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PRIVILEGIA NE IRROGANTO     di  Mauro Novelli         

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DOSSIER “PD A CONGRESSO”

 

 

 

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Report "PD"  1-9-2009


Indice degli articoli

Sezione: PD Congresso

pd, per bersani corre mazzoli parte la sfida alla segreteria del lazio - giovanna vitale ( da "Repubblica, La" del 01-08-2009)
Argomenti: PD

Abstract: su Rutelli e alcuni fedelissimi (Gentiloni e l´assessore Astorre) e su un nutrito drappello di veltroniani doc: i deputati Walter Verini, Achille Serra, Maria Coscia e l´assessore Daniela Valentini. Più ampio il fronte di Mazzoli, che - oltre ai dalemiani - comprende i rappresentanti locali di Bindi e Letta,

"faccia a faccia tra i candidati leader" marino lancia la sfida ai due rivali - giovanna casadio ( da "Repubblica, La" del 01-08-2009)
Argomenti: PD

Abstract: Ma le stilettate tra gli sfidanti - Franceschini, Bersani, e lei - e i "grandi elettori" - Fassino, Veltroni, D´Alema, Rutelli, Bindi, Letta - sono continue. «Per questo la mia parola d´ordine è: restare fuori dallo scontro. Basta a un dibattito un po´ sterile. A Franceschini e Bersani propongo un faccia a faccia sui contenuti.

franceschini a d'alema: "basta litigi" ( da "Repubblica, La" del 01-08-2009)
Argomenti: PD

Abstract: Interni Franceschini a D´Alema: "Basta litigi" E l´ex ministro: "Discutiamo della direzione della barca del Pd, ma non pratichiamo fori" Al via anche la corsa nelle regioni, sono più di 60 gli aspiranti alla carica di segretario ROMA - La mia candidatura? «Non nasce certo contro D´Alema, che io stimo fin da ragazzo, basta con i litigi».

D'Alema: siamo tranquilli. Emiliano in gara per la segreteria ( da "Manifesto, Il" del 01-08-2009)
Argomenti: PD

Abstract: organizzato per sostenere la candidatura nazionale di Pierluigi Bersani, D'Alema ha chiuso con i suoi sul nome del candidato per la segreteria. Enzo Lavarra ha fatto un passo indietro, i sostenitori di Enrico Letta che a Roma hanno stretto alleanza con Bersani hanno insistito per un po' sul nome di Francesco Boccia ma poi l'intesa è stata trovata attorno a Sergio Blasi,

D'Alema a Bari difende il Pd ( da "Corriere della Sera" del 01-08-2009)
Argomenti: PD

Abstract: Quel povero Tedesco invece gli ha sempre fatto la guerra, a Tarantini». Alessandro Trocino A Bari Massimo D'Alema ieri pomeriggio con Gaetano Piepoli (Comitato per mozione Bersani) Le primarie «Non le vorrei abolire. Anzi, le preferirei fatte all'americana»


Articoli

Articoli della sezione: PD Congresso

pd, per bersani corre mazzoli parte la sfida alla segreteria del lazio - giovanna vitale (sezione: PD Congresso)

( da "Repubblica, La" del 01-08-2009)

Argomenti: PD

Pagina IV - Roma Pd, per Bersani corre Mazzoli parte la sfida alla segreteria del Lazio Se la vedrà con Morassut (Franceschini) e Argentin (Marino) L´ex ministro gli avrebbe preferito Fassina. Ma il candidato è sicuro "Vinceremo" GIOVANNA VITALE Alla fine l´opa lanciata dai dalemiani sulla segreteria regionale del Pd ha prevalso sulla volontà stessa del candidato alla leadership nazionale: sarà infatti il giovane presidente della provincia di Viterbo, Alessandro Mazzoli, "creatura" dell´ex tesoriere ds Ugo Sposetti, a sfidare per la mozione Bersani i veltroniani Roberto Morassut (in corsa per Franceschini) e Ileana Argentin (per Marino). Non è un segreto per nessuno che l´ex ministro dello Sviluppo Economico avrebbe preferito farsi rappresentare nel Lazio da Stefano Fassina, quarantenne economista bocconiano nonché direttore del centro studi Nens, fondato proprio da Bersani insieme all´ex collega Vincenzo Visco. Una bocciatura sancita in extremis ieri mattina, a poche ore dalla scadenza del termine per la presentazione delle candidature regionali, necessaria per sbloccare il braccio di ferro ingaggiato dai Mancini boys (nel senso di Claudio, assessore regionale e luogotenente di D´Alema negli affari locali) che suona come uno schiaffo anche per l´altro illustre sponsor di Fassina, ovvero il presidente della Provincia di Roma Nicola Zingaretti. E destinata a gettare non poco scompiglio nei giochi congressuali che, dopo la pausa estiva, animeranno i circoli democratici in vista del doppio appuntamento con le urne: quello dell´11 ottobre destinato ai soli iscritti, seguito - due settimane più tardi - dalle Primarie aperte a tutti gli elettori del Pd. La spaccatura all´interno della mozione Bersani, infatti, potrebbe avvantaggiare il candidato di Franceschini: Roberto Morassut, a livello locale, potrebbe essere votato anche da chi a livello nazionale sostiene l´ex ministro del governo Prodi. Ma lo sfidante Mazzoli ostenta tranquillità: «Il Pd del Lazio è un grande partito», dice a caldo, «ho sempre creduto nel progetto ed è mia intenzione impegnarmi per un congresso che sia davvero costituente». Partendo, assicura, «dall´ascolto del territorio, che è poi quello che ho sempre fatto, e da un lavoro aperto a tutti gli interlocutori». La corsa a tre è dunque partita. Morassut potrà contare sull´appoggio dei popolari (primi fra tutti l´ex ministro Fioroni, il senatore D´Ubaldo che è anche coordinatore della mozione regionale, l´assessore Dalia e gli europarlamentari Sassoli e Costa), su Rutelli e alcuni fedelissimi (Gentiloni e l´assessore Astorre) e su un nutrito drappello di veltroniani doc: i deputati Walter Verini, Achille Serra, Maria Coscia e l´assessore Daniela Valentini. Più ampio il fronte di Mazzoli, che - oltre ai dalemiani - comprende i rappresentanti locali di Bindi e Letta, nonché Zingaretti, il governatore Marrazzo e il suo vice Montino, i rutelliani Riccardo Milana e Mario Di Carlo, il presidente dell´assemblea romana Mario Ciarla. Più scarna ma non meno agguerrita la compagine a sostegno di Ileana Argentin per la mozione del senatore-chirurgo Ignazio Marino: il king maker Goffredo Bettini, i deputati Meta e Pompili, l´eurodeputato Francesco De Angelis. Il quale, proprio ieri, insieme alla collega Silvia Costa, si è ufficialmente dimesso da assessore regionale. Una decisione che apre ufficialmente il tema del rimpasto nel governo del Lazio: un rebus che il presidente Marrazzo, stavolta, non può sbagliare. Altissima la posta in gioco: la sua ricandidatura alla guida della Pisana. SEGUE A PAGINA VI

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"faccia a faccia tra i candidati leader" marino lancia la sfida ai due rivali - giovanna casadio (sezione: PD Congresso)

( da "Repubblica, La" del 01-08-2009)

Argomenti: PD

Pagina 14 - Interni 51% ALLE PRIMARIE La laicità Il chirurgo propone a Franceschini e Bersani un confronto sui contenuti, "non dibattiti sterili" "Faccia a faccia tra i candidati leader" Marino lancia la sfida ai due rivali So che tra gli iscritti sono in minoranza, ma alle primarie punto a superare il 51 per cento La laicità è un metodo, non un obiettivo, significa affrontare le questioni nell´interesse generale GIOVANNA CASADIO ROMA - Un´altra lettera, ma questa volta del suo maestro in chirurgia e fondatore del centro trapianti di Pittsburg Thomas Starzl, che lo incoraggia ad andare avanti. Ignazio Marino, il chirurgo-senatore, terzo candidato leader del Pd, della campagna scatenata contro di lui per presunti rimborsi gonfiati di cinquemila euro (che è andata avanti a colpi di missive e di fax), non vuole più parlare. «Mi ha amareggiato, ferito tutta la storia. Non ho niente da rimproverami. Ora sono partite le mie denunce». Ma lei, senatore Marino, ha pensato a una campagna manovrata? «Beh, il Giornale mi ha dedicato la prima pagina accusandomi tra l´altro di eutanasia. Sono contro l´eutanasia. Solo chi è incapace di riflettere può confondere l´eutanasia e la battaglia per la libertà di scelta delle cure mediche. Se ne discuterà in tribunale. Piuttosto parliamo della mia mozione e di contenuti pre-congressuali». Appunto. Il dibattito in vista del congresso di ottobre sembra impoverirsi ogni giorno che passa. Diventa scontro tra big e conta interna. Brutto clima nel Pd? «Tra di noi, nella nostra mozione il clima è bello. Abbiamo scelto i candidati segretari nelle regioni con un metodo che parte veramente dal basso, dalle consultazioni con gli elettori e gli iscritti. Devo ringraziare soprattutto Michele Meta, e Pippo Civati e Sandro Gozi. Sono contento che molti dei candidati regionali vengano dalla società civile». Ma le stilettate tra gli sfidanti - Franceschini, Bersani, e lei - e i "grandi elettori" - Fassino, Veltroni, D´Alema, Rutelli, Bindi, Letta - sono continue. «Per questo la mia parola d´ordine è: restare fuori dallo scontro. Basta a un dibattito un po´ sterile. A Franceschini e Bersani propongo un faccia a faccia sui contenuti. Non voglio fare polemiche, ho giurato a me stesso che piuttosto mi taglio la lingua». I contenuti. Spesso le distinzioni tra gli sfidanti sfumano. «Le nostre scelte sono chiare. I temi che ci interessano sono il lavoro, la sostenibilità ambientale, la crisi economica che mette in ginocchio il paese, il conflitto d´interessi. Sul lavoro. La flessibilità è in parte ormai inevitabile ma affrontiamola con razionalità, prevedendo un contratto di lavoro unico con salario minimo garantito. Sul nucleare, un no netto. Bisogna attivare investimenti e puntare sulle energie rinnovabili. Vedere più in là del nostro naso e fare un piano scuola che promuova la cultura della sostenibilità ambientale fin dalle classi elementari». Lei, medico e cattolico, in prima linea nelle battaglie bioetiche, è stato indicato come lo sfidante-testimonial di laicità. Non è un po´ poco per candidarsi a segretario? «Questa è stata una forzatura dei media. La laicità è un metodo, non un obiettivo, significa affrontare le questioni nell´interesse generale, non pensando di possedere la verità, avendo umiltà e intelligenza. E quando si chiude un dibattito e si è presa una decisione, ci si deve sentire vincolati e sostenerla con lealtà». Sul testamento biologico, il Pd ha preso una posizione. «è passata la linea prevalente, se si fosse invece votato ci sarebbe stata una decisione a maggioranza. Sui respingimenti degli immigrati, per fare un altro esempio. invece di una proposta comune, i leader storici hanno espresso tre visioni diverse». Tutti voi candidati leader del Pd giurate ora che risolverete il conflitto d´interessi. «Ce lo portiamo dietro da anni. Questo impedisce che ci sia un´informazione libera e plurale e il centrosinistra deve smettere di stare al gioco perché poi ci viene concesso di nominare il direttore di una tv pubblica. Tra vent´anni la tv sarà una piccolissima parte del nostro modo di comunicare, dobbiamo cominciare stabilire sin da ora regole chiare per non trovarci in nuovi e più complessi conflitti d´interessi». Scommetta su se stesso. A quanto si dà alle primarie? «Oltre il 51%». Non è realista, gli apparati del partito sono contro di lei. «Ne riparliamo il 26 ottobre. So che tra gli iscritti io sono in minoranza, ma questi sono 800 mila e se alle primarie andassero a votare quattro milioni di italiani, ce ne sono tre milioni e 200 mila da conquistare». Tuttavia, se nessuno di voi tre avrà la maggioranza, e si torna a decidere nell´assemblea, lei sarà ago della bilancia a favore di Bersani? «Non siamo merce di scambio. Fisseremo otto punti irrinunciabili e decideremo come votare». Ci sarà una lista dei girotondi per Marino? «Avremo un´unica lista con tutti quelli che ci sostengono».

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franceschini a d'alema: "basta litigi" (sezione: PD Congresso)

( da "Repubblica, La" del 01-08-2009)

Argomenti: PD

Pagina 14 - Interni Franceschini a D´Alema: "Basta litigi" E l´ex ministro: "Discutiamo della direzione della barca del Pd, ma non pratichiamo fori" Al via anche la corsa nelle regioni, sono più di 60 gli aspiranti alla carica di segretario ROMA - La mia candidatura? «Non nasce certo contro D´Alema, che io stimo fin da ragazzo, basta con i litigi». Dario Franceschini prova a chiudere le polemiche con l´ex ministro, mentre sono pronti ai nastri di partenza i sessanta candidati segretari regionali, anche se il leader del Pd qualche sassolino se lo toglie lo stesso. Per esempio ricostruendo, ai microfoni di Radiotre, «con un pizzico di divertimento» l´iter della sua candidatura. «Ho ricevuto da tutti, anche da D´Alema, grandi apprezzamenti per la campagna elettorale, pacche sulle spalle. Poi, improvvisamente, appena ho detto che mi sarei ricandidato i complimenti sono finiti e si sono trasformati in pesantissime accuse di responsabilità. Ho scoperto che è mia anche la responsabilità di tutte le sconfitte degli ultimi anni... ». D´Alema, da Bari, non rinuncia ad una delle sue battute, «si può discutere sulla direzione da dare alla barca del Pd ma è vietato praticare fori». Stilettate di una campagna elettorale entrata ormai nella fase più calda: ufficializzate le rose degli aspiranti segretari regionali, collegati ai tre diversi competitor nazionali, ma in qualche caso con un surplus di concorrenti e di polemiche. E´ la situazione di Bari, dove in corsa ci saranno quattro candidati, visto che il sindaco Emiliano ha scelto di scendere in campo in proprio, svincolato sia da Franceschini che da Bersani. O come in Sicilia, dove accanto ala novità Bernardo Mattarella (il figlio del presidente della Regione ucciso dalla mafia, vicino alla Bindi, corre con Bersani), c´è Giuseppe Lumia in pista in nome di un progetto unitario. Malumori per le poche donne in lista, 8 su 60, «un numero troppo basso» si lamenta Debora Serracchiani, in lizza nel Friuli per Franceschini. Quote rosa in crisi nel Pd, mentre nelle terne dei candidati c´è un gran rimescolamento di carte, quanto alla provenienza, con ex popolari in gara per Bersani, diessini che corrono con Franceschini, o anche con Marino. Ecco l´ex ministro ds Damiano candidato in Piemonte per la mozione del segretario, Cofferati in Liguria, Giorgio Tonini nel Trentino, oltre alla Barracciu in Sardegna. Bersani, critico con il "doppio incarico" dei franceschiniani (neo-eurodeputati in corsa per le segreterie regionali), ragione per cui ha tenuto fuori dalle sue liste Emiliano, punta sul ricambio. Sergio Blasi in Puglia, Enzo Amendola in Campania, Stefano Bonaccini in Emilia. Sotto il segno di Ignazio Marino, che ha presentato candidati in tutte le regioni, fra gli altri Felice Casson in Veneto e Ileana Argentin nel Lazio. Ha rinunciato invece Beppino Englaro, il padre di Eluana. Soddisfatto per la squadra bersaniana Enrico Letta, «uomini e donne radicati sul territorio e frutto di un reale sforzo di mescolanza». Il coordinatore della mozione Marino, Michele Meta, rivendica con orgoglio: «I nostri candidati scelti regione per regione, senza un tavolo nazionale di trattative». (u.r.)

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D'Alema: siamo tranquilli. Emiliano in gara per la segreteria (sezione: PD Congresso)

( da "Manifesto, Il" del 01-08-2009)

Argomenti: PD

PD L'ex premier a Bari: «Non abbiamo connessioni con la criminalità né abbiamo costruito i bilanci con tangenti» D'Alema: siamo tranquilli. Emiliano in gara per la segreteria A. Fab. ROMA È arrivato a Bari per sbrogliare la matassa delle candidature alla segreteria del Pd. E per affrontare la rottura con il sindaco Michele Emiliano che ha insistito con la scelta di correre in prima persona e che dunque sarà il quarto uomo in gara, di fuori dalle tre mozioni. Momento difficile per D'Alema che in Emiliano ha sempre avuto un buon alleato. Anche quando, all'epoca della famosa cena elettorale per le amministrative del 2004 alla Pignata, portò rapidamente via il presidente della fondazione Italianieuropei non appena si rese conto che a tavola c'era chi avrebbe pagato il conto: Giampaolo Tarantini. L'imprenditore al centro delle tante inchieste sulla sanità pugliese, una delle quali è un problema serio per il centrosinistra. Per il governatore Vendola e per il Pd che ha promosso al senato - grazie alla rinuncia del dalemiano Paolo De Castro, volato a Strasburgo - l'ex assessore alla sanità Alberto Tedesco. Indagato come personaggio chiave della sanitopoli barese. Per D'Alema dunque era anche il giorno della difesa d'ufficio, e così è stato. «Vogliamo dire all'opinione pubblica e agli aderenti che il partito democratico non è un'associazione a delinquere, non abbiamo nulla a che fare con la criminalità organizzata», ha detto. Poi, dopo il riconoscimento del diritto dei magistrati di indagare - «il diritto anzi il dovere» - ha aggiunto: «Siamo tranquilli perché il Pd non ha costruito i suoi bilanci sulle tangenti». Prima del comizio, organizzato per sostenere la candidatura nazionale di Pierluigi Bersani, D'Alema ha chiuso con i suoi sul nome del candidato per la segreteria. Enzo Lavarra ha fatto un passo indietro, i sostenitori di Enrico Letta che a Roma hanno stretto alleanza con Bersani hanno insistito per un po' sul nome di Francesco Boccia ma poi l'intesa è stata trovata attorno a Sergio Blasi, sindaco di Melpignano. Una scelta faticosa perché il principale argomento che D'Alema e i dalemiani hanno speso in questi giorni contro Emiliano è stato il richiamo a un principio di incompatibilità. «Non si può fare il sindaco e anche il segretario regionale, non è un secondo lavoro o un dopo lavoro», ha detto l'ex presidente del Consiglio. Ma Blasi è sindaco anche lui anche se certo Melpignano, per quanto patria del popolare festival della pizzica, non è Bari. Anche Emiliano ha tenuto duro, in ore complicatissime per lui dove si accavallano le notizie delle indagini della procura antimafia e il lavoro per varare la nuova giunta comunale (con dentro Pd, Udc, vendoliani e dipietristi, l'accordo è stato chiuso ieri sera e sarà annunciato oggi). Il sindaco di Bari si candida dunque come quarto uomo, senza sottoscrivere alcuna delle tre mozioni, perché «noi democratici che non veniamo né dai Ds né dalla Margherita non riusciamo a capire questo spirito di guerra che c'è nel partito». Anche le altre due mozioni hanno scelto i loro candidati alla segreteria. Per Franceschini correrà un assessore della giunta Vendola, Guglielmo Minervini. E per Marino un avvocato, Enrico Fusco.

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D'Alema a Bari difende il Pd (sezione: PD Congresso)

( da "Corriere della Sera" del 01-08-2009)

Argomenti: PD

Corriere della Sera sezione: Politica data: 01/08/2009 - pag: 12 I democratici Polemica con Emiliano candidato alla segreteria regionale: non è un dopolavoro D'Alema a Bari difende il Pd «Sereni, i veleni non ci divideranno» «Fiducia nei magistrati ma il partito non c'entra con la criminalità» DAL NOSTRO INVIATO BARI «E ora si balla, ci voleva un po' di movimento». Scherza Nicola Latorre, riferendosi alla candidatura a segretario regionale per la mozione Bersani di Sergio Blasi, fondatore della «Notte della Taranta » nonché sindaco (presto dimissionario) di Melpignano (Lecce). La «mossa della taranta» è forse anche un tentativo di far tornare il buonumore a un partito che in Puglia ha visto giorni migliori. Ieri a Bari è arrivato Massimo D'Alema, proprio mentre le indagini giudiziarie si abbattono sul Pd e le tensioni interne producono una moltiplicazione di candidati alla segreteria, ben quattro, uno in più rispetto alle mozioni. E non uno qualunque: si tratta di Michele Emiliano, grande amico di D'Alema, nonché popolarissimo sindaco di Bari, che si è sentito tradito e ha deciso di correre da solo contro tutti. A D'Alema, salutato da un'ovazione, preme prima di tutto riabilitare l'onore traballante del Pd: «Guardiamo con rispetto e fiducia alla magistratura, ma sia chiara una cosa: questo partito non è un'associazione a delinquere e non c'entra nulla con la criminalità organizzata. I nostri bilanci sono costituiti non da tangenti ma da liberi contributi». Inevitabili i timori di ripercussioni interne: «Nessuno pensi che il veleno delle questioni giudiziarie possa mischiarsi alle nostre vicende politiche ». D'Alema difende le amministrazioni di Nichi Vendola e Michele Emiliano: «La qualità del governo prodotto in questi anni non potrà essere cancellata da nessuna indagine giudiziaria o aggressione giornalistica» . Ma anche il clima nel partito è teso. D'Alema è sicuro che «non ci sarà una rissa sanguinosa». Però avverte: «La barca del Pd si può indirizzare, ma è vietato praticare fori nello scafo». L'ex ministro torna ad attaccare Dario Franceschini: «Avrei preferito uno sforzo unitario, ma si è scelta la via del confronto presentandolo come sfida tra il vecchio e il nuovo». Poi torna sulle primarie: «Non le vogliamo abolire: le vorrei all'americana. Quando ho spiegato il nostro sistema al capo del transition team di Obama, mi ha chiesto se siamo matti. E comunque attenzione: senza regole i partiti diventano scalabili da Opa ostili». D'Alema torna anche su Emiliano, padrone di casa in sofferenza: «Sono dispiaciuto per le incomprensioni, anche perché Emiliano è la più significativa personalità pubblica del Mezzogiorno». Ma neanche la stima e l'amicizia superano «il rispetto della regola che ci siamo imposti: no al doppio mandato. Perché il partito è un impegno pieno, non può essere un dopolavoro, un secondo o un terzo lavoro. Deve dispiegare pienamente la sua funzione di leader pugliese e meridionale, oltre che di sindaco di questa grande città». D'Alema gli chiede un passo indietro, che Emiliano non farà. Del resto, entrando era stato chiaro: «Ho già depositato la mia candidatura. Mi presento senza l'appoggio di nessuna mozione». Il sindaco di Bari è deluso e arrabbiato: «Sono pieno di angoscia. Ho visto cose che voi umani... ve lo dice uno che ha fatto il magistrato antimafia. C'è stato uno scontro di potere nel Pd, con motivazioni impresentabili. Una guerra fratricida tra mozioni peraltro simili tra loro». Poco prima Latorre aveva attaccato Emiliano, «candidato unitario di nessuno», e il quotidiano di Antonio Gramsci: «Ho letto sull' Umanità , no, come si chiama, l'Unità, quel cesso di giornale, che Tedesco sarebbe stato un amico e socio di Tarantini. Quel povero Tedesco invece gli ha sempre fatto la guerra, a Tarantini». Alessandro Trocino A Bari Massimo D'Alema ieri pomeriggio con Gaetano Piepoli (Comitato per mozione Bersani) Le primarie «Non le vorrei abolire. Anzi, le preferirei fatte all'americana»

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