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DOSSIER “MONNEZZE”

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I RIFIUTI E LA LINEA IERVOLINO La battaglia decisiva di Angelo Panebianco (Il Corriere della sera 20-5-2008)

Roghi e raccolta straordinaria Napoli si prepara per il governo. Il procuratore Grasso: "La camorra approfitta dalla politica che non agisce" (La Repubblica 20-5-2008)


 

I RIFIUTI E LA LINEA IERVOLINO La battaglia decisiva di Angelo Panebianco (Il Corriere della sera 20-5-2008)

 

Dovrebbe essere ormai chiaro a tutti (ma forse così non è) che in Campania, nella drammatica vicenda dei rifiuti, nelle prossime settimane e nei prossimi mesi non sarà in gioco solo la credibilità del neonato governo Berlusconi. L'immagine internazionale del Paese è stata orribilmente sfigurata a causa di quella vicenda. Senza un immediato e radicale cambio di rotta, senza un vero avvio di soluzione del problema, rischiamo di non potere mai più ridare (parole di sapore antico ma, credo, calzanti) l'onore perduto all'Italia. Di fronte al mondo come di fronte a noi stessi.

Occorre una grande concordia di intenti, una ferrea volontà di coordinamento degli sforzi fra tutte le istituzioni che contano, da quelle politiche (a tutti i livelli), a quelle ammini-strative, a quelle giudiziarie. Possibilmente, con l'impegno e il sostegno dell'intera società, della Chiesa, dei mezzi di comunicazione, eccetera. Anche perché si è ormai capito che la possibilità o meno di affrontare con successo la questione dei rifiuti dipenderà in larga misura dagli esiti del braccio di ferro fra lo Stato democratico e la camorra (che non intende rinunciare all'ultra-redditizio business dei rifiuti) per il controllo del territorio campano: una sfida che lo Stato democratico potrebbe benissimo perdere.

C'è dunque, finalmente, quella concordia di intenti? Solo in parte, a quanto sembra. Se il presidente della Regione campana Antonio Bassolino si dichiara pronto a cooperare lealmente con il governo, altri sembrano, incredibilmente, ignari della gravità della situazione. È impressionante, ad esempio, il resoconto ( La Stampa, 19 maggio) dello stillicidio di intralci posti, negli ultimi mesi, da alcune procure campane all'attività del commissario Gianni De Gennaro, al suo disperato tentativo di tamponare l'emergenza. Ed è ugualmente impressionante il contenuto dell'intervista rilasciata ieri al Corriere non da un passante ma dal sindaco di Napoli, Rosa Russo Iervolino. Invece di appellarsi ai suoi cittadini perché collaborino con le pubbliche autorità, invece di lasciare da parte le polemiche e invitare tutte le istituzioni all'azione concorde, la Iervolino (rendendo così poco credibile la sua stessa dichiarazione di voler cooperare col governo) non rinuncia a sottolineare il suo ruolo di «antagonista » di Berlusconi e della maggioranza. Con varie battute sarcastiche, come quella sulla proposta di tenere segreti i siti delle discariche: «Che facciamo? Vestiamo gli operai da Cappuccetto Rosso e camuffiamo le scavatrici da carri di Babbo Natale?». Si vede che al sindaco di Napoli mette allegria stare seduta sulla tolda del Titanic.
La storia insegna che nelle grandi tragedie un ruolo importante, in negativo, lo svolge sovente l'inadeguatezza politica di chi occupa rilevanti posizioni pubbliche.

A Napoli e dintorni è in corso da mesi una sorta di guerriglia «a bassa intensità », scontri fra dimostranti e polizia, roghi di cassonetti, eccetera. Forse la camorra, come anche nella vicenda dell'assalto al campo Rom, sta mandando un messaggio al governo e, in realtà, all'intera società italiana, un messaggio del tipo «questo è territorio nostro, non provatevi a mettervi di mezzo». Sarà difficile per chicchessia mettersi di mezzo se le istituzioni non remeranno tutte con lo stesso ritmo e nella stessa direzione.

20 maggio 2008

 

 


Roghi e raccolta straordinaria Napoli si prepara per il governo. Il procuratore Grasso: "La camorra approfitta dalla politica che non agisce" (La Repubblica 20-5-2008)

Nella notte dati alle fiamme una quarantina di cassonetti in varie zone della città. Il centro è stato ripulito invece in vista del primo consiglio dei ministri.

 

NAPOLI - Silvio Berlusconi prepara la missione a Napoli e Napoli si prepara, nel bene e nel male, ad "accogliere" il premier. Alla vigilia del primo Consiglio dei ministri che il Cavaliere ha deciso di convocare nel capoluogo campano per dare visibilità alla volontà del governo di risolvere quanto prima l'emergenza rifiuti, il centro storico è stato ripulito, ma in generale la situazione in città rimane estremamente tesa con nuovi incendi di cumuli di immondizia e ben nove manifestazioni convocate in città per domani.

Nella notte i vigili del fuoco sono dovuti intervenire per domare le fiamme appiccate a una quarantina di cassonetti. Lavoro pesante che solo la pioggia caduta abbondante non ha reso ancora peggiore. Le proteste continuano anche in altri comuni della regione. A Eboli, ad esempio, in contrada Coda di Volpe, nella piana del Sele, anche questa mattina i cittadini, insieme al sindaco Martino Melchionda e al parroco della chiesa di San Vito don Daniele Peron, si sono recati davanti alla discarica dissequestrata sabato scorso dalla magistratura e che secondo quanto stabilito dal commissario Gianni De Gennaro dovrebbe accogliere 25 mila tonnellate di balle prodotte dagli impianti regionali di combustibile da rifiuti. I manifestanti sono stati fermati a circa un chilometro dall'ingresso, che è presidiato dalle forze dell'ordine.

A Napoli, accanto al permanere di molte situazioni critiche, prosegue il tentativo di togliere i rifiuti dalla strada attraverso la raccolta straordinaria. I mezzi dell'Asia, l'azienda che gestisce il servizio in città, hanno lavorato anche in mattinata per ripulire le vie. Per terra rimangono ancora 2900 tonnellate di immondizia, meno delle 3500 presenti ieri e ancor meno delle 4200 di domenica e delle cinquemila che c'erano soltanto sabato scorso.

Continuando così, e se non ci saranno intoppi nella delicata catena dello smaltimento, al ritmo di 6/700 tonnellate raccolte al giorno oltre al quantitativo ordinario, si punta a smaltire il pregresso entro la fine della settimana. Il servizio sta procedendo in maniera uniforme, privilegiando le zone di maggiore sofferenza, ma forse non è un caso che il centro cittadino che si appresta a ospitare domani il primo Consiglio dei ministri del governo Berlusconi si presenti pulito come non lo era da giorni. Anche l'aria che si respira è migliore, priva dei miasmi e della puzza di bruciato conseguenza dei roghi appiccati alle montagne di cumuli nei giorni scorsi.

Intanto il procuratore nazionale antimafia Piero Grasso è tornato a sottolineare il ruolo della criminalità organizzata nell'emergenza rifiuti, avvertendo però che di quanto accaduto in questi ultimi mesi non tutto può essere attribuito agli interessi della camorra. Per Grasso i clan hanno certamente influenzato la situazione, ma "se siamo arrivati a questo è per la mancanza di scelte della politica. Si potevano fare tante cose, dalla raccolta differenziata ai termovalorizzatori, ma non facendo nulla per non scontentare nessuno siamo arrivati a questo punto".

(20 maggio 2008)


Report "Monnezze"

Galan: no all'immondizia in arrivo dalla campania ( da "Repubblica, La" del 20-05-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: Che i rifiuti vadano a casa della Iervolino e di Bassolino - ha incalzato Galan - fino a quando non decideranno di essere loro a fare un gesto serio che gli restituirebbe forse una piccolissima parte di dignità". Galan si è detto certo per la risoluzione del problema rifiuti in Campania il governo presenterà un progetto serio.

"il governo mandi via bassolino" - roberto fuccillo ( da "Repubblica, La" del 20-05-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: Insomma via Bassolino, ci deve pensare il governo. Tesi che trova qualche adepto. Ecco così Francesco Pionati dell'Udc: "é sacrosanto che Bassolino, responsabile numero uno dell'emergenza, se ne vada a casa". Stessa richiesta, "via Iervolino e Bassolino", viene da Alessandra Mussolini, che aggiunge: "Sentire Bassolino invocare oggi una comunione di forze,

Alloggerà in una suite da 4.000 euro Ma non potrà fare a meno della collaborazione di Bassolino e del sindaco Iervolino ( da "Unita, L'" del 20-05-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: Stai consultando l'edizione del Alloggerà in una suite da 4.000 euro Ma non potrà fare a meno della collaborazione di Bassolino e del sindaco Iervolino.

Napoli, arriva Berlusconi e partono i rifiuti L'Europa: agire subito. Domani il Cdm, ma il premier annaspa e pensa a una task force Bertolaso-Contini ( da "Unita, L'" del 20-05-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: Iervolino e Bassolino. I quali avvertono che ci vorranno almeno due anni per vedere la luce, quindi il governo deve puntare alla collaborazione fra istituzioni (e i magistrati) per non trovarsi di fronte alle barricate sui siti scelti per le discariche, come quelle che la popolazione annuncia a Chiaiano.

LA BATTAGLIA DECISIVA ( da "Corriere della Sera" del 20-05-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: Rosa Russo Iervolino. Invece di appellarsi ai suoi cittadini perché collaborino con le pubbliche autorità, invece di lasciare da parte le polemiche e invitare tutte le istituzioni all'azione concorde, la Iervolino (rendendo così poco credibile la sua stessa dichiarazione di voler cooperare col governo) non rinuncia a sottolineare il suo ruolo di "

Rifiuti, la "bacchetta" di Berlusconi: esercito e ancora discariche ( da "Liberazione" del 20-05-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: Rosa Russo Iervolino. Concorda il vicepresidente vicario del Popolo delle libertà alla Camera, Italo Bocchino. Per Francesco Pionati (Udc), "la camorra non può diventare l'alibi del malgoverno regionale". Il ministro della Difesa Ignazio La Russa non esclude che possa venir usato anche l'esercito per riportare Napoli e Campania alla normalità,

Campania, Chernobyl chimica: campi riempiti per anni di rifiuti tossici ( da "Liberazione" del 20-05-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: rifiuti sono solo il sintomo di una malattia che dura da 15 anni Campania, Chernobyl chimica: campi riempiti per anni di rifiuti tossici Sabina Morandi La ricetta di Berlusconi per risolvere la crisi dei rifiuti è presto detta: una decina di nuove discariche imposte manu militari e inceneritori a go go per bruciare legalmente quello che i cittadini di Napoli bruciano illegalmente.

La gente che esce dalle case, prova a far finta di nulla, ( da "Tempo, Il" del 20-05-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: il primo cumulo e un cartello ironico scritto da una mano anonima con un pennarello: "Alimentari Iervolino, super offerta: 5 kg di monnezza a 1,50 euro". Almeno si riesce anche a sorridere. Via Posillipo, qui l'emergenza la vedono in tv. Due cassonetti della raccolta differenziata, come colonne d'Ercole, danno il benvenuto. La via striscia come un serpente lungo la verde collina.

Roma, Nordest ( da "Manifesto, Il" del 20-05-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: "Ma un piano serio deve prevedere prima di tutto le dimissioni di Bassolino e Iervolino, che sono i primi responsabili di questa tragedia nazionale", ha aggiunto poi. Morale della favola: sì ai rifiuti meridionali, ma solo quelli di destra.

Piano vecchio e nuove proteste, e De Gennaro perse la battaglia ( da "Manifesto, Il" del 20-05-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: una delle oasi felici per gli sversamenti illegali delle ecomafie. Nei suoi 100 giorni con deroga il commissario è riuscito solo ad aprire Ferrandelle, che però non si è potuta trasformare in quella pattumiera da un milione di tonnellate tanto agognata, si ferma forse a 400. Dovrebbe essere sostituita da Chiaiano, 700 mila tonnellate, ma le barricate già pronte aspettano solo gli "

Palermo Le tappe più significative della storia di Cosa Nostra - dal latifondismo ai traffici internazionali -, una vera e propria morfologia della mafia dei nostri giorni ( da "Liberazione" del 20-05-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: Roma La violenza sotterranea ed invisibile delle ecomafie raccontata come in un reportage di guerra: Biutiful Cauntri di Esmeralda Calabria, Andrea D'Ambrosio e Peppe Ruggiero alle 16.30 Biblioteca Elsa Morante in via A. Cozza 7. E dibattito con Peppe Ruggiero, Valentina Romoli dell'Osservatorio regionale Ambiente e legalità e Ferdinando Secchi di Libera.

Fantini: <Basta titubanze, ora servono fermezza e decisione> ( da "Campanile, Il" del 20-05-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: Bene Bassolino sul dialogo istituzionale con Berlusconi. La Iervolino? Distante dai problemi di Napoli" Onorevole Antonio Fantini, segretario campano dei Popolari-Udeur, cosa ne pensa del Piano "anti-rifiuti" che il governo è in procinto di varare?

Rifiuti, l'Ue soffia sul fuoco ( da "Campanile, Il" del 20-05-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: perché "neanche a Berlusconi interessa una destabilizzazione della situazione a Napoli". D'accordo il sindaco del capoluogo partenopeo, Rosa Russo Iervolino: "Continuiamo a dialogare con il governo. Con Berlusconi e Gianni Letta. La loro collaborazione è un ancora di speranza. Il Comune farà l'impossibile". (20-05-2008).

Ora pulisce la camorra ( da "Tempo, Il" del 20-05-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: il primo cumulo e un cartello ironico scritto da una mano anonima con un pennarello: "Alimentari Iervolino, super offerta: 5 kg di monnezza a 1,50 euro". Almeno si riesce anche a sorridere. Via Posillipo, qui l'emergenza la vedono in tv. Due cassonetti della raccolta differenziata, come colonne d'Ercole, danno il benvenuto. La via striscia come un serpente lungo la verde collina.

E il governo arriverà in torpedone ( da "Repubblica, La" del 20-05-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: Anche se la legge prevede la possibilità che il presidente di una Regione, se invitato, possa partecipare al Consiglio dei ministri nel caso si discutano questioni attinenti al suo territorio. è invece confermato l'incontro tra il ministro dell'Interno Maroni e il sindaco Rosa Russo Iervolino a palazzo San Giacomo, sede del Comune. (f. b.).

L'attesa ( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 20-05-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: lo evocano le minacciose scritte sui palazzi contro Bassolino e la Iervolino. Le parole invece sono più controllate. Ma c'è di tutto: No global e ultrà del Napoli, muratori in pensione e casalinghe, ragazze indaffarate a preparare caffè e giovanotti con piercing, consiglieri di Alleanza Nazionale e del Partito Democratico, uniti in una tenaglia bipartisan,

Napoli, un'altra notte di roghi Monito Ue: "Bisogna agire subito" ( da "Quotidiano.net" del 20-05-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: Rosa Russo Iervolino, nell'intervista pubblicata oggi da Repubblica. E a scorgere l'ombra della camorra dietro i disordini di Napoli, è anche il vicepresidente vicario del Pdl alla Camera, Italo Bocchino: "alzando lo scontro sociale - spiega l'esponente del Pdl - la camorra spera di ottenere un intervento con finanziamenti a pioggia per l'

ORA VEDIAMO COSA S'INVENTA BERLUSCONI ( da "Stampa, La" del 20-05-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: Bassolino a De Gennaro, da Bertolaso a Iervolino. E questo dice di quanto sia coraggiosa e insidiosa la sfida lanciata da Berlusconi: la cui faccia, da domani, sarà inevitabilmente associata ai cumuli di rifiuti. Pare l'abbiano sconsigliato fino all'ultimo - consiglieri romani e referenti napoletani - di tener fede all'impegno di riunire qui il Consiglio dei ministri che darà il


Articoli

Galan: no all'immondizia in arrivo dalla campania (sezione: Monnezze)

( da "Repubblica, La" del 20-05-2008)

Argomenti: Monnezza

Pagina IV - Napoli Il caso Galan: no all'immondizia in arrivo dalla Campania Il presidente del Veneto, Giancarlo Galan, dice "no" alla richiesta di accogliere 40 mila tonnellate di rifiuti dalla Campania, rivoltagli dal commissario straordinario Gianni De Gennaro. "Sabato non ero presente - ha detto Galan - , ma gli risponderò tra poco che non me lo sogno neppure fino a quando non vedrò un piano serio". Se questo piano dovesse uscire dalla riunione di governo, ha proseguito il presidente, "lo valuterò e darò una risposta. Ma per ora non se ne parla neppure". "Che i rifiuti vadano a casa della Iervolino e di Bassolino - ha incalzato Galan - fino a quando non decideranno di essere loro a fare un gesto serio che gli restituirebbe forse una piccolissima parte di dignità". Galan si è detto certo per la risoluzione del problema rifiuti in Campania il governo presenterà un progetto serio. Un piano tuttavia che, secondo il governatore veneto, dovrebbe partire "dalle dimissioni di Bassolino e della Iervolino".

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"il governo mandi via bassolino" - roberto fuccillo (sezione: Monnezze)

( da "Repubblica, La" del 20-05-2008)

Argomenti: Monnezza

Pagina IV - Napoli "Il governo mandi via Bassolino" Di Pietro torna alla carica. Rotondi: non è tempo di regolamento di conti E il coordinatore regionale dell'Idv Formisano: "Non riapriamo questa vicenda" ROBERTO FUCCILLO "BASSOLINO faccia un passo indietro". Alla vigilia della discesa a Napoli di Berlusconi, e mentre il presidente della Regione invoca un patto di collaborazione col premier, ecco che su Palazzo Santa Lucia torna a sparare Antonio Di Pietro. Il leader di "Italia dei valori" non ha mai smesso in campagna elettorale di perorare la necessità che Bassolino si dimettesse. Oggi lo ripete: "Sono convinto che quando la nave perde la rotta è inutile prendersela con il fato. La responsabilità è di chi guida la nave. Bassolino deve fare un passo indietro". Detto questo, "le direttive le deve dare il governo e ora la patata bollente è in mano a Berlusconi. Noi siamo per non mettere il bastone tra le ruote all'azione dell'esecutivo. Vogliamo vedere la sua proposta, per il bene di Napoli che sta affogando". Insomma via Bassolino, ci deve pensare il governo. Tesi che trova qualche adepto. Ecco così Francesco Pionati dell'Udc: "é sacrosanto che Bassolino, responsabile numero uno dell'emergenza, se ne vada a casa". Stessa richiesta, "via Iervolino e Bassolino", viene da Alessandra Mussolini, che aggiunge: "Sentire Bassolino invocare oggi una comunione di forze, quando per 15 anni è stato tra chi ha imposto l'egemonia politica della sinistra su ogni scelta in città e in regione, suona come un insulto". Però il governo frena. Dice Gianfranco Rotondi: "Non è tempo di regolamenti di conti ma di risolvere l'emergenza dei rifiuti nella corretta collaborazione istituzionale". Idem Fabrizio Cicchitto, capogruppo alla Camera del Pdl: "Un passo indietro di Iervolino e Bassolino? Siamo in una situazione in cui serve una corresponsabilità di tutti, una effettiva collaborazione con il governo degli enti locali che hanno responsabilità enormi". Il Pd, con Paolo Gentiloni, ne conviene: "Mi sembra doveroso ricercare la collaborazione sull'emergenza rifiuti". Resta l'attacco di Di Pietro. Peraltro sconosciuto ai suoi. Al Centro direzionale i consiglieri regionali del partito, peraltro ancora in maggioranza, non ne sapevano nulla. E Nello Formisano, coordinatore regionale, valuta che "non abbiamo motivi particolari per riaprire una vicenda che non mi pare attuale. Penso che Di Pietro volesse soprattutto sostenere la seconda parte del suo discorso, ovvero la necessità che della cosa ora si occupi Berlusconi". Invita alla calma Formisano. E intanto disdice la direzione regionale prevista per ieri sera. Riunione che doveva sciogliere il dilemma di una linea contro la discarica di Chiaiano, propugnata dai consiglieri comunali di Napoli, ma non dalla direzione del partito. Intanto la questione del dialogo Berlusconi-Bassolino è talmente in piedi che il deputato Pdl Marcello Taglialatela quasi sfida il governatore ad allargarlo: "Gli ho scritto per proporgli di collaborare col governo anche sul miglior utilizzo dei fondi europei".

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Alloggerà in una suite da 4.000 euro Ma non potrà fare a meno della collaborazione di Bassolino e del sindaco Iervolino (sezione: Monnezze)

( da "Unita, L'" del 20-05-2008)

Argomenti: Monnezza

Stai consultando l'edizione del Alloggerà in una suite da 4.000 euro Ma non potrà fare a meno della collaborazione di Bassolino e del sindaco Iervolino.

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Napoli, arriva Berlusconi e partono i rifiuti L'Europa: agire subito. Domani il Cdm, ma il premier annaspa e pensa a una task force Bertolaso-Contini (sezione: Monnezze)

( da "Unita, L'" del 20-05-2008)

Argomenti: Monnezza

Stai consultando l'edizione del Napoli, arriva Berlusconi e partono i rifiuti L'Europa: agire subito. Domani il Cdm, ma il premier annaspa e pensa a una task force Bertolaso-Contini di Natalia Lombardo / Roma CAMERA CON VISTA su una città ferita. Il Consiglio dei ministri "simbolico" voluto da Berlusconi si terrà domani a Napoli. Sul tavolo due "pacchetti" certi: sicurezza e abolizione dell'Ici; sui rifiuti l'occhio severo della Ue, per Silvio IV il dialogo con le istituzioni locali tanto vituperate, Comune e Regione, a questo punto è una necessità se non un'emergenza. Il terzo consiglio dei ministri, sbandierato da Berlusconi in campagna elettorale, ha messo in subbuglio la città. Si riunirà alle 11,30 nella sede della Prefettura in una piazza del Plebiscito blindata. Entro domani, come ha assicurato il sindaco Rosa Russo Iervolino, i cumuli di spazzatura incendiati in centro saranno tolti - in parte spediti in Germania - , ma il clima è teso: e Berlusconi "San Gennaro" avrà nove cortei sotto il naso... Il premier, rimasto come tutti i lunedì ad Arcore, è consapevole delle difficoltà: "So che su di me ci sono delle attese enormi. Ma non deluderò, statene certi", avrebbe detto ieri contando sul mito di se stesso come Vincitore. E sa che "all'opinione pubblica non vanno dati segnali ma decisioni". Insomma, "ci mette la faccia" e non vuole perdere la "partita più importante" contro la "monnezza". Ma negli ultimi roghi Italo Bocchino, vicecapogruppo del Pdl alla Camera, ci vede "le manine della camorra", che punta "ad alzare la tensione per costringere il governo a crescere gli stanziamenti per poi assicurarsi la gestione dei lavori di smaltimento". Il premier e i ministri arriveranno con l'Airbus di Stato a Capodichino, e da lì saranno portati in pullman alla Prefettura. Evitati i contatti con la piazza, anche se Berlusconi ha sempre a disposizione la suite da 350 metri quadri da 4200 euro a notte all'Hotel Vesuvio: vista mare, piscina in camera, giardino pensile e idromassaggi. L'immaginario berlusconiano si scontra con la realtà esplosiva di Napoli. L'unico provvedimento che può filare liscio è quello fiscale: abolizione dell'Ici e l'avvio degli sgravi per gli straordinari. Sul pacchetto sicurezza Berlusconi non sarebbe contrario al reato di immigrazione clandestina, ma deve fare i conti con la contrarietà del Capo dello Stato e dell'opposizione (Udc compresa). Irritato dalle accuse spagnole, Silvio tenta di ricucire il rapporto con Gheddafi per un incontro a breve. L'Italia inoltre è sotto l'occhio vigile della Ue: dal dibattito straordinario a Strasburgo sui Rom, alll'emergenza rifiuti. Da Bruxelles è arrivato l'avviso del commissario all'Ambiente Stavros Dimas: "L'Italia deve agire subito per evitare rischi alla salute pubblica". Berlusconi vorrebbe creare una "task force" probabilmente guidata da Guido Bertolaso con il Dipartimento di Protezione civile di Palazzo Chigi. E Barbara Contini potrebbe passare dall'esperienza irachena a quella di "negoziatore" con la popolazione campana... A De Gennaro un nuovo incarico. Al lavoro anche il sottosegretario alla Salute, Fazio (che contiene l'allarmismo infezioni) e il ministero dell'Ambiente che dovrebbe dirottare le risorse all'emergenza campana (in tutto sei miliardi di euro). Berlusconi, a malincuore, sa di non avere la "bacchetta magica" e che dovrà ascoltare chi ha accusato in campagna elettorale. Iervolino e Bassolino. I quali avvertono che ci vorranno almeno due anni per vedere la luce, quindi il governo deve puntare alla collaborazione fra istituzioni (e i magistrati) per non trovarsi di fronte alle barricate sui siti scelti per le discariche, come quelle che la popolazione annuncia a Chiaiano. Così il ministro dell'Interno, Maroni, incontrerà il sindaco Iervolino dopo il Cdm. Il presidente della Regione, Bassolino, sta cercando di creare un link fra De Gennaro e i sindaci dei paesi sui quali gravano le discariche. I contatti fra il Governatore e il Commissario sono continui, e ieri sono stati intensi anche quelli con Palazzo Chigi anche per l'organizzazione del Cdm "evento".

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LA BATTAGLIA DECISIVA (sezione: Monnezze)

( da "Corriere della Sera" del 20-05-2008)

Argomenti: Monnezza

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Prima Pagina - data: 2008-05-20 num: - pag: 1 autore: di ANGELO PANEBIANCO categoria: REDAZIONALE I RIFIUTI E LA LINEA IERVOLINO LA BATTAGLIA DECISIVA D ovrebbe essere ormai chiaro a tutti (ma forse così non è) che in Campania, nella drammatica vicenda dei rifiuti, nelle prossime settimane e nei prossimi mesi non sarà in gioco solo la credibilità del neonato governo Berlusconi. L'immagine internazionale del Paese è stata orribilmente sfigurata a causa di quella vicenda. Senza un immediato e radicale cambio di rotta, senza un vero avvio di soluzione del problema, rischiamo di non potere mai più ridare (parole di sapore antico ma, credo, calzanti) l'onore perduto all'Italia. Di fronte al mondo come di fronte a noi stessi. Occorre una grande concordia di intenti, una ferrea volontà di coordinamento degli sforzi fra tutte le istituzioni che contano, da quelle politiche (a tutti i livelli), a quelle ammini-strative, a quelle giudiziarie. Possibilmente, con l'impegno e il sostegno dell'intera società, della Chiesa, dei mezzi di comunicazione, eccetera. Anche perché si è ormai capito che la possibilità o meno di affrontare con successo la questione dei rifiuti dipenderà in larga misura dagli esiti del braccio di ferro fra lo Stato democratico e la camorra (che non intende rinunciare all'ultra-redditizio business dei rifiuti) per il controllo del territorio campano: una sfida che lo Stato democratico potrebbe benissimo perdere. C'è dunque, finalmente, quella concordia di intenti? Solo in parte, a quanto sembra. Se il presidente della Regione campana Antonio Bassolino si dichiara pronto a cooperare lealmente con il governo, altri sembrano, incredibilmente, ignari della gravità della situazione. è impressionante, ad esempio, il resoconto ( La Stampa, 19 maggio) dello stillicidio di intralci posti, negli ultimi mesi, da alcune procure campane all'attività del commissario Gianni De Gennaro, al suo disperato tentativo di tamponare l'emergenza. Ed è ugualmente impressionante il contenuto dell'intervista rilasciata ieri al Corriere non da un passante ma dal sindaco di Napoli, Rosa Russo Iervolino. Invece di appellarsi ai suoi cittadini perché collaborino con le pubbliche autorità, invece di lasciare da parte le polemiche e invitare tutte le istituzioni all'azione concorde, la Iervolino (rendendo così poco credibile la sua stessa dichiarazione di voler cooperare col governo) non rinuncia a sottolineare il suo ruolo di "antagonista " di Berlusconi e della maggioranza. Con varie battute sarcastiche, come quella sulla proposta di tenere segreti i siti delle discariche: "Che facciamo? Vestiamo gli operai da Cappuccetto Rosso e camuffiamo le scavatrici da carri di Babbo Natale?". Si vede che al sindaco di Napoli mette allegria stare seduta sulla tolda del Titanic. La storia insegna che nelle grandi tragedie un ruolo importante, in negativo, lo svolge sovente l'inadeguatezza politica di chi occupa rilevanti posizioni pubbliche. A Napoli e dintorni è in corso da mesi una sorta di guerriglia "a bassa intensità ", scontri fra dimostranti e polizia, roghi di cassonetti, eccetera. Forse la camorra, come anche nella vicenda dell'assalto al campo Rom, sta mandando un messaggio al governo e, in realtà, all'intera società italiana, un messaggio del tipo "questo è territorio nostro, non provatevi a mettervi di mezzo". Sarà difficile per chicchessia mettersi di mezzo se le istituzioni non remeranno tutte con lo stesso ritmo e nella stessa direzione.

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Rifiuti, la "bacchetta" di Berlusconi: esercito e ancora discariche (sezione: Monnezze)

( da "Liberazione" del 20-05-2008)

Argomenti: Monnezza

Domani Consiglio dei ministri sotto il Vesuvio Rifiuti, la "bacchetta" di Berlusconi: esercito e ancora discariche Frida Nacinovich Il problema principale è il caldo, che potrebbe trasformare l'emergenza rifiuti di Napoli in autentica emergenza sanitaria. Il problema numero due è quale spiegazione dare ai cittadini. Impossibile dire che è tutta colpa del governo Prodi, la carta è già stata giocata in campagna elettorale. Insistere potrebbe aver uno spiacevole effetto boomerang. Che fare allora? A palazzo Chigi si pensa a nuove discariche, all'esercito per proteggerle, soprattutto a salvare la faccia. Perché Silvio Berlusconi si è impegnato a fare il primo consiglio dei ministri a Napoli, a sciogliere - magari con un colpo di bacchetta magica - il nodo dello smaltimento dei rifiuti. Un' "emergenza" che aspetta risposte almeno da dieci anni e quattro governi, di centrodestra e di centrosinistra. Tutto questo re Silvio lo sa. Per questo si rivolge ai suoi ministri: "Guardate che se non risolviamo in tempi brevi il problema - avverte - la colpa ricadrà solo su di noi. Anzi, solo su di me. Nessuno potrà dire che è il frutto della passata malagestione. Bisogna sbrigarci, anche costringendo i sindaci dei comuni ad accettare i nuovi siti". Il governo si preoccupa, l'Unione europea avvisa per l'ennesima volta l'Italia: così non va. Il governo ombra, pacatamente e serenamente, fa notare che la situazione non è buona e la soluzione non è vicina. Interviene il ministro ombra dell'Ambiente, Ermete Realacci: "Il consiglio dei ministri che doveva avere al centro l'emergenza rifiuti - spiega - si sta via via caricando di altri contenuti. Un segnale molto chiaro del fatto che non hanno soluzioni semplici e praticabili". La parola d'ordine nella maggioranza è parlare il meno possibile, anzi parlare d'altro. Il ministro per l'Attuazione del programma Gianfranco Rotondi arriva a sostenere che nel Cdm di Napoli non verrà proprio affrontata la questione rifiuti. Come se non ci fossero. Come se il Consiglio dei ministri fosse stato convocato a Napoli per caso. Perché quella del Vesuvio è sempre una visione suggestiva. Ma in città c'è crisi, grossa crisi, Berlusconi lo sa benissimo. Le ultime notizie anticipano che Ferruccio Fazio presenterà il "piano salute". Preoccupato soprattutto per la leptospirosi portata dai topi, il sottosegretario annuncia: "Stiamo preparando un piano dettagliato che si articolerà in tre punti: informazione della popolazione, formazione degli operatori medici, monitoraggio della situazione". Intanto da Bruxelles Barbara Helfferich, portavoce del commissario Dimas, avverte che "la situazione sanitaria è grave: l'Italia non deve attendere la decisione della Corte europea per risolvere il problema, deve agire immediatamente". I continui richiami dell'Ue fanno dell'Italia l'asino della classe. Dall'immigrazione al pogrom dei rom, dai rifiuti alle violazioni ambientali. Bruxelles avvisa Roma che i debiti scolastici stanno aumentato. Proteste a Eboli mentre a Napoli si perde il conto dei roghi. Nella notte i pompieri sono stati impegnati in 75 incendi di cassonetti e immondizia. "Dietro i roghi c'è la camorra", afferma la prima cittadina di Napoli, Rosa Russo Iervolino. Concorda il vicepresidente vicario del Popolo delle libertà alla Camera, Italo Bocchino. Per Francesco Pionati (Udc), "la camorra non può diventare l'alibi del malgoverno regionale". Il ministro della Difesa Ignazio La Russa non esclude che possa venir usato anche l'esercito per riportare Napoli e Campania alla normalità, come del resto è già stato fatto dal commissario straordinario Gianni De Gennaro. Staremo a vedere, perché le forze armate hanno fatto riservatamente sapere di essere un po' freddine ad assumere il ruolo di spazzini. Tant'è. Il governatore della Campania Antonio Bassolino confessa di puntare come "unica possibilità" in una collaborazione di governo per un partito trasversale del sì. E a questo "partito" si iscrive anche l'ex ministro delle Infrastrutture Antonio Di Pietro, convinto che "Bassolino debba fare un passo indietro". Per Di Pietro "Italia dei Valori e Partito democratico hanno perso le elezioni e devono fare opposizione. Questa idea del dialogo tra Veltroni e Berlusconi rischia di fare confusione". Ma sulla drammatica situazione dei rifiuti a Napoli invece si tratta di collaborare "se Berlusconi farà le cose giuste". Silvio pensaci tu. In Campania l'emergenza è infinita, la camorra continua a fare affari. Eppure, proprio nel pieno dell'ennesimo allarme sociale, il romanzo e il film che raccontano, senza sconti, questo inferno contemporaneo ottengono un clamoroso successo: Gomorra versione libro è da tempo in cima alle classifiche, il film è uscito in settimana e ha sbancato il botteghino. Morale della brutta favola, il caso Napoli è diventato di interesse europeo. Il governo Berlusconi domani si riunisce sotto il Vesuvio senza avere annunciato, ad oggi, una ricetta per allentare l'emergenza. Sta per uscire un coniglio dalla corona di re Silvio o si deve ricorrere a San Gennaro? 20/05/2008.

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Campania, Chernobyl chimica: campi riempiti per anni di rifiuti tossici (sezione: Monnezze)

( da "Liberazione" del 20-05-2008)

Argomenti: Monnezza

L'emergenza rifiuti sono solo il sintomo di una malattia che dura da 15 anni Campania, Chernobyl chimica: campi riempiti per anni di rifiuti tossici Sabina Morandi La ricetta di Berlusconi per risolvere la crisi dei rifiuti è presto detta: una decina di nuove discariche imposte manu militari e inceneritori a go go per bruciare legalmente quello che i cittadini di Napoli bruciano illegalmente. L'ennesimo piano d'emergenza si muove del resto nel solco tracciato da Romano Prodi che, il 20 febbraio scorso, ha autorizzato la combustione delle ecoballe accumulate nel termovalorizzatore di Acerra contro il parere espresso dalla magistratura e dagli esperti che le avevano analizzate. Bruciandole si otterrà la stessa diossina che si ottiene dando fuoco ai cassonetti, però su scala industriale e con grandi profitti visto che, fra l'altro, per questo servizio verranno anche dispensate le agevolazioni tariffarie destinate alle energie rinnovabili. Ancora una volta i rifiuti urbani di Napoli vengono identificati con l'emergenza regionale mentre, in realtà, sono solo il sintomo di una malattia che è stata lasciata aggravarsi per 15 anni e che ora sta entrando nella fase terminale. Insomma, i sacchetti sono in strada perché le discariche più o meno legali situate in tutta la Regione sono state riempite di rifiuti tossici, come ha scoperto lo stesso De Gennaro, mentre il "rischio sanitario" di cui parlano i medici di Napoli, per la provincia è già una certezza. Si tratta, secondo Donato Ceglie, magistrato della Procura di Santa Maria Capua Venere, di una vera e propria Chernobyl chimica provocata dai rifiuti che sono stati seppelliti, abbandonati o semplicemente sparsi nei campi della Regione un tempo più fertile d'Italia. Fanghi velenosi, ceneri, scorie di alluminio e di amianto e poi cromo, rame, zinco e cadmio, tutta roba notoriamente cancerogena che sta provocando la catastrofe sanitaria descritta tre anni fa dalla rivista specializzata Lancet Oncology: malformazioni neonatali, tumori, danni al sistema cardio-circolatorio e malattie neuro-degenerative con incidenze sconosciute nei paesi industrializzati. Tutto scritto e tutto noto da anni, anzi, da decenni. Quando, negli anni Ottanta, la Germania abbracciò con decisione la sua politica di riciclaggio dei rifiuti, anche dalle nostre parti qualcuno stava prendendo decisioni lungimiranti: le organizzazioni criminali intuirono le potenzialità del business e fecero sapere ai piccoli e grandi imprenditori, soprattutto del Nord, che avrebbero risparmiato parecchio affidando a loro i fastidiosi problemi di smaltimento dei residui industriali. Ottima idea perché il traffico dei rifiuti tossici ha il "vantaggio" di trasformare rapidamente le vittime in complici: se ti contaminano la falda con cui irrighi le tue produzioni pregiate puoi solo tacere per paura di perdere il mercato. E alla fine, quando, gli stracci cominciano a volare, non ti resta che "riconvertire" i tuoi terreni in una discarica illegale. Meccanismo perfetto che solo un tessuto politico sano avrebbe potuto disinnescare. Quel che ha fatto il tessuto politico, invece, è arcinoto. In 15 anni, quattro commissari straordinari e una serie di giunte di destra e di sinistra, la geniale strategia inaugurata dalla giunta Rastrelli (An) non è cambiata di una virgola: al pubblico, cioè ai Comuni, la costosa raccolta mentre ai privati la redditizia partita dello smaltimento. Anzi, in realtà, a un solo privato: la Fibe del gruppo Impregilo, incaricata con una dubbia gara d'appalto di costruire e gestire tre inceneritori e cinque impianti di trattamento in quel di Acerra, comune con la più alta incidenza di tumori di tutta Europa. Del resto nei 35 comuni che interessano le province di Caserta e Napoli ci sono un migliaio di discariche abusive, tutte ben note alla Direzione investigativa antimafia che, da qualche anno, compila un rapporto dedicato a questo business. Inchieste, incriminazioni e sequestri non sono riuscite ad arginare un giro d'affari che, secondo il Rapporto Ecomafia 2005 stilato da Legambiente, per un singolo trafficante può fruttare fino a venticinquemila euro al giorno, cioè un milione e mezzo di euro al mese intascati a spese del territorio, della salute dei cittadini e della legalità. Infatti, secondo il rapporto della Dia dello stesso anno "sono state riscontrate operazioni illegali nelle varie fasi del ciclo: dal trasferimento iniziale dal produttore alle imprese specializzate nella gestione dei rifiuti, al trasporto e stoccaggio, fino al trattamento, riciclaggio e smaltimento". Di fatto, dal commissariamento deciso nel '94, la situazione non ha fatto che peggiorare. Malgrado siano stati improntati tutti sull'emergenza, esattamente come la demenziale decisione di aprire una discarica nell'oasi naturalistica di Serre, gli atti amministrativi non sono approdati a nulla. Eppure dal 1997 al 1998 il Ministero dell'Interno ha favorito l'istallazione degli inceneritori ad Acerra e Santa Maria la Fossa autorizzando la deroga alle procedure ordinarie di valutazione dell'impatto ambientale - cioè rendendo legale l'illegalità per decreto. Nel 1998 la Fibe vinse l'appalto e, malgrado le critiche e l'opposizione di molte forze politiche che facevano parte della giunta regionale, l'allora commissario straordinario Bassolino nel 2000 sottoscrisse il contratto. Da allora sono stati accumulati svariati milioni di tonnellate di "ecoballe" che poi, nel 2005, sono risultate non adatte all'incenerimento. Per capire fino a che livello di devastazione sia arrivato quel territorio consigliamo la visione di Biùtiful cauntri , crudo documentario acquistabile in libreria - visto che in tv non è dato vederlo. Come se ne esce? Non prendiamoci in giro: per dimezzare d'un colpo la massa dei rifiuti urbani (oltretutto quelli più tossici durante la combustione) basterebbe vietare immediatamente in tutta la Campania la vendita al dettaglio di prodotti imballati. Ma nel "nuovo" piano non c'è niente di tutto ciò: fra il grande business illegale della munnezza e la difesa di settori economici sani come le produzioni tipiche e il turismo, la decisione è stata presa. Ed è sempre la stessa. 20/05/2008.

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La gente che esce dalle case, prova a far finta di nulla, (sezione: Monnezze)

( da "Tempo, Il" del 20-05-2008)

Argomenti: Monnezza

Stampa La gente che esce dalle case, prova a far finta di nulla, ... La gente che esce dalle case, prova a far finta di nulla, cerca la sua quotidianità. E spera. Aspetta e spera che arrivi qualcuno da fuori. Napoli sembra così. Come dopo un bombardamento. Polverosa. C'è foschia. Del Vesuvio, il gigante addormentato, si scorge appena il profilo. Capri non si vede, Sorrento neppure. Il mare è un olio, calmo. Una calma irreale. Una calma da preludio. Si sveglia così la città dopo un altro dei week end tragici della sua storia recente. Il dramma dei rifiuti che, come un drago che sembrava sconfitto, si risveglia, si rialza, sputa fuoco. Sputa monnezza. Si comincia da qui, dal mare. Dal lungomare. Il mezzo migliore per girare a Napoli resta la Vespa. Ma non la nuova stile Colaninno. No, quella vecchia, la vecchia cara Px. Indistruttibile, resistente a qualunque buca. Casco ben allacciato, occhiali da sole, via Piedigrotta. C'è il primo cumulo e un cartello ironico scritto da una mano anonima con un pennarello: "Alimentari Iervolino, super offerta: 5 kg di monnezza a 1,50 euro". Almeno si riesce anche a sorridere. Via Posillipo, qui l'emergenza la vedono in tv. Due cassonetti della raccolta differenziata, come colonne d'Ercole, danno il benvenuto. La via striscia come un serpente lungo la verde collina. Solo qualche foglia a terra. Come Zurigo. A metà strada c'è la casa di Antonio Bassolino, un palazzo borghese. Due cassonetti puliti annunciano che ci si sta avvicinando all'abitazione del Governatore, altri due nello stesso stato subito dopo il portone comunicano che si sta lasciando l'area. Si respira. Sulla discesa che porta a Riva Fiorita c'è un contenitore pieno poco prima di Villa Rosebery, residenza del presidente della Repubblica. Ma è poca roba. Si scende verso Bagnoli, ricompaiono i sacchetti. Era il collegio in cui venne eletto nel '94 Giorgio Napolitano, e due anni dopo Rosa Russo Jervolino. Zona rossa, l'Italsider in dismissione. Via Napoli, verso Pozzuoli, il barista dello chalet Zenith, dove venne ucciso lo zio del boss D'Ausilio che aprì la faida dieci anni fa, si fa pulizia da solo. Camorra perdente, ci sono i cumuli. Se ci si addentra la situazione non migliora. Piazza Salvemini, c'è la storica sezione dei Ds oggi Pd: è una discarica; la piazza, ovviamente. Ci si può togliere il casco, ma è bene tenerlo legato al braccio. Più avanti c'è la sede della Nato, poi comincia Fuorigrotta. Ci sono i posti di blocco e spazzatura ovunque. S'è ripulito poco. Fa caldo, e il caldo fa marcire i rifiuti. Puzzano. Puzzano tanto. è la novità di questa crisi. Quella di gennaio, con il freddo, non aveva generato olezzi; quella era più leggera. Ora no, c'è puzza e ci sono i topi. I topi mordono alle caviglie, fisicamente. Per questo stavolta non c'è rassegnazione, ma disperazione. Aria di sommossa. Inizia la galleria che riporta al centro, bisogna rimettersi il casco, ricomincia la legalità. Sul lungomare non ci sono rifiuti, i ragazzi guadagno la scogliera per prendere il sole che non c'è. Divorano a ora di pranzo le pizze comprate dall'altra parte della strada. Tratto finale dia via Partenope, da "Nas 'e can" (naso di cane), che vende taralli, la signora spiega: "Munnezza qua? No, qua ci stanno 'e piezz gruoss", ci sono i pezzi grossi. E indica dall'altra parte. Borgo Santa Lucia, c'è la Regione, un gioiellino. I cassonetti sono in legno e cemento satinato, sembrano quelli di villa Certosa, la residenza berlusconiana in Sardegna. Niente rifiuti. Il salotto buono della città è pulito. La monnezza aveva invaso anche la Riviera di Chiaia, il lato interno del lungomare, piena city. Le proteste dei giorni scorsi e i potenti che hanno alzato la voce hanno costretto gli amministratori a intervenire subito. I rifiuti sono così, un grande problema che avverti solo quando è sotto il tuo naso e senti quell'odore acre e dolce che ti scava la gola. La classe dirigente napoletana per anni ha cantato le lodi del "rinascimento partenopeo", ora sente che il vento tira diversamente e sputa su don Antonio. E già, altrimenti che classe dirigente sarebbe? Se fosse diversa non ci sarebbe questo guaio da risolvere. Il centro è pulito. S'imbocca Corso Umberto, l'università, torna qualche cumulo. Compare un manifesto, solo tre parole: "Berlusconi santo subito". Il Borgo degli Orefici, si paga pizza e bibita cinque euro. I rifiuti tornano pochi. Più ci si avvicina a via Duomo, la strada dove abita il sindaco Iervolino, più spariscono i sacchetti. Forcella, regno dei Giuliano, la famiglia camorristica che aveva spesso ospite Maradona. Bisogna togliersi il casco e togliersi anche gli occhiali da sole. è necessario mostrare dove si guarda, ed è meglio non guardare nessuno. Dedalo di vicoli, budella di stradine, labirinto di sanpietrini. Strada e marciapiede sono un'unica cosa. Una sola regola: andare piano, può sfrecciare solo chi è di casa che qui si può permettere di tutto. C'è puzza, ma è una puzza normale. La puzza di Marrakesh, le spezie africane come il ragù partenopeo. Si volta l'angolo e ci si arrampica verso il vecchio tribunale di Castelcapuano, la camorra non si spinge fin lassù anche per una sorta di antico rispetto. E riecco i cumuli. L'olezzo. Bruciano gli occhi. La stradina riporta giù, Porta Capuana. L'inferno. Rifiuti, puzza. Ci sono stati i roghi, si vedono ancora i resti. Nessuno li ha tolti. La mattina scorre lenta. Visto che lo schifo non basta mai, è stato proclamato all'improvviso uno sciopero dei mezzi pubblici. Piazza Garibaldi è una bolgia, traffico impazzito, macchine che spostano a suon di paraurti i cassonetti rovesciati. Rumori, confusione. Comincia Corso Novara e la monnezza va via via crescendo. Bisogna rimettersi il casco, ricominciano i posti di blocco delle forze dell'ordine. A piazza Carlo III, dominata dal grande Palazzo Fuga (una copia dell'edificio Reina Sofia di Madrid, lì è conservata la Guernica, qui la guerra civile è fuori, per strada), due volanti della polizia sorvegliano l'andamento. Si sale verso Capodichino, il trambusto. Un megaposter annuncia che a breve ci sarà al teatro Bolivar un concerto di Franco Ricciardi, un cantante che da queste parti è ben più conosciuto di Jovanotti. Chi è in motorino suona il clacson come a farsi annunciare, come per avvertire del proprio passaggio, meglio mettersi in guardia. Svolta sinistra, comincia Corso Secondigliano, strada larga con due ali di palazzetti bassi e degradati. Tanti negozi. Camorra vera, forte e dominatrice. Non si paga il pizzo. I sacchetti scompaiono d'incanto. Ma ricompaiono duecento metri più avanti, incrocio con Scampìa. A destra è terra degli scissionisti, a sinistra del clan Di Lauro. Via Bakù, la famigerata, il teatro della guerra di tre anni fa. Qui la camorra è stata sconfitta. Viali ampi, il degrado, l'erba non tagliata, la sporcizia. Come la periferia di Bucarest. Niente casco, vietato indossare gli occhiali, procedere con cautela. Nelle rotonde, qui le chiamano le "piazze", sono tornati i pusher e le sentinelle dei boss. Ti guardano e ti squadrano con un'occhiata. La legge è non incrociare i loro occhi, è segno di sfida, si tira dritto. Monnezza ovunque. Le Vele, i palazzoni osceni dell'urbanizzazione comunista. Hanno appena girato "Gomorra". Monnezza e ancora monnezza. Via Cacciotti, qui ci sono i nuovi alloggi popolari, ognuno ha fatto quel che voleva. C'è anche chi s'è fatto il balcone in stile dorico, bianco candido nel grigio della facciata. E ci sono grattacieli di quattordici piani, un'infinità di scale, pareti interminabili di cemento e abbandono. Per strada ci sono "i bancarielli" che vendono ufficialmente dvd di contrabbando: l'offerta del giorno è "prendi tre a dieci euro". Si spaccia di tutto. La cocaina low cost, quella a dodici euro, di nuovo eroina. Crack e le nuove sintetiche. "Qui si sta meglio, il vero disastro è più avanti. Piscinola, Casoria. Là stanno 'na merda", dicono i ragazzini che sfrecciano sulle minimoto enduro a due tempi. è vietato fare incidenti, la norma è che tu forestiero qui hai sempre torto. Comunque. Via Labriola, monnezza. Poi s'imbocca via Gran Sasso, via Monterosa, via Gran Paradiso, le case sono palazzine basse, le vie pulite, sacchetti non se ne vedono. Ti dicono: "Lì abitano quelli del Comune". E anche in questi inferi c'è chi sta un po' più all'inferno e chi un po' meno. Fabrizio Dell'Orefice.

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Roma, Nordest (sezione: Monnezze)

( da "Manifesto, Il" del 20-05-2008)

Argomenti: Monnezza

Rifiuti e dintorni Roma, Nordest Il neoassessore Di Lello: a Roma 4 termovalorizzatori Se Napoli piange, Roma non ride. La discarica di Malagrotta è la più grande d'Europa, i comitati cittadini protestano e il bubbone rifiuti prima o poi potrebbe esplodere anche qui. Così, ieri è arrivata la proposta choc del neo assessore all'Ambiente dell'amministrazione Alemanno Fabio de Lillo, che ha annunciato ieri sera, uscendo dalla Giunta: "Nei prossimi cinque anni realizzeremo quattro termovalorizzatori nel Comune di Roma". Immediata la reazione del Wwf: "Siamo preoccupati dalle dichiarazioni dell'assessore, magari influenzate dai venti campani". Galan: sì a rifiuti in Veneto se si dimette Bassolino Quando c'era il governo Prodi il no era stato secco. In nome del federalismo della monnezza (tradotto: ognuno si smaltisca la sua). Ieri invece, cambiata l'aria al governo, il governatore veneto Giancarlo Galan, che non è leghista ma di Forza Italia, ha pronunciato un ni. "Il prefetto De Gennaro mi ha chiesto di assorbire 40 mila tonnellate di rifiuti e ho risposto di no. Aspetto un piano serio. Se questo verrà mercoledì dalla riunione del governo a Napoli lo esaminerò e di fronte a una proposta seria non mi tirerò indietro, il Veneto darà il suo contributo". Dunque tutto lascerebbe pensare a un sì, per non dispiacere Berlusconi. "Ma un piano serio deve prevedere prima di tutto le dimissioni di Bassolino e Iervolino, che sono i primi responsabili di questa tragedia nazionale", ha aggiunto poi. Morale della favola: sì ai rifiuti meridionali, ma solo quelli di destra.

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Piano vecchio e nuove proteste, e De Gennaro perse la battaglia (sezione: Monnezze)

( da "Manifesto, Il" del 20-05-2008)

Argomenti: Monnezza

Tutti gli errori dell'uomo forte chiamato a risolvere l'emergenza in pochi mesi Piano vecchio e nuove proteste, e De Gennaro perse la battaglia Francesca Pilla Napoli Gianni De Gennaro lascerà a fine settimana oppure avrà un'ulteriore deroga ai poteri speciali? O forse Berlusconi lo sistemerà altrove nella nuova squadra? Sono alcune delle incognite sul totonomine di queste ore, in attesa del consiglio dei ministri napoletano che dovrebbe partorire l'ennesimo piano per uscire dall'emergenza. Su Guido Bertolaso si è invece praticamente già deciso: è accreditato come il depositario di una delega da sottosegretario per forzare la mano a tutto campo. Ma quella Bertolaso-De Gennaro non è in sé una coppia vincente, tutt'altro. E se il primo può chiamare in causa, per il fallimento dei suoi 9 mesi da commissario, l'ostruzionismo dell'ex nemico ed ex ministro Pecoraro Scanio, all'uomo di ferro, considerato un sempreverde per ogni governo, non resta che fare ammenda. Era infatti il 21 gennaio quando si presentò con la sua exit strategy davanti al mondo intero - i roghi e le rivolte avevano fatto il giro del globo - lasciando intendere che, sebbene fosse una sfida difficile, lui sarebbe riuscito lì dove in 14 anni tutti avevano fallito. Ma aveva battezzato un piano nato vecchio, con l'unica originalità, sostenuta da Prodi, di procedere al commissariamento dei comuni che non avessero iniziato la raccolta differenziata, entro 60 giorni. E questa è stata la prima battaglia persa. Sono passati 4 mesi, ma Napoli è sempre ferma sulle cifre del riciclo: intorno al 10%. Addirittura i cittadini che si sono "mossi" da soli hanno dovuto allargare le braccia dinanzi all'evidenza: le campane di plastica e vetro sono sempre stracolme e i materiali già divisi non vengono raccolti. Nessuno ha fatto una piega, l'assessore Mola (con delega alla nettezza urbana) resta tranquillo al suo posto. Ma basta ripercorrere le tappe del piano di De Gennaro e far parlare i fatti per dimostrare la resa alla lotta rifiuti. Sempre quel giorno, davanti alla stampa nazionale e internazionale, l'allora neoprefetto aveva detto di conoscere l'anello debole della catena: gli impianti di cdr . Sarebbero dovuti restare fermi 15 giorni per provvedere al revamping: non sono stati "ristrutturati". Uno degli ultimi atti del governo Prodi è stato firmare un'ordinanza per poter incenerire le ecoballe così come sono. Al centro della megainchiesta dei pm napoletani Noviello e Sirleo contro Impregilo, c'è proprio l'ipotesi di truffa per aver utilizzato impianti che non producevano combustibile da rifiuti a norma. Tutte le regioni del nostro paese, eccetto la Sardegna, hanno sempre rifiutato di bruciare le ecoballe campane, che per questo vengono spedite in Germania. Attualmente su 7, i cdr che funzionano sono solo a Giugliano, Caivano, Acerra. Ma il buco nella roadmap del commissario era rappresentato soprattutto dalla riapertura di vecchi siti e discariche, una "cartina" che non aveva nessun elemento di novità, o quasi, rispetto ai suoi predecessori. E naturalmente i dietro front sono fioccati, a partire da Difesa grande e Montesarchio. La prima ad Ariano Irpino, nell'avellinese era stata lo sversatoio della Campania per 8 anni, già chiusa dalla procura nel 2004: dopo i carotaggi è stata giudicata inagibile. Stessa storia per Montesarchio a pochi chilometri da Benevento. Nel 2006 il sito era stato sequestrato dalla procura per disastro ambientale, tra gli imputati figura ancora l'ex-commissario Corrado Catenacci. A seguito dei rilievi tecnici anche quest'area è stata cancellata dai progetti. L'ex capo della polizia ha poi dovuto arrendersi di fronte alla protesta di Pianura, il quartiere alla periferia di Napoli i cui abitanti per giorni avevano messo a ferro e fuoco. Per 20 anni nella discarica a pochi passi dalle abitazioni era stato portato l'impossibile, dai residui tossici delle imprese settentrionali, fino alla balena insabbiata sulle coste di Capomiseno. Bandiera bianca anche per il sito di stoccaggio previsto a Marigliano. Il comune rientra a pieno titolo nel triangolo della morte con Nola e Acerra, dopo essere stato a lungo una delle oasi felici per gli sversamenti illegali delle ecomafie. Nei suoi 100 giorni con deroga il commissario è riuscito solo ad aprire Ferrandelle, che però non si è potuta trasformare in quella pattumiera da un milione di tonnellate tanto agognata, si ferma forse a 400. Dovrebbe essere sostituita da Chiaiano, 700 mila tonnellate, ma le barricate già pronte aspettano solo gli "eserciti". L'unico alleato fedele è rimasto dunque il comune di Serre. La megadiscarica salernitana di Basso dell'Olmo è stata aperta la scorsa estate, ma avviata da Bertolaso e inaugurata da Pansa. Oggi il sindaco Palmiro Cornetta ha paura che questa "disponibilità" possa costare cara. Il capo della protezione civile non ha mai fatto mistero di avere come obiettivo l'apertura di Valle della Masseria, la cava al confine con l'oasi naturale protetta dal Wwf. E' a questo punto legittimo chiedersi cosa ha portato a casa l'uomo presentato come il "ripulitore" alla Pulp Fiction. L'accordo con la Germania, che potrebbe essere considerato quasi un demerito, è una scappatoia di emergenza; la discarica di Saviano Irpino, era già prevista dal piano provinciale di Avellino. Restano solo i siti di stoccaggio provvisori a Pianodardine e a Eboli. Non molto. Oggi siamo allo stesso punto del 21 gennaio. Nel gioco dell'oca dovrebbe tornare indietro.

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Palermo Le tappe più significative della storia di Cosa Nostra - dal latifondismo ai traffici internazionali -, una vera e propria morfologia della mafia dei nostri giorni (sezione: Monnezze)

( da "Liberazione" del 20-05-2008)

Argomenti: Monnezza

Palermo Le tappe più significative della storia di Cosa Nostra - dal latifondismo ai traffici internazionali -, una vera e propria morfologia della mafia dei nostri giorni. Lo storico Francesco Renda presenta il suo libro Liberare l'Italia dalle mafie (Ediesse) domani alle 17.30 auditorium della Rai in viale Strasburgo 19 con Enrico Colajanni, presidente dell'associazione antiracket Libero Futuro, Salvatore Cusimano direttore della Rai sede regionale per la Sicilia, Francesco Messineo procuratore della Repubblica di Palermo, Antonio Riolo dirigente della Cgil Sicilia e l'attrice Stefania Sperandeo che legge brani del libro. Acireale (Ct) Infopoint Emergency al concerto di Jovanotti... Ancora a casa? Lecce Dalla Prima Guerra Mondiale, alle guerre dei giorni nostri, attraverso episodi - tutti storicamente documentati - emblematici della stupidità della guerra. Una critica ragionata e ironica della guerra e delle sue conseguenze. StupidoRisiko. Una geografia di guerra scritto per Emergency da Patrizia Pasqui alle 21 nel Rettorato dell'Università piazzetta Tancredi. Taranto E' dedicato alla tragedia della ThyssenKrupp La classe operaia va all'inferno il documentario di Simona Ercolani alle 17 csoa Cloro Rosso in via Scoglio del Tonno 1. E poi parliamo di Sicurezza in fabbrica con l'associazione 12 Giugno dei familiari di morti sul lavoro e la testimonianza di operai e pensionati dell'Ilva. Un reportage e un testo teatrale che ricostruiscono la storia esemplare e drammatica di un operaio: Di fabbrica si muore di Alessandro Langiu & Maurizio Portaluri alle 18 nel Salone degli Specchi a Palazzo di Città. Bisceglie (Ba) "Bisogna credere nella nostra capacità di amare, noi tutti, israeliani e palestinesi": don Nandino Capovilla della campagna Ponti e Non Muri di Pax Christi presenta il libro di Michel Sabbah patriarca latino di Gerusalemme - e che lui ha curato - Voce che grida dal deserto alle 20.30 nel salone della parrocchia di San Pietro. Frascati (Rm) Cinema onirico allo Spazio Zip di via Mamiani 6 per Scorribande Notturne - Viaggio nel Cinema. Alle 20.30 Sogni di Kurosawa e alle 22.30 Apri gli occhi di Alejandro Amenabar. Roma La violenza sotterranea ed invisibile delle ecomafie raccontata come in un reportage di guerra: Biutiful Cauntri di Esmeralda Calabria, Andrea D'Ambrosio e Peppe Ruggiero alle 16.30 Biblioteca Elsa Morante in via A. Cozza 7. E dibattito con Peppe Ruggiero, Valentina Romoli dell'Osservatorio regionale Ambiente e legalità e Ferdinando Secchi di Libera. Sandro Provvisionato discute del libro che ha scritto con Ferdinando Imposimato Doveva morire. hi ha ucciso Aldo Moro Il racconto di un giudice (Chiarelettere) alle 18.30 Rinascita in via Prospero Alpino 48. Fabio Zavattaro, Matilde Bernabei e Giuseppe Florio presentano il libro di Gian Paolo Bonani Il compito tremendo alle 18 libreria Arion di piazza Montecitorio. Lettura di brani da Eros e Priapo di Carlo Emilio Gadda alle 17 Biblioteca Vallicelliana di piazza della Chiesa Nuova 18. From Uk These New Puritans live al Micca di via Pietro Micca 7a. Dalla Carbonara Team alla Crew Sei Bastardi a DreamSquad per Full Music Festival 2008 al Circolo degli Artisti in via casilina Vecchia42, la serata di raccolta fondi per l'Associazione romana Lotta Istiocitosi. Il Collettivo 400 Limoni propone la bossanova dei Curandero al Beba do Samba in via dei Messapi 8. Inaugurazione della mostra fotografica di Gianluca Tullio Uomo, donna, solo una sfumatura alle 19 Lettere Caffè via S. F. a Ripa 100 e poi Sergio Lucchetti Duo chitarre funky pop. Vicalist e panista: Silvia Manco al Cotton Club via Bellinzona 2. Un concerto per voce e musica che indaga e riflette sulla figura di Alda Merini , la più nota e ardente poetessa italiana del '900: L'anima innamorata di e con Chiara Tomarelli da oggi al 22 maggio alle 21 TeatroinScatola di lungotevere degli Artigiani 12. Livorno Luigino Scricciolo presenta il suo diario 20 anni in attesa di giudizio alle 18 libreria Gaia Scienza via di Franco 25. Con Alessandro Tanzi e il Giudice del Tribunale di Livorno, J. Magi. Firenze Incontriamo la scrittrice e giornalista Loredana Lipperini, creatrice ed animatrice del blog Lipperatura, tornata sui passi di Elena Gianini Belotti trent'anni dopo con il suo libro Ancora dalla parte delle bambine . Per comprendere la condizione femminile in un paese dove i numeri della violenza sulle donne sono anno dopo anno sempre più simili ad un bollettino di guerra e dove la discriminazione nel mondo del lavoro è ancora forte. Alle 18 libreria Chiari in piazza Salvemini. Dal 23 al 25 maggio alla Fortezza Da Basso, Terra Futura , la mostra-convegno internazionale di buone pratiche di vita, governo e impresa per un futuro equo e sostenibile. Sesto Fiorentino (Fi) Maurizio Bossi, Lorenzo Guadagnucci, Domenico Guarino e Viviano Vannucci e Raccontare la periferia , in riferimento all'omonimo volume che raccoglie i testi premiati e menzionati del Premio di diaristica e di Testimonianze narrative inedite. Alle 18 Casa Luzzi via dell'Uccellatoio 6. Prato Gustav Hofer e Luca Ragazzi, per la Terza Giornata mondiale contro l'Omofobia, introducono il loro docufilm Improvvisamente l'inverno scorso alle 21 al cinema Terminale. Fusignano (Ra) Dopo gli incontri con Loriano Macchiavelli e Marco Travaglio, prosegue Storie Italiane , il percorso letterario al centro culturale Il Granaio in piazza Corelli: alle 21 Carlo Lucarelli ci parla del suo romanzo L'ottava vibrazione (Einaudi). Bologna Zidalia Alves de Magalhaes presidentessa della Cooperativa Agricola dos Produtores de Remanso in Brasile discute dell' Esperienze di Agricoltura familiare nella regione di Bahia alle 21 Vag 61 via Paolo Fabbri 110. Modena Nuove risorse? Istruzioni per l'uso... Prosegue la rassegna Globalizza... che? nei Giardini Ducali Estensi: alle 21 teatro con Monelli messo in scena dai ragazzi degli orfanotrofi di Pancevo (Serbia) e Scutari (Albania). Poi il concerto di Massimo Zamboni L'inerme è imbattibile e la mostra su Enti locali emiliano romagnoli e la cooperazione decentrata nei Balcani. Campagnola E. (Re) Rastrellamenti, deportazioni, fucilazioni, torture... lo storico Massimo Storchi ci parla del suo libro Il sangue dei vincitori. Saggio sui crimini fascisti e i processi del dopoguerra (1945-46) (Aliberti) alle 20.45 alla Camera del Lavoro. Con Antonio Zambonelli direttore del Notiziario Anpi, la sindaca Paola Baraldi e Mauro Veneroni della Camera del Lavoro zona Correggio. Ferrara Michela Gavioli ci parla delle Donne nella Resistenza e al voto: storie da raccontare alle 21 nella Sala lettura del liceo classico Ariosto per "Genere, identità, formazione. Percorsi nella storia delle donne" a cura di Antonella Cagnolati. Padova PerilMondo propone nella Sala polivalente di via Diego Valeri un seminario di riflessione sulle guerre dimenticate, partendo dal rapporto tra informazione e diritti umani: Voci nella Guerra . Con Amnesty, Medici senza Frontiere, la giornalista free lance Eri Garuti, la psicologa e psicoterapeuta Angela Antonini e Stefano Torelli analista di Equilibri.net. Iscriviti al 3492189851 (Silvia Toso). Vicenza Per salvare capra e cavoli, ogni martedì cena e assemblea No Dal Molin per sostenere il Giornale Dal Molin, redatto dal Presidio permanente, nelle cui pagine trovate pane per i vostri denti. Alle 20 una cena semplice, ma gustosa, che volendo puoi cucinare anche tu. Ricorda di portare piatti e posate (evitando la plastica) e di prenotare entro le 12 cliccando giornale@nodalmolin.it. Schio (Vi) Per i suoi "primi" 25 anni, la cooperativa sociale Il Ponte ti invita all'incontro con il missionario comboniano padre Alex Zanotelli Sud del mondo: il diritto di vivere . Alle 20.30 al Teatro Pasubio. Mestre (Ve) Organizzato dal Movimento Nonviolento, Donne e nonviolenza: Rosa Luxemburg , pacifista, economista e rivoluzionaria. Alle 18 al Centro culturale Città Aperta in via Col Moschin 20 con Alberto Tomiolo. Trento I motivi che stanno alla base della rivolta che ha portato a svariate manifestazioni di solidarietà in varie parti del mondo: Libertà per il Tibet, sogno o realtà? Alle 18 nella Sala conferenze della Facoltà di Economia dell'Università con Alberto Lavelli di Amnesty e la studentessa tibetana Tenzin Khando. Tione (Tn) Parole e danza con Rosa Tapia: Colori dal mondo. Voci dell'aria alle 21 all'oratorio. Bergamo Giuseppe Villarusso ci parla di Emergency in Cambogia alle 21 oratorio San Filippo Neri in via S. Elisabetta. Osnago (Lc) La lenta discesa di Carol Ledoux manicure belga a Londra, verso la dissociazione psichica nel film di Roman Polanski Repulsion alle 21 Arci La Locomotiva. Milano E' stato qualcosa di più di un grande attore e regista, è stato un feroce guitto capace di trasformare il teatro in un corpo contundente. Per questo è dedicata a Carmelo Bene la serata alla Scighera di via Candiani 131. Con Marta Marangoni, Dino Taddei e Salomè tra i film di Bene più famosi. Good vibration... I-Tal Sound & Friends live Le Coquetel. Per l'unica data italiana il gruppo folk punk californiano Flogging Molly live + Special Guest al Music Drome. Sesto San Giovanni (Mi) Informazione, sensibilizzazione e racconti: Emergency una presenza di pace in guerra alle 21 Villa Visconti d'Aragona con Giulio Cristofanini co-fondatore di Emergency. Torino Parliamone: Federalismo e nonviolenza: due strade verso la pace con Lucio Levi e Nanni Salio alle 18 nella Sala Gandhi del Centro Studi Sereno Regis in via Garibaldi 13. Risate e lacrime con Spegni la luce e cadi alle 21 Teatro della Caduta. Ti piacerebbe fare la spesa in modo più responsabile, attento alla qualità e riuscendo anche a risparmiare? Vai a... Gas alle 21 Tavola di Babele in via Cumiana 41b. E poi degustazione con prodotti locali ed equi. Le due facce della stessa medaglia: Corruzione e repressione ad Alta Velocità . Domani alle 21 al Centro di Incontro di piazza Stampalia 85 con l'ingegner Claudio Cancelli del Politecnico e Tobia Imperato autore del libro "Le scarpe dei suicidi". Genova La curatrice Luisa Faldini ci parla del libro Turismo e sostenibilità in Africa (Cisu) alle 18 Finisterre in piazza Truogoli di Santa Brigida 25. Per il Festival delle Energie "Collasso energetico" a cura del Teatro Cargo, alle 18.30 Sala Chierici della Biblioteca Berio la conferenza aperitivo Six Degrees: il nostro futuro su un pianeta più caldo con Mark Lynas e Patrizio Roversi. Alle 21.15 Esmeralda Calabria introduce il suo documentario Biutiful cauntri alle 21 Club Amici del Cinema in via C. Rolando. 20/05/2008.

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Fantini: <Basta titubanze, ora servono fermezza e decisione> (sezione: Monnezze)

( da "Campanile, Il" del 20-05-2008)

Argomenti: Monnezza

G.Pet. Fantini: "Basta titubanze, ora servono fermezza e decisione" Il segretario campano dell'Udeur sul Piano del governo sui rifiuti: "Sì all'accelerazione delle procedure per i termovalorizzatori. Bene Bassolino sul dialogo istituzionale con Berlusconi. La Iervolino? Distante dai problemi di Napoli" Onorevole Antonio Fantini, segretario campano dei Popolari-Udeur, cosa ne pensa del Piano "anti-rifiuti" che il governo è in procinto di varare? "Penso innanzitutto che bisogna agire con decisione e fermezza. Allora, il primo problema è sapere dove dobbiamo mettere l'immondizia. Bene, io credo che, dopo aver svolto un'indagine seria per l'individuazione dei siti e una volta scelta l'area da destinare come discarica, occorra agire con fermezza e decisione. Non bisogna avere alcuna titubanza, altrimenti ci sarà una guerra di religione, e non bisogna subire alcun condizionamento psicologico. E mi riferisco all'esperienza del Prefetto De Gennaro e del Generale Giannini". Il governo pensa di utilizzare le Forze Armate. E'd'accordo? "Anche qui ci vuole fermezza e decisione. Mi chiedo: quando al Generale Giannini mandano un avviso di garanzia, come posso pensare che poi si possa agire serenamente? Insomma, se si danno poteri straordinari, è necessario che si utilizzino". Invece, riguardo alla possibilità di accelerare le procedure per la costruzione dei termovalorizzatori? "Sono perfettamente d'accordo. Il termovalorizzatore di Acerra dovrebbe essere dato a trattativa privata a chi ha già iniziato la costruzione. Questo perché un altro imprenditore non prende in mano un'opera realizzata già al 65 per cento". C'è, poi, l'ipotesi di istituire un sottosegretario che dovrebbe occuparsi solo di questione rifiuti. Non pensa che possa crearsi un caos di responsabilità? "Organizzare la disorganizzazione è la cosa più deleteria. Bisogna individuare le responsabilità, non moltiplicare le competenze. Un sottosegretario "ad hoc"? Dipende da che ruolo dovrebbe avere. Piuttosto credo che sia indispensabile individuare le procedure per il rientro nell'ordinario". Come giudica l'apertura del Governatore Bassolino a Berlusconi? "Non si tratta di apertura in senso proprio. Osservo piuttosto la responsabilità di un amministratore che, nel dovere che sente di contribuire a risolvere la crisi della sua comunità, non può prescindere dal rapporto istituzionale. Le istituzioni, infatti, devono andare d'accordo, quale che ne sia il colore politico. Principio, questo, sempre sostenuto da noi dell'Udeur". Il sindaco Iervolino dice che non ci sta a fare il "capro espiatorio". Come giudica le ultime mosse del Comune, considerato che il Prefetto di Napoli sostiene che la situazione sia migliorata? "Io la situazione migliorata non la vedo. Osservo, piuttosto, che la Iervolino è distante anni luce dai problemi della città. Il nostro primo cittadino non gira da parecchio in città e ha cattivi informatori". Una bocciatura netta, insomma? "La Iervolino non mi sembra mentalmente attrezzata per fare il sindaco. Farebbe meglio come presidente della Repubblica". (20-05-2008).

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Rifiuti, l'Ue soffia sul fuoco (sezione: Monnezze)

( da "Campanile, Il" del 20-05-2008)

Argomenti: Monnezza

Giuseppe Petrocelli Rifiuti, l'Ue soffia sul fuoco Notte di blocchi e incendi nel Napoletano. L'Europa in campo: "Fate in fretta, pericolo sanitario" Accesi 75 roghi per le strade della città paralizzata ieri mattina dallo sciopero selvaggio dei bus. Il commissario europeo all'Ambiente avverte il governo: "Agire al più presto o ci saranno rischi per la salute". Dieci discariche nel piano dell'esecutivo contro l'emergenza. Popolari-Udeur: "Basta titubanze, ci vuole fermezza" Ora è l'Europa a fare pressione sul governo affinché adotti al più presto le misure per risolvere la crisi campana dei rifiuti. Mentre a Napoli non si spegne la protesta, da Bruxelles il commissario all'Ambiente Stavros Dimas, per bocca della sua portavoce Barbara Helfferich, esprime preoccupazione per una situazione che si è fatta "grave". Per la Commissione l'Italia deve agire subito per risolvere la situazione dei rifiuti nel capoluogo partenopeo, per evitare peggiori conseguenze per la salute pubblica. La Commissione ha deferito il 6 maggio scorso il nostro Paese alla Corte di giustizia europea, ma - secondo Dimas - "non possiamo aspettare la sentenza della Corte: le autorità italiane devono agire rapidamente per mettere fine ad una situazione che presenta alti rischi per la salute pubblica". Consapevole forse di questo rischio e preoccupato di giocarsi sull'emergenza rifiuti molta credibilità politica, il premier Silvio Berlusconi cerca di accelerare i tempi del varo del Piano alla vigilia del Consiglio dei ministri, che si terrà domani a Napoli. Il Cavaliere vorrebbe risolvere gran parte del problema entro l'estate proprio per evitare il rischio di un'emergenza sanitaria. Dunque, il Piano. A quanto si sa il governo vorrebbe agire su tre linee d'azione. Il primo passo è individuare una decina di siti dove trasferire e stoccare i rifiuti. Per convincere i comuni riottosi si punterà sull'allarme dal punto di vista sanitario. Sarebbe, poi, previsto l'impiego delle Forze Armate per ripulire le strade e, probabilmente, anche per difendere le discariche. Altro punto importante una "deburocratizzazione" per quanto riguarda le procedure per costruire i termovalorizzatori. L'affidamento dei lavori non dovrebbe più avvenire per gara pubblica ma per chiamata diretta. Ciò dovrebbe consentire ai lavori di procedere in modo spedito. Un'incognita riguarda, invece, l'istituzione di un sottosegretariato "ad hoc" che dovrebbe occuparsi esclusivamente della questione rifiuti. Mentre per ora non è affatto escluso che resti al suo posto il "super-commissario" Gianni De Gennaro. Intanto, l'opposizione non chiude al confronto. "Noi", spiega Marina Sereni, vicecapogruppo del Partito democratico alla Camera, "faremo la nostra parte se il governo saprà unire tutte le istituzioni sul territorio e offrire soluzioni non solo per l'immediato ma di natura strutturale". Sulla stessa linea Antonio Di Pietro, leader di Italia dei Valori: "Se fa cose giuste per risolvere il problema Napoli, aiuteremo Berlusconi". Del resto, dice Di Pietro, "siamo per il partito del fare e non per quello del no". Dubbi invece esprime il leader Udc, Pierferdinando Casini, sull'utilizzo dei militari per l'emergenza rifiuti: "Alla gente i militari piacciono, perché infondono un senso di rassicurazione quando si vedono in giro, ma il compito dei militari ? osserva l'ex presidente della Camera ? è diverso da quello di cui sentiamo parlare ed è chi governa che deve avere chiara la differenza tra il loro ruolo e quello di usarli per pulire le strade a Napoli". Quanto alle istituzioni locali campane, nemmeno loro chiudono le porte all'esecutivo. Il presidente della Regione, Antonio Bassolino, nei giorni scorsi, ha detto che "si deve far nascere un partito trasversale del sì, che finora è stato più debole di quello del no. Io mi muoverò in questo schema di collaborazione e lealtà. Sono fiducioso che il governo farà lo stesso", perché "neanche a Berlusconi interessa una destabilizzazione della situazione a Napoli". D'accordo il sindaco del capoluogo partenopeo, Rosa Russo Iervolino: "Continuiamo a dialogare con il governo. Con Berlusconi e Gianni Letta. La loro collaborazione è un ancora di speranza. Il Comune farà l'impossibile". (20-05-2008).

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Ora pulisce la camorra (sezione: Monnezze)

( da "Tempo, Il" del 20-05-2008)

Argomenti: Monnezza

Stampa napoli, il reportage Ora pulisce la camorra Niente monnezza nei quartieri dei clan. I boss fanno capire chi ha il vero potere. E il resto della città soffoca di puzza e fumo. La gente che esce dalle case, prova a far finta di nulla, cerca la sua quotidianità. E spera. Aspetta e spera che arrivi qualcuno da fuori. Napoli sembra così. Come dopo un bombardamento. Polverosa. C'è foschia. Del Vesuvio, il gigante addormentato, si scorge appena il profilo. Capri non si vede, Sorrento neppure. Il mare è un olio, calmo. Una calma irreale. Una calma da preludio. Si sveglia così la città dopo un altro dei week end tragici della sua storia recente. Il dramma dei rifiuti che, come un drago che sembrava sconfitto, si risveglia, si rialza, sputa fuoco. Sputa monnezza. Si comincia da qui, dal mare. Dal lungomare. Il mezzo migliore per girare a Napoli resta la Vespa. Ma non la nuova stile Colaninno. No, quella vecchia, la vecchia cara Px. Indistruttibile, resistente a qualunque buca. Casco ben allacciato, occhiali da sole, via Piedigrotta. C'è il primo cumulo e un cartello ironico scritto da una mano anonima con un pennarello: "Alimentari Iervolino, super offerta: 5 kg di monnezza a 1,50 euro". Almeno si riesce anche a sorridere. Via Posillipo, qui l'emergenza la vedono in tv. Due cassonetti della raccolta differenziata, come colonne d'Ercole, danno il benvenuto. La via striscia come un serpente lungo la verde collina. Solo qualche foglia a terra. Come Zurigo. A metà strada c'è la casa di Antonio Bassolino, un palazzo borghese. Due cassonetti puliti annunciano che ci si sta avvicinando all'abitazione del Governatore, altri due nello stesso stato subito dopo il portone comunicano che si sta lasciando l'area. Si respira. Sulla discesa che porta a Riva Fiorita c'è un contenitore pieno poco prima di Villa Rosebery, residenza del presidente della Repubblica. Ma è poca roba. Si scende verso Bagnoli, ricompaiono i sacchetti. Era il collegio in cui venne eletto nel '94 Giorgio Napolitano, e due anni dopo Rosa Russo Jervolino. Zona rossa, l'Italsider in dismissione. Via Napoli, verso Pozzuoli, il barista dello chalet Zenith, dove venne ucciso lo zio del boss D'Ausilio che aprì la faida dieci anni fa, si fa pulizia da solo. Camorra perdente, ci sono i cumuli. Se ci si addentra la situazione non migliora. Piazza Salvemini, c'è la storica sezione dei Ds oggi Pd: è una discarica; la piazza, ovviamente. Ci si può togliere il casco, ma è bene tenerlo legato al braccio. Più avanti c'è la sede della Nato, poi comincia Fuorigrotta. Ci sono i posti di blocco e spazzatura ovunque. S'è ripulito poco. Fa caldo, e il caldo fa marcire i rifiuti. Puzzano. Puzzano tanto. è la novità di questa crisi. Quella di gennaio, con il freddo, non aveva generato olezzi; quella era più leggera. Ora no, c'è puzza e ci sono i topi. I topi mordono alle caviglie, fisicamente. Per questo stavolta non c'è rassegnazione, ma disperazione. Aria di sommossa. Inizia la galleria che riporta al centro, bisogna rimettersi il casco, ricomincia la legalità. Sul lungomare non ci sono rifiuti, i ragazzi guadagno la scogliera per prendere il sole che non c'è. Divorano a ora di pranzo le pizze comprate dall'altra parte della strada. Tratto finale dia via Partenope, da "Nas 'e can" (naso di cane), che vende taralli, la signora spiega: "Munnezza qua? No, qua ci stanno 'e piezz gruoss", ci sono i pezzi grossi. E indica dall'altra parte. Borgo Santa Lucia, c'è la Regione, un gioiellino. I cassonetti sono in legno e cemento satinato, sembrano quelli di villa Certosa, la residenza berlusconiana in Sardegna. Niente rifiuti. Il salotto buono della città è pulito. La monnezza aveva invaso anche la Riviera di Chiaia, il lato interno del lungomare, piena city. Le proteste dei giorni scorsi e i potenti che hanno alzato la voce hanno costretto gli amministratori a intervenire subito. I rifiuti sono così, un grande problema che avverti solo quando è sotto il tuo naso e senti quell'odore acre e dolce che ti scava la gola. La classe dirigente napoletana per anni ha cantato le lodi del "rinascimento partenopeo", ora sente che il vento tira diversamente e sputa su don Antonio. E già, altrimenti che classe dirigente sarebbe? Se fosse diversa non ci sarebbe questo guaio da risolvere. Il centro è pulito. S'imbocca Corso Umberto, l'università, torna qualche cumulo. Compare un manifesto, solo tre parole: "Berlusconi santo subito". Il Borgo degli Orefici, si paga pizza e bibita cinque euro. I rifiuti tornano pochi. Più ci si avvicina a via Duomo, la strada dove abita il sindaco Iervolino, più spariscono i sacchetti. Forcella, regno dei Giuliano, la famiglia camorristica che aveva spesso ospite Maradona. Bisogna togliersi il casco e togliersi anche gli occhiali da sole. è necessario mostrare dove si guarda, ed è meglio non guardare nessuno. Dedalo di vicoli, budella di stradine, labirinto di sanpietrini. Strada e marciapiede sono un'unica cosa. Una sola regola: andare piano, può sfrecciare solo chi è di casa che qui si può permettere di tutto. C'è puzza, ma è una puzza normale. La puzza di Marrakesh, le spezie africane come il ragù partenopeo. Si volta l'angolo e ci si arrampica verso il vecchio tribunale di Castelcapuano, la camorra non si spinge fin lassù anche per una sorta di antico rispetto. E riecco i cumuli. L'olezzo. Bruciano gli occhi. La stradina riporta giù, Porta Capuana. L'inferno. Rifiuti, puzza. Ci sono stati i roghi, si vedono ancora i resti. Nessuno li ha tolti. La mattina scorre lenta. Visto che lo schifo non basta mai, è stato proclamato all'improvviso uno sciopero dei mezzi pubblici. Piazza Garibaldi è una bolgia, traffico impazzito, macchine che spostano a suon di paraurti i cassonetti rovesciati. Rumori, confusione. Comincia Corso Novara e la monnezza va via via crescendo. Bisogna rimettersi il casco, ricominciano i posti di blocco delle forze dell'ordine. A piazza Carlo III, dominata dal grande Palazzo Fuga (una copia dell'edificio Reina Sofia di Madrid, lì è conservata la Guernica, qui la guerra civile è fuori, per strada), due volanti della polizia sorvegliano l'andamento. Si sale verso Capodichino, il trambusto. Un megaposter annuncia che a breve ci sarà al teatro Bolivar un concerto di Franco Ricciardi, un cantante che da queste parti è ben più conosciuto di Jovanotti. Chi è in motorino suona il clacson come a farsi annunciare, come per avvertire del proprio passaggio, meglio mettersi in guardia. Svolta sinistra, comincia Corso Secondigliano, strada larga con due ali di palazzetti bassi e degradati. Tanti negozi. Camorra vera, forte e dominatrice. Non si paga il pizzo. I sacchetti scompaiono d'incanto. Ma ricompaiono duecento metri più avanti, incrocio con Scampìa. A destra è terra degli scissionisti, a sinistra del clan Di Lauro. Via Bakù, la famigerata, il teatro della guerra di tre anni fa. Qui la camorra è stata sconfitta. Viali ampi, il degrado, l'erba non tagliata, la sporcizia. Come la periferia di Bucarest. Niente casco, vietato indossare gli occhiali, procedere con cautela. Nelle rotonde, qui le chiamano le "piazze", sono tornati i pusher e le sentinelle dei boss. Ti guardano e ti squadrano con un'occhiata. La legge è non incrociare i loro occhi, è segno di sfida, si tira dritto. Monnezza ovunque. Le Vele, i palazzoni osceni dell'urbanizzazione comunista. Hanno appena girato "Gomorra". Monnezza e ancora monnezza. Via Cacciotti, qui ci sono i nuovi alloggi popolari, ognuno ha fatto quel che voleva. C'è anche chi s'è fatto il balcone in stile dorico, bianco candido nel grigio della facciata. E ci sono grattacieli di quattordici piani, un'infinità di scale, pareti interminabili di cemento e abbandono. Per strada ci sono "i bancarielli" che vendono ufficialmente dvd di contrabbando: l'offerta del giorno è "prendi tre a dieci euro". Si spaccia di tutto. La cocaina low cost, quella a dodici euro, di nuovo eroina. Crack e le nuove sintetiche. "Qui si sta meglio, il vero disastro è più avanti. Piscinola, Casoria. Là stanno 'na merda", dicono i ragazzini che sfrecciano sulle minimoto enduro a due tempi. è vietato fare incidenti, la norma è che tu forestiero qui hai sempre torto. Comunque. Via Labriola, monnezza. Poi s'imbocca via Gran Sasso, via Monterosa, via Gran Paradiso, le case sono palazzine basse, le vie pulite, sacchetti non se ne vedono. Ti dicono: "Lì abitano quelli del Comune". E anche in questi inferi c'è chi sta un po' più all'inferno e chi un po' meno. Fabrizio Dell'Orefice.

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E il governo arriverà in torpedone (sezione: Monnezze)

( da "Repubblica, La" del 20-05-2008)

Argomenti: Monnezza

Il Consiglio dei ministri si svolgerà nella prefettura partenopea. Poi la conferenza stampa a Palazzo Reale E il governo arriverà in torpedone Domani prima riunione in trasferta. Schierati mille uomini Tutti in airbus fino a Capodichino, poi i ministri in pullman a piazza del Plebiscito ROMA - I ministri l'hanno soprannominata la "gita scolastica" e, in effetti, non mancherà nemmeno il tradizionale torpedone. La "Chigi-tour" ha chiesto per la prima trasferta fuori casa del governo (prima nella storia repubblicana) un Airbus che partirà domani mattina da Ciampino diretto a Capodichino. In aeroporto Berlusconi si separerà dai suoi ministri e arriverà a piazza Plebiscito con la sua scorta, mentre tutti gli altri - ministri e funzionari di Palazzo Chigi - proseguiranno insieme su due pullman facendo il lungomare di via Caracciolo. Il Consiglio dei ministri vero e proprio si terrà alle 11.30 in Prefettura. Poi, nel pomeriggio, tutti a piedi a Palazzo Reale per la conferenza stampa nei saloni settecenteschi già residenza dei viceré spagnoli. L'architetto berlusconiano Mario Catalano, regista dei grandi eventi del Cavaliere, è stato inviato in avanscoperta ieri per controllare che tutto fosse in ordine ed è rimasto impressionato dalla bellezza della residenza. "La conferenza stampa - racconta - si terrà nel Salone d'Ercole, tappezzata di stupendi arazzi del Settecento. C'è anche un magnifico orologio che rappresenta Atlante che regge il mondo, con le ore segnate sulla linea dell'equatore". Insomma, è chiaro che Berlusconi ha mobilitato tutti i suoi uomini per cercare di trasformare la trasferta napoletana nella sua personale apoteosi. E, vista la presenza di oltre 500 giornalisti accreditati da tutto il mondo, la grancassa mediatica sarà enorme. Imponenti anche le misure di sicurezza (ma non è prevista alcuna "zona rossa", nemmeno davanti alla prefettura), rafforzate anche per l'annunciata presenza di cortei, presidi e manifestazioni. Saranno circa mille, tra poliziotti e carabinieri, a garantire la sicurezza di Berlusconi e dei ministri, di cui 400 schierati a presidio di piazza Plebiscito. Sui tetti dei palazzi intorno alla piazza saranno appostati anche sei tiratori scelti dei reparti speciali della polizia, mentre due elicotteri sorvoleranno costantemente la zona a rischio. Al termine della giornata, di nuovo tutti in torpedone e via verso l'aeroporto. è stata smentita infatti la notizia di una permanenza del Cavaliere a Napoli all'Hotel Vesuvio, nella "solita" suite 521 di 350 metri quadri (con piscina e palestra in camera) che il premier prenota - a 4200 euro a notte - quando va in visita a Napoli. I funzionari di Palazzo Chigi in trasferta, in tempi di ristrettezze, si dovranno accontentare del Jolly Hotel. A questo punto la vera sorpresa di domani potrebbe essere un eventuale incontro tra Berlusconi e Antonio Bassolino, favorito dalla strategia della "leale collaborazione" lanciata dal governatore. Faccia a faccia che, al momento, non risulta in agenda. Anche se la legge prevede la possibilità che il presidente di una Regione, se invitato, possa partecipare al Consiglio dei ministri nel caso si discutano questioni attinenti al suo territorio. è invece confermato l'incontro tra il ministro dell'Interno Maroni e il sindaco Rosa Russo Iervolino a palazzo San Giacomo, sede del Comune. (f. b.).

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L'attesa (sezione: Monnezze)

( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 20-05-2008)

Argomenti: Monnezza

Pensionati e No global con esponenti An e Pd e ultrà del Napoli: blocco per evitare l'apertura del sito SEGUE DALLA PRIMA PAGINA PIETRO TRECCAGNOLI In queste ore hanno un motivo in più per pregare. Nell'imminenza della decisione di Berlusconi che dovrebbe sancire la trasformazione di una cava collinare in un supercassonetto per 700mila tonnellate di monnezza, a parlare con gli insorti di Poggio Vallesana si scopre uno strano miscuglio di rabbia, ironia, umanità speranzosa e violenza spicciola: l'anima di Napoli. Vigilia nervosa mentre si preparano i cortei contro il consiglio dei ministri del nuovo governo. A Cupa del Cane, ma anche più giù, sotto i gazebo della Rotonda Titanic (nome che evoca presagi di naufragio per la protesta) si aspetta e si parla, tanto. Tornerà il tempo delle barricate e delle auto rovesciate, purtroppo: lo evocano le minacciose scritte sui palazzi contro Bassolino e la Iervolino. Le parole invece sono più controllate. Ma c'è di tutto: No global e ultrà del Napoli, muratori in pensione e casalinghe, ragazze indaffarate a preparare caffè e giovanotti con piercing, consiglieri di Alleanza Nazionale e del Partito Democratico, uniti in una tenaglia bipartisan, il sindaco di Marano (Pd) che annuncia una mozione contro i segretari provinciale e regionale, commercianti, avvocati, studenti di Scienze Politiche. Una mamma che dà la pappa al bambino, una coppietta guarda la tv. Su un tavolo c'è una teglia vuota. Dai resti si capisce che era piena di maccheroni alla siciliana. "Sì, ma oggi c'erano pure gli gnocchi". Chi ve li porta? "I ristoranti vicini. La nostra è una battaglia che coinvolge tutti, la gente ci aiuta". Buon appetito. Il fuoco, come sempre, cova sotto la cenere. Dei roghi, in questo caso. Sono pronti alla resistenza. "Siamo gente pacifica" dicono in coro. "Difendiamo il nostro territorio, per i nostri figli, le nostre case e per tutta Napoli: Chiaiano è l'ultimo polmone verde che c'è rimasto". E la camorra? "Ma di quale camorra raccontate" sbottano. Infiltrati? "Nei momenti caldi della protesta ce ne sono stati" racconta il consigliere municipale del Pd, Francesco Iacolare. "Ma io stesso ne ho indicati molti a polizia e carabinieri che se ne sono occupati". Andrea Faiello, presidente del Comitato per la difesa delle cave, indica la via giudiziaria: "La magistratura è la nostra ultima chance. Siamo pronti a iniziative per il risarcimento per i danni alla salute e la svalutazione degli immobili". Antonio Musella del Comitato di Chiaiano e Marano, invece, è preoccupato per le reazioni del dopo consiglio: "Se decideranno di andare avanti, temo che quando si tornerà Chiaiano la tensione salirà e sarà forte. Vogliamo evitarla e abbiamo chiesto un incontro con Berlusconi, ma andrebbe bene anche Letta". Giù alla Rotonda Titanic c'è un viavai di auto e moto, tra i genitori che vanno a prendere i figli alla scuola dall'altra parte della strada. Se manderanno l'esercito? "Io mi aspetto che il premier dica che la discarica non si può fare" per Giovanni Grasso un 73enne, muratore in pensione, la speranza non muore mai. "Se verranno mi stenderò a terra, mi dovranno portare via con la forza. Chiamerò anche mia moglie che sta a casa". Un no pasaran che fa tenerezza più che paura. Ma domani andrete ai cortei in centro? Il consigliere comunale di An Marco Nonno, già in prima fila nella battaglia natalizia di Pianura, declina l'invito: "Aspetto che si decida e poi farò sentire le mie ragioni". Niente fuoco amico, per ora. Genny, ultrà del Napoli, con tanto di tatuaggio sul braccio destro, ha un motivo importante per disertare: "Proprio domani mia moglie partorisce. Vuol dire che appenderò il fiocco azzurro al presidio". Auguri e buona fortuna.

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Napoli, un'altra notte di roghi Monito Ue: "Bisogna agire subito" (sezione: Monnezze)

( da "Quotidiano.net" del 20-05-2008)

Argomenti: Monnezza

I vigili del fuoco denunciano che vengono date alle fiamme montagne di spazzatura. Un deputato Pdl: "Sos diossina e falde acquifere" Commenta

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Intanto, ancora una notte di lavoro per polizia e vigili del fuoco e tensioni nella città di Napoli investita dalla crisi rifiuti. I pompieri sono stati impegnati in 75 incendi di cassonetti e immondizia giacente in strada tra il capoluogo campano e il suo hinterland. UNA NOTTE DI FUOCO In alcuni casi, le fiamme erano state appiccate da gruppi di persone che, soprattutto tra i quartieri di Fuorigrotta e Bagnoli, sono scese in strada e hanno ostruito le vie con spazzatura e masserizie. Alle 23.40 il primo blocco con incendio in via Campegna, dove è intervenuta la polizia rimuovendo i cassonetti, poi le fiamme e l'arrivo dei vigili del fuoco; poco dopo, roghi in via Tiberio; a mezzanotte, rifiuti incendiati in via Costantino Grimaldi, quartiere Poggioreale; altro blocco con incendio di rifiuti alle 1.30 in via Giulio Cesare, Fuorigrotta; un'ora dopo in via Amedeo Maiuri, a Bagnoli; alle 3.50 contenitori di rifiuti spostati al centro della carreggiata in via Benedetto Cariteo. CAMORRA O NON CAMORRA? "Dietro i roghi c'è la camorra", afferma il sindaco di Napoli, Rosa Russo Iervolino, nell'intervista pubblicata oggi da Repubblica. E a scorgere l'ombra della camorra dietro i disordini di Napoli, è anche il vicepresidente vicario del Pdl alla Camera, Italo Bocchino: "alzando lo scontro sociale - spiega l'esponente del Pdl - la camorra spera di ottenere un intervento con finanziamenti a pioggia per l'emergenza, con cui continuare a far arricchire le proprie imprese". Un alibi, per il portavoce dell'Udc Francesco Pionati: "La camorra non può diventare l'alibi del malgoverno regionale", ha affermato, tornando a chiedere le dimissioni del presidente della giunta regionale campana Antonio Bassolino. A Pionati fa eco Antonio Di Pietro che chiede al presidente della regione di "fare un passo indietro". RACCOLTA STRAORDINARIA Intanto gli autocompattatori dell'Asia, l'azienda a totale partecipazione del Comune di Napoli che cura la nettezza urbana, sono al lavoro da questa mattina per l'intervento di raccolta straordinaria dei rifiuti. Secondo dati dell'azienda, mentre sabato a terra c'era una giacenza di 5.100 tonnellate, ad ora sono 3.500 tonnellate quelle ancora in cassonetti o sui marciapiedi; 700 tonnellate in più rispetto l'ordinario sarebbero state raccolte questa notte. Ad affiancare le forze dell'ordine e le unità dei vigili del fuoco dovrebbero arrivare, secondo il piano del Governo, anche i militari del genio dell'esercito. Un'idea che non piace a Pierferdinando Casini: "Alla gente i militari piacciono, ma il compito dei militari è diverso da quello di cui sentiamo parlare". BUS IN SCIOPERO A Napoli questa mattina hanno effettuato regolarmente il servizio solo 70 autobus pubblici su 600 tra quelli previsti in turno per l'Azienda napoletana di mobilità e quelli della Compagnia di trasporti pubblici. La ragione di uno sciopero effettuato senza darne alcuna notizia alle aziende risiede nella esternalizzazione del servizio di controllo dei biglietti, affidato da venerdì scorso al Consorzio Unicocampania. I dipendenti delle due aziende di pubblica mobilità temono che questo impedisca una sorta di scatto di carriera reso possibile a conducenti di bus con una certa anzianità che potevano accedere al servizio di controlleria. Secondo quanto si è appreso, il turno pomeridiano si sta invece regolarizzando. PERICOLO DIOSSINA E FALDE ACQUIFERE "In queste condizioni la città non può resistere. Il piano di tre punti annunciato dal sottosegretario alla Salute Ferruccio Fazio è un primo passo per sconfiggere l'emergenza rifiuti. Ma da solo non basta. Sono necessarie ulteriori iniziative rivolte soprattutto alla bonifica del territorio". Lo afferma, in un'intervista al Messaggero, Giuseppe Scalera, deputato del Pdl e presidente dell'Ordine dei Medici di Napoli. "Siamo ancora seriamente preoccupati - spiega - per le conseguenze sulla salute dei cittadini. I roghi di immondizia sono ormai diventati un pericolo costante. Infatti, la diossina sprigionata da questi incendi sono la nostra prima preoccupazione. E' quindi prioritario riuscire a limitare questi episodi". Secondo Scalera "c'è la necessità di fare una seria bonifica del territorio. In primo luogo, bisogna eliminare i rifiuti tossici presenti in alcune zone del casertano e del napoletano che stanno continuando a inquinare i terreni circostanti. Non dimentichiamoci poi della gravità della situazione delle falde acquifere non ancora contaminate". EMERGENZA "E' la sfida della camorra allo Stato" - BASSOLINO "Collaboro con Berlusconi"FOTOSTORY L'emergenza infinita Commenti Invia commento Segnala ad un amico 20/05/2008 10:20 morfeo .... uno dei tanti motivi per cui a Napoli serve l'esercito e il coprifuoco alle ore 22 20/05/2008 08:58 Andrea Dato che penso che sia tutto premeditato ed organizzato dalla malavita ci vorrebbe l'Esercito a pattugliare ed istituire una specie di coprifuoco per chi si avvicina ai mucchi d'immondizia. Poi intervenire con la forza per attivare discariche ed inceneritori. 20/05/2008 08:56 GABRIELE CARI LETTORI,SE UN MI SBAGLIO IL BERLUSCA DISSE APPENA VINTO LE ELEZIONI ITA-BUL,ALITALIA,E' NAPOLI SONO PRIMARIE SU' TUTTO,OPPURE HO SOGNATO MA SI E' STATO UN SOGNO,SENNO' SAREBBE TUTTO FATTO 20/05/2008 07:15 adriana Ma il duo lo zar e la zarina, cosa stanno a fare? Invece di parlare di camorra , stare a vedere e rubare i soldi non possono fare qualcosa? Ma già non l'hanno fatto per 14 anni, figurarsi se si muovo ora, vergognatevi. 19/05/2008 17:13 mah!!! CARO ANDREA CHE VIVI ALL ESTERO PERCHE NON TORNI IN ITALIA COSì CAPISCI COSA VUOL DIRE VIVERE IN QUESTO BEL PAESE QUI COMBATTIAMO TUTTI I GIORNI SEMPRE I SOLITI MA COMBATTIAMO NON TI PREOCCUPARE VIVI ALL ESTERO CHE SI STA MEGLIO! 19/05/2008 16:51 Andrea Come italiano vivendo all estero ci state faccendo vergognare....ma e possibile...!! Peggio dell terzo mondo....e ora che vi date un calcio nell sedere e mettete finalmente a posto sto schifo....ma come si fa...! 19/05/2008 16:50 CLOD MI CHIEDO SE LE LEGGI SONO UGUALI PER TUTTA L'ITALIA, PERCHE' NON SI SONO MAI IMPEGNANATI A FARE LA RACCOLTA DIFFERENZIATA COME FACCIAMO NOI DELL'ITALIA DEL NORD??????? CHI E' CAUSA DEL SUO MAL PIANGA SE' STESSO!!!!!!!!!!!!!!!!!!! 19/05/2008 16:02 inqbo monito ue: smettete di spegnerla, porca paletta ! 19/05/2008 14:08 Mario Ma scusate la immondezza fa meno puzza se bruciata? Penso che io sotto casa non lo farei certamente! Magari fra qualche anno i Napoletani vedranno gli effetti sulla loro salute e allora come sempre pronti a inveire verso lo stato perche ammalati,chiederanno la pensione causa malattia provocata da loro stessi! Meglio lavorare che pensionato ammalato!!! 19/05/2008 14:06 IL CAMMELLO Ma a Napoli, i napoletani non vogliono proprio capire di rimboccarsi le maniche. ORA BASTA, SIAMO LO ZIMBELLO DI TUTTA EUROPA ! Bruciate la camorra, invece dei rifiuti ! Se a Napoli, continuate così, ADDIO TURISMO ! Sono presenti 13 commenti, invia il tuo commento! 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Che cosa ne pensi?Il tennis femminile cerca una nuova regina, chi merita la corona?Il taglio dell'Ici sulla prima casa è una priorità?Giusto multare i deputati assenteisti e fannulloni?In arrivo 20 telecamere per combattere la criminalità, sei d'accordo? LA FOTO DEL GIORNO Cuore di mamma Pamela Anderson col figlio Brandon Thomas Lee prima della partita di basket Nba tra Charlotte Bobcats e Lakers al Staples Center di Los Angeles. Ma l'ex bagnina protegge il piccolo dai fotografi o dalla vista delle majorette? RICERCA ANNUNCI pubblicità contattaci guadagna con Quotidiano.net fai di Quotidiano.net la tua Homepage aggiungi ai preferiti le news sul tuo pc rss archivio HOME - Copyright © 2008 MONRIF NET S.r.l. P.Iva 12741650159, a company of MONRIF GROUP - Informativa al trattamento dei dati personali - Powered by Softec.

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ORA VEDIAMO COSA S'INVENTA BERLUSCONI (sezione: Monnezze)

( da "Stampa, La" del 20-05-2008)

Argomenti: Monnezza

Federico Geremicca "ORA VEDIAMO COSA S'INVENTA BERLUSCONI" Non si può dire, onestamente, che lo stato d'animo sia di chi tira un sospiro di sollievo mentre mormora "almeno 'sta rogna gliel'abbiamo mollata". Però, certo, sotto sotto l'animo è di chi è lì, in attesa, e pensa "adesso vediamo come se la cava lui". Perché magari - ed è la speranza di tutti, napoletani in testa - andrà benissimo, e Berlusconi potrà dirsi il protagonista di un'altra di quelle imprese di cui ogni tanto si vanta: aver ripulito Napoli dall'immondizia. Ma potrebbe anche andare meno bene, cioè com'è andata a chi ci ha messo le mani fino ad ora, da Bassolino a De Gennaro, da Bertolaso a Iervolino. E questo dice di quanto sia coraggiosa e insidiosa la sfida lanciata da Berlusconi: la cui faccia, da domani, sarà inevitabilmente associata ai cumuli di rifiuti. Pare l'abbiano sconsigliato fino all'ultimo - consiglieri romani e referenti napoletani - di tener fede all'impegno di riunire qui il Consiglio dei ministri che darà il via, tra l'altro, al piano per la guerra alla monnezza. La faccenda si stava facendo - e resta - un po' rischiosa: campi rom incendiati, falò per le strade, guaglioni della camorra in attività e due cortei già pronti per contestare la riunione del governo (uno con Francesco Caruso). Ma Berlusconi non ha voluto saperne: lo aveva promesso e un impegno è un impegno. A costo di portarsi dietro tutti i ministri. Nel suo ufficio al terzo piano di un bel palazzo di via Santa Lucia, Bassolino conferma: "A me sembra il presidente convinto e impegnato. Ci vuole provare, e noi gli saremo al fianco. Sa perfettamente che è una brutta grana, perché con l'emergenza rifiuti Berlusconi ci ha già avuto a che fare tante volte: ricorderà, immagino, che perfino io - quando lui era al governo - sono stato per tre anni suo commissario...". E la monnezza, dunque, da domani diventa una grana bipartizan: e già il fatto che sia bipartisan, fa tirare un fiato alle istituzioni locali, triturate dallo scandalo dell'immondizia per le strade. Quando poi all'immondizia sono tornati ad aggiungersi i raid notturni, i campi rom incendiati e i pompieri presi a sassate, si è tornati ai livelli di guardia - quelli di oggi, appunto - della prima emergenza-rifiuti, che a gennaio fece il giro del mondo. Sistemato dietro la scrivania ultramoderna del suo ufficio al 16° piano del Centro direzionale, Velardi - assessore regionale al Turismo e storico consigliere di D'Alema - sostiene che le cose non starebbero così. "Bisogna cominciare a dirsi che sono fatti diversi. La prima crisi, quella sì, fu la crisi dei rifiuti. Questa è un'altra cosa: è la crisi della convivenza, dello spirito pubblico che muore. Intorno alla monnezza si agitano camorristi e ultrà, gente di Forza Nuova e quelli di Caruso, e la città ne è travolta e anzi fa il tifo ora per questo, ora per quello... E nessuno ha i titoli per ripristinare un principio di autorità. Bisognerebbe azzerare tutto e ricominciare". Ieri mattina uno sciopero a tradimento dei servizi di trasporto pubblici ha paralizzato la città. La notte prima, due ragazzi minorenni hanno sbattuto con la moto e sono morti: naturalmente, erano senza casco. Forse è poco pietoso aggiungere che ogni volta è un po' peggio, che passa il tempo e la parabola della città non s'arresta. La violenza e l'abitudine alla violenza, anzi, si radicano: e diventano cultura. Ieri Napoli mandava in giro per il mondo film come "Morte di un matematico napoletano" o il "Ricomincio da tre" di Troisi. Oggi a Cannes ci va "Gomorra". E non c'è niente da dire. "A fine mese torna a Napoli il Re di Spagna. E ci siamo appena aggiudicati il Festival internazionale del Teatro, 200 spettacoli, 15 Paesi coinvolti, comincia il 6 giugno - gesticola Bassolino per dire che Napoli non è solo immondizia, come ieri si diceva che Napoli non era Calcutta, ed è un paragone che è prudente non rifare -. In più, è imminente il restauro del San Carlo. Noi ci abbiamo messo 50 milioni di euro, è il più importante intervento dal 1737...". La parte finale della Riviera di Chiaia, la strada parallela all'incantevole lungomare, è colma di immondizia: il vento che viene dai Campi Flegrei ne spalma la puzza e magari la spinge fin lì, a piazzetta Trieste e Trento, al San Carlo, appunto. Nei quartieri di periferia, dove un teatro nemmeno c'è, è peggio: si sguazza in un pantano di reciproche illegalità e poi ci si meraviglia che si arriva al punto che la gente applaude i guaglioni che danno fuoco ai campi rom. Una miscela esplosiva. Napoli ha conosciuto altri precipizi, il colera negli Anni 70 e il terremoto dell'80, gli omicidi di Prima Linea e le stragi di camorra: ma si rialzava e reagiva, aggrappandosi a qualunque cosa - dal teatro di Eduardo a Maradona - per mandare di sé un'immagine positiva e viva. Oggi, tra rassegnazione e rabbia, non sembrano esserci stazioni intermedie... Ed è in una polveriera così che Berlusconi ha deciso di giocarsi un po' della faccia del suo quarto governo. "E noi dovremo collaborare - assicura Velardi -. Anzi, dovremo essere il suo braccio operativo qui. Solo una cosa il Cavaliere deve aver chiara: che quanto più forti sono le aspettative che si suscitano, tanto più forte sarà la rabbia per un fallimento. E' un'equazione matematica. E' quella, in fondo, che qui ha già tramortito un'intera classe dirigente".

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