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DOSSIER “PD: we can o we must?”

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Report "PD"

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Indice delle sezioni

PD (3)


Indice degli articoli

Sezione principale: PD

Bersani: "un errore rifare le correnti usciamo dai recinti e rimescoliamo tutto" - goffredo de marchis ( da "Repubblica, La" del 11-05-2008)
Argomenti: PD

Abstract: Alema Bersani: "Un errore rifare le correnti usciamo dai recinti e rimescoliamo tutto" Fa del populismo da miliardario: così i ricchi suonano il piffero ai poveracci Il dualismo con Veltroni è ormai una formula stucchevole GOFFREDO DE MARCHIS ROMA - Massimo D'Alema dice che ci sono sempre state, non le ha inventate lui.

ROMA Un nuovo patto interno regge ormai il Pd. Qualcuno di parte ex democristiana rispolver ( da "Messaggero, Il" del 11-05-2008)
Argomenti: PD

Abstract: Alema, che in effetti con le sue recenti uscite prima sui capigruppo (voleva Bersani alla Camera), poi con la denuncia-rivendicazione delle correnti non si è certo mosso in sintonia né con l'amico Walter né con il resto del vertice. Con Veltroni che, viste le premesse, si è guardato bene dal voler fare l'altro protagonista dei "

Al via la faida interna nel Partito Democratico ( da "Padania, La" del 11-05-2008)
Argomenti: PD

Abstract: qualche tempo si parla di una staffetta tra il tandem Veltroni-Franceschini con il Bersani-Letta. E anche se non sarà probabilmente il prossimo congresso a sancire il nuovo assetto del partito visto che sarà sì anticipato al prossimo autunno ma senza elezioni degli organi dirigenti, è molto probabile che la partita Veltroni-D Alema si giochi comunque in tempi relativamente brevi.


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Bersani: "un errore rifare le correnti usciamo dai recinti e rimescoliamo tutto" - goffredo de marchis (sezione: PD)

( da "Repubblica, La" del 11-05-2008)

Argomenti: PD

Tremonti D'Alema Bersani: "Un errore rifare le correnti usciamo dai recinti e rimescoliamo tutto" Fa del populismo da miliardario: così i ricchi suonano il piffero ai poveracci Il dualismo con Veltroni è ormai una formula stucchevole GOFFREDO DE MARCHIS ROMA - Massimo D'Alema dice che ci sono sempre state, non le ha inventate lui. Ma a Pierluigi Bersani non piacciono: "Altro che correnti, qui dobbiamo uscire dai nostri recinti e rimescolare tutto". Da venerdì Bersani è il nuovo ministro ombra dell'Economia per il Partito democratico e soprattutto è entrato nel coordinamento, la vera cabina di regia. è stato fra i più critici con Walter Veltroni sulla politica delle alleanze e sulla scelta dei capigruppo. Adesso le sue parole d'ordine sono: "Libertà di confronto e solidarietà". è più importante stare nel governo ombra o nell'ufficio politico del Pd? "Noi abbiamo adesso bisogno di rafforzare il progetto. è importante perciò che ci siano dei punti di riferimento per il profilo organizzativo e identitario, assieme alla struttura dei segretari regionali, dove ognuno sta con la propria libertà di pensiero ma in nome di uno sforzo comune". è un antidoto al correntismo o una sua versione aggiornata? "Nella fisiologia di un partito, il confronto su piattaforme programmatiche diverse ci sta. Ma bisogna rimescolare tutto, darsi un pensiero che vada oltre quello che siamo stati fin qui, nel proprio piccolo o grande recinto. Non immagino un partito del futuro senza aree politiche però non voglio che esista uno schema di correnti fermo a dieci anni fa. Nei fatti io non lo vedo neanche adesso. Pensare che D'Alema abbia in testa di fare, di mestiere, il capo dei dalemiani vuol dire non conoscerlo. Ciascuno dalla propria postazione partecipi al dibattito ma in un clima non correntizio, che sarebbe un errore. Non possiamo chiuderci, abbiamo davanti un mare piuttosto aperto". Fatto sta che D'Alema è rimasto fuori dalla cabina di regia. è in atto un tentativo di emarginarlo? "Non credo proprio. Qualche volta bisogna prendere per buono quello che la gente dice. D'Alema ha spiegato che intende operare nella Fondazione Italianieuropei, questa è la sua ambizione". Lei era stato alla prima riunione della Fondazione dopo la sconfitta... "Perché per me le fondazioni hanno ruolo utilissimo al Pd e ho tutta l'intenzione di partecipare ad altre iniziative di questo tipo. Il dualismo D'Alema-Veltroni è ormai una formula stucchevole, non c'è più. è piuttosto un problema mediatico. Eppoi non è giusto inchiodare le persone sempre allo stesso schema. Detto questo, pretendere che D'Alema non parli, non esprima le sue opinioni sarebbe davvero impensabile". Il congresso tematico annunciato dal segretario è utile? "Veltroni lo ha chiamato così, ora ne discuteremo in direzione e in assemblea. Per quel che mi riguarda significa un percorso per coinvolgere tutti i livelli di partito. Dobbiamo conquistare un'identità univoca. Le elezioni ci hanno detto che da noi la gente vuole sapere quale programma abbiamo ma anche chi siamo in maniera molto più netta". E il tema delle alleanze? "Due punti sono chiari: nessuno nel Pd è per l'autosufficienza, ma nessuno vuole ripetere l'Unione. A sinistra le forze fuori dal parlamento hanno ora l'occasione per approfondimenti e ripensamenti. Noi seguiamo con grande attenzione le loro vicende e auspichiamo che alla fine emergano posizioni che dal punto di vista programmatico consentano di riprendere un filo. Una sinistra radicale esiste nella realtà, ne dobbiamo tenere conto. E non possiamo pensare di affiliare, in assenza di altro, quest'area culturale al Pd". Vuol dire che a Bologna per esempio Cofferati farebbe un errore ad andare da solo? "Sappiamo che dalla crisi della sinistra estrema usciranno comunque dei soggetti politici. Quindi, pur rispettando l'autonomia dei territori, pensare che ognuno faccia per sé è improponibile". Una maggioranza forte, un'opposizione scossa dalla sconfitta. Non c'è il rischio di un'implosione del Pd, magari con gli ex Ds da una parte e i cattolici dall'altra? "è vero che la vittoria del centrodestra poggia su fatti di fondo ma non è scritta sulla pietra. Non dobbiamo immaginare che ci siano tempi biblici davanti a noi. Io credo che serva una mossa del cavallo, dobbiamo mescolarci mettendoci su terreni nuovi. Non sopporto i "trattini" tra laici e cattolici, tra centro e sinistra, tra Nord e Sud. è necessario parlare la stessa lingua in tutto il Paese e su tutti gli argomenti. Per questo rispetto molto il lavoro culturale delle fondazioni. Abbiamo la fortuna incredibile di avere con noi i radicali e la Binetti: ma cosa dobbiamo fare, trovare sempre dei punti di equilibrio in cui ognuno recita la sua parte o sfruttare questo patrimonio per trovare proposte nuove, non tattiche e non diplomatiche? Ecco perché dico: ma che correnti, guardiamo avanti". Il ministro dell'Economia Tremonti chiede sacrifici alle banche e ai petrolieri, non ai poveri. Finalmente qualcuno dice una cosa di sinistra? "Il populismo è fatto esattamente di questo: miliardari che suonano il piffero ai poveracci. Se Tremonti vuole fare davvero un dispetto ai petrolieri cominci dal prezzo della benzina. Ho sentito che Scajola, il mio successore, non vuole confermare la sterilizzazione dell'Iva. Ma non è questione di due centesimi. Intervenire sull'Iva vuol dire far capire ai cittadini che lo Stato non partecipa alla corsa degli aumenti, non guadagna sull'esplosione dei prezzi. Poi se Tremonti vuole che a pagare siano le banche faccia in modo che come prevede la mia legge tutti i trasferimenti di mutuo siano gratuiti". Il tesoretto c'è o no? "Non amo la parola tesoretto. So che le condizioni strutturali della finanza pubblica consentono qualche margine di manovra che prima non c'era. Per me è possibile un'operazione significativa sui salari e le pensioni più basse. Se il Pdl preferisce togliere l'altra metà dell'Ici e prendere misure sugli straordinari ne discuteremo. Ma visto che pensano a questi interventi, non vengano a dirci che mancano i soldi".

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ROMA Un nuovo patto interno regge ormai il Pd. Qualcuno di parte ex democristiana rispolver (sezione: PD)

( da "Messaggero, Il" del 11-05-2008)

Argomenti: PD

Di NINO BERTOLONI MELI ROMA Un nuovo patto interno regge ormai il Pd. Qualcuno di parte ex democristiana rispolvera il vecchio se non antico patto di san Ginesio che portò al ridimensionamento dei Fanfani e di altri notabili e all'ascesa dei giovani, allora, De Mita e Forlani. Qui l'ascesa al momento è di uno solo e si chiama Walter Veltroni, che con l'operazione nuova segreteria o come si chiamerà, ha stretto un patto generazionale con gli ex popolarutelliani Franceschini, Fioroni, Gentiloni, Letta; con Piero Fassino; e con dalemiani (ex?) del calibro di un Pierlugi Bersani, entrato sia nel nuovo organismo di vertice sia nel governo ombra sicché, sotto la spinta dello stesso Veltroni, ha acquisito un ruolo di primo piano nel Pd. All'opposizione restano i prodian-parisiani, che già si chiedono se per loro "c'è posto in questo Pd". Con Beppe Fioroni che dà loro sulla voce: "Assurdo parlare di vertici monocolore, dentro un partito non si fa un monocolore". E in un ruolo di opposizione sembra volersi collocare Massimo D'Alema, che in effetti con le sue recenti uscite prima sui capigruppo (voleva Bersani alla Camera), poi con la denuncia-rivendicazione delle correnti non si è certo mosso in sintonia né con l'amico Walter né con il resto del vertice. Con Veltroni che, viste le premesse, si è guardato bene dal voler fare l'altro protagonista dei "Duellanti", il famoso film dove due cavalieri si rincorrono una vita sempre sfidandosi. Sicché una disegnatrice graffiante come Ellekappa su Repubblica ha lanciato una vignetta così: "Nel governo ombra D'Alema non c'è". E l'altro: "Lui fa il capo dell'opposizione". Si è aperta una seconda fase della leadership veltroniana. Gli avevano chiesto di aprire il dibattito interno, di non fare partiti gassosi, di creare organismi dove si potesse discutere e lui, Veltroni, ha recepito e accolto: si farà il tesseramento; si convocherà tutto il convocabile già la prossima settimana per discutere della sconfitta elettorale fino al congresso tematico di autunno; si è proceduto al varo di un organismo pesante con i big dentro, vero punto di riferimento politico del Pd. Non c'è D'Alema ma ci sono dalemiani: Bersani c'è; nel governo ombra siedono Marco Minniti e Marco Ventura; a Gianni Cuperlo era stato offerto di fare l'anti-Calderoli come ministro per la semplificazione, ma non se l'è sentita. Quanto a Franco Marini, chi gli ha parlato non ne ha riportato un'impresione di irritazione. La seconda fase del veltronismo non è arrivata liscia. Raccontano che il leader non è che fosse così pronto e disposto a varare quel tipo di organismo pesante, avrebbe voluto qualche volto nuovo, qualche donna in più, ma alla fine ha optato per un organismo che disarticola la situazione interna e alla fine rafforza progetto e leader. E ne sono usciti "sacrificati" i Tonini, i Morando, in parte i Realacci, gli homines novi del veltronismo "di lotta e di governo", del Walter lanciato ad affermare il nuovo Pd. Nessun ridimensionamento invece per Goffredo Bettini, che Veltroni conferma volere al suo fianco e che da parte dalemiana, a quel che narrano, avrebbero voluto vedere rinsecchito. Ma non si muove solo interna corporis, il leader del Pd. Veltroni apre a sinistra, dialoga, fa vedere che la famosa autosufficienza non significa isolamento. Ha scritto a Claudio Fava invitandolo a un incontro e nel frattempo lo stesso Fava è diventato numero uno di Sinistra democratica di Mussi e Salvi e come prima mossa ha risposto al suo vecchio amico nonché sponsor in Sicilia per dire ok, incontriamoci, "con il Pd una collaborazione proficua è possibile".

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Al via la faida interna nel Partito Democratico (sezione: PD)

( da "Padania, La" del 11-05-2008)

Argomenti: PD

Scontro tra dalemiani e i fedeli di Veltroni. Pronta una corrente? Al via la faida interna nel Partito Democratico Iva Garibaldi Roma - Si scrive Partito democratico ma si legge veltroniani contro dalemiani e non solo. Il quasi ex ministro degli esteri, infatti, sembra aver innervosito parecchio il leader del Pd dopo aver riunito, l altro giorno, una cinquantina di parlamentari sotto l insegna della sua Fondazione Italianieuropei. Ufficialmente si parla di contenuti e idee ma di fatto l incontro sembra precludere alla nascita di una vera e propria associazione di parlamentari riconducibile in qualche modo a D Alema. Ma non si tratta solo di un rimpatrio tra dalemiani alla riunione dell altra sera c erano Bersani, Latorre, Minniti, Pollastrini, Ventura ed altri ex diesse ma di qualcosa di più visto che c erano anche alcuni ex margheritini come Boccia. A pensar male sembrerebbero le prove generali per la nascita di una vera e propria corrente all interno del Pd. E non è piaciuto nemmeno il fatto che la riunione della Fondazione dalemiana sia stata praticamente contemporanea al coordinamento dei segretari regionali che Walter portava avanti dalle parti del loft. Certo, commenta Ermete Realacci, l esistenza di Fondazioni e associazioni dentro un partito che conta il 33% "è legittima" purché esse non si trasformino in "correnti di potere tra reduci del passato". Al di là delle parole più o meno concilianti, l impressione è che D Alema sembra affilare le armi per dare filo da torcere a Veltroni: dopo aver sollevato la questione delle alleanze riproponendo in qualche modo il ricongiungimento anche con le sinistre escluse dal Parlamento, ecco la nuova iniziativa che proprio non piace ai veltroniani. Anche perché già da qualche tempo si parla di una staffetta tra il tandem Veltroni-Franceschini con il Bersani-Letta. E anche se non sarà probabilmente il prossimo congresso a sancire il nuovo assetto del partito visto che sarà sì anticipato al prossimo autunno ma senza elezioni degli organi dirigenti, è molto probabile che la partita Veltroni-D Alema si giochi comunque in tempi relativamente brevi. Ieri, intanto, Veltroni si è trattenuto con Prodi a Palazzo Chigi per un incontro a quattr occhi durato più di due ore. Confermata pure l intenzione di formare un governo ombra, la cui composizione sarà ufficiale quarantott ore dopo la formazione dell esecutivo di Berlusconi. Circolano i nomi di Piero Fassino agli esteri, Maria Paola Merloni per le attività produttive, Maria Pia Garavaglia per il Welfare, Ermete Realacci per l Ambiente. Alle Comunicazioni andrebbe Paolo Gentiloni o Marco Follini. Dovrebbe esserci posto anche per i radicali e l Italia dei valori [Data pubblicazione: 08/05/2008].

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