HOME PRIVILEGIA NE IRROGANTO di
|
DOSSIER “MONNEZZE” |
|
top ARTICOLI DAL 22 AL 24 Marzo 2008 #TOP
Inchiesta
sui rifiuti, dal caso Tamburrino agli eco-mafiosi in
proprio ( da "Unita, L'"
del 22-03-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract: ha contatti stabili con i
responsabili degli uffici ambiente e qualità della
stragrande maggioranza delle imprese italiane". Solitamente questi
intermediari sono al soldo dei clan, ma ultimamente sta nascendo perfino la
figura dello stakeholder free-lance. In pratica, un ecomafioso in proprio. Visto il business, anche la camorra
si è dotata di manager.
LETTERE
CONTRO LA CASTA <Sempre più lontani dalla vita della gente>
( da "Libero"
del 22-03-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract: Io lo manderei a Napoli a spazzare
la monnezza con Prodi, Bassolino, Pecoraro e la
Iervolino. Arnaldo I nostri economisti dovrebbero spiegarmi perché una casa che
costava nel 2002 trecento milioni ora costa 300mila
euro. Invece i miei risparmi, che all'epoca erano 50milioni, ora sono diventati
25mila euro.
Adesso
la monnezza fa spettacolo
( da "EUROPAQUOTIDIANO.it"
del 23-03-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract: oltre ai dati del Rapporto Ecomafia
di Legambiente, a ispirare questo suo Asso di monnezza:
un monologo che racconta il lato più oscuro dell'emergenza, vale a dire il
traffico illecito, con un linguaggio emblematicamente sospeso fra tragedia e
commedia. La
vita, del resto, da quelle parti procede così.
Brevi,
schede e richiami 1 ( da "Repubblica,
La" del 23-03-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract: Iervolino, Bassolino e Pecoraro
Scanio rappresentano ormai un handicap ed è tardi per banali dimissioni. Le
difese d'ufficio fatte da D'Alema e Follini sanno decisamente di
"vecchio". Cambiare per vincere e viceversa. Si può fare? Dipende da
come si sollecitano le coscienze di quelli che ci credono ancora (nella
coscienza)
( da "Unita, L'" del 22-03-2008)
Argomenti: Monnezza
Stai consultando
l'edizione del IL LIBRO Nel 1991 un camionista
misteriosamente intossicato nel Vesuviano. Perché? L'indagine di Alessandro Iacuelli parte da quell'enigma Inchiesta sui rifiuti, dal
caso Tamburrino agli eco-mafiosi in proprio di Andrea
Barolini In pochi ricordano la storia di Mario Tamburrino. Un autotrasportatore italo-argentino
la cui vicenda fu relegata nelle brevi di cronaca nera dei quotidiani italiani.
Era la notte del 4 febbraio del 1991 e lui guidava il suo camion, a pieno
carico, da Cuneo ad un piccolo paese nel Vesuviano. Nel quale non arrivò mai.
Mario Tamburrino terminò il suo viaggio all'ospedale
Cardarelli di Napoli, quasi in fin di vita. I medici gli diagnosticarono una
sindrome da avvelenamento agli occhi e ai polmoni. La sostanza però era
sconosciuta. La magistratura aprì un'inchiesta. Doveva essere una banale
indagine "d'ufficio". Portò a scoprire, invece, un'enorme filiera
clandestina che sommergeva la Campania di rifiuti. E la camorra di soldi. La
storia è raccontata da Alessandro Iacuelli nelle
prime pagine de Le vie infinite dei rifiuti, libro-inchiesta (per Rinascita
edizioni, con prefazione di Ermete Realacci) che
ripercorre i sentieri contorti dell'emergenza immondizia. I fatti: Tamburrino
trasportava un carico di rifiuti estremamente tossici, prodotti da un'industria
piemontese che, fattasi due conti in tasca, pensò bene di scavalcare le
procedure regolari (e costose) di smaltimento. Molto meglio sotterrare tutto
nei terreni di qualche piccolo possidente campano. Praticamente a costo zero.
Qualcosa però andò storto. Il camionista si perse. Ritrovatosi alle prime luci
dell'alba nella zona tra Quagliano, Villaricca e Giugliano - nell'estrema periferia Nord-Ovest del
napoletano - impaurito pensò di scaricare i rifiuti in via Bologna, una strada
di campagna. Nel rovesciare il carico dal suo mezzo ribaltabile, però, uno dei
571 fusti si ruppe, facendo schizzare una schiuma giallastra proprio sul volto
di Tamburrino. I sintomi in breve lo costrinsero a
correre dai medici, che gli salvarono la vita (ma non la vista). I magistrati
risalirono l'intero percorso dei rifiuti. E arrivarono ai vertici della camorra
napoletana (oltre ai consigli di amministrazione delle aziende coinvolte). In
un blitz al Rione Traiano fu arrestato Nunzio Perrella,
fratello del boss Mario, che all'inizio del '92 decise di collaborare con la
giustizia. Una delle sue prime confessioni di fronte al
giudice fu: "Dotto', ma quale droga. La monnezza!
La monnezza è oro!", una frase
ormai celebre. E lo era, oro, non solo perché permetteva (allora come
oggi) guadagni certi e imponenti: il traffico clandestino di rifiuti prevedeva
anche pene di gran lunga inferiori rispetto a quelle comminate, ad esempio, ai
narcotrafficanti. Nel suo libro, Iacuelli presenta
anche i dati relativi al "prezzo" della situazione dei rifiuti in
Campania in termini sanitari, con particolare attenzione alla questione della
diossina; racconta la storia e l'attualità del sistema (quello legale) dei
rifiuti nella regione e la questione del termovalorizzatore di Acerra. Non senza rimarcare le responsabilità politiche
della classe dirigente che ha amministrato la questione in tutti questi anni.
Né manca un'analisi del sistema organizzativo criminale che gestisce il
traffico dei rifiuti in Italia. Centrale, secondo Iacuelli,
è la figura dell'intermediario: lo stakeholder
dell'immondizia italiana. Un vero e proprio operatore del settore, che
"ascolta e recepisce le esigenze dell'utenza, cioè dell'industria,
settentrionale e non, che deve smaltire rifiuti: ha
contatti stabili con i responsabili degli uffici ambiente
e qualità della stragrande maggioranza delle imprese italiane".
Solitamente questi intermediari sono al soldo dei clan, ma ultimamente sta
nascendo perfino la figura dello stakeholder
free-lance. In pratica, un ecomafioso in proprio.
Visto il business, anche la camorra si è dotata di manager.
( da "Libero" del 22-03-2008)
Argomenti: Monnezza
Anzitutto 22-03-2008
LETTERE CONTRO LA CASTA "Sempre più lontani dalla vita della gente"
Stipendiati, pensionati, anziani. Non sento mai parlare dei disabili, che sono
costretti a vivere con 240 euro al mese. Gli invalidi esistono, parlatene. Paola
Negli spot pubblicitari Casini dice: "Prima della politica viene
l'Italia". Ma quando mai? Bisogna ribellarsi alla classe politica che ci
sfrutta e ci mente spudoratamente. Francesca Quindici mila euro al mese e tutti
quei privilegi. Vergogna! Io lavoro 10 ore al giorno e ne guadagno 1000.
Fernando Tutti voi Papponi di Stato dovreste
vergognarvi. La gente muore di fame, e voi? Veltroni torna a casa e vai a
lavorare veramente. Ermanno Secondo me per moralizzare e bonificare il Palazzo
non si dovrebbero candidare quelli che guadagnano più di 100mila euro l'anno.
Beniamino Bravo Roberto. Io, ex ferroviere, per viaggiare in treno devo pagare
15 euro più le spese. Tanti giornalisti come Feltri e Poletti
salverebbero gli italiani. Andrea È una vergogna, non ci sono parole, che facce
toste. Grazie Roberto e Libero. Gianni Complimenti a tutti quei tromboni che
propagandano una nuova era economica del Paese. Cosa fare? Mandarli tutti a
casa. Sondrio Veltroni dovrebbe vergognarsi di proporsi come "nuovo".
Io lo manderei a Napoli a spazzare la monnezza
con Prodi, Bassolino, Pecoraro e la Iervolino. Arnaldo I nostri economisti dovrebbero
spiegarmi perché una casa che costava nel 2002 trecento
milioni ora costa 300mila euro. Invece i miei risparmi, che all'epoca
erano 50milioni, ora sono diventati 25mila euro. Guido Ho letto la
seconda puntata dei Papponi, non so esprimere il mio
stato. Mentre leggevo, di tanto in tanto mi pizzicavo la mascella per vedere se
era solo un brutto incubo, purtroppo il dolore mi confermava che ero sveglio, a
questo punto mi chiedo se è ancora legittimo pagare le tasse... non lo so, non
ne sono più sicuro. Spero di riuscire a leggere anche le altre puntate senza
che mi venga una sincope dovuta agli attacchi di rabbia. Michele Sacco Grazie a
Poletti e a Libero, tutti potranno rendersi edotti di
quel che si trama alle nostre spalle nei Palazzi. È ora che ci si svegli e si
provveda di conseguenza, o Popolo! Si potrebbe cominciare con quanto da tempo
vado suggerendo: i cosiddetti parlamentari sono eletti dal Popolo, che ne è il
datore di lavoro. Ebbene istituiamo una Rappresentanza del Popolo che, nelle
vesti della controparte, possa contrattare i loro stipendi. Ha ragione la Santanchè a volergli dare 1200 euro mensili. Muoviamoci!!! Sebastiano Sono un'insegnante di scuola media della
provincia di Padova e sono rimasta colpita dal fatto che mentre c'è uno spreco
incredibile di cancelleria da parte dei nostri deputati, nella mia scuola in
questo momento dell'anno scolastico non possiamo più fare fotocopie per uso
didattico perché non ci sono più soldi; quindi siamo costretti a fare le
fotocopie a nostre spese, per non parlare di molta cancelleria che noi
forniamo, sempre di tasca nostra, ad alunni stranieri e/o bisognosi; i nostri
deputati hanno mai pensato di dirottare i pacchi di cancelleria che restano
inutilizzati alle scuole? Paola Brusamolin
Riferisco le parole di un anziano signore qualche giorno fa davanti alla cassa
di un supermercato: "L'unico modo per liberarci di questi signori è
scaraventarli a calci nel fondoschiena fuori dai palazzi. È
semplicemente una questione fisica. Altro che politica".
Vergogna. Ho 46 anni. Ho perso il lavoro. Mi dicono che sono vecchia per essere
assunta di nuovo. Come mai il "rudere" De Mita si è indignato per
essere stato considerato vecchio ed è da quando io ero bambina che sta sempre
in mezzo ai piedi? E tutte le altre cariatidi che ci ammorbano con la loro
secolare presenza? I Papponi di stato bevono alla
fonte dell'eterna giovinezza? Stein61 Non si ferma l'ondata di indignazione
prodotta dall'inchiesta di Libero. Pubblichiamo qui di seguito una parte dei
fax che mercoledì sono arrivati alla trasmissione "Cane sciolto", su
Antenna 3, condotta da Roberto Poletti, e le mail dei
nostri lettori arrivate sul blog di Libero on-line TAVOLE E PALAZZO Un
ventaglio con alcune delle copertine di Libero degli ultimi giorni. L'inchiesta
"Papponi di Stato" è iniziata martedì 17
marzo. Salvo per uso personale è vietato qualunque tipo di riproduzione delle
notizie senza autorizzazione.
( da "EUROPAQUOTIDIANO.it"
del 23-03-2008)
Argomenti: Monnezza
GREEN Adesso la monnezza fa spettacolo MARCO FRATODDI La "monnezza" fa spettacolo. Dopo Biutiful
cauntri (lo splendido documentario di Esmeralda
Calabria nelle sale ancora per questo week end) e in attesa della versione
cinematografica di Gomorra (annunciata per il 18
aprile) la crisi rifiuti sbarca sul palcoscenico. Stavolta è Ulderico Pesce a
farsene testimone: attore potentino, fra i più impegnati nel teatro civile, che
sceglie spesso la questione ambientale (basti pensare al suo bellissimo Storie
di scorie di tre anni fa, che prende spunto dalle proteste di Scanzano Jonico) come tema di
riferimento. Sono le vicende di Pianura e dintorni, oltre
ai dati del Rapporto Ecomafia di Legambiente, a ispirare questo suo Asso di monnezza: un monologo che racconta il lato più oscuro
dell'emergenza, vale a dire il traffico illecito, con un linguaggio
emblematicamente sospeso fra tragedia e commedia. La vita, del resto, da quelle
parti procede così. E Pesce ne restituisce tutte le sfumature attraverso
una storia immaginata a partire da un lavoro sul campo realizzato lo scorso
anno, fra interviste e sopralluoghi, quando l'immondizia campana non era ancora
diventato un fenomeno mediatico. Al centro della pièce,
che ha debuttato alla Fabbrica del Vapore di Milano, c'è una famiglia di Giugliano che rappresenta la metafora perfetta della
società campana: da una parte Marietta, una donna
perseguitata dai rifiuti, nata e cresciuta davanti allo sversatoio
di Pianura ma fermamente intenzionata a diffondere il verbo della legalità e
della raccolta differenziata. Dall'altra Nicola, suo
marito, che invece organizza con il figlio Christian il trasporto clandestino
di scarti tossici lungo l'autostrada del Sole, dalle regioni industriali del
nord alle campagne pugliesi e napoletane. "La lingua nazionale s'innesta
sul vernacolo lucano ? scrive Elisabetta Dente sul Sole 24 Ore ? le vicende si
sovrappongono, diventano transregionali rivelando che
i "cattivi" non sono sempre e solo i soliti ma sono anche giù al
Nord". Facile intuire i termini di un conflitto che lacera un territorio
martoriato dall'impreparazione dei politici e dalla spregiudicatezza delle
organizzazioni criminali. E sta nella società civile, nella sua purezza a tratti
forse oleografica, la risposta che Ulderico Pesce individua al termine di una
narrazione spietata ma dai ritmi altissimi. Lo spettacolo è associato ad una petizione on line
(www.uldericopesce.com) per inserire i crimini ambientali nel codice
penale. All'uscita dal teatro firmare viene spontaneo.
( da "Repubblica, La"
del 23-03-2008)
Argomenti: Monnezza
Parco della
Marinella incredibile scandalo Isabella Guarini
Napoli Leggo con stupore e dispiacere su "Repubblica" la vicenda
della mancata realizzazione del Parco della Marinella. Ricordo di essere stata
relatrice per il parere della Commissione edilizia, circa dieci anni fa. Il
Parco, progettato da un noto architetto napoletano e voluto dalla
circoscrizione competente, a parere mio, rappresenta una inderogabile
necessità per dare spazio non solo alle dotazioni urbanistiche, ma anche per
separare la zona dalle attività portuali che degradano i quartieri limitrofi,
privandoli anche dello sbocco a mare. È incredibile che un'area così importante
urbanisticamente sia stata abbandonata alla
sporcizia. Tant'è, c'è di peggio. Viaggio avventuroso sulla
Circumvesuviana Luigi Maria Sicca Napoli Aprendo il
sito della circumvesuviana http://www.vesuviana.it/, al link "la
storia", si legge: "? la
Circumvesuviana ha continuato ad elaborare ed attuare opere di potenziamento e
di ammodernamento atte a mantenere alta la qualità dei servizi offerti e ad
attuare le iniziative e programmi che confermano la sua vitalità e vivacità di
pensiero tesa ad una tecnologia d'avanguardia". Al link
"l'azienda", si narra la "mission":
essa è declinata in termini di soddisfazione del cliente, centralità della
comunicazione e miglioramento continuo. Il testo, oltre ad essere
"letto", va "interpretato": dal cittadino, da un turista,
da chi si occupa di aziende. E proprio l'"aziendalese" può aiutarci,
in un viaggio non occasionale, da Napoli Stazione Garibaldi a Torre del Greco,
e ritorno. Prima tappa: fare il biglietto. Allo sportello,
tanto di "personale di front office":
"Uno per Torre, per piacere. Prego signore. Grazie. Arrivederci". Tutto sembra filare liscio, ma s'insinua
il rischio, la certezza di una trappola organizzativa. Sarà impossibile,
spesso, acquistare un biglietto di ritorno. Seconda tappa. Caccia al binario. Le stazioni sono, secondo alcuni, metaforici luoghi di democrazia:
a Londra, Roma, Parigi, Budapest, Milano, Mosca eccetera, con sfumature "glocali", le regole sono condivise: tabelloni con
destinazioni, fermate intermedie, tempi, eccetera. Nelle aziende si
parla, a seconda dei casi, di "lay out", di
"flussi informativi", di "mansionario", di "piani di
comunicazione", di marketing e persino di "customer
satisfaction". Anche da noi se parla, appunto.
Terza tappa. Capire dove scendere. Ad ogni stazione i cartelli sono dipinti da
spray di tanti allegri colori. Risulta difficile, impossibile, orientarsi
guardando fuori: i finestrini, spesso, sono decorati in stile murales. Lungo il
tragitto, uno studente di cose d'azienda al primo anno può sfogliare il suo
manuale. Leggerà di "compiti di manutenzione", di "qualità
totale". E poi della famigerata Information Technology.
Lo sanno tutti: è la grande occasione per avvicinare Nord e Sud. Basta guardare
il monitor in testa alla vettura: scorre, regolare, l'indicazione: "prossima fermata, Piazza Garibaldi". L'arte di
arrangiarsi, nostro made in Italy, consente di
indovinare la fermata. Quarta tappa. Acquisire il biglietto di ritorno: molte
stazioni non hanno la "location", direbbe
qualcuno. Insomma non si vendono i biglietti. Occorreva comprarli al momento
della partenza. Troppo tardi, ormai (vedi tappa 1). Quinta tappa: obliterare.
Alla stazione di Villa delle Ginestre (Torre), per esempio, la macchinetta non
funziona. Da mesi. Ecco, allora, il gioco: caccia al capotreno. È scritto
esplicitamente, in caratteri infinitesimali, sul retro del biglietto: "Per
mancanza o avaria delle apposite apparecchiature, sui treni rivolgersi al
capotreno...". Complice questa "policy della
trasparenza", è assolutamente vietata la miopia, anche a gradazione
leggera, tipica negli anziani. Turisti e cittadini dovranno imparare a correre.
Correre tra due fermate, rientrare, di nuovo uscire, fino a raggiungere la
prima vettura. Insomma, cercare il controllore per farsi controllare. È vero,
il cliente "crea valore". Se piove,
pazienza: si corre più veloce. Strano che sul mitico sito il link
"categorie protette" prevede ben 6 gruppi di invalidi civili (da
lettera A a lettera F), formalmente ammessi alla
mobilità regionale, con speciali tariffe. Il prezzo fa la differenza. E
qualcuno invocherebbe principi di "segmentazione del mercato".
Viaggiare, si sa, richiede talento. Senso di scoperta, voglia di avventura. E
tanta fantasia, come recita l'incipit del portale
aziendale: "In questo sito puoi scoprire i magnifici luoghi attraversati
dalla storica ferrovia della Circumvesuviana, sfogliare il nostro catalogo per
scegliere uno dei tanti suggestivi itinerari e acquistare online le proposte
turistiche per visitarli. Buon divertimento".
Partito democratico serve il rinnovamento Giacomo Della Guardia Napoli Alle
17.30 del 18 marzo ero all'incontro a Santa Maria la Nova con Berardo Impegno
ed altri, in attesa di qualcosa di "interessante", come la bella e
sostanziosa intervista di Angelo Carotenuto a Impegno aveva fatto supporre e
sperare. Invece, applausi di cortesia ed aria fritta, appena condita con i
soliti ingredienti. Sono un "indeciso" e se ne rappresentassi due
vorrei dire: "Caro Pd, non ci siamo (in tutti i sensi)". Proprio
perché disastrata, la situazione campana offre una buona occasione ai
riformisti di dare il meglio. Sempre che lo vogliano e che ci credano. Si può
fare ? Vorremmo che il futuro potere politico desse
dimostrazione di affidabilità, non solo e non tanto sulle persone, ma sul
metodo. È proprio quello che è marcio. La frase di D'Alema: "Napoli,
riscattati", gli andrebbe specularmente ritorta, senza astio ma con
severità. Iervolino, Bassolino e
Pecoraro Scanio rappresentano ormai un handicap ed è tardi per banali
dimissioni. Le difese d'ufficio fatte da D'Alema e Follini sanno decisamente di
"vecchio". Cambiare per vincere e viceversa. Si può fare? Dipende da
come si sollecitano le coscienze di quelli che ci credono ancora (nella
coscienza). Se il sistema "normale" permane, le ragioni di
quelli che votano a destra e a manca per i Berlusconi e simili, sono
fondatissime; il Pd deve far capire bene che è davvero innovativo e
"diverso", altrimenti sarà difficile competere contro quelli che sono scafati specialisti del sistema attuale. In
particolare sarebbe penoso che il Pd perdesse per colpa della Campania (così
evidentemente "sinistrata"), mentre potrebbe vincere proprio
"utilizzando" questa regione, rendendole dignità e futuro. Pessimi
lavori stradali in via Tasso albapaola@inwind.it Napoli Ho letto di recente su
"Repubblica" che l'assessore comunale Giorgio Nugnes
afferma di avere concluso i lavori sul tratto di Via Tasso. Vorrei che
cortesemente qualche giornalista venisse a vedere come sono stati eseguiti i
lavori. Se volete vi posso inviare delle foto. Una cittadina indignata (a dir
poco).