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DOSSIER “MONNEZZE”

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Report "Monnezze"

·                     Indice delle sezioni

·                     Indice degli articoli

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Indice delle sezioni

Monnezze (11)


Indice degli articoli

Sezione principale: Monnezze

Sui rifiuti tempo scaduto,avanti senza discutere ( da "Secolo XIX, Il" del 25-05-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: come ha fatto Rosa Russo Iervolino - alla quale si possono muovere tutte le critiche che si vogliono ma alla quale vanno pure riconosciuti un rigore morale e un'onestà personale non frequenti nella "casta' - che a un decreto del presidente del Consiglio firmato dalla più alta carica dello Stato, Giorgio Napolitano, che piaccia o non piaccia,

Ecco il partito del pugno di ferro <Se serve, la polizia usi la forza> ( da "Giornale.it, Il" del 25-05-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: a chi si dice disposto a "trattare" con lo Stato, Rosa Russo Iervolino risponde che "alla legge si ubbidisce e basta". Frasi che non ammorbidiscono il giudizio di Clemente Mastella, che la giudica "il peggior sindaco di Napoli". Lui, che del governo Prodi ha fatto parte, ora ammette: "Ci vuole una svolta.

Berlusconi: indietro non si torna - francesco bei ( da "Repubblica, La" del 25-05-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: l'atteggiamento responsabile" tenuto da Bassolino e Iervolino. Insomma il messaggio che il premier vuole mandare, come spiega Sestino Giacomoni, stretto collaboratori del Cavaliere, è che "lo Stato c'è, è unito, l'alternativa a questo punto è restare sommersi dai rifiuti". Quanto alle proteste, tutto era stato previsto.

Pugno di ferro sulla rivolta così napoli si prepara all'ultimo showdown - giuseppe d'avanzo (segue dalla prima pagina) ( da "Repubblica, La" del 25-05-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: Iervolino, che dovrebbe essere "Stato" con i cittadini e "cittadino" con lo Stato, non ha alcuna plausibilità né con i suoi cittadini né con lo Stato che dovrebbe rappresentare. Il governatore della Regione, Antonio Bassolino, giudicato ormai da queste parti alla stregua di un "dittatore africano", è preoccupato soltanto del suo destino politico in nome del quale si è felicemente

Chiaiano polizia scatenata contro i manifestanti ( da "Liberazione" del 25-05-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: sotto palazzoni dove pendono spesso striscioni contro la discarica. "Il punto non è più la sola discarica, che ci vede comunque contrari - spiega Peppe De Cristofaro, ex deputato e segretario regionale Prc - le cariche segnano un salto di qualità. Quello che sta succedendo si ripeterà a Messina per il ponte, in Val Susa per la Tav.

"Tolleranza zero, così salveremo Napoli dai signori dei rifiuti" ( da "Giornale.it, Il" del 25-05-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: Come commenta il nuovo atteggiamento conciliante di Bassolino e del sindaco Iervolino? "è doveroso che tutte le istituzioni abbiano intenti comuni. Vorrei però ringraziare soprattutto le forze di polizia: gli agenti sono i più esposti anche nell'interesse di coloro che li stanno contestando. Uno dei poliziotti feriti ha chiesto di riprendere subito il servizio.

Molotov e barricate, esplode la guerriglia di Chiaiano contro la discarica ( da "Giornale.it, Il" del 25-05-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: "Non vogliamo salvare la faccia a Bassolino o alla Iervolino, non vogliamo dare a Berlusconi la patente di risolutore dei problemi. L'unica casacca che ci sentiamo addosso è quella di Napoli, del nostro territorio", spiega Francesco, uno dei rappresentanti del movimento. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G.

BERLUSCONI E MARONI: AVANTI. NO DELLA SINISTRA ( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 25-05-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: Ma qualche dubbio l'esprime anche Rosa Iervolino, sindaco di Napoli ed ex ministro dell'Interno: "La vigilanza del questore e del capo della polizia si deve esplicare sempre sulla linea del rispetto del cittadino perchè non vogliamo che Napoli diventi una nuova Genova".

IERVOLINO AI MANIFESTANTI: TRATTATIVE SOLO SULLA SICUREZZA DEL SITO. AN SI SPACCA. BOBBIO: CACCEREMO CHI STA CON I RIVOLTOSI ( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 25-05-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: Il sindaco Rosa Iervolino e il governatore Antonio Bassolino sono compatti, le istituzioni locali remano nella stessa direzione di quelle nazionali. La linea è quella della fermezza e del pugno di ferro per salvare Napoli e la Campania dalla catastrofe ambientale e sanitaria.

SI è AUTOSOSPESO DAL PD PER DELUSIONE. E PER RABBIA. HA AVVERTITO DI ESSERE STATO ABBANDONATO ( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 25-05-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: dal sindaco di Napoli Iervolino e dal governatore Bassolino, al quale non ha risparmiato bordate durante la trasmissione "Porta a Porta". Nel corteo c'è anche Salvatore Perrotta, primo cittadino di Marano: "Non siamo mai stati interpellati - dice amareggiato i- né Pd ha espresso solidarietà o sostegno alla nostra battaglia.

CORRADO CASTIGLIONE IL DOVEROSO DIALOGO INTERISTITUZIONALE AVVIATO FRA GOVERNO E GIUNTE LOCALI SU ( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 25-05-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: lasciare aperta alcuna via di fuga né al governatore Antonio Bassolino né al sindaco Rosa Iervolino. È quanto sostengono i vertici di Forza Italia, anche dopo le espressioni di grande apprezzamento e ammirazione ("chapeau") che attraverso l'intervista al Corriere della Sera Bassolino ha rivolto all'indirizzo del premier Silvio Berlusconi dopo il Consiglio dei ministri tenuto in città.


Articoli

Sui rifiuti tempo scaduto,avanti senza discutere (sezione: Monnezze)

( da "Secolo XIX, Il" del 25-05-2008)

Argomenti: Monnezza

Dino cofrancesco Chi si è trovato a Napoli nei giorni scorsi ha potuto constatare come, in contrasto con i quartieri del centro ripuliti per la convocazione del Consiglio dei ministri, tutte le zone periferiche fossero invase da montagne di immondizia. La zona dei Campi flegrei, il magico lago d'Averno, l'incantevole Baia, Bacoli e Monte di Procida, luoghi edenici dove ricchi patrizi e imperatori romani avevano costruito ville fastose, quasi in gara con le dimore degli dei, erano sommersi da un tanfo appena attenuato dalle precipitazioni abbondanti di mercoledì che facevano quasi pensare all'intervento della Provvidenza. La stessa che, nei "Promessi Sposi", aveva voluto porre fine alla pestilenza scaricando sui miseri mortali tonnellate di pioggia risanatrice. "Un paradiso abitato da diavoli", erano le riflessioni politically uncorrect indotte dallo spettacolo che l'incuria umana e le benedizioni estetiche della natura rendevano, a un tempo, esaltante e desolante. Quando una piaga si è così incancrenita, la stessa ricerca delle cause e delle colpe sembra non avere più senso. La camorra, il fondamentalismo verde, la facile popolarità inseguita da prelati sempre disposti a capeggiare i cortei dei parrocchiani in rivolta, la sottovalutazione della gravità dei problemi da parte di sindaci e amministratori, di destra e di sinistra, il "tiramm a campa'", che non è solo cosa napoletana, hanno creato un'emergenza paragonabile a una guerra o a un'invasione barbarica. In questi frangenti, un governo che si rispetti non sta a perdere tempo nella ricerca dei responsabili del disastro ambientale -sarà compito della magistratura occuparsene - ma chiama a raccolta quanti hanno potere e influenza, indipendentemente dal colore politico, perché collaborino al faticosissimo ristabilimento di condizioni igieniche normali. Soprattutto tenendo conto del caldo che avanza e delle possibili epidemie che potrebbero sprigionarsi dai cumuli di rifiuti. Non è più il tempo della sociologia partecipante, del dialogo costruttivo con le popolazioni, dell'ascolto delle parti, del soppesare le ragioni degli uni e degli altri. Quando la nave affonda e ci si deve mettere in salvo, la democrazia può consistere solo nel decidere chi deve dirigere le operazioni, mettere in mare le scialuppe e con quali criteri ripartirvi i naufraghi. Come i pagliacci di cui parlava Palmiro Togliatti ("Fuori i pagliacci"), per i buonisti sarebbe meglio farsi da parte e prendere atto, come ha fatto Rosa Russo Iervolino - alla quale si possono muovere tutte le critiche che si vogliono ma alla quale vanno pure riconosciuti un rigore morale e un'onestà personale non frequenti nella "casta' - che a un decreto del presidente del Consiglio firmato dalla più alta carica dello Stato, Giorgio Napolitano, che piaccia o non piaccia, bisogna obbedire incondizionatamente. Sono parole ostiche per un Paese come il nostro in cui filosofi politici e giuristi, sociologi e antropologi culturali, psicologi e artisti, hanno insegnato che le maniere forti, la maestà dello Stato, la dura lex sono indici sicuri della personalità autoritaria e rivelano la lunga durata della concezione fascista del potere. Davanti alle dichiarazioni del sindaco di Marano, Salvatore Perrotta, testimone delle rivolte del suo paese e di Chiaiano ("Da una parte c'è la forza della ragione, dall'altra la forza dei muscoli |?| fa molta tristezza vedere caricare gente inerme, gente semplice"), davanti all'esternazione del cardinale Renato Raffaele Martino, presidente del consiglio Giustizia e pace ("Le discariche non si devono fare nel centro cittadino. Non a Chiaiano, un quartiere intorno al quale ci sono ospedali, malati, e tanti residenti"), ci si chiede: dov'erano sindaco e cardinale quando partivano convogli di spazzatura per la Germania che costavano al contribuente italiano quasi dieci milioni di euro al mese? Perché i vecchi, i malati, le donne, i bambini che, con i loro corpi, hanno cercato di porre i poliziotti dinanzi all'alternativa di ritirarsi o randellare donne vecchi e bambini non si sono distesi sui binari? Perché hanno dato ascolto ai camorristi e a quel ministro, Alfonso Pecoraro Scanio, la cui gigantografia compare oggi nei cortei con la scritta "Non riciclabile!"? La melassa multiculturalista, che ormai ci sommerge con effetti non meno devastanti dei rifiuti partenopei, ci ha fatto dimenticare che l'essenza dell'Occidente sta nell'obbedienza alle leggi anche quando ci sembrano ingiuste e che la democrazia non si definisce come accettazione sub condicione delle norme statuite dalla maggioranza del corpo legislativo ma come possibilità di mandare a casa i governanti che non hanno mantenuto le loro promesse e che lasciano il Paese in condizioni peggiori di come l'hanno trovato. È l'elezione perenne che ci consegnano i dialoghi socratico-platonici, a partire dal "Critone" e dal "Fedone", e che spiega il fair play politico di questi giorni ovvero "quella luna troppo di miele" sulla quale Pierluigi Battista riversa, nell'editoriale di ieri sul Corriere della Sera, un'ironia francamente ingiustificata. Quando si sta sulla stessa barca e si rischia di andare tutti a fondo, riconoscere al governo che ha inalberato il vessillo della tolleranza zero "il senso dello Stato e la sobrietà", come ha fatto Antonio Bassolino, può essere il gesto furbo di un politico discusso e discutibile che se la vuol cavare a buon mercato ma può essere anche la consapevolezza di una comunità di destino ritrovata grazie a una tragedia incombente. 25/05/2008 dalla prima pagina A vedere ciò che è rimasto nei miei vestiti un estraneo potrebbe pensare certe sere che sono un muratore, altre un boscaiolo, altre ancora un addetto allo spurgo fognario, un barbone, un nobile proprietario terriero, o l'ultimo operaio dell'ultima ferriera. E forse chissà, a furia di tutta questa mia familiarità con la materia del mondo, con questa mia mania di toccare ogni cosa che incontro, ho finito per essere un po' di tutto ciò; ed è probabile che anche un esperto tecnico della polizia scientifica, a seguito di un'accurata ispezione, arrivi alla medesima considerazione. Ho passato due giorni assai deprimevoli a leggermi un bel po' delle trascrizioni dei documenti che questo giornale ha messo a disposizione circa le inchieste che riguardano Genova e la Liguria sul tema "mensopoli" e derivati, e sono arrivato alla personale, soggettivissima convinzione che gli interpreti di questo bel filmetto si possono dividere in tre categorie: un nucleo di primattori vecchi marpioni, un mazzetto di attor giovani molto ambiziosi, di parche pretese e abbastanza cretini, e alcune ingenue, candidamente incolpevoli, comparse. In ogni caso trattasi di persone e personaggi inerenti le pubbliche amministrazioni e la sinistra, latamente o circostanziatamente sinistra. In ottemperanza alle regole del buon gusto e della decenza, io non giudico e non sentenzio, ma, ovviamente, considero. Considero che le pubbliche amministrazioni di tutto hanno bisogno tranne che di vecchi marpioni, ambiziosi cretini e candidi ingenui; sono categorie diverse ma nessuna di qualche utilità al bene pubblico. E considero pure che nemmeno la sinistra - o, per meglio dire, niente e nessuno che intenda definirsi in opere e pensieri progressivi e progressisti - ha alcun bisogno di soggetti appartenenti alle sopraddette categorie, ognuna per suo verso e specifico grado dannosa, nefanda, mortale. Considero il mistero di come sia possibile che, nonostante inutilità e dannosità, si trovino lì, proprio dove non dovrebbero essere. Perché? Forse per caso? forse per necessità? Perché servono anche se sono inutili, perché fanno bene anche se sono dannosi? Forse perché questo è il sistema, e a questo scopo sono stati cooptati, allevati, costruiti, formati, chiamati a spargersi nel vasto mondo? E mi accorgo che oggi non sono nemmeno più tanto interessato al perché, occupato come sono a considerare gli effetti dei perché, a cercare di scampare dai loro devastanti esiti. E considero infatti che in questo momento non trovo nemmeno così essenziale conoscere il grado di colpevolezza e quello di innocenza di ognuno. Ciò che occupa per intero la devastazione del mio orizzonte è la contemplazione del mucchio degli indumenti, dei costumi di scena. Contro cosa e chi hanno avuto occasione o bisogno di strusciarsi, di appoggiarsi, di toccare o solo sfiorare i progressisti? Se per fare politica devi frequentare con assiduità gli operai, alla sera saprai di olio di morchia, se frequenti gli insegnanti sarai pieno di polvere di gessetto, ma se devi mettere mano nella merda è di quello che sarai sporco, se hai bisogno di fregarti contro gli affaristi è di affari che odorerai. E se passi la tua giornata con questi o con quelli, alla fine sarai un po' questi o un po' quelli. E ognuno ti guarderà, ti annuserà e riconoscerà in te per prima cosa la natura delle tracce di ciò che hai toccato anche senza pensare di esserlo. Sarà ingiusto e crudele, ma cosìè. Cosa resta - restava - ai cittadini da pretendere dalla politica progressista, altrimenti detta di sinistra, se non: "siate in questo mondo ma non di questo mondo"? E mi stupisco del mio stesso stupore, man mano che leggo i documenti, gli atti, le trascrizioni. Gli apostoli del Cristo ce l'hanno fatta per due, tre secoli appena a seguire quella linea di condotta così semplice, così scomoda, e loro avevano un Dio a cui rispondere. Questi non saprei proprio dire a chi rispondono, se rispondono. maurizio maggiani 25/05/2008.

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Ecco il partito del pugno di ferro <Se serve, la polizia usi la forza> (sezione: Monnezze)

( da "Giornale.it, Il" del 25-05-2008)

Argomenti: Monnezza

N. 124 del 2008-05-25 pagina 2 Ecco il partito del pugno di ferro "Se serve, la polizia usi la forza" di Anna Maria Greco Il centrosinistra e Casini appoggiano il lavoro del governo. Confindustria: "Basta con i soliti mille che bloccano e incendiano tutto" da Roma Sulla fermezza per affrontare l'emergenza rifiuti governo e opposizione si sono trovati sulla stessa lunghezza d'onda, ma gli incidenti di Chiaiano rischiavano di rompere la sintonia. E invece la sinistra radicale si trova sola a criticare l'esecutivo per il pugno di ferro in Campania. Sola contro il partito della fermezza, che invece cresce e ingrossa le sue fila. Dalla Sardegna Silvio Berlusconi segue le ultime vicende. Per il premier gli scontri erano "prevedibili, ma lo Stato deve andare avanti: la Campania non può morire sotto i rifiuti". Di "azioni ingiustificabili" parla il ministro dell'Interno, Roberto Maroni. Il ministro si sente in giornata con il premier e si tiene in stretto contatto con Gianni Letta, con Gianni De Gennaro e Guido Bertolaso. Poi ribadisce: "Il governo non è disposto a fare passi indietro". Per il ministro per le Infrastrutture, Altero Matteoli, "lo Stato deve far valere quello che è scritto nel decreto" e non ci si può arrendere alla "violenza organizzata", aggiunge il capogruppo del Pdl alla Camera Fabrizio Cicchitto. Mentre il suo omologo al Senato, Maurizio Gasparri, accusa chi "aizza la massa". Sconti non se ne faranno a nessuno, neppure ad Alessandra Mussolini che sfila tra i manifestanti. "Chiunque solidarizzi con i violenti di Chiaiano - avverte Luigi Bobbio di An - sarà sospeso dal Pdl". Nel partito della tolleranza zero c'è anche il neopresidente di Confindustria Emma Marcegaglia: "Abbiamo popolazioni che stanno annegando nei rifiuti. Il Consiglio dei ministri apre le discariche e i soliti mille bloccano e incendiano. È venuto il momento che lo Stato riprenda il suo ruolo e sulla sicurezza e rispetto delle regole ci deve essere tolleranza zero". Cautela è la parola d'ordine del Pd, che evita ogni attacco, appellandosi alla "responsabilità di tutti". Walter Veltroni fa autocritica, anche se accomuna nella colpa la maggioranza. "Anche ciò che è accaduto a Chiaiano ci racconta che per effetto di politiche ideologiche, sia a destra che a sinistra, non siamo riusciti a sbloccare ciò che qualcuno ha bloccato regolarmente con la logica del no". Più decisamente l'Idv offre pieno appoggio al piano del governo e Antonio Di Pietro chiede la testa del governatore campano, Antonio Bassolino. Il leader dell'Udc, Pierferdinando Casini, si schiera con le forze dell'ordine e ammette: "È giusto usare, se necessario, anche il pugno duro". Spiazzata, l'opposizione extraparlamentare attacca il governo Berlusconi, ma anche il Pd che ne diventa "complice". Duri sono Pdci e Prc, mentre i verdi latitano e solo Paolo Cento dice no allo "stato di polizia". Ma che il clima sia cambiato lo dicono anche le parole del sindaco di Napoli. Alla gente che manifesta, a chi si dice disposto a "trattare" con lo Stato, Rosa Russo Iervolino risponde che "alla legge si ubbidisce e basta". Frasi che non ammorbidiscono il giudizio di Clemente Mastella, che la giudica "il peggior sindaco di Napoli". Lui, che del governo Prodi ha fatto parte, ora ammette: "Ci vuole una svolta. Dovevamo seguire la linea di Bertolaso, invece oggi il merito va agli altri". Poi, una stoccata all'eterno antagonista Di Pietro, uno dei "giapponesi" che chiedono le dimissioni di Bassolino, mentre Berlusconi tratta con lui perché "senza l'apporto locale non si può risolvere il problema". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Berlusconi: indietro non si torna - francesco bei (sezione: Monnezze)

( da "Repubblica, La" del 25-05-2008)

Argomenti: Monnezza

Cronaca Berlusconi: indietro non si torna Casini: sì alla fermezza. La Mussolini telefona a Manganelli: iniziamo male Le reazioni L'attacco di Rifondazione Ferrero: dialogo, non violenze Veltroni: quello che sta succedendo è effetto della politica del veto FRANCESCO BEI ROMA - "Indietro non si torna". Silvio Berlusconi è deciso, la linea della fermezza sarà mantenuta nonostante gli incidenti di Chiaiano e quelli che potrebbero esserci in futuro. Una posizione ribadita ancora ieri, nei colloqui avuti con il ministro dell'Interno Roberto Maroni - che ha definito "azioni ingiustificabili" le aggressioni alle forze dell'ordine - e con quanti lo hanno chiamato a villa Certosa. La preoccupazione per le esplosioni di violenza a Napoli si accompagna alla convinzione che "il decreto approvato è ottimo" e che "non c'era altra strada possibile". "Se si perde questa occasione - ragiona il forzista Maurizio Lupi - non si fa più niente: la battaglia per Napoli sarebbe persa, insieme alla credibilità dello Stato e di tutti noi". In quel "tutti" ci sta ovviamente anche l'opposizione, il cui atteggiamento è stato valutato positivamente dal presidente del Consiglio. Non a caso, con i suoi, il Cavaliere ha parlato di una "grande unità nazionale" da mantenere sul problema dei rifiuti, per evitare che la piazza trovi sponde politiche in Parlamento. E in questo senso sono state apprezzate a palazzo Chigi le parole misurate di Walter Veltroni e l'esplicito sostegno al governo arrivato da Pier Ferdinando Casini, insieme con "l'atteggiamento responsabile" tenuto da Bassolino e Iervolino. Insomma il messaggio che il premier vuole mandare, come spiega Sestino Giacomoni, stretto collaboratori del Cavaliere, è che "lo Stato c'è, è unito, l'alternativa a questo punto è restare sommersi dai rifiuti". Quanto alle proteste, tutto era stato previsto. "Per questo sono stati secretati fino all'ultimo i siti interessati dalle discariche - fanno sapere fonti della maggioranza - e per questo sono state previste tutte quelle misure di tutela, anche militare, delle aree". In queste ore, oltretutto, palazzo Chigi ha allertato i servizi di Intelligence per capire se, dietro alle manifestazioni di protesta, possa infiltrarsi qualche elemento della criminalità organizzata. Finora la linea della fermezza sembra tenere. Walter Veltroni si è limitato a constatare che gli scontri sono "l'effetto di una politica del veto e di un atteggiamento ideologico presenti sia nel centrodestra che nel centrosinistra". Mentre Casini ha fornito un appoggio esplicito alle politiche del governo: "Questa è l'ora della responsabilità, è giusto usare se necessario anche il pugno duro". Insomma, è rimasta soltanto Rifondazione, con Paolo Ferrero, a criticare l'apertura forzata delle discariche e a criticare "il governo Berlusconi che, mentre cinguetta con il Pd, usa i manganelli contro la gente nelle piazze". Qualche problema semmai viene dalle fila del Pdl, dove Alessandra Mussolini è piombata a sorpresa a Chiaiano dalla parte dei barricaderi. La pasionaria di destra ha chiamato al telefono il capo della polizia, Antonio Manganelli, per informarsi dei tre manifestanti arrestati: "Se iniziamo con gli arresti - ha detto al capo della polizia - cominciamo male". Una posizione, quella della Mussolini, criticata dal suo collega del Pdl Vincenzo Nespoli: "Non si può mostrare tanta irresponsabilità nei confronti di tutta la collettività".

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Pugno di ferro sulla rivolta così napoli si prepara all'ultimo showdown - giuseppe d'avanzo (segue dalla prima pagina) (sezione: Monnezze)

( da "Repubblica, La" del 25-05-2008)

Argomenti: Monnezza

Cronaca Pugno di ferro sulla rivolta così Napoli si prepara all'ultimo showdown Ma per il governo è in gioco la credibilità del cipiglio decisionista Il resto della Regione - da Terzigno a Serre - aspetta come finirà a Chiaiano GIUSEPPE D'AVANZO (SEGUE DALLA PRIMA PAGINA) Sono come rassegnati alla "battaglia" lungo l'ultimo chilometro di via Cupa del Cane verso le cave di tufo di Poggio Vallesana, bloccate oggi da cinque, alte barricate di auto rovesciate, alberi abbattuti, filo spinato, cassonetti incatenati tra di loro. La prova di forza contrapporrà tra 24/48 ore ? il tempo definisce l'effettività della decisione del governo e l'attendibilità del piano predisposto per decreto legge ? giovani e meno giovani abitanti del quartiere ai "reparti mobili" e ai "battaglioni" di polizia e carabinieri. L'ultima chance di dialogo è affidata a un incontro che Guido Bertolaso ha accettato di convocare per oggi pomeriggio. Anche in questo caso, la previsione è di una luna nera. La gente di Chiaiano si attende un negoziato, "una trattativa" per ridiscutere l'adeguatezza delle cave ad accogliere 700 mila tonnellate di rifiuti. Il sottosegretario/commissario esclude ogni nuova, debilitante mediazione. E' consapevole che, se non spezza un anello della catena di "no", di proteste, di rinvii, di ripensamenti, finirà fritto. E precipiterà, come già gli è accaduto una volta, nella trappola che si è "mangiato" anche Gianni De Gennaro. A Terzigno ? dove la cittadinanza ha già dato in questi anni prova di grande combattività ? sono in attesa di vedere come finirà a Chiaiano. Se a Chiaiano il governo e lo Stato dovessero disarmare, a Terzigno vedranno uno spiraglio per evitare di raccogliere vicino a casa i rifiuti della provincia avviando così il consueto "effetto domino" che ha impedito, nell'ordine e nel tempo, l'apertura delle discariche di Parapoti, Serre, Ariano, Giugliano Taverna del Re, Pianura, Savignano. Se nel Napoletano l'anello della catena non si spezza, presto, prestissimo, subito, sarà arduo convincere Salernitani, Sanniti, Irpini, Casertani ad accogliere l'immondizia prodotta e rifiutata dai Napoletani. Manco a parlare dei Veneti o dei Siciliani o di una collettività che dovrebbe sborsare altre decine di milioni per sbolognare, a caro prezzo, l'immondizia agli impianti di riciclaggio della Sassonia. Due discariche devono esserci nella provincia di Napoli, questo dirà Bertolaso, che considera la riunione di oggi non un "tavolo di negoziazione", ma un "tavolo di garanzia". Il commissario è disposto a "lavorare" nelle cave con i tecnici indicati dalla comunità di Chiaiano, a coinvolgerla nel controllo della quantità e qualità dei rifiuti che vi saranno smaltiti. Nulla di più. Chiederà che siano smantellati subito i blocchi stradali. Non accetterà che nella delegazione ci siano i "comitati di protesta" che, con una decisione stravagante del governo, sono stati dichiarati "sciolti" per decreto, manco fossero consigli comunali. In gioco, a questo punto, non è soltanto la soluzione della lunga e ormai (per tutti) incomprensibile catastrofe dei rifiuti napoletani, ma la pubblica sfida lanciata da Silvio Berlusconi, la credibilità del cipiglio decisionista scelto, all'esordio, dal governo. E' come se il più che decennale ciclo della crisi dei rifiuti napoletani sia precipitato in un unico luogo, lungo un chilometro, dove si fronteggiano lo Stato e un quartiere. Uno Stato sostenuto dall'indiscutibile consenso di chi, al nord come al sud, a destra come a sinistra, chiede che questo crescendo di egoismi sociali e di autolesionismo pubblico finisca una buona volta ? costi quel che costi ? e una comunità che può diventare, nelle prossime ore, icona dell'opposizione a una "democrazia della forza" e non della partecipazione; simbolo nazionale di "resistenza" a una classe politica inetta e autoritaria, incapace di trovare nell'arco di quattordici anni soluzioni efficaci e condivise. Tra l'uno e l'altro, tra lo Stato e quel quartiere, non c'è più alcuna forma di conciliazione. C'è soltanto il deserto degli sconfitti; lo sbaraglio di ogni mediazione politica, sociale, istituzionale; l'assenza di ogni fiducia nella cooperazione. Il sindaco di Napoli, Rosa Russo Iervolino, che dovrebbe essere "Stato" con i cittadini e "cittadino" con lo Stato, non ha alcuna plausibilità né con i suoi cittadini né con lo Stato che dovrebbe rappresentare. Il governatore della Regione, Antonio Bassolino, giudicato ormai da queste parti alla stregua di un "dittatore africano", è preoccupato soltanto del suo destino politico in nome del quale si è felicemente abbarbicato al nuovo governo nella speranza di traghettare se stesso fino alle elezioni europee del 2009. La dissipazione di ogni capitale sociale, l'assenza di ogni traccia di radicamento nel territorio, l'evaporazione di ogni ruolo della politica che, sola, avrebbe potuto garantire quel "patto territoriale" ? che sta alla base degli insediamenti di una discarica o di un impianto ? chiudono il fallimentare bilancio. Oggi, rien ne va plus, le jeux son faits. Poco importa che il piano del governo lasci ancora in vita l'intero network di intermediazione (consorzi, società miste) che ha ingoiato, negli ultimi dieci anni, 780 milioni di euro all'anno, quindi 15 mila miliardi di lire in dieci anni. Quel che conta, nelle prossime ore, è l'unitarietà emotiva della comunità di Chiaiano, la sua determinazione a "combattere fino alla fine", come si sente dire tra le barricate ? e non paiono soltanto parole di una follia rabbiosa, scampoli disperati di irrazionalità. Di contro, il governo e lo Stato si giocano la faccia. Che ne sarebbe dei chiassosi annunci dell'Esecutivo (lotta alla clandestinità, nucleare, ponte sullo Stretto) se non riuscisse a piegare la riluttanza di una borgata di 30 mila abitanti, soprattutto quando gli altri, tutti gli altri chiedono, nell'interesse del Paese e della stessa Napoli, di chiudere finalmente questa umiliante storia? E' l'inconciliabilità delle ragioni in campo a rendere sconsolato anche il più ostinato ottimista. Si può sperare soltanto che, nelle poche ore che ci dividono dall'inevitabile showdown, la ragione e la responsabilità ? di tutti ? tornino a farsi vedere.

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Chiaiano polizia scatenata contro i manifestanti (sezione: Monnezze)

( da "Liberazione" del 25-05-2008)

Argomenti: Monnezza

Un uomo colto da un attacco di cuore, bimba col braccio spezzato e due ragazzi precipitati dal muretto Chiaiano polizia scatenata contro i manifestanti Checchino Antonini Napoli (nostro inviato) "Noi donne eravamo a terra in prima fila con le mani alzate - dice Gemma Infantozzi, precaria di 38 anni, con la voce stanca per le grida e per la nottata in mezzo la strada - siamo state picchiate senza motivo. Non scorderò mai un mio collega consigliere comunale massacrato senza opporre resistenza. Piangevamo?". Dalle ricostruzioni sembra che l'obiettivo fosse la conquista della rotonda, ma dopo la mattanza le forze dell'ordine si sono ritirate. Il bilancio è di alcune decine di feriti. Tra i più gravi un 55enne colto da un attacco di cuore, la bimba col braccio spezzato e, il giorno successivo, i due ragazzi precipitati dal muretto per sfuggire alle manganellate e il furto, documentato da un cineamatore della telecamera all'inviato del Tg3 che ha subito lo stesso trattamento dei cittadini antidiscarica. Non ha trovato conferme la notizia di una donna che avrebbe perso il bimbo all'ottavo mese di gravidanza in seguito alle cariche. Più preciso il bilancio giudiziario: sei fermi nella prima notte di cui tre arrestati. Uno di loro, Pietro, attivista del centro sociale Insurgencia, sarà processato per violenza, lesioni e resistenza, il 4 giugno. Gli altri due, padre e figlio carrozzieri, conosciuti e stimati a Marano, sono indagati per resistenza e lesioni per aver tentato di sottrarre una donna alla furia degli uomini in blu. Tutti e tre sono ai domiciliari. Moltissimi i contusi che si sono rivolti alle cure dei medici di famiglia. Anche la Questura esibisce alcuni contusi tra le sue fila. Era notte fonda, secondo le testimonianze, quando i professionisti di Puglisi si sono ritirati. Era restato, di traverso sulla provinciale, un autobus a cui erano state forate le gomme, danneggiato da un principio di incendio. "Durante la notte abbiamo cercato di scaricare la tensione - dice al cronista Tina Liccione, 36 anni, segretaria del circolo Prc di Marano - è stato fortissimo il senso di solidarietà tra noi: piangere per qualcuno che non si conosce, portare da mangiare per tutti, condividere amarezza, frustrazione, voglia di lottare". Alle 8 e 30 di sabato mattina l'intervento maldestro per rimuovere il bus. A bordo c'erano alcuni manifestanti che dormivano, sono stati strattonati brutalmente ed è scattata più rapida e più violenta la carica contro persone perloppiù inermi, a volto scoperto. Anche Luigi, un disoccupato dei Banchi Nuovi, conferma la versione delle cariche a freddo, di calci e manganellate "anche su una signora già svenuta". La reazione del popolo inquinato sarà un corteo di almeno 5-6 mila persone che sfila composto per Marano. E' tutta gente "normale", di tutte le età, espressione di un tessuto sociale che sta coprendo una nuova stagione di partecipazione, così lontana dalle insinuazioni di connivenza con la camorra. Ci sono i parrocchiani di Chiaiano che lamentano l'ordine del cardinale Sepe ai suoi parroci di non immischiarsi con le proteste. Presenti gli amministratori di Marano e dell'VIII Municipalità di Napoli. Bassolino e Jervolino sono bersagliati dagli slogan più di quanto lo sia il nuovo governo Berlusconi. La comparsata, in tarda mattinata, della nipote del duce è salutata da bordate di fischi anche da chi rivendica di aver votato destra. Mussolini incassa e diserta il corteo. Da Napoli sono saliti gli attivisti dei centri sociali, della Rete campana "Salute e ambiente", i disoccupati di Acerra preoccupati dalla voce di una ripresa dei lavori per il termovalorizzatore. Il corteo si snoda sulla provinciale e poi nelle strade interne, tra cumuli di rifiuti, sotto palazzoni dove pendono spesso striscioni contro la discarica. "Il punto non è più la sola discarica, che ci vede comunque contrari - spiega Peppe De Cristofaro, ex deputato e segretario regionale Prc - le cariche segnano un salto di qualità. Quello che sta succedendo si ripeterà a Messina per il ponte, in Val Susa per la Tav. E' una questione di agibilità democratica". "I quattro inceneritori annunciati dal governo serviranno soltanto a creare un business certo per trent'anni. La camorra sta dentro questo ciclo e la lobby dell'incenerimento è trasversale. La militarizzazione toglie ulteriore trasparenza", avverte Tommaso Sonadano, del Prc, ex presidente della Commissione ambiente del Senato. Per il 1° giugno è stata convocata proprio qui una manifestazione nazionale per la libertà di movimento e un nuovo modello di sviluppo in seguito ai presìdi di solidarietà con Chiaiano che si sono svolti ieri a Bologna, Roma, Treviso, Padova, Vicenza. Dietro la repressione stile G8, c'è l'ombra del sistema affaristco-commissariale. Quello che teme la gente di Chiaiano è che la discarica si dilati fino alle due cave adiacenti vendute, alcuni anni fa, per 450mila euro a un prestanome di Acerra e riacquistate, nello stesso giorno e di fronte allo stesso notaio, dalla Fibe, il discusso consorzio capeggiato da Impregilo per un prezzo sei volte superiore. E' successo troppo spesso nell'epoca del bassolinismo. 25/05/2008.

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"Tolleranza zero, così salveremo Napoli dai signori dei rifiuti" (sezione: Monnezze)

( da "Giornale.it, Il" del 25-05-2008)

Argomenti: Monnezza

N. 124 del 2008-05-25 pagina 0 "Tolleranza zero, così salveremo Napoli dai signori dei rifiuti" di Emanuela Fontana Intervista al sottosegretario all'Interno Mantovano: "Pronti al dialogo con i cittadini, ma lotta dura alla Camorra che vuole mantenere il caos per alimentare i suoi traffici illegali" da Roma Sottosegretario Alfredo Mantovano, mentre il presidente della Repubblica firmava il decreto sui rifiuti partivano i primi scontri a Chiaiano. Qual è la linea del governo adesso che la piazza è esplosa? "Una linea di ragionevole fermezza perché i rifiuti vanno tolti dalle strade di Napoli e della Campania e deve riprendere un percorso di efficienza. Fermezza, ma ragionevole, perché tutto questo non avviene senza tenere in considerazione l'esasperazione della gente per anni di sacrifici chiesti non seguiti da benefici ricevuti. Chiediamo però ai campani onesti di non fare in modo che questa esasperazione sia strumentalizzata". Da chi? "Da chi vuole lasciare le cose come sono, da chi vuole continuare a fare traffici illeciti intorno al ciclo dei rifiuti. E anche da chi vuole creare problemi a un governo appena costituito". La soluzione del problema immondizia per il governo significa anche lotta alla mafia? "è doveroso. Mercoledì a Napoli il presidente del consiglio ha detto che lo Stato sarà presente con tutta la sua autorevolezza in Campania. Questo non significa dire che ci sarà una mano dura senza possibilità di confronto. Significa che non c'è spazio per l'illegalità e per la camorra. Ma solo per la ricerca di soluzione di efficienza". Ai sindaci che cosa chiedete? "I rappresentanti della popolazione troveranno possibilità di dialogo con i rappresentanti dello Stato a cominciare dal prefetto di Napoli e dal sottosegretario Bertolaso, ma anche loro facciano in modo che le molotov non sostituiscano il dialogo. Il confronto è impedito da chi ha interesse a impedirlo". Portate l'esercito in Campania come Stato contro il "non Stato"? "Do per scontato che la camorra, che ha una grossa parte nella gestione di discariche abusive e dei trasporti di rifiuti, si ritenga danneggiata dalla legalità e provi a inserirsi nei disordini o addirittura a fomentarli. La presenza dello Stato serve all'individuazione delle soluzioni ragionevoli, e la difesa di queste soluzioni, se necessario, avverrà anche con la forza pubblica, ma solo se necessario, va sottolineato". La discarica di Chiaiano sarà aperta fino a quando? "Tutto ciò che cade sotto la voce discariche è a tempo. In un'impostazione seria della questione il futuro è nei termovalorizzatori, ma in mezzo ci sono tempi tecnici e l'avvio della raccolta differenziata. Nel frattempo i rifiuti non possono stare nelle strade". Temete altre rivolte nei 9 nuovi siti di discarica? "Le mettiamo in conto. Ma mi auguro prevalga la consapevolezza che questa è una battaglia che facciamo tutti insieme. Le discariche sono un passaggio necessario e transitorio. La protesta se avviene con forme pacifiche è esercizio di democrazia. Ci deve essere uno sforzo da parte di tutti per impedire che diventi violenta". Vi farete vedere di più in Campania, non solo per il consiglio dei ministri? "è importante il dialogo con la popolazione da parte di tutti coloro che sono titolati a farlo, istituzioni locali, parlamentari. Bertolaso avvierà già domani il primo giro di incontri". Ci saranno verifiche adeguate sulla nocività dei rifiuti? "Non ci sarà nessuna apertura che non sia preceduta da uno studio che esclude rischi per la popolazione. Nessuno intende fare follie. La popolazione deve essere tranquilla. Ogni intervento sarà preceduto, anche a Chiaiano, da una verifica concreta". In che tempi? "Nei tempi più rapidi. Non bisogna farsi trovare impreparati di fronte a condizioni climatiche che aumentano i rischi per la popolazione". Come commenta il nuovo atteggiamento conciliante di Bassolino e del sindaco Iervolino? "è doveroso che tutte le istituzioni abbiano intenti comuni. Vorrei però ringraziare soprattutto le forze di polizia: gli agenti sono i più esposti anche nell'interesse di coloro che li stanno contestando. Uno dei poliziotti feriti ha chiesto di riprendere subito il servizio. Di fronte a fatti di questo genere dire grazie è poco. Si stanno confrontando con professionalità equilibrio, consapevoli che ogni errore può compromettere l'intera operazione". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Molotov e barricate, esplode la guerriglia di Chiaiano contro la discarica (sezione: Monnezze)

( da "Giornale.it, Il" del 25-05-2008)

Argomenti: Monnezza

N. 124 del 2008-05-25 pagina 0 Molotov e barricate, esplode la guerriglia di Chiaiano contro la discarica di Massimo Malpica Parte il piano di Bertolaso e si scatenano i soliti tafferugli. Migliaia di persone all'assalto della polizia. La minaccia: "Siamo pronti anche a farci anche cinque anni di carcere". Mantovano: "Tolleranza zero, così salveremo Napoli dai signori dei rifiuti". nostro inviato a Napoli Due ragazze fanno la spola tra il piccolo market sul viale che porta alle cave e la barricata di cassonetti e filo spinato che blocca l'accesso alla strada. Portano l'acqua ai manifestanti che ultimano le "difese" per impedire il passaggio a quello che da ieri, anche secondo la Gazzetta ufficiale, è uno dei dieci siti che ospiteranno le discariche in Campania: Chiaiano. Qui fino a ieri mattina c'era un autobus messo di traverso, ma dopo gli scontri con la polizia (tre arresti e un paio di feriti) è stato portato via. Così ora c'è un tipo armato di fiamma ossidrica che pazientemente salda tra loro una ventina di cassonetti, mentre qualcuno aggiunge al "muro" una vecchia Volkswagen. è questa la frontiera più calda del no popolare alle discariche. Ed è qui che stamattina, salvo cambi di programmi, dovrebbe arrivare in visita il sottosegretario per l'emergenza rifiuti Guido Bertolaso. Non sarà il benvenuto. A due passi dal polo ospedaliero di Napoli, la gente di Chiaiano, Mugnano e Marano si prepara a resistere a oltranza. Spazio per le trattative: zero. "Non è un problema di concertazione - spiega Giovanni - semplicemente noi qui la discarica non la vogliamo. Ci faremo pure cinque anni di carcere, ma il presidio che impedisce l'accesso alla cava non lo toglieremo". Accanto a lui Antonio allarga le braccia e sospira: "Non si tratta di difendere il proprio giardino, e nemmeno di prendersela con una scelta caduta dall'alto. Quelle cave sono l'unica area verde in una zona densamente abitata, qui vivono 250mila persone, e c'è una falda acquifera appena due metri sotto la futura discarica. E poi le cave lì sono tredici, e quella che dovrebbe essere un'area naturale protetta rischia ora di diventare un deposito di immondizia dell'intera Campania. Serve altro?". La gente dopo gli incidenti è esasperata. Ce l'ha con tutti, politici in prima fila, di qualsiasi colore. Da Bassolino a Berlusconi, uno slogan al veleno non si nega a nessuno. Nel primo pomeriggio spunta Alessandra Mussolini, vorrebbe arrivare all'ingresso delle cave ma desiste. Troppa tensione. "Abbiamo parlato per venti giorni, non abbiamo più niente da dire", spiega a muso duro un ragazzo. Si fa largo la paranoia. "Hanno mandato la Mussolini come esca, per distrarci e forzare l'altro blocco, a monte delle cave", insinua qualcuno. Ma nel mirino finiscono anche l'Impregilo, che vinse l'appalto negli anni '90 per le infrastrutture del ciclo di rifiuti, il quasi ex commissario straordinario per l'emergenza, De Gennaro, e persino la Chiesa "che non ha preso una posizione su questa vicenda", scuote la testa Anna. Nel clima di muro contro muro che si respira, mentre sopra le teste le pale degli elicotteri fanno da colonna sonora permanente, la sensazione è che lo spazio per una soluzione negoziale sia esiguo. E il faccia a faccia tra il popolo del "no" e Bertolaso potrebbe accendere gli animi. Salvatore Perrotta sindaco di Marano cammina in testa al piccolo corteo che sfila davanti al presidio della ormai celebre "rotonda Titanic". "Cosa mi aspetto dall'incontro di domani con il sottosegretario? Spero in un po' di buon senso, che lascino digerire la scelta alla popolazione. Intanto vadano avanti con le altre scelte, la gente ha bisogno di tranquillità", spiega con la faccia tirata da questi giorni di quasi trincea. Alle 17 sul palo allestito alla piccola rotonda a forma di nave si improvvisa una conferenza stampa. C'è un ragazzo con al collo un portachiavi "no Dal Molin" che ipotizza che la Campania sia "laboratorio di tecniche per la repressione" e snocciola tesi dal sapore no global. Un altro sintetizza la chiusura tra manifestanti e istituzioni: "Noi non stiamo protestando stiamo solo governando i nostri territori, impediamo pacificamente di inquinarli". Anche se ogni tanto spuntano bandiere rosse e striscioni con la faccia del Che, tutti qui rifiutano un'etichetta politica. "Non vogliamo salvare la faccia a Bassolino o alla Iervolino, non vogliamo dare a Berlusconi la patente di risolutore dei problemi. L'unica casacca che ci sentiamo addosso è quella di Napoli, del nostro territorio", spiega Francesco, uno dei rappresentanti del movimento. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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BERLUSCONI E MARONI: AVANTI. NO DELLA SINISTRA (sezione: Monnezze)

( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 25-05-2008)

Argomenti: Monnezza

Berlusconi e Maroni: avanti. No della sinistra ADOLFO PAPPALARDO A difendere le ragioni dei manifestanti, ad attaccare il governo per l'uso della forza rimane solo la Sinistra radicale. Per il resto, maggioranza come opposizione, sostengono, di fatto, la linea dura adottata dal Governo per far partire il nuovo piano-Bertolaso e ribadita ieri da Silvio Berlusconi (che mercoledì tornerà a Napoli) durante una telefonata con il ministro Maroni: "Quelle di Napoli erano manifestazioni previste" avrebbe osservato dal suo ritiro in Sardegna. Poi, sempre con il titolare del Viminale, ha confermato: "Lo Stato deve andare avanti perché la Campania non può morire sotto i rifiuti". Una linea di fermezza voluta dallo stesso Maroni che bolla come "ingiustificabili" le aggressioni ai poliziotti. Posizione appoggiata da tutti se anche il segretario del Pd Veltroni dice: "Chiaiano è l'effetto di politiche ideologiche, sia a destra che a sinistra, e di veto. Non siamo riusciti a sbloccare ciò che qualcuno ha bloccato regolarmente con la logica del no" Il Pdl fa quadrato e i falchi del partito sin dalla mattinata fanno capire, senza mezze parole, che non arretreranno di un millimetro. Un ordine di scuderia voluto dal premier in persona che sa di giocarsi ora tutto il consenso guadagnato nel Cdm all'ombra del Vesuvio. "Senza il pugno di ferro Napoli e la Campania rimangono sotto i rifiuti. La decisione è stata presa, lo Stato ha dimostrato di essere presente, ora deve far valere quello che è scritto nel decreto" chiarisce il ministro delle Infrastrutture Altero Matteoli. Duri anche i capigruppo di Camera e Senato del partito del Cavaliere. "Lo Stato non può arrendersi ad una violenza organizzata" dice Fabrizio Cicchitto mentre Maurizio Gasparri avverte: "Serve uno sforzo collettivo, non aizzare la massa. Linea dura, quindi, contro quanti causano scontri per interessi che nulla hanno a che vedere con la salute della popolazione". Ribadiscono solidarietà alle forze dell'ordine anche due partiti d'opposizione come l'Udc e l'Idv. "Sgomberare le strade di Napoli e della Campania dai rifiuti non è né di destra né di sinistra, è un fatto di civiltà. Come sempre l'Udc è al fianco delle forze dell'ordine che in queste ore sono impegnate in un duro compito e sottoposte ad aggressioni" afferma il leader Pier Ferdinando Casini. "Non faremo mancare il pieno appoggio in momento così delicato" spiega il deputato dell'Idv Nello Formisano mentre il suo leader Antonio Di Pietro va oltre e, dal suo blog, chiede a Bassolino "di fare un passo indietro". Polemiche che il governatore campano dribbla per concentrarsi di più sul problema. "È nell'interesse di tutti che il decreto venga applicato e che si aprano quanto prima le discariche. Questi impianti possono essere realizzati in piena sicurezza, con le migliori tecnologie a disposizione, e con le più ampie garanzie per i cittadini. È sbagliato, e lo diciamo soprattutto a chi protesta in buona fede, cercare di impedire le verifiche tecniche per il sito di Chiaiano. Troppi no, troppe ambiguità, in passato, hanno causato - ammonisce Bassolino - la situazione che adesso è sotto gli occhi di tutti e non ci sono più margini per rinviare". Di parere opposto l'ex ministro di Rifondazione, Paolo Ferrero: "La situazione degli scontri è sempre più intollerabile e indegna di un Paese democratico. Le violenze che le forze dell'ordine e, in particolare, la polizia sta portando avanti in modo scientifico e scellerato nei confronti di una popolazione inerme sono inaccettabili". Durissimo anche il Pdci: "Gente che protesta viene massacrata di botte", afferma l'eurodeputato Marco Rizzo. Ma qualche dubbio l'esprime anche Rosa Iervolino, sindaco di Napoli ed ex ministro dell'Interno: "La vigilanza del questore e del capo della polizia si deve esplicare sempre sulla linea del rispetto del cittadino perchè non vogliamo che Napoli diventi una nuova Genova".

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IERVOLINO AI MANIFESTANTI: TRATTATIVE SOLO SULLA SICUREZZA DEL SITO. AN SI SPACCA. BOBBIO: CACCEREMO CHI STA CON I RIVOLTOSI (sezione: Monnezze)

( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 25-05-2008)

Argomenti: Monnezza

Iervolino ai manifestanti: trattative solo sulla sicurezza del sito. An si spacca. Bobbio: cacceremo chi sta con i rivoltosi LUIGI ROANO È il giorno degli appelli e del dolore per gli scontri di Chiaiano, ma non dei passi indietro. Il sindaco Rosa Iervolino e il governatore Antonio Bassolino sono compatti, le istituzioni locali remano nella stessa direzione di quelle nazionali. La linea è quella della fermezza e del pugno di ferro per salvare Napoli e la Campania dalla catastrofe ambientale e sanitaria. Lunghe le telefonate tra sindaco e governatore e tra i due e il Viminale retto da Roberto Maroni. E anche con il capo della Polizia Antonio Manganelli. Così il sindaco scende in campo con un monito: "Le leggi vanno rispettate". L'unica fibrillazione sul fronte politico - paradossalmente - arriva da An, ovvero dal Pdl. Il capogruppo Luciano Schifone rischia la sospensione dal partito perché a Chiaiano si è schierato con i manifestanti al fianco di Alessandra Mussolini. "Alla legge si ubbidisce e basta" insiste il sindaco rivolgendosi a chi in queste ore a Chiaiano sta mettendo a ferro e fuoco un intero quartiere e lancia molotov contro la polizia. Da ex ministro dell'Interno si appella anche alla polizia chiamata a "rispettare i cittadini" e a non usare la forza indiscriminatamente. "Il mio augurio e invito - racconta la Iervolino - è che la polizia usi il massimo di comprensione possibile e il minimo di forza, però è anche evidente una cosa, che i cittadini si devono rendere conto che la situazione è cambiata, adesso ci troviamo di fronte a una legge firmata dal presidente del consiglio e controfirmata dal presidente della Repubblica". Iervolino si rivolge ancora ai chiaianesi: "Ho letto che non sono disposti a trattare, ma alla legge si ubbidisce e basta. Si può trattare su un'altra cosa, e lo farò fino all'ultimo momento, cioè sulle condizioni migliori per la realizzazione del sito sul piano della sicurezza per la salute dei cittadini, sul piano della tutela massima del paesaggio, e sul piano delle compensazioni e della non compromissione di tutti i piani di sviluppo di Chiaiano. In questo bisogna essere accanto alla gente". Mano tesa e ancora un appello alla polizia ricordando i suoi trascorsi da ministro dell'Interno: "Il questore e il capo della polizia devono vigilare perché le forze dell'ordine si muovano sempre sulla linea del rispetto del cittadino, non vogliamo una nuova Genova". Il messaggio della Iervolino però è un altro e il sindaco lo sottolinea ancora: "Dobbiamo stare attenti perché per non disubbidire a leggi dello Stato si è fatto ammazzare Aldo Moro. Ma non voglio in nessun modo neanche lontanamente paragonare la gente di Chiaiano ai terroristi". Da Bassolino arrivano parole altrettanto chiare: "È nell'interesse di tutti che il decreto legge approvato dal governo venga applicato e che si aprano quanto prima le discariche necessarie alla nostra comunità. Questi impianti - spiega - possono essere realizzati in piena sicurezza". Secondo il governatore "Troppi no, troppi ni, troppe ambiguità, in passato hanno causato la situazione che adesso è sotto gli occhi di tutti. È in gioco il futuro della Campania ed è dovere dello Stato andare avanti per uscire dall'emergenza e per risolvere in modo strutturale il problema dei rifiuti". Lo strappo invece si consuma insospettabilmente a destra, in An, il protagonista è il capogruppo Luciano Schifone. "Chiunque, iscritto, rappresentante elettivo, membro di gruppo consiliare, amministratore locale, militante di An solidarizzi, o peggio, in qualunque modo prenda parte o esprima solidarietà e condivisione con i manifestanti sediziosi e violenti che in queste ore stanno devastando Chiaiano, verrà con effetto immediato sospeso dal partito, estromesso dai gruppi consiliari e ne sarà avviata la procedura di espulsione". L'affondo è di Luigi Bobbio, presidente provinciale di An. Contro Schifone si scaglia anche il senatore Vincenzo Nespoli: "Il suo è stato un atto di irresponsabilità".

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SI è AUTOSOSPESO DAL PD PER DELUSIONE. E PER RABBIA. HA AVVERTITO DI ESSERE STATO ABBANDONATO (sezione: Monnezze)

( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 25-05-2008)

Argomenti: Monnezza

Si è autosospeso dal Pd per delusione. E per rabbia. Ha avvertito di essere stato abbandonato dai vertici del suo partito: dall'ex premier Prodi, dal sindaco di Napoli Iervolino e dal governatore Bassolino, al quale non ha risparmiato bordate durante la trasmissione "Porta a Porta". Nel corteo c'è anche Salvatore Perrotta, primo cittadino di Marano: "Non siamo mai stati interpellati - dice amareggiato i- né Pd ha espresso solidarietà o sostegno alla nostra battaglia. Anzi, devo confessare di essermi sentito abbandonato".

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CORRADO CASTIGLIONE IL DOVEROSO DIALOGO INTERISTITUZIONALE AVVIATO FRA GOVERNO E GIUNTE LOCALI SU (sezione: Monnezze)

( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 25-05-2008)

Argomenti: Monnezza

CORRADO CASTIGLIONE Il doveroso dialogo interistituzionale avviato fra governo e giunte locali sui rifiuti non interromperà le azioni di contrasto intraprese fin qui dalle opposizioni di centrodestra in Regione e al Comune di Napoli. Perché se il Pdl da un lato si prefigge di portare a soluzione l'emergenza, dall'altro non intende lasciare aperta alcuna via di fuga né al governatore Antonio Bassolino né al sindaco Rosa Iervolino. È quanto sostengono i vertici di Forza Italia, anche dopo le espressioni di grande apprezzamento e ammirazione ("chapeau") che attraverso l'intervista al Corriere della Sera Bassolino ha rivolto all'indirizzo del premier Silvio Berlusconi dopo il Consiglio dei ministri tenuto in città. Alla presentazione degli incarichi assegnati ai parlamentari "azzurri" in avvio di legislatura, il coordinatore regionale Nicola Cosentino, neo-sottosegretario all'Economia, spiega: "Bassolino ha voglia di rifugiarsi sotto l'ombrello rassicurante di Berlusconi. Forse lo fa per riprendere fiato e perché è teso alla ricerca di una ripresa della sua immagine che in questo momento è giunta al minimo storico. Da parte nostra continuerà l'azione di contrasto in uno spirito di aperta opposizione sia in Regione contro il governatore sia in Comune contro il sindaco. Nulla ci potrà far cambiare idea". Certo - riprende Cosentino - "sul nodo specifico dell'emergenza rifiuti abbiamo il dovere di mantenere il giusto dialogo con le istituzioni locali, sia pure mal rappresentate. Lo facciamo perché portiamo rispetto ai cittadini e vogliamo davvero risolvere il problema. Ma quanto al resto non faremo sconti". A cominciare dalla mozione in Senato per lo scioglimento del Consiglio regionale, alla quale da qualche giorno si è aggiunta analoga iniziativa alla Camera per andare ad elezioni anticipate anche al Comune. Sebbene sui tempi della mozione il senatore Pdl di provenienza An Antonio Paravia mostra qualche perplessità: "Prossimamente sarà calendarizzata la discussione. Ma il termine dei 30 giorni (in scadenza il 6 giugno) non è perentorio ed è probabile che per motivi di opportunità l'esame della mozione possa slittare. In ogni caso il Senato ne discuterà". Duro come Cosentino anche il commissario cittadino di Forza Italia, il parlamentare Paolo Russo, presidente della Commissione Agricoltura alla Camera: "Vedo che ora governatore e sindaco scodinzolano. Eppure fino a qualche tempo fa sembravano così autorevoli: adesso rispettivamente si comportano da mezze figure, tentando disperatamente di acquisire un ruolo più defilato, quasi di permanenza nel silenzio. Da loro non ascoltiamo opposizioni: non hanno detto una parola di fronte al decreto che in sostanza sulla questione degli impianti sconfessa l'operato del Comune. Eppure prima si dichiaravano contrari a un impianto in città. Oggi sono di altro parere: è davvero una situazione imbarazzante". Segnali di guerra, dunque, dal Pdl per le giunte di Bassolino e Iervolino ai quali si aggiungono quelli che arrivano dagli alleati. Il leader di Italia dei Valori Antonio Di Pietro parla chiaro: "Per uscire dal tunnel in Campania bisogna iniziare da un ricambio dei vertici. Non è soltanto una valutazione di buon senso. È anche una valutazione politica, non si possono chiedere sacrifici ai cittadini se chi li rappresenta, qualunque siano i risultati del suo operato, è sempre e comunque un intoccabile". Per il resto la conferenza stampa di Forza Italia consente di presentare il profilo della compagine parlamentare campana, che sarà capitanata da due ministri (Elio Vito e Mara Carfagna), un sottosegretario (Cosentino) e due presidenti di Commissione (Paolo Russo all'Agricoltura e Pasquale Giuliano al Lavoro).

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