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DOSSIER “ABOLIAMO LE PROVINCE!”

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ARCHIVIO GENERALE  DEL DOSSIER  

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toARTICOLI DEL  1° ottobre – 29 novembre 2008      #TOP



Report "Province"

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Indice delle sezioni

Province (164)


Indice degli articoli

Sezione principale: Province

Provincia, va riqualificato il ruolo dell'ente ( da "Libertà" del 01-10-2008)
Argomenti: Province

Abstract: e una definizione del ruolo delle città metropolitane, con l'abolizione delle Province che insistano su quei territori. Nel documento si chiede anche un vero federalismo fiscale, da attuare tenendo conto del disegno di legge approvato di recente dal Governo, che riconosca alle Province risorse legate sia alle entrate dei rispettivi territori,

Per le Province taglio antideficit ( da "Sole 24 Ore, Il" del 01-10-2008)
Argomenti: Province

Abstract: La pubblicazione dell'Istituto Bruno Leoni Per le Province taglio antideficit ROMA «All'abolizione delle province ci arriveremo per necessità. Perché gli impegni assunti negli ultimi anni per ridurre la spesa corrente non bastano e l'Italia continuerà a garantire con grande difficoltà il rispetto del Patto di stabilità europeo».

La Regione non decide, azzerate 8 comunità montane ( da "Corriere del Veneto" del 01-10-2008)
Argomenti: Province

Abstract: Io sono per l'abolizione delle comunità montane e delle Province ma ho detto alla maggioranza di trovare una soluzione seria, che non costringa il consiglio ad abdicare da un proprio ruolo essenziale per delegarlo allo Stato. Anche se la cosa non mi dispiacerebbe, perchè almeno così rimarrebbero in vigore le vere comunità montane,

Azzerate le due comunità montane veronesi La Regione non decide, azzerate 8 comunità montane ( da "Corriere del Veneto" del 01-10-2008)
Argomenti: Province

Abstract: Io sono per l'abolizione delle comunità montane e delle Province ma ho detto alla maggioranza di trovare una soluzione seria, che non costringa il consiglio ad abdicare da un proprio ruolo essenziale per delegarlo allo Stato. Anche se la cosa non mi dispiacerebbe, perchè almeno così rimarrebbero in vigore le vere comunità montane,

sindaci in missione a roma ( da "Nuova Venezia, La" del 01-10-2008)
Argomenti: Province

Abstract: Ci sarà anche il presidente della Provincia, Davide Zoggia; assente invece Massimo Cacciari. La protesta, nata per cercare di arginare i danni causati dall'abolizione dell'Ici e dal taglio dei trasferimenti, si svolgerà nelle strade della Capitale; il corteo arriverà davanti a Montecitorio.

C'è il Walter di lotta, la sinistra lo aspetta ( da "Manifesto, Il" del 01-10-2008)
Argomenti: Province

Abstract: sarebbe costruire un fronte comune contro l'abolizione del voto di preferenza alle europee. Su questo Nichi Vendola, sabato scorso all'assemblea nazionale della sua area, è stato chiarissimo: «Ci batteremo contro l'abolizione delle preferenze perché si tratta di consegnare tutto il potere alle oligarchie dei partiti».

FEDERALISMO: ECCO IL TESTO DI CALDEROLI ( da "Agi" del 01-10-2008)
Argomenti: Province

Abstract: E i rimborsi per i comuni, circa i minori trasferimenti subiti per la sovrastima dell'Ici sui fabbricati rurali, per quella dei risparmi in tema di 'costi della politica', nonche' per il totale reintegro delle entrate venute meno con la abolizione dell'Ici sulla prima casa. (AGI) - Roma, 1 ottobre

Licenza di caccia al sindaco Gobbo Processo con rito abbreviato per il dirigente della Provincia ( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 01-10-2008)
Argomenti: Province

Abstract: sindaco di Treviso il certificato di abilitazione alla caccia nonostante l'esame si fosse svolto in maniera irregolare, davanti ad una commissione formata da due soli membri, anziché dai sei previsti dalla legge sulla caccia. L'udienza processuale si terrà il 13 novembre. Il giudice poi ha respinto la richiesta della Lega per l'abolizione della caccia di costituirsi parte civile.

Roma NOSTRA REDAZIONE Anche i Comuni avranno una ... ( da "Gazzettino, Il" del 01-10-2008)
Argomenti: Province

Abstract: per la sovrastima dell'Ici sui fabbricati rurali, per quella dei risparmi in tema di "costi della politica", nonché per il totale reintegro delle entrate venute meno con la abolizione dell'Ici sulla prima casa». L'Associazione preannuncia inoltre che, «finché non ci sarà questa certezza, non parteciperà alle riunioni della Conferenza unificata per discutere di federalismo fiscale»

Enti locali/ Alemanno: Sì all'abolizione delle province ( da "Virgilio Notizie" del 01-10-2008)
Argomenti: Province

Abstract: abolizione delle province "Alleggerirebbe la pressione fiscale e snellirebbe la burocrazia" postato fa da APCOM ARTICOLI A TEMA Altri Roma, 1 ott. (Apcom) - L'abolizione delle Province è "una delle grandi riforme da portare avanti per alleggerire la pressione fiscale a carico dei contribuenti, snellendo tutta la filiera della burocrazia e del costo della politica"

La giunta del Parco preferisce la Regione ( da "Stampa, La" del 02-10-2008)
Argomenti: Province

Abstract: La giunta dell'ente che ha sede a Varzo chiede che venga stralciato dal protocollo l'affidamento della gestione delle aree protette di importanza regionale. «Con l'abolizione degli enti di gestione dei parchi verrà perso un grande e fondamentale patrimonio di esperienze e professionalità costituito dal personale delle aree protette»

Sono sempre stato favorevole all'abolizione delle Province. Credo che sia una delle grand... ( da "Messaggero, Il (Civitavecchia)" del 02-10-2008)
Argomenti: Province

Abstract: Giovedì 02 Ottobre 2008 Chiudi «Sono sempre stato favorevole all'abolizione delle Province. Credo che sia una delle grandi riforme da portare avanti non solo per alleggerire la pressione fiscale a carico dei contribuenti, snellendo tutta la filiera della burocrazia e del costo della politica», ha ribadito il sindaco, Gianni Alemanno.

'Tredicesima' anticipata per cento dipendenti ( da "Nazione, La (Umbria)" del 02-10-2008)
Argomenti: Province

Abstract: abolizione del Cosap entrerà in vigore dal 1° gennaio 2009. Del resto, non si capiva il motivo per cui un cittadino dovesse pagare per uscire di casa. La Provincia non è mai riuscita né a regolamentare né a disciplinare adeguatamente il pagamento di questa tassa che interessa tra i 15 e i 16mila utenti,

Il federalismo fiscale domani in Consiglio dei ministri ( da "Gazzetta di Parma Online, La" del 02-10-2008)
Argomenti: Province

Abstract: abolizione dell?Ici. Le Regioni insistono invece per sciogliere il nodo sanità, 7 miliardi di fondo sanitario e 440 milioni di euro per i ticket che mancano all?appello e senza i quali è in forse anche il loro parere favorevole al disegno di legge.

CON ALTRI SEI TEAM ( da "Mattino, Il (Benevento)" del 01-10-2008)
Argomenti: Province

Abstract: sia a coronamento di quelle intraprese, sia in attuazione del rilancio nazionale dell'edilizia residenziale pubblica, di più cospicue entrate per vendite di alloggi e recupero della morosità, di una minore conflittualità con conseguente riduzione di spese legali, di altri fattori favorevoli come l'abolizione dell'ICI sulla prima casa".

Trasferte, l'azienda é servita ( da "Italia Oggi" del 02-10-2008)
Argomenti: Province

Abstract: anche discutere della possibile abolizione delle province, ma nessuno pensi di cancellare i prefetti, che rappresentano lo Stato". Lo ha detto il presidente della Camera Gianfranco Fini parlando nel corso di una manifestazione pubblica a Verona. "Il federalismo -ha aggiunto- non e' lo smantellamento dello Stato, ma e' la riorganizzazione dello Stato.

RIFORME: FINI, SI DISCUTA DI PROVINCE MA NO ABOLIZIONE PREFETTI ( da "Adnkronos" del 03-10-2008)
Argomenti: Province

Abstract: anche discutere della possibile abolizione delle province, ma nessuno pensi di cancellare i prefetti, che rappresentano lo Stato". Lo ha detto il presidente della Camera Gianfranco Fini parlando nel corso di una manifestazione pubblica a Verona. "Il federalismo -ha aggiunto- non e' lo smantellamento dello Stato, ma e' la riorganizzazione dello Stato.

Federalismo/ Fini: Nessuno pensi di eliminare prefetti ( da "Virgilio Notizie" del 03-10-2008)
Argomenti: Province

Abstract: dello Stato si può discutere dell'abolizione delle Province ma non della cancellazione della figura dei prefetti. "Nessuno pensi di eliminare i prefetti, che in un assetto federale rappresentano lo Stato", spiega Fini dichiarandosi pronto a "rivederne il ruolo", ma non ad eliminarli visto che "sopperiscono a lacune e intervengono in situazioni di emergenza"

Provincia, il Pd ricandida Saitta ( da "Stampa, La" del 04-10-2008)
Argomenti: Province

Abstract: i Moderati, oggi all'opposizione, non intendono più concedere cambiali in bianco e per il momento lavorano ad una loro candidatura. Anche il dibattito sull'abolizione o meno delle Province moltiplica le incertezze. Ma questa è un'altra storia.

buche, tre denunce al giorno il cittadino batte cassa in comune - ernesto ferrara ( da "Repubblica, La" del 02-10-2008)
Argomenti: Province

Abstract: i Moderati, oggi all'opposizione, non intendono più concedere cambiali in bianco e per il momento lavorano ad una loro candidatura. Anche il dibattito sull'abolizione o meno delle Province moltiplica le incertezze. Ma questa è un'altra storia.

"redacted" in visione gratuita la guerra in iraq di de palma ( da "Repubblica, La" del 02-10-2008)
Argomenti: Province

Abstract: accertamento delle entrate degli enti locali e i servizi catastali, ha risentito delle particolari modalità con cui si è realizzato il decentramento catastale, nonché della recente abolizione dell'imposta sulla prima casa". Infine: "Contestualmente si è rafforzata, con la costituzione del Consorzio Polo pubblica amministrazione,

sì del governo al federalismo tremonti: riforma storica - silvio buzzanca ( da "Repubblica, La" del 04-10-2008)
Argomenti: Province

Abstract: alcun rischio di rottura dell´unità nazionale». Il presidente della Camera avverte però: «In tema di riforme si può anche discutere della possibile abolizione delle province, ma nessuno pensi di cancellare i prefetti, che rappresentano lo Stato». Dopo le polemiche dei giorni scorsi con il Cavaliere sull´abuso dei decreti e il ruolo del Parlamento,

Box a Milano, 10 anni di scandali ( da "Corriere della Sera" del 02-10-2008)
Argomenti: Province

Abstract: alcun rischio di rottura dell'unità nazionale". Il presidente della Camera avverte però: "In tema di riforme si può anche discutere della possibile abolizione delle province, ma nessuno pensi di cancellare i prefetti, che rappresentano lo Stato". Dopo le polemiche dei giorni scorsi con il Cavaliere sull'abuso dei decreti e il ruolo del Parlamento,

Quale Italia vedràil federalismo fiscale? ( da "Secolo XIX, Il" del 04-10-2008)
Argomenti: Province

Abstract: passano inoltre sotto silenzio nodi che invece meriterebbero grande attenzione: nessuno discute più dell'abolizione delle Province, o dell'accorpamento dei piccoli Comuni, o della assurdità di avere 20 Regioni in una nazione piccola, con costi burocratici altissimi e con il rischio aggiuntivo del proliferare di tante caste politiche locali.

Seppi, una debacle inattesa In Francia vince Mannarino ( da "Corriere Alto Adige" del 02-10-2008)
Argomenti: Province

Abstract: passano inoltre sotto silenzio nodi che invece meriterebbero grande attenzione: nessuno discute più dell'abolizione delle Province, o dell'accorpamento dei piccoli Comuni, o della assurdità di avere 20 Regioni in una nazione piccola, con costi burocratici altissimi e con il rischio aggiuntivo del proliferare di tante caste politiche locali.

LA POLIZIA municipale di Russi ha indagato due cittadini moldavi di 23 e 24 anni perché trovati... ( da "Resto del Carlino, Il (Ravenna)" del 02-10-2008)
Argomenti: Province

Abstract: Ma la strada per vedere in pratica gli effetti della riforma è ancora lunga. Tremonti: svolta storica ma ci vorranno almeno due anni per il varo dei decreti attuativi. Destinati 1,3 miliardi alle autonomie locali per compensare i mancati introiti dall'abolizione di Ici e ticket. lA pagina 2.

Schiaffeggiato per una battuta sui napoletani ( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 02-10-2008)
Argomenti: Province

Abstract: accertamento delle entrate degli enti locali e i servizi catastali, ha risentito delle particolari modalità con cui si è realizzato il decentramento catastale, nonché della recente abolizione dell'imposta sulla prima casa". Infine: "Contestualmente si è rafforzata, con la costituzione del Consorzio Polo pubblica amministrazione,

Addio pacchia di Stato Comuni e Regioni cammineranno da soli ( da "Giornale.it, Il" del 04-10-2008)
Argomenti: Province

Abstract: abolizione dell'Ici. Tremonti: riforma epocale da Roma «Quella del federalismo fiscale è una riforma storica». Il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, non si è certo mascherato dietro un velo di falsa modestia. Il ddl delega approvato ieri in Consiglio dei ministri ha una portata epocale e come ha detto lo stesso titolare del Tesoro «

Low scores at the pro-celebrity golf ( da "Guardian, The" del 03-10-2008)
Argomenti: Province

Abstract: abolizione dell'Ici. Tremonti: riforma epocale Roma - "Quella del federalismo fiscale è una riforma storica". Il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, non si è certo mascherato dietro un velo di falsa modestia. Il ddl delega approvato ieri in Consiglio dei ministri ha una portata epocale e come ha detto lo stesso titolare del Tesoro "

Addio pacchia di Stato, arriva il federalismo ( da "Giornale.it, Il" del 04-10-2008)
Argomenti: Province

Abstract: abolizione dell?Ici. Tremonti: riforma epocale Roma - «Quella del federalismo fiscale è una riforma storica». Il ministro dell?Economia, Giulio Tremonti, non si è certo mascherato dietro un velo di falsa modestia. Il ddl delega approvato ieri in Consiglio dei ministri ha una portata epocale e come ha detto lo stesso titolare del Tesoro «

La mia meta è la trasparenza ( da "Italia Oggi (MarketingOggi)" del 03-10-2008)
Argomenti: Province

Abstract: accertamento delle entrate degli enti locali e i servizi catastali, ha risentito delle particolari modalità con cui si è realizzato il decentramento catastale, nonché della recente abolizione dell'imposta sulla prima casa". Infine: "Contestualmente si è rafforzata, con la costituzione del Consorzio Polo pubblica amministrazione,

comincia il campionato, finalmente - roberto sanna ( da "Nuova Sardegna, La" del 03-10-2008)
Argomenti: Province

Abstract: i Moderati, oggi all'opposizione, non intendono più concedere cambiali in bianco e per il momento lavorano ad una loro candidatura. Anche il dibattito sull'abolizione o meno delle Province moltiplica le incertezze. Ma questa è un'altra storia.

Differenziata, Deiva al topGenova ferma al 16,7 per cento ( da "Secolo XIX, Il" del 03-10-2008)
Argomenti: Province

Abstract: accertamento delle entrate degli enti locali e i servizi catastali, ha risentito delle particolari modalità con cui si è realizzato il decentramento catastale, nonché della recente abolizione dell'imposta sulla prima casa". Infine: "Contestualmente si è rafforzata, con la costituzione del Consorzio Polo pubblica amministrazione,

e' allarme razzismo roma, cinese aggredito ( da "Provincia Pavese, La" del 03-10-2008)
Argomenti: Province

Abstract: La giunta dell'ente che ha sede a Varzo chiede che venga stralciato dal protocollo l'affidamento della gestione delle aree protette di importanza regionale. "Con l'abolizione degli enti di gestione dei parchi verrà perso un grande e fondamentale patrimonio di esperienze e professionalità costituito dal personale delle aree protette"

Assemblea dei giornalisti ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 03-10-2008)
Argomenti: Province

Abstract: i Moderati, oggi all'opposizione, non intendono più concedere cambiali in bianco e per il momento lavorano ad una loro candidatura. Anche il dibattito sull'abolizione o meno delle Province moltiplica le incertezze. Ma questa è un'altra storia.

devi essere retto corretto e coerente ( da "Repubblica, La" del 03-10-2008)
Argomenti: Province

Abstract: accertamento delle entrate degli enti locali e i servizi catastali, ha risentito delle particolari modalità con cui si è realizzato il decentramento catastale, nonché della recente abolizione dell'imposta sulla prima casa". Infine: "Contestualmente si è rafforzata, con la costituzione del Consorzio Polo pubblica amministrazione,

concorso per chi ha meno di 35 anni è per giovani talenti artistici ( da "Tirreno, Il" del 03-10-2008)
Argomenti: Province

Abstract: accertamento delle entrate degli enti locali e i servizi catastali, ha risentito delle particolari modalità con cui si è realizzato il decentramento catastale, nonché della recente abolizione dell'imposta sulla prima casa". Infine: "Contestualmente si è rafforzata, con la costituzione del Consorzio Polo pubblica amministrazione,

nascondevano droga in garage insospettabili ( da "Repubblica, La" del 03-10-2008)
Argomenti: Province

Abstract: La giunta dell'ente che ha sede a Varzo chiede che venga stralciato dal protocollo l'affidamento della gestione delle aree protette di importanza regionale. "Con l'abolizione degli enti di gestione dei parchi verrà perso un grande e fondamentale patrimonio di esperienze e professionalità costituito dal personale delle aree protette"

S. Lorenzo ha la piazza domani l'inaugurazione ( da "Resto del Carlino, Il (Rimini)" del 03-10-2008)
Argomenti: Province

Abstract: Lega abolizione caccia, sarà davvero particolare. LA CORNICE scelta è uno dei luoghi simbolo dello "scontro": la cresta del colle di San Zeno. Qui, alle prime luci dell'alba verrà organizzata una fiaccolata che prevedibilmente sarà accompagnata dal rimbombo delle fucilate, mentre più tardi, fino alle 12, terrà banco un presidio di quello che probabilmente è il "

4 OTTOBRE 2008 QUARTA GIORNATA DEL CONTEMPORANEO ( da "marketpress.info" del 03-10-2008)
Argomenti: Province

Abstract: ai Comuni di quanto hanno perso per l'abolizione dell'Ici sulla prima casa e dell'Ici sulle seconde case ex rurali; alle Province per la totale mancanza di propri tributi con i quali sostenere i loro bilanci. Il totale di queste richieste, riconosciute legittime e dovute, è di 3,5 miliardi.

lo spot federalista ai tempi della crisi - (segue dalla prima pagina) ( da "Repubblica, La" del 05-10-2008)
Argomenti: Province

Abstract: ai Comuni di quanto hanno perso per l´abolizione dell´Ici sulla prima casa e dell´Ici sulle seconde case ex rurali; alle Province per la totale mancanza di propri tributi con i quali sostenere i loro bilanci. Il totale di queste richieste, riconosciute legittime e dovute, è di 3,5 miliardi.

Federalismo, il Pd vuole una bicamerale Le proposte dei democratici: una commissione che vigili sull'applicazione delle norme ( da "Unita, L'" del 05-10-2008)
Argomenti: Province

Abstract: Tra le proposte compare anche l'abolizione delle province «laddove verranno realizzate le nuove città metropolitane» e l'avvio di «sanzioni» per Regioni o Comuni «inadempienti» («per garantire i cittadini di quei territori») e «sistemi di premialità per gli enti che raggiungono gli obiettivi fissati».

Al via la Legadue, la favorita e` Varese ( da "Datasport" del 03-10-2008)
Argomenti: Province

Abstract: Tra le proposte compare anche l'abolizione delle province "laddove verranno realizzate le nuove città metropolitane" e l'avvio di "sanzioni" per Regioni o Comuni "inadempienti" ("per garantire i cittadini di quei territori") e "sistemi di premialità per gli enti che raggiungono gli obiettivi fissati".

Lo spot federalista ai tempi della crisi ( da "Borsa(La Repubblica.it)" del 05-10-2008)
Argomenti: Province

Abstract: ai Comuni di quanto hanno perso per l'abolizione dell'Ici sulla prima casa e dell'Ici sulle seconde case ex rurali; alle Province per la totale mancanza di propri tributi con i quali sostenere i loro bilanci. Il totale di queste richieste, riconosciute legittime e dovute, è di 3,5 miliardi.

Trieste Arrivano i soldi dell'Ici mancata. I circa 35 ... ( da "Gazzettino, Il (Pordenone)" del 05-10-2008)
Argomenti: Province

Abstract: Trieste Arrivano i soldi dell'Ici mancata. I circa 35 ... TriesteArrivano i soldi dell'Ici mancata. I circa 35 milioni di euro assegnati dal ministero dell'Interno al Friuli Venezia Giulia per ristorare i Comuni dai mancati introiti dovuti all'abolizione dell'imposta sulla prima casa ariveranno a giorni.

salasso addizionale irpef il prelievo è raddoppiato stangata da 150 euro a testa - massimo nardin ( da "Mattino di Padova, Il" del 04-10-2008)
Argomenti: Province

Abstract: abolizione delle Province, si ricorderà, è stato un tormentone della passata campagna elettorale, sbandierata da quasi tutti i candidati di sinistra e di destra, ma più principalmente dalla destra, che a una sua vittoria, cosa che è avvenuta, si sarebbe impegnata a tagliare la Provincia come principale soluzioni per tagliare la spesa pubblica.

Dare un nuovo ruolo alle Province L'abolizione ... ( da "Gazzettino, Il (Padova)" del 05-10-2008)
Argomenti: Province

Abstract: Province L'abolizione ... Dare un nuovoruoloalle ProvinceL'abolizione delle Province, si ricorderà, è stato un tormentone della passata campagna elettorale, sbandierata da quasi tutti i candidati di sinistra e di destra, ma più principalmente dalla destra, che a una sua vittoria, cosa che è avvenuta, si sarebbe impegnata a tagliare la Provincia come principale soluzioni per tagliare

Federalismo, il disegno di legge non convince i sindaci lariani ( da "Corriere Di Como, Il" del 05-10-2008)
Argomenti: Province

Abstract: Dato che l'Ici per noi era liquidità, avevamo acconsentito all'abolizione dell'imposta a patto però che la copertura del mancato introito fosse totale. Se il federlismo andasse a senso unico, verso il Sud, sarebbe una beffa. Ma sono sicuro che la presenza della Lega nel governo garantirà le istanze del Nord».

Federalismo/ Province lombarde: più soldi dai tributi sulle... ( da "Virgilio Notizie" del 06-10-2008)
Argomenti: Province

Abstract: un importante segnale in controtendenza" rispetto ai tentativi di abolizione di questi enti, ma sottolinea anche la necessità di compensare con nuove entrate tributarie legate alle automobili i tagli previsti dal nuovo assetto istituzionale. E' quanto ha deliberato oggi l'assemblea generale dell'Upl riunita a Palazzo Isimbardi.

<Federalismo sì ma servono nuove risorse> ( da "Eco di Bergamo, L'" del 07-10-2008)
Argomenti: Province

Abstract: Unione delle Province lombarde considera il disegno di legge sul federalismo fiscale «un importante segnale in controtendenza» rispetto ai tentativi di abolizione di questi enti, ma sottolinea anche la necessità di compensare con nuove entrate tributarie legate alle automobili i tagli previsti dal nuovo assetto istituzionale.

Nessun taglio alle Province? Si provi almeno a riformarle ( da "Gazzettino, Il" del 07-10-2008)
Argomenti: Province

Abstract: Nessun taglio alle Province? Si provi almeno a riformarle L'abolizione delle province è stato un tormentone della passata campagna elettorale, sbandierata da quasi tutti i candidati di sinistra e di destra, ma soprattutto dalla destra, che in caso di vittoria, cosa avvenuta, si sarebbe impegnata a tagliare la Provincia come principale soluzione per tagliare la spesa pubblica.

<Irresponsabile abolire le Province sopprimiamo Ato ed enti secondari> ( da "Gazzettino, Il (Rovigo)" del 07-10-2008)
Argomenti: Province

Abstract: Ribadisce la neutralità del coinvolgimento delle assemblee elettive nella creazione del codice delle autonomie ».Sul ruolo e competenze delle Province il documento ritiene «fuorviante e anacronistico il dibattito che si è aperto sulla loro abolizione, alimentato irresponsabilmente anche da esponenti di primo piano di diverse forze politiche».

La Camera approva la fiducia sul decreto Gelmini: "Riforma? Una manutenzione" ( da "Quotidiano.net" del 08-10-2008)
Argomenti: Province

Abstract: Abolizione del team di insegnanti alle elementari al posto di un unico docente. A partire dal prossimo anno scolastico nelle prime classi delle elementari sarà reintrodotto il maestro unico al posto dei tre docenti per due classi. Il decreto prevede che le ore del tempo pieno saranno coperte dallo stesso maestro unico,

I tagli guastano la Festa del Teatro ( da "Giorno, Il (Milano)" del 08-10-2008)
Argomenti: Province

Abstract: assessore alla Cultura della Provincia Daniela Benelli proprio durante la presentazione della ricchissima tre giorni (250 spettacoli in oltre 100 siti) che coinvolgerà Milano ma anche Monza, Legnano, Seregno, Brugherio, Sesto San Giovanni tra il 24 e il 26 ottobre.

I tagli guastano la festa del teatro ( da "Corriere della Sera" del 08-10-2008)
Argomenti: Province

Abstract: presidente dell'Agis Lombardia. «Peccato, con questo atteggiamento — continua — si mortifica la forte domanda di teatro che la città sta dimostrando». Ricordando che «i contributi soppressi rientrano nell'abolizione del fondo di 20 milioni di euro di cofinanziamento ministero- enti locali» la Benelli richiama alla sobrietà:

Proporzionale, scintille nel Pdl ( da "Corriere Alto Adige" del 08-10-2008)
Argomenti: Province

Abstract: «Le dichiarazioni dell'onorevole Biancofiore sull'abolizione della proporzionale etnica — scrive il deputato del Pdl, Giorgio Holzmann — non fanno parte del programma elettorale del Pdl e costituiscono solamente opinioni personali, peraltro non condivise da Alleanza Nazionale.

solo promesse, la casta è sempre lì - mario lancisi ( da "Tirreno, Il" del 08-10-2008)
Argomenti: Province

Abstract: Con fatica e non poche critiche da parte dell'opposizione (vedi articolo a parte). Ma per il resto il vento della riduzione dei costi della politica, dello smantellamento degli enti inutili e dell'abolizione di poltrone e poltroncine è durato lo spazio di una stagione, o poco più. Il caso forse più emblematico è quello della riduzione dei consiglieri regionali.

<Al Comune niente spese>Sortino. ( da "Sicilia, La" del 09-10-2008)
Argomenti: Province

Abstract: di giorno vede triplicarsi le presenze per tutti i lavoratori delle varie aziende industriali che si trovano nella prossimità del centro abitato, che è al centro della zona del petrolchimico. Tra l'altro il Comune di Priolo già era stato penalizzato con l'abolizione della guardia medica 24 ore su 24. La chiusura era stata motivata per il riordino delle guardie mediche in Sicilia,

Sindaci, in campo il terzo mandato ( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 10-10-2008)
Argomenti: Province

Abstract: città metropolitane e servizi di area vasta, norme sui piccoli Comuni e riforma della polizia municipale. «L'ABOLIZIONE del limite del secondo mandato è una rivendicazione di lunga data dell'Anci - ricorda Carlo Panzera, sindaco di Vobarno e presidente dell'Associazione comuni bresciani - che risale ancora al primo governo Prodi.

Testimoni di un incidente Cercansi testimoni che possano aver assistito all'incidente occors... ( da "Nazione, La (Pisa)" del 10-10-2008)
Argomenti: Province

Abstract: abolizione della pena di morte in Giappone, Corea del Sud, Vietnam, India, Pakistan e Taiwan. Motorizzazione Civile Lunedì prossimo l?Ufficio della Motorizzazione Civile per la provincia di Pisa resterà chiuso al pubblico per qualsiasi operazione.

Un inutile doppione che frena l'efficienza ( da "Sole 24 Ore, Il" del 10-10-2008)
Argomenti: Province

Abstract: sono probabilmente tra le entità la cui abolizione, o almeno un drastico mutamento strutturale, non solo aiuterebbe ad abbassare il livello della spesa pubblica, ma faciliterebbe anche il recupero di un rapporto costruttivo e di fiducia tra i cittadini e la politica. Non tanto per l'onere di gettoni e indennità che spettano a consiglieri,assessori e presidenti,

Province, l'occasione dei tagli ( da "Sole 24 Ore, Il" del 10-10-2008)
Argomenti: Province

Abstract: abolizione delle Province. La spiegazione è logica: perché al fianco di tante strutture provinciali inefficienti esistono Province che ricoprono un ruolo importante per la struttura multilivello degli enti locali. Basta citare l'Emilia-Romagna e la Toscana, nelle quali esse svolgono funzioni spesso già prefigurate nella politica adottata dal Pci nelle Regioni di sua tradizionale

Tasse locali, 1500 euro a testa ( da "Resto del Carlino, Il (Rovigo)" del 10-10-2008)
Argomenti: Province

Abstract: emerge dai conteggi della Cgia di Mestre è che l?imposizione locale ha viaggiato negli ultimi anni costantemente in crescita, soprattutto al nord, e così anche nella nostra provincia. Crescita non certo attutita dall?abolizione dell?Ici sulla prima casa nell?anno in corso, anche perché i Comuni hanno stanno recuperando altrove quote di tassazione sui contribuenti.

Provincia, spunta l'ipotesi Cimadoro ( da "Eco di Bergamo, L'" del 11-10-2008)
Argomenti: Province

Abstract: Oggi e domani i volontari dell'Italia dei Valori saranno in circa mille piazze italiane per avviare la raccolta firme per indire un referendum per l'abolizione del lodo Alfano, che garantisce l'immunità alle quattro più alte cariche dello Stato. «Una grande battaglia di legalità», spiega Cimadoro.

Vicenza Dei 5 principali comuni della provincia di ... ( da "Gazzettino, Il (Vicenza)" del 11-10-2008)
Argomenti: Province

Abstract: La riduzione nel 2007 dell'aliquota sulla prima casa e la successiva, nel 2008, totale abolizione dell'Ici hanno rivoluzionato l'entità del tributo. Dal 1998 al 2006 l'incidenza percentuale di questa tassa è aumentata, in tutti i casi, a volte in maniera anche molto consistente come a Schio, dove è passata dal 19 al 40 per cento,

L'Acl fa i conti in tasca agli ambientalisti ( da "Giornale di Brescia" del 12-10-2008)
Argomenti: Province

Abstract: quali stanziamenti e benefici economici a vario titolo e di quale importo abbiano avuto nel corso degli ultimi anni Wwf, Lac (Lega Abolizione Caccia), Lipu (Lega Italiana Protezione Uccelli) e Legambiente. In particolare, spiega la nota dell'Acl, «la Lipu avrebbe ricevuto un incarico di consulenza da parte del passato Governo per individuazione delle Zone di Protezione Speciale».

UPI: MELILLI, PROVINCE DEVONO AVERE CORAGGIO DI CAMBIARE PELLE. ( da "Asca" del 13-10-2008)
Argomenti: Province

Abstract: Quanto ai possibili risparmi dell'abolizione delle province il presidente dell'Upi ricorda che ''su una spesa totale di 14 miliardi di euro, 2 miliardi e 300 milioni sono il costo per il personale, che immagino nessuno voglia considerare comprimibile, e 119 milioni sono i costi della politica, o meglio, della democrazia.

le province alla prova federalismo - marco trabucco ( da "Repubblica, La" del 14-10-2008)
Argomenti: Province

Abstract: e abolizione delle Provincie. Saitta ha ribadito al sua ferma difesa dell´ente che presiede. Dopo aver ricordato che le Province sono nate addirittura prima dell´Unità d´Italia e che quella di Torino, istituita nel 1859 con la legge Rattazzi ha fatto da modello a quelle poi di tutto il resto del paese, ha aggiunto: «In tutta Europa esiste un ente intermedio tra Regioni e Comuni.

Risposta a Chiamparino: "Fanno solo il loro dovere" ( da "Stampa, La" del 14-10-2008)
Argomenti: Province

Abstract: funzioni degli enti locali vanno ridefinite tenendo conto delle peculiarità territoriali, economiche e sociali», ha premesso Fitto. Per questo, «il dibattito sull'abolizione o meno delle Province è sbagliato». Se il Codice delle autonomie sarà uno dei prossimi provvedimenti al varo del Consiglio dei ministri, come ha ricordato il ministro, il Governo si muoverà con i piedi di piombo:

<Nelle Province venete solo presidenti leghisti> ( da "Gazzettino, Il (Belluno)" del 14-10-2008)
Argomenti: Province

Abstract: delle Province, mentre Forza Italia e il Popolo delle Libertà si sono più volte schierati per l'abolizione di questi enti. Con che credibilità ­si chiede il capogruppo veneto della Lega- possono presentare dei loro candidati?» Simile ragionamento Bottacin lo fa per le Comunità montane, il cui riordino è inserito all'ordine del giorno del consiglio regionale iniziato ieri a Venezia.

FEDERALISMO assistenziale? Assistenzialismo federale? Questi rischi paventati da Luca Ricolfi gi... ( da "Messaggero, Il" del 15-10-2008)
Argomenti: Province

Abstract: iniziativa sul federalismo fiscale l'abolizione delle Province. La stessa occasione che fu persa ormai quasi quarant'anni fa nel momento dell'istituzione delle Regioni. Comunque qui aggiungerei mie considerazioni ed analisi ai tanti chili di piombo dedicati alla materia del federalismo fiscale da molte settimane e soprattutto in questi giorni.

CITTà METROPOLITANA STOP, PROVINCIA AL VOTO ( da "Mattino, Il (Avellino)" del 15-10-2008)
Argomenti: Province

Abstract: In pratica la città metropolitana non si realizzerebbe così come nei programmi e, per il prossimo anno sarebbe inevitabile tornare al voto per il rinnovo dell'amministrazione di piazza Matteotti. Una circostanza evitata, appunto, in caso di abolizione dell'ente Provincia di Napoli.

Nasce la Provincia piena di debiti ( da "Corriere Adriatico" del 15-10-2008)
Argomenti: Province

Abstract: Gionni più pacato che vuole attivare un percorso condiviso nella risoluzione della complicata matassa. Purtroppo la sindrome dell'addormentata del bosco ha colpito il Pd» ha detto Brugni mentre Crescenzi ha ricordato che due suoi emendamenti sull'assegnazione del patrimonio su base territoriale e sull'abolizione del conguaglio a Fermo sono stati respinti proprio dal centrosinistra.

IL PRESIDENTE DELLA PROVINCIA DI NAPOLI, DINO DI PALMA, NEL CORSO DELL'ASSEMBLEA NAZIONALE DELL... ( da "Mattino, Il (Circondario Sud2)" del 15-10-2008)
Argomenti: Province

Abstract: In pratica la città metropolitana non si realizzerebbe così come nei programmi e, per il prossimo anno sarebbe inevitabile tornare al voto per il rinnovo dell'amministrazione di piazza Matteotti. Una circostanza evitata, appunto, in caso di abolizione dell'ente Provincia di Napoli.

La Grande Provincia si presenta all'esame di Palazzo Madama ( da "Giorno, Il (Brianza)" del 16-10-2008)
Argomenti: Province

Abstract: Non è che devono sparire le province e non credo che sia il momento oggi di parlare di abolizione quando questa istituzione ha un compito ben preciso e importantissimo nel decentramento. Stanno arrivando i codici delle autonomie e credo che lì si regolamenterà il tutto e la Provincia avrà il proprio e specifico ruolo».

serve un organismo che tuteli la montagna ( da "Messaggero Veneto, Il" del 16-10-2008)
Argomenti: Province

Abstract: però a porsi alcuni interrogativi su quale potrebbe essere il futuro delle piccole realtà montane senza un ente sovraccomunale che le tuteli». Belgrado sottolinea che le dichiarazioni sull'abolizione delle Comunità montane sono uno slogan vincente in questo momento, ma sarebbe più opportuno condurre una riflessione seria a tutto tondo e trasversale rispetto alle forze politiche.

ciriani parla di cose che non conosce ( da "Messaggero Veneto, Il" del 16-10-2008)
Argomenti: Province

Abstract: non abolizione, quindi - delle Cm i cui contenuti cozzano contro ciò che Ciriani ha pubblicamente dichiarato. La verità è che da anni la Provincia, disconosciuta come istituzione anche dal presidente della Camera "amico", tenta di avocare a sé competenze che ha dimostrato di non avere e di non poter sottrarre ad alcuno,

Le Comunità montane resistono ( da "Gazzettino, Il (Pordenone)" del 16-10-2008)
Argomenti: Province

Abstract: alle affermazioni del presidente vicario della Provincia, Alessandro Ciriani, che è favorevole all'abolizione delle Comunità Montane stesse. «Mi stupisce tale sortita è l'esordio dell'amministratore pubblico sopratutto quando Ciriani aggiunge di voler affidare alle maggiori forze e capacità dell'ente Provincia la rinascita del territorio montano.

RIFORME: ZINGARETTI, ABOLIRE PROVINCE NON MI SEMBRA IN PROGRAMMA GOVERNO. ( da "Asca" del 17-10-2008)
Argomenti: Province

Abstract: ABOLIRE PROVINCE NON MI SEMBRA IN PROGRAMMA GOVERNO (ASCA) - Roma, 17 ott - ''Da quanto ho compreso anche dagli interventi dei Ministri Maroni e Ronchi al Congresso dell'Upi di due giorni fa, l'abolizione delle province non e' nel programma del Governo, anzi c'e' la consapevolezza che gli enti di area vasta sono spesso organismi di tutela dei piccoli comuni'

Province/ Zingaretti: Abolizione enti non in programma ( da "Virgilio Notizie" del 17-10-2008)
Argomenti: Province

Abstract: intervento del ministro Maroni al congresso dell'Upi dell'altro ieri, l'abolizione delle Province non è nel programma del Governo, anzi, al dibattito che ho ascoltato, sia del ministro Ronchi che del ministro Maroni, c'è la consapevolezza che questi enti di Governo delle aree vaste, sono spesso organismi di tutela dei piccoli Comuni di una comunità locale".

Convegno su società e associazioni sportive ( da "Stampa, La" del 18-10-2008)
Argomenti: Province

Abstract: Organizzato dall'assessorato allo Sport della Provincia, l'evento sarà ospitato nel salone parrocchiale di piazza Ss. Rosario. L'incontro è rivolto a tutte le associazioni e società sportive, federazioni, enti di promozione sportiva, amministrazioni comunali, consorzi di Comuni, parrocchie, gestori di impianti sportivi.

Provinciali, la Lega Nord alza le antenne ( da "Libertà" del 19-10-2008)
Argomenti: Province

Abstract: Il territorio della montagna - spiega Luigi Fogliazza - è quello che soffre maggiormente la distanza dalle scelte provinciali basti pensare, ad esempio, all'abolizione del distretto sanitario. In particolare la Valnure, oltre ad essere l'unica zona senza un presidio sanitario è anche quella in cui manca un istituto scolastico superiore.

Tasse, al top c'è Alassio ( da "Secolo XIX, Il" del 20-10-2008)
Argomenti: Province

Abstract: Il sindaco punta poi il dito sull'effetto paradossale che crea l'abolizione dell'Ici prima casa e la sua trasformazione in trasferimenti erariali basati sugli introiti 2007: «La scelta penalizza i Comuni più virtuosi, che per la prima casa avevano mantenuto aliquote basse per i cittadini. Mentre, invece, chi stangava avrà molto».

Provincia unita in difesa delle Comunità montane ( da "Corriere del Veneto" del 22-10-2008)
Argomenti: Province

Abstract: primo firmatarioGiuseppe Laiti dell'Udc) e, si pone come una presa di posizione, condivisa anche dalla Giunta. «Il disegno di legge per il riordino e l'abolizione degli enti inutili - sostiene Laiti - non deve riguardare le nostre comunità montane che sono indispensabili per la salvaguardia e lo sviluppo del territorio.

PIOMBINO FORZA ITALIA chiede l'abolizione dei Consorzi di b... ( da "Nazione, La (Livorno)" del 22-10-2008)
Argomenti: Province

Abstract: affidando alla Regione il compito di provvedere a finanziare le Province per le spese necessarie a garantire lo sviluppo e la valorizzazione delle produzioni agricole, la difesa del suolo, la regimazione delle acque, la tutela dell?ambiente e delle sue risorse naturali. Provenzali ricorda che è aperta una discussione giurisprudenziale in merito al pagamento del contributo di bonifica.

<Comunità montane, l'addio già con la nuova Finanziaria> ( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 22-10-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Province

Abstract: altra sera nel corso del direttivo regionale della Lega Nord. Il passaggio successivo è l'abolizione, magari sostituendole con altre forme aggregative per il territorio montano come i Consorzi.Il Carroccio è pronto a scendere in campo sull'argomento e potrebbe passare dalle parole ai fatti già nel corso dell'approvazione della Finanziaria regionale.

<Veneto: anche i cani e i gatti nel carniere dei cacciatori ... ( da "Gazzettino, Il (Pordenone)" del 23-10-2008)
Argomenti: Province

Abstract: ha dichiarato Andrea Zanoni Presidente della Lega abolizione caccia del Veneto sono gravissime, perché liberalizzano il bracconaggio e il traffico illecito di fauna selvatica. Consentire poi l'uccisione di fauna domestica inselvatichita potrà dare il via a massacri di cani e gatti e di chissà quanti altri animali domestici trovati a gironzolare nei pressi di abitazioni e fattorie,

Quando vinceremo introdurremo il 7 in condotta ( da "Trentino" del 24-10-2008)
Argomenti: Province

Abstract: l'abolizione delle specializzazioni alle superiori e l'importanza delle classi separate. Questi sono i punti cruciali per riformare la scuola che hanno proposto ieri i candidati del Popolo della Libertà nella sede di Forza Italia. «Se Dellai rimarrà presidente della Provincia, non cambierà nulla nella scuola trentina,

Sicurezza, un "grande fratello" per il Nordest ( da "Gazzettino, Il" del 24-10-2008)
Argomenti: Province

Abstract: abolizione delle Province e incoraggiato quella di Comunità montane, Consorzi ed Enti parco. Quanto alle 9 città metropolitane, in questo caso le Province spariranno ma non si procederà con un modello imperativo uguale per tutte le realtà. E per i Comuni con meno di 5mila abitanti il sindaco potrà essere eletto più di due volte,

Reggi: macro-Comuni al posto delle Province ( da "Libertà" del 25-10-2008)
Argomenti: Province

Abstract: Purtroppo i risultati effettivi dell'esecutivo sono stati tutti contro il federalismo: dall'abolizione dell'unica imposta federale come l'Ici, ai provvedimenti concessi in tema di sicurezza». «Per i quali - fa notare il sindaco - ci troviamo in una condizione di completa subordinazione ai prefetti: sulla carta si vogliono dare nuovi poteri ai sindaci,

<Sì al Piano per il Centro storico> ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 25-10-2008)
Argomenti: Province

Abstract: Scontro tra Giunta e opposizione sulle linee programmatiche La maggioranza si schiera per l'abolizione della Provincia. E l'opposizione ribatte: avete i finanziamenti grazie alla sua istituzione. Una seduta lunga e animata per votare il programma amministrativo e il piano particolareggiato del centro storico riporta il tifo del pubblico nell'ultimo consiglio comunale a Villacidro.

La Lac diffida Galan dopo la sentenza del Tar ( da "Giornale di Vicenza.it, Il" del 25-10-2008)
Argomenti: Province

Abstract: Il governatore veneto secondo la Lega abolizione caccia dovrebbe rivedere la legge regionale entro 10 giorni La Lac diffida Galan dopo la sentenza del Tar Donazzan: «Ma solo la Corte costituzionale può decidere»   La Lega abolizione caccia diffida il presidente della Regione Veneto, Giancarlo Galan.

Ma la Provincia non doveva essere abolita? ( da "Giornale.it, Il" del 27-10-2008)
Argomenti: Province

Abstract: le inutilissime province restano lì e guai a chi le tocca. Anzi, «se noi della Lega diciamo che le province non si aboliranno, non si aboliranno», intima perentorio il ministro dell'Interno Maroni. Perché? Lui dice perché fanno parte del «mondo delle autonomie» ma la gente pensa: «perché sono posti e poltrone da spartire».

Silenzio del giaguaro o rinuncia alla lotta? ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 31-10-2008)
Argomenti: Province

Abstract: con un ultimo appello urbi et orbi alla non abolizione delle Province, «strumenti fondamentali per la tutela del territorio» (che vuoi che siano 61 milioni di euro di stipendi complessivi quando c'è di mezzo l'ecologia). Poi più nulla, eccezion fatta per una mini-intervista estiva rilasciata a L'Espresso.

passa il piano sanità asl da tredici a otto ( da "Repubblica, La" del 01-11-2008)
Argomenti: Province

Abstract: Due proposte ricche di tagli: riduzione del cinquanta per cento dell´indennità di funzione dei consiglieri che fanno parte degli uffici di presidenza; abolizione delle auto di servizio salvo quelle assegnate ai presidenti di Giunta e Consiglio; soppressione della norma che prevede i rimborsi chilometrici per i consiglieri;

Tutela della carta, la parola al Governo ( da "Giorno, Il (Como)" del 01-11-2008)
Argomenti: Province

Abstract: in base alla variazione della differenza dei prezzi fra Svizzera e Italia». Tutti i politici intervenuti ieri hanno espresso il loro sostegno alla lotta anti-abolizione della tessera. «Per la Lega - ha detto l?onorevole Marco Reguzzoni - è un punto irrinunciabile. Attendiamo di sapere come si muoverà la Regione».

Province, rispunta l'abolizione ( da "Corriere del Veneto" del 01-11-2008)
Argomenti: Province

Abstract: 2008-11-01 num: - pag: 1 categoria: REDAZIONALE I temi della spesa pubblica nel dibattito sul federalismo organizzato a Vicenza Province, rispunta l'abolizione Calearo annuncia una proposta bipartisan di parlamentari-imprenditori Riello: «Come prima mossa nessun candidato si presenti alle prossime elezioni» VICENZA —

PROVINCE: FIGLIO DI PIETRO, "DA CONSIGLIERE SI' AD ABOLIZIONE" ( da "Agi" del 01-11-2008)
Argomenti: Province

Abstract: PROVINCE: FIGLIO DI PIETRO, "DA CONSIGLIERE SI' AD ABOLIZIONE" (AGI) - Campobasso, 1 nov. - "Sono a favore dell'abolizione delle province e delle comunita' montane perche' si risparmierebbero diversi miliardi di euro, necessari al Paese". Con il suo si' rischia di ritrovarsi "disoccupato", amministrativamente parlando,

il pd non abolirà le province ( da "Nuova Venezia, La" del 02-11-2008)
Argomenti: Province

Abstract: Non esiste allora nessuna proposta del Pd che punta all'abolizione delle Province. «Non esiste nessun programma in tal senso. Ricordo che l'abolizione delle Province, al contrario, era prevista nel programma del Popolo delle Libertà. Nel Decreto legge Calderoli, però, sono ancora tutte lì: vaglielo a dire alla Lega di abolire le Province.

il consigliere di pietro junior: via province ed enti montani ( da "Centro, Il" del 02-11-2008)
Argomenti: Province

Abstract: Via Province ed Enti montani» CAMPOBASSO. «Sono a favore dell'abolizione delle province e delle comunità montane perché si risparmierebbero diversi miliardi di euro, necessari al Paese». Con il suo "sì" rischia di ritrovarsi "disoccupato", amministrativamente parlando, ma Cristiano Di Pietro, figlio del leader dell'Italia dei valori e consigliere provinciale di Campobasso,

Province, Pd contro Calearo ( da "Corriere del Veneto" del 02-11-2008)
Argomenti: Province

Abstract: sull'abolizione delle Province, considerate dal politico-imprenditore vicentino «enti che vanno eliminati, poiché sono solo fonte di costi e di filtri». Paolo Giaretta, segretario regionale del Pd, ribatte: «Il centrodestra fa intendere che vorrebbe eliminarle ma poi, una volta al governo, ha creato cinque nuove Province.

<Aboliamo le Province>. Il Pd sconfessa Calearo ( da "Corriere del Veneto" del 02-11-2008)
Argomenti: Province

Abstract: abolizione delle Province, considerate dal politico-imprenditore vicentino «Enti che vanno eliminati, poiché sono solo fonte di costi e di filtri». In una parola: inutili. Sostenerlo è legittimo, ma dirlo pubblicamente a pochi mesi da un turno elettorale in cui il tuo partito si presenta per confermarsi alla guida di tre Province su cinque (

<Per i contribuenti questa è musica> ( da "Corriere del Veneto" del 02-11-2008)
Argomenti: Province

Abstract: speriamo che non siano solo notizie quelle riportate sul Corriere del Veneto di oggi ( ieri per chi legge): l'abolizione delle Province e le fusioni fra Comuni sotto i 5000 abitanti sono musica per le orecchie dei poveri contribuenti. I risparmi saranno notevoli: solo nel mio territorio la sparizione di due sindaci porta come minimo un risparmio annuale per compensi di circa 25.

montagna svela il sogno: centrare il tris ( da "Tirreno, Il" del 04-11-2008)
Argomenti: Province

Abstract: dell'Abetone. Lo stesso Montagna potrebbe, infatti, non aver bisogno di potenziali eredi. Nel senso che lui stesso potrebbe candidarsi per la terza volta consecutiva. L'abolizione del divieto del terzo mandato nei piccoli comuni è infatti compresa tra i provvedimenti principali della riforma delle autonomie a cui stanno lavorando il governo Berlusconi e la maggioranza che lo sostiene.

Province tra abolizione e raccolta firme ( da "Corriere del Veneto" del 04-11-2008)
Argomenti: Province

Abstract: Province tra abolizione e raccolta firme di LUIGI MIGLIORINI Ho letto, con interesse «personale», sul Corriere le varie prese di posizione, al dibattito sui vantaggi del federalismo, sull'opportunità o meno dell'abolizione dell'Ente provincia, a favore della cui eliminazione si sono, tra gli altri, pronunciati il parlamentare Pd Calearo e il presidente degli Industriali veneti Riello.

Gidoni: Solo la Lega vuole le Province ( da "Corriere delle Alpi" del 05-11-2008)
Argomenti: Province

Abstract: Gidoni: «Solo la Lega vuole le Province» BELLUNO. «Che sorpresa! Anche il Pd è favorevole all'abolizione delle Province. Vorrà dire che alle elezioni in primavera si presenterà un solo candidato: quello della Lega Nord, l'unico movimento che è schierato a difesa di questi enti tutt'altro che inutili».

Licio Gelli, la loggia P2 e l'Italia di oggi ( da "Adige, L'" del 05-11-2008)
Argomenti: Province

Abstract: l'abolizione delle province, la nascita di due partiti, uno di centrosinistra ed uno di centrodestra. Per realizzare questo piano, per impadronirsi del cuore del Paese, fondamentale era poter controllare l'opinione pubblica attraverso le televisioni ed una serie di giornali, che poi avrebbero condizionato le elezioni.

sindaco e assessori spiegano come cambierà la scuola in provincia ( da "Tirreno, Il" del 05-11-2008)
Argomenti: Province

Abstract: il problema del sottodimensionamento rispetto al numero di iscritti, di quattro istituti superiori della provincia e di sette scuole elementari, il problema del maestro unico e della quasi totale abolizione del tempo pieno nella scuola dell'infanzia. Questi sono alcuni dei punti della riforma che comporteranno cambiamenti anche sul nostro territorio.

ROMA L'extragettito che nel 2009 dovesse emergere dalle casse del fisco non sa... ( da "Messaggero, Il" del 05-11-2008)
Argomenti: Province

Abstract: origine dei 261 milioni di euro calcolati come onere aggiuntivo per l'abolizione dell'Ici sulla prima casa. In risposta il sottosegretario Alberto Giorgetti ha dichiarato che i reali costi dell'abolizione dell'Ici sono ancora incerti: «È in atto un confronto sui numeri» con gli enti locali. «Il governo spera di avere qualche elemento in più da fornire nelle prossime ore.

Conferenza metropolitana al Liceo Sabin, le ricadute dei tagli del Governo sui bilanci degli Enti locali ( da "Sestopotere.com" del 06-11-2008)
Argomenti: Province

Abstract: integrale trasferimento compensativo ai Comuni delle risorse venute meno con l'abolizione parziale dell'Ici. La "manovra" del Governo prevede "tagli" per 35 miliardi di euro nei prossimi tre anni, di cui 9,2 per gli Enti locali. Per poter chiudere i bilanci 2008, ai Comuni mancano almeno 650 milioni di trasferimenti statali.

UNO SPIRITO maligno è entrato nell'organizzazione pubblic... ( da "Resto del Carlino, Il (R. Emilia)" del 07-11-2008)
Argomenti: Province

Abstract: Senza entrare nel merito della utilità o meno di certe enti (personalmente sono per l?abolizione delle Province) mi rendo conto che la nostra città non pecca di efficienza e di razionalità. Anzi, così strutturata, è il segno della irrazionalità e delle sperpero, con evidenti disagi e costi per tutti.

costantini: così difenderò la costa ( da "Centro, Il" del 09-11-2008)
Argomenti: Province

Abstract: Sperandio, però, avrà modo di rifarsi domani, quando Costantini, alla presenza di Francesco Rutelli, sarà di nuovo a Teramo (alle 18 nella sala polifunzionale della Provincia) per la presentazione della lista degli otto candidati consiglieri Pd per la provincia di Teramo. Gaetano Lombardino

disertate la fiera ornitologica ( da "Messaggero Veneto, Il" del 09-11-2008)
Argomenti: Province

Abstract: delegato della Lac (Lega per l'abolizione della caccia) della sezione del Friuli Venezia Giulia. «Ci si chiede poi, in merito allo spirito della manifestazione, che senso abbia costringere a vita migliaia di animali in piccole gabbiette per il solo piacere umano di poterli vedere da vicino e di sentirne il canto - aggiunge l'esponente animalista -

appello a tondo: fermi subito l'uccellagione ( da "Messaggero Veneto, Il" del 10-11-2008)
Argomenti: Province

Abstract: stato rilanciato ieri da alcune associazioni ambientaliste regionali nei giorni della riapertura della pratica venatoria. Le sezioni regionali della Lega per l'abolizione della caccia, di Legambiente, della Lipu, del Wwf e della Lav condannano in particolare - in una nota - l'autorizzazione regionale, concessa il 24 ottobre su richiesta della Provincia di Pordenone, all'uccellagione,

Miriam Makeba è morta stanotte a CastelVolturno, dopo un concerto dedicato a Roberto Saviano ( da "Musicalnews.com" del 10-11-2008)
Argomenti: Province

Abstract: paese che la vide combattere strenuamente per l'abolizione dell'apartheid: ieri sera era riuscita a portare a termine il concerto, per poi sentirsi male. Divenuta celebre con la canzone Pata pata, era nata nel 1932 in Sud Africa, paese che la vide combattere strenuamente per l'abolizione dell'apartheid: ieri sera era riuscita a portare a termine il concerto,

Per qualche euro in più ( da "Opinione, L'" del 10-11-2008)
Argomenti: Province

Abstract: Per questo, è assolutamente necessario che parta anche il treno delle riforme istituzionali?. Ciò significa quantomeno differenziare il ruolo delle due Camere, dare maggiori poteri al Presidente del Consiglio e riformare il Titolo V della Costituzione, ?oltre all?abolizione di Province e Comunità montane?

Pne: Le Province restino con più forza, le Cm no ( da "Corriere delle Alpi" del 11-11-2008)
Argomenti: Province

Abstract: Le Province restino con più forza, le Cm no» BELLUNO. Un secco no all'abolizione delle province arriva dal segretario provinciale di Progetto Nordest Luciano Reolon. «In questi giorni», afferma, «si sente parlare di una riorganizzazione del sistema degli enti locali e ogni partito suggerisce quale livello amministrativo possa essere sacrificato sull'

<Fringuello e storno sono ancora cacciabili> ( da "Gazzettino, Il (Venezia)" del 12-11-2008)
Argomenti: Province

Abstract: Il documento approvato dalla Provincia che segue la sentenza del Tar del Lazio che ha accolto la richiesta di sospensiva presentata dalla Lega abolizione caccia e dal Wwf, annullando l'accordo della Conferenza delle Regioni del 26 marzo 2008 sulla spartizione degli uccelli protetti, non ha valenza giuridica ma è solo un documento politico».

La polemica sui valichi di montagna ( da "Giornale di Brescia" del 13-11-2008)
Argomenti: Province

Abstract: della Zona Alpi e indicati nei piani faunistico venatori. La Provincia di Brescia con delibera del Consiglio 19 aprile 1999 n.30 approvava il piano faunistico individuando nove valichi montani. Nel dicembre 2006 la Lega abolizione caccia notificava alla Provincia un atto di «significazione e diffida stragiudiziale» perché nel piano provinciale sarebbero stati individuati valichi

Nuovi terreni edificabili 20% di sconto ( da "Trentino" del 13-11-2008)
Argomenti: Province

Abstract: con la novità dell'abolizione dell'Ici sulla prima casa decisa dal governo). Novità infine per il regolamento Cosap: fuori dai negozi potrà essere esposta solo la merce venduta all'interno e solo in orario di apertura; la Provincia sarà esentata dal canone Cosap per i cantieri sulle aree comunali, così come avviene per il Comune su aree provinciali.

Si raccolgono firme per abolire le province. Ma non a Belluno ( da "Gazzettino, Il (Belluno)" del 13-11-2008)
Argomenti: Province

Abstract: necessarie alla presentazione della proposta.Ma a Belluno non ci sarà nessuna iniziativa del genere. Lo lamenta il portavoce del Comitato, Lorenzo Furlan, cittadino di San Donà di Piave con origini trevigiane che, spiega, nonostante l'idea della soppressione delle Province circoli anche a Belluno, nessuno si è preso la briga di allestire un banchetto per dare linfa a questa iniziativa.

"con l'abolizione della tassa sulla bonifica trenta milioni per le famiglie toscane" ( da "Repubblica, La" del 14-11-2008)
Argomenti: Province

Abstract: abolizione della tassa sulla bonifica trenta milioni per le famiglie toscane" «abolire il balzello iniquo, odioso e solitamente ingiustificato, quale è la tassa sulla bonifica lascerebbe oltre 30 milioni di euro ogni anno nelle tasche delle famiglie toscane: un aiuto ai cittadini che non costerebbe neppure un euro alla Regione»

Pil: Venturi, crisi grave servono decisioni coraggiose ( da "Borsa(La Repubblica.it)" del 14-11-2008)
Argomenti: Province

Abstract: trovino modificando la legge finanziaria e tagliando le spese improduttive a partire dalla abolizione delle province". Lo afferma, in una nota, il Presidente di Confesercenti, Marco Venturi commentando i dati dell'Istat sul Pil. "Questo è il momento di adoperarsi per ridare fiducia al Paese" aggiunge Venturi. Ognuno faccia la sua parte per contrastare una crisi sempre più pericolosa.

Venturi (Confesercenti) su Pil: "Crisi grave, servono decisioni coraggiose" ( da "Sestopotere.com" del 14-11-2008)
Argomenti: Province

Abstract: Le risorse si trovino modificando la legge finanziaria e tagliando le spese improduttive a partire dalla abolizione delle province. Questo è il momento di adoperarsi per ridare fiducia al Paese. Ognuno faccia la sua parte per contrastare una crisi sempre più pericolosa. Ma con un Pil in caduta libera il ruolo delle piccole imprese non può essere ignorato.

raccolta firme per abolire le province ( da "Nuova Venezia, La" del 15-11-2008)
Argomenti: Province

Abstract: «La nostra campagna per la abolizione delle Province - spiegano i promotori - si concentra sulla raccolta di firme per il disegno di legge di iniziativa popolare per la loro decostituzionalizzazione. Le firme devono essere raccolte in 6 mesi consecutivi tra la data delle prime vidimazioni e la consegna.

abolire i consorzi di bonifica e la tassa che penalizza la gente ( da "Tirreno, Il" del 15-11-2008)
Argomenti: Province

Abstract: La proposta di legge di Dinelli in pillole prevede l'abolizione dei consorzi come carrozzoni burocratici; abolizione della tassa consortile; trasferimento delle funzioni alle province; tutela delle maestranze e delle professionalità presenti negli enti; risparmio per i cittadini di oltre 30 milioni di euro.

cattura di volatili, diffidate provincia e regione ( da "Messaggero Veneto, Il" del 15-11-2008)
Argomenti: Province

Abstract: A schierarsi contro l'autorizzazione concessa da Trieste e la delibera della giunta Ciriani la Lega per l'abolizione della caccia, la Lega antivivisezione, il Wwf e la Lega per la protezione degli uccelli. Nei confronti delle due istituzioni sono partiti gli atti di diffida con i quali intimano di annullare i provvedimenti;

Province/ Bossi: l'abolizione non è nel programma che ho ( da "Virgilio Notizie" del 16-11-2008)
Argomenti: Province

Abstract: abolizione delle Province e a chi gli fa notare che il provvedimento è nel programma del Pdl: "Non è un programma che io ho votato". A margine di una selezione di 'Miss Padania' ad Acqui Terme, Bossi spiega il suo parere negativo sull'abolizione con una domanda: "Come fai a dire ai bergamaschi che non c'è più la Provincia?

"a roma serve un city manager e la provincia è da abolire" - giovanna vitale ( da "Repubblica, La" del 16-11-2008)
Argomenti: Province

Abstract: A Roma serve un city manager e la Provincia è da abolire" GIOVANNA VITALE Un intervento a tutto campo al congresso nazionale del Confapi per suggerire l´abolizione delle provincie «che non servono a nulla» e plaudere alla «scossa giusta» data da Brunetta contro i fannulloni, affrontando alcuni dei nodi ancora irrisolti della sua amministrazione.

''L'L'ABOLIZIONE del balzello iniquo, odioso e ... ( da "Nazione, La (Prato)" del 16-11-2008)
Argomenti: Province

Abstract: ABOLIZIONE del balzello iniquo, odioso e ... ??L?L?ABOLIZIONE del balzello iniquo, odioso e solitamente ingiustificato, quale è la tassa consortile, lascerebbe complessivamente oltre 30 milioni di euro ogni anno nelle tasche delle famiglie toscane, costrette a fronteggiare una crisi economica estremamente pesante.

la cattura dei volatili è legittima ( da "Messaggero Veneto, Il" del 16-11-2008)
Argomenti: Province

Abstract: della Lega per l'abolizione della caccia, della Lega antivivisezione, del Wwf e della Lega per la protezione degli uccelli contro la cattura di 450 volatili conferma la volontà di dare applicazione alla delibera. «L'atto è pienamente legittimo - afferma l'assessore alla Caccia e pesca, Eligio Grizzo - tant'è che siamo stati autorizzati dalla Regione a effettuare la cattura per consentire

Casini: stop al federalismo Costa troppo, rischi per il Paese ( da "Corriere della Sera" del 16-11-2008)
Argomenti: Province

Abstract: In campagna elettorale volevamo tutti il riordino delle autonomie e l'abolizione delle province: oggi nessuno ne parla più». La Lega ha posto il veto all'abolizione delle Province. «Le promesse sono state rinnegate. Così è stato per la liberalizzazione dei servizi pubblici locali, che consentirebbe di abbassare le nostre tariffe dei servizi ai cittadini,

Bossi: "Immigrati? Risorsa negativa" ( da "Stampaweb, La" del 16-11-2008)
Argomenti: Province

Abstract: "L'abolizione delle province non fa parte del programma che ho votato" Umberto Bossi ribadisce la sua contrarietà all?abolizione delle Province e a chi gli fa notare che il provvedimento è nel programma del Pdl: «Non è un programma che io ho votato».

CONTI PUBBLICI ( da "Corriere della Sera" del 18-11-2008)
Argomenti: Province

Abstract: ampiamente condivise da tutto l'elettorato, come la riduzione del numero spropositato di parlamentari, l'abolizione delle province e degli enti inutili con notevole risparmio della spesa pubblica. Su tutto ciò silenzio assoluto: se ne riparlerà in vista delle prossime elezioni. Elisabetta dell'Aquila elisabettadellaquila@libero.it

Botta e risposta Dinelli-Ridolfi sui Consorzi ( da "Nazione, La (Lucca)" del 18-11-2008)
Argomenti: Province

Abstract: abolizione dei Consorzi, della tassa consortile, il trasferimento delle funzioni alle Province, la tutela delle maestranze e delle professionalità presenti negli enti, per un risparmio ai cittadini di oltre 30 milioni di euro, è botta e risposta tra il consigliere regionale del Pdl Maurizio Dinelli e il presidente del Consorzio di Bonifica del Bientina,

NICOLA ROSSELLI QUELLE DI DAVICO SONO SOLO PAROLE CHE MIRANO AD UNA SOLA AFFERMAZIONE DI BA... ( da "Mattino, Il (Caserta)" del 18-11-2008)
Argomenti: Province

Abstract: abolizione delle province». Il presidente del comitato per l'istituenda provincia normanna (che nel recente passato ha incassato il nulla osta della Regione Campania e della Commissione Affari Costituzionali del senato) ha anche bocciato il rilancio dell'Unione dei Comuni, indicata da Davico come un'alternativa alle province,

Finanza che ha condotto l'operazione investigativa "Giano bifronte" e di rivolgere analoga ... ( da "Trentino" del 19-11-2008)
Argomenti: Province

Abstract: continui e non si è dichiarato a favore dell'abolizione della normativa in virtù della quale la maggioranza politica (ripeto, politica) del Consiglio provinciale può nominare due giudici non togati nel Tribunale amministrativo trentino di cui uno componente necessario di ogni collegio giudicante, creando così una situazione di disuguaglianza rispetto a tutti gli altri cittadini.

la proposta di zille: la giunta tondo elimini le comunità montane ( da "Messaggero Veneto, Il" del 19-11-2008)
Argomenti: Province

Abstract: Con un ordine del giorno il capogruppo del partito in Provincia, Nicola Zille, chiede alla Regione di sopprimere gli enti di rappresentanza della montagna nell'ambito della legge di riordino degli enti locali. Secondo Zille «con l'abolizione totale delle Comunità si liberano risorse da reinvestire in montagna.

Una dicotomia creata per fare confusione ( da "Tempo, Il" del 19-11-2008)
Argomenti: Province

Abstract: dobbiamo contribuire a ridurre complessivamente i costi dello Stato e se necessario anche prevedendo l'abolizione delle Province ed organizzando in modo diverso il sistema amministrativo locale. Ribadisco - conclude il vicepresidente - che argomenti qualimobilità, trasporti, infrastrutture, ambiente e gestione dei rifiuti, non possono essere affrontate dai singoli Comuni,

La delusione degli agricoltori ( da "Nuova Ferrara, La" del 20-11-2008)
Argomenti: Province

Abstract: io me ne sbatto della politica». Chiede dove è finita l'abolizione delle Province e la riduzione dei parlamentari. Ad applaudirlo ci sono migliaia di persone, almeno 70 mila per Confagricoltura, 20 mila per la Questura. I ferraresi sono quasi mille, molti arrivati con i pullman, altri in auto o in treno.

Nuova rotonda spartitraffico tra via Mazzini e l'Aurelia ( da "Stampa, La" del 21-11-2008)
Argomenti: Province

Abstract: Entro la fine dell'anno verranno appaltati i lavori, che si completeranno nel 2009. E' già arrivato il via libera dalla Provincia, con cui si è arrivati anche a un accordo per un contributo al fine di realizzarla, nel più breve tempo possibile. La rotonda servirà sia da spartitraffico che da arredo urbano, trovandosi all'ingresso del paese.

<MENTRE Forza Italia propone in Regione la soppressione dei Consorzi di bonifica e l'aboli... ( da "Nazione, La (Prato)" del 21-11-2008)
Argomenti: Province

Abstract: quando le loro funzioni potrebbero benissimo essere svolte da Istituzioni come le Province già attive sul territorio nel settore della bonifica». Infine, Magnolfi conclude così la sua riflessione: «L?aumento della tassa consortile, che avviene in un momento in cui molte famiglie sono alle prese con gli effetti più drammatici della crisi economica, non fa che confermare l?

la farsa federalista del centrodestra siciliano - giuseppe lauricella ( da "Repubblica, La" del 21-11-2008)
Argomenti: Province

Abstract: della burocrazia, delle spese pubbliche e delle tasse, una delle soluzioni potrebbe essere appunto l´abolizione delle Province, il cui personale andrebbe trasferito ai Comuni e alle Regioni. Altra considerazione: pur sapendo che la nostra Regione deve operare in armonia con la Costituzione e secondo i principi di coordinamento della finanza pubblica e del sistema tributario nazionale,

A SCADENZE PIù O MENO REGOLARI VI è CHI PROPONE L'ABOLIZIONE DELLE PROVINCE. QUESTO LIVELL... ( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 21-11-2008)
Argomenti: Province

Abstract: A scadenze più o meno regolari vi è chi propone l'abolizione delle Province. Questo livello istituzionale intermedio viene ritenuto inutile, con poteri e competenze non meglio identificati, schiacciato tra il Comune e la Regione. In realtà, già i lavori della Costituente maturarono l'opinione favorevole alla scomparsa delle Province.

Fabio Urbinati: "Avanti con le primarie" ( da "Quotidiano.it, Il" del 21-11-2008)
Argomenti: Province

Abstract: non aiuta a capire ciò che i cittadini tutti pensano del ruolo futuro della Nuova provincia di Ascoli e sulle provincie in generale visto che non più di 8 mesi fa, in occasione delle elezioni politiche, quasi tutti i maggiori partiti si pronunciarono a favore di un forte ridimensionamento delle Provincie, ed alcuni come il PDL e l'UDC addirittura per la loro definitiva abolizione!

<Il declino va sconfitto dal basso> ( da "Gazzettino, Il (Vicenza)" del 22-11-2008)
Argomenti: Province

Abstract: mantenere la spesa dello Stato, pari a 700 miliardi di euro all'anno. Lo stato ci costa troppo. Se ogni famiglia deve pensare al risparmio anche lo Stato deve agire di conseguenza, se è vero che rappresenta la somma di tutte le famiglie". L'abolizione delle province e una regolarizzazione dell'università (non attraverso tagli generalizzati ma con una selezione meritocratica dei docenti)

altro che nuovi aumenti, aboliamo i consorzi di bonifica ( da "Tirreno, Il" del 23-11-2008)
Argomenti: Province

Abstract: Gruppo regionale di Forza Italia verso il Popolo della Libertà propone la soppressione dei Consorzi di bonifica e l'abolizione del loro iniquo balzello, altri si adoperano per aumentarne la tassa», questa l'amara considerazione di Alberto Magnolfi, capogruppo azzurro in Regione. «I Consorzi di bonifica - attacca Magnolfi - rappresentano un vero e proprio carrozzone della politica.

Venezia <Forse Berlusconi non si è ancora reso conto che ... ( da "Gazzettino, Il" del 23-11-2008)
Argomenti: Province

Abstract: delle elezioni ha parlato di abolizione delle Province e oggi se n'è dimenticato. La Lega ci spieghi perché non vogliono abolire le Province o le Comunità montane, e poi ne riparliamo».Nell'attesa, Casini avverte il Governo che non c'è uscita dalla crisi economica senza interventi reali a sostegno delle famiglie: «Invece finora abbiamo visto solo interventi a sostegno delle banche.

Divisione della Provincia, tre sindaci contrari a colloquio con Berlusconi ( da "Quotidiano.it, Il" del 24-11-2008)
Argomenti: Province

Abstract: due questure, due motorizzazioni, due uffici delle entrate, due coordinamenti provinciali dei carabinieri etc etc nel raggio di cinquanta chilometri. Come contenimento della spesa pubblica, come prospettiva dichiarata da tutti dell'abolizione delle province o di un loro accorpamento, non ci sembra il massimo.

Hanno ricordato a Silvio Berlusconi la sua posizione per l'abolizione di tutte le Province o pe... ( da "Messaggero, Il (Marche)" del 25-11-2008)
Argomenti: Province

Abstract: Chiudi Hanno ricordato a Silvio Berlusconi la sua posizione per l'abolizione di tutte le Province o per l'accorpamento di quelle più piccole e gli hanno consegnato i risultati (ben 15.000 firme) della petizione popolare avviata nell'agosto scorso contro la divisione del Piceno. Pasquale Allevi, Giuseppe Mariani e Armando Falcioni, i tre sindaci autonomi rispettivamente di Folignano,

Massacra con un bastone una pecora, rumeno denunciato ( da "Gazzettino, Il (Vicenza)" del 25-11-2008)
Argomenti: Province

Abstract: uomo è stato sorpreso dalle guardie zoofile della Lega Abolizione Caccia che hanno chiamato i carabinieri. Dovrà rispondere di maltrattamento e sevizia di animali Massacra con un bastone una pecora, rumeno denunciato ArsieroAnimali maltrattati: oltre cento le segnalazioni che l'Enpa riceve ogni mese da tutta la provincia, una media di una trentina a settimana.

Abolire Ato ed elezioni provinciali ( da "Tribuna di Treviso, La" del 26-11-2008)
Argomenti: Province

Abstract: direttori per assegnare le relative funzioni proprio alle Province». In questo modo, secondo Pavan, «si semplificherebbero procedure amministrative, si risparmierebbero senz'altro molti più soldi di quelli che si risparmierebbero con l'abolizione delle Province, vi sarebbe un maggiore coordinamento».

taglio delle comunità montane e viabilità saranno i temi del consiglio provinciale ( da "Messaggero Veneto, Il" del 26-11-2008)
Argomenti: Province

Abstract: abolizione delle comunità montane, già richiesta dallo stesso Ciriani. I consiglieri provinciali dovranno votare anche un'altra convenzione, ovvero il documento con il quale la Provincia stanzia quasi 47 mila euro per la mensa della casa dello studente, consentendo così a studenti e lavoratori di continuare a consumare i pasti a prezzi "

OLTRE 40 MILIONI di euro. Questa la somma che la Provincia di Milano ha stanziato... ( da "Giorno, Il (Legnano)" del 26-11-2008)
Argomenti: Province

Abstract: Abbiamo investito complessivamente 260 milioni di euro in tutta la provincia durante i quattro anni di mandato, raggiungendo un risultato significativo in termini di manutenzione straordinaria, di abolizione dell?amianto, di eliminazione delle barriere architettoniche, di adeguamento alle normative previste anti-sismiche e antincendio».

Festa della Toscana: Costruire il Lavoro ( da "Blogosfere" del 26-11-2008)
Argomenti: Province

Abstract: 26 per ricordare l'abolizione della pena di morte avvenuta il 30 novembre del 1786 (per la prima volta al mondo) ad opera del Granduca di Toscana, e per ribadire il proprio impegno per la promozione dei diritti umani, della pace e della giustizia, elementi costitutivi dell'identità della Toscana.

<Aboliamo le province> ( da "Resto del Carlino, Il (Rovigo)" del 27-11-2008)
Argomenti: Province

Abstract: impegno per la riforma federale dello stato, l?elezione diretta del presidente della repubblica e, nel quadro della semplificazione istituzionale e dei tagli alla casta, l?abolizione delle province e l?accorpamento dei piccoli comuni». Rita Rubini OCCHIOBELLO Videosorveglianza già vista «Metto, poi tolgo ed infine rimetto.

Festa della Toscana: domani un consiglio dedicato al lavoro ( da "Nazione, La (Massa - Carrara)" del 27-11-2008)
Argomenti: Province

Abstract: abolizione della pena di morte avvenuta il 30 novembre 1876 ad opera del Granduca di Toscana. Tra le iniziative promosse dalla Provincia di Massa-Carrara venerdì 28 novembre, a partire dalle ore 10, è in programma un consiglio provinciale straordinario aperto a delegazioni scolastiche, rappresentanti degli enti locali,

<Stop al piano del Parco solo quando la Lega firmerà per l'abolizione delle Province> ( da "Gazzettino, Il (Rovigo)" del 27-11-2008)
Argomenti: Province

Abstract: abolizione delle Province» «Voglio dire ad Antonello Contiero che prenderò in considerazione l'idea di bloccare l'adozione del piano ambientale sul Parco del Delta quando lui firmerà due documenti. Quello che sto preparando sull'abolizione delle Province, che la Lega Nord un tempo considerava suo cavallo di battaglia e sulla quale ora tace.

ENTE INTERMEDIO In aula il nuovo "patto per il lavoro" ( da "Gazzettino, Il (Pordenone)" del 27-11-2008)
Argomenti: Province

Abstract: presenta un ordine del giorno con il quale auspica l'abolizione delle comunità montane, già richiesta dallo stesso presidente Ciriani. I lavori prevedono anche l'approvazione del Patto per il lavoro. Si tratta di una convenzione tra Provincia e Regione, sottoscritta da Alessandro Ciriani e dall'assessore Alessia Rosolen.

Consiglio di Stato accoglie appello della Regione. Riapre nel modenese la caccia a storni e cormorani ( da "Sestopotere.com" del 27-11-2008)
Argomenti: Province

Abstract: appello della Regione Emilia Romagna contro la sentenza del Tar dell?Emilia Romagna che, nell?ottobre scorso, aveva annullato, accogliendo un ricorso della Lac (Lega per l?abolizione della caccia) e altre associazioni ambientaliste e animaliste, la delibera della Regione sull?autorizzazione a cacciare alcune specie protette, tra cui storni e cormorani.

16:29 PROVINCE: FIGLIO DI PIETRO, "DA CONSIGLIERE SI' AD ABOLIZIONE" ( da "Agi" del 27-11-2008)
Argomenti: Province

Abstract: PROVINCE: FIGLIO DI PIETRO, "DA CONSIGLIERE SI' AD ABOLIZIONE" (AGI) - Campobasso, 1 nov. - "Sono a favore dell'abolizione delle province e delle comunita' montane perche' si risparmierebbero diversi miliardi di euro, necessari al Paese". Con il suo si' rischia di ritrovarsi "disoccupato", amministrativamente parlando,

OGGI la Provincia e il Comune di Pisa, in occasione della Festa della Toscana, or... ( da "Nazione, La (Pisa)" del 28-11-2008)
Argomenti: Province

Abstract: 15 OGGI la Provincia e il Comune di Pisa, in occasione della Festa della Toscana, or... OGGI la Provincia e il Comune di Pisa, in occasione della Festa della Toscana, organizzano al Cinema Lumière, dalle 9.30 alle 11.30, l?incontro «L?abolizione della tortura e della pena di morte, dal governo dei Lorena ai giorni nostri».

La Lac: Il Tar ci ha dato ragione Chiudete i roccoli ( da "Giornale di Brescia" del 29-11-2008)
Argomenti: Province

Abstract: Giornale di Brescia sezione:la provincia La Lac: «Il Tar ci ha dato ragione Chiudete i roccoli» BRESCIAIl Tribunale amministrativo di Brescia ha accolto ieri il ricorso presentato dalla «Lega per l'abolizione della caccia» (Lac) contro la delibera della Provincia che autorizza la cattura di uccelli migratori con impianti a rete (i roccoli).

ente promosso, ma occhio ai costi ( da "Messaggero Veneto, Il" del 29-11-2008)
Argomenti: Province

Abstract: sono convinto che gran parte dei cittadini oggi sarebbe contraria all'abolizione delle Province». Questa valutazione, però, non era tra quelle somministrate dalla Alan Normann comunicazione a un campione stratificato di 600 cittadini. Agli intervistati è stato chiesto piuttosto se conoscono le funzioni della Provincia, come valutino operato e servizi, se utilizzino il sito internet,


Articoli

Provincia, va riqualificato il ruolo dell'ente (sezione: Province)

( da "Libertà" del 01-10-2008)

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Provincia, va riqualificato il ruolo dell'ente Gualazzini ha partecipato all'assemblea dei presidenti di Consiglio provinciale Il presidente del Consiglio provinciale Gabriele Gualazzini ha partecipato all'Assemblea generale dei presidenti di Consiglio provinciale che si è tenuta a Cagliari in preparazione dell'Assemblea generale delle Province (Torino 13 - 15 ottobre). L'assemblea ha approvato un documento unitario che chiede la riqualificazione del ruolo dell'Ente Provincia. Vi si affronta, innanzitutto, il problema della riqualificazione del ruolo e delle competenze dell'Ente: si chiede che alla Provincia siano attribuite per legge funzioni certe, e non solo compiti delegati da livelli di governo superiori; si auspicano una riorganizzazione delle Comunità montane che le renda vere e proprie Unioni di Comuni (con l'auspicato accorpamento degli enti locali di dimensioni più limitate) e una definizione del ruolo delle città metropolitane, con l'abolizione delle Province che insistano su quei territori. Nel documento si chiede anche un vero federalismo fiscale, da attuare tenendo conto del disegno di legge approvato di recente dal Governo, che riconosca alle Province risorse legate sia alle entrate dei rispettivi territori, sia alle spese conseguenti e si auspica una riforma di Comuni e Province che consenta un riequilibrio di competenze tra Giunte e Consigli, la ridefinizione dello status dei consiglieri, per valorizzarne il ruolo, ed il riequilibrio delle rappresentanze di genere. Si sollecita, infine, un potenziamento del ruolo del Consiglio provinciale. «Nel mio intervento - commenta Gualazzini - ho sostenuto l'esigenza di un rafforzamento del legame tra Provincia e popolazione, anche attraverso una modifica della legge elettorale, e la necessità di forme di partecipazione più ampie delle attuali. C'è il rischio, altrimenti, che il territorio venga rappresentato solo dall'organo esecutivo, e questo sarebbe in contrasto con le forme della democrazia rappresentativa che la nostra Costituzione, prevede». 01/10/2008

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Per le Province taglio antideficit (sezione: Province)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 01-10-2008)

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Il Sole-24 Ore sezione: POLITICA E SOCIETA data: 2008-10-01 - pag: 20 autore: Enti da abolire. La pubblicazione dell'Istituto Bruno Leoni Per le Province taglio antideficit ROMA «All'abolizione delle province ci arriveremo per necessità. Perché gli impegni assunti negli ultimi anni per ridurre la spesa corrente non bastano e l'Italia continuerà a garantire con grande difficoltà il rispetto del Patto di stabilità europeo». L'ex Ragioniere generale dello Stato, Andrea Monorchio, non usa giri di parole per raccontare la sua personale «avversione per questi enti». E ricordando che la sola spesa per il welfare cresce ogni anno di circa 20 miliardi, non vede altra soluzione al pensionamento di strutture amministrative «che servono solo per piazzare personale politico e che sono del tutto superflue nell'architettura di uno Stato moderno». Monorchio è intervenuto ieri alla presentazione del libro "Abolire le Province" di Silvio Boccalatte (pubblicato nella collana Policy dell'Istituto Bruno Leoni; la prefazione è di Gianfranco Fabi) e ha incontrato un'unanimità di consensi tra i politici e gli studiosi che hanno partecipato al successivo dibattito. Nella settimana che potrebbe rivelarsi decisiva per il varo del Ddl delega sul federalismo fiscale, Chicco Testa e Giovanni Guzzetta, Marco Follini e Federica Guidi, hanno riaffermato la necessità di una semplificazione dei livelli di governo. «L'ente meno vicino aicittadini – ha detto la presidente dei giovani imprenditori di Confindustria – è proprio la Provincia e non possiamo più permetterci di mantenerlo». Tutti i relatori hanno tuttavia preso atto, con pessimismo, della storica resistenza opposta da larga parte della classe politica a questa prospettiva di riforma. «Bisognerebbe fare una campagna per l'astensione di massa alle elezioni provinciali» è stata la provocazione di Chicco Testa, mentre Marco Follini, che peraltro ha sollevato più di un dubbio sulla scelta di trasferire poteri chiave alle Regioni, ha concordato con gli autori del libro sulla possibilità di individuare «come punto intermedio per una semplificazione, il trasferimento delle attuali funzioni delle Province a sistemi di coordinamento tra i Comuni che in parte già funzionano ». Ma il senatore del Pd ha anche sottolineato come nello schema di federalismo cui sta lavorando il Governo «il ruolo delle Province viene invece confermato». Anche per Giovanni Guzzetta le speranze per un'abolizione «anche di una sola parte delle attuali Province in questa legislatura sono pressoché inesistenti». Il giurista, autore dei tre quesiti referendari sulla legge elettorale, ha invece ricordato come «storicamente il nostro legislatore ha sempre aggiunto qualche elemento al quadro ordinamentale; per i tagli non si è mai superato il livello del dibattito». D.Col. MONORCHIO «Ci arriveremo per necessità: gli impegni assunti negli ultimi anni per ridurre le uscite correnti e rispettare il Patto Ue non bastano»

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La Regione non decide, azzerate 8 comunità montane (sezione: Province)

( da "Corriere del Veneto" del 01-10-2008)

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Corriere del Veneto - PADOVA - sezione: PRIMOPIANO - data: 2008-10-01 num: - pag: 3 categoria: REDAZIONALE La Regione non decide, azzerate 8 comunità montane Salta il numero legale in consiglio e scade il termine per legiferare: passa la riduzione decisa in Finanziaria VENEZIA — Alla fine, sulle comunità montane, il Consiglio regionale ha deciso di non decidere. Ieri, ultimo giorno utile imposto alle Regioni dalla Finanziaria 2006 firmata dal governo Prodi e recepita dall'attuale esecutivo Berlusconi per scegliere quante tagliarne, l'assemblea di Palazzo Ferro Fini ha tirato a campare fino all'ennesima e definitiva interruzione delle 20.04, indotta dalla mancanza del numero legale (Fi, An e Udc hanno abbandonato l'aula, presenti solo 23 consiglieri di Lega, Veneto Ppe e opposizione). Si stava ancora discutendo del progetto di legge — guarda caso presentato da un consigliere di An, Raffaele Zanon — inerente lo spostamento del servizio ispettivo sulla sanità dal controllo della giunta a quello del consiglio. Espediente che ha centrato l'obiettivo del Pdl di non arrivare al voto, per lasciare spazio ai poteri sostitutivi di Roma che, secondo i calcoli dei tecnici regionali, eliminerà 8 delle 19 comunità montane venete. E cioè le due della Marca (Grappa e Prealpi Trevigiane), le due veronesi (Baldo e Lessinia), le tre vicentine Astico- Brenta, Agno Chiampo e Leogra- Timonchio e una sola del Bellunese, ovvero Belluno-Ponte nelle Alpi, che si fonderà con la Val Belluna, capoluogo escluso. Da 171 Comuni si passerà a 68: 103 perderanno il diritto di far parte della comunità montana. Il tutto perchè, dopo una giornata di fuoco iniziata alle 10 con l'incontro tra i capigruppo di maggioranza e il presidente Giancarlo Galan e continuata con consultazioni a catena, riunioni con parte dei presidenti delle comunità montane e una serie di interruzioni al consiglio, Pdl e Lega non hanno trovato l'accordo. Il Carroccio, che in commissione Affari istituzionali aveva approvato insieme al Pd un progetto di legge per l'accorpamento di una sola comunità (Belluno Ponte nelle Alpi con la Val Belluna), era disposto a venire incontro agli azzurri, tagliandone 6. Cioè una trevigiana (Grappa, da fondere con la vicentina Alto Astico e Posina), due beriche (Leogra- Timonchio e dall'Astico al Brenta) e tre bellunesi (da definire). Ma An ha puntato i piedi: o si scende da 19 a 12, come proposto dalla giunta, o abbandoniamo l'aula. E così è saltato tutto. «Quando si tira troppo la corda, i risultati sono questi — dice il capogruppo Piergiorgio Cortelazzo — le comunità montane sono uno spreco, le loro funzioni possono essere tranquillamente svolte da Comuni e Province. Noi volevamo azzerarle, abbiamo accettato di scendere a 12, ma non oltre». Soddisfatto anche Remo Sernagiotto, capogruppo di Fi: «Ha vinto l'anima riformista del Paese, che vuole azzerare gli sprechi per aiutare le famiglie». Del resto lo stesso Galan alle 13, a lavori sospesi e dopo mesi di assenza, era finalmente comparso in aula, per dichiarare: «Io sono per l'abolizione delle comunità montane e delle Province ma ho detto alla maggioranza di trovare una soluzione seria, che non costringa il consiglio ad abdicare da un proprio ruolo essenziale per delegarlo allo Stato. Anche se la cosa non mi dispiacerebbe, perchè almeno così rimarrebbero in vigore le vere comunità montane, significherebbe che l'assemblea non è capace di deliberare su ciò che dovrebbe». Pronta la risposta di Giovanni Gallo, capogruppo del Pd: «Ma cosa sta dicendo? Nel marzo scorso presentò ricorso alla Consulta contro la Finanziaria, sostenendo che non spetta al governo ma alle Regioni decidere sul numero delle comunità montane, giudicate importantissime. Oggi si smentisce e pontifica in preda alla schizofrenia più totale. La verità è che ormai Galan, come un pugile suonato, non sa più da che parte del ring girarsi. Se avesse un minimo di dignità, dovrebbe dimettersi». Gallo ha poi chiesto al presidente del Consiglio, il leghista Marino Finozzi, di prendere provvedimenti nei confronti di un governatore che non si fa mai vedere in assemblea. Laconica la risposta: «Non ho gli strumenti, dotatemi di un regolamento ad hoc e lo farò». A proposito del Carroccio, il capogruppo Gianpaolo Bottacin avverte: «Attenzione, quella di oggi (ieri, ndr) non è una sconfitta della Lega ma dell'intera maggioranza: il Veneto doveva legiferare e invece è incorso in una figuraccia. Ha fatto passare la manovra Prodi, i nostri alleati non possono gioirne ». Va oltre Mariangelo Foggiato di Pne, che chiede «l'abolizione delle comunità montane e la loro trasformazione in assemblee dei sindaci». Michela Nicolussi Moro Palazzo Ferro Fini Il Consiglio regionale di ieri (foto Vision) Decurtate La Finanziaria 2006 ha diminuito le comunità montane

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Azzerate le due comunità montane veronesi La Regione non decide, azzerate 8 comunità montane (sezione: Province)

( da "Corriere del Veneto" del 01-10-2008)

Argomenti: Province

Corriere del Veneto - VERONA - sezione: PRIMOPIANO - data: 2008-10-01 num: - pag: 2 categoria: REDAZIONALE Azzerate le due comunità montane veronesi La Regione non decide, azzerate 8 comunità montane Salta il numerolegalein consiglio e scade il termine per legiferare: passa la riduzione decisa in Finanziaria in consiglio e scade il termine per legiferare: passa la riduzione della Finanziaria VENEZIA — Alla fine, sulle comunità montane, il Consiglio regionale ha deciso di non decidere. Ieri, ultimo giorno utile imposto alle Regioni dalla Finanziaria 2006 firmata dal governo Prodi e recepita dall'attuale esecutivo Berlusconi per scegliere quante tagliarne, l'assemblea di Palazzo Ferro Fini ha tirato a campare fino all'ennesima e definitiva interruzione delle 20.04, indotta dalla mancanza del numero legale (Fi, An e Udc hanno abbandonato l'aula, presenti solo 23 consiglieri di Lega, Veneto Ppe e opposizione). Si stava ancora discutendo del progetto di legge — guarda caso presentato da un consigliere di An, Raffaele Zanon — inerente lo spostamento del servizio ispettivo sulla sanità dal controllo della giunta a quello del consiglio. Espediente che ha centrato l'obiettivo del Pdl di non arrivare al voto, per lasciare spazio ai poteri sostitutivi di Roma che, secondo i calcoli dei tecnici regionali, eliminerà 8 delle 19 comunità montane venete. E cioè le due della Marca (Grappa e Prealpi Trevigiane), le due veronesi (Baldo e Lessinia), le tre vicentine Astico- Brenta, Agno Chiampo e Leogra- Timonchio e una sola del Bellunese, ovvero Belluno-Ponte nelle Alpi, che si fonderà con la Val Belluna, capoluogo escluso. Da 171 Comuni si passerà a 68: 103 perderanno il diritto di far parte della comunità montana. Il tutto perchè, dopo una giornata di fuoco iniziata alle 10 con l'incontro tra i capigruppo di maggioranza e il presidente Giancarlo Galan e continuata con consultazioni a catena, riunioni con parte dei presidenti delle comunità montane e una serie di interruzioni al consiglio, Pdl e Lega non hanno trovato l'accordo. Il Carroccio, che in commissione Affari istituzionali aveva approvato insieme al Pd un progetto di legge per l'accorpamento di una sola comunità (Belluno Ponte nelle Alpi con la Val Belluna), era disposto a venire incontro agli azzurri, tagliandone 6. Cioè una trevigiana (Grappa, da fondere con la vicentina Alto Astico e Posina), due beriche (Leogra- Timonchio e dall'Astico al Brenta) e tre bellunesi (da definire). Ma An ha puntato i piedi: o si scende da 19 a 12, come proposto dalla giunta, o abbandoniamo l'aula. E così è saltato tutto. «Quando si tira troppo la corda, i risultati sono questi — dice il capogruppo Piergiorgio Cortelazzo — le comunità montane sono uno spreco, le loro funzioni possono essere tranquillamente svolte da Comuni e Province. Noi volevamo azzerarle, abbiamo accettato di scendere a 12, ma non oltre». Soddisfatto anche Remo Sernagiotto, capogruppo di Fi: «Ha vinto l'anima riformista del Paese, che vuole azzerare gli sprechi per aiutare le famiglie». Del resto lo stesso Galan alle 13, a lavori sospesi e dopo mesi di assenza, era finalmente comparso in aula, per dichiarare: «Io sono per l'abolizione delle comunità montane e delle Province ma ho detto alla maggioranza di trovare una soluzione seria, che non costringa il consiglio ad abdicare da un proprio ruolo essenziale per delegarlo allo Stato. Anche se la cosa non mi dispiacerebbe, perchè almeno così rimarrebbero in vigore le vere comunità montane, significherebbe che l'assemblea non è capace di deliberare su ciò che dovrebbe». Pronta la risposta di Giovanni Gallo, capogruppo del Pd: «Ma cosa sta dicendo? Nel marzo scorso presentò ricorso alla Consulta contro la Finanziaria, sostenendo che non spetta al governo ma alle Regioni decidere sul numero delle comunità montane, giudicate importantissime. Oggi si smentisce e pontifica in preda alla schizofrenia più totale. La verità è che ormai Galan, come un pugile suonato, non sa più da che parte del ring girarsi. Se avesse un minimo di dignità, dovrebbe dimettersi». Gallo ha poi chiesto al presidente del Consiglio, il leghista Marino Finozzi, di prendere provvedimenti nei confronti di un governatore che non si fa mai vedere in assemblea. Laconica la risposta: «Non ho gli strumenti, dotatemi di un regolamento ad hoc e lo farò». A proposito del Carroccio, il capogruppo Gianpaolo Bottacin avverte: «Attenzione, quella di oggi (ieri, ndr) non è una sconfitta della Lega ma dell'intera maggioranza: il Veneto doveva legiferare e invece è incorso in una figuraccia. Ha fatto passare la manovra Prodi, i nostri alleati non possono gioirne ». Va oltre Mariangelo Foggiato di Pne, che chiede «l'abolizione delle comunità montane e la loro trasformazione in assemblee dei sindaci». Michela Nicolussi Moro Palazzo Ferro Fini Il Consiglio regionale di ieri (foto Vision) Decurtate La Finanziaria 2006 ha diminuito le comunità montane

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sindaci in missione a roma (sezione: Province)

( da "Nuova Venezia, La" del 01-10-2008)

Argomenti: Province

Oggi la marcia degli amministratori locali davanti a Montecitorio: protestano per il taglio dell'Ici e dei trasferimenti Sindaci in missione a Roma In 300 dal Veneto, 30 dal Veneziano. «Vogliamo il 20% dell'Irpef» MESTRE. Trecento sindaci provenienti dal Veneto, una trentina dal Veneziano, parteciperanno oggi a Roma alla «marcia» per ottenere il 20% del gettito Irpef riscosso sul territorio. Ci sarà anche il presidente della Provincia, Davide Zoggia; assente invece Massimo Cacciari. La protesta, nata per cercare di arginare i danni causati dall'abolizione dell'Ici e dal taglio dei trasferimenti, si svolgerà nelle strade della Capitale; il corteo arriverà davanti a Montecitorio. CHIARIN A PAGINA 18

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C'è il Walter di lotta, la sinistra lo aspetta (sezione: Province)

( da "Manifesto, Il" del 01-10-2008)

Argomenti: Province

C'è il Walter di lotta, la sinistra lo aspetta Veltroni riscopre l'opposizione: Berlusconi dice balle Pronta un'agenda per gli ex arcobaleno: elezioni e Cgil Daniela Preziosi ROMA «Veltroni non può permettersi falli di reazione». Pierferdinando Casini non perde occasione per ribadire che non pensa ad alleanze con il Pd. Ma anche non perde occasione di richiamare all'ordine centrista il leader democratico. Così ieri a Roma, davanti a un pubblico che la pensava come e meglio di lui, quello dei cattolici della navata di Francesco Rutelli alla presentazione della nuova corrente Persone e Reti: «La sinistra è sconfitta. Se si pensa di creare un'alternativa a Berlusconi sul filone della sinistra politica, l'alternativa non ci sarà mai». Il Veltroni di lotta e dipietrista non miete molti consensi fuori dal perimetro democratico, dipietristi a parte. In realtà anche dentro quel perimetro, viste i distinguo con cui centristi, cattolici e dalemiani hanno accolto l'ultima svolta del segretario. Il fatto è che la stessa cautela regna a sinistra. Il primo interrogativo è se il Veltroni radicalmente antiberlusconiano durerà oltre la manifestazione del 25 ottobre. E comunque l'antiberlusconismo non è tema che commuova la sinistra radicale, almeno quella che guarda al Pd per la futura - anche se lontana - ricostruzione di un'alleanza di governo. A luglio, con l'ex pm a piazza Navona c'era la Rifondazione di Paolo Ferrero, e non quella di Nichi Vendola. Eppure il Veltroni di lotta, se dovesse essere premiato dal successo di popolo della manifestazione, e quindi consolidato alla guida del partito, potrebbe far riaffiorare en plein aire il fiume carsico dei rapporti con alcuni ex arcobaleno. Rapporti rarefatto, ma sin qui mai interrotti. Per esempio, organizzando incontri mattutini con il leader di sinistra democratica Claudio Fava, come il segretario Pd ha sottolineato pubblicamente un mese fa davanti alla platea della festa di Firenze. Se il Veltroni di lotta quindi resistesse oltre il giro di boa del 25, l'agenda di discussione di temi comuni con la sinistra potrebbe essere praticamente già scritta. In tre punti, innanzitutto. Questioni concrete, non dibattiti teorici su alleanze lontane. Il primo punto, il più immediato, sarebbe costruire un fronte comune contro l'abolizione del voto di preferenza alle europee. Su questo Nichi Vendola, sabato scorso all'assemblea nazionale della sua area, è stato chiarissimo: «Ci batteremo contro l'abolizione delle preferenze perché si tratta di consegnare tutto il potere alle oligarchie dei partiti». Certo, in cambio il Pd dovrebbe spendersi concretamente contro lo sbarramento al 4 o addirittura al 5 per cento che il Pdl vuole introdurre. Ma su questo il senatore Nicola Latorre, dalemiano e gran pontiere fra Pd e area vendoliana del Prc, si sente di dare le sue rassicurazioni: «Il Pd resterà saldamente sulla linea del 3 per cento, e mi auguro che anche il centrodestra alla fine si renderà conto che le leggi elettori non si possono fare a colpi di maggioranza». Anche perché, alla fine, «lo sbarramento al 5 rischierebbe di essere una misura solo contro Rifondazione. E prima che di prendere qualche seggio in più, il Pd ha il supremo interesse di preservare la tenuta democratica, e di non spingere quella forza verso l'estrema sinistra extraparlamentare». Secondo punto dell'agenda, il ritrovato rapporto con la Cgil. La consonanza fra Veltroni ed Epifani è storia antica, ma anche cronaca di oggi, con la conclusione della vicenda Alitalia e con la mobilitazione in tandem Pd-sindacato sulla scuola. Quella del Prc vendoliano, invece, è una sintonia ritrovata. Ancora alla riunione dell'area Rifondazione per la sinistra, più volte, fra gli interventi, è stato mandato in onda il comizio di Epifani dal palco romano della manifestazione sulla scuola. E la piazza dell'11 ottobre, per parte della minoranza vendoliana, è stata declinata «in collegamento» a quella del 25 e a quelle della Cgil, sciopero della scuola in primis. Infine, terza ma non ultima, c'è il nodo delle amministrative. Per l'ex segretario Prc Franco Giordano, la sua area «nelle province e nelle regioni dove ha la guida del partito (cioè nella metà del territorio nazionale, ndr ) promuoverà processi unitari a sinistra». «L'indicazione politica del congresso è quella di far decidere i territori», spiega Gennaro Migliore, «e così faremo. Ragioniamo sulla nostra propensione a investire sulla necessità di fare le liste unitarie». E magari anche in coalizioni con il Pd, non lo esclude affatto: «Sarebbe strano decidere a freddo di correre soli ovunque. Al contrario, dove ci sarà la possibilità, ovviamente dove c'è un accordo sul piano dei programmi e sulla base dell'esperienza di governo già fatta...». Intanto Walter tira dritto. Ieri al seminario dei senatori Pd a Frascati (Roma) ha di nuovo alzato la voce contro il premier. Che campeggiava sui giornali su con un «Meno male che c'era D'Alema» che avrebbe costretto Veltroni ed Epifani a firmare l'accordo sull'Alitalia. «Liberiamoci dalla bolla mediatica - ha tuonato che è un mondo a parte rispetto alla società, con giornali che hanno l'obiettivo non di influenzare l'opinione pubblica ma di parlare a quelli che decidono». Poi però: «Quelle di Berlusconi sono balle per ingannare gli italiani. E poi quei giochini di utilizzare me e D'Alema finiscono lì perché nessuno di noi due è disposto a prestarsi». Serissima, arriva anche la smentita del leader della Cgil («ricostruzione priva di fondamento»). D'Alema anche smentisce, ma usa un altro registro: «Vorrei consigliare al presidente del consiglio di avere rispetto verso l'opposizione e non cercare di seminare zizzania. L'onorevole Veltroni è il leader del Pd e ha, tra l'altro, il poco invidiabile compito di dialogare con Berlusconi. Un compito che io non invidio e non gli voglio minimamente sottrarre, avendo già tentato anni fa purtroppo con scarso successo...». Foto: WALTER VELTRONI EMBLEMA IN BASSO GIULIA INNOCENZI

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FEDERALISMO: ECCO IL TESTO DI CALDEROLI (sezione: Province)

( da "Agi" del 01-10-2008)

Argomenti: Province

SI ATTENDE L'OK DEGLI ENTI LOCALI FEDERALISMO: ECCO IL TESTO DI CALDEROLI Quotidiani online Difesa oggiPolizia oggiStato oggi Stretta finale sul federalismo fiscale. Lo schema di ddl, messo a punto dal ministro per la Semplificazione normativa, Roberto Calderoli attende ora di conoscere il parere formale di regioni, province e comuni nella conferenza unificata calendarizzata per domani. Sara' poi la riunione dell'esecutivo previsto per dopodomani ad aprirgli le porte delle aule parlamentari. Nel nuovo testo molte delle proposte emendative che nei giorni scorsi l'arcipelago delle autonomie avevava sottolineato sono state accolte. In particolare, i Comuni avranno la compartecipazione all'Irpef, l'addizionale, tributi propri e un fondo perequativo. Quanto alle Province, ci sara' una razionalizzazione delle tasse sull'auto che sara' interamente sostitutiva delle imposte attualmente esistenti. Nel provvedimento ci sara' anche l'attenzione per le richieste avanzate delle regioni a statuto speciale, nel quale si specifica che a fronte dell'assegnazione di nuove funzioni, si definiranno modalita' di finanziamento attraverso forme di compartecipazione a tributi erariali propri e alle accise. Ma sull'avallo di Regioni, Province e Comuni ci sono ancora alcuni nodi da sciogliere. Garanzie sulle risorse per la sanita', come chiesto dai presidenti di regione. E i rimborsi per i comuni, circa i minori trasferimenti subiti per la sovrastima dell'Ici sui fabbricati rurali, per quella dei risparmi in tema di 'costi della politica', nonche' per il totale reintegro delle entrate venute meno con la abolizione dell'Ici sulla prima casa. (AGI) - Roma, 1 ottobre

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Licenza di caccia al sindaco Gobbo Processo con rito abbreviato per il dirigente della Provincia (sezione: Province)

( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 01-10-2008)

Argomenti: Province

Licenza di caccia al sindaco Gobbo Processo con rito abbreviato per il dirigente della Provincia (S.Z.) Nell'udienza preliminare davanti al gip Gianluigi Zuglian del Tribunale di Treviso - pm Antonio De Lorenzi - il giudice ha accolto la richiesta di rito abbreviato avvanzata dall'avv. Massimo Malvestio, difensore del responsabile dell'Ufficio Caccia della Provincia di Treviso, Paolo Pagnani di Casier, in merito al rilascio della licenza di caccia al sindaco di Treviso Gian Paolo Gobbo. Pagnani è imputato del reato di abuso d'ufficio perché in veste di presidente della Commissione per l'abilitazione alla caccia in data 20 settembre 2007 rilasciò al sindaco di Treviso il certificato di abilitazione alla caccia nonostante l'esame si fosse svolto in maniera irregolare, davanti ad una commissione formata da due soli membri, anziché dai sei previsti dalla legge sulla caccia. L'udienza processuale si terrà il 13 novembre. Il giudice poi ha respinto la richiesta della Lega per l'abolizione della caccia di costituirsi parte civile.

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Roma NOSTRA REDAZIONE Anche i Comuni avranno una ... (sezione: Province)

( da "Gazzettino, Il" del 01-10-2008)

Argomenti: Province

Roma NOSTRA REDAZIONE Anche i Comuni avranno una ... RomaNOSTRA REDAZIONEAnche i Comuni avranno una compartecipazione all'Irpef: lo conferma, a margine del convegno del Pdl, il ministro Roberto Calderoli, determinato a portare dopodomani in consiglio dei ministri, per l'approvazione definitiva, il disegno dei legge sul federalismo fiscale, riveduto e corretto dopo le osservazioni delle autonomie. Ecco la risposta, dice Calderoli, anche ai sindaci veneti che oggi manifestano a Roma per chiedere il 20 per cento dell'Irpef a copertura dei buchi nel bilancio aperti dall'abolizione dell'Ici sulla prima casa.Il ministro Calderoli getta acqua sul fuoco: sono state accolte, sottolinea, le richieste dei Comuni, che volevano garanzie su un «paniere» di tributi: la compartecipazione all'Irpef, l'addizionale, i tributi propri e il fondo perequativo. «Tutto questo - specifica il ministro - è previsto, d'accordo con le Regioni, nell'ultima versione del testo, che prefigura un notevole aumento, in media fino all'85 per cento, dell'autonomia impositiva comunale. E qui c'è anche la risposta ai Comuni del Veneto che reclamano una percentuale dell'Irpef». Oggi riceverà i manifestanti? «Non li ricevo - risponde Calderoli - perché non hanno chiesto di essere ricevuti. Io dò risposte di contenuto. Io prevengo». Il titolare della Semplificazione normativa mostra di considerare quantomeno intempestiva la protesta: «Sono dieci anni che si parla di federalismo fiscale - ricorda - adesso siamo sulla linea di arrivo, il principio della compartecipazione è stato esteso anche ai Comuni con il beneplacito delle Regioni, il testo è stato messo in equilibrio: mi pare un passaggio importante che dà una risposta anche a sindaci veneti». Come dire, accontentatevi. Per quanto riguarda i tributi propri delle Province, il governo intende specificare che la base imponibile sarà legata alla circolazione degli autoveicoli. Le Regioni avranno un'aliquota riservata dell'Irpef, addizionali, tributi propri, tributi derivati eventualmente stabiliti dallo Stato.Tutto questo a regime. Intanto Comuni e Regioni guardano al presente a battono cassa. L'Anci, in un comunicato diffuso ieri, torna a chiedere «che nel prossimo Consiglio dei ministri venga approvato il decreto per il rimborso, ai Comuni, dei minori trasferimenti subiti per la sovrastima dell'Ici sui fabbricati rurali, per quella dei risparmi in tema di "costi della politica", nonché per il totale reintegro delle entrate venute meno con la abolizione dell'Ici sulla prima casa». L'Associazione preannuncia inoltre che, «finché non ci sarà questa certezza, non parteciperà alle riunioni della Conferenza unificata per discutere di federalismo fiscale». I Presidenti delle Regioni, invece, saranno ricevuti questo pomeriggio da Silvio Berlusconi, per sciogliere il nodo del fondo sanitario 2010-2011 sottostimato - secondo i Governatori - di 7 miliardi di euro. Con qualche riluttanza, il lombardo Roberto Formigoni ammette che l'obiettivo di ottenere un «parere positivo all'unanimità» dalla Conferenza delle Regioni è «di fatto collegato» alla trattativa sulla sanità. Il ministro Fitto (Affari regionali) è ottimista: «Berlusconi e le Regioni si incontran oggi e mi auguro che ci sia una convergenza di lavoro. Il federalismo è un provvedimento molto importante e sono convinto che ci sarà un punto di convergenza. Con il federalismo fiscale - conclude Fitto - si avvicinerà il livello decisionale ai cittadini e sono convinto che possa essere un passaggio decisivo per tutto il Paese, in particolare per il Mezzogiorno perché il testo garantisce livelli di prestazioni conformi». Tuttavia, contrario ad aprire troppo i rubinetti è il ministro del Welfare Maurizio Sacconi: «Credo - avverte - che sia stato significativo da parte del governo, nel difficile contesto attuale, garantire le stesse risorse del governo Prodi, più 170 milioni per la convenzione dei medici di medicina generale e 400 milioni per evitare i ticket, pensare a risorse aggiuntive per il 2009 non è compatibile con la finanziaria». E aggiunge: «Non credo che la richiesta di altri fondi per il 2009 debba determinare il fallimento del dibattito sul federalismo fiscale: non ci sarebbe proporzione tra le due cose, vorrebbe dire che è una scusa».Il Carroccio è concentratissimo nell'obiettivo di portare a casa il risultato e, dopo che lunedì Calderoli su questo tema era arrivato a minacciare l'uscita dal governo, ieri Umberto Bossi ha ribadito: «Se il federalismo passa il governo dura cinque anni». Ed ha chiosato: Roma è ancora «ladrona» e lo sarà, appunto, «fino all'approvazione del federalismo».Andrea Bianchi

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Enti locali/ Alemanno: Sì all'abolizione delle province (sezione: Province)

( da "Virgilio Notizie" del 01-10-2008)

Argomenti: Province

Enti locali/ Alemanno: Sì all'abolizione delle province "Alleggerirebbe la pressione fiscale e snellirebbe la burocrazia" postato fa da APCOM ARTICOLI A TEMA Altri Roma, 1 ott. (Apcom) - L'abolizione delle Province è "una delle grandi riforme da portare avanti per alleggerire la pressione fiscale a carico dei contribuenti, snellendo tutta la filiera della burocrazia e del costo della politica". Lo afferma in una nota il sindaco di Roma, Gianni Alemanno. "Non è questione che riguarda specificatamente la Provincia di Roma - spiega - ma ricordo, a questo proposito, che l'Eurispes ha quantificato, a gennaio di quest'anno, in oltre 10 miliardi di euro, il risparmio che ne deriverebbe. Mi permetto, poi, di evidenziare che lo stesso Veltroni, il 16 febbraio scorso, ha lanciato l'idea di abolire le province nelle aree metropolitane. Idea che, lo stesso giorno, è stata approvata dallo stesso presidente Zingaretti. Credo, quindi, di essere in autorevole compagnia, quando affermo che sia una strada percorribile".

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La giunta del Parco preferisce la Regione (sezione: Province)

( da "Stampa, La" del 02-10-2008)

Argomenti: Province

VEGLIA DEVERO.NO ALLA GESTIONE PROVINCIALE La giunta del Parco preferisce la Regione Anche la giunta del Parco Veglia Devero si schiera contro contro il trasferimento dell'ente da Regione a Provincia. «Nessuna amministrazione è stata coinvolta nelle decisioni preliminari - sottolinea Marco Piretti, presidente del parco -. che abbiamo appreso soltanto a cose fatte». Secondo la giunta dell'ente, la proposta contenuta nel Protocollo di intesa firmato da Regione e Provincia porterebbe ad un declassamento del Parco e della Riserva naturale di Fondotoce, nonché dell'istituendo Parco naturale dell'Alta Valle Antrona. «Altri parchi regionali che insistono sul territorio del Vco non subiscono la stessa sorte anche se il testo del protocollo recita diversamente» spiega Piretti. La giunta dell'ente che ha sede a Varzo chiede che venga stralciato dal protocollo l'affidamento della gestione delle aree protette di importanza regionale. «Con l'abolizione degli enti di gestione dei parchi verrà perso un grande e fondamentale patrimonio di esperienze e professionalità costituito dal personale delle aree protette». Il passaggio di competenze rientra nell'accordo firmato quest'estate da Bresso e Ravaioli per per dare maggiore autonomia amministrativa al Verbano Cusio Ossola. Il l trasferimento del 90% dei canoni idrici, del 30% sui canoni per l'utilizzo delle acque minerali e l'intera partita che riguarda lo sconto benzina (oltre a competenze esclusive su caccia, pesca e gestione delle aree protette) porterà circa 10 milioni di euro all'anno nelle casse della provincia.

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Sono sempre stato favorevole all'abolizione delle Province. Credo che sia una delle grand... (sezione: Province)

( da "Messaggero, Il (Civitavecchia)" del 02-10-2008)

Argomenti: Province

Giovedì 02 Ottobre 2008 Chiudi «Sono sempre stato favorevole all'abolizione delle Province. Credo che sia una delle grandi riforme da portare avanti non solo per alleggerire la pressione fiscale a carico dei contribuenti, snellendo tutta la filiera della burocrazia e del costo della politica», ha ribadito il sindaco, Gianni Alemanno. «Non è una questione che riguarda specificatamente la Provincia di Roma - continua Alemanno - ma ricordo, a questo proposito, che l'Eurispes ha quantificato, a gennaio di quest'anno in oltre 10 miliardi di euro, il risparmio che ne deriverebbe. Mi permetto, poi, di evidenziare che lo stesso Veltroni, il 16 febbraio scorso, ha lanciato l'idea di abolire le Province nelle aree metropolitane. Idea che, lo stesso giorno, è stata approvata dallo stesso presidente Zingaretti. Credo, quindi, di essere in autorevole compagnia, quando affermo che sia una strada percorribile». Pronta la risposta del presidente della Provincia, Nicola Zingaretti «ho letto le dichiarazioni di Alemanno. Stiamo cooperando in un Tavolo interistituzionale per affrontare questo tema. Forse è stata più una battuta». L'assessore provinciale al Bilancio, Antonio Rosati tiene a sottolineare: «Non è certo Alemanno a dover ricordare al presidente Zingaretti, che è stato tra i primi a sposare questa idea di cambiamento, l'importanza di un'innovazione che nessuno si è mai sognato di portare avanti e di decidere da solo. Per ottenere questo risultato sono fondamentali, però, un confronto serio e la piena condivisione dei tempi e delle modalità di trasformazione. La bozza Calderoli è una buona base di discussione che partendo da chi conosce il territorio prevede il mantenimento delle province e la trasformazione e l'istituzione delle aree metropolitane».

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'Tredicesima' anticipata per cento dipendenti (sezione: Province)

( da "Nazione, La (Umbria)" del 02-10-2008)

Argomenti: Province

CRONACA PERUGIA pag. 7 ?Tredicesima? anticipata per cento dipendenti L?ACCORDO COMUNE E SINDACATI FIRMANO L?INTESA SUL FONDO. PREMI ARRETRATI DAL 2004 di CRISTINA BELVEDERE ? PERUGIA ? IL CONSIGLIO provinciale vota all?unanimità l?abolizione del Cosap (canone per l?occupazione permanente di spazi e aree pubbliche), applicato dal 1999, che rappresenta un'entrata di carattere patrimoniale (o extratributaria), concepita come corrispettivo dovuto al proprietario del bene demaniale per l'uso esclusivo dello stesso da parte di un concessionario. Il provvedimento è stato approvato con 18 voti a favore, unificando i documenti presentati da Luigi Andreani (Udc) e Lazzaro Bogliari (Pd), relativi al canone di occupazione di spazi e aree pubbliche. «La decisione di abolire il Cosap ? ha spiegato l?assessore al Bilancio Daniela Frullani ? è maturata da tempo all?interno della Giunta. Questa tassa vede assoggettate al canone 7.900 persone, un numero inferiore agli accessi presenti sulle strade provinciali; un dato oggettivo che dimostra la complessità dell'applicazione del tributo». SODDISFAZIONE è stata espressa dagli esponenti del Pdl in Consiglio provinciale (nella foto): «Oggi si chiude una battaglia che è durata tre legislature e che ci ha visti continuamente incalzare la maggioranza, a difesa dei diritti dei cittadini e contro una tassa iniqua ? ha detto l?azzurro Ivo Fagiolari ?. L?abolizione del Cosap entrerà in vigore dal 1° gennaio 2009. Del resto, non si capiva il motivo per cui un cittadino dovesse pagare per uscire di casa. La Provincia non è mai riuscita né a regolamentare né a disciplinare adeguatamente il pagamento di questa tassa che interessa tra i 15 e i 16mila utenti, metà dei quali tuttavia inadempienti». «Anno per anno ? gli ha fatto eco Bruno Biagiotti di An ? abbiamo incalzato questa maggioranza invitandola a non applicare una tassa iniqua. Per ammissione dello stesso assessore Frullani in sede di discussione del Bilancio ?07 era emerso che oltre il 50% degli utenti non pagava, mentre sugli altri gravavano anche gli oneri degli adeguamenti tariffari. Inoltre gli incassi erano praticamente pari alle spese, dovute al personale e ai mezzi messi a disposizione dall?ente per i censimenti». «QUELLO DELLA COSAP ? ha commentato Luigi Andreani (Udc) ? era un balzello che divideva i cittadini di serie A da quelli di serie B». Tra i territori maggiormente interessati alla Cosap vi è Spoleto in quanto, come fatto notare da Giampiero Panfili (An), ha molte frazioni attraversate da strade provinciali: «In quest?area ? ha ricordato ? abbiamo messo a punto un grande lavoro di informazione, invitando i cittadini interessati a rivolgersi agli uffici provinciali in quanto buona parte di essi avevano già subito delle espropriazioni per l?ampliamento delle sedi stradali». Per Stefano Zuccarini (Fi) è una battaglia dalla valenza politica: «In questo modo ? ha detto ? il Pdl mostra come intende il governo dei territori e del Paese». Edoardo Alunni (Fi) si è augurato che tutto ciò non cada nel dimenticatoio, mentre Giovanni Ruggiano (An) ha fatto notare come «recentemente gli amministratori provinciali tendano a sviare da problemi non ancora risolti, primo tra tutti quello degli appalti».

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Il federalismo fiscale domani in Consiglio dei ministri (sezione: Province)

( da "Gazzetta di Parma Online, La" del 02-10-2008)

Argomenti: Province

Il federalismo fiscale domani in Consiglio dei ministri Pranzo a Palazzo Madama con Schifani e i ministri leghisti e incontro a tarda sera a Palazzo Chigi con Berlusconi, Tremonti e i governatori alla vigilia del primo via libera del governo al federalismo fiscale. In ebollizione anche il fronte delle Regioni e dei Comuni. Questi ultimi premono per il rimborso dei mancati introiti dell?Ici che già figurano come voti nei bilanci approvati entro il 30 settembre ma che materialmente devono ancora essere erogati. I sindaci veneti hanno poi manifestato ieri a Roma per chiedere il trasferimento ai Comuni del 20% dell?Irpef. La compartecipazione all?Irpef e tasse di scopo per i Comuni dovrebbero figurare tra le novità dell?ultima versione del disegno di legge preparato dal ministro Roberto Calderoli, insieme alla tassa sugli autoveicoli per le Province e per le Regioni forme di compartecipazione a tributi erariali e alle accise. Sono le novità introdotte dopo le richieste delle autonomie locali ma il testo dovrà passare oggi l?esame della Conferenza unificata Stato-Regioni che si riunirà oggi pomeriggio. In mattinata invece il presidente Vasco Errani ha convocato poi stamane una seduta straordinaria della Conferenza delle Regioni in vista del parere sulla legge. Il presidente dell?Anci Leonardo Domenici ha annunciato che i Comuni non parteciperanno all?incontro col governo se prima non avranno assicurazione che nella seduta del Consiglio dei ministri di domani sarà approvato un decreto con il quale restituire agli enti locali il miliardo e mezzo di euro di tagli sofferti per l?abolizione dell?Ici. Le Regioni insistono invece per sciogliere il nodo sanità, 7 miliardi di fondo sanitario e 440 milioni di euro per i ticket che mancano all?appello e senza i quali è in forse anche il loro parere favorevole al disegno di legge. Umberto Bossi, che ha preso parte alla colazione di lavoro offerta dal presidente del Senato Renato Schifani, ha detto che il federalismo partirà dal Senato dove sarà presentato il ddl sul federalismo fiscale. Ma Calderoli ha aggiunto che federalismo fiscale e costituzionale procederanno in parallelo con l?istituzione di una Camera delle Regioni che «segnerà la fine del bicameralismo perfetto». «Schifani è estremamente coinvolto», ha detto Calderoli ma collegare il federalismo fiscale ad altre riforme istituzionali potrebbe allungare i tempi dell?iter del provvedimento. L'opposizione è molto critica. Per Massimo D?Alema la bozza Calderoli «non è seria perché è solo una dichiarazione di principi». «Finché non scopriranno carte e conti non so di cosa discutiamo», attacca l?ex premier del Pd, «non è scritto quali tasse ci saranno, quali quote e quali garanzie per l?unità del paese. Il governo dice che ci guadagneranno tutti ma questo non è possibile». Ma Calderoli replica a D?Alema che si tratta di una legge delega e quindi «si basa sui principi e non può contenere quei numeri che, invece, qualcuno continua a dare». Il Pd, in tempi di severi tagli ai bilanci comunali e di abolizione dell?Ici, giudica uno schiaffo per migliaia di amministratori locali la decisione del governo di erogare al Comune di Catania 140 milioni di euro per salvarlo dal collasso. «Finanziamenti a Catania e Roma: è questo il federalismo fiscale di Bossi e Calderoli?», scrive il deputato del Pd, componente della commissione Bilancio della Camera, Antonio Misiani, in una lettera aperta all?esecutivo firmata dai deputati settentrionali del Pd. (Marina Maresca, Aga)

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CON ALTRI SEI TEAM (sezione: Province)

( da "Mattino, Il (Benevento)" del 01-10-2008)

Argomenti: Province

ACADEMY NEL GIRONE 2 CON ALTRI SEI TEAM Il Capri Sports Academy è inserito nel Girone 2 insieme con Geovillage Club Olbia, Tennis Club Sarnico Bergamo, Torres Tennis «A. Bozzo» Sassari, Società Tennis Bassano, Tennis Club Parioli Roma e Polisportiva Anzio. La prima fase si concluderà domenica 23 novembre: accederanno ai play-off scudetto le prime tre di ciascun girone. Potito Starace è numero 76 nel ranking Atp; in basso a sinistra Roberto Russo presidente del Capri Sports Academy

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Trasferte, l'azienda é servita (sezione: Province)

( da "Italia Oggi" del 02-10-2008)

Argomenti: Province

ItaliaOggi     ItaliaOggi  - Rapporto Business Travel Numero 234, pag. 33 del 2/10/2008 Autore: di Massimo Galli Visualizza la pagina in PDF       Come le società specializzate e le compagnie aeree costruiscono le loro offerte Trasferte, l'azienda é servita Dalle prenotazioni last minute al controllo delle spese Prodotti e servizi, ma anche offerte speciali riservate a chi viaggia per lavoro: un universo variegato e in continua evoluzione. A cominciare dalle società specializzate che, per conto delle aziende, organizzano e gestiscono il business travel. Carlson wagonlit travel (Cwt) mette a disposizione, tra l'altro, un portale per prenotare e monitorare i viaggi; a breve sarà lanciato in Italia Cwt Freedom, che permetterà di ricevere informazioni, prenotazioni, orari e variazioni su telefono cellulare o palmare. A questo si aggiunge una soluzione per la sicurezza (Cwt Guardian) per l'invio di avvisi di emergenza 24 ore su 24 e per rintracciare i dipendenti in qualunque parte del mondo. Uvet American express ha elaborato Dynamics travel, suite di servizi che consente di informarsi o prenotare in meno di un minuto, ovunque ci si trovi, attraverso un cellulare o via internet. Un prodotto realizzato in collaborazione con Brain force, system integrator che aiuta Uvet a interagire con i propri clienti all'insegna della multicanalità. Sempre in casa Uvet, Web Report è uno strumento di controllo e contenimento dei costi, riservato ai travel manager. In casa Bcd travel si punta su nuovi servizi, come la consulenza legata alle note spese per le trasferte aziendali, con l'obiettivo di razionalizzare i costi: esistono già strumenti che automatizzano questo processo, ma il valore aggiunto di Bcd è la consulenza per arrivare al risultato finale. Nell'ambito dell'offerta spicca Nuvola, programma di business intelligence che mette sotto controllo qualsiasi tipo di spesa aziendale. La torinese Cisalpina tours, oltre all'attività di affiancamento alle imprese nell'organizzazione dei viaggi, ha puntato sui servizi all'interno degli aeroporti. Sono disponibili due sale Vip negli scali di Torino Caselle e Roma Fiumicino: un ritrovo esclusivo per i passeggeri, con open bar. Nell'offerta di Cisalpina rientrano anche Atlante, un programma per l'attività gestionale fornito da Siap, e il software Qlikview per la reportistica dettagliata dei viaggi. Per quanto riguarda le compagnie aeree, la tedesca Lufthansa ha una serie di prodotti ad hoc per la fascia business. In quella più alta si punta sul concetto di mobilità à la carte: Lufthansa private jet consente di spostarsi in Europa su un jet privato per Monaco, Francoforte e Zurigo, e da qui proseguire con un volo intercontinentale Lufthansa o Swiss. Inoltre, attraverso Star alliance company plus, programma di fidelizzazione dedicato alle pmi, le aziende possono accumulare punti sul proprio conto per tutti i voli effettuati da qualsiasi dipendente o collaboratore. Dal canto suo, Air France-Klm segue una doppia strategia: da un lato la stipula di contratti ad hoc con le grandi aziende, che prevedono tariffe particolari a seconda del numero di voli e delle destinazioni; dall'altro, la tessera punti intestata alle singole imprese, che permette di accumulare punti e usufruire di voli gratuiti. Il vettore tedesco a basso costo Tuifly mette a disposizione delle aziende clienti un sito dedicato, attraverso il quale prenotare i voli con le tariffe concordate, gestire le prenotazioni ed effettuare il web check-in: questo per chi sottoscrive un contratto corporate. Oltre a questo, sono state predisposte tariffe flex che, per esempio, permettono di cambiare o annullare la prenotazione gratuitamente fino a mezz'ora prima della partenza. Infine, la compagnia finlandese Finnair ha varato una promozione, valida fino a metà novembre, che prevede l'acquisto di due biglietti al prezzo di uno per tutte le destinazioni asiatiche. Per accedere all'offerta occorre iscrivere la propria azienda al corporate programme, studiato per le esigenze delle pmi. In questo modo si accede a sconti sulle tariffe flessibili.

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RIFORME: FINI, SI DISCUTA DI PROVINCE MA NO ABOLIZIONE PREFETTI (sezione: Province)

( da "Adnkronos" del 03-10-2008)

Argomenti: Province

RIFORME: FINI, SI DISCUTA DI PROVINCE MA NO ABOLIZIONE PREFETTI FEDERALISMO E' RIORGANIZZAZIONE STATO NON SUO SMANTELLAMENTO ascolta la notizia commenta 0 vota 0 tutte le notizie di POLITICA Verona, 3 ott. (Adnkronos) - "In tema di riforme si puo' anche discutere della possibile abolizione delle province, ma nessuno pensi di cancellare i prefetti, che rappresentano lo Stato". Lo ha detto il presidente della Camera Gianfranco Fini parlando nel corso di una manifestazione pubblica a Verona. "Il federalismo -ha aggiunto- non e' lo smantellamento dello Stato, ma e' la riorganizzazione dello Stato. E i prefetti garantiscono il coordinamento, il controllo del territorio. Ci sono gangli vitali che possono essere riformati ma non possono essere cancellati".

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Federalismo/ Fini: Nessuno pensi di eliminare prefetti (sezione: Province)

( da "Virgilio Notizie" del 03-10-2008)

Argomenti: Province

Federalismo/ Fini: Nessuno pensi di eliminare prefetti Rappresentano lo Stato postato fa da APCOM ARTICOLI A TEMA Altri Isola della Scala (Verona), 3 ott. (Apcom) - Nessuno può pensare di cancellare i prefetti. Lo afferma il presidente della Camera, Gianfranco Fini, precisando che nel dibattito sul federalismo, che non significa "smantellamento" dello Stato si può discutere dell'abolizione delle Province ma non della cancellazione della figura dei prefetti. "Nessuno pensi di eliminare i prefetti, che in un assetto federale rappresentano lo Stato", spiega Fini dichiarandosi pronto a "rivederne il ruolo", ma non ad eliminarli visto che "sopperiscono a lacune e intervengono in situazioni di emergenza".

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Provincia, il Pd ricandida Saitta (sezione: Province)

( da "Stampa, La" del 04-10-2008)

Argomenti: Province

IL CENTRODESTRA il caso Le manovre per le elezioni del 2009 Nessun altro nome, saltano le primarie Il Pdl indicherà il suo candidato prima di Natale Provincia, il Pd ricandida Saitta ALESSANDRO MONDO Ora tocca al centrodestra fare la sua mossa. Cosa che, hanno spiegato Agostino Ghiglia e Caterina Ferrero al battesimo del Coordinamento provinciale del Pdl, avverrà entro Natale con la presentazione di un candidato per scalare la Provincia alle elezioni provinciali del 2009. Ieri il Partito democratico ha fatto la sua ricandidando per acclamazione Antonio Saitta. La posta in palio è il secondo mandato dopo quello conquistato nel 2004 battendo Franco Maria Botta - assessore regionale all'Urbanistica in quota Udc, poi passato a Forza Italia -, con un distacco di quasi venti punti. Allora finì 51,8 contro 32,1. Questa volta un successo al primo turno non è così scontato. L'investitura ufficiale è avvenuta ieri pomeriggio da parte delle tre assemblee: cittadina, provinciale, Ivrea-Canavese. Presenti i vertici del partito. Presente Mercedes Bresso. Assente giustificato il sindaco Chiamparino. Tutti d'accordo: il che, trattandosi del Pd piemontese, è già un risultato. La mozione, proprio perchè unitaria, non è stata nemmeno messa ai voti. Scelta scontata, quella di Saitta. Nonostante qualche increspatura la scorsa primavera - «Potrebbe essere il candidato ma molto dipenderà dal contesto», frenò il presidente del Consiglio regionale Davide Gariglio (ieri ha avuto un lungo incontro con il presidente) - il Pd non ha mai espresso candidature alternative. Quanto è bastato per escludere il ricorso alle primarie (in compenso circola un documento che le propone per i collegi). Sempre a proposito di primarie, il 17 e il 18 ottobre anche in Piemonte si svolgeranno quelle per eleggere il segretario nazionale dei Giovani Democratici. In mattinata il segretario regionale Gianfranco Morgando, illustrando la mobilitazione in vista della manifestazione nazionale contro il Governo prevista il 25 ottobre a Roma sui temi del caro vita, dei salari e della scuola (dal Piemonte partiranno in 5 mila), ha anticipato la reinvestitura: «Non ci sono nomi alternativi a Saitta». Il quale è intervenuto snocciolato dati e numeri. In particolare quelli degli investimenti: 480 milioni dal 2004. Di questi, 350 per scuole e strade, 98 di contributi ai Comuni, 32 in partecipazioni strategiche. A fine mandato raggiungeranno quota 550 milioni. Parola d'ordine: «Non si torna indietro sul programma». Nel caso del secondo mandato,la formula significa cose precise: Tav, secondo inceneritore, corso Marche, Tangenziale est. Il confronto con gli alleati sollecitato da Claudio Lubatti, capogruppo Pd in Consiglio, si apre in un contesto più complesso rispetto a quello del 2004: i punti salienti del nuovo programma, come un eventuale alleanza con l'Udc, sono assai poco digeribili per Rifondazione e Comunisti italiani; la nascita del gruppo consiliare «Per la Costituente della Sinistra», e la fusione con quello di Sd, è una variabile da decifrare; Italia valori chiede più considerazione e un assessorato; i Moderati, oggi all'opposizione, non intendono più concedere cambiali in bianco e per il momento lavorano ad una loro candidatura. Anche il dibattito sull'abolizione o meno delle Province moltiplica le incertezze. Ma questa è un'altra storia.

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buche, tre denunce al giorno il cittadino batte cassa in comune - ernesto ferrara (sezione: Province)

( da "Repubblica, La" del 02-10-2008)

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Pagina V - Firenze Pietre sconnesse, crepe nell´asfalto, cantieri mal segnalati: aumentano gli incidenti, un milione l´anno di risarcimenti Buche, tre denunce al giorno il cittadino batte cassa in Comune ERNESTO FERRARA Strade groviera, che incubo. Ogni giorno a Palazzo Vecchio arrivano tre richieste di risarcimento per danni a persone, motorini o autovetture causati da buche, transenne, cantieri non segnalati e strade malmesse. In media, negli ultimi 5 anni, sui tavoli degli uffici comunali sono piombate mille denunce all´anno per sinistri causati dalle condizioni degradate delle strade cittadine. In tutto, dal 2004 ad oggi, oltre 4 mila. E la Fondiaria Sai, la società di assicurazioni a cui si è affidato il Comune di Firenze, sborsa un milione di euro l´anno come risarcimento. E´ un trend costante negli ultimi anni: nel 2004 le denunce furono 720 e 706 invece sono state nel 2005. Il picco più alto si è registrato nel 2006, con ben 926 denunce, 880 sono state invece le richieste danno del 2007. E l´anno in corso conferma l´andazzo: al 31 luglio 2008 sono state già 619 le denunce per sinistri stradali presentate da privati al Comune, quasi tre al giorno. C´è chi cade col motorino perché sbanda a causa dell´avvallamento, chi si sbuccia il ginocchio perché non vede la buca troppo profonda, chi graffia l´auto su quella transenna troppo sporgente, chi passeggia in bici in via di Novoli, finisce in un cratere lungo 60 centimetri e profondo 10 e cade sbattendo pure la testa, come è avvenuto al signor B.F., che proprio una settimana fa ha ottenuto un risarcimento di 11.550 euro dalla Fondiaria. Da Palazzo Vecchio stimano che il trenta per cento delle denunce siano riferibili a responsabilità di enti terzi, non direttamente del Comune: società come l´Ataf, l´Enel, la Telecom, Publiacqua, le spa che gestiscono i cantieri e i servizi in città. I casi sono centinaia, tutti diversi. Chi rimane coinvolto in un sinistro e ritiene che la responsabilità sia della situazione della strada, può chiedere i danni al Comune: c´è un apposito ufficio sinistri in piazza di Parte Guelfa, 3 (il numero di telefono è 055-2616089). Basta conservare l´eventuale verbale delle forze dell´ordine (vigili o carabinieri), il referto medico, il preventivo delle eventuali spese sostenute dal meccanico e tutta la documentazione per le spese che si ritengono legate al sinistro. Tutto si allega ad un modulo da compilare. E poi si aspetta. Palazzo Vecchio e la Fondiaria fanno le loro indagini e alla fine, se ritengono che il sinistro sia effettivamente dovuto alle condizioni delle strade, pagano. Quanto? In media, la Sai sborsa un milione di euro all´anno. Nel 2004 ha liquidato 908.135 euro, 1.112.015 euro nel 2005, 880 mila euro nel 2006. Per l´anno scorso, ad oggi, sono stati liquidati solo 197 mila euro: ma le pratiche di denuncia restano in stand by anche qualche anno, quindi è presto per avere un dato. Questo è il totale liquidato dall´assicurazione Fondiaria, non direttamente dal Comune. Secondo il contratto attuale infatti, Palazzo Vecchio sborsa fino a 2500 euro per un sinistro, il resto lo paga Fondiaria. A cui ogni anno il Comune versa 1.569.250 euro di premio e 800 mila euro di franchigia. «Non vi stancate di segnalarci i vostri casi» invita la presidente del Codacons toscano Silvia Bartolini, che è anche avvocato e segue una trentina di denunce l´anno per incidenti causati dai crateri nelle strade. Ma chi si vede negato il risarcimento che fa? Può ricorrere al giudice di pace o al tribunale civile: ad oggi ci sono 83 cause di sinistri in cui è coinvolto il Comune di Firenze presso il tribunale civile e 21 presso il giudice di pace.

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"redacted" in visione gratuita la guerra in iraq di de palma (sezione: Province)

( da "Repubblica, La" del 02-10-2008)

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Pagina XXII - Bologna "Redacted" in visione gratuita la guerra in Iraq di De Palma Doppio appuntamento in Cineteca con una lezione pomeridiana e una proiezione serale. Alle 18 nella Sala Cervi (via Riva di Reno, 72) Gino Ruozzi parla su «Guareschi narratore del Po» nel 60° anniversario della pubblicazione di due volumi dell´autore emiliano, capisaldi della sua produzione e complementari tra loro: «Lo zibaldino», «storie assortite vecchie e nuove», come recita il sottotitolo, e i racconti di «Mondo piccolo» (divenuti successivamente Don Camillo). Contemporaneamente resta aperta la mostra «Le burrascose avventure di Giovannino Guareschi nel mondo del cinema» nella sala espositiva della Cineteca (lu-ve 9-17, sa e do 10-18). Alle 22.15 al Cinema Lumière viene invece proiettato il film «Redacted», un feroce ritratto della guerra irachena firmato da Brian De Palma. La pellicola, che narra di un brutale stupro consumato per noia da una pattuglia di soldati americani ai danni di una giovane irachena, è stata premiata con il Leone d´Argento a Venezia nel 2007 e poi rifiutata dalle distribuzioni, proprio a causa di una scomoda ricostruzione del conflitto nella quale i «buoni» non sembrano stare tutti dalla stessa parte. Ingresso gratuito fino a esaurimento posti. (c. pil.)

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sì del governo al federalismo tremonti: riforma storica - silvio buzzanca (sezione: Province)

( da "Repubblica, La" del 04-10-2008)

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Pagina 6 - Interni Sì del governo al federalismo Tremonti: riforma storica Il Pd: un regalo alla Lega. Tra due anni i decreti Fini: nessun rischio per l´unità nazionale. Gelo sull´ipotesi di Berlusconi al Colle SILVIO BUZZANCA ROMA - Un fatto «storico», un momento «epocale». Il Consiglio dei ministri ha approvato ieri mattina il disegno di legge delega sul federalismo fiscale. Adesso la palla passa al Parlamento che dovrà dare il suo via libera entro la fine dell´anno. La riforma sarà infatti presentata come collegato alla Finanziaria. Poi il governo avrà tempo due anni per emanare i decreti legislativi e riempire di contenuto il provvedimento. Infine ci saranno cinque anni di tempo per la transizione al nuovo modello. All´alba del 2015 tutto dovrebbe andare a regime. Silvio Berlusconi alla fine si dice «soddisfatto» del via libera del Cdm. Più trionfali i toni di Giulio Tremonti. «E´ stato straordinario avere ieri il consenso di Regioni, Comuni e Province, quella del federalismo fiscale è una riforma storica. Ora dobbiamo costruire una banca di dati condivisi». Anche Roberto Calderoli punta sul grande risultato di avere convinto Regioni, Province e Comuni. Ma governatori e sindaci sono molto più cauti. «Le regioni vogliono il federalismo fiscale ma non vogliono "bufale"», ammonisce Vasco Errani. Secondo il presidente della Conferenza delle Regioni, «il varo del disegno di legge delega sul federalismo fiscale è solo il primo passo di un cammino lungo e impegnativo e i toni da propaganda allontanano dalla meta». Dello stesso tenore il commento dell´Anci. «E´ un testo generale e generico. Si entrerà nel merito con l´attuazione dei decreti legislativi, un iter che va tenuto sotto controllo», spiega il presidente dei sindaci Leonardo Domenici. Anche il giudizio del Pd e dell´Udc è sospeso in attesa di vedere le cifre. «Allo stato delle cose sembra più una concessione alla Lega piuttosto che un disegno compiuto e unitario di riorganizzazione dello Stato», commenta Walter Veltroni. Anna Finocchiaro spiega: «Il progetto è più che altro una bandiera, un testo contraddittorio e pasticciato di cui non si capiscono i tempi di attuazione e soprattutto i costi». E Francesco Rutelli, aggiunge: «Per essere convinti di questo federalismo bisogna conoscere i numeri che ancora non si conoscono. Bisogna sapere chi paga, chi ci guadagna e chi ci rimette». Per Ferdinando Casini concorda: «Un federalismo senza numeri è un non federalismo, è un rinviare la risposta alle calende greche». A sinistra, Rifondazione non contesta la portata storica dell´evento. «Si tratta, infatti, di una storica fregatura, per gli italiani, talmente "storica" che, purtroppo, il nostro paese la pagherà a lungo», dice il leader Paolo Ferrero. Un giudizio positivo arriva invece da Gianfranco Fini che non vede nel progetto «alcun rischio di rottura dell´unità nazionale». Il presidente della Camera avverte però: «In tema di riforme si può anche discutere della possibile abolizione delle province, ma nessuno pensi di cancellare i prefetti, che rappresentano lo Stato». Dopo le polemiche dei giorni scorsi con il Cavaliere sull´abuso dei decreti e il ruolo del Parlamento, Fini non ha invece voluto commentare l´ipotesi dell´ascesa del Cavaliere alla presidenza della Repubblica limitandosi a dire: «Il presidente della Camera legge i giornali e tiene per sè le sue valutazioni, non le esprime pubblicamente».

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Box a Milano, 10 anni di scandali (sezione: Province)

( da "Corriere della Sera" del 02-10-2008)

Argomenti: Province

Corriere della Sera - MILANO - sezione: PRIMA PAGINA - data: 2008-10-02 num: - pag: 1 categoria: REDAZIONALE In piazza Novelli l'azienda vorrebbe costruire un parcheggio da 483 posti auto sotto l'elettrodotto più grande della città Box a Milano, 10 anni di scandali Documenti «falsi», crepe nei palazzi, cantieri allagati dalla falda. I cittadini: un disastro Documenti «falsi», crepe nei palazzi, cantieri allagati dalla falda acquifera. Anni di ritardi nei lavori e disagi per acquirenti e residenti dei box. «Troppi scandali nel piano parcheggi del Comune», attaccano i comitati di quartiere: «Un disastro». Il cantiere del parcheggio in piazza Novelli, zona Città Studi, avrebbe dovuto chiudere a luglio ed è ancora una voragine: sotto l'asfalto passa l'elettrodotto e Palazzo Marino ha autorizzato comunque i lavori. A 500 metri di distanza, in largo Rio De Janeiro, i lavori sarebbero dovuti partire il 25 settembre 2007. è passato un anno, ormai, e non è stato neppure cominciato lo scavo. A PAGINA 3 Santucci

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Quale Italia vedràil federalismo fiscale? (sezione: Province)

( da "Secolo XIX, Il" del 04-10-2008)

Argomenti: Province

Quale Italia vedràil federalismo fiscale? massimo baldini Il disegno di legge delega sul federalismo approvato ieri dal Consiglio dei Ministri non contiene novità sostanziali rispetto alle precedenti versioni. L'aspetto che più colpisce è la somiglianza dei suoi principi generali con quelli dei progetti di riforma elaborati dal vecchio governo Prodi. In breve, si stabilisce il superamento del modello della finanza derivata, in cui ogni ente riceve trasferimenti dal centro sulla base della spesa storica, a favore di un modello di autonomia impositiva in cui gli enti sono dotati di tributi propri con spazi di manovra nel fissare aliquote e basi imponibili. Gli enti locali dovranno essere messi nelle condizioni di erogare servizi a costi standard, uguali per tutti. Le regioni povere, con insufficiente capacità fiscale, riceveranno trasferimenti da un fondo perequativo gestito dallo Stato per garantire i livelli essenziali delle prestazioni, valutati ai costi standard. In questo modo si dovrebbero anche punire i politici inefficienti, qualora non fossero in grado di garantire ai propri cittadini questi livelli essenziali. Tutti principi condivisibili. Ma qui cominciano i problemi. Il testo del disegno di legge è infatti molto generico, e di fatto non va molto oltre le enunciazioni astratte. Ne è una prova il tempo molto lungo lasciato al Governo (dopo l'approvazione del disegno di legge) per emanare i decreti legislativi: ben due anni, a cui poi farà seguito un periodo transitorio per l'entrata a regime del nuovo sistema di almeno cinque anni. Chissà quali saranno le condizioni del nostro paese tra otto-dieci anni, quando lo schema abbozzato nel ddl dovrebbe entrare pienamente in vigore. Tutto il succo è quindi ancora da scrivere, in particolare: quali sono i tributi propri che le Regioni e gli enti locali potranno istituire? Con quali gradi di libertà? Come saranno definiti i livelli essenziali delle prestazioni in sanità, istruzione, assistenza e trasporto locale? Ad un livello minimale o generoso? Non si tratta proprio di dettagli. Per ora domina l'effetto annuncio: un cittadino disattento può avere l'impressione che la riforma federale sia già stata varata, invece siamo ancora ai principi non controversi. Ma questo unanimismo non è destinato a durare. Il processo di riforma federalista è guidato dalla Lega, che vuole ridurre il flusso di risorse da Nord al Sud, quindi il risultato sarà un aumento delle diseguaglianze tra le aree del paese. Già oggi l'Italia è il paese europeo con le maggiori differenze nei redditi medi regionali. Il concetto di federalismo solidale è un po' una contraddizione in termini, perchè il federalismo ha proprio il senso di esaltare le differenze tra gli enti locali, in modo da riflettere meglio le preferenze dei rispettivi cittadini. Il problema redistributivo, quindi, diventerà ben presto centrale. Visto il peso dell'elettorato meridionale nel sostegno al governo, è probabile che si arrivi ad un federalismo molto blando, che non metterà a rischio le poltrone dei tanti politici incapaci che abbiamo in Italia. Proprio ieri il governo ha regalato al Comune di Catania 140 milioni di euro (cioè 6 euro da ogni famiglia italiana) per ripianare il deficit provocato da una gestione fallimentare, ma nessun amministratore locale si è dimesso. Non proprio un buon viatico per il varo di un serio federalismo fiscale. Nel conformismo generale, passano inoltre sotto silenzio nodi che invece meriterebbero grande attenzione: nessuno discute più dell'abolizione delle Province, o dell'accorpamento dei piccoli Comuni, o della assurdità di avere 20 Regioni in una nazione piccola, con costi burocratici altissimi e con il rischio aggiuntivo del proliferare di tante caste politiche locali. Infine, resta l'assurdità della abolizione dell'Ici, pilastro della finanza locale in tutti gli Stati federali. 04/10/2008

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Seppi, una debacle inattesa In Francia vince Mannarino (sezione: Province)

( da "Corriere Alto Adige" del 02-10-2008)

Argomenti: Province

Corriere dell'Alto Adige - BOLZANO - sezione: 1ASPORT - data: 2008-10-02 num: - pag: 12 categoria: REDAZIONALE Tennis Seppi, una debacle inattesa In Francia vince Mannarino BOLZANO — Andreas Seppi si arrende al francese Mannarino: esordio amaro per il tennista altoatesino, numero uno italiano, nel tabellone principale dell'«Open de Moselle», torneo Atp da 370mila euro, di scena fino al 5 ottobre a Metz, in Francia. In 1 ora e 12 minuti l'altoatesino, accreditato come sesta testa di serie, è stato sconfitto per 6-4, 6-2 dal qualificato francese Adrian Mannarino. Tra Seppi, numero 28 nella classifica Atp, e il tennista di Soizy, n. 181 del mondo, non c'era nessun precedente. Per il caldarese una debacle del tutto inattesa.

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LA POLIZIA municipale di Russi ha indagato due cittadini moldavi di 23 e 24 anni perché trovati... (sezione: Province)

( da "Resto del Carlino, Il (Ravenna)" del 02-10-2008)

Argomenti: Province

RAVENNA CRONACA pag. 5 LA POLIZIA municipale di Russi ha indagato due cittadini moldavi di 23 e 24 anni perché trovati... LA POLIZIA municipale di Russi ha indagato due cittadini moldavi di 23 e 24 anni perché trovati a bordo di una Fiat Coupe nera ?fantasma?. Una verifica sul numero del telaio hanno consentito di accertare che la Coupe era stata avviata alla demolizione dal precedente proprietario che aveva rottamato le targhe. I due moldavi, regolari e residenti a Russi, devono averla acquistata nel momento in cui l?auto, invece di andare dallo sfasciacarrozze, è entrata nel mercato clandestino delle auto destinate all?Est europeo. Non solo. Durante i controlli dei documenti, gli agenti della Municipale di Russi hanno anche scoperto che eerano contraffatte anche la carta di circolazione e l?assicurazione. Il veicolo è stato quindi sequestrato ai fini della confisca e i due moldavi, oltre a esser stati sanzionati con una multa da mille euro, sono stati indagati a piede libero

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Schiaffeggiato per una battuta sui napoletani (sezione: Province)

( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 02-10-2008)

Argomenti: Province

VETRINA METROPOLI pag. 14 Schiaffeggiato per una battuta sui napoletani ? MINERBIO ? «GUARDA QUEL CASSONETTO stracolmo di rifiuti, sembra di essere a Napoli»». Sono state le ultime parole di un 24enne, residente a Baricella, prima di essere aggredito. E? successo l?altra sera, all?uscita di un bar a Minerbio, dove il ragazzo è stato colpito dagli schiaffi di due coetanei napoletani. Il giovane aveva ironizzato sul fatto che i rifiuti straboccassero da un cassonetto, prendendo come esempio il problema dello smaltimento a Napoli. I due napoletani non hanno gradito la battuta e, prima si sono avvicinati con fare minaccioso, poi lo hanno colpito alla testa con degli schiaffi. Il giovane aggredito è stato soccorso dagli amici che hanno assistito alla scena. La storia ovviamente, ha fatto il giro del paese, ma il ragazzo ha deciso di non sporgere denuncia. «Era buio ? ha spiegato agli amici ? non so chi sono quei due. Non volevo offenderli, era soltanto un modo di dire. Ma non hanno voluto sentire ragioni e mi hanno colpito. Se pensano che così la gente parli bene di Napoli, si sbagliano». Matteo Radogna

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Addio pacchia di Stato Comuni e Regioni cammineranno da soli (sezione: Province)

( da "Giornale.it, Il" del 04-10-2008)

Argomenti: Province

n. 238 del 2008-10-04 pagina 8 Addio pacchia di Stato Comuni e Regioni cammineranno da soli di Gian Maria De Francesco Il governo vara il disegno di legge che riforma i trasferimenti agli enti locali. Sarà ineleggibile chi non amministra bene. Trovati i soldi per Roma, Catania e l'abolizione dell'Ici. Tremonti: riforma epocale da Roma «Quella del federalismo fiscale è una riforma storica». Il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, non si è certo mascherato dietro un velo di falsa modestia. Il ddl delega approvato ieri in Consiglio dei ministri ha una portata epocale e come ha detto lo stesso titolare del Tesoro «sarà nel bilancio dei Comuni che ognuno potrà leggere come è amministrato». Qual è la principale conseguenza del provvedimento che rivoluziona il sistema fiscale oltre a dare piena attuazione alla riforma costituzionale del 2001? È la responsabilizzazione dei centri di spesa locali e il controllo diretto dei cittadini sulle amministrazioni. Autonomia. Di fatto finisce l'epoca della finanza derivata in base alla quale le Regioni e gli altri enti locali ricevono la maggior parte delle loro risorse dallo Stato senza alcun controllo sulla qualità della spesa e su eventuali inefficienze e sprechi. Con l'entrata in vigore del federalismo fiscale (che sarà regolato da due decreti legislativi da emanarsi entro due anni dall'entrata in vigore della legge) gli enti locali saranno autonomi e responsabili e potranno imporre tributi finalizzati al finanziamento delle funzioni loro attribuite. Le spese non saranno libere. Il criterio della spesa storica sarà sostituito da quello dei costi standard, ovvero saranno fissati parametri di costo per ogni servizio offerto dalla pa. Meno Stato. L'autonomia impositiva delle Regioni (istituti dotati di potestà legislativa) non comporterà un aggravio della pressione fiscale. Il ddl prevede l'esclusione della doppia imposizione, fatte salve le addizionali locali, sulle materie di competenza locale. Le maggiori risorse finanziarie derivanti dalla riduzione delle spese determineranno una riduzione della pressione fiscale. Infine sarà istituita una vera e propria cabina di regia (la Conferenza permanente per il controllo della finanza pubblica) che dovrà verificare il buon funzionamento dei processi. Rapporti. Le spese direttamente riconducibili al vincolo costituzionale riguardano i settori della sanità, dell'assistenza e dell'istruzione. Per ognuno di questi settori saranno fissati dei costi standard associati ai livelli essenziali. Il trasporto pubblico locale, non ricompreso in questi ambiti, sarà comunque finanziato in maniera adeguata. In particolare, le Regioni disporranno per i finanziamenti delle spese di tributi propri, di un'aliquota o addizionale Irpef e della compartecipazione regionale all'Iva. Anche i Comuni potranno imporre tributi propri, partecipare all'Irpef e fissare tributi di scopo legati a flussi turistici o alla mobilità urbana. Perequazione. È prevista l'istituzione di un fondo perequativo da assegnare alle Regioni con minore capacità impositiva (cioè dotate di minore capacità fiscale per abitante anche perché meno popolose). Idem per le Province e le città metropolitane. Lo status di capitale di Roma sarà finanziato con l'attribuzione di un proprio patrimonio al Campidoglio. Premi e sanzioni. È prevista l'introduzione di un meccanismo di premi e sanzioni per le amministrazioni più o meno virtuose. Per i casi di dissesto finanziario è ipotizzata l'ineleggibilità degli amministratori. Per quanto riguarda la transizione al sistema dei costi standard il periodo è di 5 anni per le materie non fondamentali. Decreto legge. Il Consiglio dei ministri ha poi approvato un decreto legge contenente disposizioni urgenti per il riequilibrio economico e finanziario di regioni ed enti locali. Il dl stanzia complessivamente 1,31 miliardi di euro, ha spiegato il ministro Calderoli. Finanziati l'abolizione dell' Ici e del ticket e i Comuni di Roma (500 milioni) e Catania (134 milioni). © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano

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Low scores at the pro-celebrity golf (sezione: Province)

( da "Guardian, The" del 03-10-2008)

Argomenti: Province

Low scores at the pro-celebrity golf John Huggan at St Andrews The Guardian, Friday October 3 2008 Padraig Harrington hit a 67 on the first day of the Alfred Dunhill Links championship. Photograph: Danny Lawson/PA Making sense of an event played over three venues and containing 336 competitors is rarely straightforward, but on the opening day of the eighth Alfred Dunhill Links championship one thing was apparent: in real terms a birdie at Kingsbarns is worth less than a birdie on the Old Course at St Andrews, which in turn does not have the value of a birdie at Carnoustie. Whereas the five-under-par 67 of France's Thomas Levet was the best anyone could manage at Carnoustie, six-under 66s from Marcus Fraser, Marc Warren and Grégory Bourdy were the low rounds at St Andrews and the 64s shot by Ross Fisher and Soren Hansen led the way at Kingsbarns, where 40 players broke the par of 72. In all, 56 posted sub-70 scores. It was not quite pitch and putt but it was close. With an amateur accompanying each professional - Hugh Grant was paired with Miguel Angel Jiménez - the pin positions were more than generous, affording the more proficient a gilt-edged opportunity to "go low". Those vying most seriously for top spot on the European tour's order of merit - Padraig Harrington (67), Lee Westwood (68) and Robert Karlsson (67) - did themselves no harm. Twice a winner of this event, Harrington bore little resemblance to the exhausted figure who finished the Ryder Cup with only a half-point to his name and he had seven birdies, marred only by bogeys at the 16th and 17th holes. As for the pro-am section of this often-unwieldy tournament, Sir Steve Redgrave was the best of the celebrity pack. The five-times Olympic rowing champion - who made a gross eagle at the 337-yard 6th hole after driving to four feet - combined with Francesco Molinari of Italy for an 11-under 61 at Kingsbarns.

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Addio pacchia di Stato, arriva il federalismo (sezione: Province)

( da "Giornale.it, Il" del 04-10-2008)

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n. 238 del 2008-10-04 pagina 0 Addio pacchia di Stato, arriva il federalismo di Gian Maria De Francesco Il governo vara il disegno di legge che riforma i trasferimenti agli enti locali. Sarà ineleggibile chi non amministra bene. Trovati i soldi per Roma, Catania e l?abolizione dell?Ici. Tremonti: riforma epocale Roma - «Quella del federalismo fiscale è una riforma storica». Il ministro dell?Economia, Giulio Tremonti, non si è certo mascherato dietro un velo di falsa modestia. Il ddl delega approvato ieri in Consiglio dei ministri ha una portata epocale e come ha detto lo stesso titolare del Tesoro «sarà nel bilancio dei Comuni che ognuno potrà leggere come è amministrato». Qual è la principale conseguenza del provvedimento che rivoluziona il sistema fiscale oltre a dare piena attuazione alla riforma costituzionale del 2001? è la responsabilizzazione dei centri di spesa locali e il controllo diretto dei cittadini sulle amministrazioni. Autonomia. Di fatto finisce l?epoca della finanza derivata in base alla quale le Regioni e gli altri enti locali ricevono la maggior parte delle loro risorse dallo Stato senza alcun controllo sulla qualità della spesa e su eventuali inefficienze e sprechi. Con l?entrata in vigore del federalismo fiscale (che sarà regolato da due decreti legislativi da emanarsi entro due anni dall?entrata in vigore della legge) gli enti locali saranno autonomi e responsabili e potranno imporre tributi finalizzati al finanziamento delle funzioni loro attribuite. Le spese non saranno libere. Il criterio della spesa storica sarà sostituito da quello dei costi standard, ovvero saranno fissati parametri di costo per ogni servizio offerto dalla pa. Meno Stato. L?autonomia impositiva delle Regioni (istituti dotati di potestà legislativa) non comporterà un aggravio della pressione fiscale. Il ddl prevede l?esclusione della doppia imposizione, fatte salve le addizionali locali, sulle materie di competenza locale. Le maggiori risorse finanziarie derivanti dalla riduzione delle spese determineranno una riduzione della pressione fiscale. Infine sarà istituita una vera e propria cabina di regia (la Conferenza permanente per il controllo della finanza pubblica) che dovrà verificare il buon funzionamento dei processi. Rapporti. Le spese direttamente riconducibili al vincolo costituzionale riguardano i settori della sanità, dell?assistenza e dell?istruzione. Per ognuno di questi settori saranno fissati dei costi standard associati ai livelli essenziali. Il trasporto pubblico locale, non ricompreso in questi ambiti, sarà comunque finanziato in maniera adeguata. In particolare, le Regioni disporranno per i finanziamenti delle spese di tributi propri, di un?aliquota o addizionale Irpef e della compartecipazione regionale all?Iva. Anche i Comuni potranno imporre tributi propri, partecipare all?Irpef e fissare tributi di scopo legati a flussi turistici o alla mobilità urbana. Perequazione. è prevista l?istituzione di un fondo perequativo da assegnare alle Regioni con minore capacità impositiva (cioè dotate di minore capacità fiscale per abitante anche perché meno popolose). Idem per le Province e le città metropolitane. Lo status di capitale di Roma sarà finanziato con l?attribuzione di un proprio patrimonio al Campidoglio. Premi e sanzioni. è prevista l?introduzione di un meccanismo di premi e sanzioni per le amministrazioni più o meno virtuose. Per i casi di dissesto finanziario è ipotizzata l?ineleggibilità degli amministratori. Per quanto riguarda la transizione al sistema dei costi standard il periodo è di 5 anni per le materie non fondamentali. Decreto legge. Il Consiglio dei ministri ha poi approvato un decreto legge contenente disposizioni urgenti per il riequilibrio economico e finanziario di regioni ed enti locali. Il dl stanzia complessivamente 1,31 miliardi di euro, ha spiegato il ministro Calderoli. Finanziati l?abolizione dell? Ici e del ticket e i Comuni di Roma (500 milioni) e Catania (134 milioni). © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano

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La mia meta è la trasparenza (sezione: Province)

( da "Italia Oggi (MarketingOggi)" del 03-10-2008)

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ItaliaOggi     ItaliaOggi  - Un professionista al giorno Numero 235, pag. 34 del 3/10/2008 Autore: di Federico Unnia Visualizza la pagina in PDF       La carriera e le passioni di Francesco Maria Renne, commercialista e revisore dell'omonimo studio La mia meta è la trasparenza Ho sempre avuto la passione per i conti, ho aperto il mio studio a soli 24 anni. La vacanza ideale? In barca a vela Opera nel mondo delle norme e della fiscalità, insegna nelle scuole di management, è consulente di primarie istituzioni finanziarie. Ma il suo sogno, tradotto in formule, è la matrice della trasparenza, creata con i colleghi dell'Osservatorio legislazione & mercati (Olm) del Cuoa di Altavilla Vicentina. Francesco Renne, classe 1966, ha intrapreso la professione di fiscalista d'impresa ma gli amici che lo conoscono bene non hanno dubbi: aveva tutto per fare il politico o l'avvocato penalista. «Forse perché amo parlare e confrontarmi con gli altri» dice pettinandosi il pizzetto. Ma come è arrivato alla professione? «Fin da ragazzo avevo in testa di fare il consulente, senza però un preciso motivo. Poi la frequentazione di ragioneria mi ha gioco forza indirizzato». Terminati gli studi e ottenuta l'abilitazione come ragioniere commercialista, a soli 24 anni fonda lo studio insieme al socio Andrea Colaluce. Proprio le aree specialistiche della fiscalità internazionale e della finanza portano Renne ad affiancare all'attività professionale quella della formazione manageriale, che svolge soprattutto nell'ambito del Cuoa (Centro universitario di organizzazione aziendale). Ma cosa le piace del suo lavoro? «Della consulenza essenzialmente due cose: la continua ricerca di soluzioni tailor made, su misura, ai problemi della clientela e la possibilità di accompagnare la crescita, non solo dimensionale ma anche in termini di cultura giuridico-economica, delle imprese. Dell'attività di formazione, la possibilità di trasmettere agli allievi non solo del sapere tecnico ma anche esperienze vissute, così da rendere viva una materia come la fiscalità ed il diritto della finanza». Renne ha anche contribuito alla creazione della matrice della trasparenza e del dividendo della trasparenza. Di cosa si tratta? La matrice nasce nel corso dei lavori di creazione dell'Olm: ancora oggi permane un gap di linguaggio tra i mondi delle imprese, delle banche e degli investitori e che questa barriera genera diffidenza e comportamenti spesso poco lineari. «Al contrario, definire come si è fatto con la matrice, una correlazione sistemica tra questi mondi e monitorare i vantaggi che ne deriverebbero a tutti i soggetti coinvolti, legislatore compreso, adottando comportamenti più trasparenti, porta a far emergere un vero e proprio dividendo della trasparenza», spiega Renne. Nel poco tempo libero va in barca a vela o fa passeggiate sulle colline dei laghi. Che mestiere avrebbe fatto se non fosse stato attratto dai conti? «Non saprei; da ragazzo dicevo l'etologo, affascinato da un libro di Lorenz, ma forse quello che mi attrarrebbe è provare a fare il giornalista». Amante di Milano, che considera la più stimolante e bella città in Italia, preferisce trascorrere le sue vacanze al mare. Possibilmente navigando. «Anche in inverno, oltre al piacere della vela, il mare ha un grande fascino» racconta. Fisico molto snello, ammette di seguire una dieta mediterranea. Piatto preferito gli spaghetti con qualsiasi sugo e comunque meglio se con l'aggiunta di peperoncino. Ammette di essere poco politically correct ma in città gira in auto. Le sue letture preferite sono su tutti Il piccolo principe di Antoine de Saint Exupery, Karl Popper e Amartya Sen. Attento anche alla musica, apprezza i classici pop-rock anni 70-80, qualche italiano datato, da Vasco al primo Dalla, da Bennato a Pino Daniele, e un po' di jazz.

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comincia il campionato, finalmente - roberto sanna (sezione: Province)

( da "Nuova Sardegna, La" del 03-10-2008)

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Pagina 52 - Sport «Comincia il campionato, finalmente» Domenica il Banco affronta il Pavia e l'americano Whiting scalpita LEGADUE ROBERTO SANNA SASSARI. Vedere un americano con la maglia del Banco per due anni di fila è una rarità. In pochi hanno giocato due campionati a Sassari (Thompson, Comegys, Haynes, più Allen e Lang che hanno totalizzato un anno e pochi spiccioli) e il record è di George "Crazy" Banks, che per tre stagioni, anche se non tutte complete, ha deliziato negli anni Novanta il pubblico con le sue schiacciate e i siparietti con Michelini. E ancora oggi è difficile stabilire che cosa fosse più divertente. A questo elenco si aggiunge Trent Whiting, che comincerà domenica la sua seconda annata sassarese. Un record anche per lui: in sette stagioni italiane, è la prima volta che non cambia squadra. «Ma è la terza di fila con coach Cavina - puntualizza -, che ho seguito da Fabriano». - Sembra che ci sia un feeling speciale tra voi. «A me piace lavorare con lui perché è un allenatore che ti lascia giocare ma, allo stesso tempo, è uno dei pochi che punta sui giovani e cura il gioco di squadra. è bello essere inseriti in una concezione di squadra totale, non in un gruppo composto dia due americani e otto italiani. Sono molto contento di essere rimasto, spero lo siate anche voi a Sassari». - Ha firmato subito? «Ho detto dall'inizio alla società che la mia prima scelta era Sassari. Ho dovuto aspettare un po' perché la dirigenza aveva il problema di firmare con gli italiani, non appena la situazione si è sbloccata abbiamo chiuso. Ero tranquillo, non avevo preso in considerazione l'idea di prendere contatti con altre società». - è tornato e c'erano tante facce conosciute... «L'anno scorso siamo stati benissimo, avevamo costruito un bel gruppo. è per questo che siamo tornati». - Un giudizio sulla nuova squadra dopo un mese e mezzo di allenamenti? «è una squadra che non può non piacere. Anche perché il gm Pinuccio Mele e il coach scelgono sempre persone speciali, guardano prima il lato umano e poi quello tecnico. Se costruisci un gruppo partendo da questa idea, è facile star bene». - E della nuova stagione che cosa pensa? Di sicuro non vi sottovaluteranno. «Adesso tutti pensano che ci ripeteremo ma non sarà facile. è un campionato molto livellato, tutte le squadre sono forti. L'anno scorso c'erano 6-7 squadre più forti rispetto alle altre, stavolta bisognerà stringere i denti e combattere ogni domenica». - Già: domenica si comincia. «Sto fremendo. Adoro il momento della partita, per me sei giorni tra una e l'altra sono pochi. Non vedo l'ora di cominciare. Ai tifosi dico che daremo il meglio di noi stessi e ci aspettiamo di trovare lo stesso calore dell'anno scorso, quando il pubblico è stato il nostro sesto uomo e ci ha dato una grande aiuto».

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Differenziata, Deiva al topGenova ferma al 16,7 per cento (sezione: Province)

( da "Secolo XIX, Il" del 03-10-2008)

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Differenziata, Deiva al topGenova ferma al 16,7 per cento raccolta rifiuti in liguria Genova. La raccolta differenziata dei rifiuti in Liguria non funziona al meglio. Lo testimonia la terza edizione del concorso "comuni ricicloni", organizzata da Legambiente e Regione Liguria, che hanno premiato un solo comune degli oltre 200 della regione. Si tratta di Deiva Marina (La Spezia), che con il 42,52% raggiunge i nuovi termini di legge, indicati dall'ultima Finanziaria al 40%. Legambiente e Regione evidenziano come «nei quattro comuni capoluogo nessuno arrivi al limite, con performance davvero scarse»: Savona è prima con il 23,6%, La Spezia seconda con 22,1%, Imperia terza con 19,7% e Genova ultima con il 16,7%. Tutti e quattro sono retrocessi. Tra i comuni virtuosi, che superano i precedenti limiti del decreto Ronchi, ci sono Busalla (Genova), con il 38,5%, Carcare (Savona) con il 37,1%, Chiavari (Genova), con il 35,7%) e Albenga (Savona) con il 35,5%. Sono in tutto nove,invece, i comuni che riescono comunque a superare il 30%, quasi tutti nel genovese e nel savonese, oltre a Deiva Marina. L'assessore regionale Franco Zunino ha spiegato che la Regione ha impegnato cinque milioni per interventi per la riduzione alla fonte della produzione dei rifiuti, l'incremento della raccolta differenziata e la valorizzazione delle frazioni recuperabili. 03/10/2008

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e' allarme razzismo roma, cinese aggredito (sezione: Province)

( da "Provincia Pavese, La" del 03-10-2008)

Argomenti: Province

Pagina 1 - Voghera E' allarme razzismo Roma, cinese aggredito ROMA. Pestato a sangue in mezzo alla strada, sotto gli occhi di più di un testimone, alle tre di ieri pomeriggio. Una feroce aggressione a sfondo razziale che visto una banda di ragazzini, alcuni dei quali già finiti in stato di fermo, infierire su un cinese che stava aspettando l'autobus. Sono questi i contorni del nuovo agguato xenofobo. A pagina 7

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Assemblea dei giornalisti (sezione: Province)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 03-10-2008)

Argomenti: Province

Lettere & Opinioni Pagina 342 Assemblea dei giornalisti --> I giornalisti dell'Unione Sarda sono rimasti sorpresi e infastiditi, ieri mattina, leggendo l'adesivo incollato alla prima pagina del giornale, che riportava la posizione di una delle parti in causa nei referendum regionali. Sia nell'adesivo che nelle pubblicità apparse nelle pagine interne, infatti, non appariva con sufficiente chiarezza il fatto che si trattava di messaggi referendari a pagamento: si poteva perciò ingenerare l'equivoco che si trattasse di indicazioni di voto del giornale. Preoccupati per la possibile confusione fra informazione indipendente e contenuti pubblicitari, i giornalisti hanno chiesto alla direzione il rispetto delle indicazioni dell'Autorità garante per le comunicazioni. Riuniti in assemblea, hanno chiesto per oggi e per il futuro il massimo del rigore nell'evidenziare la distinzione fra informazione e pubblicità.

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devi essere retto corretto e coerente (sezione: Province)

( da "Repubblica, La" del 03-10-2008)

Argomenti: Province

Pagina XVI - Palermo Devi essere retto corretto e coerente La sua voce sono i pizzini, fogli di carta arrotolati e avvolti nello scotch trasparente, bigliettini che spedisce in ogni angolo della Sicilia. Con quell´italiano sgrammaticato, con quelle sue parole ? ora sagge e dimesse, ora allusive e minacciose ? manda messaggi al popolo di Cosa Nostra. Ha emissari dappertutto, che vanno e vengono dai suoi covi. è il «ministero delle Poste» di Bernardo Provenzano. Contro le insicurezze della tecnologia ? intercettazioni telefoniche e ambientali ? per almeno quindici anni l´ultimo Padrino di Corleone affida tutte le comunicazioni personali e di «relazioni pubbliche» solo ai suoi famigerati pizzini.

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concorso per chi ha meno di 35 anni è per giovani talenti artistici (sezione: Province)

( da "Tirreno, Il" del 03-10-2008)

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Pagina 7 - Pisa Concorso per chi ha meno di 35 anni è per giovani talenti artistici PISA. Alla ricerca di giovani talenti, nei campi della scrittura, della pittura, della fotografia e dei video. All'interno di un maxi-progetto promosso dall'Upi Toscana (Unione Province d'Italia) e finanziato dal Ministero per la gioventù, l'assessorato provinciale alle politiche giovanili lancia un concorso a premi dal titolo "Giovani talenti cercasi". Il bando che la Provincia pubblicherà per far emergere gli artisti in erba è sostenuto con 33mila euro. «Le discipline creative - spiega l'assessore Manola Guazzini, insieme a Pierpaolo Ianni e Marco Masomi della Consulta provinciale dei giovani - sono quelle che meglio si prestano a unire memoria e idee innovative. Puntiamo in particolare a stimolare la sperimentazione di espressioni orientate a leggere il rapporto dei giovani con se stessi e la realtà che li circonda». Il bando si articola in singoli concorsi, uno per ciascuna forma d'arte. Il primo riservato a cortometraggi sul tema "Prevenire è meglio che curare", riferito a situazioni come malattie (l'Aids ad esempio) e dipendenze (droga, alcol, fumo) vissute con gli occhi dei ragazzi. Il secondo, di scrittura (prosa o poesia), sul tema "Come tu mi vuoi", ovvero sulla visione che i giovani hanno di se stessi, dei loro desideri, del loro benessere. Terzo concorso, di pittura o foto, sul tema "La città si... cura", riferito alla percezione dell'ambiente urbano. Può partecipare al concorso, individualmente o in gruppo, chiunque sotto i 35 anni al 30 settembre prossimo. Le opere dovranno essere consegnate entro le 12 del 30 novembre, a mano o via posta ordinaria, alla Provincia. Gli elaborati saranno valutati da un'apposita commissione. Il concorso video mette in palio uno stage formativo in una struttura del circuito Unitec Anica (Associazione nazionale delle imprese cinematografiche e audiovisive). Quello di scrittura offre ai vincitori la pubblicazione dei propri testi a cura dell'amministrazione provinciale. La selezione per pittori e fotografi prevede infine l'organizzazione di un'esposizione dei loro lavori durante la Biennale dei giovani artisti, in programma nei primi mesi del 2009 su iniziativa del Comune di Pisa. Per informazioni: 050-929439 o redazionegiovani provincia.pisa.it; bando on line sul sito www.provincia.pisa.it (area giovani).

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nascondevano droga in garage insospettabili (sezione: Province)

( da "Repubblica, La" del 03-10-2008)

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Pagina II - Bari Operazione della polizia a Carbonara: nuovi escamotage Nascondevano droga in garage insospettabili gli inquilini di via Venezia 73, sulla strada per il cimitero di Carbonara, non immaginavano che il box sotto casa fosse un deposito di droga, utilizzato dal clan Strisciuglio per stoccare hashish e cocaina prima di distribuirle. Sono caduti dalle nuvole quando alle 23 di mercoledì gli agenti della sezione antidroga della Squadra Mobile di Bari hanno fatto irruzione nel garage, scoprendo 13 chili di sostanza stupefacente (12 di hashish e uno di cocaina). Arrestati due incensurati ritenuti rispettivamente il "custode" della roba, con ruolo attivo all´interno del clan, e l´intestatario del box: Nicola Abbinante, 32 anni, di Bari, era nei pressi del locale, mentre Antonio Giuseppe Calabrese, di 31, era nella sua abitazione. Entrambi rispondono di detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio. Calabrese sarebbe stato costretto ad "ospitare" la roba, come sempre più spesso sta accadendo negli ambienti malavitosi. «Gli incensurati - ha spiegato il questore Vincenzo Speranza - sono pagati dai clan o ricattati per precedenti debiti contratti, anche di natura usuraia o semplicemente relativi a dosi non pagate». La droga era nascosta in un sacco, ma soprattutto in un cartone di quelli utilizzati per le spedizioni. Su uno dei lati dello scatolone, alcune scritte a penna hanno indirizzato gli investigatori sull´ipotesi che parte della sostanza contenuta fosse stata già piazzata: il numero 25, poi trasformato in 15, accanto alla parola "chilogrammi" fa ritenere che altri 10 chili fossero stati venduti. Allo stesso modo le frasi "10 Mercedes" e "5 scorpione": sui panetti di hashish infatti sono riportati simboli, utili anche a individuare la provenienza della droga. Si va dal logo della Mercedes, allo scorpione, al panda, fino al pesciolino, alla lisca di pesce e al teschio con le tibie incrociate. Nel locale è stato trovato anche un blocchetto per appunti, a quadretti, sui quali i responsabili del grosso spaccio avevano riportato la contabilità del business. Alcune sigle, identificative dei clienti anche se in codice, sono ora al vaglio degli inquirenti: tra gli altri, "Gis", "Leo", "Negro", "Chelang", Straik" e "Bmw". C´era persino un cognome con affianco la parola "maresciallo". La droga arrivava dal Marocco e dal Sud America ed era destinata al mercato locale. Un mercato sul quale si stanno modificando gli equilibri malavitosi: il movente per l´omicidio di Marino Catacchio, freddato il 18 settembre scorso al quartiere Libertà sarebbe riconducibile proprio a mire espansionistiche di un boss degli Strisciuglio: l´uomo avrebbe avuto dai capi l´assenso a gestire zone di spaccio, finora pertinenza esclusiva di Catacchio. Sarebbe stata questa la causa di un litigio, culminato con l´esecuzione di Marino Catacchio. Novità potrebbero arrivare dallo stub eseguito su un grosso pregiudicato del quartiere e sulla vittima (per vedere se si era difeso), se non fosse che il prelievo non è ancora stato portato dalla polizia scientifica al laboratorio specializzato di Roma, proprio come quelli eseguiti il 21 luglio, subito dopo l´omicidio di Giovanni Peschetola, a Bari vecchia. Sono passati oltre due mesi. (m.chia.)

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S. Lorenzo ha la piazza domani l'inaugurazione (sezione: Province)

( da "Resto del Carlino, Il (Rimini)" del 03-10-2008)

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RICCIONE E MISANO pag. 14 S. Lorenzo ha la piazza domani l?inaugurazione Ma la ditta costruttrice deve essere ancora pagata IL SOGNO di tanti sanlorenzini si è avverato. Dopo anni di attesa, domani pomeriggio alle 18, sarà inaugurata la nuova piazza, nata sulla parte dell?ex campo sportivo parrocchiale che la Curia ha ceduto al Comune. A brindare con lo spumante ci saranno amministratori comunali, a partire dall?assessore ai Lavori pubblici Alessandro Casadei, progettisti, comitato d?area di San Lorenzo e il parroco don Tarcisio Giungi che per quest?opera hanno lavorato in tandem. Il cin cin sarà condiviso pure dalla ditta Zambelli che nonostante abbia finito i lavori nei tempi concordati, sarà in parte pagata nel 2009. Il motivo? Come ricorda il sindaco Daniele Imola, in banca il Comune ha 32milioni di euro che però non si possono prelevare per il patto di stabilità. Un pugno nello stomaco per il primo cittadino che tanto ringrazia l?impresa per la pazienza e comprensione dimostrata. Intanto la piazza si animerà per la Festa della Famiglia, in corso fino a domenica. Dopo l?inaugurazione, presenti i bambini di tutte le scuole che lanceranno in cielo tanti palloncini con messaggi, si esibirà l?Accademia di danza e in serata Genio & Pierrot. L?opera, progettata dall?architetto dei Lavori pubblici Giovanni Morri, si estende su 4.500 metri quadri tra le vie Millesimo, Don Campidelli e Santa Margherita Ligure. L?«agorà», oltre a essere luogo d?incontro e di socializzazione, ospiterà spettacoli. Per questo è stata pensata come una valle tra due terrapieni, alti tre metri, solcati da un ruscello che scorre su pietre di fiume di grandi dimensioni e ciottoli di resina luminosi. Fungono da cornice arbusti, salici piangenti e luci inserite nei muretti dei terrapieni. Questi ultimi sono stati rivestiti con mattoni a vista per attutire l?impatto ambientale. Intorno sono stati ricavati dei posti auto. Libero il fronte della chiesa che col suo campanile si integra nella scenografia della piazza, dove è stato ricavato un palco munito di tutti i servizi, compreso bagni e ripostiglio. La pavimentazione è stata realizzata con cubetti di albarese e al centro con mattoncini e marmo perlino. L?opera da un milione di euro, è stata predisposta per accogliere anche una tensostruttura invernale per spettacoli e feste. «Con questo intervento ? commenta Imola ? abbiamo fatto un bell?omaggio a don Giovanni Montali e a don Emilio Campidelli», storici parroci di San Lorenzo ai quali erano state dedicate una via e una piazza. ni.co. Image: 20081003/foto/8245.jpg

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4 OTTOBRE 2008 QUARTA GIORNATA DEL CONTEMPORANEO (sezione: Province)

( da "marketpress.info" del 03-10-2008)

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Venerdì 03 Ottobre 2008 4 OTTOBRE 2008 QUARTA GIORNATA DEL CONTEMPORANEO La Galleria d?Arte Moderna Palazzo Forti, membro di Amaci, partecipa anche quest?anno alla Giornata del Contemporaneo con alcune iniziative: la mostra Fermi tutti dedicata a Roberto Barni, l?artista toscano di fama internazionale, del quale sono esposte circa settanta opere tra dipinti e sculture, rimarrà aperta gratuitamente al pubblico. Ingresso gratuito alla collezione permanente della Galleria, rinnovata di recente nella sua veste espositiva. Confininfranti -questo il titolo del nuovo allestimento- è un percorso nel mondo contraddittorio dell?arte contemporanea, dove la molteplicità dei linguaggi - dal digitale di Debora Hirsch e Nicola Vinci alla scultura di John Isaacs e Quentin Garel alla più tradizionale tecnica pittorica di Massimo Kaufmann e Matteo Sbaragli alle installazioni di Fabrizio Plessi e molti altri ? si esprime con un gioco di assonanze e contrappunti in un circuito aperto tra spazio, opera e fruitore. Alle ore 11. 00 e alle ore 16. 00 sono state organizzate delle visite guidate gratuite alla mostra di Roberto Barni e alla collezione permanente. Orario apertura Galleria d?Arte Moderna Palazzo Forti, sabato 4 ottobre, 10. 30-19. 00 (chiusura biglietteria ore 18. 00). 4 Ottobre 2008 Quarta Giornata Del Contemporaneo I musei di Amaci e 800 luoghi dell?arte contemporanea aprono al pubblico le loro collezioni per un?iniziativa unica nello scenario internazionale 24 musei e 800 luoghi in Italia dedicati all?arte contemporanea si apriranno gratuitamente per un giorno al pubblico: questi i numeri della Quarta Giornata del Contemporaneo che si terrà sabato 4 ottobre 2008. L?iniziativa, promossa da Amaci (Associazione dei Musei d?Arte Contemporanea Italiani) con il sostegno della Parc ? Direzione Generale per la qualità e la tutela del Paesaggio, l?Architettura e l?Arte Contemporanee - del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, ha visto crescere negli anni il numero degli aderenti passando dai 160 del 2005 agli 800 dell?edizione di ottobre. L?elenco completo degli eventi sarà presto scaricabile dal sito www. Amaci. Org. Attraverso eventi, mostre, conferenze e laboratori, il pubblico è invitato anche quest?anno a partecipare alla dinamicità, vivacità e ricchezza culturale del nostro Paese, per riconoscere all?arte del nostro tempo l?importante ruolo che costantemente svolge nello sviluppo culturale, sociale ed economico. Prosegue inoltre con successo il progetto di Amaci di affidare l?immagine guida della Giornata a un artista italiano di fama internazionale. Per questa quarta edizione Amaci ha chiamato in scena Paola Pivi che ha scelto a simbolo dell?evento l?opera ?One cup of cappuccino, then I go?. Anche l?edizione 2008 impegna Amaci in un?importante missione sociale. L?associazione, in partnership con Unicef, si schiera dalla parte dei bambini, per combattere il problema della discriminazione razziale che ancora affligge molti Paesi del mondo. Amaci lancerà anche quest?anno un forte messaggio di responsabilità sociale e lo farà proprio grazie all?energia dell?arte del nostro tempo. Amaci - Associazione dei Musei d?Arte Contemporanea Italiani è un?associazione non profit che oggi riunisce 24 tra i più importanti musei d?arte contemporanea del nostro Paese. Nata nel 2003 con lo scopo di sostenere l?arte contemporanea e le politiche istituzionali legate alla contemporaneità, Amaci si propone di consolidare, ogni anno di più, il suo ruolo di realtà istituzionale e di punto di riferimento per la diffusione dello studio e della ricerca artistica contemporanea in Italia e all?estero. Www. Palazzoforti. It www. Comune. Verona. It www. Amaci. Org www. Didamusei. It . . <<BACK

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lo spot federalista ai tempi della crisi - (segue dalla prima pagina) (sezione: Province)

( da "Repubblica, La" del 05-10-2008)

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Pagina 29 - Commenti LO SPOT FEDERALISTA AI TEMPI DELLA CRISI (SEGUE DALLA PRIMA PAGINA) Anche in Europa il timore d´una recessione-stagnazione è sempre più incombente. In Francia e in Spagna è già una realtà; in Italia l´andamento del Pil sarà lo zero nell´anno in corso e poco al di sopra dello zero nel 2009. Nonostante questa situazione la Banca centrale europea nicchia ancora su una diminuzione del tasso di sconto sebbene per la prima volta il presidente della Bce abbia aperto qualche spiraglio in proposito rinviandone la decisione al prossimo novembre. Questa politica ha dell´incredibile, come abbiamo più volte segnalato. Il tasso di sconto è ormai da molto tempo fermo sul 4,25 per cento, più del doppio di quello americano. Nelle intenzioni di Trichet un livello così elevato doveva servire a fermare l´inflazione la quale però ha continuato ad aumentare. In pochi mesi siamo passati nell´area Ue da meno del 3 a più del 4 per cento. Adesso, in settembre, quel tasso è sceso al 3,8 a causa d´una caduta della domanda e del prezzo del petrolio e ad una generale flessione dei consumi e degli investimenti. Il livello del tasso di sconto è dunque stato del tutto ininfluente sia per arrestare l´inflazione sia per determinarne una riduzione. Ma non è invece stato neutrale sugli oneri dei prestiti bancari alle piccole e medie imprese. Insomma una politica sciagurata che ancora persiste nonostante l´evidenza, senza più alcuna plausibile motivazione. * * * Dopo un anno e mezzo di sottovalutazione della crisi finanziaria mondiale, il richiamo al 1929 è diventato un luogo comune. Essendo stati tra i primi a segnalare questa analogia vogliamo qui ricordare alcuni strumenti che il "New Deal" rooseveltiano creò per risalire la china della grande depressione. Il primo fu il "Social Security Act" che pose le basi del "welfare"; il secondo fu il "Securities Act" che creò il sistema dei controlli sulle Borse e la trasparenza delle operazioni; ma il terzo e forse il più importante per impedire il ripetersi di crisi bancarie fu il "Glass Stengall Act" che separò le banche di credito ordinario dalle operazioni di credito finanziario. Tra il 1932 e il ´35 anche l´Italia fu investita dall´onda di crisi che travolse le nostre maggiori imprese industriali e l´intero sistema bancario nazionale. Gli strumenti messi in opera furono in parte simili a quelli rooseveltiani: le banche furono nazionalizzate attraverso il Crediop prima e l´Iri poi. La legge bancaria interdisse alle banche di praticare il credito a medio e lungo termine. Per soddisfare l´esigenza del finanziamento delle imprese nacquero Mediobanca e l´Imi, la prima di proprietà delle tre banche di interesse nazionale (Comit, Credit, Banco di Roma), il secondo come ente pubblico sotto la diretta vigilanza della Banca d´Italia. Ricordo queste vicende poiché proprio in questi giorni sono stati e saranno abbattuti i paletti che la legge bancaria del ´36 mise per impedire che le banche di credito ordinario fossero controllate da imprese private e ? viceversa ? che quelle banche prendessero il controllo di imprese. La separatezza fu cioè considerata un valore. Ora, non si capisce il perché, quella separatezza è diventata incongrua e viene attuata invece una vera e propria "deregulation" in materia di rapporti tra banche e imprese, patrocinata dall´Abi, da Confindustria e dal ministro Tremonti. La crisi in corso ha rimesso in auge negli Usa la separatezza bancaria. Noi marciamo all´incontrario come già facemmo quando fu depenalizzato il reato di falso in bilancio. Non vi sembra un´altra non piccola anomalia italiana? * * * Tremonti vorrebbe un "fondo sovrano" europeo per le infrastrutture. L´Olanda ha proposto un fondo europeo sul modello americano per bonificare le banche dai titoli-spazzatura che hanno in corpo. Sarkozy ha probabilmente in testa qualche cosa di analogo e Berlusconi-Tremonti pure. Forse sono buone intenzioni. Forse possono accelerare il processo verso un vero e proprio governo federale europeo. Ma allo stato dei fatti sono progetti acchiappanuvole. Qualunque fondo europeo che abbia così alte ambizioni non può che essere gestito da un governo che abbia alle sue spalle la sovranità e la legalità di uno Stato. Ma uno Stato europeo non esiste. Si può incaricare una banca o una qualsiasi agenzia di una missione del genere che dovrebbe mobilitare a dir poco il 3 per cento del Pil di ogni paese membro dell´Ue? Via, questo è uno sciocchezzaio con soli fini mediatici. Basta poco per capire che si tratta di bubbole senza alcun senso di realtà. * * * L´avvio del federalismo, avvenuto il 3 ottobre con l´approvazione del disegno di legge delega da parte del Consiglio di ministri, ha avuto un antefatto che merita di esser messo in evidenza. Le Regioni, i Comuni e le Province, hanno chiesto e ottenuto il rispetto da parte del governo di una serie di impegni finanziari che erano stati presi parecchio tempo fa ma fino ad oggi non onorati. Si tratta del trasferimento alle Regioni di quanto loro spetta per evitare i ticket a carico dei cittadini; ai Comuni di quanto hanno perso per l´abolizione dell´Ici sulla prima casa e dell´Ici sulle seconde case ex rurali; alle Province per la totale mancanza di propri tributi con i quali sostenere i loro bilanci. Il totale di queste richieste, riconosciute legittime e dovute, è di 3,5 miliardi. Una parte di questa cifra è stata "consacrata" in un ennesimo decreto legge varato dal Consiglio dei ministri nella stessa seduta dell´altro ieri. Un´altra parte dovrà trovar posto nella Finanziaria. Ma le richieste non sono finite perché l´Ici dovrà esser rimborsata ai Comuni anche nel 2008 e 2009. Forse anche nel 2010 fino a quando le finanze comunali non saranno definitivamente stabilizzate dai decreti delegati federativi. Non si tratta di piccole cifre ma di oltre un miliardo l´anno. Di tutte queste ingenti somme si ignora la copertura che tuttavia ci dovrà pur essere, come pure per le emergenze già versate al Comune di Roma e a quello di Catania. I rappresentanti delle Regioni e degli Enti locali hanno vigorosamente negato che si sia trattato di un ricatto e di un "do ut des": erano impegni assunti dal governo molti mesi fa senza alcuna connessione col federalismo fiscale. Ma è pur vero che senza questo accordo preliminare la conferenza Stato-Regioni si sarebbe chiusa prima ancora di cominciare e il disegno di legge delega non ci sarebbe stato. Quel disegno di legge è soltanto una scatola vuota, ma è già costata un bel po´ di soldi. L´avevamo scritto più volte che l´abolizione dell´Ici era una totale sciocchezza populistica perché sarebbe comunque ricaduta sulle spalle dei contribuenti. Ed è esattamente ciò che è avvenuto e avverrà. * * * Una scatola vuota, riempita di principi generici e di buone intenzioni, cioè appunto di bubbole. Tuttavia qualche contenuto c´è. Per esempio il metodo legislativo scelto. E la tempistica. Il disegno di legge sarà allegato alla Finanziaria e quindi approvato entro il 30 dicembre. Poiché nei due mesi e mezzo che ci stanno davanti bisognerà approvare anche la conversione di molti altri decreti in scadenza, le norme sulla scuola, la riforma della giustizia che il "premier" antepone ad ogni altra questione, l´esame della legge-quadro sul federalismo ne risulterà inevitabilmente limitato; la tentazione di strozzare il dibattito ci sarà e dipenderà dall´equità dei presidenti delle Camere. Non ci metterei la mano suo fuoco. Ma il tema è grosso; si tratta infatti di una legge delega, approvata la quale il governo procederà con decreti attuativi del contenuto dei quali il Parlamento sarà semplicemente informato e neppure in assemblea ma nella commissione degli Affari Regionali. Assisteremo così alla trasformazione radicale del sistema tributario in assenza del Parlamento, come ha rilevato con giusto allarme Andrea Manzella sul numero di ieri di Repubblica. Una soluzione ci sarebbe per evitare un "monstrum" di questo genere e l´hanno proposta lo stesso Manzella e il presidente dell´Anci, Leonardo Dominici: creare una commissione composta dal governo, dai rappresentanti delle Regioni ed Enti locali e dai rappresentanti della competente commissione parlamentare. Questa nuova entità sarebbe incaricata di raccogliere i dati necessari e preparare i decreti delegati. è una soluzione un po´ barocca ma almeno non confisca completamente i poteri di legislazione del Parlamento. Se non sarà accettata verrà compiuto un atto molto grave contro il Parlamento, ai limiti della costituzionalità. Quanto alla tempistica, il governo avrà due anni di tempo per emanare i decreti, poi ci vorranno da un minimo di cinque ad un massimo di dieci anni per rodare il sistema. La fine del processo si avrà insomma intorno al 2020 se tutto andrà bene. * * * I problemi di merito sono due: i costi standard e la perequazione. Ne ho parlato a lungo con il professor Giarda, che è forse il massimo esperto indipendente in materia di federalismo fiscale. Nella sua narrazione costruire il costo standard è un´operazione da far tremare i polsi al più attrezzato cervellone, qualche cosa non molto dissimile dalla macchina di accelerazione delle particelle nucleari costruita a Ginevra per simulare il "Big Bang". Inoltre, ovviamente, c´è un costo standard per ogni servizio reso da una pubblica amministrazione e qui entra nel conto una quantità innumerevole di elementi: sociali, geografici, demografici, professionali, terapeutici, sessuali, culturali, censitari. Naturalmente si andrà per larghe approssimazioni, ma nasce un problema sul quale si è espresso con efficacia Luca Ricolfi sulla Stampa: il raffronto tra costi standard e spesa storica. è stata fin qui opinione corrente che la spesa storica, specie nelle Regioni povere, sarebbe stata superiore o eguale al costo standard. Di qui un risparmio significativo e un guadagno di efficienza. Invece non è così. In molte Regioni povere il costo standard risulta più elevato della spesa storica. Per di più i risultati finanziari varieranno secondo la scelta del "benchmark" cioè della Regione o gruppo di Regioni assunto come punto di riferimento. Ricolfi ha calcolato che se il punto di riferimento fosse la Lombardia (per quanto riguarda la spesa sanitaria che rappresenta buona parte di quella regionale) ci sarebbe un´economia netta di 4,7 miliardi; se fosse l´Emilia il risparmio sarebbe in un paio di miliardi; se fosse la Toscana ci sarebbe invece una maggiore spesa di 5 miliardi e forse più. Come si vede si tratta di cifre ballerine e tutto è ancora aperto. Il secondo problema è quello della perequazione, cioè dei trasferimenti che debbono esser fatti dalle Regioni con più alta capacità impositiva a quelle con più bassa capacità. Anche qui le difficoltà non sono poche poiché occorre calcolare la dimensione del "sommerso". Il fondo perequativo dev´essere alimentato anche dalle Regioni a statuto speciale e questo è un altro problema aggiuntivo che si proporrà comunque alla fine dell´intero processo federalistico. Ha un senso mantenerle in uno Stato federale? Tanto più che alcune di quelle Regioni hanno un livello di spesa pro-capite più basso di Regioni a statuto ordinario. Insomma un guazzabuglio. L´ipotesi più attendibile è che alla fine si procederà su uno schema a doppia velocità: alcune Regioni saranno in grado di entrare nel sistema federalistico mentre molte altre e probabilmente gran parte del Sud, ci arriverà quando potrà. Tutto ciò accade in una fase di grande difficoltà per la nostra finanza, per il nostro debito pubblico e per il nostro welfare. Se c´era un momento in cui sarebbe stato insensato parlare di federalismo fiscale, quel momento è esattamente l´autunno del 2008 cioè i giorni e i mesi che stiamo vivendo. Pensateci tutti molto bene e poi, almeno i credenti, si facciano il segno della croce prima che questo lungo viaggio cominci.

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Federalismo, il Pd vuole una bicamerale Le proposte dei democratici: una commissione che vigili sull'applicazione delle norme (sezione: Province)

( da "Unita, L'" del 05-10-2008)

Argomenti: Province

Federalismo, il Pd vuole una bicamerale Le proposte dei democratici: una commissione che vigili sull'applicazione delle norme di Simone Collini / Roma DICIOTTO PAGINE scritte fitte, divise in capitoli e con diversi passaggi sottolineati. C'è il «giudizio critico» sul disegno di legge varato venerdì dal Consiglio dei ministri, ma è piazzato nella parte finale e non occupa più di 35 righe. Per il resto, lo spazio è occupato da materiale che verrà trasformato dal Pd in emendamenti e proposte di legge non appena il Parlamento inizierà a discutere di federalismo fiscale. Il documento per ora è nelle mani di Walter Veltroni e di pochi altri dirigenti del partito. Innanzitutto, si parla della necessità di istituire «una commissione bicamerale per l'attuazione del federalismo fiscale e della carta delle autonomie locali» che diventi la «sentinella» durante la fase di applicazione sperimentale. Viene anche evidenziato il bisogno di riprendere il lavoro svolto dalla Commissione tecnica per la finanza pubblica, «sciaguratamente soppressa dai tagli della manovra economica di luglio», per evitare di partire da zero nel calcolo del rapporto tra costi e obiettivi di servizio essenziali (una delle critiche mosse al disegno di legge del governo è che in esso «non si fa cenno» a questi ultimi). Tra le proposte compare anche l'abolizione delle province «laddove verranno realizzate le nuove città metropolitane» e l'avvio di «sanzioni» per Regioni o Comuni «inadempienti» («per garantire i cittadini di quei territori») e «sistemi di premialità per gli enti che raggiungono gli obiettivi fissati». Il documento sarà da domani sulle scrivanie di tutti i dipartimenti del Pd. Ci hanno iniziato a lavorare a fine luglio i responsabili delle varie arie tematiche insieme al governo ombra e ai gruppi parlamentari, coinvolgendo anche gli amministratori locali del partito. A coordinare i lavori è stata nell'ultima fase la vicepresidente dei deputati democratici Marina Sereni, mentre la redazione finale è stata affidata a Marco Causi, parlamentare del Pd che è stato, con Veltroni sindaco, assessore la Bilancio. Ma in più punti del documento si sottolinea che la questione del federalismo fiscale non può essere limitata a un discorso di calcoli finanziari. «Non si può discutere prima di risorse e poi di funzioni», è la critica principale mossa al disegno di legge generato dalla bozza Calderoli, insieme alla vaghezza dei tempi di attuazione. «Per il Pd il federalismo fiscale è un mezzo per rinnovare l'unità nazionale intorno a uno Stato riformato e a enti territoriali più autonomi e responsabili», è il punto politico sottolineato nel documento. Da qui l'importanza data alla «Carta delle autonomie»: «La chiara identificazione dei compiti di ciascuna istituzione consentirà di abolire gli enti intermedi», si legge nel testo, insieme alla proposta di trasferire agli enti locali «gran parte delle funzioni svolte dagli uffici periferici di molti ministeri centrali». Quanto alla responsabilizzazione dei vari enti, si parla del «ruolo preminente dei comuni nell'offerta dei servizi di prossimità» ma si sottolinea anche la «contraddizione» del governo di avviare questa «stagione federalista con una riduzione della loro autonomia finanziaria», abolendo cioè una tassa di pertinenza comunale come l'Ici sulla prima casa.

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Al via la Legadue, la favorita e` Varese (sezione: Province)

( da "Datasport" del 03-10-2008)

Argomenti: Province

Al via la Legadue, la favorita e` Varese (Galanda è il capitano di Varese) (AGM-DS) - 03/10/2008 9.27.29 - (AGM-DS) - Milano, 3 ottobre - In attesa di veder partire il massimo campionato, e` la Legadue ad essere ai blocchi di partenza. Il torneo cadetto vede al via diverse piazze importanti della nostra pallacanestro e si preannuncia piuttosto equilibrato ed interessante. La presenza di Varese, il ritorno nel basket che conta di Venezia e Roseto sono i temi piu` attesi di questa stagione. La storica formazione lombarda, dopo la disastrosa retrocessione dell'anno scorso, e` la favorita del campionato con una squadra completamente rivoluzionata. Se il capitano Galanda e` una certezza, le stelle di Pillastrini sono sicuramente Childress, Dickens e Nikagbatse (questi ultimi due giunti dalla dissoluzione di Napoli). Alle spalle dei biancorossi, c'e` un gruppetto di squadre che puntano alla promozione: si tratta di Reggio Emilia, Casale Monferrato, Sassari e Brindisi. La formazione di Marcelletti ha avuto dei problemi in preparazione, con piu` un po' di infortuni, ma con giocatori del calibro di Melli (la giovane promessa piu` splendente del basket italiano), Young e Fultz puo` cercare il primato. Lo stesso discorso vale per gli uomini di Crespi: c'e` il problema del lungo stop di Ghiacci (tornera` nel 2009), ma il trio straniero Dowdwll-Smith-Farrington e` di ottima qualita`. I sardi ed i pugliesi sono forse un po' dietro, rispetto alle tre gia` citate, ma possono produrre la sorpresa. Il Banco Sardegna ha mantenuto l'assetto della splendida stagione scorsa, mentre l'Enel puo` contare su un allenatore esperto come Perdichizzi, un'ottima squadra ed il pubblico piu` caldo di tutto il campionato. Le altre squadre non staranno certo a guardare e con piazze e squadre che non si accontenteranno di una semplice salvezza. Tra queste ci sono sicuramente Jesi, Soresina, Livorno, Veroli e Venezia. Come detto, in particolare, c'e` curiosita` per vedere il ritorno ad ottimi livelli della formazione veneta, con giocatori come Green e Rombaldoni, e anche per Roseto, in Legadue dopo aver comprato il titolo sportivo di Fabriano, a due anni dalla scomparsa.

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Lo spot federalista ai tempi della crisi (sezione: Province)

( da "Borsa(La Repubblica.it)" del 05-10-2008)

Argomenti: Province

Lo spot federalista ai tempi della crisi I due temi hanno un sottofondo comune: la sovranità degli Stati nazionali e il mercato. Dopo anni di liberismo e di "deregulation" assistiamo ora ad un processo inverso: l'onda della crisi mondiale ha messo in moto un processo di rinazionalizzazione dell'economia. A Washington il Congresso ha finalmente approvato il provvedimento di 700 miliardi di dollari (aumentato a 850 miliardi) voluto da Bush per arginare la crisi del sistema bancario che nei giorni scorsi aveva coinvolto Wall Street. A Parigi proprio in queste ore Sarkozy ha riunito le delegazioni dei quattro maggiori Paesi dell'Unione europea per una risposta comune e per sostenere le banche minacciate da illiquidità. Il punto sensibile, ancora una volta, è il funzionamento dei sistemi bancari, inquinati dal virus dei titoli-spazzatura. Ma c'è anche una pressione più che comprensibile a consentire gli aiuti di Stato alle imprese e a rendere più flessibile il patto europeo di stabilità. Nel frattempo, mentre il nostro premier e il nostro ministro dell'Economia sono tra i più caldi fautori della rinazionalizzazione economica, quegli stessi due personaggi danno l'avvio al federalismo fiscale. Non c'è una notevole dose di incongruenza tra questi due processi così difformi, almeno in apparenza? * * * Le Borse americane non hanno dimostrato speciale entusiasmo per l'approvazione del provvedimento dei settecento miliardi di dollari sebbene esso abbia arginato il panico che si stava profilando sui mercati. La ragione d'un tale scetticismo è tuttavia spiegabile: dipende dallo spettro sempre più visibile di una lunga recessione. Infatti sembra imminente a Washington un ribasso del tasso di sconto; si discute se sarà di mezzo punto o di tre quarti di punto. Anche in Europa il timore d'una recessione-stagnazione è sempre più incombente. In Francia e in Spagna è già una realtà; in Italia l'andamento del Pil sarà lo zero nell'anno in corso e poco al di sopra dello zero nel 2009. Nonostante questa situazione la Banca centrale europea nicchia ancora su una diminuzione del tasso di sconto sebbene per la prima volta il presidente della Bce abbia aperto qualche spiraglio in proposito rinviandone la decisione al prossimo novembre. Questa politica ha dell'incredibile, come abbiamo più volte segnalato. Il tasso di sconto è ormai da molto tempo fermo sul 4,25 per cento, più del doppio di quello americano. Nelle intenzioni di Trichet un livello così elevato doveva servire a fermare l'inflazione la quale però ha continuato ad aumentare. In pochi mesi siamo passati nell'area Ue da meno del 3 a più del 4 per cento. Adesso, in settembre, quel tasso è sceso al 3,8 a causa d'una caduta della domanda e del prezzo del petrolio e ad una generale flessione dei consumi e degli investimenti. Il livello del tasso di sconto è dunque stato del tutto ininfluente sia per arrestare l'inflazione sia per determinarne una riduzione. Ma non è invece stato neutrale sugli oneri dei prestiti bancari alle piccole e medie imprese. Insomma una politica sciagurata che ancora persiste nonostante l'evidenza, senza più alcuna plausibile motivazione. * * * Dopo un anno e mezzo di sottovalutazione della crisi finanziaria mondiale, il richiamo al 1929 è diventato un luogo comune. Essendo stati tra i primi a segnalare questa analogia vogliamo qui ricordare alcuni strumenti che il "New Deal" rooseveltiano creò per risalire la china della grande depressione. Il primo fu il "Social Security Act" che pose le basi del "welfare"; il secondo fu il "Securities Act" che creò il sistema dei controlli sulle Borse e la trasparenza delle operazioni; ma il terzo e forse il più importante per impedire il ripetersi di crisi bancarie fu il "Glass Stengall Act" che separò le banche di credito ordinario dalle operazioni di credito finanziario. Tra il 1932 e il '35 anche l'Italia fu investita dall'onda di crisi che travolse le nostre maggiori imprese industriali e l'intero sistema bancario nazionale. Gli strumenti messi in opera furono in parte simili a quelli rooseveltiani: le banche furono nazionalizzate attraverso il Crediop prima e l'Iri poi. La legge bancaria interdisse alle banche di praticare il credito a medio e lungo termine. Per soddisfare l'esigenza del finanziamento delle imprese nacquero Mediobanca e l'Imi, la prima di proprietà delle tre banche di interesse nazionale (Comit, Credit, Banco di Roma), il secondo come ente pubblico sotto la diretta vigilanza della Banca d'Italia. Ricordo queste vicende poiché proprio in questi giorni sono stati e saranno abbattuti i paletti che la legge bancaria del '36 mise per impedire che le banche di credito ordinario fossero controllate da imprese private e - viceversa - che quelle banche prendessero il controllo di imprese. La separatezza fu cioè considerata un valore. Ora, non si capisce il perché, quella separatezza è diventata incongrua e viene attuata invece una vera e propria "deregulation" in materia di rapporti tra banche e imprese, patrocinata dall'Abi, da Confindustria e dal ministro Tremonti. La crisi in corso ha rimesso in auge negli Usa la separatezza bancaria. Noi marciamo all'incontrario come già facemmo quando fu depenalizzato il reato di falso in bilancio. Non vi sembra un'altra non piccola anomalia italiana? * * * Tremonti vorrebbe un "fondo sovrano" europeo per le infrastrutture. L'Olanda ha proposto un fondo europeo sul modello americano per bonificare le banche dai titoli-spazzatura che hanno in corpo. Sarkozy ha probabilmente in testa qualche cosa di analogo e Berlusconi-Tremonti pure. Forse sono buone intenzioni. Forse possono accelerare il processo verso un vero e proprio governo federale europeo. Ma allo stato dei fatti sono progetti acchiappanuvole. Qualunque fondo europeo che abbia così alte ambizioni non può che essere gestito da un governo che abbia alle sue spalle la sovranità e la legalità di uno Stato. Ma uno Stato europeo non esiste. Si può incaricare una banca o una qualsiasi agenzia di una missione del genere che dovrebbe mobilitare a dir poco il 3 per cento del Pil di ogni paese membro dell'Ue? Via, questo è uno sciocchezzaio con soli fini mediatici. Basta poco per capire che si tratta di bubbole senza alcun senso di realtà. * * * L'avvio del federalismo, avvenuto il 3 ottobre con l'approvazione del disegno di legge delega da parte del Consiglio di ministri, ha avuto un antefatto che merita di esser messo in evidenza. Le Regioni, i Comuni e le Province, hanno chiesto e ottenuto il rispetto da parte del governo di una serie di impegni finanziari che erano stati presi parecchio tempo fa ma fino ad oggi non onorati. Si tratta del trasferimento alle Regioni di quanto loro spetta per evitare i ticket a carico dei cittadini; ai Comuni di quanto hanno perso per l'abolizione dell'Ici sulla prima casa e dell'Ici sulle seconde case ex rurali; alle Province per la totale mancanza di propri tributi con i quali sostenere i loro bilanci. Il totale di queste richieste, riconosciute legittime e dovute, è di 3,5 miliardi. Una parte di questa cifra è stata "consacrata" in un ennesimo decreto legge varato dal Consiglio dei ministri nella stessa seduta dell'altro ieri. Un'altra parte dovrà trovar posto nella Finanziaria. Ma le richieste non sono finite perché l'Ici dovrà esser rimborsata ai Comuni anche nel 2008 e 2009. Forse anche nel 2010 fino a quando le finanze comunali non saranno definitivamente stabilizzate dai decreti delegati federativi. Non si tratta di piccole cifre ma di oltre un miliardo l'anno. Di tutte queste ingenti somme si ignora la copertura che tuttavia ci dovrà pur essere, come pure per le emergenze già versate al Comune di Roma e a quello di Catania. I rappresentanti delle Regioni e degli Enti locali hanno vigorosamente negato che si sia trattato di un ricatto e di un "do ut des": erano impegni assunti dal governo molti mesi fa senza alcuna connessione col federalismo fiscale. Ma è pur vero che senza questo accordo preliminare la conferenza Stato-Regioni si sarebbe chiusa prima ancora di cominciare e il disegno di legge delega non ci sarebbe stato. Quel disegno di legge è soltanto una scatola vuota, ma è già costata un bel po' di soldi. L'avevamo scritto più volte che l'abolizione dell'Ici era una totale sciocchezza populistica perché sarebbe comunque ricaduta sulle spalle dei contribuenti. Ed è esattamente ciò che è avvenuto e avverrà. * * * Una scatola vuota, riempita di principi generici e di buone intenzioni, cioè appunto di bubbole. Tuttavia qualche contenuto c'è. Per esempio il metodo legislativo scelto. E la tempistica. Il disegno di legge sarà allegato alla Finanziaria e quindi approvato entro il 30 dicembre. Poiché nei due mesi e mezzo che ci stanno davanti bisognerà approvare anche la conversione di molti altri decreti in scadenza, le norme sulla scuola, la riforma della giustizia che il "premier" antepone ad ogni altra questione, l'esame della legge-quadro sul federalismo ne risulterà inevitabilmente limitato; la tentazione di strozzare il dibattito ci sarà e dipenderà dall'equità dei presidenti delle Camere. Non ci metterei la mano suo fuoco. Ma il tema è grosso; si tratta infatti di una legge delega, approvata la quale il governo procederà con decreti attuativi del contenuto dei quali il Parlamento sarà semplicemente informato e neppure in assemblea ma nella commissione degli Affari Regionali. Assisteremo così alla trasformazione radicale del sistema tributario in assenza del Parlamento, come ha rilevato con giusto allarme Andrea Manzella sul numero di ieri di Repubblica. Una soluzione ci sarebbe per evitare un "monstrum" di questo genere e l'hanno proposta lo stesso Manzella e il presidente dell'Anci, Leonardo Dominici: creare una commissione composta dal governo, dai rappresentanti delle Regioni ed Enti locali e dai rappresentanti della competente commissione parlamentare. Questa nuova entità sarebbe incaricata di raccogliere i dati necessari e preparare i decreti delegati. È una soluzione un po' barocca ma almeno non confisca completamente i poteri di legislazione del Parlamento. Se non sarà accettata verrà compiuto un atto molto grave contro il Parlamento, ai limiti della costituzionalità. Quanto alla tempistica, il governo avrà due anni di tempo per emanare i decreti, poi ci vorranno da un minimo di cinque ad un massimo di dieci anni per rodare il sistema. La fine del processo si avrà insomma intorno al 2020 se tutto andrà bene. * * * I problemi di merito sono due: i costi standard e la perequazione. Ne ho parlato a lungo con il professor Giarda, che è forse il massimo esperto indipendente in materia di federalismo fiscale. Nella sua narrazione costruire il costo standard è un'operazione da far tremare i polsi al più attrezzato cervellone, qualche cosa non molto dissimile dalla macchina di accelerazione delle particelle nucleari costruita a Ginevra per simulare il "Big Bang". Inoltre, ovviamente, c'è un costo standard per ogni servizio reso da una pubblica amministrazione e qui entra nel conto una quantità innumerevole di elementi: sociali, geografici, demografici, professionali, terapeutici, sessuali, culturali, censitari. Naturalmente si andrà per larghe approssimazioni, ma nasce un problema sul quale si è espresso con efficacia Luca Ricolfi sulla Stampa: il raffronto tra costi standard e spesa storica. È stata fin qui opinione corrente che la spesa storica, specie nelle Regioni povere, sarebbe stata superiore o eguale al costo standard. Di qui un risparmio significativo e un guadagno di efficienza. Invece non è così. In molte Regioni povere il costo standard risulta più elevato della spesa storica. Per di più i risultati finanziari varieranno secondo la scelta del "benchmark" cioè della Regione o gruppo di Regioni assunto come punto di riferimento. Ricolfi ha calcolato che se il punto di riferimento fosse la Lombardia (per quanto riguarda la spesa sanitaria che rappresenta buona parte di quella regionale) ci sarebbe un'economia netta di 4,7 miliardi; se fosse l'Emilia il risparmio sarebbe in un paio di miliardi; se fosse la Toscana ci sarebbe invece una maggiore spesa di 5 miliardi e forse più. Come si vede si tratta di cifre ballerine e tutto è ancora aperto. Il secondo problema è quello della perequazione, cioè dei trasferimenti che debbono esser fatti dalle Regioni con più alta capacità impositiva a quelle con più bassa capacità. Anche qui le difficoltà non sono poche poiché occorre calcolare la dimensione del "sommerso". Il fondo perequativo dev'essere alimentato anche dalle Regioni a statuto speciale e questo è un altro problema aggiuntivo che si proporrà comunque alla fine dell'intero processo federalistico. Ha un senso mantenerle in uno Stato federale? Tanto più che alcune di quelle Regioni hanno un livello di spesa pro-capite più basso di Regioni a statuto ordinario. Insomma un guazzabuglio. L'ipotesi più attendibile è che alla fine si procederà su uno schema a doppia velocità: alcune Regioni saranno in grado di entrare nel sistema federalistico mentre molte altre e probabilmente gran parte del Sud, ci arriverà quando potrà. Tutto ciò accade in una fase di grande difficoltà per la nostra finanza, per il nostro debito pubblico e per il nostro welfare. Se c'era un momento in cui sarebbe stato insensato parlare di federalismo fiscale, quel momento è esattamente l'autunno del 2008 cioè i giorni e i mesi che stiamo vivendo. Pensateci tutti molto bene e poi, almeno i credenti, si facciano il segno della croce prima che questo lungo viaggio cominci. 05/10/2008 - 09:30

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Trieste Arrivano i soldi dell'Ici mancata. I circa 35 ... (sezione: Province)

( da "Gazzettino, Il (Pordenone)" del 05-10-2008)

Argomenti: Province

Trieste Arrivano i soldi dell'Ici mancata. I circa 35 ... TriesteArrivano i soldi dell'Ici mancata. I circa 35 milioni di euro assegnati dal ministero dell'Interno al Friuli Venezia Giulia per ristorare i Comuni dai mancati introiti dovuti all'abolizione dell'imposta sulla prima casa ariveranno a giorni. «Ormai è questione di giorni, una decina al massimo, perché le risorse si trovino materialmente nelle casse dei Comuni», spiega Gabriella Di Blas, dirigente della Regione. Ma quanti soldi spettano ai Comuni principali? Al primo posto per densità abitativa e numero di prime case (ora divenute esenti da Ici) figura Trieste con 9.421.896 euro, seguita da Udine con 2.930.872 euro, Pordenone con 2.301.285 e infine Gorizia con 1,273.325. Considerando invece i territori provinciali, la 'classifica' vede al comando la provincia di Udine con 11.620.244 euro. Alle sue spalle si trova la provincia di Trieste con 10.834.407 euro, seguita dalle province di Pordenone con 8.238.493 euro e Gorizia con 4.431.992 euro. Questi denari, tuttavia, non rappresentano il rimborso complessivo, ma soltanto la sua metà.In regione

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salasso addizionale irpef il prelievo è raddoppiato stangata da 150 euro a testa - massimo nardin (sezione: Province)

( da "Mattino di Padova, Il" del 04-10-2008)

Argomenti: Province

Pagina 3 - Primo Piano Salasso addizionale Irpef il prelievo è raddoppiato stangata da 150 euro a testa La «marcia» su Roma lascia irrisolti i problemi dei bilanci MASSIMO NARDIN PADOVA. Il federalismo fiscale? Un fantasma, che diventa un incubo con l'addizionale Irpef applicata dai Comuni, pari a 150 euro procapite. Un prelievo raddoppiato o triplicato negli ultimi sette anni, in cambio di servizi che spesso non si sono visti. E ora, con il taglio dell'Ici, i Comuni non sanno più dove sbattere la testa dato che il governo ha tagliato drasticamente i trasferimenti statali. A pochi giorni dalla «marcia» su Roma di 400 sindaci veneti, (nella foto in alto a destra la delegazione padovana in partenza dalla stazione Fs) scesi nella capitale per rivendicare il 20% del gettito Irpef gestito direttamente dai Comuni, ecco il dossier sugli aumenti dell'addizionale Irpef realizzato dal servizio fiscale Caaf della Cisl. E' dalla mappatura della situazione che esplode l'urlo di denuncia del leader provinciale Cisl Adriano Pozzato, pronto a sbattere sul tavolo dei 91 Comuni che applicano l'addizionale Irpef, il dossier redatto dal sindacato con gli effetti delle aliquote sui nuclei familiari meno abbienti: «Nessuno tocchi l'Irpef comunale, o guerra sarà» attacca Pozzato. Che poi lancia un preciso appello ai sindaci alla vigilia della predisposizione dei bilanci di previsione 2009: «E' fondamentale aumentare la soglia delle esenzioni introducendo meccanismi di progressività. I comuni attraversano una fase di grave difficoltà sotto il profilo finanziario. Hanno dovuto rinunciare al gettito immediato derivante dall'Ici sulla prima casa, mentre dal governo finora è arrivata solo la prima tranche di rimborsi. Le amministrazioni potrebbero essere costrette ad agire ancora una volta sulla leva tributaria e della fiscalità per far quadrare i conti o, peggio, a tagliare i servizi». Uno scenario che non piace certo al sindacato di via del Carmine: «Siamo pronti a collaborare per introdurre e rafforzare un sistema di tutela dei redditi più bassi», ribadisce Pozzato. Entrando nello specifico dei singoli casi comunali, emerge come su 104 centri urbani ben 13 non applicano l'addizionale comunale. Quali sono? Carmignano di Brenta, Cittadella, Fontaniva, Gazzo e Grantorto, Megliadino San Vitale, San Giorgio delle Pertiche, San Martino di Lupari, San Pietro in Gu, Sant'Urbano, Trebaseleghe, Villa del Conte e Villafranca. Quasi tutti disseminati nell'Alta Padovana. «Il motivo», interpreta Pozzato «potrebbe essere legato al fatto che in quell'area a nord di Padova c'è una situazione reddituale più elevata, con una ricchezza più diffusa che porta come conseguenza un maggiore introito fiscale». Se nell'analisi dal 2001 a oggi emerge che sono moltissimi i comuni che hanno raddoppiato, se non addirittura triplicato, l'aliquota, in un solo caso si registra una riduzione di 0,10% rispetto al 2007: il comune in questione è Piacenza d'Adige. Al contrario, sono ben sette le amministrazioni comunali che applicano il tetto massimo (cioè 0,80 per cento) di addizionale Irpef: Abano Terme, Anguillara, Barbona, Brugine, Curtarolo, Lozzo Atestino e Veggiano. A Padova, invece, l'accordo fra Palazzo Moroni e i sindacati confederali ha portato all'esenzione dal pagamento dell'addizionale per chi ha un reddito fino a 12 mila euro.

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Dare un nuovo ruolo alle Province L'abolizione ... (sezione: Province)

( da "Gazzettino, Il (Padova)" del 05-10-2008)

Argomenti: Province

Dare un nuovo ruolo alle Province L'abolizione ... Dare un nuovoruoloalle ProvinceL'abolizione delle Province, si ricorderà, è stato un tormentone della passata campagna elettorale, sbandierata da quasi tutti i candidati di sinistra e di destra, ma più principalmente dalla destra, che a una sua vittoria, cosa che è avvenuta, si sarebbe impegnata a tagliare la Provincia come principale soluzioni per tagliare la spesa pubblica. A tutt'oggi non ne vediamo la riforma. Che le province siano considerate ormai inutili buchi neri che assorbono fondi, e le cui funzioni appaiono poco chiare rispetto alle competenze di altri enti territoriali - comuni e regioni - ritenuti decisamente i nuovi fulcri del Governo locale, sono ormai note a tutti. Il grave problema, secondo il mio punto di vista è stata l'inerzia, l'immobilismo politico e la mancanza di idee nell'accogliere la smisurata crescita di domanda degli ultimi anni dei compiti degli enti locali, ma ancor più nel creare un serbatoio di accumulo clientelare e politico di personale, che ha aggravato ancor di più sullo sperpero di denaro pubblico (si veda pure il caso Alitalia). Di qui la voragine dei conti dello Stato che pesa ancora una volta sul cittadino comune con tasse e ancora tasse. Una seria riforma dell'ordinamento delle autonomie locali in Parlamento avrebbe permesso di dare ossigeno ad un ente locale ormai asfittico. Uno statuto come per la Regione avrebbe permesso di rompere l'attuale uniformità legislativa. Uno statuto per il Comune e uno per la Provincia che determini le attribuzioni di ogni singolo ente. E poi una riforma che riguardi di precisare il ruolo della Provincia come ente intermedio tra regione e comune, attribuendole compiti di coordinamento dei quali ne è attualmente priva. In questi giorni col federalismo fiscale, la destra sembra rimangiarsi la promessa delle elezioni ed è contro la chiusura delle province, con un Bossi tutto propenso ad enfatizzare la Provincia, con nuove tasse in accordo con la sinistra, restia a non sconvolgere l'immobilismo burocratico. Dunque nessuna soluzione sembra emergere, ancora una volta nella voragine dei conti pubblici. Quale soluzione? Se proprio desideriamo tenerci le province, la soluzione opportuna, sarebbe quelle di trasformarle; delegando ad esse una serie di specifiche funzioni di coordinamento e controllo, e fornendo loro una capacità effettiva d'intervento, liberandole da assessorati inutili, uffici e politiche non certo consone o ridondanti alle aspettative del cittadino. La filosofia è di non tagliare il tronco della pianta, ma sfrondarlo dei rami inutili in modo che la linfa venga concentrata sulle parti produttive dell'albero. Questo è il mio concetto. Se questo non fosse necessario, è quello di tagliare drasticamente la Provincia demandando al Comune tutti i suoi compiti.Maurizio BiancoMaseràGrazie al medicodi base, bravoe sensibileL'intento di questo scritto nasce dalla voglia di raccontare come sia vero che una medaglia ha sempre 2 facce...se non di più. La nostra mamma, malata terminale e lasciata vivere gli ultimi mesi nella dignità delle sole cure palliative ci ha fatto incontrare in questo periodo di angosce tante tipologie di medici: dall'Oncologo che è meglio sempre provare a far qualcosa ma che ha comunque il buon gusto di non farti sentire in colpa se decidi diversamente, al Medico del Pronto Soccorso che quando spieghi che non hai voluto usare metodiche invasive vista l'inutilità delle terapie ti dice e allora perché venite a farci perdere tempo ... dal Barone Universitario che ti prospetta una serie di proviamo male che vada entra in coma e non sente più nulla", al nostro meraviglioso medico di base che ha saputo capire, condividere e soprattutto guidare la nostra scelta di aborrire l'accanimento terapeutico e di tenere la mamma a casa e nel suo letto.E di questo dottore facciamo il nome: è il dott. Gianni Arrigoni che ha coniugato la deontologia medica con il buon senso (ma esiste ancora?), la pietà per il malato con la scelta terapeutica più appropriata, e la fermezza verso di noi figli che, in alcuni momenti di sofferenza emotiva, mettevamo in discussione il percorso intrapreso.Anche per lui è stata comunque una scelta più faticosa per l'impegno quotidiano che ne è derivato, ma non ha avuto un attimo di esitazione! Insomma ha saputo guidare ed accompagnare sia la mamma che noi lungo questa strada che portava inevitabile alla morte ,valorizzando ancor più il senso della famiglia, come nido dove si nasce e si muore.Per questo lo volevamo pubblicamente ringraziare, perché la competenza e la bravura non è detto che implichino sensibilità, buon senso e generosità queste virtù non c'è Università che le insegni... Io e mio fratello gli siamo debitori di una serenità che non conoscevamo.Luisa e Fabio FioritaNiente Bacco,tabacco e Veneree la vita si allungaBacco, Tabacco e Venere riducono l'uomo in cenere, diceva un vecchio proverbio degli anni 50. Si comincia con la lotta al tabacco, terrore del tumore su tutti i fronti. Prosegue la lotta contro gli alcoolici, e infine, via tutte le prostitue. Risultato? La vita si allunga, l'uomo non va più in cenere. Una miriade di vecchi rimbambiti si aggira per la città (me compreso), ammorbando l'aria di vecchiaia. Non era meglio un ricambio veloce?Ruggero Broglio

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Federalismo, il disegno di legge non convince i sindaci lariani (sezione: Province)

( da "Corriere Di Como, Il" del 05-10-2008)

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Federalismo, il disegno di legge non convince i sindaci lariani Sotto accusa soprattutto le coperture dei debiti dei Comuni non virtuosi Federalismo fiscale a senso unico. Se il Nord Italia, che da anni chiede più libertà nel disporre e gestire i propri soldi, dovesse ritrovarsi con un pugno di mosche, rispetto a quanto invece aspetta da questa riforma, per i sindaci del Carroccio sarebbe «una beffa». Ne è convinto Alessandro Turati, primo cittadino di Mariano Comense, leghista e, perciò, più sensibile di altri al tema. In Lombardia, e pure in provincia di Como, serpeggia il timore (più o meno latente) che il federalismo finisca per beffare il Nord. Il disegno di legge sul decentramento tributario approvato venerdì parla anche di "fondo perequativo", una cassa attraverso cui si vorrebbe garantire assistenza alle Regioni in difficoltà. All'articolo 7, si dice in sostanza che questi soldi non verranno distribuiti alle Regioni con maggiore capacità fiscale (dove il rapporto gettito/abitante è superiore alla media nazionale). Tali Regioni, però dovranno contribuire ad alimentare il fondo destinato ai territori più poveri. Non solo. Sempre venerdì, è stato approvato anche un decreto legge con disposizioni urgenti per sistemare i conti degli enti locali. Valore della manovra: 1.300 milioni. Dei quali, però, quasi 700 andranno nelle casse dei Comuni di Roma (550 milioni) e Catania (140 milioni). Altri 260 milioni andranno a reintegrare il mancato introito dell'Ici sulla prima casa (abolita dal governo Berlusconi). Proprio su questo punto si è irritato il presidente dei sindaci lombardi (Anci Lombardia), Lorenzo Guerini, fiancheggiato anche dal sindaco di Milano Letizia Moratti. Alla copertura del buco generato dall'abolizione dell'Ici mancherebbero infatti ancora 250 milioni, 50 nella sola Milano. Eppure, si trovano quasi 700 milioni per Roma e Catania. Un messaggio preoccupante, per molti sindaci del Nord, proprio mentre si vara il disegno di legge sul federalismo fiscale. «Apprendo ora di queste cifre - premette Turati - in effetti, sembra un controsenso. Noi, amministratori del Nord, stiamo aspettando da anni il federalismo per gestire meglio le nostre risorse. Dato che l'Ici per noi era liquidità, avevamo acconsentito all'abolizione dell'imposta a patto però che la copertura del mancato introito fosse totale. Se il federlismo andasse a senso unico, verso il Sud, sarebbe una beffa. Ma sono sicuro che la presenza della Lega nel governo garantirà le istanze del Nord». Molto più stringato, invece, il commento della collega Tiziana Sala, sindaco leghista di Cantù. «È necessario approfondire la questione prima di fare commenti, la materia è importante e delicata. A noi interessa che esista una perequazione vera, che tenga conto anche dei Comuni virtuosi». Rimanendo tra i sindaci lombardi del centrodestra, sull'avvio del federalismo fiscale Marcella Tili (Forza Italia) ammette: «forse, ci aspettavamo qualcosa di più. Ma - precisa il sindaco di Erba - ci riserviamo di approfondire la materia, con buonsenso e fiducia. Ci siamo già trovati con il sindaco di Milano, Letizia Moratti: insieme con molti altri colleghi avevamo steso un documento in cui si chiedeva una particolare attenzione per i Comuni virtuosi. Speriamo che la svolta del federalismo fiscale sia vantaggiosa anche per il nostro territorio. Certo è che, i 700 milioni a Catania e Roma, di primo acchito, lasciano perplessi». Anche i sindaci del centrosinistra concordano sulla necessità di arrivare al federalismo fiscale. Ma Mauro Guerra (Pd), sindaco di Tremezzo e presidente della consulta nazionale dei piccoli Comuni, sostiene che «ancora bisogna chiarire quali saranno i tributi affidati ai Comuni. Detto questo, nel disegno di legge approvato non ci sono i numeri, quindi è inutile allarmarsi prima del necessario». Guerra invece è preoccupato per la copertura dell'Ici. «Il governo deve garantire queste risorse. Siamo arrivati a ottobre senza certezze. Non si può abbassare la pressione fiscale usando i soldi dei Comuni. Su questo punto, saremo irremovibili». Non è certo leghista, ma non ha digerito i 700 milioni destinati a Roma e Catania Licia Viganò, sindaco di Orsenigo, preoccupata da un federalismo a senso unico. «Il buco del Comune di Taranto è stato coperto con i soldi dei cittadini italiani. Idem per Catania, con 140 milioni di euro. E poi ci sono i 550 milioni per Roma. Tutti soldi degli italiani, e in particolare nostri, dato che la maggior parte del gettito arriva dal Nord. Questo meccanismo di copertura fa veramente arrabbiare - dice la Viganò, ex diessina della corrente Mussi - i Comuni virtuosi vengono beffati due volte: prima, perché subiscono i tagli iniziali di trasferimenti. Poi, perché vedono i meno virtuosi godere comunque di una copertura. E non c'entrano gli schieramenti politici, tant'è che il buco di Taranto non è stato certo coperto dal centrodestra. Questo è l'esempio di come nessuno, a destra o a sinistra, sia stato ancora in grado di risolvere la questione del Mezzogiorno. Si ripianano i disavanzi delle amministrazioni come negli anni Settanta. È assurdo». Licia Viganò chiude con una chiara provocazione: «Dovremmo - dice - iniziare, noi sindaci, a gestire tutti i bilanci come Catania o Roma: se non si riesce a far quadrare i conti, pazienza. Qualcuno arriverà a saldare i nostri debiti». Andrea Bambace Home Pontiggia: «Con i soldi alla capitale minacciata l'autonomia del Nord» Sant'Anna bis, la vendita delle case non prima di un anno Manca il Titolo.... «Leggi spesso in ritardo sulla scienza medica» Conti: «Capisco il rammarico dei sanitari»

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Federalismo/ Province lombarde: più soldi dai tributi sulle... (sezione: Province)

( da "Virgilio Notizie" del 06-10-2008)

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Federalismo/ Province lombarde: più soldi dai tributi sulle auto Carioni(Lega): noi enti virtuosi, ma così non ce la facciamo più postato fa da APCOM ARTICOLI A TEMA Altri Milano, 6 ott. (Apcom) - L'Unione delle Province lombarde considera il disegno di legge sul federalismo fiscale "un importante segnale in controtendenza" rispetto ai tentativi di abolizione di questi enti, ma sottolinea anche la necessità di compensare con nuove entrate tributarie legate alle automobili i tagli previsti dal nuovo assetto istituzionale. E' quanto ha deliberato oggi l'assemblea generale dell'Upl riunita a Palazzo Isimbardi. Un documento firmato al termine dalla riunione ricorda infatti che le Province di Bergamo, Brescia, Como, Milano e Varese, oltre ad aver subito l'azzeramento dei trasferimenti statali, "in relazione al personale Ata, passato dalle Province allo Stato, ma anche ai maggiori introiti derivati da Ipt, Rcauto e addizionale sui consumi di energia elettrica, restituiscono annualmente e dunque 'finanziano' lo Stato e gli altri Enti locali, quasi 150 milioni di euro, un cifra per di più in costante aumento". Per questo le Province chiedono, tra l'altro, che il nuovo sistema di entrate provinciali, se legato esclusivamente al mercato dell'auto come prevede il ddl, non sia "ancorato soltanto agli attuali tributi", ma faccia riferimento anche "ad altri tributi afferenti gli autoveicoli nonché a quote di accise sui carburanti". A penalizzare negli ultimi mesi questi enti è stato, tra l'altro, il calo del 20% in Lombardia delle immatricolazioni di auto e quindi della conseguente imposta. "A fronte di ripianamenti veloci di alcuni buchi nei bilanci come avvenuto a Catania con 140 milioni di euro da parte dello Stato - ha detto il presidente Leonardo Carioni (Lega Nord) - noi facciamo notare che non ce la facciamo più. Abbiamo bisogno di qualche fondo in più, perché il Paese non è tutto uguale. Tra noi ci sono Province virtuose, come quella di Como, con più di un milione di abitanti. Qui servono tanti investimenti, ma non possiamo farli visto che sono compresi nel calcolo del Patto di stabilità e rischiamo di splafonare".

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<Federalismo sì ma servono nuove risorse> (sezione: Province)

( da "Eco di Bergamo, L'" del 07-10-2008)

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«Federalismo sì ma servono nuove risorse» L'Unione delle Province lombarde considera il disegno di legge sul federalismo fiscale «un importante segnale in controtendenza» rispetto ai tentativi di abolizione di questi enti, ma sottolinea anche la necessità di compensare con nuove entrate tributarie legate alle automobili i tagli previsti dal nuovo assetto istituzionale. È quanto ha deliberato ieri l'assemblea generale dell'Upl riunita a Palazzo Isimbardi. Un documento firmato al termine dalla riunione ricorda infatti che le Province di Bergamo, Brescia, Como, Milano e Varese, oltre ad aver subito l'azzeramento dei trasferimenti statali, «in relazione al personale Ata, passato dalle Province allo Stato, ma anche ai maggiori introiti derivati da Ipt, Rcauto e addizionale sui consumi di energia elettrica, restituiscono annualmente e dunque "finanziano" lo Stato e gli altri enti locali, quasi 150 milioni di euro, un cifra per di più in costante aumento». Per questo le Province chiedono, tra l'altro, che il nuovo sistema di entrate provinciali, se legato esclusivamente al mercato dell'auto come prevede il disegno di legge, non sia «ancorato soltanto agli attuali tributi», ma faccia riferimento anche «ad altri tributi afferenti gli autoveicoli nonché a quote di accise sui carburanti». A penalizzare negli ultimi mesi questi enti è stato, tra l'altro, il calo del 20% in Lombardia delle immatricolazioni di auto e quindi della conseguente imposta. «A fronte di ripianamenti veloci di alcuni buchi nei bilanci come avvenuto a Catania con 140 milioni di euro da parte dello Stato ? ha detto il presidente Leonardo Carioni (Lega Nord) ? noi facciamo notare che non ce la facciamo più. Abbiamo bisogno di qualche fondo in più, perché il Paese non è tutto uguale. Tra noi ci sono Province virtuose, come quella di Como, con più di un milione di abitanti. Qui servono tanti investimenti, ma non possiamo farli visto che sono compresi nel calcolo del Patto di stabilità e rischiamo di splafonare». Il parere degli undici presidenti lombardi - era presente anche il presidente Valerio Bettoni - è unanime: «Amministriamo il territorio di nostra competenza, che a volte supera il milione di abitanti, con un'alta capacità d'investimento, un contenuto livello medio di spesa corrente e costi del personale inferiori al 25% della stessa ? sottolinea il presidente dell'Upl ? destinando quindi la maggior parte delle pur limitate risorse disponibili ad interventi utili, come ad esempio le strade». «Rappresentiamo a tutti gli effetti l'utilità di un livello intermedio di governo capace di coniugare le istanze dei territori e dei comuni con una più larga visione omogenea regionale e rispondiamo efficacemente ? conclude ? mediante una "governance" partecipata, al dettato costituzionale».

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Nessun taglio alle Province? Si provi almeno a riformarle (sezione: Province)

( da "Gazzettino, Il" del 07-10-2008)

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Nessun taglio alle Province? Si provi almeno a riformarle L'abolizione delle province è stato un tormentone della passata campagna elettorale, sbandierata da quasi tutti i candidati di sinistra e di destra, ma soprattutto dalla destra, che in caso di vittoria, cosa avvenuta, si sarebbe impegnata a tagliare la Provincia come principale soluzione per tagliare la spesa pubblica. A tutt'oggi non ne vediamo la riforma. Che le province siano considerate ormai inutili buchi neri che assorbono fondi, con funzioni appaiono poco chiare rispetto alle competenze di altri enti territoriali - Comuni e Regioni - ritenuti decisamente i nuovi fulcri del Governo locale, sono cose ormai note a tutti. Il grave problema è l'immobilismo politico.Una seria riforma dell'ordinamento delle autonomie locali in Parlamento avrebbe permesso di dare ossigeno ad un ente locale ormai asfittico. Uno statuto come per la Regione avrebbe permesso di rompere l'attuale uniformità legislativa. Uno statuto per il Comune e uno per la Provincia che determini le attribuzioni di ogni singolo ente. E poi una riforma per precisare il ruolo della Provincia come ente intermedio tra Regione e Comune, attribuendole compiti di coordinamento dei quali ne è attualmente priva. In questi giorni col federalismo fiscale, la destra sembra rimangiarsi la promessa delle elezioni, con un Bossi tutto propenso ad enfatizzare la Provincia, con nuove tasse in accordo con la sinistra, restia a non sconvolgere l'immobilismo burocratico. Dunque nessuna soluzione sembra emergere, ancora una volta nella voragine dei conti pubblici. Quale soluzione? Se proprio desideriamo tenerci le Province, la soluzione opportuna sarebbe quelle di trasformarle, delegando ad esse una serie di specifiche funzioni di coordinamento e controllo e fornendo loro una capacità effettiva d'intervento, liberandole da assessorati inutili, uffici e politiche non certo consone o ridondanti rispetto alle aspettative del cittadino.Maurizio BiancoMaserà di Padova

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<Irresponsabile abolire le Province sopprimiamo Ato ed enti secondari> (sezione: Province)

( da "Gazzettino, Il (Rovigo)" del 07-10-2008)

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Cappato illustra il documento unanime dei 104 presidenti dei consigli in Italia «Irresponsabile abolire le Province sopprimiamo Ato ed enti secondari» (im) Ridefinizione del ruolo e delle competenze delle Province; semplificazione amministrativa; federalismo fiscale; codice delle autonomie locali; ruolo e potenziamento delle assemblee elettive. Sono questi i cinque punti cardine che saranno discussi il 13-15 ottobre a Torino dall'Assemblea generale delle 104 Province italiane, con l'obiettivo di ribadire l'importanza e rilanciare la funzione di queste realtà amministrative, secondo qualcuno invece inutili e da abolire.«Il documento che definisce i contenuti di tali punti - spiega la presidente del consiglio provinciale Fiorella Cappato - è uscito dall'assemblea di tutti i presidenti riunita a Cagliari. È stato votato all'unanimità. Ha un sostegno trasversale. Ribadisce la neutralità del coinvolgimento delle assemblee elettive nella creazione del codice delle autonomie ».Sul ruolo e competenze delle Province il documento ritiene «fuorviante e anacronistico il dibattito che si è aperto sulla loro abolizione, alimentato irresponsabilmente anche da esponenti di primo piano di diverse forze politiche». Sulla semplificazione amministrativa «proponiamo la soppressione degli enti di secondo livello (Ato acque e rifiuti, consorzi, enti parco); la riorganizzazione delle comuità montane; la riconduzione delle competenze oggi disperse; una valutazione sulle competenze e la conformazione delle città metropolitane». Sul codice delle autonomie il documento chiede: «La ridefinizione dello status di consiglieri, ai fini della rivalorizzazione del loro ruolo; un riequilibrio delle competenze fra esecutivi e assemblee elettive, per un distinto bilanciamento dei poteri; il riequilibrio della rappresentanze dei generi, visto che attualmente ci sono solo 9 presidenti del consiglio e 9 di giunta donne su 104 Province, neanche il 10\%».

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La Camera approva la fiducia sul decreto Gelmini: "Riforma? Una manutenzione" (sezione: Province)

( da "Quotidiano.net" del 08-10-2008)

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Il ministro dell'Istruzione: "Forse più che sponsorizzare solo squadre di calcio, c'è la necessità di farlo per i progetti migliori delle scuole"

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Il ritorno al maestro unico e ai voti decimali, compreso quello in condotta, il grembiule e l'insegnamento dell'educazione civica, sono alcuni degli aspetti che caratterizzano il provvedimento. Vediamo di che cosa si tratta: - MAESTRO UNICO: Abolizione del team di insegnanti alle elementari al posto di un unico docente. A partire dal prossimo anno scolastico nelle prime classi delle elementari sarà reintrodotto il maestro unico al posto dei tre docenti per due classi. Il decreto prevede che le ore del tempo pieno saranno coperte dallo stesso maestro unico, che dovrebbe lavorare un maggior numero di ore. Il decreto prevede che per le ore di insegnamento aggiuntive, rispetto all'orario d'obbligo, si possa attingere per il 2009 dalle casse delle singole scuole. - GRADUATORIE: Per l'immissione in ruolo dei docenti, le graduatorie per le scuole elementari saranno su base provinciale (come ha chiesto la Lega) e non su base nazionale. - RITORNO AI VOTI DECIMALI: Un altro ritorno, ossia quello del voto in pagella alle elementari e alle medie. Nella primaria il voto decimale sarà affiancato da un giudizio, nella scuola media invece saranno previsti soltanto voti decimali. Nessun pericolo bocciatura per i bambini delle elementari e delle medie con una sola insufficienza. Il testo prevede infatti che nella primaria si arriverà alla bocciatura "solo in casi eccezionali e comprovati da specifica motivazione, con decisione assunta all'unanimità dai docenti", mentre alla secondaria di I grado dovrà essere d'accordo la maggioranza dei professori. - RITORNO VOTO IN CONDOTTA: Torna il voto in condotta, perchè come ha spiegato ieri il ministro Gelmini "è urgente rispondere al fenomeno del bullismo". Il decreto prevede la valutazione della condotta che sarà determinante per il giudizio finale dell'alunno: con il 5 in pagella, si può correre il rsichio della bocciatura. - LIBRI DI TESTO: Contro il caro libri il decreto prevede che i testi scolastici adottati durino almeno cinque anni nella scuola elementare e sei nella scuola media e superiore (salvo appendici di aggiornamento eventualmente necessarie). - EDUCAZIONE CIVICA: Ritorna nelle aule lo studio dell'educazione civica: Cittadinanza e Costituzione. - EDILIZIA SCOLASTICA: Come annunciato dal ministro Gelmini nei giorni scorsi sono previste risorse destinate al finanziamento di interventi per l'edilizia scolastica e la messa in sicurezza degli istituti scolastici, impianti e strutture sportive. Nell'articolo 7 bis è previsto che per la messa in sicurezza degli edifici scolastici sia assegnato un importo non inferiore al 5 per cento delle risorse periodicamente assegnate per il finanziamento del programma delle infrastrutture strategiche. - SSIS: Gli studenti che frequentano il nono ciclo della Ssis, la scuola di specializzazione per l'insegnamento secondario, e attualmente esclusi saranno rimessi in graduatoria in base ai punteggi attribuiti ai titoli posseduti. IL MINISTRO GELMINI Intervenendo ad un convegno organizzato da Luca Barbareschi, il ministro dell'Istruzione Maristella Gelmini preferisce non parlare di riforma della scuola: "Credo sia una manutenzione". "Pur in un momento di ristrettezza economica - dice - la scuola a cui pensa la sottoscritta e il presidente Berlusconi è una scuola che recupera dal passato principi attuali e guarda al futuro, ammodernandola". Si rivolge poi alle grandi imprese italiane, rappresentate da diversi esponenti del mondo della comunicazione e dei trasporti all'appuntamento di oggi: "Mi sembra corretto far appello alla generosità delle aziende: forse più che sponsorizzare solo squadre di calcio, c'è la necessità di sponsorizzare anche i progetti migliori delle scuole e delle università". Giuste le contestazioni nelle scuole contro il decreto Gelmini? Commenti Invia commento Segnala ad un amico 07/10/2008 14:10 Luka Mi sembra una buona idea e all'estero lo fanno già con buoni risultati. Ma si sà che in italia le cose importanti sono il calcio, gli "amici" di maria, il grande fratello. Ma la speranza è l'ultima amorire, speriamo in bene..... intanto complimenti al ministro che ha fatto la proposta. 07/10/2008 14:31 ivan "a cui pensano", non "a cui pensa". una ministra dell'istruzione che sbaglia a coniugare i verbi è sintomatico dello scempio a cui siamo giunti (non fosse bastata la notizia che la tipa è andata a dare l'esame di stato a reggio calabria come solo una minoranza degli esaminandi ha fatto). bassezze di stato e fantasia al potere: le aziende che sponsorizzano la scuola pubblica. ma dai, e poi in pieno crack finanziario! sveglia!!!! 07/10/2008 14:38 mauro toselli la riforma della scuola non si fa con decreti legge e voti di fiducia ,ma con modalita condivise con tutte le parti in causa; con questi metodi la riforma Gelmini/Tremonti/Berlusconi fara' la stessa fine della riforma della Moratti/ Berlusconi ; questo non e' sfascismo ma fascismo moderno e gli italiani lo stanno capendo ( vedi la manifestazione dei 40000 a torino ) 07/10/2008 15:11 roberto l'idea è giusta le imprese dovrebbero lasciare perdere i giochi da popolino e dare soldi alla scuola e alla ricerca ne avrebbero nel medio termine un buon ritorno. Un domani avremmo dei totti ricchissimi in meno delle veline che fanno le commesse, ma dei dottori o ricercatori a livello europeo in più. Non c'è paragone credo, soprattutto in un momento che l'economia reale deve tornare ad essere quella che produce il reddito. 07/10/2008 15:33 elena E' un'ottima idea, sempre che si trovino industrie disposte ad investire capitali nelle scuole e nelle università. Questi ragazzi, i nostri ragazzi, sono quelli che domani dovranno prendere il nostro posto e continuare il nostro lavoro... solo che rende di più sponsorizzare una ferrari o una squadra di calcio. Spero di essere sonoramente smentita dai fatti... 07/10/2008 15:52 alberto Ahahah, siamo in pieno crack finanziario e la ministra chiede i soldi alle imprese, questo fa capire chi ha messo al governo il vostro amato presidente. Oltretutto con le sue riforme doveva far risparmiare soldi alla scuola pubblica mentre ora li chiede alle imprese, c'è qualcosa che non torna (il fatto è che il governo berlusconi ha tagliato i fondi alle scuole). 07/10/2008 16:55 adriano Si mettiamo lo sponsor sui grembiulini.Chiedete a Colaninno se è interessato a mangiarsi pure le merendine dei bimbi. 07/10/2008 17:06 nino per ivan, non pretendere che la nostra santa ministra all'istruzione sappia parlare correttamente l'italiano, il suo compito è solo quello di eseguire gli ordini di berlusconi e tremonti. 07/10/2008 17:58 Luka x ivan Adesso fai le pulci al discorso riportato da un giornalista sul sito, invece quando si parla di di pietro va tutto bene. Possibile che non ti vada mai bene niente, non è che per caso ragioni per partito preso? Quindi secondo te le imprese è meglio che continuino a sponsorizzare solo squadre di calcio e programmi idioti? Potresti dare una rsiposta chiara? se sei contrario hai altre proposte? 07/10/2008 18:14 Vanny X LUKA - ti ritrovo anche su questo post chino a 90 gradi ad incensare il potere. Su Luka un pò di dignità, affermare che il ministro gelmini e brava è una cosa un pò avventata, l'operazione che tenta di fare poichè è a corto di idee è di riportare la scuola ai tempi degli anni 50 quando l'italia non era propriamente messa bene. La ragazza studi e si appliche a trovare soluzioni che possano veramente traghettare la scuola italiana verso un futuro e non verso la restaurazione del passato. 07/10/2008 18:19 mauro toselli poiche' il Papa ha detto che i soldi non sono nulla, propongo alla Ministra di dirottare l'8 per mille della chiesa cattolica alla scuola pubblica 07/10/2008 18:24 Arcangelo Le parole della Gelmini vanno lette alla luce dei decreti precedenti. Il DL 112 dice che le universita` si possono trasformare in fondazioni private. Cioe` si privatizzano, cosi` poi possono essere vendute alle aziende. E adesso parla di sponsorizzazione. La sponsorizzazione si poteva gia` fare prima, quello che il Governo Berlusconi ha introdotto e` la possibilita` di vendere l'intero ateneo, con dentro i docenti, gli impiegati, ecc. 07/10/2008 18:24 daniela Io non sono in grado di valutare il problema della sponsorizzazione. Mi chiedo: che tipo di problemi potrebbe generare? Una sola cosa posso dire: il futuro della nostra società è nei giovani e nella scuola. Quindi investire nella cultura è fondamentale, ma fatto in modo intelligente, a partire dalla selezione del corpo docente. I concorsi a cattedra valutavano esclusivamente la preparazione specifica( che devi averla se sei laureato!) e qualche elemento di didattica. Fondamentale sarebbe far fare dei test psicologici per valutare invece l'attitudine di una persona a svolgere questo lavoro.Quanto e come sa comunicare? E' una persona svalutante o positiva? ecc...E, ad attitudine verificata, far fare dei corsi di base sulla psicologia relativa all'età dei ragazzi con cui si viene a contatto. I danni che facciamo( io sono n'insegnante delle scuole medie superiori) non sono evidenti come quelli di un chirurgo, ma alla lunga pesano sullo sviluppo dell'ndividuo e sull'intera società. 07/10/2008 18:37 Gustavo Vada signora ministra GELMINI, vada pure avanti. Lei è perfettamente in sintonia con le esigenze di formazione e di qualificazione del nostro paese. Chi contro la sua azione mente, sapendo di mentire. Se poi dalle manifestazioni di massa organizzate da sinistra e sindacati avverso la sua azione governativa, si dimostreranno la solita passerella di violenti, terroristi e delinquenti, che sia pugno duro contro l'eversione e l'estremismo di piazza. Avanti tutta, italiani. Avanti, verso il futuro. Gustavo Varese 07/10/2008 18:49 egel L'idea di far sponsorizzare i progetti delle scuole dalle imprese sarebbe anche una buona idea. C'è però un problemino di non poco conto: questa modernizzazione della scuola, così come la definisce la signora Gelmini, riduce drasticamente il personale, ed è tutta in funzione della riduzione della spesa. Chi farà allora questi progetti bene farebbe a spiegarlo. L'insegnante unico alle elementari dovrà in brevissimo tempo provvedere anche alla lingua e all'informatica, oltre che insegnare a leggere, scrivere e fare di conto. Dove si pensa di trovare gli spazi per i progetti?Le scuole superiori difettano assai dell'insegnamento della matematica, ormai lo sanno tutti. Questa modernizzazione cosa porta in più per ovviare a questo annoso problema? 07/10/2008 18:57 Carlo Sui figli è l' ultima cosa su cui si taglia. Quando si discute di questioni fondamentali e questa lo è si deve avere capacità di ascolto. Non si mischiano fatti eterogenei in questa maniera! Non è un bell'esempio che su questa questione si faccia equilibrismo politico. 07/10/2008 19:19 daniela Per egel Non è che la scuola italiana difetti nell'insegnamento della matematica. E' che i ragazzi non sono come eravamo noi! Per farli impegnare, visto che le famiglie sono spesso latitanti o assolutamente critiche contro gli insegnanti, tu insegnante devi conquistarti la fiducia degli alunni e trovare il modo di motivarli a studiare. E' diventato difficilissimo fare questo lavoro. Abbiamo bisogno di maggiori strumenti e di solidarietà con le famiglie che sono invece eccessivamente protettivenei confronti dei figli. 07/10/2008 20:13 sara ma perche' non privatizzare tutte le scuole?!! cosi solo chi ha soldi potra' studiare, e gli altri a zappare la terra!!! piu' va avanti piu' e' ridicola, andra a finire che i figli degli imprenditori passeranno a pieni voti, mentre i figli degli operai, anche se piu' intelligenti si ritroveranno con un misero voto per far spazio ai soliti raccomandati... questo governo, non so, forse dicano ste cose per prenderci in giro e farsi du risate in parlamento, perche' non sono cose che possono essere dette seriamente 07/10/2008 21:41 Lucrezia Borgia riforma peggio di quella della moratti e per quel che riguarda i soldi dovevate pensarci prima,ma prima nessuno diceva niente perchè cerano i governi dc-psi e buona parte dei loro componenti ora sono nella pdl. 08/10/2008 00:08 Max Ma se i bambini sono così disorientati dalla pluralità di maestri, se il nostro modello di scuola è così inefficiente da doverlo azzerare, come si spiega che la nostra scuola elementare è ai primi posti nella classifica europea per la preparazione degli studenti? E non tiriamo in ballo che il maestro unico c'è negli altri paesi europei: in Olanda c'è il maestro unico, ma ci sono 15 alunni per classe. Noi arriviamo a 25 alunni per classe senza sforzo. Io sono contrario. Sono presenti 20 commenti, invia il tuo commento! Pagine: 1 Nome: Email: Commento: Caratteri rimasti Riscrivi il codice che compare qui sopra: Se il codice risultasse illeggibile CLICCA QUI per generarne un altro consenso al trattamento dei dati consenso allargato I commenti inviati vengono pubblicati solo dopo esser stati approvati dalla redazione Tuo nome: Tua email: Nome amico: Email amico: Testo dell'email: Invia una copia anche al tuo indirizzo di posta Riscrivi il codice che compare qui sopra: Se il codice risultasse illeggibile CLICCA QUI per generarne un altro Cerca su Quotidiano.net nel Web Più commentati Commenti Sondaggi Chi vorresti come tuo sindaco e chi alla guida della Provincia? 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Uno così non può essere presidente"23:55:21 - @nicco se clicchi 2 volte sull'immagine piccola diventa a schermo intero[...] TV: 2009, anno dello streaming Tanti tornei e (forse) limitazioni territoriali Vienna, Stoccolma e Mosca: vedremo tutto23:54:31 - Per Veltroni, Berlusconi se ne dovrebbe andare, secondo ha rovinato l'Italia, ha fatto questo e ha f[...] Veltroni: "Siamo pronti a collaborare" Berlusconi: "Non me ne frega niente" Ascoli: il presidente della Provincia pensa alle dimissioni, sei d'accordo?Permesso di soggiorno a punti per gli immigrati, sei d'accordo?Giuste le contestazioni nelle scuole contro il decreto Gelmini?Benedizione vietataCrisi finanziaria, giusto che lo Stato garantisca i risparmiatori?Juve, quale allenatore per il dopo-Ranieri?Al volante a 16 anni, sei d'accordo?Giusto che l'Arma, la polizia o la Gdf proibiscano agli sportivi di andare in tv?'Miracolo a Sant'Anna'. Hai visto il film? Dì la tua...Pesaro: il Bollino Blu diventa facoltativo, sei d'accordo?Il maestro unicoCinema Odeon, giusta la chiusura?Giusto ammettere gli stranieri a scuola solo se sanno l'italiano?Berlusconi presidente della Repubblica, uno scenario possibile?Due anni di stop a Riccardo Riccò, sei d'accordo con la squalifica? La foto del giorno Buon compleanno Mali Mali (Jasmine) mangia la torta fatta di verdure alla festa organizzata per il suo 42esimo compleanno al Dusit Zoo di Bangkok, Thailandia. Mali fu donata nel 1970 da uno zoo olandese. E' uno dei più amati animali a Bangkok - Guarda le foto RICERCA ANNUNCI Archivio Notizie Anno: 1999 2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 Ricerca libera: pubblicità contattaci guadagna con Quotidiano.net fai di Quotidiano.net la tua Homepage aggiungi ai preferiti le news sul tuo pc rss archivio HOME - Copyright © 2008 MONRIF NET S.r.l. 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I tagli guastano la Festa del Teatro (sezione: Province)

( da "Giorno, Il (Milano)" del 08-10-2008)

Argomenti: Province

SPETTACOLI & SOCIETA' pag. 38 I tagli guastano la Festa del Teatro SU IL SIPARIO DAL 24 AL 26 OTTOBRE 250 SPETTACOLI ? MILANO ? IL MINISTERO dei Beni Culturali ha annunciato che dal 2009 il finanziamento di 500 mila euro concesso per la Festa del Teatro di Milano sarà azzerato. La notizia è stata data ieri dall?assessore alla Cultura della Provincia Daniela Benelli proprio durante la presentazione della ricchissima tre giorni (250 spettacoli in oltre 100 siti) che coinvolgerà Milano ma anche Monza, Legnano, Seregno, Brugherio, Sesto San Giovanni tra il 24 e il 26 ottobre. Un?autentica mazzata, perché Comune, Provincia e Regione che si accollano l?altra metà del milione di euro destinato alla manifestazione dovranno trovare un?alternativa. La decisione (a fronte della quale Benelli chiede grande vigilanza per evitare ingiustizie e sprechi) rientra nella politica di tagli che ha portato anche all?abolizione del Fondo di 20 milioni destinati a progetti per lo spettacolo. Sergio Escobar, direttore del Piccolo Teatro, ha ricordato che l?attuale gettito dei finanziamenti e i continui tagli hanno riportato i teatri alla situazione del 1986, un balzo all?indietro insostenibile. Ma poiché il teatro è il luogo del paradosso ha proposto di intitolare la Festa al «Fantasma del Fus», il Fondo Unico per lo Spettacolo. L. S.

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I tagli guastano la festa del teatro (sezione: Province)

( da "Corriere della Sera" del 08-10-2008)

Argomenti: Province

Corriere della Sera - MILANO - sezione: Tempo Libero - data: 2008-10-08 num: - pag: 17 categoria: REDAZIONALE Non stop Dal 24 al 26 ottobre, 250 spettacoli in 100 luoghi I tagli guastano la festa del teatro Soppressi i 500 mila euro del ministero per il 2009 D al 24 al 26 ottobre, una no stop di tre giorni con 250 spettacoli dislocati in centinaio di luoghi tra Milano e provincia, con biglietti da zero a tre euro. La Festa del Teatro alla sua terza edizione propone anche quest'anno un cartellone di tutto rispetto: apre Toni Servillo, con un incontro-prologo al Teatro Studio (il 18 ottobre ore 17, ingresso libero) chiude il 27 Giulia Lazzarini con «Gente di Milano», una collana video in omaggio alle personalità del mondo della cultura della città. Tra i due pezzi da Novanta, un calendario fittissimo di appuntamenti con spettacoli di danza, teatro classico, di strada e contemporaneo. I temi ci riguardano da vicino: la precarietà («Mi chiamo Roberta, ho 40 anni, guadagno 250 euro al mese» di Aldo Nove), le morti bianche («Scandalo quotidiano di un normale morire» tratto dal libro «Lavorare uccide» di Marco Rovelli), la mafia («Gomorra» di Roberto Saviano e Mario Gelardi), lo sfruttamento del lavoro e lo scandalo dei rifiuti affrontati da Ulderico Pesce allo Spazio Mil. Ma tra gli argomenti di attualità ce n'è uno che tocca in primis il mondo teatrale; a parlarne è l'assessore alla Cultura della Provincia, Daniela Benelli: «Proprio ieri il ministero ci ha comunicato che lo stanziamento per il 2009 risulta soppresso. Io sono per non farci rovinare la festa, la facciamo bella come è stata preparata e poi, come dice Rossella O'Hara, domani è un altro giorno, si vedrà...». Oltre al taglio ministeriale di 500 mila euro, metà del budget della Festa finora suddiviso tra ministero ed enti locali (Provincia 300 mila euro, Comune 150 mila e Regione 50 mila), un altro fantasma domina il palcoscenico: «La previsione dei tagli al Fondo unico dello spettacolo per il 2009, è intorno al 17 per cento» aggiunge Fiorenzo Grassi, presidente dell'Agis Lombardia. «Peccato, con questo atteggiamento — continua — si mortifica la forte domanda di teatro che la città sta dimostrando». Ricordando che «i contributi soppressi rientrano nell'abolizione del fondo di 20 milioni di euro di cofinanziamento ministero- enti locali» la Benelli richiama alla sobrietà: «Se vogliamo uscire dalla crisi la cultura deve fare la sua parte. Dobbiamo tutti evitare ingiustizie e sprechi». Tornando alla Festa, i biglietti si possono acquistare dal 16 al 22 ottobre online (3 euro+1) al sito www.lombardiaspettacolo. com. e devono essere ritirati dal 24 al 26 ottobre presso le casse dei teatri. L'altro punto vendita è in piazza Castello 1 angolo via Beltrami, allo Spazio della Provincia. Info. 02. 673.97.838. Temi sociali Si va da «Gomorra» alla precarietà, nella pièce di Aldo Nove, allo scandalo dei rifiuti secondo Pesce Livia Grossi

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Proporzionale, scintille nel Pdl (sezione: Province)

( da "Corriere Alto Adige" del 08-10-2008)

Argomenti: Province

Corriere dell'Alto Adige - BOLZANO - sezione: PRIMOPIANO - data: 2008-10-08 num: - pag: 2 categoria: REDAZIONALE Autonomia L'accusa: «La deputata parla a titolo personale». L'Udc: si torni al 1971 Proporzionale, scintille nel Pdl Holzmann contro la Biancofiore. Urzì fa da mediatore BOLZANO — La proporzionale etnica torna a far parlare di sè nel momento più caldo della campagna elettorale. E le acque nel Pdl, calmatesi da poco, tornano ad agitarsi. Se Michaela Biancofiore, in un serrato faccia a faccia con Tommasini organizzato dal nostro giornale, ne ha chiesto l'abolizione, il deputato Giorgio Holzmann, interviene, a nome di An, per dire che no, quella è una posizione personale, che il Pdl ha un'altra linea. Poche ore dopo arriva una nota di Alessandro Urzì, presidente di An, in cui afferma: la proporzionale è da mantenere, per ora, ma sarebbero meglio altri correttivi. «Le dichiarazioni dell'onorevole Biancofiore sull'abolizione della proporzionale etnica — scrive il deputato del Pdl, Giorgio Holzmann — non fanno parte del programma elettorale del Pdl e costituiscono solamente opinioni personali, peraltro non condivise da Alleanza Nazionale. La proporzionale etnica, tema eventualmente da discutere in sede nazionale è stata oggetto di discussione per due anni all'interno di An. è stato quindi ratificato da un congresso il riconoscimento della proporzionale quale strumento normativo di equilibrio tra i gruppi linguistici». «Rispetto alla posizione di storica contrarietà tenuta a suo tempo dal Msi, in anni in cui veniva applicata pedissequamente a danno del gruppo linguistico italiano siamo gradualmente passati ad una proporzionale molto mediata per il settore dell'edilizia sociale e ad una flessibile nel pubblico impiego che consente di assegnare i posti pubblici anche a candidati di un gruppo linguistico diverso». Così Holzmann. Per Urzì, invece, «la proporzionale rimane, sul piano morale, una delle norme più immorali sul piano etico, in quanto privilegia l'appartenenza ad un gruppo linguistico anziché il merito. Nei primi anni di applicazione — scrive il presidente di An — la proporzionale ha strangolato il gruppo linguistico italiano. Oggi la situazione è molto diversa, e la proporzionale mantiene modeste ma concrete posizioni di diritto per i cittadini di lingua italiana. La proiezione di quella che sarebbe la società altoatesina senza la proporzionale, è offerta però dalle società partecipate dalla Provincia. Alto Adige Marketing è di esempio: la classe dirigente di lingua italiana in queste realtà, ma anche ai livelli intermedi, è praticamente assente. Ovviamente ciò impone una riflessione seria su come affrontare il tema. Ma su questo principio il sistema di potere Svp/Sinistra non ha mai voluto intervenire sino ad oggi. Fissare la proporzionale alla consistenza dei gruppi linguistici alla data della sua introduzione, al 1971, sarebbe un elemento di certezza e garanzia maggiore per il gruppo linguistico italiano. Altra garanzia deve essere la previsione di un meccanismo di rotazione delle cariche ». Anche l'Udc, con Paolo Degasper, chiede di ritornare alle quote del censimento del 1971 (un terzo) e accusa Biancofiore di «ambiguità». Fa. Go. Dialogo Michaela Biancofiore e Alessandro Urzì

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solo promesse, la casta è sempre lì - mario lancisi (sezione: Province)

( da "Tirreno, Il" del 08-10-2008)

Argomenti: Province

Pagina 3 - Attualità Solo promesse, la Casta è sempre lì E i consiglieri regionali guadagnano più di Sarkozy Un anno fa la parola d'ordine era: accorpare e abolire. Però i tagli sono venuti con il contagocce MARIO LANCISI FIRENZE. La Casta è ancora lì, intoccabile. Ricordate, un anno fa, sull'onda del successo del libro di Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo, quante promesse giacobine di tagli, ritagli e accorpamenti. Le Province? Via. Le Comunità montane? Cancellare. I Consorzi di bonifica? Abolire. Le Apt (Aziende di promozione turistica)? Tagliare. Il numero dei consiglieri regionali? Ridurre drasticamente. I piccoli Comuni, le agenzie e gli enti? Accorpare, ridurre, tagliare, semplificare, risparmiare... E un anno dopo? Tutto come prima, o quasi. Solo il piano Martini per la razionalizzazione degli enti regionali sta procedendo. Con fatica e non poche critiche da parte dell'opposizione (vedi articolo a parte). Ma per il resto il vento della riduzione dei costi della politica, dello smantellamento degli enti inutili e dell'abolizione di poltrone e poltroncine è durato lo spazio di una stagione, o poco più. Il caso forse più emblematico è quello della riduzione dei consiglieri regionali. A parole tutti i partiti sono d'accordo. Dicono: 65 consiglieri sono troppi, meglio tornare ai 50 di prima della riforma, introdotta nel 2005. Poi però... Poi però niente è stato fatto e niente lascia supporre che verrà fatto, almeno a breve. E pensare che la soppressione di 15 consiglieri frutterebbe alle casse regionali un risparmio di circa 4 milioni di euro. Se Sarkozy guadagna meno. In Toscana un consigliere regionale percepisce un'indennità lorda di 9.672 euro. Più di quanto guadagnino sindaci e presidenti di Provincia, ma anche capi di governo come lo spagnolo Zapatero (7.296 euro), il francese Sarkozy (6.714) e il brasiliano Lula 2.900. Nel luglio del 2007 è stata formata una commissione speciale per decidere il taglio. La commissione ha finito i lavori ad aprile. Da allora è scattata una guerra tra i partiti: ok al taglio dei consiglieri, ma se nel contempo cambia anche la legge elettorale. Poiché su questa non c'è accordo, ecco che anche la riduzione dei consiglieri rischia di rimanere sulla carta. Insomma nel Palazzo della Regione aleggia il sospetto che la legge elettorale sia la foglia di fico che serve a nascondere la vergogna di una riduzione rimandata a chissà quando. Assessori, numero record. C'è chi obietta che altrove i consiglieri regionali guadagnano di più. E' vero. Sul loro numero invece siamo settimi: solo sei regioni hanno più consiglieri della Toscana. L'Emilia Romagna, regione vicina geograficamente e politicamente, c'è un consigliere ogni 83mila abitanti mentre da noi il rapporto scende a 56mila. Per non parlare degli assessori esterni che sono passati da 12 a 14. Un primato nazionale condiviso con il Piemonte fino all'aprile scorso, quando l'assessore Susanna Cenni è stata eletta in parlamento e Martini non l'ha sostituita. Province: guai a chi le tocca. Dalla Regione alle Province. Nessuno ha mai seriamente pensato che venissero abolite. Però qualche taglio, sì, era nell'aria. «Si potrebbe fissare un tetto di abitanti tra 200-300 mila», propose un anno fa Paolo Fontanelli, quando era sindaco di Pisa e presidente dell'Anci. Un tetto - 300mila abitanti - che avrebbe spazzato via in un colpo solo 5 Province su 10, cioè la metà (Grosseto, Massa Carrara, Pistoia, Prato e Siena. Anche il Pdl, una volta al governo, ha tuonato: via le Province. Tanto tuonò che non piovve. «Oggi si lavora sull'ipotesi di introdurre le aree metropolitane e di cancellare le Province di riferimento», spiega Fontanelli, responsabile nazionale enti locali del Pd. Per capirci, in Toscana se dovesse essere varata l'area metropolitana fiorentina, sparirebbero tre Province: Firenze, Prato e Pistoia. Piccoli Comuni resistono. Dalle Province ai Comuni. In Toscana sono 287. Troppi. Per Fontanelli come per il fotografo Oliviero Toscani. Partiti e società civile, appassionatamente insieme per abolire un po' di campanili. «Bisogna assegnare alle Comunità montane le funzioni dei piccoli Comuni e favorire le forme associate dei servizi. Piccolo non è più bello e soprattutto non è risparmioso...», concluse Fontanelli, un anno fa. Oggi propone di rendere obbligatorie le associazioni tra i Comuni. Che in Toscana, per la verità, hanno cominciato a funzionare, anche se ancora in maniera sperimentale. Un politico ogni dipendente. E ora torniamo alla Regione. Avrebbe dovuto mettere mano ai Consorzi di bonifica. In Toscana sono tredici e impiegano 345 operai e tecnici mentre gli amministratori (presidenti e consiglieri) sono 323, ai quali vanno aggiunti 36 sindaci revisori, per un costo complessivo di un milione di euro. I Consorzi di bonifica sono nel mirino. Tre anni fa il presidente del consiglio regionale Riccardo Nencini, socialista, propose di abolirli. Paolo Tognocchi, Pd, fu più soft: auspicò il passaggio delle competenze dei consorzi alle province. Marco Carraresi, Udc, andò giù duro definendo la tassa fatta pagare dai Consorzi «una sorta di seconda Ici camuffata». L'Ici è stata abolita, i Consorzi no. La giunta regionale ha deciso di approvare una legge che promette quasi una magia: non toccare il numero dei Consorzi, ma diminuire le spese. Ci riuscirà?

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<Al Comune niente spese>Sortino. (sezione: Province)

( da "Sicilia, La" del 09-10-2008)

Argomenti: Province

«Al Comune niente spese»Sortino. I consiglieri di opposizione contestano la riduzione dei revisori dei conti a uno solo Priolo. È stato ripreso da ieri notte, da parte della Sise (Siciliana servizio emergenze), il servizio del 118 a Priolo, così come negli altri centri in cui era stato disattivato: Noto, Sortino, Buscemi, Canicattini, Fontane Bianche. A confermarlo è stato il deputato regionale Vincenzo Vinciullo, che fa parte della commissione Sanità dell'Ars. La società che gestisce il servizio del 118 aveva annunciato, senza nessun preavviso, la chiusura del presidio di Priolo. Il sindaco Antonello Rizza, in seguito a quanto annunciato, aveva inviato una nota al direttore dell'Asl 8 di Siracusa chiedendo «notizie certe in merito, al fine di poter rassicurare la popolazione che usufruisce di questo servizio». La decisione, senza nessun preavviso, presa dalla Sise, la cui convenzione con la Regione siciliana scadrà il prossimo 31 dicembre, era scaturita dal fatto che mantenendo il servizio del 118 nel Comune di Priolo e in qualche altro Comune della provincia, avrebbe sforato il tetto del budget che la stessa Regione aveva stabilito. Inoltre la Sise lamentava il mancato trasferimento dei fondi, da parte della Regione, con i quali doveva pagare il lavoro straordinario a propri dipendenti. Nel corso della riunione della commissione Sanità dell'Ars, come ha riferito Vinciullo, sono state appianate tutte le questioni finanziarie e nei prossimi giorni la Regione provvederà a soddisfare le esigenze economiche della Sise. Per questi ultimi due mesi, pertanto, non ci dovrebbero più essere sorprese per questo servizio del 118, che soprattutto per il Comune di Priolo riveste un'importanza particolare. Infatti il Comune di Priolo conta più di 12 mila abitanti, ma di giorno vede triplicarsi le presenze per tutti i lavoratori delle varie aziende industriali che si trovano nella prossimità del centro abitato, che è al centro della zona del petrolchimico. Tra l'altro il Comune di Priolo già era stato penalizzato con l'abolizione della guardia medica 24 ore su 24. La chiusura era stata motivata per il riordino delle guardie mediche in Sicilia, che disciplinava anche gli orari di servizio sanitario in queste strutture periferiche. Pertanto anche nel Comune di Priolo era stato stabilito che la guardia medica rimanesse aperta dalle 20 alle 8 del mattino, durante i giorni feriali, e 24 ore su 24 nel weekend. Ora era arrivata, ma per fortuna è stata scongiurata, l'abolizione del servizio 118. Paolo Mangiafico

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Sindaci, in campo il terzo mandato (sezione: Province)

( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 10-10-2008)

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ENTI LOCALI. Ancora da definire la soglia di popolazione, per ora si ipotizzano i 5mila abitanti. La modifica in vigore dalle amministrative del 2009 Sindaci, in campo il terzo mandato di William Geroldi L'aveva annunciato il ministro Roberto Maroni a metà settembre all'assemblea dell'Anci a Mogliano Veneto; l'ha ribadito il sottosegretario Michelino Davico l'altro ieri a Viareggio all'assemblea di Legautonomie. Il limite del doppio mandato consecutivo per l'elezione a sindaco scomparirà nel Codice delle autonomie locali la cui stesura è giunta in dirittura d'arrivo. Ma non per tutti i paesi, soltanto quelli più piccoli. Un tetto che nessun al momento ufficializza, anche se gli addetti ai lavori indicano in 5mila abitanti. UNA SOGLIA non propriamente bassa se si considera che almeno nel Bresciano non la superano i tre quarti dei Comuni. Cade quindi, seppur parzialmente, un muro contro il quale l'Anci ha ripetutamente cozzato negli ultimi dieci anni almeno, se si considera che il limite del doppio mandato risale alla legge 81 del 1993 e che i primi tentativi di cancellarlo risalgono al primo Governo Prodi. Comuni e Province l'hanno sempre mal sopportato, anche perchè non hanno visto nulla di simile accadere per Regione e Parlamento. Con ogni probabilità, la tornata elettorale della primavera 2009 che chiamerà alle urne quasi 160 Comuni bresciani introdurrà i nuovi meccanismi. La soppressione del limite del doppio mandato raccoglie quindi il favore degli enti locali, anche se tra gli stessi Comuni c'è chi ammonisce a non incorrere nell'errore di far risorgere la figura dei sindaci perpetui. Il Codice delle autonomie locali tratterà anche il delicato tema delle forme associative, come le unioni per la gestione dei servizi. I Comuni sollecitano al riguardo un sostegno economico, ma con i chiari di luna in materia di finanza pubblica confidare nelle maniche larghe del Governo centrale è poco più che un desiderio. Al contrario, sono ancora i Comuni a paventarlo, si teme la definizione di una soglia di abitanti sotto la quale bisognerà associarsi per la gestione dei servizi. Più in generale si sa che la riforma sarà articolata in quattro provvedimenti: funzioni e compiti degli enti locali, città metropolitane e servizi di area vasta, norme sui piccoli Comuni e riforma della polizia municipale. «L'ABOLIZIONE del limite del secondo mandato è una rivendicazione di lunga data dell'Anci - ricorda Carlo Panzera, sindaco di Vobarno e presidente dell'Associazione comuni bresciani - che risale ancora al primo governo Prodi. Andare in questa direzione significa accogliere la nostra richiesta. A fine mese, il 22, 23 e 24 ottobre, è in programma l'assemblea nazionale dell'Anci a Trieste con all'ordine del giorno le autonomie locali e il federalismo; ascolteremo in quella sede le novità». Federalismo fiscale, codice delle autonomie locali, a proposito di novità... «Sul federalismo fiscale - frena Panzera - aspettiamo di capirne di più, per ora è soltanto una scatola vuota. Siamo ancora in attesa dei rimborsi dell'Ici prima casa».

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Testimoni di un incidente Cercansi testimoni che possano aver assistito all'incidente occors... (sezione: Province)

( da "Nazione, La (Pisa)" del 10-10-2008)

Argomenti: Province

AGENDA PISA pag. 11 Testimoni di un incidente Cercansi testimoni che possano aver assistito all?incidente occors... Testimoni di un incidente Cercansi testimoni che possano aver assistito all?incidente occorso presso la stazione di Pisa tra una moto e una Mercedes domenica 28 settembre intorno alle 10.30. Pregasi contattare ?La Nazione? al numero 050 3139711. Rassegna di scienze Nella sala Bianchi della «Scuola Normale» di Pisa, parte domani l?edizione 2008 di «Pianeta Galileo», rassegna scientifica promossa in collaborazione con le Provincie e Università toscane, la «Scuola Superiore Sant?Anna» e la «Scuola Normale». Incontri, seminari, laboratori e visite guidate a centri di ricerca oltre che di osservazione astronomica. Amnesty International Oggi è la «giornata internazionale contro la pena di morte» e sarà allestito un tavolino di Amnesty International Largo Ciro Menotti con orari 10.30-13 e 15.30-20. Saranno raccolte firme per chiedere l?abolizione della pena di morte in Giappone, Corea del Sud, Vietnam, India, Pakistan e Taiwan. Motorizzazione Civile Lunedì prossimo l?Ufficio della Motorizzazione Civile per la provincia di Pisa resterà chiuso al pubblico per qualsiasi operazione. Ciò in occasione della «Giornata Europea della Sicurezza Stradale». La manifestazione avrà luogo lo stesso giorno presso i locali dell?Ufficio in via Lenin a San Giuliano Terme.

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Un inutile doppione che frena l'efficienza (sezione: Province)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 10-10-2008)

Argomenti: Province

Il Sole-24 Ore sezione: COMMENTI E INCHIESTE data: 2008-10-10 - pag: 23 autore: Un inutile doppione che frena l'efficienza di Gianfranco Fabi «T agliare la spesa pubblica». Uno slogan, un ritornello, un modo di dire. Molto raramente un chiaro progetto politico. Ancora più raramente una decisione esecutiva capace di incidere sul fiume dei costi di gestione degli apparati statali. E,così,un Paese come l'Italia si trova ad essere per metà gestito direttamente dallo Stato (dicono le statistiche che le entrate complessive dello Stato si avvicinano al 50% del Prodotto interno lordo). E per l'altra metà soggetto a vincoli, autorizzazioni, procedure, permessi, oneri indiretti, concessioni e tributi. Le Province, non tanto come dimensione geografica ma come struttura politica, sono probabilmente tra le entità la cui abolizione, o almeno un drastico mutamento strutturale, non solo aiuterebbe ad abbassare il livello della spesa pubblica, ma faciliterebbe anche il recupero di un rapporto costruttivo e di fiducia tra i cittadini e la politica. Non tanto per l'onere di gettoni e indennità che spettano a consiglieri,assessori e presidenti,quanto per il fatto che ognuno di loro è un centro di costo, un moltiplicatore di benemerite iniziative, un attivista dedito a consolidare il consenso per garantirsi una tranquilla rielezione. Chi difende l'ente Provincia fa leva sulle competenze previste dalle leggi, in particolare da quelle di attuazione della riforma del Titolo V della Costituzione approvata all'inizio degli anni 2000. Ma abolire il livello politico elettivo della Provincia non vorrebbe certo dire che dal giorno successivo nessuno si occupi più di scuole, strade, tutela dell'ambiente, promozione del turismo e ripopolamento dei laghi di montagna. Gli uffici amministrativi chiamati a mettere in atto le direttive politiche su questi e su altri temi resterebbero alle dipendenze dell'istanza superiore, cioè la Regione, che peraltro avrebbe la possibilità di una loro più facile razionalizzazione. Infatti, su molti elementi su cui hanno competenza le Province, una programmazione a più vasto orizzonte, come quello regionale, sarebbe non solo utile, ma anche maggiormente efficace se non quasi indispensabile. Regioni e Province sono ormai un inutile doppione.C'è tuttavia un elemento che si pone di traverso sulla possibilità di attuare una scelta politico-istituzionale di così forte rilevanza: il coraggio. Ci vorrebbe un bel coraggio a stabilire che gli oltre 3mila consiglieri provinciali alla naturale scadenza del proprio mandato dovranno tornare alle loro precedenti occupazioni, in molti casi più utili alla collettività. Ci vorrebbe altrettanto coraggio a intervenire per la prima volta riducendo il perimetro della spesa pubblica e dei meccanismi politici.E a chiudere quei consigli provinciali che molti politici guardano con nostalgia perché è in quei consigli che hanno mosso i primi passi (e fatto i primi danni). Ma anche se il coraggio, diceva il Manzoni, uno non se lo può dare,resta fondamentale ogni battaglia perché lo Stato sappia rispondere ai criteri di efficienza e razionalità. La modernità di uno Stato si misura infatti sulla capacità di adeguare le proprie strutture alle esigenze di una società in movimento. In questa prospettiva l'Italia ha bisogno di istituzioni pubbliche nello stesso tempo più forti e meno estese.Più forti perché capaci di rispondere alle esigenze di una società in movimento, aperta ai mercati globali, capace di premiare il merito e l'imprenditorialità. Meno estese per ridurre al minimo i costi e quindi il peso di tasse e contributi che ora gravano non solo sulle persone, ma anche e soprattutto sulle imprese. «Tagliare la spesa pubblica» non deve restare uno slogan. Deve diventare una priorità della politica. Proprio perché chi ama lo Stato e la democrazia non può che favorire le medicine necessarie a combattere l'obesità delle istituzioni, l'ipertensione delle competenze e la paralisi della burocrazia.

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Province, l'occasione dei tagli (sezione: Province)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 10-10-2008)

Argomenti: Province

Il Sole-24 Ore sezione: COMMENTI E INCHIESTE data: 2008-10-10 - pag: 23 autore: Province, l'occasione dei tagli Il federalismo fiscale opportunità per razionalizzare la rete istituzionale di Carlo Carboni è possibile prendere provvedimenti razionali in merito all'architettura multilivello delle istituzioni locali, che presenta difetti strepitosi? Come, ad esempio, quello di avere Province anche in piccolissime Regioni come la Basilicata, il Molise e l'Umbria. O come il "battesimo", in primavera, di una nuova (Fermo) nelle piccole Marche, dopo aver frammentato le realtà provinciali di alcune regioni, come la Sardegna e la Calabria. O il difetto di presentarsi come un'opportunità di mera "sistemazione" per ceti politici ristretti, spesso bersaglio dei dissacratori della casta. Per non parlare di costi e delle lungaggini bizantine dell'intermediazione locale affidata a una pletora di enti. Il Sole 24 Ore è tornato di recente sulla questione controversa delle Province, citando la contrarietà anche di due autorevoli governatori, Galan, che ha invocato provvedimenti per limitare l'ipertrofia della rete istituzionale locale, e Formigoni, amareggiato che, nell'accordo sul federalismo fiscale, non fosse neppure preso in considerazione un possibile ridimensionamento delle Province. Insomma, c'è anche tra il ceto politico ristretto chi ritiene il federalismo fiscale un'occasione per razionalizzare la fitta rete istituzionale locale. Soprattutto in questo momento depressivo in cui occorre asciugare e impiegare bene le risorse. Lo stesso presidente del Consiglio, qualche tempo fa da Vespa, ha dato una qualche disponibilità a riprendere in mano la questione. Quando si ascoltano gli italiani, il dito, comunque, è sempre puntato sulle Province, che anche in un'indagine condotta dalla Facoltà di economia Giorgio Fuà dell'Università Politecnica delle Marche sono risultate riscuotere la metà della fiducia accordata dalla popolazione agli altri enti locali (comunità montane comprese) e metà dell'utilità. Anche quando la popolazione si pronuncia sulla possibile abolizione di un livello istituzionale, la prima scelta ricade sulle Province, la seconda sui piccoli Comuni. Tuttavia, attenzione: circa il 42% degli italiani non vuole l'abolizione delle Province. La spiegazione è logica: perché al fianco di tante strutture provinciali inefficienti esistono Province che ricoprono un ruolo importante per la struttura multilivello degli enti locali. Basta citare l'Emilia-Romagna e la Toscana, nelle quali esse svolgono funzioni spesso già prefigurate nella politica adottata dal Pci nelle Regioni di sua tradizionale egemonia. Come del resto le Province sono un elemento irrinunciabile per il local commitment leg hista. Contrario è anche l'insieme trasversale dei ceti politici ristretti, che vedrebbe restringersi le opportunità di "sistemazione" rispetto alle attuali 180mila cariche elettive locali. Inoltre, non rinuncerebbe al suo potere vischioso e ostativo anche quell'ampia parte di popolazione che vive più direttamente una dipendenza dal mercato politico (non solo nel Mezzogiorno, non solo tra la cittadinanza, ma anche tra le classi dirigenti). Per dribblare queste vischiosità, resistenze e opposizione, Guido Gentili, su questo quotidiano, ha proposto di assegnare alle Regioni la facoltà (sacrosanta) di decidere, magari assieme ai grandi Comuni, se abolire le Province o meno. In ogni caso, le classi dirigenti acquisirebbero autorevolezza prendendo una decisione a favore almeno di un ridimensionamento delle funzioni delle Province, soprattutto se Bossi si convincesse che il local commitment porta ad applicare innanzitutto a se stessi ciò che si desidera per l'intero Stato federalista, vale a dire, una semplificazione della catena del decision making e un dimagrimento dell'ipertrofia delle cariche elettive. Non dimentichiamo che, conservando le Province, con l'attuale accordo sul federalismo fiscale, sarebbero addirittura quattro gli enti di imposizione fiscale (Stato, Province, Comuni e Regioni), una rischiosa frammentazione dei centri decisionali e una conseguente incomprensibile polverizzazione delle imposte stesse. Circa il 95% degli italiani ritiene che comunque le cose non possano restare come sono attualmente nell'architettura degli enti locali. La "saggezza popolare", prima di passare ai metodi forti (abolizione delle Province 50% circa), suggerisce una chiara redistribuzione razionale delle funzioni tra gli attuali enti locali (80%) accompagnata da una riduzione dei consiglieri regionali, provinciali e comunali (77%). Tutto sommato, iniziare con questi passi, aggiungendo magari l'abolizione delle Province nelle aree metropolitane e nelle piccole Regioni, sarebbe un bel segnale di razionalità democratica da poter lanciare per restituire maggior fiducia tra cittadini e ceto politico-istituzionale locale, il quale, in molti casi, non è apparso migliore di quello nazionale. Ci sembra che il momento di grave crisi sia il più opportuno per un taglio dei costi e una semplificazione dell'intermediazione politico-istituzionale: magari per finanziare una parziale detassazione dei redditi a maggior sofferenza. Morale: ci vuole il federalismo fiscale, ma non bisogna dimenticare che, in momenti di grave crisi, è il senso di comunità nazionale la chiave di volta. c.carboni@univpm.it

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Tasse locali, 1500 euro a testa (sezione: Province)

( da "Resto del Carlino, Il (Rovigo)" del 10-10-2008)

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ROVIGO pag. 7 Tasse locali, 1500 euro a testa E? quanto hanno pagato i rodigini NEL 2006 i rodigini hanno pagato oltre 1500 euro a testa (1506 per la precisione..) di imposte locali: tasse comunali, provinciali e regionali; 1506 euro a testa, calcolando dunque tutti i residenti, da un giorno di vita in su! Imposte in continua crescita rispetto agli anni precedenti, il cui peso è stato significativamente calcolato dalla Cgia di Mestre nel momento in cui si apre l?atteso confronto parlamentare sul federalismo fiscale. Federalismo da cui tutti si attendono benefici ma che già c?è, pur sommandosi oggi inevitabilmente alle imposte nazionali, in un contesto assai pesante per il contribuente. La pressione tributaria del suo Comune ha colpito nel 2006 il cittadino di Rovigo per una media pro-capite di 442 euro: è la somma dell?Ici, dell?addizionale Irpef e della tariffa sui rifiuti solidi urbani; alla Provincia il cittadino di Rovigo ha pagato 91 euro di media, che è la sommatoria della percentuale che va alla provincia sulla Rc auto, dell?addizionale sulla bolletta Enel e dell?imposta di trascrizione. Alla Regione i rodigini, neonati compresi, hanno invece lasciato mediamente, nel 2006, quasi mille euro (943), per Irap (tassa a carico delle imprese), quota dell?Iva, addizionale regionale dell?Irpef e compartecipazione sulle accise della benzina. In effetti la quota più rilevante della tassazione locale, oltre il 55%, va alla Regione, che, anche nel disegno politico in pre-discussione parlamentare, avrà il ruolo di perno centrale del fiscalismo decentrato. Quello che, tuttavia, emerge dai conteggi della Cgia di Mestre è che l?imposizione locale ha viaggiato negli ultimi anni costantemente in crescita, soprattutto al nord, e così anche nella nostra provincia. Crescita non certo attutita dall?abolizione dell?Ici sulla prima casa nell?anno in corso, anche perché i Comuni hanno stanno recuperando altrove quote di tassazione sui contribuenti. Il punto sarà dunque chiarire se con un vero federalismo fiscale è possibile ridurre la pressione delle tasse. Rovigo, con una media annua di oltre 1500 euro l?anno, si trova grossomodo a metà del guado tra i capoluoghi provinciali italiani: c?è da chiedersi però come faranno a sostenere il federalismo province come quelle collocate nel centro-sud con un tetto medio di tassazione oggi meno della metà di quella di Rovigo, o addirittura poco superiore ai 600 euro annui (sommando la tassazione regionale, comunale e provinciale). E? il tema centrale nel confronto sul federalismo che sta per approdare in Parlamento. Osvaldo Pasello

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Provincia, spunta l'ipotesi Cimadoro (sezione: Province)

( da "Eco di Bergamo, L'" del 11-10-2008)

Argomenti: Province

Provincia, spunta l'ipotesi Cimadoro Da soli in Provincia, almeno al primo turno, e nessuna alleanza scontata per Palafrizzoni. L'Italia dei Valori pensa alle amministrative e decide di misurare le forze: per la poltrona di via Tasso il partito di Di Pietro correrà da solo (si vocifera di una candidatura del deputato Gabriele Cimadoro), per poi eventualmente associarsi al centrosinistra al momento del ballottaggio. E per le comunali? Il coordinatore regionale (e assessore della Giunta Bruni) Sergio Piffari ribadisce la sua «ampia fiducia nel sindaco», ma ricorda che «gli accordi non si rinnovano in automatico per altri cinque anni. Ci aspettiamo da Bruni dei segnali forti di apertura alle forze più moderate e un eventuale cambio di squadra». La bordata, si sa, è rivolta a Rifondazione. Oggi e domani i volontari dell'Italia dei Valori saranno in circa mille piazze italiane per avviare la raccolta firme per indire un referendum per l'abolizione del lodo Alfano, che garantisce l'immunità alle quattro più alte cariche dello Stato. «Una grande battaglia di legalità», spiega Cimadoro. In città si potrà firmare oggi e domani dalle 10 alle 19 a Porta Nuova e a Colle Aperto. Stamattina le firme si raccolgono anche al mercato in zona stadio. Consultare il sito www.italiadeivalori.it.

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Vicenza Dei 5 principali comuni della provincia di ... (sezione: Province)

( da "Gazzettino, Il (Vicenza)" del 11-10-2008)

Argomenti: Province

Vicenza Dei 5 principali comuni della provincia di ... VicenzaDei 5 principali comuni della provincia di Vicenza, compreso il capoluogo, è Bassano quello che fa pagare più tasse ai suoi cittadini. Ed è anche l'unico Comune, assieme a Schio, in cui la pressione tributaria è aumentata nell'arco di tempo compreso tra il 1998 ed il 2006. L'analisi emerge dal nono rapporto Nobel-Ires, promosso dall'Anci e dala Cgil Veneto. La relazione, che fotografa annualmente i bilanci delle città venete, è stata presentata ieri nella sala Stucchi del Comune di Vicenza.Se l'analisi dei principali temi sulla finanza locale è stata sviluppata con la lettura dei dati di bilancio dell'insieme dei Comuni veneti, un discorso a parte è stato fatto sulla gestione finanziaria di un campione di 29 amministrazioni comunali. Tra queste, appunto, figurano 5 vicentine: Arzignano, Bassano, Schio, Valdagno e Vicenza. Ma a quanto ammonta la pressione tributaria, cioè le tasse comunali dirette in relazione alla popolazione, di questi Comuni? A Valdagno la media di tasse pagate da ogni cittadino nel 2006 era di 293 euro, la più bassa del campione vicentino; a Vicenza, seconda in classifica, 330 euro; ad Arzignano 340 euro ; a Schio 466 euro; a Bassano 498 euro.È comunque importante ricordare che la pressione tributaria è fortemente influenzata dal fenomeno delle esternalizzazioni dei servizi pubblici. In sostanza alcune amministrazioni potrebbero avere più gettito perché si sono tenute all'interno un determinato servizio e dunque la relativa tassa che in altri casi magari è pagata ad un'azienda esterna. C'è però un altro problema. La principale fonte di entrate per il Comune, con un gettito notevole, è l'Ici. La riduzione nel 2007 dell'aliquota sulla prima casa e la successiva, nel 2008, totale abolizione dell'Ici hanno rivoluzionato l'entità del tributo. Dal 1998 al 2006 l'incidenza percentuale di questa tassa è aumentata, in tutti i casi, a volte in maniera anche molto consistente come a Schio, dove è passata dal 19 al 40 per cento, e Arzignano, dal 38\% al 53\%. Ma il conto finale si deve fare sulla tassa sulla prima casa. Su questa, ogni cittadino bassanese versava al proprio Comune 52 euro, ogni scledense 47, ogni vicentino 31, ogni arzignanese 44 ed ogni valdagnese 32. Con l'abolizione dell'Ici sulla prima abitazione questi soldi non entreranno più nelle casse dei Comuni dalle tasche dei cittadini ma saranno versati dallo Stato. E quindi, alla fine, è andata meglio a chi abita a Bassano, che pagava di Ici molto di più di chi abita a Valdagno. Ma è andata meglio anche all'amministrazione di Bassano, che riceverà dal Governo più soldi di quello di Valdagno.Pietro Rossi

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L'Acl fa i conti in tasca agli ambientalisti (sezione: Province)

( da "Giornale di Brescia" del 12-10-2008)

Argomenti: Province

Edizione: 12/10/2008 testata: Giornale di Brescia sezione:LA PROVINCIA L'Acl fa i conti in tasca agli ambientalisti BRESCIA Nuovo capitolo nello scontro tra l'Acl ed alcune sigle ambientaliste. L'Associazione cacciatori lombardi ha espresso in una nota la propria soddisfazione «nel vedere concretizzate le richieste avanzate nel corso della manifestazione organizzata la scorsa settimana nell'Oasi Wwf della Valpredida. I senatori del Pdl Valerio Carrara e Sergio Vetrella hanno infatti presentato l'8 ottobre una Interrogazione Parlamentare - Atto di Sindacato Ispettivo ai Ministri dell'Ambiente, delle Politiche Agricole e Forestali e dell'Economia e delle Finanze». Nell'interrogazione i due richiedono quali stanziamenti e benefici economici a vario titolo e di quale importo abbiano avuto nel corso degli ultimi anni Wwf, Lac (Lega Abolizione Caccia), Lipu (Lega Italiana Protezione Uccelli) e Legambiente. In particolare, spiega la nota dell'Acl, «la Lipu avrebbe ricevuto un incarico di consulenza da parte del passato Governo per individuazione delle Zone di Protezione Speciale». Intanto l'associazione venatoria «condanna senza attenuanti le azioni di bracconaggio che si sono svolte in provincia di Brescia. Esse non trovano alcuna giustificazione e nella fattispecie, per quanto ci risulta, sono state compiute non da cacciatori».

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UPI: MELILLI, PROVINCE DEVONO AVERE CORAGGIO DI CAMBIARE PELLE. (sezione: Province)

( da "Asca" del 13-10-2008)

Argomenti: Province

UPI: MELILLI, PROVINCE DEVONO AVERE CORAGGIO DI CAMBIARE PELLE (ASCA) - Torino, 13 ott - Le province devono avere il coraggio di cambiare pelle, ma nello stesso tempo devono respingere il tentativo di destrutturare la pubblica amministrazione. lo ha detto il presidente dell'Upi Fabio Melilli all'assemblea dell'Upi, Unione delle province d'Italia, in svolgimento a Torino. Non si puo' affrontare il problema dell'inefficienza della pubblica amministrazione pensando semplicemente di tagliarne un pezzo. E piu' che pensare all'abolizione delle province occorre chiarire meglio le competenze di tutti i livelli di governo evitando ingorghi istituzionali. Melilli lancia anche la proposta di superare gli attuali modelli di responsabilita' e l'organizzazione gestionale degli assessorati, che non sembrano piu' adeguati ai tempi. ''Dobbiamo ragionare per obiettivi veri, per assi di sviluppo e non piu' per assessorati'', dice Melilli. Quanto ai possibili risparmi dell'abolizione delle province il presidente dell'Upi ricorda che ''su una spesa totale di 14 miliardi di euro, 2 miliardi e 300 milioni sono il costo per il personale, che immagino nessuno voglia considerare comprimibile, e 119 milioni sono i costi della politica, o meglio, della democrazia. I restanti 11 miliardi e 600 milioni di euro sono servizi fondamentali, come la viabilita', i trasporti, la tutela del territorio e la protezione dell'ambiente, la formazione e l'istruzione dei nostri giovani, la manutenzione delle scuole, lo sviluppo economico, la diffusione delle energie alternative. Nessuno puo' davvero credere che queste siano risorse che possono essere tagliate. L'unico risparmio effettivo sarebbero i 119 milioni della politica, ribadisco, della democrazia, che rappresentano solo lo 0,84% dei bilanci delle Province. In realta' chi attacca le Province ha un obiettivo ben chiaro: destrutturare la Pubblica Amministrazione e privatizzare i servizi pubblici, per abbassare il controllo democratico ed entrare nella gestione dei grandi servizi di rete, dai trasporti alle risorse idriche, dai rifiuti alla viabilita', alle infrastrutture materiali e immateriali''. ''Occorre eliminare sovrapposizioni - ha aggiunto - e ricomporre gli ambiti ottimali per lo svolgimento delle diverse funzioni amministrative intorno ai Comuni e alle Province, a cui deve essere ricondotta la gran parte delle funzioni di amministrazione e di gestione in base al principio di sussidiarieta'. Nel riordino del sistema amministrativo e' infatti indispensabile che ogni livello di governo sia disponibile a concentrarsi sulla propria specifica missione istituzionale, evitando di invadere quella degli altri''. Quanto alle citta' metropolitane Melilli ha osservato che ''non possono limitarsi ad un'annessione delle funzioni provinciali nei Comuni capoluogo, come qualche Sindaco pretende e come anche qualche singolo esponente del Governo tenta di far passare. Nel Decreto legge 112/08 il Governo ha provato ad inserire una disposizione che prevedeva l'abolizione tout court delle Province in queste aree e il trasferimento delle loro competenze ai Comuni al momento della scadenza del loro mandato, senza istituire le Citta' metropolitane. Un tentativo simile e' avvenuto su Roma capitale con l'emendamento presentato nella delega sul federalismo fiscale''. eg/mcc/ss

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le province alla prova federalismo - marco trabucco (sezione: Province)

( da "Repubblica, La" del 14-10-2008)

Argomenti: Province

Pagina VII - Torino Le Province alla prova federalismo Chiamparino auspica una rivoluzione, Saitta difende l´ente Nel palazzo di corso Inghilterra l´assemblea nazionale che sarà chiusa da Maroni MARCO TRABUCCO Le esigenze di razionalizzazione dei livelli di decisione e responsabilità richiedono proposte chiare e coraggiose che, scevre da visioni particolaristiche, abbiano l´obiettivo di semplificare l´architettura istituzionale, evitando dannose sovrapposizioni di competenze ed ottimizzando l´impiego delle limitate risorse disponibili». è il saluto che il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha inviato ieri al presidente dell´Upi, Fabio Melilli, in occasione dell´apertura a Torino dell´assemblea generale delle Province italiane. «La strada per il futuro attraverso il cuore del paese» il titolo dell´incontro che iniziato ieri nell´aula magna della nuova sede della Provincia di Torino in corso Inghilterra alla presenza del ministro Raffaele Fitto, si concluderà domani con l´intervento del responsabile degli Interni Roberto Maroni. Ieri, insieme a quelli di Napolitano, sono arrivati anche i saluti del premier Silvio Berlusconi: «Abbiamo dato avvio al grande progetto di riforma federale dello Stato con il contributo attivo dell´Upi, di cui ho apprezzato il senso di responsabilità - ha scritto - ed il convinto impegno nel dare una svolta significativa alle urgenti modifiche da apportare al funzionamento del sistema politico e istituzionale». Proprio il tema del federalismo è stato uno di quelli centrali del dibattito che, con gli interventi in apertura dei «torinesi» Antonio Saitta, padrone di casa, Sergio Chiamparino e Mercedes Bresso ha rilanciato il confronto estivo su città metropolitana e abolizione delle Provincie. Saitta ha ribadito al sua ferma difesa dell´ente che presiede. Dopo aver ricordato che le Province sono nate addirittura prima dell´Unità d´Italia e che quella di Torino, istituita nel 1859 con la legge Rattazzi ha fatto da modello a quelle poi di tutto il resto del paese, ha aggiunto: «In tutta Europa esiste un ente intermedio tra Regioni e Comuni. E noi qui abbiamo dato esempio di come possa avere funzioni importanti nelle gestione dei servizi di area vasta, in pieno accordo con i Comuni. Ciò che va abolito, se si vuole risparmiare davvero, sono i tanti consorzi intermedi riportandone le funzioni a noi. Che siamo la vera garanzia, la casa dei piccoli comuni». Non dei grandi però, almeno secondo Chiamparino che all´interno del suo discorso sulla necessità di dare alla bozza Calderoli sul federalismo maggiore concretezza: «Bisogna dire cosa si considera livello essenziali, nell´assistenza, nella sanità e così via, e quanto costa quel livello. Anche perché io sono favorevole a qualsiasi riforma che consenta risparmi nel lungo periodo. Ma credo che per ottenerli sia necessario investire nel breve. Il sindaco ha poi ripetuto, sommessamente, la sua protesta per il fatto che, senza la nascita di una città metropolitana, un grande centro come Torino continua a pagare costi molto alti per garantire servizi anche a tutti coloro che non vivono sul suo territorio (e quindi non vi pagano le tasse). «è vero che con la Provincia abbiamo lavorato molto bene in settori come l´acqua e l´energia, ma questi servizi sono pagati in modo più che proporzionale da Torino. è un problema che va risolto, se non alla lunga tutto il sistema va in crisi». Gli ha risposto nel suo intervento Mercedes Bresso: «In regioni come la nostra, con 1.200 comuni, l´ente intermedio serve a garantire il governo ordinato del territorio. Per questo il ruolo delle province resta importante e sono contraria alla loro abolizione. Anche perché sono proprio loro a garantire una distribuzione dei servizi equa sia nei territori a più alta densità di popolazione, sia in quelli meno popolati e quindi, meno ricchi. Ciò che serve, per risparmiare e ai fini di una corretta e funzionale organizzazione amministrativa, è invece sfrondare una serie di enti inutili intervenuti nel tempo, che oggi generano solamente confusione nell´attribuzione delle funzioni di gestione» .

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Risposta a Chiamparino: "Fanno solo il loro dovere" (sezione: Province)

( da "Stampa, La" del 14-10-2008)

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Risposta a Chiamparino: "Fanno solo il loro dovere" Nessuno discute la collaborazione sulle politiche di area vasta, dall'acqua all'energia, che nel nostro caso sono ottime. Peccato che questi e altri servizi siano pagati in modo più che proporzionale dal Comune di Torino: o la cosa si risolve o la virtuosità del sistema rischia di andare in crisi». Parola di Sergio Chiamparino. «Caro Sergio, è vero: le Province redistribuiscono le risorse dalle aree concentrate a quelle esterne, dai grandi ai piccoli Comuni, garantendo servizi uniformi sul territorio. Ma questo è esattamente il loro compito». Parola di Mercedes Bresso. Il botta e risposta tra il sindaco di Torino e la presidente della Regione è andato in scena davanti ai presidenti delle Province italiane convocati fino a mercoledì da Fabio Melilli per l'Assemblea generale dell'Upi. A fare gli onori di casa Antonio Saitta, presidente della Provincia di Torino e strenuo difensore del ruolo dell'ente, che ha accolto gli ospiti, un vero esercito, nella sede appena inaugurata in corso Inghilterra: «Le Province devono riappropiarsi di tutte le funzioni trasferite negli anni ad una pletora di enti grandi e piccoli, che oltretutto non sono stati eletti dal popolo». Altro che sbaraccare. L'intervento di Raffaele Fitto, ministro per i Rapporti con il Parlamento, ha chiuso la prima giornata. In sala si è materializzato anche Osvaldo Napoli, Forza Italia-Pdl, vicepresidente dell'Anci e accreditato come lo sfidante di Saitta alle provinciali del 2009: quando si dice il caso. Il tema dell'appuntamento - «Le Province. La strada per il futuro attraverso il cuore del Paese» - è quasi un atto di fede. Impossibile sottrarsi al dibattito sul ruolo e sull'esistenza stessa dell'ente come lo conosciamo. «Un livello intermedio tra Regione e Comuni ci vuole, ma in Italia sono troppi», ha detto il sindaco. Secondo Chiamparino ogni discussione deve partire dai dati dell'economia reale: «Servono scelte di priorità sull'utilizzo delle risorse, a cominciare dal Governo. Oggi gli investimenti statali sul territorio sono la metà di quelli a carico dei sistemi locali». «In una Regione come la nostra l'ente intermedio è indispensabile», ha ribadito la «zarina» confermando l'asse con Saitta. Ne è talmente convinta da lanciare un avvertimento a Fitto: «Quando sento parlare di abolizione dell'ente mi ricordo la battuta che feci a D'Alema nella Commissione Bicamerale: chi tocca le Province muore». Questione di ruoli, ma anche di interessi e di rappresentanza politica sul territorio. «Vedrete che non cambierà nulla - ha aggiunto prima di abbandonare il palazzo -. Le Province sono sempre state tutelate, prima dalla Dc ed ora, lo scoprirete presto, dalla Lega. Chiamparino pone un giusto problema, che però si può risolvere aumentando gli stanziamenti per i Comuni capoluogo. I fondi concessi dal Governo a Roma capitale, esagerati e secondo me da correggere, di fatto hanno chiuso la partita». In questa fase il Governo non è intenzionato a forzare la mano. «Le funzioni degli enti locali vanno ridefinite tenendo conto delle peculiarità territoriali, economiche e sociali», ha premesso Fitto. Per questo, «il dibattito sull'abolizione o meno delle Province è sbagliato». Se il Codice delle autonomie sarà uno dei prossimi provvedimenti al varo del Consiglio dei ministri, come ha ricordato il ministro, il Governo si muoverà con i piedi di piombo: studiando un nuovo modello per evitare sovrapposizioni tra enti ma adottando un assetto a geometria variabile se e quando quel modello dovesse cozzare contro particolarità territoriali. Parole accolte con cauto ottimismo dalla platea presidenziale, un poco sollevata dopo gli sfracelli attesi negli ultimi mesi: l'abolizione per decreto sembra un ricordo.

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<Nelle Province venete solo presidenti leghisti> (sezione: Province)

( da "Gazzettino, Il (Belluno)" del 14-10-2008)

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«Nelle Province venete solo presidenti leghisti» (md) «La Lega Nord chiede di avere tutti i candidati a presidente della Province del Veneto che andranno a elezioni la prossima primavera». Lo afferma il capogruppo del Carroccio in consiglio regionale del Veneto, Gianpaolo Bottacin. «Il ragionamento è semplice spiega Bottacin Noi abbiamo sempre sostenuto un potenziamento delle Province, mentre Forza Italia e il Popolo delle Libertà si sono più volte schierati per l'abolizione di questi enti. Con che credibilità ­si chiede il capogruppo veneto della Lega- possono presentare dei loro candidati?» Simile ragionamento Bottacin lo fa per le Comunità montane, il cui riordino è inserito all'ordine del giorno del consiglio regionale iniziato ieri a Venezia. «Anche in questo caso Forza Italia ha sempre dichiarato di voler abolire le Comunità montane ricorda Bottacin quindi sarebbe giusto che, per correttezza, si dimettessero tutti i consiglieri, gli assessori e i presidenti di quel partito. La Lega, durante il consiglio comunale in cui si è cercato in extremis di fare una legge di riordino, era sempre presente tutti in aula con tutti i suoi effettivi. Così non è accaduto per altri». Bottacin puntualizza che per un riordino da parte della Regione c'è ancora tempo. «Vedremo se anche gli altri sono d'accordo conclude C'è un nostro progetto di legge già approvato sul quale siamo sempre pronti a discutere per trovare una mediazione adeguata».

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FEDERALISMO assistenziale? Assistenzialismo federale? Questi rischi paventati da Luca Ricolfi gi... (sezione: Province)

( da "Messaggero, Il" del 15-10-2008)

Argomenti: Province

Mercoledì 15 Ottobre 2008 Chiudi di LUIGI TIVELLI FEDERALISMO assistenziale? Assistenzialismo federale? Questi rischi paventati da Luca Ricolfi già il giorno prima dell'emanazione del testo sul federalismo nella seduta del Consiglio dei ministri del 2 ottobre scorso, forse sono un po' "rigonfiati". Certo però che occorrerà prestare attenzione non solo e non tanto al testo presentato dal governo ma alla successiva fase di due anni in cui dovranno essere emanati i decreti di attuazione. Una fase cui ne seguirà un'altra di cinque anni per la messa a regime della riforma. Sempre poi che i tempi vengano rispettati. Forse, ma bisogna essere realisti nel valutare le esigenze delle diverse forze politiche, sia di maggioranza che di opposizione, si è persa ancora una volta un'occasione: quella di accompagnare all'iniziativa sul federalismo fiscale l'abolizione delle Province. La stessa occasione che fu persa ormai quasi quarant'anni fa nel momento dell'istituzione delle Regioni. Comunque qui aggiungerei mie considerazioni ed analisi ai tanti chili di piombo dedicati alla materia del federalismo fiscale da molte settimane e soprattutto in questi giorni. Ciò che mi interessa è invece guardare a quella che dovrebbe essere l'altra faccia del federalismo fiscale, la sussidiarietà. Un principio e una regola sanciti con chiarezza dall'articolo 118 della Costituzione: "Stato, Regioni, Città metropolitane, Province e Comuni favoriscono l'autonoma iniziativa dei cittadini, singoli e associati, per lo svolgimento di attività di interesse generale, sulla base del principio di sussidiarietà. Che come è noto, dovrebbe consistere nel riservare agli Enti pubblici territoriali solo tutte quelle attività che i soggetti privati, in forma associativa, imprenditoriale, e non ultimo il volontariato, possono fare meglio e a costi minori. E sta proprio qui l'Hic Rodus, Hic salta dell'attuazione del federalismo fiscale. Dipenderà soprattutto da quante dosi effettive di sussidiarietà verranno immesse nella vita regionale e locale se il federalismo si rivelerà come un progetto "salvaspese", o si rivelerà invece una attività "alzaspese". E lo stato disastrato della nostra finanza pubblica, le condizioni pesanti della pressione fiscale, di tutto avrebbero bisogno tranne che di questo. Spetta quindi alla società civile, agire effettivamente per attuare e allargare la regola della sussidiarietà. La società civile italiana, così come ovviamente la società economica, è ricca di soggetti e potenzialità che possono contribuire a quelle varie forme di dimagrimento dei soggetti pubblici che comporterebbero una forma di sussidiarietà che è insieme "tagliaspese" e "migliora-servizi". Basti citare il caso del volontariato, un fenomeno poco conosciuto nella grande ricchezza che assume nella società italiana. Proprio in questi giorni il rapporto di Cittadinanza attiva e Fondata (fondazione presieduta da Giovanni Moro) ha censito ben 86 mila organizzazioni di volontariato. Nell'Italia delle 100 città e degli 8 mila Comuni non c'è infatti solo l'Unicef, o la Caritas, ma operano migliaia e migliaia di associazioni no-profit, Onlus, Fondazioni che potrebbero essere pronte a sostituirsi, ad esempio in vari ambiti del settore dei servizi, a cominciare dai servizi alla persona, all'attuale bulimia della miriade di Enti pubblici, disseminata a livello territoriale. E questo potrebbe avvenire in un quadro di consenso diffuso nella società italiana, se è vero, come emerge dalla ricerca stessa, che tra i soggetti in cui "gli italiani si fidano di più" stanno al primo posto proprio le "organizzazioni di volontariato". Che conseguono un punteggio addirittura dell'86,6 per cento, seguite a ruota dal Presidente della Repubblica, attestato sul 79 per cento. Secondo la ricerca stessa poi, all'ultimo posto, vengono i partiti, con un 8,8 per cento di fiducia. Ma questo appartiene ad un altro discorso...

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CITTà METROPOLITANA STOP, PROVINCIA AL VOTO (sezione: Province)

( da "Mattino, Il (Avellino)" del 15-10-2008)

Argomenti: Province

Città metropolitana stop, Provincia al voto Il presidente della Provincia di Napoli, Dino Di Palma, nel corso dell'assemblea nazionale dell'Upi, in corso di svolgimento a Torino ha sottolineato che «il rischio, parlando di città metropolitana, è quello di raccontare una bellissima storia, ormai ripetuta tante volte, ma senza mai vederne la fine, il compimento, la attuazione». In pratica la città metropolitana non si realizzerebbe così come nei programmi e, per il prossimo anno sarebbe inevitabile tornare al voto per il rinnovo dell'amministrazione di piazza Matteotti. Una circostanza evitata, appunto, in caso di abolizione dell'ente Provincia di Napoli.

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Nasce la Provincia piena di debiti (sezione: Province)

( da "Corriere Adriatico" del 15-10-2008)

Argomenti: Province

I futuri amministratori dovranno tagliare i servizi per evitare il dissesto finanziario. Brugni e Crescenzi potrebbero presentare il ricorso al Tar Ogni ascolano, bambini inclusi, dovrà subito pagare 15 euro a causa della scissione Nasce la Provincia piena di debiti ASCOLI - Appena la nuova Provincia di Ascoli esprimerà il suo primo vagito già sulle spalle degli ascolani, bambini compresi, graverà il peso di un debito di 15 euro. E' quanto si deduce dalle simulazioni sui bilanci delle due nasciture province di Ascoli e Fermo. Se la giunta provinciale proseguirà nella sua linea assegnando ai fermani un conguaglio di 16 milioni di euro (dodici in patrimonio e quattro con mutuo da contrarre) lasciando ad Ascoli altri 38 dipendenti e due dirigenti che dovrebbero essere trasferiti a Fermo, al milione mezzo di disavanzo "strutturale" dovrebbe aggiungersi la stessa somma per il personale. In totale tre milioni di euro da spalmare sui circa 200.000 cittadini ascolani. Ma ciò che preoccupa maggiormente gli amministratori ascolani è l'eredità che riceveranno nella prossima primavera. Nel nuovo bilancio, già gravato da tanti oneri, dovranno aggiungersi quelli del personale (attualmente la spesa è del 35% sul totale delle uscite), l'indebitamento dei mutui e i minori trasferimenti erariali che il governo ha intenzione di applicare. Ne deriva un bilancio ingessato che comporterà automaticamente una riduzione dei servizi e delle spese se non si vuole arrivare a un vero e proprio disavanzo (per non pronunciare la parola dissesto) finanziario. In attesa che la giunta deliberi sulla divisione della Provincia, l'avvocato Santori ha suggerito una soluzione per rimettere in discussione l'istituzione dei due nuovi enti. «Secondo me - ha detto - spettava al commissario e non al consiglio provinciale pronunciarsi sulla divisione dei beni perchè inevitabilmente sia gli ascolani che i fermani sono incappati in un palese conflitto d'interesse». Ma chi presenterà il ricorso al Tar? «A presentare il ricorso dovrebbero essere quei consiglieri che erano assenti o hanno votato contro la delibera sugli indirizzi» tiene a precisare il consigliere regionale di Forza Italia tirando in ballo Brugni e Crescenzi di An che hanno votato contro. Intanto proprio i due di An sono intervenuti sul consiglio comunale di lunedì sera «Quale è vero volto del Pd? Quello di Allevi, perfettamente cosciente delle responsabilità del suo partito nella scellerata divisione provinciale, che con il sangue ai denti ricerca di addossare responsabilità al centrodestra ascolano cercando in maniera patetica di togliere le castagne dal fuoco alla sua compagine, adducendo argomentazioni astratte. Oppure il volto del PD è quello di Mauro Gionni più pacato che vuole attivare un percorso condiviso nella risoluzione della complicata matassa. Purtroppo la sindrome dell'addormentata del bosco ha colpito il Pd» ha detto Brugni mentre Crescenzi ha ricordato che due suoi emendamenti sull'assegnazione del patrimonio su base territoriale e sull'abolizione del conguaglio a Fermo sono stati respinti proprio dal centrosinistra. Crescenzi ha attaccato anche la commissione paritetica che ha fallito perchè aveva il solo scopo di nascondere le responsabilità della giunta Rossi alla quale spetta per legge decidere. MARIO PACI,

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IL PRESIDENTE DELLA PROVINCIA DI NAPOLI, DINO DI PALMA, NEL CORSO DELL'ASSEMBLEA NAZIONALE DELL... (sezione: Province)

( da "Mattino, Il (Circondario Sud2)" del 15-10-2008)

Argomenti: Province

Il presidente della Provincia di Napoli, Dino Di Palma, nel corso dell'assemblea nazionale dell'Upi, in corso di svolgimento a Torino ha sottolineato che «il rischio, parlando di città metropolitana, è quello di raccontare una bellissima storia, ormai ripetuta tante volte, ma senza mai vederne la fine, il compimento, la attuazione». In pratica la città metropolitana non si realizzerebbe così come nei programmi e, per il prossimo anno sarebbe inevitabile tornare al voto per il rinnovo dell'amministrazione di piazza Matteotti. Una circostanza evitata, appunto, in caso di abolizione dell'ente Provincia di Napoli.

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La Grande Provincia si presenta all'esame di Palazzo Madama (sezione: Province)

( da "Giorno, Il (Brianza)" del 16-10-2008)

Argomenti: Province

CESANO MEDA pag. 14 La Grande Provincia si presenta all?esame di Palazzo Madama di MONICA GUZZI LA GRANDE Provincia di Monza e Brianza debutta a Palazzo Madama. Il disegno di legge bipartisan proposto dai parlamentari brianzoli Cesarino Monti (Lega), Emanuela Baio Dossi e Daniela Mazzuconi (Pd) per allargare i confini del nuovo ente dagli attuali 50 Comuni, previsti dalla legge istitutiva del 2004, fino a 55, è entrato nel calendario dei lavori della commissione Affari costituzionali. Se non ci saranno ostacoli sarà presentato oggi in commissione dal relatore, il senatore leghista Lorenzo Bodega. IL PROGETTO prevede la modifica dell?articolo 1 della legge per staccare dalla Provincia di Milano e aggregare a Monza i Comuni di Lentate sul Seveso, Busnago, Caponago, Cornate d?Adda e Roncello. L?obiettivo è ottenere l?approvazione dell?allargamento dei confini direttamente in commissione, senza passare dalle incognite del dibattito nell?aula parlamentare, dove spirano venti freddi sulle province. Cesarino Monti è ottimista: «Tutti i capigruppo sono d?accordo - dice -. L?ideale è portare la modifica fuori dal Senato per fine ottobre, per poi passare alla Camera, allo scopo di ritoccare l?organizzazione in collegi elettorali provinciali in tempo utile rispetto alle elezioni del 2009». L?ingresso del Comune di Lentate nella nuova Provincia è destinato per esempio a spaccare il collegio di Lazzate e poiché non si può istituire un nuovo consigliere per ogni paese che si stacca da Milano, bisogna rifare i conti. Intanto iMonti, come presidente della Confederazione dei Comuni e delle Province del Nord, si è seduto al tavolo delle autonomie. «Sarà lo stesso federalismo fiscale a far sparire le Province che non sapranno reggere l?impatto dell?autonomia finanziaria, cioè quelle piccole - conclude il senatore di Lazzate -. Non è che devono sparire le province e non credo che sia il momento oggi di parlare di abolizione quando questa istituzione ha un compito ben preciso e importantissimo nel decentramento. Stanno arrivando i codici delle autonomie e credo che lì si regolamenterà il tutto e la Provincia avrà il proprio e specifico ruolo».

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serve un organismo che tuteli la montagna (sezione: Province)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 16-10-2008)

Argomenti: Province

Pagina 12 - Pordenone «Serve un organismo che tuteli la montagna» BELGRADO BARCIS. Non ha mancato di scatenare polemiche politiche la dichiarazione del presidente vicario della Provincia di Pordenone, Alessandro Ciriani, in merito alla funzione delle Comunità montane, che definisce «inutili e costose», proponendo alla Regione la loro cancellazione. Nel dibattito interviene il sindaco di Maniago, Alessio Belgrado. «Come ex presidente della Comunità montana - sostiene - è difficile che io mi dichiari contrario a tali enti. Se dobbiamo però fare una fotografia di come funzionano oggi, si assiste a una lunga e inutile agonia che porta però a porsi alcuni interrogativi su quale potrebbe essere il futuro delle piccole realtà montane senza un ente sovraccomunale che le tuteli». Belgrado sottolinea che le dichiarazioni sull'abolizione delle Comunità montane sono uno slogan vincente in questo momento, ma sarebbe più opportuno condurre una riflessione seria a tutto tondo e trasversale rispetto alle forze politiche. «Il futuro delle Comunità montane è un problema di tutti - ha ribadito Belgrado -. A essere assenti in questo dibattito sono però gli stessi protagonisti, gli amministratori della montagna, che denotano una certa debolezza e una scarsa propensione al lavoro di squadra». Rispetto alle dichiarazioni di Ciriani affinché la Regione commissari tali enti e ne trasferisca competenze e funzioni alla Provincia, Belgrado augura a Ciriani che l'ente di largo San Giorgio riesca a far fronte a questo impegno, ma, «escludendo alcune singole personalità che hanno lavorato per la montagna, come l'ex presidente Elio De Anna e poche altre, la Provincia non ha mai dimostrato di svolgere un ruolo positivo nei confronti della montagna». (l.v.)

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ciriani parla di cose che non conosce (sezione: Province)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 16-10-2008)

Argomenti: Province

Non è piaciuta la richiesta alla Regione di abolire le Comunità montane. Il presidente: «Il vero problema è il taglio dei finanziamenti» «Ciriani parla di cose che non conosce» Anselmi: sono le Province le maggiori indiziate a essere cancellate BARCIS. «Mi stupiscono le dichiarazioni del presidente vicario della Provincia, Alessandro Ciriani. Propone di abolire le Comunità montane aggiungendo, cito testualmente dalle cronache, di "affidare alle maggiori forze e capacità dell'ente Provincia la rinascita del territorio montano", quando soltanto pochi giorni fa Gianfranco Fini, già segretario del partito al quale proprio Ciriani fa riferimento tuttora sotto altra egida, ha proposto di cancellare le Province dalla Costituzione». Non si è fatta attendere la reazione del presidente di Pieromano Anselmi alle dichiarazioni di Ciriani che si è rivolto alla Regione chiedendo la cancellazione delle Comunità montane. Il presidente di quella del Friuli occidentale, nonché sindaco di Montereale, sottolinea come «ancora una volta si sia persa l'occasione per anteporre ragionamento e concretezza ai proclami da spottino elettorale. Mi pare che Ciriani parli di qualcosa che, pur accadendo a pochi chilometri dalla lussuosa sede di corso Garibaldi, gli risulta totalmente sconosciuto. Le Comunità montane, ricordo allo smemorato, hanno da tempo coinvolto la giunta regionale in un dibattito sul proprio futuro. Lo hanno fatto incontrando il presidente Tondo e sottoscrivendo una nota congiunta con l'Uncem. In quell'occasione, era il 12 giugno, Tondo, oltre ad avere auspicato l'avvio di un tavolo tecnico, ha assicurato la massima disponibilità a confrontarsi con l'Unione nazionale Comuni, Comunità ed enti montani e con le altre associazioni degli enti locali per individuare, in modo concertato, le strategie e le soluzioni più confacenti alla salvaguardia e alla crescita della montagna regionale. Non ricordo null'altro che non fosse questo, nel senso che mi sfuggono epiteti del tipo "trombati" e francesismi sui generis. Evidentemente Tondo e Ciriani la pensano, vedono e soprattutto raccontano in maniera diversa». «Proprio Tondo - osserva ancora Anselmi -, oggi (ieri per chi legge, ndr) sui giornali, ha anticipato un progetto di riforma - non abolizione, quindi - delle Cm i cui contenuti cozzano contro ciò che Ciriani ha pubblicamente dichiarato. La verità è che da anni la Provincia, disconosciuta come istituzione anche dal presidente della Camera "amico", tenta di avocare a sé competenze che ha dimostrato di non avere e di non poter sottrarre ad alcuno, men che meno alla Comunità montana. Quella di Ciriani, insomma, è come sempre aria fritta. Il dato di concretezza vero e drammatico, al di là delle uscite a effetto, è che i finanziamenti Aster per il 2008 destinati alla montagna pordenonese dalla giunta Tondo sono stati ridotti da un milione 100 mila euro a 240 mila euro. Complessivamente, in regione, c'è stato un taglio superiore ai due terzi e la Destra Tagliamento se l'è vista peggio di tutti. E meno male che il presidente della Regione fa parte, come Ciriani, del Pdl e proviene da Tolmezzo, che non è propriamente costeggiata dal mare Adriatico».

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Le Comunità montane resistono (sezione: Province)

( da "Gazzettino, Il (Pordenone)" del 16-10-2008)

Argomenti: Province

BARCIS Il presidente Pieromano Anselmi attacca la Provincia sull?ipotesi di abolizione Le Comunità montane resistono Barcis(lor.pad.) Non si è fatta attendere la risposta del presidente della Comunità Montana, Pieromano Anselmi, alle affermazioni del presidente vicario della Provincia, Alessandro Ciriani, che è favorevole all'abolizione delle Comunità Montane stesse. «Mi stupisce tale sortita è l'esordio dell'amministratore pubblico sopratutto quando Ciriani aggiunge di voler affidare alle maggiori forze e capacità dell'ente Provincia la rinascita del territorio montano. Parole che cozzano con quanto, solo pochi giorni fa, pronunciava Gianfranco Fini, già segretario del partito cui proprio Ciriani faceva e fa riferimento tutt'ora, con le quali ha proposto di cancellare le Province dalla faccia della Costituzione». Secondo Anselmi, «ancora una volta, semmai ve ne fosse stato dubbio, si è persa l'occasione per anteporre ragionamento e concretezza ai proclami da spottino elettorale. Mi pare che Ciriani parli di qualcosa che, pur accadendo a pochi chilometri dalla lussuosa sede di corso Garibaldi, gli risulta totalmente sconosciuto». «Le Comunità Montane rammenta il presidente rivolto al suo omologo - hanno da tempo coinvolto la Giunta regionale in un dibattito sul proprio futuro. Lo hanno fatto incontrando il presidente Tondo e sottoscrivendo una nota congiunta con l'Uncem. In quell'occasione, Tondo, oltre ad aver auspicato l'avvio di un tavolo tecnico, ha assicurato la massima disponibilità a confrontarsi coi vari soggetti per individuare, in modo concertato, le strategie e le soluzioni più confacenti alla salvaguardia ed alla crescita della montagna regionale». «Non ricordo null'altro che non fosse questo aggiunge sarcastico Anselmi - nel senso che mi sfuggono epiteti del tipo trombati e francesismi vari. Evidentemente Tondo e Ciriani la pensano, vedono, ma soprattutto raccontano in maniera diversa. Proprio Tondo, ieri, sui giornali, ha anticipato un progetto di riforma non abolizione, quindi delle Comunità Montane i cui contenuti cozzano contro ciò che Ciriani ha pubblicamente dichiarato».

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RIFORME: ZINGARETTI, ABOLIRE PROVINCE NON MI SEMBRA IN PROGRAMMA GOVERNO. (sezione: Province)

( da "Asca" del 17-10-2008)

Argomenti: Province

RIFORME: ZINGARETTI, ABOLIRE PROVINCE NON MI SEMBRA IN PROGRAMMA GOVERNO (ASCA) - Roma, 17 ott - ''Da quanto ho compreso anche dagli interventi dei Ministri Maroni e Ronchi al Congresso dell'Upi di due giorni fa, l'abolizione delle province non e' nel programma del Governo, anzi c'e' la consapevolezza che gli enti di area vasta sono spesso organismi di tutela dei piccoli comuni''. Parole del Presidente della Provincia di Roma, Nicola Zingaretti, rispondendo ai giornalisti al termine della cerimonia, all'Altare della Patria, per il 138esimo anniversario dell'istituzione della Provincia di Roma. ''Mi sembra - ha detto Zingaretti - che questo sia un dibattito che ha avuto la sua forza nel corso della campagna elettorale e, spenti ora i riflettori, si e' tornati a cercare, come era giusto, il modo di rendere ancora piu' utili questi enti''. Bet/mcc/bra (Asca)

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Province/ Zingaretti: Abolizione enti non in programma (sezione: Province)

( da "Virgilio Notizie" del 17-10-2008)

Argomenti: Province

Province/ Zingaretti: Abolizione enti non in programma Governo "E'organismo a tutela di piccoli Comuni" postato fa da APCOM ARTICOLI A TEMA Altri Roma, 17 ott. (Apcom) - Sembra che non sia nel programma del Governo abolire le Province. Lo ha spiegato il presidente della Provincia di Roma, Nicola Zingaretti, a margine della celebrazione del 138esimo anniversario della Provincia. Zingaretti ha spiegato che "da quanto ho compreso, anche dall'intervento del ministro Maroni al congresso dell'Upi dell'altro ieri, l'abolizione delle Province non è nel programma del Governo, anzi, al dibattito che ho ascoltato, sia del ministro Ronchi che del ministro Maroni, c'è la consapevolezza che questi enti di Governo delle aree vaste, sono spesso organismi di tutela dei piccoli Comuni di una comunità locale".

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Convegno su società e associazioni sportive (sezione: Province)

( da "Stampa, La" del 18-10-2008)

Argomenti: Province

SANTHIÀ Convegno su società e associazioni sportive Abolizione del certificato medico per svolgere attività sportiva non agonistica, responsabilità del dirigente sportivo, rapporti di lavoro, problematica Enpals, Consorzio Scf e il registro del Coni. Sono alcuni degli argomenti che verranno affrontati oggi a Santhià, a partire dalle 9,30, durante il convegno «Società e associazioni sportive». Organizzato dall'assessorato allo Sport della Provincia, l'evento sarà ospitato nel salone parrocchiale di piazza Ss. Rosario. L'incontro è rivolto a tutte le associazioni e società sportive, federazioni, enti di promozione sportiva, amministrazioni comunali, consorzi di Comuni, parrocchie, gestori di impianti sportivi. «Al congresso - spiega l'assessore provinciale allo Sport Massimo Simion - saranno affrontati vari argomenti di interesse primario per gli operatori sportivi pubblici e privati in modo da fornire consulenza tecnico amministrativa in materia fiscale, sanitaria, finanziaria del settore sportivo e sull'impiantistica». Ad affrontare le cinque tematiche del convegno sono stati invitati altrettanti professionisti: gli avvocati Stefano Comellini e Raffaella Oppezzo e i dottori Tino Candeli, Paolo Bramante e Enrico Maria Vidali. In conclusione interverranno l'assessore Simion e il presidente provinciale del Coni Paolo Sangrigoli.

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Provinciali, la Lega Nord alza le antenne (sezione: Province)

( da "Libertà" del 19-10-2008)

Argomenti: Province

Provinciali, la Lega Nord alza le antenne "La Provincia che vorrei", ciclo di incontri con i cittadini. Focus sulla montagna La Lega Nord cala le antenne tra i cittadini per mettere a punto il programma delle Provinciali del 2009 e lo fa con un ciclo di incontri e con la diffusione di un questionario. Si chiede di segnalare i punti in cui l'amministrazione Boiardi «ha lasciato a desiderare» e di esprimersi in quali settori la nuova amministrazione che verrà dovrà incidere maggiormente. Il percorso di ascolto chiamato "La Provincia che vorrei" inizia venerdì 24 ottobre da Farini. Promotore il gruppo consiliare della Provincia formato da Massimiliano Dosi e Luigi Fogliazza, ma sostenuto da tutti gli eletti e dal partito alla presentazione del ciclo di incontri anche Maurizio Parma, consigliere regionale e Pietro Pisani responsabile enti locali della Lega. Al centro dell'attenzione soprattutto la montagna, le zone ad essere più trascurate e ad avere difficoltà nel rapporto con l'Amministrazione provinciale. «Si vuole in questo modo - puntualizza Maurizio Parma, consigliere regionale - mettere l'accento sulle valli, ma senza trascurare le problematiche legate alla città. L'ultimo appuntamento in calendario il 28 novembre, infatti si terrà a Piacenza ed avrà ospite il presidente della Provincia di Varese ingegner Carlo Galli». Le Provinciali costituiscono un passaggio politico fondamentale delle scadenze del prossimo anno e quindi ci mettiamo in ascolto dei cittadini e degli amministratori affinché il nostro programma sia il più possibile aderente alle loro aspettative. Ma sarà anche l'occasione - ha rimarcato Parma - per mettere in evidenza i problemi che si riscontreranno nel rapporto con l'attuale amministrazione provinciale. Il consigliere regionale si dice del tutto contrario a ipotesi di scioglimento delle Province: «Costerebbe molto di più di quanto costi mantenere gli enti in vita» dice. «La montagna è stato uno degli argomenti che costantemente si ripropone alla nostra attenzione di consiglieri provinciali - ha spiegato Massimiliano Dosi - da qui la decisione di iniziare il percorso senza escludere che si possano organizzare analoghi incontri anche in pianura». Il territorio della montagna - spiega Luigi Fogliazza - è quello che soffre maggiormente la distanza dalle scelte provinciali basti pensare, ad esempio, all'abolizione del distretto sanitario. In particolare la Valnure, oltre ad essere l'unica zona senza un presidio sanitario è anche quella in cui manca un istituto scolastico superiore. Una Provincia che voglia il bene della montagna deve innanzitutto pensare questi problemi. Un confronto con i cittadini che, per Pietro Pisani ha un «significato politico preciso e assolve - ha detto - il nostro ruolo di movimento popolare. Del resto l'ascolto dei cittadini avviene costantemente attraverso i 180 militanti sul territorio che raccolgono gli umori della gente». Una partenza anticipata che non investe le candidature. Presto per parlarne e poi questo è un capitolo che investe anche il Pdl. Segnalano i rappresentanti del Carroccio. Oltre a Farini e Piacenza gli altri incontri si svolgeranno il 30 ottobre a Lugagnano, il 7 novembre a Ziano, il 14 novembre a Gazzola, il 21 novembre a Rivergaro. a.le. 19/10/2008

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Tasse, al top c'è Alassio (sezione: Province)

( da "Secolo XIX, Il" del 20-10-2008)

Argomenti: Province

Tasse, al top c'è Alassio seguono albenga e le albissole. varazze, vado e savona le più virtuose La pressione fiscale è più bassa nei comuni che ospitano impianti per i rifiuti METTERE le mani nelle tasche dei cittadini è quanto di più impopolare un Comune possa fare, tanto più in tempi di stagnazione economica. D'altro canto, i trasferimenti statali scendono costantemente ormai da anni e nell'ultimo biennio si è assistito a tagli quasi selvaggi. L'unica imposta federale - l'Ici - è stata abolita dal governo Berlusconi e trasformata anch'essa in trasferimento erariale, ma con una sforbiciata vicina al 10% sul 2008 (prendendo a parametro gli incassi 2007). Nei conti dei Comuni si è aperta una voragine: per il solo capoluogo si tratta di circa 400 mila euro d'incasso in meno, rispetto ai 3 milioni e 900 mila preventivati per il 2008. Un quadro fosco per le casse dei Comuni - alle prese d'altronde con la necessità di non intaccare la spesa sociale e fronteggiare la crescita costante della domanda di servizi pubblici - all'interno del quale le principali città della provincia si muovono in modo differenziato. Si discute molto di rifiuti e del completamento del Piano provinciale. È interessante osservare, in proposito, che i Comuni in grado di mantenere la pressione fiscale più bassa (non solo la Tarsu, ma addirittura l'addizionale Irpef, che pure non è legata ai rifiuti) sono quelli sui cui territori si trovano impianti di smaltimento: evidente il beneficio generale che ne deriva per le casse pubbliche e, di conseguenza, per le politiche di investimento e per quelle fiscali. Le città più virtuose in assoluto sono infatti Varazze (niente addizionale Irpef e Tarsu a 1,57 euro al metro quadro) e Vado (addizionale allo 0,30% e Tarsu a 1,468 euro a metro quadro), dove si trovano, rispettivamente, Ramognina e Boscaccio. Al terzo posto, in questa classifica ideale, si piazza Savona, che ha un'addizionale Irpef molto bassa (0,33%) e la Tarsu a 1,77 euro a metro quadro. Proprio Savona, tuttavia, non ha un proprio impianto di smaltimento, dopo la chiusura di Cima Montà e lo stop della Provincia al progetto Passeggi: in questo quadro, Palazzo Sisto ha già annunciato un aumento della Tarsu intorno al 12%, che farà salire la tariffa da 1,77 euro al metro quadro ad una cifra collocata tra 1,95 e i 2 euro a metro quadro. Comunque al di sotto della maggior parte dei grandi Comuni: Albenga e Alassio sono a 2,52, Albissola a 2,51, Albisola e Finale sono passate alla Tia, sistema di tariffazione che penalizza le famiglie numerose. Discorso a parte meritano i maggiori Comuni della Valbormida, dove la Tarsu si colloca ai livelli più bassi, ma dove invece l'addizionale Irpef è elevata (0,80% è il tetto massimo fissato per legge). I più virtuosi. Come detto, ad esercitare la minore pressione fiscale sui propri cittadini sono, nell'ordine, Varazze, Vado e Savona. Quest'ultima è anche al terzo posto nella classifica annuale dei capoluogi di provincia meno esosi del Nord Ovest, con tributi pro capite per 390 euro. Le tariffe e imposte comunali, tra l'altro, sono ferme dal 2004, dopo una crescita costante tra il 1999 e il 2003. Secondo la stessa ricerca del Sole 24ore, la pressione fiscale comunale è diminuita di 2 punti tra il 2005 e il 2007. i più esosi. Il podio dei più esosi è occupato da Alassio (addizionale al tetto massimo, Tarsu 2,52 euro al metro quadro), Albisola Superiore (addizionale massima e Tia) e Albissola Marina (addizionale massima e Tarsu a 2,51 euro). Appena un gradino sotto Albenga (Tarsu a 2,52 euro a metro; Irpef allo 0,60%). Poi Finale (addizionale allo 0,60% e Tia) e Loano, con una addizionale massima, ma una Tarsu decisamente contenuta (1,72 euro). Discorso a parte le città della Valbormida: la Tarsu è molto contenuta, ma l'addizionale Irpef è sfruttata al massimo o quasi. Spiega il sindaco di Savona, Federico Berruti: «Nonostante l'aumento della Tarsu previsto per il 2009, manterremo una pressione fiscale relativamente bassa». Aggiunge: «L'aliquota Irpef era e resta bassissima, la Tarsu andrà a collocarsi in una fascia intermedia: i Comuni più grandi della Provincia avranno comunque una tariffa molto più alta della nostra. Manteniamo con convinzione una politica fiscale molto prudente, pur nelle difficoltà dei bilanci e nella convinzione di sostenere la spesa pubblica, a partire dal sociale». Il sindaco punta poi il dito sull'effetto paradossale che crea l'abolizione dell'Ici prima casa e la sua trasformazione in trasferimenti erariali basati sugli introiti 2007: «La scelta penalizza i Comuni più virtuosi, che per la prima casa avevano mantenuto aliquote basse per i cittadini. Mentre, invece, chi stangava avrà molto». Prosegue Berruti: «Al di là di ogni convinzione politica, non c'è dubbio che sul piano normativo questo provvedimento è il contrario del federalismo fiscale». Conclude il sindaco: «L'altro effetto antifederalista della misura è che "fotografa" e fissa una situazione: un Comune che cresce, come è il caso di Savona che da due anni ha invertito il trend demografico, non avrà la possibilità di adeguare le proprie entrate dallo Stato. Chi decresce, a sua volta, manterrà gli stessi introiti». Antonella Granero granero@ilsecoloxix.it 20/10/2008 ' 20/10/2008 paradossipoliticiL'abolizione dell'Ici penalizza i Comuni che avevano badato a mantenere le aliquote basse federico berrutisindaco di Savona 20/10/2008

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Provincia unita in difesa delle Comunità montane (sezione: Province)

( da "Corriere del Veneto" del 22-10-2008)

Argomenti: Province

Corriere del Veneto - VERONA - sezione: CRONACAVERONA - data: 2008-10-22 num: - pag: 17 categoria: REDAZIONALE Ordine del giorno in Consiglio Provincia unita in difesa delle Comunità montane VERONA - Sì alle Comunità montane. Lo chiedono i Palazzi Scaligeri. Oggi, durante il consiglio provinciale, verrà infatti discusso l'ordine del giorno che chiede al consiglio regionale il mantenimento degli enti. Il documento, sottoscritto da nove consiglieri di maggioranza (primo firmatarioGiuseppe Laiti dell'Udc) e, si pone come una presa di posizione, condivisa anche dalla Giunta. «Il disegno di legge per il riordino e l'abolizione degli enti inutili - sostiene Laiti - non deve riguardare le nostre comunità montane che sono indispensabili per la salvaguardia e lo sviluppo del territorio. I piccoli Comuni hanno bisogno di una forza sovracomunale in grado di realizzare le opere, senza le quali i paesi risulterebbero abbandonati». Interviene anche l'assessore Lucio Campedelli. «Questo ordine del giorno non rappresenta la difesa delle poltrone e dei costi della politica, ma un modo per essere vicini alla gente. Inoltre il Baldo e la Lessinia sono due territori differenti, non assimilabili». Il documento riscuote anche l'ok del Pd. «Galan è da censurare - tuona Sergio Ruzzenente - le azioni della Regione sono sbagliate. E poi le comunità dovrebbero godere di entrate proprie, attraverso le imposte». (p.a.)

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PIOMBINO FORZA ITALIA chiede l'abolizione dei Consorzi di b... (sezione: Province)

( da "Nazione, La (Livorno)" del 22-10-2008)

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PIOMBINO VAL DI CORNIA pag. 9 ? PIOMBINO ? FORZA ITALIA chiede l?abolizione dei Consorzi di b... ? PIOMBINO ? FORZA ITALIA chiede l?abolizione dei Consorzi di bonifica e di togliere la tassa. Il consigliere regionale Leopoldo Provenzali ha presentato circa un anno fa una proposta di legge che prevede l?abolizione del contributo ai Consorzi di bonifica affidando alla Regione il compito di provvedere a finanziare le Province per le spese necessarie a garantire lo sviluppo e la valorizzazione delle produzioni agricole, la difesa del suolo, la regimazione delle acque, la tutela dell?ambiente e delle sue risorse naturali. Provenzali ricorda che è aperta una discussione giurisprudenziale in merito al pagamento del contributo di bonifica. «Occorre quindi far chiarezza sul piano normativo, così come prevede la nostra proposta di legge, abolendo i consorzi e di conseguenza la tassa consortile».

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<Comunità montane, l'addio già con la nuova Finanziaria> (sezione: Province)

( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 22-10-2008)
Pubblicato anche in: (Gazzettino, Il (Pordenone))

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I piani del Carroccio per chiudere l?ente intermedio «Comunità montane, l'addio già con la nuova Finanziaria» Pordenone(ldf) Le Comunità montane? Non sono riuscite a dare servizi ai cittadini e quindi sonosuperate. È quanto emerso l'altra sera nel corso del direttivo regionale della Lega Nord. Il passaggio successivo è l'abolizione, magari sostituendole con altre forme aggregative per il territorio montano come i Consorzi.Il Carroccio è pronto a scendere in campo sull'argomento e potrebbe passare dalle parole ai fatti già nel corso dell'approvazione della Finanziaria regionale. «Le Comunità montane - spiega Danilo Narduzzi, capogruppo dei padani regionali - sono uno strumento ormai superato che non è riuscito a incidere a favore dei cittadini. Meglio pensare a una riforma che ne preveda la cancellazione attribuendo alle Province le loro funzioni. Del resto, anche per gli Enti intermedi vale lo stesso ragionamento e proprio per rinforzarne compiti e quindi la validità è necessario un passaggio di competenze. Così da un lato ci sarebbero risparmi consistenti, dall'altro non si perderebbero le mansioni perchè verrebbero passate alle Province».Resta da capire comecoprire le necessità della montagna. «Una possibilità - aggiunge il consigliere regionale - è di istituire i Consorzi delle vallate. Si tratterebbe di organismi semplificati, non come ora che ci sono presidenti, consigli e tutto il resto». Ma la Lega guarda anche ad altri enti che a suo dire non avrebbero dato risultati concreti: gli Ato e l'Aster. «Vale la pena - conclude Narduzzi - di fare un ragionamento complessivo perchè anche su questo fronte si sono creati organismi inutili e dispendiosi. A cosa servono? Non ce lo chiediamo solo noi, ma anche i cittadini. In ogni caso l'intera materia sarà oggetto di un ragionamento all'interno della maggioranza». Ultimo dato: nel corso del consiglio direttivo del Carroccio è anche emersa la volontà, per le amministrative 2009, di correre soli specie nei Comuni dove ci sono candidati forti.

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<Veneto: anche i cani e i gatti nel carniere dei cacciatori ... (sezione: Province)

( da "Gazzettino, Il (Pordenone)" del 23-10-2008)

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«Veneto: anche i cani e i gatti nel carniere dei cacciatori ... «Veneto: anche i cani e i gatti nel carniere dei cacciatori si avvera il sogno di molti cacciatori di poter uccidere cani e gatti che scorrazzano liberi nelle campagne E qualcuno già parla del Veneto come di un Far west delle doppiette, degli uccellatori e dei bracconieri».Purtroppo non è uno scherzo, non è una leggenda metropolitana o voce di popolo e noi, attenti al mondo animale, e soprattutto agli amici cagnolini, segnaliamo una notizia giunta direttamente dalla Lac, Lega abolizione caccia, del Veneto (via Cadore 15/C, Treviso, tel. 347.9385856, e-mail lacveneto@ecorete.it, www.lacveneto.it).«Pare proprio che il Consiglio regionale del Veneto abbia dichiarato guerra alla fauna selvatica e agli animali domestici, approvando delle nuove leggi e modificandone altre, a tutto vantaggio dei cacciatori. Come se non bastasse l'approvazione della recente legge, che ha consentito la caccia alla Pispola (la 13/2008), uccellino insettivoro protetto, lo scorso luglio sono state modificate la legge 50/93 sulla caccia e la legge 15/97 sulla detenzione degli uccelli protetti, il tutto tramite la legge 9/2008 Disposizioni di riordino e semplificazione normativa - Collegato alla legge finanziaria 2007 in materia di foreste, usi civici, agricoltura, caccia e pesca.Con la modifica della legge 15/97 è stato eliminato l'obbligo di detenere un registro per tutti gli individui che gravitano attorno al mondo delle sagre degli uccelli e che detengono uccelli protetti. Il registro era l'unico modo per verificare che non si attuassero traffici illeciti di fauna selvatica, infatti c'era l'obbligo di registrare i riproduttori, le natalità e le mortalità, gli acquisti e le cessioni. Inoltre è stato modificato anche l'oggetto della legge, che non riguarderà più gli uccelli nati in cattività, ma quelli nati in ambiente domestico; questa novità pare sia stata voluta per consentire di impossessarsi dei piccoli degli uccelli nidificanti nei giardini e nelle abitazioni di campagna.Con la modifica della legge regionale sulla caccia, la 50/93, si è inoltre inserita la possibilità di cacciare, con il pretesto della tutela della fauna, addirittura fauna domestica inselvatichita. Si realizza così il sogno di molti cacciatori che, coordinati dalla vigilanza delle singole province, potranno sparare a cani e gatti trovati in campagna, ovvero si reintroduce, in sordina, la possibilità di abbattere i cani e gatti vaganti, mascherata con il controllo di fauna domestica inselvatichita, così come concedevano le leggi di vent'anni fa, quando i cani e i gatti trovati a 200 metri da abitazioni e fattorie potevano essere abbattuti.«Queste modifiche ha dichiarato Andrea Zanoni Presidente della Lega abolizione caccia del Veneto sono gravissime, perché liberalizzano il bracconaggio e il traffico illecito di fauna selvatica. Consentire poi l'uccisione di fauna domestica inselvatichita potrà dare il via a massacri di cani e gatti e di chissà quanti altri animali domestici trovati a gironzolare nei pressi di abitazioni e fattorie, come i coniglietti nani e i conigli. Trovo incredibile che nessun consigliere regionale abbia attuato un minimo di protesta, opposizione o denuncia pubblica su queste gravissime modifiche normative».Francesca Orlando

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Quando vinceremo introdurremo il 7 in condotta (sezione: Province)

( da "Trentino" del 24-10-2008)

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IL CENTRO DESTRA «Quando vinceremo introdurremo il 7 in condotta» TRENTO. Il ritorno al 7 in condotta, l'abolizione delle specializzazioni alle superiori e l'importanza delle classi separate. Questi sono i punti cruciali per riformare la scuola che hanno proposto ieri i candidati del Popolo della Libertà nella sede di Forza Italia. «Se Dellai rimarrà presidente della Provincia, non cambierà nulla nella scuola trentina, perché lui non vuole recepire le direttive del ministro Gelmini» ha affermato il coordinatore di Forza Italia, Ettore Zampiccoli. Dopo è partito l'elenco di proposte: «Istituire le classi separate non è una legge razzista - ha spiegato il candidato Walter Viola - ma servirà soprattutto in quei quartieri, come a Gardolo, dove è alta la presenza di bambini stranieri. Le classi separate non sono altro che lezioni di inserimento graduale per imparare la lingua. L'altra proposta è quella di rivedere il sistema di finanziamento agli istituti: le risorse dovranno essere erogate in base al numero degli iscritti». L'attenzione di Pino Morandini, ex Udc, è invece sul 7 in condotta, promosso dal decreto Gelmini: «E' un vero e proprio deterrente contro il bullismo e deve avere un certo peso in pagella. Importante è anche abolire le specializzazioni. Ad esempio il liceo economico dovrà tornare ad essere ragioneria. A scuola bisogna puntare su pochi nuclei essenziali per l'insegnamento». Ha concluso il senatore Renzo Gubert che è tornato a rimarcare l'importanza delle classi separate: «Il dirigente Luciano Coretti dell'istituto di Borgo Valsugana aveva introdotto in via sperimentale le classi seperate, andava tutto bene fin quando la Provincia non ha bloccato questo progetto». Non poteva mancare da parte dell'ex docente di Sociologia un commento sulla ventilata occupazione della facoltà: «Chi protesta è una piccola minoranza strumentalizzata». (m.b.)

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Sicurezza, un "grande fratello" per il Nordest (sezione: Province)

( da "Gazzettino, Il" del 24-10-2008)

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Sindaci più forti e prefetture al servizio dei cittadini nel piano del governo sostenuto da un fondo di 100 milioni di euro all?anno Sicurezza, un "grande fratello" per il Nordest Il ministro Maroni inaugura a Trieste la prima connessione fra le sale operative di Polizia, Carabinieri e Polizia locale TriesteNOSTRO INVIATONasce a Nordest il federalismo della sicurezza, fatto di eccellenze sviluppate sul territorio, responsabilizzazione degli amministratori a cominciare dai sindaci e diversificazione degli interventi in base alle esigenze delle varie aree del Paese.Lo ha annunciato ieri il ministro dell'Interno Roberto Maroni, che in Prefettura a Trieste ha assistito alla prima interconnessione fra sale operative giuliane di Polizia, Carabinieri e Polizia comunale. L'esponente del Governo ha anche spiegato il dettaglio della Carta delle autonomie, che sarà varata entro 10 giorni, con novità importanti per i piccoli Comuni e l'attesa (da 18 anni) nascita delle città metropolitane, Venezia inclusa. Quella di ieri è stata la prima puntata di un progetto che entro marzo coinvolgerà, per volere della Regione, l'intero Friuli Venezia Giulia, procedendo già il mese prossimo con Gorizia e ancora, nell'ordine, con Udine e Pordenone.Il progetto. L'operazione sfrutta a costo zero la banda larga della Protezione civile regionale ed è una primizia a livello nazionale. Infatti Maroni, guardando sul medesimo schermo l'affiancamento delle inquadrature di decine di telecamere, ha affermato che «questa eccellenza è il primo modello d'integrazione effettiva delle forze dell'ordine, valorizzando anche le Polizie locali», che saranno valorizzate e integrate anche nel Codice delle autonomie. Quello del Nordest, insomma, è un modello «da utilizzare ovunque, uno strumento poco virtuale e assai reale sulla nuova frontiera del contrasto alla criminalità», in modo da perseguire due risultati: «Infondere una migliore percezione della sicurezza al cittadino e mandare a dire a chi intenda commettere reati che i suoi margini d'impunità si fanno sempre più stretti».Sindaci più forti. Il progetto, "benedetto" dal governatore Renzo Tondo, ha madre e padre ben definiti: l'assessore regionale Federica Seganti, che ha da poco varato un Pacchetto sicurezza e una bozza di riforma della Polizia locale, e il dirigente di Polizia Michele Bernardini, alla guida della Divisione informatica del Nordest. Maroni ha molto insistito sul nuovo ruolo dei sindaci contro la criminalità, spiegando che consentire loro di firmare ordinanze "anche" non contingibili e urgenti «ha prodotto, è vero, qualche provvedimento creativo, ma nella stragrande maggioranza dei casi, che anzi permettono di verificare le esigenze del territorio e le diverse esigenze area per area». Confermando che dal 2009 lo Stato garantirà un fondo di 100 milioni di euro all'anno per finanziare la sicurezza urbana e altri 1.200 milioni per le severe esigenze del Sud, il responsabile del Viminale ha preso atto con soddisfazione che il Friuli, con le proprie forze, ha reso già disponibili su questo fronte 18,860 milioni di euro, che rappresentano un'offensiva anti-crimine di prima grandezza.Il sosia al Senato. Maroni ha trovato anche il tempo di scherzare («l'unico originale è qui con voi») sull'episodio di ieri davanti al Senato, dove l'inviato-imitatore di "Striscia la notizia" Dario Ballantini si è finto Maroni medesimo, si è piazzato con aria di sfida all'ingresso del palazzo e si è beccato gli insulti ripetuti di un centinaio di studenti delle superiori romane che manifestavano all'esterno. Il ministro ha anche annunciato che sarà reso possibile, sul piano procedurale, utilizzare i cospicui fondi sequestrati alla mafia per finanziare la sicurezza e che entro giugno sarà risolta la questione dei campi-nomadi con il censimento di chi ci vive, la realizzazione di villaggi attrezzati e la scolarizzazione di bambini e ragazzi.Prefetture Front-office. L'attuazione delle grandi riforme del federalismo fiscale, del federalismo della sicurezza e delle autonomie locali passa attraverso un denominatore comune: una presenza diversa dello Stato sul territorio, meno invasiva e ben definita quanto alle competenze. Il ministro dell'Interno Maroni, che parlava alla platea dell'assemblea nazionale dell'Anci, ispirandosi al progetto di Bassanini ha annunciato la trasformazione delle Prefetture in "Front-office", uffici territoriali di Governo a carattere unitario nei rapporti con i cittadini, in modo che «una maggiore efficienza accompagni il processo federale». Ha anche negato l'abolizione delle Province e incoraggiato quella di Comunità montane, Consorzi ed Enti parco. Quanto alle 9 città metropolitane, in questo caso le Province spariranno ma non si procederà con un modello imperativo uguale per tutte le realtà. E per i Comuni con meno di 5mila abitanti il sindaco potrà essere eletto più di due volte, visto che questi primi cittadini «sono più volontari che sindaci». E poi «finché sarò io al Viminale guai a chi vorrà costringere i Comuni a fondersi fra loro».Maurizio Bait

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Reggi: macro-Comuni al posto delle Province (sezione: Province)

( da "Libertà" del 25-10-2008)

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Reggi: macro-Comuni al posto delle Province Sul federalismo: noi senza armi e subordinati ai prefetti E a Veltroni: il Pd riunisca i sindaci in una consulta e li ascolti Gli amministratori locali del Pd chiedono la costituzione di una Consulta permanente al partito, una "Consulta nazionale degli amministratori locali del Partito Democratico". Alla proposta, sottoscritta ieri a Trieste alla 25esima assemblea dell'Anci, hanno aderito 138 Comuni di cui 25 città capoluogo. A capo dell'iniziativa il sindaco di Piacenza Roberto Reggi, presente a Trento insieme all'onorevole nonché assessore Paola De Micheli. Gli amministratori locali consegneranno la richiesta nelle mani del leader del Pd, Walter Veltroni chiedendo di poter essere «un partito prossimo, un partito di popolo, radicato su tutti i territori, capace di costruire attorno a sé il consenso necessario a riformare l'Italia». Nella lettera indirizzata a Veltroni i sindaci sottolineano la volontà di essere «una rete robusta diffusa in tutto il Paese. Governiamo la maggioranza degli enti locali. Ognuno di noi è un piccolo esempio, ma insieme possiamo essere una ricchezza per la politica e per il Pd». Secondo Reggi il partito si deve avvalere di una consulta di amministratori locali «perché noi siamo quelli che in trincea raccogliamo i bisogni dei cittadini, quelli in grado di dare delle risposte concrete». «Siamo un po' stanchi - ha annotato - di vedere un Pd che a Roma non affronta in maniera efficace come crediamo che si debba fare i problemi che i cittadini hanno tutti i giorni. Vogliamo dare un contributo permanente e non occasionale. I sindaci vogliono essere ascoltati, vogliono che il Pd si interessi di più ai problemi reali del Paese». «Chiediamo la costituzione della Consulta affinché diventi un luogo dove confrontarci», ha aggiunto De Micheli, «per far diventare più continuativo il rapporto territorio-parlamento». Ma non solo in una vicenda interna al Pd si è risolta la due-giorni dell'assemblea dell'Anci di Trento. Giovedì un virtuale faccia a faccia tra il ministro dell'Interno Roberto Maroni e il sindaco di Piacenza alternatisi sul palco. Il modello di federalismo il tema del contendere: «Anche se ho riconosciuto a Maroni una nuova capacità di interlocuzione con gli amministratori locali, non ho potuto esimermi dal rilevare che il suo governo manca di coerenza tra le parole e i fatti», ha attaccato Reggi. Purtroppo i risultati effettivi dell'esecutivo sono stati tutti contro il federalismo: dall'abolizione dell'unica imposta federale come l'Ici, ai provvedimenti concessi in tema di sicurezza». «Per i quali - fa notare il sindaco - ci troviamo in una condizione di completa subordinazione ai prefetti: sulla carta si vogliono dare nuovi poteri ai sindaci, ma in realtà le nostre armi sono spuntate». Per questo, ha proseguito Reggi, «è ancora più importante definire i contenuti del futuro Codice delle autonomie, che assegnerà le diverse competenze agli enti locali. Il rischio da scongiurare è quello di passare da un centralismo statale a uno di natura regionale. Occorre invece partire dai Comuni, perchè sono loro i titolari di tutti i compiti operativi. Alle Regioni devono essere affidati poteri di programmazione, coordinamento e pianificazione, mentre è necessario cominciare a ragionare su nuove aree amministrative vaste e metropolitane. In questo quadro di razionalizzazione si può pensare a un superamento delle attuali province». 25/10/2008

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<Sì al Piano per il Centro storico> (sezione: Province)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 25-10-2008)

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Prov Medio Camp Pagina 3031 Villacidro. Seduta movimentata del Consiglio comunale: lite in aula sulla Provincia «Sì al Piano per il Centro storico» Villacidro.. Seduta movimentata del Consiglio comunale: lite in aula sulla Provincia Scontro tra Giunta e opposizione sulle linee programmatiche --> Scontro tra Giunta e opposizione sulle linee programmatiche La maggioranza si schiera per l'abolizione della Provincia. E l'opposizione ribatte: avete i finanziamenti grazie alla sua istituzione. Una seduta lunga e animata per votare il programma amministrativo e il piano particolareggiato del centro storico riporta il tifo del pubblico nell'ultimo consiglio comunale a Villacidro. L'opposizione accusa la Giunta di presentare una scatola vuota di contenuti e annuncia l'astensione, la maggioranza replica minacciando di votare contro lo strumento urbanistico studiato dagli stessi avversari e ribatte: «Cinque anni fa avete fotocopiato i volantini elettorali e ora salite in cattedra». Quattro ore di discussione per dieci anni di amministrazione. Da una parte il futuro, con l'annuncio del piano programmatico letto dal sindaco Ignazio Fanni e a staffetta dal vice Giannina Orrù. Dall'altra il passato, con i richiami alla recente campagna elettorale, le reciproche denunce e i riferimenti al quinquennio passato. In mezzo il Creatore che, invocato nel documento con l'auspicio che le province vengano abolite quanto prima, ha provocato l'esplicita richiesta di depennare l'espressione da parte di Stefano Piras (Rifondazione). Alle postazioni d'attacco l'intera minoranza, che ha bollato il programma come «privo di concretezza, farraginoso, deludente», ha detto il capogruppo Teresa Pani, sparando a zero sul «piano strategico, finanziato dalla Regione proprio per i capoluoghi di quelle province da voi tanto criticate». Nel mirino pure i servizi sociali, per anni «fiore all'occhiello di un intero territorio, che ora voi presentate come fossero ancora da inventare», la cultura «che volete gestire con decisioni anacronistiche come i gemellaggi», l'istruzione che «non può ridursi alla sola valorizzazione dei più bravi». Eppure, secondo l'assessore di riferimento Giannina Orrù, i villacidresi «ci hanno votato proprio per questo programma che definite vuoto e noi vogliamo distinguerci non per quante, ma per come faremo le cose. I progetti si possono perfezionare, ma è meglio non illudere la gente come avete fatto prima voi». Le linee di programma sono state poi approvate con il consenso della sola maggioranza. Pochi minuti dopo i fuochi artificiali sono riesplosi a proposito del piano particolareggiato. Davanti all'annunciata astensione della minoranza, gli uomini di Fanni hanno minacciato il voto contrario al progetto nato sotto le insegne del centrosinistra. A quel punto una rapida consultazione fra i banchi della minoranza ha prodotto il dietrofront: il piano è stato approvato pressoché all'unanimità e la seduta è stata sciolta dall'atteso neo segretario Ennio Moro. SIMONE NONNIS

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La Lac diffida Galan dopo la sentenza del Tar (sezione: Province)

( da "Giornale di Vicenza.it, Il" del 25-10-2008)

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Sabato 25 Ottobre 2008 CACCIA. Il governatore veneto secondo la Lega abolizione caccia dovrebbe rivedere la legge regionale entro 10 giorni La Lac diffida Galan dopo la sentenza del Tar Donazzan: «Ma solo la Corte costituzionale può decidere»   La Lega abolizione caccia diffida il presidente della Regione Veneto, Giancarlo Galan. Questi avrebbe dieci giorni di tempo per iniziare a rispettare l?ordinanza emanata l?8 ottobre dal Tar del Lazio che ha accolto la richiesta presentata dai legali della Lac e del Wwf. Il tribunale amministrativo, accogliendo il ricorso, ha infatti in primo luogo sospeso l?accordo della conferenza delle regioni e delle province autonome sulle quantità di uccelli protetti cacciabili in base alla caccia in deroga; e poi ha anche sollevato la questione di incostituzionalità delle leggi del Veneto e della Lombardia sulle cacce in deroga. I giudici romani scrivono che i provvedimenti di Veneto e Lombardia ?sembrano presentare profili di arbitrarietà e irragionevolezza nella determinazione della piccola quantità che sarebbe cacciabile?, tanto che con due ordinanze separate il Tar ha deciso di sospendere l?efficacia del provvedimento, sottoponendo il tutto alla Corte costituzionale. Quindi la Lac, con il presidente Carlo Consiglio, rappresentata dall?avv. Claudio Linzola, in merito alla caccia in deroga, ha diffidato formalmente il presidente della Giunta regionale, Giancarlo Galan (il 23 ottobre), perchè venga adempiuto quanto disposto dal Tar del Lazio entro dieci giorni. ?La pispola deve essere protetta immediatamente; i quantitativi di fringuelli e peppole cacciabili devono essere ridotti ad un terzo del totale, mentre quelli dello storno alla metà?. Questo è quanto si legge nella diffida che riprende le disposizioni del Tar. «Nonostante il Tar del Lazio abbia demolito le basi della legge regionale 13 sulla caccia agli uccelli insettivori protetti - dichiara Andrea Zanoni, presidente della Lac veneta - la Regione fa orecchie da mercante. Quindi, se non verrà dato seguito all?ordinanza del Tar e alla nostra diffida entro dieci giorni, saremo costretti a denunciare la Regione all?autorità giudiziaria». Nel frattempo, le guardie zoofile di Enpa, Lac e Lipu continueranno l?attività di "prevenzione", affinché i cacciatori evitino di abbattere fringuelli, peppole, storni e pispole. Ma dalla parte delle doppiette l?assessore Donazzan fa sapere: «Finché la legge regionale non sarà dichiarata costituzionalmente illegittima, resta in vigore. È competenza esclusiva della Corte costituzionale sospendere o annullare le leggi, non certo del Tar». S.M.  

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Ma la Provincia non doveva essere abolita? (sezione: Province)

( da "Giornale.it, Il" del 27-10-2008)

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n. 43 del 2008-10-27 pagina 1 Ma la Provincia non doveva essere abolita? di Redazione «Questo Paese non è riformabile». Oppure: «In Italia troppe resistenze a qualsiasi riforma». Lo scrivono celebrati commentatori e illustri editorialisti ma ormai lo ripete anche la sciura Maria alla cassa del supermercato, tanto è evidente questa maledizione che ci affligge. L'esempio più sfacciato? La diabolica capacità di sopravvivenza delle inutilissime province, bersaglio tra i preferiti (e tra i più facili) di saggisti e imbonitori contro le varie «caste», ma anche enti ufficialmente destinati all'estinzione nel programma dell'attuale governo. E invece no: le inutilissime province restano lì e guai a chi le tocca. Anzi, «se noi della Lega diciamo che le province non si aboliranno, non si aboliranno», intima perentorio il ministro dell'Interno Maroni. Perché? Lui dice perché fanno parte del «mondo delle autonomie» ma la gente pensa: «perché sono posti e poltrone da spartire». E le promesse elettorali di qualche mese fa? Chissenefrega! Ma sapete quanto tempo fa ci fu promessa l'abolizione (...) © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano

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Silenzio del giaguaro o rinuncia alla lotta? (sezione: Province)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 31-10-2008)

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Commenti Pagina 343 L'assenza di Pecoraro Scanio dalla politica Silenzio del giaguaro o rinuncia alla lotta? L'assenza di Pecoraro Scanio dalla politica --> Che fine ha fatto Alfonso Pecoraro Scanio? L'uomo pubblico, ex leader dei Verdi, ex deputato, ex ministro dell'Ambiente del fu governo Prodi? Dissoltasi alle urne la speranza arcobaleno e passato il testimone che ride a Grazia Francescato, da un po' non batte colpo. Sulla rassegna stampa pubblicata sul suo blog, i post di articoli e comunicati che lo riguardano sono assidui e puntuali sino allo scorso marzo, con un ritmo pari ad anche sette, otto al giorno. A un mese esatto dall' election week-end di aprile s'interrompono, con un ultimo appello urbi et orbi alla non abolizione delle Province, «strumenti fondamentali per la tutela del territorio» (che vuoi che siano 61 milioni di euro di stipendi complessivi quando c'è di mezzo l'ecologia). Poi più nulla, eccezion fatta per una mini-intervista estiva rilasciata a L'Espresso. «Mi sto disintossicando». «Aprirò uno studio legale per fare retribuito quello che ho sempre fatto in politica gratuitamente» (tolti, forse, i circa 45 mila euro annui di indennità ministero-parlamentare). E ancora: «Volevo prendermi una pausa». «Mi farò sentire solo sul web, al limite sul satellite». A quanto pare, Alfonso ha mantenuto la promessa. Niente più telecamere, microfoni, prezzemolate. Solo qualche saltuaria riga affidata alle pagine elettroniche del suo sito. Spugna definitivamente gettata o silenzio del giaguaro che si prepara a tornare a cacciare? Non è dato sapere cosa cova l'ex radicale salernitano. Forse basta così. Non lo vedremo più "poltronato" a Montecitorio come lo è stato dal 1992 alla débâcle della Sinistra radicale. O forse, invece, attende sornione di "rigenerarsi" prima di tornare alla carica, dopo un break nel Purgatorio dei trombati. Nel primo caso, sia fatta la volontà dell'elettorato. Nel secondo, invece, un consiglio, in tutta amicizia. Prepari pure la riscossa in sordina ed esclusivamente su internet. Ma con più, chiamiamola così, verve. Da tempo ormai, il Sole appare triste, mentre l'ambientalismo italiano duro e puro, fattivo, pacifista ed europeo, si va spegnendo. 3 per cento o no, Porcellum o non Porcellum, occorre uno scatto di nervi. Si rigeneri pure Pecoraro, scribacchiando sporadicamente la propria sul web. Ma dica, però, una buona volta, "qualcosa di ecologista". Qualcosa di diverso dalla solita solfa: "Abbasso le centrali", "viva Kyoto!", "salviamo gli animali", "mangiare più sano" e compagnia bella. L'ecoqualunquismo non ha pagato, non paga e non pagherà mai. Historia magistra vitae. LUIGI BARNABA FRIGOLI

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passa il piano sanità asl da tredici a otto (sezione: Province)

( da "Repubblica, La" del 01-11-2008)

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Pagina VIII - Napoli Cancellati anche un alto numero di distretti: due in città Passa il piano sanità Asl da tredici a otto le aziende sanitarie locali si asciugheranno da tredici a otto entro il 30 giugno del prossimo anno. Ma sarà cancellato anche un notevole numero di Distretti sanitari, certamente due solo nella città di Napoli. Queste le scelte contenute nella delibera di "Riorganizzazione della rete ospedaliera campana" approvato ieri sera nella giunta di via Santa Lucia su proposta dell´assessore alla sanità Angelo Montemarano. Un piano che prevede, appunto, l´accorpamento delle aziende sanitarie. Nella provincia di Napoli passeranno da cinque a tre, a Salerno da tre a due, ad Avellino e Caserta da due ad una mentre resteranno in via la Asl cittadina di Napoli e quella sannita. Un taglio che farà scomparire almeno cinquanta poltrone dirigenziali di vertice. Così come scompariranno diversi Distretti di base. Ne resterà in vita non più di uno ogni 120 mila abitanti nelle aree urbane e 70 mila abitanti nelle zone a bassa densità, nelle isole e nei territori montanti. Verranno aboliti, inoltre, i Comitati tecnici provinciali previsti nel precedente piano ospedaliero e calerà sensibilmente il numero die direttori di struttura complessa territoriali. il Piano prevede in ogni provincia una rete dell´emergenza basata sui grandi ospedali in cui effettuare tutti gli interventi necessari. A queste strutture farà riferimento una rete di ospedali per casi di minore entità. Un piano in linea con il rigore che attraversa diverse Regioni. E proprio ieri in Consiglio regionale il gruppo federato composto da Mpa e Nuovo Psi ha presentato due proposte di legge per ridurre sensibilmente i costi. Due proposte ricche di tagli: riduzione del cinquanta per cento dell´indennità di funzione dei consiglieri che fanno parte degli uffici di presidenza; abolizione delle auto di servizio salvo quelle assegnate ai presidenti di Giunta e Consiglio; soppressione della norma che prevede i rimborsi chilometrici per i consiglieri; previsione di un fondo in dotazione ai gruppi consiliari per stipulare contratti privatistici di collaborazione; abolizione dei fondi per la comunicazione in dotazione ai gruppi e previsione di risorse finalizzate a stipulare contratti giornalistici; abrogazione dell´articolo 18 della legge regionale numero uno del 2007 che consente comandi di personale con qualifica di autista; riduzione del trenta per cento delle indennità dei dirigenti delle Asl, dei componenti dei consigli di amministrazione, delle società miste e di tutti gli enti collegati alla Regione. (ottavio lucarelli)

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Tutela della carta, la parola al Governo (sezione: Province)

( da "Giorno, Il (Como)" del 01-11-2008)

Argomenti: Province

VARESE pag. 10 Tutela della carta, la parola al Governo SCONTI LE PROPOSTE DEI BENZINAI CONTRO LA PAVENTATA ABOLIZIONE ? VARESE ? LA BATTAGLIA per tutelare un provvedimento che ha salvato i bilanci di molti distributori vicino al confine elvetico, ma anche la necessità di rivedere le condizioni di applicazione degli sconti. I benzinai vanno all?attacco su un doppio binario. «L?eliminazione della carta sconto - precisano Gianni Lucchina di Confesercenti e Paolo Longo, responsabile provinciale della Federazione autonoma benzinai - sarebbe una sventura. Molti dei nostri punti vendita al confine, alcuni dei quali con l?introduzione della tessera si sono trasformati in mini-negozi, rischierebbero la chiusura. Non parliamo delle possibili ripercussioni sul traffico e sull?inquinamento, con l?aumento delle vetture in coda al Gaggiolo per il rifornimento in Canton Ticino». D?altra parte, però, i benzinai sono convinti che i parametri per gli sconti debbano mutare. «Le nostre proposte - continuano Lucchina e Longo - sono una diminuzione del limite massimo di litri spettanti a ogni cittadino (oggi sono 500, ndr), l?individuazione di una cifra media unica per la decurtazione o, ancora, gli sconti flessibili, in base alla variazione della differenza dei prezzi fra Svizzera e Italia». Tutti i politici intervenuti ieri hanno espresso il loro sostegno alla lotta anti-abolizione della tessera. «Per la Lega - ha detto l?onorevole Marco Reguzzoni - è un punto irrinunciabile. Attendiamo di sapere come si muoverà la Regione». Rilancia il suo collega Daniele Marantelli del PD: «Non è una questione solo territoriale. Un?apertura di massima da parte del Governo c?è. Poi, però, si potranno rivedere i parametri della tessera». D?accordo anche il sindaco di Varese Attilio Fontana: «È una battaglia di principio. Se la carta venisse cancellata sarebbe l?ennesima offesa al Nord». Il consigliere regionale del PD Stefano Tosi chiama i politici comaschi: «La mobilitazione va estesa anche alla loro provincia». E.C.

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Province, rispunta l'abolizione (sezione: Province)

( da "Corriere del Veneto" del 01-11-2008)

Argomenti: Province

Corriere del Veneto - PADOVA - sezione: PRIMAPAGINA - data: 2008-11-01 num: - pag: 1 categoria: REDAZIONALE I temi della spesa pubblica nel dibattito sul federalismo organizzato a Vicenza Province, rispunta l'abolizione Calearo annuncia una proposta bipartisan di parlamentari-imprenditori Riello: «Come prima mossa nessun candidato si presenti alle prossime elezioni» VICENZA — «Vogliamo davvero abolire le Province? Allora cominciamo noi veneti: non presentiamo più candidati, sia a destra che a sinistra, fin dalle prossime elezioni provinciali». Lo ha proposto il presidente di Confindustria regionale Andrea Riello al deputato del Pd Massimo Calearo ieri a Vicenza davanti a una platea di centinaia di politici ed imprenditori che sembrano già aver espresso il loro parere sull'argomento con un lungo applauso. L'occasione è stata la tavola rotonda organizzata dal settimanale Il Mondo e dal Corriere del Veneto durante la quale ci si è interrogati sul federalismo. A PAGINA 3 Dubois

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PROVINCE: FIGLIO DI PIETRO, "DA CONSIGLIERE SI' AD ABOLIZIONE" (sezione: Province)

( da "Agi" del 01-11-2008)

Argomenti: Province

PROVINCE: FIGLIO DI PIETRO, "DA CONSIGLIERE SI' AD ABOLIZIONE" (AGI) - Campobasso, 1 nov. - "Sono a favore dell'abolizione delle province e delle comunita' montane perche' si risparmierebbero diversi miliardi di euro, necessari al Paese". Con il suo si' rischia di ritrovarsi "disoccupato", amministrativamente parlando, ma Cristiano Di Pietro, figlio del leader dell'Italia dei valori e consigliere provinciale di Campobasso aderisce all'iniziativa popolare sulla "decostituzionalizzazione delle province". Tagliare i costi della politica e' uno degli obiettivi dell'Italia dei valori. Antonio Di Pietro, durante il governo Prodi, riusci' ad ottenere in Consiglio dei ministri (ma non in Aula) il taglio del 10% dei rimborsi ai partiti. Ora Cristiano Di Pietro, dirigente molisano del partito, affianca al referendum sul lodo Alfano anche la campagna per abolire gli "enti sovrapposti", di cui fa parte. Secondo una stima del Ministero degli Interni nelle province italiane operano circa 4 mila eletti, che costano circa 50 mln di euro di indennita', a cui vanno aggiunti i rimborsi, le diarie, le spese di rappresentanze, le auto blu, eccetera. La somma delle sole spese correnti di oltre 100 province sfiora i 10 miliardi all'anno. "Se si attribuissero le competenze ai comuni e alle regioni - sostiene Cristiano Di Pietro -, le spese fisse sparirebbero, senza contare i risparmi dei costi delle elezioni, mentre l?attività amministrativa sarebbe notevolmente semplificata". (AGI)

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il pd non abolirà le province (sezione: Province)

( da "Nuova Venezia, La" del 02-11-2008)

Argomenti: Province

Pagina 11 - Regione «Il Pd non abolirà le Province» Martella contro Calearo: «Giochi a spararla grossa?» MESTRE. «Altro che boicottaggio. Il Pd sta lavorando da mesi per vincerle, le elezioni provinciali». Andrea Martella, ministro-ombra per le infrastrutture, questa volta è d'accordo con il sindaco di Venezia Massimo Cacciari. L'uscita di Massimo Calearo al convegno sul federalismo di Vicenza («Non presentate liste e candidati alle prossime provinciali») non gli è affatto piaciuta. Le province sono enti inutili, fonte di sprechi, vanno abolite. E' il pensiero di Calearo o del Pd? «Quando si trova vicino a Riello forse Calearo non riesce a trattenersi. Mi è parso un gioco a chi la sparava più grossa». Dunque è solo un pensiero di Calearo? «Mi sembrano parole in libertà, provocazioni inutili, soprattutto alla vigilia di un turno amministrativo per noi molto importante in diverse città». Forse quello di Calearo era un tentativo, magari un po' sbrigativo, di dare la sveglia al Partito Democratico proprio in Veneto. «Trasformiamo in positivo anche le provocazioni se hanno l'obiettivo di fare un Pd più forte, in grado di offrire una proposta politica capace di attrarre il consenso anche in territori finora non vicini al centrosinistra». Come? «Sul federalismo, quello vero, la diminuzione della pressione fiscale, le infrastrutture, la sicurezza noi riteniamo di avere delle proposte più serie e concrete del centrodestra che, per molti aspetti, finora non sono andate oltre gli slogan e l'apparenza». Non esiste allora nessuna proposta del Pd che punta all'abolizione delle Province. «Non esiste nessun programma in tal senso. Ricordo che l'abolizione delle Province, al contrario, era prevista nel programma del Popolo delle Libertà. Nel Decreto legge Calderoli, però, sono ancora tutte lì: vaglielo a dire alla Lega di abolire le Province. Così come restano le comunità montane e sono confermate intatte le prerogative delle Regioni a statuto speciale, che parteciperanno solo se vorranno al finanziamento del fondo perequativo». Sta dicendo che quello del centrodestra è un finto federalismo? «Resta una bandiera, un miraggio. Si vede in lontananza, ma non c'è. Al momento non esiste uno straccio di cifra, non sono indicate le risorse necessarie. In pratica è una cosa che resta sulla carta. E poi si prospettano tempi lunghissimi: due anni per i decreti attuativi, poi le Regioni avranno 5 anni per passare dalla spesa storica ai costi standard e altri 5 per quelle che non ce la fanno». La vostra proposta, invece, cosa prevede? «Quello del centrodestra è un federalismo che non ci piace perchè la riteniamo una proposta insufficiente. Serve un Senato federale composto dai rappresentanti regionali, bisogna ridurre il numero dei parlamentari. Stiamo lavorando a un documento che diventerà un disegno di legge e che presenteremo a gennaio a Venezia». Tornando alle Province: è pur vero che per molti cittadini le competenze di questi enti risultano, diciamo così, non meglio identificate. Sono proprio indispensabili anche dove sono previste le città metropolitane? «Nel programma del Pd c'è il no a nuove province, ci sono accorpamenti e razionalizzazioni e c'è l'avvio di un processo di superamento delle Province là dove esistono le città metropolitane». Per quanto ci riguarda parliamo di Venezia. «Sì, anche Venezia sarà un'area metropolitana. Ma questo processo non interferisce con le prossime elezioni provinciali. E' una cosa che non succederà domani. A Venezia noi siamo forza di governo e puntiamo a confermarci. Per questo sosteniamo ancora Davide Zoggia, per proseguire il lavoro iniziato». (Massimo Scattolin)

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il consigliere di pietro junior: via province ed enti montani (sezione: Province)

( da "Centro, Il" del 02-11-2008)

Argomenti: Province

Pagina 59 - Cronaca Il consigliere Di Pietro junior: «Via Province ed Enti montani» CAMPOBASSO. «Sono a favore dell'abolizione delle province e delle comunità montane perché si risparmierebbero diversi miliardi di euro, necessari al Paese». Con il suo "sì" rischia di ritrovarsi "disoccupato", amministrativamente parlando, ma Cristiano Di Pietro, figlio del leader dell'Italia dei valori e consigliere provinciale di Campobasso, aderisce all'iniziativa popolare sulla "decostituzionalizzazione delle province". Tagliare i costi della politica è d'altra parte uno degli obiettivi dell'Italia dei valori. Antonio Di Pietro, durante il governo Prodi, riuscì ad ottenere in consiglio dei ministri (ma non in aula) il taglio del 10 per cento dei rimborsi ai partiti. Ora Cristiano Di Pietro, dirigente molisano del partito, affianca al referendum sul lodo Alfano anche la campagna per abolire gli "enti sovrapposti", di cui fa parte. Secondo una stima del ministero degli Interni, nelle province operano circa 4mila eletti, che costano circa 50 milioni di euro di indennità. «Già se si attribuissero le competenze ai Comuni e alle Regioni», sostiene Cristiano Di Pietro, «le spese fisse sparirebbero».

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Province, Pd contro Calearo (sezione: Province)

( da "Corriere del Veneto" del 02-11-2008)

Argomenti: Province

Corriere del Veneto - PADOVA - sezione: PRIMAPAGINA - data: 2008-11-02 num: - pag: 1 categoria: REDAZIONALE L'imprenditore e deputato propone di abolirle ma il suo partito si solleva Province, Pd contro Calearo Giaretta: «Nella nostra regione non sono superflue» PADOVA — Imbarazzati è ancora poco. Quelli del Pd veneto oscillano tra un'infastidita presa di distanza (i vertici del partito) e una solenne incavolatura (il presidente di Belluno, Sergio Reolon), rispetto all'uscita di Massimo Calearo, coordinatore dei parlamentari democratici, sull'abolizione delle Province, considerate dal politico-imprenditore vicentino «enti che vanno eliminati, poiché sono solo fonte di costi e di filtri». Paolo Giaretta, segretario regionale del Pd, ribatte: «Il centrodestra fa intendere che vorrebbe eliminarle ma poi, una volta al governo, ha creato cinque nuove Province. Quanto al Veneto, io dico che le nostre Province non sono enti superflui, anzi». A PAGINA 3 Zuin

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<Aboliamo le Province>. Il Pd sconfessa Calearo (sezione: Province)

( da "Corriere del Veneto" del 02-11-2008)

Argomenti: Province

Corriere del Veneto - PADOVA - sezione: PRIMOPIANO - data: 2008-11-02 num: - pag: 3 categoria: REDAZIONALE «Aboliamo le Province». Il Pd sconfessa Calearo Giaretta: «Quelle venete non sono superflue». E Martella: «è nel programma del Pdl, non nel nostro» Frecciate anche dal leghista Muraro: «Qualcuno vuole sostituire gli organismi elettivi con Agenzie nominate dalla politica» PADOVA — Imbarazzati è ancora poco. Quelli del Pd veneto oscillano tra un'infastidita presa di distanza (i vertici del partito) e una solenne incazzatura (il presidente di Belluno, Sergio Reolon), rispetto all'iniziativa bipartisan annunciata da Massimo Calearo, coordinatore dei parlamentari democratici, per l'abolizione delle Province, considerate dal politico-imprenditore vicentino «Enti che vanno eliminati, poiché sono solo fonte di costi e di filtri». In una parola: inutili. Sostenerlo è legittimo, ma dirlo pubblicamente a pochi mesi da un turno elettorale in cui il tuo partito si presenta per confermarsi alla guida di tre Province su cinque (Venezia, Belluno e Rovigo), suona quanto meno stravagante. E offre un assist perfetto a chi, come il presidente regionale di Confindustria, Andrea Riello, va addirittura oltre e propone: «Cominciamo noi veneti: non presentiamo più candidati, sia a destra che a sinistra, fin dalle prossime elezioni provinciali ». Cosa dovrebbe dire uno come Sergio Reolon, presidente Pd della Provincia di Belluno, che si prepara ad affrontare una campagna per la rielezione? La risposta è una rasoiata affilatissima: «Lo scriva, lo scriva pure: Calearo è un'invenzione di qualcuno, non ho mai capito perché il Pd l'abbia messo in lista e sta in Parlamento solo perché non ci sono le preferenze. L'unico inutile, qui, è lui, non le Province. Tra l'altro, ai contribuenti costa molto più lui del sottoscritto ». Non è tutto: «Quelli come Calearo e Riello - insiste Reolon - hanno un'idea di Stato molto particolare: serve se e quando distribuisce i fondi di cui hanno bisogno le loro aziende, mentre tutto il resto è inutile. Non conta, per loro, che le Province facciano scuole, strade, istruzione». Non ha nulla a che spartire con il Pd ma, nella sostanza, condivide certi argomenti di

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<Per i contribuenti questa è musica> (sezione: Province)

( da "Corriere del Veneto" del 02-11-2008)

Argomenti: Province

Corriere del Veneto - PADOVA - sezione: PRIMOPIANO - data: 2008-11-02 num: - pag: 3 categoria: REDAZIONALE La lettera «Per i contribuenti questa è musica» Caro direttore, speriamo che non siano solo notizie quelle riportate sul Corriere del Veneto di oggi ( ieri per chi legge): l'abolizione delle Province e le fusioni fra Comuni sotto i 5000 abitanti sono musica per le orecchie dei poveri contribuenti. I risparmi saranno notevoli: solo nel mio territorio la sparizione di due sindaci porta come minimo un risparmio annuale per compensi di circa 25.000 € e non si sa quanto per rimborso spese varie. Gaetano Ciocci Longarone

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montagna svela il sogno: centrare il tris (sezione: Province)

( da "Tirreno, Il" del 04-11-2008)

Argomenti: Province

Pagina 4 - Pistoia Montagna svela il sogno: centrare il tris Sta per cadere il vincolo del terzo mandato. «Disposto a ricandidarmi» Ha intenzioni diverse il sindaco di Sambuca Francesca Vogesi «Pur essendo contraria in linea di principio al divieto, per quanto mi riguarda dieci anni posson bastare. è giusto il rinnovamento» Nelle prossime settimane potrebbe arrestarsi definitivamente l'opera di ricerca del candidato ideale, nello schieramento politico di centrodestra, a raccogliere da Giuseppe Montagna la pesante eredità di sindaco del Comune dell'Abetone. Lo stesso Montagna potrebbe, infatti, non aver bisogno di potenziali eredi. Nel senso che lui stesso potrebbe candidarsi per la terza volta consecutiva. L'abolizione del divieto del terzo mandato nei piccoli comuni è infatti compresa tra i provvedimenti principali della riforma delle autonomie a cui stanno lavorando il governo Berlusconi e la maggioranza che lo sostiene. In questi ultimi giorni, l'iter è stato particolarmente velocizzato e la sensazione è che si possa arrivare all'approvazione entro la fine dell'anno. Sia il sottosegretario agli Interni Michelino Davico che lo stesso ministro degli Interni Roberto Maroni sono stati ultimamente molto chiari. Entrambi hanno dichiarato pubblicamente che l'abolizione del vincolo del terzo mandato sarà inserito nel Codice delle Autonomie o nel disegno di legge sui piccoli comuni. Il tetto di abitanti sarà definito solo successivamente e varierà dai 3.000 ai 5.000. Con la nuova regolamentazione, Giuseppe Montagna, che siede sullo scranno di primo cittadino dell'Abetone dal 1999, potrebbe tentare di proseguire la sua esperienza amministrativa candidandosi a sindaco per la terza volta consecutiva. Così facendo, l'esponente del Pdl scommetterebbe anche contro la storia, dal momento che fino ad oggi nessun sindaco è stato premiato dall'elettorato abetonese per tre volte di fila. L'ex presidente della Provincia Riccardo Rastelli (allora Pds) ci provò proprio nel 1999, ma fu battuto dallo stesso Montagna. Se la legge glielo consentirà, Montagna non si tirerà indietro. Al Tirreno, il sindaco dell'Abetone, al quale, da informazioni acquisite personalmente da fonti governative, risulta che l'abolizione del vincolo del terzo mandato diventerà realtà nel giro di poco tempo, annuncia che è pronto a correre di nuovo, senza alcun timore rispetto alle statistiche. «Non ho alcun problema - afferma il primo cittadino - a dichiarare la disponibilità a ricandidarmi. Lo farò con grande convinzione, perché penso di poter dare ancora molto all'Abetone e agli abetonesi, con alcune importanti opere da portare a compimento. Sono consapevole che andrò contro la storia, cercando il tris, ma è una cosa che non mi spaventa affatto. Non sono mai stato e non sono superstizioso. Sono perfettamente consapevole di ciò che ho fatto e mi presenterò a testa alta di fronte agli elettori, indipendentemente dagli avversari. Il voto democratico non mi deve far paura. In una democrazia si può vincere e si può perdere». Sono tre i sogni che Montagna ha nel cassetto del terzo mandato amministrativo, pronto ad aprirsi in caso di successo alle elezioni comunali della prossima primavera. «Il primo - ci dice - è sicuramente la variante della statale 12 per bypassare il centro abitato. Ci sono un governo ed un ministro (Altero Matteoli, ndr) che ci ascoltano e non potremo non approfittare del momento giusto. Poi, mi vengono in mente la costruzione della palestra-auditorium nella zona del Catinozzo, a due passi dal municipio, e la realizzazione di una nuova pista, tra il Gomito e il Pulicchio, destinata ad ospitare importanti competizioni internazionali. Dopo gli anni dell'ammodernamento dell'intera impiantistica, per Abetone è arrivato il momento del rilancio dell'immagine e a questo proposito la possibilità di ospitare in futuro una gara di Coppa del Mondo sarà fondamentale». Passando dall'Abetone a Sambuca Pistoiese, le posizioni e le convinzioni cambiano. Anche se il governo sfornasse la legge con l'abbattimento del vincolo per il terzo mandato, il sindaco Francesca Vogesi (Ds) non è affatto intenzionata a presentarsi nuovamente per guidare il municipio. Anche se si dice d'accordo con chi ritiene ingiusto impedire il tris. «In linea di principio - afferma Vogesi - penso sia giusto togliere il divieto del terzo mandato, indipendentemente dal numero degli abitanti. Non ho mai capito, infatti, perché certe cariche possono essere rinnovate ed altre, come appunto i sindaci e i presidenti di Provincia, no. Venendo alla mia esperienza, però, ritengo sia giusto cambiare. Gli stimoli per proseguire ci sarebbero eccome, perché le cose da fare sono ancora tante, ma dieci anni sono abbastanza. Le persone che s'impegnano ci sono e occorre dare spazio al rinnovamento. La politica l'ho sempre interpretata come una grande passione ed il mio rapporto con essa è sempre stato all'insegna dello spirito di servizio. E quindi non può essere a vita». Cristiano Marcacci

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Province tra abolizione e raccolta firme (sezione: Province)

( da "Corriere del Veneto" del 04-11-2008)

Argomenti: Province

Corriere del Veneto - PADOVA - sezione: ROVIGO - data: 2008-11-04 num: - pag: 10 categoria: REDAZIONALE L'intervento Province tra abolizione e raccolta firme di LUIGI MIGLIORINI Ho letto, con interesse «personale», sul Corriere le varie prese di posizione, al dibattito sui vantaggi del federalismo, sull'opportunità o meno dell'abolizione dell'Ente provincia, a favore della cui eliminazione si sono, tra gli altri, pronunciati il parlamentare Pd Calearo e il presidente degli Industriali veneti Riello. Sto approfondendo la tematica dei compiti della Provincia e della loro attuale concreta rilevanza ed utilità per l'interesse pubblico, anche per dare una risposta definitiva a una richiesta che mi è stata rivolta (e di cui hanno parlato alcuni giornali) e che può essere ritenuta singolare sotto vari profili. In tre giorni in provincia di Rovigo sono state raccolte, senza che ne fossi informato, circa 2.500 firme di persone che mi invitano a candidarmi a presidente della Provincia; dopo la pubblicizzazione della notizia sono stato «tempestato» da amichevoli lamentazioni tipo: «Se l'avessi saputo, avrei firmato...». Eppure io appartengo ad una razza politica in estinzione ed in Polesine ben mi conoscono come liberale, non liberista, libertario ed ex libertino. Prescindendo da ogni intento autolaudatorio, è legittimo chiedersi: si dice che alla gente non interessa la politica ed in particolare la Provincia considerata una sorta di oggetto misterioso; ed allora come si spiega tale spontanea «mobilitazione» nei confronti di un politicamente «quasi estinto», non iscritto ad alcun partito (seppure ex segretario provinciale e regionale Pli, poi componente in direzione centrale e l'esecutivo nazionale)? Forse la molla che ha indotto alla raccolta di firme è il fatto che ho più volte affermato che potrei tentare di costruire una lista non «contro» i partiti, ma «oltre i partiti», escludendo gli «incostituzionali » cioè coloro che ignorando l'articolo 1 della Costituzione (secondo cui la Repubblica è fondata sul lavoro), non hanno mai lavorato e pretendono di insegnarci come lavorare? Si sta diffondendo l'opinione che le elezioni amministrative non debbono essere fotocopia di quelle nazionali e che il relativo voto non dovrebbe essere influenzato dal gradimento per Berlusconi, Bossi, Veltroni... che con i problemi locali non c'entrano nulla? Sono grato a coloro che stanno aiutandomi a rispondere a questi interrogativi, anche se i leaders politici locali, perlopiù, si tranquillizzano affermando che si tratta di una sorta di «mission impossible», non accorgendosi che così facendo mi spingono ad accettare la sfida. E Voi lettori, cosa ne pensate di questa «anomalia politica» figlia dello spontaneismo della gente? Luigi Migliorini, l'avvocato ed editorialista chiamato in campo come candidato alla Provincia

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Gidoni: Solo la Lega vuole le Province (sezione: Province)

( da "Corriere delle Alpi" del 05-11-2008)

Argomenti: Province

Gidoni: «Solo la Lega vuole le Province» BELLUNO. «Che sorpresa! Anche il Pd è favorevole all'abolizione delle Province. Vorrà dire che alle elezioni in primavera si presenterà un solo candidato: quello della Lega Nord, l'unico movimento che è schierato a difesa di questi enti tutt'altro che inutili». Il deputato Franco Gidoni commenta la polemica tutta interna al Pd: «Sarò curioso di vedere se alle elezioni l'attuale presidente sarà sostenuto dal Pd, vale a dire dal partito che, per bocca di suoi esponenti anche bellunesi, si dichiara non contrario all'abolizione delle Province. A Reolon, tuttavia, va riconosciuto il merito di essersi sempre detto contrario a questa ipotesi, sia che venisse dal centrodestra, sia che arrivasse da suoi compagni di partito. Resta da capire se la sua difesa monolitica di questi enti sia motivata da ragioni personali o da una visione politica diversa da quella del suo partito. Anche all'interno del centrodestra c'è chi non perde occasione di annunciare la morte delle Province, giudicandole inutili e quindi da sacrificare sull'altare di presunti tagli alla spesa pubblica. La Lega è contraria a queste battaglie populiste e demagogiche. Per queste ragioni siamo convinti che il prossimo candidato alle elezioni provinciali debba essere un esponente dalla Lega Nord o una persona che vanta già un'esperienza nella pubblica amministrazione».

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Licio Gelli, la loggia P2 e l'Italia di oggi (sezione: Province)

( da "Adige, L'" del 05-11-2008)

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Licio Gelli, la loggia P2 e l'Italia di oggi L icio Gelli, già franchista e repubblichino, tuttora orgogliosamente fascista, ideatore dell'arcinota loggia massonica segreta P2 (Propaganda 2), a 90 anni suonati è tornato sulla scena. Di Silvio Berlusconi, il discepolo tessera n° 1816, ha affermato: «...ha la tempra del grande uomo che ha saputo fare, anche se ora è in momento di debolezza perché usa poco la maggioranza parlamentare. (sic!).. Questo è quanto il «Maestro Venerabile» ha dichiarato alla presentazione della trasmissione di Odeon tv «Venerabile Italia», appunto. Ora Licio in persona ci spiegherà come sono andate le cose. Il canovaccio della trasmissione sarà giocoforza quel «Piano di rinascita democratica», manifesto programmatico della P2, che prescrive, fra le altre cose: il controllo dei mass media, la censura ai giornalisti «scomodi», l'attacco alla scuola pubblica, la separazione delle carriere nell'ordinamento giudiziario, l'uso massiccio dell'esercito e delle forze dell'ordine, eccetera. Insomma ciò che Silvio Berlusconi sta mettendo in atto fin dal 1994. Ma quello che più impressiona è il terreno preparatorio politico teorizzato in questa strategia del controllo sociale scritta agli inizi degli anni '70: e cioè l'affiliamento alla causa di esponenti politici e pubblici trasversali alle ideologie, oppure (testuale) «l'immediata nascita di due movimenti: l'uno, sulla sinistra (a cavallo fra Psi-Psdi-Pri-Liberali di sinistra e Dc di sinistra), e l'altro sulla destra (a cavallo fra Dc conservatori, liberali, e democratici della Destra Nazionale)». Personalmente ritengo che sia proprio questo nuovo «blog» grigionero il vero pericolo per la Democrazia in Italia. Tommaso Ulivieri - Arco I l ritorno sulla scena pubblica del «Venerabile» Licio Gelli, Gran maestro della Loggia massonica P2, non può che sollevare inquietudine e sgomento in chiunque in questo Paese ha a cuore la democrazia e la libertà. Grande Burattinaio del piano di «Rinascita democratica», attraverso la loggia massonica segreta P2 Gelli si proponeva di sovvertire l'assetto socio-politico-istituzionale dall'interno, assorbendo la democrazia italiana dentro le spire di un autoritarismo legale che avesse al centro il controllo dell'informazione. Tra i punti chiavi del suo programma di «superamento» della democrazia in Italia, il controllo dei media, la liberalizzazione delle emittenti televisive, la divisione delle carriere per i magistrati ed esami psicoattitudinali per accedere alla magistratura, la riforma del Csm per portarlo sotto il controllo politico, l'abolizione delle province, la nascita di due partiti, uno di centrosinistra ed uno di centrodestra. Per realizzare questo piano, per impadronirsi del cuore del Paese, fondamentale era poter controllare l'opinione pubblica attraverso le televisioni ed una serie di giornali, che poi avrebbero condizionato le elezioni. Ora che Licio Gelli, condannato a 10 anni di reclusione per depistaggio delle indagini sulla strage di Bologna e a 12 per la bancarotta fraudolenta del Banco Ambrosiano (è fuori dal carcere solo grazie ad una provvidenziale scarcerazione per le «gravissime condizioni di salute») ritorni sulla scena politica del nostro Paese e impartisca i suoi messaggi cifrati, fa raggelare il sangue. Come ha scritto Famiglia Cristiana «tira brutta aria se il "fascista" Gelli (così s'è definito) promuove il governo Berlusconi, senza che il premier reagisca». Tanto più che Gelli ha dichiarato che nell'attuazione del Piano di rinascita democratica «l'unico che può andare avanti è Silvio Berlusconi», tessera N. 1816 della P2. Anche se il Venerabile Maestro rimprovera all'attuale Presidente del Consiglio «un po' di debolezza perché non si avvale della maggioranza parlamentare che ha». Non so se la democrazia è a rischio oggi in Italia. Certo molte coincidenze tra il progetto di «Rinascita democratica» di Licio Gelli e quanto stiamo vivendo in questi anni nel nostro Paese, non possono lasciare indifferenti. Anche se molti, a cominciare dalla televisione italiana, fanno di tutto per farci pensare ad altro. p.giovanetti@ladige.it 05/11/2008

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sindaco e assessori spiegano come cambierà la scuola in provincia (sezione: Province)

( da "Tirreno, Il" del 05-11-2008)

Argomenti: Province

ASSEMBLEA Sindaco e assessori spiegano come cambierà la scuola in provincia Berti, Moroni, Roccella e Vettori invitati dagli studenti all'auditorium «Protesta ma anche proposte concrete» PISTOIA. Studenti e amministratori a confronto sulla riforma della scuola. L'idea è stata degli ragazzi delle scuole superiori pistoiesi che, ieri mattina, hanno indetto un'assemblea all'auditorium per confrontarsi con i rappresentanti di Comune e Provincia sul tema della riforma della scuola e dell'università. Ad accogliere l'invito dei ragazzi è stato il sindaco Renzo Berti, che non ha presenziato alle contemporanee celebrazioni del 4 novembre delegando a questo scopo il vicesindaco Tommaso Braccesi; presenti anche l'assessore provinciale all'istruzione Giovanna Roccella, l'assessore comunale all'educazione e formazione Rosanna Moroni e il presidente del consiglio comunale Marco Vettori. «Cosa cambierà a livello locale, dopo l'attuazione della riforma?», «Qual è la posizione di Comune e Provincia in merito alle scelte governative sulla scuola?», «Quale alternativa propone la sinistra?»: queste alcune delle domande che i ragazzi hanno rivolto agli amministratori. A fare gli onori di casa è stato uno studente dell'Iti, scuola capofila dell'iniziativa. All'assemblea erano presenti oltre cento ragazzi, rappresentanti degli istituti superiori pistoiesi, che si sono riuniti a partire dalle 9.30 per discutere, prima con gli amministratori, poi soltanto tra studenti, dei tagli previsti dalla legge 133, del decreto Gelmini, approvato mercoledì scorso in Senato, e delle future forme di protesta. «Ho due proposte da farvi - ha affermato il sindaco ai ragazzi -. La prima è un invito a continuare le vostre iniziative di protesta, affiancandole anche a proposte alternative e suggerimenti concreti; la seconda è quella di creare un canale di comunicazione più o meno continuativo con il Comune». Scettici gli studenti sulla possibilità di articolare da soli proposte alternative alla riforma del governo, ma ben disposti in generale ad accogliere i suggerimenti e le proposte del sindaco. «In effetti - spiega Alessandro Martelli dell'Iti - il nostro obbiettivo è proprio quello di continuare a far sentire la nostra opinione riguardo alla riforma della scuola, ma non solo. Vogliamo anche iniziare a coordinarci e unire le forze per partecipare attivamente alla vita pubblica, della città in primis, e poi perché no anche di tutto il paese». Ovazione degli studenti per l'intervento di Vettori che li ha ringraziati «per l'esempio di partecipazione e impegno che danno al paese, nonostante questo governo attacchi tutto e tutti, senza tener conto delle esigenze degli studenti e dei cittadini. Sembra - ha concluso Vettori - di vivere in un regime». Entrando nel merito della riforma e delle sue ripercussioni sul territorio, gli assessori Moroni e Roccella hanno illustrato ai ragazzi le conseguenze che i provvedimenti governativi avranno a livello locale: il problema del sottodimensionamento rispetto al numero di iscritti, di quattro istituti superiori della provincia e di sette scuole elementari, il problema del maestro unico e della quasi totale abolizione del tempo pieno nella scuola dell'infanzia. Questi sono alcuni dei punti della riforma che comporteranno cambiamenti anche sul nostro territorio. Soddisfatti gli studenti dell'incontro con Comune e Provincia che ha visto studenti e amministratori schierati dalla stessa parte sul tema della scuola. Ma adesso i ragazzi devono arricciarsi le maniche per realizzare iniziative concrete di contestazione e informazione. «Questa legge - afferma Marco Torrocci del Liceo classico Forteguerri - è obbiettivamente sbagliata. La mia non è una presa di posizione a priori, ma leggendo il testo della legge si vede bene come questa non sia finalizzata al miglioramento dell'istruzione pubblica, quanto piuttosto a cercare di tamponare la crisi finanziaria. Mi chiedo però se sia legittimo risparmiare sull'istruzione». Marta Quilici

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ROMA L'extragettito che nel 2009 dovesse emergere dalle casse del fisco non sa... (sezione: Province)

( da "Messaggero, Il" del 05-11-2008)

Argomenti: Province

Mercoledì 05 Novembre 2008 Chiudi ROMA L'extragettito che nel 2009 dovesse emergere dalle casse del fisco non sarà utilizzato per ridurre le tasse dei contribuenti, ma servirà per raggiungere gli obiettivi di contenimento del deficit prefissati in sede europea. La commissione Bilancio ha bocciato un emendamento presentato dall'Idv e appoggiato da tutta l'opposizione che riproponeva, come già accaduto negli ultimi anni, di destinare le entrate fiscali superiori a quelle preventivate per abbattere le imposte sui cittadini. «La finanziaria di quest'anno ha detto il sottosegretario Giuseppe Vegas che segue per il governo il provvedimento è diversa da quelle del passato. Serve solo per mantenere i saldi e un comma di questo genere non aveva alcun senso. Interventi sui redditi? Se casca la manna dal cielo...». Anche il ministro dell'Economia Giulio Tremonti, parlando a Bruxelles, ha spiegato che la politica del governo «resta quella di una fortissima attenzione sul debito pubblico, e i margini di manovra non sono molti». La Finanziaria punta così ad arrivare in aula praticamente blindata. La commissione Bilancio ha appena iniziato a votare gli emendamenti; quelli dell'opposizione perché i deputati della maggioranza hanno ritirato i propri. Come quello, di Laura Ravetto, per ridurre le tasse sugli affitti di alloggi a studenti universitari. «C'è un atteggiamento prudente da parte di governo e maggioranza - ha sottolineato il relatore Gaspare Giudice al termine della seduta pomeridiana - perchè non si vogliono cambiare i saldi della manovra. Molti emendamenti, del resto, credo che possano trovare spazio in altri ddl collegati». Le uniche modifiche sulle quali il governo potrebbe allentare un pò la morsa. Sono quelle avanzate dal relatore che rifinanziano con 150 milioni la cassa integrazione straordinaria (Cigs), portando così a 600 milioni le risorse previste per gli ammortizzatori sociali. C'è poi il possibile ammorbidimento (con costi a saldo zero) del patto di stabilità interno per comuni e province: gli obiettivi di contenimento delle spese che devono raggiungere non saranno più parametrati al solo 2007, ma dovranno tener conto della media dell'ultimo quinquennio. Sempre ieri, alla commissione Bilancio del Senato, i senatori del Pd hanno abbandonato per protesta i lavori mentre si discuteva il decreto legge sul contenimento della spesa sanitaria e degli enti locali. Come ha spiegato Enrico Morando, coordinatore del governo ombra Pd, il gesto è stato deciso perché il governo non ha voluto spiegare l'origine dei 261 milioni di euro calcolati come onere aggiuntivo per l'abolizione dell'Ici sulla prima casa. In risposta il sottosegretario Alberto Giorgetti ha dichiarato che i reali costi dell'abolizione dell'Ici sono ancora incerti: «È in atto un confronto sui numeri» con gli enti locali. «Il governo spera di avere qualche elemento in più da fornire nelle prossime ore.

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Conferenza metropolitana al Liceo Sabin, le ricadute dei tagli del Governo sui bilanci degli Enti locali (sezione: Province)

( da "Sestopotere.com" del 06-11-2008)

Argomenti: Province

Conferenza metropolitana al Liceo Sabin, le ricadute dei tagli del Governo sui bilanci degli Enti locali (6/11/2008 15:35) | (Sesto Potere) - Bologna - 6 novembre 2008 - Lunedì 10 novembre, alle ore 9.30, nell'AULA MAGNA DEL LICEO SABIN (via Matteotti, 7 - Bologna), si terrà la seduta della Conferenza metropolitana dei sindaci con i parlamentari bolognesi e le organizzazioni sindacali Cgil, Cisl e Uil per discutere gli effetti della "manovra" del Governo ("tagli" a Scuola, Sanità, Enti locali) sui bilanci di Comuni e Provincia e - conseguentemente - sui servizi erogati dalle amministrazioni locali. La Conferenza, presieduta dalla presidente della Provincia Beatrice Draghetti, esaminerà anche le possibili iniziative parlamentari per cercare di modificare la situazione, a cominciare dalla conversione in legge del decreto 154/08 'Disposizioni urgenti per il contenimento della spesa sanitaria e in materia di regolazioni contabili con le autonomie locali', al fine di ottenere l'integrale trasferimento compensativo ai Comuni delle risorse venute meno con l'abolizione parziale dell'Ici. La "manovra" del Governo prevede "tagli" per 35 miliardi di euro nei prossimi tre anni, di cui 9,2 per gli Enti locali. Per poter chiudere i bilanci 2008, ai Comuni mancano almeno 650 milioni di trasferimenti statali.

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UNO SPIRITO maligno è entrato nell'organizzazione pubblic... (sezione: Province)

( da "Resto del Carlino, Il (R. Emilia)" del 07-11-2008)

Argomenti: Province

REGGIO LETTERE pag. 11 UNO SPIRITO maligno è entrato nell?organizzazione pubblic... UNO SPIRITO maligno è entrato nell?organizzazione pubblica reggiana. Parliamo di efficienza e di organizzazione. Si parla anche di razionalizzazione e di necessità di ridurre i costi e di migliorare i servizi ai cittadini. A tale fine un dipendente pubblico mi illustra il quadro organizzativo del Comune di Reggio Emilia e della Provincia. In particolare mi elenca l?ubicazione dei vari uffici pubblici e degli assessorati e che di seguito indico. Comune di Reggio Emilia: otto sedi diverse. Uffici in via Toschi (ex Sip), in Via Secchi (ex Aci),in Via Emilia S. Pietro( ex Tribunale), presso la Galleria Parmeggiani, presso la Galleria S. Maria , presso il Palazzo Ancini ed in Via Farini ( ex URP), in Piazza Prampolini oltre agli uffici delle varie circoscrizioni. Provincia di Reggio Emilia: nove sedi diverse. In Corso Garibaldi,26, presso il Palazzo Magnani, in Via Mazzini, presso Piazza S.Giovanni. in Piazza Gioberti. ,in Via Premuda, presso l?edificio Ente Fiera (70 persone. Ass.to agricoltura), presso Palazzo della Bonifica ed in Via Gorizia. Ovviamente in ogni edificio esiste un centralino, fattorini, segretarie e servizi vari. IL dipendente pubblico mi evidenzia poi, oltre alla poca funzionalità della macchina pubblica così frazionata ed agli alti suoi costi, il disagio dei cittadini che necessitano di diversi servizi comunali. Mi ricorda altre città italiane che da tempo hanno razionalizzato le loro strutture concentrando tutti i servizi in un unico edificio con adeguato parcheggio. Ciò ha permesso loro di ridurre sensibilmente i costi di gestione, degli immobili e di personale rendendo un miglior servizio ai cittadini. Senza entrare nel merito della utilità o meno di certe enti (personalmente sono per l?abolizione delle Province) mi rendo conto che la nostra città non pecca di efficienza e di razionalità. Anzi, così strutturata, è il segno della irrazionalità e delle sperpero, con evidenti disagi e costi per tutti. Si parlò un tempo di sistemazione dell?OPG di via Franchi per adibire detto fabbricato a tutti gli uffici della Provincia. Forse uno spirito maligno, per dirla con gli animisti africani, è entrato nell? organizzazione pubblica reggiana ed occorrerà inventare una danza magica con uno stregone per liberarsene. Intanto però i costi pubblici di gestione aumentano, i cittadini maledicono Calatrava e si lamentano di essere costretti , con dispendio di tempo e di energie, a percorrere a piedi gran parte della città per recarsi ai vari uffici pubblici, il personale pubblico gira con faldoni da un assessorato all?altro e per le vie cittadine ed infine si polemizza con Roma che taglieggia i bilanci pubblici. Un po? di buon senso e di buona volontà ed una minima capacità organizzativa potrebbero dare una svolta a questo situazione confusa , onerosa e contradditoria. Carlo Baldi

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costantini: così difenderò la costa (sezione: Province)

( da "Centro, Il" del 09-11-2008)

Argomenti: Province

Pagina 2 - Altre Costantini: così difenderò la costa «No ai pozzi di gas e greggio Il territorio è una risorsa» Il candidato presidente del centrosinistra a Teramo con Ruffini TERAMO. «Il Pdl ha deciso tutto a Roma. Ora mi aspetto solo che il programma a Chiodi glielo mandi Berlusconi via fax». Con queste parole Carlo Costantini, candidato alla presidenza della Regione per il centrosinistra, è entrato a gamba tesa sul suo avversario nella corsa all'Emiciclo, Gianni Chiodi. Lo ha fatto ieri pomeriggio a Teramo, in casa del candidato del Pdl, dove Costantini si è presentato per la prima volta in occasione dell'inaugurazione del comitato elettorale provinciale di Claudio Ruffini, ex sindaco di Giulianova ed ex presidente della Provincia. Dopo essere stato al "Security Day" a Manoppello, Costantini è arrivato nella sede di Ruffini alle 18.20 e ha preso la parola dopo il presidente della Provincia, Ernino D'Agostino, e dopo lo stesso Ruffini. In quaranta minuti di discorso il candidato del Pd, davanti a vari esponenti del suo partito, ha parlato del suo programma elettorale puntando il dito contro il Pdl: «Non ho percepito un solo spunto programmatico dei miei avversari. E' un programma invisibile che sfrutta l'onda del berlusconismo. Chiodi deve metterci la faccia con gli elettori», ha detto Costantini, «visto che non l'ha messa nemmeno nel simbolo della coalizione. Noi abbiamo le mani libere», ha aggiunto, «e dobbiamo rispondere del nostro operato solo ai cittadini perché il territorio è la migliore risorsa». Costantini ha poi tracciato le linee guida della sua coalizione, concentrandosi su temi come il «no alle estrazioni di petrolio e metano» e sulla «salvaguardia della costa». Inoltre ha parlato della volontà di creare un'unica Asl regionale e di dare meno soldi ai consiglieri e assessori sempre regionali. Concetto, quest'ultimo, sul quale ha insistito molto anche Claudio Ruffini. L'ex sindaco di Giulianova non si è risparmiato una «stoccata» a Chiodi: «Fa molto fumo e niente arrosto»; poi Ruffini ha parlato di abolizione del ticket sui farmaci, di lotta ai tagli alle università, di aiuti alle imprese agricole, all'artigianato e alle famiglie e ha annunciato il massimo impegno per completare a breve la Teramo-mare fino a Giulianova e il Lotto Zero (opera incompiuta da oltre venti anni) per migliorare la viabilità di Teramo. Tra i tanti presenti del Pd ieri a Teramo (Nicola Crisci, Stefania Misticoni e Manola Di Pasquale) non è passata inosservata l'assenza di Angelo Sperandio, l'ex sindaco della città che riuscì a sconfiggere Gianni Chiodi nel 1999 e che ora è tornato in pista per le regionali. Sperandio, però, avrà modo di rifarsi domani, quando Costantini, alla presenza di Francesco Rutelli, sarà di nuovo a Teramo (alle 18 nella sala polifunzionale della Provincia) per la presentazione della lista degli otto candidati consiglieri Pd per la provincia di Teramo. Gaetano Lombardino

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disertate la fiera ornitologica (sezione: Province)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 09-11-2008)

Argomenti: Province

Pagina 6 - Pordenone «Disertate la fiera ornitologica» La Lega per l'abolizione della caccia: «Un triste spettacolo» «Abbiamo appreso che in Fiera si sta svolgendo una mostra ornitologica con l'esposizione di uccelli. E' triste constatare il fatto che l'ente Fiera debba ricorrere a simili tristi spettacoli per attirare un po' di pubblico». A sostenerlo è Alessandro Sperotto, delegato della Lac (Lega per l'abolizione della caccia) della sezione del Friuli Venezia Giulia. «Ci si chiede poi, in merito allo spirito della manifestazione, che senso abbia costringere a vita migliaia di animali in piccole gabbiette per il solo piacere umano di poterli vedere da vicino e di sentirne il canto - aggiunge l'esponente animalista -. L'evoluzione sociale e culturale ha ormai portato la stragrande maggioranza delle persone a comprendere che gli animali non umani sono esseri senzienti e che il loro comportamento non deve essere piegato ai nostri più stravaganti desideri se non si vuole essere forieri di indicibili sofferenze. Fortunatamente, detta evoluzione culturale appartiene anche alla stragrande maggioranza dei pordenonesi». Peccato che, secondo la Lac, «a sostegno di simili eventi la Regione, su richiesta della Provincia di Pordenone, abbia autorizzato la cattura di centinaia di uccelli in natura, tra i quali alcune specie protette. Il provvedimento per la cattura degli uccelli è stato richiesto dalla Provincia con lo scopo di destinare gli uccelli stessi, catturati in natura e poi ingabbiati a vita, agli espositori nelle sagre e nelle fiere venatorie, nello specifico all'Associazione ornitologica friulana sagre e fiere venatorie». La richiesta di cattura sarebbe motivata dal fatto che «gli uccelli cresciuti in allevamento non cantano come quelli in natura. Invitiamo pertanto a disertare questo triste spettacolo di centinaia di animali rinchiusi in gabbia per tutta la vita, quando è possibile facilmente vederli volare e cantare liberi negli ambienti naturali».

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appello a tondo: fermi subito l'uccellagione (sezione: Province)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 10-11-2008)

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Pagina 6 - Regione Appello a Tondo: «Fermi subito l'uccellagione» WWF, LIPU E LAV PORDENONE. Un intervento del presidente Tondo, «per lasciare a centinaia di uccelli la libertà di continuare a volare nel cielo anzichè essere reclusi in gabbie per allietare le orecchie di qualche collezionista di animali», è stato rilanciato ieri da alcune associazioni ambientaliste regionali nei giorni della riapertura della pratica venatoria. Le sezioni regionali della Lega per l'abolizione della caccia, di Legambiente, della Lipu, del Wwf e della Lav condannano in particolare - in una nota - l'autorizzazione regionale, concessa il 24 ottobre su richiesta della Provincia di Pordenone, all'uccellagione, pratica che «dal 1977 - osservano gli ambientalisti - in tutta Italia è reato, punito con l'arresto fino a un anno».

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Miriam Makeba è morta stanotte a CastelVolturno, dopo un concerto dedicato a Roberto Saviano (sezione: Province)

( da "Musicalnews.com" del 10-11-2008)

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Notizie Pubblicato il 10/11/2008 alle 07:59:54 Commenti alla notizia: Leggi - Inserisci nuovo Miriam Makeba è morta stanotte a CastelVolturno, dopo un concerto dedicato a Roberto Saviano di Patrizia Busonero Divenuta celebre con la canzone Pata pata, era nata nel 1932 in Sud Africa, paese che la vide combattere strenuamente per l'abolizione dell'apartheid: ieri sera era riuscita a portare a termine il concerto, per poi sentirsi male. Divenuta celebre con la canzone Pata pata, era nata nel 1932 in Sud Africa, paese che la vide combattere strenuamente per l'abolizione dell'apartheid: ieri sera era riuscita a portare a termine il concerto, per poi sentirsi male. La sua densa biografia dice che e' nata a Johannesburg; sua madre era una sangoma di etnia swazi e suo padre era uno Xhosa: praticamente non l'ha mai conosciuto, visto che e' morto quando lei aveva solo 6 anni. Miriam ba iniziò a cantare a livello professionale negli anni '50, con il gruppo Manhattan Brothers, e poi fondò una propria band, The Skylarks, che univa jazz e musica tradizionale sudafricana. Nel 1959 cantò nel musical jazz sudafricano King Kong insieme a Hugh Masekela, che poco dopo divenne il suo primo marito. Ma le cose non andavano bene economicamente e le royalties che riceveva erano davvero scarse... Nel 1960 partecipò al documentario anti-apartheid Come Back, Africa e fu invitata al Festival del Cinema di Venezia; una volta in Europa stabilì di non rimpatriare.... si trasferì a Londra, dove conobbe Harry Belafonte, che la aiutò a trasferirsi negli Stati Uniti e farsi conoscere come artista. In America Makeba incise molti dei suoi brani di successo, come Pata Pata, The Click Song e Malaika...il resto e' storia del XXesimo secolo. E' morta nella notte a Castel Volturno, in provincia di Caserta, dove si era esibita poche ore prima ad una manifestazione musicale contro la camorra dedicata al giornalista e scrittore Roberto Saviano. L'artista si è sentita male dopo aver terminato il suo concerto: in ospedale le è stata diagnosticata una crisi cardiaca che alla fine e' risultata fatale.

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Per qualche euro in più (sezione: Province)

( da "Opinione, L'" del 10-11-2008)

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Oggi è Lun, 10 Nov 2008 Edizione 240 del 08-11-2008 RAFFAELE LOMBARDO Sul federalismo fiscale rimane netta la divisione tra Nord e Sud Per qualche euro in più ?La questione meridionale è stata archiviata e noi la vogliamo riportare con forza al primo posto del dibattito politico? di Francesco Blasilli L?Italia è sempre più divisa, quasi spaccata in due. Ma è una divisione che, forse, più che dalla gente nasce dalla politica. Una politica che non solo si divide selvaggiamente tra centrodestra e centrosinistra (quando mai, da noi, lo sconfitto chiamerà il vincitore ?il mio presidente? come ha fatto McCain?), ma che presenta profonde fratture anche all?interno dello stesso schieramento. La divisione più evidente, è ancora un volta quella tra Nord e Sud, e si incentra adesso sul federalismo fiscale, nonostante siano state fatte ampie garanzie al meridione (da sempre grande bacino di voti per Berlusconi, dunque sarebbe folle ?massacrarlo?). Ma questo è il messaggio che arriva dall?alto. Ieri ad Asolo, in provincia di Treviso, le fondazioni ?Farefuturo? (braccio armato di Fini) e ?ItalianiEuropei?, dalemiana fino al midollo, hanno dato vita ad un workshop sul federalismo. Stesso giorno e stesso tema, per una riunione dei presidenti delle Regioni del Sud che si è tenuto a Palermo. E se da una parte, al Nord, si invita il governo a tirare dritto, dall?altra si incita alla cautela per non mettere ulteriormente in difficoltà il Meridione. Certo, è curioso, che tra i ?dalemiani? e i ?finiani? non vi sia nessun esponente di Forza Italia ad Asolo, ma la frattura ormai c?è stata, ed allora il Presidente della Camera preferisce pensare ad una bicamerale ?con i baffi?. Intanto ?la riforma del federalismo fiscale è un aspetto prioritario? - spiega il segretario di FareFuturo (e anche sottosegretario allo Sviluppo economico) Adolfo Urso e può anche essere ?realizzata in tempi brevi, perché trattasi di legge ordinaria, ma va certamente innestata in un impianto costituzionale omogeneo. Per questo, è assolutamente necessario che parta anche il treno delle riforme istituzionali?. Ciò significa quantomeno differenziare il ruolo delle due Camere, dare maggiori poteri al Presidente del Consiglio e riformare il Titolo V della Costituzione, ?oltre all?abolizione di Province e Comunità montane?. Il tutto fatto, però, ?introducendo accanto alle riforme del federalismo fiscale e costituzionale meccanismi che garantiscano la cornice dell?unità della Repubblica?, questo ha ricordato il vicepresidente del Senato, Domenico Nania. Il vice presidente dei senatori del Pd Nicola Latorre, invece, è convito che il tema del federalismo non debba ?essere declinato come un trofeo da esibire mentre rischia di passare mettendo in pericolo l?unità dello stato?, tema questo che unisce indissolubilmente annini e dalemiani. Per Latorre la sfida del federalismo va accettata ?perché può essere un intervento utile a ridurre il divario nord-sud e anche al mezzogiorno a cambiare un tipo di politica a volte inquinata da un processo di deresponsabilizzazione?. La pensano però un po? diversamente qualche chilometro più giù, a Palermo, da dove il presidente della Regione Calabria Agazio Loiero ripercorre le tappe del federalismo fiscale: ?siamo partiti da un testo di legge devastante per il Mezzogiorno, adesso, grazie ad alcuni emendamenti dei presidenti delle regioni del Sud, siamo arrivati a un provvedimento condiviso ma che presenta alcune zone d?ombra che ci preoccupano?. Soddisfatti, ma non troppo dunque. Perché la convinzione unanime è quella che spiega Saverio Romano, segretario dell?Udc Sicilia, secondo il quale ?l?asse politico del governo nazionale ha il suo baricentro al nord e il suo ago della bilancia nella Lega di Bossi: questa è ormai una verità incontrovertibile e la conseguenza è una forte penalizzazione per lo sviluppo e la crescita del Mezzogiorno e per la Sicilia in particolare?. Ed è per questo che il Governatore siciliano Raffaele Lombardo ricorda che ?c?è una questione meridionale che negli ultimi anni è stata archiviata e che noi vogliamo riportare con forza al primo posto del dibattito politico e dell?agenda del governo?. In quest?ottica le regioni del Mezzogiorno hanno concordato la costituzione di una commissione tecnica, fatta di economisti e costituzionalisti che predisporrà delle proposte di attuazione del ddl sul federalismo fiscale. Ma se la divisione Nord-Sud non vi basta, e la vostra libido da separazione non è appagata nemmeno dagli scontri Berlusconi-Fini e dal rinnovato amore di quest?ultimo per D?Alema, ecco a voi l?ultimo stadio della polemica. Arriva da Trento, dove domenica si vota per il rinnovo del consiglio provinciale; siamo al Nord, eppure questo federalismo piace poco, come se fossimo a Catania. D?altronde Trento è una provincia autonoma, con annessi e connessi. E per chi non l?avesse ancora capito, questa è una storia che parla di vile denaro. Nulla di più.

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Pne: Le Province restino con più forza, le Cm no (sezione: Province)

( da "Corriere delle Alpi" del 11-11-2008)

Argomenti: Province

ENTI DA TAGLIARE Pne: «Le Province restino con più forza, le Cm no» BELLUNO. Un secco no all'abolizione delle province arriva dal segretario provinciale di Progetto Nordest Luciano Reolon. «In questi giorni», afferma, «si sente parlare di una riorganizzazione del sistema degli enti locali e ogni partito suggerisce quale livello amministrativo possa essere sacrificato sull'altare di un presunto taglio della spesa pubblica. Da questo punto di vista, noi del PNE abbiamo le idee chiare e diciamo "no" all'ipotesi, per la verità un po' fantapolitica, di eliminare le province». Secondo Luciano Reolon, non vale nemmeno la pena di chiedersi se questi enti vanno soppressi o no. «La questione», spiega, «è un'altra: qual è il ruolo che le Province devono avere nell'amministrazione del territorio? A nostro avviso, è necessario dare maggiore autonomia finanziaria e amministrativa a questi enti. Il che significa creare sette Province autonome all'interno di una regione autonoma, esattamente come accade nelle realtà a statuto speciale. Ogni soluzione mediata sarà una soluzione pasticciata che non servirà a dare quelle risposte che i cittadini si attendono. La politica deve avere il coraggio di prendere decisioni forti, di avviare riforme vere e, oserei dire, radicali. Se vogliamo fermare l'emorragia dei comuni secessionisti», afferma ancora Luciano Reolon, «non possiamo utilizzare un semplice cerotto: serve una medicazione vera che aiuti a cicatrizzare la ferita che è stata provocata da una politica centralista e insensibile al malessere della nostra gente. In questo quadro», osserva il segretario bellunese del PNE, «abolire le Regioni sarebbe un altro schiaffo all'autogoverno dei territori. Se davvero vogliamo eliminare gli sprechi delle pubbliche amministrazioni, meglio pensare a una riforma profonda delle Comunità Montane che potrebbero essere trasformate in assemblee dei sindaci a costo zero, sul modello della conferenza dei sindaci in ambito socio-sanitario. In questo modo sarebbe possibile avere dei risparmi veri, con la possibilità di attuare politiche sovracomunali».

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<Fringuello e storno sono ancora cacciabili> (sezione: Province)

( da "Gazzettino, Il (Venezia)" del 12-11-2008)

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Dopo le richieste di chiarimento «Fringuello e storno sono ancora cacciabili» Solimini: «Ma la legge è sotto esame» «Il documento approvato dalla Provincia che segue la sentenza del Tar del Lazio che ha accolto la richiesta di sospensiva presentata dalla Lega abolizione caccia e dal Wwf, annullando l'accordo della Conferenza delle Regioni del 26 marzo 2008 sulla spartizione degli uccelli protetti, non ha valenza giuridica ma è solo un documento politico». Le parole sono dell'assessore provinciale alla caccia Luigi Solimini che cerca di chiarire una vicenda che nel mondo venatorio litoraneo, ma anche in quello provinciale, rischia di fare confusione. «Molti cacciatori litoranei si sono rivolti a nostri uffici chiedendo delle spiegazioni - dice l'assessore Luigi Solimini - chiedendoci se rischiano delle sanzioni. La legge in deroga che autorizza la caccia a fringuello, peppola, storno e pispola attualmente è sotto osservazione della Corte Costituzionale che dovrà decidere su una sua abrogazione, ma è attualmente ancora in vigore. Sarà solo la Corte Costituzionale e successivamente la Regione a decretare il suo annullamento e non la Provincia». Rimane comunque valido il documento approvato dal consiglio provinciale, che a Cavallino-Treporti ha scatenato gli entusiasmi delle associazioni ambientaliste locali da anni impegnate contro la caccia degli uccelli protetti, e che riconosce alle associazioni promotrici del ricorso (Lac e Wwf), l'importante azione in difesa della fauna protetta e impegna il presidente della giunta provinciale a disporre in forma cautelativa un'urgente ed opportuna informazione presso il mondo venatorio sulla situazione attuale venutasi a creare, oltre che un'intensificazione dei controlli a tutela delle specie protette di fringuelli, peppole, pispole e storni. «E' solo un documento politico - conclude l'assessore provinciale - approvato per biasimare la Regione che ha scelto la discutibile strada legislativa, invece di assumere più opportuni provvedimenti deliberativi che necessitano tuttavia di essere supportati da solide e concrete motivazioni».Giuseppe Babbo

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La polemica sui valichi di montagna (sezione: Province)

( da "Giornale di Brescia" del 13-11-2008)

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Edizione: 13/11/2008 testata: Giornale di Brescia sezione:la città CACCIAPENSIERI La polemica sui valichi di montagna Ricorre da un po' di tempo a questa parte una polemica, tanto sterile quanto strumentale, sull'individuazione di alcuni valichi montani e sull'operato della Provincia, in particolare dell'assessorato Caccia. L'elevata pressione venatoria e la notevole percentuale di territorio che la legge nazionale impone a protezione della fauna selvatica, fa guardare con legittima apprensione a qualsiasi iniziativa che possa portare ad ulteriori espropri di aree destinate alla caccia. Il tema legato ai valichi montani è uno di questi, dal momento che la legge quadro 157/92 (art.21, comma 2) stabilisce che la caccia è vietata su tutti i valichi montani interessati dalle rotte di migrazione dell'avifauna per una distanza di metri 1.000 dagli stessi. Divieto confermato dalla legge della Lombardia n. 26/93 (art. 43 comma 3) che ne affida alle Province l'individuazione, con la precisazione che devono essere ubicati nel comparto di maggior tutela della Zona Alpi e indicati nei piani faunistico venatori. La Provincia di Brescia con delibera del Consiglio 19 aprile 1999 n.30 approvava il piano faunistico individuando nove valichi montani. Nel dicembre 2006 la Lega abolizione caccia notificava alla Provincia un atto di «significazione e diffida stragiudiziale» perché nel piano provinciale sarebbero stati individuati valichi in numero inferiore a quelli meritevoli di essere presi in considerazione, come confermerebbe il piano faunistico regionale peraltro mai approvato dal Consiglio del Pirellone e dunque del tutto inesistente sotto il profilo giuridico. Davanti al mancato accoglimento delle richieste, la Lac ricorreva al Tar, il quale con sentenza 9 luglio 2007 ne ha condiviso la tesi in ordine all'istituzione di ulteriori otto passi montani in aggiunta a quelli già individuati, ordinando alla Provincia di avviare le procedure di revisione del piano entro 30 giorni e di concluderle prima dell'apertura della caccia. Da notare che tra questi otto, due ricadono in quel di Bergamo, uno nell'ambito di pianura e altri sono ubicati nella zona di minor tutela delle Alpi. Insomma, il problema parrebbe riguardare solo il Giogo del Maniva e il Colle di San Zeno tra l'altro anch'essi ricadenti in parte nella zona B delle Alpi. Con tempestività l'assessore Sala proponeva una delibera (25 luglio 2007) con la quale si stabiliva il divieto di caccia alla sola avifauna a ridosso dei versanti del Giogo del Maniva ricadenti nella zona Alpi di maggior tutela e nel contempo chiedeva all'Infs il parere tecnico sulle rotte di migrazione per i passi montani indicati. Parere che l'Infs trasmetteva nel febbraio 2008, tanto superficiale da far dubitare del suo valore scientifico. Infatti il Colle di San Zeno sarebbe da considerare un valico importante per la migrazione come testimoniato, a dire dell'Infs, dal bel testo di Giampiero Corti «I roccoli dell'Alta Valle Trompia», che segnala nelle vicinanze del Colle la presenza di 15 roccoli. Soltanto che attualmente ne funziona uno solo e d'altro canto è lo stesso Corti a segnalare con puntuali riferimenti temporali che furono tutti dismessi. Da qui la nota del 26 marzo di Federcaccia, formulata con il prezioso contributo del presidente Dianti della sezione di Pezzaze - comune nel quale parte del Colle di San Zeno ricade - di operare, prima di definirlo valico, il monitoraggio della migrazione autunnale per un periodo dai tre ai cinque anni. Il 22 luglio la Giunta della Provincia, su proposta dell'assessore Sala, istituiva sul Colle di San Zeno per 5 anni un centro di monitoraggio in collaborazione con l'Infs vietando la caccia vagante lungo la direttrice tra le località «Colma di Vaiazzo» e «Galle» per una distanza di circa 500 metri. Questi i fatti. Dopo la Sentenza del Tar, dovendo per forza dare esecutività alla sentenza, l'assessore Sala non aveva molte vie d'uscita. Resta da capire se la Lac ritiene sufficienti i provvedimenti messi in atto dalla Provincia o se invece attiverà apposito giudizio di ottemperanza avanti il Tar il quale potrebbe nominare un commissario per provvedere all'istituzione dei valichi. A cura di Federcaccia Brescia

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Nuovi terreni edificabili 20% di sconto (sezione: Province)

( da "Trentino" del 13-11-2008)

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ICI Nuovi terreni edificabili 20% di sconto TRENTO. Ici scontata del 20% per il 2007 per i nuovi terreni resi edificabili dall'ultima variante al piano regolatore. è questa la proposta che l'assessore alle attività economiche Andrea Robol ha presentato ieri alla commissione bilancio. Il decreto Bersani prevede che l'Ici venga recuperata dal momento in cui il consiglio comunale ha approvato la nuova destinazione delle aree, ovvero con l'approvazione della variante a novembre 2006. Considerato però che il via libera della Provincia è arrivato quasi un anno e mezzo dopo, a febbraio 2008, e che in questo lasso di tempo i proprietari su quei terreni non hanno potuto costruire, la giunta ha proposto per il 2007 di far pagare l'80% dell'imposta comunale, con uno sconto del 20% così come avviene nel caso di aree edificabili soggette ai tempi lunghi di un piano attuativo. In commissione l'assessore ha inoltre confermato che nel 2009 le aliquote e le detrazioni Ici rimarranno inalterate (con la novità dell'abolizione dell'Ici sulla prima casa decisa dal governo). Novità infine per il regolamento Cosap: fuori dai negozi potrà essere esposta solo la merce venduta all'interno e solo in orario di apertura; la Provincia sarà esentata dal canone Cosap per i cantieri sulle aree comunali, così come avviene per il Comune su aree provinciali. (ch.be.)

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Si raccolgono firme per abolire le province. Ma non a Belluno (sezione: Province)

( da "Gazzettino, Il (Belluno)" del 13-11-2008)

Argomenti: Province

Lorenzo Furlan (portavoce del neonato comitato): «Non ho trovato nessuno che fosse disponibile ad allestire un banchetto per dare linfa a questa iniziativa» Si raccolgono firme per abolire le province. Ma non a Belluno Una proposta di legge di iniziativa popolare per la soppressione delle Province. È quanto sta attuando un apposito Comitato che i prossimi 15 e 16 novembre sarà in molte piazze italiane per raccogliere le 50.000 firme necessarie alla presentazione della proposta.Ma a Belluno non ci sarà nessuna iniziativa del genere. Lo lamenta il portavoce del Comitato, Lorenzo Furlan, cittadino di San Donà di Piave con origini trevigiane che, spiega, nonostante l'idea della soppressione delle Province circoli anche a Belluno, nessuno si è preso la briga di allestire un banchetto per dare linfa a questa iniziativa.«Eppure dice Furlan ci sono stati dei contatti anche con alcuni bellunesi che a parole si sono detti favorevoli alla presentazione della proposta di legge popolare. Ma, quando si è trattato di organizzare sul territorio un gazebo per raccogliere le firme, nessuno si è detto disponibile a farlo».Furlan non sa spiegarsi il perché. «Forse nel Bellunese la Provincia è vista come un ente forte e c'è un po' di soggezione nell'attuare qualsiasi iniziativa concreta che porti alla sua abolizione? Oppure - ipotizza il portavoce del Comitato è una questione di pigrizia. Nessuno si vuole rompere le scatole nel fare un giro per gli uffici comunali a chiedere le dovute autorizzazioni».Fatto sta che, a meno di un repentino colpo di reni di qualche volenteroso, a Belluno la raccolta di firme non ci sarà.Il testo della proposta e le motivazioni, ricorda il Comitato, sono disponibili sul sito www.aboliamoleprovince.it, così come sono consultabili sul sito le piazze italiane e gli orari in cui verranno allestiti, sabato e domenica, i banchetti.«Ad oggi abbiamo raccolto circa 30.000 firme dice Furlan ma entro dicembre ne servono altre 20.000».Per i bellunesi interessati si prospetta una emigrazione del voto.M.D.

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"con l'abolizione della tassa sulla bonifica trenta milioni per le famiglie toscane" (sezione: Province)

( da "Repubblica, La" del 14-11-2008)

Argomenti: Province

Pagina XI - Firenze Forza Italia "Con l´abolizione della tassa sulla bonifica trenta milioni per le famiglie toscane" «abolire il balzello iniquo, odioso e solitamente ingiustificato, quale è la tassa sulla bonifica lascerebbe oltre 30 milioni di euro ogni anno nelle tasche delle famiglie toscane: un aiuto ai cittadini che non costerebbe neppure un euro alla Regione». E´ l´abolizione della tassa chiesta dai consorzi di bonifica contenuta nella proposta di legge presentata da Forza Italia. Una proposta che «è uno strumento di moralizzazione e razionalizzazione della spesa pubblica», dice il consigliere regionale Maurizio Dinelli, primo firmatario. Per Dinelli, del resto, oltre alla tassa si devono abolire anche i Consorzi di bonifica: «Non è più possibile continuare a togliere risorse alle famiglie toscane costrette a districarsi tra mutui, disoccupazioni, caro affitti e caro bollette», continua il consigliere regionale. Convinto «che la salvaguardia idraulica del territorio può essere tutelata trasferendo le competenze sulla manutenzione dei corsi d´acqua alle Provincie».

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Pil: Venturi, crisi grave servono decisioni coraggiose (sezione: Province)

( da "Borsa(La Repubblica.it)" del 14-11-2008)

Argomenti: Province

Pil: Venturi, crisi grave servono decisioni coraggiose (Teleborsa) - Roma, 14 nov - "Recessione tecnica come la definisce l'Istat o no il punto è che dobbiamo evitare che la crisi sia lunga e pesante e che si aggravi il tracollo dei consumi con conseguenze disastrose per le pmi e l'occupazione. Insistiamo: vanno detassate le tredicesime, decisi acconti fiscali più leggeri a novembre, rivisti gli studi di settore. Le risorse si trovino modificando la legge finanziaria e tagliando le spese improduttive a partire dalla abolizione delle province". Lo afferma, in una nota, il Presidente di Confesercenti, Marco Venturi commentando i dati dell'Istat sul Pil. "Questo è il momento di adoperarsi per ridare fiducia al Paese" aggiunge Venturi. Ognuno faccia la sua parte per contrastare una crisi sempre più pericolosa. Ma con un Pil in caduta libera il ruolo delle piccole imprese non può essere ignorato. Chiediamo allora che il Governo apra un tavolo permanente coinvolgendo tutte le forze sociali per stabilire una chiara strategia antirecessiva. 14/11/2008 - 12:17

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Venturi (Confesercenti) su Pil: "Crisi grave, servono decisioni coraggiose" (sezione: Province)

( da "Sestopotere.com" del 14-11-2008)

Argomenti: Province

Venturi (Confesercenti) su Pil: "Crisi grave, servono decisioni coraggiose" (14/11/2008 15:20) | (Sesto Potere) - Roma - 14 novembre 2008 - "Recessione tecnica come la definisce l'Istat o no il punto è che dobbiamo evitare che la crisi sia lunga e pesante e che si aggravi il tracollo dei consumi con conseguenze disastrose per le pmi e l'occupazione.Insistiamo: vanno detassate le tredicesime, decisi acconti fiscali più leggeri a novembre, rivisti gli studi di settore. Le risorse si trovino modificando la legge finanziaria e tagliando le spese improduttive a partire dalla abolizione delle province. Questo è il momento di adoperarsi per ridare fiducia al Paese. Ognuno faccia la sua parte per contrastare una crisi sempre più pericolosa. Ma con un Pil in caduta libera il ruolo delle piccole imprese non può essere ignorato. Chiediamo allora che il Governo apra un tavolo permanente coinvolgendo tutte le forze sociali per stabilire una chiara strategia antirecessiva.

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raccolta firme per abolire le province (sezione: Province)

( da "Nuova Venezia, La" del 15-11-2008)

Argomenti: Province

DA OGGI IN TUTTO IL BASSO PIAVE Raccolta firme per abolire le Province SAN DONA'. La sfida è abolire le Province d'Italia con una proposta di legge popolare che trova la sua origine a San Donà. Tra oggi e domani, in tutta Italia e nei Comuni del Veneto Orientale saranno allestiti i banchetti per raccogliere le firme organizzati dal comitato sandonatese. «La nostra campagna per la abolizione delle Province - spiegano i promotori - si concentra sulla raccolta di firme per il disegno di legge di iniziativa popolare per la loro decostituzionalizzazione. Le firme devono essere raccolte in 6 mesi consecutivi tra la data delle prime vidimazioni e la consegna. Per non perdere migliaia di firme raccolte, già circa 30 mila, nella prima parte della campagna dobbiamo raccogliere oltre 25.000 firme nei prossimi mesi. La cospicua crescita della rete la si può vedere nella pagina del sito www.aboliamoleprovince.it. Abbiamo indetto per questo weekend due giornate nazionali che si svolgeranno un pò dappertutto in Italia, con banchetti che da noi sono stati organizzati organizzatitra San Donà, Fossalta, Caorle, Jesolo e altri Comuni, come anche Mestre e Venezia». Ormai manca poco. «Stiamo chiedendo le autorizzazioni e contattando gli autenticatori - continuano - per riuscire a raggiungere le 50.000 firme in tempo abbiamo cercato di aumentare i contatti a livello nazionale, ma la lotta per riuscire ad avere un passaggio sugli organi di informazione a diffusione nazionale è improba. Alcuni giornali si sono rifiutati malgrado, una campagna continua per la abolizione delle Province, di dedicare 65 caratteri, poco più di una riga, alla nostra iniziativa di cittadini semplici». (g.ca.)

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abolire i consorzi di bonifica e la tassa che penalizza la gente (sezione: Province)

( da "Tirreno, Il" del 15-11-2008)

Argomenti: Province

Per il consigliere regionale Dinelli vanno smantellati «Abolire i Consorzi di Bonifica e la tassa che penalizza la gente» LA PROPOSTA Funzioni trasferite alla Provincia CAPANNORI.«L'abolizione del balzello iniquo, odioso e solitamente ingiustificato, quale è la tassa consortile, lascerebbe mediamente oltre 50 euro l'anno nelle tasche delle famiglie lucchesi costrette a fronteggiare una feroce crisi economica. Un immediato e concreto aiuto per i cittadini che non costerebbe neppure un euro alla Regione». Il consigliere regionale di Forza Italia, Maurizio Dinelli, presenta una legge per abolire la tassa sulla bonifica contro la quale si è espressa più volte anche la Corte Costituzionale. «La legge - sottolinea Dinelli - è un concreto strumento di moralizzazione e razionalizzazione della spesa pubblica. L'abolizione di enti come i Consorzi di Bonifica rappresenta infatti un intervento di buona amministrazione con un valore etico ancor prima che politico o istituzionale. Non è più possibile continuare a togliere risorse alle famiglie lucchesi costrette a districarsi tra mutui, disoccupazioni, caro affitti e caro bollette, per destinarle a mantenere in piedi i Consorzi di Bonifica. Questo è un insopportabile malcostume amministrativo che intendiamo contribuire a superare con la nostra proposta che non dimentica né di salvaguardare e valorizzare le tante professionalità che, con gli anni, si sono formate all'interno dei Consorzi né, tantomeno, di garantire la salvaguardia idraulica del territorio trasferendo alle provincie le funzioni di bonifica ed ogni competenza d'intervento sui corsi d'acqua che rappresentano un'importante ricchezza per la Toscana». «La proposta della giunta regionale - conclude Dinelli -, nella sostanza, non cambia niente, nonostante le precedenti dichiarazioni dell'assessore Betti. Rimane lo stesso numero di consorzi e lo stesso iniquo balzello a carico di tutti i cittadini, indipendentemente che ottengano o meno un beneficio dai lavori del consorzio». La proposta di legge di Dinelli in pillole prevede l'abolizione dei consorzi come carrozzoni burocratici; abolizione della tassa consortile; trasferimento delle funzioni alle province; tutela delle maestranze e delle professionalità presenti negli enti; risparmio per i cittadini di oltre 30 milioni di euro.

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cattura di volatili, diffidate provincia e regione (sezione: Province)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 15-11-2008)

Argomenti: Province

Pagina 2 - Pordenone Cattura di volatili, diffidate Provincia e Regione Denuncia di quattro associazioni. «Per insegnare il canto si può usare il registratore» Levata di scudi da parte delle associazioni ambientaliste nei confronti dei provvedimenti di Regione e Provincia di Pordenone che autorizzano la cattura di 450 volatili per farli diventare maestri di canto e incentivare la riproduzione degli esemplari in cattività. A schierarsi contro l'autorizzazione concessa da Trieste e la delibera della giunta Ciriani la Lega per l'abolizione della caccia, la Lega antivivisezione, il Wwf e la Lega per la protezione degli uccelli. Nei confronti delle due istituzioni sono partiti gli atti di diffida con i quali intimano di annullare i provvedimenti; in caso contrario adiranno senza indugio alle vie giudiziarie. Per i sodalizi gli atti amministrativi sono palesemente illegittimi e, inoltre, le motivazioni che stanno alla base della cattura non rientrano tra quelle ammesse in deroga al principio regionale. Citano, in tal senso, il giudizio espresso dall'Ispra, l'istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, che «nel fornire parere sfavorevole al provvedimento regionale, ha inequivocabilmente indicato come i dati attualmente disponibili a livello europeo non consentono una determinazione oggettiva e scientificamente solida della piccola quantità prelevabile». Inoltre, sempre l'Ispra sottolinea «come sia del tutto sfornita di adeguata motivazione la richiesta di cattura di uccelli deliberata dalla Provincia, poiché l'apprendimento del canto è ottenibile utilizzando registrazioni dei suoni delle diverse specie facilmente reperibili sul mercato. Inoltre, come già avviene per alcune specie da lungo tempo allevate, è possibile selezionare esemplari con determinate caratteristiche canore, i quali a loro volta possono trasmettere tali peculiarità ad altri soggetti se posti a loro contatto nella fase sensibile di apprendimento». Le deroghe, aggiungono le associazioni, «possono essere accordate, in base alla normativa comunitaria, solo se non sussistono alternative al prelievo di esemplari dalla natura». Ora spetterà a Provincia e Regione decidere se andare avanti comunque. (ste.pol.)

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Province/ Bossi: l'abolizione non è nel programma che ho (sezione: Province)

( da "Virgilio Notizie" del 16-11-2008)

Argomenti: Province

Province/ Bossi: l'abolizione non è nel programma che ho votato La storia ha ormai stabilito che esistono postato fa da APCOM ARTICOLI A TEMA Altri Acqui Terme (Alessandria), 15 nov. (Apcom) - Umberto Bossi ribadisce la sua contrarietà all'abolizione delle Province e a chi gli fa notare che il provvedimento è nel programma del Pdl: "Non è un programma che io ho votato". A margine di una selezione di 'Miss Padania' ad Acqui Terme, Bossi spiega il suo parere negativo sull'abolizione con una domanda: "Come fai a dire ai bergamaschi che non c'è più la Provincia? Orma la storia è andata avanti, ha stabilito che ci sono le Province. Certe Province sono fondamentali e l'identità non si può cancellare, sennò crolla tutto".

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"a roma serve un city manager e la provincia è da abolire" - giovanna vitale (sezione: Province)

( da "Repubblica, La" del 16-11-2008)

Argomenti: Province

Pagina X - Roma Alemanno al convegno Confapi. Ed è già toto-nomine "A Roma serve un city manager e la Provincia è da abolire" GIOVANNA VITALE Un intervento a tutto campo al congresso nazionale del Confapi per suggerire l´abolizione delle provincie «che non servono a nulla» e plaudere alla «scossa giusta» data da Brunetta contro i fannulloni, affrontando alcuni dei nodi ancora irrisolti della sua amministrazione. Primo fra tutti la riorganizzazione della macchina comunale. Che, tanto per cominciare, «ha bisogno di un city manager», ha spiegato ieri nella Sala Capranica il sindaco Alemanno, precisando che al vaglio ci sarebbero già «numerosi candidati». In Campidoglio «ci sono 16 dipartimenti che lavorano in modo orizzontale; manca cioè una struttura apicale». Considerazione che gli offre il destro per attaccare l´ex sindaco Veltroni: «Potrei continuare a lungo, ma poi mi dicono che faccio polemica con il mio predecessore che è santo e che è buono, e allora io mi fermo qui». Ma la sua non è un´idea nuova: già il sindaco Rutelli era affiancato da un city manager. Secondo indiscrezioni, per individuarlo, Alemanno si sarebbe anche rivolto a una società di cacciatori di teste. E altri nomi si andrebbero ad aggiungere a quelli da lui stesso individuati. Una rosa di almeno quattro-cinque persone, fra cui - stando alle voci - il capo di gabinetto del ministro delle Politiche Agricole Giuseppe Ambrosio e l´ex segretario generale del Comune Vincenzo Gagliani Caputo. Che, uscito dalla porta per sopraggiunti limiti d´età, potrebbe così rientrare dalla finestra. Non è l´unico tema affrontato ieri da Alemanno. «Dobbiamo avviare una impressionante trasformazione della macchina comunale» ha insistito il sindaco. «A Roma abbiamo 61mila dipendenti, tra Comune e holding capitolina, quest´ultima ha 81 società che mettono le mani dappertutto e tolgono spazi al mercato». Dalla campagna elettorale ripete che bisogna "asciugare". Ma, a sei mesi dall´insediamento, ancora non ne ha chiuso neanche una. SEGUE A PAGINA VI

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''L'L'ABOLIZIONE del balzello iniquo, odioso e ... (sezione: Province)

( da "Nazione, La (Prato)" del 16-11-2008)

Argomenti: Province

AGENDA PRATO pag. 13 ??L?L?ABOLIZIONE del balzello iniquo, odioso e ... ??L?L?ABOLIZIONE del balzello iniquo, odioso e solitamente ingiustificato, quale è la tassa consortile, lascerebbe complessivamente oltre 30 milioni di euro ogni anno nelle tasche delle famiglie toscane, costrette a fronteggiare una crisi economica estremamente pesante. Un immediato e concreto aiuto che non costerebbe alla Regione neppure un euro.?Ed è proprio l?abrogazione della tassa sulla bonifica, contro la quale si è espressa più volte anche la Corte Costituzionale, uno degli obiettivi della Proposta di Legge ?Abrogazione L.R. 34/1994 ? Norme in materia di bonifica. Abolizione dei Consorzi? presentata dal Presidente del Gruppo di Forza Italia verso il Popolo della Libertà Alberto Magnolfi. ?La legge - sottolinea Magnolfi - è un concreto strumento di moralizzazione e razionalizzazione della spesa pubblica. L?abolizione di enti come i Consorzi di Bonifica rappresenta infatti, un intervento di buona amministrazione con un valore etico ancor prima che politico o istituzionale.??Non è più possibile continuare a togliere risorse alle famiglie costrette a districarsi tra mutui, disoccupazioni, caro affitti e caro bollette, per destinarle a mantenere in piedi i Consorzi di Bonifica. Questo - conclude Magnolfi - è un insopportabile malcostume amministrativo che intendiamo contribuire a superare con la nostra proposta che non dimentica né di salvaguardare e valorizzare le tante professionalità che, con gli anni, si sono formate all?interno dei Consorzi né, tantomeno, di garantire la salvaguardia idraulica del territorio. Infatti una volta chiusi gli inutili Consorzi potranno essere trasferite alle Provincie le funzioni da questi esercitate nel settore della bonifica e della manutenzione e tutela dei corsi d?acqua che rappresentano una importante ricchezza per la Toscana.?

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la cattura dei volatili è legittima (sezione: Province)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 16-11-2008)

Argomenti: Province

L'assessore della giunta Ciriani replica alla diffida degli animalisti. «In regione norme restrittive» «La cattura dei volatili è legittima» La Provincia non fa marcia indietro. Grizzo: non subiranno danni LA POLEMICA La Provincia di Pordenone non fa marcia indietro e nonostante la diffida da parte della Lega per l'abolizione della caccia, della Lega antivivisezione, del Wwf e della Lega per la protezione degli uccelli contro la cattura di 450 volatili conferma la volontà di dare applicazione alla delibera. «L'atto è pienamente legittimo - afferma l'assessore alla Caccia e pesca, Eligio Grizzo - tant'è che siamo stati autorizzati dalla Regione a effettuare la cattura per consentire l'apprendimento del canto da parte degli uccelli in cattività e la loro riproduzione». La delibera è frutto, ricorda Grizzo, «di una richiesta che ci è pervenuta da parte di allevatori e tenditori per la cattura di 600/700 esemplari. Abbiamo convenuto con la Regione - continua - di ridurre tale numero a 450 proprio per rispettare il principio della legge, ma è probabile che saranno di meno, visto che attualmente sono presenti solo i tordi». Grizzo aggiunge che le procedure di cattura verranno effettuate mediante reti e sotto la vigilanzia delle guardie ittico-venatorie. «I volatili pertanto - continua - non subiranno conseguenze. Non vogliamo mettere in gabbia, senza alcun scopo, e uccidere nessun esemplare. Piuttosto veniamo incontro alle esigenze degli allevatori che sono presenti alle varie fiere ornitologiche e, al tempo stesso, tentiamo di frenare le catture illegali, realizzate magari col vischio, che quelle sì rappresentano un effettivo danno nei confronti degli uccelli». La delibera è anche finalizzata a salvaguardare roccoli e bressane, «che rappresentano dei veri e propri monumenti naturali». Alla Lac, che ha sottolineato come l'apprendimento del canto può avvenire tramite registratori, l'assessore provinciale replica affermando «che tale procedura è proibita dalla legge». L'esponente della giunta Ciriani, inoltre, rimarca che «la legislazione del Friuli Venezia Giulia è molto più severa rispetto ad altre regioni italiane, tant'è che in Lombardia e in Veneto l'aucupio è consentito». La delibera approvata stabilisce che vengano catturati 50 esemplari delle seguenti specie: allodole, cesene, merli, tordi bottacci, tordi sasseli, peppole, fringuelli, cardellini e lucherini. La scelta di coloro che cattureranno i volatili dipenderà dall'ordine di arrivo delle domande in Provincia e verranno esclusi i richiedenti che risultano colpiti da sanzioni in materia d'aucupio, ovvero che abbiano procedimenti penali a carico. (ste.pol.)

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Casini: stop al federalismo Costa troppo, rischi per il Paese (sezione: Province)

( da "Corriere della Sera" del 16-11-2008)

Argomenti: Province

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2008-11-16 num: - pag: 9 categoria: REDAZIONALE L'intervista Il leader udc: c'è la crisi economica, bisogna rinviare Casini: stop al federalismo Costa troppo, rischi per il Paese «Così si crea una moltiplicazione dei centri di spesa» ROMA — Più si avvicina e più crescono i dubbi, che coinvolgono trasversalmente gli schieramenti politici, Lega esclusa. Ma è il leader dell'Udc Pier Ferdinando Casini a chiedere con maggiore nettezza di «mettere un grande stop al federalismo: in queste condizioni è un rischio enorme per il Paese». Perché frenare proprio ora, in dirittura d'arrivo? «Tutti i processi storici vanno collocati nel tempo. Oggi c'è una crisi economica senza precedenti. Famiglie e imprese stanno già avvertendo la drammaticità del momento. In più, il Paese si porta dietro un debito pubblico spaventoso». I suoi dubbi vanno oltre la crisi? «Noi non veniamo da una storia analoga a quella di Germania o Stati Uniti. Il loro è un federalismo che ha radici lontane, che affondano in un'iniziale realtà di separazione. In Italia se n'è parlato soprattutto per iniziativa della Lega. Oggi è il caso di chiedersi con sincerità se questa è una medicina che serve all'ammalato Italia». Pensa al rischio di aumento di costi? «Si rischia di creare una moltiplicazione dei centri di spesa, una duplicazione delle strutture, un ampliamento della burocrazia. Tutti partono da un presupposto che nessuno contesta: che bisogna fare il federalismo. Ma poi nessuno è disposto a pagarne il prezzo». Il federalismo nasce anche per ridurre gli sprechi. «Si immaginano economie su sprechi e disservizi: ma sono tutte teoriche e difficilmente quantificabili». Eppure l'esigenza del federalismo sembrava ormai condivisa. «Forse dobbiamo fare autocritica: tutti noi, nessuno escluso, ne abbiamo parlato con troppa superficialità. In campagna elettorale volevamo tutti il riordino delle autonomie e l'abolizione delle province: oggi nessuno ne parla più». La Lega ha posto il veto all'abolizione delle Province. «Le promesse sono state rinnegate. Così è stato per la liberalizzazione dei servizi pubblici locali, che consentirebbe di abbassare le nostre tariffe dei servizi ai cittadini, che sono le più alte d'Europa. Bisognerebbe disboscare le tante piccole Iri che sorgono all'ombra dei campanili: ma il governo sembra fare addirittura passi all'indietro. Se il buon giorno si vede dal mattino, altro che disboscamento delle burocrazie». Alcune cose si sono fatte, come il superamento della spesa storica. «Si è partiti dal fondo, dalle risorse e non dall'attribuzione delle competenze alle Regioni. Il federalismo in queste condizioni è un rischio enorme per il Paese. Bisogna dire con chiarezza che non si possono fare riforme per soddisfare una componente del governo». E il «federalismo» sulla sicurezza? «Stanno togliendo risorse alla polizia, già massacrata dalla Finanziaria di Prodi, e mettono il pannicello caldo dell'esercito. Magari domani appalteranno a polizie private di prossimità la gestione di comparti dell'ordine pubblico. Tutto questo rischia di trasformarsi in un boomerang». La Bicamerale proposta da D'Alema e Fini la convince? «è senz'altro giusta in termini teorici, ma prima di arrivare a quell'esito diamoci una calmata, evitiamo di mettere in moto un convoglio che rischia di deragliare. Mi chiedo chi si farà carico del debito pubblico, che è un debito dello Stato. Verrà ridistribuito alle Regioni?». Per il Sud è previsto un meccanismo di perequazione. «Ma oggi è in atto silenziosamente un gigantesco trasferimento di risorse dal Sud al Nord. Basti pensare alle infrastrutture ». Sprechi e clientelismi nel Mezzogiorno sono innegabili. «è chiaro che il Sud deve spendere meglio. Ma non c'è solo quello. Se i beni demaniali, che sono prevalentemente al Nord, vengono trasferiti agli enti locali, quale meccanismo compensativo garantirà una parte del Paese rispetto all'altra? ». Teme una spaccatura del Paese? «Manca un progetto per l'Italia. Il federalismo rischia di essere divisivo e di finire per disaggregare in spinte corporative l'unità dello Stato. Il pericolo è di decomporre ancora di più il Paese, che sta affrontando sfide immense». Alessandro Trocino

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Bossi: "Immigrati? Risorsa negativa" (sezione: Province)

( da "Stampaweb, La" del 16-11-2008)

Argomenti: Province

ALESSANDRIA Il leader della Lega, Umberto Bossi, prende le distanze dalle dichiarazioni del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, secondo cui gli immigrati costituiscono «una risorsa» per il Paese. «È una sua idea, io non la penso così - afferma a margine di un incontro ad Acqui Terme - non penso che gli immigrati potrebbero costituire una risorsa importante, sono una risorsa negativa». Contro l'ingreeso della Turchia in Europa: "Punteremo i piedi" Il leader della Lega, Umberto Bossi, è pronto a dare battaglia contro l?ingresso nella Ue della Turchia. «Non è tutto semplice in politica ma bisogna puntare i piedi e resistere a quello che io considero un errore - afferma - ricordo che il tessile della Lombardia è andato in malora quando sono arrivati i prodotti turchi e cinesi. Ci sono molti modi per aiutare la gente, e il modo migliore è aiutarli a casa loro, non questo». A chi gli fa osservare, dal pubblico, di dirlo a Berlusconi, Bossi replica: «Già fatto». E aggiunge: «Ci siamo sempre parlati con Berlusconi una volta a settimana. Bisogna che ci troviamo ancora. Qui bisogna mettersi d?accordo prima sulle cose da dire o da fare, così si evita di litigare». Bossi insiste sulla diversità della Turchia: «Ankara non è mai stata in Europa, non è Europa. E il Piemonte non si può trasformare in una provincia turca. I nostri avi combatterono, e in mille anni non è cambiato niente». "Sentenza Diaz? La magistratura ha scelto come vuole la sinistra" Il leader della Lega, Umberto Bossi, non entra nel merito della sentenza sui fatti della Diaz, che ha portato all?assoluzione dei vertici della polizia ma osserva «è una decisione della magistratura, e vuol dire che la magistratura, che è in larga parte di sinistra, ha scelto come vuole la sinistra». "L'abolizione delle province non fa parte del programma che ho votato" Umberto Bossi ribadisce la sua contrarietà all?abolizione delle Province e a chi gli fa notare che il provvedimento è nel programma del Pdl: «Non è un programma che io ho votato». Bossi spiega il suo parere negativo sull?abolizione con una domanda: «Come fai a dire ai bergamaschi che non c?è più la Provincia? Orma la storia è andata avanti, ha stabilito che ci sono le Province. Certe Province sono fondamentali e l?identità non si può cancellare, sennò crolla tutto».

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CONTI PUBBLICI (sezione: Province)

( da "Corriere della Sera" del 18-11-2008)

Argomenti: Province

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Lettere al Corriere - data: 2008-11-18 num: - pag: 45 categoria: BREVI CONTI PUBBLICI Tagliare gli sprechi Sul fatto che si debbano tagliare gli sprechi, data anche l'attuale crisi, tutti sono d'accordo. I politici però sarebbero più credibili nel proporli se si ponessero come esempi, tagliando i propri sprechi (stipendi, rimborsi, ecc.) e se attuassero le riforme promesse in campagna elettorale, ampiamente condivise da tutto l'elettorato, come la riduzione del numero spropositato di parlamentari, l'abolizione delle province e degli enti inutili con notevole risparmio della spesa pubblica. Su tutto ciò silenzio assoluto: se ne riparlerà in vista delle prossime elezioni. Elisabetta dell'Aquila elisabettadellaquila@libero.it

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Botta e risposta Dinelli-Ridolfi sui Consorzi (sezione: Province)

( da "Nazione, La (Lucca)" del 18-11-2008)

Argomenti: Province

CAPANNORI PIANA pag. 11 Botta e risposta Dinelli-Ridolfi sui Consorzi AMBIENTE SULLA PROPOSTA di legge relativa all?abolizione dei Consorzi, della tassa consortile, il trasferimento delle funzioni alle Province, la tutela delle maestranze e delle professionalità presenti negli enti, per un risparmio ai cittadini di oltre 30 milioni di euro, è botta e risposta tra il consigliere regionale del Pdl Maurizio Dinelli e il presidente del Consorzio di Bonifica del Bientina, Ismaele Ridolfi. «L?abolizione del balzello iniquo, odioso e solitamente ingiustificato, qual è la tassa consortile ? sottolinea Dinelli primo firmatario della proposta ?, lascerebbe mediamente oltre 50 euro l?anno nelle tasche dei cittadini e non costerebbe neppure un euro alla Regione. Sull?abrogazione della tassa sulla bonifica, si è espressa più volte anche la Corte Costituzionale. La legge ? aggiunge il consigliere azzurro ? è un concreto strumento di moralizzazione e razionalizzazione della spesa pubblica. L?abolizione di enti come i Consorzi di Bonifica rappresenta infatti, un intervento di buona amministrazione con un valore etico ancor prima che politico o istituzionale». REPLICA del presidente Ridolfi: «Per garantire la sicurezza dal rischio idraulico sul territorio della Lucchesia, uno dei territori più fragili dal punto di vista idrogeologico a livello nazionale ? precisa ?, sono necessarie ingenti risorse economiche e una continua manutenzione del suo reticolo idraulico. Eventi drammatici, come quelli di Vinchiana del 2000, possono essere evitati solo con una costante e puntuale attività di prevenzione, per la quale sono necessarie, ogni anno, risorse economiche adeguate. Per questo ? aggiunge Ridolfi ?, di fronte alle affermazioni di Dinelli, viene spontaneo chiedere al consigliere regionale: chi pagherà questi lavori? A meno che non voglia tornare allo stato di abbandono nel quale si trovavano i corsi d?acqua prima della costituzione dei Consorzi di Bonifica, anche le Province dovranno trovare le risorse per garantire la sicurezza dei cittadini di Lucca. A chi li chiederanno, forse agli stessi che adesso pagavano il contributo di bonifica?».

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NICOLA ROSSELLI QUELLE DI DAVICO SONO SOLO PAROLE CHE MIRANO AD UNA SOLA AFFERMAZIONE DI BA... (sezione: Province)

( da "Mattino, Il (Caserta)" del 18-11-2008)

Argomenti: Province

NICOLA ROSSELLI «Quelle di Davico sono solo parole che mirano ad una sola affermazione di base: a voi del Sud niente. Si tratta, in verità, di dichiarazioni sibilline. In pratica, al Nord, con la scusa che i soldi sono solo loro a sborsarli, potrebbero anche esserci nuove realtà territoriali, mentre noi non potremmo fare alcunché». A commentare le dichiarazioni del sottosegretario agli interni, il leghista Michelino Davico, con delega specifica, il presidente del comitato per "Aversa Provincia", l'ingegnere Raffaele Maisto, da anni, in lotta per l'istituzione di questa nuova provincia campana. «Se è questa la riforma che il governo si appresta a varare - continua Maisto - credo si tratti di una riforma deleteria per il Sud. Ma sono portato a pensare che le teorie del sottosegretario siano personali, anche perché sono in molti, nella stessa Lega ad essere contrari all'abolizione delle province». Il presidente del comitato per l'istituenda provincia normanna (che nel recente passato ha incassato il nulla osta della Regione Campania e della Commissione Affari Costituzionali del senato) ha anche bocciato il rilancio dell'Unione dei Comuni, indicata da Davico come un'alternativa alle province, tra l'altro già esiste. «Le Unioni dei Comuni - ha affermato, infatti, Maisto - non servono perché non hanno potere deliberante né un'autonomia economica, ma hanno, di fatto, solo costi, per cui attivandone tante si ha solo il risultato opposto a quello che si vuole ottenere. Ben venga, invece, la provincia snella, senza consiglieri e con i sindaci dei comuni componenti l'ente a costituirne l'organismo deliberante». «Ma cosa vuol dire il federalismo di Davico? Noi abbiamo avuto - afferma il presidente onorario del comitato aversano, il generale dei carabinieri a riposo Domenico Cagnazzo - centinaia di migliaia di morti per giungere all'Unità d'Italia. Oggi vogliamo un'altra volta gli staterelli? Al di là delle dichiarazioni del sottosegretario leghista, ho avuto assicurazione che le province non saranno abolite da eminenti esponenti del governo, anche se, ovviamente, tutti concordiamo che, forse, questo non è il momento adatto per la nascita di nuove».

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Finanza che ha condotto l'operazione investigativa "Giano bifronte" e di rivolgere analoga ... (sezione: Province)

( da "Trentino" del 19-11-2008)

Argomenti: Province

Finanza che ha condotto l'operazione investigativa "Giano bifronte" e di rivolgere analoga ... Finanza che ha condotto l'operazione investigativa "Giano bifronte" e di rivolgere analoga attestazione di stima alla stampa trentina che, in un momento di diffusa disapplicazione, da parte dei mass-media italiani, dell'art. 21 della Costituzione, offre un esempio di dignità e di libertà. Ho letto con attenzione i commenti pubblicati dai quotidiani e mi hanno incuriosito le soluzioni che sono state prospettate per assicurare indipendenza e terzietà al TRGA trentino. Numerosi sono stati gli interventi di coloro che hanno manifestato la loro volontà di abolire i giudici politici. Ma ci sono stati anche atteggiamenti gattopardeschi di chi ha suggerito palliativi perché e purché il privilegio continui e non si è dichiarato a favore dell'abolizione della normativa in virtù della quale la maggioranza politica (ripeto, politica) del Consiglio provinciale può nominare due giudici non togati nel Tribunale amministrativo trentino di cui uno componente necessario di ogni collegio giudicante, creando così una situazione di disuguaglianza rispetto a tutti gli altri cittadini. Ma non mi sfugge che anche altri soggetti più disinteressati si sono pronunciati per la conservazione delle designazioni politiche (rivedendo, semmai, i criteri di nomina) pur avvertendone limiti, inadeguatezze e storture, peraltro balzate vistosamente alla cronaca trentina: dapprima nel 2007 con le designazioni di giudici non togati tra amici politici o persone di stretta fiducia ed ora con il giudice convocato nella sede del presidente dell'A22 ex assessore provinciale. Cercherò di spiegare le ragioni per le quali -indipendentemente e ben al di là dell'interesse all'esito positivo di una eccezione di incostituzionalità da me sollevata nel 2006 in una causa d'appello contro una sentenza del TRGA trentino riguardante il contestato collegamento Pinzolo-Campiglio - ritengo di fondamentale interesse per i cittadini del Trentino che sia soppressa la normativa di favore per la Provincia. Prenderò le mosse da alcuni dati non controversi. 1) La previsione di due giudici non togati nel TRGA trentino, di cui uno in ogni collegio giudicante, non è contenuta nella Costituzione, né in una legge costituzionale e neppure nello statuto di autonomia. 2) Le controversie decise in primo grado dal Tribunale amministrativo trentino interessano, per la maggior parte, la Provincia di Trento. 3) Secondo una rivelazione di stampa, oltre l'80% delle controversie decise dal TRGA trentino a partire dal primo gennaio di quest'anno 2008, sono state definite in primo grado con decisioni favorevoli alla Provincia di Trento. Da queste tre premesse scaturiscono le considerazioni che seguono. a) Le pretese esigenze di "autonomia" non hanno alcuna giustificazione e non possono diventare il paravento dietro il quale si nascondono indebiti vantaggi. b) La percentuale dell'80% delle sentenze a vantaggio della Provincia e, corrispondentemente, l'insignificante, esiguo margine a favore dei soggetti che dal primo gennaio scorso si sono contrapposti all'ente provinciale, sono dati che non possono, come si suole dire, non far riflettere, o meglio, non possono non preoccupare i cittadini del Trentino. Mi chiedo: è possibile che gli avvocati delle parti rimaste soccombenti nelle controversie contro la Provincia di Trento siano stati così imprudenti, così maldestri, così poco professionali da consigliare ai propri clienti di promuovere ricorsi infondati o addirittura temerari? Non posso credervi perché sia il Foro di Trento sia quello di Rovereto godono di buona fama in quanto formati da professionisti seri e responsabili. Di fronte ad una percentuale tanto alta di sentenze a favore della Provincia (4 su 5) i cittadini di Trento, di Rovereto, del Trentino in generale, non possono non porsi lo stesso fondamentale interrogativo che io mi sono posto e alla fine si renderanno senz'altro conto che è nel loro personale interesse diventare essi stessi i protagonisti di un movimento di opinione pubblica che, senza differenze di parte politica, chieda con fermezza, in tutte le sedi consentite e possibili, l'abolizione di una normativa che solleva crescente insofferenza nella gente. I paragoni con altre situazioni, come gli Stati Uniti, dove sono previsti giudici non di carriera eletti dal popolo non reggono, poasto che la democrazia nordamericana dispone di un sistema di contrappesi e di controlli collaudati che mancano nel nostro Paese. Né vale il richiamo alle Sezioni specializzate agrarie presso i Tribunali ordinari, delle quali fanno parte del Collegio giudicante anche esperti non appartenenti alla magistratura e dotati di conoscenze tecnico-specialistiche in materia agraria, posto che la loro nomina non proviene da un organo politico come il Consiglio provinciale, ma dal Consiglio Superiore della Magistratura. Appare invece evidente che i cittadini del Trentino, nelle loro controversie giurisdizionali amministrative contro la Provincia autonoma, hanno interesse essenziale ad avere giudici che -come già è stato rilevato- non abbiano debiti di gratitudine verso la maggioranza politica del Consiglio provinciale che li ha nominati per nove anni con uno status invidiabile e una retribuzione elevata. Avv. Gianluigi Ceruti

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la proposta di zille: la giunta tondo elimini le comunità montane (sezione: Province)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 19-11-2008)

Argomenti: Province

Pagina 2 - Pordenone La proposta di Zille: la giunta Tondo elimini le Comunità montane FORZA ITALIA Forza Italia si schiera contro le Comunità montane. Con un ordine del giorno il capogruppo del partito in Provincia, Nicola Zille, chiede alla Regione di sopprimere gli enti di rappresentanza della montagna nell'ambito della legge di riordino degli enti locali. Secondo Zille «con l'abolizione totale delle Comunità si liberano risorse da reinvestire in montagna. Si rischia altrimenti - aggiunge - di perseverare nel lasciare zone montane senza risposte ai problemi che le affliggono». Per Zille «le competenze delle Comunità montane possono essere gestite dalle Province senza aggravio di costi per la comunità, ma anzi con maggiore oculatezza e imparzialità». L'esponente di Forza Italia non esclude, invece, le associazioni dei Comuni «che possono essere incentivate». Serve, però, per l'appunto, una legge di riforma «che entri nel merito delle tante diversità e che modifiche le competenze dei piccoli enti locali e le modalità di esercizio delle medesime». Tutto ciò «alla luce del fatto che ai piccoli Comuni non possono essere assegnate le medesime responsabilità, ma soprattutto le stesse incombenze in termini procedurali». Sulla cancellazione delle Comunità montane si era già espresso lo stesso presidente della Provincia, Alessandro Ciriani, che aveva chiesto un intervento da parte della Regione. Una scelta che è stata confermata anche dal presidente, Renzo Tondo, il quale ha annunciato una riforma del sistema finalizzata anche a fare in modo che le Province abbiano maggiori competenze rispetto alla situazione attuale.

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Una dicotomia creata per fare confusione (sezione: Province)

( da "Tempo, Il" del 19-11-2008)

Argomenti: Province

stampa Tomaino «Una dicotomia creata per fare confusione» «La dicotomia Roma Capitale e Area Metropolitana - dichiara in una nota il consigliere provinciale Pdl e vicepresidente della Commissione Riforme Istituzionali Anselmo Tomaino - è stata ingenerata proprio da Zingaretti con l'unico intento di rappresentare l'alternativa politica al sindaco Alemanno. Tenendo fede a quello che abbiamo detto in campagna elettorale e alla complessa situazione in cui versa il Paese, dobbiamo contribuire a ridurre complessivamente i costi dello Stato e se necessario anche prevedendo l'abolizione delle Province ed organizzando in modo diverso il sistema amministrativo locale. Ribadisco - conclude il vicepresidente - che argomenti qualimobilità, trasporti, infrastrutture, ambiente e gestione dei rifiuti, non possono essere affrontate dai singoli Comuni, sia per scarsità di risorse sia perché l'attuale assetto istituzionale è un 'tappo burocratico' che di fatto non consente alle amministrazioni locali di essere al passo con le esigenze dei territori».

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La delusione degli agricoltori (sezione: Province)

( da "Nuova Ferrara, La" del 20-11-2008)

Argomenti: Province

La delusione degli agricoltori «Il governo non mantiene le promesse elettorali» Tanti ferraresi in corteo a Bologna con Confagricoltura Gherardi: «Che mobilitazione» «Non so quanti siamo, ma siamo tantissimi. Sinceramente non credevo che in pochi giorni si potesse organizzare una partecipazione così importante». Il piacevole stupore è di Nicola Gherardi, presidente di Confagricoltura Ferrara, che guarda la marea di agricoltori che riempono piazza VIII agosto a Bologna, dove ieri si è svolta la manifestazione per richiamare il governo ai suoi doveri. Il presidente nazionale Federico Vecchioni (foto in alto) ha appena finito di parlare. Con il governo è stato particolramente duro: «Il presidente Silvio Berlusconi rispetti questa piazza, non dimentichi mai che l'agricoltura e le piccole imprese sono la forza del Paese. Si parla di un miliardo di euro da togliere alle nostre tasche. Se sarà così noi porteremo i trattori in tutte le piazze italiane e sotto i palazzi del potere». E ancora: «Oggi qui ci sono quelli che producono e non sono fannulloni, quelli che si sono stancati di essere chiamati per condividere un programma per le elezioni e poi dimenticati il giorno dopo. E se la politica non mi ascolta, io me ne sbatto della politica». Chiede dove è finita l'abolizione delle Province e la riduzione dei parlamentari. Ad applaudirlo ci sono migliaia di persone, almeno 70 mila per Confagricoltura, 20 mila per la Questura. I ferraresi sono quasi mille, molti arrivati con i pullman, altri in auto o in treno. Gherardi, che non è certo un barricadero, si riconosce nei giudizi severi dati da Vecchioni: «L'agricoltura doveva essere una delle priorità di questo governo, ma le promesse fatte sotto le elezioni non vengono mantenute, non vediamo una nuova politica cerealicola, non vediamo interventi per contrastare i costi crescenti delle materie prime, al contrario si vogliono tagliare i fondi per sostenere le imprese agricole». Dal palco hanno appena dato qualche cifra: i tagli al bilancio dell'agricoltura sono del 10,3 % per la spesa corrente e del 25,9% della spesa in conto capitale, a cui si aggiunge una decurtazione del 25% (- 459 milioni) alle risorse del ministero per le Politiche agricole. «In questi giorni in Parlamento con la Finanziaria e a Bruxelles con le decisioni della commissione europea - dice Gherardi - si stanno decidendo le sorti dell'agricoltura italiana, questo è il momento di farsi sentire. Mi auguro che saremo ascoltati. Noi non capiamo perchè in una notte si trovano o soldi per Alitalia mentre il mondo agricolo continua ad essere trascurato». Vecchioni non ha risparmiato nemmeno la Coldiretti e la sua idea del km zero: «Chilometro zero è uguale a reddito zero, che è uguale a cervello zero». Gherardi spiega: «Il fatto è che non si possono vendere soluzioni molto parziali, che possono essere un'opportunità per qualche impresa, come il rimedio assoluto. Farmer market e km zero al massimo collocano il 5% della produzione lorda vendibile. Il resto a chi lo vendiamo e a quali prezzi?». (m.p.)

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Nuova rotonda spartitraffico tra via Mazzini e l'Aurelia (sezione: Province)

( da "Stampa, La" del 21-11-2008)

Argomenti: Province

ANDORA Nuova rotonda spartitraffico tra via Mazzini e l'Aurelia Nuova rotonda sulla via Aurelia, all'altezza di via Mazzini, ad Andora. Entro la fine dell'anno verranno appaltati i lavori, che si completeranno nel 2009. E' già arrivato il via libera dalla Provincia, con cui si è arrivati anche a un accordo per un contributo al fine di realizzarla, nel più breve tempo possibile. La rotonda servirà sia da spartitraffico che da arredo urbano, trovandosi all'ingresso del paese. «Una volta completato il tutto, si potranno vedere giochi d'acqua e di luce», dice il sindaco Franco Floris. Tutt'attorno verranno sistemati i simboli della cittadina, compresa la coda di una balena stilizzata, simbolo di Andora quale comune all'interno del Santuario dei Cetacei, presenza importante nell'ambito internazionale del progetto. Il lavoro costerà circa 120 mila euro e sarà appunto finanziato dalla Provincia. Ultimamente in tutti i Comuni si sta procedendo con la parziale abolizione dei semafori e la realizzazione di rotonde che permettono un passaggio più fluido del traffico veicolare. Non ultima, sulla via Aurelia tra Alassio e Albenga, ne è stata realizzata una proprio all'altezza di uno spiazzo dove si sistemavano le forze dell'ordine, per permettere al traffico, diretto verso alcuni locali pubblici, di non intasare quel tratto di via Aurelia soprattutto in estate.\

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<MENTRE Forza Italia propone in Regione la soppressione dei Consorzi di bonifica e l'aboli... (sezione: Province)

( da "Nazione, La (Prato)" del 21-11-2008)

Argomenti: Province

CRONACA PRATO pag. 6 «MENTRE Forza Italia propone in Regione la soppressione dei Consorzi di bonifica e l?aboli... «MENTRE Forza Italia propone in Regione la soppressione dei Consorzi di bonifica e l?abolizione del loro iniquo balzello, altri si adoperano per aumentarne la tassa», è il commento di Alberto Magnolfi, capogruppo azzurro in consiglio regionale. Nei giorni scorsi, infatti, il Consorzio di bonifica ha deliberato l?ennesimo aumento del balzello, che crescerà del 13%. «I Consorzi di bonifica ? attacca Magnolfi ? rappresentano un vero e proprio carrozzone della politica. Il contributo consortile è diventato un balzello inspiegabile per molti cittadini, ed adesso se ne prevede addirittura un ulteriore aumento. Noi di Forza Italia ? continua Magnolfi ? critichiamo non soltanto questo aumento, ma l?esistenza stessa dei consorzi. Abbiamo ripresentato proprio in questi giorni una nostra proposta di legge, già respinta una volta dalla sinistra, volta a sopprimere questi inutili enti ed a trasferirne le competenze alle Province. Non capiamo come mai si debbano mantenere in vita con le tasse di tutti i cittadini degli organismi che spendono circa 15 milioni di euro a esercizio per il solo funzionamento burocratico e retribuiscono lautamente i loro amministratori, che in Toscana superano il numero dei dipendenti, quando le loro funzioni potrebbero benissimo essere svolte da Istituzioni come le Province già attive sul territorio nel settore della bonifica». Infine, Magnolfi conclude così la sua riflessione: «L?aumento della tassa consortile, che avviene in un momento in cui molte famiglie sono alle prese con gli effetti più drammatici della crisi economica, non fa che confermare l?incapacità della sinistra di ridurre la spesa pubblica, abbattere le tasse e di soppressione di enti inutili».

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la farsa federalista del centrodestra siciliano - giuseppe lauricella (sezione: Province)

( da "Repubblica, La" del 21-11-2008)

Argomenti: Province

Pagina XXIII - Palermo LA FARSA FEDERALISTA DEL CENTRODESTRA SICILIANO GIUSEPPE LAURICELLA C alderoli è riuscito a convincere anche coloro che avrebbero avuto tutto da perdere, ovvero le amministrazioni meno efficienti. Come appunto la Sicilia. Ciò è stato possibile perché, al di là della ipotetica efficacia del «costo standard» che dovrebbe condurre a una maggiore efficienza e responsabilità gestionale, si potrebbe delineare un paradosso, a seconda del modello o parametro che si sceglierà: infatti, stabilito il costo medio delle prestazioni e dei servizi, chi si troverà a un livello più basso dovrà essere sorretto per raggiungerlo; chi si troverà a un livello più alto dovrà intervenire con risorse proprie per mantenere il proprio livello alto. Il ddl Calderoli non dice nulla su questo. Peraltro, nel calcolo dei costi, non si considera il livello di evasione fiscale, anche sul piano delle attività della criminalità organizzata, che, certamente, può alterare i parametri. Al di là degli annunci del Pdl in campagna elettorale, credo che oggi tutte le forze di maggioranza e opposizione dovrebbero mostrare più coraggio politico e propositivo, peraltro sapendo di trovare un sicuro consenso diffuso nella collettività. Mi riferisco per esempio al tema della Provincia. Un ente intermedio non più giustificato che viene tenuto in vita ? per volontà trasversale ? solo per l´esigenza di spazi politici. Sostenerne l´abolizione, non limitandola ai soli casi di istituzione di aree metropolitane, aiuterebbe anche il percorso federale. Infatti se ? come ha detto Antonio Martino ? «la devoluzione della capacità impositiva agli enti locali (Comuni e Province) avverrà senza ridurne drasticamente il numero, il trasferimento delle competenze (inevitabile contropartita) comporterà un aumento del numero dei dipendenti degli enti locali». Quindi, per evitare che il federalismo fiscale comporti aumento della burocrazia, delle spese pubbliche e delle tasse, una delle soluzioni potrebbe essere appunto l´abolizione delle Province, il cui personale andrebbe trasferito ai Comuni e alle Regioni. Altra considerazione: pur sapendo che la nostra Regione deve operare in armonia con la Costituzione e secondo i principi di coordinamento della finanza pubblica e del sistema tributario nazionale, va ricordato che ogni modifica statale che riguardi il sistema fiscale siciliano dovrà essere condiviso dalla Regione (con le norme di attuazione) o, comunque, potrà essere ammessa se si rivelerà vantaggiosa per la Sicilia. Lo ha sottolineato la Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, lo ha previsto la legge costituzionale 3 del 2001, lo ha ribadito la Corte costituzionale con la recente sentenza 102 del 2008. E lo ha confermato lo stesso disegno di legge-delega Calderoli. Ciò significa che la Regione Sicilia dovrà partecipare, d´intesa con lo Stato, alla definizione delle norme di attuazione garantendo così la sua condivisione nelle scelte che si opereranno. Il testo della bozza di legge-delega presentato dal governo nazionale prevedeva (per rabbonire il presidente Lombardo) l´idea di stabilire «forme di fiscalità di sviluppo». Lo stesso Calderoli aveva però subito precisato che la fiscalità di sviluppo (o cosiddetta «di vantaggio») non avrebbe potuto essere garantita se non con il consenso dell´Unione europea. Calderoli ha «dimenticato» di richiamare una recente sentenza della Corte di giustizia europea, che ha operato una espressa apertura in ordine alle misure fiscali agevolative. E, in ogni caso, sia la bozza che il ddl Calderoli pongono come condizione per tali aperture l´attuazione piena dello Statuto, che molti guardano con forti riserve per gli effetti che potrebbe avere sul bilancio della Regione (condurrebbe ad un saldo negativo di 5 miliardi di euro). Evidentemente, le perplessità hanno raggiunto anche il governo nazionale, che si è affrettato a far scomparire dal disegno di legge-delega presentato ora al Senato ogni riferimento alla fiscalità di sviluppo. Segno evidente di una volontà contraria a un federalismo fiscale serio e vero. A dimostrazione di ciò, basterebbe osservare che nel 2006 Parlamento europeo e Commissione hanno presentato una bozza di riforma che prevede, per la prima volta, l´introduzione di forme di fiscalità di sviluppo per le Regioni più arretrate. Così come basterebbe ricordare che la stessa Corte di giustizia europea ha riconosciuto la compatibilità delle misure fiscali agevolative con il diritto comunitario. Anzi, la Corte riconosce l´applicabilità di tali misure solo agli enti territoriali interni, diversi dallo Stato ma a condizione che tali enti (come le Regioni) abbiano piena autonomia sotto tre profili: istituzionale, decisionale e finanziario. Insomma, la Corte ci dice che solo di fronte a un federalismo vero e serio, che non permette gli aiuti di Stato, si possono consentire misure quali la fiscalità di vantaggio. Pertanto, una proposta di riforma che aspira a realizzare un federalismo vero e serio deve presentare anche tale strumento. L´averlo addirittura eliminato dal disegno di legge del governo dimostra, per un verso, un´assoluta mancanza di considerazione nei confronti della richiesta avanzata dal presidente Lombardo e, dall´altro, la consapevolezza di non volere un vero e serio federalismo (anche fiscale). Penso che per la Sicilia il problema fondamentale non sia l´esistenza o meno del federalismo fiscale ma, piuttosto, una seria e corretta gestione delle risorse, che alla Regione già oggi non mancano. Se il federalismo servirà a portare misure e strumenti capaci di «costringere» la politica a una buona e sana amministrazione, la riforma sarà utile. In caso contrario il federalismo servirà solo ad amplificare i problemi. In questo contesto la sostanziale inerzia dell´opposizione finisce con l´assecondare una gestione distorta delle risorse della Sicilia e una cattiva amministrazione. Salvaguardare l´autonomia della Regione siciliana significa obbligarla a funzionare bene e nell´interesse generale, eliminando l´insopportabile politica della gestione del bisogno. L´autore è docente di Diritto pubblico all´Università di Palermo

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A SCADENZE PIù O MENO REGOLARI VI è CHI PROPONE L'ABOLIZIONE DELLE PROVINCE. QUESTO LIVELL... (sezione: Province)

( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 21-11-2008)

Argomenti: Province

A scadenze più o meno regolari vi è chi propone l'abolizione delle Province. Questo livello istituzionale intermedio viene ritenuto inutile, con poteri e competenze non meglio identificati, schiacciato tra il Comune e la Regione. In realtà, già i lavori della Costituente maturarono l'opinione favorevole alla scomparsa delle Province. Si pensava che i suoi interessi potessero essere meglio tutelati dalla Regione. Il dibattito in aula confermò l'intenzione di valorizzare la Regione, vera grande novità dopo che la Provincia - soprattutto in età giolittiana e poi con il fascismo - aveva avuto un peso considerevole, e sottolineò, alla luce di una nuova configurazione delle gerarchie istituzionali sul territorio, la scarsa definizione dei compiti di questo ente. Ragioni storiche, politiche e sociali, tuttavia, suggerirono la conservazione delle Province, anche se, sostanzialmente, rimasero vaghe le funzioni e i compiti. Più di recente la commissione parlamentare per le riforme istituzionali istituita nella IX legislatura (la cosiddetta Commissione Bozzi), così come la successiva commissione per le riforme costituzionali presieduta dal presidente De Mita prima e Iotti poi nel corso della XI legislatura, ed anche la commissione bicamerale D'Alema, nata nel 1997 per elaborare un progetto di riforma della seconda parte della Costituzione, hanno affrontato il «nodo enti locali» senza però riuscire a scioglierlo. Nella formulazione originaria, elaborata dalla seconda sottocommissione in Assemblea Costituente, l'art. 114 era così concepito: «La Repubblica si riparte in Regioni e Comuni» e «le Province sono circoscrizioni amministrative di decentramento statale e regionale». Nella stesura finale, l'articolo in questione divenne invece: «La Repubblica si riparte in Regioni, Provincie e Comuni». A seguito della riforma del 2001, si afferma ora che «la Repubblica è costituita dai Comuni, dalle Province, dalle Città metropolitane, dalle Regioni e dallo Stato» e aggiunge poi che «i Comuni, le Province, le Città metropolitane e le Regioni sono enti autonomi con propri statuti, poteri e funzioni secondo i principi fissati dalla Costituzione». Ben lungi quindi dall'abolire le Province, la riforma del Titolo V ne ha anzi costituzionalizzato l'esistenza come parti costitutive della Repubblica ed ha affermato a livello costituzionale la loro natura di enti autonomi con propri statuti, poteri e funzioni. Si potrebbe concludere, dunque, che il legislatore non si è mai preoccupato di definire i compiti della Provincia. Nel caso della Provincia di Napoli, tuttavia, il discorso si fa più specifico. Storicamente la presenza di una città come Napoli ha sovente assimilato i compiti comunali a quelli provinciali. La Provincia ha, comunque, conservato competenze non di poco conto, anche se sovrapponibili a quelle di Comune e, poi, di Regione. Il turismo, le strade, le scuole, la formazione professionale, l'agricoltura e l'ambiente sono tra queste. È sicuro che il peso politico è diminuito a partire dal 1970, quando è stato eletto il primo consiglio regionale. Da quel momento i massimi leader di partito si sono concentrati sul nuovo organismo e non è un caso che proprio in quell'occasione si ebbe il contrasto più forte fra le correnti della Dc. Il peso politico della Provincia si rivelò in precedenza, quando Antonio Gava ne divenne presidente. Col tempo la Provincia ha visto ridimensionare la sua influenza. Oggi la tendenza sembrerebbe confermata. Anche di recente la volontà dichiarata di collegare la Provincia al Comune ed alla Regione non ha sortito fin qui risultati apprezzabili. L'area territoriale estremamente vasta e disomogenea farebbe pensare ad una istituzione poco adatta al particolarismo del nostro territorio, dove, sicuramente, il Comune assolve un ruolo di controllo e amministrazione più rispondente. Si tratta, ovviamente, anche di una questione relativa al dinamismo della classe politica. E, francamente, di questi tempi non si può non considerare lo scarso consenso che la nostra ha saputo raggiungere tra la gente. Si è spesso parlato di una generica antipolitica da parte dei napoletani. Ma non si può dimenticare il fatto che gli elettori sembrano essere sempre più attratti da un'amministrazione che faccia sentire in concreto e nella vita di tutti i giorni la sua efficacia.

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Fabio Urbinati: "Avanti con le primarie" (sezione: Province)

( da "Quotidiano.it, Il" del 21-11-2008)

Argomenti: Province

Fabio Urbinati: "Avanti con le primarie" San Benedetto del Tronto | "E' importante mantenere l'attuale coalizione di centro sinistra. - scrive in una nota l'esponente del Partito Democratico - Trovo però altrettanto legittimo il percorso scelto dal PD per arrivare ad esprimere un candidato attraverso le elezioni primarie" Fabio Urbinati Da Fabio Urbinati, Componente Segreteria Provinciale PD e Consigliere PD Comune di San Benedetto, riceviamo e pubblichiamo quanto segue: In riferimento ad alcuni articoli apparsi sulla stampa locale nei giorni scorsi, come componente del direttivo Provinciale e da Consigliere Comunale del PD vorrei fare alcune considerazioni. Tutto il dibattito pubblico degli ultimi giorni, sulle prossime elezioni provinciali, si è ristretto solo ed esclusivamente sulla conservazione degli equilibri politici volti a riconfermare l'attuale coalizione di centro sinistra che da 5 anni guida la Provincia di Ascoli Piceno. Tutto ciò è legittimo e, per quanto mi riguarda, mi trova assolutamente d'accordo il fatto che sia importante mantenere l'attuale coalizione di centro sinistra che sta ben governando anche il Comune di San Benedetto. Trovo però altrettanto legittimo e politicamente utile il percorso scelto dal PD per arrivare ad esprimere un candidato attraverso lo strumento delle elezioni primarie che si svolgeranno in prossimo 30 Novembre. Questo percorso ha il merito di portare in Provincia un ampio dibattito sui contenuti e sui programmi per dare un futuro alla nostra nuova provincia che conterà poco meno di 200.000 abitanti e oltre 450 dipendenti! Isolare il dibattito solo su equilibri politici e nomine, non aiuta a capire ciò che i cittadini tutti pensano del ruolo futuro della Nuova provincia di Ascoli e sulle provincie in generale visto che non più di 8 mesi fa, in occasione delle elezioni politiche, quasi tutti i maggiori partiti si pronunciarono a favore di un forte ridimensionamento delle Provincie, ed alcuni come il PDL e l'UDC addirittura per la loro definitiva abolizione! Chiedo, non sarebbe più utile spiegare ai cittadini come si intende perseguire la via per la creazione di nuove infrastrutture facendo presente che i fondi che erano previsti per la vecchia provincia saranno ripartiti in due parti uguali tra Fermo ed Ascoli? E San Benedetto che ruolo avrà in questo nuovo assetto? Come potrà contribuire la nuova Provincia allo sviluppo del nostro turismo e della nostra cantieristica? Il PD ha iniziato a parlare di questi argomenti e sta spiegando ai cittadini che idea ha di Lavoro, Turismo, infrastrutture e interventi per arginare la pesante crisi economica che si sta intensificando in questo ultimo periodo, facendo nascere un'idea chiara di nuova provincia. Tutto questo è forse una colpa? Spero che i nostri alleati diano un contributo a tutto questo, senza pregiudizi e senza condizionamenti, altrimenti a non capire saranno i veri sovrani di questa provincia, ovvero, i cittadini. 21/11/2008

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<Il declino va sconfitto dal basso> (sezione: Province)

( da "Gazzettino, Il (Vicenza)" del 22-11-2008)

Argomenti: Province

Carlo De Benedetti a Palazzo Roberti: «L?Italia è nel degrado totale, per risollevarci dobbiamo darci da fare noi ogni giorno» «Il declino va sconfitto dal basso» «E se le famiglie risparmiano, deve farlo anche lo Stato, che è una somma di famiglie» Bassano"La recessione in Italia è presente da ormai un anno ma non lo abbiamo mai riconosciuto, abbiamo sempre negato". "Non siamo qui per polemizzare, ma l'Italia diversamente dagli altri paesi europei sta vivendo una crisi nella crisi, ci troviamo in una situazione di degrado da ogni punto di vista".Non lascia porte aperte a un filo di speranza il presidente del gruppo Espresso Carlo De Benedetti, ospite a Palazzo Roberti in occasione della presentazione del saggio 'Centomila punture di spillo. Come l'Italia può tornare a correre', scritto a tre mani con Federico Rampini e Francesco Daveri, entrambi presenti al primo piano della libreria. I bassanesi hanno confermato ancora una volta l'apprezzamento per gli incontri con gli scrittori, affollando la sala riservata con il volume sotto il braccio e le domande pronte per il dibattito finale.Federico Rampini - editorialista e corrispondente di La Repubblica da Pechino - ha moderato il dibattito fornendo anche esempi concreti per un possibile salvataggio del paese, attualmente travolto da un peso pubblico che affonda le sue origini negli anni ottanta. Il libro non contiene al suo interno un dibattito politico, tantomeno vuol parlare di casta, precisa Rampini, è piuttosto un invito rivolto all'intera collettività di trovare nella quotidianità piccole ma efficaci soluzioni per salvarci dalla crisi. Tre gli esempi concreti di realtà venete espressioni di eccellenza: Luxottica a Bolzano, primo produttore mondiale di occhiali; la Provincia di Trento, scelta dalla megalopoli di Pechino come esempio di efficace organizzazione professionale; infine la Provincia di Treviso,che riceve, oltre ai contributi di Del Piero, quelli di un noto imprenditore cinese che dichiara il suo reddito e paga le tasse, contribuendo al benestare della città trevigiana.Il consiglio ripetuto in più occasioni è di non aspettarsi nulla da Roma, ma iniziare a cambiare dal basso, localmente, in una terra, la nostra, ancora fertile.Molti i richiami all'America che non c'è più, assorbita da un declino crescente assieme all'intero sistema industriale occidentale, confermato ieri dall'annuncio di Toyota - "evento senza precedenti considerata la storia della casa automobilistica" ricorda De Benedetti - di procedere con 3500 licenziamenti.Anche il docente Francesco Daveri non riserva messaggi speranzosi alla domanda a lui rivolta da Rampini, quando chiede come l'Italia potrebbe tornare ad avere un peso nell'economia europea. "Considerato il notevole accumulo di peso pubblico ho la percezione che l'Italia non sia preparata ad un passo simile, contrariamente ad altri paesi, come la Germania o la Gran Bretagna, dove il debito non è così alto".L'ultima domanda del pubblico è il preludio a un applauso sincero. Rivolta a De Benedetti e Daveri, una signora chiede quali passi compierebbero se il compito di sollevare la crisi fosse destinato a loro. De Benedetti: "Non possiamo più permetterci di mantenere la spesa dello Stato, pari a 700 miliardi di euro all'anno. Lo stato ci costa troppo. Se ogni famiglia deve pensare al risparmio anche lo Stato deve agire di conseguenza, se è vero che rappresenta la somma di tutte le famiglie". L'abolizione delle province e una regolarizzazione dell'università (non attraverso tagli generalizzati ma con una selezione meritocratica dei docenti) sono invece le ipotetiche scelte di Francesco Daveri.Quanto al futuro dell'Alitalia, De Benedetti conclude con un sorriso: "Verrà acquistata da Lufthansa o Air France. Il concetto di compagnia di bandiera è una stupidaggine".Silvia Campagnaro

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altro che nuovi aumenti, aboliamo i consorzi di bonifica (sezione: Province)

( da "Tirreno, Il" del 23-11-2008)

Argomenti: Province

Alberto Magnolfi, capogruppo azzurro in Regione «Altro che nuovi aumenti, aboliamo i consorzi di bonifica» PRATO. «Mentre il Gruppo regionale di Forza Italia verso il Popolo della Libertà propone la soppressione dei Consorzi di bonifica e l'abolizione del loro iniquo balzello, altri si adoperano per aumentarne la tassa», questa l'amara considerazione di Alberto Magnolfi, capogruppo azzurro in Regione. «I Consorzi di bonifica - attacca Magnolfi - rappresentano un vero e proprio carrozzone della politica. Il contributo consortile è diventato un balzello inspiegabile per molti cittadini, ed adesso se ne prevede addirittura un aumento del 13%. Noi di Forza Italia - continua Magnolfi - critichiamo non soltanto questo aumento, ma l'esistenza stessa dei Consorzi. Abbiamo ripresentato proprio in questi giorni una nostra proposta di legge, già respinta una volta dalla sinistra, volta a sopprimere questi inutili Enti ed a trasferirne le competenze alle Province. Non capiamo come mai si debbano mantenere in vita con le tasse di tutti i cittadini degli organismi che spendono circa 15 milioni di euro a esercizio per il solo funzionamento burocratico e retribuiscono lautamente i loro amministratori, che in Toscana superano il numero dei dipendenti, quando le loro funzioni potrebbero benissimo essere svolte da istituzioni come le Province già attive sul territorio nel settore della bonifica».

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Venezia <Forse Berlusconi non si è ancora reso conto che ... (sezione: Province)

( da "Gazzettino, Il" del 23-11-2008)

Argomenti: Province

Venezia «Forse Berlusconi non si è ancora reso conto che ... Venezia«Forse Berlusconi non si è ancora reso conto che alle ultime elezioni politiche l'Udc è andata da sola. Non siamo più vincolati a un patto con lui, mica siamo nella Casa delle libertà di 5 anni fa». In Veneto per una serie di incontri, il leader dell'Udc Pier Ferdinando Casini viene raggiunto dall'eco delle parole pronunciate in Abruzzo da Silvio Berlusconi. Ma liquida la questione con decisione: «Noi siamo fedeli ai patti che prendiamo con gli elettori, ad esempio con gli elettori veneti. Si domanda perché a Trento ci siamo accordati con Dellai? Perché si confrontavano due coalizioni, una guidata da un ex democristiano e una capitanata da un leghista». E in fondo aggiunge il veleno: «Non è un caso se i primi complimenti a Dellai li ha fatti Galan...».Il rapporto tra Udc e centrodestra a livello nazionale non è certo dei migliori, e lo si capisce dal giudizio che Casini dà della decisione presa venerdì da Forza Italia di confluire nel Pdl: «È morta Forza Italia ed è nato il Pdl: cos'è cambiato? Niente». A margine del convegno veneziano organizzato dalla Fondazione Liberal sulla "nuova America" di Barack Obama, il leader dell'Udc ha denunciato la «piena continuità tra Pdl e Fi». «Ho visto che hanno fatto abbastanza in fretta a farlo - ha ironizzato -: 10 minuti. Replicando il discorso della "discesa in campo" del 1994, Berlusconi ha reso palese a tutti che gli elementi che hanno caratterizzato la nascita della prima Forza Italia sono rimasti esattamente gli stessi nel Partito della Libertà». E qui sta la dimostrazione, secondo Casini, che non sono stati fatti passi avanti verso un partito di popolo: «Quando nacque Forza Italia si pensava all'inizio di un processo, a un percorso, alla creazione di un partito che dovesse guardare allo schema e al modello del Ppe: oggi invece, a parte il nominalismo, di fatto c'è la piena continuità con la prima Fi. Non c'è stata un'evoluzione in senso democratico, è ancora un'organizzazione verticistica senza confronto interno. Se c'è ancora chi si domanda il motivo per il quale l'Udc non ha aderito all'ingresso nel Pdl, è davanti agli occhi di tutti».Così come sono palesi, secondo Pier Ferdinando Casini, i veri motivi della strategia d'attacco da parte della Lega nei confronti dell'Udc in Veneto. «Qui purtroppo c'è un contenzioso aperto tra la Lega e Galan - dice l'ex presidente della Camera - in cui l'Udc c'entra come i cavoli a merenda. Bossi si rivolge a Galan, non a noi; parla a suocera perché nuora intenda. Noi abbiamo fatto un patto di lealtà in primo luogo con gli elettori, perciò siamo impegnati a sostenere Galan a differenza di quelli che lo attaccano tutti i giorni. In una coalizione ciascuno è presente con una propria identità e la propria storia: noi rispettiamo la Lega e chiediamo altrettanto rispetto». Quanto alla recente posizione critica dell'Udc sul federalismo, Casini respinge al mittente le accuse: «Noi vogliamo un federalismo serio, virtuoso, che disboschi e semplifichi: non un federalismo che affastella apparati su apparati. Perciò non accettiamo rimproveri da chi prima delle elezioni ha parlato di abolizione delle Province e oggi se n'è dimenticato. La Lega ci spieghi perché non vogliono abolire le Province o le Comunità montane, e poi ne riparliamo».Nell'attesa, Casini avverte il Governo che non c'è uscita dalla crisi economica senza interventi reali a sostegno delle famiglie: «Invece finora abbiamo visto solo interventi a sostegno delle banche. Ma attenzione: alle banche dobbiamo chiedere qualcosa in cambio dei soldi che lo Stato mette dentro i loro forzieri. Stop agli stipendi sproporzionati dei manager e verifica di quanti crediti vengono concessi alle famiglie e alle piccole e medie imprese».A. G.

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Divisione della Provincia, tre sindaci contrari a colloquio con Berlusconi (sezione: Province)

( da "Quotidiano.it, Il" del 24-11-2008)

Argomenti: Province

Divisione della Provincia, tre sindaci contrari a colloquio con Berlusconi Teramo | I Sindaci di Folignano, Roccafluvione e Maltignano hanno incontrato il Premier e discusso della vicenda. In una lettera Gianni Letta scrive che la divisione della provincia di Ascoli: "...palesa spunti di criticità che impongono alcune riflessioni...". Silvio Berlusconi con i Sindaci Allevi, Mariani e Falcioni In occasione della visita di Silvio Berlusconi a Teramo, i Sindaci Allevi, Mariani e Falcioni hanno personalmente consegnato al Presidente del Consiglio l'esito dei risultati della petizione popolare promossa lo scorso agosto contro la divisione della provincia di Ascoli Piceno. L'incontro è avvenuto in un noto ristorante del teramano ed il colloquio è durato circa dieci minuti. I sindaci hanno manifestato a Berlusconi tutte le preoccupazioni per le conseguenze di questa divisione, il notevole sacrificio economico per la nuova provincia di Ascoli Piceno e la poca opportunità di creare un nuovo, piccolo,ente,con la conseguente duplicazione di uffici pubblici, dai costi esorbitanti, in un periodo di crisi economica come questo. Ricordando al Presidente la sua recente posizione sulla abolizione delle province o sull'accorpamento di quelle piccole, i tre amministratori hanno inoltre sottolineato la difficoltà della divisione, il possibile arrivo di un commissario, segno di una normativa inapplicabile per il caso del piceno. Il Presidente ha chiesto ulteriori informazioni sul caso della divisione della provincia di Ascoli Piceno, dicendosi sorpreso della situazione soprattutto dopo aver conosciuto gli abitanti delle future province e la vicinanza dei due capoluoghi. Per maggior chiarezza Allevi, Mariani e Falcioni hanno consegnato al Presidente del Consiglio una missiva, (integralmente disponibile a fondo pagina), oltre che il testo della petizione popolare ed una analisi sui costi della divisione della provincia. Hanno inoltre comunicano che analoga missiva è stata già indirizzata ai ministri del Governo. Il Sottosegretario Gianni Letta, in una risposta ufficiale, promettendo un impegno, anche personale, ha affermato che la questione della provincia di Ascoli Piceno "...palesa spunti di criticità che impongono alcune riflessioni nelle debite sedi..." I sindaci, promotori di queste iniziative, intendono perseguire ogni azione utile per modificare una normativa che oltre ad essere anacronistica, iniqua, unilaterale, vessatoria per la nuova provincia di Ascoli Piceno è anche, visto l'ingente esborso di danaro pubblico, inopportuna in un periodo di tagli della spesa, alcuni sacrosanti, e di sofferenza dei bilanci familiari degli italiani. Ecco il testo integrale della lettera: Gent.mo sig. Presidente Le scrivono tre sindaci della provincia di Ascoli Piceno, promotori di una petizione popolare che ha portato, nel giro di quindici giorni, ed in pieno periodo di ferie, alla raccolta di ben 15.000 firme ( quindicimila) contro la divisione della provincia di Ascoli Piceno. La raccolta è ancora in corso. Come molti siamo compiaciuti della vittoria del centro destra alle elezioni politiche pur imputando allo stesso schieramento, nella legislatura 2001-2006, il fatto di aver creato tre nuove province, in antitesi con una politica di contenimento della spesa pubblica. In particolare, nel territorio piceno si è registrata, con la creazione della provincia di Fermo, la lacerazione di un territorio, già piccolo, in due piccolissimi enti rispettivamente di circa 200.000 abitanti, la restante provincia di Ascoli Piceno e di circa 160.000, la nuova provincia di Fermo. Premesso che la divisione è stata ,oltre che anacronistica, visto che si reggeva su delibere consiliari datate 1989!!!( alcune addirittura di giunta senza il numero legale), ed antieconomica, visto che per due volte la ragioneria generale dello Stato, nella persona del Dott. Monorchio ha espresso parere negativo( abbiamo il documento che allegheremo), anche unilaterale, considerato che la popolazione della rimanente provincia picena non è stata in alcun modo interessata nonostante la sua scontata opposizione. Inoltre si è registrata, con l'approvazione della legge, per la prima volta nella creazione di nuove province, una normativa senza copertura finanziaria. Il drammatico risultato sarà quello che la nuova provincia di Ascoli Piceno dovrà cedere degli immobili storicamente e culturalmente appartenuti alla città di Ascoli Piceno al territorio fermano; poi ci sarà un esodo coatto, praticamente una diaspora, di circa 300 dipendenti costretti a trasferirsi, loro malgrado a Fermo, ed un esborso, per la costituzione della nuova provincia di Fermo, da parte della rimanente provincia di Ascoli Piceno, di circa 16 milioni di Euro. L'inizio di un certo dissesto finanziario. Questo perché, come detto, la legge era priva della copertura finanziaria. Praticamente un dramma sociale ed una popolazione in conseguente subbuglio. Il tutto per avere due consigli provinciali, due prefetture, due questure, due motorizzazioni, due uffici delle entrate, due coordinamenti provinciali dei carabinieri etc etc nel raggio di cinquanta chilometri. Come contenimento della spesa pubblica, come prospettiva dichiarata da tutti dell'abolizione delle province o di un loro accorpamento, non ci sembra il massimo. Il caso è stato talmente eclatante che due volte la RAI ha speso un servizio apposito, il Corriere della Sera, con un suo inserto, ha evidenziato l'anomalo caso della provincia di Fermo ed un quotidiano autorevole di centro- destra ha già contattato gli scriventi per un apposito articolo. Le chiediamo, Lei così sensibile al contenimento della spesa pubblica, se non sia il caso che il nuovo governo prenda, almeno per le nuove province, una pausa di riflessione per la costituzione di inutili carrozzoni dalle conseguenze drammatiche per un territorio così piccolo? E' tutto ciò morale in contesto di crisi e difficoltà della famiglia media italiana ed in un periodo di efficienti riforme da Voi validamente promosse? E' possibile valutare un accorpamento con la creazione di una provincia doppia come nel caso di Pesaro Urbino o Forlì- Cesena? Le alleghiamo degli studi sulla inutilità della provincia e relativi conti economici già a Lei inviato nonchè ai parlamentari ed il testo della petizione popolare. Saremmo onorati di portarLe personalmente i risultati di questa petizione popolare, che indica come spesso la normativa ignori la reale volontà popolare, chiedendoLe fin da ora un appuntamento. ManifestandoLe la nostra totale adesione per il coraggio da Lei dimostrato nelle Sue numerose iniziative, le porgiamo gli auguri di buon lavoro. Cordiali saluti Pasquale Allevi Sindaco di Folignano Giuseppe Mariani Sindaco di Roccafluvione Armando Falcioni Sindaco di Maltignano 24/11/2008

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Hanno ricordato a Silvio Berlusconi la sua posizione per l'abolizione di tutte le Province o pe... (sezione: Province)

( da "Messaggero, Il (Marche)" del 25-11-2008)

Argomenti: Province

Martedì 25 Novembre 2008 Chiudi Hanno ricordato a Silvio Berlusconi la sua posizione per l'abolizione di tutte le Province o per l'accorpamento di quelle più piccole e gli hanno consegnato i risultati (ben 15.000 firme) della petizione popolare avviata nell'agosto scorso contro la divisione del Piceno. Pasquale Allevi, Giuseppe Mariani e Armando Falcioni, i tre sindaci autonomi rispettivamente di Folignano, Roccafluvione e Maltignano, che da tempo hanno costituito un "pool" antiframmetazione del territorio, hanno incontraro personalmente il presidente del Consiglio dei ministri a Teramo manifestandogli le loro preoccupazioni per la nascita del nuovo piccolo ente, i costi e la duplicazione degli uffici. «Il presidente raccontano i 3 sindaci ha chiesto ulteriori informazioni dicendosi sorpreso della situazione soprattutto dopo aver conosciuto gli abitanti delle future Province e la vicinanza dei due capoluoghi». I tre sindaci hanno quindi consegnato al premier una missiva sul caso oltre ad un'analisi dettagliata dei costi del nuovo ente. Analoga missiva a tutti i ministri. «Il sottosegretaro Gianni Letta commentano poi Allevi, Mariani e Falcioni in una risposta ufficiale, promettendo un impegno, anche personale, ha affermato che la questione della Provincia di Ascoli "palesa spunti di criticità che impongono alcune riflesioni nelled ebite sedi"». Dunque anche Letta ha ben presente la situazione. La speranza dei 3 sindaci, naturalmente, è che, seppur in extremis, perdipiù difronte alla crisi economica in atto, la nascita delle nuove Province venga fermata dal Governo. «Come molti affermano i tre nella loro lettera siamo compiaciuti della vittoria del centrodestra alla elezioni politiche pur imputando allo stesso schieramento, nella legislatura, 2001-2006, il fatto di aver creato tre nuove Province in antitesi con una politica di contenimento della spesa pubblica».

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Massacra con un bastone una pecora, rumeno denunciato (sezione: Province)

( da "Gazzettino, Il (Vicenza)" del 25-11-2008)

Argomenti: Province

ARSIERO L?uomo è stato sorpreso dalle guardie zoofile della Lega Abolizione Caccia che hanno chiamato i carabinieri. Dovrà rispondere di maltrattamento e sevizia di animali Massacra con un bastone una pecora, rumeno denunciato ArsieroAnimali maltrattati: oltre cento le segnalazioni che l'Enpa riceve ogni mese da tutta la provincia, una media di una trentina a settimana. Vittime di maltrattamenti di ogni genere sono sia gli amici a quattro zampe, sia i cosiddetti animali da carne, sia la fauna selvatica. E se nella maggior parte dei casi i responsabili di tali azioni rimangono impuniti, qualcuno che ogni tanto viene colto sul fatto c'è. Come il pastore rumeno di una trentina d'anni che domenica mattina ad Arsiero è stato sorpreso dalle guardie zoofile della Lega Abolizione Caccia mentre con un bastone picchiava selvaggiamente una pecora.Le guardie stavano effettuando i consueti controlli per la repressione del bracconaggio quando si sono imbattute in questa scena di ingiustificata violenza, riuscendo a fermare l'aggressore e a liberare la pecora. Hanno poi chiesto l'intervento dei carabinieri di Schio per l'identificazione del pastore trovato privo di documenti e dopo aver provveduto a fare tutti i rilievi del caso, hanno denunciato il rumeno all'autorità giudiziaria per maltrattamento e sevizia di animali. La legge per questo tipo di reato prevede la reclusione da tre mesi a un anno o una multa da tremila a quindicimila euro.«Non vogliamo criminalizzare il soggetto che ha malmenato l'animale spiega Renzo Rizzi, guardia zoofila e portavoce del Coordinamento Protezionista Vicentino, che raccoglie diverse associazioni per la tutela degli animali, come l'Enpa - sono delle persone spesso in difficoltà. Possiamo comprendere come possa essere il loro rapporto con gli animali nella loro terra, un po' come quello di molti nostri contadini negli anni sessanta, che usavano spesso bastoni o forche per sistemare gli animali che non rispettavano le consegne».Il problema, invece, sottolinea il portavoce «è che servirebbe un numero maggiore di guardie. Il nostro è un compito difficile e complicatissimo, anche perché ci muoviamo in un campo minato da interessi e politica. Siamo sempre presenti quando si tratta di tutelare quei pochissimi diritti di cui godono gli animali selvatici o da carne in particolare». L'attività delle guardie è volontaria e si svolge quindi a costo zero per la comunità.«La legge va rispettata in tutte le sue forme conclude Rizzi - anche quando si tratta di animali votati alla morte per alimentazione. Questi, nella loro breve vita hanno almeno il diritto di non essere maltrattati, è su questi temi che si misura l'effettiva civiltà di un popolo».Laura Pilastro

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Abolire Ato ed elezioni provinciali (sezione: Province)

( da "Tribuna di Treviso, La" del 26-11-2008)

Argomenti: Province

«Abolire Ato ed elezioni provinciali» Angelo Pavan: ente con più funzioni, ma di nomina dei comuni Provocazione politica di Angelo Pavan (in foto), presidente dell'Associazione comuni della Marca trevigiana. Nell'ultimo numero della rivista degli amministratori trevigiani, sotto l'emblematico titolo: «Aboliamo le Province?», Pavan propone si ristrutturare competente e organizzazione dell'ente che molti vorrebbero tagliare. Secondo Pavan vanno aboliti invece gli Aambiti territoriali omogenei (Ato rifiuti, Ato acqua, Ater, Consorzi di bonifica, consorzi, enti con funzioni sovracomunali) «che proliferano presidenti, amministratori, direttori per assegnare le relative funzioni proprio alle Province». In questo modo, secondo Pavan, «si semplificherebbero procedure amministrative, si risparmierebbero senz'altro molti più soldi di quelli che si risparmierebbero con l'abolizione delle Province, vi sarebbe un maggiore coordinamento». Inoltre, con questa ristrutturazione i rappresentanti delle Province dovrebbero essere eletti in forma indiretta dai consiglieri comunali. «Sarebbe anche un modo per spoliticizzare una istituzione che dovrebbe rappresentare tutte le realtà locali che sono gestite da maggioranze diverse» scrive Pavan, che lamenta come su questo argomento continuano le proposte «ad effetto» ma senza arrivare a nessuna conclusione. «Vogliono abolire le Province quando le Regioni non si mettono d'accordo nemmeno per abolire o ridurre il numero delle Comunitò montane, danto spettacolo non certo esaltante» conclude il presidente dell'associazione comune.

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taglio delle comunità montane e viabilità saranno i temi del consiglio provinciale (sezione: Province)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 26-11-2008)

Argomenti: Province

Pagina 6 - Pordenone Taglio delle comunità montane e viabilità saranno i temi del consiglio provinciale Si riunirà domani alle 18, nella sala di largo San Giorgio, il consiglio provinciale. Dopo le comunicazioni del presidente del consiglio, Antonio Sartori di Borgoricco, e del presidente della Provincia, Alessandro Ciriani, l'assemblea sarà chiamata a esprimersi su questioni legate a viabilità, lavoro, comunità montane, rifiuti e bilancio. Primo punto in discussione, la circonvallazione di San Vito. «Qualora la sua realizzazione resti ancora sospesa a causa di beghe all'interno di enti locali e opposizioni di comitati cittadini, dirotteremo i fondi su altre opere», avevano dichiarato Alessandro Ciriani e l'assessore regionale alla Viabilità, Riccardo Riccardi. La vicenda sarà approfondita da un'interrogazione e un ordine del giorno (tra loro simili) firmati rispettivamente dai consiglieri Luigi Bortolussi del Pd e da Luciano Piccolo dei Cittadini. Forza Italia, invece, presenta un ordine del giorno con il quale auspica l'abolizione delle comunità montane, già richiesta dallo stesso Ciriani. I consiglieri provinciali dovranno votare anche un'altra convenzione, ovvero il documento con il quale la Provincia stanzia quasi 47 mila euro per la mensa della casa dello studente, consentendo così a studenti e lavoratori di continuare a consumare i pasti a prezzi "popolari". Ma contributi arriveranno anche per la raccolta differenziata: verrà infatti votato il regolamento con cui la Provincia ripartisce ai Comuni i fondi per la raccolta e lo smaltimento. Al voto anche la relazione con i dati, in parte già resi noti dall'assessorato all'Ambiente, su produzione e gestione dei rifiuti in provincia. Infine le delibere riguardanti i conti della Provincia, con le quali viene sancito il pareggio di bilancio e l'assenza di debiti.

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OLTRE 40 MILIONI di euro. Questa la somma che la Provincia di Milano ha stanziato... (sezione: Province)

( da "Giorno, Il (Legnano)" del 26-11-2008)

Argomenti: Province

PRIMO PIANO pag. 3 OLTRE 40 MILIONI di euro. Questa la somma che la Provincia di Milano ha stanziato... OLTRE 40 MILIONI di euro. Questa la somma che la Provincia di Milano ha stanziato per la sistemazione, e la messa in sicurezza, di diversi istituti superiori dell?Altomilanese. «La nostra Provincia è tra le più virtuose in Italia perchè ha raggiunto il 90% dell?adeguamento normativo degli edifici scolastici contrariamente, ad esempio, al Comune di Milano che è solamente al 52% - spiega l?assessore all?Istruzione e all?Edilizia scolastica, Giansandro Barzaghi -. Abbiamo investito complessivamente 260 milioni di euro in tutta la provincia durante i quattro anni di mandato, raggiungendo un risultato significativo in termini di manutenzione straordinaria, di abolizione dell?amianto, di eliminazione delle barriere architettoniche, di adeguamento alle normative previste anti-sismiche e antincendio». Numerosi gli interventi sul territorio, anche se si tratta soprattutto della costruzione di nuove aree. Alle scuole Bernocchi e Dell?Acqua di Legnano sono in corso sistemazione di tre palestre, realizzazione di un nuovo Palazzetto dello sport e costruzione di un nuovo edificio che ospiterà 60 aule e 15 laboratori, meraticamente conclusa l?edificazione del ?ragno?, una struttura che prevede l?entrata in funzione di 10 nuove aule. Un auditorium e 22 spazi per gli studenti sono invece in arrivo al Cavalleri di Parabiago, mentre al Bachelet di Abbiategrasso saranno attive otto aule nuove. «La Provincia di Milano è riuscita a stare al passo per ciò che riguarda gli adeguamenti normativi - prosegue l?assessore Barazaghi -, nonostante le strutture ?ereditate? dai Comuni dimostrassero spesso un notevole fabbisogno arretrato. Abbiamo inoltre attivato un servizio di reperibilità dei tecnici per le scuole e, già dal 2002, abbiamo predisposto un sistema di controllo e monitoraggio dei soffitti e dei controsoffitti delle scuole più a rischio». C. M.

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Festa della Toscana: Costruire il Lavoro (sezione: Province)

( da "Blogosfere" del 26-11-2008)

Argomenti: Province

Nov 0826 Festa della Toscana: Costruire il Lavoro Pubblicato da Simone Terreni alle 16:45 in Eventi Festa della Toscana 2008 Costruire lavoro La Regione Toscana ha istituito la Festa della Toscana con la legge regionale 21 giugno 2001, n. 26 per ricordare l'abolizione della pena di morte avvenuta il 30 novembre del 1786 (per la prima volta al mondo) ad opera del Granduca di Toscana, e per ribadire il proprio impegno per la promozione dei diritti umani, della pace e della giustizia, elementi costitutivi dell'identità della Toscana. La Festa è celebrata con numerose iniziative che il Consiglio regionale, le Province e i Comuni, le associazioni e le istituzioni del territorio hanno organizzato e che coinvolgono ogni località della regione tra novembre e dicembre. Il programma regionale della Festa Ricerca eventi nei comuni della Toscana

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<Aboliamo le province> (sezione: Province)

( da "Resto del Carlino, Il (Rovigo)" del 27-11-2008)

Argomenti: Province

ROVIGO AGENDA pag. 23 «Aboliamo le province» Il Movimento per l?Italia anche a Rovigo «NEI GIORNI scorsi a Roma, presso l?Hotel Sheraton, si è tenuta la prima convention del Movimento per l?Italia promosso da Daniela Santanchè. Com?è noto l?onorevole Santanchè, dopo aver raccolto alle ultime politiche circa un milione di voti come candidata premier per La Destra, è uscita da quel partito assieme ad un importante numero di dirigenti ed iscritti che non condividevano né la collocazione ?antagonista? che esso andava assumendo né la continua polemica di Storace e Buontempo contro Berlusconi. Il Movimento per l?Italia si colloca nell?area del centrodestra e porta avanti le idee, i valori e le istanze politiche, economiche e sociali peculiari della destra italiana ed europea e si pone come punto di riferimento per coloro che hanno votato Daniela Santanchè come candidato premier. A Roma, alla convention di fondazione, hanno partecipato numerosi esponenti della destra veneta. L?on. Paolo Danieli, già senatore per varie legislature e socio fondatore del MpI è stato eletto capogruppo regionale. Erano presenti delegazioni di tutte le province della regione.Tra i numerosi intervenuti dal Veneto il responsabile provinciale di Rovigo Vittorino Tiengo. Nel suo intervento Danieli ha sottolineato il fatto che il nuovo soggetto politico non è e non vuol essere un partito, ma un movimento che intende collocarsi nel centrodestra per proporre a 360° le idee e le proposte politiche della destra. Sia a destra che a sinistra dello schieramento politico italiano sono saltati molti schemi. E? per questo che il MpI rivolge la propria proposta politica di destra tutti, nessuno escluso. Tra i diversi punti programmatici il leader veneto del Movimento per l?Italia ha ricordato l?impegno per la riforma federale dello stato, l?elezione diretta del presidente della repubblica e, nel quadro della semplificazione istituzionale e dei tagli alla casta, l?abolizione delle province e l?accorpamento dei piccoli comuni». Rita Rubini OCCHIOBELLO Videosorveglianza già vista «Metto, poi tolgo ed infine rimetto. A Occhiobello sembra essere questa la politica della giunta Natali in tema di sicurezza. Da quanto pubblicato sul giornale ho imparato che sarebbe stato preparato un progetto per la videosorveglianza su alcuni edifici ed aree pubbliche. Ma non si tratta degli stessi luoghi in cui già erano state installate le telecamere alcuni anni fa proprio per esigenze di sicurezza?» Roberto Rossi

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Festa della Toscana: domani un consiglio dedicato al lavoro (sezione: Province)

( da "Nazione, La (Massa - Carrara)" del 27-11-2008)

Argomenti: Province

CRONACA MASSA pag. 7 Festa della Toscana: domani un consiglio dedicato al lavoro PROVINCIA IL PROGRAMMA DELLE RELAZIONI ? MASSA ? COSTRUIRE lavoro: è questo il tema scelto per l?edizione 2008 della Festa della Toscana, istituita dal consiglio regionale nel 2001 per ricordare l?abolizione della pena di morte avvenuta il 30 novembre 1876 ad opera del Granduca di Toscana. Tra le iniziative promosse dalla Provincia di Massa-Carrara venerdì 28 novembre, a partire dalle ore 10, è in programma un consiglio provinciale straordinario aperto a delegazioni scolastiche, rappresentanti degli enti locali, autorità locali, cittadinanza. Verrà affrontato il tema del lavoro dal punto di vista storico e dal punto di vista della sicurezza. Parteciperanno alla seduta vari esperti: Adriana Dadà dell? Università degli studi di Firenze interverrà sul tema ?Donne, lavoro emigrazioni?. Il presidente dell?associazione ?Italia Nostra - Apuo - Lunense?, Mario Venutelli attraverso filmati, immagini e testimonianze tratterà dell?attività estrattiva del marmo delle Apuane. Giovanni Passarino si soffermerà, invece, sulla storia delle miniere della Piana di Luni e della lotta sindacale dei minatori. Fabio Baroni presenterà agli studenti il Museo del Lavoro della Valle del Lucido di Monzone e Francesca Guastalli ?L?archivio della memoria di Bagnone?. Sul tema della sicurezza sul lavoro interverrà il senatore Achille Passoni, ex sindacalista attualmente membro della XI commissione ?Lavoro e previdenza sociale?. Durante la seduta alcuni musicisti suoneranno e canteranno antichi canti del lavoro e verranno distribuiti volumi e brochure. In particolare ad ogni delegazione scolastica verrà consegnato un libro dal titolo ?Le miniere di Lignite della Piana di Luni? scritto da Giuseppe Passarino, oltre al materiale informativo sull?Ecomuseo della Montagna Lunigianese di Monzone e dell?Archivio della Memoria di Bagnone.

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<Stop al piano del Parco solo quando la Lega firmerà per l'abolizione delle Province> (sezione: Province)

( da "Gazzettino, Il (Rovigo)" del 27-11-2008)

Argomenti: Province

LA POLEMICA «Stop al piano del Parco solo quando la Lega firmerà per l'abolizione delle Province» «Voglio dire ad Antonello Contiero che prenderò in considerazione l'idea di bloccare l'adozione del piano ambientale sul Parco del Delta quando lui firmerà due documenti. Quello che sto preparando sull'abolizione delle Province, che la Lega Nord un tempo considerava suo cavallo di battaglia e sulla quale ora tace. Quello per garantire ai Comuni del nord Italia la trattenuta del 20\% dell'Irpef. Solo allora lui sarà un segretario politico credibile, altrimenti le sue sono tutte chiacchiere».Non si è fatta attendere la dura risposta dell'assessore regionale Renzo Marangon all'accuse di accordo politico con il presidente della Provincia Federico Saccardin riguardo al piano ambientale del Parco. Un piano fermo da anni sul quale oggi si sta accelerando, secondo la Lega, in modo clamorosamente sbagliato, visto che nei prossimi mesi si andrà al voto. Per questo Contiero e lo stato maggiore bassopolesano leghista hanno chiesto lo stop all'adozione del piano. Minacciando «sorprese» alla riunione del direttivo del Parco in programma 18 dicembre, se ciò non avverrà.Tre i motivi per cui la richiesta di stop della Lega, e le motivazioni addotte, secondo Marangon sono inopportune. «Primo, il piano è atteso da anni. Ritenere che venga varato per voto di scambio è una totale stupidaggine. È vero il contrario. Proprio il no al piano della Lega è il frutto del voto di scambio. Quello del patto stretto di recente fra Contiero e un ristretto gruppo di cacciatori, tutt'altro che rappresentativo della maggioranza della categoria nel Delta. Secondo, il piano ambientale non blocca nessuna attività produttiva nel Delta. Anche qui è vero il contrario. La mission è proprio lo sviluppo del territorio. Al segretario interessa solo manifestare, e non amministrare, perciò intende inscenare la protesta del 18 dicembre. Terzo, l'accusa di non far partecipare le categorie e i bassopolesani alle decisioni sul Parco. È vero il contrario. Attraverso la loro partecipazione si stanno costruendo le norme del piano. Solo chi è ignorante o in malafede può pensare il contrario».Infine Marangon non risparmia una stoccata ai portotollesi Ivano Gibin e Giorgio Azzalin, sostenitori dello stop insieme a Contiero. «Loro, leghisti, hanno votato contro l'anno scorso in consiglio comunale a Porto Tolle all'ordinanza Bitonci, sindaco leghista di Cittadella, sulla sicurezza, adottata in centinaia di Comuni. Con quale coerenza politica e credibilità adesso parlano? L'unica cosa che possono fare è stare zitti.Ivan Malfatto

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ENTE INTERMEDIO In aula il nuovo "patto per il lavoro" (sezione: Province)

( da "Gazzettino, Il (Pordenone)" del 27-11-2008)

Argomenti: Province

ENTE INTERMEDIO In aula il nuovo "patto per il lavoro" Provincia, in aula il "nuovo" patto per il lavoro. Questo pomeriggio alle 18, nella sala consiliare si riunirà l'assise e all'ordine del giorno, tra i vari argomenti, c'è anche il Patto per il lavoro. In pratica si voterà sulla convenzione tra Provincia e Regione per monitorare il mercato del lavoro e progettare interventi anticrisi. Dopo le comunicazioni del presidente del consiglio Antonio Sartori di Borgoricco e del presidente della Provincia Alessandro Ciriani, l'assemblea sarà chiamata a esprimersi su questioni legate a viabilità, lavoro, comunità montane, rifiuti, bilancio dell'ente. Primo punto in discussione, la circonvallazione di San Vito. «Qualora la sua realizzazione resti ancora sospesa a causa di beghe all'interno di enti locali e opposizioni di comitati cittadini, dirotteremo i fondi su altre opere», avevano dichiarato nei giorni scorsi Alessandro Ciriani e l'assessore regionale alla viabilità Riccardo Riccardi. La vicenda sarà approfondita da una interrogazione e un ordine del giorno (tra loro simili) firmati rispettivamente dai consiglieri Luigi Bortolussi del Pd e Luciano Piccolo dei Cittadini. Forza Italia, invece, presenta un ordine del giorno con il quale auspica l'abolizione delle comunità montane, già richiesta dallo stesso presidente Ciriani. I lavori prevedono anche l'approvazione del Patto per il lavoro. Si tratta di una convenzione tra Provincia e Regione, sottoscritta da Alessandro Ciriani e dall'assessore Alessia Rosolen. L'accordo stabilisce una collaborazione stretta e di lungo periodo tra i due enti al fine di monitorare costantemente il mercato del lavoro provinciale. Obiettivo: avere sempre il polso della situazione e pianificare per tempo adeguati interventi, come per esempio il ricollocamento di coloro che hanno perso il posto a causa delle crisi, o l'erogazione di incentivi pubblici a imprese e lavoratori. I consiglieri provinciali dovranno votare anche un'altra convenzione, e precisamente il documento con il quale la Provincia stanzia quasi 47 mila euro per la mensa della Casa dello studente, consentendo così a studenti e lavoratori di continuare a consumare i pasti a prezzi popolari.

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Consiglio di Stato accoglie appello della Regione. Riapre nel modenese la caccia a storni e cormorani (sezione: Province)

( da "Sestopotere.com" del 27-11-2008)

Argomenti: Province

Consiglio di Stato accoglie appello della Regione. Riapre nel modenese la caccia a storni e cormorani (27/11/2008 17:40) | (Sesto Potere) - Modena - 27 novembre 2008 - Riapre la caccia a storni e cormorani nel territorio modenese. Il Consiglio di stato ha accolto l?appello della Regione Emilia Romagna contro la sentenza del Tar dell?Emilia Romagna che, nell?ottobre scorso, aveva annullato, accogliendo un ricorso della Lac (Lega per l?abolizione della caccia) e altre associazioni ambientaliste e animaliste, la delibera della Regione sull?autorizzazione a cacciare alcune specie protette, tra cui storni e cormorani. Per lo storno la caccia è consentita fino a domenica 30 novembre solo in pianura e con limitazioni, mentre per il cormorano prosegue fino al 31 gennaio, anche in questo caso con forti limitazioni e solo nelle vicinanze dei bacini di allevamento ittico. L?autorizzazione da parte della Regione alla caccia di specie protette avviene sulla base delle richieste delle Province. E la Provincia di Modena aveva chiesto, e ottenuto, la deroga per storno e cormano, su sollecitazioni delle associazioni agricole, allo scopo di ridurre i danni a frutteti e allevamenti ittici.

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16:29 PROVINCE: FIGLIO DI PIETRO, "DA CONSIGLIERE SI' AD ABOLIZIONE" (sezione: Province)

( da "Agi" del 27-11-2008)

Argomenti: Province

PROVINCE: FIGLIO DI PIETRO, "DA CONSIGLIERE SI' AD ABOLIZIONE" (AGI) - Campobasso, 1 nov. - "Sono a favore dell'abolizione delle province e delle comunita' montane perche' si risparmierebbero diversi miliardi di euro, necessari al Paese". Con il suo si' rischia di ritrovarsi "disoccupato", amministrativamente parlando, ma Cristiano Di Pietro, figlio del leader dell'Italia dei valori e consigliere provinciale di Campobasso aderisce all'iniziativa popolare sulla "decostituzionalizzazione delle province". Tagliare i costi della politica e' uno degli obiettivi dell'Italia dei valori. Antonio Di Pietro, durante il governo Prodi, riusci' ad ottenere in Consiglio dei ministri (ma non in Aula) il taglio del 10% dei rimborsi ai partiti. Ora Cristiano Di Pietro, dirigente molisano del partito, affianca al referendum sul lodo Alfano anche la campagna per abolire gli "enti sovrapposti", di cui fa parte. Secondo una stima del Ministero degli Interni nelle province italiane operano circa 4 mila eletti, che costano circa 50 mln di euro di indennita', a cui vanno aggiunti i rimborsi, le diarie, le spese di rappresentanze, le auto blu, eccetera. La somma delle sole spese correnti di oltre 100 province sfiora i 10 miliardi all'anno. "Se si attribuissero le competenze ai comuni e alle regioni - sostiene Cristiano Di Pietro -, le spese fisse sparirebbero, senza contare i risparmi dei costi delle elezioni, mentre l?attività amministrativa sarebbe notevolmente semplificata".

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OGGI la Provincia e il Comune di Pisa, in occasione della Festa della Toscana, or... (sezione: Province)

( da "Nazione, La (Pisa)" del 28-11-2008)

Argomenti: Province

AGENDA PISA pag. 15 OGGI la Provincia e il Comune di Pisa, in occasione della Festa della Toscana, or... OGGI la Provincia e il Comune di Pisa, in occasione della Festa della Toscana, organizzano al Cinema Lumière, dalle 9.30 alle 11.30, l?incontro «L?abolizione della tortura e della pena di morte, dal governo dei Lorena ai giorni nostri». Ospiti speciali dell?incontro i ragazzi di due scuole superiori pisane, il Liceo Scientifico «Dini» e l?Istituto Tecnico Commerciale «Pacinotti». La festa della Toscana, istituita dalla Regione proprio per il 30 novembre, data della promulgazione della legge leopoldina, che per prima nel mondo, bandiva tortura e pena di morte nel Granducato di Toscana, vuole infatti ricordare l?importanza di quell?atto a difesa dei diritti umani, ancora oggi non sempre tutelati. La legge di Pietro Leopoldo (nella foto) pubblicata il 30 novembre del 1786 è esposta a Pisa nell?ambito della mostra ?Sovrani nel giardino d?Europa. Pisa e i Lorena?, in corso sino al 14 dicembre nei locali del Museo Nazionale di Palazzo Reale. DOPO i saluti di Fabiana Angiolini, consigliere della regione Toscana, Andrea Pieroni, presidente della Provincia di Pisa, Marco Filippeschi, sindaco del Comune di Pisa, Giuseppe Calò, vice presidente del consiglio provinciale, Titina Maccioni, presidente del Consiglio comunale, interverrà il professor Romano Paolo Coppini, Università di Pisa e curatore della mostra, con una lezione dal titolo Il processo delle riforme del governo lorenese e la nuova legge criminale. SEGUIRÀ l?intervento della professoressa Gaetana Morgante, Scuola Superiore Sant?Anna dal titolo L?ordinamento penale oggi in Italia e nel mondo tra norme e comportamenti. Al termine seguirà la visita guidata alla mostra ?Sovrani nel Giardino d?Europa? per i ragazzi delle scuole che hanno partecipato all?incontro. Nel pomeriggio, verso le 16.45, visiteranno la mostra Riccardo Nencini, Presidente del Consiglio Regionale e il parlamentare Riccardo Mazzoni.

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La Lac: Il Tar ci ha dato ragione Chiudete i roccoli (sezione: Province)

( da "Giornale di Brescia" del 29-11-2008)

Argomenti: Province

Edizione: 29/11/2008 testata: Giornale di Brescia sezione:la provincia La Lac: «Il Tar ci ha dato ragione Chiudete i roccoli» BRESCIAIl Tribunale amministrativo di Brescia ha accolto ieri il ricorso presentato dalla «Lega per l'abolizione della caccia» (Lac) contro la delibera della Provincia che autorizza la cattura di uccelli migratori con impianti a rete (i roccoli). Lo comunica la Lac in una nota stampa: «Dopo questa decisione i 23 impianti - dice la Lega - dovranno essere chiusi». La cattura di esemplari selvatici è considerata dalle norme vigenti come eccezionale, sostiene la Lac, «mentre la Provincia di Brescia ed altre amministrazioni lombarde vi ricorrono costantemente»; inoltre i giudici del Tar «fanno rilevare che a questa misura estrema della cattura si deve giungere dopo adeguata istruttoria sull'impossibilità di adire altre vie, sulla reale necessità dei richiami e in quale quantità». In questo caso «tale istruttoria è mancata».

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ente promosso, ma occhio ai costi (sezione: Province)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 29-11-2008)

Argomenti: Province

Presentati i dati del sondaggio commissionato sul gradiamento del bilancio sociale e dell'amministrazione Ente promosso, ma occhio ai costi Nel mirino degli intervistati telefonate, stipendi e spese superflue PROVINCIA Se fosse una pagella, la promozione arriverebbe con la media del 7,5 per l'operato. Tanto vale, per i cittadini, l'amministrazione della Provincia. Il voto potrebbe probabilmente salire se ci fosse una riduzione dei cosiddetti costi della politica. Quali? Le telefonate per il 20,9 per cento degli intervistati, gli stipendi per il 12,1 per cento, più in generale le spese superflue per l'8,9 per cento. Quanto ai compiti portati avanti, bene la manutenzione delle strade, meno soddisfacente la rete dei trasporti. Sono questi alcuni dati che emergono dal sondaggio commissionato dalla Provincia di Pordenone sul bilancio sociale e più in generale sul lavoro dell'amministrazione. «Dai dati che abbiamo - ha commentato l'assessore - sono convinto che gran parte dei cittadini oggi sarebbe contraria all'abolizione delle Province». Questa valutazione, però, non era tra quelle somministrate dalla Alan Normann comunicazione a un campione stratificato di 600 cittadini. Agli intervistati è stato chiesto piuttosto se conoscono le funzioni della Provincia, come valutino operato e servizi, se utilizzino il sito internet, se sappiano quali misure l'ente ha adottato per ridurre i costi della politica. «I dati che emergono - ha detto Pedicini - sono simili a quelli emersi nel sondaggio fatto con i portatori di interessi e questo conferma un certo andamento. L'utilizzo di questo sistema di rilevamento vorremmo fosse impiegato non soltanto per valutare gli effetti di ciò che facciamo, ma anche per programmare l'attività della Provincia. La programmazione avviene con l'allocazione delle risorse e quindi in fase di bilancio. L'idea è di arrivare a coinvolgere sempre più i cittadini anche nella programmazione». Intanto il 65 per cento degli intervistati ha dichiarato di sapere quali sono i compiti della Provincia e, all'esame dei singoli compiti, ben il 94 per cento ha identificato l'ente come incaricato del potenziamento e miglioramento della viabilità. Pochi dichiarano invece di aver usufruito dei servizi di trasporto (15,7 per cento), in ambito di politiche del lavoro (27,8 per cento), di tutela del patrimonio faunistico (11,9 per cento) e in materia di sport e turismo (15,7 per cento). Più alta - 48 per cento - la percentuale di quanti si sono consapevoli del fatto che la Provincia si occupa di edilizia scolastica. I voti sull'operato sono complessivamente buoni: l'85 per cento degli intervistati giudica l'amministrazione affidabile, il 79 per cento efficiente e dinamica. Il 64 per cento, inoltre, dichiara di sapere che l'ente ha ridotto le spese, ma non manca di suggerire altri interventi. Quando si tratta di entrare nel merito di quali spese tagliare - la domanda era aperta - un intervistato su tre ha detto di non sapere come intervenire. «Dopo il bilancio sociale a febbraio presenteremo quello di mandato - ha anticipato Pedicini -. Lontano dalle elezioni per evitare che venga considerato un atto elettorale». Martina Milia

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