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Articoli
Province (5)
Domani Brugherio deve votare No
( da "Manifesto,
Il" del 01-12-2008)
Argomenti: Province
Abstract: fondata sul blocco della proliferazione delle Province e sulla loro abolizione nelle grandi aree urbane per sostituirle con la "Città Metropolitana", viene posto il seguente quesito: Ritieni che il Comune di Brugherio debba essere liberato dai vincoli di appartenenza alla nuova provincia di Monza e Brianza?
Immigrati
e sprechi ( da "Tempo, Il"
del 01-12-2008)
Argomenti: Province
Abstract: abolizione delle province e casta. Tanta casta. Sono i temi che gli italiani hanno già inviato a Gianfranco Fini (nella foto) che oggi farà il suo debutto in videochat sul sito della Camera (www.camera.it). Un'inizitiva nata sull'onda delle nuove tecnologie, tanto che l'invito è stato diramato da Montecitorio anche su «Facebook»
Quella
casta arroccata sulla Provincia ( da "Giornale.it, Il"
del 01-12-2008)
Argomenti: Province
Abstract: O forse di aver capito che le province non servono a difendere le autonomie e che tanta pertinace volontà di conservazione è dovuta solo ai posti che esse assicurano ai partiti. Scusate, ma l'abolizione delle province non era nel programma elettorale del centrodestra? E chissenefrega.
La
guerrain famiglia ( da "Sicilia, La"
del 01-12-2008)
Argomenti: Province
Abstract: maggioranza di centrodestra si sta facendo sempre più aspra la polemica sulla soppressione delle province. La proposta è stata avanzata dal quotidiano «Libero», che riprendendo una battaglia combattuta negli anni Sessanta e Settanta dal Partito liberale, ha chiesto a Berlusconi di bloccare subito l'istituzione di 25 nuove province e poi di ridurre - anche drasticamente - quelle esistenti.
RIFORME:
FINI, RESTO A FAVORE DI ABOLIZIONE PROVINCE
( da "ITnews.it"
del 01-12-2008)
Argomenti: Province
Abstract: - (Adnkronos) - ''E' vero che nel programma del Pdl c'era scritto'' abolizione province ed ''e' vero che finora non e' stato fatto nulla. Personalmente non ho cambiato opinione''. Lo afferma il presidente della Camera, Gianfranco Fini, nella videochat sul sito di Montecitorio.
( da "Manifesto, Il" del 01-12-2008)
Argomenti: Province
Domani Brugherio
deve votare No Giuseppe Natale Non fa notizia. Le forze politiche cercano di
parlarne il meno possibile. E di sottrarsi al confronto. Si tratta di
un'iniziativa di grande impegno civile: un referendum consultivo che si terrà
domenica 30 novembre a Brugherio, cittadina del nord-est milanese. Con
ineccepibile motivazione giuridico-istituzionale ed etico-politica, fondata sul blocco della proliferazione delle Province e sulla
loro abolizione nelle grandi aree urbane per sostituirle con la "Città
Metropolitana", viene posto il seguente quesito: Ritieni che il Comune di
Brugherio debba essere liberato dai vincoli di appartenenza alla nuova
provincia di Monza e Brianza? Il Comitato promotore (organizzato da tre
consiglieri della Lista civica, Brugherio futura, da esponenti dell'Anpi locale
e del Comitato per il governo metropolitano) è riuscito a raccogliere 3.000
firme (su 27.304 elettori), nonostante lo schieramento compatto a favore di
Monza/Brianza dei partiti (con l'eccezione della locale sezione di Rifondazione
comunista e di un consigliere dei comunisti italiani). Con maturità civica e
voglia di essere soggetti di una democrazia partecipativa, i cittadini hanno
risposto positivamente all'appello di "firmare per fermare" il nuovo
ente inutile costoso e dannoso della piccola provincia di Monza. La vittoria
del SI potrebbe innescare un sano effetto domino ed inceppare l'iter
costitutivo del nuovo ente. Come l'intera area metropolitana, anche il
territorio monzese e brianzolo è martoriato dal degrado e dall'inquinamento,
dal consumo insostenibile di suolo in pasto alla rapacità dei cementificatori,
dall'arretratezza dei sistemi infrastrutturali della mobilità, dell'energia,
dei rifiuti. Nella società civile aumenta il disagio. Nascono Comitati che
esprimono bisogni di qualità della vita e dell'ambiente, e formulano propostesostenibili.
Due esempi. A Monza è nato un "Comitato per il governo della Città
metropolitana" che dice NO alla "inutile e dispendiosa"
provincia monzese. A Desio un Comitato di cittadini si batte contro
l'incenerimento e per un sistema alternativo di riduzione raccolta e gestione
dei rifiuti. Diventa così urgente contrastare la frantumazione localistica
degli enti di governo del territorio, come le province.
Il costo annuo per il funzionamento della sola macchina amministrativa di una
provincia si aggira attorno ai 100 milioni di euro. E si raddoppia quando
questa macchina bisogna fabbricarla. L'istituenda provincia di Monza arriverà a
costare tra il 2004 (legge istitutiva) e il 2009 (prime elezioni) più di 220
milioni di euro! In piena tremenda crisi economica diventa un vergognoso
provocatorio affronto. Anche perché nel recente passato i leader di quasi tutti
i partiti s'erano pronunciati o per l'abolizione o per la riduzione e riforma
delle province. Anziché abolire gli sprechi, si
tagliano fondi a scuola e università e ricerca e alla sicurezza sociale. Nelle
grandi aree urbane si dovrebbe procedere con urgenza alla riforma degli enti
locali. In quella milanese si dovrebbe scomporre il comune unico di Milano,
riequilibrare le dimensioni dei comuni per valorizzarli di più e favorire la
partecipazione dei cittadini, istituire l'ente sovracomunale della Città
Metropolitana Milanese (comprendenti Monza e Brianza).
( da "Tempo, Il" del 01-12-2008)
Argomenti: Province
stampa Politica sul
Web Immigrati e sprechi Gli italiani interrogano Fini Immigrazione, crisi, abolizione delle province e casta. Tanta casta. Sono
i temi che gli italiani hanno già inviato a Gianfranco Fini (nella foto) che
oggi farà il suo debutto in videochat sul sito della Camera (www.camera.it).
Un'inizitiva nata sull'onda delle nuove tecnologie, tanto che l'invito è stato
diramato da Montecitorio anche su «Facebook». Era possibile iscriversi
per porre quesiti già da venerdì e oggi saranno girate in studio al principale
inquilino di Montecitorio dal capo ufficio stampa della Camera, Beppe Leone.
L'appuntamento è quindi per questo pomeriggio alle ore 17. Si tratta di una
«novità assoluta a livello europeo», si legge in una nota, che prosegue: «è
possibile partecipare collegandosi al sito web e cliccando sul banner che
annuncia l'evento. Si aprirà un modulo da compilare. La video chat è la prima
di una serie di novità, volute dal portavoce del presidente, nella
comunicazione di Montecitorio che prevedono, tra l'altro, la creazione di un
canale diretto sulla piattaforma Youtube». Previsto anche il restyling del sito
internet dove, accanto al settore istituzionale, verranno inaugurati settori
dedicati ai giovani e ai bambini, con cartoni animati e visita virtuale del
Palazzo.
( da "Giornale.it, Il" del 01-12-2008)
Argomenti: Province
n. 48 del 2008-12-01
pagina 1 Quella casta arroccata sulla Provincia di Redazione Non c'è peggior
sordo di chi non vuol sentire. Una prova? La tenace, caparbia, ottusa volontà
di sopravvivenza delle province, in barba alla evidente
ostilità dell'opinione pubblica e grazie all'acuta sordità, appunto, di un ceto
politico indifferente alla sempre più rumorosa campagna per la soppressione di
un istituto inutilmente costoso. Non basta chiamarlo «casta», il ceto politico,
e fare soldi con libri che dimostrano cose che tutti già sappiamo sullo
sperpero di denaro pubblico con baracconi inutili, anzi utili solo a
moltiplicare poltrone e prebende. Certe clamorose denunce, rivelandosi
impotenti, rischiano solo di far crescere il livello di sfiducia per la
politica. Ma fra i partiti c'è chi fa di peggio: c'è chi proclama con
perentoria arroganza che «se la Lega ha detto che le province
non si toccano, vuol dire che non si toccano». Con la scusa della difesa delle
autonomie e degli interessi del territorio. Capito? No, gli elettori, in
particolare quelli del Nord tanto cari alla Lega, mostrano di non aver capito. O forse di aver capito che le province non
servono a difendere le autonomie e che tanta pertinace volontà di conservazione
è dovuta solo ai posti che esse assicurano ai partiti. Scusate, ma l'abolizione
delle province non era nel programma elettorale del centrodestra? E
chissenefrega. Tanto che ora si parla perfino di 25 (venticinque) nuove province. Orrore! Il Pdl ha nulla da dire in proposito? Per
quanto riguarda Milano, poi, c'è una seria aggravante. La sopravvivenza della
provincia - alla quale però ogni 20 anni si sottrae un tocco, da Lodi a Monza
(e magari domani Sesto, dopodomani Legnano...) - non fa che rinviare a babbo
morto o rendere più difficile la nascita della città metropolitana,
l'aggiustamento cioè di Milano alle sue reali dimensioni, rendendone più
razionale ed efficace il governo. Una riforma la cui urgenza non vede, finge di
non vedere solo chi grettamente pensa agli interessi elettorali del partito e
non a quelli della comunità che rappresenta. A qualche poltrona in più per
funzionari e portaborse e non alla possibilità di destinare quei soldi così
malspesi a investimenti produttivi o a pagare i debiti. © SOCIETà EUROPEA DI
EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano
( da "Sicilia, La" del 01-12-2008)
Argomenti: Province
La guerra in famiglia
Mentre il cammino del federalismo fiscale sembra rallentare un po', nella maggioranza di centrodestra si sta facendo sempre più aspra la
polemica sulla soppressione delle province. La
proposta è stata avanzata dal quotidiano «Libero», che riprendendo una
battaglia combattuta negli anni Sessanta e Settanta dal Partito liberale, ha
chiesto a Berlusconi di bloccare subito l'istituzione di 25 nuove province e poi di ridurre - anche drasticamente - quelle esistenti.
Secondo i promotori dell'iniziativa, il taglio degli enti locali intermedi
frutterebbe allo Stato circa 16 miliardi di euro. I favorevoli al mantenimento,
invece, obiettano che con una struttura federalista le province
potrebbero essere uno strumento utile di raccordo fra la regione e i comuni,
per scongiurare la possibile nascita di un «neocentralismo» che sostituirebbe
Roma con il capoluogo regionale. In quanto alle 25 province
delle quali si chiede l'istituzione, è improbabile vederle realizzate tutte; di
solito, presentare una proposta di legge per creare una nuova entità
territoriale serve al politico locale per conquistare consensi, ma quasi sempre
i sogni restano nel cassetto. L'unica regione dove le province
si sono moltiplicate a dismisura è la Sardegna: alle preesistenti Cagliari, Sassari,
Nuoro e Oristano si sono aggiunte Carbonia-Iglesias, Medio Campidano,
Ogliastra, Olbia-Tempio Pausania. Il tutto, per una popolazione regionale di un
milione e seicentosessantamila abitanti. D'altra parte, c'è chi sostiene, come
Bossi, che le province «sono utili, perché
costituiscono l'identità del territorio». In questa battaglia si fronteggiano
schieramenti politici trasversali: per la soppressione delle province
ci sono settori del Pdl, l'Italia dei valori di Di Pietro e l'Udc di Casini.
Contro, parte del Pdl ma soprattutto la Lega di Bossi. Il Pd può permettersi di
stare a guardare: il partito di Veltroni, infatti, governa la gran parte delle province italiane. Quella che era una questione
«tecnico-burocratica», riguardante il rapporto fra Stato, regioni ed enti
locali, è ormai una disputa politica, che si combatte soprattutto fra Pdl e
Lega. Berlusconi sarebbe favorevole all'abolizione, ma Bossi sa che gli enti
locali sono i più vicini ai cittadini e sono importanti per «presidiare» il
territorio. Alla base di tutto, insomma, c'è la differenza fra le
«forme-partito» dei due gruppi alleati: il Carroccio punta molto sulla
visibilità locale, sulla formazione «dal basso» dei gruppi dirigenti,
sull'identità territoriale, sulla valorizzazione delle «piccole patrie». È
questa la ricetta del successo leghista ed è anche la spiegazione del massiccio
spostamento di voti moderati verso il partito di Bossi, che si avvia a
conquistare il primato in Veneto e ad insidiare il primo posto «azzurro» in
Lombardia. Così, anche se l'iniziativa di «Libero» tende a sollevare un
problema pratico e a suscitare una discussione interessante, la soluzione sarà
solo di natura politica. Dal canto suo, la Lega non cederà su una questione di
identità e di presidio del territorio, anche perchè non ha ancora incassato il
federalismo fiscale (che ha molta strada da fare) e quello costituzionale
(Camera delle regioni) che è ancora al palo. La «golden share» del governo è in
mano al Carroccio: il premier sa che questa battaglia non vale la fine di
un'alleanza, tanto meno in un momento difficile per il Paese. Se ne continuerà
a parlare, dunque, ancora a lungo, ma probabilmente senza esito.
( da "ITnews.it" del 01-12-2008)
Argomenti: Province
Roma, 1 dic. - (Adnkronos) - ''E' vero che nel programma del Pdl c'era
scritto'' abolizione province ed ''e' vero che finora non e' stato fatto nulla. Personalmente
non ho cambiato opinione''. Lo afferma il presidente della Camera, Gianfranco
Fini, nella videochat sul sito di Montecitorio.