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IN
EVIDENZA
Dovrebbe
essere ormai chiaro a tutti (ma forse così non è) che in Campania, nella
drammatica vicenda dei rifiuti, nelle prossime settimane e nei prossimi mesi
non sarà in gioco solo la credibilità del neonato governo Berlusconi.
L'immagine internazionale del Paese è stata orribilmente sfigurata a causa di
quella vicenda. Senza un immediato e radicale cambio di rotta, senza un vero
avvio di soluzione del problema, rischiamo di non potere mai più ridare (parole
di sapore antico ma, credo, calzanti) l'onore perduto all'Italia. Di fronte al
mondo come di fronte a noi stessi.
Occorre
una grande concordia di intenti, una ferrea volontà di coordinamento degli
sforzi fra tutte le istituzioni che contano, da quelle politiche (a tutti i
livelli), a quelle ammini-strative, a quelle giudiziarie. Possibilmente, con
l'impegno e il sostegno dell'intera società, della Chiesa, dei mezzi di
comunicazione, eccetera. Anche perché si è ormai capito che la possibilità o
meno di affrontare con successo la questione dei rifiuti dipenderà in larga
misura dagli esiti del braccio di ferro fra lo Stato democratico e la camorra
(che non intende rinunciare all'ultra-redditizio business dei rifiuti) per il
controllo del territorio campano: una sfida che lo Stato democratico potrebbe
benissimo perdere.
C'è
dunque, finalmente, quella concordia di intenti? Solo in parte, a quanto
sembra. Se il presidente della Regione campana Antonio Bassolino si dichiara
pronto a cooperare lealmente con il governo, altri sembrano, incredibilmente,
ignari della gravità della situazione. È impressionante, ad esempio, il
resoconto ( La Stampa, 19 maggio) dello stillicidio di intralci posti, negli
ultimi mesi, da alcune procure campane all'attività del commissario Gianni De
Gennaro, al suo disperato tentativo di tamponare l'emergenza. Ed è ugualmente
impressionante il contenuto dell'intervista rilasciata ieri al Corriere non da
un passante ma dal sindaco di Napoli, Rosa Russo Iervolino. Invece di
appellarsi ai suoi cittadini perché collaborino con le pubbliche autorità,
invece di lasciare da parte le polemiche e invitare tutte le istituzioni
all'azione concorde, la Iervolino (rendendo così poco credibile la sua stessa
dichiarazione di voler cooperare col governo) non rinuncia a sottolineare il
suo ruolo di «antagonista » di Berlusconi e della maggioranza. Con varie
battute sarcastiche, come quella sulla proposta di tenere segreti i siti delle
discariche: «Che facciamo? Vestiamo gli operai da Cappuccetto Rosso e
camuffiamo le scavatrici da carri di Babbo Natale?». Si vede che al sindaco di
Napoli mette allegria stare seduta sulla tolda del Titanic.
La storia insegna che nelle grandi tragedie un ruolo importante, in negativo,
lo svolge sovente l'inadeguatezza politica di chi occupa rilevanti posizioni
pubbliche.
A
Napoli e dintorni è in corso da mesi una sorta di guerriglia «a bassa intensità
», scontri fra dimostranti e polizia, roghi di cassonetti, eccetera. Forse la
camorra, come anche nella vicenda dell'assalto al campo Rom, sta mandando un
messaggio al governo e, in realtà, all'intera società italiana, un messaggio
del tipo «questo è territorio nostro, non provatevi a mettervi di mezzo». Sarà
difficile per chicchessia mettersi di mezzo se le istituzioni non remeranno
tutte con lo stesso ritmo e nella stessa direzione.
20
maggio 2008
Nella
notte dati alle fiamme una quarantina di cassonetti in varie zone della città.
Il centro è stato ripulito invece in vista del primo consiglio dei ministri.
NAPOLI -
Silvio Berlusconi prepara la missione a Napoli e Napoli si prepara, nel bene e
nel male, ad "accogliere" il premier. Alla vigilia del primo
Consiglio dei ministri che il Cavaliere ha deciso di convocare nel capoluogo
campano per dare visibilità alla volontà del governo di risolvere quanto prima
l'emergenza rifiuti, il centro storico è stato ripulito, ma in generale la
situazione in città rimane estremamente tesa con nuovi incendi di cumuli di
immondizia e ben nove manifestazioni convocate in città per domani.
Nella notte i vigili del fuoco sono dovuti intervenire per domare le fiamme
appiccate a una quarantina di cassonetti. Lavoro pesante che solo la pioggia
caduta abbondante non ha reso ancora peggiore. Le proteste continuano anche in
altri comuni della regione. A Eboli, ad esempio, in contrada Coda di Volpe,
nella piana del Sele, anche questa mattina i cittadini, insieme al sindaco
Martino Melchionda e al parroco della chiesa di San Vito don Daniele Peron, si
sono recati davanti alla discarica dissequestrata sabato scorso dalla
magistratura e che secondo quanto stabilito dal commissario Gianni De Gennaro
dovrebbe accogliere 25 mila tonnellate di balle prodotte dagli impianti
regionali di combustibile da rifiuti. I manifestanti sono stati fermati a circa
un chilometro dall'ingresso, che è presidiato dalle forze dell'ordine.
A Napoli, accanto al permanere di molte situazioni critiche, prosegue il
tentativo di togliere i rifiuti dalla strada attraverso la raccolta
straordinaria. I mezzi dell'Asia, l'azienda che gestisce il servizio in città,
hanno lavorato anche in mattinata per ripulire le vie. Per terra rimangono
ancora 2900 tonnellate di immondizia, meno delle 3500 presenti ieri e ancor
meno delle 4200 di domenica e delle cinquemila che c'erano soltanto sabato
scorso.
Continuando così, e se non ci saranno intoppi nella delicata catena dello
smaltimento, al ritmo di 6/700 tonnellate raccolte al giorno oltre al
quantitativo ordinario, si punta a smaltire il pregresso entro la fine della
settimana. Il servizio sta procedendo in maniera uniforme, privilegiando le
zone di maggiore sofferenza, ma forse non è un caso che il centro cittadino che
si appresta a ospitare domani il primo Consiglio dei ministri del governo
Berlusconi si presenti pulito come non lo era da giorni. Anche l'aria che si
respira è migliore, priva dei miasmi e della puzza di bruciato conseguenza dei
roghi appiccati alle montagne di cumuli nei giorni scorsi.
Intanto il procuratore nazionale antimafia Piero Grasso è tornato a
sottolineare il ruolo della criminalità organizzata nell'emergenza rifiuti,
avvertendo però che di quanto accaduto in questi ultimi mesi non tutto può
essere attribuito agli interessi della camorra. Per Grasso i clan hanno
certamente influenzato la situazione, ma "se siamo arrivati a questo è per
la mancanza di scelte della politica. Si potevano fare tante cose, dalla
raccolta differenziata ai termovalorizzatori, ma non facendo nulla per non
scontentare nessuno siamo arrivati a questo punto".
(20 maggio 2008)
Galan: no all'immondizia in arrivo dalla campania
( da "Repubblica,
La" del 20-05-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract: Che i rifiuti vadano a casa della Iervolino e di Bassolino - ha incalzato Galan - fino a quando non decideranno di essere loro a fare un gesto serio che gli restituirebbe forse una piccolissima parte di dignità". Galan si è detto certo per la risoluzione del problema rifiuti in Campania il governo presenterà un progetto serio.
"il
governo mandi via bassolino" - roberto fuccillo
( da "Repubblica,
La" del 20-05-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract: Insomma via Bassolino, ci deve pensare il governo. Tesi che trova qualche adepto. Ecco così Francesco Pionati dell'Udc: "é sacrosanto che Bassolino, responsabile numero uno dell'emergenza, se ne vada a casa". Stessa richiesta, "via Iervolino e Bassolino", viene da Alessandra Mussolini, che aggiunge: "Sentire Bassolino invocare oggi una comunione di forze,
Alloggerà
in una suite da 4.000 euro Ma non potrà fare a meno della collaborazione di
Bassolino e del sindaco Iervolino
( da "Unita,
L'" del 20-05-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract: Stai consultando l'edizione del Alloggerà in una suite da 4.000 euro Ma non potrà fare a meno della collaborazione di Bassolino e del sindaco Iervolino.
Napoli,
arriva Berlusconi e partono i rifiuti L'Europa: agire subito. Domani il Cdm, ma
il premier annaspa e pensa a una task force Bertolaso-Contini
( da "Unita,
L'" del 20-05-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract: Iervolino e Bassolino. I quali avvertono che ci vorranno almeno due anni per vedere la luce, quindi il governo deve puntare alla collaborazione fra istituzioni (e i magistrati) per non trovarsi di fronte alle barricate sui siti scelti per le discariche, come quelle che la popolazione annuncia a Chiaiano.
LA
BATTAGLIA DECISIVA ( da "Corriere della Sera"
del 20-05-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract: Rosa Russo Iervolino. Invece di appellarsi ai suoi cittadini perché collaborino con le pubbliche autorità, invece di lasciare da parte le polemiche e invitare tutte le istituzioni all'azione concorde, la Iervolino (rendendo così poco credibile la sua stessa dichiarazione di voler cooperare col governo) non rinuncia a sottolineare il suo ruolo di "
Rifiuti,
la "bacchetta" di Berlusconi: esercito e ancora discariche
( da "Liberazione"
del 20-05-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract: Rosa Russo Iervolino. Concorda il vicepresidente vicario del Popolo delle libertà alla Camera, Italo Bocchino. Per Francesco Pionati (Udc), "la camorra non può diventare l'alibi del malgoverno regionale". Il ministro della Difesa Ignazio La Russa non esclude che possa venir usato anche l'esercito per riportare Napoli e Campania alla normalità,
Campania,
Chernobyl chimica: campi riempiti per anni di rifiuti tossici
( da "Liberazione"
del 20-05-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract: rifiuti sono solo il sintomo di una malattia che dura da 15 anni Campania, Chernobyl chimica: campi riempiti per anni di rifiuti tossici Sabina Morandi La ricetta di Berlusconi per risolvere la crisi dei rifiuti è presto detta: una decina di nuove discariche imposte manu militari e inceneritori a go go per bruciare legalmente quello che i cittadini di Napoli bruciano illegalmente.
La
gente che esce dalle case, prova a far finta di nulla,
( da "Tempo,
Il" del 20-05-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract:
il primo cumulo
e un cartello ironico scritto da una mano anonima con un pennarello:
"Alimentari Iervolino, super offerta:
Roma,
Nordest ( da "Manifesto, Il"
del 20-05-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract: "Ma un piano serio deve prevedere prima di tutto le dimissioni di Bassolino e Iervolino, che sono i primi responsabili di questa tragedia nazionale", ha aggiunto poi. Morale della favola: sì ai rifiuti meridionali, ma solo quelli di destra.
Piano
vecchio e nuove proteste, e De Gennaro perse la battaglia
( da "Manifesto,
Il" del 20-05-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract: una delle oasi felici per gli sversamenti illegali delle ecomafie. Nei suoi 100 giorni con deroga il commissario è riuscito solo ad aprire Ferrandelle, che però non si è potuta trasformare in quella pattumiera da un milione di tonnellate tanto agognata, si ferma forse a 400. Dovrebbe essere sostituita da Chiaiano, 700 mila tonnellate, ma le barricate già pronte aspettano solo gli "
Palermo
Le tappe più significative della storia di Cosa Nostra - dal latifondismo ai
traffici internazionali -, una vera e propria morfologia della mafia dei nostri
giorni ( da "Liberazione"
del 20-05-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract: Roma La violenza sotterranea ed invisibile delle ecomafie raccontata come in un reportage di guerra: Biutiful Cauntri di Esmeralda Calabria, Andrea D'Ambrosio e Peppe Ruggiero alle 16.30 Biblioteca Elsa Morante in via A. Cozza 7. E dibattito con Peppe Ruggiero, Valentina Romoli dell'Osservatorio regionale Ambiente e legalità e Ferdinando Secchi di Libera.
Fantini:
<Basta titubanze, ora servono fermezza e decisione>
( da "Campanile,
Il" del 20-05-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract: Bene Bassolino sul dialogo istituzionale con Berlusconi. La Iervolino? Distante dai problemi di Napoli" Onorevole Antonio Fantini, segretario campano dei Popolari-Udeur, cosa ne pensa del Piano "anti-rifiuti" che il governo è in procinto di varare?
Rifiuti,
l'Ue soffia sul fuoco ( da "Campanile, Il"
del 20-05-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract: perché "neanche a Berlusconi interessa una destabilizzazione della situazione a Napoli". D'accordo il sindaco del capoluogo partenopeo, Rosa Russo Iervolino: "Continuiamo a dialogare con il governo. Con Berlusconi e Gianni Letta. La loro collaborazione è un ancora di speranza. Il Comune farà l'impossibile". (20-05-2008).
Ora
pulisce la camorra ( da "Tempo, Il"
del 20-05-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract:
il primo
cumulo e un cartello ironico scritto da una mano anonima con un pennarello:
"Alimentari Iervolino, super offerta:
E
il governo arriverà in torpedone ( da "Repubblica, La"
del 20-05-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract: Anche se la legge prevede la possibilità che il presidente di una Regione, se invitato, possa partecipare al Consiglio dei ministri nel caso si discutano questioni attinenti al suo territorio. è invece confermato l'incontro tra il ministro dell'Interno Maroni e il sindaco Rosa Russo Iervolino a palazzo San Giacomo, sede del Comune. (f. b.).
L'attesa
( da "Mattino,
Il (Nazionale)" del 20-05-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract: lo evocano le minacciose scritte sui palazzi contro Bassolino e la Iervolino. Le parole invece sono più controllate. Ma c'è di tutto: No global e ultrà del Napoli, muratori in pensione e casalinghe, ragazze indaffarate a preparare caffè e giovanotti con piercing, consiglieri di Alleanza Nazionale e del Partito Democratico, uniti in una tenaglia bipartisan,
Napoli,
un'altra notte di roghi Monito Ue: "Bisogna agire subito"
( da "Quotidiano.net"
del 20-05-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract: Rosa Russo Iervolino, nell'intervista pubblicata oggi da Repubblica. E a scorgere l'ombra della camorra dietro i disordini di Napoli, è anche il vicepresidente vicario del Pdl alla Camera, Italo Bocchino: "alzando lo scontro sociale - spiega l'esponente del Pdl - la camorra spera di ottenere un intervento con finanziamenti a pioggia per l'
ORA
VEDIAMO COSA S'INVENTA BERLUSCONI
( da "Stampa,
La" del 20-05-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract: Bassolino a De Gennaro, da Bertolaso a Iervolino. E questo dice di quanto sia coraggiosa e insidiosa la sfida lanciata da Berlusconi: la cui faccia, da domani, sarà inevitabilmente associata ai cumuli di rifiuti. Pare l'abbiano sconsigliato fino all'ultimo - consiglieri romani e referenti napoletani - di tener fede all'impegno di riunire qui il Consiglio dei ministri che darà il
( da "Repubblica, La" del 20-05-2008)
Argomenti: Monnezza
Pagina IV - Napoli Il
caso Galan: no all'immondizia in arrivo dalla Campania Il presidente del
Veneto, Giancarlo Galan, dice "no" alla richiesta di accogliere 40
mila tonnellate di rifiuti dalla Campania, rivoltagli dal commissario
straordinario Gianni De Gennaro. "Sabato non ero presente - ha detto Galan
- , ma gli risponderò tra poco che non me lo sogno neppure fino a quando non
vedrò un piano serio". Se questo piano dovesse uscire dalla riunione di
governo, ha proseguito il presidente, "lo valuterò e darò una risposta. Ma
per ora non se ne parla neppure". "Che i rifiuti
vadano a casa della Iervolino e di Bassolino - ha
incalzato Galan - fino a quando non decideranno di essere loro a fare un gesto
serio che gli restituirebbe forse una piccolissima parte di dignità".
Galan si è detto certo per la risoluzione del problema rifiuti in Campania il
governo presenterà un progetto serio. Un piano tuttavia che, secondo il
governatore veneto, dovrebbe partire "dalle dimissioni di Bassolino e della Iervolino".
( da "Repubblica, La" del 20-05-2008)
Argomenti: Monnezza
Pagina IV - Napoli
"Il governo mandi via Bassolino" Di Pietro
torna alla carica. Rotondi: non è tempo di regolamento di conti E il
coordinatore regionale dell'Idv Formisano: "Non riapriamo questa
vicenda" ROBERTO FUCCILLO "BASSOLINO faccia un passo indietro".
Alla vigilia della discesa a Napoli di Berlusconi, e mentre il presidente della
Regione invoca un patto di collaborazione col premier, ecco che su Palazzo
Santa Lucia torna a sparare Antonio Di Pietro. Il leader di "Italia dei
valori" non ha mai smesso in campagna elettorale di perorare la necessità
che Bassolino si dimettesse. Oggi lo ripete:
"Sono convinto che quando la nave perde la rotta è inutile prendersela con
il fato. La responsabilità è di chi guida la nave. Bassolino
deve fare un passo indietro". Detto questo, "le direttive le deve
dare il governo e ora la patata bollente è in mano a Berlusconi. Noi siamo per
non mettere il bastone tra le ruote all'azione dell'esecutivo. Vogliamo vedere
la sua proposta, per il bene di Napoli che sta affogando". Insomma via Bassolino, ci deve pensare il
governo. Tesi che trova qualche adepto. Ecco così Francesco Pionati dell'Udc:
"é sacrosanto che Bassolino, responsabile numero uno dell'emergenza, se ne vada a
casa". Stessa richiesta, "via Iervolino e Bassolino",
viene da Alessandra Mussolini, che aggiunge: "Sentire Bassolino invocare oggi una comunione di forze, quando per 15 anni
è stato tra chi ha imposto l'egemonia politica della sinistra su ogni scelta in
città e in regione, suona come un insulto". Però il governo frena. Dice
Gianfranco Rotondi: "Non è tempo di regolamenti di conti ma di risolvere
l'emergenza dei rifiuti nella corretta collaborazione istituzionale". Idem
Fabrizio Cicchitto, capogruppo alla Camera del Pdl: "Un passo indietro di
Iervolino e Bassolino? Siamo in una situazione in cui
serve una corresponsabilità di tutti, una effettiva collaborazione con il
governo degli enti locali che hanno responsabilità enormi". Il Pd, con
Paolo Gentiloni, ne conviene: "Mi sembra doveroso ricercare la
collaborazione sull'emergenza rifiuti". Resta l'attacco di Di Pietro.
Peraltro sconosciuto ai suoi. Al Centro direzionale i consiglieri regionali del
partito, peraltro ancora in maggioranza, non ne sapevano nulla. E Nello
Formisano, coordinatore regionale, valuta che "non abbiamo motivi
particolari per riaprire una vicenda che non mi pare attuale. Penso che Di
Pietro volesse soprattutto sostenere la seconda parte del suo discorso, ovvero
la necessità che della cosa ora si occupi Berlusconi". Invita alla calma
Formisano. E intanto disdice la direzione regionale prevista per ieri sera.
Riunione che doveva sciogliere il dilemma di una linea contro la discarica di
Chiaiano, propugnata dai consiglieri comunali di Napoli, ma non dalla direzione
del partito. Intanto la questione del dialogo Berlusconi-Bassolino
è talmente in piedi che il deputato Pdl Marcello Taglialatela quasi sfida il
governatore ad allargarlo: "Gli ho scritto per proporgli di collaborare
col governo anche sul miglior utilizzo dei fondi europei".
( da "Unita, L'" del 20-05-2008)
Argomenti: Monnezza
Stai
consultando l'edizione del Alloggerà in una suite da 4.000 euro Ma non potrà
fare a meno della collaborazione di Bassolino e del sindaco
Iervolino.
( da "Unita, L'" del 20-05-2008)
Argomenti: Monnezza
Stai consultando
l'edizione del Napoli, arriva Berlusconi e partono i rifiuti L'Europa: agire subito.
Domani il Cdm, ma il premier annaspa e pensa a una task force Bertolaso-Contini
di Natalia Lombardo / Roma CAMERA CON VISTA su una città ferita. Il Consiglio
dei ministri "simbolico" voluto da Berlusconi si terrà domani a
Napoli. Sul tavolo due "pacchetti" certi: sicurezza e abolizione
dell'Ici; sui rifiuti l'occhio severo della Ue, per Silvio IV il dialogo con le
istituzioni locali tanto vituperate, Comune e Regione, a questo punto è una
necessità se non un'emergenza. Il terzo consiglio dei ministri, sbandierato da
Berlusconi in campagna elettorale, ha messo in subbuglio la città. Si riunirà
alle 11,30 nella sede della Prefettura in una piazza del Plebiscito blindata.
Entro domani, come ha assicurato il sindaco Rosa Russo Iervolino, i cumuli di
spazzatura incendiati in centro saranno tolti - in parte spediti in Germania -
, ma il clima è teso: e Berlusconi "San Gennaro" avrà nove cortei
sotto il naso... Il premier, rimasto come tutti i lunedì ad Arcore, è
consapevole delle difficoltà: "So che su di me ci sono delle attese
enormi. Ma non deluderò, statene certi", avrebbe detto ieri contando sul
mito di se stesso come Vincitore. E sa che "all'opinione pubblica non
vanno dati segnali ma decisioni". Insomma, "ci mette la faccia"
e non vuole perdere la "partita più importante" contro la
"monnezza". Ma negli ultimi roghi Italo Bocchino, vicecapogruppo del
Pdl alla Camera, ci vede "le manine della camorra", che punta
"ad alzare la tensione per costringere il governo a crescere gli
stanziamenti per poi assicurarsi la gestione dei lavori di smaltimento".
Il premier e i ministri arriveranno con l'Airbus di Stato a Capodichino, e da
lì saranno portati in pullman alla Prefettura. Evitati i contatti con la
piazza, anche se Berlusconi ha sempre a disposizione la suite da
( da "Corriere della Sera" del 20-05-2008)
Argomenti: Monnezza
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Prima Pagina - data: 2008-05-20 num: - pag: 1 autore: di
ANGELO PANEBIANCO categoria: REDAZIONALE I RIFIUTI E LA LINEA IERVOLINO LA
BATTAGLIA DECISIVA D ovrebbe essere ormai chiaro a tutti (ma forse così non è)
che in Campania, nella drammatica vicenda dei rifiuti, nelle prossime settimane
e nei prossimi mesi non sarà in gioco solo la credibilità del neonato governo
Berlusconi. L'immagine internazionale del Paese è stata orribilmente sfigurata
a causa di quella vicenda. Senza un immediato e radicale cambio di rotta, senza
un vero avvio di soluzione del problema, rischiamo di non potere mai più ridare
(parole di sapore antico ma, credo, calzanti) l'onore perduto all'Italia. Di
fronte al mondo come di fronte a noi stessi. Occorre una grande concordia di
intenti, una ferrea volontà di coordinamento degli sforzi fra tutte le
istituzioni che contano, da quelle politiche (a tutti i livelli), a quelle
ammini-strative, a quelle giudiziarie. Possibilmente, con l'impegno e il
sostegno dell'intera società, della Chiesa, dei mezzi di comunicazione,
eccetera. Anche perché si è ormai capito che la possibilità o meno di
affrontare con successo la questione dei rifiuti dipenderà in larga misura
dagli esiti del braccio di ferro fra lo Stato democratico e la camorra (che non
intende rinunciare all'ultra-redditizio business dei rifiuti) per il controllo
del territorio campano: una sfida che lo Stato democratico potrebbe benissimo
perdere. C'è dunque, finalmente, quella concordia di intenti? Solo in parte, a
quanto sembra. Se il presidente della Regione campana Antonio Bassolino si dichiara pronto a cooperare lealmente con il
governo, altri sembrano, incredibilmente, ignari della gravità della
situazione. è impressionante, ad esempio, il resoconto ( La Stampa, 19 maggio)
dello stillicidio di intralci posti, negli ultimi mesi, da alcune procure
campane all'attività del commissario Gianni De Gennaro, al suo disperato
tentativo di tamponare l'emergenza. Ed è ugualmente impressionante il contenuto
dell'intervista rilasciata ieri al Corriere non da un passante ma dal sindaco
di Napoli, Rosa Russo Iervolino. Invece di appellarsi ai
suoi cittadini perché collaborino con le pubbliche autorità, invece di lasciare
da parte le polemiche e invitare tutte le istituzioni all'azione concorde, la
Iervolino (rendendo così poco credibile la sua stessa dichiarazione di voler
cooperare col governo) non rinuncia a sottolineare il suo ruolo di "antagonista
" di Berlusconi e della maggioranza. Con varie battute sarcastiche, come
quella sulla proposta di tenere segreti i siti delle discariche: "Che
facciamo? Vestiamo gli operai da Cappuccetto Rosso e camuffiamo le scavatrici
da carri di Babbo Natale?". Si vede che al sindaco di Napoli mette
allegria stare seduta sulla tolda del Titanic. La storia insegna che nelle
grandi tragedie un ruolo importante, in negativo, lo svolge sovente
l'inadeguatezza politica di chi occupa rilevanti posizioni pubbliche. A Napoli
e dintorni è in corso da mesi una sorta di guerriglia "a bassa intensità
", scontri fra dimostranti e polizia, roghi di cassonetti, eccetera. Forse
la camorra, come anche nella vicenda dell'assalto al campo Rom, sta mandando un
messaggio al governo e, in realtà, all'intera società italiana, un messaggio
del tipo "questo è territorio nostro, non provatevi a mettervi di
mezzo". Sarà difficile per chicchessia mettersi di mezzo se le istituzioni
non remeranno tutte con lo stesso ritmo e nella stessa direzione.
( da "Liberazione" del 20-05-2008)
Argomenti: Monnezza
Domani Consiglio dei
ministri sotto il Vesuvio Rifiuti, la "bacchetta" di Berlusconi:
esercito e ancora discariche Frida Nacinovich Il problema principale è il
caldo, che potrebbe trasformare l'emergenza rifiuti di Napoli in autentica
emergenza sanitaria. Il problema numero due è quale spiegazione dare ai
cittadini. Impossibile dire che è tutta colpa del governo Prodi, la carta è già
stata giocata in campagna elettorale. Insistere potrebbe aver uno spiacevole
effetto boomerang. Che fare allora? A palazzo Chigi si pensa a nuove
discariche, all'esercito per proteggerle, soprattutto a salvare la faccia.
Perché Silvio Berlusconi si è impegnato a fare il primo consiglio dei ministri
a Napoli, a sciogliere - magari con un colpo di bacchetta magica - il nodo dello
smaltimento dei rifiuti. Un' "emergenza" che aspetta risposte almeno
da dieci anni e quattro governi, di centrodestra e di centrosinistra. Tutto
questo re Silvio lo sa. Per questo si rivolge ai suoi ministri: "Guardate
che se non risolviamo in tempi brevi il problema - avverte - la colpa ricadrà
solo su di noi. Anzi, solo su di me. Nessuno potrà dire che è il frutto della
passata malagestione. Bisogna sbrigarci, anche costringendo i sindaci dei
comuni ad accettare i nuovi siti". Il governo si preoccupa, l'Unione
europea avvisa per l'ennesima volta l'Italia: così non va. Il governo ombra,
pacatamente e serenamente, fa notare che la situazione non è buona e la
soluzione non è vicina. Interviene il ministro ombra dell'Ambiente, Ermete
Realacci: "Il consiglio dei ministri che doveva avere al centro
l'emergenza rifiuti - spiega - si sta via via caricando di altri contenuti. Un
segnale molto chiaro del fatto che non hanno soluzioni semplici e
praticabili". La parola d'ordine nella maggioranza è parlare il meno possibile,
anzi parlare d'altro. Il ministro per l'Attuazione del programma Gianfranco
Rotondi arriva a sostenere che nel Cdm di Napoli non verrà proprio affrontata
la questione rifiuti. Come se non ci fossero. Come se il Consiglio dei ministri
fosse stato convocato a Napoli per caso. Perché quella del Vesuvio è sempre una
visione suggestiva. Ma in città c'è crisi, grossa crisi, Berlusconi lo sa
benissimo. Le ultime notizie anticipano che Ferruccio Fazio presenterà il
"piano salute". Preoccupato soprattutto per la leptospirosi portata
dai topi, il sottosegretario annuncia: "Stiamo preparando un piano
dettagliato che si articolerà in tre punti: informazione della popolazione,
formazione degli operatori medici, monitoraggio della situazione". Intanto
da Bruxelles Barbara Helfferich, portavoce del commissario Dimas, avverte che
"la situazione sanitaria è grave: l'Italia non deve attendere la decisione
della Corte europea per risolvere il problema, deve agire immediatamente".
I continui richiami dell'Ue fanno dell'Italia l'asino della classe.
Dall'immigrazione al pogrom dei rom, dai rifiuti alle violazioni ambientali.
Bruxelles avvisa Roma che i debiti scolastici stanno aumentato. Proteste a
Eboli mentre a Napoli si perde il conto dei roghi. Nella notte i pompieri sono
stati impegnati in 75 incendi di cassonetti e immondizia. "Dietro i roghi
c'è la camorra", afferma la prima cittadina di Napoli, Rosa Russo Iervolino. Concorda il vicepresidente vicario del
Popolo delle libertà alla Camera, Italo Bocchino. Per Francesco Pionati (Udc),
"la camorra non può diventare l'alibi del malgoverno regionale". Il
ministro della Difesa Ignazio La Russa non esclude che possa venir usato anche
l'esercito per riportare Napoli e Campania alla normalità, come del
resto è già stato fatto dal commissario straordinario Gianni De Gennaro.
Staremo a vedere, perché le forze armate hanno fatto riservatamente sapere di
essere un po' freddine ad assumere il ruolo di spazzini. Tant'è. Il governatore
della Campania Antonio Bassolino confessa di puntare
come "unica possibilità" in una collaborazione di governo per un
partito trasversale del sì. E a questo "partito" si iscrive anche
l'ex ministro delle Infrastrutture Antonio Di Pietro, convinto che "Bassolino debba fare un passo indietro". Per Di Pietro "Italia
dei Valori e Partito democratico hanno perso le elezioni e devono fare
opposizione. Questa idea del dialogo tra Veltroni e Berlusconi rischia di fare
confusione". Ma sulla drammatica situazione dei rifiuti a Napoli invece si
tratta di collaborare "se Berlusconi farà le cose giuste". Silvio
pensaci tu. In Campania l'emergenza è infinita, la camorra continua a fare
affari. Eppure, proprio nel pieno dell'ennesimo allarme sociale, il romanzo e
il film che raccontano, senza sconti, questo inferno contemporaneo ottengono un
clamoroso successo: Gomorra versione libro è da tempo in cima alle classifiche,
il film è uscito in settimana e ha sbancato il botteghino. Morale della brutta
favola, il caso Napoli è diventato di interesse europeo. Il governo Berlusconi
domani si riunisce sotto il Vesuvio senza avere annunciato, ad oggi, una
ricetta per allentare l'emergenza. Sta per uscire un coniglio dalla corona di
re Silvio o si deve ricorrere a San Gennaro? 20/05/2008.
( da "Liberazione" del 20-05-2008)
Argomenti: Monnezza
L'emergenza rifiuti sono solo il sintomo di una malattia che dura da 15 anni Campania,
Chernobyl chimica: campi riempiti per anni di rifiuti tossici Sabina Morandi La
ricetta di Berlusconi per risolvere la crisi dei rifiuti è presto detta: una
decina di nuove discariche imposte manu militari e inceneritori a go go per bruciare legalmente
quello che i cittadini di Napoli bruciano illegalmente. L'ennesimo piano
d'emergenza si muove del resto nel solco tracciato da Romano Prodi che, il 20
febbraio scorso, ha autorizzato la combustione delle ecoballe accumulate nel
termovalorizzatore di Acerra contro il parere espresso dalla magistratura e
dagli esperti che le avevano analizzate. Bruciandole si otterrà la stessa
diossina che si ottiene dando fuoco ai cassonetti, però su scala industriale e
con grandi profitti visto che, fra l'altro, per questo servizio verranno anche
dispensate le agevolazioni tariffarie destinate alle energie rinnovabili.
Ancora una volta i rifiuti urbani di Napoli vengono identificati con
l'emergenza regionale mentre, in realtà, sono solo il sintomo di una malattia che
è stata lasciata aggravarsi per 15 anni e che ora sta entrando nella fase
terminale. Insomma, i sacchetti sono in strada perché le discariche
più o meno legali situate in tutta la Regione sono state riempite di rifiuti
tossici, come ha scoperto lo stesso De Gennaro, mentre il "rischio
sanitario" di cui parlano i medici di Napoli, per la provincia è già una
certezza. Si tratta, secondo Donato Ceglie, magistrato della Procura di Santa
Maria Capua Venere, di una vera e propria Chernobyl chimica provocata dai
rifiuti che sono stati seppelliti, abbandonati o semplicemente sparsi nei campi
della Regione un tempo più fertile d'Italia. Fanghi velenosi, ceneri, scorie di
alluminio e di amianto e poi cromo, rame, zinco e cadmio, tutta roba
notoriamente cancerogena che sta provocando la catastrofe sanitaria descritta
tre anni fa dalla rivista specializzata Lancet Oncology: malformazioni
neonatali, tumori, danni al sistema cardio-circolatorio e malattie
neuro-degenerative con incidenze sconosciute nei paesi industrializzati. Tutto
scritto e tutto noto da anni, anzi, da decenni. Quando, negli anni Ottanta, la
Germania abbracciò con decisione la sua politica di riciclaggio dei rifiuti,
anche dalle nostre parti qualcuno stava prendendo decisioni lungimiranti: le
organizzazioni criminali intuirono le potenzialità del business e fecero sapere
ai piccoli e grandi imprenditori, soprattutto del Nord, che avrebbero
risparmiato parecchio affidando a loro i fastidiosi problemi di smaltimento dei
residui industriali. Ottima idea perché il traffico dei rifiuti tossici ha il
"vantaggio" di trasformare rapidamente le vittime in complici: se ti
contaminano la falda con cui irrighi le tue produzioni pregiate puoi solo
tacere per paura di perdere il mercato. E alla fine, quando, gli stracci
cominciano a volare, non ti resta che "riconvertire" i tuoi terreni
in una discarica illegale. Meccanismo perfetto che solo un tessuto politico
sano avrebbe potuto disinnescare. Quel che ha fatto il tessuto politico,
invece, è arcinoto. In 15 anni, quattro commissari straordinari e una serie di
giunte di destra e di sinistra, la geniale strategia inaugurata dalla giunta
Rastrelli (An) non è cambiata di una virgola: al pubblico, cioè ai Comuni, la
costosa raccolta mentre ai privati la redditizia partita dello smaltimento.
Anzi, in realtà, a un solo privato: la Fibe del gruppo Impregilo, incaricata
con una dubbia gara d'appalto di costruire e gestire tre inceneritori e cinque
impianti di trattamento in quel di Acerra, comune con la più alta incidenza di tumori
di tutta Europa. Del resto nei 35 comuni che interessano le province di Caserta
e Napoli ci sono un migliaio di discariche abusive,
tutte ben note alla Direzione investigativa antimafia che, da qualche anno,
compila un rapporto dedicato a questo business. Inchieste, incriminazioni e
sequestri non sono riuscite ad arginare un giro d'affari che, secondo il
Rapporto Ecomafia 2005 stilato da Legambiente, per un singolo trafficante può
fruttare fino a venticinquemila euro al giorno, cioè un milione e mezzo di euro
al mese intascati a spese del territorio, della salute dei cittadini e della
legalità. Infatti, secondo il rapporto della Dia dello stesso anno "sono
state riscontrate operazioni illegali nelle varie fasi del ciclo: dal
trasferimento iniziale dal produttore alle imprese specializzate nella gestione
dei rifiuti, al trasporto e stoccaggio, fino al trattamento, riciclaggio e
smaltimento". Di fatto, dal commissariamento deciso nel '94, la situazione
non ha fatto che peggiorare. Malgrado siano stati improntati tutti
sull'emergenza, esattamente come la demenziale decisione di aprire una
discarica nell'oasi naturalistica di Serre, gli atti amministrativi non sono
approdati a nulla. Eppure dal 1997 al 1998 il Ministero dell'Interno ha
favorito l'istallazione degli inceneritori ad Acerra e Santa Maria la Fossa
autorizzando la deroga alle procedure ordinarie di valutazione dell'impatto
ambientale - cioè rendendo legale l'illegalità per decreto. Nel 1998 la Fibe
vinse l'appalto e, malgrado le critiche e l'opposizione di molte forze
politiche che facevano parte della giunta regionale, l'allora commissario
straordinario Bassolino nel 2000 sottoscrisse il contratto. Da allora sono
stati accumulati svariati milioni di tonnellate di "ecoballe" che
poi, nel 2005, sono risultate non adatte all'incenerimento. Per capire fino a
che livello di devastazione sia arrivato quel territorio consigliamo la visione
di Biùtiful cauntri , crudo documentario acquistabile in libreria - visto che
in tv non è dato vederlo. Come se ne esce? Non prendiamoci in giro: per
dimezzare d'un colpo la massa dei rifiuti urbani (oltretutto quelli più tossici
durante la combustione) basterebbe vietare immediatamente in tutta la Campania
la vendita al dettaglio di prodotti imballati. Ma nel "nuovo" piano
non c'è niente di tutto ciò: fra il grande business illegale della munnezza e
la difesa di settori economici sani come le produzioni tipiche e il turismo, la
decisione è stata presa. Ed è sempre la stessa. 20/05/2008.
( da "Tempo, Il" del 20-05-2008)
Argomenti: Monnezza
Stampa La gente che
esce dalle case, prova a far finta di nulla, ... La gente che esce dalle case,
prova a far finta di nulla, cerca la sua quotidianità. E spera. Aspetta e spera
che arrivi qualcuno da fuori. Napoli sembra così. Come dopo un bombardamento.
Polverosa. C'è foschia. Del Vesuvio, il gigante addormentato, si scorge appena
il profilo. Capri non si vede, Sorrento neppure. Il mare è un olio, calmo. Una
calma irreale. Una calma da preludio. Si sveglia così la città dopo un altro
dei week end tragici della sua storia recente. Il dramma dei rifiuti che, come
un drago che sembrava sconfitto, si risveglia, si rialza, sputa fuoco. Sputa
monnezza. Si comincia da qui, dal mare. Dal lungomare. Il mezzo migliore per
girare a Napoli resta la Vespa. Ma non la nuova stile Colaninno. No, quella
vecchia, la vecchia cara Px. Indistruttibile, resistente a qualunque buca.
Casco ben allacciato, occhiali da sole, via Piedigrotta. C'è il primo cumulo e un cartello ironico scritto da una mano anonima
con un pennarello: "Alimentari Iervolino, super offerta:
( da "Manifesto, Il" del 20-05-2008)
Argomenti: Monnezza
Rifiuti e dintorni
Roma, Nordest Il neoassessore Di Lello: a Roma 4 termovalorizzatori Se Napoli
piange, Roma non ride. La discarica di Malagrotta è la più grande d'Europa, i
comitati cittadini protestano e il bubbone rifiuti prima o poi potrebbe esplodere
anche qui. Così, ieri è arrivata la proposta choc del neo assessore
all'Ambiente dell'amministrazione Alemanno Fabio de Lillo, che ha annunciato
ieri sera, uscendo dalla Giunta: "Nei prossimi cinque anni realizzeremo
quattro termovalorizzatori nel Comune di Roma". Immediata la reazione del
Wwf: "Siamo preoccupati dalle dichiarazioni dell'assessore, magari
influenzate dai venti campani". Galan: sì a rifiuti in Veneto se si
dimette Bassolino Quando c'era il governo Prodi il no
era stato secco. In nome del federalismo della monnezza (tradotto: ognuno si
smaltisca la sua). Ieri invece, cambiata l'aria al governo, il governatore
veneto Giancarlo Galan, che non è leghista ma di Forza Italia, ha pronunciato
un ni. "Il prefetto De Gennaro mi ha chiesto di assorbire 40 mila
tonnellate di rifiuti e ho risposto di no. Aspetto un piano serio. Se questo
verrà mercoledì dalla riunione del governo a Napoli lo esaminerò e di fronte a
una proposta seria non mi tirerò indietro, il Veneto darà il suo contributo".
Dunque tutto lascerebbe pensare a un sì, per non dispiacere Berlusconi. "Ma un piano serio deve prevedere prima di tutto le
dimissioni di Bassolino e Iervolino, che sono i primi responsabili di questa tragedia
nazionale", ha aggiunto poi. Morale della favola: sì ai rifiuti
meridionali, ma solo quelli di destra.
( da "Manifesto, Il" del 20-05-2008)
Argomenti: Monnezza
Tutti gli errori
dell'uomo forte chiamato a risolvere l'emergenza in pochi mesi Piano vecchio e
nuove proteste, e De Gennaro perse la battaglia Francesca Pilla Napoli Gianni
De Gennaro lascerà a fine settimana oppure avrà un'ulteriore deroga ai poteri
speciali? O forse Berlusconi lo sistemerà altrove nella nuova squadra? Sono
alcune delle incognite sul totonomine di queste ore, in attesa del consiglio
dei ministri napoletano che dovrebbe partorire l'ennesimo piano per uscire
dall'emergenza. Su Guido Bertolaso si è invece praticamente già deciso: è
accreditato come il depositario di una delega da sottosegretario per forzare la
mano a tutto campo. Ma quella Bertolaso-De Gennaro non è in sé una coppia
vincente, tutt'altro. E se il primo può chiamare in causa, per il fallimento
dei suoi 9 mesi da commissario, l'ostruzionismo dell'ex nemico ed ex ministro
Pecoraro Scanio, all'uomo di ferro, considerato un sempreverde per ogni
governo, non resta che fare ammenda. Era infatti il 21 gennaio quando si presentò
con la sua exit strategy davanti al mondo intero - i roghi e le rivolte avevano
fatto il giro del globo - lasciando intendere che, sebbene fosse una sfida
difficile, lui sarebbe riuscito lì dove in 14 anni tutti avevano fallito. Ma
aveva battezzato un piano nato vecchio, con l'unica originalità, sostenuta da
Prodi, di procedere al commissariamento dei comuni che non avessero iniziato la
raccolta differenziata, entro 60 giorni. E questa è stata la prima battaglia
persa. Sono passati 4 mesi, ma Napoli è sempre ferma sulle cifre del riciclo:
intorno al 10%. Addirittura i cittadini che si sono "mossi" da soli
hanno dovuto allargare le braccia dinanzi all'evidenza: le campane di plastica
e vetro sono sempre stracolme e i materiali già divisi non vengono raccolti.
Nessuno ha fatto una piega, l'assessore Mola (con delega alla nettezza urbana)
resta tranquillo al suo posto. Ma basta ripercorrere le tappe del piano di De
Gennaro e far parlare i fatti per dimostrare la resa alla lotta rifiuti. Sempre
quel giorno, davanti alla stampa nazionale e internazionale, l'allora
neoprefetto aveva detto di conoscere l'anello debole della catena: gli impianti
di cdr . Sarebbero dovuti restare fermi 15 giorni per provvedere al revamping:
non sono stati "ristrutturati". Uno degli ultimi atti del governo
Prodi è stato firmare un'ordinanza per poter incenerire le ecoballe così come
sono. Al centro della megainchiesta dei pm napoletani Noviello e Sirleo contro
Impregilo, c'è proprio l'ipotesi di truffa per aver utilizzato impianti che non
producevano combustibile da rifiuti a norma. Tutte le regioni del nostro paese,
eccetto la Sardegna, hanno sempre rifiutato di bruciare le ecoballe campane,
che per questo vengono spedite in Germania. Attualmente su 7, i cdr che
funzionano sono solo a Giugliano, Caivano, Acerra. Ma il buco nella roadmap del
commissario era rappresentato soprattutto dalla riapertura di vecchi siti e
discariche, una "cartina" che non aveva nessun elemento di novità, o
quasi, rispetto ai suoi predecessori. E naturalmente i dietro front sono
fioccati, a partire da Difesa grande e Montesarchio. La prima ad Ariano Irpino,
nell'avellinese era stata lo sversatoio della Campania per 8 anni, già chiusa
dalla procura nel 2004: dopo i carotaggi è stata giudicata inagibile. Stessa storia
per Montesarchio a pochi chilometri da Benevento. Nel 2006 il sito era stato
sequestrato dalla procura per disastro ambientale, tra gli imputati figura
ancora l'ex-commissario Corrado Catenacci. A seguito dei rilievi tecnici anche
quest'area è stata cancellata dai progetti. L'ex capo della polizia ha poi
dovuto arrendersi di fronte alla protesta di Pianura, il quartiere alla
periferia di Napoli i cui abitanti per giorni avevano messo a ferro e fuoco.
Per 20 anni nella discarica a pochi passi dalle abitazioni era stato portato
l'impossibile, dai residui tossici delle imprese settentrionali, fino alla
balena insabbiata sulle coste di Capomiseno. Bandiera bianca anche per il sito
di stoccaggio previsto a Marigliano. Il comune rientra a pieno titolo nel triangolo
della morte con Nola e Acerra, dopo essere stato a lungo una
delle oasi felici per gli sversamenti illegali delle ecomafie. Nei suoi 100
giorni con deroga il commissario è riuscito solo ad aprire Ferrandelle, che
però non si è potuta trasformare in quella pattumiera da un milione di
tonnellate tanto agognata, si ferma forse a 400. Dovrebbe essere sostituita da
Chiaiano, 700 mila tonnellate, ma le barricate già pronte aspettano solo gli
"eserciti". L'unico alleato fedele è rimasto dunque il comune
di Serre. La megadiscarica salernitana di Basso dell'Olmo è stata aperta la
scorsa estate, ma avviata da Bertolaso e inaugurata da Pansa. Oggi il sindaco
Palmiro Cornetta ha paura che questa "disponibilità" possa costare
cara. Il capo della protezione civile non ha mai fatto mistero di avere come
obiettivo l'apertura di Valle della Masseria, la cava al confine con l'oasi
naturale protetta dal Wwf. E' a questo punto legittimo chiedersi cosa ha
portato a casa l'uomo presentato come il "ripulitore" alla Pulp Fiction.
L'accordo con la Germania, che potrebbe essere considerato quasi un demerito, è
una scappatoia di emergenza; la discarica di Saviano Irpino, era già prevista
dal piano provinciale di Avellino. Restano solo i siti di stoccaggio provvisori
a Pianodardine e a Eboli. Non molto. Oggi siamo allo stesso punto del 21
gennaio. Nel gioco dell'oca dovrebbe tornare indietro.
( da "Liberazione" del 20-05-2008)
Argomenti: Monnezza
Palermo Le tappe più
significative della storia di Cosa Nostra - dal latifondismo ai traffici
internazionali -, una vera e propria morfologia della mafia dei nostri giorni.
Lo storico Francesco Renda presenta il suo libro Liberare l'Italia dalle mafie
(Ediesse) domani alle 17.30 auditorium della Rai in viale Strasburgo 19 con
Enrico Colajanni, presidente dell'associazione antiracket Libero Futuro,
Salvatore Cusimano direttore della Rai sede regionale per la Sicilia, Francesco
Messineo procuratore della Repubblica di Palermo, Antonio Riolo dirigente della
Cgil Sicilia e l'attrice Stefania Sperandeo che legge brani del libro. Acireale
(Ct) Infopoint Emergency al concerto di Jovanotti... Ancora a casa? Lecce Dalla
Prima Guerra Mondiale, alle guerre dei giorni nostri, attraverso episodi -
tutti storicamente documentati - emblematici della stupidità della guerra. Una
critica ragionata e ironica della guerra e delle sue conseguenze.
StupidoRisiko. Una geografia di guerra scritto per Emergency da Patrizia Pasqui
alle 21 nel Rettorato dell'Università piazzetta Tancredi. Taranto E' dedicato
alla tragedia della ThyssenKrupp La classe operaia va all'inferno il
documentario di Simona Ercolani alle 17 csoa Cloro Rosso in via Scoglio del
Tonno 1. E poi parliamo di Sicurezza in fabbrica con l'associazione 12 Giugno
dei familiari di morti sul lavoro e la testimonianza di operai e pensionati
dell'Ilva. Un reportage e un testo teatrale che ricostruiscono la storia
esemplare e drammatica di un operaio: Di fabbrica si muore di Alessandro Langiu
& Maurizio Portaluri alle 18 nel Salone degli Specchi a Palazzo di Città.
Bisceglie (Ba) "Bisogna credere nella nostra capacità di amare, noi tutti,
israeliani e palestinesi": don Nandino Capovilla della campagna Ponti e
Non Muri di Pax Christi presenta il libro di Michel Sabbah patriarca latino di
Gerusalemme - e che lui ha curato - Voce che grida dal deserto alle 20.30 nel
salone della parrocchia di San Pietro. Frascati (Rm) Cinema onirico allo Spazio
Zip di via Mamiani 6 per Scorribande Notturne - Viaggio nel Cinema. Alle 20.30
Sogni di Kurosawa e alle 22.30 Apri gli occhi di Alejandro Amenabar. Roma La violenza sotterranea ed invisibile delle ecomafie
raccontata come in un reportage di guerra: Biutiful Cauntri di Esmeralda
Calabria, Andrea D'Ambrosio e Peppe Ruggiero alle 16.30 Biblioteca Elsa Morante
in via A. Cozza 7. E dibattito con Peppe Ruggiero, Valentina Romoli
dell'Osservatorio regionale Ambiente e legalità e Ferdinando Secchi di Libera.
Sandro Provvisionato discute del libro che ha scritto con Ferdinando Imposimato
Doveva morire. hi ha ucciso Aldo Moro Il racconto di un giudice (Chiarelettere)
alle 18.30 Rinascita in via Prospero Alpino 48. Fabio Zavattaro, Matilde
Bernabei e Giuseppe Florio presentano il libro di Gian Paolo Bonani Il compito
tremendo alle 18 libreria Arion di piazza Montecitorio. Lettura di brani da
Eros e Priapo di Carlo Emilio Gadda alle 17 Biblioteca Vallicelliana di piazza
della Chiesa Nuova 18. From Uk These New Puritans live al Micca di via Pietro
Micca 7a. Dalla Carbonara Team alla Crew Sei Bastardi a DreamSquad per Full
Music Festival 2008 al Circolo degli Artisti in via casilina Vecchia42, la
serata di raccolta fondi per l'Associazione romana Lotta Istiocitosi. Il
Collettivo 400 Limoni propone la bossanova dei Curandero al Beba do Samba in
via dei Messapi 8. Inaugurazione della mostra fotografica di Gianluca Tullio
Uomo, donna, solo una sfumatura alle 19 Lettere Caffè via S. F. a Ripa 100 e
poi Sergio Lucchetti Duo chitarre funky pop. Vicalist e panista: Silvia Manco
al Cotton Club via Bellinzona 2. Un concerto per voce e musica che indaga e
riflette sulla figura di Alda Merini , la più nota e ardente poetessa italiana
del '900: L'anima innamorata di e con Chiara Tomarelli da oggi al 22 maggio
alle 21 TeatroinScatola di lungotevere degli Artigiani 12. Livorno Luigino
Scricciolo presenta il suo diario 20 anni in attesa di giudizio alle 18
libreria Gaia Scienza via di Franco 25. Con Alessandro Tanzi e il Giudice del
Tribunale di Livorno, J. Magi. Firenze Incontriamo la scrittrice e giornalista
Loredana Lipperini, creatrice ed animatrice del blog Lipperatura, tornata sui
passi di Elena Gianini Belotti trent'anni dopo con il suo libro Ancora dalla
parte delle bambine . Per comprendere la condizione femminile in un paese dove
i numeri della violenza sulle donne sono anno dopo anno sempre più simili ad un
bollettino di guerra e dove la discriminazione nel mondo del lavoro è ancora
forte. Alle 18 libreria Chiari in piazza Salvemini. Dal 23 al 25 maggio alla
Fortezza Da Basso, Terra Futura , la mostra-convegno internazionale di buone
pratiche di vita, governo e impresa per un futuro equo e sostenibile. Sesto
Fiorentino (Fi) Maurizio Bossi, Lorenzo Guadagnucci, Domenico Guarino e Viviano
Vannucci e Raccontare la periferia , in riferimento all'omonimo volume che
raccoglie i testi premiati e menzionati del Premio di diaristica e di
Testimonianze narrative inedite. Alle 18 Casa Luzzi via dell'Uccellatoio 6.
Prato Gustav Hofer e Luca Ragazzi, per la Terza Giornata mondiale contro
l'Omofobia, introducono il loro docufilm Improvvisamente l'inverno scorso alle
21 al cinema Terminale. Fusignano (Ra) Dopo gli incontri con Loriano
Macchiavelli e Marco Travaglio, prosegue Storie Italiane , il percorso
letterario al centro culturale Il Granaio in piazza Corelli: alle 21 Carlo
Lucarelli ci parla del suo romanzo L'ottava vibrazione (Einaudi). Bologna
Zidalia Alves de Magalhaes presidentessa della Cooperativa Agricola dos
Produtores de Remanso in Brasile discute dell' Esperienze di Agricoltura
familiare nella regione di Bahia alle 21 Vag 61 via Paolo Fabbri 110. Modena
Nuove risorse? Istruzioni per l'uso... Prosegue la rassegna Globalizza... che?
nei Giardini Ducali Estensi: alle 21 teatro con Monelli messo in scena dai
ragazzi degli orfanotrofi di Pancevo (Serbia) e Scutari (Albania). Poi il
concerto di Massimo Zamboni L'inerme è imbattibile e la mostra su Enti locali
emiliano romagnoli e la cooperazione decentrata nei Balcani. Campagnola E. (Re)
Rastrellamenti, deportazioni, fucilazioni, torture... lo storico Massimo
Storchi ci parla del suo libro Il sangue dei vincitori. Saggio sui crimini
fascisti e i processi del dopoguerra (1945-46) (Aliberti) alle 20.45 alla
Camera del Lavoro. Con Antonio Zambonelli direttore del Notiziario Anpi, la
sindaca Paola Baraldi e Mauro Veneroni della Camera del Lavoro zona Correggio.
Ferrara Michela Gavioli ci parla delle Donne nella Resistenza e al voto: storie
da raccontare alle 21 nella Sala lettura del liceo classico Ariosto per
"Genere, identità, formazione. Percorsi nella storia delle donne" a
cura di Antonella Cagnolati. Padova PerilMondo propone nella Sala polivalente
di via Diego Valeri un seminario di riflessione sulle guerre dimenticate,
partendo dal rapporto tra informazione e diritti umani: Voci nella Guerra . Con
Amnesty, Medici senza Frontiere, la giornalista free lance Eri Garuti, la
psicologa e psicoterapeuta Angela Antonini e Stefano Torelli analista di
Equilibri.net. Iscriviti al 3492189851 (Silvia Toso). Vicenza Per salvare capra
e cavoli, ogni martedì cena e assemblea No Dal Molin per sostenere il Giornale
Dal Molin, redatto dal Presidio permanente, nelle cui pagine trovate pane per i
vostri denti. Alle 20 una cena semplice, ma gustosa, che volendo puoi cucinare
anche tu. Ricorda di portare piatti e posate (evitando la plastica) e di
prenotare entro le 12 cliccando giornale@nodalmolin.it. Schio (Vi) Per i suoi
"primi" 25 anni, la cooperativa sociale Il Ponte ti invita
all'incontro con il missionario comboniano padre Alex Zanotelli Sud del mondo:
il diritto di vivere . Alle 20.30 al Teatro Pasubio. Mestre (Ve) Organizzato
dal Movimento Nonviolento, Donne e nonviolenza: Rosa Luxemburg , pacifista,
economista e rivoluzionaria. Alle 18 al Centro culturale Città Aperta in via
Col Moschin 20 con Alberto Tomiolo. Trento I motivi che stanno alla base della
rivolta che ha portato a svariate manifestazioni di solidarietà in varie parti
del mondo: Libertà per il Tibet, sogno o realtà? Alle 18 nella Sala conferenze
della Facoltà di Economia dell'Università con Alberto Lavelli di Amnesty e la
studentessa tibetana Tenzin Khando. Tione (Tn) Parole e danza con Rosa Tapia:
Colori dal mondo. Voci dell'aria alle 21 all'oratorio. Bergamo Giuseppe
Villarusso ci parla di Emergency in Cambogia alle 21 oratorio San Filippo Neri
in via S. Elisabetta. Osnago (Lc) La lenta discesa di Carol Ledoux manicure
belga a Londra, verso la dissociazione psichica nel film di Roman Polanski
Repulsion alle 21 Arci La Locomotiva. Milano E' stato qualcosa di più di un
grande attore e regista, è stato un feroce guitto capace di trasformare il
teatro in un corpo contundente. Per questo è dedicata a Carmelo Bene la serata
alla Scighera di via Candiani 131. Con Marta Marangoni, Dino Taddei e Salomè
tra i film di Bene più famosi. Good vibration... I-Tal Sound & Friends live
Le Coquetel. Per l'unica data italiana il gruppo folk punk californiano
Flogging Molly live + Special Guest al Music Drome. Sesto San Giovanni (Mi)
Informazione, sensibilizzazione e racconti: Emergency una presenza di pace in
guerra alle 21 Villa Visconti d'Aragona con Giulio Cristofanini co-fondatore di
Emergency. Torino Parliamone: Federalismo e nonviolenza: due strade verso la
pace con Lucio Levi e Nanni Salio alle 18 nella Sala Gandhi del Centro Studi
Sereno Regis in via Garibaldi 13. Risate e lacrime con Spegni la luce e cadi
alle 21 Teatro della Caduta. Ti piacerebbe fare la spesa in modo più
responsabile, attento alla qualità e riuscendo anche a risparmiare? Vai a...
Gas alle 21 Tavola di Babele in via Cumiana 41b. E poi degustazione con prodotti
locali ed equi. Le due facce della stessa medaglia: Corruzione e repressione ad
Alta Velocità . Domani alle 21 al Centro di Incontro di piazza Stampalia 85 con
l'ingegner Claudio Cancelli del Politecnico e Tobia Imperato autore del libro
"Le scarpe dei suicidi". Genova La curatrice Luisa Faldini ci parla
del libro Turismo e sostenibilità in Africa (Cisu) alle 18 Finisterre in piazza
Truogoli di Santa Brigida 25. Per il Festival delle Energie "Collasso
energetico" a cura del Teatro Cargo, alle 18.30 Sala Chierici della
Biblioteca Berio la conferenza aperitivo Six Degrees: il nostro futuro su un
pianeta più caldo con Mark Lynas e Patrizio Roversi. Alle 21.15 Esmeralda
Calabria introduce il suo documentario Biutiful cauntri alle 21 Club Amici del
Cinema in via C. Rolando. 20/05/2008.
( da "Campanile, Il" del 20-05-2008)
Argomenti: Monnezza
G.Pet. Fantini: "Basta
titubanze, ora servono fermezza e decisione" Il segretario campano
dell'Udeur sul Piano del governo sui rifiuti: "Sì all'accelerazione delle
procedure per i termovalorizzatori. Bene Bassolino sul dialogo istituzionale con Berlusconi. La Iervolino? Distante
dai problemi di Napoli" Onorevole Antonio Fantini, segretario campano dei
Popolari-Udeur, cosa ne pensa del Piano "anti-rifiuti" che il governo
è in procinto di varare? "Penso innanzitutto che bisogna agire con
decisione e fermezza. Allora, il primo problema è sapere dove dobbiamo mettere
l'immondizia. Bene, io credo che, dopo aver svolto un'indagine seria per
l'individuazione dei siti e una volta scelta l'area da destinare come
discarica, occorra agire con fermezza e decisione. Non bisogna avere alcuna
titubanza, altrimenti ci sarà una guerra di religione, e non bisogna subire
alcun condizionamento psicologico. E mi riferisco all'esperienza del Prefetto
De Gennaro e del Generale Giannini". Il governo pensa di utilizzare le
Forze Armate. E'd'accordo? "Anche qui ci vuole fermezza e decisione. Mi
chiedo: quando al Generale Giannini mandano un avviso di garanzia, come posso
pensare che poi si possa agire serenamente? Insomma, se si danno poteri
straordinari, è necessario che si utilizzino". Invece, riguardo alla
possibilità di accelerare le procedure per la costruzione dei
termovalorizzatori? "Sono perfettamente d'accordo. Il termovalorizzatore
di Acerra dovrebbe essere dato a trattativa privata a chi ha già iniziato la
costruzione. Questo perché un altro imprenditore non prende in mano un'opera
realizzata già al 65 per cento". C'è, poi, l'ipotesi di istituire un
sottosegretario che dovrebbe occuparsi solo di questione rifiuti. Non pensa che
possa crearsi un caos di responsabilità? "Organizzare la disorganizzazione
è la cosa più deleteria. Bisogna individuare le responsabilità, non
moltiplicare le competenze. Un sottosegretario "ad hoc"? Dipende da
che ruolo dovrebbe avere. Piuttosto credo che sia indispensabile individuare le
procedure per il rientro nell'ordinario". Come giudica l'apertura del
Governatore Bassolino a Berlusconi? "Non si
tratta di apertura in senso proprio. Osservo piuttosto la responsabilità di un
amministratore che, nel dovere che sente di contribuire a risolvere la crisi
della sua comunità, non può prescindere dal rapporto istituzionale. Le
istituzioni, infatti, devono andare d'accordo, quale che ne sia il colore
politico. Principio, questo, sempre sostenuto da noi dell'Udeur". Il
sindaco Iervolino dice che non ci sta a fare il "capro espiatorio".
Come giudica le ultime mosse del Comune, considerato che il Prefetto di Napoli
sostiene che la situazione sia migliorata? "Io la situazione migliorata
non la vedo. Osservo, piuttosto, che la Iervolino è distante anni luce dai
problemi della città. Il nostro primo cittadino non gira da parecchio in città
e ha cattivi informatori". Una bocciatura netta, insomma? "La
Iervolino non mi sembra mentalmente attrezzata per fare il sindaco. Farebbe
meglio come presidente della Repubblica". (20-05-2008).
( da "Campanile, Il" del 20-05-2008)
Argomenti: Monnezza
Giuseppe Petrocelli Rifiuti,
l'Ue soffia sul fuoco Notte di blocchi e incendi nel Napoletano. L'Europa in
campo: "Fate in fretta, pericolo sanitario" Accesi 75 roghi per le
strade della città paralizzata ieri mattina dallo sciopero selvaggio dei bus.
Il commissario europeo all'Ambiente avverte il governo: "Agire al più
presto o ci saranno rischi per la salute". Dieci discariche nel piano
dell'esecutivo contro l'emergenza. Popolari-Udeur: "Basta titubanze, ci
vuole fermezza" Ora è l'Europa a fare pressione sul governo affinché adotti
al più presto le misure per risolvere la crisi campana dei rifiuti. Mentre a
Napoli non si spegne la protesta, da Bruxelles il commissario all'Ambiente
Stavros Dimas, per bocca della sua portavoce Barbara Helfferich, esprime
preoccupazione per una situazione che si è fatta "grave". Per la
Commissione l'Italia deve agire subito per risolvere la situazione dei rifiuti
nel capoluogo partenopeo, per evitare peggiori conseguenze per la salute
pubblica. La Commissione ha deferito il 6 maggio scorso il nostro Paese alla
Corte di giustizia europea, ma - secondo Dimas - "non possiamo aspettare
la sentenza della Corte: le autorità italiane devono agire rapidamente per
mettere fine ad una situazione che presenta alti rischi per la salute
pubblica". Consapevole forse di questo rischio e preoccupato di giocarsi
sull'emergenza rifiuti molta credibilità politica, il premier Silvio Berlusconi
cerca di accelerare i tempi del varo del Piano alla vigilia del Consiglio dei
ministri, che si terrà domani a Napoli. Il Cavaliere vorrebbe risolvere gran
parte del problema entro l'estate proprio per evitare il rischio di
un'emergenza sanitaria. Dunque, il Piano. A quanto si sa il governo vorrebbe
agire su tre linee d'azione. Il primo passo è individuare una decina di siti
dove trasferire e stoccare i rifiuti. Per convincere i comuni riottosi si
punterà sull'allarme dal punto di vista sanitario. Sarebbe, poi, previsto
l'impiego delle Forze Armate per ripulire le strade e, probabilmente, anche per
difendere le discariche. Altro punto importante una
"deburocratizzazione" per quanto riguarda le procedure per costruire
i termovalorizzatori. L'affidamento dei lavori non dovrebbe più avvenire per
gara pubblica ma per chiamata diretta. Ciò dovrebbe consentire ai lavori di
procedere in modo spedito. Un'incognita riguarda, invece, l'istituzione di un
sottosegretariato "ad hoc" che dovrebbe occuparsi esclusivamente
della questione rifiuti. Mentre per ora non è affatto escluso che resti al suo
posto il "super-commissario" Gianni De Gennaro. Intanto,
l'opposizione non chiude al confronto. "Noi", spiega Marina Sereni,
vicecapogruppo del Partito democratico alla Camera, "faremo la nostra
parte se il governo saprà unire tutte le istituzioni sul territorio e offrire
soluzioni non solo per l'immediato ma di natura strutturale". Sulla stessa
linea Antonio Di Pietro, leader di Italia dei Valori: "Se fa cose giuste
per risolvere il problema Napoli, aiuteremo Berlusconi". Del resto, dice
Di Pietro, "siamo per il partito del fare e non per quello del no". Dubbi
invece esprime il leader Udc, Pierferdinando Casini, sull'utilizzo dei militari
per l'emergenza rifiuti: "Alla gente i militari piacciono, perché
infondono un senso di rassicurazione quando si vedono in giro, ma il compito
dei militari ? osserva l'ex presidente della Camera ? è diverso da quello di
cui sentiamo parlare ed è chi governa che deve avere chiara la differenza tra
il loro ruolo e quello di usarli per pulire le strade a Napoli". Quanto
alle istituzioni locali campane, nemmeno loro chiudono le porte all'esecutivo.
Il presidente della Regione, Antonio Bassolino, nei
giorni scorsi, ha detto che "si deve far nascere un partito trasversale
del sì, che finora è stato più debole di quello del no. Io mi muoverò in questo
schema di collaborazione e lealtà. Sono fiducioso che il governo farà lo
stesso", perché "neanche a Berlusconi interessa
una destabilizzazione della situazione a Napoli". D'accordo il sindaco del
capoluogo partenopeo, Rosa Russo Iervolino: "Continuiamo a dialogare con
il governo. Con Berlusconi e Gianni Letta. La loro collaborazione è un ancora
di speranza. Il Comune farà l'impossibile". (20-05-2008).
( da "Tempo, Il" del 20-05-2008)
Argomenti: Monnezza
Stampa napoli, il
reportage Ora pulisce la camorra Niente monnezza nei quartieri dei clan. I boss
fanno capire chi ha il vero potere. E il resto della città soffoca di puzza e
fumo. La gente che esce dalle case, prova a far finta di nulla, cerca la sua
quotidianità. E spera. Aspetta e spera che arrivi qualcuno da fuori. Napoli
sembra così. Come dopo un bombardamento. Polverosa. C'è foschia. Del Vesuvio,
il gigante addormentato, si scorge appena il profilo. Capri non si vede,
Sorrento neppure. Il mare è un olio, calmo. Una calma irreale. Una calma da
preludio. Si sveglia così la città dopo un altro dei week end tragici della sua
storia recente. Il dramma dei rifiuti che, come un drago che sembrava
sconfitto, si risveglia, si rialza, sputa fuoco. Sputa monnezza. Si comincia da
qui, dal mare. Dal lungomare. Il mezzo migliore per girare a Napoli resta la
Vespa. Ma non la nuova stile Colaninno. No, quella vecchia, la vecchia cara Px.
Indistruttibile, resistente a qualunque buca. Casco ben allacciato, occhiali da
sole, via Piedigrotta. C'è il primo cumulo e un cartello
ironico scritto da una mano anonima con un pennarello: "Alimentari
Iervolino, super offerta:
( da "Repubblica, La" del 20-05-2008)
Argomenti: Monnezza
Il Consiglio dei
ministri si svolgerà nella prefettura partenopea. Poi la conferenza stampa a
Palazzo Reale E il governo arriverà in torpedone Domani prima riunione in
trasferta. Schierati mille uomini Tutti in airbus fino a Capodichino, poi i
ministri in pullman a piazza del Plebiscito ROMA - I ministri l'hanno
soprannominata la "gita scolastica" e, in effetti, non mancherà
nemmeno il tradizionale torpedone. La "Chigi-tour" ha chiesto per la
prima trasferta fuori casa del governo (prima nella storia repubblicana) un
Airbus che partirà domani mattina da Ciampino diretto a Capodichino. In
aeroporto Berlusconi si separerà dai suoi ministri e arriverà a piazza
Plebiscito con la sua scorta, mentre tutti gli altri - ministri e funzionari di
Palazzo Chigi - proseguiranno insieme su due pullman facendo il lungomare di
via Caracciolo. Il Consiglio dei ministri vero e proprio si terrà alle
( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 20-05-2008)
Argomenti: Monnezza
Pensionati e No
global con esponenti An e Pd e ultrà del Napoli: blocco per evitare l'apertura
del sito SEGUE DALLA PRIMA PAGINA PIETRO TRECCAGNOLI In queste ore hanno un
motivo in più per pregare. Nell'imminenza della decisione di Berlusconi che
dovrebbe sancire la trasformazione di una cava collinare in un supercassonetto
per 700mila tonnellate di monnezza, a parlare con gli insorti di Poggio
Vallesana si scopre uno strano miscuglio di rabbia, ironia, umanità speranzosa
e violenza spicciola: l'anima di Napoli. Vigilia nervosa mentre si preparano i
cortei contro il consiglio dei ministri del nuovo governo. A Cupa del Cane, ma
anche più giù, sotto i gazebo della Rotonda Titanic (nome che evoca presagi di
naufragio per la protesta) si aspetta e si parla, tanto. Tornerà il tempo delle
barricate e delle auto rovesciate, purtroppo: lo evocano le
minacciose scritte sui palazzi contro Bassolino e la
Iervolino. Le parole invece sono più controllate. Ma c'è di tutto: No global e
ultrà del Napoli, muratori in pensione e casalinghe, ragazze indaffarate a
preparare caffè e giovanotti con piercing, consiglieri di Alleanza Nazionale e
del Partito Democratico, uniti in una tenaglia bipartisan, il sindaco di
Marano (Pd) che annuncia una mozione contro i segretari provinciale e
regionale, commercianti, avvocati, studenti di Scienze Politiche. Una mamma che
dà la pappa al bambino, una coppietta guarda la tv. Su un tavolo c'è una teglia
vuota. Dai resti si capisce che era piena di maccheroni alla siciliana.
"Sì, ma oggi c'erano pure gli gnocchi". Chi ve li porta? "I
ristoranti vicini. La nostra è una battaglia che coinvolge tutti, la gente ci
aiuta". Buon appetito. Il fuoco, come sempre, cova sotto la cenere. Dei
roghi, in questo caso. Sono pronti alla resistenza. "Siamo gente
pacifica" dicono in coro. "Difendiamo il nostro territorio, per i
nostri figli, le nostre case e per tutta Napoli: Chiaiano è l'ultimo polmone
verde che c'è rimasto". E la camorra? "Ma di quale camorra
raccontate" sbottano. Infiltrati? "Nei momenti caldi della protesta
ce ne sono stati" racconta il consigliere municipale del Pd, Francesco
Iacolare. "Ma io stesso ne ho indicati molti a polizia e carabinieri che
se ne sono occupati". Andrea Faiello, presidente del Comitato per la
difesa delle cave, indica la via giudiziaria: "La magistratura è la nostra
ultima chance. Siamo pronti a iniziative per il risarcimento per i danni alla
salute e la svalutazione degli immobili". Antonio Musella del Comitato di
Chiaiano e Marano, invece, è preoccupato per le reazioni del dopo consiglio:
"Se decideranno di andare avanti, temo che quando si tornerà Chiaiano la
tensione salirà e sarà forte. Vogliamo evitarla e abbiamo chiesto un incontro
con Berlusconi, ma andrebbe bene anche Letta". Giù alla Rotonda Titanic
c'è un viavai di auto e moto, tra i genitori che vanno a prendere i figli alla
scuola dall'altra parte della strada. Se manderanno l'esercito? "Io mi
aspetto che il premier dica che la discarica non si può fare" per Giovanni
Grasso un 73enne, muratore in pensione, la speranza non muore mai. "Se
verranno mi stenderò a terra, mi dovranno portare via con la forza. Chiamerò
anche mia moglie che sta a casa". Un no pasaran che fa tenerezza più che
paura. Ma domani andrete ai cortei in centro? Il consigliere comunale di An
Marco Nonno, già in prima fila nella battaglia natalizia di Pianura, declina
l'invito: "Aspetto che si decida e poi farò sentire le mie ragioni".
Niente fuoco amico, per ora. Genny, ultrà del Napoli, con tanto di tatuaggio
sul braccio destro, ha un motivo importante per disertare: "Proprio domani
mia moglie partorisce. Vuol dire che appenderò il fiocco azzurro al
presidio". Auguri e buona fortuna.
( da "Quotidiano.net" del 20-05-2008)
Argomenti: Monnezza
I vigili del fuoco
denunciano che vengono date alle fiamme montagne di spazzatura. Un deputato
Pdl: "Sos diossina e falde acquifere" Commenta
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notte di roghi Monito Ue: "Bisogna agire subito" I vigili del fuoco
denunciano che vengono date alle fiamme montagne di spazzatura. Un deputato
Pdl: "Sos diossina e falde acquifere" Commenta Roma, 19 maggio 2008 -
"La situazione sanitaria è grave: l'Italia non deve attendere la decisione
della Corte europea per risolvere il problema, deve agire immediatamente".
Lo ha detto Barbara Helfferich, portavoce del commissario Dimas, a proposito
della crisi rifiuti di Napoli. La Commissione ha deferito il 6 maggio scorso il
nostro Paese alla Corte di giustizia europea, ma secondo Dimas non si può
attendere oltre. Intanto, ancora una notte di lavoro per polizia e vigili del
fuoco e tensioni nella città di Napoli investita dalla crisi rifiuti. I
pompieri sono stati impegnati in 75 incendi di cassonetti e immondizia giacente
in strada tra il capoluogo campano e il suo hinterland. UNA NOTTE DI FUOCO In
alcuni casi, le fiamme erano state appiccate da gruppi di persone che,
soprattutto tra i quartieri di Fuorigrotta e Bagnoli, sono scese in strada e
hanno ostruito le vie con spazzatura e masserizie. Alle 23.40 il primo blocco
con incendio in via Campegna, dove è intervenuta la polizia rimuovendo i
cassonetti, poi le fiamme e l'arrivo dei vigili del fuoco; poco dopo, roghi in
via Tiberio; a mezzanotte, rifiuti incendiati in via Costantino Grimaldi,
quartiere Poggioreale; altro blocco con incendio di rifiuti alle
( da "Stampa, La" del 20-05-2008)
Argomenti: Monnezza
Federico Geremicca
"ORA VEDIAMO COSA S'INVENTA BERLUSCONI" Non si può dire, onestamente,
che lo stato d'animo sia di chi tira un sospiro di sollievo mentre mormora
"almeno 'sta rogna gliel'abbiamo mollata". Però, certo, sotto sotto
l'animo è di chi è lì, in attesa, e pensa "adesso vediamo come se la cava
lui". Perché magari - ed è la speranza di tutti, napoletani in testa -
andrà benissimo, e Berlusconi potrà dirsi il protagonista di un'altra di quelle
imprese di cui ogni tanto si vanta: aver ripulito Napoli dall'immondizia. Ma
potrebbe anche andare meno bene, cioè com'è andata a chi ci ha messo le mani
fino ad ora, da Bassolino a De Gennaro, da Bertolaso a Iervolino. E questo dice di quanto
sia coraggiosa e insidiosa la sfida lanciata da Berlusconi: la cui faccia, da
domani, sarà inevitabilmente associata ai cumuli di rifiuti. Pare l'abbiano sconsigliato
fino all'ultimo - consiglieri romani e referenti napoletani - di tener fede
all'impegno di riunire qui il Consiglio dei ministri che darà il via,
tra l'altro, al piano per la guerra alla monnezza. La faccenda si stava facendo
- e resta - un po' rischiosa: campi rom incendiati, falò per le strade,
guaglioni della camorra in attività e due cortei già pronti per contestare la
riunione del governo (uno con Francesco Caruso). Ma Berlusconi non ha voluto
saperne: lo aveva promesso e un impegno è un impegno. A costo di portarsi
dietro tutti i ministri. Nel suo ufficio al terzo piano di un bel palazzo di
via Santa Lucia, Bassolino conferma: "A me sembra
il presidente convinto e impegnato. Ci vuole provare, e noi gli saremo al
fianco. Sa perfettamente che è una brutta grana, perché con l'emergenza rifiuti
Berlusconi ci ha già avuto a che fare tante volte: ricorderà, immagino, che
perfino io - quando lui era al governo - sono stato per tre anni suo
commissario...". E la monnezza, dunque, da domani diventa una grana
bipartizan: e già il fatto che sia bipartisan, fa tirare un fiato alle
istituzioni locali, triturate dallo scandalo dell'immondizia per le strade.
Quando poi all'immondizia sono tornati ad aggiungersi i raid notturni, i campi
rom incendiati e i pompieri presi a sassate, si è tornati ai livelli di guardia
- quelli di oggi, appunto - della prima emergenza-rifiuti, che a gennaio fece
il giro del mondo. Sistemato dietro la scrivania ultramoderna del suo ufficio
al 16° piano del Centro direzionale, Velardi - assessore regionale al Turismo e
storico consigliere di D'Alema - sostiene che le cose non starebbero così.
"Bisogna cominciare a dirsi che sono fatti diversi. La prima crisi, quella
sì, fu la crisi dei rifiuti. Questa è un'altra cosa: è la crisi della
convivenza, dello spirito pubblico che muore. Intorno alla monnezza si agitano
camorristi e ultrà, gente di Forza Nuova e quelli di Caruso, e la città ne è
travolta e anzi fa il tifo ora per questo, ora per quello... E nessuno ha i
titoli per ripristinare un principio di autorità. Bisognerebbe azzerare tutto e
ricominciare". Ieri mattina uno sciopero a tradimento dei servizi di
trasporto pubblici ha paralizzato la città. La notte prima, due ragazzi
minorenni hanno sbattuto con la moto e sono morti: naturalmente, erano senza
casco. Forse è poco pietoso aggiungere che ogni volta è un po' peggio, che
passa il tempo e la parabola della città non s'arresta. La violenza e
l'abitudine alla violenza, anzi, si radicano: e diventano cultura. Ieri Napoli
mandava in giro per il mondo film come "Morte di un matematico
napoletano" o il "Ricomincio da tre" di Troisi. Oggi a Cannes ci
va "Gomorra". E non c'è niente da dire. "A fine mese torna a
Napoli il Re di Spagna. E ci siamo appena aggiudicati il Festival internazionale
del Teatro, 200 spettacoli, 15 Paesi coinvolti, comincia il 6 giugno -
gesticola Bassolino per dire che Napoli non è solo
immondizia, come ieri si diceva che Napoli non era Calcutta, ed è un paragone
che è prudente non rifare -. In più, è imminente il restauro del San Carlo. Noi
ci abbiamo messo 50 milioni di euro, è il più importante intervento dal
1737...". La parte finale della Riviera di Chiaia, la strada parallela
all'incantevole lungomare, è colma di immondizia: il vento che viene dai Campi
Flegrei ne spalma la puzza e magari la spinge fin lì, a piazzetta Trieste e
Trento, al San Carlo, appunto. Nei quartieri di periferia, dove un teatro
nemmeno c'è, è peggio: si sguazza in un pantano di reciproche illegalità e poi
ci si meraviglia che si arriva al punto che la gente applaude i guaglioni che
danno fuoco ai campi rom. Una miscela esplosiva. Napoli ha conosciuto altri
precipizi, il colera negli Anni 70 e il terremoto dell'80, gli omicidi di Prima
Linea e le stragi di camorra: ma si rialzava e reagiva, aggrappandosi a
qualunque cosa - dal teatro di Eduardo a Maradona - per mandare di sé
un'immagine positiva e viva. Oggi, tra rassegnazione e rabbia, non sembrano
esserci stazioni intermedie... Ed è in una polveriera così che Berlusconi ha
deciso di giocarsi un po' della faccia del suo quarto governo. "E noi
dovremo collaborare - assicura Velardi -. Anzi, dovremo essere il suo braccio
operativo qui. Solo una cosa il Cavaliere deve aver chiara: che quanto più
forti sono le aspettative che si suscitano, tanto più forte sarà la rabbia per
un fallimento. E' un'equazione matematica. E' quella, in fondo, che qui ha già
tramortito un'intera classe dirigente".