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DOSSIER “ABOLIAMO LE PROVINCE!” |
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toARTICOLI DEL 1° ottobre – 29
novembre 2008 #TOP
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Articoli
Province (164)
Provincia, va riqualificato il ruolo dell'ente
( da "Libertà"
del 01-10-2008)
Argomenti: Province
Abstract: e una definizione del ruolo delle città metropolitane, con l'abolizione delle Province che insistano su quei territori. Nel documento si chiede anche un vero federalismo fiscale, da attuare tenendo conto del disegno di legge approvato di recente dal Governo, che riconosca alle Province risorse legate sia alle entrate dei rispettivi territori,
Per
le Province taglio antideficit ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 01-10-2008)
Argomenti: Province
Abstract: La pubblicazione dell'Istituto Bruno Leoni Per le Province taglio antideficit ROMA «All'abolizione delle province ci arriveremo per necessità. Perché gli impegni assunti negli ultimi anni per ridurre la spesa corrente non bastano e l'Italia continuerà a garantire con grande difficoltà il rispetto del Patto di stabilità europeo».
La
Regione non decide, azzerate 8 comunità montane
( da "Corriere
del Veneto" del 01-10-2008)
Argomenti: Province
Abstract: Io sono per l'abolizione delle comunità montane e delle Province ma ho detto alla maggioranza di trovare una soluzione seria, che non costringa il consiglio ad abdicare da un proprio ruolo essenziale per delegarlo allo Stato. Anche se la cosa non mi dispiacerebbe, perchè almeno così rimarrebbero in vigore le vere comunità montane,
Azzerate
le due comunità montane veronesi La Regione non decide, azzerate 8 comunità
montane ( da "Corriere del Veneto"
del 01-10-2008)
Argomenti: Province
Abstract: Io sono per l'abolizione delle comunità montane e delle Province ma ho detto alla maggioranza di trovare una soluzione seria, che non costringa il consiglio ad abdicare da un proprio ruolo essenziale per delegarlo allo Stato. Anche se la cosa non mi dispiacerebbe, perchè almeno così rimarrebbero in vigore le vere comunità montane,
sindaci
in missione a roma ( da "Nuova Venezia, La"
del 01-10-2008)
Argomenti: Province
Abstract: Ci sarà anche il presidente della Provincia, Davide Zoggia; assente invece Massimo Cacciari. La protesta, nata per cercare di arginare i danni causati dall'abolizione dell'Ici e dal taglio dei trasferimenti, si svolgerà nelle strade della Capitale; il corteo arriverà davanti a Montecitorio.
C'è
il Walter di lotta, la sinistra lo aspetta
( da "Manifesto,
Il" del 01-10-2008)
Argomenti: Province
Abstract: sarebbe costruire un fronte comune contro l'abolizione del voto di preferenza alle europee. Su questo Nichi Vendola, sabato scorso all'assemblea nazionale della sua area, è stato chiarissimo: «Ci batteremo contro l'abolizione delle preferenze perché si tratta di consegnare tutto il potere alle oligarchie dei partiti».
FEDERALISMO:
ECCO IL TESTO DI CALDEROLI ( da "Agi"
del 01-10-2008)
Argomenti: Province
Abstract:
E i rimborsi
per i comuni, circa i minori trasferimenti subiti per la sovrastima dell'Ici
sui fabbricati rurali, per quella dei risparmi in tema di 'costi della
politica', nonche' per il totale reintegro delle entrate venute meno con la
abolizione dell'Ici sulla prima casa. (
Licenza
di caccia al sindaco Gobbo Processo con rito abbreviato per il dirigente della
Provincia ( da "Gazzettino, Il (Treviso)"
del 01-10-2008)
Argomenti: Province
Abstract: sindaco di Treviso il certificato di abilitazione alla caccia nonostante l'esame si fosse svolto in maniera irregolare, davanti ad una commissione formata da due soli membri, anziché dai sei previsti dalla legge sulla caccia. L'udienza processuale si terrà il 13 novembre. Il giudice poi ha respinto la richiesta della Lega per l'abolizione della caccia di costituirsi parte civile.
Roma
NOSTRA REDAZIONE Anche i Comuni avranno una ...
( da "Gazzettino,
Il" del 01-10-2008)
Argomenti: Province
Abstract: per la sovrastima dell'Ici sui fabbricati rurali, per quella dei risparmi in tema di "costi della politica", nonché per il totale reintegro delle entrate venute meno con la abolizione dell'Ici sulla prima casa». L'Associazione preannuncia inoltre che, «finché non ci sarà questa certezza, non parteciperà alle riunioni della Conferenza unificata per discutere di federalismo fiscale»
Enti
locali/ Alemanno: Sì all'abolizione delle province
( da "Virgilio
Notizie" del 01-10-2008)
Argomenti: Province
Abstract:
abolizione
delle province "Alleggerirebbe la pressione fiscale e snellirebbe la
burocrazia" postato fa da
La
giunta del Parco preferisce la Regione
( da "Stampa,
La" del 02-10-2008)
Argomenti: Province
Abstract: La giunta dell'ente che ha sede a Varzo chiede che venga stralciato dal protocollo l'affidamento della gestione delle aree protette di importanza regionale. «Con l'abolizione degli enti di gestione dei parchi verrà perso un grande e fondamentale patrimonio di esperienze e professionalità costituito dal personale delle aree protette»
Sono
sempre stato favorevole all'abolizione delle Province. Credo che sia una delle
grand... ( da "Messaggero, Il (Civitavecchia)"
del 02-10-2008)
Argomenti: Province
Abstract: Giovedì 02 Ottobre 2008 Chiudi «Sono sempre stato favorevole all'abolizione delle Province. Credo che sia una delle grandi riforme da portare avanti non solo per alleggerire la pressione fiscale a carico dei contribuenti, snellendo tutta la filiera della burocrazia e del costo della politica», ha ribadito il sindaco, Gianni Alemanno.
'Tredicesima'
anticipata per cento dipendenti ( da "Nazione, La (Umbria)"
del 02-10-2008)
Argomenti: Province
Abstract: abolizione del Cosap entrerà in vigore dal 1° gennaio 2009. Del resto, non si capiva il motivo per cui un cittadino dovesse pagare per uscire di casa. La Provincia non è mai riuscita né a regolamentare né a disciplinare adeguatamente il pagamento di questa tassa che interessa tra i 15 e i 16mila utenti,
Il
federalismo fiscale domani in Consiglio dei ministri
( da "Gazzetta
di Parma Online, La" del 02-10-2008)
Argomenti: Province
Abstract: abolizione dell?Ici. Le Regioni insistono invece per sciogliere il nodo sanità, 7 miliardi di fondo sanitario e 440 milioni di euro per i ticket che mancano all?appello e senza i quali è in forse anche il loro parere favorevole al disegno di legge.
CON
ALTRI SEI TEAM ( da "Mattino, Il (Benevento)"
del 01-10-2008)
Argomenti: Province
Abstract: sia a coronamento di quelle intraprese, sia in attuazione del rilancio nazionale dell'edilizia residenziale pubblica, di più cospicue entrate per vendite di alloggi e recupero della morosità, di una minore conflittualità con conseguente riduzione di spese legali, di altri fattori favorevoli come l'abolizione dell'ICI sulla prima casa".
Trasferte,
l'azienda é servita ( da "Italia Oggi"
del 02-10-2008)
Argomenti: Province
Abstract: anche discutere della possibile abolizione delle province, ma nessuno pensi di cancellare i prefetti, che rappresentano lo Stato". Lo ha detto il presidente della Camera Gianfranco Fini parlando nel corso di una manifestazione pubblica a Verona. "Il federalismo -ha aggiunto- non e' lo smantellamento dello Stato, ma e' la riorganizzazione dello Stato.
RIFORME:
FINI, SI DISCUTA DI PROVINCE MA NO ABOLIZIONE PREFETTI
( da "Adnkronos"
del 03-10-2008)
Argomenti: Province
Abstract: anche discutere della possibile abolizione delle province, ma nessuno pensi di cancellare i prefetti, che rappresentano lo Stato". Lo ha detto il presidente della Camera Gianfranco Fini parlando nel corso di una manifestazione pubblica a Verona. "Il federalismo -ha aggiunto- non e' lo smantellamento dello Stato, ma e' la riorganizzazione dello Stato.
Federalismo/
Fini: Nessuno pensi di eliminare prefetti
( da "Virgilio
Notizie" del 03-10-2008)
Argomenti: Province
Abstract: dello Stato si può discutere dell'abolizione delle Province ma non della cancellazione della figura dei prefetti. "Nessuno pensi di eliminare i prefetti, che in un assetto federale rappresentano lo Stato", spiega Fini dichiarandosi pronto a "rivederne il ruolo", ma non ad eliminarli visto che "sopperiscono a lacune e intervengono in situazioni di emergenza"
Provincia,
il Pd ricandida Saitta ( da "Stampa, La"
del 04-10-2008)
Argomenti: Province
Abstract: i Moderati, oggi all'opposizione, non intendono più concedere cambiali in bianco e per il momento lavorano ad una loro candidatura. Anche il dibattito sull'abolizione o meno delle Province moltiplica le incertezze. Ma questa è un'altra storia.
buche,
tre denunce al giorno il cittadino batte cassa in comune - ernesto ferrara
( da "Repubblica,
La" del 02-10-2008)
Argomenti: Province
Abstract: i Moderati, oggi all'opposizione, non intendono più concedere cambiali in bianco e per il momento lavorano ad una loro candidatura. Anche il dibattito sull'abolizione o meno delle Province moltiplica le incertezze. Ma questa è un'altra storia.
"redacted"
in visione gratuita la guerra in iraq di de palma
( da "Repubblica,
La" del 02-10-2008)
Argomenti: Province
Abstract: accertamento delle entrate degli enti locali e i servizi catastali, ha risentito delle particolari modalità con cui si è realizzato il decentramento catastale, nonché della recente abolizione dell'imposta sulla prima casa". Infine: "Contestualmente si è rafforzata, con la costituzione del Consorzio Polo pubblica amministrazione,
sì
del governo al federalismo tremonti: riforma storica - silvio buzzanca
( da "Repubblica,
La" del 04-10-2008)
Argomenti: Province
Abstract: alcun rischio di rottura dell´unità nazionale». Il presidente della Camera avverte però: «In tema di riforme si può anche discutere della possibile abolizione delle province, ma nessuno pensi di cancellare i prefetti, che rappresentano lo Stato». Dopo le polemiche dei giorni scorsi con il Cavaliere sull´abuso dei decreti e il ruolo del Parlamento,
Box
a Milano, 10 anni di scandali ( da "Corriere della Sera"
del 02-10-2008)
Argomenti: Province
Abstract: alcun rischio di rottura dell'unità nazionale". Il presidente della Camera avverte però: "In tema di riforme si può anche discutere della possibile abolizione delle province, ma nessuno pensi di cancellare i prefetti, che rappresentano lo Stato". Dopo le polemiche dei giorni scorsi con il Cavaliere sull'abuso dei decreti e il ruolo del Parlamento,
Quale
Italia vedràil federalismo fiscale?
( da "Secolo
XIX, Il" del 04-10-2008)
Argomenti: Province
Abstract: passano inoltre sotto silenzio nodi che invece meriterebbero grande attenzione: nessuno discute più dell'abolizione delle Province, o dell'accorpamento dei piccoli Comuni, o della assurdità di avere 20 Regioni in una nazione piccola, con costi burocratici altissimi e con il rischio aggiuntivo del proliferare di tante caste politiche locali.
Seppi,
una debacle inattesa In Francia vince Mannarino
( da "Corriere
Alto Adige" del 02-10-2008)
Argomenti: Province
Abstract: passano inoltre sotto silenzio nodi che invece meriterebbero grande attenzione: nessuno discute più dell'abolizione delle Province, o dell'accorpamento dei piccoli Comuni, o della assurdità di avere 20 Regioni in una nazione piccola, con costi burocratici altissimi e con il rischio aggiuntivo del proliferare di tante caste politiche locali.
LA
POLIZIA municipale di Russi ha indagato due cittadini moldavi di 23 e 24 anni
perché trovati... ( da "Resto del Carlino, Il (Ravenna)"
del 02-10-2008)
Argomenti: Province
Abstract: Ma la strada per vedere in pratica gli effetti della riforma è ancora lunga. Tremonti: svolta storica ma ci vorranno almeno due anni per il varo dei decreti attuativi. Destinati 1,3 miliardi alle autonomie locali per compensare i mancati introiti dall'abolizione di Ici e ticket. lA pagina 2.
Schiaffeggiato
per una battuta sui napoletani ( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)"
del 02-10-2008)
Argomenti: Province
Abstract: accertamento delle entrate degli enti locali e i servizi catastali, ha risentito delle particolari modalità con cui si è realizzato il decentramento catastale, nonché della recente abolizione dell'imposta sulla prima casa". Infine: "Contestualmente si è rafforzata, con la costituzione del Consorzio Polo pubblica amministrazione,
Addio
pacchia di Stato Comuni e Regioni cammineranno da soli
( da "Giornale.it,
Il" del 04-10-2008)
Argomenti: Province
Abstract: abolizione dell'Ici. Tremonti: riforma epocale da Roma «Quella del federalismo fiscale è una riforma storica». Il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, non si è certo mascherato dietro un velo di falsa modestia. Il ddl delega approvato ieri in Consiglio dei ministri ha una portata epocale e come ha detto lo stesso titolare del Tesoro «
Low scores at the
pro-celebrity golf ( da "Guardian,
The" del
03-10-2008)
Argomenti: Province
Abstract: abolizione dell'Ici. Tremonti: riforma epocale Roma - "Quella del federalismo fiscale è una riforma storica". Il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, non si è certo mascherato dietro un velo di falsa modestia. Il ddl delega approvato ieri in Consiglio dei ministri ha una portata epocale e come ha detto lo stesso titolare del Tesoro "
Addio
pacchia di Stato, arriva il federalismo
( da "Giornale.it,
Il" del 04-10-2008)
Argomenti: Province
Abstract: abolizione dell?Ici. Tremonti: riforma epocale Roma - «Quella del federalismo fiscale è una riforma storica». Il ministro dell?Economia, Giulio Tremonti, non si è certo mascherato dietro un velo di falsa modestia. Il ddl delega approvato ieri in Consiglio dei ministri ha una portata epocale e come ha detto lo stesso titolare del Tesoro «
La
mia meta è la trasparenza ( da "Italia Oggi (MarketingOggi)"
del 03-10-2008)
Argomenti: Province
Abstract: accertamento delle entrate degli enti locali e i servizi catastali, ha risentito delle particolari modalità con cui si è realizzato il decentramento catastale, nonché della recente abolizione dell'imposta sulla prima casa". Infine: "Contestualmente si è rafforzata, con la costituzione del Consorzio Polo pubblica amministrazione,
comincia
il campionato, finalmente - roberto sanna
( da "Nuova
Sardegna, La" del 03-10-2008)
Argomenti: Province
Abstract: i Moderati, oggi all'opposizione, non intendono più concedere cambiali in bianco e per il momento lavorano ad una loro candidatura. Anche il dibattito sull'abolizione o meno delle Province moltiplica le incertezze. Ma questa è un'altra storia.
Differenziata,
Deiva al topGenova ferma al 16,7 per cento
( da "Secolo
XIX, Il" del 03-10-2008)
Argomenti: Province
Abstract: accertamento delle entrate degli enti locali e i servizi catastali, ha risentito delle particolari modalità con cui si è realizzato il decentramento catastale, nonché della recente abolizione dell'imposta sulla prima casa". Infine: "Contestualmente si è rafforzata, con la costituzione del Consorzio Polo pubblica amministrazione,
e'
allarme razzismo roma, cinese aggredito
( da "Provincia
Pavese, La" del 03-10-2008)
Argomenti: Province
Abstract: La giunta dell'ente che ha sede a Varzo chiede che venga stralciato dal protocollo l'affidamento della gestione delle aree protette di importanza regionale. "Con l'abolizione degli enti di gestione dei parchi verrà perso un grande e fondamentale patrimonio di esperienze e professionalità costituito dal personale delle aree protette"
Assemblea
dei giornalisti ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)"
del 03-10-2008)
Argomenti: Province
Abstract: i Moderati, oggi all'opposizione, non intendono più concedere cambiali in bianco e per il momento lavorano ad una loro candidatura. Anche il dibattito sull'abolizione o meno delle Province moltiplica le incertezze. Ma questa è un'altra storia.
devi
essere retto corretto e coerente ( da "Repubblica, La"
del 03-10-2008)
Argomenti: Province
Abstract: accertamento delle entrate degli enti locali e i servizi catastali, ha risentito delle particolari modalità con cui si è realizzato il decentramento catastale, nonché della recente abolizione dell'imposta sulla prima casa". Infine: "Contestualmente si è rafforzata, con la costituzione del Consorzio Polo pubblica amministrazione,
concorso
per chi ha meno di 35 anni è per giovani talenti artistici
( da "Tirreno,
Il" del 03-10-2008)
Argomenti: Province
Abstract: accertamento delle entrate degli enti locali e i servizi catastali, ha risentito delle particolari modalità con cui si è realizzato il decentramento catastale, nonché della recente abolizione dell'imposta sulla prima casa". Infine: "Contestualmente si è rafforzata, con la costituzione del Consorzio Polo pubblica amministrazione,
nascondevano
droga in garage insospettabili ( da "Repubblica, La"
del 03-10-2008)
Argomenti: Province
Abstract: La giunta dell'ente che ha sede a Varzo chiede che venga stralciato dal protocollo l'affidamento della gestione delle aree protette di importanza regionale. "Con l'abolizione degli enti di gestione dei parchi verrà perso un grande e fondamentale patrimonio di esperienze e professionalità costituito dal personale delle aree protette"
S.
Lorenzo ha la piazza domani l'inaugurazione
( da "Resto
del Carlino, Il (Rimini)" del
03-10-2008)
Argomenti: Province
Abstract: Lega abolizione caccia, sarà davvero particolare. LA CORNICE scelta è uno dei luoghi simbolo dello "scontro": la cresta del colle di San Zeno. Qui, alle prime luci dell'alba verrà organizzata una fiaccolata che prevedibilmente sarà accompagnata dal rimbombo delle fucilate, mentre più tardi, fino alle 12, terrà banco un presidio di quello che probabilmente è il "
4
OTTOBRE 2008 QUARTA GIORNATA DEL CONTEMPORANEO
( da "marketpress.info"
del 03-10-2008)
Argomenti: Province
Abstract: ai Comuni di quanto hanno perso per l'abolizione dell'Ici sulla prima casa e dell'Ici sulle seconde case ex rurali; alle Province per la totale mancanza di propri tributi con i quali sostenere i loro bilanci. Il totale di queste richieste, riconosciute legittime e dovute, è di 3,5 miliardi.
lo
spot federalista ai tempi della crisi - (segue dalla prima pagina)
( da "Repubblica,
La" del 05-10-2008)
Argomenti: Province
Abstract: ai Comuni di quanto hanno perso per l´abolizione dell´Ici sulla prima casa e dell´Ici sulle seconde case ex rurali; alle Province per la totale mancanza di propri tributi con i quali sostenere i loro bilanci. Il totale di queste richieste, riconosciute legittime e dovute, è di 3,5 miliardi.
Federalismo,
il Pd vuole una bicamerale Le proposte dei democratici: una commissione che
vigili sull'applicazione delle norme
( da "Unita,
L'" del 05-10-2008)
Argomenti: Province
Abstract: Tra le proposte compare anche l'abolizione delle province «laddove verranno realizzate le nuove città metropolitane» e l'avvio di «sanzioni» per Regioni o Comuni «inadempienti» («per garantire i cittadini di quei territori») e «sistemi di premialità per gli enti che raggiungono gli obiettivi fissati».
Al
via la Legadue, la favorita e` Varese
( da "Datasport"
del 03-10-2008)
Argomenti: Province
Abstract: Tra le proposte compare anche l'abolizione delle province "laddove verranno realizzate le nuove città metropolitane" e l'avvio di "sanzioni" per Regioni o Comuni "inadempienti" ("per garantire i cittadini di quei territori") e "sistemi di premialità per gli enti che raggiungono gli obiettivi fissati".
Lo
spot federalista ai tempi della crisi
( da "Borsa(La
Repubblica.it)" del 05-10-2008)
Argomenti: Province
Abstract: ai Comuni di quanto hanno perso per l'abolizione dell'Ici sulla prima casa e dell'Ici sulle seconde case ex rurali; alle Province per la totale mancanza di propri tributi con i quali sostenere i loro bilanci. Il totale di queste richieste, riconosciute legittime e dovute, è di 3,5 miliardi.
Trieste
Arrivano i soldi dell'Ici mancata. I circa 35 ...
( da "Gazzettino,
Il (Pordenone)" del 05-10-2008)
Argomenti: Province
Abstract: Trieste Arrivano i soldi dell'Ici mancata. I circa 35 ... TriesteArrivano i soldi dell'Ici mancata. I circa 35 milioni di euro assegnati dal ministero dell'Interno al Friuli Venezia Giulia per ristorare i Comuni dai mancati introiti dovuti all'abolizione dell'imposta sulla prima casa ariveranno a giorni.
salasso
addizionale irpef il prelievo è raddoppiato stangata da 150 euro a testa -
massimo nardin ( da "Mattino di Padova, Il"
del 04-10-2008)
Argomenti: Province
Abstract: abolizione delle Province, si ricorderà, è stato un tormentone della passata campagna elettorale, sbandierata da quasi tutti i candidati di sinistra e di destra, ma più principalmente dalla destra, che a una sua vittoria, cosa che è avvenuta, si sarebbe impegnata a tagliare la Provincia come principale soluzioni per tagliare la spesa pubblica.
Dare
un nuovo ruolo alle Province L'abolizione ...
( da "Gazzettino,
Il (Padova)" del 05-10-2008)
Argomenti: Province
Abstract: Province L'abolizione ... Dare un nuovoruoloalle ProvinceL'abolizione delle Province, si ricorderà, è stato un tormentone della passata campagna elettorale, sbandierata da quasi tutti i candidati di sinistra e di destra, ma più principalmente dalla destra, che a una sua vittoria, cosa che è avvenuta, si sarebbe impegnata a tagliare la Provincia come principale soluzioni per tagliare
Federalismo,
il disegno di legge non convince i sindaci lariani
( da "Corriere
Di Como, Il" del 05-10-2008)
Argomenti: Province
Abstract: Dato che l'Ici per noi era liquidità, avevamo acconsentito all'abolizione dell'imposta a patto però che la copertura del mancato introito fosse totale. Se il federlismo andasse a senso unico, verso il Sud, sarebbe una beffa. Ma sono sicuro che la presenza della Lega nel governo garantirà le istanze del Nord».
Federalismo/
Province lombarde: più soldi dai tributi sulle...
( da "Virgilio
Notizie" del 06-10-2008)
Argomenti: Province
Abstract: un importante segnale in controtendenza" rispetto ai tentativi di abolizione di questi enti, ma sottolinea anche la necessità di compensare con nuove entrate tributarie legate alle automobili i tagli previsti dal nuovo assetto istituzionale. E' quanto ha deliberato oggi l'assemblea generale dell'Upl riunita a Palazzo Isimbardi.
<Federalismo
sì ma servono nuove risorse> ( da "Eco di Bergamo, L'"
del 07-10-2008)
Argomenti: Province
Abstract: Unione delle Province lombarde considera il disegno di legge sul federalismo fiscale «un importante segnale in controtendenza» rispetto ai tentativi di abolizione di questi enti, ma sottolinea anche la necessità di compensare con nuove entrate tributarie legate alle automobili i tagli previsti dal nuovo assetto istituzionale.
Nessun
taglio alle Province? Si provi almeno a riformarle
( da "Gazzettino,
Il" del 07-10-2008)
Argomenti: Province
Abstract: Nessun taglio alle Province? Si provi almeno a riformarle L'abolizione delle province è stato un tormentone della passata campagna elettorale, sbandierata da quasi tutti i candidati di sinistra e di destra, ma soprattutto dalla destra, che in caso di vittoria, cosa avvenuta, si sarebbe impegnata a tagliare la Provincia come principale soluzione per tagliare la spesa pubblica.
<Irresponsabile
abolire le Province sopprimiamo Ato ed enti secondari>
( da "Gazzettino,
Il (Rovigo)" del 07-10-2008)
Argomenti: Province
Abstract: Ribadisce la neutralità del coinvolgimento delle assemblee elettive nella creazione del codice delle autonomie ».Sul ruolo e competenze delle Province il documento ritiene «fuorviante e anacronistico il dibattito che si è aperto sulla loro abolizione, alimentato irresponsabilmente anche da esponenti di primo piano di diverse forze politiche».
La
Camera approva la fiducia sul decreto Gelmini: "Riforma? Una
manutenzione" ( da "Quotidiano.net"
del 08-10-2008)
Argomenti: Province
Abstract: Abolizione del team di insegnanti alle elementari al posto di un unico docente. A partire dal prossimo anno scolastico nelle prime classi delle elementari sarà reintrodotto il maestro unico al posto dei tre docenti per due classi. Il decreto prevede che le ore del tempo pieno saranno coperte dallo stesso maestro unico,
I
tagli guastano la Festa del Teatro
( da "Giorno,
Il (Milano)" del 08-10-2008)
Argomenti: Province
Abstract: assessore alla Cultura della Provincia Daniela Benelli proprio durante la presentazione della ricchissima tre giorni (250 spettacoli in oltre 100 siti) che coinvolgerà Milano ma anche Monza, Legnano, Seregno, Brugherio, Sesto San Giovanni tra il 24 e il 26 ottobre.
I
tagli guastano la festa del teatro
( da "Corriere
della Sera" del 08-10-2008)
Argomenti: Province
Abstract: presidente dell'Agis Lombardia. «Peccato, con questo atteggiamento — continua — si mortifica la forte domanda di teatro che la città sta dimostrando». Ricordando che «i contributi soppressi rientrano nell'abolizione del fondo di 20 milioni di euro di cofinanziamento ministero- enti locali» la Benelli richiama alla sobrietà:
Proporzionale,
scintille nel Pdl ( da "Corriere Alto Adige"
del 08-10-2008)
Argomenti: Province
Abstract: «Le dichiarazioni dell'onorevole Biancofiore sull'abolizione della proporzionale etnica — scrive il deputato del Pdl, Giorgio Holzmann — non fanno parte del programma elettorale del Pdl e costituiscono solamente opinioni personali, peraltro non condivise da Alleanza Nazionale.
solo
promesse, la casta è sempre lì - mario lancisi
( da "Tirreno,
Il" del 08-10-2008)
Argomenti: Province
Abstract: Con fatica e non poche critiche da parte dell'opposizione (vedi articolo a parte). Ma per il resto il vento della riduzione dei costi della politica, dello smantellamento degli enti inutili e dell'abolizione di poltrone e poltroncine è durato lo spazio di una stagione, o poco più. Il caso forse più emblematico è quello della riduzione dei consiglieri regionali.
<Al
Comune niente spese>Sortino. ( da "Sicilia, La"
del 09-10-2008)
Argomenti: Province
Abstract: di giorno vede triplicarsi le presenze per tutti i lavoratori delle varie aziende industriali che si trovano nella prossimità del centro abitato, che è al centro della zona del petrolchimico. Tra l'altro il Comune di Priolo già era stato penalizzato con l'abolizione della guardia medica 24 ore su 24. La chiusura era stata motivata per il riordino delle guardie mediche in Sicilia,
Sindaci,
in campo il terzo mandato ( da "Bresciaoggi(Abbonati)"
del 10-10-2008)
Argomenti: Province
Abstract: città metropolitane e servizi di area vasta, norme sui piccoli Comuni e riforma della polizia municipale. «L'ABOLIZIONE del limite del secondo mandato è una rivendicazione di lunga data dell'Anci - ricorda Carlo Panzera, sindaco di Vobarno e presidente dell'Associazione comuni bresciani - che risale ancora al primo governo Prodi.
Testimoni
di un incidente Cercansi testimoni che possano aver assistito all'incidente
occors... ( da "Nazione, La (Pisa)"
del 10-10-2008)
Argomenti: Province
Abstract: abolizione della pena di morte in Giappone, Corea del Sud, Vietnam, India, Pakistan e Taiwan. Motorizzazione Civile Lunedì prossimo l?Ufficio della Motorizzazione Civile per la provincia di Pisa resterà chiuso al pubblico per qualsiasi operazione.
Un
inutile doppione che frena l'efficienza
( da "Sole
24 Ore, Il" del 10-10-2008)
Argomenti: Province
Abstract: sono probabilmente tra le entità la cui abolizione, o almeno un drastico mutamento strutturale, non solo aiuterebbe ad abbassare il livello della spesa pubblica, ma faciliterebbe anche il recupero di un rapporto costruttivo e di fiducia tra i cittadini e la politica. Non tanto per l'onere di gettoni e indennità che spettano a consiglieri,assessori e presidenti,
Province,
l'occasione dei tagli ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 10-10-2008)
Argomenti: Province
Abstract: abolizione delle Province. La spiegazione è logica: perché al fianco di tante strutture provinciali inefficienti esistono Province che ricoprono un ruolo importante per la struttura multilivello degli enti locali. Basta citare l'Emilia-Romagna e la Toscana, nelle quali esse svolgono funzioni spesso già prefigurate nella politica adottata dal Pci nelle Regioni di sua tradizionale
Tasse
locali, 1500 euro a testa ( da "Resto del Carlino, Il (Rovigo)"
del 10-10-2008)
Argomenti: Province
Abstract: emerge dai conteggi della Cgia di Mestre è che l?imposizione locale ha viaggiato negli ultimi anni costantemente in crescita, soprattutto al nord, e così anche nella nostra provincia. Crescita non certo attutita dall?abolizione dell?Ici sulla prima casa nell?anno in corso, anche perché i Comuni hanno stanno recuperando altrove quote di tassazione sui contribuenti.
Provincia,
spunta l'ipotesi Cimadoro ( da "Eco di Bergamo, L'"
del 11-10-2008)
Argomenti: Province
Abstract: Oggi e domani i volontari dell'Italia dei Valori saranno in circa mille piazze italiane per avviare la raccolta firme per indire un referendum per l'abolizione del lodo Alfano, che garantisce l'immunità alle quattro più alte cariche dello Stato. «Una grande battaglia di legalità», spiega Cimadoro.
Vicenza
Dei 5 principali comuni della provincia di ...
( da "Gazzettino,
Il (Vicenza)" del 11-10-2008)
Argomenti: Province
Abstract:
La riduzione
nel 2007 dell'aliquota sulla prima casa e la successiva, nel 2008, totale abolizione
dell'Ici hanno rivoluzionato l'entità del tributo. Dal 1998 al
L'Acl
fa i conti in tasca agli ambientalisti
( da "Giornale
di Brescia" del 12-10-2008)
Argomenti: Province
Abstract: quali stanziamenti e benefici economici a vario titolo e di quale importo abbiano avuto nel corso degli ultimi anni Wwf, Lac (Lega Abolizione Caccia), Lipu (Lega Italiana Protezione Uccelli) e Legambiente. In particolare, spiega la nota dell'Acl, «la Lipu avrebbe ricevuto un incarico di consulenza da parte del passato Governo per individuazione delle Zone di Protezione Speciale».
UPI:
MELILLI, PROVINCE DEVONO AVERE CORAGGIO DI CAMBIARE PELLE.
( da "Asca"
del 13-10-2008)
Argomenti: Province
Abstract: Quanto ai possibili risparmi dell'abolizione delle province il presidente dell'Upi ricorda che ''su una spesa totale di 14 miliardi di euro, 2 miliardi e 300 milioni sono il costo per il personale, che immagino nessuno voglia considerare comprimibile, e 119 milioni sono i costi della politica, o meglio, della democrazia.
le
province alla prova federalismo - marco trabucco
( da "Repubblica,
La" del 14-10-2008)
Argomenti: Province
Abstract: e abolizione delle Provincie. Saitta ha ribadito al sua ferma difesa dell´ente che presiede. Dopo aver ricordato che le Province sono nate addirittura prima dell´Unità d´Italia e che quella di Torino, istituita nel 1859 con la legge Rattazzi ha fatto da modello a quelle poi di tutto il resto del paese, ha aggiunto: «In tutta Europa esiste un ente intermedio tra Regioni e Comuni.
Risposta
a Chiamparino: "Fanno solo il loro dovere"
( da "Stampa,
La" del 14-10-2008)
Argomenti: Province
Abstract: funzioni degli enti locali vanno ridefinite tenendo conto delle peculiarità territoriali, economiche e sociali», ha premesso Fitto. Per questo, «il dibattito sull'abolizione o meno delle Province è sbagliato». Se il Codice delle autonomie sarà uno dei prossimi provvedimenti al varo del Consiglio dei ministri, come ha ricordato il ministro, il Governo si muoverà con i piedi di piombo:
<Nelle
Province venete solo presidenti leghisti>
( da "Gazzettino,
Il (Belluno)" del 14-10-2008)
Argomenti: Province
Abstract: delle Province, mentre Forza Italia e il Popolo delle Libertà si sono più volte schierati per l'abolizione di questi enti. Con che credibilità si chiede il capogruppo veneto della Lega- possono presentare dei loro candidati?» Simile ragionamento Bottacin lo fa per le Comunità montane, il cui riordino è inserito all'ordine del giorno del consiglio regionale iniziato ieri a Venezia.
FEDERALISMO
assistenziale? Assistenzialismo federale? Questi rischi paventati da Luca
Ricolfi gi... ( da "Messaggero, Il"
del 15-10-2008)
Argomenti: Province
Abstract: iniziativa sul federalismo fiscale l'abolizione delle Province. La stessa occasione che fu persa ormai quasi quarant'anni fa nel momento dell'istituzione delle Regioni. Comunque qui aggiungerei mie considerazioni ed analisi ai tanti chili di piombo dedicati alla materia del federalismo fiscale da molte settimane e soprattutto in questi giorni.
CITTà
METROPOLITANA STOP, PROVINCIA AL VOTO
( da "Mattino,
Il (Avellino)" del 15-10-2008)
Argomenti: Province
Abstract: In pratica la città metropolitana non si realizzerebbe così come nei programmi e, per il prossimo anno sarebbe inevitabile tornare al voto per il rinnovo dell'amministrazione di piazza Matteotti. Una circostanza evitata, appunto, in caso di abolizione dell'ente Provincia di Napoli.
Nasce
la Provincia piena di debiti ( da "Corriere Adriatico"
del 15-10-2008)
Argomenti: Province
Abstract: Gionni più pacato che vuole attivare un percorso condiviso nella risoluzione della complicata matassa. Purtroppo la sindrome dell'addormentata del bosco ha colpito il Pd» ha detto Brugni mentre Crescenzi ha ricordato che due suoi emendamenti sull'assegnazione del patrimonio su base territoriale e sull'abolizione del conguaglio a Fermo sono stati respinti proprio dal centrosinistra.
IL
PRESIDENTE DELLA PROVINCIA DI NAPOLI, DINO DI PALMA, NEL CORSO DELL'ASSEMBLEA
NAZIONALE DELL... ( da "Mattino, Il (Circondario Sud2)"
del 15-10-2008)
Argomenti: Province
Abstract: In pratica la città metropolitana non si realizzerebbe così come nei programmi e, per il prossimo anno sarebbe inevitabile tornare al voto per il rinnovo dell'amministrazione di piazza Matteotti. Una circostanza evitata, appunto, in caso di abolizione dell'ente Provincia di Napoli.
La
Grande Provincia si presenta all'esame di Palazzo Madama
( da "Giorno,
Il (Brianza)" del 16-10-2008)
Argomenti: Province
Abstract: Non è che devono sparire le province e non credo che sia il momento oggi di parlare di abolizione quando questa istituzione ha un compito ben preciso e importantissimo nel decentramento. Stanno arrivando i codici delle autonomie e credo che lì si regolamenterà il tutto e la Provincia avrà il proprio e specifico ruolo».
serve
un organismo che tuteli la montagna
( da "Messaggero
Veneto, Il" del 16-10-2008)
Argomenti: Province
Abstract: però a porsi alcuni interrogativi su quale potrebbe essere il futuro delle piccole realtà montane senza un ente sovraccomunale che le tuteli». Belgrado sottolinea che le dichiarazioni sull'abolizione delle Comunità montane sono uno slogan vincente in questo momento, ma sarebbe più opportuno condurre una riflessione seria a tutto tondo e trasversale rispetto alle forze politiche.
ciriani
parla di cose che non conosce ( da "Messaggero Veneto, Il"
del 16-10-2008)
Argomenti: Province
Abstract: non abolizione, quindi - delle Cm i cui contenuti cozzano contro ciò che Ciriani ha pubblicamente dichiarato. La verità è che da anni la Provincia, disconosciuta come istituzione anche dal presidente della Camera "amico", tenta di avocare a sé competenze che ha dimostrato di non avere e di non poter sottrarre ad alcuno,
Le
Comunità montane resistono ( da "Gazzettino, Il (Pordenone)"
del 16-10-2008)
Argomenti: Province
Abstract: alle affermazioni del presidente vicario della Provincia, Alessandro Ciriani, che è favorevole all'abolizione delle Comunità Montane stesse. «Mi stupisce tale sortita è l'esordio dell'amministratore pubblico sopratutto quando Ciriani aggiunge di voler affidare alle maggiori forze e capacità dell'ente Provincia la rinascita del territorio montano.
RIFORME:
ZINGARETTI, ABOLIRE PROVINCE NON MI SEMBRA IN PROGRAMMA GOVERNO.
( da "Asca"
del 17-10-2008)
Argomenti: Province
Abstract: ABOLIRE PROVINCE NON MI SEMBRA IN PROGRAMMA GOVERNO (ASCA) - Roma, 17 ott - ''Da quanto ho compreso anche dagli interventi dei Ministri Maroni e Ronchi al Congresso dell'Upi di due giorni fa, l'abolizione delle province non e' nel programma del Governo, anzi c'e' la consapevolezza che gli enti di area vasta sono spesso organismi di tutela dei piccoli comuni'
Province/
Zingaretti: Abolizione enti non in programma
( da "Virgilio
Notizie" del 17-10-2008)
Argomenti: Province
Abstract: intervento del ministro Maroni al congresso dell'Upi dell'altro ieri, l'abolizione delle Province non è nel programma del Governo, anzi, al dibattito che ho ascoltato, sia del ministro Ronchi che del ministro Maroni, c'è la consapevolezza che questi enti di Governo delle aree vaste, sono spesso organismi di tutela dei piccoli Comuni di una comunità locale".
Convegno
su società e associazioni sportive
( da "Stampa,
La" del 18-10-2008)
Argomenti: Province
Abstract: Organizzato dall'assessorato allo Sport della Provincia, l'evento sarà ospitato nel salone parrocchiale di piazza Ss. Rosario. L'incontro è rivolto a tutte le associazioni e società sportive, federazioni, enti di promozione sportiva, amministrazioni comunali, consorzi di Comuni, parrocchie, gestori di impianti sportivi.
Provinciali,
la Lega Nord alza le antenne ( da "Libertà"
del 19-10-2008)
Argomenti: Province
Abstract: Il territorio della montagna - spiega Luigi Fogliazza - è quello che soffre maggiormente la distanza dalle scelte provinciali basti pensare, ad esempio, all'abolizione del distretto sanitario. In particolare la Valnure, oltre ad essere l'unica zona senza un presidio sanitario è anche quella in cui manca un istituto scolastico superiore.
Tasse,
al top c'è Alassio ( da "Secolo XIX, Il"
del 20-10-2008)
Argomenti: Province
Abstract: Il sindaco punta poi il dito sull'effetto paradossale che crea l'abolizione dell'Ici prima casa e la sua trasformazione in trasferimenti erariali basati sugli introiti 2007: «La scelta penalizza i Comuni più virtuosi, che per la prima casa avevano mantenuto aliquote basse per i cittadini. Mentre, invece, chi stangava avrà molto».
Provincia
unita in difesa delle Comunità montane
( da "Corriere
del Veneto" del 22-10-2008)
Argomenti: Province
Abstract: primo firmatarioGiuseppe Laiti dell'Udc) e, si pone come una presa di posizione, condivisa anche dalla Giunta. «Il disegno di legge per il riordino e l'abolizione degli enti inutili - sostiene Laiti - non deve riguardare le nostre comunità montane che sono indispensabili per la salvaguardia e lo sviluppo del territorio.
PIOMBINO
FORZA ITALIA chiede l'abolizione dei Consorzi di b...
( da "Nazione,
La (Livorno)" del 22-10-2008)
Argomenti: Province
Abstract: affidando alla Regione il compito di provvedere a finanziare le Province per le spese necessarie a garantire lo sviluppo e la valorizzazione delle produzioni agricole, la difesa del suolo, la regimazione delle acque, la tutela dell?ambiente e delle sue risorse naturali. Provenzali ricorda che è aperta una discussione giurisprudenziale in merito al pagamento del contributo di bonifica.
<Comunità
montane, l'addio già con la nuova Finanziaria>
( da "Gazzettino,
Il (Udine)" del 22-10-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Province
Abstract: altra sera nel corso del direttivo regionale della Lega Nord. Il passaggio successivo è l'abolizione, magari sostituendole con altre forme aggregative per il territorio montano come i Consorzi.Il Carroccio è pronto a scendere in campo sull'argomento e potrebbe passare dalle parole ai fatti già nel corso dell'approvazione della Finanziaria regionale.
<Veneto:
anche i cani e i gatti nel carniere dei cacciatori ...
( da "Gazzettino,
Il (Pordenone)" del 23-10-2008)
Argomenti: Province
Abstract: ha dichiarato Andrea Zanoni Presidente della Lega abolizione caccia del Veneto sono gravissime, perché liberalizzano il bracconaggio e il traffico illecito di fauna selvatica. Consentire poi l'uccisione di fauna domestica inselvatichita potrà dare il via a massacri di cani e gatti e di chissà quanti altri animali domestici trovati a gironzolare nei pressi di abitazioni e fattorie,
Quando
vinceremo introdurremo il 7 in condotta
( da "Trentino"
del 24-10-2008)
Argomenti: Province
Abstract: l'abolizione delle specializzazioni alle superiori e l'importanza delle classi separate. Questi sono i punti cruciali per riformare la scuola che hanno proposto ieri i candidati del Popolo della Libertà nella sede di Forza Italia. «Se Dellai rimarrà presidente della Provincia, non cambierà nulla nella scuola trentina,
Sicurezza,
un "grande fratello" per il Nordest
( da "Gazzettino,
Il" del 24-10-2008)
Argomenti: Province
Abstract: abolizione delle Province e incoraggiato quella di Comunità montane, Consorzi ed Enti parco. Quanto alle 9 città metropolitane, in questo caso le Province spariranno ma non si procederà con un modello imperativo uguale per tutte le realtà. E per i Comuni con meno di 5mila abitanti il sindaco potrà essere eletto più di due volte,
Reggi:
macro-Comuni al posto delle Province
( da "Libertà"
del 25-10-2008)
Argomenti: Province
Abstract: Purtroppo i risultati effettivi dell'esecutivo sono stati tutti contro il federalismo: dall'abolizione dell'unica imposta federale come l'Ici, ai provvedimenti concessi in tema di sicurezza». «Per i quali - fa notare il sindaco - ci troviamo in una condizione di completa subordinazione ai prefetti: sulla carta si vogliono dare nuovi poteri ai sindaci,
<Sì
al Piano per il Centro storico>
( da "Unione
Sarda, L' (Nazionale)" del
25-10-2008)
Argomenti: Province
Abstract: Scontro tra Giunta e opposizione sulle linee programmatiche La maggioranza si schiera per l'abolizione della Provincia. E l'opposizione ribatte: avete i finanziamenti grazie alla sua istituzione. Una seduta lunga e animata per votare il programma amministrativo e il piano particolareggiato del centro storico riporta il tifo del pubblico nell'ultimo consiglio comunale a Villacidro.
La
Lac diffida Galan dopo la sentenza del Tar
( da "Giornale
di Vicenza.it, Il" del 25-10-2008)
Argomenti: Province
Abstract: Il governatore veneto secondo la Lega abolizione caccia dovrebbe rivedere la legge regionale entro 10 giorni La Lac diffida Galan dopo la sentenza del Tar Donazzan: «Ma solo la Corte costituzionale può decidere» La Lega abolizione caccia diffida il presidente della Regione Veneto, Giancarlo Galan.
Ma
la Provincia non doveva essere abolita?
( da "Giornale.it,
Il" del 27-10-2008)
Argomenti: Province
Abstract: le inutilissime province restano lì e guai a chi le tocca. Anzi, «se noi della Lega diciamo che le province non si aboliranno, non si aboliranno», intima perentorio il ministro dell'Interno Maroni. Perché? Lui dice perché fanno parte del «mondo delle autonomie» ma la gente pensa: «perché sono posti e poltrone da spartire».
Silenzio
del giaguaro o rinuncia alla lotta?
( da "Unione
Sarda, L' (Nazionale)" del
31-10-2008)
Argomenti: Province
Abstract: con un ultimo appello urbi et orbi alla non abolizione delle Province, «strumenti fondamentali per la tutela del territorio» (che vuoi che siano 61 milioni di euro di stipendi complessivi quando c'è di mezzo l'ecologia). Poi più nulla, eccezion fatta per una mini-intervista estiva rilasciata a L'Espresso.
passa
il piano sanità asl da tredici a otto
( da "Repubblica,
La" del 01-11-2008)
Argomenti: Province
Abstract: Due proposte ricche di tagli: riduzione del cinquanta per cento dell´indennità di funzione dei consiglieri che fanno parte degli uffici di presidenza; abolizione delle auto di servizio salvo quelle assegnate ai presidenti di Giunta e Consiglio; soppressione della norma che prevede i rimborsi chilometrici per i consiglieri;
Tutela
della carta, la parola al Governo
( da "Giorno,
Il (Como)" del 01-11-2008)
Argomenti: Province
Abstract: in base alla variazione della differenza dei prezzi fra Svizzera e Italia». Tutti i politici intervenuti ieri hanno espresso il loro sostegno alla lotta anti-abolizione della tessera. «Per la Lega - ha detto l?onorevole Marco Reguzzoni - è un punto irrinunciabile. Attendiamo di sapere come si muoverà la Regione».
Province,
rispunta l'abolizione ( da "Corriere del Veneto"
del 01-11-2008)
Argomenti: Province
Abstract: 2008-11-01 num: - pag: 1 categoria: REDAZIONALE I temi della spesa pubblica nel dibattito sul federalismo organizzato a Vicenza Province, rispunta l'abolizione Calearo annuncia una proposta bipartisan di parlamentari-imprenditori Riello: «Come prima mossa nessun candidato si presenti alle prossime elezioni» VICENZA —
PROVINCE:
FIGLIO DI PIETRO, "DA CONSIGLIERE SI' AD ABOLIZIONE"
( da "Agi"
del 01-11-2008)
Argomenti: Province
Abstract:
PROVINCE:
FIGLIO DI PIETRO, "DA CONSIGLIERE SI' AD ABOLIZIONE" (
il
pd non abolirà le province ( da "Nuova Venezia, La"
del 02-11-2008)
Argomenti: Province
Abstract: Non esiste allora nessuna proposta del Pd che punta all'abolizione delle Province. «Non esiste nessun programma in tal senso. Ricordo che l'abolizione delle Province, al contrario, era prevista nel programma del Popolo delle Libertà. Nel Decreto legge Calderoli, però, sono ancora tutte lì: vaglielo a dire alla Lega di abolire le Province.
il
consigliere di pietro junior: via province ed enti montani
( da "Centro,
Il" del 02-11-2008)
Argomenti: Province
Abstract: Via Province ed Enti montani» CAMPOBASSO. «Sono a favore dell'abolizione delle province e delle comunità montane perché si risparmierebbero diversi miliardi di euro, necessari al Paese». Con il suo "sì" rischia di ritrovarsi "disoccupato", amministrativamente parlando, ma Cristiano Di Pietro, figlio del leader dell'Italia dei valori e consigliere provinciale di Campobasso,
Province,
Pd contro Calearo ( da "Corriere del Veneto"
del 02-11-2008)
Argomenti: Province
Abstract: sull'abolizione delle Province, considerate dal politico-imprenditore vicentino «enti che vanno eliminati, poiché sono solo fonte di costi e di filtri». Paolo Giaretta, segretario regionale del Pd, ribatte: «Il centrodestra fa intendere che vorrebbe eliminarle ma poi, una volta al governo, ha creato cinque nuove Province.
<Aboliamo
le Province>. Il Pd sconfessa Calearo
( da "Corriere
del Veneto" del 02-11-2008)
Argomenti: Province
Abstract: abolizione delle Province, considerate dal politico-imprenditore vicentino «Enti che vanno eliminati, poiché sono solo fonte di costi e di filtri». In una parola: inutili. Sostenerlo è legittimo, ma dirlo pubblicamente a pochi mesi da un turno elettorale in cui il tuo partito si presenta per confermarsi alla guida di tre Province su cinque (
<Per
i contribuenti questa è musica>
( da "Corriere
del Veneto" del 02-11-2008)
Argomenti: Province
Abstract: speriamo che non siano solo notizie quelle riportate sul Corriere del Veneto di oggi ( ieri per chi legge): l'abolizione delle Province e le fusioni fra Comuni sotto i 5000 abitanti sono musica per le orecchie dei poveri contribuenti. I risparmi saranno notevoli: solo nel mio territorio la sparizione di due sindaci porta come minimo un risparmio annuale per compensi di circa 25.
montagna
svela il sogno: centrare il tris ( da "Tirreno, Il"
del 04-11-2008)
Argomenti: Province
Abstract: dell'Abetone. Lo stesso Montagna potrebbe, infatti, non aver bisogno di potenziali eredi. Nel senso che lui stesso potrebbe candidarsi per la terza volta consecutiva. L'abolizione del divieto del terzo mandato nei piccoli comuni è infatti compresa tra i provvedimenti principali della riforma delle autonomie a cui stanno lavorando il governo Berlusconi e la maggioranza che lo sostiene.
Province
tra abolizione e raccolta firme ( da "Corriere del Veneto"
del 04-11-2008)
Argomenti: Province
Abstract: Province tra abolizione e raccolta firme di LUIGI MIGLIORINI Ho letto, con interesse «personale», sul Corriere le varie prese di posizione, al dibattito sui vantaggi del federalismo, sull'opportunità o meno dell'abolizione dell'Ente provincia, a favore della cui eliminazione si sono, tra gli altri, pronunciati il parlamentare Pd Calearo e il presidente degli Industriali veneti Riello.
Gidoni:
Solo la Lega vuole le Province ( da "Corriere delle Alpi"
del 05-11-2008)
Argomenti: Province
Abstract: Gidoni: «Solo la Lega vuole le Province» BELLUNO. «Che sorpresa! Anche il Pd è favorevole all'abolizione delle Province. Vorrà dire che alle elezioni in primavera si presenterà un solo candidato: quello della Lega Nord, l'unico movimento che è schierato a difesa di questi enti tutt'altro che inutili».
Licio
Gelli, la loggia P2 e l'Italia di oggi
( da "Adige,
L'" del 05-11-2008)
Argomenti: Province
Abstract: l'abolizione delle province, la nascita di due partiti, uno di centrosinistra ed uno di centrodestra. Per realizzare questo piano, per impadronirsi del cuore del Paese, fondamentale era poter controllare l'opinione pubblica attraverso le televisioni ed una serie di giornali, che poi avrebbero condizionato le elezioni.
sindaco
e assessori spiegano come cambierà la scuola in provincia
( da "Tirreno,
Il" del 05-11-2008)
Argomenti: Province
Abstract: il problema del sottodimensionamento rispetto al numero di iscritti, di quattro istituti superiori della provincia e di sette scuole elementari, il problema del maestro unico e della quasi totale abolizione del tempo pieno nella scuola dell'infanzia. Questi sono alcuni dei punti della riforma che comporteranno cambiamenti anche sul nostro territorio.
ROMA
L'extragettito che nel 2009 dovesse emergere dalle casse del fisco non sa...
( da "Messaggero,
Il" del 05-11-2008)
Argomenti: Province
Abstract: origine dei 261 milioni di euro calcolati come onere aggiuntivo per l'abolizione dell'Ici sulla prima casa. In risposta il sottosegretario Alberto Giorgetti ha dichiarato che i reali costi dell'abolizione dell'Ici sono ancora incerti: «È in atto un confronto sui numeri» con gli enti locali. «Il governo spera di avere qualche elemento in più da fornire nelle prossime ore.
Conferenza
metropolitana al Liceo Sabin, le ricadute dei tagli del Governo sui bilanci
degli Enti locali ( da "Sestopotere.com"
del 06-11-2008)
Argomenti: Province
Abstract: integrale trasferimento compensativo ai Comuni delle risorse venute meno con l'abolizione parziale dell'Ici. La "manovra" del Governo prevede "tagli" per 35 miliardi di euro nei prossimi tre anni, di cui 9,2 per gli Enti locali. Per poter chiudere i bilanci 2008, ai Comuni mancano almeno 650 milioni di trasferimenti statali.
UNO
SPIRITO maligno è entrato nell'organizzazione pubblic...
( da "Resto
del Carlino, Il (R. Emilia)" del
07-11-2008)
Argomenti: Province
Abstract: Senza entrare nel merito della utilità o meno di certe enti (personalmente sono per l?abolizione delle Province) mi rendo conto che la nostra città non pecca di efficienza e di razionalità. Anzi, così strutturata, è il segno della irrazionalità e delle sperpero, con evidenti disagi e costi per tutti.
costantini:
così difenderò la costa ( da "Centro, Il"
del 09-11-2008)
Argomenti: Province
Abstract: Sperandio, però, avrà modo di rifarsi domani, quando Costantini, alla presenza di Francesco Rutelli, sarà di nuovo a Teramo (alle 18 nella sala polifunzionale della Provincia) per la presentazione della lista degli otto candidati consiglieri Pd per la provincia di Teramo. Gaetano Lombardino
disertate
la fiera ornitologica ( da "Messaggero Veneto, Il"
del 09-11-2008)
Argomenti: Province
Abstract: delegato della Lac (Lega per l'abolizione della caccia) della sezione del Friuli Venezia Giulia. «Ci si chiede poi, in merito allo spirito della manifestazione, che senso abbia costringere a vita migliaia di animali in piccole gabbiette per il solo piacere umano di poterli vedere da vicino e di sentirne il canto - aggiunge l'esponente animalista -
appello
a tondo: fermi subito l'uccellagione
( da "Messaggero
Veneto, Il" del 10-11-2008)
Argomenti: Province
Abstract: stato rilanciato ieri da alcune associazioni ambientaliste regionali nei giorni della riapertura della pratica venatoria. Le sezioni regionali della Lega per l'abolizione della caccia, di Legambiente, della Lipu, del Wwf e della Lav condannano in particolare - in una nota - l'autorizzazione regionale, concessa il 24 ottobre su richiesta della Provincia di Pordenone, all'uccellagione,
Miriam
Makeba è morta stanotte a CastelVolturno, dopo un concerto dedicato a Roberto
Saviano ( da "Musicalnews.com"
del 10-11-2008)
Argomenti: Province
Abstract:
paese che la
vide combattere strenuamente per l'abolizione dell'apartheid: ieri sera era
riuscita a portare a termine il concerto, per poi sentirsi male. Divenuta
celebre con la canzone Pata pata, era nata nel
Per
qualche euro in più ( da "Opinione, L'"
del 10-11-2008)
Argomenti: Province
Abstract: Per questo, è assolutamente necessario che parta anche il treno delle riforme istituzionali?. Ciò significa quantomeno differenziare il ruolo delle due Camere, dare maggiori poteri al Presidente del Consiglio e riformare il Titolo V della Costituzione, ?oltre all?abolizione di Province e Comunità montane?
Pne:
Le Province restino con più forza, le Cm no
( da "Corriere
delle Alpi" del 11-11-2008)
Argomenti: Province
Abstract: Le Province restino con più forza, le Cm no» BELLUNO. Un secco no all'abolizione delle province arriva dal segretario provinciale di Progetto Nordest Luciano Reolon. «In questi giorni», afferma, «si sente parlare di una riorganizzazione del sistema degli enti locali e ogni partito suggerisce quale livello amministrativo possa essere sacrificato sull'
<Fringuello
e storno sono ancora cacciabili>
( da "Gazzettino,
Il (Venezia)" del 12-11-2008)
Argomenti: Province
Abstract: Il documento approvato dalla Provincia che segue la sentenza del Tar del Lazio che ha accolto la richiesta di sospensiva presentata dalla Lega abolizione caccia e dal Wwf, annullando l'accordo della Conferenza delle Regioni del 26 marzo 2008 sulla spartizione degli uccelli protetti, non ha valenza giuridica ma è solo un documento politico».
La
polemica sui valichi di montagna ( da "Giornale di Brescia"
del 13-11-2008)
Argomenti: Province
Abstract: della Zona Alpi e indicati nei piani faunistico venatori. La Provincia di Brescia con delibera del Consiglio 19 aprile 1999 n.30 approvava il piano faunistico individuando nove valichi montani. Nel dicembre 2006 la Lega abolizione caccia notificava alla Provincia un atto di «significazione e diffida stragiudiziale» perché nel piano provinciale sarebbero stati individuati valichi
Nuovi
terreni edificabili 20% di sconto
( da "Trentino"
del 13-11-2008)
Argomenti: Province
Abstract: con la novità dell'abolizione dell'Ici sulla prima casa decisa dal governo). Novità infine per il regolamento Cosap: fuori dai negozi potrà essere esposta solo la merce venduta all'interno e solo in orario di apertura; la Provincia sarà esentata dal canone Cosap per i cantieri sulle aree comunali, così come avviene per il Comune su aree provinciali.
Si
raccolgono firme per abolire le province. Ma non a Belluno
( da "Gazzettino,
Il (Belluno)" del 13-11-2008)
Argomenti: Province
Abstract: necessarie alla presentazione della proposta.Ma a Belluno non ci sarà nessuna iniziativa del genere. Lo lamenta il portavoce del Comitato, Lorenzo Furlan, cittadino di San Donà di Piave con origini trevigiane che, spiega, nonostante l'idea della soppressione delle Province circoli anche a Belluno, nessuno si è preso la briga di allestire un banchetto per dare linfa a questa iniziativa.
"con
l'abolizione della tassa sulla bonifica trenta milioni per le famiglie toscane"
( da "Repubblica,
La" del 14-11-2008)
Argomenti: Province
Abstract: abolizione della tassa sulla bonifica trenta milioni per le famiglie toscane" «abolire il balzello iniquo, odioso e solitamente ingiustificato, quale è la tassa sulla bonifica lascerebbe oltre 30 milioni di euro ogni anno nelle tasche delle famiglie toscane: un aiuto ai cittadini che non costerebbe neppure un euro alla Regione»
Pil:
Venturi, crisi grave servono decisioni coraggiose
( da "Borsa(La
Repubblica.it)" del 14-11-2008)
Argomenti: Province
Abstract: trovino modificando la legge finanziaria e tagliando le spese improduttive a partire dalla abolizione delle province". Lo afferma, in una nota, il Presidente di Confesercenti, Marco Venturi commentando i dati dell'Istat sul Pil. "Questo è il momento di adoperarsi per ridare fiducia al Paese" aggiunge Venturi. Ognuno faccia la sua parte per contrastare una crisi sempre più pericolosa.
Venturi
(Confesercenti) su Pil: "Crisi grave, servono decisioni coraggiose"
( da "Sestopotere.com"
del 14-11-2008)
Argomenti: Province
Abstract: Le risorse si trovino modificando la legge finanziaria e tagliando le spese improduttive a partire dalla abolizione delle province. Questo è il momento di adoperarsi per ridare fiducia al Paese. Ognuno faccia la sua parte per contrastare una crisi sempre più pericolosa. Ma con un Pil in caduta libera il ruolo delle piccole imprese non può essere ignorato.
raccolta
firme per abolire le province ( da "Nuova Venezia, La"
del 15-11-2008)
Argomenti: Province
Abstract: «La nostra campagna per la abolizione delle Province - spiegano i promotori - si concentra sulla raccolta di firme per il disegno di legge di iniziativa popolare per la loro decostituzionalizzazione. Le firme devono essere raccolte in 6 mesi consecutivi tra la data delle prime vidimazioni e la consegna.
abolire
i consorzi di bonifica e la tassa che penalizza la gente
( da "Tirreno,
Il" del 15-11-2008)
Argomenti: Province
Abstract: La proposta di legge di Dinelli in pillole prevede l'abolizione dei consorzi come carrozzoni burocratici; abolizione della tassa consortile; trasferimento delle funzioni alle province; tutela delle maestranze e delle professionalità presenti negli enti; risparmio per i cittadini di oltre 30 milioni di euro.
cattura
di volatili, diffidate provincia e regione
( da "Messaggero
Veneto, Il" del 15-11-2008)
Argomenti: Province
Abstract: A schierarsi contro l'autorizzazione concessa da Trieste e la delibera della giunta Ciriani la Lega per l'abolizione della caccia, la Lega antivivisezione, il Wwf e la Lega per la protezione degli uccelli. Nei confronti delle due istituzioni sono partiti gli atti di diffida con i quali intimano di annullare i provvedimenti;
Province/
Bossi: l'abolizione non è nel programma che ho
( da "Virgilio
Notizie" del 16-11-2008)
Argomenti: Province
Abstract: abolizione delle Province e a chi gli fa notare che il provvedimento è nel programma del Pdl: "Non è un programma che io ho votato". A margine di una selezione di 'Miss Padania' ad Acqui Terme, Bossi spiega il suo parere negativo sull'abolizione con una domanda: "Come fai a dire ai bergamaschi che non c'è più la Provincia?
"a
roma serve un city manager e la provincia è da abolire" - giovanna vitale
( da "Repubblica,
La" del 16-11-2008)
Argomenti: Province
Abstract: A Roma serve un city manager e la Provincia è da abolire" GIOVANNA VITALE Un intervento a tutto campo al congresso nazionale del Confapi per suggerire l´abolizione delle provincie «che non servono a nulla» e plaudere alla «scossa giusta» data da Brunetta contro i fannulloni, affrontando alcuni dei nodi ancora irrisolti della sua amministrazione.
''L'L'ABOLIZIONE
del balzello iniquo, odioso e ...
( da "Nazione,
La (Prato)" del 16-11-2008)
Argomenti: Province
Abstract: ABOLIZIONE del balzello iniquo, odioso e ... ??L?L?ABOLIZIONE del balzello iniquo, odioso e solitamente ingiustificato, quale è la tassa consortile, lascerebbe complessivamente oltre 30 milioni di euro ogni anno nelle tasche delle famiglie toscane, costrette a fronteggiare una crisi economica estremamente pesante.
la
cattura dei volatili è legittima ( da "Messaggero Veneto, Il"
del 16-11-2008)
Argomenti: Province
Abstract: della Lega per l'abolizione della caccia, della Lega antivivisezione, del Wwf e della Lega per la protezione degli uccelli contro la cattura di 450 volatili conferma la volontà di dare applicazione alla delibera. «L'atto è pienamente legittimo - afferma l'assessore alla Caccia e pesca, Eligio Grizzo - tant'è che siamo stati autorizzati dalla Regione a effettuare la cattura per consentire
Casini:
stop al federalismo Costa troppo, rischi per il Paese
( da "Corriere
della Sera" del 16-11-2008)
Argomenti: Province
Abstract: In campagna elettorale volevamo tutti il riordino delle autonomie e l'abolizione delle province: oggi nessuno ne parla più». La Lega ha posto il veto all'abolizione delle Province. «Le promesse sono state rinnegate. Così è stato per la liberalizzazione dei servizi pubblici locali, che consentirebbe di abbassare le nostre tariffe dei servizi ai cittadini,
Bossi:
"Immigrati? Risorsa negativa"
( da "Stampaweb,
La" del 16-11-2008)
Argomenti: Province
Abstract: "L'abolizione delle province non fa parte del programma che ho votato" Umberto Bossi ribadisce la sua contrarietà all?abolizione delle Province e a chi gli fa notare che il provvedimento è nel programma del Pdl: «Non è un programma che io ho votato».
CONTI
PUBBLICI ( da "Corriere della Sera"
del 18-11-2008)
Argomenti: Province
Abstract: ampiamente condivise da tutto l'elettorato, come la riduzione del numero spropositato di parlamentari, l'abolizione delle province e degli enti inutili con notevole risparmio della spesa pubblica. Su tutto ciò silenzio assoluto: se ne riparlerà in vista delle prossime elezioni. Elisabetta dell'Aquila elisabettadellaquila@libero.it
Botta
e risposta Dinelli-Ridolfi sui Consorzi
( da "Nazione,
La (Lucca)" del 18-11-2008)
Argomenti: Province
Abstract: abolizione dei Consorzi, della tassa consortile, il trasferimento delle funzioni alle Province, la tutela delle maestranze e delle professionalità presenti negli enti, per un risparmio ai cittadini di oltre 30 milioni di euro, è botta e risposta tra il consigliere regionale del Pdl Maurizio Dinelli e il presidente del Consorzio di Bonifica del Bientina,
NICOLA
ROSSELLI QUELLE DI DAVICO SONO SOLO PAROLE CHE MIRANO AD UNA SOLA AFFERMAZIONE
DI BA... ( da "Mattino, Il (Caserta)"
del 18-11-2008)
Argomenti: Province
Abstract: abolizione delle province». Il presidente del comitato per l'istituenda provincia normanna (che nel recente passato ha incassato il nulla osta della Regione Campania e della Commissione Affari Costituzionali del senato) ha anche bocciato il rilancio dell'Unione dei Comuni, indicata da Davico come un'alternativa alle province,
Finanza
che ha condotto l'operazione investigativa "Giano bifronte" e di
rivolgere analoga ... ( da "Trentino"
del 19-11-2008)
Argomenti: Province
Abstract: continui e non si è dichiarato a favore dell'abolizione della normativa in virtù della quale la maggioranza politica (ripeto, politica) del Consiglio provinciale può nominare due giudici non togati nel Tribunale amministrativo trentino di cui uno componente necessario di ogni collegio giudicante, creando così una situazione di disuguaglianza rispetto a tutti gli altri cittadini.
la
proposta di zille: la giunta tondo elimini le comunità montane
( da "Messaggero
Veneto, Il" del 19-11-2008)
Argomenti: Province
Abstract: Con un ordine del giorno il capogruppo del partito in Provincia, Nicola Zille, chiede alla Regione di sopprimere gli enti di rappresentanza della montagna nell'ambito della legge di riordino degli enti locali. Secondo Zille «con l'abolizione totale delle Comunità si liberano risorse da reinvestire in montagna.
Una
dicotomia creata per fare confusione
( da "Tempo,
Il" del 19-11-2008)
Argomenti: Province
Abstract: dobbiamo contribuire a ridurre complessivamente i costi dello Stato e se necessario anche prevedendo l'abolizione delle Province ed organizzando in modo diverso il sistema amministrativo locale. Ribadisco - conclude il vicepresidente - che argomenti qualimobilità, trasporti, infrastrutture, ambiente e gestione dei rifiuti, non possono essere affrontate dai singoli Comuni,
La
delusione degli agricoltori ( da "Nuova Ferrara, La"
del 20-11-2008)
Argomenti: Province
Abstract: io me ne sbatto della politica». Chiede dove è finita l'abolizione delle Province e la riduzione dei parlamentari. Ad applaudirlo ci sono migliaia di persone, almeno 70 mila per Confagricoltura, 20 mila per la Questura. I ferraresi sono quasi mille, molti arrivati con i pullman, altri in auto o in treno.
Nuova
rotonda spartitraffico tra via Mazzini e l'Aurelia
( da "Stampa,
La" del 21-11-2008)
Argomenti: Province
Abstract: Entro la fine dell'anno verranno appaltati i lavori, che si completeranno nel 2009. E' già arrivato il via libera dalla Provincia, con cui si è arrivati anche a un accordo per un contributo al fine di realizzarla, nel più breve tempo possibile. La rotonda servirà sia da spartitraffico che da arredo urbano, trovandosi all'ingresso del paese.
<MENTRE
Forza Italia propone in Regione la soppressione dei Consorzi di bonifica e l'aboli...
( da "Nazione,
La (Prato)" del 21-11-2008)
Argomenti: Province
Abstract: quando le loro funzioni potrebbero benissimo essere svolte da Istituzioni come le Province già attive sul territorio nel settore della bonifica». Infine, Magnolfi conclude così la sua riflessione: «L?aumento della tassa consortile, che avviene in un momento in cui molte famiglie sono alle prese con gli effetti più drammatici della crisi economica, non fa che confermare l?
la
farsa federalista del centrodestra siciliano - giuseppe lauricella
( da "Repubblica,
La" del 21-11-2008)
Argomenti: Province
Abstract: della burocrazia, delle spese pubbliche e delle tasse, una delle soluzioni potrebbe essere appunto l´abolizione delle Province, il cui personale andrebbe trasferito ai Comuni e alle Regioni. Altra considerazione: pur sapendo che la nostra Regione deve operare in armonia con la Costituzione e secondo i principi di coordinamento della finanza pubblica e del sistema tributario nazionale,
A
SCADENZE PIù O MENO REGOLARI VI è CHI PROPONE L'ABOLIZIONE DELLE PROVINCE.
QUESTO LIVELL... ( da "Mattino, Il (Nazionale)"
del 21-11-2008)
Argomenti: Province
Abstract: A scadenze più o meno regolari vi è chi propone l'abolizione delle Province. Questo livello istituzionale intermedio viene ritenuto inutile, con poteri e competenze non meglio identificati, schiacciato tra il Comune e la Regione. In realtà, già i lavori della Costituente maturarono l'opinione favorevole alla scomparsa delle Province.
Fabio
Urbinati: "Avanti con le primarie"
( da "Quotidiano.it,
Il" del 21-11-2008)
Argomenti: Province
Abstract: non aiuta a capire ciò che i cittadini tutti pensano del ruolo futuro della Nuova provincia di Ascoli e sulle provincie in generale visto che non più di 8 mesi fa, in occasione delle elezioni politiche, quasi tutti i maggiori partiti si pronunciarono a favore di un forte ridimensionamento delle Provincie, ed alcuni come il PDL e l'UDC addirittura per la loro definitiva abolizione!
<Il
declino va sconfitto dal basso>
( da "Gazzettino,
Il (Vicenza)" del 22-11-2008)
Argomenti: Province
Abstract: mantenere la spesa dello Stato, pari a 700 miliardi di euro all'anno. Lo stato ci costa troppo. Se ogni famiglia deve pensare al risparmio anche lo Stato deve agire di conseguenza, se è vero che rappresenta la somma di tutte le famiglie". L'abolizione delle province e una regolarizzazione dell'università (non attraverso tagli generalizzati ma con una selezione meritocratica dei docenti)
altro
che nuovi aumenti, aboliamo i consorzi di bonifica
( da "Tirreno,
Il" del 23-11-2008)
Argomenti: Province
Abstract: Gruppo regionale di Forza Italia verso il Popolo della Libertà propone la soppressione dei Consorzi di bonifica e l'abolizione del loro iniquo balzello, altri si adoperano per aumentarne la tassa», questa l'amara considerazione di Alberto Magnolfi, capogruppo azzurro in Regione. «I Consorzi di bonifica - attacca Magnolfi - rappresentano un vero e proprio carrozzone della politica.
Venezia
<Forse Berlusconi non si è ancora reso conto che ...
( da "Gazzettino,
Il" del 23-11-2008)
Argomenti: Province
Abstract: delle elezioni ha parlato di abolizione delle Province e oggi se n'è dimenticato. La Lega ci spieghi perché non vogliono abolire le Province o le Comunità montane, e poi ne riparliamo».Nell'attesa, Casini avverte il Governo che non c'è uscita dalla crisi economica senza interventi reali a sostegno delle famiglie: «Invece finora abbiamo visto solo interventi a sostegno delle banche.
Divisione
della Provincia, tre sindaci contrari a colloquio con Berlusconi
( da "Quotidiano.it,
Il" del 24-11-2008)
Argomenti: Province
Abstract: due questure, due motorizzazioni, due uffici delle entrate, due coordinamenti provinciali dei carabinieri etc etc nel raggio di cinquanta chilometri. Come contenimento della spesa pubblica, come prospettiva dichiarata da tutti dell'abolizione delle province o di un loro accorpamento, non ci sembra il massimo.
Hanno
ricordato a Silvio Berlusconi la sua posizione per l'abolizione di tutte le
Province o pe... ( da "Messaggero, Il (Marche)"
del 25-11-2008)
Argomenti: Province
Abstract: Chiudi Hanno ricordato a Silvio Berlusconi la sua posizione per l'abolizione di tutte le Province o per l'accorpamento di quelle più piccole e gli hanno consegnato i risultati (ben 15.000 firme) della petizione popolare avviata nell'agosto scorso contro la divisione del Piceno. Pasquale Allevi, Giuseppe Mariani e Armando Falcioni, i tre sindaci autonomi rispettivamente di Folignano,
Massacra
con un bastone una pecora, rumeno denunciato
( da "Gazzettino,
Il (Vicenza)" del 25-11-2008)
Argomenti: Province
Abstract: uomo è stato sorpreso dalle guardie zoofile della Lega Abolizione Caccia che hanno chiamato i carabinieri. Dovrà rispondere di maltrattamento e sevizia di animali Massacra con un bastone una pecora, rumeno denunciato ArsieroAnimali maltrattati: oltre cento le segnalazioni che l'Enpa riceve ogni mese da tutta la provincia, una media di una trentina a settimana.
Abolire
Ato ed elezioni provinciali ( da "Tribuna di Treviso, La"
del 26-11-2008)
Argomenti: Province
Abstract: direttori per assegnare le relative funzioni proprio alle Province». In questo modo, secondo Pavan, «si semplificherebbero procedure amministrative, si risparmierebbero senz'altro molti più soldi di quelli che si risparmierebbero con l'abolizione delle Province, vi sarebbe un maggiore coordinamento».
taglio
delle comunità montane e viabilità saranno i temi del consiglio provinciale
( da "Messaggero
Veneto, Il" del 26-11-2008)
Argomenti: Province
Abstract: abolizione delle comunità montane, già richiesta dallo stesso Ciriani. I consiglieri provinciali dovranno votare anche un'altra convenzione, ovvero il documento con il quale la Provincia stanzia quasi 47 mila euro per la mensa della casa dello studente, consentendo così a studenti e lavoratori di continuare a consumare i pasti a prezzi "
OLTRE
40 MILIONI di euro. Questa la somma che la Provincia di Milano ha stanziato...
( da "Giorno,
Il (Legnano)" del 26-11-2008)
Argomenti: Province
Abstract: Abbiamo investito complessivamente 260 milioni di euro in tutta la provincia durante i quattro anni di mandato, raggiungendo un risultato significativo in termini di manutenzione straordinaria, di abolizione dell?amianto, di eliminazione delle barriere architettoniche, di adeguamento alle normative previste anti-sismiche e antincendio».
Festa
della Toscana: Costruire il Lavoro
( da "Blogosfere"
del 26-11-2008)
Argomenti: Province
Abstract: 26 per ricordare l'abolizione della pena di morte avvenuta il 30 novembre del 1786 (per la prima volta al mondo) ad opera del Granduca di Toscana, e per ribadire il proprio impegno per la promozione dei diritti umani, della pace e della giustizia, elementi costitutivi dell'identità della Toscana.
<Aboliamo
le province> ( da "Resto del Carlino, Il (Rovigo)"
del 27-11-2008)
Argomenti: Province
Abstract: impegno per la riforma federale dello stato, l?elezione diretta del presidente della repubblica e, nel quadro della semplificazione istituzionale e dei tagli alla casta, l?abolizione delle province e l?accorpamento dei piccoli comuni». Rita Rubini OCCHIOBELLO Videosorveglianza già vista «Metto, poi tolgo ed infine rimetto.
Festa
della Toscana: domani un consiglio dedicato al lavoro
( da "Nazione,
La (Massa - Carrara)" del 27-11-2008)
Argomenti: Province
Abstract: abolizione della pena di morte avvenuta il 30 novembre 1876 ad opera del Granduca di Toscana. Tra le iniziative promosse dalla Provincia di Massa-Carrara venerdì 28 novembre, a partire dalle ore 10, è in programma un consiglio provinciale straordinario aperto a delegazioni scolastiche, rappresentanti degli enti locali,
<Stop
al piano del Parco solo quando la Lega firmerà per l'abolizione delle
Province> ( da "Gazzettino, Il (Rovigo)"
del 27-11-2008)
Argomenti: Province
Abstract: abolizione delle Province» «Voglio dire ad Antonello Contiero che prenderò in considerazione l'idea di bloccare l'adozione del piano ambientale sul Parco del Delta quando lui firmerà due documenti. Quello che sto preparando sull'abolizione delle Province, che la Lega Nord un tempo considerava suo cavallo di battaglia e sulla quale ora tace.
ENTE
INTERMEDIO In aula il nuovo "patto per il lavoro"
( da "Gazzettino,
Il (Pordenone)" del 27-11-2008)
Argomenti: Province
Abstract: presenta un ordine del giorno con il quale auspica l'abolizione delle comunità montane, già richiesta dallo stesso presidente Ciriani. I lavori prevedono anche l'approvazione del Patto per il lavoro. Si tratta di una convenzione tra Provincia e Regione, sottoscritta da Alessandro Ciriani e dall'assessore Alessia Rosolen.
Consiglio
di Stato accoglie appello della Regione. Riapre nel modenese la caccia a storni
e cormorani ( da "Sestopotere.com"
del 27-11-2008)
Argomenti: Province
Abstract: appello della Regione Emilia Romagna contro la sentenza del Tar dell?Emilia Romagna che, nell?ottobre scorso, aveva annullato, accogliendo un ricorso della Lac (Lega per l?abolizione della caccia) e altre associazioni ambientaliste e animaliste, la delibera della Regione sull?autorizzazione a cacciare alcune specie protette, tra cui storni e cormorani.
16:29
PROVINCE: FIGLIO DI PIETRO, "DA CONSIGLIERE SI' AD ABOLIZIONE"
( da "Agi"
del 27-11-2008)
Argomenti: Province
Abstract:
PROVINCE:
FIGLIO DI PIETRO, "DA CONSIGLIERE SI' AD ABOLIZIONE" (
OGGI
la Provincia e il Comune di Pisa, in occasione della Festa della Toscana, or...
( da "Nazione,
La (Pisa)" del 28-11-2008)
Argomenti: Province
Abstract: 15 OGGI la Provincia e il Comune di Pisa, in occasione della Festa della Toscana, or... OGGI la Provincia e il Comune di Pisa, in occasione della Festa della Toscana, organizzano al Cinema Lumière, dalle 9.30 alle 11.30, l?incontro «L?abolizione della tortura e della pena di morte, dal governo dei Lorena ai giorni nostri».
La
Lac: Il Tar ci ha dato ragione Chiudete i roccoli
( da "Giornale
di Brescia" del 29-11-2008)
Argomenti: Province
Abstract: Giornale di Brescia sezione:la provincia La Lac: «Il Tar ci ha dato ragione Chiudete i roccoli» BRESCIAIl Tribunale amministrativo di Brescia ha accolto ieri il ricorso presentato dalla «Lega per l'abolizione della caccia» (Lac) contro la delibera della Provincia che autorizza la cattura di uccelli migratori con impianti a rete (i roccoli).
ente
promosso, ma occhio ai costi ( da "Messaggero Veneto, Il"
del 29-11-2008)
Argomenti: Province
Abstract: sono convinto che gran parte dei cittadini oggi sarebbe contraria all'abolizione delle Province». Questa valutazione, però, non era tra quelle somministrate dalla Alan Normann comunicazione a un campione stratificato di 600 cittadini. Agli intervistati è stato chiesto piuttosto se conoscono le funzioni della Provincia, come valutino operato e servizi, se utilizzino il sito internet,
( da "Libertà" del 01-10-2008)
Argomenti: Province
Provincia, va
riqualificato il ruolo dell'ente Gualazzini ha partecipato all'assemblea dei presidenti
di Consiglio provinciale Il presidente del Consiglio provinciale Gabriele
Gualazzini ha partecipato all'Assemblea generale dei presidenti di Consiglio
provinciale che si è tenuta a Cagliari in preparazione dell'Assemblea generale
delle Province (Torino 13 - 15 ottobre). L'assemblea ha approvato un documento
unitario che chiede la riqualificazione del ruolo dell'Ente Provincia. Vi si
affronta, innanzitutto, il problema della riqualificazione del ruolo e delle
competenze dell'Ente: si chiede che alla Provincia siano attribuite per legge
funzioni certe, e non solo compiti delegati da livelli di governo superiori; si
auspicano una riorganizzazione delle Comunità montane che le renda vere e
proprie Unioni di Comuni (con l'auspicato accorpamento degli enti locali di
dimensioni più limitate) e una definizione del ruolo delle
città metropolitane, con l'abolizione delle Province che insistano su quei
territori. Nel documento si chiede anche un vero federalismo fiscale, da
attuare tenendo conto del disegno di legge approvato di recente dal Governo,
che riconosca alle Province risorse legate sia alle entrate dei rispettivi
territori, sia alle spese conseguenti e si auspica una riforma di Comuni
e Province che consenta un riequilibrio di competenze tra Giunte e Consigli, la
ridefinizione dello status dei consiglieri, per valorizzarne il ruolo, ed il
riequilibrio delle rappresentanze di genere. Si sollecita, infine, un
potenziamento del ruolo del Consiglio provinciale. «Nel mio intervento -
commenta Gualazzini - ho sostenuto l'esigenza di un rafforzamento del legame
tra Provincia e popolazione, anche attraverso una modifica della legge
elettorale, e la necessità di forme di partecipazione più ampie delle attuali.
C'è il rischio, altrimenti, che il territorio venga rappresentato solo
dall'organo esecutivo, e questo sarebbe in contrasto con le forme della
democrazia rappresentativa che la nostra Costituzione, prevede». 01/10/2008
( da "Sole 24 Ore, Il" del 01-10-2008)
Argomenti: Province
Il Sole-24 Ore
sezione: POLITICA E SOCIETA data: 2008-10-01 - pag: 20 autore: Enti da abolire.
La pubblicazione dell'Istituto Bruno Leoni Per le Province
taglio antideficit ROMA «All'abolizione delle province ci arriveremo per necessità. Perché gli impegni assunti negli
ultimi anni per ridurre la spesa corrente non bastano e l'Italia continuerà a
garantire con grande difficoltà il rispetto del Patto di stabilità europeo».
L'ex Ragioniere generale dello Stato, Andrea Monorchio, non usa giri di parole
per raccontare la sua personale «avversione per questi enti». E ricordando che
la sola spesa per il welfare cresce ogni anno di circa 20 miliardi, non vede
altra soluzione al pensionamento di strutture amministrative «che servono solo
per piazzare personale politico e che sono del tutto superflue
nell'architettura di uno Stato moderno». Monorchio è intervenuto ieri alla
presentazione del libro "Abolire le Province" di Silvio Boccalatte
(pubblicato nella collana Policy dell'Istituto Bruno Leoni; la prefazione è di
Gianfranco Fabi) e ha incontrato un'unanimità di consensi tra i politici e gli
studiosi che hanno partecipato al successivo dibattito. Nella settimana che potrebbe
rivelarsi decisiva per il varo del Ddl delega sul federalismo fiscale, Chicco
Testa e Giovanni Guzzetta, Marco Follini e Federica Guidi, hanno riaffermato la
necessità di una semplificazione dei livelli di governo. «L'ente meno vicino
aicittadini – ha detto la presidente dei giovani imprenditori di Confindustria
– è proprio la Provincia e non possiamo più permetterci di mantenerlo». Tutti i
relatori hanno tuttavia preso atto, con pessimismo, della storica resistenza
opposta da larga parte della classe politica a questa prospettiva di riforma.
«Bisognerebbe fare una campagna per l'astensione di massa alle elezioni
provinciali» è stata la provocazione di Chicco Testa, mentre Marco Follini, che
peraltro ha sollevato più di un dubbio sulla scelta di trasferire poteri chiave
alle Regioni, ha concordato con gli autori del libro sulla possibilità di
individuare «come punto intermedio per una semplificazione, il trasferimento
delle attuali funzioni delle Province a sistemi di coordinamento tra i Comuni
che in parte già funzionano ». Ma il senatore del Pd ha anche sottolineato come
nello schema di federalismo cui sta lavorando il Governo «il ruolo delle
Province viene invece confermato». Anche per Giovanni Guzzetta le speranze per
un'abolizione «anche di una sola parte delle attuali Province in questa
legislatura sono pressoché inesistenti». Il giurista, autore dei tre quesiti
referendari sulla legge elettorale, ha invece ricordato come «storicamente il
nostro legislatore ha sempre aggiunto qualche elemento al quadro ordinamentale;
per i tagli non si è mai superato il livello del dibattito». D.Col. MONORCHIO
«Ci arriveremo per necessità: gli impegni assunti negli ultimi anni per ridurre
le uscite correnti e rispettare il Patto Ue non bastano»
( da "Corriere del Veneto" del 01-10-2008)
Argomenti: Province
Corriere del Veneto -
PADOVA - sezione: PRIMOPIANO - data: 2008-10-01 num: - pag: 3 categoria:
REDAZIONALE La Regione non decide, azzerate 8 comunità montane Salta il numero
legale in consiglio e scade il termine per legiferare: passa la riduzione
decisa in Finanziaria VENEZIA — Alla fine, sulle comunità montane, il Consiglio
regionale ha deciso di non decidere. Ieri, ultimo giorno utile imposto alle
Regioni dalla Finanziaria 2006 firmata dal governo Prodi e recepita
dall'attuale esecutivo Berlusconi per scegliere quante tagliarne, l'assemblea
di Palazzo Ferro Fini ha tirato a campare fino all'ennesima e definitiva
interruzione delle 20.04, indotta dalla mancanza del numero legale (Fi, An e
Udc hanno abbandonato l'aula, presenti solo 23 consiglieri di Lega, Veneto Ppe
e opposizione). Si stava ancora discutendo del progetto di legge — guarda caso
presentato da un consigliere di An, Raffaele Zanon — inerente lo spostamento
del servizio ispettivo sulla sanità dal controllo della giunta a quello del
consiglio. Espediente che ha centrato l'obiettivo del Pdl di non arrivare al
voto, per lasciare spazio ai poteri sostitutivi di Roma che, secondo i calcoli
dei tecnici regionali, eliminerà 8 delle 19 comunità montane venete. E cioè le
due della Marca (Grappa e Prealpi Trevigiane), le due veronesi (Baldo e
Lessinia), le tre vicentine Astico- Brenta, Agno Chiampo e Leogra- Timonchio e
una sola del Bellunese, ovvero Belluno-Ponte nelle Alpi, che si fonderà con la
Val Belluna, capoluogo escluso. Da 171 Comuni si passerà a 68: 103 perderanno il
diritto di far parte della comunità montana. Il tutto perchè, dopo una giornata
di fuoco iniziata alle 10 con l'incontro tra i capigruppo di maggioranza e il
presidente Giancarlo Galan e continuata con consultazioni a catena, riunioni
con parte dei presidenti delle comunità montane e una serie di interruzioni al
consiglio, Pdl e Lega non hanno trovato l'accordo. Il Carroccio, che in
commissione Affari istituzionali aveva approvato insieme al Pd un progetto di
legge per l'accorpamento di una sola comunità (Belluno Ponte nelle Alpi con la
Val Belluna), era disposto a venire incontro agli azzurri, tagliandone 6. Cioè
una trevigiana (Grappa, da fondere con la vicentina Alto Astico e Posina), due
beriche (Leogra- Timonchio e dall'Astico al Brenta) e tre bellunesi (da
definire). Ma An ha puntato i piedi: o si scende da
( da "Corriere del Veneto" del 01-10-2008)
Argomenti: Province
Corriere del Veneto
- VERONA - sezione: PRIMOPIANO - data: 2008-10-01 num: - pag: 2 categoria:
REDAZIONALE Azzerate le due comunità montane veronesi La Regione non decide,
azzerate 8 comunità montane Salta il numerolegalein consiglio e scade il
termine per legiferare: passa la riduzione decisa in Finanziaria in consiglio e
scade il termine per legiferare: passa la riduzione della Finanziaria VENEZIA —
Alla fine, sulle comunità montane, il Consiglio regionale ha deciso di non
decidere. Ieri, ultimo giorno utile imposto alle Regioni dalla Finanziaria 2006
firmata dal governo Prodi e recepita dall'attuale esecutivo Berlusconi per
scegliere quante tagliarne, l'assemblea di Palazzo Ferro Fini ha tirato a
campare fino all'ennesima e definitiva interruzione delle 20.04, indotta dalla
mancanza del numero legale (Fi, An e Udc hanno abbandonato l'aula, presenti
solo 23 consiglieri di Lega, Veneto Ppe e opposizione). Si stava ancora
discutendo del progetto di legge — guarda caso presentato da un consigliere di
An, Raffaele Zanon — inerente lo spostamento del servizio ispettivo sulla
sanità dal controllo della giunta a quello del consiglio. Espediente che ha
centrato l'obiettivo del Pdl di non arrivare al voto, per lasciare spazio ai
poteri sostitutivi di Roma che, secondo i calcoli dei tecnici regionali,
eliminerà 8 delle 19 comunità montane venete. E cioè le due della Marca (Grappa
e Prealpi Trevigiane), le due veronesi (Baldo e Lessinia), le tre vicentine
Astico- Brenta, Agno Chiampo e Leogra- Timonchio e una sola del Bellunese,
ovvero Belluno-Ponte nelle Alpi, che si fonderà con la Val Belluna, capoluogo escluso.
Da 171 Comuni si passerà a 68: 103 perderanno il diritto di far parte della
comunità montana. Il tutto perchè, dopo una giornata di fuoco iniziata alle 10
con l'incontro tra i capigruppo di maggioranza e il presidente Giancarlo Galan
e continuata con consultazioni a catena, riunioni con parte dei presidenti
delle comunità montane e una serie di interruzioni al consiglio, Pdl e Lega non
hanno trovato l'accordo. Il Carroccio, che in commissione Affari istituzionali
aveva approvato insieme al Pd un progetto di legge per l'accorpamento di una
sola comunità (Belluno Ponte nelle Alpi con la Val Belluna), era disposto a
venire incontro agli azzurri, tagliandone 6. Cioè una trevigiana (Grappa, da
fondere con la vicentina Alto Astico e Posina), due beriche (Leogra- Timonchio
e dall'Astico al Brenta) e tre bellunesi (da definire). Ma An ha puntato i
piedi: o si scende da
( da "Nuova Venezia, La" del 01-10-2008)
Argomenti: Province
Oggi la marcia degli
amministratori locali davanti a Montecitorio: protestano per il taglio dell'Ici
e dei trasferimenti Sindaci in missione a Roma In 300 dal Veneto, 30 dal
Veneziano. «Vogliamo il 20% dell'Irpef» MESTRE. Trecento sindaci provenienti
dal Veneto, una trentina dal Veneziano, parteciperanno oggi a Roma alla
«marcia» per ottenere il 20% del gettito Irpef riscosso sul territorio. Ci sarà anche il presidente della Provincia, Davide Zoggia;
assente invece Massimo Cacciari. La protesta, nata per cercare di arginare i
danni causati dall'abolizione dell'Ici e dal taglio dei trasferimenti, si svolgerà
nelle strade della Capitale; il corteo arriverà davanti a Montecitorio.
CHIARIN A P
( da "Manifesto, Il" del 01-10-2008)
Argomenti: Province
C'è il Walter di
lotta, la sinistra lo aspetta Veltroni riscopre l'opposizione: Berlusconi dice
balle Pronta un'agenda per gli ex arcobaleno: elezioni e Cgil Daniela Preziosi
ROMA «Veltroni non può permettersi falli di reazione». Pierferdinando Casini
non perde occasione per ribadire che non pensa ad alleanze con il Pd. Ma anche
non perde occasione di richiamare all'ordine centrista il leader democratico.
Così ieri a Roma, davanti a un pubblico che la pensava come e meglio di lui,
quello dei cattolici della navata di Francesco Rutelli alla presentazione della
nuova corrente Persone e Reti: «La sinistra è sconfitta. Se si pensa di creare
un'alternativa a Berlusconi sul filone della sinistra politica, l'alternativa
non ci sarà mai». Il Veltroni di lotta e dipietrista non miete molti consensi
fuori dal perimetro democratico, dipietristi a parte. In realtà anche dentro
quel perimetro, viste i distinguo con cui centristi, cattolici e dalemiani
hanno accolto l'ultima svolta del segretario. Il fatto è che la stessa cautela
regna a sinistra. Il primo interrogativo è se il Veltroni radicalmente
antiberlusconiano durerà oltre la manifestazione del 25 ottobre. E comunque
l'antiberlusconismo non è tema che commuova la sinistra radicale, almeno quella
che guarda al Pd per la futura - anche se lontana - ricostruzione di
un'alleanza di governo. A luglio, con l'ex pm a piazza Navona c'era la
Rifondazione di Paolo Ferrero, e non quella di Nichi Vendola. Eppure il
Veltroni di lotta, se dovesse essere premiato dal successo di popolo della
manifestazione, e quindi consolidato alla guida del partito, potrebbe far
riaffiorare en plein aire il fiume carsico dei rapporti con alcuni ex
arcobaleno. Rapporti rarefatto, ma sin qui mai interrotti. Per esempio,
organizzando incontri mattutini con il leader di sinistra democratica Claudio
Fava, come il segretario Pd ha sottolineato pubblicamente un mese fa davanti
alla platea della festa di Firenze. Se il Veltroni di lotta quindi resistesse
oltre il giro di boa del
( da "Agi" del 01-10-2008)
Argomenti: Province
SI ATTENDE L'OK
DEGLI ENTI LOCALI FEDERALISMO: ECCO IL TESTO DI CALDEROLI Quotidiani online
Difesa oggiPolizia oggiStato oggi Stretta finale sul federalismo fiscale. Lo schema
di ddl, messo a punto dal ministro per la Semplificazione normativa, Roberto
Calderoli attende ora di conoscere il parere formale di regioni, province e comuni nella conferenza unificata calendarizzata
per domani. Sara' poi la riunione dell'esecutivo previsto per dopodomani ad
aprirgli le porte delle aule parlamentari. Nel nuovo testo molte delle proposte
emendative che nei giorni scorsi l'arcipelago delle autonomie avevava
sottolineato sono state accolte. In particolare, i Comuni avranno la compartecipazione
all'Irpef, l'addizionale, tributi propri e un fondo perequativo. Quanto alle
Province, ci sara' una razionalizzazione delle tasse sull'auto che sara'
interamente sostitutiva delle imposte attualmente esistenti. Nel provvedimento
ci sara' anche l'attenzione per le richieste avanzate delle regioni a statuto
speciale, nel quale si specifica che a fronte dell'assegnazione di nuove
funzioni, si definiranno modalita' di finanziamento attraverso forme di
compartecipazione a tributi erariali propri e alle accise. Ma sull'avallo di
Regioni, Province e Comuni ci sono ancora alcuni nodi da sciogliere. Garanzie
sulle risorse per la sanita', come chiesto dai presidenti di regione. E i rimborsi per i comuni, circa i minori trasferimenti subiti
per la sovrastima dell'Ici sui fabbricati rurali, per quella dei risparmi in
tema di 'costi della politica', nonche' per il totale reintegro delle entrate
venute meno con la abolizione dell'Ici sulla prima casa. (
( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 01-10-2008)
Argomenti: Province
Licenza di caccia al
sindaco Gobbo Processo con rito abbreviato per il dirigente della Provincia
(S.Z.) Nell'udienza preliminare davanti al gip Gianluigi Zuglian del Tribunale
di Treviso - pm Antonio De Lorenzi - il giudice ha accolto la richiesta di rito
abbreviato avvanzata dall'avv. Massimo Malvestio, difensore del responsabile
dell'Ufficio Caccia della Provincia di Treviso, Paolo Pagnani di Casier, in
merito al rilascio della licenza di caccia al sindaco di Treviso Gian Paolo
Gobbo. Pagnani è imputato del reato di abuso d'ufficio perché in veste di
presidente della Commissione per l'abilitazione alla caccia in data 20
settembre 2007 rilasciò al sindaco di Treviso il
certificato di abilitazione alla caccia nonostante l'esame si fosse svolto in
maniera irregolare, davanti ad una commissione formata da due soli membri,
anziché dai sei previsti dalla legge sulla caccia. L'udienza processuale si
terrà il 13 novembre. Il giudice poi ha respinto la richiesta della Lega per
l'abolizione della caccia di costituirsi parte civile.
( da "Gazzettino, Il" del 01-10-2008)
Argomenti: Province
Roma NOSTRA
REDAZIONE Anche i Comuni avranno una ... RomaNOSTRA REDAZIONEAnche i Comuni
avranno una compartecipazione all'Irpef: lo conferma, a margine del convegno
del Pdl, il ministro Roberto Calderoli, determinato a portare dopodomani in
consiglio dei ministri, per l'approvazione definitiva, il disegno dei legge sul
federalismo fiscale, riveduto e corretto dopo le osservazioni delle autonomie.
Ecco la risposta, dice Calderoli, anche ai sindaci veneti che oggi manifestano
a Roma per chiedere il 20 per cento dell'Irpef a copertura dei buchi nel
bilancio aperti dall'abolizione dell'Ici sulla prima casa.Il ministro Calderoli
getta acqua sul fuoco: sono state accolte, sottolinea, le richieste dei Comuni,
che volevano garanzie su un «paniere» di tributi: la compartecipazione
all'Irpef, l'addizionale, i tributi propri e il fondo perequativo. «Tutto
questo - specifica il ministro - è previsto, d'accordo con le Regioni,
nell'ultima versione del testo, che prefigura un notevole aumento, in media
fino all'85 per cento, dell'autonomia impositiva comunale. E qui c'è anche la
risposta ai Comuni del Veneto che reclamano una percentuale dell'Irpef». Oggi
riceverà i manifestanti? «Non li ricevo - risponde Calderoli - perché non hanno
chiesto di essere ricevuti. Io dò risposte di contenuto. Io prevengo». Il
titolare della Semplificazione normativa mostra di considerare quantomeno
intempestiva la protesta: «Sono dieci anni che si parla di federalismo fiscale
- ricorda - adesso siamo sulla linea di arrivo, il principio della
compartecipazione è stato esteso anche ai Comuni con il beneplacito delle
Regioni, il testo è stato messo in equilibrio: mi pare un passaggio importante
che dà una risposta anche a sindaci veneti». Come dire, accontentatevi. Per
quanto riguarda i tributi propri delle Province, il governo intende specificare
che la base imponibile sarà legata alla circolazione degli autoveicoli. Le
Regioni avranno un'aliquota riservata dell'Irpef, addizionali, tributi propri,
tributi derivati eventualmente stabiliti dallo Stato.Tutto questo a regime.
Intanto Comuni e Regioni guardano al presente a battono cassa. L'Anci, in un
comunicato diffuso ieri, torna a chiedere «che nel prossimo Consiglio dei
ministri venga approvato il decreto per il rimborso, ai Comuni, dei minori
trasferimenti subiti per la sovrastima dell'Ici sui
fabbricati rurali, per quella dei risparmi in tema di "costi della
politica", nonché per il totale reintegro delle entrate venute meno con la
abolizione dell'Ici sulla prima casa». L'Associazione preannuncia inoltre che,
«finché non ci sarà questa certezza, non parteciperà alle riunioni della
Conferenza unificata per discutere di federalismo fiscale». I Presidenti
delle Regioni, invece, saranno ricevuti questo pomeriggio da Silvio Berlusconi,
per sciogliere il nodo del fondo sanitario 2010-2011 sottostimato - secondo i
Governatori - di 7 miliardi di euro. Con qualche riluttanza, il lombardo
Roberto Formigoni ammette che l'obiettivo di ottenere un «parere positivo
all'unanimità» dalla Conferenza delle Regioni è «di fatto collegato» alla
trattativa sulla sanità. Il ministro Fitto (Affari regionali) è ottimista:
«Berlusconi e le Regioni si incontran oggi e mi auguro che ci sia una
convergenza di lavoro. Il federalismo è un provvedimento molto importante e
sono convinto che ci sarà un punto di convergenza. Con il federalismo fiscale -
conclude Fitto - si avvicinerà il livello decisionale ai cittadini e sono
convinto che possa essere un passaggio decisivo per tutto il Paese, in
particolare per il Mezzogiorno perché il testo garantisce livelli di
prestazioni conformi». Tuttavia, contrario ad aprire troppo i rubinetti è il
ministro del Welfare Maurizio Sacconi: «Credo - avverte - che sia stato
significativo da parte del governo, nel difficile contesto attuale, garantire
le stesse risorse del governo Prodi, più 170 milioni per la convenzione dei
medici di medicina generale e 400 milioni per evitare i ticket, pensare a
risorse aggiuntive per il 2009 non è compatibile con la finanziaria». E
aggiunge: «Non credo che la richiesta di altri fondi per il 2009 debba
determinare il fallimento del dibattito sul federalismo fiscale: non ci sarebbe
proporzione tra le due cose, vorrebbe dire che è una scusa».Il Carroccio è
concentratissimo nell'obiettivo di portare a casa il risultato e, dopo che
lunedì Calderoli su questo tema era arrivato a minacciare l'uscita dal governo,
ieri Umberto Bossi ha ribadito: «Se il federalismo passa il governo dura cinque
anni». Ed ha chiosato: Roma è ancora «ladrona» e lo sarà, appunto, «fino
all'approvazione del federalismo».Andrea Bianchi
( da "Virgilio Notizie" del 01-10-2008)
Argomenti: Province
Enti locali/
Alemanno: Sì all'abolizione delle province "Alleggerirebbe la pressione fiscale e snellirebbe la
burocrazia" postato fa da
( da "Stampa, La" del 02-10-2008)
Argomenti: Province
VEGLIA DEVERO.NO
ALLA GESTIONE PROVINCIALE La giunta del Parco preferisce la Regione Anche la giunta
del Parco Veglia Devero si schiera contro contro il trasferimento dell'ente da
Regione a Provincia. «Nessuna amministrazione è stata coinvolta nelle decisioni
preliminari - sottolinea Marco Piretti, presidente del parco -. che abbiamo
appreso soltanto a cose fatte». Secondo la giunta dell'ente, la proposta
contenuta nel Protocollo di intesa firmato da Regione e Provincia porterebbe ad
un declassamento del Parco e della Riserva naturale di Fondotoce, nonché
dell'istituendo Parco naturale dell'Alta Valle Antrona. «Altri parchi regionali
che insistono sul territorio del Vco non subiscono la stessa sorte anche se il
testo del protocollo recita diversamente» spiega Piretti. La
giunta dell'ente che ha sede a Varzo chiede che venga stralciato dal protocollo
l'affidamento della gestione delle aree protette di importanza regionale. «Con
l'abolizione degli enti di gestione dei parchi verrà perso un grande e
fondamentale patrimonio di esperienze e professionalità costituito dal
personale delle aree protette». Il passaggio di competenze rientra
nell'accordo firmato quest'estate da Bresso e Ravaioli per per dare maggiore
autonomia amministrativa al Verbano Cusio Ossola. Il l trasferimento del 90%
dei canoni idrici, del 30% sui canoni per l'utilizzo delle acque minerali e
l'intera partita che riguarda lo sconto benzina (oltre a competenze esclusive
su caccia, pesca e gestione delle aree protette) porterà circa 10 milioni di
euro all'anno nelle casse della provincia.
( da "Messaggero, Il (Civitavecchia)" del
02-10-2008)
Argomenti: Province
Giovedì
02 Ottobre 2008 Chiudi «Sono sempre stato favorevole all'abolizione delle
Province. Credo che sia una delle grandi riforme da portare avanti non solo per
alleggerire la pressione fiscale a carico dei contribuenti, snellendo tutta la
filiera della burocrazia e del costo della politica», ha ribadito il sindaco,
Gianni Alemanno.
«Non è una questione che riguarda specificatamente la Provincia di Roma -
continua Alemanno - ma ricordo, a questo proposito, che l'Eurispes ha
quantificato, a gennaio di quest'anno in oltre 10 miliardi di euro, il
risparmio che ne deriverebbe. Mi permetto, poi, di evidenziare che lo stesso
Veltroni, il 16 febbraio scorso, ha lanciato l'idea di abolire le Province
nelle aree metropolitane. Idea che, lo stesso giorno, è stata approvata dallo
stesso presidente Zingaretti. Credo, quindi, di essere in autorevole compagnia,
quando affermo che sia una strada percorribile». Pronta la risposta del
presidente della Provincia, Nicola Zingaretti «ho letto le dichiarazioni di
Alemanno. Stiamo cooperando in un Tavolo interistituzionale per affrontare
questo tema. Forse è stata più una battuta». L'assessore provinciale al
Bilancio, Antonio Rosati tiene a sottolineare: «Non è certo Alemanno a dover
ricordare al presidente Zingaretti, che è stato tra i primi a sposare questa
idea di cambiamento, l'importanza di un'innovazione che nessuno si è mai
sognato di portare avanti e di decidere da solo. Per ottenere questo risultato
sono fondamentali, però, un confronto serio e la piena condivisione dei tempi e
delle modalità di trasformazione. La bozza Calderoli è una buona base di
discussione che partendo da chi conosce il territorio prevede il mantenimento
delle province e la trasformazione e l'istituzione
delle aree metropolitane».
( da "Nazione, La (Umbria)" del 02-10-2008)
Argomenti: Province
CRONACA PERUGIA pag.
7 ?Tredicesima? anticipata per cento dipendenti L?ACCORDO COMUNE E SINDACATI
FIRMANO L?INTESA SUL FONDO. PREMI ARRETRATI DAL 2004 di CRISTINA BELVEDERE ?
PERUGIA ? IL CONSIGLIO provinciale vota all?unanimità l?abolizione del Cosap
(canone per l?occupazione permanente di spazi e aree pubbliche), applicato dal
1999, che rappresenta un'entrata di carattere patrimoniale (o extratributaria),
concepita come corrispettivo dovuto al proprietario del bene demaniale per
l'uso esclusivo dello stesso da parte di un concessionario. Il provvedimento è
stato approvato con 18 voti a favore, unificando i documenti presentati da
Luigi Andreani (Udc) e Lazzaro Bogliari (Pd), relativi al canone di occupazione
di spazi e aree pubbliche. «La decisione di abolire il Cosap ? ha spiegato
l?assessore al Bilancio Daniela Frullani ? è maturata da tempo all?interno
della Giunta. Questa tassa vede assoggettate al canone 7.900 persone, un numero
inferiore agli accessi presenti sulle strade provinciali; un dato oggettivo che
dimostra la complessità dell'applicazione del tributo». SODDISFAZIONE è stata
espressa dagli esponenti del Pdl in Consiglio provinciale (nella foto): «Oggi
si chiude una battaglia che è durata tre legislature e che ci ha visti
continuamente incalzare la maggioranza, a difesa dei diritti dei cittadini e
contro una tassa iniqua ? ha detto l?azzurro Ivo Fagiolari ?. L?abolizione del Cosap entrerà in vigore dal 1° gennaio 2009. Del
resto, non si capiva il motivo per cui un cittadino dovesse pagare per uscire
di casa. La Provincia non è mai riuscita né a regolamentare né a disciplinare adeguatamente
il pagamento di questa tassa che interessa tra i 15 e i 16mila utenti,
metà dei quali tuttavia inadempienti». «Anno per anno ? gli ha fatto eco Bruno
Biagiotti di An ? abbiamo incalzato questa maggioranza invitandola a non
applicare una tassa iniqua. Per ammissione dello stesso assessore Frullani in
sede di discussione del Bilancio ?07 era emerso che oltre il 50% degli utenti
non pagava, mentre sugli altri gravavano anche gli oneri degli adeguamenti
tariffari. Inoltre gli incassi erano praticamente pari alle spese, dovute al
personale e ai mezzi messi a disposizione dall?ente per i censimenti». «QUELLO
DELLA COSAP ? ha commentato Luigi Andreani (Udc) ? era un balzello che divideva
i cittadini di serie A da quelli di serie B». Tra i territori maggiormente
interessati alla Cosap vi è Spoleto in quanto, come fatto notare da Giampiero
Panfili (An), ha molte frazioni attraversate da strade provinciali: «In
quest?area ? ha ricordato ? abbiamo messo a punto un grande lavoro di
informazione, invitando i cittadini interessati a rivolgersi agli uffici
provinciali in quanto buona parte di essi avevano già subito delle
espropriazioni per l?ampliamento delle sedi stradali». Per Stefano Zuccarini
(Fi) è una battaglia dalla valenza politica: «In questo modo ? ha detto ? il
Pdl mostra come intende il governo dei territori e del Paese». Edoardo Alunni
(Fi) si è augurato che tutto ciò non cada nel dimenticatoio, mentre Giovanni
Ruggiano (An) ha fatto notare come «recentemente gli amministratori provinciali
tendano a sviare da problemi non ancora risolti, primo tra tutti quello degli
appalti».
( da "Gazzetta di Parma Online, La" del
02-10-2008)
Argomenti: Province
Il federalismo
fiscale domani in Consiglio dei ministri Pranzo a Palazzo Madama con Schifani e
i ministri leghisti e incontro a tarda sera a Palazzo Chigi con Berlusconi,
Tremonti e i governatori alla vigilia del primo via libera del governo al
federalismo fiscale. In ebollizione anche il fronte delle Regioni e dei Comuni.
Questi ultimi premono per il rimborso dei mancati introiti dell?Ici che già
figurano come voti nei bilanci approvati entro il 30 settembre ma che
materialmente devono ancora essere erogati. I sindaci veneti hanno poi
manifestato ieri a Roma per chiedere il trasferimento ai Comuni del 20%
dell?Irpef. La compartecipazione all?Irpef e tasse di scopo per i Comuni
dovrebbero figurare tra le novità dell?ultima versione del disegno di legge
preparato dal ministro Roberto Calderoli, insieme alla tassa sugli autoveicoli
per le Province e per le Regioni forme di compartecipazione a tributi erariali
e alle accise. Sono le novità introdotte dopo le richieste delle autonomie
locali ma il testo dovrà passare oggi l?esame della Conferenza unificata
Stato-Regioni che si riunirà oggi pomeriggio. In mattinata invece il presidente
Vasco Errani ha convocato poi stamane una seduta straordinaria della Conferenza
delle Regioni in vista del parere sulla legge. Il presidente dell?Anci Leonardo
Domenici ha annunciato che i Comuni non parteciperanno all?incontro col governo
se prima non avranno assicurazione che nella seduta del Consiglio dei ministri
di domani sarà approvato un decreto con il quale restituire agli enti locali il
miliardo e mezzo di euro di tagli sofferti per l?abolizione dell?Ici. Le
Regioni insistono invece per sciogliere il nodo sanità, 7 miliardi di fondo
sanitario e 440 milioni di euro per i ticket che mancano all?appello e senza i
quali è in forse anche il loro parere favorevole al disegno di legge. Umberto
Bossi, che ha preso parte alla colazione di lavoro offerta dal presidente del
Senato Renato Schifani, ha detto che il federalismo partirà dal Senato dove
sarà presentato il ddl sul federalismo fiscale. Ma Calderoli ha aggiunto che
federalismo fiscale e costituzionale procederanno in parallelo con
l?istituzione di una Camera delle Regioni che «segnerà la fine del
bicameralismo perfetto». «Schifani è estremamente coinvolto», ha detto
Calderoli ma collegare il federalismo fiscale ad altre riforme istituzionali
potrebbe allungare i tempi dell?iter del provvedimento. L'opposizione è molto
critica. Per Massimo D?Alema la bozza Calderoli «non è seria perché è solo una
dichiarazione di principi». «Finché non scopriranno carte e conti non so di
cosa discutiamo», attacca l?ex premier del Pd, «non è scritto quali tasse ci
saranno, quali quote e quali garanzie per l?unità del paese. Il governo dice
che ci guadagneranno tutti ma questo non è possibile». Ma Calderoli replica a
D?Alema che si tratta di una legge delega e quindi «si basa sui principi e non
può contenere quei numeri che, invece, qualcuno continua a dare». Il Pd, in
tempi di severi tagli ai bilanci comunali e di abolizione dell?Ici, giudica uno
schiaffo per migliaia di amministratori locali la decisione del governo di
erogare al Comune di Catania 140 milioni di euro per salvarlo dal collasso.
«Finanziamenti a Catania e Roma: è questo il federalismo fiscale di Bossi e
Calderoli?», scrive il deputato del Pd, componente della commissione Bilancio
della Camera, Antonio Misiani, in una lettera aperta all?esecutivo firmata dai
deputati settentrionali del Pd. (Marina Maresca, Aga)
( da "Mattino, Il (Benevento)" del 01-10-2008)
Argomenti: Province
ACADEMY NEL GIRONE 2
CON ALTRI SEI TEAM Il Capri Sports Academy è inserito nel Girone 2 insieme con Geovillage
Club Olbia, Tennis Club Sarnico Bergamo, Torres Tennis «A. Bozzo» Sassari,
Società Tennis Bassano, Tennis Club Parioli Roma e Polisportiva Anzio. La prima
fase si concluderà domenica 23 novembre: accederanno ai play-off scudetto le
prime tre di ciascun girone. Potito Starace è numero 76 nel ranking Atp; in
basso a sinistra Roberto Russo presidente del Capri Sports Academy
( da "Italia Oggi" del 02-10-2008)
Argomenti: Province
ItaliaOggi
ItaliaOggi - Rapporto Business Travel Numero 234, pag. 33 del
2/10/2008 Autore: di Massimo Galli Visualizza la pagina in PDF
Come le società specializzate e le compagnie aeree costruiscono le loro
offerte Trasferte, l'azienda é servita Dalle prenotazioni last minute al
controllo delle spese Prodotti e servizi, ma anche offerte speciali riservate a
chi viaggia per lavoro: un universo variegato e in continua evoluzione. A
cominciare dalle società specializzate che, per conto delle aziende,
organizzano e gestiscono il business travel. Carlson wagonlit travel (Cwt)
mette a disposizione, tra l'altro, un portale per prenotare e monitorare i
viaggi; a breve sarà lanciato in Italia Cwt Freedom, che permetterà di ricevere
informazioni, prenotazioni, orari e variazioni su telefono cellulare o palmare.
A questo si aggiunge una soluzione per la sicurezza (Cwt Guardian) per l'invio
di avvisi di emergenza 24 ore su 24 e per rintracciare i dipendenti in
qualunque parte del mondo. Uvet American express ha elaborato Dynamics travel,
suite di servizi che consente di informarsi o prenotare in meno di un minuto,
ovunque ci si trovi, attraverso un cellulare o via internet. Un prodotto
realizzato in collaborazione con Brain force, system integrator che aiuta Uvet
a interagire con i propri clienti all'insegna della multicanalità. Sempre in
casa Uvet, Web Report è uno strumento di controllo e contenimento dei costi,
riservato ai travel manager. In casa Bcd travel si punta su nuovi servizi, come
la consulenza legata alle note spese per le trasferte aziendali, con
l'obiettivo di razionalizzare i costi: esistono già strumenti che automatizzano
questo processo, ma il valore aggiunto di Bcd è la consulenza per arrivare al
risultato finale. Nell'ambito dell'offerta spicca Nuvola, programma di business
intelligence che mette sotto controllo qualsiasi tipo di spesa aziendale. La
torinese Cisalpina tours, oltre all'attività di affiancamento alle imprese
nell'organizzazione dei viaggi, ha puntato sui servizi all'interno degli
aeroporti. Sono disponibili due sale Vip negli scali di Torino Caselle e Roma
Fiumicino: un ritrovo esclusivo per i passeggeri, con open bar. Nell'offerta di
Cisalpina rientrano anche Atlante, un programma per l'attività gestionale
fornito da Siap, e il software Qlikview per la reportistica dettagliata dei
viaggi. Per quanto riguarda le compagnie aeree, la tedesca Lufthansa ha una
serie di prodotti ad hoc per la fascia business. In quella più alta si punta
sul concetto di mobilità à la carte: Lufthansa private jet consente di
spostarsi in Europa su un jet privato per Monaco, Francoforte e Zurigo, e da
qui proseguire con un volo intercontinentale Lufthansa o Swiss. Inoltre,
attraverso Star alliance company plus, programma di fidelizzazione dedicato
alle pmi, le aziende possono accumulare punti sul proprio conto per tutti i
voli effettuati da qualsiasi dipendente o collaboratore. Dal canto suo, Air
France-Klm segue una doppia strategia: da un lato la stipula di contratti ad
hoc con le grandi aziende, che prevedono tariffe particolari a seconda del
numero di voli e delle destinazioni; dall'altro, la tessera punti intestata
alle singole imprese, che permette di accumulare punti e usufruire di voli
gratuiti. Il vettore tedesco a basso costo Tuifly mette a disposizione delle
aziende clienti un sito dedicato, attraverso il quale prenotare i voli con le
tariffe concordate, gestire le prenotazioni ed effettuare il web check-in:
questo per chi sottoscrive un contratto corporate. Oltre a questo, sono state
predisposte tariffe flex che, per esempio, permettono di cambiare o annullare
la prenotazione gratuitamente fino a mezz'ora prima della partenza. Infine, la
compagnia finlandese Finnair ha varato una promozione, valida fino a metà
novembre, che prevede l'acquisto di due biglietti al prezzo di uno per tutte le
destinazioni asiatiche. Per accedere all'offerta occorre iscrivere la propria
azienda al corporate programme, studiato per le esigenze delle pmi. In questo
modo si accede a sconti sulle tariffe flessibili.
( da "Adnkronos" del 03-10-2008)
Argomenti: Province
RIFORME: FINI, SI
DISCUTA DI PROVINCE MA NO ABOLIZIONE PREFETTI FEDERALISMO E' RIORGANIZZAZIONE
STATO NON SUO SMANTELLAMENTO ascolta la notizia commenta 0 vota 0 tutte le
notizie di POLITICA Verona, 3 ott. (Adnkronos) - "In tema di riforme si
puo' anche discutere della possibile abolizione delle province, ma nessuno pensi di cancellare
i prefetti, che rappresentano lo Stato". Lo ha detto il presidente della
Camera Gianfranco Fini parlando nel corso di una manifestazione pubblica a
Verona. "Il federalismo -ha aggiunto- non e' lo smantellamento dello
Stato, ma e' la riorganizzazione dello Stato. E i prefetti garantiscono
il coordinamento, il controllo del territorio. Ci sono gangli vitali che
possono essere riformati ma non possono essere cancellati".
( da "Virgilio Notizie" del 03-10-2008)
Argomenti: Province
Federalismo/ Fini:
Nessuno pensi di eliminare prefetti Rappresentano lo Stato postato fa da
( da "Stampa, La" del 04-10-2008)
Argomenti: Province
IL CENTRODESTRA il
caso Le manovre per le elezioni del 2009 Nessun altro nome, saltano le primarie
Il Pdl indicherà il suo candidato prima di Natale Provincia, il Pd ricandida
Saitta ALESSANDRO MONDO Ora tocca al centrodestra fare la sua mossa. Cosa che,
hanno spiegato Agostino Ghiglia e Caterina Ferrero al battesimo del
Coordinamento provinciale del Pdl, avverrà entro Natale con la presentazione di
un candidato per scalare la Provincia alle elezioni provinciali del 2009. Ieri
il Partito democratico ha fatto la sua ricandidando per acclamazione Antonio
Saitta. La posta in palio è il secondo mandato dopo quello conquistato nel 2004
battendo Franco Maria Botta - assessore regionale all'Urbanistica in quota Udc,
poi passato a Forza Italia -, con un distacco di quasi venti punti. Allora finì
51,8 contro 32,1. Questa volta un successo al primo turno non è così scontato.
L'investitura ufficiale è avvenuta ieri pomeriggio da parte delle tre
assemblee: cittadina, provinciale, Ivrea-Canavese. Presenti i vertici del
partito. Presente Mercedes Bresso. Assente giustificato il sindaco Chiamparino.
Tutti d'accordo: il che, trattandosi del Pd piemontese, è già un risultato. La
mozione, proprio perchè unitaria, non è stata nemmeno messa ai voti. Scelta
scontata, quella di Saitta. Nonostante qualche increspatura la scorsa primavera
- «Potrebbe essere il candidato ma molto dipenderà dal contesto», frenò il
presidente del Consiglio regionale Davide Gariglio (ieri ha avuto un lungo
incontro con il presidente) - il Pd non ha mai espresso candidature
alternative. Quanto è bastato per escludere il ricorso alle primarie (in
compenso circola un documento che le propone per i collegi). Sempre a proposito
di primarie, il 17 e il 18 ottobre anche in Piemonte si svolgeranno quelle per
eleggere il segretario nazionale dei Giovani Democratici. In mattinata il
segretario regionale Gianfranco Morgando, illustrando la mobilitazione in vista
della manifestazione nazionale contro il Governo prevista il 25 ottobre a Roma
sui temi del caro vita, dei salari e della scuola (dal Piemonte partiranno in 5
mila), ha anticipato la reinvestitura: «Non ci sono nomi alternativi a Saitta».
Il quale è intervenuto snocciolato dati e numeri. In particolare quelli degli
investimenti: 480 milioni dal 2004. Di questi, 350 per scuole e strade, 98 di
contributi ai Comuni,
( da "Repubblica, La" del 02-10-2008)
Argomenti: Province
Pagina V - Firenze
Pietre sconnesse, crepe nell´asfalto, cantieri mal segnalati: aumentano gli
incidenti, un milione l´anno di risarcimenti Buche, tre denunce al giorno il
cittadino batte cassa in Comune ERNESTO FERRARA Strade groviera, che incubo.
Ogni giorno a Palazzo Vecchio arrivano tre richieste di risarcimento per danni
a persone, motorini o autovetture causati da buche, transenne, cantieri non
segnalati e strade malmesse. In media, negli ultimi 5 anni, sui tavoli degli
uffici comunali sono piombate mille denunce all´anno per sinistri causati dalle
condizioni degradate delle strade cittadine. In tutto, dal 2004 ad oggi, oltre
4 mila. E la Fondiaria Sai, la società di assicurazioni a cui si è affidato il
Comune di Firenze, sborsa un milione di euro l´anno come risarcimento. E´ un
trend costante negli ultimi anni: nel 2004 le denunce furono 720 e 706 invece
sono state nel 2005. Il picco più alto si è registrato nel 2006, con ben 926
denunce, 880 sono state invece le richieste danno del 2007. E l´anno in corso
conferma l´andazzo: al 31 luglio 2008 sono state già 619 le denunce per
sinistri stradali presentate da privati al Comune, quasi tre al giorno. C´è chi
cade col motorino perché sbanda a causa dell´avvallamento, chi si sbuccia il
ginocchio perché non vede la buca troppo profonda, chi graffia l´auto su quella
transenna troppo sporgente, chi passeggia in bici in via di Novoli, finisce in
un cratere lungo
( da "Repubblica, La" del 02-10-2008)
Argomenti: Province
Pagina XXII -
Bologna "Redacted" in visione gratuita la guerra in Iraq di De Palma
Doppio appuntamento in Cineteca con una lezione pomeridiana e una proiezione
serale. Alle 18 nella Sala Cervi (via Riva di Reno, 72) Gino Ruozzi parla su
«Guareschi narratore del Po» nel 60° anniversario della pubblicazione di due
volumi dell´autore emiliano, capisaldi della sua produzione e complementari tra
loro: «Lo zibaldino», «storie assortite vecchie e nuove», come recita il
sottotitolo, e i racconti di «Mondo piccolo» (divenuti successivamente Don
Camillo). Contemporaneamente resta aperta la mostra «Le burrascose avventure di
Giovannino Guareschi nel mondo del cinema» nella sala espositiva della Cineteca
(lu-ve 9-17, sa e do 10-18). Alle 22.15 al Cinema Lumière viene invece
proiettato il film «Redacted», un feroce ritratto della guerra irachena firmato
da Brian De Palma. La pellicola, che narra di un brutale stupro consumato per
noia da una pattuglia di soldati americani ai danni di una giovane irachena, è
stata premiata con il Leone d´Argento a Venezia nel 2007 e poi rifiutata dalle
distribuzioni, proprio a causa di una scomoda ricostruzione del conflitto nella
quale i «buoni» non sembrano stare tutti dalla stessa parte. Ingresso gratuito
fino a esaurimento posti. (c. pil.)
( da "Repubblica, La" del 04-10-2008)
Argomenti: Province
Pagina 6 - Interni
Sì del governo al federalismo Tremonti: riforma storica Il Pd: un regalo alla
Lega. Tra due anni i decreti Fini: nessun rischio per l´unità nazionale. Gelo
sull´ipotesi di Berlusconi al Colle SILVIO BUZZANCA ROMA - Un fatto «storico»,
un momento «epocale». Il Consiglio dei ministri ha approvato ieri mattina il
disegno di legge delega sul federalismo fiscale. Adesso la palla passa al
Parlamento che dovrà dare il suo via libera entro la fine dell´anno. La riforma
sarà infatti presentata come collegato alla Finanziaria. Poi il governo avrà
tempo due anni per emanare i decreti legislativi e riempire di contenuto il
provvedimento. Infine ci saranno cinque anni di tempo per la transizione al
nuovo modello. All´alba del 2015 tutto dovrebbe andare a regime. Silvio
Berlusconi alla fine si dice «soddisfatto» del via libera del Cdm. Più
trionfali i toni di Giulio Tremonti. «E´ stato straordinario avere ieri il
consenso di Regioni, Comuni e Province, quella del federalismo fiscale è una
riforma storica. Ora dobbiamo costruire una banca di dati condivisi». Anche
Roberto Calderoli punta sul grande risultato di avere convinto Regioni,
Province e Comuni. Ma governatori e sindaci sono molto più cauti. «Le regioni
vogliono il federalismo fiscale ma non vogliono "bufale"», ammonisce
Vasco Errani. Secondo il presidente della Conferenza delle Regioni, «il varo
del disegno di legge delega sul federalismo fiscale è solo il primo passo di un
cammino lungo e impegnativo e i toni da propaganda allontanano dalla meta».
Dello stesso tenore il commento dell´Anci. «E´ un testo generale e generico. Si
entrerà nel merito con l´attuazione dei decreti legislativi, un iter che va
tenuto sotto controllo», spiega il presidente dei sindaci Leonardo Domenici.
Anche il giudizio del Pd e dell´Udc è sospeso in attesa di vedere le cifre.
«Allo stato delle cose sembra più una concessione alla Lega piuttosto che un
disegno compiuto e unitario di riorganizzazione dello Stato», commenta Walter
Veltroni. Anna Finocchiaro spiega: «Il progetto è più che altro una bandiera,
un testo contraddittorio e pasticciato di cui non si capiscono i tempi di
attuazione e soprattutto i costi». E Francesco Rutelli, aggiunge: «Per essere
convinti di questo federalismo bisogna conoscere i numeri che ancora non si
conoscono. Bisogna sapere chi paga, chi ci guadagna e chi ci rimette». Per
Ferdinando Casini concorda: «Un federalismo senza numeri è un non federalismo,
è un rinviare la risposta alle calende greche». A sinistra, Rifondazione non
contesta la portata storica dell´evento. «Si tratta, infatti, di una storica
fregatura, per gli italiani, talmente "storica" che, purtroppo, il
nostro paese la pagherà a lungo», dice il leader Paolo Ferrero. Un giudizio
positivo arriva invece da Gianfranco Fini che non vede nel progetto «alcun rischio di rottura dell´unità nazionale». Il presidente
della Camera avverte però: «In tema di riforme si può anche discutere della
possibile abolizione delle province, ma nessuno pensi di cancellare i prefetti, che rappresentano lo
Stato». Dopo le polemiche dei giorni scorsi con il Cavaliere sull´abuso dei
decreti e il ruolo del Parlamento, Fini non ha invece voluto commentare
l´ipotesi dell´ascesa del Cavaliere alla presidenza della Repubblica
limitandosi a dire: «Il presidente della Camera legge i giornali e tiene per sè
le sue valutazioni, non le esprime pubblicamente».
( da "Corriere della Sera" del 02-10-2008)
Argomenti: Province
Corriere della Sera
- MILANO - sezione: PRIMA P
( da "Secolo XIX, Il" del 04-10-2008)
Argomenti: Province
Quale Italia vedràil
federalismo fiscale? massimo baldini Il disegno di legge delega sul federalismo
approvato ieri dal Consiglio dei Ministri non contiene novità sostanziali
rispetto alle precedenti versioni. L'aspetto che più colpisce è la somiglianza
dei suoi principi generali con quelli dei progetti di riforma elaborati dal
vecchio governo Prodi. In breve, si stabilisce il superamento del modello della
finanza derivata, in cui ogni ente riceve trasferimenti dal centro sulla base
della spesa storica, a favore di un modello di autonomia impositiva in cui gli
enti sono dotati di tributi propri con spazi di manovra nel fissare aliquote e
basi imponibili. Gli enti locali dovranno essere messi nelle condizioni di
erogare servizi a costi standard, uguali per tutti. Le regioni povere, con
insufficiente capacità fiscale, riceveranno trasferimenti da un fondo
perequativo gestito dallo Stato per garantire i livelli essenziali delle
prestazioni, valutati ai costi standard. In questo modo si dovrebbero anche
punire i politici inefficienti, qualora non fossero in grado di garantire ai
propri cittadini questi livelli essenziali. Tutti principi condivisibili. Ma
qui cominciano i problemi. Il testo del disegno di legge è infatti molto
generico, e di fatto non va molto oltre le enunciazioni astratte. Ne è una
prova il tempo molto lungo lasciato al Governo (dopo l'approvazione del disegno
di legge) per emanare i decreti legislativi: ben due anni, a cui poi farà
seguito un periodo transitorio per l'entrata a regime del nuovo sistema di
almeno cinque anni. Chissà quali saranno le condizioni del nostro paese tra
otto-dieci anni, quando lo schema abbozzato nel ddl dovrebbe entrare pienamente
in vigore. Tutto il succo è quindi ancora da scrivere, in particolare: quali
sono i tributi propri che le Regioni e gli enti locali potranno istituire? Con
quali gradi di libertà? Come saranno definiti i livelli essenziali delle
prestazioni in sanità, istruzione, assistenza e trasporto locale? Ad un livello
minimale o generoso? Non si tratta proprio di dettagli. Per ora domina
l'effetto annuncio: un cittadino disattento può avere l'impressione che la
riforma federale sia già stata varata, invece siamo ancora ai principi non
controversi. Ma questo unanimismo non è destinato a durare. Il processo di
riforma federalista è guidato dalla Lega, che vuole ridurre il flusso di
risorse da Nord al Sud, quindi il risultato sarà un aumento delle
diseguaglianze tra le aree del paese. Già oggi l'Italia è il paese europeo con
le maggiori differenze nei redditi medi regionali. Il concetto di federalismo
solidale è un po' una contraddizione in termini, perchè il federalismo ha
proprio il senso di esaltare le differenze tra gli enti locali, in modo da
riflettere meglio le preferenze dei rispettivi cittadini. Il problema
redistributivo, quindi, diventerà ben presto centrale. Visto il peso
dell'elettorato meridionale nel sostegno al governo, è probabile che si arrivi
ad un federalismo molto blando, che non metterà a rischio le poltrone dei tanti
politici incapaci che abbiamo in Italia. Proprio ieri il governo ha regalato al
Comune di Catania 140 milioni di euro (cioè 6 euro da ogni famiglia italiana)
per ripianare il deficit provocato da una gestione fallimentare, ma nessun
amministratore locale si è dimesso. Non proprio un buon viatico per il varo di
un serio federalismo fiscale. Nel conformismo generale, passano
inoltre sotto silenzio nodi che invece meriterebbero grande attenzione: nessuno
discute più dell'abolizione delle Province, o dell'accorpamento dei piccoli
Comuni, o della assurdità di avere 20 Regioni in una nazione piccola, con costi
burocratici altissimi e con il rischio aggiuntivo del proliferare di tante caste
politiche locali. Infine, resta l'assurdità della abolizione dell'Ici,
pilastro della finanza locale in tutti gli Stati federali. 04/10/2008
( da "Corriere Alto Adige" del 02-10-2008)
Argomenti: Province
Corriere dell'Alto
Adige - BOLZANO - sezione: 1ASPORT - data: 2008-10-02 num: - pag: 12 categoria:
REDAZIONALE Tennis Seppi, una debacle inattesa In Francia vince Mannarino
BOLZANO — Andreas Seppi si arrende al francese Mannarino: esordio amaro per il
tennista altoatesino, numero uno italiano, nel tabellone principale dell'«Open
de Moselle», torneo Atp da 370mila euro, di scena fino al 5 ottobre a Metz, in Francia.
In 1 ora e 12 minuti l'altoatesino, accreditato come sesta testa di serie, è
stato sconfitto per 6-4, 6-2 dal qualificato francese Adrian Mannarino. Tra
Seppi, numero 28 nella classifica Atp, e il tennista di Soizy, n. 181 del
mondo, non c'era nessun precedente. Per il caldarese una debacle del tutto
inattesa.
( da "Resto del Carlino, Il (Ravenna)" del
02-10-2008)
Argomenti: Province
RAVENNA CRONACA pag.
5 LA POLIZIA municipale di Russi ha indagato due cittadini moldavi di 23 e 24
anni perché trovati... LA POLIZIA municipale di Russi ha indagato due cittadini
moldavi di 23 e 24 anni perché trovati a bordo di una Fiat Coupe nera
?fantasma?. Una verifica sul numero del telaio hanno consentito di accertare
che la Coupe era stata avviata alla demolizione dal precedente proprietario che
aveva rottamato le targhe. I due moldavi, regolari e residenti a Russi, devono
averla acquistata nel momento in cui l?auto, invece di andare dallo
sfasciacarrozze, è entrata nel mercato clandestino delle auto destinate all?Est
europeo. Non solo. Durante i controlli dei documenti, gli agenti della
Municipale di Russi hanno anche scoperto che eerano contraffatte anche la carta
di circolazione e l?assicurazione. Il veicolo è stato quindi sequestrato ai
fini della confisca e i due moldavi, oltre a esser stati sanzionati con una
multa da mille euro, sono stati indagati a piede libero
( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del
02-10-2008)
Argomenti: Province
VETRINA METROPOLI
pag. 14 Schiaffeggiato per una battuta sui napoletani ? MINERBIO ? «GUARDA QUEL
CASSONETTO stracolmo di rifiuti, sembra di essere a Napoli»». Sono state le
ultime parole di un 24enne, residente a Baricella, prima di essere aggredito.
E? successo l?altra sera, all?uscita di un bar a Minerbio, dove il ragazzo è
stato colpito dagli schiaffi di due coetanei napoletani. Il giovane aveva
ironizzato sul fatto che i rifiuti straboccassero da un cassonetto, prendendo
come esempio il problema dello smaltimento a Napoli. I due napoletani non hanno
gradito la battuta e, prima si sono avvicinati con fare minaccioso, poi lo
hanno colpito alla testa con degli schiaffi. Il giovane aggredito è stato
soccorso dagli amici che hanno assistito alla scena. La storia ovviamente, ha
fatto il giro del paese, ma il ragazzo ha deciso di non sporgere denuncia. «Era
buio ? ha spiegato agli amici ? non so chi sono quei due. Non volevo
offenderli, era soltanto un modo di dire. Ma non hanno voluto sentire ragioni e
mi hanno colpito. Se pensano che così la gente parli bene di Napoli, si
sbagliano». Matteo Radogna
( da "Giornale.it, Il" del 04-10-2008)
Argomenti: Province
n. 238 del
2008-10-04 pagina 8 Addio pacchia di Stato Comuni e Regioni cammineranno da
soli di Gian Maria De Francesco Il governo vara il disegno di legge che riforma
i trasferimenti agli enti locali. Sarà ineleggibile chi non amministra bene.
Trovati i soldi per Roma, Catania e l'abolizione dell'Ici.
Tremonti: riforma epocale da Roma «Quella del federalismo fiscale è una riforma
storica». Il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, non si è certo mascherato
dietro un velo di falsa modestia. Il ddl delega approvato ieri in Consiglio dei
ministri ha una portata epocale e come ha detto lo stesso titolare del Tesoro «sarà
nel bilancio dei Comuni che ognuno potrà leggere come è amministrato». Qual è
la principale conseguenza del provvedimento che rivoluziona il sistema fiscale
oltre a dare piena attuazione alla riforma costituzionale del 2001? È la
responsabilizzazione dei centri di spesa locali e il controllo diretto dei
cittadini sulle amministrazioni. Autonomia. Di fatto finisce l'epoca della
finanza derivata in base alla quale le Regioni e gli altri enti locali ricevono
la maggior parte delle loro risorse dallo Stato senza alcun controllo sulla
qualità della spesa e su eventuali inefficienze e sprechi. Con l'entrata in
vigore del federalismo fiscale (che sarà regolato da due decreti legislativi da
emanarsi entro due anni dall'entrata in vigore della legge) gli enti locali
saranno autonomi e responsabili e potranno imporre tributi finalizzati al
finanziamento delle funzioni loro attribuite. Le spese non saranno libere. Il
criterio della spesa storica sarà sostituito da quello dei costi standard,
ovvero saranno fissati parametri di costo per ogni servizio offerto dalla pa.
Meno Stato. L'autonomia impositiva delle Regioni (istituti dotati di potestà
legislativa) non comporterà un aggravio della pressione fiscale. Il ddl prevede
l'esclusione della doppia imposizione, fatte salve le addizionali locali, sulle
materie di competenza locale. Le maggiori risorse finanziarie derivanti dalla
riduzione delle spese determineranno una riduzione della pressione fiscale.
Infine sarà istituita una vera e propria cabina di regia (la Conferenza
permanente per il controllo della finanza pubblica) che dovrà verificare il
buon funzionamento dei processi. Rapporti. Le spese direttamente riconducibili
al vincolo costituzionale riguardano i settori della sanità, dell'assistenza e
dell'istruzione. Per ognuno di questi settori saranno fissati dei costi
standard associati ai livelli essenziali. Il trasporto pubblico locale, non
ricompreso in questi ambiti, sarà comunque finanziato in maniera adeguata. In
particolare, le Regioni disporranno per i finanziamenti delle spese di tributi
propri, di un'aliquota o addizionale Irpef e della compartecipazione regionale
all'Iva. Anche i Comuni potranno imporre tributi propri, partecipare all'Irpef
e fissare tributi di scopo legati a flussi turistici o alla mobilità urbana.
Perequazione. È prevista l'istituzione di un fondo perequativo da assegnare alle
Regioni con minore capacità impositiva (cioè dotate di minore capacità fiscale
per abitante anche perché meno popolose). Idem per le Province e le città
metropolitane. Lo status di capitale di Roma sarà finanziato con l'attribuzione
di un proprio patrimonio al Campidoglio. Premi e sanzioni. È prevista
l'introduzione di un meccanismo di premi e sanzioni per le amministrazioni più
o meno virtuose. Per i casi di dissesto finanziario è ipotizzata
l'ineleggibilità degli amministratori. Per quanto riguarda la transizione al
sistema dei costi standard il periodo è di 5 anni per le materie non
fondamentali. Decreto legge. Il Consiglio dei ministri ha poi approvato un
decreto legge contenente disposizioni urgenti per il riequilibrio economico e
finanziario di regioni ed enti locali. Il dl stanzia complessivamente 1,31
miliardi di euro, ha spiegato il ministro Calderoli. Finanziati l'abolizione
dell' Ici e del ticket e i Comuni di Roma (500 milioni) e Catania (134
milioni). © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano
( da "Guardian, The" del 03-10-2008)
Argomenti: Province
Low scores at the
pro-celebrity golf John Huggan at St Andrews The Guardian, Friday October 3
2008 Padraig Harrington hit a 67 on the first day of the Alfred Dunhill Links
championship. Photograph: Danny Lawson/PA Making sense of an event played over
three venues and containing 336 competitors is rarely straightforward, but on
the opening day of the eighth Alfred Dunhill Links championship one thing was
apparent: in real terms a birdie at Kingsbarns is worth less than a birdie on
the Old Course at St Andrews, which in turn does not have the value of a birdie
at Carnoustie. Whereas the five-under-par 67 of France's Thomas Levet was the
best anyone could manage at Carnoustie, six-under 66s from Marcus Fraser, Marc
Warren and Grégory Bourdy were the low rounds at St Andrews and the 64s shot by
Ross Fisher and Soren Hansen led the way at Kingsbarns, where 40 players broke
the par of
( da "Giornale.it, Il" del 04-10-2008)
Argomenti: Province
n. 238 del
2008-10-04 pagina 0 Addio pacchia di Stato, arriva il federalismo di Gian Maria
De Francesco Il governo vara il disegno di legge che riforma i trasferimenti
agli enti locali. Sarà ineleggibile chi non amministra bene. Trovati i soldi
per Roma, Catania e l?abolizione dell?Ici. Tremonti: riforma epocale Roma -
«Quella del federalismo fiscale è una riforma storica». Il ministro
dell?Economia, Giulio Tremonti, non si è certo mascherato dietro un velo di
falsa modestia. Il ddl delega approvato ieri in Consiglio dei ministri ha una
portata epocale e come ha detto lo stesso titolare del Tesoro «sarà nel
bilancio dei Comuni che ognuno potrà leggere come è amministrato». Qual è la
principale conseguenza del provvedimento che rivoluziona il sistema fiscale
oltre a dare piena attuazione alla riforma costituzionale del 2001? è la
responsabilizzazione dei centri di spesa locali e il controllo diretto dei
cittadini sulle amministrazioni. Autonomia. Di fatto finisce l?epoca della
finanza derivata in base alla quale le Regioni e gli altri enti locali ricevono
la maggior parte delle loro risorse dallo Stato senza alcun controllo sulla
qualità della spesa e su eventuali inefficienze e sprechi. Con l?entrata in
vigore del federalismo fiscale (che sarà regolato da due decreti legislativi da
emanarsi entro due anni dall?entrata in vigore della legge) gli enti locali
saranno autonomi e responsabili e potranno imporre tributi finalizzati al
finanziamento delle funzioni loro attribuite. Le spese non saranno libere. Il criterio
della spesa storica sarà sostituito da quello dei costi standard, ovvero
saranno fissati parametri di costo per ogni servizio offerto dalla pa. Meno
Stato. L?autonomia impositiva delle Regioni (istituti dotati di potestà
legislativa) non comporterà un aggravio della pressione fiscale. Il ddl prevede
l?esclusione della doppia imposizione, fatte salve le addizionali locali, sulle
materie di competenza locale. Le maggiori risorse finanziarie derivanti dalla
riduzione delle spese determineranno una riduzione della pressione fiscale.
Infine sarà istituita una vera e propria cabina di regia (la Conferenza
permanente per il controllo della finanza pubblica) che dovrà verificare il
buon funzionamento dei processi. Rapporti. Le spese direttamente riconducibili al
vincolo costituzionale riguardano i settori della sanità, dell?assistenza e
dell?istruzione. Per ognuno di questi settori saranno fissati dei costi
standard associati ai livelli essenziali. Il trasporto pubblico locale, non
ricompreso in questi ambiti, sarà comunque finanziato in maniera adeguata. In
particolare, le Regioni disporranno per i finanziamenti delle spese di tributi
propri, di un?aliquota o addizionale Irpef e della compartecipazione regionale
all?Iva. Anche i Comuni potranno imporre tributi propri, partecipare all?Irpef
e fissare tributi di scopo legati a flussi turistici o alla mobilità urbana.
Perequazione. è prevista l?istituzione di un fondo perequativo da assegnare
alle Regioni con minore capacità impositiva (cioè dotate di minore capacità
fiscale per abitante anche perché meno popolose). Idem per le Province e le
città metropolitane. Lo status di capitale di Roma sarà finanziato con
l?attribuzione di un proprio patrimonio al Campidoglio. Premi e sanzioni. è
prevista l?introduzione di un meccanismo di premi e sanzioni per le
amministrazioni più o meno virtuose. Per i casi di dissesto finanziario è
ipotizzata l?ineleggibilità degli amministratori. Per quanto riguarda la
transizione al sistema dei costi standard il periodo è di 5 anni per le materie
non fondamentali. Decreto legge. Il Consiglio dei ministri ha poi approvato un
decreto legge contenente disposizioni urgenti per il riequilibrio economico e
finanziario di regioni ed enti locali. Il dl stanzia complessivamente 1,31
miliardi di euro, ha spiegato il ministro Calderoli. Finanziati l?abolizione
dell? Ici e del ticket e i Comuni di Roma (500 milioni) e Catania (134
milioni). © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano
( da "Italia Oggi (MarketingOggi)" del
03-10-2008)
Argomenti: Province
ItaliaOggi
ItaliaOggi - Un professionista al giorno Numero 235, pag. 34
del 3/10/2008 Autore: di Federico Unnia Visualizza la pagina in PDF
La carriera e le passioni di Francesco Maria Renne,
commercialista e revisore dell'omonimo studio La mia meta è la trasparenza Ho
sempre avuto la passione per i conti, ho aperto il mio studio a soli 24 anni.
La vacanza ideale? In barca a vela Opera nel mondo delle norme e della
fiscalità, insegna nelle scuole di management, è consulente di primarie
istituzioni finanziarie. Ma il suo sogno, tradotto in formule, è la matrice
della trasparenza, creata con i colleghi dell'Osservatorio legislazione &
mercati (Olm) del Cuoa di Altavilla Vicentina. Francesco Renne, classe
( da "Nuova Sardegna, La" del 03-10-2008)
Argomenti: Province
Pagina 52 - Sport
«Comincia il campionato, finalmente» Domenica il Banco affronta il Pavia e
l'americano Whiting scalpita LEGADUE ROBERTO SANNA SASSARI. Vedere un americano
con la maglia del Banco per due anni di fila è una rarità. In pochi hanno
giocato due campionati a Sassari (Thompson, Comegys, Haynes, più Allen e Lang
che hanno totalizzato un anno e pochi spiccioli) e il record è di George
"Crazy" Banks, che per tre stagioni, anche se non tutte complete, ha
deliziato negli anni Novanta il pubblico con le sue schiacciate e i siparietti
con Michelini. E ancora oggi è difficile stabilire che cosa fosse più
divertente. A questo elenco si aggiunge Trent Whiting, che comincerà domenica
la sua seconda annata sassarese. Un record anche per lui: in sette stagioni
italiane, è la prima volta che non cambia squadra. «Ma è la terza di fila con
coach Cavina - puntualizza -, che ho seguito da Fabriano». - Sembra che ci sia
un feeling speciale tra voi. «A me piace lavorare con lui perché è un
allenatore che ti lascia giocare ma, allo stesso tempo, è uno dei pochi che
punta sui giovani e cura il gioco di squadra. è bello essere inseriti in una
concezione di squadra totale, non in un gruppo composto dia due americani e
otto italiani. Sono molto contento di essere rimasto, spero lo siate anche voi
a Sassari». - Ha firmato subito? «Ho detto dall'inizio alla società che la mia
prima scelta era Sassari. Ho dovuto aspettare un po' perché la dirigenza aveva
il problema di firmare con gli italiani, non appena la situazione si è
sbloccata abbiamo chiuso. Ero tranquillo, non avevo preso in considerazione
l'idea di prendere contatti con altre società». - è tornato e c'erano tante
facce conosciute... «L'anno scorso siamo stati benissimo, avevamo costruito un
bel gruppo. è per questo che siamo tornati». - Un giudizio sulla nuova squadra
dopo un mese e mezzo di allenamenti? «è una squadra che non può non piacere.
Anche perché il gm Pinuccio Mele e il coach scelgono sempre persone speciali,
guardano prima il lato umano e poi quello tecnico. Se costruisci un gruppo
partendo da questa idea, è facile star bene». - E della nuova stagione che cosa
pensa? Di sicuro non vi sottovaluteranno. «Adesso tutti pensano che ci
ripeteremo ma non sarà facile. è un campionato molto livellato, tutte le
squadre sono forti. L'anno scorso c'erano 6-7 squadre più forti rispetto alle
altre, stavolta bisognerà stringere i denti e combattere ogni domenica». - Già:
domenica si comincia. «Sto fremendo. Adoro il momento della partita, per me sei
giorni tra una e l'altra sono pochi. Non vedo l'ora di cominciare. Ai tifosi
dico che daremo il meglio di noi stessi e ci aspettiamo di trovare lo stesso
calore dell'anno scorso, quando il pubblico è stato il nostro sesto uomo e ci
ha dato una grande aiuto».
( da "Secolo XIX, Il" del 03-10-2008)
Argomenti: Province
Differenziata, Deiva
al topGenova ferma al 16,7 per cento raccolta rifiuti in liguria Genova. La
raccolta differenziata dei rifiuti in Liguria non funziona al meglio. Lo
testimonia la terza edizione del concorso "comuni ricicloni",
organizzata da Legambiente e Regione Liguria, che hanno premiato un solo comune
degli oltre 200 della regione. Si tratta di Deiva Marina (La Spezia), che con
il 42,52% raggiunge i nuovi termini di legge, indicati dall'ultima Finanziaria
al 40%. Legambiente e Regione evidenziano come «nei quattro comuni capoluogo
nessuno arrivi al limite, con performance davvero scarse»: Savona è prima con
il 23,6%, La Spezia seconda con 22,1%, Imperia terza con 19,7% e Genova ultima
con il 16,7%. Tutti e quattro sono retrocessi. Tra i comuni virtuosi, che
superano i precedenti limiti del decreto Ronchi, ci sono Busalla (Genova), con
il 38,5%, Carcare (Savona) con il 37,1%, Chiavari (Genova), con il 35,7%) e
Albenga (Savona) con il 35,5%. Sono in tutto nove,invece, i comuni che riescono
comunque a superare il 30%, quasi tutti nel genovese e nel savonese, oltre a
Deiva Marina. L'assessore regionale Franco Zunino ha spiegato che la Regione ha
impegnato cinque milioni per interventi per la riduzione alla fonte della
produzione dei rifiuti, l'incremento della raccolta differenziata e la
valorizzazione delle frazioni recuperabili. 03/10/2008
( da "Provincia Pavese, La" del 03-10-2008)
Argomenti: Province
Pagina 1 - Voghera
E' allarme razzismo Roma, cinese aggredito ROMA. Pestato a sangue in mezzo alla
strada, sotto gli occhi di più di un testimone, alle tre di ieri pomeriggio.
Una feroce aggressione a sfondo razziale che visto una banda di ragazzini,
alcuni dei quali già finiti in stato di fermo, infierire su un cinese che stava
aspettando l'autobus. Sono questi i contorni del nuovo agguato xenofobo. A
pagina 7
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
03-10-2008)
Argomenti: Province
Lettere &
Opinioni Pagina 342 Assemblea dei giornalisti --> I giornalisti dell'Unione
Sarda sono rimasti sorpresi e infastiditi, ieri mattina, leggendo l'adesivo
incollato alla prima pagina del giornale, che riportava la posizione di una
delle parti in causa nei referendum regionali. Sia nell'adesivo che nelle
pubblicità apparse nelle pagine interne, infatti, non appariva con sufficiente
chiarezza il fatto che si trattava di messaggi referendari a pagamento: si
poteva perciò ingenerare l'equivoco che si trattasse di indicazioni di voto del
giornale. Preoccupati per la possibile confusione fra informazione indipendente
e contenuti pubblicitari, i giornalisti hanno chiesto alla direzione il
rispetto delle indicazioni dell'Autorità garante per le comunicazioni. Riuniti
in assemblea, hanno chiesto per oggi e per il futuro il massimo del rigore
nell'evidenziare la distinzione fra informazione e pubblicità.
( da "Repubblica, La" del 03-10-2008)
Argomenti: Province
Pagina XVI - Palermo
Devi essere retto corretto e coerente La sua voce sono i pizzini, fogli di
carta arrotolati e avvolti nello scotch trasparente, bigliettini che spedisce
in ogni angolo della Sicilia. Con quell´italiano sgrammaticato, con quelle sue
parole ? ora sagge e dimesse, ora allusive e minacciose ? manda messaggi al
popolo di Cosa Nostra. Ha emissari dappertutto, che vanno e vengono dai suoi
covi. è il «ministero delle Poste» di Bernardo Provenzano. Contro le
insicurezze della tecnologia ? intercettazioni telefoniche e ambientali ? per
almeno quindici anni l´ultimo Padrino di Corleone affida tutte le comunicazioni
personali e di «relazioni pubbliche» solo ai suoi famigerati pizzini.
( da "Tirreno, Il" del 03-10-2008)
Argomenti: Province
Pagina 7 - Pisa
Concorso per chi ha meno di 35 anni è per giovani talenti artistici PISA. Alla
ricerca di giovani talenti, nei campi della scrittura, della pittura, della
fotografia e dei video. All'interno di un maxi-progetto promosso dall'Upi
Toscana (Unione Province d'Italia) e finanziato dal Ministero per la gioventù,
l'assessorato provinciale alle politiche giovanili lancia un concorso a premi
dal titolo "Giovani talenti cercasi". Il bando che la Provincia
pubblicherà per far emergere gli artisti in erba è sostenuto con 33mila euro.
«Le discipline creative - spiega l'assessore Manola Guazzini, insieme a
Pierpaolo Ianni e Marco Masomi della Consulta provinciale dei giovani - sono
quelle che meglio si prestano a unire memoria e idee innovative. Puntiamo in
particolare a stimolare la sperimentazione di espressioni orientate a leggere
il rapporto dei giovani con se stessi e la realtà che li circonda». Il bando si
articola in singoli concorsi, uno per ciascuna forma d'arte. Il primo riservato
a cortometraggi sul tema "Prevenire è meglio che curare", riferito a
situazioni come malattie (l'Aids ad esempio) e dipendenze (droga, alcol, fumo)
vissute con gli occhi dei ragazzi. Il secondo, di scrittura (prosa o poesia),
sul tema "Come tu mi vuoi", ovvero sulla visione che i giovani hanno
di se stessi, dei loro desideri, del loro benessere. Terzo concorso, di pittura
o foto, sul tema "La città si... cura", riferito alla percezione
dell'ambiente urbano. Può partecipare al concorso, individualmente o in gruppo,
chiunque sotto i 35 anni al 30 settembre prossimo. Le opere dovranno essere
consegnate entro le 12 del 30 novembre, a mano o via posta ordinaria, alla
Provincia. Gli elaborati saranno valutati da un'apposita commissione. Il
concorso video mette in palio uno stage formativo in una struttura del circuito
Unitec Anica (Associazione nazionale delle imprese cinematografiche e
audiovisive). Quello di scrittura offre ai vincitori la pubblicazione dei
propri testi a cura dell'amministrazione provinciale. La selezione per pittori
e fotografi prevede infine l'organizzazione di un'esposizione dei loro lavori
durante la Biennale dei giovani artisti, in programma nei primi mesi del 2009
su iniziativa del Comune di Pisa. Per informazioni: 050-929439 o
redazionegiovani provincia.pisa.it; bando on line sul sito
www.provincia.pisa.it (area giovani).
( da "Repubblica, La" del 03-10-2008)
Argomenti: Province
Pagina II - Bari
Operazione della polizia a Carbonara: nuovi escamotage Nascondevano droga in
garage insospettabili gli inquilini di via Venezia 73, sulla strada per il
cimitero di Carbonara, non immaginavano che il box sotto casa fosse un deposito
di droga, utilizzato dal clan Strisciuglio per stoccare hashish e cocaina prima
di distribuirle. Sono caduti dalle nuvole quando alle 23 di mercoledì gli
agenti della sezione antidroga della Squadra Mobile di Bari hanno fatto
irruzione nel garage, scoprendo 13 chili di sostanza stupefacente (12 di
hashish e uno di cocaina). Arrestati due incensurati ritenuti rispettivamente
il "custode" della roba, con ruolo attivo all´interno del clan, e
l´intestatario del box: Nicola Abbinante, 32 anni, di Bari, era nei pressi del
locale, mentre Antonio Giuseppe Calabrese, di 31, era nella sua abitazione.
Entrambi rispondono di detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio.
Calabrese sarebbe stato costretto ad "ospitare" la roba, come sempre
più spesso sta accadendo negli ambienti malavitosi. «Gli incensurati - ha
spiegato il questore Vincenzo Speranza - sono pagati dai clan o ricattati per
precedenti debiti contratti, anche di natura usuraia o semplicemente relativi a
dosi non pagate». La droga era nascosta in un sacco, ma soprattutto in un
cartone di quelli utilizzati per le spedizioni. Su uno dei lati dello
scatolone, alcune scritte a penna hanno indirizzato gli investigatori
sull´ipotesi che parte della sostanza contenuta fosse stata già piazzata: il
numero 25, poi trasformato in 15, accanto alla parola "chilogrammi"
fa ritenere che altri 10 chili fossero stati venduti. Allo stesso modo le frasi
"10 Mercedes" e "5 scorpione": sui panetti di hashish
infatti sono riportati simboli, utili anche a individuare la provenienza della
droga. Si va dal logo della Mercedes, allo scorpione, al panda, fino al
pesciolino, alla lisca di pesce e al teschio con le tibie incrociate. Nel
locale è stato trovato anche un blocchetto per appunti, a quadretti, sui quali
i responsabili del grosso spaccio avevano riportato la contabilità del
business. Alcune sigle, identificative dei clienti anche se in codice, sono ora
al vaglio degli inquirenti: tra gli altri, "Gis", "Leo",
"Negro", "Chelang", Straik" e "Bmw". C´era
persino un cognome con affianco la parola "maresciallo". La droga
arrivava dal Marocco e dal Sud America ed era destinata al mercato locale. Un
mercato sul quale si stanno modificando gli equilibri malavitosi: il movente
per l´omicidio di Marino Catacchio, freddato il 18 settembre scorso al
quartiere Libertà sarebbe riconducibile proprio a mire espansionistiche di un
boss degli Strisciuglio: l´uomo avrebbe avuto dai capi l´assenso a gestire zone
di spaccio, finora pertinenza esclusiva di Catacchio. Sarebbe stata questa la
causa di un litigio, culminato con l´esecuzione di Marino Catacchio. Novità
potrebbero arrivare dallo stub eseguito su un grosso pregiudicato del quartiere
e sulla vittima (per vedere se si era difeso), se non fosse che il prelievo non
è ancora stato portato dalla polizia scientifica al laboratorio specializzato
di Roma, proprio come quelli eseguiti il 21 luglio, subito dopo l´omicidio di
Giovanni Peschetola, a Bari vecchia. Sono passati oltre due mesi. (m.chia.)
( da "Resto del Carlino, Il (Rimini)" del
03-10-2008)
Argomenti: Province
RICCIONE E MISANO
pag. 14 S. Lorenzo ha la piazza domani l?inaugurazione Ma la ditta costruttrice
deve essere ancora pagata IL SOGNO di tanti sanlorenzini si è avverato. Dopo anni
di attesa, domani pomeriggio alle 18, sarà inaugurata la nuova piazza, nata
sulla parte dell?ex campo sportivo parrocchiale che la Curia ha ceduto al
Comune. A brindare con lo spumante ci saranno amministratori comunali, a
partire dall?assessore ai Lavori pubblici Alessandro Casadei, progettisti,
comitato d?area di San Lorenzo e il parroco don Tarcisio Giungi che per
quest?opera hanno lavorato in tandem. Il cin cin sarà condiviso pure dalla
ditta Zambelli che nonostante abbia finito i lavori nei tempi concordati, sarà
in parte pagata nel 2009. Il motivo? Come ricorda il sindaco Daniele Imola, in
banca il Comune ha 32milioni di euro che però non si possono prelevare per il
patto di stabilità. Un pugno nello stomaco per il primo cittadino che tanto
ringrazia l?impresa per la pazienza e comprensione dimostrata. Intanto la
piazza si animerà per la Festa della Famiglia, in corso fino a domenica. Dopo
l?inaugurazione, presenti i bambini di tutte le scuole che lanceranno in cielo
tanti palloncini con messaggi, si esibirà l?Accademia di danza e in serata
Genio & Pierrot. L?opera, progettata dall?architetto dei Lavori pubblici
Giovanni Morri, si estende su
( da "marketpress.info" del 03-10-2008)
Argomenti: Province
Venerdì 03 Ottobre
2008 4 OTTOBRE 2008 QUARTA GIORNATA DEL CONTEMPORANEO La Galleria d?Arte
Moderna Palazzo Forti, membro di Amaci, partecipa anche quest?anno alla
Giornata del Contemporaneo con alcune iniziative: la mostra Fermi tutti
dedicata a Roberto Barni, l?artista toscano di fama internazionale, del quale
sono esposte circa settanta opere tra dipinti e sculture, rimarrà aperta
gratuitamente al pubblico. Ingresso gratuito alla collezione permanente della
Galleria, rinnovata di recente nella sua veste espositiva. Confininfranti
-questo il titolo del nuovo allestimento- è un percorso nel mondo
contraddittorio dell?arte contemporanea, dove la molteplicità dei linguaggi -
dal digitale di Debora Hirsch e Nicola Vinci alla scultura di John Isaacs e
Quentin Garel alla più tradizionale tecnica pittorica di Massimo Kaufmann e
Matteo Sbaragli alle installazioni di Fabrizio Plessi e molti altri ? si
esprime con un gioco di assonanze e contrappunti in un circuito aperto tra
spazio, opera e fruitore. Alle ore 11. 00 e alle ore 16. 00 sono state
organizzate delle visite guidate gratuite alla mostra di Roberto Barni e alla
collezione permanente. Orario apertura Galleria d?Arte Moderna Palazzo Forti,
sabato 4 ottobre, 10. 30-19. 00 (chiusura biglietteria ore 18. 00). 4 Ottobre
2008 Quarta Giornata Del Contemporaneo I musei di Amaci e 800 luoghi dell?arte
contemporanea aprono al pubblico le loro collezioni per un?iniziativa unica
nello scenario internazionale 24 musei e 800 luoghi in Italia dedicati all?arte
contemporanea si apriranno gratuitamente per un giorno al pubblico: questi i
numeri della Quarta Giornata del Contemporaneo che si terrà sabato 4 ottobre
( da "Repubblica, La" del 05-10-2008)
Argomenti: Province
Pagina 29 - Commenti
LO SPOT FEDERALISTA AI TEMPI DELLA CRISI (SEGUE DALLA PRIMA P
( da "Unita, L'" del 05-10-2008)
Argomenti: Province
Federalismo, il Pd
vuole una bicamerale Le proposte dei democratici: una commissione che vigili
sull'applicazione delle norme di Simone Collini / Roma DICIOTTO P
( da "Datasport" del 03-10-2008)
Argomenti: Province
Al via la Legadue,
la favorita e` Varese (Galanda è il capitano di Varese) (AGM-DS) - 03/10/2008
9.27.29 - (AGM-DS) - Milano, 3 ottobre - In attesa di veder partire il massimo
campionato, e` la Legadue ad essere ai blocchi di partenza. Il torneo cadetto
vede al via diverse piazze importanti della nostra pallacanestro e si
preannuncia piuttosto equilibrato ed interessante. La presenza di Varese, il
ritorno nel basket che conta di Venezia e Roseto sono i temi piu` attesi di
questa stagione. La storica formazione lombarda, dopo la disastrosa
retrocessione dell'anno scorso, e` la favorita del campionato con una squadra
completamente rivoluzionata. Se il capitano Galanda e` una certezza, le stelle
di Pillastrini sono sicuramente Childress, Dickens e Nikagbatse (questi ultimi
due giunti dalla dissoluzione di Napoli). Alle spalle dei biancorossi, c'e` un
gruppetto di squadre che puntano alla promozione: si tratta di Reggio Emilia,
Casale Monferrato, Sassari e Brindisi. La formazione di Marcelletti ha avuto
dei problemi in preparazione, con piu` un po' di infortuni, ma con giocatori
del calibro di Melli (la giovane promessa piu` splendente del basket italiano),
Young e Fultz puo` cercare il primato. Lo stesso discorso vale per gli uomini
di Crespi: c'e` il problema del lungo stop di Ghiacci (tornera` nel 2009), ma
il trio straniero Dowdwll-Smith-Farrington e` di ottima qualita`. I sardi ed i
pugliesi sono forse un po' dietro, rispetto alle tre gia` citate, ma possono
produrre la sorpresa. Il Banco Sardegna ha mantenuto l'assetto della splendida
stagione scorsa, mentre l'Enel puo` contare su un allenatore esperto come
Perdichizzi, un'ottima squadra ed il pubblico piu` caldo di tutto il
campionato. Le altre squadre non staranno certo a guardare e con piazze e
squadre che non si accontenteranno di una semplice salvezza. Tra queste ci sono
sicuramente Jesi, Soresina, Livorno, Veroli e Venezia. Come detto, in
particolare, c'e` curiosita` per vedere il ritorno ad ottimi livelli della
formazione veneta, con giocatori come Green e Rombaldoni, e anche per Roseto,
in Legadue dopo aver comprato il titolo sportivo di Fabriano, a due anni dalla
scomparsa.
( da "Borsa(La Repubblica.it)" del 05-10-2008)
Argomenti: Province
Lo spot federalista
ai tempi della crisi I due temi hanno un sottofondo comune: la sovranità degli
Stati nazionali e il mercato. Dopo anni di liberismo e di
"deregulation" assistiamo ora ad un processo inverso: l'onda della
crisi mondiale ha messo in moto un processo di rinazionalizzazione
dell'economia. A Washington il Congresso ha finalmente approvato il
provvedimento di 700 miliardi di dollari (aumentato a 850 miliardi) voluto da
Bush per arginare la crisi del sistema bancario che nei giorni scorsi aveva
coinvolto Wall Street. A Parigi proprio in queste ore Sarkozy ha riunito le
delegazioni dei quattro maggiori Paesi dell'Unione europea per una risposta
comune e per sostenere le banche minacciate da illiquidità. Il punto sensibile,
ancora una volta, è il funzionamento dei sistemi bancari, inquinati dal virus
dei titoli-spazzatura. Ma c'è anche una pressione più che comprensibile a
consentire gli aiuti di Stato alle imprese e a rendere più flessibile il patto
europeo di stabilità. Nel frattempo, mentre il nostro premier e il nostro
ministro dell'Economia sono tra i più caldi fautori della rinazionalizzazione
economica, quegli stessi due personaggi danno l'avvio al federalismo fiscale.
Non c'è una notevole dose di incongruenza tra questi due processi così
difformi, almeno in apparenza? * * * Le Borse americane non hanno dimostrato
speciale entusiasmo per l'approvazione del provvedimento dei settecento
miliardi di dollari sebbene esso abbia arginato il panico che si stava
profilando sui mercati. La ragione d'un tale scetticismo è tuttavia spiegabile:
dipende dallo spettro sempre più visibile di una lunga recessione. Infatti
sembra imminente a Washington un ribasso del tasso di sconto; si discute se
sarà di mezzo punto o di tre quarti di punto. Anche in Europa il timore d'una
recessione-stagnazione è sempre più incombente. In Francia e in Spagna è già
una realtà; in Italia l'andamento del Pil sarà lo zero nell'anno in corso e
poco al di sopra dello zero nel 2009. Nonostante questa situazione la Banca
centrale europea nicchia ancora su una diminuzione del tasso di sconto sebbene
per la prima volta il presidente della Bce abbia aperto qualche spiraglio in
proposito rinviandone la decisione al prossimo novembre. Questa politica ha
dell'incredibile, come abbiamo più volte segnalato. Il tasso di sconto è ormai
da molto tempo fermo sul 4,25 per cento, più del doppio di quello americano.
Nelle intenzioni di Trichet un livello così elevato doveva servire a fermare
l'inflazione la quale però ha continuato ad aumentare. In pochi mesi siamo
passati nell'area Ue da meno del
( da "Gazzettino, Il (Pordenone)" del
05-10-2008)
Argomenti: Province
Trieste
Arrivano i soldi dell'Ici mancata. I circa 35 ... TriesteArrivano i soldi
dell'Ici mancata. I circa 35 milioni di euro assegnati dal ministero
dell'Interno al Friuli Venezia Giulia per ristorare i Comuni dai mancati
introiti dovuti all'abolizione dell'imposta sulla prima casa ariveranno a
giorni. «Ormai
è questione di giorni, una decina al massimo, perché le risorse si trovino
materialmente nelle casse dei Comuni», spiega Gabriella Di Blas, dirigente
della Regione. Ma quanti soldi spettano ai Comuni principali? Al primo posto
per densità abitativa e numero di prime case (ora divenute esenti da Ici)
figura Trieste con 9.421.896 euro, seguita da Udine con 2.930.872 euro,
Pordenone con 2.301.285 e infine Gorizia con 1,273.325. Considerando invece i
territori provinciali, la 'classifica' vede al comando la provincia di Udine
con 11.620.244 euro. Alle sue spalle si trova la provincia di Trieste con
10.834.407 euro, seguita dalle province di Pordenone
con 8.238.493 euro e Gorizia con 4.431.992 euro. Questi denari, tuttavia, non
rappresentano il rimborso complessivo, ma soltanto la sua metà.In regione
( da "Mattino di Padova, Il" del 04-10-2008)
Argomenti: Province
Pagina 3 - Primo
Piano Salasso addizionale Irpef il prelievo è raddoppiato stangata da 150 euro
a testa La «marcia» su Roma lascia irrisolti i problemi dei bilanci MASSIMO
NARDIN PADOVA. Il federalismo fiscale? Un fantasma, che diventa un incubo con
l'addizionale Irpef applicata dai Comuni, pari a 150 euro procapite. Un
prelievo raddoppiato o triplicato negli ultimi sette anni, in cambio di servizi
che spesso non si sono visti. E ora, con il taglio dell'Ici, i Comuni non sanno
più dove sbattere la testa dato che il governo ha tagliato drasticamente i
trasferimenti statali. A pochi giorni dalla «marcia» su Roma di 400 sindaci
veneti, (nella foto in alto a destra la delegazione padovana in partenza dalla
stazione Fs) scesi nella capitale per rivendicare il 20% del gettito Irpef
gestito direttamente dai Comuni, ecco il dossier sugli aumenti dell'addizionale
Irpef realizzato dal servizio fiscale Caaf della Cisl. E' dalla mappatura della
situazione che esplode l'urlo di denuncia del leader provinciale Cisl Adriano
Pozzato, pronto a sbattere sul tavolo dei 91 Comuni che applicano l'addizionale
Irpef, il dossier redatto dal sindacato con gli effetti delle aliquote sui
nuclei familiari meno abbienti: «Nessuno tocchi l'Irpef comunale, o guerra
sarà» attacca Pozzato. Che poi lancia un preciso appello ai sindaci alla
vigilia della predisposizione dei bilanci di previsione 2009: «E' fondamentale
aumentare la soglia delle esenzioni introducendo meccanismi di progressività. I
comuni attraversano una fase di grave difficoltà sotto il profilo finanziario.
Hanno dovuto rinunciare al gettito immediato derivante dall'Ici sulla prima
casa, mentre dal governo finora è arrivata solo la prima tranche di rimborsi.
Le amministrazioni potrebbero essere costrette ad agire ancora una volta sulla
leva tributaria e della fiscalità per far quadrare i conti o, peggio, a
tagliare i servizi». Uno scenario che non piace certo al sindacato di via del
Carmine: «Siamo pronti a collaborare per introdurre e rafforzare un sistema di
tutela dei redditi più bassi», ribadisce Pozzato. Entrando nello specifico dei
singoli casi comunali, emerge come su 104 centri urbani ben 13 non applicano
l'addizionale comunale. Quali sono? Carmignano di Brenta, Cittadella,
Fontaniva, Gazzo e Grantorto, Megliadino San Vitale, San Giorgio delle
Pertiche, San Martino di Lupari, San Pietro in Gu, Sant'Urbano, Trebaseleghe,
Villa del Conte e Villafranca. Quasi tutti disseminati nell'Alta Padovana. «Il
motivo», interpreta Pozzato «potrebbe essere legato al fatto che in quell'area
a nord di Padova c'è una situazione reddituale più elevata, con una ricchezza
più diffusa che porta come conseguenza un maggiore introito fiscale». Se
nell'analisi dal
( da "Gazzettino, Il (Padova)" del 05-10-2008)
Argomenti: Province
Dare un nuovo ruolo
alle Province L'abolizione ... Dare un nuovoruoloalle
ProvinceL'abolizione delle Province, si ricorderà, è stato un tormentone della
passata campagna elettorale, sbandierata da quasi tutti i candidati di sinistra
e di destra, ma più principalmente dalla destra, che a una sua vittoria, cosa
che è avvenuta, si sarebbe impegnata a tagliare la Provincia come principale
soluzioni per tagliare la spesa pubblica. A tutt'oggi non ne vediamo la
riforma. Che le province siano considerate ormai
inutili buchi neri che assorbono fondi, e le cui funzioni appaiono poco chiare
rispetto alle competenze di altri enti territoriali - comuni e regioni -
ritenuti decisamente i nuovi fulcri del Governo locale, sono ormai note a
tutti. Il grave problema, secondo il mio punto di vista è stata l'inerzia,
l'immobilismo politico e la mancanza di idee nell'accogliere la smisurata
crescita di domanda degli ultimi anni dei compiti degli enti locali, ma ancor
più nel creare un serbatoio di accumulo clientelare e politico di personale,
che ha aggravato ancor di più sullo sperpero di denaro pubblico (si veda pure
il caso Alitalia). Di qui la voragine dei conti dello Stato che pesa ancora una
volta sul cittadino comune con tasse e ancora tasse. Una seria riforma
dell'ordinamento delle autonomie locali in Parlamento avrebbe permesso di dare
ossigeno ad un ente locale ormai asfittico. Uno statuto come per la Regione
avrebbe permesso di rompere l'attuale uniformità legislativa. Uno statuto per
il Comune e uno per la Provincia che determini le attribuzioni di ogni singolo
ente. E poi una riforma che riguardi di precisare il ruolo della Provincia come
ente intermedio tra regione e comune, attribuendole compiti di coordinamento
dei quali ne è attualmente priva. In questi giorni col federalismo fiscale, la
destra sembra rimangiarsi la promessa delle elezioni ed è contro la chiusura
delle province, con un Bossi tutto propenso ad
enfatizzare la Provincia, con nuove tasse in accordo con la sinistra, restia a
non sconvolgere l'immobilismo burocratico. Dunque nessuna soluzione sembra
emergere, ancora una volta nella voragine dei conti pubblici. Quale soluzione?
Se proprio desideriamo tenerci le province, la soluzione
opportuna, sarebbe quelle di trasformarle; delegando ad esse una serie di
specifiche funzioni di coordinamento e controllo, e fornendo loro una capacità
effettiva d'intervento, liberandole da assessorati inutili, uffici e politiche
non certo consone o ridondanti alle aspettative del cittadino. La filosofia è
di non tagliare il tronco della pianta, ma sfrondarlo dei rami inutili in modo
che la linfa venga concentrata sulle parti produttive dell'albero. Questo è il
mio concetto. Se questo non fosse necessario, è quello di tagliare
drasticamente la Provincia demandando al Comune tutti i suoi compiti.Maurizio
BiancoMaseràGrazie al medicodi base, bravoe sensibileL'intento di questo
scritto nasce dalla voglia di raccontare come sia vero che una medaglia ha sempre
2 facce...se non di più. La nostra mamma, malata terminale e lasciata vivere
gli ultimi mesi nella dignità delle sole cure palliative ci ha fatto incontrare
in questo periodo di angosce tante tipologie di medici: dall'Oncologo che è
meglio sempre provare a far qualcosa ma che ha comunque il buon gusto di non
farti sentire in colpa se decidi diversamente, al Medico del Pronto Soccorso
che quando spieghi che non hai voluto usare metodiche invasive vista
l'inutilità delle terapie ti dice e allora perché venite a farci perdere tempo
... dal Barone Universitario che ti prospetta una serie di proviamo male che
vada entra in coma e non sente più nulla", al nostro meraviglioso medico
di base che ha saputo capire, condividere e soprattutto guidare la nostra scelta
di aborrire l'accanimento terapeutico e di tenere la mamma a casa e nel suo
letto.E di questo dottore facciamo il nome: è il dott. Gianni Arrigoni che ha
coniugato la deontologia medica con il buon senso (ma esiste ancora?), la pietà
per il malato con la scelta terapeutica più appropriata, e la fermezza verso di
noi figli che, in alcuni momenti di sofferenza emotiva, mettevamo in
discussione il percorso intrapreso.Anche per lui è stata comunque una scelta
più faticosa per l'impegno quotidiano che ne è derivato, ma non ha avuto un
attimo di esitazione! Insomma ha saputo guidare ed accompagnare sia la mamma
che noi lungo questa strada che portava inevitabile alla morte ,valorizzando
ancor più il senso della famiglia, come nido dove si nasce e si muore.Per questo
lo volevamo pubblicamente ringraziare, perché la competenza e la bravura non è
detto che implichino sensibilità, buon senso e generosità queste virtù non c'è
Università che le insegni... Io e mio fratello gli siamo debitori di una
serenità che non conoscevamo.Luisa e Fabio FioritaNiente Bacco,tabacco e
Veneree la vita si allungaBacco, Tabacco e Venere riducono l'uomo in cenere,
diceva un vecchio proverbio degli anni 50. Si comincia con la lotta al tabacco,
terrore del tumore su tutti i fronti. Prosegue la lotta contro gli alcoolici, e
infine, via tutte le prostitue. Risultato? La vita si allunga, l'uomo non va
più in cenere. Una miriade di vecchi rimbambiti si aggira per la città (me
compreso), ammorbando l'aria di vecchiaia. Non era meglio un ricambio
veloce?Ruggero Broglio
( da "Corriere Di Como, Il" del 05-10-2008)
Argomenti: Province
Federalismo, il
disegno di legge non convince i sindaci lariani Sotto accusa soprattutto le
coperture dei debiti dei Comuni non virtuosi Federalismo fiscale a senso unico.
Se il Nord Italia, che da anni chiede più libertà nel disporre e gestire i
propri soldi, dovesse ritrovarsi con un pugno di mosche, rispetto a quanto
invece aspetta da questa riforma, per i sindaci del Carroccio sarebbe «una
beffa». Ne è convinto Alessandro Turati, primo cittadino di Mariano Comense,
leghista e, perciò, più sensibile di altri al tema. In Lombardia, e pure in
provincia di Como, serpeggia il timore (più o meno latente) che il federalismo
finisca per beffare il Nord. Il disegno di legge sul decentramento tributario
approvato venerdì parla anche di "fondo perequativo", una cassa
attraverso cui si vorrebbe garantire assistenza alle Regioni in difficoltà.
All'articolo 7, si dice in sostanza che questi soldi non verranno distribuiti
alle Regioni con maggiore capacità fiscale (dove il rapporto gettito/abitante è
superiore alla media nazionale). Tali Regioni, però dovranno contribuire ad
alimentare il fondo destinato ai territori più poveri. Non solo. Sempre
venerdì, è stato approvato anche un decreto legge con disposizioni urgenti per
sistemare i conti degli enti locali. Valore della manovra: 1.300 milioni. Dei
quali, però, quasi 700 andranno nelle casse dei Comuni di Roma (550 milioni) e
Catania (140 milioni). Altri 260 milioni andranno a reintegrare il mancato
introito dell'Ici sulla prima casa (abolita dal governo Berlusconi). Proprio su
questo punto si è irritato il presidente dei sindaci lombardi (Anci Lombardia),
Lorenzo Guerini, fiancheggiato anche dal sindaco di Milano Letizia Moratti.
Alla copertura del buco generato dall'abolizione dell'Ici mancherebbero infatti
ancora 250 milioni, 50 nella sola Milano. Eppure, si trovano quasi 700 milioni
per Roma e Catania. Un messaggio preoccupante, per molti sindaci del Nord,
proprio mentre si vara il disegno di legge sul federalismo fiscale. «Apprendo
ora di queste cifre - premette Turati - in effetti, sembra un controsenso. Noi,
amministratori del Nord, stiamo aspettando da anni il federalismo per gestire
meglio le nostre risorse. Dato che l'Ici per noi era
liquidità, avevamo acconsentito all'abolizione dell'imposta a patto però che la
copertura del mancato introito fosse totale. Se il federlismo andasse a senso
unico, verso il Sud, sarebbe una beffa. Ma sono sicuro che la presenza della
Lega nel governo garantirà le istanze del Nord». Molto più stringato,
invece, il commento della collega Tiziana Sala, sindaco leghista di Cantù. «È
necessario approfondire la questione prima di fare commenti, la materia è
importante e delicata. A noi interessa che esista una perequazione vera, che
tenga conto anche dei Comuni virtuosi». Rimanendo tra i sindaci lombardi del
centrodestra, sull'avvio del federalismo fiscale Marcella Tili (Forza Italia)
ammette: «forse, ci aspettavamo qualcosa di più. Ma - precisa il sindaco di
Erba - ci riserviamo di approfondire la materia, con buonsenso e fiducia. Ci
siamo già trovati con il sindaco di Milano, Letizia Moratti: insieme con molti
altri colleghi avevamo steso un documento in cui si chiedeva una particolare
attenzione per i Comuni virtuosi. Speriamo che la svolta del federalismo
fiscale sia vantaggiosa anche per il nostro territorio. Certo è che, i 700
milioni a Catania e Roma, di primo acchito, lasciano perplessi». Anche i
sindaci del centrosinistra concordano sulla necessità di arrivare al
federalismo fiscale. Ma Mauro Guerra (Pd), sindaco di Tremezzo e presidente
della consulta nazionale dei piccoli Comuni, sostiene che «ancora bisogna
chiarire quali saranno i tributi affidati ai Comuni. Detto questo, nel disegno
di legge approvato non ci sono i numeri, quindi è inutile allarmarsi prima del
necessario». Guerra invece è preoccupato per la copertura dell'Ici. «Il governo
deve garantire queste risorse. Siamo arrivati a ottobre senza certezze. Non si
può abbassare la pressione fiscale usando i soldi dei Comuni. Su questo punto,
saremo irremovibili». Non è certo leghista, ma non ha digerito i 700 milioni
destinati a Roma e Catania Licia Viganò, sindaco di Orsenigo, preoccupata da un
federalismo a senso unico. «Il buco del Comune di Taranto è stato coperto con i
soldi dei cittadini italiani. Idem per Catania, con 140 milioni di euro. E poi
ci sono i 550 milioni per Roma. Tutti soldi degli italiani, e in particolare
nostri, dato che la maggior parte del gettito arriva dal Nord. Questo
meccanismo di copertura fa veramente arrabbiare - dice la Viganò, ex diessina
della corrente Mussi - i Comuni virtuosi vengono beffati due volte: prima,
perché subiscono i tagli iniziali di trasferimenti. Poi, perché vedono i meno
virtuosi godere comunque di una copertura. E non c'entrano gli schieramenti
politici, tant'è che il buco di Taranto non è stato certo coperto dal
centrodestra. Questo è l'esempio di come nessuno, a destra o a sinistra, sia
stato ancora in grado di risolvere la questione del Mezzogiorno. Si ripianano i
disavanzi delle amministrazioni come negli anni Settanta. È assurdo». Licia Viganò
chiude con una chiara provocazione: «Dovremmo - dice - iniziare, noi sindaci, a
gestire tutti i bilanci come Catania o Roma: se non si riesce a far quadrare i
conti, pazienza. Qualcuno arriverà a saldare i nostri debiti». Andrea Bambace
Home Pontiggia: «Con i soldi alla capitale minacciata l'autonomia del Nord»
Sant'Anna bis, la vendita delle case non prima di un anno Manca il Titolo....
«Leggi spesso in ritardo sulla scienza medica» Conti: «Capisco il rammarico dei
sanitari»
( da "Virgilio Notizie" del 06-10-2008)
Argomenti: Province
Federalismo/ Province
lombarde: più soldi dai tributi sulle auto Carioni(Lega): noi enti virtuosi, ma
così non ce la facciamo più postato fa da
( da "Eco di Bergamo, L'" del 07-10-2008)
Argomenti: Province
«Federalismo sì ma
servono nuove risorse» L'Unione delle Province lombarde
considera il disegno di legge sul federalismo fiscale «un importante segnale in
controtendenza» rispetto ai tentativi di abolizione di questi enti, ma sottolinea
anche la necessità di compensare con nuove entrate tributarie legate alle
automobili i tagli previsti dal nuovo assetto istituzionale. È quanto ha
deliberato ieri l'assemblea generale dell'Upl riunita a Palazzo Isimbardi. Un
documento firmato al termine dalla riunione ricorda infatti che le Province di
Bergamo, Brescia, Como, Milano e Varese, oltre ad aver subito l'azzeramento dei
trasferimenti statali, «in relazione al personale Ata, passato dalle Province
allo Stato, ma anche ai maggiori introiti derivati da Ipt, Rcauto e addizionale
sui consumi di energia elettrica, restituiscono annualmente e dunque
"finanziano" lo Stato e gli altri enti locali, quasi 150 milioni di
euro, un cifra per di più in costante aumento». Per questo le Province
chiedono, tra l'altro, che il nuovo sistema di entrate provinciali, se legato
esclusivamente al mercato dell'auto come prevede il disegno di legge, non sia
«ancorato soltanto agli attuali tributi», ma faccia riferimento anche «ad altri
tributi afferenti gli autoveicoli nonché a quote di accise sui carburanti». A
penalizzare negli ultimi mesi questi enti è stato, tra l'altro, il calo del 20%
in Lombardia delle immatricolazioni di auto e quindi della conseguente imposta.
«A fronte di ripianamenti veloci di alcuni buchi nei bilanci come avvenuto a
Catania con 140 milioni di euro da parte dello Stato ? ha detto il presidente
Leonardo Carioni (Lega Nord) ? noi facciamo notare che non ce la facciamo più.
Abbiamo bisogno di qualche fondo in più, perché il Paese non è tutto uguale.
Tra noi ci sono Province virtuose, come quella di Como, con più di un milione
di abitanti. Qui servono tanti investimenti, ma non possiamo farli visto che
sono compresi nel calcolo del Patto di stabilità e rischiamo di splafonare». Il
parere degli undici presidenti lombardi - era presente anche il presidente
Valerio Bettoni - è unanime: «Amministriamo il territorio di nostra competenza,
che a volte supera il milione di abitanti, con un'alta capacità d'investimento,
un contenuto livello medio di spesa corrente e costi del personale inferiori al
25% della stessa ? sottolinea il presidente dell'Upl ? destinando quindi la
maggior parte delle pur limitate risorse disponibili ad interventi utili, come
ad esempio le strade». «Rappresentiamo a tutti gli effetti l'utilità di un
livello intermedio di governo capace di coniugare le istanze dei territori e
dei comuni con una più larga visione omogenea regionale e rispondiamo
efficacemente ? conclude ? mediante una "governance" partecipata, al
dettato costituzionale».
( da "Gazzettino, Il" del 07-10-2008)
Argomenti: Province
Nessun
taglio alle Province? Si provi almeno a riformarle L'abolizione delle province è stato un
tormentone della passata campagna elettorale, sbandierata da quasi tutti i
candidati di sinistra e di destra, ma soprattutto dalla destra, che in caso di vittoria,
cosa avvenuta, si sarebbe impegnata a tagliare la Provincia come principale
soluzione per tagliare la spesa pubblica. A tutt'oggi non ne vediamo la riforma. Che le province siano considerate ormai inutili buchi neri che
assorbono fondi, con funzioni appaiono poco chiare rispetto alle competenze di
altri enti territoriali - Comuni e Regioni - ritenuti decisamente i nuovi
fulcri del Governo locale, sono cose ormai note a tutti. Il grave problema è
l'immobilismo politico.Una seria riforma dell'ordinamento delle autonomie
locali in Parlamento avrebbe permesso di dare ossigeno ad un ente locale ormai
asfittico. Uno statuto come per la Regione avrebbe permesso di rompere
l'attuale uniformità legislativa. Uno statuto per il Comune e uno per la
Provincia che determini le attribuzioni di ogni singolo ente. E poi una riforma
per precisare il ruolo della Provincia come ente intermedio tra Regione e
Comune, attribuendole compiti di coordinamento dei quali ne è attualmente
priva. In questi giorni col federalismo fiscale, la destra sembra rimangiarsi
la promessa delle elezioni, con un Bossi tutto propenso ad enfatizzare la
Provincia, con nuove tasse in accordo con la sinistra, restia a non sconvolgere
l'immobilismo burocratico. Dunque nessuna soluzione sembra emergere, ancora una
volta nella voragine dei conti pubblici. Quale soluzione? Se proprio
desideriamo tenerci le Province, la soluzione opportuna sarebbe quelle di
trasformarle, delegando ad esse una serie di specifiche funzioni di
coordinamento e controllo e fornendo loro una capacità effettiva d'intervento,
liberandole da assessorati inutili, uffici e politiche non certo consone o
ridondanti rispetto alle aspettative del cittadino.Maurizio BiancoMaserà di
Padova
( da "Gazzettino, Il (Rovigo)" del 07-10-2008)
Argomenti: Province
Cappato illustra il
documento unanime dei 104 presidenti dei consigli in Italia «Irresponsabile
abolire le Province sopprimiamo Ato ed enti secondari» (im) Ridefinizione del
ruolo e delle competenze delle Province; semplificazione amministrativa;
federalismo fiscale; codice delle autonomie locali; ruolo e potenziamento delle
assemblee elettive. Sono questi i cinque punti cardine che saranno discussi il
13-15 ottobre a Torino dall'Assemblea generale delle 104 Province italiane, con
l'obiettivo di ribadire l'importanza e rilanciare la funzione di queste realtà
amministrative, secondo qualcuno invece inutili e da abolire.«Il documento che
definisce i contenuti di tali punti - spiega la presidente del consiglio
provinciale Fiorella Cappato - è uscito dall'assemblea di tutti i presidenti
riunita a Cagliari. È stato votato all'unanimità. Ha un sostegno trasversale. Ribadisce la neutralità del coinvolgimento delle assemblee
elettive nella creazione del codice delle autonomie ».Sul ruolo e competenze
delle Province il documento ritiene «fuorviante e anacronistico il dibattito
che si è aperto sulla loro abolizione, alimentato irresponsabilmente anche da
esponenti di primo piano di diverse forze politiche». Sulla
semplificazione amministrativa «proponiamo la soppressione degli enti di
secondo livello (Ato acque e rifiuti, consorzi, enti parco); la
riorganizzazione delle comuità montane; la riconduzione delle competenze oggi
disperse; una valutazione sulle competenze e la conformazione delle città
metropolitane». Sul codice delle autonomie il documento chiede: «La
ridefinizione dello status di consiglieri, ai fini della rivalorizzazione del
loro ruolo; un riequilibrio delle competenze fra esecutivi e assemblee
elettive, per un distinto bilanciamento dei poteri; il riequilibrio della
rappresentanze dei generi, visto che attualmente ci sono solo 9 presidenti del
consiglio e 9 di giunta donne su 104 Province, neanche il 10\%».
( da "Quotidiano.net" del 08-10-2008)
Argomenti: Province
Il ministro
dell'Istruzione: "Forse più che sponsorizzare solo squadre di calcio, c'è
la necessità di farlo per i progetti migliori delle scuole"
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Politica Esteri Libri Arte Musica Spettacolo Gossip Pazzo Mondo Salute
Tecnologia Meteo Scommesse Casa SCUOLA La Camera approva la fiducia sul decreto
Gelmini: "Riforma? Una manutenzione" Il ministro dell'Istruzione:
"Forse più che sponsorizzare solo squadre di calcio, c'è la necessità di
farlo per i progetti migliori delle scuole" Roma, 7 ottobre 2008 - Passa
la fiducia alla Camera al maxiemendamento sulla riforma della scuola con 321
voti favorevoli e 255 voti contrari, 2 astenuti. Il voto finale di Montecitorio
sul provvedimento è previsto per giovedì, poi il decreto legge Gelmini passerà
al Senato per l'approvazione definitiva. Presentato a fine agosto dal ministro
dell'Istruzione Maria Stella Gelmini e discusso in commissione Cultura alla
Camera, il provvedimento si delinea in 8 articoli. Il ritorno al maestro unico
e ai voti decimali, compreso quello in condotta, il grembiule e l'insegnamento
dell'educazione civica, sono alcuni degli aspetti che caratterizzano il
provvedimento. Vediamo di che cosa si tratta: - MAESTRO UNICO: Abolizione del team di insegnanti alle
elementari al posto di un unico docente. A partire dal prossimo anno scolastico
nelle prime classi delle elementari sarà reintrodotto il maestro unico al posto
dei tre docenti per due classi. Il decreto prevede che le ore del tempo pieno
saranno coperte dallo stesso maestro unico, che dovrebbe lavorare un
maggior numero di ore. Il decreto prevede che per le ore di insegnamento
aggiuntive, rispetto all'orario d'obbligo, si possa attingere per il 2009 dalle
casse delle singole scuole. - GRADUATORIE: Per l'immissione in ruolo dei
docenti, le graduatorie per le scuole elementari saranno su base provinciale
(come ha chiesto la Lega) e non su base nazionale. - RITORNO AI VOTI DECIMALI:
Un altro ritorno, ossia quello del voto in pagella alle elementari e alle
medie. Nella primaria il voto decimale sarà affiancato da un giudizio, nella
scuola media invece saranno previsti soltanto voti decimali. Nessun pericolo
bocciatura per i bambini delle elementari e delle medie con una sola
insufficienza. Il testo prevede infatti che nella primaria si arriverà alla
bocciatura "solo in casi eccezionali e comprovati da specifica
motivazione, con decisione assunta all'unanimità dai docenti", mentre alla
secondaria di I grado dovrà essere d'accordo la maggioranza dei professori. -
RITORNO VOTO IN CONDOTTA: Torna il voto in condotta, perchè come ha spiegato
ieri il ministro Gelmini "è urgente rispondere al fenomeno del
bullismo". Il decreto prevede la valutazione della condotta che sarà
determinante per il giudizio finale dell'alunno: con il 5 in pagella, si può
correre il rsichio della bocciatura. - LIBRI DI TESTO: Contro il caro libri il
decreto prevede che i testi scolastici adottati durino almeno cinque anni nella
scuola elementare e sei nella scuola media e superiore (salvo appendici di
aggiornamento eventualmente necessarie). - EDUCAZIONE CIVICA: Ritorna nelle
aule lo studio dell'educazione civica: Cittadinanza e Costituzione. - EDILIZIA
SCOLASTICA: Come annunciato dal ministro Gelmini nei giorni scorsi sono
previste risorse destinate al finanziamento di interventi per l'edilizia
scolastica e la messa in sicurezza degli istituti scolastici, impianti e
strutture sportive. Nell'articolo 7 bis è previsto che per la messa in
sicurezza degli edifici scolastici sia assegnato un importo non inferiore al 5
per cento delle risorse periodicamente assegnate per il finanziamento del programma
delle infrastrutture strategiche. - SSIS: Gli studenti che frequentano il nono
ciclo della Ssis, la scuola di specializzazione per l'insegnamento secondario,
e attualmente esclusi saranno rimessi in graduatoria in base ai punteggi
attribuiti ai titoli posseduti. IL MINISTRO GELMINI Intervenendo ad un convegno
organizzato da Luca Barbareschi, il ministro dell'Istruzione Maristella Gelmini
preferisce non parlare di riforma della scuola: "Credo sia una
manutenzione". "Pur in un momento di ristrettezza economica - dice -
la scuola a cui pensa la sottoscritta e il presidente Berlusconi è una scuola
che recupera dal passato principi attuali e guarda al futuro,
ammodernandola". Si rivolge poi alle grandi imprese italiane,
rappresentate da diversi esponenti del mondo della comunicazione e dei
trasporti all'appuntamento di oggi: "Mi sembra corretto far appello alla
generosità delle aziende: forse più che sponsorizzare solo squadre di calcio,
c'è la necessità di sponsorizzare anche i progetti migliori delle scuole e
delle università". Giuste le contestazioni nelle scuole contro il decreto
Gelmini? Commenti Invia commento Segnala ad un amico 07/10/2008 14:10 Luka Mi
sembra una buona idea e all'estero lo fanno già con buoni risultati. Ma si sà
che in italia le cose importanti sono il calcio, gli "amici" di
maria, il grande fratello. Ma la speranza è l'ultima amorire, speriamo in
bene..... intanto complimenti al ministro che ha fatto la proposta. 07/10/2008
14:31 ivan "a cui pensano", non "a cui pensa". una ministra
dell'istruzione che sbaglia a coniugare i verbi è sintomatico dello scempio a
cui siamo giunti (non fosse bastata la notizia che la tipa è andata a dare
l'esame di stato a reggio calabria come solo una minoranza degli esaminandi ha
fatto). bassezze di stato e fantasia al potere: le aziende che sponsorizzano la
scuola pubblica. ma dai, e poi in pieno crack finanziario! sveglia!!!!
07/10/2008 14:38 mauro toselli la riforma della scuola non si fa con decreti
legge e voti di fiducia ,ma con modalita condivise con tutte le parti in causa;
con questi metodi la riforma Gelmini/Tremonti/Berlusconi fara' la stessa fine
della riforma della Moratti/ Berlusconi ; questo non e' sfascismo ma fascismo
moderno e gli italiani lo stanno capendo ( vedi la manifestazione dei 40000 a
torino ) 07/10/2008 15:11 roberto l'idea è giusta le imprese dovrebbero
lasciare perdere i giochi da popolino e dare soldi alla scuola e alla ricerca
ne avrebbero nel medio termine un buon ritorno. Un domani avremmo dei totti
ricchissimi in meno delle veline che fanno le commesse, ma dei dottori o
ricercatori a livello europeo in più. Non c'è paragone credo, soprattutto in un
momento che l'economia reale deve tornare ad essere quella che produce il
reddito. 07/10/2008 15:33 elena E' un'ottima idea, sempre che si trovino
industrie disposte ad investire capitali nelle scuole e nelle università.
Questi ragazzi, i nostri ragazzi, sono quelli che domani dovranno prendere il
nostro posto e continuare il nostro lavoro... solo che rende di più
sponsorizzare una ferrari o una squadra di calcio. Spero di essere sonoramente
smentita dai fatti... 07/10/2008 15:52 alberto Ahahah, siamo in pieno crack
finanziario e la ministra chiede i soldi alle imprese, questo fa capire chi ha
messo al governo il vostro amato presidente. Oltretutto con le sue riforme
doveva far risparmiare soldi alla scuola pubblica mentre ora li chiede alle
imprese, c'è qualcosa che non torna (il fatto è che il governo berlusconi ha
tagliato i fondi alle scuole). 07/10/2008 16:55 adriano Si mettiamo lo sponsor
sui grembiulini.Chiedete a Colaninno se è interessato a mangiarsi pure le
merendine dei bimbi. 07/10/2008 17:06 nino per ivan, non pretendere che la
nostra santa ministra all'istruzione sappia parlare correttamente l'italiano,
il suo compito è solo quello di eseguire gli ordini di berlusconi e tremonti.
07/10/2008 17:58 Luka x ivan Adesso fai le pulci al discorso riportato da un
giornalista sul sito, invece quando si parla di di pietro va tutto bene.
Possibile che non ti vada mai bene niente, non è che per caso ragioni per
partito preso? Quindi secondo te le imprese è meglio che continuino a
sponsorizzare solo squadre di calcio e programmi idioti? Potresti dare una
rsiposta chiara? se sei contrario hai altre proposte? 07/10/2008 18:14 Vanny X
LUKA - ti ritrovo anche su questo post chino a 90 gradi ad incensare il potere.
Su Luka un pò di dignità, affermare che il ministro gelmini e brava è una cosa
un pò avventata, l'operazione che tenta di fare poichè è a corto di idee è di
riportare la scuola ai tempi degli anni 50 quando l'italia non era propriamente
messa bene. La ragazza studi e si appliche a trovare soluzioni che possano
veramente traghettare la scuola italiana verso un futuro e non verso la
restaurazione del passato. 07/10/2008 18:19 mauro toselli poiche' il Papa ha
detto che i soldi non sono nulla, propongo alla Ministra di dirottare l'8 per
mille della chiesa cattolica alla scuola pubblica 07/10/2008 18:24 Arcangelo Le
parole della Gelmini vanno lette alla luce dei decreti precedenti. Il DL 112
dice che le universita` si possono trasformare in fondazioni private. Cioe` si
privatizzano, cosi` poi possono essere vendute alle aziende. E adesso parla di
sponsorizzazione. La sponsorizzazione si poteva gia` fare prima, quello che il
Governo Berlusconi ha introdotto e` la possibilita` di vendere l'intero ateneo,
con dentro i docenti, gli impiegati, ecc. 07/10/2008 18:24 daniela Io non sono
in grado di valutare il problema della sponsorizzazione. Mi chiedo: che tipo di
problemi potrebbe generare? Una sola cosa posso dire: il futuro della nostra
società è nei giovani e nella scuola. Quindi investire nella cultura è
fondamentale, ma fatto in modo intelligente, a partire dalla selezione del
corpo docente. I concorsi a cattedra valutavano esclusivamente la preparazione
specifica( che devi averla se sei laureato!) e qualche elemento di didattica.
Fondamentale sarebbe far fare dei test psicologici per valutare invece
l'attitudine di una persona a svolgere questo lavoro.Quanto e come sa
comunicare? E' una persona svalutante o positiva? ecc...E, ad attitudine
verificata, far fare dei corsi di base sulla psicologia relativa all'età dei
ragazzi con cui si viene a contatto. I danni che facciamo( io sono n'insegnante
delle scuole medie superiori) non sono evidenti come quelli di un chirurgo, ma
alla lunga pesano sullo sviluppo dell'ndividuo e sull'intera società.
07/10/2008 18:37 Gustavo Vada signora ministra GELMINI, vada pure avanti. Lei è
perfettamente in sintonia con le esigenze di formazione e di qualificazione del
nostro paese. Chi contro la sua azione mente, sapendo di mentire. Se poi dalle
manifestazioni di massa organizzate da sinistra e sindacati avverso la sua
azione governativa, si dimostreranno la solita passerella di violenti,
terroristi e delinquenti, che sia pugno duro contro l'eversione e l'estremismo
di piazza. Avanti tutta, italiani. Avanti, verso il futuro. Gustavo Varese
07/10/2008 18:49 egel L'idea di far sponsorizzare i progetti delle scuole dalle
imprese sarebbe anche una buona idea. C'è però un problemino di non poco conto:
questa modernizzazione della scuola, così come la definisce la signora Gelmini,
riduce drasticamente il personale, ed è tutta in funzione della riduzione della
spesa. Chi farà allora questi progetti bene farebbe a spiegarlo. L'insegnante
unico alle elementari dovrà in brevissimo tempo provvedere anche alla lingua e
all'informatica, oltre che insegnare a leggere, scrivere e fare di conto. Dove
si pensa di trovare gli spazi per i progetti?Le scuole superiori difettano
assai dell'insegnamento della matematica, ormai lo sanno tutti. Questa
modernizzazione cosa porta in più per ovviare a questo annoso problema?
07/10/2008 18:57 Carlo Sui figli è l' ultima cosa su cui si taglia. Quando si
discute di questioni fondamentali e questa lo è si deve avere capacità di
ascolto. Non si mischiano fatti eterogenei in questa maniera! Non è un
bell'esempio che su questa questione si faccia equilibrismo politico.
07/10/2008 19:19 daniela Per egel Non è che la scuola italiana difetti
nell'insegnamento della matematica. E' che i ragazzi non sono come eravamo noi!
Per farli impegnare, visto che le famiglie sono spesso latitanti o
assolutamente critiche contro gli insegnanti, tu insegnante devi conquistarti
la fiducia degli alunni e trovare il modo di motivarli a studiare. E' diventato
difficilissimo fare questo lavoro. Abbiamo bisogno di maggiori strumenti e di
solidarietà con le famiglie che sono invece eccessivamente protettivenei
confronti dei figli. 07/10/2008 20:13 sara ma perche' non privatizzare tutte le
scuole?!! cosi solo chi ha soldi potra' studiare, e gli altri a zappare la
terra!!! piu' va avanti piu' e' ridicola, andra a finire che i figli degli
imprenditori passeranno a pieni voti, mentre i figli degli operai, anche se
piu' intelligenti si ritroveranno con un misero voto per far spazio ai soliti
raccomandati... questo governo, non so, forse dicano ste cose per prenderci in
giro e farsi du risate in parlamento, perche' non sono cose che possono essere
dette seriamente 07/10/2008 21:41 Lucrezia Borgia riforma peggio di quella
della moratti e per quel che riguarda i soldi dovevate pensarci prima,ma prima
nessuno diceva niente perchè cerano i governi dc-psi e buona parte dei loro
componenti ora sono nella pdl. 08/10/2008 00:08 Max Ma se i bambini sono così
disorientati dalla pluralità di maestri, se il nostro modello di scuola è così
inefficiente da doverlo azzerare, come si spiega che la nostra scuola
elementare è ai primi posti nella classifica europea per la preparazione degli
studenti? E non tiriamo in ballo che il maestro unico c'è negli altri paesi
europei: in Olanda c'è il maestro unico, ma ci sono 15 alunni per classe. Noi
arriviamo a 25 alunni per classe senza sforzo. Io sono contrario. Sono presenti
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consente di avere una copertura unica nel panor[...] Flavia mette ancora KO
Venus00:52:10 - Angelica dal tuo commento sembra quasi che Venus sia una brutta
ragazza mentre la Pennetta sia molto[...] Flavia mette ancora KO Venus00:08:06
- Ma se i bambini sono così disorientati dalla pluralità di maestri, se il
nostro modello di scuola è [...] La Camera approva la fiducia sul decreto
Gelmini: "Riforma? Una manutenzione"23:57:38 - brava![...] Flavia
mette ancora KO Venus23:57:10 - povero veltroni...non sa più a cosa
attaccarsi!!Ultimamente si lamentava sempre di ogni legge od ope[...] Veltroni
attacca: "Berlusconi al Colle? Uno così non può essere
presidente"23:55:21 - @nicco se clicchi 2 volte sull'immagine piccola diventa
a schermo intero[...] TV: 2009, anno dello streaming Tanti tornei e (forse)
limitazioni territoriali Vienna, Stoccolma e Mosca: vedremo tutto23:54:31 - Per
Veltroni, Berlusconi se ne dovrebbe andare, secondo ha rovinato l'Italia, ha
fatto questo e ha f[...] Veltroni: "Siamo pronti a collaborare"
Berlusconi: "Non me ne frega niente" Ascoli: il presidente della
Provincia pensa alle dimissioni, sei d'accordo?Permesso di soggiorno a punti
per gli immigrati, sei d'accordo?Giuste le contestazioni nelle scuole contro il
decreto Gelmini?Benedizione vietataCrisi finanziaria, giusto che lo Stato
garantisca i risparmiatori?Juve, quale allenatore per il dopo-Ranieri?Al
volante a 16 anni, sei d'accordo?Giusto che l'Arma, la polizia o la Gdf
proibiscano agli sportivi di andare in tv?'Miracolo a Sant'Anna'. Hai visto il
film? Dì la tua...Pesaro: il Bollino Blu diventa facoltativo, sei d'accordo?Il
maestro unicoCinema Odeon, giusta la chiusura?Giusto ammettere gli stranieri a
scuola solo se sanno l'italiano?Berlusconi presidente della Repubblica, uno
scenario possibile?Due anni di stop a Riccardo Riccò, sei d'accordo con la
squalifica? La foto del giorno Buon compleanno Mali Mali (Jasmine) mangia la
torta fatta di verdure alla festa organizzata per il suo 42esimo compleanno al
Dusit Zoo di Bangkok, Thailandia. Mali fu donata nel 1970 da uno zoo olandese.
E' uno dei più amati animali a Bangkok - Guarda le foto RICERCA ANNUNCI
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( da "Giorno, Il (Milano)" del 08-10-2008)
Argomenti: Province
SPETTACOLI &
SOCIETA' pag. 38 I tagli guastano la Festa del Teatro SU IL SIPARIO DAL 24 AL
26 OTTOBRE 250 SPETTACOLI ? MILANO ? IL MINISTERO dei Beni Culturali ha
annunciato che dal 2009 il finanziamento di 500 mila euro concesso per la Festa
del Teatro di Milano sarà azzerato. La notizia è stata data ieri dall?assessore alla Cultura della Provincia Daniela Benelli proprio
durante la presentazione della ricchissima tre giorni (250 spettacoli in oltre
100 siti) che coinvolgerà Milano ma anche Monza, Legnano, Seregno, Brugherio, Sesto
San Giovanni tra il 24 e il 26 ottobre. Un?autentica mazzata, perché
Comune, Provincia e Regione che si accollano l?altra metà del milione di euro
destinato alla manifestazione dovranno trovare un?alternativa. La decisione (a
fronte della quale Benelli chiede grande vigilanza per evitare ingiustizie e
sprechi) rientra nella politica di tagli che ha portato anche all?abolizione
del Fondo di 20 milioni destinati a progetti per lo spettacolo. Sergio Escobar,
direttore del Piccolo Teatro, ha ricordato che l?attuale gettito dei
finanziamenti e i continui tagli hanno riportato i teatri alla situazione del
1986, un balzo all?indietro insostenibile. Ma poiché il teatro è il luogo del
paradosso ha proposto di intitolare la Festa al «Fantasma del Fus», il Fondo Unico
per lo Spettacolo. L. S.
( da "Corriere della Sera" del 08-10-2008)
Argomenti: Province
Corriere della Sera
- MILANO - sezione: Tempo Libero - data: 2008-10-08 num: - pag: 17 categoria:
REDAZIONALE Non stop Dal 24 al 26 ottobre, 250 spettacoli in 100 luoghi I tagli
guastano la festa del teatro Soppressi i 500 mila euro del ministero per il
2009 D al 24 al 26 ottobre, una no stop di tre giorni con 250 spettacoli
dislocati in centinaio di luoghi tra Milano e provincia, con biglietti da zero
a tre euro. La Festa del Teatro alla sua terza edizione propone anche
quest'anno un cartellone di tutto rispetto: apre Toni Servillo, con un
incontro-prologo al Teatro Studio (il 18 ottobre ore 17, ingresso libero)
chiude il 27 Giulia Lazzarini con «Gente di Milano», una collana video in
omaggio alle personalità del mondo della cultura della città. Tra i due pezzi
da Novanta, un calendario fittissimo di appuntamenti con spettacoli di danza,
teatro classico, di strada e contemporaneo. I temi ci riguardano da vicino: la
precarietà («Mi chiamo Roberta, ho 40 anni, guadagno 250 euro al mese» di Aldo
Nove), le morti bianche («Scandalo quotidiano di un normale morire» tratto dal
libro «Lavorare uccide» di Marco Rovelli), la mafia («Gomorra» di Roberto
Saviano e Mario Gelardi), lo sfruttamento del lavoro e lo scandalo dei rifiuti
affrontati da Ulderico Pesce allo Spazio Mil. Ma tra gli argomenti di attualità
ce n'è uno che tocca in primis il mondo teatrale; a parlarne è l'assessore alla
Cultura della Provincia, Daniela Benelli: «Proprio ieri il ministero ci ha
comunicato che lo stanziamento per il 2009 risulta soppresso. Io sono per non
farci rovinare la festa, la facciamo bella come è stata preparata e poi, come
dice Rossella O'Hara, domani è un altro giorno, si vedrà...». Oltre al taglio
ministeriale di 500 mila euro, metà del budget della Festa finora suddiviso tra
ministero ed enti locali (Provincia 300 mila euro, Comune 150 mila e Regione 50
mila), un altro fantasma domina il palcoscenico: «La previsione dei tagli al
Fondo unico dello spettacolo per il 2009, è intorno al 17 per cento» aggiunge
Fiorenzo Grassi, presidente dell'Agis Lombardia. «Peccato,
con questo atteggiamento — continua — si mortifica la forte domanda di teatro
che la città sta dimostrando». Ricordando che «i contributi soppressi rientrano
nell'abolizione del fondo di 20 milioni di euro di cofinanziamento ministero-
enti locali» la Benelli richiama alla sobrietà: «Se vogliamo uscire
dalla crisi la cultura deve fare la sua parte. Dobbiamo tutti evitare
ingiustizie e sprechi». Tornando alla Festa, i biglietti si possono acquistare
dal 16 al 22 ottobre online (3 euro+1) al sito www.lombardiaspettacolo. com. e
devono essere ritirati dal 24 al 26 ottobre presso le casse dei teatri. L'altro
punto vendita è in piazza Castello 1 angolo via Beltrami, allo Spazio della
Provincia. Info. 02. 673.97.838. Temi sociali Si va da «Gomorra» alla precarietà,
nella pièce di Aldo Nove, allo scandalo dei rifiuti secondo Pesce Livia Grossi
( da "Corriere Alto Adige" del 08-10-2008)
Argomenti: Province
Corriere dell'Alto
Adige - BOLZANO - sezione: PRIMOPIANO - data: 2008-10-08 num: - pag: 2
categoria: REDAZIONALE Autonomia L'accusa: «La deputata parla a titolo
personale». L'Udc: si torni al 1971 Proporzionale, scintille nel Pdl Holzmann
contro la Biancofiore. Urzì fa da mediatore BOLZANO — La proporzionale etnica
torna a far parlare di sè nel momento più caldo della campagna elettorale. E le
acque nel Pdl, calmatesi da poco, tornano ad agitarsi. Se Michaela Biancofiore,
in un serrato faccia a faccia con Tommasini organizzato dal nostro giornale, ne
ha chiesto l'abolizione, il deputato Giorgio Holzmann, interviene, a nome di
An, per dire che no, quella è una posizione personale, che il Pdl ha un'altra
linea. Poche ore dopo arriva una nota di Alessandro Urzì, presidente di An, in
cui afferma: la proporzionale è da mantenere, per ora, ma sarebbero meglio
altri correttivi. «Le dichiarazioni dell'onorevole
Biancofiore sull'abolizione della proporzionale etnica — scrive il deputato del
Pdl, Giorgio Holzmann — non fanno parte del programma elettorale del Pdl e
costituiscono solamente opinioni personali, peraltro non condivise da Alleanza
Nazionale. La proporzionale etnica, tema eventualmente da discutere in
sede nazionale è stata oggetto di discussione per due anni all'interno di An. è
stato quindi ratificato da un congresso il riconoscimento della proporzionale
quale strumento normativo di equilibrio tra i gruppi linguistici». «Rispetto
alla posizione di storica contrarietà tenuta a suo tempo dal Msi, in anni in
cui veniva applicata pedissequamente a danno del gruppo linguistico italiano
siamo gradualmente passati ad una proporzionale molto mediata per il settore
dell'edilizia sociale e ad una flessibile nel pubblico impiego che consente di
assegnare i posti pubblici anche a candidati di un gruppo linguistico diverso».
Così Holzmann. Per Urzì, invece, «la proporzionale rimane, sul piano morale,
una delle norme più immorali sul piano etico, in quanto privilegia
l'appartenenza ad un gruppo linguistico anziché il merito. Nei primi anni di
applicazione — scrive il presidente di An — la proporzionale ha strangolato il
gruppo linguistico italiano. Oggi la situazione è molto diversa, e la
proporzionale mantiene modeste ma concrete posizioni di diritto per i cittadini
di lingua italiana. La proiezione di quella che sarebbe la società altoatesina
senza la proporzionale, è offerta però dalle società partecipate dalla
Provincia. Alto Adige Marketing è di esempio: la classe dirigente di lingua
italiana in queste realtà, ma anche ai livelli intermedi, è praticamente
assente. Ovviamente ciò impone una riflessione seria su come affrontare il
tema. Ma su questo principio il sistema di potere Svp/Sinistra non ha mai
voluto intervenire sino ad oggi. Fissare la proporzionale alla consistenza dei
gruppi linguistici alla data della sua introduzione, al 1971, sarebbe un
elemento di certezza e garanzia maggiore per il gruppo linguistico italiano.
Altra garanzia deve essere la previsione di un meccanismo di rotazione delle cariche
». Anche l'Udc, con Paolo Degasper, chiede di ritornare alle quote del
censimento del 1971 (un terzo) e accusa Biancofiore di «ambiguità». Fa. Go.
Dialogo Michaela Biancofiore e Alessandro Urzì
( da "Tirreno, Il" del 08-10-2008)
Argomenti: Province
Pagina 3 - Attualità
Solo promesse, la Casta è sempre lì E i consiglieri regionali guadagnano più di
Sarkozy Un anno fa la parola d'ordine era: accorpare e abolire. Però i tagli
sono venuti con il contagocce MARIO LANCISI FIRENZE. La Casta è ancora lì,
intoccabile. Ricordate, un anno fa, sull'onda del successo del libro di Gian
Antonio Stella e Sergio Rizzo, quante promesse giacobine di tagli, ritagli e
accorpamenti. Le Province? Via. Le Comunità montane? Cancellare. I Consorzi di
bonifica? Abolire. Le Apt (Aziende di promozione turistica)? Tagliare. Il
numero dei consiglieri regionali? Ridurre drasticamente. I piccoli Comuni, le
agenzie e gli enti? Accorpare, ridurre, tagliare, semplificare, risparmiare...
E un anno dopo? Tutto come prima, o quasi. Solo il piano Martini per la
razionalizzazione degli enti regionali sta procedendo. Con
fatica e non poche critiche da parte dell'opposizione (vedi articolo a parte).
Ma per il resto il vento della riduzione dei costi della politica, dello
smantellamento degli enti inutili e dell'abolizione di poltrone e poltroncine è
durato lo spazio di una stagione, o poco più. Il caso forse più emblematico è
quello della riduzione dei consiglieri regionali. A parole tutti i
partiti sono d'accordo. Dicono: 65 consiglieri sono troppi, meglio tornare ai
50 di prima della riforma, introdotta nel 2005. Poi però... Poi però niente è
stato fatto e niente lascia supporre che verrà fatto, almeno a breve. E pensare
che la soppressione di 15 consiglieri frutterebbe alle casse regionali un
risparmio di circa 4 milioni di euro. Se Sarkozy guadagna meno. In Toscana un
consigliere regionale percepisce un'indennità lorda di 9.672 euro. Più di
quanto guadagnino sindaci e presidenti di Provincia, ma anche capi di governo
come lo spagnolo Zapatero (7.296 euro), il francese Sarkozy (6.714) e il
brasiliano Lula 2.900. Nel luglio del 2007 è stata formata una commissione
speciale per decidere il taglio. La commissione ha finito i lavori ad aprile.
Da allora è scattata una guerra tra i partiti: ok al taglio dei consiglieri, ma
se nel contempo cambia anche la legge elettorale. Poiché su questa non c'è accordo,
ecco che anche la riduzione dei consiglieri rischia di rimanere sulla carta.
Insomma nel Palazzo della Regione aleggia il sospetto che la legge elettorale
sia la foglia di fico che serve a nascondere la vergogna di una riduzione
rimandata a chissà quando. Assessori, numero record. C'è chi obietta che
altrove i consiglieri regionali guadagnano di più. E' vero. Sul loro numero
invece siamo settimi: solo sei regioni hanno più consiglieri della Toscana.
L'Emilia Romagna, regione vicina geograficamente e politicamente, c'è un
consigliere ogni 83mila abitanti mentre da noi il rapporto scende a 56mila. Per
non parlare degli assessori esterni che sono passati da 12 a 14. Un primato
nazionale condiviso con il Piemonte fino all'aprile scorso, quando l'assessore
Susanna Cenni è stata eletta in parlamento e Martini non l'ha sostituita.
Province: guai a chi le tocca. Dalla Regione alle Province. Nessuno ha mai
seriamente pensato che venissero abolite. Però qualche taglio, sì, era
nell'aria. «Si potrebbe fissare un tetto di abitanti tra 200-300 mila», propose
un anno fa Paolo Fontanelli, quando era sindaco di Pisa e presidente dell'Anci.
Un tetto - 300mila abitanti - che avrebbe spazzato via in un colpo solo 5
Province su 10, cioè la metà (Grosseto, Massa Carrara, Pistoia, Prato e Siena.
Anche il Pdl, una volta al governo, ha tuonato: via le Province. Tanto tuonò
che non piovve. «Oggi si lavora sull'ipotesi di introdurre le aree
metropolitane e di cancellare le Province di riferimento», spiega Fontanelli,
responsabile nazionale enti locali del Pd. Per capirci, in Toscana se dovesse
essere varata l'area metropolitana fiorentina, sparirebbero tre Province:
Firenze, Prato e Pistoia. Piccoli Comuni resistono. Dalle Province ai Comuni.
In Toscana sono 287. Troppi. Per Fontanelli come per il fotografo Oliviero
Toscani. Partiti e società civile, appassionatamente insieme per abolire un po'
di campanili. «Bisogna assegnare alle Comunità montane le funzioni dei piccoli
Comuni e favorire le forme associate dei servizi. Piccolo non è più bello e
soprattutto non è risparmioso...», concluse Fontanelli, un anno fa. Oggi
propone di rendere obbligatorie le associazioni tra i Comuni. Che in Toscana,
per la verità, hanno cominciato a funzionare, anche se ancora in maniera
sperimentale. Un politico ogni dipendente. E ora torniamo alla Regione. Avrebbe
dovuto mettere mano ai Consorzi di bonifica. In Toscana sono tredici e
impiegano 345 operai e tecnici mentre gli amministratori (presidenti e
consiglieri) sono 323, ai quali vanno aggiunti 36 sindaci revisori, per un
costo complessivo di un milione di euro. I Consorzi di bonifica sono nel
mirino. Tre anni fa il presidente del consiglio regionale Riccardo Nencini,
socialista, propose di abolirli. Paolo Tognocchi, Pd, fu più soft: auspicò il
passaggio delle competenze dei consorzi alle province.
Marco Carraresi, Udc, andò giù duro definendo la tassa fatta pagare dai
Consorzi «una sorta di seconda Ici camuffata». L'Ici è stata abolita, i
Consorzi no. La giunta regionale ha deciso di approvare una legge che promette
quasi una magia: non toccare il numero dei Consorzi, ma diminuire le spese. Ci
riuscirà?
( da "Sicilia, La" del 09-10-2008)
Argomenti: Province
«Al Comune niente
spese»Sortino. I consiglieri di opposizione contestano la riduzione dei
revisori dei conti a uno solo Priolo. È stato ripreso da ieri notte, da parte della
Sise (Siciliana servizio emergenze), il servizio del 118 a Priolo, così come
negli altri centri in cui era stato disattivato: Noto, Sortino, Buscemi,
Canicattini, Fontane Bianche. A confermarlo è stato il deputato regionale
Vincenzo Vinciullo, che fa parte della commissione Sanità dell'Ars. La società
che gestisce il servizio del 118 aveva annunciato, senza nessun preavviso, la
chiusura del presidio di Priolo. Il sindaco Antonello Rizza, in seguito a
quanto annunciato, aveva inviato una nota al direttore dell'Asl 8 di Siracusa
chiedendo «notizie certe in merito, al fine di poter rassicurare la popolazione
che usufruisce di questo servizio». La decisione, senza nessun preavviso, presa
dalla Sise, la cui convenzione con la Regione siciliana scadrà il prossimo 31
dicembre, era scaturita dal fatto che mantenendo il servizio del 118 nel Comune
di Priolo e in qualche altro Comune della provincia, avrebbe sforato il tetto
del budget che la stessa Regione aveva stabilito. Inoltre la Sise lamentava il
mancato trasferimento dei fondi, da parte della Regione, con i quali doveva
pagare il lavoro straordinario a propri dipendenti. Nel corso della riunione
della commissione Sanità dell'Ars, come ha riferito Vinciullo, sono state
appianate tutte le questioni finanziarie e nei prossimi giorni la Regione
provvederà a soddisfare le esigenze economiche della Sise. Per questi ultimi
due mesi, pertanto, non ci dovrebbero più essere sorprese per questo servizio
del 118, che soprattutto per il Comune di Priolo riveste un'importanza
particolare. Infatti il Comune di Priolo conta più di 12 mila abitanti, ma di giorno vede triplicarsi le presenze per tutti i lavoratori
delle varie aziende industriali che si trovano nella prossimità del centro
abitato, che è al centro della zona del petrolchimico. Tra l'altro il Comune di
Priolo già era stato penalizzato con l'abolizione della guardia medica 24 ore
su 24. La chiusura era stata motivata per il riordino delle guardie mediche in
Sicilia, che disciplinava anche gli orari di servizio sanitario in
queste strutture periferiche. Pertanto anche nel Comune di Priolo era stato
stabilito che la guardia medica rimanesse aperta dalle 20 alle 8 del mattino,
durante i giorni feriali, e 24 ore su 24 nel weekend. Ora era arrivata, ma per
fortuna è stata scongiurata, l'abolizione del servizio 118. Paolo Mangiafico
( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 10-10-2008)
Argomenti: Province
ENTI LOCALI. Ancora
da definire la soglia di popolazione, per ora si ipotizzano i 5mila abitanti.
La modifica in vigore dalle amministrative del 2009 Sindaci, in campo il terzo
mandato di William Geroldi L'aveva annunciato il ministro Roberto Maroni a metà
settembre all'assemblea dell'Anci a Mogliano Veneto; l'ha ribadito il
sottosegretario Michelino Davico l'altro ieri a Viareggio all'assemblea di
Legautonomie. Il limite del doppio mandato consecutivo per l'elezione a sindaco
scomparirà nel Codice delle autonomie locali la cui stesura è giunta in
dirittura d'arrivo. Ma non per tutti i paesi, soltanto quelli più piccoli. Un
tetto che nessun al momento ufficializza, anche se gli addetti ai lavori
indicano in 5mila abitanti. UNA SOGLIA non propriamente bassa se si considera
che almeno nel Bresciano non la superano i tre quarti dei Comuni. Cade quindi,
seppur parzialmente, un muro contro il quale l'Anci ha ripetutamente cozzato
negli ultimi dieci anni almeno, se si considera che il limite del doppio
mandato risale alla legge 81 del 1993 e che i primi tentativi di cancellarlo
risalgono al primo Governo Prodi. Comuni e Province l'hanno sempre mal
sopportato, anche perchè non hanno visto nulla di simile accadere per Regione e
Parlamento. Con ogni probabilità, la tornata elettorale della primavera 2009
che chiamerà alle urne quasi 160 Comuni bresciani introdurrà i nuovi
meccanismi. La soppressione del limite del doppio mandato raccoglie quindi il
favore degli enti locali, anche se tra gli stessi Comuni c'è chi ammonisce a
non incorrere nell'errore di far risorgere la figura dei sindaci perpetui. Il
Codice delle autonomie locali tratterà anche il delicato tema delle forme
associative, come le unioni per la gestione dei servizi. I Comuni sollecitano
al riguardo un sostegno economico, ma con i chiari di luna in materia di
finanza pubblica confidare nelle maniche larghe del Governo centrale è poco più
che un desiderio. Al contrario, sono ancora i Comuni a paventarlo, si teme la
definizione di una soglia di abitanti sotto la quale bisognerà associarsi per
la gestione dei servizi. Più in generale si sa che la riforma sarà articolata
in quattro provvedimenti: funzioni e compiti degli enti locali, città metropolitane e servizi di area vasta, norme sui piccoli
Comuni e riforma della polizia municipale. «L'ABOLIZIONE del limite del secondo
mandato è una rivendicazione di lunga data dell'Anci - ricorda Carlo Panzera,
sindaco di Vobarno e presidente dell'Associazione comuni bresciani - che risale
ancora al primo governo Prodi. Andare in questa direzione significa
accogliere la nostra richiesta. A fine mese, il 22, 23 e 24 ottobre, è in
programma l'assemblea nazionale dell'Anci a Trieste con all'ordine del giorno
le autonomie locali e il federalismo; ascolteremo in quella sede le novità».
Federalismo fiscale, codice delle autonomie locali, a proposito di novità...
«Sul federalismo fiscale - frena Panzera - aspettiamo di capirne di più, per
ora è soltanto una scatola vuota. Siamo ancora in attesa dei rimborsi dell'Ici
prima casa».
( da "Nazione, La (Pisa)" del 10-10-2008)
Argomenti: Province
AGENDA PISA pag. 11
Testimoni di un incidente Cercansi testimoni che possano aver assistito
all?incidente occors... Testimoni di un incidente Cercansi testimoni che
possano aver assistito all?incidente occorso presso la stazione di Pisa tra una
moto e una Mercedes domenica 28 settembre intorno alle 10.30. Pregasi
contattare ?La Nazione? al numero 050 3139711. Rassegna di scienze Nella sala
Bianchi della «Scuola Normale» di Pisa, parte domani l?edizione 2008 di
«Pianeta Galileo», rassegna scientifica promossa in collaborazione con le
Provincie e Università toscane, la «Scuola Superiore Sant?Anna» e la «Scuola
Normale». Incontri, seminari, laboratori e visite guidate a centri di ricerca
oltre che di osservazione astronomica. Amnesty International Oggi è la
«giornata internazionale contro la pena di morte» e sarà allestito un tavolino
di Amnesty International Largo Ciro Menotti con orari 10.30-13 e 15.30-20.
Saranno raccolte firme per chiedere l?abolizione della pena di morte in
Giappone, Corea del Sud, Vietnam, India, Pakistan e Taiwan. Motorizzazione
Civile Lunedì prossimo l?Ufficio della Motorizzazione Civile per la provincia
di Pisa resterà chiuso al pubblico per qualsiasi operazione. Ciò in occasione
della «Giornata Europea della Sicurezza Stradale». La manifestazione avrà luogo
lo stesso giorno presso i locali dell?Ufficio in via Lenin a San Giuliano
Terme.
( da "Sole 24 Ore, Il" del 10-10-2008)
Argomenti: Province
Il Sole-24 Ore
sezione: COMMENTI E INCHIESTE data: 2008-10-10 - pag: 23 autore: Un inutile
doppione che frena l'efficienza di Gianfranco Fabi «T agliare la spesa
pubblica». Uno slogan, un ritornello, un modo di dire. Molto raramente un
chiaro progetto politico. Ancora più raramente una decisione esecutiva capace
di incidere sul fiume dei costi di gestione degli apparati statali. E,così,un
Paese come l'Italia si trova ad essere per metà gestito direttamente dallo
Stato (dicono le statistiche che le entrate complessive dello Stato si
avvicinano al 50% del Prodotto interno lordo). E per l'altra metà soggetto a
vincoli, autorizzazioni, procedure, permessi, oneri indiretti, concessioni e
tributi. Le Province, non tanto come dimensione geografica ma come struttura
politica, sono probabilmente tra le entità la cui
abolizione, o almeno un drastico mutamento strutturale, non solo aiuterebbe ad
abbassare il livello della spesa pubblica, ma faciliterebbe anche il recupero
di un rapporto costruttivo e di fiducia tra i cittadini e la politica. Non
tanto per l'onere di gettoni e indennità che spettano a consiglieri,assessori e
presidenti,quanto per il fatto che ognuno di loro è un centro di costo,
un moltiplicatore di benemerite iniziative, un attivista dedito a consolidare
il consenso per garantirsi una tranquilla rielezione. Chi difende l'ente
Provincia fa leva sulle competenze previste dalle leggi, in particolare da
quelle di attuazione della riforma del Titolo V della Costituzione approvata
all'inizio degli anni 2000. Ma abolire il livello politico elettivo della
Provincia non vorrebbe certo dire che dal giorno successivo nessuno si occupi
più di scuole, strade, tutela dell'ambiente, promozione del turismo e
ripopolamento dei laghi di montagna. Gli uffici amministrativi chiamati a
mettere in atto le direttive politiche su questi e su altri temi resterebbero
alle dipendenze dell'istanza superiore, cioè la Regione, che peraltro avrebbe
la possibilità di una loro più facile razionalizzazione. Infatti, su molti
elementi su cui hanno competenza le Province, una programmazione a più vasto
orizzonte, come quello regionale, sarebbe non solo utile, ma anche maggiormente
efficace se non quasi indispensabile. Regioni e Province sono ormai un inutile
doppione.C'è tuttavia un elemento che si pone di traverso sulla possibilità di
attuare una scelta politico-istituzionale di così forte rilevanza: il coraggio.
Ci vorrebbe un bel coraggio a stabilire che gli oltre 3mila consiglieri
provinciali alla naturale scadenza del proprio mandato dovranno tornare alle
loro precedenti occupazioni, in molti casi più utili alla collettività. Ci
vorrebbe altrettanto coraggio a intervenire per la prima volta riducendo il
perimetro della spesa pubblica e dei meccanismi politici.E a chiudere quei
consigli provinciali che molti politici guardano con nostalgia perché è in quei
consigli che hanno mosso i primi passi (e fatto i primi danni). Ma anche se il
coraggio, diceva il Manzoni, uno non se lo può dare,resta fondamentale ogni
battaglia perché lo Stato sappia rispondere ai criteri di efficienza e
razionalità. La modernità di uno Stato si misura infatti sulla capacità di
adeguare le proprie strutture alle esigenze di una società in movimento. In
questa prospettiva l'Italia ha bisogno di istituzioni pubbliche nello stesso
tempo più forti e meno estese.Più forti perché capaci di rispondere alle
esigenze di una società in movimento, aperta ai mercati globali, capace di
premiare il merito e l'imprenditorialità. Meno estese per ridurre al minimo i
costi e quindi il peso di tasse e contributi che ora gravano non solo sulle
persone, ma anche e soprattutto sulle imprese. «Tagliare la spesa pubblica» non
deve restare uno slogan. Deve diventare una priorità della politica. Proprio
perché chi ama lo Stato e la democrazia non può che favorire le medicine
necessarie a combattere l'obesità delle istituzioni, l'ipertensione delle
competenze e la paralisi della burocrazia.
( da "Sole 24 Ore, Il" del 10-10-2008)
Argomenti: Province
Il Sole-24 Ore
sezione: COMMENTI E INCHIESTE data: 2008-10-10 - pag: 23 autore: Province,
l'occasione dei tagli Il federalismo fiscale opportunità per razionalizzare la
rete istituzionale di Carlo Carboni è possibile prendere provvedimenti
razionali in merito all'architettura multilivello delle istituzioni locali, che
presenta difetti strepitosi? Come, ad esempio, quello di avere Province anche in
piccolissime Regioni come la Basilicata, il Molise e l'Umbria. O come il
"battesimo", in primavera, di una nuova (Fermo) nelle piccole Marche,
dopo aver frammentato le realtà provinciali di alcune regioni, come la Sardegna
e la Calabria. O il difetto di presentarsi come un'opportunità di mera
"sistemazione" per ceti politici ristretti, spesso bersaglio dei
dissacratori della casta. Per non parlare di costi e delle lungaggini bizantine
dell'intermediazione locale affidata a una pletora di enti. Il Sole 24 Ore è
tornato di recente sulla questione controversa delle Province, citando la
contrarietà anche di due autorevoli governatori, Galan, che ha invocato
provvedimenti per limitare l'ipertrofia della rete istituzionale locale, e
Formigoni, amareggiato che, nell'accordo sul federalismo fiscale, non fosse
neppure preso in considerazione un possibile ridimensionamento delle Province.
Insomma, c'è anche tra il ceto politico ristretto chi ritiene il federalismo
fiscale un'occasione per razionalizzare la fitta rete istituzionale locale.
Soprattutto in questo momento depressivo in cui occorre asciugare e impiegare
bene le risorse. Lo stesso presidente del Consiglio, qualche tempo fa da Vespa,
ha dato una qualche disponibilità a riprendere in mano la questione. Quando si
ascoltano gli italiani, il dito, comunque, è sempre puntato sulle Province, che
anche in un'indagine condotta dalla Facoltà di economia Giorgio Fuà
dell'Università Politecnica delle Marche sono risultate riscuotere la metà
della fiducia accordata dalla popolazione agli altri enti locali (comunità
montane comprese) e metà dell'utilità. Anche quando la popolazione si pronuncia
sulla possibile abolizione di un livello istituzionale, la prima scelta ricade
sulle Province, la seconda sui piccoli Comuni. Tuttavia, attenzione: circa il
42% degli italiani non vuole l'abolizione delle Province.
La spiegazione è logica: perché al fianco di tante strutture provinciali
inefficienti esistono Province che ricoprono un ruolo importante per la
struttura multilivello degli enti locali. Basta citare l'Emilia-Romagna e la
Toscana, nelle quali esse svolgono funzioni spesso già prefigurate nella
politica adottata dal Pci nelle Regioni di sua tradizionale egemonia.
Come del resto le Province sono un elemento irrinunciabile per il local
commitment leg hista. Contrario è anche l'insieme trasversale dei ceti politici
ristretti, che vedrebbe restringersi le opportunità di "sistemazione"
rispetto alle attuali 180mila cariche elettive locali. Inoltre, non
rinuncerebbe al suo potere vischioso e ostativo anche quell'ampia parte di
popolazione che vive più direttamente una dipendenza dal mercato politico (non
solo nel Mezzogiorno, non solo tra la cittadinanza, ma anche tra le classi
dirigenti). Per dribblare queste vischiosità, resistenze e opposizione, Guido
Gentili, su questo quotidiano, ha proposto di assegnare alle Regioni la facoltà
(sacrosanta) di decidere, magari assieme ai grandi Comuni, se abolire le
Province o meno. In ogni caso, le classi dirigenti acquisirebbero autorevolezza
prendendo una decisione a favore almeno di un ridimensionamento delle funzioni
delle Province, soprattutto se Bossi si convincesse che il local commitment
porta ad applicare innanzitutto a se stessi ciò che si desidera per l'intero
Stato federalista, vale a dire, una semplificazione della catena del decision
making e un dimagrimento dell'ipertrofia delle cariche elettive. Non
dimentichiamo che, conservando le Province, con l'attuale accordo sul
federalismo fiscale, sarebbero addirittura quattro gli enti di imposizione
fiscale (Stato, Province, Comuni e Regioni), una rischiosa frammentazione dei
centri decisionali e una conseguente incomprensibile polverizzazione delle
imposte stesse. Circa il 95% degli italiani ritiene che comunque le cose non
possano restare come sono attualmente nell'architettura degli enti locali. La
"saggezza popolare", prima di passare ai metodi forti (abolizione
delle Province 50% circa), suggerisce una chiara redistribuzione razionale
delle funzioni tra gli attuali enti locali (80%) accompagnata da una riduzione
dei consiglieri regionali, provinciali e comunali (77%). Tutto sommato,
iniziare con questi passi, aggiungendo magari l'abolizione delle Province nelle
aree metropolitane e nelle piccole Regioni, sarebbe un bel segnale di razionalità
democratica da poter lanciare per restituire maggior fiducia tra cittadini e
ceto politico-istituzionale locale, il quale, in molti casi, non è apparso
migliore di quello nazionale. Ci sembra che il momento di grave crisi sia il
più opportuno per un taglio dei costi e una semplificazione
dell'intermediazione politico-istituzionale: magari per finanziare una parziale
detassazione dei redditi a maggior sofferenza. Morale: ci vuole il federalismo
fiscale, ma non bisogna dimenticare che, in momenti di grave crisi, è il senso
di comunità nazionale la chiave di volta. c.carboni@univpm.it
( da "Resto del Carlino, Il (Rovigo)" del
10-10-2008)
Argomenti: Province
ROVIGO pag. 7 Tasse
locali, 1500 euro a testa E? quanto hanno pagato i rodigini NEL 2006 i rodigini
hanno pagato oltre 1500 euro a testa (1506 per la precisione..) di imposte locali:
tasse comunali, provinciali e regionali; 1506 euro a testa, calcolando dunque
tutti i residenti, da un giorno di vita in su! Imposte in continua crescita
rispetto agli anni precedenti, il cui peso è stato significativamente calcolato
dalla Cgia di Mestre nel momento in cui si apre l?atteso confronto parlamentare
sul federalismo fiscale. Federalismo da cui tutti si attendono benefici ma che
già c?è, pur sommandosi oggi inevitabilmente alle imposte nazionali, in un
contesto assai pesante per il contribuente. La pressione tributaria del suo
Comune ha colpito nel 2006 il cittadino di Rovigo per una media pro-capite di
442 euro: è la somma dell?Ici, dell?addizionale Irpef e della tariffa sui
rifiuti solidi urbani; alla Provincia il cittadino di Rovigo ha pagato 91 euro
di media, che è la sommatoria della percentuale che va alla provincia sulla Rc
auto, dell?addizionale sulla bolletta Enel e dell?imposta di trascrizione. Alla
Regione i rodigini, neonati compresi, hanno invece lasciato mediamente, nel
2006, quasi mille euro (943), per Irap (tassa a carico delle imprese), quota
dell?Iva, addizionale regionale dell?Irpef e compartecipazione sulle accise
della benzina. In effetti la quota più rilevante della tassazione locale, oltre
il 55%, va alla Regione, che, anche nel disegno politico in pre-discussione
parlamentare, avrà il ruolo di perno centrale del fiscalismo decentrato. Quello
che, tuttavia, emerge dai conteggi della Cgia di Mestre è che l?imposizione
locale ha viaggiato negli ultimi anni costantemente in crescita, soprattutto al
nord, e così anche nella nostra provincia. Crescita non certo attutita
dall?abolizione dell?Ici sulla prima casa nell?anno in corso, anche perché i
Comuni hanno stanno recuperando altrove quote di tassazione sui contribuenti. Il
punto sarà dunque chiarire se con un vero federalismo fiscale è possibile
ridurre la pressione delle tasse. Rovigo, con una media annua di oltre 1500
euro l?anno, si trova grossomodo a metà del guado tra i capoluoghi provinciali
italiani: c?è da chiedersi però come faranno a sostenere il federalismo province come quelle collocate nel centro-sud con un tetto
medio di tassazione oggi meno della metà di quella di Rovigo, o addirittura
poco superiore ai 600 euro annui (sommando la tassazione regionale, comunale e
provinciale). E? il tema centrale nel confronto sul federalismo che sta per
approdare in Parlamento. Osvaldo Pasello
( da "Eco di Bergamo, L'" del 11-10-2008)
Argomenti: Province
Provincia, spunta
l'ipotesi Cimadoro Da soli in Provincia, almeno al primo turno, e nessuna
alleanza scontata per Palafrizzoni. L'Italia dei Valori pensa alle
amministrative e decide di misurare le forze: per la poltrona di via Tasso il
partito di Di Pietro correrà da solo (si vocifera di una candidatura del
deputato Gabriele Cimadoro), per poi eventualmente associarsi al centrosinistra
al momento del ballottaggio. E per le comunali? Il coordinatore regionale (e
assessore della Giunta Bruni) Sergio Piffari ribadisce la sua «ampia fiducia
nel sindaco», ma ricorda che «gli accordi non si rinnovano in automatico per
altri cinque anni. Ci aspettiamo da Bruni dei segnali forti di apertura alle
forze più moderate e un eventuale cambio di squadra». La bordata, si sa, è
rivolta a Rifondazione. Oggi e domani i volontari
dell'Italia dei Valori saranno in circa mille piazze italiane per avviare la
raccolta firme per indire un referendum per l'abolizione del lodo Alfano, che
garantisce l'immunità alle quattro più alte cariche dello Stato. «Una grande
battaglia di legalità», spiega Cimadoro. In città si potrà firmare oggi
e domani dalle 10 alle 19 a Porta Nuova e a Colle Aperto. Stamattina le firme
si raccolgono anche al mercato in zona stadio. Consultare il sito
www.italiadeivalori.it.
( da "Gazzettino, Il (Vicenza)" del 11-10-2008)
Argomenti: Province
Vicenza Dei 5
principali comuni della provincia di ... VicenzaDei 5 principali comuni della
provincia di Vicenza, compreso il capoluogo, è Bassano quello che fa pagare più
tasse ai suoi cittadini. Ed è anche l'unico Comune, assieme a Schio, in cui la
pressione tributaria è aumentata nell'arco di tempo compreso tra il 1998 ed il
2006. L'analisi emerge dal nono rapporto Nobel-Ires, promosso dall'Anci e dala
Cgil Veneto. La relazione, che fotografa annualmente i bilanci delle città
venete, è stata presentata ieri nella sala Stucchi del Comune di Vicenza.Se
l'analisi dei principali temi sulla finanza locale è stata sviluppata con la
lettura dei dati di bilancio dell'insieme dei Comuni veneti, un discorso a
parte è stato fatto sulla gestione finanziaria di un campione di 29
amministrazioni comunali. Tra queste, appunto, figurano 5 vicentine: Arzignano,
Bassano, Schio, Valdagno e Vicenza. Ma a quanto ammonta la pressione tributaria,
cioè le tasse comunali dirette in relazione alla popolazione, di questi Comuni?
A Valdagno la media di tasse pagate da ogni cittadino nel 2006 era di 293 euro,
la più bassa del campione vicentino; a Vicenza, seconda in classifica, 330
euro; ad Arzignano 340 euro ; a Schio 466 euro; a Bassano 498 euro.È comunque
importante ricordare che la pressione tributaria è fortemente influenzata dal
fenomeno delle esternalizzazioni dei servizi pubblici. In sostanza alcune
amministrazioni potrebbero avere più gettito perché si sono tenute all'interno
un determinato servizio e dunque la relativa tassa che in altri casi magari è
pagata ad un'azienda esterna. C'è però un altro problema. La principale fonte
di entrate per il Comune, con un gettito notevole, è l'Ici. La riduzione nel 2007 dell'aliquota sulla prima casa e la
successiva, nel 2008, totale abolizione dell'Ici hanno rivoluzionato l'entità
del tributo. Dal 1998 al 2006 l'incidenza percentuale di questa tassa è
aumentata, in tutti i casi, a volte in maniera anche molto consistente come a
Schio, dove è passata dal 19 al 40 per cento, e Arzignano, dal 38\% al
53\%. Ma il conto finale si deve fare sulla tassa sulla prima casa. Su questa,
ogni cittadino bassanese versava al proprio Comune 52 euro, ogni scledense 47,
ogni vicentino 31, ogni arzignanese 44 ed ogni valdagnese 32. Con l'abolizione
dell'Ici sulla prima abitazione questi soldi non entreranno più nelle casse dei
Comuni dalle tasche dei cittadini ma saranno versati dallo Stato. E quindi,
alla fine, è andata meglio a chi abita a Bassano, che pagava di Ici molto di
più di chi abita a Valdagno. Ma è andata meglio anche all'amministrazione di
Bassano, che riceverà dal Governo più soldi di quello di Valdagno.Pietro Rossi
( da "Giornale di Brescia" del 12-10-2008)
Argomenti: Province
Edizione: 12/10/2008
testata: Giornale di Brescia sezione:LA PROVINCIA L'Acl fa i conti in tasca agli
ambientalisti BRESCIA Nuovo capitolo nello scontro tra l'Acl ed alcune sigle
ambientaliste. L'Associazione cacciatori lombardi ha espresso in una nota la
propria soddisfazione «nel vedere concretizzate le richieste avanzate nel corso
della manifestazione organizzata la scorsa settimana nell'Oasi Wwf della
Valpredida. I senatori del Pdl Valerio Carrara e Sergio Vetrella hanno infatti
presentato l'8 ottobre una Interrogazione Parlamentare - Atto di Sindacato
Ispettivo ai Ministri dell'Ambiente, delle Politiche Agricole e Forestali e
dell'Economia e delle Finanze». Nell'interrogazione i due richiedono quali stanziamenti e benefici economici a vario titolo e di quale
importo abbiano avuto nel corso degli ultimi anni Wwf, Lac (Lega Abolizione Caccia), Lipu (Lega Italiana
Protezione Uccelli) e Legambiente. In particolare, spiega la nota dell'Acl, «la
Lipu avrebbe ricevuto un incarico di consulenza da parte del passato Governo
per individuazione delle Zone di Protezione Speciale». Intanto
l'associazione venatoria «condanna senza attenuanti le azioni di bracconaggio
che si sono svolte in provincia di Brescia. Esse non trovano alcuna
giustificazione e nella fattispecie, per quanto ci risulta, sono state compiute
non da cacciatori».
( da "Asca" del 13-10-2008)
Argomenti: Province
UPI: MELILLI,
PROVINCE DEVONO AVERE CORAGGIO DI CAMBIARE PELLE (ASCA) - Torino, 13 ott - Le province devono avere il coraggio di cambiare pelle, ma
nello stesso tempo devono respingere il tentativo di destrutturare la pubblica
amministrazione. lo ha detto il presidente dell'Upi Fabio Melilli all'assemblea
dell'Upi, Unione delle province d'Italia, in
svolgimento a Torino. Non si puo' affrontare il problema dell'inefficienza
della pubblica amministrazione pensando semplicemente di tagliarne un pezzo. E
piu' che pensare all'abolizione delle province occorre
chiarire meglio le competenze di tutti i livelli di governo evitando ingorghi
istituzionali. Melilli lancia anche la proposta di superare gli attuali modelli
di responsabilita' e l'organizzazione gestionale degli assessorati, che non
sembrano piu' adeguati ai tempi. ''Dobbiamo ragionare per obiettivi veri, per
assi di sviluppo e non piu' per assessorati'', dice Melilli. Quanto ai possibili risparmi dell'abolizione delle province il presidente dell'Upi ricorda
che ''su una spesa totale di 14 miliardi di euro, 2 miliardi e 300 milioni sono
il costo per il personale, che immagino nessuno voglia considerare
comprimibile, e 119 milioni sono i costi della politica, o meglio, della
democrazia. I restanti 11 miliardi e 600 milioni di euro sono servizi fondamentali,
come la viabilita', i trasporti, la tutela del territorio e la protezione
dell'ambiente, la formazione e l'istruzione dei nostri giovani, la manutenzione
delle scuole, lo sviluppo economico, la diffusione delle energie alternative.
Nessuno puo' davvero credere che queste siano risorse che possono essere
tagliate. L'unico risparmio effettivo sarebbero i 119 milioni della politica,
ribadisco, della democrazia, che rappresentano solo lo 0,84% dei bilanci delle
Province. In realta' chi attacca le Province ha un obiettivo ben chiaro:
destrutturare la Pubblica Amministrazione e privatizzare i servizi pubblici,
per abbassare il controllo democratico ed entrare nella gestione dei grandi
servizi di rete, dai trasporti alle risorse idriche, dai rifiuti alla
viabilita', alle infrastrutture materiali e immateriali''. ''Occorre eliminare
sovrapposizioni - ha aggiunto - e ricomporre gli ambiti ottimali per lo
svolgimento delle diverse funzioni amministrative intorno ai Comuni e alle
Province, a cui deve essere ricondotta la gran parte delle funzioni di
amministrazione e di gestione in base al principio di sussidiarieta'. Nel
riordino del sistema amministrativo e' infatti indispensabile che ogni livello
di governo sia disponibile a concentrarsi sulla propria specifica missione
istituzionale, evitando di invadere quella degli altri''. Quanto alle citta'
metropolitane Melilli ha osservato che ''non possono limitarsi ad un'annessione
delle funzioni provinciali nei Comuni capoluogo, come qualche Sindaco pretende
e come anche qualche singolo esponente del Governo tenta di far passare. Nel
Decreto legge 112/08 il Governo ha provato ad inserire una disposizione che
prevedeva l'abolizione tout court delle Province in queste aree e il
trasferimento delle loro competenze ai Comuni al momento della scadenza del
loro mandato, senza istituire le Citta' metropolitane. Un tentativo simile e'
avvenuto su Roma capitale con l'emendamento presentato nella delega sul
federalismo fiscale''. eg/mcc/ss
( da "Repubblica, La" del 14-10-2008)
Argomenti: Province
Pagina VII - Torino
Le Province alla prova federalismo Chiamparino auspica una rivoluzione, Saitta
difende l´ente Nel palazzo di corso Inghilterra l´assemblea nazionale che sarà
chiusa da Maroni MARCO TRABUCCO Le esigenze di razionalizzazione dei livelli di
decisione e responsabilità richiedono proposte chiare e coraggiose che, scevre
da visioni particolaristiche, abbiano l´obiettivo di semplificare
l´architettura istituzionale, evitando dannose sovrapposizioni di competenze ed
ottimizzando l´impiego delle limitate risorse disponibili». è il saluto che il
presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha inviato ieri al presidente
dell´Upi, Fabio Melilli, in occasione dell´apertura a Torino dell´assemblea
generale delle Province italiane. «La strada per il futuro attraverso il cuore
del paese» il titolo dell´incontro che iniziato ieri nell´aula magna della
nuova sede della Provincia di Torino in corso Inghilterra alla presenza del
ministro Raffaele Fitto, si concluderà domani con l´intervento del responsabile
degli Interni Roberto Maroni. Ieri, insieme a quelli di Napolitano, sono
arrivati anche i saluti del premier Silvio Berlusconi: «Abbiamo dato avvio al
grande progetto di riforma federale dello Stato con il contributo attivo
dell´Upi, di cui ho apprezzato il senso di responsabilità - ha scritto - ed il
convinto impegno nel dare una svolta significativa alle urgenti modifiche da
apportare al funzionamento del sistema politico e istituzionale». Proprio il
tema del federalismo è stato uno di quelli centrali del dibattito che, con gli
interventi in apertura dei «torinesi» Antonio Saitta, padrone di casa, Sergio
Chiamparino e Mercedes Bresso ha rilanciato il confronto estivo su città
metropolitana e abolizione delle Provincie. Saitta ha
ribadito al sua ferma difesa dell´ente che presiede. Dopo aver ricordato che le
Province sono nate addirittura prima dell´Unità d´Italia e che quella di
Torino, istituita nel 1859 con la legge Rattazzi ha fatto da modello a quelle
poi di tutto il resto del paese, ha aggiunto: «In tutta Europa esiste un ente
intermedio tra Regioni e Comuni. E noi qui abbiamo dato esempio di come
possa avere funzioni importanti nelle gestione dei servizi di area vasta, in
pieno accordo con i Comuni. Ciò che va abolito, se si vuole risparmiare
davvero, sono i tanti consorzi intermedi riportandone le funzioni a noi. Che
siamo la vera garanzia, la casa dei piccoli comuni». Non dei grandi però,
almeno secondo Chiamparino che all´interno del suo discorso sulla necessità di
dare alla bozza Calderoli sul federalismo maggiore concretezza: «Bisogna dire
cosa si considera livello essenziali, nell´assistenza, nella sanità e così via,
e quanto costa quel livello. Anche perché io sono favorevole a qualsiasi
riforma che consenta risparmi nel lungo periodo. Ma credo che per ottenerli sia
necessario investire nel breve. Il sindaco ha poi ripetuto, sommessamente, la
sua protesta per il fatto che, senza la nascita di una città metropolitana, un
grande centro come Torino continua a pagare costi molto alti per garantire
servizi anche a tutti coloro che non vivono sul suo territorio (e quindi non vi
pagano le tasse). «è vero che con la Provincia abbiamo lavorato molto bene in
settori come l´acqua e l´energia, ma questi servizi sono pagati in modo più che
proporzionale da Torino. è un problema che va risolto, se non alla lunga tutto
il sistema va in crisi». Gli ha risposto nel suo intervento Mercedes Bresso:
«In regioni come la nostra, con 1.200 comuni, l´ente intermedio serve a
garantire il governo ordinato del territorio. Per questo il ruolo delle province resta importante e sono contraria alla loro
abolizione. Anche perché sono proprio loro a garantire una distribuzione dei
servizi equa sia nei territori a più alta densità di popolazione, sia in quelli
meno popolati e quindi, meno ricchi. Ciò che serve, per risparmiare e ai fini
di una corretta e funzionale organizzazione amministrativa, è invece sfrondare
una serie di enti inutili intervenuti nel tempo, che oggi generano solamente
confusione nell´attribuzione delle funzioni di gestione» .
( da "Stampa, La" del 14-10-2008)
Argomenti: Province
Risposta a
Chiamparino: "Fanno solo il loro dovere" Nessuno discute la collaborazione
sulle politiche di area vasta, dall'acqua all'energia, che nel nostro caso sono
ottime. Peccato che questi e altri servizi siano pagati in modo più che
proporzionale dal Comune di Torino: o la cosa si risolve o la virtuosità del
sistema rischia di andare in crisi». Parola di Sergio Chiamparino. «Caro
Sergio, è vero: le Province redistribuiscono le risorse dalle aree concentrate
a quelle esterne, dai grandi ai piccoli Comuni, garantendo servizi uniformi sul
territorio. Ma questo è esattamente il loro compito». Parola di Mercedes
Bresso. Il botta e risposta tra il sindaco di Torino e la presidente della
Regione è andato in scena davanti ai presidenti delle Province italiane
convocati fino a mercoledì da Fabio Melilli per l'Assemblea generale dell'Upi.
A fare gli onori di casa Antonio Saitta, presidente della Provincia di Torino e
strenuo difensore del ruolo dell'ente, che ha accolto gli ospiti, un vero
esercito, nella sede appena inaugurata in corso Inghilterra: «Le Province
devono riappropiarsi di tutte le funzioni trasferite negli anni ad una pletora
di enti grandi e piccoli, che oltretutto non sono stati eletti dal popolo».
Altro che sbaraccare. L'intervento di Raffaele Fitto, ministro per i Rapporti
con il Parlamento, ha chiuso la prima giornata. In sala si è materializzato
anche Osvaldo Napoli, Forza Italia-Pdl, vicepresidente dell'Anci e accreditato
come lo sfidante di Saitta alle provinciali del 2009: quando si dice il caso.
Il tema dell'appuntamento - «Le Province. La strada per il futuro attraverso il
cuore del Paese» - è quasi un atto di fede. Impossibile sottrarsi al dibattito
sul ruolo e sull'esistenza stessa dell'ente come lo conosciamo. «Un livello
intermedio tra Regione e Comuni ci vuole, ma in Italia sono troppi», ha detto
il sindaco. Secondo Chiamparino ogni discussione deve partire dai dati
dell'economia reale: «Servono scelte di priorità sull'utilizzo delle risorse, a
cominciare dal Governo. Oggi gli investimenti statali sul territorio sono la
metà di quelli a carico dei sistemi locali». «In una Regione come la nostra
l'ente intermedio è indispensabile», ha ribadito la «zarina» confermando l'asse
con Saitta. Ne è talmente convinta da lanciare un avvertimento a Fitto: «Quando
sento parlare di abolizione dell'ente mi ricordo la battuta che feci a D'Alema
nella Commissione Bicamerale: chi tocca le Province muore». Questione di ruoli,
ma anche di interessi e di rappresentanza politica sul territorio. «Vedrete che
non cambierà nulla - ha aggiunto prima di abbandonare il palazzo -. Le Province
sono sempre state tutelate, prima dalla Dc ed ora, lo scoprirete presto, dalla
Lega. Chiamparino pone un giusto problema, che però si può risolvere aumentando
gli stanziamenti per i Comuni capoluogo. I fondi concessi dal Governo a Roma
capitale, esagerati e secondo me da correggere, di fatto hanno chiuso la
partita». In questa fase il Governo non è intenzionato a forzare la mano. «Le funzioni degli enti locali vanno ridefinite tenendo conto delle
peculiarità territoriali, economiche e sociali», ha premesso Fitto. Per questo,
«il dibattito sull'abolizione o meno delle Province è sbagliato». Se il Codice
delle autonomie sarà uno dei prossimi provvedimenti al varo del Consiglio dei
ministri, come ha ricordato il ministro, il Governo si muoverà con i piedi di
piombo: studiando un nuovo modello per evitare sovrapposizioni tra enti
ma adottando un assetto a geometria variabile se e quando quel modello dovesse
cozzare contro particolarità territoriali. Parole accolte con cauto ottimismo
dalla platea presidenziale, un poco sollevata dopo gli sfracelli attesi negli
ultimi mesi: l'abolizione per decreto sembra un ricordo.
( da "Gazzettino, Il (Belluno)" del 14-10-2008)
Argomenti: Province
«Nelle Province
venete solo presidenti leghisti» (md) «La Lega Nord chiede di avere tutti i
candidati a presidente della Province del Veneto che andranno a elezioni la
prossima primavera». Lo afferma il capogruppo del Carroccio in consiglio
regionale del Veneto, Gianpaolo Bottacin. «Il ragionamento è semplice spiega
Bottacin Noi abbiamo sempre sostenuto un potenziamento delle
Province, mentre Forza Italia e il Popolo delle Libertà si sono più volte
schierati per l'abolizione di questi enti. Con che credibilità si chiede il
capogruppo veneto della Lega- possono presentare dei loro candidati?» Simile
ragionamento Bottacin lo fa per le Comunità montane, il cui riordino è inserito
all'ordine del giorno del consiglio regionale iniziato ieri a Venezia.
«Anche in questo caso Forza Italia ha sempre dichiarato di voler abolire le
Comunità montane ricorda Bottacin quindi sarebbe giusto che, per correttezza,
si dimettessero tutti i consiglieri, gli assessori e i presidenti di quel
partito. La Lega, durante il consiglio comunale in cui si è cercato in extremis
di fare una legge di riordino, era sempre presente tutti in aula con tutti i
suoi effettivi. Così non è accaduto per altri». Bottacin puntualizza che per un
riordino da parte della Regione c'è ancora tempo. «Vedremo se anche gli altri
sono d'accordo conclude C'è un nostro progetto di legge già approvato sul quale
siamo sempre pronti a discutere per trovare una mediazione adeguata».
( da "Messaggero, Il" del 15-10-2008)
Argomenti: Province
Mercoledì 15 Ottobre
2008 Chiudi di LUIGI TIVELLI FEDERALISMO assistenziale? Assistenzialismo
federale? Questi rischi paventati da Luca Ricolfi già il giorno prima
dell'emanazione del testo sul federalismo nella seduta del Consiglio dei
ministri del 2 ottobre scorso, forse sono un po' "rigonfiati". Certo
però che occorrerà prestare attenzione non solo e non tanto al testo presentato
dal governo ma alla successiva fase di due anni in cui dovranno essere emanati
i decreti di attuazione. Una fase cui ne seguirà un'altra di cinque anni per la
messa a regime della riforma. Sempre poi che i tempi vengano rispettati. Forse,
ma bisogna essere realisti nel valutare le esigenze delle diverse forze
politiche, sia di maggioranza che di opposizione, si è persa ancora una volta
un'occasione: quella di accompagnare all'iniziativa sul
federalismo fiscale l'abolizione delle Province. La stessa occasione che fu
persa ormai quasi quarant'anni fa nel momento dell'istituzione delle Regioni.
Comunque qui aggiungerei mie considerazioni ed analisi ai tanti chili di piombo
dedicati alla materia del federalismo fiscale da molte settimane e soprattutto
in questi giorni. Ciò che mi interessa è invece guardare a quella che
dovrebbe essere l'altra faccia del federalismo fiscale, la sussidiarietà. Un
principio e una regola sanciti con chiarezza dall'articolo 118 della
Costituzione: "Stato, Regioni, Città metropolitane, Province e Comuni
favoriscono l'autonoma iniziativa dei cittadini, singoli e associati, per lo
svolgimento di attività di interesse generale, sulla base del principio di
sussidiarietà. Che come è noto, dovrebbe consistere nel riservare agli Enti
pubblici territoriali solo tutte quelle attività che i soggetti privati, in
forma associativa, imprenditoriale, e non ultimo il volontariato, possono fare
meglio e a costi minori. E sta proprio qui l'Hic Rodus, Hic salta
dell'attuazione del federalismo fiscale. Dipenderà soprattutto da quante dosi
effettive di sussidiarietà verranno immesse nella vita regionale e locale se il
federalismo si rivelerà come un progetto "salvaspese", o si rivelerà
invece una attività "alzaspese". E lo stato disastrato della nostra
finanza pubblica, le condizioni pesanti della pressione fiscale, di tutto
avrebbero bisogno tranne che di questo. Spetta quindi alla società civile,
agire effettivamente per attuare e allargare la regola della sussidiarietà. La
società civile italiana, così come ovviamente la società economica, è ricca di
soggetti e potenzialità che possono contribuire a quelle varie forme di
dimagrimento dei soggetti pubblici che comporterebbero una forma di
sussidiarietà che è insieme "tagliaspese" e
"migliora-servizi". Basti citare il caso del volontariato, un
fenomeno poco conosciuto nella grande ricchezza che assume nella società
italiana. Proprio in questi giorni il rapporto di Cittadinanza attiva e Fondata
(fondazione presieduta da Giovanni Moro) ha censito ben 86 mila organizzazioni
di volontariato. Nell'Italia delle 100 città e degli 8 mila Comuni non c'è
infatti solo l'Unicef, o la Caritas, ma operano migliaia e migliaia di
associazioni no-profit, Onlus, Fondazioni che potrebbero essere pronte a
sostituirsi, ad esempio in vari ambiti del settore dei servizi, a cominciare
dai servizi alla persona, all'attuale bulimia della miriade di Enti pubblici,
disseminata a livello territoriale. E questo potrebbe avvenire in un quadro di
consenso diffuso nella società italiana, se è vero, come emerge dalla ricerca
stessa, che tra i soggetti in cui "gli italiani si fidano di più"
stanno al primo posto proprio le "organizzazioni di volontariato".
Che conseguono un punteggio addirittura dell'86,6 per cento, seguite a ruota
dal Presidente della Repubblica, attestato sul 79 per cento. Secondo la ricerca
stessa poi, all'ultimo posto, vengono i partiti, con un 8,8 per cento di fiducia.
Ma questo appartiene ad un altro discorso...
( da "Mattino, Il (Avellino)" del 15-10-2008)
Argomenti: Province
Città metropolitana
stop, Provincia al voto Il presidente della Provincia di Napoli, Dino Di Palma,
nel corso dell'assemblea nazionale dell'Upi, in corso di svolgimento a Torino
ha sottolineato che «il rischio, parlando di città metropolitana, è quello di raccontare
una bellissima storia, ormai ripetuta tante volte, ma senza mai vederne la
fine, il compimento, la attuazione». In pratica la città
metropolitana non si realizzerebbe così come nei programmi e, per il prossimo
anno sarebbe inevitabile tornare al voto per il rinnovo dell'amministrazione di
piazza Matteotti. Una circostanza evitata, appunto, in caso di abolizione
dell'ente Provincia di Napoli.
( da "Corriere Adriatico" del 15-10-2008)
Argomenti: Province
I futuri
amministratori dovranno tagliare i servizi per evitare il dissesto finanziario.
Brugni e Crescenzi potrebbero presentare il ricorso al Tar Ogni ascolano,
bambini inclusi, dovrà subito pagare 15 euro a causa della scissione Nasce la
Provincia piena di debiti ASCOLI - Appena la nuova Provincia di Ascoli
esprimerà il suo primo vagito già sulle spalle degli ascolani, bambini
compresi, graverà il peso di un debito di 15 euro. E' quanto si deduce dalle
simulazioni sui bilanci delle due nasciture province
di Ascoli e Fermo. Se la giunta provinciale proseguirà nella sua linea
assegnando ai fermani un conguaglio di 16 milioni di euro (dodici in patrimonio
e quattro con mutuo da contrarre) lasciando ad Ascoli altri 38 dipendenti e due
dirigenti che dovrebbero essere trasferiti a Fermo, al milione mezzo di
disavanzo "strutturale" dovrebbe aggiungersi la stessa somma per il
personale. In totale tre milioni di euro da spalmare sui circa 200.000
cittadini ascolani. Ma ciò che preoccupa maggiormente gli amministratori
ascolani è l'eredità che riceveranno nella prossima primavera. Nel nuovo
bilancio, già gravato da tanti oneri, dovranno aggiungersi quelli del personale
(attualmente la spesa è del 35% sul totale delle uscite), l'indebitamento dei
mutui e i minori trasferimenti erariali che il governo ha intenzione di
applicare. Ne deriva un bilancio ingessato che comporterà automaticamente una
riduzione dei servizi e delle spese se non si vuole arrivare a un vero e
proprio disavanzo (per non pronunciare la parola dissesto) finanziario. In
attesa che la giunta deliberi sulla divisione della Provincia, l'avvocato
Santori ha suggerito una soluzione per rimettere in discussione l'istituzione
dei due nuovi enti. «Secondo me - ha detto - spettava al commissario e non al
consiglio provinciale pronunciarsi sulla divisione dei beni perchè
inevitabilmente sia gli ascolani che i fermani sono incappati in un palese
conflitto d'interesse». Ma chi presenterà il ricorso al Tar? «A presentare il
ricorso dovrebbero essere quei consiglieri che erano assenti o hanno votato
contro la delibera sugli indirizzi» tiene a precisare il consigliere regionale
di Forza Italia tirando in ballo Brugni e Crescenzi di An che hanno votato
contro. Intanto proprio i due di An sono intervenuti sul consiglio comunale di
lunedì sera «Quale è vero volto del Pd? Quello di Allevi, perfettamente
cosciente delle responsabilità del suo partito nella scellerata divisione
provinciale, che con il sangue ai denti ricerca di addossare responsabilità al
centrodestra ascolano cercando in maniera patetica di togliere le castagne dal
fuoco alla sua compagine, adducendo argomentazioni astratte. Oppure il volto
del PD è quello di Mauro Gionni più pacato che vuole
attivare un percorso condiviso nella risoluzione della complicata matassa.
Purtroppo la sindrome dell'addormentata del bosco ha colpito il Pd» ha detto
Brugni mentre Crescenzi ha ricordato che due suoi emendamenti sull'assegnazione
del patrimonio su base territoriale e sull'abolizione del conguaglio a Fermo
sono stati respinti proprio dal centrosinistra. Crescenzi ha attaccato
anche la commissione paritetica che ha fallito perchè aveva il solo scopo di
nascondere le responsabilità della giunta Rossi alla quale spetta per legge
decidere. MARIO PACI,
( da "Mattino, Il (Circondario Sud2)" del
15-10-2008)
Argomenti: Province
Il presidente della
Provincia di Napoli, Dino Di Palma, nel corso dell'assemblea nazionale
dell'Upi, in corso di svolgimento a Torino ha sottolineato che «il rischio, parlando
di città metropolitana, è quello di raccontare una bellissima storia, ormai
ripetuta tante volte, ma senza mai vederne la fine, il compimento, la
attuazione». In pratica la città metropolitana non si
realizzerebbe così come nei programmi e, per il prossimo anno sarebbe
inevitabile tornare al voto per il rinnovo dell'amministrazione di piazza
Matteotti. Una circostanza evitata, appunto, in caso di abolizione dell'ente
Provincia di Napoli.
( da "Giorno, Il (Brianza)" del 16-10-2008)
Argomenti: Province
CESANO MEDA pag. 14
La Grande Provincia si presenta all?esame di Palazzo Madama di MONICA GUZZI LA
GRANDE Provincia di Monza e Brianza debutta a Palazzo Madama. Il disegno di
legge bipartisan proposto dai parlamentari brianzoli Cesarino Monti (Lega),
Emanuela Baio Dossi e Daniela Mazzuconi (Pd) per allargare i confini del nuovo
ente dagli attuali 50 Comuni, previsti dalla legge istitutiva del 2004, fino a
55, è entrato nel calendario dei lavori della commissione Affari
costituzionali. Se non ci saranno ostacoli sarà presentato oggi in commissione
dal relatore, il senatore leghista Lorenzo Bodega. IL PROGETTO prevede la
modifica dell?articolo 1 della legge per staccare dalla Provincia di Milano e
aggregare a Monza i Comuni di Lentate sul Seveso, Busnago, Caponago, Cornate
d?Adda e Roncello. L?obiettivo è ottenere l?approvazione dell?allargamento dei
confini direttamente in commissione, senza passare dalle incognite del
dibattito nell?aula parlamentare, dove spirano venti freddi sulle province. Cesarino Monti è ottimista: «Tutti i capigruppo
sono d?accordo - dice -. L?ideale è portare la modifica fuori dal Senato per
fine ottobre, per poi passare alla Camera, allo scopo di ritoccare
l?organizzazione in collegi elettorali provinciali in tempo utile rispetto alle
elezioni del 2009». L?ingresso del Comune di Lentate nella nuova Provincia è
destinato per esempio a spaccare il collegio di Lazzate e poiché non si può
istituire un nuovo consigliere per ogni paese che si stacca da Milano, bisogna
rifare i conti. Intanto iMonti, come presidente della Confederazione dei Comuni
e delle Province del Nord, si è seduto al tavolo delle autonomie. «Sarà lo
stesso federalismo fiscale a far sparire le Province che non sapranno reggere
l?impatto dell?autonomia finanziaria, cioè quelle piccole - conclude il
senatore di Lazzate -. Non è che devono sparire le province e non credo che sia il momento
oggi di parlare di abolizione quando questa istituzione ha un compito ben
preciso e importantissimo nel decentramento. Stanno arrivando i codici delle
autonomie e credo che lì si regolamenterà il tutto e la Provincia avrà il
proprio e specifico ruolo».
( da "Messaggero Veneto, Il" del 16-10-2008)
Argomenti: Province
Pagina 12 -
Pordenone «Serve un organismo che tuteli la montagna» BELGRADO BARCIS. Non ha
mancato di scatenare polemiche politiche la dichiarazione del presidente
vicario della Provincia di Pordenone, Alessandro Ciriani, in merito alla
funzione delle Comunità montane, che definisce «inutili e costose», proponendo
alla Regione la loro cancellazione. Nel dibattito interviene il sindaco di
Maniago, Alessio Belgrado. «Come ex presidente della Comunità montana -
sostiene - è difficile che io mi dichiari contrario a tali enti. Se dobbiamo
però fare una fotografia di come funzionano oggi, si assiste a una lunga e
inutile agonia che porta però a porsi alcuni interrogativi
su quale potrebbe essere il futuro delle piccole realtà montane senza un ente
sovraccomunale che le tuteli». Belgrado sottolinea che le dichiarazioni
sull'abolizione delle Comunità montane sono uno slogan vincente in questo
momento, ma sarebbe più opportuno condurre una riflessione seria a tutto tondo
e trasversale rispetto alle forze politiche. «Il futuro delle Comunità montane
è un problema di tutti - ha ribadito Belgrado -. A essere assenti in questo
dibattito sono però gli stessi protagonisti, gli amministratori della montagna,
che denotano una certa debolezza e una scarsa propensione al lavoro di
squadra». Rispetto alle dichiarazioni di Ciriani affinché la Regione commissari
tali enti e ne trasferisca competenze e funzioni alla Provincia, Belgrado
augura a Ciriani che l'ente di largo San Giorgio riesca a far fronte a questo
impegno, ma, «escludendo alcune singole personalità che hanno lavorato per la
montagna, come l'ex presidente Elio De Anna e poche altre, la Provincia non ha
mai dimostrato di svolgere un ruolo positivo nei confronti della montagna».
(l.v.)
( da "Messaggero Veneto, Il" del 16-10-2008)
Argomenti: Province
Non è piaciuta la
richiesta alla Regione di abolire le Comunità montane. Il presidente: «Il vero
problema è il taglio dei finanziamenti» «Ciriani parla di cose che non conosce»
Anselmi: sono le Province le maggiori indiziate a essere cancellate BARCIS. «Mi
stupiscono le dichiarazioni del presidente vicario della Provincia, Alessandro
Ciriani. Propone di abolire le Comunità montane aggiungendo, cito testualmente
dalle cronache, di "affidare alle maggiori forze e capacità dell'ente
Provincia la rinascita del territorio montano", quando soltanto pochi
giorni fa Gianfranco Fini, già segretario del partito al quale proprio Ciriani
fa riferimento tuttora sotto altra egida, ha proposto di cancellare le Province
dalla Costituzione». Non si è fatta attendere la reazione del presidente di
Pieromano Anselmi alle dichiarazioni di Ciriani che si è rivolto alla Regione
chiedendo la cancellazione delle Comunità montane. Il presidente di quella del
Friuli occidentale, nonché sindaco di Montereale, sottolinea come «ancora una
volta si sia persa l'occasione per anteporre ragionamento e concretezza ai
proclami da spottino elettorale. Mi pare che Ciriani parli di qualcosa che, pur
accadendo a pochi chilometri dalla lussuosa sede di corso Garibaldi, gli
risulta totalmente sconosciuto. Le Comunità montane, ricordo allo smemorato,
hanno da tempo coinvolto la giunta regionale in un dibattito sul proprio
futuro. Lo hanno fatto incontrando il presidente Tondo e sottoscrivendo una
nota congiunta con l'Uncem. In quell'occasione, era il 12 giugno, Tondo, oltre
ad avere auspicato l'avvio di un tavolo tecnico, ha assicurato la massima
disponibilità a confrontarsi con l'Unione nazionale Comuni, Comunità ed enti
montani e con le altre associazioni degli enti locali per individuare, in modo
concertato, le strategie e le soluzioni più confacenti alla salvaguardia e alla
crescita della montagna regionale. Non ricordo null'altro che non fosse questo,
nel senso che mi sfuggono epiteti del tipo "trombati" e francesismi
sui generis. Evidentemente Tondo e Ciriani la pensano, vedono e soprattutto
raccontano in maniera diversa». «Proprio Tondo - osserva ancora Anselmi -, oggi
(ieri per chi legge, ndr) sui giornali, ha anticipato un progetto di riforma - non abolizione, quindi - delle Cm i cui contenuti cozzano contro
ciò che Ciriani ha pubblicamente dichiarato. La verità è che da anni la
Provincia, disconosciuta come istituzione anche dal presidente della Camera
"amico", tenta di avocare a sé competenze che ha dimostrato di non
avere e di non poter sottrarre ad alcuno, men che meno alla Comunità
montana. Quella di Ciriani, insomma, è come sempre aria fritta. Il dato di
concretezza vero e drammatico, al di là delle uscite a effetto, è che i
finanziamenti Aster per il 2008 destinati alla montagna pordenonese dalla
giunta Tondo sono stati ridotti da un milione 100 mila euro a 240 mila euro.
Complessivamente, in regione, c'è stato un taglio superiore ai due terzi e la
Destra Tagliamento se l'è vista peggio di tutti. E meno male che il presidente
della Regione fa parte, come Ciriani, del Pdl e proviene da Tolmezzo, che non è
propriamente costeggiata dal mare Adriatico».
( da "Gazzettino, Il (Pordenone)" del
16-10-2008)
Argomenti: Province
BARCIS Il presidente
Pieromano Anselmi attacca la Provincia sull?ipotesi di abolizione Le Comunità
montane resistono Barcis(lor.pad.) Non si è fatta attendere la risposta del
presidente della Comunità Montana, Pieromano Anselmi, alle
affermazioni del presidente vicario della Provincia, Alessandro Ciriani, che è
favorevole all'abolizione delle Comunità Montane stesse. «Mi stupisce tale
sortita è l'esordio dell'amministratore pubblico sopratutto quando Ciriani
aggiunge di voler affidare alle maggiori forze e capacità dell'ente Provincia
la rinascita del territorio montano. Parole che cozzano con quanto, solo
pochi giorni fa, pronunciava Gianfranco Fini, già segretario del partito cui
proprio Ciriani faceva e fa riferimento tutt'ora, con le quali ha proposto di
cancellare le Province dalla faccia della Costituzione». Secondo Anselmi,
«ancora una volta, semmai ve ne fosse stato dubbio, si è persa l'occasione per
anteporre ragionamento e concretezza ai proclami da spottino elettorale. Mi
pare che Ciriani parli di qualcosa che, pur accadendo a pochi chilometri dalla
lussuosa sede di corso Garibaldi, gli risulta totalmente sconosciuto». «Le
Comunità Montane rammenta il presidente rivolto al suo omologo - hanno da tempo
coinvolto la Giunta regionale in un dibattito sul proprio futuro. Lo hanno
fatto incontrando il presidente Tondo e sottoscrivendo una nota congiunta con
l'Uncem. In quell'occasione, Tondo, oltre ad aver auspicato l'avvio di un
tavolo tecnico, ha assicurato la massima disponibilità a confrontarsi coi vari
soggetti per individuare, in modo concertato, le strategie e le soluzioni più
confacenti alla salvaguardia ed alla crescita della montagna regionale». «Non
ricordo null'altro che non fosse questo aggiunge sarcastico Anselmi - nel senso
che mi sfuggono epiteti del tipo trombati e francesismi vari. Evidentemente
Tondo e Ciriani la pensano, vedono, ma soprattutto raccontano in maniera
diversa. Proprio Tondo, ieri, sui giornali, ha anticipato un progetto di
riforma non abolizione, quindi delle Comunità Montane i cui contenuti cozzano
contro ciò che Ciriani ha pubblicamente dichiarato».
( da "Asca" del 17-10-2008)
Argomenti: Province
RIFORME: ZINGARETTI,
ABOLIRE PROVINCE NON MI SEMBRA IN PROGRAMMA GOVERNO (ASCA)
- Roma, 17 ott - ''Da quanto ho compreso anche dagli interventi dei Ministri
Maroni e Ronchi al Congresso dell'Upi di due giorni fa, l'abolizione delle province non e' nel programma del
Governo, anzi c'e' la consapevolezza che gli enti di area vasta sono spesso
organismi di tutela dei piccoli comuni''. Parole del Presidente della
Provincia di Roma, Nicola Zingaretti, rispondendo ai giornalisti al termine
della cerimonia, all'Altare della Patria, per il 138esimo anniversario
dell'istituzione della Provincia di Roma. ''Mi sembra - ha detto Zingaretti -
che questo sia un dibattito che ha avuto la sua forza nel corso della campagna
elettorale e, spenti ora i riflettori, si e' tornati a cercare, come era
giusto, il modo di rendere ancora piu' utili questi enti''. Bet/mcc/bra (Asca)
( da "Virgilio Notizie" del 17-10-2008)
Argomenti: Province
Province/
Zingaretti: Abolizione enti non in programma Governo
"E'organismo a tutela di piccoli Comuni" postato fa da APCOM ARTICOLI
A TEMA Altri Roma, 17 ott. (Apcom) - Sembra che non sia nel programma del
Governo abolire le Province. Lo ha spiegato il presidente della Provincia di
Roma, Nicola Zingaretti, a margine della celebrazione del 138esimo anniversario
della Provincia. Zingaretti ha spiegato che "da quanto ho compreso, anche
dall'intervento del ministro Maroni al congresso dell'Upi
dell'altro ieri, l'abolizione delle Province non è nel programma del Governo,
anzi, al dibattito che ho ascoltato, sia del ministro Ronchi che del ministro
Maroni, c'è la consapevolezza che questi enti di Governo delle aree vaste, sono
spesso organismi di tutela dei piccoli Comuni di una comunità locale".
( da "Stampa, La" del 18-10-2008)
Argomenti: Province
SANTHIÀ Convegno su
società e associazioni sportive Abolizione del
certificato medico per svolgere attività sportiva non agonistica,
responsabilità del dirigente sportivo, rapporti di lavoro, problematica Enpals,
Consorzio Scf e il registro del Coni. Sono alcuni degli argomenti che verranno
affrontati oggi a Santhià, a partire dalle 9,30, durante il convegno «Società e
associazioni sportive». Organizzato dall'assessorato allo
Sport della Provincia, l'evento sarà ospitato nel salone parrocchiale di piazza
Ss. Rosario. L'incontro è rivolto a tutte le associazioni e società sportive,
federazioni, enti di promozione sportiva, amministrazioni comunali, consorzi di
Comuni, parrocchie, gestori di impianti sportivi. «Al congresso - spiega
l'assessore provinciale allo Sport Massimo Simion - saranno affrontati vari
argomenti di interesse primario per gli operatori sportivi pubblici e privati
in modo da fornire consulenza tecnico amministrativa in materia fiscale, sanitaria,
finanziaria del settore sportivo e sull'impiantistica». Ad affrontare le cinque
tematiche del convegno sono stati invitati altrettanti professionisti: gli
avvocati Stefano Comellini e Raffaella Oppezzo e i dottori Tino Candeli, Paolo
Bramante e Enrico Maria Vidali. In conclusione interverranno l'assessore Simion
e il presidente provinciale del Coni Paolo Sangrigoli.
( da "Libertà" del 19-10-2008)
Argomenti: Province
Provinciali, la Lega
Nord alza le antenne "La Provincia che vorrei", ciclo di incontri con
i cittadini. Focus sulla montagna La Lega Nord cala le antenne tra i cittadini
per mettere a punto il programma delle Provinciali del 2009 e lo fa con un
ciclo di incontri e con la diffusione di un questionario. Si chiede di
segnalare i punti in cui l'amministrazione Boiardi «ha lasciato a desiderare» e
di esprimersi in quali settori la nuova amministrazione che verrà dovrà
incidere maggiormente. Il percorso di ascolto chiamato "La Provincia che
vorrei" inizia venerdì 24 ottobre da Farini. Promotore il gruppo
consiliare della Provincia formato da Massimiliano Dosi e Luigi Fogliazza, ma
sostenuto da tutti gli eletti e dal partito alla presentazione del ciclo di
incontri anche Maurizio Parma, consigliere regionale e Pietro Pisani
responsabile enti locali della Lega. Al centro dell'attenzione soprattutto la
montagna, le zone ad essere più trascurate e ad avere difficoltà nel rapporto
con l'Amministrazione provinciale. «Si vuole in questo modo - puntualizza
Maurizio Parma, consigliere regionale - mettere l'accento sulle valli, ma senza
trascurare le problematiche legate alla città. L'ultimo appuntamento in
calendario il 28 novembre, infatti si terrà a Piacenza ed avrà ospite il
presidente della Provincia di Varese ingegner Carlo Galli». Le Provinciali
costituiscono un passaggio politico fondamentale delle scadenze del prossimo
anno e quindi ci mettiamo in ascolto dei cittadini e degli amministratori
affinché il nostro programma sia il più possibile aderente alle loro
aspettative. Ma sarà anche l'occasione - ha rimarcato Parma - per mettere in
evidenza i problemi che si riscontreranno nel rapporto con l'attuale
amministrazione provinciale. Il consigliere regionale si dice del tutto
contrario a ipotesi di scioglimento delle Province: «Costerebbe molto di più di
quanto costi mantenere gli enti in vita» dice. «La montagna è stato uno degli
argomenti che costantemente si ripropone alla nostra attenzione di consiglieri
provinciali - ha spiegato Massimiliano Dosi - da qui la decisione di iniziare
il percorso senza escludere che si possano organizzare analoghi incontri anche
in pianura». Il territorio della montagna - spiega Luigi
Fogliazza - è quello che soffre maggiormente la distanza dalle scelte
provinciali basti pensare, ad esempio, all'abolizione del distretto sanitario.
In particolare la Valnure, oltre ad essere l'unica zona senza un presidio
sanitario è anche quella in cui manca un istituto scolastico superiore.
Una Provincia che voglia il bene della montagna deve innanzitutto pensare
questi problemi. Un confronto con i cittadini che, per Pietro Pisani ha un
«significato politico preciso e assolve - ha detto - il nostro ruolo di movimento
popolare. Del resto l'ascolto dei cittadini avviene costantemente attraverso i
180 militanti sul territorio che raccolgono gli umori della gente». Una
partenza anticipata che non investe le candidature. Presto per parlarne e poi
questo è un capitolo che investe anche il Pdl. Segnalano i rappresentanti del
Carroccio. Oltre a Farini e Piacenza gli altri incontri si svolgeranno il 30
ottobre a Lugagnano, il 7 novembre a Ziano, il 14 novembre a Gazzola, il 21
novembre a Rivergaro. a.le. 19/10/2008
( da "Secolo XIX, Il" del 20-10-2008)
Argomenti: Province
Tasse, al top c'è Alassio
seguono albenga e le albissole. varazze, vado e savona le più virtuose La
pressione fiscale è più bassa nei comuni che ospitano impianti per i rifiuti
METTERE le mani nelle tasche dei cittadini è quanto di più impopolare un Comune
possa fare, tanto più in tempi di stagnazione economica. D'altro canto, i
trasferimenti statali scendono costantemente ormai da anni e nell'ultimo
biennio si è assistito a tagli quasi selvaggi. L'unica imposta federale - l'Ici
- è stata abolita dal governo Berlusconi e trasformata anch'essa in
trasferimento erariale, ma con una sforbiciata vicina al 10% sul 2008
(prendendo a parametro gli incassi 2007). Nei conti dei Comuni si è aperta una
voragine: per il solo capoluogo si tratta di circa 400 mila euro d'incasso in
meno, rispetto ai 3 milioni e 900 mila preventivati per il 2008. Un quadro
fosco per le casse dei Comuni - alle prese d'altronde con la necessità di non
intaccare la spesa sociale e fronteggiare la crescita costante della domanda di
servizi pubblici - all'interno del quale le principali città della provincia si
muovono in modo differenziato. Si discute molto di rifiuti e del completamento
del Piano provinciale. È interessante osservare, in proposito, che i Comuni in
grado di mantenere la pressione fiscale più bassa (non solo la Tarsu, ma
addirittura l'addizionale Irpef, che pure non è legata ai rifiuti) sono quelli
sui cui territori si trovano impianti di smaltimento: evidente il beneficio
generale che ne deriva per le casse pubbliche e, di conseguenza, per le politiche
di investimento e per quelle fiscali. Le città più virtuose in assoluto sono
infatti Varazze (niente addizionale Irpef e Tarsu a 1,57 euro al metro quadro)
e Vado (addizionale allo 0,30% e Tarsu a 1,468 euro a metro quadro), dove si
trovano, rispettivamente, Ramognina e Boscaccio. Al terzo posto, in questa
classifica ideale, si piazza Savona, che ha un'addizionale Irpef molto bassa
(0,33%) e la Tarsu a 1,77 euro a metro quadro. Proprio Savona, tuttavia, non ha
un proprio impianto di smaltimento, dopo la chiusura di Cima Montà e lo stop
della Provincia al progetto Passeggi: in questo quadro, Palazzo Sisto ha già
annunciato un aumento della Tarsu intorno al 12%, che farà salire la tariffa da
1,77 euro al metro quadro ad una cifra collocata tra 1,95 e i 2 euro a metro
quadro. Comunque al di sotto della maggior parte dei grandi Comuni: Albenga e
Alassio sono a 2,52, Albissola a 2,51, Albisola e Finale sono passate alla Tia,
sistema di tariffazione che penalizza le famiglie numerose. Discorso a parte
meritano i maggiori Comuni della Valbormida, dove la Tarsu si colloca ai
livelli più bassi, ma dove invece l'addizionale Irpef è elevata (0,80% è il
tetto massimo fissato per legge). I più virtuosi. Come detto, ad esercitare la
minore pressione fiscale sui propri cittadini sono, nell'ordine, Varazze, Vado
e Savona. Quest'ultima è anche al terzo posto nella classifica annuale dei
capoluogi di provincia meno esosi del Nord Ovest, con tributi pro capite per
390 euro. Le tariffe e imposte comunali, tra l'altro, sono ferme dal 2004, dopo
una crescita costante tra il 1999 e il 2003. Secondo la stessa ricerca del Sole
24ore, la pressione fiscale comunale è diminuita di 2 punti tra il 2005 e il
2007. i più esosi. Il podio dei più esosi è occupato da Alassio (addizionale al
tetto massimo, Tarsu 2,52 euro al metro quadro), Albisola Superiore
(addizionale massima e Tia) e Albissola Marina (addizionale massima e Tarsu a
2,51 euro). Appena un gradino sotto Albenga (Tarsu a 2,52 euro a metro; Irpef
allo 0,60%). Poi Finale (addizionale allo 0,60% e Tia) e Loano, con una
addizionale massima, ma una Tarsu decisamente contenuta (1,72 euro). Discorso a
parte le città della Valbormida: la Tarsu è molto contenuta, ma l'addizionale
Irpef è sfruttata al massimo o quasi. Spiega il sindaco di Savona, Federico
Berruti: «Nonostante l'aumento della Tarsu previsto per il 2009, manterremo una
pressione fiscale relativamente bassa». Aggiunge: «L'aliquota Irpef era e resta
bassissima, la Tarsu andrà a collocarsi in una fascia intermedia: i Comuni più
grandi della Provincia avranno comunque una tariffa molto più alta della
nostra. Manteniamo con convinzione una politica fiscale molto prudente, pur
nelle difficoltà dei bilanci e nella convinzione di sostenere la spesa
pubblica, a partire dal sociale». Il sindaco punta poi il
dito sull'effetto paradossale che crea l'abolizione dell'Ici prima casa e la
sua trasformazione in trasferimenti erariali basati sugli introiti 2007: «La
scelta penalizza i Comuni più virtuosi, che per la prima casa avevano mantenuto
aliquote basse per i cittadini. Mentre, invece, chi stangava avrà molto».
Prosegue Berruti: «Al di là di ogni convinzione politica, non c'è dubbio che
sul piano normativo questo provvedimento è il contrario del federalismo
fiscale». Conclude il sindaco: «L'altro effetto antifederalista della misura è
che "fotografa" e fissa una situazione: un Comune che cresce, come è
il caso di Savona che da due anni ha invertito il trend demografico, non avrà
la possibilità di adeguare le proprie entrate dallo Stato. Chi decresce, a sua
volta, manterrà gli stessi introiti». Antonella Granero granero@ilsecoloxix.it
20/10/2008 ' 20/10/2008 paradossipoliticiL'abolizione dell'Ici penalizza i
Comuni che avevano badato a mantenere le aliquote basse federico berrutisindaco
di Savona 20/10/2008
( da "Corriere del Veneto" del 22-10-2008)
Argomenti: Province
Corriere del Veneto
- VERONA - sezione: CRONACAVERONA - data: 2008-10-22 num: - pag: 17 categoria:
REDAZIONALE Ordine del giorno in Consiglio Provincia unita in difesa delle
Comunità montane VERONA - Sì alle Comunità montane. Lo chiedono i Palazzi
Scaligeri. Oggi, durante il consiglio provinciale, verrà infatti discusso
l'ordine del giorno che chiede al consiglio regionale il mantenimento degli
enti. Il documento, sottoscritto da nove consiglieri di maggioranza (primo firmatarioGiuseppe Laiti dell'Udc) e, si pone come una
presa di posizione, condivisa anche dalla Giunta. «Il disegno di legge per il
riordino e l'abolizione degli enti inutili - sostiene Laiti - non deve
riguardare le nostre comunità montane che sono indispensabili per la
salvaguardia e lo sviluppo del territorio. I piccoli Comuni hanno
bisogno di una forza sovracomunale in grado di realizzare le opere, senza le
quali i paesi risulterebbero abbandonati». Interviene anche l'assessore Lucio
Campedelli. «Questo ordine del giorno non rappresenta la difesa delle poltrone
e dei costi della politica, ma un modo per essere vicini alla gente. Inoltre il
Baldo e la Lessinia sono due territori differenti, non assimilabili». Il
documento riscuote anche l'ok del Pd. «Galan è da censurare - tuona Sergio
Ruzzenente - le azioni della Regione sono sbagliate. E poi le comunità
dovrebbero godere di entrate proprie, attraverso le imposte». (p.a.)
( da "Nazione, La (Livorno)" del 22-10-2008)
Argomenti: Province
PIOMBINO VAL DI
CORNIA pag. 9 ? PIOMBINO ? FORZA ITALIA chiede l?abolizione dei Consorzi di
b... ? PIOMBINO ? FORZA ITALIA chiede l?abolizione dei Consorzi di bonifica e
di togliere la tassa. Il consigliere regionale Leopoldo Provenzali ha
presentato circa un anno fa una proposta di legge che prevede l?abolizione del
contributo ai Consorzi di bonifica affidando alla Regione il compito di
provvedere a finanziare le Province per le spese necessarie a garantire lo
sviluppo e la valorizzazione delle produzioni agricole, la difesa del suolo, la
regimazione delle acque, la tutela dell?ambiente e delle sue risorse naturali.
Provenzali ricorda che è aperta una discussione giurisprudenziale in merito al
pagamento del contributo di bonifica. «Occorre quindi far chiarezza sul piano
normativo, così come prevede la nostra proposta di legge, abolendo i consorzi e
di conseguenza la tassa consortile».
( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 22-10-2008)
Pubblicato anche in: (Gazzettino, Il (Pordenone))
Argomenti: Province
I piani del
Carroccio per chiudere l?ente intermedio «Comunità montane, l'addio già con la
nuova Finanziaria» Pordenone(ldf) Le Comunità montane? Non sono riuscite a dare
servizi ai cittadini e quindi sonosuperate. È quanto emerso l'altra sera nel corso del direttivo regionale della Lega Nord. Il
passaggio successivo è l'abolizione, magari sostituendole con altre forme
aggregative per il territorio montano come i Consorzi.Il Carroccio è pronto a
scendere in campo sull'argomento e potrebbe passare dalle parole ai fatti già
nel corso dell'approvazione della Finanziaria regionale. «Le Comunità
montane - spiega Danilo Narduzzi, capogruppo dei padani regionali - sono uno
strumento ormai superato che non è riuscito a incidere a favore dei cittadini.
Meglio pensare a una riforma che ne preveda la cancellazione attribuendo alle
Province le loro funzioni. Del resto, anche per gli Enti intermedi vale lo
stesso ragionamento e proprio per rinforzarne compiti e quindi la validità è
necessario un passaggio di competenze. Così da un lato ci sarebbero risparmi
consistenti, dall'altro non si perderebbero le mansioni perchè verrebbero
passate alle Province».Resta da capire comecoprire le necessità della montagna.
«Una possibilità - aggiunge il consigliere regionale - è di istituire i
Consorzi delle vallate. Si tratterebbe di organismi semplificati, non come ora
che ci sono presidenti, consigli e tutto il resto». Ma la Lega guarda anche ad
altri enti che a suo dire non avrebbero dato risultati concreti: gli Ato e
l'Aster. «Vale la pena - conclude Narduzzi - di fare un ragionamento
complessivo perchè anche su questo fronte si sono creati organismi inutili e
dispendiosi. A cosa servono? Non ce lo chiediamo solo noi, ma anche i
cittadini. In ogni caso l'intera materia sarà oggetto di un ragionamento all'interno
della maggioranza». Ultimo dato: nel corso del consiglio direttivo del
Carroccio è anche emersa la volontà, per le amministrative 2009, di correre
soli specie nei Comuni dove ci sono candidati forti.
( da "Gazzettino, Il (Pordenone)" del
23-10-2008)
Argomenti: Province
«Veneto: anche i
cani e i gatti nel carniere dei cacciatori ... «Veneto: anche i cani e i gatti
nel carniere dei cacciatori si avvera il sogno di molti cacciatori di poter
uccidere cani e gatti che scorrazzano liberi nelle campagne E qualcuno già
parla del Veneto come di un Far west delle doppiette, degli uccellatori e dei
bracconieri».Purtroppo non è uno scherzo, non è una leggenda metropolitana o
voce di popolo e noi, attenti al mondo animale, e soprattutto agli amici
cagnolini, segnaliamo una notizia giunta direttamente dalla Lac, Lega
abolizione caccia, del Veneto (via Cadore 15/C, Treviso, tel. 347.9385856,
e-mail lacveneto@ecorete.it, www.lacveneto.it).«Pare proprio che il Consiglio
regionale del Veneto abbia dichiarato guerra alla fauna selvatica e agli
animali domestici, approvando delle nuove leggi e modificandone altre, a tutto
vantaggio dei cacciatori. Come se non bastasse l'approvazione della recente
legge, che ha consentito la caccia alla Pispola (la 13/2008), uccellino
insettivoro protetto, lo scorso luglio sono state modificate la legge 50/93
sulla caccia e la legge 15/97 sulla detenzione degli uccelli protetti, il tutto
tramite la legge 9/2008 Disposizioni di riordino e semplificazione normativa -
Collegato alla legge finanziaria 2007 in materia di foreste, usi civici,
agricoltura, caccia e pesca.Con la modifica della legge 15/97 è stato eliminato
l'obbligo di detenere un registro per tutti gli individui che gravitano attorno
al mondo delle sagre degli uccelli e che detengono uccelli protetti. Il
registro era l'unico modo per verificare che non si attuassero traffici illeciti
di fauna selvatica, infatti c'era l'obbligo di registrare i riproduttori, le
natalità e le mortalità, gli acquisti e le cessioni. Inoltre è stato modificato
anche l'oggetto della legge, che non riguarderà più gli uccelli nati in
cattività, ma quelli nati in ambiente domestico; questa novità pare sia stata
voluta per consentire di impossessarsi dei piccoli degli uccelli nidificanti
nei giardini e nelle abitazioni di campagna.Con la modifica della legge
regionale sulla caccia, la 50/93, si è inoltre inserita la possibilità di
cacciare, con il pretesto della tutela della fauna, addirittura fauna domestica
inselvatichita. Si realizza così il sogno di molti cacciatori che, coordinati
dalla vigilanza delle singole province, potranno
sparare a cani e gatti trovati in campagna, ovvero si reintroduce, in sordina,
la possibilità di abbattere i cani e gatti vaganti, mascherata con il controllo
di fauna domestica inselvatichita, così come concedevano le leggi di vent'anni
fa, quando i cani e i gatti trovati a 200 metri da abitazioni e fattorie
potevano essere abbattuti.«Queste modifiche ha dichiarato
Andrea Zanoni Presidente della Lega abolizione caccia del Veneto sono
gravissime, perché liberalizzano il bracconaggio e il traffico illecito di
fauna selvatica. Consentire poi l'uccisione di fauna domestica inselvatichita
potrà dare il via a massacri di cani e gatti e di chissà quanti altri animali
domestici trovati a gironzolare nei pressi di abitazioni e fattorie,
come i coniglietti nani e i conigli. Trovo incredibile che nessun consigliere
regionale abbia attuato un minimo di protesta, opposizione o denuncia pubblica
su queste gravissime modifiche normative».Francesca Orlando
( da "Trentino" del 24-10-2008)
Argomenti: Province
IL CENTRO DESTRA
«Quando vinceremo introdurremo il 7 in condotta» TRENTO. Il ritorno al 7 in
condotta, l'abolizione delle specializzazioni alle superiori
e l'importanza delle classi separate. Questi sono i punti cruciali per
riformare la scuola che hanno proposto ieri i candidati del Popolo della
Libertà nella sede di Forza Italia. «Se Dellai rimarrà presidente della
Provincia, non cambierà nulla nella scuola trentina, perché lui non
vuole recepire le direttive del ministro Gelmini» ha affermato il coordinatore
di Forza Italia, Ettore Zampiccoli. Dopo è partito l'elenco di proposte:
«Istituire le classi separate non è una legge razzista - ha spiegato il
candidato Walter Viola - ma servirà soprattutto in quei quartieri, come a
Gardolo, dove è alta la presenza di bambini stranieri. Le classi separate non
sono altro che lezioni di inserimento graduale per imparare la lingua. L'altra
proposta è quella di rivedere il sistema di finanziamento agli istituti: le
risorse dovranno essere erogate in base al numero degli iscritti». L'attenzione
di Pino Morandini, ex Udc, è invece sul 7 in condotta, promosso dal decreto
Gelmini: «E' un vero e proprio deterrente contro il bullismo e deve avere un
certo peso in pagella. Importante è anche abolire le specializzazioni. Ad
esempio il liceo economico dovrà tornare ad essere ragioneria. A scuola bisogna
puntare su pochi nuclei essenziali per l'insegnamento». Ha concluso il senatore
Renzo Gubert che è tornato a rimarcare l'importanza delle classi separate: «Il
dirigente Luciano Coretti dell'istituto di Borgo Valsugana aveva introdotto in
via sperimentale le classi seperate, andava tutto bene fin quando la Provincia
non ha bloccato questo progetto». Non poteva mancare da parte dell'ex docente
di Sociologia un commento sulla ventilata occupazione della facoltà: «Chi
protesta è una piccola minoranza strumentalizzata». (m.b.)
( da "Gazzettino, Il" del 24-10-2008)
Argomenti: Province
Sindaci più forti e
prefetture al servizio dei cittadini nel piano del governo sostenuto da un
fondo di 100 milioni di euro all?anno Sicurezza, un "grande fratello"
per il Nordest Il ministro Maroni inaugura a Trieste la prima connessione fra
le sale operative di Polizia, Carabinieri e Polizia locale TriesteNOSTRO
INVIATONasce a Nordest il federalismo della sicurezza, fatto di eccellenze
sviluppate sul territorio, responsabilizzazione degli amministratori a
cominciare dai sindaci e diversificazione degli interventi in base alle
esigenze delle varie aree del Paese.Lo ha annunciato ieri il ministro
dell'Interno Roberto Maroni, che in Prefettura a Trieste ha assistito alla
prima interconnessione fra sale operative giuliane di Polizia, Carabinieri e
Polizia comunale. L'esponente del Governo ha anche spiegato il dettaglio della
Carta delle autonomie, che sarà varata entro 10 giorni, con novità importanti
per i piccoli Comuni e l'attesa (da 18 anni) nascita delle città metropolitane,
Venezia inclusa. Quella di ieri è stata la prima puntata di un progetto che
entro marzo coinvolgerà, per volere della Regione, l'intero Friuli Venezia
Giulia, procedendo già il mese prossimo con Gorizia e ancora, nell'ordine, con
Udine e Pordenone.Il progetto. L'operazione sfrutta a costo zero la banda larga
della Protezione civile regionale ed è una primizia a livello nazionale.
Infatti Maroni, guardando sul medesimo schermo l'affiancamento delle
inquadrature di decine di telecamere, ha affermato che «questa eccellenza è il
primo modello d'integrazione effettiva delle forze dell'ordine, valorizzando
anche le Polizie locali», che saranno valorizzate e integrate anche nel Codice
delle autonomie. Quello del Nordest, insomma, è un modello «da utilizzare
ovunque, uno strumento poco virtuale e assai reale sulla nuova frontiera del
contrasto alla criminalità», in modo da perseguire due risultati: «Infondere
una migliore percezione della sicurezza al cittadino e mandare a dire a chi
intenda commettere reati che i suoi margini d'impunità si fanno sempre più
stretti».Sindaci più forti. Il progetto, "benedetto" dal governatore
Renzo Tondo, ha madre e padre ben definiti: l'assessore regionale Federica
Seganti, che ha da poco varato un Pacchetto sicurezza e una bozza di riforma
della Polizia locale, e il dirigente di Polizia Michele Bernardini, alla guida
della Divisione informatica del Nordest. Maroni ha molto insistito sul nuovo
ruolo dei sindaci contro la criminalità, spiegando che consentire loro di
firmare ordinanze "anche" non contingibili e urgenti «ha prodotto, è
vero, qualche provvedimento creativo, ma nella stragrande maggioranza dei casi,
che anzi permettono di verificare le esigenze del territorio e le diverse
esigenze area per area». Confermando che dal 2009 lo Stato garantirà un fondo
di 100 milioni di euro all'anno per finanziare la sicurezza urbana e altri
1.200 milioni per le severe esigenze del Sud, il responsabile del Viminale ha
preso atto con soddisfazione che il Friuli, con le proprie forze, ha reso già
disponibili su questo fronte 18,860 milioni di euro, che rappresentano
un'offensiva anti-crimine di prima grandezza.Il sosia al Senato. Maroni ha
trovato anche il tempo di scherzare («l'unico originale è qui con voi»)
sull'episodio di ieri davanti al Senato, dove l'inviato-imitatore di
"Striscia la notizia" Dario Ballantini si è finto Maroni medesimo, si
è piazzato con aria di sfida all'ingresso del palazzo e si è beccato gli
insulti ripetuti di un centinaio di studenti delle superiori romane che
manifestavano all'esterno. Il ministro ha anche annunciato che sarà reso
possibile, sul piano procedurale, utilizzare i cospicui fondi sequestrati alla
mafia per finanziare la sicurezza e che entro giugno sarà risolta la questione
dei campi-nomadi con il censimento di chi ci vive, la realizzazione di villaggi
attrezzati e la scolarizzazione di bambini e ragazzi.Prefetture Front-office.
L'attuazione delle grandi riforme del federalismo fiscale, del federalismo
della sicurezza e delle autonomie locali passa attraverso un denominatore
comune: una presenza diversa dello Stato sul territorio, meno invasiva e ben
definita quanto alle competenze. Il ministro dell'Interno Maroni, che parlava
alla platea dell'assemblea nazionale dell'Anci, ispirandosi al progetto di
Bassanini ha annunciato la trasformazione delle Prefetture in
"Front-office", uffici territoriali di Governo a carattere unitario
nei rapporti con i cittadini, in modo che «una maggiore efficienza accompagni
il processo federale». Ha anche negato l'abolizione delle
Province e incoraggiato quella di Comunità montane, Consorzi ed Enti parco.
Quanto alle 9 città metropolitane, in questo caso le Province spariranno ma non
si procederà con un modello imperativo uguale per tutte le realtà. E per i
Comuni con meno di 5mila abitanti il sindaco potrà essere eletto più di due
volte, visto che questi primi cittadini «sono più volontari che
sindaci». E poi «finché sarò io al Viminale guai a chi vorrà costringere i
Comuni a fondersi fra loro».Maurizio Bait
( da "Libertà" del 25-10-2008)
Argomenti: Province
Reggi: macro-Comuni
al posto delle Province Sul federalismo: noi senza armi e subordinati ai
prefetti E a Veltroni: il Pd riunisca i sindaci in una consulta e li ascolti Gli
amministratori locali del Pd chiedono la costituzione di una Consulta
permanente al partito, una "Consulta nazionale degli amministratori locali
del Partito Democratico". Alla proposta, sottoscritta ieri a Trieste alla
25esima assemblea dell'Anci, hanno aderito 138 Comuni di cui 25 città
capoluogo. A capo dell'iniziativa il sindaco di Piacenza Roberto Reggi,
presente a Trento insieme all'onorevole nonché assessore Paola De Micheli. Gli
amministratori locali consegneranno la richiesta nelle mani del leader del Pd,
Walter Veltroni chiedendo di poter essere «un partito prossimo, un partito di
popolo, radicato su tutti i territori, capace di costruire attorno a sé il
consenso necessario a riformare l'Italia». Nella lettera indirizzata a Veltroni
i sindaci sottolineano la volontà di essere «una rete robusta diffusa in tutto
il Paese. Governiamo la maggioranza degli enti locali. Ognuno di noi è un
piccolo esempio, ma insieme possiamo essere una ricchezza per la politica e per
il Pd». Secondo Reggi il partito si deve avvalere di una consulta di
amministratori locali «perché noi siamo quelli che in trincea raccogliamo i
bisogni dei cittadini, quelli in grado di dare delle risposte concrete». «Siamo
un po' stanchi - ha annotato - di vedere un Pd che a Roma non affronta in
maniera efficace come crediamo che si debba fare i problemi che i cittadini
hanno tutti i giorni. Vogliamo dare un contributo permanente e non occasionale.
I sindaci vogliono essere ascoltati, vogliono che il Pd si interessi di più ai
problemi reali del Paese». «Chiediamo la costituzione della Consulta affinché
diventi un luogo dove confrontarci», ha aggiunto De Micheli, «per far diventare
più continuativo il rapporto territorio-parlamento». Ma non solo in una vicenda
interna al Pd si è risolta la due-giorni dell'assemblea dell'Anci di Trento.
Giovedì un virtuale faccia a faccia tra il ministro dell'Interno Roberto Maroni
e il sindaco di Piacenza alternatisi sul palco. Il modello di federalismo il
tema del contendere: «Anche se ho riconosciuto a Maroni una nuova capacità di
interlocuzione con gli amministratori locali, non ho potuto esimermi dal
rilevare che il suo governo manca di coerenza tra le parole e i fatti», ha
attaccato Reggi. Purtroppo i risultati effettivi
dell'esecutivo sono stati tutti contro il federalismo: dall'abolizione
dell'unica imposta federale come l'Ici, ai provvedimenti concessi in tema di
sicurezza». «Per i quali - fa notare il sindaco - ci troviamo in una condizione
di completa subordinazione ai prefetti: sulla carta si vogliono dare nuovi
poteri ai sindaci, ma in realtà le nostre armi sono spuntate». Per
questo, ha proseguito Reggi, «è ancora più importante definire i contenuti del
futuro Codice delle autonomie, che assegnerà le diverse competenze agli enti
locali. Il rischio da scongiurare è quello di passare da un centralismo statale
a uno di natura regionale. Occorre invece partire dai Comuni, perchè sono loro
i titolari di tutti i compiti operativi. Alle Regioni devono essere affidati
poteri di programmazione, coordinamento e pianificazione, mentre è necessario
cominciare a ragionare su nuove aree amministrative vaste e metropolitane. In
questo quadro di razionalizzazione si può pensare a un superamento delle
attuali province». 25/10/2008
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
25-10-2008)
Argomenti: Province
Prov Medio Camp
Pagina 3031 Villacidro. Seduta movimentata del Consiglio comunale: lite in aula
sulla Provincia «Sì al Piano per il Centro storico» Villacidro.. Seduta
movimentata del Consiglio comunale: lite in aula sulla Provincia Scontro tra
Giunta e opposizione sulle linee programmatiche --> Scontro
tra Giunta e opposizione sulle linee programmatiche La maggioranza si schiera
per l'abolizione della Provincia. E l'opposizione ribatte: avete i
finanziamenti grazie alla sua istituzione. Una seduta lunga e animata per
votare il programma amministrativo e il piano particolareggiato del centro
storico riporta il tifo del pubblico nell'ultimo consiglio comunale a
Villacidro. L'opposizione accusa la Giunta di presentare una scatola
vuota di contenuti e annuncia l'astensione, la maggioranza replica minacciando
di votare contro lo strumento urbanistico studiato dagli stessi avversari e
ribatte: «Cinque anni fa avete fotocopiato i volantini elettorali e ora salite
in cattedra». Quattro ore di discussione per dieci anni di amministrazione. Da
una parte il futuro, con l'annuncio del piano programmatico letto dal sindaco
Ignazio Fanni e a staffetta dal vice Giannina Orrù. Dall'altra il passato, con
i richiami alla recente campagna elettorale, le reciproche denunce e i
riferimenti al quinquennio passato. In mezzo il Creatore che, invocato nel
documento con l'auspicio che le province vengano
abolite quanto prima, ha provocato l'esplicita richiesta di depennare
l'espressione da parte di Stefano Piras (Rifondazione). Alle postazioni
d'attacco l'intera minoranza, che ha bollato il programma come «privo di
concretezza, farraginoso, deludente», ha detto il capogruppo Teresa Pani,
sparando a zero sul «piano strategico, finanziato dalla Regione proprio per i
capoluoghi di quelle province da voi tanto criticate».
Nel mirino pure i servizi sociali, per anni «fiore all'occhiello di un intero
territorio, che ora voi presentate come fossero ancora da inventare», la
cultura «che volete gestire con decisioni anacronistiche come i gemellaggi»,
l'istruzione che «non può ridursi alla sola valorizzazione dei più bravi». Eppure,
secondo l'assessore di riferimento Giannina Orrù, i villacidresi «ci hanno
votato proprio per questo programma che definite vuoto e noi vogliamo
distinguerci non per quante, ma per come faremo le cose. I progetti si possono
perfezionare, ma è meglio non illudere la gente come avete fatto prima voi». Le
linee di programma sono state poi approvate con il consenso della sola
maggioranza. Pochi minuti dopo i fuochi artificiali sono riesplosi a proposito
del piano particolareggiato. Davanti all'annunciata astensione della minoranza,
gli uomini di Fanni hanno minacciato il voto contrario al progetto nato sotto
le insegne del centrosinistra. A quel punto una rapida consultazione fra i
banchi della minoranza ha prodotto il dietrofront: il piano è stato approvato
pressoché all'unanimità e la seduta è stata sciolta dall'atteso neo segretario
Ennio Moro. SIMONE NONNIS
( da "Giornale di Vicenza.it, Il" del
25-10-2008)
Argomenti: Province
Sabato 25 Ottobre
2008 CACCIA. Il governatore veneto secondo la Lega
abolizione caccia dovrebbe rivedere la legge regionale entro 10 giorni La Lac
diffida Galan dopo la sentenza del Tar Donazzan: «Ma solo la Corte
costituzionale può decidere» La Lega abolizione caccia diffida il
presidente della Regione Veneto, Giancarlo Galan. Questi avrebbe dieci
giorni di tempo per iniziare a rispettare l?ordinanza emanata l?8 ottobre dal
Tar del Lazio che ha accolto la richiesta presentata dai legali della Lac e del
Wwf. Il tribunale amministrativo, accogliendo il ricorso, ha infatti in primo
luogo sospeso l?accordo della conferenza delle regioni e delle province autonome sulle quantità di uccelli protetti cacciabili
in base alla caccia in deroga; e poi ha anche sollevato la questione di
incostituzionalità delle leggi del Veneto e della Lombardia sulle cacce in
deroga. I giudici romani scrivono che i provvedimenti di Veneto e Lombardia
?sembrano presentare profili di arbitrarietà e irragionevolezza nella
determinazione della piccola quantità che sarebbe cacciabile?, tanto che con
due ordinanze separate il Tar ha deciso di sospendere l?efficacia del
provvedimento, sottoponendo il tutto alla Corte costituzionale. Quindi la Lac,
con il presidente Carlo Consiglio, rappresentata dall?avv. Claudio Linzola, in
merito alla caccia in deroga, ha diffidato formalmente il presidente della
Giunta regionale, Giancarlo Galan (il 23 ottobre), perchè venga adempiuto
quanto disposto dal Tar del Lazio entro dieci giorni. ?La pispola deve essere
protetta immediatamente; i quantitativi di fringuelli e peppole cacciabili
devono essere ridotti ad un terzo del totale, mentre quelli dello storno alla
metà?. Questo è quanto si legge nella diffida che riprende le disposizioni del
Tar. «Nonostante il Tar del Lazio abbia demolito le basi della legge regionale
13 sulla caccia agli uccelli insettivori protetti - dichiara Andrea Zanoni,
presidente della Lac veneta - la Regione fa orecchie da mercante. Quindi, se
non verrà dato seguito all?ordinanza del Tar e alla nostra diffida entro dieci
giorni, saremo costretti a denunciare la Regione all?autorità giudiziaria». Nel
frattempo, le guardie zoofile di Enpa, Lac e Lipu continueranno l?attività di
"prevenzione", affinché i cacciatori evitino di abbattere fringuelli,
peppole, storni e pispole. Ma dalla parte delle doppiette l?assessore Donazzan
fa sapere: «Finché la legge regionale non sarà dichiarata costituzionalmente
illegittima, resta in vigore. È competenza esclusiva della Corte costituzionale
sospendere o annullare le leggi, non certo del Tar». S.M.
( da "Giornale.it, Il" del 27-10-2008)
Argomenti: Province
n. 43 del 2008-10-27
pagina 1 Ma la Provincia non doveva essere abolita? di Redazione «Questo Paese
non è riformabile». Oppure: «In Italia troppe resistenze a qualsiasi riforma».
Lo scrivono celebrati commentatori e illustri editorialisti ma ormai lo ripete
anche la sciura Maria alla cassa del supermercato, tanto è evidente questa
maledizione che ci affligge. L'esempio più sfacciato? La diabolica capacità di
sopravvivenza delle inutilissime province, bersaglio
tra i preferiti (e tra i più facili) di saggisti e imbonitori contro le varie
«caste», ma anche enti ufficialmente destinati all'estinzione nel programma
dell'attuale governo. E invece no: le inutilissime province restano lì e guai a chi le
tocca. Anzi, «se noi della Lega diciamo che le province non si aboliranno, non si aboliranno», intima perentorio il
ministro dell'Interno Maroni. Perché? Lui dice perché fanno parte del «mondo
delle autonomie» ma la gente pensa: «perché sono posti e poltrone da spartire».
E le promesse elettorali di qualche mese fa? Chissenefrega! Ma sapete quanto
tempo fa ci fu promessa l'abolizione (...) © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA -
Via G. Negri 4 - 20123 Milano
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
31-10-2008)
Argomenti: Province
Commenti Pagina 343
L'assenza di Pecoraro Scanio dalla politica Silenzio del giaguaro o rinuncia alla
lotta? L'assenza di Pecoraro Scanio dalla politica --> Che fine ha fatto
Alfonso Pecoraro Scanio? L'uomo pubblico, ex leader dei Verdi, ex deputato, ex
ministro dell'Ambiente del fu governo Prodi? Dissoltasi alle urne la speranza
arcobaleno e passato il testimone che ride a Grazia Francescato, da un po' non
batte colpo. Sulla rassegna stampa pubblicata sul suo blog, i post di articoli
e comunicati che lo riguardano sono assidui e puntuali sino allo scorso marzo,
con un ritmo pari ad anche sette, otto al giorno. A un mese esatto dall'
election week-end di aprile s'interrompono, con un ultimo
appello urbi et orbi alla non abolizione delle Province, «strumenti
fondamentali per la tutela del territorio» (che vuoi che siano 61 milioni di
euro di stipendi complessivi quando c'è di mezzo l'ecologia). Poi più nulla,
eccezion fatta per una mini-intervista estiva rilasciata a L'Espresso.
«Mi sto disintossicando». «Aprirò uno studio legale per fare retribuito quello che
ho sempre fatto in politica gratuitamente» (tolti, forse, i circa 45 mila euro
annui di indennità ministero-parlamentare). E ancora: «Volevo prendermi una
pausa». «Mi farò sentire solo sul web, al limite sul satellite». A quanto pare,
Alfonso ha mantenuto la promessa. Niente più telecamere, microfoni,
prezzemolate. Solo qualche saltuaria riga affidata alle pagine elettroniche del
suo sito. Spugna definitivamente gettata o silenzio del giaguaro che si prepara
a tornare a cacciare? Non è dato sapere cosa cova l'ex radicale salernitano.
Forse basta così. Non lo vedremo più "poltronato" a Montecitorio come
lo è stato dal 1992 alla débâcle della Sinistra radicale. O forse, invece,
attende sornione di "rigenerarsi" prima di tornare alla carica, dopo
un break nel Purgatorio dei trombati. Nel primo caso, sia fatta la volontà
dell'elettorato. Nel secondo, invece, un consiglio, in tutta amicizia. Prepari
pure la riscossa in sordina ed esclusivamente su internet. Ma con più,
chiamiamola così, verve. Da tempo ormai, il Sole appare triste, mentre
l'ambientalismo italiano duro e puro, fattivo, pacifista ed europeo, si va
spegnendo. 3 per cento o no, Porcellum o non Porcellum, occorre uno scatto di
nervi. Si rigeneri pure Pecoraro, scribacchiando sporadicamente la propria sul
web. Ma dica, però, una buona volta, "qualcosa di ecologista".
Qualcosa di diverso dalla solita solfa: "Abbasso le centrali",
"viva Kyoto!", "salviamo gli animali", "mangiare più
sano" e compagnia bella. L'ecoqualunquismo non ha pagato, non paga e non
pagherà mai. Historia magistra vitae. LUIGI BARNABA FRIGOLI
( da "Repubblica, La" del 01-11-2008)
Argomenti: Province
Pagina VIII - Napoli
Cancellati anche un alto numero di distretti: due in città Passa il piano
sanità Asl da tredici a otto le aziende sanitarie locali si asciugheranno da
tredici a otto entro il 30 giugno del prossimo anno. Ma sarà cancellato anche
un notevole numero di Distretti sanitari, certamente due solo nella città di
Napoli. Queste le scelte contenute nella delibera di "Riorganizzazione
della rete ospedaliera campana" approvato ieri sera nella giunta di via
Santa Lucia su proposta dell´assessore alla sanità Angelo Montemarano. Un piano
che prevede, appunto, l´accorpamento delle aziende sanitarie. Nella provincia
di Napoli passeranno da cinque a tre, a Salerno da tre a due, ad Avellino e
Caserta da due ad una mentre resteranno in via la Asl cittadina di Napoli e
quella sannita. Un taglio che farà scomparire almeno cinquanta poltrone
dirigenziali di vertice. Così come scompariranno diversi Distretti di base. Ne
resterà in vita non più di uno ogni 120 mila abitanti nelle aree urbane e 70
mila abitanti nelle zone a bassa densità, nelle isole e nei territori montanti.
Verranno aboliti, inoltre, i Comitati tecnici provinciali previsti nel
precedente piano ospedaliero e calerà sensibilmente il numero die direttori di
struttura complessa territoriali. il Piano prevede in ogni provincia una rete
dell´emergenza basata sui grandi ospedali in cui effettuare tutti gli
interventi necessari. A queste strutture farà riferimento una rete di ospedali
per casi di minore entità. Un piano in linea con il rigore che attraversa
diverse Regioni. E proprio ieri in Consiglio regionale il gruppo federato
composto da Mpa e Nuovo Psi ha presentato due proposte di legge per ridurre
sensibilmente i costi. Due proposte ricche di tagli:
riduzione del cinquanta per cento dell´indennità di funzione dei consiglieri
che fanno parte degli uffici di presidenza; abolizione delle auto di servizio
salvo quelle assegnate ai presidenti di Giunta e Consiglio; soppressione della
norma che prevede i rimborsi chilometrici per i consiglieri; previsione
di un fondo in dotazione ai gruppi consiliari per stipulare contratti
privatistici di collaborazione; abolizione dei fondi per la comunicazione in
dotazione ai gruppi e previsione di risorse finalizzate a stipulare contratti
giornalistici; abrogazione dell´articolo 18 della legge regionale numero uno
del 2007 che consente comandi di personale con qualifica di autista; riduzione
del trenta per cento delle indennità dei dirigenti delle Asl, dei componenti
dei consigli di amministrazione, delle società miste e di tutti gli enti
collegati alla Regione. (ottavio lucarelli)
( da "Giorno, Il (Como)" del 01-11-2008)
Argomenti: Province
VARESE pag. 10
Tutela della carta, la parola al Governo SCONTI LE PROPOSTE DEI BENZINAI CONTRO
LA PAVENTATA ABOLIZIONE ? VARESE ? LA BATTAGLIA per tutelare un provvedimento
che ha salvato i bilanci di molti distributori vicino al confine elvetico, ma
anche la necessità di rivedere le condizioni di applicazione degli sconti. I
benzinai vanno all?attacco su un doppio binario. «L?eliminazione della carta
sconto - precisano Gianni Lucchina di Confesercenti e Paolo Longo, responsabile
provinciale della Federazione autonoma benzinai - sarebbe una sventura. Molti
dei nostri punti vendita al confine, alcuni dei quali con l?introduzione della
tessera si sono trasformati in mini-negozi, rischierebbero la chiusura. Non
parliamo delle possibili ripercussioni sul traffico e sull?inquinamento, con
l?aumento delle vetture in coda al Gaggiolo per il rifornimento in Canton
Ticino». D?altra parte, però, i benzinai sono convinti che i parametri per gli
sconti debbano mutare. «Le nostre proposte - continuano Lucchina e Longo - sono
una diminuzione del limite massimo di litri spettanti a ogni cittadino (oggi
sono 500, ndr), l?individuazione di una cifra media unica per la decurtazione
o, ancora, gli sconti flessibili, in base alla variazione della differenza dei
prezzi fra Svizzera e Italia». Tutti i politici intervenuti ieri hanno espresso
il loro sostegno alla lotta anti-abolizione della tessera. «Per la Lega - ha
detto l?onorevole Marco Reguzzoni - è un punto irrinunciabile. Attendiamo di
sapere come si muoverà la Regione». Rilancia il suo collega Daniele Marantelli
del PD: «Non è una questione solo territoriale. Un?apertura di massima da parte
del Governo c?è. Poi, però, si potranno rivedere i parametri della tessera».
D?accordo anche il sindaco di Varese Attilio Fontana: «È una battaglia di
principio. Se la carta venisse cancellata sarebbe l?ennesima offesa al Nord».
Il consigliere regionale del PD Stefano Tosi chiama i politici comaschi: «La
mobilitazione va estesa anche alla loro provincia». E.C.
( da "Corriere del Veneto" del 01-11-2008)
Argomenti: Province
Corriere del Veneto
- PADOVA - sezione: PRIMAPAGINA - data: 2008-11-01 num: - pag:
1 categoria: REDAZIONALE I temi della spesa pubblica nel dibattito sul
federalismo organizzato a Vicenza Province, rispunta l'abolizione Calearo
annuncia una proposta bipartisan di parlamentari-imprenditori Riello: «Come
prima mossa nessun candidato si presenti alle prossime elezioni» VICENZA —
«Vogliamo davvero abolire le Province? Allora cominciamo noi veneti: non
presentiamo più candidati, sia a destra che a sinistra, fin dalle prossime
elezioni provinciali». Lo ha proposto il presidente di Confindustria regionale
Andrea Riello al deputato del Pd Massimo Calearo ieri a Vicenza davanti a una
platea di centinaia di politici ed imprenditori che sembrano già aver espresso
il loro parere sull'argomento con un lungo applauso. L'occasione è stata la
tavola rotonda organizzata dal settimanale Il Mondo e dal Corriere del Veneto
durante la quale ci si è interrogati sul federalismo. A PAGINA 3 Dubois
( da "Agi" del 01-11-2008)
Argomenti: Province
PROVINCE:
FIGLIO DI PIETRO, "DA CONSIGLIERE SI' AD ABOLIZIONE" (AGI) -
Campobasso, 1 nov. - "Sono a favore dell'abolizione delle province e delle
comunita' montane perche' si risparmierebbero diversi miliardi di euro,
necessari al Paese". Con il suo si' rischia di ritrovarsi
"disoccupato", amministrativamente parlando, ma Cristiano Di Pietro, figlio del
leader dell'Italia dei valori e consigliere provinciale di Campobasso aderisce
all'iniziativa popolare sulla "decostituzionalizzazione delle province". Tagliare i costi della politica e' uno degli
obiettivi dell'Italia dei valori. Antonio Di Pietro, durante il governo Prodi,
riusci' ad ottenere in Consiglio dei ministri (ma non in Aula) il taglio del
10% dei rimborsi ai partiti. Ora Cristiano Di Pietro, dirigente molisano del
partito, affianca al referendum sul lodo Alfano anche la campagna per abolire
gli "enti sovrapposti", di cui fa parte. Secondo una stima del
Ministero degli Interni nelle province italiane
operano circa 4 mila eletti, che costano circa 50 mln di euro di indennita', a
cui vanno aggiunti i rimborsi, le diarie, le spese di rappresentanze, le auto
blu, eccetera. La somma delle sole spese correnti di oltre 100 province sfiora i 10 miliardi all'anno. "Se si
attribuissero le competenze ai comuni e alle regioni - sostiene Cristiano Di
Pietro -, le spese fisse sparirebbero, senza contare i risparmi dei costi delle
elezioni, mentre l?attività amministrativa sarebbe notevolmente
semplificata". (AGI)
( da "Nuova Venezia, La" del 02-11-2008)
Argomenti: Province
Pagina 11 - Regione «Il
Pd non abolirà le Province» Martella contro Calearo: «Giochi a spararla
grossa?» MESTRE. «Altro che boicottaggio. Il Pd sta lavorando da mesi per
vincerle, le elezioni provinciali». Andrea Martella, ministro-ombra per le
infrastrutture, questa volta è d'accordo con il sindaco di Venezia Massimo
Cacciari. L'uscita di Massimo Calearo al convegno sul federalismo di Vicenza
(«Non presentate liste e candidati alle prossime provinciali») non gli è
affatto piaciuta. Le province sono enti inutili, fonte
di sprechi, vanno abolite. E' il pensiero di Calearo o del Pd? «Quando si trova
vicino a Riello forse Calearo non riesce a trattenersi. Mi è parso un gioco a
chi la sparava più grossa». Dunque è solo un pensiero di Calearo? «Mi sembrano
parole in libertà, provocazioni inutili, soprattutto alla vigilia di un turno
amministrativo per noi molto importante in diverse città». Forse quello di
Calearo era un tentativo, magari un po' sbrigativo, di dare la sveglia al
Partito Democratico proprio in Veneto. «Trasformiamo in positivo anche le
provocazioni se hanno l'obiettivo di fare un Pd più forte, in grado di offrire
una proposta politica capace di attrarre il consenso anche in territori finora
non vicini al centrosinistra». Come? «Sul federalismo, quello vero, la diminuzione
della pressione fiscale, le infrastrutture, la sicurezza noi riteniamo di avere
delle proposte più serie e concrete del centrodestra che, per molti aspetti,
finora non sono andate oltre gli slogan e l'apparenza». Non
esiste allora nessuna proposta del Pd che punta all'abolizione delle Province.
«Non esiste nessun programma in tal senso. Ricordo che l'abolizione delle
Province, al contrario, era prevista nel programma del Popolo delle Libertà.
Nel Decreto legge Calderoli, però, sono ancora tutte lì: vaglielo a dire alla
Lega di abolire le Province. Così come restano le comunità montane e
sono confermate intatte le prerogative delle Regioni a statuto speciale, che
parteciperanno solo se vorranno al finanziamento del fondo perequativo». Sta
dicendo che quello del centrodestra è un finto federalismo? «Resta una
bandiera, un miraggio. Si vede in lontananza, ma non c'è. Al momento non esiste
uno straccio di cifra, non sono indicate le risorse necessarie. In pratica è
una cosa che resta sulla carta. E poi si prospettano tempi lunghissimi: due
anni per i decreti attuativi, poi le Regioni avranno 5 anni per passare dalla
spesa storica ai costi standard e altri 5 per quelle che non ce la fanno». La
vostra proposta, invece, cosa prevede? «Quello del centrodestra è un
federalismo che non ci piace perchè la riteniamo una proposta insufficiente.
Serve un Senato federale composto dai rappresentanti regionali, bisogna ridurre
il numero dei parlamentari. Stiamo lavorando a un documento che diventerà un
disegno di legge e che presenteremo a gennaio a Venezia». Tornando alle
Province: è pur vero che per molti cittadini le competenze di questi enti
risultano, diciamo così, non meglio identificate. Sono proprio indispensabili
anche dove sono previste le città metropolitane? «Nel programma del Pd c'è il
no a nuove province, ci sono accorpamenti e
razionalizzazioni e c'è l'avvio di un processo di superamento delle Province là
dove esistono le città metropolitane». Per quanto ci riguarda parliamo di
Venezia. «Sì, anche Venezia sarà un'area metropolitana. Ma questo processo non
interferisce con le prossime elezioni provinciali. E' una cosa che non
succederà domani. A Venezia noi siamo forza di governo e puntiamo a
confermarci. Per questo sosteniamo ancora Davide Zoggia, per proseguire il
lavoro iniziato». (Massimo Scattolin)
( da "Centro, Il" del 02-11-2008)
Argomenti: Province
Pagina 59 - Cronaca
Il consigliere Di Pietro junior: «Via Province ed Enti
montani» CAMPOBASSO. «Sono a favore dell'abolizione delle province e delle comunità montane perché
si risparmierebbero diversi miliardi di euro, necessari al Paese». Con il suo
"sì" rischia di ritrovarsi "disoccupato",
amministrativamente parlando, ma Cristiano Di Pietro, figlio del leader
dell'Italia dei valori e consigliere provinciale di Campobasso, aderisce
all'iniziativa popolare sulla "decostituzionalizzazione delle province". Tagliare i costi della politica è d'altra
parte uno degli obiettivi dell'Italia dei valori. Antonio Di Pietro, durante il
governo Prodi, riuscì ad ottenere in consiglio dei ministri (ma non in aula) il
taglio del 10 per cento dei rimborsi ai partiti. Ora Cristiano Di Pietro,
dirigente molisano del partito, affianca al referendum sul lodo Alfano anche la
campagna per abolire gli "enti sovrapposti", di cui fa parte. Secondo
una stima del ministero degli Interni, nelle province
operano circa 4mila eletti, che costano circa 50 milioni di euro di indennità.
«Già se si attribuissero le competenze ai Comuni e alle Regioni», sostiene
Cristiano Di Pietro, «le spese fisse sparirebbero».
( da "Corriere del Veneto" del 02-11-2008)
Argomenti: Province
Corriere del Veneto
- PADOVA - sezione: PRIMAPAGINA - data: 2008-11-02 num: - pag: 1 categoria: REDAZIONALE
L'imprenditore e deputato propone di abolirle ma il suo partito si solleva
Province, Pd contro Calearo Giaretta: «Nella nostra regione non sono superflue»
PADOVA — Imbarazzati è ancora poco. Quelli del Pd veneto oscillano tra
un'infastidita presa di distanza (i vertici del partito) e una solenne
incavolatura (il presidente di Belluno, Sergio Reolon), rispetto all'uscita di
Massimo Calearo, coordinatore dei parlamentari democratici, sull'abolizione delle Province, considerate dal politico-imprenditore
vicentino «enti che vanno eliminati, poiché sono solo fonte di costi e di
filtri». Paolo Giaretta, segretario regionale del Pd, ribatte: «Il centrodestra
fa intendere che vorrebbe eliminarle ma poi, una volta al governo, ha creato
cinque nuove Province. Quanto al Veneto, io dico che le nostre Province
non sono enti superflui, anzi». A PAGINA 3 Zuin
( da "Corriere del Veneto" del 02-11-2008)
Argomenti: Province
Corriere del Veneto
- PADOVA - sezione: PRIMOPIANO - data: 2008-11-02 num: - pag: 3 categoria:
REDAZIONALE «Aboliamo le Province». Il Pd sconfessa Calearo Giaretta: «Quelle
venete non sono superflue». E Martella: «è nel programma del Pdl, non nel
nostro» Frecciate anche dal leghista Muraro: «Qualcuno vuole sostituire gli
organismi elettivi con Agenzie nominate dalla politica» PADOVA — Imbarazzati è
ancora poco. Quelli del Pd veneto oscillano tra un'infastidita presa di
distanza (i vertici del partito) e una solenne incazzatura (il presidente di
Belluno, Sergio Reolon), rispetto all'iniziativa bipartisan annunciata da
Massimo Calearo, coordinatore dei parlamentari democratici, per l'abolizione delle Province, considerate dal politico-imprenditore
vicentino «Enti che vanno eliminati, poiché sono solo fonte di costi e di
filtri». In una parola: inutili. Sostenerlo è legittimo, ma dirlo pubblicamente
a pochi mesi da un turno elettorale in cui il tuo partito si presenta per
confermarsi alla guida di tre Province su cinque (Venezia, Belluno e
Rovigo), suona quanto meno stravagante. E offre un assist perfetto a chi, come
il presidente regionale di Confindustria, Andrea Riello, va addirittura oltre e
propone: «Cominciamo noi veneti: non presentiamo più candidati, sia a destra
che a sinistra, fin dalle prossime elezioni provinciali ». Cosa dovrebbe dire
uno come Sergio Reolon, presidente Pd della Provincia di Belluno, che si
prepara ad affrontare una campagna per la rielezione? La risposta è una
rasoiata affilatissima: «Lo scriva, lo scriva pure: Calearo è un'invenzione di
qualcuno, non ho mai capito perché il Pd l'abbia messo in lista e sta in
Parlamento solo perché non ci sono le preferenze. L'unico inutile, qui, è lui, non
le Province. Tra l'altro, ai contribuenti costa molto più lui del sottoscritto
». Non è tutto: «Quelli come Calearo e Riello - insiste Reolon - hanno un'idea
di Stato molto particolare: serve se e quando distribuisce i fondi di cui hanno
bisogno le loro aziende, mentre tutto il resto è inutile. Non conta, per loro,
che le Province facciano scuole, strade, istruzione». Non ha nulla a che
spartire con il Pd ma, nella sostanza, condivide certi argomenti di
( da "Corriere del Veneto" del 02-11-2008)
Argomenti: Province
Corriere del Veneto
- PADOVA - sezione: PRIMOPIANO - data: 2008-11-02 num: - pag: 3 categoria: REDAZIONALE
La lettera «Per i contribuenti questa è musica» Caro direttore, speriamo che non siano solo notizie quelle riportate sul Corriere
del Veneto di oggi ( ieri per chi legge): l'abolizione delle Province e le
fusioni fra Comuni sotto i 5000 abitanti sono musica per le orecchie dei poveri
contribuenti. I risparmi saranno notevoli: solo nel mio territorio la
sparizione di due sindaci porta come minimo un risparmio annuale per compensi
di circa 25.000 € e non si sa quanto per rimborso spese varie. Gaetano
Ciocci Longarone
( da "Tirreno, Il" del 04-11-2008)
Argomenti: Province
Pagina 4 - Pistoia
Montagna svela il sogno: centrare il tris Sta per cadere il vincolo del terzo
mandato. «Disposto a ricandidarmi» Ha intenzioni diverse il sindaco di Sambuca
Francesca Vogesi «Pur essendo contraria in linea di principio al divieto, per
quanto mi riguarda dieci anni posson bastare. è giusto il rinnovamento» Nelle
prossime settimane potrebbe arrestarsi definitivamente l'opera di ricerca del
candidato ideale, nello schieramento politico di centrodestra, a raccogliere da
Giuseppe Montagna la pesante eredità di sindaco del Comune dell'Abetone.
Lo stesso Montagna potrebbe, infatti, non aver bisogno di potenziali eredi. Nel
senso che lui stesso potrebbe candidarsi per la terza volta consecutiva.
L'abolizione del divieto del terzo mandato nei piccoli comuni è infatti
compresa tra i provvedimenti principali della riforma delle autonomie a cui
stanno lavorando il governo Berlusconi e la maggioranza che lo sostiene.
In questi ultimi giorni, l'iter è stato particolarmente velocizzato e la
sensazione è che si possa arrivare all'approvazione entro la fine dell'anno.
Sia il sottosegretario agli Interni Michelino Davico che lo stesso ministro
degli Interni Roberto Maroni sono stati ultimamente molto chiari. Entrambi
hanno dichiarato pubblicamente che l'abolizione del vincolo del terzo mandato
sarà inserito nel Codice delle Autonomie o nel disegno di legge sui piccoli
comuni. Il tetto di abitanti sarà definito solo successivamente e varierà dai
3.000 ai 5.000. Con la nuova regolamentazione, Giuseppe Montagna, che siede
sullo scranno di primo cittadino dell'Abetone dal 1999, potrebbe tentare di
proseguire la sua esperienza amministrativa candidandosi a sindaco per la terza
volta consecutiva. Così facendo, l'esponente del Pdl scommetterebbe anche
contro la storia, dal momento che fino ad oggi nessun sindaco è stato premiato
dall'elettorato abetonese per tre volte di fila. L'ex presidente della
Provincia Riccardo Rastelli (allora Pds) ci provò proprio nel 1999, ma fu
battuto dallo stesso Montagna. Se la legge glielo consentirà, Montagna non si
tirerà indietro. Al Tirreno, il sindaco dell'Abetone, al quale, da informazioni
acquisite personalmente da fonti governative, risulta che l'abolizione del
vincolo del terzo mandato diventerà realtà nel giro di poco tempo, annuncia che
è pronto a correre di nuovo, senza alcun timore rispetto alle statistiche. «Non
ho alcun problema - afferma il primo cittadino - a dichiarare la disponibilità
a ricandidarmi. Lo farò con grande convinzione, perché penso di poter dare
ancora molto all'Abetone e agli abetonesi, con alcune importanti opere da
portare a compimento. Sono consapevole che andrò contro la storia, cercando il
tris, ma è una cosa che non mi spaventa affatto. Non sono mai stato e non sono
superstizioso. Sono perfettamente consapevole di ciò che ho fatto e mi
presenterò a testa alta di fronte agli elettori, indipendentemente dagli
avversari. Il voto democratico non mi deve far paura. In una democrazia si può
vincere e si può perdere». Sono tre i sogni che Montagna ha nel cassetto del
terzo mandato amministrativo, pronto ad aprirsi in caso di successo alle
elezioni comunali della prossima primavera. «Il primo - ci dice - è sicuramente
la variante della statale 12 per bypassare il centro abitato. Ci sono un
governo ed un ministro (Altero Matteoli, ndr) che ci ascoltano e non potremo
non approfittare del momento giusto. Poi, mi vengono in mente la costruzione
della palestra-auditorium nella zona del Catinozzo, a due passi dal municipio,
e la realizzazione di una nuova pista, tra il Gomito e il Pulicchio, destinata
ad ospitare importanti competizioni internazionali. Dopo gli anni
dell'ammodernamento dell'intera impiantistica, per Abetone è arrivato il
momento del rilancio dell'immagine e a questo proposito la possibilità di
ospitare in futuro una gara di Coppa del Mondo sarà fondamentale». Passando
dall'Abetone a Sambuca Pistoiese, le posizioni e le convinzioni cambiano. Anche
se il governo sfornasse la legge con l'abbattimento del vincolo per il terzo
mandato, il sindaco Francesca Vogesi (Ds) non è affatto intenzionata a presentarsi
nuovamente per guidare il municipio. Anche se si dice d'accordo con chi ritiene
ingiusto impedire il tris. «In linea di principio - afferma Vogesi - penso sia
giusto togliere il divieto del terzo mandato, indipendentemente dal numero
degli abitanti. Non ho mai capito, infatti, perché certe cariche possono essere
rinnovate ed altre, come appunto i sindaci e i presidenti di Provincia, no.
Venendo alla mia esperienza, però, ritengo sia giusto cambiare. Gli stimoli per
proseguire ci sarebbero eccome, perché le cose da fare sono ancora tante, ma
dieci anni sono abbastanza. Le persone che s'impegnano ci sono e occorre dare
spazio al rinnovamento. La politica l'ho sempre interpretata come una grande
passione ed il mio rapporto con essa è sempre stato all'insegna dello spirito
di servizio. E quindi non può essere a vita». Cristiano Marcacci
( da "Corriere del Veneto" del 04-11-2008)
Argomenti: Province
Corriere del Veneto
- PADOVA - sezione: ROVIGO - data: 2008-11-04 num: - pag: 10 categoria:
REDAZIONALE L'intervento Province tra abolizione e raccolta
firme di LUIGI MIGLIORINI Ho letto, con interesse «personale», sul Corriere le
varie prese di posizione, al dibattito sui vantaggi del federalismo,
sull'opportunità o meno dell'abolizione dell'Ente provincia, a favore della cui
eliminazione si sono, tra gli altri, pronunciati il parlamentare Pd Calearo e
il presidente degli Industriali veneti Riello. Sto approfondendo la
tematica dei compiti della Provincia e della loro attuale concreta rilevanza ed
utilità per l'interesse pubblico, anche per dare una risposta definitiva a una
richiesta che mi è stata rivolta (e di cui hanno parlato alcuni giornali) e che
può essere ritenuta singolare sotto vari profili. In tre giorni in provincia di
Rovigo sono state raccolte, senza che ne fossi informato, circa 2.500 firme di
persone che mi invitano a candidarmi a presidente della Provincia; dopo la pubblicizzazione
della notizia sono stato «tempestato» da amichevoli lamentazioni tipo: «Se
l'avessi saputo, avrei firmato...». Eppure io appartengo ad una razza politica
in estinzione ed in Polesine ben mi conoscono come liberale, non liberista,
libertario ed ex libertino. Prescindendo da ogni intento autolaudatorio, è
legittimo chiedersi: si dice che alla gente non interessa la politica ed in
particolare la Provincia considerata una sorta di oggetto misterioso; ed allora
come si spiega tale spontanea «mobilitazione» nei confronti di un politicamente
«quasi estinto», non iscritto ad alcun partito (seppure ex segretario
provinciale e regionale Pli, poi componente in direzione centrale e l'esecutivo
nazionale)? Forse la molla che ha indotto alla raccolta di firme è il fatto che
ho più volte affermato che potrei tentare di costruire una lista non «contro» i
partiti, ma «oltre i partiti», escludendo gli «incostituzionali » cioè coloro
che ignorando l'articolo 1 della Costituzione (secondo cui la Repubblica è fondata
sul lavoro), non hanno mai lavorato e pretendono di insegnarci come lavorare?
Si sta diffondendo l'opinione che le elezioni amministrative non debbono essere
fotocopia di quelle nazionali e che il relativo voto non dovrebbe essere
influenzato dal gradimento per Berlusconi, Bossi, Veltroni... che con i
problemi locali non c'entrano nulla? Sono grato a coloro che stanno aiutandomi
a rispondere a questi interrogativi, anche se i leaders politici locali,
perlopiù, si tranquillizzano affermando che si tratta di una sorta di «mission
impossible», non accorgendosi che così facendo mi spingono ad accettare la
sfida. E Voi lettori, cosa ne pensate di questa «anomalia politica» figlia
dello spontaneismo della gente? Luigi Migliorini, l'avvocato ed editorialista chiamato
in campo come candidato alla Provincia
( da "Corriere delle Alpi" del 05-11-2008)
Argomenti: Province
Gidoni:
«Solo la Lega vuole le Province» BELLUNO. «Che sorpresa! Anche il Pd è
favorevole all'abolizione delle Province. Vorrà dire che alle elezioni in
primavera si presenterà un solo candidato: quello della Lega Nord, l'unico
movimento che è schierato a difesa di questi enti tutt'altro che inutili». Il deputato Franco Gidoni commenta
la polemica tutta interna al Pd: «Sarò curioso di vedere se alle elezioni
l'attuale presidente sarà sostenuto dal Pd, vale a dire dal partito che, per
bocca di suoi esponenti anche bellunesi, si dichiara non contrario
all'abolizione delle Province. A Reolon, tuttavia, va riconosciuto il merito di
essersi sempre detto contrario a questa ipotesi, sia che venisse dal
centrodestra, sia che arrivasse da suoi compagni di partito. Resta da capire se
la sua difesa monolitica di questi enti sia motivata da ragioni personali o da
una visione politica diversa da quella del suo partito. Anche all'interno del
centrodestra c'è chi non perde occasione di annunciare la morte delle Province,
giudicandole inutili e quindi da sacrificare sull'altare di presunti tagli alla
spesa pubblica. La Lega è contraria a queste battaglie populiste e demagogiche.
Per queste ragioni siamo convinti che il prossimo candidato alle elezioni
provinciali debba essere un esponente dalla Lega Nord o una persona che vanta
già un'esperienza nella pubblica amministrazione».
( da "Adige, L'" del 05-11-2008)
Argomenti: Province
Licio Gelli, la
loggia P2 e l'Italia di oggi L icio Gelli, già franchista e repubblichino,
tuttora orgogliosamente fascista, ideatore dell'arcinota loggia massonica
segreta P2 (Propaganda 2), a 90 anni suonati è tornato sulla scena. Di Silvio
Berlusconi, il discepolo tessera n° 1816, ha affermato: «...ha la tempra del
grande uomo che ha saputo fare, anche se ora è in momento di debolezza perché
usa poco la maggioranza parlamentare. (sic!).. Questo è quanto il «Maestro Venerabile»
ha dichiarato alla presentazione della trasmissione di Odeon tv «Venerabile
Italia», appunto. Ora Licio in persona ci spiegherà come sono andate le cose.
Il canovaccio della trasmissione sarà giocoforza quel «Piano di rinascita
democratica», manifesto programmatico della P2, che prescrive, fra le altre
cose: il controllo dei mass media, la censura ai giornalisti «scomodi»,
l'attacco alla scuola pubblica, la separazione delle carriere nell'ordinamento
giudiziario, l'uso massiccio dell'esercito e delle forze dell'ordine, eccetera.
Insomma ciò che Silvio Berlusconi sta mettendo in atto fin dal 1994. Ma quello
che più impressiona è il terreno preparatorio politico teorizzato in questa
strategia del controllo sociale scritta agli inizi degli anni '70: e cioè
l'affiliamento alla causa di esponenti politici e pubblici trasversali alle
ideologie, oppure (testuale) «l'immediata nascita di due movimenti: l'uno,
sulla sinistra (a cavallo fra Psi-Psdi-Pri-Liberali di sinistra e Dc di
sinistra), e l'altro sulla destra (a cavallo fra Dc conservatori, liberali, e
democratici della Destra Nazionale)». Personalmente ritengo che sia proprio
questo nuovo «blog» grigionero il vero pericolo per la Democrazia in Italia.
Tommaso Ulivieri - Arco I l ritorno sulla scena pubblica del «Venerabile» Licio
Gelli, Gran maestro della Loggia massonica P2, non può che sollevare
inquietudine e sgomento in chiunque in questo Paese ha a cuore la democrazia e
la libertà. Grande Burattinaio del piano di «Rinascita democratica», attraverso
la loggia massonica segreta P2 Gelli si proponeva di sovvertire l'assetto
socio-politico-istituzionale dall'interno, assorbendo la democrazia italiana
dentro le spire di un autoritarismo legale che avesse al centro il controllo
dell'informazione. Tra i punti chiavi del suo programma di «superamento» della
democrazia in Italia, il controllo dei media, la liberalizzazione delle
emittenti televisive, la divisione delle carriere per i magistrati ed esami
psicoattitudinali per accedere alla magistratura, la riforma del Csm per
portarlo sotto il controllo politico, l'abolizione delle province, la nascita di due partiti, uno
di centrosinistra ed uno di centrodestra. Per realizzare questo piano, per
impadronirsi del cuore del Paese, fondamentale era poter controllare l'opinione
pubblica attraverso le televisioni ed una serie di giornali, che poi avrebbero
condizionato le elezioni. Ora che Licio Gelli, condannato a 10 anni di
reclusione per depistaggio delle indagini sulla strage di Bologna e a 12 per la
bancarotta fraudolenta del Banco Ambrosiano (è fuori dal carcere solo grazie ad
una provvidenziale scarcerazione per le «gravissime condizioni di salute»)
ritorni sulla scena politica del nostro Paese e impartisca i suoi messaggi
cifrati, fa raggelare il sangue. Come ha scritto Famiglia Cristiana «tira
brutta aria se il "fascista" Gelli (così s'è definito) promuove il
governo Berlusconi, senza che il premier reagisca». Tanto più che Gelli ha
dichiarato che nell'attuazione del Piano di rinascita democratica «l'unico che può
andare avanti è Silvio Berlusconi», tessera N. 1816 della P2. Anche se il
Venerabile Maestro rimprovera all'attuale Presidente del Consiglio «un po' di
debolezza perché non si avvale della maggioranza parlamentare che ha». Non so
se la democrazia è a rischio oggi in Italia. Certo molte coincidenze tra il
progetto di «Rinascita democratica» di Licio Gelli e quanto stiamo vivendo in
questi anni nel nostro Paese, non possono lasciare indifferenti. Anche se
molti, a cominciare dalla televisione italiana, fanno di tutto per farci
pensare ad altro. p.giovanetti@ladige.it 05/11/2008
( da "Tirreno, Il" del 05-11-2008)
Argomenti: Province
ASSEMBLEA Sindaco e
assessori spiegano come cambierà la scuola in provincia Berti, Moroni, Roccella
e Vettori invitati dagli studenti all'auditorium «Protesta ma anche proposte
concrete» PISTOIA. Studenti e amministratori a confronto sulla riforma della
scuola. L'idea è stata degli ragazzi delle scuole superiori pistoiesi che, ieri
mattina, hanno indetto un'assemblea all'auditorium per confrontarsi con i
rappresentanti di Comune e Provincia sul tema della riforma della scuola e
dell'università. Ad accogliere l'invito dei ragazzi è stato il sindaco Renzo
Berti, che non ha presenziato alle contemporanee celebrazioni del 4 novembre
delegando a questo scopo il vicesindaco Tommaso Braccesi; presenti anche
l'assessore provinciale all'istruzione Giovanna Roccella, l'assessore comunale
all'educazione e formazione Rosanna Moroni e il presidente del consiglio
comunale Marco Vettori. «Cosa cambierà a livello locale, dopo l'attuazione
della riforma?», «Qual è la posizione di Comune e Provincia in merito alle
scelte governative sulla scuola?», «Quale alternativa propone la sinistra?»:
queste alcune delle domande che i ragazzi hanno rivolto agli amministratori. A
fare gli onori di casa è stato uno studente dell'Iti, scuola capofila dell'iniziativa.
All'assemblea erano presenti oltre cento ragazzi, rappresentanti degli istituti
superiori pistoiesi, che si sono riuniti a partire dalle 9.30 per discutere,
prima con gli amministratori, poi soltanto tra studenti, dei tagli previsti
dalla legge 133, del decreto Gelmini, approvato mercoledì scorso in Senato, e
delle future forme di protesta. «Ho due proposte da farvi - ha affermato il
sindaco ai ragazzi -. La prima è un invito a continuare le vostre iniziative di
protesta, affiancandole anche a proposte alternative e suggerimenti concreti;
la seconda è quella di creare un canale di comunicazione più o meno
continuativo con il Comune». Scettici gli studenti sulla possibilità di
articolare da soli proposte alternative alla riforma del governo, ma ben
disposti in generale ad accogliere i suggerimenti e le proposte del sindaco.
«In effetti - spiega Alessandro Martelli dell'Iti - il nostro obbiettivo è
proprio quello di continuare a far sentire la nostra opinione riguardo alla
riforma della scuola, ma non solo. Vogliamo anche iniziare a coordinarci e
unire le forze per partecipare attivamente alla vita pubblica, della città in
primis, e poi perché no anche di tutto il paese». Ovazione degli studenti per
l'intervento di Vettori che li ha ringraziati «per l'esempio di partecipazione
e impegno che danno al paese, nonostante questo governo attacchi tutto e tutti,
senza tener conto delle esigenze degli studenti e dei cittadini. Sembra - ha
concluso Vettori - di vivere in un regime». Entrando nel merito della riforma e
delle sue ripercussioni sul territorio, gli assessori Moroni e Roccella hanno
illustrato ai ragazzi le conseguenze che i provvedimenti governativi avranno a
livello locale: il problema del sottodimensionamento
rispetto al numero di iscritti, di quattro istituti superiori della provincia e
di sette scuole elementari, il problema del maestro unico e della quasi totale
abolizione del tempo pieno nella scuola dell'infanzia. Questi sono alcuni dei
punti della riforma che comporteranno cambiamenti anche sul nostro territorio.
Soddisfatti gli studenti dell'incontro con Comune e Provincia che ha visto
studenti e amministratori schierati dalla stessa parte sul tema della scuola.
Ma adesso i ragazzi devono arricciarsi le maniche per realizzare iniziative
concrete di contestazione e informazione. «Questa legge - afferma Marco
Torrocci del Liceo classico Forteguerri - è obbiettivamente sbagliata. La mia
non è una presa di posizione a priori, ma leggendo il testo della legge si vede
bene come questa non sia finalizzata al miglioramento dell'istruzione pubblica,
quanto piuttosto a cercare di tamponare la crisi finanziaria. Mi chiedo però se
sia legittimo risparmiare sull'istruzione». Marta Quilici
( da "Messaggero, Il" del 05-11-2008)
Argomenti: Province
Mercoledì 05
Novembre 2008 Chiudi ROMA L'extragettito che nel 2009 dovesse emergere dalle casse
del fisco non sarà utilizzato per ridurre le tasse dei contribuenti, ma servirà
per raggiungere gli obiettivi di contenimento del deficit prefissati in sede
europea. La commissione Bilancio ha bocciato un emendamento presentato dall'Idv
e appoggiato da tutta l'opposizione che riproponeva, come già accaduto negli
ultimi anni, di destinare le entrate fiscali superiori a quelle preventivate
per abbattere le imposte sui cittadini. «La finanziaria di quest'anno ha detto
il sottosegretario Giuseppe Vegas che segue per il governo il provvedimento è
diversa da quelle del passato. Serve solo per mantenere i saldi e un comma di
questo genere non aveva alcun senso. Interventi sui redditi? Se casca la manna
dal cielo...». Anche il ministro dell'Economia Giulio Tremonti, parlando a
Bruxelles, ha spiegato che la politica del governo «resta quella di una
fortissima attenzione sul debito pubblico, e i margini di manovra non sono
molti». La Finanziaria punta così ad arrivare in aula praticamente blindata. La
commissione Bilancio ha appena iniziato a votare gli emendamenti; quelli
dell'opposizione perché i deputati della maggioranza hanno ritirato i propri.
Come quello, di Laura Ravetto, per ridurre le tasse sugli affitti di alloggi a
studenti universitari. «C'è un atteggiamento prudente da parte di governo e
maggioranza - ha sottolineato il relatore Gaspare Giudice al termine della
seduta pomeridiana - perchè non si vogliono cambiare i saldi della manovra.
Molti emendamenti, del resto, credo che possano trovare spazio in altri ddl
collegati». Le uniche modifiche sulle quali il governo potrebbe allentare un pò
la morsa. Sono quelle avanzate dal relatore che rifinanziano con 150 milioni la
cassa integrazione straordinaria (Cigs), portando così a 600 milioni le risorse
previste per gli ammortizzatori sociali. C'è poi il possibile ammorbidimento
(con costi a saldo zero) del patto di stabilità interno per comuni e province: gli obiettivi di contenimento delle spese che
devono raggiungere non saranno più parametrati al solo 2007, ma dovranno tener
conto della media dell'ultimo quinquennio. Sempre ieri, alla commissione
Bilancio del Senato, i senatori del Pd hanno abbandonato per protesta i lavori
mentre si discuteva il decreto legge sul contenimento della spesa sanitaria e
degli enti locali. Come ha spiegato Enrico Morando, coordinatore del governo
ombra Pd, il gesto è stato deciso perché il governo non ha voluto spiegare l'origine dei 261 milioni di euro calcolati come onere aggiuntivo
per l'abolizione dell'Ici sulla prima casa. In risposta il sottosegretario
Alberto Giorgetti ha dichiarato che i reali costi dell'abolizione dell'Ici sono
ancora incerti: «È in atto un confronto sui numeri» con gli enti locali. «Il
governo spera di avere qualche elemento in più da fornire nelle prossime ore.
( da "Sestopotere.com" del 06-11-2008)
Argomenti: Province
Conferenza
metropolitana al Liceo Sabin, le ricadute dei tagli del Governo sui bilanci
degli Enti locali (6/11/2008 15:35) | (Sesto Potere) - Bologna - 6 novembre
2008 - Lunedì 10 novembre, alle ore 9.30, nell'AULA MAGNA DEL LICEO SABIN (via
Matteotti, 7 - Bologna), si terrà la seduta della Conferenza metropolitana dei
sindaci con i parlamentari bolognesi e le organizzazioni sindacali Cgil, Cisl e
Uil per discutere gli effetti della "manovra" del Governo
("tagli" a Scuola, Sanità, Enti locali) sui bilanci di Comuni e
Provincia e - conseguentemente - sui servizi erogati dalle amministrazioni
locali. La Conferenza, presieduta dalla presidente della Provincia Beatrice
Draghetti, esaminerà anche le possibili iniziative parlamentari per cercare di
modificare la situazione, a cominciare dalla conversione in legge del decreto
154/08 'Disposizioni urgenti per il contenimento della spesa sanitaria e in
materia di regolazioni contabili con le autonomie locali', al fine di ottenere
l'integrale trasferimento compensativo ai Comuni delle
risorse venute meno con l'abolizione parziale dell'Ici. La "manovra"
del Governo prevede "tagli" per 35 miliardi di euro nei prossimi tre
anni, di cui 9,2 per gli Enti locali. Per poter chiudere i bilanci 2008, ai
Comuni mancano almeno 650 milioni di trasferimenti statali.
( da "Resto del Carlino, Il (R. Emilia)" del
07-11-2008)
Argomenti: Province
REGGIO LETTERE pag.
11 UNO SPIRITO maligno è entrato nell?organizzazione pubblic... UNO SPIRITO
maligno è entrato nell?organizzazione pubblica reggiana. Parliamo di efficienza
e di organizzazione. Si parla anche di razionalizzazione e di necessità di
ridurre i costi e di migliorare i servizi ai cittadini. A tale fine un
dipendente pubblico mi illustra il quadro organizzativo del Comune di Reggio
Emilia e della Provincia. In particolare mi elenca l?ubicazione dei vari uffici
pubblici e degli assessorati e che di seguito indico. Comune di Reggio Emilia:
otto sedi diverse. Uffici in via Toschi (ex Sip), in Via Secchi (ex Aci),in Via
Emilia S. Pietro( ex Tribunale), presso la Galleria Parmeggiani, presso la
Galleria S. Maria , presso il Palazzo Ancini ed in Via Farini ( ex URP), in
Piazza Prampolini oltre agli uffici delle varie circoscrizioni. Provincia di
Reggio Emilia: nove sedi diverse. In Corso Garibaldi,26, presso il Palazzo
Magnani, in Via Mazzini, presso Piazza S.Giovanni. in Piazza Gioberti. ,in Via
Premuda, presso l?edificio Ente Fiera (70 persone. Ass.to agricoltura), presso
Palazzo della Bonifica ed in Via Gorizia. Ovviamente in ogni edificio esiste un
centralino, fattorini, segretarie e servizi vari. IL dipendente pubblico mi evidenzia
poi, oltre alla poca funzionalità della macchina pubblica così frazionata ed
agli alti suoi costi, il disagio dei cittadini che necessitano di diversi
servizi comunali. Mi ricorda altre città italiane che da tempo hanno
razionalizzato le loro strutture concentrando tutti i servizi in un unico
edificio con adeguato parcheggio. Ciò ha permesso loro di ridurre sensibilmente
i costi di gestione, degli immobili e di personale rendendo un miglior servizio
ai cittadini. Senza entrare nel merito della utilità o meno di certe enti
(personalmente sono per l?abolizione delle Province) mi rendo conto che la
nostra città non pecca di efficienza e di razionalità. Anzi, così strutturata,
è il segno della irrazionalità e delle sperpero, con evidenti disagi e costi per
tutti. Si parlò un tempo di sistemazione dell?OPG di via Franchi per adibire
detto fabbricato a tutti gli uffici della Provincia. Forse uno spirito maligno,
per dirla con gli animisti africani, è entrato nell? organizzazione pubblica
reggiana ed occorrerà inventare una danza magica con uno stregone per
liberarsene. Intanto però i costi pubblici di gestione aumentano, i cittadini
maledicono Calatrava e si lamentano di essere costretti , con dispendio di
tempo e di energie, a percorrere a piedi gran parte della città per recarsi ai
vari uffici pubblici, il personale pubblico gira con faldoni da un assessorato
all?altro e per le vie cittadine ed infine si polemizza con Roma che taglieggia
i bilanci pubblici. Un po? di buon senso e di buona volontà ed una minima
capacità organizzativa potrebbero dare una svolta a questo situazione confusa ,
onerosa e contradditoria. Carlo Baldi
( da "Centro, Il" del 09-11-2008)
Argomenti: Province
Pagina 2 - Altre
Costantini: così difenderò la costa «No ai pozzi di gas e greggio Il territorio
è una risorsa» Il candidato presidente del centrosinistra a Teramo con Ruffini
TERAMO. «Il Pdl ha deciso tutto a Roma. Ora mi aspetto solo che il programma a
Chiodi glielo mandi Berlusconi via fax». Con queste parole Carlo Costantini,
candidato alla presidenza della Regione per il centrosinistra, è entrato a
gamba tesa sul suo avversario nella corsa all'Emiciclo, Gianni Chiodi. Lo ha
fatto ieri pomeriggio a Teramo, in casa del candidato del Pdl, dove Costantini
si è presentato per la prima volta in occasione dell'inaugurazione del comitato
elettorale provinciale di Claudio Ruffini, ex sindaco di Giulianova ed ex presidente
della Provincia. Dopo essere stato al "Security Day" a Manoppello,
Costantini è arrivato nella sede di Ruffini alle 18.20 e ha preso la parola
dopo il presidente della Provincia, Ernino D'Agostino, e dopo lo stesso
Ruffini. In quaranta minuti di discorso il candidato del Pd, davanti a vari
esponenti del suo partito, ha parlato del suo programma elettorale puntando il
dito contro il Pdl: «Non ho percepito un solo spunto programmatico dei miei
avversari. E' un programma invisibile che sfrutta l'onda del berlusconismo.
Chiodi deve metterci la faccia con gli elettori», ha detto Costantini, «visto
che non l'ha messa nemmeno nel simbolo della coalizione. Noi abbiamo le mani
libere», ha aggiunto, «e dobbiamo rispondere del nostro operato solo ai
cittadini perché il territorio è la migliore risorsa». Costantini ha poi
tracciato le linee guida della sua coalizione, concentrandosi su temi come il
«no alle estrazioni di petrolio e metano» e sulla «salvaguardia della costa».
Inoltre ha parlato della volontà di creare un'unica Asl regionale e di dare
meno soldi ai consiglieri e assessori sempre regionali. Concetto, quest'ultimo,
sul quale ha insistito molto anche Claudio Ruffini. L'ex sindaco di Giulianova
non si è risparmiato una «stoccata» a Chiodi: «Fa molto fumo e niente arrosto»;
poi Ruffini ha parlato di abolizione del ticket sui farmaci, di lotta ai tagli
alle università, di aiuti alle imprese agricole, all'artigianato e alle
famiglie e ha annunciato il massimo impegno per completare a breve la
Teramo-mare fino a Giulianova e il Lotto Zero (opera incompiuta da oltre venti
anni) per migliorare la viabilità di Teramo. Tra i tanti presenti del Pd ieri a
Teramo (Nicola Crisci, Stefania Misticoni e Manola Di Pasquale) non è passata
inosservata l'assenza di Angelo Sperandio, l'ex sindaco della città che riuscì
a sconfiggere Gianni Chiodi nel 1999 e che ora è tornato in pista per le
regionali. Sperandio, però, avrà modo di rifarsi domani,
quando Costantini, alla presenza di Francesco Rutelli, sarà di nuovo a Teramo
(alle 18 nella sala polifunzionale della Provincia) per la presentazione della
lista degli otto candidati consiglieri Pd per la provincia di Teramo. Gaetano
Lombardino
( da "Messaggero Veneto, Il" del 09-11-2008)
Argomenti: Province
Pagina 6 - Pordenone
«Disertate la fiera ornitologica» La Lega per l'abolizione della caccia: «Un triste
spettacolo» «Abbiamo appreso che in Fiera si sta svolgendo una mostra
ornitologica con l'esposizione di uccelli. E' triste constatare il fatto che
l'ente Fiera debba ricorrere a simili tristi spettacoli per attirare un po' di
pubblico». A sostenerlo è Alessandro Sperotto, delegato
della Lac (Lega per l'abolizione della caccia) della sezione del Friuli Venezia
Giulia. «Ci si chiede poi, in merito allo spirito della manifestazione, che
senso abbia costringere a vita migliaia di animali in piccole gabbiette per il
solo piacere umano di poterli vedere da vicino e di sentirne il canto -
aggiunge l'esponente animalista -. L'evoluzione sociale e culturale ha
ormai portato la stragrande maggioranza delle persone a comprendere che gli
animali non umani sono esseri senzienti e che il loro comportamento non deve
essere piegato ai nostri più stravaganti desideri se non si vuole essere
forieri di indicibili sofferenze. Fortunatamente, detta evoluzione culturale
appartiene anche alla stragrande maggioranza dei pordenonesi». Peccato che,
secondo la Lac, «a sostegno di simili eventi la Regione, su richiesta della
Provincia di Pordenone, abbia autorizzato la cattura di centinaia di uccelli in
natura, tra i quali alcune specie protette. Il provvedimento per la cattura degli
uccelli è stato richiesto dalla Provincia con lo scopo di destinare gli uccelli
stessi, catturati in natura e poi ingabbiati a vita, agli espositori nelle
sagre e nelle fiere venatorie, nello specifico all'Associazione ornitologica
friulana sagre e fiere venatorie». La richiesta di cattura sarebbe motivata dal
fatto che «gli uccelli cresciuti in allevamento non cantano come quelli in
natura. Invitiamo pertanto a disertare questo triste spettacolo di centinaia di
animali rinchiusi in gabbia per tutta la vita, quando è possibile facilmente
vederli volare e cantare liberi negli ambienti naturali».
( da "Messaggero Veneto, Il" del 10-11-2008)
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Pagina 6 - Regione
Appello a Tondo: «Fermi subito l'uccellagione» WWF, LIPU E LAV PORDENONE. Un
intervento del presidente Tondo, «per lasciare a centinaia di uccelli la
libertà di continuare a volare nel cielo anzichè essere reclusi in gabbie per
allietare le orecchie di qualche collezionista di animali», è stato rilanciato ieri da alcune associazioni ambientaliste
regionali nei giorni della riapertura della pratica venatoria. Le sezioni
regionali della Lega per l'abolizione della caccia, di Legambiente, della Lipu,
del Wwf e della Lav condannano in particolare - in una nota - l'autorizzazione
regionale, concessa il 24 ottobre su richiesta della Provincia di Pordenone,
all'uccellagione, pratica che «dal 1977 - osservano gli ambientalisti -
in tutta Italia è reato, punito con l'arresto fino a un anno».
( da "Musicalnews.com" del 10-11-2008)
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Notizie Pubblicato
il 10/11/2008 alle 07:59:54 Commenti alla notizia: Leggi - Inserisci nuovo
Miriam Makeba è morta stanotte a CastelVolturno, dopo un concerto dedicato a
Roberto Saviano di Patrizia Busonero Divenuta celebre con la canzone Pata pata,
era nata nel 1932 in Sud Africa, paese che la vide
combattere strenuamente per l'abolizione dell'apartheid: ieri sera era riuscita
a portare a termine il concerto, per poi sentirsi male. Divenuta celebre con la
canzone Pata pata, era nata nel 1932 in Sud Africa, paese che la vide
combattere strenuamente per l'abolizione dell'apartheid: ieri sera era riuscita
a portare a termine il concerto, per poi sentirsi male. La sua densa
biografia dice che e' nata a Johannesburg; sua madre era una sangoma di etnia
swazi e suo padre era uno Xhosa: praticamente non l'ha mai conosciuto, visto
che e' morto quando lei aveva solo 6 anni. Miriam ba iniziò a cantare a livello
professionale negli anni '50, con il gruppo Manhattan Brothers, e poi fondò una
propria band, The Skylarks, che univa jazz e musica tradizionale sudafricana.
Nel 1959 cantò nel musical jazz sudafricano King Kong insieme a Hugh Masekela,
che poco dopo divenne il suo primo marito. Ma le cose non andavano bene
economicamente e le royalties che riceveva erano davvero scarse... Nel 1960
partecipò al documentario anti-apartheid Come Back, Africa e fu invitata al
Festival del Cinema di Venezia; una volta in Europa stabilì di non
rimpatriare.... si trasferì a Londra, dove conobbe Harry Belafonte, che la
aiutò a trasferirsi negli Stati Uniti e farsi conoscere come artista. In
America Makeba incise molti dei suoi brani di successo, come Pata Pata, The
Click Song e Malaika...il resto e' storia del XXesimo secolo. E' morta nella
notte a Castel Volturno, in provincia di Caserta, dove si era esibita poche ore
prima ad una manifestazione musicale contro la camorra dedicata al giornalista
e scrittore Roberto Saviano. L'artista si è sentita male dopo aver terminato il
suo concerto: in ospedale le è stata diagnosticata una crisi cardiaca che alla
fine e' risultata fatale.
( da "Opinione, L'" del 10-11-2008)
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Oggi è Lun, 10 Nov
2008 Edizione 240 del 08-11-2008 RAFFAELE LOMBARDO Sul federalismo fiscale
rimane netta la divisione tra Nord e Sud Per qualche euro in più ?La questione
meridionale è stata archiviata e noi la vogliamo riportare con forza al primo
posto del dibattito politico? di Francesco Blasilli L?Italia è sempre più
divisa, quasi spaccata in due. Ma è una divisione che, forse, più che dalla
gente nasce dalla politica. Una politica che non solo si divide selvaggiamente
tra centrodestra e centrosinistra (quando mai, da noi, lo sconfitto chiamerà il
vincitore ?il mio presidente? come ha fatto McCain?), ma che presenta profonde
fratture anche all?interno dello stesso schieramento. La divisione più
evidente, è ancora un volta quella tra Nord e Sud, e si incentra adesso sul
federalismo fiscale, nonostante siano state fatte ampie garanzie al meridione
(da sempre grande bacino di voti per Berlusconi, dunque sarebbe folle
?massacrarlo?). Ma questo è il messaggio che arriva dall?alto. Ieri ad Asolo,
in provincia di Treviso, le fondazioni ?Farefuturo? (braccio armato di Fini) e
?ItalianiEuropei?, dalemiana fino al midollo, hanno dato vita ad un workshop
sul federalismo. Stesso giorno e stesso tema, per una riunione dei presidenti
delle Regioni del Sud che si è tenuto a Palermo. E se da una parte, al Nord, si
invita il governo a tirare dritto, dall?altra si incita alla cautela per non
mettere ulteriormente in difficoltà il Meridione. Certo, è curioso, che tra i
?dalemiani? e i ?finiani? non vi sia nessun esponente di Forza Italia ad Asolo,
ma la frattura ormai c?è stata, ed allora il Presidente della Camera preferisce
pensare ad una bicamerale ?con i baffi?. Intanto ?la riforma del federalismo
fiscale è un aspetto prioritario? - spiega il segretario di FareFuturo (e anche
sottosegretario allo Sviluppo economico) Adolfo Urso e può anche essere
?realizzata in tempi brevi, perché trattasi di legge ordinaria, ma va
certamente innestata in un impianto costituzionale omogeneo. Per questo, è
assolutamente necessario che parta anche il treno delle riforme istituzionali?.
Ciò significa quantomeno differenziare il ruolo delle due Camere, dare maggiori
poteri al Presidente del Consiglio e riformare il Titolo V della Costituzione,
?oltre all?abolizione di Province e Comunità montane?. Il tutto fatto, però,
?introducendo accanto alle riforme del federalismo fiscale e costituzionale
meccanismi che garantiscano la cornice dell?unità della Repubblica?, questo ha
ricordato il vicepresidente del Senato, Domenico Nania. Il vice presidente dei
senatori del Pd Nicola Latorre, invece, è convito che il tema del federalismo
non debba ?essere declinato come un trofeo da esibire mentre rischia di passare
mettendo in pericolo l?unità dello stato?, tema questo che unisce
indissolubilmente annini e dalemiani. Per Latorre la sfida del federalismo va
accettata ?perché può essere un intervento utile a ridurre il divario nord-sud
e anche al mezzogiorno a cambiare un tipo di politica a volte inquinata da un
processo di deresponsabilizzazione?. La pensano però un po? diversamente
qualche chilometro più giù, a Palermo, da dove il presidente della Regione
Calabria Agazio Loiero ripercorre le tappe del federalismo fiscale: ?siamo
partiti da un testo di legge devastante per il Mezzogiorno, adesso, grazie ad
alcuni emendamenti dei presidenti delle regioni del Sud, siamo arrivati a un
provvedimento condiviso ma che presenta alcune zone d?ombra che ci
preoccupano?. Soddisfatti, ma non troppo dunque. Perché la convinzione unanime
è quella che spiega Saverio Romano, segretario dell?Udc Sicilia, secondo il
quale ?l?asse politico del governo nazionale ha il suo baricentro al nord e il
suo ago della bilancia nella Lega di Bossi: questa è ormai una verità
incontrovertibile e la conseguenza è una forte penalizzazione per lo sviluppo e
la crescita del Mezzogiorno e per la Sicilia in particolare?. Ed è per questo
che il Governatore siciliano Raffaele Lombardo ricorda che ?c?è una questione
meridionale che negli ultimi anni è stata archiviata e che noi vogliamo
riportare con forza al primo posto del dibattito politico e dell?agenda del
governo?. In quest?ottica le regioni del Mezzogiorno hanno concordato la
costituzione di una commissione tecnica, fatta di economisti e
costituzionalisti che predisporrà delle proposte di attuazione del ddl sul
federalismo fiscale. Ma se la divisione Nord-Sud non vi basta, e la vostra
libido da separazione non è appagata nemmeno dagli scontri Berlusconi-Fini e
dal rinnovato amore di quest?ultimo per D?Alema, ecco a voi l?ultimo stadio
della polemica. Arriva da Trento, dove domenica si vota per il rinnovo del
consiglio provinciale; siamo al Nord, eppure questo federalismo piace poco,
come se fossimo a Catania. D?altronde Trento è una provincia autonoma, con
annessi e connessi. E per chi non l?avesse ancora capito, questa è una storia
che parla di vile denaro. Nulla di più.
( da "Corriere delle Alpi" del 11-11-2008)
Argomenti: Province
ENTI DA TAGLIARE
Pne: «Le Province restino con più forza, le Cm no» BELLUNO.
Un secco no all'abolizione delle province arriva dal segretario provinciale di Progetto Nordest Luciano
Reolon. «In questi giorni», afferma, «si sente parlare di una riorganizzazione
del sistema degli enti locali e ogni partito suggerisce quale livello
amministrativo possa essere sacrificato sull'altare di un presunto
taglio della spesa pubblica. Da questo punto di vista, noi del PNE abbiamo le
idee chiare e diciamo "no" all'ipotesi, per la verità un po'
fantapolitica, di eliminare le province». Secondo
Luciano Reolon, non vale nemmeno la pena di chiedersi se questi enti vanno
soppressi o no. «La questione», spiega, «è un'altra: qual è il ruolo che le
Province devono avere nell'amministrazione del territorio? A nostro avviso, è
necessario dare maggiore autonomia finanziaria e amministrativa a questi enti.
Il che significa creare sette Province autonome all'interno di una regione
autonoma, esattamente come accade nelle realtà a statuto speciale. Ogni
soluzione mediata sarà una soluzione pasticciata che non servirà a dare quelle
risposte che i cittadini si attendono. La politica deve avere il coraggio di
prendere decisioni forti, di avviare riforme vere e, oserei dire, radicali. Se
vogliamo fermare l'emorragia dei comuni secessionisti», afferma ancora Luciano
Reolon, «non possiamo utilizzare un semplice cerotto: serve una medicazione
vera che aiuti a cicatrizzare la ferita che è stata provocata da una politica
centralista e insensibile al malessere della nostra gente. In questo quadro»,
osserva il segretario bellunese del PNE, «abolire le Regioni sarebbe un altro
schiaffo all'autogoverno dei territori. Se davvero vogliamo eliminare gli
sprechi delle pubbliche amministrazioni, meglio pensare a una riforma profonda
delle Comunità Montane che potrebbero essere trasformate in assemblee dei
sindaci a costo zero, sul modello della conferenza dei sindaci in ambito
socio-sanitario. In questo modo sarebbe possibile avere dei risparmi veri, con
la possibilità di attuare politiche sovracomunali».
( da "Gazzettino, Il (Venezia)" del 12-11-2008)
Argomenti: Province
Dopo le richieste di
chiarimento «Fringuello e storno sono ancora cacciabili» Solimini: «Ma la legge
è sotto esame» «Il documento approvato dalla Provincia che
segue la sentenza del Tar del Lazio che ha accolto la richiesta di sospensiva
presentata dalla Lega abolizione caccia e dal Wwf, annullando l'accordo della
Conferenza delle Regioni del 26 marzo 2008 sulla spartizione degli uccelli
protetti, non ha valenza giuridica ma è solo un documento politico». Le
parole sono dell'assessore provinciale alla caccia Luigi Solimini che cerca di
chiarire una vicenda che nel mondo venatorio litoraneo, ma anche in quello
provinciale, rischia di fare confusione. «Molti cacciatori litoranei si sono
rivolti a nostri uffici chiedendo delle spiegazioni - dice l'assessore Luigi
Solimini - chiedendoci se rischiano delle sanzioni. La legge in deroga che
autorizza la caccia a fringuello, peppola, storno e pispola attualmente è sotto
osservazione della Corte Costituzionale che dovrà decidere su una sua
abrogazione, ma è attualmente ancora in vigore. Sarà solo la Corte
Costituzionale e successivamente la Regione a decretare il suo annullamento e
non la Provincia». Rimane comunque valido il documento approvato dal consiglio
provinciale, che a Cavallino-Treporti ha scatenato gli entusiasmi delle
associazioni ambientaliste locali da anni impegnate contro la caccia degli
uccelli protetti, e che riconosce alle associazioni promotrici del ricorso (Lac
e Wwf), l'importante azione in difesa della fauna protetta e impegna il
presidente della giunta provinciale a disporre in forma cautelativa un'urgente
ed opportuna informazione presso il mondo venatorio sulla situazione attuale
venutasi a creare, oltre che un'intensificazione dei controlli a tutela delle
specie protette di fringuelli, peppole, pispole e storni. «E' solo un documento
politico - conclude l'assessore provinciale - approvato per biasimare la
Regione che ha scelto la discutibile strada legislativa, invece di assumere più
opportuni provvedimenti deliberativi che necessitano tuttavia di essere
supportati da solide e concrete motivazioni».Giuseppe Babbo
( da "Giornale di Brescia" del 13-11-2008)
Argomenti: Province
Edizione: 13/11/2008
testata: Giornale di Brescia sezione:la città CACCIAPENSIERI La polemica sui
valichi di montagna Ricorre da un po' di tempo a questa parte una polemica, tanto
sterile quanto strumentale, sull'individuazione di alcuni valichi montani e
sull'operato della Provincia, in particolare dell'assessorato Caccia. L'elevata
pressione venatoria e la notevole percentuale di territorio che la legge
nazionale impone a protezione della fauna selvatica, fa guardare con legittima
apprensione a qualsiasi iniziativa che possa portare ad ulteriori espropri di
aree destinate alla caccia. Il tema legato ai valichi montani è uno di questi,
dal momento che la legge quadro 157/92 (art.21, comma 2) stabilisce che la
caccia è vietata su tutti i valichi montani interessati dalle rotte di
migrazione dell'avifauna per una distanza di metri 1.000 dagli stessi. Divieto
confermato dalla legge della Lombardia n. 26/93 (art. 43 comma 3) che ne affida
alle Province l'individuazione, con la precisazione che devono essere ubicati
nel comparto di maggior tutela della Zona Alpi e indicati
nei piani faunistico venatori. La Provincia di Brescia con delibera del
Consiglio 19 aprile 1999 n.30 approvava il piano faunistico individuando nove
valichi montani. Nel dicembre 2006 la Lega abolizione caccia notificava alla
Provincia un atto di «significazione e diffida stragiudiziale» perché nel piano
provinciale sarebbero stati individuati valichi in numero inferiore a
quelli meritevoli di essere presi in considerazione, come confermerebbe il
piano faunistico regionale peraltro mai approvato dal Consiglio del Pirellone e
dunque del tutto inesistente sotto il profilo giuridico. Davanti al mancato
accoglimento delle richieste, la Lac ricorreva al Tar, il quale con sentenza 9
luglio 2007 ne ha condiviso la tesi in ordine all'istituzione di ulteriori otto
passi montani in aggiunta a quelli già individuati, ordinando alla Provincia di
avviare le procedure di revisione del piano entro 30 giorni e di concluderle
prima dell'apertura della caccia. Da notare che tra questi otto, due ricadono
in quel di Bergamo, uno nell'ambito di pianura e altri sono ubicati nella zona
di minor tutela delle Alpi. Insomma, il problema parrebbe riguardare solo il
Giogo del Maniva e il Colle di San Zeno tra l'altro anch'essi ricadenti in
parte nella zona B delle Alpi. Con tempestività l'assessore Sala proponeva una
delibera (25 luglio 2007) con la quale si stabiliva il divieto di caccia alla sola
avifauna a ridosso dei versanti del Giogo del Maniva ricadenti nella zona Alpi
di maggior tutela e nel contempo chiedeva all'Infs il parere tecnico sulle
rotte di migrazione per i passi montani indicati. Parere che l'Infs trasmetteva
nel febbraio 2008, tanto superficiale da far dubitare del suo valore
scientifico. Infatti il Colle di San Zeno sarebbe da considerare un valico
importante per la migrazione come testimoniato, a dire dell'Infs, dal bel testo
di Giampiero Corti «I roccoli dell'Alta Valle Trompia», che segnala nelle
vicinanze del Colle la presenza di 15 roccoli. Soltanto che attualmente ne
funziona uno solo e d'altro canto è lo stesso Corti a segnalare con puntuali
riferimenti temporali che furono tutti dismessi. Da qui la nota del 26 marzo di
Federcaccia, formulata con il prezioso contributo del presidente Dianti della
sezione di Pezzaze - comune nel quale parte del Colle di San Zeno ricade - di
operare, prima di definirlo valico, il monitoraggio della migrazione autunnale
per un periodo dai tre ai cinque anni. Il 22 luglio la Giunta della Provincia,
su proposta dell'assessore Sala, istituiva sul Colle di San Zeno per 5 anni un
centro di monitoraggio in collaborazione con l'Infs vietando la caccia vagante
lungo la direttrice tra le località «Colma di Vaiazzo» e «Galle» per una
distanza di circa 500 metri. Questi i fatti. Dopo la Sentenza del Tar, dovendo
per forza dare esecutività alla sentenza, l'assessore Sala non aveva molte vie
d'uscita. Resta da capire se la Lac ritiene sufficienti i provvedimenti messi
in atto dalla Provincia o se invece attiverà apposito giudizio di ottemperanza
avanti il Tar il quale potrebbe nominare un commissario per provvedere
all'istituzione dei valichi. A cura di Federcaccia Brescia
( da "Trentino" del 13-11-2008)
Argomenti: Province
ICI Nuovi terreni
edificabili 20% di sconto TRENTO. Ici scontata del 20% per il 2007 per i nuovi terreni
resi edificabili dall'ultima variante al piano regolatore. è questa la proposta
che l'assessore alle attività economiche Andrea Robol ha presentato ieri alla
commissione bilancio. Il decreto Bersani prevede che l'Ici venga recuperata dal
momento in cui il consiglio comunale ha approvato la nuova destinazione delle
aree, ovvero con l'approvazione della variante a novembre 2006. Considerato
però che il via libera della Provincia è arrivato quasi un anno e mezzo dopo, a
febbraio 2008, e che in questo lasso di tempo i proprietari su quei terreni non
hanno potuto costruire, la giunta ha proposto per il 2007 di far pagare l'80%
dell'imposta comunale, con uno sconto del 20% così come avviene nel caso di
aree edificabili soggette ai tempi lunghi di un piano attuativo. In commissione
l'assessore ha inoltre confermato che nel 2009 le aliquote e le detrazioni Ici
rimarranno inalterate (con la novità dell'abolizione
dell'Ici sulla prima casa decisa dal governo). Novità infine per il regolamento
Cosap: fuori dai negozi potrà essere esposta solo la merce venduta all'interno
e solo in orario di apertura; la Provincia sarà esentata dal canone Cosap per i
cantieri sulle aree comunali, così come avviene per il Comune su aree
provinciali. (ch.be.)
( da "Gazzettino, Il (Belluno)" del 13-11-2008)
Argomenti: Province
Lorenzo Furlan
(portavoce del neonato comitato): «Non ho trovato nessuno che fosse disponibile
ad allestire un banchetto per dare linfa a questa iniziativa» Si raccolgono
firme per abolire le province. Ma non a Belluno Una
proposta di legge di iniziativa popolare per la soppressione delle Province. È
quanto sta attuando un apposito Comitato che i prossimi 15 e 16 novembre sarà
in molte piazze italiane per raccogliere le 50.000 firme necessarie
alla presentazione della proposta.Ma a Belluno non ci sarà nessuna iniziativa
del genere. Lo lamenta il portavoce del Comitato, Lorenzo Furlan, cittadino di
San Donà di Piave con origini trevigiane che, spiega, nonostante l'idea della
soppressione delle Province circoli anche a Belluno, nessuno si è preso la
briga di allestire un banchetto per dare linfa a questa iniziativa.«Eppure
dice Furlan ci sono stati dei contatti anche con alcuni bellunesi che a parole
si sono detti favorevoli alla presentazione della proposta di legge popolare.
Ma, quando si è trattato di organizzare sul territorio un gazebo per
raccogliere le firme, nessuno si è detto disponibile a farlo».Furlan non sa
spiegarsi il perché. «Forse nel Bellunese la Provincia è vista come un ente
forte e c'è un po' di soggezione nell'attuare qualsiasi iniziativa concreta che
porti alla sua abolizione? Oppure - ipotizza il portavoce del Comitato è una
questione di pigrizia. Nessuno si vuole rompere le scatole nel fare un giro per
gli uffici comunali a chiedere le dovute autorizzazioni».Fatto sta che, a meno
di un repentino colpo di reni di qualche volenteroso, a Belluno la raccolta di
firme non ci sarà.Il testo della proposta e le motivazioni, ricorda il
Comitato, sono disponibili sul sito www.aboliamoleprovince.it,
così come sono consultabili sul sito le piazze italiane e gli orari in cui
verranno allestiti, sabato e domenica, i banchetti.«Ad oggi abbiamo raccolto
circa 30.000 firme dice Furlan ma entro dicembre ne servono altre 20.000».Per i
bellunesi interessati si prospetta una emigrazione del voto.M.D.
( da "Repubblica, La" del 14-11-2008)
Argomenti: Province
Pagina XI - Firenze
Forza Italia "Con l´abolizione della tassa sulla bonifica
trenta milioni per le famiglie toscane" «abolire il balzello iniquo,
odioso e solitamente ingiustificato, quale è la tassa sulla bonifica lascerebbe
oltre 30 milioni di euro ogni anno nelle tasche delle famiglie toscane: un
aiuto ai cittadini che non costerebbe neppure un euro alla Regione». E´
l´abolizione della tassa chiesta dai consorzi di bonifica contenuta nella
proposta di legge presentata da Forza Italia. Una proposta che «è uno strumento
di moralizzazione e razionalizzazione della spesa pubblica», dice il
consigliere regionale Maurizio Dinelli, primo firmatario. Per Dinelli, del
resto, oltre alla tassa si devono abolire anche i Consorzi di bonifica: «Non è
più possibile continuare a togliere risorse alle famiglie toscane costrette a
districarsi tra mutui, disoccupazioni, caro affitti e caro bollette», continua
il consigliere regionale. Convinto «che la salvaguardia idraulica del
territorio può essere tutelata trasferendo le competenze sulla manutenzione dei
corsi d´acqua alle Provincie».
( da "Borsa(La Repubblica.it)" del 14-11-2008)
Argomenti: Province
Pil: Venturi, crisi
grave servono decisioni coraggiose (Teleborsa) - Roma, 14 nov -
"Recessione tecnica come la definisce l'Istat o no il punto è che dobbiamo
evitare che la crisi sia lunga e pesante e che si aggravi il tracollo dei
consumi con conseguenze disastrose per le pmi e l'occupazione. Insistiamo:
vanno detassate le tredicesime, decisi acconti fiscali più leggeri a novembre,
rivisti gli studi di settore. Le risorse si trovino
modificando la legge finanziaria e tagliando le spese improduttive a partire
dalla abolizione delle province". Lo afferma, in una nota, il Presidente di Confesercenti,
Marco Venturi commentando i dati dell'Istat sul Pil. "Questo è il momento
di adoperarsi per ridare fiducia al Paese" aggiunge Venturi. Ognuno faccia
la sua parte per contrastare una crisi sempre più pericolosa. Ma con un
Pil in caduta libera il ruolo delle piccole imprese non può essere ignorato.
Chiediamo allora che il Governo apra un tavolo permanente coinvolgendo tutte le
forze sociali per stabilire una chiara strategia antirecessiva. 14/11/2008 -
12:17
( da "Sestopotere.com" del 14-11-2008)
Argomenti: Province
Venturi
(Confesercenti) su Pil: "Crisi grave, servono decisioni coraggiose"
(14/11/2008 15:20) | (Sesto Potere) - Roma - 14 novembre 2008 -
"Recessione tecnica come la definisce l'Istat o no il punto è che dobbiamo
evitare che la crisi sia lunga e pesante e che si aggravi il tracollo dei
consumi con conseguenze disastrose per le pmi e l'occupazione.Insistiamo: vanno
detassate le tredicesime, decisi acconti fiscali più leggeri a novembre,
rivisti gli studi di settore. Le risorse si trovino
modificando la legge finanziaria e tagliando le spese improduttive a partire
dalla abolizione delle province. Questo è il momento di adoperarsi per ridare fiducia al Paese.
Ognuno faccia la sua parte per contrastare una crisi sempre più pericolosa. Ma con
un Pil in caduta libera il ruolo delle piccole imprese non può essere ignorato.
Chiediamo allora che il Governo apra un tavolo permanente coinvolgendo tutte le
forze sociali per stabilire una chiara strategia antirecessiva.
( da "Nuova Venezia, La" del 15-11-2008)
Argomenti: Province
DA OGGI IN TUTTO IL
BASSO PIAVE Raccolta firme per abolire le Province SAN DONA'. La sfida è
abolire le Province d'Italia con una proposta di legge popolare che trova la
sua origine a San Donà. Tra oggi e domani, in tutta Italia e nei Comuni del
Veneto Orientale saranno allestiti i banchetti per raccogliere le firme
organizzati dal comitato sandonatese. «La nostra campagna
per la abolizione delle Province - spiegano i promotori - si concentra sulla
raccolta di firme per il disegno di legge di iniziativa popolare per la loro
decostituzionalizzazione. Le firme devono essere raccolte in 6 mesi consecutivi
tra la data delle prime vidimazioni e la consegna. Per non perdere
migliaia di firme raccolte, già circa 30 mila, nella prima parte della campagna
dobbiamo raccogliere oltre 25.000 firme nei prossimi mesi. La cospicua crescita
della rete la si può vedere nella pagina del sito www.aboliamoleprovince.it. Abbiamo indetto per questo weekend due giornate
nazionali che si svolgeranno un pò dappertutto in Italia, con banchetti che da
noi sono stati organizzati organizzatitra San Donà, Fossalta, Caorle, Jesolo e
altri Comuni, come anche Mestre e Venezia». Ormai manca poco. «Stiamo chiedendo
le autorizzazioni e contattando gli autenticatori - continuano - per riuscire a
raggiungere le 50.000 firme in tempo abbiamo cercato di aumentare i contatti a
livello nazionale, ma la lotta per riuscire ad avere un passaggio sugli organi
di informazione a diffusione nazionale è improba. Alcuni giornali si sono
rifiutati malgrado, una campagna continua per la abolizione delle Province, di
dedicare 65 caratteri, poco più di una riga, alla nostra iniziativa di
cittadini semplici». (g.ca.)
( da "Tirreno, Il" del 15-11-2008)
Argomenti: Province
Per il consigliere
regionale Dinelli vanno smantellati «Abolire i Consorzi di Bonifica e la tassa
che penalizza la gente» LA PROPOSTA Funzioni trasferite alla Provincia
CAPANNORI.«L'abolizione del balzello iniquo, odioso e solitamente ingiustificato,
quale è la tassa consortile, lascerebbe mediamente oltre 50 euro l'anno nelle
tasche delle famiglie lucchesi costrette a fronteggiare una feroce crisi
economica. Un immediato e concreto aiuto per i cittadini che non costerebbe
neppure un euro alla Regione». Il consigliere regionale di Forza Italia,
Maurizio Dinelli, presenta una legge per abolire la tassa sulla bonifica contro
la quale si è espressa più volte anche la Corte Costituzionale. «La legge -
sottolinea Dinelli - è un concreto strumento di moralizzazione e
razionalizzazione della spesa pubblica. L'abolizione di enti come i Consorzi di
Bonifica rappresenta infatti un intervento di buona amministrazione con un
valore etico ancor prima che politico o istituzionale. Non è più possibile continuare
a togliere risorse alle famiglie lucchesi costrette a districarsi tra mutui,
disoccupazioni, caro affitti e caro bollette, per destinarle a mantenere in
piedi i Consorzi di Bonifica. Questo è un insopportabile malcostume
amministrativo che intendiamo contribuire a superare con la nostra proposta che
non dimentica né di salvaguardare e valorizzare le tante professionalità che,
con gli anni, si sono formate all'interno dei Consorzi né, tantomeno, di
garantire la salvaguardia idraulica del territorio trasferendo alle provincie
le funzioni di bonifica ed ogni competenza d'intervento sui corsi d'acqua che
rappresentano un'importante ricchezza per la Toscana». «La proposta della
giunta regionale - conclude Dinelli -, nella sostanza, non cambia niente, nonostante
le precedenti dichiarazioni dell'assessore Betti. Rimane lo stesso numero di
consorzi e lo stesso iniquo balzello a carico di tutti i cittadini,
indipendentemente che ottengano o meno un beneficio dai lavori del consorzio». La proposta di legge di Dinelli in pillole prevede l'abolizione
dei consorzi come carrozzoni burocratici; abolizione della tassa consortile;
trasferimento delle funzioni alle province; tutela delle maestranze e delle professionalità presenti negli
enti; risparmio per i cittadini di oltre 30 milioni di euro.
( da "Messaggero Veneto, Il" del 15-11-2008)
Argomenti: Province
Pagina 2 - Pordenone
Cattura di volatili, diffidate Provincia e Regione Denuncia di quattro
associazioni. «Per insegnare il canto si può usare il registratore» Levata di
scudi da parte delle associazioni ambientaliste nei confronti dei provvedimenti
di Regione e Provincia di Pordenone che autorizzano la cattura di 450 volatili
per farli diventare maestri di canto e incentivare la riproduzione degli
esemplari in cattività. A schierarsi contro
l'autorizzazione concessa da Trieste e la delibera della giunta Ciriani la Lega
per l'abolizione della caccia, la Lega antivivisezione, il Wwf e la Lega per la
protezione degli uccelli. Nei confronti delle due istituzioni sono partiti gli
atti di diffida con i quali intimano di annullare i provvedimenti; in
caso contrario adiranno senza indugio alle vie giudiziarie. Per i sodalizi gli
atti amministrativi sono palesemente illegittimi e, inoltre, le motivazioni che
stanno alla base della cattura non rientrano tra quelle ammesse in deroga al
principio regionale. Citano, in tal senso, il giudizio espresso dall'Ispra,
l'istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, che «nel
fornire parere sfavorevole al provvedimento regionale, ha inequivocabilmente
indicato come i dati attualmente disponibili a livello europeo non consentono
una determinazione oggettiva e scientificamente solida della piccola quantità
prelevabile». Inoltre, sempre l'Ispra sottolinea «come sia del tutto sfornita
di adeguata motivazione la richiesta di cattura di uccelli deliberata dalla
Provincia, poiché l'apprendimento del canto è ottenibile utilizzando
registrazioni dei suoni delle diverse specie facilmente reperibili sul mercato.
Inoltre, come già avviene per alcune specie da lungo tempo allevate, è
possibile selezionare esemplari con determinate caratteristiche canore, i quali
a loro volta possono trasmettere tali peculiarità ad altri soggetti se posti a
loro contatto nella fase sensibile di apprendimento». Le deroghe, aggiungono le
associazioni, «possono essere accordate, in base alla normativa comunitaria,
solo se non sussistono alternative al prelievo di esemplari dalla natura». Ora
spetterà a Provincia e Regione decidere se andare avanti comunque. (ste.pol.)
( da "Virgilio Notizie" del 16-11-2008)
Argomenti: Province
Province/ Bossi:
l'abolizione non è nel programma che ho votato La storia ha ormai stabilito che
esistono postato fa da APCOM ARTICOLI A TEMA Altri Acqui Terme (Alessandria),
15 nov. (Apcom) - Umberto Bossi ribadisce la sua contrarietà all'abolizione delle Province e a chi gli fa notare che il
provvedimento è nel programma del Pdl: "Non è un programma che io ho
votato". A margine di una selezione di 'Miss Padania' ad Acqui Terme,
Bossi spiega il suo parere negativo sull'abolizione con una domanda: "Come
fai a dire ai bergamaschi che non c'è più la Provincia? Orma la storia è
andata avanti, ha stabilito che ci sono le Province. Certe Province sono
fondamentali e l'identità non si può cancellare, sennò crolla tutto".
( da "Repubblica, La" del 16-11-2008)
Argomenti: Province
Pagina X - Roma
Alemanno al convegno Confapi. Ed è già toto-nomine "A
Roma serve un city manager e la Provincia è da abolire" GIOVANNA VITALE Un
intervento a tutto campo al congresso nazionale del Confapi per suggerire
l´abolizione delle provincie «che non servono a nulla» e plaudere alla «scossa
giusta» data da Brunetta contro i fannulloni, affrontando alcuni dei nodi
ancora irrisolti della sua amministrazione. Primo fra tutti la
riorganizzazione della macchina comunale. Che, tanto per cominciare, «ha
bisogno di un city manager», ha spiegato ieri nella Sala Capranica il sindaco
Alemanno, precisando che al vaglio ci sarebbero già «numerosi candidati». In
Campidoglio «ci sono 16 dipartimenti che lavorano in modo orizzontale; manca
cioè una struttura apicale». Considerazione che gli offre il destro per
attaccare l´ex sindaco Veltroni: «Potrei continuare a lungo, ma poi mi dicono
che faccio polemica con il mio predecessore che è santo e che è buono, e allora
io mi fermo qui». Ma la sua non è un´idea nuova: già il sindaco Rutelli era
affiancato da un city manager. Secondo indiscrezioni, per individuarlo,
Alemanno si sarebbe anche rivolto a una società di cacciatori di teste. E altri
nomi si andrebbero ad aggiungere a quelli da lui stesso individuati. Una rosa
di almeno quattro-cinque persone, fra cui - stando alle voci - il capo di
gabinetto del ministro delle Politiche Agricole Giuseppe Ambrosio e l´ex segretario
generale del Comune Vincenzo Gagliani Caputo. Che, uscito dalla porta per
sopraggiunti limiti d´età, potrebbe così rientrare dalla finestra. Non è
l´unico tema affrontato ieri da Alemanno. «Dobbiamo avviare una impressionante
trasformazione della macchina comunale» ha insistito il sindaco. «A Roma
abbiamo 61mila dipendenti, tra Comune e holding capitolina, quest´ultima ha 81
società che mettono le mani dappertutto e tolgono spazi al mercato». Dalla
campagna elettorale ripete che bisogna "asciugare". Ma, a sei mesi
dall´insediamento, ancora non ne ha chiuso neanche una. SEGUE A PAGINA VI
( da "Nazione, La (Prato)" del 16-11-2008)
Argomenti: Province
AGENDA PRATO pag. 13
??L?L?ABOLIZIONE del balzello iniquo, odioso e ... ??L?L?ABOLIZIONE del
balzello iniquo, odioso e solitamente ingiustificato, quale è la tassa
consortile, lascerebbe complessivamente oltre 30 milioni di euro ogni anno
nelle tasche delle famiglie toscane, costrette a fronteggiare una crisi
economica estremamente pesante. Un immediato e concreto aiuto che non
costerebbe alla Regione neppure un euro.?Ed è proprio l?abrogazione della tassa
sulla bonifica, contro la quale si è espressa più volte anche la Corte
Costituzionale, uno degli obiettivi della Proposta di Legge ?Abrogazione L.R.
34/1994 ? Norme in materia di bonifica. Abolizione dei
Consorzi? presentata dal Presidente del Gruppo di Forza Italia verso il Popolo
della Libertà Alberto Magnolfi. ?La legge - sottolinea Magnolfi - è un concreto
strumento di moralizzazione e razionalizzazione della spesa pubblica.
L?abolizione di enti come i Consorzi di Bonifica rappresenta infatti, un
intervento di buona amministrazione con un valore etico ancor prima che
politico o istituzionale.??Non è più possibile continuare a togliere risorse
alle famiglie costrette a districarsi tra mutui, disoccupazioni, caro affitti e
caro bollette, per destinarle a mantenere in piedi i Consorzi di Bonifica.
Questo - conclude Magnolfi - è un insopportabile malcostume amministrativo che
intendiamo contribuire a superare con la nostra proposta che non dimentica né
di salvaguardare e valorizzare le tante professionalità che, con gli anni, si
sono formate all?interno dei Consorzi né, tantomeno, di garantire la
salvaguardia idraulica del territorio. Infatti una volta chiusi gli inutili
Consorzi potranno essere trasferite alle Provincie le funzioni da questi
esercitate nel settore della bonifica e della manutenzione e tutela dei corsi
d?acqua che rappresentano una importante ricchezza per la Toscana.?
( da "Messaggero Veneto, Il" del 16-11-2008)
Argomenti: Province
L'assessore della
giunta Ciriani replica alla diffida degli animalisti. «In regione norme
restrittive» «La cattura dei volatili è legittima» La Provincia non fa marcia indietro.
Grizzo: non subiranno danni LA POLEMICA La Provincia di Pordenone non fa marcia
indietro e nonostante la diffida da parte della Lega per
l'abolizione della caccia, della Lega antivivisezione, del Wwf e della Lega per
la protezione degli uccelli contro la cattura di 450 volatili conferma la
volontà di dare applicazione alla delibera. «L'atto è pienamente legittimo -
afferma l'assessore alla Caccia e pesca, Eligio Grizzo - tant'è che siamo stati
autorizzati dalla Regione a effettuare la cattura per consentire
l'apprendimento del canto da parte degli uccelli in cattività e la loro
riproduzione». La delibera è frutto, ricorda Grizzo, «di una richiesta che ci è
pervenuta da parte di allevatori e tenditori per la cattura di 600/700
esemplari. Abbiamo convenuto con la Regione - continua - di ridurre tale numero
a 450 proprio per rispettare il principio della legge, ma è probabile che
saranno di meno, visto che attualmente sono presenti solo i tordi». Grizzo
aggiunge che le procedure di cattura verranno effettuate mediante reti e sotto
la vigilanzia delle guardie ittico-venatorie. «I volatili pertanto - continua -
non subiranno conseguenze. Non vogliamo mettere in gabbia, senza alcun scopo, e
uccidere nessun esemplare. Piuttosto veniamo incontro alle esigenze degli
allevatori che sono presenti alle varie fiere ornitologiche e, al tempo stesso,
tentiamo di frenare le catture illegali, realizzate magari col vischio, che
quelle sì rappresentano un effettivo danno nei confronti degli uccelli». La
delibera è anche finalizzata a salvaguardare roccoli e bressane, «che
rappresentano dei veri e propri monumenti naturali». Alla Lac, che ha
sottolineato come l'apprendimento del canto può avvenire tramite registratori,
l'assessore provinciale replica affermando «che tale procedura è proibita dalla
legge». L'esponente della giunta Ciriani, inoltre, rimarca che «la legislazione
del Friuli Venezia Giulia è molto più severa rispetto ad altre regioni
italiane, tant'è che in Lombardia e in Veneto l'aucupio è consentito». La delibera
approvata stabilisce che vengano catturati 50 esemplari delle seguenti specie:
allodole, cesene, merli, tordi bottacci, tordi sasseli, peppole, fringuelli,
cardellini e lucherini. La scelta di coloro che cattureranno i volatili
dipenderà dall'ordine di arrivo delle domande in Provincia e verranno esclusi i
richiedenti che risultano colpiti da sanzioni in materia d'aucupio, ovvero che
abbiano procedimenti penali a carico. (ste.pol.)
( da "Corriere della Sera" del 16-11-2008)
Argomenti: Province
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2008-11-16 num: - pag: 9 categoria:
REDAZIONALE L'intervista Il leader udc: c'è la crisi economica, bisogna
rinviare Casini: stop al federalismo Costa troppo, rischi per il Paese «Così si
crea una moltiplicazione dei centri di spesa» ROMA — Più si avvicina e più
crescono i dubbi, che coinvolgono trasversalmente gli schieramenti politici,
Lega esclusa. Ma è il leader dell'Udc Pier Ferdinando Casini a chiedere con
maggiore nettezza di «mettere un grande stop al federalismo: in queste
condizioni è un rischio enorme per il Paese». Perché frenare proprio ora, in
dirittura d'arrivo? «Tutti i processi storici vanno collocati nel tempo. Oggi
c'è una crisi economica senza precedenti. Famiglie e imprese stanno già
avvertendo la drammaticità del momento. In più, il Paese si porta dietro un debito
pubblico spaventoso». I suoi dubbi vanno oltre la crisi? «Noi non veniamo da
una storia analoga a quella di Germania o Stati Uniti. Il loro è un federalismo
che ha radici lontane, che affondano in un'iniziale realtà di separazione. In
Italia se n'è parlato soprattutto per iniziativa della Lega. Oggi è il caso di
chiedersi con sincerità se questa è una medicina che serve all'ammalato
Italia». Pensa al rischio di aumento di costi? «Si rischia di creare una
moltiplicazione dei centri di spesa, una duplicazione delle strutture, un
ampliamento della burocrazia. Tutti partono da un presupposto che nessuno
contesta: che bisogna fare il federalismo. Ma poi nessuno è disposto a pagarne
il prezzo». Il federalismo nasce anche per ridurre gli sprechi. «Si immaginano
economie su sprechi e disservizi: ma sono tutte teoriche e difficilmente
quantificabili». Eppure l'esigenza del federalismo sembrava ormai condivisa.
«Forse dobbiamo fare autocritica: tutti noi, nessuno escluso, ne abbiamo
parlato con troppa superficialità. In campagna elettorale
volevamo tutti il riordino delle autonomie e l'abolizione delle province: oggi nessuno ne parla più». La
Lega ha posto il veto all'abolizione delle Province. «Le promesse sono state
rinnegate. Così è stato per la liberalizzazione dei servizi pubblici locali,
che consentirebbe di abbassare le nostre tariffe dei servizi ai cittadini,
che sono le più alte d'Europa. Bisognerebbe disboscare le tante piccole Iri che
sorgono all'ombra dei campanili: ma il governo sembra fare addirittura passi
all'indietro. Se il buon giorno si vede dal mattino, altro che disboscamento
delle burocrazie». Alcune cose si sono fatte, come il superamento della spesa
storica. «Si è partiti dal fondo, dalle risorse e non dall'attribuzione delle
competenze alle Regioni. Il federalismo in queste condizioni è un rischio
enorme per il Paese. Bisogna dire con chiarezza che non si possono fare riforme
per soddisfare una componente del governo». E il «federalismo» sulla sicurezza?
«Stanno togliendo risorse alla polizia, già massacrata dalla Finanziaria di
Prodi, e mettono il pannicello caldo dell'esercito. Magari domani appalteranno
a polizie private di prossimità la gestione di comparti dell'ordine pubblico.
Tutto questo rischia di trasformarsi in un boomerang». La Bicamerale proposta
da D'Alema e Fini la convince? «è senz'altro giusta in termini teorici, ma
prima di arrivare a quell'esito diamoci una calmata, evitiamo di mettere in
moto un convoglio che rischia di deragliare. Mi chiedo chi si farà carico del
debito pubblico, che è un debito dello Stato. Verrà ridistribuito alle
Regioni?». Per il Sud è previsto un meccanismo di perequazione. «Ma oggi è in
atto silenziosamente un gigantesco trasferimento di risorse dal Sud al Nord.
Basti pensare alle infrastrutture ». Sprechi e clientelismi nel Mezzogiorno
sono innegabili. «è chiaro che il Sud deve spendere meglio. Ma non c'è solo
quello. Se i beni demaniali, che sono prevalentemente al Nord, vengono
trasferiti agli enti locali, quale meccanismo compensativo garantirà una parte
del Paese rispetto all'altra? ». Teme una spaccatura del Paese? «Manca un
progetto per l'Italia. Il federalismo rischia di essere divisivo e di finire
per disaggregare in spinte corporative l'unità dello Stato. Il pericolo è di
decomporre ancora di più il Paese, che sta affrontando sfide immense».
Alessandro Trocino
( da "Stampaweb, La" del 16-11-2008)
Argomenti: Province
ALESSANDRIA Il
leader della Lega, Umberto Bossi, prende le distanze dalle dichiarazioni del
presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, secondo cui gli immigrati
costituiscono «una risorsa» per il Paese. «È una sua idea, io non la penso così
- afferma a margine di un incontro ad Acqui Terme - non penso che gli immigrati
potrebbero costituire una risorsa importante, sono una risorsa negativa».
Contro l'ingreeso della Turchia in Europa: "Punteremo i piedi" Il
leader della Lega, Umberto Bossi, è pronto a dare battaglia contro l?ingresso
nella Ue della Turchia. «Non è tutto semplice in politica ma bisogna puntare i
piedi e resistere a quello che io considero un errore - afferma - ricordo che
il tessile della Lombardia è andato in malora quando sono arrivati i prodotti
turchi e cinesi. Ci sono molti modi per aiutare la gente, e il modo migliore è
aiutarli a casa loro, non questo». A chi gli fa osservare, dal pubblico, di
dirlo a Berlusconi, Bossi replica: «Già fatto». E aggiunge: «Ci siamo sempre
parlati con Berlusconi una volta a settimana. Bisogna che ci troviamo ancora.
Qui bisogna mettersi d?accordo prima sulle cose da dire o da fare, così si
evita di litigare». Bossi insiste sulla diversità della Turchia: «Ankara non è
mai stata in Europa, non è Europa. E il Piemonte non si può trasformare in una
provincia turca. I nostri avi combatterono, e in mille anni non è cambiato
niente». "Sentenza Diaz? La magistratura ha scelto come vuole la
sinistra" Il leader della Lega, Umberto Bossi, non entra nel merito della
sentenza sui fatti della Diaz, che ha portato all?assoluzione dei vertici della
polizia ma osserva «è una decisione della magistratura, e vuol dire che la
magistratura, che è in larga parte di sinistra, ha scelto come vuole la
sinistra». "L'abolizione delle province non fa
parte del programma che ho votato" Umberto Bossi ribadisce la sua
contrarietà all?abolizione delle Province e a chi gli fa notare che il
provvedimento è nel programma del Pdl: «Non è un programma che io ho votato».
Bossi spiega il suo parere negativo sull?abolizione con una domanda: «Come fai
a dire ai bergamaschi che non c?è più la Provincia? Orma la storia è andata
avanti, ha stabilito che ci sono le Province. Certe Province sono fondamentali
e l?identità non si può cancellare, sennò crolla tutto».
( da "Corriere della Sera" del 18-11-2008)
Argomenti: Province
Corriere della Sera -
NAZIONALE - sezione: Lettere al Corriere - data: 2008-11-18 num: - pag: 45
categoria: BREVI CONTI PUBBLICI Tagliare gli sprechi Sul fatto che si debbano
tagliare gli sprechi, data anche l'attuale crisi, tutti sono d'accordo. I
politici però sarebbero più credibili nel proporli se si ponessero come esempi,
tagliando i propri sprechi (stipendi, rimborsi, ecc.) e se attuassero le
riforme promesse in campagna elettorale, ampiamente
condivise da tutto l'elettorato, come la riduzione del numero spropositato di parlamentari,
l'abolizione delle province
e degli enti inutili con notevole risparmio della spesa pubblica. Su tutto ciò
silenzio assoluto: se ne riparlerà in vista delle prossime elezioni. Elisabetta
dell'Aquila elisabettadellaquila@libero.it
( da "Nazione, La (Lucca)" del 18-11-2008)
Argomenti: Province
CAPANNORI PIANA pag.
11 Botta e risposta Dinelli-Ridolfi sui Consorzi AMBIENTE SULLA PROPOSTA di
legge relativa all?abolizione dei Consorzi, della tassa
consortile, il trasferimento delle funzioni alle Province, la tutela delle
maestranze e delle professionalità presenti negli enti, per un risparmio ai
cittadini di oltre 30 milioni di euro, è botta e risposta tra il consigliere
regionale del Pdl Maurizio Dinelli e il presidente del Consorzio di Bonifica
del Bientina, Ismaele Ridolfi. «L?abolizione del balzello iniquo, odioso
e solitamente ingiustificato, qual è la tassa consortile ? sottolinea Dinelli
primo firmatario della proposta ?, lascerebbe mediamente oltre 50 euro l?anno
nelle tasche dei cittadini e non costerebbe neppure un euro alla Regione.
Sull?abrogazione della tassa sulla bonifica, si è espressa più volte anche la
Corte Costituzionale. La legge ? aggiunge il consigliere azzurro ? è un
concreto strumento di moralizzazione e razionalizzazione della spesa pubblica.
L?abolizione di enti come i Consorzi di Bonifica rappresenta infatti, un
intervento di buona amministrazione con un valore etico ancor prima che
politico o istituzionale». REPLICA del presidente Ridolfi: «Per garantire la
sicurezza dal rischio idraulico sul territorio della Lucchesia, uno dei
territori più fragili dal punto di vista idrogeologico a livello nazionale ?
precisa ?, sono necessarie ingenti risorse economiche e una continua
manutenzione del suo reticolo idraulico. Eventi drammatici, come quelli di
Vinchiana del 2000, possono essere evitati solo con una costante e puntuale
attività di prevenzione, per la quale sono necessarie, ogni anno, risorse
economiche adeguate. Per questo ? aggiunge Ridolfi ?, di fronte alle
affermazioni di Dinelli, viene spontaneo chiedere al consigliere regionale: chi
pagherà questi lavori? A meno che non voglia tornare allo stato di abbandono
nel quale si trovavano i corsi d?acqua prima della costituzione dei Consorzi di
Bonifica, anche le Province dovranno trovare le risorse per garantire la
sicurezza dei cittadini di Lucca. A chi li chiederanno, forse agli stessi che adesso
pagavano il contributo di bonifica?».
( da "Mattino, Il (Caserta)" del 18-11-2008)
Argomenti: Province
NICOLA ROSSELLI
«Quelle di Davico sono solo parole che mirano ad una sola affermazione di base:
a voi del Sud niente. Si tratta, in verità, di dichiarazioni sibilline. In
pratica, al Nord, con la scusa che i soldi sono solo loro a sborsarli,
potrebbero anche esserci nuove realtà territoriali, mentre noi non potremmo
fare alcunché». A commentare le dichiarazioni del sottosegretario agli interni,
il leghista Michelino Davico, con delega specifica, il presidente del comitato
per "Aversa Provincia", l'ingegnere Raffaele Maisto, da anni, in
lotta per l'istituzione di questa nuova provincia campana. «Se è questa la
riforma che il governo si appresta a varare - continua Maisto - credo si tratti
di una riforma deleteria per il Sud. Ma sono portato a pensare che le teorie
del sottosegretario siano personali, anche perché sono in molti, nella stessa
Lega ad essere contrari all'abolizione delle province». Il presidente del comitato
per l'istituenda provincia normanna (che nel recente passato ha incassato il
nulla osta della Regione Campania e della Commissione Affari Costituzionali del
senato) ha anche bocciato il rilancio dell'Unione dei Comuni, indicata da
Davico come un'alternativa alle province, tra l'altro già esiste. «Le Unioni dei Comuni - ha
affermato, infatti, Maisto - non servono perché non hanno potere deliberante né
un'autonomia economica, ma hanno, di fatto, solo costi, per cui attivandone
tante si ha solo il risultato opposto a quello che si vuole ottenere. Ben
venga, invece, la provincia snella, senza consiglieri e con i sindaci dei
comuni componenti l'ente a costituirne l'organismo deliberante». «Ma cosa vuol
dire il federalismo di Davico? Noi abbiamo avuto - afferma il presidente
onorario del comitato aversano, il generale dei carabinieri a riposo Domenico
Cagnazzo - centinaia di migliaia di morti per giungere all'Unità d'Italia. Oggi
vogliamo un'altra volta gli staterelli? Al di là delle dichiarazioni del
sottosegretario leghista, ho avuto assicurazione che le province
non saranno abolite da eminenti esponenti del governo, anche se, ovviamente,
tutti concordiamo che, forse, questo non è il momento adatto per la nascita di
nuove».
( da "Trentino" del 19-11-2008)
Argomenti: Province
Finanza che ha
condotto l'operazione investigativa "Giano bifronte" e di rivolgere
analoga ... Finanza che ha condotto l'operazione investigativa "Giano
bifronte" e di rivolgere analoga attestazione di stima alla stampa
trentina che, in un momento di diffusa disapplicazione, da parte dei mass-media
italiani, dell'art. 21 della Costituzione, offre un esempio di dignità e di
libertà. Ho letto con attenzione i commenti pubblicati dai quotidiani e mi
hanno incuriosito le soluzioni che sono state prospettate per assicurare
indipendenza e terzietà al TRGA trentino. Numerosi sono stati gli interventi di
coloro che hanno manifestato la loro volontà di abolire i giudici politici. Ma
ci sono stati anche atteggiamenti gattopardeschi di chi ha suggerito palliativi
perché e purché il privilegio continui e non si è
dichiarato a favore dell'abolizione della normativa in virtù della quale la
maggioranza politica (ripeto, politica) del Consiglio provinciale può nominare
due giudici non togati nel Tribunale amministrativo trentino di cui uno
componente necessario di ogni collegio giudicante, creando così una situazione
di disuguaglianza rispetto a tutti gli altri cittadini. Ma non mi sfugge
che anche altri soggetti più disinteressati si sono pronunciati per la
conservazione delle designazioni politiche (rivedendo, semmai, i criteri di
nomina) pur avvertendone limiti, inadeguatezze e storture, peraltro balzate
vistosamente alla cronaca trentina: dapprima nel 2007 con le designazioni di
giudici non togati tra amici politici o persone di stretta fiducia ed ora con
il giudice convocato nella sede del presidente dell'A22 ex assessore
provinciale. Cercherò di spiegare le ragioni per le quali -indipendentemente e
ben al di là dell'interesse all'esito positivo di una eccezione di
incostituzionalità da me sollevata nel 2006 in una causa d'appello contro una
sentenza del TRGA trentino riguardante il contestato collegamento
Pinzolo-Campiglio - ritengo di fondamentale interesse per i cittadini del
Trentino che sia soppressa la normativa di favore per la Provincia. Prenderò le
mosse da alcuni dati non controversi. 1) La previsione di due giudici non
togati nel TRGA trentino, di cui uno in ogni collegio giudicante, non è
contenuta nella Costituzione, né in una legge costituzionale e neppure nello
statuto di autonomia. 2) Le controversie decise in primo grado dal Tribunale
amministrativo trentino interessano, per la maggior parte, la Provincia di
Trento. 3) Secondo una rivelazione di stampa, oltre l'80% delle controversie
decise dal TRGA trentino a partire dal primo gennaio di quest'anno 2008, sono
state definite in primo grado con decisioni favorevoli alla Provincia di
Trento. Da queste tre premesse scaturiscono le considerazioni che seguono. a)
Le pretese esigenze di "autonomia" non hanno alcuna giustificazione e
non possono diventare il paravento dietro il quale si nascondono indebiti
vantaggi. b) La percentuale dell'80% delle sentenze a vantaggio della Provincia
e, corrispondentemente, l'insignificante, esiguo margine a favore dei soggetti
che dal primo gennaio scorso si sono contrapposti all'ente provinciale, sono
dati che non possono, come si suole dire, non far riflettere, o meglio, non
possono non preoccupare i cittadini del Trentino. Mi chiedo: è possibile che
gli avvocati delle parti rimaste soccombenti nelle controversie contro la
Provincia di Trento siano stati così imprudenti, così maldestri, così poco
professionali da consigliare ai propri clienti di promuovere ricorsi infondati
o addirittura temerari? Non posso credervi perché sia il Foro di Trento sia
quello di Rovereto godono di buona fama in quanto formati da professionisti
seri e responsabili. Di fronte ad una percentuale tanto alta di sentenze a
favore della Provincia (4 su 5) i cittadini di Trento, di Rovereto, del
Trentino in generale, non possono non porsi lo stesso fondamentale
interrogativo che io mi sono posto e alla fine si renderanno senz'altro conto
che è nel loro personale interesse diventare essi stessi i protagonisti di un
movimento di opinione pubblica che, senza differenze di parte politica, chieda
con fermezza, in tutte le sedi consentite e possibili, l'abolizione di una
normativa che solleva crescente insofferenza nella gente. I paragoni con altre
situazioni, come gli Stati Uniti, dove sono previsti giudici non di carriera
eletti dal popolo non reggono, poasto che la democrazia nordamericana dispone di
un sistema di contrappesi e di controlli collaudati che mancano nel nostro
Paese. Né vale il richiamo alle Sezioni specializzate agrarie presso i
Tribunali ordinari, delle quali fanno parte del Collegio giudicante anche
esperti non appartenenti alla magistratura e dotati di conoscenze
tecnico-specialistiche in materia agraria, posto che la loro nomina non
proviene da un organo politico come il Consiglio provinciale, ma dal Consiglio
Superiore della Magistratura. Appare invece evidente che i cittadini del Trentino,
nelle loro controversie giurisdizionali amministrative contro la Provincia
autonoma, hanno interesse essenziale ad avere giudici che -come già è stato
rilevato- non abbiano debiti di gratitudine verso la maggioranza politica del
Consiglio provinciale che li ha nominati per nove anni con uno status
invidiabile e una retribuzione elevata. Avv. Gianluigi Ceruti
( da "Messaggero Veneto, Il" del 19-11-2008)
Argomenti: Province
Pagina 2 - Pordenone
La proposta di Zille: la giunta Tondo elimini le Comunità montane FORZA ITALIA
Forza Italia si schiera contro le Comunità montane. Con un
ordine del giorno il capogruppo del partito in Provincia, Nicola Zille, chiede
alla Regione di sopprimere gli enti di rappresentanza della montagna
nell'ambito della legge di riordino degli enti locali. Secondo Zille «con
l'abolizione totale delle Comunità si liberano risorse da reinvestire in
montagna. Si rischia altrimenti - aggiunge - di perseverare nel lasciare
zone montane senza risposte ai problemi che le affliggono». Per Zille «le
competenze delle Comunità montane possono essere gestite dalle Province senza
aggravio di costi per la comunità, ma anzi con maggiore oculatezza e
imparzialità». L'esponente di Forza Italia non esclude, invece, le associazioni
dei Comuni «che possono essere incentivate». Serve, però, per l'appunto, una
legge di riforma «che entri nel merito delle tante diversità e che modifiche le
competenze dei piccoli enti locali e le modalità di esercizio delle medesime».
Tutto ciò «alla luce del fatto che ai piccoli Comuni non possono essere
assegnate le medesime responsabilità, ma soprattutto le stesse incombenze in
termini procedurali». Sulla cancellazione delle Comunità montane si era già
espresso lo stesso presidente della Provincia, Alessandro Ciriani, che aveva
chiesto un intervento da parte della Regione. Una scelta che è stata confermata
anche dal presidente, Renzo Tondo, il quale ha annunciato una riforma del
sistema finalizzata anche a fare in modo che le Province abbiano maggiori
competenze rispetto alla situazione attuale.
( da "Tempo, Il" del 19-11-2008)
Argomenti: Province
stampa Tomaino «Una
dicotomia creata per fare confusione» «La dicotomia Roma Capitale e Area
Metropolitana - dichiara in una nota il consigliere provinciale Pdl e
vicepresidente della Commissione Riforme Istituzionali Anselmo Tomaino - è
stata ingenerata proprio da Zingaretti con l'unico intento di rappresentare
l'alternativa politica al sindaco Alemanno. Tenendo fede a quello che abbiamo
detto in campagna elettorale e alla complessa situazione in cui versa il Paese,
dobbiamo contribuire a ridurre complessivamente i costi
dello Stato e se necessario anche prevedendo l'abolizione delle Province ed
organizzando in modo diverso il sistema amministrativo locale. Ribadisco -
conclude il vicepresidente - che argomenti qualimobilità, trasporti,
infrastrutture, ambiente e gestione dei rifiuti, non possono essere affrontate
dai singoli Comuni, sia per scarsità di risorse sia perché l'attuale
assetto istituzionale è un 'tappo burocratico' che di fatto non consente alle
amministrazioni locali di essere al passo con le esigenze dei territori».
( da "Nuova Ferrara, La" del 20-11-2008)
Argomenti: Province
La delusione degli
agricoltori «Il governo non mantiene le promesse elettorali» Tanti ferraresi in
corteo a Bologna con Confagricoltura Gherardi: «Che mobilitazione» «Non so quanti
siamo, ma siamo tantissimi. Sinceramente non credevo che in pochi giorni si
potesse organizzare una partecipazione così importante». Il piacevole stupore è
di Nicola Gherardi, presidente di Confagricoltura Ferrara, che guarda la marea
di agricoltori che riempono piazza VIII agosto a Bologna, dove ieri si è svolta
la manifestazione per richiamare il governo ai suoi doveri. Il presidente
nazionale Federico Vecchioni (foto in alto) ha appena finito di parlare. Con il
governo è stato particolramente duro: «Il presidente Silvio Berlusconi rispetti
questa piazza, non dimentichi mai che l'agricoltura e le piccole imprese sono
la forza del Paese. Si parla di un miliardo di euro da togliere alle nostre
tasche. Se sarà così noi porteremo i trattori in tutte le piazze italiane e
sotto i palazzi del potere». E ancora: «Oggi qui ci sono quelli che producono e
non sono fannulloni, quelli che si sono stancati di essere chiamati per
condividere un programma per le elezioni e poi dimenticati il giorno dopo. E se
la politica non mi ascolta, io me ne sbatto della
politica». Chiede dove è finita l'abolizione delle Province e la riduzione dei
parlamentari. Ad applaudirlo ci sono migliaia di persone, almeno 70 mila per
Confagricoltura, 20 mila per la Questura. I ferraresi sono quasi mille, molti
arrivati con i pullman, altri in auto o in treno. Gherardi, che non è
certo un barricadero, si riconosce nei giudizi severi dati da Vecchioni:
«L'agricoltura doveva essere una delle priorità di questo governo, ma le
promesse fatte sotto le elezioni non vengono mantenute, non vediamo una nuova
politica cerealicola, non vediamo interventi per contrastare i costi crescenti
delle materie prime, al contrario si vogliono tagliare i fondi per sostenere le
imprese agricole». Dal palco hanno appena dato qualche cifra: i tagli al
bilancio dell'agricoltura sono del 10,3 % per la spesa corrente e del 25,9%
della spesa in conto capitale, a cui si aggiunge una decurtazione del 25% (-
459 milioni) alle risorse del ministero per le Politiche agricole. «In questi
giorni in Parlamento con la Finanziaria e a Bruxelles con le decisioni della
commissione europea - dice Gherardi - si stanno decidendo le sorti
dell'agricoltura italiana, questo è il momento di farsi sentire. Mi auguro che
saremo ascoltati. Noi non capiamo perchè in una notte si trovano o soldi per
Alitalia mentre il mondo agricolo continua ad essere trascurato». Vecchioni non
ha risparmiato nemmeno la Coldiretti e la sua idea del km zero: «Chilometro
zero è uguale a reddito zero, che è uguale a cervello zero». Gherardi spiega:
«Il fatto è che non si possono vendere soluzioni molto parziali, che possono
essere un'opportunità per qualche impresa, come il rimedio assoluto. Farmer
market e km zero al massimo collocano il 5% della produzione lorda vendibile.
Il resto a chi lo vendiamo e a quali prezzi?». (m.p.)
( da "Stampa, La" del 21-11-2008)
Argomenti: Province
ANDORA Nuova rotonda
spartitraffico tra via Mazzini e l'Aurelia Nuova rotonda sulla via Aurelia,
all'altezza di via Mazzini, ad Andora. Entro la fine
dell'anno verranno appaltati i lavori, che si completeranno nel 2009. E' già
arrivato il via libera dalla Provincia, con cui si è arrivati anche a un
accordo per un contributo al fine di realizzarla, nel più breve tempo
possibile. La rotonda servirà sia da spartitraffico che da arredo urbano,
trovandosi all'ingresso del paese. «Una volta completato il tutto, si
potranno vedere giochi d'acqua e di luce», dice il sindaco Franco Floris.
Tutt'attorno verranno sistemati i simboli della cittadina, compresa la coda di
una balena stilizzata, simbolo di Andora quale comune all'interno del Santuario
dei Cetacei, presenza importante nell'ambito internazionale del progetto. Il
lavoro costerà circa 120 mila euro e sarà appunto finanziato dalla Provincia.
Ultimamente in tutti i Comuni si sta procedendo con la parziale abolizione dei
semafori e la realizzazione di rotonde che permettono un passaggio più fluido
del traffico veicolare. Non ultima, sulla via Aurelia tra Alassio e Albenga, ne
è stata realizzata una proprio all'altezza di uno spiazzo dove si sistemavano
le forze dell'ordine, per permettere al traffico, diretto verso alcuni locali
pubblici, di non intasare quel tratto di via Aurelia soprattutto in estate.\
( da "Nazione, La (Prato)" del 21-11-2008)
Argomenti: Province
CRONACA PRATO pag. 6
«MENTRE Forza Italia propone in Regione la soppressione dei Consorzi di
bonifica e l?aboli... «MENTRE Forza Italia propone in Regione la soppressione
dei Consorzi di bonifica e l?abolizione del loro iniquo balzello, altri si
adoperano per aumentarne la tassa», è il commento di Alberto Magnolfi,
capogruppo azzurro in consiglio regionale. Nei giorni scorsi, infatti, il
Consorzio di bonifica ha deliberato l?ennesimo aumento del balzello, che
crescerà del 13%. «I Consorzi di bonifica ? attacca Magnolfi ? rappresentano un
vero e proprio carrozzone della politica. Il contributo consortile è diventato
un balzello inspiegabile per molti cittadini, ed adesso se ne prevede
addirittura un ulteriore aumento. Noi di Forza Italia ? continua Magnolfi ?
critichiamo non soltanto questo aumento, ma l?esistenza stessa dei consorzi.
Abbiamo ripresentato proprio in questi giorni una nostra proposta di legge, già
respinta una volta dalla sinistra, volta a sopprimere questi inutili enti ed a
trasferirne le competenze alle Province. Non capiamo come mai si debbano
mantenere in vita con le tasse di tutti i cittadini degli organismi che
spendono circa 15 milioni di euro a esercizio per il solo funzionamento
burocratico e retribuiscono lautamente i loro amministratori, che in Toscana
superano il numero dei dipendenti, quando le loro funzioni potrebbero benissimo
essere svolte da Istituzioni come le Province già attive sul territorio nel
settore della bonifica». Infine, Magnolfi conclude così la sua riflessione:
«L?aumento della tassa consortile, che avviene in un momento in cui molte
famiglie sono alle prese con gli effetti più drammatici della crisi economica,
non fa che confermare l?incapacità della sinistra di ridurre la spesa pubblica,
abbattere le tasse e di soppressione di enti inutili».
( da "Repubblica, La" del 21-11-2008)
Argomenti: Province
Pagina XXIII -
Palermo LA FARSA FEDERALISTA DEL CENTRODESTRA SICILIANO GIUSEPPE LAURICELLA C
alderoli è riuscito a convincere anche coloro che avrebbero avuto tutto da
perdere, ovvero le amministrazioni meno efficienti. Come appunto la Sicilia.
Ciò è stato possibile perché, al di là della ipotetica efficacia del «costo
standard» che dovrebbe condurre a una maggiore efficienza e responsabilità
gestionale, si potrebbe delineare un paradosso, a seconda del modello o
parametro che si sceglierà: infatti, stabilito il costo medio delle prestazioni
e dei servizi, chi si troverà a un livello più basso dovrà essere sorretto per
raggiungerlo; chi si troverà a un livello più alto dovrà intervenire con
risorse proprie per mantenere il proprio livello alto. Il ddl Calderoli non
dice nulla su questo. Peraltro, nel calcolo dei costi, non si considera il
livello di evasione fiscale, anche sul piano delle attività della criminalità
organizzata, che, certamente, può alterare i parametri. Al di là degli annunci
del Pdl in campagna elettorale, credo che oggi tutte le forze di maggioranza e
opposizione dovrebbero mostrare più coraggio politico e propositivo, peraltro
sapendo di trovare un sicuro consenso diffuso nella collettività. Mi riferisco
per esempio al tema della Provincia. Un ente intermedio non più giustificato
che viene tenuto in vita ? per volontà trasversale ? solo per l´esigenza di
spazi politici. Sostenerne l´abolizione, non limitandola ai soli casi di
istituzione di aree metropolitane, aiuterebbe anche il percorso federale.
Infatti se ? come ha detto Antonio Martino ? «la devoluzione della capacità
impositiva agli enti locali (Comuni e Province) avverrà senza ridurne drasticamente
il numero, il trasferimento delle competenze (inevitabile contropartita)
comporterà un aumento del numero dei dipendenti degli enti locali». Quindi, per
evitare che il federalismo fiscale comporti aumento della
burocrazia, delle spese pubbliche e delle tasse, una delle soluzioni potrebbe
essere appunto l´abolizione delle Province, il cui personale andrebbe
trasferito ai Comuni e alle Regioni. Altra considerazione: pur sapendo che la
nostra Regione deve operare in armonia con la Costituzione e secondo i principi
di coordinamento della finanza pubblica e del sistema tributario nazionale,
va ricordato che ogni modifica statale che riguardi il sistema fiscale
siciliano dovrà essere condiviso dalla Regione (con le norme di attuazione) o,
comunque, potrà essere ammessa se si rivelerà vantaggiosa per la Sicilia. Lo ha
sottolineato la Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, lo ha
previsto la legge costituzionale 3 del 2001, lo ha ribadito la Corte
costituzionale con la recente sentenza 102 del 2008. E lo ha confermato lo
stesso disegno di legge-delega Calderoli. Ciò significa che la Regione Sicilia
dovrà partecipare, d´intesa con lo Stato, alla definizione delle norme di
attuazione garantendo così la sua condivisione nelle scelte che si opereranno.
Il testo della bozza di legge-delega presentato dal governo nazionale prevedeva
(per rabbonire il presidente Lombardo) l´idea di stabilire «forme di fiscalità
di sviluppo». Lo stesso Calderoli aveva però subito precisato che la fiscalità
di sviluppo (o cosiddetta «di vantaggio») non avrebbe potuto essere garantita
se non con il consenso dell´Unione europea. Calderoli ha «dimenticato» di
richiamare una recente sentenza della Corte di giustizia europea, che ha
operato una espressa apertura in ordine alle misure fiscali agevolative. E, in
ogni caso, sia la bozza che il ddl Calderoli pongono come condizione per tali
aperture l´attuazione piena dello Statuto, che molti guardano con forti riserve
per gli effetti che potrebbe avere sul bilancio della Regione (condurrebbe ad
un saldo negativo di 5 miliardi di euro). Evidentemente, le perplessità hanno
raggiunto anche il governo nazionale, che si è affrettato a far scomparire dal
disegno di legge-delega presentato ora al Senato ogni riferimento alla
fiscalità di sviluppo. Segno evidente di una volontà contraria a un federalismo
fiscale serio e vero. A dimostrazione di ciò, basterebbe osservare che nel 2006
Parlamento europeo e Commissione hanno presentato una bozza di riforma che
prevede, per la prima volta, l´introduzione di forme di fiscalità di sviluppo
per le Regioni più arretrate. Così come basterebbe ricordare che la stessa
Corte di giustizia europea ha riconosciuto la compatibilità delle misure
fiscali agevolative con il diritto comunitario. Anzi, la Corte riconosce
l´applicabilità di tali misure solo agli enti territoriali interni, diversi
dallo Stato ma a condizione che tali enti (come le Regioni) abbiano piena
autonomia sotto tre profili: istituzionale, decisionale e finanziario. Insomma,
la Corte ci dice che solo di fronte a un federalismo vero e serio, che non
permette gli aiuti di Stato, si possono consentire misure quali la fiscalità di
vantaggio. Pertanto, una proposta di riforma che aspira a realizzare un
federalismo vero e serio deve presentare anche tale strumento. L´averlo
addirittura eliminato dal disegno di legge del governo dimostra, per un verso,
un´assoluta mancanza di considerazione nei confronti della richiesta avanzata
dal presidente Lombardo e, dall´altro, la consapevolezza di non volere un vero
e serio federalismo (anche fiscale). Penso che per la Sicilia il problema
fondamentale non sia l´esistenza o meno del federalismo fiscale ma, piuttosto,
una seria e corretta gestione delle risorse, che alla Regione già oggi non
mancano. Se il federalismo servirà a portare misure e strumenti capaci di
«costringere» la politica a una buona e sana amministrazione, la riforma sarà
utile. In caso contrario il federalismo servirà solo ad amplificare i problemi.
In questo contesto la sostanziale inerzia dell´opposizione finisce con
l´assecondare una gestione distorta delle risorse della Sicilia e una cattiva
amministrazione. Salvaguardare l´autonomia della Regione siciliana significa
obbligarla a funzionare bene e nell´interesse generale, eliminando l´insopportabile
politica della gestione del bisogno. L´autore è docente di Diritto pubblico
all´Università di Palermo
( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 21-11-2008)
Argomenti: Province
A
scadenze più o meno regolari vi è chi propone l'abolizione delle Province. Questo
livello istituzionale intermedio viene ritenuto inutile, con poteri e
competenze non meglio identificati, schiacciato tra il Comune e la Regione. In
realtà, già i lavori della Costituente maturarono l'opinione favorevole alla
scomparsa delle Province. Si pensava che i suoi interessi potessero essere meglio tutelati
dalla Regione. Il dibattito in aula confermò l'intenzione di valorizzare la
Regione, vera grande novità dopo che la Provincia - soprattutto in età
giolittiana e poi con il fascismo - aveva avuto un peso considerevole, e
sottolineò, alla luce di una nuova configurazione delle gerarchie istituzionali
sul territorio, la scarsa definizione dei compiti di questo ente. Ragioni
storiche, politiche e sociali, tuttavia, suggerirono la conservazione delle
Province, anche se, sostanzialmente, rimasero vaghe le funzioni e i compiti.
Più di recente la commissione parlamentare per le riforme istituzionali
istituita nella IX legislatura (la cosiddetta Commissione Bozzi), così come la
successiva commissione per le riforme costituzionali presieduta dal presidente
De Mita prima e Iotti poi nel corso della XI legislatura, ed anche la
commissione bicamerale D'Alema, nata nel 1997 per elaborare un progetto di
riforma della seconda parte della Costituzione, hanno affrontato il «nodo enti
locali» senza però riuscire a scioglierlo. Nella formulazione originaria,
elaborata dalla seconda sottocommissione in Assemblea Costituente, l'art. 114
era così concepito: «La Repubblica si riparte in Regioni e Comuni» e «le Province
sono circoscrizioni amministrative di decentramento statale e regionale». Nella
stesura finale, l'articolo in questione divenne invece: «La Repubblica si
riparte in Regioni, Provincie e Comuni». A seguito della riforma del 2001, si
afferma ora che «la Repubblica è costituita dai Comuni, dalle Province, dalle
Città metropolitane, dalle Regioni e dallo Stato» e aggiunge poi che «i Comuni,
le Province, le Città metropolitane e le Regioni sono enti autonomi con propri
statuti, poteri e funzioni secondo i principi fissati dalla Costituzione». Ben
lungi quindi dall'abolire le Province, la riforma del Titolo V ne ha anzi
costituzionalizzato l'esistenza come parti costitutive della Repubblica ed ha
affermato a livello costituzionale la loro natura di enti autonomi con propri
statuti, poteri e funzioni. Si potrebbe concludere, dunque, che il legislatore
non si è mai preoccupato di definire i compiti della Provincia. Nel caso della
Provincia di Napoli, tuttavia, il discorso si fa più specifico. Storicamente la
presenza di una città come Napoli ha sovente assimilato i compiti comunali a
quelli provinciali. La Provincia ha, comunque, conservato competenze non di
poco conto, anche se sovrapponibili a quelle di Comune e, poi, di Regione. Il
turismo, le strade, le scuole, la formazione professionale, l'agricoltura e
l'ambiente sono tra queste. È sicuro che il peso politico è diminuito a partire
dal 1970, quando è stato eletto il primo consiglio regionale. Da quel momento i
massimi leader di partito si sono concentrati sul nuovo organismo e non è un
caso che proprio in quell'occasione si ebbe il contrasto più forte fra le
correnti della Dc. Il peso politico della Provincia si rivelò in precedenza,
quando Antonio Gava ne divenne presidente. Col tempo la Provincia ha visto ridimensionare
la sua influenza. Oggi la tendenza sembrerebbe confermata. Anche di recente la
volontà dichiarata di collegare la Provincia al Comune ed alla Regione non ha
sortito fin qui risultati apprezzabili. L'area territoriale estremamente vasta
e disomogenea farebbe pensare ad una istituzione poco adatta al particolarismo
del nostro territorio, dove, sicuramente, il Comune assolve un ruolo di
controllo e amministrazione più rispondente. Si tratta, ovviamente, anche di
una questione relativa al dinamismo della classe politica. E, francamente, di
questi tempi non si può non considerare lo scarso consenso che la nostra ha
saputo raggiungere tra la gente. Si è spesso parlato di una generica
antipolitica da parte dei napoletani. Ma non si può dimenticare il fatto che
gli elettori sembrano essere sempre più attratti da un'amministrazione che
faccia sentire in concreto e nella vita di tutti i giorni la sua efficacia.
( da "Quotidiano.it, Il" del 21-11-2008)
Argomenti: Province
Fabio Urbinati:
"Avanti con le primarie" San Benedetto del Tronto | "E'
importante mantenere l'attuale coalizione di centro sinistra. - scrive in una nota
l'esponente del Partito Democratico - Trovo però altrettanto legittimo il
percorso scelto dal PD per arrivare ad esprimere un candidato attraverso le
elezioni primarie" Fabio Urbinati Da Fabio Urbinati, Componente Segreteria
Provinciale PD e Consigliere PD Comune di San Benedetto, riceviamo e
pubblichiamo quanto segue: In riferimento ad alcuni articoli apparsi sulla
stampa locale nei giorni scorsi, come componente del direttivo Provinciale e da
Consigliere Comunale del PD vorrei fare alcune considerazioni. Tutto il
dibattito pubblico degli ultimi giorni, sulle prossime elezioni provinciali, si
è ristretto solo ed esclusivamente sulla conservazione degli equilibri politici
volti a riconfermare l'attuale coalizione di centro sinistra che da 5 anni
guida la Provincia di Ascoli Piceno. Tutto ciò è legittimo e, per quanto mi
riguarda, mi trova assolutamente d'accordo il fatto che sia importante
mantenere l'attuale coalizione di centro sinistra che sta ben governando anche
il Comune di San Benedetto. Trovo però altrettanto legittimo e politicamente
utile il percorso scelto dal PD per arrivare ad esprimere un candidato
attraverso lo strumento delle elezioni primarie che si svolgeranno in prossimo
30 Novembre. Questo percorso ha il merito di portare in Provincia un ampio
dibattito sui contenuti e sui programmi per dare un futuro alla nostra nuova
provincia che conterà poco meno di 200.000 abitanti e oltre 450 dipendenti!
Isolare il dibattito solo su equilibri politici e nomine, non
aiuta a capire ciò che i cittadini tutti pensano del ruolo futuro della Nuova
provincia di Ascoli e sulle provincie in generale visto che non più di 8 mesi
fa, in occasione delle elezioni politiche, quasi tutti i maggiori partiti si
pronunciarono a favore di un forte ridimensionamento delle Provincie, ed alcuni
come il PDL e l'UDC addirittura per la loro definitiva abolizione!
Chiedo, non sarebbe più utile spiegare ai cittadini come si intende perseguire
la via per la creazione di nuove infrastrutture facendo presente che i fondi
che erano previsti per la vecchia provincia saranno ripartiti in due parti
uguali tra Fermo ed Ascoli? E San Benedetto che ruolo avrà in questo nuovo
assetto? Come potrà contribuire la nuova Provincia allo sviluppo del nostro
turismo e della nostra cantieristica? Il PD ha iniziato a parlare di questi
argomenti e sta spiegando ai cittadini che idea ha di Lavoro, Turismo,
infrastrutture e interventi per arginare la pesante crisi economica che si sta
intensificando in questo ultimo periodo, facendo nascere un'idea chiara di
nuova provincia. Tutto questo è forse una colpa? Spero che i nostri alleati
diano un contributo a tutto questo, senza pregiudizi e senza condizionamenti,
altrimenti a non capire saranno i veri sovrani di questa provincia, ovvero, i
cittadini. 21/11/2008
( da "Gazzettino, Il (Vicenza)" del 22-11-2008)
Argomenti: Province
Carlo De Benedetti a
Palazzo Roberti: «L?Italia è nel degrado totale, per risollevarci dobbiamo
darci da fare noi ogni giorno» «Il declino va sconfitto dal basso» «E se le
famiglie risparmiano, deve farlo anche lo Stato, che è una somma di famiglie»
Bassano"La recessione in Italia è presente da ormai un anno ma non lo
abbiamo mai riconosciuto, abbiamo sempre negato". "Non siamo qui per
polemizzare, ma l'Italia diversamente dagli altri paesi europei sta vivendo una
crisi nella crisi, ci troviamo in una situazione di degrado da ogni punto di
vista".Non lascia porte aperte a un filo di speranza il presidente del
gruppo Espresso Carlo De Benedetti, ospite a Palazzo Roberti in occasione della
presentazione del saggio 'Centomila punture di spillo. Come l'Italia può
tornare a correre', scritto a tre mani con Federico Rampini e Francesco Daveri,
entrambi presenti al primo piano della libreria. I bassanesi hanno confermato
ancora una volta l'apprezzamento per gli incontri con gli scrittori, affollando
la sala riservata con il volume sotto il braccio e le domande pronte per il
dibattito finale.Federico Rampini - editorialista e corrispondente di La
Repubblica da Pechino - ha moderato il dibattito fornendo anche esempi concreti
per un possibile salvataggio del paese, attualmente travolto da un peso
pubblico che affonda le sue origini negli anni ottanta. Il libro non contiene
al suo interno un dibattito politico, tantomeno vuol parlare di casta, precisa
Rampini, è piuttosto un invito rivolto all'intera collettività di trovare nella
quotidianità piccole ma efficaci soluzioni per salvarci dalla crisi. Tre gli
esempi concreti di realtà venete espressioni di eccellenza: Luxottica a
Bolzano, primo produttore mondiale di occhiali; la Provincia di Trento, scelta
dalla megalopoli di Pechino come esempio di efficace organizzazione professionale;
infine la Provincia di Treviso,che riceve, oltre ai contributi di Del Piero,
quelli di un noto imprenditore cinese che dichiara il suo reddito e paga le
tasse, contribuendo al benestare della città trevigiana.Il consiglio ripetuto
in più occasioni è di non aspettarsi nulla da Roma, ma iniziare a cambiare dal
basso, localmente, in una terra, la nostra, ancora fertile.Molti i richiami
all'America che non c'è più, assorbita da un declino crescente assieme
all'intero sistema industriale occidentale, confermato ieri dall'annuncio di
Toyota - "evento senza precedenti considerata la storia della casa
automobilistica" ricorda De Benedetti - di procedere con 3500
licenziamenti.Anche il docente Francesco Daveri non riserva messaggi speranzosi
alla domanda a lui rivolta da Rampini, quando chiede come l'Italia potrebbe
tornare ad avere un peso nell'economia europea. "Considerato il notevole
accumulo di peso pubblico ho la percezione che l'Italia non sia preparata ad un
passo simile, contrariamente ad altri paesi, come la Germania o la Gran
Bretagna, dove il debito non è così alto".L'ultima domanda del pubblico è
il preludio a un applauso sincero. Rivolta a De Benedetti e Daveri, una signora
chiede quali passi compierebbero se il compito di sollevare la crisi fosse
destinato a loro. De Benedetti: "Non possiamo più permetterci di mantenere la spesa dello Stato, pari a 700 miliardi di euro
all'anno. Lo stato ci costa troppo. Se ogni famiglia deve pensare al risparmio
anche lo Stato deve agire di conseguenza, se è vero che rappresenta la somma di
tutte le famiglie". L'abolizione delle province e una regolarizzazione dell'università (non attraverso tagli
generalizzati ma con una selezione meritocratica dei docenti) sono
invece le ipotetiche scelte di Francesco Daveri.Quanto al futuro dell'Alitalia,
De Benedetti conclude con un sorriso: "Verrà acquistata da Lufthansa o Air
France. Il concetto di compagnia di bandiera è una stupidaggine".Silvia
Campagnaro
( da "Tirreno, Il" del 23-11-2008)
Argomenti: Province
Alberto Magnolfi,
capogruppo azzurro in Regione «Altro che nuovi aumenti, aboliamo i consorzi di
bonifica» PRATO. «Mentre il Gruppo regionale di Forza
Italia verso il Popolo della Libertà propone la soppressione dei Consorzi di
bonifica e l'abolizione del loro iniquo balzello, altri si adoperano per
aumentarne la tassa», questa l'amara considerazione di Alberto Magnolfi,
capogruppo azzurro in Regione. «I Consorzi di bonifica - attacca Magnolfi -
rappresentano un vero e proprio carrozzone della politica. Il contributo
consortile è diventato un balzello inspiegabile per molti cittadini, ed adesso
se ne prevede addirittura un aumento del 13%. Noi di Forza Italia - continua
Magnolfi - critichiamo non soltanto questo aumento, ma l'esistenza stessa dei
Consorzi. Abbiamo ripresentato proprio in questi giorni una nostra proposta di
legge, già respinta una volta dalla sinistra, volta a sopprimere questi inutili
Enti ed a trasferirne le competenze alle Province. Non capiamo come mai si
debbano mantenere in vita con le tasse di tutti i cittadini degli organismi che
spendono circa 15 milioni di euro a esercizio per il solo funzionamento
burocratico e retribuiscono lautamente i loro amministratori, che in Toscana
superano il numero dei dipendenti, quando le loro funzioni potrebbero benissimo
essere svolte da istituzioni come le Province già attive sul territorio nel
settore della bonifica».
( da "Gazzettino, Il" del 23-11-2008)
Argomenti: Province
Venezia «Forse Berlusconi
non si è ancora reso conto che ... Venezia«Forse Berlusconi non si è ancora
reso conto che alle ultime elezioni politiche l'Udc è andata da sola. Non siamo
più vincolati a un patto con lui, mica siamo nella Casa delle libertà di 5 anni
fa». In Veneto per una serie di incontri, il leader dell'Udc Pier Ferdinando
Casini viene raggiunto dall'eco delle parole pronunciate in Abruzzo da Silvio
Berlusconi. Ma liquida la questione con decisione: «Noi siamo fedeli ai patti
che prendiamo con gli elettori, ad esempio con gli elettori veneti. Si domanda
perché a Trento ci siamo accordati con Dellai? Perché si confrontavano due
coalizioni, una guidata da un ex democristiano e una capitanata da un
leghista». E in fondo aggiunge il veleno: «Non è un caso se i primi complimenti
a Dellai li ha fatti Galan...».Il rapporto tra Udc e centrodestra a livello
nazionale non è certo dei migliori, e lo si capisce dal giudizio che Casini dà
della decisione presa venerdì da Forza Italia di confluire nel Pdl: «È morta
Forza Italia ed è nato il Pdl: cos'è cambiato? Niente». A margine del convegno
veneziano organizzato dalla Fondazione Liberal sulla "nuova America"
di Barack Obama, il leader dell'Udc ha denunciato la «piena continuità tra Pdl
e Fi». «Ho visto che hanno fatto abbastanza in fretta a farlo - ha ironizzato
-: 10 minuti. Replicando il discorso della "discesa in campo" del
1994, Berlusconi ha reso palese a tutti che gli elementi che hanno
caratterizzato la nascita della prima Forza Italia sono rimasti esattamente gli
stessi nel Partito della Libertà». E qui sta la dimostrazione, secondo Casini,
che non sono stati fatti passi avanti verso un partito di popolo: «Quando
nacque Forza Italia si pensava all'inizio di un processo, a un percorso, alla
creazione di un partito che dovesse guardare allo schema e al modello del Ppe:
oggi invece, a parte il nominalismo, di fatto c'è la piena continuità con la
prima Fi. Non c'è stata un'evoluzione in senso democratico, è ancora
un'organizzazione verticistica senza confronto interno. Se c'è ancora chi si
domanda il motivo per il quale l'Udc non ha aderito all'ingresso nel Pdl, è
davanti agli occhi di tutti».Così come sono palesi, secondo Pier Ferdinando
Casini, i veri motivi della strategia d'attacco da parte della Lega nei
confronti dell'Udc in Veneto. «Qui purtroppo c'è un contenzioso aperto tra la
Lega e Galan - dice l'ex presidente della Camera - in cui l'Udc c'entra come i
cavoli a merenda. Bossi si rivolge a Galan, non a noi; parla a suocera perché
nuora intenda. Noi abbiamo fatto un patto di lealtà in primo luogo con gli
elettori, perciò siamo impegnati a sostenere Galan a differenza di quelli che
lo attaccano tutti i giorni. In una coalizione ciascuno è presente con una
propria identità e la propria storia: noi rispettiamo la Lega e chiediamo
altrettanto rispetto». Quanto alla recente posizione critica dell'Udc sul
federalismo, Casini respinge al mittente le accuse: «Noi vogliamo un
federalismo serio, virtuoso, che disboschi e semplifichi: non un federalismo
che affastella apparati su apparati. Perciò non accettiamo rimproveri da chi
prima delle elezioni ha parlato di abolizione delle
Province e oggi se n'è dimenticato. La Lega ci spieghi perché non vogliono
abolire le Province o le Comunità montane, e poi ne riparliamo».Nell'attesa,
Casini avverte il Governo che non c'è uscita dalla crisi economica senza
interventi reali a sostegno delle famiglie: «Invece finora abbiamo visto solo
interventi a sostegno delle banche. Ma attenzione: alle banche dobbiamo
chiedere qualcosa in cambio dei soldi che lo Stato mette dentro i loro
forzieri. Stop agli stipendi sproporzionati dei manager e verifica di quanti
crediti vengono concessi alle famiglie e alle piccole e medie imprese».A. G.
( da "Quotidiano.it, Il" del 24-11-2008)
Argomenti: Province
Divisione della
Provincia, tre sindaci contrari a colloquio con Berlusconi Teramo | I Sindaci
di Folignano, Roccafluvione e Maltignano hanno incontrato il Premier e discusso
della vicenda. In una lettera Gianni Letta scrive che la divisione della
provincia di Ascoli: "...palesa spunti di criticità che impongono alcune riflessioni...".
Silvio Berlusconi con i Sindaci Allevi, Mariani e Falcioni In occasione della
visita di Silvio Berlusconi a Teramo, i Sindaci Allevi, Mariani e Falcioni
hanno personalmente consegnato al Presidente del Consiglio l'esito dei
risultati della petizione popolare promossa lo scorso agosto contro la
divisione della provincia di Ascoli Piceno. L'incontro è avvenuto in un noto
ristorante del teramano ed il colloquio è durato circa dieci minuti. I sindaci
hanno manifestato a Berlusconi tutte le preoccupazioni per le conseguenze di
questa divisione, il notevole sacrificio economico per la nuova provincia di
Ascoli Piceno e la poca opportunità di creare un nuovo, piccolo,ente,con la
conseguente duplicazione di uffici pubblici, dai costi esorbitanti, in un periodo
di crisi economica come questo. Ricordando al Presidente la sua recente
posizione sulla abolizione delle province o
sull'accorpamento di quelle piccole, i tre amministratori hanno inoltre
sottolineato la difficoltà della divisione, il possibile arrivo di un
commissario, segno di una normativa inapplicabile per il caso del piceno. Il
Presidente ha chiesto ulteriori informazioni sul caso della divisione della
provincia di Ascoli Piceno, dicendosi sorpreso della situazione soprattutto
dopo aver conosciuto gli abitanti delle future province
e la vicinanza dei due capoluoghi. Per maggior chiarezza Allevi, Mariani e
Falcioni hanno consegnato al Presidente del Consiglio una missiva,
(integralmente disponibile a fondo pagina), oltre che il testo della petizione
popolare ed una analisi sui costi della divisione della provincia. Hanno
inoltre comunicano che analoga missiva è stata già indirizzata ai ministri del
Governo. Il Sottosegretario Gianni Letta, in una risposta ufficiale,
promettendo un impegno, anche personale, ha affermato che la questione della
provincia di Ascoli Piceno "...palesa spunti di criticità che impongono
alcune riflessioni nelle debite sedi..." I sindaci, promotori di queste
iniziative, intendono perseguire ogni azione utile per modificare una normativa
che oltre ad essere anacronistica, iniqua, unilaterale, vessatoria per la nuova
provincia di Ascoli Piceno è anche, visto l'ingente esborso di danaro pubblico,
inopportuna in un periodo di tagli della spesa, alcuni sacrosanti, e di
sofferenza dei bilanci familiari degli italiani. Ecco il testo integrale della
lettera: Gent.mo sig. Presidente Le scrivono tre sindaci della provincia di
Ascoli Piceno, promotori di una petizione popolare che ha portato, nel giro di
quindici giorni, ed in pieno periodo di ferie, alla raccolta di ben 15.000
firme ( quindicimila) contro la divisione della provincia di Ascoli Piceno. La
raccolta è ancora in corso. Come molti siamo compiaciuti della vittoria del
centro destra alle elezioni politiche pur imputando allo stesso schieramento,
nella legislatura 2001-2006, il fatto di aver creato tre nuove province, in antitesi con una politica di contenimento della
spesa pubblica. In particolare, nel territorio piceno si è registrata, con la
creazione della provincia di Fermo, la lacerazione di un territorio, già
piccolo, in due piccolissimi enti rispettivamente di circa 200.000 abitanti, la
restante provincia di Ascoli Piceno e di circa 160.000, la nuova provincia di
Fermo. Premesso che la divisione è stata ,oltre che anacronistica, visto che si
reggeva su delibere consiliari datate 1989!!!( alcune addirittura di giunta
senza il numero legale), ed antieconomica, visto che per due volte la
ragioneria generale dello Stato, nella persona del Dott. Monorchio ha espresso
parere negativo( abbiamo il documento che allegheremo), anche unilaterale,
considerato che la popolazione della rimanente provincia picena non è stata in
alcun modo interessata nonostante la sua scontata opposizione. Inoltre si è
registrata, con l'approvazione della legge, per la prima volta nella creazione
di nuove province, una normativa senza copertura
finanziaria. Il drammatico risultato sarà quello che la nuova provincia di
Ascoli Piceno dovrà cedere degli immobili storicamente e culturalmente
appartenuti alla città di Ascoli Piceno al territorio fermano; poi ci sarà un
esodo coatto, praticamente una diaspora, di circa 300 dipendenti costretti a
trasferirsi, loro malgrado a Fermo, ed un esborso, per la costituzione della
nuova provincia di Fermo, da parte della rimanente provincia di Ascoli Piceno,
di circa 16 milioni di Euro. L'inizio di un certo dissesto finanziario. Questo
perché, come detto, la legge era priva della copertura finanziaria.
Praticamente un dramma sociale ed una popolazione in conseguente subbuglio. Il
tutto per avere due consigli provinciali, due prefetture, due
questure, due motorizzazioni, due uffici delle entrate, due coordinamenti
provinciali dei carabinieri etc etc nel raggio di cinquanta chilometri. Come
contenimento della spesa pubblica, come prospettiva dichiarata da tutti
dell'abolizione delle province o di un loro accorpamento, non ci sembra il massimo. Il
caso è stato talmente eclatante che due volte la RAI ha speso un servizio apposito,
il Corriere della Sera, con un suo inserto, ha evidenziato l'anomalo caso della
provincia di Fermo ed un quotidiano autorevole di centro- destra ha già
contattato gli scriventi per un apposito articolo. Le chiediamo, Lei così
sensibile al contenimento della spesa pubblica, se non sia il caso che il nuovo
governo prenda, almeno per le nuove province, una
pausa di riflessione per la costituzione di inutili carrozzoni dalle
conseguenze drammatiche per un territorio così piccolo? E' tutto ciò morale in
contesto di crisi e difficoltà della famiglia media italiana ed in un periodo
di efficienti riforme da Voi validamente promosse? E' possibile valutare un
accorpamento con la creazione di una provincia doppia come nel caso di Pesaro
Urbino o Forlì- Cesena? Le alleghiamo degli studi sulla inutilità della
provincia e relativi conti economici già a Lei inviato nonchè ai parlamentari
ed il testo della petizione popolare. Saremmo onorati di portarLe personalmente
i risultati di questa petizione popolare, che indica come spesso la normativa
ignori la reale volontà popolare, chiedendoLe fin da ora un appuntamento.
ManifestandoLe la nostra totale adesione per il coraggio da Lei dimostrato
nelle Sue numerose iniziative, le porgiamo gli auguri di buon lavoro. Cordiali
saluti Pasquale Allevi Sindaco di Folignano Giuseppe Mariani Sindaco di
Roccafluvione Armando Falcioni Sindaco di Maltignano 24/11/2008
( da "Messaggero, Il (Marche)" del 25-11-2008)
Argomenti: Province
Martedì 25 Novembre
2008 Chiudi Hanno ricordato a Silvio Berlusconi la sua
posizione per l'abolizione di tutte le Province o per l'accorpamento di quelle
più piccole e gli hanno consegnato i risultati (ben 15.000 firme) della
petizione popolare avviata nell'agosto scorso contro la divisione del Piceno.
Pasquale Allevi, Giuseppe Mariani e Armando Falcioni, i tre sindaci autonomi
rispettivamente di Folignano, Roccafluvione e Maltignano, che da tempo
hanno costituito un "pool" antiframmetazione del territorio, hanno
incontraro personalmente il presidente del Consiglio dei ministri a Teramo
manifestandogli le loro preoccupazioni per la nascita del nuovo piccolo ente, i
costi e la duplicazione degli uffici. «Il presidente raccontano i 3 sindaci ha
chiesto ulteriori informazioni dicendosi sorpreso della situazione soprattutto
dopo aver conosciuto gli abitanti delle future Province e la vicinanza dei due
capoluoghi». I tre sindaci hanno quindi consegnato al premier una missiva sul
caso oltre ad un'analisi dettagliata dei costi del nuovo ente. Analoga missiva
a tutti i ministri. «Il sottosegretaro Gianni Letta commentano poi Allevi,
Mariani e Falcioni in una risposta ufficiale, promettendo un impegno, anche
personale, ha affermato che la questione della Provincia di Ascoli "palesa
spunti di criticità che impongono alcune riflesioni nelled ebite sedi"».
Dunque anche Letta ha ben presente la situazione. La speranza dei 3 sindaci,
naturalmente, è che, seppur in extremis, perdipiù difronte alla crisi economica
in atto, la nascita delle nuove Province venga fermata dal Governo. «Come molti
affermano i tre nella loro lettera siamo compiaciuti della vittoria del
centrodestra alla elezioni politiche pur imputando allo stesso schieramento,
nella legislatura, 2001-2006, il fatto di aver creato tre nuove Province in
antitesi con una politica di contenimento della spesa pubblica».
( da "Gazzettino, Il (Vicenza)" del 25-11-2008)
Argomenti: Province
ARSIERO L?uomo è stato sorpreso dalle guardie zoofile della Lega Abolizione Caccia che hanno chiamato i
carabinieri. Dovrà rispondere di maltrattamento e sevizia di animali Massacra
con un bastone una pecora, rumeno denunciato ArsieroAnimali maltrattati: oltre
cento le segnalazioni che l'Enpa riceve ogni mese da tutta la provincia, una
media di una trentina a settimana. Vittime di maltrattamenti di ogni
genere sono sia gli amici a quattro zampe, sia i cosiddetti animali da carne,
sia la fauna selvatica. E se nella maggior parte dei casi i responsabili di tali
azioni rimangono impuniti, qualcuno che ogni tanto viene colto sul fatto c'è.
Come il pastore rumeno di una trentina d'anni che domenica mattina ad Arsiero è
stato sorpreso dalle guardie zoofile della Lega Abolizione
Caccia mentre con un bastone picchiava selvaggiamente una pecora.Le guardie
stavano effettuando i consueti controlli per la repressione del bracconaggio
quando si sono imbattute in questa scena di ingiustificata violenza, riuscendo
a fermare l'aggressore e a liberare la pecora. Hanno poi chiesto l'intervento
dei carabinieri di Schio per l'identificazione del pastore trovato privo di
documenti e dopo aver provveduto a fare tutti i rilievi del caso, hanno
denunciato il rumeno all'autorità giudiziaria per maltrattamento e sevizia di
animali. La legge per questo tipo di reato prevede la reclusione da tre mesi a
un anno o una multa da tremila a quindicimila euro.«Non vogliamo criminalizzare
il soggetto che ha malmenato l'animale spiega Renzo Rizzi, guardia zoofila e
portavoce del Coordinamento Protezionista Vicentino, che raccoglie diverse
associazioni per la tutela degli animali, come l'Enpa - sono delle persone
spesso in difficoltà. Possiamo comprendere come possa essere il loro rapporto
con gli animali nella loro terra, un po' come quello di molti nostri contadini
negli anni sessanta, che usavano spesso bastoni o forche per sistemare gli
animali che non rispettavano le consegne».Il problema, invece, sottolinea il
portavoce «è che servirebbe un numero maggiore di guardie. Il nostro è un
compito difficile e complicatissimo, anche perché ci muoviamo in un campo
minato da interessi e politica. Siamo sempre presenti quando si tratta di
tutelare quei pochissimi diritti di cui godono gli animali selvatici o da carne
in particolare». L'attività delle guardie è volontaria e si svolge quindi a
costo zero per la comunità.«La legge va rispettata in tutte le sue forme
conclude Rizzi - anche quando si tratta di animali votati alla morte per
alimentazione. Questi, nella loro breve vita hanno almeno il diritto di non
essere maltrattati, è su questi temi che si misura l'effettiva civiltà di un
popolo».Laura Pilastro
( da "Tribuna di Treviso, La" del 26-11-2008)
Argomenti: Province
«Abolire Ato ed
elezioni provinciali» Angelo Pavan: ente con più funzioni, ma di nomina dei
comuni Provocazione politica di Angelo Pavan (in foto), presidente
dell'Associazione comuni della Marca trevigiana. Nell'ultimo numero della
rivista degli amministratori trevigiani, sotto l'emblematico titolo: «Aboliamo
le Province?», Pavan propone si ristrutturare competente e organizzazione
dell'ente che molti vorrebbero tagliare. Secondo Pavan vanno aboliti invece gli
Aambiti territoriali omogenei (Ato rifiuti, Ato acqua, Ater, Consorzi di
bonifica, consorzi, enti con funzioni sovracomunali) «che proliferano
presidenti, amministratori, direttori per assegnare le
relative funzioni proprio alle Province». In questo modo, secondo Pavan, «si
semplificherebbero procedure amministrative, si risparmierebbero senz'altro
molti più soldi di quelli che si risparmierebbero con l'abolizione delle
Province, vi sarebbe un maggiore coordinamento». Inoltre, con questa
ristrutturazione i rappresentanti delle Province dovrebbero essere eletti in
forma indiretta dai consiglieri comunali. «Sarebbe anche un modo per
spoliticizzare una istituzione che dovrebbe rappresentare tutte le realtà
locali che sono gestite da maggioranze diverse» scrive Pavan, che lamenta come
su questo argomento continuano le proposte «ad effetto» ma senza arrivare a
nessuna conclusione. «Vogliono abolire le Province quando le Regioni non si
mettono d'accordo nemmeno per abolire o ridurre il numero delle Comunitò
montane, danto spettacolo non certo esaltante» conclude il presidente
dell'associazione comune.
( da "Messaggero Veneto, Il" del 26-11-2008)
Argomenti: Province
Pagina 6 - Pordenone
Taglio delle comunità montane e viabilità saranno i temi del consiglio
provinciale Si riunirà domani alle 18, nella sala di largo San Giorgio, il
consiglio provinciale. Dopo le comunicazioni del presidente del consiglio,
Antonio Sartori di Borgoricco, e del presidente della Provincia, Alessandro
Ciriani, l'assemblea sarà chiamata a esprimersi su questioni legate a
viabilità, lavoro, comunità montane, rifiuti e bilancio. Primo punto in
discussione, la circonvallazione di San Vito. «Qualora la sua realizzazione
resti ancora sospesa a causa di beghe all'interno di enti locali e opposizioni
di comitati cittadini, dirotteremo i fondi su altre opere», avevano dichiarato
Alessandro Ciriani e l'assessore regionale alla Viabilità, Riccardo Riccardi.
La vicenda sarà approfondita da un'interrogazione e un ordine del giorno (tra
loro simili) firmati rispettivamente dai consiglieri Luigi Bortolussi del Pd e
da Luciano Piccolo dei Cittadini. Forza Italia, invece, presenta un ordine del
giorno con il quale auspica l'abolizione delle comunità
montane, già richiesta dallo stesso Ciriani. I consiglieri provinciali dovranno
votare anche un'altra convenzione, ovvero il documento con il quale la
Provincia stanzia quasi 47 mila euro per la mensa della casa dello studente,
consentendo così a studenti e lavoratori di continuare a consumare i pasti a
prezzi "popolari". Ma contributi arriveranno anche per la
raccolta differenziata: verrà infatti votato il regolamento con cui la
Provincia ripartisce ai Comuni i fondi per la raccolta e lo smaltimento. Al
voto anche la relazione con i dati, in parte già resi noti dall'assessorato
all'Ambiente, su produzione e gestione dei rifiuti in provincia. Infine le
delibere riguardanti i conti della Provincia, con le quali viene sancito il
pareggio di bilancio e l'assenza di debiti.
( da "Giorno, Il (Legnano)" del 26-11-2008)
Argomenti: Province
PRIMO PIANO pag. 3
OLTRE 40 MILIONI di euro. Questa la somma che la Provincia di Milano ha
stanziato... OLTRE 40 MILIONI di euro. Questa la somma che la Provincia di
Milano ha stanziato per la sistemazione, e la messa in sicurezza, di diversi
istituti superiori dell?Altomilanese. «La nostra Provincia è tra le più
virtuose in Italia perchè ha raggiunto il 90% dell?adeguamento normativo degli
edifici scolastici contrariamente, ad esempio, al Comune di Milano che è
solamente al 52% - spiega l?assessore all?Istruzione e all?Edilizia scolastica,
Giansandro Barzaghi -. Abbiamo investito complessivamente 260 milioni di euro
in tutta la provincia durante i quattro anni di mandato, raggiungendo un
risultato significativo in termini di manutenzione straordinaria, di abolizione
dell?amianto, di eliminazione delle barriere architettoniche, di adeguamento
alle normative previste anti-sismiche e antincendio». Numerosi gli interventi
sul territorio, anche se si tratta soprattutto della costruzione di nuove aree.
Alle scuole Bernocchi e Dell?Acqua di Legnano sono in corso sistemazione di tre
palestre, realizzazione di un nuovo Palazzetto dello sport e costruzione di un
nuovo edificio che ospiterà 60 aule e 15 laboratori, meraticamente conclusa
l?edificazione del ?ragno?, una struttura che prevede l?entrata in funzione di
10 nuove aule. Un auditorium e 22 spazi per gli studenti sono invece in arrivo
al Cavalleri di Parabiago, mentre al Bachelet di Abbiategrasso saranno attive
otto aule nuove. «La Provincia di Milano è riuscita a stare al passo per ciò
che riguarda gli adeguamenti normativi - prosegue l?assessore Barazaghi -,
nonostante le strutture ?ereditate? dai Comuni dimostrassero spesso un notevole
fabbisogno arretrato. Abbiamo inoltre attivato un servizio di reperibilità dei
tecnici per le scuole e, già dal 2002, abbiamo predisposto un sistema di
controllo e monitoraggio dei soffitti e dei controsoffitti delle scuole più a
rischio». C. M.
( da "Blogosfere" del 26-11-2008)
Argomenti: Province
Nov 0826 Festa della
Toscana: Costruire il Lavoro Pubblicato da Simone Terreni alle 16:45 in Eventi
Festa della Toscana 2008 Costruire lavoro La Regione Toscana ha istituito la
Festa della Toscana con la legge regionale 21 giugno 2001, n. 26 per ricordare l'abolizione della pena di morte avvenuta il 30
novembre del 1786 (per la prima volta al mondo) ad opera del Granduca di
Toscana, e per ribadire il proprio impegno per la promozione dei diritti umani,
della pace e della giustizia, elementi costitutivi dell'identità della Toscana.
La Festa è celebrata con numerose iniziative che il Consiglio regionale, le
Province e i Comuni, le associazioni e le istituzioni del territorio hanno
organizzato e che coinvolgono ogni località della regione tra novembre e
dicembre. Il programma regionale della Festa Ricerca eventi nei comuni della
Toscana
( da "Resto del Carlino, Il (Rovigo)" del
27-11-2008)
Argomenti: Province
ROVIGO AGENDA pag.
23 «Aboliamo le province» Il Movimento per l?Italia
anche a Rovigo «NEI GIORNI scorsi a Roma, presso l?Hotel Sheraton, si è tenuta
la prima convention del Movimento per l?Italia promosso da Daniela Santanchè.
Com?è noto l?onorevole Santanchè, dopo aver raccolto alle ultime politiche
circa un milione di voti come candidata premier per La Destra, è uscita da quel
partito assieme ad un importante numero di dirigenti ed iscritti che non
condividevano né la collocazione ?antagonista? che esso andava assumendo né la
continua polemica di Storace e Buontempo contro Berlusconi. Il Movimento per
l?Italia si colloca nell?area del centrodestra e porta avanti le idee, i valori
e le istanze politiche, economiche e sociali peculiari della destra italiana ed
europea e si pone come punto di riferimento per coloro che hanno votato Daniela
Santanchè come candidato premier. A Roma, alla convention di fondazione, hanno
partecipato numerosi esponenti della destra veneta. L?on. Paolo Danieli, già
senatore per varie legislature e socio fondatore del MpI è stato eletto
capogruppo regionale. Erano presenti delegazioni di tutte le province
della regione.Tra i numerosi intervenuti dal Veneto il responsabile provinciale
di Rovigo Vittorino Tiengo. Nel suo intervento Danieli ha sottolineato il fatto
che il nuovo soggetto politico non è e non vuol essere un partito, ma un
movimento che intende collocarsi nel centrodestra per proporre a 360° le idee e
le proposte politiche della destra. Sia a destra che a sinistra dello
schieramento politico italiano sono saltati molti schemi. E? per questo che il
MpI rivolge la propria proposta politica di destra tutti, nessuno escluso. Tra
i diversi punti programmatici il leader veneto del Movimento per l?Italia ha
ricordato l?impegno per la riforma federale dello stato, l?elezione diretta del
presidente della repubblica e, nel quadro della semplificazione istituzionale e
dei tagli alla casta, l?abolizione delle province e
l?accorpamento dei piccoli comuni». Rita Rubini OCCHIOBELLO Videosorveglianza
già vista «Metto, poi tolgo ed infine rimetto. A Occhiobello sembra essere
questa la politica della giunta Natali in tema di sicurezza. Da quanto
pubblicato sul giornale ho imparato che sarebbe stato preparato un progetto per
la videosorveglianza su alcuni edifici ed aree pubbliche. Ma non si tratta
degli stessi luoghi in cui già erano state installate le telecamere alcuni anni
fa proprio per esigenze di sicurezza?» Roberto Rossi
( da "Nazione, La (Massa - Carrara)" del
27-11-2008)
Argomenti: Province
CRONACA MASSA pag. 7
Festa della Toscana: domani un consiglio dedicato al lavoro PROVINCIA IL
PROGRAMMA DELLE RELAZIONI ? MASSA ? COSTRUIRE lavoro: è questo il tema scelto
per l?edizione 2008 della Festa della Toscana, istituita dal consiglio
regionale nel 2001 per ricordare l?abolizione della pena di
morte avvenuta il 30 novembre 1876 ad opera del Granduca di Toscana. Tra le
iniziative promosse dalla Provincia di Massa-Carrara venerdì 28 novembre, a
partire dalle ore 10, è in programma un consiglio provinciale straordinario
aperto a delegazioni scolastiche, rappresentanti degli enti locali,
autorità locali, cittadinanza. Verrà affrontato il tema del lavoro dal punto di
vista storico e dal punto di vista della sicurezza. Parteciperanno alla seduta
vari esperti: Adriana Dadà dell? Università degli studi di Firenze interverrà
sul tema ?Donne, lavoro emigrazioni?. Il presidente dell?associazione ?Italia
Nostra - Apuo - Lunense?, Mario Venutelli attraverso filmati, immagini e
testimonianze tratterà dell?attività estrattiva del marmo delle Apuane.
Giovanni Passarino si soffermerà, invece, sulla storia delle miniere della
Piana di Luni e della lotta sindacale dei minatori. Fabio Baroni presenterà
agli studenti il Museo del Lavoro della Valle del Lucido di Monzone e Francesca
Guastalli ?L?archivio della memoria di Bagnone?. Sul tema della sicurezza sul
lavoro interverrà il senatore Achille Passoni, ex sindacalista attualmente
membro della XI commissione ?Lavoro e previdenza sociale?. Durante la seduta
alcuni musicisti suoneranno e canteranno antichi canti del lavoro e verranno
distribuiti volumi e brochure. In particolare ad ogni delegazione scolastica
verrà consegnato un libro dal titolo ?Le miniere di Lignite della Piana di
Luni? scritto da Giuseppe Passarino, oltre al materiale informativo
sull?Ecomuseo della Montagna Lunigianese di Monzone e dell?Archivio della
Memoria di Bagnone.
( da "Gazzettino, Il (Rovigo)" del 27-11-2008)
Argomenti: Province
LA POLEMICA «Stop al
piano del Parco solo quando la Lega firmerà per l'abolizione
delle Province» «Voglio dire ad Antonello Contiero che prenderò in considerazione
l'idea di bloccare l'adozione del piano ambientale sul Parco del Delta quando
lui firmerà due documenti. Quello che sto preparando sull'abolizione delle
Province, che la Lega Nord un tempo considerava suo cavallo di battaglia e
sulla quale ora tace. Quello per garantire ai Comuni del nord Italia la
trattenuta del 20\% dell'Irpef. Solo allora lui sarà un segretario politico
credibile, altrimenti le sue sono tutte chiacchiere».Non si è fatta attendere
la dura risposta dell'assessore regionale Renzo Marangon all'accuse di accordo
politico con il presidente della Provincia Federico Saccardin riguardo al piano
ambientale del Parco. Un piano fermo da anni sul quale oggi si sta accelerando,
secondo la Lega, in modo clamorosamente sbagliato, visto che nei prossimi mesi
si andrà al voto. Per questo Contiero e lo stato maggiore bassopolesano
leghista hanno chiesto lo stop all'adozione del piano. Minacciando «sorprese»
alla riunione del direttivo del Parco in programma 18 dicembre, se ciò non
avverrà.Tre i motivi per cui la richiesta di stop della Lega, e le motivazioni
addotte, secondo Marangon sono inopportune. «Primo, il piano è atteso da anni.
Ritenere che venga varato per voto di scambio è una totale stupidaggine. È vero
il contrario. Proprio il no al piano della Lega è il frutto del voto di
scambio. Quello del patto stretto di recente fra Contiero e un ristretto gruppo
di cacciatori, tutt'altro che rappresentativo della maggioranza della categoria
nel Delta. Secondo, il piano ambientale non blocca nessuna attività produttiva
nel Delta. Anche qui è vero il contrario. La mission è proprio lo sviluppo del
territorio. Al segretario interessa solo manifestare, e non amministrare,
perciò intende inscenare la protesta del 18 dicembre. Terzo, l'accusa di non far
partecipare le categorie e i bassopolesani alle decisioni sul Parco. È vero il
contrario. Attraverso la loro partecipazione si stanno costruendo le norme del
piano. Solo chi è ignorante o in malafede può pensare il contrario».Infine
Marangon non risparmia una stoccata ai portotollesi Ivano Gibin e Giorgio
Azzalin, sostenitori dello stop insieme a Contiero. «Loro, leghisti, hanno
votato contro l'anno scorso in consiglio comunale a Porto Tolle all'ordinanza
Bitonci, sindaco leghista di Cittadella, sulla sicurezza, adottata in centinaia
di Comuni. Con quale coerenza politica e credibilità adesso parlano? L'unica
cosa che possono fare è stare zitti.Ivan Malfatto
( da "Gazzettino, Il (Pordenone)" del
27-11-2008)
Argomenti: Province
ENTE INTERMEDIO In
aula il nuovo "patto per il lavoro" Provincia, in aula il
"nuovo" patto per il lavoro. Questo pomeriggio alle 18, nella sala
consiliare si riunirà l'assise e all'ordine del giorno, tra i vari argomenti,
c'è anche il Patto per il lavoro. In pratica si voterà sulla convenzione tra
Provincia e Regione per monitorare il mercato del lavoro e progettare
interventi anticrisi. Dopo le comunicazioni del presidente del consiglio
Antonio Sartori di Borgoricco e del presidente della Provincia Alessandro
Ciriani, l'assemblea sarà chiamata a esprimersi su questioni legate a
viabilità, lavoro, comunità montane, rifiuti, bilancio dell'ente. Primo punto
in discussione, la circonvallazione di San Vito. «Qualora la sua realizzazione
resti ancora sospesa a causa di beghe all'interno di enti locali e opposizioni
di comitati cittadini, dirotteremo i fondi su altre opere», avevano dichiarato
nei giorni scorsi Alessandro Ciriani e l'assessore regionale alla viabilità
Riccardo Riccardi. La vicenda sarà approfondita da una interrogazione e un
ordine del giorno (tra loro simili) firmati rispettivamente dai consiglieri
Luigi Bortolussi del Pd e Luciano Piccolo dei Cittadini. Forza Italia, invece, presenta un ordine del giorno con il quale auspica l'abolizione
delle comunità montane, già richiesta dallo stesso presidente Ciriani. I lavori
prevedono anche l'approvazione del Patto per il lavoro. Si tratta di una
convenzione tra Provincia e Regione, sottoscritta da Alessandro Ciriani e
dall'assessore Alessia Rosolen. L'accordo stabilisce una collaborazione
stretta e di lungo periodo tra i due enti al fine di monitorare costantemente
il mercato del lavoro provinciale. Obiettivo: avere sempre il polso della
situazione e pianificare per tempo adeguati interventi, come per esempio il
ricollocamento di coloro che hanno perso il posto a causa delle crisi, o
l'erogazione di incentivi pubblici a imprese e lavoratori. I consiglieri
provinciali dovranno votare anche un'altra convenzione, e precisamente il
documento con il quale la Provincia stanzia quasi 47 mila euro per la mensa
della Casa dello studente, consentendo così a studenti e lavoratori di
continuare a consumare i pasti a prezzi popolari.
( da "Sestopotere.com" del 27-11-2008)
Argomenti: Province
Consiglio di Stato
accoglie appello della Regione. Riapre nel modenese la caccia a storni e
cormorani (27/11/2008 17:40) | (Sesto Potere) - Modena - 27 novembre 2008 -
Riapre la caccia a storni e cormorani nel territorio modenese. Il Consiglio di
stato ha accolto l?appello della Regione Emilia Romagna contro la sentenza del
Tar dell?Emilia Romagna che, nell?ottobre scorso, aveva annullato, accogliendo
un ricorso della Lac (Lega per l?abolizione della caccia) e altre associazioni
ambientaliste e animaliste, la delibera della Regione sull?autorizzazione a
cacciare alcune specie protette, tra cui storni e cormorani. Per lo storno la
caccia è consentita fino a domenica 30 novembre solo in pianura e con
limitazioni, mentre per il cormorano prosegue fino al 31 gennaio, anche in
questo caso con forti limitazioni e solo nelle vicinanze dei bacini di
allevamento ittico. L?autorizzazione da parte della Regione alla caccia di
specie protette avviene sulla base delle richieste delle Province. E la
Provincia di Modena aveva chiesto, e ottenuto, la deroga per storno e cormano,
su sollecitazioni delle associazioni agricole, allo scopo di ridurre i danni a
frutteti e allevamenti ittici.
( da "Agi" del 27-11-2008)
Argomenti: Province
PROVINCE:
FIGLIO DI PIETRO, "DA CONSIGLIERE SI' AD ABOLIZIONE" (AGI) -
Campobasso, 1 nov. - "Sono a favore dell'abolizione delle province e delle
comunita' montane perche' si risparmierebbero diversi miliardi di euro,
necessari al Paese". Con il suo si' rischia di ritrovarsi
"disoccupato", amministrativamente parlando, ma Cristiano Di Pietro, figlio del
leader dell'Italia dei valori e consigliere provinciale di Campobasso aderisce
all'iniziativa popolare sulla "decostituzionalizzazione delle province". Tagliare i costi della politica e' uno degli
obiettivi dell'Italia dei valori. Antonio Di Pietro, durante il governo Prodi,
riusci' ad ottenere in Consiglio dei ministri (ma non in Aula) il taglio del
10% dei rimborsi ai partiti. Ora Cristiano Di Pietro, dirigente molisano del
partito, affianca al referendum sul lodo Alfano anche la campagna per abolire
gli "enti sovrapposti", di cui fa parte. Secondo una stima del
Ministero degli Interni nelle province italiane
operano circa 4 mila eletti, che costano circa 50 mln di euro di indennita', a
cui vanno aggiunti i rimborsi, le diarie, le spese di rappresentanze, le auto
blu, eccetera. La somma delle sole spese correnti di oltre 100 province sfiora i 10 miliardi all'anno. "Se si
attribuissero le competenze ai comuni e alle regioni - sostiene Cristiano Di
Pietro -, le spese fisse sparirebbero, senza contare i risparmi dei costi delle
elezioni, mentre l?attività amministrativa sarebbe notevolmente
semplificata".
( da "Nazione, La (Pisa)" del 28-11-2008)
Argomenti: Province
AGENDA PISA pag. 15
OGGI la Provincia e il Comune di Pisa, in occasione della Festa della Toscana,
or... OGGI la Provincia e il Comune di Pisa, in occasione della Festa della
Toscana, organizzano al Cinema Lumière, dalle 9.30 alle 11.30, l?incontro
«L?abolizione della tortura e della pena di morte, dal governo dei Lorena ai
giorni nostri». Ospiti speciali dell?incontro i ragazzi di due scuole superiori
pisane, il Liceo Scientifico «Dini» e l?Istituto Tecnico Commerciale
«Pacinotti». La festa della Toscana, istituita dalla Regione proprio per il 30
novembre, data della promulgazione della legge leopoldina, che per prima nel
mondo, bandiva tortura e pena di morte nel Granducato di Toscana, vuole infatti
ricordare l?importanza di quell?atto a difesa dei diritti umani, ancora oggi
non sempre tutelati. La legge di Pietro Leopoldo (nella foto) pubblicata il 30
novembre del 1786 è esposta a Pisa nell?ambito della mostra ?Sovrani nel
giardino d?Europa. Pisa e i Lorena?, in corso sino al 14 dicembre nei locali
del Museo Nazionale di Palazzo Reale. DOPO i saluti di Fabiana Angiolini,
consigliere della regione Toscana, Andrea Pieroni, presidente della Provincia
di Pisa, Marco Filippeschi, sindaco del Comune di Pisa, Giuseppe Calò, vice
presidente del consiglio provinciale, Titina Maccioni, presidente del Consiglio
comunale, interverrà il professor Romano Paolo Coppini, Università di Pisa e
curatore della mostra, con una lezione dal titolo Il processo delle riforme del
governo lorenese e la nuova legge criminale. SEGUIRÀ l?intervento della
professoressa Gaetana Morgante, Scuola Superiore Sant?Anna dal titolo
L?ordinamento penale oggi in Italia e nel mondo tra norme e comportamenti. Al termine
seguirà la visita guidata alla mostra ?Sovrani nel Giardino d?Europa? per i
ragazzi delle scuole che hanno partecipato all?incontro. Nel pomeriggio, verso
le 16.45, visiteranno la mostra Riccardo Nencini, Presidente del Consiglio
Regionale e il parlamentare Riccardo Mazzoni.
( da "Giornale di Brescia" del 29-11-2008)
Argomenti: Province
Edizione: 29/11/2008
testata: Giornale di Brescia sezione:la provincia La Lac:
«Il Tar ci ha dato ragione Chiudete i roccoli» BRESCIAIl Tribunale
amministrativo di Brescia ha accolto ieri il ricorso presentato dalla «Lega per
l'abolizione della caccia» (Lac) contro la delibera della Provincia che
autorizza la cattura di uccelli migratori con impianti a rete (i roccoli).
Lo comunica la Lac in una nota stampa: «Dopo questa decisione i 23 impianti -
dice la Lega - dovranno essere chiusi». La cattura di esemplari selvatici è
considerata dalle norme vigenti come eccezionale, sostiene la Lac, «mentre la
Provincia di Brescia ed altre amministrazioni lombarde vi ricorrono
costantemente»; inoltre i giudici del Tar «fanno rilevare che a questa misura
estrema della cattura si deve giungere dopo adeguata istruttoria
sull'impossibilità di adire altre vie, sulla reale necessità dei richiami e in
quale quantità». In questo caso «tale istruttoria è mancata».
( da "Messaggero Veneto, Il" del 29-11-2008)
Argomenti: Province
Presentati i dati
del sondaggio commissionato sul gradiamento del bilancio sociale e
dell'amministrazione Ente promosso, ma occhio ai costi Nel mirino degli
intervistati telefonate, stipendi e spese superflue PROVINCIA Se fosse una
pagella, la promozione arriverebbe con la media del 7,5 per l'operato. Tanto
vale, per i cittadini, l'amministrazione della Provincia. Il voto potrebbe
probabilmente salire se ci fosse una riduzione dei cosiddetti costi della
politica. Quali? Le telefonate per il 20,9 per cento degli intervistati, gli
stipendi per il 12,1 per cento, più in generale le spese superflue per l'8,9
per cento. Quanto ai compiti portati avanti, bene la manutenzione delle strade,
meno soddisfacente la rete dei trasporti. Sono questi alcuni dati che emergono
dal sondaggio commissionato dalla Provincia di Pordenone sul bilancio sociale e
più in generale sul lavoro dell'amministrazione. «Dai dati che abbiamo - ha
commentato l'assessore - sono convinto che gran parte dei
cittadini oggi sarebbe contraria all'abolizione delle Province». Questa
valutazione, però, non era tra quelle somministrate dalla Alan Normann
comunicazione a un campione stratificato di 600 cittadini. Agli intervistati è
stato chiesto piuttosto se conoscono le funzioni della Provincia, come valutino
operato e servizi, se utilizzino il sito internet, se sappiano quali
misure l'ente ha adottato per ridurre i costi della politica. «I dati che emergono
- ha detto Pedicini - sono simili a quelli emersi nel sondaggio fatto con i
portatori di interessi e questo conferma un certo andamento. L'utilizzo di
questo sistema di rilevamento vorremmo fosse impiegato non soltanto per
valutare gli effetti di ciò che facciamo, ma anche per programmare l'attività
della Provincia. La programmazione avviene con l'allocazione delle risorse e
quindi in fase di bilancio. L'idea è di arrivare a coinvolgere sempre più i
cittadini anche nella programmazione». Intanto il 65 per cento degli
intervistati ha dichiarato di sapere quali sono i compiti della Provincia e,
all'esame dei singoli compiti, ben il 94 per cento ha identificato l'ente come
incaricato del potenziamento e miglioramento della viabilità. Pochi dichiarano invece
di aver usufruito dei servizi di trasporto (15,7 per cento), in ambito di
politiche del lavoro (27,8 per cento), di tutela del patrimonio faunistico
(11,9 per cento) e in materia di sport e turismo (15,7 per cento). Più alta -
48 per cento - la percentuale di quanti si sono consapevoli del fatto che la
Provincia si occupa di edilizia scolastica. I voti sull'operato sono
complessivamente buoni: l'85 per cento degli intervistati giudica
l'amministrazione affidabile, il 79 per cento efficiente e dinamica. Il 64 per
cento, inoltre, dichiara di sapere che l'ente ha ridotto le spese, ma non manca
di suggerire altri interventi. Quando si tratta di entrare nel merito di quali
spese tagliare - la domanda era aperta - un intervistato su tre ha detto di non
sapere come intervenire. «Dopo il bilancio sociale a febbraio presenteremo
quello di mandato - ha anticipato Pedicini -. Lontano dalle elezioni per
evitare che venga considerato un atto elettorale». Martina Milia