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PRIVILEGIA NE IRROGANTO     di  Mauro Novelli         

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DOSSIER “ABOLIAMO LE PROVINCE”

 

 

 

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TUTTI I DOSSIER



Report "Province"   1-24 marzo 2009

 


Indice degli articoli

Sezione principale: Province

parole superficiali e demagogiche ( da "Tirreno, Il" del 01-03-2009)
Argomenti: Province

Abstract: esportare il modello della sua amministrazione al Comune di Montecatini direttamente in Provincia; parla di turismo, traccia ricette per la promozione, quando, in qualità di sindaco, ha governato per 10 anni il Comune con la più accentuata vocazione turistica del nostro territorio e che ha visto tristemente consumarsi la drammatica parabola discendente del proprio sistema termale»

Casini: <Un imolese in lista per le europee> ( da "Resto del Carlino, Il (Imola)" del 01-03-2009)
Argomenti: Province

Abstract: soprattutto per quanto riguarda il mondo delle piccole e medie imprese». L'Udc però è per l'abolizione delle Province. E il candidato Gian Luca Galletti chiarisce il concetto: «Se sarò eletto voglio essere il commissario liquidatore di palazzo Malvezzi». In attesa di chiudere l'ente, Galletti propone però una Provincia leggera': «Voglio ridurre a tre gli assessori,

scuola in rivolta, arriva la gelmini ( da "Mattino di Padova, Il" del 02-03-2009)
Argomenti: Province

Abstract: che vede in prima fila una settantina di sindaci della provincia di Padova, indistintamente di centrosinistra e di centrodestra. Oggi, ad Abano, dov'è attesa per un convegno, il ministro incontra una delegazione di amministratori. In tutta la provincia sono 12 mila i bambini penalizzati. BACCARIN ALLE PAGINE 10 E 11

PENA MORTE: STASERA COLOSSEO ILLUMINATO PER ABOLIZIONE IN ( da "Virgilio Notizie" del 02-03-2009)
Argomenti: Province

Abstract: abolizione della pena di morte e la commutazione della pena in carcere a vita. La legge abrogativa della pena capitale passa ora al vaglio della Camera dei Rappresentanti. Se verra' approvata anche al secondo braccio del Congresso, come e' probabile, il Governatore Brian Schweitzer la dovra' successivamente firmare e ratificare,

Niente ronde per i cappelli alpini, lo decide l'assemblea delle penne nere ( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 02-03-2009)
Argomenti: Province

Abstract: Alla presenza dei rappresentanti di quasi tutti i 90 gruppi presenti in provincia è stato poi fatto il punto sui numeri: gli iscritti sfiorano quasi i 9.500, in lieve, logico calo rispetto all'anno precedente vista l'abolizione della leva. Con i quasi 1.800 amici degli alpini il totale è ora superiore alle undicimila unità.

CRISI, LA LEGA ATTACCA: "STOP AGLI IMMIGRATI" SUSSIDI: DOMANI VERTICE ( da "Wall Street Italia" del 03-03-2009)
Argomenti: Province

Abstract: domani vertice --> Domani a Palazzo Chigi le parti sociali per studiare un piano di ammortizzatori sociali. Il Pd presenta la "proposta Franceschini" in Senato. L'Idv: "Fondi dall'abolizione delle province". Ma il Pdl: "E' un bluff". Il Carroccio: "Posti di lavoro ai disoccupati italiani fermando l'ingresso di nuovi stranieri"

CRISI: DI PIETRO, ASSEGNO AI DISOCCUPATI ABOLENDO PROVINCE ( da "Virgilio Notizie" del 03-03-2009)
Argomenti: Province

Abstract: abolizione delle province e di tutti gli sprechi. E' questa la proposta di Antonio Di Pietro, leader dell'Italia dei Valori per affrontare la crisi economica-finanziaria. ''L'Idv - sottolinea Di Pietro a Montecitorio - mette al primo posto la necessita' di trovare le risorse necessarie per assicurare a tutti coloro che non lavorano,

Disoccupati, il Pd insiste: "Il sussidio sia per tutti" Lega: "Stop a immigrati" ( da "Giornale.it, Il" del 03-03-2009)
Argomenti: Province

Abstract: L'Idv: "Fondi da abolizione delle province" "L?Italia dei Valori mette al primo posto la necessità di trovare risorse per agli assegni a coloro che non lavorano. Per questo serve un intervento a favore dell?abolizione degli sprechi come ad esempio le province e tutti gli enti pubblici di secondo livello.

Disoccupati, il Pd insiste: "Il sussidio sia per tutti" Lega: "Basta immigrati" ( da "Giornale.it, Il" del 03-03-2009)
Argomenti: Province

Abstract: L'Idv: "Fondi da abolizione delle province" "L?Italia dei Valori mette al primo posto la necessità di trovare risorse per agli assegni a coloro che non lavorano. Per questo serve un intervento a favore dell?abolizione degli sprechi come ad esempio le province e tutti gli enti pubblici di secondo livello.

Le crocchette killer arrivano in Senato ( da "Tribuna di Treviso, La" del 04-03-2009)
Argomenti: Province

Abstract: Andrea Zanoni, presidente della Lac (Lega Abolizione Caccia) del Veneto ha dichiarato: «Abbiamo comunicato alla signora la nostra disponibilità di costituirci parte civile nel prevedibile processo contro l'azienda che ha posto in commercio queste crocchette al veleno.

Il candidato Pdl è Nava ( da "Giorno, Il (Como)" del 04-03-2009)
Argomenti: Province

Abstract: dell'abolizione delle Province. Così si fanno da parte le candidature dell'ex assessore comunale Stefano Chirico («targato» Forza Italia) e del sindaco di Perledo, Carlo Signorelli. SI APRIRANNO poi altri scenari in considerazione del fatto che Nava è vice sindaco del capoluogo e, se candidato, dovrebbe lasciare il posto in municipio.

Obiezione di coscienza Obama per l'abolizione ( da "Giornale.it, Il" del 04-03-2009)
Argomenti: Province

Abstract: abolizione di Redazione All'indomani della designazione di Kathleen Sebelius, governatrice del Kansas, a segretario alla Sanità, si riaccende la polemica contro le riforme dell'amministrazione Obama. Tra le varie rivoluzioni che il presidente vuole portare avanti, c'è anche quella di rivedere - ma molti siti cattolici Usa già usano la parola eliminare -

Elementari, le famiglie chiedono il tempo pieno ( da "Giornale.it, Il" del 04-03-2009)
Argomenti: Province

Abstract: Per rispondere alla domanda di tempo scuola delle famiglie. Ancora ieri il ministro Maria Stella Gelmini ha ribadito che verrà garantita la richiesta di tempo pieno grazie ai risparmi previsti dai tagli e dall?abolizione delle cosiddette compresenze. E che comunque in ogni modello orario si prevede l?

Legge elettorale in aula, donne azzurre in piazza ( da "Denaro, Il" del 04-03-2009)
Argomenti: Province

Abstract: abolizione del listino è stato minacciato dalle donne azzurre per stamattina, a partire dalle 11, presso l'ingresso dello stabile che ospita la sede del Consiglio regionale. angela milanese Definisce l'abolizione del listino "un atto di miope arroganza" che finirà con il ridimensionare ancora di più la presenza femminile in seno al massimo organo di rappresentanza assembleare della

L'INTERVENTO Eliminare le Province toglie valore al federalismo ( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 04-03-2009)
Argomenti: Province

Abstract: delle Comunità locali e di quelle provinciali non si può nemmeno riconoscere la sussistenza delle Comunità regionali. Chi sostiene la tesi dell'abolizione delle Province è anti-federalista. Io credo, al contrario che ogni comune rappresenta una Comunità di persone unita da un'esperienza e che le vicende storiche di queste comunità portino le stesse ad intrecciarsi fra di loro dando

su 198 ragazzi seguiti da esperti 81 sono vittime di reati sessuali ( da "Mattino di Padova, Il" del 05-03-2009)
Argomenti: Province

Abstract: psicoterapeuta e presidente dell'associazione «movimento bambino». (Enrico Albertini) GELMINI AL MARCONI. L'assessore Piron sfida la Donazzan a discutere pubblicamente dell'abolizione del tempo lungo. «L'assessore regionale evita il confronto sul tema nonostante le migliaia di firme inviate dai genitori colpiti dalla riforma», accusa l'assessore alle Politiche scolastiche.

Le associazioni: le madri sempre favorite ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 06-03-2009)
Argomenti: Province

Abstract: secondo i dati dell'associazione, la situazione non è cambiata rispetto al passato (i figli, mediamente, continuano a trascorrere l'83% per cento con un genitore, quasi sempre la madre, e l'altro 17% con l'altro genitore). Alla manifestazione hanno partecipato anche altre associazioni, il Cnb (Coordinamento nazionale per la bigenitorialità)

Sicurezza, tra un mese vigili dietro le telecamere ( da "Eco di Bergamo, L'" del 06-03-2009)
Argomenti: Province

Abstract: partendo dalla grave situazione economico-finanziaria in cui versano i Comuni e le Province, si sollecita il governo «a garantire l'integrale copertura del minor gettito derivante dall'abolizione dell'Ici sulle abitazioni principali». Allo stesso Comune di Bergamo, in base ai dati forniti da Guerini, «sul 2009 mancano 1,2 milioni».

Il coraggio di Parigi ( da "Sole 24 Ore, Il" del 06-03-2009)
Argomenti: Province

Abstract: Di abolizione delle Province si era parlato spesso in campagna elettorale, ma nessuna proposta concreta è mai riuscita a superare le soglie del Governo o del Parlamento. E le autonomie locali si sono spesso fatte sentire soprattutto per le loro esibizioni del potere di veto.

ANCHE DURANTE UNA CRISI COME QUELLA CHE STIAMO VIVENDO, DAGLI EFFETTI DIROMPENTI CHE INCIDE SEMPRE D... ( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 06-03-2009) + 1 altra fonte
Argomenti: Province

Abstract: la riduzione del numero dei parlamentari e delle loro indennità, l'abolizione delle province. Erano promesse elettorali. Ma chi se le ricorda più? E del resto, la casta non finisce mai di stupirci e indignarci. A mio avviso non sono pochi quelli che si appropriano della diaria giornaliera - 250 euro - con l'aiuto scambievole dei «pianisti»: oggi a te,

Scenari futuri, parla il Partito Repubblicano Italiano ( da "Quotidiano.it, Il" del 07-03-2009)
Argomenti: Province

Abstract: La coscienza della necessità di abolizione di tutte le province che è anche patrimonio storico del PRI; 2. Il disappunto per la mancata difesa di qualsiasi interesse della zona sud delle Marche, nell'ambito della divisione dell'attuale Provincia, da parte dell'amministrazione provinciale e della stessa Regione Marche,

Il commercio è alle corde: lo scorso anno ad abbassare le saracinesche sono stati oltre 11 mila... ( da "Gazzettino, Il" del 07-03-2009)
Argomenti: Province

Abstract: Occorrono interventi immediati in due direzioni: ammortizzatori sociali per gli inoccupati e interventi a favore delle piccole imprese. Soprattutto il credito bancario deve cambiare, ora è più difficile fra richieste di garanzie e strette economiche». Franceschi chiede anche l'abolizione degli studi di settore e la riduzione delle tassazione per le piccole imprese.

Dal costo storico al costo standard, Galli: <La vera rivoluzione del federalismo fiscale> ( da "Varesenews" del 07-03-2009)
Argomenti: Province

Abstract: essere aboliti enti intermedi come le Province che costano 14 miliardi di euro allo Stato». La provocazione di Malpensa e sull'abolizione delle Province apre un dibattito che si allontana dal federalismo ma al quale galli non sembra sottrarsi: «Malpensa? Alla lunga tutti capiranno che Malpensa senza Alitalia sopravviverà alla grande mentre Alitalia senza Malpensa morirà presto -

Tra Saitta e Porchietto chi ci guadagna è Vietti ( da "Stampa, La" del 08-03-2009)
Argomenti: Province

Abstract: delle donne la assegnerebbe a Saitta (12% di uomini), l'11% a Vietti (9,5%), il 7,5% a Porchietto (6%) e il 2% a Maccanti. Scopriamo che il 59,5% degli uomini e il 41% delle donne perorano l'abolizione della Provincia, il che non esclude un buon giudizio sull'operato della giunta Saitta: ottima per il 24% delle signore (

Il sindacato non è più garante delle richieste dei pensionati ( da "Trentino" del 08-03-2009)
Argomenti: Province

Abstract: rivendicazione delle migliorie che spettano alla Provincia nel settore salute, servizi, casa, l'abolizione dell'addizionale regionale per i redditi da pensione più bassi, la "ripartenza" del fondo per non autosufficienti, i dovuti chiarimenti sul tema "badanti". In sintesi una maggiore attenzione per le tre "A": alimentazione, abitazione, assistenza.

Brianza, Provincia a orologeria ( da "Giorno, Il (Brianza)" del 08-03-2009)
Argomenti: Province

Abstract: abolizione delle province». I presidenti che verranno eletti, ha spiegato meglio La Russa, dovranno pertanto lavorare per «dare più potere ai Comuni e ridurre progressivamente l'esistenza delle strutture intermedie». Una tesi che ha gelato la platea dell'urban center, che in realtà ieri dall'arrivo del ministro si aspettava un nome,

Il materiale è del tipo che va maneggiato con grande accortezza. Perché rischia di creare ... ( da "Messaggero, Il" del 08-03-2009) + 2 altre fonti
Argomenti: Province

Abstract: regolamento del consiglio regionale ci sono invece anche altre novità oltre all'abolizione dei monogruppi e l'ampliamento dell'uso del voto elettronico. Spiega D'Amato: «Ci sono delle modifiche che riguardano l'individuazione di chi viene chiamato a ricoprire delle cariche negli enti di secondo grado. Oltre al curriculum, sarà necessario allegare anche il certificato dei carichi pendenti».

L'orizzonte è l'abolizione della proprietà privata dei mezzi di produzione ( da "Riformista, Il" del 08-03-2009)
Argomenti: Province

Abstract: L'orizzonte è l'abolizione della proprietà privata dei mezzi di produzione L'orizzonte è l'abolizione della proprietà privata dei mezzi di produzione. Oggi il comunismo ha ragioni forti. 08/03/2009

La Lega e l'imbarazzo sui prefetti: usiamoli, ma sono simboli di Roma ( da "Corriere della Sera" del 08-03-2009)
Argomenti: Province

Abstract: In un partito verticale come la Lega, nessuno si sogna di mettere in dubbio il Senatùr. Davide Caparini, che presentò un progetto per l'abolizione delle prefetture: «è un momento eccezionale, è logico questo intervento ». Ma qualche mal di pancia Bergamo, 2007 La Lega protesta davanti alla Prefettura

TERNI ENTRA nel vivo il contenzioso sulla tassa Tevere-Nera che ... ( da "Nazione, La (Umbria)" del 09-03-2009)
Argomenti: Province

Abstract: La valanga di ricorsi è già sui tavoli del Consorzio e delle commissioni tributarie provinciali chiamate a districare la matassa. Della questione si interessa anche il difensore civico della Provincia, avvocato Alessandro Robatto (nella foto). Nel mirino in particolare le motivazioni che sottendono agli avvisi.

Forlì, elezioni. La Lega tenta l'intesa con Rondoni: ecco il 'decaologo' ( da "RomagnaOggi.it" del 09-03-2009)
Argomenti: Province

Abstract: un presidio fisso della Polizia Municipale in piazza Saffi dalle 7 di mattina all'una di notte e l'abolizione della ztl. Vanetti lascia aperto uno spiraglio a Rondoni chiarendo che "se il Candidato della PDL troverà l'intesa su tutti i punti programmatici allora vi sarà la possibilità di ragionare su di un apparentamento al primo turno,

la provincia è della lega, galan si rassegni ( da "Mattino di Padova, Il" del 10-03-2009)
Argomenti: Province

Abstract: «Sono d'accordo con Leonardo Muraro, quando dice che chi vuole l'abolizione delle provincie, leggi Galan, non dovrebbe poi affannarsi tanto per imporre un suo candidato - attacca Cagnin - Noi invece crediamo che in un'ottica federalista possano svolgere un ruolo da trait d'union tra regioni e comuni». I nomi in campo?

tibet in rivolta, scontri e arresti - federico rampini ( da "Repubblica, La" del 10-03-2009)
Argomenti: Province

Abstract: abolizione della servitù feudale in Tibet». In realtà l´invasione cinese è ancora più antica, compie quasi sei decenni. Poco dopo il trionfo della rivoluzione comunista a Pechino (1949), Mao Zedong già il 1° gennaio 1950 annuncia per il Tibet l´imminente "liberazione dal giogo dell´imperialismo britannico" (la limitata influenza britannica in realtà era finita con la seconda guerra

Pd contro la <Provincia a termine> di La Russa ( da "Giorno, Il (Brianza)" del 10-03-2009)
Argomenti: Province

Abstract: Dopo la dura risposta della Lega, ora una replica arriva dal Pd. «Il centrodestra sulla nuova Provincia di Monza e Brianza è a dir poco schizofrenico. Da un lato, con il ministro Ignazio La Russa, attacca la nuova istituzione chiedendone l'abolizione, dall'altro, con gli esponenti della Lega, la difende in tono molto polemico con gli stessi alleati di An.

IN OGNI NUOVO IMPIANTO SI TROVERANNO METANO E GPL. L'EMILIA-ROMAGNA PRIMA REGIONE IN ITALIA PER IMPIANTI DI VENDITA DEL METANO (124), MENTRE SONO 265 QUELLI A GPL. DAL 2000 DIMINUI ( da "marketpress.info" del 10-03-2009)
Argomenti: Province

Abstract: Abolizione delle distanze e delle superfici minime per favorire la realizzazione di nuovi impianti, così come dell?obbligo di avere attività accessorie oltre alla distribuzione di carburanti. Riduzione dei tempi di attesa per i consumatori e semplificazione delle procedure per i gestori.

Forza Italia rilancia il listino a sei ( da "Denaro, Il" del 10-03-2009)
Argomenti: Province

Abstract: Nicola Cosentino invita le forze politiche della coalizione di centrodestra, nella quale An ed Mpa sostengono l'abolizione tout court del listino, a ritrovare una sintesi e "ad ascoltare le parole del presidente della Repubblica Napolitano che ricorda il sottosegretario all'Economia e alle finanze -, in occasione delle celebrazioni per la festa della donna,

SUL MONTELLO Alla ricerca di volontari per salvare rane e rospi ( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 10-03-2009)
Argomenti: Province

Abstract: le serate di un gruppo di volontari della provincia, quelli della Lac (Lega abolizione caccia) del Veneto e quelli dell'Enpa (Ente nazionle protezione animali), ma anche dei referenti di vari enti pubblici, sono caratterizzate da un unico obiettivo: salvare dalle auto rospi, rane e salamandre in transito verso gli stagni lungo le prese del Montello e la panoramica,

Enti locali provincia Torino contro la crisi: appello al Governo ( da "Sestopotere.com" del 10-03-2009)
Argomenti: Province

Abstract: Enti locali provincia Torino contro la crisi: appello al Governo (10/3/2009 16:14) | (Sesto Potere) - Torino - 10 marzo 2009 - Maggiori risorse dal Governo per assicurare la copertura agli Enti locali dei mancati trasferimenti dopo l?abolizione dell?Ici;

I veri motivi ( da "Corriere delle Alpi" del 11-03-2009)
Argomenti: Province

Abstract: perpetuando così la nomenclatura esistente (con l'ausilio determinante dell'abolizione delle preferenze per l'elezione di Camera e Senato), nelle elezioni comunali, provinciali e regionali, al contrario, la componente ex An del PdL rischia seriamente di uscirne pesantemente penalizzata in termini di rappresentanza politica.

esternazioni padane e croci celtiche sui muri e ai cancelli di liceo e itis ( da "Mattino di Padova, Il" del 11-03-2009)
Argomenti: Province

Abstract: Pagina 27 - Provincia Esternazioni padane e croci celtiche sui muri e ai cancelli di liceo e Itis CITTADELLA. «Provincia de Sitadea». In tempi in cui si parla di abolizione delle province, ci mancherebbe solo che anche Cittadella iniziasse una battaglia per diventare provincia autonoma.

Rifondazione Comunista lancia l'ultimatum a Marrazzo ( da "Tempo, Il" del 11-03-2009)
Argomenti: Province

Abstract: che ieri il Prc ha inviato al presidente della Regione, Piero Marrazzo. «Un ultimatum per rimanere nella maggioranza nell'ultimo anno di legislatura e in vista delle elezioni del 2010» ha detto il consigliere regionale di Rifondazione Ivano Peduzzi nel corso di una conferenza stampa dove erano presenti anche Maurizio Fabbri, del coordinamento regionale del Prc e Giuseppe Carroccia,

Un anno di tempo per completare il riassetto degli enti ( da "Sole 24 Ore, Il (Centro Nord)" del 11-03-2009)
Argomenti: Province

Abstract: e portavoce dell'opposizione -. Inascoltato il nostro appello allo smantellamento del sistema delle partecipate e persino la modesta proposta sull'abolizione dei Consorzi di bonifica non è stata accolta. Eppure non si trattava di una rivoluzione, ma solo del ritorno di compiti e attività all'interno di assessorati già esistenti e già abbondantemente forniti di budget e personale,

di NANDO MAGNANI <SE CHIUDO gli occhi rivedo quelle fauci, quelle bocche ... ( da "Resto del Carlino, Il (Ferrara)" del 11-03-2009)
Argomenti: Province

Abstract: Il sottosegretario Martini ha insistito nella sua linea liberalizzatrice, con l'abolizione della black list dei cani pericolosi e la totale e unica responsabilizzazione dei loro proprietari conclude Farinone . Ma questa è una scelta che non diminuisce il pericolo mortale».

La Regionepiù speciale ( da "Sicilia, La" del 11-03-2009)
Argomenti: Province

Abstract: abolizione delle province, l'indebitamento crescente per non toccare la spesa. Ovviamente il tutto condito di appelli al sociale, all'indigente, al povero ed ultimo. I quali per la verità hanno continuato a passarsela malino, vedendo peggiorare le proprie speranze di impiego produttivo a misura che la convenienza all'investimento decresceva per via della caduta di competitività

Ravenna partecipa alla Giornata Mondiale del Rene ( da "RomagnaOggi.it" del 11-03-2009)
Argomenti: Province

Abstract: Oriani per eseguire agli studenti dell'ultimo anno scolastico opera informativa sulle malattie renali ed effettuare gratuitamente un controllo della pressione arteriosa e dell'esame dell'urine. Le malattie renali possono manifestarsi a qualsiasi età. Inoltre, dall'abolizione del servizio di leva, i giovani non sono più sottoposti a screening.

La riforma è presto fatta: al posto del Comune farei un bel museo d'arti decorative al pos... ( da "Stampa, La" del 12-03-2009)
Argomenti: Province

Abstract: abolizione delle auto blu) del programma per l'elezioni provinciali dello storico dell'arte Philippe Daverio, candidato di spicco nella lista civica che appoggia Filippo Penati, il presidente uscente del Pd. Ex assessore alla Cultura ('93-'97) nella giunta del leghista Formentini, pluridocente al Politecnico di Milano e all'

provincia, ok al piano dei risparmi sul personale ( da "Messaggero Veneto, Il" del 12-03-2009)
Argomenti: Province

Abstract: ora in poi dipenderà dal presidente o da un suo delegato e che raddoppierà le figure con qualifica di comandante, perché a fianco dell'attuale arriverà un vice. Ma a far discutere sindacati, opposizione e colleghi di giunta, è stata l'abolizione dell'Area montagna struttura che avrebbe perso la propria autonomia divenendo semplice ufficio per l'erogazione dei contributi.

di ANGELA BALDI S OSTA SÌ, SOSTA NO. Il dubbio è di quelli amletici... ( da "Nazione, La (Arezzo)" del 12-03-2009)
Argomenti: Province

Abstract: abolizione della sosta in quella che è una delle strade principali della città. Gli altri? In 12 hanno votato no dicendosi contrari all'abolizione dei parcheggi. Ecco le loro ragioni. In questa città siamo abituati a spostarci a piedi il minimo indispensabile dice Gisella Iori di Amaranto Viaggi in via Roma I nostri clienti spesso fanno una sosta volante,

I presidenti uscenti delle Circoscrizioni scendono in campo. Dopo l'abolizione di questi organi dece... ( da "Messaggero, Il (Marche)" del 12-03-2009)
Argomenti: Province

Abstract: 12 Marzo 2009 Chiudi I presidenti uscenti delle Circoscrizioni scendono in campo. Dopo l'abolizione di questi organi decentrati che hanno rappresentato la forma di partecipazione alla vita comunale più alla portata del cittadino, sono diversi, in città, i presidenti di Circoscrizione che non abbandoneranno la vita politica ma che anzi, in vista della prossima tornata elettorale,

Riforme per la casa: allo studio l'abolizione della licenza edilizia ( da "Sole 24 Ore, Il" del 12-03-2009)
Argomenti: Province

Abstract: Al via i primi 200 milioni dell'Economia Riforme per la casa: allo studio l'abolizione della licenza edilizia Il Governo punta alla semplificazione nel settore delle costruzioni. Per l'attività edilizia il permesso di costruire potrebbe essere abolito e sostituito da una certificazione di conformità firmata dal progettista.

<LEGGO sulla stampa dice Giuseppe Calò, capogruppo di FI alla Provincia di i... ( da "Nazione, La (Pisa)" del 12-03-2009)
Argomenti: Province

Abstract: il consiglio provinciale si svolgerà tramite stampa, risparmiando con l'abolizione di consiglieri e assessori, se non della Provincia stessa. Ma veniamo alla sostanza: contributi alle aziende, ma con quali soldi? Il bilancio della Provincia è stato discusso da pochi giorni e nel bilancio di cifre citate per i contributi alle imprese (170.

Campania/ Consiglio regionale approva progetto legge ( da "Virgilio Notizie" del 12-03-2009)
Argomenti: Province

Abstract: delle donne e della società civile". I gruppi di Mpa, Udc e del centrosinistra (Pd, Ls, Idv, Sdi e Verdi), invece, hanno sostenuto l'impianto generale della legge e l'abolizione del listino. Il Consiglio ha, inoltre, approvato all'unanimità un sub emendamento proposto dalla Sinistra e dal Pd finalizzato a garantire la presenza paritaria di entrambi i generi nei programmi di comunicazione

Il "testimone" di Bizzotto <Lascio progetti chiari> ( da "Giornale di Vicenza.it, Il" del 12-03-2009)
Argomenti: Province

Abstract: Si parla addirittura dell'abolizione delle Province: figurarsi se potranno sorgerne di nuove. Noi la nostra battaglia convinta e forte l'abbiamo fatta fino in fondo in questi anni, ma la mia sensazione è che se tutto questo fosse partito 20 anni fa, ora il territorio bassanese sarebbe una nuova Provincia.

ALMERICO DI MEGLIO PIù TASSE AI RICCHI PER AIUTARE I POVERI. È QUESTA, IN ESTREMA SINTE... ( da "Mattino, Il (Benevento)" del 12-03-2009)
Argomenti: Province

Abstract: può andare anche bene»: il leader della Lega finora nel mirino per il rifiuto di abbattere determinati e ingenti costi della politica (ad esempio, con l'abbinamento delle elezioni europee e amministrative al referendum e con la stessa abolizione delle Province), ha spiegato che «in un momento di crisi chi ha di più è bene che contribuisca».

Meno oneri per le aziende ( da "Gazzettino, Il (Rovigo)" del 12-03-2009)
Argomenti: Province

Abstract: abolizione dell'imposta è stata infine definitivamente approvata. I problemi persistono invece sul fronte delle energie verdi, in riferimento all'attribuzione del concetto di "prevalenza" delle materie prime di origine aziendale. Il regime fiscale delle società in agricoltura è il tema della dettagliata e molto interessante relazione di Gian Paolo Tosoni,

Da ieri la Campania si è dotata di una nuova legge elettorale. Via il listino che sembrava trop... ( da "Leggo" del 13-03-2009)
Argomenti: Province

Abstract: si ritorna a privilegiare il sistema della preferenza. Ritorna insomma il principio che verrà eletto chi avrà più voti. La nuova legge ha un testo fortemente innovativo. L'abolizione del listino fa sì che il premio di maggioranza verrà attribuito ai candidati eletti, e non più ad una lista preconfezionata, appendice del candidato presidente.

Oderzo: scatta una petizione contro la caccia agli animali ( da "Tribuna di Treviso, La" del 13-03-2009)
Argomenti: Province

Abstract: Loredana Faè è la paladina dell'iniziativa opitergina, che si collega all'iniziativa avviata dalla Lega Abolizione caccia del Veneto. «Con un una modifica alla legge regionale - spiega Loredana Faè - sarà possibile cacciare, con il pretesto della tutela della fauna, addirittura la fauna domestica inselvatichita.

l'abolizione delle circoscrizioni potrebbe essere il primo segnale forte rivolto alla casta ( da "Nuova Sardegna, La" del 13-03-2009)
Argomenti: Province

Abstract: abolizione delle Circoscrizioni potrebbe essere il primo segnale forte rivolto alla Casta In città è tornato d'attualità il tema delle Circoscrizioni comunali, enti intermedi senza poteri decisionali e troppo costosi. Tenere in piedi un organismo che costa circa 500mila euro ogni anno, che per il 75% vengono utilizzati per pagare i gettoni di presenza ai consiglieri e l'

Grande Milano, si ricomincia La mobilitazione è bipartisan ( da "Riformista, Il" del 13-03-2009)
Argomenti: Province

Abstract: che non ha mai nascosto le sue simpatie per questo progetto - sarà rappresentato da Alberto Grancini, esponente della sua giunta. A coordinare i lavori ci sarà appunto un socialista che di nome fa Carlo Tognoli, ex sindaco di Milano, da sempre sostenitore dell'abolizione delle province per affrontare in maniera concreta la riduzione della spesa pubblica.

)AMBIENTE Parco, un rally contro la crisi VOGLIAMO battere la crisi? ... ( da "Resto del Carlino, Il (Forlì)" del 13-03-2009)
Argomenti: Province

Abstract: l'ufficio di presidenza ci chiede una revisione dello Statuto e del Regolamento comunale. La proposta portata in commissione dal presidente e dal vice, rispettivamente Pd e Fi, contiene diversi aspetti controversi, come l'abolizione dei gruppi con un solo consigliere e l'ipotesi di rendere segrete le commissioni.

Abolizione del libro dei soci, forum dell'ente camerale ( da "Denaro, Il" del 13-03-2009)
Argomenti: Province

Abstract: Avellino camera di commercio Abolizione del libro dei soci, forum dell'ente camerale Marina D'Apice "Novità in materia societaria: Xbrl e abolizione del Libro Soci. L'impatto delle nuove norme sul Registro delle Imprese". E' l'argomento del seminario, organizzato dalla Camera di Commercio di Avellino.

"In tempo di elezioni tutti fingono di difendere il nostro territorio" ( da "Quotidiano.it, Il" del 13-03-2009)
Argomenti: Province

Abstract: quando si iniziò la raccolta delle firme dopo le dichiarazioni pubbliche di Berlusconi sulla abolizione delle province". "Noi - gettano benzina sul fuoco della polemica - in questo momento non riteniamo di avere l?elisir per risolvere tutti i problemi in un sol colpo, ma proponiamo soluzioni concrete, certamente non condizionate dall?

##Federalismo/ Primo ok Camera da commissioni, Pd non si ( da "Virgilio Notizie" del 13-03-2009)
Argomenti: Province

Abstract: i democratici hanno ottenuto in primis l'abolizione dell'aliquota riservata Irpef sostituita da un mix di compartecipazione a tributi erariali (in via prioritaria l'Iva) e addizionali (con la possibilità di disporre detrazioni ma solo nei limiti della legge statale). E poi il Pd ha ottenuto che la perequazione sia sempre a carico della fiscalità generale,

Pena morte/ Deputati New Mexico votano a favore abolizione ( da "Virgilio Notizie" del 14-03-2009)
Argomenti: Province

Abstract: (Apcom) - I rappresentanti dello stato del New Mexico hanno approvato l'abolizione della pena di morte. Se il governatore Bill Richardson ratificherà il testo, il New Mexico diventerà il quindicesimo stato degli Usa a bandire la pena capitale.

Disertate le Provinciali ( da "Tribuna di Treviso, La" del 14-03-2009)
Argomenti: Province

Abstract: era stato il primo firmatario di una proposta trasversale di abolizione delle Province assieme a Santo Versace, deputato del Pdl nonché imprenditore. Ma il progetto ha gambe ancor più lunghe: il primo a proporre l'abolizione delle Province - spiegano - fu Francesco Crispi, giudicandole già nel 1870 non particolarmente utili.

aggressione. intorno alle 21 di ieri sera, un tunisino è entrato nella macelleria pakistana ... ( da "Mattino di Padova, Il" del 14-03-2009)
Argomenti: Province

Abstract: abolizione per tutti, ora si dice che molti la devono pagare». A sostenerlo è Flavio Zanonato, sindaco e membro dell'Ufficio di presidenza Anci, il quale critica il senso della risoluzione n.2/2009 del ministero dell'Economia che - sostiene - fa marcia indietro su un aspetto importante relativo alla abolizione dell'Ici sulla prima casa.

la provincia è da abolire non si voti ( da "Mattino di Padova, Il" del 14-03-2009)
Argomenti: Province

Abstract: sono i nomi di alcuni degli imprenditori veneti di vertice che hanno deciso di aderire alla campagna per l'abolizione delle Province «Non serve non voto» con l'obiettivo di far restare sotto la soglia del 50% i voti validi alle prossime provinciali. La loro adesione è stata resa nota da Michele Bortoluzzi, del direttivo nazionale dei Radicali italiani, sostenitore della campagna.

Tognoli pensionerebbe la Provincia <A Milano la città metropolitana> ( da "Riformista, Il" del 14-03-2009)
Argomenti: Province

Abstract: abolizione delle province, proposta che il Partito socialista italiano lanciò nel 1970 e che Ugo La Malfa del Pri avanzò fin dal secondo dopoguerra. Il Club Porto Franco, nato nel 2006, è il punto di incontro sul territorio di questo gruppo di persone, variegato e composto da parlamentari del Pdl come Margherita Boniver,

Con Penati l'uomo di Smirne che tifava per l'Expo a Milano ( da "Corriere della Sera" del 14-03-2009)
Argomenti: Province

Abstract: abolizione di Provincia e Comune per dare vita a un'istituzione più coerente con i bisogni di un territorio che va oltre i confini di Milano ». Poi, il tema della crisi, «che conosco da vicino essendo un piccolo imprenditore e frequentando molti altri che sono in condizioni peggiori delle mie, avendo debiti pregressi e dovendo fare i conti con le banche che non danno più contributi

disertate le provinciali ( da "Mattino di Padova, Il" del 14-03-2009) + 1 altra fonte
Argomenti: Province

Abstract: era stato il primo firmatario di una proposta trasversale di abolizione delle Province assieme a Santo Versace, deputato del Pdl nonché imprenditore. Ma il progetto ha gambe ancor più lunghe: il primo a proporre l'abolizione delle Province - spiegano - fu Francesco Crispi, giudicandole già nel 1870 non particolarmente utili.

Le Province sono inutili, allora noi non andiamo alle urne ( da "Gazzettino, Il" del 14-03-2009)
Argomenti: Province

Abstract: non certo per le Provinciali: «Da Berlusconi in giù tutti sono a favore dell'abolizione delle Province, salvo poi dimenticarsene quando è il momento di votare. In un momento di crisi, un segnale va dato». Idem Marina Salamon, tra i promotori dell'iniziativa, che a Verona andrà a votare per le Europee ma non per le provinciali.

Comunità montane, tre proposte di legge per "salvarle" ( da "Gazzettino, Il" del 14-03-2009)
Argomenti: Province

Abstract: abolizione delle comunità montane al Nord - affermano i proponenti del Carroccio - ha avuto scarsa utilità sul fronte del contenimento della spesa pubblica e gravi ripercussioni per i territori rimasti esclusi. Gli abitanti dei comuni ora rimasti esclusi non possono più godere di adeguati servizi, non accedono alle agevolazioni regionali per il riscaldamento domestico e ad una serie

Progetto del governo in merito agli interventi per l'edilizia : intervento Giovanni Lucchi capogruppo Pri Provincia di Forli - Cesena ( da "Sestopotere.com" del 14-03-2009)
Argomenti: Province

Abstract: quali l'ampliamento dell'attività edilizia libera fino a comprendere anche la manutenzione straordinaria e i garage, l'abolizione del permesso di costruire rilasciato dal Comune sostituito da una certificazione di conformità sottoscritta dal progettista,l'abolizione del certificato di agibilità rilasciato dal Comune.

Province? Non servono, non vado a votare ( da "Corriere delle Alpi" del 15-03-2009)
Argomenti: Province

Abstract: era stato il primo firmatario di una proposta trasversale di abolizione delle Province assieme a Santo Versace, deputato del Pdl nonché imprenditore.Ma il progetto ha gambe ancor più lunghe: il primo a proporre l'abolizione delle Province - spiegano - fu Francesco Crispi, giudicandole già nel 1870 non particolarmente utili.

regione, forza italia attacca "legge elettorale scorretta" - roberto fuccillo ( da "Repubblica, La" del 15-03-2009)
Argomenti: Province

Abstract: è pace sulla nuova legge elettorale della Regione. Ieri Forza Italia ha esposto le ragioni che potrebbero sostenere un ricorso alla Corte costituzionale, iniziativa che va però chiesta al governo. Il primo punto è l´abolizione del listino, che indebolirebbe il presidente entrando in conflitto con l´articolo 121 della Costituzione e con la legge elettorale del 2004.

Istituzioni e categorie <Collaborazione promossa> ( da "Eco di Bergamo, L'" del 15-03-2009)
Argomenti: Province

Abstract: abolizione delle Province, è difficile sostenere questo a Bergamo». E il deputato Savino Pezzotta (Rosa Bianca): «Non intervengo come parlamentare, perché non vesto ancora bene quest'abito», ha detto, criticando il sistema che vede «i parlamentari nominati dall'alto» e il federalismo «che parte dai soldi e non da una riforma istituzionale più ampia»

Effetto domino anti-pena di morte se anche Richardson licenzia il boia ( da "Riformista, Il" del 15-03-2009)
Argomenti: Province

Abstract: Il Senato del New Mexico ha votato venerdì sera (24-18) la messa al bando della pena di morte. Il Governatore deve decidere se firmare la legge o mettere il veto. Richardson nel passato si è più volte detto contrario all'abolizione della pena capitale, questione che i democrat gestiscono con grande cautela per il timore di apparire "soft on crime".

Meeting sull'abolizione del libro soci' nelle imprese promosso dall'Ordine dei dottori commercialisti ( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 15-03-2009)
Argomenti: Province

Abstract: abolizione del libro soci' nelle srl e sulle nuove modalità di compilazione, sottoscrizione e inoltro della comunicazione per i dati nel Registro delle imprese. Intervengono Gianfranco Tomassoli, presidente dell'Ordine dottori commercialisti, Roberto Serra dell'Ufficio registro imprese, e Silvia Agnolucci di Infocamere. L'ingresso è gratuito.

WASHINGTON - Il Parlamento del New Mexico ha approvato una risoluzione per l'abolizione della pena d... ( da "Messaggero, Il" del 15-03-2009)
Argomenti: Province

Abstract: Il provvedimento è stato approvato con 24 voti a favore e 18 contrari e deve ora essere promulgato dal governatore democratico Bill Richardson, in passato contrario all'abolizione della pena di morte. La pena di morte è in vigore in 38 dei 50 Stati Usa e al momento si discutono risoluzioni per la sua abolizione in Montana e Kansas.

I tre sindaci all'attacco: <Ora tante polemiche, ma perché i politici non hanno fatto i conti prima?> ( da "Resto del Carlino, Il (Ascoli)" del 15-03-2009)
Argomenti: Province

Abstract: Peccato che tanta animosità non sia verificata un anno fa quando i sottoscritti, mettendoci la faccia con tutti i rischi annessi, sono stati completamente isolati, e da taluni anche derisi, quando si iniziò la raccolta delle firme dopo le dichiarazioni pubbliche di Berlusconi sulla abolizione delle province».

Emma Marcegaglia rilancia ( da "Giornale.it, Il" del 15-03-2009)
Argomenti: Province

Abstract: Servono riforme strutturali (a partire da quella delle pensioni) continuando sulla via imboccata dai ministri Brunetta e Alfano». Necessario tagliare la spesa pubblica improduttiva e la burocrazia partendo dall?abolizione di Province ed enti inutili. Palla ora al presidente del Consiglio. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G.

Fi, primo passo per la tregua naccio ( da "Sicilia, La" del 15-03-2009)
Argomenti: Province

Abstract: abolizione in contemporanea delle sanzioni; l'approvazione immediata di nuove norme che prevedano l'uso immediato dei fondi pubblici europei, nazionali e regionali che consentano l'attivazione degli ammortizzatori sociali in deroga per i dipendenti del settore dell'artigianato e del commercio e l'attivazione degli ammortizzatori sociali ordinari per i dipendenti delle Pmi con procedure

LA CGIL, INSIEME A CISL E UIL, HA TENUTO UNA MANIFESTAZIONE NELL'AULA CONSILIARE DELLA PROVINCI... ( da "Mattino, Il (Caserta)" del 15-03-2009)
Argomenti: Province

Abstract: Disposizioni in materia di sicurezza pubblica»), e che riguardano l'esercizio della professione medica. In tale decreto infatti all'articolo 45 comma 1 lettera t) - all'esame della Camera dei deputati e già approvato al Senato - si prevede l'abolizione del comma 5 dell'articolo 35 del testo Unico sull'Immigrazione (D.lgs.

CON IL SISTEMA DELLA DOPPIA PREFERENZA, UNA PER GENERE, SI Dà ALLE DONNE SOLO LA POSSIBIL... ( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 15-03-2009) + 5 altre fonti
Argomenti: Province

Abstract: le criticità della nuova legge. A partire dall'abolizione del listino che rappresenta «un depotenziamento dei poteri del presidente». Bocciato anche il sistema della doppia preferenza. «Sono servite creatività e fantasia per immaginare un sistema vincolato alle donne - ha sottolineato - è una cosa che non ha precedenti.

Il New Mexico dice basta alla pena di morte ( da "Giornale di Brescia" del 16-03-2009)
Argomenti: Province

Abstract: hanno votato a favore dell'abolizione della pena di morte 24 parlamentari, mentre hanno votato contro 18, dunque una maggioranza piuttosto netta. Il provvedimento era già passato anche nell'altra Camera dello Stato, ragion per cui per diventare operativo ha ora bisogno soltanto della firma del governatore.

Nuovi passi per l'abolizione del segreto bancario ( da "ItaliaOggi Sette" del 16-03-2009)
Argomenti: Province

Abstract: Indietro Nuovi passi per l'abolizione del segreto bancario INTERNAZIONALE Di Gabriele Frontoni L'asse franco-tedesco sulla lotta ai paradisi fiscali sembra dare i primi frutti. In attesa di affrontare il problema del segreto fiscale nel corso del vertice dei G20 in agenda a Londra per il 2 aprile, tre icone dei conti cifrati, Svizzera,

Federalismo/ Verso intesa su enti locali, probabile ( da "Virgilio Notizie" del 16-03-2009)
Argomenti: Province

Abstract: integrale copertura del minor gettito dopo l'abolizione dell'Ici sulla prima casa, l'utilizzo del patrimonio immobiliare per sostenere la spesa in conto capitale ed abbattere il debito, e soprattutto un allentamento del patto di stabilità interno, per permettere agli enti locali di sbloccare risorse disponibili in pagamento di opere già realizzate,

Franceschini: contro la crisi allentare il patto di stabilità ( da "Unita, L'" del 17-03-2009)
Argomenti: Province

Abstract: Tutto questo nel mezzo della crisi. Ma non è finita. Ai Comuni è fatto divieto di conteggiare tra le entrate valide ai fini del Patto di stabilità interno le vendite del patrimonio immobiliare. Cui va aggiunta l'eliminazione delle entrate fiscali, con l'abolizione Ici prima casa (non coperta) e il blocco delle aliquote locali.

Â<Marzi, candidato anti ProvinciaÂ> ( da "Tempo, Il" del 17-03-2009)
Argomenti: Province

Abstract: abolizione delle province. Il candidato Udc aspira a diventare presidente di un ente di cui chiede l'abolizione. Questo la dice lunga sulla serietà e l'impegno con cui si appresta ad amministrare la provincia. Siamo certi che nei prossimi giorni ci spiegherà come ripartire le competenze finora attribuire alla Provincia e a chi demandare i compiti e le funzioni amministrative.

ma il neutro è una chimera - stefano bartezzaghi ( da "Repubblica, La" del 17-03-2009)
Argomenti: Province

Abstract: ora in poi i gabinetti maschili da quelli femminili, nei palazzi dell´Unione Europea, questo non si sa. Sì, perché l´annunciata abolizione di mistress e miss (perché indicare lo stato civile, e solo quando ci si riferisce a una donna?) porta con sé anche l´abolizione di mister (altrimenti la discriminazione sarà proprio lì).

L'Italia dove l'anormale è normale ( da "Italia Oggi" del 17-03-2009)
Argomenti: Province

Abstract: abolizione delle province (che renderebbe enormemente di più all'erario). Su questa abolizione quasi tutti i leader politici, a parole, si dicono d'accordo ma, nei fatti, continuano in maniera bipartisan a far nascere nuove province, in base al principio che quando c'è da spendere in burocrazia usando il denaro di tutti i politici di ogni colore sono sempre d'

Camera, va in onda il Federalismo fiscale. La Lega cerca la sponda del Pd ( da "Panorama.it" del 17-03-2009)
Argomenti: Province

Abstract: Netto il leader dell'Udc, [5] Pier Ferdinando Casini, secondo cui si tratta solo "di uno spot elettorale confezionato dalla Lega, in un momento in cui la situazione drammatica economica drammatica chiederebbe l'abolizione delle provincie e invece con questo federalismo c'è il rischio disastro per i conti dello Stato".

Sostegno agli enti locali, passa la mozione del Pd ( da "Varesenews" del 17-03-2009)
Argomenti: Province

Abstract: autonomia finanziaria di Comuni e Province. Garantire servizi ai cittadini è particolarmente necessario in questa fase di acuta crisi economica. Sarà garantita l?integrale copertura dal minor gettito derivante dall?abolizione dell?ICI sulle abitazioni principali. Dovrà essere consentito l?

ENTI LOCALI: LEGAUTONOMIE, FEDERALISMO E LOTTA A CRISI ( da "Virgilio Notizie" del 17-03-2009)
Argomenti: Province

Abstract: delle mozioni volte a ridefinire i meccanismi del Patto di stabilita' per gli enti locali, a garantire l'integrale copertura del minor gettito derivante dall'abolizione dell'Ici sulle abitazioni principali, a consentire l'utilizzo degli avanzi di amministrazione, i proventi delle alienazioni immobiliari e di quelle societarie per la spesa in conto capitale e quindi per favorire gli

Restituzione dell'Ici Carra soddisfatto: Un aiuto ai Comuni ( da "Gazzetta di Mantova, La" del 18-03-2009)
Argomenti: Province

Abstract: Province. Garantendo il mancato gettito derivante dall'abolizione dell'Ici sulla prima casa, ma anche rendendo meno stringenti i vincoli del patto di stabilità. In particolare consentendo alle amministrazioni locali di potere fare investimenti utilizzando i proventi delle vendite d'immobili o utilizzando gli avanzi d'amministrazione per lavori di medio importo da realizzarsi quest'

Il governo ha capito che avevamo ragione, ed è arrivato il sì della maggioranza»... ( da "Unita, L'" del 18-03-2009)
Argomenti: Province

Abstract: abolizione dell'ici sulle abitazioni principali», una delle richieste più pressanti dei sindaci. Inoltre si chiede di avviare iniziative per superare l'interpretazione restrittiva del governo sul patto di stabilità interno. Secondo l'interpretazione della Ragioneria dello Stato, infatti, alle amministrazioni veniva negata la facoltà di spendere risorse derivanti da cessioni di quote

La mozione Franceschini trova i voti alla Camera ( da "Unita, L'" del 18-03-2009)
Argomenti: Province

Abstract: abolizione dell'ici sulle abitazioni principali», una delle richieste più pressanti dei sindaci. Inoltre si chiede di avviare iniziative per superare l'interpretazione restrittiva del governo sul patto di stabilità interno. Secondo l'interpretazione della Ragioneria dello Stato, infatti, alle amministrazioni veniva negata la facoltà di spendere risorse derivanti da cessioni di quote

<Così finalmente sbloccati milioni di euro> ( da "Eco di Bergamo, L'" del 18-03-2009)
Argomenti: Province

Abstract: abolizione dell'Ici e delle autonomie impositive, dall'altra impegna il governo ad adottare provvedimenti perché i Comuni possano spendere subito i soldi che hanno in cassa. In un momento di crisi come questo, quindi, si rimettono in moto meccanismi economici virtuosi, permettendo ai Comuni di investire e saldare i pagamenti in sospeso»

C'È UNA DECISA contrarietà della classe medica alla cancellazione ... ( da "Resto del Carlino, Il (Cesena)" del 18-03-2009)
Argomenti: Province

Abstract: in rappresentanza dell'Ordine dei medici della provincia, il dottor Arturo Alberti presidente Avsi, Gino Della Vittoria vice direttore della Caritas di Cesena, e l'avvocato Francesco Bonatesta consulente del Centro Stranieri del Comune di Cesena. «DATI UFFICIALI su quanti medici ritengano giusto mantenere il divieto di segnalazione non ce ne sono ha detto il dottor Mauro Palazzi,

La lotta dimenticata per abolire le Province ( da "Corriere della Sera" del 18-03-2009)
Argomenti: Province

Abstract: Abolizione delle province. Nato nel Veneto per iniziativa di Michele Bortoluzzi, il movimento può contare sul sostegno dichiarato di Massimo Carraro (candidato dall'Unione contro Giancarlo Galan alle ultime regionali), dell'imprenditrice Marina Salamon, del deputato democratico ed ex presidente di Federmeccanica Massimo Calearo,

Convenzionati esterniemendamento Udcsalva le professionalità ( da "Sicilia, La" del 18-03-2009)
Argomenti: Province

Abstract: abolizione dell'Ici sulle abitazioni principali». Da parte dei ministeri dell'Economia e dell'Interno, spiega il sottosegretario all'Economia, Vegas, ci sarà «la massima sorveglianza» su quegli enti locali che sforeranno il patto di stabilità interno, mentre il governo sta lavorando alla presentazione di un emendamento che permetterà agli enti virtuosi di aumentare la propria capacità

Roma NOSTRA REDAZIONE Aria d'intesa tra maggioranza e Pd sul federalismo fiscale: i dem... ( da "Gazzettino, Il" del 18-03-2009)
Argomenti: Province

Abstract: assumendo nei tempi utili alla predisposizione dei bilanci di previsione per il 2010 iniziative normative urgenti di riordino della finanza locale volte a garantire l'autonomia finanziaria degli enti locali nel quadro della concreta attuazione del federalismo fiscale, a garantire l'integrale copertura del minor gettito derivante dall'abolizione dell'Ici sulle abitazioni principali».

ROMA. UN APPLAUSO QUASI CORALE COME NON SI RICORDAVA DA TEMPO. È ACCADUTO IERI A MONTECITORIO, ... ( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 18-03-2009) + 1 altra fonte
Argomenti: Province

Abstract: situazione finanziaria in cui versano Province e Comuni», questi ultimi penalizzati dai mancati introiti derivanti dall'abolizione dell'Ici. I sindaci sono soddisfatti per la boccata d'ossigeno ma insistono perché si passi dalle parole ai fatti. Il Pdl, con Fabrizio Cicchitto, ci tiene tuttavia a precisare che il sì del centrodestra non significa che «noi abbiamo accettato la linea dell'

governo messo alle strette grazie alla mozione del pd ( da "Tirreno, Il" del 19-03-2009)
Argomenti: Province

Abstract: abolizione dell'Ici sulle abitazioni principali; ad adottare iniziative per consentire l'utilizzo degli avanzi di amministrazione per la spesa in conto capitale, in particolare per lavori di medio importo realizzabili entro il 2009; ad adottare iniziative per escludere dai saldi utili del patto di stabilità interno i pagamenti a residui concernenti spese per investimenti effettuati

Luci ed ombre sulla nuova provincia. Carassai, Montefiore dell'Aso, Montemonaco, Penna San Giovanni ... ( da "Messaggero, Il (Marche)" del 19-03-2009)
Argomenti: Province

Abstract: di Fermo ha presentato in Consiglio comunale una mozione sulle richieste di abolizione delle province. Nel suo documento Mandolesi invita il Consiglio comunale fermano ad esprimersi contrariamente all'abolizione delle province e a deliberare che esso «nell'ambito della riforma del federalismo fiscale è favorevole ad un'azione politica dove il ruolo delle province vada rivisitato».

Destra finita, non entro in un partito di plastica ( da "Sole 24 Ore, Il" del 19-03-2009)
Argomenti: Province

Abstract: Perché non si è fatta promotrice delle stesse istanze dentro An? L'ho fatto, eccome. Ma sono stati sordi. Hanno lasciato che la Lega stravincesse, che imponesse il suo federalismo di cui il Sud pagherà il prezzo. Non sono neppure riusciti a far passare l'abolizione delle province difese da Bossi e Maroni, nonostante la popolarità della campagna sui costi della politica.

BALCANI, COMMISSIONE UE PER ABOLIZIONE VISTI ( da "marketpress.info" del 19-03-2009)
Argomenti: Province

Abstract: COMMISSIONE UE PER ABOLIZIONE VISTI Trieste, 19 marzo 2009 - La Commissione europea è determinata a completare il processo di eliminazione delle restrizioni al regime dei visti con i Paesi dei Balcani Occidentali entro la fine dell´anno: lo ha recentemente ribadito il commissario europeo per l´Allargamento, Olli Rehn, informa "Seeurope".

Pena morte/ Abolita in New Mexico, passo avanti in Usa ( da "Virgilio Notizie" del 19-03-2009)
Argomenti: Province

Abstract: (Ap-Apcom) - Il Consiglio d'Europa ha accolto come una "vittoria della civiltà" l'abolizione della pena di morte in New Mexico firmata ieri dal governatore dello Stato americano, il democratico Bill Richardson. La decisione di Richardson sarà l'avanguardia di una nuova politica da parte del presidente, Barack Obama?

Pena morte/ New Mexico, Amnesty saluta abolizione ( da "Virgilio Notizie" del 19-03-2009)
Argomenti: Province

Abstract: che non ha mai dimostrato di avere un potere deterrente nei confronti della criminalita'. Il New Mexico e' il secondo stato degli Usa ad aver abolito la pena di morte negli ultimi due anni. Nel dicembre 2007 la medesima decisione era stata presa dal governatore del New Jersey. Proposte di legge abolizioniste sono in discussione anche in Nebraska, New Hampshire, Colorado e Montana.

i sindaci chiedono più risorse ( da "Tirreno, Il" del 20-03-2009)
Argomenti: Province

Abstract: Vere misure anticrisi in una situazione di emergenza». Romagnoli e i suoi colleghi sindaci, sottolineano che la mozione approvata chiede di «garantire l'integrale copertura del minor gettito derivante dall'abolizione dell'Ici sulle abitazioni principali"».

Il candidato a presidente dalla Provincia per l'Udc Domenico Marzi non avrà a disp... ( da "Messaggero, Il (Frosinone)" del 20-03-2009)
Argomenti: Province

Abstract: gruppi che mi appaiono solo delle stelle cadenti. A Iannarilli, infatti, chiederò perché non porti avanti come me il programma di Berlusconi sull'abolizione delle province. Non saprà cosa rispondere e penso che molti elettori del centrodestra mi daranno ragione». Cosa dirà, invece, al centrosinistra?

UN PARCHEGGIO in via Taro e un centro sociale a Chiesanuova. Sono due progetti in... ( da "Nazione, La (Prato)" del 20-03-2009)
Argomenti: Province

Abstract: battere i pugni sul tavolo per chiedere di attuare il provvedimento rapidamente e soprattutto di dare agli enti locali quanto dovuto dopo l'abolizione dell'Ici. Secondo le prime stime, se davvero il patto fosse allentato, non ci sarebbero più vincoli ai pagamenti delle imprese che lavorano per il Comune e quindi si potrebberoi sbloccare dei soldi molto utili per le piccole aziende.

Statuto della Campania, la svolta ( da "Denaro, Il" del 20-03-2009)
Argomenti: Province

Abstract: delle mozioni volte a ridefinire i meccanismi del Patto di stabilità per gli Enti Locali, a garantire l'integrale copertura del minor gettito derivante dall'abolizione dell'Ici sulle abitazioni principali, a consentire l'utilizzo degli avanzi di amministrazione, i proventi delle alienazioni immobiliari e di quelle societarie per la spesa in conto capitale e quindi per favorire gli

CRISI ECONOMICA: DE BENEDETTI, ABOLIZIONE ICI E' STATA UNA STUPIDAGGINE ( da "ITnews.it" del 20-03-2009)
Argomenti: Province

Abstract: L'abolizione dell'Ici, ad esempio, e' stata una stupidaggine''. Cosi' Carlo De Benedetti, presidente del gruppo editoriale L'Espresso, ha risposto ai giornalisti, a margine di Manifutura Festival di Pisa, che gli chiedevano un commento sulle azioni del governo italiano per contrastare la crisi economica.

Casini a Bergamo: il bipartitismo è morto ( da "Eco di Bergamo, L'" del 21-03-2009)
Argomenti: Province

Abstract: Prima andava fatto il Codice delle autonomie, definendo i compiti e le risorse degli enti; poi si danno i soldi. È stata anche un'occasione persa per l'abolizione di enti inutili, come le Province». Anche quella di Bergamo? «Disboscare gli enti inutili sarebbe stato un bel segnale in tempo di crisi.

<Elezioni, soli al primo turno> ( da "Eco di Bergamo, L'" del 21-03-2009)
Argomenti: Province

Abstract: Ferdinando Casini si siede al tavolo con il deputato della Rosa per l'Italia Savino Pezzotta e il presidente della Provincia Valerio Bettoni. Le prime schermaglie sono proprio con quest'ultimo sul ruolo delle Province. Bettoni le difende («senza non c'è federalismo», e regala un giornalino di via Tasso), Casini è per l'abolizione tout court, «a volte bisogna fare scelte impopolari».

<A Pesaro e in Provincia la sinistra è sotto la soglia del 50%> ( da "Resto del Carlino, Il (Pesaro)" del 21-03-2009)
Argomenti: Province

Abstract: A livello programmatico si punta «ad una comunità montana unica ed all'abolizione dell'Ato». Non solo: «Revisione completa delle società dei servizi pubblici». E ancora: «Assessore delegato alle aree interne e massima trasparenza nelle assunzioni in Provincia». La campagna elettorale sarà aperta da Maurizio Lupi e chiusa dal ministro Altiero Matteoli.

Prestati a Sgarbi 40 pezzi'del S.Lazzaro ( da "Resto del Carlino, Il (R. Emilia)" del 21-03-2009)
Argomenti: Province

Abstract: entrata in vigore della discussa legge 180 di abolizione dei manicomi, le mura degli Istituti neuropsichiatrici San Lazzaro, struttura di interesse scientifico mondiale, furono abbattute da un'ondata di furore democratico, ma prezioso materiale si è salvato: le migliaia di pubblicazioni della biblioteca scientifica "Livi",

Casini: Più tasse con questo federalismo ( da "Gazzettino, Il" del 21-03-2009)
Argomenti: Province

Abstract: Casini: «Più tasse con questo federalismo» «Una riforma vera deve passare attraverso la creazione di un Senato delle Regioni e l'abolizione delle province» Sabato 21 Marzo 2009,

An/ La Russa: Tra Pdl e Lega ci sara' competizione -2- ( da "Virgilio Notizie" del 21-03-2009)
Argomenti: Province

Abstract: Apcom) - La Russa ha ricordato che la Lega è contraria all'abolizione delle Province, che resta però una battaglia di Alleanza nazionale. "Noi - ha sottolineato - riteniamo che non subito, ma nel percorso dei cinque anni le Province debbano essere sciolte". Idem per quanto riguarda la battaglia del Carroccio per Malpensa.

IL MONDO ALLE 15 ( da "Wall Street Italia" del 21-03-2009)
Argomenti: Province

Abstract: abolizione delle Province, che resta però una battaglia di Alleanza nazionale. "Noi - ha sottolineato - riteniamo che non subito, ma nel percorso dei cinque anni le Province debbano essere sciolte". "Non c'è bisogno di contrapporsi con la Lega ma al contrario - ha osservato il reggente di An - bisogna competere nelle proposte,

AN/ LA RUSSA: TRA PDL E LEGA CI SARA' COMPETIZIONE -2- ( da "Wall Street Italia" del 21-03-2009)
Argomenti: Province

Abstract: Apcom) - La Russa ha ricordato che la Lega è contraria all'abolizione delle Province, che resta però una battaglia di Alleanza nazionale. "Noi - ha sottolineato - riteniamo che non subito, ma nel percorso dei cinque anni le Province debbano essere sciolte". Idem per quanto riguarda la battaglia del Carroccio per Malpensa.

Dall'Msi al Pdl, è l'ultimo congresso La Russa: "Competizione Pdl-Lega" ( da "Quotidiano.net" del 21-03-2009)
Argomenti: Province

Abstract: abolizione delle Province, che resta però una battaglia di Alleanza nazionale. “Noi - ha sottolineato - riteniamo che non subito, ma nel percorso dei cinque anni le Province debbano essere sciolte”. ”Non c?è bisogno di contrapporsi con la Lega ma al contrario - ha osservato il reggente di An - bisogna competere nelle proposte,

An/ La Russa dichiara aperta la competizione tra Pdl e Lega ( da "Virgilio Notizie" del 21-03-2009)
Argomenti: Province

Abstract: abolizione delle Province, i militari in città, la battaglia per Malpensa-Linate. Il reggente di An si limita a un elenco minimo di casi ormai archiviati. Non accenna alla recente polemica sul ddl sicurezza e a quella norma sui 'medici-spia' contro cui si è schierato prima Gianfranco Fini e poi anche il presidente del Consiglio,

AN/ LA RUSSA DICHIARA APERTA LA COMPETIZIONE TRA PDL E LEGA ( da "Wall Street Italia" del 21-03-2009)
Argomenti: Province

Abstract: abolizione delle Province, i militari in città, la battaglia per Malpensa-Linate. Il reggente di An si limita a un elenco minimo di casi ormai archiviati. Non accenna alla recente polemica sul ddl sicurezza e a quella norma sui 'medici-spia' contro cui si è schierato prima Gianfranco Fini e poi anche il presidente del Consiglio,

la lotta contro l'aids ( da "Mattino di Padova, Il" del 22-03-2009)
Argomenti: Province

Abstract: cittadino dell'abolizione dell'Ici in quanto questa è la causa principale di una maggiore solerzia da parte della polizia urbana, la quale, a mio parere, deve ubbidire a precise imposizioni dell'amministrazione comunale. Quindi vorrei dire ai residenti di Teolo di stare molto attenti con le auto perché anche Teolo si è aggiunto agli ormai numerosi Comuni che cercano di far fronte all'

Spett.le Redazione, la finanziaria 2008 decise l'abolizione delle circoscrizioni nelle città so... ( da "Messaggero, Il (Civitavecchia)" del 22-03-2009)
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Abstract: le Redazione, la finanziaria 2008 decise l'abolizione delle circoscrizioni nelle città sotto i 250 mila abitanti consentendone la sopravvivenza facoltativa in quelle con più di 100 mila abitanti. Dato che Civitavecchia ha poco più di 50.000 abitanti, abbiamo la fortuna di poter assistere alla loro eliminazione.

di CRISTINA DEGLIESPOSTI È SBARCATA ieri a Imola la campagna elettorale d... ( da "Resto del Carlino, Il (Imola)" del 22-03-2009)
Argomenti: Province

Abstract: ridurre le competenze della Provincia a quelle previste dalla legge per ridurre gli sprechi di risorse. «L'Udc è firmataria di una proposta di legge per l'abolizione delle Province che è ferma da un anno in Parlamento spiega . Ci candidiamo consapevoli che non possiamo chiuderla, ma per sfoltirla, perché si organizza meglio quando non si fa il superfluo»

Podestà: Provincia in difesa della famiglia ( da "Giorno, Il (Milano)" del 22-03-2009)
Argomenti: Province

Abstract: Non sono affatto convinto che dall'abolizione delle Province scaturirebbero vantaggi per i cittadini. Un esempio della loro utilità? La competenza sulla manutenzione delle strade e delle scuole. Se non la dovessero più esercitare le Province finirebbe frammentata tra Regioni e Comuni probabilmente con un aggravio dei costi vivi.

La De Albertis vuole vincere per cancellare la Provincia ( da "Giornale.it, Il" del 22-03-2009)
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Abstract: Per una politica dell'ordine che elimini gli sprechi». Parole d'ordine che NordDestra vuol far risuonare nell'aula consiliare della Provincia di Milano, anche se il duo De Albertis & Bernardelli ammette di volere «l'abolizione della Provincia». Per farlo serve il voto anche «dei leghisti che accortisi delle contraddizioni del Carroccio».

Costa Volpino, 700 abitanti in più in 10 anni ( da "Eco di Bergamo, L'" del 22-03-2009)
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Abstract: abolizione del pagamento degli oneri di concessione, investimenti pubblici mirati al ripristino dell'arredo urbano e alla collocazione di servizi pubblici, l'erogazione di contributi per sistemare gli immobili». Il Pgt inoltre introduce anche incentivi per l'edilizia sostenibile e la bioarchitettura: suggerisce infatti di ridurre gli oneri di urbanizzazione per le nuove costruzioni,

Province bocciate <Così non servono> Schneck: no comment ( da "Giornale di Vicenza.it, Il" del 22-03-2009)
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Abstract: settimane fa una seduta monotematica del consiglio provinciale e non perde occasione per parlare dell'argomento. Il tema è quello dell'abolizione delle Province, respinto a spada tratta da Schneck che pure sta tagliando a man bassa tutto quello che può in Provincia e che secondo lui non è necessario. A partire dalla riflessione avviata sul ripensamento delle aziende partecipate.

CIRO SACCARDI CASTELLAMMARE. AL VIA LA FUSIONE TRA LE DUE PRINCIPALI AZIENDE SANITARIE DELLA PROV... ( da "Mattino, Il (Circondario Sud2)" del 22-03-2009) + 1 altra fonte
Argomenti: Province

Abstract: con un direttore generale a capo dell'intera azienda. Una maxi riforma che porterà le casse dell'ente di palazzo Santa Lucia a risparmiare oltre 40 milioni di euro all'anno, attraverso la riduzione di incarichi, con l'abolizione di almeno 50 ruoli dirigenziali in funzionale apicale e il taglio di numerose strutture.

Un programma in venti punti per la legislatura ( da "Giornale.it, Il" del 22-03-2009)
Argomenti: Province

Abstract: Riforma presidenziale con elezione diretta del capo dello Stato o del presidente del consiglio; riforma dei regolamenti parlamentari: abolizione delle province. FAMIGLIA - Quoziente familiare; incremento delle detrazioni di imposta per le famiglie numerose monoreddito, riduzione dell'Iva sui prodotti destinati alla prima infanzia.

Per i capitali un rientro di scopo ( da "Sole 24 Ore, Il" del 23-03-2009)
Argomenti: Province

Abstract: devo registrare che temi fondamentali restano al margine dell'azione di governo. Abbiamo detto dell'abolizione delle province, ma lo stesso vale per la liberalizzazione dei servizi pubblici locali. Nella scorsa legislatura c'era un Ddl ottimo della Lanzillotta: ebbene, oggi è stato accantonato a favore di un progetto peggiore di quello Lanzillotta emendato da Rifondazione comunista.

An, un addio senza rimpianti ( da "Sole 24 Ore, Il" del 23-03-2009)
Argomenti: Province

Abstract: abolizione delle province contro cui si è schierato il Carroccio. è un segnale che trova parecchi sostenitori anche dentro Fi, soprattutto al Nord viste le richieste di Bossi sulle candidature per le prossime amministrative. E che Italo Bocchino (vicecapogruppo alla Camera) rafforza: «Dovremo aiutare Berlusconi a essere meno accondiscendente verso la Lega,

Il primo affondo colpisce gli... ( da "Giornale.it, Il" del 23-03-2009)
Argomenti: Province

Abstract: abolizione delle Province. «è nel programma di governo», spiega candido Brigulglio. E aprire quel capitolo - oltre all?obiettivo di lungo periodo di razionalizzare la spesa pubblica - avrebbe un valore politico indiscusso e certificherebbe che anche la Lega qualcosa agli alleati lo deve concedere.

Trastevere, Ztl della discordia ( da "Tempo, Il" del 24-03-2009)
Argomenti: Province

Abstract: 30 fino alle 10 del mattino Trastevere, Ztl della discordia I negozianti scrivono al Comune: «Divieto sbagliato, affari a picco» Damiana Verucci Sono già state raccolte 100 firme per chiedere l'abolizione della Ztl diurna di Trastevere nei giorni lavorativi. L'attuale chiusura dei varchi dalle 6.

mencarelli in giunta con lapenna per il benessere di terza generazione ( da "Tirreno, Il" del 24-03-2009)
Argomenti: Province

Abstract: l'abolizione della Montecatini Parcheggi per le funzioni che oggi svolge, diverse e fuorvianti dal progetto originario. Abolizione che come Riformisti - Amo Montecatini perseguiremo con tenacia dall'interno della probabile futura maggioranza. Abbiamo ritenuto valido il progetto di riunire le forze riformiste,

arrivano solo diciannove milioni il comune dimezza i fondi anticrisi - giuseppina piano ( da "Repubblica, La" del 24-03-2009)
Argomenti: Province

Abstract: abolizione dell´Ici dimezza i fondi anticrisi di Palazzo Marino. Con la bufera mondiale galoppante da mesi, con la cassa integrazione esplosa tra città e provincia (più 1300 per cento quella in deroga per le piccolissime imprese, ha contabilizzato la Cgil nei giorni scorsi), il governo per ora ha stanziato solo la metà dei 38 milioni di euro che deve al Comune come saldo per l´

Pena morte/ Paesi abolizionisti, mantenitori ed esecuzioni ( da "Virgilio Notizie" del 24-03-2009)
Argomenti: Province

Abstract: - Più della metà dei paesi ha abolito la pena di morte di diritto o de facto. Secondo gli ultimi dati di Amnesty International, aggiornati al mese di marzo 2009: - 92 paesi hanno abolito la pena di morte per ogni reato. - 10 paesi l'hanno abolita salvo che per reati eccezionali, quali quelli commessi in tempo di guerra.

PENA MORTE/ PAESI ABOLIZIONISTI, MANTENITORI ED ESECUZIONI-SCHEDA ( da "Wall Street Italia" del 24-03-2009)
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Abstract: Paesi abolizionisti, mantenitori ed esecuzioni-scheda di Apcom Più della metà dei paesi ha abolito la pena di diritto o de facto -->Roma, 24 mar. (Apcom) - Più della metà dei paesi ha abolito la pena di morte di diritto o de facto. Secondo gli ultimi dati di Amnesty International, aggiornati al mese di marzo 2009: - 92 paesi hanno abolito la pena di morte per ogni reato.

DIRITTI. In Europa la pena di morte resiste solo in Bielorussia. Rapporto Amnesty International ( da "HelpConsumatori" del 24-03-2009)
Argomenti: Province

Abstract: abolizione della pena di morte nel mondo. A dicembre, l'Assemblea generale delle Nazioni Unite ha adottato, a larga maggioranza, una seconda risoluzione che chiede una moratoria in vista dell'abolizione della pena di morte e la Commissione africana dei diritti umani e dei popoli ha richiamato gli Stati africani che mantengono la pena di morte ad osservare una moratoria sulle esecuzioni

I consiglieri Massimo Pierpaoli e Massimo Masotti hanno aderito al gruppo Misto ( da "Sestopotere.com" del 24-03-2009)
Argomenti: Province

Abstract: Ordine del giorno - Abolizione dell?ICI sulla prima casa Con i voti a favore dei gruppi FI, AN, Io amo Ferrara (contrari PD, Prc, Verdi, PS) il Consiglio ha respinto l?ordine del giorno presentato dai gruppi FI e AN, in merito alla “Abolizione dell?ICI sulla prima casa”


Articoli

parole superficiali e demagogiche (sezione: Province)

( da "Tirreno, Il" del 01-03-2009)

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Pagina 8 - Montecatini «Parole superficiali e demagogiche» Federica Fratoni attacca il candidato del centrodestra PISTOIA. «Trovo singolare che chi si candida a un ente importante come la Provincia al tempo stesso la definisca inutile, nella speranza di una sua rapida abolizione». Federica Fratoni, candidata del centrosinistra per la Provincia, non ha perso tempo nel replicare alle prime dichiarazioni del suo avversario, l'attuale sindaco di Montecatini Ettore Severi. «Si tratta - scrive Fratoni - di un approccio incoerente, superficiale e demagogico. Evidentemente Severi ha tutte le intenzioni di esportare il modello della sua amministrazione al Comune di Montecatini direttamente in Provincia; parla di turismo, traccia ricette per la promozione, quando, in qualità di sindaco, ha governato per 10 anni il Comune con la più accentuata vocazione turistica del nostro territorio e che ha visto tristemente consumarsi la drammatica parabola discendente del proprio sistema termale». Fratoni invita anche Severi a non curarsi del livello di salute del Pd e della coalizione del centrosinistra. «La mia candidatura è emersa da una grande partecipazione democratica, la sua è stata decisa lontano da qui, nel segreto di una stanza e secondo vecchie logiche di spartizione territoriale. Ne è ulteriore prova l'avvicendamento paradossale nella candidatura a sindaco di Montecatini, avvenuta nell'arco di una mezza giornata e all'insaputa dei dirigenti locali».

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Casini: <Un imolese in lista per le europee> (sezione: Province)

( da "Resto del Carlino, Il (Imola)" del 01-03-2009)

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IMOLA pag. 2 Casini: «Un imolese in lista per le europee» L'idea del leader dell'Udc, ieri in città «CANDIDEREMO un imolese alle elezioni europee per l'Udc». Pier Ferdinando Casini tira fuori il coniglio dal cilindro alla fine della sua mattinata imolese all'hotel Molino Rosso. Davanti a lui almeno una cinquantina di persone arrivate per ascoltare l'ex presidente della Camera e il candidato alla Provincia (e parlamentare)Gian Luca Galletti. Chi sono i papabili alla lista per Strasburgo? Alla sinistra di Casini sedeva il baby-consigliere comunale dell'Unione di centrodestra Andrea Zucchini. Dall'altra parte del tavolo c'era il neo segretario circondariale Giovanni Dalle Fabbriche. Facile pensare a questi due nomi. Ma Casini non va oltre: «Il candidato porterà in campagna elettorale i temi imolesi. Ho dato disposizioni al coordinamento di individuare un nome». L'ultima parola insomma spetterà alla segretaria provinciale Maria Cristina Marri. MA AL CENTRO della mattinata c'è stata soprattutto la Provincia: «Imola ha bisogno di una Provincia amica ha detto Casiniall'ingresso in sala , perché è un territorio vicino a Bologna ma con sue specificità. Merita un'attenzione particolare, soprattutto per quanto riguarda il mondo delle piccole e medie imprese». L'Udc però è per l'abolizione delle Province. E il candidato Gian Luca Galletti chiarisce il concetto: «Se sarò eletto voglio essere il commissario liquidatore di palazzo Malvezzi». In attesa di chiudere l'ente, Galletti propone però una Provincia leggera': «Voglio ridurre a tre gli assessori, per ridurre le spese». Va da sé che Galletti è anche contrario alla città metropolitana: «Un'assurdità: Imola non ha nulla in comune con Zola Predosa o Porretta. Se passasse il concetto della città metropolitana, superata, Imola sarebbe considerata parte di Bologna. Diventerebbe unica città un territorio con esigenze assai diverse al suo interno». Il candidato dice un secco no anche al Circondario: «Noi possiamo dirlo: siamo contrari da sempre afferma Galletti . Quando fu votato lo statuto delle Regioni che conteneva il Circondario, la nostra consigliera Marri fu l'unica a votare contro perché temeva che sarebbe diventato un altro livello di governo e fonte di spese inutili». CASINI poi risponde a una domanda sulle amministrative in arrivo e chiarisce un concetto: l'Udc non farà alleanze con il centrosinistra in Emilia Romagna. «Ogni caso va preso a sé dice il leader centrista , ma questa è una regione che pulsa per un cambiamento. Dove ci sono le condizioni ci alleeremo con il centrodestra, altrimenti andremo da soli». Punti di contatto col Pd però ce ne sono. Casini parla di un tema caldo': le ronde. E curiosamente il suo punto di vista è identico a quello del sindaco Daniele Manca: «E' come l'invio dei militari nelle città: una mossa demagogica e pericolosa. Sono convinto che finirà in tragedia prima o poi, con un rondista aggredito, per esempio. Noi chiediamo invece più soldi per le forze dell'ordine». Patrick Colgan

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scuola in rivolta, arriva la gelmini (sezione: Province)

( da "Mattino di Padova, Il" del 02-03-2009)

Argomenti: Province

Oggi ad Abano il ministro incontra i Comuni che protestano per l'abolizione del tempo lungo alle elementari Scuola in rivolta, arriva la Gelmini I sindaci padovani in difesa di 12 mila bambini penalizzati PADOVA. Il ministro Mariastella Gelmini (nella foto) alle prese con la rivolta contro l'abolizione del tempo lungo (30 ore di lezione più 5 di mensa) nelle elementari, che vede in prima fila una settantina di sindaci della provincia di Padova, indistintamente di centrosinistra e di centrodestra. Oggi, ad Abano, dov'è attesa per un convegno, il ministro incontra una delegazione di amministratori. In tutta la provincia sono 12 mila i bambini penalizzati. BACCARIN ALLE PAGINE 10 E 11

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PENA MORTE: STASERA COLOSSEO ILLUMINATO PER ABOLIZIONE IN (sezione: Province)

( da "Virgilio Notizie" del 02-03-2009)

Argomenti: Province

(ASCA) - Roma, 2 mar - Su iniziativa della Comunita' di Sant'Egidio e del Comune di Roma, stasera, il Colosseo verra' illuminato per il voto del Senato del Montana (Usa) favorevole all'abolizione della pena di morte. La Comunita' di Sant'Egidio, assieme al Comune di Roma, come e' noto, e' fortemente impegnata da anni nella battaglia per l'abolizione della pena capitale nel mondo e il 2 novembre 2007 Mario Marazziti ha consegnato, insieme a una delegazione della World Coalition Against Death Penalty (WCADP), piu' di 5 milioni di firme raccolte in 153 paesi del mondo dalla stessa Comunita' e da altre organizzazioni della WCADP, all'allora Presidente dell'Assemblea Generale dell'ONU, Srgian Kerim. Attualmente aderiscono al movimento mondiale delle Citta' per la vita - Citta' contro la pena di morte oltre 900 citta'. Il Colosseo e' il simbolo della Campagna mondiale. Attualmente una dozzina di stati americani sta esaminando progetti di legge abolizionisti. Stiamo forse assistendo ad una svolta epocale che potrebbe seriamente condurre ad una riconsiderazione dell'uso della pena capitale negli Stati Uniti. Lunedi' 16 febbraio il Senato del Montana ha votato, con 27 voti a favore e 23 contro, l'abolizione della pena di morte e la commutazione della pena in carcere a vita. La legge abrogativa della pena capitale passa ora al vaglio della Camera dei Rappresentanti. Se verra' approvata anche al secondo braccio del Congresso, come e' probabile, il Governatore Brian Schweitzer la dovra' successivamente firmare e ratificare, per la sua entrata in vigore. Se non ci saranno sorprese, il Montana, dove dal 1976 si sono contate tre esecuzioni e nel cui braccio della morte si trovano attualmente due persone, si appresta a diventare il terzo stato USA ad abolire la pena capitale, dopo lo stato di New York che lo ha fatto nel 2004 e il New Jersey, nel 2007, dopo oltre 40 anni. Per questo, a Roma, stasera il Colosseo si illuminera' di una luce speciale, e fara' lo stesso anche quando il Governatore Schweitzer ratifichera' la storica decisione, per sottolinearne l'importanza e per dire quanto rilevanti siano i legami di amicizia e collaborazione nel far crescere il livello del rispetto per i diritti umani.

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Niente ronde per i cappelli alpini, lo decide l'assemblea delle penne nere (sezione: Province)

( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 02-03-2009)

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Niente ronde per i cappelli alpini, lo decide l'assemblea delle penne nere Lunedì 2 Marzo 2009, VOLPAGO - Ronde, nessun alpino vi potrà partecipare con segni distintivi di appartenenza all'associazione. Il provvedimento del Governo che ha previsto, all'interno del decreto sicurezza, l'istituzione delle ronde, non è passato inosservato nel corso dell'Assemblea ordinaria dei delegati sezionali della sezione Ana di Treviso, che si è tenuta ieri mattina a Volpago del Montello. In un'affollata sala Foresti-Minghetti la relazione morale del presidente Luigi Casagrande ha affrontato anche la questione del nuovo organo volontario previsto dal pacchetto sicurezza, sottolineando che l'adesione di ogni singolo alpino, pur se libera, dovrà avvenire a titolo personale ed evitando di indossare simboli quali il cappello, stemmi o altro. Alla presenza dei rappresentanti di quasi tutti i 90 gruppi presenti in provincia è stato poi fatto il punto sui numeri: gli iscritti sfiorano quasi i 9.500, in lieve, logico calo rispetto all'anno precedente vista l'abolizione della leva. Con i quasi 1.800 amici degli alpini il totale è ora superiore alle undicimila unità. La relazione del presidente Casagrande ha di seguito ripercorso i fatti salienti dell'anno appena trascorso, dall'adunata nazionale di Bassano alle principali attività a sfondo sociale, quali la partecipazione al Banco Alimentare, alla pubblicazione del libro verde della solidarietà alpina. Per quanto riguarda programmi ed iniziative del 2009, è stato fatto il punto sulla prossima adunata nazionale, che si terrà a maggio a Latina. Il Consigliere nazionale Nino Geronazzo ha a sua volta sottolineato altre importanti iniziative in programma per il 2009, prima fra tutte quella legata ai festeggiamenti per il novantesimo anniversario dell'istituzione della Associazione nazionale Alpini, nata nel 1919. A questo proposito il prossimo 7 luglio ci sarà una speciale cerimonia sull'Ortigara. Giulio Mondin

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CRISI, LA LEGA ATTACCA: "STOP AGLI IMMIGRATI" SUSSIDI: DOMANI VERTICE (sezione: Province)

( da "Wall Street Italia" del 03-03-2009)

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Crisi, la Lega attacca: "Stop agli immigrati" Sussidi: domani vertice --> Domani a Palazzo Chigi le parti sociali per studiare un piano di ammortizzatori sociali. Il Pd presenta la "proposta Franceschini" in Senato. L'Idv: "Fondi dall'abolizione delle province". Ma il Pdl: "E' un bluff". Il Carroccio: "Posti di lavoro ai disoccupati italiani fermando l'ingresso di nuovi stranieri"

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CRISI: DI PIETRO, ASSEGNO AI DISOCCUPATI ABOLENDO PROVINCE (sezione: Province)

( da "Virgilio Notizie" del 03-03-2009)

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(ASCA) - Roma, 3 mar - Si' all'assegno per coloro che perdono il posto di lavoro, anche ai precari, e finanziarlo con l'abolizione delle province e di tutti gli sprechi. E' questa la proposta di Antonio Di Pietro, leader dell'Italia dei Valori per affrontare la crisi economica-finanziaria. ''L'Idv - sottolinea Di Pietro a Montecitorio - mette al primo posto la necessita' di trovare le risorse necessarie per assicurare a tutti coloro che non lavorano, precari compresi, un assegno di disoccupazione''. Per sostenere la spesa il leader di Idv propone di ''abolire le province (dall'operazione si possono ricavare dai 6 agli 8 miliardi di euro) e, con esse, la miriade di societa' per azioni che negli Enti locali si sono sviluppate in questi anni con la moltiplicazione dei posti. Poi si deve recuperare l'evasione del condono del 2003 per una cifra di circa 6 miliardi di euro. Infine, una serie di seri interventi di 'buoncostume' a cominciare dalla vergogna dei parlamentari che votano per due o tre colleghi per rubare la diaria di 250 euro e seguire con l'abolizione di sprechi come quelli della buvette del Senato dove si pranza per 1,50 euro''.

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Disoccupati, il Pd insiste: "Il sussidio sia per tutti" Lega: "Stop a immigrati" (sezione: Province)

( da "Giornale.it, Il" del 03-03-2009)

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n. 53 del 2009-03-03 pagina 0 Disoccupati, il Pd insiste: "Il sussidio sia per tutti" Lega: "Stop a immigrati" di Redazione Domani a Palazzo Chigi le parti sociali per studiare un piano di ammortizzatori sociali. Il Pd presenta la "proposta Franceschini" in Senato. L'Idv: "Fondi dall'abolizione delle province". Ma il Pdl: "E' un bluff" Roma - Proposte opposte. Risposte diverse. La politica di fronte alla crisi economica si spacca e si attorciglia. Franceschini chiede il "salario garantito" ai disoccupati, Letta e Casini sono d'accordo, ma solo dopo una riforma delle pensioni. Bersani si mette in coda, ma preferirebbe prima un intervento sull'evasione fiscale. D'accordo anche Di Pietro che suggerisce di pescare i fondi "dall'abolizione delle province". Il centrodestra sta alla finestra dopo il secco no del premier al sussidio di disoccupazione ("Inaccettabile, non ce lo possiamo permettere"), la richiesta di Brunetta di una riforma delle pensioni ("Ce lo chiede la Ue") e lo stop di Sacconi. Con le poche risorse a disposizione l'esecutivo cercherà di fare qualcosa di concerto con le parti sociali. Lo tetsimonia l'invito per domani a Palazzo Chigi alle 17,30. Tema dell?incontro: le politiche per l?economia sociale e di mercato con le 37 sigle rappresentative delle parti sociali. In questo movimento si installa la solita proposta "scoppientante" della Lega che, per concedere ammortizzatori sociali a tutti, chiede la chiusura delle frontiere. Pd: "Salario ai disoccupati" Il governo è chiamato a riferire nell?aula del Senato sulla crisi economica. Lo ha deciso la conferenza dei capigruppo di Palazzo Madama, su richiesta del Pd. Sarà una prossima capigruppo a stabilire la data per le comunicazioni dell?esecutivo. Lo ha riferito il vicepresidente dei senatori del Pd, Luigi Zanda, sottolineando come "il Paese sia di fronte a una crisi gravissima, di proporzioni tali da richiamare quella del ?29, il Senato dev?essere informato e il governo ha l?obbligo di farlo". Il Pd ha chiesto che sia il presidente del Consiglio a spiegare l?andamento della crisi economica, essendo il responsabile dell?esecutivo. I democratici, intanto, presenteranno nel pomeriggio una mozione che definisce la proposta del salario per chi ha perso il lavoro e su questo chiederanno un dibattito a Palazzo Madama. Il Pdl: "Bluff di Franceschini" Sul sussidio per chi perde il lavoro il segretario del Pd "gioca con carte truccate", il suo rilancio è "un bluff" e la proposta si conferma "propagandistica". Lo sostiene il presidente dei deputati del Pdl, Fabrizio Cicchitto. "Franceschini gioca con carte truccate. Infatti, sulla base delle risorse esistenti, il governo ha raschiato il barile, anche con l?accordo con le Regioni, per recuperare il massimo di risorse possibili per gli ammortizzatori sociali nei confronti di una serie di categorie. Personalità politiche più serie, che non fanno propaganda, ma parlano di politica economica reale, come Enrico Letta e Pier Ferdinando Casini, collegano l?assegno per i disoccupati a una riforma delle pensioni. Ma, su questo, il Pd subito si spacca perché, invece, Bersani oppone alla riforma delle pensioni la lotta all?evasione fiscale, che non dà grandezze economiche certe e immediate. E se la Confindustria è d?accordo sulla riforma cosa pensano di tutto ciò i sindacati?". Lega: "No agli immigrati" Di fronte all?inasprirsi della crisi la Lega Nord chiede uno stop a nuovi immigrati, per attribuire i posti di lavoro ai disoccupati italiani: "Noi diciamo - afferma il capogruppo del Carroccio alla Camera, Roberto Cota - sostegno agli ammortizzatori sociali; stop all?arrivo di nuovi immigrati, perché prima dobbiamo reimpiegare i lavoratori italiani che hanno perso il posto e riforme strutturali, che consentano di abbassare la pressione fiscale". Per quanto riguarda la proposta del Pd di un assegno ai disoccupati, Cota osserva: "Franceschini dice una cosa, Letta e Bersani ne dicono altre. E poi, gli ammortizzatori sociali esistono già e sono stati fortemente finanziati dal governo". L'Idv: "Fondi da abolizione delle province" "L?Italia dei Valori mette al primo posto la necessità di trovare risorse per agli assegni a coloro che non lavorano. Per questo serve un intervento a favore dell?abolizione degli sprechi come ad esempio le province e tutti gli enti pubblici di secondo livello. Un risparmio pari a 10 miliardi di euro". Questa la proposta del leader dell?Idv Antonio di Pietro. "Dall?abolizione delle province si possa arrivare a una cifra tra i 6 e gli 8 miliardi. A questi - prosegue - si aggiungerebbero i soldi risparmiati abolendo le diverse società per azioni che si sono sviluppate nei Comuni. Poi - aggiunge - andrebbero fatti degli interventi di buoncostume per i deputati che votano per altri 3 colleghi fregandosi 250 euro al giorno oppure la norma approvata in Senato che consente ai senatori di pagare un pranzo 1,50 euro". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano

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Disoccupati, il Pd insiste: "Il sussidio sia per tutti" Lega: "Basta immigrati" (sezione: Province)

( da "Giornale.it, Il" del 03-03-2009)

Argomenti: Province

n. 53 del 2009-03-03 pagina 0 Disoccupati, il Pd insiste: "Il sussidio sia per tutti" Lega: "Basta immigrati" di Redazione Domani a Palazzo Chigi le parti sociali per studiare un piano di ammortizzatori sociali. Il Pd presenta la "proposta Franceschini" in Senato. L'Idv: "Fondi dall'abolizione delle province". Ma il Pdl: "E' un bluff" Roma - Proposte opposte. Risposte diverse. La politica di fronte alla crisi economica si spacca e si attorciglia. Franceschini chiede il "salario garantito" ai disoccupati, Letta e Casini sono d'accordo, ma solo dopo una riforma delle pensioni. Bersani si mette in coda, ma preferirebbe prima un intervento sull'evasione fiscale. D'accordo anche Di Pietro che suggerisce di pescare i fondi "dall'abolizione delle province". Il centrodestra sta alla finestra dopo il secco no del premier al sussidio di disoccupazione ("Inaccettabile, non ce lo possiamo permettere"), la richiesta di Brunetta di una riforma delle pensioni ("Ce lo chiede la Ue") e lo stop di Sacconi. Con le poche risorse a disposizione l'esecutivo cercherà di fare qualcosa di concerto con le parti sociali. Lo tetsimonia l'invito per domani a Palazzo Chigi alle 17,30. Tema dell?incontro: le politiche per l?economia sociale e di mercato con le 37 sigle rappresentative delle parti sociali. In questo movimento si installa la solita proposta "scoppientante" della Lega che, per concedere ammortizzatori sociali a tutti, chiede la chiusura delle frontiere. Pd: "Salario ai disoccupati" Il governo è chiamato a riferire nell?aula del Senato sulla crisi economica. Lo ha deciso la conferenza dei capigruppo di Palazzo Madama, su richiesta del Pd. Sarà una prossima capigruppo a stabilire la data per le comunicazioni dell?esecutivo. Lo ha riferito il vicepresidente dei senatori del Pd, Luigi Zanda, sottolineando come "il Paese sia di fronte a una crisi gravissima, di proporzioni tali da richiamare quella del ?29, il Senato dev?essere informato e il governo ha l?obbligo di farlo". Il Pd ha chiesto che sia il presidente del Consiglio a spiegare l?andamento della crisi economica, essendo il responsabile dell?esecutivo. I democratici, intanto, presenteranno nel pomeriggio una mozione che definisce la proposta del salario per chi ha perso il lavoro e su questo chiederanno un dibattito a Palazzo Madama. Il Pdl: "Bluff di Franceschini" Sul sussidio per chi perde il lavoro il segretario del Pd "gioca con carte truccate", il suo rilancio è "un bluff" e la proposta si conferma "propagandistica". Lo sostiene il presidente dei deputati del Pdl, Fabrizio Cicchitto. "Franceschini gioca con carte truccate. Infatti, sulla base delle risorse esistenti, il governo ha raschiato il barile, anche con l?accordo con le Regioni, per recuperare il massimo di risorse possibili per gli ammortizzatori sociali nei confronti di una serie di categorie. Personalità politiche più serie, che non fanno propaganda, ma parlano di politica economica reale, come Enrico Letta e Pier Ferdinando Casini, collegano l?assegno per i disoccupati a una riforma delle pensioni. Ma, su questo, il Pd subito si spacca perché, invece, Bersani oppone alla riforma delle pensioni la lotta all?evasione fiscale, che non dà grandezze economiche certe e immediate. E se la Confindustria è d?accordo sulla riforma cosa pensano di tutto ciò i sindacati?". Lega: "No agli immigrati" Di fronte all?inasprirsi della crisi la Lega Nord chiede uno stop a nuovi immigrati, per attribuire i posti di lavoro ai disoccupati italiani: "Noi diciamo - afferma il capogruppo del Carroccio alla Camera, Roberto Cota - sostegno agli ammortizzatori sociali; stop all?arrivo di nuovi immigrati, perché prima dobbiamo reimpiegare i lavoratori italiani che hanno perso il posto e riforme strutturali, che consentano di abbassare la pressione fiscale". Per quanto riguarda la proposta del Pd di un assegno ai disoccupati, Cota osserva: "Franceschini dice una cosa, Letta e Bersani ne dicono altre. E poi, gli ammortizzatori sociali esistono già e sono stati fortemente finanziati dal governo". L'Idv: "Fondi da abolizione delle province" "L?Italia dei Valori mette al primo posto la necessità di trovare risorse per agli assegni a coloro che non lavorano. Per questo serve un intervento a favore dell?abolizione degli sprechi come ad esempio le province e tutti gli enti pubblici di secondo livello. Un risparmio pari a 10 miliardi di euro". Questa la proposta del leader dell?Idv Antonio di Pietro. "Dall?abolizione delle province si possa arrivare a una cifra tra i 6 e gli 8 miliardi. A questi - prosegue - si aggiungerebbero i soldi risparmiati abolendo le diverse società per azioni che si sono sviluppate nei Comuni. Poi - aggiunge - andrebbero fatti degli interventi di buoncostume per i deputati che votano per altri 3 colleghi fregandosi 250 euro al giorno oppure la norma approvata in Senato che consente ai senatori di pagare un pranzo 1,50 euro". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano

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Le crocchette killer arrivano in Senato (sezione: Province)

( da "Tribuna di Treviso, La" del 04-03-2009)

Argomenti: Province

I parlamentari Donatella Poretti e Marco Perduca del Pd chiedono al ministro Sacconi più controlli sui mangimi per animali e le importazioni dalla Cina Le crocchette killer arrivano in Senato Cani uccisi dalla melamina a San Fior, scatta l'interrogazione parlamentare «Servono controlli a campione in tutta la filiera» SAN FIOR. Il caso dei cani di San Fior uccisi dal mangime contaminato dalla melamina, contenuto in due lotti distribuiti dalla ditta Diusa Pet di Pavia, arriva in Parlamento con un'interrogazione presentata dai senatori Donatella Poretti e Marco Perduca del Partito Democratico. Si chiede al ministro Maurizio Sacconi l'avvio di verifiche a campione sui mangimi e sulle importazioni di alimenti «made in China». Prima di diffondere il nome della ditta responsabile della vendita delle crocchette contaminate, nei giorni scorsi il Ministero della Salute ha atteso i risultati ufficiali delle analisi sul mangime che, a luglio, ha causato la morte di due cani a San Fior, un lhasa e un maltese, di proprietà dell'allevatrice sanfiorese Adelaide Ponzè. «Le analisi hanno confermato la presenza di melamina nel mangime Duck & Barley, lotto 099, e nel mangime C1, lotto 094, prodotti dalla ditta Diusa Pet di Marzano (Pavia)». ha chiarito il Ministero in una nota. Il Ministero ha altresì invitato gli allevatori che fossero in possesso di mangime di questi lotti di sospenderne precauzionalmente la somministrazione ai cani. Contestualmente, è stato disposto il ritiro dal mercato dei mangimi di questi lotti che ancora si trovavano in commercio. I due senatori del Partito Democratico, ritenendo particolarmente grave questo episodio di avvelenamento, chiedono nella loro interrogazione che «ci sia l'avvio o l'intensificazione di verifiche a campione sugli ingredienti e sul contenuto dei mangimi e alimenti per animali, anche in considerazione dell'allarme suscitato dalla recente immissione sul mercato internazionale, in particolare in Cina, di partite di alimenti destinate all'uomo sofisticate con la melamina, che si teme possano ora essere smerciate nella filiera di produzione di cibo per animali». «I due cani morti a San Fior - denuncia la senatrice Donatella Poretti - erano regolarmente alimentati con un prodotto che conteneva elevatissime quantità di melamina, fino a 560 volte il limite consentito dalle norme sanitarie vigenti. L'estate scorsa in Cina, cinque bambini sono morti e circa sessantamila sono rimasti intossicati dal latte in polvere contaminato con la medesima sostanza. Si teme che le partite di cibo adulterate alla melamina, originariamente destinate agli uomini benché tossiche, trovino maglie più larghe nei controlli delle filiere di produzione di alimenti per animali. Quanto accaduto a Treviso suscita grave allarme, perché è impossibile sapere se e quanti altri animali possano aver assunto mangime contaminato, dato che non è comune che un padrone di cani, come invece avvenuto a San Fior, disponga un'autopsia sul proprio amico deceduto e analisi sul cibo che questi aveva consumato». In queste settimane i centralini delle Ulss della provincia di Treviso, e non solo, sono stati letteralmente presi d'assalto da allevatori e proprietari di cani spaventati dai rischi delle «crocchette killer». Una psicosi che si è solo parzialmente ridimensionata dopo la comunicazione della ditta responsabile e dei lotti contaminati. Intanto le associazioni animaliste, dopo aver chiesto e ottenuto come i due senatori del Pd che fosse reso noto il nome della ditta responsabile, hanno annunciato azioni legali. Andrea Zanoni, presidente della Lac (Lega Abolizione Caccia) del Veneto ha dichiarato: «Abbiamo comunicato alla signora la nostra disponibilità di costituirci parte civile nel prevedibile processo contro l'azienda che ha posto in commercio queste crocchette al veleno. Giova ricordare che solo all'interruzione della somministrazione di queste crocchette la signora di San Fior è riuscita a salvare gli altri suoi nove cani». La sanfiorese si era infatti rivolta ad un veterinario ed era stata interessata l'Ulss 7. L'autopsia effettuata all'Istituto Zooprofilattico di Padova aveva rilevato nei cadaveri dei cani una nefrite, compatibile con varie patologie, tra cui appunto l'intossicazione alimentare. Il veterinario aveva così prelevato anche il mangime, poi spedito all'istituto Zooprofilattico di Torino, dove sono state riscontrate percentuali di melamina in eccesso. Il mangime utilizzato dalla signora Ponzè era stato comprato, tramite un intermediario in un mangimificio di Brescia. I carabinieri del Nas si erano poi sono recati a casa di Adelaide Ponzè, sequestrando 8 chili di mangime.

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Il candidato Pdl è Nava (sezione: Province)

( da "Giorno, Il (Como)" del 04-03-2009)

Argomenti: Province

LAGO E VALLI pag. 7 Il candidato Pdl è Nava La scelta è caduta sul vicesindaco di Lecco VERSO LE ELEZIONI PROVINCIALI ] - salvo stravolgimenti per via di qualche malumore negli altri partiti del centrodestra, hanno definito che la Provincia di Lecco avrà un candidato che rappresenti Alleanza nazionale all'interno del Pdl». LE SCELTE sono avvenute, ancora una volta, lontano da Lecco - segno che decidono ancora le segreterie milanesi. «Ignazio La Russa ha detto chiaramente che Nava è il candidato di An e quindi non vedo che cosa possa fermare questa candidatura». Strano perché solo due giorni fa lo stesso Dadati dichiarava esattamente il contrario: «Nava non vole correre». Dunque il diktat viene dall'altro, proprio dal ministro La Russa tra i sostenitori - tra l'altro - dell'abolizione delle Province. Così si fanno da parte le candidature dell'ex assessore comunale Stefano Chirico («targato» Forza Italia) e del sindaco di Perledo, Carlo Signorelli. SI APRIRANNO poi altri scenari in considerazione del fatto che Nava è vice sindaco del capoluogo e, se candidato, dovrebbe lasciare il posto in municipio. «Nava si candiderà e dovrebbe anche vincere - afferma Dadati - perché le condizioni ci sono tutte. Ha dimostrato di essere un candidato forte che ha preso tantissimi voti a Lecco. La situazione politica è favorevole e i sondaggi positivi. Dovrà riuscire a compattare il Pdl attorno a sè. Fatto questo ha tutte le carte in regola per vincere se farà una buona campagna elettorale». Dall'altra parte c'è un candidato forte come il presidente uscente Virginio Brivio che dovrebbe essere sostenuto da tutto il centro sinistra. «BRIVIO È CONOSCIUTO - spiega Dadati - e senza dubbio capace di attirare un buon numero di voti. Non è una sfida semplice: ci vuole molta unità, serve un lavoro comune di tutto il Pdl e della Lega. Questo sarà il compito più importante a cui è chiamato Nava come candidato: deve unire al massimo le forze per portare la vittoria al centrodestra. Non è una cosa impossibile. Per me Lecco è già vinta. In queste elezioni il terreno è favorevole, ma non bisogna fare errori». Da parte sua, Dadati sarà candida nella circoscrizione di Lecco dove è stato eletto nelle ultime due elezioni provinciali.

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Obiezione di coscienza Obama per l'abolizione (sezione: Province)

( da "Giornale.it, Il" del 04-03-2009)

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n. 54 del 2009-03-04 pagina 16 Obiezione di coscienza Obama per l'abolizione di Redazione All'indomani della designazione di Kathleen Sebelius, governatrice del Kansas, a segretario alla Sanità, si riaccende la polemica contro le riforme dell'amministrazione Obama. Tra le varie rivoluzioni che il presidente vuole portare avanti, c'è anche quella di rivedere - ma molti siti cattolici Usa già usano la parola eliminare - la «conscience clause», ovvero la clausola varata sotto l'amministrazione Bush che permette ai medici di appellarsi all'obiezione di coscienza in caso di contrarietà alle pratiche abortive. Stando a quanto reso noto dalla rete televisiva Fox News, il presidente americano Barack Obama giudicherebbe la clausola e la sua estensione - ai casi in cui i medici potrebbero anche rifiutarsi di dare informazioni sulla contraccezione - «troppo vaga». Ad aggiungere altra carne al fuoco c'è il nuovo segretario alla Sanità. Non è un mistero infatti la posizione che Sebelius ha verso l'aborto. Cattolica, la governatrice del Kansas si è sempre schierata a favore, anche nei casi avanzati di gravidanza: un particolare che a molti repubblicani proprio non va giù. Ora, la possibilità che la Casa Bianca decida di eliminare la clausola varata da Bush, accende ancora di più gli animi dei conservatori. E Tony Perkins, del gruppo che si batte contro l'aborto Family Research Council, ha sottolineato che «nessuno dovrebbe essere costretto ad abortire, e nessuno anche dovrebbe essere costretto a effettuare l'aborto violando le proprie convinzioni religiose o etiche». © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano

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Elementari, le famiglie chiedono il tempo pieno (sezione: Province)

( da "Giornale.it, Il" del 04-03-2009)

Argomenti: Province

n. 54 del 2009-03-04 pagina 4 Elementari, le famiglie chiedono il tempo pieno di Augusto Pozzoli Per le famiglie cresce sempre più alta la richiesta di una scuola (alle elementari in particolare) a tempi lunghi. I dirigenti scolastici stanno trasmettendo in questi giorni al ministero i dati sulle iscrizioni e già l?orientamento sembra chiaro: dei quattro modelli offerti dalla riforma Gelmini, il più gettonato è quello delle 40 ore settimanali. In pratica il tempo pieno, un servizio peraltro che a Milano era pressoché generalizzato, ma anche fuori città la tendenza viene pienamente confermata. L?ufficio scolastico regionale ha già svolto un primo sondaggio su un campione di 30 scuole per provincia. Si scopre così che oltre a Milano le famiglie hanno scelto in maggioranza le 40 ore a Pavia, Lodi e Bergamo. In provincia di Cremona alla pari le scelte di 40 e 30 ore. Prevale, invece, il modello delle 30 ore nelle province di Brescia, Lecco, Mantova, Varese, Como. Sole le famiglie della provincia di Sondrio hanno scelto in maggioranza il modello delle 27 ore. Il modello più leggero, quello delle 24 ore, in pratica cioè con il solo maestro unico prevalente, esce ampiamente minoritario. Finora poche unità per provincia. A Milano e hinterland, ad esempio, sono soltanto 13 i bambini che hanno chiesto di stare sui banchi solo 24 ore settimanali. In attesa che i dati siano definitivi, al ministero si lavora per fronteggiare una situazione imprevista. Per rispondere alla domanda di tempo scuola delle famiglie. Ancora ieri il ministro Maria Stella Gelmini ha ribadito che verrà garantita la richiesta di tempo pieno grazie ai risparmi previsti dai tagli e dall?abolizione delle cosiddette compresenze. E che comunque in ogni modello orario si prevede l?impiego del maestro prevalente. Anche per il tempo pieno? Un interrogativo a cui non è facile rispondere. Rita Frigerio, responsabile della Cisl scuola dice: «Per legge nel tempo pieno sono previsti due docenti». Ma come? Uno «prevalente» e un altro impiegato solo parzialmente magari per assistere gli alunni in mensa e poco più? Si tratterebbe di una soluzione che sconvolgerebbe l?organizzazione didattica attuale e che di conseguenza sarebbe destinata ad essere contestata. Bisognerà comunque aspettare la tabella degli organici che il ministero assegnerà ad ogni regione per poter affrontare anche questa questione. Le scuole dal canto loro continuano a rivendicare il loro potere di organizzare il personale in base all?autonomia scolastica. Intanto l?Ufficio scolastico regionale ha diffuso i dati sugli scrutini del primo quadrimestre nelle superiori. Si sa quindi che i 5 in condotta a Milano e provincia riguardano il 7,6 per cento degli alunni. Soprattutto negli istituti professionali (3,2 per cento), poi negli istituti tecnici (1,7 per cento) e nell?istruzione artistica (1,6 per cento). Poche insufficienze in condotta, invece, nei licei. I più castigati risultano gli studenti di Pavia e Sondrio, con una percentuale di 5 in condotta che supera il 10 per cento degli studenti. La provincia più virtuosa risulta quella di Lecco con una media complessiva di punizioni che riguardano lo 0,4 per cento degli studenti. Quanto alla preparazione dimostrata nel primo quadrimestre la percentuale degli alunni insufficienti è alta. Soprattutto negli istituti professionali (84,9 per cento) e negli istituti tecnici (81,3 per cento. La percentuale degli insufficienti si abbassa vistosamente nei licei scientifici (68,3 per cento), ma soprattutto nei classici (62,9 per cento). © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano

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Legge elettorale in aula, donne azzurre in piazza (sezione: Province)

( da "Denaro, Il" del 04-03-2009)

Argomenti: Province

Campania consiglio regionale Legge elettorale in aula, donne azzurre in piazza Abrogazione del listino; garanzia di rappresentanza di tutte le province; la presenza obbligatoria di almeno un terzo dei candidati di ogni genere;premio di maggioranza spalmato sulle liste con non oltre il 65 per cento da parte della coalizione vincente. Torna oggi in aula la legge elettorale regionale e già si annunciano nuove proteste. Un sit in contro l'abolizione del listino è stato minacciato dalle donne azzurre per stamattina, a partire dalle 11, presso l'ingresso dello stabile che ospita la sede del Consiglio regionale. angela milanese Definisce l'abolizione del listino "un atto di miope arroganza" che finirà con il ridimensionare ancora di più la presenza femminile in seno al massimo organo di rappresentanza assembleare della Regione Campania". Il coordinatore regionale di Forza Italia, Nicola Cosentino, continua a mantere una posizione dura sulla nuova legge elettorale perchè, dice, così come è stato formulato in commissione "sarà di serio ostacolo a qualsiasi processo di modernizzazione". Intanto nel Pd, dove le donne pure si sono fatte sentire, arriva un contributo alla nuova legge elettorale dal commissario provinciale del partito Enrico Morando. "Ho inviato al segretario regionale Tino Iannuzzi e al capogruppo regionale del partito Piero Ciarlo - spiega Morando in una nota - il testo dell'ordine del giorno sulla legge elettorale regionale, fatto proprio dalla Conferenza Programmatica di sabato scorso". del 04-03-2009 num.

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L'INTERVENTO Eliminare le Province toglie valore al federalismo (sezione: Province)

( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 04-03-2009)

Argomenti: Province

L'INTERVENTO Eliminare le Province toglie valore al federalismo Mercoledì 4 Marzo 2009, In attesa che il federalismo fiscale si realizzi del tutto, c'è chi continua a chiacchiere in salotto. Parla di crisi, ma non propone soluzioni, si improvvisa "profeta" ed enuncia date per l'ultimazione di una legge epocale, che di fatto cambierà la nostra legislazione. E poi, lo stesso, torna come un disco rotto sul "ruolo" delle Province e sulla loro inutilità. Ma dietro l'angolo, lontano dai giri di parole, i suoi amici tessono trame nascoste proprio per assicurarsi quel ruolo di Presidente di Provincia al prossimo appuntamento elettorale. Un ruolo "inutile", direi, visto che dovrebbero essere abolite. Ma perché allora tanto accanimento? Caro Galan, meglio allora lasciare quella carica a chi ci crede veramente, che ne dici? O forse è uno spreco rinunciare ad una poltrona, qualunque essa sia? Chi mette in discussione l'esistenza delle Province deve anche ammettere contestualmente la necessità di accorpare i comuni di medie e piccole dimensioni. Si pensi al Veneto: è evidente che la Regione, nell'ipotesi di abolizione delle 7 Province venete, sarebbe materialmente impossibilitata a rapportarsi con 581 municipalità. Inesorabilmente, dall'abolizione delle Province si passerebbe alla necessità di ridurre il numero dei Comuni. Una simile visione istituzionale comporterebbe altresì una negazione del valore e delle tradizioni delle comunità locali, poiché le aggregazioni dei Comuni avverrebbero in base valutazioni di ingegneria burocratica. Ciò significa che sarebbe altresì negato il valore di qualsivoglia riforma federalista per l'Italia. Infatti, se non si riconosce il diritto alla rappresentanza autonoma delle Comunità locali e di quelle provinciali non si può nemmeno riconoscere la sussistenza delle Comunità regionali. Chi sostiene la tesi dell'abolizione delle Province è anti-federalista. Io credo, al contrario che ogni comune rappresenta una Comunità di persone unita da un'esperienza e che le vicende storiche di queste comunità portino le stesse ad intrecciarsi fra di loro dando vita ad una Comunità più ampia, quella Provinciale. "Marca Trevigiana", ad esempio, non è un'etichetta amministrativa bensì è l'espressione con la quale da secoli la nostra gente si identifica come Comunità di area vasta. Sono convinto che proprio le storie delle Comunità Provinciali concorrano a definire le identità delle comunità regionali. Gli spiriti migliori del nostro Paese hanno creduto che fosse da riconoscere nella multiformità dell'Italia la sua vera forza e bellezza. Gli stessi padri costituenti della Repubblica democratica vollero un'articolazione dello Stato fondata sul rispetto delle Autonomie locali. Infine chiudo ricordando che nel federalismo si trova la via per una politica migliore capace di riscattare il Paese dai suoi problemi più annosi. Leonardo Muraro (presidente della Provincia di Treviso)

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su 198 ragazzi seguiti da esperti 81 sono vittime di reati sessuali (sezione: Province)

( da "Mattino di Padova, Il" del 05-03-2009)

Argomenti: Province

Centro «I girasoli», dati choc Su 198 ragazzi seguiti da esperti 81 sono vittime di reati sessuali Un fenomeno che purtroppo non passa mai di moda. Stiamo parlando delle violenze sui bambini o a cui gli stessi assistono. E che spesso avvengono in casa, nel luogo dove ogni giovane dovrebbe essere più sicuro. Sono 198 i ragazzi seguiti, dall'inizio 2004 a fine 2008, dal centro di cura e protezione dei bambini, dei ragazzi e delle famiglie «I girasoli». Di questi 198 ragazzi, 81 hanno subito molestie sessuali, 34 maltrattamenti fisici e 23 psicologici, mentre altri 25 hanno assistito a violenze sessuali o a percosse su altri membri delle famiglie. Trentasette, infine, versavano in condizioni di grande trascuratezza. Per quanto riguarda gli abusi sessuali, su dieci casi sette sono bambine. Il Centro lavora tuttavia anche sulla provincia di Rovigo, ma il triste primato dei casi rimane nella provincia padovana. Dei 79 casi dell'ultimo anno, infatti, ben 65 provengono dalla città e dintorni. «Sono dati che ci fanno capire come sia importante lavorare non solo sui bambini ma anche sui genitori, che hanno un ruolo fondamentale - spiega l'assessore ai Servizi sociali Claudio Sinigaglia - l'educazione sessuale, a differenza di anni fa magari quando le cose si scoprivano con gradualità, adesso deve essere gestita in primo luogo dalle famiglie». Proprio all'interno delle mura domestiche arrivano i pericoli maggiori: il 70% dei ragazzi hanno subito abusi da parenti, una percentuale che sale all'86% quando si parla di violenze a cui si assiste. Le fasce d'età più coinvolte sono quelle 6-10 anni (32%) seguita da 14-17 (20%), 0-5 (18%) e 11-13 (17%). Tre ragazzi su quattro presi in cura dal centro I girasoli sono italiani, mentre fra gli stranieri spiccano i bambini romeni, che sono comunque in percentuale preponderante rispetto a quelli di altre nazionalità. Si conferma importante anche il ruolo della scuola, scuola,con i maestri e gli educatori che spesso si confermano abili raccoglitori di segnali di malessere. Sono 35 infatti le segnalazioni di problemi inviate da parte degli insegnanti. In cinque occasioni è stato il minore stesso vittima degli abusi a presentarsi direttamente presso il centro. Proprio questa sera, al cinema Mpx, secondo incontro del programma di scuola per i genitori. Titolo «e i bruchi diventeranno farfalle, nascere bambine, diventare donne». La relazione iniziale sarà affidata a Maria Rita Parsi, psicoterapeuta e presidente dell'associazione «movimento bambino». (Enrico Albertini) GELMINI AL MARCONI. L'assessore Piron sfida la Donazzan a discutere pubblicamente dell'abolizione del tempo lungo. «L'assessore regionale evita il confronto sul tema nonostante le migliaia di firme inviate dai genitori colpiti dalla riforma», accusa l'assessore alle Politiche scolastiche. Dopo il botta e risposta sul mancato arrivo del ministro ad Abano, ieri la Gelmini è intervenuta in videoconferenza al convegno nazionale «L'orientamente per il futuro» indetto dal Miur e organizzato dall'Itis Marconi. SPECOLA DELLE IDEE. Si annuncia con un parterre de rois, domani alle 17,30 nell'auditorium del centro culturale Altinate, il debutto in pubblico dell'associazione «La Specola delle idee»: presentata giorni fa alla stampa dal presidente Mario Liccardo e dal vicepresidente Gianernesto Zanin, ha tra gli scopi principali quello di guardare al futuro della città nei prossimi 10-20 anni. Relatori Giampiero dalla Zuanna, preside della facoltà di Statistica, l'imprenditore Federico De Stefani, il segretario della Cisl Giorgio Santini.

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Le associazioni: le madri sempre favorite (sezione: Province)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 06-03-2009)

Argomenti: Province

Cronaca di Cagliari Pagina 1019 In una manifestazione a Roma chiesta anche l'abolizione dei tribunali minorili Le associazioni: le madri sempre favorite In una manifestazione a Roma chiesta anche l'abolizione dei tribunali minorili --> Alla fine del mese scorso, sono andati a Roma dove hanno incontrato il sottosegretario con delega ai Minori Maria Elisabetta Alberti Casellati. Sono i membri del Gesef (Genitori separati dai figli) che chiedono di rivedere la normativa sull'affidamento condiviso: secondo i dati dell'associazione, la situazione non è cambiata rispetto al passato (i figli, mediamente, continuano a trascorrere l'83% per cento con un genitore, quasi sempre la madre, e l'altro 17% con l'altro genitore). Alla manifestazione hanno partecipato anche altre associazioni, il Cnb (Coordinamento nazionale per la bigenitorialità), la Fenebi (Federazione nazionale per la bigenitorialità), l'Associazione figli liberi e l'assocazione genitori sottratti. Una serie di sigle unite da una serie di obiettivi: l'abolizione dei tribunali minorili, contro la persecuzione giudiziaria e i falsi abusi sui minori e contro l'operato dei servizi sociali, colpevoli, secondo queste associazioni, di distruggere frequentemente le famiglie piuttosto che unirle. In Sardegna è particolarmente attiva la Gesef nella persona della presidente Mariella Mocci che sta seguendo una serie di casi. Ancora alla ricerca di una sede, l'associazione può però essere contattata al numero 388 1668668.

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Sicurezza, tra un mese vigili dietro le telecamere (sezione: Province)

( da "Eco di Bergamo, L'" del 06-03-2009)

Argomenti: Province

Sicurezza, tra un mese vigili dietro le telecamere --> Venerdì 06 Marzo 2009 CRONACA, pagina 17 e-mail print Nuova gestione per la videosorveglianza Fuori uno, avanti l'altro. Il Consiglio ha terminato mercoledì la maratona per l'adozione del Piano di governo del territorio, e già ne ha cominciata un'altra. A tenere banco, ieri e mercoledì pomeriggio in commissione (da settimana prossima sono previste tre sedute dedicate in Aula) sarà il bilancio di previsione 2009. Una manovra delicata, quella che Palafrizzoni si appresta ad approvare, a causa soprattutto dei numerosi tagli sui trasferimenti statali che deve affrontare. Il rischio di sforare il patto di stabilità per garantire gli investimenti è sfumato con il parere (pro Comuni) della Corte dei Conti, ma le risorse sono comunque ridotte e impongono una rigorosa scelta delle assegnazioni. Tanto che l'assessore al Bilancio Dario Guerini ha commentato: «Fra i nuovi poveri va messo anche il Comune...». Ma, nella distribuzione, «continueremo a dare grande attenzione ai servizi sociali e ai servizi che possano garantire sostegno alla popolazione in un momento critico dell'economia. In quest'ottica è confermato il fondo di 500 mila euro per il supporto, in collaborazione con la Mia, dei nuovi disoccupati», ha detto Guerini. E sul fondo per i rimborsi Irpef alle fasce deboli ha confermato: «Stiamo studiando un meccanismo di restituzione più snello, ma il fondo resta confermato anche per il 2009». La risposta è giunta su sollecitazione di Franco Tentorio (An), che ha definito «molto complicato il meccanismo di rimborso, tanto che molte persone hanno preferito rinunciare». Da Tentorio l'annuncio di due emendamenti dedicati agli interventi di sostegno alle fasce in difficoltà: «Oltre a quello dedicato a un meccanismo più agevole per l'Irpef, proporremo misure concrete nell'ambito del fondo creato con la Mia». «Un fondo che dà sicuramente un segnale, ma 500 mila euro con la gravità della situazione d'oggi non risolveranno i problemi», ha commentato Sperandio Bonalumi (indipendente nel Pd). Replica di Luigi Riccardi (Lista Bruni): «La Social Card di Tremonti distribuisce 300 euro l'anno. Con 500 mila euro, a quei livelli, noi potremmo aiutare quasi duemila famiglie». La seduta è continuata passando al setaccio il bilancio, ma anche elementi ad esso collegati. Ad esempio il capitolo sicurezza: «Per contenere le spese abbiamo affidato alla polizia locale la gestione delle 66 telecamere cittadine, portando all'interno un servizio prima affidato a Fidelitas. Impiegheremo - ha affermato Guerini - anche nuove tecnologie perché le strumentazioni attuali sono vecchie e la manutenzione costosa. La nuova gestione partirà da fine aprile». E stato il leghista Guiglielmo Redondi a ricordare che, in tema di sicurezza, c'è la possibilità di «data dal ministro Roberto Maroni di creare associazioni di cittadini, ed ex poliziotti e militari, che aiutino a presidiare il territorio. E Berganmo ne ha bisogno». Il centrodestra ha poi puntato parecchio sul ritorno del vigile di quartiere. Alla fine, il bilancio con annessi e connessi ha raccolto i voti favorevoli dei commissari di centrosinistra, mentre An, Lega, Fi e Udc hanno votato contro. Riguardo ai bilanci degli Enti locali, il gruppo del Pd alla Camera ha depositato una mozione con la quale, partendo dalla grave situazione economico-finanziaria in cui versano i Comuni e le Province, si sollecita il governo «a garantire l'integrale copertura del minor gettito derivante dall'abolizione dell'Ici sulle abitazioni principali». Allo stesso Comune di Bergamo, in base ai dati forniti da Guerini, «sul 2009 mancano 1,2 milioni». Secondo Antonio Misiani, deputato Pd e tra i firmatari della mozione, «la lista dei vincoli e dei tagli è ormai interminabile e sta strozzando la maggior parte dei Comuni e delle Province, che non riusciranno a fare la propria parte di fronte alla crisi economica e sociale». A. G. 06/03/2009 nascosto-->

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Il coraggio di Parigi (sezione: Province)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 06-03-2009)

Argomenti: Province

Il Sole-24 Ore sezione: COMMENTI E INCHIESTE data: 2009-03-06 - pag: 12 autore: ... MENO REGIONI E PROVINCE Il coraggio di Parigi «è il momento di decidere». Già nel titolo del rapporto presentato ieri al Governo da Edouard Balladur c'è il senso di una riforma epocale per un Paese, come la Francia, altrettanto centralista quanto finora appassionatamente legata alle proprie istituzioni. I cambiamenti proposti vanno nella direzione dell'efficienza delle autonomie locali. E quindi: accorpamento dei dipartimenti, dotandoli di maggiori poteri economici, creazione di undici Aree metropolitane, abolizione dei "Cantons" (le circoscrizioni elettorali), drastica riduzione del numero dei Comuni. «La crisi economica – ha commentato l'ex capo del Governo – si può vincere anche grazie a una migliore efficienza del settore pubblico». L'Italia avrebbe molto da imparare. Di abolizione delle Province si era parlato spesso in campagna elettorale, ma nessuna proposta concreta è mai riuscita a superare le soglie del Governo o del Parlamento. E le autonomie locali si sono spesso fatte sentire soprattutto per le loro esibizioni del potere di veto. Se a questo punto provassimo a copiare la Francia?

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ANCHE DURANTE UNA CRISI COME QUELLA CHE STIAMO VIVENDO, DAGLI EFFETTI DIROMPENTI CHE INCIDE SEMPRE D... (sezione: Province)

( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 06-03-2009)
Pubblicato anche in: (Mattino, Il (Benevento))

Argomenti: Province

Anche durante una crisi come quella che stiamo vivendo, dagli effetti dirompenti che incide sempre di più sulla vita di noi tutti, gli italiani continuano ad offrire ai parlamentari pranzi e caffè a prezzi aziendali. Ho appreso dalla lettura dei giornali che nell'elegantissima buvette-ristorante di Palazzo Madama una pasta al ragù costava 1,80 euro, un roast-beef due euro, un caffè 0,50. Con questi prezzi non si coprono le spese di gestione e così il deficit annuo di oltre un milione di euro viene ripianato con i soldi dei contribuenti. Con la nuova gestione che ha ridotto i costi, si volevano ulteriormente scontare i prezzi del 20% ai poveri parlamentari piuttosto che ridurre gli oneri a carico della spesa pubblica. Solo la denuncia della stampa lo ha evitato. E il presidente del Senato Renato Schifani è intervenuto, la buvette è tornata ai vecchi prezzi: dopo le polemiche nate per l'ulteriore ribasso dei già vantaggiosi prezzi del bar di Palazzo Madama, il presidente del Senato ha ripristinato i vecchi listini. Ma la casta appare sempre più corporativa, lontana dalla gente, dalla marea di cassintegrati e di disoccupati a zero euro. Un qualsiasi partito intercetterebbe il sentire collettivo e conquisterebbe gli elettori con una politica di sobrietà che promuovesse il taglio dei rimborsi elettorali, la riduzione del numero dei parlamentari e delle loro indennità, l'abolizione delle province. Erano promesse elettorali. Ma chi se le ricorda più? E del resto, la casta non finisce mai di stupirci e indignarci. A mio avviso non sono pochi quelli che si appropriano della diaria giornaliera - 250 euro - con l'aiuto scambievole dei «pianisti»: oggi a te, domani a me. In un reciproco e proficui scambio di favori che grava su tutti noi cittadini. Il presidente della Camera Gianfranco Fini ha giustamente deciso di introdurre il tasto digitale: la terza carica dello Stato ha fatto sapere che «l'Ufficio di presidenza ha deciso all'unanimità» sull'introduzione del nuovo sistema, per porre fine «al malcostume del voto per delega». I numeri parlano chiaro: su 630 deputati, sono 500 coloro che hanno rilasciato le minuzie. Cioè, ci sono dei parlamentari che si rifiutano di fornire le impronte, appellandosi impropriamente alla loro dignità offesa e trincerandosi dietro la privacy. Quante porcherie si coprono in nome della privacy! In verità a mio avviso i reticenti vogliono continuare a truffare lo Stato, in quel porto franco che è il Parlamento. Il Presidente della Camera promette che ci farà conoscere i nomi dei renitenti. Ma se li conosceremo soddisfaremo solo una curiosità? O li potremo anche punire? Il sospetto è che resteranno liberi di comportarsi come sempre, perché in ogni caso la casta non risponde all'elettore, ma al capo-partito che li nomina e li conferma sulla base della fedeltà. Ezio Pelino - NAPOLI Il Parlamento, la più alta istituzione rappresentativa del Paese, ha dovuto cambiare alcune sue regole per scarsa «moralità» durante il voto. Infatti, dalla prossima settimana entrerà in funzione il nuovo sistema di votazione anti «pianista». Evviva, era ora. Basta con le squallide immagini di deputati con le mani mobili come i tentacoli dei polipi, intenti a votare anche per il collega assente. Forse andrà così. Ma purtroppo sappiamo che il nostro Paese è maestro nel fare la leggi e ed ingannarle allo stesso tempo. Alla fine le impronte digitali, più che agli immigrati cladestini, le hanno dovuto prendere agli onorevoli che ci dovrebbero rappresentare. Che dire? Viva la rinata moralità pubblica. Giuseppe Diotto - NAPOLI

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Scenari futuri, parla il Partito Repubblicano Italiano (sezione: Province)

( da "Quotidiano.it, Il" del 07-03-2009)

Argomenti: Province

Scenari futuri, parla il Partito Repubblicano Italiano Ascoli Piceno | Il PRI vede la necessità di costituire una "città territorio Ascoli - San Benedetto" sulle rovine dell'attuale provincia, in modo da considerare tutto il territorio come una unica città che vada dal Parco dei Sibillini fino alla costa adriatica. Dall?Ing. Mario d'Emidio Consigliere Nazionale del Partito Repubblicano Italiano riceviamo e pubblichiamo quanto segue: Il partito repubblicano italiano di Ascoli e San Benedetto, nell'ambito del dibattito politico che si è attivato per le prossime elezioni provinciali e comunali, esprime un forte interessamento per le posizioni assunte dal Movimento Autonomo Piceno dei noti "tre Sindaci". Il PRI, in particolare, esprime apprezzamento per: 1. La coscienza della necessità di abolizione di tutte le province che è anche patrimonio storico del PRI; 2. Il disappunto per la mancata difesa di qualsiasi interesse della zona sud delle Marche, nell'ambito della divisione dell'attuale Provincia, da parte dell'amministrazione provinciale e della stessa Regione Marche, nonché da parte di molti esponenti politici locali; 3. La necessità di costituire una "città territorio Ascoli - San Benedetto" sulle rovine dell'attuale provincia, in modo da considerare tutto il territorio come una unica città che vada dal Parco dei Sibillini fino alla costa adriatica; 4. La opportunità che "la città territorio Ascoli - San Benedetto" sia uno dei lati del famoso quadrilatero "Ascoli - San Benedetto - Teramo - Giulianova" che è una felice intuizione di diversi anni fa e che non ha, ad oggi, ritrovato riscontri attuativi. Il PRI ascolano e sambenedettese, anche in considerazione dell'attuale crisi economica e finanziaria che colpisce in modo particolare il territorio piceno, fa un appello a tutte le forze politiche affinché si dia priorità alle cose da fare ed ai programmi amministrativi rispetto alle avvilenti discussioni in atto riguardanti le singole persone e gli schieramenti politici. 06/03/2009

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Il commercio è alle corde: lo scorso anno ad abbassare le saracinesche sono stati oltre 11 mila... (sezione: Province)

( da "Gazzettino, Il" del 07-03-2009)

Argomenti: Province

Sabato 7 Marzo 2009, Il commercio è alle corde: lo scorso anno ad abbassare le saracinesche sono stati oltre 11 mila negozi fra Veneto e Friuli Venezia Giulia e le stime 2009 sono ancora negative tanto che le associazioni di categoria non propongono più interventi mirati, ma articolati pacchettti di misure straordinarie. Le imprese commerciali - al dettaglio e all'ingrosso - nelle 7 province del Veneto al 1. gennaio di quest'anno erano 114.024 ovvero poco meno della metà dell'intero settore dei servizi. Il saldo negativo per i negozi veneti è stato nel 2008 di 2750 unità a seguito delle 5.799 aperture e delle 8.549 cessazioni. La provincia più penalizzata dalla crisi del commercio in termini assoluti è Padova con un saldo negativo di -767 (su 23.449 esercizi attivi) seguita da Venezia col calo di 580 unità (su 17.911 negozi quindi con un calo percentuale più marcato: -3,5%). Ancor peggio la situazione in Friuli: le 23.628 imprese commerciali oggi attive sono frutto delle 1.248 nuove iscrizioni del 2008 e delle 2675 chiusure con un saldo negativo di ben 1.427 unità ovvero il 7% del totale. Sette aziende ogni cento hanno cessato l'attività nel 2008 contro le 2,4 cessate nel Veneto. Guardando il dato nazionale si può solo colorare a tinte ancora più fosche l'orizzonte: in Italia hanno infatti aperto 82.350 nuovi negozi e ben 121.210 hanno abbassato le saracinesche definitivamente per un saldo negativo di 38.860 unità. Per cui il Veneto pesa nel rapporto aperture/chiusure per il 7,2% del totale nazionale e l'intero Nordest per il 10 che sono le stesse quote con cui pesano sul Pil nazionale, segno che il commercio è la cartina al tornasole dell'intera economia. Il segretario di Confcommercio-Ascom Veneto Fernando Morando è sulle barricate: «Proprio ieri sono stato all'inaugurazione di un nuovo bar-ristorante nel Veronese e ho fatto i complimenti al gestore per il coraggio che dimostra. Di questi tempi ci vuole coraggio per intraprendere un'attivotà commerciale, ma ai nostri associati dico di non disperare. Chi ha lavorato seriamente sarà premiato dai clienti, si tratta di tener duro per almeno un altro anno, durante il quale dovranno arrivare aiuti alle piccole imprese altrimenti non si esce dalla crisi. Solo il rilancio delle Pmi può far riprendere l'economia». «Sì, è una crisi pesante e difficile - concorda Maurizio Franceschi, segretario regionale di Confesercenti - per effetto del calo dei consumi. Occorrono interventi immediati in due direzioni: ammortizzatori sociali per gli inoccupati e interventi a favore delle piccole imprese. Soprattutto il credito bancario deve cambiare, ora è più difficile fra richieste di garanzie e strette economiche». Franceschi chiede anche l'abolizione degli studi di settore e la riduzione delle tassazione per le piccole imprese. Settori più colpiti. Il commercio al dettaglio è il comparto che vede i numeri più pesanti in Veneto: il settore auto ha un saldo negativo di 240 unità (527 aperture e 767 chiusure); ancora peggio l'ingrosso (-1.057) ma sopra tutti è il dettaglio con -1.454 esercizi in meno. «È colpa anche della grande distribuzione - aggiungono Ascom e Confesercenti - cui tutto è permesso e che affossa i piccoli esercizi, un fenomeno ancor più grave oggi in periodo di crisi anche per le città che perdono i servizi primari». Ogni mese in Veneto chiudono circa 720 negozi e si tratta soprattutto di abbigliamento e generi alimentari nei centri urbani. Altri 300 lasciano l'attività in Friuli VG dove i numeri sono, in proporzione, ancora più pesanti: -107 unità il comparto auto, 660 in meno sia l'ingrosso che il dettaglio, per un saldo totale di -1427. Infine due curiosità che dimostrano il cambiamento cui va incontro il commercio: la crisi porta una diminuzione drastica dei negozi al dettaglio, ma fa (ri)nascere i centri di manutenzione e ricambi non solo nel comparto informatico visto che la vita media dei computer si allunga, ma anche nel comparto auto dato che se ne vendono sempre meno e se ne "aggiustano" sempre più. La seconda curiosità riguardi i negozi dell'usato che stanno aprendo a macchia di leopardo soprattutto in Veneto: uno dei comparti più gettonati è quello dei prodotti per bambini, abbigliamento e giocattoli su tutti. Gigi Bignotti

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Dal costo storico al costo standard, Galli: <La vera rivoluzione del federalismo fiscale> (sezione: Province)

( da "Varesenews" del 07-03-2009)

Argomenti: Province

Busto Arsizio - Il presidente della Provincia all'incontro organizzato da "Dialogando" ai Molini Marzoli sulla riforma fiscale in senso federale Dal costo storico al costo standard, Galli: «La vera rivoluzione del federalismo fiscale» Dialogando di federalismo può capitare che poi si finisca a parlare di Malpensa. Accade spesso in provincia di Varese, come ha ricordato il consigliere provinciale Fabio Binaghi dell'associazione politico-culturale "Dialogando" ieri sera, giovedì 5 marzo, ai Molini Marzoli di Busto Arsizio dove si è parlato della riforma fiscale in senso federalista che sta prendendo forma con questo governo. Ospiti della serata Walter Galbusera, segretario regionale Uil, Dario Galli, presidente della Provincia, Giovanni Paolo Crespi, assessore al bilancio del comune di Busto, Mario Crespi, assessore alle poliotiche sociali, Fabio Binaghi, moderatore della serata. Assenti il sindaco Farioli e l'assessore Regionale Buscemi. Gran parte della discussione, in realtà, è ruotata attorno alla riforma fiscale e all'importante novità che sarà la vera rivoluzione della fiscalità, ovvero il passaggio dal costo storico al costo standard dei servizi. A introdurre l'argomento è stato l'assessore al bilancio bustocco che, in qualità di accademico, ha saputo spiegare i contenuti del disegno di legge che ha delegato il governo mettere in pratica il federalismo fiscale, primo vero passo verso la riforma federale dello Stato. «Come ha detto il ministro Tremonti non c'è federalismo se non c'è prima il federalismo fiscale - ha detto Crespi - una volta cambiata la fiscalità, si potrà cambiare l'assetto governativo del paese. Tutto ruota sul passaggio dalla spesa in base al costo storico dei servizi, dove stabilito il costo di una prestazione ogni anno lo stato eroga la stessa cifra uguale all'anno prima, al costo standard, dove il valore di un servizio è tarato sulle esigenze dell'ente e che ammette una riduzione dei costi e, quindi, un conseguente abbassamento della pressione fiscale». Lo stesso Dario Galli ha insistito su questo tasto: «Fino ad oggi chi ha saputo spendere meno e bene non ha ricevuto nessun beneficio da questa buona pratica - ha detto Galli - in special modo le regioni del nord che producono la metà del gettito fiscale ma vedono tornare indietro molti meno soldi di regioni non virtuose come la Sicilia che è l'unica regione italiana che assorbe per le spese tutta la fiscalità prodotta dai siciliani più una parte di quella nazionale. Col federalismo questo non accadrà più». Riguardo al costo che la riforma federale avrà per i cittadini la risposta di Galli è lapidaria: «Il costo è zero, anzi - sottolinea - sarà un vantaggio perchè la miglior gestione del gettito fiscale sul territorio, e non a Roma, porterà ad un abbassamento delle tasse se l'amministratore comunale o provinciale sarà capace di spendere bene i soldi diminuendo i costi e lasciando invariata la qualità di un servizio. Solo così si potrà effettivamente valutare la bontà di un sindaco». Il modello svizzero per Galli è il migliore: «Pagano tre tasse in Svizzera - sottolinea Galli - una al comune, una al cantone e una allo Stato. In Italia è una giungla di partecipazioni al momento e di tasse dai nomi più strani con una pressione che, se togliamo l'economia sommersa, è del 55% e non del 43% come dicono i dati ufficiali. In Svizzera la pressione è al 33%». La presenza del segretario regionale di un sindacato stimola il dibattito: «Il federalismo è una cosa buona se non ci si dimentica che siamo in Italia e se si riesce a smettere di fare battaglie politiche su tutto - ha detto Galbusera - battaglie di comodo dalle quali la stessa Lega non è esente, come si vede su Malpensa, il Paese potrebbe beneficiarne. Il federalismo permetterà di fare molte cose, prima tra tutte una vera politica fiscale mirata sui bisogni dei cittadini del territorio. Poi potrebbero essere aboliti enti intermedi come le Province che costano 14 miliardi di euro allo Stato». La provocazione di Malpensa e sull'abolizione delle Province apre un dibattito che si allontana dal federalismo ma al quale galli non sembra sottrarsi: «Malpensa? Alla lunga tutti capiranno che Malpensa senza Alitalia sopravviverà alla grande mentre Alitalia senza Malpensa morirà presto - ha detto Galli lapidario - sulle Province vorrei sottolineare che questi enti non costano 14 miliardi ma gestiscono questi soldi. Se non ci fossero i costi non sparirebbero ma si spalmerebbero su Regione, Anas e Stato». » Commenti dei lettori (sono presenti 2 commenti) Venerdi 6 Marzo 2009 Orlando Mastrillo

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Tra Saitta e Porchietto chi ci guadagna è Vietti (sezione: Province)

( da "Stampa, La" del 08-03-2009)

Argomenti: Province

ELEZIONI PROVINCIALI L'UDC COMMISSIONA UN SONDAGGIO SUGLI ORIENTAMENTI DI VOTO Il leader centrista supera la candidata del Pdl e tallona il presidente uscente Tra Saitta e Porchietto chi ci guadagna è Vietti [FIRMA]ALESSANDRO MONDO Il candidato più conosciuto è Antonio Saitta, seguito da Michele Vietti, Claudia Porchietto ed Elena Maccanti, la carta giocata dalla Lega (ieri Roberto Cota, il capogruppo alla Camera, ha smentito qualsiasi convergenza del partito sul nome di Porchietto). La maggioranza promuove l'attuale gestione dell'ente, che però vorrebbe abolire: né mostra interesse a esprimere un candidato specifico. Nel caso, il secondo nome dopo Saitta è quello del deputato Udc Michele Vietti: il 23% degli intervistati lo vorrebbe alla guida della Provincia. Sono alcuni dei responsi condensati nel sondaggio commissionato dalla segreteria provinciale dell'Udc all'Istituto Italiano di Ricerca Demoscopica, uno dei molti barometri del sentire politico che da oggi a giugno cercheranno di decifrare gli orientamenti di voto. Mille le risposte utili su 3 mila telefonate tra il 2 e il 5 marzo, rappresentative della popolazione maggiorenne a Torino e Provincia. «Il giudizio sulla candidatura di Vietti è lusinghiero - gongola Alberto Goffi, segretario regionale Udc -. Ora capisco il nervosismo del Pdl, costretto in terza posizione, quando ha annunciato di voler scendere in campo...». Sei le domande del sondaggio, tarato sulle persone e non sulle coalizioni. Le risposte al primo quesito, «è al corrente che il 7 giugno si vota per la presidenza della Provincia?», getterebbero nello sconforto anche il candidato più motivato: a fronte di un 48% di informati, l'84% non ne sa nulla (il 36% degli uomini e il 48% delle donne). Tra i «competitor» Saitta è il più conosciuto, specie tra le donne (42%): gli uomini si attestano al 39%. Anche Vietti spopola tra il gentil sesso (31% contro il 20,5 degli uomini). Nel caso di Porchietto, candidata del Pdl, il rapporto si capovolge: 8,5% di uomini, 4% di donne. Maccanti, che probabilmente sconta il fatto di essere scesa in pista per ultima, è conosciuta dal 2% delle donne (gli uomini, peggio per loro, stanno a zero). Il 53% del campione dichiara di non conoscere nessuno tra i candidati in lizza. Il 74% degli uomini e il 56% delle donne non sono interessati ad esprimere una preferenza (nel caso di risposta «sì» il rapporto è di 26 a 44). Il 21,5% delle donne la assegnerebbe a Saitta (12% di uomini), l'11% a Vietti (9,5%), il 7,5% a Porchietto (6%) e il 2% a Maccanti. Scopriamo che il 59,5% degli uomini e il 41% delle donne perorano l'abolizione della Provincia, il che non esclude un buon giudizio sull'operato della giunta Saitta: ottima per il 24% delle signore (19% di uomini), buona per il 22% (21%), sufficiente per il 4% (26%). Particolare non trascurabile: il 63% del campione condivide l'utilità di una formazione moderata: per equidistanza tra i due poli, ma anche come atto di fiducia verso Casini, apprezzato «per il coraggio dichiarato nell'affrontare in solitudine il rischio elettorale».

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Il sindacato non è più garante delle richieste dei pensionati (sezione: Province)

( da "Trentino" del 08-03-2009)

Argomenti: Province

«Il sindacato non è più garante delle richieste dei pensionati» La Federazione Cisl in assemblea: c'è ansia per la crisi economica FERNANDO VALCANOVER PERGINE. Il 16º congresso di Lega Alta Valsugana della Federazione regionale pensionati-Cisl, presenti una cinquantina di delegati in rappresentanza di una dozzina di comuni, ha fotografato la difficile situazione in cui versano oggi molti pensionati, e le molte richieste e rivendicazioni ancora senza risposta. Al tavolo di presidenza, presenti i co-segretari regionali Gigi Caliari e Norma Tamburini, il segretario di Lega Gino Pedrotti ha puntato il dito nella sua relazione sul sindacato, «che non è più visto dagli iscritti come garante delle loro richieste». Molti sono, infatti, gli interrogativi posti dalla base sul ruolo del sindacato, sia in tema di rivendicazioni per le pensioni, sempre meno competitive, che per i servizi prestati, con disservizi in periferia. Una relazione che sottolinea le tante lamentele e rivendicazioni, e le situazioni di necessità amplificate dall'attuale crisi. Il presidente dell'assemblea Dario Bertoldi, già segretario di Lega per 12 anni, premiato per il suo impegno con una targa ricordo, ha dato il via al dibattito. Tanti i rilievi fatto dagli iscritti, le richieste, rivolte a portare avanti le varie istanze sia in sede provinciale che nazionale: tra queste l'invito alla Fnp a farsi affiancare dal sindacato nella trattativa con la Provincia per le rivendicazioni e provvidenze richieste: Poi lo slogan del congresso "anche per gli anziani una vita dignitosa" che è stato preso ad esempio nella difficile situazione dei malati non autosufficienti e terminali, quasi sempre privi di sostegno adeguato. Il segretario Caliari ha quindi fatto il punto delle varie richieste dei pensionati, anche di quelle emerse negli incontri sul territorio: tariffe agevolate per i trasporti, adeguamento delle pensioni, maggior collaborazione tra Fnp e Cisl, rivendicazione delle migliorie che spettano alla Provincia nel settore salute, servizi, casa, l'abolizione dell'addizionale regionale per i redditi da pensione più bassi, la "ripartenza" del fondo per non autosufficienti, i dovuti chiarimenti sul tema "badanti". In sintesi una maggiore attenzione per le tre "A": alimentazione, abitazione, assistenza. Dopo l'invito del segretario a fare proselitismo, si sono svolte le designazioni dei delegati al Congresso regionale, al Consiglio direttivo regionale e al consiglio di Lega e la breve cerimonia di riconoscimento all'ex segretario Dario Bertoldi.

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Brianza, Provincia a orologeria (sezione: Province)

( da "Giorno, Il (Brianza)" del 08-03-2009)

Argomenti: Province

MONZA pag. 7 Brianza, Provincia a orologeria La Russa: «È l'ultima da abolire, ma bisogna tagliare gli enti intermedi». Lega polemica di MONICA GUZZI IL PASSAGGIO è storico, ma la polemica è dietro l'angolo ed è tornata a divampare fra An e Lega. E non poteva essere più feroce, visto che scoppia alla vigilia delle elezioni con le quali il centrodestra punta a mettere la sua bandiera sulla neonata Provincia di Monza e Brianza. Protagonisti dello scontro, per molti inatteso, da una parte il ministro della Difesa Ignazio La Russa, approdato ieri a Monza, città fresca di promozione a capoluogo, dove ha sostenuto la necessità di abolire enti intermedi come la Provincia, e dall'altra il deputato Paolo Grimoldi, portabandiera della Lega da sempre schierata per l'autonomia della Brianza. PER LA PRIMA volta a giugno i brianzoli eleggeranno i vertici della loro Provincia: una data importante, ha ricordato il ministro della Difesa Ignazio La Russa, intervenuto all'ultimo congresso provinciale di An per dare la sua benedizione al nuovo partito unico del centrodestra, il Pdl. Ma la nuova Provincia non è il vero traguardo: chi verrà eletto, ha auspicato infatti il ministro, dovrà lavorare per abolirla. O meglio: «Immaginare domani un peso sempre minore, fino all'abolizione delle province». I presidenti che verranno eletti, ha spiegato meglio La Russa, dovranno pertanto lavorare per «dare più potere ai Comuni e ridurre progressivamente l'esistenza delle strutture intermedie». Una tesi che ha gelato la platea dell'urban center, che in realtà ieri dall'arrivo del ministro si aspettava un nome, quello del candidato alla presidenza del nuovo ente, che nei giorni scorsi al tavolo regionale del centrodestra il Pdl ha rivendicato a un uomo di Alleanza nazionale. In realtà il nome non è arrivato: il capogruppo in Regione Roberto Alboni e il vicesindaco di Monza Dario Allevi dovranno ancora aspettare, prima di sapere chi correrà per la poltronissima, ammesso che nel frattempo le carte in gioco non si siano ulteriormente rimescolate. «NON SARÀ annunciato oggi il nome del candidato, che sarà reso noto in un incontro con gli esponenti di tutta la coalizione - ha esordito infatti la Russa -. Noi di candidati ne abbiamo messi a disposizione addirittura due, entrambi in grado di rappresentare benissimo la Provincia di Monza». E DAVANTI a una platea già frastornata, il ministro ha voluto accompagnare queste sue dichiarazioni con un messaggio tranquillizzante: «La Provincia a Monza la facciamo, ma bisogna pensare a un sano equilibrio dello Stato. Fintanto che di Provincia ce ne sarà una, questa sarà quella di Monza, perché è quella che più amiamo e per averla abbiamo dovuto combattere». Immediata la polemica leghista. «Se An non vuole le province, non chieda le poltrone, soprattutto dove ha più sedie che voti», attacca Paolo Grimoldi, deputato monzese della Lega Nord e coordinatore federale del Movimento giovani padani. «L'ATTACCO di Ignazio La Russa alla Provincia di Monza in occasione del congresso di An è fantozziano - continua Grimoldi -. Nelle stesse ore in cui il partito chiede la presidenza della Brianza, viene annunciata la corsa contro il tempo per abolirla in cinque anni. Soprattutto in quei territori dove i voti di An sono a volte inferiori al numero delle poltrone che occupano, facciano almeno il piacere di non rivendicare nulla. E visto che a Roma qualcuno di loro ha anche votato contro la Provincia di Monza e Brianza, almeno la smettano di chiederne la presidenza. Per noi della Lega, che abbiamo lottato da soli per dare dignità politica alla Brianza, certe frasi arrivano come pugnalate - è la conclusione del deputato monzese -. Mi piacerebbe sapere cosa ne pensano i due aspiranti candidati di An in Brianza, Dario Allevi e Roberto Alboni. Si candidano per mettere le ali alla Provincia di Monza e Brianza o per affossarla?».

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Il materiale è del tipo che va maneggiato con grande accortezza. Perché rischia di creare ... (sezione: Province)

( da "Messaggero, Il" del 08-03-2009)
Pubblicato anche in: (Messaggero, Il (Metropolitana)) (Messaggero, Il (Civitavecchia))

Argomenti: Province

Domenica 08 Marzo 2009 Chiudi Il materiale è del tipo che va maneggiato con grande accortezza. Perché rischia di creare forti mal di pancia, da una parte e dall'altra. Tema: riforma del sistema elettorale con il quale si andrà a votare per le elezioni regionali nella primavera 2010. Alessio D'Amato (Pd), presidente della commissione affari cotituzionali e statutari, dice cauto: «Il regolamento del consiglio regionale è un passo importante, perché va ad armonizzarsi con lo statuto. Ora, con il più ampio consenso, possiamo pensare anche alla riforma elettorale». I punti più importanti di una possibile riforma sono due. Il primo è quello della cancellazione del listino del presidente, vale a dire quei quattordici consiglieri che rappresentano un premio di maggioranza. Sull'abolizione del listino - in linea di massima - dovrebbe essere non difficile trovare un accordo vasto delle forze politiche rappresentate in consiglio regionale. Discorso diverso è invece quello dello sbarramento (si parla del 4 per cento). Su questo possono esserci diversi partiti pronti ad alzare le barricate e sarà tutt'altro che semplice trovare un punto d'incontro. Anticipa D'Amato: «Io sono fermamente convinto nella necessità dell'abolizione del listino del presidente e di una diversa distribuzione del premio di maggioranza, che favorisca la rappresentanza dei territori attraverso il voto dei cittadini. Lo sbarramento? Non credo che sarà all'ordine del giorno». Nel regolamento del consiglio regionale ci sono invece anche altre novità oltre all'abolizione dei monogruppi e l'ampliamento dell'uso del voto elettronico. Spiega D'Amato: «Ci sono delle modifiche che riguardano l'individuazione di chi viene chiamato a ricoprire delle cariche negli enti di secondo grado. Oltre al curriculum, sarà necessario allegare anche il certificato dei carichi pendenti».

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L'orizzonte è l'abolizione della proprietà privata dei mezzi di produzione (sezione: Province)

( da "Riformista, Il" del 08-03-2009)

Argomenti: Province

L'orizzonte è l'abolizione della proprietà privata dei mezzi di produzione L'orizzonte è l'abolizione della proprietà privata dei mezzi di produzione. Oggi il comunismo ha ragioni forti. 08/03/2009

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La Lega e l'imbarazzo sui prefetti: usiamoli, ma sono simboli di Roma (sezione: Province)

( da "Corriere della Sera" del 08-03-2009)

Argomenti: Province

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2009-03-08 num: - pag: 2 categoria: REDAZIONALE Il ruolo di «vigilanti» bancari Alessandri: l'obiettivo finale resta la loro eliminazione La Lega e l'imbarazzo sui prefetti: usiamoli, ma sono simboli di Roma ROMA — Il 4 giugno 1996 Roberto Maroni, portavoce del Clp (Comitato di liberazione della Padania), invita i sette presidenti di Provincia della Lega a «sfrattare i prefetti: preparino le valigie e in fretta». Il 4 ottobre 2007, Umberto Bossi avvisa: «Basta con la canaglia romana centralista, basta con i prefetti di Prodi: anche il Barbarossa cercò di opprimere con i suoi prefetti i Comuni: abbiamo visto a Legnano com'è finita». Sei marzo 2009, contrordine: Giulio Tremonti affida a loro il ruolo di monitoraggio del credito, Bossi concorda e Maroni, non più portavoce del Clp ma ministro dell'Interno, anche. Un dietrofront? No, spiega Angelo Alessandri: «La nostra posizione è chiara: fin tanto che ci sono, cerchiamo di usarli al meglio». Daniele Reguzzoni, deputato, già presidente della provincia di Varese: «In uno Stato federale il prefetto non può esistere perché è la summa del centralismo. Ma ora, non possiamo farne a meno. Però cambiandolo: sta già diventando una figura diversa dal passato ». In un partito verticale come la Lega, nessuno si sogna di mettere in dubbio il Senatùr. Davide Caparini, che presentò un progetto per l'abolizione delle prefetture: «è un momento eccezionale, è logico questo intervento ». Ma qualche mal di pancia Bergamo, 2007 La Lega protesta davanti alla Prefettura

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TERNI ENTRA nel vivo il contenzioso sulla tassa Tevere-Nera che ... (sezione: Province)

( da "Nazione, La (Umbria)" del 09-03-2009)

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TERNI / ORVIETO pag. 6 TERNI ENTRA nel vivo il contenzioso sulla tassa Tevere-Nera che ... TERNI ENTRA nel vivo il contenzioso sulla tassa Tevere-Nera che vede fronteggiarsi Comitato abolizionista e Consorzio di Bonifica. Sfiorano quota 5500, ma sono destinati a raggiungere la soglia dei 6mila, i ricorsi dei cittadini contro gli avvisi bonari di pagamento relativi al 2007, riferiti a circa 55mila utenti. La valanga di ricorsi è già sui tavoli del Consorzio e delle commissioni tributarie provinciali chiamate a districare la matassa. Della questione si interessa anche il difensore civico della Provincia, avvocato Alessandro Robatto (nella foto). Nel mirino in particolare le motivazioni che sottendono agli avvisi. «Ci stanno pervenendo molte richieste di verifica spiega l'avvocato . Riscontriamo, per ora, avvisi che recano varie imprecisioni, dalla motivazione carente all'indicazione, circa la possibilità di presentare ricorso, di un'autorità diversa da quella prevista. Discutibile anche l'imposizione del contributo minimo di 10,80 euro, a fronte di richieste di pagamento che possono variare dai 0,40 ai 0,60 euro. Per ora consigliamo ai cittadini di attendere l'arrivo delle cartelle esattoriali e di rivolgersi da subito alla commissione tributaria». Spetterà proprio alla commissione provinciale, e in caso di appelli a quella regionale, chiarire la disputa sulla legittimità della tassa, con spese legali a carico del soccombente. Il fronte abolizionista è più che mai pronto allo scontro. «Recentemente spiega Gino Venturi, segretario Uil-Fp cinque sentenze sono state a favore dei ricorrenti, tra cui un'azienda agricola. C'è anche possibilità di chiedere il rimborso per chi ha già pagato l'avviso bonario». Ste.Cin.

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Forlì, elezioni. La Lega tenta l'intesa con Rondoni: ecco il 'decaologo' (sezione: Province)

( da "RomagnaOggi.it" del 09-03-2009)

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8 marzo 2009 - 19.29 (Ultima Modifica: 09 marzo 2009) Ancora un spiraglio per l'appoggio della Lega ad Alessandro Rondoni FORLI' - Dopo i 25 punti programmatici avanzati da Pini e validi per tutta la Romagna, la Lega Nord Romagna aggiunge altri 10 punti imprescindibili per un'alleanza con il Pdl e l'Udc. Tra i punti, inviati al candidato sindaco Alessandro Rondoni dal segretario comunale del Carroccio, Stefano Vanetti, spicca la "riforma del sistema degli affidi dei minori", un presidio fisso della Polizia Municipale in piazza Saffi dalle 7 di mattina all'una di notte e l'abolizione della ztl. Vanetti lascia aperto uno spiraglio a Rondoni chiarendo che "se il Candidato della PDL troverà l'intesa su tutti i punti programmatici allora vi sarà la possibilità di ragionare su di un apparentamento al primo turno, in caso contrario, ci rivedremo al ballottaggio, magari con qualche sorpresa sul vero sfidante a Balzani". Vanetti infatti non lo dice espressamente, ma pare sia infatti pronta una candidatura autorevole della Lega che potrebbe aggregare altre forze politiche. Questi i dieci punti programmatici della Lega a Forlì. . Riforma del Sistema degli affidi dei minori . Attivazione di un presidio fisso di polizia municipale in Piazza Saffi dalle 7 di mattina all'una di notte con possibilità di ampliare l'orario nei fine settimana. . No all'ampliamento dell'Iper . Abbattimento dei prezzi dei parcheggi nel centro per le prime due ore rispettivamente a 10 e 50 centesimi . Abolizione della ZTL fissa e permesso di parcheggio in Piazza Saffi nelle ore di apertura degli esercizi commerciali . No terzo Inceneritore . Rilancio della Fiera attraverso una partnership estera . Privatizzazione dell'Aeroporto entro il fine 2011 . Revisione completa del Piano del Traffico . Revisione completa del PRG

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la provincia è della lega, galan si rassegni (sezione: Province)

( da "Mattino di Padova, Il" del 10-03-2009)

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Pagina 17 - Cronaca «La Provincia è della Lega, Galan si rassegni» Il senatore Cagnin lancia Marcato: «Rappresenta il Carroccio» La Lega rilancia la corsa per la candidatura in Provincia e butta in campo due nomi: Maurizio Conte e Roberto Marcato. «Possiamo andare anche da soli: abbiamo gli uomini e le idee giuste. E facciamo quello che la gente vuole. E poi anche a Padova il Carroccio deve avere rappresentanza» spiega il senatore Luciano Cagnin, ex sindaco di Piombino Dese. «Sono d'accordo con Leonardo Muraro, quando dice che chi vuole l'abolizione delle provincie, leggi Galan, non dovrebbe poi affannarsi tanto per imporre un suo candidato - attacca Cagnin - Noi invece crediamo che in un'ottica federalista possano svolgere un ruolo da trait d'union tra regioni e comuni». I nomi in campo? «Il segretario Maurizio Conte, ma anche l'assessore all'ambiente Roberto Marcato, che in questi cinque anni si è distinto per l'alto profilo tenuto da amministratore».

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tibet in rivolta, scontri e arresti - federico rampini (sezione: Province)

( da "Repubblica, La" del 10-03-2009)

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Pagina 4 - Esteri Tibet in rivolta, scontri e arresti Bombe contro la polizia cinese, deportati 109 monaci. Espulsi gli stranieri FEDERICO RAMPINI dal nostro corrispondente PECHINO - Bombe contro la polizia e manifestazioni nei monasteri "bucano" la cortina del silenzio che la Cina impone attorno al Tibet. Malgrado lo stato d´assedio che stringe la regione ieri è stata una escalation di tensione: un centinaio di monaci deportati dal monastero di Lutsang, espulsioni a raffica di stranieri e testimoni scomodi. Come temeva il governo cinese, il cinquantesimo anniversario dell´esilio del Dalai Lama ha riaperto ferite antiche e recenti. Non si spegne la resistenza contro quella che molti tibetani considerano un´occupazione straniera e un "genocidio culturale" (così lo definì il Dalai Lama) della loro identità nazionale. I cinquant´anni della fuga in India del loro leader spirituale precedono il primo anniversario delle tragiche giornate di Lhasa: il 14 e 15 marzo 2008 la capitale del Tibet fu il teatro di violenze contro gli immigrati cinesi e poi di una brutale reazione poliziesca. Ieri delle bombe artigianali sono state lanciate contro la polizia nella vicina provincia del Qinghai, dopo gli scontri fra la popolazione tibetana e pattuglie militari che bloccavano le strade per controlli d´identità. I militari hanno circondato anche il monastero di Rebkong, uno dei tanti da cui giungono notizie di proteste. La settimana scorsa un monaco si era dato fuoco; un centinaio di religiosi avevano sfidato i divieti manifestando per la libertà di culto e per la liberazione dei prigionieri politici. Secondo le stime degli esuli 1.200 persone sarebbero scomparse dopo la rivolta di un anno fa. Da settimane il governo cinese allarga il dispositivo di sicurezza ben oltre i confini amministrativi del Tibet ufficiale, dà la caccia i giornalisti, sigilla militarmente le enclave etniche tibetane nelle tre provincie limitrofe del Qinghai, Sichuan e Gansu. Colonne di camion dell´Esercito Popolare di Liberazione sono avvistate sui valichi di montagna, accampamenti fortificati appaiono vicino alle comunità tibetane più importanti. Si dilata così la "terapia di Lhasa", quell´imponente schieramento di forze da combattimento che ha piegato la capitale. In molte aree si segnalano blackout di Internet, gli stranieri sono stati espulsi anche da alcune zone del Sichuan, nei locali notturni è vietato perfino il "rock tibetano" considerato come un veicolo di protesta. Pechino conferma di avere rafforzato i controlli a tutte le frontiere del Tibet, «in previsione di atti di sabotaggio organizzati dai secessionisti». Il presidente Hu Jintao chiama a «costruire una grande muraglia contro il separatismo». E aggiunge un duro avvertimento ai governi stranieri: «Nessuno ospiti il Dalai Lama». Oggi la Repubblica Popolare vorrebbe celebrare 50 anni di «riforme democratiche e abolizione della servitù feudale in Tibet». In realtà l´invasione cinese è ancora più antica, compie quasi sei decenni. Poco dopo il trionfo della rivoluzione comunista a Pechino (1949), Mao Zedong già il 1° gennaio 1950 annuncia per il Tibet l´imminente "liberazione dal giogo dell´imperialismo britannico" (la limitata influenza britannica in realtà era finita con la seconda guerra mondiale). Il 7 ottobre 1950 quarantamila soldati dell´Esercito di liberazione popolare attraversano il fiume Yangze e dilagano in tutto il Tibet occidentale uccidendo ottomila guardie del Dalai Lama. Il primo decennio dell´occupazione cinese però è quasi "soft". Inizialmente Mao ha istruito le truppe per accattivarsi la popolazione locale, evitare la violenza, rispettare il clero buddista. E´ a metà degli anni Cinquanta che le milizie comuniste cominciano a svuotare i monasteri, nelle provincie di Amdo e Kham. Parte nel 1955 la prima insurrezione armata con armi fornite dalla Cia. Nel 1956 Pechino scatena una delle sue offensive più sanguinose: 150.000 soldati e bombardamenti a tappeto. Fallita la rivolta, nel 1959 il Dalai Lama in pericolo di vita fugge in esilio in India. A quel punto la repressione cinese ha fatto 65.000 vittime, altri 70.000 tibetani sono deportati nei campi di lavoro, 80.000 hanno traversato il confine indiano o nepalese per finire negli accampamenti di profughi. Da quel momento in poi è un escalation di sofferenze per i tibetani, fino agli esperimenti estremi della Rivoluzione culturale, quando le Guardie rosse di Mao devastano uno dei più ricchi patrimoni artistici e archeologici dell´umanità. Su seimila templi e monasteri censiti prima del 1959 pochi restano intatti nel 1976, dopo dieci anni di Rivoluzione culturale. Stremati anche dalle carestie, i tibetani non perdono però la volontà di resistenza. Spesso sono le ricorrenze come quella di oggi a riaccendere la loro protesta. Vent´anni fa una rivolta massiccia dilaga due giorni prima dell´anniversario della fuga del Dalai Lama. In quel periodo il Tibet è governato da un giovane burocrate in ascesa, un commissario politico venuto da Pechino: è Hu Jintao, l´attuale presidente della Repubblica e segretario generale del partito comunista. Quell´8 marzo 1989 Hu Jintao non ha esitazioni, dichiara la legge marziale e chiama l´esercito a schiacciare la ribellione. A posteriori molti vedranno in quella normalizzazione "periferica" la prova generale per il massacro di Piazza Tienanmen. Cioè l´altro anniversario che il regime cinese attende con nervosismo quest´anno.

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Pd contro la <Provincia a termine> di La Russa (sezione: Province)

( da "Giorno, Il (Brianza)" del 10-03-2009)

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MONZA pag. 8 Pd contro la «Provincia a termine» di La Russa POLEMICA DOPO I LUMBARD ANCHE IL CENTROSINISTRA CONTESTA IL MINISTRO E' POLEMICA sulla «Provincia a termine» auspicata dal ministro Ignazio La Russa, che parlando sabato al congresso brianzolo di An ha chiesto a chi verrà eletto di lavorare per dare più poteri ai Comuni e abolire gli enti intermedi. Dopo la dura risposta della Lega, ora una replica arriva dal Pd. «Il centrodestra sulla nuova Provincia di Monza e Brianza è a dir poco schizofrenico. Da un lato, con il ministro Ignazio La Russa, attacca la nuova istituzione chiedendone l'abolizione, dall'altro, con gli esponenti della Lega, la difende in tono molto polemico con gli stessi alleati di An. In più non hanno ancora espresso un candidato, che sarà deciso nel chiuso delle berlusconiane stanze», dice Giuseppe Civati (nella foto CdG), consigliere regionale del Pd eletto in Brianza, criticando duramente le dichiarazioni rilasciate sabato dal ministro della Difesa. «Le parole del ministro e il silenzio dei due possibili candidati alla presidenza della nuova Provincia, anche loro di An - continua Civati, riferendosi a Roberto Alboni, capogruppo di An in Regione, e Dario Allevi, vicesindaco di Monza - la dicono lunga sul rispetto delle istituzioni, e quindi dei cittadini, di parte del centrodestra: la nuova Provincia di Monza e Brianza è stata istituita con una legge dello Stato votata dal Parlamento. Le parole di La Russa sono anche irrispettose nei confronti del buon lavoro svolto in questi anni anche da suoi compagni di coalizione per realizzare la nuova istituzione. Noi andiamo comunque avanti - conclude Civati - per convincere la maggioranza dei brianzoli a votare Gigi Ponti, un candidato che consideriamo naturale, e continuiamo a credere che la nuova Provincia sia utile per realizzare progetti concreti per risolvere i problemi quotidiani dei cittadini». M.Guz.

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IN OGNI NUOVO IMPIANTO SI TROVERANNO METANO E GPL. L'EMILIA-ROMAGNA PRIMA REGIONE IN ITALIA PER IMPIANTI DI VENDITA DEL METANO (124), MENTRE SONO 265 QUELLI A GPL. DAL 2000 DIMINUI (sezione: Province)

( da "marketpress.info" del 10-03-2009)

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Martedì 10 Marzo 2009 IN OGNI NUOVO IMPIANTO SI TROVERANNO METANO E GPL. L´EMILIA-ROMAGNA PRIMA REGIONE IN ITALIA PER IMPIANTI DI VENDITA DEL METANO (124), MENTRE SONO 265 QUELLI A GPL. DAL 2000 DIMINUITI I DISTRIBUTORI E LEGGERMENTE AUMENTATO L´EROGATO TOTALE. Bologna, 10 marzo 2009 - Novità in arrivo per la distribuzione dei carburanti in Emilia-romagna. Obbligo di vendere carburanti eco-compatibili (metano o gpl) in tutti i nuovi impianti di distribuzione, (esclusi quelli delle zone appenniniche), che dovranno anche essere alimentati da un impianto energetico da fonti rinnovabili per la produzione di energia elettrica. Cisterne più capienti per ridurre il transito dei mezzi pesanti destinati al rifornimento. Abolizione delle distanze e delle superfici minime per favorire la realizzazione di nuovi impianti, così come dell?obbligo di avere attività accessorie oltre alla distribuzione di carburanti. Riduzione dei tempi di attesa per i consumatori e semplificazione delle procedure per i gestori. Sono alcune delle disposizioni del provvedimento per la rete di distribuzione dei carburanti in Emilia-romagna approvato dall?Assemblea legislativa regionale. ?Un provvedimento atteso e importante per il settore ? ha detto Duccio Campagnoli, assessore regionale alle Attività produttive dell?Emilia-romagna ? che vuole andare a vantaggio di utenti, consumatori, cittadini e degli operatori della rete di distribuzione di carburanti. La nuova normativa non solo dà applicazione alla disposizione che prevede il superamento degli obblighi di distanza minima, ma guarda all?obbiettivo di qualificare ulteriormente la rete con una grande attenzione al risparmio energetico e alla qualificazione ambientale grazie al sostegno per la diffusione di carburanti come metano e gpl. Già oggi la regione Emilia-romagna, con i suoi 124 impianti, è la prima per distributori di gas metano e anche per il suo l?utilizzo come fonte energetica?. Una rete più efficiente - Dal 2000 al 2007, infatti, l?erogato totale è leggermente cresciuto (+0,62%), a fronte di un calo dei distributori, passati nello stesso periodo da 2. 030 a 1. 772. E? invece aumentato l?erogato medio per impianto, con un incremento del 15,27%. Per quanto riguarda il metano, dal 2000 al 2006 l?erogato totale in regione è cresciuto del 12,03%, passando da 123 a 138 milioni di metri cubi. In Emilia-romagna gli impianti autorizzati alla vendita di metano sono ora 124 (di cui 20 nuovi solo nel 2008), in Lombardia 83, in Veneto 97 e in Toscana 69 (fonte Federmetano). Sono poi aumentati, dal 2000 al 2006, anche gli impianti che erogano Gpl, passati da 249 a 265 (+6,43%) e Il trend di crescita per metano e gpl pare confermato anche per i prossimi anni. Secondo i dati delle principali case automobilistiche, l?utilizzo di metano o gpl riduce dall?11% (gpl) al 19% (metano) le emissioni di Co2/km in atmosfera. Dal punto di visto del servizio agli utenti, il 63% degli impianti regionali è già dotato di dispositivi self-service pre-pay e il 32% di self service post-pay. La dotazione di servizi accessori risulta in crescita. Ormai diffusa è la presenza di autolavaggio e bar, mentre per quanto riguarda i servizi all?auto, gli impianti attivi su rete pubblica e autostradale con servizio notturno sono 97, quelli con autolavaggio 318, col gommista 39 e con l?elettrauto 82. 171, infine, gli impianti dotati di servizi igienici per il pubblico. Le nuove misure - Oltre alle misure per un?ulteriore semplificazione delle regole per realizzare nuovi impianti, la nuova normativa prevede che tutti i distributori di nuova costruzione debbano essere dotati almeno dei prodotti benzina e gasolio, nonché (esclusi quelli realizzati nelle zone appenniniche), di metano o Gpl. I serbatoi per benzina e gasolio devono avere una capacità complessiva pari ad almeno 60 metri cubi e essere idonei al rifornimento di almeno quattro tipologie di prodotti; al di fuori della zona appenninica, qualora l´impianto eroghi Gpl, deve essere previsto uno o più serbatoi per Gpl di capacità complessiva pari ad almeno 30 metri cubi. L?obiettivo è ridurre notevolmente il traffico derivante dagli automezzi per il rifornimento degli impianti. Per favorire il risparmio energetico, tutte le nuove piattaforme di distribuzione dovranno essere dotati di un impianto fotovoltaico, o di altre fonti rinnovabili per la produzione di energia elettrica, oppure collegati a centrali alimentate da fonti rinnovabili posti nel territorio del comune dove ha sede l´impianto. Tutti i fabbricati situati nell´area di un impianto di distribuzione carburanti devono obbligatoriamente avere i requisiti di risparmio energetico. Per rendere più efficiente la rete e ridurre i tempi di attesa dei consumatori, gli impianti nuovi devono essere dotati di almeno due colonnine multidispenser a doppia erogazione per benzina e gasolio e, al di fuori della zona appenninica, di almeno due erogatori di metano o di Gpl. Tutte le nuove piattaforme devono essere realizzati in modo che il rifornimento dell´impianto e il rifornimento dei veicoli avvengano fuori dalla sede stradale. Toccherà ai Comuni determinare gli indici urbanistico-edilizi per la modifica o la realizzazione di impianti stradali di distribuzione carburanti. Diverse anche le norme per la semplificazione delle procedure, con l?introduzione dell´esercizio provvisorio della struttura in attesa del collaudo sia per i nuovi impianti che in caso di aggiunta di prodotto; l?eliminazione del collaudo in caso di ristrutturazione parziale dell´impianto (sostituito dall´asseverazione di un tecnico abilitato); per le piattaforme dotate di self-service post-pagamento, possibilità di rilasciare al gestore dell´impianto l?autorizzazione per un pubblico esercizio di somministrazione di alimenti e bevande anche in deroga alla programmazione comunale dei pubblici esercizi. Il provvedimento introduce anche la garanzia, a favore degli utenti, dell´apertura di tutti gli impianti nelle fasce orarie 9-12 e 15-18 dal lunedì al sabato non festivi, così come l?obbligo di servizi igienico-sanitari per gli utenti, anche disabili e del relativo parcheggio. Per la migliore vivibilità degli addetti all?impianto e per la sicurezza degli utenti è previsto l?obbligo di installare un impianto di videosorveglianza a circuito chiuso, da attivare anche al di fuori dell´orario del servizio assistito e di una pensilina di copertura delle aree di rifornimento. Un testo coordinato con tutte le disposizioni in materia di carburanti verrà pubblicato nel Bollettino Ufficiale il prossimo 11 marzo. In allegato: i dati sulla rete in Emilia-romagna divisi per province . <<BACK

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Forza Italia rilancia il listino a sei (sezione: Province)

( da "Denaro, Il" del 10-03-2009)

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Campania legge elettorale Forza Italia rilancia il listino a sei Cosentino: E' l'unico strumento per garantire l'ingresso delle donne in Consiglio Ricorreranno ad azioni di mobilitazione sul territorio e nell'Istituzione per contrastare via libera a una legge elettorale "che non garantisce la rappresentanza delle donne". Lo assicura il gruppo regionale di Forza Italia che, ieri, con il coordinatore campano Nicola Cosentino, e con la partecipazione del portavoce Ernesto Caccavale e del candidato alla presidenza della Provincia di Napoli, Luigi Cesaro, ha tenuto una conferenza stampa sul progetto di legge che sarà esaminato domani in Consiglio regionale. angela milanese La principale novità del progetto di legge, approvato in commissione con una maggioranza trasversale agli schieramenti, consiste nella abolizione del listino e nella attribuzione del premio di maggioranza alle liste della coalizione vincente, nonchè nella previsione che nelle liste nessuno dei sessi possa essere rappresentato nella misura superiore ai due terzi del totale. Previsione che, secondo gli esponenti di Forza Italia, non sarebbe in grado di garantire una adeguata presenza delle donne nell'Istituzione consiliare. "Il listino è uno strumento indispensabile per garantire l'ingresso in Consiglio regionale delle donne, che costituiscono un valore aggiunto, e di esponenti della società civile che, con il sistema delle preferenze, non potrebbero essere eletti spiega il capogruppo azzurro Paolo Romano -. E' per tentare una mediazione con le altre forze politiche che abbiamo proposto un listino di sei persone, con alternanza di candidati maschi e femmine". Su questa proposta, il coordinatore regionale di Forza Italia, Nicola Cosentino invita le forze politiche della coalizione di centrodestra, nella quale An ed Mpa sostengono l'abolizione tout court del listino, a ritrovare una sintesi e "ad ascoltare le parole del presidente della Repubblica Napolitano che ricorda il sottosegretario all'Economia e alle finanze -, in occasione delle celebrazioni per la festa della donna, ha evidenziato che in Italia è troppo scarsa la presenza delle donne nelle Istituzioni. In Campania il problema sollevato dal Capo dello Stato è ancora più grave aggiunge Cosentino - e una legge elettorale, così come approvata dalla Commissione Statuto, non sarebbe in grado garantire l'elezione delle donne e di esponenti della società civile perchè, nel sistema di potere bloccato legato alle preferenze che c'è nella nostra regione a causa del centrosinistra, essi non riuscirebbero ad essere eletti". del 10-03-2009 num.

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SUL MONTELLO Alla ricerca di volontari per salvare rane e rospi (sezione: Province)

( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 10-03-2009)

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SUL MONTELLO Alla ricerca di volontari per salvare rane e rospi Martedì 10 Marzo 2009, Montebelluna Si cercano volontari per salvare rane e rospi. Ormai da parecchi anni, fra febbraio e marzo, le serate di un gruppo di volontari della provincia, quelli della Lac (Lega abolizione caccia) del Veneto e quelli dell'Enpa (Ente nazionle protezione animali), ma anche dei referenti di vari enti pubblici, sono caratterizzate da un unico obiettivo: salvare dalle auto rospi, rane e salamandre in transito verso gli stagni lungo le prese del Montello e la panoramica, ma anche nei pressi dei laghi di Revine. "Armati" di pile, guanti e secchi, ma soprattutto di tanta buona volontà, i volontari accompagnano gli animaletti nella loro migrazione, cercando di metterli al sicuro dalle auto. Lo scorso anno ne hanno salvati 17mila; quest'anno il numero potrebbe essere ancora più alto se è vero che solo l'altra sera sono stati salvati 802 rospi comuni e 197 rane nella zona del Montello, 450 in quella dei laghi di Revine, tra Tovena e Soller. Peccato che una sessantina di animaletti non sia invece scampata alla morte. Gli stessi volontari, quindi, anche quest'anno hanno posizionato centinaia di reti, utili per fermare i rospi prima dell'attraversamento della strada e poi raccoglierli in alcuni punti strategici. Gli scorsi anni si era anche ricorsi a dei tunnel lungo cui incanalarli. Gli stessi volontari, però, cercano aiuti di persone disponibili ad affiancarli nell'impegno, tutt'altro che agevole. Per questo invitano a contattare Monica Menin per il Montello (347/0827639), Adriano De Stefano per Revine (347/5931683), Michelangelo per Segusino (348/2207051), Andrea Zanoni per informazioni generali (347/9385856). Ma oltre ai volontari anche i Comuni sono mobilitati. Il Consorzio Bosco del Montello, con il supporto di tutti i centri che ne fanno parte, ha attivato addirittura Protezione civile e agenti della Polizia locale. E se nelle prossime serate vedrete fari e lampeggianti di auto che procedono a passo d'uomo oltre a uomini in divisa a bordo strada, non prendete paura. Piuttosto, unitevi al gruppo. Il tutto è per una buona causa. Laura Bon

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Enti locali provincia Torino contro la crisi: appello al Governo (sezione: Province)

( da "Sestopotere.com" del 10-03-2009)

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Enti locali provincia Torino contro la crisi: appello al Governo (10/3/2009 16:14) | (Sesto Potere) - Torino - 10 marzo 2009 - Maggiori risorse dal Governo per assicurare la copertura agli Enti locali dei mancati trasferimenti dopo l?abolizione dell?Ici; modifica del patto di stabilità per poter attuare investimenti produttivi a difesa dell?occupazione e iniziative di rilevanza sociale; tutela delle lavoratrici e dei lavoratori e pensionati colpiti dalla crisi; iniziative per un fisco più giusto; lotta all?evasione fiscale; salvaguardia dei servizi e del lavoro pubblico anche precario; riduzione dei costi dalla politica. Questi i temi che saranno dibattuti domani mercoledì 11 marzo alle ore 10 nella sede istituzionale della Provincia a Palazzo Cisterna in via Maria Vittoria 12, nel corso di un incontro pubblico che vedrà coinvolti i rappresentanti degli Enti locali e dei sindacati piemontesi. Interverranno Amalia Neirotti, presidente di Anci Piemonte, Gianni Cortese, segretario generale Uil Piemonte, Umberto D?Ottavio, presidente della Lega autonomie locali e assessore all?istruzione della Provincia di Torino, Vincenzo Scudiere, segretario generale Cgil Piemonte, Antonio Saitta, presidente della Provincia Di Torino e dell?Unione Province Piemontesi e Giovanna Ventura, segretario generale Cisl Piemonte.

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I veri motivi (sezione: Province)

( da "Corriere delle Alpi" del 11-03-2009)

Argomenti: Province

I veri motivi I veri motivi delle guerre GIORNI FA, dopo aver visto su un telegiornale, per l'ennesima volta il nostro presidente del consiglio dei ministri che annunziava il contributo di 200 milioni di euro dell'Italia per la ricostruzione di Gaza, seguito dal ministro Scaiola che parlava delle imprese italiane che vi sarebbero state impiegate, ho creduto di aver compreso i motivi veri per cui si provocano le guerre. Prima si distrugge usando le armi, che poi vengono riacquistate, magari riammodernate e più letali. Quindi si ricostruisce in un meccanico dove domina il denaro e i morti non contano per niente. Ma chi governa il mondo non potrebbe trovarne un altro, volto però ad affrontare e risolvere il problema della fame e delle malattie, che coinvolge miliardi di individui e interi continenti? Sandro De Zolt Sappadina An, ma Almirante che c'entra IL VIDEO con Giorgio Almirante, le "radici nel futuro", An nata come "Partito polo". Tutte cose che l'ultimo Congresso provinciale di An ha fatto bene a ricordare. "Non restaurare e non rinnegare" è stato infatti il grande insegnamento di Almirante che, però, a mio parere poco "ci azzecca" (come direbbe qualcuno) con la scomparsa di Alleanza Nazionale dallo scenario politico e la sua contemporanea fusione con Forza Italia. Tra il Congresso di Fiuggi, del gennaio 1995, che trasformò il Movimento Sociale Italiano in Alleanza Nazionale e l'imminente Congresso che sancirà la nascita del partito del Popolo delle Libertà vi è, infatti, una differenza fondamentale: il primo nasceva da una esigenza reale, da un'esigenza diffusa e sentita nella base, cioè quella di svecchiare l'armamentario (in verità un po' logoro) della destra italiana; il secondo, invece, si appresta a nascere come risultato di un puro e semplice calcolo politico. La cosa potrebbe esaurirsi qui perché, si dirà, il calcolo è parte integrante della politica. Ma il problema è che, in questo caso, il calcolo è profondamente sbagliato e non solo perché An entrerà nel nuovo soggetto politico rappresentando il 30%, cioè una minoranza, ma soprattutto perché vi entrerà senza idee e senza una identità, con l'unico obiettivo, come si legge chiaramente tra le righe dei vari interventi, di salvaguardare l'esistente in termini di poltrone e posti di potere. In effetti, se il 30% sarà appena sufficiente a garantire seggi e assessorati agli uscenti, perpetuando così la nomenclatura esistente (con l'ausilio determinante dell'abolizione delle preferenze per l'elezione di Camera e Senato), nelle elezioni comunali, provinciali e regionali, al contrario, la componente ex An del PdL rischia seriamente di uscirne pesantemente penalizzata in termini di rappresentanza politica. In sostanza, a ben vedere, l'operazione PdL appare pensata e costruita dai vertici di An proprio per offrire il massimo di tutela a sé stessi penalizzando, però, fortemente la base del partito. Il tutto senza fare poi i conti con il crescente consenso alla Lega e con il silenzioso, ma profondo, disappunto dei militanti "storici" di An che, su tutti i territori dove tradizionalmente vivono ed operano, si accorgeranno ben presto di essere stati privati non solo della loro storia e della loro identità politica ma, soprattutto, della loro stessa immagine di uomini e donne "differenti" rispetto ad una politica che spesso, a livello locale, appare molto più impegnata alla difesa di lobby, di interessi particolari e dei vari comitati d'affari che alla difesa dei cittadini. La decisione di An di sciogliersi per confluire nel PdL è poi sbagliata anche per un altro motivo: non si aderisce al PdL con lo spirito dei conquistadores spagnoli, come se le storie politiche e le culture altrui possano essere oggetto di occupazione o di bottino. A mio parere An dovrebbe aver più rispetto per i propri futuri compagni di strada, soprattutto per Forza Italia. Forza Italia, infatti, ha rappresentato per quasi 15 anni una posizione ed una cultura politica certo molto diversa da quella della destra, ma certamente non per questo inferiore o subalterna. Forza Italia ha saputo fondere, nel bene e nel male, l'idea liberale con istanze popolari, ha saputo sintetizzare nel proprio leader efficienza e innovazione, tutte cose nelle quali An, specie in questi ultimi anni, ha sempre detto di riconoscersi pienamente. E allora mi chiedo: ma perché mai queste posizioni dovrebbero essere meglio rappresentate nel futuro PdL dagli attuali uomini di An, dalla copia piuttosto che dall'originale? E soprattutto mi chiedo: se così sarà, chi darà voce, chi darà futuro e rappresentanza ai valori (che saranno il vero terreno di confronto in un mondo dal mercato sempre più globalizzato) che da sempre sono patrimonio distintivo e irrinunciabile della destra italiana? Non so se il progetto de "La Destra" che, recentemente, con Francesco Storace ho contribuito a fondare avrà un domani il consenso che spero ma, come ho sempre cercato di fare, difendo le cose in cui credo e, in definitiva, un diverso modo di fare politica. Quel modo disinteressato (e un po' incosciente) che una volta era la caratteristica stessa della destra in cui militavo e che oggi, tra saltimbanchi e giocolieri, tra computer e mercati globali, tra milioni di opinioni, di voci e di stranieri, se non altro ci aiuta a ricordarci chi siamo. Titti Monteleone Caro Schievenin, a Feltre funziona così A FELTRE il piano semi-serio di "Parketing" e gli eventi collaterali. Egregio signor Schievenin, leggo sulla stampa locale, meravigliato, che la città di Feltre, che ha profumatamente pagato il piano di Marketing, si ritrova blindata durante le grandi manifestazioni. E' chiaro, non si stupisca. Qui la leggenda metropolitana narra che solo l'automobilista- consumatore, che arriva davanti al negozio con l'auto, sia vero fruitore e benefattore della realtà commerciale locale e per esso valga quindi la pena di aprire Feltre. Dimostrazione, purtroppo, ne è ahimè il fatto che, già da diversi anni, centro di aggregazione sociale locale delle domeniche a Feltre, non sia il centro storico, con tutta la sua cultura, ma i supermercati aperti con ampi parcheggi. Non ne faccia quindi una questione di sgarbo alla sua bellissima manifestazione. L'Amministrazione, come proprio contributo controtendenza, lascia alla mercé delle intemperie e della pedonalizzazione di nicchia il piccolo "loculo turistico" in Largo Castaldi (non l'aspiratore, l'altro) a perpetua memoria che a Feltre il turismo si fa così. Sarebbe bello che, un alto funzionario, titolato e regolarmente, s'intenda, coi soldi pubblici pagato, sopra ci scrivesse "Perdete ogni speranza o voi civili che visitate la valle delle polveri sottili". Noi ci siamo abituati e anche lei può farsene una ragione. L'idea della corsa sarebbe anche ottima a dire il vero, ma, per "aprire Feltre", ha semplicemente sbagliato tipo di "chiave". La podistica non attecchisce nel Marketing - "Parketing" de "noialtri", quello con soggetti oggetti rombanti. Dimostrazione ne è il fatto che priorità di attenzione, nonostante il grave problema delle polveri sottili, oltre ai doppi sensi di circolazione, sia data alla realizzazione di parcheggi, perché ce n'è bisogno. Probabilmente il modello di vendita che qualcuno qui ha in mente è solo su invito e con tessera del parcheggio, così si è sicuri di trovare posto auto e aperto. Domenica scorsa sono andato a Bassano, negozi aperti, centro chiuso al traffico. Gente ovunque. Unico evento solitario collaterale un signore che gonfiava palloncini, neanche tanto apprezzato. Non li avevo avvisati del mio arrivo. Strano, ho pensato. Si vede che non capiscono niente di marketing. Beati noi a Feltre che abbiamo pagato il semi serio piano di "Parketing". William Nisi libero cittadino di Feltre Ma che inverno davvero coi fiocchi QUALCUNO ha già detto: Attenti ad esprimere desideri; prima o poi potrebbero avverarsi. Questo per dire a coloro che: Non ci sono più gli inverni di una volta e non si vedono le grandi nevicate - lor signori sono stati serviti; è stato (ancora?) un inverno letteralmente coi fiocchi. E relativi problemi per i Comuni di tutta la provincia, specie sulle Terre Alte, pur se use agli inverni come tali, con un ingente investimento per lo sgombero e manutenzione della viabilità, al di sopra di molte possibilità municipali, ma in ogni caso, quasi sempre ben gestita nonostante la non eccellente disponibilità di mezzi anche meccanici, il tutto sopperito dalla gran buona volontà degli addetti di qualsivoglia ente. Ma lo sgombero è stato relativo all'immediato, ora allo sciogliersi delle nevi, emergono gli "effetti collaterali"; il primo tepore induce alle prime passeggiate, ed alla conseguente visione della realtà post-inverno delle strade medesime, che tra ghiaccio, catene e vomeri spartineve, mettono a nudo lo stato degli asfalti, presentando un conto che si configura salatissimo per casse comunali già esangui. Proposta: in tempo di denuncia dei redditi, perché non destiniamo il nostro 5 per mille al Comune di residenza, tralasciando una tantum gli altri pur meritevoli Enti, Comunità e/o associazioni convenzionate. Ora non ricordo e non so se l'Ente comune possa "deviare" fondi di bilancio destinati al sociale per le proprie spese correnti, vedi lavori pubblici, ma se per caso in bilancio ci fossero già delle somme destinate a quest'ultimo, i nuovi e maggiori introiti del 5 per mille andrebbero agli stanziamenti sociali, liberando così fondi da destinare agli interventi di manutenzione ordinaria/straordinaria. Ripeto; non so se sia amministrativamente possibile, in ogni caso firmare là dove c'è scritto "a favore della socialità del tuo Comune", mi sembra già di per sé "cosa veramente saggia e giusta"; così come il ringraziare i sindaci/assessori/consiglieri delle nostre vallate per l'impegno generalmente profuso; senza dimenticare, anzi, sottolineare la gran massa di lavoro svolto dagli addetti comunali e sovra-comunali tutti. Antonio Alberti PIEVE DI CADORE Opera vietata brava la Provincia QUANDO il passo vorrebbe essere più lungo della gamba..... Sono pienamente d'accordo con l'operato della Giunta Provinciale in merito alla non-esposizione di un'opera nella mostra in corso a Borgo Piave. Mi meraviglio che il curatore della mostra, per me il maggior responsabile del pasticcio, non abbia considerato il contesto in cui presentava le opere. Ovvio che la stessa opera presentata nel reparto Urologia dell'ospedale avrebbe riscosso pura indifferenza, in un ristorante forse avrebbe bloccato l'appetito ai commensali e chi ne ha più ne metta. Nel caso specifico della mostra rivolta ad un pubblico di tutte le età ed a libero ingresso ben ha fatto la giunta provinciale a dare un altolà, come padrone di casa, del tutto comprensibile. Suggerisco inoltre ai tanti estimatori dell'opera di comprarla perbacco e, perché no, esibirla ben bene nello studio od in salotto oppure in cucina, meglio dove credono. Quanto a parlare tanto di Arte o di Artisti meglio lasciare ai posteri l'ardua sentenza. Renzo Bogo

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esternazioni padane e croci celtiche sui muri e ai cancelli di liceo e itis (sezione: Province)

( da "Mattino di Padova, Il" del 11-03-2009)

Argomenti: Province

Pagina 27 - Provincia Esternazioni padane e croci celtiche sui muri e ai cancelli di liceo e Itis CITTADELLA. «Provincia de Sitadea». In tempi in cui si parla di abolizione delle province, ci mancherebbe solo che anche Cittadella iniziasse una battaglia per diventare provincia autonoma. La trovata è semplicemente l'opera di qualche writer buontempone e vandalo che ha preso di mira i cartelli che la Provincia di Padova ha sistemata all'ingresso dell'Itis Meucci e del Liceo Tito Lucrezio Caro. Lo stemma provinciale è stato imbrattato da uno spray nero. Correzione effettuata con raro tempismo: ieri mattina ha attirato l'attenzione del presidente della Provincia. «Queste cose non si fanno», ha sbottato ieri mattina Vittorio Casarin. Gli ha fatto eco il collega di giunta, Luciano Salvò, assessore all'edilizia scolastica: «Ieri mattina ho visto che il personale del liceo stava provvedendo a cancellare alcune scritte sul muro della scuola. Va rispettata la cosa pubblica, è necessario un minimo di senso civico, un minimo di rispetto per i locali e la scuola». E proprio sui muri dell'Itis Meucci è comparsa la scritta «Anticomunismo militante», con un paio di croci celtiche a corredo dell'opera: scritte in spray nero, da parte di sedicenti gruppi di estrema destra, che se la prendono con i pericolosi «comunisti». Poco più in là, qualche scritta meno politicamente vandala, con le solite dichiarazioni d'amore eterno, «tvb» e dintorni. Insomma, a Cittadella i writer cialtroni sono ritornati all'opera: come già successo qualche tempo fa davanti a Villa Rina, dimostrano d'avere poca fantasia ed una scarsissima dimestichezza col graffito: per loro non vale neppure la fin troppo abusata attenuante dell'«artisticità» delle loro opere. (s.b.)

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Rifondazione Comunista lancia l'ultimatum a Marrazzo (sezione: Province)

( da "Tempo, Il" del 11-03-2009)

Argomenti: Province

stampa In un documento si chiede l'abolizione del ticket e misure per lavoro e sociale Rifondazione Comunista lancia l'ultimatum a Marrazzo Abolizione del ticket sanitario nell'ambito di un piano regionale che valorizzi il pubblico, stabilizzazione dei precari e finanziamento della legge sul reddito minimo garantito fino a 100 milioni di euro, approvazione di una legge sul diritto all'abitare, gestione pubblica del trasporto, si all'utilizzo di fonti rinnovabili e no agli inceneritori nella gestione dei rifiuti. Sono questi i punti «imprescindibili» contenuti in un documento di 9 pagine che ieri il Prc ha inviato al presidente della Regione, Piero Marrazzo. «Un ultimatum per rimanere nella maggioranza nell'ultimo anno di legislatura e in vista delle elezioni del 2010» ha detto il consigliere regionale di Rifondazione Ivano Peduzzi nel corso di una conferenza stampa dove erano presenti anche Maurizio Fabbri, del coordinamento regionale del Prc e Giuseppe Carroccia, segretario della federazione romana Prc. «Entro una settimana - ha detto Peduzzi - ci aspettiamo un segnale da parte di Marrazzo e la convocazione di un Tavolo». «Questi temi - ha detto Fabbri - sono stati già affrontati con Marrazzo lo scorso 23 febbraio nel corso di un incontro al quale hanno partecipato Peduzzi ed il segretario nazionale Ferrero. Dopo 15 giorni di silenzio - ha continuato - oggi vogliamo sollecitare una risposta».

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Un anno di tempo per completare il riassetto degli enti (sezione: Province)

( da "Sole 24 Ore, Il (Centro Nord)" del 11-03-2009)

Argomenti: Province

Centro-Nord sezione: ISTITUZIONI Bandi e appalti data: 2009-03-11 - pag: 14 autore: TOSCANA. In Regione tagli da 50 milioni Un anno di tempo per completare il riassetto degli enti Manuela Villimburgo FIRENZE Un ente soppresso, 4 fusioni e 3 riorganizzazioni. Questo il bilancio del piano di "dimagrimento e semplificazione" della macchina regionale, presentato dal Governatore Claudio Martini nel maggio del 2007 e ancora in corso. Al termine della riforma ci saranno circa una trentina di enti o livelli di governo in meno (la metà di quelli esistenti oggi). La promessa è di completarlo entro la fine della legislatura, con un risparmio atteso come ribadisce una nota della direzione finanze e bilancio di circa 50 milioni, una volta a regime, vale a dire quando saranno dismessi gli affitti e riorganizzate le piante organiche dei nuovi enti con pensionamenti, rottamazioni e prepensionamenti. Gli effetti principali e immediati sono infatti sul piano del personale i cui costi, secondo l'analisi che accompagna il piano, pesano sul bilancio del singolo ente per il 50-70 per cento. «Ma il risparmio- aggiunge Federico Gelli, assessore all'organizzazione deriva dalla parallela digitalizzazione dell'amministrazione attraverso cui stiamo riformando completamente la Regione ». Ad oggi, è stata eliminata l'Agenzia regionale per l'energia, mentre 3 Ato per i rifiuti hanno accorpato i 10 preesistenti, così come un solo soggetto ha preso il posto, a inizio 2009, delle 3 Aziende per il diritto allo studio universitario per un risparmio annuale intorno ai 600mila euro. Fusione anche per Sistema Toscana e Mediateca, con un risparmio annuo di almeno 150mila euro l'anno. Ultimo snellimento in ordine di tempo è la riorganizzazione dei Lode (gestori dell'edilizia pubblica locale) secondo il modello dell'Area vasta. In progress la fusione di Artea, l'Agenzia per l'erogazioni in agricoltura e Sviluppo Toscana (di cui è stata completata l'acquisizione l'estate scorsa), che costituiranno il soggetto unico per le agevolazioni a tutte le imprese. Niente da fare invece per l'accorpamento dei 6 Ato per l'acqua, la cui legge attende in Consiglio da quasi un anno. Allo stadio di proposta di legge l'accorpamento di Toscana Spettacolo e Fondazione Metastasio. Passo indietro anche nel matrimonio delle agenzie di ricerca Irpet e Ars. Infine, decisamente al palo la riorganizzazione delle 14 Apt sulla quale la giunta ha deciso di prendersi una pausa di riflessione e di concertazione con le Province. «Non chiude, non taglia, non si ritira. La Regione accorpa- commenta Alessandro Antichi, consigliere regionale e portavoce dell'opposizione -. Inascoltato il nostro appello allo smantellamento del sistema delle partecipate e persino la modesta proposta sull'abolizione dei Consorzi di bonifica non è stata accolta. Eppure non si trattava di una rivoluzione, ma solo del ritorno di compiti e attività all'interno di assessorati già esistenti e già abbondantemente forniti di budget e personale, invertendo così una direzione sbagliata». L'ACCUSA Critiche dall'opposizione di centro-destra: Antichi (Pdl) parla di un debole progetto di riorganizzazione

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di NANDO MAGNANI <SE CHIUDO gli occhi rivedo quelle fauci, quelle bocche ... (sezione: Province)

( da "Resto del Carlino, Il (Ferrara)" del 11-03-2009)

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FERRARA PRIMO PIANO pag. 5 di NANDO MAGNANI «SE CHIUDO gli occhi rivedo quelle fauci, quelle bocche ... di NANDO MAGNANI «SE CHIUDO gli occhi rivedo quelle fauci, quelle bocche spalancate pronte ad azzannarmi. Poi quei denti affondati nel polpaccio che mi squarciavano la carne: il panico, il dolore, le urla, il sangue». Chi parla, ancora letteralmente terrorizzata dal suo letto di ospedale, è Cristina Giglioli, la donna di 56 anni, attaccata due giorni fa a Santa Maria Codifiume da tre pitbull insieme al marito, il 58enne Andrea Chiarini. Lei, che dopo la drammatica esperienza è stata operata nel reparto di chirurgia plastica al Sant'Anna, e poi trasferita al Mazzolani Vandini di Argenta, ricorda le terribili sequenze dell'assalto come un incubo. Un film dell'orrore vissuto in prima persona in balia di quei possenti cani. «Era da tempo che non andavo dai miei familiari che abitano vicino a noi in via Fascinata racconta la signora visibilmente provata ; quelle bestie non le avevo mai viste prima. Erano libere in cortile, mentre una quarta (un pastore meticcio, ndr) era legata alla catena». I CONIUGI, rassicurati, sono entrati in casa. Ma messo di nuovo piede nel cortile, e salutati i parenti con un abbraccio, ecco scattare l'aggressione. «Mi hanno morso in due dice Cristina , uno mi lacerava il muscolo della gamba destra, ridotto a brandelli; l'altro meno in profondità, a sinistra». In tutto questo il terzo si accaniva sulla natica dell'uomo il quale ha riportato ferite più lievi grazie alla portafoglio che, nel taschino dei pantaloni, ha attutito l'attacco. «Mi ha salvata Andrea continua Cristina , poteva finire molto peggio. Lui mi ha trascinata ancora dentro l'abitazione, liberandomi da quella stretta micidiale», mentre i pitbull, all'esterno, ringhiavano e si dimenavano nel vano tentativo di riagguantare la presa. Il loro padrone, il nipote di 25 anni, era al lavoro. E nessuno riusciva a tranquillizzare quelle bestie tanto da impaurire i sanitari del 118. A CALMARE le acque il provvidenziale intervento di un amico del proprietario che, chiamato sul posto, è riuscito a rinchiudere gli animali inferociti. Mesi fa, secondo quanto appreso, i cani erano scappati e poco più tardi ritrovati a scorrazzare in paese. Hanno lasciato il segno delle cicatrici anche ad una portalettere ma per fortuna senza gravi conseguenze. L'esemplare femmina, di 36 mesi, di nome Yara, è ora a disposizione dei carabinieri del luogo e della polizia municipale al canile di Portoverrara, per le indagini ed i controlli del caso. Il servizio veterinario dell'Ausl deciderà il suo destino. Al momento è tornata docile e, a quanto pare, non verrà abbattuta. E' sana ed in regola con le vaccinazione. Ma bisogna capire il perché di quella terrificante aggressione. INTANTO sulla vicenda è intervenuto il deputato del Pd Enrico Farinone, vicepresidente della Commissione Affari Europei: «Bisogna impedire il possesso di cani pericolosi, lo dimostra anche quanto avvenuto in provincia di Ferrara, e su questo intendo presentare una legge. Il sottosegretario Martini ha insistito nella sua linea liberalizzatrice, con l'abolizione della black list dei cani pericolosi e la totale e unica responsabilizzazione dei loro proprietari conclude Farinone . Ma questa è una scelta che non diminuisce il pericolo mortale».

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La Regionepiù speciale (sezione: Province)

( da "Sicilia, La" del 11-03-2009)

Argomenti: Province

La Regione più speciale Speriamo che presto si concluda la disfida della sanità siciliana che ha già provocato scontri epici ai massimi livelli della classe dirigente con alleanze vere o presunte, inimicizie in luogo di antiche solidarietà, fratture e ricomposizioni tutte certamente interessanti sotto il profilo politico, ma non ha ancora dato risposta alla semplice domanda che i cittadini si fanno: avremo alla fine una sanità migliore, maggior cura delle persone, migliori attrezzature, medici più competenti, a costi compatibili con la attuale crisi finanziaria? Sembra che il tema riguardi prevalentemente la struttura organizzativa, come accade ormai fin dalle origini di questa che chiamare riforma sembra davvero un po' irritante. Ci saranno meno Asl e più dirigenti oppure meno Asl e più ospedali? O più di entrambi? Insomma l'attenzione della classe politica sembra ossessivamente concentrata sui meccanismi di produzione e riproduzione del consenso e quindi del potere più che sui bisogni dei contribuenti. Questo perché si considera normale, anzi saggio, occuparsi, in politica, in primo luogo degli interessi del proprio partito o gruppo o famiglia. Come diceva Gladstone, che non era siciliano: tra la sua coscienza e il suo partito, un gentiluomo sceglie il partito. Del resto c'è la controprova. In Sicilia quasi mai chi si è disinteressato del potere e del suo accumulo organizzativo, ha trovato fortuna durevole. Si ricorda ancora Gaspare Ambrosini, valoroso giurista e autore dello Statuto d'autonomia, malamente messo da parte per mancanza di dote elettorale. E tutta la storia della Regione più speciale del nostro paese, è costellata di ascese e declini di gruppi organizzati, spesso sostenuti da un rapporto con il potere centrale, vere cordate messe in piedi all'atto della conquista iniziale del potere o evolutesi in seguito al consolidamento di varie fasi politiche. Nulla di strano in una politica formalmente democratica, cioè fondata sul consenso anche a prescindere dal merito. Ma molto di preoccupante se si considera la crisi attuale e la sua forza di rottura rispetto alle abitudini del passato. Si prendeva il potere una volta in nome di un ideale e contro una minaccia e lo si gestiva, dopo un po', distribuendo risorse anche al di là di quelle realmente esistenti, in modo che il consenso iniziale durasse confortato da quelli che Lindblom chiama benefici materiali. L'incentivo alla resistenza al potere essendo in buona sostanza la possibilità di macinare dell'altro potere e supponendo che l'economia facesse il suo dovere di crescere e creare risorse almeno fittiziamente da iscrivere nelle entrate da cui attingere per soddisfare le corporazioni, gli amici, gli aderenti. Questa logica in Sicilia ha avuto anche del buono perché si è accompagnata ad una crescita senza precedenti almeno fino agli anni '80. Da quel momento, con la fine dei gloriosi trent'anni di benessere ininterrotto dopo la guerra, il meccanismo si è più volte rotto. E a livello nazionale ed europeo s'è inventato un nuovo approccio. Maggiore attenzione alla spesa, riqualificazione di molte uscite, compressione dei costi, diminuzione dei privilegi, miglioramento della competitività, ricorso alla sussidiarietà con responsabilizzazione del privato. Talora si ha l'impressione che questo nuovo approccio in Sicilia non sia mai riuscito ad arrivare. Si ricordano le municipalizzazioni al Comune di Palermo, con l'immissione in ruolo di migliaia di precari che hanno fatto saltare tutti i conti, le analoghe assunzioni regionali, la previdenza a carico del bilancio regionale, la mancata abolizione delle province, l'indebitamento crescente per non toccare la spesa. Ovviamente il tutto condito di appelli al sociale, all'indigente, al povero ed ultimo. I quali per la verità hanno continuato a passarsela malino, vedendo peggiorare le proprie speranze di impiego produttivo a misura che la convenienza all'investimento decresceva per via della caduta di competitività e per la disastrosa immagine che mafia e corruzione proiettavano sull'Isola. Continuare così non si può. E non serve rinfacciarsi a vicenda la responsabilità di un guasto che viene da lontano, forse dalla storia stessa della Sicilia. E che si corregge se cambia mentalità collettiva, se mutano le aspettative, se cresce la percezione del rischio mortale che si fa correre alle migliori energie. Già oggi è in atto una migrazione massiccia di risorse intellettuali. I nostri migliori studenti vanno dov'è il lavoro, sciamano per l'Europa e per il mondo e la Sicilia si impoverisce ulteriormente. La politica, si dice, ha la sua legge. Ma se il risultato non è buono, perché ostinarsi a celebrare un rito che tra poco non avrà più adepti? E' chiaro che non ci può essere un disarmo unilaterale, perché come spiegava già Burke due secoli fa, se uno si cura degli interessi generali mentre il suo concorrente bada agli interessi del suo elettorato, il primo sarà espulso ed il secondo si ritroverà padrone, magari di un disastro, ma pur sempre in sella. E non sono tanti quelli che preferiscono stare in piedi piuttosto che cavalcare uno spregevole ronzino, perché sarà pure un disastro la situazione ma è meglio che la gestiamo noi, come pare abbia detto un illustre padre della patria che non era nemmeno siciliano.

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Ravenna partecipa alla Giornata Mondiale del Rene (sezione: Province)

( da "RomagnaOggi.it" del 11-03-2009)

Argomenti: Province

11 marzo 2009 - 17.13 (Ultima Modifica: 11 marzo 2009) RAVENNA - Obiettivo della Giornata Mondiale del Rene è aumentare l'attenzione nei confronti del danno renale cronico e delle morbilità e mortalità cardiovascolari ad esso associate e sottolineare la necessità di una diagnosi precoce e di prevenzione delle malattie renali. Le malattie renali costituiscono una minaccia incombente a livello mondiale. Si calcola che, nella popolazione generale, tra il 7% e il 10% delle persone abbia un danno renale, molto spesso misconosciuto. La Federazione Internazionale delle Fondazioni del Rene (IFKF) e la Società Internazionale di Nefrologia (ISN) hanno lanciato la Giornata Mondiale del Rene, che si celebra annualmente, per diffondere la consapevolezza nei confronti del danno renale cronico e delle sue morbilità e mortalità cardiovascolari associate, e per attirare l'attenzione sull'urgente necessità globale di una diagnosi precoce e della prevenzione delle nefropatie croniche e del danno cardiovascolare ad esse connesso. In Italia si calcola che vi siano più di 5 milioni di persone che non sanno di essere affette da una malattia renale. Bisogna agire quanto più possibile per operare informazione sulle malattie renali che molto spesso insorgono in forma subdola e si rendono manifeste solo in fase già avanzata. Nella Provincia di Ravenna il numero di pazienti in terapia sostitutiva renale è in progressivo e costante aumento ed attualmente sono pari a 328 di cui 252 in trattamento dialitico (720 pazienti/per milione di abitanti) e 76 portatori di trapianto renale funzionante, mentre il numero di incidenti, cioè i nuovi pazienti che ogni anno hanno necessità di iniziare il trattamento dialitico sostitutivo è pari a circa 150-170 pazienti per milione di abitanti (50-60 nuovi pazienti/anno) Al fine di meglio controllare e ridurre questo incremento è quindi fondamentale sia conoscere quando si è a rischio di danno renale (ipertesi, diabetici ed obesi, familiarità per malattie renale e/o abuso di farmaci), sia attuare una prevenzione delle malattie renali che si realizza col precoce riconoscimento dei primi segni quali ad esempio l'ipertensione arteriosa e/o la presenza di proteine nelle urine. Sono questi ultimi fattori che danneggiano gravemente i reni, spesso senza dare disturbi e passando inosservati, ma se vengono riconosciuti in tempo, oggi siamo in grado di correggerli entrambi potendo prevenire così il danno renale irreversibile. In quest'ottica ed in occasione della Giornata Mondiale del Rene indetta per il 12 marzo, la FIR-SIN (Fondazione Italiana del Rene-Società Italiana di Nefrologia), hanno avviato il Progetto "Prevenzione delle Malattie Renali 2009", iniziativa che già da 4 anni si svolge in varie città Italiane. L'Azienda Sanitaria di Ravenna anche per quest'anno ha sottoscritto l'iniziativa aderendo al "Progetto Scuole". Nella giornata del 12 marzo, personale medico ed infermieristico specializzato dell'U.O. Aziendale di Nefrologia e Dialisi sarà presente presso il Liceo Scientifico A. Oriani per eseguire agli studenti dell'ultimo anno scolastico opera informativa sulle malattie renali ed effettuare gratuitamente un controllo della pressione arteriosa e dell'esame dell'urine. Le malattie renali possono manifestarsi a qualsiasi età. Inoltre, dall'abolizione del servizio di leva, i giovani non sono più sottoposti a screening.

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La riforma è presto fatta: al posto del Comune farei un bel museo d'arti decorative al pos... (sezione: Province)

( da "Stampa, La" del 12-03-2009)

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La riforma è presto fatta: al posto del Comune farei un bel museo d'arti decorative al posto della Provincia un centro studi. Comune e Provincia sono inutili in una città di un milione di contribuenti-elettori, usata da 3 milioni di persone. La «Grande Milano» sarà governata da un Senato composto dai sindaci delle 10 zone della città (ciascuna con 200-600 mila abitanti) più i 20 sindaci dei più importanti centri della provincia e 30 senatori eletti a suffragio universale. Sede del Senato di Milano? Ovvio, il Castello Sforzesco. Milano ha cominciato a deprimersi nel 1499 quando con il Castello perse la sua autonomia. Dal Castello bisogna ripartire». Non è una fiction ambientata ai tempi dei potenti duchi di Milano ma il clou (altro punto forte: l'abolizione delle auto blu) del programma per l'elezioni provinciali dello storico dell'arte Philippe Daverio, candidato di spicco nella lista civica che appoggia Filippo Penati, il presidente uscente del Pd. Ex assessore alla Cultura ('93-'97) nella giunta del leghista Formentini, pluridocente al Politecnico di Milano e all'università di Palermo, conduttore su Raitre di "Passepartout" («Dovrò sospendere; in Italia solo il padrone della tv può fare politica») e, per volere di Vittorio Sgarbi, «bibliotecario» di Salemi («una carica dadaista») l'eclettico Daverio, molto dandy e gran affabulatore, ha scelto Penati, decisionista ex sindaco di Sesto San Giovanni, nella Milano che da un anno litiga anche per l'Expo. Dalla Lega a Penati, bel valzer Daverio! «Chiariamo: ho solo 2 tessere; quella del Circolo Canottieri di Orbetello e la Fidaty card dell'Esselunga. Nel Pd ci sono politici da salotto e quelli che sanno ancora di lima di ferro. Penati appartiene a questa seconda categoria. E'un brianzol-milanese concreto, non parla snob alla Bassetti, nè il milanese commercial, genere: «Mi consenta». Ha vissuto l'implosione del mondo delle fabbriche e optato per una trasformazione innovativa del mondo produttivo. Gabriele Albertini e Letizia Moratti mettevano soldi nei bond e lui comprava la Serravalle per finanziarsi la bretella nord...». E lei vuole fargli rinunciare all'auto blu? «Penati è d'accordo. Andremo in taxi, non è un gran sacrificio. Con questa crisi propongo un movimento nazionale per l'abolizione delle auto blu. 600 mila privilegiati, 200 mila addetti: cifre folli. Pensare che al Politecnico abbiamo laboratori chiusi per mancanza di fondi! Torniamo a Penati. Questa lista è un esperimento per una sinistra progettuale che non s'esaurisca nella critica a Berlusconi». Perché non si riconosce più nella Lega? «Nel '93 la Lega nord era una forza innovativa, ora sono diventati dei reazionari. Per capire come sarebbe l'Italia leghista basta guardare a Malpensa: pressapochismo, incapacità d'affrontare i problemi, risposte semplificate alla paura. Bisogna reagire: Milano muore di claustrofobia ma è anche la città che con Torino ha sempre cambiato i destini del nostro Paese». Davvero pensa che la soluzione dei problemi, compreso lo psicodramma dell'Expo, sia la "Grande Milano"? «Con questo assetto è impossibile risolvere i problemi, dal sistema dei trasporti a quelli sociali. Quanto all'Expo faremo una manifestazione per ringraziare Letizia Moratti per l'impegno che ha messo nel dimostrare che anche il Comune non serve più a niente. La Fiera e l'area dell'Expo sono fuori dall'area di competenza comunale. Risultato: l'unico che in città ha un progetto chiaro in testa è Ligresti. Farà più case, è il suo mestiere! La mia proposta è usare il tema della trasformazione urbana come materiale per l'Expo. La "Grande Milano" ha aree agricole; produce vino, cocomeri, pannocchie. Una Milano dove si mangia la frittata di uova milanesi. Bisogna immaginare un altro modo di abitare, un'altra città. Con buona pace di Gabriele Albertini e di Giorgio Armani». Cosa c'entrano l'ex sindaco e il celebre stilista Armani? «Albertini non sapeva che in inglese «tollerance» significa rigore e l'ha tradotto nello slogan «tolleranza zero». Ha lasciato la città degli happy hour e di 200 mila universitari sbattuti nell'hinterland. Armani, prima ha comprato tutto il possibile poi si lamenta che di notte è un mortorio. Ma certi prezzi Armani può permetterseli, la libreria Bocca no. Questa claustrofobica Milano, la notte, sembra un outlet dopo l'ora della chiusura».

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provincia, ok al piano dei risparmi sul personale (sezione: Province)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 12-03-2009)

Argomenti: Province

Via libera della giunta alla contestatissima rivoluzione. Il presidente si tiene la competenza sulla polizia provinciale: questa organizzazione garantirà maggior efficienza Ridotte le aree dirigenziali da 13 sono diventate 5 Provincia, ok al piano dei risparmi sul personale Consentirà una minore spesa per 400 mila euro l'anno. Ma la montagna resta senza dirigente Ha ottenuto il via libera della giunta, all'unanimità, e tra un mese e mezzo al massimo sarà operativo. Il Piano di riorganizzazione della Provincia, la "rivoluzione" voluta dalla giunta di Pietro Fontanini, è dunque realtà. Una realtà che, giurano da palazzo Belgrado, permetterà di risparmiare circa 400 mila euro all'anno sulle spese di personale perché la macchina sarà più efficiente. Il Piano, dove resta cancellata l'area Montagna, ha già incassato il no dei sindacati. La giunta, su indicazione dell'assessore al personale Mario Virgili, ha quindi rivisto il sistema d'organizzazione dell'ente, portando le Aree, i "grandi" contenitori dei compiti provinciali, da 13 a cinque e introducendo nove Servizi di staff, servizi autonomi che sono a supporto dell'intero ente. La nuova organizzazione, quindi, prevede le Aree Mobilità e Sicurezza stradale, Ambiente, Sviluppo socio-economico, Tecnica e Lavoro e Welfare. I Servizi di staff, invece, sono: Gestione risorse umane, Avvocatura, Affari generali e istituzionali, Programmazione e controllo, Economico-finanziario, Patrimonio, provveditorato ed economato, Comunicazione, Informatica e telematica e Sviluppo della montagna. Un'organizzazione che, secondo Fontanini e Virgili, garantirà maggiore efficacia ed efficienza. E se la definizione della dotazione organica di ogni ufficio riguarderà una fase successiva, altra novità del Piano riguarda la polizia provinciale che d'ora in poi dipenderà dal presidente o da un suo delegato e che raddoppierà le figure con qualifica di comandante, perché a fianco dell'attuale arriverà un vice. Ma a far discutere sindacati, opposizione e colleghi di giunta, è stata l'abolizione dell'Area montagna struttura che avrebbe perso la propria autonomia divenendo semplice ufficio per l'erogazione dei contributi. "Avrebbe" perché la discussione in giunta, anche dai toni duri, ha cambiato la scelta. La Montagna non sarà più un'Area, è vero, ma un cosiddetto Servizio di staff, autonomo sì, ma senza un unico dirigente di riferimento. Un "contentino" all'assessore allo Sviluppo della Montagna Ottornio Faleschini che invece chiedeva lo status di Area. «Sono soddisfatto perché viene riconosciuta la necessità di autonomia del servizio - commenta Faleschini -, ma è chiaro che questa è una soluzione transitoria, perché la Montagna ha bisogno di un proprio dirigente. È un compromesso che lascia aperta la possibilità di portare avanti un progetto più ampio. Ora mi aspetto che la Regione faccia la propria parte dandoci nuove competenze, perché la Provincia sta dimostrando la capacità di ottenere risultati per l'Alto Friuli». Nessun "contentino" sottolinea invece Virgili, ma la dimostrazione che la Montagna è importante per la Provincia. «Oggi i compiti che abbiamo per la zona non giustificano l'Area - spiega Virgili -, ma quando la Regione abolirà le Comunità montane dando a noi quelle competenze, siamo pronti a riorganizzarla». Anna Buttazzoni

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di ANGELA BALDI S OSTA SÌ, SOSTA NO. Il dubbio è di quelli amletici... (sezione: Province)

( da "Nazione, La (Arezzo)" del 12-03-2009)

Argomenti: Province

PRIMO PIANO pag. 3 di ANGELA BALDI S OSTA SÌ, SOSTA NO. Il dubbio è di quelli amletici... di ANGELA BALDI S OSTA SÌ, SOSTA NO. Il dubbio è di quelli amletici e forse non basterà neppure un referendum per capire fino in fondo cosa desiderano i commercianti riguardo all'abolizione dei parcheggi in via Roma e via Crispi. Il questionario, proposto da Confcommercio a chi tiene bottega sui due lati delle strade in questione infatti, domandava se i negozianti fossero o meno d'accordo sull'abolizione dei parcheggi. Un vera e propria interrogazione che ha visto sostenere il sì con una maggioranza del 61%. In altre parole, su 31 negozi interessati, sono stati ben 19 i commercianti che hanno votato per l'abolizione della sosta in quella che è una delle strade principali della città. Gli altri? In 12 hanno votato no dicendosi contrari all'abolizione dei parcheggi. Ecco le loro ragioni. In questa città siamo abituati a spostarci a piedi il minimo indispensabile dice Gisella Iori di Amaranto Viaggi in via Roma I nostri clienti spesso fanno una sosta volante, ritirano i biglietti e risalgono in auto. Siamo contrari all'eliminazione dei parcheggi anche perché non ci sono alternative efficaci in zona'. IL PROBLEMA insomma è sempre lo stesso, se si deve andare in centro, magari anche per una sosta volante, la macchina dove si lascia? Dal momento che questa strada non diventerà mai pedonale e visto che si tratta di una delle principali arterie della città spiega Vinicio Favilli del Bar Amaranto non ha senso eliminare i parcheggi. In centro ci sono moltissimi uffici e servizi da raggiungere e non ci sono parcheggi capienti in alternativa, per questo motivo abbiamo votato no. Prima di togliere queste zone di sosta dovrebbero averne create delle altre in sostituzione che per il momento mancano'. Per qualcuno il parcheggio di fronte al negozio diventa una vera e propria strategia di marketing. «LASCIAMO I PARCHEGGI dove sono, magari qualche cliente in più si ferma auspica Massimo Dirindelli del negozio Anna Mercerie I parcheggi in centro sono pochi, andrebbero aumentati e non ridotti'. E per alcuni negozianti le priorità sono altre. Prima di tutto dedichiamoci a riqualificare la zona con interventi essenziali ad asfalto, marciapiedi, illuminazione dice Annamaria Boschetti di Look Ottica in via Crispi e lasciamo i parcheggi dove sono'. Per i sostenitori del no insomma togliere i parcheggi da via Roma e via Crispi è un po' come darsi la zappa sui piedi. Votando no interpreto anche il pensiero dei miei clienti spiega Silvia Giuliattini di Zuccherino per tutti è comodo parcheggiare in centro. Quello che servirebbe invece è migliorare le condizioni generali della strada partendo dall'illuminazione, di sera via Crispi sembra una strada di periferia'.

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I presidenti uscenti delle Circoscrizioni scendono in campo. Dopo l'abolizione di questi organi dece... (sezione: Province)

( da "Messaggero, Il (Marche)" del 12-03-2009)

Argomenti: Province

Giovedì 12 Marzo 2009 Chiudi I presidenti uscenti delle Circoscrizioni scendono in campo. Dopo l'abolizione di questi organi decentrati che hanno rappresentato la forma di partecipazione alla vita comunale più alla portata del cittadino, sono diversi, in città, i presidenti di Circoscrizione che non abbandoneranno la vita politica ma che anzi, in vista della prossima tornata elettorale, decideranno di candidarsi alle amministrative. Tra i presidenti uscenti (Mirco Nepi, Attilio Lattanzi, Marianna Marcucci, Luigi Travaglini, Filippo Carlini, Ermanno Bachetti, Giovanni Calcagni, Alessio Quartarone e Costantino Antonelli), il più convinto è il giovane presidente della circoscrizione di Monticelli. «Ho vissuto dieci anni di vita politica all'interno della Circoscrizione racconta Alessio Quartarone prima come consigliere di maggioranza poi come presidente. Ora l'idea è quella di candidarmi (per il Pd con Canzian) anche per sostenere il cambiamento all'interno del Comune. La decisione di candidarmi è, quindi, legittimata dal fatto che sicuramente conosco i problemi di una parte della città rappresentata da Monticelli». Intenzionato a candidarsi anche Costantino Antonelli di Villa S. Antonio. «Penso di tentare percorso nuovo all'interno della macchina comunale, se non altro per dare continuità al territorio afferma Visto che, chiusa la Circoscrizione, i cittadini perderanno il proprio interlocutore più vicino, spero almeno nel ripristino del comitato di quartiere, perché l'amministratore non perda una visione complessiva del territorio e rimanga a stretto contatto con la sua città». Disponibile ad un'una eventuale candidatura, ma non a tutti i costi, Mirco Nepi del Centro storico. «In 10 anni penso di aver dato un piccolo contributo spiega e sono disponibile a continuare, se a livello collegiale verrà chiesta la mia disponibilità e se si intende fare un certo tipo di discorso: infatti, a dispetto del giudizio che si possa avere della giunta Celani, con Castelli si dovrà in ogni caso aprire una fase del tutto nuova, anche alla luce della grave crisi che sta attraversando il territorio». Tra gli indecisi Attilio Lattanzi di Borgo Solestà, Marianna Marcucci di Campo Parignano, Ermanno Bachetti di Venagrande. No alla candidatura, invece, da parte di Giovanni Calcagni di Piagge e di Luigi Travaglini di Porta Maggiore. Intanto, domani alle 18, a palazzo dei Capitani si svolgerà una cerimonia di ringraziamento da parte dell'Amministrazione comunale dedicata a quanti, dal 1982, si sono impegnati all'interno delle circoscrizioni. Ste. Mi.

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Riforme per la casa: allo studio l'abolizione della licenza edilizia (sezione: Province)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 12-03-2009)

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Il Sole-24 Ore sezione: PRIMA data: 2009-03-12 - pag: 1 autore: Al via i primi 200 milioni dell'Economia Riforme per la casa: allo studio l'abolizione della licenza edilizia Il Governo punta alla semplificazione nel settore delle costruzioni. Per l'attività edilizia il permesso di costruire potrebbe essere abolito e sostituito da una certificazione di conformità firmata dal progettista. Allo studio anche l'autorizzazione «ex post» per chi interviene in aree vincolate a condizione che i lavori non arrechino danni. Spazio, infine, alla spesa dei primi 200 milioni per nuovi alloggi. Uva u pagina 29 l'articolo prosegue in altra pagina

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<LEGGO sulla stampa dice Giuseppe Calò, capogruppo di FI alla Provincia di i... (sezione: Province)

( da "Nazione, La (Pisa)" del 12-03-2009)

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PONTEDERA / VALDERA pag. 15 «LEGGO sulla stampa dice Giuseppe Calò, capogruppo di FI alla Provincia di i... «LEGGO sulla stampa dice Giuseppe Calò, capogruppo di FI alla Provincia di iniziative della Provincia di Pisa quali contributi alle aziende, tasse bloccate ( sic..) Mi viene da dire che alla demagogia non c'è mai fine. Per essere sicuri della rielezione, il presidente Pieroni ed i suoi assessori ricorrono a mezzi solo di propaganda. Le misure annunciate non sono state discusse, e da ora in poi, evidentemente, il consiglio provinciale si svolgerà tramite stampa, risparmiando con l'abolizione di consiglieri e assessori, se non della Provincia stessa. Ma veniamo alla sostanza: contributi alle aziende, ma con quali soldi? Il bilancio della Provincia è stato discusso da pochi giorni e nel bilancio di cifre citate per i contributi alle imprese (170.000 euro, più 70.000, più 200.000) non ci sono. Come li troverete, visto che vi lamentate sempre che vi mancano soldi? Demagogica l'affermazione che si potevano aumentare la Tarsu ed altre tasse; perchè non dite ai cittadini piuttosto come avete sperperato i soldi dei contribuenti? Ecco qualche esempio: aumento del numero degli assessori, da 8 a 10, come primo atto della giunta Pieroni. Spesa presunta (dal luglio 2004 al maggio 2009) di 300.000 euro. Acquisto fattoria ex Gaslini: 2 milioni e mezzo di sola gestione e interessi passivi di 800.000 euro annui che moltiplicati per 5 anni fanno 4 milioni L'elenco sarebbe infinito se ci mettessi anche i dipendenti assunti per la segreteria del presidente ( 2 addetti ) per lo staff del direttore generale e per gli addetti stampa (2 ) con una aggiunta di un portavoce del presidente prima assunto alla modica cifra di 26.000 euro annui e poi misteriosamente licenziatosi (meno male; soldi risparmiati)».

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Campania/ Consiglio regionale approva progetto legge (sezione: Province)

( da "Virgilio Notizie" del 12-03-2009)

Argomenti: Province

Napoli, 12 mar. (Apcom) - Il consiglio regionale della Campania ha approvato il progetto di legge elettorale. Alle prime ore del mattino, hanno votato a favore tutti i gruppi centrosinistra e centrodestra, tranne Forza Italia e Udeur che hanno espresso parere contrario. Le novità più importanti della legge, che resta improntata sul sistema proporzionale, sono: l'abolizione del listino presidenziale, con la conseguente attribuzione del premio di maggioranza alle liste della coalizione vincente, che ottengono almeno il 60% dei seggi; il sistema della doppia preferenza, in base al quale l'elettore può esprimere uno o due voti di preferenza, una delle quali deve riguardare il candidato di genere femminile, pena l'annullamento della seconda preferenza; la previsione che nelle liste ciascuno dei due generi non possa essere rappresentato nelle misura superiore ai 2/3. Si è giunti all'approvazione della legge dopo una lunga notte di lavoro che ha visto i gruppi di Forza Italia e Udeur dare battaglia al progetto di legge, criticato in tutta l'impostazione data dalla commissione Statuto e in difesa del listino "in quanto strumento indispensabile per garantire la rappresentanza delle donne e della società civile". I gruppi di Mpa, Udc e del centrosinistra (Pd, Ls, Idv, Sdi e Verdi), invece, hanno sostenuto l'impianto generale della legge e l'abolizione del listino. Il Consiglio ha, inoltre, approvato all'unanimità un sub emendamento proposto dalla Sinistra e dal Pd finalizzato a garantire la presenza paritaria di entrambi i generi nei programmi di comunicazione politica offerti dalle emittenti radiotelevisive pubbliche e private. E' stato respinto a maggioranza l'emendamento che prevedeva i rimborsi forfetari straordinari per le liste, una norma contestata dal gruppo di Fi, ma sostenuta anche da Italia dei Valori che ne ha chiesto il ritiro. In conclusione dell'esame del progetto di legge, dal Pd è stata sollecitata l'approvazione di un testo di legge sull'ineleggibilità e incompatibilità, già incardinato in consiglio regionale. Su un altro sub emendamento, che prevede l'ineleggibilità dei presidenti e dei sindaci delle province e dei comuni campani che intendano candidarsi alle elezioni regionali, il Consiglio ha votato a scrutinio segreto. Una decisione che ha provocato la reazione del centrosinistra. L'esito del voto è stato negativo con 28 voti contrari e 19 favorevoli.

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Il "testimone" di Bizzotto <Lascio progetti chiari> (sezione: Province)

( da "Giornale di Vicenza.it, Il" del 12-03-2009)

Argomenti: Province

L'ANALISI. Un unico rammarico, il traguardo della provincia: «Tutto doveva partire vent'anni prima. Noi abbiamo lottato con convinzione e forza, sino in fondo» Il primo cittadino sull'ultimo bilancio del suo esecutivo: «In eredità idee su servizi, territorio e infrastrutture» 12/03/2009 rss e-mail print Il sindaco Gianpaolo Bizzotto ormai alla fine del doppio mandato Bilancio, che sofferenza! A poco più di una settimana dall'approvazione del documento, l'eco della discussione rimbalza ancora tra le pareti della sala Consiglio. «Uno scambio acceso - commenta ora il sindaco, rivedendo la seduta -, come sempre avviene in sede di analisi del bilancio di previsione». «È stata una discussione molto seria - analizza Gianpaolo Bizzotto -; gli interventi, sia positivi sia contrari, sono stati nella maggior parte meritevoli di attenzione. La principale preoccupazione che ho notato da parte di tutti riguarda le difficoltà del periodo, anche dal punto di vista della scarsa disponibilità economico-finanziaria in cui si trova il Comune, come d'altronde la maggioranza degli enti pubblici locali italiani». [FIRMA]Quindi un "bilancio" tutto sommato positivo? «Siamo riusciti a presentare un bilancio a pareggio nel rispetto del patto di stabilità e di tutte quelle regole che ci mettono in difficoltà a gestire le già scarse risorse». Cosa risponde a chi ha messo in dubbio l'attenzione dell'Amministrazione comunale nei confronti delle emergenze sociali legate alla crisi contingente? «Io direi che vale l'esatto contrario: da dieci anni questa Amministrazione ha un occhio di riguardo al mondo del sociale e dei servizi alla persona, con sostegni notevoli sotto forma di denaro e di risorse umane. Abbiamo una visione molto chiara della situazione socio-economica della nostra città e abbiamo garantito anche con questo bilancio tutti i servizi dati negli anni precedenti, potenziandone alcuni. A questo proposito vorrei citare gli ulteriori 100 mila euro a favore delle famiglie in difficoltà previsti a bilancio. Stiamo studiando come distribuire la cifra, magari pagando alcune bollette o tributi e, perché no, la rata del mutuo a chi non ce la fa. Si tratta di una prima disponibilità, una cifra che con grandi sforzi siamo riusciti a ricavare da un bilancio reso striminzito da vincoli ferrei: testeremo l'evoluzione della situazione nel corso dell'anno e, se ce ne sarà bisogno, siamo pronti a destinare a questi scopi anche l'avanzo di amministrazione che andremo a certificare entro la fine di questo mese sul consuntivo del 2008. Altri 100 mila euro li abbiamo impegnati per l'abbattimento dell'aliquota Ici sulla seconda casa nei casi in cui venga data in uso a figli o genitori». Altro settore che sta particolarmente a cuore ai cittadini in questi ultimi mesi è la sicurezza. È possibile garantire livelli adeguati di sicurezza a fronte di limitazioni così importanti nei bilanci? «Anche sul tema della sicurezza, nonostante la crisi, siamo riusciti a mantenere le risorse dell'anno precedente, a dimostrazione che si tratta di un tema in cui l'Amministrazione ha sempre creduto profondamente, stanziando denaro e risorse umane senza lesinare. Perché se è vero, come è vero, che Bassano è una città sufficientemente sicura, è altrettanto vero che bisogna sempre investire in progetti e persone». Qualcuno ha affermato che si tratta di un bilancio che non tiene conto di una prospettiva a lungo termine sulla città, che non guarda lontano. «È l'ultimo bilancio dell'Amministrazione Bizzotto: è un bilancio che consegna il testimone della guida della città alla prossima Amministrazione, con idee e progetti chiari per il futuro e per lo sviluppo della città stessa, sia in termini di uso del territorio, sia in termini di servizi e di infrastrutture». "Area Vasta" e Provincia di Bassano: progetti alternativi o tentativi falliti? «Abbiamo consegnato definitivamente il progetto di Area Vasta al Ministero delle infrastrutture proprio a fine febbraio, rispettando i termini previsti. Alla prossima Amministrazione il compito, se ci crederà e spero di sì, di trasformare il progetto in fatti concreti. Per quanto riguarda la Provincia di Bassano: condivido l'amarezza per non aver ottenuto la realizzazione del progetto. È vero, è una grande occasione persa. L'insuccesso non è però da addebitarsi alla mancanza di volontà da parte della città o dei Comuni del territorio bassanese, quanto piuttosto alla non volontà dei Governi che si sono succeduti e del Parlamento stesso. Si parla addirittura dell'abolizione delle Province: figurarsi se potranno sorgerne di nuove. Noi la nostra battaglia convinta e forte l'abbiamo fatta fino in fondo in questi anni, ma la mia sensazione è che se tutto questo fosse partito 20 anni fa, ora il territorio bassanese sarebbe una nuova Provincia. Tutto questo non premia certamente i nostri costanti e continui sforzi per mantenere sul territorio i servizi fondamentali che già ci sono, né tantomeno il loro potenziamento o la creazione di nuovi servizi vicino alle esigenze dei cittadini. Alcuni esempi? I servizi del settore igiene pubblica accentrati a Vicenza, come la motorizzazione civile, lo sportello Italgas chiuso e la sorte del tutto simile che potrebbe capitare anche a quello di Enel». Tra le chiusure paventate c'era anche quella del tribunale. «Il tribunale è sempre sotto tiro, a rischio di chiusura, anche se per il momento il pericolo sembra scongiurato a giudicare da quanto ci ha riferito il sottosegretario Casellati. Se ne parla però da tanti anni, chissà quante altre privazioni saremo costretti nei prossimi anni a subire». La cultura è davvero il capro espiatorio dei tagli di bilancio? «I tagli ci sono stati negli anni precedenti, e non solo nella cultura, Ma è altrettanto vero che per fortuna nel settore della proposta culturale c'è ancora una buona disponibilità del mondo privato locale, cosa che non riscontriamo, ovviamente, in altri settori, come i lavori pubblici. Nonostante questo, i molti cantieri in avvio o in chiusura dimostrano che, nonostante la crisi, l'Amministrazione sa individuare le necessità variegate della città ed identificare le priorità. Di certo possiamo anche dire che questo bilancio ha messo alla prova tutta la nostra creatività e la nostra fantasia, stretto com'era tra le morse di paletti sempre più inflessibili». Chiara Bonan Chiara Bonan

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ALMERICO DI MEGLIO PIù TASSE AI RICCHI PER AIUTARE I POVERI. È QUESTA, IN ESTREMA SINTE... (sezione: Province)

( da "Mattino, Il (Benevento)" del 12-03-2009)

Argomenti: Province

ALMERICO DI MEGLIO Più tasse ai ricchi per aiutare i poveri. È questa, in estrema sintesi, la proposta lanciata ieri dal segretario del Pd, Dario Franceschini. Un «contributo di solidarietà» di 500 milioni di euro che dovrebbero scucire quest'anno gli italiani con un reddito imponibile a partire dai 120 mila euro: «Sono tra 150 e 200 mila, ai quali chiediamo di farsi carico di chi sta finendo nella miseria». Nell'opposizione, l'Udc l'ha approvata mentre l'Idv è restata silente. Nella maggioranza, il Pdl l'ha bocciata, giudicandola controproducente e demagogica. Ma per Umberto Bossi «può andare anche bene»: il leader della Lega finora nel mirino per il rifiuto di abbattere determinati e ingenti costi della politica (ad esempio, con l'abbinamento delle elezioni europee e amministrative al referendum e con la stessa abolizione delle Province), ha spiegato che «in un momento di crisi chi ha di più è bene che contribuisca». Apprezzamenti dal Pd. Franceschini ha, prima - ad "Unomattina" - accusato Silvio Berlusconi di «finto ottimismo» per «nascondere la crisi» e stigmatizzato il no alla sua proposta di un assegno per i disoccupati, non ritenendo che incentiverebbe i licenziamenti (la Camera voterà oggi sulla mozione per istituirlo). Poi, dopo un incontro con associazioni di volontariato, ha annunciato la «proposta del Pd che porteremo in parlamento», cioè l'"una tantum" per il 2009 - che preceda una riforma organica - che consiste in «due punti di Irpef sui redditi alti, da quelli dei parlamentari in su» con l'obiettivo di «consentire a volontariato e Comuni di affrontare la povertà estrema, che si allargherà nei prossimi mesi». I soldi servirebbero per «interventi socio assistenziali e per il fondo politiche social, decurtato di 300 milioni di euro». Ha reagito, Franceschini, alle accuse di radicalismo: «Io di sinistra? Mi viene da ridere. Io mi ispiro a Giorgio La Pira». Applausi a scena aperta dal Pd, per una volta da tutto il Pd: da Anna Finocchiaro a Enrico Letta, da Antonello Soro a Beppe Fioroni, da Livia Turco a Franco Monaco, da Rosy Bindi a Tiziano Treu («serve ad impedire che situazioni già difficili degenerino in veri e propri drammi»). Significativo il riconoscimento di Pier Luigi Bersani: «È un contributo straordinario per fronteggiare le condizioni delle persone più disagiate, noi proponiamo cose realistiche mentre il governo non ha l'orecchio sulla crisi». Concordi i centristi: per il leader dell'Udc, Pier Ferdinando Casini, «è giusto che i redditi dei ricchi diano un contributo di solidarietà nei confronti di chi ha più bisogno perché vengano garantiti i servizi sociali del Paese» e perché servano a «dare il via a una grande riforma di struttura approfittando della crisi economica». Parole simili dai sindacati: per Guglielmo Epifani, segretario della Cgil, «è una proposta giusta»; per il leader della Cisl, Raffaele Bonanni, una «misura utile»; e Domenico Proietti dell'Uil l'ha giudicata «condivisibile». Dalla maggioranza critiche feroci e sarcasmo sulla predisposizione a tassare della sinistra italiana. «Pd chi? Non conosco nessun Pd», l'obiezione ironica del ministro Renato Brunetta a chi sollecitava un commento sul progetto del segretario del Pd. Benedetto Della Vedova, dei Riformatori liberali, ha sottolineato invece il rischio di una nuova «fuga dei capitali». Il portavoce di FI, Daniele Capezzone, ha riecheggiato tutte le repliche del Pdl: «Le tasse in Italia sono già oltre ogni limite di sopportabilità per le fasce alte e basse di reddito» perciò «l'obiettivo «non deve essere di spaventare e castigare le fasce più elevate, ma di indurre chi può permetterselo a spendere di più e alimentare il ciclo dei consumi». Riserve sono giunte anche dalla sinistra radicale. Paolo Ferrero, segretario di Rifondazione: «Di fronte ad una crisi enorme» provocata da «speculazione finanziaria e distribuzione del reddito tutta favorevole ai ricchi, Franceschini propone l'elemosina di stato, per giunta una tantum». E Paolo Cento dei Verdi ha ribadito la richiesta di «un tetto ai maxi-stipendi dei manager pubblici e privati» superiori ai 250 mila euro all'anno.

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Meno oneri per le aziende (sezione: Province)

( da "Gazzettino, Il (Rovigo)" del 12-03-2009)

Argomenti: Province

Meno oneri per le aziende Giovedì 12 Marzo 2009, La questione risolta dell'Ici sui fabbricati rurali ha aperto al Censer il convegno sulla finanziaria 2009 per il settore agricolo, organizzato da Confagricoltura Rovigo con la partecipazione degli economisti Nicola Caputo e Gian Paolo Tosoni. «L'esclusione dell'imposta è avvenuta anche grazie all'azione di Confagricoltura, che ha sempre sostenuto l'illegittimità di tale aggravio fiscale per le aziende agricole», ha sottolineato il presidente di Confagricoltura Stefano Casalini in apertura dei lavori. Come ha spiegato nel suo saluto il sindaco di Rovigo, Fausto Merchiori, due anni fa l'amministrazione centrale aveva ipotizzato un'entrata nelle casse del Comune di 670 mila euro dalla raccolta dell'Ici sui fabbricati rurali, ma i proventi della nuova imposta sono poi ammontati a soli 65mila euro. «Condividiamo un percorso comune - ha detto Merchiori - . Se non c'è stato un vantaggio per l'amministrazione locale, almeno c'è stato un minor aggravio per quella parte di imprenditoria locale oggi qui rappresentata. Auspico che l'amministrazione centrale riconsideri il patto interno che sta soffocando i Comuni italiani: regole così rigide stanno soffocando il 45% delle amministrazioni locali». Il responsabile dell'Area servizi fiscali di Confagricoltura, Nicola Caputo ha, quindi, ampiamente ripercorso la storia giuridica riguardante i fabbricati rurali, sottolineando che, nelle previsioni, la riscossione dell'Ici avrebbe interessato i fabbricati "ex rurali", ossia non ad uso abitativo né strumentale, ma fabbricati che tali requisiti avevano perso o che non erano mai stati censiti catastalmente. Il decreto "Milleproroghe" sottolinea infatti che non possono essere considerati rilevanti ai fini Ici i fabbricati iscritti al catasto che soddisfano tali requisiti. Caputo ha inoltre sottolineato che l'obbligo fiscale è sempre stato assolto dall'impresa agricola in quando rientrante nel reddito dominicale, come sostenuto con forza da Confagricoltura nella sua azione sindacale. Con la conversione in legge del DL 207/08, l'abolizione dell'imposta è stata infine definitivamente approvata. I problemi persistono invece sul fronte delle energie verdi, in riferimento all'attribuzione del concetto di "prevalenza" delle materie prime di origine aziendale. Il regime fiscale delle società in agricoltura è il tema della dettagliata e molto interessante relazione di Gian Paolo Tosoni, il quale ha sottolineato i vantaggi della società semplice sotto il profilo della tassazione fiscale, in particolare nei casi di acquisizione di terreni e nelle situazioni di esproprio, in relazione alla proprietà contadina e allo Iap. «La pratica degli espropri è diventata negli ultimi anni abbastanza frequente proprio nella nostra provincia in quanto determinata dagli sviluppi dell'assetto territoriale» ha commentato il presidente di Confagricoltura Rovigo Stefano Casalini.

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Da ieri la Campania si è dotata di una nuova legge elettorale. Via il listino che sembrava trop... (sezione: Province)

( da "Leggo" del 13-03-2009)

Argomenti: Province

Da ieri la Campania si è dotata di una nuova legge elettorale. Via il listino che sembrava troppo "spregiudicato" si ritorna a privilegiare il sistema della preferenza. Ritorna insomma il principio che verrà eletto chi avrà più voti. La nuova legge ha un testo fortemente innovativo. L'abolizione del listino fa sì che il premio di maggioranza verrà attribuito ai candidati eletti, e non più ad una lista preconfezionata, appendice del candidato presidente. Altro passo avanti anche per l'incognita sulle quote rosa. La questione è stata affrontata in modo concreto, vincolando l'espressione della seconda preferenza alla scelta di un candidato dell'altro sesso rispetto alla prima e prevedendo la garanzia della presenza in lista dei due generi, nella misura di almeno 1/3 dei componenti per ciascuno di essi. Infine, si è lasciato ai sindaci ed ai presidenti delle Province la facoltà di poter concorrere all'elezione in Regione. Soddisfatte della nuova legge soprattutto le donne che temevano di veder mortificato il proprio ruolo in consiglio regionale. (M.And./ass)

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Oderzo: scatta una petizione contro la caccia agli animali (sezione: Province)

( da "Tribuna di Treviso, La" del 13-03-2009)

Argomenti: Province

Oderzo: scatta una petizione contro la caccia agli animali ODERZO. Anche a Oderzo parte la raccolta di firme contro la caccia ai cani, gatti, conigli e piccioni. Loredana Faè è la paladina dell'iniziativa opitergina, che si collega all'iniziativa avviata dalla Lega Abolizione caccia del Veneto. «Con un una modifica alla legge regionale - spiega Loredana Faè - sarà possibile cacciare, con il pretesto della tutela della fauna, addirittura la fauna domestica inselvatichita. In pratica si potrà sparare al cane che girovaga nei prati ed ai gatti, che per loro stessa natura sono animali liberi. E si potrà sparare anche ai piccioni, che di solito vivono nei presi delle case coloniche. Si tratta di una vera e propria barbarie. Per questo ho avviato anche a Oderzo, una raccolta di firme per una petizione che sarà inoltrata al presidente della Provincia di Treviso ed al consiglio provinciale. Chiediamo alla giunta provinciale di approvare una delibera che stabilisca che non verranno mai applicate quelle barbare disposizioni sugli «animali inselvatichiti», conclude Loredana Faè. Per saperne di più è possibile telefonare al numero. 347-9385856. (g.p.)

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l'abolizione delle circoscrizioni potrebbe essere il primo segnale forte rivolto alla casta (sezione: Province)

( da "Nuova Sardegna, La" del 13-03-2009)

Argomenti: Province

Pagina 30 - Sassari L'abolizione delle Circoscrizioni potrebbe essere il primo segnale forte rivolto alla Casta In città è tornato d'attualità il tema delle Circoscrizioni comunali, enti intermedi senza poteri decisionali e troppo costosi. Tenere in piedi un organismo che costa circa 500mila euro ogni anno, che per il 75% vengono utilizzati per pagare i gettoni di presenza ai consiglieri e l'indennità al presidente mi pare francamente un indecente spreco di denaro pubblico. Chi ha amore per la città e si vuole impegnare in un organismo a livello consultivo può farlo gratuitamente, ben vengano quindi i comitati di quartiere di un passato non troppo lontano. Il Comune ovviamente provvederebbe alla destinazione di locali idonei e alla fornitura dell'attrezzatura necessaria, ma l'opera dei consiglieri deve essere prestata a titolo gratuito. I soldi risparmiati potrebbero essere devoluti alle associazioni di volontariato, che svolgono un'opera preziosissima e che, molto spesso, non hanno sede perché non possono pagare il canone di locazione. L'unico consigliere comunale che sta facendo una battaglia per la soppressione delle Circoscrizioni al momento è Roberto Schirru, di Progetto Sardegna, che ha nel dna la lotta alla Casta e agli sprechi. Ma la solitudine di Schirru mi pare desolante. Appaiono pretestuose le motivazioni di chi sostiene che si potrebbero ampliare le competenze,per giustificare la spese e quindi i gettoni. Già oggi le Circoscrizioni non assolvono i compiti che la legge gli affida, basta dare uno sguardo al decoro urbano, allo stato delle strade, dei semafori: piccole cose ma importantissime per una convivenza civile. La verità è che i costi della politica sono insopportabili e bisogna incominciare a tagliare, come ha fatto la Regione con la Giunta Soru. Non vorrei che anche il Comune di Sassari (nel cui Consiglio siedono personaggi che oscillano da destra a sinistra e da sinistra a destra con disinvoltura sconcertante) sia investito dall'aria di restaurazione che ormai purtroppo si respira nel Palazzo della Regione. Le aziende si accorpano per fare economie di scala e la politica moltiplica le poltrone e/o si rifiuta di sopprimere quelle inutili. In attesa che si sopprimano le Provincie (non è mai troppo tardi!) e che si riduca il numero dei parlamentari e dei consiglieri regionali, si dia un primo segnale cancellando le circoscrizioni. La Casta non apprezzerebbe, ma per i cittadini sarebbe cosa graditissima. Tore Campus

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Grande Milano, si ricomincia La mobilitazione è bipartisan (sezione: Province)

( da "Riformista, Il" del 13-03-2009)

Argomenti: Province

sabato un convegno per la riforma Grande Milano, si ricomincia La mobilitazione è bipartisan Il progetto è la Grande Milano. L'idea di rendere il capoluogo lombardo una città metropolitana come Parigi o Londra - capace di servire e ospitare circa quattro milioni di persone che quotidianamente vi circolano e vi lavorano - eliminando enti locali dispendiosi e inutili come le province. Una riforma che viene da lontano, portata avanti negli anni sul territorio soprattutto dal Partito socialista meneghino, tanto che prima della seconda guerra mondiale un sindaco come Emilio Caldara già parlava di creare un treno sotterraneo da Milano fino a Bergamo. Lo stesso Caldara che amava definire le province «come enti buoni solo per i manicomi e per le strade». Sono ancora gli eredi del Psi a sostenere il progetto della Grande Milano nel nuovo millennio e a chiedere a tutte le forze politiche - senza distinzione di casacca o colore, dalla Lega Nord a Rifondazione Comunista - di perorarla in vista delle prossime elezioni amministrative. Sabato mattina nella sede dell'Unione del Commercio ne parleranno il presidente della Camera di Commercio Carlo Sangalli, il ministro per le Regioni Raffaele Fitto, il professore del Politecnico di Milano, Giampaolo Corda, il parlamentare del Partito democratico Emanuele Fiano, Franco D'Alfonso della direzione del Partito socialista, poi Maurizio Lupi del Pdl e Guido Podestà, candidato alle elezioni provinciali milanesi per il centrodestra. Filippo Penati, attuale numero uno di palazzo Isimbardi - che non ha mai nascosto le sue simpatie per questo progetto - sarà rappresentato da Alberto Grancini, esponente della sua giunta. A coordinare i lavori ci sarà appunto un socialista che di nome fa Carlo Tognoli, ex sindaco di Milano, da sempre sostenitore dell'abolizione delle province per affrontare in maniera concreta la riduzione della spesa pubblica. Il tema non è solo legato alla semplificazione di una macchina istituzionale troppo spesso inceppata su questo territorio, incapace di fornire servizi adeguati ai cittadini. Grande Milano (o città metropolitana) a dieci anni dall'inizio del nuovo millennio, significa comprendere che la provincia di Milano è oggi una realtà composta da più di tre milioni di abitanti, seconda provincia più popolosa d'Italia, con un Pil annuo pro capite di 30.629 euro. Un polmone economico per l'Italia. Un soggetto istituzionale che deve confrontarsi ogni giorno con le altre grandi aree delle metropoli europee, con la necessità di nuove infrastrutture, nuovi assetti urbani e istituzionali per poter reggere le sfide del futuro. Tra cui, naturalmente, l'Expo 2015. In teoria, volano di un nuovo sviluppo della città. Per ora, soprattutto una fonte di beghe burocratiche e intoppi nei finanziamenti. A.D.R. 13/03/2009

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)AMBIENTE Parco, un rally contro la crisi VOGLIAMO battere la crisi? ... (sezione: Province)

( da "Resto del Carlino, Il (Forlì)" del 13-03-2009)

Argomenti: Province

FORLI' AGENDA pag. 13 )AMBIENTE Parco, un rally contro la crisi VOGLIAMO battere la crisi? ... PROVOCAZIONE Rally nei boschi )AMBIENTE Parco, un rally contro la crisi VOGLIAMO battere la crisi? Facciamo un bel rally nel Parco nazionale delle Foreste Casentinesi monte Falterona e Campigna: con la scusa della crisi e delle difficoltà economiche nel Bel Paese' anziché promuovere le nuove politiche dello sviluppo sostenibile che ormai stanno diventando obiettivi generalizzati dei paesi avanzati, a cominciare dagli Usa e che noi verdi incoraggiamo da sempre, chi ci governa a livello nazionale e locale pensa invece di uscire dalla crisi svendendo il territorio, i suoi beni più preziosi, promuovendone il saccheggio. C'è chi cerca di aprire alla caccia le foreste demaniali, e chi come per il gioiello del nostro Appennino, il Parco nazionale delle Foreste Casentinesi Monte Falterona e Campigna, coperto da foreste maestose e millenarie, pensa bene di organizzarvi un bel rally. Anche su questi territori sacri per laici e credenti prevale una miserevole e miope logica di profitto a tutti i costi. Cosa c'è di più bello di un rumoroso rally, con tante auto smarmittate e rombanti in mezzo alle foreste che il parco avrebbe il dovere di tutelare? Cosa c'è di meglio del frastuono e dell'inquinamento per i lupi, i cervi e gli altri animali che il parco avrebbe il dovere di proteggere e salvaguardare? Se poi per fare il rally occorre modificare un regolamento che lo impedisce, niente paura chi per primo ha il dovere della tutela ne promuove la modifica e tutto è a posto! Questo non è sviluppo, è devastazione, danno ambientale, distruzione di habitat, violenza nei confronti della natura. I Verdi della Provincia di Forlì e Cesena )MODIGLIANA Intrighi (ed errori) nella capitale' SONO un'insegnante in pensione che vive a Modigliana e legge tutto ciò che pubblicano i modiglianesi. Sono affetta da sindrome di matita rossa e blu'. Visto che è stato presentato dall'amministrazione comunale ed è andato al salone del libro di Parigi, spero che almeno i francesi perdonino lo scempio della cultura italiana e che l'autore Idilio Galeotti (Intrighi nella capitale) non venga insignito, dal nostro comune, dell'ordine della scarpa blu, per meriti culturali. Lettera firmata )POLITICA Più partecipazione per i cittadini A MENO di un mese dallo scioglimento del consiglio, l'ufficio di presidenza ci chiede una revisione dello Statuto e del Regolamento comunale. La proposta portata in commissione dal presidente e dal vice, rispettivamente Pd e Fi, contiene diversi aspetti controversi, come l'abolizione dei gruppi con un solo consigliere e l'ipotesi di rendere segrete le commissioni. In mancanza di tempo per una discussione approfondita i Verdi hanno chiesto un rinvio della discussione a dopo le elezioni, che è stato però rigettato. Se questo dibattito andrà avanti, quindi, occorrerà eliminare tutte gli aspetti non condivisi unanimemente, e cogliere l'occasione per introdurre novità positive. Sulla partecipazione dei cittadini, ad esempio, si può fare molto di più. I referendum comunali oggi si possono indire solo chiedendo la firma del 5% degli aventi diritto al voto, 5 volte maggiore alla percentuale richiesta per i referendum nazionali. Occorre quindi abbassare questa quota almeno al 3%, per permettere la consultazione dei cittadini. Alessandro Ronchi, capogruppo Verdi in consiglio comunale Image: 20090313/foto/4647.jpg

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Abolizione del libro dei soci, forum dell'ente camerale (sezione: Province)

( da "Denaro, Il" del 13-03-2009)

Argomenti: Province

Avellino camera di commercio Abolizione del libro dei soci, forum dell'ente camerale Marina D'Apice "Novità in materia societaria: Xbrl e abolizione del Libro Soci. L'impatto delle nuove norme sul Registro delle Imprese". E' l'argomento del seminario, organizzato dalla Camera di Commercio di Avellino. L'iniziativa si tiene domani nella Sala Convegni di Piazza Duomo a partire dalle 10. Sono previsti il saluto del Presidente dell'Ente Camerale, Costantino Capone e, subito dopo, quello della Presidente dell'Albo Unico dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili di Avellino, Maria Gabriella Cogliani. L'apertura dei lavori è affidata al Segretario Generale della Camera, Luca Perozzi. Seguiranno gli interventi di Paolo Ghezzi, Vice Direttore Generale di InfoCamere S.c.p.a., di Gemma Iermano, Vice Conservatore del Registro delle Imprese della Camera di Avellino; e di Marco Conte, Vice Segretario Generale di Unioncamere. Il Seminario é rivolto fondamentalmente alle imprese ed ai Professionisti, in particolare ai Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili, nonché ai Consulenti del lavoro. "Il recente varo del decreto sulle specifiche tecniche per l'inoltro alle Camere di Commercio dei bilanci nel formato XBRL", spiegano gli organizzatori, "è un passo avanti di grande significato nel processo di modernizzazione del Paese, un processo in cui la Pubblica Amministrazione sta giocando un ruolo decisivo". del 13-03-2009 num.

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"In tempo di elezioni tutti fingono di difendere il nostro territorio" (sezione: Province)

( da "Quotidiano.it, Il" del 13-03-2009)

Argomenti: Province

"In tempo di elezioni tutti fingono di difendere il nostro territorio" Ascoli Piceno | I sindaci del Movimento Autonomo Piceno, Armando Falcioni, Giuseppe Mariani e Pasquale Allevi sono stanchi e increduli di una politica locale che non finisce mai di stupire. I sindaci Giuseppe Mariani, Pasquale Allevi e Armando Falcioni in un'immagine d'archivio con il presidente Berlusconi "Gli attacchi a cui assistiamo in questi giorni tra vari autorevoli esponenti politici di entrambi gli schieramenti sono quanto meno sospetti. Non riusciamo a capire, tanto per essere chiari, come mai solo in questi ultimi tempi ci si ricorda delle infrastrutture o dei gravi danni che la divisione della nostra Provincia porterà al territorio". E' la rabbiosa reazione dei sindaci del Movimento Autonomo Piceno, Armando Falcioni, Giuseppe Mariani e Pasquale Allevi, stanchi e increduli di una politica locale che non finisce mai di stupire. "Se questi attacchi vengono da partiti che hanno sostenuto l'Amministrazione Provinciale con il ruolo di partito di maggioranza, non si capisce perché non l'abbiano fatto prima" attaccano in fondatori del Map. "Forse - è il quesito che si pongono - viene il sospetto su quale sia l?unico obiettivo? Un altro esempio di incoerenza della politica locale è l?incomprensibile balletto a cui assistiamo tra le varie componenti della maggioranza al Comune di Ascoli. Da una parte si ricordano quanto sia stata poco efficace l'amministrazione Celani, dall'altra danno tutte le colpe della crisi all'UDC. Come mai tutto ciò viene fuori ora? La verità è una sola: il litigi per secondi fini a scapito degli interessi di un territorio devastato da una grave crisi occupazionale, di identità e da una inutile, costosa - per noi - e anacronistica divisione della Provincia. Peccato che tanta animosità non sia verificata un anno fa quando i sottoscritti, mettendoci la faccia con tutti i rischi annessi, sono stati completamente isolati, e da taluni anche derisi, quando si iniziò la raccolta delle firme dopo le dichiarazioni pubbliche di Berlusconi sulla abolizione delle province". "Noi - gettano benzina sul fuoco della polemica - in questo momento non riteniamo di avere l?elisir per risolvere tutti i problemi in un sol colpo, ma proponiamo soluzioni concrete, certamente non condizionate dall?appartenenza ad un simbolo o all?altro, e auspicheremmo una adesione da parte di tutti coloro che hanno a cuore i problemi del territorio, indipendentemente dallo schieramento politico". 13/03/2009

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##Federalismo/ Primo ok Camera da commissioni, Pd non si (sezione: Province)

( da "Virgilio Notizie" del 13-03-2009)

Argomenti: Province

Roma, 13 mar. (Apcom) - Con l'appoggio della maggioranza e dell'Italia dei Valori, con la sostanziale astensione del Pd, il federalismo fiscale supera il passaggio nelle commissioni Bilancio e Finanze della Camera e arriva all'esame dell'Aula con il mandato ai relatori a favorire favorevolmente: si partirà lunedì, con l'obiettivo di chiudere martedì 24. Umberto Bossi parla di "altro passettino in avanti", mentre Roberto Calderoli sottolinea che la riforma "è sempre più condivisa, garanzia che durerà oltre la legislatura", non come le precedenti riforme fatte a colpi di maggioranza. Per sapere come il Pd voterà nell'Aula di Montecitorio bisognerà però aspettare almeno la riunione di gruppo fissata per l'inizio della prossima settimana, ma sembra sempre più probabile la conferma dell'astensione già adottata in Senato: tra i membri delle commissioni referenti c'è infatti chi spinge per il sì (ad esempio il pugliese Boccia e il lombardo Misiani) e chi, come D'Antoni, pur sottolineando i miglioramenti ritiene "un errore" un voto favorevole. Probabile che il voto finale sia alla fine condizionato alla soluzione dei problemi per la finanza locale (su cui lunedì in Aula si voterà la mozione Franceschini) e alla 'road map' per Codice delle Autonomie e relazione tecnica sugli effetti finanziari della risorsa. Anche se sul comportamento del partito di Franceschini piovono le critiche dell'Udc, unica confrmata 'opposizione del no': "è una legge spot che la Lega Nord si sta facendo con la complicità della maggioranza e del Pd", attacca Pier Ferdinando Casini. Effettivamente di miglioramenti il Pd, insieme all'Italia dei Valori, ne ha portati a casa. Oltre alla sostanziale riscrittura del testo già operata in Senato, i democratici hanno ottenuto in primis l'abolizione dell'aliquota riservata Irpef sostituita da un mix di compartecipazione a tributi erariali (in via prioritaria l'Iva) e addizionali (con la possibilità di disporre detrazioni ma solo nei limiti della legge statale). E poi il Pd ha ottenuto che la perequazione sia sempre a carico della fiscalità generale, ad eccezione del fondo per le funzioni non fondamentali delle Regioni (soluzione però gradita alle regioni stesse). Sul punto, però, il Pd chiederà in Aula ulteriori garanzie nel calcolo dei fondi stessi, spiega Marco Causi, affinchè siano "più generosi con il sud". Per il mezzogiorno, però, il Pd ha ottenuto anche che nei fondi perequativi non rientrino le risorse ex lege 549 del '95, circa un miliardo e mezzo di euro che resteranno aggiuntivi rispetto ai fondi della perequazione. Dal punto di vista dell'impostazione normativa, i democratici hanno poi ottenuto il rafforzamento della bicamerale sui pareri ai decreti legislativi, e la messa nera su bianco del principio che dovrà sempre essere la legge statale, e non un decreto legislativo, a fissare i livelli essenziali di assistenza e di prestazioni. E altri due emendamenti rassicurano da un lato il fronte trasversale dei 'meridionalisti' dall'altro il Pd: il primo è l'inserimento di Reggio Calabria nell'elenco delle città metropolitane, il secondo è la previsione che l'istituzione di Roma Capitale possa avvenire solo con l'accordo di Comune e Provincia, un modo per garantire il coinvolgimento del presidente Pd della provincia Nicola Zingaretti. Sicuramente l'Aula dovrà poi affrontare la questione dell'applicazione del provvedimento alle Regioni a statuto speciale e alle Province autonome. Per ora il testo è rimasto quello del Senato, ma lunedì alle 12.30 Calderoli incontrerà i presidenti degli enti interessati, per arrivare - spiega il minsitro leghista - ad una condivisione e una concretizzazione in un emendamento per l'Aula in cui sia chiara la volontà di tutti di una revisione a 360 gradi, salvaguardando l'autonomia ma aggiornando le intese" tra Stato centrale e Regioni a statuto speciale.

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Pena morte/ Deputati New Mexico votano a favore abolizione (sezione: Province)

( da "Virgilio Notizie" del 14-03-2009)

Argomenti: Province

Santa Fe (Nex Mexico), 13 mar. (Apcom) - I rappresentanti dello stato del New Mexico hanno approvato l'abolizione della pena di morte. Se il governatore Bill Richardson ratificherà il testo, il New Mexico diventerà il quindicesimo stato degli Usa a bandire la pena capitale.

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Disertate le Provinciali (sezione: Province)

( da "Tribuna di Treviso, La" del 14-03-2009)

Argomenti: Province

Da ieri la "crociata" è su internet. Un messaggio al Parlamento, sordo alle sollecitazioni «Disertate le Provinciali» Imprenditori veneti schierati: sono inutili, non votate VENEZIA. L'avevano annunciato e ora sono passati alle "vie di fatto". Da ieri, infatti, la battaglia degli imprenditori per l'abolizione delle Province è online sul sito www.nonservonononvoto.it. Il segnale rivolto al Parlamento è chiaro: «Cambiate subito, o ci asterremo dal voto alle amministrative per le Province». Tra i proponenti, l'ad di Morellato & Sector Group, Massimo Morellato, Marina Salomon (Altana, Doxa), Luigi Rossi Luciani (già presidente di Confindustria Veneto), Massimo Calearo (ex presidente di Federmeccanica), Stefano Beraldo (dg di Coin Group) e Michele Bortoluzzi (Bortoluzzi Srl). Del resto, lo stesso Calearo, deputato in quota Pd, era stato il primo firmatario di una proposta trasversale di abolizione delle Province assieme a Santo Versace, deputato del Pdl nonché imprenditore. Ma il progetto ha gambe ancor più lunghe: il primo a proporre l'abolizione delle Province - spiegano - fu Francesco Crispi, giudicandole già nel 1870 non particolarmente utili. Da allora si sono moltiplicate, fino a raggiungere quota 107 (110 se si contano quelle a Statuto Speciale). Alcune hanno nomi sconosciuti, altre hanno capoluoghi che non si trovano nella cartina geografica - aggiungono gli imprenditori, elencando le motivazioni che li muovono - tutte insieme danno lavoro a 4200 politici di professione, in larga parte "esclusi" da altre consultazioni e impiegano gran parte del loro bilancio per sostenere se stesse. «Le Province italiane sono alla sfida finale: al loro tentativo di ri-legittimazione con il voto, dopo le dichiarazioni di praticamente tutti i leader politici nazionali che ne hanno certificato l'inutilità, si contrappone la richiesta, che proviene dalla società civile, di non concedere il disco verde, boicottandone i rinnovi con un astensionismo di massa» dicono gli imprenditori. Il comitato «Non Serve, Non Voto» - aggiungono quindi - ancora prima di nascere ha punti di riferimento in tutta Italia. «E' tempo di rimboccarsi le maniche: mentre noi ci indigniamo, i partiti ed il Parlamento proseguono come se nulla fosse - spiega Massimo Carraro nel sito - non c'è crisi che li smuova. Il sistema non è disponibile a riformarsi, o forse non ne ha la forza». Da qui la proposta «chiara, lecita, percorribile che vada oltre e sia indipendente dalle promesse mancate e dalle debolezze dei partiti e del sistema»: non votare il rinnovo delle Province. «La scelta di proporre l'astensione si forma dal confronto tra soggetti del tessuto produttivo del Paese, che individuano in questo strumento quello possibile per iniziare il processo di riduzione della casta e di contestuale riforma dei livelli amministrativi nel Paese» precisa Carraro. A questo punto alla Lega conviene presentarsi da sola. Si sa mai: se gli elettori di Pd e Pdl dovessero seguire le indicazioni degli imprenditori, il Carroccio rischia di fare bottino pieno.

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aggressione. intorno alle 21 di ieri sera, un tunisino è entrato nella macelleria pakistana ... (sezione: Province)

( da "Mattino di Padova, Il" del 14-03-2009)

Argomenti: Province

Pagina 17 - Cronaca AGGRESSIONE. Intorno alle 21 di ieri sera, un tunisino è entrato nella macelleria pakistana ... AGGRESSIONE. Intorno alle 21 di ieri sera, un tunisino è entrato nella macelleria pakistana fra via Trieste e Corso del Popolo. I titolari stavano chiudendo il negozio e gli hanno negato da mangiare. Di qui l'aggressione a pugni, prima di darsi alla fuga. I pakistani si sono rivolti alla questura per denunciare l'episodio. ONDA CONTRO CGIL. Gli studenti dell'Onda anomala si ritroveranno dopodomani, alle 18, nella ex scuola dello studente Fusinato di via Marzolo, «liberata» lunedì scorso, per boicottare lo sciopero indetto a livello nazionale da Flc-Cgil per mercoledì prossimo. Quando a fermarsi saranno scuola, università, ricerca e Afam (alta formazione artistica e musicale). «Non ci uniremo al corteo padovano perché non crediamo che la concertazione sindacale sia sufficiente a difendere la formazione. Pertanto - rilanciano gli universitari - organizzeremo manifestazioni alternative». ZANONATO E L'ICI. Il governo fa marcia indietro sull'Ici sulla prima casa: «prima se ne annuncia l'abolizione per tutti, ora si dice che molti la devono pagare». A sostenerlo è Flavio Zanonato, sindaco e membro dell'Ufficio di presidenza Anci, il quale critica il senso della risoluzione n.2/2009 del ministero dell'Economia che - sostiene - fa marcia indietro su un aspetto importante relativo alla abolizione dell'Ici sulla prima casa. «Una marcia indietro che - commenta Zanonato - consentirebbe allo Stato, singolare coincidenza, di risparmiare una cifra molto vicina ai 400 milioni di euro che da tempo Anci segnala come mancanti dalle casse dei Comuni». «La preoccupazione per l'incertezza in cui versa il recupero del mancato gettito dell'Ici prima casa - conclude il sindaco - a questo punto è molto forte. E il problema più grave è il tentativo da parte del governo di ridurre l'entità del rimborso del contributo statale per la perdita di gettito dovuta all'abolizione dell'Ici prima casa». INTESA VENETA E PNE. Oggi il «matrimonio» tra L'Intesa Veneta e il Pne fa la sua pubblica apparizione, inaugurando così la campagna elettorale. I due gruppi politici veneti si presenteranno insieme in piazza Duomo, all'ex Foro Boario in Prato della Valle, via Altinate, via San Canziano, via Bajardi al centro commerciale La Corte di Mortise dalle 9 alle 18.

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la provincia è da abolire non si voti (sezione: Province)

( da "Mattino di Padova, Il" del 14-03-2009)

Argomenti: Province

GLI IMPRENDITORI «La Provincia è da abolire Non si voti» Centrosinistra: tutti compatti a sostegno della candidatura del prof Antonio Albuzio o nel Pd monterà la rivolta per l'accordo di vertice che ha portato al patto con l'esponente dell'Idv per la Provincia? Ieri serpeggiava una domanda: ma se abita nel Trevigiano perchè lo candidano a Padova? Nel frattempo Massimo Calearo, Marina Salamon, Massimo Carraro, Luigi Rossi Luciani, Stefano Beraldo tornano alla carica: sono i nomi di alcuni degli imprenditori veneti di vertice che hanno deciso di aderire alla campagna per l'abolizione delle Province «Non serve non voto» con l'obiettivo di far restare sotto la soglia del 50% i voti validi alle prossime provinciali. La loro adesione è stata resa nota da Michele Bortoluzzi, del direttivo nazionale dei Radicali italiani, sostenitore della campagna. Una forma di disobbedienza civile, il rifiuto del voto per le provinciali, che può contare sul sito on line www.nonservenonvoto.it. Tra gli interventi che si possono trovare sul sito, anche quello di Massimo Carraro, titolare di Morellato, avvocato ed in passato eurodeputato: «Non serve non voto - spiega - nasce dall'emergenza: le Provincia infatti, se ri-legittimate con il voto di primavera, possono divenire il simbolo della rivincita del sistema sull'indignazione».

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Tognoli pensionerebbe la Provincia <A Milano la città metropolitana> (sezione: Province)

( da "Riformista, Il" del 14-03-2009)

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Tognoli pensionerebbe la Provincia «A Milano la città metropolitana» CONVERSAZIONE. L'ex sindaco meneghino: «Pensare in grande e subito. Ci sarebbero servizi migliori e un risparmio per lo Stato. Non si possono più regalare punti alle altre metropoli europee». L'Expo? «Stimolo per nuove infrastrutture». di Alessandro Da Rold Quello di giugno sia l'ultimo scrutinio elettorale per eleggere il presidente della provincia di Milano, poi si inizi a parlare solo di città metropolitana: è questa la speranza di molti ex socialisti e repubblicani milanesi, chi più chi meno appartenente a quella fetta di politica meneghina che da più o meno sedici anni osserva da esterna l'evoluzione del capoluogo lombardo. Una minoranza silenziosa, ma battagliera, che in questi anni ha portato avanti iniziative politiche coraggiose, come appunto quella sull'abolizione delle province, proposta che il Partito socialista italiano lanciò nel 1970 e che Ugo La Malfa del Pri avanzò fin dal secondo dopoguerra. Il Club Porto Franco, nato nel 2006, è il punto di incontro sul territorio di questo gruppo di persone, variegato e composto da parlamentari del Pdl come Margherita Boniver, esponenti ex Lega Nord come Giancarlo Pagliarini, ex repubblicani come Giacomo Properzj, e anche ex socialisti. Per esempio Carlo Tognoli, sindaco di Milano dal '76 all'86, oggi presidente della Fondazione Ospedale maggiore. Proprio Tognoli è stato uno dei più attivi nel chiedere alle forze politiche nazionali una riforma per l'area milanese-lombarda. Filippo Penati, prossimo candidato alle amministrative per il centrosinistra, ha già annunciato che sarebbe disposto a dimettersi e a rinunciare agli ultimi tre anni di legislatura affinché questo avvenga. «Milano non può più perdere tempo - precisa Tognoli al Riformista - Non si possono più regalare punti alle altre città europee». Poi spiega: «C'è chi ritiene che l'area metropolitana sia costituita dal capoluogo e dai comuni della Provincia, e pensa al "governo metropolitano". C'è chi sostiene, invece, che coincida quasi con la regione in una visione policentrica dove Milano e gli altri capoluoghi, quantomeno l'area formata da Varese, Como, Lecco, Bergamo, Crema, Lodi, Pavia, siano un'unica area urbana, che andrebbe governata a questa scala. Indipendentemente dalla scuola di pensiero che si predilige, ciò che emerge è la necessità, per Milano e la sua vastissima area urbana, di pensare in grande e subito». Il sistema milanese si distingue da decenni per il dinamismo del mercato del lavoro e delle sue imprese, linfa vitale per l'economia italiana. A tutto questo, però, si contrappongono ancora oggi i nodi ancora irrisolti del traffico, la grave carenza infrastrutturale e il forte ritardo nel trasporto pubblico. Tutti fattori che penalizzano Milano rispetto alle altre grandi metropoli europee. « Pensare in grande - continua Tognoli - non deve essere vista solo come definizione simbolica, ma serve a far capire i termini dimensionali della questione. Non si possono affrontare i problemi del trasporto e del traffico solo a livello comunale. A maggior ragione tutto questo vale per la difesa dell'ambiente. Per i programmi urbanistici. Per le infrastrutture materiali e immateriali». Nel futuro c'è una speranza chiamata Expo 2015. «L'Expo deve essere visto come uno stimolo a creare nuove infrastrutture. Penso a un altro passante ferroviario che vada da nord ovest a sud ovest, oppure a una nuova via verso il Canton Ticino». A nemmeno tre mesi dall'istituzione su questo territorio della nuova provincia di Monza e Brianza, le richieste degli ex socialisti si fanno sempre più insistenti. «Se il costo delle province per lo Stato è pari a circa 17 miliardi di euro - conclude Tognoli - si può ipotizzare che l'eliminazione degli emolumenti degli eletti, delle spese di rappresentanza e di consulenze, nonché l'alienazione di beni immobili non più necessari, produrrebbe un risparmio significativo. E il personale potrebbe essere assegnato alle altre amministrazioni tenuto conto del buon livello professionale esistente». 14/03/2009

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Con Penati l'uomo di Smirne che tifava per l'Expo a Milano (sezione: Province)

( da "Corriere della Sera" del 14-03-2009)

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Corriere della Sera - MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2009-03-14 num: - pag: 5 categoria: REDAZIONALE Candidato Avram Hason è stato il numero due della comunità ebraica di Milano. «Darò voce ai piccoli imprenditori» Con Penati l'uomo di Smirne che tifava per l'Expo a Milano è nato in Turchia e vive da 35 anni a Milano. è stato (fino a una settimana fa) numero due della comunità ebraica milanese, dove ha dato voce ai «laici», ha inventato il sito online Mosaico e la newsletter che raggiunge migliaia di iscritti. Non si riconosce in nessun partito, ma ha deciso di candidarsi con la Lista civica che appoggia Filippo Penati per le prossime provinciali. Avram Hason ha le idee chiare sui temi di cui ci si deve occupare: anzitutto, «l'abolizione di Provincia e Comune per dare vita a un'istituzione più coerente con i bisogni di un territorio che va oltre i confini di Milano ». Poi, il tema della crisi, «che conosco da vicino essendo un piccolo imprenditore e frequentando molti altri che sono in condizioni peggiori delle mie, avendo debiti pregressi e dovendo fare i conti con le banche che non danno più contributi ». Infine, Expo: «è una grande cosa per Milano, spero si faccia bene e che, come dice Philippe Daverio, non si riveli una scelta da idioti». Il parere di Hason, sul tema, pesa parecchio. Perché la sua città natale è Smirne, dove torna di frequente a trovare parenti e amici. Non solo. «Il 31 marzo dello scorso anno, mia moglie era là a tifare. Io? Io alla fine speravo vincesse Milano, perché qui vivono le mie figlie e spero che l'Expo offra a loro e a tutti i giovani importanti opportunità: è la nostra reale possibilità di rilanciare Milano che, rispetto ad altre città che sono progredite, è rimasta ferma se non è andata indietro». Ed ecco la proposta: «Il sindaco Moratti aveva pubblicamente e più volte ripetuto che non sarebbe stata l'Expo solo di Milano e che si sarebbe fatto tesoro del progetto di Smirne. Ma mi pare — osserva Hason — che nulla di tutto questo sia avvenuto, almeno finora. Io potrei mettermi a disposizione, visto che conosco la lingua, la mentalità, le persone. Non perdiamo l'occasione». Elisabetta Soglio Il personaggio Avram Hason, nato in Turchia, vive a Milano da 35 anni

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disertate le provinciali (sezione: Province)

( da "Mattino di Padova, Il" del 14-03-2009)
Pubblicato anche in: (Nuova Venezia, La)

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Da ieri la "crociata" è su internet. Un messaggio al Parlamento, sordo alle sollecitazioni «Disertate le Provinciali» Imprenditori veneti schierati: sono inutili, non votate VENEZIA. L'avevano annunciato e ora sono passati alle "vie di fatto". Da ieri, infatti, la battaglia degli imprenditori per l'abolizione delle Province è online sul sito www.nonservonononvoto.it. Il segnale rivolto al Parlamento è chiaro: «Cambiate subito, o ci asterremo dal voto alle amministrative per le Province». Tra i proponenti, l'ad di Morellato & Sector Group, Massimo Morellato, Marina Salomon (Altana, Doxa), Luigi Rossi Luciani (già presidente di Confindustria Veneto), Massimo Calearo (ex presidente di Federmeccanica), Stefano Beraldo (dg di Coin Group) e Michele Bortoluzzi (Bortoluzzi Srl). Del resto, lo stesso Calearo, deputato in quota Pd, era stato il primo firmatario di una proposta trasversale di abolizione delle Province assieme a Santo Versace, deputato del Pdl nonché imprenditore. Ma il progetto ha gambe ancor più lunghe: il primo a proporre l'abolizione delle Province - spiegano - fu Francesco Crispi, giudicandole già nel 1870 non particolarmente utili. Da allora si sono moltiplicate, fino a raggiungere quota 107 (110 se si contano quelle a Statuto Speciale). Alcune hanno nomi sconosciuti, altre hanno capoluoghi che non si trovano nella cartina geografica - aggiungono gli imprenditori, elencando le motivazioni che li muovono - tutte insieme danno lavoro a 4200 politici di professione, in larga parte "esclusi" da altre consultazioni e impiegano gran parte del loro bilancio per sostenere se stesse. «Le Province italiane sono alla sfida finale: al loro tentativo di ri-legittimazione con il voto, dopo le dichiarazioni di praticamente tutti i leader politici nazionali che ne hanno certificato l'inutilità, si contrappone la richiesta, che proviene dalla società civile, di non concedere il disco verde, boicottandone i rinnovi con un astensionismo di massa» dicono gli imprenditori. Il comitato «Non Serve, Non Voto» - aggiungono quindi - ancora prima di nascere ha punti di riferimento in tutta Italia. «E' tempo di rimboccarsi le maniche: mentre noi ci indigniamo, i partiti ed il Parlamento proseguono come se nulla fosse - spiega Massimo Carraro nel sito - non c'è crisi che li smuova. Il sistema non è disponibile a riformarsi, o forse non ne ha la forza». Da qui la proposta «chiara, lecita, percorribile che vada oltre e sia indipendente dalle promesse mancate e dalle debolezze dei partiti e del sistema»: non votare il rinnovo delle Province. «La scelta di proporre l'astensione si forma dal confronto tra soggetti del tessuto produttivo del Paese, che individuano in questo strumento quello possibile per iniziare il processo di riduzione della casta e di contestuale riforma dei livelli amministrativi nel Paese» precisa Carraro. A questo punto alla Lega conviene presentarsi da sola. Si sa mai: se gli elettori di Pd e Pdl dovessero seguire le indicazioni degli imprenditori, il Carroccio rischia di fare bottino pieno.

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Le Province sono inutili, allora noi non andiamo alle urne (sezione: Province)

( da "Gazzettino, Il" del 14-03-2009)

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«Le Province sono inutili, allora noi non andiamo alle urne» Sabato 14 Marzo 2009, Venezia "Le Province non servono? E allora non votiamo per rinnovarle". È il manifesto lanciato ieri - c'è anche un sito internet, www.nonservenonvoto.it - e tra i promotori ci sono imprenditori e pure politici. Come Massimo Calearo, deputato del Pd. O Massimo Carraro, ex sfidante di Galan alla presidenza del Veneto e poi dimessosi da consigliere regionale. E l'ex presidente degli Industriali veneti Luigi Rossi Luciani che a giugno andrà sì alle urne a Padova, ma solo per le Europee e le Comunali, non certo per le Provinciali: «Da Berlusconi in giù tutti sono a favore dell'abolizione delle Province, salvo poi dimenticarsene quando è il momento di votare. In un momento di crisi, un segnale va dato». Idem Marina Salamon, tra i promotori dell'iniziativa, che a Verona andrà a votare per le Europee ma non per le provinciali. E c'è anche Stefano Beraldo, amministratore delegato del Gruppo Coin. «Il primo a proporre l'abolizione delle Province - ricorda Michele Bortoluzzi, uno dei promotori della campagna - fu Francesco Crispi, giudicandole già nel 1870 non particolarmente utili. Da allora si sono moltiplicate, fino a raggiungere quota 107, 110 se si contano quelle a statuto speciale. Tutte insieme danno lavoro a 4200 politici di professione, in larga parte "esclusi" da altre consultazioni. Impiegano gran parte del loro bilancio per sostenere se stesse». L'obiettivo della campagna "Non serve, non voto" è di far restare sotto la soglia del 50% i voti validi alle prossime provinciali. «Le Province italiane sono alla sfida finale - dicono i promotori dell'iniziativa - al loro tentativo di ri-legittimazione con il voto, dopo le dichiarazioni di praticamente tutti i leader politici nazionali che ne hanno certificato l'inutilità, si contrappone la richiesta, che proviene dalla società civile, di non concedere il disco verde, boicottandone i rinnovi con un astensionismo di massa». «È tempo di rimboccarsi le maniche - aggiunge Massimo Carraro - Dall'uscita dei primi libri sono passati anni e molta indignazione ed i partiti ed il parlamento seguono come se nulla fosse. Per questo facciamo una proposta, chiara, lecita, percorribile: il progetto "Non serve, non voto" nasce dall'emergenza: le Province, infatti, se ri-legittimate con il voto di primavera possono divenire il simbolo della rivincita del sistema sull'indignazione». E Massimo Calearo è anche primo firmatario di una proposta trasversale di abolizione delle Province siglata con il deputato del Pdl Santo Versace. Al.Va.

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Comunità montane, tre proposte di legge per "salvarle" (sezione: Province)

( da "Gazzettino, Il" del 14-03-2009)

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Comunità montane, tre proposte di legge per "salvarle" Dopo il taglio di otto enti deciso dallo Stato, il Veneto studia il modo di riordinare il settore Sabato 14 Marzo 2009, Venezia (al.va.) Erano 19, sono state d'imperio ridotte a 11 dalla scure governativa perché la Regione Veneto non è riuscita (o non ha voluto) legiferare a per tempo. E adesso, la stessa Regione Veneto corre ai ripari presentando ben tre, differenti, proposte di legge sulle comunità montane. Meglio: per reintrodurle. I testi arrivano da quelle forze politiche che lo scorso anno si erano battute per preservare tale istituto giuridico: una proposta di legge è sottoscritta da tutti i consiglieri della Lega Nord, una dal consigliere Raffaele Grazia, mentre la terza è di iniziativa della Giunta di Palazzo Balbi. Un passo indietro. Fino allo scorso autunno le comunità montane nel Veneto erano 19, interessavano 171 comuni per quasi 500mila abitanti, avevano 527 consiglieri senza contare i presidenti e i 19 revisori dei conti. Nel 2008 hanno percepito da Stato e Regione 4 milioni di euro, di cui 3,5 di fonte statale e poco meno di 500 mila euro dal fondo regionale. Lo scorso settembre la proposta di riordino licenziata dalla commissione Affari istituzionali del Consiglio regionale contemplava un unico taglio: passare da 19 a 18 comunità montane. Ma in aula il provvedimento non è mai stato votato (curioso: è ancora all'ordine del giorno) e così è intervenuta la scure governativa che ha ridotto questi organismi da 19 a 11, lasciando "scoperte" province come il veronese e il trevigiano (ne avevano 2 a testa, adesso neanche una). Ora, le (tardive) proposte di legge per "riordinare" il settore. La Lega, primo firmatario il vicentino Roberto Ciambetti, chiede di istituire un fondo regionale di 6 milioni di euro l'anno a beneficio dei 79 comuni veneti e dei relativi 500 mila abitanti che dal novembre scorso non fanno più parte di una comunità montana. «L'abolizione delle comunità montane al Nord - affermano i proponenti del Carroccio - ha avuto scarsa utilità sul fronte del contenimento della spesa pubblica e gravi ripercussioni per i territori rimasti esclusi. Gli abitanti dei comuni ora rimasti esclusi non possono più godere di adeguati servizi, non accedono alle agevolazioni regionali per il riscaldamento domestico e ad una serie di servizi che i singoli comuni, da soli, non sono più in grado di erogare». La proposta del consigliere Raffaele Grazia (Veneto Ppe) prevede particolari agevolazioni ai comuni delle disciolte comunità montane Belluno-Ponte nelle Alpi, Grappa, Prealpi trevigiane, Baldo, Lessinia, Astico-Brenta, Agno-Chiampo, Leogra-Timonchio perché creino forme associative intercomunali con l'obiettivo di ottimizzare le risorse e di realizzare economie di scala nell'erogazione di servizi. Ma anche la Giunta regionale avverte l'esigenza di intervenire a parziale correzione degli effetti della cancellazione delle comunità montane, in particolare nel territorio della Lessinia.

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Progetto del governo in merito agli interventi per l'edilizia : intervento Giovanni Lucchi capogruppo Pri Provincia di Forli - Cesena (sezione: Province)

( da "Sestopotere.com" del 14-03-2009)

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Progetto del governo in merito agli interventi per l'edilizia : intervento Giovanni Lucchi capogruppo Pri Provincia di Forli - Cesena (14/3/2009 16:09) | (Sesto Potere) - Forlì - 14 marzo 2009 - Giovanni Lucchi, capogruppo consiliare del Pri della provincia di Forli - Cesena , interviene sulla proposta del governo in merito agli interventi sull'edilizia, che prevedono: un incremento volumetrico per le costruzioni esistenti pari al 20 % e la demolizione e ricostruzione con un premio di cubatura. Nella proposta allo studio del governo sono inserite anche una serie di azioni per avviare una deregulation in materia di normativa edilizia, quali l'ampliamento dell'attività edilizia libera fino a comprendere anche la manutenzione straordinaria e i garage, l'abolizione del permesso di costruire rilasciato dal Comune sostituito da una certificazione di conformità sottoscritta dal progettista,l'abolizione del certificato di agibilità rilasciato dal Comune. "Sicuramente sentiremo le voci di chi griderà contro tali scelte in quanto favorisco la cementificazione selvaggia, l'uso estremo del territorio da parte degli speculatori immobiliari. Peccato che oggi con mille Leggi, con piani regolatori composti da migliaia di pagine, forti sanzioni in caso di abusivismo, assistiamo continuamente alla costruzione di invivibili periferie, di edifici che distruggono il paesaggio. La qualità non passa attraverso la burocrazia con norme su norme che limitano la nostra libertà e permettono interventi che non qualificano il territorio; norme che servono solo a creare archivi di carta senza valorizzare la qualità delle costruzioni, norme che servono solo a deprimere la voglia del fare e ad alimentare un enorme apparato burocrativo unico al mondo. Per la nostra libertà, per incentivare gli investimenti è fondamentale ridurre la burocrazia.": afferma Giovanni Lucchi .

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Province? Non servono, non vado a votare (sezione: Province)

( da "Corriere delle Alpi" del 15-03-2009)

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IL CASO «Province? Non servono, non vado a votare» Imprenditori veneti schierati, tra loro anche Michele Bortoluzzi VENEZIA. L'avevano annunciato e ora sono passati alle "vie di fatto". Da ieri, infatti, la battaglia degli imprenditori per l'abolizione delle Province è online sul sito www.nonservonononvoto.it. Il segnale rivolto al Parlamento è chiaro: «Cambiate subito, o ci asterremo dal voto alle amministrative per le Province». A dirlo sono numerosi e importanti imprenditori. Tra i proponenti, l'ad di Morellato & Sector Group, Massimo Morellato, Marina Salomon (Altana, Doxa), Luigi Rossi Luciani (già presidente di Confindustria Veneto), Massimo Calearo (ex presidente di Federmeccanica), Stefano Beraldo (dg di Coin Group) e Michele Bortoluzzi (Bortoluzzi Srl). Del resto, lo stesso Calearo, deputato in quota Pd, era stato il primo firmatario di una proposta trasversale di abolizione delle Province assieme a Santo Versace, deputato del Pdl nonché imprenditore.Ma il progetto ha gambe ancor più lunghe: il primo a proporre l'abolizione delle Province - spiegano - fu Francesco Crispi, giudicandole già nel 1870 non particolarmente utili. Da allora si sono moltiplicate, fino a raggiungere quota 107 (110 se si contano quelle a Statuto Speciale). Alcune hanno nomi sconosciuti, altre hanno capoluoghi che non si trovano nella cartina geografica - aggiungono gli imprenditori, elencando le motivazioni che li muovono - tutte insieme danno lavoro a 4200 politici di professione, in larga parte "esclusi" da altre consultazioni e impiegano gran parte del loro bilancio per sostenere se stesse. «Le Province italiane sono alla sfida finale: al loro tentativo di ri-legittimazione con il voto, dopo le dichiarazioni di praticamente tutti i leader politici nazionali che ne hanno certificato l'inutilità, si contrappone la richiesta, che proviene dalla società civile, di non concedere il disco verde, boicottandone i rinnovi con un astensionismo di massa» dicono gli imprenditori. Il comitato «Non Serve, Non Voto» - aggiungono quindi - ancora prima di nascere ha punti di riferimento in tutta Italia.«E' tempo di rimboccarsi le maniche: mentre noi ci indigniamo, i partiti ed il Parlamento proseguono come se nulla fosse - spiega Massimo Carraro nel sito - non c'è crisi che li smuova. Il sistema non è disponibile a riformarsi, o forse non ne ha la forza». Da qui la proposta «chiara, lecita, percorribile che vada oltre e sia indipendente dalle promesse mancate e dalle debolezze dei partiti e del sistema»: non votare il rinnovo delle Province. «La scelta di proporre l'astensione si forma dal confronto tra soggetti del tessuto produttivo del Paese, che individuano in questo strumento quello possibile per iniziare il processo di riduzione della casta e di contestuale riforma dei livelli amministrativi nel Paese» precisa Carraro.A questo punto alla Lega conviene presentarsi da sola. Si sa mai: se gli elettori di Pd e Pdl dovessero seguire le indicazioni degli imprenditori, il Carroccio rischia di fare bottino pieno.

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regione, forza italia attacca "legge elettorale scorretta" - roberto fuccillo (sezione: Province)

( da "Repubblica, La" del 15-03-2009)

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Pagina IX - Napoli Bagarre sulla norma. Incostante: "Costituzione rispettata" Regione, Forza Italia attacca "Legge elettorale scorretta" ROBERTO FUCCILLO NON c´è pace sulla nuova legge elettorale della Regione. Ieri Forza Italia ha esposto le ragioni che potrebbero sostenere un ricorso alla Corte costituzionale, iniziativa che va però chiesta al governo. Il primo punto è l´abolizione del listino, che indebolirebbe il presidente entrando in conflitto con l´articolo 121 della Costituzione e con la legge elettorale del 2004. Il secondo è la doppia preferenza di cui una riservata alle donne: Forza Italia contesta sia il profilo costrittivo della norma che la sua inefficacia, ritenendo che il listino avrebbe garantito molto di più le donne. Poi c´è il barrage alla maggioranza: «Una coalizione - dice il leader regionale Nicola Cosentino - anche se vince l´80 per cento dei seggi, non può averne più del 60». In realtà quel limite è fissato al 65 per certo, ma questo non altera di molto la conclusione di Cosentino: «Forse si sentono già in minoranza». In sostanza Forza Italia attacca una legge che ritiene limitativa di quella maggioranza che il Pdl conta di ottenere l´anno prossimo. Il grosso dell´attenzione resta però sulla doppia preferenza. «I dubbi di incostituzionalità - replica dal Pd Maria Fortuna Incostante, vicepresidente della commissione Affari costituzionali del Senato - non paiono avere sostanziale fondatezza. No c´è infatti alcun vincolo e la soluzione ha pieno rispetto degli articoli 3, 51 e 117 della Costituzione». Idem per le «quote rosa» nelle singole liste, «già riconosciute ammissibili dalla Consulta». Ecco poi il segretario regionale del Pd, Tino Iannuzzi: «Assurde, infondate e del tutto strumentali le polemiche che il Pdl continua a sollevare». In realtà il punto principale di scontro resta quel listino nel quale il Pdl potrebbe infilare alleati tipo l´Udeur della presidente del Consiglio Sandra Mastella. Quest´ultima ieri ha convocato via Facebook una convention di donne Udeur per stamattina a Benevento. Invece il candidato Pdl alla Provincia di Napoli, Luigi Cesaro, visiterà oggi il carcere di Nisida, dove conta di incontrare anche Angelica, la giovane rom condannata per il sequestro di una bimba.

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Istituzioni e categorie <Collaborazione promossa> (sezione: Province)

( da "Eco di Bergamo, L'" del 15-03-2009)

Argomenti: Province

Istituzioni e categorie «Collaborazione promossa» --> Domenica 15 Marzo 2009 CRONACA, pagina 16 e-mail print Promossi. Valerio Bettoni e la sua Giunta raccolgono il consenso convinto di politici, esponenti delle istituzioni e di categoria (artigiani, costruttori e commercianti) intervenuti ieri in Fiera. Quasi tutti rammaricati che non ci sia un terzo mandato. In rassegna passano anche i presidenti delle società messe in piedi dalla Provincia (da Vittorio Pessina per Abm ad Alessandro Longaretti per Uniacque, da Adriano Bandera per Abm2 a Lucio Susmel per Abm Ict, solo per citarne alcune), attraverso le quali, dice il leader di via Tasso, «la Provincia è protagonista nell'economia sociale di mercato e punto di riferimento per lo sviluppo del territorio, anche correndo rischi imprenditoriali se sono fondamentali per lo sviluppo della comunità: l'importante è che alla fine i conti tornino». Un punto toccato anche dal presidente della Camera di commercio Roberto Sestini: «Nella piena sintonia con Bettoni c'è stato un solo momento di dubbio, quando ha deciso di fare attività imprenditoriale con le sue società. Invece l'ha fatto senza prevaricare o introdurre regole di monopolio, raggiungendo risultati tutti positivi». Il grazie è arrivato anche dal numero uno di Sacbo Mario Ratti: «Uno dei primi atti del presidente Bettoni è stato firmare il patto di sindacato dell'aeroporto. Nella Provincia abbiamo subito trovato un partner convinto nel sostenere l'aeroporto come volano dell'economia bergamasca». Dal palco anche messaggi politici. Il deputato dell'Italia dei Valori Gabriele Cimadoro: «Io e Bettoni veniamo dalla stessa casa e qui in sala ne vedo tanti che hanno le nostre origini. Questo rapporto va rinvigorito. Anche se il programma del mio partito è per l'abolizione delle Province, è difficile sostenere questo a Bergamo». E il deputato Savino Pezzotta (Rosa Bianca): «Non intervengo come parlamentare, perché non vesto ancora bene quest'abito», ha detto, criticando il sistema che vede «i parlamentari nominati dall'alto» e il federalismo «che parte dai soldi e non da una riforma istituzionale più ampia» e ringraziando «Valerio per il suo impegno e la sua onestà». Apprezzamento anche dal sindaco di Bergamo Roberto Bruni: «Abbiamo deluso un po' di gente: avevano pronosticato che avremmo litigato e invece, anche se i rapporti sono partiti in salita per la questione Bas, per cinque anni tra Comune e Provincia c'è stata una buona collaborazione. Abbiamo obbedito alla stessa logica istituzionale e non ideologica». Quattro gli esempi: «Le società compartecipate, come Teb, Porta Sud e Uniacque; gli accordi di programma urbanistici, i temi infrastrutturali e le prese di posizione a una sola voce su temi rilevanti, come la violenza sugli stadi». Per un rapporto che è andato al di là di quello istituzionale: «Siamo persone dai caratteri diversi - ha detto Bruni - ma per chi proviene da una tradizionale socialista-riformista come me e chi da una tradizione cattolico-democratica come Bettoni non è difficile dialogare. Per cui se Bettoni non intende mollare, quale che sia la nostra sorte, credo ci sarà ancora modo di lavorare insieme». Di collaborazione hanno parlato anche Marco Tullio Cicerone, a nome dei sindacati confederali, Claudio Bonfanti, presidente di Porta Sud, e Alberto Castoldi, rettore dell'Università di Bergamo, che ha insistito: «C'è bisogno di continuità, per non disperdere il patrimonio che si è creato in questi anni e il patto di alleanza con la Provincia». Un appunto, dal rettore, è arrivato «all'incapacità della politica bergamasca di fare squadra. Non esiste una classe politica bergamasca, a differenza di quella bresciana». Da qui la replica di Bettoni: «In questi anni, però, siamo stati capaci di fare sistema e siamo stati un po' più svelti dei nostri "cugini", a cui abbiamo fatto mangiare la polvere, anche se la partita è sempre aperta». La conferma è arrivata da un bresciano doc Franco Bettoni, presidente di Brebemi: «È grazie a Valerio Bettoni se dalla società è stato escluso chi remava contro e si è arrivati alla vigilia dei cantieri dell'autostrada». Be. Ra. 15/03/2009 nascosto-->

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Effetto domino anti-pena di morte se anche Richardson licenzia il boia (sezione: Province)

( da "Riformista, Il" del 15-03-2009)

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Effetto domino anti-pena di morte se anche Richardson licenzia il boia New Mexico. È il quindicesimo Stato americano che rifiuta la pena capitale. Manca solo la firma del governatore. Deve decidere entro domani. E chiede consiglio agli elettori. L'ondata abolizionista va avanti, 11 Stati potrebbero vietarla nel 2009. In tempi di crisi uccidere costa troppo. di Luigi Spinola È un fine settimana carico di dubbi, quello del Governatore del New Mexico Bill Richardson. Domani dovrà far sapere al popolo del suo Stato se intende abolire o meno la pena di morte. Richardson è un ex-stella democrat e il più noto politico ispanico degli States. A lungo sodale di Bill Clinton, che lo scelse come ambasciatore all'Onu, Richardson dopo un'effimera candidatura alle ultime primarie, si è schierato con Obama. Dopo la vittoria il presidente volle ricompensarlo con la poltrona di Segretario al Commercio Estero (Richardson ambiva addirittura a fare il Segretario di Stato) ma il coinvolgimento del Governatore in una inchiesta federale per una maxitruffa finanziaria lo ha costretto a rinunciare. Ora nei suoi pensieri c'è altro. Il Senato del New Mexico ha votato venerdì sera (24-18) la messa al bando della pena di morte. Il Governatore deve decidere se firmare la legge o mettere il veto. Richardson nel passato si è più volte detto contrario all'abolizione della pena capitale, questione che i democrat gestiscono con grande cautela per il timore di apparire "soft on crime". I tempi però sono cambiati. Se Richardson firmerà, il New Mexico diventerà il quindicesimo Stato a vietare la pena di morte. L'ultimo di una ondata abolizionista avviata nel 2007 dal New Jersey, primo Stato a tirarsi fuori da quando la Corte Suprema ha ridato lavoro ai boia d'America nel 1976. Richardson dice di non avere ancora deciso e nel dubbio chiede consiglio agli elettori. Vox populi vox dei. Al 001-505-4726- 2225 risponde una voce femminile registrata: «diteci se siete d'accordo con questa legge, e il Governatore Richardson terrà conto della vostra opinione». Il New Mexico non è uno Stato forcaiolo. Delle 1.136 persone giustiziate dal 1976 negli Stati Uniti, solo una è morta nel New Mexico. Terry Clark fu condannato per aver stuprato ed ucciso Dena Lynn Gore, una bambina di sei anni. La sentenza fu eseguita nel 2001. Oggi il braccio della morte del penitenziario statale di Santa Fé ospita solo due persone: Timothy Allen (condannato nel 1996) e Robert Fry (quattro anni dopo). Per assurdo, anche se la pena di morte dovesse essere abolita, per loro non cambierà nulla. La sentenza rimarrà immutata. La scelta di Richardson all'apparenza è dunque più simbolica che concreta. Ma è una tappa importante di un movimento abolizionista che quest'anno potrebbe diventare quasi irresistibile. Se cade anche il New Mexico rimarranno ancora trentacinque Stati nei quali la pena di morte è prevista dalla legge. Ma almeno undici di questi potrebbero metterla al bando nel 2009. Nel Montana una delle due Camere ha già detto sì, il Senato del Kansas inizierà il dibattito domani. La recessione aiuta perchè uccidere agli Stati costa parecchio, molto più dell'ergastolo. Salvare vite permette di salvare denaro sintetizza The Economist. I conti sono chiari. Un recente studio del think-tank Urban Institute calcola che nel Maryland un caso che si conclude con una sentenza di pena di morte costa tre milioni di dollari, con il carcere a vita poco più di un milione. Costa la difesa degli imputati, nei diversi gradi di giudizio. E se i soldi mancano, magari prima dell'ultimo appello com'è accaduto proprio nel New Mexico, l'accusa non può chiedere la pena di morte. Costa il processo particolare di selezione della giuria. Costa mantenere il braccio della morte, dove i condannati vivono in celle separate e sotto costante osservazione. E si tratta perlopiù di costi strutturali che si possono abbattere solo mettendo al bando la pena di morte, non basta sospendere o diradare le esecuzioni. Certo pesa anche l'incubo di condannare un'innocente. E alla pena capitale come deterrente ormai credono in pochi. Ma se davvero questo sarà l'anno della svolta, sarà più per motivi di bilancio che in risposta a un imperativo morale. Il 2008 è stato l'anno con meno esecuzioni dal 1994 (37) ma la cifra è stata tenuta bassa dalla moratoria alle iniezioni letali, imposta dalla Corte Suprema. Nel 2009 i morti dovrebbero essere di più. Gli Stati che la accettano sempre di meno. La scelta del New Mexico chiama in causa il confinante Texas, lo Stato più letale, che l'anno scorso ha eseguito metà delle condanne a morte degli Stati Uniti e complessivamente più di un terzo dal 1976. In Texas, per ora il boia non molla. Ma se Richardson firma l'assedio virtuoso può iniziare. 15/03/2009

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Meeting sull'abolizione del libro soci' nelle imprese promosso dall'Ordine dei dottori commercialisti (sezione: Province)

( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 15-03-2009)

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IN BREVE pag. 17 Meeting sull'abolizione del libro soci' nelle imprese promosso dall'Ordine dei dottori commercialisti IN SAN DOMENICO Domani alle 15, nella sala Bolognini del convento di San Domenico (piazza San Domenico 13), si svolgerà un convegno sull'abolizione del libro soci' nelle srl e sulle nuove modalità di compilazione, sottoscrizione e inoltro della comunicazione per i dati nel Registro delle imprese. Intervengono Gianfranco Tomassoli, presidente dell'Ordine dottori commercialisti, Roberto Serra dell'Ufficio registro imprese, e Silvia Agnolucci di Infocamere. L'ingresso è gratuito.

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WASHINGTON - Il Parlamento del New Mexico ha approvato una risoluzione per l'abolizione della pena d... (sezione: Province)

( da "Messaggero, Il" del 15-03-2009)

Argomenti: Province

Domenica 15 Marzo 2009 Chiudi WASHINGTON - Il Parlamento del New Mexico ha approvato una risoluzione per l'abolizione della pena di morte e la sua sostituzione con la condanna all'ergastolo. Il provvedimento è stato approvato con 24 voti a favore e 18 contrari e deve ora essere promulgato dal governatore democratico Bill Richardson, in passato contrario all'abolizione della pena di morte. La pena di morte è in vigore in 38 dei 50 Stati Usa e al momento si discutono risoluzioni per la sua abolizione in Montana e Kansas.

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I tre sindaci all'attacco: <Ora tante polemiche, ma perché i politici non hanno fatto i conti prima?> (sezione: Province)

( da "Resto del Carlino, Il (Ascoli)" del 15-03-2009)

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ASCOLI PROVINCIA pag. 6 I tre sindaci all'attacco: «Ora tante polemiche, ma perché i politici non hanno fatto i conti prima?» MOVIMENTO AUTONOMO PICENO I SINDACI del Movimento Autonomo Piceno, Armando Falcioni, Giuseppe Mariani e Pasquale Allevi, criticano l'atteggiamento e i comportamenti dei loro colleghi politici di quest'ultimo periodo. «Gli attacchi a cui assistiamo in questi giorni tra vari autorevoli esponenti politici di entrambi gli schieramenti sostengono sono quanto meno sospetti. Non riusciamo a capire, tanto per essere chiari, come mai solo in questi ultimi tempi ci si ricorda delle infrastrutture o dei gravi danni che la divisione della nostra Provincia porterà al territorio». L'interrogativo riguarda anche i tempi delle critiche e delle polemiche: «Se questi attacchi vengono da partiti che hanno sostenuto l'amministrazione provinciale con il ruolo di partito di maggioranza, non si capisce perché non l'abbiano fatto prima. Forse si chiedono i tre sindaci viene il sospetto su quale sia l'unico obiettivo? Un altro esempio di incoerenza della politica locale è l'incomprensibile balletto a cui assistiamo tra le varie componenti della maggioranza al Comune di Ascoli. Da una parte si ricordano quanto sia stata poco efficace l'amministrazione Celani, dall'altra danno tutte le colpe della crisi all'Udc. Come mai tutto ciò viene fuori ora? Peccato che tanta animosità non sia verificata un anno fa quando i sottoscritti, mettendoci la faccia con tutti i rischi annessi, sono stati completamente isolati, e da taluni anche derisi, quando si iniziò la raccolta delle firme dopo le dichiarazioni pubbliche di Berlusconi sulla abolizione delle province».

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Emma Marcegaglia rilancia (sezione: Province)

( da "Giornale.it, Il" del 15-03-2009)

Argomenti: Province

n. 64 del 2009-03-15 pagina 7 Confindustria Marcegaglia: "Contro la crisi niente sussidi. Ci servono soldi veri" di Gian Maria De Francesco nostro inviato a Palermo «Non chiediamo sussidi, ma un po? di ossigeno per sopravvivere ed essere protagonisti della ripresa che potrebbe arrivare anche a fine anno». Il presidente di Confindustria Emma Marcegaglia, nel suo intervento conclusivo al convegno dei piccoli imprenditori di Palermo, ripete l?invito al presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, a «un incontro formale». La crisi globale, ha sottolineato, «è un?emergenza vera; non è una boutade mediatica» e «c?è bisogno che il governo assicuri il sostegno alle imprese». Toni accorati, non catastrofistici: l?importante è fare presto. «è venuto il momento di una risposta da parte sua, signor presidente, adesso servono soldi veri». Un appello che il premier non lascia inascoltato. Ieri pomeriggio con una telefonata Berlusconi e Marcegaglia si sono dati appuntamento per martedì «per un confronto sui provvedimenti urgenti da prendere». Sollecitudine e disponibilità per le quali Confindustria ha ringraziato il premier. La posizione di viale dell?Astronomia, infatti, non è critica nei confronti di Palazzo Chigi. La stessa Marcegaglia ieri ha espresso apprezzamento per le recenti misure anticrisi: «Bene gli ammortizzatori sociali purché finanziati subito», «bene l?aumento delle indennità ai co.co.pro.». Sfumature che il ministro del Welfare Sacconi ha immediatamente colto, proprio mentre Pier Luigi Bersani cercava di arruolare la leader degli industriali alla causa del Pd adombrando improbabili convergenze politiche. Ma adesso, ha aggiunto il presidente, è giunto il momento di occuparsi delle imprese perché è «attraverso le aziende che passa la tenuta sociale del Paese» e «nei prossimi mesi rischiamo di perdere i campioni del “made in Italy”». E le proposte di Confindustria si indirizzano su tre temi declinati in direzione economica e politica. Dal punto di vista economico occorre che le imprese aumentino i mezzi propri, che il governo conceda sgravi a chi si patrimonializza e che le banche mantengano il credito. Per questo occorre un «patto a tre» con la «massima collaborazione» tra esecutivo, istituti di credito e aziende. Sortita non casuale dopo le recenti tensioni tra Tesoro e Bankitalia. In seconda battuta, la pubblica amministrazione «deve pagare i debiti» alle imprese. Infine, sì alle grandi opere, ma bisogna anche «aumentare gli stanziamenti per quelle piccole che possono partire subito anche in deroga al patto di stabilità interno per i Comuni virtuosi». L?asse politico è ancora più chiaro: la riscrittura degli standard finanziari internazionali alla quale sta lavorando il ministro Tremonti deve coinvolgere anche l?industria per evitare un?«ulteriore restrizione del credito». La crisi non deve essere pretesto per forme di neostatalismo «disordinato e invadente», perché solo il mercato può produrre il ritorno alla crescita. Analogamente, bisogna rifiutare il protezionismo che «impoverirebbe un Paese come il nostro con vocazione agli scambi». Di qui la ripresa di un tema caro al predecessore di Marcegaglia: «Servono riforme strutturali (a partire da quella delle pensioni) continuando sulla via imboccata dai ministri Brunetta e Alfano». Necessario tagliare la spesa pubblica improduttiva e la burocrazia partendo dall?abolizione di Province ed enti inutili. Palla ora al presidente del Consiglio. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano

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Fi, primo passo per la tregua naccio (sezione: Province)

( da "Sicilia, La" del 15-03-2009)

Argomenti: Province

Fi, primo passo per la tregua naccio @@Al convegno regionale organizzato da Malfitano si è discusso della frattura interna e di possibili soluzioni «Anche in Provincia di Enna, la crisi economica sta cominciando a far veder i suoi effetti». Lo dichiara Tonino Palma, presidente provinciale della Cna, che aggiunge: «La constatazione di tutto questo lo si vede ogni giorno. Sono, infatti, aumentati i licenziamenti, cominciano a verificarsi le richieste di sospensione o cassa integrazione, aumentano le chiusure di aziende. Al 31 dicembre scorso sono state 78 le aziende, che si sono cancellate dalla Camera di commercio. Interi settori produttivi come l'edilizia, il tessile abbigliamento, il metalmeccanico, l'autotrasporto, vedono quotidianamente ridurre ordini, fatturati e numero di dipendenti». Per Tonino Palma, presidente provinciale della Cna, si tratta di un fenomeno che si sta allargando a tutta la Regione. A tale scopo la Cna Regionale, coinvolgendo tutte le strutture provinciali, sta predisponendo la «mobilitazione di tutte le Imprese», attraverso la raccolta di firme al fine di richiedere al presidente della Regione, Raffaele Lombardo, una serie di misure eccezionali per superare la crisi, in particolare con la petizione si chiede che l'Ars approvi subito il bilancio. Inoltre il Governo regionale e il Parlamento regionale devono intervenire con norme e provvedimenti straordinari e urgenti per rispondere alle precise richieste delle imprese siciliane come la riduzione della pressione fiscale attraverso la revisione immediata degli indici di congruità degli studi di settore per le imprese artigiane e le Pmi siciliane; il blocco e il cambiamento delle procedure di recupero dei vecchi debiti fiscali e previdenziali, consentendo la loro rateizzazione e l'abolizione in contemporanea delle sanzioni; l'approvazione immediata di nuove norme che prevedano l'uso immediato dei fondi pubblici europei, nazionali e regionali che consentano l'attivazione degli ammortizzatori sociali in deroga per i dipendenti del settore dell'artigianato e del commercio e l'attivazione degli ammortizzatori sociali ordinari per i dipendenti delle Pmi con procedure nuove anche attraverso gli enti bilaterali e i contratti di solidarietà; l'accelerazione della spesa pubblica nella Regione con l'avvio delle misure dei Por 2007/2013 e lo snellimento delle procedure burocratiche; con il lancio di un piano straordinario di edilizia pubblica per interventi per manutenzioni ordinarie e straordinarie di edifici pubblici, scuole, strade, etc; il pagamento immediato da parte della pubblica amministrazione di tutto quanto dovuto alle imprese per servizi, forniture, lavori, per contributi per i regimi di aiuto e sostegno all'occupazione previsti da normative nazionali e regionali e da anni non pagati alle imprese; un intervento straordinario per il credito con la creazione di un tavolo regionale di monitoraggio del mercato del credito ordinario siciliano. «E' chiaro - prosegue Giuseppe Greca, direttore della Cna - che tale problematiche se da un lato interessano la Regione è anche vero che molte cose vanno riviste, discusse e risolte attraverso l'amministrazione provinciale e le amministrazioni comunali, in questa direzione la Cna di Enna ha già richiesto un incontro al sindaco di Enna, Rino Agnello, per discutere della Crisi dell'Edilizia, del Prg e dell'ampliamento della Zona artigiana, inoltre per contrastare un'altra piaga nel mondo dell'artigianato provinciale, l'abusivismo». Domani una delegazione di artigiani della Cna sarà ricevuta dal prefetto Elda Floreno, mentre per martedì, alle 18, si terrà una riunione urgente della direzione provinciale della Cna. F. g.

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LA CGIL, INSIEME A CISL E UIL, HA TENUTO UNA MANIFESTAZIONE NELL'AULA CONSILIARE DELLA PROVINCI... (sezione: Province)

( da "Mattino, Il (Caserta)" del 15-03-2009)

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La Cgil, insieme a Cisl e Uil, ha tenuto una manifestazione nell'aula consiliare della Provincia di Caserta in corso Trieste nell'ambito delle iniziative indette per contrare le norme contenute nel Decreto Sicurezza (Disegno di Legge AC. 2180 «Disposizioni in materia di sicurezza pubblica»), e che riguardano l'esercizio della professione medica. In tale decreto infatti all'articolo 45 comma 1 lettera t) - all'esame della Camera dei deputati e già approvato al Senato - si prevede l'abolizione del comma 5 dell'articolo 35 del testo Unico sull'Immigrazione (D.lgs. 286/98), che recita: «L'accesso alle strutture sanitarie da parte dello straniero non in regola con le norme del soggiorno non può comportare alcun tipo di segnalazione all'autorità, salvo i casi in cui sia obbligatorio il referto, a parità di condizioni con il cittadino italiano». Da ciò deriverà per i medici del Servizio sanitario nazionale, in quanto pubblici ufficiali nell'esercizio di pubblico servizio, l'obbligo di denuncia degli immigrati che si rivolgeranno alle strutture sanitarie, nel caso in cui si venga a conoscenza della condizione di immigrazione clandestina, qualificata dal Decreto come reato perseguibile d'ufficio. In caso contrario infatti i medici e gli operatori del Ssn saranno perseguibili per il reato di omessa denuncia. «Ribadiamo con forza - hanno dichiarato i medici vicini a Cgil, Cisl e Uil - che non siamo spie ma medici e con la nostra professionalità e impegno quotidiani cerchiamo di garantire a tutte le persone che a noi si rivolgono, indipendentemente dal sesso, dal censo, dal colore della pelle e dalla lingua che parlano, la migliore salute e la migliore sanità possibile». Inoltre i medici fanno notare che saranno colpite soprattutto le persone più fragili, bambini in primo luogo, e che il governo finirà per incentivare attività sanitarie clandestine (dalla gravidanza alle cure per i bambini), fuori dai sistemi di controllo e di verifica della sanità pubblica. I medici di Cgil Cisl e Uil della provincia di Caserta infine esprimono il pieno sostegno alle posizioni già espresse dalla Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici, e che sono state ribadite dal presidente dell'Ordine dei Medici di Caserta Antonio Manzi, «per riaffermare la ferma volontà a rispettare il codice deonotologico e per chiedere lo stralcio di una norma inutile ed incivile».

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CON IL SISTEMA DELLA DOPPIA PREFERENZA, UNA PER GENERE, SI Dà ALLE DONNE SOLO LA POSSIBIL... (sezione: Province)

( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 15-03-2009)
Pubblicato anche in: (Mattino, Il (Benevento)) (Mattino, Il (Caserta)) (Mattino, Il (Circondario Nord)) (Mattino, Il (Circondario Sud2)) (Mattino, Il (City))

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«Con il sistema della doppia preferenza, una per genere, si dà alle donne solo la possibilità di concorrere ma non certo di essere elette. Una legge incostituzionale». Il sottosegretario all'Economia Nicola Cosentino e l'intero gruppo dirigente napoletano di Forza Italia scendono in campo contro la legge elettorale approvata in consiglio regionale dopo una maratona notturna tra mercoledì e giovedì. Sono molte, secondo Cosentino, le criticità della nuova legge. A partire dall'abolizione del listino che rappresenta «un depotenziamento dei poteri del presidente». Bocciato anche il sistema della doppia preferenza. «Sono servite creatività e fantasia per immaginare un sistema vincolato alle donne - ha sottolineato - è una cosa che non ha precedenti. Senza contare l'introduzione di un premio di minoranza, perchè una coalizione, anche se vince l'80% dei seggi, non può averne più del 65%. Si stanno preparando - ironizza - a diventare forza d'opposizione e limitare i danni». Ma gli azzurri tengono a sottolineare anche un altro dato: «È una legge passata grazie a 2 voti dell'Udc e 4 dell'Mpa: il segnale che Bassolino non ha più nemmeno una maggioranza che lo sostenga. E, infatti, attendiamo ancora che venga in consiglio a chiarire cosa voglia fare contro la crisi: invece preferisce i salotti di Ballarò e Annozero». Nel frattempo si aspetta la stesura della legge per valutare le contromosse. «Poi valuteremo un ricorso alla Corte Costituzionale - ha aggiunto Luigi Cesaro, deputato e candidato del Pdl alla presidenza della Provincia di Napoli - perchè non possiamo accettare una legge che è frutto di un metodo antidemocratico». A difendere il nuovo sistema è invece il segretario regionale Pd Tino Iannuzzi. «Trovo assurde, infondate e del tutto strumentali le polemiche. La soppressione del listino, nel recente passato auspicata anche da alcuni degli attuali critici della nuova legge, elimina - spiega Iannuzzi - la possibilità di nomine precostituite e calate dall'alto».

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Il New Mexico dice basta alla pena di morte (sezione: Province)

( da "Giornale di Brescia" del 16-03-2009)

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Edizione: 16/03/2009 testata: Giornale di Brescia sezione:finestra sul mondo Il New Mexico dice basta alla pena di morte SANTA FÈ Comincia a farsi sentire negli Stati Uniti l'effetto Obama anche per quanto riguarda la pena di morte: il Parlamento dello Stato del New Mexico ha votato a favore di un provvedimento legislativo che la abolisce. Dai prossimi giorni, quando il governatore Bill Richardson promulgherà la nuova legge apponendo la sua firma sotto il provvedimento, in New Mexico non sarà più consentito mettere a morte un uomo. La condanna a morte sarà automaticamente commutata in ergastolo. Bill Richardson, democratico, già in pista per diventare ministro dei Trasporti di Obama, non ha peraltro ancora precisato se apporrà la firma o eserciterà il suo diritto di veto, ma secondo i principali osservatori la sua firma è data praticamente per scontata. In New Mexico, stato a maggioranza democratica, hanno votato a favore dell'abolizione della pena di morte 24 parlamentari, mentre hanno votato contro 18, dunque una maggioranza piuttosto netta. Il provvedimento era già passato anche nell'altra Camera dello Stato, ragion per cui per diventare operativo ha ora bisogno soltanto della firma del governatore. Con questo provvedimento, il New Mexico diventa il 15° Stato americano ad abolire la pena capitale, che peraltro resta in vigore in molti altri Stati. Richieste di abolizione della pena capitale sono pendenti dal 2007 anche presso gli Stati di New York e del New Jersey. In New Mexico anche se la pena capitale era in vigore nessun uomo è stato più messo a morte dal 1976 ad oggi. Viceversa il confinante Texas, di cui fu a lungo governatore il presidente americano uscente George W. Bush, è lo Stato americano che «vanta» il maggior numero di esecuzioni. A tutt'oggi in New Mexico due condannati risultano essere detenuti nel braccio della morte dei rispettivi istituti carcerari in cui sono rinchiusi. Secondo quanto riferito da alcune associazioni che lottano per l'abolizione della pena capitale, il provvedimento del Parlamento del New Mexico non cancellerà le loro sentenze di condanna.

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Nuovi passi per l'abolizione del segreto bancario (sezione: Province)

( da "ItaliaOggi Sette" del 16-03-2009)

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ItaliaOggi Sette Numero 063  pag. 17 del 16/3/2009 | Indietro Nuovi passi per l'abolizione del segreto bancario INTERNAZIONALE Di Gabriele Frontoni L'asse franco-tedesco sulla lotta ai paradisi fiscali sembra dare i primi frutti. In attesa di affrontare il problema del segreto fiscale nel corso del vertice dei G20 in agenda a Londra per il 2 aprile, tre icone dei conti cifrati, Svizzera, Andorra e Liechtenstein hanno mosso i primi passi verso [...] Costo Punti per Abbonati: 0 - Costo Punti per Registrati: 4      

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Federalismo/ Verso intesa su enti locali, probabile (sezione: Province)

( da "Virgilio Notizie" del 16-03-2009)

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Roma, 16 mar. (Apcom) - Il federalismo fiscale arriva nell'Aula della Camera, e si profila sempre di più un'astensione del Pd al momento del voto finale. La decisione sarà presa domani nell'assemblea del gruppo, ma la spinta decisiva potrebbe arrivare dall'intesa con il governo sulla mozione Franceschini a favore degli enti locali, che domani mattina sarà votata in Aula: si sta ancora lavorando ad una riformulazione, ma il Goveno ha già fatto sapere di essere pronto a dire sì "con le modifiche giuste", e a quel punto l'astensione del Pd sul federalismo fiscale sarebbe praticamente certa. Resta invece la contrarietà dell'Udc, ribadita oggi in Aula da leader Pier Ferdinando Casini; l'Idv invece aspetta di vedere se saranno accolti alcuni suoi emendamenti. Ma prosegue anche il lavoro sul contenuto del testo, che oggi ha visto l'accordo tra il Governo e le regioni a statuto speciale, concretizzato in due emendamenti già depositati. In Aula oggi si è svolta la discussione generale sul ddl di delega al Governo, mentre domani si dovranno votare le pregiudiziali di costituzionalità: solo mercoledì si inizieranno a votare gli oltre 300 emendamenti presentati. Ma già domani si capirà se l'intesa tra maggioranza e Pd si concretizzerà, quando verrà messa in votazione la mozione a prima firma Franceschini, posta come pregiudiziale dal Pd rispetto al federalismo fiscale, che chiede l'integrale copertura del minor gettito dopo l'abolizione dell'Ici sulla prima casa, l'utilizzo del patrimonio immobiliare per sostenere la spesa in conto capitale ed abbattere il debito, e soprattutto un allentamento del patto di stabilità interno, per permettere agli enti locali di sbloccare risorse disponibili in pagamento di opere già realizzate, già cantierate o già programmate. Sul testo della mozione si sta ancora lavorando ad una riformulazione, dopo che il sottosegretario all'Economia Giuseppe Vegas e il responsabile enti locali del Pd, Paolo Fontanelli, hanno a lungo conversato nel Transatlantico di Montecitorio, insieme al leghista Giancarlo Giorgetti, presidente della commissione Bilancio della Camera. Subito dopo il voto sulla mozione si terrà l'assemblea del gruppo Pd alla Camera per decidere come votare sul ddl, ed è evidente che se in mattinata fosse accolta la mozione, la scelta dell'astensione (già oggi prevalente) avrebbe un argomento in più. Anche se dal Pd continuano a chiedere modifiche al testo. In primis per dare la possibilità alla commissione Bicamerale sui decreti attuativi della delega di fornire, oltre al parere sui dlgs, anche indirizzi al governo, e poi per fissare una 'road map' dei passi successivi al federalismo: approvazione del Codice dell'Autonomie e relazione sugli effetti finanziari della riforma. Anche l'Idv, dopo il voto favorevole in commissione, aspetta l'accoglimento di alcuni emendamenti per decidere l'atteggiamento in Aula: per ora, dice il vice capogruppo Antonio Borghesi, il ddl è "una delega in bianco, un'equazione di sole incognite". Resta invece contraria l'Udc. Il leader centrista Pier Ferdinando Casini è intervenuto in Aula definendo il ddl solo "uno spot elettorale della Lega" e il suo estensore Calderoli "un apprendista stregone che è riuscito a fare il miracolo di far credere a gran parte del mondo politico italiano, a partire dal Pd, che la sfida del federalismo viene affrontata con efficacia". E invece "in una situazione drammatica per l'economia si perde l'occasione principale per intervenire disboscando, tagliando ad esempio le province". Il testo elaborato produce un federalismo "iniquo", che "non razionalizza la spesa ma rischia di aumentarla e rischia di produrre solo un grande disastro per lo Stato, una moltiplicazione dei centri di spesa, una maggiore pressione fiscale". L'Udc "non si sottrarrà al confronto" ma Casini avverte: "Non ci si può chiedere di sottoscrivere una delega in bianco". Una prima 'incognita' del testo è stata chiarita oggi, con l'accordo tra il Governo e le Regioni a statuto speciale: l'applicazione del federalismo fiscale alle autonomie speciali sarà oggetto di confronto tra l'Esecutivo e le singole regioni; non sarà cancellato l'articolo 25 caro alle autonomie speciali; regioni speciali e Province autonome non dovranno concorrere al "patto di convergenza" istituito dal ddl ma solo al patto di stabilità interno. Roberto Calderoli riconosce il "senso di responsabilità di tutti i soggetti", e tutti i governatori interessati plaudono all'accordo: il siciliano Raffaele Lombardo, il sardo Ugo Cappellacci, il valdostano Augusto Rollandin, il friulano Renzo Tondo, il trentino Lorenzo Dellai, l'altoatesino Luis Durnwaldner.

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Franceschini: contro la crisi allentare il patto di stabilità (sezione: Province)

( da "Unita, L'" del 17-03-2009)

Argomenti: Province

Franceschini: contro la crisi allentare il patto di stabilità BIANCA DI GIOVANNI «La nostra è una proposta precisa che impegna il governo ad allentare il patto di stabilità nella parte degli investimenti. Province e comuni hanno i soldi ma non possono spenderli». Lo ha detto il segretario del Pd, Dario Franceschini, che nei giorni scorsi ha prentato una mozione sui temi della finanza locale. «Se le proposta venisse approvata - ha spiegato - sarebbe ossigeno per le imprese, per l'edilizia e per i lavoratori». La proposta del leader del Pd è in perfetta sintonia con la posizione di Comuni e Province, che hanno chiesto di liberare le risorse destinate agli investimenti dai vincoli troppo stretti a cui li ha sottoposti il Tesoro. Le amministrazioni locali lo chiedono da molto tempo. Lo chiede da tempo anche l'Ance (Associazione costruttori), delusa dalla lista di opere varata dal Cipe tutta orientata a grandi opere che tagliano fuori le piccole imprese edilizie. E in parte delusa anche dall'ultimo piano casa, che non stanzia un euro pubblico e chiede ai privati di aprire casse già dissanguate. Oggi in Parlamento lo chiederà anche il Pd con la mozione presentata da Franceschini. Ma dal governo non sembrano giungere aperture. Il Paese rischia di perdere almeno due miliardi di investimenti in opere pubbliche, mentre il premier ripete che le risorse sono state già date. La verità è che per ora sono state tolte, nel silenzio totale: tutte le misure fin qui varate sono restrittive, cioè risparmiano invece che spendere. Per gli enti locali questo è più vero che per altri. Sono i numeri a dirlo (vedi www.nens.it). I numeri «Comuni e Province hanno speso nel 2007 18,5 miliardi in investimenti pubblici, più della metà di quanto ha investito l'intera amministrazione pubblica - spiega Antonio Misiani, deputato del Pd e responsabile finanza locale di Legautonomie - Nell'anno in corso si rischia di tornar indietro, invece di aumentare questa voce che consentirebbe di rilanciare l'economia». Le amministrazioni, infatti, sono state sottoposte a una drastica cura di tagli. Comuni e Province dovranno contribuire quest'anno alla correzione del deficit per almeno un miliardo e 600 milioni, e l'anno prossimo per quasi tre miliardi (nel 2011 si arriva a 5 miliardi). Una richiesta che non tiene conto degli sforzi già fatti: negli ultimo tre anni i Comuni hanno risparmiato già 3 miliardi e 600 milioni e le Province circa 500 milioni. Considerando poi che la spesa corrente è difficilmente comprimibile, verranno intaccati gli investimenti. Ma non è soltanto la cura dimagrante a bloccare i cantieri locali. C'è anche una disposizione, fortemente voluta da Tremonti, che blocca anche i cantieri già avviati. Con il nuovo patto di stabilità il tetto è sulla spesa, non sul saldo tra spese e entrate. Cosicché accade che anche i Comuni che hanno risorse, sono costretti a bloccare i finanziamenti. Tutto questo nel mezzo della crisi. Ma non è finita. Ai Comuni è fatto divieto di conteggiare tra le entrate valide ai fini del Patto di stabilità interno le vendite del patrimonio immobiliare. Cui va aggiunta l'eliminazione delle entrate fiscali, con l'abolizione Ici prima casa (non coperta) e il blocco delle aliquote locali. Il segretario del Pd denuncia: «Comuni e provincie hanno i fondi ma non li possono spendere per colpa del governo». L'incontro con gli amministratori che chiedono la possibilità di liberare risorse per gli investimenti.

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Â<Marzi, candidato anti ProvinciaÂ> (sezione: Province)

( da "Tempo, Il" del 17-03-2009)

Argomenti: Province

stampa Iannarilli «Marzi, candidato anti Provincia» Frecciate alla Formisano Schermaglie elettorali tra Pdl e Udc. Iannarilli replica a Marzi: «L'ex sindaco di Frosinone è un professionista serio e un politico preparato, da lui non ci aspettiamo discorsi approssimativi come quelli che sta improvvisando in merito all'abolizione delle province. Il candidato Udc aspira a diventare presidente di un ente di cui chiede l'abolizione. Questo la dice lunga sulla serietà e l'impegno con cui si appresta ad amministrare la provincia. Siamo certi che nei prossimi giorni ci spiegherà come ripartire le competenze finora attribuire alla Provincia e a chi demandare i compiti e le funzioni amministrative. Noi ci stiamo battendo per la semplificazione amministrativa, anche per questo ho proposto alla Camera l'istituzione di una Regione senza Roma più vicina ai cittadini e alle esigenze della Provincia. Non credo che Marzi abbia scelto il modo migliore per parlare alla gente. Sapendo di perdere e di arrivare ultimo tra i candidati, il candidato dell'Udc può permettersi tutto, anche atteggiamenti provocatori come quello che sta inscenando». E la diatriba è ancora più pungente con l'on. Anna Teresa Formisano: «È vero, non sono il capo del Pdl, ma solo il candidato del Pdl alla presidenza della Provincia. Con il mio modo di fare politica ho dimostrato di non dover dare conto a nessuno se non ai cittadini, evidentemente, il tuo modo di fare politica si basa sui concetti di "padrone" e "sudditi". Per rancore personale - ha affermato Iannarilli - non hai mai accettato di sederti ad un tavolo con noi del Pdl per discutere di un comune progetto politico, come più volte ti abbiamo chiesto personalmente e pubblicamente. E di convergenze ne avremmo trovate. Hai fatto la tua scelta e devi assumertene le responsabilità. Non so come potranno giudicare gli elettori quel mix tra diavolo e acquasanta al quale hai voluto da vita con il supporto, nemmeno tanto nascosto, di qualche "padrone"». F.R.

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ma il neutro è una chimera - stefano bartezzaghi (sezione: Province)

( da "Repubblica, La" del 17-03-2009)

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Pagina 39 - Cronaca MA IL NEUTRO è UNA CHIMERA IL RACCONTO STEFANO BARTEZZAGHI Come si distingueranno d´ora in poi i gabinetti maschili da quelli femminili, nei palazzi dell´Unione Europea, questo non si sa. Sì, perché l´annunciata abolizione di mistress e miss (perché indicare lo stato civile, e solo quando ci si riferisce a una donna?) porta con sé anche l´abolizione di mister (altrimenti la discriminazione sarà proprio lì). Secondo una nuova norma europea, in discorsi e testi ufficiali ci si dovrà riferire a ognuno solo con il corrispondente cognome. Tutte le parole che contengono una determinazione di genere (come policeman, per "uomini della polizia"), inoltre, andranno sostituite con termini neutri. è proprio la neutralità che rischia però di diventare una sorta di chimera linguistica, un´utopistica pietra filosofale che tramuta tutti e tutte in "loro". Sono cose che non funzionano mai troppo bene, e i linguisti esortano a valutare caso per caso, con il necessario buon senso. Tutto sommato era stata più saggia la decisione italiana, presa tempo fa, di abrogare il solo "signorina". Ma del resto da noi (siamo un Paese curioso) "signore", "signora" e "signorina" si usano quasi solo come spregiativi: se interpello "il signor Scartezzini", dico che egli non è dottore, onorevole, commendatore ovvero cavaliere. "Signore" e "signora", in Italia, sono sentite anche come indelicate allusioni all´età, perciò in trattorie e pub ci sono camerieri che chiedono anche ai clienti attempati "cosa prendete, ragazzi?". Possiamo rinunciare anche al "signora mia" di Federico Zeri e Alberto Arbasino: ci ha già divertito abbastanza. Ma l´abolizione di ogni titolo annulla, innanzitutto e prima di ogni discriminazione, quella funzione cerimoniale del linguaggio che ben si nota negli articoli anglosassoni dove è sempre "mister Obama" che vince le elezioni contro "mister McCain". Se ne può fare a meno, certo: facciamo a meno di così tante altre cose, ormai...

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L'Italia dove l'anormale è normale (sezione: Province)

( da "Italia Oggi" del 17-03-2009)

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ItaliaOggi sezione: Economia e Politica data: 17/03/2009 - pag: 8 autore: di Sabina Rodi Esce I Faraoni di Aldo Forbice e Giancarlo Mazzucca, viaggio nell'apparato statale malato L'Italia dove l'anormale è normale Dagli stenografi d'oro della camera ai posti blindati nella p.a. Ènormale un Paese dove i 60 stenografi della camera arrivano a percepire ben 253.700 euro lordi all'anno quando invece l'emolumento «congelato» del presidente della repubblica è fermo a 218 mila euro lordi? E ciò anche se con le moderne tecnologie elettroniche la professione dello stenografo è diventata anacronistica (non a caso, in tutti i quotidiani italiani, essa è stata abolita da anni). È normale un Paese in cui il segretario del Pd, Dario Franceschini, propone, per fronteggiare una crisi finanziaria di proporzioni mondiali, di applicare un'addizionale fiscale sui redditi lordi oltre i 120 mila euro l'anno, una goccia nel mare? Una scelta di questo genere è stata fatta non per risolvere un problema ma per aizzare i molti (grandi evasori compresi) contro i pochi che sono già stati strizzati dal fisco con un'aliquota del 43%. Ma lo stesso Franceschini si guarda bene dal proporre l'abolizione delle province (che renderebbe enormemente di più all'erario). Su questa abolizione quasi tutti i leader politici, a parole, si dicono d'accordo ma, nei fatti, continuano in maniera bipartisan a far nascere nuove province, in base al principio che quando c'è da spendere in burocrazia usando il denaro di tutti i politici di ogni colore sono sempre d'accordo.È normale un Paese dove il ministro per la semplificazione, Roberto Calderoli, della Lega, annuncia, orgoglioso, di aver abolito ben 10 mila leggi (che poi sono 10 mila leggi polverose e spesso ininfluenti perché, da tempo immemore, anche inapplicate) mentre la nota legge sull'autocertificazione introdotta dalla legge Bassanini è ancora disattesa nella pubblica amministrazione per l'assenza del regolamento di applicazione? È normale un Paese dove due senatori della sinistra, Cesare Salvi e Massimo Villone, dopo aver scritto un libro circostanziato e pieno di proposte immediatamente applicabili (sol che si volesse) «per risparmiare 6 miliardi l'anno» (cioè ciò che servirebbe per incrementare a sufficienza i fondi della cassa integrazione, salassati dalla crisi) sono stati progressivamente eliminati, senza che nessuno alzasse un dito a loro favore, dalle posizioni di rilievo di partito che invece ha preferito valorizzare chi li ha attaccati fragorosamente come Antonio Bassolino, presidente della Regione Campania nella stagione della monnezza, che non ha le ragioni dalla sua parte, ma bensì il 20% delle tessere nazionali del Pd che notoriamente contano più della ragione?È normale un Paese in cui il sottosegretario per l'attuazione del programma durante il secondo governo Prodi, Giulio Santagata (che era stato incaricato di predisporre un piano di tagli ai costi delle istituzioni), fa approvare l'eliminazione dei consigli circoscrizionali «nei comuni con popolazione inferiore ai 250 mila abitanti» e poi prevedeva nello stesso disegno di legge di mantenere le strutture abolite? Santagata infatti spiegava: ?Va prevista la possibilità di istituire circoscrizioni per i Comuni aventi popolazione fra i 100 mila e i 250 mila abitanti?. Insomma, da una parte, Santagata tagliava e dall'altra immediatamente ricuciva. Anche se nei titoli dei giornali del giorno dopo si parlava solo di tagli.È normale un Paese dove, se un ente pubblico inutile viene abolito (e già abbiamo visto che è pressoché impossibile abolirlo), i suoi dipendenti possono essere trasferiti a un altro ente pubblico solo «su base volontaria», solo cioè se i dipendenti stessi sono d'accordo? E se non sono d'accordo? Semplice, nei nuovi enti pubblici derivanti da quelli soppressi o che sono a corto di personale si assumono altre persone, a spese dei soldi di tutti gli italiani e a beneficio dei partiti che li hanno sistemati a vita nella loro nicchia, al riparo da ogni tzunami economico e, spesso, anche dalla fatica.È normale un Paese dove, nella campagna elettorale delle politiche del 2008, il centro-destra prometteva programmi di riduzione degli stipendi, delle indennità e dei vitalizi di consiglieri, presidenti, sindaci e parlamentari, ma poi, dopo aver vinto, anche sulla base di questo programma, il centro-destra non ha fatto nulla al riguardo? È di questo «Paese che normale non è» e che dispone di una classe dirigente politica e sindacale che nemmeno davanti a una crisi economico-finanziaria immane com'è quella che stiamo vivendo è disposta a cambiare per nulla che è dedicato il libro I Faraoni (Piemme editore), scritto da Aldo Forbice e Giancarlo Mazzucca. Il primo conduce da 15 anni, su Radio 1 della Rai, la seguitissima trasmissione radiofonica Zapping e il secondo, dopo essere stato vicedirettore de la Voce, il quotidiano di Indro Montanelli, e aver diretto il Quotidiano Nazionale (QN), è adesso deputato del Pdl. Il loro libro è il resoconto di un viaggio, senza sconti per nessuno, nel grande apparato obeso del sistema pubblico italiano. Ne salta fuori l'analisi di una democrazia zavorrata di un Paese che non può decollare perché è inguaribilmente afflitto da un'orgia cronica di lobbies, privilegi, corporazioni, consulenze, portaborse, parassitismi, sprechi, incrostazioni. È, quella de I Faraoni, un'analisi puntuale, impietosa e, alle volte, disperante del dissanguamento pubblico che lascia senza forze l'intero Paese. Questo libro è alla ricerca, dicono di due autori, «di un'amara medicina da trangugiare subito». Ma che, aggiungiamo noi, non trova medici disposti a prescriverla per il bene della collettività, né pazienti disposti a trangugiarla a danno dei loro indebiti benefici che vengono, da tutti, salvati dietro l'usbergo, spesso immondo, dei cosiddetti «benefici acquisiti». Solo i dipendenti delle aziende private, specie di quelle medio-piccole, non li hanno.

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Camera, va in onda il Federalismo fiscale. La Lega cerca la sponda del Pd (sezione: Province)

( da "Panorama.it" del 17-03-2009)

Argomenti: Province

- Italia - http://blog.panorama.it/italia - Camera, va in onda il Federalismo fiscale. La Lega cerca la sponda del Pd Posted By vasco_pirri_ardizzone On 16/3/2009 @ 20:25 In Headlines | 1 Comment Per la seconda lettura, è approdato in Aula a Montecitorio [1] il disegno di legge delega sul federalismo fiscale. Prima dell'arrivo in Aula un importante vertice tra regioni a statuto speciale ha fatto sì che venisse superato il patto di convergenza a favore del patto di stabilità e che sarà istituito un tavolo bilaterale tra l'esecutivo e le singole regioni a statuto speciale. Un'intesa - è concretizzata in due emendamenti proposti nel pomeriggio dal governo - di cui si è detto soddisfatto il presidente della Regione Siciliana, [2] Raffaele Lombardo, che al termine del vertice ha esultato perché "l'articolo 25 rimarrà nel testo del federalismo fiscale". E poi ha aggiunto: "Salta l'idea nuova del tavolo generale tra governo e le regioni a statuto speciale, ma si inserisce l'iniziativa di una tavolo bilaterale con governo da una parte e la regione singola per valutare e riconsiderare di volta in volta attribuzioni e competenze per poter dare un input alle commissioni paritetiche". Questo risultato per il presidente Lombardo "è importante perché serve per evitare che le commissioni paritetiche non producano nulla e vivano in una condizione di stallo". [3] Positivo il giudizio anche del leader della Lega Nord, Umberto Bossi, che ha giudicato l'accordo tra regioni e governo "un altro passo in avanti verso il federalismo". Alle 14.30 è quindi iniziata la discussione in Aula, con [4] il ministro della Semplificazione Normativa e padre del provvedimento, Roberto Calderoli seduto ad ascoltare la seduta. Netto il leader dell'Udc, [5] Pier Ferdinando Casini, secondo cui si tratta solo "di uno spot elettorale confezionato dalla Lega, in un momento in cui la situazione drammatica economica drammatica chiederebbe l'abolizione delle provincie e invece con questo federalismo c'è il rischio disastro per i conti dello Stato". Anche per il leader di [6] Rifondazione Comunista, Paolo Ferrero, "si tratta solo di uno spot della Lega che ridurrà i servizi dello stato sociale". Il Pd deciderà ufficialmente la propria posizione solo nell'assemblea del [7] gruppo convocata per domani, ma si va verso una conferma di [8] quell'astensione già espressa al Senato alcune settimane or sono. Intanto la vicecapogruppo alla Camera, [9] Marina Sereni ha espresso preoccupazione "perché venga scongiurato il rischio che gli enti locali arrivino sfiniti all'appuntamento del federalismo a causa della mancanza di risorse dovute a tagli e politiche sbagliate del governo". Al dialogo con il Pd ci tiene soprattutto la Lega. Un voto contrario del partito di Dario Franceschini aprirebbe infatti la strada a un possibile referendum costituzionale con il rischio di vanificare, come accadde nel 2006 con l'esito referendario sulla devolution, il lavoro svolto dal Parlamento. Anche se ci vorranno diciotto mesi per i decreti attuativi, il Carroccio vuole che la riforma abbia il consenso più largo delle Camere. Il Pd, a sua volta, in grave difficoltà elettorale in molte regioni del nord, non vuole condurre una politica di contrasto al federalismo fiscale che trova il consenso di molti dirigenti locali del partito e dello stesso elettorato del centrosinistra. Contraria, ma pronta a trattare nel merito, l'Idv che per bocca del vicecapogruppo alla Camera e responsabile economia, [10] Antonio Borghesi, attacca: "Questo federalismo è un'equazione di sole incognite. Ci riserviamo di decidere la nostra posizione sul voto, anche sulla base di quanti dei nostri numerosi emendamenti verranno accolti". Per [11] Antonio Leone (Pdl), vicepresidente della Camera, il federalismo che approverà la Camera sarà "equo, solidale e intelligente". Toni effervescenti quelli usati da [12] Marco Reguzzoni, vicecapogruppo dei deputati del Carroccio, che aprendo la discussione ha parlato di "discussione storica e grande occasione di libertà per i cittadini italiani". E poi ha aggiunto: "Ci sono milioni di persone che guardano al federalismo come ad una delle ultime possibilità di cambiamento". Infine il monito del [13] presidente del Senato, Renato Schifani, che stamattina sulle colonne del Messaggero aveva ammonito "da uomo del Sud, desidero appellarmi perché si dia corso praticamente a quella intesa che in Italia mostra di essere condivisa, cioè quella intesa relativa alla cancellazione della doppia velocità interna dell'economia, del divario tra Nord e Sud".

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Sostegno agli enti locali, passa la mozione del Pd (sezione: Province)

( da "Varesenews" del 17-03-2009)

Argomenti: Province

Politica - Il Governo ha accolto una mozione del Pd alla Camera che impegna l?esecutivo a garantire l?autonomia finanziaria di Comuni e Province Sostegno agli enti locali, passa la mozione del Pd L?iniziativa del Pd per sostenere i Comuni ha avuto successo. Il Governo ha infatti accolto una mozione del gruppo del Pd alla Camera che impegna l?esecutivo a garantire l?autonomia finanziaria di Comuni e Province. Garantire servizi ai cittadini è particolarmente necessario in questa fase di acuta crisi economica. Sarà garantita l?integrale copertura dal minor gettito derivante dall?abolizione dell?ICI sulle abitazioni principali. Dovrà essere consentito l?utilizzo degli avanzi di amministrazione per le spese in conto capitale, in particolare per lavori di medio importo realizzabili entro il 2009. Dovranno essere esclusi dal patto di stabilità interno i pagamenti a residui concernenti spese per investimenti. Sarà incentivato l?utilizzo del patrimonio immobiliare per sostenere la spesa in conto capitale ed abbattere il debito. «Oggi la Camera trasmette un messaggio di fiducia a tutti i Comuni che hanno amministrato correttamente le comunità - spiega Daniele Marantelli, deputato del Pd e responsabile nazionale del tesseramento -. Ci auguriamo che il Governo dia attuazione concreta a questi impegni rapidamente. Così come sarà necessario dare attuazione al provvedimento, utile anche se insufficiente, sul federalismo fiscale, all?esame del Parlamento proprio in questi giorni. La linea centralista che il Governo, Pdl - Lega, aveva perseguito finora, subisce una prima sconfitta. Mi auguro che i Comuni virtuosi, particolarmente diffusi nel Nord del Paese, potranno, grazie all?iniziativa del Pd, fronteggiare meglio il disagio economico, sociale e occupazionale di tanti cittadini e di migliaia di piccole imprese». Martedi 17 Marzo 2009

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ENTI LOCALI: LEGAUTONOMIE, FEDERALISMO E LOTTA A CRISI (sezione: Province)

( da "Virgilio Notizie" del 17-03-2009)

Argomenti: Province

(ASCA) - Roma, 17 mar - Legautonomie esprime, con una nota, ''viva soddisfazione'' per l'approvazione alla Camera dei Deputati delle mozioni volte a ridefinire i meccanismi del Patto di stabilita' per gli enti locali, a garantire l'integrale copertura del minor gettito derivante dall'abolizione dell'Ici sulle abitazioni principali, a consentire l'utilizzo degli avanzi di amministrazione, i proventi delle alienazioni immobiliari e di quelle societarie per la spesa in conto capitale e quindi per favorire gli investimenti sul territorio. Si tratta di misure che le Associazioni delle autonomie avevano sollecitato per ovviare alla grave situazione in cui versano i comuni e le province. ''Con l'approvazione delle mozioni di maggioranza e di opposizione si e' riconosciuta la fondatezza delle rivendicazioni avanzate dal sistema delle autonomie. In questa fase di difficile crisi economica gli enti locali possono svolgere, se messi nelle condizioni, un'importante funzione anticiclica, pur nel rispetto delle compatibilita' finanziarie complessive e dei vincoli europei'' ha dichiarato Oriano Giovanelli, deputato e presidente di Legautonomie. ''Cio' e' in linea con quanto avevamo gia' proposto in occasione del primo dibattito sulle misure anticrisi: un piano diffuso di opere medio-piccole su tutto il territorio nazionale immediatamente cantierabili, un piano di infrastrutturazione del territorio, dall'edilizia scolastica alla viabilita', per circa 4,5 miliardi di investimento finanziario complessivo, come stimato dall'ANCE, con sicuri effetti sul piano occupazionale''. ''Ora si tratta di far seguire alle buone intenzioni i fatti'', ha proseguito Giovanelli, ''e quindi il Governo dovra' adottare i provvedimenti conseguenti. Questo aiutera' anche l'iter di approvazione del disegno di legge sul federalismo fiscale e contribuira' a coordinare i principi del federalismo fiscale del nuovo Patto di stabilita' interno con quelli contenuti nella proposta Calderoli''.

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Restituzione dell'Ici Carra soddisfatto: Un aiuto ai Comuni (sezione: Province)

( da "Gazzetta di Mantova, La" del 18-03-2009)

Argomenti: Province

Restituzione dell'Ici Carra soddisfatto: «Un aiuto ai Comuni» ROMA. «Sono soddisfatto di questo voto. Ora il governo è impegnato a garantire ai Comuni l'integrale copertura dell'Ici abolita, oltre ad allentare i vincoli del patto di stabilità». E' questo il commento a caldo dell'onorevole Marco Carra dopo che l'aula della Camera ieri ha approvato con 491 sì e 33 astenuti (l'Udc) la mozione sugli enti locali del segretario del Pd Dario Franceschini. «La nostra mozione, che la maggioranza ha appoggiato - spiega Carra - obbliga il Governo ad intervenire definendo interventi per ovviare alla grave situazione nella quale versano i Comuni e le Province. Garantendo il mancato gettito derivante dall'abolizione dell'Ici sulla prima casa, ma anche rendendo meno stringenti i vincoli del patto di stabilità. In particolare consentendo alle amministrazioni locali di potere fare investimenti utilizzando i proventi delle vendite d'immobili o utilizzando gli avanzi d'amministrazione per lavori di medio importo da realizzarsi quest'anno». Al testo del Pd approvato ha fatto seguito un'analoga mozione presentata dalla maggioranza (primo firmatario l'onorevole Fabrizio Cicchitto del Pdl) che il Pd ha appoggiato. Uno «scambio di favori» che ha provocato l'astensione dell'Udc che teme manovre in vista del voto sul federalismo fiscale. «L'importanza della mozione - spiega carra - è il suo effetto che avrà sulle finanze degli enti locali, che potranno avere una boccata d'ossigeno quando il Governo trasformerà la mozione in atti concreti». (fr.r.)

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Il governo ha capito che avevamo ragione, ed è arrivato il sì della maggioranza»... (sezione: Province)

( da "Unita, L'" del 18-03-2009)

Argomenti: Province

«Il governo ha capito che avevamo ragione, ed è arrivato il sì della maggioranza». Dario Franceschini incassa 491 sì alla sua mozione che punta ad allentare i vioncoli imposti dall'Economia ai bilanci degli enti locali. È la prima vittoria del Pd, con l'adesione massiccia anche della maggioranza, sospinta dai malumori degli amministratori del centro-destra. Solo l'Udc si astiene. Per il resto è uno sfondamento su tutta la linea. Esultano Comuni e Province, che finalmente trovano una risposta alle loro proteste: in molti non potevano neanche chiudere i bilanci con le norme restrittive volute da Giulio Tremonti. La situazione era talmente grave, che il governo è stato costretto a mediare. Ha chiesto una riformulazione del testo, e infine ha dato parere favorevole. Il sottosegretario Giuseppe vegas annuncia dopo poche ore che l'emendamento in questione sarà presentato quanto prima, probabilmente al decreto sugli incentivi auto. Missione compiuta. plitichese Dal centrodestra si tende a buttarla in politica. Questo «ecumenismo» secondo alcuni sarebbe dovuto a un patto non scritto sul federalismo. La Lega otterrebbe l'astensione su quel testo (una bandiera per il Carroccio) grazie proprio al voto favorevole sulla mozione. Come dire: prove di dialogo bipartisan. Sembra andare in questa direzione anche il lungo colloquio che, dopo il voto Giulio Tremonti e Pier Luigi Bersani tengono in Transatlantico (anche se nessuno rivela il tema del colloquio). Questa è la tesi, che però lo stesso Franceschini demolisce. «Nessun legame tra i due provvedimenti», dichiara il segretario. Il quale preferisce andare al merito. «Se la mozione sarà trasposta in norme - dichiara - si potranno sbloccare migliaia di cantieri che danno lavoro prevalentemente sul territorio alla piccole e medie imprese». Il testo infatti fa ampie concessioni alle amministrazioni locali. Prima di tutto impegna il governo a garantire «l'integrale copertura del minor gettito derivante dall'abolizione dell'ici sulle abitazioni principali», una delle richieste più pressanti dei sindaci. Inoltre si chiede di avviare iniziative per superare l'interpretazione restrittiva del governo sul patto di stabilità interno. Secondo l'interpretazione della Ragioneria dello Stato, infatti, alle amministrazioni veniva negata la facoltà di spendere risorse derivanti da cessioni di quote di società o di immobili, oppure di utilizzare avvanzi di bilancio. Insomma, anche quelli che hanno le casse piene sono di fatto impossibilitati a spendere. Risultato: cantieri bloccati, pagamenti sospesi. In generale il testo chiede che il governo si impegni a risolvere i problemi finanziari degli enti locali «nei tempi utili alla predisposizione dei bilanci di previsione del 2010». Ultimamente, infatti, mole amministrazioni avevano dichiarato l'impossibilità a chiudere i bilanci. C'è da dire che Comuni e Province sono reduci da pesanti manovre restrittive: i tagli previsti dalla manovra estiva pesano sostanzialmente su di loro. sindaci «Un passo politico e istituzionale importante - commenta Leonardo Domenici, presidente Anci - Le nostre richieste sono note da tempo. Ora vigileremo affinché questo impegno sia subito convertito in provvedimenti di legge». Anche sul fronte leghista la soddisfazione è tangibile. Saluta con soddisfazione la mozione Flavio Tosi, sindaco di Verona. E il capogruppo del Carroccio Roberto Cota si appropria del risultato. «Questa è sempre stata una battaglia della Lega - dichiara - Consentire ai Comuni che hanno le risorse di poterle spendere è necessario».

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La mozione Franceschini trova i voti alla Camera (sezione: Province)

( da "Unita, L'" del 18-03-2009)

Argomenti: Province

La mozione Franceschini trova i voti alla Camera BIANCA DI GIOVANNI «Il governo ha capito che avevamo ragione, ed è arrivato il sì della maggioranza». Dario Franceschini incassa 491 sì alla sua mozione che punta ad allentare i vioncoli imposti dall'Economia ai bilanci degli enti locali. È la prima vittoria del Pd, con l'adesione massiccia anche della maggioranza, sospinta dai malumori degli amministratori del centro-destra. Solo l'Udc si astiene. Per il resto è uno sfondamento su tutta la linea. Esultano Comuni e Province, che finalmente trovano una risposta alle loro proteste: in molti non potevano neanche chiudere i bilanci con le norme restrittive volute da Giulio Tremonti. La situazione era talmente grave, che il governo è stato costretto a mediare. Ha chiesto una riformulazione del testo, e infine ha dato parere favorevole. Il sottosegretario Giuseppe vegas annuncia dopo poche ore che l'emendamento in questione sarà presentato quanto prima, probabilmente al decreto sugli incentivi auto. Missione compiuta. plitichese Dal centrodestra si tende a buttarla in politica. Questo «ecumenismo» secondo alcuni sarebbe dovuto a un patto non scritto sul federalismo. La Lega otterrebbe l'astensione su quel testo (una bandiera per il Carroccio) grazie proprio al voto favorevole sulla mozione. Come dire: prove di dialogo bipartisan. Sembra andare in questa direzione anche il lungo colloquio che, dopo il voto Giulio Tremonti e Pier Luigi Bersani tengono in Transatlantico (anche se nessuno rivela il tema del colloquio). Questa è la tesi, che però lo stesso Franceschini demolisce. «Nessun legame tra i due provvedimenti», dichiara il segretario. Il quale preferisce andare al merito. «Se la mozione sarà trasposta in norme - dichiara - si potranno sbloccare migliaia di cantieri che danno lavoro prevalentemente sul territorio alla piccole e medie imprese». Il testo infatti fa ampie concessioni alle amministrazioni locali. Prima di tutto impegna il governo a garantire «l'integrale copertura del minor gettito derivante dall'abolizione dell'ici sulle abitazioni principali», una delle richieste più pressanti dei sindaci. Inoltre si chiede di avviare iniziative per superare l'interpretazione restrittiva del governo sul patto di stabilità interno. Secondo l'interpretazione della Ragioneria dello Stato, infatti, alle amministrazioni veniva negata la facoltà di spendere risorse derivanti da cessioni di quote di società o di immobili, oppure di utilizzare avvanzi di bilancio. Insomma, anche quelli che hanno le casse piene sono di fatto impossibilitati a spendere. Risultato: cantieri bloccati, pagamenti sospesi. In generale il testo chiede che il governo si impegni a risolvere i problemi finanziari degli enti locali «nei tempi utili alla predisposizione dei bilanci di previsione del 2010». Ultimamente, infatti, mole amministrazioni avevano dichiarato l'impossibilità a chiudere i bilanci. C'è da dire che Comuni e Province sono reduci da pesanti manovre restrittive: i tagli previsti dalla manovra estiva pesano sostanzialmente su di loro. sindaci «Un passo politico e istituzionale importante - commenta Leonardo Domenici, presidente Anci - Le nostre richieste sono note da tempo. Ora vigileremo affinché questo impegno sia subito convertito in provvedimenti di legge». Anche sul fronte leghista la soddisfazione è tangibile. Saluta con soddisfazione la mozione Flavio Tosi, sindaco di Verona. E il capogruppo del Carroccio Roberto Cota si appropria del risultato. «Questa è sempre stata una battaglia della Lega - dichiara - Consentire ai Comuni che hanno le risorse di poterle spendere è necessario». Franceschini incassa 491 sì. Esultano Comuni e Province. Vegas promette: subito un emendamento. Prove di dialogo in vista del federalismo? Il segretario Pd: no, nessuna intesa. È solo una battaglia giusta.

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<Così finalmente sbloccati milioni di euro> (sezione: Province)

( da "Eco di Bergamo, L'" del 18-03-2009)

Argomenti: Province

«Così finalmente sbloccati milioni di euro» --> Mercoledì 18 Marzo 2009 GENERALI, pagina 2 e-mail print Il cappio si allenta. O almeno potrebbe, visto che ora gli impegni vanno tradotti in provvedimenti. Il grido (bipartisan) era arrivato da Comuni e Province (quelli bergamaschi in prima fila): «Il Patto di stabilità strozza i bilanci». Ieri, alla Camera, con 491 voti favorevoli, nessun contrario e l'astensione dell'Udc, è stata approvata la mozione del segretario del Pd, Dario Franceschini, che modifica la situazione finanziaria degli enti locali. In particolare, sbloccando i vincoli agli investimenti, in chiave anticrisi. «Un successo politico, dai risvolti immediati per i Comuni», commentano i deputati orobici democratici Giovanni Sanga e Antonio Misiani. Soddisfazione anche dal leader di via Tasso Valerio Bettoni, con stoccata alla Lega: «La decisione del Parlamento dà ragione a una giusta analisi, a una doverosa protesta e a una proposta di buonsenso, formulata in tempi non sospetti nell'assordante silenzio di chi dice a parole di avere a cuore il federalismo». E dal presidente dell'Associazione Comuni bergamaschi Claudio Armati, che ricorda anche la mobilitazione dell'Anci e comunque va cauto: «Attendiamo che l'ordine del giorno si trasformi in atti concreti e non nell'ennesima forca caudina». Con il via libera alla mozione, tre, in particolare, gli impegni assunti dal governo: «Garantire l'integrale copertura del minor gettito derivante dall'abolizione dell'Ici sulle abitazioni principali; adottare iniziative per consentire l'utilizzo degli avanzi di amministrazione per la spesa in conto capitale e per escludere il più possibile dai saldi utili del Patto di stabilità interno i pagamenti di investimenti effettuati nei limiti delle disponibilità di cassa; incentivare l'utilizzo del patrimonio immobiliare per sostenere la spesa in conto capitale, in particolare eliminando i vincoli che impediscono l'utilizzo dei proventi delle alienazioni per finanziare investimenti». «È un fatto di grande rilievo - rimarca Sanga - perché sblocca una situazione davvero assurda per i Comuni. La mozione, da una parte modifica la deriva centralistica fiscale che il governo ha portato avanti con l'abolizione dell'Ici e delle autonomie impositive, dall'altra impegna il governo ad adottare provvedimenti perché i Comuni possano spendere subito i soldi che hanno in cassa. In un momento di crisi come questo, quindi, si rimettono in moto meccanismi economici virtuosi, permettendo ai Comuni di investire e saldare i pagamenti in sospeso». Indubbio anche il risvolto politico. «Il Pd e il suo segretario Franceschini - aggiunge Sanga - sono al centro del dibattito politico e hanno saputo guidare il Parlamento verso una scelta con ricadute immediate per i Comuni». Anche Misiani, segretario della commissione Bilancio della Camera, conferma: «L'ampia convergenza parlamentare sulla mozione Franceschini è un fatto politico positivo. Da tempo sosteniamo che i Comuni e le Province devono essere messi in condizione di fare la propria parte di fronte alla crisi: aiutare gli enti locali sul fronte delle entrate e dei vincoli sulla spesa in conto capitale favorisce opere pubbliche rapidamente cantierabili e migliora la capacità di risposta delle istituzioni alle conseguenze sociali della crisi. Ora sta al governo tradurre in fatti gli impegni contenuti nella mozione». Il presidente Bettoni ricorda la protesta contro il Patto di stabilità, «anche se qualcuno non ha gradito questo mio attacco allo statalismo crescente perché indirizzato a un governo che dovrebbe essere amico della coalizione di centrodestra che guida la Provincia di Bergamo. Ora mi auguro che anche gli enti locali bergamaschi possano disporre di nuovi interventi in opere pubbliche. È la migliore risposta alla crisi economica». Armati riconduce l'iniziativa di ieri anche alla mobilitazione dell'Anci degli ultimi mesi: «Così si sbloccano milioni di euro che erano fermi e si potrà far fronte a pagamenti che non potevano essere fatti per i vincoli del Patto». Benedetta Ravizza 18/03/2009 nascosto-->

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C'È UNA DECISA contrarietà della classe medica alla cancellazione ... (sezione: Province)

( da "Resto del Carlino, Il (Cesena)" del 18-03-2009)

Argomenti: Province

CESENA pag. 5 C'È UNA DECISA contrarietà della classe medica alla cancellazione ... C'È UNA DECISA contrarietà della classe medica alla cancellazione del divieto di denunciare gli immigrati clandestini nel Testo Unico sull'immigrazione. In tutta Italia si è sollevato un movimento che ieri ha dato vita al Noi non segnaliamo day'; a Cesena la protesta si è concretizzata con una conferenza stampa indetta dal Gris (Gruppo immigrazione salute) regionale alla quale hanno partecipato il dottor Gian Galeazzo Pascucci in rappresentanza dell'Ordine dei medici della provincia, il dottor Arturo Alberti presidente Avsi, Gino Della Vittoria vice direttore della Caritas di Cesena, e l'avvocato Francesco Bonatesta consulente del Centro Stranieri del Comune di Cesena. «DATI UFFICIALI su quanti medici ritengano giusto mantenere il divieto di segnalazione non ce ne sono ha detto il dottor Mauro Palazzi, portavoce del Gris dell'Emilia-Romagna e vice presidente dell'associazione Amani , ma una consultazione su Internet ha raccolto l'85 per cento di adesioni alla nostra posizione». GLI EMENDAMENTI al Testo Unico sull'immigrazione, contenuti nel Pacchetto sicurezza' del Governo, sono in discussione al parlamento. Il Senato li ha approvati il 5 febbraio, la Camera li sta esaminando in questi giorni. Secondo l'avvocato Bonatesta, combinando l'abolizione del divieto di segnalazione con l'introduzione del reato di clandestinità, si ottiene l'obbligo di denuncia per il medico la cui figura è equiparata a quella del pubblico ufficiale. «Noi riteniamo primario il dovere quello di assistere chi ha problemi di salute ha detto il dottor Alberti, che è anche pediatra , non quello di segnalare la sua presenza alle forze dell'ordine». «Il timore dell'espulsione potrebbe indurre i clandestini è la posizione del dottor Pascucci a non rivolgersi alle strutture sanitarie, col rischio di favorire il contagio in caso di malattie infettive». Anche la Caritas ha aderito al Noi non segnaliamo day': «Per evitare di fare la segralazione alla polizia ha spiegato Della Vittoria evitiamo di ospitare per la notte i clandestini, limitando l'assistenza alle altre forme».

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La lotta dimenticata per abolire le Province (sezione: Province)

( da "Corriere della Sera" del 18-03-2009)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Opinioni - data: 2009-03-18 num: - pag: 40 categoria: REDAZIONALE Tuttifrutti di Gian Antonio Stella La lotta dimenticata per abolire le Province «N on serve e non la voto», strilla lo slogan del Comitato per l'Abolizione delle province. Nato nel Veneto per iniziativa di Michele Bortoluzzi, il movimento può contare sul sostegno dichiarato di Massimo Carraro (candidato dall'Unione contro Giancarlo Galan alle ultime regionali), dell'imprenditrice Marina Salamon, del deputato democratico ed ex presidente di Federmeccanica Massimo Calearo, dell'amministratore delegato del Gruppo Coin Stefano Beraldo e dell'ex presidente degli industriali veneti Luigi Rossi Luciani. Tutti convinti che, ormai evaporate nel nulla le promesse elettorali della sinistra e della destra (il più deciso pareva essere Berlusconi che si era sbilanciato a dire: «delle Province non parlo perché vanno abolite») occorra dare un segnale forte: massimo impegno elettorale, visto che sarebbe diseducativo un appello a disertare le urne, ma mirato. Raggiunto il seggio per votare alle europee e alle comunali, l'elettore dovrebbe rifiutare la scheda per le provinciali: no grazie. I partiti guardano all'iniziativa con un misto di diffidenza, irritazione e ostilità: in attesa di abolirle (domani, dopodomani, l'anno prossimo, nel millennio successivo...) le poltrone è meglio conquistarle. In ogni caso, da destra a sinistra, la parola d'ordine è: ignorare l'iniziativa. Non parlarne. Non scriverne. Non occuparsene. Silenzio. Eppure, Dio sa quanto sarebbe indispensabile una svolta. L'ennesima dimostrazione arriva dall'accanita resistenza ai tagli che sta animando le province regionali siciliane dopo la chiusura dell'indagine della Corte dei Conti sulle indennità extra-stipendio distribuite ai dirigenti e ai funzionari tra il 1999 e il 2005. Indennità quasi raddoppiate nonostante il magistrato contabile Francesco Targia abbia accertato che nella larga maggioranza dei casi i premi, che avrebbero dovuto gratificare i più bravi sulla base di una precisa «pagella », erano stati spartiti senza alcuna valutazione meritocratica. Così, a pioggia. E che aumenti! Impennate da un milione e 30 mila euro a un milione e 642 mila alla provincia di Palermo, da un milione e 292 mila a un milione e 814 mila a Catania. Per non dire di Agrigento. Dove i premi ai colletti bianchi, nel giro di sei anni, sono schizzati all'insù del 383%. Merito di una produttività parallelamente quadruplicata? Magari! Come spiega il presidente Eugenio D'Orsi, un preside eletto da una coalizione di centro-destra ma oggi sempre più in urto con una parte del suo stesso schieramento, le cose funzionavano così: «Il direttore generale inviava a tutti i dirigenti (ce n'erano diciassette su 700 dipendenti: e non immaginate la battaglia per ridurli a tredici) una scheda in cui chiedeva: gentile dottore, come valuta se stesso in questo o in quel compito, questa o quella cosa? E i dirigenti rispondevano. Sapendo che dalla loro risposta dipendeva anche lo stipendio. Dopo di che il Comitato di Valutazione leggeva e, regolarmente, confermava l'auto-giudizio. Senza mai contestarlo ». E che voti si auto-davano? «Ovvio: tutti bravissimi. Non c'era un solo asino. Neanche uno. E neanche un mediocre. Zero». è bastato tagliare i premi da un monte di oltre 800 mila euro a circa 600 mila, sospira D'Orsi , perché all'interno della Provincia scoppiasse la rivolta: «Avete presente Saddam Hussein? Mi pare d'esser impegnato nella madre di tutte \\ I partiti guardano all'iniziativa del Comitato con irritazione e ostilità le guerre...».

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Convenzionati esterniemendamento Udcsalva le professionalità (sezione: Province)

( da "Sicilia, La" del 18-03-2009)

Argomenti: Province

Convenzionati esterni emendamento Udc salva le professionalità LAURA CAPUTO Roma. Il federalismo fiscale diventa terreno di un ritrovato dialogo tra maggioranza e opposizione. Passa alla Camera con un «sì» unanime la mozione Franceschini che allenta il tetto del patto di stabilità per gli enti locali. Il governo aveva dato parere favorevole alla mozione. Tra gli obiettivi della delega sul federalismo fiscale, arriva anche quello di misure economiche a sostegno delle famiglie sul tipo del «quoziente familiare». Il capo dell'opposizione nega che ci siano collegamenti tra il via libera alla Camera sulla mozione del Pd e l'atteggiamento che il suo partito avrà in Aula. «Non c'è nessun collegamento - sottolinea Franceschini - sono due cose distinte l'una dall'altra». La decisione sull'eventuale astensione è rinviata alla settimana prossima. Soddisfatto il capogruppo del Pd alla Camera, Soro: «E' una delle prime occasioni in cui la maggioranza accoglie una proposta di buon senso. E' un risultato estremamente positivo per il Pd». Il ministro delle Riforme, Bossi, «spera», a questo punto, nell'astensione del Pd sul voto finale al ddl: «Spero che l'acqua scorra tutta verso il grande fiume». In ogni caso, sottolinea il Senatùr, «questo è un primo passo importante». La mozione, infatti, era ritenuta premessa indispensabile per affrontare il capitolo sul federalismo con un voto di astensione. Il via libera alla mozione è stato bipartisan: votano sì in 491, 33 sono gli astenuti, nessuno contrario. Successivamente l'Aula approva le mozioni sullo stesso argomento presentate dall'Idv e da Pdl-Lega, mentre è respinta quella dell'Udc. «Finalmente, dopo una lunga serie di no, è arrivato il sì della maggioranza a un problema sentito da tutti i Comuni - esulta Franceschini - il governo ha capito che avevamo ragione e ha accolto la nostra mozione. Se seguiranno gli atti normativi conseguenti, come deve essere, saranno sbloccati 14,5 miliardi di crediti verso le imprese: gli enti locali hanno le risorse per pagare i lavori eseguiti, ma non potevano farlo a causa dei vincoli del patto di stabilità interno» che, grazie alla mozione Pd, ora dovrà essere allentato. Non solo: «Potranno ripartire migliaia di cantieri, immediatamente apribili, per 4,5 miliardi di euro in cui lavoreranno principalmente le piccole imprese». Il testo del Pd su cui viene dato parere favorevole impegna, tra l'altro, il governo «a definire gli interventi da adottare per ovviare alla grave situazione in cui versano i Comuni e le Province, assumendo nei tempi utili alla predisposizione dei bilanci di previsione per il 2010 iniziative normative urgenti di riordino della finanza locale nel quadro della concreta attuazione del federalismo fiscale; a garantire l'integrale copertura del minor gettito derivante dall'abolizione dell'Ici sulle abitazioni principali». Da parte dei ministeri dell'Economia e dell'Interno, spiega il sottosegretario all'Economia, Vegas, ci sarà «la massima sorveglianza» su quegli enti locali che sforeranno il patto di stabilità interno, mentre il governo sta lavorando alla presentazione di un emendamento che permetterà agli enti virtuosi di aumentare la propria capacità di spesa compatibilmente con gli impegni di spesa parametrati a livello europeo.

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Roma NOSTRA REDAZIONE Aria d'intesa tra maggioranza e Pd sul federalismo fiscale: i dem... (sezione: Province)

( da "Gazzettino, Il" del 18-03-2009)

Argomenti: Province

Mercoledì 18 Marzo 2009, Roma NOSTRA REDAZIONE Aria d'intesa tra maggioranza e Pd sul federalismo fiscale: i democratici non sciolgono ancora la riserva e decideranno, fanno sapere dopo una riunione di gruppo, in base all'esito dei lavori parlamentari. Ma il via libera, con voto bipartisan, alla mozione Franceschini che allenta i vincoli di spesa imposti agli enti locali, rende probabile, per il Pd, il bis del voto d'astensione del Senato. Intanto maggioranza, Pd e Idv, respingono insieme la pregiudiziale di costituzionalità presentata dall'Udc. In serata il Pd sceglie di stare alla finestra. Una nuova assemblea sarà convocata a ridosso del voto finale, previsto per martedì. La decisione, dicono i partecipanti alla riunione, dipenderà dall'atteggiamento dell'esecutivo sulle proposte emendative avanzate dal partito. «Non c'è collegamento tra l'accoglimento da parte del governo della nostra mozione e il voto del Pd sul federalismo», precisa il segretario, Franceschini. Tra i deputati intervenuti prevale l'orientamento verso l'astensione. Dà segnali di disponibilità anche l'Idv, che peraltro in commissione aveva votato sì. Ha ovviamente il suo peso la vittoria d'immagine conquistata in aula dal leader democratico. La sua mozione - che allenta i vincoli del patto di stabilità per i Comuni e sblocca, dicono al Pd, 14 miliardi in funzione anticrisi - è approvata con 491 voti (Pd, Pdl, Lega, Idv) e 33 astenuti (Udc). Poi l'aula approva le mozioni sullo stesso argomento di Idv e Pdl-Lega, mentre è respinta quella dell'Udc. Il testo impegna il governo «a definire gli interventi da adottare per ovviare alla grave situazione in cui versano Comuni e Province, assumendo nei tempi utili alla predisposizione dei bilanci di previsione per il 2010 iniziative normative urgenti di riordino della finanza locale volte a garantire l'autonomia finanziaria degli enti locali nel quadro della concreta attuazione del federalismo fiscale, a garantire l'integrale copertura del minor gettito derivante dall'abolizione dell'Ici sulle abitazioni principali». L'esecutivo è poi vincolato «ad adottare iniziative normative volte a superare, d'intesa con le autonomie locali, le criticità derivanti dall'applicazione del decreto legge anticrisi nella parte relativa al patto di stabilità interno, anche tenendo conto dei bilanci approvati, ad adottare iniziative per consentire l'utilizzo degli avanzi di amministrazione per la spesa in conto capitale, in particolare per lavori di medio importo realizzabili entro il 2009; ad adottare iniziative per escludere il più possibile dai saldi utili del patto di stabilità interno i pagamenti a residui concernenti spese per investimenti effettuati nei limiti delle disponibilità di cassa, a fronte di impegni regolarmente assunti ai sensi dell'articolo 183 del testo unico degli enti locali; a incentivare l'utilizzo del patrimonio immobiliare per sostenere la spesa in conto capitale ed abbattere il debito». Legittima la soddisfazione di Franceschini: «Il governo ha capito che avevamo ragione». E il segretario veneto, Paolo Giaretta, invita l'esecutivo ad «allentare davvero il patto di stabilità». Ora Bossi, impegnatissimo per la convergenza con l'opposizione, è autorizzato a sperare che il Pd farà come in Senato, e che così la riforma a lui più cara abbia una veste bipartisan o quasi. Di confusione parla Antonio De Poli, padovano, portavoce nazionale Udc. Spiega che «quello che sta accadendo a Montecitorio è una mediazione al ribasso. Non si sta lavorando per trovare soluzioni concrete. L'unica soluzione che è sembrato giusto far passare è stata quella di 'escludere il più possibile', che non vuol dire escludere totalmente dal patto di stabilità i comuni. Vuol dire non risolvere il problema, ma rattopparlo». Restano intatte, invece, le perplessità del Governatore del Veneto, Galan, con particolare riguardo al problema delle Regioni a Statuto speciale: «Non tutto mi è chiaro - dice Galan - ogni volta che si crede di aver avvicinato le Regioni a Statuto ordinario a quelle a Statuto speciale in nome di un'eguaglianza che tutti, meno i più privilegiati, comprendono, giungono notizie di accordi che non scalfiscono quello che ormai per il Paese è inaccettabile: chi ha di più continua ad avere di più». Andrea Bianchi

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ROMA. UN APPLAUSO QUASI CORALE COME NON SI RICORDAVA DA TEMPO. È ACCADUTO IERI A MONTECITORIO, ... (sezione: Province)

( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 18-03-2009)
Pubblicato anche in: (Mattino, Il (Benevento))

Argomenti: Province

Roma. Un applauso quasi corale come non si ricordava da tempo. È accaduto ieri a Montecitorio, quando il display ha segnalato che la mozione di Dario Franceschini - sull'allentamento del patto di stabilità per gli enti locali - aveva il sostegno di 491 deputati, nessun voto contrario e 33 astensioni, del solo gruppo Udc. L'aula esulta e la maggioranza lo fa con ancora maggiore entusiasmo confidando che il voto di ieri possa essere il lasciapassare per la legge delega sul federalismo fiscale. Ma i democratici, nell'assemblea convocata appositamente, optano per un rinvio della decisione. Si vedrà nel prosieguo del dibattito che cosa meriti questa riforma tanto voluta dalla Lega, sostenuta dal resto della maggioranza, guardata con interesse dal Pd e dall'Idv e osteggiata dal partito di Pier Ferdinando Casini. La linea al momento prevalente nel Pd sembra essere quella dell'astensione, ma solo in una riunione a ridosso di martedì, data in cui è previsto il voto finale, si scioglierà la riserva. Ieri, comunque, la soddisfazione è generale. Dario Franceschini così commenta il sì alla sua mozione: «Finalmente dopo una lunga serie di no è arrivato un sì dalla maggioranza. Se seguiranno atti conseguenti, potranno ripartire migliaia di cantieri». La mozione - è il sottosegretario Vegas ad annunciare il parere favorevole del governo - impegna l'esecutivo «ad adottare interventi per ovviare alla grave situazione finanziaria in cui versano Province e Comuni», questi ultimi penalizzati dai mancati introiti derivanti dall'abolizione dell'Ici. I sindaci sono soddisfatti per la boccata d'ossigeno ma insistono perché si passi dalle parole ai fatti. Il Pdl, con Fabrizio Cicchitto, ci tiene tuttavia a precisare che il sì del centrodestra non significa che «noi abbiamo accettato la linea dell'opposizione». Dettagli, mentre nei due poli si sprecano le interpretazioni sul voto bipartisan. L'Udc, invece, continua dritta per la sua strada. In piazza Montecitorio i giovani del partito si ritrovano a manifestare contro questo federalismo fiscale. In aula i deputati non votano la mozione Franceschini e si ritrovano in solitudine a sostenere la loro pregiudiziale di incostituzionalità sul federalismo fiscale. Ma tre deputati del Pd sono con loro: Furio Colombo, Pierluigi Mantini e Giulio Santagata. Dice il presidente dell'Udc Rocco Buttiglione: «Questa legge delega è un progetto vuoto di contenuti, utile solo alla Lega per conquistare il potere in alcune regioni del nord. Un federalismo così malfatto è l'anticamera per un ritorno al secessionismo». Il ministro per le Riforme Umberto Bossi non replica: «Cominciamo a portare a casa questo testo che già serve a ridurre i costi dello Stato, poi faremo il resto. È un primo passo importante». Il Senatùr confida in un atteggiamento morbido dei democratici. Al momento il Pd è unito nel ripetere che il voto bipartisan sulla mozione Franceschini non ha nulla a che fare con la legge delega sul federalismo. «Non c'è nessun collegamento», spiega il segretario, mentre Enrico Letta, Rosy Bindi, Gianclaudio Bressa e Antonello Soro sottolineano «il grande risultato ottenuto». Sul voto per il federalismo ancora qualche divisione, visto che c'è chi considera difficile non sostenere un testo che ha accolto molte proposte dei democratici. Massimo D'Alema ribadisce la sua preferenza per l'astensione: «È la stessa linea che ho appoggiato al momento del voto in Senato. Dire che ora sono contrario all'astensione è una pura idiozia». Anche Antonio Di Pietro rinvia la sua decisione, preferendo considerare l'andamento del lavori in aula. Ieri, intanto, un emendamento del governo sembra aprire la strada - così spiega il ministro Calderoli - all'introduzione nell'ordinamento del quoziente famigliare. m. p. m.

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governo messo alle strette grazie alla mozione del pd (sezione: Province)

( da "Tirreno, Il" del 19-03-2009)

Argomenti: Province

Il sindaco Ciaponi soddisfatto per il sì della Camera «Governo messo alle strette grazie alla mozione del Pd» SANTA CROCE. «E' stata davvero una bella notizia quella che ieri pomeriggio (martedì per chi legge, ndr) mi ha dato quasi in diretta Paolo Fontanelli, responsabile nazionale degli enti locali del Pd, annunciandomi l'approvazione, quasi all'unanimità (con solo 33 astenuti e, cosa più unica che rara, nessun voto contrario) da parte della Camera dei Deputati di una mozione presentata da Dario Franceschini con cui si chiedono al governo misure concrete e immediate per mettere i Comuni e le Province italiane in condizione di far meglio fronte alla grave situazione economica del paese». Chi parla è Osvaldo Ciaponi, sindaco di Santa Croce, presente l'altro giorno alla conferenza stampa del Pd nazionale. La mozione impegna il governo a garantire l'integrale copertura del minor gettito derivante dall'abolizione dell'Ici sulle abitazioni principali; ad adottare iniziative per consentire l'utilizzo degli avanzi di amministrazione per la spesa in conto capitale, in particolare per lavori di medio importo realizzabili entro il 2009; ad adottare iniziative per escludere dai saldi utili del patto di stabilità interno i pagamenti a residui concernenti spese per investimenti effettuati nei limiti delle disponibilità di cassa, a fronte di impegni regolarmente assunti ai sensi dell'articolo 183 del testo unico degli enti locali; a incentivare l'utilizzo del patrimonio immobiliare per sostenere la spesa in conto capitale ed abbattere il debito, in particolare, eliminando i vincoli che impediscono l'utilizzo dei proventi della vendita del patrimonio per finanziare la spesa per investimenti. «Si tratta - afferma Ciaponi - di richieste su cui il Governo fino a pochi giorni fa aveva continuato a fare orecchie da mercante e che invece ora sono state fatte proprie da tutte le forze politiche presenti in Parlamento. Questo dimostra da una parte la lungimiranza di un partito che, anche dall'opposizione, non rinuncia a farsi carico di problemi e di interessi generali e dall'altra la miopia di certi esponenti politici che, per ragioni di puro tornaconto elettorale, di fronte alle nostre proteste circa una situazione nei comuni che stava diventando sempre più insostenibile, hanno finora continuato a negare persino l'evidenza. Io mi auguro che a partire dalla discussione di domani sera (questa sera per chi legge, ndr) in consiglio comunale del bilancio di previsione 2009 cessi finalmente quell'atteggiamento di ottusa cecità e di preconcetta ostilità verso tutto ciò che sostiene la maggioranza, che sta caratterizzando da alcuni mesi una parte almeno dei nostri oppositori e che anche a Santa Croce sull'Arno sia possibile registrare, almeno su questi temi, un'intesa analoga a quella che i nostri parlamentari sono riusciti a trovare a Roma».

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Luci ed ombre sulla nuova provincia. Carassai, Montefiore dell'Aso, Montemonaco, Penna San Giovanni ... (sezione: Province)

( da "Messaggero, Il (Marche)" del 19-03-2009)

Argomenti: Province

Giovedì 19 Marzo 2009 Chiudi Luci ed ombre sulla nuova provincia. Carassai, Montefiore dell'Aso, Montemonaco, Penna San Giovanni potrebbero aderire alla provincia di Fermo e farle raggiungere, in questo modo, la fatidica cifra dei 200.000 abitanti. Sulla loro possibile adesione sta lavorando il Comitato Territoriale per la provincia di Fermo presieduto da Luigi Vitali. Queste cinque città sarebbero interessate, come ha precisato ieri mattina lo stesso Vitali, a far parte della nuova provincia. Il presidente del Comitato ha anche fortemente criticato i politici sui programmi per il nuovo ente. Sull'argomento Vitali è stato categorico. «Come Comitato - ha detto - abbiamo una posizione autonoma. Siamo disposti a dare il nostro considerevole appoggio a coloro che pratichrenno le larghe intese». L'unico tra i quattro candidati alla presidenza della provincia di Fermo (Saturnino Di Ruscio, Gianni Basso, Gaetano Massucci e Fabrizio Cesetti) che da tampo parla di "larghe intese" è il sindaco di Montegranaro Basso. Che Vitali intenda appoggiare lui quando parla di "larghe intese"? «Non sono disposto - ha detto anche Vitali - ad accettare imposizioni. La legge 147 è il mio breviario». Vitali ha sottolineato che «con la quinta provincia ci sarà un diverso equilibrio nella Regione». Poi il presidente del Comitato ha sparato a zero contro l'iniziativa del Centro studi Carducci di creare una commissione scientifica per studiare i bisogni della nuova provincia e dare un indirizzo al futuro governo provinciale fermano. «Dovranno essere coloro che saranno eletti - ha precisato Vitali - a decidere quali iniziative prendere e non una commisisone scientifica. Averla creata è da presentuosi». Intanto la Lega Nord di Fermo ha presentato in Consiglio comunale una mozione sulle richieste di abolizione delle province. Nel suo documento Mandolesi invita il Consiglio comunale fermano ad esprimersi contrariamente all'abolizione delle province e a deliberare che esso «nell'ambito della riforma del federalismo fiscale è favorevole ad un'azione politica dove il ruolo delle province vada rivisitato». Infine, secondo il consiglere leghista, ilconsiglio dovrebbe censurare il comportamento politicamente scorretto attuato sin d'ora da parte della provincia di Ascoli in merito alla divisione del patrimonio delle due province, «delegando il sindaco di Fermo a mettere in campo iniziative concrete ed efficaci in difesa di un diritto costituzionale che rigrada il nostro territorio». La mozione di Mandolesi sarà discussa nela prossima assise civica. Di.Mar.

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Destra finita, non entro in un partito di plastica (sezione: Province)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 19-03-2009)

Argomenti: Province

Il Sole-24 Ore sezione: POLITICA E SOCIETA data: 2009-03-19 - pag: 17 autore: INTERVISTA Adriana Poli Bortone An «Destra finita, non entro in un partito di plastica» Barbara Fiammeri ROMA Adriana Poli Bortone non entrerà nel Pdl. Non sarà neppure tra i delegati dell'ultimo congresso di Alleanza nazionale: «Non mi ci vogliono. Non hanno neppure alzato il telefono per dirmelo personalmente, ho dovuto leggerlo su un giornale. Non mi stupisco ma, se qualcuno pensa che mi arrendo, si sbaglia ». Parla con voce pacata, le mani però le tremano. Questa signora, che porta splendidamente le rughe degli anni e non nasconde la commozione, lascia ancora intravedere la passione per la politica a cui arrivò grazie a Giorgio Almirante alla fine degli anni 60. Da allora di strada ne ha fatta parecchia: sindaco di Lecce per due mandati con il 70% dei consensi e ministro dell'Agricoltura, oggi è senatrice della Repubblica, iscritta ancora al gruppo del Pdl. Ma il divorzio con il suo partito ormai è irreversibile. Lo sancisce il ciondolo a forma di cuore che porta al collo con su scritto «Sud», il movimento per difendere gli interessi del Mezzogiorno battezzato il 14 febbraio scorso a Bari. Senatrice, perché dice «no» al Pdl? All'inizio ci credevo, pensavo che davvero fosse possibile portare i nostri valori, le nostre idee, il nostro modo di fare politica in unico grande partito del centro-destra. Ma ancora oggi, a pochi giorni dal congresso di scioglimento di An, l'unica cosa chiara è la ripartizione percentuale dei posti, quel 70-30, due coordinatori a te e uno a me. è come se si fosse fatta tabula rasa della propria storia e, se non si porta con sé la propria storia, non si sa neppure chi siamo diventati. La mancata citazione di Almirante nella mozione congressuale è una scelta. Sa un po' di nostalgico... è qualcosa di più. Io credo nell'idea di un partito radicato tra la gente, dove le persone che si candidano sentono di avere un mandato di rappresentanza. Invece abbiamo un Parlamento di nominati, con molti deputati e senatori che non conoscono neppure il collegio in cui sono stati eletti, che devono solo obbedire. E guardi che gli elettori se ne stanno accorgendo! Dopo la vittoria del 2008 l'entusiasmo era alle stelle, ma ora nonè più così. Certo, c'è Berlusconi e il Pdl per ora non ha rivali. Ma per quanto ancora? Lei ha fondato un nuovo movimento politico, la definiscono una Lega del Sud. Perché non si è fatta promotrice delle stesse istanze dentro An? L'ho fatto, eccome. Ma sono stati sordi. Hanno lasciato che la Lega stravincesse, che imponesse il suo federalismo di cui il Sud pagherà il prezzo. Non sono neppure riusciti a far passare l'abolizione delle province difese da Bossi e Maroni, nonostante la popolarità della campagna sui costi della politica. La verità è che il Carroccio è l'unico vero partito rimasto, è radicato sul territorio, ha portato avanti con coerenza e determinazione la sua battaglia e ora giustamente ne raccoglie i frutti. Anche la legge sulle quote latte è una loro vittoria, una vittoria di Bossi. Lei ha votato contro. E lo rivendico. Anch'io da ministro ottenni dalla Ue un aumento delle quote ma prima feci un'opera di pulizia mentre questa è solo una sanatoria. E cosa diciamo agli agricoltori del Sud, che attendono la ristrutturazione dei contributi agricoli unificati da cui sono falcidiati? Che c'è prima da pensare agli allevatori padani? Questa è politica e la Lega la pratica bene. C'è chi dice però che tutta questa sua contrarietà non sia altro che la reazione per essere stata fatta fuori dal Governo... Sono quarant'anni che faccio politica: gli equilibri e i compromessi sono essenziali per raggiungere un obiettivo. Il problema, tanto per essere chiari, non era il posto. Che ero fuori lo appresi leggendo i giornali. Anche da queste cose si capisce che si è rotto qualcosa, anzitutto il rapporto umano. Sento una tristezza immensa. Non credevo che potesse finire così. «La Lega è rimasta l'unica vera formazione politica, il Senatur ha stravinto» IMAGOECONOMICA Ex ministro. Adriana Poli Bortone, 65 anni, senatrice e vicesindaco di Lecce, non prenderà la tessera del Pdl

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BALCANI, COMMISSIONE UE PER ABOLIZIONE VISTI (sezione: Province)

( da "marketpress.info" del 19-03-2009)

Argomenti: Province

Giovedì 19 Marzo 2009 BALCANI, COMMISSIONE UE PER ABOLIZIONE VISTI Trieste, 19 marzo 2009 - La Commissione europea è determinata a completare il processo di eliminazione delle restrizioni al regime dei visti con i Paesi dei Balcani Occidentali entro la fine dell´anno: lo ha recentemente ribadito il commissario europeo per l´Allargamento, Olli Rehn, informa "Seeurope". Rehn ha inoltre affermato che tutti i Paesi della regione, in base al merito, dovrebbero avere la possibilità di entrare nella Ue, ma prima dell´"apertura delle porte" dell´Unione vi è ancora una serie di dispute - riguardanti i confini e altre questioni - da risolvere, informa ancora "Seeurope". Secondo Rehn è di particolare importanza per i Paesi della regione non perdere il ritmo nell´adozione delle riforme, in modo da poter essere pronte ad adempiere agli obblighi della membership comunitaria. È assolutamente necessario per ogni Paese candidato adeguarsi a determinate condizioni economiche, legali e democratiche al fine di poter diventare Stati membri. I Paesi dei Balcani Occidentali sono circondati dalla Ue, e in particolare i cittadini di Serbia e Bosnia-herzegovina non possono viaggiare nei Paesi vicini senza dover prima ottenere dei visti attraverso procedure laboriose. Rehn ha dunque ribadito che i Paesi dell´area che hanno compiuto i maggiori progressi verso la Ue dovrebbero vedere abolite le restrizioni sui visti entro la fine dell´anno. . <<BACK

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Pena morte/ Abolita in New Mexico, passo avanti in Usa (sezione: Province)

( da "Virgilio Notizie" del 19-03-2009)

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Santa Fe, 19 mar. (Ap-Apcom) - Il Consiglio d'Europa ha accolto come una "vittoria della civiltà" l'abolizione della pena di morte in New Mexico firmata ieri dal governatore dello Stato americano, il democratico Bill Richardson. La decisione di Richardson sarà l'avanguardia di una nuova politica da parte del presidente, Barack Obama? Terry Davis, il segretario generale dell'organo Ue che raccoglie 47 paesi europei, l'ha definita una "decisione coraggiosa" aggiungendo che prelude all'abolizione in tutti gli Stati Uniti perché "quattordici Stati degli Usa hanno abolito la pena capitale e diversi altri lo stanno prendendo in considerazione. La marea sta cambiando, e la fine di questa forma di punizione crudele e disumana negli Stati Uniti è solo questione di tempo". L'ottimismo del Consiglio d'Europa appare prematuro ma certamente la ratifica avvenuta in New Mexico riveste un valore simbolico, anche perché una simile misura è in discussione nel Montana (mentre è stata bocciata dal Kansas). La legge entra in vigore il prossimo primo luglio e prevede che invece della pena capitale, per i crimini commessi dopo quella data sia inflitta la condanna all'ergastolo senza possibilità di rilascio. Lo Stato del sudovest non è mai stato particolarmente 'forcaiolo': dal 1933 aveva giustiziato nove uomini, sette con la sedia elettrica, uno col gas, uno con iniezione letale, l'ultimo nel 1960. E al momento conta solo due uomini nel braccio della morte. Centrale nella vicenda è la figura del governatore Bill Richardson. Democratico, ispanico di origine, stretto alleato di Barack Obama, Richardson ha giocato un ruolo di primo piano nel portare voti della comunità ispanica al presidente. Alla ricompensa - la poltrona di ministro del Commercio estero - poi ha dovuto rinunciare per uno scandaletto fiscale. Richardson si è sempre detto favorevole alla pena capitale e dopo l'approvazione della legge al Congresso del New Mexico avrebbe potuto porre il veto. La ratifica, ha detto, è stata "la decisione più difficile della mia vita". E a convincerlo è stato un tour effettuato proprio ieri nel penitenziario di Stato dove ha visitato l'unità di massima sicurezza dove saranno rinchiusi gli ergastolani: "ne ho concluso che quelle celle sono peggio della morte". Ma c'è di più. Richardson ha spiegato di essere convinto che la pena capitale sia una "giusta punizione" per rari casi e delitti atroci (è anche la posizione di Barack Obama); in New Mexico era prevista per l'infanticidio, l'uccisione di agenti delle forze dell'ordine e di testimoni di reati. Troppi però ha detto Richardson sono gli errori giudiziari. Negli Stati Uniti, ha ricordato, "oltre 130 condannati a morte negli ultimi 10 anni sono stati discolpati, fra cui quattro in New Mexico; è un fatto che non posso ignorare". Impossibile avere certezze: "anche con i progressi nelle tecniche del Dna e altri metodi non possiamo essere sicuri al 100% che sia condannato solo chi è davvero colpevole". Inoltre Richardson si è detto turbato dal fatto che i bracci della morte siano colmi di appartenenti a minoranze etniche e ha avanzato una riflessione sull'immagine che gli Stati Uniti danno al mondo: "la pena di morta non mi pare utile per la leadership in campo morale nè per una buona politica estera". La riflessione ha chiaramente una portata generale ed è per questo che potrebbe fungere da grimaldello verso l'abolizione della pena di morte: almeno è quello che spera la American Civil Liberties Union secondo cui è "un passo storico e un chiaro segnale che gli Stati Uniti continuano a fare progressi significativi per cancellare per sempre la pena di morte". Per Amnesty International, è "una pietra miliare che farà impressione negli altri Stati". La via è lunga; il New Mexico è solo il secondo Stato dopo il New Jersey ad abolire la pena capitale da quando fu reinstaurata a livello federale nel 1976. La pena di morte e' prevista in 35 stati e da due legislazioni federali, civile e militare. Non e' invece piu' prevista in 15 Stati: Alaska, Hawaii, Iowa, Maine, Massachussetts, Michigan, Minnesota, New Jersey, New Mexico, New York, North Dakota, Rhode Island, Vermont, West Virginia, Wisconsin e nel distretto federale di Columbia. Proposte di legge abolizioniste sono in discussione anche in Nebraska, New Hampshire, Colorado e Montana; in questo ultimo Stato una legge in proposito è stata approvata al Senato ma aspetta il vaglio della Camera. In Kansas, il Senato ha da poco bocciato una misura analoga. Nel 2008, negli Usa sono state eseguite 37 condanne a morte, di cui 18 nel solo Texas. Quest'anno, le esecuzioni sono state gia' 20 di cui 12 in Texas. Nel caso del New Mexico importante è stata la pressione popolare; Richardson ha sollecitato l'opinione dei cittadini. Ha ricevuto circa 12.000 risposte per telefono, email e visite personali; oltre i tre quarti erano a favore dell'abolizione.

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Pena morte/ New Mexico, Amnesty saluta abolizione (sezione: Province)

( da "Virgilio Notizie" del 19-03-2009)

Argomenti: Province

Roma, 19 mar. (Apcom) - Amnesty International ha apprezzato la decisione, presa ieri sera dal governatore Bill Richardson, di abolire la pena di morte nello stato del New Mexico. Il governatore Richardson, secondo l'organizzazione per i diritti umani, ha mostrato autentica leadership nel mettere al bando una procedura piena di falle e iniquita' che non ha mai dimostrato di avere un potere deterrente nei confronti della criminalita'. Il New Mexico e' il secondo stato degli Usa ad aver abolito la pena di morte negli ultimi due anni. Nel dicembre 2007 la medesima decisione era stata presa dal governatore del New Jersey. Proposte di legge abolizioniste sono in discussione anche in Nebraska, New Hampshire, Colorado e Montana. Negli Usa, la pena di morte e' attualmente prevista in 35 stati e da due legislazioni federali, civile e militare. Non e' invece piu' prevista in Alaska, Hawaii, Iowa, Maine, Massachussetts, Michigan, Minnesota, New Jersey, New Mexico, New York, North Dakota, Rhode Island, Vermont, West Virginia, Wisconsin e nel distretto federale di Columbia. Nel 2008, negli Usa sono state eseguite 37 condanne a morte, di cui 18 nel solo Texas. Quest'anno, le esecuzioni sono state gia' 20 di cui 12 in Texas.

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i sindaci chiedono più risorse (sezione: Province)

( da "Tirreno, Il" del 20-03-2009)

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Investimenti a rischio I sindaci chiedono più risorse PRATO. «Speriamo che al voto quasi unanime della Camera dei Deputati seguano i fatti». E' il commento congiunto del sindaco di Prato Marco Romagnoli e dei sindaci dei Comuni pratesi (Ilaria Bugetti/Cantagallo, Doriano Cirri/Carmignano, Ivano Menchetti/Montemurlo, Marco Martini/Poggio a Caiano, Annalisa Marchi/Vaiano, Paolo Cecconi/Vernio) all'approvazione, avvenuta martedì scorso, della mozione presentata in Aula dal segretario nazionale del Pd on. Dario Franceschini, con la quale si chiede, per Comuni e Province, l'allentamento del cosiddetto "Patto di stabilità interno" che permetterebbe agli Enti locali di fare nuovi investimenti. «Finalmente - continuano gli amministratori pratesi - il governo si è accorto che, anche per attenuare gli effetti della crisi che sta colpendo l'economia nazionale, occorre dare respiro a Comuni e Province, consentire loro di investire in quella miriade di opere, piccole e grandi, necessarie per le loro collettività, che oltretutto in questo momento rappresenterebbero un toccasana per il sistema produttivo, per le imprese e per gli stessi lavoratori». La mozione, accolta anche dal governo, chiede fra le altre cose di escludere dai saldi del "Patto di stabilità" i residui dei pagamenti per gli impegni già assunti dalle amministrazioni, nonché di utilizzare gli avanzi di amministrazione per gli investimenti di medio importo realizzabili entro il 2009. «Se queste condizioni si verificheranno - dicono i sindaci - immetteremo soldi veri nel tessuto economico, potendo liquidare lavori eseguiti e, quindi, saldare imprese e committenti che attendono da tempo. Ma quello che è più importante è che qualche milione di euro in più potrebbe essere investito in nuove opere pubbliche. Respiro per i Comuni e le Province e respiro per il mondo economico. Vere misure anticrisi in una situazione di emergenza». Romagnoli e i suoi colleghi sindaci, sottolineano che la mozione approvata chiede di «garantire l'integrale copertura del minor gettito derivante dall'abolizione dell'Ici sulle abitazioni principali"».

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Il candidato a presidente dalla Provincia per l'Udc Domenico Marzi non avrà a disp... (sezione: Province)

( da "Messaggero, Il (Frosinone)" del 20-03-2009)

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Venerdì 20 Marzo 2009 Chiudi di LUCIANO D'ARPINO Il candidato a presidente dalla Provincia per l'Udc Domenico Marzi non avrà a disposizione, come i suoi avversari, un esercito di candidati per rastrellare i consensi. Avrà al massimo tre liste di aspiranti consiglieri (Udc, lista Marzi e, forse, un'altra civica) ma questo non lo spaventa. «Non mi servono i cavalli per portare fieno nella mia cascina - dice - perché io ho la forza delle idee e delle cose da fare per rilanciare la Ciociaria. La mia sarà una campagna anti sprechi e per dimostrarlo non spenderò neanche una lira in cene elettorali così come faranno gli altri». Iannarilli ha detto che lei sarà l'ultimo presidente, ma solo perchè arriverà ultimo nella sfida elettorale. Come replica? «Date le condizioni oggettive, candidato da un solo partito e con un paio di civiche, non potrò certamente essere un velocista, ma un fondista "sì". Poi, se i miei avversari non sfuggiranno ai confronti pubblici, dove vince chi ha più cose sensate da dire, allora aumenterò certamente la mia messe di voti». Dice questo perché pensa che i suoi avversari non abbiano un programma credibile? «E che programma credibile può avere, ad esempio, il centrodestra che è solo una grande ammucchiata e dove i partiti come An sono scomparsi, annichiliti dentro il Pdl? Che progetti può avere una coalizione che annovera movimenti che si sono agganciati all'ultimo momento in cerca di un posto al sole, gruppi che mi appaiono solo delle stelle cadenti. A Iannarilli, infatti, chiederò perché non porti avanti come me il programma di Berlusconi sull'abolizione delle province. Non saprà cosa rispondere e penso che molti elettori del centrodestra mi daranno ragione». Cosa dirà, invece, al centrosinistra? «Dirò che pensavamo di rottamarmi, ma non ci sono riusciti. Si stanno rottamando da soli senza avere uno straccio di idea: ora stanno inseguendo la Lega sullo sciagurato federalismo fiscale, che è solo una forma strisciante di secessionismo, e non dicono una parola. A Schietroma, invece, chiederò di spiegare pubblicamente come è venuta fuori la sua candidatura e perché il generoso assessore regionale Francesco De Angelis abbia rinunciato lasciandogli il via libera. Gli chiederò anche perché volesse far cadere il sindaco di Frosinone Marini. In quel campo, insomma, mi sembra che regni solo una gran confusione». Qual è il suo vero obiettivo? «Il mio obiettivo è quello di piacere ai cittadini così come accadde durante la mia prima amministrazione al capoluogo, quando governai con slancio avendo una maggioranza solida. Sono comunque convinto che saranno in molti a seguirmi sulla battaglia dell'abolizione delle province, ritenute ormai dei carrozzoni inutili e che, comunque vadano le cose, sono destinate a scomparire».

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UN PARCHEGGIO in via Taro e un centro sociale a Chiesanuova. Sono due progetti in... (sezione: Province)

( da "Nazione, La (Prato)" del 20-03-2009)

Argomenti: Province

CRONACA PRATO pag. 12 UN PARCHEGGIO in via Taro e un centro sociale a Chiesanuova. Sono due progetti in... UN PARCHEGGIO in via Taro e un centro sociale a Chiesanuova. Sono due progetti in lista d'attesa che potrebbero essere finanziati se solo il governo allentasse i vincoli del patto di stabilità interno imposto agli enti locali. Una speranza che è diventata più corposa dopo che martedì scorso la Camera ha approvato una mozione presentata dal segretario nazionale del Pd Dario Franceschini che impegna l'esecutivo, appunto, a rendere il patto più elastico. APPENA SI è diffusa la notizia in Comune sono cominciati i conti e si è tornati a battere i pugni sul tavolo per chiedere di attuare il provvedimento rapidamente e soprattutto di dare agli enti locali quanto dovuto dopo l'abolizione dell'Ici. Secondo le prime stime, se davvero il patto fosse allentato, non ci sarebbero più vincoli ai pagamenti delle imprese che lavorano per il Comune e quindi si potrebberoi sbloccare dei soldi molto utili per le piccole aziende. Non solo, il Comune potrebbe attivare altri 3 o 4 milioni di investimenti e finanziare piccole opere che attendono da tempo come, ad esempio, un parcheggio in via Taro e un centro sociale a Chiesanuova. Il terzo risultato, con il reintegro totale dell'Ici, è che il Comune potrebbe incassare i circa 2 milioni di euro che ancora mancano all'appello. Con quei soldi si potrebbero salvare non pochi servizi, già iscritti a bilancio, che invece dovranno essere tagliati, in particolare in vista dell'esercizio 2010. «ORA speriamo che al voto quasi unanime della Camera dei deputati seguano i fatti»: è stato questo il commento congiunto del sindaco Marco Romagnoli e dei sindaci dei Comuni pratesi (Ilaria Bugetti di Cantagallo, Doriano Cirri di Carmignano, Ivano Menchetti di Montemurlo, Marco Martini di Poggio a Caiano, Annalisa Marchi di Vaiano e Paolo Cecconi di Vernio) all'approvazione della mozione Franceschini. «Per attenuare gli effetti della crisi che sta colpendo l'economia nazionale occorre dare respiro a Comuni e Province, consentire loro di investire in quella miriade di opere, piccole e grandi, necessarie per le collettività e che in questo momento rappresenterebbero un toccasana per il sistema produttivo, per le imprese e per gli stessi lavoratori», insistono gli amministratori pratesi che sperano anche di poter utilizzare gli avanzi di amministrazione per gli investimenti di medio importo realizzabili entro il 2009: «Se queste condizioni si verificheranno immetteremo soldi veri nel tessuto economico, potendo liquidare lavori eseguiti e, quindi, saldare imprese e committenti che attendono da tempo. Ma quello che è più importante è che qualche milione di euro in più potrebbe essere investito in nuove opere pubbliche. Respiro per i Comuni e le Province e respiro per il mondo economico. Vere misure anticrisi in una situazione di emergenza». Inoltre Romagnoli e gli altri sindaci tornano a chiedere la totale copertura del minor gettito Ici: «Così ci sarebbero altri soldi da impiegare in servizi, a sostegno del reddito delle popolazioni. Basta poco per attivare circuiti virtuosi».

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Statuto della Campania, la svolta (sezione: Province)

( da "Denaro, Il" del 20-03-2009)

Argomenti: Province

Enti Locali & Cittadini autonomie Statuto della Campania, la svolta Contenuti di alto profilo nella nuova "carta fondante" dell'istituzione regionale nando morra Tre problemi di notevole interesse politico ed istituzionale per il sistema delle Autonomie sono all'ordine del giorno. Due questioni riguardano la Campania; la terza ha valenza nazionale. Si tratta della legge sul nuovo Statuto della Regione Campania; del ddl sul decentramento di funzioni, poteri e risorse agli Enti Locali; dello impegno del Parlamento per ridefinire il Patto di Stabilità. Un primo giudizio è opportuno. La Regione Campania si è dunque data una scossa. Due provvedimenti legislativi di straordinario rilievo costituiscono lo spartiacque tra il lungo sonno operativo che ha ingabbiato per lungo tempo il Consiglio Regionale svuotandone ruolo e incisività e l'impulso innovativo su temi qualificanti quali lo Statuto ed il ddl sul "Conferimento delle funzioni amministrative al sistema degli Enti Locali". Anche se richiede attenti approfondimenti, è da sottolineare il valore emblematico che il Nuovo Statuto assume per la Regione Campania. Finalmente, la vecchia Carta Istituzionale regionale è stata recuperata. La innovazione è forte. Sotto molteplici aspetti, soprattutto in rapporto alla nuova legge elettorale. La eliminazione del listino, le affermazioni sulla esigenza di rappresentare compiutamente i territori campani e, al tempo stesso, di più ampi spazi per le donne, costituiscono da soli punti fermi di una positiva innovazione. Lo Statuto scaturito dallo impegno determinante dello intiero Consiglio, è approdato dopo le inevitabili tensioni, dentro e tra i gruppi politici, in modi e tempi giusti. Una navigazione mai facile, pilotata con acume politico ed istituzionale e alto spessore culturale, da Pietro Ciarlo, conclusasi con un risultato positivo. Analizzeremo struttura e contenuti in modo specifico. Ma è da evidenziare che l'innovazione parte dal Titolo I: le dichiarazioni identitarie. Il "nuovo" c'è, si legge, si sente. E' di qualità e di alto profilo. E' scritto: "La Campania è Regione autonoma nella unità e indivisibilità della Repubblica, secondo le norme della Costituzione, della Unione Europea e dello Statuto. Essa esercita i suoi poteri nel rispetto della Costituzione repubblicana nata dalla Resistenza e dallo ordinamento comunitario ed internazionale". E' un passaggio significativo che connette la Campania, all'Italia, all'Europa, alla comunità internazionale. Altro passaggio importante, che riflette le innovazioni costituzionali, concerne il riferimento ai principi di autonomia, sussidiarietà, differenziazione, adeguatezza e leale collaborazione. C'è tanto altro ancora di positivo. Come ci sono limiti che dovranno essere superati in particolare per quanto riguarda le funzioni del sistema delle Autonomie. Il punto riguarda la connotazione della Regione come la "Regione delle Autonomie" e del "governo partecipato del territorio", come il ruolo dello associazionismo e, in modo specifico, delle Associazioni degli Enti Locali. Ritorneremo su questi ed altri argomenti. Il secondo punto è il ddl sul "Conferimento delle funzioni amministrative". Un provvedimento che manca, sollecitato dai Comuni, dalle Associazioni ed anche da questo giornale. Un provvedimento atteso, sulla quale si è espressa positivamente anche la Conferenza regionale delle Autonomie. E' da sottolineare positivamente la volontà politica dell'Assessore al Sistema delle Autonomie e Vice Presidente della Giunta Regionale, Antonio Valiante, di intervenire con innovazioni legislative in materia di "decentramento di funzioni, poteri, risorse e responsabilità dalla Regione al Sistema delle Autonomie Locali. Sull'argomento, il ritardo della Regione Campania era grave. Ancora di più se rapportato alle profonde innovazioni prodotte dalle riforme costituzionali e, in particolare, dal Titolo V. L'impianto legislativo parte dalla attuazione dell'art. 118 della Costituzione e, dunque, dai principi di sussidiarietà, differenziazione e adeguatezza. Decisiva innovazione è stabilire "chi fa cosa", evitando doppioni, sprechi, burocrazie. Di rilievo, il punto che connette il conferimento con la adozione di atti strumentali per l'esercizio delle funzioni, inclusi quelli di organizzazione. Ma anche importanti i passaggi che definiscono le condizioni al trasferimento agli Enti Locali di risorse economiche e di personale; che per i Comuni minori l'espletamento di funzioni può essere garantito con modalità di forme associate e con le "Unioni di Comuni", supportate con incentivi ad hoc"; il ruolo delle Comunità Montane; la cabina di regia per il supporto tecnico della Regione ai Comuni. Vanno meglio definiti ruoli e funzioni delle Province per il "governo di area vasta", del Consiglio delle Autonomie, delle Associazioni degli Enti Locali. E' fondamentale che tutto il quadro legislativo della Regione Campania venga segnato da un profondo orientamento politico-istituzionale: delineare e definire la "Regione delle Autonomie". La traduzione legislativa sul piano regionale dei principi e dei contenuti del Titolo V della Costituzione, significa definire le condizioni per il superamento sia del centralismo statalista, sia, del neo-centralismo regionalista. L'innovazione e l'asse politico-istituzionale implica che nella "governance territoriale" ogni istituzione ha ruolo, funzioni, compiti, responsabilità specifiche anche nel quadro delle interrelazioni tra diversi soggetti e livelli del governo territoriale. Da qui, alcuni punti fermi, come sottolinea il Vice Presidente Valiante che afferma: "Il ddl deve rappresentare una svolta nell'assetto e nel rapporto tra i diversi livelli istituzionali. E' importante ricomporre il quadro unitario e articolato al tempo stesso, di funzioni, poteri e responsabilità. La Regione deve programmare e non amministrare, definire indirizzi, trasferendo la gestione dei processi al sistema delle Autonomie, soggetto primario e abilitato ad assolvere funzioni specifiche di governo locale". Ma Valiante va oltre. Afferma, infatti, che "vanno inquadrate e tradotte le innovazioni messe in campo dal nuovo Statuto. E' la condizione-base per la revisione della intiera macchina della Regione Campania". Siamo d'accordo. Importante ora è stringere i tempi. Il Consiglio deve tradurre il positivo impegno di Valiante in legge regionale. Terzo punto. Sosteniamo che la lotta alla crisi, nuovo Patto di stabilità interno e federalismo fiscale devono andare di pari passo. C'è un primo risultato. L'approvazione alla Camera dei Deputati delle mozioni volte a ridefinire i meccanismi del Patto di stabilità per gli Enti Locali, a garantire l'integrale copertura del minor gettito derivante dall'abolizione dell'Ici sulle abitazioni principali, a consentire l'utilizzo degli avanzi di amministrazione, i proventi delle alienazioni immobiliari e di quelle societarie per la spesa in conto capitale e quindi per favorire gli investimenti sul territorio. Si tratta di misure che le Associazioni delle autonomie avevano sollecitato per ovviare alla grave situazione in cui versano i comuni e le province. "Con l'approvazione delle mozioni di maggioranza e di opposizione si è riconosciuta la fondatezza delle rivendicazioni avanzate dal sistema delle autonomie. In questa fase di difficile crisi economica gli enti locali possono svolgere, se messi nelle condizioni, un'importante funzione anticiclica, pur nel rispetto delle compatibilità finanziarie complessive e dei vincoli europei" ha dichiarato Oriano Giovanelli, Presidente di Legautonomie. "Ciò è in linea con quanto avevamo già proposto in occasione del primo dibattito sulle misure anticrisi: un piano diffuso di opere medio-piccole su tutto il territorio nazionale immediatamente cantierabili, un piano di infrastrutturazione del territorio, dall'edilizia scolastica alla viabilità, per circa 4,5 miliardi di investimento finanziario complessivo, come stimato dall'Ance, con sicuri effetti sul piano occupazionale". del 20-03-2009 num.

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CRISI ECONOMICA: DE BENEDETTI, ABOLIZIONE ICI E' STATA UNA STUPIDAGGINE (sezione: Province)

( da "ITnews.it" del 20-03-2009)

Argomenti: Province

Pisa, 20 mar. - (Adnkronos) - ''Non cresce l'occupazione, continua a decrescere il Pil, crolla l'export. Non dico che si potesse fare molto di piu' con i vincoli di bilancio, ma si potevano fare scelte diverse. L'abolizione dell'Ici, ad esempio, e' stata una stupidaggine''. Cosi' Carlo De Benedetti, presidente del gruppo editoriale L'Espresso, ha risposto ai giornalisti, a margine di Manifutura Festival di Pisa, che gli chiedevano un commento sulle azioni del governo italiano per contrastare la crisi economica.

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Casini a Bergamo: il bipartitismo è morto (sezione: Province)

( da "Eco di Bergamo, L'" del 21-03-2009)

Argomenti: Province

Casini a Bergamo: il bipartitismo è morto --> Il leader Udc prepara la Costituente di centro: «Il Pdl è una grande Forza Italia. Il Pd è allo sbando e senza identità» «Il centro ha più margini al Nord dove c'è bisogno di voci fuori dal coro». Pezzotta in Provincia? «Siamo in sintonia» Sabato 21 Marzo 2009 GENERALI, pagina 9 e-mail print «Il centro non ha bisogno né del Pdl né del Pd. Il bipartitismo sta morendo». Pier Ferdinando Casini, leader dell'Udc, raggiunge gli amici bergamaschi in una cena al Parco delle Cornelle, a Valbrembo. L'aereo da Roma a Linate è in ritardo di oltre un'ora, ma l'ex presidente della Camera arriva in gran forma, accolto da una schiera di sostenitori e dirigenti di partito. L'occasione è buona per dettare la linea per le prossime elezioni di giugno e per un excursus sulla situazione politica italiana. In vista della convention della Costituente di centro, il 2-3-4 aprile nella capitale. «Eravamo un topolino - dice Casini - però abbiamo iniziato a rosicchiare. Per questo correremo da soli». Anche per il Comune e la Provincia di Bergamo? «Non voglio interferire con le scelte locali, ma la linea è quella di andare soli. L'obiettivo è smantellare il bipartitismo, che per altro si è già sgonfiato da solo». Niente alleanza col Pd? «Ha assemblato diverse provenienze, senza trovare un'identità. Del resto, far convivere democristiani ed ex comunisti non è facile sul piano dei valori. Si sta in piazza con la Cgil o al tavolo di concertazione con la Cisl? Con Hamas o Israele?». E il Pdl? «Lo rispetto, è un grande partito, prende tanti voti. Ma nasce, vive e muore con Silvio Berlusconi. È un partito a base carismatica, che sostituisce l'elaborazione politico-culturale col carisma di un leader. La vita del Pdl, quindi, è legata solo alla variabile Berlusconi». Cosa pensa dell'ipotesi Savino Pezzotta per la presidenza della Provincia di Bergamo? «Io e Savino, che è stato un grande sindacalista riformista, abbiamo fatto un percorso diverso, ma non è un caso se ora siamo qui insieme. Con Pezzotta siamo in sintonia, abbiamo realizzato un buon lavoro in Parlamento e per la costituente di centro. C'è da dire, però, che in gran parte abbiamo cambiato pelle». In che senso? «La scelta di correre da soli ha fatto sì che chi era con noi perché eravamo nel centrodestra sia andato direttamente nel Pdl, e che chi è rimasto nell'Udc è perché crede veramente al nostro progetto politico. Tanti amici si sono aggiunti a noi, da Pd e Pdl, segno che la nostra serietà e serenità, oltre alla nostra opposizione non pregiudiziale, stanno facendo breccia». Che cosa sta avvicinando la gente al centro? «Il nostro modo di stare nel Paese e in Parlamento, partendo dai problemi della gente. In un momento così drammatico come quello della crisi non c'è spazio per gli schematismi centro-sinistra-destra, sono solo nominalismi, un'occasione sprecata per recuperare il rapporto con la gente. In Parlamento, ad esempio, votiamo a favore quando Berlusconi fa una cosa giusta, tipo i rifiuti a Napoli, contro quando si tratta di spot». Come il federalismo? «Il federalismo è un dazio che Berlusconi sta pagando alla Lega. Da nessuna parte si inizia dalla finanza anziché dall'aspetto istituzionale. Prima andava fatto il Codice delle autonomie, definendo i compiti e le risorse degli enti; poi si danno i soldi. È stata anche un'occasione persa per l'abolizione di enti inutili, come le Province». Anche quella di Bergamo? «Disboscare gli enti inutili sarebbe stato un bel segnale in tempo di crisi. Le autonomie locali vanno riordinate. Finché non aboliscono le Province, parteciperemo alle elezioni provinciali, ma i nostri candidati, come primo compito, dovranno proporre una cura dimagrante. Meno soldi per i viaggi a Cuba, e più soldi per servizi e programmi». A proposito di crisi, secondo lei il governo ha saputo affrontarla? «Il governo doveva aggredirla prima e meglio. Ha fatto finta di capire tutto, e invece non ha capito niente. Di geni della finanza in giro non se ne sono visti. Prima si è parlato di Robin hood tax, per togliere soldi alle banche, e poi di Tremonti bond, per mettere soldi negli istituti». La ricetta dell'Udc? «C'è bisogno di aiutare le famiglie, il ceto medio che sta scivolando verso la soglia di povertà, le piccole imprese che non godono di protezioni e hanno poco potere contrattuale con le banche, i lavoratori non coperti da cassa integrazione». Oggi e domani An voterà la confluenza nel Pdl... «An ha fatto la sua scelta. Per qualcuno è di convenienza, per altri di convinzione. Non tocca a me sindacare, ma sta di fatto che quello che nasce è una grande Forza Italia. Nel Dna del Pdl c'è Silvio Berlusconi, o al massimo Berlusconi Silvio». Pdl che si è spaccato sul ddl sicurezza e il reato di clandestinità, con la lettera dei «101». «La frattura è positiva. All'interno di questa maggioranza ci sono ancora persone serie che mandano giù uno, due, tre spot, ma poi si stancano. Noi non crediamo agli spot, e la Lega sta facendo effetti speciali tutti i giorni: con le ronde o con l'obbligo di denuncia per i medici che curano i clandestini. Un provvedimento che oltre a essere antiumano e anticristiano, è una solenne imbecillità. Oltre al racket della droga e della prostituzione, ci manca solo che nasca quello della sanità in nero o che un clandestino malato non si faccia curare, con gravi conseguenze anche per la collettività». E la Lega? «Sta succhiando il Pdl al Nord, come del resto Di Pietro, che come vampiro non è niente male, sta drenando al Pd. Ma bisogna reagire psicologicamente alla campagna della Lega che presenta delle baggianate come eventi risolutivi alle angosce del Nord». Al Nord ci sono margini per l'Udc? «Molto di più che altrove, soprattutto se correremo da soli. Perché è al Nord che c'è più bisogno di voci fuori dal coro, e quelle siamo noi, non certo il Pd». Come giudica il lavoro fatto in questi mesi dai dirigenti bergamaschi dell'Udc, Massimo Fabretti, Franco Massi e Sergio Boschetti? «Sono persone che hanno fatto una scelta non per convenienza. Essere nell'Udc, oggi, infatti, vuol dire non prendere posti, ma al limite perderli, com'è capitato a me e a loro, che lavorano con serenità e costanza per consolidare il partito». Benedetta Ravizza 21/03/2009 nascosto-->

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<Elezioni, soli al primo turno> (sezione: Province)

( da "Eco di Bergamo, L'" del 21-03-2009)

Argomenti: Province

«Elezioni, soli al primo turno» --> Sabato 21 Marzo 2009 GENERALI, pagina 9 e-mail print ValbremboAl Parco delle Cornelle, sotto i vessilli dell'Udc, ci sono almeno 600 persone. Altre 200 devono tornarsene a casa, posti esauriti. Pier Ferdinando Casini si siede al tavolo con il deputato della Rosa per l'Italia Savino Pezzotta e il presidente della Provincia Valerio Bettoni. Le prime schermaglie sono proprio con quest'ultimo sul ruolo delle Province. Bettoni le difende («senza non c'è federalismo», e regala un giornalino di via Tasso), Casini è per l'abolizione tout court, «a volte bisogna fare scelte impopolari». Ci sono pezzi della Giunta provinciale (Valter Milesi, Guido Fornoni, più defilato l'azzurro Felice Sonzogni), Renato Ravasio, Beppe Forsari, Gianantonio Arnoldi, il vicesegretario regionale dell'Udc, il bergamasco Franco Massi. Alcuni forzisti sono mischiati nella sala, dove dominano i capelli bianchi, ma non mancano i giovani. Dopo l'onorevole Luca Volontè e il segretario regionale Luigi Baruffi («Da Bergamo tutti si aspettano qualcosa di positivo»), è proprio Bettoni a prendere la parola: «Riprendiamo la voglia di fare politica. Le classi dirigenti non si inventano, si costruiscono sul territorio con battaglie vere. L'augurio a Casini è che il suo partito raggiunga un ruolo importante nel Paese insieme ad altre forze. Contano le persone, non se sono di destra o di sinistra». Poi tocca a Pezzotta, che cita Sturzo: «Chiamiamo a raccolta tutti i liberi e forti. È il tempo del rischio, solo chi rischia vince. È bello trovarci qui, ma da domani mattina tutti alla stanga da bravi bergamaschi. Non ci sarà un altro tempo, bisogna giocarsela ora». L'accenno è quindi alle prossime scadenze elettorali: «Dopo le traversie degli ultimi 15 anni, dove l'assillo era andare con questo o quell'altro, è il tempo di andare con noi. Abbiamo una responsabilità: far sì che la rappresentanza cattolica resti nella gestione delle nostre istituzioni. Franco Tentorio (candidato Pdl a Palafrizzoni, ndr) lo rispetto, ma viene da una storia che mi dà fastidio. In Provincia, invece, il pericolo è la Lega». Qualcuno storce il naso per un discorso che suona come una candidatura in pectore alla Provincia, e il segretario provinciale dell'Udc Sergio Boschetti frena: «Al primo turno Udc e Rosa per l'Italia andranno insieme come Unione di centro, ma è ancora presto per parlare di candidati. I giochi sono aperti. Il discorso di Pezzotta sembrava invece uno scatto in avanti e di parte». Sul fronte della corsa a Palafrizzoni, interviene il segretario cittadino dell'Udc, Massimo Fabretti: «L'Unione di centro si candida a governare la città. Siamo il partito della gente, non degli assessori». E le alleanze: «Roberto Bruni e Franco Tentorio sono due candidati di rilievo e godono della nostra massima considerazione. Ma al primo turno correremo da soli, perché abbiamo un programma (costruito anche grazie al contributo delle 4 mila schede raccolte con i gazebo organizzati sul territorio), una storia e dei valori. Riteniamo di poter dare un contributo positivo per la crescita di Bergamo». Altro discorso per il ballottaggio: «Vedremo con chi andare in base ai programmi di centrodestra e centrosinistra. Quello che più si avvicinerà al nostro determinerà l'alleanza». Durante la serata c'è stato spazio anche per la solidarietà. Sono stati estratti i bliglietti della sottoscrizione a premi che verrà devoluta al fondo della Diocesi di Bergamo a favore delle famiglie colpite dalla crisi occupazionale. I numeri estratti sono: 7889, 14640, 5990, 15537, 15556, 3260, 14546, 2198, 6635. Be. Ra. 21/03/2009 nascosto-->

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<A Pesaro e in Provincia la sinistra è sotto la soglia del 50%> (sezione: Province)

( da "Resto del Carlino, Il (Pesaro)" del 21-03-2009)

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PESARO pag. 4 «A Pesaro e in Provincia la sinistra è sotto la soglia del 50%» ELEZIONI IL PDL STA NASCENDO, OGGI SI SPEGNE LA «FIAMMA» DI AN. COORDINAMENTO CON... RILANCIO CAMBIA pelle il centrodestra. oggi e domani a Roma si scioglie Alleanza Nazionale e si spegne definitivamente la «Fiamma» del Movimento Sociale, fatta eccezione per dei piccoli raggruppamenti che continueranno a rimanere totalmente a... destra. A fine mese invece nascerà il Pdl con la partecipazione di una trentina di delegati pesaresi. Il coordinamento provinciale del Popolo della Libertà si è riunito per fare il punto sulle alleanze e per cominciare a lavorare sulle liste. Relazione del coordinatore Roberto Giannotti che ha ribadito un concetto generale: «A Pesaro come nel resto d'Italia il Pdl cresce ed il Pd cala». Sbandierando sondaggi che danno la maggioranza di centrosinistra sotto la soglia del 50 per cento sia a Pesaro che in Provincia. E' stato espresso disappunto per «la scelta sbagliata di Lega Nord e La Destra di presentarsi al di fuori dell'alleanza di centrodestra». Nel contempo si è segnalato positivamente l'accordo con l'Udc e la volontà dello stesso partito di allargare il più possibile l'alleanza per il cambiamento. AGLI ALLEATI riottosi è stato lanciato un ulteriore appello, così come a «Italia Cnetro» e «Libertà e Futuro», silenzio invece sui «Liberi» e sui transfughi che «andranno al congresso del Pdl in piccionaia ha detto Giannotti e da portoghesi». A livello programmatico si punta «ad una comunità montana unica ed all'abolizione dell'Ato». Non solo: «Revisione completa delle società dei servizi pubblici». E ancora: «Assessore delegato alle aree interne e massima trasparenza nelle assunzioni in Provincia». La campagna elettorale sarà aperta da Maurizio Lupi e chiusa dal ministro Altiero Matteoli.

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Prestati a Sgarbi 40 pezzi'del S.Lazzaro (sezione: Province)

( da "Resto del Carlino, Il (R. Emilia)" del 21-03-2009)

Argomenti: Province

REGGIO pag. 6 Prestati a Sgarbi 40 pezzi'del S.Lazzaro ESPOSTI A SIENA MEZZI DI CONTENZIONE E QUADRI DI RICOVERATI di BRUNO CANCELLIERI «QUALCUNO INSINUA che un osservatorio europeo sulla salute mentale trasformerebbe Reggio in città dei matti. Macchè! Penso invece che un Museo nazionale della psichiatria, inteso non solo come vetrina di denuncia di quel che è accaduto nel passato, ma come patrimonio da cui partire per studiare l'evoluzione della malattia mentale, ci porrebbe all'attenzione scientifica mondiale». Nel ribadire, inascoltato, la necessità di costituire una Fondazione, Alessandro Carri, presidente del Centro di documentazione di storia della psichiatria, annuncia amareggiato che non si ricandiderà né alla presidenza né a far parte del comitato scientifico del Centro, scaduto il 31 dicembre scorso. GLI ANNI, peraltro ben portati, e i due mandati già svolti sono le ragioni ufficiali del ritiro, ma le reali motivazioni sono altre, a partire da croniche difficoltà di gestione della struttura della quale Carri invoca invano l'autonomia. Essa vive invece con i contributi di Comune e Provincia (in tutto 25.000 euro l'anno), «gestiti peraltro dall'Asl secondo le disposizioni della legge finanziaria che ci impediscono, per esempio, di assegnare incarichi, anche di ricerca». CARRI è, per ora, sulla plancia di comando di un Centro che custodisce gelosamente quasi 300 anni di storia, affidati a un appassionato "custode" volontario, Francesco Verzelloni. Con l'entrata in vigore della discussa legge 180 di abolizione dei manicomi, le mura degli Istituti neuropsichiatrici San Lazzaro, struttura di interesse scientifico mondiale, furono abbattute da un'ondata di furore democratico, ma prezioso materiale si è salvato: le migliaia di pubblicazioni della biblioteca scientifica "Livi", i faldoni con le cartelle cliniche, strumentazioni scientifiche d'epoca, mezzi di contenzione, 15.000 lavori (quadri, acquerelli, sculture) dei degenti, 3mila immagini scientifiche, 600 filmati. «I PROBLEMI psichiatrici sono in forte aumento come testimoniano anche le tragedie della follia di questi giorni si accalora Carri -. Un cittadino europeo su 5 è soggetto a disturbi mentali. Non si può intervenire soltanto imbottendo la gente di psicofarmaci. Bisogna continuare a studiare la malattia e qui nel Centro le basi ci sono tutte». IL SENATORE Carri ha idee precise, trasformate di volta in volta in petizioni, sollecitazioni, richieste di leggi. Ora però il guerriero è stanco di combattere a vuoto contro indifferenza, immobilismo, rinvii. In tre legislature è riuscito a far avanzare altrettante proposte di legge, ma anche l'ultima è rimasta senza seguito, nonostante l'avallo trasversale dei parlamentari reggiani. Vi si prevede la realizzazione di una Fondazione per il museo nazionale psichiatrico, con previsione di un contributo annuo di un milione e mezzo di euro. «LA FONDAZIONE avrebbe grande prestigio spiega il presidente uscente -, i costi sarebbero modesti e comunque potrebbero essere compensati dal forte richiamo di studiosi e ricercatori». La Fondazione, secondo Carri, si potrebbe però realizzare indipendentemente dalla legge: l'Asl dovrebbe cederle il patrimonio di biblioteca e attività museale, gli enti consoci (Comune, Provincia, Università, Istituto regionale dei beni culturali) impegnarsi invece a garantire i contributi necessari all'attività. Ma, tra bilanci da far quadrare e scarsa convinzione, le idee restano tali.

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Casini: Più tasse con questo federalismo (sezione: Province)

( da "Gazzettino, Il" del 21-03-2009)

Argomenti: Province

Casini: «Più tasse con questo federalismo» «Una riforma vera deve passare attraverso la creazione di un Senato delle Regioni e l'abolizione delle province» Sabato 21 Marzo 2009,

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An/ La Russa: Tra Pdl e Lega ci sara' competizione -2- (sezione: Province)

( da "Virgilio Notizie" del 21-03-2009)

Argomenti: Province

Roma, 21 mar. (Apcom) - La Russa ha ricordato che la Lega è contraria all'abolizione delle Province, che resta però una battaglia di Alleanza nazionale. "Noi - ha sottolineato - riteniamo che non subito, ma nel percorso dei cinque anni le Province debbano essere sciolte". Idem per quanto riguarda la battaglia del Carroccio per Malpensa. "Non c'è stato niente di male - ha detto La Russa - se noi abbiamo parlato del silenzio assordante attorno a Linate". "Non c'è bisogno di contrapporsi con la Lega ma al contrario - ha osservato il reggente di An - bisogna competere nelle proposte, trovare i correttivi quando le proposte le fanno loro e essere pronti ad accettare noi i correttivi. Ma non bisogna accettare l'ineluttabilità del fatto che siccome per vincere bisogna stare insieme, quelli che debbono fare un passo di lato siano quelli del Pdl. I passi si fanno di lato insieme. O non si fanno".

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IL MONDO ALLE 15 (sezione: Province)

( da "Wall Street Italia" del 21-03-2009)

Argomenti: Province

Il mondo alle 15 di Apcom La notizia del giorno -->Roma, 21 mar. (Apcom) - "Agli amici della Lega dico che non ci sarà nulla di male se il Pdl dovrà darsi una strategia di sana e fraterna competizione". Ignazio La Russa, reggente di An, ha aperto l'ultimo congresso del partito. E ha spiegato che non ci si può arrendere "all'ineluttabilità del siccome per vincere bisogna stare insieme a fare un passo di lato dovranno essere quelli del Pdl". La Russa ha ricordato che la Lega è contraria all'abolizione delle Province, che resta però una battaglia di Alleanza nazionale. "Noi - ha sottolineato - riteniamo che non subito, ma nel percorso dei cinque anni le Province debbano essere sciolte". "Non c'è bisogno di contrapporsi con la Lega ma al contrario - ha osservato il reggente di An - bisogna competere nelle proposte, trovare i correttivi quando le proposte le fanno loro e essere pronti ad accettare noi i correttivi. Ma non bisogna accettare l'ineluttabilità del fatto che siccome per vincere bisogna stare insieme, quelli che debbono fare un passo di lato siano quelli del Pdl. I passi si fanno di lato insieme. O non si fanno". Quanto al ruolo di Fini nel Pdl, La Russa risponde: "Gianfranco è presidente della Camera. E un uomo di destra se si ritrova a ricoprire un ruolo istituzionale lo ricopre senza discussioni, cedimenti, compromessi". Il reggente di An ha quindi paragonato Fini ad un professore di destra: "Ciascuno di noi ha avuto prof di sinistra e prof di destra: il prof di sinistra dava il 6 politico volentieri agli studenti di sinistra. Il professore di destra invece da noi pretendeva il doppio". Fini, ha aggiunto La Russa, "è il presidente della Camera e non lo dimentica. E' un uomo di destra, ha il dovere di svolgere il proprio ruolo in maniera impeccabile anche quando vorrebbe cambiare norme che ci sono, ed è il caso del bicameralismo perfetto, ha il dovere di dire che questo deve avvenire nel pieno rispetto delle regole". Quindi il reggente di An ha ringraziato il presidente della Camera "per il coraggio con cui a volte sfidi anche certa critica che può venire da chi non ha compreso questo messaggio". * In primo piano Iran/ Khamenei ad Obama: servono fatti, finora nessuna svolta Teheran - L'ayatollah Ali Khamenei, guida suprema dell'Iran, ha dichiarato di non vedere alcun "cambiamento" nella politica americana, nonostante il messaggio di apertura a Teheran del presidente Usa Barack Obama. Khamenei ha d'altronde assicurato che la Repubblica islamica è disponibile a cambiare atteggiamento se il presidente Obama modificherà la politica degli Stati Uniti nei confronti degli iraniani. - Se Usa avranno un altro atteggiamento, cambieremo anche noi *** Afghanistan/ Khost, autobomba esplode in mezzo a folla: vittime Khost - Un'autobomba è esplosa in mezzo alla folla durante alcune celebrazioni per il Nuovo anno afgano nella città di Khost, est dell'Afghanistan. L'esplosione avrebbe causato almeno cinque vittime fra i civili. *** Australia/ Queensland; eletta la prima donna premier regionale Roma - Lo stato australiano del Queensland ha eletto la prima donna premier regionale nella storia del paese. La laburista Anna Bligh ha portato alla vittoria la coalizione di centro-sinistra guidata a livello nazionale dal primo ministro australiano Kevin Rudd. *** Madagascar/ Rajoelina proclama "la fine della dittatura" Antananarivo - Il nuovo presidente di transizione malgascio Andry Rajoelina ha proclamato oggi la "fine della dittatura" impegnandosi - nel suo primo discorso ufficiale dalla presa del potere lo scorso 17 marzo - davanti alla comunità internazionale ad "applicare le regole del buon governo". *** Pdl/ Berlusconi: Sara' partito popolare che scrivera' la storia Napoli - Il Pdl sarà "un partito popolare", un soggetto politico "grande e coeso" che scriverà la storia italiana "in maniera ancora più importante" rispetto a quanto fatto negli ultimi 15 anni da Forza Italia. Così il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, nel corso di una telefonata durante una manifestazione politica a Napoli. *** Casa/ Franceschini: Piano piace a Ue? Barzelletta di Berlusconi Roma - Silvio Berlusconi avrà raccontato "barzellette" per fare apprezzare il piano-casa ai capi di governo europei. Dario Franceschini, segretario del Pd, parla ai circoli del partito e usa il sarcasmo per commentare il piano-casa del Governo "che, abbiamo visto ieri, tutta Europa ha apprezzato entusiasta... Vorrei che ci fosse una webcam ai vertici, sarei veramente curioso di vedere come (Berlusconi, ndr) gliel'ha raccontata... lui racconta, dice che racconta storielle, noi le chiamiamo barzellette". *** Crisi/ Cgil: Nei primi due mesi più di 560mila lavoratori in Cig Roma - Sono oltre 560mila i lavoratori in cassa integrazione nei primi due mesi dell'anno. Lo sostiene la Cgil, secondo cui "la realtà è peggio dell'immaginazione" e, con la crisi economica, a febbraio c'è stato un "aumento disastroso" della Cig. A gennaio-febbraio, spiega il sindacato di Corso Italia, i lavoratori coinvolti dai processi di Cig sono oltre 483mila, nei settori industria, commercio ed edilizia, "ai quali vanno aggiunti i lavoratori interessati dalla cassa integrazione in deroga, stimabili in non meno di 80mila unità". *** Opel/ Numero uno non esclude chiusure impianti e licenziamenti Berlino - Per uscire dalla crisi Opel non esclude licenziamenti e chiusure degli stabilimenti, anche in Germania. Lo ha detto il numero uno della casa automobilistica tedesca, Hans Demant. *** Meredith/ Rubato materasso di Metz, ladri in casa omicidio Perugia - E' sempre mistero intorno alla casa di via della Pergola, dove il 1 novembre del 2007 fu uccisa Meredith Kercher. Sarebbe infatti stato trafugato dalla casa il materasso del letto della vittima: un oggetto fondamentale per la ricostruzione di quello che avvenne la sera in cui Metz fu ammazzata. *** Cinema/ Natasha Richardson rifiuta un casco da sci da 6 euro Roma - Natasha Richardson rifiutò di indossare un casco da 10 dollari canadesi (6 euro) che avrebbe potuto salvarle la vita. L'attrice 45enne, moglie dell'attore Liam Neeson, è morta mercoledì dopo due giorni di agonia in seguito ad un incidente sulle piste di sci in Canada. *** Calcio/ Inter, Mourinho: Penso solo a scudetto, servono 23 punti Roma - Adriano fuori causa e qualche problema in difesa. L'Inter di Josè Mourinho si avvicina al match casalingo di domani contro la Reggina con la spirito di chi vive alla giornata. "Ho grande fiducia nella squadra", ha spiegato il portoghese, "in questo momento l'obiettivo è dire partita dopo partita: mi mancano tre punti in meno di prima. Io penso solo a vincere lo scudetto e niente più".

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AN/ LA RUSSA: TRA PDL E LEGA CI SARA' COMPETIZIONE -2- (sezione: Province)

( da "Wall Street Italia" del 21-03-2009)

Argomenti: Province

An/ La Russa: Tra Pdl e Lega ci sara' competizione -2- di Apcom I passi di lato si fanno insieme o non si fanno -->Roma, 21 mar. (Apcom) - La Russa ha ricordato che la Lega è contraria all'abolizione delle Province, che resta però una battaglia di Alleanza nazionale. "Noi - ha sottolineato - riteniamo che non subito, ma nel percorso dei cinque anni le Province debbano essere sciolte". Idem per quanto riguarda la battaglia del Carroccio per Malpensa. "Non c'è stato niente di male - ha detto La Russa - se noi abbiamo parlato del silenzio assordante attorno a Linate". "Non c'è bisogno di contrapporsi con la Lega ma al contrario - ha osservato il reggente di An - bisogna competere nelle proposte, trovare i correttivi quando le proposte le fanno loro e essere pronti ad accettare noi i correttivi. Ma non bisogna accettare l'ineluttabilità del fatto che siccome per vincere bisogna stare insieme, quelli che debbono fare un passo di lato siano quelli del Pdl. I passi si fanno di lato insieme. O non si fanno".

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Dall'Msi al Pdl, è l'ultimo congresso La Russa: "Competizione Pdl-Lega" (sezione: Province)

( da "Quotidiano.net" del 21-03-2009)

Argomenti: Province

Spille, accendini, magliette, dvd di Fini, Aznar e Sarkozy ma anche cd musicali con gli inni nazionali, i canti della Folgore e le marce militari. I ricordi dei principali leader

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La platea di 1.800 delegati chiamati a salutare Alleanza nazionale dovranno votare sulla mozione presentata dall?ufficio di reggenza che sancisce il battesimo del Pdl con Forza Italia. Lo slogan scelto per l?occasione è ?Nasce il partito degli italiani?. Alla due giorni non parteciperà il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi (Forza Italia sarà rappresentata dal coordinatore Denis Verdini), ma sono stati invitati i leader di tutti i partiti presenti in Parlamento, compresi Dario Franceschini e Antonio Di Pietro. LA RUSSA “Agli amici della Lega dico che non ci sarà nulla di male se il Pdl dovrà darsi una strategia di sana e fraterna competizione”. Ignazio La Russa, reggente di An, ha aperto l?ultimo congresso del partito. E ha spiegato che non ci si può arrendere “all?ineluttabilità del siccome per vincere bisogna stare insieme a fare un passo di lato dovranno essere quelli del Pdl”. La Russa ha ricordato che la Lega è contraria all?abolizione delle Province, che resta però una battaglia di Alleanza nazionale. “Noi - ha sottolineato - riteniamo che non subito, ma nel percorso dei cinque anni le Province debbano essere sciolte”. ”Non c?è bisogno di contrapporsi con la Lega ma al contrario - ha osservato il reggente di An - bisogna competere nelle proposte, trovare i correttivi quando le proposte le fanno loro e essere pronti ad accettare noi i correttivi. Ma non bisogna accettare l?ineluttabilità del fatto che siccome per vincere bisogna stare insieme, quelli che debbono fare un passo di lato siano quelli del Pdl. I passi si fanno di lato insieme. O non si fanno”. Quanto al ruolo di Fini nel Pdl, La Russa risponde: “Gianfranco è presidente della Camera. E un uomo di destra se si ritrova a ricoprire un ruolo istituzionale lo ricopre senza discussioni, cedimenti, compromessi”. Il reggente di An ha quindi paragonato Fini ad un professore di destra: “Ciascuno di noi ha avuto prof di sinistra e prof di destra: il prof di sinistra dava il 6 politico volentieri agli studenti di sinistra. Il professore di destra invece da noi pretendeva il doppio”. Fini, ha aggiunto La Russa, “è il presidente della Camera e non lo dimentica. E? un uomo di destra, ha il dovere di svolgere il proprio ruolo in maniera impeccabile anche quando vorrebbe cambiare norme che ci sono, ed è il caso del bicameralismo perfetto, ha il dovere di dire che questo deve avvenire nel pieno rispetto delle regole”. Quindi il reggente di An ha ringraziato il presidente della Camera “per il coraggio con cui a volte sfidi anche certa critica che può venire da chi non ha compreso questo messaggio”. TUTTI I GADGETS Da Giorgio Almirante a Gianfranco Fini passando per Josè Maria Aznar e Nicolas Sarkozy. C?è tutta la storia della destra italiana sul tradizionale banco di gadget che accompagna tutte le grandi manifestazioni di Alleanza nazionale. Per il terzo congresso è stata preparata una spilla tonda: su fondo azzurro, spicca ancora la fiamma, che da domani sarà ?spentà per entrare nella casa comune del Pdl. Per l?occasione anche un accendino giallo con la scritta blu con le date delle assise. E una cartolina con l?immagine di tutte le tessere del partito e la scritta: ?Io c?erò. è prevista anche la distribuzione di un braccialetto tricolore di corda intrecciata. Molti i libri esposti nello stand dei gadget al congresso. Non mancano i volumi dedicati allo storico leader del Msi Almirante, compresi i suoi discorsi in cd. Spazio, come sempre alle videocassette, ai dvd e ai libri su Gianfranco Fini, ma anche i testi di Aznar e Sarkozy. Tra i cd musicali gli inni nazionali, i canti della Folgore e le marce militari. In vendita anche la cartolina agli italiani con annullo postale che risale alla vittoria elettorale del ?94. ?Dalla vostra fiducia il nostro rinnovato impegno per un?Italia migliorè, è il mesaggio firmato da Fini. Ci sono anche i cappellini e le magliette di Azione giovani e le t-shirt con le scritte ?Grazie a Dio sono italianò, su sfondo tricolore, e ?100% italianò. ALEMANNO “Non provo nessuna nostalgia del passato, francamente ora prevale l?entusiasmo, è più forte l?attesa per quello che sta accadendo la prossima settimana” con la nascita del Pdl. Lo sostiene il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, arrivando al congresso di Alleanza nazionale. Per Alemanno l?attesa del Pdl “è più importante dello stesso congresso di An”. TREMAGLIA "Bisogna stare attenti. Non si può rinunciare a quello che abbiamo fatto e a tutta la nostra storia. C?è molta gente che ci ha lasciato la pelle». è l?ammonimento che arriva da Mirko Tremaglia, appena arrivato alla fiera di Roma per il terzo congresso nazionale di An. L?ex ministro poi torna a chiedere attenzione per gli italiani all?estero: «Ho riunito proprio ieri gli italiani all?estero e mi hanno confermato la determinazione di rimanere con noi nel comitato tricolore», spiega Tremaglia. GASPARRI L?ultimo congresso di An è il compimento di un cammino che porterà il partito a fondersi nel Pdl, ma la rottura l?emozione furono più forti quattordici anni fa a Fiuggi. A raccontarlo è Maurizio Gasparri, in un?intervista al sito ilpredellino.it. «A Fiuggi lo strappo era più forte e di conseguenza più grande era la commozione», ha spiegato il capogruppo del Pdl al Senato. «Oggi arriviamo al congresso di ?compimentò della esperienza di Alleanza Nazionale, forti di una serie di elezioni vinte sotto il simbolo unitario del Popolo della Libertà», ha sottolineato, «un simbolo che è stato immediatamente riconosciuto dal nostro elettorato con un processo di identificazione fortissimo e irreversibile». PDL Countdown al congresso - CRISI Tornano a crescere i disoccupati Commenti Invia commento Segnala ad un amico Nessun commento presente Clicca qui per inviare il tuo commento Nome: Email: Commento: Caratteri rimasti Riscrivi il codice che compare qui sopra: Se il codice risultasse illeggibile CLICCA QUI per generarne un altro consenso al trattamento dei dati consenso allargato I commenti inviati vengono pubblicati solo dopo esser stati approvati dalla redazione Tuo nome: Tua email: Nome amico: Email amico: Testo dell'email: Invia una copia anche al tuo indirizzo di posta Riscrivi il codice che compare qui sopra: Se il codice risultasse illeggibile CLICCA QUI per generarne un altro Cerca su Quotidiano.Net nel Web Più commentati Commenti Sondaggi Nuove idee contro la crisi: è questa la vera sfida (49 commenti) Brunetta: "In arrivo il codice dei doveri" Mai più sportello: c'è la mail certificata (47 commenti) Inviate una domanda per Nek E due di voi andranno gratis al concerto (30 commenti) Benedetto XVI e la questione Aids Ue: "Il preservativo è essenziale" (28 commenti) "Castrazione chimica per gli stupratori Benefici carcerari per chi l'accetta" (25 commenti) Il cuore di Firenze ha la faccia sporca E di notte trionfa il rumore (23 commenti) Apre la prima discoteca analcolica Al bar solo bibite e cocktail alla frutta (15 commenti) "Noi scegliamo la vita" Campagna choc dei cacciatori (14 commenti) 17:33:46 - A questo punto io darei favorito Nadal per il torneo, non so voi cosa ne pensate.. Magari non in mod[...] Cercasi Djokovic disperatamente. Nadal invece c'è16:05:10 - evidentemente avevano ragione i romani dicendo che se vuoi la pace devi preparare la guerra. infatti[...] Medvedev mostra i muscoli a Obama15:56:25 - avendo visto la partita, roddick mi ha fatto un'ottima impressione, solido da fondo campo e nel serv[...] Cercasi Djokovic disperatamente. Nadal invece c'è15:48:19 - Ma non si può sapere qualcosa sulle semifinali femmnili?? Perché la Azarenka ha perso? Che è success[...] Cercasi Djokovic disperatamente. Nadal invece c'è15:40:56 - Se l'ergastolo fosse certo e garantito, allora sì, ma condirei il tutto con violenze fisiche all'int[...] "Castrazione chimica per gli stupratori Benefici carcerari per chi l'accetta"15:36:34 - Da suo tifoso, sono mesi che mi chiedo cosa stia succedendo a Nole. Va bene il cambio della racchett[...] Cercasi Djokovic disperatamente. Nadal invece c'è15:28:17 - Djokovic non mi è mai stato simpatico. Presuntuoso e furbetto (la partita di Montecarlo con Rog) dop[...] Cercasi Djokovic disperatamente. Nadal invece c'è Chi andrà in Champions League?Giusto che i leader nazionali si candidino alle europee?Per quale rete dovrebbe lavorare Mike Bongiorno?Lippi chiamerà Davide Santon in Nazionale?E tu pagheresti più tasse in cambio di maggiori servizi?Adriano vuole rompere con l'Inter per andare al Milan?Chi è il vostro allenatore preferito?Talent show: preferisci Amici o X Factor?Dai un voto al mercato della SutorFormula Uno, è campione chi vince più gare. Sei d'accordo con questa nuova regola?Calcio, ti piace l'idea della Superlega Europea?Giusto obbligare i sacerdoti a indossare la tonaca?Giusto abbattere i cani randagi pericolosi?Hai paura di invecchiare?Misure anti-crisi: chi ha ragione, Berlusconi o la Marcegaglia? La foto del giorno Volkswagen Un simpatico restyling dell'intramontabile Maggiolino della Volkswagen. Sicuramente ideale per il periodo invernale, ci auguriamo che per quello estivo possa "cambiare pelle". RICERCA ANNUNCI Archivio Notizie Anno: 1999 2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 Ricerca libera: pubblicità contattaci guadagna con Quotidiano.net fai di Quotidiano.net la tua Homepage aggiungi ai preferiti le news sul tuo pc rss archivio HOME - Copyright © 2008 MONRIF NET S.r.l. P.Iva 12741650159, a company of MONRIF GROUP - Informativa al trattamento dei dati personali - Powered by Softec /div>

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An/ La Russa dichiara aperta la competizione tra Pdl e Lega (sezione: Province)

( da "Virgilio Notizie" del 21-03-2009)

Argomenti: Province

Roma, 21 mar. (Apcom) - Ignazio La Russa non lesina aggettivi: leale, sana, fraterna. E chi più ne ha più ne metta. Ma la parola chiave del messaggio che il reggente di Alleanza nazionale manda alla Lega nel suo intervento di apertura del congresso che sancirà la confluenza del Pdl non potrebbe essere più inequivocabile: "competizione". Il ministro della Difesa parla a braccio per oltre un'ora, ma non a caso, come lui stesso spiega, riserva al rapporto con gli "amici" del Carroccio la tranche conclusiva del suo discorso. La premessa è che i tempi sono cambiati, che il passaggio da quattro a due partiti nel centrodestra ha dato "più spazio" alla Lega. Prima, spiega La Russa, tra Forza Italia e Carroccio, c'era An a fare da "cerniera" con la sua "presenza nel territorio, la sua antica battaglia per l'ordine e la legalità", oggi, quel "cuscinetto non c'è più plasticamente" ma resta "nelle tesi del Popolo delle libertà". Ed ecco il messaggio per gli alleati: "Agli amici della Lega dico che non ci sarà nulla di male se il Pdl dovrà darsi una strategia di sana, fraterna e leale competizione". Non solo. Seppure con toni soft, il reggente di An fa capire che in nome della logica dell'insieme si vince, il partito di Umberto Bossi non può continuare a battere cassa. "Non c'è bisogno di contrapporsi con la Lega ma al contrario - sottolinea - bisogna competere nelle proposte, trovare i correttivi quando le proposte le fanno loro e essere pronti ad accettarli quando le proposte sono nostre. Ma non bisogna accettare l'ineluttabilità del fatto che siccome per vincere bisogna stare insieme, quelli che debbono fare un passo di lato siano quelli del Pdl. I passi di lato si fanno insieme. O non si fanno". La Russa cita anche una serie di casi in cui "non c'è stato niente di male" nel prendere posizioni contrapposte a quelle del Carroccio: l'abolizione delle Province, i militari in città, la battaglia per Malpensa-Linate. Il reggente di An si limita a un elenco minimo di casi ormai archiviati. Non accenna alla recente polemica sul ddl sicurezza e a quella norma sui 'medici-spia' contro cui si è schierato prima Gianfranco Fini e poi anche il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi. Appena pochi giorni fa il premier aveva pubblicamente sposato la lettera dei 101 e, soprattutto, detto chiaro e tondo alla Lega che "non può avere tutto". Parole che segnano un cambio di strategia nei rapporti della Pdl con il Carroccio e che oggi il messaggio partito dalla Fiera di Roma ha rimarcato. Anche attraverso il vice capogruppo vicario del Pdl, Italo Bocchino. "La Lega - afferma - non pensi di avere più spazio per la nascita del Pdl". E se Berlusconi finora ha avuto una certa "condiscendenza" verso Bossi, dovuta anche al ricordo del ribaltone, Alleanza nazionale gli darà una mano a evitare che accada in futuro. "Noi - rimarca - siamo rimasti accanto a Berlusconi anche nei momenti peggiori, lo abbiamo trattato molto meglio di chi ha alzato la voce". Dietro il cambio di passo verso l'alleato c'è soprattutto la sfida del Nord in vista di amministrative ed Europee e quella crescita del Carroccio testimoniata dai sondaggi che il premier ha in mano. La nuova strategia è chiara: alleati leali sì, pronti a cedere su tutto no. Non a caso a dare man forte alle parole di La Russa ci pensa subito il capogruppo del Pdl, Fabrizio Cicchitto. "Che il Pdl nel suo complesso manterrà l'alleanza con la Lega e prenderà atto della concorrenzialità che essa sta svolgendo al Nord, e che noi fraternamente ricambieremo, è ovvio". Voce fuori dal coro, quella di Adolfo Urso. "Noi - dichiara dal palco - non abbiamo bisogno di competere con la Lega. Noi abbiamo l'ambizione di esprimere una leadership nazionale. Loro no".

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AN/ LA RUSSA DICHIARA APERTA LA COMPETIZIONE TRA PDL E LEGA (sezione: Province)

( da "Wall Street Italia" del 21-03-2009)

Argomenti: Province

An/ La Russa dichiara aperta la competizione tra Pdl e Lega di Apcom "Passi indietro non li faremo solo noi". Parte la sfida del Nord -->Roma, 21 mar. (Apcom) - Ignazio La Russa non lesina aggettivi: leale, sana, fraterna. E chi più ne ha più ne metta. Ma la parola chiave del messaggio che il reggente di Alleanza nazionale manda alla Lega nel suo intervento di apertura del congresso che sancirà la confluenza del Pdl non potrebbe essere più inequivocabile: "competizione". Il ministro della Difesa parla a braccio per oltre un'ora, ma non a caso, come lui stesso spiega, riserva al rapporto con gli "amici" del Carroccio la tranche conclusiva del suo discorso. La premessa è che i tempi sono cambiati, che il passaggio da quattro a due partiti nel centrodestra ha dato "più spazio" alla Lega. Prima, spiega La Russa, tra Forza Italia e Carroccio, c'era An a fare da "cerniera" con la sua "presenza nel territorio, la sua antica battaglia per l'ordine e la legalità", oggi, quel "cuscinetto non c'è più plasticamente" ma resta "nelle tesi del Popolo delle libertà". Ed ecco il messaggio per gli alleati: "Agli amici della Lega dico che non ci sarà nulla di male se il Pdl dovrà darsi una strategia di sana, fraterna e leale competizione". Non solo. Seppure con toni soft, il reggente di An fa capire che in nome della logica dell'insieme si vince, il partito di Umberto Bossi non può continuare a battere cassa. "Non c'è bisogno di contrapporsi con la Lega ma al contrario - sottolinea - bisogna competere nelle proposte, trovare i correttivi quando le proposte le fanno loro e essere pronti ad accettarli quando le proposte sono nostre. Ma non bisogna accettare l'ineluttabilità del fatto che siccome per vincere bisogna stare insieme, quelli che debbono fare un passo di lato siano quelli del Pdl. I passi di lato si fanno insieme. O non si fanno". La Russa cita anche una serie di casi in cui "non c'è stato niente di male" nel prendere posizioni contrapposte a quelle del Carroccio: l'abolizione delle Province, i militari in città, la battaglia per Malpensa-Linate. Il reggente di An si limita a un elenco minimo di casi ormai archiviati. Non accenna alla recente polemica sul ddl sicurezza e a quella norma sui 'medici-spia' contro cui si è schierato prima Gianfranco Fini e poi anche il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi. Appena pochi giorni fa il premier aveva pubblicamente sposato la lettera dei 101 e, soprattutto, detto chiaro e tondo alla Lega che "non può avere tutto". Parole che segnano un cambio di strategia nei rapporti della Pdl con il Carroccio e che oggi il messaggio partito dalla Fiera di Roma ha rimarcato. Anche attraverso il vice capogruppo vicario del Pdl, Italo Bocchino. "La Lega - afferma - non pensi di avere più spazio per la nascita del Pdl". E se Berlusconi finora ha avuto una certa "condiscendenza" verso Bossi, dovuta anche al ricordo del ribaltone, Alleanza nazionale gli darà una mano a evitare che accada in futuro. "Noi - rimarca - siamo rimasti accanto a Berlusconi anche nei momenti peggiori, lo abbiamo trattato molto meglio di chi ha alzato la voce". Dietro il cambio di passo verso l'alleato c'è soprattutto la sfida del Nord in vista di amministrative ed Europee e quella crescita del Carroccio testimoniata dai sondaggi che il premier ha in mano. La nuova strategia è chiara: alleati leali sì, pronti a cedere su tutto no. Non a caso a dare man forte alle parole di La Russa ci pensa subito il capogruppo del Pdl, Fabrizio Cicchitto. "Che il Pdl nel suo complesso manterrà l'alleanza con la Lega e prenderà atto della concorrenzialità che essa sta svolgendo al Nord, e che noi fraternamente ricambieremo, è ovvio". Voce fuori dal coro, quella di Adolfo Urso. "Noi - dichiara dal palco - non abbiamo bisogno di competere con la Lega. Noi abbiamo l'ambizione di esprimere una leadership nazionale. Loro no".

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la lotta contro l'aids (sezione: Province)

( da "Mattino di Padova, Il" del 22-03-2009)

Argomenti: Province

Pagina 13 - Altre La lotta contro l'Aids La lotta contro l'Aids il Pontefice ha ragione Sono d'accordo con il Papa quando dice che l'Aids non si combatte con il solo preservativo. Sono di questo parere anche molti ministri africani. In Africa c'é un problema di formazione, mentalità, igiene. Quando si sterilizzano 25 ragazzi con lo stesso coltello, il preservativo non c'entra nulla. Kenny Fabbri Anche a Teolo si recupera l'Ici attraverso le multe Il giorno 19 marzo mia figlia è venuta a farmi gli auguri per la festa del papà; purtroppo l'aver lasciato l'auto per 15 minuti con due ruote sopra il marciapiede davanti alla mia casa le è costato ben 78 euro di multa. A dire il vero l'infrazione è incontestabile, però è altrettanto vero che da quando abito a Teolo (5 anni circa) non ho mai visto sanzionare con una multa le auto parcheggiate in modo più o meno corretto in via Oliveros, una strada molto bella, priva di traffico e frequentata praticamente dai soli residenti. E' evidente quindi che il Comune di Teolo ha deciso di cambiare atteggiamento, di essere cioè molto più rigido in fatto di infrazioni, anche banali, per rimpinguare le casse comunali. Mi rendo perfettamente conto che l'abolizione dell'Ici può aver messo in difficoltà parecchi Comuni (tra i quali Teolo), ma, per lo meno, sarebbe molto più aderente alla realtà, da parte del Governo e della coalizione di centro-destra, non sbandierare i vantaggi per il cittadino dell'abolizione dell'Ici in quanto questa è la causa principale di una maggiore solerzia da parte della polizia urbana, la quale, a mio parere, deve ubbidire a precise imposizioni dell'amministrazione comunale. Quindi vorrei dire ai residenti di Teolo di stare molto attenti con le auto perché anche Teolo si è aggiunto agli ormai numerosi Comuni che cercano di far fronte all'abolizione dell'Ici attraverso le multe. Renato Ratti Teolo Le logopediste ricordano il professor Lucio Croatto In occasione della Giornata europea della logopedia che si è tenuta a Padova nei giorni scorsi, le logopediste ricordano il professor Lucio Croatto, fondatore della scuola triennale universitaria di logopedia di Padova, illustre foniatra, stimato professionista di grandi e rare doti umane, sempre a fianco delle logopediste nella lotta per il riconoscimento della professione (prima inesistente) e della sua autonomia. Proprio dal «prof», come veniva chiamato amichevolmente, abbiamo imparato la nostra professione. Lucio Croatto ha creduto nell'utilità della riabilitazione logopedica nelle numerose patologie presenti nell'età evolutiva e nell'età adulta. Le logopediste si sentono quindi in dovere di ricordarlo proprio per averci sempre riconosciuto dignità professionale e per aver tanto dato a noi e ad ogni persona che nel corso della vita l'ha incontrato a livello professionale. Roberta Ortolan Irene Serafini logopediste

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Spett.le Redazione, la finanziaria 2008 decise l'abolizione delle circoscrizioni nelle città so... (sezione: Province)

( da "Messaggero, Il (Civitavecchia)" del 22-03-2009)

Argomenti: Province

Domenica 22 Marzo 2009 Chiudi Spett.le Redazione, la finanziaria 2008 decise l'abolizione delle circoscrizioni nelle città sotto i 250 mila abitanti consentendone la sopravvivenza facoltativa in quelle con più di 100 mila abitanti. Dato che Civitavecchia ha poco più di 50.000 abitanti, abbiamo la fortuna di poter assistere alla loro eliminazione. Non credo che si possa trovare alcun cittadino in grado di dare un giudizio positivo sulla utilità di questi organi decentrati. Quelle poche competenze le possono svolgere gli uffici comunali. Sino ad oggi, nelle Circoscrizioni abbiamo assistito solo a scambi di accuse fra maggioranza e opposizione, lotte intestine delle coalizioni, e accuse verso il Comune. Un gran can can dalla cui spremitura non è rimasto niente di utile per la città, come spesso capita anche nella assise superiore. E allora abbiamo l'impressione che le circoscrizioni servano solo a fare giocare al "piccolo politico" taluni personaggi, alcuni dei quali con la frangetta. Le circoscrizioni erano nate per essere l'interfaccia naturale di ogni problema che acquisiva la dignità di problema sociale godendo di un privilegio che in politica è fondamentale: il rapporto diretto con i cittadini. Poi si è capito che un numero maggiore di assemblee e di consiglieri non è garanzia di efficacia amministrativa, risultando anzi una zavorra nel già complicato sistema italiano. Perciò ecco la fine del decentramento amministrativo e fine dei costi inutili e dannosi della partecipazione esagerata. Ai cittadini rimane il sogno. Il sogno di una politica lontana dagli interessi personali, al servizio della cittadinanza tutta, finalizzata al miglioramente qualitativo della vita. Di tutti. Mario Moretti

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di CRISTINA DEGLIESPOSTI È SBARCATA ieri a Imola la campagna elettorale d... (sezione: Province)

( da "Resto del Carlino, Il (Imola)" del 22-03-2009)

Argomenti: Province

IMOLA pag. 6 di CRISTINA DEGLIESPOSTI È SBARCATA ieri a Imola la campagna elettorale d... di CRISTINA DEGLIESPOSTI È SBARCATA ieri a Imola la campagna elettorale del deputato dell'Udc Gian Luca Galletti, in corsa per le prossime elezioni provinciali di giugno. Nel tardo pomeriggio, sotto i portici del bar Colonne, ad accompagnare Galletti in questa prima trasferta c'erano la segretaria provinciale dell'Udc, Maria Cristina Marri, e la consigliera regionale Silvia Noè. Per una Provincia ridotta bene': è questo lo slogan scelto dai casiniani (con una lista civica in appoggio) per la corsa a Palazzo Malvezzi. «La nostra ha detto Galletti non è una candidatura di bandiera, perché crediamo che sia possibile arrivare al ballottaggio. La Provincia di Bologna costa 240 milioni l'anno, di cui cento vengono dalle tasse dei cittadini. Ma ha gli stessi problemi da quarant'anni a questa parte. E questo perché chi la governa, da troppo tempo, non ha alcuna motivazione a risolverli, certo di essere rieletto al mandato successivo». ECCO allora uno dei punti forti del programma di mandato di Galletti: ridurre le competenze della Provincia a quelle previste dalla legge per ridurre gli sprechi di risorse. «L'Udc è firmataria di una proposta di legge per l'abolizione delle Province che è ferma da un anno in Parlamento spiega . Ci candidiamo consapevoli che non possiamo chiuderla, ma per sfoltirla, perché si organizza meglio quando non si fa il superfluo». La cura' Galletti parte dalla giunta provinciale: via i dieci assessorati per lasciarne in vita solo tre. «La presidente Draghetti ha la delega alla pace precisa , ma non mi risulta che abbia mai fermato alcuna guerra». GALLETTI è caustico e la sua politica colpisce nel vivo anche Imola: «Ci sono troppi livelli di governo e il Circondario non trova casa nella nostra idea di istituzioni». Secondo il candidato dell'Udc con l'avvio della Città metropolitana lo scenario dovrebbe cambiare drasticamente. «I Comuni spiega devono poter scegliere se entrare o meno nella Città metropolitana. Le Province vanno abolite e quei Comuni che non aderiscono alle Città metropolitane, su base volontaria, decideranno se unirsi, però a un livello non elettivo e puramente tecnico». Insomma, senza nessun costo aggiunto, ma con la possibilità di condividere le risorse per determinati servizi. E infine un monito: «La Provincia deve essere amica' dei Comuni, non essere d'intralcio alle progettualità comunali». LE PROSSIME elezioni provinciali potrebbero riservare alcune sorprese per il territorio circondariale. «In lista ci saranno tre persone del territorio ha aggiunto Marri . Una è Paola Giordani di Castel San Pietro, ma è troppo presto per svelare gli altri due nomi. Di sicuro ci sarà un imolese in lista per le europee insieme a Silvia Noè». Per i primi di maggio è attesa poi l'apertura della sede imolese dell'Udc in via Emilia e di una a Castel Guelfo. Saranno attive fino alle elezioni di giugno.

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Podestà: Provincia in difesa della famiglia (sezione: Province)

( da "Giorno, Il (Milano)" del 22-03-2009)

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CRONACA MILANO pag. 6 Podestà: Provincia in difesa della famiglia «L'ente non solo è utile ma può diventare il soggetto facilitatore del Piano casa» PROGRAMMA SOCIALE IL CANDIDATO IN PECTORE DEL PDL SFIDA PENATI di CORRADO DRAGOTTO MILANO SE DIPENDESSE dal numero dei figli (quattro) e dei fratelli (sette, compresa la compianta giornalista Flavia e l'olimpica a Monaco '72 di nuoto Laura) invece che dallo spoglio delle schede, Guido Podestà, il candidato (ancora in pectore) del Pdl per la presidenza della Provincia, avrebbe già battuto Filippo Penati (due figli). Ma, comunque vada a finire il duello del 6-7 giugno davanti al convento delle urne urne, l'europarlamentare azzurro che Silvio Berlusconi ha indicato come sfidante numero uno dell'inquilino uscente di Palazzo Isimbardi sembra aver improntato alle necessità delle famiglie il programma sociale da sottoporre al vaglio degli elettori. I cardini del progetto? Lotta (Podestà è stato, insieme con il fratello Alberto, un buon pallanuotista della Geas di Sesto San Giovanni) alla crisi economica anche attraverso l'abbassamento delle imposte di spettanza della Provincia («Penati ha decuplicato la tassa sui passaggi di proprietà delle auto). Nonché contenimento delle spese di gestione di Via Vivaio. Onorevole, molti sostengono che le Province rappresentino centri di costi inutili. Perché non abolirle investendo quanto risparmiato per assicurare stanziamenti a favore delle famiglie? «Le Province si rivelano inutili solo se, come quella retta per un lustro di immobilismo da Penati, vengono amministrate con maggiore attenzione all'alta finanza (il controllo di Serravalle l'hanno pagato i cittadini) che alle emergenze sociali. Io, comunque, non mi sono mai unito al coro di quanti, in una sorta di moda che torna ciclicamente, propongono di cancellare l'ente mediano tra Comuni e Regioni». Per quale ragione? «Non sono affatto convinto che dall'abolizione delle Province scaturirebbero vantaggi per i cittadini. Un esempio della loro utilità? La competenza sulla manutenzione delle strade e delle scuole. Se non la dovessero più esercitare le Province finirebbe frammentata tra Regioni e Comuni probabilmente con un aggravio dei costi vivi. Con il risultato che proprio le famiglie pagherebbero sulla loro pelle i costi di interventi meno celeri, pianificati e razionali». Quindi, tutto sommato, lei ritiene le Province una specie di scudo di protezione dei cittadini? «E delle piccole e medie imprese. Alle quali, in tempi come questi, pure Palazzo Isimbardi deve offrire un aiuto nell'accesso al credito che farà ripartire l'economia e circoscriverà il fenomeno della cassa integrazione in costante allargamento». A proposito... Cosa ne pensa del Piano casa fortemente voluto da Silvio Berlusconi che il Consiglio dei ministri dovrebbe approvare a breve? «Che il presidente del Consiglio ha dimostrato uno straordinario coraggio culturale ad affrontare le difficoltà abitative accusate dalle famiglie con un progetto incentrato sul taglio netto dei lacciuoli vincolistici posti sullo sviluppo immobiliare da quello stessa sinistra che ha espresso gli architetti capaci di sfornare solo quartieri ghetti». Mentre il Piano casa? «Permetterà alle famiglie di aggiungere al loro appartamento, nel rispetto dell'ambiente, la stanza che serve per i figli». Poi? «Si rifletterà positivamente sulla qualità architettonica delle nostre periferie e imporrà l'utilizzo di materiali ecocompatibili». La panacea di tutti i mali? «Diciamo che il Piano casa sfocerà in un abbassamento dei prezzi al metro quadro delle abitazioni». E la Provincia resterà a guardare? «No, perché è, a mio avviso, l'ente più attrezzato a fungere da "facilitatore" per i cittadini interessati a usufruire dei vantaggi offerti dal Piano casa».

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La De Albertis vuole vincere per cancellare la Provincia (sezione: Province)

( da "Giornale.it, Il" del 22-03-2009)

Argomenti: Province

n. 70 del 2009-03-22 pagina 3 La De Albertis vuole vincere per cancellare la Provincia di Gianandrea Zagato Buttata fuori da An, uscita dalla Destra di Francesco Storace, poi rotto con Daniela Santanché e altre pasionarie filo-nostalgiche, adesso Carla De Albertis tenta l'assalto alla Provincia di Milano. E lo fa con NordDestra e il sostegno di Lombardia autonoma ovvero di Roberto Bernardelli, che di traslochi politici se ne intende - Lega, Pensionati, No euro e Fronte cristiano - come testimonia il suo curriculum. Accoppiata per «riempire un vuoto nel panorama politico» creando «qualcosa che in fondo non c'è mai stato, la destra del Nord». Programma elettorale? È nelle raccolta firme, contro i pedofili, i clandestini e i rom. Slogan? «Per una politica dell'ordine che elimini gli sprechi». Parole d'ordine che NordDestra vuol far risuonare nell'aula consiliare della Provincia di Milano, anche se il duo De Albertis & Bernardelli ammette di volere «l'abolizione della Provincia». Per farlo serve il voto anche «dei leghisti che accortisi delle contraddizioni del Carroccio». Nell'attesa, De Albertis si è prenotata un faccia a faccia con Filippo Penati, che intanto prosegue la sua campagna elettorale sui temi della sicurezza. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano

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Costa Volpino, 700 abitanti in più in 10 anni (sezione: Province)

( da "Eco di Bergamo, L'" del 22-03-2009)

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Costa Volpino, 700 abitanti in più in 10 anni --> Nel Piano di governo del territorio il ritratto di un paese in crescita. Incentivi per il recupero dei vecchi edifici Sconti sugli oneri per chi punta al risparmio energetico. Previsto lo sviluppo di aree verdi attrezzate e piste ciclabili Domenica 22 Marzo 2009 PROVINCIA, pagina 21 e-mail print COSTA VOLPINOUn paese che cresce: è questo il ritratto di Costa Volpino tracciato nel nuovo Piano di governo del territorio. Per chi vuole presentare osservazioni il termine scade domani a mezzogiorno. Il piano infatti è stato adottato lo scorso 15 dicembre dall'Amministrazione con i voti della maggioranza di centrodestra guidata da Laura Cavalieri. Il nuovo strumento urbanistico guiderà lo sviluppo di Costa Volpino per i prossimi anni nell'edilizia pubblica e privata, nella viabilità e nella tutela di ambiente e paesaggio. Ora Costa Volpino, con i suoi novemila abitanti, è il comune più popoloso dell'Alto Sebino (erano 8.400 nel 1990) e i prossimi dieci anni saranno caratterizzati da un ulteriore sviluppo, sia in termini di popolazione sia di espansione urbanistica, con ritmi di crescita simili a quelli degli ultimi anni. Il Pgt prevede infatti che entro il 2018 ci sarà un incremento di altri 720 abitanti. Ma per le persone che decideranno di stabilirsi nelle frazioni che compongono Costa Volpino (partendo dall'alto: Ceratello, Flaccanico, Qualino, Branico, Corti, Volpino, Piano e Pizzo) il nuovo Pgt prevede che si punti soprattutto a riusare gli edifici già esistenti. «Vista la tendenza demografica - spiega il documento di piano, una delle sezioni del Pgt redatto dall'architetto Margherita Fiorina di Bergamo - in coerenza con le politiche di contenimento di consumo di territorio, si procederà con azioni volte al recupero di volumi esistenti attraverso la riqualificazione del tessuto degradato, dismesso o sottoutilizzato, considerato come risorsa da valorizzare». Questo significa che per i prossimi interventi edilizi a Costa Volpino, più che favorire la costruzione di nuove abitazioni o di interi complessi residenziali, l'Amministrazione dovrà considerare iniziative per riqualificare i centri storici come «l'abolizione del pagamento degli oneri di concessione, investimenti pubblici mirati al ripristino dell'arredo urbano e alla collocazione di servizi pubblici, l'erogazione di contributi per sistemare gli immobili». Il Pgt inoltre introduce anche incentivi per l'edilizia sostenibile e la bioarchitettura: suggerisce infatti di ridurre gli oneri di urbanizzazione per le nuove costruzioni, o per quelle vecchie da recuperare con principi del risparmio energetico. Questa attenzione per la tutela del paesaggio e del territorio non impedisce però al Pgt di ipotizzare in località Santa Martina, al confine con Rogno e Pisogne, la costruzione di un nuovo centro commerciale che occuperà un'area ora verde. Su questo progetto si è già discusso molto, con la spaccatura all'interno della maggioranza che ha portato all'uscita della Lega Nord e alle dimissioni di un assessore di Alleanza Nazionale, ed è tornato d'attualità quando l'assessore regionale Franco Nicoli Cristiani ha ribadito il «no» del Pirellone al progetto. Il Pgt prevede un insediamento commerciale, ricettivo e alberghiero di 70 mila metri quadrati circondato da un parco pubblico di 85 mila. Inoltre dovrà essere costruito con «opportune opere di mitigazione ambientale, infrastrutturali ed eventuali opere aggiuntive» da definire nell'accordo di programma necessario per dare il via libera all'intervento. Infine il Pgt prevede che 135.200 metri quadrati di territorio siano riservati a servizi di interesse pubblico come aree verdi attrezzate per lo sport, parchi urbani, zone per passeggiare e piste ciclabili. Gran parte di questa superficie (98.100 metri quadrati) ricade però in un'area a ridosso di una vecchia acciaieria verso Pisogne che prima di essere destinata ad uso pubblico dovrà essere bonificata. Esprime soddisfazione il sindaco Laura Cavalieri: «Mi pare che siamo riusciti a dare degli indirizzi che tuteleranno il nostro ambiente, permetteranno alle frazioni di continuare a crescere e daranno alla popolazione nuovi servizi». Giuseppe Arrighetti 22/03/2009 nascosto-->

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Province bocciate <Così non servono> Schneck: no comment (sezione: Province)

( da "Giornale di Vicenza.it, Il" del 22-03-2009)

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Province bocciate «Così non servono» Schneck: no comment 22/03/2009 rss e-mail print L'ampio tavolo dei relatori con il ministro Renato Brunetta al centro Il tema è scottante e di grande attualità a Vicenza tanto che il presidente Attilio Schneck ha addirittura convocato poche settimane fa una seduta monotematica del consiglio provinciale e non perde occasione per parlare dell'argomento. Il tema è quello dell'abolizione delle Province, respinto a spada tratta da Schneck che pure sta tagliando a man bassa tutto quello che può in Provincia e che secondo lui non è necessario. A partire dalla riflessione avviata sul ripensamento delle aziende partecipate. Ebbene, sul tema del mantenimento o meno delle Province, Brunetta ha confermato ieri la sua avversità a questi enti: «Sono dell'opinione - ha detto - che le Province come le abbiamo conosciute non servono più a niente. Penso che la prossima sia l'ultima elezione che riguarda le Province e dal 2014, dalla riforma conseguente al federalismo, penso a delle Province come enti di secondo livello». Nessuna replica da parte del presidente Schneck sull'argomento che almeno ieri ha preferito non commentare le dichiarazioni del ministro. Brunetta non si sottrae all'argomento neppure a margine del convegno, precisando alcune caratteristiche della riforma: «L'ipotesi è quella di trasformare le Province in enti di secondo livello, formate dal punto di vista democratico dai sindaci che eleggono il loro presidente. La Provincia perderebbe la caratteristica di ente a sé stante per trasformarsi in qualcosa di diverso». Il progetto così congegnato non avrebbe necessità di subire modifiche all'interno della Costituzione. Le Province rimarrebbero, ma non ci sarebbero più i costi della politica, diventerebbero una forma di aggregazione. Non manca peraltro anche una sterzata alle Regioni a statuto speciale, che talvolta - fa intendere il ministro - applicano un federalismo becero e piagnone. R.B.

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CIRO SACCARDI CASTELLAMMARE. AL VIA LA FUSIONE TRA LE DUE PRINCIPALI AZIENDE SANITARIE DELLA PROV... (sezione: Province)

( da "Mattino, Il (Circondario Sud2)" del 22-03-2009)
Pubblicato anche in: (Mattino, Il (Circondario Sud1))

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CIRO SACCARDI Castellammare. Al via la fusione tra le due principali aziende sanitarie della provincia: dall'accorpamento dell'Asl 4 e 5 nasce l'Asl Napoli 3, raccoglierà tutti i Comuni dell'area vesuviana, del comprensorio stabiese e della penisola Sorrentina. «Licenziati» i manager Angela Ruggiero e Gennaro D'Auria, il governatore Bassolino ha affidato all'avvocato Loredana Cici, capo ufficio legislativo del presidente della Regione, il compito di avviare le procedure per la fusione delle due aziende, al fine di attuare quanto previsto dalla legge sulla riqualificazione del sistema sanitario regionale e dal piano di rientro dal disavanzo. Un commissario straordinario selezionato tra il personale della Regione, che avrà il compito di completare la fase di accorpamento entro il 30 giugno. Successivamente, la nuova Asl, secondo quanto trapelato in queste ore dagli uffici di Santa Lucia, sarà suddivisa in due macroaree, affidate rispettivamente alla gestione del direttore sanitario e del direttore amministrativo, con un direttore generale a capo dell'intera azienda. Una maxi riforma che porterà le casse dell'ente di palazzo Santa Lucia a risparmiare oltre 40 milioni di euro all'anno, attraverso la riduzione di incarichi, con l'abolizione di almeno 50 ruoli dirigenziali in funzionale apicale e il taglio di numerose strutture. Sull'intero territorio regionale le 13 Asl saranno ridotte a 7, con un'azienda ad Avellino, Benevento, Caserta, Salerno e tre fra Napoli e provincia. La nuova Asl Napoli 3 vanta un bacino di utenza che oscilla intorno al milione di abitanti, con distretti ogni 120mila abitanti nelle aree urbane centrali e ogni 70mila abitanti nelle zone a bassa densità abitativa, nelle isole e nei territori montani. Complessivamente, sull'interno territorio regionale, i distretti saranno ridotti da 97 a 72. «Bassolino deve dimettersi - accusa l'onorevole Gioacchino Alfano, capogruppo Pdl in commissione Bilancio alla Camera - ha rimosso tutti gli uomini che lui stesso aveva indicato in passato. A questo punto dovrebbe ammettere le sue responsabilità, il suo fallimento nella gestione della sanità regionale e dimettersi, o quantomeno revocare la delega all'assessore Angelo Montemarano». Dure critiche, dunque, arrivano dal deputato che da dieci anni opera sul comprensorio stabiese. «La situazione sanitaria in Campania è sotto gli occhi di tutti - spiega - alle eccellenze, al personale invidiabile per competenze e preparazione, si contrappone un disastroso quadro economico, addebitabile esclusivamente alla classe dirigente che lui stesso ha nominato». Ma da Santa Lucia, a replicare alle accuse, è il presidente della commissione regionale alla sanità. «Stiamo attuando tutto quanto indicato nel piano regionale - sottolinea l'onorevole Angelo Giusto - Queste accuse non hanno senso, con questa riforma abbiamo sciolto la ragione sociale dei singoli enti, pertanto, nominare come commissari gli stessi amministratori sarebbe stato inusuale. Per maggiore trasparenza, invece, abbiamo impiegato dei dipendenti della Regione che, a costo zero, entro giugno consentiranno all'esecutivo Bassolino di nominare nuovi direttori generali». Intanto, in attesa della nomina dei nuovi manager, i sindacati aziendali attendono una convocazione dei vertici Asl per conoscere nei dettagli il piano di fusione.

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Un programma in venti punti per la legislatura (sezione: Province)

( da "Giornale.it, Il" del 22-03-2009)

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n. 70 del 2009-03-22 pagina 0 Programma in venti punti per la legislatura di Redazione Roma - Venti punti che An, prima di sciogliersi, chiede siano attuati nella legislatura. L'elenco delle priorità che An propone ai suoi alleati con cui dà vita al Pdl, è diviso in cinque sezioni: modernizzazione dello Stato, famiglia, sicurezza, economia e giovani. Il documento è stato letto da Ignazio La Russa prima dello chiusura del congresso. STATO - Riforma presidenziale con elezione diretta del capo dello Stato o del presidente del consiglio; riforma dei regolamenti parlamentari: abolizione delle province. FAMIGLIA - Quoziente familiare; incremento delle detrazioni di imposta per le famiglie numerose monoreddito, riduzione dell'Iva sui prodotti destinati alla prima infanzia. SICUREZZA - Pattugliamento, anche nelle ore serali, nei quartieri di tutti i capoluoghi di provincia, da parte delle forze dell'ordine e delle forze armate; riordino delle carriere delle forze di polizia; restrizione della legge Gozzini per chi torna a delinquere e certezza della pena; piano di edilizia carceraria, no a futuri indulti o amnistie, espiazione della pena degli stranieri nei poaesi d'origine; espulsione dei clandestini con riaccompagnamento coattivo nei paesi d'origine utilizzando i fondi della lotta alla criminalità; regolazione dei flussi in modo da favorire il lavoro degli italiani; cittadinanza solo a chi conosce l'italiano e rispetta la cultura e le leggi italiane. CRISI ECONOMICA - Firma di un nuovo patto sociale con riequlibrio del welfare; rafforzamento degli ammortizzatori sociali a cominciare dai lavoratori precari; monitoraggio dell'erogazione del credito e dei tassi praticati alle piccole e medie imprese; avvio di altri provvedimenti simili al piano casa; legge che incentivi le imprese che adottano statuti orientati alla responsabilità sociale e alla partecipazione dei lavoratori. GIOVANI - Voto attivo e passivo a 18 sia per la Camera sia per il Senato; provvedimenti antiviolenti nelle Università (le due proposte sono state formulate da Azione Giovani). © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano

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Per i capitali un rientro di scopo (sezione: Province)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 23-03-2009)

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Il Sole-24 Ore sezione: IN PRIMO PIANO data: 2009-03-22 - pag: 5 autore: «Per i capitali un rientro di scopo» Lo scudo sia utile a tutti - Sì al piano casa, ma il rilancio passa da etica e pensioni di Fabrizio Forquet D alla «tassa di scopo» al «rientro di scopo». Pier Ferdinando Casini ha appena letto delle nuove ipotesi sullo "scudo" per il rimpatrio dei capitali sommersi. «Idea buona», da portare avanti, «perché serve a far emergere soldi utili per il rilancio dell'economia e a mettere alle corde i paradisi fiscali con le loro opacità». C'è chi dice che sia un favore ai ricchi. Non lo sarà se verrà fatto bene, se si costruirà una sorta di "rientro di scopo". Lo scudo deve servire a rilanciare effettivamente gli investimenti e ad aiutare chi oggi è più esposto alla crisi. Dai capitali che emergono deve derivare un contributo alla collettività. Come si fa? Sono comunque capitali privati. Nessuno intende violare libertà individuali. Ma si possono prevedere strumenti per legare l'accesso al beneficio ad investimenti in titoli del Tesoro, in attività con finalità pubblica o in creazione di posti di lavoro. Va poi garantito un vantaggio diretto ai ceti più deboli. Una possibile strada, come sostenuto anche sul Sole 24 Ore, potrebbe essere quella di indirizzare gli introiti fiscali che ne deriverebbero per lo Stato a sgravi per i redditi più bassi. Tutta questa operazione sarà utile se darà un contributo effettivo alla ripresa dell'economia e alla tenuta sociale. Per aiutare le famiglie in difficoltà il Pd ha proposto un contributo fiscale a carico dei redditi alti. Cosa ne pensa? Meglio arrivare allo stesso obiettivo sfruttando le nuove entrate del rientro dei capitali. Meglio il gettito del rimpatrio piuttosto che nuove tasse. Comunque io non sono contrario a chiedere un contributo a chi ha di più. E la proposta del Pd potremmo anche votarla. è giusto dare dei segnali. A partire dai parlamentari: se deputati e senatori rinunciassero a una mensilità a favore dei redditi più bassi sarebbe un gesto simbolico importante. A proposito di stipendi, alla Camera è saltato l'emendamento della Lega sul tetto ai compensi dei manager nell'amministrazione pubblica e nelle società private. Guardi, nello Stato non ci sono Paperon de' Paperoni. Attenti a fare demagogia su questo. Discorso tutt'affatto diverso è quello dei manager privati. Quando si parla di tetto ai superbonus non è solo un fatto di risparmio per le banche o le aziende, è anche un impegno etico. La finanza deve recuperare un elemento di moralità. Tutto quello cui abbiamo assistito è capitato anche perché a un certo punto si è perso il senso dell'etica. Le aziende erano più interessate a fare utili figurati, per spingere le stock option, che a creare davvero ricchezza per gli azionisti e per tutti gli stakeholders. Si fa un gran parlare di fallimento del mercato. Il mercato non va messo in soffitta. E non credo allo statalismo di ritorno. Sarebbero due atteggiamenti profondamente sbagliati. Qui si tratta di dare un'etica al mercato, di recuperare controlli efficienti, di dare peso ad Authority che rischiano di diventare suppellettili prive di poteri cogenti. E si tratta anche di ridisegnare un sistema mondiale di regole. Al di là dei tanti interventi di cui si discute in questi giorni è da qui che passa la vera soluzione alla crisi di questi mesi. Tra dieci giorni si riunirà il G-20. Aspettative? è un appuntamento cui dobbiamo guardare con grande interesse. è quella la sede giusta per delineare una nuova architettura finanziaria mondiale. Non ce la faremo senza ascoltare anche Paesi come la Cina, l'India o il Brasile. Intanto il presidente del Consiglio, più pragmaticamente, ha lanciato il piano casa. Anche il pragmatismo serve. Io non sono contrario a quel piano. Ha elementi di genialità. Ma bisognerà vedere come verrà calibrato. Le Regioni sono molto preoccupate. In questa fase è comprensibile. Ci sono, senza dubbio, rischi di scempi urbanistici e finanche di incolumità pubblica. Su questo bisogna vigilare attentamente. Ma il piano casa può essere una potente molla di sviluppo, soprattutto se sarà un grande piano di investimenti e ristrutturazioni finalizzato, in particolare, al risparmio energetico. Lo voterete? Siamo pronti a farlo. Ma, per le ragioni che ho detto, aspettiamo di vedere il testo definitivo del decreto. Non stiamo facendo un'opposizione ideologica a Berlusconi, siamo, appunto, pragmatici: se si fanno cose utili per il Paese le votiamo, altrimenti no. E i Tremonti bond sono utili? Mi permetta una premessa. Prego. Diciamo la verità: Tremonti è simpatico ed è un bravo ministro dell'Economia, ma non è che avesse capito tutto prima di tutti, come si fa credere. A ben vedere siamo passati in pochi mesi dalla Robin Hood tax, che colpiva gli extraprofitti delle banche, ai bond che ne garantiscono l'operatività. Più che un profeta, a volte Giulio mi sembra un apprendista stregone. Ma le obbligazioni bancarie sono o no uno strumento efficace? Non c'è ragione per ritenere che non lo siano. Aiutare le banche in questa fase è doveroso. Così come è stato utile intervenire con gli incentivi in favore della Fiat. è sbagliato dire, come ha fatto la Lega, che non si deve sostenere l'auto. Nel momento in cui intervengono altri Paesi, anche noi dobbiamo farlo, altrimenti mandiamo a casa un milione di lavoratori. C'è un mercato integrato: bisogna prenderne atto. E lo stesso vale anche per le banche... I nostri istituti erano in condizioni migliori degli altri, ma se il Governo fosse restato fermo, avrebbero rischiato di uscire dalla crisi in posizioni di svantaggio rispetto ai competitor stranieri. è importante, però, che quegli istituti utilizzino gli aiuti soprattutto per garantire il credito alle imprese e alle famiglie. In questo senso il Governo ha introdotto le figure dei prefetti- controllori del credito. Cosa ne pensa? è un errore.L'idea che i prefetti possano monitorare l'erogazione del credito verso le Pmi è astratta. Io sono per la soluzione francese: un mediatore sociale che abbia la sua stanza vicina a quella del primo ministro, con gli esperti della banca centrale distaccati nelle prefetture. Tra la Banca d'Italia e il Tesoro c'è stato un lungo confronto su questo punto. Si è avuto, non solo sui prefetti, un dualismo profondamente errato. Non è il momento di accendere i personalismi. Si rischia di perdere un'occasione per affrontare con maturità un momento difficile. Le banche italiane non meritano grandissimi elogi. Però il problema non è né elogiare né denigrare, ma tenere in piedi un asset fondamentale per le imprese e le famiglie. Lei è stato molto critico sul federalismo fiscale. E lo sono ancora di più dopo che la stragrande maggioranza dei nostri emendamenti sono stati respinti. Questo è non-federalismo. Senza cifre non c'è federalismo. Ci sono solo spot. E c'è un rischio: l'esplosione della spesa pubblica e della pressione fiscale complessiva. Non basta la clausola di invarianza sulla pressione fiscale introdotta nel testo del Governo? è un vincolo più lessicale che sostanziale. Nessuno ci garantisce realmente che la moltiplicazione dei centri di spesa non porti a un'esplosione dei costi e del peso del fisco. In più, rinunciando all'abolizione delle province, si è persa un'importante occasione. Anche il Nord pagherà questo federalismo. Meglio, a proposito di Enti locali, la proposta del Pd sull'allentamento del Patto di stabilità? Macché. Si tratta di un altro spot. Un'autentica presa in giro. è un accordo sul nulla. E lo si è visto 48 ore dopo quando la maggioranza ha presentato l'emendamento che stanziava in favore dei Comuni solo l'1% di quanto ipotizzato da Franceschini. Si passa dagli spot del Governo a quelli dell'opposizione. E nessuno parla di una riforma fondamentale per questo Paese: le pensioni. Battaglia coraggiosa. Ma che non sembra trovare molti sostenitori tra le forze politiche. è vero, siamo in minoranza. Eppure la crisi sarebbe una grande opportunità per recuperare i ritardi del Paese. Alcuni degli interventi di cui abbiamo parlato, dallo scudo al piano casa, possono essere utili. Così come può essere utile, faccio questa proposta, defiscalizzare gli utili reinvestiti in comunicazione: un'importante spinta per i consumi. Ma devo registrare che temi fondamentali restano al margine dell'azione di governo. Abbiamo detto dell'abolizione delle province, ma lo stesso vale per la liberalizzazione dei servizi pubblici locali. Nella scorsa legislatura c'era un Ddl ottimo della Lanzillotta: ebbene, oggi è stato accantonato a favore di un progetto peggiore di quello Lanzillotta emendato da Rifondazione comunista. Se è un governo liberale questo... Si parlava di pensioni. Se non fai la riforma delle pensioni in fasi di emergenza come questa, quando la fai? L'Italia ha il problema del debito e non sa dove reperire risorse da mettere sul rilancio dell'economia. Cominciamo, allora, ad affrontare seriamente il tema dello squilibrio generazionale, varando un patto tra le generazioni. Noi 50enni ci impegniamo a lavorare qualche anno di più a fronte di una maggiore garanzia che trasmettiamo ai nostri figli. Quindi:aumento dell'età della pensione non solo per le donne ma anche per gli uomini? Sulla base inizialmente di volontarietà e di una valutazione soggettiva del percorso di vita. C'è differenza tra una donna che ha fatto quattro figli e una che non ha mai partorito;c'è differenza tra lavori usuranti e non. Ma la riforma previdenziale è un banco di prova della sincera volontà di trovare soluzioni per il rilancio dell'economia. Quella volontà oggi manca? Non dico questo. Ma è da interventi come questo che passa il nostro futuro. Non si supera la crisi con una guerra di spot tra maggioranza e opposizione. Serve serietà. «I bond bancari sono opportuni, ma niente invadenza della politica nel credito» «Va alzata l'età della pensione: solo affrontando i nodi veri si supererà la crisi» DISEGNO DI DARIUSH RADPOUR

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An, un addio senza rimpianti (sezione: Province)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 23-03-2009)

Argomenti: Province

Il Sole-24 Ore sezione: POLITICA E SOCIETA data: 2009-03-22 - pag: 12 autore: Centrodestra. La Russa: non è un congresso di chiusura, nasce il partito degli italiani - Con la Lega «una sana competizione» An, un addio senza rimpianti Berlusconi: una forza che segnerà la storia - Schifani: custodiremo il vostro patrimonio Barbara Fiammeri ROMA Alleanza nazionale si scioglie per «transitare» nel Pdl. Ma questo – dice Ignazio La Russa – «non è un congresso di chiusura ma un nuovo inizio». Tra una settimana «nasce il partito degli italiani»,dalla fusione di «due gemelli diversi, non monozigoti» quali An e Fi, che si sono sempre ritrovati«dalla stessa parte ». Il Rubicone è stato attraversato senza rimpianti. Dall'altra parte c'è il Pdl, quello che ieri Silvio Berlusconi ha definito «un partito popolare rivolto alla gente, destinato a scrivere una nuova pagina della storia italiana ». La platea che ospita l'ultimo congresso di An è composta, senza bandiere, senza lacrime. Anche gli applausi sono misurati. Tranne quando scorre il filmato di Giorgio Almirante e vengono ricordate le vittime delle foibe e i due giovani missini, Zicchieri e Ramelli, uccisi nel 1975. La Russa parla a braccio. Ribadisce quanto sostenuto dalla mozione che sancisce la «confluenza » nel Pdl. Gianfranco Fini, seduto in prima fila,prende appunti: gli torneranno utili per il suo discorso di oggi. Il reggente di An ripercorre le tappe che hanno portato alla fusione: la manifestazione di Piazza San Giovanni prima,ma anche la tensione provocata dal discorso del predellino di Silvio Berlusconi archiviata poi con la caduta del governo Prodi. Adesso comincia una nuova storia ma – dice la Russa citando Eraclito –«nulla si crea,nulla si distrugge,tutto è divenire ».An entra nel Pdl senza doversi spogliare di una parte di sé. Quanto doveva essere tagliato fu deciso 14 anni fa a Fiuggi dove furono gettate le fondamenta del Pdl: «Ringrazio Gianfranco per il coraggio di cui noi siamo i beneficiari», dice La Russa rivolgendosi a Fini. L'identità di An non si disperderà – spiega – perché un partito che ha oltre il 40% dei consensi non può essere «monoidentitario». Lo conferma anche il presidente del Senato Renato Schifani che dal palco assicura: «Il vostro patrimonio sarà ben conservato nel Pdl». E per La Russa la contaminazione è già evidente.A mo' d'esempio cita la battaglia contro l'indulto («Fummo solo noi e la Lega a votare contro, ma adesso che l'emergenza carceraria è tornata tutta Fi, a partire dal ministro Alfano, condivide questa posizione») o l'attenzione all'economia sociale di mercato manifestata da Giulio Tremonti. Il reggente di An è convinto che il Pdl diventerà la destra in Italia, come lo è Aznar in Spagna, Sarkozy in Francia o i Tory in Inghilterra. Ma la confluenza nel Pdl inciderà anche nei rapporti con la Lega. La Russa è diretto. Bossi è alleato «fraterno e leale» ma con la riduzione dei partiti della coalizione ha inevitabilmente più spazio. «Non c'è niente di male» a instaurare con il Carroccio una «sana competizione». La Lega non può pensare – è il ragionamento di La Russa – che poiché l'obiettivo è vincere «bisogna fare sempre un passo di lato. Non può essere sempre il Pdl a farlo: i passi o si fanno insieme o non si fanno» avverte il reggente di An, che rilancia la battaglia per l'abolizione delle province contro cui si è schierato il Carroccio. è un segnale che trova parecchi sostenitori anche dentro Fi, soprattutto al Nord viste le richieste di Bossi sulle candidature per le prossime amministrative. E che Italo Bocchino (vicecapogruppo alla Camera) rafforza: «Dovremo aiutare Berlusconi a essere meno accondiscendente verso la Lega, un atteggiamento che forse nasce dal ricordo del ribaltone». Non mancano le rassicurazioni sulla democraticità del Pdl. La Russa ribadisce che non esiste un problema di leadership «perché è giusto che il leader sia Silvio Berlusconi», il quale, sottolinea , sarà «eletto» dal congresso fondativo del Pdl che si terrà sempre alla Fiera di Roma a partire da venerdì prossimo. Ma– insisterà poi il ministro Andrea Ronchi – «il Pdl non sarà una monarchia »perché –aggiunge Adolfo Urso – i leader non li fanno i giornali ma i cittadini che oggi dicono che «il leader è Berlusconi, è Fini e, se sono del Nord, è anche Bossi». Quanto alle regole dello statuto conferma che tre saranno i coordinatori che dovranno dare seguito alle decisioni degli organi del partito: l'ufficio di presidenza composto da 21 persone e la direzione (60-120 membri). Da segnalare l'intervento fuori dal coro di Roberto Menia. Il sottosegretario all'Ambiente ha ribadito le sue perplessità per un percorso definito «troppo affrettato ». E forse non l'unico a pensarlo, visto i calorosi applausi che gli sono stati tributati. MINORANZA CRITICA Il sottosegretario Menia unica voce fuori dal coro: «Percorso affrettato» Ma dalla platea arrivano calorosi applausi Gemelli diversi. I due alleati, Forza Italia e An, secondo l'espressione usata da Ignazio La Russa nel suo intervento dal palco ANSA

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Il primo affondo colpisce gli... (sezione: Province)

( da "Giornale.it, Il" del 23-03-2009)

Argomenti: Province

n. 12 del 2009-03-23 pagina 4 Il primo affondo colpisce gli alleati: non lasceremo i nostri voti alla Lega di Adalberto Signore Al via la competizione col Carroccio. Alemanno: «Il Pdl dia spazio alla destra o perderà» Gasparri: «Saremo il partito della legge e dell?ordine e ci sporcheremo le scarpe di fango» Roma La concorrenza tra Lega e Pdl era rimasta sottotraccia per mesi e mesi. Salvo qualche fuoco estivo quando ad agosto si discuteva del federalismo fiscale e il ministro Fitto cercava di arginare gli entusiasmi del suo collega Calderoli. Frizioni rimaste sostanzialmente nell?ombra con Letta nelle vesti di grande mediatore. Da allora, però, un po? di insofferenza è montata, anche perché al Nord il Carroccio promette di rastrellare voti, forte di una presenza capillare sul territorio che non ha eguali in nessun partito. Considerazioni, queste, a cui negli ultimi mesi si sono aggiunte le perplessità di chi non ama come la Lega sappia sbandierare le proprie vittorie e i provvedimenti che porta all?incasso. Insomma, hanno iniziato a dirsi i vertici di Forza Italia e An, «ogni cosa che fa il governo sembra sia merito loro». Parola di ministri, capigruppo e semplici peones. Alla fine il problema è arrivato in superficie. Forse perché è soprattutto An a temere di restare scoperta sul fronte della sicurezza e dell?immigrazione lasciando praterie a Bossi e compagni. L?identità si difende anche così. Per usare le parole di Alemanno al congresso che sancisce la fine di An, «spira forte un vento di destra che viene dalle viscere delle nostre identità». E in questo senso la questione Lega non può essere derubricata senza un?attenta riflessione. Tra Pdl e Carroccio, dice il sindaco di Roma, ci sarà «competizione leale ma pur sempre competizione». Insomma, «ora che nasce il Pdl bisogna stare molto attenti». Il richiamo è chiaro: «In questo partito dovranno avere dignità i moderati e il centro, ma anche i valori della destra. O rischiamo di consegnare tantissimi voti alla Lega, non solo al Nord». E la preoccupazione è anche di Gasparri se il presidente dei senatori del Pdl prende le distanze da chi «guarda alla Lega per sottolineare la sua militanza». Non è il Carroccio, insomma, l?unico partito dove c?è ancora il rapporto con la base. Per questo, dice Gasparri, «sporcheremo ancora di più le nostre scarpe di fango» e «continueremo con la politica tra la gente». Saremo, aggiunge, «il partito della legge e dell?ordine». «Il Pdl - conclude - troverà interi giacimenti di militanza politica nel mondo di An». Quella lanciata alla Nuova Fiera di Roma, dunque, è una doppia sfida al Carroccio. Sul piano politico e della capacità di fare politica, ma anche su quello dei contenuti. Perché, dice Briguglio, e concordano in tanti, «nel centrodestra c?è un disegno egemonico della Lega per imporre i suoi modelli». E il Pdl «non può contrastare questo piano cedendo sempre alle sue richieste». Un leit motiv, questo, che si ascolta da qualche mese anche negli ambienti di Forza Italia. «La Lega - diceva qualche giorno fa l?azzurro Napoli - ci ha stufato». Messaggio piuttosto sintetico, ma che chiarisce senza incertezza alcuna la presa di posizione dei 101 deputati del Pdl su sicurezza e immigrazione. Un segnale al Carroccio, che la corda la si può tirare ma fino a un certo punto. Insomma, la «competizione leale» è ufficialmente iniziata. Certo, la Lega metterà a segno il primo colpo con l?approvazione del federalismo fiscale, una vittoria da sbandierare in campagna elettorale. Il Pdl, però, non se ne starà in disparte. E, spiega un ministro, lancerà la campagna per l?abolizione delle Province. «è nel programma di governo», spiega candido Brigulglio. E aprire quel capitolo - oltre all?obiettivo di lungo periodo di razionalizzare la spesa pubblica - avrebbe un valore politico indiscusso e certificherebbe che anche la Lega qualcosa agli alleati lo deve concedere. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano

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Trastevere, Ztl della discordia (sezione: Province)

( da "Tempo, Il" del 24-03-2009)

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stampa Si riaccende la protesta contro le limitazioni al traffico in vigore dalle 6.30 fino alle 10 del mattino Trastevere, Ztl della discordia I negozianti scrivono al Comune: «Divieto sbagliato, affari a picco» Damiana Verucci Sono già state raccolte 100 firme per chiedere l'abolizione della Ztl diurna di Trastevere nei giorni lavorativi. L'attuale chiusura dei varchi dalle 6.30 del mattino alle 10, per i commercianti del rione non solo è inutile ma dannosa. La conferma starebbe in tutte le attività che gravitano nella zona e che hanno subìto un calo notevole degli affari proprio per colpa dei varchi accesi nei giorni lavorativi. Così i commercianti si sono dati appuntamento ieri mattina in un albergo romano e hanno deciso di inviare una lettera all'assessore al Commercio Davide Bordoni e al presidente del I Municipio Orlando Corsetti, per chiedere l'abolizione della Ztl diurna o, in alternativa, la revisione degli orari durante la settimana. Ad essere criticati dai commercianti, infatti, non sono i varchi che si accendono la sera per limitare l'ingresso delle auto nel rione, ma quell'«assurdo» accesso vigilato che parte alle 6.30 e che «non serve a nulla», spiega Mauro Capriotti titolare di un bar in piazza San Cosimato, dove tra l'altro, è stato accusato il danno maggiore in termini di calo degli affari per tutte quelle attività commerciali che con difficoltà riescono ad approvvigionarsi. Se proprio l'abolizione della Ztl non fosse possibile allora la giusta alternativa, secondo i commercianti, potrebbe essere una sua riduzione fino alle 8 del mattino per permettere il carico e scarico delle merci. Nella richiesta indirizzata a Bordoni e Corsetti i commercianti sottolineano però anche l'esigenza di avere «una viabilità migliore, più aree pedonali e un controllo sulle bancarelle di Trastevere». Alla riunione di ieri ha partecipato anche il vice presidente della commissione Commercio del I municipio, Maurizio Forliti, che ha invece ragionato sulla necessità di un piano organico per Tratevere finalizzato al rilancio turistico e commerciale.

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mencarelli in giunta con lapenna per il benessere di terza generazione (sezione: Province)

( da "Tirreno, Il" del 24-03-2009)

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Pagina 2 - Montecatini Mencarelli in giunta con Lapenna per il benessere di terza generazione Amo Montecatini punta all'abolizione della Parcheggi spa In questi giorni il nostro percorso politico è stato interpretato in vari modi. Ci sentiamo in dovere di fare chiarezza, specie con coloro che emettono giudizi talvolta di comodo e fuorvianti dalla realtà. Nella passata tornata elettorale ci siamo schierati con il nostro candidato a sindaco Moreno Mencarelli in posizione autonoma sia dal centrosinistra di Bartolini, sia dal centrodestra di Severi. Già dall'insediamento di questa legislatura abbiamo comunicato che il gruppo Riformista avrebbe esercitato un'azione di opposizione alla giunta ma che sarebbe stata distinta e autonoma dal resto della minoranza. Ci preme sottolineare che nel corso di questi dieci anni, quando i vari dirigenti del centrosinistra più volte hanno richiesto un nostro contributo in termini di portatori di voti, abbiamo sempre dato il nostro sostegno sia in occasione delle varie primarie sia per altre iniziative politiche. Sopratutto ai Ds, in particolare con la segreteria di Cristiana Bianucci, poi al Pd. Abbiamo anche partecipato, come invitati, ai vari congressi dei partiti politici durante i quali abbiamo sempre sostenuto che in un momento di grave crisi economica e d'identità della città serve mettere insieme tutte le sinergie possibili, abbattendo gli sbarramenti ideologici. Anche nel comunicato dello scorso gennaio abbiamo rimarcato il concetto che era arrivato il momento di mettere da parte l'appartenenza alla collocazione politica e mettersi la casacca con i colori della città, che non ci avrebbero fatto paura le primarie, che per noi non erano poi un tabù. Tra i pensieri, talvolta anche forti, che ci hanno distinto in questi anni di opposizione, fatta in modo costante e tenace da Moreno Mencarelli, l'abolizione della Montecatini Parcheggi per le funzioni che oggi svolge, diverse e fuorvianti dal progetto originario. Abolizione che come Riformisti - Amo Montecatini perseguiremo con tenacia dall'interno della probabile futura maggioranza. Abbiamo ritenuto valido il progetto di riunire le forze riformiste, laiche e socialiste aperta al contributo di persone che per la prima volta sentono la necessità d'impegnarsi direttamente per rilanciare Montecatini aderendo numerosi alla lista civica dei Riformisti - Amo Montecatini, che ha valutato positivamente il progetto di Alberto Lapenna, che abbiamo integrato con nostre proposte per il rilancio economico e sociale della città. Un altro fattore che ci ha convinto sono le discontinuità e le pari dignità offerta dal Pdl, abbattendo quegli steccati ideologici che non servono se veramente si è intenzionati a far "volare di nuovo in alto Montecatini". In questo contesto, ci ha favorevolmente colpito ed entusiasmato questo innovativo progetto che vede al centro della futura azione amministrativa quella di una città termale e del benessere di terza generazione, affidando alla cultura dell'ospitalità una delle sue maggiori prerogative. I Riformisti - Amo Montecatini credono in questo progetto, che restituirà ai cittadini di sentirsi nuovamente orgogliosi e privilegiati di poter vivere in una città speciale a misura d'uomo, dove la sicurezza, il decoro e la vivibilità troveranno adeguate risposte attraverso l'attuazione del programma con un sindaco esperto come Alberto Lapenna, coadiuvato da una giunta di donne e uomini di cui farà parte Moreno Mencarelli, che credono con fervore in questo "nuovo inizio per Montecatini". Giuseppe Pezzino Riformisti Amo Montecatini

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arrivano solo diciannove milioni il comune dimezza i fondi anticrisi - giuseppina piano (sezione: Province)

( da "Repubblica, La" del 24-03-2009)

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Pagina III - Milano Dall´abolizione dell´Ici 2008 ne dovevano entrare trentotto, nessuna notizia di quelli del 2009 Arrivano solo diciannove milioni il Comune dimezza i fondi anticrisi I tagli non aprirebbero comunque un buco nelle casse di Palazzo Marino perché i soldi dovevano finire nel pacchetto aiuti Il neoassessore Beretta "Sto sollecitando continuamente il governo per avere certezze sui tempi di distribuzione" GIUSEPPINA PIANO L´abolizione dell´Ici dimezza i fondi anticrisi di Palazzo Marino. Con la bufera mondiale galoppante da mesi, con la cassa integrazione esplosa tra città e provincia (più 1300 per cento quella in deroga per le piccolissime imprese, ha contabilizzato la Cgil nei giorni scorsi), il governo per ora ha stanziato solo la metà dei 38 milioni di euro che deve al Comune come saldo per l´Ici non incassato nel 2008. Quei soldi dovevano andare tutti in interventi a sostegno di lavoratori, imprese e famiglie colpite dalla recessione. Il pacchetto anticrisi, dunque, dovrà accontentarsi di 19 milioni. Almeno per ora. Il neoassessore al Bilancio Giacomo Beretta non nasconde la fretta: «Sto sollecitando continuamente il governo per avere certezze sui tempi di erogazione dei fondi: vista l´emergenza, prima abbiamo i soldi prima possiamo dare risposte certe ai bisogni». Al caso-Milano lavora il sottosegretario all´Economia Luigi Casero, già assessore al Bilancio con Albertini e commissario cittadino di Forza Italia. Beretta vede comunque il bicchiere mezzo pieno, guarda ai 19 milioni di euro che presto dovrebbero arrivare in Comune per assicurare che «saranno spesi per rispondere alle priorità dell´emergenza: dal sostegno al reinserimento di chi perde il lavoro al sostegno all´accesso ai mutui per le famiglie in difficoltà». Ma l´esito della verifica che ieri Palazzo Marino ha fatto con il ministero dell´Economia sui conti, a partire dal credito vantato sui fondi che l´esecutivo aveva promesso a tutti i Comuni per ripianare l´abolizione dell´Ici, ha lasciato anche delusioni. La metà dei 38 milioni dovuti per il 2008 è stanziato, per Milano come per gli altri Comuni, hanno assicurato dal ministero dell´Economia. Sull´altra metà, invece, il governo sta ancora cercando una copertura. Un generico impegno, dunque, sul saldo del 2008. E ancora nebbia fitta sui fondi che dovranno arrivare per l´abolizione dell´Ici nel 2009. I tagli non aprirebbero comunque un buco nel bilancio di Palazzo Marino solo per un motivo: perché maggioranza e opposizione, quando fu approvato il documento di previsione di quest´anno, convennero che gli ex fondi Ici avrebbero dovuto, appunto, finire tutti in un pacchetto anticrisi a sostegno del reddito dei lavoratori rimasti senza lavoro o delle famiglie in difficoltà per pagare l´affitto. I 19 milioni di euro sopravvissuti saranno assegnati con bandi che l´assessorato al Bilancio sta studiando. Non solo. I dubbi nel tormentato rapporto contabile tra centro e periferia, tra Comune e governo, non sono solo sull´Ici. La verifica con il ministero dell´Economia ha ribadito le promesse per gli stanziamenti attesi dal sindaco Moratti sulle opere in vista dell´Expo, a partire dal completamento della nuova linea 5 della metropolitana fino a San Siro che ancora non ha certezze sui finanziamenti statali. Ma che il governo ribadisce di voler di finanziare in extremis attraverso il Cipe. Per proseguire sul blocco degli investimenti imposto alle città dalla cosiddetta circolare-Tremonti, quella che per non sforare il Patto di stabilità interno costringe gli enti locali a non spendere anche i soldi che hanno: a Milano la visione restrittiva del documento bloccherebbe i cantieri per la nuova linea 4 della metropolitana, e ancora non è chiaro quanto e come i vincoli saranno imperativi. Dopo la censura della circolare fatta dalla Corte dei conti lombarda, il sindaco Moratti si è detta fiduciosa con i suoi assessori che Milano è un Comune virtuoso e potrà dunque spendere in cantieri quello che incasserà dalle vendite di immobili. Al ministero, però, si sta ancora lavorando per ricalibrare i vincoli e certezze formali ancora non ce ne possono essere.

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Pena morte/ Paesi abolizionisti, mantenitori ed esecuzioni (sezione: Province)

( da "Virgilio Notizie" del 24-03-2009)

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Roma, 24 mar. (Apcom) - Più della metà dei paesi ha abolito la pena di morte di diritto o de facto. Secondo gli ultimi dati di Amnesty International, aggiornati al mese di marzo 2009: - 92 paesi hanno abolito la pena di morte per ogni reato. - 10 paesi l'hanno abolita salvo che per reati eccezionali, quali quelli commessi in tempo di guerra. - 36 paesi sono abolizionisti de facto poiché non vi si registrano esecuzioni da almeno dieci anni oppure hanno assunto un impegno a livello internazionale a non eseguire condanne a morte. - In totale 138 paesi hanno abolito la pena di morte nella legge o nella pratica. - 59 paesi mantengono in vigore la pena capitale, ma il numero di quelli dove le condanne a morte sono eseguite è molto più basso. Condanne a morte eseguite nel 2008 Afghanistan: almeno 17 Arabia Saudita: almeno 102 (tra cui tre donne) Bangladesh: 5 Bahrain: 1 Bielorussia: 4 Botswana: 1 Cina: almeno 1718 Corea del Nord: almeno 15 Egitto: almeno 2 Emirati Arabi Uniti: almeno 1 Giappone: 15 Indonesia: 10 Iran: almeno 346 (tra cui 8 minorenni) Iraq: almeno 34 Libia: almeno 8 Malesia: almeno 1 Mongolia: almeno 1 Pakistan: almeno 36 Saint Christopher e Nevis: 1 Singapore: almeno 1 Siria : almeno 1 Somalia: almeno 1 (minorenne lapidata, corti islamiche) Stati Uniti d'America: 37 Sudan: 1 Yemen: almeno 13 Vietnam: almeno 19 Condanne a morte eseguite nel 2009 Arabia Saudita: almeno 14 Cina: dato non disponibile Giappone: 4 Iran: almeno 60 (tra cui almeno 1 minorenne) Singapore: almeno 1 Stati Uniti d'America: 20 Yemen: almeno 4

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PENA MORTE/ PAESI ABOLIZIONISTI, MANTENITORI ED ESECUZIONI-SCHEDA (sezione: Province)

( da "Wall Street Italia" del 24-03-2009)

Argomenti: Province

Pena morte/ Paesi abolizionisti, mantenitori ed esecuzioni-scheda di Apcom Più della metà dei paesi ha abolito la pena di diritto o de facto -->Roma, 24 mar. (Apcom) - Più della metà dei paesi ha abolito la pena di morte di diritto o de facto. Secondo gli ultimi dati di Amnesty International, aggiornati al mese di marzo 2009: - 92 paesi hanno abolito la pena di morte per ogni reato. - 10 paesi l'hanno abolita salvo che per reati eccezionali, quali quelli commessi in tempo di guerra. - 36 paesi sono abolizionisti de facto poiché non vi si registrano esecuzioni da almeno dieci anni oppure hanno assunto un impegno a livello internazionale a non eseguire condanne a morte. - In totale 138 paesi hanno abolito la pena di morte nella legge o nella pratica. - 59 paesi mantengono in vigore la pena capitale, ma il numero di quelli dove le condanne a morte sono eseguite è molto più basso. Condanne a morte eseguite nel 2008 Afghanistan: almeno 17 Arabia Saudita: almeno 102 (tra cui tre donne) Bangladesh: 5 Bahrain: 1 Bielorussia: 4 Botswana: 1 Cina: almeno 1718 Corea del Nord: almeno 15 Egitto: almeno 2 Emirati Arabi Uniti: almeno 1 Giappone: 15 Indonesia: 10 Iran: almeno 346 (tra cui 8 minorenni) Iraq: almeno 34 Libia: almeno 8 Malesia: almeno 1 Mongolia: almeno 1 Pakistan: almeno 36 Saint Christopher e Nevis: 1 Singapore: almeno 1 Siria : almeno 1 Somalia: almeno 1 (minorenne lapidata, corti islamiche) Stati Uniti d'America: 37 Sudan: 1 Yemen: almeno 13 Vietnam: almeno 19 Condanne a morte eseguite nel 2009 Arabia Saudita: almeno 14 Cina: dato non disponibile Giappone: 4 Iran: almeno 60 (tra cui almeno 1 minorenne) Singapore: almeno 1 Stati Uniti d'America: 20 Yemen: almeno 4

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DIRITTI. In Europa la pena di morte resiste solo in Bielorussia. Rapporto Amnesty International (sezione: Province)

( da "HelpConsumatori" del 24-03-2009)

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News DIRITTI. In Europa la pena di morte resiste solo in Bielorussia. Rapporto Amnesty International 24/03/2009 - 11:01 Nel 2008 almeno 2390 persone sono state messe a morte in 25 paesi, con una media di 7 persone al giorno nel mondo. In 52 nazioni, tra gennaio 2008 e dicembre 2008 almeno 8864 persone sono state condannate a morte; il 93% di tutte le esecuzioni è avvenuto in 5 paesi: Cina, Iran, Arabia Saudita, Pakistan e Stati Uniti. E' il bollettino annuale di Amnesty International sulla pena di morte nel mondo, presentato oggi a Roma. Due terzi dei paesi di tutto il mondo hanno abolito per legge o nella pratica la pena di morte; in 59 paesi questa ancora esiste. Secondo i dati di Amnesty International, aggiornati al mese di marzo 2009 92 paesi hanno abolito la pena di morte per ogni reato, 10 paesi l'hanno abolita salvo che per reati eccezionali, quali quelli commessi in tempo di guerra; 36 paesi sono abolizionisti de facto poiché non vi si registrano esecuzioni da almeno dieci anni oppure hanno assunto un impegno a livello internazionale a non eseguire condanne a morte. In totale 138 paesi hanno abolito la pena di morte nella legge o nella pratica. I metodi di esecuzione utilizzati sono: decapitazione, lapidazione, impiccagione, iniezione letale, fucilazione e sedia elettrica. In Iran sono state messe a morte almeno 8 persone che all'epoca del reato erano minorenni. In Cina, Bielorussia, Mongolia e Corea del Nord, le condanne sono eseguite in assoluta segretezza e senza trasparenza. Il maggior numero di esecuzioni nel 2008 è stato riscontrato in Asia, dove 11 paesi continuano a ricorrere alla pena di morte: Afghanistan, Bangladesh, Cina, Corea del Nord, Giappone, Indonesia, Malaysia, Mongolia, Pakistan, Singapore e Vietnam. Il secondo maggior numero di esecuzioni, 508, è stato registrato nella regione Africa del Nord - Medio Oriente. Nonostante questi numeri si stanno compiendo piccoli passi avanti verso l'abolizione della pena di morte nel mondo. A dicembre, l'Assemblea generale delle Nazioni Unite ha adottato, a larga maggioranza, una seconda risoluzione che chiede una moratoria in vista dell'abolizione della pena di morte e la Commissione africana dei diritti umani e dei popoli ha richiamato gli Stati africani che mantengono la pena di morte ad osservare una moratoria sulle esecuzioni nella regione in vista dell'abolizione. Gli Stati Uniti nel 2008 hanno registrato il numero più basso di esecuzioni avvenute in un anno dal 1995: 37, quasi tutte in Texas. Purtroppo, come gli anni precedenti, un gran numero di condanne è stato emesso a seguito di processi che non hanno rispettato gli standard internazionali sull'equo processo. Un numero preoccupante di esecuzioni è avvenuto a seguito di procedimenti basati su confessioni estorte con la tortura, in violazione delle leggi internazionali. L'Europa sarebbe una "zona libera dalla pena di morte" se non fosse per la Bielorussia, dove questa pratica avviene in segreto. Le condanne vengono eseguite con un colpo di pistola alla nuca e non vengono fornite informazioni sulla data dell'esecuzione né sul luogo di sepoltura. Le esecuzioni nell'ex repubblica sovietica sono state quattro. In occasione della pubblicazione dei dati relativi al 2008, Amnesty International lancia il rapporto "Ending executions in Europe: Towards abolition of the death penalty in Belarus" e un'azione on line per fermare le esecuzioni in Bielorussia. 2009 - redattore: GA

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I consiglieri Massimo Pierpaoli e Massimo Masotti hanno aderito al gruppo Misto (sezione: Province)

( da "Sestopotere.com" del 24-03-2009)

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I consiglieri Massimo Pierpaoli e Massimo Masotti hanno aderito al gruppo Misto (24/3/2009 17:51) | (Sesto Potere) - Ferrara - 24 marzo 2009 - La seduta del Consiglio comunale è stata oggi aperta da due comunicazioni. Al termine di un breve intervento il consigliere Massimo Masotti ha annunciato la sua intenzione di uscire dal gruppo di Forza Italia. A seguire il consigliere Massimo Pierpaoli, dopo aver ricordato che mercoledì scorso ha dato le dimissioni da coordinatore comunale dal suo partito, ha annunciato al Consiglio la sua intenzione di uscire dal gruppo di Forza Italia. Entrambi i consiglieri hanno quindi aderito al Gruppo Misto, che risulta ora composto di tre membri con capogruppo il consigliere Romeo Savini. Il consigliere Pier Francesco Perazzolo è ora il nuovo presidente del gruppo Forza Italia. Successivamente l?assemblea ha votato delibere e discusso ordini del giorno. Queste le delibere esaminate Assessore Mariella Michelini - Approvazione del Regolamento per l?affidamento di incarichi professionali di importo inferiore a 100mila euro relativi alle prestazioni di cui all?art. 91 del D.L. 163/06. Abrogazione dell?art. 83 'Incarichi per servizi attinenti all?architetture e all?ingegneria' / Titolo VII del Regolamento per la disciplina dei contratti dei lavori in economia, dell?approvvigionamento di beni e servizi. La delibera è stata illustrata dall?assessore Mariella Michelini. Sul documento è intervenuto il consigliere Francesco Rendine (AN). Per dichiarazioni di voto è intervenuta Barbara Diolaiti (Verdi). La delibera è stata approvata. A favore hanno votato i gruppi PD, Verdi, Pdci, Prc, PS; astenuti Gruppo Misto; contrari AN, FI, Io amo Ferrara. Assessore relatore Raffaele Atti - Approvazione di variante normativa al piano particolareggiato di iniziativa privata relativo ad un?area di via Ferraresi, Sottozona D1.3/Società Zerbonata srl, Nl Properties srl, Caam Re Italia spa. Dopo l?illustrazione dell?assessore Raffaele Atti sono intervenuti i consiglieri Liliano Cavallari (Io amo Ferrara) e Barbara Diolaiti (Verdi). Dopo la replica dell?assessore Atti per dichiarazioni di voto sono intervenuti Liliano Cavallari (Io amo Ferrara), Pier Francesco Perazzolo (FI). La delibera è stata approvata. A favore hanno votato i gruppi PD, Verdi, Pdci, Prc, PS, Gruppo Misto; contrari AN. FI, Io amo Ferrara. Ordine del giorno - Richiesta di iscrizione agli asili nido e materne comunali Con i voti a favore dei gruppi FI, AN, Io amo Ferrara, Misto (contrari PD, Prc, Verdi, PS) il Consiglio ha respinto l?ordine del giorno presentato il 22/05/08 dai gruppi FI e AN, in merito alla “Richiesta di iscrizione agli asili nido e materne comunali”. Il documento è stato illustrato dal consigliere Massimo Pierpaoli (Misto). Sono quindi intervenuti il consigliere Francesco Colaiacovo – PD (che ha presentato una Risoluzione anche a nome dei gruppi Pdci, Verdi, PS - approvata), l?assessore Massimo Maisto, Pier Francesco Perazzolo (FI), Barbara Diolaiti – Verdi (che ha proposto un emendamento alla risoluzione - accolto), Alex De Anna, Enrico Brandani (AN), Francesco Colaiacovo (PD), Liliano Cavallari (Io amo Ferrara). Ordine del giorno - Abolizione dell?ICI sulla prima casa Con i voti a favore dei gruppi FI, AN, Io amo Ferrara (contrari PD, Prc, Verdi, PS) il Consiglio ha respinto l?ordine del giorno presentato dai gruppi FI e AN, in merito alla “Abolizione dell?ICI sulla prima casa”. Il documento è stato illustrato dal consigliere Pier Francesco Perazzolo (FI). Sono quindi intervenuti i consiglieri Luigi Marattin (PD) e Liliano Cavallari (Io amo Ferrara).

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