvisamente scomparsi e non si
trova nemmeno uno che si impegni, non dico ad abolire le province esistenti, ma nemmeno a
impegnarsi, in futuro, a non istituirne delle nuove. I partiti invece
sono molto interessati alle risse inenarrabili (ma tutte a salve, come nel
catch) su temi teorici, basate quindi su parole emotive che evocano antiche
battaglie ideologiche. Oggi si usa dire che i fumi ideologici si sono
dissipati. Forse. Di certo, non si sono dissipati nelle teste dei politici,
sulle colonne dei giornali o nei talk show tv. Da qui, per esempio, le querelle
sul capitalismo. Che è una parola che non dice nulla, visto che il capitalismo
c'era anche nei paesi del blocco sovietico dove, invece, non esisteva
l'economia di mercato. E le dispute tra liberalismo e liberismo. Oppure ancora
se l'economia deve essere «sociale di mercato» oppure deve restare senza
attributi. Insomma, mentre la gente ha dei bisogni che attendono di essere
risolti, i politici, per essere esentati dall'obbligo di scegliere fra
alternative concrete che creerebbero beneficiati (spesso ingrati) e danneggiati
(sempre vendicativi), preferiscono discutere sul sesso degli angeli. Stupisce
che gli elettori li seguano. Ma forse non li seguono.
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Check-list per i bilanci locali (sezione: Province)
Il
Sole-24 Ore sezione: NORME E TRIBUTI data: 2009-05-13 - pag: 36 autore: Enti
territoriali. Da Corte conti gli strumenti di verifica sui preventivi 2009 -
Controlli sulle oscillazioni di gettito Check-list per i bilanci locali Gianni
Trovati MILANO Immobili, tributi e affidamenti di servizi dominano il panorama
delle novità nei questionari sui bilanci preventivi 2009 che i revisori
contabili di Comuni e Province dovranno inviare alla Corte dei conti nei
prossimi mesi. I documenti, che sono stati diffusi ieri con la delibera 6/2009
della sezione delle Autonomie della Corte dei conti, avviano il quarto anno del
controllo collaborativo fra magistratura contabile e revisori, e adattano la
propria struttura alle novità normative che incidono sui conti degli enti
locali. Tra le più delicate, anche per il complesso meccanismo di dare-avere
tra i Comuni e lo Stato, c'è senza dubbio l'abolizione
dell'Ici sull'abitazione principale e i conseguenti indennizzi ai sindaci da
parte del Viminale. Per consentire un controllo puntuale sull'esattezza delle
somme chieste dagli enti al ministero dell'Interno, la Corte ha introdotto nei
questionari una sezione (la numero 7) per monitorare l'andamento complessivo
dell'Ici in ogni Comune negli ultimi tre anni. I revisori (come
anticipato sul Sole 24 Ore del 4 maggio scorso) dovranno indicare prima di
tutto accertamenti e riscossioni (in conto competenza e residui) dell'imposta,
distinguendo fra il gettito ordinario e il recupero dell'evasione degli anni
precedenti; concentrandosi poi sui frutti dell'abitazione principale, i
questionari chiedono di indicare l'aliquota adottata dal Comune negli ultimi
tre anni, la somma del minor gettito certificata (con l'invio entro il 30
aprile al Viminale) e le altre variazioni determinate da interventi sulle
aliquote. In questo modo, con il collaudato meccanismo della serie storica, la
Corte si mette nelle condizioni di individuare oscillazioni
"sospette" nel (mancato) gettito indicato dai Comuni, e quindi
richiesto al Viminale. Sempre in tema di tributi, i magistrati contabili
chiedono anche di specificare modifiche dell'aliquota ed eventuali variazioni
nelle fasce di reddito esenti dall'addizionale Irpef. Gli immobili tornano al
centro anche della seconda novità di rilievo nei questionari 2009. Il Dl
112/2008 (articolo 58) ha chiesto agli enti di varare un «piano delle
alienazioni e valorizzazioni del patrimonio immobiliare », di cui la Corte ora
chiede conto. Al riguardo, le domande provano a fotografare il prossimo
triennio chiedendo, per ciascuno degli anni interessati, le entrate complessive
previste dalla dismissione e valorizzazione del mattone e la loro destinazione,
divisa fra investimenti, riduzione del debito, finanziamento del disavanzo e
copertura di eventuali debiti fuori bilancio. Sotto i riflettori entra anche un
altro piano triennale, quello per tagliare i costi di beni strumentali, auto di
servizio e telefoni, che era previsto dalla Finanziaria per il 2008 ma non era
ancora stato fatto oggetto del lavoro dei revisori destinato alla Corte dei
conti. Fanno la loro comparsa nei questionari anche le domande su eventuali
affidamenti di servizi pubblici a rilevanza economica effettuati dopo il 25
giugno 2008, data in cui l'entrata in vigore della manovra d'estate (articolo
23-bis del Dl 112/2008) ha introdotto vincoli più rigidi per le deroghe al
principio della gara. Sempre ieri, la Corte ha eletto i quattro rappresentanti
"togati" nel nuovo consiglio di presidenza, frutto della riforma del
Ddl Brunetta. In consiglio entrano Maurizio Graffero, Anna Maria Rita Lentini,
Salvatore Pilato e Patrizia Ferrari gianni.trovati@ilsole24ore.com ©
RIPRODUZIONE RISERVATA www.ilsole24ore.com/norme I questionari per gli enti
locali PROSPETTO MIRATO Una sezione ad hoc monitora l'andamento complessivo
dell'imposta comunale sugli immobili negli ultimi tre anni
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QUESTA la lista dei Federalisti democratici europei
(Fde) che sostiene l'avvocato Eugenio Giuli... (sezione: Province)
RIMINI
CRONACA pag. 4 QUESTA la lista dei Federalisti democratici europei (Fde) che
sostiene l'avvocato Eugenio Giuli... QUESTA la lista dei Federalisti
democratici europei (Fde) che sostiene l'avvocato Eugenio Giulianelli candidato
presidente della Provincia. Claudio Savelli, Francesco Anemoni, Laura
Bernabini, Luisa Neri, Alessandro Nanni, Denis Polverelli, Gabriella Piccari,
Paride Sansoni, Pier Antonio Bonvicini, Elena Giulianelli, Nicola D'Amico. Tra
i punti del programma, «abolizione delle Province» (cioè se
eletto presidente Giulianelli lavorerà su ciò «dall'interno, perché solo così
si può raggiungere l'obiettivo». Poi no al Trc. Riorganizzare la viabiltà, a
partire dalle ciclabili. Statale 16 spostata sull'autostrada attuale, e l'A14
spostata a monte di Covignano. Abusivismo comerciale: danneggia
l'economia. Turismo: incentivarlo. Scuole: realizzare nuovi edifici e mettere
in sicurezza le attuali. Spostare l'inceneritore (no alla IV linea di Raibano).
Incentivare il lavoro, inserendo i giovani.
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VIGNOLA HA PRESO il via ieri in Tribunale a Modena... (sezione: Province)
MODENA
PROVINCIA pag. 21 VIGNOLA HA PRESO il via ieri in Tribunale a Modena... VIGNOLA
HA PRESO il via ieri in Tribunale a Modena in processo a carico di un
settantatreenne di Serramazzoni, A.F., accusato di avere ucciso a colpi di
fucile il cane di un vignolese. L'episodio si verificò a Vignola il 28 luglio
del 2007. Secondo l'accusa, l'animale fu ucciso dall'anziano come ritorsione
nei confronti del suo proprietario, col quale era in lite per motivi tutto
sommato futili. Fra l'altro A.F. dovrà rispondere anche di minacce verbali nei
confronti del rivale. A fare le spese del diverbio fu Tobia, un cane di razza
bovaro del bernese'. Durante la prima udienza del dibattimento le associazioni
Lega per l'abolizione della caccia e Lega per la difesa del
cane si sono costituite parti civili «per costituire un monito dicono gli
animalisti , nei confronti di chi è capace di macchiarsi di episodi tanto
incivili». Sempre ieri il giudice ha deciso di rinviare gli atti al pubblico
ministero per formulare le accuse di uccisione con crudeltà di animali'
e detenzione abusiva di armi, dal momento che il fucile usato per uccidere
Tobia non risultava regolarmente denunciato.
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Bernazzoli replica:
PROVINCIA
13-05-2009 BOTTA E RISPOSTA «ALLA RIUNIONE NON SONO STATO INVITATO» Bernazzoli
replica: «Noi siamo a posto» II Dopo la consegna da parte dei Comitati Riuniti
della petizione sulle problematiche relative ai Siti di Importanza Comunitaria,
ieri pomeriggio il presidente della Provincia Vincenzo Bernazzoli ha convocato
una conferenza stampa per ribattere alle accuse mosse nei confronti
dell'Amministrazione provinciale, anche perché, ha dichiarato: «Non sono mai
stato invitato a partecipare all'incontro di stamattina». Ribattendo alla
minaccia fatta da Sergio Berlato di inviare una commissione di inchiesta,
Bernazzoli ha risposto: «bene, che venga subito a verificare, possibilmente
prima del voto, perché noi siamo completamente tranquilli. Sottolineo, inoltre,
che in questa raccolta firme manca quello che è stato a lungo il cavallo di
battaglia dei comitati: l'abolizione dei Sic. Ho sempre sostenuto che
prometterne l'abolizione era prendere in giro questa gente e ho preferito
partecipare a un tavolo di confronto con i comuni, tavolo a cui inizialmente
hanno partecipato anche i comitati. Abbiamo ottenuto due risultati: che si
arrivasse al più presto al regolamento dei Sic e che questo regolamento
contenesse alcuni principi, come la possibilità di caccia, pesca, del taglio
del bosco, dell'attività agricola. Sono tutte attività
escluse dalla valutazione di incidenza, come stabilito nella delibera regionale
1191 del 2007, un regolamento approvato anche tenendo conto delle richieste
della Provincia di Parma». Riguardo alla discrezionalità dei confini dei Sic,
il presidente ha aggiunto: «La maggioranza dei Siti sono stati fatti nei primi
anni '90, quando noi non c'eravamo ancora, gli altri nel 2006. Abbiamo
recentemente proposto un lavoro meticoloso di correzione dei confini, perché
non ci fossero centri abitati dentro di essi. Abbiamo convenuto, con sindaci di
destra e sinistra, una revisione dei perimetri che avrebbe ridotto tre siti di
1.984 ettari (cioè il 27% della superficie complessiva), ma è stata bocciata
dal ministero dell'Ambiente, Stefania Prestigiacomo, perché la proposta
riguardava 'habitat di interesse comunitario'». Infine, ribattendo a un punto
della petizione in cui si sostiene che i criteri di finanziamento dei Sic
escludono piccola e media imprenditoria, ha dichiarato: «Nel 2007 sono stati
assegnati a imprese piccole e piccolissime, con un criterio di priorità perché
interne a zona Sic, finanziamenti per 350.000 euro, e nel 2008 per 550.000
euro». L. B. Bernazzoli «Noi abbiamo lavorato in sintonia con i sindaci».
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Sulle schede il primo è Lentini (Destra per Bologna)
Poi Galletti, Raisi e per ultima la Draghetti (sezione: Province)
BOLOGNA
PRIMO PIANO pag. 4 Sulle schede il primo è Lentini (Destra per Bologna) Poi
Galletti, Raisi e per ultima la Draghetti PROVINCIA: SORTEGGIATE LE POSIZIONI
IN CORTE D'APPELLO NOVE candidati per un totale di 16 liste. Una sola lista
esclusa. E' così che, come anticipato dal Carlino, si presenterà agli elettori
la scheda per scegliere il prossimo presidente della Provincia di Bologna. Il
sorteggio è stato effettuato ieri mattina alla Corte d'appello e ha sancito che
ad occupare la prima posizione sarà Pietro Paolo Lentini, candidato della lista
Destra per Bologna - Fiamma tricolore - Lentini presidente'. A seguire Vincenzo
Iaquinta del Partito comunista dei lavoratori e Bruno Barbieri della lista
Codacons - Liste civiche uniti' e Angelo Scavone per Socialdemocrazia Psdi'. Il
primo big è Gian Luca Galletti, con due liste: Per la Provincia Galletti
presidente' e Casini-Unione di centro'. Lo segue Enzo Raisi, che di liste a
sostegno ne ha tre: Lega Nord - Bossi', L'autonomia - Alleanza di centro - La
Destra - Mpa - I pensionati' e Pdl Berlusconi per Raisi'. Il sesto candidato,
seguendo l'ordine che apparirà sulla scheda, è Tiziano Loreti per Terre
libere'. Dietro di lui, Gianni Correggiari di Forza nuova e, in fondo,
l'attuale presidente Beatrice Draghetti. A lei andranno i voti di cinque liste:
Verdi per la pace', Di Pietro - Italia dei valori', Rifondazione comunista -
Comunisti italiani', Partito democratico - Draghetti presidente' e Sinistra per
la Provincia' (che raccoglie Sd, Socialisti e vendoliani). L'ufficio elettorale
della Corte d'appello non ha mosso rilievi ai simboli associati alle liste, ma
al momento del sorteggio non è mancato un richiamo a una maggiore precisione
sulla corretta denominazione di ogni lista. Dalla tornata
provinciale è stata esclusa una sola lista: Non voto la Provincia', il cui
programma consiste nell'abolizione dell'ente stesso. Non è stata neanche
presentata invece la lista Bologna futura', che in Comune corre con Michele
Laganà e per la Provincia aveva annunciato la candidatura di Giancarlo
Zecchini, ex presidente dei City angels di Bologna. «Avevamo le firme ma
non abbiamo presentato la lista spiega Laganà perché appoggiamo Raisi. E'
inutile disperdere voti e pensiamo sia lui il candidato giusto per la
Provincia».
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fatti i sorteggi, parte la campagna elettorale -
mitia chiarin (sezione: Province)
Bergamo
(Udc) è al sesto posto. Un sondaggio nazionale del Pd: «A Venezia vinciamo»
Fatti i sorteggi, parte la campagna elettorale Prima la Zaccariotto, Zoggia
quarto. Ventisei le liste, dieci candidati in corsa per la presidenza MITIA
CHIARIN Un «lenzuolone» giallo per la scheda di voto delle prossime elezioni
provinciali. Il 6 e 7 giugno, i veneziani saranno chiamati a scegliere tra 26
partiti e dieci candidati alla presidenza della Provincia di Venezia. Sorteggi.
Ieri in Corte d'appello è stato effettuato il sorteggio. Si è cominciato dai
candidati presidenti. Prima è risultata Francesca Zaccariotto mentre Davide
Zoggia si ritrova in quarta posizione sulla scheda di voto. Ugo Bergamo, ago
della bilancia con l'Udc, è sesto. Poi il sorteggio ha interessato l'ordine
delle liste, ben 26. Prima risulta la Liga Veneta Repubblica, al 26esimo si
ritrovano i Verdi. Successivamente è stata stilata la composizione definitiva
dei candidati e dei partiti di appoggio che vedete riproposti in questa
simulazione della scheda di voto. Il centrodestra. Francesca Zaccariotto,
sindaco di San Donà, candidata alla presidenza per il centrodestra è sostenuta
da sei liste. Dopo il sorteggio di ieri, ecco come li troveremo sulla scheda di
voto: Pensionati; Francesca Zaccariotto per la nostra Provincia (una Civica);
il Popolo della Libertà; Lega Nord-Liga Veneta Bossi; una altra civica, la
Territorio e Società per la Provincia; infine gli Amici Popolari Movimento
Popolare Veneto. La Destra. Seguono i candidati di destra. Piero Puschiavo,
veronese di 44 anni per Fiamma Tricolore e Lega Lombardo Veneta. E Andrea
Camilli, veneziano, di 40 anni per la Destra di Storace. Il centrosinistra.
Davide Zoggia, 45 anni, presidente uscente si ricandida con l'appoggio di tutti
i partiti del vecchio Ulivo più il sostegno di due liste civiche. Otto le liste
per lui. Eccole: Di Pietro Italia dei Valori; Libertà civica consumatori
(civica che fa riferimento all'associazione Codacons);, Rifondazione Comunisti
italiani; Sinistra per Venezia; Partito Socialista; Partito Democratico; Provincia di Venezia Zoggia Presidente e Verdi. Il no alla
Provincia. Il quinto candidato è Lorenzo Furlan, 49 anni di Treviso della lista
«Amo l'Italia- non voto la Provincia» che si batte per l'abolizione
dell'amministrazione. I centristi. Nel futuro c'è la rinascita della vecchia
Dc, nel presente l'Udc ha deciso di essere il terzo contendente di questa
competizione elettorale. Dal Csm il senatore Ugo Bergamo torna a Venezia
come candidato presidente con l'appoggio di Liga Veneta Repubblica, Partito
Liberale Italiano e Udc. Sartori e Salvagno. Sebastiano Sartori, 40 anni, è il
candidato per Forza Nuova. Punta sull'autonomismo l'ex socialista Vittorio
Salvagno, un passato di assessore a Venezia. E' il candidato dei Democratici Autonomisti
Socialisti e del Progetto Nord Est, formazione fondata dall'imprenditore Panto.
Boato e Tessari. E' invece collocata a centrosinistra ma non appoggia Zoggia la
lista «Impegno civico per il bene comune», che candida l'ambientalista mestrino
Michele Boato. Infine il Partito National Veneto punta su Sabrina Tessari in
Favaro, la seconda donna di questa competizione. Ultim'ora. In serata sul voto
in Provincia arriva il sondaggio vincente per il Pd del leader Dario
Franceschini. «La capacità di scelta degli italiani è assolutamente diversa da
quella raccontata dai sondaggisti». E Paolo Fontanelli (Enti locali Pd)
conferma: «Tranne Venezia, Padova e Lecco - osserva - al Nord rischiamo
dappertutto anche perché alle scorse Politiche in molti posti Pdl e Lega hanno
superato il 50%».
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«Diventi
Comune solo così si salverà» Pinella Leocata «L'unica salvezza possibile per
Librino è che diventi Comune, che abbia un suo sindaco, un suo consiglio e le
sue istituzioni». La proposta del prof. Renato D'Amico, ordinario di «Scienza
dell'amministrazione» alla facoltà di Scienze politiche di Catania, è drastica,
persino scioccante, ma è frutto di un ragionamento articolato e di uno studio
decennale. Librino lo ha incrociato negli anni '80, per motivi di studio,
quando, in seguito all'istituzione dei consigli di quartiere, con legge del
1976, è stato necessario «ritagliare» i confini dei quartieri di città che,
fino ad allora, erano 36, quante le parrocchie con il cui territorio
coincidevano. La decisione del Comune arrivò nel 1981. Si individuarono 17
circoscrizioni cui furono attribuiti quasi esclusivamente poteri consultivi, ad
eccezione delle competenze relative all'anagrafe, e questo nonostante la
sollecitazione degli studiosi, il prof. D'Amico in testa, a passare dal «parere
al potere». E si perseguì nella stessa direzione anche in seguito, con la
seconda Giunta Bianco, quando, tra il 1993-94, fu avviato un processo di
ridefinizione dei quartieri che portò alla delimitazione di 10 Municipalità
sebbene la commissione di studio ne avesse indicate 9. A fare la differenza fu
proprio Librino che gli studiosi avevano definito come un unico, enorme
quartiere, che, invece, fu diviso in due con un tratto di penna perché, con un
terzo della popolazione comunale, avrebbe deciso da solo del sindaco e
dall'amministrazione di città. Troppo rischioso per i politici e per gli
equilibri consolidati, a partire da quelli clientelari. Già allora il prof.
D'Amico, insieme all'assessore al decentramento Piero Banna, lanciò l'idea
della città reticolare, il progetto di «città di città» in cui ogni
circoscrizione fosse in grado di autogovernarsi e di raccordarsi con le altre.
Un progetto rimasto sulla carta, come sulla carta è rimasto il progetto
originario dell'architetto Kenzo Tange che aveva concepito per la new town di
Librino un centro politico e amministrativo prima ancora che direzionale. «Il problema
di Librino è innanzitutto un problema di identità - spiega il prof. D'Amico - e
l'identità non è legata soltanto alle radici, ma si costruisce con la cultura
della responsabilità, con la possibilità di esercitare controllo e potere sul
territorio in cui si vive. L'identità passa attraverso il fatto che gli
abitanti di un territorio si costituiscono come soggetto collettivo. Per questo
dico che Librino è un problema istituzionale che si risolve soltanto
attribuendo ai suoi abitanti poteri di rappresentanza, di gestione e di
controllo. Affinché un librinese possa riconoscersi nel suo quartiere, e
comportarsi come un cittadino attivo, deve sentirsi responsabile di qualcosa su
cui esercita potere. Basti soltanto un esempio. A Librino l'evasione della tassa
sui rifiuti è altissima. Un problema che si risolverà soltanto se ci sarà un
Comune che, dovendo erogare il servizio di nettezza urbana e necessitando di
risorse per farlo, sarà costretto a svolgere un'azione efficace di recupero
dell'evasione. Questo per dire che la coppia responsabilità-poteri è
indispensabile per curare la malattia di Librino. Tutte le altre soluzioni,
anche se migliorano la vivibilità, non ne risolvono il male». Ma la terapia
proposta presuppone e richiede una profonda riforma istituzionale: l'attuazione
dell'autorità metropolitana e, dunque, dell'area metropolitana istituita nel
1986 insieme alle province regionali, ma mai attuata
in Sicilia dove ne sono state individuate tre: quella di Palermo, Messina e
Catania, appunto. Con la particolarità che Catania, proprio per la sua
struttura, per i comuni limitrofi con cui è conurbata, è il territorio dove
sarebbe più facile, e più neccessario, realizzarla. Tutte le Municipalità e i
comuni limifrofi dovrebbero avere una propria autonoma rappresentanza e
autonomia di gestione, cioè una propria autorità comunale, mentre il loro
coordinamento verrebbe garantito dall'autorità metropolitana. Solo così,
secondo il prof. Renato D'Amico, si può risolvere il problema del coordinamento
dei servizi pubblici (basti pensare ai percorsi delle linee degli autobus) e
ovviare al drammatico problema per cui decine di migliaia di persone ogni
giorno vengono a lavorare e a svagarsi a Catania, utilizzandone tutti i
servizi, per poi andare a dormire nei comuni limitrofi dove hanno residenza e
dove pagano le tasse. Una situazione insostenibile per il comune capoluogo. L'attuazione dell'area metropolitana è una riforma istituzionale
prevista e necessaria che la classe politica, finora, non ha voluto mai
attuare, forse anche perché presuppone l'abolizione della Provincia regionale
di Catania. «A Librino bisogna agire su due percorsi - conclude il prof.
D'Amico - uno di breve periodo e uno di lungo termine. Il primo consiste nel
mettere in moto tutte le iniziative necessarie per dare un segnale di speranza
agli abitanti, attraverso le associazioni di volontariato e le attività
sociali, sportive, culturali, artistiche. Tutte occasioni importanti affinché i
cittadini si aggreghino intorno a servizi e a bisogni. Ma questo percorso deve
svolgersi all'interno di un piano strategico più importante, quello della
riforma istituzionale dove non ci si aggrega più rispetto ai bisogni, ma si
forniscono gli strumenti perché la comunità possa generarsi. Qualcuno dirà che
questa è una proposta utopistica, ma è una scusa, la classica difesa di un ceto
politico che non riesce a pensare un progetto di ampio respiro e il cui
risultato è la mediocrità delle persone e degli interventi sempre estemporanei
e al di fuori di ogni pianificazione strategica. E dire che questo è un
problema che l'attuale classe politica, che può contare su una maggioranza
bulgara, è in condizioni di affrontare».
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Bernazzoli replica:
Bernazzoli
replica: «Noi siamo a posto» Dopo la consegna da parte dei Comitati Riuniti
della petizione sulle problematiche relative ai Siti di Importanza Comunitaria,
ieri pomeriggio il presidente della Provincia Vincenzo Bernazzoli ha convocato
una conferenza stampa per ribattere alle accuse mosse nei confronti dellAmministrazione provinciale, anche perché, ha
dichiarato: «Non sono mai stato invitato a partecipare allincontro di stamattina».
Ribattendo alla minaccia fatta da Sergio Berlato di inviare una commissione di
inchiesta, Bernazzoli ha risposto: «bene, che venga subito a verificare,
possibilmente prima del voto, perché noi siamo completamente tranquilli.
Sottolineo, inoltre, che in questa raccolta firme manca quello che è stato a
lungo il cavallo di battaglia dei comitati: labolizione
dei Sic. Ho sempre sostenuto che prometterne labolizione era prendere in
giro questa gente e ho preferito partecipare a un tavolo di confronto con i comuni,
tavolo a cui inizialmente hanno partecipato anche i comitati. Abbiamo ottenuto
due risultati: che si arrivasse al più presto al regolamento dei Sic e che
questo regolamento contenesse alcuni principi, come la possibilità di caccia,
pesca, del taglio del bosco, dellattività
agricola. Sono tutte attività escluse dalla valutazione di incidenza, come
stabilito nella delibera regionale 1191 del 2007, un regolamento approvato
anche tenendo conto delle richieste della Provincia di Parma». Riguardo alla
discrezionalità dei confini dei Sic, il presidente ha aggiunto: «La maggioranza
dei Siti sono stati fatti nei primi anni '90, quando noi non c'eravamo ancora,
gli altri nel 2006. Abbiamo recentemente proposto un lavoro meticoloso di
correzione dei confini, perché non ci fossero centri abitati dentro di essi.
Abbiamo convenuto, con sindaci di destra e sinistra, una revisione dei
perimetri che avrebbe ridotto tre siti di 1.984 ettari (cioè il 27% della
superficie complessiva), ma è stata bocciata dal ministero dellAmbiente, Stefania Prestigiacomo, perché la proposta
riguardava "habitat di interesse comunitario"». Infine, ribattendo a
un punto della petizione in cui si sostiene che i criteri di finanziamento dei
Sic escludono piccola e media imprenditoria, ha dichiarato: «Nel 2007 sono stati
assegnati a imprese piccole e piccolissime, con un criterio di priorità perché
interne a zona Sic, finanziamenti per 350.000 euro, e nel 2008 per 550.000
euro».L. B.
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ecco la scheda albuzio pesca l'idv degani con la lega (sezione: Province)
Pagina
21 - Cronaca Ecco la scheda Albuzio pesca l'Idv Degani con la Lega Albuzio
«allineato» con l'Italia dei Valori. Degani invece «presa in mezzo» tra
Pensionati e Lega Nord. Ecco la scheda per le provinciali: foglio di colore
giallo con quattro facciate. Dieci candidati alla presidenza e venti liste. Tra
queste anche quella per l'abolizione delle Province. Il
sorteggio è stato effettuato ieri mattina in tribunale, dalla commissione
elettorale presieduta da Ezio Bellavitis. Nei corridoi del palazzo di giustizia
anche l'assessore alla casa Daniela Ruffini, «portafortuna» di Rifondazione,
che però stavolta non ha ripetuto l'allineamento della scheda comunale.
Il partito dei comunisti infatti è l'ultimo nello schieramento del
centrosinistra: «Va bene lo stesso - commenta lei - Almeno il simbolo si nota».
La scheda delle Provinciali inizierà con il partito «Venetie per l'autogoverno»
di Loris Palmerini. E terminerà con un altro movimento venetista, il Partito
Nasional Veneto. Nella seconda facciata lo schieramento di Antonio Albuzio, con
cinque liste di sostegno: si parte dai socialisti e si conclude con i partiti
della sinistra. Per Barbara Degani invece sono 4 le formazioni in corsa: in
alto si posizionerà il «suo» Pdl, seguono i Pensionati, la Lega Nord e la
Democrazia cristiana. Il primo partito dell'ultima facciata invece sarà proprio
«Amo l'Italia. Non voto la Provincia» che candida Mauro Donolato ma che predica
il non voto: «Rinunceremo a qualsiasi incarico. Preferiamo che si annulli la
scheda» fanno sapere i promotori, tra cui diversi imprenditori veneti. Curiosa
invece la collocazione di Antonio De Poli, il coordinatore nazionale dell'Udc
sarà affiancato dal simbolo della Liga Veneta, una delle tre liste che lo
sostiene. VENETISTI IN SCIOPERO. Ha iniziato ieri uno sciopero della fame
Stefano Venturato, candidato presidente per il Partito Nasional Veneto, che si
batte per l'indipendenza del Veneto. Denuncia una «grave violazione dei
diritti», con un «disturbo sistematico per impedire al movimento di presentarsi
alle elezioni». «Invoco l'aiuto spirituale di Santo Stefano protomartire nel
sopportare questa fatica» dichiara. Sotto accusa una serie di episodi, tra l'8
e l'11 maggio, in cui le liste del Pnv sarebbero state sottoposte a assidui
controlli per determinarne l'esclusione. (Claudio Malfitano)
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La petizione: più risorse per lo studio (sezione: Province)
Pd,
sotto accusa i tagli La petizione: più risorse per lo studio Gli effetti delle
decisioni del governo nel Mantovano sono drammatici. Ad affermarlo è il
segretario provinciale del Partito democratico Massimiliano Fontana. «La
situazione delle scuole materne, dove chi ha iscritto il figlio in gennaio
rischia di sentirsi dire in agosto che non c'è posto, è un'immagine dell'Italia
che Berlusconi vuole - dice Fontana - Gelmini e Tremonti tagliano nella nostra
provincia duecento insegnanti e otto scuole elementari. Nella scuola la
situazione è destinata a peggiorare. Per questo abbiamo promosso una petizione
nazionale con cui chiediamo al governo la cancellazione del taglio di otto
miliardi di euro e di 132mila lavoratori, del maestro unico, dell'orario a ventiquattro ore settimanali e dell'abolizione
delle compresenze. Chiediamo di soddisfare tutte le richieste delle famiglie
sul tempo scuola; di assegnare risorse adeguate; di non chiudere le piccole
scuole dove rappresentano un presidio pubblico insostituibile per l'educazione
dei bambini e per la comunità».
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Tassa passi carrai: Fistarol incontra il presidente
Anas per trovare una soluzione (sezione: Province)
L'annuncio
a Vittorio davanti a un folto pubblico Tassa passi carrai: Fistarol incontra il
presidente Anas per trovare una soluzione PONTE NELLE ALPI. Anche il senatore
Maurizio Fistarol si interessa al problema dei passi carrai. Nell'incontro che
si è svolto lunedì a Vittorio Veneto (hanno partecipato il presidente regionale
del comitato Luciano Soffiato, i coordinatori delle province
di Belluno e Treviso, il sindaco di Vittorio Veneto e i consiglieri regionali
Diego Bottacin e Gianantonio Da Re), il senatore ha annunciato alla sala
gremita un suo prossimo incontro con il presidente dell'Anas per discutere del
problema. Fistarol ha inoltre auspicato che, attraverso
accordi bipartisan e l'appoggio del Governo, si possa arrivare all'abolizione
della tassa. Cosa che potrebbe essere fatta anche dalla Regione, sulle strade
di sua competenza, come ha spiegato il consigliere Diego Bottacin. Veneto
Strade ha invece risolto il problema stabilendo degli importi fissi in
relazione alla larghezza dei passi carrai. La riunione di lunedì è stata
molto partecipata, segno che il problema dei canoni Anas ha raggiunto un
livello di criticità elevato anche in terra trevigiana (e friulana, visto
l'afflusso di cittadini provenienti dal vicino Friuli Venezia Giulia). E se l'attività
svolta finora dai Comitati ha permesso di ottenere qualche conquista, come
l'impegno dell'Anas a ricalcolare i canoni pregressi per portarli a cifre più
eque, in modo da chiudere il contenzioso con il passato, per il futuro si
aprono prospettive di dialogo anche con il Governo: il presidente regionale
Luciano Soffiato ha infatti riferito di un suo recente incontro con il vice
ministro ai trasporti Castelli, il quale ha confermato la sua volontà di
approfondire la questione, anche a fronte della documentazione raccolta dalle
"vittime dell'Anas", consegnatagli dallo stesso Soffiato. Sembra che
la situazione si stia muovendo, anche se è presto per fare ipotesi di
risoluzione. (a.f.)
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34 x 32 (sezione: Province)
Buongiorno
34 x 32 Massimo Gramellini Alle elezioni di Morterone, splendido Comune della
provincia di Lecco, si presentano 34 candidati per 32 elettori. E' come alle
feste: ci sono gli imbucati. A meno che qualche cittadino particolarmente
ubiquo e democristiano sia riuscito a farsi inserire in più di una lista. Non
ce ne stupiremmo. Mentre invece continua a stupirci la capacità degli italiani
di razzolare all'opposto di come predicano. Non eravamo il
Paese dell'antipolitica, nauseato dalla Casta e pronto a battersi per
l'abolizione degli enti inutili, come ho sentito promettere fra gli applausi da
un candidato alla presidenza di una Provincia? Certo. Così come siamo il Paese
dell'antilettura che ingolfa le case editrici di romanzi inediti.
Nessuno legge, ma tutti scrivono. Nessuno ama i politici, ma tutti (e a
Morterone anche qualcuno in più) bramano diventarlo. La politica è un
respingente che attrae. Proprio adesso che conta poco e che forse non esiste
nemmeno più. Sarà che, in epoca di precariato spinto, la carriera del notabile
emana il fascino del posto fisso, grazie ai tanti privilegi che ne perpetuano
gli effetti anche dopo la cessazione del mandato. Sarà che il popolo
telespettatore è rimasto contagiato dall'orgia di televoti e desidera provare
sulla propria pelle il brivido della «nomination» e del giudizio altrui. Sarà,
più banalmente, che tutti si annoiano da morire e un mese di campagna
elettorale garantisce un'uscita provvisoria dalla routine. Le possibilità di
farcela sono scarse, ma non importa. Mal che vada, si potrà sempre scrivere un
libro di memorie che nessuno leggerà.
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PERGINE - Perché non sono state previste delle aree
di sosta alternative in seguito alla chiusura del parcheggi di via Tegazzo? La
domanda, affiorata già la settimana scorsa, all'i (sezione: Province)
PERGINE
- Perché non sono state previste delle aree di sosta alternative in seguito
alla chiusura del parcheggi di via Tegazzo? La domanda, affiorata già la
settimana scorsa, all'inizio dei lavori del nuovo parcheggio interrato in zona,
ora si sta trasformando in una vera protesta PERGINE - Perché non sono state
previste delle aree di sosta alternative in seguito alla chiusura del parcheggi
di via Tegazzo? La domanda, affiorata già la settimana scorsa, all'inizio dei
lavori del nuovo parcheggio interrato in zona, ora si sta trasformando in una
vera protesta. Perché, segnalano degli abitanti del posto, Pergine non è il
paesello di vallata dove sulla piazza starnazzano le oche, si trova la fontana
e si affacciano canonica e negozio. Eppure la mancata programmazione di spazi sostitutivi
la affianca al citato paesello. Costruire il nuovo parcheggio interrato a due
piani per 256 posti comporta 500 giorni di lavoro, contrattualmente previsti.
Lo scavo ed il movimento dei macchinari hanno obbligato la committenza, ovvero
la Provincia, a far chiudere il parcheggio comunale Tegazzo a cielo aperto da
83 posti macchina e quello della via omonima che ne garantiva altri 50. La
mancanza di aree sostitutive sta inguaiando non solo chi abita nella via e
nelle adiacenti vie Tre Novembre, San Pietro e Battisti, ma anche quelle più
lontane, fino a via Spolverine, via Maier, viale Venezia e via Dosseti perché
gli automobilisti, venuti a mancare i 133 posti macchina chiusi per i lavori in
corso, sono obbligati a parcheggiare in ogni dove in centro storico, talvolta
come capita, a rischio multa. I più danneggiati sono gli abitanti a ridosso di
via Tegazzo, dove i garage di proprietà sono pochissimi. Il parcheggio stradale
era la loro unica valvola di sfogo, ma anche i commercianti iniziano a risentire
della situazione. «Il problema è veramente grosso», segnalano preoccupati
Antonio Vaiz e Flavio Eccher , due titolari del posto, con negozi assai
frequentati. «I nostri clienti - spiegano - non sanno più dove parcheggiare». È
una preoccupazione espressa ieri anche da altri loro colleghi delle vie vicine.
E chiuso è anche il parcheggio, adiacente a via Tegazzo, per tanti anni a
servizio dell'istituto scolastico Curie, per motivi di sicurezza. I cartelli
del divieto sono apposti in modo da essere ben visibili ed i bidelli fanno
buona guardia. Il personale scolastico ha trovato spazio per parcheggiare alle
spalle dell'edifico scolastico. La vicina via Tre Novembre è foderata da
automobili sul lato sinistro a scendere, non c'è più un posto libero nei
parcheggi di via San Pietro che «circondano» i poliambulatori dell'Azienda
sanitaria. La soluzione alternativa c'è ed è invocata da abitanti e
commercianti. L'apertura dei grandi spazi ex manicomiali, lontani appena 200
metri dalla zona dove si sta lavorando e dove non mancano certo aree adatte
alla sosta. E l'apertura della strada interna alle spalle
dell'istituto Curie per raggiungerle, come valvola di sfogo. Tra le richieste
che abbiamo raccolto ieri tra gli abitanti, c'è anche l'abolizione del ticket
per la sosta in via Battisti fino al termine dei lavori di costruzione del
nuovo parcheggio. La situazione che si è venuta a creare è figlia della
mancata attuazione del piano parcheggi (sotterranei e fuori suolo) tante volte
anticipato dalle amministrazioni comunali e mai realizzato: la constatazione è
nei commenti raccolti ieri tra la gente. M. A. 15/05/2009
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L'Unione:
PRIMO
PIANO pag. 2 L'Unione: «No ai varchi elettronici» CENTRO COMMERCIANTI CONTRARI
ALLA PROPOSTA DI CARLESI «PER NOI È esagerata anche la Ztl, figuriamoci se
siamo d'accordo con l'installazione dei varchi elettronici». L'Unione
commercianti prende una posizione netta su uno dei punti chiave del programma
del candidato sindaco del centrosinistra Massimo Carlesi e lo fa per sgombrare
il campo «da alcune voci che stanno rincorrendosi in queste ore, con tutta
probabilità strumentalmente "incoraggiate" da alcuni esponenti
politici». L'Unione ricorda, in particolare, che «così come è riportato sul
documento politico preparato per questa tornata elettorale e già consegnato ai
soci ed ai candidati, non ritiene applicabile l'apposizione di varchi elettronici
all'ingresso del centro storico». Anzi, secondo l'associazione dei commercianti
si dovrebbe eliminare anche la Ztl. «La possibile
trattativa sui varchi elettronici si potrebbe affrontare con la contestuale
abolizione totale della Ztl e la riduzione delle aree destinate ad Apu, per
difendere le quali, semmai, i varchi potrebbero avere un senso sottolinea il
direttore Riccardoi Diddi Abolizione e riduzione delle due aree sono argomenti trattati ed inseriti
nel nostro documento politico. La Ztl pratese è una delle più grandi a
livello regionale in proporzione all'estensione del centro e andrebbe ridotta,
quindi non vedo perchè parlare di varchi elettronici».
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GOVERNO: BETTINI, CHE FINE HA FATTO PROMESSA
ABOLIZIONE BOLLO AUTO?. (sezione: Province)
GOVERNO:
BETTINI, CHE FINE HA FATTO PROMESSA ABOLIZIONE BOLLO AUTO? (ASCA) - Roma, 15
mag - ''In questi giorni sono state poste dieci domande a Berlusconi. Io ne
pongo con forza un'undicesima: che fine ha fatto la promessa che il Premier ha
solennemente pronunciato in campagna elettorale di abolire il bollo sulle auto
a tutti gli italiani?''. Lo chiede in una nota Goffredo
Bettini, membro della direzione nazionale del Pd. ''In questi giorni, infatti -
spiega Bettini - i possessori di auto stanno di nuovo sborsando centinaia di
euro per pagare questa tassa che in molti paesi europei e' gia' da tempo
abolita. Un'altra bugia del governo, quindi. Ora spero che sul balletto
di dati e cifre sulla ricostruzione in Abruzzo dopo il terremoto non si dicano
bugie come sul bollo auto. Perche' mentire su certe cose - sostiene Bettini -
non e' solo un atto politico sbagliato o una mancanza di serieta', ma un atto
disumano terribilmente ingiusto''. red-fdv/mcc/alf
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Canoni vessatori , Fistarol dall'Anas (sezione: Province)
«Canoni
vessatori», Fistarol dall'Anas Venerdì 15 Maggio 2009, Gli aumenti dei canoni
sui passi carrai fanno breccia anche in Senato. Ne hanno parlato l'onorevole
Maurizio Fistarol con il presidente dell'Anas Pietro Ciucci, a margine di una
riunione dell'ottava Commissione lavori pubblici. Fistarol ha definito i canoni
una vessazione nei confronti di quei cittadini e di quelle piccole e medie
imprese con residenze o attività che insistono su strade Anas al di fuori dei
centri abitati. In alcuni casi i cittadini debbono pagare all'Anas migliaia di
euro. I canoni assicurano un introito per l'Anas di circa 23 milioni di euro,
con un costo medio per i soggetti interessati che oscilla tra i 5 e 7 mila
euro. «Canoni onerosi - commenta Fistarol - che possono anche portare alla
chiusura delle attività imprenditoriali interessate. Fistarol ha chiesto a
Ciucci di verificare la congruità degli aumenti, il ricalcolo dei canoni
pregressi e controlli sul diverso operato delle direzioni generali dell'Anas
nei territori italiani. E il presidente dell'Anas si è
riservato di rispondere alle sollecitazioni di Fistarol in un prossimo incontro,
già fissato per mercoledì prossimo, 20 maggio. La questione non interessa
soltanto Belluno, ma sconfina nelle province vicine. Fistarol, tra l'altro, ha partecipato lunedì scorso
all'incontro tra il Comitato contro i passi carrai con i cittadini di Vittorio
Veneto, alla presenza del referente bellunese Walter Azzalini. Finora,
ha spiegato il presidente regionale Luciano Soffiato, il comitato ha ottenuto
un impegno dell'Anas a ricalcolare i canoni pregressi, per portarli a cifre più
eque e chiudere i contenziosi con il passato. E sulla questione è stato anche
interessato il viceministro Castelli, che si è impegnato ad approfondire la
questione. L'obiettivo, però, è l'abolizione del canone. La Regione potrebbe
dare il buon esempio, partendo dalle strade di sua competenza.
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Bloccare la disgregazione (sezione: Province)
«Bloccare
la disgregazione» Rappresentativa di docenti e personale in piazza a Roma
Venerdì 15 Maggio 2009, I Cobas tornano in piazza. Sciopero oggi a difesa
dell'istruzione, seria, autorevole, che goda delle giuste risorse. Non
tagliata, vituperata, offesa da contrazioni di budget che fanno male agli
studenti impoverendo, di rimando, la società intera. «Scendiamo nuovamente in
strada per bloccare la disgregazione e la privatizzazione dell'istruzione
pubblica, per impedire il taglio di 57 mila posti di lavoro di docenti ed Ata
per il prossimo anno scolastico, per cancellare le proposte di legge Aprea e
Cota e il regolamento Gelmini sulla formazione, che gerarchizzano i docenti,
trasformano le scuole in Fondazioni private e danno ai capi di istituto il potere
di assumere e licenziare il personale, per evitare l'espulsione dei precari e
chiedere la loro assunzione a tempo indeterminato sui posti vacanti». Docenti,
personale, studenti e genitori saranno in piazza "anche per dire no alla
maestra unica, all'abolizione del modulo e delle
compresenze, alle riduzioni di orario in tutti gli ordini di scuola, affinché
non ci siano aumenti del numero degli alunni per classe". Una
rappresentanza padovana andrà a Roma dove è prevista una manifestazione
nazionale, con ritrovo davanti al ministero della Pubblica istruzione.
Un corteo si snoderà poi fino al Senato e a Piazza Navona. Giuseppe Zambon dei
Cobas della Scuola di Padova, Gialuca Bettella e Marialaura Pistritto in
rappresentanza dei precari "sempre più deboli e ricattabili",
ricordano come la provincia di Padova sia, dal prossimo settembre, una delle
più penalizzate: -139 maestri alle elementari, -159 insegnanti alle medie, -70
alle superiori, in Veneto flessione di 779 alle elementari, 501 alle medie, 382
alle superiori. «Quello che ci sta più a cuore è il livello formativo:
riduzione del monte ore di lezione, aumento del rischio per la sicurezza dato
dalla crescita del numero di alunni per classe, siamo anche scandalizzati dal
fatto che il Governo sta investendo 13 miliardi di euro per le spese militari,
a fronte di 8 miliardi per la scuola. Senza dimenticare che la legge Aprea
prevede la trasformazione della scuola in una Fondazione gestita come
un'azienda, il preside in un manager che può assumere liberamente chi vuole».
F.Cap.
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AUTO: ORLANDO (PD), PROMESSA ABOLIZIONE DEL BOLLO NON
MANTENUTA (sezione: Province)
AUTO: ORLANDO (PD), PROMESSA ABOLIZIONE DEL BOLLO NON
MANTENUTA Roma, 15 mag. (Adnkronos) - "Sono giorni difficili per tanti
italiani in questi tempi di crisi. Tanti sono alle prese con i soldi che non
bastano, con la cassa integrazione, col lavoro precario perduto. Sono anche i
giorni in cui si paga il bollo auto. Silvio Berlusconi, in campagna
elettorale, si era impegnato ad abolirlo. Prendiamo atto del fatto che in
questo 2009 il bollo e' ancora al suo posto. Impegno non mantenuto?". Lo
domanda Andrea Orlando, portavoce del Partito democratico.
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socialisti e liberali per gomiero. un pizzico di
socialisti con un tocco di liberali. ... (sezione: Province)
Pagina
21 - Cronaca SOCIALISTI E LIBERALI PER GOMIERO. Un pizzico di socialisti con un
tocco di liberali. ... SOCIALISTI E LIBERALI PER GOMIERO. Un pizzico di
socialisti con un tocco di liberali. La ricetta di Giovanni Gomiero, nella sua
corsa a sindaco, è pronta. Alla presentazione, a ricordare chi sono «i veri
socialisti», spuntano anche i garofani rossi. Nelle liste non solo nostalgia,
anche tanti giovani (nella foto). «Siamo la compagine meno vecchia» spiega il geometra direttore della «Ar.Glo», società attiva dal
1981. Il programma prevede un abbattimento dei costi della politica, con
abolizione delle provincie e un consiglio comunale «che non debba solo
ratificare decisioni prese in altre sedi». E poi la riconversione dell'area
Nord della Zip e l'auditorium in Prato della Valle. In lista anche il
leader degli Amissi del Piovego Elio Franzin.
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una delibera cancella una grande tradizione culturale
- nino muggianu (sezione: Province)
Pagina
17 - Cagliari «Una delibera cancella una grande tradizione culturale» Baunei,
l'ex sindaco Angela Corrias contesta l'abolizione del posto di bibliotecario
NINO MUGGIANU BAUNEI. Sulla "cancellazione" del posto di
bibliotecario interviene con un documento, l'ex sindaco Angela Corrias, che
ricorda come Baunei fosse all'avanguardia già dai primi anni '80 per la forte
volontà degli amministratori di allora nel favorire le iniziative culturali ed
in particolare per l'istituzione della biblioteca comunale. Una struttura
divenuta in pochi anni punto di riferimento indispensabile per generazioni di
studenti e motore delle iniziative culturali che intorno ad essa si muovevano.
«Certo ha contato molto la sensibilità degli amministratori che si sono
succeduti - scrive l'ex sindaco - ma la biblioteca non sarebbe diventata uno
dei fiori all'occhiello dell'Ogliastra senza l'impegno e la
passione di Italo Zucca, che di quella biblioteca è stato l'animatore
principale. Tanto è vero che Baunei è diventato il comune capofila dell'unico
sistema bibliotecario della nostra provincia, con il continuo incremento dei
servizi offerti grazie anche alla gestione affidata alla società Oleaster,
che ha permesso di ampliare e razionalizzare l'offerta del sistema
bibliotecario stesso». In seguito - ricorda la Corrias - vi fu l'apertura di
una sezione staccata della biblioteca a Santa Maria Navarrese, che andò avanti
comunque tra le difficoltà. «Ma - precisa - con l'obbiettivo di continuare
nella strada iniziata nei primi anni '80 da amministratori illuminati. Invece
di continuare e migliorare, inopinatamente, veniamo a sapere al contrario che
questa amministrazione comunale, dopo che il bibliotecario è andato in
pensione, ha fatto la scelta di cancellarne il posto dalla pianta organica a
favore di un posto di ingegnere-architetto per l'ufficio tecnico (che consta
già di 4 addetti) e di affidare il servizio della biblioteca solo a personale
provvisorio e precario. Con una delibera si cancella una storia importante.
Invece di cercare soluzioni migliorative - conclude l'ex sindaco - si opera la
scelta peggiore, dimostrando pochissima sensibilità per la crescita culturale
della nostra cittadinanza. Il tutto nel silenzio assordante che non dice e non
spiega il progetto che si ha in testa. Tutto ciò è inaccettabile: queste scelte
rischiano di cambiare profondamente il profilo sociale del nostro paese».
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La sfida del candidato Benoffi
LECCO E
HINTERLAND pag. 6 La sfida del candidato Benoffi «Aboliamo questi carrozzoni»
ELEZIONI PROVINCIALI di CHIARA ERBA LECCO UNA LISTA per sostenere alle prossime
elezioni di giugno la candidatura di Franco Benoffi Gambarova a presidente
della Provincia di Lecco. «Provincie? No grazie», composta da 22 candidati per
i 30 collegi sul territorio, ha presentato ieri il proprio programma. «Le
Province - ha esordito Luca Perego, coordinatore lista Provincie? No, grazie e
segretario associazione Radicali Lecco - costano alle tasche dei cittadini
circa 17 miliardi, uno spreco assurdo soprattutto in un momento di crisi come
questo. In più bisogna sottolineare che alla fine questo ente ha solo due
compiti principali: l'edilizia scolastica superiore e la gestione di una parte
delle strade provinciali. Per questo noi chiediamo che le Province vengano
abolite e non vadano più a gravare sui cittadini, come anche l'attuale governo
italiano aveva promesso in campagna elettorale, cosa mai mantenuta. Anche la
Lega con il suo federalismo in questo senso crea una cotraddizione». QUATTRO i
punti fondamentali del programma della lista di Benoffi. «La nostra proposta è
quella di sostituire le attuali Province con strutture di coordinamento
sovracomunali non elettive finalizzate esclusivamente ad affrontare specifici
problemi elaborando soluzioni coordinate - ha continuato Perego -. Ma questo sarà possibile solo dopo l'abolizione delle Province.
Intanto allora vogliamo ottenere un taglio drastico degli assessorati
mantenedone solo 5, il minimo consentito, come ad esempio quello all'Edilizia,
alla Viabilità e al Bilancio. Inoltre ci deve essere una riduzione dei costi
per le consulenze che attualmente vanno a formare un lungo elenco.
Parliamo quindi di razionalizzazione». UN ALTRO PUNTO importante per la lista è
quello della dimissione degli enti da partecipazioni in società. «La Provincia
si deve tirare fuori dalle società di cui in parte è proprietaria, soprattutto
quelle che sono in perdita e che costano investimenti - ha detto Franco Benoffi
-. Il caso più grottesco è la partecipazione al Casinò di Campione, in cui
rientra addirittura anche la Camera di commercio che potrebbe destinare ad
altro questi fondi. Trovo grande fastidio che un ente pubblico incentivi il
gioco d'azzardo. Gli enti pubblici devono quindi mettere in vendita tale
partecipazioni con gare trasparenti e competitive secondo le norme europee, in
modo che i cittadini ne vengano a conoscenza». Non ultimo, per «Provincie? No
grazie» deve essere la partecipazione dei cittadini alle scelte. IN ULTIMO una
curiosità - ha concluso Perego -. Il nome della nostra lista è scritto
"Provincie" con la "i" perchè così è riportato sul
documento originale della Costituzione redatta nel 1948. Proprio quell'articolo
inerente alle Province è quello che noi vogliamo abolire».
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Una rivoluzione verde per la Ciociaria. Maurizio
Stirpe e Marcello Pigliacelli indossano i p... (sezione: Province)
Sabato
16 Maggio 2009 Chiudi di VITTORIO BUONGIORNO Una rivoluzione verde per la
Ciociaria. Maurizio Stirpe e Marcello Pigliacelli indossano i panni di Barack
Obama e per risollevare le sorti dell'economia di questa provincia mettono al
primo posto la green economy. L'occasione è la presentazione del documento che
Confindustria Frosinone ha inviato ai candidati alla presidenza della Provincia
e alle elezioni Europee. «Più che un decalogo, sono spunti di riflessione»,
chiosa il presidente degli industriali Marcello Pigliacelli. Accanto ha voluto
il numero uno di Confidustria Lazio e patron del Frosinone calcio.
Infrastrutture, burocrazia più snella, politiche fiscali più favorevoli allo
sviluppo delle aziende: le aspettative degli imprenditori sono le stesse di
sempre. «Ma quello che chiediamo soprattutto - dice Pigliacelli - è che vi sia
una visione sinergica dei problemi». «Mi aspetterei - aggiunge Stirpe - che vi
fosse condivisione tra le varie forze politiche su uno zoccolo duro di
problemi. Almeno su tre cose che giudico fondamentali». E qui arriva la novità:
«Al primo posto metterei la lotta all'inquinamento e il rilancio della Valle
del Sacco - dice Stirpe - Tutto deve partire da lì». «Quello che fino ad oggi è
stato un problema drammatico per questa terra può e deve diventare una
risorsa», conferma Pigliacelli. «Solo dopo il risanamento si potrà puntare sul
turismo e contemporaneamente sulla riconversione industriale secondo i modelli
più avanzati della green economy», chiarisce il presidente del Frosinone.
«Quanto alle infrastrutture, dando per scontato il completamento della Sora
Frosinone e del nuovo casello di Ferentino, diventa indifferibile la
trasversale Latina-Frosinone, a quel punto potremo tornare ad essere
competitivi». Confindustria infatti è convinta che questa terra, malgrado l'addio ai benefici della Casmez, possa ancora essere appetibile
per le multinazionali: «Chiedono solo procedure più snelle, infrastrutture
efficienti e confronto disteso con le parti sociali», spiega il vice presidente
Testa. Anche il tema dell'abolizione delle Provincie compare nel documento:
«Ferma restando l'evoluzione sul futuro ruolo delle Provincie, quella di
Frosinone dovrà comunque gestire l'evoluzione dello sviluppo del territorio sia
sul fronte del rapporto con Roma, sia con i Comuni della nostra aerea».
Novantuno sono troppi per Confindustria: «E spesso troppo piccoli per fornire
servizi e progettualità efficaci, si dovrà operare per cercare possibili forme
di aggregazione per arrivare ad una fusione delle strutture amministrative».
Grande attenzione anche alle elezioni europee: «Intanto invito tutti a votare
candidati locali - sottolinea Pigliacelli - Il dialogo tra gli eletti nella
nostra circoscrizione e gli esponenti del territorio sarà importante per
facilitare la modernizzazione della Ciociaria».
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Le tele scippate' dalla Provincia (sezione: Province)
RIMINI
CRONACA pag. 11 Le tele scippate' dalla Provincia «Presidente Fabbri, prima di
lasciare, faccia un bel gesto: le restituisca» IL CASO (Dalla prima) I NUOVI
MECENATI, o almeno coloro che vorrebbero far credere d'esser tali, spesso fanno
il contrario. Appena riescono a salire su qualche poltrona, magari per meriti
di partito, anzichè arricchire piazze, biblioteche e musei, li depredano a
proprio "ornamento e decoro". Rimini, in quanto a neomecenatismo, vanta
una caso davvero esemplare, dimostrazione certa, se non di arroganza, di
assoluto disinteresse al bene pubblico. Ecco il fatto. Anzi, il misfatto. Nella
sezione ottocentesca del Museo della città erano esposti la grande tela di
Guglielmo Bilancioni raffigurante il Kursaal con Piattaforma e idroterapico, e
la tavola di Antonio Aviano con la veduta del lido riminese nei primi anni del
secolo scorso. Oltre al loro indubbio valore artistico, i due dipinti rivestono
per la storia della nostra città una importanza straordinaria perché sono le
uniche, e per di più affascinanti e spettacolari, testimonianze del suo periodo
d'oro e della sua "leadership", come si dice oggi, sulla scena
turistica internazionale tra Otto e Novecento. Raffigurano quel lido inaugurato
nel 1873, voluto dalla città e da Paolo Mantegazza, che per quasi un secolo
fece sognare una vacanza a Rimini a folle di italiani e di mitteleuropei. I
dipinti provenivano dalla Palazzina Milano alla marina, già sede di Apt e
Azienda di soggiorno, ove erano stati trasportati dal Kursaal, loro originaria
collocazione, prima della sua distruzione. Ebbene, nel maggio 2002, la
Provincia, con lettera del suo presidente Ferdinando Fabbri, richiede la
restituzione dei quadri vantando una indimostrata proprietà per subentro ai
supposti diritti di Apt, erede a sua volta del patrimonio di Azienda di
soggiorno. Richiesta dettata dalla necessità di arredare gli uffici della nuova
sede della Provincia ove le opere avrebbero potuto essere visitate anche dal
pubblico. Lettera alla quale fa seguito, nonostante le argomentazioni contrarie
e le proteste del direttore del Museo, un "prelievo forzato" nella
totale indifferenza dell'amministrazione comunale. Due i problemi. Il primo di
diritto: la proprietà dei quadri, vantata dalla Provincia, è inequivocabilmente
del Comune che li commissionò ai tempi e la mantenne nonostante i traslochi,
così come provano i documenti presso gli uffici del Museo. Il secondo, etico,
decisamente più rilevante, è che, per definizione, i musei si arricchiscono e
non si depredano. E che, ancora, le opere artistiche, e ancor più quelle
storico-documentarie, non si decontestualizzano ma si mostrano nei luoghi
deputati, organizzati e frequentati. Poi, permetta caro presidente della
Provincia, promettere visibilità in luoghi destinati alla pomposa
rappresentanza anziché alla cultura, è sintomo di vero
"provincialismo". E, in quanto a cultura, valgano tre test da me
effettuati all'ingresso del suo palazzo in corso d'Augusto: alla domanda
"è possibile vedere il quadro di Bilancioni?", in due casi la
risposta è stata "qui non c'è nessuno che si chiama Bilancioni!". Nel
terzo, dopo intensi conciliaboli, mi è stato riferito che nella sala ove era
appeso vi erano riunioni. Caro presidente, in questi ultimi giorni del suo mandato,
con le tivù locali piene di servizi che vedono lei e i suoi inaugurare palazzi
della cultura e luoghi "identitari" con esternazioni a suon di
"valorizzazione", eviti che i direttori di musei, non appena vi
vedono, facciano gli scongiuri per il timore che vi portiate via ancora qualche
altro pezzo. Caro Fabbri, rimedi al malfatto, prima di scendere dal suo scranno
e non si faccia ricordare per un gesto barbaro anziché per le cose buone che ha
fatto. Eviti che la sua giunta resti nella memoria dei riminesi per
"provinciale" nel senso più deteriore e che si
faccia associare a quella pur simpatica figura letteraria della nostra
tradizione, dei villici che, appena "fatti due soldi", si vestono da
signori per farsi vedere in città. E non ci faccia tifare per un'abolizione
immediata delle provincie solo per far restituire alla città il maltolto: ci
sembrerebbe eccessivo. Come ultimo bel gesto, riponga dunque al museo il
Bilancioni e l'Aviano, e ci faccia credere che in quel maggio 2002 si è
trattato di una malaugurata distrazione, magari di qualche suo assessore venuto
da lontano, come crediamo. Se proprio non resiste e vuol terminare alla grande,
li riporti con una pomposa cerimonia come se i quadri fossero donati da lei,
alla maniera degli antichi mecenati. Ci troverà comunque ad applaudirla.
Ferruccio Farina
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Ieri la presentazione di Roberto Massa, candidato con la Lega Lazio nel
collegio 1 «La gente vuole cambiare» Ceccano E Ruspandini attacca la giunta:
scuole poco sicure Marco Pirri CECCANO A tre settimane dalle elezioni
provinciali entra sempre più nel vivo la campagna elettorale. Ieri è stato
presentato il candidato della Lega Lazio, espressione locale della Lega Nord,
al collegio di Ceccano 1, Roberto Massa. Massa ha spiegato come abbia scelto di
candidarsi nella Lega in quanto «è un partito che sta dalla parte della gente,
che ha a cuore i problemi concreti della popolazione. Credo che avremo dalla
nostra parte i voti della gente che è stanca della situazione negativa in cui
versa la nostra provincia a causa della cattiva amministrazione del
centrosinistra. Vogliamo affrontare i problemi più gravi come la
disoccupazione, che vede coinvolte centomila persone nella
nostra provincia, favorendo la rinascita di una speranza per un futuro migliore
nei giovani. Inoltre proponiamo di abbassare tute le tasse provinciali del 60%
e l'abolizione della Cosap, la tassa sui passi carrabili». Di sicurezza parla,
invece, il candidato del Pdl al collegio di Ceccano 1 Massimo Ruspandini.
«Maggiore sicurezza – spiega il consigliere comunale – deve essere garantita
attraverso l'installazione di punti luce, su tutto il territorio cittadino,
circostanza che ad oggi non si è ancora verificata. C'è bisogno di sicurezza
anche lungo le strade della città, prima fra tutti la purtroppo famosa via per
Frosinone, troppo spesso teatro di gravi incidenti. Su quel tratto stradale
sono stati promessi dall'amministrazione interventi che, però, non sono ancora
stati realizzati». In ultimo l'attenzione di Ruspandini è rivolta anche ad un
attento monitoraggio e alla messa in sicurezza degli edifici scolastici,
«sicuramente un'operazione delicata, la cui realizzazione viene resa, però,
difficile dalla scelta della Regione Lazio di non concedere alla nostra città
alcun finanziamento. Una scelta senz'altro gravissima in quanto si parla della
sicurezza degli studenti ceccanesi».
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Ecco il piano-tagli: via 1.612 enti
Corriere
della Sera sezione: Primo Piano data: 17/05/2009 - pag: 5 Il dossier La bozza
di intervento sulle autonomie locali: nessun limite di mandato per i primi
cittadini e consigli circoscrizionali solo nei grandi centri abitati Ecco il
piano-tagli: via 1.612 enti «dannosi» Nei Comuni meno poltrone e sindaci a vita
Il progetto di Calderoli: addio alle comunità montane e ai difensori civici
Dopo cinquantratrè anni di frustrante conflitto (la guerra è cominciata nel
1956) con gli enti inutili, ecco schiudersi un nuovo fronte. Quello contro gli
enti «dannosi». Avete letto bene: «dannosi». Proprio così li definisce una
bozza (anzi, una «bozzaccia » come la chiama il leghista Roberto Calderoli) di
disegno di legge al quale il ministro della Semplificazione sta lavorando
insieme ai suoi colleghi dell'Interno, Roberto Maroni, e degli Affari
regionali, Raffaele Fitto. Enti non soltanto inutili, ma anche «dannosi»:
quindi da chiudere e poi gettare via la chiave. «Norme di soppressione degli
enti dannosi», recita testualmente il capo terzo della "bozzaccia".
Quali sono? I difensori civici, innanzitutto, che dovrebbero scomparire nel
momento stesso in cui questa legge venisse approvata. Poi i commissariati per
la liquidazione degli usi civici, la cui funzione deriva da una norma del 1927.
E i tribunali delle acque pubbliche, istituiti come conseguenza di un
provvedimento del 1933. Tuttavia questo non è che l'antipasto di una riforma
destinata a rivoluzionare Comuni, Province e tutto quello che c'è intorno, ben
più rapidamente della legge delega sul federalismo. Ma anche a scuotere la
politica suscitando reazioni controverse. Un esempio? La
«bozzaccia» del disegno di legge di riforma delle autonomie locali prevede
l'abolizione del limite dei due mandati consecutivi per l'incarico di sindaco e
di presidente della Provincia. Se la proposta passerà, si potrà fare il sindaco
a vita, rimettendo indietro di anni l'orologio della nostra storia. Una
modifica che è fortemente sostenuta dalla Lega Nord, ma che non piace invece al
Pdl. E non sarà nemmeno facile far passare i tagli, sacrosanti, stabiliti per i
consigli e le giunte comunali e provinciali. I consiglieri dei Comuni con oltre
500 mila abitanti non potranno superare il numero di 40. E così a scalare. Per
i Comuni minori, fino a 3 mila abitanti, il limite massimo è di 6. I
consiglieri provinciali non potranno in ogni caso essere più di 30. Fra sindaco
e assessori le giunte comunali non dovranno avere più di 12 poltrone. Quelle
provinciali, non più di 8. I Comuni fino a mille abitanti non avrebbero nemmeno
la giunta, ma soltanto il sindaco. Non sono le uniche novità. La riforma
stabilisce pure che Province e Comuni abbiano un segretario con l'incarico di
controllare gli atti: nominato non dall'amministrazione ma da un organismo
terzo, una speciale «Agenzia autonoma per l'efficienza degli enti locali».
Facile immaginare le reazioni che provocheranno pure le altre sforbiciate
previste dalla «bozzaccia». Forse ancora più dolorose di quelle appena
descritte. Sforbiciate, in numero di ben 1.612 (tanti sono gli enti che
verrebbero eliminati) recepite da una proposta di legge del deputato del Pdl
Mario Valducci, ora convogliata pressoché integralmente in questa riforma, di
cui rappresenta una delle parti più sostanziose. La tagliola calerà sulle 185
comunità montane. Identica sorte avrebbero i 63 «Bacini imbriferi montani», i
138 enti parco regionali, le 91 Ato, i 600 enti strumentali regionali. E i 191
consorzi di bonifica, pianeta tutto da scoprire. Un caso per tutti: il
consorzio di bonifica delle colline livornesi ha 16 dipendenti ma 33 fra
consiglieri delegati, deputazione amministratrice e collegio sindacale. Con
regolare gettone di presenza. Calerà, la tagliola, anche sulla pletora dei
consigli circoscrizionali. La «bozzaccia» prevede che sopravvivano soltanto
nelle città con più di 250 mila abitanti: una riforma già tentata dal
centrosinistra ma affossata nelle paludi della politica. E si capisce perché.
Il testo unico del 2000 sugli enti locali stabilisce che ci siano le circoscrizioni
soltanto nelle città con più di 100 mila abitanti, lasciando però spiragli
anche per chi ha anche appena 30 mila residenti. Il risultato è che una città
come Asti, con 70.598 abitanti, ha 110 consiglieri circoscrizionali. A Como, 8
mila anime più di Asti, sono 144. Come ad Ascoli Piceno, che è forse un caso
limite. Perché nel capoluogo marchigiano, 50.135 abitanti, c'è un eletto ogni
348 cittadini, contro un rapporto di uno a 5.178 per Roma. E le Province? Dopo
le vane promesse elettorali di abolirle («tutte», tenne a precisare Silvio
Berlusconi) sono state salvate dalla legge sul federalismo. E pure da questa
riforma. Anche se qualcuna potrebbe rischiare. Entro due anni il governo dovrà
fare un decreto per razionalizzare le province,
prevedendo fra l'altro la soppressione di quegli enti con un rapporto non
ottimale fra popolazione ed estensione territoriale. Ne vedremo delle belle,
sempre che la «bozzaccia» arrivi al Consiglio dei ministri, si prevede il mese
prossimo, con tutto quello che c'è dentro adesso. Manca solo un argomento,
forse il più spinoso: l'incompatibilità degli incarichi. Ma questo, in un
Parlamento nel quale ci sono 70 deputati e senatori che fanno anche i sindaci,
gli assessori, i consiglieri e perfino i presidenti di Provincia, è davvero
un'altra storia. Sergio Rizzo
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la burocrazia intralcia i lavori al trgovski dom (sezione: Province)
Il
problema sollevato nell'ultima riunione della Consulta per i problemi della
minoranza. Critiche sull'abolizione di alcune mense scolastiche La burocrazia
intralcia i lavori al Trgovski dom Dispute fra uffici regionali e ministero del
tesoro riguardano l'archivio e l'arredo dei locali All'ultimo incontro
tenutosi, l'altro giorno, nella sala del consiglio del palazzo municipale, i
componenti della Consulta per i problemi della minoranza etnica cittadina del
Comune di Gorizia hanno presentato diverse proposte, dimostrando di seguire
attentamente le attività dell'amministrazione comunale concernenti le questioni
della minoranza etnica slovena. I componenti hanno espresso la propria
soddisfazione per la presenza della funzionaria Nika Simoniti Jenko, che dal 10
aprile ha ripreso servizio nell'ufficio per le identità locali con un contratto
di durata annuale con scadenza il 31 marzo 2010. Il suddetto ufficio è
finanziato dai fondi regionali della legge 482/99 e da un parziale contributo
dell'amministrazione comunale. I presenti hanno espresso il desiderio e
l'esigenza affinché l'amministrazione prepari subito un piano d'assunzione e
trovi la copertura finanziaria necessaria per la stabilizzazione di un
traduttore sloveno. Per quanto riguarda la questione dell'asilo nido di via
Rocca, il presidente Cotic ha informato i presenti che il 22 aprile l'ufficio
tecnico ha ottenuto il consenso per la ristrutturazione dell'edificio anche da
parte dell'Azienda sanitaria locale. L'ufficio tecnico è ancora in attesa della
risposta della Commissione antisismica, al che seguiranno i procedimenti per la
redazione del progetto definitivo, per l'appalto e l'inizio dei lavori. I
membri della consulta si sono espressi positivamente sulla variante al piano
regolatore per la sistemazione del parcheggio tra la scuola materna e il centro
ippico a Piuma, ma sono stati critici nei confronti
dell'abolizione delle cucine nelle scuole materne in via del Brolo e a
Sant'Andrea. Un'attenzione particolare è stata dedicata alla proposta
provinciale di sistemare le indicazioni stradali plurilingui (italiano, sloveno
e friulano) sulle strade provinciali che attraversano il territorio comunale e
che sono di esclusiva competenza del Comune. Convinti che le suddette
indicazioni stimolano una convivenza pacifica delle culture e delle lingue
autoctone del Goriziano, contribuiscono alla caduta dei pregiudizi e
consolidano il rispetto reciproco e considerando che le spese finanziarie
saranno a carico della Provincia in base al contributo regionale previsto
nell'ambito della Legge 482/99 (tutela delle lingue minoritarie storiche), i
componenti della consulta hanno approvato all'unanimità l'iniziativa della
Provincia di Gorizia sul completamento, ovvero sull'adeguamento della
segnaletica d'indicazione plurilingue impegnandosi di inviare la proposta
all'amministrazione comunale. I membri hanno altresì concordato che
l'approvazione da parte del Comune del progetto di ristrutturazione dei locali
di piano terra del Trgovski dom purtroppo non basta per l'avvio dei lavori di
restauro viste le dispute tra diversi uffici regionali e il ministero per il
Tesoro riguardanti l'archivio e l'arredo dei locali. Sperando che si possa
finalmente trovare una soluzione, il presidente della consulta si è impegnato a
inviare al prefetto una nota di appello a intervenire presso le strutture
competenti per sveltire le trattative.
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Il piano-tagli: via 1.612 enti "dannosi"
Meno poltrone e sindaci anche a vita (sezione: Province)
bozza di
intervento sulle autonomie locali: nessun limite di mandato per i primi
cittadini Il piano-tagli: via 1.612 enti «dannosi» Nei Comuni meno poltrone e
sindaci a vita Il progetto di Calderoli: addio alle comunità montane e ai
difensori civici Dopo cinquantratrè anni di frustrante conflitto (la guerra è
cominciata nel 1956) con gli enti inutili, ecco schiudersi un nuovo fronte.
Quello contro gli enti «dannosi». Avete letto bene: «dannosi». Proprio così li
definisce una bozza (anzi, una «bozzaccia » come la chiama il leghista Roberto
Calderoli) di disegno di legge al quale il ministro della Semplificazione sta
lavorando insieme ai suoi colleghi dell'Interno, Roberto Maroni, e degli
Affari regionali, Raffaele Fitto. Enti non soltanto inutili, ma anche
«dannosi»: quindi da chiudere e poi gettare via la chiave. «Norme di
soppressione degli enti dannosi», recita testualmente il capo terzo della
"bozzaccia". Quali sono? I difensori civici, innanzitutto, che
dovrebbero scomparire nel momento stesso in cui questa legge venisse approvata.
Poi i commissariati per la liquidazione degli usi civici, la cui funzione deriva
da una norma del 1927. E i tribunali delle acque pubbliche, istituiti come conseguenza
di un provvedimento del 1933. Tuttavia questo non è che l'antipasto di una
riforma destinata a rivoluzionare Comuni, Province e tutto quello che c'è
intorno, ben più rapidamente della legge delega sul federalismo. Ma anche a
scuotere la politica suscitando reazioni controverse. Un esempio? La «bozzaccia» del disegno di legge di riforma delle autonomie
locali prevede l'abolizione del limite dei due mandati consecutivi per
l'incarico di sindaco e di presidente della Provincia. Se la proposta passerà,
si potrà fare il sindaco a vita, rimettendo indietro di anni l'orologio della
nostra storia. Una modifica che è fortemente sostenuta dalla Lega Nord,
ma che non piace invece al Pdl. E non sarà nemmeno facile far passare i tagli,
sacrosanti, stabiliti per i consigli e le giunte comunali e provinciali. I
consiglieri dei Comuni con oltre 500 mila abitanti non potranno superare il
numero di 40. E così a scalare. Per i Comuni minori, fino a 3 mila abitanti,
il limite massimo è di 6. I consiglieri provinciali non potranno in ogni caso
essere più di 30. Fra sindaco e assessori le giunte comunali non dovranno
avere più di 12 poltrone. Quelle provinciali, non più di 8. I Comuni fino a
mille abitanti non avrebbero nemmeno la giunta, ma soltanto il sindaco. Non
sono le uniche novità. La riforma stabilisce pure che Province e Comuni
abbiano un segretario con l'incarico di controllare gli atti: nominato non
dall'amministrazione ma da un organismo terzo, una speciale «Agenzia autonoma
per l'efficienza degli enti locali». Facile immaginare le reazioni che
provocheranno pure le altre sforbiciate previste dalla «bozzaccia». Forse
ancora più dolorose di quelle appena descritte. Sforbiciate, in numero di ben
1.612 (tanti sono gli enti che verrebbero eliminati) recepite da una proposta
di legge del deputato del Pdl Mario Valducci, ora convogliata pressoché
integralmente in questa riforma, di cui rappresenta una delle parti più
sostanziose. La tagliola calerà sulle 185 comunità montane. Identica sorte
avrebbero i 63 «Bacini imbriferi montani», i 138 enti parco regionali, le 91
Ato, i 600 enti strumentali regionali. E i 191 consorzi di bonifica, pianeta
tutto da scoprire. Un caso per tutti: il consorzio di bonifica delle colline
livornesi ha 16 dipendenti ma 33 fra consiglieri delegati, deputazione
amministratrice e collegio sindacale. Con regolare gettone di presenza.
Calerà, la tagliola, anche sulla pletora dei consigli circoscrizionali. La
«bozzaccia» prevede che sopravvivano soltanto nelle città con più di 250 mila
abitanti: una riforma già tentata dal centrosinistra ma affossata nelle paludi
della politica. E si capisce perché. Il testo unico del 2000 sugli enti locali
stabilisce che ci siano le circoscrizioni soltanto nelle città con più di 100
mila abitanti, lasciando però spiragli anche per chi ha anche appena 30 mila
residenti. Il risultato è che una città come Asti, con 70.598 abitanti, ha 110
consiglieri circoscrizionali. A Como, 8 mila anime più di Asti, sono 144. Come
ad Ascoli Piceno, che è forse un caso limite. Perché nel capoluogo
marchigiano, 50.135 abitanti, c'è un eletto ogni 348 cittadini, contro un
rapporto di uno a 5.178 per Roma. E le Province? Dopo le vane promesse
elettorali di abolirle («tutte», tenne a precisare Silvio Berlusconi) sono
state salvate dalla legge sul federalismo. E pure da questa riforma. Anche se
qualcuna potrebbe rischiare. Entro due anni il governo dovrà fare un decreto
per razionalizzare le province, prevedendo fra l'altro
la soppressione di quegli enti con un rapporto non ottimale fra popolazione ed
estensione territoriale. Ne vedremo delle belle, sempre che la «bozzaccia»
arrivi al Consiglio dei ministri, si prevede il mese prossimo, con tutto
quello che c'è dentro adesso. Manca solo un argomento, forse il più spinoso:
l'incompatibilità degli incarichi. Ma questo, in un Parlamento nel quale ci
sono 70 deputati e senatori che fanno anche i sindaci, gli assessori, i
consiglieri e perfino i presidenti di Provincia, è davvero un'altra storia.
Sergio Rizzo stampa |
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ARTICO GELMI DI CAPORIACCO Fondata nel 1978 la Lega
per l'abolizione della caccia si batte per lo stop all'attività venatoria, la
difesa della fauna e la conservazione dell'ambient (sezione: Province)
ARTICO
GELMI DI CAPORIACCO Fondata nel 1978 la Lega per l'abolizione
della caccia si batte per lo stop all'attività venatoria, la difesa della fauna
e la conservazione dell'ambiente con iniziative giuridiche, politiche,
culturali, educative, informative ed editoriali ARTICO GELMI DI CAPORIACCO
Fondata nel 1978 la Lega per l'abolizione della caccia si batte per lo stop
all'attività venatoria, la difesa della fauna e la conservazione
dell'ambiente con iniziative giuridiche, politiche, culturali, educative,
informative ed editoriali. Lo fa anche attraverso www.abolizionecaccia.it. Nel
sito ci sono, oltre alle indicazioni per associarsi, il telefono e le mail dei
referenti delle sezioni Lac dislocate sul territorio italiano. Quella del
Trentino, presieduta da Katia Marino, è costituita da circa una cinquantina
d'iscritti. La vetrina virtuale ruota intorno a cinque aree tematiche. Una è
dedicata alla presentazione dell'associazione, le altre alle news, alle
normative, agli approfondimenti e ai contributi fotografici e video. Si possono
sottoscrivere diverse petizioni e si è messi sempre al corrente sulle
iniziative Lac. Per permettere ai nuovi visitatori di navigare con agilità è
stato predisposto un comodo motore di ricerca interno. Bene la visibilità.
18/05/2009
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Prato libera & sicura:
CRONACA
PRATO pag. 2 Prato libera & sicura: «Il Pd copia le proposte» LA POLEMICA
GUALTIERI: «MIA L'IDEA SUL BLOCCO DEI LEASING» «ADESSO BASTA, il Pd continua a
copiarci i programmi». I candidati della lista Prato libera & sicura Bruno Gualtieri
(Provincia) e Aldo Milone (Comune) tornano all'attacco dopo aver letto le
proposte contenute nei programmi del centrosinistra. Il più arrabbiato questa
volta è Gualtieri, che mette nel mirino Lamberto Gestri: «Mi fa piacere che
abbia scoperto l'importanza di bloccare i leasing e di superare i paletti di
Basilea 2, peccato che queste due proposte figurino già da tempo nel mio
programma, presentato peraltro più di una settimana fa e disponibile sul nostro
sito da diversi giorni». Gualtieri in particolare si
riferisce all'appuntamento dell'hotel Flora, dove propose il rilancio del
tessile «con un intervento concreto di Fiditoscana, una moratoria fino a
dicembre 2010 per leasing e mutui, l'abolizione della tassa sui redditi e il
blocco dell'addizionale Irpef regionale e comunale». Sempre sul fronte
dell'economia Gualtieri ha proposto anche un marchio «born in Prato»
certificato da un ente specializzato. «Prato deve avviare un percorso di
crescita culturale e non piangersi addosso spiega il candidato civico è
necessario quindi continuare ad investire sul tessile proteggendolo dalla
concorrenza illegale e allo stesso tempo favorire la diversificazione e la
ricerca. Penso ad una sorta di scuola Normale del tessile che sia un avanzato
centro di ricerca, non certo al Creaf che mi sembra solo l'ennesimo
carrozzone». Poi il commercio («Possibile che la verdura dei cinesi cresca più
velocemente della nostra? Siamo sicuri che non usino ogm? E la polizia
provinciale che fa?») e la viabilità: «E' indispensabile favorire la creazione
della metropolitana di terra per collegare Firenze, Prato e Pistoia, potenziare
i collegamenti con i comuni della provincia e realizzare strade che
attraversino orizzontalmente la città come cavalcavia che oltrepassino la linea
ferroviaria».
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Progetto Calderoli: meno assessori e consiglieri (sezione: Province)
CRONACA
18-05-2009 RIFORMA ECCO LE CONSEGUENZE A PARMA DELLA BOZZA DI LEGGE SUGLI ENTI
LOCALI Progetto Calderoli: meno assessori e consiglieri Ma il piano prevede
anche di togliere il limite dei due mandati ai sindaci II Se quella che è ormai
nota come la bozza - anzi la «bozzaccia » - del ministro Calderoli dovesse
essere approvata la mappa degli enti locali italiano, nei prossimi anni,
cambierebbe faccia. Meno consiglieri comunali E il pesante intervento
chirurgico, ovvio, non risparmierebbe Parma. Certo le resistenze che il piano
incontrerà saranno tante, ma se andrà in porto così come viene presentato i
consiglieri comunali delle città con un numero di abitanti compresi tra i 100 e
i 250 mila - è il caso di parma appunto - passeranno da quaranta a trenta. Non
solo. Anche la squadra di Giunta subirebbe una potente sforbiciata: gli attuali
quattordici assessori (compreso il vicesindaco) passerebbero a otto, oltre al
sindaco. Ma naturalmente i tagli riguarderebbero anche il resto del territorio:
sotto i 3 mila abitanti, i consiglieri passerebbero da dodici a sei; da 3 mila
a 10 mila abitanti si ridurrebbero da sedici a otto; da 10 mila a 30 mila
passerebbero da venti a dieci. Lo stesso colpo di mannaia si abbatterebbe sul
consiglio provinciali: nei territori con un numero di abitanti compreso fra i
300 mila e i 700 mila - come la nostra provincia - i consiglieri si
ridurrebbero da trenta a diciotto. Spariscono i Quartieri Altra rivoluzione: la
bozza cancella tutti i consigli di Quartiere di una città come Parma, che ne
conta tredici: infatti, sopravviverebbero solo i parlamenti circoscrizionali di
capoluoghi con più di 250 mila abitanti. Via il limite dei due mandati Ma
quello dei tagli non è l'unica novità contenuta nel pacchetto Calderoli. Ad
esempio, la bozza sulle autonomie locali prevede l'abolizione
del limite dei due mandati per i sindaci. Se la proposta passasse, si potrà
fare il primo cittadino a vita, esattamente come era previsto diversi anni fa.
Ancora, si prevede che Province e Comuni abbiano un segretario con l'incarico
di controllare gli atti, ma nominato da un organismo terzo, una speciale
«Agenzia autonoma per l'efficienza degli enti locali». Quindi la tagliola si
abbatterà anche sulle comunità montane, sugli enti parco regionali, la Ato e i
consorzi di bonifica. Enti locali In alto, il Consiglio comunale; sopra quello
provinciale.
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Dal Pdl altolà alla Lega: il limite per i sindaci
resta (sezione: Province)
Corriere
della Sera sezione: Politica data: 18/05/2009 - pag: 12 Il «taglia enti» Il
partito del premier: giusto snellire, no a provocazioni sul doppio mandato Dal
Pdl altolà alla Lega: il limite per i sindaci resta Valducci: riforma condivisa
o ci conteremo in Aula ROMA È un vero altolà alla Lega. Un altro segnale che
tra il Carroccio e il Pdl l'alleanza resta certamente solida, ma si fa ogni
giorno più competitiva. Su molti terreni. Sì, perché Mario Valducci, vice
responsabile Enti locali del Pdl nonché presidente della commissione Trasporti,
uno insomma che della materia se ne intende, e se ne occupa da tempo, sul
progetto Calderoli per un nuovo codice delle autonomie che semplifichi
drasticamente la struttura degli enti locali riducendo le poltrone, ha molto da
dire. Per cominciare, la paternità del progetto che il ministro leghista chiama
«bozzaccia » perché ancora deve essere esaminato dal Consiglio dei ministri non
è del Carroccio, «come potrebbe invece sembrare» e «non ha niente a che fare
con il federalismo fiscale». Piuttosto, l'idea di semplificare tagliando enti
inutili (dalle comunità montane ai consorzi di bonifica, dagli enti parco alle
circoscrizioni comunali laddove risultano in eccesso rispetto al numero della
popolazione) «è proprio del Pdl, il progetto di legge è il nostro, e poi è
stato fatto proprio da tutta la maggioranza », e dunque la Lega non può
appropriarsene. Ma se sulla materia in generale c'è comunque accordo, su due
nodi cruciali proprio no. Anzi, si capisce che ci sarà battaglia. E infatti
Valducci è molto netto: «Voglio essere chiaro: per noi il codice delle
autonomie deve procedere di pari passo con un percorso di sempre maggiore
liberalizzazione del mercato dei servizi pubblici. Non possono essere iter
separati, anche se sappiamo che ci vorrà del tempo per portarli avanti». Tema,
quest'ultimo della liberalizzazione dei servizi pubblici locali, che per il
momento si sta affrontando per regolamento, ma che «necessita di una legge
organica, perché è importantissimo che i cittadini possano usufruire dei
servizi pubblici ai migliori prezzi possibili». Peccato che la Lega sul punto
si metta di traverso... «È vero, la Lega ha sempre frenato, ma è un
atteggiamento che non condividiamo. Dunque, o si trova un accordo nella
maggioranza, e deve essere un accordo complessivo che preveda la marcia
congiunta dei due provvedimenti, oppure siamo pronti ad andare in Parlamento
con un testo non blindato, con una proposta di legge e non un disegno di legge
del governo, e la partita sarà giocata in Aula, apertamente. Anche perché su
queste materie i soggetti interessati sono tanti, dalle
Regioni alle Province ai Comuni, e naturalmente conta anche l'atteggiamento
dell'opposizione, anche se finora i fronti non si sono presentati così uniti».
Se non esiste «vincolo di maggioranza» su una materia tanto importante,
tantomeno Valducci è disposto a transigere sull'altro nodo che invece sta molto
a cuore alla Lega, tanto che, attraverso primi cittadini parecchio
popolari nelle rispettive realtà, sta costruendo un crescente consenso non solo
nelle tradizionali roccheforti del Nord: l'abolizione del limite ai due mandati
per i sindaci. «Questa scandisce non la considero nemmeno una proposta, ma una
provocazione. Non esiste». E il perché di una contrarietà così netta è presto
detto: «Se vigesse questa regola, avremmo ancora Rutelli sindaco di Roma... Non
possiamo creare dei podestà, dei sindaci a vita. Ci sarà un motivo per cui una
carica elettiva come quella del presidente degli Stati Uniti prevede un massimo
di due mandati, no?». Insomma, per il Pdl della questione non si discute
nemmeno: «Dieci anni da primo cittadino sono più che sufficienti». Paola Di
Caro Mario Valducci, 50 anni, vice responsabile degli enti locali nel Pdl. A
destra, Roberto Calderoli e Umberto Bossi festeggiano l'approvazione del
federalismo
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Amministrative, i Verdi di Forlì-Cesena mettono
"in gabbia" il candidato Stefano Gagliardi (sezione: Province)
Amministrative,
i Verdi di Forlì-Cesena mettono "in gabbia" il candidato Stefano
Gagliardi (18/5/2009 17:17) | (Sesto Potere) - Forlì - 18 maggio 2009 - Nellincontro dal titolo "Forlì e l'Unione
Europea" del 29 aprile scorso, Stefano Gagliardi, candidato del Pdl per la
Provincia di Forlì-Cesena ha dichiarato : "Spesso l'Europa viene vista
come matrigna,”- e ha aggiunto “- La Romagna, in particolare, teme la normativa
sul benessere animale che dal 2012 abolirà le gabbie negli allevamenti. Se non
si interviene saremo rovinati", ha spiegato Gagliardi, che è dirigente
anche di Assoavi, l'associazione degli avicoltori. E ancora ha aggiunto a
proposito della tracciabilità: -"Non possiamo dire che un pollo è allevato,
lavorato e prodotto in Italia perché in Europa non lo vogliono". I Verdi
della Provincia di Forlì-Cesena, con una nota rispondono: "Pensate a come
viene allevato, nutrito un pollo, agli spazi ridotti in cui viene costretto,
senza potersi praticamente muovere, alle dosi massicce di antibiotici che gli
vengono somministrate per farlo sopravvivere alle patologie conseguenti la vita
terribile che fa e per farlo crescere più in fretta, tanto che in 37 giorni ha
raggiunto il peso standard per la commercializzazione, in un tempo più breve di
5 volte quello naturale. Se i polli sono cresciuti a forza di antibiotici, il
90% delle galline ovaiole vive in gabbie di batteria.L'allevamento in batteria
è un sistema intensivo dove milioni di galline sopravvivono recluse in uno spazio
più piccolo di 550 cm2". "Vorremmo vedere - aggiunge il 'Sole che
ride - coloro che si battono perché le gabbie continuino ad essere utilizzate
vivere in una minuscola gabbia insieme ad altri 4 simili, avendo a testa uno
spazio in proporzione un po più piccolo di un
foglio A4, 21 x 29,7 cm" E per rendere lidea
i Verdi di Forlì-Cesena hanno riprodotto una gabbia che può contenere un essere
umano in uno spazio proporzionalmente quasi doppio a quello di una gallina e
hanno posto al suo interno una gigantografia di un sostenitore delle gabbie
lager (lo stesso Gagliardi, ndr). Cè
anche raffigurato il simbolo del partito delle galline, il cui motto non può
che essere“ Il pollo vuole libertà “. "Questi sistemi di allevamento, che
non tengono in alcun conto le esigenze naturali degli animali provocano linsorgere di gravissime malattie che si trasmettono
agli uomini, tra le quali possiamo annoverare mucca pazza, linfluenza
suina messicana, linfluenza aviaria ecc, che si sommano alla resistenza
di molti patogeni agli antibiotici che assumiamo in grandi quantità
attraverso la carne che consumiamo. Si tratta di “fabbriche animali” , un
sistema che prevede assenza totale di rapporto con la natura, con ventilazione
e luce forzata per aumentare la produzione. Una tortura per gli animali,
privati dei loro bisogni elementari: muoversi, razzolare, covare, fare bagni di
terra. I danni alla salute sono innumerevoli, dall'osteoporosi alla frattura
delle ossa. Ciò che è peggio sono i danni psicologici. In queste condizioni le
galline impazziscono letteralmente, tanto da diventare cannibali. Per questo
subiscono la mutilazione del becco . Le batterie sono prigioni. E' il momento
di aprire le gabbie. Aboliamo lallevamento
industiali. Le alternative esistono: cè lallevamento allaperto e biologico. I polli dispongono di unarea
coperta e inoltre possono accedere allesterno attraverso appositi varchi,
potendo così respirare aria fresca, godere della luce solare, razzolare e fare
bagni di terra in un ambiente più consono alle loro esigenze. Cè lallevamento a terra, dove gli animali sono
chiusi in grandi capannoni attrezzati con abbeveratoi,mangiatoie, nidi per la
deposizione delle uova e talvolta trespoli. Hanno a disposizione per muoversi
tutto o ampie aree del capannone": aggiungono i Verdi di Forlì-Cesena che ,
insieme con la LAV, chiedono limmediata
applicazione della Direttiva europea e il bando delle gabbie entro il 2012.
"La loro abolizione costituisce un risultato storico nel miglioramento
delle condizioni di vita degli animali".
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provincia, per i tre sfidanti un confronto "in
differita" - diego longhin (sezione: Province)
Pagina
VI - Torino Il match/1 Il match/2 Provincia, per i tre sfidanti un confronto
"in differita" All´Ucid Saitta tarda, Porchietto esce prima La
candidata del Pdl: bisogna difendere la torinesità nel rapporto con Milano e
favorire il ricambio dei dirigenti Vietti: ecco perché voglio abolire l´ente Il
presidente uscente elogia la rapidità nei tempi sull´inceneritore "Un
primato in Italia" poi critica il leader Udc: "Un Comune non può
sostituirsi a noi" DIEGO LONGHIN Giusto il tempo di illustrare i propri programmi,
di presentarsi al parterre dell´Ucid, l´Unione cristiana imprenditori e
dirigenti, tra un impegno elettorale e l´altro. Giusto il tempo di una foto di
gruppo e di una stretta di mano, forse la prima tra Claudia Porchietto,
candidata del Pdl e Lega Nord, e Antonio Saitta, in cerca della riconferma con
un centrosinistra che ha perso per strada Rifondazione. Prima stretta di mano
dopo quella rifiutata da entrambi il 25 aprile al cimitero Monumentale. Doveva
essere un confronto all´americana tra i tre principali candidati a Palazzo
Cisterna. Oltre a Porchietto e Saitta, anche Michele Vietti, espressione
dell´Udc e, come lui stesso ammette all´arrivo, il favorito: «Gioco in casa -
ha spiegato scherzando - come ex consigliere e amico di molti dei presenti mi
sento a mio agio». Ma gli applausi all´arrivo non sono mancati né per
Porchietto, la prima a presentarsi in via Dei Mille 22 e a parlare, né per
Saitta, l´ultimo, con quaranta minuti di ritardo causa festa di chiusura della
Fiera del Libro e primo tempo della partita del cuore. Un arrivo a singhiozzo
che ha penalizzato il dibattito, trasformando la serata, almeno nelle prime
battute, in tre monologhi sfalsati dei candidati big. Prima presentazione, poi
tre domande del presidente dell´Ucid, Riccardo Ghidella, e poi sollecitazioni
dal pubblico. Tocca alla Porchietto, che ha anche i minuti contati, mezz´ora e
deve lasciare: «Mi piacciono le scommesse forti», dice. Racconta il senso della
sua candidatura e poi si sofferma nel rapporto con Milano: «Credo nella
competizione e della grande competitività sana, non nell´assuefazione di Torino
a Milano. Non facciamoci sfuggire le opportunità. Intesa-Sanpaolo e Gtt-Atm
devono avere delle persone che tutelino la torinesità delle imprese per salvare
posti di lavoro». Poi un riferimento a un suo cavallo di battaglia: «Serve una
classe dirigente nuova. Bisogna fare spazio ai giovani e alle donne. Ma quando
sei una donna e hai una famiglia non è facile partecipare alla competizione
elettorale». Poi è il turno di Vietti: «Nelle scorse elezioni politiche ci
siamo battuti per la soppressione delle province.
Siamo gli unici che continuiamo a dirlo. Come si fa a fare il candidato se si
vuole abolirle? Si gioca il ruolo del momento. Così com´è la Provincia è un
ente che ha bisogno di una profonda ristrutturazione. Credo sia necessario
ripensare questo ente, ridurre i costi e restituire molte delle competenze ed
immagino una provincia che se resta, resti come ente di secondo livello». E poi
tocca al presidente uscente, Saitta: «è un miracolo italiano se siamo riusciti
in tre anni a passare dall´idea alla costruzione del termovalorizzatore. Nessun
altra città può vantare questo primato. Nonostante molte contestazioni, spesso
fomentate dalla destra». Poi il presidente attacca Vietti
sull´abolizione delle province: «Merito anche di questo ente se nel 2005 siamo riusciti a
salvare la Fiat con l´operazione sulle aree dismesse di Mirafiori. è una
banalità dire che si può fare a meno delle province perché non esiste Comune che potrebbe prendersi in carico le
deleghe su viabilità, formazione, lavoro e ambiente. Ed è una falsità
dire che abolendo le province si possono risparmiare
milioni di euro».
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Il candidato del terzo polo Marzi chiede il contenimento
dei costi della politica (sezione: Province)
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L'ex sindaco di Frosinone in piazza a San Giovanni Incarico insieme
all'onorevole Formisano Il candidato del terzo polo Marzi chiede il
contenimento dei costi della politica Mirella Rampini Ieri sera in piazza
Falcone e Borsellino a San Giovanni Incarico ha aperto la campagna elettorale
l'ex sindaco Giuseppe Petrucci, candidato al consiglio provinciale per l'Udc
nel collegio di Arce, San Giovanni Incarico, Pico, Pastena, Falvaterra e
Roccadarce. A fianco dell'ex primo cittadino il candidato alla presidenza della
Provincia Domenico Marzi e l'onorevole Anna Teresa Formisano. Petrucci ha
giustificato la sua scelta di candidarsi nel Terzo Polo con la sua naturale
connotazione moderata, con la sua propensione al dialogo, alla solidarietà
verso i più bisognosi alla riduzione dei costi e degli sprechi. «Nel progetto
dell'onorevole Casini si privilegia la politica del fare - ha dichiarato - non
ci sono schemi predefiniti a tavolino, ma solo la forza degli uomini e delle
loro idee. Petrucci non ha risparmiato bordate all'attuale sindaco Salvati,
anche lui candidato al consiglio provinciale per il Pdl. L'avvocato Marzi ha
sottolineato che la posizione di terzietà dell'Udc deriva dalla consapevolezza
che in politica non contano gli schieramenti precostituiti, ma le capacità
amministrative e ha citato le linee che lo hanno guidato nel suo decennale
mandato di sindaco di Frosinone con proficui risultati. Marzi
si è detto favorevole all'abolizione delle province nell'ottica del contenimento dei costi della politica e a chi lo
accusa di candidarsi a presidente di un Ente che vuole abolire ha risposto che
la sua candidatura è un utilissimo mezzo per far conoscere il suo programma ai
cittadini. «Non sono un mangiatore di microfono - ha dichiarato il
candidato presidente - a me piace la vittoria di chi sa governare». L'on.
Formisano ha rivendicato la sua trentennale attività politica, che la
differenzia dalle veline prese dal palcoscenico. Si è detta contenta di aver
votato no al decreto Gelmini sulla scuola, che si è rivelato una mannaia per
centinaia di insegnanti frusinati, no alle ronde di Bossi che rischiano di
diventare di partito, si alle preferenze non solo al Parlamento europeo ma
anche a quello italiano.
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il nuovo corso ipotizza l'abolizione delle pause (sezione: Province)
Pagina 4
- Pordenone Il nuovo corso ipotizza l'abolizione delle
pause La contesa Passi in avanti? Dal sindacato pochi, secondo Electrolux. La
proposta di Fim Fiom e Uilm di 91 lavatrici/ora, rispetto alle 85 attuali, non
è affatto migliorativa secondo l'azienda, perchè le 91 lavatrici/ora realizzate
con ritmo vincolato, sono esattamente le 85 attuali a ritmo svincolato.
Per gli esperti il concetto sarà chiarissimo. Vediamo di spiegarlo anche ai
profani. Il ritmo svincolato è l'organizzazione delle linee produttive attuata
oggi a Porcia, sulla base del quale un lavoratore che alla fine della sua ora
deve aver realizzato 85 lavatrici, per guadagnarsi una pausa - ad esempio per
il caffè - deve accelerare la propria prestazione, e quindi aumentare il ritmo
da 85 fino a 99/102/106 pezzi/ora. Fatto questo, e garantito il gettito, si
concede la pausa mentre la linea, in quei 10 minuti, sta ferma. Il ritmo
vincolato prevede invece che non ci siano mai stop sulla linea (tranne quelli
concordati), che il gettito di pezzi sia costante e che al lavoratore la pausa
sia garantita dalla presenza di un "soccorritore", ovvero un altro
lavoratore che prende il posto del primo per tot minuti. Il sindacato cosa
chiede? Chiede il vincolo sulla linea e propone un gettito di 91 pezzi/ora;
l'azienda risponde offrendo 97 a ritmo vincolato (9 pezzi in meno rispetto al
target di progetto) e ricorda che i 91 pezzi di una linea vincolata
corrispondono agli 85 attuali. Per cui: perchè Electrolux dovrebbe investire 23
milioni di euro in innovazione tecnologica per avere un risultato, in termini
di produttività, pari a quello attuale? La richiesta puntava ad ottenere 99
pezzi ora a ritmo svincolato, ovvero con l'organizzazione attuale; se si
vincola la linea, i pezzi salgono a 106, ovvero la somma dei 99 del singolo
lavoratore più quelli del soccorritore. Per Electrolux, ogni pezzo/ora in meno,
si traduce in 15 mila lavatrici l'anno non prodotte, con i costi che questo
significa. L'investimento sulle linee comporta un beneficio dell'8% in termini
di produttività, che però il sindacato, nella sua proposta, non garantisce. Per
cui, alla vigilia dell'incontro a Roma, le posizioni sono queste. Distanti? Di
più, abissali. (e.d.g.)
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Royalty, ovvero una percentuale per la vendita, per
un milione e 200 mila euro all'anno. Que... (sezione: Province)
Martedì
19 Maggio 2009 Chiudi di DIANA MARILUNGO Royalty, ovvero una percentuale per la
vendita, per un milione e 200 mila euro all'anno. Questo è quanto l'Eni dovrà
versare al comune di Ponzano di Fermo una volta dato il via allo sfruttamento
del pozzo di metano (già scoperto nel 2003) sito in località Valdete. Vi verrà,
infatti, realizzato un impianto di pompaggio ed una tubazione che permetterà
l'estrazione del gas. «Le nuove risorse finanziarie ha detto, ieri mattina, il
candidato sindaco di Ponzano della civica "Insieme per Ponzano",
Maurizio Valentini - potranno velocizzare la realizzazione delle opere
pubbliche necessarie alla popolazione, oltre alla possibilità di poter diminuire
notevolmente la tassazione alle famiglie». Dunque è anche sull'energia
rinnovabile che si gioca la campagna elettorale sia a livello comunale che
provinciale nel Fermano. «No ai rischi di inquinamento delle centrali a
biomasse (dovrebbe essere realizzata sulla Valdete; ndr) - dice Valentini che
insieme all'assessore provinciale Luigino Baiocco (candidato nella stessa lista
e in quella per la provincia di Fermo nell'Idv) - no alle attività produttive
insalubri nel nostro territorio e a quelle previste dal comune di Fermo al
margine del proprio territorio ma vicine alle nostre abitazioni (Ned, centrale
a biomasse, ecc.). Se verremo eletti chiederemo come Comune alla nuova
provincia di farsi carico anche della realizzazione del Consorzio Obbligatorio
di Bacino dei rifiuti del Fermano per una corretta gestione della discarica di
San Biagio». No alla centrale a biomasse e alla Ned lo dicono anche Mauro
Strovegli, candidato consigliere provinciale nel Movimento Civico Provinciale
che sostiene Di Ruscio e Gianni Conte candidato nella lista dell'Idv che fa
parte della coalizione di centrosinistra di Cesetti. Strovegli e Conte sono tra
i più attivi rappresentanti del Comitato nato contro i due impianti energetici
della Power Crop e della Ned Silicon. Il discorso dell'energia può essere,
invece, il futuro della nuova provincia sia a livello occupazionale che
economico per il candidato del Centro del Fermano Gaetano Massucci il cui si a
Ned e centrale è condizionato, però, alla sicurezza delle scelte. Intanto ieri
gli on. Mario Tassone, l'ex senatore Alessandro Forlani e il candidato alle
europee Luca Marconi hanno presentato la lista dell'Udc che supporta Di Ruscio.
La "nazionale" dell'UDC fermano, come l'ha definita il coordinatore
regionale del partito Antonio Pettinari ha presentato i 24 aspiranti
consiglieri provinciali. Pettinari ha evidenziato come quella di Di Ruscio sia
l'unica candidatura possibile mentre Tassone sull'abolizione
delle province ha detto,
tra l'altro: «Se alla provincia non si attribuisce un ruolo ben definito con un
decentramento dei poteri rispetto alla Regione rischia di essere un ente
superato». «Sarà utile, innanzi tutto - ha affermato il candidato presidente
Gianni Basso (Mpa, La Destra, Forza Fermano) riequilibrare il territorio,
affinché dall'Aso al Chienti, dai Sibillini al Mare, non esistano sacche di
povertà, dimenticanza e isolamento».
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Tanti interventi in programma:
ASCOLI
PROVINCIA pag. 7 Tanti interventi in programma: «Fatti, non un libro dei sogni»
CASTORANO: LA LISTA DI MAOLONI CASTORANO SI CHIAMA «Impegno, solidarietà e
trasparenza» la lista capeggiata da Guido Maoloni. Il candidato sindaco nasce a
Castorano. Molti sono i suoi impegni: dapprima come membro del direttivo del
Consid, 1998-2003, con delega al personale e agli insediamenti produttivi,
depurazione e acque industriale. Successivamente diventa presidente
dell'organizzazione di volontariato «RaggioVerde» e di Coop Sociale, molte sono
le esperienze in campo sociale e civile. «Mi ricandido per migliorare Castorano
esordisce Maoloni , la mia lista metterà in campo impegno, solidarietà e
trasparenza, vogliamo portare il nostro paese ai livello dei comuni più grandi
per servizi e qualità della vita. Il mio non sarà un libro dei sogni, ma un
impegno concreto. Tra i nostri intenti c'è migliorare i servizi sociali, ma in
bilancio mettiamo anche molte opere pubbliche; oltre al completamento dei
lavori iniziati vogliamo rispolverare l'idea di realizzare una rotatoria a San
Silvestro sul bivio per Castorano. Inoltre la messa in funzione del collettore
fognario, l'ampliamento delle reti fognarie in collaborazione con Ciip e Ato.
Alla nostra attenzione non sfuggirà l'ambiente, vogliamo realizzare percorsi
pedonali intorno al paese e nella frazione di San Silvestro. Per l'urbanistica, vogliamo portare a compimento l'iter di
approvazione dell'attuale Piano regolatore generale. Anche per i tributi
abbiamo grande idee: l'abolizione dell'Ici sui fabbricati dati in uso gratuito
ai parenti fino al terzo grado». m.g.l.
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Srl, il Registro arriva in ritardo (sezione: Province)
Il
Sole-24 Ore sezione: NORME E TRIBUTI PROFESSIONISTI data: 2009-05-19 - pag: 39
autore: Diritto dell'economia. Assonime sulle nuove modalità per il
trasferimento di partecipazioni e sull'abolizione del libro soci Srl, il
Registro arriva in ritardo Il passaggio di quote è valido con il deposito che
però non comporta pubblicità Angelo Busani Maria Carla De Cesari L'abolizione del libro soci per le Srl è una semplificazione che ha
sbagliato i passaggi e che non ha centrato l'obiettivo. Poiché il trasferimento
è efficace al momento del deposito dell'atto al Registro imprese, e non a
quello dell'iscrizione, ne esce limitata la garanzia di pubblicità per i terzi
e per la stessa società. E ancora, il ruolo di intermediari riconosciuto
ai commercialisti negli atti di trasferimento di quote di Srl non comporta una
parificazione con i notai. Non solo perché nel primo caso non c'èlapossibilità
dell'autentica ( o dell'atto pubblico), ma anche perché non è pacifico che
all'intermediario siano affidate funzioni di controllo legale analoghe a quelle
svolte dal notaio. In ogni caso,tuttavia,non è condivisibile l'orientamento del
Tribunale di Vicenza (ordinanza del 17 aprile), secondo cui la firma digitale
va accompagnata da autentica, perché la norma vuole semplificare. Assonime,
l'associazione delle società per azioni, sviluppa queste considerazioni nella
circolare 21, dedicata alle misure per le Srl introdotte con le leggi 133/2008
e 2/2009. Con un bilancio non lusinghiero per il legislatore, che si è mosso
con la finalità di tagliare complicazioni e costi per le imprese. La legge 2
individua il momento di efficacia della cessione nel "deposito"
dell'atto traslativo nel Registro imprese, anziché nella sua
"iscrizione". Tuttavia solo con l'iscrizione «si perfeziona il
meccanismo pubblicitario che consente di realizzare l'interesse dei terzi e
della società a conoscere l'identità di colui che risulta socio in un determinato
momento». Il problema è se l'atto depositato non viene poi iscritto e dunque
sono invalidi gli atti sociali compiuti nel frattempo. Possono anche
verificarsi conflitti tra più acquirenti della stessa quota, visto che il
conservatore del Registro non è tenuto a seguire, per l'iscrizione, l'ordine
temporale dei depositi. Secondo Assonime sarebbe auspicabile una soluzione
(allo stato della legislazione, acquisibile solo «in via interpretativa ») che
facesse dipendere il momento di efficacia della cessione non dal deposito, ma
dell'iscrizione dell'atto di trasferimento nel Registro imprese. La circolare
sottolinea poi le criticità relative al regime pubblicitario riguardante
l'unico socio e gli obblighi di comunicazione (entro 30 giorni) da parte degli
amministratori sulla variazione dell'assetto sociale (articolo 2470, ultimo
comma del Codice civile). Secondo Assonime, l'abolizione del libro soci
«rischia di rendere impossibile l'adempimento dell'obbligo» degli
amministratori » che «non sono in grado di conoscere la variazione della
compagine sociale e l'identità dell'acquirente finoa quando questi non eserciti
i diritti sociali». Assonime esamina, infine, il problema della possibile
introduzione nel Registro imprese di atti di trasferimento di quote di Srl contrari
a clausole di prelazione o di gradimento contenute nello statuto della società
(si veda «Il Sole 24 Ore» del 23 febbraio 2009). In particolare: il
trasferimento effettuato in violazione delle clausole è, in sé, pienamente
valido ed efficace tra i contraenti. Il notaio (non è chiaro se sia così anche
per il commercialista) ha il dovere di informare le parti circa le clausole, ma
non può rifiutarsi di ricevere l'atto né tantomeno di depositarlo. Il Registro
delle imprese non ha alcun sindacato sulla congruenza dell'atto di cessione con
lo statuto della società; è l'organo amministrativo che giudica (ora solo ex
post) l'allineamento tra atto di trasferimento e statuto. © RIPRODUZIONE
RISERVATA SENZA STRUMENTI A rischio l'obbligo di comunicazione degli amministratori
sulla variazione della compagine sociale
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Amo l'Italia non voto la Provincia presenta la sua
provocazione (sezione: Province)
Edizione:
19/05/2009 testata: Giornale di Brescia sezione:la città «Amo l'Italia non voto
la Provincia» presenta la sua provocazione Se ne discuteva già nel 1880 quando
Francesco Crispi le definì «un ente artificiale che può anche essere
soppresso». L'allora futuro presidente del Consiglio parlava delle Provincie e
oggi, a distanza di quasi 130 anni, quella discussione è ancora attuale, tanto che alle prossime elezioni per il rinnovamento del Broletto
si presenta una lista che ha come unico obiettivo proprio l'abolizione
dell'ente. Si chiama «Amo l'Italia, non voto la Provincia» e fa parte di un
movimento nato qualche anno fa nel Triveneto a cui ha aderito in
quest'occasione la Civica Brescia, fino allo scorso anno alla guida della città
nella Giunta Corsini. La lista ha un chiaro intento provocatorio e
«vuole richiamare l'attenzione su un'incongruenza: un anno fa tutti i partiti
dicevano che le Provincie erano da abolire, oggi gli stessi partiti presentano
il loro candidato» sottolinea Andrea Bartoli, il candidato alla (non)
presidenza della Provincia. Così, «sfruttando gli spazi messi a disposizione
dalla par condicio» ammette Bartoli, è nata l'idea di presentarsi alle
elezioni: «Invitiamo i bresciani a non ritirare la scheda in modo da avere
molti più votanti alle europee che alle provinciali. Oppure chi prende la
scheda può scrivere «la Provincia non serve, non la voto». Se votassero meno
del 50% degli aventi diritto sarebbe un messaggio molto significativo».
L'iniziativa della lista non vuole eliminare posti di lavoro, «ma riconvertire
i dipendenti della Provincia a servizi più utili - rassicura Bartoli -: meno
del 30% dei servizi offerti dalla Provincia sono destinati ai cittadini e per
questo non è un ente che il cittadino sente vicino». E se «Non voto» dovesse
ottenere con i voti un posto in Consiglio provinciale «il rifiuto sarebbe
automatico; si aprirebbe così un problema istituzionale che accenderà ancora i
riflettori sulla questione». Parte integrante della lista, come detto, è la
Civica Brescia di cui fa parte l'ex consigliere in Loggia Gabriele Avalli:
«Siamo sempre stati per un accorto utilizzo delle risorse. Anche la gente
sembra sensibile all'argomento tanto che in pochi giorni abbiamo raccolto le
1.000 firme necessarie per presentare la lista». a. spi.
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«Il
governo attinge 4 miliardi dai Fas» Lillo Miceli Palermo. La strategia
antimeridionalista della Lega Nord nei confronti del Sud funziona. Con i fondi
per le aree sottoutilizzate destinati per l'85% alle regioni del Mezzogiorno,
si stanno realizzando opere nel ricco Settentrione e anche per la ricostruzione
dell'Abruzzo sarebbe già stato deciso di ricorrere ai fondi Fas. Lo ha svelato
il vice ministro delle Infrastrutture, Roberto Castelli, intervenendo, ieri, a
Brescia, agli Stati generali sulla mobilità in Brianza. «Per la prima volta
dall'insediamento del nostro governo - ha detto con soddisfazione Castelli - è
il Sud che paga per tutto il Paese e non viceversa». Castelli ha aggiunto che
sia per le misure anticrisi sia per il terremoto in Abruzzo il governo ha
attinto per circa 4 miliardi ai fondi per le aree sottoutilizzate, «vale a dire
per il nostro Meridione». Al Fondo per le aree
sottoutilizzate il ministro dell'Economia Giulio Tremonti ha fatto ricorso a
piene mani e più volte: prima per coprire l'abolizione dell'Ici sulla prima
casa, poi, per finanziare l'«Expo 2015» di Milano e per ripianare parte dei
debiti delle Ferrovie dello Stato e la liquidazione dell'Alitalia.
«Dall'inizio della legislatura, come abbiamo denunciato più volte - ha
sottolineato il sottosegretario alla Presidenza con delibera al Cipe,
Gianfranco Miccichè - dal fondo globale del Fas sono stati prelevati ben 16
miliardi di euro. Castelli se ne sta accorgendo solo adesso. Per quanto
riguarda eventuali risorse da destinare alla ricostruzione dell'Abruzzo, la
delibera dovrà passare dal Cipe». Per ora, dunque, i 4 miliardi e 93 milioni
destinati alla Sicilia sarebbero salvi. Però, non si può stare del tutto
tranquilli. «In teoria, non dovrebbero esserci rischi - ha aggiunto Miccichè -
ma chi dice di stare tranquillo perché i soldi sono della Sicilia e il problema
è di spenderli bene, deve riflettere...». Lo stesso Tremonti, lo scorso 8
maggio, ha impedito l'approvazione del piano di spesa dei fondi Fas di
competenza della Sicilia (4 miliardi e 93 milioni di euro), minacciando
addirittura le dimissioni, avendo l'intenzione di utilizzare queste risorse per
la ricostruzione dell'Abruzzo. Le parole di soddisfazione di Castelli
dovrebbero fare riflettere l'intera classe politica siciliana, di centrodestra
e centrosinistra. La Lega Nord fa i propri interessi elettorali, mentre qui si
litiga su tutto. «Dopo un anno di tagli intollerabili e di instancabili denunce
da parte del Pd - ha dichiarato Sergio D'Antoni, responsabile per le politiche del
Mezzogiorno del Partito democratico - Roberto Castelli ammette lo spaventoso
scippo perpetrato dall'Esecutivo ai danni del Mezzogiorno. Il fatto che
l'outing arrivi da un vice ministro, e per di più della Lega, la dice lunga
sulle condizioni degli esponenti meridionali della maggioranza, troppo
impegnati a tessere lodi alle politiche del governo per rendersi conto della
loro ingiustificabile posizioni». Per D'Antoni, inoltre, «dal momento che
Castelli è in vena di confessioni , vada fino in fondo e ammetta che è dal
primo giorno che questo Esecutivo fa pagare tutto al Sud. E' stato così con
l'abolizione dell'ici sulle case di lusso, con l'abolizione del credito
d'imposta per gli imprenditori meridionali, con l'Alitalia e le ferrovie. È
così ancora oggi con il cosiddetto pacchetto anti-crisi, con il decreto Abruzzo
e persino con i rimborsi sulle quote latte riconosciuti agli allevatori furbi
del Nord. Uno scippo sistematico che ha tolto finora 20 miliardi dalle zone e
dalle fasce deboli, per riversarle su quelle forti». Insomma, il Fas che
avrebbe dovuto aiutare il Sud, viene utilizzato per fare progredire
ulteriormente il Nord. Il Fondo per le aree sottoutilizzate istituito nel 2003
(modificato nel 2006) avrebbe dovuto essere lo strumento di finanziamento, con
risorse aggiuntive nazionali, delle politiche di sviluppo per le aree deboli
del Paese. In queste aree tali risorse dovrebbero aggiungersi a ai
trasferimenti ordinari dello Stato ed a quelle comunitarie. Peraltro, la legge
finanziaria per il 2007 ha previsto la programmazione unitaria delle risorse
aggiuntive, nazionali e comunitarie, individuando quale sede di attuazione il
Quadro strategico nazionale per la politica di coesione 2007-2013.
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Elezioni, Biondi(Pri): "Alleanza con il Partito
liberale su tutti i punti" (sezione: Province)
19
maggio 2009 - 14.31 (Ultima Modifica: 19 maggio 2009) Lauro Biondi alla
redazione di Romagnaoggi.it Il Partito repubblicano ed il Partito liberale
scendono in campo insieme a sostegno della candidatura a sindaco di Forlì di
Lauro Biondi. "Nella nostra alleanza non ci sono temi che ci dividono -
sottolinea Biondi - siamo un gruppo di cittadini che vogliono mettersi al
servizio dei cittadini". Tra i componenti della lista alcuni commercianti
del centro storico, come Velide Cortesi, a rappresentare uno dei punti più
sentiti del programma, per ridare dignità al centro della città. Alla conferenza
stampa di martedì erano presenti alcuni candidati della lista: Velide Cortesi,
appunto, Vittorio Mezzomonaco, Macri Piacentini, imprenditrice, ed il
segretario del Partito liberale provinciale, Zulimo Spighi. "Siamo una
lista di persone che lavorano per vivere - afferma Biondi - non esiste la
politica fine a sé stessa. Queste persone hanno messo la propria faccio in
questo progetto". L' appuntamento del Pri è per venerdì 22 maggio, con
"L'edera invade la città", dalle 20.30 e con la presentazione del
programma e di tutti i candidati alle 21 in Salone comunale. I sette punti del
programma toccano in primis l'abolizione degli enti
inutili, dalle Provincie alle Circoscrizioni e la razionalizzazione dei cda
delle aziende partecipate, con l'eliminazione di quelle "che ormai non
hanno più ragione di esistere", spiega Biondi. L'eliminazione dei
clandestini dalla città, attraverso un risanamento del deficit di organico
delle forze dell'ordine e di un loro coordinamento, è un altro
obiettivo, "non per colpire gli immigrati - continua il candidato - ma
ricordando che le nostre carceri sono occupate per il 55% da clandestini".
Chiara Fabbri
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Valentini, addio senza lacrime (sezione: Province)
FORLI'
PROVINCIA pag. 6 Valentini, addio senza lacrime «Mi sono fatto da parte per
dare spazio al rinnovamento» di OSCAR BANDINI PUNTUALE come sempre lo troviamo
nel suo ufficio dove siederà da sindaco fino all'8 giugno. Infatti Rodolfo
Valentini è uno dei pochi casi di sindaco alla prima legislatura che non viene
riconfermato, anche se avrebbe voluto portare a termine il lavoro iniziato.
Classe 1943, galeatese doc, assessore per cinque anni dal 1985 al 1990 con
Alfredo Graziani, poi l'impegno nel volontariato e soprattutto insegnante di
lettere nella scuola media dal 1973 al 1989 e quindi dirigente scolastico fino
a un anno fa. «Non sono abituato a nascodermi dietro un dito, la mia è una scelta
politica, non esistono altre ragioni. Quando mi sono accorto che sulla mia
ricandidatura non c'era l'unanimità nel gruppo dirigente del Pd e della
coalizione che mi sosteneva, mi sono fatto da parte, non volevo fare da tappo
al rinnovamento di un gruppo dirigente nuovo. Avevo la sensazione chiara di
essere diventato il punto negativo sul tema degli extra comunitari, ero
accusato di essere un accentratore su questo tema delicato che non può essere
risolto solo con le politiche locali, quindi ho fatto un passo indietro». In
effetti la sua rinuncia a candidarsi ha stupito molti, anche gli avversari
interni e l'opposizione. «Non sono mai stato un urlatore, non volevo lacerare
la coalizione che si stava formando e la ritrovata unità a sinistra, ragione per
cui eccomi qua». Non hanno giovato a Valentini le continue divisioni interne al
Pd, le rotture in giunta, le dimissioni di due assessori e le polemiche
continue sulla sua presunta sudditanza con la costituzione della Zona Due Valli
al comune di S. Sofia e al sindaco Flavio Foietta. «Tutte stupidaggini, dalla
costituzione della Zona chi ci ha guadagnato è stato proprio il mio comune che
è piccolo e ormai privo di entratre tributarie proprie, dopo l'abolizione dell'Ici. Ho sfruttato così le opportunità date dall'unione
con S. Sofia e Premilcuore sia in termini finanziari, di professionalità e
facendo un buon lavoro con l'accorpamento e la razionalizzazione dei servizi a
costo zero». Verrà affisso in paese un volantino in cui la giunta saluta i
cittadini con l'elenco delle cose fatte. «Sono orgoglioso di quello che
abbiamo prodotto nonostante le difficoltà. Il problema degli immigrati è stato
gestito al meglio con la costituzione del centro intercomunale per gli
stranieri, senza traumi, scontri, danni per i cittadini, l'avere trovato
lavoro, una casa e avere potuto ricongiungersi con la propria famiglia, ha
permesso ai nostri ospiti di iniziare il processo di integrazione». E ANCORA la
polifunzionale struttura della protezione civile, il progetto di miglioramento
della viabilità di Pianetto con i fondi del piano nazionale sicurezza stradale,
la costruzione del campo polivalente e il percorso fluviale sul Rabbi a San
Zeno, la risistemazione delle strade del forese devastate dalle frane, tutta
l'illuminazione pubblica, l'accordo con l'università e il CeuB per dare vita
nel palazzo del Podestà a un centro universitario di archeologia, la stazione
ecologica intercomunale, e l'avvio delle politiche turistiche. E dopo cosa
succederà l'8 giugno? «Sono in pensione dalla professione e dalla politica,
tornerò a impegnarmi solo su un progetto serio e poi tornerò nel volontariato».
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Nella guerra del simbolo la Dc vince il primo round (sezione: Province)
PRIMO
PIANO pag. 5 Nella guerra del simbolo la Dc vince il primo round LA CAMPAGNA
ESPLODE LA POLEMICA SULLA PREFETTURA VIA LIBERA del Tar allo scudocrociato.
Ieri mattina il Tribunale amministrativo regionale ha rigettato in prima
istanza il ricorso presentato dall'Udc contro l'utilizzo del tradizionale
simbolo da parte della Dc di Giuseppe Pizza, che in Brianza corre insieme con
Pdl e Lega a sostegno della candidatura alla presidenza della Provincia di
Dario Allevi. Rigettato il ricorso d'urgenza, il giudizio di merito è atteso
fra un paio di settimane, ma i vertici locali del partito, che si erano
attrezzati presentando alla commissione elettorale, e facendo accogliere, un
nuovo simbolo, sono fiduciosi. «Non abbiamo ancora stampato i manifesti e la
Prefettura ha tenuto in sospeso la stampa delle schede elettorali, in attesa
del Tar - spiega Mario Vago, vicesegretario regionale della Democrazia
cristiana -. Penso che il giudice sappia a cosa va incontro, visto che ci sono
i tempi tecnici della stampa che non consentono colpi di scena. Succedono cose
strane - aggiunge Vago -. A Lecco per esempio corriamo fin
dall'inizio con il simbolo dello scudocrociato senza problemi». Intanto
riesplode la polemica fra il ministro Ignazio La Russa e la Lega. «Prima il
ministro spara a zero contro le Province auspicandone l'abolizione, poi viene a
spiegarci che la Prefettura è necessaria alla Brianza. Decida cosa fare
da grande», attacca il deputato lumbard Paolo Grimoldi, commentando le ultime
dichiarazioni di La Russa sulla necessità di dotare la Provincia di tutte le
istituzioni cui ha diritto, compresa la Prefettura di cui invece il Carroccio
vorrebbe fare a meno. «La nuova Provincia - conclude Grimoldi - può fare a meno
dei costi della Prefettura per investirli in infrastrutture e servizi». Monica
Guzzi
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Siamo partiti con una piccola auto. Poi vedendo che
eravamo tanti abbiamo preso una st... (sezione: Province)
Mercoledì
20 Maggio 2009 Chiudi di GIANPAOLO RUSSO «Siamo partiti con una piccola auto.
Poi vedendo che eravamo tanti abbiamo preso una station wagon. Si è quindi
compreso nel corso del viaggio che occorreva correre. Per questo abbiamo preso
un pilota da formula uno: Domenico Marzi». Così il leader
provinciale dell'Udc, Anna Teresa Formisano presenta il candidato alla
provincia del terzo Polo in una sala Nestor piena di sostenitori. Il leit motiv
dell'assemblea dell'Udc è stato uno solo: «Al ballottaggio ci andiamo noi».
Anzi il presidente Pier Ferdinando Casini ha fornito anche un dato proveniente
dai sondaggi: «Il terzo polo è attualmente intorno al 20% dei consensi.
Siamo qui per vincere. Se superiamo il primo turno - ha spiegato Casini - e
andiamo al ballottaggio la vittoria sarà nostra. Marzi è un candidato forte,
c'è voglia di cambiamento. Tornerò per sostenerlo al ballottaggio». «Alcuni
mesi fa - ha dichiarato la Formisano - ci davano per spacciati, ora ci temono.
Noi non vendiamo sogni ma solide realtà. Vogliamo la riduzione dei costi in
politica e l'abolizione di enti e consorzi che non servono a nulla. Avete
presente il consorzio di Campo Catino? In Abruzzo sono riusciti a diventare il
secondo polo turistico invernale. A Campo Catino cosa si è fatto?». Poi è la
volta del candidato Marzi: «Sento che il consenso sta aumentando giorno dopo
giorno. Siamo persone con esperienze diverse ma che vogliono raggiunge gli
obiettivi. La mia esperienza amministrativa ha raggiunto risultati, ora (il
riferimento è all'amministrazione Marini, ndr) provo dolore a vedere la
situazione in cui si trova la mia città. Ogni anno a Montecassino passa un
milione di turisti. Nessuno di questi ha creato un solo posto di lavoro a
Cassino. E' evidente che bisogna intervenire. E' il fallimento di una parte
politica che da 15 anni amministra questa provincia. Nel centro destra invece
non vedo proposte concrete». Quindi la frecciata agli avversari: «Io sono stato
candidato su chiamata. E quando Casini mi ha proposto la candidatura ho subito
accettato. La candidatura di Schietroma è stata fatta con la mossa del cavallo:
se non lo candidavano aveva minacciato di far cadere Frosinone e Ceccano ed era
pronto a cambiare coalizione. Iannarilli si è auto proclamato». Nella sala
presenti i big nazionali dell'Udc e i candidati alle europee come il segretario
regionale Luciano Ciocchetti, Carlo Casini (Movimento per la vita) Mariolina
Ciarnella, Roberto Carlino. Presente anche il presidente della lista
"Ribellati Ciociaria" di Alessandro Foglietta e Luca Colantoni della
lista "Noi Giovani" che ha letto la lettera-manifesto rivolta a
Marzi. Il leader dell'Udc Casini si è soffermato anche sui temi nazionali
ribadendo come il governo Berlusconi sia ostaggio della Lega e come troppo
spesso alla politica degli annunci non siano seguiti i fatti. Ha criticato il
federalismo («solo di facciata, senza numeri», l'introduzione delle ronde («è
l'abdicazione dello Stato»). Non sono mancate bordate anche al centro sinistra:
«Del Pd - ha dichiarato - spesso mi dimentico di parlare semplicemente perché
non esiste: sono ex democristiani, ex comunisti, sono solo ex ma manca il
progetto». Quindi ha ribadito la necessità di sostenere la famiglia italiana,
il ceto medio, le banche che devono aiutare anche le piccole imprese mentre la
pubblica amministrazione deve pagare tempestivamente le commesse.
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Libè:
(
da "Libertà"
del 20-05-2009)
Argomenti: Province
(
da "Corriere Di Como,
Il" del 20-05-2009)
Argomenti: Province
(
da "Corriere Di Como,
Il" del 20-05-2009)
Argomenti: Province
(
da "Corriere Di Como,
Il" del 20-05-2009)
Argomenti: Province
(
da "Corriere Di Como, Il"
del 20-05-2009)
Argomenti: Province
«Tangenziale a rischio' Colpa anche di Carioni» Molinari (Pdl): «È da anni in Pedemontana, non ha vigilato». La replica: «Accusa assurda» Il futuro - incognite comprese - della Tangenziale di Como fa litigare Comune di Como e Provincia. Oppure, se si vuole dare un'interpretazione politica e non istituzionale, il Pdl (nella parte ex An) e la Lega Nord. Ad andare all'attacco, durante il consiglio comunale di lunedì scorso, è stato il consigliere del Pdl Stefano Molinari. Il quale, brandito il microfono a inizio seduta, nel corso delle dichiarazioni preliminari, non ha fatto sconti al presidente di Villa Saporiti, Leonardo Carioni, sul tema del secondo lotto della Tangenziale di Como. Ossia, il tratto di infrastruttura legata alla Pedemontana che per costi esorbitanti (dai 400 milioni previsti si è arrivati a 750) e problemi tecnici (l'attraversamento in galleria sotto il lago di Montorfano) è in dubbio. «Mi risulta che da diversi anni il presidente della Provincia di Como, Leonardo Carioni, sieda nel consiglio di amministrazione della società Pedemontana - ha attaccato Molinari - Si tratta, dunque, della società che finora ha seguito completamente lo sviluppo del tracciato dell'autostrada regionale e della Tangenziale di Como.>Eppure scopriamo
tutti soltanto adesso che il secondo lotto è fortemente a rischio e che il
primo determinerà espropri e disagi per molti cittadini». «Allora - ha
proseguito il consigliere di Palazzo Cernezzi - com'è possibile che finora
nessuno abbia sollevato i problemi economici e tecnici del secondo lotto della
Tangenziale' Carioni dov'era quando nel cda si discuteva il progetto'».
Interrogativi chiaramente polemici, a cui Molinari ha fatto seguire altre
accuse. «Mi pare - ha dichiarato l'ex esponente di Alleanza Nazionale - che la
Provincia in generale, ma Leonardo Carioni in particolare per il suo doppio
ruolo, abbiano clamorosamente mancato sul fronte delle verifiche e dei
controlli durante lo sviluppo progettuale della Tangenziale». In chiusura, il
consigliere del Pdl ha affermato che «da un presidente come Carioni, che si fa
vanto di conoscere bene il territorio comasco, mi sarei aspettato meno
superficialità in questa vicenda». Di fronte a questo attacco frontale, Carioni
ieri ha risposto per le rime. «Più che attaccare senza motivo la Provincia - ha
sottolineato il numero uno di Villa Saporiti - forse sarebbe bene riflettere
sul fatto che la Regione è l'ente che è mancato nella vigilanza sugli sviluppo
del progetto. Tengo anche a sottolineare che il progetto della Tangenziale è
stato approvato dal Cipe, che ha poi dato mandato alla società Pedemontana di
redigere il definitivo. Ma a questo punto - ha evidenziato Carioni - la palla è
passata in mano ai tecnici, mentre io e gli altri componenti del cda della
società non abbiamo certamente le competenze specifiche per giudicare la
qualità di un terreno, la consistenza di una parte o le difficoltà di scavo di
una galleria». In sintesi, Carioni rimanda al mittente le accuse di Molinari:
«Tirare in ballo il presidente della Provincia perché una galleria costa più
del previsto è assurdo». Il riferimento alla galleria non è casuale, visto che
l'incremento dei costi per il secondo lotto della Tangenziale da 400 milioni a
750 è quasi tutto addebitabile alle difficoltà tecniche per realizzare il
tunnel sotto il lago di Montorfano. «Ad ogni modo - ha concluso il presidente -
noi stiamo già pensando a ipotesi alternative alla galleria del secondo lotto,
mantenendo il tracciato originario da Como verso Lecco. Basta che la si smetta
di addossare a me e al cda di Pedemontana responsabilità tecniche inesistenti,
visto che delle questioni tecniche si intendono gli ingegneri. Senza contare
che comunque nessuno ha detto che il secondo lotto non è fattibile, ma costa
"solo" troppo» Emanuele Caso Nella foto: Addio ingorghi Uno dei
benefici maggiori che dovrebbe portare la realizzazione della Tangenziale di
Como riguarda la congestione del traffico su via Pasquale Paoli (nella foto).
La principale arteria di ingresso nel capoluogo, infatti, sarà completamente
bypassata dalla nuova autostrada e le code dovrebbero diminuire molto Home
«Accordi preelettorali non rispettati» Pensioni basse L'allarme dei sindacati
Il ministro Calderoli taglia le Circoscrizioni Verso l'abolizione il limite dei
due mandati Tavernola, è polemica sulla sorte di 14 profughi Rapina tra
prostitute, fermata una 18enne Getta il vino a terra e aggredisce i carabinieri
Gaddi sulla Croisette promuove il festival del cinema lariano Expo, attacco di
Carioni a Stanca (
da "Gazzettino, Il
(Venezia)" del 20-05-2009) Argomenti: Province (
da "Gazzetta di Parma
Online, La" del 20-05-2009) Argomenti: ProvinceTorna
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Federalismo e formazione in primo piano (sezione: Province)
Federalismo
e formazione in primo piano Faccia a faccia tra i candidati presidenti.
Risposte convincenti, ma tutte uguali Mercoledì 20 Maggio 2009, Il primo faccia
a faccia pubblico tra i candidati più accreditati alla presidenza della
Provincia, va in archivio all'insegna del politicamente corretto. Messi a
confronto da Confartigianato e dai Giovani artigiani veneziani l'altra sera a
Marcon Ugo Bergamo, Francesca Zaccariotto e Davide Zoggia non si sono
discostati di molto nei contenuti. «Siamo soddisfatti del dibattito, che le
risposte siano un po' in fotocopia è normale in campagna elettorale: ciò che
auspichiamo è che alle parole seguano i fatti e si apra un dialogo con noi»,
dice Marco Nardin numero uno del gruppo promotore dell'incontro. Molti i temi
toccati, primo di tutti la formazione professionale. «È indispensabile, ma i
percorsi vanno concordati con le aziende» ha sottolineato Zaccariotto. «Il
pubblico svesta il ruolo della mediazione per scegliere la via della delega
alle associazioni di corsi fondati sulle reali esigenze del territorio», ha
proposto Zoggia. «Non faccia lo Stato ciò che è in grado di fare da solo il
privato», ha sostenuto Bergamo. Si è parlato di valorizzazione delle
produzioni. Zaccariotto: «Venezia dovrebbe avere una grande fiera
dell'artigianato e invece questa strada è sempre stata sottovalutata»; Zoggia:
«Occorre promuovere i talenti e facilitare i passaggi generazionali familiari»;
Bergamo: «Il sistema fieristico non può vivere di campanilismi, meglio la
Pa-Tre-Ve, e le agevolazioni all'accesso al credito per rilanciare l'economia».
Di multiutilities, cioè le società partecipate dal pubblico che rischiano di
far concorrenza agli artigiani. Zaccariotto: «Molto spesso è il loro stesso
statuto che permette un allargamento delle funzioni ma l'amministrazione deve
far da garante contro eventuali sovrapposizioni»; Zoggia: «Le linee di confine
devono essere nette tra chi fa che cosa e i controlli certi e tempestivi»;
Bergamo: «Vanno detti dei sì e dei no chiari: sì alle razionalizzazioni, no al
mancato rispetto degli incarichi assegnati e dei relativi ambiti di
competenza». Di futuro ruolo della Provincia quando tanti
ne chiedono l'abolizione e la sostituzione con le Città metropolitane.
Zaccariotto: «Deve fare da collante tra il Comune da un lato e la Regione e il
Governo dall'altro»; Zoggia: «È il luogo dell'operatività ma è necessario che
le sue competenze siano ridotte e diventino esclusive»; Bergamo: «L'ente
va superato per ridurre i centri di spesa, però finché c'è deve funzionare
appieno». Ancora, mentre Zaccariotto prendeva la via di Mira, per un altro
incontro elettorale, di semplificazione e di sportello unico. Zoggia: «La
soluzione è l'autocertificazione»; Bergamo: «Occorre un forte snellimento
burocratico». E infine di federalismo fiscale. In Parlamento il Pd si è
astenuto e l'Udc ha votato contro alla proposta della Lega. Zoggia: «La legge
sarà in vigore tra sette anni e, intanto, non si sa bene cosa accadrà».
Bergamo: «Questa pseudo riforma non porterà un euro in più da nessuna parte».
Alvise Sperandio
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Libè: "Più sostegni per difendere
l'agricoltura" (sezione: Province)
Libè:
"Più sostegni per difendere l'agricoltura" Più sostengo allagricoltura, non solo a quella deccellenza e una
burocrazia più leggera che semplifichi lattività imprenditoriale del
settore, con particolare riferimento ai giovani.Sono queste, in sintesi, le proposte di
Mauro Libè, candidato per lUdc alla
presidenza della Provincia di Parma. «La politica, intesa in senso generale -
ha spiegato - ha un po' abbandonato lagricoltura, che non è fatta solo di
prodotti tipici ma di molte filiere produttive; eppure è un settore che sta
dimostrando di reggere meglio di altri alla crisi economica e su cui è
importante investire per sostenere le nostre produzioni e il legame con il
territorio». In particolare Libè pensa ai giovani imprenditori dellagroalimentare, che in gran parte vorrebbero portare
avanti le aziende di famiglia ma che spesso trovano sul loro percorso pochi
aiuti e una burocrazia sempre più vincolante. «Il Governo- ha commentato - si è
dimostrato un po' lento e poco incisivo in questo campo. Occorre facilitare lattività imprenditoriale, che non riguarda solo la
produzione agricola, ma anche lindustria». Occorre quindi snellire la
burocrazia per le aziende che vogliono aprirsi a nuovi mercati, sostebnere la
tutela dei territori con una gestione meno rigida dei Sic, promuovere laccorpamento delle micro e piccole aziende che, per
Libè «rappresentano la quasi totalità sul nostro territorio. Queste realtà
devono potersi aggregare facilmente, fare massa per restare competitive
rispetto alle grandi aziende estere». In questo panorama per Libè la Provincia può
fare molto: «Quella che abbiamo in mente è una Provincia snella, leggera che
non deve essere invasiva ma svolgere funzioni di coordinamento, anche se sarei
molto più favorevole allabolizione di questo ente, per
consentire una maggiore sinergia e sostegno ai singoli Comuni». «Alla nostra
agricoltura - conclude Libè - servono radici forti nel passato, la qualità per
il rilancio nel futuro e il sostegno ai giovani che devono essere incoraggiati
a portare avanti le aziende di famiglia».
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