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toARTICOLI DEL 1-21 ottobre
2008 #TOP
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Articoli
Province (67)
Provincia, va riqualificato il ruolo dell'ente
( da "Libertà"
del 01-10-2008)
Argomenti: Province
Abstract: e una definizione del ruolo delle città metropolitane, con l'abolizione delle Province che insistano su quei territori. Nel documento si chiede anche un vero federalismo fiscale, da attuare tenendo conto del disegno di legge approvato di recente dal Governo, che riconosca alle Province risorse legate sia alle entrate dei rispettivi territori,
Per
le Province taglio antideficit ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 01-10-2008)
Argomenti: Province
Abstract: La pubblicazione dell'Istituto Bruno Leoni Per le Province taglio antideficit ROMA "All'abolizione delle province ci arriveremo per necessità. Perché gli impegni assunti negli ultimi anni per ridurre la spesa corrente non bastano e l'Italia continuerà a garantire con grande difficoltà il rispetto del Patto di stabilità europeo".
La
Regione non decide, azzerate 8 comunità montane
( da "Corriere
del Veneto" del 01-10-2008)
Argomenti: Province
Abstract: Io sono per l'abolizione delle comunità montane e delle Province ma ho detto alla maggioranza di trovare una soluzione seria, che non costringa il consiglio ad abdicare da un proprio ruolo essenziale per delegarlo allo Stato. Anche se la cosa non mi dispiacerebbe, perchè almeno così rimarrebbero in vigore le vere comunità montane,
Azzerate
le due comunità montane veronesi La Regione non decide, azzerate 8 comunità
montane ( da "Corriere del Veneto"
del 01-10-2008)
Argomenti: Province
Abstract: Io sono per l'abolizione delle comunità montane e delle Province ma ho detto alla maggioranza di trovare una soluzione seria, che non costringa il consiglio ad abdicare da un proprio ruolo essenziale per delegarlo allo Stato. Anche se la cosa non mi dispiacerebbe, perchè almeno così rimarrebbero in vigore le vere comunità montane,
Sindaci
in missione a roma ( da "Nuova Venezia, La"
del 01-10-2008)
Argomenti: Province
Abstract: Ci sarà anche il presidente della Provincia, Davide Zoggia; assente invece Massimo Cacciari. La protesta, nata per cercare di arginare i danni causati dall'abolizione dell'Ici e dal taglio dei trasferimenti, si svolgerà nelle strade della Capitale; il corteo arriverà davanti a Montecitorio.
C'è
il Walter di lotta, la sinistra lo aspetta
( da "Manifesto,
Il" del 01-10-2008)
Argomenti: Province
Abstract: sarebbe costruire un fronte comune contro l'abolizione del voto di preferenza alle europee. Su questo Nichi Vendola, sabato scorso all'assemblea nazionale della sua area, è stato chiarissimo: "Ci batteremo contro l'abolizione delle preferenze perché si tratta di consegnare tutto il potere alle oligarchie dei partiti".
Federalismo,
Tremonti apre la borsa ( da "Stampaweb, La"
del 01-10-2008)
Argomenti: Province
Abstract: replica il governatore della Lombardia Formigoni insieme a Fitto e Calderoli. Ma nessuno specifica come verranno trovati 1,2 miliardi che i Comuni chiedono per i mancati introiti dovuti all'abolizione dell'Ici. E si ritorna sempre a Tremonti, che comunque è disposto ad essere più generoso per non andare in rotta di collisione con la Lega.
Baldo
e Lessinia, addio alle comunità montane
( da "Arena.it,
L'" del 01-10-2008)
Argomenti: Province
Abstract:
ha detto con
riferimento alla proposta di giunta che riduceva il numero delle comunità
montane da
Commemorazione
del "roditore ignoto": LAV & Co. pronti a marciare
( da "Varesenews"
del 01-10-2008)
Argomenti: Province
Abstract: Abolizione della Caccia, Legambiente - Circolo di Busto Arsizio, Movimento Antispecista - Delegazione Provinciale di Varese, Movimento UNA Uomo Natura Animali, Movimento vegetariano No alla caccia, OIPA Organizzazione Internazionale Protezione Animali - Delegazione Provinciale di Varese, Partito della Rifondazione Comunista -
FEDERALISMO:
ECCO IL TESTO DI CALDEROLI ( da "Agi"
del 01-10-2008)
Argomenti: Province
Abstract: E i rimborsi per i comuni, circa i minori trasferimenti subiti per la sovrastima dell'Ici sui fabbricati rurali, per quella dei risparmi in tema di 'costi della politica', nonche' per il totale reintegro delle entrate venute meno con la abolizione dell'Ici sulla prima casa. (AGI) - Roma, 1 ottobre.
Roma
NOSTRA REDAZIONE Anche i Comuni avranno una
( da "Gazzettino,
Il" del 01-10-2008)
Argomenti: Province
Abstract: per la sovrastima dell'Ici sui fabbricati rurali, per quella dei risparmi in tema di "costi della politica", nonché per il totale reintegro delle entrate venute meno con la abolizione dell'Ici sulla prima casa". L'Associazione preannuncia inoltre che, "finché non ci sarà questa certezza, non parteciperà alle riunioni della Conferenza unificata per discutere di federalismo fiscale"
Enti
locali/ Alemanno: Sì all'abolizione delle province
( da "Virgilio
Notizie" del 01-10-2008)
Argomenti: Province
Abstract: (Apcom) - L'abolizione delle Province è "una delle grandi riforme da portare avanti per alleggerire la pressione fiscale a carico dei contribuenti, snellendo tutta la filiera della burocrazia e del costo della politica". Lo afferma in una nota il sindaco di Roma, Gianni Alemanno.
Seggi,
in arrivo il blackberry ( da "Alto Adige"
del 02-10-2008)
Argomenti: Province
Abstract: A far infuriare la deputata sono state le ultime dichiarazioni di Spagnolli in merito all'abolizione dell'Ici. "Ancora una volta - replica Biancofiore - un sindaco di centrosinistra critica il governo andando contro l'interesse dei cittadini. Tutti sono contenti di non dover pagare più l'Ici, invece Spagnolli calpesta i loro diritti solamente per fare campagna elettorale.
Sono
sempre stato favorevole all'abolizione delle Province. Credo che sia una delle
grand ( da "Messaggero, Il (Civitavecchia)"
del 02-10-2008)
Argomenti: Province
Abstract: "Sono sempre stato favorevole all'abolizione delle Province. Credo che sia una delle grandi riforme da portare avanti non solo per alleggerire la pressione fiscale a carico dei contribuenti, snellendo tutta la filiera della burocrazia e del costo della politica", ha ribadito il sindaco, Gianni Alemanno.
'Tredicesima'
anticipata per cento dipendenti ( da "Nazione, La (Umbria)"
del 02-10-2008)
Argomenti: Province
Abstract: L'abolizione del Cosap entrerà in vigore dal 1° gennaio 2009. Del resto, non si capiva il motivo per cui un cittadino dovesse pagare per uscire di casa. La Provincia non è mai riuscita né a regolamentare né a disciplinare adeguatamente il pagamento di questa tassa che interessa tra i 15 e i 16mila utenti,
Il
federalismo fiscale domani in Consiglio dei ministri
( da "Gazzetta
di Parma Online, La" del 02-10-2008)
Argomenti: Province
Abstract: ministri di domani sarà approvato un decreto con il quale restituire agli enti locali il miliardo e mezzo di euro di tagli sofferti per l'abolizione dell'Ici. Le Regioni insistono invece per sciogliere il nodo sanità, 7 miliardi di fondo sanitario e 440 milioni di euro per i ticket che mancano all'appello e senza i quali è in forse anche il loro parere favorevole al disegno di legge.
La
giunta del Parco preferisce la Regione
( da "Stampa,
La" del 02-10-2008)
Argomenti: Province
Abstract: La giunta dell'ente che ha sede a Varzo chiede che venga stralciato dal protocollo l'affidamento della gestione delle aree protette di importanza regionale. "Con l'abolizione degli enti di gestione dei parchi verrà perso un grande e fondamentale patrimonio di esperienze e professionalità costituito dal personale delle aree protette"
Salerno:
IACP, approvato il Conto Consuntivo - Esercizio finanziario 2007
( da "Salerno
notizie" del 03-10-2008)
Argomenti: Province
Abstract: sia a coronamento di quelle intraprese, sia in attuazione del rilancio nazionale dell'edilizia residenziale pubblica, di più cospicue entrate per vendite di alloggi e recupero della morosità, di una minore conflittualità con conseguente riduzione di spese legali, di altri fattori favorevoli come l'abolizione dell'ICI sulla prima casa".
RIFORME:
FINI, SI DISCUTA DI PROVINCE MA NO ABOLIZIONE PREFETTI
( da "Adnkronos"
del 03-10-2008)
Argomenti: Province
Abstract: anche discutere della possibile abolizione delle province, ma nessuno pensi di cancellare i prefetti, che rappresentano lo Stato". Lo ha detto il presidente della Camera Gianfranco Fini parlando nel corso di una manifestazione pubblica a Verona. "Il federalismo -ha aggiunto- non e' lo smantellamento dello Stato, ma e' la riorganizzazione dello Stato.
Federalismo/
Fini: Nessuno pensi di eliminare prefetti
( da "Virgilio
Notizie" del 03-10-2008)
Argomenti: Province
Abstract: dello Stato si può discutere dell'abolizione delle Province ma non della cancellazione della figura dei prefetti. "Nessuno pensi di eliminare i prefetti, che in un assetto federale rappresentano lo Stato", spiega Fini dichiarandosi pronto a "rivederne il ruolo", ma non ad eliminarli visto che "sopperiscono a lacune e intervengono in situazioni di emergenza"
Provincia,
il Pd ricandida Saitta ( da "Stampa, La"
del 04-10-2008)
Argomenti: Province
Abstract: i Moderati, oggi all'opposizione, non intendono più concedere cambiali in bianco e per il momento lavorano ad una loro candidatura. Anche il dibattito sull'abolizione o meno delle Province moltiplica le incertezze. Ma questa è un'altra storia.
Sì
del governo al federalismo tremonti: riforma storica - silvio buzzanca
( da "Repubblica,
La" del 04-10-2008)
Argomenti: Province
Abstract: alcun rischio di rottura dell'unità nazionale". Il presidente della Camera avverte però: "In tema di riforme si può anche discutere della possibile abolizione delle province, ma nessuno pensi di cancellare i prefetti, che rappresentano lo Stato". Dopo le polemiche dei giorni scorsi con il Cavaliere sull'abuso dei decreti e il ruolo del Parlamento,
Quale
Italia vedràil federalismo fiscale?
( da "Secolo
XIX, Il" del 04-10-2008)
Argomenti: Province
Abstract: passano inoltre sotto silenzio nodi che invece meriterebbero grande attenzione: nessuno discute più dell'abolizione delle Province, o dell'accorpamento dei piccoli Comuni, o della assurdità di avere 20 Regioni in una nazione piccola, con costi burocratici altissimi e con il rischio aggiuntivo del proliferare di tante caste politiche locali.
Addio
pacchia di Stato Comuni e Regioni cammineranno da soli
( da "Giornale.it,
Il" del 04-10-2008)
Argomenti: Province
Abstract: abolizione dell'Ici. Tremonti: riforma epocale da Roma "Quella del federalismo fiscale è una riforma storica". Il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, non si è certo mascherato dietro un velo di falsa modestia. Il ddl delega approvato ieri in Consiglio dei ministri ha una portata epocale e come ha detto lo stesso titolare del Tesoro "
Tramonta
definitivamente il sogno di portare in Canavese, nell'area ex Marxer di
Loranzè, ( da "Stampa, La"
del 04-10-2008)
Argomenti: Province
Abstract: accertamento delle entrate degli enti locali e i servizi catastali, ha risentito delle particolari modalità con cui si è realizzato il decentramento catastale, nonché della recente abolizione dell'imposta sulla prima casa". Infine: "Contestualmente si è rafforzata, con la costituzione del Consorzio Polo pubblica amministrazione,
Addio
pacchia di Stato, arriva il federalismo
( da "Giornale.it,
Il" del 04-10-2008)
Argomenti: Province
Abstract: abolizione dell'Ici. Tremonti: riforma epocale Roma - "Quella del federalismo fiscale è una riforma storica". Il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, non si è certo mascherato dietro un velo di falsa modestia. Il ddl delega approvato ieri in Consiglio dei ministri ha una portata epocale e come ha detto lo stesso titolare del Tesoro "
Gli
800 posti svaniti al supercatasto
( da "Stampa,
La" del 04-10-2008)
Argomenti: Province
Abstract: accertamento delle entrate degli enti locali e i servizi catastali, ha risentito delle particolari modalità con cui si è realizzato il decentramento catastale, nonché della recente abolizione dell'imposta sulla prima casa". Infine: "Contestualmente si è rafforzata, con la costituzione del Consorzio Polo pubblica amministrazione,
Un
presidio con la Lac sul colle di San Zeno
( da "Bresciaoggi(Abbonati)"
del 05-10-2008)
Argomenti: Province
Abstract: Lega abolizione caccia, sarà davvero particolare. LA CORNICE scelta è uno dei luoghi simbolo dello "scontro": la cresta del colle di San Zeno. Qui, alle prime luci dell'alba verrà organizzata una fiaccolata che prevedibilmente sarà accompagnata dal rimbombo delle fucilate, mentre più tardi, fino alle 12, terrà banco un presidio di quello che probabilmente è il "
Lo
spot federalista ai tempi della crisi - (segue dalla prima pagina)
( da "Repubblica,
La" del 05-10-2008)
Argomenti: Province
Abstract: ai Comuni di quanto hanno perso per l'abolizione dell'Ici sulla prima casa e dell'Ici sulle seconde case ex rurali; alle Province per la totale mancanza di propri tributi con i quali sostenere i loro bilanci. Il totale di queste richieste, riconosciute legittime e dovute, è di 3,5 miliardi.
Federalismo,
il Pd vuole una bicamerale Le proposte dei democratici: una commissione che
vigili sull'applicazione delle norme
( da "Unita,
L'" del 05-10-2008)
Argomenti: Province
Abstract: Tra le proposte compare anche l'abolizione delle province "laddove verranno realizzate le nuove città metropolitane" e l'avvio di "sanzioni" per Regioni o Comuni "inadempienti" ("per garantire i cittadini di quei territori") e "sistemi di premialità per gli enti che raggiungono gli obiettivi fissati".
Lo
spot federalista ai tempi della crisi
( da "Borsa(La
Repubblica.it)" del 05-10-2008)
Argomenti: Province
Abstract: ai Comuni di quanto hanno perso per l'abolizione dell'Ici sulla prima casa e dell'Ici sulle seconde case ex rurali; alle Province per la totale mancanza di propri tributi con i quali sostenere i loro bilanci. Il totale di queste richieste, riconosciute legittime e dovute, è di 3,5 miliardi.
Trieste
Arrivano i soldi dell'Ici mancata. I circa 35
( da "Gazzettino,
Il (Pordenone)" del 05-10-2008)
Argomenti: Province
Abstract: TriesteArrivano i soldi dell'Ici mancata. I circa 35 milioni di euro assegnati dal ministero dell'Interno al Friuli Venezia Giulia per ristorare i Comuni dai mancati introiti dovuti all'abolizione dell'imposta sulla prima casa ariveranno a giorni. "Ormai è questione di giorni, una decina al massimo, perché le risorse si trovino materialmente nelle casse dei Comuni"
Dare
un nuovo ruolo alle Province L'abolizione
( da "Gazzettino,
Il (Padova)" del 05-10-2008)
Argomenti: Province
Abstract: abolizione delle Province, si ricorderà, è stato un tormentone della passata campagna elettorale, sbandierata da quasi tutti i candidati di sinistra e di destra, ma più principalmente dalla destra, che a una sua vittoria, cosa che è avvenuta, si sarebbe impegnata a tagliare la Provincia come principale soluzioni per tagliare la spesa pubblica.
Federalismo,
il disegno di legge non convince i sindaci lariani
( da "Corriere
Di Como, Il" del 05-10-2008)
Argomenti: Province
Abstract: Dato che l'Ici per noi era liquidità, avevamo acconsentito all'abolizione dell'imposta a patto però che la copertura del mancato introito fosse totale. Se il federlismo andasse a senso unico, verso il Sud, sarebbe una beffa. Ma sono sicuro che la presenza della Lega nel governo garantirà le istanze del Nord".
LETTERE
( da "Mattino,
Il (Nazionale)" del 05-10-2008)
Argomenti: Province
Abstract: i vertici dell'italico sindacalismo e tanti politici; c) l'abolizione della doppia pensione ai sindacalisti; d) l'abolizione del vitalizio e della indennità di fine mandato dei parlamentari, illegali perché stabiliti da una delibera dell'ufficio di Presidenza, in contrasto con l'articolo 69 della Costituzione: "I membri del Parlamento ricevono una indennità stabilita dalla legge"
Federalismo/
Province lombarde: più soldi dai tributi sulle
( da "Virgilio
Notizie" del 06-10-2008)
Argomenti: Province
Abstract: Unione delle Province lombarde considera il disegno di legge sul federalismo fiscale "un importante segnale in controtendenza" rispetto ai tentativi di abolizione di questi enti, ma sottolinea anche la necessità di compensare con nuove entrate tributarie legate alle automobili i tagli previsti dal nuovo assetto istituzionale.
Stranieri,
più tolleranza ( da "Alto Adige"
del 07-10-2008)
Argomenti: Province
Abstract: La Provincia avrebbe attuato con 5 anni di ritardo la misura relativa all'abolizione dei ticket sanitari sui ricoveri. "Senza un blocco delle tariffe di competenza pubblica, l'introduzione del cosìddetto redditometro a tutti i livelli e un sostegno reale a favore dei redditi più bassi, i possibili interventi sono destinati comunque ad essere insufficienti"
Nessun
taglio alle Province? Si provi almeno a riformarle
( da "Gazzettino,
Il" del 07-10-2008)
Argomenti: Province
Abstract: L'abolizione delle province è stato un tormentone della passata campagna elettorale, sbandierata da quasi tutti i candidati di sinistra e di destra, ma soprattutto dalla destra, che in caso di vittoria, cosa avvenuta, si sarebbe impegnata a tagliare la Provincia come principale soluzione per tagliare la spesa pubblica.
<Irresponsabile
abolire le Province sopprimiamo Ato ed enti secondari>
( da "Gazzettino,
Il (Rovigo)" del 07-10-2008)
Argomenti: Province
Abstract: Ribadisce la neutralità del coinvolgimento delle assemblee elettive nella creazione del codice delle autonomie ".Sul ruolo e competenze delle Province il documento ritiene "fuorviante e anacronistico il dibattito che si è aperto sulla loro abolizione, alimentato irresponsabilmente anche da esponenti di primo piano di diverse forze politiche".
La
Camera approva la fiducia sul decreto Gelmini: "Riforma? Una
manutenzione" ( da "Quotidiano.net"
del 08-10-2008)
Argomenti: Province
Abstract: Abolizione del team di insegnanti alle elementari al posto di un unico docente. A partire dal prossimo anno scolastico nelle prime classi delle elementari sarà reintrodotto il maestro unico al posto dei tre docenti per due classi. Il decreto prevede che le ore del tempo pieno saranno coperte dallo stesso maestro unico,
Più
forza ai contratti integrativi locali
( da "Alto
Adige" del 08-10-2008)
Argomenti: Province
Abstract: tutti ritengono necessario semplificare il sistema dell'accesso alle prestazioni. Contrattazione integrativa. Nessuno si è espresso contrariamente. Abolizione addizionale regionale IRPEF. Il consenso è stato generale. Aumento della capacità ispettiva della provincia. Anche in questo caso il consenso è stato ampio e solo una lista ha espresso la propria contrarietà.
Nessuno
ha toccato la casta ( da "Tirreno, Il"
del 08-10-2008)
Argomenti: Province
Abstract: Con fatica e non poche critiche da parte dell'opposizione. Ma per il resto il vento della riduzione dei costi della politica, dello smantellamento degli enti inutili e dell'abolizione di poltrone e poltroncine è durato lo spazio di una stagione, o poco più. LANCISI a pagina 3.
Comune,
mancano 100 milioni ( da "Repubblica, La"
del 09-10-2008)
Argomenti: Province
Abstract: tamponare un buco nei fondi che il governo si era impegnato a trasferire dopo l'abolizione dell'Ici: nel 2009 mancheranno 96 milioni per Milano. Per questo agli assessorati è stato chiesto di tagliare le spese del 6% e di aumentare le entrate locali del 10%. Maggiori incassi da oneri di urbanizzazione e imposte sulla pubblicità, ma tra le ipotesi ci saranno anche rincari degli affitti,
<Al
Comune niente spese>Sortino ( da "Sicilia, La"
del 09-10-2008)
Argomenti: Province
Abstract: di giorno vede triplicarsi le presenze per tutti i lavoratori delle varie aziende industriali che si trovano nella prossimità del centro abitato, che è al centro della zona del petrolchimico. Tra l'altro il Comune di Priolo già era stato penalizzato con l'abolizione della guardia medica 24 ore su 24. La chiusura era stata motivata per il riordino delle guardie mediche in Sicilia,
UPI
BASILICATA, INCONTRO TRA I PRESIDENTI MARINO E SALICONE
( da "Basilicanet.it"
del 09-10-2008)
Argomenti: Province
Abstract: abolizione delle Province, alimentato irresponsabilmente anche da esponenti di primo piano di diverse forze politiche. Richiediamo al contrario che vengano definite con chiarezza le competenze di ogni livello di governo previsto dalla Costituzione (chi fa che cosa) riconducendo in capo alle Province quelle funzioni di governo di area vasta â?
Testimoni
di un incidente Cercansi testimoni che possano aver assistito all'incidente
occors ( da "Nazione, La (Pisa)"
del 10-10-2008)
Argomenti: Province
Abstract: Saranno raccolte firme per chiedere l'abolizione della pena di morte in Giappone, Corea del Sud, Vietnam, India, Pakistan e Taiwan. Motorizzazione Civile Lunedì prossimo l'Ufficio della Motorizzazione Civile per la provincia di Pisa resterà chiuso al pubblico per qualsiasi operazione.
Un
inutile doppione che frena l'efficienza
( da "Sole
24 Ore, Il" del 10-10-2008)
Argomenti: Province
Abstract: sono probabilmente tra le entità la cui abolizione, o almeno un drastico mutamento strutturale, non solo aiuterebbe ad abbassare il livello della spesa pubblica, ma faciliterebbe anche il recupero di un rapporto costruttivo e di fiducia tra i cittadini e la politica. Non tanto per l'onere di gettoni e indennità che spettano a consiglieri,assessori e presidenti,
Province,
l'occasione dei tagli ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 10-10-2008)
Argomenti: Province
Abstract: abolizione delle Province. La spiegazione è logica: perché al fianco di tante strutture provinciali inefficienti esistono Province che ricoprono un ruolo importante per la struttura multilivello degli enti locali. Basta citare l'Emilia-Romagna e la Toscana, nelle quali esse svolgono funzioni spesso già prefigurate nella politica adottata dal Pci nelle Regioni di sua tradizionale
MILANO
ONOREVOLE PODESTÀ, lei che è il c
( da "Giorno,
Il (Milano)" del 10-10-2008)
Argomenti: Province
Abstract: snocciolate sui fronti dell'abolizione del ticket sanitario, materia, per altro, non di competenza della Provincia, sulla realizzazione di asili-nido rimasti sulla carta millimetrata, sull'abbassamento di tariffe e tasse assegnate a Palazzo Isimbardi, tutte puntualmente aumentate, sui Rom, per accogliere i quali ha acquistato con soldi pubblici addirittura un palazzo in via Varanini.
Provincia,
spunta l'ipotesi Cimadoro ( da "Eco di Bergamo, L'"
del 11-10-2008)
Argomenti: Province
Abstract: Oggi e domani i volontari dell'Italia dei Valori saranno in circa mille piazze italiane per avviare la raccolta firme per indire un referendum per l'abolizione del lodo Alfano, che garantisce l'immunità alle quattro più alte cariche dello Stato. "Una grande battaglia di legalità", spiega Cimadoro.
Parma
( da "Gazzetta
di Parma (abbonati)" del 11-10-2008)
Argomenti: Province
Abstract: abolizione delle Province E in tema di enti locali Maroni si dice "contrario ad eliminare le Province. Ma noi vogliamo applicare il principio di sussidiarietà partendo dal basso, cioè dai Comuni. Eliminerei invece gli enti intermedi fra Comune e Provincia: quindi Comunità montane, enti parco, Ato, favorendo semmai i consorzi fra Comuni"
Vicenza
Dei 5 principali comuni della provincia di
( da "Gazzettino,
Il (Vicenza)" del 11-10-2008)
Argomenti: Province
Abstract:
La riduzione
nel 2007 dell'aliquota sulla prima casa e la successiva, nel 2008, totale abolizione
dell'Ici hanno rivoluzionato l'entità del tributo. Dal 1998 al
L'Acl
fa i conti in tasca agli ambientalisti
( da "Giornale
di Brescia" del 12-10-2008)
Argomenti: Province
Abstract: quali stanziamenti e benefici economici a vario titolo e di quale importo abbiano avuto nel corso degli ultimi anni Wwf, Lac (Lega Abolizione Caccia), Lipu (Lega Italiana Protezione Uccelli) e Legambiente. In particolare, spiega la nota dell'Acl, "la Lipu avrebbe ricevuto un incarico di consulenza da parte del passato Governo per individuazione delle Zone di Protezione Speciale".
<Aboliamo
il contributo consortile> ( da "Nazione, La (Livorno)"
del 12-10-2008)
Argomenti: Province
Abstract: Forza Italia in regione ha presentato circa un anno fa una proposta di legge che prevede l'abolizione del contributo consortile, affidando alla Regione il compito di provvedere a finanziare le Province per le spese necessarie a garantire la valorizzazione delle produzioni agricole, la difesa del suolo, la regimazione delle acque, la tutela dell'ambiente e delle risorse naturali".
Proporzionale
e sanità Tagnin (Pdl) contro il Pd
( da "Alto
Adige" del 13-10-2008)
Argomenti: Province
Abstract: abolizione della proporzionale nella sanità e Mario Tagnin, ex segretario Anaao e candidato del Pdl, va all'attacco: "Sorprende come a pochi giorni dal voto anche chi ha governato la Provincia in questi anni insieme all'Svp, difendendo strenuamente il sistema della proporzionale, improvvisamente si accorga che merito e proporzionale in sanità non possono andare d'
Candidato
unico, la Lega frena ( da "Tribuna di Treviso, La"
del 13-10-2008)
Argomenti: Province
Abstract: scherza il vicepresidente della Regione Franco Manzato - a quanto mi risulta i migliori gli ha la Lega". In palio, nella primavera 2009, una cuccagna di Comuni - di cui è principe il capoluogo padovano -, Comunelli e ben cinque Province. Fuori dai giochi solo le amministrazioni provinciali di Vicenza e Treviso, entrambe già saldamente in mano leghista.
UPI:
MELILLI, PROVINCE DEVONO AVERE CORAGGIO DI CAMBIARE PELLE
( da "Asca"
del 13-10-2008)
Argomenti: Province
Abstract: Quanto ai possibili risparmi dell'abolizione delle province il presidente dell'Upi ricorda che ''su una spesa totale di 14 miliardi di euro, 2 miliardi e 300 milioni sono il costo per il personale, che immagino nessuno voglia considerare comprimibile, e 119 milioni sono i costi della politica, o meglio, della democrazia.
<Nelle
Province venete solo presidenti leghisti>
( da "Gazzettino,
Il (Belluno)" del 14-10-2008)
Argomenti: Province
Abstract: delle Province, mentre Forza Italia e il Popolo delle Libertà si sono più volte schierati per l'abolizione di questi enti. Con che credibilità si chiede il capogruppo veneto della Lega- possono presentare dei loro candidati?" Simile ragionamento Bottacin lo fa per le Comunità montane, il cui riordino è inserito all'ordine del giorno del consiglio regionale iniziato ieri a Venezia.
Risposta
a Chiamparino: "Fanno solo il loro dovere"
( da "Stampa,
La" del 14-10-2008)
Argomenti: Province
Abstract: funzioni degli enti locali vanno ridefinite tenendo conto delle peculiarità territoriali, economiche e sociali", ha premesso Fitto. Per questo, "il dibattito sull'abolizione o meno delle Province è sbagliato". Se il Codice delle autonomie sarà uno dei prossimi provvedimenti al varo del Consiglio dei ministri, come ha ricordato il ministro, il Governo si muoverà con i piedi di piombo:
Nasce
la Provincia piena di debiti ( da "Corriere Adriatico"
del 15-10-2008)
Argomenti: Province
Abstract: Gionni più pacato che vuole attivare un percorso condiviso nella risoluzione della complicata matassa. Purtroppo la sindrome dell'addormentata del bosco ha colpito il Pd" ha detto Brugni mentre Crescenzi ha ricordato che due suoi emendamenti sull'assegnazione del patrimonio su base territoriale e sull'abolizione del conguaglio a Fermo sono stati respinti proprio dal centrosinistra.
Serve
un organismo che tuteli la montagna
( da "Messaggero
Veneto, Il" del 16-10-2008)
Argomenti: Province
Abstract: però a porsi alcuni interrogativi su quale potrebbe essere il futuro delle piccole realtà montane senza un ente sovraccomunale che le tuteli". Belgrado sottolinea che le dichiarazioni sull'abolizione delle Comunità montane sono uno slogan vincente in questo momento, ma sarebbe più opportuno condurre una riflessione seria a tutto tondo e trasversale rispetto alle forze politiche.
Ciriani
parla di cose che non conosce ( da "Messaggero Veneto, Il"
del 16-10-2008)
Argomenti: Province
Abstract: non abolizione, quindi - delle Cm i cui contenuti cozzano contro ciò che Ciriani ha pubblicamente dichiarato. La verità è che da anni la Provincia, disconosciuta come istituzione anche dal presidente della Camera "amico", tenta di avocare a sé competenze che ha dimostrato di non avere e di non poter sottrarre ad alcuno,
Le
Comunità montane resistono ( da "Gazzettino, Il (Pordenone)"
del 16-10-2008)
Argomenti: Province
Abstract: BARCIS Il presidente Pieromano Anselmi attacca la Provincia sull'ipotesi di abolizione Le Comunità montane resistono Barcis(lor.pad.) Non si è fatta attendere la risposta del presidente della Comunità Montana, Pieromano Anselmi, alle affermazioni del presidente vicario della Provincia, Alessandro Ciriani, che è favorevole all'abolizione delle Comunità Montane stesse.
"La
scuola resterà in montagna" ( da "Stampa, La"
del 18-10-2008)
Argomenti: Province
Abstract: Poi, l'affondo contro i bidelli. Dice Cattaneo: "In Italia sono 167 mila, più dei carabinieri che sono 116 mila. Con la riforma invece aumenteremo il tempo pieno del 50 per cento con l'abolizione delle ore di compresenza e il ritorno al maestro unico".
Provinciali,
la Lega Nord alza le antenne ( da "Libertà"
del 19-10-2008)
Argomenti: Province
Abstract: Il territorio della montagna - spiega Luigi Fogliazza - è quello che soffre maggiormente la distanza dalle scelte provinciali basti pensare, ad esempio, all'abolizione del distretto sanitario. In particolare la Valnure, oltre ad essere l'unica zona senza un presidio sanitario è anche quella in cui manca un istituto scolastico superiore.
Tasse,
al top c'è Alassio ( da "Secolo XIX, Il"
del 20-10-2008)
Argomenti: Province
Abstract: Il sindaco punta poi il dito sull'effetto paradossale che crea l'abolizione dell'Ici prima casa e la sua trasformazione in trasferimenti erariali basati sugli introiti 2007: "La scelta penalizza i Comuni più virtuosi, che per la prima casa avevano mantenuto aliquote basse per i cittadini. Mentre, invece, chi stangava avrà molto".
Sospensione
caccia in deroga allo Storno, posizione Provincia di Rimini
( da "Sestopotere.com"
del 20-10-2008)
Argomenti: Province
Abstract: 2008 16:58) | (Sesto Potere) - Rimini - 20 ottobre 2008 -Il TAR dell'Emilia Romagna, esprimendosi sul ricorso presentato dalla Lega per l'Abolizione della Caccia e da altri contro la delibera regionale del 29 luglio scorso relativa alle deroghe per la caccia, ha concesso la sospensiva della caccia in deroga allo storno.
( da "Libertà" del 01-10-2008)
Argomenti: Province
Gualazzini ha
partecipato all'assemblea dei presidenti di Consiglio provinciale Il presidente
del Consiglio provinciale Gabriele Gualazzini ha partecipato all'Assemblea generale
dei presidenti di Consiglio provinciale che si è tenuta a Cagliari in
preparazione dell'Assemblea generale delle Province (Torino 13 - 15 ottobre).
L'assemblea ha approvato un documento unitario che chiede la riqualificazione
del ruolo dell'Ente Provincia. Vi si affronta, innanzitutto, il problema della
riqualificazione del ruolo e delle competenze dell'Ente: si chiede che alla
Provincia siano attribuite per legge funzioni certe, e non solo compiti
delegati da livelli di governo superiori; si auspicano una riorganizzazione
delle Comunità montane che le renda vere e proprie Unioni di Comuni (con
l'auspicato accorpamento degli enti locali di dimensioni più limitate) e una definizione del ruolo delle città metropolitane, con
l'abolizione delle Province che insistano su quei territori. Nel documento si
chiede anche un vero federalismo fiscale, da attuare tenendo conto del disegno
di legge approvato di recente dal Governo, che riconosca alle Province risorse
legate sia alle entrate dei rispettivi territori, sia alle spese
conseguenti e si auspica una riforma di Comuni e Province che consenta un
riequilibrio di competenze tra Giunte e Consigli, la ridefinizione dello status
dei consiglieri, per valorizzarne il ruolo, ed il riequilibrio delle
rappresentanze di genere. Si sollecita, infine, un potenziamento del ruolo del
Consiglio provinciale. "Nel mio intervento - commenta Gualazzini - ho
sostenuto l'esigenza di un rafforzamento del legame tra Provincia e
popolazione, anche attraverso una modifica della legge elettorale, e la
necessità di forme di partecipazione più ampie delle attuali. C'è il rischio,
altrimenti, che il territorio venga rappresentato solo dall'organo esecutivo, e
questo sarebbe in contrasto con le forme della democrazia rappresentativa che la
nostra Costituzione, prevede". 01/10/2008.
( da "Sole 24 Ore, Il" del 01-10-2008)
Argomenti: Province
Il Sole-24 Ore sezione:
POLITICA E SOCIETA data: 2008-10-01 - pag: 20 autore: Enti da abolire. La pubblicazione dell'Istituto Bruno Leoni Per le Province taglio
antideficit ROMA "All'abolizione delle province ci arriveremo per necessità. Perché gli impegni assunti negli ultimi
anni per ridurre la spesa corrente non bastano e l'Italia continuerà a
garantire con grande difficoltà il rispetto del Patto di stabilità
europeo". L'ex Ragioniere generale dello Stato, Andrea Monorchio,
non usa giri di parole per raccontare la sua personale "avversione per
questi enti". E ricordando che la sola spesa per il welfare cresce ogni
anno di circa 20 miliardi, non vede altra soluzione al pensionamento di
strutture amministrative "che servono solo per piazzare personale politico
e che sono del tutto superflue nell'architettura di uno Stato moderno".
Monorchio è intervenuto ieri alla presentazione del libro "Abolire le
Province" di Silvio Boccalatte (pubblicato nella collana Policy
dell'Istituto Bruno Leoni; la prefazione è di Gianfranco Fabi) e ha incontrato
un'unanimità di consensi tra i politici e gli studiosi che hanno partecipato al
successivo dibattito. Nella settimana che potrebbe rivelarsi decisiva per il
varo del Ddl delega sul federalismo fiscale, Chicco Testa e Giovanni Guzzetta, Marco
Follini e Federica Guidi, hanno riaffermato la necessità di una semplificazione
dei livelli di governo. "L'ente meno vicino aicittadini – ha detto la
presidente dei giovani imprenditori di Confindustria – è proprio la Provincia e
non possiamo più permetterci di mantenerlo". Tutti i relatori hanno
tuttavia preso atto, con pessimismo, della storica resistenza opposta da larga
parte della classe politica a questa prospettiva di riforma. "Bisognerebbe
fare una campagna per l'astensione di massa alle elezioni provinciali" è
stata la provocazione di Chicco Testa, mentre Marco Follini, che peraltro ha
sollevato più di un dubbio sulla scelta di trasferire poteri chiave alle
Regioni, ha concordato con gli autori del libro sulla possibilità di
individuare "come punto intermedio per una semplificazione, il
trasferimento delle attuali funzioni delle Province a sistemi di coordinamento
tra i Comuni che in parte già funzionano ". Ma il senatore del Pd ha anche
sottolineato come nello schema di federalismo cui sta lavorando il Governo
"il ruolo delle Province viene invece confermato". Anche per Giovanni
Guzzetta le speranze per un'abolizione "anche di una sola parte delle
attuali Province in questa legislatura sono pressoché inesistenti". Il
giurista, autore dei tre quesiti referendari sulla legge elettorale, ha invece
ricordato come "storicamente il nostro legislatore ha sempre aggiunto
qualche elemento al quadro ordinamentale; per i tagli non si è mai superato il
livello del dibattito". D.Col. MONORCHIO "Ci arriveremo per
necessità: gli impegni assunti negli ultimi anni per ridurre le uscite correnti
e rispettare il Patto Ue non bastano".
( da "Corriere del Veneto" del 01-10-2008)
Argomenti: Province
Corriere del Veneto
- VENEZIA - sezione: PRIMOPIANO - data: 2008-10-01 num: - pag: 3 categoria:
REDAZIONALE La Regione non decide, azzerate 8 comunità montane Salta il numero legale
in consiglio e scade il termine per legiferare: passa la riduzione decisa in
Finanziaria VENEZIA - Alla fine, sulle comunità montane, il Consiglio regionale
ha deciso di non decidere. Ieri, ultimo giorno utile imposto alle Regioni dalla
Finanziaria 2006 firmata dal governo Prodi e recepita dall'attuale esecutivo
Berlusconi per scegliere quante tagliarne, l'assemblea di Palazzo Ferro Fini ha
tirato a campare fino all'ennesima e definitiva interruzione delle 20.04,
indotta dalla mancanza del numero legale (Fi, An e Udc hanno abbandonato
l'aula, presenti solo 23 consiglieri di Lega, Veneto Ppe e opposizione). Si
stava ancora discutendo del progetto di legge - guarda caso presentato da un
consigliere di An, Raffaele Zanon - inerente lo spostamento del servizio
ispettivo sulla sanità dal controllo della giunta a quello del consiglio.
Espediente che ha centrato l'obiettivo del Pdl di non arrivare al voto, per
lasciare spazio ai poteri sostitutivi di Roma che, secondo i calcoli dei
tecnici regionali, eliminerà 8 delle 19 comunità montane venete. E cioè le due
della Marca (Grappa e Prealpi Trevigiane), le due veronesi (Baldo e Lessinia),
le tre vicentine Astico- Brenta, Agno Chiampo e Leogra- Timonchio e una sola
del Bellunese, ovvero Belluno-Ponte nelle Alpi, che si fonderà con la Val
Belluna, capoluogo escluso. Da 171 Comuni si passerà a 68: 103 perderanno il
diritto di far parte della comunità montana. Il tutto perchè, dopo una giornata
di fuoco iniziata alle 10 con l'incontro tra i capigruppo di maggioranza e il
presidente Giancarlo Galan e continuata con consultazioni a catena, riunioni
con parte dei presidenti delle comunità montane e una serie di interruzioni al
consiglio, Pdl e Lega non hanno trovato l'accordo. Il Carroccio, che in
commissione Affari istituzionali aveva approvato insieme al Pd un progetto di
legge per l'accorpamento di una sola comunità (Belluno Ponte nelle Alpi con la
Val Belluna), era disposto a venire incontro agli azzurri, tagliandone 6. Cioè
una trevigiana (Grappa, da fondere con la vicentina Alto Astico e Posina), due
beriche (Leogra- Timonchio e dall'Astico al Brenta) e tre bellunesi (da
definire). Ma An ha puntato i piedi: o si scende da
( da "Corriere del Veneto" del 01-10-2008)
Argomenti: Province
Corriere del Veneto
- VERONA - sezione: PRIMOPIANO - data: 2008-10-01 num: - pag: 2 categoria:
REDAZIONALE Azzerate le due comunità montane veronesi La Regione non decide,
azzerate 8 comunità montane Salta il numerolegalein consiglio e scade il
termine per legiferare: passa la riduzione decisa in Finanziaria in consiglio e
scade il termine per legiferare: passa la riduzione della Finanziaria VENEZIA -
Alla fine, sulle comunità montane, il Consiglio regionale ha deciso di non
decidere. Ieri, ultimo giorno utile imposto alle Regioni dalla Finanziaria 2006
firmata dal governo Prodi e recepita dall'attuale esecutivo Berlusconi per
scegliere quante tagliarne, l'assemblea di Palazzo Ferro Fini ha tirato a
campare fino all'ennesima e definitiva interruzione delle 20.04, indotta dalla
mancanza del numero legale (Fi, An e Udc hanno abbandonato l'aula, presenti
solo 23 consiglieri di Lega, Veneto Ppe e opposizione). Si stava ancora
discutendo del progetto di legge - guarda caso presentato da un consigliere di
An, Raffaele Zanon - inerente lo spostamento del servizio ispettivo sulla
sanità dal controllo della giunta a quello del consiglio. Espediente che ha
centrato l'obiettivo del Pdl di non arrivare al voto, per lasciare spazio ai
poteri sostitutivi di Roma che, secondo i calcoli dei tecnici regionali,
eliminerà 8 delle 19 comunità montane venete. E cioè le due della Marca (Grappa
e Prealpi Trevigiane), le due veronesi (Baldo e Lessinia), le tre vicentine
Astico- Brenta, Agno Chiampo e Leogra- Timonchio e una sola del Bellunese,
ovvero Belluno-Ponte nelle Alpi, che si fonderà con la Val Belluna, capoluogo
escluso. Da 171 Comuni si passerà a 68: 103 perderanno il diritto di far parte
della comunità montana. Il tutto perchè, dopo una giornata di fuoco iniziata
alle 10 con l'incontro tra i capigruppo di maggioranza e il presidente
Giancarlo Galan e continuata con consultazioni a catena, riunioni con parte dei
presidenti delle comunità montane e una serie di interruzioni al consiglio, Pdl
e Lega non hanno trovato l'accordo. Il Carroccio, che in commissione Affari
istituzionali aveva approvato insieme al Pd un progetto di legge per
l'accorpamento di una sola comunità (Belluno Ponte nelle Alpi con la Val
Belluna), era disposto a venire incontro agli azzurri, tagliandone 6. Cioè una
trevigiana (Grappa, da fondere con la vicentina Alto Astico e Posina), due
beriche (Leogra- Timonchio e dall'Astico al Brenta) e tre bellunesi (da
definire). Ma An ha puntato i piedi: o si scende da
( da "Nuova Venezia, La" del 01-10-2008)
Argomenti: Province
Oggi la marcia degli
amministratori locali davanti a Montecitorio: protestano per il taglio dell'Ici
e dei trasferimenti Sindaci in missione a Roma In 300 dal Veneto, 30 dal
Veneziano. "Vogliamo il 20% dell'Irpef" MESTRE. Trecento sindaci
provenienti dal Veneto, una trentina dal Veneziano, parteciperanno oggi a Roma
alla "marcia" per ottenere il 20% del gettito Irpef riscosso sul
territorio. Ci sarà anche il presidente della Provincia,
Davide Zoggia; assente invece Massimo Cacciari. La protesta, nata per cercare
di arginare i danni causati dall'abolizione dell'Ici e dal taglio dei
trasferimenti, si svolgerà nelle strade della Capitale; il corteo arriverà
davanti a Montecitorio. CHIARIN A PAGINA 18.
( da "Manifesto, Il" del 01-10-2008)
Argomenti: Province
Veltroni riscopre
l'opposizione: Berlusconi dice balle Pronta un'agenda per gli ex arcobaleno:
elezioni e Cgil Daniela Preziosi ROMA "Veltroni non può permettersi falli
di reazione". Pierferdinando Casini non perde occasione per ribadire che
non pensa ad alleanze con il Pd. Ma anche non perde occasione di richiamare
all'ordine centrista il leader democratico. Così ieri a Roma, davanti a un
pubblico che la pensava come e meglio di lui, quello dei cattolici della navata
di Francesco Rutelli alla presentazione della nuova corrente Persone e Reti:
"La sinistra è sconfitta. Se si pensa di creare un'alternativa a Berlusconi
sul filone della sinistra politica, l'alternativa non ci sarà mai". Il
Veltroni di lotta e dipietrista non miete molti consensi fuori dal perimetro
democratico, dipietristi a parte. In realtà anche dentro quel perimetro, viste
i distinguo con cui centristi, cattolici e dalemiani hanno accolto l'ultima
svolta del segretario. Il fatto è che la stessa cautela regna a sinistra. Il
primo interrogativo è se il Veltroni radicalmente antiberlusconiano durerà
oltre la manifestazione del 25 ottobre. E comunque l'antiberlusconismo non è
tema che commuova la sinistra radicale, almeno quella che guarda al Pd per la
futura - anche se lontana - ricostruzione di un'alleanza di governo. A luglio,
con l'ex pm a piazza Navona c'era la Rifondazione di Paolo Ferrero, e non
quella di Nichi Vendola. Eppure il Veltroni di lotta, se dovesse essere
premiato dal successo di popolo della manifestazione, e quindi consolidato alla
guida del partito, potrebbe far riaffiorare en plein aire il fiume carsico dei
rapporti con alcuni ex arcobaleno. Rapporti rarefatto, ma sin qui mai
interrotti. Per esempio, organizzando incontri mattutini con il leader di
sinistra democratica Claudio Fava, come il segretario Pd ha sottolineato
pubblicamente un mese fa davanti alla platea della festa di Firenze. Se il
Veltroni di lotta quindi resistesse oltre il giro di boa del
( da "Stampaweb, La" del 01-10-2008)
Argomenti: Province
ROMA Il pressing di
Bossi, l'amicizia e le convergenze politiche tra Tremonti e la Lega, stanno
producendo il primo effetto: il Tesoro potrebbe aprire i cordoni della borsa,
ma moderatamente. E' uno spiraglio, ancora non quantificato, per le richieste
che vengono da Regioni, Province e Comuni dai quali dipende il via libera al
federalismo fiscale. Ieri il premier ha sentito al telefono il leader della
Lega e poi si è messo in contatto con Tremonti. Molto attivi sono stati anche i
ministri Calderoli e Fitto che stanno preparando l'incontro di questa sera tra
il presidente del Consiglio e le Regioni. Un incontro che era stato chiesto con
insistenza da Vasco Errani, presidente della Conferenza delle Regioni, e che
era slittato di settimana in settimana. Ieri finalmente è arrivata la
convocazione di Palazzo Chigi: un segnale di apertura, secondo Calderoli, che
fa sperare in un accordo. "Abbiamo lavorato bene in queste ore, oggi sono
più ottimista", confidava ieri il ministro leghista a margine della
conferenza sul federalismo organizzata dai gruppi parlamentari del Pdl. A
sciogliere in parte le tensioni è anche il nuovo testo sul federalismo che
prevede la compartecipazione dei Comuni al gettito Irpef. Assicurazioni dal
governo sono state date per le partite finanziarie preesistenti: forse ci sarà
un decreto ad hoc, venerdì in Cdm, per garantire ai Comuni i trasferimenti a
copertura dell'Ici rurale e dei tagli sul costo della politica. Potrebbe così
avverarsi la profezia, che ha pure il sapore della minaccia, di Bossi: "Se
passa il federalismo il governo dura cinque anni". Ma ci sono ancora molti
problemi da risolvere. Sacconi sostiene che per il 2009 non ci sono i soldi
(434 milioni) per evitare che le Regioni mettano i ticket sulla diagnostica.
Per Fitto e Calderoli invece le risorse ci sono. Ma se le Regioni dovessero
dire no al federalismo? Allora, avverte Sacconi, vuol dire che si tratta di una
"scusa" di natura politica. "Invece si troverà una
convergenza", replica il governatore della Lombardia
Formigoni insieme a Fitto e Calderoli. Ma nessuno specifica come verranno
trovati 1,2 miliardi che i Comuni chiedono per i mancati introiti dovuti
all'abolizione dell'Ici. E si ritorna sempre a Tremonti, che comunque è
disposto ad essere più generoso per non andare in rotta di collisione con la
Lega. Tra l'altro ad essere arrabbiata ora è l'Anci. "Bene ha fatto
Berlusconi a convocare le Regioni - dice Osvaldo Napoli, vicepresidente
dell'Anci e vicecapogruppo del Pdl - ma i Comuni e le Province non possono
subire l'umiliazione di non essere convocati da Calderoli e da Fitto. Mi auguro
che non ci siano preferenze nei rapporti istituzionali". Ai Comuni poi non
va bene la riformulazione di Calderoli al testo del federalismo fiscale in cui
si prevede che le entrate erariali passino direttamente dallo Stato alle
Regioni e da lì agli enti locali. L'Anci è inoltre convinta che nel testo ancora
non ci sia la copertura per le proprie funzioni e che la compartecipazione
all'Irpef non basta. Se stanno così le cose i Comuni non parteciperanno
all'incontro con il governo. Insomma, non tutti i tasselli sono ancora andati a
posto. Domani si riunisce la Conferenza congiunta di Regioni, Province e Comuni
dalla quale dipende l'approdo del federalismo fiscale al Consiglio dei ministri
di venerdì. Questa sera Berlusconi dovrà trovare la "quadra", per
dirla con Bossi che in un'intervista alle "Iene" ha fatto alcune
battute di avvertimento. Non solo ha detto che il governo dura cinque anni se
passa il federalismo. Il giudizio su Berlusconi è stato: "È ricco ed è
quello che ci dà i voti per fare il federalismo fiscale". Quanto a
eventuali alleanze con la sinistra ha precisato: "Mai dire mai, vedremo a
una settimana dalle elezioni". La verità è che si è chiusa ogni forma di
comunicazione tra Lega e Pd, dopo l'irrigidimento di Veltroni nei confronti del
governo. "Prendiamo atto che Veltroni non è più un interlocutore con cui
dialogare", ha detto il ministro Ronchi, convinto che l'asse tra
Berlusconi e Bossi non si può spezzare. Tantomeno quello fra Tremonti e il
leader leghista.
( da "Arena.it, L'" del 01-10-2008)
Argomenti: Province
I consiglieri
regionali di Forza Italia, Alleanza Nazionale e Udc escono dall'aula e fanno mancare
il numero legale Baldo e Lessinia, addio alle comunità montane La Regione non
vota all'ultima seduta utile e così verrà applicata la legge nazionale che
sopprime gli enti. Fallite le mediazioni Io sono per l'abolizione delle
Comunità montane e anche delle Province GIANCARLO GALAN PRESIDENTE GIUNTA
VENETA Maggioranza spappolata Le lotte intestine paralizzano ogni iniziativa
FRANCO BONFANTE CONSIGLIERE REGIONALE PD Vittorio Zambaldo Baldo
e Lessinia finiscono al tappeto: il colpo del ko l'ha dato il Consiglio
regionale facendo mancare il numero legale. Escono dall'aula i consiglieri di
Forza Italia, An e Udc e così impediscono la prosecuzione dei lavori. Alle 21
si è scritto l'epitaffio per le due comunità montane veronesi. In mancanza di
una legge di riordino propria della Regione Veneto, chiamata dal governo a
pronunciarsi entro il 30 settembre, diventa esecutivo il comma 20 dell'articolo
2 della legge 244/07 (legge finanziaria 2008): spariscono dall'elenco degli
enti montani veneti le comunità veronesi di Baldo e Lessinia, quelle trevigiane
(Grappa e Prealpi Trevigiane) una bellunese (Belluno-Ponte nelle Alpi) e tre
vicentine (Astico-Brenta; Agno-Chiampo; Leogra-Timonchio). Delle 19 vive fino a
ieri, restano in vita 11, con Belluno a fare la parte del leone (8) e Vicenza
(3). La mediazione cercata con numerose interruzioni e ritardi nell'avvio dei
lavori non è stata sufficiente a evitare quello che più di qualcuno temeva e
altri si auguravano. Primo fra tutti il presidente Giancarlo Galan che durante
una pausa dei lavori al mattino è intervenuto in aula: "Sono qui a
difendere la mia proposta", ha detto con riferimento
alla proposta di giunta che riduceva il numero delle comunità montane da
( da "Varesenews" del 01-10-2008)
Argomenti: Province
Busto Arsizio - Il 4
ottobre corteo con presidio al Comune e ai Molini Marzoli per il quinto
anniversario della mai applicata "risoluzione di San Francesco"
Commemorazione del "roditore ignoto": LAV & Co. pronti a marciare
Sabato 4 ottobre torna l'ormai tradizionale manifestazione contro la
vivisezione organizzata dalla LAV con l'appoggio di molte associazioni e
movimenti "trasversali" rispetto all'arco politico. Si tratta di un
evento, quello detto qualche volta dell'omaggio al "roditore ignoto" sacrificato
alla ricerca, a carattere non più solo locale, bensì nazionale, contro l'uso di
fondi pubblici per sovvenzionare la sperimentazione animale e in
memoria degli animali impiegati per gli esperimenti. Come sempre
l'obiettivo finale sarà manifestare sotto la sede bustocca dell'Università
dell'Insubria, da sempre bersaglio degli animalisti, ma questa volta si terrà
un regolare corteo. La partenza è alle ore 14:30 da Piazzale Plebiscito; alle
16 è previsto un presidio di fronte al Municipio, in via Fratelli d'Italia,
dove parleranno esponenti della LAV e delle altre realtà aderenti; alle 17 il
corteo si muoverà verso i Molini Marzoli (viale Cadorna,angolo via Alberto da
Giussano) "dove verrà deposto un mazzo di fiori per commemorare gli
animali vivisezionati e uccisi nei laboratori dell'ateneo bustese";
qui si terrà un presidio a oltranza. "La sperimentazione animale è
una pratica legale ed estremamente diffusa" ricorda la LAV nel
pubblicizzare l'iniziativa. "In Italia sono quasi un milione gli animali
uccisi ogni anno nei laboratori di ricerca ed il numero cresce a 12 milioni in
Europa. La maggior parte di questi esperimenti è finanziata dallo Stato e dagli
enti locali (comuni, province e regioni) e viene
praticata da enti pubblici come ospedali ed università". Gli animalisti
parlano di pratiche "moralmente inaccettabili" e di "frode
scientifica" per le clamorose differenze genetiche fra uomo e animali.
"Basti pensare che 4 molecole su 5 provenienti dalla ricerca animale
vengono scartate quando si passa alla ricerca clinica, perché sull'uomo si
rivelano inefficaci, dannose o addirittura letali. Pensate poi a quanti farmaci
che avrebbero potuto salvare vite umane sono scartati perché sugli animali non
hanno funzionato!" Tesi cui i ricercatori replicano, al contrario,
sostenendo la perdurante indispensablità degli animali in alcuni ambiti
scientifici sulla base dell'esperienza effettiva. La manifestazione di sabato 4
ottobre mira dunque a chiedere con forza che "i soldi pubblici stanziati
per la ricerca vengano vincolati all'utilizzo esclusivo di metodi che non
prevedano l'uso di animali, promuovendo una scienza etica e progressista".
Tesi che troverà ovviamente opposizione in quanti ritengono che la scienza non
debba porsi "paraocchi" ideologici; ma il problema etico rimane. A
Busto Arsizio l'UnInsubria è "ospite" del Comune di Busto Arsizio, in
edifici comunali, in virtù di una convenzione in fase di rinnovo. Da tempo gli
animalisti chiedono, senza riscontro, che nella nuova convenzione sia inserito
un vincolo di non utilizzo di animali nell'attività di ricerca scientifica.
Quanto alla data del 4 ottobre, non è scelta a caso. Come ricorda la
LAV è l'anniversario dell'approvazione della cosiddetta "Risoluzione
di San Francesco 2003", con la quale il Consiglio Comunale di Busto
Arsizio aveva chiesto all'amministrazione comunale che in città non si
svolgessero più esperimenti su animali. Un documento politico importantissimo
per gli animalisti, e tipicamente mai applicato. Da allora, ogni 4 ottobre, la
LAV e varie altre associazioni, e persino partiti e movimenti politici delle
"ali estreme", unite per una volta l'anno dalla causa animalista,
ricordano l'impegno disatteso. Tanto più disatteso lamenta la LAV, perchè nel
frattempo, nel frattempo Busto Arsizio ha anche partecipato alla cordata per
l'istituzione di un altro istituto pubblico di sperimentazione animale,
l'"Insubria's Biopark" di Gerenzano, anche questo finito rapidamente
nel mirino degli animalisti. Aderiscono alla manifestazione di sabato le
seguenti realtà associative e politiche: AIDAA Associazione Italiana Difesa
Animali ed Ambiente, Animal's Emergency (Gaggiano), APAR Associazione Piccoli
Animali Randagi (Busto Arsizio - Gallarate), Associazione Sanmarinese per la
Protezione degli Animali, AVDI Associazione Veterinari per i Diritti degli
Animali, AVI Associazione Vegetariana Italiana, Azione Giovani - Circolo di
Busto Arsizio, Beppe Grillo Meetup Busto Arsizio, CEDA Comitato Europeo Difesa
Animali (Brunate), Centro di Documentazione Eco-Animalista Piemonte, Centro
Ricerca Cancro Senza Sperimentazione Animale (Genova), Circolo Culturale
Excalibur (Lonate Pozzolo), Collettivo Animalista (Arese), Collettivo
Antispecista (Como), Emi (Fagnano Olona), ENPA Ente Nazionale Protezione
Animali - Delegazione Provinciale di Varese, ENPA Ente Nazionale Protezione
Animali, LAC Lega per l'Abolizione della Caccia,
Legambiente - Circolo di Busto Arsizio, Movimento Antispecista
- Delegazione Provinciale di Varese, Movimento UNA Uomo Natura Animali,
Movimento vegetariano No alla caccia, OIPA Organizzazione Internazionale
Protezione Animali - Delegazione Provinciale di Varese, Partito della
Rifondazione Comunista - Circolo di Busto Arsizio, Progetto Gaia (Milano),
Uniti a Sinistra Piemonte, Verdi - Circolo di Busto Arsizio, Verdi -
Federazione Provinciale di Varese, Verdi - Federazione Regionale della
Lombardia, Vitadacani (Arese - Magnago), Vita Universale. Hanno espresso
il loro appoggio i consiglieri regionali lombardi: Silvia Ferretto
Clementi (AN), Monica Rizzi (Lega Nord), Sara Valmaggi (PD), Luciano
Muhlbauer (PRC), Carlo Monguzzi, Marcello Saponaro (Verdi). Mercoledi 1 Ottobre
2008.
( da "Agi" del 01-10-2008)
Argomenti: Province
SI ATTENDE L'OK
DEGLI ENTI LOCALI FEDERALISMO: ECCO IL TESTO DI CALDEROLI Quotidiani online
Difesa oggiPolizia oggiStato oggi Stretta finale sul federalismo fiscale. Lo
schema di ddl, messo a punto dal ministro per la Semplificazione normativa,
Roberto Calderoli attende ora di conoscere il parere formale di regioni, province e comuni nella conferenza unificata calendarizzata
per domani. Sara' poi la riunione dell'esecutivo previsto per dopodomani ad
aprirgli le porte delle aule parlamentari. Nel nuovo testo molte delle proposte
emendative che nei giorni scorsi l'arcipelago delle autonomie avevava
sottolineato sono state accolte. In particolare, i Comuni avranno la
compartecipazione all'Irpef, l'addizionale, tributi propri e un fondo
perequativo. Quanto alle Province, ci sara' una razionalizzazione delle tasse
sull'auto che sara' interamente sostitutiva delle imposte attualmente
esistenti. Nel provvedimento ci sara' anche l'attenzione per le richieste
avanzate delle regioni a statuto speciale, nel quale si specifica che a fronte
dell'assegnazione di nuove funzioni, si definiranno modalita' di finanziamento
attraverso forme di compartecipazione a tributi erariali propri e alle accise.
Ma sull'avallo di Regioni, Province e Comuni ci sono ancora alcuni nodi da
sciogliere. Garanzie sulle risorse per la sanita', come chiesto dai presidenti
di regione. E i rimborsi per i comuni, circa i minori
trasferimenti subiti per la sovrastima dell'Ici sui fabbricati rurali, per quella
dei risparmi in tema di 'costi della politica', nonche' per il totale reintegro
delle entrate venute meno con la abolizione dell'Ici sulla prima casa. (AGI) -
Roma, 1 ottobre.
( da "Gazzettino, Il" del 01-10-2008)
Argomenti: Province
RomaNOSTRA
REDAZIONEAnche i Comuni avranno una compartecipazione all'Irpef: lo conferma, a
margine del convegno del Pdl, il ministro Roberto Calderoli, determinato a
portare dopodomani in consiglio dei ministri, per l'approvazione definitiva, il
disegno dei legge sul federalismo fiscale, riveduto e corretto dopo le
osservazioni delle autonomie. Ecco la risposta, dice Calderoli, anche ai
sindaci veneti che oggi manifestano a Roma per chiedere il 20 per cento
dell'Irpef a copertura dei buchi nel bilancio aperti dall'abolizione dell'Ici
sulla prima casa.Il ministro Calderoli getta acqua sul fuoco: sono state
accolte, sottolinea, le richieste dei Comuni, che volevano garanzie su un
"paniere" di tributi: la compartecipazione all'Irpef, l'addizionale,
i tributi propri e il fondo perequativo. "Tutto questo - specifica il
ministro - è previsto, d'accordo con le Regioni, nell'ultima versione del testo,
che prefigura un notevole aumento, in media fino all'85 per cento,
dell'autonomia impositiva comunale. E qui c'è anche la risposta ai Comuni del
Veneto che reclamano una percentuale dell'Irpef". Oggi riceverà i
manifestanti? "Non li ricevo - risponde Calderoli - perché non hanno
chiesto di essere ricevuti. Io dò risposte di contenuto. Io prevengo". Il
titolare della Semplificazione normativa mostra di considerare quantomeno
intempestiva la protesta: "Sono dieci anni che si parla di federalismo
fiscale - ricorda - adesso siamo sulla linea di arrivo, il principio della
compartecipazione è stato esteso anche ai Comuni con il beneplacito delle
Regioni, il testo è stato messo in equilibrio: mi pare un passaggio importante
che dà una risposta anche a sindaci veneti". Come dire, accontentatevi.
Per quanto riguarda i tributi propri delle Province, il governo intende
specificare che la base imponibile sarà legata alla circolazione degli
autoveicoli. Le Regioni avranno un'aliquota riservata dell'Irpef, addizionali,
tributi propri, tributi derivati eventualmente stabiliti dallo Stato.Tutto
questo a regime. Intanto Comuni e Regioni guardano al presente a battono cassa.
L'Anci, in un comunicato diffuso ieri, torna a chiedere "che nel prossimo
Consiglio dei ministri venga approvato il decreto per il rimborso, ai Comuni,
dei minori trasferimenti subiti per la sovrastima dell'Ici
sui fabbricati rurali, per quella dei risparmi in tema di "costi della
politica", nonché per il totale reintegro delle entrate venute meno con la
abolizione dell'Ici sulla prima casa". L'Associazione preannuncia inoltre
che, "finché non ci sarà questa certezza, non parteciperà alle riunioni
della Conferenza unificata per discutere di federalismo fiscale". I
Presidenti delle Regioni, invece, saranno ricevuti questo pomeriggio da Silvio
Berlusconi, per sciogliere il nodo del fondo sanitario 2010-2011 sottostimato -
secondo i Governatori - di 7 miliardi di euro. Con qualche riluttanza, il
lombardo Roberto Formigoni ammette che l'obiettivo di ottenere un "parere
positivo all'unanimità" dalla Conferenza delle Regioni è "di fatto
collegato" alla trattativa sulla sanità. Il ministro Fitto (Affari
regionali) è ottimista: "Berlusconi e le Regioni si incontran oggi e mi
auguro che ci sia una convergenza di lavoro. Il federalismo è un provvedimento
molto importante e sono convinto che ci sarà un punto di convergenza. Con il
federalismo fiscale - conclude Fitto - si avvicinerà il livello decisionale ai
cittadini e sono convinto che possa essere un passaggio decisivo per tutto il
Paese, in particolare per il Mezzogiorno perché il testo garantisce livelli di
prestazioni conformi". Tuttavia, contrario ad aprire troppo i rubinetti è
il ministro del Welfare Maurizio Sacconi: "Credo - avverte - che sia stato
significativo da parte del governo, nel difficile contesto attuale, garantire
le stesse risorse del governo Prodi, più 170 milioni per la convenzione dei
medici di medicina generale e 400 milioni per evitare i ticket, pensare a
risorse aggiuntive per il 2009 non è compatibile con la finanziaria". E
aggiunge: "Non credo che la richiesta di altri fondi per il 2009 debba
determinare il fallimento del dibattito sul federalismo fiscale: non ci sarebbe
proporzione tra le due cose, vorrebbe dire che è una scusa".Il Carroccio è
concentratissimo nell'obiettivo di portare a casa il risultato e, dopo che
lunedì Calderoli su questo tema era arrivato a minacciare l'uscita dal governo,
ieri Umberto Bossi ha ribadito: "Se il federalismo passa il governo dura
cinque anni". Ed ha chiosato: Roma è ancora "ladrona" e lo sarà,
appunto, "fino all'approvazione del federalismo".Andrea Bianchi.
( da "Virgilio Notizie" del 01-10-2008)
Argomenti: Province
"Alleggerirebbe
la pressione fiscale e snellirebbe la burocrazia" postato fa da APCOM
ARTICOLI A TEMA Altri Roma, 1 ott. (Apcom) - L'abolizione
delle Province è "una delle grandi riforme da portare avanti per
alleggerire la pressione fiscale a carico dei contribuenti, snellendo tutta la
filiera della burocrazia e del costo della politica". Lo afferma in una
nota il sindaco di Roma, Gianni Alemanno. "Non è questione che
riguarda specificatamente la Provincia di Roma - spiega - ma ricordo, a questo
proposito, che l'Eurispes ha quantificato, a gennaio di quest'anno, in oltre 10
miliardi di euro, il risparmio che ne deriverebbe. Mi permetto, poi, di
evidenziare che lo stesso Veltroni, il 16 febbraio scorso, ha lanciato l'idea
di abolire le province nelle aree metropolitane. Idea
che, lo stesso giorno, è stata approvata dallo stesso presidente Zingaretti.
Credo, quindi, di essere in autorevole compagnia, quando affermo che sia una
strada percorribile".
( da "Alto Adige" del 02-10-2008)
Argomenti: Province
Biancofiore critica
la Provincia e il Comune: "Sempre contro Berlusconi" Seggi, in arrivo
il blackberry è pronto per ogni presidente: più velocità sui dati BOLZANO. Un
blackberry per ogni presidente di seggio. è questa la grande novità per le
prossime elezioni provinciali. A segnalarla è stata la deputata del Pdl
Michaela Biancofiore, criticandola: "E non esiste neppure - ha aggiunto
citando una circolare di palazzo Widmann - che la Provincia abbia ordinato ai
Comuni di non comunicare i dati elettorali a nessuno, nemmeno al Commissariato
del Governo a cui sarà la Provincia stessa ad inviare i dati". Sulla
novità ai seggi in Provincia confermano: ognuna delle 486 sezioni elettorali
sarà dotata di un blackberry (non sarà pagato dalla Provincia, ma messo a
disposizione dalla Telecom per l'occasione). Per imparare ad usarlo sarà fatto
un corso prima del voto, la nuova comunicazione in via telematica dovrebbe
accelerare la comunicazione dei risultati elettorali. Blackberry a parte, nella
conferenza stampa convocata nella sede di piazza Vittoria, Michaela Biancofiore
si definisce "imbestialita". Ce l'ha con il sindaco di Bolzano Luigi
Spagnolli, soprattutto, ma anche con la Provincia. "Inutile continuare a
parlare di dialogo quando qualsiasi provvedimento del governo Berlusconi viene
respinto", sbotta. L'elenco che la deputata e capolista del Pdl presenta
in una conferenza stampa convocata all'ultimo momento è lungo. Si parte dal
decreto Gelmini sulla riforma della scuola, ma ce n'è anche per la Cassa di
Risparmio ("aver rifiutato l'accordo sulla rinegoziazione dei mutui va
contro gli interessi dei cittadini che vedrebbero abbassata la rata dei
mutui"). Nel mirino finisce soprattutto il sindaco Luigi Spagnolli:
"Fa campagna elettorale attiva sulla pelle dei cittadini. è inconcepibile,
proprio lui che dovrebbe essere il sindaco di tutti", attacca Biancofiore.
A far infuriare la deputata sono state le ultime
dichiarazioni di Spagnolli in merito all'abolizione dell'Ici. "Ancora una
volta - replica Biancofiore - un sindaco di centrosinistra critica il governo
andando contro l'interesse dei cittadini. Tutti sono contenti di non dover
pagare più l'Ici, invece Spagnolli calpesta i loro diritti solamente per fare
campagna elettorale. Lo stesso vale per la mancata applicazione del
decreto Maroni che consentirebbe di combattere l'accattonaggio e la
prostituzione. (mi.m.).
( da "Messaggero, Il (Civitavecchia)" del
02-10-2008)
Argomenti: Province
"Sono
sempre stato favorevole all'abolizione delle Province. Credo che sia una delle
grandi riforme da portare avanti non solo per alleggerire la pressione fiscale a
carico dei contribuenti, snellendo tutta la filiera della burocrazia e del
costo della politica", ha ribadito il sindaco, Gianni Alemanno. "Non è una questione che
riguarda specificatamente la Provincia di Roma - continua Alemanno - ma
ricordo, a questo proposito, che l'Eurispes ha quantificato, a gennaio di
quest'anno in oltre 10 miliardi di euro, il risparmio che ne deriverebbe. Mi
permetto, poi, di evidenziare che lo stesso Veltroni, il 16 febbraio scorso, ha
lanciato l'idea di abolire le Province nelle aree metropolitane. Idea che, lo
stesso giorno, è stata approvata dallo stesso presidente Zingaretti. Credo,
quindi, di essere in autorevole compagnia, quando affermo che sia una strada
percorribile". Pronta la risposta del presidente della Provincia, Nicola
Zingaretti "ho letto le dichiarazioni di Alemanno. Stiamo cooperando in un
Tavolo interistituzionale per affrontare questo tema. Forse è stata più una
battuta". L'assessore provinciale al Bilancio, Antonio Rosati tiene a
sottolineare: "Non è certo Alemanno a dover ricordare al presidente
Zingaretti, che è stato tra i primi a sposare questa idea di cambiamento,
l'importanza di un'innovazione che nessuno si è mai sognato di portare avanti e
di decidere da solo. Per ottenere questo risultato sono fondamentali, però, un
confronto serio e la piena condivisione dei tempi e delle modalità di
trasformazione. La bozza Calderoli è una buona base di discussione che partendo
da chi conosce il territorio prevede il mantenimento delle province
e la trasformazione e l'istituzione delle aree metropolitane".
( da "Nazione, La (Umbria)" del 02-10-2008)
Argomenti: Province
CRONACA PERUGIA pag.
7 'Tredicesima' anticipata per cento dipendenti L'ACCORDO COMUNE E SINDACATI
FIRMANO L'INTESA SUL FONDO. PREMI ARRETRATI DAL 2004 di CRISTINA BELVEDERE ?
PERUGIA ? IL CONSIGLIO provinciale vota all'unanimità l'abolizione del Cosap
(canone per l'occupazione permanente di spazi e aree pubbliche), applicato dal
1999, che rappresenta un'entrata di carattere patrimoniale (o extratributaria),
concepita come corrispettivo dovuto al proprietario del bene demaniale per
l'uso esclusivo dello stesso da parte di un concessionario. Il provvedimento è
stato approvato con 18 voti a favore, unificando i documenti presentati da
Luigi Andreani (Udc) e Lazzaro Bogliari (Pd), relativi al canone di occupazione
di spazi e aree pubbliche. "La decisione di abolire il Cosap ? ha spiegato
l'assessore al Bilancio Daniela Frullani ? è maturata da tempo all'interno
della Giunta. Questa tassa vede assoggettate al canone 7.900 persone, un numero
inferiore agli accessi presenti sulle strade provinciali; un dato oggettivo che
dimostra la complessità dell'applicazione del tributo". SODDISFAZIONE è
stata espressa dagli esponenti del Pdl in Consiglio provinciale (nella foto):
"Oggi si chiude una battaglia che è durata tre legislature e che ci ha
visti continuamente incalzare la maggioranza, a difesa dei diritti dei
cittadini e contro una tassa iniqua ? ha detto l'azzurro Ivo Fagiolari ?. L'abolizione del Cosap entrerà in vigore dal 1° gennaio 2009. Del
resto, non si capiva il motivo per cui un cittadino dovesse pagare per uscire
di casa. La Provincia non è mai riuscita né a regolamentare né a disciplinare
adeguatamente il pagamento di questa tassa che interessa tra i 15 e i 16mila
utenti, metà dei quali tuttavia inadempienti". "Anno per anno
? gli ha fatto eco Bruno Biagiotti di An ? abbiamo incalzato questa maggioranza
invitandola a non applicare una tassa iniqua. Per ammissione dello stesso
assessore Frullani in sede di discussione del Bilancio '07 era emerso che oltre
il 50% degli utenti non pagava, mentre sugli altri gravavano anche gli oneri
degli adeguamenti tariffari. Inoltre gli incassi erano praticamente pari alle
spese, dovute al personale e ai mezzi messi a disposizione dall'ente per i
censimenti". "QUELLO DELLA COSAP ? ha commentato Luigi Andreani (Udc)
? era un balzello che divideva i cittadini di serie A da quelli di serie
B". Tra i territori maggiormente interessati alla Cosap vi è Spoleto in
quanto, come fatto notare da Giampiero Panfili (An), ha molte frazioni
attraversate da strade provinciali: "In quest'area ? ha ricordato ?
abbiamo messo a punto un grande lavoro di informazione, invitando i cittadini
interessati a rivolgersi agli uffici provinciali in quanto buona parte di essi
avevano già subito delle espropriazioni per l'ampliamento delle sedi stradali".
Per Stefano Zuccarini (Fi) è una battaglia dalla valenza politica: "In
questo modo ? ha detto ? il Pdl mostra come intende il governo dei territori e
del Paese". Edoardo Alunni (Fi) si è augurato che tutto ciò non cada nel
dimenticatoio, mentre Giovanni Ruggiano (An) ha fatto notare come
"recentemente gli amministratori provinciali tendano a sviare da problemi
non ancora risolti, primo tra tutti quello degli appalti".
( da "Gazzetta di Parma Online, La" del
02-10-2008)
Argomenti: Province
Pranzo a Palazzo
Madama con Schifani e i ministri leghisti e incontro a tarda sera a Palazzo
Chigi con Berlusconi, Tremonti e i governatori alla vigilia del primo via
libera del governo al federalismo fiscale. In ebollizione anche il fronte delle
Regioni e dei Comuni. Questi ultimi premono per il rimborso dei mancati
introiti dell'Ici che già figurano come voti nei bilanci approvati entro il 30
settembre ma che materialmente devono ancora essere erogati. I sindaci veneti
hanno poi manifestato ieri a Roma per chiedere il trasferimento ai Comuni del
20% dell'Irpef. La compartecipazione all'Irpef e tasse di scopo per i Comuni dovrebbero
figurare tra le novità dell'ultima versione del disegno di legge preparato dal
ministro Roberto Calderoli, insieme alla tassa sugli autoveicoli per le
Province e per le Regioni forme di compartecipazione a tributi erariali e alle
accise. Sono le novità introdotte dopo le richieste delle autonomie locali ma
il testo dovrà passare oggi l'esame della Conferenza unificata Stato-Regioni
che si riunirà oggi pomeriggio. In mattinata invece il presidente Vasco Errani
ha convocato poi stamane una seduta straordinaria della Conferenza delle
Regioni in vista del parere sulla legge. Il presidente dell'Anci Leonardo
Domenici ha annunciato che i Comuni non parteciperanno all'incontro col governo
se prima non avranno assicurazione che nella seduta del Consiglio dei ministri di domani sarà approvato un decreto con il quale
restituire agli enti locali il miliardo e mezzo di euro di tagli sofferti per
l'abolizione dell'Ici. Le Regioni insistono invece per sciogliere il nodo
sanità, 7 miliardi di fondo sanitario e 440 milioni di euro per i ticket che
mancano all'appello e senza i quali è in forse anche il loro parere favorevole
al disegno di legge. Umberto Bossi, che ha preso parte alla colazione di
lavoro offerta dal presidente del Senato Renato Schifani, ha detto che il
federalismo partirà dal Senato dove sarà presentato il ddl sul federalismo
fiscale. Ma Calderoli ha aggiunto che federalismo fiscale e costituzionale
procederanno in parallelo con l'istituzione di una Camera delle Regioni che
"segnerà la fine del bicameralismo perfetto". "Schifani è
estremamente coinvolto", ha detto Calderoli ma collegare il federalismo
fiscale ad altre riforme istituzionali potrebbe allungare i tempi dell'iter del
provvedimento. L'opposizione è molto critica. Per Massimo D'Alema la bozza
Calderoli "non è seria perché è solo una dichiarazione di principi".
"Finché non scopriranno carte e conti non so di cosa discutiamo",
attacca l'ex premier del Pd, "non è scritto quali tasse ci saranno, quali
quote e quali garanzie per l'unità del paese. Il governo dice che ci
guadagneranno tutti ma questo non è possibile". Ma Calderoli replica a
D'Alema che si tratta di una legge delega e quindi "si basa sui principi e
non può contenere quei numeri che, invece, qualcuno continua a dare". Il
Pd, in tempi di severi tagli ai bilanci comunali e di abolizione dell'Ici,
giudica uno schiaffo per migliaia di amministratori locali la decisione del
governo di erogare al Comune di Catania 140 milioni di euro per salvarlo dal
collasso. "Finanziamenti a Catania e Roma: è questo il federalismo fiscale
di Bossi e Calderoli?", scrive il deputato del Pd, componente della
commissione Bilancio della Camera, Antonio Misiani, in una lettera aperta
all'esecutivo firmata dai deputati settentrionali del Pd. (Marina Maresca, Aga).
( da "Stampa, La" del 02-10-2008)
Argomenti: Province
VEGLIA DEVERO.NO ALLA
GESTIONE PROVINCIALE La giunta del Parco preferisce la Regione Anche la giunta
del Parco Veglia Devero si schiera contro contro il trasferimento dell'ente da
Regione a Provincia. "Nessuna amministrazione è stata coinvolta nelle
decisioni preliminari - sottolinea Marco Piretti, presidente del parco -. che
abbiamo appreso soltanto a cose fatte". Secondo la giunta dell'ente, la
proposta contenuta nel Protocollo di intesa firmato da Regione e Provincia
porterebbe ad un declassamento del Parco e della Riserva naturale di Fondotoce,
nonché dell'istituendo Parco naturale dell'Alta Valle Antrona. "Altri
parchi regionali che insistono sul territorio del Vco non subiscono la stessa
sorte anche se il testo del protocollo recita diversamente" spiega Piretti.
La giunta dell'ente che ha sede a Varzo chiede che venga
stralciato dal protocollo l'affidamento della gestione delle aree protette di
importanza regionale. "Con l'abolizione degli enti di gestione dei parchi
verrà perso un grande e fondamentale patrimonio di esperienze e professionalità
costituito dal personale delle aree protette". Il passaggio di
competenze rientra nell'accordo firmato quest'estate da Bresso e Ravaioli per
per dare maggiore autonomia amministrativa al Verbano Cusio Ossola. Il l
trasferimento del 90% dei canoni idrici, del 30% sui canoni per l'utilizzo
delle acque minerali e l'intera partita che riguarda lo sconto benzina (oltre a
competenze esclusive su caccia, pesca e gestione delle aree protette) porterà
circa 10 milioni di euro all'anno nelle casse della provincia.
( da "Salerno notizie" del 03-10-2008)
Argomenti: Province
Il Consiglio di
Amministrazione dell'Istituto Autonomo Case Popolari della Provincia di Salerno
ha approvato all'unanimità il Conto consuntivo - Esercizio finanziario 2007. Il
presidente Raffaele Cammarano esprime la propria soddisfazione perché, a fronte
delle difficoltà dell'IACP a finanziare con le proprie entrate correnti le
relative spese, a causa della cessata contribuzione statale, dell'assenza di
autonomia impositiva che impedisce di esigere canoni di locazione di mercato,
dell'elevata pressione fiscale, con l'aumento dell'imposta di registro e, in
particolare, dell'IRAP, l'Ente è riuscito a far fronte, con i propri mezzi, a
tutti gli impegni programmati. Risultati positivi sono arrivati dal piano di
recupero della morosità e di verifica delle autocertificazioni prodotte dagli
assegnatari di alloggi popolari. Per la vendita degli stessi alloggi, se nel
2007 si è registrata un'ulteriore contrazione, dovuta alla scarsa propensione
degli assegnatari all'acquisto, l'intervenuta approvazione di un nuovo piano di
vendita, che comprende 1205 alloggi, lascia intravedere una fiducia maggiore in
migliori introiti per l'anno in corso. E un contributo significativo viene
anche dall'attività del Settore Tecnico dell'IACP sia nell'organizzazione e
progettazione della manutenzione ordinaria e straordinaria della provincia di
Salerno, sia nell'espletamento delle pratiche relative ad interventi per nuove
costruzioni che si stanno realizzando nei territori della provincia di Salerno.
Il rendiconto finanziario 2007 si chiude, comunque, con un disavanzo
complessivo inferiore di circa 1 milione di euro rispetto a quello dell'anno
precedente. Ma il presidente dell'Istituto Autonomo Case Popolari della
Provincia di Salerno, Raffaele Cammarano, ritiene che "nel 2008 la situazione
possa migliorare in dipendenza di una più opportuna organizzazione
dell'Istituto stesso, di maggiori attività del Settore Tecnico, sia a coronamento di quelle intraprese, sia in attuazione del
rilancio nazionale dell'edilizia residenziale pubblica, di più cospicue entrate
per vendite di alloggi e recupero della morosità, di una minore conflittualità
con conseguente riduzione di spese legali, di altri fattori favorevoli come
l'abolizione dell'ICI sulla prima casa". 03/10/2008.
( da "Adnkronos" del 03-10-2008)
Argomenti: Province
FEDERALISMO E' RIORGANIZZAZIONE
STATO NON SUO SMANTELLAMENTO ascolta la notizia commenta 0 vota 0 tutte le
notizie di POLITICA Verona, 3 ott. (Adnkronos) - "In tema di riforme si
puo' anche discutere della possibile abolizione delle province, ma nessuno pensi di cancellare
i prefetti, che rappresentano lo Stato". Lo ha detto il presidente della
Camera Gianfranco Fini parlando nel corso di una manifestazione pubblica a
Verona. "Il federalismo -ha aggiunto- non e' lo smantellamento dello
Stato, ma e' la riorganizzazione dello Stato. E i prefetti garantiscono
il coordinamento, il controllo del territorio. Ci sono gangli vitali che
possono essere riformati ma non possono essere cancellati".
( da "Virgilio Notizie" del 03-10-2008)
Argomenti: Province
Rappresentano lo
Stato postato fa da APCOM ARTICOLI A TEMA Altri Isola della Scala (Verona), 3
ott. (Apcom) - Nessuno può pensare di cancellare i prefetti. Lo afferma il
presidente della Camera, Gianfranco Fini, precisando che nel dibattito sul
federalismo, che non significa "smantellamento" dello
Stato si può discutere dell'abolizione delle Province ma non della
cancellazione della figura dei prefetti. "Nessuno pensi di eliminare i
prefetti, che in un assetto federale rappresentano lo Stato", spiega Fini
dichiarandosi pronto a "rivederne il ruolo", ma non ad eliminarli
visto che "sopperiscono a lacune e intervengono in situazioni di emergenza".
( da "Stampa, La" del 04-10-2008)
Argomenti: Province
IL CENTRODESTRA il
caso Le manovre per le elezioni del 2009 Nessun altro nome, saltano le primarie
Il Pdl indicherà il suo candidato prima di Natale Provincia, il Pd ricandida
Saitta ALESSANDRO MONDO Ora tocca al centrodestra fare la sua mossa. Cosa che,
hanno spiegato Agostino Ghiglia e Caterina Ferrero al battesimo del Coordinamento
provinciale del Pdl, avverrà entro Natale con la presentazione di un candidato
per scalare la Provincia alle elezioni provinciali del 2009. Ieri il Partito
democratico ha fatto la sua ricandidando per acclamazione Antonio Saitta. La
posta in palio è il secondo mandato dopo quello conquistato nel 2004 battendo
Franco Maria Botta - assessore regionale all'Urbanistica in quota Udc, poi
passato a Forza Italia -, con un distacco di quasi venti punti. Allora finì
51,8 contro 32,1. Questa volta un successo al primo turno non è così scontato.
L'investitura ufficiale è avvenuta ieri pomeriggio da parte delle tre
assemblee: cittadina, provinciale, Ivrea-Canavese. Presenti i vertici del
partito. Presente Mercedes Bresso. Assente giustificato il sindaco Chiamparino.
Tutti d'accordo: il che, trattandosi del Pd piemontese, è già un risultato. La
mozione, proprio perchè unitaria, non è stata nemmeno messa ai voti. Scelta
scontata, quella di Saitta. Nonostante qualche increspatura la scorsa primavera
- "Potrebbe essere il candidato ma molto dipenderà dal contesto",
frenò il presidente del Consiglio regionale Davide Gariglio (ieri ha avuto un
lungo incontro con il presidente) - il Pd non ha mai espresso candidature
alternative. Quanto è bastato per escludere il ricorso alle primarie (in
compenso circola un documento che le propone per i collegi). Sempre a proposito
di primarie, il 17 e il 18 ottobre anche in Piemonte si svolgeranno quelle per
eleggere il segretario nazionale dei Giovani Democratici. In mattinata il
segretario regionale Gianfranco Morgando, illustrando la mobilitazione in vista
della manifestazione nazionale contro il Governo prevista il 25 ottobre a Roma
sui temi del caro vita, dei salari e della scuola (dal Piemonte partiranno in 5
mila), ha anticipato la reinvestitura: "Non ci sono nomi alternativi a
Saitta". Il quale è intervenuto snocciolato dati e numeri. In particolare
quelli degli investimenti: 480 milioni dal 2004. Di questi, 350 per scuole e
strade, 98 di contributi ai Comuni,
( da "Repubblica, La" del 04-10-2008)
Argomenti: Province
Sì del governo al
federalismo Tremonti: riforma storica Il Pd: un regalo alla Lega. Tra due anni
i decreti Fini: nessun rischio per l'unità nazionale. Gelo sull'ipotesi di
Berlusconi al Colle SILVIO BUZZANCA ROMA - Un fatto "storico", un
momento "epocale". Il Consiglio dei ministri ha approvato ieri
mattina il disegno di legge delega sul federalismo fiscale. Adesso la palla
passa al Parlamento che dovrà dare il suo via libera entro la fine dell'anno.
La riforma sarà infatti presentata come collegato alla Finanziaria. Poi il
governo avrà tempo due anni per emanare i decreti legislativi e riempire di
contenuto il provvedimento. Infine ci saranno cinque anni di tempo per la
transizione al nuovo modello. All'alba del 2015 tutto dovrebbe andare a regime.
Silvio Berlusconi alla fine si dice "soddisfatto" del via libera del
Cdm. Più trionfali i toni di Giulio Tremonti. "E' stato straordinario
avere ieri il consenso di Regioni, Comuni e Province, quella del federalismo
fiscale è una riforma storica. Ora dobbiamo costruire una banca di dati
condivisi". Anche Roberto Calderoli punta sul grande risultato di avere
convinto Regioni, Province e Comuni. Ma governatori e sindaci sono molto più
cauti. "Le regioni vogliono il federalismo fiscale ma non vogliono
"bufale"", ammonisce Vasco Errani. Secondo il presidente della
Conferenza delle Regioni, "il varo del disegno di legge delega sul
federalismo fiscale è solo il primo passo di un cammino lungo e impegnativo e i
toni da propaganda allontanano dalla meta". Dello stesso tenore il
commento dell'Anci. "E' un testo generale e generico. Si entrerà nel merito
con l'attuazione dei decreti legislativi, un iter che va tenuto sotto
controllo", spiega il presidente dei sindaci Leonardo Domenici. Anche il
giudizio del Pd e dell'Udc è sospeso in attesa di vedere le cifre. "Allo
stato delle cose sembra più una concessione alla Lega piuttosto che un disegno
compiuto e unitario di riorganizzazione dello Stato", commenta Walter
Veltroni. Anna Finocchiaro spiega: "Il progetto è più che altro una
bandiera, un testo contraddittorio e pasticciato di cui non si capiscono i
tempi di attuazione e soprattutto i costi". E Francesco Rutelli, aggiunge:
"Per essere convinti di questo federalismo bisogna conoscere i numeri che
ancora non si conoscono. Bisogna sapere chi paga, chi ci guadagna e chi ci
rimette". Per Ferdinando Casini concorda: "Un federalismo senza
numeri è un non federalismo, è un rinviare la risposta alle calende
greche". A sinistra, Rifondazione non contesta la portata storica
dell'evento. "Si tratta, infatti, di una storica fregatura, per gli italiani,
talmente "storica" che, purtroppo, il nostro paese la pagherà a
lungo", dice il leader Paolo Ferrero. Un giudizio positivo arriva invece
da Gianfranco Fini che non vede nel progetto "alcun
rischio di rottura dell'unità nazionale". Il presidente della Camera
avverte però: "In tema di riforme si può anche discutere della possibile
abolizione delle province,
ma nessuno pensi di cancellare i prefetti, che rappresentano lo Stato".
Dopo le polemiche dei giorni scorsi con il Cavaliere sull'abuso dei decreti e
il ruolo del Parlamento, Fini non ha invece voluto commentare l'ipotesi
dell'ascesa del Cavaliere alla presidenza della Repubblica limitandosi a dire:
"Il presidente della Camera legge i giornali e tiene per sè le sue
valutazioni, non le esprime pubblicamente".
( da "Secolo XIX, Il" del 04-10-2008)
Argomenti: Province
Massimo baldini Il
disegno di legge delega sul federalismo approvato ieri dal Consiglio dei
Ministri non contiene novità sostanziali rispetto alle precedenti versioni.
L'aspetto che più colpisce è la somiglianza dei suoi principi generali con
quelli dei progetti di riforma elaborati dal vecchio governo Prodi. In breve,
si stabilisce il superamento del modello della finanza derivata, in cui ogni
ente riceve trasferimenti dal centro sulla base della spesa storica, a favore
di un modello di autonomia impositiva in cui gli enti sono dotati di tributi
propri con spazi di manovra nel fissare aliquote e basi imponibili. Gli enti
locali dovranno essere messi nelle condizioni di erogare servizi a costi
standard, uguali per tutti. Le regioni povere, con insufficiente capacità
fiscale, riceveranno trasferimenti da un fondo perequativo gestito dallo Stato
per garantire i livelli essenziali delle prestazioni, valutati ai costi
standard. In questo modo si dovrebbero anche punire i politici inefficienti,
qualora non fossero in grado di garantire ai propri cittadini questi livelli
essenziali. Tutti principi condivisibili. Ma qui cominciano i problemi. Il
testo del disegno di legge è infatti molto generico, e di fatto non va molto
oltre le enunciazioni astratte. Ne è una prova il tempo molto lungo lasciato al
Governo (dopo l'approvazione del disegno di legge) per emanare i decreti
legislativi: ben due anni, a cui poi farà seguito un periodo transitorio per
l'entrata a regime del nuovo sistema di almeno cinque anni. Chissà quali
saranno le condizioni del nostro paese tra otto-dieci anni, quando lo schema
abbozzato nel ddl dovrebbe entrare pienamente in vigore. Tutto il succo è
quindi ancora da scrivere, in particolare: quali sono i tributi propri che le
Regioni e gli enti locali potranno istituire? Con quali gradi di libertà? Come
saranno definiti i livelli essenziali delle prestazioni in sanità, istruzione,
assistenza e trasporto locale? Ad un livello minimale o generoso? Non si tratta
proprio di dettagli. Per ora domina l'effetto annuncio: un cittadino disattento
può avere l'impressione che la riforma federale sia già stata varata, invece
siamo ancora ai principi non controversi. Ma questo unanimismo non è destinato
a durare. Il processo di riforma federalista è guidato dalla Lega, che vuole
ridurre il flusso di risorse da Nord al Sud, quindi il risultato sarà un
aumento delle diseguaglianze tra le aree del paese. Già oggi l'Italia è il
paese europeo con le maggiori differenze nei redditi medi regionali. Il
concetto di federalismo solidale è un po' una contraddizione in termini, perchè
il federalismo ha proprio il senso di esaltare le differenze tra gli enti
locali, in modo da riflettere meglio le preferenze dei rispettivi cittadini. Il
problema redistributivo, quindi, diventerà ben presto centrale. Visto il peso
dell'elettorato meridionale nel sostegno al governo, è probabile che si arrivi
ad un federalismo molto blando, che non metterà a rischio le poltrone dei tanti
politici incapaci che abbiamo in Italia. Proprio ieri il governo ha regalato al
Comune di Catania 140 milioni di euro (cioè 6 euro da ogni famiglia italiana)
per ripianare il deficit provocato da una gestione fallimentare, ma nessun
amministratore locale si è dimesso. Non proprio un buon viatico per il varo di
un serio federalismo fiscale. Nel conformismo generale, passano
inoltre sotto silenzio nodi che invece meriterebbero grande attenzione: nessuno
discute più dell'abolizione delle Province, o dell'accorpamento dei piccoli
Comuni, o della assurdità di avere 20 Regioni in una nazione piccola, con costi
burocratici altissimi e con il rischio aggiuntivo del proliferare di tante
caste politiche locali. Infine, resta l'assurdità della abolizione
dell'Ici, pilastro della finanza locale in tutti gli Stati federali.
04/10/2008.
( da "Giornale.it, Il" del 04-10-2008)
Argomenti: Province
N. 238 del
2008-10-04 pagina 8 Addio pacchia di Stato Comuni e Regioni cammineranno da soli
di Gian Maria De Francesco Il governo vara il disegno di legge che riforma i
trasferimenti agli enti locali. Sarà ineleggibile chi non amministra bene.
Trovati i soldi per Roma, Catania e l'abolizione dell'Ici.
Tremonti: riforma epocale da Roma "Quella del federalismo fiscale è una
riforma storica". Il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, non si è
certo mascherato dietro un velo di falsa modestia. Il ddl delega approvato ieri
in Consiglio dei ministri ha una portata epocale e come ha detto lo stesso
titolare del Tesoro "sarà nel bilancio dei Comuni che ognuno potrà
leggere come è amministrato". Qual è la principale conseguenza del
provvedimento che rivoluziona il sistema fiscale oltre a dare piena attuazione
alla riforma costituzionale del 2001? È la responsabilizzazione dei centri di
spesa locali e il controllo diretto dei cittadini sulle amministrazioni.
Autonomia. Di fatto finisce l'epoca della finanza derivata in base alla quale
le Regioni e gli altri enti locali ricevono la maggior parte delle loro risorse
dallo Stato senza alcun controllo sulla qualità della spesa e su eventuali
inefficienze e sprechi. Con l'entrata in vigore del federalismo fiscale (che
sarà regolato da due decreti legislativi da emanarsi entro due anni
dall'entrata in vigore della legge) gli enti locali saranno autonomi e
responsabili e potranno imporre tributi finalizzati al finanziamento delle
funzioni loro attribuite. Le spese non saranno libere. Il criterio della spesa
storica sarà sostituito da quello dei costi standard, ovvero saranno fissati
parametri di costo per ogni servizio offerto dalla pa. Meno Stato. L'autonomia
impositiva delle Regioni (istituti dotati di potestà legislativa) non
comporterà un aggravio della pressione fiscale. Il ddl prevede l'esclusione
della doppia imposizione, fatte salve le addizionali locali, sulle materie di
competenza locale. Le maggiori risorse finanziarie derivanti dalla riduzione
delle spese determineranno una riduzione della pressione fiscale. Infine sarà
istituita una vera e propria cabina di regia (la Conferenza permanente per il
controllo della finanza pubblica) che dovrà verificare il buon funzionamento
dei processi. Rapporti. Le spese direttamente riconducibili al vincolo
costituzionale riguardano i settori della sanità, dell'assistenza e
dell'istruzione. Per ognuno di questi settori saranno fissati dei costi
standard associati ai livelli essenziali. Il trasporto pubblico locale, non
ricompreso in questi ambiti, sarà comunque finanziato in maniera adeguata. In
particolare, le Regioni disporranno per i finanziamenti delle spese di tributi
propri, di un'aliquota o addizionale Irpef e della compartecipazione regionale
all'Iva. Anche i Comuni potranno imporre tributi propri, partecipare all'Irpef
e fissare tributi di scopo legati a flussi turistici o alla mobilità urbana.
Perequazione. È prevista l'istituzione di un fondo perequativo da assegnare
alle Regioni con minore capacità impositiva (cioè dotate di minore capacità
fiscale per abitante anche perché meno popolose). Idem per le Province e le
città metropolitane. Lo status di capitale di Roma sarà finanziato con
l'attribuzione di un proprio patrimonio al Campidoglio. Premi e sanzioni. È
prevista l'introduzione di un meccanismo di premi e sanzioni per le
amministrazioni più o meno virtuose. Per i casi di dissesto finanziario è
ipotizzata l'ineleggibilità degli amministratori. Per quanto riguarda la
transizione al sistema dei costi standard il periodo è di 5 anni per le materie
non fondamentali. Decreto legge. Il Consiglio dei ministri ha poi approvato un
decreto legge contenente disposizioni urgenti per il riequilibrio economico e
finanziario di regioni ed enti locali. Il dl stanzia complessivamente 1,31
miliardi di euro, ha spiegato il ministro Calderoli. Finanziati l'abolizione
dell' Ici e del ticket e i Comuni di Roma (500 milioni) e Catania (134
milioni). © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Stampa, La" del 04-10-2008)
Argomenti: Province
Il catasto unico
della Provincia torinese. Tre anni e mezzo dopo la firma del protocollo
d'intesa tra la Provincia e i sindacati sulla realizzazione a Loranzè del Polo
della pubblica amministrazione, arriva la definitiva retromarcia. Si
infrangono, dunque, le promesse fatte nel maggio del 2005, quando l'idea del
Polo fu "venduta" come la soluzione delle soluzioni per rilanciare l'immagine
del territorio e risolvere i suoi problemi occupazionali. Alla faccia dello
snellimento della pubblica amministrazione, verrebbe da dire. L'idea,
ambiziosa, era infatti quella di concentrare in un'unica area, a Loranzè
appunto, la gestione dei servizi catastali in modo da velocizzare migliaia e
migliaia di pratiche. Non solo: il Polo avrebbe risolto i problemi
occupazionali di centinaia di famiglie finite in disgrazia in seguito al
fallimento di Oliit e Cms, due aziende nate dalle ceneri di Op Computer. Invece,
pochi giorni fa, è arrivata la mazzata. A comunicare il cambio di rotta è
l'assessore provinciale al Bilancio e alle Attività produttive Carlo Chiama,
che attraverso una lettera indirizzata alla Regione fa sapere che "gli
interventi a sostegno del Polo della pubblica amministrazione vanno valutati
alla luce dei cambiamenti avvenuti rispetto al periodo in cui fu sottoscritto
il Protocollo d'Intesa". E precisa: "In particolare si deve
sottolineare come l'attività inizialmente prevista nel Polo, cioè l'accertamento delle entrate degli enti locali e i servizi
catastali, ha risentito delle particolari modalità con cui si è realizzato il
decentramento catastale, nonché della recente abolizione dell'imposta sulla
prima casa". Infine: "Contestualmente si è rafforzata, con la
costituzione del Consorzio Polo pubblica amministrazione, la sinergia
tra le imprese coinvolte, valorizzando gli elementi di innovazione del
progetto". In sintesi: tre anni e mezzo di attesa, 4 milioni di euro
arrivati dai Patti territoriali del Canavese e dallo Stato per le prime opere
infrastrutturali non sono stati sufficienti a far decollare il progetto. L'idea
del Polo, dunque, è sempre rimasta sulla carta, generando fin dall'inizio da
una parte grandi aspettative tra i lavoratori e, dall'altra, forte scetticismo
tra i sindacati (che comunque avevano sottoscritto il protocollo d'intesa nel
2005). "Era di difficile attuazione - spiega ora Enrico Capirone,
assessore al Bilancio del Comune di Ivrea e fino a poco tempo fa anche
direttore di Ribes Informatica, una delle aziende interessate ad entrare nel
Polo - in particolare per la mancanza di commesse". Insomma, non esiste un
mercato orientato alla gestione della Pubblica amministrazione. Ma il fatto più
preoccupante, ora, è che nonostante siano già trascorsi tre anni e mezzo dalla
firma del Protocollo di Intesa (e ci siano 4 milioni di euro a disposizione),
ancora non è chiaro se e quando si farà il Polo e, soprattutto, che cosa la
Provincia intende insediare al suo interno. Lo stesso Chiama puntualizza che,
"ad oggi si profila l'idea di un Polo della Pubblica Amministrazione
orientato all'offerta di soluzioni di customer support". Soluzione che
proprio non piace ai sindacati. "Ci troveremo con l'ennesimo call center.
Le promesse fatte dalla Provincia tre anni fa erano altre e hanno avuto solo un
risultato: quello di creare false aspettative tra i lavoratori" fa notare
Lino Malerba, della Fiom Cgil. Mentre Alberto Mancino, segretario canavesano
Uilm parla "di un bluff annunciato". Fin da quando, anno dopo anno,
sono slittati gli accordi sul reinserimento occupazionale dei lavoratori Cms e
Oliit. Che, nel frattempo sono drasticamente calati di numero. Più della metà è
andato in pensione. Gli altri, senza l'aiuto pubblico, si sono arrangiati con lavori
precari e non.
( da "Giornale.it, Il" del 04-10-2008)
Argomenti: Province
N. 238 del 2008-10-04
pagina 0 Addio pacchia di Stato, arriva il federalismo di Gian Maria De
Francesco Il governo vara il disegno di legge che riforma i trasferimenti agli
enti locali. Sarà ineleggibile chi non amministra bene. Trovati i soldi per
Roma, Catania e l'abolizione dell'Ici. Tremonti: riforma
epocale Roma - "Quella del federalismo fiscale è una riforma
storica". Il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, non si è certo
mascherato dietro un velo di falsa modestia. Il ddl delega approvato ieri in
Consiglio dei ministri ha una portata epocale e come ha detto lo stesso
titolare del Tesoro "sarà nel bilancio dei Comuni che ognuno potrà
leggere come è amministrato". Qual è la principale conseguenza del
provvedimento che rivoluziona il sistema fiscale oltre a dare piena attuazione
alla riforma costituzionale del 2001? è la responsabilizzazione dei centri di
spesa locali e il controllo diretto dei cittadini sulle amministrazioni.
Autonomia. Di fatto finisce l'epoca della finanza derivata in base alla quale
le Regioni e gli altri enti locali ricevono la maggior parte delle loro risorse
dallo Stato senza alcun controllo sulla qualità della spesa e su eventuali
inefficienze e sprechi. Con l'entrata in vigore del federalismo fiscale (che
sarà regolato da due decreti legislativi da emanarsi entro due anni
dall'entrata in vigore della legge) gli enti locali saranno autonomi e
responsabili e potranno imporre tributi finalizzati al finanziamento delle
funzioni loro attribuite. Le spese non saranno libere. Il criterio della spesa
storica sarà sostituito da quello dei costi standard, ovvero saranno fissati
parametri di costo per ogni servizio offerto dalla pa. Meno Stato. L'autonomia
impositiva delle Regioni (istituti dotati di potestà legislativa) non
comporterà un aggravio della pressione fiscale. Il ddl prevede l'esclusione
della doppia imposizione, fatte salve le addizionali locali, sulle materie di
competenza locale. Le maggiori risorse finanziarie derivanti dalla riduzione
delle spese determineranno una riduzione della pressione fiscale. Infine sarà
istituita una vera e propria cabina di regia (la Conferenza permanente per il
controllo della finanza pubblica) che dovrà verificare il buon funzionamento
dei processi. Rapporti. Le spese direttamente riconducibili al vincolo costituzionale
riguardano i settori della sanità, dell'assistenza e dell'istruzione. Per
ognuno di questi settori saranno fissati dei costi standard associati ai
livelli essenziali. Il trasporto pubblico locale, non ricompreso in questi
ambiti, sarà comunque finanziato in maniera adeguata. In particolare, le
Regioni disporranno per i finanziamenti delle spese di tributi propri, di
un'aliquota o addizionale Irpef e della compartecipazione regionale all'Iva.
Anche i Comuni potranno imporre tributi propri, partecipare all'Irpef e fissare
tributi di scopo legati a flussi turistici o alla mobilità urbana.
Perequazione. è prevista l'istituzione di un fondo perequativo da assegnare
alle Regioni con minore capacità impositiva (cioè dotate di minore capacità
fiscale per abitante anche perché meno popolose). Idem per le Province e le
città metropolitane. Lo status di capitale di Roma sarà finanziato con
l'attribuzione di un proprio patrimonio al Campidoglio. Premi e sanzioni. è
prevista l'introduzione di un meccanismo di premi e sanzioni per le
amministrazioni più o meno virtuose. Per i casi di dissesto finanziario è
ipotizzata l'ineleggibilità degli amministratori. Per quanto riguarda la
transizione al sistema dei costi standard il periodo è di 5 anni per le materie
non fondamentali. Decreto legge. Il Consiglio dei ministri ha poi approvato un
decreto legge contenente disposizioni urgenti per il riequilibrio economico e
finanziario di regioni ed enti locali. Il dl stanzia complessivamente 1,31
miliardi di euro, ha spiegato il ministro Calderoli. Finanziati l'abolizione
dell' Ici e del ticket e i Comuni di Roma (500 milioni) e Catania (134
milioni). © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Stampa, La" del 04-10-2008)
Argomenti: Province
Polemica Loranzé
beffata dal Polo pubblica amministrazione Gli 800 posti svaniti al supercatasto
GIAMPIERO MAGGIO Tramonta definitivamente il sogno di portare in Canavese,
nell'area ex Marxer di Loranzè, il catasto unico della Provincia torinese. Tre
anni e mezzo dopo la firma del protocollo d'intesa tra la Provincia e i
sindacati sulla realizzazione a Loranzè del Polo della pubblica
amministrazione, arriva la definitiva retromarcia. Si infrangono, dunque, le
promesse fatte nel maggio del 2005, quando l'idea del Polo fu
"venduta" come la soluzione delle soluzioni per rilanciare l'immagine
del territorio e risolvere i suoi problemi occupazionali. Alla faccia dello
snellimento della pubblica amministrazione, verrebbe da dire. L'idea,
ambiziosa, era infatti quella di concentrare in un'unica area, a Loranzè
appunto, la gestione dei servizi catastali in modo da velocizzare migliaia e
migliaia di pratiche. Non solo: il Polo avrebbe risolto i problemi
occupazionali di centinaia di famiglie finite in disgrazia in seguito al
fallimento di Oliit e Cms, due aziende nate dalle ceneri di Op Computer.
Invece, pochi giorni fa, è arrivata la mazzata. A comunicare il cambio di rotta
è l'assessore provinciale al Bilancio e alle Attività produttive Carlo Chiama,
che attraverso una lettera indirizzata alla Regione fa sapere che "gli
interventi a sostegno del Polo della pubblica amministrazione vanno valutati
alla luce dei cambiamenti avvenuti rispetto al periodo in cui fu sottoscritto
il Protocollo d'Intesa". E precisa: "In particolare si deve
sottolineare come l'attività inizialmente prevista nel Polo, cioè l'accertamento delle entrate degli enti locali e i servizi
catastali, ha risentito delle particolari modalità con cui si è realizzato il
decentramento catastale, nonché della recente abolizione dell'imposta sulla
prima casa". Infine: "Contestualmente si è rafforzata, con la costituzione
del Consorzio Polo pubblica amministrazione, la sinergia tra le imprese
coinvolte, valorizzando gli elementi di innovazione del progetto". In
sintesi: tre anni e mezzo di attesa, 4 milioni di euro arrivati dai Patti
territoriali del Canavese e dallo Stato per le prime opere infrastrutturali non
sono stati sufficienti a far decollare il progetto. L'idea del Polo, dunque, è
sempre rimasta sulla carta, generando fin dall'inizio da una parte grandi
aspettative tra i lavoratori e, dall'altra, forte scetticismo tra i sindacati
(che comunque avevano sottoscritto il protocollo d'intesa nel 2005). "Era
di difficile attuazione - spiega ora Enrico Capirone, assessore al Bilancio del
Comune di Ivrea e fino a poco tempo fa anche direttore di Ribes Informatica,
una delle aziende interessate ad entrare nel Polo - in particolare per la
mancanza di commesse". Insomma, non esiste un mercato orientato alla
gestione della Pubblica amministrazione. Ma il fatto più preoccupante, ora, è
che nonostante siano già trascorsi tre anni e mezzo dalla firma del Protocollo
di Intesa (e ci siano 4 milioni di euro a disposizione), ancora non è chiaro se
e quando si farà il Polo e, soprattutto, che cosa la Provincia intende
insediare al suo interno. Lo stesso Chiama puntualizza che, "ad oggi si profila
l'idea di un Polo della Pubblica Amministrazione orientato all'offerta di
soluzioni di customer support". Soluzione che proprio non piace ai
sindacati. "Ci troveremo con l'ennesimo call center. Le promesse fatte
dalla Provincia tre anni fa erano altre e hanno avuto solo un risultato: quello
di creare false aspettative tra i lavoratori" fa notare Lino Malerba,
della Fiom Cgil. Mentre Alberto Mancino, segretario canavesano Uilm parla
"di un bluff annunciato". Fin da quando, anno dopo anno, sono
slittati gli accordi sul reinserimento occupazionale dei lavoratori Cms e
Oliit. Che, nel frattempo sono drasticamente calati di numero. Più della metà è
andato in pensione. Gli altri, senza l'aiuto pubblico, si sono arrangiati con
lavori precari e non.
( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 05-10-2008)
Argomenti: Province
Provincia pag. 20 Un
presidio con la Lac sul colle di San Zeno Le "sirenate" e altre
manifestazioni di disturbo dell'attività venatoria fanno parte da molti anni
del patrimonio delle associazioni animaliste; ma la protesta organizzata nel
Bresciano per domenica prossima dalla Lac, Lega abolizione
caccia, sarà davvero particolare. LA CORNICE scelta è uno dei luoghi simbolo
dello "scontro": la cresta del colle di San Zeno. Qui, alle prime
luci dell'alba verrà organizzata una fiaccolata che prevedibilmente sarà
accompagnata dal rimbombo delle fucilate, mentre più tardi, fino alle 12, terrà
banco un presidio di quello che probabilmente è il "valico"
più importante di tutto il Nord Italia per il passo degli uccelli migratori. E
che proprio per questo, secondo la legge quadro nazionale sulla caccia che ora
il centrodestra (e non pochi esponenti del centrosinistra) vuole cambiare, deve
essere tutelato. I motivi della protesta? Sono più d'uno. Innanzitutto la Lac
ricorda che la Provincia ha recepito solo in parte la sentenza del Tar di
Brescia (Bresciaoggi ne ha riferito più volte) che sanciva la necessità di
istituire qui (come in altri siti bresciani interessati dalle rotte migratorie)
un divieto di caccia completo, mentre "quest'anno in località malga
Foppella è stata creata solo una piccola zona di divieto alla vagante, interrompendo
il tradizionale "tiro a volo" contro tutto ciò che passa su una
superficie limitata. In pratica - dice la Lac - è stata creata una minuscola
enclave che continua a essere circondata da appostamenti fissi pienamente
funzionanti". E poi c'è un motivo più generale. Ed è rappresentato dal via
libera dato dalla Regione Lombardia a una nuova legge per la caccia in deroga a
specie altrimenti protette come il fringuello, la peppola e lo storno. "IL
PIRELLONE ha permesso l'abbattimento di quote molto superiori rispetto al
passato, autorizzando inoltre la caccia su un periodo più esteso - continua
l'associazione -. E questo nonostante la Corte costituzionale abbia poco tempo
fa dichiarato illegittimi questi provvedimenti, mentre proprio la Lombardia è
oggetto di una procedura d'infrazione avviata dalla Commissione europea per via
delle sue politiche venatorie che violano la "Direttiva
uccelli"". Per saperne di più sulla manifestazione: 02-47711806;
info@abolizionecaccia.it. P.BAL.
( da "Repubblica, La" del 05-10-2008)
Argomenti: Province
Commenti LO SPOT FEDERALISTA
AI TEMPI DELLA CRISI (SEGUE DALLA PRIMA PAGINA) Anche in Europa il timore d'una
recessione-stagnazione è sempre più incombente. In Francia e in Spagna è già
una realtà; in Italia l'andamento del Pil sarà lo zero nell'anno in corso e
poco al di sopra dello zero nel 2009. Nonostante questa situazione la Banca
centrale europea nicchia ancora su una diminuzione del tasso di sconto sebbene
per la prima volta il presidente della Bce abbia aperto qualche spiraglio in
proposito rinviandone la decisione al prossimo novembre. Questa politica ha
dell'incredibile, come abbiamo più volte segnalato. Il tasso di sconto è ormai
da molto tempo fermo sul 4,25 per cento, più del doppio di quello americano.
Nelle intenzioni di Trichet un livello così elevato doveva servire a fermare
l'inflazione la quale però ha continuato ad aumentare. In pochi mesi siamo
passati nell'area Ue da meno del
( da "Unita, L'" del 05-10-2008)
Argomenti: Province
Di Simone Collini /
Roma DICIOTTO PAGINE scritte fitte, divise in capitoli e con diversi passaggi
sottolineati. C'è il "giudizio critico" sul disegno di legge varato
venerdì dal Consiglio dei ministri, ma è piazzato nella parte finale e non
occupa più di 35 righe. Per il resto, lo spazio è occupato da materiale che
verrà trasformato dal Pd in emendamenti e proposte di legge non appena il
Parlamento inizierà a discutere di federalismo fiscale. Il documento per ora è
nelle mani di Walter Veltroni e di pochi altri dirigenti del partito.
Innanzitutto, si parla della necessità di istituire "una commissione
bicamerale per l'attuazione del federalismo fiscale e della carta delle
autonomie locali" che diventi la "sentinella" durante la fase di
applicazione sperimentale. Viene anche evidenziato il bisogno di riprendere il
lavoro svolto dalla Commissione tecnica per la finanza pubblica,
"sciaguratamente soppressa dai tagli della manovra economica di
luglio", per evitare di partire da zero nel calcolo del rapporto tra costi
e obiettivi di servizio essenziali (una delle critiche mosse al disegno di
legge del governo è che in esso "non si fa cenno" a questi ultimi). Tra le proposte compare anche l'abolizione delle province "laddove verranno
realizzate le nuove città metropolitane" e l'avvio di "sanzioni"
per Regioni o Comuni "inadempienti" ("per garantire i cittadini
di quei territori") e "sistemi di premialità per gli enti che
raggiungono gli obiettivi fissati". Il documento sarà da domani
sulle scrivanie di tutti i dipartimenti del Pd. Ci hanno iniziato a lavorare a
fine luglio i responsabili delle varie arie tematiche insieme al governo ombra
e ai gruppi parlamentari, coinvolgendo anche gli amministratori locali del
partito. A coordinare i lavori è stata nell'ultima fase la vicepresidente dei
deputati democratici Marina Sereni, mentre la redazione finale è stata affidata
a Marco Causi, parlamentare del Pd che è stato, con Veltroni sindaco, assessore
la Bilancio. Ma in più punti del documento si sottolinea che la questione del
federalismo fiscale non può essere limitata a un discorso di calcoli
finanziari. "Non si può discutere prima di risorse e poi di
funzioni", è la critica principale mossa al disegno di legge generato
dalla bozza Calderoli, insieme alla vaghezza dei tempi di attuazione. "Per
il Pd il federalismo fiscale è un mezzo per rinnovare l'unità nazionale intorno
a uno Stato riformato e a enti territoriali più autonomi e responsabili",
è il punto politico sottolineato nel documento. Da qui l'importanza data alla
"Carta delle autonomie": "La chiara identificazione dei compiti
di ciascuna istituzione consentirà di abolire gli enti intermedi", si
legge nel testo, insieme alla proposta di trasferire agli enti locali
"gran parte delle funzioni svolte dagli uffici periferici di molti
ministeri centrali". Quanto alla responsabilizzazione dei vari enti, si
parla del "ruolo preminente dei comuni nell'offerta dei servizi di
prossimità" ma si sottolinea anche la "contraddizione" del
governo di avviare questa "stagione federalista con una riduzione della
loro autonomia finanziaria", abolendo cioè una tassa di pertinenza
comunale come l'Ici sulla prima casa.
( da "Borsa(La Repubblica.it)" del 05-10-2008)
Argomenti: Province
I due temi hanno un
sottofondo comune: la sovranità degli Stati nazionali e il mercato. Dopo anni di
liberismo e di "deregulation" assistiamo ora ad un processo inverso:
l'onda della crisi mondiale ha messo in moto un processo di rinazionalizzazione
dell'economia. A Washington il Congresso ha finalmente approvato il
provvedimento di 700 miliardi di dollari (aumentato a 850 miliardi) voluto da
Bush per arginare la crisi del sistema bancario che nei giorni scorsi aveva
coinvolto Wall Street. A Parigi proprio in queste ore Sarkozy ha riunito le
delegazioni dei quattro maggiori Paesi dell'Unione europea per una risposta
comune e per sostenere le banche minacciate da illiquidità. Il punto sensibile,
ancora una volta, è il funzionamento dei sistemi bancari, inquinati dal virus
dei titoli-spazzatura. Ma c'è anche una pressione più che comprensibile a
consentire gli aiuti di Stato alle imprese e a rendere più flessibile il patto
europeo di stabilità. Nel frattempo, mentre il nostro premier e il nostro
ministro dell'Economia sono tra i più caldi fautori della rinazionalizzazione
economica, quegli stessi due personaggi danno l'avvio al federalismo fiscale.
Non c'è una notevole dose di incongruenza tra questi due processi così
difformi, almeno in apparenza? * * * Le Borse americane non hanno dimostrato
speciale entusiasmo per l'approvazione del provvedimento dei settecento
miliardi di dollari sebbene esso abbia arginato il panico che si stava
profilando sui mercati. La ragione d'un tale scetticismo è tuttavia spiegabile:
dipende dallo spettro sempre più visibile di una lunga recessione. Infatti
sembra imminente a Washington un ribasso del tasso di sconto; si discute se
sarà di mezzo punto o di tre quarti di punto. Anche in Europa il timore d'una
recessione-stagnazione è sempre più incombente. In Francia e in Spagna è già
una realtà; in Italia l'andamento del Pil sarà lo zero nell'anno in corso e
poco al di sopra dello zero nel 2009. Nonostante questa situazione la Banca
centrale europea nicchia ancora su una diminuzione del tasso di sconto sebbene
per la prima volta il presidente della Bce abbia aperto qualche spiraglio in
proposito rinviandone la decisione al prossimo novembre. Questa politica ha
dell'incredibile, come abbiamo più volte segnalato. Il tasso di sconto è ormai
da molto tempo fermo sul 4,25 per cento, più del doppio di quello americano.
Nelle intenzioni di Trichet un livello così elevato doveva servire a fermare
l'inflazione la quale però ha continuato ad aumentare. In pochi mesi siamo
passati nell'area Ue da meno del
( da "Gazzettino, Il (Pordenone)" del
05-10-2008)
Argomenti: Province
TriesteArrivano
i soldi dell'Ici mancata. I circa 35 milioni di euro assegnati dal ministero
dell'Interno al Friuli Venezia Giulia per ristorare i Comuni dai mancati
introiti dovuti all'abolizione dell'imposta sulla prima casa ariveranno a
giorni. "Ormai è questione di giorni, una decina al massimo, perché le
risorse si trovino materialmente nelle casse dei Comuni", spiega Gabriella Di Blas,
dirigente della Regione. Ma quanti soldi spettano ai Comuni principali? Al
primo posto per densità abitativa e numero di prime case (ora divenute esenti
da Ici) figura Trieste con 9.421.896 euro, seguita da Udine con 2.930.872 euro,
Pordenone con 2.301.285 e infine Gorizia con 1,273.325. Considerando invece i
territori provinciali, la 'classifica' vede al comando la provincia di Udine
con 11.620.244 euro. Alle sue spalle si trova la provincia di Trieste con
10.834.407 euro, seguita dalle province di Pordenone
con 8.238.493 euro e Gorizia con 4.431.992 euro. Questi denari, tuttavia, non
rappresentano il rimborso complessivo, ma soltanto la sua metà.In regione.
( da "Gazzettino, Il (Padova)" del 05-10-2008)
Argomenti: Province
Dare un
nuovoruoloalle ProvinceL'abolizione delle Province, si
ricorderà, è stato un tormentone della passata campagna elettorale, sbandierata
da quasi tutti i candidati di sinistra e di destra, ma più principalmente dalla
destra, che a una sua vittoria, cosa che è avvenuta, si sarebbe impegnata a
tagliare la Provincia come principale soluzioni per tagliare la spesa pubblica.
A tutt'oggi non ne vediamo la riforma. Che le province
siano considerate ormai inutili buchi neri che assorbono fondi, e le cui
funzioni appaiono poco chiare rispetto alle competenze di altri enti
territoriali - comuni e regioni - ritenuti decisamente i nuovi fulcri del
Governo locale, sono ormai note a tutti. Il grave problema, secondo il mio
punto di vista è stata l'inerzia, l'immobilismo politico e la mancanza di idee
nell'accogliere la smisurata crescita di domanda degli ultimi anni dei compiti
degli enti locali, ma ancor più nel creare un serbatoio di accumulo clientelare
e politico di personale, che ha aggravato ancor di più sullo sperpero di denaro
pubblico (si veda pure il caso Alitalia). Di qui la voragine dei conti dello
Stato che pesa ancora una volta sul cittadino comune con tasse e ancora tasse.
Una seria riforma dell'ordinamento delle autonomie locali in Parlamento avrebbe
permesso di dare ossigeno ad un ente locale ormai asfittico. Uno statuto come
per la Regione avrebbe permesso di rompere l'attuale uniformità legislativa.
Uno statuto per il Comune e uno per la Provincia che determini le attribuzioni
di ogni singolo ente. E poi una riforma che riguardi di precisare il ruolo
della Provincia come ente intermedio tra regione e comune, attribuendole
compiti di coordinamento dei quali ne è attualmente priva. In questi giorni col
federalismo fiscale, la destra sembra rimangiarsi la promessa delle elezioni ed
è contro la chiusura delle province, con un Bossi
tutto propenso ad enfatizzare la Provincia, con nuove tasse in accordo con la
sinistra, restia a non sconvolgere l'immobilismo burocratico. Dunque nessuna
soluzione sembra emergere, ancora una volta nella voragine dei conti pubblici.
Quale soluzione? Se proprio desideriamo tenerci le province,
la soluzione opportuna, sarebbe quelle di trasformarle; delegando ad esse una
serie di specifiche funzioni di coordinamento e controllo, e fornendo loro una
capacità effettiva d'intervento, liberandole da assessorati inutili, uffici e
politiche non certo consone o ridondanti alle aspettative del cittadino. La
filosofia è di non tagliare il tronco della pianta, ma sfrondarlo dei rami
inutili in modo che la linfa venga concentrata sulle parti produttive
dell'albero. Questo è il mio concetto. Se questo non fosse necessario, è quello
di tagliare drasticamente la Provincia demandando al Comune tutti i suoi
compiti.Maurizio BiancoMaseràGrazie al medicodi base, bravoe sensibileL'intento
di questo scritto nasce dalla voglia di raccontare come sia vero che una
medaglia ha sempre 2 facce...se non di più. La nostra mamma, malata terminale e
lasciata vivere gli ultimi mesi nella dignità delle sole cure palliative ci ha
fatto incontrare in questo periodo di angosce tante tipologie di medici:
dall'Oncologo che è meglio sempre provare a far qualcosa ma che ha comunque il
buon gusto di non farti sentire in colpa se decidi diversamente, al Medico del
Pronto Soccorso che quando spieghi che non hai voluto usare metodiche invasive
vista l'inutilità delle terapie ti dice e allora perché venite a farci perdere
tempo ... dal Barone Universitario che ti prospetta una serie di proviamo male
che vada entra in coma e non sente più nulla", al nostro meraviglioso
medico di base che ha saputo capire, condividere e soprattutto guidare la
nostra scelta di aborrire l'accanimento terapeutico e di tenere la mamma a casa
e nel suo letto.E di questo dottore facciamo il nome: è il dott. Gianni
Arrigoni che ha coniugato la deontologia medica con il buon senso (ma esiste
ancora?), la pietà per il malato con la scelta terapeutica più appropriata, e
la fermezza verso di noi figli che, in alcuni momenti di sofferenza emotiva,
mettevamo in discussione il percorso intrapreso.Anche per lui è stata comunque
una scelta più faticosa per l'impegno quotidiano che ne è derivato, ma non ha
avuto un attimo di esitazione! Insomma ha saputo guidare ed accompagnare sia la
mamma che noi lungo questa strada che portava inevitabile alla morte
,valorizzando ancor più il senso della famiglia, come nido dove si nasce e si
muore.Per questo lo volevamo pubblicamente ringraziare, perché la competenza e la
bravura non è detto che implichino sensibilità, buon senso e generosità queste
virtù non c'è Università che le insegni... Io e mio fratello gli siamo debitori
di una serenità che non conoscevamo.Luisa e Fabio FioritaNiente Bacco,tabacco e
Veneree la vita si allungaBacco, Tabacco e Venere riducono l'uomo in cenere,
diceva un vecchio proverbio degli anni 50. Si comincia con la lotta al tabacco,
terrore del tumore su tutti i fronti. Prosegue la lotta contro gli alcoolici, e
infine, via tutte le prostitue. Risultato? La vita si allunga, l'uomo non va
più in cenere. Una miriade di vecchi rimbambiti si aggira per la città (me
compreso), ammorbando l'aria di vecchiaia. Non era meglio un ricambio
veloce?Ruggero Broglio.
( da "Corriere Di Como, Il" del 05-10-2008)
Argomenti: Province
Sotto accusa
soprattutto le coperture dei debiti dei Comuni non virtuosi Federalismo fiscale
a senso unico. Se il Nord Italia, che da anni chiede più libertà nel disporre e
gestire i propri soldi, dovesse ritrovarsi con un pugno di mosche, rispetto a
quanto invece aspetta da questa riforma, per i sindaci del Carroccio sarebbe "una
beffa". Ne è convinto Alessandro Turati, primo cittadino di Mariano
Comense, leghista e, perciò, più sensibile di altri al tema. In Lombardia, e
pure in provincia di Como, serpeggia il timore (più o meno latente) che il
federalismo finisca per beffare il Nord. Il disegno di legge sul decentramento
tributario approvato venerdì parla anche di "fondo perequativo", una
cassa attraverso cui si vorrebbe garantire assistenza alle Regioni in
difficoltà. All'articolo 7, si dice in sostanza che questi soldi non verranno
distribuiti alle Regioni con maggiore capacità fiscale (dove il rapporto
gettito/abitante è superiore alla media nazionale). Tali Regioni, però dovranno
contribuire ad alimentare il fondo destinato ai territori più poveri. Non solo.
Sempre venerdì, è stato approvato anche un decreto legge con disposizioni
urgenti per sistemare i conti degli enti locali. Valore della manovra: 1.300
milioni. Dei quali, però, quasi 700 andranno nelle casse dei Comuni di Roma
(550 milioni) e Catania (140 milioni). Altri 260 milioni andranno a reintegrare
il mancato introito dell'Ici sulla prima casa (abolita dal governo Berlusconi).
Proprio su questo punto si è irritato il presidente dei sindaci lombardi (Anci
Lombardia), Lorenzo Guerini, fiancheggiato anche dal sindaco di Milano Letizia
Moratti. Alla copertura del buco generato dall'abolizione dell'Ici
mancherebbero infatti ancora 250 milioni, 50 nella sola Milano. Eppure, si
trovano quasi 700 milioni per Roma e Catania. Un messaggio preoccupante, per
molti sindaci del Nord, proprio mentre si vara il disegno di legge sul
federalismo fiscale. "Apprendo ora di queste cifre - premette Turati - in
effetti, sembra un controsenso. Noi, amministratori del Nord, stiamo aspettando
da anni il federalismo per gestire meglio le nostre risorse. Dato che l'Ici per noi era liquidità, avevamo acconsentito
all'abolizione dell'imposta a patto però che la copertura del mancato introito
fosse totale. Se il federlismo andasse a senso unico, verso il Sud, sarebbe una
beffa. Ma sono sicuro che la presenza della Lega nel governo garantirà le
istanze del Nord". Molto più stringato, invece, il commento della
collega Tiziana Sala, sindaco leghista di Cantù. "È necessario
approfondire la questione prima di fare commenti, la materia è importante e
delicata. A noi interessa che esista una perequazione vera, che tenga conto
anche dei Comuni virtuosi". Rimanendo tra i sindaci lombardi del
centrodestra, sull'avvio del federalismo fiscale Marcella Tili (Forza Italia)
ammette: "forse, ci aspettavamo qualcosa di più. Ma - precisa il sindaco
di Erba - ci riserviamo di approfondire la materia, con buonsenso e fiducia. Ci
siamo già trovati con il sindaco di Milano, Letizia Moratti: insieme con molti
altri colleghi avevamo steso un documento in cui si chiedeva una particolare
attenzione per i Comuni virtuosi. Speriamo che la svolta del federalismo
fiscale sia vantaggiosa anche per il nostro territorio. Certo è che, i 700
milioni a Catania e Roma, di primo acchito, lasciano perplessi". Anche i
sindaci del centrosinistra concordano sulla necessità di arrivare al
federalismo fiscale. Ma Mauro Guerra (Pd), sindaco di Tremezzo e presidente
della consulta nazionale dei piccoli Comuni, sostiene che "ancora bisogna
chiarire quali saranno i tributi affidati ai Comuni. Detto questo, nel disegno
di legge approvato non ci sono i numeri, quindi è inutile allarmarsi prima del
necessario". Guerra invece è preoccupato per la copertura dell'Ici.
"Il governo deve garantire queste risorse. Siamo arrivati a ottobre senza
certezze. Non si può abbassare la pressione fiscale usando i soldi dei Comuni.
Su questo punto, saremo irremovibili". Non è certo leghista, ma non ha
digerito i 700 milioni destinati a Roma e Catania Licia Viganò, sindaco di
Orsenigo, preoccupata da un federalismo a senso unico. "Il buco del Comune
di Taranto è stato coperto con i soldi dei cittadini italiani. Idem per
Catania, con 140 milioni di euro. E poi ci sono i 550 milioni per Roma. Tutti
soldi degli italiani, e in particolare nostri, dato che la maggior parte del
gettito arriva dal Nord. Questo meccanismo di copertura fa veramente arrabbiare
- dice la Viganò, ex diessina della corrente Mussi - i Comuni virtuosi vengono
beffati due volte: prima, perché subiscono i tagli iniziali di trasferimenti.
Poi, perché vedono i meno virtuosi godere comunque di una copertura. E non
c'entrano gli schieramenti politici, tant'è che il buco di Taranto non è stato
certo coperto dal centrodestra. Questo è l'esempio di come nessuno, a destra o
a sinistra, sia stato ancora in grado di risolvere la questione del
Mezzogiorno. Si ripianano i disavanzi delle amministrazioni come negli anni
Settanta. È assurdo". Licia Viganò chiude con una chiara provocazione:
"Dovremmo - dice - iniziare, noi sindaci, a gestire tutti i bilanci come
Catania o Roma: se non si riesce a far quadrare i conti, pazienza. Qualcuno
arriverà a saldare i nostri debiti". Andrea Bambace Home Pontiggia:
"Con i soldi alla capitale minacciata l'autonomia del Nord" Sant'Anna
bis, la vendita delle case non prima di un anno Manca il Titolo.... "Leggi
spesso in ritardo sulla scienza medica" Conti: "Capisco il rammarico
dei sanitari".
( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 05-10-2008)
Argomenti: Province
Lettere Basta
privilegi aiutiamo i pensionati Giuseppe Valencich - ROMA Eureka! La legge è
uguale per tutti. I pensionati ed i pubblici dipendenti esultano, pensando di
poter richiedere il trattamento riservato ai magistrati, cioè l'aggancio
automatico della pensione alla retribuzione e la carriera amministrativa, che
consente di raggiungere il trattamento economico del vertice della carriera.
Illusi, certi trattamenti sono riservati solo ai superprivilegiati ed alle
caste. Al Cavaliere, dopo gli innegabili successi (Napoli, sicurezza, Alitalia,
ecc.), chiediamo di por mano alla riforma delle pensioni, ordinarie e di
reversibilità, con la rivalutazione delle stesse nella misura dell'1,50% per
ogni anno dalla data di collocamento in quiescenza. Per la copertura
finanziaria, un taglio netto dei privilegi e degli sperperi: a) la immediata
riduzione delle auto blu, applicando il comma 122, articolo 2 della legge
662/1966: "Tutti coloro che hanno ricoperto cariche pubbliche a qualsiasi
titolo e che sono cessati dalla carica perdono il diritto all'uso
dell'autovettura"; b) l'abolizione delle pensioni concesse a più di 40.000
personaggi (legge 252/1974). Tra i destinatari i vertici
dell'italico sindacalismo e tanti politici; c) l'abolizione della doppia
pensione ai sindacalisti; d) l'abolizione del vitalizio e della indennità di
fine mandato dei parlamentari, illegali perché stabiliti da una delibera
dell'ufficio di Presidenza, in contrasto con l'articolo 69 della Costituzione:
"I membri del Parlamento ricevono una indennità stabilita dalla
legge". L'art.4 della legge 1261/1965, stabilisce: "Il periodo
trascorso in aspettativa per mandato parlamentare è considerato a tutti gli
effetti periodo di attività di servizio ed è computato per intero ai fini della
progressione di carriera, dell'attribuzione degli aumenti periodici di
stipendio e del trattamento di quiescenza e di previdenza". Un vitalizio,
una pensione e due indennità di fine rapporto non possono essere tollerati.
Tanti altri privilegi e sperperi dovrebbero essere ridimensionati
(finanziamento dei partiti, Authority, Agenzie, Garanti, Comitati, Commissioni,
Consulenti, Enti Previdenziali, riduzione dei parlamentari (250 sarebbero anche
troppi), ma riteniamo che quelli sopra indicati sarebbero più che sufficienti
per rivalutare le pensioni e per risolvere tanti altri problemi. On.
Berlusconi, non deluda i pensionati, molti dei quali, a parità di servizio, e
qualifica, collocati in quiescenza 20-25 anni fa, percepiscono meno della metà
dei colleghi andati in pensione in questi ultimi anni. Rinascita artistica
cessa l'attività Gino Cappa - NAPOLI La rinascita artistica, un sodalizio
diretto dal tenore Lino Cavallaro, la cui finalità era protesa alla diffusione
della canzone e della poesia napoletana, ha cessato l'attività. Questa
associazione organizzava mensilmente (l'ultimo lunedì del mese) una
manifestazione rievocativa di un autore scomparso o vivente di canzoni o poesie
napoletane. Purtroppo, a Napoli le lodevoli iniziative sono destinate fatalmente
a finire, confermando la validità del motto coniato da Eduardo De Filippo:
"Vulite fa 'na cosa a Napule? Fuitevenne!". La rinascita artistica,
che aveva sede presso il teatro della chiesa dell'Immacolata al Vomero, era un
punto d'incontro di artisti ed amanti dell'arte poetica e canora napoletana,
per ravvivare negli anziani il ricordo delle canzoni antiche di successo,
nonché i loro autori; ai giovani invece far conoscere questa forma d'arte.
Massiccia l'affluenza di pubblico composto da soggetti anziani che avevano
superato e di molto, gli "anta", nonché di tanti giovani. Un oratore
in genere, uno scrittore o giornalista come Pietro Gargano o Mimmo Liguoro
tratteggiavano la figura e l'opera dell'autore da rievocare, le sue canzoni
interpretate da cantanti come Antonio Basurto, purtroppo scomparso, Mimmo di
Francia, Nora Palladino, Enrico Mosiello, Mario Maglione, Mario Thomas, Simone
Cuomo, Carla Buonerba e altri. Le poesie venivano recitate in genere da un
attore. L'ultimo incontro è avvenuto il 26 maggio con la rievocazione di
Roberto Murolo. Purtroppo questo gradevole ed istruttivo svago per i napoletani
è venuto a finire. Probabilmente si saranno presentati problemi di natura
finanziaria. Le istituzioni locali (Regione, Provincia e Comune) in tal caso,
potrebbero intervenire per consentire la ripresa dell'attività di questo
sodalizio per i napoletani e specialmente per i vomeresi. ambini
strumentalizzati Francesco Castracani - NAPOLI Dopo l'indecoroso spettacolo dei
drappi e delle fasce di lutto alle finestre e al braccio delle maestre
elementari, a Bologna, genitori e maestre, hanno portato i bambini a dormire
per due notti nelle palestre delle stesse scuole e a sfilare in corteo contro
la "riforma Gelmini". A prescindere dalle questioni socio-economico-pedagogiche,
due considerazioni sono scaturite nella mia mente: a) la sensibilità e il
rispetto per l'infanzia dimostrate da queste signore maestre non differisce
moralmente da quella dimostrata dal defunto impiccato dittatore iracheno Saddam
Hussein, quando, dopo avere invaso il Kuwait nel
( da "Virgilio Notizie" del 06-10-2008)
Argomenti: Province
Auto Carioni(Lega):
noi enti virtuosi, ma così non ce la facciamo più postato fa da APCOM ARTICOLI
A TEMA Altri Milano, 6 ott. (Apcom) - L'Unione delle
Province lombarde considera il disegno di legge sul federalismo fiscale
"un importante segnale in controtendenza" rispetto ai tentativi di
abolizione di questi enti, ma sottolinea anche la necessità di compensare con
nuove entrate tributarie legate alle automobili i tagli previsti dal nuovo
assetto istituzionale. E' quanto ha deliberato oggi l'assemblea generale
dell'Upl riunita a Palazzo Isimbardi. Un documento firmato al termine dalla
riunione ricorda infatti che le Province di Bergamo, Brescia, Como, Milano e
Varese, oltre ad aver subito l'azzeramento dei trasferimenti statali, "in
relazione al personale Ata, passato dalle Province allo Stato, ma anche ai
maggiori introiti derivati da Ipt, Rcauto e addizionale sui consumi di energia
elettrica, restituiscono annualmente e dunque 'finanziano' lo Stato e gli altri
Enti locali, quasi 150 milioni di euro, un cifra per di più in costante
aumento". Per questo le Province chiedono, tra l'altro, che il nuovo
sistema di entrate provinciali, se legato esclusivamente al mercato dell'auto
come prevede il ddl, non sia "ancorato soltanto agli attuali
tributi", ma faccia riferimento anche "ad altri tributi afferenti gli
autoveicoli nonché a quote di accise sui carburanti". A penalizzare negli
ultimi mesi questi enti è stato, tra l'altro, il calo del 20% in Lombardia
delle immatricolazioni di auto e quindi della conseguente imposta. "A
fronte di ripianamenti veloci di alcuni buchi nei bilanci come avvenuto a
Catania con 140 milioni di euro da parte dello Stato - ha detto il presidente
Leonardo Carioni (Lega Nord) - noi facciamo notare che non ce la facciamo più.
Abbiamo bisogno di qualche fondo in più, perché il Paese non è tutto uguale.
Tra noi ci sono Province virtuose, come quella di Como, con più di un milione
di abitanti. Qui servono tanti investimenti, ma non possiamo farli visto che
sono compresi nel calcolo del Patto di stabilità e rischiamo di
splafonare".
( da "Alto Adige" del 07-10-2008)
Argomenti: Province
La Sinistra:
altrimenti si alimentano solo guerre tra poveri "Stranieri, più
tolleranza" Lista unitaria per Rifondazione comunista, Sd e socialisti Tra
i punti cardine del programma la lotta al carovita e la dignità del lavoro con
la battaglia sul precariato "Sì alla scuola plurilingue, senza aspettare
la riforma dell'articolo 19" MAURIZIO DALLAGO BOLZANO. La Sinistra c'è. Lo
affermano a chiare lettere i responsabili di Rifondazione comunista, Partito
socialista e Sinistra democratica. Lotta al carovita, dignità del lavoro,
edilizia sociale, immigrazione, scuola, politica energetica e ambientale.
Questi i temi del programma. Il tutto condito in un quadro che veda la laicità
delle istituzioni - sta molto a cuore alla tradizione socialista - ed una
riforma della politica. Per le provinciali del 26 ottobre tre sigle unite nella
lista di "Sinistra dell'Alto Adige-Linke fÜr SÜdtirol". Non c'è un
capolista, i candidati sono rigorosamente in ordine alfabetico, ma nessuna
delle tre formazioni politiche fa mistero di indicare almeno un nome al proprio
elettore. Oreste Galletti per Rifondazione, Ardelio Michielli per i socialisti,
Guido Margheri per Sd. Si può quantificare il peso elettorale della Sinistra?
Lasciamo perdere il risultato negativo alle ultime politiche, con il fallito
tentativo dell'Arcobaleno. Due anni prima, alle politiche 2006 Rifondazione
prese 4711 voti. Alle europee del 2004 i voti furono 2553, mentre alle ultime
provinciali, nel 2003, il partito - allora di Bertinotti - contribuì con Pace e
diritti all'elezione di Luisa Gnecchi. Per socialisti e Sd ci si può rifare ad
una fotografia dell'attuale consiglio comunale nel capoluogo, dove entrambi
sono rappresentati. Ma al di là dei numeri ed anche delle persone, contano i
programmi. Ed ecco che in campagna elettorale la Sinistra ha già puntato il
dito contro il carovita. Le proposte? Serve un piano per la grande
distribuzione commerciale, di concerto con sindacati, consumatori e comuni. La Provincia avrebbe attuato con 5 anni di ritardo la misura
relativa all'abolizione dei ticket sanitari sui ricoveri. "Senza un blocco
delle tariffe di competenza pubblica, l'introduzione del cosìddetto
redditometro a tutti i livelli e un sostegno reale a favore dei redditi più
bassi, i possibili interventi sono destinati comunque ad essere
insufficienti", afferma la Sinistra. Se come arrivare a fine mese è
un problema per molti, non meno importante è la dignità del lavoro. Ed ecco che
si propone "la limitazione della precarietà nei rapporti di lavoro, con
l'introduzione di nuove norme sulla sicurezza". Anche qui un appello alla
Provincia affinché "si impegni di più". E se per quanto riguarda
l'edilizia sociale si deve rispondere al criterio del bisogno e non a quello
etnico, proprio per gli immigrati serve una nuova legge provinciale.
"Dev'essere basata su politiche che promuovano l'integrazione e la
multiculturalità e non sul rifiuto e sull'esclusione come propone la
destra", sottolinea la Sinistra. Il motivo? "Altrimenti si rischia di
alimentare tensioni, guerre tra poveri, precarietà, degrado e
insicurezza". Ma il futuro è dei giovani. Ed allora si pensi alla scuola,
con un plurilinguismo "senza dover aspettare la riforma dell'articolo
19". Libertà nell'insegnamento, ma anche al momento di iscrivere i bimbi
alla scuola materna. Dove si vuole. Nel programma anche le questioni
dell'economia. Sotto i riflettori della Sinistra "il conflitto di
interessi a livello di politica energetica, con la Provincia che, attraverso la
Sel, penalizza le aziende dei Comuni, ed in particolare Ae". Infine, la
questione morale. "Occorre una riforma della politica", dice la
Sinistra. "Nessuno viene da Marte - spiega Guido Margheri - riferendosi ai
politici con la faccia tosta". "Il nostro comportamento è diverso:
abbiamo proposto rigorose incompatibilità, il divieto del cumulo delle cariche,
l'abolizione delle ricche indennità derivanti dai cda". Così Margheri,
all'attacco di Svp, ma anche di Pd e Pdl.
( da "Gazzettino, Il" del 07-10-2008)
Argomenti: Province
L'abolizione
delle province è stato un tormentone della passata campagna elettorale,
sbandierata da quasi tutti i candidati di sinistra e di destra, ma soprattutto
dalla destra, che in caso di vittoria, cosa avvenuta, si sarebbe impegnata a
tagliare la Provincia come principale soluzione per tagliare la spesa pubblica. A tutt'oggi non ne vediamo la
riforma. Che le province siano considerate ormai
inutili buchi neri che assorbono fondi, con funzioni appaiono poco chiare
rispetto alle competenze di altri enti territoriali - Comuni e Regioni -
ritenuti decisamente i nuovi fulcri del Governo locale, sono cose ormai note a
tutti. Il grave problema è l'immobilismo politico.Una seria riforma
dell'ordinamento delle autonomie locali in Parlamento avrebbe permesso di dare
ossigeno ad un ente locale ormai asfittico. Uno statuto come per la Regione
avrebbe permesso di rompere l'attuale uniformità legislativa. Uno statuto per
il Comune e uno per la Provincia che determini le attribuzioni di ogni singolo
ente. E poi una riforma per precisare il ruolo della Provincia come ente
intermedio tra Regione e Comune, attribuendole compiti di coordinamento dei
quali ne è attualmente priva. In questi giorni col federalismo fiscale, la
destra sembra rimangiarsi la promessa delle elezioni, con un Bossi tutto propenso
ad enfatizzare la Provincia, con nuove tasse in accordo con la sinistra, restia
a non sconvolgere l'immobilismo burocratico. Dunque nessuna soluzione sembra
emergere, ancora una volta nella voragine dei conti pubblici. Quale soluzione?
Se proprio desideriamo tenerci le Province, la soluzione opportuna sarebbe
quelle di trasformarle, delegando ad esse una serie di specifiche funzioni di
coordinamento e controllo e fornendo loro una capacità effettiva d'intervento,
liberandole da assessorati inutili, uffici e politiche non certo consone o
ridondanti rispetto alle aspettative del cittadino.Maurizio BiancoMaserà di
Padova.
( da "Gazzettino, Il (Rovigo)" del 07-10-2008)
Argomenti: Province
Cappato illustra il
documento unanime dei 104 presidenti dei consigli in Italia
"Irresponsabile abolire le Province sopprimiamo Ato ed enti
secondari" (im) Ridefinizione del ruolo e delle competenze delle Province;
semplificazione amministrativa; federalismo fiscale; codice delle autonomie
locali; ruolo e potenziamento delle assemblee elettive. Sono questi i cinque
punti cardine che saranno discussi il 13-15 ottobre a Torino dall'Assemblea
generale delle 104 Province italiane, con l'obiettivo di ribadire l'importanza
e rilanciare la funzione di queste realtà amministrative, secondo qualcuno
invece inutili e da abolire."Il documento che definisce i contenuti di
tali punti - spiega la presidente del consiglio provinciale Fiorella Cappato -
è uscito dall'assemblea di tutti i presidenti riunita a Cagliari. È stato
votato all'unanimità. Ha un sostegno trasversale. Ribadisce
la neutralità del coinvolgimento delle assemblee elettive nella creazione del
codice delle autonomie ".Sul ruolo e competenze delle Province il
documento ritiene "fuorviante e anacronistico il dibattito che si è aperto
sulla loro abolizione, alimentato irresponsabilmente anche da esponenti di
primo piano di diverse forze politiche". Sulla semplificazione
amministrativa "proponiamo la soppressione degli enti di secondo livello
(Ato acque e rifiuti, consorzi, enti parco); la riorganizzazione delle comuità
montane; la riconduzione delle competenze oggi disperse; una valutazione sulle
competenze e la conformazione delle città metropolitane". Sul codice delle
autonomie il documento chiede: "La ridefinizione dello status di
consiglieri, ai fini della rivalorizzazione del loro ruolo; un riequilibrio delle
competenze fra esecutivi e assemblee elettive, per un distinto bilanciamento
dei poteri; il riequilibrio della rappresentanze dei generi, visto che
attualmente ci sono solo 9 presidenti del consiglio e 9 di giunta donne su 104
Province, neanche il 10\%".
( da "Quotidiano.net" del 08-10-2008)
Argomenti: Province
Il ministro dell'Istruzione:
"Forse più che sponsorizzare solo squadre di calcio, c'è la necessità di
farlo per i progetti migliori delle scuole"
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Tecnologia Meteo Scommesse Casa SCUOLA La Camera approva la fiducia sul decreto
Gelmini: "Riforma? Una manutenzione" Il ministro dell'Istruzione:
"Forse più che sponsorizzare solo squadre di calcio, c'è la necessità di
farlo per i progetti migliori delle scuole" Roma, 7 ottobre 2008 - Passa
la fiducia alla Camera al maxiemendamento sulla riforma della scuola con 321
voti favorevoli e 255 voti contrari, 2 astenuti. Il voto finale di Montecitorio
sul provvedimento è previsto per giovedì, poi il decreto legge Gelmini passerà
al Senato per l'approvazione definitiva. Presentato a fine agosto dal ministro
dell'Istruzione Maria Stella Gelmini e discusso in commissione Cultura alla
Camera, il provvedimento si delinea in 8 articoli. Il ritorno al maestro unico
e ai voti decimali, compreso quello in condotta, il grembiule e l'insegnamento
dell'educazione civica, sono alcuni degli aspetti che caratterizzano il
provvedimento. Vediamo di che cosa si tratta: - MAESTRO UNICO: Abolizione del team di insegnanti alle
elementari al posto di un unico docente. A partire dal prossimo anno scolastico
nelle prime classi delle elementari sarà reintrodotto il maestro unico al posto
dei tre docenti per due classi. Il decreto prevede che le ore del tempo pieno
saranno coperte dallo stesso maestro unico, che dovrebbe lavorare un
maggior numero di ore. Il decreto prevede che per le ore di insegnamento
aggiuntive, rispetto all'orario d'obbligo, si possa attingere per il 2009 dalle
casse delle singole scuole. - GRADUATORIE: Per l'immissione in ruolo dei
docenti, le graduatorie per le scuole elementari saranno su base provinciale
(come ha chiesto la Lega) e non su base nazionale. - RITORNO AI VOTI DECIMALI:
Un altro ritorno, ossia quello del voto in pagella alle elementari e alle
medie. Nella primaria il voto decimale sarà affiancato da un giudizio, nella
scuola media invece saranno previsti soltanto voti decimali. Nessun pericolo
bocciatura per i bambini delle elementari e delle medie con una sola
insufficienza. Il testo prevede infatti che nella primaria si arriverà alla
bocciatura "solo in casi eccezionali e comprovati da specifica
motivazione, con decisione assunta all'unanimità dai docenti", mentre alla
secondaria di I grado dovrà essere d'accordo la maggioranza dei professori. -
RITORNO VOTO IN CONDOTTA: Torna il voto in condotta, perchè come ha spiegato
ieri il ministro Gelmini "è urgente rispondere al fenomeno del
bullismo". Il decreto prevede la valutazione della condotta che sarà
determinante per il giudizio finale dell'alunno: con il
( da "Alto Adige" del 08-10-2008)
Argomenti: Province
SINDACATO E POLITICA
Più forza ai contratti integrativi locali BOLZANO. E' stato positivo il
confronto che la SgbCisl ha avviato con i partiti su un "decalogo" di
richieste di carattere economico alla vigilia del voto per il rinnovo della
giunta provinciale. "Al nostro appello per un confronto sui temi - hanno
sottolineato Michele Buonerba e Anton von Hartungen della SgbCisl - sii sono
presentati tutti partiti ad eccezione della Lega SÜdtirol e dei Comunisti
Italiani". Queste le posizioni enmerse: Redditometro. Con la sola
eccezione di 1 partito, che però non si è detto contrario, tutti
ritengono necessario semplificare il sistema dell'accesso alle prestazioni.
Contrattazione integrativa. Nessuno si è espresso contrariamente. Abolizione addizionale regionale IRPEF.
Il consenso è stato generale. Aumento della capacità ispettiva della provincia.
Anche in questo caso il consenso è stato ampio e solo una lista ha espresso la
propria contrarietà. Rappresentatività sindacale. Anche in questo caso
la grande maggioranza ha convenuto che la rappresentanza etnica mal si coniuga
con la rappresentanza degli interessi e solo 2 partiti si sono detti contrari a
sostenere la richiesta della SGBCISL. Fondo sanitario integrativo. Questa
proposta è stata dai più accolta con sorpresa ma al termine della discussione
solo 2 partiti si sono detti contrari. Integrazione dei cittadini stranieri. In
relazione alle attese, pur in assenza di palesi pareri contrari, ben 7 partiti
hanno espresso posizioni prudenti. Apertura del commercio al dettaglio nelle
zone produttive. Si tratta della proposta che ha riscosso in assoluto il minor
consenso. Ben 5 i partiti assolutamente contrari.
( da "Tirreno, Il" del 08-10-2008)
Argomenti: Province
Prima Pagina Nessuno
ha toccato la Casta Un anno fa la denuncia degli sprechi della politica Anche
in Toscana molte promesse ma pochi tagli FIRENZE. La Casta è ancora lì,
intoccabile. Ricordate, un anno fa, sull'onda del successo del libro di Gian
Antonio Stella e Sergio Rizzo, quante promesse giacobine di tagli, ritagli e
accorpamenti. Le Province? Via. Le Comunità montane? Cancellare. I Consorzi di
bonifica? Abolire. Le Apt (Aziende di promozione turistica)? Tagliare. Il
numero dei consiglieri regionali? Ridurre drasticamente. I piccoli Comuni, le
agenzie e gli enti? Accorpare, ridurre, tagliare, semplificare, risparmiare...
E un anno dopo? Tutto come prima, o quasi. Solo il piano Martini per la
razionalizzazione degli enti regionali sta procedendo. Con
fatica e non poche critiche da parte dell'opposizione. Ma per il resto il vento
della riduzione dei costi della politica, dello smantellamento degli enti
inutili e dell'abolizione di poltrone e poltroncine è durato lo spazio di una
stagione, o poco più. LANCISI a pagina 3.
( da "Repubblica, La" del 09-10-2008)
Argomenti: Province
Pagina III - Milano Per
il 2009 la Moratti cala la scure su spese, consulenze ed eventi. Rincari in
vista per affitti, "gratta e sosta" e mense Comune, mancano 100
milioni Allo studio tagli e aumenti. Penati: 30 milioni alle famiglie povere In
Comune parte la stesura del bilancio preventivo 2009 che dovrà essere una
manovra da poco meno di 100 milioni di euro. Palazzo Marino dovrà soprattutto tamponare un buco nei fondi che il governo si era impegnato a
trasferire dopo l'abolizione dell'Ici: nel 2009 mancheranno 96 milioni per
Milano. Per questo agli assessorati è stato chiesto di tagliare le spese del 6%
e di aumentare le entrate locali del 10%. Maggiori incassi da oneri di
urbanizzazione e imposte sulla pubblicità, ma tra le ipotesi ci saranno anche
rincari degli affitti, "gratta e sosta", acquedotto o mense
scolastiche. Intanto, la Provincia annuncia un fondo tra i 25 e i 30 milioni di
euro per aiutare 25mila famiglie colpite dalla crisi finanziaria
internazionale. Ennesima fumata nera per la società che dovrà gestire l'Expo:
il decreto per istituirla arriverà tra una settimana. PIANO E SALA ALLE PAGINE
II, III E V.
( da "Sicilia, La" del 09-10-2008)
Argomenti: Province
"Al Comune
niente spese"Sortino. I consiglieri di opposizione contestano la riduzione
dei revisori dei conti a uno solo Priolo. È stato ripreso da ieri notte, da
parte della Sise (Siciliana servizio emergenze), il servizio del
( da "Basilicanet.it" del 09-10-2008)
Argomenti: Province
14.35.25
[Basilicata] Si è¨ tenuto ieri sera a Matera, un incontro tra il presidente del
Consiglio provinciale di Matera, Nicola Marino ed il suo omologo della
Provincia di Potenza, il neo eletto Antonio Salicone, per discutere del ruolo
delle Assemblee elettive in vista dellâ??assemblea generale dellâ??Upi (Unione province italiane) che si terrà a Torino nei giorni
13-14-15 di ottobre, ed in vista anche della emanazione del nuovo codice delle
autonomie locali. Marino e Salicone hanno anche parlato della legge sul
Federalismo fiscale che interesserà il nuovo disegno costituzionale del
riordino totale delle autonomie. I due presidenti, inoltre, hanno affrontato la
questione relativa alla nuova organizzazione dellâ??Upi regionale, in considerazione
del fatto che la Basilicata comprende soltanto due province.
Iniziative analoghe â?" hanno annunciato i diretti interessati â?"
seguiranno nelle prossime settimane. â??I provvedimenti che il Governo sta
predisponendo - ha spiegato il presidente Nicola Marino - hanno lâ??obiettivo
fondamentale di dare finalmente attuazione alle disposizioni costituzionali,
approvate con la riforma del 2001, che riconoscono i comuni, le Province, le
città metropolitane, le Regioni e lo Stato come elementi costitutivi
della Repubblica. Riteniamo pertanto fuorviante ed anacronistico â?" ha
continuato - il dibattito che si è¨ aperto da mesi sui mezzi dâ?? informazione
e tra le forze politiche sullâ??abolizione delle Province,
alimentato irresponsabilmente anche da esponenti di primo piano di diverse
forze politiche. Richiediamo al contrario che vengano definite con chiarezza le
competenze di ogni livello di governo previsto dalla Costituzione (chi fa che
cosa) riconducendo in capo alle Province quelle funzioni di governo di area
vasta â??indispensabiliâ? per il governo del territorio del nostro Paese. Auspichiamo
â?" ha concluso Marino - che nel processo di riordino istituzionale ogni
livello di governo eserciti il ruolo ed i compiti propri assegnati, evitando
inutili e dispendiose sovrapposizioni e soprattutto evitando di passare dal
centralismo statale ad un â??neocentralismoâ? regionale.â? BAS 05.
( da "Nazione, La (Pisa)" del 10-10-2008)
Argomenti: Province
AGENDA PISA pag. 11
Testimoni di un incidente Cercansi testimoni che possano aver assistito all'incidente
occors... Testimoni di un incidente Cercansi testimoni che possano aver
assistito all'incidente occorso presso la stazione di Pisa tra una moto e una
Mercedes domenica 28 settembre intorno alle 10.30. Pregasi contattare 'La
Nazione' al numero 050 3139711. Rassegna di scienze Nella sala Bianchi della
"Scuola Normale" di Pisa, parte domani l'edizione 2008 di
"Pianeta Galileo", rassegna scientifica promossa in collaborazione
con le Provincie e Università toscane, la "Scuola Superiore
Sant'Anna" e la "Scuola Normale". Incontri, seminari, laboratori
e visite guidate a centri di ricerca oltre che di osservazione astronomica.
Amnesty International Oggi è la "giornata internazionale contro la pena di
morte" e sarà allestito un tavolino di Amnesty International Largo Ciro
Menotti con orari 10.30-13 e 15.30-20. Saranno raccolte
firme per chiedere l'abolizione della pena di morte in Giappone, Corea del Sud,
Vietnam, India, Pakistan e Taiwan. Motorizzazione Civile Lunedì prossimo
l'Ufficio della Motorizzazione Civile per la provincia di Pisa resterà chiuso
al pubblico per qualsiasi operazione. Ciò in occasione della
"Giornata Europea della Sicurezza Stradale". La manifestazione avrà
luogo lo stesso giorno presso i locali dell'Ufficio in via Lenin a San Giuliano
Terme.
( da "Sole 24 Ore, Il" del 10-10-2008)
Argomenti: Province
Il Sole-24 Ore sezione:
COMMENTI E INCHIESTE data: 2008-10-10 - pag: 23 autore: Un inutile doppione che
frena l'efficienza di Gianfranco Fabi "T agliare la spesa pubblica".
Uno slogan, un ritornello, un modo di dire. Molto raramente un chiaro progetto
politico. Ancora più raramente una decisione esecutiva capace di incidere sul
fiume dei costi di gestione degli apparati statali. E,così,un Paese come
l'Italia si trova ad essere per metà gestito direttamente dallo Stato (dicono
le statistiche che le entrate complessive dello Stato si avvicinano al 50% del
Prodotto interno lordo). E per l'altra metà soggetto a vincoli, autorizzazioni,
procedure, permessi, oneri indiretti, concessioni e tributi. Le Province, non
tanto come dimensione geografica ma come struttura politica, sono probabilmente tra le entità la cui abolizione, o almeno un
drastico mutamento strutturale, non solo aiuterebbe ad abbassare il livello
della spesa pubblica, ma faciliterebbe anche il recupero di un rapporto
costruttivo e di fiducia tra i cittadini e la politica. Non tanto per l'onere
di gettoni e indennità che spettano a consiglieri,assessori e presidenti,quanto
per il fatto che ognuno di loro è un centro di costo, un moltiplicatore di
benemerite iniziative, un attivista dedito a consolidare il consenso per
garantirsi una tranquilla rielezione. Chi difende l'ente Provincia fa leva
sulle competenze previste dalle leggi, in particolare da quelle di attuazione
della riforma del Titolo V della Costituzione approvata all'inizio degli anni
2000. Ma abolire il livello politico elettivo della Provincia non vorrebbe
certo dire che dal giorno successivo nessuno si occupi più di scuole, strade,
tutela dell'ambiente, promozione del turismo e ripopolamento dei laghi di
montagna. Gli uffici amministrativi chiamati a mettere in atto le direttive
politiche su questi e su altri temi resterebbero alle dipendenze dell'istanza
superiore, cioè la Regione, che peraltro avrebbe la possibilità di una loro più
facile razionalizzazione. Infatti, su molti elementi su cui hanno competenza le
Province, una programmazione a più vasto orizzonte, come quello regionale,
sarebbe non solo utile, ma anche maggiormente efficace se non quasi
indispensabile. Regioni e Province sono ormai un inutile doppione.C'è tuttavia
un elemento che si pone di traverso sulla possibilità di attuare una scelta
politico-istituzionale di così forte rilevanza: il coraggio. Ci vorrebbe un bel
coraggio a stabilire che gli oltre 3mila consiglieri provinciali alla naturale
scadenza del proprio mandato dovranno tornare alle loro precedenti occupazioni,
in molti casi più utili alla collettività. Ci vorrebbe altrettanto coraggio a
intervenire per la prima volta riducendo il perimetro della spesa pubblica e
dei meccanismi politici.E a chiudere quei consigli provinciali che molti
politici guardano con nostalgia perché è in quei consigli che hanno mosso i
primi passi (e fatto i primi danni). Ma anche se il coraggio, diceva il
Manzoni, uno non se lo può dare,resta fondamentale ogni battaglia perché lo
Stato sappia rispondere ai criteri di efficienza e razionalità. La modernità di
uno Stato si misura infatti sulla capacità di adeguare le proprie strutture
alle esigenze di una società in movimento. In questa prospettiva l'Italia ha
bisogno di istituzioni pubbliche nello stesso tempo più forti e meno estese.Più
forti perché capaci di rispondere alle esigenze di una società in movimento,
aperta ai mercati globali, capace di premiare il merito e l'imprenditorialità.
Meno estese per ridurre al minimo i costi e quindi il peso di tasse e contributi
che ora gravano non solo sulle persone, ma anche e soprattutto sulle imprese.
"Tagliare la spesa pubblica" non deve restare uno slogan. Deve
diventare una priorità della politica. Proprio perché chi ama lo Stato e la
democrazia non può che favorire le medicine necessarie a combattere l'obesità
delle istituzioni, l'ipertensione delle competenze e la paralisi della
burocrazia.
( da "Sole 24 Ore, Il" del 10-10-2008)
Argomenti: Province
Il Sole-24 Ore
sezione: COMMENTI E INCHIESTE data: 2008-10-10 - pag: 23 autore: Province,
l'occasione dei tagli Il federalismo fiscale opportunità per razionalizzare la
rete istituzionale di Carlo Carboni è possibile prendere provvedimenti
razionali in merito all'architettura multilivello delle istituzioni locali, che
presenta difetti strepitosi? Come, ad esempio, quello di avere Province anche
in piccolissime Regioni come la Basilicata, il Molise e l'Umbria. O come il
"battesimo", in primavera, di una nuova (Fermo) nelle piccole Marche,
dopo aver frammentato le realtà provinciali di alcune regioni, come la Sardegna
e la Calabria. O il difetto di presentarsi come un'opportunità di mera "sistemazione"
per ceti politici ristretti, spesso bersaglio dei dissacratori della casta. Per
non parlare di costi e delle lungaggini bizantine dell'intermediazione locale
affidata a una pletora di enti. Il Sole 24 Ore è tornato di recente sulla
questione controversa delle Province, citando la contrarietà anche di due
autorevoli governatori, Galan, che ha invocato provvedimenti per limitare
l'ipertrofia della rete istituzionale locale, e Formigoni, amareggiato che,
nell'accordo sul federalismo fiscale, non fosse neppure preso in considerazione
un possibile ridimensionamento delle Province. Insomma, c'è anche tra il ceto
politico ristretto chi ritiene il federalismo fiscale un'occasione per
razionalizzare la fitta rete istituzionale locale. Soprattutto in questo
momento depressivo in cui occorre asciugare e impiegare bene le risorse. Lo
stesso presidente del Consiglio, qualche tempo fa da Vespa, ha dato una qualche
disponibilità a riprendere in mano la questione. Quando si ascoltano gli
italiani, il dito, comunque, è sempre puntato sulle Province, che anche in
un'indagine condotta dalla Facoltà di economia Giorgio Fuà dell'Università
Politecnica delle Marche sono risultate riscuotere la metà della fiducia
accordata dalla popolazione agli altri enti locali (comunità montane comprese)
e metà dell'utilità. Anche quando la popolazione si pronuncia sulla possibile
abolizione di un livello istituzionale, la prima scelta ricade sulle Province,
la seconda sui piccoli Comuni. Tuttavia, attenzione: circa il 42% degli
italiani non vuole l'abolizione delle Province. La
spiegazione è logica: perché al fianco di tante strutture provinciali
inefficienti esistono Province che ricoprono un ruolo importante per la
struttura multilivello degli enti locali. Basta citare l'Emilia-Romagna e la
Toscana, nelle quali esse svolgono funzioni spesso già prefigurate nella
politica adottata dal Pci nelle Regioni di sua tradizionale egemonia.
Come del resto le Province sono un elemento irrinunciabile per il local
commitment leg hista. Contrario è anche l'insieme trasversale dei ceti politici
ristretti, che vedrebbe restringersi le opportunità di "sistemazione"
rispetto alle attuali 180mila cariche elettive locali. Inoltre, non
rinuncerebbe al suo potere vischioso e ostativo anche quell'ampia parte di
popolazione che vive più direttamente una dipendenza dal mercato politico (non
solo nel Mezzogiorno, non solo tra la cittadinanza, ma anche tra le classi
dirigenti). Per dribblare queste vischiosità, resistenze e opposizione, Guido
Gentili, su questo quotidiano, ha proposto di assegnare alle Regioni la facoltà
(sacrosanta) di decidere, magari assieme ai grandi Comuni, se abolire le
Province o meno. In ogni caso, le classi dirigenti acquisirebbero autorevolezza
prendendo una decisione a favore almeno di un ridimensionamento delle funzioni
delle Province, soprattutto se Bossi si convincesse che il local commitment
porta ad applicare innanzitutto a se stessi ciò che si desidera per l'intero
Stato federalista, vale a dire, una semplificazione della catena del decision making
e un dimagrimento dell'ipertrofia delle cariche elettive. Non dimentichiamo
che, conservando le Province, con l'attuale accordo sul federalismo fiscale,
sarebbero addirittura quattro gli enti di imposizione fiscale (Stato, Province,
Comuni e Regioni), una rischiosa frammentazione dei centri decisionali e una
conseguente incomprensibile polverizzazione delle imposte stesse. Circa il 95%
degli italiani ritiene che comunque le cose non possano restare come sono
attualmente nell'architettura degli enti locali. La "saggezza
popolare", prima di passare ai metodi forti (abolizione delle Province 50%
circa), suggerisce una chiara redistribuzione razionale delle funzioni tra gli
attuali enti locali (80%) accompagnata da una riduzione dei consiglieri
regionali, provinciali e comunali (77%). Tutto sommato, iniziare con questi
passi, aggiungendo magari l'abolizione delle Province nelle aree metropolitane
e nelle piccole Regioni, sarebbe un bel segnale di razionalità democratica da
poter lanciare per restituire maggior fiducia tra cittadini e ceto
politico-istituzionale locale, il quale, in molti casi, non è apparso migliore
di quello nazionale. Ci sembra che il momento di grave crisi sia il più
opportuno per un taglio dei costi e una semplificazione dell'intermediazione
politico-istituzionale: magari per finanziare una parziale detassazione dei
redditi a maggior sofferenza. Morale: ci vuole il federalismo fiscale, ma non
bisogna dimenticare che, in momenti di grave crisi, è il senso di comunità
nazionale la chiave di volta. c.carboni@univpm.it.
( da "Giorno, Il (Milano)" del 10-10-2008)
Argomenti: Province
MILANO ATTUALITA' pag.
2 ? MILANO ? ONOREVOLE PODESTÀ, lei che è il c... ? MILANO ? ONOREVOLE PODESTÀ,
lei che è il candidato "in pectore" del Pdl per la presidenza della
Provincia, come giudica la proposta avanzata da Filippo Penati di distribuire a
25.000 famiglie i 25-30 milioni di euro cui ammonterebbe l'utile di Palazzo
Isimbardi? "Il presidente uscente, evidentemente, continua a prendere in
giro la gente. Come se non l'avesse già fatto con le promesse da marinaio snocciolate sui fronti dell'abolizione del ticket sanitario,
materia, per altro, non di competenza della Provincia, sulla realizzazione di
asili-nido rimasti sulla carta millimetrata, sull'abbassamento di tariffe e
tasse assegnate a Palazzo Isimbardi, tutte puntualmente aumentate, sui Rom, per
accogliere i quali ha acquistato con soldi pubblici addirittura un palazzo in
via Varanini. E, poi, sul patto metropolitano per la casa, inghiottito
dal nulla, sui bilanci partecipativi e sociali, spariti nella nebbia, sulla
collaborazione con i Comuni (ha convinto i sindaci di centrosinistra a far
mancare il numero legale alla Conferenza convocata per recepire il Piano
territoriale di coordinamento provinciale), sull'abbattimento dei tempi di
percorrenza stradale e sul potenziamento del trasporto pubblico locale. Ci troviamo
davanti, insomma, a una reincarnazione di Doctor Jeckyll e Mister Hide che
smentisce con i suoi atti quello che progetta a parole. Con le promesse mancate
potrei continuare ripartendo da Serravalle ma..." Ma non ci ancora detto
cosa ne pensa del cosiddetto "bonus anticrisi"... "Forse perché,
visti i precedenti accumulati da Penati in ordine a provvedimenti di matrice
sociale e ricordando che, non più di due mesi fa, il presidente aveva
dichiarato di voler investire gli stessi 25-30 milioni di euro nell'acquisizione
di una quota consistente di Alitalia, sono sicuro che questo tipo di sostegno
non verrà mai erogato. Penati sbandiera piani che non porta mai a
compimento". D'accordo. Ma se il presidente intendesse davvero condividere
con il Pdl la decisione di erogare un contributo straordinario alle famiglie il
suo partito gli negherebbe un nulla osta? "Ammesso e non concesso che
stanziamenti di questa natura rientrino veramente nelle prerogative della
Provincia, ritengo che il Pdl potrebbe valutare solo la possibilità di creare
un fondo per le piccole e medie imprese. Tale destinazione, difatti,
costituirebbe una reale risposta alla difficile congiuntura economica dal
momento che il tessuto produttivo va difeso perché garantisce i posti di lavoro
a rischio. Dico di più: il Pdl si dichiarerebbe favorevole all'ipotesi di
riversare il fondo per le piccole e medie imprese nel sistema bancario, che, a
causa della tempesta finanziaria attraversata dagli Stati Uniti e dall'Europa,
si rivelerà sempre meno disposto a concedere prestiti agli imprenditori in
grado di far ripartire l'economia milanese e lombarda". Proprio non la
convince, dunque, la spartizione a pioggia? "Ma cosa risolverebbe una
famiglia in difficoltà con 1.000 euro in una situazione nella quale padre e madre
possono rimanere disoccupati? Niente. La verità, invece, è che Penati si
ritrova già da mesi in campagna elettorale e si ostina a fare promesse".
Torniamo alla conqusita del controllo di Serravalle? "Con piacere. Penati
ha acquistato a otto euro le azioni in mano a Marcellino Gavio che valevano al
massimo cinque con l'unico risultato di indebitare per 260 milioni la Provincia
e di bloccare la realizzazione di Tem, Pedemontana e Brebemi garantita in sede
di programma. Grazie a quest'operazione, insomma, il Milanese ha perso anni di
modernizzazione". Corrado Dragotto.
( da "Eco di Bergamo, L'" del 11-10-2008)
Argomenti: Province
Da soli in
Provincia, almeno al primo turno, e nessuna alleanza scontata per Palafrizzoni.
L'Italia dei Valori pensa alle amministrative e decide di misurare le forze:
per la poltrona di via Tasso il partito di Di Pietro correrà da solo (si
vocifera di una candidatura del deputato Gabriele Cimadoro), per poi
eventualmente associarsi al centrosinistra al momento del ballottaggio. E per
le comunali? Il coordinatore regionale (e assessore della Giunta Bruni) Sergio
Piffari ribadisce la sua "ampia fiducia nel sindaco", ma ricorda che
"gli accordi non si rinnovano in automatico per altri cinque anni. Ci
aspettiamo da Bruni dei segnali forti di apertura alle forze più moderate e un
eventuale cambio di squadra". La bordata, si sa, è rivolta a Rifondazione.
Oggi e domani i volontari dell'Italia dei Valori saranno in
circa mille piazze italiane per avviare la raccolta firme per indire un
referendum per l'abolizione del lodo Alfano, che garantisce l'immunità alle
quattro più alte cariche dello Stato. "Una grande battaglia di
legalità", spiega Cimadoro. In città si potrà firmare oggi e domani
dalle 10 alle
( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del
11-10-2008)
Argomenti: Province
PARMA 11-10-2008
Parma SICUREZZA CASO EMMANUEL, INTERVIENE IL TITOLARE DELL'INTERNO: "LA LEGGE
E' UGUALE PER TUTTI" Maroni: "Chi sbaglia paga Ma anche chi dice il
falso" Il ministro ribadisce la validità della Carta di Parma:
"Presto una riunione" Marco Federici II "Bisogna colpire chi
commette abusi, ma anche chi dice il falso: la legge è uguale per tutti".
Roberto Maroni sbarca a Parma quando la bufera è ancora lontana dall'esaurire
la sua forza. Il caso Emmanuel, il giovane ghanese che sostiene di essere stato
pestato dai vigili urbani, è tutt'altro che chiuso. E se da una parte il ministro
dell'Interno si tiene alla larga dalle polemiche ("non riesco a stargli
dietro"), dall'altra non fa sconti a nessuno. Chi ha sbagliato pagherà
"Stiamo predisponendo la riforma della polizia locale - dichiara Maroni -
ma adesso vengono applicate le norme che ci sono e che funzionano. Se qualcuno
della polizia locale ha commesso abusi o violazioni delle norme stesse va
colpito, così come chi denuncia aggressioni o atti di razzismo che non ci sono
stati". Nuovo summit a Parma Non fa sconti a nessuno, il ministro. Ma
soprattutto non fa passi indietro sulla Carta di Parma. I soliti occhialini
rossi calati sul naso, Maroni prima di salire le scale del Paganini per
partecipare al convegno nazionale dei prefetti, dà un nuovo appuntamento ai
sindaci: tornerà presto in città per fare il punto sulla sicurezza. "Nel
decreto - continua Maroni - abbiamo ripreso molte norme contenute proprio nella
Carta di Parma: il lavoro fatto dal sindaco Vignali è stato utile. Per cui
faremo una nuova riunione in questa città per vedere cosa mettere nel disegno
di legge che il Senato ha cominciato a discutere. Nel decreto è stato messo il
punto fondamentale: quello che consente ai sindaci di emettere ordinanze. Molti
le hanno emesse e noi le stiamo raccogliendo e valutando ". E il nuovo summit
servirà proprio a "capire quali sono i temi principali che i sindaci hanno
affrontato utilizzando lo strumento dell'ordinanza". Le critiche sui
sindaci "sceriffi" incapaci di gestire i compiti che gli sono stati
assegnati non scuotono il ministro. "Non capisco perché la sinistra abbia
accusato questa norma visto che molti sindaci di sinistra l'hanno applicata -
dichiara Maroni - Chi fa l'amministratore sa che invece è utile: le polemiche
vengono da chi a sinistra sta in Parlamento e non ha mai fatto nemmeno il
consigliere comunale. Le polemiche sono francamente inutili, anzi sono
pericolose perchè inducono a considerare fenomeni che non ci sono e a
enfatizzare casi che appartengono alla criminalità comune". Quindi una
critica ai media. "Al di là di qualche esagerazione dei giornali - dice
Maroni - l'azione di polizia, carabinieri e polizia locale in questi mesi è
stata encomiabile ed ha aumentato il livello di sicurezza nelle nostre città
assieme ai militari che abbiamo schierato". Più poteri alle prefetture Poi
Maroni si "dedica" ai prefetti. E prova a rassicurarli con una
proposta: "Quando ero ministro del Welfare - aggiunge Maroni - sono stato
il solo a voler dare alle prefetture più poteri. Adesso dobbiamo trasformarle
in un front office, dietro il quale ci sono tutte le articolazioni dello Stato.
Dovranno svolgere una funzione di coordinamento di tutti gli uffici del
Governo, come quelli del lavoro e delle finanze. Era il disegno di Bassanini
che io condivido perchè sono federalista, ma che finora non si è attuato. La
sfida è riuscire a riempire di contenuti la struttura periferica del governo,
condensando le articolazioni territoriali dei poteri centrali: questo è
coerente con un sistema federale, il governo centrale dimagrisce ma si
rafforza". No all'abolizione delle Province E in tema
di enti locali Maroni si dice "contrario ad eliminare le Province. Ma noi
vogliamo applicare il principio di sussidiarietà partendo dal basso, cioè dai
Comuni. Eliminerei invece gli enti intermedi fra Comune e Provincia: quindi
Comunità montane, enti parco, Ato, favorendo semmai i consorzi fra Comuni".
Roberto Maroni Il ministro dell'Interno ieri a Parma durante il convegno dei
prefetti.
( da "Gazzettino, Il (Vicenza)" del 11-10-2008)
Argomenti: Province
VicenzaDei 5
principali comuni della provincia di Vicenza, compreso il capoluogo, è Bassano
quello che fa pagare più tasse ai suoi cittadini. Ed è anche l'unico Comune,
assieme a Schio, in cui la pressione tributaria è aumentata nell'arco di tempo
compreso tra il 1998 ed il
( da "Giornale di Brescia" del 12-10-2008)
Argomenti: Province
Edizione: 12/10/2008
testata: Giornale di Brescia sezione:LA PROVINCIA L'Acl fa i conti in tasca
agli ambientalisti BRESCIA Nuovo capitolo nello scontro tra l'Acl ed alcune
sigle ambientaliste. L'Associazione cacciatori lombardi ha espresso in una nota
la propria soddisfazione "nel vedere concretizzate le richieste avanzate
nel corso della manifestazione organizzata la scorsa settimana nell'Oasi Wwf
della Valpredida. I senatori del Pdl Valerio Carrara e Sergio Vetrella hanno
infatti presentato l'8 ottobre una Interrogazione Parlamentare - Atto di
Sindacato Ispettivo ai Ministri dell'Ambiente, delle Politiche Agricole e
Forestali e dell'Economia e delle Finanze". Nell'interrogazione i due
richiedono quali stanziamenti e benefici economici a vario
titolo e di quale importo abbiano avuto nel corso degli ultimi anni Wwf, Lac
(Lega Abolizione Caccia),
Lipu (Lega Italiana Protezione Uccelli) e Legambiente. In particolare, spiega
la nota dell'Acl, "la Lipu avrebbe ricevuto un incarico di consulenza da
parte del passato Governo per individuazione delle Zone di Protezione
Speciale". Intanto l'associazione venatoria "condanna senza
attenuanti le azioni di bracconaggio che si sono svolte in provincia di
Brescia. Esse non trovano alcuna giustificazione e nella fattispecie, per
quanto ci risulta, sono state compiute non da cacciatori".
( da "Nazione, La (Livorno)" del 12-10-2008)
Argomenti: Province
ELBA ARCIPELAGO pag.
12 "Aboliamo il contributo consortile" PORTOFERRAIO FORZA ITALIA
INTERVIENE SULLA "BONIFICA" "IL GRUPPO di Forza
Italia in regione ha presentato circa un anno fa una proposta di legge che
prevede l'abolizione del contributo consortile, affidando alla Regione il
compito di provvedere a finanziare le Province per le spese necessarie a
garantire la valorizzazione delle produzioni agricole, la difesa del suolo, la
regimazione delle acque, la tutela dell'ambiente e delle risorse
naturali". Lo ricorda il consigliere regionale elbano Leopoldo
Provenzali prendendo posizione contro il nuovo "balzello" chiesto in
questi giorni ai proprietrari di case e terreni all'Elba. "Sul pagamento
del contributo di bonifica ? dice Provenzali - è aperta una discussione
giurisprudenziale. Alcune sentenze prevedono che devono pagare il contributo di
bonifica solo i proprietari di immobili che hanno ricevuto un beneficio diretto
da un intervento realizzato dal consorzio. Mentre non dovrebbero pagare nessun
contributo coloro che non lo hanno avuto. Riteniamo il contributo di bonifica
un balzello ingiusto e da abolire".
( da "Alto Adige" del 13-10-2008)
Argomenti: Province
"Cambio di
rotta a pochi giorni dalle elezioni" Proporzionale e sanità Tagnin (Pdl)
contro il Pd BOLZANO. Il Pd chiede l'abolizione della
proporzionale nella sanità e Mario Tagnin, ex segretario Anaao e candidato del
Pdl, va all'attacco: "Sorprende come a pochi giorni dal voto anche chi ha
governato la Provincia in questi anni insieme all'Svp, difendendo strenuamente
il sistema della proporzionale, improvvisamente si accorga che merito e
proporzionale in sanità non possono andare d'accordo. Stupisce che
proprio il segretario del Pd Tommasini si accorga che la libera professione
all'interno degli ospedali debba essere introdotta anche qui, quando fino a
poco tempo fa l'aveva bollata come foriera di una sanità a due velocità. In
passato, a parte qualche rara eccezione, solo il sottoscritto ripeteva che in
Alto Adige non è garantito ai cittadini l'esercizio del diritto della libera
scelta del medico all'interno delle strutture pubbliche. Per quanto infine
riguarda il rapporto pubblico-privato in sanità, strumentalmente si addita a
modello negativo la Lombardia, dimenticando che molti altoatesini, proprio per
la rigidità del sistema sanitario altoatesino, sono costretti a rivolgersi a
medici che operano nella Sanità lombarda o veneta".
( da "Tribuna di Treviso, La" del 13-10-2008)
Argomenti: Province
Bottacin al Pdl:
"Come possono pensare che corriamo insieme per le Province Provinciali se
loro le vogliono abolire?" Candidato unico, la Lega frena Manzato:
"Da Roma non abbiamo avuto alcuna indicazione" VENEZIA. Magari è
semplicemente colpa del postino, che si è preso tardi con le consegne. Tant'è.
In casa Lega nessuno ha ancora ricevuto indicazioni, né tantomeno inviti o
segnali per correre in tandem con il Pdl alle amministrative 2009. Nulla. Anzi,
mentre il Pdl - dopo il vertice di sabato in casa Ghedini - si prepara a
sotterrare asce di guerra, coltelli e taglierini di sorta in nome della ragion
di coalizione, il Carroccio tira dritto per la sua strada. Amministrative
insieme? "Non abbiamo avuto alcuna indicazione" oppure "nel
migliore dei casi sarà molto difficile" rispondono. "Il Pdl sta
selezionando i nomi migliori da sottoporci? - scherza il
vicepresidente della Regione Franco Manzato - a quanto mi risulta i migliori
gli ha la Lega". In palio, nella primavera 2009, una cuccagna di Comuni -
di cui è principe il capoluogo padovano -, Comunelli e ben cinque Province.
Fuori dai giochi solo le amministrazioni provinciali di Vicenza e Treviso,
entrambe già saldamente in mano leghista. "Noi non abbiamo ricevuto
alcun input a correre con il Pdl - sostiene il capogruppo in consiglio
regionale Gianpaolo Bottacin - del resto come può pensare Fi, che ogni giorno
spara a zero sulle Province chiedendone l'abolizione, che ci presentiamo con
loro? Che credibilità pensano di avere di fronte agli elettori? Se pensano che
siano inutili non dovrebbero nemmeno candidarsi. Lo stesso vale nei rapporti
con l'Udc: ci vuole coerenza". Percorso diverso, uguale risultato per i
Comuni: "Noi raccogliamo le istanze che vengono dal territorio - chiarisce
Manzato - e da qui ci arriva una forte richiesta di correre da soli. La gente
ha fiducia nel nostro operato e ci chiede di governare. Noi vogliamo puntare
sui giovani garantendo il ricambio ai loro predecessori che sono andati in
Parlamento. Senza contare che gli ultimi candidati di Fi non hanno dato i
riscontri che volevamo e che certo non dovrà esserci un secondo caso
Vicenza". Sul piatto oltre a Padova - realtà in cui il Pdl è sminuzzato e,
per una volta, il Pd è il partito da battere - anche qualche decina di municipi
da assegnare: "Galan deve smettere di dire che quando siamo forti corriamo
da soli e quando ci sentiamo deboli cerchiamo l'alleanza - prosegue Bottacin -
la verità è che non c'è scritto da nessuna parte che dobbiamo presentarci con
il Pdl, l'unico vincolo che riconosciamo è quello della valutazione del
programma, tant'è che, in passato, in un Comune ci siamo alleati con il Pd. Lo
stesso vale nel rapporto con il centrodestra: misuriamoci sugli obiettivi e,
laddove ci sia corrispondenza, possiamo pensare di correre insieme. Ma, per
quanto mi riguarda, con il nostro candidato". Fin qui in Veneto. Ma a Roma
si dice qualcosa in più: che a Bossi non interessa nulla di "chi" e
"con chi" si candida il proprio aspirante sindaco. Lascia fare a
Gobbo e affini che, di contro, gli garantiscono risultati e amministrazione
secondo il sistema Lega. A meno che. A meno che il Senatùr non abbia bisogno di
spedire qualche messaggio. Nel 2004 c'era da sciogliere il nodo della
devolution. Ora c'è quello del federalismo fiscale su cui il Carroccio spinge a
manetta. Senza garanzie di sostegno assoluto dalla coalizione in Parlamento. E
potrebbe essere necessario trovare il modo per evitare che qualche
malintenzionato sia tentato ad azzoppare la corsa del Carroccio. Ma per
decidere queste cose non si organizzano pranzi. (s.zan.).
( da "Asca" del 13-10-2008)
Argomenti: Province
(ASCA) - Torino, 13
ott - Le province devono avere il coraggio di cambiare
pelle, ma nello stesso tempo devono respingere il tentativo di destrutturare la
pubblica amministrazione. lo ha detto il presidente dell'Upi Fabio Melilli
all'assemblea dell'Upi, Unione delle province
d'Italia, in svolgimento a Torino. Non si puo' affrontare il problema
dell'inefficienza della pubblica amministrazione pensando semplicemente di
tagliarne un pezzo. E piu' che pensare all'abolizione delle province
occorre chiarire meglio le competenze di tutti i livelli di governo evitando
ingorghi istituzionali. Melilli lancia anche la proposta di superare gli attuali
modelli di responsabilita' e l'organizzazione gestionale degli assessorati, che
non sembrano piu' adeguati ai tempi. ''Dobbiamo ragionare per obiettivi veri,
per assi di sviluppo e non piu' per assessorati'', dice Melilli. Quanto ai possibili risparmi dell'abolizione delle province il presidente dell'Upi ricorda
che ''su una spesa totale di 14 miliardi di euro, 2 miliardi e 300 milioni sono
il costo per il personale, che immagino nessuno voglia considerare
comprimibile, e 119 milioni sono i costi della politica, o meglio, della
democrazia. I restanti 11 miliardi e 600 milioni di euro sono servizi
fondamentali, come la viabilita', i trasporti, la tutela del territorio e la
protezione dell'ambiente, la formazione e l'istruzione dei nostri giovani, la
manutenzione delle scuole, lo sviluppo economico, la diffusione delle energie
alternative. Nessuno puo' davvero credere che queste siano risorse che possono
essere tagliate. L'unico risparmio effettivo sarebbero i 119 milioni della
politica, ribadisco, della democrazia, che rappresentano solo lo 0,84% dei
bilanci delle Province. In realta' chi attacca le Province ha un obiettivo ben
chiaro: destrutturare la Pubblica Amministrazione e privatizzare i servizi
pubblici, per abbassare il controllo democratico ed entrare nella gestione dei
grandi servizi di rete, dai trasporti alle risorse idriche, dai rifiuti alla
viabilita', alle infrastrutture materiali e immateriali''. ''Occorre eliminare
sovrapposizioni - ha aggiunto - e ricomporre gli ambiti ottimali per lo svolgimento
delle diverse funzioni amministrative intorno ai Comuni e alle Province, a cui
deve essere ricondotta la gran parte delle funzioni di amministrazione e di
gestione in base al principio di sussidiarieta'. Nel riordino del sistema
amministrativo e' infatti indispensabile che ogni livello di governo sia
disponibile a concentrarsi sulla propria specifica missione istituzionale,
evitando di invadere quella degli altri''. Quanto alle citta' metropolitane
Melilli ha osservato che ''non possono limitarsi ad un'annessione delle
funzioni provinciali nei Comuni capoluogo, come qualche Sindaco pretende e come
anche qualche singolo esponente del Governo tenta di far passare. Nel Decreto
legge 112/08 il Governo ha provato ad inserire una disposizione che prevedeva
l'abolizione tout court delle Province in queste aree e il trasferimento delle
loro competenze ai Comuni al momento della scadenza del loro mandato, senza
istituire le Citta' metropolitane. Un tentativo simile e' avvenuto su Roma
capitale con l'emendamento presentato nella delega sul federalismo fiscale''.
eg/mcc/ss.
( da "Gazzettino, Il (Belluno)" del 14-10-2008)
Argomenti: Province
"Nelle Province
venete solo presidenti leghisti" (md) "La Lega Nord chiede di avere
tutti i candidati a presidente della Province del Veneto che andranno a
elezioni la prossima primavera". Lo afferma il capogruppo del Carroccio in
consiglio regionale del Veneto, Gianpaolo Bottacin. "Il ragionamento è
semplice spiega Bottacin Noi abbiamo sempre sostenuto un potenziamento delle Province, mentre Forza Italia e il Popolo delle Libertà si
sono più volte schierati per l'abolizione di questi enti. Con che credibilità si
chiede il capogruppo veneto della Lega- possono presentare dei loro
candidati?" Simile ragionamento Bottacin lo fa per le Comunità montane, il
cui riordino è inserito all'ordine del giorno del consiglio regionale iniziato
ieri a Venezia. "Anche in questo caso Forza Italia ha sempre
dichiarato di voler abolire le Comunità montane ricorda Bottacin quindi sarebbe
giusto che, per correttezza, si dimettessero tutti i consiglieri, gli assessori
e i presidenti di quel partito. La Lega, durante il consiglio comunale in cui
si è cercato in extremis di fare una legge di riordino, era sempre presente
tutti in aula con tutti i suoi effettivi. Così non è accaduto per altri".
Bottacin puntualizza che per un riordino da parte della Regione c'è ancora
tempo. "Vedremo se anche gli altri sono d'accordo conclude C'è un nostro
progetto di legge già approvato sul quale siamo sempre pronti a discutere per
trovare una mediazione adeguata".
( da "Stampa, La" del 14-10-2008)
Argomenti: Province
Nessuno discute la
collaborazione sulle politiche di area vasta, dall'acqua all'energia, che nel
nostro caso sono ottime. Peccato che questi e altri servizi siano pagati in
modo più che proporzionale dal Comune di Torino: o la cosa si risolve o la
virtuosità del sistema rischia di andare in crisi". Parola di Sergio
Chiamparino. "Caro Sergio, è vero: le Province redistribuiscono le risorse
dalle aree concentrate a quelle esterne, dai grandi ai piccoli Comuni,
garantendo servizi uniformi sul territorio. Ma questo è esattamente il loro
compito". Parola di Mercedes Bresso. Il botta e risposta tra il sindaco di
Torino e la presidente della Regione è andato in scena davanti ai presidenti
delle Province italiane convocati fino a mercoledì da Fabio Melilli per
l'Assemblea generale dell'Upi. A fare gli onori di casa Antonio Saitta,
presidente della Provincia di Torino e strenuo difensore del ruolo dell'ente,
che ha accolto gli ospiti, un vero esercito, nella sede appena inaugurata in
corso Inghilterra: "Le Province devono riappropiarsi di tutte le funzioni
trasferite negli anni ad una pletora di enti grandi e piccoli, che oltretutto
non sono stati eletti dal popolo". Altro che sbaraccare. L'intervento di
Raffaele Fitto, ministro per i Rapporti con il Parlamento, ha chiuso la prima
giornata. In sala si è materializzato anche Osvaldo Napoli, Forza Italia-Pdl,
vicepresidente dell'Anci e accreditato come lo sfidante di Saitta alle
provinciali del 2009: quando si dice il caso. Il tema dell'appuntamento -
"Le Province. La strada per il futuro attraverso il cuore del Paese"
- è quasi un atto di fede. Impossibile sottrarsi al dibattito sul ruolo e
sull'esistenza stessa dell'ente come lo conosciamo. "Un livello intermedio
tra Regione e Comuni ci vuole, ma in Italia sono troppi", ha detto il
sindaco. Secondo Chiamparino ogni discussione deve partire dai dati
dell'economia reale: "Servono scelte di priorità sull'utilizzo delle
risorse, a cominciare dal Governo. Oggi gli investimenti statali sul territorio
sono la metà di quelli a carico dei sistemi locali". "In una Regione
come la nostra l'ente intermedio è indispensabile", ha ribadito la
"zarina" confermando l'asse con Saitta. Ne è talmente convinta da
lanciare un avvertimento a Fitto: "Quando sento parlare di abolizione
dell'ente mi ricordo la battuta che feci a D'Alema nella Commissione
Bicamerale: chi tocca le Province muore". Questione di ruoli, ma anche di
interessi e di rappresentanza politica sul territorio. "Vedrete che non
cambierà nulla - ha aggiunto prima di abbandonare il palazzo -. Le Province
sono sempre state tutelate, prima dalla Dc ed ora, lo scoprirete presto, dalla
Lega. Chiamparino pone un giusto problema, che però si può risolvere aumentando
gli stanziamenti per i Comuni capoluogo. I fondi concessi dal Governo a Roma
capitale, esagerati e secondo me da correggere, di fatto hanno chiuso la
partita". In questa fase il Governo non è intenzionato a forzare la mano.
"Le funzioni degli enti locali vanno ridefinite
tenendo conto delle peculiarità territoriali, economiche e sociali", ha
premesso Fitto. Per questo, "il dibattito sull'abolizione o meno delle
Province è sbagliato". Se il Codice delle autonomie sarà uno dei prossimi
provvedimenti al varo del Consiglio dei ministri, come ha ricordato il
ministro, il Governo si muoverà con i piedi di piombo: studiando un
nuovo modello per evitare sovrapposizioni tra enti ma adottando un assetto a geometria
variabile se e quando quel modello dovesse cozzare contro particolarità
territoriali. Parole accolte con cauto ottimismo dalla platea presidenziale, un
poco sollevata dopo gli sfracelli attesi negli ultimi mesi: l'abolizione per
decreto sembra un ricordo.
( da "Corriere Adriatico" del 15-10-2008)
Argomenti: Province
I futuri amministratori
dovranno tagliare i servizi per evitare il dissesto finanziario. Brugni e
Crescenzi potrebbero presentare il ricorso al Tar Ogni ascolano, bambini
inclusi, dovrà subito pagare 15 euro a causa della scissione Nasce la Provincia
piena di debiti ASCOLI - Appena la nuova Provincia di Ascoli esprimerà il suo
primo vagito già sulle spalle degli ascolani, bambini compresi, graverà il peso
di un debito di 15 euro. E' quanto si deduce dalle simulazioni sui bilanci
delle due nasciture province di Ascoli e Fermo. Se la
giunta provinciale proseguirà nella sua linea assegnando ai fermani un
conguaglio di 16 milioni di euro (dodici in patrimonio e quattro con mutuo da
contrarre) lasciando ad Ascoli altri 38 dipendenti e due dirigenti che
dovrebbero essere trasferiti a Fermo, al milione mezzo di disavanzo
"strutturale" dovrebbe aggiungersi la stessa somma per il personale.
In totale tre milioni di euro da spalmare sui circa 200.000 cittadini ascolani.
Ma ciò che preoccupa maggiormente gli amministratori ascolani è l'eredità che
riceveranno nella prossima primavera. Nel nuovo bilancio, già gravato da tanti
oneri, dovranno aggiungersi quelli del personale (attualmente la spesa è del
35% sul totale delle uscite), l'indebitamento dei mutui e i minori trasferimenti
erariali che il governo ha intenzione di applicare. Ne deriva un bilancio
ingessato che comporterà automaticamente una riduzione dei servizi e delle
spese se non si vuole arrivare a un vero e proprio disavanzo (per non
pronunciare la parola dissesto) finanziario. In attesa che la giunta deliberi
sulla divisione della Provincia, l'avvocato Santori ha suggerito una soluzione
per rimettere in discussione l'istituzione dei due nuovi enti. "Secondo me
- ha detto - spettava al commissario e non al consiglio provinciale
pronunciarsi sulla divisione dei beni perchè inevitabilmente sia gli ascolani
che i fermani sono incappati in un palese conflitto d'interesse". Ma chi
presenterà il ricorso al Tar? "A presentare il ricorso dovrebbero essere
quei consiglieri che erano assenti o hanno votato contro la delibera sugli
indirizzi" tiene a precisare il consigliere regionale di Forza Italia
tirando in ballo Brugni e Crescenzi di An che hanno votato contro. Intanto
proprio i due di An sono intervenuti sul consiglio comunale di lunedì sera
"Quale è vero volto del Pd? Quello di Allevi, perfettamente cosciente
delle responsabilità del suo partito nella scellerata divisione provinciale,
che con il sangue ai denti ricerca di addossare responsabilità al centrodestra
ascolano cercando in maniera patetica di togliere le castagne dal fuoco alla
sua compagine, adducendo argomentazioni astratte. Oppure il volto del PD è
quello di Mauro Gionni più pacato che vuole attivare un
percorso condiviso nella risoluzione della complicata matassa. Purtroppo la
sindrome dell'addormentata del bosco ha colpito il Pd" ha detto Brugni
mentre Crescenzi ha ricordato che due suoi emendamenti sull'assegnazione del
patrimonio su base territoriale e sull'abolizione del conguaglio a Fermo sono
stati respinti proprio dal centrosinistra. Crescenzi ha attaccato anche
la commissione paritetica che ha fallito perchè aveva il solo scopo di
nascondere le responsabilità della giunta Rossi alla quale spetta per legge
decidere. MARIO PACI,.
( da "Messaggero Veneto, Il" del 16-10-2008)
Argomenti: Province
Pordenone
"Serve un organismo che tuteli la montagna" BELGRADO BARCIS. Non ha
mancato di scatenare polemiche politiche la dichiarazione del presidente
vicario della Provincia di Pordenone, Alessandro Ciriani, in merito alla
funzione delle Comunità montane, che definisce "inutili e costose",
proponendo alla Regione la loro cancellazione. Nel dibattito interviene il
sindaco di Maniago, Alessio Belgrado. "Come ex presidente della Comunità
montana - sostiene - è difficile che io mi dichiari contrario a tali enti. Se
dobbiamo però fare una fotografia di come funzionano oggi, si assiste a una
lunga e inutile agonia che porta però a porsi alcuni
interrogativi su quale potrebbe essere il futuro delle piccole realtà montane
senza un ente sovraccomunale che le tuteli". Belgrado sottolinea che le
dichiarazioni sull'abolizione delle Comunità montane sono uno slogan vincente
in questo momento, ma sarebbe più opportuno condurre una riflessione seria a
tutto tondo e trasversale rispetto alle forze politiche. "Il futuro
delle Comunità montane è un problema di tutti - ha ribadito Belgrado -. A
essere assenti in questo dibattito sono però gli stessi protagonisti, gli
amministratori della montagna, che denotano una certa debolezza e una scarsa
propensione al lavoro di squadra". Rispetto alle dichiarazioni di Ciriani
affinché la Regione commissari tali enti e ne trasferisca competenze e funzioni
alla Provincia, Belgrado augura a Ciriani che l'ente di largo San Giorgio
riesca a far fronte a questo impegno, ma, "escludendo alcune singole
personalità che hanno lavorato per la montagna, come l'ex presidente Elio De
Anna e poche altre, la Provincia non ha mai dimostrato di svolgere un ruolo
positivo nei confronti della montagna". (l.v.).
( da "Messaggero Veneto, Il" del 16-10-2008)
Argomenti: Province
Non è piaciuta la
richiesta alla Regione di abolire le Comunità montane. Il presidente: "Il
vero problema è il taglio dei finanziamenti" "Ciriani parla di cose
che non conosce" Anselmi: sono le Province le maggiori indiziate a essere
cancellate BARCIS. "Mi stupiscono le dichiarazioni del presidente vicario
della Provincia, Alessandro Ciriani. Propone di abolire le Comunità montane
aggiungendo, cito testualmente dalle cronache, di "affidare alle maggiori
forze e capacità dell'ente Provincia la rinascita del territorio montano",
quando soltanto pochi giorni fa Gianfranco Fini, già segretario del partito al
quale proprio Ciriani fa riferimento tuttora sotto altra egida, ha proposto di
cancellare le Province dalla Costituzione". Non si è fatta attendere la
reazione del presidente di Pieromano Anselmi alle dichiarazioni di Ciriani che
si è rivolto alla Regione chiedendo la cancellazione delle Comunità montane. Il
presidente di quella del Friuli occidentale, nonché sindaco di Montereale,
sottolinea come "ancora una volta si sia persa l'occasione per anteporre
ragionamento e concretezza ai proclami da spottino elettorale. Mi pare che
Ciriani parli di qualcosa che, pur accadendo a pochi chilometri dalla lussuosa
sede di corso Garibaldi, gli risulta totalmente sconosciuto. Le Comunità
montane, ricordo allo smemorato, hanno da tempo coinvolto la giunta regionale
in un dibattito sul proprio futuro. Lo hanno fatto incontrando il presidente
Tondo e sottoscrivendo una nota congiunta con l'Uncem. In quell'occasione, era
il 12 giugno, Tondo, oltre ad avere auspicato l'avvio di un tavolo tecnico, ha
assicurato la massima disponibilità a confrontarsi con l'Unione nazionale
Comuni, Comunità ed enti montani e con le altre associazioni degli enti locali
per individuare, in modo concertato, le strategie e le soluzioni più confacenti
alla salvaguardia e alla crescita della montagna regionale. Non ricordo
null'altro che non fosse questo, nel senso che mi sfuggono epiteti del tipo
"trombati" e francesismi sui generis. Evidentemente Tondo e Ciriani
la pensano, vedono e soprattutto raccontano in maniera diversa".
"Proprio Tondo - osserva ancora Anselmi -, oggi (ieri per chi legge, ndr)
sui giornali, ha anticipato un progetto di riforma - non
abolizione, quindi - delle Cm i cui contenuti cozzano contro ciò che Ciriani ha
pubblicamente dichiarato. La verità è che da anni la Provincia, disconosciuta
come istituzione anche dal presidente della Camera "amico", tenta di
avocare a sé competenze che ha dimostrato di non avere e di non poter sottrarre
ad alcuno, men che meno alla Comunità montana. Quella di Ciriani,
insomma, è come sempre aria fritta. Il dato di concretezza vero e drammatico,
al di là delle uscite a effetto, è che i finanziamenti Aster per il 2008
destinati alla montagna pordenonese dalla giunta Tondo sono stati ridotti da un
milione 100 mila euro a 240 mila euro. Complessivamente, in regione, c'è stato
un taglio superiore ai due terzi e la Destra Tagliamento se l'è vista peggio di
tutti. E meno male che il presidente della Regione fa parte, come Ciriani, del
Pdl e proviene da Tolmezzo, che non è propriamente costeggiata dal mare
Adriatico".
( da "Gazzettino, Il (Pordenone)" del
16-10-2008)
Argomenti: Province
BARCIS
Il presidente Pieromano Anselmi attacca la Provincia sull'ipotesi di abolizione
Le Comunità montane resistono Barcis(lor.pad.) Non si è fatta attendere la
risposta del presidente della Comunità Montana, Pieromano Anselmi, alle
affermazioni del presidente vicario della Provincia, Alessandro Ciriani, che è
favorevole all'abolizione delle Comunità Montane stesse. "Mi stupisce tale sortita è
l'esordio dell'amministratore pubblico sopratutto quando Ciriani aggiunge di
voler affidare alle maggiori forze e capacità dell'ente Provincia la rinascita
del territorio montano. Parole che cozzano con quanto, solo pochi giorni fa,
pronunciava Gianfranco Fini, già segretario del partito cui proprio Ciriani
faceva e fa riferimento tutt'ora, con le quali ha proposto di cancellare le
Province dalla faccia della Costituzione". Secondo Anselmi, "ancora
una volta, semmai ve ne fosse stato dubbio, si è persa l'occasione per
anteporre ragionamento e concretezza ai proclami da spottino elettorale. Mi
pare che Ciriani parli di qualcosa che, pur accadendo a pochi chilometri dalla
lussuosa sede di corso Garibaldi, gli risulta totalmente sconosciuto". "Le
Comunità Montane rammenta il presidente rivolto al suo omologo - hanno da tempo
coinvolto la Giunta regionale in un dibattito sul proprio futuro. Lo hanno
fatto incontrando il presidente Tondo e sottoscrivendo una nota congiunta con
l'Uncem. In quell'occasione, Tondo, oltre ad aver auspicato l'avvio di un
tavolo tecnico, ha assicurato la massima disponibilità a confrontarsi coi vari
soggetti per individuare, in modo concertato, le strategie e le soluzioni più
confacenti alla salvaguardia ed alla crescita della montagna regionale".
"Non ricordo null'altro che non fosse questo aggiunge sarcastico Anselmi -
nel senso che mi sfuggono epiteti del tipo trombati e francesismi vari.
Evidentemente Tondo e Ciriani la pensano, vedono, ma soprattutto raccontano in
maniera diversa. Proprio Tondo, ieri, sui giornali, ha anticipato un progetto
di riforma non abolizione, quindi delle Comunità Montane i cui contenuti
cozzano contro ciò che Ciriani ha pubblicamente dichiarato".
( da "Stampa, La" del 18-10-2008)
Argomenti: Province
DOMODOSSOLA.IL PDL
RISPONDE ALLA MOBILITAZIONE ANTI-GELMINI "La scuola resterà in
montagna" [FIRMA]RENATO BALDUCCI DOMODOSSOLA "Gli italiani ci danno
ragione. L'88 per cento è favorevole al voto in condotta. Il 71 per cento
all'introduzione del grembiulino. L'83 per cento alla valutazione numerica. Il
62 per cento al maestro unico. E l'89 per cento allo studio dell'educazione civile".
Si presenta con un sondaggio lo staff provinciale del Popolo delle Libertà,
schierato in grande stile nel corso di una conferenza stampa a Domodossola per
difendere la riforma del ministro Mariastella Gelmini. "Proprio lei -
garantisce il parlamentare Valter Zanetta - ci ha confermato che non ci saranno
tagli alle nostre scuole". Il senatore di Baceno ci tiene a rassicurare i
suoi compaesani: "Le scuole di montagna non saranno chiuse. A Formazza
stiano tranquilli. Come a Gurro o in altre parti della provincia dove la
disinformazione della sinistra sta creando preoccupazione. Il ministro ha detto
che saranno riviste le strutture organizzative ma non chiusi i plessi
scolastici. Che nella nostra provincia hanno già subito una buona
riorganizzazione. La scuola è semmai appesantita dal personale: il 97 per cento
del bilancio dell'istruzione va in stipendi". Una riforma che coinvolge
invece altri aspetti. Come la reintroduzione del grembiulino. "Proprio
ieri a Baceno - sottolinea Zanetta - c'era chi mi diceva che si guarda di più
al vestito firmato. Introdurre il grembiulino significa più ordine e meno
discriminazioni". A difendere la linea del Governo c'era gran parte del
partito di Berlusconi: Valerio Cattaneo, Luigi Songa, Rino Porini, Eugenio
Fornaroli, Gianmauro Mottini, Fabio Basta, Marina Oliva, Damiano Ferrera, Piero
Piretti, Arturo Lincio. Il Pdl, compatto, ha accusato il centrosinistra.
"Fa disinformazione per nascondere i danni in Provincia e Regione"
rilancia Valerio Cattaneo. "Abbiamo già mobilitato i nostri giovani per il
25 ottobre" aggiunge Songa. "Tutti noi siamo cresciuti con il
grembiulino ed abbiamo fatto strada lo stesso" rilancia il vicesindaco di
Domodossola, Eugenio Fornaroli, che non teme la chiusura della scuola di Calice:
"Sono solo illazioni, ma nella peggiore delle ipotesi faremo valere la
specificità montana". Poi, l'affondo contro i bidelli.
Dice Cattaneo: "In Italia sono 167 mila, più dei carabinieri che sono 116
mila. Con la riforma invece aumenteremo il tempo pieno del 50 per cento con
l'abolizione delle ore di compresenza e il ritorno al maestro unico".
( da "Libertà" del 19-10-2008)
Argomenti: Province
"La Provincia
che vorrei", ciclo di incontri con i cittadini. Focus sulla montagna La
Lega Nord cala le antenne tra i cittadini per mettere a punto il programma
delle Provinciali del 2009 e lo fa con un ciclo di incontri e con la diffusione
di un questionario. Si chiede di segnalare i punti in cui l'amministrazione
Boiardi "ha lasciato a desiderare" e di esprimersi in quali settori
la nuova amministrazione che verrà dovrà incidere maggiormente. Il percorso di
ascolto chiamato "La Provincia che vorrei" inizia venerdì 24 ottobre
da Farini. Promotore il gruppo consiliare della Provincia formato da
Massimiliano Dosi e Luigi Fogliazza, ma sostenuto da tutti gli eletti e dal
partito alla presentazione del ciclo di incontri anche Maurizio Parma, consigliere
regionale e Pietro Pisani responsabile enti locali della Lega. Al centro
dell'attenzione soprattutto la montagna, le zone ad essere più trascurate e ad
avere difficoltà nel rapporto con l'Amministrazione provinciale. "Si vuole
in questo modo - puntualizza Maurizio Parma, consigliere regionale - mettere
l'accento sulle valli, ma senza trascurare le problematiche legate alla città.
L'ultimo appuntamento in calendario il 28 novembre, infatti si terrà a Piacenza
ed avrà ospite il presidente della Provincia di Varese ingegner Carlo
Galli". Le Provinciali costituiscono un passaggio politico fondamentale
delle scadenze del prossimo anno e quindi ci mettiamo in ascolto dei cittadini
e degli amministratori affinché il nostro programma sia il più possibile aderente
alle loro aspettative. Ma sarà anche l'occasione - ha rimarcato Parma - per
mettere in evidenza i problemi che si riscontreranno nel rapporto con l'attuale
amministrazione provinciale. Il consigliere regionale si dice del tutto
contrario a ipotesi di scioglimento delle Province: "Costerebbe molto di
più di quanto costi mantenere gli enti in vita" dice. "La montagna è
stato uno degli argomenti che costantemente si ripropone alla nostra attenzione
di consiglieri provinciali - ha spiegato Massimiliano Dosi - da qui la
decisione di iniziare il percorso senza escludere che si possano organizzare
analoghi incontri anche in pianura". Il territorio
della montagna - spiega Luigi Fogliazza - è quello che soffre maggiormente la
distanza dalle scelte provinciali basti pensare, ad esempio, all'abolizione del
distretto sanitario. In particolare la Valnure, oltre ad essere l'unica zona
senza un presidio sanitario è anche quella in cui manca un istituto scolastico
superiore. Una Provincia che voglia il bene della montagna deve
innanzitutto pensare questi problemi. Un confronto con i cittadini che, per
Pietro Pisani ha un "significato politico preciso e assolve - ha detto -
il nostro ruolo di movimento popolare. Del resto l'ascolto dei cittadini
avviene costantemente attraverso i 180 militanti sul territorio che raccolgono
gli umori della gente". Una partenza anticipata che non investe le
candidature. Presto per parlarne e poi questo è un capitolo che investe anche
il Pdl. Segnalano i rappresentanti del Carroccio. Oltre a Farini e Piacenza gli
altri incontri si svolgeranno il 30 ottobre a Lugagnano, il 7 novembre a Ziano,
il 14 novembre a Gazzola, il 21 novembre a Rivergaro. a.le. 19/10/2008.
( da "Secolo XIX, Il" del 20-10-2008)
Argomenti: Province
Seguono albenga e le
albissole. varazze, vado e savona le più virtuose La pressione fiscale è più
bassa nei comuni che ospitano impianti per i rifiuti METTERE le mani nelle
tasche dei cittadini è quanto di più impopolare un Comune possa fare, tanto più
in tempi di stagnazione economica. D'altro canto, i trasferimenti statali
scendono costantemente ormai da anni e nell'ultimo biennio si è assistito a
tagli quasi selvaggi. L'unica imposta federale - l'Ici - è stata abolita dal
governo Berlusconi e trasformata anch'essa in trasferimento erariale, ma con
una sforbiciata vicina al 10% sul 2008 (prendendo a parametro gli incassi
2007). Nei conti dei Comuni si è aperta una voragine: per il solo capoluogo si
tratta di circa 400 mila euro d'incasso in meno, rispetto ai 3 milioni e 900
mila preventivati per il 2008. Un quadro fosco per le casse dei Comuni - alle
prese d'altronde con la necessità di non intaccare la spesa sociale e
fronteggiare la crescita costante della domanda di servizi pubblici -
all'interno del quale le principali città della provincia si muovono in modo
differenziato. Si discute molto di rifiuti e del completamento del Piano
provinciale. È interessante osservare, in proposito, che i Comuni in grado di
mantenere la pressione fiscale più bassa (non solo la Tarsu, ma addirittura
l'addizionale Irpef, che pure non è legata ai rifiuti) sono quelli sui cui
territori si trovano impianti di smaltimento: evidente il beneficio generale
che ne deriva per le casse pubbliche e, di conseguenza, per le politiche di
investimento e per quelle fiscali. Le città più virtuose in assoluto sono
infatti Varazze (niente addizionale Irpef e Tarsu a 1,57 euro al metro quadro)
e Vado (addizionale allo 0,30% e Tarsu a 1,468 euro a metro quadro), dove si
trovano, rispettivamente, Ramognina e Boscaccio. Al terzo posto, in questa
classifica ideale, si piazza Savona, che ha un'addizionale Irpef molto bassa
(0,33%) e la Tarsu a 1,77 euro a metro quadro. Proprio Savona, tuttavia, non ha
un proprio impianto di smaltimento, dopo la chiusura di Cima Montà e lo stop
della Provincia al progetto Passeggi: in questo quadro, Palazzo Sisto ha già
annunciato un aumento della Tarsu intorno al 12%, che farà salire la tariffa da
1,77 euro al metro quadro ad una cifra collocata tra 1,95 e i 2 euro a metro
quadro. Comunque al di sotto della maggior parte dei grandi Comuni: Albenga e
Alassio sono a 2,52, Albissola a 2,51, Albisola e Finale sono passate alla Tia,
sistema di tariffazione che penalizza le famiglie numerose. Discorso a parte
meritano i maggiori Comuni della Valbormida, dove la Tarsu si colloca ai
livelli più bassi, ma dove invece l'addizionale Irpef è elevata (0,80% è il
tetto massimo fissato per legge). I più virtuosi. Come detto, ad esercitare la
minore pressione fiscale sui propri cittadini sono, nell'ordine, Varazze, Vado
e Savona. Quest'ultima è anche al terzo posto nella classifica annuale dei
capoluogi di provincia meno esosi del Nord Ovest, con tributi pro capite per
390 euro. Le tariffe e imposte comunali, tra l'altro, sono ferme dal 2004, dopo
una crescita costante tra il 1999 e il 2003. Secondo la stessa ricerca del Sole
24ore, la pressione fiscale comunale è diminuita di 2 punti tra il 2005 e il
2007. i più esosi. Il podio dei più esosi è occupato da Alassio (addizionale al
tetto massimo, Tarsu 2,52 euro al metro quadro), Albisola Superiore
(addizionale massima e Tia) e Albissola Marina (addizionale massima e Tarsu a
2,51 euro). Appena un gradino sotto Albenga (Tarsu a 2,52 euro a metro; Irpef
allo 0,60%). Poi Finale (addizionale allo 0,60% e Tia) e Loano, con una
addizionale massima, ma una Tarsu decisamente contenuta (1,72 euro). Discorso a
parte le città della Valbormida: la Tarsu è molto contenuta, ma l'addizionale
Irpef è sfruttata al massimo o quasi. Spiega il sindaco di Savona, Federico
Berruti: "Nonostante l'aumento della Tarsu previsto per il 2009,
manterremo una pressione fiscale relativamente bassa". Aggiunge:
"L'aliquota Irpef era e resta bassissima, la Tarsu andrà a collocarsi in
una fascia intermedia: i Comuni più grandi della Provincia avranno comunque una
tariffa molto più alta della nostra. Manteniamo con convinzione una politica
fiscale molto prudente, pur nelle difficoltà dei bilanci e nella convinzione di
sostenere la spesa pubblica, a partire dal sociale". Il
sindaco punta poi il dito sull'effetto paradossale che crea l'abolizione
dell'Ici prima casa e la sua trasformazione in trasferimenti erariali basati
sugli introiti 2007: "La scelta penalizza i Comuni più virtuosi, che per
la prima casa avevano mantenuto aliquote basse per i cittadini. Mentre, invece,
chi stangava avrà molto". Prosegue Berruti: "Al di là di ogni
convinzione politica, non c'è dubbio che sul piano normativo questo
provvedimento è il contrario del federalismo fiscale". Conclude il
sindaco: "L'altro effetto antifederalista della misura è che
"fotografa" e fissa una situazione: un Comune che cresce, come è il
caso di Savona che da due anni ha invertito il trend demografico, non avrà la
possibilità di adeguare le proprie entrate dallo Stato. Chi decresce, a sua
volta, manterrà gli stessi introiti". Antonella Granero
granero@ilsecoloxix.it 20/10/2008 ' 20/10/2008 paradossipoliticiL'abolizione
dell'Ici penalizza i Comuni che avevano badato a mantenere le aliquote basse
federico berrutisindaco di Savona 20/10/2008.
( da "Sestopotere.com" del 20-10-2008)
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(20/10/2008 16:58) | (Sesto Potere) - Rimini - 20 ottobre 2008 -Il TAR
dell'Emilia Romagna, esprimendosi sul ricorso presentato dalla Lega per l'Abolizione della Caccia e da altri contro
la delibera regionale del 29 luglio scorso relativa alle deroghe per la caccia,
ha concesso la sospensiva della caccia in deroga allo storno. Per il
secondo anno consecutivo la Regione Emilia-Romagna ha deliberato, lo scorso 29
luglio, la caccia in deroga per alcune specie che danneggiano l'agricoltura.
Nel caso del territorio della Provincia di Rimini, la delibera regionale ha
previsto la possibilità di cacciare lo storno su tutto il territorio a monte
della SS16, e più precisamente lo storno dal 1° settembre al 15 novembre in
appostamento e dal 16 novembre al 15 dicembre solamente nelle vicinanze di
vigneti, frutteti e oliveti Questo non a caso. La concessione della deroga per
la caccia allo storno, pratica popolare e tradizionale per tutta la Romagna, si
impone per le caratteristiche del nostro ambiente e della nostra agricoltura,
contraddistinta dalla coltivazione intensiva di frutteti, vigneti, orti e
oliveti, in cui i danni alle produzioni agricole da parte dello storno sono
diffusi e costanti. A differenza delle altre province
romagnole di Forlì-Cesena e Ravenna, la Provincia di Rimini non ha richiesto il
prelievo in deroga per il passero, così come proposto da tutte le Associazioni
Venatorie e agricole (oltre a quelle ambientaliste) della Provincia di Rimini,
con la consapevolezza che tale specie è in notevole calo numerico, quindi da
preservare. La deroga per la caccia allo storno si è resa necessaria per
contenere i gravi e ricorrenti danni alle nostre produzioni agricole (in
particolare uva, olive, girasole e ciliegie), per un totale di danni accertati
da storno nel 2007 pari a 6.850 euro, in calo del 23% rispetto al 2006 proprio
grazie alla possibilità di caccia in deroga concessa lo scorso anno (nel 2007
risultano abbattuti 25.105 storni). Proprio questa mattina è giunta notizia che
il TAR dell'Emilia Romagna, Sezione II di Bologna, esprimendosi sul ricorso
presentato dalla LAC (Lega per l'Abolizione della
Caccia) ed altri contro la Delibera Regionale del 29 luglio scorso relativa
alle deroghe per la caccia, ha concesso la sospensiva del provvedimento.
"Ritengo tale decisione un fatto gravissimo - dichiara l'assessore
provinciale all'Agricoltura Mauro Morri - , una decisione intempestiva essendo
la caccia allo storno già avviata da settembre. Si tratta di un provvedimento
che rischia di azzerare senza motivi ogni sforzo per il mantenimento del numero
degli storni sotto controllo ai fini della tutela delle coltivazioni (le olive
sono in maturazione e la raccolta è prevista il prossimo mese)." Peraltro,
sono molti i cacciatori riminesi, soprattutto i più anziani, che hanno
rinnovato ad agosto la licenza di caccia nella certezza di poter cacciare lo
storno, e questa decisione del TAR a caccia avviata interrompe l'attività
venatoria in corso. E, va da sé, che la decisione nel merito, quale sarà la
data di discussione, avverrà "fuori tempo massimo". "Siamo
disponibili da subito - conclude Morri - a sostenere la Regione per riproporre
un atto che possa consentire il proseguimento degli abbattimenti di storni nel
territorio romagnolo, e ripresentiamo l'invito al Governo italiano affinché
prosegua l'iniziativa intrapresa dal precedente Ministro De Castro di
reinserire lo storno tra le specie cacciabili in Italia, senza richiederne ogni
anno la deroga per il prelievo venatorio.".