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PRIVILEGIA NE IRROGANTO di Mauro
Novelli |
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DOSSIER “ABOLIAMO LE PROVINCE” |
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parole superficiali e
demagogiche ( da "Tirreno, Il" del
01-03-2009)
Argomenti: Province
Abstract: esportare il modello della sua
amministrazione al Comune di Montecatini direttamente in Provincia; parla di
turismo, traccia ricette per la promozione, quando, in qualità di sindaco, ha
governato per 10 anni il Comune con la più accentuata vocazione turistica del
nostro territorio e che ha visto tristemente consumarsi la drammatica parabola
discendente del proprio sistema termale»
Casini: <Un imolese in
lista per le europee> ( da "Resto del Carlino, Il (Imola)"
del 01-03-2009)
Argomenti: Province
Abstract: soprattutto per quanto riguarda il
mondo delle piccole e medie imprese». L'Udc però è per l'abolizione delle
Province. E il candidato Gian Luca Galletti chiarisce il concetto: «Se sarò
eletto voglio essere il commissario liquidatore di palazzo Malvezzi». In attesa
di chiudere l'ente, Galletti propone però una Provincia leggera': «Voglio
ridurre a tre gli assessori,
scuola in rivolta, arriva
la gelmini ( da "Mattino di Padova, Il"
del 02-03-2009)
Argomenti: Province
Abstract: che vede in prima fila una
settantina di sindaci della provincia di Padova, indistintamente di
centrosinistra e di centrodestra. Oggi, ad Abano, dov'è attesa per un convegno,
il ministro incontra una delegazione di amministratori. In tutta la provincia
sono 12 mila i bambini penalizzati. BACCARIN ALLE PAGINE 10 E 11
PENA MORTE: STASERA
COLOSSEO ILLUMINATO PER ABOLIZIONE IN ( da "Virgilio
Notizie" del 02-03-2009)
Argomenti: Province
Abstract: abolizione della pena di morte e la
commutazione della pena in carcere a vita. La legge abrogativa della pena
capitale passa ora al vaglio della Camera dei Rappresentanti. Se verra'
approvata anche al secondo braccio del Congresso, come e' probabile, il
Governatore Brian Schweitzer la dovra' successivamente firmare e ratificare,
Niente ronde per i
cappelli alpini, lo decide l'assemblea delle penne nere ( da "Gazzettino,
Il (Treviso)" del 02-03-2009)
Argomenti: Province
Abstract: Alla presenza dei rappresentanti di
quasi tutti i 90 gruppi presenti in provincia è stato poi fatto il punto sui
numeri: gli iscritti sfiorano quasi i
CRISI, LA LEGA ATTACCA:
"STOP AGLI IMMIGRATI" SUSSIDI: DOMANI VERTICE ( da "Wall
Street Italia" del 03-03-2009)
Argomenti: Province
Abstract: domani vertice --> Domani a
Palazzo Chigi le parti sociali per studiare un piano di ammortizzatori sociali.
Il Pd presenta la "proposta Franceschini" in Senato. L'Idv:
"Fondi dall'abolizione delle province". Ma il Pdl: "E' un bluff".
Il Carroccio: "Posti di lavoro ai disoccupati italiani fermando l'ingresso
di nuovi stranieri"
CRISI: DI PIETRO, ASSEGNO
AI DISOCCUPATI ABOLENDO PROVINCE ( da "Virgilio
Notizie" del 03-03-2009)
Argomenti: Province
Abstract: abolizione delle province e di
tutti gli sprechi. E' questa la proposta di Antonio Di Pietro, leader
dell'Italia dei Valori per affrontare la crisi economica-finanziaria. ''L'Idv -
sottolinea Di Pietro a Montecitorio - mette al primo posto la necessita' di
trovare le risorse necessarie per assicurare a tutti coloro che non lavorano,
Disoccupati, il Pd
insiste: "Il sussidio sia per tutti" Lega: "Stop a
immigrati" ( da "Giornale.it, Il"
del 03-03-2009)
Argomenti: Province
Abstract: L'Idv: "Fondi da abolizione
delle province" "L?Italia dei Valori mette al primo posto la
necessità di trovare risorse per agli assegni a coloro che non lavorano. Per
questo serve un intervento a favore dell?abolizione degli sprechi come ad
esempio le province e tutti gli enti pubblici di secondo livello.
Disoccupati, il Pd
insiste: "Il sussidio sia per tutti" Lega: "Basta
immigrati" ( da "Giornale.it, Il"
del 03-03-2009)
Argomenti: Province
Abstract: L'Idv: "Fondi da abolizione
delle province" "L?Italia dei Valori mette al primo posto la
necessità di trovare risorse per agli assegni a coloro che non lavorano. Per
questo serve un intervento a favore dell?abolizione degli sprechi come ad
esempio le province e tutti gli enti pubblici di secondo livello.
Le crocchette killer
arrivano in Senato ( da "Tribuna di Treviso, La"
del 04-03-2009)
Argomenti: Province
Abstract: Andrea Zanoni, presidente della Lac
(Lega Abolizione Caccia) del Veneto ha dichiarato: «Abbiamo comunicato alla
signora la nostra disponibilità di costituirci parte civile nel prevedibile
processo contro l'azienda che ha posto in commercio queste crocchette al
veleno.
Il candidato Pdl è Nava ( da "Giorno,
Il (Como)" del 04-03-2009)
Argomenti: Province
Abstract: dell'abolizione delle Province.
Così si fanno da parte le candidature dell'ex assessore comunale Stefano Chirico
(«targato» Forza Italia) e del sindaco di Perledo, Carlo Signorelli. SI
APRIRANNO poi altri scenari in considerazione del fatto che Nava è vice sindaco
del capoluogo e, se candidato, dovrebbe lasciare il posto in municipio.
Obiezione di coscienza
Obama per l'abolizione ( da "Giornale.it, Il"
del 04-03-2009)
Argomenti: Province
Abstract: abolizione di Redazione
All'indomani della designazione di Kathleen Sebelius, governatrice del Kansas,
a segretario alla Sanità, si riaccende la polemica contro le riforme
dell'amministrazione Obama. Tra le varie rivoluzioni che il presidente vuole
portare avanti, c'è anche quella di rivedere - ma molti siti cattolici Usa già
usano la parola eliminare -
Elementari, le famiglie
chiedono il tempo pieno ( da "Giornale.it, Il"
del 04-03-2009)
Argomenti: Province
Abstract: Per rispondere alla domanda di
tempo scuola delle famiglie. Ancora ieri il ministro Maria Stella Gelmini ha
ribadito che verrà garantita la richiesta di tempo pieno grazie ai risparmi
previsti dai tagli e dall?abolizione delle cosiddette compresenze. E che
comunque in ogni modello orario si prevede l?
Legge elettorale in aula,
donne azzurre in piazza ( da "Denaro, Il"
del 04-03-2009)
Argomenti: Province
Abstract: abolizione del listino è stato
minacciato dalle donne azzurre per stamattina, a partire dalle 11, presso
l'ingresso dello stabile che ospita la sede del Consiglio regionale. angela
milanese Definisce l'abolizione del listino "un atto di miope
arroganza" che finirà con il ridimensionare ancora di più la presenza
femminile in seno al massimo organo di rappresentanza assembleare della
L'INTERVENTO Eliminare le
Province toglie valore al federalismo ( da "Gazzettino,
Il (Treviso)" del 04-03-2009)
Argomenti: Province
Abstract: delle Comunità locali e di quelle
provinciali non si può nemmeno riconoscere la sussistenza delle Comunità
regionali. Chi sostiene la tesi dell'abolizione delle Province è
anti-federalista. Io credo, al contrario che ogni comune rappresenta una
Comunità di persone unita da un'esperienza e che le vicende storiche di queste
comunità portino le stesse ad intrecciarsi fra di loro dando
su 198 ragazzi seguiti da
esperti 81 sono vittime di reati sessuali ( da "Mattino
di Padova, Il" del 05-03-2009)
Argomenti: Province
Abstract: psicoterapeuta e presidente
dell'associazione «movimento bambino». (Enrico Albertini) GELMINI AL MARCONI.
L'assessore Piron sfida la Donazzan a discutere pubblicamente dell'abolizione
del tempo lungo. «L'assessore regionale evita il confronto sul tema nonostante
le migliaia di firme inviate dai genitori colpiti dalla riforma», accusa
l'assessore alle Politiche scolastiche.
Le associazioni: le madri
sempre favorite ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)"
del 06-03-2009)
Argomenti: Province
Abstract: secondo i dati dell'associazione,
la situazione non è cambiata rispetto al passato (i figli, mediamente,
continuano a trascorrere l'83% per cento con un genitore, quasi sempre la
madre, e l'altro 17% con l'altro genitore). Alla manifestazione hanno
partecipato anche altre associazioni, il Cnb (Coordinamento nazionale per la
bigenitorialità)
Sicurezza, tra un mese
vigili dietro le telecamere ( da "Eco
di Bergamo, L'" del 06-03-2009)
Argomenti: Province
Abstract: partendo dalla grave situazione
economico-finanziaria in cui versano i Comuni e le Province, si sollecita il
governo «a garantire l'integrale copertura del minor gettito derivante
dall'abolizione dell'Ici sulle abitazioni principali». Allo stesso Comune di
Bergamo, in base ai dati forniti da Guerini, «sul 2009 mancano 1,2 milioni».
Il coraggio di Parigi ( da "Sole
24 Ore, Il" del 06-03-2009)
Argomenti: Province
Abstract: Di abolizione delle Province si era
parlato spesso in campagna elettorale, ma nessuna proposta concreta è mai
riuscita a superare le soglie del Governo o del Parlamento. E le autonomie
locali si sono spesso fatte sentire soprattutto per le loro esibizioni del
potere di veto.
ANCHE DURANTE UNA CRISI
COME QUELLA CHE STIAMO VIVENDO, DAGLI EFFETTI DIROMPENTI CHE INCIDE SEMPRE D... ( da "Mattino,
Il (Nazionale)" del 06-03-2009) + 1 altra fonte
Argomenti: Province
Abstract: la riduzione del numero dei
parlamentari e delle loro indennità, l'abolizione delle province. Erano
promesse elettorali. Ma chi se le ricorda più? E del resto, la casta non
finisce mai di stupirci e indignarci. A mio avviso non sono pochi quelli che si
appropriano della diaria giornaliera - 250 euro - con l'aiuto scambievole dei
«pianisti»: oggi a te,
Scenari futuri, parla il
Partito Repubblicano Italiano ( da "Quotidiano.it,
Il" del 07-03-2009)
Argomenti: Province
Abstract: La coscienza della necessità di
abolizione di tutte le province che è anche patrimonio storico del PRI; 2. Il
disappunto per la mancata difesa di qualsiasi interesse della zona sud delle
Marche, nell'ambito della divisione dell'attuale Provincia, da parte
dell'amministrazione provinciale e della stessa Regione Marche,
Il commercio è alle corde:
lo scorso anno ad abbassare le saracinesche sono stati oltre 11 mila... ( da "Gazzettino,
Il" del 07-03-2009)
Argomenti: Province
Abstract: Occorrono interventi immediati in
due direzioni: ammortizzatori sociali per gli inoccupati e interventi a favore
delle piccole imprese. Soprattutto il credito bancario deve cambiare, ora è più
difficile fra richieste di garanzie e strette economiche». Franceschi chiede
anche l'abolizione degli studi di settore e la riduzione delle tassazione per
le piccole imprese.
Dal costo storico al costo
standard, Galli: <La vera rivoluzione del federalismo fiscale> ( da "Varesenews"
del 07-03-2009)
Argomenti: Province
Abstract: essere aboliti enti intermedi come
le Province che costano 14 miliardi di euro allo Stato». La provocazione di
Malpensa e sull'abolizione delle Province apre un dibattito che si allontana
dal federalismo ma al quale galli non sembra sottrarsi: «Malpensa? Alla lunga
tutti capiranno che Malpensa senza Alitalia sopravviverà alla grande mentre
Alitalia senza Malpensa morirà presto -
Tra Saitta e Porchietto
chi ci guadagna è Vietti ( da "Stampa, La"
del 08-03-2009)
Argomenti: Province
Abstract: delle donne la assegnerebbe a
Saitta (12% di uomini), l'11% a Vietti (9,5%), il 7,5% a Porchietto (6%) e il
2% a Maccanti. Scopriamo che il 59,5% degli uomini e il 41% delle donne
perorano l'abolizione della Provincia, il che non esclude un buon giudizio
sull'operato della giunta Saitta: ottima per il 24% delle signore (
Il sindacato non è più garante
delle richieste dei pensionati ( da "Trentino"
del 08-03-2009)
Argomenti: Province
Abstract: rivendicazione delle migliorie che
spettano alla Provincia nel settore salute, servizi, casa, l'abolizione
dell'addizionale regionale per i redditi da pensione più bassi, la
"ripartenza" del fondo per non autosufficienti, i dovuti chiarimenti
sul tema "badanti". In sintesi una maggiore attenzione per le tre
"A": alimentazione, abitazione, assistenza.
Brianza, Provincia a
orologeria ( da "Giorno, Il (Brianza)"
del 08-03-2009)
Argomenti: Province
Abstract: abolizione delle province». I
presidenti che verranno eletti, ha spiegato meglio La Russa, dovranno pertanto
lavorare per «dare più potere ai Comuni e ridurre progressivamente l'esistenza
delle strutture intermedie». Una tesi che ha gelato la platea dell'urban
center, che in realtà ieri dall'arrivo del ministro si aspettava un nome,
Il materiale è del tipo
che va maneggiato con grande accortezza. Perché rischia di creare ... ( da "Messaggero,
Il" del 08-03-2009) + 2 altre fonti
Argomenti: Province
Abstract: regolamento del consiglio regionale
ci sono invece anche altre novità oltre all'abolizione dei monogruppi e
l'ampliamento dell'uso del voto elettronico. Spiega D'Amato: «Ci sono delle
modifiche che riguardano l'individuazione di chi viene chiamato a ricoprire
delle cariche negli enti di secondo grado. Oltre al curriculum, sarà necessario
allegare anche il certificato dei carichi pendenti».
L'orizzonte è l'abolizione
della proprietà privata dei mezzi di produzione ( da "Riformista,
Il" del 08-03-2009)
Argomenti: Province
Abstract: L'orizzonte è l'abolizione della
proprietà privata dei mezzi di produzione L'orizzonte è l'abolizione della
proprietà privata dei mezzi di produzione. Oggi il comunismo ha ragioni forti.
08/03/2009
La Lega e l'imbarazzo sui
prefetti: usiamoli, ma sono simboli di Roma ( da "Corriere
della Sera" del 08-03-2009)
Argomenti: Province
Abstract: In un partito verticale come la
Lega, nessuno si sogna di mettere in dubbio il Senatùr. Davide Caparini, che
presentò un progetto per l'abolizione delle prefetture: «è un momento
eccezionale, è logico questo intervento ». Ma qualche mal di pancia Bergamo,
2007 La Lega protesta davanti alla Prefettura
TERNI ENTRA nel vivo il
contenzioso sulla tassa Tevere-Nera che ... ( da "Nazione,
La (Umbria)" del 09-03-2009)
Argomenti: Province
Abstract: La valanga di ricorsi è già sui
tavoli del Consorzio e delle commissioni tributarie provinciali chiamate a
districare la matassa. Della questione si interessa anche il difensore civico
della Provincia, avvocato Alessandro Robatto (nella foto). Nel mirino in
particolare le motivazioni che sottendono agli avvisi.
Forlì, elezioni. La Lega
tenta l'intesa con Rondoni: ecco il 'decaologo' ( da "RomagnaOggi.it"
del 09-03-2009)
Argomenti: Province
Abstract: un presidio fisso della Polizia
Municipale in piazza Saffi dalle 7 di mattina all'una di notte e l'abolizione
della ztl. Vanetti lascia aperto uno spiraglio a Rondoni chiarendo che "se
il Candidato della PDL troverà l'intesa su tutti i punti programmatici allora
vi sarà la possibilità di ragionare su di un apparentamento al primo turno,
la provincia è della lega,
galan si rassegni ( da "Mattino di Padova, Il"
del 10-03-2009)
Argomenti: Province
Abstract: «Sono d'accordo con Leonardo
Muraro, quando dice che chi vuole l'abolizione delle provincie, leggi Galan,
non dovrebbe poi affannarsi tanto per imporre un suo candidato - attacca Cagnin
- Noi invece crediamo che in un'ottica federalista possano svolgere un ruolo da
trait d'union tra regioni e comuni». I nomi in campo?
tibet in rivolta, scontri
e arresti - federico rampini ( da "Repubblica,
La" del 10-03-2009)
Argomenti: Province
Abstract: abolizione della servitù feudale in
Tibet». In realtà l´invasione cinese è ancora più antica, compie quasi sei
decenni. Poco dopo il trionfo della rivoluzione comunista a Pechino (1949), Mao
Zedong già il 1° gennaio 1950 annuncia per il Tibet l´imminente
"liberazione dal giogo dell´imperialismo britannico" (la limitata
influenza britannica in realtà era finita con la seconda guerra
Pd contro la <Provincia
a termine> di La Russa ( da "Giorno, Il (Brianza)"
del 10-03-2009)
Argomenti: Province
Abstract: Dopo la dura risposta della Lega,
ora una replica arriva dal Pd. «Il centrodestra sulla nuova Provincia di Monza
e Brianza è a dir poco schizofrenico. Da un lato, con il ministro Ignazio La
Russa, attacca la nuova istituzione chiedendone l'abolizione, dall'altro, con
gli esponenti della Lega, la difende in tono molto polemico con gli stessi
alleati di An.
IN OGNI NUOVO IMPIANTO SI
TROVERANNO METANO E GPL. L'EMILIA-ROMAGNA PRIMA REGIONE IN ITALIA PER IMPIANTI
DI VENDITA DEL METANO (124), MENTRE SONO 265 QUELLI A GPL. DAL 2000 DIMINUI ( da "marketpress.info"
del 10-03-2009)
Argomenti: Province
Abstract: Abolizione delle distanze e delle
superfici minime per favorire la realizzazione di nuovi impianti, così come
dell?obbligo di avere attività accessorie oltre alla distribuzione di
carburanti. Riduzione dei tempi di attesa per i consumatori e semplificazione delle
procedure per i gestori.
Forza Italia rilancia il
listino a sei ( da "Denaro, Il" del
10-03-2009)
Argomenti: Province
Abstract: Nicola Cosentino invita le forze
politiche della coalizione di centrodestra, nella quale An ed Mpa sostengono
l'abolizione tout court del listino, a ritrovare una sintesi e "ad
ascoltare le parole del presidente della Repubblica Napolitano che ricorda il
sottosegretario all'Economia e alle finanze -, in occasione delle celebrazioni
per la festa della donna,
SUL MONTELLO Alla ricerca
di volontari per salvare rane e rospi ( da "Gazzettino,
Il (Treviso)" del 10-03-2009)
Argomenti: Province
Abstract: le serate di un gruppo di volontari
della provincia, quelli della Lac (Lega abolizione caccia) del Veneto e quelli
dell'Enpa (Ente nazionle protezione animali), ma anche dei referenti di vari
enti pubblici, sono caratterizzate da un unico obiettivo: salvare dalle auto
rospi, rane e salamandre in transito verso gli stagni lungo le prese del
Montello e la panoramica,
Enti locali provincia
Torino contro la crisi: appello al Governo ( da "Sestopotere.com"
del 10-03-2009)
Argomenti: Province
Abstract: Enti locali provincia Torino contro
la crisi: appello al Governo (10/3/2009 16:14) | (Sesto Potere) - Torino - 10
marzo 2009 - Maggiori risorse dal Governo per assicurare la copertura agli Enti
locali dei mancati trasferimenti dopo l?abolizione dell?Ici;
I veri motivi ( da "Corriere
delle Alpi" del 11-03-2009)
Argomenti: Province
Abstract: perpetuando così la nomenclatura
esistente (con l'ausilio determinante dell'abolizione delle preferenze per
l'elezione di Camera e Senato), nelle elezioni comunali, provinciali e
regionali, al contrario, la componente ex An del PdL rischia seriamente di
uscirne pesantemente penalizzata in termini di rappresentanza politica.
esternazioni padane e
croci celtiche sui muri e ai cancelli di liceo e itis ( da "Mattino
di Padova, Il" del 11-03-2009)
Argomenti: Province
Abstract: Pagina 27 - Provincia Esternazioni
padane e croci celtiche sui muri e ai cancelli di liceo e Itis CITTADELLA.
«Provincia de Sitadea». In tempi in cui si parla di abolizione delle province,
ci mancherebbe solo che anche Cittadella iniziasse una battaglia per diventare
provincia autonoma.
Rifondazione Comunista
lancia l'ultimatum a Marrazzo ( da "Tempo,
Il" del 11-03-2009)
Argomenti: Province
Abstract: che ieri il Prc ha inviato al
presidente della Regione, Piero Marrazzo. «Un ultimatum per rimanere nella
maggioranza nell'ultimo anno di legislatura e in vista delle elezioni del 2010»
ha detto il consigliere regionale di Rifondazione Ivano Peduzzi nel corso di
una conferenza stampa dove erano presenti anche Maurizio Fabbri, del
coordinamento regionale del Prc e Giuseppe Carroccia,
Un anno di tempo per
completare il riassetto degli enti ( da "Sole
24 Ore, Il (Centro Nord)" del 11-03-2009)
Argomenti: Province
Abstract: e portavoce dell'opposizione -.
Inascoltato il nostro appello allo smantellamento del sistema delle partecipate
e persino la modesta proposta sull'abolizione dei Consorzi di bonifica non è
stata accolta. Eppure non si trattava di una rivoluzione, ma solo del ritorno
di compiti e attività all'interno di assessorati già esistenti e già
abbondantemente forniti di budget e personale,
di NANDO MAGNANI <SE
CHIUDO gli occhi rivedo quelle fauci, quelle bocche ... ( da "Resto
del Carlino, Il (Ferrara)" del 11-03-2009)
Argomenti: Province
Abstract: Il sottosegretario Martini ha
insistito nella sua linea liberalizzatrice, con l'abolizione della black list
dei cani pericolosi e la totale e unica responsabilizzazione dei loro
proprietari conclude Farinone . Ma questa è una scelta che non diminuisce il
pericolo mortale».
La Regionepiù speciale ( da "Sicilia,
La" del 11-03-2009)
Argomenti: Province
Abstract: abolizione delle province,
l'indebitamento crescente per non toccare la spesa. Ovviamente il tutto condito
di appelli al sociale, all'indigente, al povero ed ultimo. I quali per la
verità hanno continuato a passarsela malino, vedendo peggiorare le proprie
speranze di impiego produttivo a misura che la convenienza all'investimento
decresceva per via della caduta di competitività
Ravenna partecipa alla
Giornata Mondiale del Rene ( da "RomagnaOggi.it"
del 11-03-2009)
Argomenti: Province
Abstract: Oriani per eseguire agli studenti
dell'ultimo anno scolastico opera informativa sulle malattie renali ed
effettuare gratuitamente un controllo della pressione arteriosa e dell'esame
dell'urine. Le malattie renali possono manifestarsi a qualsiasi età. Inoltre,
dall'abolizione del servizio di leva, i giovani non sono più sottoposti a
screening.
La riforma è presto fatta:
al posto del Comune farei un bel museo d'arti decorative al pos... ( da "Stampa,
La" del 12-03-2009)
Argomenti: Province
Abstract: abolizione delle auto blu) del
programma per l'elezioni provinciali dello storico dell'arte Philippe Daverio,
candidato di spicco nella lista civica che appoggia Filippo Penati, il
presidente uscente del Pd. Ex assessore alla Cultura ('93-'97) nella giunta del
leghista Formentini, pluridocente al Politecnico di Milano e all'
provincia, ok al piano dei
risparmi sul personale ( da "Messaggero Veneto, Il"
del 12-03-2009)
Argomenti: Province
Abstract: ora in poi dipenderà dal presidente
o da un suo delegato e che raddoppierà le figure con qualifica di comandante,
perché a fianco dell'attuale arriverà un vice. Ma a far discutere sindacati,
opposizione e colleghi di giunta, è stata l'abolizione dell'Area montagna
struttura che avrebbe perso la propria autonomia divenendo semplice ufficio per
l'erogazione dei contributi.
di ANGELA BALDI S OSTA SÌ,
SOSTA NO. Il dubbio è di quelli amletici... ( da "Nazione,
La (Arezzo)" del 12-03-2009)
Argomenti: Province
Abstract: abolizione della sosta in quella
che è una delle strade principali della città. Gli altri? In 12 hanno votato no
dicendosi contrari all'abolizione dei parcheggi. Ecco le loro ragioni. In
questa città siamo abituati a spostarci a piedi il minimo indispensabile dice
Gisella Iori di Amaranto Viaggi in via Roma I nostri clienti spesso fanno una
sosta volante,
I presidenti uscenti delle
Circoscrizioni scendono in campo. Dopo l'abolizione di questi organi dece... ( da "Messaggero,
Il (Marche)" del 12-03-2009)
Argomenti: Province
Abstract: 12 Marzo 2009 Chiudi I presidenti
uscenti delle Circoscrizioni scendono in campo. Dopo l'abolizione di questi
organi decentrati che hanno rappresentato la forma di partecipazione alla vita
comunale più alla portata del cittadino, sono diversi, in città, i presidenti
di Circoscrizione che non abbandoneranno la vita politica ma che anzi, in vista
della prossima tornata elettorale,
Riforme per la casa: allo
studio l'abolizione della licenza edilizia ( da "Sole
24 Ore, Il" del 12-03-2009)
Argomenti: Province
Abstract: Al via i primi 200 milioni
dell'Economia Riforme per la casa: allo studio l'abolizione della licenza
edilizia Il Governo punta alla semplificazione nel settore delle costruzioni.
Per l'attività edilizia il permesso di costruire potrebbe essere abolito e sostituito
da una certificazione di conformità firmata dal progettista.
<LEGGO sulla stampa
dice Giuseppe Calò, capogruppo di FI alla Provincia di i... ( da "Nazione,
La (Pisa)" del 12-03-2009)
Argomenti: Province
Abstract: il consiglio provinciale si
svolgerà tramite stampa, risparmiando con l'abolizione di consiglieri e
assessori, se non della Provincia stessa. Ma veniamo alla sostanza: contributi
alle aziende, ma con quali soldi? Il bilancio della Provincia è stato discusso
da pochi giorni e nel bilancio di cifre citate per i contributi alle imprese
(170.
Campania/ Consiglio
regionale approva progetto legge ( da "Virgilio
Notizie" del 12-03-2009)
Argomenti: Province
Abstract: delle donne e della società
civile". I gruppi di Mpa, Udc e del centrosinistra (Pd, Ls, Idv, Sdi e
Verdi), invece, hanno sostenuto l'impianto generale della legge e l'abolizione
del listino. Il Consiglio ha, inoltre, approvato all'unanimità un sub emendamento
proposto dalla Sinistra e dal Pd finalizzato a garantire la presenza paritaria
di entrambi i generi nei programmi di comunicazione
Il "testimone"
di Bizzotto <Lascio progetti chiari> ( da "Giornale
di Vicenza.it, Il" del 12-03-2009)
Argomenti: Province
Abstract: Si parla addirittura
dell'abolizione delle Province: figurarsi se potranno sorgerne di nuove. Noi la
nostra battaglia convinta e forte l'abbiamo fatta fino in fondo in questi anni,
ma la mia sensazione è che se tutto questo fosse partito 20 anni fa, ora il
territorio bassanese sarebbe una nuova Provincia.
ALMERICO DI MEGLIO PIù
TASSE AI RICCHI PER AIUTARE I POVERI. È QUESTA, IN ESTREMA SINTE... ( da "Mattino,
Il (Benevento)" del 12-03-2009)
Argomenti: Province
Abstract: può andare anche bene»: il leader
della Lega finora nel mirino per il rifiuto di abbattere determinati e ingenti
costi della politica (ad esempio, con l'abbinamento delle elezioni europee e
amministrative al referendum e con la stessa abolizione delle Province), ha
spiegato che «in un momento di crisi chi ha di più è bene che contribuisca».
Meno oneri per le aziende ( da "Gazzettino,
Il (Rovigo)" del 12-03-2009)
Argomenti: Province
Abstract: abolizione dell'imposta è stata
infine definitivamente approvata. I problemi persistono invece sul fronte delle
energie verdi, in riferimento all'attribuzione del concetto di
"prevalenza" delle materie prime di origine aziendale. Il regime
fiscale delle società in agricoltura è il tema della dettagliata e molto
interessante relazione di Gian Paolo Tosoni,
Da ieri la Campania si è
dotata di una nuova legge elettorale. Via il listino che sembrava trop... ( da "Leggo"
del 13-03-2009)
Argomenti: Province
Abstract: si ritorna a privilegiare il
sistema della preferenza. Ritorna insomma il principio che verrà eletto chi
avrà più voti. La nuova legge ha un testo fortemente innovativo. L'abolizione
del listino fa sì che il premio di maggioranza verrà attribuito ai candidati
eletti, e non più ad una lista preconfezionata, appendice del candidato
presidente.
Oderzo: scatta una
petizione contro la caccia agli animali ( da "Tribuna
di Treviso, La" del 13-03-2009)
Argomenti: Province
Abstract: Loredana Faè è la paladina
dell'iniziativa opitergina, che si collega all'iniziativa avviata dalla Lega
Abolizione caccia del Veneto. «Con un una modifica alla legge regionale -
spiega Loredana Faè - sarà possibile cacciare, con il pretesto della tutela
della fauna, addirittura la fauna domestica inselvatichita.
l'abolizione delle
circoscrizioni potrebbe essere il primo segnale forte rivolto alla casta ( da "Nuova
Sardegna, La" del 13-03-2009)
Argomenti: Province
Abstract: abolizione delle Circoscrizioni
potrebbe essere il primo segnale forte rivolto alla Casta In città è tornato
d'attualità il tema delle Circoscrizioni comunali, enti intermedi senza poteri
decisionali e troppo costosi. Tenere in piedi un organismo che costa circa
500mila euro ogni anno, che per il 75% vengono utilizzati per pagare i gettoni
di presenza ai consiglieri e l'
Grande Milano, si
ricomincia La mobilitazione è bipartisan ( da "Riformista,
Il" del 13-03-2009)
Argomenti: Province
Abstract: che non ha mai nascosto le sue
simpatie per questo progetto - sarà rappresentato da Alberto Grancini,
esponente della sua giunta. A coordinare i lavori ci sarà appunto un socialista
che di nome fa Carlo Tognoli, ex sindaco di Milano, da sempre sostenitore
dell'abolizione delle province per affrontare in maniera concreta la riduzione
della spesa pubblica.
)AMBIENTE Parco, un rally
contro la crisi VOGLIAMO battere la crisi? ... ( da "Resto
del Carlino, Il (Forlì)" del 13-03-2009)
Argomenti: Province
Abstract: l'ufficio di presidenza ci chiede
una revisione dello Statuto e del Regolamento comunale. La proposta portata in
commissione dal presidente e dal vice, rispettivamente Pd e Fi, contiene
diversi aspetti controversi, come l'abolizione dei gruppi con un solo
consigliere e l'ipotesi di rendere segrete le commissioni.
Abolizione del libro dei
soci, forum dell'ente camerale ( da "Denaro,
Il" del 13-03-2009)
Argomenti: Province
Abstract: Avellino camera di commercio
Abolizione del libro dei soci, forum dell'ente camerale Marina D'Apice
"Novità in materia societaria: Xbrl e abolizione del Libro Soci. L'impatto
delle nuove norme sul Registro delle Imprese". E' l'argomento del seminario,
organizzato dalla Camera di Commercio di Avellino.
"In tempo di elezioni
tutti fingono di difendere il nostro territorio" ( da "Quotidiano.it,
Il" del 13-03-2009)
Argomenti: Province
Abstract: quando si iniziò la raccolta delle
firme dopo le dichiarazioni pubbliche di Berlusconi sulla abolizione delle
province". "Noi - gettano benzina sul fuoco della polemica - in
questo momento non riteniamo di avere l?elisir per risolvere tutti i problemi
in un sol colpo, ma proponiamo soluzioni concrete, certamente non condizionate
dall?
##Federalismo/ Primo ok
Camera da commissioni, Pd non si ( da "Virgilio
Notizie" del 13-03-2009)
Argomenti: Province
Abstract: i democratici hanno ottenuto in
primis l'abolizione dell'aliquota riservata Irpef sostituita da un mix di
compartecipazione a tributi erariali (in via prioritaria l'Iva) e addizionali
(con la possibilità di disporre detrazioni ma solo nei limiti della legge
statale). E poi il Pd ha ottenuto che la perequazione sia sempre a carico della
fiscalità generale,
Pena morte/ Deputati New
Mexico votano a favore abolizione ( da "Virgilio
Notizie" del 14-03-2009)
Argomenti: Province
Abstract: (Apcom) - I rappresentanti dello
stato del New Mexico hanno approvato l'abolizione della pena di morte. Se il
governatore Bill Richardson ratificherà il testo, il New Mexico diventerà il
quindicesimo stato degli Usa a bandire la pena capitale.
Disertate le Provinciali ( da "Tribuna
di Treviso, La" del 14-03-2009)
Argomenti: Province
Abstract: era stato il primo firmatario di
una proposta trasversale di abolizione delle Province assieme a Santo Versace,
deputato del Pdl nonché imprenditore. Ma il progetto ha gambe ancor più lunghe:
il primo a proporre l'abolizione delle Province - spiegano - fu Francesco
Crispi, giudicandole già nel 1870 non particolarmente utili.
aggressione. intorno alle
21 di ieri sera, un tunisino è entrato nella macelleria pakistana ... ( da "Mattino
di Padova, Il" del 14-03-2009)
Argomenti: Province
Abstract: abolizione per tutti, ora si dice
che molti la devono pagare». A sostenerlo è Flavio Zanonato, sindaco e membro dell'Ufficio
di presidenza Anci, il quale critica il senso della risoluzione n.2/2009 del
ministero dell'Economia che - sostiene - fa marcia indietro su un aspetto
importante relativo alla abolizione dell'Ici sulla prima casa.
la provincia è da abolire
non si voti ( da "Mattino di Padova, Il"
del 14-03-2009)
Argomenti: Province
Abstract: sono i nomi di alcuni degli
imprenditori veneti di vertice che hanno deciso di aderire alla campagna per
l'abolizione delle Province «Non serve non voto» con l'obiettivo di far restare
sotto la soglia del 50% i voti validi alle prossime provinciali. La loro
adesione è stata resa nota da Michele Bortoluzzi, del direttivo nazionale dei
Radicali italiani, sostenitore della campagna.
Tognoli pensionerebbe la
Provincia <A Milano la città metropolitana> ( da "Riformista,
Il" del 14-03-2009)
Argomenti: Province
Abstract: abolizione delle province, proposta
che il Partito socialista italiano lanciò nel 1970 e che Ugo La Malfa del Pri
avanzò fin dal secondo dopoguerra. Il Club Porto Franco, nato nel 2006, è il
punto di incontro sul territorio di questo gruppo di persone, variegato e
composto da parlamentari del Pdl come Margherita Boniver,
Con Penati l'uomo di
Smirne che tifava per l'Expo a Milano ( da "Corriere
della Sera" del 14-03-2009)
Argomenti: Province
Abstract: abolizione di Provincia e Comune
per dare vita a un'istituzione più coerente con i bisogni di un territorio che
va oltre i confini di Milano ». Poi, il tema della crisi, «che conosco da
vicino essendo un piccolo imprenditore e frequentando molti altri che sono in
condizioni peggiori delle mie, avendo debiti pregressi e dovendo fare i conti
con le banche che non danno più contributi
disertate le provinciali ( da "Mattino
di Padova, Il" del 14-03-2009) + 1 altra fonte
Argomenti: Province
Abstract: era stato il primo firmatario di
una proposta trasversale di abolizione delle Province assieme a Santo Versace,
deputato del Pdl nonché imprenditore. Ma il progetto ha gambe ancor più lunghe:
il primo a proporre l'abolizione delle Province - spiegano - fu Francesco
Crispi, giudicandole già nel 1870 non particolarmente utili.
Le Province sono inutili,
allora noi non andiamo alle urne ( da "Gazzettino,
Il" del 14-03-2009)
Argomenti: Province
Abstract: non certo per le Provinciali: «Da
Berlusconi in giù tutti sono a favore dell'abolizione delle Province, salvo poi
dimenticarsene quando è il momento di votare. In un momento di crisi, un
segnale va dato». Idem Marina Salamon, tra i promotori dell'iniziativa, che a
Verona andrà a votare per le Europee ma non per le provinciali.
Comunità montane, tre
proposte di legge per "salvarle" ( da "Gazzettino,
Il" del 14-03-2009)
Argomenti: Province
Abstract: abolizione delle comunità montane
al Nord - affermano i proponenti del Carroccio - ha avuto scarsa utilità sul
fronte del contenimento della spesa pubblica e gravi ripercussioni per i
territori rimasti esclusi. Gli abitanti dei comuni ora rimasti esclusi non
possono più godere di adeguati servizi, non accedono alle agevolazioni regionali
per il riscaldamento domestico e ad una serie
Progetto del governo in
merito agli interventi per l'edilizia : intervento Giovanni Lucchi capogruppo
Pri Provincia di Forli - Cesena ( da "Sestopotere.com"
del 14-03-2009)
Argomenti: Province
Abstract: quali l'ampliamento dell'attività
edilizia libera fino a comprendere anche la manutenzione straordinaria e i
garage, l'abolizione del permesso di costruire rilasciato dal Comune sostituito
da una certificazione di conformità sottoscritta dal progettista,l'abolizione
del certificato di agibilità rilasciato dal Comune.
Province? Non servono, non
vado a votare ( da "Corriere delle Alpi"
del 15-03-2009)
Argomenti: Province
Abstract: era stato il primo firmatario di
una proposta trasversale di abolizione delle Province assieme a Santo Versace,
deputato del Pdl nonché imprenditore.Ma il progetto ha gambe ancor più lunghe:
il primo a proporre l'abolizione delle Province - spiegano - fu Francesco
Crispi, giudicandole già nel 1870 non particolarmente utili.
regione, forza italia
attacca "legge elettorale scorretta" - roberto fuccillo ( da "Repubblica,
La" del 15-03-2009)
Argomenti: Province
Abstract: è pace sulla nuova legge elettorale
della Regione. Ieri Forza Italia ha esposto le ragioni che potrebbero sostenere
un ricorso alla Corte costituzionale, iniziativa che va però chiesta al
governo. Il primo punto è l´abolizione del listino, che indebolirebbe il
presidente entrando in conflitto con l´articolo 121 della Costituzione e con la
legge elettorale del 2004.
Istituzioni e categorie
<Collaborazione promossa> ( da "Eco
di Bergamo, L'" del 15-03-2009)
Argomenti: Province
Abstract: abolizione delle Province, è
difficile sostenere questo a Bergamo». E il deputato Savino Pezzotta (Rosa
Bianca): «Non intervengo come parlamentare, perché non vesto ancora bene
quest'abito», ha detto, criticando il sistema che vede «i parlamentari nominati
dall'alto» e il federalismo «che parte dai soldi e non da una riforma
istituzionale più ampia»
Effetto domino anti-pena
di morte se anche Richardson licenzia il boia ( da "Riformista,
Il" del 15-03-2009)
Argomenti: Province
Abstract: Il Senato del New Mexico ha votato
venerdì sera (24-18) la messa al bando della pena di morte. Il Governatore deve
decidere se firmare la legge o mettere il veto. Richardson nel passato si è più
volte detto contrario all'abolizione della pena capitale, questione che i
democrat gestiscono con grande cautela per il timore di apparire "soft on
crime".
Meeting sull'abolizione
del libro soci' nelle imprese promosso dall'Ordine dei dottori commercialisti ( da "Resto
del Carlino, Il (Bologna)" del 15-03-2009)
Argomenti: Province
Abstract: abolizione del libro soci' nelle
srl e sulle nuove modalità di compilazione, sottoscrizione e inoltro della
comunicazione per i dati nel Registro delle imprese. Intervengono Gianfranco
Tomassoli, presidente dell'Ordine dottori commercialisti, Roberto Serra
dell'Ufficio registro imprese, e Silvia Agnolucci di Infocamere. L'ingresso è
gratuito.
WASHINGTON - Il Parlamento
del New Mexico ha approvato una risoluzione per l'abolizione della pena d... ( da "Messaggero,
Il" del 15-03-2009)
Argomenti: Province
Abstract: Il provvedimento è stato approvato
con 24 voti a favore e 18 contrari e deve ora essere promulgato dal governatore
democratico Bill Richardson, in passato contrario all'abolizione della pena di
morte. La pena di morte è in vigore in 38 dei 50 Stati Usa e al momento si
discutono risoluzioni per la sua abolizione in Montana e Kansas.
I tre sindaci all'attacco:
<Ora tante polemiche, ma perché i politici non hanno fatto i conti
prima?> ( da "Resto del Carlino, Il (Ascoli)"
del 15-03-2009)
Argomenti: Province
Abstract: Peccato che tanta animosità non sia
verificata un anno fa quando i sottoscritti, mettendoci la faccia con tutti i
rischi annessi, sono stati completamente isolati, e da taluni anche derisi,
quando si iniziò la raccolta delle firme dopo le dichiarazioni pubbliche di
Berlusconi sulla abolizione delle province».
Emma Marcegaglia rilancia ( da "Giornale.it,
Il" del 15-03-2009)
Argomenti: Province
Abstract: Servono riforme strutturali (a
partire da quella delle pensioni) continuando sulla via imboccata dai ministri
Brunetta e Alfano». Necessario tagliare la spesa pubblica improduttiva e la
burocrazia partendo dall?abolizione di Province ed enti inutili. Palla ora al
presidente del Consiglio. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G.
Fi, primo passo per la
tregua naccio ( da "Sicilia, La" del
15-03-2009)
Argomenti: Province
Abstract: abolizione in contemporanea delle
sanzioni; l'approvazione immediata di nuove norme che prevedano l'uso immediato
dei fondi pubblici europei, nazionali e regionali che consentano l'attivazione
degli ammortizzatori sociali in deroga per i dipendenti del settore
dell'artigianato e del commercio e l'attivazione degli ammortizzatori sociali
ordinari per i dipendenti delle Pmi con procedure
LA CGIL, INSIEME A CISL E
UIL, HA TENUTO UNA MANIFESTAZIONE NELL'AULA CONSILIARE DELLA PROVINCI... ( da "Mattino,
Il (Caserta)" del 15-03-2009)
Argomenti: Province
Abstract: Disposizioni in materia di
sicurezza pubblica»), e che riguardano l'esercizio della professione medica. In
tale decreto infatti all'articolo 45 comma 1 lettera t) - all'esame della
Camera dei deputati e già approvato al Senato - si prevede l'abolizione del
comma 5 dell'articolo 35 del testo Unico sull'Immigrazione (D.lgs.
CON IL SISTEMA DELLA
DOPPIA PREFERENZA, UNA PER GENERE, SI Dà ALLE DONNE SOLO LA POSSIBIL... ( da "Mattino,
Il (Nazionale)" del 15-03-2009) + 5 altre fonti
Argomenti: Province
Abstract: le criticità della nuova legge. A
partire dall'abolizione del listino che rappresenta «un depotenziamento dei
poteri del presidente». Bocciato anche il sistema della doppia preferenza.
«Sono servite creatività e fantasia per immaginare un sistema vincolato alle
donne - ha sottolineato - è una cosa che non ha precedenti.
Il New Mexico dice basta
alla pena di morte ( da "Giornale di Brescia"
del 16-03-2009)
Argomenti: Province
Abstract: hanno votato a favore
dell'abolizione della pena di morte 24 parlamentari, mentre hanno votato contro
18, dunque una maggioranza piuttosto netta. Il provvedimento era già passato
anche nell'altra Camera dello Stato, ragion per cui per diventare operativo ha
ora bisogno soltanto della firma del governatore.
Nuovi passi per
l'abolizione del segreto bancario ( da "ItaliaOggi
Sette" del 16-03-2009)
Argomenti: Province
Abstract: Indietro Nuovi passi per
l'abolizione del segreto bancario INTERNAZIONALE Di Gabriele Frontoni L'asse
franco-tedesco sulla lotta ai paradisi fiscali sembra dare i primi frutti. In
attesa di affrontare il problema del segreto fiscale nel corso del vertice dei
G20 in agenda a Londra per il 2 aprile, tre icone dei conti cifrati, Svizzera,
Federalismo/ Verso intesa
su enti locali, probabile ( da "Virgilio Notizie"
del 16-03-2009)
Argomenti: Province
Abstract: integrale copertura del minor
gettito dopo l'abolizione dell'Ici sulla prima casa, l'utilizzo del patrimonio
immobiliare per sostenere la spesa in conto capitale ed abbattere il debito, e
soprattutto un allentamento del patto di stabilità interno, per permettere agli
enti locali di sbloccare risorse disponibili in pagamento di opere già
realizzate,
Franceschini: contro la
crisi allentare il patto di stabilità ( da "Unita,
L'" del 17-03-2009)
Argomenti: Province
Abstract: Tutto questo nel mezzo della crisi.
Ma non è finita. Ai Comuni è fatto divieto di conteggiare tra le entrate valide
ai fini del Patto di stabilità interno le vendite del patrimonio immobiliare.
Cui va aggiunta l'eliminazione delle entrate fiscali, con l'abolizione Ici
prima casa (non coperta) e il blocco delle aliquote locali.
Â<Marzi, candidato anti
ProvinciaÂ> ( da "Tempo, Il" del
17-03-2009)
Argomenti: Province
Abstract: abolizione delle province. Il
candidato Udc aspira a diventare presidente di un ente di cui chiede
l'abolizione. Questo la dice lunga sulla serietà e l'impegno con cui si
appresta ad amministrare la provincia. Siamo certi che nei prossimi giorni ci
spiegherà come ripartire le competenze finora attribuire alla Provincia e a chi
demandare i compiti e le funzioni amministrative.
ma il neutro è una chimera
- stefano bartezzaghi ( da "Repubblica, La"
del 17-03-2009)
Argomenti: Province
Abstract: ora in poi i gabinetti maschili da
quelli femminili, nei palazzi dell´Unione Europea, questo non si sa. Sì, perché
l´annunciata abolizione di mistress e miss (perché indicare lo stato civile, e
solo quando ci si riferisce a una donna?) porta con sé anche l´abolizione di
mister (altrimenti la discriminazione sarà proprio lì).
L'Italia dove l'anormale è
normale
( da "Italia Oggi" del
17-03-2009)
Argomenti: Province
Abstract: abolizione delle province (che
renderebbe enormemente di più all'erario). Su questa abolizione quasi tutti i
leader politici, a parole, si dicono d'accordo ma, nei fatti, continuano in
maniera bipartisan a far nascere nuove province, in base al principio che
quando c'è da spendere in burocrazia usando il denaro di tutti i politici di
ogni colore sono sempre d'
Camera, va in onda il
Federalismo fiscale. La Lega cerca la sponda del Pd ( da "Panorama.it"
del 17-03-2009)
Argomenti: Province
Abstract: Netto il leader dell'Udc, [5] Pier
Ferdinando Casini, secondo cui si tratta solo "di uno spot elettorale
confezionato dalla Lega, in un momento in cui la situazione drammatica
economica drammatica chiederebbe l'abolizione delle provincie e invece con
questo federalismo c'è il rischio disastro per i conti dello Stato".
Sostegno agli enti locali,
passa la mozione del Pd ( da "Varesenews"
del 17-03-2009)
Argomenti: Province
Abstract: autonomia finanziaria di Comuni e
Province. Garantire servizi ai cittadini è particolarmente necessario in questa
fase di acuta crisi economica. Sarà garantita l?integrale copertura dal minor
gettito derivante dall?abolizione dell?ICI sulle abitazioni principali. Dovrà
essere consentito l?
ENTI LOCALI: LEGAUTONOMIE,
FEDERALISMO E LOTTA A CRISI ( da "Virgilio
Notizie" del 17-03-2009)
Argomenti: Province
Abstract: delle mozioni volte a ridefinire i
meccanismi del Patto di stabilita' per gli enti locali, a garantire l'integrale
copertura del minor gettito derivante dall'abolizione dell'Ici sulle abitazioni
principali, a consentire l'utilizzo degli avanzi di amministrazione, i proventi
delle alienazioni immobiliari e di quelle societarie per la spesa in conto
capitale e quindi per favorire gli
Restituzione dell'Ici
Carra soddisfatto: Un aiuto ai Comuni ( da "Gazzetta
di Mantova, La" del 18-03-2009)
Argomenti: Province
Abstract: Province. Garantendo il mancato
gettito derivante dall'abolizione dell'Ici sulla prima casa, ma anche rendendo
meno stringenti i vincoli del patto di stabilità. In particolare consentendo
alle amministrazioni locali di potere fare investimenti utilizzando i proventi
delle vendite d'immobili o utilizzando gli avanzi d'amministrazione per lavori
di medio importo da realizzarsi quest'
Il governo ha capito che
avevamo ragione, ed è arrivato il sì della maggioranza»... ( da "Unita,
L'" del 18-03-2009)
Argomenti: Province
Abstract: abolizione dell'ici sulle
abitazioni principali», una delle richieste più pressanti dei sindaci. Inoltre
si chiede di avviare iniziative per superare l'interpretazione restrittiva del
governo sul patto di stabilità interno. Secondo l'interpretazione della
Ragioneria dello Stato, infatti, alle amministrazioni veniva negata la facoltà
di spendere risorse derivanti da cessioni di quote
La mozione Franceschini
trova i voti alla Camera ( da "Unita, L'"
del 18-03-2009)
Argomenti: Province
Abstract: abolizione dell'ici sulle
abitazioni principali», una delle richieste più pressanti dei sindaci. Inoltre
si chiede di avviare iniziative per superare l'interpretazione restrittiva del
governo sul patto di stabilità interno. Secondo l'interpretazione della
Ragioneria dello Stato, infatti, alle amministrazioni veniva negata la facoltà
di spendere risorse derivanti da cessioni di quote
<Così finalmente sbloccati
milioni di euro> ( da "Eco di Bergamo, L'"
del 18-03-2009)
Argomenti: Province
Abstract: abolizione dell'Ici e delle
autonomie impositive, dall'altra impegna il governo ad adottare provvedimenti
perché i Comuni possano spendere subito i soldi che hanno in cassa. In un
momento di crisi come questo, quindi, si rimettono in moto meccanismi economici
virtuosi, permettendo ai Comuni di investire e saldare i pagamenti in sospeso»
C'È UNA DECISA contrarietà
della classe medica alla cancellazione ... ( da "Resto
del Carlino, Il (Cesena)" del 18-03-2009)
Argomenti: Province
Abstract: in rappresentanza dell'Ordine dei
medici della provincia, il dottor Arturo Alberti presidente Avsi, Gino Della
Vittoria vice direttore della Caritas di Cesena, e l'avvocato Francesco
Bonatesta consulente del Centro Stranieri del Comune di Cesena. «DATI UFFICIALI
su quanti medici ritengano giusto mantenere il divieto di segnalazione non ce
ne sono ha detto il dottor Mauro Palazzi,
La lotta dimenticata per
abolire le Province ( da "Corriere della Sera"
del 18-03-2009)
Argomenti: Province
Abstract: Abolizione delle province. Nato nel
Veneto per iniziativa di Michele Bortoluzzi, il movimento può contare sul
sostegno dichiarato di Massimo Carraro (candidato dall'Unione contro Giancarlo
Galan alle ultime regionali), dell'imprenditrice Marina Salamon, del deputato
democratico ed ex presidente di Federmeccanica Massimo Calearo,
Convenzionati
esterniemendamento Udcsalva le professionalità ( da "Sicilia,
La" del 18-03-2009)
Argomenti: Province
Abstract: abolizione dell'Ici sulle
abitazioni principali». Da parte dei ministeri dell'Economia e dell'Interno,
spiega il sottosegretario all'Economia, Vegas, ci sarà «la massima
sorveglianza» su quegli enti locali che sforeranno il patto di stabilità interno,
mentre il governo sta lavorando alla presentazione di un emendamento che
permetterà agli enti virtuosi di aumentare la propria capacità
Roma NOSTRA REDAZIONE Aria
d'intesa tra maggioranza e Pd sul federalismo fiscale: i dem... ( da "Gazzettino,
Il" del 18-03-2009)
Argomenti: Province
Abstract: assumendo nei tempi utili alla
predisposizione dei bilanci di previsione per il 2010 iniziative normative
urgenti di riordino della finanza locale volte a garantire l'autonomia
finanziaria degli enti locali nel quadro della concreta attuazione del federalismo
fiscale, a garantire l'integrale copertura del minor gettito derivante
dall'abolizione dell'Ici sulle abitazioni principali».
ROMA. UN APPLAUSO QUASI
CORALE COME NON SI RICORDAVA DA TEMPO. È ACCADUTO IERI A MONTECITORIO, ... ( da "Mattino,
Il (Nazionale)" del 18-03-2009) + 1 altra fonte
Argomenti: Province
Abstract: situazione finanziaria in cui
versano Province e Comuni», questi ultimi penalizzati dai mancati introiti
derivanti dall'abolizione dell'Ici. I sindaci sono soddisfatti per la boccata
d'ossigeno ma insistono perché si passi dalle parole ai fatti. Il Pdl, con
Fabrizio Cicchitto, ci tiene tuttavia a precisare che il sì del centrodestra
non significa che «noi abbiamo accettato la linea dell'
governo messo alle strette
grazie alla mozione del pd ( da "Tirreno, Il"
del 19-03-2009)
Argomenti: Province
Abstract: abolizione dell'Ici sulle
abitazioni principali; ad adottare iniziative per consentire l'utilizzo degli
avanzi di amministrazione per la spesa in conto capitale, in particolare per
lavori di medio importo realizzabili entro il 2009; ad adottare iniziative per
escludere dai saldi utili del patto di stabilità interno i pagamenti a residui
concernenti spese per investimenti effettuati
Luci ed ombre sulla nuova
provincia. Carassai, Montefiore dell'Aso, Montemonaco, Penna San Giovanni ... ( da "Messaggero,
Il (Marche)" del 19-03-2009)
Argomenti: Province
Abstract: di Fermo ha presentato in Consiglio
comunale una mozione sulle richieste di abolizione delle province. Nel suo
documento Mandolesi invita il Consiglio comunale fermano ad esprimersi
contrariamente all'abolizione delle province e a deliberare che esso «nell'ambito
della riforma del federalismo fiscale è favorevole ad un'azione politica dove
il ruolo delle province vada rivisitato».
Destra finita, non entro
in un partito di plastica ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 19-03-2009)
Argomenti: Province
Abstract: Perché non si è fatta promotrice
delle stesse istanze dentro An? L'ho fatto, eccome. Ma sono stati sordi. Hanno
lasciato che la Lega stravincesse, che imponesse il suo federalismo di cui il
Sud pagherà il prezzo. Non sono neppure riusciti a far passare l'abolizione
delle province difese da Bossi e Maroni, nonostante la popolarità della
campagna sui costi della politica.
BALCANI, COMMISSIONE UE
PER ABOLIZIONE VISTI ( da "marketpress.info"
del 19-03-2009)
Argomenti: Province
Abstract: COMMISSIONE UE PER ABOLIZIONE VISTI
Trieste, 19 marzo 2009 - La Commissione europea è determinata a completare il
processo di eliminazione delle restrizioni al regime dei visti con i Paesi dei
Balcani Occidentali entro la fine dell´anno: lo ha recentemente ribadito il
commissario europeo per l´Allargamento, Olli Rehn, informa
"Seeurope".
Pena morte/ Abolita in New
Mexico, passo avanti in Usa ( da "Virgilio
Notizie" del 19-03-2009)
Argomenti: Province
Abstract: (Ap-Apcom) - Il Consiglio d'Europa
ha accolto come una "vittoria della civiltà" l'abolizione della pena
di morte in New Mexico firmata ieri dal governatore dello Stato americano, il
democratico Bill Richardson. La decisione di Richardson sarà l'avanguardia di
una nuova politica da parte del presidente, Barack Obama?
Pena morte/ New Mexico,
Amnesty saluta abolizione ( da "Virgilio Notizie"
del 19-03-2009)
Argomenti: Province
Abstract: che non ha mai dimostrato di avere
un potere deterrente nei confronti della criminalita'. Il New Mexico e' il
secondo stato degli Usa ad aver abolito la pena di morte negli ultimi due anni.
Nel dicembre 2007 la medesima decisione era stata presa dal governatore del New
Jersey. Proposte di legge abolizioniste sono in discussione anche in Nebraska,
New Hampshire, Colorado e Montana.
i sindaci chiedono più
risorse
( da "Tirreno, Il" del
20-03-2009)
Argomenti: Province
Abstract: Vere misure anticrisi in una
situazione di emergenza». Romagnoli e i suoi colleghi sindaci, sottolineano che
la mozione approvata chiede di «garantire l'integrale copertura del minor
gettito derivante dall'abolizione dell'Ici sulle abitazioni principali"».
Il candidato a presidente
dalla Provincia per l'Udc Domenico Marzi non avrà a disp... ( da "Messaggero,
Il (Frosinone)" del 20-03-2009)
Argomenti: Province
Abstract: gruppi che mi appaiono solo delle
stelle cadenti. A Iannarilli, infatti, chiederò perché non porti avanti come me
il programma di Berlusconi sull'abolizione delle province. Non saprà cosa
rispondere e penso che molti elettori del centrodestra mi daranno ragione».
Cosa dirà, invece, al centrosinistra?
UN PARCHEGGIO in via Taro
e un centro sociale a Chiesanuova. Sono due progetti in... ( da "Nazione,
La (Prato)" del 20-03-2009)
Argomenti: Province
Abstract: battere i pugni sul tavolo per
chiedere di attuare il provvedimento rapidamente e soprattutto di dare agli
enti locali quanto dovuto dopo l'abolizione dell'Ici. Secondo le prime stime,
se davvero il patto fosse allentato, non ci sarebbero più vincoli ai pagamenti
delle imprese che lavorano per il Comune e quindi si potrebberoi sbloccare dei
soldi molto utili per le piccole aziende.
Statuto della Campania, la
svolta
( da "Denaro, Il" del
20-03-2009)
Argomenti: Province
Abstract: delle mozioni volte a ridefinire i
meccanismi del Patto di stabilità per gli Enti Locali, a garantire l'integrale
copertura del minor gettito derivante dall'abolizione dell'Ici sulle abitazioni
principali, a consentire l'utilizzo degli avanzi di amministrazione, i proventi
delle alienazioni immobiliari e di quelle societarie per la spesa in conto capitale
e quindi per favorire gli
CRISI ECONOMICA: DE
BENEDETTI, ABOLIZIONE ICI E' STATA UNA STUPIDAGGINE ( da "ITnews.it"
del 20-03-2009)
Argomenti: Province
Abstract: L'abolizione dell'Ici, ad esempio,
e' stata una stupidaggine''. Cosi' Carlo De Benedetti, presidente del gruppo
editoriale L'Espresso, ha risposto ai giornalisti, a margine di Manifutura
Festival di Pisa, che gli chiedevano un commento sulle azioni del governo
italiano per contrastare la crisi economica.
Casini a Bergamo: il
bipartitismo è morto ( da "Eco di Bergamo, L'"
del 21-03-2009)
Argomenti: Province
Abstract: Prima andava fatto il Codice delle
autonomie, definendo i compiti e le risorse degli enti; poi si danno i soldi. È
stata anche un'occasione persa per l'abolizione di enti inutili, come le
Province». Anche quella di Bergamo? «Disboscare gli enti inutili sarebbe stato
un bel segnale in tempo di crisi.
<Elezioni, soli al
primo turno> ( da "Eco di Bergamo, L'"
del 21-03-2009)
Argomenti: Province
Abstract: Ferdinando Casini si siede al
tavolo con il deputato della Rosa per l'Italia Savino Pezzotta e il presidente
della Provincia Valerio Bettoni. Le prime schermaglie sono proprio con
quest'ultimo sul ruolo delle Province. Bettoni le difende («senza non c'è
federalismo», e regala un giornalino di via Tasso), Casini è per l'abolizione
tout court, «a volte bisogna fare scelte impopolari».
<A Pesaro e in
Provincia la sinistra è sotto la soglia del 50%> ( da "Resto
del Carlino, Il (Pesaro)" del 21-03-2009)
Argomenti: Province
Abstract: A livello programmatico si punta
«ad una comunità montana unica ed all'abolizione dell'Ato». Non solo:
«Revisione completa delle società dei servizi pubblici». E ancora: «Assessore
delegato alle aree interne e massima trasparenza nelle assunzioni in
Provincia». La campagna elettorale sarà aperta da Maurizio Lupi e chiusa dal
ministro Altiero Matteoli.
Prestati a Sgarbi 40
pezzi'del S.Lazzaro ( da "Resto del Carlino, Il (R.
Emilia)" del 21-03-2009)
Argomenti: Province
Abstract: entrata in vigore della discussa
legge 180 di abolizione dei manicomi, le mura degli Istituti neuropsichiatrici
San Lazzaro, struttura di interesse scientifico mondiale, furono abbattute da
un'ondata di furore democratico, ma prezioso materiale si è salvato: le
migliaia di pubblicazioni della biblioteca scientifica "Livi",
Casini: Più tasse con
questo federalismo ( da "Gazzettino, Il"
del 21-03-2009)
Argomenti: Province
Abstract: Casini: «Più tasse con questo
federalismo» «Una riforma vera deve passare attraverso la creazione di un
Senato delle Regioni e l'abolizione delle province» Sabato 21 Marzo 2009,
An/ La Russa: Tra Pdl e
Lega ci sara' competizione -2- ( da "Virgilio
Notizie" del 21-03-2009)
Argomenti: Province
Abstract: Apcom) - La Russa ha ricordato che
la Lega è contraria all'abolizione delle Province, che resta però una battaglia
di Alleanza nazionale. "Noi - ha sottolineato - riteniamo che non subito,
ma nel percorso dei cinque anni le Province debbano essere sciolte". Idem
per quanto riguarda la battaglia del Carroccio per Malpensa.
IL MONDO ALLE 15 ( da "Wall
Street Italia" del 21-03-2009)
Argomenti: Province
Abstract: abolizione delle Province, che
resta però una battaglia di Alleanza nazionale. "Noi - ha sottolineato -
riteniamo che non subito, ma nel percorso dei cinque anni le Province debbano
essere sciolte". "Non c'è bisogno di contrapporsi con la Lega ma al
contrario - ha osservato il reggente di An - bisogna competere nelle proposte,
AN/ LA RUSSA: TRA PDL E
LEGA CI SARA' COMPETIZIONE -2- ( da "Wall
Street Italia" del 21-03-2009)
Argomenti: Province
Abstract: Apcom) - La Russa ha ricordato che
la Lega è contraria all'abolizione delle Province, che resta però una battaglia
di Alleanza nazionale. "Noi - ha sottolineato - riteniamo che non subito,
ma nel percorso dei cinque anni le Province debbano essere sciolte". Idem per
quanto riguarda la battaglia del Carroccio per Malpensa.
Dall'Msi al Pdl, è
l'ultimo congresso La Russa: "Competizione Pdl-Lega" ( da "Quotidiano.net"
del 21-03-2009)
Argomenti: Province
Abstract: abolizione delle Province, che
resta però una battaglia di Alleanza nazionale. “Noi - ha sottolineato -
riteniamo che non subito, ma nel percorso dei cinque anni le Province debbano
essere sciolte”. ”Non c?è bisogno di contrapporsi con la Lega ma al contrario -
ha osservato il reggente di An - bisogna competere nelle proposte,
An/ La Russa dichiara
aperta la competizione tra Pdl e Lega ( da "Virgilio
Notizie" del 21-03-2009)
Argomenti: Province
Abstract: abolizione delle Province, i
militari in città, la battaglia per Malpensa-Linate. Il reggente di An si
limita a un elenco minimo di casi ormai archiviati. Non accenna alla recente
polemica sul ddl sicurezza e a quella norma sui 'medici-spia' contro cui si è
schierato prima Gianfranco Fini e poi anche il presidente del Consiglio,
AN/ LA RUSSA DICHIARA
APERTA LA COMPETIZIONE TRA PDL E LEGA ( da "Wall
Street Italia" del 21-03-2009)
Argomenti: Province
Abstract: abolizione delle Province, i
militari in città, la battaglia per Malpensa-Linate. Il reggente di An si
limita a un elenco minimo di casi ormai archiviati. Non accenna alla recente
polemica sul ddl sicurezza e a quella norma sui 'medici-spia' contro cui si è
schierato prima Gianfranco Fini e poi anche il presidente del Consiglio,
la lotta contro l'aids ( da "Mattino
di Padova, Il" del 22-03-2009)
Argomenti: Province
Abstract: cittadino dell'abolizione dell'Ici
in quanto questa è la causa principale di una maggiore solerzia da parte della
polizia urbana, la quale, a mio parere, deve ubbidire a precise imposizioni
dell'amministrazione comunale. Quindi vorrei dire ai residenti di Teolo di
stare molto attenti con le auto perché anche Teolo si è aggiunto agli ormai
numerosi Comuni che cercano di far fronte all'
Spett.le Redazione, la
finanziaria 2008 decise l'abolizione delle circoscrizioni nelle città so... ( da "Messaggero,
Il (Civitavecchia)" del 22-03-2009)
Argomenti: Province
Abstract: le Redazione, la finanziaria 2008
decise l'abolizione delle circoscrizioni nelle città sotto i 250 mila abitanti
consentendone la sopravvivenza facoltativa in quelle con più di 100 mila
abitanti. Dato che Civitavecchia ha poco più di 50.000 abitanti, abbiamo la
fortuna di poter assistere alla loro eliminazione.
di CRISTINA DEGLIESPOSTI È
SBARCATA ieri a Imola la campagna elettorale d... ( da "Resto
del Carlino, Il (Imola)" del 22-03-2009)
Argomenti: Province
Abstract: ridurre le competenze della
Provincia a quelle previste dalla legge per ridurre gli sprechi di risorse.
«L'Udc è firmataria di una proposta di legge per l'abolizione delle Province
che è ferma da un anno in Parlamento spiega . Ci candidiamo consapevoli che non
possiamo chiuderla, ma per sfoltirla, perché si organizza meglio quando non si
fa il superfluo»
Podestà: Provincia in
difesa della famiglia ( da "Giorno, Il (Milano)"
del 22-03-2009)
Argomenti: Province
Abstract: Non sono affatto convinto che
dall'abolizione delle Province scaturirebbero vantaggi per i cittadini. Un
esempio della loro utilità? La competenza sulla manutenzione delle strade e
delle scuole. Se non la dovessero più esercitare le Province finirebbe frammentata
tra Regioni e Comuni probabilmente con un aggravio dei costi vivi.
La De Albertis vuole
vincere per cancellare la Provincia ( da "Giornale.it,
Il" del 22-03-2009)
Argomenti: Province
Abstract: Per una politica dell'ordine che
elimini gli sprechi». Parole d'ordine che NordDestra vuol far risuonare
nell'aula consiliare della Provincia di Milano, anche se il duo De Albertis
& Bernardelli ammette di volere «l'abolizione della Provincia». Per farlo serve
il voto anche «dei leghisti che accortisi delle contraddizioni del Carroccio».
Costa Volpino, 700
abitanti in più in 10 anni ( da "Eco di Bergamo, L'"
del 22-03-2009)
Argomenti: Province
Abstract: abolizione del pagamento degli
oneri di concessione, investimenti pubblici mirati al ripristino dell'arredo
urbano e alla collocazione di servizi pubblici, l'erogazione di contributi per
sistemare gli immobili». Il Pgt inoltre introduce anche incentivi per
l'edilizia sostenibile e la bioarchitettura: suggerisce infatti di ridurre gli
oneri di urbanizzazione per le nuove costruzioni,
Province bocciate <Così
non servono> Schneck: no comment ( da "Giornale
di Vicenza.it, Il" del 22-03-2009)
Argomenti: Province
Abstract: settimane fa una seduta
monotematica del consiglio provinciale e non perde occasione per parlare
dell'argomento. Il tema è quello dell'abolizione delle Province, respinto a
spada tratta da Schneck che pure sta tagliando a man bassa tutto quello che può
in Provincia e che secondo lui non è necessario. A partire dalla riflessione
avviata sul ripensamento delle aziende partecipate.
CIRO SACCARDI
CASTELLAMMARE. AL VIA LA FUSIONE TRA LE DUE PRINCIPALI AZIENDE SANITARIE DELLA
PROV...
( da "Mattino, Il (Circondario Sud2)"
del 22-03-2009) + 1 altra fonte
Argomenti: Province
Abstract: con un direttore generale a capo
dell'intera azienda. Una maxi riforma che porterà le casse dell'ente di palazzo
Santa Lucia a risparmiare oltre 40 milioni di euro all'anno, attraverso la
riduzione di incarichi, con l'abolizione di almeno 50 ruoli dirigenziali in
funzionale apicale e il taglio di numerose strutture.
Un programma in venti
punti per la legislatura ( da "Giornale.it, Il"
del 22-03-2009)
Argomenti: Province
Abstract: Riforma presidenziale con elezione
diretta del capo dello Stato o del presidente del consiglio; riforma dei
regolamenti parlamentari: abolizione delle province. FAMIGLIA - Quoziente
familiare; incremento delle detrazioni di imposta per le famiglie numerose
monoreddito, riduzione dell'Iva sui prodotti destinati alla prima infanzia.
Per i capitali un rientro
di scopo
( da "Sole 24 Ore, Il"
del 23-03-2009)
Argomenti: Province
Abstract: devo registrare che temi
fondamentali restano al margine dell'azione di governo. Abbiamo detto
dell'abolizione delle province, ma lo stesso vale per la liberalizzazione dei
servizi pubblici locali. Nella scorsa legislatura c'era un Ddl ottimo della
Lanzillotta: ebbene, oggi è stato accantonato a favore di un progetto peggiore
di quello Lanzillotta emendato da Rifondazione comunista.
An, un addio senza
rimpianti ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 23-03-2009)
Argomenti: Province
Abstract: abolizione delle province contro
cui si è schierato il Carroccio. è un segnale che trova parecchi sostenitori
anche dentro Fi, soprattutto al Nord viste le richieste di Bossi sulle
candidature per le prossime amministrative. E che Italo Bocchino
(vicecapogruppo alla Camera) rafforza: «Dovremo aiutare Berlusconi a essere meno
accondiscendente verso la Lega,
Il primo affondo colpisce
gli...
( da "Giornale.it, Il"
del 23-03-2009)
Argomenti: Province
Abstract: abolizione delle Province. «è nel
programma di governo», spiega candido Brigulglio. E aprire quel capitolo -
oltre all?obiettivo di lungo periodo di razionalizzare la spesa pubblica -
avrebbe un valore politico indiscusso e certificherebbe che anche la Lega
qualcosa agli alleati lo deve concedere.
Trastevere, Ztl della
discordia ( da "Tempo, Il" del
24-03-2009)
Argomenti: Province
Abstract: 30 fino alle 10 del mattino
Trastevere, Ztl della discordia I negozianti scrivono al Comune: «Divieto
sbagliato, affari a picco» Damiana Verucci Sono già state raccolte 100 firme
per chiedere l'abolizione della Ztl diurna di Trastevere nei giorni lavorativi.
L'attuale chiusura dei varchi dalle 6.
mencarelli in giunta con
lapenna per il benessere di terza generazione ( da "Tirreno,
Il" del 24-03-2009)
Argomenti: Province
Abstract: l'abolizione della Montecatini
Parcheggi per le funzioni che oggi svolge, diverse e fuorvianti dal progetto
originario. Abolizione che come Riformisti - Amo Montecatini perseguiremo con
tenacia dall'interno della probabile futura maggioranza. Abbiamo ritenuto
valido il progetto di riunire le forze riformiste,
arrivano solo diciannove
milioni il comune dimezza i fondi anticrisi - giuseppina piano ( da "Repubblica,
La" del 24-03-2009)
Argomenti: Province
Abstract: abolizione dell´Ici dimezza i fondi
anticrisi di Palazzo Marino. Con la bufera mondiale galoppante da mesi, con la
cassa integrazione esplosa tra città e provincia (più 1300 per cento quella in
deroga per le piccolissime imprese, ha contabilizzato la Cgil nei giorni
scorsi), il governo per ora ha stanziato solo la metà dei 38 milioni di euro
che deve al Comune come saldo per l´
Pena morte/ Paesi
abolizionisti, mantenitori ed esecuzioni ( da "Virgilio
Notizie" del 24-03-2009)
Argomenti: Province
Abstract: - Più della metà dei paesi ha
abolito la pena di morte di diritto o de facto. Secondo gli ultimi dati di
Amnesty International, aggiornati al mese di marzo 2009: - 92 paesi hanno
abolito la pena di morte per ogni reato. - 10 paesi l'hanno abolita salvo che
per reati eccezionali, quali quelli commessi in tempo di guerra.
PENA MORTE/ PAESI
ABOLIZIONISTI, MANTENITORI ED ESECUZIONI-SCHEDA ( da "Wall
Street Italia" del 24-03-2009)
Argomenti: Province
Abstract: Paesi abolizionisti, mantenitori ed
esecuzioni-scheda di Apcom Più della metà dei paesi ha abolito la pena di
diritto o de facto -->Roma, 24 mar. (Apcom) - Più della metà dei paesi ha
abolito la pena di morte di diritto o de facto. Secondo gli ultimi dati di
Amnesty International, aggiornati al mese di marzo 2009: - 92 paesi hanno
abolito la pena di morte per ogni reato.
DIRITTI. In Europa la pena
di morte resiste solo in Bielorussia. Rapporto Amnesty International ( da "HelpConsumatori"
del 24-03-2009)
Argomenti: Province
Abstract: abolizione della pena di morte nel
mondo. A dicembre, l'Assemblea generale delle Nazioni Unite ha adottato, a
larga maggioranza, una seconda risoluzione che chiede una moratoria in vista
dell'abolizione della pena di morte e la Commissione africana dei diritti umani
e dei popoli ha richiamato gli Stati africani che mantengono la pena di morte
ad osservare una moratoria sulle esecuzioni
I consiglieri Massimo
Pierpaoli e Massimo Masotti hanno aderito al gruppo Misto ( da "Sestopotere.com"
del 24-03-2009)
Argomenti: Province
Abstract: Ordine del giorno - Abolizione
dell?ICI sulla prima casa Con i voti a favore dei gruppi FI, AN, Io amo Ferrara
(contrari PD, Prc, Verdi, PS) il Consiglio ha respinto l?ordine del giorno
presentato dai gruppi FI e AN, in merito alla “Abolizione dell?ICI sulla prima
casa”
(
da "Tirreno, Il" del 01-03-2009)
Argomenti:
Province
Pagina 8 -
Montecatini «Parole superficiali e demagogiche» Federica Fratoni attacca il
candidato del centrodestra PISTOIA. «Trovo singolare che chi si candida a un
ente importante come la Provincia al tempo stesso la definisca inutile, nella
speranza di una sua rapida abolizione». Federica Fratoni, candidata del
centrosinistra per la Provincia, non ha perso tempo nel replicare alle prime
dichiarazioni del suo avversario, l'attuale sindaco di Montecatini Ettore
Severi. «Si tratta - scrive Fratoni - di un approccio incoerente, superficiale
e demagogico. Evidentemente Severi ha tutte le intenzioni di esportare il modello della sua amministrazione al Comune di
Montecatini direttamente in Provincia; parla di turismo, traccia ricette per la
promozione, quando, in qualità di sindaco, ha governato per 10 anni il Comune
con la più accentuata vocazione turistica del nostro territorio e che ha visto
tristemente consumarsi la drammatica parabola discendente del proprio sistema
termale». Fratoni invita anche Severi a non curarsi del livello di
salute del Pd e della coalizione del centrosinistra. «La mia candidatura è
emersa da una grande partecipazione democratica, la sua è stata decisa lontano
da qui, nel segreto di una stanza e secondo vecchie logiche di spartizione
territoriale. Ne è ulteriore prova l'avvicendamento paradossale nella
candidatura a sindaco di Montecatini, avvenuta nell'arco di una mezza giornata
e all'insaputa dei dirigenti locali».
(
da "Resto del Carlino, Il (Imola)" del 01-03-2009)
Argomenti:
Province
IMOLA pag. 2 Casini:
«Un imolese in lista per le europee» L'idea del leader dell'Udc, ieri in città
«CANDIDEREMO un imolese alle elezioni europee per l'Udc». Pier Ferdinando
Casini tira fuori il coniglio dal cilindro alla fine della sua mattinata
imolese all'hotel Molino Rosso. Davanti a lui almeno una cinquantina di persone
arrivate per ascoltare l'ex presidente della Camera e il candidato alla
Provincia (e parlamentare)Gian Luca Galletti. Chi sono i papabili alla lista
per Strasburgo? Alla sinistra di Casini sedeva il baby-consigliere comunale
dell'Unione di centrodestra Andrea Zucchini. Dall'altra parte del tavolo c'era
il neo segretario circondariale Giovanni Dalle Fabbriche. Facile pensare a
questi due nomi. Ma Casini non va oltre: «Il candidato porterà in campagna
elettorale i temi imolesi. Ho dato disposizioni al coordinamento di individuare
un nome». L'ultima parola insomma spetterà alla segretaria provinciale Maria
Cristina Marri. MA AL CENTRO della mattinata c'è stata soprattutto la
Provincia: «Imola ha bisogno di una Provincia amica ha detto Casiniall'ingresso
in sala , perché è un territorio vicino a Bologna ma con sue specificità.
Merita un'attenzione particolare, soprattutto per quanto
riguarda il mondo delle piccole e medie imprese». L'Udc però è per l'abolizione
delle Province. E il candidato Gian Luca Galletti chiarisce il concetto: «Se
sarò eletto voglio essere il commissario liquidatore di palazzo Malvezzi». In
attesa di chiudere l'ente, Galletti propone però una Provincia leggera':
«Voglio ridurre a tre gli assessori, per ridurre le spese». Va da sé che
Galletti è anche contrario alla città metropolitana: «Un'assurdità: Imola non
ha nulla in comune con Zola Predosa o Porretta. Se passasse il concetto della
città metropolitana, superata, Imola sarebbe considerata parte di Bologna.
Diventerebbe unica città un territorio con esigenze assai diverse al suo
interno». Il candidato dice un secco no anche al Circondario: «Noi possiamo
dirlo: siamo contrari da sempre afferma Galletti . Quando fu votato lo statuto
delle Regioni che conteneva il Circondario, la nostra consigliera Marri fu
l'unica a votare contro perché temeva che sarebbe diventato un altro livello di
governo e fonte di spese inutili». CASINI poi risponde a una domanda sulle
amministrative in arrivo e chiarisce un concetto: l'Udc non farà alleanze con
il centrosinistra in Emilia Romagna. «Ogni caso va preso a sé dice il leader
centrista , ma questa è una regione che pulsa per un cambiamento. Dove ci sono
le condizioni ci alleeremo con il centrodestra, altrimenti andremo da soli».
Punti di contatto col Pd però ce ne sono. Casini parla di un tema caldo': le
ronde. E curiosamente il suo punto di vista è identico a quello del sindaco
Daniele Manca: «E' come l'invio dei militari nelle città: una mossa demagogica
e pericolosa. Sono convinto che finirà in tragedia prima o poi, con un rondista
aggredito, per esempio. Noi chiediamo invece più soldi per le forze
dell'ordine». Patrick Colgan
(
da "Mattino di Padova, Il" del 02-03-2009)
Argomenti:
Province
Oggi ad Abano il
ministro incontra i Comuni che protestano per l'abolizione del tempo lungo alle
elementari Scuola in rivolta, arriva la Gelmini I sindaci padovani in difesa di
12 mila bambini penalizzati PADOVA. Il ministro Mariastella Gelmini (nella foto)
alle prese con la rivolta contro l'abolizione del tempo lungo (30 ore di
lezione più 5 di mensa) nelle elementari, che vede in
prima fila una settantina di sindaci della provincia di Padova, indistintamente
di centrosinistra e di centrodestra. Oggi, ad Abano, dov'è attesa per un
convegno, il ministro incontra una delegazione di amministratori. In tutta la
provincia sono 12 mila i bambini penalizzati. BACCARIN ALLE PAGINE 10 E 11
(
da "Virgilio Notizie" del 02-03-2009)
Argomenti:
Province
(ASCA) - Roma, 2 mar
- Su iniziativa della Comunita' di Sant'Egidio e del Comune di Roma, stasera,
il Colosseo verra' illuminato per il voto del Senato del Montana (Usa)
favorevole all'abolizione della pena di morte. La Comunita' di Sant'Egidio,
assieme al Comune di Roma, come e' noto, e' fortemente impegnata da anni nella
battaglia per l'abolizione della pena capitale nel mondo e il 2 novembre 2007
Mario Marazziti ha consegnato, insieme a una delegazione della World Coalition
Against Death Penalty (WCADP), piu' di 5 milioni di firme raccolte in 153 paesi
del mondo dalla stessa Comunita' e da altre organizzazioni della WCADP,
all'allora Presidente dell'Assemblea Generale dell'ONU, Srgian Kerim.
Attualmente aderiscono al movimento mondiale delle Citta' per la vita - Citta'
contro la pena di morte oltre 900 citta'. Il Colosseo e' il simbolo della
Campagna mondiale. Attualmente una dozzina di stati americani sta esaminando
progetti di legge abolizionisti. Stiamo forse assistendo ad una svolta epocale
che potrebbe seriamente condurre ad una riconsiderazione dell'uso della pena
capitale negli Stati Uniti. Lunedi' 16 febbraio il Senato del Montana ha
votato, con 27 voti a favore e 23 contro, l'abolizione
della pena di morte e la commutazione della pena in carcere a vita. La legge
abrogativa della pena capitale passa ora al vaglio della Camera dei
Rappresentanti. Se verra' approvata anche al secondo braccio del Congresso,
come e' probabile, il Governatore Brian Schweitzer la dovra' successivamente
firmare e ratificare, per la sua entrata in vigore. Se non ci saranno
sorprese, il Montana, dove dal 1976 si sono contate tre esecuzioni e nel cui
braccio della morte si trovano attualmente due persone, si appresta a diventare
il terzo stato USA ad abolire la pena capitale, dopo lo stato di New York che
lo ha fatto nel 2004 e il New Jersey, nel 2007, dopo oltre 40 anni. Per questo,
a Roma, stasera il Colosseo si illuminera' di una luce speciale, e fara' lo
stesso anche quando il Governatore Schweitzer ratifichera' la storica
decisione, per sottolinearne l'importanza e per dire quanto rilevanti siano i
legami di amicizia e collaborazione nel far crescere il livello del rispetto
per i diritti umani.
(
da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 02-03-2009)
Argomenti:
Province
Niente ronde per i
cappelli alpini, lo decide l'assemblea delle penne nere Lunedì 2 Marzo 2009,
VOLPAGO - Ronde, nessun alpino vi potrà partecipare con segni distintivi di
appartenenza all'associazione. Il provvedimento del Governo che ha previsto,
all'interno del decreto sicurezza, l'istituzione delle ronde, non è passato
inosservato nel corso dell'Assemblea ordinaria dei delegati sezionali della
sezione Ana di Treviso, che si è tenuta ieri mattina a Volpago del Montello. In
un'affollata sala Foresti-Minghetti la relazione morale del presidente Luigi
Casagrande ha affrontato anche la questione del nuovo organo volontario
previsto dal pacchetto sicurezza, sottolineando che l'adesione di ogni singolo
alpino, pur se libera, dovrà avvenire a titolo personale ed evitando di
indossare simboli quali il cappello, stemmi o altro. Alla
presenza dei rappresentanti di quasi tutti i 90 gruppi presenti in provincia è
stato poi fatto il punto sui numeri: gli iscritti sfiorano quasi i
(
da "Wall Street Italia" del 03-03-2009)
Argomenti:
Province
Crisi, la Lega
attacca: "Stop agli immigrati" Sussidi: domani vertice --> Domani
a Palazzo Chigi le parti sociali per studiare un piano di ammortizzatori
sociali. Il Pd presenta la "proposta Franceschini" in Senato. L'Idv:
"Fondi dall'abolizione delle province". Ma
il Pdl: "E' un bluff". Il Carroccio: "Posti di lavoro ai disoccupati
italiani fermando l'ingresso di nuovi stranieri"
(
da "Virgilio Notizie" del 03-03-2009)
Argomenti:
Province
(ASCA) - Roma, 3 mar
- Si' all'assegno per coloro che perdono il posto di lavoro, anche ai precari,
e finanziarlo con l'abolizione delle province e di tutti gli sprechi. E'
questa la proposta di Antonio Di Pietro, leader dell'Italia dei Valori per
affrontare la crisi economica-finanziaria. ''L'Idv - sottolinea Di Pietro a
Montecitorio - mette al primo posto la necessita' di trovare le risorse
necessarie per assicurare a tutti coloro che non lavorano, precari
compresi, un assegno di disoccupazione''. Per sostenere la spesa il leader di
Idv propone di ''abolire le province
(dall'operazione si possono ricavare dai 6 agli 8 miliardi di euro) e, con
esse, la miriade di societa' per azioni che negli Enti locali si sono
sviluppate in questi anni con la moltiplicazione dei posti. Poi si deve
recuperare l'evasione del condono del 2003 per una cifra di circa 6 miliardi di
euro. Infine, una serie di seri interventi di 'buoncostume' a cominciare dalla
vergogna dei parlamentari che votano per due o tre colleghi per rubare la
diaria di 250 euro e seguire con l'abolizione di sprechi come quelli della
buvette del Senato dove si pranza per 1,50 euro''.
(
da "Giornale.it, Il" del 03-03-2009)
Argomenti:
Province
n. 53 del 2009-03-03
pagina 0 Disoccupati, il Pd insiste: "Il sussidio sia per tutti"
Lega: "Stop a immigrati" di Redazione Domani a Palazzo Chigi le parti
sociali per studiare un piano di ammortizzatori sociali. Il Pd presenta la "proposta
Franceschini" in Senato. L'Idv: "Fondi dall'abolizione delle province". Ma il Pdl: "E' un bluff" Roma -
Proposte opposte. Risposte diverse. La politica di fronte alla crisi economica
si spacca e si attorciglia. Franceschini chiede il "salario
garantito" ai disoccupati, Letta e Casini sono d'accordo, ma solo dopo una
riforma delle pensioni. Bersani si mette in coda, ma preferirebbe prima un
intervento sull'evasione fiscale. D'accordo anche Di Pietro che suggerisce di
pescare i fondi "dall'abolizione delle province".
Il centrodestra sta alla finestra dopo il secco no del premier al sussidio di
disoccupazione ("Inaccettabile, non ce lo possiamo permettere"), la
richiesta di Brunetta di una riforma delle pensioni ("Ce lo chiede la
Ue") e lo stop di Sacconi. Con le poche risorse a disposizione l'esecutivo
cercherà di fare qualcosa di concerto con le parti sociali. Lo tetsimonia
l'invito per domani a Palazzo Chigi alle 17,30. Tema dell?incontro: le
politiche per l?economia sociale e di mercato con le 37 sigle rappresentative
delle parti sociali. In questo movimento si installa la solita proposta
"scoppientante" della Lega che, per concedere ammortizzatori sociali
a tutti, chiede la chiusura delle frontiere. Pd: "Salario ai
disoccupati" Il governo è chiamato a riferire nell?aula del Senato sulla
crisi economica. Lo ha deciso la conferenza dei capigruppo di Palazzo Madama,
su richiesta del Pd. Sarà una prossima capigruppo a stabilire la data per le
comunicazioni dell?esecutivo. Lo ha riferito il vicepresidente dei senatori del
Pd, Luigi Zanda, sottolineando come "il Paese sia di fronte a una crisi
gravissima, di proporzioni tali da richiamare quella del ?29, il Senato
dev?essere informato e il governo ha l?obbligo di farlo". Il Pd ha chiesto
che sia il presidente del Consiglio a spiegare l?andamento della crisi
economica, essendo il responsabile dell?esecutivo. I democratici, intanto,
presenteranno nel pomeriggio una mozione che definisce la proposta del salario
per chi ha perso il lavoro e su questo chiederanno un dibattito a Palazzo Madama.
Il Pdl: "Bluff di Franceschini" Sul sussidio per chi perde il lavoro
il segretario del Pd "gioca con carte truccate", il suo rilancio è
"un bluff" e la proposta si conferma "propagandistica". Lo
sostiene il presidente dei deputati del Pdl, Fabrizio Cicchitto.
"Franceschini gioca con carte truccate. Infatti, sulla base delle risorse
esistenti, il governo ha raschiato il barile, anche con l?accordo con le
Regioni, per recuperare il massimo di risorse possibili per gli ammortizzatori
sociali nei confronti di una serie di categorie. Personalità politiche più
serie, che non fanno propaganda, ma parlano di politica economica reale, come
Enrico Letta e Pier Ferdinando Casini, collegano l?assegno per i disoccupati a
una riforma delle pensioni. Ma, su questo, il Pd subito si spacca perché,
invece, Bersani oppone alla riforma delle pensioni la lotta all?evasione
fiscale, che non dà grandezze economiche certe e immediate. E se la
Confindustria è d?accordo sulla riforma cosa pensano di tutto ciò i sindacati?".
Lega: "No agli immigrati" Di fronte all?inasprirsi della crisi la
Lega Nord chiede uno stop a nuovi immigrati, per attribuire i posti di lavoro
ai disoccupati italiani: "Noi diciamo - afferma il capogruppo del
Carroccio alla Camera, Roberto Cota - sostegno agli ammortizzatori sociali;
stop all?arrivo di nuovi immigrati, perché prima dobbiamo reimpiegare i
lavoratori italiani che hanno perso il posto e riforme strutturali, che
consentano di abbassare la pressione fiscale". Per quanto riguarda la
proposta del Pd di un assegno ai disoccupati, Cota osserva: "Franceschini
dice una cosa, Letta e Bersani ne dicono altre. E poi, gli ammortizzatori
sociali esistono già e sono stati fortemente finanziati dal governo".
L'Idv: "Fondi da abolizione delle province"
"L?Italia dei Valori mette al primo posto la necessità di trovare risorse
per agli assegni a coloro che non lavorano. Per questo serve un intervento a
favore dell?abolizione degli sprechi come ad esempio le province
e tutti gli enti pubblici di secondo livello. Un risparmio pari a 10 miliardi
di euro". Questa la proposta del leader dell?Idv Antonio di Pietro.
"Dall?abolizione delle province si possa
arrivare a una cifra tra i 6 e gli 8 miliardi. A questi - prosegue - si
aggiungerebbero i soldi risparmiati abolendo le diverse società per azioni che
si sono sviluppate nei Comuni. Poi - aggiunge - andrebbero fatti degli
interventi di buoncostume per i deputati che votano per altri 3 colleghi
fregandosi 250 euro al giorno oppure la norma approvata in Senato che consente
ai senatori di pagare un pranzo 1,50 euro". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI
SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano
(
da "Giornale.it, Il" del 03-03-2009)
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Province
n. 53 del 2009-03-03
pagina 0 Disoccupati, il Pd insiste: "Il sussidio sia per tutti"
Lega: "Basta immigrati" di Redazione Domani a Palazzo Chigi le parti
sociali per studiare un piano di ammortizzatori sociali. Il Pd presenta la
"proposta Franceschini" in Senato. L'Idv: "Fondi dall'abolizione
delle province". Ma il Pdl: "E' un
bluff" Roma - Proposte opposte. Risposte diverse. La politica di fronte
alla crisi economica si spacca e si attorciglia. Franceschini chiede il
"salario garantito" ai disoccupati, Letta e Casini sono d'accordo, ma
solo dopo una riforma delle pensioni. Bersani si mette in coda, ma preferirebbe
prima un intervento sull'evasione fiscale. D'accordo anche Di Pietro che
suggerisce di pescare i fondi "dall'abolizione delle province".
Il centrodestra sta alla finestra dopo il secco no del premier al sussidio di
disoccupazione ("Inaccettabile, non ce lo possiamo permettere"), la
richiesta di Brunetta di una riforma delle pensioni ("Ce lo chiede la
Ue") e lo stop di Sacconi. Con le poche risorse a disposizione l'esecutivo
cercherà di fare qualcosa di concerto con le parti sociali. Lo tetsimonia
l'invito per domani a Palazzo Chigi alle 17,30. Tema dell?incontro: le
politiche per l?economia sociale e di mercato con le 37 sigle rappresentative
delle parti sociali. In questo movimento si installa la solita proposta
"scoppientante" della Lega che, per concedere ammortizzatori sociali
a tutti, chiede la chiusura delle frontiere. Pd: "Salario ai
disoccupati" Il governo è chiamato a riferire nell?aula del Senato sulla
crisi economica. Lo ha deciso la conferenza dei capigruppo di Palazzo Madama,
su richiesta del Pd. Sarà una prossima capigruppo a stabilire la data per le
comunicazioni dell?esecutivo. Lo ha riferito il vicepresidente dei senatori del
Pd, Luigi Zanda, sottolineando come "il Paese sia di fronte a una crisi
gravissima, di proporzioni tali da richiamare quella del ?29, il Senato
dev?essere informato e il governo ha l?obbligo di farlo". Il Pd ha chiesto
che sia il presidente del Consiglio a spiegare l?andamento della crisi
economica, essendo il responsabile dell?esecutivo. I democratici, intanto,
presenteranno nel pomeriggio una mozione che definisce la proposta del salario
per chi ha perso il lavoro e su questo chiederanno un dibattito a Palazzo
Madama. Il Pdl: "Bluff di Franceschini" Sul sussidio per chi perde il
lavoro il segretario del Pd "gioca con carte truccate", il suo
rilancio è "un bluff" e la proposta si conferma
"propagandistica". Lo sostiene il presidente dei deputati del Pdl,
Fabrizio Cicchitto. "Franceschini gioca con carte truccate. Infatti, sulla
base delle risorse esistenti, il governo ha raschiato il barile, anche con
l?accordo con le Regioni, per recuperare il massimo di risorse possibili per
gli ammortizzatori sociali nei confronti di una serie di categorie. Personalità
politiche più serie, che non fanno propaganda, ma parlano di politica economica
reale, come Enrico Letta e Pier Ferdinando Casini, collegano l?assegno per i
disoccupati a una riforma delle pensioni. Ma, su questo, il Pd subito si spacca
perché, invece, Bersani oppone alla riforma delle pensioni la lotta
all?evasione fiscale, che non dà grandezze economiche certe e immediate. E se
la Confindustria è d?accordo sulla riforma cosa pensano di tutto ciò i
sindacati?". Lega: "No agli immigrati" Di fronte all?inasprirsi
della crisi la Lega Nord chiede uno stop a nuovi immigrati, per attribuire i
posti di lavoro ai disoccupati italiani: "Noi diciamo - afferma il
capogruppo del Carroccio alla Camera, Roberto Cota - sostegno agli
ammortizzatori sociali; stop all?arrivo di nuovi immigrati, perché prima
dobbiamo reimpiegare i lavoratori italiani che hanno perso il posto e riforme
strutturali, che consentano di abbassare la pressione fiscale". Per quanto
riguarda la proposta del Pd di un assegno ai disoccupati, Cota osserva:
"Franceschini dice una cosa, Letta e Bersani ne dicono altre. E poi, gli
ammortizzatori sociali esistono già e sono stati fortemente finanziati dal
governo". L'Idv: "Fondi da abolizione delle province"
"L?Italia dei Valori mette al primo posto la necessità di trovare risorse
per agli assegni a coloro che non lavorano. Per questo serve un intervento a
favore dell?abolizione degli sprechi come ad esempio le province
e tutti gli enti pubblici di secondo livello. Un risparmio pari a 10 miliardi
di euro". Questa la proposta del leader dell?Idv Antonio di Pietro.
"Dall?abolizione delle province si possa
arrivare a una cifra tra i 6 e gli 8 miliardi. A questi - prosegue - si
aggiungerebbero i soldi risparmiati abolendo le diverse società per azioni che
si sono sviluppate nei Comuni. Poi - aggiunge - andrebbero fatti degli
interventi di buoncostume per i deputati che votano per altri 3 colleghi
fregandosi 250 euro al giorno oppure la norma approvata in Senato che consente
ai senatori di pagare un pranzo 1,50 euro". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI
SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano
(
da "Tribuna di Treviso, La" del 04-03-2009)
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Province
I parlamentari
Donatella Poretti e Marco Perduca del Pd chiedono al ministro Sacconi più
controlli sui mangimi per animali e le importazioni dalla Cina Le crocchette
killer arrivano in Senato Cani uccisi dalla melamina a San Fior, scatta
l'interrogazione parlamentare «Servono controlli a campione in tutta la
filiera» SAN FIOR. Il caso dei cani di San Fior uccisi dal mangime contaminato
dalla melamina, contenuto in due lotti distribuiti dalla ditta Diusa Pet di
Pavia, arriva in Parlamento con un'interrogazione presentata dai senatori
Donatella Poretti e Marco Perduca del Partito Democratico. Si chiede al ministro
Maurizio Sacconi l'avvio di verifiche a campione sui mangimi e sulle
importazioni di alimenti «made in China». Prima di diffondere il nome della
ditta responsabile della vendita delle crocchette contaminate, nei giorni
scorsi il Ministero della Salute ha atteso i risultati ufficiali delle analisi
sul mangime che, a luglio, ha causato la morte di due cani a San Fior, un lhasa
e un maltese, di proprietà dell'allevatrice sanfiorese Adelaide Ponzè. «Le
analisi hanno confermato la presenza di melamina nel mangime Duck & Barley,
lotto 099, e nel mangime C1, lotto 094, prodotti dalla ditta Diusa Pet di
Marzano (Pavia)». ha chiarito il Ministero in una nota. Il Ministero ha altresì
invitato gli allevatori che fossero in possesso di mangime di questi lotti di
sospenderne precauzionalmente la somministrazione ai cani. Contestualmente, è
stato disposto il ritiro dal mercato dei mangimi di questi lotti che ancora si
trovavano in commercio. I due senatori del Partito Democratico, ritenendo
particolarmente grave questo episodio di avvelenamento, chiedono nella loro
interrogazione che «ci sia l'avvio o l'intensificazione di verifiche a campione
sugli ingredienti e sul contenuto dei mangimi e alimenti per animali, anche in
considerazione dell'allarme suscitato dalla recente immissione sul mercato
internazionale, in particolare in Cina, di partite di alimenti destinate
all'uomo sofisticate con la melamina, che si teme possano ora essere smerciate
nella filiera di produzione di cibo per animali». «I due cani morti a San Fior
- denuncia la senatrice Donatella Poretti - erano regolarmente alimentati con
un prodotto che conteneva elevatissime quantità di melamina, fino a 560 volte
il limite consentito dalle norme sanitarie vigenti. L'estate scorsa in Cina,
cinque bambini sono morti e circa sessantamila sono rimasti intossicati dal
latte in polvere contaminato con la medesima sostanza. Si teme che le partite
di cibo adulterate alla melamina, originariamente destinate agli uomini benché
tossiche, trovino maglie più larghe nei controlli delle filiere di produzione
di alimenti per animali. Quanto accaduto a Treviso suscita grave allarme,
perché è impossibile sapere se e quanti altri animali possano aver assunto
mangime contaminato, dato che non è comune che un padrone di cani, come invece
avvenuto a San Fior, disponga un'autopsia sul proprio amico deceduto e analisi
sul cibo che questi aveva consumato». In queste settimane i centralini delle
Ulss della provincia di Treviso, e non solo, sono stati letteralmente presi
d'assalto da allevatori e proprietari di cani spaventati dai rischi delle
«crocchette killer». Una psicosi che si è solo parzialmente ridimensionata dopo
la comunicazione della ditta responsabile e dei lotti contaminati. Intanto le
associazioni animaliste, dopo aver chiesto e ottenuto come i due senatori del
Pd che fosse reso noto il nome della ditta responsabile, hanno annunciato
azioni legali. Andrea Zanoni, presidente della Lac (Lega Abolizione Caccia) del Veneto ha
dichiarato: «Abbiamo comunicato alla signora la nostra disponibilità di
costituirci parte civile nel prevedibile processo contro l'azienda che ha posto
in commercio queste crocchette al veleno. Giova ricordare che solo
all'interruzione della somministrazione di queste crocchette la signora di San
Fior è riuscita a salvare gli altri suoi nove cani». La sanfiorese si era
infatti rivolta ad un veterinario ed era stata interessata l'Ulss
(
da "Giorno, Il (Como)" del 04-03-2009)
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Province
LAGO E VALLI pag. 7
Il candidato Pdl è Nava La scelta è caduta sul vicesindaco di Lecco VERSO LE
ELEZIONI PROVINCIALI ] - salvo stravolgimenti per via di qualche malumore negli
altri partiti del centrodestra, hanno definito che la Provincia di Lecco avrà
un candidato che rappresenti Alleanza nazionale all'interno del Pdl». LE SCELTE
sono avvenute, ancora una volta, lontano da Lecco - segno che decidono ancora
le segreterie milanesi. «Ignazio La Russa ha detto chiaramente che Nava è il
candidato di An e quindi non vedo che cosa possa fermare questa candidatura». Strano
perché solo due giorni fa lo stesso Dadati dichiarava esattamente il contrario:
«Nava non vole correre». Dunque il diktat viene dall'altro, proprio dal
ministro La Russa tra i sostenitori - tra l'altro - dell'abolizione
delle Province. Così si fanno da parte le candidature dell'ex assessore
comunale Stefano Chirico («targato» Forza Italia) e del sindaco di Perledo,
Carlo Signorelli. SI APRIRANNO poi altri scenari in considerazione del fatto
che Nava è vice sindaco del capoluogo e, se candidato, dovrebbe lasciare il
posto in municipio. «Nava si candiderà e dovrebbe anche vincere -
afferma Dadati - perché le condizioni ci sono tutte. Ha dimostrato di essere un
candidato forte che ha preso tantissimi voti a Lecco. La situazione politica è
favorevole e i sondaggi positivi. Dovrà riuscire a compattare il Pdl attorno a
sè. Fatto questo ha tutte le carte in regola per vincere se farà una buona
campagna elettorale». Dall'altra parte c'è un candidato forte come il
presidente uscente Virginio Brivio che dovrebbe essere sostenuto da tutto il
centro sinistra. «BRIVIO È CONOSCIUTO - spiega Dadati - e senza dubbio capace
di attirare un buon numero di voti. Non è una sfida semplice: ci vuole molta
unità, serve un lavoro comune di tutto il Pdl e della Lega. Questo sarà il
compito più importante a cui è chiamato Nava come candidato: deve unire al
massimo le forze per portare la vittoria al centrodestra. Non è una cosa
impossibile. Per me Lecco è già vinta. In queste elezioni il terreno è
favorevole, ma non bisogna fare errori». Da parte sua, Dadati sarà candida
nella circoscrizione di Lecco dove è stato eletto nelle ultime due elezioni
provinciali.
(
da "Giornale.it, Il" del 04-03-2009)
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n. 54 del 2009-03-04
pagina 16 Obiezione di coscienza Obama per l'abolizione di
Redazione All'indomani della designazione di Kathleen Sebelius, governatrice
del Kansas, a segretario alla Sanità, si riaccende la polemica contro le
riforme dell'amministrazione Obama. Tra le varie rivoluzioni che il presidente
vuole portare avanti, c'è anche quella di rivedere - ma molti siti cattolici
Usa già usano la parola eliminare - la «conscience clause», ovvero la
clausola varata sotto l'amministrazione Bush che permette ai medici di
appellarsi all'obiezione di coscienza in caso di contrarietà alle pratiche
abortive. Stando a quanto reso noto dalla rete televisiva Fox News, il
presidente americano Barack Obama giudicherebbe la clausola e la sua estensione
- ai casi in cui i medici potrebbero anche rifiutarsi di dare informazioni
sulla contraccezione - «troppo vaga». Ad aggiungere altra carne al fuoco c'è il
nuovo segretario alla Sanità. Non è un mistero infatti la posizione che
Sebelius ha verso l'aborto. Cattolica, la governatrice del Kansas si è sempre
schierata a favore, anche nei casi avanzati di gravidanza: un particolare che a
molti repubblicani proprio non va giù. Ora, la possibilità che la Casa Bianca
decida di eliminare la clausola varata da Bush, accende ancora di più gli animi
dei conservatori. E Tony Perkins, del gruppo che si batte contro l'aborto
Family Research Council, ha sottolineato che «nessuno dovrebbe essere costretto
ad abortire, e nessuno anche dovrebbe essere costretto a effettuare l'aborto
violando le proprie convinzioni religiose o etiche». © SOCIETà EUROPEA DI
EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano
(
da "Giornale.it, Il" del 04-03-2009)
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n. 54 del 2009-03-04
pagina 4 Elementari, le famiglie chiedono il tempo pieno di Augusto Pozzoli Per
le famiglie cresce sempre più alta la richiesta di una scuola (alle elementari
in particolare) a tempi lunghi. I dirigenti scolastici stanno trasmettendo in
questi giorni al ministero i dati sulle iscrizioni e già l?orientamento sembra
chiaro: dei quattro modelli offerti dalla riforma Gelmini, il più gettonato è
quello delle 40 ore settimanali. In pratica il tempo pieno, un servizio
peraltro che a Milano era pressoché generalizzato, ma anche fuori città la
tendenza viene pienamente confermata. L?ufficio scolastico regionale ha già svolto
un primo sondaggio su un campione di 30 scuole per provincia. Si scopre così
che oltre a Milano le famiglie hanno scelto in maggioranza le 40 ore a Pavia,
Lodi e Bergamo. In provincia di Cremona alla pari le scelte di 40 e 30 ore.
Prevale, invece, il modello delle 30 ore nelle province
di Brescia, Lecco, Mantova, Varese, Como. Sole le famiglie della provincia di
Sondrio hanno scelto in maggioranza il modello delle 27 ore. Il modello più
leggero, quello delle 24 ore, in pratica cioè con il solo maestro unico
prevalente, esce ampiamente minoritario. Finora poche unità per provincia. A
Milano e hinterland, ad esempio, sono soltanto 13 i bambini che hanno chiesto
di stare sui banchi solo 24 ore settimanali. In attesa che i dati siano definitivi,
al ministero si lavora per fronteggiare una situazione imprevista. Per
rispondere alla domanda di tempo scuola delle famiglie. Ancora ieri il ministro
Maria Stella Gelmini ha ribadito che verrà garantita la richiesta di tempo
pieno grazie ai risparmi previsti dai tagli e dall?abolizione delle cosiddette
compresenze. E che comunque in ogni modello orario si prevede l?impiego del
maestro prevalente. Anche per il tempo pieno? Un interrogativo a cui non è
facile rispondere. Rita Frigerio, responsabile della Cisl scuola dice: «Per
legge nel tempo pieno sono previsti due docenti». Ma come? Uno «prevalente» e
un altro impiegato solo parzialmente magari per assistere gli alunni in mensa e
poco più? Si tratterebbe di una soluzione che sconvolgerebbe l?organizzazione
didattica attuale e che di conseguenza sarebbe destinata ad essere contestata.
Bisognerà comunque aspettare la tabella degli organici che il ministero
assegnerà ad ogni regione per poter affrontare anche questa questione. Le
scuole dal canto loro continuano a rivendicare il loro potere di organizzare il
personale in base all?autonomia scolastica. Intanto l?Ufficio scolastico
regionale ha diffuso i dati sugli scrutini del primo quadrimestre nelle
superiori. Si sa quindi che i
(
da "Denaro, Il" del 04-03-2009)
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Campania consiglio
regionale Legge elettorale in aula, donne azzurre in piazza Abrogazione del
listino; garanzia di rappresentanza di tutte le province;
la presenza obbligatoria di almeno un terzo dei candidati di ogni genere;premio
di maggioranza spalmato sulle liste con non oltre il 65 per cento da parte
della coalizione vincente. Torna oggi in aula la legge elettorale regionale e
già si annunciano nuove proteste. Un sit in contro l'abolizione
del listino è stato minacciato dalle donne azzurre per stamattina, a partire
dalle 11, presso l'ingresso dello stabile che ospita la sede del Consiglio
regionale. angela milanese Definisce l'abolizione del listino "un atto di
miope arroganza" che finirà con il ridimensionare ancora di più la
presenza femminile in seno al massimo organo di rappresentanza assembleare
della Regione Campania". Il coordinatore regionale di Forza Italia,
Nicola Cosentino, continua a mantere una posizione dura sulla nuova legge
elettorale perchè, dice, così come è stato formulato in commissione "sarà
di serio ostacolo a qualsiasi processo di modernizzazione". Intanto nel
Pd, dove le donne pure si sono fatte sentire, arriva un contributo alla nuova
legge elettorale dal commissario provinciale del partito Enrico Morando.
"Ho inviato al segretario regionale Tino Iannuzzi e al capogruppo
regionale del partito Piero Ciarlo - spiega Morando in una nota - il testo
dell'ordine del giorno sulla legge elettorale regionale, fatto proprio dalla
Conferenza Programmatica di sabato scorso". del 04-03-2009 num.
(
da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 04-03-2009)
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L'INTERVENTO
Eliminare le Province toglie valore al federalismo Mercoledì 4 Marzo
(
da "Mattino di Padova, Il" del 05-03-2009)
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Centro «I girasoli»,
dati choc Su 198 ragazzi seguiti da esperti 81 sono vittime di reati sessuali
Un fenomeno che purtroppo non passa mai di moda. Stiamo parlando delle violenze
sui bambini o a cui gli stessi assistono. E che spesso avvengono in casa, nel
luogo dove ogni giovane dovrebbe essere più sicuro. Sono 198 i ragazzi seguiti,
dall'inizio
(
da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 06-03-2009)
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Cronaca di Cagliari
Pagina
(
da "Eco di Bergamo, L'" del 06-03-2009)
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Sicurezza, tra un
mese vigili dietro le telecamere --> Venerdì 06 Marzo 2009 CRONACA, pagina
17 e-mail print Nuova gestione per la videosorveglianza Fuori uno, avanti
l'altro. Il Consiglio ha terminato mercoledì la maratona per l'adozione del
Piano di governo del territorio, e già ne ha cominciata un'altra. A tenere
banco, ieri e mercoledì pomeriggio in commissione (da settimana prossima sono previste
tre sedute dedicate in Aula) sarà il bilancio di previsione 2009. Una manovra
delicata, quella che Palafrizzoni si appresta ad approvare, a causa soprattutto
dei numerosi tagli sui trasferimenti statali che deve affrontare. Il rischio di
sforare il patto di stabilità per garantire gli investimenti è sfumato con il
parere (pro Comuni) della Corte dei Conti, ma le risorse sono comunque ridotte
e impongono una rigorosa scelta delle assegnazioni. Tanto che l'assessore al
Bilancio Dario Guerini ha commentato: «Fra i nuovi poveri va messo anche il
Comune...». Ma, nella distribuzione, «continueremo a dare grande attenzione ai
servizi sociali e ai servizi che possano garantire sostegno alla popolazione in
un momento critico dell'economia. In quest'ottica è confermato il fondo di 500
mila euro per il supporto, in collaborazione con la Mia, dei nuovi
disoccupati», ha detto Guerini. E sul fondo per i rimborsi Irpef alle fasce
deboli ha confermato: «Stiamo studiando un meccanismo di restituzione più
snello, ma il fondo resta confermato anche per il 2009». La risposta è giunta
su sollecitazione di Franco Tentorio (An), che ha definito «molto complicato il
meccanismo di rimborso, tanto che molte persone hanno preferito rinunciare». Da
Tentorio l'annuncio di due emendamenti dedicati agli interventi di sostegno
alle fasce in difficoltà: «Oltre a quello dedicato a un meccanismo più agevole
per l'Irpef, proporremo misure concrete nell'ambito del fondo creato con la
Mia». «Un fondo che dà sicuramente un segnale, ma 500 mila euro con la gravità
della situazione d'oggi non risolveranno i problemi», ha commentato Sperandio
Bonalumi (indipendente nel Pd). Replica di Luigi Riccardi (Lista Bruni): «La
Social Card di Tremonti distribuisce 300 euro l'anno. Con 500 mila euro, a quei
livelli, noi potremmo aiutare quasi duemila famiglie». La seduta è continuata
passando al setaccio il bilancio, ma anche elementi ad esso collegati. Ad
esempio il capitolo sicurezza: «Per contenere le spese abbiamo affidato alla
polizia locale la gestione delle 66 telecamere cittadine, portando all'interno
un servizio prima affidato a Fidelitas. Impiegheremo - ha affermato Guerini -
anche nuove tecnologie perché le strumentazioni attuali sono vecchie e la
manutenzione costosa. La nuova gestione partirà da fine aprile». E stato il
leghista Guiglielmo Redondi a ricordare che, in tema di sicurezza, c'è la
possibilità di «data dal ministro Roberto Maroni di creare associazioni di
cittadini, ed ex poliziotti e militari, che aiutino a presidiare il territorio.
E Berganmo ne ha bisogno». Il centrodestra ha poi puntato parecchio sul ritorno
del vigile di quartiere. Alla fine, il bilancio con annessi e connessi ha
raccolto i voti favorevoli dei commissari di centrosinistra, mentre An, Lega,
Fi e Udc hanno votato contro. Riguardo ai bilanci degli Enti locali, il gruppo
del Pd alla Camera ha depositato una mozione con la quale, partendo dalla grave situazione economico-finanziaria in cui
versano i Comuni e le Province, si sollecita il governo «a garantire
l'integrale copertura del minor gettito derivante dall'abolizione dell'Ici
sulle abitazioni principali». Allo stesso Comune di Bergamo, in base ai dati
forniti da Guerini, «sul 2009 mancano 1,2 milioni». Secondo Antonio
Misiani, deputato Pd e tra i firmatari della mozione, «la lista dei vincoli e
dei tagli è ormai interminabile e sta strozzando la maggior parte dei Comuni e
delle Province, che non riusciranno a fare la propria parte di fronte alla
crisi economica e sociale». A. G. 06/03/2009 nascosto-->
(
da "Sole 24 Ore, Il" del 06-03-2009)
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Il Sole-24 Ore
sezione: COMMENTI E INCHIESTE data: 2009-03-06 - pag: 12 autore: ... MENO
REGIONI E PROVINCE Il coraggio di Parigi «è il momento di decidere». Già nel
titolo del rapporto presentato ieri al Governo da Edouard Balladur c'è il senso
di una riforma epocale per un Paese, come la Francia, altrettanto centralista
quanto finora appassionatamente legata alle proprie istituzioni. I cambiamenti
proposti vanno nella direzione dell'efficienza delle autonomie locali. E
quindi: accorpamento dei dipartimenti, dotandoli di maggiori poteri economici,
creazione di undici Aree metropolitane, abolizione dei "Cantons" (le
circoscrizioni elettorali), drastica riduzione del numero dei Comuni. «La crisi
economica – ha commentato l'ex capo del Governo – si può vincere anche grazie a
una migliore efficienza del settore pubblico». L'Italia avrebbe molto da
imparare. Di abolizione delle Province si era parlato
spesso in campagna elettorale, ma nessuna proposta concreta è mai riuscita a
superare le soglie del Governo o del Parlamento. E le autonomie locali si sono
spesso fatte sentire soprattutto per le loro esibizioni del potere di veto.
Se a questo punto provassimo a copiare la Francia?
(
da "Mattino, Il (Nazionale)" del 06-03-2009)
Pubblicato anche in: (Mattino, Il (Benevento))
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Province
Anche durante una
crisi come quella che stiamo vivendo, dagli effetti dirompenti che incide
sempre di più sulla vita di noi tutti, gli italiani continuano ad offrire ai
parlamentari pranzi e caffè a prezzi aziendali. Ho appreso dalla lettura dei
giornali che nell'elegantissima buvette-ristorante di Palazzo Madama una pasta
al ragù costava 1,80 euro, un roast-beef due euro, un caffè 0,50. Con questi
prezzi non si coprono le spese di gestione e così il deficit annuo di oltre un
milione di euro viene ripianato con i soldi dei contribuenti. Con la nuova
gestione che ha ridotto i costi, si volevano ulteriormente scontare i prezzi
del 20% ai poveri parlamentari piuttosto che ridurre gli oneri a carico della
spesa pubblica. Solo la denuncia della stampa lo ha evitato. E il presidente
del Senato Renato Schifani è intervenuto, la buvette è tornata ai vecchi
prezzi: dopo le polemiche nate per l'ulteriore ribasso dei già vantaggiosi
prezzi del bar di Palazzo Madama, il presidente del Senato ha ripristinato i
vecchi listini. Ma la casta appare sempre più corporativa, lontana dalla gente,
dalla marea di cassintegrati e di disoccupati a zero euro. Un qualsiasi partito
intercetterebbe il sentire collettivo e conquisterebbe gli elettori con una
politica di sobrietà che promuovesse il taglio dei rimborsi elettorali, la riduzione del numero dei parlamentari e delle loro indennità,
l'abolizione delle province. Erano promesse elettorali. Ma chi se le ricorda più? E del
resto, la casta non finisce mai di stupirci e indignarci. A mio avviso non sono
pochi quelli che si appropriano della diaria giornaliera - 250 euro - con
l'aiuto scambievole dei «pianisti»: oggi a te, domani a me. In un
reciproco e proficui scambio di favori che grava su tutti noi cittadini. Il
presidente della Camera Gianfranco Fini ha giustamente deciso di introdurre il
tasto digitale: la terza carica dello Stato ha fatto sapere che «l'Ufficio di
presidenza ha deciso all'unanimità» sull'introduzione del nuovo sistema, per
porre fine «al malcostume del voto per delega». I numeri parlano chiaro: su 630
deputati, sono 500 coloro che hanno rilasciato le minuzie. Cioè, ci sono dei
parlamentari che si rifiutano di fornire le impronte, appellandosi
impropriamente alla loro dignità offesa e trincerandosi dietro la privacy.
Quante porcherie si coprono in nome della privacy! In verità a mio avviso i
reticenti vogliono continuare a truffare lo Stato, in quel porto franco che è
il Parlamento. Il Presidente della Camera promette che ci farà conoscere i nomi
dei renitenti. Ma se li conosceremo soddisfaremo solo una curiosità? O li
potremo anche punire? Il sospetto è che resteranno liberi di comportarsi come
sempre, perché in ogni caso la casta non risponde all'elettore, ma al
capo-partito che li nomina e li conferma sulla base della fedeltà. Ezio Pelino
- NAPOLI Il Parlamento, la più alta istituzione rappresentativa del Paese, ha
dovuto cambiare alcune sue regole per scarsa «moralità» durante il voto.
Infatti, dalla prossima settimana entrerà in funzione il nuovo sistema di
votazione anti «pianista». Evviva, era ora. Basta con le squallide immagini di
deputati con le mani mobili come i tentacoli dei polipi, intenti a votare anche
per il collega assente. Forse andrà così. Ma purtroppo sappiamo che il nostro
Paese è maestro nel fare la leggi e ed ingannarle allo stesso tempo. Alla fine
le impronte digitali, più che agli immigrati cladestini, le hanno dovuto prendere
agli onorevoli che ci dovrebbero rappresentare. Che dire? Viva la rinata
moralità pubblica. Giuseppe Diotto - NAPOLI
(
da "Quotidiano.it, Il" del 07-03-2009)
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Province
Scenari futuri,
parla il Partito Repubblicano Italiano Ascoli Piceno | Il PRI vede la necessità
di costituire una "città territorio Ascoli - San Benedetto" sulle
rovine dell'attuale provincia, in modo da considerare tutto il territorio come
una unica città che vada dal Parco dei Sibillini fino alla costa adriatica.
Dall?Ing. Mario d'Emidio Consigliere Nazionale del Partito Repubblicano
Italiano riceviamo e pubblichiamo quanto segue: Il partito repubblicano
italiano di Ascoli e San Benedetto, nell'ambito del dibattito politico che si è
attivato per le prossime elezioni provinciali e comunali, esprime un forte
interessamento per le posizioni assunte dal Movimento Autonomo Piceno dei noti
"tre Sindaci". Il PRI, in particolare, esprime apprezzamento per: 1. La coscienza della necessità di abolizione di tutte le province che è anche patrimonio
storico del PRI; 2. Il disappunto per la mancata difesa di qualsiasi interesse
della zona sud delle Marche, nell'ambito della divisione dell'attuale
Provincia, da parte dell'amministrazione provinciale e della stessa Regione
Marche, nonché da parte di molti esponenti politici locali; 3. La necessità
di costituire una "città territorio Ascoli - San Benedetto" sulle
rovine dell'attuale provincia, in modo da considerare tutto il territorio come
una unica città che vada dal Parco dei Sibillini fino alla costa adriatica; 4.
La opportunità che "la città territorio Ascoli - San Benedetto" sia
uno dei lati del famoso quadrilatero "Ascoli - San Benedetto - Teramo -
Giulianova" che è una felice intuizione di diversi anni fa e che non ha,
ad oggi, ritrovato riscontri attuativi. Il PRI ascolano e sambenedettese, anche
in considerazione dell'attuale crisi economica e finanziaria che colpisce in
modo particolare il territorio piceno, fa un appello a tutte le forze politiche
affinché si dia priorità alle cose da fare ed ai programmi amministrativi
rispetto alle avvilenti discussioni in atto riguardanti le singole persone e
gli schieramenti politici. 06/03/2009
(
da "Gazzettino, Il" del 07-03-2009)
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Province
Sabato 7 Marzo 2009,
Il commercio è alle corde: lo scorso anno ad abbassare le saracinesche sono
stati oltre 11 mila negozi fra Veneto e Friuli Venezia Giulia e le stime 2009
sono ancora negative tanto che le associazioni di categoria non propongono più
interventi mirati, ma articolati pacchettti di misure straordinarie. Le imprese
commerciali - al dettaglio e all'ingrosso - nelle 7 province
del Veneto al 1. gennaio di quest'anno erano 114.024 ovvero poco meno della
metà dell'intero settore dei servizi. Il saldo negativo per i negozi veneti è
stato nel 2008 di 2750 unità a seguito delle 5.799 aperture e delle 8.549
cessazioni. La provincia più penalizzata dalla crisi del commercio in termini
assoluti è Padova con un saldo negativo di -767 (su 23.449 esercizi attivi)
seguita da Venezia col calo di 580 unità (su 17.911 negozi quindi con un calo
percentuale più marcato: -3,5%). Ancor peggio la situazione in Friuli: le
23.628 imprese commerciali oggi attive sono frutto delle 1.248 nuove iscrizioni
del 2008 e delle 2675 chiusure con un saldo negativo di ben 1.427 unità ovvero
il 7% del totale. Sette aziende ogni cento hanno cessato l'attività nel 2008
contro le 2,4 cessate nel Veneto. Guardando il dato nazionale si può solo
colorare a tinte ancora più fosche l'orizzonte: in Italia hanno infatti aperto
82.350 nuovi negozi e ben 121.210 hanno abbassato le saracinesche
definitivamente per un saldo negativo di 38.860 unità. Per cui il Veneto pesa
nel rapporto aperture/chiusure per il 7,2% del totale nazionale e l'intero
Nordest per il 10 che sono le stesse quote con cui pesano sul Pil nazionale,
segno che il commercio è la cartina al tornasole dell'intera economia. Il segretario
di Confcommercio-Ascom Veneto Fernando Morando è sulle barricate: «Proprio ieri
sono stato all'inaugurazione di un nuovo bar-ristorante nel Veronese e ho fatto
i complimenti al gestore per il coraggio che dimostra. Di questi tempi ci vuole
coraggio per intraprendere un'attivotà commerciale, ma ai nostri associati dico
di non disperare. Chi ha lavorato seriamente sarà premiato dai clienti, si
tratta di tener duro per almeno un altro anno, durante il quale dovranno
arrivare aiuti alle piccole imprese altrimenti non si esce dalla crisi. Solo il
rilancio delle Pmi può far riprendere l'economia». «Sì, è una crisi pesante e
difficile - concorda Maurizio Franceschi, segretario regionale di Confesercenti
- per effetto del calo dei consumi. Occorrono interventi immediati
in due direzioni: ammortizzatori sociali per gli inoccupati e interventi a
favore delle piccole imprese. Soprattutto il credito bancario deve cambiare,
ora è più difficile fra richieste di garanzie e strette economiche». Franceschi
chiede anche l'abolizione degli studi di settore e la riduzione delle
tassazione per le piccole imprese. Settori più colpiti. Il commercio al
dettaglio è il comparto che vede i numeri più pesanti in Veneto: il settore
auto ha un saldo negativo di 240 unità (527 aperture e 767 chiusure); ancora
peggio l'ingrosso (-1.057) ma sopra tutti è il dettaglio con -1.454 esercizi in
meno. «È colpa anche della grande distribuzione - aggiungono Ascom e
Confesercenti - cui tutto è permesso e che affossa i piccoli esercizi, un
fenomeno ancor più grave oggi in periodo di crisi anche per le città che
perdono i servizi primari». Ogni mese in Veneto chiudono circa 720 negozi e si
tratta soprattutto di abbigliamento e generi alimentari nei centri urbani.
Altri 300 lasciano l'attività in Friuli VG dove i numeri sono, in proporzione,
ancora più pesanti: -107 unità il comparto auto,
(
da "Varesenews" del 07-03-2009)
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Province
Busto Arsizio - Il
presidente della Provincia all'incontro organizzato da "Dialogando"
ai Molini Marzoli sulla riforma fiscale in senso federale Dal costo storico al
costo standard, Galli: «La vera rivoluzione del federalismo fiscale» Dialogando
di federalismo può capitare che poi si finisca a parlare di Malpensa. Accade
spesso in provincia di Varese, come ha ricordato il consigliere provinciale
Fabio Binaghi dell'associazione politico-culturale "Dialogando" ieri
sera, giovedì 5 marzo, ai Molini Marzoli di Busto Arsizio dove si è parlato
della riforma fiscale in senso federalista che sta prendendo forma con questo
governo. Ospiti della serata Walter Galbusera, segretario regionale Uil, Dario
Galli, presidente della Provincia, Giovanni Paolo Crespi, assessore al bilancio
del comune di Busto, Mario Crespi, assessore alle poliotiche sociali, Fabio
Binaghi, moderatore della serata. Assenti il sindaco Farioli e l'assessore
Regionale Buscemi. Gran parte della discussione, in realtà, è ruotata attorno
alla riforma fiscale e all'importante novità che sarà la vera rivoluzione della
fiscalità, ovvero il passaggio dal costo storico al costo standard dei servizi.
A introdurre l'argomento è stato l'assessore al bilancio bustocco che, in
qualità di accademico, ha saputo spiegare i contenuti del disegno di legge che
ha delegato il governo mettere in pratica il federalismo fiscale, primo vero
passo verso la riforma federale dello Stato. «Come ha detto il ministro
Tremonti non c'è federalismo se non c'è prima il federalismo fiscale - ha detto
Crespi - una volta cambiata la fiscalità, si potrà cambiare l'assetto
governativo del paese. Tutto ruota sul passaggio dalla spesa in base al costo
storico dei servizi, dove stabilito il costo di una prestazione ogni anno lo
stato eroga la stessa cifra uguale all'anno prima, al costo standard, dove il
valore di un servizio è tarato sulle esigenze dell'ente e che ammette una
riduzione dei costi e, quindi, un conseguente abbassamento della pressione
fiscale». Lo stesso Dario Galli ha insistito su questo tasto: «Fino ad oggi chi
ha saputo spendere meno e bene non ha ricevuto nessun beneficio da questa buona
pratica - ha detto Galli - in special modo le regioni del nord che producono la
metà del gettito fiscale ma vedono tornare indietro molti meno soldi di regioni
non virtuose come la Sicilia che è l'unica regione italiana che assorbe per le
spese tutta la fiscalità prodotta dai siciliani più una parte di quella
nazionale. Col federalismo questo non accadrà più». Riguardo al costo che la
riforma federale avrà per i cittadini la risposta di Galli è lapidaria: «Il
costo è zero, anzi - sottolinea - sarà un vantaggio perchè la miglior gestione
del gettito fiscale sul territorio, e non a Roma, porterà ad un abbassamento
delle tasse se l'amministratore comunale o provinciale sarà capace di spendere
bene i soldi diminuendo i costi e lasciando invariata la qualità di un
servizio. Solo così si potrà effettivamente valutare la bontà di un sindaco».
Il modello svizzero per Galli è il migliore: «Pagano tre tasse in Svizzera -
sottolinea Galli - una al comune, una al cantone e una allo Stato. In Italia è
una giungla di partecipazioni al momento e di tasse dai nomi più strani con una
pressione che, se togliamo l'economia sommersa, è del 55% e non del 43% come dicono
i dati ufficiali. In Svizzera la pressione è al 33%». La presenza del
segretario regionale di un sindacato stimola il dibattito: «Il federalismo è
una cosa buona se non ci si dimentica che siamo in Italia e se si riesce a
smettere di fare battaglie politiche su tutto - ha detto Galbusera - battaglie
di comodo dalle quali la stessa Lega non è esente, come si vede su Malpensa, il
Paese potrebbe beneficiarne. Il federalismo permetterà di fare molte cose,
prima tra tutte una vera politica fiscale mirata sui bisogni dei cittadini del
territorio. Poi potrebbero essere aboliti enti intermedi
come le Province che costano 14 miliardi di euro allo Stato». La provocazione
di Malpensa e sull'abolizione delle Province apre un dibattito che si allontana
dal federalismo ma al quale galli non sembra sottrarsi: «Malpensa? Alla lunga
tutti capiranno che Malpensa senza Alitalia sopravviverà alla grande mentre
Alitalia senza Malpensa morirà presto - ha detto Galli lapidario - sulle
Province vorrei sottolineare che questi enti non costano 14 miliardi ma
gestiscono questi soldi. Se non ci fossero i costi non sparirebbero ma si
spalmerebbero su Regione, Anas e Stato». » Commenti dei lettori (sono presenti
2 commenti) Venerdi 6 Marzo 2009 Orlando Mastrillo
(
da "Stampa, La" del 08-03-2009)
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Province
ELEZIONI PROVINCIALI
L'UDC COMMISSIONA UN SONDAGGIO SUGLI ORIENTAMENTI DI VOTO Il leader centrista
supera la candidata del Pdl e tallona il presidente uscente Tra Saitta e
Porchietto chi ci guadagna è Vietti [FIRMA]ALESSANDRO MONDO Il candidato più
conosciuto è Antonio Saitta, seguito da Michele Vietti, Claudia Porchietto ed
Elena Maccanti, la carta giocata dalla Lega (ieri Roberto Cota, il capogruppo
alla Camera, ha smentito qualsiasi convergenza del partito sul nome di
Porchietto). La maggioranza promuove l'attuale gestione dell'ente, che però
vorrebbe abolire: né mostra interesse a esprimere un candidato specifico. Nel
caso, il secondo nome dopo Saitta è quello del deputato Udc Michele Vietti: il
23% degli intervistati lo vorrebbe alla guida della Provincia. Sono alcuni dei
responsi condensati nel sondaggio commissionato dalla segreteria provinciale
dell'Udc all'Istituto Italiano di Ricerca Demoscopica, uno dei molti barometri
del sentire politico che da oggi a giugno cercheranno di decifrare gli orientamenti
di voto. Mille le risposte utili su 3 mila telefonate tra il 2 e il 5 marzo,
rappresentative della popolazione maggiorenne a Torino e Provincia. «Il
giudizio sulla candidatura di Vietti è lusinghiero - gongola Alberto Goffi,
segretario regionale Udc -. Ora capisco il nervosismo del Pdl, costretto in
terza posizione, quando ha annunciato di voler scendere in campo...». Sei le
domande del sondaggio, tarato sulle persone e non sulle coalizioni. Le risposte
al primo quesito, «è al corrente che il 7 giugno si vota per la presidenza
della Provincia?», getterebbero nello sconforto anche il candidato più
motivato: a fronte di un 48% di informati, l'84% non ne sa nulla (il 36% degli
uomini e il 48% delle donne). Tra i «competitor» Saitta è il più conosciuto, specie
tra le donne (42%): gli uomini si attestano al 39%. Anche Vietti spopola tra il
gentil sesso (31% contro il 20,5 degli uomini). Nel caso di Porchietto,
candidata del Pdl, il rapporto si capovolge: 8,5% di uomini, 4% di donne.
Maccanti, che probabilmente sconta il fatto di essere scesa in pista per
ultima, è conosciuta dal 2% delle donne (gli uomini, peggio per loro, stanno a
zero). Il 53% del campione dichiara di non conoscere nessuno tra i candidati in
lizza. Il 74% degli uomini e il 56% delle donne non sono interessati ad
esprimere una preferenza (nel caso di risposta «sì» il rapporto è di
(
da "Trentino" del 08-03-2009)
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Province
«Il sindacato non è
più garante delle richieste dei pensionati» La Federazione Cisl in assemblea:
c'è ansia per la crisi economica FERNANDO VALCANOVER PERGINE. Il 16º congresso
di Lega Alta Valsugana della Federazione regionale pensionati-Cisl, presenti
una cinquantina di delegati in rappresentanza di una dozzina di comuni, ha
fotografato la difficile situazione in cui versano oggi molti pensionati, e le
molte richieste e rivendicazioni ancora senza risposta. Al tavolo di
presidenza, presenti i co-segretari regionali Gigi Caliari e Norma Tamburini,
il segretario di Lega Gino Pedrotti ha puntato il dito nella sua relazione sul
sindacato, «che non è più visto dagli iscritti come garante delle loro
richieste». Molti sono, infatti, gli interrogativi posti dalla base sul ruolo
del sindacato, sia in tema di rivendicazioni per le pensioni, sempre meno
competitive, che per i servizi prestati, con disservizi in periferia. Una
relazione che sottolinea le tante lamentele e rivendicazioni, e le situazioni
di necessità amplificate dall'attuale crisi. Il presidente dell'assemblea Dario
Bertoldi, già segretario di Lega per 12 anni, premiato per il suo impegno con
una targa ricordo, ha dato il via al dibattito. Tanti i rilievi fatto dagli
iscritti, le richieste, rivolte a portare avanti le varie istanze sia in sede
provinciale che nazionale: tra queste l'invito alla Fnp a farsi affiancare dal
sindacato nella trattativa con la Provincia per le rivendicazioni e provvidenze
richieste: Poi lo slogan del congresso "anche per gli anziani una vita dignitosa"
che è stato preso ad esempio nella difficile situazione dei malati non
autosufficienti e terminali, quasi sempre privi di sostegno adeguato. Il
segretario Caliari ha quindi fatto il punto delle varie richieste dei
pensionati, anche di quelle emerse negli incontri sul territorio: tariffe
agevolate per i trasporti, adeguamento delle pensioni, maggior collaborazione
tra Fnp e Cisl, rivendicazione delle migliorie che
spettano alla Provincia nel settore salute, servizi, casa, l'abolizione
dell'addizionale regionale per i redditi da pensione più bassi, la
"ripartenza" del fondo per non autosufficienti, i dovuti chiarimenti
sul tema "badanti". In sintesi una maggiore attenzione per le tre
"A": alimentazione, abitazione, assistenza. Dopo l'invito del
segretario a fare proselitismo, si sono svolte le designazioni dei delegati al
Congresso regionale, al Consiglio direttivo regionale e al consiglio di Lega e
la breve cerimonia di riconoscimento all'ex segretario Dario Bertoldi.
(
da "Giorno, Il (Brianza)" del 08-03-2009)
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MONZA pag. 7
Brianza, Provincia a orologeria La Russa: «È l'ultima da abolire, ma bisogna
tagliare gli enti intermedi». Lega polemica di MONICA GUZZI IL PASSAGGIO è
storico, ma la polemica è dietro l'angolo ed è tornata a divampare fra An e
Lega. E non poteva essere più feroce, visto che scoppia alla vigilia delle
elezioni con le quali il centrodestra punta a mettere la sua bandiera sulla
neonata Provincia di Monza e Brianza. Protagonisti dello scontro, per molti
inatteso, da una parte il ministro della Difesa Ignazio La Russa, approdato
ieri a Monza, città fresca di promozione a capoluogo, dove ha sostenuto la
necessità di abolire enti intermedi come la Provincia, e dall'altra il deputato
Paolo Grimoldi, portabandiera della Lega da sempre schierata per l'autonomia
della Brianza. PER LA PRIMA volta a giugno i brianzoli eleggeranno i vertici
della loro Provincia: una data importante, ha ricordato il ministro della
Difesa Ignazio La Russa, intervenuto all'ultimo congresso provinciale di An per
dare la sua benedizione al nuovo partito unico del centrodestra, il Pdl. Ma la
nuova Provincia non è il vero traguardo: chi verrà eletto, ha auspicato infatti
il ministro, dovrà lavorare per abolirla. O meglio: «Immaginare domani un peso
sempre minore, fino all'abolizione delle province». I presidenti che verranno
eletti, ha spiegato meglio La Russa, dovranno pertanto lavorare per «dare più
potere ai Comuni e ridurre progressivamente l'esistenza delle strutture
intermedie». Una tesi che ha gelato la platea dell'urban center, che in realtà
ieri dall'arrivo del ministro si aspettava un nome, quello del candidato
alla presidenza del nuovo ente, che nei giorni scorsi al tavolo regionale del
centrodestra il Pdl ha rivendicato a un uomo di Alleanza nazionale. In realtà
il nome non è arrivato: il capogruppo in Regione Roberto Alboni e il
vicesindaco di Monza Dario Allevi dovranno ancora aspettare, prima di sapere
chi correrà per la poltronissima, ammesso che nel frattempo le carte in gioco
non si siano ulteriormente rimescolate. «NON SARÀ annunciato oggi il nome del
candidato, che sarà reso noto in un incontro con gli esponenti di tutta la
coalizione - ha esordito infatti la Russa -. Noi di candidati ne abbiamo messi
a disposizione addirittura due, entrambi in grado di rappresentare benissimo la
Provincia di Monza». E DAVANTI a una platea già frastornata, il ministro ha
voluto accompagnare queste sue dichiarazioni con un messaggio tranquillizzante:
«La Provincia a Monza la facciamo, ma bisogna pensare a un sano equilibrio
dello Stato. Fintanto che di Provincia ce ne sarà una, questa sarà quella di
Monza, perché è quella che più amiamo e per averla abbiamo dovuto combattere».
Immediata la polemica leghista. «Se An non vuole le province,
non chieda le poltrone, soprattutto dove ha più sedie che voti», attacca Paolo
Grimoldi, deputato monzese della Lega Nord e coordinatore federale del
Movimento giovani padani. «L'ATTACCO di Ignazio La Russa alla Provincia di
Monza in occasione del congresso di An è fantozziano - continua Grimoldi -.
Nelle stesse ore in cui il partito chiede la presidenza della Brianza, viene
annunciata la corsa contro il tempo per abolirla in cinque anni. Soprattutto in
quei territori dove i voti di An sono a volte inferiori al numero delle
poltrone che occupano, facciano almeno il piacere di non rivendicare nulla. E
visto che a Roma qualcuno di loro ha anche votato contro la Provincia di Monza
e Brianza, almeno la smettano di chiederne la presidenza. Per noi della Lega,
che abbiamo lottato da soli per dare dignità politica alla Brianza, certe frasi
arrivano come pugnalate - è la conclusione del deputato monzese -. Mi
piacerebbe sapere cosa ne pensano i due aspiranti candidati di An in Brianza,
Dario Allevi e Roberto Alboni. Si candidano per mettere le ali alla Provincia
di Monza e Brianza o per affossarla?».
(
da "Messaggero, Il" del 08-03-2009)
Pubblicato anche in: (Messaggero, Il (Metropolitana)) (Messaggero, Il
(Civitavecchia))
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Province
Domenica 08 Marzo
2009 Chiudi Il materiale è del tipo che va maneggiato con grande accortezza.
Perché rischia di creare forti mal di pancia, da una parte e dall'altra. Tema:
riforma del sistema elettorale con il quale si andrà a votare per le elezioni
regionali nella primavera 2010. Alessio D'Amato (Pd), presidente della
commissione affari cotituzionali e statutari, dice cauto: «Il regolamento del
consiglio regionale è un passo importante, perché va ad armonizzarsi con lo
statuto. Ora, con il più ampio consenso, possiamo pensare anche alla riforma
elettorale». I punti più importanti di una possibile riforma sono due. Il primo
è quello della cancellazione del listino del presidente, vale a dire quei
quattordici consiglieri che rappresentano un premio di maggioranza.
Sull'abolizione del listino - in linea di massima - dovrebbe essere non
difficile trovare un accordo vasto delle forze politiche rappresentate in consiglio
regionale. Discorso diverso è invece quello dello sbarramento (si parla del 4
per cento). Su questo possono esserci diversi partiti pronti ad alzare le
barricate e sarà tutt'altro che semplice trovare un punto d'incontro. Anticipa
D'Amato: «Io sono fermamente convinto nella necessità dell'abolizione del
listino del presidente e di una diversa distribuzione del premio di
maggioranza, che favorisca la rappresentanza dei territori attraverso il voto
dei cittadini. Lo sbarramento? Non credo che sarà all'ordine del giorno». Nel regolamento del consiglio regionale ci sono invece anche altre
novità oltre all'abolizione dei monogruppi e l'ampliamento dell'uso del voto
elettronico. Spiega D'Amato: «Ci sono delle modifiche che riguardano
l'individuazione di chi viene chiamato a ricoprire delle cariche negli enti di
secondo grado. Oltre al curriculum, sarà necessario allegare anche il
certificato dei carichi pendenti».
(
da "Riformista, Il" del 08-03-2009)
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L'orizzonte
è l'abolizione della proprietà privata dei mezzi di produzione L'orizzonte è
l'abolizione della proprietà privata dei mezzi di produzione. Oggi il comunismo
ha ragioni forti. 08/03/2009
(
da "Corriere della Sera" del 08-03-2009)
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Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2009-03-08 num: - pag: 2 categoria:
REDAZIONALE Il ruolo di «vigilanti» bancari Alessandri: l'obiettivo finale
resta la loro eliminazione La Lega e l'imbarazzo sui prefetti: usiamoli, ma
sono simboli di Roma ROMA — Il 4 giugno 1996 Roberto Maroni, portavoce del Clp
(Comitato di liberazione della Padania), invita i sette presidenti di Provincia
della Lega a «sfrattare i prefetti: preparino le valigie e in fretta». Il 4
ottobre 2007, Umberto Bossi avvisa: «Basta con la canaglia romana centralista,
basta con i prefetti di Prodi: anche il Barbarossa cercò di opprimere con i
suoi prefetti i Comuni: abbiamo visto a Legnano com'è finita». Sei marzo 2009,
contrordine: Giulio Tremonti affida a loro il ruolo di monitoraggio del
credito, Bossi concorda e Maroni, non più portavoce del Clp ma ministro
dell'Interno, anche. Un dietrofront? No, spiega Angelo Alessandri: «La nostra
posizione è chiara: fin tanto che ci sono, cerchiamo di usarli al meglio».
Daniele Reguzzoni, deputato, già presidente della provincia di Varese: «In uno
Stato federale il prefetto non può esistere perché è la summa del centralismo.
Ma ora, non possiamo farne a meno. Però cambiandolo: sta già diventando una
figura diversa dal passato ». In un partito verticale come
la Lega, nessuno si sogna di mettere in dubbio il Senatùr. Davide Caparini, che
presentò un progetto per l'abolizione delle prefetture: «è un momento
eccezionale, è logico questo intervento ». Ma qualche mal di pancia Bergamo,
2007 La Lega protesta davanti alla Prefettura
(
da "Nazione, La (Umbria)" del 09-03-2009)
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TERNI / ORVIETO pag.
6 TERNI ENTRA nel vivo il contenzioso sulla tassa Tevere-Nera che ... TERNI
ENTRA nel vivo il contenzioso sulla tassa Tevere-Nera che vede fronteggiarsi
Comitato abolizionista e Consorzio di Bonifica. Sfiorano quota 5500, ma sono
destinati a raggiungere la soglia dei 6mila, i ricorsi dei cittadini contro gli
avvisi bonari di pagamento relativi al 2007, riferiti a circa 55mila utenti. La valanga di ricorsi è già sui tavoli del Consorzio e delle
commissioni tributarie provinciali chiamate a districare la matassa. Della
questione si interessa anche il difensore civico della Provincia, avvocato
Alessandro Robatto (nella foto). Nel mirino in particolare le motivazioni che sottendono
agli avvisi. «Ci stanno pervenendo molte richieste di verifica spiega
l'avvocato . Riscontriamo, per ora, avvisi che recano varie imprecisioni, dalla
motivazione carente all'indicazione, circa la possibilità di presentare
ricorso, di un'autorità diversa da quella prevista. Discutibile anche
l'imposizione del contributo minimo di 10,80 euro, a fronte di richieste di
pagamento che possono variare dai 0,40 ai 0,60 euro. Per ora consigliamo ai
cittadini di attendere l'arrivo delle cartelle esattoriali e di rivolgersi da
subito alla commissione tributaria». Spetterà proprio alla commissione
provinciale, e in caso di appelli a quella regionale, chiarire la disputa sulla
legittimità della tassa, con spese legali a carico del soccombente. Il fronte
abolizionista è più che mai pronto allo scontro. «Recentemente spiega Gino
Venturi, segretario Uil-Fp cinque sentenze sono state a favore dei ricorrenti,
tra cui un'azienda agricola. C'è anche possibilità di chiedere il rimborso per
chi ha già pagato l'avviso bonario». Ste.Cin.
(
da "RomagnaOggi.it" del 09-03-2009)
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Province
8 marzo 2009 - 19.29
(Ultima Modifica: 09 marzo 2009) Ancora un spiraglio per l'appoggio della Lega
ad Alessandro Rondoni FORLI' - Dopo i 25 punti programmatici avanzati da Pini e
validi per tutta la Romagna, la Lega Nord Romagna aggiunge altri 10 punti
imprescindibili per un'alleanza con il Pdl e l'Udc. Tra i punti, inviati al
candidato sindaco Alessandro Rondoni dal segretario comunale del Carroccio,
Stefano Vanetti, spicca la "riforma del sistema degli affidi dei
minori", un presidio fisso della Polizia Municipale
in piazza Saffi dalle 7 di mattina all'una di notte e l'abolizione della ztl.
Vanetti lascia aperto uno spiraglio a Rondoni chiarendo che "se il
Candidato della PDL troverà l'intesa su tutti i punti programmatici allora vi
sarà la possibilità di ragionare su di un apparentamento al primo turno,
in caso contrario, ci rivedremo al ballottaggio, magari con qualche sorpresa
sul vero sfidante a Balzani". Vanetti infatti non lo dice espressamente,
ma pare sia infatti pronta una candidatura autorevole della Lega che potrebbe
aggregare altre forze politiche. Questi i dieci punti programmatici della Lega
a Forlì. . Riforma del Sistema degli affidi dei minori . Attivazione di un
presidio fisso di polizia municipale in Piazza Saffi dalle 7 di mattina all'una
di notte con possibilità di ampliare l'orario nei fine settimana. . No
all'ampliamento dell'Iper . Abbattimento dei prezzi dei parcheggi nel centro
per le prime due ore rispettivamente a 10 e 50 centesimi . Abolizione
della ZTL fissa e permesso di parcheggio in Piazza Saffi nelle ore di apertura
degli esercizi commerciali . No terzo Inceneritore . Rilancio della Fiera
attraverso una partnership estera . Privatizzazione dell'Aeroporto entro il
fine 2011 . Revisione completa del Piano del Traffico . Revisione completa del
PRG
(
da "Mattino di Padova, Il" del 10-03-2009)
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Pagina 17 - Cronaca
«La Provincia è della Lega, Galan si rassegni» Il senatore Cagnin lancia
Marcato: «Rappresenta il Carroccio» La Lega rilancia la corsa per la
candidatura in Provincia e butta in campo due nomi: Maurizio Conte e Roberto
Marcato. «Possiamo andare anche da soli: abbiamo gli uomini e le idee giuste. E
facciamo quello che la gente vuole. E poi anche a Padova il Carroccio deve
avere rappresentanza» spiega il senatore Luciano Cagnin, ex sindaco di Piombino
Dese. «Sono d'accordo con Leonardo Muraro, quando dice che
chi vuole l'abolizione delle provincie, leggi Galan, non dovrebbe poi
affannarsi tanto per imporre un suo candidato - attacca Cagnin - Noi invece
crediamo che in un'ottica federalista possano svolgere un ruolo da trait
d'union tra regioni e comuni». I nomi in campo? «Il segretario Maurizio
Conte, ma anche l'assessore all'ambiente Roberto Marcato, che in questi cinque
anni si è distinto per l'alto profilo tenuto da amministratore».
(
da "Repubblica, La" del 10-03-2009)
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Province
Pagina 4 - Esteri
Tibet in rivolta, scontri e arresti Bombe contro la polizia cinese, deportati
109 monaci. Espulsi gli stranieri FEDERICO RAMPINI dal nostro corrispondente
PECHINO - Bombe contro la polizia e manifestazioni nei monasteri
"bucano" la cortina del silenzio che la Cina impone attorno al Tibet.
Malgrado lo stato d´assedio che stringe la regione ieri è stata una escalation
di tensione: un centinaio di monaci deportati dal monastero di Lutsang,
espulsioni a raffica di stranieri e testimoni scomodi. Come temeva il governo
cinese, il cinquantesimo anniversario dell´esilio del Dalai Lama ha riaperto
ferite antiche e recenti. Non si spegne la resistenza contro quella che molti
tibetani considerano un´occupazione straniera e un "genocidio
culturale" (così lo definì il Dalai Lama) della loro identità nazionale. I
cinquant´anni della fuga in India del loro leader spirituale precedono il primo
anniversario delle tragiche giornate di Lhasa: il 14 e 15 marzo 2008 la
capitale del Tibet fu il teatro di violenze contro gli immigrati cinesi e poi
di una brutale reazione poliziesca. Ieri delle bombe artigianali sono state
lanciate contro la polizia nella vicina provincia del Qinghai, dopo gli scontri
fra la popolazione tibetana e pattuglie militari che bloccavano le strade per
controlli d´identità. I militari hanno circondato anche il monastero di
Rebkong, uno dei tanti da cui giungono notizie di proteste. La settimana scorsa
un monaco si era dato fuoco; un centinaio di religiosi avevano sfidato i
divieti manifestando per la libertà di culto e per la liberazione dei
prigionieri politici. Secondo le stime degli esuli 1.200 persone sarebbero
scomparse dopo la rivolta di un anno fa. Da settimane il governo cinese allarga
il dispositivo di sicurezza ben oltre i confini amministrativi del Tibet
ufficiale, dà la caccia i giornalisti, sigilla militarmente le enclave etniche
tibetane nelle tre provincie limitrofe del Qinghai, Sichuan e Gansu. Colonne di
camion dell´Esercito Popolare di Liberazione sono avvistate sui valichi di
montagna, accampamenti fortificati appaiono vicino alle comunità tibetane più
importanti. Si dilata così la "terapia di Lhasa", quell´imponente
schieramento di forze da combattimento che ha piegato la capitale. In molte
aree si segnalano blackout di Internet, gli stranieri sono stati espulsi anche
da alcune zone del Sichuan, nei locali notturni è vietato perfino il "rock
tibetano" considerato come un veicolo di protesta. Pechino conferma di
avere rafforzato i controlli a tutte le frontiere del Tibet, «in previsione di
atti di sabotaggio organizzati dai secessionisti». Il presidente Hu Jintao
chiama a «costruire una grande muraglia contro il separatismo». E aggiunge un
duro avvertimento ai governi stranieri: «Nessuno ospiti il Dalai Lama». Oggi la
Repubblica Popolare vorrebbe celebrare 50 anni di «riforme democratiche e abolizione della servitù feudale in Tibet». In realtà
l´invasione cinese è ancora più antica, compie quasi sei decenni. Poco dopo il
trionfo della rivoluzione comunista a Pechino (1949), Mao Zedong già il 1°
gennaio 1950 annuncia per il Tibet l´imminente "liberazione dal giogo
dell´imperialismo britannico" (la limitata influenza britannica in realtà
era finita con la seconda guerra mondiale). Il 7 ottobre 1950
quarantamila soldati dell´Esercito di liberazione popolare attraversano il
fiume Yangze e dilagano in tutto il Tibet occidentale uccidendo ottomila
guardie del Dalai Lama. Il primo decennio dell´occupazione cinese però è quasi
"soft". Inizialmente Mao ha istruito le truppe per accattivarsi la
popolazione locale, evitare la violenza, rispettare il clero buddista. E´ a
metà degli anni Cinquanta che le milizie comuniste cominciano a svuotare i
monasteri, nelle provincie di Amdo e Kham. Parte nel 1955 la prima insurrezione
armata con armi fornite dalla Cia. Nel 1956 Pechino scatena una delle sue
offensive più sanguinose: 150.000 soldati e bombardamenti a tappeto. Fallita la
rivolta, nel 1959 il Dalai Lama in pericolo di vita fugge in esilio in India. A
quel punto la repressione cinese ha fatto 65.000 vittime, altri 70.000 tibetani
sono deportati nei campi di lavoro, 80.000 hanno traversato il confine indiano
o nepalese per finire negli accampamenti di profughi. Da quel momento in poi è
un escalation di sofferenze per i tibetani, fino agli esperimenti estremi della
Rivoluzione culturale, quando le Guardie rosse di Mao devastano uno dei più
ricchi patrimoni artistici e archeologici dell´umanità. Su seimila templi e
monasteri censiti prima del 1959 pochi restano intatti nel 1976, dopo dieci
anni di Rivoluzione culturale. Stremati anche dalle carestie, i tibetani non
perdono però la volontà di resistenza. Spesso sono le ricorrenze come quella di
oggi a riaccendere la loro protesta. Vent´anni fa una rivolta massiccia dilaga
due giorni prima dell´anniversario della fuga del Dalai Lama. In quel periodo
il Tibet è governato da un giovane burocrate in ascesa, un commissario politico
venuto da Pechino: è Hu Jintao, l´attuale presidente della Repubblica e
segretario generale del partito comunista. Quell´8 marzo 1989 Hu Jintao non ha
esitazioni, dichiara la legge marziale e chiama l´esercito a schiacciare la
ribellione. A posteriori molti vedranno in quella normalizzazione
"periferica" la prova generale per il massacro di Piazza Tienanmen.
Cioè l´altro anniversario che il regime cinese attende con nervosismo
quest´anno.
(
da "Giorno, Il (Brianza)" del 10-03-2009)
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Province
MONZA pag. 8 Pd
contro la «Provincia a termine» di La Russa POLEMICA DOPO I LUMBARD ANCHE IL
CENTROSINISTRA CONTESTA IL MINISTRO E' POLEMICA sulla «Provincia a termine»
auspicata dal ministro Ignazio La Russa, che parlando sabato al congresso
brianzolo di An ha chiesto a chi verrà eletto di lavorare per dare più poteri
ai Comuni e abolire gli enti intermedi. Dopo la dura
risposta della Lega, ora una replica arriva dal Pd. «Il centrodestra sulla
nuova Provincia di Monza e Brianza è a dir poco schizofrenico. Da un lato, con
il ministro Ignazio La Russa, attacca la nuova istituzione chiedendone
l'abolizione, dall'altro, con gli esponenti della Lega, la difende in tono
molto polemico con gli stessi alleati di An. In più non hanno ancora
espresso un candidato, che sarà deciso nel chiuso delle berlusconiane stanze»,
dice Giuseppe Civati (nella foto CdG), consigliere regionale del Pd eletto in
Brianza, criticando duramente le dichiarazioni rilasciate sabato dal ministro
della Difesa. «Le parole del ministro e il silenzio dei due possibili candidati
alla presidenza della nuova Provincia, anche loro di An - continua Civati,
riferendosi a Roberto Alboni, capogruppo di An in Regione, e Dario Allevi,
vicesindaco di Monza - la dicono lunga sul rispetto delle istituzioni, e quindi
dei cittadini, di parte del centrodestra: la nuova Provincia di Monza e Brianza
è stata istituita con una legge dello Stato votata dal Parlamento. Le parole di
La Russa sono anche irrispettose nei confronti del buon lavoro svolto in questi
anni anche da suoi compagni di coalizione per realizzare la nuova istituzione.
Noi andiamo comunque avanti - conclude Civati - per convincere la maggioranza
dei brianzoli a votare Gigi Ponti, un candidato che consideriamo naturale, e
continuiamo a credere che la nuova Provincia sia utile per realizzare progetti
concreti per risolvere i problemi quotidiani dei cittadini». M.Guz.
(
da "marketpress.info" del 10-03-2009)
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Province
Martedì 10 Marzo
(
da "Denaro, Il" del 10-03-2009)
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Province
Campania legge
elettorale Forza Italia rilancia il listino a sei Cosentino: E' l'unico
strumento per garantire l'ingresso delle donne in Consiglio Ricorreranno ad
azioni di mobilitazione sul territorio e nell'Istituzione per contrastare via
libera a una legge elettorale "che non garantisce la rappresentanza delle
donne". Lo assicura il gruppo regionale di Forza Italia che, ieri, con il
coordinatore campano Nicola Cosentino, e con la partecipazione del portavoce
Ernesto Caccavale e del candidato alla presidenza della Provincia di Napoli,
Luigi Cesaro, ha tenuto una conferenza stampa sul progetto di legge che sarà
esaminato domani in Consiglio regionale. angela milanese La principale novità
del progetto di legge, approvato in commissione con una maggioranza trasversale
agli schieramenti, consiste nella abolizione del listino e nella attribuzione
del premio di maggioranza alle liste della coalizione vincente, nonchè nella
previsione che nelle liste nessuno dei sessi possa essere rappresentato nella
misura superiore ai due terzi del totale. Previsione che, secondo gli esponenti
di Forza Italia, non sarebbe in grado di garantire una adeguata presenza delle
donne nell'Istituzione consiliare. "Il listino è uno strumento
indispensabile per garantire l'ingresso in Consiglio regionale delle donne, che
costituiscono un valore aggiunto, e di esponenti della società civile che, con
il sistema delle preferenze, non potrebbero essere eletti spiega il capogruppo
azzurro Paolo Romano -. E' per tentare una mediazione con le altre forze
politiche che abbiamo proposto un listino di sei persone, con alternanza di
candidati maschi e femmine". Su questa proposta, il coordinatore regionale
di Forza Italia, Nicola Cosentino invita le forze
politiche della coalizione di centrodestra, nella quale An ed Mpa sostengono
l'abolizione tout court del listino, a ritrovare una sintesi e "ad
ascoltare le parole del presidente della Repubblica Napolitano che ricorda il
sottosegretario all'Economia e alle finanze -, in occasione delle celebrazioni
per la festa della donna, ha evidenziato che in Italia è troppo scarsa
la presenza delle donne nelle Istituzioni. In Campania il problema sollevato
dal Capo dello Stato è ancora più grave aggiunge Cosentino - e una legge
elettorale, così come approvata dalla Commissione Statuto, non sarebbe in grado
garantire l'elezione delle donne e di esponenti della società civile perchè,
nel sistema di potere bloccato legato alle preferenze che c'è nella nostra
regione a causa del centrosinistra, essi non riuscirebbero ad essere
eletti". del 10-03-2009 num.
(
da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 10-03-2009)
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Province
SUL MONTELLO Alla
ricerca di volontari per salvare rane e rospi Martedì 10 Marzo 2009,
Montebelluna Si cercano volontari per salvare rane e rospi. Ormai da parecchi
anni, fra febbraio e marzo, le serate di un gruppo di
volontari della provincia, quelli della Lac (Lega abolizione caccia) del Veneto
e quelli dell'Enpa (Ente nazionle protezione animali), ma anche dei referenti
di vari enti pubblici, sono caratterizzate da un unico obiettivo: salvare dalle
auto rospi, rane e salamandre in transito verso gli stagni lungo le prese del
Montello e la panoramica, ma anche nei pressi dei laghi di Revine.
"Armati" di pile, guanti e secchi, ma soprattutto di tanta buona
volontà, i volontari accompagnano gli animaletti nella loro migrazione,
cercando di metterli al sicuro dalle auto. Lo scorso anno ne hanno salvati
17mila; quest'anno il numero potrebbe essere ancora più alto se è vero che solo
l'altra sera sono stati salvati 802 rospi comuni e 197 rane nella zona del
Montello,
(
da "Sestopotere.com" del 10-03-2009)
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Province
Enti locali
provincia Torino contro la crisi: appello al Governo (10/3/2009 16:14) | (Sesto
Potere) - Torino - 10 marzo 2009 - Maggiori risorse dal Governo per assicurare
la copertura agli Enti locali dei mancati trasferimenti dopo l?abolizione
dell?Ici; modifica del patto di stabilità per poter attuare investimenti
produttivi a difesa dell?occupazione e iniziative di rilevanza sociale; tutela
delle lavoratrici e dei lavoratori e pensionati colpiti dalla crisi; iniziative
per un fisco più giusto; lotta all?evasione fiscale; salvaguardia dei servizi e
del lavoro pubblico anche precario; riduzione dei costi dalla politica. Questi
i temi che saranno dibattuti domani mercoledì 11 marzo alle ore 10 nella sede
istituzionale della Provincia a Palazzo Cisterna in via Maria Vittoria 12, nel
corso di un incontro pubblico che vedrà coinvolti i rappresentanti degli Enti
locali e dei sindacati piemontesi. Interverranno Amalia Neirotti, presidente di
Anci Piemonte, Gianni Cortese, segretario generale Uil Piemonte, Umberto D?Ottavio,
presidente della Lega autonomie locali e assessore all?istruzione della
Provincia di Torino, Vincenzo Scudiere, segretario generale Cgil Piemonte,
Antonio Saitta, presidente della Provincia Di Torino e dell?Unione Province
Piemontesi e Giovanna Ventura, segretario generale Cisl Piemonte.
(
da "Corriere delle Alpi" del 11-03-2009)
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Province
I veri motivi I veri
motivi delle guerre GIORNI FA, dopo aver visto su un telegiornale, per
l'ennesima volta il nostro presidente del consiglio dei ministri che annunziava
il contributo di 200 milioni di euro dell'Italia per la ricostruzione di Gaza,
seguito dal ministro Scaiola che parlava delle imprese italiane che vi
sarebbero state impiegate, ho creduto di aver compreso i motivi veri per cui si
provocano le guerre. Prima si distrugge usando le armi, che poi vengono
riacquistate, magari riammodernate e più letali. Quindi si ricostruisce in un meccanico
dove domina il denaro e i morti non contano per niente. Ma chi governa il mondo
non potrebbe trovarne un altro, volto però ad affrontare e risolvere il
problema della fame e delle malattie, che coinvolge miliardi di individui e
interi continenti? Sandro De Zolt Sappadina An, ma Almirante che c'entra IL
VIDEO con Giorgio Almirante, le "radici nel futuro", An nata come
"Partito polo". Tutte cose che l'ultimo Congresso provinciale di An
ha fatto bene a ricordare. "Non restaurare e non rinnegare" è stato
infatti il grande insegnamento di Almirante che, però, a mio parere poco
"ci azzecca" (come direbbe qualcuno) con la scomparsa di Alleanza
Nazionale dallo scenario politico e la sua contemporanea fusione con Forza
Italia. Tra il Congresso di Fiuggi, del gennaio 1995, che trasformò il
Movimento Sociale Italiano in Alleanza Nazionale e l'imminente Congresso che
sancirà la nascita del partito del Popolo delle Libertà vi è, infatti, una
differenza fondamentale: il primo nasceva da una esigenza reale, da un'esigenza
diffusa e sentita nella base, cioè quella di svecchiare l'armamentario (in
verità un po' logoro) della destra italiana; il secondo, invece, si appresta a
nascere come risultato di un puro e semplice calcolo politico. La cosa potrebbe
esaurirsi qui perché, si dirà, il calcolo è parte integrante della politica. Ma
il problema è che, in questo caso, il calcolo è profondamente sbagliato e non
solo perché An entrerà nel nuovo soggetto politico rappresentando il 30%, cioè
una minoranza, ma soprattutto perché vi entrerà senza idee e senza una
identità, con l'unico obiettivo, come si legge chiaramente tra le righe dei
vari interventi, di salvaguardare l'esistente in termini di poltrone e posti di
potere. In effetti, se il 30% sarà appena sufficiente a garantire seggi e
assessorati agli uscenti, perpetuando così la nomenclatura
esistente (con l'ausilio determinante dell'abolizione delle preferenze per
l'elezione di Camera e Senato), nelle elezioni comunali, provinciali e
regionali, al contrario, la componente ex An del PdL rischia seriamente di
uscirne pesantemente penalizzata in termini di rappresentanza politica.
In sostanza, a ben vedere, l'operazione PdL appare pensata e costruita dai
vertici di An proprio per offrire il massimo di tutela a sé stessi penalizzando,
però, fortemente la base del partito. Il tutto senza fare poi i conti con il
crescente consenso alla Lega e con il silenzioso, ma profondo, disappunto dei
militanti "storici" di An che, su tutti i territori dove
tradizionalmente vivono ed operano, si accorgeranno ben presto di essere stati
privati non solo della loro storia e della loro identità politica ma,
soprattutto, della loro stessa immagine di uomini e donne
"differenti" rispetto ad una politica che spesso, a livello locale,
appare molto più impegnata alla difesa di lobby, di interessi particolari e dei
vari comitati d'affari che alla difesa dei cittadini. La decisione di An di
sciogliersi per confluire nel PdL è poi sbagliata anche per un altro motivo:
non si aderisce al PdL con lo spirito dei conquistadores spagnoli, come se le
storie politiche e le culture altrui possano essere oggetto di occupazione o di
bottino. A mio parere An dovrebbe aver più rispetto per i propri futuri
compagni di strada, soprattutto per Forza Italia. Forza Italia, infatti, ha
rappresentato per quasi 15 anni una posizione ed una cultura politica certo
molto diversa da quella della destra, ma certamente non per questo inferiore o
subalterna. Forza Italia ha saputo fondere, nel bene e nel male, l'idea
liberale con istanze popolari, ha saputo sintetizzare nel proprio leader
efficienza e innovazione, tutte cose nelle quali An, specie in questi ultimi
anni, ha sempre detto di riconoscersi pienamente. E allora mi chiedo: ma perché
mai queste posizioni dovrebbero essere meglio rappresentate nel futuro PdL
dagli attuali uomini di An, dalla copia piuttosto che dall'originale? E
soprattutto mi chiedo: se così sarà, chi darà voce, chi darà futuro e
rappresentanza ai valori (che saranno il vero terreno di confronto in un mondo
dal mercato sempre più globalizzato) che da sempre sono patrimonio distintivo e
irrinunciabile della destra italiana? Non so se il progetto de "La
Destra" che, recentemente, con Francesco Storace ho contribuito a fondare
avrà un domani il consenso che spero ma, come ho sempre cercato di fare,
difendo le cose in cui credo e, in definitiva, un diverso modo di fare
politica. Quel modo disinteressato (e un po' incosciente) che una volta era la
caratteristica stessa della destra in cui militavo e che oggi, tra saltimbanchi
e giocolieri, tra computer e mercati globali, tra milioni di opinioni, di voci
e di stranieri, se non altro ci aiuta a ricordarci chi siamo. Titti Monteleone
Caro Schievenin, a Feltre funziona così A FELTRE il piano semi-serio di
"Parketing" e gli eventi collaterali. Egregio signor Schievenin,
leggo sulla stampa locale, meravigliato, che la città di Feltre, che ha
profumatamente pagato il piano di Marketing, si ritrova blindata durante le
grandi manifestazioni. E' chiaro, non si stupisca. Qui la leggenda
metropolitana narra che solo l'automobilista- consumatore, che arriva davanti
al negozio con l'auto, sia vero fruitore e benefattore della realtà commerciale
locale e per esso valga quindi la pena di aprire Feltre. Dimostrazione,
purtroppo, ne è ahimè il fatto che, già da diversi anni, centro di aggregazione
sociale locale delle domeniche a Feltre, non sia il centro storico, con tutta
la sua cultura, ma i supermercati aperti con ampi parcheggi. Non ne faccia
quindi una questione di sgarbo alla sua bellissima manifestazione.
L'Amministrazione, come proprio contributo controtendenza, lascia alla mercé
delle intemperie e della pedonalizzazione di nicchia il piccolo "loculo
turistico" in Largo Castaldi (non l'aspiratore, l'altro) a perpetua memoria
che a Feltre il turismo si fa così. Sarebbe bello che, un alto funzionario,
titolato e regolarmente, s'intenda, coi soldi pubblici pagato, sopra ci
scrivesse "Perdete ogni speranza o voi civili che visitate la valle delle
polveri sottili". Noi ci siamo abituati e anche lei può farsene una
ragione. L'idea della corsa sarebbe anche ottima a dire il vero, ma, per
"aprire Feltre", ha semplicemente sbagliato tipo di
"chiave". La podistica non attecchisce nel Marketing -
"Parketing" de "noialtri", quello con soggetti oggetti
rombanti. Dimostrazione ne è il fatto che priorità di attenzione, nonostante il
grave problema delle polveri sottili, oltre ai doppi sensi di circolazione, sia
data alla realizzazione di parcheggi, perché ce n'è bisogno. Probabilmente il
modello di vendita che qualcuno qui ha in mente è solo su invito e con tessera
del parcheggio, così si è sicuri di trovare posto auto e aperto. Domenica
scorsa sono andato a Bassano, negozi aperti, centro chiuso al traffico. Gente
ovunque. Unico evento solitario collaterale un signore che gonfiava palloncini,
neanche tanto apprezzato. Non li avevo avvisati del mio arrivo. Strano, ho
pensato. Si vede che non capiscono niente di marketing. Beati noi a Feltre che
abbiamo pagato il semi serio piano di "Parketing". William Nisi
libero cittadino di Feltre Ma che inverno davvero coi fiocchi QUALCUNO ha già
detto: Attenti ad esprimere desideri; prima o poi potrebbero avverarsi. Questo
per dire a coloro che: Non ci sono più gli inverni di una volta e non si vedono
le grandi nevicate - lor signori sono stati serviti; è stato (ancora?) un
inverno letteralmente coi fiocchi. E relativi problemi per i Comuni di tutta la
provincia, specie sulle Terre Alte, pur se use agli inverni come tali, con un
ingente investimento per lo sgombero e manutenzione della viabilità, al di
sopra di molte possibilità municipali, ma in ogni caso, quasi sempre ben
gestita nonostante la non eccellente disponibilità di mezzi anche meccanici, il
tutto sopperito dalla gran buona volontà degli addetti di qualsivoglia ente. Ma
lo sgombero è stato relativo all'immediato, ora allo sciogliersi delle nevi,
emergono gli "effetti collaterali"; il primo tepore induce alle prime
passeggiate, ed alla conseguente visione della realtà post-inverno delle strade
medesime, che tra ghiaccio, catene e vomeri spartineve, mettono a nudo lo stato
degli asfalti, presentando un conto che si configura salatissimo per casse
comunali già esangui. Proposta: in tempo di denuncia dei redditi, perché non
destiniamo il nostro 5 per mille al Comune di residenza, tralasciando una
tantum gli altri pur meritevoli Enti, Comunità e/o associazioni convenzionate.
Ora non ricordo e non so se l'Ente comune possa "deviare" fondi di
bilancio destinati al sociale per le proprie spese correnti, vedi lavori pubblici,
ma se per caso in bilancio ci fossero già delle somme destinate a quest'ultimo,
i nuovi e maggiori introiti del 5 per mille andrebbero agli stanziamenti
sociali, liberando così fondi da destinare agli interventi di manutenzione
ordinaria/straordinaria. Ripeto; non so se sia amministrativamente possibile,
in ogni caso firmare là dove c'è scritto "a favore della socialità del tuo
Comune", mi sembra già di per sé "cosa veramente saggia e
giusta"; così come il ringraziare i sindaci/assessori/consiglieri delle
nostre vallate per l'impegno generalmente profuso; senza dimenticare, anzi,
sottolineare la gran massa di lavoro svolto dagli addetti comunali e
sovra-comunali tutti. Antonio Alberti PIEVE DI CADORE Opera vietata brava la
Provincia QUANDO il passo vorrebbe essere più lungo della gamba..... Sono
pienamente d'accordo con l'operato della Giunta Provinciale in merito alla
non-esposizione di un'opera nella mostra in corso a Borgo Piave. Mi meraviglio
che il curatore della mostra, per me il maggior responsabile del pasticcio, non
abbia considerato il contesto in cui presentava le opere. Ovvio che la stessa
opera presentata nel reparto Urologia dell'ospedale avrebbe riscosso pura
indifferenza, in un ristorante forse avrebbe bloccato l'appetito ai commensali
e chi ne ha più ne metta. Nel caso specifico della mostra rivolta ad un
pubblico di tutte le età ed a libero ingresso ben ha fatto la giunta
provinciale a dare un altolà, come padrone di casa, del tutto comprensibile.
Suggerisco inoltre ai tanti estimatori dell'opera di comprarla perbacco e,
perché no, esibirla ben bene nello studio od in salotto oppure in cucina,
meglio dove credono. Quanto a parlare tanto di Arte o di Artisti meglio
lasciare ai posteri l'ardua sentenza. Renzo Bogo
(
da "Mattino di Padova, Il" del 11-03-2009)
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Province
Pagina
27 - Provincia Esternazioni padane e croci celtiche sui muri e ai cancelli di
liceo e Itis CITTADELLA. «Provincia de Sitadea». In tempi in cui si parla di
abolizione delle province, ci mancherebbe solo che anche
Cittadella iniziasse una battaglia per diventare provincia autonoma. La trovata è semplicemente l'opera
di qualche writer buontempone e vandalo che ha preso di mira i cartelli che la
Provincia di Padova ha sistemata all'ingresso dell'Itis Meucci e del Liceo Tito
Lucrezio Caro. Lo stemma provinciale è stato imbrattato da uno spray nero.
Correzione effettuata con raro tempismo: ieri mattina ha attirato l'attenzione
del presidente della Provincia. «Queste cose non si fanno», ha sbottato ieri
mattina Vittorio Casarin. Gli ha fatto eco il collega di giunta, Luciano Salvò,
assessore all'edilizia scolastica: «Ieri mattina ho visto che il personale del
liceo stava provvedendo a cancellare alcune scritte sul muro della scuola. Va
rispettata la cosa pubblica, è necessario un minimo di senso civico, un minimo
di rispetto per i locali e la scuola». E proprio sui muri dell'Itis Meucci è
comparsa la scritta «Anticomunismo militante», con un paio di croci celtiche a
corredo dell'opera: scritte in spray nero, da parte di sedicenti gruppi di
estrema destra, che se la prendono con i pericolosi «comunisti». Poco più in
là, qualche scritta meno politicamente vandala, con le solite dichiarazioni
d'amore eterno, «tvb» e dintorni. Insomma, a Cittadella i writer cialtroni sono
ritornati all'opera: come già successo qualche tempo fa davanti a Villa Rina,
dimostrano d'avere poca fantasia ed una scarsissima dimestichezza col graffito:
per loro non vale neppure la fin troppo abusata attenuante dell'«artisticità»
delle loro opere. (s.b.)
(
da "Tempo, Il" del 11-03-2009)
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Province
stampa In un
documento si chiede l'abolizione del ticket e misure per lavoro e sociale
Rifondazione Comunista lancia l'ultimatum a Marrazzo Abolizione
del ticket sanitario nell'ambito di un piano regionale che valorizzi il
pubblico, stabilizzazione dei precari e finanziamento della legge sul reddito
minimo garantito fino a 100 milioni di euro, approvazione di una legge sul
diritto all'abitare, gestione pubblica del trasporto, si all'utilizzo di fonti
rinnovabili e no agli inceneritori nella gestione dei rifiuti. Sono questi i
punti «imprescindibili» contenuti in un documento di 9 pagine che ieri il Prc ha inviato al presidente della Regione, Piero
Marrazzo. «Un ultimatum per rimanere nella maggioranza nell'ultimo anno di
legislatura e in vista delle elezioni del 2010» ha detto il consigliere
regionale di Rifondazione Ivano Peduzzi nel corso di una conferenza stampa dove
erano presenti anche Maurizio Fabbri, del coordinamento regionale del Prc e
Giuseppe Carroccia, segretario della federazione romana Prc. «Entro una
settimana - ha detto Peduzzi - ci aspettiamo un segnale da parte di Marrazzo e
la convocazione di un Tavolo». «Questi temi - ha detto Fabbri - sono stati già
affrontati con Marrazzo lo scorso 23 febbraio nel corso di un incontro al quale
hanno partecipato Peduzzi ed il segretario nazionale Ferrero. Dopo 15 giorni di
silenzio - ha continuato - oggi vogliamo sollecitare una risposta».
(
da "Sole 24 Ore, Il (Centro Nord)" del 11-03-2009)
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Centro-Nord sezione:
ISTITUZIONI Bandi e appalti data: 2009-03-11 - pag: 14 autore: TOSCANA. In
Regione tagli da 50 milioni Un anno di tempo per completare il riassetto degli
enti Manuela Villimburgo FIRENZE Un ente soppresso, 4 fusioni e 3
riorganizzazioni. Questo il bilancio del piano di "dimagrimento e
semplificazione" della macchina regionale, presentato dal Governatore
Claudio Martini nel maggio del 2007 e ancora in corso. Al termine della riforma
ci saranno circa una trentina di enti o livelli di governo in meno (la metà di
quelli esistenti oggi). La promessa è di completarlo entro la fine della
legislatura, con un risparmio atteso come ribadisce una nota della direzione
finanze e bilancio di circa 50 milioni, una volta a regime, vale a dire quando
saranno dismessi gli affitti e riorganizzate le piante organiche dei nuovi enti
con pensionamenti, rottamazioni e prepensionamenti. Gli effetti principali e
immediati sono infatti sul piano del personale i cui costi, secondo l'analisi che
accompagna il piano, pesano sul bilancio del singolo ente per il 50-70 per
cento. «Ma il risparmio- aggiunge Federico Gelli, assessore all'organizzazione
deriva dalla parallela digitalizzazione dell'amministrazione attraverso cui
stiamo riformando completamente la Regione ». Ad oggi, è stata eliminata
l'Agenzia regionale per l'energia, mentre 3 Ato per i rifiuti hanno accorpato i
10 preesistenti, così come un solo soggetto ha preso il posto, a inizio 2009,
delle 3 Aziende per il diritto allo studio universitario per un risparmio
annuale intorno ai 600mila euro. Fusione anche per Sistema Toscana e Mediateca,
con un risparmio annuo di almeno 150mila euro l'anno. Ultimo snellimento in
ordine di tempo è la riorganizzazione dei Lode (gestori dell'edilizia pubblica
locale) secondo il modello dell'Area vasta. In progress la fusione di Artea,
l'Agenzia per l'erogazioni in agricoltura e Sviluppo Toscana (di cui è stata
completata l'acquisizione l'estate scorsa), che costituiranno il soggetto unico
per le agevolazioni a tutte le imprese. Niente da fare invece per
l'accorpamento dei 6 Ato per l'acqua, la cui legge attende in Consiglio da
quasi un anno. Allo stadio di proposta di legge l'accorpamento di Toscana
Spettacolo e Fondazione Metastasio. Passo indietro anche nel matrimonio delle
agenzie di ricerca Irpet e Ars. Infine, decisamente al palo la riorganizzazione
delle 14 Apt sulla quale la giunta ha deciso di prendersi una pausa di
riflessione e di concertazione con le Province. «Non chiude, non taglia, non si
ritira. La Regione accorpa- commenta Alessandro Antichi, consigliere regionale e portavoce dell'opposizione -. Inascoltato il nostro appello
allo smantellamento del sistema delle partecipate e persino la modesta proposta
sull'abolizione dei Consorzi di bonifica non è stata accolta. Eppure non si
trattava di una rivoluzione, ma solo del ritorno di compiti e attività
all'interno di assessorati già esistenti e già abbondantemente forniti di
budget e personale, invertendo così una direzione sbagliata». L'ACCUSA
Critiche dall'opposizione di centro-destra: Antichi (Pdl) parla di un debole
progetto di riorganizzazione
(
da "Resto del Carlino, Il (Ferrara)" del 11-03-2009)
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FERRARA PRIMO PIANO
pag. 5 di NANDO MAGNANI «SE CHIUDO gli occhi rivedo quelle fauci, quelle bocche
... di NANDO MAGNANI «SE CHIUDO gli occhi rivedo quelle fauci, quelle bocche
spalancate pronte ad azzannarmi. Poi quei denti affondati nel polpaccio che mi
squarciavano la carne: il panico, il dolore, le urla, il sangue». Chi parla,
ancora letteralmente terrorizzata dal suo letto di ospedale, è Cristina
Giglioli, la donna di 56 anni, attaccata due giorni fa a Santa Maria Codifiume
da tre pitbull insieme al marito, il 58enne Andrea Chiarini. Lei, che dopo la
drammatica esperienza è stata operata nel reparto di chirurgia plastica al
Sant'Anna, e poi trasferita al Mazzolani Vandini di Argenta, ricorda le
terribili sequenze dell'assalto come un incubo. Un film dell'orrore vissuto in
prima persona in balia di quei possenti cani. «Era da tempo che non andavo dai
miei familiari che abitano vicino a noi in via Fascinata racconta la signora
visibilmente provata ; quelle bestie non le avevo mai viste prima. Erano libere
in cortile, mentre una quarta (un pastore meticcio, ndr) era legata alla
catena». I CONIUGI, rassicurati, sono entrati in casa. Ma messo di nuovo piede
nel cortile, e salutati i parenti con un abbraccio, ecco scattare
l'aggressione. «Mi hanno morso in due dice Cristina , uno mi lacerava il
muscolo della gamba destra, ridotto a brandelli; l'altro meno in profondità, a
sinistra». In tutto questo il terzo si accaniva sulla natica dell'uomo il quale
ha riportato ferite più lievi grazie alla portafoglio che, nel taschino dei
pantaloni, ha attutito l'attacco. «Mi ha salvata Andrea continua Cristina ,
poteva finire molto peggio. Lui mi ha trascinata ancora dentro l'abitazione,
liberandomi da quella stretta micidiale», mentre i pitbull, all'esterno,
ringhiavano e si dimenavano nel vano tentativo di riagguantare la presa. Il
loro padrone, il nipote di 25 anni, era al lavoro. E nessuno riusciva a
tranquillizzare quelle bestie tanto da impaurire i sanitari del
(
da "Sicilia, La" del 11-03-2009)
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Province
La Regione più
speciale Speriamo che presto si concluda la disfida della sanità siciliana che
ha già provocato scontri epici ai massimi livelli della classe dirigente con
alleanze vere o presunte, inimicizie in luogo di antiche solidarietà, fratture
e ricomposizioni tutte certamente interessanti sotto il profilo politico, ma
non ha ancora dato risposta alla semplice domanda che i cittadini si fanno:
avremo alla fine una sanità migliore, maggior cura delle persone, migliori
attrezzature, medici più competenti, a costi compatibili con la attuale crisi
finanziaria? Sembra che il tema riguardi prevalentemente la struttura
organizzativa, come accade ormai fin dalle origini di questa che chiamare
riforma sembra davvero un po' irritante. Ci saranno meno Asl e più dirigenti
oppure meno Asl e più ospedali? O più di entrambi? Insomma l'attenzione della
classe politica sembra ossessivamente concentrata sui meccanismi di produzione
e riproduzione del consenso e quindi del potere più che sui bisogni dei contribuenti.
Questo perché si considera normale, anzi saggio, occuparsi, in politica, in
primo luogo degli interessi del proprio partito o gruppo o famiglia. Come
diceva Gladstone, che non era siciliano: tra la sua coscienza e il suo partito,
un gentiluomo sceglie il partito. Del resto c'è la controprova. In Sicilia
quasi mai chi si è disinteressato del potere e del suo accumulo organizzativo,
ha trovato fortuna durevole. Si ricorda ancora Gaspare Ambrosini, valoroso
giurista e autore dello Statuto d'autonomia, malamente messo da parte per
mancanza di dote elettorale. E tutta la storia della Regione più speciale del
nostro paese, è costellata di ascese e declini di gruppi organizzati, spesso
sostenuti da un rapporto con il potere centrale, vere cordate messe in piedi
all'atto della conquista iniziale del potere o evolutesi in seguito al
consolidamento di varie fasi politiche. Nulla di strano in una politica
formalmente democratica, cioè fondata sul consenso anche a prescindere dal
merito. Ma molto di preoccupante se si considera la crisi attuale e la sua
forza di rottura rispetto alle abitudini del passato. Si prendeva il potere una
volta in nome di un ideale e contro una minaccia e lo si gestiva, dopo un po',
distribuendo risorse anche al di là di quelle realmente esistenti, in modo che
il consenso iniziale durasse confortato da quelli che Lindblom chiama benefici
materiali. L'incentivo alla resistenza al potere essendo in buona sostanza la
possibilità di macinare dell'altro potere e supponendo che l'economia facesse il
suo dovere di crescere e creare risorse almeno fittiziamente da iscrivere nelle
entrate da cui attingere per soddisfare le corporazioni, gli amici, gli
aderenti. Questa logica in Sicilia ha avuto anche del buono perché si è
accompagnata ad una crescita senza precedenti almeno fino agli anni '80. Da
quel momento, con la fine dei gloriosi trent'anni di benessere ininterrotto
dopo la guerra, il meccanismo si è più volte rotto. E a livello nazionale ed
europeo s'è inventato un nuovo approccio. Maggiore attenzione alla spesa,
riqualificazione di molte uscite, compressione dei costi, diminuzione dei
privilegi, miglioramento della competitività, ricorso alla sussidiarietà con
responsabilizzazione del privato. Talora si ha l'impressione che questo nuovo
approccio in Sicilia non sia mai riuscito ad arrivare. Si ricordano le
municipalizzazioni al Comune di Palermo, con l'immissione in ruolo di migliaia
di precari che hanno fatto saltare tutti i conti, le analoghe assunzioni
regionali, la previdenza a carico del bilancio regionale, la mancata abolizione delle province, l'indebitamento crescente per non toccare la spesa. Ovviamente
il tutto condito di appelli al sociale, all'indigente, al povero ed ultimo. I
quali per la verità hanno continuato a passarsela malino, vedendo peggiorare le
proprie speranze di impiego produttivo a misura che la convenienza
all'investimento decresceva per via della caduta di competitività e per
la disastrosa immagine che mafia e corruzione proiettavano sull'Isola.
Continuare così non si può. E non serve rinfacciarsi a vicenda la
responsabilità di un guasto che viene da lontano, forse dalla storia stessa
della Sicilia. E che si corregge se cambia mentalità collettiva, se mutano le
aspettative, se cresce la percezione del rischio mortale che si fa correre alle
migliori energie. Già oggi è in atto una migrazione massiccia di risorse
intellettuali. I nostri migliori studenti vanno dov'è il lavoro, sciamano per
l'Europa e per il mondo e la Sicilia si impoverisce ulteriormente. La politica,
si dice, ha la sua legge. Ma se il risultato non è buono, perché ostinarsi a
celebrare un rito che tra poco non avrà più adepti? E' chiaro che non ci può
essere un disarmo unilaterale, perché come spiegava già Burke due secoli fa, se
uno si cura degli interessi generali mentre il suo concorrente bada agli
interessi del suo elettorato, il primo sarà espulso ed il secondo si ritroverà
padrone, magari di un disastro, ma pur sempre in sella. E non sono tanti quelli
che preferiscono stare in piedi piuttosto che cavalcare uno spregevole ronzino,
perché sarà pure un disastro la situazione ma è meglio che la gestiamo noi,
come pare abbia detto un illustre padre della patria che non era nemmeno
siciliano.
(
da "RomagnaOggi.it" del 11-03-2009)
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Province
11 marzo 2009 -
17.13 (Ultima Modifica: 11 marzo 2009) RAVENNA - Obiettivo della Giornata
Mondiale del Rene è aumentare l'attenzione nei confronti del danno renale
cronico e delle morbilità e mortalità cardiovascolari ad esso associate e
sottolineare la necessità di una diagnosi precoce e di prevenzione delle
malattie renali. Le malattie renali costituiscono una minaccia incombente a
livello mondiale. Si calcola che, nella popolazione generale, tra il 7% e il
10% delle persone abbia un danno renale, molto spesso misconosciuto. La
Federazione Internazionale delle Fondazioni del Rene (IFKF) e la Società Internazionale
di Nefrologia (ISN) hanno lanciato la Giornata Mondiale del Rene, che si
celebra annualmente, per diffondere la consapevolezza nei confronti del danno
renale cronico e delle sue morbilità e mortalità cardiovascolari associate, e
per attirare l'attenzione sull'urgente necessità globale di una diagnosi
precoce e della prevenzione delle nefropatie croniche e del danno
cardiovascolare ad esse connesso. In Italia si calcola che vi siano più di 5
milioni di persone che non sanno di essere affette da una malattia renale.
Bisogna agire quanto più possibile per operare informazione sulle malattie
renali che molto spesso insorgono in forma subdola e si rendono manifeste solo
in fase già avanzata. Nella Provincia di Ravenna il numero di pazienti in terapia
sostitutiva renale è in progressivo e costante aumento ed attualmente sono pari
a 328 di cui
(
da "Stampa, La" del 12-03-2009)
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Province
La riforma è presto
fatta: al posto del Comune farei un bel museo d'arti decorative al posto della
Provincia un centro studi. Comune e Provincia sono inutili in una città di un
milione di contribuenti-elettori, usata da 3 milioni di persone. La «Grande
Milano» sarà governata da un Senato composto dai sindaci delle 10 zone della
città (ciascuna con 200-600 mila abitanti) più i 20 sindaci dei più importanti
centri della provincia e 30 senatori eletti a suffragio universale. Sede del
Senato di Milano? Ovvio, il Castello Sforzesco. Milano ha cominciato a
deprimersi nel 1499 quando con il Castello perse la sua autonomia. Dal Castello
bisogna ripartire». Non è una fiction ambientata ai tempi dei potenti duchi di
Milano ma il clou (altro punto forte: l'abolizione delle
auto blu) del programma per l'elezioni provinciali dello storico dell'arte
Philippe Daverio, candidato di spicco nella lista civica che appoggia Filippo
Penati, il presidente uscente del Pd. Ex assessore alla Cultura ('93-'97) nella
giunta del leghista Formentini, pluridocente al Politecnico di Milano e all'università
di Palermo, conduttore su Raitre di "Passepartout" («Dovrò
sospendere; in Italia solo il padrone della tv può fare politica») e, per
volere di Vittorio Sgarbi, «bibliotecario» di Salemi («una carica dadaista»)
l'eclettico Daverio, molto dandy e gran affabulatore, ha scelto Penati,
decisionista ex sindaco di Sesto San Giovanni, nella Milano che da un anno
litiga anche per l'Expo. Dalla Lega a Penati, bel valzer Daverio! «Chiariamo:
ho solo 2 tessere; quella del Circolo Canottieri di Orbetello e la Fidaty card
dell'Esselunga. Nel Pd ci sono politici da salotto e quelli che sanno ancora di
lima di ferro. Penati appartiene a questa seconda categoria. E'un
brianzol-milanese concreto, non parla snob alla Bassetti, nè il milanese
commercial, genere: «Mi consenta». Ha vissuto l'implosione del mondo delle
fabbriche e optato per una trasformazione innovativa del mondo produttivo.
Gabriele Albertini e Letizia Moratti mettevano soldi nei bond e lui comprava la
Serravalle per finanziarsi la bretella nord...». E lei vuole fargli rinunciare
all'auto blu? «Penati è d'accordo. Andremo in taxi, non è un gran sacrificio.
Con questa crisi propongo un movimento nazionale per l'abolizione delle auto
blu. 600 mila privilegiati, 200 mila addetti: cifre folli. Pensare che al
Politecnico abbiamo laboratori chiusi per mancanza di fondi! Torniamo a Penati.
Questa lista è un esperimento per una sinistra progettuale che non s'esaurisca
nella critica a Berlusconi». Perché non si riconosce più nella Lega? «Nel '93
la Lega nord era una forza innovativa, ora sono diventati dei reazionari. Per
capire come sarebbe l'Italia leghista basta guardare a Malpensa:
pressapochismo, incapacità d'affrontare i problemi, risposte semplificate alla
paura. Bisogna reagire: Milano muore di claustrofobia ma è anche la città che
con Torino ha sempre cambiato i destini del nostro Paese». Davvero pensa che la
soluzione dei problemi, compreso lo psicodramma dell'Expo, sia la "Grande
Milano"? «Con questo assetto è impossibile risolvere i problemi, dal sistema
dei trasporti a quelli sociali. Quanto all'Expo faremo una manifestazione per
ringraziare Letizia Moratti per l'impegno che ha messo nel dimostrare che anche
il Comune non serve più a niente. La Fiera e l'area dell'Expo sono fuori
dall'area di competenza comunale. Risultato: l'unico che in città ha un
progetto chiaro in testa è Ligresti. Farà più case, è il suo mestiere! La mia
proposta è usare il tema della trasformazione urbana come materiale per l'Expo.
La "Grande Milano" ha aree agricole; produce vino, cocomeri,
pannocchie. Una Milano dove si mangia la frittata di uova milanesi. Bisogna
immaginare un altro modo di abitare, un'altra città. Con buona pace di Gabriele
Albertini e di Giorgio Armani». Cosa c'entrano l'ex sindaco e il celebre
stilista Armani? «Albertini non sapeva che in inglese «tollerance» significa
rigore e l'ha tradotto nello slogan «tolleranza zero». Ha lasciato la città
degli happy hour e di 200 mila universitari sbattuti nell'hinterland. Armani,
prima ha comprato tutto il possibile poi si lamenta che di notte è un mortorio.
Ma certi prezzi Armani può permetterseli, la libreria Bocca no. Questa
claustrofobica Milano, la notte, sembra un outlet dopo l'ora della chiusura».
(
da "Messaggero Veneto, Il" del 12-03-2009)
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Province
Via libera della
giunta alla contestatissima rivoluzione. Il presidente si tiene la competenza
sulla polizia provinciale: questa organizzazione garantirà maggior efficienza
Ridotte le aree dirigenziali da 13 sono diventate 5 Provincia, ok al piano dei
risparmi sul personale Consentirà una minore spesa per 400 mila euro l'anno. Ma
la montagna resta senza dirigente Ha ottenuto il via libera della giunta,
all'unanimità, e tra un mese e mezzo al massimo sarà operativo. Il Piano di
riorganizzazione della Provincia, la "rivoluzione" voluta dalla
giunta di Pietro Fontanini, è dunque realtà. Una realtà che, giurano da palazzo
Belgrado, permetterà di risparmiare circa 400 mila euro all'anno sulle spese di
personale perché la macchina sarà più efficiente. Il Piano, dove resta
cancellata l'area Montagna, ha già incassato il no dei sindacati. La giunta, su
indicazione dell'assessore al personale Mario Virgili, ha quindi rivisto il
sistema d'organizzazione dell'ente, portando le Aree, i "grandi"
contenitori dei compiti provinciali, da
(
da "Nazione, La (Arezzo)" del 12-03-2009)
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PRIMO PIANO pag. 3
di ANGELA BALDI S OSTA SÌ, SOSTA NO. Il dubbio è di quelli amletici... di
ANGELA BALDI S OSTA SÌ, SOSTA NO. Il dubbio è di quelli amletici e forse non
basterà neppure un referendum per capire fino in fondo cosa desiderano i
commercianti riguardo all'abolizione dei parcheggi in via Roma e via Crispi. Il
questionario, proposto da Confcommercio a chi tiene bottega sui due lati delle
strade in questione infatti, domandava se i negozianti fossero o meno d'accordo
sull'abolizione dei parcheggi. Un vera e propria interrogazione che ha visto
sostenere il sì con una maggioranza del 61%. In altre parole, su 31 negozi
interessati, sono stati ben 19 i commercianti che hanno votato per l'abolizione della sosta in quella che è una delle strade
principali della città. Gli altri? In 12 hanno votato no dicendosi contrari
all'abolizione dei parcheggi. Ecco le loro ragioni. In questa città siamo
abituati a spostarci a piedi il minimo indispensabile dice Gisella Iori di
Amaranto Viaggi in via Roma I nostri clienti spesso fanno una sosta volante,
ritirano i biglietti e risalgono in auto. Siamo contrari all'eliminazione dei
parcheggi anche perché non ci sono alternative efficaci in zona'. IL PROBLEMA
insomma è sempre lo stesso, se si deve andare in centro, magari anche per una
sosta volante, la macchina dove si lascia? Dal momento che questa strada non
diventerà mai pedonale e visto che si tratta di una delle principali arterie
della città spiega Vinicio Favilli del Bar Amaranto non ha senso eliminare i
parcheggi. In centro ci sono moltissimi uffici e servizi da raggiungere e non
ci sono parcheggi capienti in alternativa, per questo motivo abbiamo votato no.
Prima di togliere queste zone di sosta dovrebbero averne create delle altre in
sostituzione che per il momento mancano'. Per qualcuno il parcheggio di fronte
al negozio diventa una vera e propria strategia di marketing. «LASCIAMO I
PARCHEGGI dove sono, magari qualche cliente in più si ferma auspica Massimo
Dirindelli del negozio Anna Mercerie I parcheggi in centro sono pochi,
andrebbero aumentati e non ridotti'. E per alcuni negozianti le priorità sono
altre. Prima di tutto dedichiamoci a riqualificare la zona con interventi
essenziali ad asfalto, marciapiedi, illuminazione dice Annamaria Boschetti di
Look Ottica in via Crispi e lasciamo i parcheggi dove sono'. Per i sostenitori
del no insomma togliere i parcheggi da via Roma e via Crispi è un po' come
darsi la zappa sui piedi. Votando no interpreto anche il pensiero dei miei
clienti spiega Silvia Giuliattini di Zuccherino per tutti è comodo parcheggiare
in centro. Quello che servirebbe invece è migliorare le condizioni generali
della strada partendo dall'illuminazione, di sera via Crispi sembra una strada
di periferia'.
(
da "Messaggero, Il (Marche)" del 12-03-2009)
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Giovedì 12 Marzo 2009 Chiudi I presidenti uscenti delle Circoscrizioni
scendono in campo. Dopo l'abolizione di questi organi decentrati che hanno
rappresentato la forma di partecipazione alla vita comunale più alla portata
del cittadino, sono diversi, in città, i presidenti di Circoscrizione che non
abbandoneranno la vita politica ma che anzi, in vista della prossima tornata
elettorale, decideranno di candidarsi alle amministrative. Tra i presidenti
uscenti (Mirco Nepi, Attilio Lattanzi, Marianna Marcucci, Luigi Travaglini,
Filippo Carlini, Ermanno Bachetti, Giovanni Calcagni, Alessio Quartarone e
Costantino Antonelli), il più convinto è il giovane presidente della
circoscrizione di Monticelli. «Ho vissuto dieci anni di vita politica
all'interno della Circoscrizione racconta Alessio Quartarone prima come
consigliere di maggioranza poi come presidente. Ora l'idea è quella di
candidarmi (per il Pd con Canzian) anche per sostenere il cambiamento
all'interno del Comune. La decisione di candidarmi è, quindi, legittimata dal
fatto che sicuramente conosco i problemi di una parte della città rappresentata
da Monticelli». Intenzionato a candidarsi anche Costantino Antonelli di Villa
S. Antonio. «Penso di tentare percorso nuovo all'interno della macchina
comunale, se non altro per dare continuità al territorio afferma Visto che,
chiusa la Circoscrizione, i cittadini perderanno il proprio interlocutore più
vicino, spero almeno nel ripristino del comitato di quartiere, perché
l'amministratore non perda una visione complessiva del territorio e rimanga a
stretto contatto con la sua città». Disponibile ad un'una eventuale
candidatura, ma non a tutti i costi, Mirco Nepi del Centro storico. «In 10 anni
penso di aver dato un piccolo contributo spiega e sono disponibile a
continuare, se a livello collegiale verrà chiesta la mia disponibilità e se si
intende fare un certo tipo di discorso: infatti, a dispetto del giudizio che si
possa avere della giunta Celani, con Castelli si dovrà in ogni caso aprire una
fase del tutto nuova, anche alla luce della grave crisi che sta attraversando
il territorio». Tra gli indecisi Attilio Lattanzi di Borgo Solestà, Marianna
Marcucci di Campo Parignano, Ermanno Bachetti di Venagrande. No alla
candidatura, invece, da parte di Giovanni Calcagni di Piagge e di Luigi
Travaglini di Porta Maggiore. Intanto, domani alle
(
da "Sole 24 Ore, Il" del 12-03-2009)
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Il Sole-24 Ore
sezione: PRIMA data: 2009-03-12 - pag: 1 autore: Al via i
primi 200 milioni dell'Economia Riforme per la casa: allo studio l'abolizione
della licenza edilizia Il Governo punta alla semplificazione nel settore delle
costruzioni. Per l'attività edilizia il permesso di costruire potrebbe essere
abolito e sostituito da una certificazione di conformità firmata dal
progettista. Allo studio anche l'autorizzazione «ex post» per chi
interviene in aree vincolate a condizione che i lavori non arrechino danni.
Spazio, infine, alla spesa dei primi 200 milioni per nuovi alloggi. Uva u
pagina
(
da "Nazione, La (Pisa)" del 12-03-2009)
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PONTEDERA / VALDERA
pag. 15 «LEGGO sulla stampa dice Giuseppe Calò, capogruppo di FI alla Provincia
di i... «LEGGO sulla stampa dice Giuseppe Calò, capogruppo di FI alla Provincia
di iniziative della Provincia di Pisa quali contributi alle aziende, tasse
bloccate ( sic..) Mi viene da dire che alla demagogia non c'è mai fine. Per
essere sicuri della rielezione, il presidente Pieroni ed i suoi assessori
ricorrono a mezzi solo di propaganda. Le misure annunciate non sono state
discusse, e da ora in poi, evidentemente, il consiglio
provinciale si svolgerà tramite stampa, risparmiando con l'abolizione di
consiglieri e assessori, se non della Provincia stessa. Ma veniamo alla
sostanza: contributi alle aziende, ma con quali soldi? Il bilancio della
Provincia è stato discusso da pochi giorni e nel bilancio di cifre citate per i
contributi alle imprese (170.000 euro, più 70.000, più 200.000) non ci
sono. Come li troverete, visto che vi lamentate sempre che vi mancano soldi?
Demagogica l'affermazione che si potevano aumentare la Tarsu ed altre tasse;
perchè non dite ai cittadini piuttosto come avete sperperato i soldi dei
contribuenti? Ecco qualche esempio: aumento del numero degli assessori, da
(
da "Virgilio Notizie" del 12-03-2009)
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Napoli, 12 mar.
(Apcom) - Il consiglio regionale della Campania ha approvato il progetto di
legge elettorale. Alle prime ore del mattino, hanno votato a favore tutti i
gruppi centrosinistra e centrodestra, tranne Forza Italia e Udeur che hanno
espresso parere contrario. Le novità più importanti della legge, che resta
improntata sul sistema proporzionale, sono: l'abolizione del listino
presidenziale, con la conseguente attribuzione del premio di maggioranza alle
liste della coalizione vincente, che ottengono almeno il 60% dei seggi; il
sistema della doppia preferenza, in base al quale l'elettore può esprimere uno
o due voti di preferenza, una delle quali deve riguardare il candidato di
genere femminile, pena l'annullamento della seconda preferenza; la previsione
che nelle liste ciascuno dei due generi non possa essere rappresentato nelle
misura superiore ai 2/3. Si è giunti all'approvazione della legge dopo una
lunga notte di lavoro che ha visto i gruppi di Forza Italia e Udeur dare
battaglia al progetto di legge, criticato in tutta l'impostazione data dalla
commissione Statuto e in difesa del listino "in quanto strumento
indispensabile per garantire la rappresentanza delle donne
e della società civile". I gruppi di Mpa, Udc e del centrosinistra (Pd,
Ls, Idv, Sdi e Verdi), invece, hanno sostenuto l'impianto generale della legge
e l'abolizione del listino. Il Consiglio ha, inoltre, approvato all'unanimità
un sub emendamento proposto dalla Sinistra e dal Pd finalizzato a garantire la
presenza paritaria di entrambi i generi nei programmi di comunicazione
politica offerti dalle emittenti radiotelevisive pubbliche e private. E' stato
respinto a maggioranza l'emendamento che prevedeva i rimborsi forfetari
straordinari per le liste, una norma contestata dal gruppo di Fi, ma sostenuta
anche da Italia dei Valori che ne ha chiesto il ritiro. In conclusione
dell'esame del progetto di legge, dal Pd è stata sollecitata l'approvazione di
un testo di legge sull'ineleggibilità e incompatibilità, già incardinato in
consiglio regionale. Su un altro sub emendamento, che prevede l'ineleggibilità
dei presidenti e dei sindaci delle province e dei
comuni campani che intendano candidarsi alle elezioni regionali, il Consiglio
ha votato a scrutinio segreto. Una decisione che ha provocato la reazione del
centrosinistra. L'esito del voto è stato negativo con 28 voti contrari e 19
favorevoli.
(
da "Giornale di Vicenza.it, Il" del 12-03-2009)
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Province
L'ANALISI. Un unico
rammarico, il traguardo della provincia: «Tutto doveva partire vent'anni prima.
Noi abbiamo lottato con convinzione e forza, sino in fondo» Il primo cittadino
sull'ultimo bilancio del suo esecutivo: «In eredità idee su servizi, territorio
e infrastrutture» 12/03/2009 rss e-mail print Il sindaco Gianpaolo Bizzotto
ormai alla fine del doppio mandato Bilancio, che sofferenza! A poco più di una
settimana dall'approvazione del documento, l'eco della discussione rimbalza
ancora tra le pareti della sala Consiglio. «Uno scambio acceso - commenta ora
il sindaco, rivedendo la seduta -, come sempre avviene in sede di analisi del
bilancio di previsione». «È stata una discussione molto seria - analizza
Gianpaolo Bizzotto -; gli interventi, sia positivi sia contrari, sono stati
nella maggior parte meritevoli di attenzione. La principale preoccupazione che
ho notato da parte di tutti riguarda le difficoltà del periodo, anche dal punto
di vista della scarsa disponibilità economico-finanziaria in cui si trova il
Comune, come d'altronde la maggioranza degli enti pubblici locali italiani».
[FIRMA]Quindi un "bilancio" tutto sommato positivo? «Siamo riusciti a
presentare un bilancio a pareggio nel rispetto del patto di stabilità e di
tutte quelle regole che ci mettono in difficoltà a gestire le già scarse
risorse». Cosa risponde a chi ha messo in dubbio l'attenzione
dell'Amministrazione comunale nei confronti delle emergenze sociali legate alla
crisi contingente? «Io direi che vale l'esatto contrario: da dieci anni questa
Amministrazione ha un occhio di riguardo al mondo del sociale e dei servizi
alla persona, con sostegni notevoli sotto forma di denaro e di risorse umane.
Abbiamo una visione molto chiara della situazione socio-economica della nostra
città e abbiamo garantito anche con questo bilancio tutti i servizi dati negli
anni precedenti, potenziandone alcuni. A questo proposito vorrei citare gli
ulteriori 100 mila euro a favore delle famiglie in difficoltà previsti a
bilancio. Stiamo studiando come distribuire la cifra, magari pagando alcune
bollette o tributi e, perché no, la rata del mutuo a chi non ce la fa. Si
tratta di una prima disponibilità, una cifra che con grandi sforzi siamo riusciti
a ricavare da un bilancio reso striminzito da vincoli ferrei: testeremo
l'evoluzione della situazione nel corso dell'anno e, se ce ne sarà bisogno,
siamo pronti a destinare a questi scopi anche l'avanzo di amministrazione che
andremo a certificare entro la fine di questo mese sul consuntivo del 2008.
Altri 100 mila euro li abbiamo impegnati per l'abbattimento dell'aliquota Ici
sulla seconda casa nei casi in cui venga data in uso a figli o genitori». Altro
settore che sta particolarmente a cuore ai cittadini in questi ultimi mesi è la
sicurezza. È possibile garantire livelli adeguati di sicurezza a fronte di
limitazioni così importanti nei bilanci? «Anche sul tema della sicurezza,
nonostante la crisi, siamo riusciti a mantenere le risorse dell'anno precedente,
a dimostrazione che si tratta di un tema in cui l'Amministrazione ha sempre
creduto profondamente, stanziando denaro e risorse umane senza lesinare. Perché
se è vero, come è vero, che Bassano è una città sufficientemente sicura, è
altrettanto vero che bisogna sempre investire in progetti e persone». Qualcuno
ha affermato che si tratta di un bilancio che non tiene conto di una
prospettiva a lungo termine sulla città, che non guarda lontano. «È l'ultimo
bilancio dell'Amministrazione Bizzotto: è un bilancio che consegna il testimone
della guida della città alla prossima Amministrazione, con idee e progetti
chiari per il futuro e per lo sviluppo della città stessa, sia in termini di
uso del territorio, sia in termini di servizi e di infrastrutture». "Area
Vasta" e Provincia di Bassano: progetti alternativi o tentativi falliti?
«Abbiamo consegnato definitivamente il progetto di Area Vasta al Ministero
delle infrastrutture proprio a fine febbraio, rispettando i termini previsti.
Alla prossima Amministrazione il compito, se ci crederà e spero di sì, di
trasformare il progetto in fatti concreti. Per quanto riguarda la Provincia di
Bassano: condivido l'amarezza per non aver ottenuto la realizzazione del
progetto. È vero, è una grande occasione persa. L'insuccesso non è però da
addebitarsi alla mancanza di volontà da parte della città o dei Comuni del
territorio bassanese, quanto piuttosto alla non volontà dei Governi che si sono
succeduti e del Parlamento stesso. Si parla addirittura
dell'abolizione delle Province: figurarsi se potranno sorgerne di nuove. Noi la
nostra battaglia convinta e forte l'abbiamo fatta fino in fondo in questi anni,
ma la mia sensazione è che se tutto questo fosse partito 20 anni fa, ora il
territorio bassanese sarebbe una nuova Provincia. Tutto questo non
premia certamente i nostri costanti e continui sforzi per mantenere sul
territorio i servizi fondamentali che già ci sono, né tantomeno il loro
potenziamento o la creazione di nuovi servizi vicino alle esigenze dei
cittadini. Alcuni esempi? I servizi del settore igiene pubblica accentrati a
Vicenza, come la motorizzazione civile, lo sportello Italgas chiuso e la sorte
del tutto simile che potrebbe capitare anche a quello di Enel». Tra le chiusure
paventate c'era anche quella del tribunale. «Il tribunale è sempre sotto tiro,
a rischio di chiusura, anche se per il momento il pericolo sembra scongiurato a
giudicare da quanto ci ha riferito il sottosegretario Casellati. Se ne parla
però da tanti anni, chissà quante altre privazioni saremo costretti nei
prossimi anni a subire». La cultura è davvero il capro espiatorio dei tagli di
bilancio? «I tagli ci sono stati negli anni precedenti, e non solo nella
cultura, Ma è altrettanto vero che per fortuna nel settore della proposta
culturale c'è ancora una buona disponibilità del mondo privato locale, cosa che
non riscontriamo, ovviamente, in altri settori, come i lavori pubblici.
Nonostante questo, i molti cantieri in avvio o in chiusura dimostrano che,
nonostante la crisi, l'Amministrazione sa individuare le necessità variegate
della città ed identificare le priorità. Di certo possiamo anche dire che
questo bilancio ha messo alla prova tutta la nostra creatività e la nostra
fantasia, stretto com'era tra le morse di paletti sempre più inflessibili».
Chiara Bonan Chiara Bonan
(
da "Mattino, Il (Benevento)" del 12-03-2009)
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Province
ALMERICO DI MEGLIO
Più tasse ai ricchi per aiutare i poveri. È questa, in estrema sintesi, la
proposta lanciata ieri dal segretario del Pd, Dario Franceschini. Un
«contributo di solidarietà» di 500 milioni di euro che dovrebbero scucire
quest'anno gli italiani con un reddito imponibile a partire dai 120 mila euro:
«Sono tra 150 e 200 mila, ai quali chiediamo di farsi carico di chi sta finendo
nella miseria». Nell'opposizione, l'Udc l'ha approvata mentre l'Idv è restata
silente. Nella maggioranza, il Pdl l'ha bocciata, giudicandola controproducente
e demagogica. Ma per Umberto Bossi «può andare anche
bene»: il leader della Lega finora nel mirino per il rifiuto di abbattere
determinati e ingenti costi della politica (ad esempio, con l'abbinamento delle
elezioni europee e amministrative al referendum e con la stessa abolizione
delle Province), ha spiegato che «in un momento di crisi chi ha di più è bene
che contribuisca». Apprezzamenti dal Pd. Franceschini ha, prima - ad
"Unomattina" - accusato Silvio Berlusconi di «finto ottimismo» per
«nascondere la crisi» e stigmatizzato il no alla sua proposta di un assegno per
i disoccupati, non ritenendo che incentiverebbe i licenziamenti (la Camera
voterà oggi sulla mozione per istituirlo). Poi, dopo un incontro con
associazioni di volontariato, ha annunciato la «proposta del Pd che porteremo
in parlamento», cioè l'"una tantum" per il 2009 - che preceda una
riforma organica - che consiste in «due punti di Irpef sui redditi alti, da
quelli dei parlamentari in su» con l'obiettivo di «consentire a volontariato e
Comuni di affrontare la povertà estrema, che si allargherà nei prossimi mesi».
I soldi servirebbero per «interventi socio assistenziali e per il fondo
politiche social, decurtato di 300 milioni di euro». Ha reagito, Franceschini,
alle accuse di radicalismo: «Io di sinistra? Mi viene da ridere. Io mi ispiro a
Giorgio La Pira». Applausi a scena aperta dal Pd, per una volta da tutto il Pd:
da Anna Finocchiaro a Enrico Letta, da Antonello Soro a Beppe Fioroni, da Livia
Turco a Franco Monaco, da Rosy Bindi a Tiziano Treu («serve ad impedire che
situazioni già difficili degenerino in veri e propri drammi»). Significativo il
riconoscimento di Pier Luigi Bersani: «È un contributo straordinario per
fronteggiare le condizioni delle persone più disagiate, noi proponiamo cose
realistiche mentre il governo non ha l'orecchio sulla crisi». Concordi i
centristi: per il leader dell'Udc, Pier Ferdinando Casini, «è giusto che i
redditi dei ricchi diano un contributo di solidarietà nei confronti di chi ha
più bisogno perché vengano garantiti i servizi sociali del Paese» e perché
servano a «dare il via a una grande riforma di struttura approfittando della
crisi economica». Parole simili dai sindacati: per Guglielmo Epifani, segretario
della Cgil, «è una proposta giusta»; per il leader della Cisl, Raffaele
Bonanni, una «misura utile»; e Domenico Proietti dell'Uil l'ha giudicata
«condivisibile». Dalla maggioranza critiche feroci e sarcasmo sulla
predisposizione a tassare della sinistra italiana. «Pd chi? Non conosco nessun
Pd», l'obiezione ironica del ministro Renato Brunetta a chi sollecitava un
commento sul progetto del segretario del Pd. Benedetto Della Vedova, dei
Riformatori liberali, ha sottolineato invece il rischio di una nuova «fuga dei
capitali». Il portavoce di FI, Daniele Capezzone, ha riecheggiato tutte le
repliche del Pdl: «Le tasse in Italia sono già oltre ogni limite di
sopportabilità per le fasce alte e basse di reddito» perciò «l'obiettivo «non
deve essere di spaventare e castigare le fasce più elevate, ma di indurre chi
può permetterselo a spendere di più e alimentare il ciclo dei consumi». Riserve
sono giunte anche dalla sinistra radicale. Paolo Ferrero, segretario di
Rifondazione: «Di fronte ad una crisi enorme» provocata da «speculazione
finanziaria e distribuzione del reddito tutta favorevole ai ricchi,
Franceschini propone l'elemosina di stato, per giunta una tantum». E Paolo
Cento dei Verdi ha ribadito la richiesta di «un tetto ai maxi-stipendi dei
manager pubblici e privati» superiori ai 250 mila euro all'anno.
(
da "Gazzettino, Il (Rovigo)" del 12-03-2009)
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Province
Meno oneri per le
aziende Giovedì 12 Marzo 2009, La questione risolta dell'Ici sui fabbricati
rurali ha aperto al Censer il convegno sulla finanziaria 2009 per il settore
agricolo, organizzato da Confagricoltura Rovigo con la partecipazione degli
economisti Nicola Caputo e Gian Paolo Tosoni. «L'esclusione dell'imposta è
avvenuta anche grazie all'azione di Confagricoltura, che ha sempre sostenuto
l'illegittimità di tale aggravio fiscale per le aziende agricole», ha
sottolineato il presidente di Confagricoltura Stefano Casalini in apertura dei
lavori. Come ha spiegato nel suo saluto il sindaco di Rovigo, Fausto Merchiori,
due anni fa l'amministrazione centrale aveva ipotizzato un'entrata nelle casse
del Comune di 670 mila euro dalla raccolta dell'Ici sui fabbricati rurali, ma i
proventi della nuova imposta sono poi ammontati a soli 65mila euro.
«Condividiamo un percorso comune - ha detto Merchiori - . Se non c'è stato un
vantaggio per l'amministrazione locale, almeno c'è stato un minor aggravio per
quella parte di imprenditoria locale oggi qui rappresentata. Auspico che
l'amministrazione centrale riconsideri il patto interno che sta soffocando i
Comuni italiani: regole così rigide stanno soffocando il 45% delle
amministrazioni locali». Il responsabile dell'Area servizi fiscali di
Confagricoltura, Nicola Caputo ha, quindi, ampiamente ripercorso la storia
giuridica riguardante i fabbricati rurali, sottolineando che, nelle previsioni,
la riscossione dell'Ici avrebbe interessato i fabbricati "ex rurali",
ossia non ad uso abitativo né strumentale, ma fabbricati che tali requisiti
avevano perso o che non erano mai stati censiti catastalmente. Il decreto
"Milleproroghe" sottolinea infatti che non possono essere considerati
rilevanti ai fini Ici i fabbricati iscritti al catasto che soddisfano tali
requisiti. Caputo ha inoltre sottolineato che l'obbligo fiscale è sempre stato
assolto dall'impresa agricola in quando rientrante nel reddito dominicale, come
sostenuto con forza da Confagricoltura nella sua azione sindacale. Con la
conversione in legge del DL 207/08, l'abolizione
dell'imposta è stata infine definitivamente approvata. I problemi persistono
invece sul fronte delle energie verdi, in riferimento all'attribuzione del
concetto di "prevalenza" delle materie prime di origine aziendale. Il
regime fiscale delle società in agricoltura è il tema della dettagliata e molto
interessante relazione di Gian Paolo Tosoni, il quale ha sottolineato i
vantaggi della società semplice sotto il profilo della tassazione fiscale, in
particolare nei casi di acquisizione di terreni e nelle situazioni di
esproprio, in relazione alla proprietà contadina e allo Iap. «La pratica degli
espropri è diventata negli ultimi anni abbastanza frequente proprio nella
nostra provincia in quanto determinata dagli sviluppi dell'assetto
territoriale» ha commentato il presidente di Confagricoltura Rovigo Stefano
Casalini.
(
da "Leggo" del 13-03-2009)
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Da ieri la Campania
si è dotata di una nuova legge elettorale. Via il listino che sembrava troppo
"spregiudicato" si ritorna a privilegiare il
sistema della preferenza. Ritorna insomma il principio che verrà eletto chi
avrà più voti. La nuova legge ha un testo fortemente innovativo. L'abolizione
del listino fa sì che il premio di maggioranza verrà attribuito ai candidati
eletti, e non più ad una lista preconfezionata, appendice del candidato
presidente. Altro passo avanti anche per l'incognita sulle quote rosa.
La questione è stata affrontata in modo concreto, vincolando l'espressione
della seconda preferenza alla scelta di un candidato dell'altro sesso rispetto
alla prima e prevedendo la garanzia della presenza in lista dei due generi,
nella misura di almeno 1/3 dei componenti per ciascuno di essi. Infine, si è
lasciato ai sindaci ed ai presidenti delle Province la facoltà di poter
concorrere all'elezione in Regione. Soddisfatte della nuova legge soprattutto
le donne che temevano di veder mortificato il proprio ruolo in consiglio
regionale. (M.And./ass)
(
da "Tribuna di Treviso, La" del 13-03-2009)
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Province
Oderzo: scatta una
petizione contro la caccia agli animali ODERZO. Anche a Oderzo parte la
raccolta di firme contro la caccia ai cani, gatti, conigli e piccioni. Loredana Faè è la paladina dell'iniziativa opitergina, che si
collega all'iniziativa avviata dalla Lega Abolizione caccia del Veneto. «Con un una modifica alla legge regionale -
spiega Loredana Faè - sarà possibile cacciare, con il pretesto della tutela
della fauna, addirittura la fauna domestica inselvatichita. In pratica
si potrà sparare al cane che girovaga nei prati ed ai gatti, che per loro
stessa natura sono animali liberi. E si potrà sparare anche ai piccioni, che di
solito vivono nei presi delle case coloniche. Si tratta di una vera e propria
barbarie. Per questo ho avviato anche a Oderzo, una raccolta di firme per una
petizione che sarà inoltrata al presidente della Provincia di Treviso ed al
consiglio provinciale. Chiediamo alla giunta provinciale di approvare una
delibera che stabilisca che non verranno mai applicate quelle barbare disposizioni
sugli «animali inselvatichiti», conclude Loredana Faè. Per saperne di più è
possibile telefonare al numero. 347-9385856. (g.p.)
(
da "Nuova Sardegna, La" del 13-03-2009)
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Pagina 30 - Sassari
L'abolizione delle Circoscrizioni potrebbe essere il primo
segnale forte rivolto alla Casta In città è tornato d'attualità il tema delle
Circoscrizioni comunali, enti intermedi senza poteri decisionali e troppo
costosi. Tenere in piedi un organismo che costa circa 500mila euro ogni anno,
che per il 75% vengono utilizzati per pagare i gettoni di presenza ai
consiglieri e l'indennità al presidente mi pare francamente un indecente
spreco di denaro pubblico. Chi ha amore per la città e si vuole impegnare in un
organismo a livello consultivo può farlo gratuitamente, ben vengano quindi i
comitati di quartiere di un passato non troppo lontano. Il Comune ovviamente
provvederebbe alla destinazione di locali idonei e alla fornitura
dell'attrezzatura necessaria, ma l'opera dei consiglieri deve essere prestata a
titolo gratuito. I soldi risparmiati potrebbero essere devoluti alle
associazioni di volontariato, che svolgono un'opera preziosissima e che, molto
spesso, non hanno sede perché non possono pagare il canone di locazione.
L'unico consigliere comunale che sta facendo una battaglia per la soppressione
delle Circoscrizioni al momento è Roberto Schirru, di Progetto Sardegna, che ha
nel dna la lotta alla Casta e agli sprechi. Ma la solitudine di Schirru mi pare
desolante. Appaiono pretestuose le motivazioni di chi sostiene che si
potrebbero ampliare le competenze,per giustificare la spese e quindi i gettoni.
Già oggi le Circoscrizioni non assolvono i compiti che la legge gli affida,
basta dare uno sguardo al decoro urbano, allo stato delle strade, dei semafori:
piccole cose ma importantissime per una convivenza civile. La verità è che i
costi della politica sono insopportabili e bisogna incominciare a tagliare,
come ha fatto la Regione con la Giunta Soru. Non vorrei che anche il Comune di
Sassari (nel cui Consiglio siedono personaggi che oscillano da destra a
sinistra e da sinistra a destra con disinvoltura sconcertante) sia investito
dall'aria di restaurazione che ormai purtroppo si respira nel Palazzo della
Regione. Le aziende si accorpano per fare economie di scala e la politica
moltiplica le poltrone e/o si rifiuta di sopprimere quelle inutili. In attesa
che si sopprimano le Provincie (non è mai troppo tardi!) e che si riduca il
numero dei parlamentari e dei consiglieri regionali, si dia un primo segnale
cancellando le circoscrizioni. La Casta non apprezzerebbe, ma per i cittadini
sarebbe cosa graditissima. Tore Campus
(
da "Riformista, Il" del 13-03-2009)
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Province
sabato un convegno
per la riforma Grande Milano, si ricomincia La mobilitazione è bipartisan Il
progetto è la Grande Milano. L'idea di rendere il capoluogo lombardo una città
metropolitana come Parigi o Londra - capace di servire e ospitare circa quattro
milioni di persone che quotidianamente vi circolano e vi lavorano - eliminando
enti locali dispendiosi e inutili come le province.
Una riforma che viene da lontano, portata avanti negli anni sul territorio
soprattutto dal Partito socialista meneghino, tanto che prima della seconda
guerra mondiale un sindaco come Emilio Caldara già parlava di creare un treno
sotterraneo da Milano fino a Bergamo. Lo stesso Caldara che amava definire le province «come enti buoni solo per i manicomi e per le
strade». Sono ancora gli eredi del Psi a sostenere il progetto della Grande
Milano nel nuovo millennio e a chiedere a tutte le forze politiche - senza
distinzione di casacca o colore, dalla Lega Nord a Rifondazione Comunista - di
perorarla in vista delle prossime elezioni amministrative. Sabato mattina nella
sede dell'Unione del Commercio ne parleranno il presidente della Camera di
Commercio Carlo Sangalli, il ministro per le Regioni Raffaele Fitto, il
professore del Politecnico di Milano, Giampaolo Corda, il parlamentare del
Partito democratico Emanuele Fiano, Franco D'Alfonso della direzione del
Partito socialista, poi Maurizio Lupi del Pdl e Guido Podestà, candidato alle
elezioni provinciali milanesi per il centrodestra. Filippo Penati, attuale
numero uno di palazzo Isimbardi - che non ha mai nascosto
le sue simpatie per questo progetto - sarà rappresentato da Alberto Grancini,
esponente della sua giunta. A coordinare i lavori ci sarà appunto un socialista
che di nome fa Carlo Tognoli, ex sindaco di Milano, da sempre sostenitore
dell'abolizione delle province per affrontare in maniera concreta la riduzione della spesa
pubblica. Il tema non è solo legato alla semplificazione di una macchina
istituzionale troppo spesso inceppata su questo territorio, incapace di fornire
servizi adeguati ai cittadini. Grande Milano (o città metropolitana) a dieci
anni dall'inizio del nuovo millennio, significa comprendere che la provincia di
Milano è oggi una realtà composta da più di tre milioni di abitanti, seconda
provincia più popolosa d'Italia, con un Pil annuo pro capite di 30.629 euro. Un
polmone economico per l'Italia. Un soggetto istituzionale che deve confrontarsi
ogni giorno con le altre grandi aree delle metropoli europee, con la necessità
di nuove infrastrutture, nuovi assetti urbani e istituzionali per poter reggere
le sfide del futuro. Tra cui, naturalmente, l'Expo
(
da "Resto del Carlino, Il (Forlì)" del 13-03-2009)
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Province
FORLI' AGENDA pag.
13 )AMBIENTE Parco, un rally contro la crisi VOGLIAMO battere la crisi? ...
PROVOCAZIONE Rally nei boschi )AMBIENTE Parco, un rally contro la crisi
VOGLIAMO battere la crisi? Facciamo un bel rally nel Parco nazionale delle
Foreste Casentinesi monte Falterona e Campigna: con la scusa della crisi e
delle difficoltà economiche nel Bel Paese' anziché promuovere le nuove
politiche dello sviluppo sostenibile che ormai stanno diventando obiettivi
generalizzati dei paesi avanzati, a cominciare dagli Usa e che noi verdi
incoraggiamo da sempre, chi ci governa a livello nazionale e locale pensa
invece di uscire dalla crisi svendendo il territorio, i suoi beni più preziosi,
promuovendone il saccheggio. C'è chi cerca di aprire alla caccia le foreste
demaniali, e chi come per il gioiello del nostro Appennino, il Parco nazionale
delle Foreste Casentinesi Monte Falterona e Campigna, coperto da foreste
maestose e millenarie, pensa bene di organizzarvi un bel rally. Anche su questi
territori sacri per laici e credenti prevale una miserevole e miope logica di
profitto a tutti i costi. Cosa c'è di più bello di un rumoroso rally, con tante
auto smarmittate e rombanti in mezzo alle foreste che il parco avrebbe il
dovere di tutelare? Cosa c'è di meglio del frastuono e dell'inquinamento per i
lupi, i cervi e gli altri animali che il parco avrebbe il dovere di proteggere
e salvaguardare? Se poi per fare il rally occorre modificare un regolamento che
lo impedisce, niente paura chi per primo ha il dovere della tutela ne promuove
la modifica e tutto è a posto! Questo non è sviluppo, è devastazione, danno
ambientale, distruzione di habitat, violenza nei confronti della natura. I
Verdi della Provincia di Forlì e Cesena )MODIGLIANA Intrighi (ed errori) nella
capitale' SONO un'insegnante in pensione che vive a Modigliana e legge tutto
ciò che pubblicano i modiglianesi. Sono affetta da sindrome di matita rossa e
blu'. Visto che è stato presentato dall'amministrazione comunale ed è andato al
salone del libro di Parigi, spero che almeno i francesi perdonino lo scempio
della cultura italiana e che l'autore Idilio Galeotti (Intrighi nella capitale)
non venga insignito, dal nostro comune, dell'ordine della scarpa blu, per
meriti culturali. Lettera firmata )POLITICA Più partecipazione per i cittadini
A MENO di un mese dallo scioglimento del consiglio, l'ufficio
di presidenza ci chiede una revisione dello Statuto e del Regolamento comunale.
La proposta portata in commissione dal presidente e dal vice, rispettivamente
Pd e Fi, contiene diversi aspetti controversi, come l'abolizione dei gruppi con
un solo consigliere e l'ipotesi di rendere segrete le commissioni. In
mancanza di tempo per una discussione approfondita i Verdi hanno chiesto un
rinvio della discussione a dopo le elezioni, che è stato però rigettato. Se
questo dibattito andrà avanti, quindi, occorrerà eliminare tutte gli aspetti
non condivisi unanimemente, e cogliere l'occasione per introdurre novità
positive. Sulla partecipazione dei cittadini, ad esempio, si può fare molto di
più. I referendum comunali oggi si possono indire solo chiedendo la firma del
5% degli aventi diritto al voto, 5 volte maggiore alla percentuale richiesta
per i referendum nazionali. Occorre quindi abbassare questa quota almeno al 3%,
per permettere la consultazione dei cittadini. Alessandro Ronchi, capogruppo
Verdi in consiglio comunale Image: 20090313/foto/4647.jpg
(
da "Denaro, Il" del 13-03-2009)
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Province
Avellino
camera di commercio Abolizione del libro dei soci, forum
dell'ente camerale Marina D'Apice "Novità in materia societaria: Xbrl e
abolizione del Libro Soci. L'impatto delle nuove norme sul Registro delle
Imprese". E' l'argomento del seminario, organizzato dalla Camera di
Commercio di Avellino. L'iniziativa si tiene domani nella Sala Convegni di Piazza Duomo a
partire dalle 10. Sono previsti il saluto del Presidente dell'Ente Camerale,
Costantino Capone e, subito dopo, quello della Presidente dell'Albo Unico dei
Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili di Avellino, Maria Gabriella
Cogliani. L'apertura dei lavori è affidata al Segretario Generale della Camera,
Luca Perozzi. Seguiranno gli interventi di Paolo Ghezzi, Vice Direttore
Generale di InfoCamere S.c.p.a., di Gemma Iermano, Vice Conservatore del
Registro delle Imprese della Camera di Avellino; e di Marco Conte, Vice
Segretario Generale di Unioncamere. Il Seminario é rivolto fondamentalmente
alle imprese ed ai Professionisti, in particolare ai Dottori Commercialisti ed
Esperti Contabili, nonché ai Consulenti del lavoro. "Il recente varo del
decreto sulle specifiche tecniche per l'inoltro alle Camere di Commercio dei
bilanci nel formato XBRL", spiegano gli organizzatori, "è un passo
avanti di grande significato nel processo di modernizzazione del Paese, un
processo in cui la Pubblica Amministrazione sta giocando un ruolo
decisivo". del 13-03-2009 num.
(
da "Quotidiano.it, Il" del 13-03-2009)
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Province
"In tempo di
elezioni tutti fingono di difendere il nostro territorio" Ascoli Piceno |
I sindaci del Movimento Autonomo Piceno, Armando Falcioni, Giuseppe Mariani e
Pasquale Allevi sono stanchi e increduli di una politica locale che non finisce
mai di stupire. I sindaci Giuseppe Mariani, Pasquale Allevi e Armando Falcioni
in un'immagine d'archivio con il presidente Berlusconi "Gli attacchi a cui
assistiamo in questi giorni tra vari autorevoli esponenti politici di entrambi
gli schieramenti sono quanto meno sospetti. Non riusciamo a capire, tanto per
essere chiari, come mai solo in questi ultimi tempi ci si ricorda delle
infrastrutture o dei gravi danni che la divisione della nostra Provincia
porterà al territorio". E' la rabbiosa reazione dei sindaci del Movimento
Autonomo Piceno, Armando Falcioni, Giuseppe Mariani e Pasquale Allevi, stanchi
e increduli di una politica locale che non finisce mai di stupire. "Se
questi attacchi vengono da partiti che hanno sostenuto l'Amministrazione Provinciale
con il ruolo di partito di maggioranza, non si capisce perché non l'abbiano
fatto prima" attaccano in fondatori del Map. "Forse - è il quesito
che si pongono - viene il sospetto su quale sia l?unico obiettivo? Un altro
esempio di incoerenza della politica locale è l?incomprensibile balletto a cui
assistiamo tra le varie componenti della maggioranza al Comune di Ascoli. Da
una parte si ricordano quanto sia stata poco efficace l'amministrazione Celani,
dall'altra danno tutte le colpe della crisi all'UDC. Come mai tutto ciò viene
fuori ora? La verità è una sola: il litigi per secondi fini a scapito degli
interessi di un territorio devastato da una grave crisi occupazionale, di
identità e da una inutile, costosa - per noi - e anacronistica divisione della
Provincia. Peccato che tanta animosità non sia verificata un anno fa quando i
sottoscritti, mettendoci la faccia con tutti i rischi annessi, sono stati
completamente isolati, e da taluni anche derisi, quando si iniziò la raccolta
delle firme dopo le dichiarazioni pubbliche di Berlusconi sulla abolizione
delle province". "Noi - gettano benzina
sul fuoco della polemica - in questo momento non riteniamo di avere l?elisir
per risolvere tutti i problemi in un sol colpo, ma proponiamo soluzioni
concrete, certamente non condizionate dall?appartenenza ad un simbolo o
all?altro, e auspicheremmo una adesione da parte di tutti coloro che hanno a
cuore i problemi del territorio, indipendentemente dallo schieramento
politico". 13/03/2009
(
da "Virgilio Notizie" del 13-03-2009)
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Province
Roma, 13 mar.
(Apcom) - Con l'appoggio della maggioranza e dell'Italia dei Valori, con la
sostanziale astensione del Pd, il federalismo fiscale supera il passaggio nelle
commissioni Bilancio e Finanze della Camera e arriva all'esame dell'Aula con il
mandato ai relatori a favorire favorevolmente: si partirà lunedì, con
l'obiettivo di chiudere martedì 24. Umberto Bossi parla di "altro passettino
in avanti", mentre Roberto Calderoli sottolinea che la riforma "è
sempre più condivisa, garanzia che durerà oltre la legislatura", non come
le precedenti riforme fatte a colpi di maggioranza. Per sapere come il Pd
voterà nell'Aula di Montecitorio bisognerà però aspettare almeno la riunione di
gruppo fissata per l'inizio della prossima settimana, ma sembra sempre più
probabile la conferma dell'astensione già adottata in Senato: tra i membri
delle commissioni referenti c'è infatti chi spinge per il sì (ad esempio il
pugliese Boccia e il lombardo Misiani) e chi, come D'Antoni, pur sottolineando
i miglioramenti ritiene "un errore" un voto favorevole. Probabile che
il voto finale sia alla fine condizionato alla soluzione dei problemi per la
finanza locale (su cui lunedì in Aula si voterà la mozione Franceschini) e alla
'road map' per Codice delle Autonomie e relazione tecnica sugli effetti
finanziari della risorsa. Anche se sul comportamento del partito di
Franceschini piovono le critiche dell'Udc, unica confrmata 'opposizione del
no': "è una legge spot che la Lega Nord si sta facendo con la complicità
della maggioranza e del Pd", attacca Pier Ferdinando Casini.
Effettivamente di miglioramenti il Pd, insieme all'Italia dei Valori, ne ha
portati a casa. Oltre alla sostanziale riscrittura del testo già operata in
Senato, i democratici hanno ottenuto in primis
l'abolizione dell'aliquota riservata Irpef sostituita da un mix di
compartecipazione a tributi erariali (in via prioritaria l'Iva) e addizionali
(con la possibilità di disporre detrazioni ma solo nei limiti della legge
statale). E poi il Pd ha ottenuto che la perequazione sia sempre a carico della
fiscalità generale, ad eccezione del fondo per le funzioni non
fondamentali delle Regioni (soluzione però gradita alle regioni stesse). Sul
punto, però, il Pd chiederà in Aula ulteriori garanzie nel calcolo dei fondi
stessi, spiega Marco Causi, affinchè siano "più generosi con il sud".
Per il mezzogiorno, però, il Pd ha ottenuto anche che nei fondi perequativi non
rientrino le risorse ex lege 549 del '95, circa un miliardo e mezzo di euro che
resteranno aggiuntivi rispetto ai fondi della perequazione. Dal punto di vista
dell'impostazione normativa, i democratici hanno poi ottenuto il rafforzamento
della bicamerale sui pareri ai decreti legislativi, e la messa nera su bianco
del principio che dovrà sempre essere la legge statale, e non un decreto
legislativo, a fissare i livelli essenziali di assistenza e di prestazioni. E
altri due emendamenti rassicurano da un lato il fronte trasversale dei
'meridionalisti' dall'altro il Pd: il primo è l'inserimento di Reggio Calabria
nell'elenco delle città metropolitane, il secondo è la previsione che
l'istituzione di Roma Capitale possa avvenire solo con l'accordo di Comune e
Provincia, un modo per garantire il coinvolgimento del presidente Pd della
provincia Nicola Zingaretti. Sicuramente l'Aula dovrà poi affrontare la
questione dell'applicazione del provvedimento alle Regioni a statuto speciale e
alle Province autonome. Per ora il testo è rimasto quello del Senato, ma lunedì
alle 12.30 Calderoli incontrerà i presidenti degli enti interessati, per
arrivare - spiega il minsitro leghista - ad una condivisione e una
concretizzazione in un emendamento per l'Aula in cui sia chiara la volontà di
tutti di una revisione a 360 gradi, salvaguardando l'autonomia ma aggiornando
le intese" tra Stato centrale e Regioni a statuto speciale.
(
da "Virgilio Notizie" del 14-03-2009)
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Santa Fe (Nex
Mexico), 13 mar. (Apcom) - I rappresentanti dello stato
del New Mexico hanno approvato l'abolizione della pena di morte. Se il
governatore Bill Richardson ratificherà il testo, il New Mexico diventerà il
quindicesimo stato degli Usa a bandire la pena capitale.
(
da "Tribuna di Treviso, La" del 14-03-2009)
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Province
Da ieri la
"crociata" è su internet. Un messaggio al Parlamento, sordo alle
sollecitazioni «Disertate le Provinciali» Imprenditori veneti schierati: sono
inutili, non votate VENEZIA. L'avevano annunciato e ora sono passati alle
"vie di fatto". Da ieri, infatti, la battaglia degli imprenditori per
l'abolizione delle Province è online sul sito www.nonservonononvoto.it. Il
segnale rivolto al Parlamento è chiaro: «Cambiate subito, o ci asterremo dal
voto alle amministrative per le Province». Tra i proponenti, l'ad di Morellato
& Sector Group, Massimo Morellato, Marina Salomon (Altana, Doxa), Luigi
Rossi Luciani (già presidente di Confindustria Veneto), Massimo Calearo (ex
presidente di Federmeccanica), Stefano Beraldo (dg di Coin Group) e Michele
Bortoluzzi (Bortoluzzi Srl). Del resto, lo stesso Calearo, deputato in quota
Pd, era stato il primo firmatario di una proposta
trasversale di abolizione delle Province assieme a Santo Versace, deputato del
Pdl nonché imprenditore. Ma il progetto ha gambe ancor più lunghe: il primo a
proporre l'abolizione delle Province - spiegano - fu Francesco Crispi,
giudicandole già nel 1870 non particolarmente utili. Da allora si sono
moltiplicate, fino a raggiungere quota 107 (110 se si contano quelle a Statuto
Speciale). Alcune hanno nomi sconosciuti, altre hanno capoluoghi che non si
trovano nella cartina geografica - aggiungono gli imprenditori, elencando le
motivazioni che li muovono - tutte insieme danno lavoro a 4200 politici di
professione, in larga parte "esclusi" da altre consultazioni e
impiegano gran parte del loro bilancio per sostenere se stesse. «Le Province
italiane sono alla sfida finale: al loro tentativo di ri-legittimazione con il
voto, dopo le dichiarazioni di praticamente tutti i leader politici nazionali
che ne hanno certificato l'inutilità, si contrappone la richiesta, che proviene
dalla società civile, di non concedere il disco verde, boicottandone i rinnovi
con un astensionismo di massa» dicono gli imprenditori. Il comitato «Non Serve,
Non Voto» - aggiungono quindi - ancora prima di nascere ha punti di riferimento
in tutta Italia. «E' tempo di rimboccarsi le maniche: mentre noi ci indigniamo,
i partiti ed il Parlamento proseguono come se nulla fosse - spiega Massimo
Carraro nel sito - non c'è crisi che li smuova. Il sistema non è disponibile a
riformarsi, o forse non ne ha la forza». Da qui la proposta «chiara, lecita,
percorribile che vada oltre e sia indipendente dalle promesse mancate e dalle
debolezze dei partiti e del sistema»: non votare il rinnovo delle Province. «La
scelta di proporre l'astensione si forma dal confronto tra soggetti del tessuto
produttivo del Paese, che individuano in questo strumento quello possibile per
iniziare il processo di riduzione della casta e di contestuale riforma dei
livelli amministrativi nel Paese» precisa Carraro. A questo punto alla Lega
conviene presentarsi da sola. Si sa mai: se gli elettori di Pd e Pdl dovessero
seguire le indicazioni degli imprenditori, il Carroccio rischia di fare bottino
pieno.
(
da "Mattino di Padova, Il" del 14-03-2009)
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Province
Pagina 17 - Cronaca
AGGRESSIONE. Intorno alle 21 di ieri sera, un tunisino è entrato nella
macelleria pakistana ... AGGRESSIONE. Intorno alle 21 di ieri sera, un tunisino
è entrato nella macelleria pakistana fra via Trieste e Corso del Popolo. I
titolari stavano chiudendo il negozio e gli hanno negato da mangiare. Di qui
l'aggressione a pugni, prima di darsi alla fuga. I pakistani si sono rivolti
alla questura per denunciare l'episodio. ONDA CONTRO CGIL. Gli studenti
dell'Onda anomala si ritroveranno dopodomani, alle 18, nella ex scuola dello
studente Fusinato di via Marzolo, «liberata» lunedì scorso, per boicottare lo
sciopero indetto a livello nazionale da Flc-Cgil per mercoledì prossimo. Quando
a fermarsi saranno scuola, università, ricerca e Afam (alta formazione
artistica e musicale). «Non ci uniremo al corteo padovano perché non crediamo
che la concertazione sindacale sia sufficiente a difendere la formazione.
Pertanto - rilanciano gli universitari - organizzeremo manifestazioni
alternative». ZANONATO E L'ICI. Il governo fa marcia indietro sull'Ici sulla
prima casa: «prima se ne annuncia l'abolizione per tutti,
ora si dice che molti la devono pagare». A sostenerlo è Flavio Zanonato,
sindaco e membro dell'Ufficio di presidenza Anci, il quale critica il senso
della risoluzione n.2/2009 del ministero dell'Economia che - sostiene - fa
marcia indietro su un aspetto importante relativo alla abolizione dell'Ici
sulla prima casa. «Una marcia indietro che - commenta Zanonato -
consentirebbe allo Stato, singolare coincidenza, di risparmiare una cifra molto
vicina ai 400 milioni di euro che da tempo Anci segnala come mancanti dalle
casse dei Comuni». «La preoccupazione per l'incertezza in cui versa il recupero
del mancato gettito dell'Ici prima casa - conclude il sindaco - a questo punto
è molto forte. E il problema più grave è il tentativo da parte del governo di ridurre
l'entità del rimborso del contributo statale per la perdita di gettito dovuta
all'abolizione dell'Ici prima casa». INTESA VENETA E PNE. Oggi il «matrimonio»
tra L'Intesa Veneta e il Pne fa la sua pubblica apparizione, inaugurando così
la campagna elettorale. I due gruppi politici veneti si presenteranno insieme
in piazza Duomo, all'ex Foro Boario in Prato della Valle, via Altinate, via San
Canziano, via Bajardi al centro commerciale La Corte di Mortise dalle 9 alle
18.
(
da "Mattino di Padova, Il" del 14-03-2009)
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Province
GLI IMPRENDITORI «La
Provincia è da abolire Non si voti» Centrosinistra: tutti compatti a sostegno
della candidatura del prof Antonio Albuzio o nel Pd monterà la rivolta per
l'accordo di vertice che ha portato al patto con l'esponente dell'Idv per la
Provincia? Ieri serpeggiava una domanda: ma se abita nel Trevigiano perchè lo
candidano a Padova? Nel frattempo Massimo Calearo, Marina Salamon, Massimo
Carraro, Luigi Rossi Luciani, Stefano Beraldo tornano alla carica: sono i nomi di alcuni degli imprenditori veneti di vertice che
hanno deciso di aderire alla campagna per l'abolizione delle Province «Non
serve non voto» con l'obiettivo di far restare sotto la soglia del 50% i voti
validi alle prossime provinciali. La loro adesione è stata resa nota da Michele
Bortoluzzi, del direttivo nazionale dei Radicali italiani, sostenitore della
campagna. Una forma di disobbedienza civile, il rifiuto del voto per le
provinciali, che può contare sul sito on line www.nonservenonvoto.it. Tra gli
interventi che si possono trovare sul sito, anche quello di Massimo Carraro,
titolare di Morellato, avvocato ed in passato eurodeputato: «Non serve non voto
- spiega - nasce dall'emergenza: le Provincia infatti, se ri-legittimate con il
voto di primavera, possono divenire il simbolo della rivincita del sistema
sull'indignazione».
(
da "Riformista, Il" del 14-03-2009)
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Province
Tognoli
pensionerebbe la Provincia «A Milano la città metropolitana» CONVERSAZIONE.
L'ex sindaco meneghino: «Pensare in grande e subito. Ci sarebbero servizi
migliori e un risparmio per lo Stato. Non si possono più regalare punti alle
altre metropoli europee». L'Expo? «Stimolo per nuove infrastrutture». di
Alessandro Da Rold Quello di giugno sia l'ultimo scrutinio elettorale per
eleggere il presidente della provincia di Milano, poi si inizi a parlare solo
di città metropolitana: è questa la speranza di molti ex socialisti e
repubblicani milanesi, chi più chi meno appartenente a quella fetta di politica
meneghina che da più o meno sedici anni osserva da esterna l'evoluzione del
capoluogo lombardo. Una minoranza silenziosa, ma battagliera, che in questi
anni ha portato avanti iniziative politiche coraggiose, come appunto quella sull'abolizione delle province, proposta che il Partito socialista italiano lanciò nel 1970 e
che Ugo La Malfa del Pri avanzò fin dal secondo dopoguerra. Il Club Porto
Franco, nato nel 2006, è il punto di incontro sul territorio di questo gruppo
di persone, variegato e composto da parlamentari del Pdl come Margherita
Boniver, esponenti ex Lega Nord come Giancarlo Pagliarini, ex
repubblicani come Giacomo Properzj, e anche ex socialisti. Per esempio Carlo
Tognoli, sindaco di Milano dal '76 all'86, oggi presidente della Fondazione
Ospedale maggiore. Proprio Tognoli è stato uno dei più attivi nel chiedere alle
forze politiche nazionali una riforma per l'area milanese-lombarda. Filippo
Penati, prossimo candidato alle amministrative per il centrosinistra, ha già
annunciato che sarebbe disposto a dimettersi e a rinunciare agli ultimi tre
anni di legislatura affinché questo avvenga. «Milano non può più perdere tempo
- precisa Tognoli al Riformista - Non si possono più regalare punti alle altre
città europee». Poi spiega: «C'è chi ritiene che l'area metropolitana sia
costituita dal capoluogo e dai comuni della Provincia, e pensa al "governo
metropolitano". C'è chi sostiene, invece, che coincida quasi con la
regione in una visione policentrica dove Milano e gli altri capoluoghi,
quantomeno l'area formata da Varese, Como, Lecco, Bergamo, Crema, Lodi, Pavia,
siano un'unica area urbana, che andrebbe governata a questa scala.
Indipendentemente dalla scuola di pensiero che si predilige, ciò che emerge è
la necessità, per Milano e la sua vastissima area urbana, di pensare in grande
e subito». Il sistema milanese si distingue da decenni per il dinamismo del
mercato del lavoro e delle sue imprese, linfa vitale per l'economia italiana. A
tutto questo, però, si contrappongono ancora oggi i nodi ancora irrisolti del
traffico, la grave carenza infrastrutturale e il forte ritardo nel trasporto
pubblico. Tutti fattori che penalizzano Milano rispetto alle altre grandi metropoli
europee. « Pensare in grande - continua Tognoli - non deve essere vista solo
come definizione simbolica, ma serve a far capire i termini dimensionali della
questione. Non si possono affrontare i problemi del trasporto e del traffico
solo a livello comunale. A maggior ragione tutto questo vale per la difesa
dell'ambiente. Per i programmi urbanistici. Per le infrastrutture materiali e
immateriali». Nel futuro c'è una speranza chiamata Expo 2015. «L'Expo deve
essere visto come uno stimolo a creare nuove infrastrutture. Penso a un altro
passante ferroviario che vada da nord ovest a sud ovest, oppure a una nuova via
verso il Canton Ticino». A nemmeno tre mesi dall'istituzione su questo
territorio della nuova provincia di Monza e Brianza, le richieste degli ex socialisti
si fanno sempre più insistenti. «Se il costo delle province
per lo Stato è pari a circa 17 miliardi di euro - conclude Tognoli - si può
ipotizzare che l'eliminazione degli emolumenti degli eletti, delle spese di
rappresentanza e di consulenze, nonché l'alienazione di beni immobili non più
necessari, produrrebbe un risparmio significativo. E il personale potrebbe
essere assegnato alle altre amministrazioni tenuto conto del buon livello
professionale esistente». 14/03/2009
(
da "Corriere della Sera" del 14-03-2009)
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Province
Corriere della Sera
- MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2009-03-14 num: - pag: 5
categoria: REDAZIONALE Candidato Avram Hason è stato il numero due della
comunità ebraica di Milano. «Darò voce ai piccoli imprenditori» Con Penati
l'uomo di Smirne che tifava per l'Expo a Milano è nato in Turchia e vive da 35
anni a Milano. è stato (fino a una settimana fa) numero due della comunità
ebraica milanese, dove ha dato voce ai «laici», ha inventato il sito online
Mosaico e la newsletter che raggiunge migliaia di iscritti. Non si riconosce in
nessun partito, ma ha deciso di candidarsi con la Lista civica che appoggia
Filippo Penati per le prossime provinciali. Avram Hason ha le idee chiare sui
temi di cui ci si deve occupare: anzitutto, «l'abolizione
di Provincia e Comune per dare vita a un'istituzione più coerente con i bisogni
di un territorio che va oltre i confini di Milano ». Poi, il tema della crisi,
«che conosco da vicino essendo un piccolo imprenditore e frequentando molti
altri che sono in condizioni peggiori delle mie, avendo debiti pregressi e
dovendo fare i conti con le banche che non danno più contributi ».
Infine, Expo: «è una grande cosa per Milano, spero si faccia bene e che, come
dice Philippe Daverio, non si riveli una scelta da idioti». Il parere di Hason,
sul tema, pesa parecchio. Perché la sua città natale è Smirne, dove torna di
frequente a trovare parenti e amici. Non solo. «Il 31 marzo dello scorso anno,
mia moglie era là a tifare. Io? Io alla fine speravo vincesse Milano, perché
qui vivono le mie figlie e spero che l'Expo offra a loro e a tutti i giovani
importanti opportunità: è la nostra reale possibilità di rilanciare Milano che,
rispetto ad altre città che sono progredite, è rimasta ferma se non è andata
indietro». Ed ecco la proposta: «Il sindaco Moratti aveva pubblicamente e più
volte ripetuto che non sarebbe stata l'Expo solo di Milano e che si sarebbe
fatto tesoro del progetto di Smirne. Ma mi pare — osserva Hason — che nulla di
tutto questo sia avvenuto, almeno finora. Io potrei mettermi a disposizione,
visto che conosco la lingua, la mentalità, le persone. Non perdiamo
l'occasione». Elisabetta Soglio Il personaggio Avram Hason, nato in Turchia,
vive a Milano da 35 anni
(
da "Mattino di Padova, Il" del 14-03-2009)
Pubblicato anche in: (Nuova Venezia, La)
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Da ieri la
"crociata" è su internet. Un messaggio al Parlamento, sordo alle
sollecitazioni «Disertate le Provinciali» Imprenditori veneti schierati: sono inutili,
non votate VENEZIA. L'avevano annunciato e ora sono passati alle "vie di
fatto". Da ieri, infatti, la battaglia degli imprenditori per l'abolizione
delle Province è online sul sito www.nonservonononvoto.it. Il segnale rivolto
al Parlamento è chiaro: «Cambiate subito, o ci asterremo dal voto alle
amministrative per le Province». Tra i proponenti, l'ad di Morellato &
Sector Group, Massimo Morellato, Marina Salomon (Altana, Doxa), Luigi Rossi
Luciani (già presidente di Confindustria Veneto), Massimo Calearo (ex
presidente di Federmeccanica), Stefano Beraldo (dg di Coin Group) e Michele
Bortoluzzi (Bortoluzzi Srl). Del resto, lo stesso Calearo, deputato in quota
Pd, era stato il primo firmatario di una proposta
trasversale di abolizione delle Province assieme a Santo Versace, deputato del
Pdl nonché imprenditore. Ma il progetto ha gambe ancor più lunghe: il primo a
proporre l'abolizione delle Province - spiegano - fu Francesco Crispi,
giudicandole già nel 1870 non particolarmente utili. Da allora si sono
moltiplicate, fino a raggiungere quota 107 (110 se si contano quelle a Statuto
Speciale). Alcune hanno nomi sconosciuti, altre hanno capoluoghi che non si
trovano nella cartina geografica - aggiungono gli imprenditori, elencando le
motivazioni che li muovono - tutte insieme danno lavoro a 4200 politici di
professione, in larga parte "esclusi" da altre consultazioni e
impiegano gran parte del loro bilancio per sostenere se stesse. «Le Province
italiane sono alla sfida finale: al loro tentativo di ri-legittimazione con il
voto, dopo le dichiarazioni di praticamente tutti i leader politici nazionali
che ne hanno certificato l'inutilità, si contrappone la richiesta, che proviene
dalla società civile, di non concedere il disco verde, boicottandone i rinnovi
con un astensionismo di massa» dicono gli imprenditori. Il comitato «Non Serve,
Non Voto» - aggiungono quindi - ancora prima di nascere ha punti di riferimento
in tutta Italia. «E' tempo di rimboccarsi le maniche: mentre noi ci indigniamo,
i partiti ed il Parlamento proseguono come se nulla fosse - spiega Massimo
Carraro nel sito - non c'è crisi che li smuova. Il sistema non è disponibile a
riformarsi, o forse non ne ha la forza». Da qui la proposta «chiara, lecita,
percorribile che vada oltre e sia indipendente dalle promesse mancate e dalle
debolezze dei partiti e del sistema»: non votare il rinnovo delle Province. «La
scelta di proporre l'astensione si forma dal confronto tra soggetti del tessuto
produttivo del Paese, che individuano in questo strumento quello possibile per
iniziare il processo di riduzione della casta e di contestuale riforma dei
livelli amministrativi nel Paese» precisa Carraro. A questo punto alla Lega
conviene presentarsi da sola. Si sa mai: se gli elettori di Pd e Pdl dovessero
seguire le indicazioni degli imprenditori, il Carroccio rischia di fare bottino
pieno.
(
da "Gazzettino, Il" del 14-03-2009)
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Province
«Le Province sono
inutili, allora noi non andiamo alle urne» Sabato 14 Marzo 2009, Venezia
"Le Province non servono? E allora non votiamo per rinnovarle". È il
manifesto lanciato ieri - c'è anche un sito internet, www.nonservenonvoto.it -
e tra i promotori ci sono imprenditori e pure politici. Come Massimo Calearo,
deputato del Pd. O Massimo Carraro, ex sfidante di Galan alla presidenza del
Veneto e poi dimessosi da consigliere regionale. E l'ex presidente degli
Industriali veneti Luigi Rossi Luciani che a giugno andrà sì alle urne a
Padova, ma solo per le Europee e le Comunali, non certo
per le Provinciali: «Da Berlusconi in giù tutti sono a favore dell'abolizione
delle Province, salvo poi dimenticarsene quando è il momento di votare. In un
momento di crisi, un segnale va dato». Idem Marina Salamon, tra i promotori
dell'iniziativa, che a Verona andrà a votare per le Europee ma non per le
provinciali. E c'è anche Stefano Beraldo, amministratore delegato del
Gruppo Coin. «Il primo a proporre l'abolizione delle Province - ricorda Michele
Bortoluzzi, uno dei promotori della campagna - fu Francesco Crispi,
giudicandole già nel 1870 non particolarmente utili. Da allora si sono
moltiplicate, fino a raggiungere quota 107, 110 se si contano quelle a statuto
speciale. Tutte insieme danno lavoro a 4200 politici di professione, in larga
parte "esclusi" da altre consultazioni. Impiegano gran parte del loro
bilancio per sostenere se stesse». L'obiettivo della campagna "Non serve,
non voto" è di far restare sotto la soglia del 50% i voti validi alle
prossime provinciali. «Le Province italiane sono alla sfida finale - dicono i
promotori dell'iniziativa - al loro tentativo di ri-legittimazione con il voto,
dopo le dichiarazioni di praticamente tutti i leader politici nazionali che ne
hanno certificato l'inutilità, si contrappone la richiesta, che proviene dalla
società civile, di non concedere il disco verde, boicottandone i rinnovi con un
astensionismo di massa». «È tempo di rimboccarsi le maniche - aggiunge Massimo
Carraro - Dall'uscita dei primi libri sono passati anni e molta indignazione ed
i partiti ed il parlamento seguono come se nulla fosse. Per questo facciamo una
proposta, chiara, lecita, percorribile: il progetto "Non serve, non voto"
nasce dall'emergenza: le Province, infatti, se ri-legittimate con il voto di
primavera possono divenire il simbolo della rivincita del sistema
sull'indignazione». E Massimo Calearo è anche primo firmatario di una proposta
trasversale di abolizione delle Province siglata con il deputato del Pdl Santo
Versace. Al.Va.
(
da "Gazzettino, Il" del 14-03-2009)
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Province
Comunità montane,
tre proposte di legge per "salvarle" Dopo il taglio di otto enti
deciso dallo Stato, il Veneto studia il modo di riordinare il settore Sabato 14
Marzo 2009, Venezia (al.va.) Erano 19, sono state d'imperio ridotte a 11 dalla
scure governativa perché la Regione Veneto non è riuscita (o non ha voluto)
legiferare a per tempo. E adesso, la stessa Regione Veneto corre ai ripari
presentando ben tre, differenti, proposte di legge sulle comunità montane.
Meglio: per reintrodurle. I testi arrivano da quelle forze politiche che lo
scorso anno si erano battute per preservare tale istituto giuridico: una
proposta di legge è sottoscritta da tutti i consiglieri della Lega Nord, una
dal consigliere Raffaele Grazia, mentre la terza è di iniziativa della Giunta
di Palazzo Balbi. Un passo indietro. Fino allo scorso autunno le comunità
montane nel Veneto erano 19, interessavano 171 comuni per quasi 500mila
abitanti, avevano 527 consiglieri senza contare i presidenti e i 19 revisori
dei conti. Nel 2008 hanno percepito da Stato e Regione 4 milioni di euro, di
cui 3,5 di fonte statale e poco meno di 500 mila euro dal fondo regionale. Lo
scorso settembre la proposta di riordino licenziata dalla commissione Affari
istituzionali del Consiglio regionale contemplava un unico taglio: passare da
(
da "Sestopotere.com" del 14-03-2009)
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Province
Progetto del governo
in merito agli interventi per l'edilizia : intervento Giovanni Lucchi
capogruppo Pri Provincia di Forli - Cesena (14/3/2009 16:09) | (Sesto Potere) -
Forlì - 14 marzo 2009 - Giovanni Lucchi, capogruppo consiliare del Pri della
provincia di Forli - Cesena , interviene sulla proposta del governo in merito
agli interventi sull'edilizia, che prevedono: un incremento volumetrico per le
costruzioni esistenti pari al 20 % e la demolizione e ricostruzione con un
premio di cubatura. Nella proposta allo studio del governo sono inserite anche
una serie di azioni per avviare una deregulation in materia di normativa
edilizia, quali l'ampliamento dell'attività edilizia
libera fino a comprendere anche la manutenzione straordinaria e i garage,
l'abolizione del permesso di costruire rilasciato dal Comune sostituito da una
certificazione di conformità sottoscritta dal progettista,l'abolizione del
certificato di agibilità rilasciato dal Comune. "Sicuramente
sentiremo le voci di chi griderà contro tali scelte in quanto favorisco la
cementificazione selvaggia, l'uso estremo del territorio da parte degli
speculatori immobiliari. Peccato che oggi con mille Leggi, con piani regolatori
composti da migliaia di pagine, forti sanzioni in caso di abusivismo,
assistiamo continuamente alla costruzione di invivibili periferie, di edifici
che distruggono il paesaggio. La qualità non passa attraverso la burocrazia con
norme su norme che limitano la nostra libertà e permettono interventi che non
qualificano il territorio; norme che servono solo a creare archivi di carta
senza valorizzare la qualità delle costruzioni, norme che servono solo a
deprimere la voglia del fare e ad alimentare un enorme apparato burocrativo
unico al mondo. Per la nostra libertà, per incentivare gli investimenti è
fondamentale ridurre la burocrazia.": afferma Giovanni Lucchi .
(
da "Corriere delle Alpi" del 15-03-2009)
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Province
IL CASO «Province?
Non servono, non vado a votare» Imprenditori veneti schierati, tra loro anche
Michele Bortoluzzi VENEZIA. L'avevano annunciato e ora sono passati alle
"vie di fatto". Da ieri, infatti, la battaglia degli imprenditori per
l'abolizione delle Province è online sul sito www.nonservonononvoto.it. Il
segnale rivolto al Parlamento è chiaro: «Cambiate subito, o ci asterremo dal
voto alle amministrative per le Province». A dirlo sono numerosi e importanti
imprenditori. Tra i proponenti, l'ad di Morellato & Sector Group, Massimo
Morellato, Marina Salomon (Altana, Doxa), Luigi Rossi Luciani (già presidente
di Confindustria Veneto), Massimo Calearo (ex presidente di Federmeccanica),
Stefano Beraldo (dg di Coin Group) e Michele Bortoluzzi (Bortoluzzi Srl). Del
resto, lo stesso Calearo, deputato in quota Pd, era stato
il primo firmatario di una proposta trasversale di abolizione delle Province
assieme a Santo Versace, deputato del Pdl nonché imprenditore.Ma il progetto ha
gambe ancor più lunghe: il primo a proporre l'abolizione delle Province -
spiegano - fu Francesco Crispi, giudicandole già nel 1870 non particolarmente
utili. Da allora si sono moltiplicate, fino a raggiungere quota 107 (110
se si contano quelle a Statuto Speciale). Alcune hanno nomi sconosciuti, altre
hanno capoluoghi che non si trovano nella cartina geografica - aggiungono gli
imprenditori, elencando le motivazioni che li muovono - tutte insieme danno
lavoro a 4200 politici di professione, in larga parte "esclusi" da
altre consultazioni e impiegano gran parte del loro bilancio per sostenere se
stesse. «Le Province italiane sono alla sfida finale: al loro tentativo di
ri-legittimazione con il voto, dopo le dichiarazioni di praticamente tutti i
leader politici nazionali che ne hanno certificato l'inutilità, si contrappone
la richiesta, che proviene dalla società civile, di non concedere il disco
verde, boicottandone i rinnovi con un astensionismo di massa» dicono gli
imprenditori. Il comitato «Non Serve, Non Voto» - aggiungono quindi - ancora
prima di nascere ha punti di riferimento in tutta Italia.«E' tempo di
rimboccarsi le maniche: mentre noi ci indigniamo, i partiti ed il Parlamento
proseguono come se nulla fosse - spiega Massimo Carraro nel sito - non c'è
crisi che li smuova. Il sistema non è disponibile a riformarsi, o forse non ne
ha la forza». Da qui la proposta «chiara, lecita, percorribile che vada oltre e
sia indipendente dalle promesse mancate e dalle debolezze dei partiti e del
sistema»: non votare il rinnovo delle Province. «La scelta di proporre
l'astensione si forma dal confronto tra soggetti del tessuto produttivo del
Paese, che individuano in questo strumento quello possibile per iniziare il
processo di riduzione della casta e di contestuale riforma dei livelli
amministrativi nel Paese» precisa Carraro.A questo punto alla Lega conviene
presentarsi da sola. Si sa mai: se gli elettori di Pd e Pdl dovessero seguire
le indicazioni degli imprenditori, il Carroccio rischia di fare bottino pieno.
(
da "Repubblica, La" del 15-03-2009)
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Province
Pagina IX - Napoli
Bagarre sulla norma. Incostante: "Costituzione rispettata" Regione,
Forza Italia attacca "Legge elettorale scorretta" ROBERTO FUCCILLO
NON c´è pace sulla nuova legge elettorale della Regione.
Ieri Forza Italia ha esposto le ragioni che potrebbero sostenere un ricorso
alla Corte costituzionale, iniziativa che va però chiesta al governo. Il primo
punto è l´abolizione del listino, che indebolirebbe il presidente entrando in
conflitto con l´articolo 121 della Costituzione e con la legge elettorale del
2004. Il secondo è la doppia preferenza di cui una riservata alle donne:
Forza Italia contesta sia il profilo costrittivo della norma che la sua
inefficacia, ritenendo che il listino avrebbe garantito molto di più le donne.
Poi c´è il barrage alla maggioranza: «Una coalizione - dice il leader regionale
Nicola Cosentino - anche se vince l´80 per cento dei seggi, non può averne più
del 60». In realtà quel limite è fissato al 65 per certo, ma questo non altera
di molto la conclusione di Cosentino: «Forse si sentono già in minoranza». In
sostanza Forza Italia attacca una legge che ritiene limitativa di quella
maggioranza che il Pdl conta di ottenere l´anno prossimo. Il grosso
dell´attenzione resta però sulla doppia preferenza. «I dubbi di
incostituzionalità - replica dal Pd Maria Fortuna Incostante, vicepresidente
della commissione Affari costituzionali del Senato - non paiono avere
sostanziale fondatezza. No c´è infatti alcun vincolo e la soluzione ha pieno
rispetto degli articoli 3, 51 e 117 della Costituzione». Idem per le «quote
rosa» nelle singole liste, «già riconosciute ammissibili dalla Consulta». Ecco
poi il segretario regionale del Pd, Tino Iannuzzi: «Assurde, infondate e del
tutto strumentali le polemiche che il Pdl continua a sollevare». In realtà il
punto principale di scontro resta quel listino nel quale il Pdl potrebbe
infilare alleati tipo l´Udeur della presidente del Consiglio Sandra Mastella.
Quest´ultima ieri ha convocato via Facebook una convention di donne Udeur per
stamattina a Benevento. Invece il candidato Pdl alla Provincia di Napoli, Luigi
Cesaro, visiterà oggi il carcere di Nisida, dove conta di incontrare anche
Angelica, la giovane rom condannata per il sequestro di una bimba.
(
da "Eco di Bergamo, L'" del 15-03-2009)
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Province
Istituzioni e
categorie «Collaborazione promossa» --> Domenica 15 Marzo 2009 CRONACA,
pagina 16 e-mail print Promossi. Valerio Bettoni e la sua Giunta raccolgono il
consenso convinto di politici, esponenti delle istituzioni e di categoria
(artigiani, costruttori e commercianti) intervenuti ieri in Fiera. Quasi tutti
rammaricati che non ci sia un terzo mandato. In rassegna passano anche i
presidenti delle società messe in piedi dalla Provincia (da Vittorio Pessina
per Abm ad Alessandro Longaretti per Uniacque, da Adriano Bandera per Abm2 a
Lucio Susmel per Abm Ict, solo per citarne alcune), attraverso le quali, dice
il leader di via Tasso, «la Provincia è protagonista nell'economia sociale di
mercato e punto di riferimento per lo sviluppo del territorio, anche correndo
rischi imprenditoriali se sono fondamentali per lo sviluppo della comunità:
l'importante è che alla fine i conti tornino». Un punto toccato anche dal
presidente della Camera di commercio Roberto Sestini: «Nella piena sintonia con
Bettoni c'è stato un solo momento di dubbio, quando ha deciso di fare attività
imprenditoriale con le sue società. Invece l'ha fatto senza prevaricare o
introdurre regole di monopolio, raggiungendo risultati tutti positivi». Il
grazie è arrivato anche dal numero uno di Sacbo Mario Ratti: «Uno dei primi
atti del presidente Bettoni è stato firmare il patto di sindacato
dell'aeroporto. Nella Provincia abbiamo subito trovato un partner convinto nel
sostenere l'aeroporto come volano dell'economia bergamasca». Dal palco anche
messaggi politici. Il deputato dell'Italia dei Valori Gabriele Cimadoro: «Io e
Bettoni veniamo dalla stessa casa e qui in sala ne vedo tanti che hanno le
nostre origini. Questo rapporto va rinvigorito. Anche se il programma del mio
partito è per l'abolizione delle Province, è difficile
sostenere questo a Bergamo». E il deputato Savino Pezzotta (Rosa Bianca): «Non
intervengo come parlamentare, perché non vesto ancora bene quest'abito», ha
detto, criticando il sistema che vede «i parlamentari nominati dall'alto» e il
federalismo «che parte dai soldi e non da una riforma istituzionale più ampia»
e ringraziando «Valerio per il suo impegno e la sua onestà». Apprezzamento
anche dal sindaco di Bergamo Roberto Bruni: «Abbiamo deluso un po' di gente:
avevano pronosticato che avremmo litigato e invece, anche se i rapporti sono
partiti in salita per la questione Bas, per cinque anni tra Comune e Provincia
c'è stata una buona collaborazione. Abbiamo obbedito alla stessa logica
istituzionale e non ideologica». Quattro gli esempi: «Le società
compartecipate, come Teb, Porta Sud e Uniacque; gli accordi di programma
urbanistici, i temi infrastrutturali e le prese di posizione a una sola voce su
temi rilevanti, come la violenza sugli stadi». Per un rapporto che è andato al
di là di quello istituzionale: «Siamo persone dai caratteri diversi - ha detto
Bruni - ma per chi proviene da una tradizionale socialista-riformista come me e
chi da una tradizione cattolico-democratica come Bettoni non è difficile
dialogare. Per cui se Bettoni non intende mollare, quale che sia la nostra sorte,
credo ci sarà ancora modo di lavorare insieme». Di collaborazione hanno parlato
anche Marco Tullio Cicerone, a nome dei sindacati confederali, Claudio
Bonfanti, presidente di Porta Sud, e Alberto Castoldi, rettore dell'Università
di Bergamo, che ha insistito: «C'è bisogno di continuità, per non disperdere il
patrimonio che si è creato in questi anni e il patto di alleanza con la
Provincia». Un appunto, dal rettore, è arrivato «all'incapacità della politica
bergamasca di fare squadra. Non esiste una classe politica bergamasca, a
differenza di quella bresciana». Da qui la replica di Bettoni: «In questi anni,
però, siamo stati capaci di fare sistema e siamo stati un po' più svelti dei
nostri "cugini", a cui abbiamo fatto mangiare la polvere, anche se la
partita è sempre aperta». La conferma è arrivata da un bresciano doc Franco
Bettoni, presidente di Brebemi: «È grazie a Valerio Bettoni se dalla società è
stato escluso chi remava contro e si è arrivati alla vigilia dei cantieri
dell'autostrada». Be. Ra. 15/03/2009 nascosto-->
(
da "Riformista, Il" del 15-03-2009)
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Effetto domino anti-pena
di morte se anche Richardson licenzia il boia New Mexico. È il quindicesimo
Stato americano che rifiuta la pena capitale. Manca solo la firma del
governatore. Deve decidere entro domani. E chiede consiglio agli elettori.
L'ondata abolizionista va avanti, 11 Stati potrebbero vietarla nel
(
da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 15-03-2009)
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IN BREVE pag. 17
Meeting sull'abolizione del libro soci' nelle imprese promosso dall'Ordine dei
dottori commercialisti IN SAN DOMENICO Domani alle 15, nella sala Bolognini del
convento di San Domenico (piazza San Domenico 13), si svolgerà un convegno sull'abolizione del libro soci' nelle srl e sulle nuove modalità di
compilazione, sottoscrizione e inoltro della comunicazione per i dati nel
Registro delle imprese. Intervengono Gianfranco Tomassoli, presidente
dell'Ordine dottori commercialisti, Roberto Serra dell'Ufficio registro
imprese, e Silvia Agnolucci di Infocamere. L'ingresso è gratuito.
(
da "Messaggero, Il" del 15-03-2009)
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Domenica 15 Marzo
2009 Chiudi WASHINGTON - Il Parlamento del New Mexico ha approvato una
risoluzione per l'abolizione della pena di morte e la sua sostituzione con la condanna
all'ergastolo. Il provvedimento è stato approvato con 24
voti a favore e 18 contrari e deve ora essere promulgato dal governatore
democratico Bill Richardson, in passato contrario all'abolizione della pena di
morte. La pena di morte è in vigore in 38 dei 50 Stati Usa e al momento si
discutono risoluzioni per la sua abolizione in Montana e Kansas.
(
da "Resto del Carlino, Il (Ascoli)" del 15-03-2009)
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ASCOLI PROVINCIA
pag. 6 I tre sindaci all'attacco: «Ora tante polemiche, ma perché i politici
non hanno fatto i conti prima?» MOVIMENTO AUTONOMO PICENO I SINDACI del
Movimento Autonomo Piceno, Armando Falcioni, Giuseppe Mariani e Pasquale
Allevi, criticano l'atteggiamento e i comportamenti dei loro colleghi politici
di quest'ultimo periodo. «Gli attacchi a cui assistiamo in questi giorni tra
vari autorevoli esponenti politici di entrambi gli schieramenti sostengono sono
quanto meno sospetti. Non riusciamo a capire, tanto per essere chiari, come mai
solo in questi ultimi tempi ci si ricorda delle infrastrutture o dei gravi
danni che la divisione della nostra Provincia porterà al territorio».
L'interrogativo riguarda anche i tempi delle critiche e delle polemiche: «Se
questi attacchi vengono da partiti che hanno sostenuto l'amministrazione
provinciale con il ruolo di partito di maggioranza, non si capisce perché non
l'abbiano fatto prima. Forse si chiedono i tre sindaci viene il sospetto su
quale sia l'unico obiettivo? Un altro esempio di incoerenza della politica
locale è l'incomprensibile balletto a cui assistiamo tra le varie componenti
della maggioranza al Comune di Ascoli. Da una parte si ricordano quanto sia
stata poco efficace l'amministrazione Celani, dall'altra danno tutte le colpe
della crisi all'Udc. Come mai tutto ciò viene fuori ora? Peccato
che tanta animosità non sia verificata un anno fa quando i sottoscritti,
mettendoci la faccia con tutti i rischi annessi, sono stati completamente
isolati, e da taluni anche derisi, quando si iniziò la raccolta delle firme
dopo le dichiarazioni pubbliche di Berlusconi sulla abolizione delle province».
(
da "Giornale.it, Il" del 15-03-2009)
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n. 64 del 2009-03-15
pagina 7 Confindustria Marcegaglia: "Contro la crisi niente sussidi. Ci
servono soldi veri" di Gian Maria De Francesco nostro inviato a Palermo
«Non chiediamo sussidi, ma un po? di ossigeno per sopravvivere ed essere
protagonisti della ripresa che potrebbe arrivare anche a fine anno». Il presidente
di Confindustria Emma Marcegaglia, nel suo intervento conclusivo al convegno
dei piccoli imprenditori di Palermo, ripete l?invito al presidente del
Consiglio, Silvio Berlusconi, a «un incontro formale». La crisi globale, ha
sottolineato, «è un?emergenza vera; non è una boutade mediatica» e «c?è bisogno
che il governo assicuri il sostegno alle imprese». Toni accorati, non
catastrofistici: l?importante è fare presto. «è venuto il momento di una
risposta da parte sua, signor presidente, adesso servono soldi veri». Un
appello che il premier non lascia inascoltato. Ieri pomeriggio con una
telefonata Berlusconi e Marcegaglia si sono dati appuntamento per martedì «per
un confronto sui provvedimenti urgenti da prendere». Sollecitudine e
disponibilità per le quali Confindustria ha ringraziato il premier. La
posizione di viale dell?Astronomia, infatti, non è critica nei confronti di
Palazzo Chigi. La stessa Marcegaglia ieri ha espresso apprezzamento per le
recenti misure anticrisi: «Bene gli ammortizzatori sociali purché finanziati
subito», «bene l?aumento delle indennità ai co.co.pro.». Sfumature che il
ministro del Welfare Sacconi ha immediatamente colto, proprio mentre Pier Luigi
Bersani cercava di arruolare la leader degli industriali alla causa del Pd
adombrando improbabili convergenze politiche. Ma adesso, ha aggiunto il
presidente, è giunto il momento di occuparsi delle imprese perché è «attraverso
le aziende che passa la tenuta sociale del Paese» e «nei prossimi mesi
rischiamo di perdere i campioni del “made in Italy”». E le proposte di
Confindustria si indirizzano su tre temi declinati in direzione economica e
politica. Dal punto di vista economico occorre che le imprese aumentino i mezzi
propri, che il governo conceda sgravi a chi si patrimonializza e che le banche
mantengano il credito. Per questo occorre un «patto a tre» con la «massima
collaborazione» tra esecutivo, istituti di credito e aziende. Sortita non
casuale dopo le recenti tensioni tra Tesoro e Bankitalia. In seconda battuta,
la pubblica amministrazione «deve pagare i debiti» alle imprese. Infine, sì
alle grandi opere, ma bisogna anche «aumentare gli stanziamenti per quelle
piccole che possono partire subito anche in deroga al patto di stabilità
interno per i Comuni virtuosi». L?asse politico è ancora più chiaro: la
riscrittura degli standard finanziari internazionali alla quale sta lavorando
il ministro Tremonti deve coinvolgere anche l?industria per evitare
un?«ulteriore restrizione del credito». La crisi non deve essere pretesto per
forme di neostatalismo «disordinato e invadente», perché solo il mercato può
produrre il ritorno alla crescita. Analogamente, bisogna rifiutare il
protezionismo che «impoverirebbe un Paese come il nostro con vocazione agli
scambi». Di qui la ripresa di un tema caro al predecessore di Marcegaglia:
«Servono riforme strutturali (a partire da quella delle pensioni) continuando
sulla via imboccata dai ministri Brunetta e Alfano». Necessario tagliare la
spesa pubblica improduttiva e la burocrazia partendo dall?abolizione di Province
ed enti inutili. Palla ora al presidente del Consiglio. © SOCIETà EUROPEA DI
EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano
(
da "Sicilia, La" del 15-03-2009)
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Fi, primo passo per
la tregua naccio @@Al convegno regionale organizzato da Malfitano si è discusso
della frattura interna e di possibili soluzioni «Anche in Provincia di Enna, la
crisi economica sta cominciando a far veder i suoi effetti». Lo dichiara Tonino
Palma, presidente provinciale della Cna, che aggiunge: «La constatazione di
tutto questo lo si vede ogni giorno. Sono, infatti, aumentati i licenziamenti,
cominciano a verificarsi le richieste di sospensione o cassa integrazione,
aumentano le chiusure di aziende. Al 31 dicembre scorso sono state 78 le
aziende, che si sono cancellate dalla Camera di commercio. Interi settori
produttivi come l'edilizia, il tessile abbigliamento, il metalmeccanico,
l'autotrasporto, vedono quotidianamente ridurre ordini, fatturati e numero di
dipendenti». Per Tonino Palma, presidente provinciale della Cna, si tratta di
un fenomeno che si sta allargando a tutta la Regione. A tale scopo la Cna
Regionale, coinvolgendo tutte le strutture provinciali, sta predisponendo la
«mobilitazione di tutte le Imprese», attraverso la raccolta di firme al fine di
richiedere al presidente della Regione, Raffaele Lombardo, una serie di misure
eccezionali per superare la crisi, in particolare con la petizione si chiede
che l'Ars approvi subito il bilancio. Inoltre il Governo regionale e il
Parlamento regionale devono intervenire con norme e provvedimenti straordinari
e urgenti per rispondere alle precise richieste delle imprese siciliane come la
riduzione della pressione fiscale attraverso la revisione immediata degli
indici di congruità degli studi di settore per le imprese artigiane e le Pmi
siciliane; il blocco e il cambiamento delle procedure di recupero dei vecchi
debiti fiscali e previdenziali, consentendo la loro rateizzazione e l'abolizione in contemporanea delle sanzioni; l'approvazione
immediata di nuove norme che prevedano l'uso immediato dei fondi pubblici
europei, nazionali e regionali che consentano l'attivazione degli
ammortizzatori sociali in deroga per i dipendenti del settore dell'artigianato
e del commercio e l'attivazione degli ammortizzatori sociali ordinari per i
dipendenti delle Pmi con procedure nuove anche attraverso gli enti
bilaterali e i contratti di solidarietà; l'accelerazione della spesa pubblica
nella Regione con l'avvio delle misure dei Por 2007/2013 e lo snellimento delle
procedure burocratiche; con il lancio di un piano straordinario di edilizia
pubblica per interventi per manutenzioni ordinarie e straordinarie di edifici
pubblici, scuole, strade, etc; il pagamento immediato da parte della pubblica
amministrazione di tutto quanto dovuto alle imprese per servizi, forniture,
lavori, per contributi per i regimi di aiuto e sostegno all'occupazione
previsti da normative nazionali e regionali e da anni non pagati alle imprese;
un intervento straordinario per il credito con la creazione di un tavolo
regionale di monitoraggio del mercato del credito ordinario siciliano. «E'
chiaro - prosegue Giuseppe Greca, direttore della Cna - che tale problematiche
se da un lato interessano la Regione è anche vero che molte cose vanno riviste,
discusse e risolte attraverso l'amministrazione provinciale e le
amministrazioni comunali, in questa direzione la Cna di Enna ha già richiesto
un incontro al sindaco di Enna, Rino Agnello, per discutere della Crisi
dell'Edilizia, del Prg e dell'ampliamento della Zona artigiana, inoltre per
contrastare un'altra piaga nel mondo dell'artigianato provinciale,
l'abusivismo». Domani una delegazione di artigiani della Cna sarà ricevuta dal
prefetto Elda Floreno, mentre per martedì, alle 18, si terrà una riunione
urgente della direzione provinciale della Cna. F. g.
(
da "Mattino, Il (Caserta)" del 15-03-2009)
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La Cgil, insieme a
Cisl e Uil, ha tenuto una manifestazione nell'aula consiliare della Provincia
di Caserta in corso Trieste nell'ambito delle iniziative indette per contrare
le norme contenute nel Decreto Sicurezza (Disegno di Legge AC. 2180 «Disposizioni in materia di sicurezza pubblica»), e che
riguardano l'esercizio della professione medica. In tale decreto infatti
all'articolo 45 comma 1 lettera t) - all'esame della Camera dei deputati e già
approvato al Senato - si prevede l'abolizione del comma 5 dell'articolo 35 del
testo Unico sull'Immigrazione (D.lgs. 286/98), che recita: «L'accesso
alle strutture sanitarie da parte dello straniero non in regola con le norme
del soggiorno non può comportare alcun tipo di segnalazione all'autorità, salvo
i casi in cui sia obbligatorio il referto, a parità di condizioni con il
cittadino italiano». Da ciò deriverà per i medici del Servizio sanitario
nazionale, in quanto pubblici ufficiali nell'esercizio di pubblico servizio,
l'obbligo di denuncia degli immigrati che si rivolgeranno alle strutture
sanitarie, nel caso in cui si venga a conoscenza della condizione di
immigrazione clandestina, qualificata dal Decreto come reato perseguibile
d'ufficio. In caso contrario infatti i medici e gli operatori del Ssn saranno
perseguibili per il reato di omessa denuncia. «Ribadiamo con forza - hanno
dichiarato i medici vicini a Cgil, Cisl e Uil - che non siamo spie ma medici e
con la nostra professionalità e impegno quotidiani cerchiamo di garantire a
tutte le persone che a noi si rivolgono, indipendentemente dal sesso, dal
censo, dal colore della pelle e dalla lingua che parlano, la migliore salute e
la migliore sanità possibile». Inoltre i medici fanno notare che saranno
colpite soprattutto le persone più fragili, bambini in primo luogo, e che il
governo finirà per incentivare attività sanitarie clandestine (dalla gravidanza
alle cure per i bambini), fuori dai sistemi di controllo e di verifica della
sanità pubblica. I medici di Cgil Cisl e Uil della provincia di Caserta infine
esprimono il pieno sostegno alle posizioni già espresse dalla Federazione
Nazionale degli Ordini dei Medici, e che sono state ribadite dal presidente
dell'Ordine dei Medici di Caserta Antonio Manzi, «per riaffermare la ferma
volontà a rispettare il codice deonotologico e per chiedere lo stralcio di una
norma inutile ed incivile».
(
da "Mattino, Il (Nazionale)" del 15-03-2009)
Pubblicato anche in: (Mattino, Il (Benevento)) (Mattino, Il (Caserta))
(Mattino, Il (Circondario Nord)) (Mattino, Il (Circondario Sud2)) (Mattino, Il
(City))
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«Con il sistema
della doppia preferenza, una per genere, si dà alle donne solo la possibilità
di concorrere ma non certo di essere elette. Una legge incostituzionale». Il
sottosegretario all'Economia Nicola Cosentino e l'intero gruppo dirigente
napoletano di Forza Italia scendono in campo contro la legge elettorale
approvata in consiglio regionale dopo una maratona notturna tra mercoledì e
giovedì. Sono molte, secondo Cosentino, le criticità della
nuova legge. A partire dall'abolizione del listino che rappresenta «un
depotenziamento dei poteri del presidente». Bocciato anche il sistema della
doppia preferenza. «Sono servite creatività e fantasia per immaginare un
sistema vincolato alle donne - ha sottolineato - è una cosa che non ha
precedenti. Senza contare l'introduzione di un premio di minoranza,
perchè una coalizione, anche se vince l'80% dei seggi, non può averne più del
65%. Si stanno preparando - ironizza - a diventare forza d'opposizione e
limitare i danni». Ma gli azzurri tengono a sottolineare anche un altro dato:
«È una legge passata grazie a 2 voti dell'Udc e 4 dell'Mpa: il segnale che
Bassolino non ha più nemmeno una maggioranza che lo sostenga. E, infatti,
attendiamo ancora che venga in consiglio a chiarire cosa voglia fare contro la
crisi: invece preferisce i salotti di Ballarò e Annozero». Nel frattempo si
aspetta la stesura della legge per valutare le contromosse. «Poi valuteremo un
ricorso alla Corte Costituzionale - ha aggiunto Luigi Cesaro, deputato e
candidato del Pdl alla presidenza della Provincia di Napoli - perchè non
possiamo accettare una legge che è frutto di un metodo antidemocratico». A
difendere il nuovo sistema è invece il segretario regionale Pd Tino Iannuzzi.
«Trovo assurde, infondate e del tutto strumentali le polemiche. La soppressione
del listino, nel recente passato auspicata anche da alcuni degli attuali
critici della nuova legge, elimina - spiega Iannuzzi - la possibilità di nomine
precostituite e calate dall'alto».
(
da "Giornale di Brescia" del 16-03-2009)
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Edizione: 16/03/2009
testata: Giornale di Brescia sezione:finestra sul mondo Il New Mexico dice
basta alla pena di morte SANTA FÈ Comincia a farsi sentire negli Stati Uniti l'effetto
Obama anche per quanto riguarda la pena di morte: il Parlamento dello Stato del
New Mexico ha votato a favore di un provvedimento legislativo che la abolisce.
Dai prossimi giorni, quando il governatore Bill Richardson promulgherà la nuova
legge apponendo la sua firma sotto il provvedimento, in New Mexico non sarà più
consentito mettere a morte un uomo. La condanna a morte sarà automaticamente
commutata in ergastolo. Bill Richardson, democratico, già in pista per
diventare ministro dei Trasporti di Obama, non ha peraltro ancora precisato se
apporrà la firma o eserciterà il suo diritto di veto, ma secondo i principali
osservatori la sua firma è data praticamente per scontata. In New Mexico, stato
a maggioranza democratica, hanno votato a favore dell'abolizione
della pena di morte 24 parlamentari, mentre hanno votato contro 18, dunque una
maggioranza piuttosto netta. Il provvedimento era già passato anche nell'altra
Camera dello Stato, ragion per cui per diventare operativo ha ora bisogno
soltanto della firma del governatore. Con questo provvedimento, il New
Mexico diventa il 15° Stato americano ad abolire la pena capitale, che peraltro
resta in vigore in molti altri Stati. Richieste di abolizione della pena
capitale sono pendenti dal 2007 anche presso gli Stati di New York e del New
Jersey. In New Mexico anche se la pena capitale era in vigore nessun uomo è
stato più messo a morte dal 1976 ad oggi. Viceversa il confinante Texas, di cui
fu a lungo governatore il presidente americano uscente George W. Bush, è lo
Stato americano che «vanta» il maggior numero di esecuzioni. A tutt'oggi in New
Mexico due condannati risultano essere detenuti nel braccio della morte dei
rispettivi istituti carcerari in cui sono rinchiusi. Secondo quanto riferito da
alcune associazioni che lottano per l'abolizione della pena capitale, il
provvedimento del Parlamento del New Mexico non cancellerà le loro sentenze di
condanna.
(
da "ItaliaOggi Sette" del 16-03-2009)
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ItaliaOggi Sette
Numero 063 pag. 17 del 16/3/2009 | Indietro
Nuovi passi per l'abolizione del segreto bancario INTERNAZIONALE Di Gabriele
Frontoni L'asse franco-tedesco sulla lotta ai paradisi fiscali sembra dare i
primi frutti. In attesa di affrontare il problema del segreto fiscale nel corso
del vertice dei G20 in agenda a Londra per il 2 aprile, tre icone dei conti
cifrati, Svizzera, Andorra e Liechtenstein hanno mosso i primi passi
verso [...] Costo Punti per Abbonati: 0 - Costo Punti per Registrati: 4
(
da "Virgilio Notizie" del 16-03-2009)
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Roma, 16 mar.
(Apcom) - Il federalismo fiscale arriva nell'Aula della Camera, e si profila
sempre di più un'astensione del Pd al momento del voto finale. La decisione
sarà presa domani nell'assemblea del gruppo, ma la spinta decisiva potrebbe
arrivare dall'intesa con il governo sulla mozione Franceschini a favore degli
enti locali, che domani mattina sarà votata in Aula: si sta ancora lavorando ad
una riformulazione, ma il Goveno ha già fatto sapere di essere pronto a dire sì
"con le modifiche giuste", e a quel punto l'astensione del Pd sul
federalismo fiscale sarebbe praticamente certa. Resta invece la contrarietà
dell'Udc, ribadita oggi in Aula da leader Pier Ferdinando Casini; l'Idv invece
aspetta di vedere se saranno accolti alcuni suoi emendamenti. Ma prosegue anche
il lavoro sul contenuto del testo, che oggi ha visto l'accordo tra il Governo e
le regioni a statuto speciale, concretizzato in due emendamenti già depositati.
In Aula oggi si è svolta la discussione generale sul ddl di delega al Governo,
mentre domani si dovranno votare le pregiudiziali di costituzionalità: solo
mercoledì si inizieranno a votare gli oltre 300 emendamenti presentati. Ma già
domani si capirà se l'intesa tra maggioranza e Pd si concretizzerà, quando
verrà messa in votazione la mozione a prima firma Franceschini, posta come
pregiudiziale dal Pd rispetto al federalismo fiscale, che chiede l'integrale copertura del minor gettito dopo l'abolizione dell'Ici
sulla prima casa, l'utilizzo del patrimonio immobiliare per sostenere la spesa
in conto capitale ed abbattere il debito, e soprattutto un allentamento del
patto di stabilità interno, per permettere agli enti locali di sbloccare
risorse disponibili in pagamento di opere già realizzate, già cantierate
o già programmate. Sul testo della mozione si sta ancora lavorando ad una
riformulazione, dopo che il sottosegretario all'Economia Giuseppe Vegas e il
responsabile enti locali del Pd, Paolo Fontanelli, hanno a lungo conversato nel
Transatlantico di Montecitorio, insieme al leghista Giancarlo Giorgetti,
presidente della commissione Bilancio della Camera. Subito dopo il voto sulla mozione
si terrà l'assemblea del gruppo Pd alla Camera per decidere come votare sul
ddl, ed è evidente che se in mattinata fosse accolta la mozione, la scelta
dell'astensione (già oggi prevalente) avrebbe un argomento in più. Anche se dal
Pd continuano a chiedere modifiche al testo. In primis per dare la possibilità
alla commissione Bicamerale sui decreti attuativi della delega di fornire,
oltre al parere sui dlgs, anche indirizzi al governo, e poi per fissare una
'road map' dei passi successivi al federalismo: approvazione del Codice
dell'Autonomie e relazione sugli effetti finanziari della riforma. Anche l'Idv,
dopo il voto favorevole in commissione, aspetta l'accoglimento di alcuni
emendamenti per decidere l'atteggiamento in Aula: per ora, dice il vice capogruppo
Antonio Borghesi, il ddl è "una delega in bianco, un'equazione di sole
incognite". Resta invece contraria l'Udc. Il leader centrista Pier
Ferdinando Casini è intervenuto in Aula definendo il ddl solo "uno spot
elettorale della Lega" e il suo estensore Calderoli "un apprendista
stregone che è riuscito a fare il miracolo di far credere a gran parte del
mondo politico italiano, a partire dal Pd, che la sfida del federalismo viene
affrontata con efficacia". E invece "in una situazione drammatica per
l'economia si perde l'occasione principale per intervenire disboscando,
tagliando ad esempio le province". Il testo
elaborato produce un federalismo "iniquo", che "non razionalizza
la spesa ma rischia di aumentarla e rischia di produrre solo un grande disastro
per lo Stato, una moltiplicazione dei centri di spesa, una maggiore pressione
fiscale". L'Udc "non si sottrarrà al confronto" ma Casini
avverte: "Non ci si può chiedere di sottoscrivere una delega in
bianco". Una prima 'incognita' del testo è stata chiarita oggi, con
l'accordo tra il Governo e le Regioni a statuto speciale: l'applicazione del
federalismo fiscale alle autonomie speciali sarà oggetto di confronto tra
l'Esecutivo e le singole regioni; non sarà cancellato l'articolo 25 caro alle
autonomie speciali; regioni speciali e Province autonome non dovranno
concorrere al "patto di convergenza" istituito dal ddl ma solo al
patto di stabilità interno. Roberto Calderoli riconosce il "senso di
responsabilità di tutti i soggetti", e tutti i governatori interessati
plaudono all'accordo: il siciliano Raffaele Lombardo, il sardo Ugo Cappellacci,
il valdostano Augusto Rollandin, il friulano Renzo Tondo, il trentino Lorenzo
Dellai, l'altoatesino Luis Durnwaldner.
(
da "Unita, L'" del 17-03-2009)
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Franceschini: contro
la crisi allentare il patto di stabilità BIANCA DI GIOVANNI «La nostra è una
proposta precisa che impegna il governo ad allentare il patto di stabilità
nella parte degli investimenti. Province e comuni hanno i soldi ma non possono
spenderli». Lo ha detto il segretario del Pd, Dario Franceschini, che nei
giorni scorsi ha prentato una mozione sui temi della finanza locale. «Se le
proposta venisse approvata - ha spiegato - sarebbe ossigeno per le imprese, per
l'edilizia e per i lavoratori». La proposta del leader del Pd è in perfetta
sintonia con la posizione di Comuni e Province, che hanno chiesto di liberare
le risorse destinate agli investimenti dai vincoli troppo stretti a cui li ha
sottoposti il Tesoro. Le amministrazioni locali lo chiedono da molto tempo. Lo
chiede da tempo anche l'Ance (Associazione costruttori), delusa dalla lista di
opere varata dal Cipe tutta orientata a grandi opere che tagliano fuori le
piccole imprese edilizie. E in parte delusa anche dall'ultimo piano casa, che
non stanzia un euro pubblico e chiede ai privati di aprire casse già
dissanguate. Oggi in Parlamento lo chiederà anche il Pd con la mozione
presentata da Franceschini. Ma dal governo non sembrano giungere aperture. Il
Paese rischia di perdere almeno due miliardi di investimenti in opere
pubbliche, mentre il premier ripete che le risorse sono state già date. La
verità è che per ora sono state tolte, nel silenzio totale: tutte le misure fin
qui varate sono restrittive, cioè risparmiano invece che spendere. Per gli enti
locali questo è più vero che per altri. Sono i numeri a dirlo (vedi
www.nens.it). I numeri «Comuni e Province hanno speso nel 2007 18,5 miliardi in
investimenti pubblici, più della metà di quanto ha investito l'intera
amministrazione pubblica - spiega Antonio Misiani, deputato del Pd e
responsabile finanza locale di Legautonomie - Nell'anno in corso si rischia di
tornar indietro, invece di aumentare questa voce che consentirebbe di
rilanciare l'economia». Le amministrazioni, infatti, sono state sottoposte a
una drastica cura di tagli. Comuni e Province dovranno contribuire quest'anno alla
correzione del deficit per almeno un miliardo e 600 milioni, e l'anno prossimo
per quasi tre miliardi (nel 2011 si arriva a 5 miliardi). Una richiesta che non
tiene conto degli sforzi già fatti: negli ultimo tre anni i Comuni hanno
risparmiato già 3 miliardi e 600 milioni e le Province circa 500 milioni.
Considerando poi che la spesa corrente è difficilmente comprimibile, verranno
intaccati gli investimenti. Ma non è soltanto la cura dimagrante a bloccare i
cantieri locali. C'è anche una disposizione, fortemente voluta da Tremonti, che
blocca anche i cantieri già avviati. Con il nuovo patto di stabilità il tetto è
sulla spesa, non sul saldo tra spese e entrate. Cosicché accade che anche i
Comuni che hanno risorse, sono costretti a bloccare i finanziamenti. Tutto questo nel mezzo della crisi. Ma non è finita. Ai Comuni è
fatto divieto di conteggiare tra le entrate valide ai fini del Patto di
stabilità interno le vendite del patrimonio immobiliare. Cui va aggiunta
l'eliminazione delle entrate fiscali, con l'abolizione Ici prima casa (non
coperta) e il blocco delle aliquote locali. Il segretario del Pd
denuncia: «Comuni e provincie hanno i fondi ma non li possono spendere per
colpa del governo». L'incontro con gli amministratori che chiedono la
possibilità di liberare risorse per gli investimenti.
(
da "Tempo, Il" del 17-03-2009)
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stampa Iannarilli
«Marzi, candidato anti Provincia» Frecciate alla Formisano Schermaglie
elettorali tra Pdl e Udc. Iannarilli replica a Marzi: «L'ex sindaco di
Frosinone è un professionista serio e un politico preparato, da lui non ci
aspettiamo discorsi approssimativi come quelli che sta improvvisando in merito
all'abolizione delle province. Il candidato Udc aspira a diventare presidente di un ente di
cui chiede l'abolizione. Questo la dice lunga sulla serietà e l'impegno con cui
si appresta ad amministrare la provincia. Siamo certi che nei prossimi giorni
ci spiegherà come ripartire le competenze finora attribuire alla Provincia e a
chi demandare i compiti e le funzioni amministrative. Noi ci stiamo
battendo per la semplificazione amministrativa, anche per questo ho proposto
alla Camera l'istituzione di una Regione senza Roma più vicina ai cittadini e
alle esigenze della Provincia. Non credo che Marzi abbia scelto il modo
migliore per parlare alla gente. Sapendo di perdere e di arrivare ultimo tra i
candidati, il candidato dell'Udc può permettersi tutto, anche atteggiamenti
provocatori come quello che sta inscenando». E la diatriba è ancora più
pungente con l'on. Anna Teresa Formisano: «È vero, non sono il capo del Pdl, ma
solo il candidato del Pdl alla presidenza della Provincia. Con il mio modo di
fare politica ho dimostrato di non dover dare conto a nessuno se non ai
cittadini, evidentemente, il tuo modo di fare politica si basa sui concetti di
"padrone" e "sudditi". Per rancore personale - ha affermato
Iannarilli - non hai mai accettato di sederti ad un tavolo con noi del Pdl per
discutere di un comune progetto politico, come più volte ti abbiamo chiesto
personalmente e pubblicamente. E di convergenze ne avremmo trovate. Hai fatto
la tua scelta e devi assumertene le responsabilità. Non so come potranno
giudicare gli elettori quel mix tra diavolo e acquasanta al quale hai voluto da
vita con il supporto, nemmeno tanto nascosto, di qualche "padrone"».
F.R.
(
da "Repubblica, La" del 17-03-2009)
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Pagina 39 - Cronaca
MA IL NEUTRO è UNA CHIMERA IL RACCONTO STEFANO BARTEZZAGHI Come si
distingueranno d´ora in poi i gabinetti maschili da quelli
femminili, nei palazzi dell´Unione Europea, questo non si sa. Sì, perché
l´annunciata abolizione di mistress e miss (perché indicare lo stato civile, e
solo quando ci si riferisce a una donna?) porta con sé anche l´abolizione di
mister (altrimenti la discriminazione sarà proprio lì). Secondo una
nuova norma europea, in discorsi e testi ufficiali ci si dovrà riferire a
ognuno solo con il corrispondente cognome. Tutte le parole che contengono una
determinazione di genere (come policeman, per "uomini della
polizia"), inoltre, andranno sostituite con termini neutri. è proprio la
neutralità che rischia però di diventare una sorta di chimera linguistica,
un´utopistica pietra filosofale che tramuta tutti e tutte in "loro". Sono
cose che non funzionano mai troppo bene, e i linguisti esortano a valutare caso
per caso, con il necessario buon senso. Tutto sommato era stata più saggia la
decisione italiana, presa tempo fa, di abrogare il solo "signorina".
Ma del resto da noi (siamo un Paese curioso) "signore",
"signora" e "signorina" si usano quasi solo come
spregiativi: se interpello "il signor Scartezzini", dico che egli non
è dottore, onorevole, commendatore ovvero cavaliere. "Signore" e
"signora", in Italia, sono sentite anche come indelicate allusioni
all´età, perciò in trattorie e pub ci sono camerieri che chiedono anche ai
clienti attempati "cosa prendete, ragazzi?". Possiamo rinunciare
anche al "signora mia" di Federico Zeri e Alberto Arbasino: ci ha già
divertito abbastanza. Ma l´abolizione di ogni titolo annulla, innanzitutto e
prima di ogni discriminazione, quella funzione cerimoniale del linguaggio che
ben si nota negli articoli anglosassoni dove è sempre "mister Obama"
che vince le elezioni contro "mister McCain". Se ne può fare a meno,
certo: facciamo a meno di così tante altre cose, ormai...
(
da "Italia Oggi" del 17-03-2009)
Argomenti:
Province
ItaliaOggi sezione:
Economia e Politica data: 17/03/2009 - pag: 8 autore: di Sabina Rodi Esce I
Faraoni di Aldo Forbice e Giancarlo Mazzucca, viaggio nell'apparato statale
malato L'Italia dove l'anormale è normale Dagli stenografi d'oro della camera
ai posti blindati nella p.a. Ènormale un Paese dove i 60 stenografi della
camera arrivano a percepire ben 253.700 euro lordi all'anno quando invece
l'emolumento «congelato» del presidente della repubblica è fermo a 218 mila
euro lordi? E ciò anche se con le moderne tecnologie elettroniche la
professione dello stenografo è diventata anacronistica (non a caso, in tutti i
quotidiani italiani, essa è stata abolita da anni). È normale un Paese in cui
il segretario del Pd, Dario Franceschini, propone, per fronteggiare una crisi
finanziaria di proporzioni mondiali, di applicare un'addizionale fiscale sui
redditi lordi oltre i 120 mila euro l'anno, una goccia nel mare? Una scelta di
questo genere è stata fatta non per risolvere un problema ma per aizzare i molti
(grandi evasori compresi) contro i pochi che sono già stati strizzati dal fisco
con un'aliquota del 43%. Ma lo stesso Franceschini si guarda bene dal proporre
l'abolizione delle province (che renderebbe enormemente di più all'erario). Su questa
abolizione quasi tutti i leader politici, a parole, si dicono d'accordo ma, nei
fatti, continuano in maniera bipartisan a far nascere nuove province, in base al principio che
quando c'è da spendere in burocrazia usando il denaro di tutti i politici di
ogni colore sono sempre d'accordo.È normale un Paese dove il ministro
per la semplificazione, Roberto Calderoli, della Lega, annuncia, orgoglioso, di
aver abolito ben 10 mila leggi (che poi sono 10 mila leggi polverose e spesso
ininfluenti perché, da tempo immemore, anche inapplicate) mentre la nota legge
sull'autocertificazione introdotta dalla legge Bassanini è ancora disattesa
nella pubblica amministrazione per l'assenza del regolamento di applicazione? È
normale un Paese dove due senatori della sinistra, Cesare Salvi e Massimo
Villone, dopo aver scritto un libro circostanziato e pieno di proposte
immediatamente applicabili (sol che si volesse) «per risparmiare 6 miliardi
l'anno» (cioè ciò che servirebbe per incrementare a sufficienza i fondi della
cassa integrazione, salassati dalla crisi) sono stati progressivamente
eliminati, senza che nessuno alzasse un dito a loro favore, dalle posizioni di
rilievo di partito che invece ha preferito valorizzare chi li ha attaccati
fragorosamente come Antonio Bassolino, presidente della Regione Campania nella
stagione della monnezza, che non ha le ragioni dalla sua parte, ma bensì il 20%
delle tessere nazionali del Pd che notoriamente contano più della ragione?È
normale un Paese in cui il sottosegretario per l'attuazione del programma
durante il secondo governo Prodi, Giulio Santagata (che era stato incaricato di
predisporre un piano di tagli ai costi delle istituzioni), fa approvare
l'eliminazione dei consigli circoscrizionali «nei comuni con popolazione
inferiore ai 250 mila abitanti» e poi prevedeva nello stesso disegno di legge
di mantenere le strutture abolite? Santagata infatti spiegava: ?Va prevista la
possibilità di istituire circoscrizioni per i Comuni aventi popolazione fra i
100 mila e i 250 mila abitanti?. Insomma, da una parte, Santagata tagliava e
dall'altra immediatamente ricuciva. Anche se nei titoli dei giornali del giorno
dopo si parlava solo di tagli.È normale un Paese dove, se un ente pubblico
inutile viene abolito (e già abbiamo visto che è pressoché impossibile
abolirlo), i suoi dipendenti possono essere trasferiti a un altro ente pubblico
solo «su base volontaria», solo cioè se i dipendenti stessi sono d'accordo? E
se non sono d'accordo? Semplice, nei nuovi enti pubblici derivanti da quelli
soppressi o che sono a corto di personale si assumono altre persone, a spese
dei soldi di tutti gli italiani e a beneficio dei partiti che li hanno
sistemati a vita nella loro nicchia, al riparo da ogni tzunami economico e,
spesso, anche dalla fatica.È normale un Paese dove, nella campagna elettorale
delle politiche del 2008, il centro-destra prometteva programmi di riduzione
degli stipendi, delle indennità e dei vitalizi di consiglieri, presidenti, sindaci
e parlamentari, ma poi, dopo aver vinto, anche sulla base di questo programma,
il centro-destra non ha fatto nulla al riguardo? È di questo «Paese che normale
non è» e che dispone di una classe dirigente politica e sindacale che nemmeno
davanti a una crisi economico-finanziaria immane com'è quella che stiamo
vivendo è disposta a cambiare per nulla che è dedicato il libro I Faraoni
(Piemme editore), scritto da Aldo Forbice e Giancarlo Mazzucca. Il primo
conduce da 15 anni, su Radio 1 della Rai, la seguitissima trasmissione
radiofonica Zapping e il secondo, dopo essere stato vicedirettore de la Voce,
il quotidiano di Indro Montanelli, e aver diretto il Quotidiano Nazionale (QN),
è adesso deputato del Pdl. Il loro libro è il resoconto di un viaggio, senza
sconti per nessuno, nel grande apparato obeso del sistema pubblico italiano. Ne
salta fuori l'analisi di una democrazia zavorrata di un Paese che non può
decollare perché è inguaribilmente afflitto da un'orgia cronica di lobbies,
privilegi, corporazioni, consulenze, portaborse, parassitismi, sprechi,
incrostazioni. È, quella de I Faraoni, un'analisi puntuale, impietosa e, alle
volte, disperante del dissanguamento pubblico che lascia senza forze l'intero
Paese. Questo libro è alla ricerca, dicono di due autori, «di un'amara medicina
da trangugiare subito». Ma che, aggiungiamo noi, non trova medici disposti a
prescriverla per il bene della collettività, né pazienti disposti a
trangugiarla a danno dei loro indebiti benefici che vengono, da tutti, salvati
dietro l'usbergo, spesso immondo, dei cosiddetti «benefici acquisiti». Solo i
dipendenti delle aziende private, specie di quelle medio-piccole, non li hanno.
(
da "Panorama.it" del 17-03-2009)
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Province
- Italia -
http://blog.panorama.it/italia - Camera, va in onda il Federalismo fiscale. La
Lega cerca la sponda del Pd Posted By vasco_pirri_ardizzone On 16/3/2009 @
20:25 In Headlines | 1 Comment Per la seconda lettura, è approdato in Aula a
Montecitorio [1] il disegno di legge delega sul federalismo fiscale. Prima
dell'arrivo in Aula un importante vertice tra regioni a statuto speciale ha
fatto sì che venisse superato il patto di convergenza a favore del patto di
stabilità e che sarà istituito un tavolo bilaterale tra l'esecutivo e le
singole regioni a statuto speciale. Un'intesa - è concretizzata in due
emendamenti proposti nel pomeriggio dal governo - di cui si è detto soddisfatto
il presidente della Regione Siciliana, [2] Raffaele Lombardo, che al termine
del vertice ha esultato perché "l'articolo 25 rimarrà nel testo del
federalismo fiscale". E poi ha aggiunto: "Salta l'idea nuova del tavolo
generale tra governo e le regioni a statuto speciale, ma si inserisce
l'iniziativa di una tavolo bilaterale con governo da una parte e la regione
singola per valutare e riconsiderare di volta in volta attribuzioni e
competenze per poter dare un input alle commissioni paritetiche". Questo
risultato per il presidente Lombardo "è importante perché serve per
evitare che le commissioni paritetiche non producano nulla e vivano in una
condizione di stallo". [3] Positivo il giudizio anche del leader della Lega
Nord, Umberto Bossi, che ha giudicato l'accordo tra regioni e governo "un
altro passo in avanti verso il federalismo". Alle 14.30 è quindi iniziata
la discussione in Aula, con [4] il ministro della Semplificazione Normativa e
padre del provvedimento, Roberto Calderoli seduto ad ascoltare la seduta. Netto il leader dell'Udc, [5] Pier Ferdinando Casini, secondo
cui si tratta solo "di uno spot elettorale confezionato dalla Lega, in un
momento in cui la situazione drammatica economica drammatica chiederebbe l'abolizione
delle provincie e invece con questo federalismo c'è il rischio disastro per i
conti dello Stato". Anche per il leader di [6] Rifondazione
Comunista, Paolo Ferrero, "si tratta solo di uno spot della Lega che
ridurrà i servizi dello stato sociale". Il Pd deciderà ufficialmente la
propria posizione solo nell'assemblea del [7] gruppo convocata per domani, ma
si va verso una conferma di [8] quell'astensione già espressa al Senato alcune
settimane or sono. Intanto la vicecapogruppo alla Camera, [9] Marina Sereni ha
espresso preoccupazione "perché venga scongiurato il rischio che gli enti
locali arrivino sfiniti all'appuntamento del federalismo a causa della mancanza
di risorse dovute a tagli e politiche sbagliate del governo". Al dialogo
con il Pd ci tiene soprattutto la Lega. Un voto contrario del partito di Dario
Franceschini aprirebbe infatti la strada a un possibile referendum
costituzionale con il rischio di vanificare, come accadde nel 2006 con l'esito
referendario sulla devolution, il lavoro svolto dal Parlamento. Anche se ci
vorranno diciotto mesi per i decreti attuativi, il Carroccio vuole che la
riforma abbia il consenso più largo delle Camere. Il Pd, a sua volta, in grave
difficoltà elettorale in molte regioni del nord, non vuole condurre una politica
di contrasto al federalismo fiscale che trova il consenso di molti dirigenti
locali del partito e dello stesso elettorato del centrosinistra. Contraria, ma
pronta a trattare nel merito, l'Idv che per bocca del vicecapogruppo alla
Camera e responsabile economia, [10] Antonio Borghesi, attacca: "Questo
federalismo è un'equazione di sole incognite. Ci riserviamo di decidere la
nostra posizione sul voto, anche sulla base di quanti dei nostri numerosi
emendamenti verranno accolti". Per [11] Antonio Leone (Pdl),
vicepresidente della Camera, il federalismo che approverà la Camera sarà
"equo, solidale e intelligente". Toni effervescenti quelli usati da
[12] Marco Reguzzoni, vicecapogruppo dei deputati del Carroccio, che aprendo la
discussione ha parlato di "discussione storica e grande occasione di
libertà per i cittadini italiani". E poi ha aggiunto: "Ci sono
milioni di persone che guardano al federalismo come ad una delle ultime
possibilità di cambiamento". Infine il monito del [13] presidente del
Senato, Renato Schifani, che stamattina sulle colonne del Messaggero aveva
ammonito "da uomo del Sud, desidero appellarmi perché si dia corso
praticamente a quella intesa che in Italia mostra di essere condivisa, cioè
quella intesa relativa alla cancellazione della doppia velocità interna
dell'economia, del divario tra Nord e Sud".
(
da "Varesenews" del 17-03-2009)
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Province
Politica - Il
Governo ha accolto una mozione del Pd alla Camera che impegna l?esecutivo a
garantire l?autonomia finanziaria di Comuni e Province Sostegno agli enti
locali, passa la mozione del Pd L?iniziativa del Pd per sostenere i Comuni ha
avuto successo. Il Governo ha infatti accolto una mozione del gruppo del Pd
alla Camera che impegna l?esecutivo a garantire l?autonomia finanziaria di
Comuni e Province. Garantire servizi ai cittadini è particolarmente necessario
in questa fase di acuta crisi economica. Sarà garantita l?integrale copertura
dal minor gettito derivante dall?abolizione dell?ICI sulle abitazioni
principali. Dovrà essere consentito l?utilizzo degli avanzi di amministrazione
per le spese in conto capitale, in particolare per lavori di medio importo
realizzabili entro il 2009. Dovranno essere esclusi dal patto di stabilità
interno i pagamenti a residui concernenti spese per investimenti. Sarà
incentivato l?utilizzo del patrimonio immobiliare per sostenere la spesa in
conto capitale ed abbattere il debito. «Oggi la Camera trasmette un messaggio
di fiducia a tutti i Comuni che hanno amministrato correttamente le comunità -
spiega Daniele Marantelli, deputato del Pd e responsabile nazionale del
tesseramento -. Ci auguriamo che il Governo dia attuazione concreta a questi
impegni rapidamente. Così come sarà necessario dare attuazione al
provvedimento, utile anche se insufficiente, sul federalismo fiscale, all?esame
del Parlamento proprio in questi giorni. La linea centralista che il Governo,
Pdl - Lega, aveva perseguito finora, subisce una prima sconfitta. Mi auguro che
i Comuni virtuosi, particolarmente diffusi nel Nord del Paese, potranno, grazie
all?iniziativa del Pd, fronteggiare meglio il disagio economico, sociale e
occupazionale di tanti cittadini e di migliaia di piccole imprese». Martedi 17
Marzo 2009
(
da "Virgilio Notizie" del 17-03-2009)
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Province
(ASCA) - Roma, 17
mar - Legautonomie esprime, con una nota, ''viva soddisfazione'' per
l'approvazione alla Camera dei Deputati delle mozioni
volte a ridefinire i meccanismi del Patto di stabilita' per gli enti locali, a
garantire l'integrale copertura del minor gettito derivante dall'abolizione
dell'Ici sulle abitazioni principali, a consentire l'utilizzo degli avanzi di
amministrazione, i proventi delle alienazioni immobiliari e di quelle
societarie per la spesa in conto capitale e quindi per favorire gli
investimenti sul territorio. Si tratta di misure che le Associazioni delle
autonomie avevano sollecitato per ovviare alla grave situazione in cui versano
i comuni e le province. ''Con l'approvazione delle
mozioni di maggioranza e di opposizione si e' riconosciuta la fondatezza delle
rivendicazioni avanzate dal sistema delle autonomie. In questa fase di
difficile crisi economica gli enti locali possono svolgere, se messi nelle
condizioni, un'importante funzione anticiclica, pur nel rispetto delle
compatibilita' finanziarie complessive e dei vincoli europei'' ha dichiarato
Oriano Giovanelli, deputato e presidente di Legautonomie. ''Cio' e' in linea
con quanto avevamo gia' proposto in occasione del primo dibattito sulle misure anticrisi:
un piano diffuso di opere medio-piccole su tutto il territorio nazionale
immediatamente cantierabili, un piano di infrastrutturazione del territorio,
dall'edilizia scolastica alla viabilita', per circa 4,5 miliardi di
investimento finanziario complessivo, come stimato dall'ANCE, con sicuri
effetti sul piano occupazionale''. ''Ora si tratta di far seguire alle buone
intenzioni i fatti'', ha proseguito Giovanelli, ''e quindi il Governo dovra'
adottare i provvedimenti conseguenti. Questo aiutera' anche l'iter di
approvazione del disegno di legge sul federalismo fiscale e contribuira' a
coordinare i principi del federalismo fiscale del nuovo Patto di stabilita'
interno con quelli contenuti nella proposta Calderoli''.
(
da "Gazzetta di Mantova, La" del 18-03-2009)
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Province
Restituzione
dell'Ici Carra soddisfatto: «Un aiuto ai Comuni» ROMA. «Sono soddisfatto di
questo voto. Ora il governo è impegnato a garantire ai Comuni l'integrale
copertura dell'Ici abolita, oltre ad allentare i vincoli del patto di
stabilità». E' questo il commento a caldo dell'onorevole Marco Carra dopo che
l'aula della Camera ieri ha approvato con 491 sì e 33 astenuti (l'Udc) la
mozione sugli enti locali del segretario del Pd Dario Franceschini. «La nostra
mozione, che la maggioranza ha appoggiato - spiega Carra - obbliga il Governo
ad intervenire definendo interventi per ovviare alla grave situazione nella
quale versano i Comuni e le Province. Garantendo il
mancato gettito derivante dall'abolizione dell'Ici sulla prima casa, ma anche
rendendo meno stringenti i vincoli del patto di stabilità. In particolare
consentendo alle amministrazioni locali di potere fare investimenti utilizzando
i proventi delle vendite d'immobili o utilizzando gli avanzi d'amministrazione
per lavori di medio importo da realizzarsi quest'anno». Al testo del Pd
approvato ha fatto seguito un'analoga mozione presentata dalla maggioranza
(primo firmatario l'onorevole Fabrizio Cicchitto del Pdl) che il Pd ha
appoggiato. Uno «scambio di favori» che ha provocato l'astensione dell'Udc che
teme manovre in vista del voto sul federalismo fiscale. «L'importanza della
mozione - spiega carra - è il suo effetto che avrà sulle finanze degli enti
locali, che potranno avere una boccata d'ossigeno quando il Governo trasformerà
la mozione in atti concreti». (fr.r.)
(
da "Unita, L'" del 18-03-2009)
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Province
«Il governo ha
capito che avevamo ragione, ed è arrivato il sì della maggioranza». Dario
Franceschini incassa 491 sì alla sua mozione che punta ad allentare i vioncoli
imposti dall'Economia ai bilanci degli enti locali. È la prima vittoria del Pd,
con l'adesione massiccia anche della maggioranza, sospinta dai malumori degli
amministratori del centro-destra. Solo l'Udc si astiene. Per il resto è uno
sfondamento su tutta la linea. Esultano Comuni e Province, che finalmente
trovano una risposta alle loro proteste: in molti non potevano neanche chiudere
i bilanci con le norme restrittive volute da Giulio Tremonti. La situazione era
talmente grave, che il governo è stato costretto a mediare. Ha chiesto una
riformulazione del testo, e infine ha dato parere favorevole. Il
sottosegretario Giuseppe vegas annuncia dopo poche ore che l'emendamento in
questione sarà presentato quanto prima, probabilmente al decreto sugli
incentivi auto. Missione compiuta. plitichese Dal centrodestra si tende a
buttarla in politica. Questo «ecumenismo» secondo alcuni sarebbe dovuto a un
patto non scritto sul federalismo. La Lega otterrebbe l'astensione su quel
testo (una bandiera per il Carroccio) grazie proprio al voto favorevole sulla
mozione. Come dire: prove di dialogo bipartisan. Sembra andare in questa
direzione anche il lungo colloquio che, dopo il voto Giulio Tremonti e Pier
Luigi Bersani tengono in Transatlantico (anche se nessuno rivela il tema del
colloquio). Questa è la tesi, che però lo stesso Franceschini demolisce.
«Nessun legame tra i due provvedimenti», dichiara il segretario. Il quale
preferisce andare al merito. «Se la mozione sarà trasposta in norme - dichiara
- si potranno sbloccare migliaia di cantieri che danno lavoro prevalentemente
sul territorio alla piccole e medie imprese». Il testo infatti fa ampie
concessioni alle amministrazioni locali. Prima di tutto impegna il governo a
garantire «l'integrale copertura del minor gettito derivante dall'abolizione dell'ici sulle abitazioni principali», una delle
richieste più pressanti dei sindaci. Inoltre si chiede di avviare iniziative
per superare l'interpretazione restrittiva del governo sul patto di stabilità
interno. Secondo l'interpretazione della Ragioneria dello Stato, infatti, alle
amministrazioni veniva negata la facoltà di spendere risorse derivanti da
cessioni di quote di società o di immobili, oppure di utilizzare avvanzi
di bilancio. Insomma, anche quelli che hanno le casse piene sono di fatto
impossibilitati a spendere. Risultato: cantieri bloccati, pagamenti sospesi. In
generale il testo chiede che il governo si impegni a risolvere i problemi finanziari
degli enti locali «nei tempi utili alla predisposizione dei bilanci di
previsione del 2010». Ultimamente, infatti, mole amministrazioni avevano
dichiarato l'impossibilità a chiudere i bilanci. C'è da dire che Comuni e
Province sono reduci da pesanti manovre restrittive: i tagli previsti dalla
manovra estiva pesano sostanzialmente su di loro. sindaci «Un passo politico e
istituzionale importante - commenta Leonardo Domenici, presidente Anci - Le
nostre richieste sono note da tempo. Ora vigileremo affinché questo impegno sia
subito convertito in provvedimenti di legge». Anche sul fronte leghista la
soddisfazione è tangibile. Saluta con soddisfazione la mozione Flavio Tosi,
sindaco di Verona. E il capogruppo del Carroccio Roberto Cota si appropria del
risultato. «Questa è sempre stata una battaglia della Lega - dichiara -
Consentire ai Comuni che hanno le risorse di poterle spendere è necessario».
(
da "Unita, L'" del 18-03-2009)
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Province
La mozione
Franceschini trova i voti alla Camera BIANCA DI GIOVANNI «Il governo ha capito
che avevamo ragione, ed è arrivato il sì della maggioranza». Dario Franceschini
incassa 491 sì alla sua mozione che punta ad allentare i vioncoli imposti
dall'Economia ai bilanci degli enti locali. È la prima vittoria del Pd, con
l'adesione massiccia anche della maggioranza, sospinta dai malumori degli
amministratori del centro-destra. Solo l'Udc si astiene. Per il resto è uno
sfondamento su tutta la linea. Esultano Comuni e Province, che finalmente
trovano una risposta alle loro proteste: in molti non potevano neanche chiudere
i bilanci con le norme restrittive volute da Giulio Tremonti. La situazione era
talmente grave, che il governo è stato costretto a mediare. Ha chiesto una
riformulazione del testo, e infine ha dato parere favorevole. Il
sottosegretario Giuseppe vegas annuncia dopo poche ore che l'emendamento in
questione sarà presentato quanto prima, probabilmente al decreto sugli
incentivi auto. Missione compiuta. plitichese Dal centrodestra si tende a
buttarla in politica. Questo «ecumenismo» secondo alcuni sarebbe dovuto a un
patto non scritto sul federalismo. La Lega otterrebbe l'astensione su quel
testo (una bandiera per il Carroccio) grazie proprio al voto favorevole sulla
mozione. Come dire: prove di dialogo bipartisan. Sembra andare in questa
direzione anche il lungo colloquio che, dopo il voto Giulio Tremonti e Pier
Luigi Bersani tengono in Transatlantico (anche se nessuno rivela il tema del
colloquio). Questa è la tesi, che però lo stesso Franceschini demolisce.
«Nessun legame tra i due provvedimenti», dichiara il segretario. Il quale
preferisce andare al merito. «Se la mozione sarà trasposta in norme - dichiara
- si potranno sbloccare migliaia di cantieri che danno lavoro prevalentemente
sul territorio alla piccole e medie imprese». Il testo infatti fa ampie
concessioni alle amministrazioni locali. Prima di tutto impegna il governo a
garantire «l'integrale copertura del minor gettito derivante dall'abolizione dell'ici sulle abitazioni principali», una delle
richieste più pressanti dei sindaci. Inoltre si chiede di avviare iniziative
per superare l'interpretazione restrittiva del governo sul patto di stabilità
interno. Secondo l'interpretazione della Ragioneria dello Stato, infatti, alle
amministrazioni veniva negata la facoltà di spendere risorse derivanti da
cessioni di quote di società o di immobili, oppure di utilizzare avvanzi
di bilancio. Insomma, anche quelli che hanno le casse piene sono di fatto
impossibilitati a spendere. Risultato: cantieri bloccati, pagamenti sospesi. In
generale il testo chiede che il governo si impegni a risolvere i problemi finanziari
degli enti locali «nei tempi utili alla predisposizione dei bilanci di
previsione del 2010». Ultimamente, infatti, mole amministrazioni avevano
dichiarato l'impossibilità a chiudere i bilanci. C'è da dire che Comuni e
Province sono reduci da pesanti manovre restrittive: i tagli previsti dalla
manovra estiva pesano sostanzialmente su di loro. sindaci «Un passo politico e
istituzionale importante - commenta Leonardo Domenici, presidente Anci - Le
nostre richieste sono note da tempo. Ora vigileremo affinché questo impegno sia
subito convertito in provvedimenti di legge». Anche sul fronte leghista la
soddisfazione è tangibile. Saluta con soddisfazione la mozione Flavio Tosi,
sindaco di Verona. E il capogruppo del Carroccio Roberto Cota si appropria del
risultato. «Questa è sempre stata una battaglia della Lega - dichiara -
Consentire ai Comuni che hanno le risorse di poterle spendere è necessario».
Franceschini incassa 491 sì. Esultano Comuni e Province. Vegas promette: subito
un emendamento. Prove di dialogo in vista del federalismo? Il segretario Pd:
no, nessuna intesa. È solo una battaglia giusta.
(
da "Eco di Bergamo, L'" del 18-03-2009)
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Province
«Così finalmente
sbloccati milioni di euro» --> Mercoledì 18 Marzo 2009 GENERALI, pagina 2
e-mail print Il cappio si allenta. O almeno potrebbe, visto che ora gli impegni
vanno tradotti in provvedimenti. Il grido (bipartisan) era arrivato da Comuni e
Province (quelli bergamaschi in prima fila): «Il Patto di stabilità strozza i
bilanci». Ieri, alla Camera, con 491 voti favorevoli, nessun contrario e
l'astensione dell'Udc, è stata approvata la mozione del segretario del Pd,
Dario Franceschini, che modifica la situazione finanziaria degli enti locali.
In particolare, sbloccando i vincoli agli investimenti, in chiave anticrisi.
«Un successo politico, dai risvolti immediati per i Comuni», commentano i
deputati orobici democratici Giovanni Sanga e Antonio Misiani. Soddisfazione
anche dal leader di via Tasso Valerio Bettoni, con stoccata alla Lega: «La
decisione del Parlamento dà ragione a una giusta analisi, a una doverosa
protesta e a una proposta di buonsenso, formulata in tempi non sospetti
nell'assordante silenzio di chi dice a parole di avere a cuore il federalismo».
E dal presidente dell'Associazione Comuni bergamaschi Claudio Armati, che
ricorda anche la mobilitazione dell'Anci e comunque va cauto: «Attendiamo che l'ordine
del giorno si trasformi in atti concreti e non nell'ennesima forca caudina».
Con il via libera alla mozione, tre, in particolare, gli impegni assunti dal
governo: «Garantire l'integrale copertura del minor gettito derivante
dall'abolizione dell'Ici sulle abitazioni principali; adottare iniziative per
consentire l'utilizzo degli avanzi di amministrazione per la spesa in conto
capitale e per escludere il più possibile dai saldi utili del Patto di
stabilità interno i pagamenti di investimenti effettuati nei limiti delle
disponibilità di cassa; incentivare l'utilizzo del patrimonio immobiliare per
sostenere la spesa in conto capitale, in particolare eliminando i vincoli che
impediscono l'utilizzo dei proventi delle alienazioni per finanziare investimenti».
«È un fatto di grande rilievo - rimarca Sanga - perché sblocca una situazione
davvero assurda per i Comuni. La mozione, da una parte modifica la deriva
centralistica fiscale che il governo ha portato avanti con l'abolizione dell'Ici e delle autonomie impositive, dall'altra
impegna il governo ad adottare provvedimenti perché i Comuni possano spendere
subito i soldi che hanno in cassa. In un momento di crisi come questo, quindi,
si rimettono in moto meccanismi economici virtuosi, permettendo ai Comuni di investire
e saldare i pagamenti in sospeso». Indubbio anche il risvolto politico.
«Il Pd e il suo segretario Franceschini - aggiunge Sanga - sono al centro del
dibattito politico e hanno saputo guidare il Parlamento verso una scelta con
ricadute immediate per i Comuni». Anche Misiani, segretario della commissione
Bilancio della Camera, conferma: «L'ampia convergenza parlamentare sulla
mozione Franceschini è un fatto politico positivo. Da tempo sosteniamo che i
Comuni e le Province devono essere messi in condizione di fare la propria parte
di fronte alla crisi: aiutare gli enti locali sul fronte delle entrate e dei
vincoli sulla spesa in conto capitale favorisce opere pubbliche rapidamente
cantierabili e migliora la capacità di risposta delle istituzioni alle
conseguenze sociali della crisi. Ora sta al governo tradurre in fatti gli
impegni contenuti nella mozione». Il presidente Bettoni ricorda la protesta
contro il Patto di stabilità, «anche se qualcuno non ha gradito questo mio
attacco allo statalismo crescente perché indirizzato a un governo che dovrebbe
essere amico della coalizione di centrodestra che guida la Provincia di
Bergamo. Ora mi auguro che anche gli enti locali bergamaschi possano disporre
di nuovi interventi in opere pubbliche. È la migliore risposta alla crisi
economica». Armati riconduce l'iniziativa di ieri anche alla mobilitazione
dell'Anci degli ultimi mesi: «Così si sbloccano milioni di euro che erano fermi
e si potrà far fronte a pagamenti che non potevano essere fatti per i vincoli
del Patto». Benedetta Ravizza 18/03/2009 nascosto-->
(
da "Resto del Carlino, Il (Cesena)" del 18-03-2009)
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CESENA pag.
(
da "Corriere della Sera" del 18-03-2009)
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Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Opinioni - data: 2009-03-18 num: - pag: 40 categoria:
REDAZIONALE Tuttifrutti di Gian Antonio Stella La lotta dimenticata per abolire
le Province «N on serve e non la voto», strilla lo slogan del Comitato per l'Abolizione delle province. Nato nel
Veneto per iniziativa di Michele Bortoluzzi, il movimento può contare sul
sostegno dichiarato di Massimo Carraro (candidato dall'Unione contro Giancarlo
Galan alle ultime regionali), dell'imprenditrice Marina Salamon, del deputato
democratico ed ex presidente di Federmeccanica Massimo Calearo,
dell'amministratore delegato del Gruppo Coin Stefano Beraldo e dell'ex
presidente degli industriali veneti Luigi Rossi Luciani. Tutti convinti che,
ormai evaporate nel nulla le promesse elettorali della sinistra e della destra
(il più deciso pareva essere Berlusconi che si era sbilanciato a dire: «delle
Province non parlo perché vanno abolite») occorra dare un segnale forte:
massimo impegno elettorale, visto che sarebbe diseducativo un appello a
disertare le urne, ma mirato. Raggiunto il seggio per votare alle europee e
alle comunali, l'elettore dovrebbe rifiutare la scheda per le provinciali: no
grazie. I partiti guardano all'iniziativa con un misto di diffidenza,
irritazione e ostilità: in attesa di abolirle (domani, dopodomani, l'anno
prossimo, nel millennio successivo...) le poltrone è meglio conquistarle. In
ogni caso, da destra a sinistra, la parola d'ordine è: ignorare l'iniziativa.
Non parlarne. Non scriverne. Non occuparsene. Silenzio. Eppure, Dio sa quanto
sarebbe indispensabile una svolta. L'ennesima dimostrazione arriva
dall'accanita resistenza ai tagli che sta animando le province
regionali siciliane dopo la chiusura dell'indagine della Corte dei Conti sulle
indennità extra-stipendio distribuite ai dirigenti e ai funzionari tra il 1999
e il 2005. Indennità quasi raddoppiate nonostante il magistrato contabile
Francesco Targia abbia accertato che nella larga maggioranza dei casi i premi,
che avrebbero dovuto gratificare i più bravi sulla base di una precisa «pagella
», erano stati spartiti senza alcuna valutazione meritocratica. Così, a
pioggia. E che aumenti! Impennate da un milione e 30 mila euro a un milione e
642 mila alla provincia di Palermo, da un milione e 292 mila a un milione e 814
mila a Catania. Per non dire di Agrigento. Dove i premi ai colletti bianchi,
nel giro di sei anni, sono schizzati all'insù del 383%. Merito di una
produttività parallelamente quadruplicata? Magari! Come spiega il presidente
Eugenio D'Orsi, un preside eletto da una coalizione di centro-destra ma oggi
sempre più in urto con una parte del suo stesso schieramento, le cose
funzionavano così: «Il direttore generale inviava a tutti i dirigenti (ce
n'erano diciassette su 700 dipendenti: e non immaginate la battaglia per
ridurli a tredici) una scheda in cui chiedeva: gentile dottore, come valuta se
stesso in questo o in quel compito, questa o quella cosa? E i dirigenti
rispondevano. Sapendo che dalla loro risposta dipendeva anche lo stipendio.
Dopo di che il Comitato di Valutazione leggeva e, regolarmente, confermava
l'auto-giudizio. Senza mai contestarlo ». E che voti si auto-davano? «Ovvio: tutti
bravissimi. Non c'era un solo asino. Neanche uno. E neanche un mediocre. Zero».
è bastato tagliare i premi da un monte di oltre 800 mila euro a circa 600 mila,
sospira D'Orsi , perché all'interno della Provincia scoppiasse la rivolta:
«Avete presente Saddam Hussein? Mi pare d'esser impegnato nella madre di tutte
\\ I partiti guardano all'iniziativa del Comitato con irritazione e ostilità le
guerre...».
(
da "Sicilia, La" del 18-03-2009)
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Convenzionati
esterni emendamento Udc salva le professionalità LAURA CAPUTO Roma. Il federalismo
fiscale diventa terreno di un ritrovato dialogo tra maggioranza e opposizione.
Passa alla Camera con un «sì» unanime la mozione Franceschini che allenta il
tetto del patto di stabilità per gli enti locali. Il governo aveva dato parere
favorevole alla mozione. Tra gli obiettivi della delega sul federalismo
fiscale, arriva anche quello di misure economiche a sostegno delle famiglie sul
tipo del «quoziente familiare». Il capo dell'opposizione nega che ci siano
collegamenti tra il via libera alla Camera sulla mozione del Pd e
l'atteggiamento che il suo partito avrà in Aula. «Non c'è nessun collegamento -
sottolinea Franceschini - sono due cose distinte l'una dall'altra». La
decisione sull'eventuale astensione è rinviata alla settimana prossima.
Soddisfatto il capogruppo del Pd alla Camera, Soro: «E' una delle prime
occasioni in cui la maggioranza accoglie una proposta di buon senso. E' un
risultato estremamente positivo per il Pd». Il ministro delle Riforme, Bossi,
«spera», a questo punto, nell'astensione del Pd sul voto finale al ddl: «Spero
che l'acqua scorra tutta verso il grande fiume». In ogni caso, sottolinea il
Senatùr, «questo è un primo passo importante». La mozione, infatti, era
ritenuta premessa indispensabile per affrontare il capitolo sul federalismo con
un voto di astensione. Il via libera alla mozione è stato bipartisan: votano sì
in 491, 33 sono gli astenuti, nessuno contrario. Successivamente l'Aula approva
le mozioni sullo stesso argomento presentate dall'Idv e da Pdl-Lega, mentre è
respinta quella dell'Udc. «Finalmente, dopo una lunga serie di no, è arrivato
il sì della maggioranza a un problema sentito da tutti i Comuni - esulta
Franceschini - il governo ha capito che avevamo ragione e ha accolto la nostra
mozione. Se seguiranno gli atti normativi conseguenti, come deve essere,
saranno sbloccati 14,5 miliardi di crediti verso le imprese: gli enti locali
hanno le risorse per pagare i lavori eseguiti, ma non potevano farlo a causa
dei vincoli del patto di stabilità interno» che, grazie alla mozione Pd, ora
dovrà essere allentato. Non solo: «Potranno ripartire migliaia di cantieri,
immediatamente apribili, per 4,5 miliardi di euro in cui lavoreranno
principalmente le piccole imprese». Il testo del Pd su cui viene dato parere
favorevole impegna, tra l'altro, il governo «a definire gli interventi da
adottare per ovviare alla grave situazione in cui versano i Comuni e le
Province, assumendo nei tempi utili alla predisposizione dei bilanci di
previsione per il 2010 iniziative normative urgenti di riordino della finanza
locale nel quadro della concreta attuazione del federalismo fiscale; a
garantire l'integrale copertura del minor gettito derivante dall'abolizione dell'Ici sulle abitazioni principali». Da parte dei
ministeri dell'Economia e dell'Interno, spiega il sottosegretario all'Economia,
Vegas, ci sarà «la massima sorveglianza» su quegli enti locali che sforeranno
il patto di stabilità interno, mentre il governo sta lavorando alla
presentazione di un emendamento che permetterà agli enti virtuosi di aumentare
la propria capacità di spesa compatibilmente con gli impegni di spesa
parametrati a livello europeo.
(
da "Gazzettino, Il" del 18-03-2009)
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Mercoledì 18 Marzo
2009, Roma NOSTRA REDAZIONE Aria d'intesa tra maggioranza e Pd sul federalismo
fiscale: i democratici non sciolgono ancora la riserva e decideranno, fanno
sapere dopo una riunione di gruppo, in base all'esito dei lavori parlamentari.
Ma il via libera, con voto bipartisan, alla mozione Franceschini che allenta i
vincoli di spesa imposti agli enti locali, rende probabile, per il Pd, il bis del
voto d'astensione del Senato. Intanto maggioranza, Pd e Idv, respingono insieme
la pregiudiziale di costituzionalità presentata dall'Udc. In serata il Pd
sceglie di stare alla finestra. Una nuova assemblea sarà convocata a ridosso
del voto finale, previsto per martedì. La decisione, dicono i partecipanti alla
riunione, dipenderà dall'atteggiamento dell'esecutivo sulle proposte emendative
avanzate dal partito. «Non c'è collegamento tra l'accoglimento da parte del
governo della nostra mozione e il voto del Pd sul federalismo», precisa il
segretario, Franceschini. Tra i deputati intervenuti prevale l'orientamento
verso l'astensione. Dà segnali di disponibilità anche l'Idv, che peraltro in
commissione aveva votato sì. Ha ovviamente il suo peso la vittoria d'immagine
conquistata in aula dal leader democratico. La sua mozione - che allenta i
vincoli del patto di stabilità per i Comuni e sblocca, dicono al Pd, 14
miliardi in funzione anticrisi - è approvata con 491 voti (Pd, Pdl, Lega, Idv)
e 33 astenuti (Udc). Poi l'aula approva le mozioni sullo stesso argomento di
Idv e Pdl-Lega, mentre è respinta quella dell'Udc. Il testo impegna il governo
«a definire gli interventi da adottare per ovviare alla grave situazione in cui
versano Comuni e Province, assumendo nei tempi utili alla
predisposizione dei bilanci di previsione per il 2010 iniziative normative
urgenti di riordino della finanza locale volte a garantire l'autonomia
finanziaria degli enti locali nel quadro della concreta attuazione del
federalismo fiscale, a garantire l'integrale copertura del minor gettito
derivante dall'abolizione dell'Ici sulle abitazioni principali».
L'esecutivo è poi vincolato «ad adottare iniziative normative volte a superare,
d'intesa con le autonomie locali, le criticità derivanti dall'applicazione del
decreto legge anticrisi nella parte relativa al patto di stabilità interno,
anche tenendo conto dei bilanci approvati, ad adottare iniziative per
consentire l'utilizzo degli avanzi di amministrazione per la spesa in conto
capitale, in particolare per lavori di medio importo realizzabili entro il
2009; ad adottare iniziative per escludere il più possibile dai saldi utili del
patto di stabilità interno i pagamenti a residui concernenti spese per
investimenti effettuati nei limiti delle disponibilità di cassa, a fronte di
impegni regolarmente assunti ai sensi dell'articolo 183 del testo unico degli
enti locali; a incentivare l'utilizzo del patrimonio immobiliare per sostenere
la spesa in conto capitale ed abbattere il debito». Legittima la soddisfazione
di Franceschini: «Il governo ha capito che avevamo ragione». E il segretario
veneto, Paolo Giaretta, invita l'esecutivo ad «allentare davvero il patto di
stabilità». Ora Bossi, impegnatissimo per la convergenza con l'opposizione, è
autorizzato a sperare che il Pd farà come in Senato, e che così la riforma a
lui più cara abbia una veste bipartisan o quasi. Di confusione parla Antonio De
Poli, padovano, portavoce nazionale Udc. Spiega che «quello che sta accadendo a
Montecitorio è una mediazione al ribasso. Non si sta lavorando per trovare
soluzioni concrete. L'unica soluzione che è sembrato giusto far passare è stata
quella di 'escludere il più possibile', che non vuol dire escludere totalmente
dal patto di stabilità i comuni. Vuol dire non risolvere il problema, ma
rattopparlo». Restano intatte, invece, le perplessità del Governatore del
Veneto, Galan, con particolare riguardo al problema delle Regioni a Statuto
speciale: «Non tutto mi è chiaro - dice Galan - ogni volta che si crede di aver
avvicinato le Regioni a Statuto ordinario a quelle a Statuto speciale in nome
di un'eguaglianza che tutti, meno i più privilegiati, comprendono, giungono
notizie di accordi che non scalfiscono quello che ormai per il Paese è
inaccettabile: chi ha di più continua ad avere di più». Andrea Bianchi
(
da "Mattino, Il (Nazionale)" del 18-03-2009)
Pubblicato anche in: (Mattino, Il (Benevento))
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Roma. Un applauso
quasi corale come non si ricordava da tempo. È accaduto ieri a Montecitorio,
quando il display ha segnalato che la mozione di Dario Franceschini - sull'allentamento
del patto di stabilità per gli enti locali - aveva il sostegno di 491 deputati,
nessun voto contrario e 33 astensioni, del solo gruppo Udc. L'aula esulta e la
maggioranza lo fa con ancora maggiore entusiasmo confidando che il voto di ieri
possa essere il lasciapassare per la legge delega sul federalismo fiscale. Ma i
democratici, nell'assemblea convocata appositamente, optano per un rinvio della
decisione. Si vedrà nel prosieguo del dibattito che cosa meriti questa riforma
tanto voluta dalla Lega, sostenuta dal resto della maggioranza, guardata con
interesse dal Pd e dall'Idv e osteggiata dal partito di Pier Ferdinando Casini.
La linea al momento prevalente nel Pd sembra essere quella dell'astensione, ma
solo in una riunione a ridosso di martedì, data in cui è previsto il voto
finale, si scioglierà la riserva. Ieri, comunque, la soddisfazione è generale.
Dario Franceschini così commenta il sì alla sua mozione: «Finalmente dopo una
lunga serie di no è arrivato un sì dalla maggioranza. Se seguiranno atti
conseguenti, potranno ripartire migliaia di cantieri». La mozione - è il
sottosegretario Vegas ad annunciare il parere favorevole del governo - impegna
l'esecutivo «ad adottare interventi per ovviare alla grave situazione finanziaria in cui versano Province e Comuni», questi
ultimi penalizzati dai mancati introiti derivanti dall'abolizione dell'Ici. I
sindaci sono soddisfatti per la boccata d'ossigeno ma insistono perché si passi
dalle parole ai fatti. Il Pdl, con Fabrizio Cicchitto, ci tiene tuttavia a
precisare che il sì del centrodestra non significa che «noi abbiamo accettato
la linea dell'opposizione». Dettagli, mentre nei due poli si sprecano le
interpretazioni sul voto bipartisan. L'Udc, invece, continua dritta per la sua
strada. In piazza Montecitorio i giovani del partito si ritrovano a manifestare
contro questo federalismo fiscale. In aula i deputati non votano la mozione
Franceschini e si ritrovano in solitudine a sostenere la loro pregiudiziale di
incostituzionalità sul federalismo fiscale. Ma tre deputati del Pd sono con
loro: Furio Colombo, Pierluigi Mantini e Giulio Santagata. Dice il presidente
dell'Udc Rocco Buttiglione: «Questa legge delega è un progetto vuoto di
contenuti, utile solo alla Lega per conquistare il potere in alcune regioni del
nord. Un federalismo così malfatto è l'anticamera per un ritorno al
secessionismo». Il ministro per le Riforme Umberto Bossi non replica:
«Cominciamo a portare a casa questo testo che già serve a ridurre i costi dello
Stato, poi faremo il resto. È un primo passo importante». Il Senatùr confida in
un atteggiamento morbido dei democratici. Al momento il Pd è unito nel ripetere
che il voto bipartisan sulla mozione Franceschini non ha nulla a che fare con
la legge delega sul federalismo. «Non c'è nessun collegamento», spiega il
segretario, mentre Enrico Letta, Rosy Bindi, Gianclaudio Bressa e Antonello
Soro sottolineano «il grande risultato ottenuto». Sul voto per il federalismo
ancora qualche divisione, visto che c'è chi considera difficile non sostenere un
testo che ha accolto molte proposte dei democratici. Massimo D'Alema ribadisce
la sua preferenza per l'astensione: «È la stessa linea che ho appoggiato al
momento del voto in Senato. Dire che ora sono contrario all'astensione è una
pura idiozia». Anche Antonio Di Pietro rinvia la sua decisione, preferendo
considerare l'andamento del lavori in aula. Ieri, intanto, un emendamento del
governo sembra aprire la strada - così spiega il ministro Calderoli -
all'introduzione nell'ordinamento del quoziente famigliare. m. p. m.
(
da "Tirreno, Il" del 19-03-2009)
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Il sindaco Ciaponi
soddisfatto per il sì della Camera «Governo messo alle strette grazie alla
mozione del Pd» SANTA CROCE. «E' stata davvero una bella notizia quella che
ieri pomeriggio (martedì per chi legge, ndr) mi ha dato quasi in diretta Paolo
Fontanelli, responsabile nazionale degli enti locali del Pd, annunciandomi
l'approvazione, quasi all'unanimità (con solo 33 astenuti e, cosa più unica che
rara, nessun voto contrario) da parte della Camera dei Deputati di una mozione
presentata da Dario Franceschini con cui si chiedono al governo misure concrete
e immediate per mettere i Comuni e le Province italiane in condizione di far
meglio fronte alla grave situazione economica del paese». Chi parla è Osvaldo
Ciaponi, sindaco di Santa Croce, presente l'altro giorno alla conferenza stampa
del Pd nazionale. La mozione impegna il governo a garantire l'integrale
copertura del minor gettito derivante dall'abolizione
dell'Ici sulle abitazioni principali; ad adottare iniziative per consentire
l'utilizzo degli avanzi di amministrazione per la spesa in conto capitale, in
particolare per lavori di medio importo realizzabili entro il 2009; ad adottare
iniziative per escludere dai saldi utili del patto di stabilità interno i
pagamenti a residui concernenti spese per investimenti effettuati nei
limiti delle disponibilità di cassa, a fronte di impegni regolarmente assunti
ai sensi dell'articolo 183 del testo unico degli enti locali; a incentivare
l'utilizzo del patrimonio immobiliare per sostenere la spesa in conto capitale
ed abbattere il debito, in particolare, eliminando i vincoli che impediscono
l'utilizzo dei proventi della vendita del patrimonio per finanziare la spesa
per investimenti. «Si tratta - afferma Ciaponi - di richieste su cui il Governo
fino a pochi giorni fa aveva continuato a fare orecchie da mercante e che
invece ora sono state fatte proprie da tutte le forze politiche presenti in
Parlamento. Questo dimostra da una parte la lungimiranza di un partito che,
anche dall'opposizione, non rinuncia a farsi carico di problemi e di interessi
generali e dall'altra la miopia di certi esponenti politici che, per ragioni di
puro tornaconto elettorale, di fronte alle nostre proteste circa una situazione
nei comuni che stava diventando sempre più insostenibile, hanno finora
continuato a negare persino l'evidenza. Io mi auguro che a partire dalla
discussione di domani sera (questa sera per chi legge, ndr) in consiglio
comunale del bilancio di previsione 2009 cessi finalmente quell'atteggiamento
di ottusa cecità e di preconcetta ostilità verso tutto ciò che sostiene la
maggioranza, che sta caratterizzando da alcuni mesi una parte almeno dei nostri
oppositori e che anche a Santa Croce sull'Arno sia possibile registrare, almeno
su questi temi, un'intesa analoga a quella che i nostri parlamentari sono
riusciti a trovare a Roma».
(
da "Messaggero, Il (Marche)" del 19-03-2009)
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Giovedì 19 Marzo
2009 Chiudi Luci ed ombre sulla nuova provincia. Carassai, Montefiore dell'Aso,
Montemonaco, Penna San Giovanni potrebbero aderire alla provincia di Fermo e
farle raggiungere, in questo modo, la fatidica cifra dei 200.000 abitanti.
Sulla loro possibile adesione sta lavorando il Comitato Territoriale per la
provincia di Fermo presieduto da Luigi Vitali. Queste cinque città sarebbero
interessate, come ha precisato ieri mattina lo stesso Vitali, a far parte della
nuova provincia. Il presidente del Comitato ha anche fortemente criticato i
politici sui programmi per il nuovo ente. Sull'argomento Vitali è stato
categorico. «Come Comitato - ha detto - abbiamo una posizione autonoma. Siamo
disposti a dare il nostro considerevole appoggio a coloro che pratichrenno le
larghe intese». L'unico tra i quattro candidati alla presidenza della provincia
di Fermo (Saturnino Di Ruscio, Gianni Basso, Gaetano Massucci e Fabrizio
Cesetti) che da tampo parla di "larghe intese" è il sindaco di Montegranaro
Basso. Che Vitali intenda appoggiare lui quando parla di "larghe
intese"? «Non sono disposto - ha detto anche Vitali - ad accettare
imposizioni. La legge 147 è il mio breviario». Vitali ha sottolineato che «con
la quinta provincia ci sarà un diverso equilibrio nella Regione». Poi il
presidente del Comitato ha sparato a zero contro l'iniziativa del Centro studi
Carducci di creare una commissione scientifica per studiare i bisogni della
nuova provincia e dare un indirizzo al futuro governo provinciale fermano.
«Dovranno essere coloro che saranno eletti - ha precisato Vitali - a decidere
quali iniziative prendere e non una commisisone scientifica. Averla creata è da
presentuosi». Intanto la Lega Nord di Fermo ha presentato
in Consiglio comunale una mozione sulle richieste di abolizione delle province. Nel suo documento Mandolesi
invita il Consiglio comunale fermano ad esprimersi contrariamente
all'abolizione delle province e a deliberare che esso «nell'ambito della riforma del
federalismo fiscale è favorevole ad un'azione politica dove il ruolo delle province vada rivisitato».
Infine, secondo il consiglere leghista, ilconsiglio dovrebbe censurare il
comportamento politicamente scorretto attuato sin d'ora da parte della
provincia di Ascoli in merito alla divisione del patrimonio delle due province, «delegando il sindaco di Fermo a mettere in
campo iniziative concrete ed efficaci in difesa di un diritto costituzionale
che rigrada il nostro territorio». La mozione di Mandolesi sarà discussa nela
prossima assise civica. Di.Mar.
(
da "Sole 24 Ore, Il" del 19-03-2009)
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Province
Il Sole-24 Ore
sezione: POLITICA E SOCIETA data: 2009-03-19 - pag: 17 autore: INTERVISTA
Adriana Poli Bortone An «Destra finita, non entro in un partito di plastica»
Barbara Fiammeri ROMA Adriana Poli Bortone non entrerà nel Pdl. Non sarà
neppure tra i delegati dell'ultimo congresso di Alleanza nazionale: «Non mi ci
vogliono. Non hanno neppure alzato il telefono per dirmelo personalmente, ho
dovuto leggerlo su un giornale. Non mi stupisco ma, se qualcuno pensa che mi
arrendo, si sbaglia ». Parla con voce pacata, le mani però le tremano. Questa
signora, che porta splendidamente le rughe degli anni e non nasconde la
commozione, lascia ancora intravedere la passione per la politica a cui arrivò
grazie a Giorgio Almirante alla fine degli anni 60. Da allora di strada ne ha
fatta parecchia: sindaco di Lecce per due mandati con il 70% dei consensi e
ministro dell'Agricoltura, oggi è senatrice della Repubblica, iscritta ancora
al gruppo del Pdl. Ma il divorzio con il suo partito ormai è irreversibile. Lo
sancisce il ciondolo a forma di cuore che porta al collo con su scritto «Sud»,
il movimento per difendere gli interessi del Mezzogiorno battezzato il 14
febbraio scorso a Bari. Senatrice, perché dice «no» al Pdl? All'inizio ci
credevo, pensavo che davvero fosse possibile portare i nostri valori, le nostre
idee, il nostro modo di fare politica in unico grande partito del
centro-destra. Ma ancora oggi, a pochi giorni dal congresso di scioglimento di
An, l'unica cosa chiara è la ripartizione percentuale dei posti, quel 70-30,
due coordinatori a te e uno a me. è come se si fosse fatta tabula rasa della
propria storia e, se non si porta con sé la propria storia, non si sa neppure
chi siamo diventati. La mancata citazione di Almirante nella mozione
congressuale è una scelta. Sa un po' di nostalgico... è qualcosa di più. Io
credo nell'idea di un partito radicato tra la gente, dove le persone che si
candidano sentono di avere un mandato di rappresentanza. Invece abbiamo un
Parlamento di nominati, con molti deputati e senatori che non conoscono neppure
il collegio in cui sono stati eletti, che devono solo obbedire. E guardi che
gli elettori se ne stanno accorgendo! Dopo la vittoria del
(
da "marketpress.info" del 19-03-2009)
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Giovedì 19 Marzo
2009 BALCANI, COMMISSIONE UE PER ABOLIZIONE VISTI Trieste,
19 marzo 2009 - La Commissione europea è determinata a completare il processo
di eliminazione delle restrizioni al regime dei visti con i Paesi dei Balcani
Occidentali entro la fine dell´anno: lo ha recentemente ribadito il commissario
europeo per l´Allargamento, Olli Rehn, informa "Seeurope".
Rehn ha inoltre affermato che tutti i Paesi della regione, in base al merito,
dovrebbero avere la possibilità di entrare nella Ue, ma prima dell´"apertura
delle porte" dell´Unione vi è ancora una serie di dispute - riguardanti i
confini e altre questioni - da risolvere, informa ancora "Seeurope".
Secondo Rehn è di particolare importanza per i Paesi della regione non perdere
il ritmo nell´adozione delle riforme, in modo da poter essere pronte ad
adempiere agli obblighi della membership comunitaria. È assolutamente
necessario per ogni Paese candidato adeguarsi a determinate condizioni
economiche, legali e democratiche al fine di poter diventare Stati membri. I
Paesi dei Balcani Occidentali sono circondati dalla Ue, e in particolare i
cittadini di Serbia e Bosnia-herzegovina non possono viaggiare nei Paesi vicini
senza dover prima ottenere dei visti attraverso procedure laboriose. Rehn ha
dunque ribadito che i Paesi dell´area che hanno compiuto i maggiori progressi
verso la Ue dovrebbero vedere abolite le restrizioni sui visti entro la fine
dell´anno. . <<BACK
(
da "Virgilio Notizie" del 19-03-2009)
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Santa Fe, 19 mar. (Ap-Apcom) - Il Consiglio d'Europa ha accolto come una
"vittoria della civiltà" l'abolizione della pena di morte in New
Mexico firmata ieri dal governatore dello Stato americano, il democratico Bill
Richardson. La decisione di Richardson sarà l'avanguardia di una nuova politica
da parte del presidente, Barack Obama? Terry Davis, il segretario
generale dell'organo Ue che raccoglie 47 paesi europei, l'ha definita una
"decisione coraggiosa" aggiungendo che prelude all'abolizione in
tutti gli Stati Uniti perché "quattordici Stati degli Usa hanno abolito la
pena capitale e diversi altri lo stanno prendendo in considerazione. La marea
sta cambiando, e la fine di questa forma di punizione crudele e disumana negli
Stati Uniti è solo questione di tempo". L'ottimismo del Consiglio d'Europa
appare prematuro ma certamente la ratifica avvenuta in New Mexico riveste un
valore simbolico, anche perché una simile misura è in discussione nel Montana
(mentre è stata bocciata dal Kansas). La legge entra in vigore il prossimo
primo luglio e prevede che invece della pena capitale, per i crimini commessi dopo
quella data sia inflitta la condanna all'ergastolo senza possibilità di
rilascio. Lo Stato del sudovest non è mai stato particolarmente 'forcaiolo':
dal 1933 aveva giustiziato nove uomini, sette con la sedia elettrica, uno col
gas, uno con iniezione letale, l'ultimo nel 1960. E al momento conta solo due
uomini nel braccio della morte. Centrale nella vicenda è la figura del
governatore Bill Richardson. Democratico, ispanico di origine, stretto alleato
di Barack Obama, Richardson ha giocato un ruolo di primo piano nel portare voti
della comunità ispanica al presidente. Alla ricompensa - la poltrona di
ministro del Commercio estero - poi ha dovuto rinunciare per uno scandaletto
fiscale. Richardson si è sempre detto favorevole alla pena capitale e dopo
l'approvazione della legge al Congresso del New Mexico avrebbe potuto porre il
veto. La ratifica, ha detto, è stata "la decisione più difficile della mia
vita". E a convincerlo è stato un tour effettuato proprio ieri nel
penitenziario di Stato dove ha visitato l'unità di massima sicurezza dove
saranno rinchiusi gli ergastolani: "ne ho concluso che quelle celle sono
peggio della morte". Ma c'è di più. Richardson ha spiegato di essere
convinto che la pena capitale sia una "giusta punizione" per rari
casi e delitti atroci (è anche la posizione di Barack Obama); in New Mexico era
prevista per l'infanticidio, l'uccisione di agenti delle forze dell'ordine e di
testimoni di reati. Troppi però ha detto Richardson sono gli errori giudiziari.
Negli Stati Uniti, ha ricordato, "oltre 130 condannati a morte negli
ultimi 10 anni sono stati discolpati, fra cui quattro in New Mexico; è un fatto
che non posso ignorare". Impossibile avere certezze: "anche con i
progressi nelle tecniche del Dna e altri metodi non possiamo essere sicuri al
100% che sia condannato solo chi è davvero colpevole". Inoltre Richardson
si è detto turbato dal fatto che i bracci della morte siano colmi di
appartenenti a minoranze etniche e ha avanzato una riflessione sull'immagine
che gli Stati Uniti danno al mondo: "la pena di morta non mi pare utile
per la leadership in campo morale nè per una buona politica estera". La
riflessione ha chiaramente una portata generale ed è per questo che potrebbe
fungere da grimaldello verso l'abolizione della pena di morte: almeno è quello
che spera la American Civil Liberties Union secondo cui è "un passo
storico e un chiaro segnale che gli Stati Uniti continuano a fare progressi
significativi per cancellare per sempre la pena di morte". Per Amnesty
International, è "una pietra miliare che farà impressione negli altri
Stati". La via è lunga; il New Mexico è solo il secondo Stato dopo il New
Jersey ad abolire la pena capitale da quando fu reinstaurata a livello federale
nel 1976. La pena di morte e' prevista in 35 stati e da due legislazioni
federali, civile e militare. Non e' invece piu' prevista in 15 Stati: Alaska,
Hawaii, Iowa, Maine, Massachussetts, Michigan, Minnesota, New Jersey, New
Mexico, New York, North Dakota, Rhode Island, Vermont, West Virginia, Wisconsin
e nel distretto federale di Columbia. Proposte di legge abolizioniste sono in
discussione anche in Nebraska, New Hampshire, Colorado e Montana; in questo
ultimo Stato una legge in proposito è stata approvata al Senato ma aspetta il
vaglio della Camera. In Kansas, il Senato ha da poco bocciato una misura
analoga. Nel 2008, negli Usa sono state eseguite 37 condanne a morte, di cui 18
nel solo Texas. Quest'anno, le esecuzioni sono state gia' 20 di cui
(
da "Virgilio Notizie" del 19-03-2009)
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Roma, 19 mar.
(Apcom) - Amnesty International ha apprezzato la decisione, presa ieri sera dal
governatore Bill Richardson, di abolire la pena di morte nello stato del New
Mexico. Il governatore Richardson, secondo l'organizzazione per i diritti
umani, ha mostrato autentica leadership nel mettere al bando una procedura
piena di falle e iniquita' che non ha mai dimostrato di avere
un potere deterrente nei confronti della criminalita'. Il New Mexico e' il
secondo stato degli Usa ad aver abolito la pena di morte negli ultimi due anni.
Nel dicembre 2007 la medesima decisione era stata presa dal governatore del New
Jersey. Proposte di legge abolizioniste sono in discussione anche in Nebraska,
New Hampshire, Colorado e Montana. Negli Usa, la pena di morte e'
attualmente prevista in 35 stati e da due legislazioni federali, civile e
militare. Non e' invece piu' prevista in Alaska, Hawaii, Iowa, Maine,
Massachussetts, Michigan, Minnesota, New Jersey, New Mexico, New York, North
Dakota, Rhode Island, Vermont, West Virginia, Wisconsin e nel distretto
federale di Columbia. Nel 2008, negli Usa sono state eseguite 37 condanne a
morte, di cui 18 nel solo Texas. Quest'anno, le esecuzioni sono state gia' 20
di cui
(
da "Tirreno, Il" del 20-03-2009)
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Investimenti a
rischio I sindaci chiedono più risorse PRATO. «Speriamo che al voto quasi
unanime della Camera dei Deputati seguano i fatti». E' il commento congiunto
del sindaco di Prato Marco Romagnoli e dei sindaci dei Comuni pratesi (Ilaria
Bugetti/Cantagallo, Doriano Cirri/Carmignano, Ivano Menchetti/Montemurlo, Marco
Martini/Poggio a Caiano, Annalisa Marchi/Vaiano, Paolo Cecconi/Vernio)
all'approvazione, avvenuta martedì scorso, della mozione presentata in Aula dal
segretario nazionale del Pd on. Dario Franceschini, con la quale si chiede, per
Comuni e Province, l'allentamento del cosiddetto "Patto di stabilità
interno" che permetterebbe agli Enti locali di fare nuovi investimenti.
«Finalmente - continuano gli amministratori pratesi - il governo si è accorto
che, anche per attenuare gli effetti della crisi che sta colpendo l'economia
nazionale, occorre dare respiro a Comuni e Province, consentire loro di
investire in quella miriade di opere, piccole e grandi, necessarie per le loro
collettività, che oltretutto in questo momento rappresenterebbero un toccasana
per il sistema produttivo, per le imprese e per gli stessi lavoratori». La
mozione, accolta anche dal governo, chiede fra le altre cose di escludere dai
saldi del "Patto di stabilità" i residui dei pagamenti per gli
impegni già assunti dalle amministrazioni, nonché di utilizzare gli avanzi di
amministrazione per gli investimenti di medio importo realizzabili entro il
2009. «Se queste condizioni si verificheranno - dicono i sindaci - immetteremo
soldi veri nel tessuto economico, potendo liquidare lavori eseguiti e, quindi,
saldare imprese e committenti che attendono da tempo. Ma quello che è più
importante è che qualche milione di euro in più potrebbe essere investito in
nuove opere pubbliche. Respiro per i Comuni e le Province e respiro per il
mondo economico. Vere misure anticrisi in una situazione
di emergenza». Romagnoli e i suoi colleghi sindaci, sottolineano che la mozione
approvata chiede di «garantire l'integrale copertura del minor gettito
derivante dall'abolizione dell'Ici sulle abitazioni principali"».
(
da "Messaggero, Il (Frosinone)" del 20-03-2009)
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Province
Venerdì 20 Marzo
2009 Chiudi di LUCIANO D'ARPINO Il candidato a presidente dalla Provincia per
l'Udc Domenico Marzi non avrà a disposizione, come i suoi avversari, un
esercito di candidati per rastrellare i consensi. Avrà al massimo tre liste di
aspiranti consiglieri (Udc, lista Marzi e, forse, un'altra civica) ma questo
non lo spaventa. «Non mi servono i cavalli per portare fieno nella mia cascina
- dice - perché io ho la forza delle idee e delle cose da fare per rilanciare
la Ciociaria. La mia sarà una campagna anti sprechi e per dimostrarlo non
spenderò neanche una lira in cene elettorali così come faranno gli altri».
Iannarilli ha detto che lei sarà l'ultimo presidente, ma solo perchè arriverà
ultimo nella sfida elettorale. Come replica? «Date le condizioni oggettive,
candidato da un solo partito e con un paio di civiche, non potrò certamente
essere un velocista, ma un fondista "sì". Poi, se i miei avversari
non sfuggiranno ai confronti pubblici, dove vince chi ha più cose sensate da
dire, allora aumenterò certamente la mia messe di voti». Dice questo perché
pensa che i suoi avversari non abbiano un programma credibile? «E che programma
credibile può avere, ad esempio, il centrodestra che è solo una grande
ammucchiata e dove i partiti come An sono scomparsi, annichiliti dentro il Pdl?
Che progetti può avere una coalizione che annovera movimenti che si sono
agganciati all'ultimo momento in cerca di un posto al sole, gruppi che mi appaiono solo delle stelle cadenti. A Iannarilli,
infatti, chiederò perché non porti avanti come me il programma di Berlusconi
sull'abolizione delle province. Non saprà cosa rispondere e penso che molti elettori del
centrodestra mi daranno ragione». Cosa dirà, invece, al centrosinistra?
«Dirò che pensavamo di rottamarmi, ma non ci sono riusciti. Si stanno
rottamando da soli senza avere uno straccio di idea: ora stanno inseguendo la
Lega sullo sciagurato federalismo fiscale, che è solo una forma strisciante di
secessionismo, e non dicono una parola. A Schietroma, invece, chiederò di
spiegare pubblicamente come è venuta fuori la sua candidatura e perché il
generoso assessore regionale Francesco De Angelis abbia rinunciato lasciandogli
il via libera. Gli chiederò anche perché volesse far cadere il sindaco di
Frosinone Marini. In quel campo, insomma, mi sembra che regni solo una gran
confusione». Qual è il suo vero obiettivo? «Il mio obiettivo è quello di piacere
ai cittadini così come accadde durante la mia prima amministrazione al
capoluogo, quando governai con slancio avendo una maggioranza solida. Sono
comunque convinto che saranno in molti a seguirmi sulla battaglia
dell'abolizione delle province, ritenute ormai dei
carrozzoni inutili e che, comunque vadano le cose, sono destinate a
scomparire».
(
da "Nazione, La (Prato)" del 20-03-2009)
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Province
CRONACA PRATO pag.
12 UN PARCHEGGIO in via Taro e un centro sociale a Chiesanuova. Sono due
progetti in... UN PARCHEGGIO in via Taro e un centro sociale a Chiesanuova. Sono
due progetti in lista d'attesa che potrebbero essere finanziati se solo il
governo allentasse i vincoli del patto di stabilità interno imposto agli enti
locali. Una speranza che è diventata più corposa dopo che martedì scorso la
Camera ha approvato una mozione presentata dal segretario nazionale del Pd
Dario Franceschini che impegna l'esecutivo, appunto, a rendere il patto più
elastico. APPENA SI è diffusa la notizia in Comune sono cominciati i conti e si
è tornati a battere i pugni sul tavolo per chiedere di
attuare il provvedimento rapidamente e soprattutto di dare agli enti locali
quanto dovuto dopo l'abolizione dell'Ici. Secondo le prime stime, se davvero il
patto fosse allentato, non ci sarebbero più vincoli ai pagamenti delle imprese
che lavorano per il Comune e quindi si potrebberoi sbloccare dei soldi molto
utili per le piccole aziende. Non solo, il Comune potrebbe attivare
altri 3 o 4 milioni di investimenti e finanziare piccole opere che attendono da
tempo come, ad esempio, un parcheggio in via Taro e un centro sociale a
Chiesanuova. Il terzo risultato, con il reintegro totale dell'Ici, è che il
Comune potrebbe incassare i circa 2 milioni di euro che ancora mancano
all'appello. Con quei soldi si potrebbero salvare non pochi servizi, già iscritti
a bilancio, che invece dovranno essere tagliati, in particolare in vista
dell'esercizio 2010. «ORA speriamo che al voto quasi unanime della Camera dei
deputati seguano i fatti»: è stato questo il commento congiunto del sindaco
Marco Romagnoli e dei sindaci dei Comuni pratesi (Ilaria Bugetti di Cantagallo,
Doriano Cirri di Carmignano, Ivano Menchetti di Montemurlo, Marco Martini di
Poggio a Caiano, Annalisa Marchi di Vaiano e Paolo Cecconi di Vernio)
all'approvazione della mozione Franceschini. «Per attenuare gli effetti della
crisi che sta colpendo l'economia nazionale occorre dare respiro a Comuni e
Province, consentire loro di investire in quella miriade di opere, piccole e
grandi, necessarie per le collettività e che in questo momento
rappresenterebbero un toccasana per il sistema produttivo, per le imprese e per
gli stessi lavoratori», insistono gli amministratori pratesi che sperano anche
di poter utilizzare gli avanzi di amministrazione per gli investimenti di medio
importo realizzabili entro il 2009: «Se queste condizioni si verificheranno
immetteremo soldi veri nel tessuto economico, potendo liquidare lavori eseguiti
e, quindi, saldare imprese e committenti che attendono da tempo. Ma quello che
è più importante è che qualche milione di euro in più potrebbe essere investito
in nuove opere pubbliche. Respiro per i Comuni e le Province e respiro per il
mondo economico. Vere misure anticrisi in una situazione di emergenza». Inoltre
Romagnoli e gli altri sindaci tornano a chiedere la totale copertura del minor
gettito Ici: «Così ci sarebbero altri soldi da impiegare in servizi, a sostegno
del reddito delle popolazioni. Basta poco per attivare circuiti virtuosi».
(
da "Denaro, Il" del 20-03-2009)
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Province
Enti Locali & Cittadini
autonomie Statuto della Campania, la svolta Contenuti di alto profilo nella
nuova "carta fondante" dell'istituzione regionale nando morra Tre
problemi di notevole interesse politico ed istituzionale per il sistema delle
Autonomie sono all'ordine del giorno. Due questioni riguardano la Campania; la
terza ha valenza nazionale. Si tratta della legge sul nuovo Statuto della
Regione Campania; del ddl sul decentramento di funzioni, poteri e risorse agli
Enti Locali; dello impegno del Parlamento per ridefinire il Patto di Stabilità.
Un primo giudizio è opportuno. La Regione Campania si è dunque data una scossa.
Due provvedimenti legislativi di straordinario rilievo costituiscono lo
spartiacque tra il lungo sonno operativo che ha ingabbiato per lungo tempo il
Consiglio Regionale svuotandone ruolo e incisività e l'impulso innovativo su
temi qualificanti quali lo Statuto ed il ddl sul "Conferimento delle
funzioni amministrative al sistema degli Enti Locali". Anche se richiede
attenti approfondimenti, è da sottolineare il valore emblematico che il Nuovo
Statuto assume per la Regione Campania. Finalmente, la vecchia Carta
Istituzionale regionale è stata recuperata. La innovazione è forte. Sotto
molteplici aspetti, soprattutto in rapporto alla nuova legge elettorale. La
eliminazione del listino, le affermazioni sulla esigenza di rappresentare
compiutamente i territori campani e, al tempo stesso, di più ampi spazi per le
donne, costituiscono da soli punti fermi di una positiva innovazione. Lo
Statuto scaturito dallo impegno determinante dello intiero Consiglio, è
approdato dopo le inevitabili tensioni, dentro e tra i gruppi politici, in modi
e tempi giusti. Una navigazione mai facile, pilotata con acume politico ed
istituzionale e alto spessore culturale, da Pietro Ciarlo, conclusasi con un
risultato positivo. Analizzeremo struttura e contenuti in modo specifico. Ma è
da evidenziare che l'innovazione parte dal Titolo I: le dichiarazioni
identitarie. Il "nuovo" c'è, si legge, si sente. E' di qualità e di alto
profilo. E' scritto: "La Campania è Regione autonoma nella unità e
indivisibilità della Repubblica, secondo le norme della Costituzione, della
Unione Europea e dello Statuto. Essa esercita i suoi poteri nel rispetto della
Costituzione repubblicana nata dalla Resistenza e dallo ordinamento comunitario
ed internazionale". E' un passaggio significativo che connette la
Campania, all'Italia, all'Europa, alla comunità internazionale. Altro passaggio
importante, che riflette le innovazioni costituzionali, concerne il riferimento
ai principi di autonomia, sussidiarietà, differenziazione, adeguatezza e leale
collaborazione. C'è tanto altro ancora di positivo. Come ci sono limiti che
dovranno essere superati in particolare per quanto riguarda le funzioni del
sistema delle Autonomie. Il punto riguarda la connotazione della Regione come
la "Regione delle Autonomie" e del "governo partecipato del
territorio", come il ruolo dello associazionismo e, in modo specifico,
delle Associazioni degli Enti Locali. Ritorneremo su questi ed altri argomenti.
Il secondo punto è il ddl sul "Conferimento delle funzioni
amministrative". Un provvedimento che manca, sollecitato dai Comuni, dalle
Associazioni ed anche da questo giornale. Un provvedimento atteso, sulla quale
si è espressa positivamente anche la Conferenza regionale delle Autonomie. E'
da sottolineare positivamente la volontà politica dell'Assessore al Sistema
delle Autonomie e Vice Presidente della Giunta Regionale, Antonio Valiante, di
intervenire con innovazioni legislative in materia di "decentramento di
funzioni, poteri, risorse e responsabilità dalla Regione al Sistema delle
Autonomie Locali. Sull'argomento, il ritardo della Regione Campania era grave.
Ancora di più se rapportato alle profonde innovazioni prodotte dalle riforme
costituzionali e, in particolare, dal Titolo V. L'impianto legislativo parte
dalla attuazione dell'art. 118 della Costituzione e, dunque, dai principi di
sussidiarietà, differenziazione e adeguatezza. Decisiva innovazione è stabilire
"chi fa cosa", evitando doppioni, sprechi, burocrazie. Di rilievo, il
punto che connette il conferimento con la adozione di atti strumentali per
l'esercizio delle funzioni, inclusi quelli di organizzazione. Ma anche
importanti i passaggi che definiscono le condizioni al trasferimento agli Enti
Locali di risorse economiche e di personale; che per i Comuni minori
l'espletamento di funzioni può essere garantito con modalità di forme associate
e con le "Unioni di Comuni", supportate con incentivi ad hoc";
il ruolo delle Comunità Montane; la cabina di regia per il supporto tecnico
della Regione ai Comuni. Vanno meglio definiti ruoli e funzioni delle Province
per il "governo di area vasta", del Consiglio delle Autonomie, delle
Associazioni degli Enti Locali. E' fondamentale che tutto il quadro legislativo
della Regione Campania venga segnato da un profondo orientamento
politico-istituzionale: delineare e definire la "Regione delle
Autonomie". La traduzione legislativa sul piano regionale dei principi e
dei contenuti del Titolo V della Costituzione, significa definire le condizioni
per il superamento sia del centralismo statalista, sia, del neo-centralismo
regionalista. L'innovazione e l'asse politico-istituzionale implica che nella
"governance territoriale" ogni istituzione ha ruolo, funzioni,
compiti, responsabilità specifiche anche nel quadro delle interrelazioni tra
diversi soggetti e livelli del governo territoriale. Da qui, alcuni punti
fermi, come sottolinea il Vice Presidente Valiante che afferma: "Il ddl
deve rappresentare una svolta nell'assetto e nel rapporto tra i diversi livelli
istituzionali. E' importante ricomporre il quadro unitario e articolato al
tempo stesso, di funzioni, poteri e responsabilità. La Regione deve programmare
e non amministrare, definire indirizzi, trasferendo la gestione dei processi al
sistema delle Autonomie, soggetto primario e abilitato ad assolvere funzioni
specifiche di governo locale". Ma Valiante va oltre. Afferma, infatti, che
"vanno inquadrate e tradotte le innovazioni messe in campo dal nuovo
Statuto. E' la condizione-base per la revisione della intiera macchina della
Regione Campania". Siamo d'accordo. Importante ora è stringere i tempi. Il
Consiglio deve tradurre il positivo impegno di Valiante in legge regionale.
Terzo punto. Sosteniamo che la lotta alla crisi, nuovo Patto di stabilità
interno e federalismo fiscale devono andare di pari passo. C'è un primo
risultato. L'approvazione alla Camera dei Deputati delle
mozioni volte a ridefinire i meccanismi del Patto di stabilità per gli Enti
Locali, a garantire l'integrale copertura del minor gettito derivante
dall'abolizione dell'Ici sulle abitazioni principali, a consentire l'utilizzo
degli avanzi di amministrazione, i proventi delle alienazioni immobiliari e di
quelle societarie per la spesa in conto capitale e quindi per favorire gli
investimenti sul territorio. Si tratta di misure che le Associazioni delle
autonomie avevano sollecitato per ovviare alla grave situazione in cui versano
i comuni e le province. "Con l'approvazione
delle mozioni di maggioranza e di opposizione si è riconosciuta la fondatezza
delle rivendicazioni avanzate dal sistema delle autonomie. In questa fase di
difficile crisi economica gli enti locali possono svolgere, se messi nelle
condizioni, un'importante funzione anticiclica, pur nel rispetto delle
compatibilità finanziarie complessive e dei vincoli europei" ha dichiarato
Oriano Giovanelli, Presidente di Legautonomie. "Ciò è in linea con quanto
avevamo già proposto in occasione del primo dibattito sulle misure anticrisi:
un piano diffuso di opere medio-piccole su tutto il territorio nazionale
immediatamente cantierabili, un piano di infrastrutturazione del territorio,
dall'edilizia scolastica alla viabilità, per circa 4,5 miliardi di investimento
finanziario complessivo, come stimato dall'Ance, con sicuri effetti sul piano
occupazionale". del 20-03-2009 num.
(
da "ITnews.it" del 20-03-2009)
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Province
Pisa, 20 mar. -
(Adnkronos) - ''Non cresce l'occupazione, continua a decrescere il Pil, crolla
l'export. Non dico che si potesse fare molto di piu' con i vincoli di bilancio,
ma si potevano fare scelte diverse. L'abolizione dell'Ici,
ad esempio, e' stata una stupidaggine''. Cosi' Carlo De Benedetti, presidente
del gruppo editoriale L'Espresso, ha risposto ai giornalisti, a margine di
Manifutura Festival di Pisa, che gli chiedevano un commento sulle azioni del governo
italiano per contrastare la crisi economica.
(
da "Eco di Bergamo, L'" del 21-03-2009)
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Casini a Bergamo: il
bipartitismo è morto --> Il leader Udc prepara la Costituente di centro: «Il
Pdl è una grande Forza Italia. Il Pd è allo sbando e senza identità» «Il centro
ha più margini al Nord dove c'è bisogno di voci fuori dal coro». Pezzotta in Provincia?
«Siamo in sintonia» Sabato 21 Marzo 2009 GENERALI, pagina 9 e-mail print «Il
centro non ha bisogno né del Pdl né del Pd. Il bipartitismo sta morendo». Pier
Ferdinando Casini, leader dell'Udc, raggiunge gli amici bergamaschi in una cena
al Parco delle Cornelle, a Valbrembo. L'aereo da Roma a Linate è in ritardo di
oltre un'ora, ma l'ex presidente della Camera arriva in gran forma, accolto da
una schiera di sostenitori e dirigenti di partito. L'occasione è buona per
dettare la linea per le prossime elezioni di giugno e per un excursus sulla
situazione politica italiana. In vista della convention della Costituente di
centro, il 2-3-4 aprile nella capitale. «Eravamo un topolino - dice Casini -
però abbiamo iniziato a rosicchiare. Per questo correremo da soli». Anche per
il Comune e la Provincia di Bergamo? «Non voglio interferire con le scelte
locali, ma la linea è quella di andare soli. L'obiettivo è smantellare il
bipartitismo, che per altro si è già sgonfiato da solo». Niente alleanza col
Pd? «Ha assemblato diverse provenienze, senza trovare un'identità. Del resto,
far convivere democristiani ed ex comunisti non è facile sul piano dei valori.
Si sta in piazza con la Cgil o al tavolo di concertazione con la Cisl? Con
Hamas o Israele?». E il Pdl? «Lo rispetto, è un grande partito, prende tanti
voti. Ma nasce, vive e muore con Silvio Berlusconi. È un partito a base
carismatica, che sostituisce l'elaborazione politico-culturale col carisma di
un leader. La vita del Pdl, quindi, è legata solo alla variabile Berlusconi».
Cosa pensa dell'ipotesi Savino Pezzotta per la presidenza della Provincia di
Bergamo? «Io e Savino, che è stato un grande sindacalista riformista, abbiamo
fatto un percorso diverso, ma non è un caso se ora siamo qui insieme. Con
Pezzotta siamo in sintonia, abbiamo realizzato un buon lavoro in Parlamento e
per la costituente di centro. C'è da dire, però, che in gran parte abbiamo
cambiato pelle». In che senso? «La scelta di correre da soli ha fatto sì che
chi era con noi perché eravamo nel centrodestra sia andato direttamente nel
Pdl, e che chi è rimasto nell'Udc è perché crede veramente al nostro progetto
politico. Tanti amici si sono aggiunti a noi, da Pd e Pdl, segno che la nostra
serietà e serenità, oltre alla nostra opposizione non pregiudiziale, stanno
facendo breccia». Che cosa sta avvicinando la gente al centro? «Il nostro modo
di stare nel Paese e in Parlamento, partendo dai problemi della gente. In un
momento così drammatico come quello della crisi non c'è spazio per gli
schematismi centro-sinistra-destra, sono solo nominalismi, un'occasione
sprecata per recuperare il rapporto con la gente. In Parlamento, ad esempio,
votiamo a favore quando Berlusconi fa una cosa giusta, tipo i rifiuti a Napoli,
contro quando si tratta di spot». Come il federalismo? «Il federalismo è un
dazio che Berlusconi sta pagando alla Lega. Da nessuna parte si inizia dalla
finanza anziché dall'aspetto istituzionale. Prima andava
fatto il Codice delle autonomie, definendo i compiti e le risorse degli enti;
poi si danno i soldi. È stata anche un'occasione persa per l'abolizione di enti
inutili, come le Province». Anche quella di Bergamo? «Disboscare gli enti
inutili sarebbe stato un bel segnale in tempo di crisi. Le autonomie
locali vanno riordinate. Finché non aboliscono le Province, parteciperemo alle
elezioni provinciali, ma i nostri candidati, come primo compito, dovranno
proporre una cura dimagrante. Meno soldi per i viaggi a Cuba, e più soldi per
servizi e programmi». A proposito di crisi, secondo lei il governo ha saputo
affrontarla? «Il governo doveva aggredirla prima e meglio. Ha fatto finta di
capire tutto, e invece non ha capito niente. Di geni della finanza in giro non
se ne sono visti. Prima si è parlato di Robin hood tax, per togliere soldi alle
banche, e poi di Tremonti bond, per mettere soldi negli istituti». La ricetta
dell'Udc? «C'è bisogno di aiutare le famiglie, il ceto medio che sta scivolando
verso la soglia di povertà, le piccole imprese che non godono di protezioni e
hanno poco potere contrattuale con le banche, i lavoratori non coperti da cassa
integrazione». Oggi e domani An voterà la confluenza nel Pdl... «An ha fatto la
sua scelta. Per qualcuno è di convenienza, per altri di convinzione. Non tocca
a me sindacare, ma sta di fatto che quello che nasce è una grande Forza Italia.
Nel Dna del Pdl c'è Silvio Berlusconi, o al massimo Berlusconi Silvio». Pdl che
si è spaccato sul ddl sicurezza e il reato di clandestinità, con la lettera dei
«101». «La frattura è positiva. All'interno di questa maggioranza ci sono
ancora persone serie che mandano giù uno, due, tre spot, ma poi si stancano.
Noi non crediamo agli spot, e la Lega sta facendo effetti speciali tutti i
giorni: con le ronde o con l'obbligo di denuncia per i medici che curano i
clandestini. Un provvedimento che oltre a essere antiumano e anticristiano, è
una solenne imbecillità. Oltre al racket della droga e della prostituzione, ci
manca solo che nasca quello della sanità in nero o che un clandestino malato
non si faccia curare, con gravi conseguenze anche per la collettività». E la
Lega? «Sta succhiando il Pdl al Nord, come del resto Di Pietro, che come
vampiro non è niente male, sta drenando al Pd. Ma bisogna reagire
psicologicamente alla campagna della Lega che presenta delle baggianate come eventi
risolutivi alle angosce del Nord». Al Nord ci sono margini per l'Udc? «Molto di
più che altrove, soprattutto se correremo da soli. Perché è al Nord che c'è più
bisogno di voci fuori dal coro, e quelle siamo noi, non certo il Pd». Come
giudica il lavoro fatto in questi mesi dai dirigenti bergamaschi dell'Udc,
Massimo Fabretti, Franco Massi e Sergio Boschetti? «Sono persone che hanno
fatto una scelta non per convenienza. Essere nell'Udc, oggi, infatti, vuol dire
non prendere posti, ma al limite perderli, com'è capitato a me e a loro, che
lavorano con serenità e costanza per consolidare il partito». Benedetta Ravizza
21/03/2009 nascosto-->
(
da "Eco di Bergamo, L'" del 21-03-2009)
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Province
«Elezioni, soli al
primo turno» --> Sabato 21 Marzo 2009 GENERALI, pagina 9 e-mail print
ValbremboAl Parco delle Cornelle, sotto i vessilli dell'Udc, ci sono almeno 600
persone. Altre 200 devono tornarsene a casa, posti esauriti. Pier Ferdinando Casini si siede al tavolo con il deputato della Rosa
per l'Italia Savino Pezzotta e il presidente della Provincia Valerio Bettoni.
Le prime schermaglie sono proprio con quest'ultimo sul ruolo delle Province.
Bettoni le difende («senza non c'è federalismo», e regala un giornalino di via
Tasso), Casini è per l'abolizione tout court, «a volte bisogna fare scelte
impopolari». Ci sono pezzi della Giunta provinciale (Valter Milesi,
Guido Fornoni, più defilato l'azzurro Felice Sonzogni), Renato Ravasio, Beppe
Forsari, Gianantonio Arnoldi, il vicesegretario regionale dell'Udc, il
bergamasco Franco Massi. Alcuni forzisti sono mischiati nella sala, dove
dominano i capelli bianchi, ma non mancano i giovani. Dopo l'onorevole Luca
Volontè e il segretario regionale Luigi Baruffi («Da Bergamo tutti si aspettano
qualcosa di positivo»), è proprio Bettoni a prendere la parola: «Riprendiamo la
voglia di fare politica. Le classi dirigenti non si inventano, si costruiscono
sul territorio con battaglie vere. L'augurio a Casini è che il suo partito
raggiunga un ruolo importante nel Paese insieme ad altre forze. Contano le
persone, non se sono di destra o di sinistra». Poi tocca a Pezzotta, che cita
Sturzo: «Chiamiamo a raccolta tutti i liberi e forti. È il tempo del rischio,
solo chi rischia vince. È bello trovarci qui, ma da domani mattina tutti alla
stanga da bravi bergamaschi. Non ci sarà un altro tempo, bisogna giocarsela
ora». L'accenno è quindi alle prossime scadenze elettorali: «Dopo le traversie
degli ultimi 15 anni, dove l'assillo era andare con questo o quell'altro, è il
tempo di andare con noi. Abbiamo una responsabilità: far sì che la
rappresentanza cattolica resti nella gestione delle nostre istituzioni. Franco
Tentorio (candidato Pdl a Palafrizzoni, ndr) lo rispetto, ma viene da una
storia che mi dà fastidio. In Provincia, invece, il pericolo è la Lega».
Qualcuno storce il naso per un discorso che suona come una candidatura in
pectore alla Provincia, e il segretario provinciale dell'Udc Sergio Boschetti
frena: «Al primo turno Udc e Rosa per l'Italia andranno insieme come Unione di
centro, ma è ancora presto per parlare di candidati. I giochi sono aperti. Il
discorso di Pezzotta sembrava invece uno scatto in avanti e di parte». Sul
fronte della corsa a Palafrizzoni, interviene il segretario cittadino dell'Udc,
Massimo Fabretti: «L'Unione di centro si candida a governare la città. Siamo il
partito della gente, non degli assessori». E le alleanze: «Roberto Bruni e
Franco Tentorio sono due candidati di rilievo e godono della nostra massima
considerazione. Ma al primo turno correremo da soli, perché abbiamo un
programma (costruito anche grazie al contributo delle 4 mila schede raccolte
con i gazebo organizzati sul territorio), una storia e dei valori. Riteniamo di
poter dare un contributo positivo per la crescita di Bergamo». Altro discorso
per il ballottaggio: «Vedremo con chi andare in base ai programmi di
centrodestra e centrosinistra. Quello che più si avvicinerà al nostro
determinerà l'alleanza». Durante la serata c'è stato spazio anche per la
solidarietà. Sono stati estratti i bliglietti della sottoscrizione a premi che
verrà devoluta al fondo della Diocesi di Bergamo a favore delle famiglie
colpite dalla crisi occupazionale. I numeri estratti sono: 7889, 14640, 5990,
15537, 15556, 3260, 14546, 2198, 6635. Be. Ra. 21/03/2009 nascosto-->
(
da "Resto del Carlino, Il (Pesaro)" del 21-03-2009)
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PESARO pag. 4 «A
Pesaro e in Provincia la sinistra è sotto la soglia del 50%» ELEZIONI IL PDL
STA NASCENDO, OGGI SI SPEGNE LA «FIAMMA» DI AN. COORDINAMENTO CON... RILANCIO
CAMBIA pelle il centrodestra. oggi e domani a Roma si scioglie Alleanza
Nazionale e si spegne definitivamente la «Fiamma» del Movimento Sociale, fatta
eccezione per dei piccoli raggruppamenti che continueranno a rimanere
totalmente a... destra. A fine mese invece nascerà il Pdl con la partecipazione
di una trentina di delegati pesaresi. Il coordinamento provinciale del Popolo
della Libertà si è riunito per fare il punto sulle alleanze e per cominciare a
lavorare sulle liste. Relazione del coordinatore Roberto Giannotti che ha
ribadito un concetto generale: «A Pesaro come nel resto d'Italia il Pdl cresce
ed il Pd cala». Sbandierando sondaggi che danno la maggioranza di
centrosinistra sotto la soglia del 50 per cento sia a Pesaro che in Provincia.
E' stato espresso disappunto per «la scelta sbagliata di Lega Nord e La Destra
di presentarsi al di fuori dell'alleanza di centrodestra». Nel contempo si è
segnalato positivamente l'accordo con l'Udc e la volontà dello stesso partito
di allargare il più possibile l'alleanza per il cambiamento. AGLI ALLEATI
riottosi è stato lanciato un ulteriore appello, così come a «Italia Cnetro» e
«Libertà e Futuro», silenzio invece sui «Liberi» e sui transfughi che «andranno
al congresso del Pdl in piccionaia ha detto Giannotti e da portoghesi». A livello programmatico si punta «ad una comunità montana unica
ed all'abolizione dell'Ato». Non solo: «Revisione completa delle società dei
servizi pubblici». E ancora: «Assessore delegato alle aree interne e massima
trasparenza nelle assunzioni in Provincia». La campagna elettorale sarà aperta
da Maurizio Lupi e chiusa dal ministro Altiero Matteoli.
(
da "Resto del Carlino, Il (R. Emilia)" del 21-03-2009)
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REGGIO pag. 6
Prestati a Sgarbi 40 pezzi'del S.Lazzaro ESPOSTI A SIENA MEZZI DI CONTENZIONE E
QUADRI DI RICOVERATI di BRUNO CANCELLIERI «QUALCUNO INSINUA che un osservatorio
europeo sulla salute mentale trasformerebbe Reggio in città dei matti. Macchè!
Penso invece che un Museo nazionale della psichiatria, inteso non solo come
vetrina di denuncia di quel che è accaduto nel passato, ma come patrimonio da cui
partire per studiare l'evoluzione della malattia mentale, ci porrebbe
all'attenzione scientifica mondiale». Nel ribadire, inascoltato, la necessità
di costituire una Fondazione, Alessandro Carri, presidente del Centro di
documentazione di storia della psichiatria, annuncia amareggiato che non si
ricandiderà né alla presidenza né a far parte del comitato scientifico del
Centro, scaduto il 31 dicembre scorso. GLI ANNI, peraltro ben portati, e i due
mandati già svolti sono le ragioni ufficiali del ritiro, ma le reali
motivazioni sono altre, a partire da croniche difficoltà di gestione della
struttura della quale Carri invoca invano l'autonomia. Essa vive invece con i
contributi di Comune e Provincia (in tutto 25.000 euro l'anno), «gestiti
peraltro dall'Asl secondo le disposizioni della legge finanziaria che ci
impediscono, per esempio, di assegnare incarichi, anche di ricerca». CARRI è,
per ora, sulla plancia di comando di un Centro che custodisce gelosamente quasi
300 anni di storia, affidati a un appassionato "custode" volontario,
Francesco Verzelloni. Con l'entrata in vigore della
discussa legge 180 di abolizione dei manicomi, le mura degli Istituti
neuropsichiatrici San Lazzaro, struttura di interesse scientifico mondiale,
furono abbattute da un'ondata di furore democratico, ma prezioso materiale si è
salvato: le migliaia di pubblicazioni della biblioteca scientifica
"Livi", i faldoni con le cartelle cliniche, strumentazioni
scientifiche d'epoca, mezzi di contenzione, 15.000 lavori (quadri, acquerelli,
sculture) dei degenti, 3mila immagini scientifiche, 600 filmati. «I PROBLEMI
psichiatrici sono in forte aumento come testimoniano anche le tragedie della
follia di questi giorni si accalora Carri -. Un cittadino europeo su 5 è
soggetto a disturbi mentali. Non si può intervenire soltanto imbottendo la
gente di psicofarmaci. Bisogna continuare a studiare la malattia e qui nel
Centro le basi ci sono tutte». IL SENATORE Carri ha idee precise, trasformate
di volta in volta in petizioni, sollecitazioni, richieste di leggi. Ora però il
guerriero è stanco di combattere a vuoto contro indifferenza, immobilismo,
rinvii. In tre legislature è riuscito a far avanzare altrettante proposte di
legge, ma anche l'ultima è rimasta senza seguito, nonostante l'avallo
trasversale dei parlamentari reggiani. Vi si prevede la realizzazione di una
Fondazione per il museo nazionale psichiatrico, con previsione di un contributo
annuo di un milione e mezzo di euro. «LA FONDAZIONE avrebbe grande prestigio
spiega il presidente uscente -, i costi sarebbero modesti e comunque potrebbero
essere compensati dal forte richiamo di studiosi e ricercatori». La Fondazione,
secondo Carri, si potrebbe però realizzare indipendentemente dalla legge: l'Asl
dovrebbe cederle il patrimonio di biblioteca e attività museale, gli enti
consoci (Comune, Provincia, Università, Istituto regionale dei beni culturali)
impegnarsi invece a garantire i contributi necessari all'attività. Ma, tra
bilanci da far quadrare e scarsa convinzione, le idee restano tali.
(
da "Gazzettino, Il" del 21-03-2009)
Argomenti:
Province
Casini:
«Più tasse con questo federalismo» «Una riforma vera deve passare attraverso la
creazione di un Senato delle Regioni e l'abolizione delle province» Sabato 21
Marzo 2009,
(
da "Virgilio Notizie" del 21-03-2009)
Argomenti:
Province
Roma, 21 mar. (Apcom) - La Russa ha ricordato che la Lega è contraria
all'abolizione delle Province, che resta però una battaglia di Alleanza
nazionale. "Noi - ha sottolineato - riteniamo che non subito, ma nel
percorso dei cinque anni le Province debbano essere sciolte". Idem per
quanto riguarda la battaglia del Carroccio per Malpensa. "Non c'è
stato niente di male - ha detto La Russa - se noi abbiamo parlato del silenzio
assordante attorno a Linate". "Non c'è bisogno di contrapporsi con la
Lega ma al contrario - ha osservato il reggente di An - bisogna competere nelle
proposte, trovare i correttivi quando le proposte le fanno loro e essere pronti
ad accettare noi i correttivi. Ma non bisogna accettare l'ineluttabilità del
fatto che siccome per vincere bisogna stare insieme, quelli che debbono fare un
passo di lato siano quelli del Pdl. I passi si fanno di lato insieme. O non si
fanno".
(
da "Wall Street Italia" del 21-03-2009)
Argomenti:
Province
Il mondo alle 15 di
Apcom La notizia del giorno -->Roma, 21 mar. (Apcom) - "Agli amici
della Lega dico che non ci sarà nulla di male se il Pdl dovrà darsi una
strategia di sana e fraterna competizione". Ignazio La Russa, reggente di
An, ha aperto l'ultimo congresso del partito. E ha spiegato che non ci si può
arrendere "all'ineluttabilità del siccome per vincere bisogna stare
insieme a fare un passo di lato dovranno essere quelli del Pdl". La Russa
ha ricordato che la Lega è contraria all'abolizione delle
Province, che resta però una battaglia di Alleanza nazionale. "Noi - ha
sottolineato - riteniamo che non subito, ma nel percorso dei cinque anni le Province
debbano essere sciolte". "Non c'è bisogno di contrapporsi con la Lega
ma al contrario - ha osservato il reggente di An - bisogna competere nelle
proposte, trovare i correttivi quando le proposte le fanno loro e essere
pronti ad accettare noi i correttivi. Ma non bisogna accettare l'ineluttabilità
del fatto che siccome per vincere bisogna stare insieme, quelli che debbono
fare un passo di lato siano quelli del Pdl. I passi si fanno di lato insieme. O
non si fanno". Quanto al ruolo di Fini nel Pdl, La Russa risponde:
"Gianfranco è presidente della Camera. E un uomo di destra se si ritrova a
ricoprire un ruolo istituzionale lo ricopre senza discussioni, cedimenti,
compromessi". Il reggente di An ha quindi paragonato Fini ad un professore
di destra: "Ciascuno di noi ha avuto prof di sinistra e prof di destra: il
prof di sinistra dava il 6 politico volentieri agli studenti di sinistra. Il
professore di destra invece da noi pretendeva il doppio". Fini, ha
aggiunto La Russa, "è il presidente della Camera e non lo dimentica. E' un
uomo di destra, ha il dovere di svolgere il proprio ruolo in maniera
impeccabile anche quando vorrebbe cambiare norme che ci sono, ed è il caso del
bicameralismo perfetto, ha il dovere di dire che questo deve avvenire nel pieno
rispetto delle regole". Quindi il reggente di An ha ringraziato il
presidente della Camera "per il coraggio con cui a volte sfidi anche certa
critica che può venire da chi non ha compreso questo messaggio". * In
primo piano Iran/ Khamenei ad Obama: servono fatti, finora nessuna svolta
Teheran - L'ayatollah Ali Khamenei, guida suprema dell'Iran, ha dichiarato di
non vedere alcun "cambiamento" nella politica americana, nonostante
il messaggio di apertura a Teheran del presidente Usa Barack Obama. Khamenei ha
d'altronde assicurato che la Repubblica islamica è disponibile a cambiare
atteggiamento se il presidente Obama modificherà la politica degli Stati Uniti
nei confronti degli iraniani. - Se Usa avranno un altro atteggiamento,
cambieremo anche noi *** Afghanistan/ Khost, autobomba esplode in mezzo a
folla: vittime Khost - Un'autobomba è esplosa in mezzo alla folla durante
alcune celebrazioni per il Nuovo anno afgano nella città di Khost, est
dell'Afghanistan. L'esplosione avrebbe causato almeno cinque vittime fra i civili.
*** Australia/ Queensland; eletta la prima donna premier regionale Roma - Lo
stato australiano del Queensland ha eletto la prima donna premier regionale
nella storia del paese. La laburista Anna Bligh ha portato alla vittoria la
coalizione di centro-sinistra guidata a livello nazionale dal primo ministro
australiano Kevin Rudd. *** Madagascar/ Rajoelina proclama "la fine della
dittatura" Antananarivo - Il nuovo presidente di transizione malgascio
Andry Rajoelina ha proclamato oggi la "fine della dittatura"
impegnandosi - nel suo primo discorso ufficiale dalla presa del potere lo
scorso 17 marzo - davanti alla comunità internazionale ad "applicare le
regole del buon governo". *** Pdl/ Berlusconi: Sara' partito popolare che
scrivera' la storia Napoli - Il Pdl sarà "un partito popolare", un
soggetto politico "grande e coeso" che scriverà la storia italiana
"in maniera ancora più importante" rispetto a quanto fatto negli
ultimi 15 anni da Forza Italia. Così il presidente del Consiglio, Silvio
Berlusconi, nel corso di una telefonata durante una manifestazione politica a
Napoli. *** Casa/ Franceschini: Piano piace a Ue? Barzelletta di Berlusconi
Roma - Silvio Berlusconi avrà raccontato "barzellette" per fare
apprezzare il piano-casa ai capi di governo europei. Dario Franceschini,
segretario del Pd, parla ai circoli del partito e usa il sarcasmo per
commentare il piano-casa del Governo "che, abbiamo visto ieri, tutta
Europa ha apprezzato entusiasta... Vorrei che ci fosse una webcam ai vertici,
sarei veramente curioso di vedere come (Berlusconi, ndr) gliel'ha raccontata...
lui racconta, dice che racconta storielle, noi le chiamiamo barzellette".
*** Crisi/ Cgil: Nei primi due mesi più di 560mila lavoratori in Cig Roma -
Sono oltre 560mila i lavoratori in cassa integrazione nei primi due mesi
dell'anno. Lo sostiene la Cgil, secondo cui "la realtà è peggio
dell'immaginazione" e, con la crisi economica, a febbraio c'è stato un
"aumento disastroso" della Cig. A gennaio-febbraio, spiega il sindacato
di Corso Italia, i lavoratori coinvolti dai processi di Cig sono oltre 483mila,
nei settori industria, commercio ed edilizia, "ai quali vanno aggiunti i
lavoratori interessati dalla cassa integrazione in deroga, stimabili in non
meno di 80mila unità". *** Opel/ Numero uno non esclude chiusure impianti
e licenziamenti Berlino - Per uscire dalla crisi Opel non esclude licenziamenti
e chiusure degli stabilimenti, anche in Germania. Lo ha detto il numero uno
della casa automobilistica tedesca, Hans Demant. *** Meredith/ Rubato materasso
di Metz, ladri in casa omicidio Perugia - E' sempre mistero intorno alla casa
di via della Pergola, dove il 1 novembre del 2007 fu uccisa Meredith Kercher.
Sarebbe infatti stato trafugato dalla casa il materasso del letto della
vittima: un oggetto fondamentale per la ricostruzione di quello che avvenne la
sera in cui Metz fu ammazzata. *** Cinema/ Natasha Richardson rifiuta un casco
da sci da 6 euro Roma - Natasha Richardson rifiutò di indossare un casco da 10
dollari canadesi (6 euro) che avrebbe potuto salvarle la vita. L'attrice
45enne, moglie dell'attore Liam Neeson, è morta mercoledì dopo due giorni di
agonia in seguito ad un incidente sulle piste di sci in Canada. *** Calcio/
Inter, Mourinho: Penso solo a scudetto, servono 23 punti Roma - Adriano fuori
causa e qualche problema in difesa. L'Inter di Josè Mourinho si avvicina al
match casalingo di domani contro la Reggina con la spirito di chi vive alla
giornata. "Ho grande fiducia nella squadra", ha spiegato il
portoghese, "in questo momento l'obiettivo è dire partita dopo partita: mi
mancano tre punti in meno di prima. Io penso solo a vincere lo scudetto e
niente più".
(
da "Wall Street Italia" del 21-03-2009)
Argomenti:
Province
An/ La Russa: Tra
Pdl e Lega ci sara' competizione -2- di Apcom I passi di lato si fanno insieme
o non si fanno -->Roma, 21 mar. (Apcom) - La Russa ha
ricordato che la Lega è contraria all'abolizione delle Province, che resta però
una battaglia di Alleanza nazionale. "Noi - ha sottolineato - riteniamo
che non subito, ma nel percorso dei cinque anni le Province debbano essere
sciolte". Idem per quanto riguarda la battaglia del Carroccio per
Malpensa. "Non c'è stato niente di male - ha detto La Russa - se
noi abbiamo parlato del silenzio assordante attorno a Linate". "Non
c'è bisogno di contrapporsi con la Lega ma al contrario - ha osservato il
reggente di An - bisogna competere nelle proposte, trovare i correttivi quando
le proposte le fanno loro e essere pronti ad accettare noi i correttivi. Ma non
bisogna accettare l'ineluttabilità del fatto che siccome per vincere bisogna
stare insieme, quelli che debbono fare un passo di lato siano quelli del Pdl. I
passi si fanno di lato insieme. O non si fanno".
(
da "Quotidiano.net" del 21-03-2009)
Argomenti:
Province
Spille, accendini,
magliette, dvd di Fini, Aznar e Sarkozy ma anche cd musicali con gli inni
nazionali, i canti della Folgore e le marce militari. I ricordi dei principali
leader
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Tecnologia Meteo Scommesse Casa Dieta L'ADDIO DI AN Dall'Msi al Pdl, è l'ultimo
congresso La Russa: "Competizione Pdl-Lega" Spille, accendini,
magliette, dvd di Fini, Aznar e Sarkozy ma anche cd musicali con gli inni
nazionali, i canti della Folgore e le marce militari. I ricordi dei principali
leader Roma, 21 marzo 2009 - L?ultima due giorni all?insegna della Fiamma si
apre alla Nuova Fiera di Roma. Alleanza nazionale chiude i battenti per
confluire nel nascente Pdl. Sul palco a forma di ?ponte?, direzione Popolo
delle libertà, sale Enrico Ruggeri, accompagnato dal coro ?Juvenes cantorum? di
Corato in provincia di Bari. Il cantante intona la canzone vincitrice di un
festival di Sanremo, ?Si può dare di piu». La platea di 1.800 delegati chiamati
a salutare Alleanza nazionale dovranno votare sulla mozione presentata
dall?ufficio di reggenza che sancisce il battesimo del Pdl con Forza Italia. Lo
slogan scelto per l?occasione è ?Nasce il partito degli italiani?. Alla due
giorni non parteciperà il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi (Forza
Italia sarà rappresentata dal coordinatore Denis Verdini), ma sono stati
invitati i leader di tutti i partiti presenti in Parlamento, compresi Dario
Franceschini e Antonio Di Pietro. LA RUSSA “Agli amici della Lega dico che non
ci sarà nulla di male se il Pdl dovrà darsi una strategia di sana e fraterna
competizione”. Ignazio La Russa, reggente di An, ha aperto l?ultimo congresso
del partito. E ha spiegato che non ci si può arrendere “all?ineluttabilità del
siccome per vincere bisogna stare insieme a fare un passo di lato dovranno
essere quelli del Pdl”. La Russa ha ricordato che la Lega è contraria
all?abolizione delle Province, che resta però una battaglia di Alleanza
nazionale. “Noi - ha sottolineato - riteniamo che non subito, ma nel percorso
dei cinque anni le Province debbano essere sciolte”. ”Non c?è bisogno di
contrapporsi con la Lega ma al contrario - ha osservato il reggente di An -
bisogna competere nelle proposte, trovare i correttivi quando le proposte le
fanno loro e essere pronti ad accettare noi i correttivi. Ma non bisogna
accettare l?ineluttabilità del fatto che siccome per vincere bisogna stare
insieme, quelli che debbono fare un passo di lato siano quelli del Pdl. I passi
si fanno di lato insieme. O non si fanno”. Quanto al ruolo di Fini nel Pdl, La
Russa risponde: “Gianfranco è presidente della Camera. E un uomo di destra se
si ritrova a ricoprire un ruolo istituzionale lo ricopre senza discussioni,
cedimenti, compromessi”. Il reggente di An ha quindi paragonato Fini ad un
professore di destra: “Ciascuno di noi ha avuto prof di sinistra e prof di
destra: il prof di sinistra dava il 6 politico volentieri agli studenti di
sinistra. Il professore di destra invece da noi pretendeva il doppio”. Fini, ha
aggiunto La Russa, “è il presidente della Camera e non lo dimentica. E? un uomo
di destra, ha il dovere di svolgere il proprio ruolo in maniera impeccabile
anche quando vorrebbe cambiare norme che ci sono, ed è il caso del
bicameralismo perfetto, ha il dovere di dire che questo deve avvenire nel pieno
rispetto delle regole”. Quindi il reggente di An ha ringraziato il presidente
della Camera “per il coraggio con cui a volte sfidi anche certa critica che può
venire da chi non ha compreso questo messaggio”. TUTTI I GADGETS Da Giorgio
Almirante a Gianfranco Fini passando per Josè Maria Aznar e Nicolas Sarkozy.
C?è tutta la storia della destra italiana sul tradizionale banco di gadget che
accompagna tutte le grandi manifestazioni di Alleanza nazionale. Per il terzo
congresso è stata preparata una spilla tonda: su fondo azzurro, spicca ancora
la fiamma, che da domani sarà ?spentà per entrare nella casa comune del Pdl.
Per l?occasione anche un accendino giallo con la scritta blu con le date delle
assise. E una cartolina con l?immagine di tutte le tessere del partito e la
scritta: ?Io c?erò. è prevista anche la distribuzione di un braccialetto
tricolore di corda intrecciata. Molti i libri esposti nello stand dei gadget al
congresso. Non mancano i volumi dedicati allo storico leader del Msi Almirante,
compresi i suoi discorsi in cd. Spazio, come sempre alle videocassette, ai dvd
e ai libri su Gianfranco Fini, ma anche i testi di Aznar e Sarkozy. Tra i cd
musicali gli inni nazionali, i canti della Folgore e le marce militari. In
vendita anche la cartolina agli italiani con annullo postale che risale alla
vittoria elettorale del ?94. ?Dalla vostra fiducia il nostro rinnovato impegno
per un?Italia migliorè, è il mesaggio firmato da Fini. Ci sono anche i
cappellini e le magliette di Azione giovani e le t-shirt con le scritte ?Grazie
a Dio sono italianò, su sfondo tricolore, e ?100% italianò. ALEMANNO “Non provo
nessuna nostalgia del passato, francamente ora prevale l?entusiasmo, è più
forte l?attesa per quello che sta accadendo la prossima settimana” con la
nascita del Pdl. Lo sostiene il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, arrivando al
congresso di Alleanza nazionale. Per Alemanno l?attesa del Pdl “è più
importante dello stesso congresso di An”. TREMAGLIA "Bisogna stare
attenti. Non si può rinunciare a quello che abbiamo fatto e a tutta la nostra
storia. C?è molta gente che ci ha lasciato la pelle». è l?ammonimento che
arriva da Mirko Tremaglia, appena arrivato alla fiera di Roma per il terzo
congresso nazionale di An. L?ex ministro poi torna a chiedere attenzione per gli
italiani all?estero: «Ho riunito proprio ieri gli italiani all?estero e mi
hanno confermato la determinazione di rimanere con noi nel comitato tricolore»,
spiega Tremaglia. GASPARRI L?ultimo congresso di An è il compimento di un
cammino che porterà il partito a fondersi nel Pdl, ma la rottura l?emozione
furono più forti quattordici anni fa a Fiuggi. A raccontarlo è Maurizio
Gasparri, in un?intervista al sito ilpredellino.it. «A Fiuggi lo strappo era
più forte e di conseguenza più grande era la commozione», ha spiegato il
capogruppo del Pdl al Senato. «Oggi arriviamo al congresso di ?compimentò della
esperienza di Alleanza Nazionale, forti di una serie di elezioni vinte sotto il
simbolo unitario del Popolo della Libertà», ha sottolineato, «un simbolo che è
stato immediatamente riconosciuto dal nostro elettorato con un processo di
identificazione fortissimo e irreversibile». PDL Countdown al congresso - CRISI
Tornano a crescere i disoccupati Commenti Invia commento Segnala ad un amico
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Nadal per il torneo, non so voi cosa ne pensate.. Magari non in mod[...]
Cercasi Djokovic disperatamente. Nadal invece c'è16:05:10 - evidentemente
avevano ragione i romani dicendo che se vuoi la pace devi preparare la guerra.
infatti[...] Medvedev mostra i muscoli a Obama15:56:25 - avendo visto la
partita, roddick mi ha fatto un'ottima impressione, solido da fondo campo e nel
serv[...] Cercasi Djokovic disperatamente. Nadal invece c'è15:48:19 - Ma non si
può sapere qualcosa sulle semifinali femmnili?? Perché la Azarenka ha perso?
Che è success[...] Cercasi Djokovic disperatamente. Nadal invece c'è15:40:56 -
Se l'ergastolo fosse certo e garantito, allora sì, ma condirei il tutto con
violenze fisiche all'int[...] "Castrazione chimica per gli stupratori
Benefici carcerari per chi l'accetta"15:36:34 - Da suo tifoso, sono mesi
che mi chiedo cosa stia succedendo a Nole. Va bene il cambio della
racchett[...] Cercasi Djokovic disperatamente. Nadal invece c'è15:28:17 -
Djokovic non mi è mai stato simpatico. Presuntuoso e furbetto (la partita di
Montecarlo con Rog) dop[...] Cercasi Djokovic disperatamente. Nadal invece c'è
Chi andrà in Champions League?Giusto che i leader nazionali si candidino alle
europee?Per quale rete dovrebbe lavorare Mike Bongiorno?Lippi chiamerà Davide
Santon in Nazionale?E tu pagheresti più tasse in cambio di maggiori
servizi?Adriano vuole rompere con l'Inter per andare al Milan?Chi è il vostro
allenatore preferito?Talent show: preferisci Amici o X Factor?Dai un voto al
mercato della SutorFormula Uno, è campione chi vince più gare. Sei d'accordo
con questa nuova regola?Calcio, ti piace l'idea della Superlega Europea?Giusto
obbligare i sacerdoti a indossare la tonaca?Giusto abbattere i cani randagi pericolosi?Hai
paura di invecchiare?Misure anti-crisi: chi ha ragione, Berlusconi o la
Marcegaglia? La foto del giorno Volkswagen Un simpatico restyling
dell'intramontabile Maggiolino della Volkswagen. Sicuramente ideale per il
periodo invernale, ci auguriamo che per quello estivo possa "cambiare
pelle". RICERCA ANNUNCI Archivio Notizie Anno: 1999 2000 2001 2002 2003
2004 2005 2006 2007 2008 2009 Ricerca libera: pubblicità contattaci guadagna
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(
da "Virgilio Notizie" del 21-03-2009)
Argomenti:
Province
Roma, 21 mar.
(Apcom) - Ignazio La Russa non lesina aggettivi: leale, sana, fraterna. E chi
più ne ha più ne metta. Ma la parola chiave del messaggio che il reggente di
Alleanza nazionale manda alla Lega nel suo intervento di apertura del congresso
che sancirà la confluenza del Pdl non potrebbe essere più inequivocabile:
"competizione". Il ministro della Difesa parla a braccio per oltre
un'ora, ma non a caso, come lui stesso spiega, riserva al rapporto con gli
"amici" del Carroccio la tranche conclusiva del suo discorso. La
premessa è che i tempi sono cambiati, che il passaggio da quattro a due partiti
nel centrodestra ha dato "più spazio" alla Lega. Prima, spiega La
Russa, tra Forza Italia e Carroccio, c'era An a fare da "cerniera"
con la sua "presenza nel territorio, la sua antica battaglia per l'ordine
e la legalità", oggi, quel "cuscinetto non c'è più
plasticamente" ma resta "nelle tesi del Popolo delle libertà".
Ed ecco il messaggio per gli alleati: "Agli amici della Lega dico che non
ci sarà nulla di male se il Pdl dovrà darsi una strategia di sana, fraterna e
leale competizione". Non solo. Seppure con toni soft, il reggente di An fa
capire che in nome della logica dell'insieme si vince, il partito di Umberto
Bossi non può continuare a battere cassa. "Non c'è bisogno di contrapporsi
con la Lega ma al contrario - sottolinea - bisogna competere nelle proposte,
trovare i correttivi quando le proposte le fanno loro e essere pronti ad
accettarli quando le proposte sono nostre. Ma non bisogna accettare
l'ineluttabilità del fatto che siccome per vincere bisogna stare insieme,
quelli che debbono fare un passo di lato siano quelli del Pdl. I passi di lato
si fanno insieme. O non si fanno". La Russa cita anche una serie di casi
in cui "non c'è stato niente di male" nel prendere posizioni
contrapposte a quelle del Carroccio: l'abolizione delle
Province, i militari in città, la battaglia per Malpensa-Linate. Il reggente di
An si limita a un elenco minimo di casi ormai archiviati. Non accenna alla
recente polemica sul ddl sicurezza e a quella norma sui 'medici-spia' contro
cui si è schierato prima Gianfranco Fini e poi anche il presidente del
Consiglio, Silvio Berlusconi. Appena pochi giorni fa il premier aveva
pubblicamente sposato la lettera dei 101 e, soprattutto, detto chiaro e tondo
alla Lega che "non può avere tutto". Parole che segnano un cambio di
strategia nei rapporti della Pdl con il Carroccio e che oggi il messaggio
partito dalla Fiera di Roma ha rimarcato. Anche attraverso il vice capogruppo
vicario del Pdl, Italo Bocchino. "La Lega - afferma - non pensi di avere
più spazio per la nascita del Pdl". E se Berlusconi finora ha avuto una
certa "condiscendenza" verso Bossi, dovuta anche al ricordo del
ribaltone, Alleanza nazionale gli darà una mano a evitare che accada in futuro.
"Noi - rimarca - siamo rimasti accanto a Berlusconi anche nei momenti peggiori,
lo abbiamo trattato molto meglio di chi ha alzato la voce". Dietro il
cambio di passo verso l'alleato c'è soprattutto la sfida del Nord in vista di
amministrative ed Europee e quella crescita del Carroccio testimoniata dai
sondaggi che il premier ha in mano. La nuova strategia è chiara: alleati leali
sì, pronti a cedere su tutto no. Non a caso a dare man forte alle parole di La
Russa ci pensa subito il capogruppo del Pdl, Fabrizio Cicchitto. "Che il
Pdl nel suo complesso manterrà l'alleanza con la Lega e prenderà atto della
concorrenzialità che essa sta svolgendo al Nord, e che noi fraternamente
ricambieremo, è ovvio". Voce fuori dal coro, quella di Adolfo Urso.
"Noi - dichiara dal palco - non abbiamo bisogno di competere con la Lega.
Noi abbiamo l'ambizione di esprimere una leadership nazionale. Loro no".
(
da "Wall Street Italia" del 21-03-2009)
Argomenti:
Province
An/ La Russa
dichiara aperta la competizione tra Pdl e Lega di Apcom "Passi indietro
non li faremo solo noi". Parte la sfida del Nord -->Roma, 21 mar.
(Apcom) - Ignazio La Russa non lesina aggettivi: leale, sana, fraterna. E chi
più ne ha più ne metta. Ma la parola chiave del messaggio che il reggente di
Alleanza nazionale manda alla Lega nel suo intervento di apertura del congresso
che sancirà la confluenza del Pdl non potrebbe essere più inequivocabile:
"competizione". Il ministro della Difesa parla a braccio per oltre
un'ora, ma non a caso, come lui stesso spiega, riserva al rapporto con gli
"amici" del Carroccio la tranche conclusiva del suo discorso. La
premessa è che i tempi sono cambiati, che il passaggio da quattro a due partiti
nel centrodestra ha dato "più spazio" alla Lega. Prima, spiega La
Russa, tra Forza Italia e Carroccio, c'era An a fare da "cerniera"
con la sua "presenza nel territorio, la sua antica battaglia per l'ordine
e la legalità", oggi, quel "cuscinetto non c'è più
plasticamente" ma resta "nelle tesi del Popolo delle libertà".
Ed ecco il messaggio per gli alleati: "Agli amici della Lega dico che non
ci sarà nulla di male se il Pdl dovrà darsi una strategia di sana, fraterna e
leale competizione". Non solo. Seppure con toni soft, il reggente di An fa
capire che in nome della logica dell'insieme si vince, il partito di Umberto
Bossi non può continuare a battere cassa. "Non c'è bisogno di contrapporsi
con la Lega ma al contrario - sottolinea - bisogna competere nelle proposte,
trovare i correttivi quando le proposte le fanno loro e essere pronti ad
accettarli quando le proposte sono nostre. Ma non bisogna accettare
l'ineluttabilità del fatto che siccome per vincere bisogna stare insieme,
quelli che debbono fare un passo di lato siano quelli del Pdl. I passi di lato
si fanno insieme. O non si fanno". La Russa cita anche una serie di casi
in cui "non c'è stato niente di male" nel prendere posizioni
contrapposte a quelle del Carroccio: l'abolizione delle
Province, i militari in città, la battaglia per Malpensa-Linate. Il reggente di
An si limita a un elenco minimo di casi ormai archiviati. Non accenna alla
recente polemica sul ddl sicurezza e a quella norma sui 'medici-spia' contro
cui si è schierato prima Gianfranco Fini e poi anche il presidente del
Consiglio, Silvio Berlusconi. Appena pochi giorni fa il premier aveva
pubblicamente sposato la lettera dei 101 e, soprattutto, detto chiaro e tondo
alla Lega che "non può avere tutto". Parole che segnano un cambio di
strategia nei rapporti della Pdl con il Carroccio e che oggi il messaggio
partito dalla Fiera di Roma ha rimarcato. Anche attraverso il vice capogruppo
vicario del Pdl, Italo Bocchino. "La Lega - afferma - non pensi di avere
più spazio per la nascita del Pdl". E se Berlusconi finora ha avuto una
certa "condiscendenza" verso Bossi, dovuta anche al ricordo del
ribaltone, Alleanza nazionale gli darà una mano a evitare che accada in futuro.
"Noi - rimarca - siamo rimasti accanto a Berlusconi anche nei momenti
peggiori, lo abbiamo trattato molto meglio di chi ha alzato la voce".
Dietro il cambio di passo verso l'alleato c'è soprattutto la sfida del Nord in
vista di amministrative ed Europee e quella crescita del Carroccio testimoniata
dai sondaggi che il premier ha in mano. La nuova strategia è chiara: alleati
leali sì, pronti a cedere su tutto no. Non a caso a dare man forte alle parole
di La Russa ci pensa subito il capogruppo del Pdl, Fabrizio Cicchitto.
"Che il Pdl nel suo complesso manterrà l'alleanza con la Lega e prenderà
atto della concorrenzialità che essa sta svolgendo al Nord, e che noi
fraternamente ricambieremo, è ovvio". Voce fuori dal coro, quella di
Adolfo Urso. "Noi - dichiara dal palco - non abbiamo bisogno di competere
con la Lega. Noi abbiamo l'ambizione di esprimere una leadership nazionale.
Loro no".
(
da "Mattino di Padova, Il" del 22-03-2009)
Argomenti:
Province
Pagina 13 - Altre La
lotta contro l'Aids La lotta contro l'Aids il Pontefice ha ragione Sono
d'accordo con il Papa quando dice che l'Aids non si combatte con il solo
preservativo. Sono di questo parere anche molti ministri africani. In Africa
c'é un problema di formazione, mentalità, igiene. Quando si sterilizzano 25
ragazzi con lo stesso coltello, il preservativo non c'entra nulla. Kenny Fabbri
Anche a Teolo si recupera l'Ici attraverso le multe Il giorno 19 marzo mia
figlia è venuta a farmi gli auguri per la festa del papà; purtroppo l'aver
lasciato l'auto per 15 minuti con due ruote sopra il marciapiede davanti alla
mia casa le è costato ben 78 euro di multa. A dire il vero l'infrazione è
incontestabile, però è altrettanto vero che da quando abito a Teolo (5 anni
circa) non ho mai visto sanzionare con una multa le auto parcheggiate in modo
più o meno corretto in via Oliveros, una strada molto bella, priva di traffico
e frequentata praticamente dai soli residenti. E' evidente quindi che il Comune
di Teolo ha deciso di cambiare atteggiamento, di essere cioè molto più rigido
in fatto di infrazioni, anche banali, per rimpinguare le casse comunali. Mi
rendo perfettamente conto che l'abolizione dell'Ici può aver messo in
difficoltà parecchi Comuni (tra i quali Teolo), ma, per lo meno, sarebbe molto
più aderente alla realtà, da parte del Governo e della coalizione di
centro-destra, non sbandierare i vantaggi per il cittadino
dell'abolizione dell'Ici in quanto questa è la causa principale di una maggiore
solerzia da parte della polizia urbana, la quale, a mio parere, deve ubbidire a
precise imposizioni dell'amministrazione comunale. Quindi vorrei dire ai
residenti di Teolo di stare molto attenti con le auto perché anche Teolo si è
aggiunto agli ormai numerosi Comuni che cercano di far fronte all'abolizione
dell'Ici attraverso le multe. Renato Ratti Teolo Le logopediste ricordano il
professor Lucio Croatto In occasione della Giornata europea della logopedia che
si è tenuta a Padova nei giorni scorsi, le logopediste ricordano il professor
Lucio Croatto, fondatore della scuola triennale universitaria di logopedia di
Padova, illustre foniatra, stimato professionista di grandi e rare doti umane,
sempre a fianco delle logopediste nella lotta per il riconoscimento della professione
(prima inesistente) e della sua autonomia. Proprio dal «prof», come veniva
chiamato amichevolmente, abbiamo imparato la nostra professione. Lucio Croatto
ha creduto nell'utilità della riabilitazione logopedica nelle numerose
patologie presenti nell'età evolutiva e nell'età adulta. Le logopediste si
sentono quindi in dovere di ricordarlo proprio per averci sempre riconosciuto
dignità professionale e per aver tanto dato a noi e ad ogni persona che nel
corso della vita l'ha incontrato a livello professionale. Roberta Ortolan Irene
Serafini logopediste
(
da "Messaggero, Il (Civitavecchia)" del 22-03-2009)
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Province
Domenica 22 Marzo
2009 Chiudi Spett.le Redazione, la finanziaria 2008 decise
l'abolizione delle circoscrizioni nelle città sotto i 250 mila abitanti
consentendone la sopravvivenza facoltativa in quelle con più di 100 mila
abitanti. Dato che Civitavecchia ha poco più di 50.000 abitanti, abbiamo la
fortuna di poter assistere alla loro eliminazione. Non credo che si
possa trovare alcun cittadino in grado di dare un giudizio positivo sulla
utilità di questi organi decentrati. Quelle poche competenze le possono
svolgere gli uffici comunali. Sino ad oggi, nelle Circoscrizioni abbiamo
assistito solo a scambi di accuse fra maggioranza e opposizione, lotte
intestine delle coalizioni, e accuse verso il Comune. Un gran can can dalla cui
spremitura non è rimasto niente di utile per la città, come spesso capita anche
nella assise superiore. E allora abbiamo l'impressione che le circoscrizioni
servano solo a fare giocare al "piccolo politico" taluni personaggi,
alcuni dei quali con la frangetta. Le circoscrizioni erano nate per essere
l'interfaccia naturale di ogni problema che acquisiva la dignità di problema
sociale godendo di un privilegio che in politica è fondamentale: il rapporto
diretto con i cittadini. Poi si è capito che un numero maggiore di assemblee e
di consiglieri non è garanzia di efficacia amministrativa, risultando anzi una
zavorra nel già complicato sistema italiano. Perciò ecco la fine del
decentramento amministrativo e fine dei costi inutili e dannosi della
partecipazione esagerata. Ai cittadini rimane il sogno. Il sogno di una
politica lontana dagli interessi personali, al servizio della cittadinanza
tutta, finalizzata al miglioramente qualitativo della vita. Di tutti. Mario
Moretti
(
da "Resto del Carlino, Il (Imola)" del 22-03-2009)
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Province
IMOLA pag. 6 di
CRISTINA DEGLIESPOSTI È SBARCATA ieri a Imola la campagna elettorale d... di
CRISTINA DEGLIESPOSTI È SBARCATA ieri a Imola la campagna elettorale del
deputato dell'Udc Gian Luca Galletti, in corsa per le prossime elezioni
provinciali di giugno. Nel tardo pomeriggio, sotto i portici del bar Colonne,
ad accompagnare Galletti in questa prima trasferta c'erano la segretaria
provinciale dell'Udc, Maria Cristina Marri, e la consigliera regionale Silvia
Noè. Per una Provincia ridotta bene': è questo lo slogan scelto dai casiniani
(con una lista civica in appoggio) per la corsa a Palazzo Malvezzi. «La nostra
ha detto Galletti non è una candidatura di bandiera, perché crediamo che sia
possibile arrivare al ballottaggio. La Provincia di Bologna costa 240 milioni
l'anno, di cui cento vengono dalle tasse dei cittadini. Ma ha gli stessi
problemi da quarant'anni a questa parte. E questo perché chi la governa, da
troppo tempo, non ha alcuna motivazione a risolverli, certo di essere rieletto
al mandato successivo». ECCO allora uno dei punti forti del programma di
mandato di Galletti: ridurre le competenze della Provincia
a quelle previste dalla legge per ridurre gli sprechi di risorse. «L'Udc è
firmataria di una proposta di legge per l'abolizione delle Province che è ferma
da un anno in Parlamento spiega . Ci candidiamo consapevoli che non possiamo
chiuderla, ma per sfoltirla, perché si organizza meglio quando non si fa il
superfluo». La cura' Galletti parte dalla giunta provinciale: via i
dieci assessorati per lasciarne in vita solo tre. «La presidente Draghetti ha
la delega alla pace precisa , ma non mi risulta che abbia mai fermato alcuna
guerra». GALLETTI è caustico e la sua politica colpisce nel vivo anche Imola:
«Ci sono troppi livelli di governo e il Circondario non trova casa nella nostra
idea di istituzioni». Secondo il candidato dell'Udc con l'avvio della Città
metropolitana lo scenario dovrebbe cambiare drasticamente. «I Comuni spiega
devono poter scegliere se entrare o meno nella Città metropolitana. Le Province
vanno abolite e quei Comuni che non aderiscono alle Città metropolitane, su
base volontaria, decideranno se unirsi, però a un livello non elettivo e
puramente tecnico». Insomma, senza nessun costo aggiunto, ma con la possibilità
di condividere le risorse per determinati servizi. E infine un monito: «La
Provincia deve essere amica' dei Comuni, non essere d'intralcio alle
progettualità comunali». LE PROSSIME elezioni provinciali potrebbero riservare
alcune sorprese per il territorio circondariale. «In lista ci saranno tre
persone del territorio ha aggiunto Marri . Una è Paola Giordani di Castel San
Pietro, ma è troppo presto per svelare gli altri due nomi. Di sicuro ci sarà un
imolese in lista per le europee insieme a Silvia Noè». Per i primi di maggio è
attesa poi l'apertura della sede imolese dell'Udc in via Emilia e di una a
Castel Guelfo. Saranno attive fino alle elezioni di giugno.
(
da "Giorno, Il (Milano)" del 22-03-2009)
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Province
CRONACA MILANO pag.
6 Podestà: Provincia in difesa della famiglia «L'ente non solo è utile ma può
diventare il soggetto facilitatore del Piano casa» PROGRAMMA SOCIALE IL
CANDIDATO IN PECTORE DEL PDL SFIDA PENATI di CORRADO DRAGOTTO MILANO SE
DIPENDESSE dal numero dei figli (quattro) e dei fratelli (sette, compresa la
compianta giornalista Flavia e l'olimpica a Monaco '72 di nuoto Laura) invece
che dallo spoglio delle schede, Guido Podestà, il candidato (ancora in pectore)
del Pdl per la presidenza della Provincia, avrebbe già battuto Filippo Penati
(due figli). Ma, comunque vada a finire il duello del 6-7 giugno davanti al
convento delle urne urne, l'europarlamentare azzurro che Silvio Berlusconi ha
indicato come sfidante numero uno dell'inquilino uscente di Palazzo Isimbardi
sembra aver improntato alle necessità delle famiglie il programma sociale da
sottoporre al vaglio degli elettori. I cardini del progetto? Lotta (Podestà è
stato, insieme con il fratello Alberto, un buon pallanuotista della Geas di
Sesto San Giovanni) alla crisi economica anche attraverso l'abbassamento delle
imposte di spettanza della Provincia («Penati ha decuplicato la tassa sui
passaggi di proprietà delle auto). Nonché contenimento delle spese di gestione
di Via Vivaio. Onorevole, molti sostengono che le Province rappresentino centri
di costi inutili. Perché non abolirle investendo quanto risparmiato per
assicurare stanziamenti a favore delle famiglie? «Le Province si rivelano
inutili solo se, come quella retta per un lustro di immobilismo da Penati,
vengono amministrate con maggiore attenzione all'alta finanza (il controllo di
Serravalle l'hanno pagato i cittadini) che alle emergenze sociali. Io, comunque,
non mi sono mai unito al coro di quanti, in una sorta di moda che torna
ciclicamente, propongono di cancellare l'ente mediano tra Comuni e Regioni».
Per quale ragione? «Non sono affatto convinto che
dall'abolizione delle Province scaturirebbero vantaggi per i cittadini. Un
esempio della loro utilità? La competenza sulla manutenzione delle strade e
delle scuole. Se non la dovessero più esercitare le Province finirebbe
frammentata tra Regioni e Comuni probabilmente con un aggravio dei costi vivi.
Con il risultato che proprio le famiglie pagherebbero sulla loro pelle i costi
di interventi meno celeri, pianificati e razionali». Quindi, tutto sommato, lei
ritiene le Province una specie di scudo di protezione dei cittadini? «E delle
piccole e medie imprese. Alle quali, in tempi come questi, pure Palazzo
Isimbardi deve offrire un aiuto nell'accesso al credito che farà ripartire
l'economia e circoscriverà il fenomeno della cassa integrazione in costante
allargamento». A proposito... Cosa ne pensa del Piano casa fortemente voluto da
Silvio Berlusconi che il Consiglio dei ministri dovrebbe approvare a breve?
«Che il presidente del Consiglio ha dimostrato uno straordinario coraggio
culturale ad affrontare le difficoltà abitative accusate dalle famiglie con un
progetto incentrato sul taglio netto dei lacciuoli vincolistici posti sullo
sviluppo immobiliare da quello stessa sinistra che ha espresso gli architetti
capaci di sfornare solo quartieri ghetti». Mentre il Piano casa? «Permetterà
alle famiglie di aggiungere al loro appartamento, nel rispetto dell'ambiente,
la stanza che serve per i figli». Poi? «Si rifletterà positivamente sulla
qualità architettonica delle nostre periferie e imporrà l'utilizzo di materiali
ecocompatibili». La panacea di tutti i mali? «Diciamo che il Piano casa sfocerà
in un abbassamento dei prezzi al metro quadro delle abitazioni». E la Provincia
resterà a guardare? «No, perché è, a mio avviso, l'ente più attrezzato a
fungere da "facilitatore" per i cittadini interessati a usufruire dei
vantaggi offerti dal Piano casa».
(
da "Giornale.it, Il" del 22-03-2009)
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Province
n. 70 del 2009-03-22
pagina 3 La De Albertis vuole vincere per cancellare la Provincia di Gianandrea
Zagato Buttata fuori da An, uscita dalla Destra di Francesco Storace, poi rotto
con Daniela Santanché e altre pasionarie filo-nostalgiche, adesso Carla De Albertis
tenta l'assalto alla Provincia di Milano. E lo fa con NordDestra e il sostegno
di Lombardia autonoma ovvero di Roberto Bernardelli, che di traslochi politici
se ne intende - Lega, Pensionati, No euro e Fronte cristiano - come testimonia
il suo curriculum. Accoppiata per «riempire un vuoto nel panorama politico»
creando «qualcosa che in fondo non c'è mai stato, la destra del Nord».
Programma elettorale? È nelle raccolta firme, contro i pedofili, i clandestini
e i rom. Slogan? «Per una politica dell'ordine che elimini
gli sprechi». Parole d'ordine che NordDestra vuol far risuonare nell'aula
consiliare della Provincia di Milano, anche se il duo De Albertis &
Bernardelli ammette di volere «l'abolizione della Provincia». Per farlo serve
il voto anche «dei leghisti che accortisi delle contraddizioni del Carroccio».
Nell'attesa, De Albertis si è prenotata un faccia a faccia con Filippo Penati,
che intanto prosegue la sua campagna elettorale sui temi della sicurezza. ©
SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano
(
da "Eco di Bergamo, L'" del 22-03-2009)
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Province
Costa Volpino, 700
abitanti in più in 10 anni --> Nel Piano di governo del territorio il
ritratto di un paese in crescita. Incentivi per il recupero dei vecchi edifici
Sconti sugli oneri per chi punta al risparmio energetico. Previsto lo sviluppo
di aree verdi attrezzate e piste ciclabili Domenica 22 Marzo 2009 PROVINCIA,
pagina 21 e-mail print COSTA VOLPINOUn paese che cresce: è questo il ritratto
di Costa Volpino tracciato nel nuovo Piano di governo del territorio. Per chi
vuole presentare osservazioni il termine scade domani a mezzogiorno. Il piano
infatti è stato adottato lo scorso 15 dicembre dall'Amministrazione con i voti
della maggioranza di centrodestra guidata da Laura Cavalieri. Il nuovo
strumento urbanistico guiderà lo sviluppo di Costa Volpino per i prossimi anni
nell'edilizia pubblica e privata, nella viabilità e nella tutela di ambiente e
paesaggio. Ora Costa Volpino, con i suoi novemila abitanti, è il comune più
popoloso dell'Alto Sebino (erano 8.400 nel 1990) e i prossimi dieci anni
saranno caratterizzati da un ulteriore sviluppo, sia in termini di popolazione
sia di espansione urbanistica, con ritmi di crescita simili a quelli degli
ultimi anni. Il Pgt prevede infatti che entro il 2018 ci sarà un incremento di
altri 720 abitanti. Ma per le persone che decideranno di stabilirsi nelle
frazioni che compongono Costa Volpino (partendo dall'alto: Ceratello,
Flaccanico, Qualino, Branico, Corti, Volpino, Piano e Pizzo) il nuovo Pgt
prevede che si punti soprattutto a riusare gli edifici già esistenti. «Vista la
tendenza demografica - spiega il documento di piano, una delle sezioni del Pgt
redatto dall'architetto Margherita Fiorina di Bergamo - in coerenza con le
politiche di contenimento di consumo di territorio, si procederà con azioni
volte al recupero di volumi esistenti attraverso la riqualificazione del
tessuto degradato, dismesso o sottoutilizzato, considerato come risorsa da
valorizzare». Questo significa che per i prossimi interventi edilizi a Costa
Volpino, più che favorire la costruzione di nuove abitazioni o di interi complessi
residenziali, l'Amministrazione dovrà considerare iniziative per riqualificare
i centri storici come «l'abolizione del pagamento degli
oneri di concessione, investimenti pubblici mirati al ripristino dell'arredo
urbano e alla collocazione di servizi pubblici, l'erogazione di contributi per
sistemare gli immobili». Il Pgt inoltre introduce anche incentivi per
l'edilizia sostenibile e la bioarchitettura: suggerisce infatti di ridurre gli
oneri di urbanizzazione per le nuove costruzioni, o per quelle vecchie
da recuperare con principi del risparmio energetico. Questa attenzione per la
tutela del paesaggio e del territorio non impedisce però al Pgt di ipotizzare
in località Santa Martina, al confine con Rogno e Pisogne, la costruzione di un
nuovo centro commerciale che occuperà un'area ora verde. Su questo progetto si
è già discusso molto, con la spaccatura all'interno della maggioranza che ha
portato all'uscita della Lega Nord e alle dimissioni di un assessore di
Alleanza Nazionale, ed è tornato d'attualità quando l'assessore regionale
Franco Nicoli Cristiani ha ribadito il «no» del Pirellone al progetto. Il Pgt
prevede un insediamento commerciale, ricettivo e alberghiero di 70 mila metri
quadrati circondato da un parco pubblico di 85 mila. Inoltre dovrà essere
costruito con «opportune opere di mitigazione ambientale, infrastrutturali ed
eventuali opere aggiuntive» da definire nell'accordo di programma necessario
per dare il via libera all'intervento. Infine il Pgt prevede che
(
da "Giornale di Vicenza.it, Il" del 22-03-2009)
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Province
Province bocciate
«Così non servono» Schneck: no comment 22/03/2009 rss e-mail print L'ampio
tavolo dei relatori con il ministro Renato Brunetta al centro Il tema è scottante
e di grande attualità a Vicenza tanto che il presidente Attilio Schneck ha
addirittura convocato poche settimane fa una seduta
monotematica del consiglio provinciale e non perde occasione per parlare
dell'argomento. Il tema è quello dell'abolizione delle Province, respinto a
spada tratta da Schneck che pure sta tagliando a man bassa tutto quello che può
in Provincia e che secondo lui non è necessario. A partire dalla riflessione
avviata sul ripensamento delle aziende partecipate. Ebbene, sul tema del
mantenimento o meno delle Province, Brunetta ha confermato ieri la sua
avversità a questi enti: «Sono dell'opinione - ha detto - che le Province come
le abbiamo conosciute non servono più a niente. Penso che la prossima sia
l'ultima elezione che riguarda le Province e dal 2014, dalla riforma
conseguente al federalismo, penso a delle Province come enti di secondo
livello». Nessuna replica da parte del presidente Schneck sull'argomento che
almeno ieri ha preferito non commentare le dichiarazioni del ministro. Brunetta
non si sottrae all'argomento neppure a margine del convegno, precisando alcune
caratteristiche della riforma: «L'ipotesi è quella di trasformare le Province
in enti di secondo livello, formate dal punto di vista democratico dai sindaci
che eleggono il loro presidente. La Provincia perderebbe la caratteristica di
ente a sé stante per trasformarsi in qualcosa di diverso». Il progetto così
congegnato non avrebbe necessità di subire modifiche all'interno della
Costituzione. Le Province rimarrebbero, ma non ci sarebbero più i costi della
politica, diventerebbero una forma di aggregazione. Non manca peraltro anche
una sterzata alle Regioni a statuto speciale, che talvolta - fa intendere il
ministro - applicano un federalismo becero e piagnone. R.B.
(
da "Mattino, Il (Circondario Sud2)" del 22-03-2009)
Pubblicato anche in: (Mattino, Il (Circondario Sud1))
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Province
CIRO SACCARDI
Castellammare. Al via la fusione tra le due principali aziende sanitarie della
provincia: dall'accorpamento dell'Asl 4 e 5 nasce l'Asl Napoli 3, raccoglierà
tutti i Comuni dell'area vesuviana, del comprensorio stabiese e della penisola
Sorrentina. «Licenziati» i manager Angela Ruggiero e Gennaro D'Auria, il
governatore Bassolino ha affidato all'avvocato Loredana Cici, capo ufficio
legislativo del presidente della Regione, il compito di avviare le procedure
per la fusione delle due aziende, al fine di attuare quanto previsto dalla
legge sulla riqualificazione del sistema sanitario regionale e dal piano di
rientro dal disavanzo. Un commissario straordinario selezionato tra il personale
della Regione, che avrà il compito di completare la fase di accorpamento entro
il 30 giugno. Successivamente, la nuova Asl, secondo quanto trapelato in queste
ore dagli uffici di Santa Lucia, sarà suddivisa in due macroaree, affidate
rispettivamente alla gestione del direttore sanitario e del direttore
amministrativo, con un direttore generale a capo
dell'intera azienda. Una maxi riforma che porterà le casse dell'ente di palazzo
Santa Lucia a risparmiare oltre 40 milioni di euro all'anno, attraverso la
riduzione di incarichi, con l'abolizione di almeno 50 ruoli dirigenziali in
funzionale apicale e il taglio di numerose strutture. Sull'intero
territorio regionale le 13 Asl saranno ridotte a 7, con un'azienda ad Avellino,
Benevento, Caserta, Salerno e tre fra Napoli e provincia. La nuova Asl Napoli 3
vanta un bacino di utenza che oscilla intorno al milione di abitanti, con
distretti ogni 120mila abitanti nelle aree urbane centrali e ogni 70mila
abitanti nelle zone a bassa densità abitativa, nelle isole e nei territori
montani. Complessivamente, sull'interno territorio regionale, i distretti
saranno ridotti da
(
da "Giornale.it, Il" del 22-03-2009)
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Province
n. 70 del 2009-03-22
pagina 0 Programma in venti punti per la legislatura di Redazione Roma - Venti
punti che An, prima di sciogliersi, chiede siano attuati nella legislatura.
L'elenco delle priorità che An propone ai suoi alleati con cui dà vita al Pdl,
è diviso in cinque sezioni: modernizzazione dello Stato, famiglia, sicurezza,
economia e giovani. Il documento è stato letto da Ignazio La Russa prima dello
chiusura del congresso. STATO - Riforma presidenziale con
elezione diretta del capo dello Stato o del presidente del consiglio; riforma
dei regolamenti parlamentari: abolizione delle province. FAMIGLIA - Quoziente familiare; incremento delle detrazioni di
imposta per le famiglie numerose monoreddito, riduzione dell'Iva sui prodotti
destinati alla prima infanzia. SICUREZZA - Pattugliamento, anche nelle
ore serali, nei quartieri di tutti i capoluoghi di provincia, da parte delle
forze dell'ordine e delle forze armate; riordino delle carriere delle forze di
polizia; restrizione della legge Gozzini per chi torna a delinquere e certezza
della pena; piano di edilizia carceraria, no a futuri indulti o amnistie,
espiazione della pena degli stranieri nei poaesi d'origine; espulsione dei
clandestini con riaccompagnamento coattivo nei paesi d'origine utilizzando i
fondi della lotta alla criminalità; regolazione dei flussi in modo da favorire
il lavoro degli italiani; cittadinanza solo a chi conosce l'italiano e rispetta
la cultura e le leggi italiane. CRISI ECONOMICA - Firma di un nuovo patto sociale
con riequlibrio del welfare; rafforzamento degli ammortizzatori sociali a
cominciare dai lavoratori precari; monitoraggio dell'erogazione del credito e
dei tassi praticati alle piccole e medie imprese; avvio di altri provvedimenti
simili al piano casa; legge che incentivi le imprese che adottano statuti
orientati alla responsabilità sociale e alla partecipazione dei lavoratori.
GIOVANI - Voto attivo e passivo a 18 sia per la Camera sia per il Senato;
provvedimenti antiviolenti nelle Università (le due proposte sono state
formulate da Azione Giovani). © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri
4 - 20123 Milano
(
da "Sole 24 Ore, Il" del 23-03-2009)
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Province
Il Sole-24 Ore
sezione: IN PRIMO PIANO data: 2009-03-22 - pag: 5 autore: «Per i capitali un
rientro di scopo» Lo scudo sia utile a tutti - Sì al piano casa, ma il rilancio
passa da etica e pensioni di Fabrizio Forquet D alla «tassa di scopo» al
«rientro di scopo». Pier Ferdinando Casini ha appena letto delle nuove ipotesi
sullo "scudo" per il rimpatrio dei capitali sommersi. «Idea buona»,
da portare avanti, «perché serve a far emergere soldi utili per il rilancio
dell'economia e a mettere alle corde i paradisi fiscali con le loro opacità».
C'è chi dice che sia un favore ai ricchi. Non lo sarà se verrà fatto bene, se
si costruirà una sorta di "rientro di scopo". Lo scudo deve servire a
rilanciare effettivamente gli investimenti e ad aiutare chi oggi è più esposto
alla crisi. Dai capitali che emergono deve derivare un contributo alla
collettività. Come si fa? Sono comunque capitali privati. Nessuno intende
violare libertà individuali. Ma si possono prevedere strumenti per legare
l'accesso al beneficio ad investimenti in titoli del Tesoro, in attività con
finalità pubblica o in creazione di posti di lavoro. Va poi garantito un
vantaggio diretto ai ceti più deboli. Una possibile strada, come sostenuto
anche sul Sole 24 Ore, potrebbe essere quella di indirizzare gli introiti
fiscali che ne deriverebbero per lo Stato a sgravi per i redditi più bassi.
Tutta questa operazione sarà utile se darà un contributo effettivo alla ripresa
dell'economia e alla tenuta sociale. Per aiutare le famiglie in difficoltà il
Pd ha proposto un contributo fiscale a carico dei redditi alti. Cosa ne pensa?
Meglio arrivare allo stesso obiettivo sfruttando le nuove entrate del rientro
dei capitali. Meglio il gettito del rimpatrio piuttosto che nuove tasse.
Comunque io non sono contrario a chiedere un contributo a chi ha di più. E la
proposta del Pd potremmo anche votarla. è giusto dare dei segnali. A partire
dai parlamentari: se deputati e senatori rinunciassero a una mensilità a favore
dei redditi più bassi sarebbe un gesto simbolico importante. A proposito di
stipendi, alla Camera è saltato l'emendamento della Lega sul tetto ai compensi
dei manager nell'amministrazione pubblica e nelle società private. Guardi,
nello Stato non ci sono Paperon de' Paperoni. Attenti a fare demagogia su
questo. Discorso tutt'affatto diverso è quello dei manager privati. Quando si
parla di tetto ai superbonus non è solo un fatto di risparmio per le banche o
le aziende, è anche un impegno etico. La finanza deve recuperare un elemento di
moralità. Tutto quello cui abbiamo assistito è capitato anche perché a un certo
punto si è perso il senso dell'etica. Le aziende erano più interessate a fare
utili figurati, per spingere le stock option, che a creare davvero ricchezza
per gli azionisti e per tutti gli stakeholders. Si fa un gran parlare di
fallimento del mercato. Il mercato non va messo in soffitta. E non credo allo
statalismo di ritorno. Sarebbero due atteggiamenti profondamente sbagliati. Qui
si tratta di dare un'etica al mercato, di recuperare controlli efficienti, di
dare peso ad Authority che rischiano di diventare suppellettili prive di poteri
cogenti. E si tratta anche di ridisegnare un sistema mondiale di regole. Al di
là dei tanti interventi di cui si discute in questi giorni è da qui che passa
la vera soluzione alla crisi di questi mesi. Tra dieci giorni si riunirà il
G-20. Aspettative? è un appuntamento cui dobbiamo guardare con grande
interesse. è quella la sede giusta per delineare una nuova architettura finanziaria
mondiale. Non ce la faremo senza ascoltare anche Paesi come la Cina, l'India o
il Brasile. Intanto il presidente del Consiglio, più pragmaticamente, ha
lanciato il piano casa. Anche il pragmatismo serve. Io non sono contrario a
quel piano. Ha elementi di genialità. Ma bisognerà vedere come verrà calibrato.
Le Regioni sono molto preoccupate. In questa fase è comprensibile. Ci sono,
senza dubbio, rischi di scempi urbanistici e finanche di incolumità pubblica.
Su questo bisogna vigilare attentamente. Ma il piano casa può essere una
potente molla di sviluppo, soprattutto se sarà un grande piano di investimenti
e ristrutturazioni finalizzato, in particolare, al risparmio energetico. Lo
voterete? Siamo pronti a farlo. Ma, per le ragioni che ho detto, aspettiamo di
vedere il testo definitivo del decreto. Non stiamo facendo un'opposizione
ideologica a Berlusconi, siamo, appunto, pragmatici: se si fanno cose utili per
il Paese le votiamo, altrimenti no. E i Tremonti bond sono utili? Mi permetta
una premessa. Prego. Diciamo la verità: Tremonti è simpatico ed è un bravo
ministro dell'Economia, ma non è che avesse capito tutto prima di tutti, come
si fa credere. A ben vedere siamo passati in pochi mesi dalla Robin Hood tax,
che colpiva gli extraprofitti delle banche, ai bond che ne garantiscono
l'operatività. Più che un profeta, a volte Giulio mi sembra un apprendista
stregone. Ma le obbligazioni bancarie sono o no uno strumento efficace? Non c'è
ragione per ritenere che non lo siano. Aiutare le banche in questa fase è doveroso.
Così come è stato utile intervenire con gli incentivi in favore della Fiat. è
sbagliato dire, come ha fatto la Lega, che non si deve sostenere l'auto. Nel
momento in cui intervengono altri Paesi, anche noi dobbiamo farlo, altrimenti
mandiamo a casa un milione di lavoratori. C'è un mercato integrato: bisogna
prenderne atto. E lo stesso vale anche per le banche... I nostri istituti erano
in condizioni migliori degli altri, ma se il Governo fosse restato fermo,
avrebbero rischiato di uscire dalla crisi in posizioni di svantaggio rispetto
ai competitor stranieri. è importante, però, che quegli istituti utilizzino gli
aiuti soprattutto per garantire il credito alle imprese e alle famiglie. In
questo senso il Governo ha introdotto le figure dei prefetti- controllori del
credito. Cosa ne pensa? è un errore.L'idea che i prefetti possano monitorare
l'erogazione del credito verso le Pmi è astratta. Io sono per la soluzione
francese: un mediatore sociale che abbia la sua stanza vicina a quella del
primo ministro, con gli esperti della banca centrale distaccati nelle
prefetture. Tra la Banca d'Italia e il Tesoro c'è stato un lungo confronto su
questo punto. Si è avuto, non solo sui prefetti, un dualismo profondamente
errato. Non è il momento di accendere i personalismi. Si rischia di perdere
un'occasione per affrontare con maturità un momento difficile. Le banche
italiane non meritano grandissimi elogi. Però il problema non è né elogiare né
denigrare, ma tenere in piedi un asset fondamentale per le imprese e le famiglie.
Lei è stato molto critico sul federalismo fiscale. E lo sono ancora di più dopo
che la stragrande maggioranza dei nostri emendamenti sono stati respinti.
Questo è non-federalismo. Senza cifre non c'è federalismo. Ci sono solo spot. E
c'è un rischio: l'esplosione della spesa pubblica e della pressione fiscale
complessiva. Non basta la clausola di invarianza sulla pressione fiscale
introdotta nel testo del Governo? è un vincolo più lessicale che sostanziale.
Nessuno ci garantisce realmente che la moltiplicazione dei centri di spesa non
porti a un'esplosione dei costi e del peso del fisco. In più, rinunciando
all'abolizione delle province, si è persa
un'importante occasione. Anche il Nord pagherà questo federalismo. Meglio, a
proposito di Enti locali, la proposta del Pd sull'allentamento del Patto di
stabilità? Macché. Si tratta di un altro spot. Un'autentica presa in giro. è un
accordo sul nulla. E lo si è visto 48 ore dopo quando la maggioranza ha
presentato l'emendamento che stanziava in favore dei Comuni solo l'1% di quanto
ipotizzato da Franceschini. Si passa dagli spot del Governo a quelli
dell'opposizione. E nessuno parla di una riforma fondamentale per questo Paese:
le pensioni. Battaglia coraggiosa. Ma che non sembra trovare molti sostenitori tra
le forze politiche. è vero, siamo in minoranza. Eppure la crisi sarebbe una
grande opportunità per recuperare i ritardi del Paese. Alcuni degli interventi
di cui abbiamo parlato, dallo scudo al piano casa, possono essere utili. Così
come può essere utile, faccio questa proposta, defiscalizzare gli utili
reinvestiti in comunicazione: un'importante spinta per i consumi. Ma devo registrare che temi fondamentali restano al margine
dell'azione di governo. Abbiamo detto dell'abolizione delle province, ma lo stesso vale per la
liberalizzazione dei servizi pubblici locali. Nella scorsa legislatura c'era un
Ddl ottimo della Lanzillotta: ebbene, oggi è stato accantonato a favore di un
progetto peggiore di quello Lanzillotta emendato da Rifondazione comunista.
Se è un governo liberale questo... Si parlava di pensioni. Se non fai la
riforma delle pensioni in fasi di emergenza come questa, quando la fai?
L'Italia ha il problema del debito e non sa dove reperire risorse da mettere
sul rilancio dell'economia. Cominciamo, allora, ad affrontare seriamente il
tema dello squilibrio generazionale, varando un patto tra le generazioni. Noi
50enni ci impegniamo a lavorare qualche anno di più a fronte di una maggiore
garanzia che trasmettiamo ai nostri figli. Quindi:aumento dell'età della
pensione non solo per le donne ma anche per gli uomini? Sulla base inizialmente
di volontarietà e di una valutazione soggettiva del percorso di vita. C'è
differenza tra una donna che ha fatto quattro figli e una che non ha mai
partorito;c'è differenza tra lavori usuranti e non. Ma la riforma previdenziale
è un banco di prova della sincera volontà di trovare soluzioni per il rilancio
dell'economia. Quella volontà oggi manca? Non dico questo. Ma è da interventi
come questo che passa il nostro futuro. Non si supera la crisi con una guerra
di spot tra maggioranza e opposizione. Serve serietà. «I bond bancari sono
opportuni, ma niente invadenza della politica nel credito» «Va alzata l'età
della pensione: solo affrontando i nodi veri si supererà la crisi» DISEGNO DI
DARIUSH RADPOUR
(
da "Sole 24 Ore, Il" del 23-03-2009)
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Province
Il Sole-24 Ore
sezione: POLITICA E SOCIETA data: 2009-03-22 - pag: 12 autore: Centrodestra. La
Russa: non è un congresso di chiusura, nasce il partito degli italiani - Con la
Lega «una sana competizione» An, un addio senza rimpianti Berlusconi: una forza
che segnerà la storia - Schifani: custodiremo il vostro patrimonio Barbara
Fiammeri ROMA Alleanza nazionale si scioglie per «transitare» nel Pdl. Ma
questo – dice Ignazio La Russa – «non è un congresso di chiusura ma un nuovo
inizio». Tra una settimana «nasce il partito degli italiani»,dalla fusione di
«due gemelli diversi, non monozigoti» quali An e Fi, che si sono sempre
ritrovati«dalla stessa parte ». Il Rubicone è stato attraversato senza
rimpianti. Dall'altra parte c'è il Pdl, quello che ieri Silvio Berlusconi ha
definito «un partito popolare rivolto alla gente, destinato a scrivere una
nuova pagina della storia italiana ». La platea che ospita l'ultimo congresso
di An è composta, senza bandiere, senza lacrime. Anche gli applausi sono
misurati. Tranne quando scorre il filmato di Giorgio Almirante e vengono
ricordate le vittime delle foibe e i due giovani missini, Zicchieri e Ramelli,
uccisi nel 1975. La Russa parla a braccio. Ribadisce quanto sostenuto dalla
mozione che sancisce la «confluenza » nel Pdl. Gianfranco Fini, seduto in prima
fila,prende appunti: gli torneranno utili per il suo discorso di oggi. Il
reggente di An ripercorre le tappe che hanno portato alla fusione: la
manifestazione di Piazza San Giovanni prima,ma anche la tensione provocata dal discorso
del predellino di Silvio Berlusconi archiviata poi con la caduta del governo
Prodi. Adesso comincia una nuova storia ma – dice la Russa citando Eraclito
–«nulla si crea,nulla si distrugge,tutto è divenire ».An entra nel Pdl senza
doversi spogliare di una parte di sé. Quanto doveva essere tagliato fu deciso
14 anni fa a Fiuggi dove furono gettate le fondamenta del Pdl: «Ringrazio
Gianfranco per il coraggio di cui noi siamo i beneficiari», dice La Russa
rivolgendosi a Fini. L'identità di An non si disperderà – spiega – perché un
partito che ha oltre il 40% dei consensi non può essere «monoidentitario». Lo
conferma anche il presidente del Senato Renato Schifani che dal palco assicura:
«Il vostro patrimonio sarà ben conservato nel Pdl». E per La Russa la
contaminazione è già evidente.A mo' d'esempio cita la battaglia contro
l'indulto («Fummo solo noi e la Lega a votare contro, ma adesso che l'emergenza
carceraria è tornata tutta Fi, a partire dal ministro Alfano, condivide questa
posizione») o l'attenzione all'economia sociale di mercato manifestata da
Giulio Tremonti. Il reggente di An è convinto che il Pdl diventerà la destra in
Italia, come lo è Aznar in Spagna, Sarkozy in Francia o i Tory in Inghilterra.
Ma la confluenza nel Pdl inciderà anche nei rapporti con la Lega. La Russa è
diretto. Bossi è alleato «fraterno e leale» ma con la riduzione dei partiti
della coalizione ha inevitabilmente più spazio. «Non c'è niente di male» a
instaurare con il Carroccio una «sana competizione». La Lega non può pensare –
è il ragionamento di La Russa – che poiché l'obiettivo è vincere «bisogna fare
sempre un passo di lato. Non può essere sempre il Pdl a farlo: i passi o si
fanno insieme o non si fanno» avverte il reggente di An, che rilancia la
battaglia per l'abolizione delle province contro cui si è schierato il
Carroccio. è un segnale che trova parecchi sostenitori anche dentro Fi,
soprattutto al Nord viste le richieste di Bossi sulle candidature per le
prossime amministrative. E che Italo Bocchino (vicecapogruppo alla Camera)
rafforza: «Dovremo aiutare Berlusconi a essere meno accondiscendente verso la
Lega, un atteggiamento che forse nasce dal ricordo del ribaltone». Non
mancano le rassicurazioni sulla democraticità del Pdl. La Russa ribadisce che
non esiste un problema di leadership «perché è giusto che il leader sia Silvio
Berlusconi», il quale, sottolinea , sarà «eletto» dal congresso fondativo del
Pdl che si terrà sempre alla Fiera di Roma a partire da venerdì prossimo. Ma–
insisterà poi il ministro Andrea Ronchi – «il Pdl non sarà una monarchia
»perché –aggiunge Adolfo Urso – i leader non li fanno i giornali ma i cittadini
che oggi dicono che «il leader è Berlusconi, è Fini e, se sono del Nord, è
anche Bossi». Quanto alle regole dello statuto conferma che tre saranno i
coordinatori che dovranno dare seguito alle decisioni degli organi del partito:
l'ufficio di presidenza composto da 21 persone e la direzione (60-120 membri).
Da segnalare l'intervento fuori dal coro di Roberto Menia. Il sottosegretario
all'Ambiente ha ribadito le sue perplessità per un percorso definito «troppo
affrettato ». E forse non l'unico a pensarlo, visto i calorosi applausi che gli
sono stati tributati. MINORANZA CRITICA Il sottosegretario Menia unica voce
fuori dal coro: «Percorso affrettato» Ma dalla platea arrivano calorosi
applausi Gemelli diversi. I due alleati, Forza Italia e An, secondo
l'espressione usata da Ignazio La Russa nel suo intervento dal palco ANSA
(
da "Giornale.it, Il" del 23-03-2009)
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Province
n. 12 del 2009-03-23
pagina 4 Il primo affondo colpisce gli alleati: non lasceremo i nostri voti
alla Lega di Adalberto Signore Al via la competizione col Carroccio. Alemanno:
«Il Pdl dia spazio alla destra o perderà» Gasparri: «Saremo il partito della legge
e dell?ordine e ci sporcheremo le scarpe di fango» Roma La concorrenza tra Lega
e Pdl era rimasta sottotraccia per mesi e mesi. Salvo qualche fuoco estivo
quando ad agosto si discuteva del federalismo fiscale e il ministro Fitto
cercava di arginare gli entusiasmi del suo collega Calderoli. Frizioni rimaste
sostanzialmente nell?ombra con Letta nelle vesti di grande mediatore. Da
allora, però, un po? di insofferenza è montata, anche perché al Nord il
Carroccio promette di rastrellare voti, forte di una presenza capillare sul
territorio che non ha eguali in nessun partito. Considerazioni, queste, a cui
negli ultimi mesi si sono aggiunte le perplessità di chi non ama come la Lega
sappia sbandierare le proprie vittorie e i provvedimenti che porta all?incasso.
Insomma, hanno iniziato a dirsi i vertici di Forza Italia e An, «ogni cosa che
fa il governo sembra sia merito loro». Parola di ministri, capigruppo e
semplici peones. Alla fine il problema è arrivato in superficie. Forse perché è
soprattutto An a temere di restare scoperta sul fronte della sicurezza e
dell?immigrazione lasciando praterie a Bossi e compagni. L?identità si difende
anche così. Per usare le parole di Alemanno al congresso che sancisce la fine
di An, «spira forte un vento di destra che viene dalle viscere delle nostre
identità». E in questo senso la questione Lega non può essere derubricata senza
un?attenta riflessione. Tra Pdl e Carroccio, dice il sindaco di Roma, ci sarà
«competizione leale ma pur sempre competizione». Insomma, «ora che nasce il Pdl
bisogna stare molto attenti». Il richiamo è chiaro: «In questo partito dovranno
avere dignità i moderati e il centro, ma anche i valori della destra. O
rischiamo di consegnare tantissimi voti alla Lega, non solo al Nord». E la
preoccupazione è anche di Gasparri se il presidente dei senatori del Pdl prende
le distanze da chi «guarda alla Lega per sottolineare la sua militanza». Non è
il Carroccio, insomma, l?unico partito dove c?è ancora il rapporto con la base.
Per questo, dice Gasparri, «sporcheremo ancora di più le nostre scarpe di
fango» e «continueremo con la politica tra la gente». Saremo, aggiunge, «il
partito della legge e dell?ordine». «Il Pdl - conclude - troverà interi
giacimenti di militanza politica nel mondo di An». Quella lanciata alla Nuova
Fiera di Roma, dunque, è una doppia sfida al Carroccio. Sul piano politico e
della capacità di fare politica, ma anche su quello dei contenuti. Perché, dice
Briguglio, e concordano in tanti, «nel centrodestra c?è un disegno egemonico
della Lega per imporre i suoi modelli». E il Pdl «non può contrastare questo
piano cedendo sempre alle sue richieste». Un leit motiv, questo, che si ascolta
da qualche mese anche negli ambienti di Forza Italia. «La Lega - diceva qualche
giorno fa l?azzurro Napoli - ci ha stufato». Messaggio piuttosto sintetico, ma
che chiarisce senza incertezza alcuna la presa di posizione dei 101 deputati
del Pdl su sicurezza e immigrazione. Un segnale al Carroccio, che la corda la
si può tirare ma fino a un certo punto. Insomma, la «competizione leale» è
ufficialmente iniziata. Certo, la Lega metterà a segno il primo colpo con
l?approvazione del federalismo fiscale, una vittoria da sbandierare in campagna
elettorale. Il Pdl, però, non se ne starà in disparte. E, spiega un ministro,
lancerà la campagna per l?abolizione delle Province. «è nel programma di
governo», spiega candido Brigulglio. E aprire quel capitolo - oltre
all?obiettivo di lungo periodo di razionalizzare la spesa pubblica - avrebbe un
valore politico indiscusso e certificherebbe che anche la Lega qualcosa agli
alleati lo deve concedere. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 -
20123 Milano
(
da "Tempo, Il" del 24-03-2009)
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Province
stampa Si riaccende
la protesta contro le limitazioni al traffico in vigore dalle 6.30 fino alle 10 del mattino Trastevere, Ztl della discordia I
negozianti scrivono al Comune: «Divieto sbagliato, affari a picco» Damiana
Verucci Sono già state raccolte 100 firme per chiedere l'abolizione della Ztl
diurna di Trastevere nei giorni lavorativi. L'attuale chiusura dei varchi dalle
6.30 del mattino alle 10, per i commercianti del rione non solo è
inutile ma dannosa. La conferma starebbe in tutte le attività che gravitano
nella zona e che hanno subìto un calo notevole degli affari proprio per colpa
dei varchi accesi nei giorni lavorativi. Così i commercianti si sono dati
appuntamento ieri mattina in un albergo romano e hanno deciso di inviare una
lettera all'assessore al Commercio Davide Bordoni e al presidente del I
Municipio Orlando Corsetti, per chiedere l'abolizione della Ztl diurna o, in
alternativa, la revisione degli orari durante la settimana. Ad essere criticati
dai commercianti, infatti, non sono i varchi che si accendono la sera per
limitare l'ingresso delle auto nel rione, ma quell'«assurdo» accesso vigilato
che parte alle 6.30 e che «non serve a nulla», spiega Mauro Capriotti titolare
di un bar in piazza San Cosimato, dove tra l'altro, è stato accusato il danno
maggiore in termini di calo degli affari per tutte quelle attività commerciali
che con difficoltà riescono ad approvvigionarsi. Se proprio l'abolizione della
Ztl non fosse possibile allora la giusta alternativa, secondo i commercianti,
potrebbe essere una sua riduzione fino alle 8 del mattino per permettere il
carico e scarico delle merci. Nella richiesta indirizzata a Bordoni e Corsetti
i commercianti sottolineano però anche l'esigenza di avere «una viabilità
migliore, più aree pedonali e un controllo sulle bancarelle di Trastevere».
Alla riunione di ieri ha partecipato anche il vice presidente della commissione
Commercio del I municipio, Maurizio Forliti, che ha invece ragionato sulla
necessità di un piano organico per Tratevere finalizzato al rilancio turistico
e commerciale.
(
da "Tirreno, Il" del 24-03-2009)
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Province
Pagina 2 -
Montecatini Mencarelli in giunta con Lapenna per il benessere di terza
generazione Amo Montecatini punta all'abolizione della Parcheggi spa In questi
giorni il nostro percorso politico è stato interpretato in vari modi. Ci
sentiamo in dovere di fare chiarezza, specie con coloro che emettono giudizi
talvolta di comodo e fuorvianti dalla realtà. Nella passata tornata elettorale
ci siamo schierati con il nostro candidato a sindaco Moreno Mencarelli in
posizione autonoma sia dal centrosinistra di Bartolini, sia dal centrodestra di
Severi. Già dall'insediamento di questa legislatura abbiamo comunicato che il
gruppo Riformista avrebbe esercitato un'azione di opposizione alla giunta ma
che sarebbe stata distinta e autonoma dal resto della minoranza. Ci preme
sottolineare che nel corso di questi dieci anni, quando i vari dirigenti del
centrosinistra più volte hanno richiesto un nostro contributo in termini di
portatori di voti, abbiamo sempre dato il nostro sostegno sia in occasione
delle varie primarie sia per altre iniziative politiche. Sopratutto ai Ds, in
particolare con la segreteria di Cristiana Bianucci, poi al Pd. Abbiamo anche
partecipato, come invitati, ai vari congressi dei partiti politici durante i
quali abbiamo sempre sostenuto che in un momento di grave crisi economica e
d'identità della città serve mettere insieme tutte le sinergie possibili,
abbattendo gli sbarramenti ideologici. Anche nel comunicato dello scorso
gennaio abbiamo rimarcato il concetto che era arrivato il momento di mettere da
parte l'appartenenza alla collocazione politica e mettersi la casacca con i
colori della città, che non ci avrebbero fatto paura le primarie, che per noi
non erano poi un tabù. Tra i pensieri, talvolta anche forti, che ci hanno
distinto in questi anni di opposizione, fatta in modo costante e tenace da
Moreno Mencarelli, l'abolizione della Montecatini
Parcheggi per le funzioni che oggi svolge, diverse e fuorvianti dal progetto
originario. Abolizione che
come Riformisti - Amo Montecatini perseguiremo con tenacia dall'interno della
probabile futura maggioranza. Abbiamo ritenuto valido il progetto di riunire le
forze riformiste, laiche e socialiste aperta al contributo di persone
che per la prima volta sentono la necessità d'impegnarsi direttamente per
rilanciare Montecatini aderendo numerosi alla lista civica dei Riformisti - Amo
Montecatini, che ha valutato positivamente il progetto di Alberto Lapenna, che
abbiamo integrato con nostre proposte per il rilancio economico e sociale della
città. Un altro fattore che ci ha convinto sono le discontinuità e le pari
dignità offerta dal Pdl, abbattendo quegli steccati ideologici che non servono
se veramente si è intenzionati a far "volare di nuovo in alto Montecatini".
In questo contesto, ci ha favorevolmente colpito ed entusiasmato questo
innovativo progetto che vede al centro della futura azione amministrativa
quella di una città termale e del benessere di terza generazione, affidando
alla cultura dell'ospitalità una delle sue maggiori prerogative. I Riformisti -
Amo Montecatini credono in questo progetto, che restituirà ai cittadini di
sentirsi nuovamente orgogliosi e privilegiati di poter vivere in una città
speciale a misura d'uomo, dove la sicurezza, il decoro e la vivibilità
troveranno adeguate risposte attraverso l'attuazione del programma con un
sindaco esperto come Alberto Lapenna, coadiuvato da una giunta di donne e
uomini di cui farà parte Moreno Mencarelli, che credono con fervore in questo
"nuovo inizio per Montecatini". Giuseppe Pezzino Riformisti Amo
Montecatini
(
da "Repubblica, La" del 24-03-2009)
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Pagina III - Milano
Dall´abolizione dell´Ici 2008 ne dovevano entrare trentotto, nessuna notizia di
quelli del 2009 Arrivano solo diciannove milioni il Comune dimezza i fondi
anticrisi I tagli non aprirebbero comunque un buco nelle casse di Palazzo
Marino perché i soldi dovevano finire nel pacchetto aiuti Il neoassessore
Beretta "Sto sollecitando continuamente il governo per avere certezze sui
tempi di distribuzione" GIUSEPPINA PIANO L´abolizione
dell´Ici dimezza i fondi anticrisi di Palazzo Marino. Con la bufera mondiale
galoppante da mesi, con la cassa integrazione esplosa tra città e provincia
(più 1300 per cento quella in deroga per le piccolissime imprese, ha
contabilizzato la Cgil nei giorni scorsi), il governo per ora ha stanziato solo
la metà dei 38 milioni di euro che deve al Comune come saldo per l´Ici
non incassato nel 2008. Quei soldi dovevano andare tutti in interventi a
sostegno di lavoratori, imprese e famiglie colpite dalla recessione. Il pacchetto
anticrisi, dunque, dovrà accontentarsi di 19 milioni. Almeno per ora. Il
neoassessore al Bilancio Giacomo Beretta non nasconde la fretta: «Sto
sollecitando continuamente il governo per avere certezze sui tempi di
erogazione dei fondi: vista l´emergenza, prima abbiamo i soldi prima possiamo
dare risposte certe ai bisogni». Al caso-Milano lavora il sottosegretario
all´Economia Luigi Casero, già assessore al Bilancio con Albertini e
commissario cittadino di Forza Italia. Beretta vede comunque il bicchiere mezzo
pieno, guarda ai 19 milioni di euro che presto dovrebbero arrivare in Comune
per assicurare che «saranno spesi per rispondere alle priorità dell´emergenza:
dal sostegno al reinserimento di chi perde il lavoro al sostegno all´accesso ai
mutui per le famiglie in difficoltà». Ma l´esito della verifica che ieri
Palazzo Marino ha fatto con il ministero dell´Economia sui conti, a partire dal
credito vantato sui fondi che l´esecutivo aveva promesso a tutti i Comuni per
ripianare l´abolizione dell´Ici, ha lasciato anche delusioni. La metà dei 38
milioni dovuti per il 2008 è stanziato, per Milano come per gli altri Comuni,
hanno assicurato dal ministero dell´Economia. Sull´altra metà, invece, il
governo sta ancora cercando una copertura. Un generico impegno, dunque, sul
saldo del 2008. E ancora nebbia fitta sui fondi che dovranno arrivare per
l´abolizione dell´Ici nel 2009. I tagli non aprirebbero comunque un buco nel
bilancio di Palazzo Marino solo per un motivo: perché maggioranza e
opposizione, quando fu approvato il documento di previsione di quest´anno,
convennero che gli ex fondi Ici avrebbero dovuto, appunto, finire tutti in un
pacchetto anticrisi a sostegno del reddito dei lavoratori rimasti senza lavoro
o delle famiglie in difficoltà per pagare l´affitto. I 19 milioni di euro
sopravvissuti saranno assegnati con bandi che l´assessorato al Bilancio sta
studiando. Non solo. I dubbi nel tormentato rapporto contabile tra centro e
periferia, tra Comune e governo, non sono solo sull´Ici. La verifica con il ministero
dell´Economia ha ribadito le promesse per gli stanziamenti attesi dal sindaco
Moratti sulle opere in vista dell´Expo, a partire dal completamento della nuova
linea 5 della metropolitana fino a San Siro che ancora non ha certezze sui
finanziamenti statali. Ma che il governo ribadisce di voler di finanziare in
extremis attraverso il Cipe. Per proseguire sul blocco degli investimenti
imposto alle città dalla cosiddetta circolare-Tremonti, quella che per non
sforare il Patto di stabilità interno costringe gli enti locali a non spendere
anche i soldi che hanno: a Milano la visione restrittiva del documento
bloccherebbe i cantieri per la nuova linea 4 della metropolitana, e ancora non
è chiaro quanto e come i vincoli saranno imperativi. Dopo la censura della
circolare fatta dalla Corte dei conti lombarda, il sindaco Moratti si è detta
fiduciosa con i suoi assessori che Milano è un Comune virtuoso e potrà dunque
spendere in cantieri quello che incasserà dalle vendite di immobili. Al
ministero, però, si sta ancora lavorando per ricalibrare i vincoli e certezze
formali ancora non ce ne possono essere.
(
da "Virgilio Notizie" del 24-03-2009)
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Roma, 24 mar.
(Apcom) - Più della metà dei paesi ha abolito la pena di
morte di diritto o de facto. Secondo gli ultimi dati di Amnesty International,
aggiornati al mese di marzo 2009: - 92 paesi hanno abolito la pena di morte per
ogni reato. - 10 paesi l'hanno abolita salvo che per reati eccezionali, quali
quelli commessi in tempo di guerra. - 36 paesi sono abolizionisti de
facto poiché non vi si registrano esecuzioni da almeno dieci anni oppure hanno assunto
un impegno a livello internazionale a non eseguire condanne a morte. - In
totale 138 paesi hanno abolito la pena di morte nella legge o nella pratica. -
59 paesi mantengono in vigore la pena capitale, ma il numero di quelli dove le
condanne a morte sono eseguite è molto più basso. Condanne a morte eseguite nel
2008 Afghanistan: almeno 17 Arabia Saudita: almeno 102 (tra cui tre donne)
Bangladesh: 5 Bahrain: 1 Bielorussia: 4 Botswana: 1 Cina: almeno 1718 Corea del
Nord: almeno 15 Egitto: almeno 2 Emirati Arabi Uniti: almeno 1 Giappone: 15
Indonesia: 10 Iran: almeno 346 (tra cui 8 minorenni) Iraq: almeno 34 Libia:
almeno 8 Malesia: almeno 1 Mongolia: almeno 1 Pakistan: almeno 36 Saint
Christopher e Nevis: 1 Singapore: almeno 1 Siria : almeno 1 Somalia: almeno 1
(minorenne lapidata, corti islamiche) Stati Uniti d'America: 37 Sudan: 1 Yemen:
almeno 13 Vietnam: almeno 19 Condanne a morte eseguite nel 2009 Arabia Saudita:
almeno 14 Cina: dato non disponibile Giappone: 4 Iran: almeno 60 (tra cui
almeno 1 minorenne) Singapore: almeno 1 Stati Uniti d'America: 20 Yemen: almeno
4
(
da "Wall Street Italia" del 24-03-2009)
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Province
Pena morte/ Paesi
abolizionisti, mantenitori ed esecuzioni-scheda di Apcom Più della metà dei
paesi ha abolito la pena di diritto o de facto -->Roma, 24 mar. (Apcom) -
Più della metà dei paesi ha abolito la pena di morte di diritto o de facto.
Secondo gli ultimi dati di Amnesty International, aggiornati al mese di marzo
2009: - 92 paesi hanno abolito la pena di morte per ogni reato. - 10 paesi
l'hanno abolita salvo che per reati eccezionali, quali quelli commessi in tempo
di guerra. - 36 paesi sono abolizionisti de facto poiché non vi si registrano
esecuzioni da almeno dieci anni oppure hanno assunto un impegno a livello
internazionale a non eseguire condanne a morte. - In totale 138 paesi hanno
abolito la pena di morte nella legge o nella pratica. - 59 paesi mantengono in
vigore la pena capitale, ma il numero di quelli dove le condanne a morte sono
eseguite è molto più basso. Condanne a morte eseguite nel 2008 Afghanistan:
almeno 17 Arabia Saudita: almeno 102 (tra cui tre donne) Bangladesh: 5 Bahrain:
1 Bielorussia: 4 Botswana: 1 Cina: almeno 1718 Corea del Nord: almeno 15
Egitto: almeno 2 Emirati Arabi Uniti: almeno 1 Giappone: 15 Indonesia: 10 Iran:
almeno 346 (tra cui 8 minorenni) Iraq: almeno 34 Libia: almeno 8 Malesia: almeno
1 Mongolia: almeno 1 Pakistan: almeno 36 Saint Christopher e Nevis: 1
Singapore: almeno 1 Siria : almeno 1 Somalia: almeno 1 (minorenne lapidata,
corti islamiche) Stati Uniti d'America: 37 Sudan: 1 Yemen: almeno 13 Vietnam:
almeno 19 Condanne a morte eseguite nel 2009 Arabia Saudita: almeno 14 Cina:
dato non disponibile Giappone: 4 Iran: almeno 60 (tra cui almeno 1 minorenne)
Singapore: almeno 1 Stati Uniti d'America: 20 Yemen: almeno 4
(
da "HelpConsumatori" del 24-03-2009)
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News DIRITTI. In
Europa la pena di morte resiste solo in Bielorussia. Rapporto Amnesty
International 24/03/2009 - 11:01 Nel 2008 almeno 2390 persone sono state messe
a morte in 25 paesi, con una media di 7 persone al giorno nel mondo. In 52
nazioni, tra gennaio 2008 e dicembre 2008 almeno 8864 persone sono state
condannate a morte; il 93% di tutte le esecuzioni è avvenuto in 5 paesi: Cina,
Iran, Arabia Saudita, Pakistan e Stati Uniti. E' il bollettino annuale di
Amnesty International sulla pena di morte nel mondo, presentato oggi a Roma.
Due terzi dei paesi di tutto il mondo hanno abolito per legge o nella pratica
la pena di morte; in 59 paesi questa ancora esiste. Secondo i dati di Amnesty
International, aggiornati al mese di marzo 2009 92 paesi hanno abolito la pena
di morte per ogni reato, 10 paesi l'hanno abolita salvo che per reati
eccezionali, quali quelli commessi in tempo di guerra; 36 paesi sono
abolizionisti de facto poiché non vi si registrano esecuzioni da almeno dieci
anni oppure hanno assunto un impegno a livello internazionale a non eseguire
condanne a morte. In totale 138 paesi hanno abolito la pena di morte nella
legge o nella pratica. I metodi di esecuzione utilizzati sono: decapitazione,
lapidazione, impiccagione, iniezione letale, fucilazione e sedia elettrica. In
Iran sono state messe a morte almeno 8 persone che all'epoca del reato erano
minorenni. In Cina, Bielorussia, Mongolia e Corea del Nord, le condanne sono
eseguite in assoluta segretezza e senza trasparenza. Il maggior numero di esecuzioni
nel 2008 è stato riscontrato in Asia, dove 11 paesi continuano a ricorrere alla
pena di morte: Afghanistan, Bangladesh, Cina, Corea del Nord, Giappone,
Indonesia, Malaysia, Mongolia, Pakistan, Singapore e Vietnam. Il secondo
maggior numero di esecuzioni, 508, è stato registrato nella regione Africa del
Nord - Medio Oriente. Nonostante questi numeri si stanno compiendo piccoli
passi avanti verso l'abolizione della pena di morte nel
mondo. A dicembre, l'Assemblea generale delle Nazioni Unite ha adottato, a
larga maggioranza, una seconda risoluzione che chiede una moratoria in vista
dell'abolizione della pena di morte e la Commissione africana dei diritti umani
e dei popoli ha richiamato gli Stati africani che mantengono la pena di morte
ad osservare una moratoria sulle esecuzioni nella regione in vista
dell'abolizione. Gli Stati Uniti nel 2008 hanno registrato il numero più basso
di esecuzioni avvenute in un anno dal 1995: 37, quasi tutte in Texas.
Purtroppo, come gli anni precedenti, un gran numero di condanne è stato emesso
a seguito di processi che non hanno rispettato gli standard internazionali
sull'equo processo. Un numero preoccupante di esecuzioni è avvenuto a seguito
di procedimenti basati su confessioni estorte con la tortura, in violazione delle
leggi internazionali. L'Europa sarebbe una "zona libera dalla pena di
morte" se non fosse per la Bielorussia, dove questa pratica avviene in
segreto. Le condanne vengono eseguite con un colpo di pistola alla nuca e non
vengono fornite informazioni sulla data dell'esecuzione né sul luogo di
sepoltura. Le esecuzioni nell'ex repubblica sovietica sono state quattro. In
occasione della pubblicazione dei dati relativi al 2008, Amnesty International
lancia il rapporto "Ending executions in Europe: Towards abolition of the
death penalty in Belarus" e un'azione on line per fermare le esecuzioni in
Bielorussia. 2009 - redattore: GA
(
da "Sestopotere.com" del 24-03-2009)
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I consiglieri
Massimo Pierpaoli e Massimo Masotti hanno aderito al gruppo Misto (24/3/2009
17:51) | (Sesto Potere) - Ferrara - 24 marzo 2009 - La seduta del Consiglio
comunale è stata oggi aperta da due comunicazioni. Al termine di un breve
intervento il consigliere Massimo Masotti ha annunciato la sua intenzione di
uscire dal gruppo di Forza Italia. A seguire il consigliere Massimo Pierpaoli,
dopo aver ricordato che mercoledì scorso ha dato le dimissioni da coordinatore
comunale dal suo partito, ha annunciato al Consiglio la sua intenzione di
uscire dal gruppo di Forza Italia. Entrambi i consiglieri hanno quindi aderito
al Gruppo Misto, che risulta ora composto di tre membri con capogruppo il
consigliere Romeo Savini. Il consigliere Pier Francesco Perazzolo è ora il
nuovo presidente del gruppo Forza Italia. Successivamente l?assemblea ha votato
delibere e discusso ordini del giorno. Queste le delibere esaminate Assessore
Mariella Michelini - Approvazione del Regolamento per l?affidamento di
incarichi professionali di importo inferiore a 100mila euro relativi alle
prestazioni di cui all?art. 91 del D.L. 163/06. Abrogazione dell?art. 83
'Incarichi per servizi attinenti all?architetture e all?ingegneria' / Titolo
VII del Regolamento per la disciplina dei contratti dei lavori in economia,
dell?approvvigionamento di beni e servizi. La delibera è stata illustrata
dall?assessore Mariella Michelini. Sul documento è intervenuto il consigliere
Francesco Rendine (AN). Per dichiarazioni di voto è intervenuta Barbara Diolaiti
(Verdi). La delibera è stata approvata. A favore hanno votato i gruppi PD,
Verdi, Pdci, Prc, PS; astenuti Gruppo Misto; contrari AN, FI, Io amo Ferrara.
Assessore relatore Raffaele Atti - Approvazione di variante normativa al piano
particolareggiato di iniziativa privata relativo ad un?area di via Ferraresi,
Sottozona D1.3/Società Zerbonata srl, Nl Properties srl, Caam Re Italia spa.
Dopo l?illustrazione dell?assessore Raffaele Atti sono intervenuti i
consiglieri Liliano Cavallari (Io amo Ferrara) e Barbara Diolaiti (Verdi). Dopo
la replica dell?assessore Atti per dichiarazioni di voto sono intervenuti
Liliano Cavallari (Io amo Ferrara), Pier Francesco Perazzolo (FI). La delibera
è stata approvata. A favore hanno votato i gruppi PD, Verdi, Pdci, Prc, PS,
Gruppo Misto; contrari AN. FI, Io amo Ferrara. Ordine del giorno - Richiesta di
iscrizione agli asili nido e materne comunali Con i voti a favore dei gruppi
FI, AN, Io amo Ferrara, Misto (contrari PD, Prc, Verdi, PS) il Consiglio ha
respinto l?ordine del giorno presentato il 22/05/08 dai gruppi FI e AN, in
merito alla “Richiesta di iscrizione agli asili nido e materne comunali”. Il
documento è stato illustrato dal consigliere Massimo Pierpaoli (Misto). Sono
quindi intervenuti il consigliere Francesco Colaiacovo – PD (che ha presentato
una Risoluzione anche a nome dei gruppi Pdci, Verdi, PS - approvata),
l?assessore Massimo Maisto, Pier Francesco Perazzolo (FI), Barbara Diolaiti –
Verdi (che ha proposto un emendamento alla risoluzione - accolto), Alex De Anna,
Enrico Brandani (AN), Francesco Colaiacovo (PD), Liliano Cavallari (Io amo
Ferrara). Ordine del giorno - Abolizione dell?ICI
sulla prima casa Con i voti a favore dei gruppi FI, AN, Io amo Ferrara
(contrari PD, Prc, Verdi, PS) il Consiglio ha respinto l?ordine del giorno
presentato dai gruppi FI e AN, in merito alla “Abolizione
dell?ICI sulla prima casa”. Il documento è stato illustrato dal consigliere
Pier Francesco Perazzolo (FI). Sono quindi intervenuti i consiglieri Luigi
Marattin (PD) e Liliano Cavallari (Io amo Ferrara).