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DOSSIER “MONNEZZE”

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ARCHIVIO GENERALE  DEL DOSSIER  

TUTTI I DOSSIER


top          ARTICOLI DAL  17 al 29 febbraio 2008       #TOP


Report "Monnezze"

La Iervolino e Bassolino stanno buoni "Adda passà 'a nuttata" ( da "Libero" del 17-02-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: Attualità 17-02-2008 La Iervolino e Bassolino stanno buoni "Adda passà 'a nuttata" Risponde Mattias Mainiero Va via un sacchetto di immondizia ma ne arriva subito un altro appena confezionato: mi sembra che a Napoli e dintorni la situazione sia in stallo e che sarà dura risolverla.

QUALCHE ALTRO INSULTO DAL PROFONDO NORD ( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 17-02-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: poi Bassolino, Iervolino, camorra, munnezza, ci hanno fatto ripiombiare nella vergogna. I politici non sanno che cos'è la vergogna, che cosa significa vivere fuori e sentire tutto quello che si dice del popolo napoletano. Spero che un giorno questo popolo tiri fuori il suo orgoglio, venga fuori dall'apatia,

DIECI GLI ASSESSORI IN BILICO: NELLA ROSA DELLA IERVOLINO ANCHE RUSCIANO, MARRELLI E PAOLOZZI ( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 17-02-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: nella rosa della Iervolino anche Rusciano, Marrelli e Paolozzi SALVO SAPIO Pareva un gruppo granitico, inattaccabile. È bastato un piccolo segnale da parte del sindaco rispetto alla possibilità di un rimpasto a scatenare la bagarre sulla giunta. E, a conti fatti, ben dieci assessorati su sedici potrebbero essere interessati da cambiamenti.

Duemila tonnellate nelle strade sos rifiuti dal centro direzionale - roberto fuccillo ( da "Repubblica, La" del 18-02-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: Non si salva nessuno: ci sono Iervolino e Bassolino, ma anche la presidente della Provincia Alberta De Simone (che pure ha sottoposto a De Gennaro una lista di siti alternativi), lo stesso De Gennaro, e naturalmente Ciriaco De Mita, che da queste parti viene considerato il protettore dell'intoccabile sito di Formicoso.

Napoli, l'ultima beffa sui rifiuti Nominato un altro commissario ( da "Giornale.it, Il" del 18-02-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: ex presidente della Commissione parlamentare sulle Ecomafie. "A De Gennaro hanno fatto un pacco, come quelli che si fanno alla stazione centrale. Le bonifiche, mai iniziate in Campania, dovevano rappresentare il presupposto per quelle scelte. Viceversa, siccome Antonio Bassolino, ex Commissario alle bonifiche, aveva la necessità di coprire le sue inefficienze,

I politici incassano con un sorriso grillo: finalmente uno che mi imita - giovanna casadio ( da "Repubblica, La" del 19-02-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: Bassolino, Iervolino. Fiorello è una persona perbene, sa che se non si va a votare è il peggio della politica a trionfare". Proprio così, secondo Gianfranco Fini, leader del Pdl, un tempo An, stesso partito di La Russa: "Fiorello è simpatico ma ha detto una cosa che va denunciata e cioè che non tutti i politici hanno la possibilità di fare.

Il rimpasto prolunga l'agonia - aurelio musi ( da "Repubblica, La" del 19-02-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: allieva Iervolino supera il maestro Bassolino. Ci vuole addirittura stupire integrando nella sua amministrazione avversari politici storici come Marco Rossi-Doria, alti dirigenti regionali del Partito democratico come Emma Giammattei, professori legati a Nicolais come Gaetano Manfredi, tecnici esponenti dell'area Letta come Mario Rusciano e Massimo Marrelli,

Quell'inutile, vecchia e sporca dozzina ( da "Libero" del 19-02-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: Italia in Campania resta appeso all'immobilismo strafottente di Antonio Bassolino e di Rosa Russo Iervolino. I quali sono Democratici a tutti gli effetti, parlano delle liste, scelgono i candidati: Bassolino si sarebbe impuntato per mettere in lista due suoi assessori regionali. Se lo meritano proprio... In Campania governa il Pd, non scordiamolo.

Piove cacca dal cielo Colpa del capitalismo ( da "Libero" del 19-02-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: LA COLLANA NOIR DI ECOMAFIA Si chiama "Verdenero" la collana di narrativa "liberamente ispirata alle migliaia di storie vere raccontate annualmente dal Rapporto Ecomafia di Legambiente". All'iniziativa partecipano vari scrittori italiani, che hanno realizzato dei "noir di ecomafia", in libreria a 10 euro.

Rifiuti, Napoli è al collasso Guerra di discarica in Irpinia ( da "Tempo, Il" del 19-02-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: Bassolino, Russo Iervolino, De Mita e Alberta De Simone (i principali fautori della discarica) sono state piantate nell'area dove dovrebbe sorgere la discarica. Dopo qualche scontro con i poliziotti (una dozzina i contusi, sette civili e cinque militi) i manifestanti hanno bloccato la linea ferroviaria Caserta-Foggia.

Rifiuti, Napoli è al collasso. Guerra di discarica in Irpinia ( da "Tempo, Il" del 19-02-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: Bassolino, Russo Iervolino, De Mita e Alberta De Simone (i principali fautori della discarica) sono state piantate nell'area dove dovrebbe sorgere la discarica. Dopo qualche scontro con i poliziotti (una dozzina i contusi, sette civili e cinque militi) i manifestanti hanno bloccato la linea ferroviaria Caserta-Foggia.

SIT-IN CONTRO LA DISCARICA, TAFFERUGLI CON LA POLIZIA CHE SCORTAVA I TECNICI. MOLOTOV AL SITO DI MARIGLIANO ( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 19-02-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: Sulla strada che porta al sito ci sono anche una bombola di gas e cinque croci con le foto di De Mita, Bassolino, De Gennaro, Alberta De Simone e la Iervolino. Poco prima delle nove gli schieramenti sono completi e si fronteggiano. Il sindaco di Savignano, Oreste Ciasullo, tenta un'ultima, disperata mediazione. Dice di essere in attesa di una telefonata del prefetto.

Rifiuti, è tregua a savignano - roberto fuccillo ( da "Repubblica, La" del 20-02-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: dice Rosa Russo Iervolino, ma non aggiunge, come in passato, che l'impianto per Napoli è quello di Acerra. La stessa Iervolino incontrerà poi oggi il presidente della Regione Antonio Bassolino e il neoassessore Walter Ganapini sul tema della differenziata. Domani sarà in città anche il leader della Cgil, Guglielmo Epifani,

Brevi, schede e richiami 1 ( da "Repubblica, La" del 20-02-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: proposto dal presidente Bassolino e dal sindaco Iervolino. La città di Napoli non merita di subire ancora questa che, giustamente, Musi ha definito "il prolungarsi di una agonia". Le tre giunte dovrebbero essere azzerate e rinnovate in maniera totale, con un segnale politico chiaro e indicativo della volontà di voler finalmente operare per la città.

Giornaliste impegnate a difendere l'ambiente ( da "Repubblica, La" del 20-02-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: sulle discariche, sulla raccolta differenziata, sulla crisi del petrolio, le ecomafie, le energie alternative e gli alimenti transgenici prodotti dall'agricoltura biologica. Durante l'incontro, al quale sono invitati studenti e insegnanti, verranno letti alcuni brani del libro. Ingresso libero. (g.v.).

I MORTI COME RIFIUTI ( da "Libero" del 20-02-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: 2008 I MORTI COME RIFIUTI di MATTIAS MAINIERO Nella Napoli di Antonio Bassolino e Rosa Russo Iervolino, città della munnezza dove si vive male e si muore peggio, anche i morti non trovano pace. Li portano di qui e di lì, li seppelliscono e li riesumano. Li accatastano da qualche parte, talvolta li bruciano e se li levano di torno.

Quelle mefitiche montagne di oro ai lati delle strade ( da "Manifesto, Il" del 20-02-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: VerdeNero-Noir di ecomafia" delle Edizioni Ambiente (pp. 192, euro 10). Negli ultimi mesi, il mondo dell'editoria ha dato ampio spazio ai lavori di giornalisti, scrittori impegnati storici e saggisti emergenti a confronto con la catastrofe ambientale del traffico illecito dei rifiuti, figlia del cosiddetto "turbocapitalismo".

"PAOLO CIRINO POMICINO<I partiti sono fuggiti, restano solo dirigenti frou frou> ( da "Libero" del 20-02-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: il Governatore Bassolino e il sindaco Iervolino. È tempo però che anche il centrodestra si faccia carico di proporre soluzioni alternative". Invece.. "A Napoli la politica è in fuga e si è aperta una grave crisi democratica". Salvo per uso personale è vietato qualunque tipo di riproduzione delle notizie senza autorizzazione.

La vendetta della iervolino "i voti al partito non sono suoi" - ottavio lucarelli ( da "Repubblica, La" del 21-02-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: La vendetta della Iervolino "I voti al partito non sono suoi" Affetto e diffidenza: non partecipò alla festa degli ottant'anni del leader di Nusco OTTAVIO LUCARELLI (segue dalla prima di cronaca) "I voti non sono una proprietà personale". Rosa Russo Iervolino al coordinamento nazionale del Pd pensa subito al danno che potrebbe causare un De Mita davvero schierato "

"il centrosinistra ha fallito" ( da "Repubblica, La" del 21-02-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: cerca di far scomparire Bassolino e la Iervolino" La ricetta per il Sud "Rendere le aree più sicure e chiedere le fiscalità di vantaggio" "NAPOLI è il simbolo del fallimento totale del centrosinistra, la mala gestione dei rifiuti ne è una testimonianza, e Veltroni è una sorta di mago Houdini che tenta di far scomparire Bassolino e Iervolino".

I Verdi stoppano 50 milioni per ripulire Napoli ( da "Libero" del 21-02-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: anche perché "Bertolaso denunciò che Pecoraro Scanio, Bassolino e Iervolino non facevano nulla nonostante egli avesse detto loro che se non si faceva niente Napoli sarebbe stata sommersa dai rifiuti". Accuse che rimbalzano anche nella nuova puntata di Annozero, la trasmissione di Michele Santoro, in onda oggi su Raidue alle 21.

ROMA - Clima sempre più teso tra l'Udc e Silvio Berlusconi. Va giù severo il segretar ( da "Messaggero, Il" del 21-02-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: il vero volto del Pd, che è rappresentato da Iervolino e Bassolino". Annuncia il Pdl la candidatura alla Camera di Eugenia Roccella, portavoce del "Family Day". Intanto Clemente Mastella nella sua corsa solitaria, almeno per il momento, minaccia di presentarsi in tutte le circoscrizioni con proprie liste.

600 milioni per la rete ferroviaria di Napoli ( da "Unita, L'" del 23-02-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: ha sottolineato Bassolino. Un intervento, quello sulla rete ferroviaria di Napoli che, ha aggiunto il sindaco di Napoli Iervolino, risponde "a una precisa scelta culturale di fondo: quella di non distruggere il centro storico di Napoli e di abbattere sempre di più le differenze tra centro e periferia".

Rifiuti, grillo processa la politica ( da "Repubblica, La" del 23-02-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: Berlusconi: "Bassolino ha sbagliato tutto". Per recuperare l'immagine il Comune lancia il "Maggio" Rifiuti, Grillo processa la politica "Meglio i Borbone, io non voto". Turismo, Iervolino contro Rutelli Beppe Grillo sarà oggi in piazza Dante per il "giorno del rifiuto", ovvero "Munnezza Day".

Rame alla maratona degli artisti - nino marchesano ( da "Repubblica, La" del 23-02-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: nei grandi supermercati il detersivo viene prelevato dai consumatori da un bidone e non si usano le borse di plastica. Da Napoli, invece, l'immondizia parte per la Germania. Come mai i politici locali non si sono informati? Non voglio dire che è colpa della Iervolino, ma qualcuno sa spiegare perché a Salerno questo disastro non è avvenuto?".

L'affondo di grillo sulla politica "viva i borbone, erano meglio loro" - conchita sannino ( da "Repubblica, La" del 23-02-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: contro Bassolino e la Iervolino. Che, a quel tempo, si preparavano ad un progetto di privatizzazione della gestione idrica, disegno poi solo formalmente cancellato di fronte all'onda della proteste. Accanto al leader del dissenso ("Ma io non sono il leader di un bel niente", sbotta divertito lui), e al popolo della rete "gli amici di Beppe Grillo"

Campania, sprechi sui rifiuti Ci costano 10 milioni l'anno ( da "Resto del Carlino, Il (Nazionale)" del 24-02-2008) + 2 altre fonti
Argomenti: Monnezza

Abstract: Berlusconi, Iervolino e Bassolino ? ha detto Grillo ? e anche per Prodi che ha reintrodotto il Cip6". "Se falliscono De Gennaro e Ganapini è finita". "Questa emergenza non è stata decisa dalla camorra, ma dalle banche". "Ho chiesto a Renzo Piano di realizzare con le ecoballe un grande museo degli orrori".

Grillo insulta Veronesi È uno sponsor del cancro quando dice che un inceneritore produce emissioni zero ( da "Unita, L'" del 24-02-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: Iervolino e Bassolino. Avete scritto sui pomodori Made in China per esportarli, avete i rifiuti del nord mentre il Veneto fa pubblicità per dire di non andare in Campania ai tedeschi". "Chiedo scusa anche per Prodi che ha reintrodotto il Cip6 - ha detto ancora l'artista genovese - nel 1992 fecero una legge straordinaria per devolvere il 7 per cento della bolletta allo sviluppo delle

Beppe Grillo: <Elezioni illegali e illegittime> ( da "Secolo XIX, Il" del 24-02-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: Iervolino e Bassolino. Qui hanno inventato il manganello consapevole: ad Ariano Irpino e a Pianura sono state colpite delle persone che protestavano in maniera pacifica - rincara - avete scritto sui pomodori "made in China" per esportarli. Avete i rifiuti del Nord mentre il Veneto fa pubblicità per dire di non andare in Campania ai tedeschi.

Grillo, sfida globale "mandate tutti a casa" ( da "Repubblica, La" del 24-02-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: Il comico accusa Berlusconi, Veltroni, Iervolino, Bassolino: "Devono aver paura di noi, li cacceremo grazie alla rete". Ribadisce che per lui le elezioni politiche sono illegittime: "Non voto". Punta l'indice contro inceneritori, banche, imprese, giornalisti. CONCHITA SANNINO A PAGINA IV.

La cisl: "noi vivi, la regione è morta" ( da "Repubblica, La" del 24-02-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: opposizione a Bassolino si è fatta sociale", dice il coordinatore regionale Mario Landolfi. "Veltroni se la prende con De Mita - aggiunge il deputato Marcello Taglialatala - ma non fa nulla per mandare a casa Bassolino e Iervolino. La Cisl sta dimostrando di aver saputo rompere lo schema precostituito della triplice sindacale prendendo le distanze da Cgil e Uil"

Fiaccole, balli e il gadget gigetto portachiavi a forma di sacchetto - ottavio lucarelli ( da "Repubblica, La" del 24-02-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: Bassolino e Iervolino non siete più riciclabili". Presidente di Regione e sindaco finiti nel mirino così come l'ultimo commissario per l'emergenza rifiuti in Campania, Gianni De Gennaro, trasformato in poliziotto-manichino con manganello e con medaglie che ricordano il G8 di Genova e i pestaggi ai tempi in cui era capo della polizia.

L'urlo di grillo: munnezza globale - conchita sannino ( da "Repubblica, La" del 24-02-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: "Da Bassolino a Iervolino. Dallo psiconano-Berlusconi a topogigio-Veltroni: che poi hanno lo stesso programma, dicono le stesse cose. Si dovrebbe scegliere l'uno o l'altro per il colore dei capelli?". Il comico conferma: "Io mica vado a votare, e ne sono orgoglioso".

Politici "non recuperabili" A Napoli il "monnezza day" ( da "Liberazione" del 24-02-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: Bassolino, Berlusconi e Iervolino, per le navi di emigranti e per la seconda guerra mondiale". "Sono venuto a chiedere scusa ai napoletani, alla Campania, a questa Campania che è stata martoriata dalla storia". Chiede scusa a questa terra che ha "inventato il manganello consapevole" perché ad Ariano Irpino e a Pianura sono state colpite delle persone che protestavano in maniera pacifica.

<Monnezza day> Show di Grillo in piazza ( da "Corriere della Sera" del 24-02-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: 2008-02-24 num: - pag: 19 categoria: BREVI "Monnezza day" Show di Grillo in piazza Beppe Grillo contro tutti al "monnezza day", giornata di protesta contro l'emergenza rifiuti in Campania: "Chiedo scusa a tutta la Regione - ha detto il comico genovese a Napoli -, scusa per Veltroni, Berlusconi, Iervolino e Bassolino...".

Il nostro sito internet/1 ( da "Padania, La" del 24-02-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: Iervolino e Bassolino avessero un minimo di dignità, destinerebbero subito i loro lauti introiti in beneficenza ed espierebbero le loro colpe, tante e gravi, dandosi da fare a ripulire quelle zone che per incompetenza e sete di potere hanno trasformato in una vergogna e in un bacino di probabili epidemie.

Dalla politica tragicomica ai comici politici, ci mancava giusto il Fiorello pensiero ( da "Padania, La" del 24-02-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: Forse non gli andava di dire che due nomi ci sono e si chiamano : Antonio Bassolino e Rosa Russo Iervolino. Guarda caso due fondatori del Partito Democratico di Walter Veltroni e di Romano Prodi. O forse non gli andava di dire che al Nord, dove lo smaltimento dei rifiuti viene fatto e funzione, ci sono i sindaci e gli amministratori della Lega Nord ?

Grillo 'Elezioni illegittime e anti-politiche' ( da "Voce d'Italia, La" del 24-02-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: Berlusconi, Iervolino e Bassolino". Il comico ha poi proseguito: "se non c'è la riforma delle legge elettorale il voto è una gran presa in giro per i cittadini perchè non si ha la possibilità di scegliere nè il rappresentante nè il partito e da oggi neanche il programma che è lo stesso fra Pdl e Pd".

GRILLO CONTRO TUTTI: NAPOLI DEVE RIBELLARSI ( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 24-02-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: Bassolino perché l'immagine della Campania è in pezzi, la Iervolino perché non ha preso provvedimenti a tutela della salute dei cittadini, Berlusconi per la riforma della legge elettorale, Casini per l'ipotesi di federalismo nucleare. Ma l'affondo più deciso è diretto a Veronesi, "sponsor del cancro perché si fa sostenere da un'

GLI SLOGAN. BASSOLINO E IERVOLINO NON PIù RICICLABILI : SLOGAN DA BLOG-GRILLO CHE IN ( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 24-02-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: Gli slogan. "Bassolino e Iervolino non più riciclabili": slogan da blog-Grillo che invita: "Separatevi come il Kosovo e Serbia".

NAPOLI PIANGE GALLO, ULTIMA VOCE DELLA TRADIZIONE ( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 24-02-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: Bassolino e Iervolino esprimono il cordoglio delle istituzioni. Il governatore piange "uno dei rappresentanti più autorevoli e prestigiosi della grande tradizione melodica napoletana" e "interprete di rilievo della musica italiana come testimonia una carriera segnata da tanti successi".

RIFIUTI E SANITà, UNA TRAGEDIA ( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 24-02-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: Cerrito al corteo Cisl: Iervolino isterica per le critiche "Rifiuti e sanità, una tragedia" La Corte dei Conti accusa: troppi sprechi. Grillo a tutto campo: "Non votate, a casa la classe dirigente campana" Processo Bassolino, la difesa contrattacca: "Accuse politiche, si cerca il capro espiatorio".

Le accuse di cerrito la classe politica è fallimentare devono andare a casa ora c'è una forza di vero cambiamento ( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 24-02-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: Cerrito è duro con il sindaco Iervolino: "Quando si muove una critica al Comune reagisce in maniera isterica. Invece che mettere in quarantena Napoli bisognerebbe mettere lei". Il lavoro che non c'è, le pensioni, i più deboli, la sanità, i temi scottanti trattati sul palco.

Grillo: "Elezioni illegittime e anti-politiche" ( da "Voce d'Italia, La" del 24-02-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: Berlusconi, Iervolino e Bassolino". Il comico ha poi proseguito: "se non c'è la riforma delle legge elettorale il voto è una gran presa in giro per i cittadini perchè non si ha la possibilità di scegliere nè il rappresentante nè il partito e da oggi neanche il programma che è lo stesso fra Pdl e Pd".

Forum delle culture, no del governo ( da "Repubblica, La" del 25-02-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: La notizia ha provocato il cupo malumore del sindaco Iervolino e del governatore Bassolino, che si sarebbero rivolti al Presidente Giorgio Napolitano. In Regione si dimette l'assessore al Turismo De Masi ("Preferisco la cura di Ravello e dell'Università"), sostituito da Claudio Velardi. OTTAVIO LUCARELLI E CONCHITA SANNINO ALLE PAGINE II E III.

Cultura, la vendetta di rutelli il forum non è grande evento - conchita sannino ( da "Repubblica, La" del 25-02-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: E la Iervolino: "Rutelli ci mette in quarantena". Così l'ultima decisione di Palazzo Chigi provoca il cupo malumore del sindaco Iervolino e del governatore Bassolino. Entrambi, secondo indiscrezioni, si sarebbero persino rivolti al presidente Giorgio Napolitano per affidare a lui preoccupazione e sgomento rispetto ad un provvedimento di cui non sembrano comprendere i motivi.

Rutelli toglie i fondi al forum ( da "Repubblica, La" del 25-02-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: Si è così consumato l'ennesimo strappo tra il ministro Rutelli e il sindaco Iervolino, dopo la nomina di un alto funzionario del ministero come "commissario" all'organizzazione del Forum. Il sindaco e il presidente della Regione Bassolino si sono appellati a Napolitano.

Forum culture, il pugno di rutelli ( da "Repubblica, La" del 26-02-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: Iervolino e Bassolino. Rutelli ora presenta il conto: "Si ribadisce che il governo ha sempre sostenuto con forza, convinzione e ottimi risultati la designazione di Napoli a città ospitante del Forum". E aggiunge: "Dal momento che l'amministrazione comunale e quella regionale hanno comunicato di essersi già dotate di una apposita struttura per la valutazione e il monitoraggio sulle

Il monito del procuratore lepore "la camorra non sia alibi per altri" ( da "Repubblica, La" del 26-02-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: ma sulla base di atti trasmessi per competenza" dal pool anticamorra, della discarica di Lo Uttaro. Il terzo punto è riservato all'indagine dei pm Giuseppe Noviello e Paolo Sirleo sul contratto al gruppo Fibe-Impregilo che, ricorda la Procura "vede imputato assieme ai vertici del gruppo il governatore della Campania Antonio Bassolino".

Veltroni è un illusionista, Fini: Il Pd doveva correre da solo, poi ha messo ( da "Nazione, La (Nazionale)" del 26-02-2008) + 2 altre fonti
Argomenti: Monnezza

Abstract: In Campania abbiamo già vinto perché De Mita porterà via molti voti al Pd e poi voglio vedere Veltroni che va a Napoli assieme a Bassolino e Iervolino a dire che lui è il nuovo". Aborto, eutanasia, temi etici. Avvenire e Famiglia cristiana intervengono nella campagna elettorale. Casini rivendica la rappresentanza dei cattolici, Ferrara fa una lista antiaborto. E il Pdl?

Di GIORGIO GAZZOTTI - BOLOGNA - Presidente Fini, Veltroni dice che il distacco da 13 ( da "Nazione, La (Nazionale)" del 26-02-2008) + 2 altre fonti
Argomenti: Monnezza

Abstract: In Campania abbiamo già vinto perché De Mita porterà via molti voti al Pd e poi voglio vedere Veltroni che va a Napoli assieme a Bassolino e Iervolino a dire che lui è il nuovo". Aborto, eutanasia, temi etici. Avvenire e Famiglia cristiana intervengono nella campagna elettorale. Casini rivendica la rappresentanza dei cattolici, Ferrara fa una lista antiaborto. E il Pdl?

Bassolino, uscita anticipata "non continuo fino al 2010" ( da "Repubblica, La" del 27-02-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: Napoli Il governatore presenta la nuova giunta e prospetta elezioni prima della scadenza in Regione Bassolino, uscita anticipata "Non continuo fino al 2010" Forum delle culture, Iervolino attacca Rutelli Il presidente della giunta regionale Antonio Bassolino apre per la prima volta alla possibilità di un voto anticipato: "Non dico di voler andare avanti fino al 2010.

Un sistema in disintegrazione - aurelio musi ( da "Repubblica, La" del 27-02-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: declassamento del Forum delle culture e il conflitto tra Rutelli e Iervolino è, da tale punto di vista, assai significativo. Ultimo esempio, ma non certo in ordine di importanza, è lo stato degli esecutivi regionale, provinciale e comunale napoletani. Essi sono in via di completa disintegrazione. I rimpasti, effettuati, annunciati e poi smentiti, con nuovi ingressi e marce indietro,

Forum, appello a rutelli "ora troviamo un'intesa" ( da "Repubblica, La" del 28-02-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: Un documento è stato diffuso anche dalle categorie produttive, dall'Unione industriali all'Ascom agli artigiani: "La politica superi le divergenze". Il sindaco Iervolino fa sapere che completerà il mandato, fino al 2011. ANGELO CAROTENUTO ROBERTO FUCCILLO OTTAVIO LUCARELLI ALLE PAGINE II, III, V.

Forum, le imprese in campo - ottavio lucarelli ( da "Repubblica, La" del 28-02-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: Iervolino: "Resto fino al 2011 per portare a termine il mio mandato" La kermesse della cultura prevista nel 2013: Bassolino media con il ministro Rutelli OTTAVIO LUCARELLI Si riapre la trattativa per riassegnare il marchio di "grande evento" al Forum delle culture 2013 che Napoli ha ottenuto dall'Unesco dopo un anno di lavoro diplomatico del Comune.

I protagonisti ( da "Repubblica, La" del 28-02-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: Napoli I PROTAGONISTI rutelli Per legge occorreva un commissario ma è stato opposto un rifiuto, basta sterili polemiche bassolino Recuperiamo il Forum come Grande Evento e gestiamo la kermesse con un lavoro comune iervolino Noi andiamo avanti con le nostre forze, assieme a Regione e Provincia, per difendere il nostro onore.

VOTO ANTICIPATO, BASSOLINO E IERVOLINO FRENANO ( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 28-02-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: Voto anticipato, Bassolino e Iervolino frenano LUIGI ROANO Voto anticipato, il governatore Antonio Bassolino e il sindaco Rosa Russo Iervolino frenano. Anzi, il sindaco rilancia: "Resterò fino al termine del mio mandato, voglio lasciare la città al mio successore nel migliore dei modi possibili" dice.

La necessità di ripartire da zero - umberto de gregorio ( da "Repubblica, La" del 29-02-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: Bassolino resta nel Pd ma non partecipa alla campagna elettorale. Rosetta Iervolino, infuriata con Roma, invece "minaccia": io la campagna elettorale la faccio! De Mita sbatte la porta e lascia il Pd diretto verso il nuovo centro. Mastella se ne va per conto suo (abbandona tutti o, meglio, da tutti è abbandonato).

"chiediamo scusa alla città indignata" ( da "Repubblica, La" del 29-02-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: come Nicola Corrado (assessore a Castellammare), mentre il sindaco Iervolino dice "ricominciamo, con senso critico verso noi stessi, ma anche con l'orgoglio per tutto quel che è stato fatto". Lo dice meglio il filmato che apre il pomeriggio, sottofondo musicale di Fabrizio Moro, "Pensa", e 15 anni di Napoli sullo schermo.

La necessità di ripartire da zero - umberto de gregorio ( da "Repubblica, La" del 29-02-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: La gente chiede chiarezza: o Bassolino è fuori oppure è dentro e allora fa politica con orgoglio e a viso aperto, come sempre ha fatto. In secondo luogo qualcuno dovrebbe spiegare ai napoletani perché invece Rosa Russo Iervolino fa campagna elettorale. Forse che la sua immagine è meno logora di quella di Bassolino?

Brevi, schede e richiami 1 ( da "Repubblica, La" del 29-02-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: Per la verità se n'era ricordato anche il sindaco Iervolino quando, a fine aprile 2006, ha comunicato al nuovo Consiglio comunale il suo programma in materia di rifiuti: "Nel continuare l'attività, finora rigorosamente espletata, di vigilanza e contrasto delle infiltrazioni della criminalità organizzata (?

LETTERE ( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 29-02-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: tipici prodotti locali doc" (in verità è scritto "d'Oc") con le foto di Bassolino, la signora Iervolino e Pecoraro Scanio trroneggianti su un cumulo d'immondizia; il testo dice: "Grazie di cuore a voi e a tutta la così detta società civile". Su un'altra cartolina, spedita da Umberto Acampora, i rifiuti fanno da contrappunto al perduto pino.


Articoli

La Iervolino e Bassolino stanno buoni "Adda passà 'a nuttata" (sezione: Monnezze)

( da "Libero" del 17-02-2008)

Argomenti: Monnezza

Attualità 17-02-2008 La Iervolino e Bassolino stanno buoni "Adda passà 'a nuttata" Risponde Mattias Mainiero Va via un sacchetto di immondizia ma ne arriva subito un altro appena confezionato: mi sembra che a Napoli e dintorni la situazione sia in stallo e che sarà dura risolverla. E così vorrei chiederle: la signora Iervolino e il signor Bassolino che fine hanno fatto? Non mi dica che, ignorati dai media, ne hanno approfittato per farsi una vacanza, magari in Svizzera. Gabriele Pasquale e.mail Purtroppo, nessuna vacanza. In questo difficile momento per la città di Napoli, Rosa Russo Iervolino e Antonio Bassolino siedono regolarmente sulle loro poltrone, cosa che rende il difficile momento di Napoli un po' più difficile. Siedono. Però, e in questo la sua domanda è più che giusta, non compaiono. Parlano tutti, a Napoli. Tutti si lamentano, chiedono interventi urgenti, propongono soluzioni, organizzano convegni e tavole rotonde, scomodano San Gennaro sperando in un miracolo e nel frattempo assediano De Gennaro e le discariche. Il sindaco e il governatore no: loro sono momentaneamente dispersi nel mare dei rifiuti. Ricorda Eduardo De Filippo? Adda passà 'a nuttata, diceva. E in attesa che la lunga e puzzolente notte napoletana si rischiari da sola e che arrivino tempi migliori, sindaco e governatore devono essersi nascosti sotto un cassonetto. Ci sono ma non ci sono. Governano ma non fanno niente di concreto. Stanno a Napoli ma è come se fossero andati in Svizzera, o in Francia, in Egitto, in Congo. Sono amministratori desaparecidos. Prima o poi, però, ne stia pur certo, ritorneranno alla luce del sole, e anche con qualche spiacevole sorpresa. Loro sono fatti così: se cadono è per rialzarsi. Se finiscono nella monnezza è solo per uscirne più lindi e puliti. Se amministrano male, vengono premiati in qualche modo. È la dura vita dei politici italiani, quelli che si dimettono lasciando la poltrona non per tornare alla vita privata, ma per essere rieletti e tornare a sedersi su un'altra poltrona. E così, fra non molto, sindaco o governatore (o entrambi), dopo aver dato ampia prova di non essere all'altezza, avranno un posto in lista alle prossime politiche e riappariranno in pubblico per chiedere voti. E se non saranno candidati chiederanno ugualmente voti per il loro partito elencando tutti i meriti delle loro amministrazioni. Come se nulla fosse, come se l'immondizia non esistesse e le discariche funzionassero a pieno regime. A Napoli, caro Pasquale, 'a nuttata non passa mai. Salvo per uso personale è vietato qualunque tipo di riproduzione delle notizie senza autorizzazione.

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QUALCHE ALTRO INSULTO DAL PROFONDO NORD (sezione: Monnezze)

( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 17-02-2008)

Argomenti: Monnezza

RISPONDE PIETRO GARGANO Qualche altro insulto dal profondo Nord Se gli amministratori del Comune di Napoli avessero un poco di lungimiranza la situazione vergognosa della pattumiera d'Italia potrebbe essere risolta con semplici ma immediati provvedimenti. Basta copiare le ordinanze dei sindaci delle grandi città del Nord d'Italia, con le quali sono state impartite ai cittadini le regole per la raccolta dei rifiuti. Acquistare subito i bidoni necessari ai condominii e ai caseggiati privati, addebitandoli con piccole rate mensili. Provvedere immediatamente a costruire termo convertitori, mediante contributo dello Stato da restituire a breve termine. Stabilire un termine di 90 giorni per riportare alla normalità la raccolta dei rifiuti. Se dopo tale termine la situazione non verrà normalizzata, resta una sola cosa da fare: restituire il Regno delle Due Sicilie ai Borboni con le debite scuse e una maledizione a Garibaldi che glielo aveva sottratto. Tanto, dopo questo lungo e vergognoso scempio, a Napoli non è rimasto nulla di buono e di bello da vedere. Aldo Colombo - MILANO * * * Cari napolitani, non solo non volete collaborare con chi è stato incaricato di smaltire i vostri rifiuti, ma lo ostacolate proditoriamente e aggredite le forze dell'ordine inpedendo loro di contrastare i mafiosi interessati alla spazzatura. Vergognatevi. Cosa volete, che siano gli altri italiani a prendersi cura dei vostri rifiuti? O forse non volete che si faccia pulizia perché dentro la spazzatura voi vivete benissimo? Perché non vi siete mossi quando la mafia portava rifiuti organici da tutto il Paese incassando fior di milioni di euro? Per quanto mi riguarda, e credo che tantissimi la pensano come me, visto che siete così arroganti da non volere neppure i termovalorizzatori come tutte le regioni, vi lascerei crepare nei roghi di spazzatura che voi stesso appiccate. Siete la vergogna d'Italia nel mondo. Roberto X - MILANO * * * Sul Corriere di Novara è stata pubblicata una nota del Crar, il Coordinamento piemontese ambientalista dei rifiuti. Dice che l'Emergenza non è tale, ma "un piano accuratemente preparato a tavolino dagli Amici degli incenitori, un comitato d'affari trasversale". Il Crar ritiene che "la soluzione giusta sia la raccolta differenziata spinta, il riciclo e il riuso dei materiali differenziati (la strada scelta a Novara). A questo si deve aggiungere la riduzione dei rifiuti alla fonte". Speriamo di non urtare la suscettibilità del nostro sindaco. Nives Myriam Ponti - NAPOLI * * * Scrivo per esternare tutto il disprezzo che ho per Bassolino e tutti quelli che hanno amministrato Napoli, riducendola a vergogna italiana in tutto il mondo. Le amministrazioni sono state fallimentari già da quando Bassolino era sindaco di Napoli (la più bella delle marine) sperperando miliardi senza riuscire a cambiare il volto della città e della regione. Noi napoletani che viviamo fuori fatichiamo tutti i giorni con onestà e alacrità, cercando di sfatare quello che si dice di noi meridionali. Ci eravamo quasi riusciti, poi Bassolino, Iervolino, camorra, munnezza, ci hanno fatto ripiombiare nella vergogna. I politici non sanno che cos'è la vergogna, che cosa significa vivere fuori e sentire tutto quello che si dice del popolo napoletano. Spero che un giorno questo popolo tiri fuori il suo orgoglio, venga fuori dall'apatia, per riscattare le malafatte delle amministrazioni, alle quali non posso che rivolgere il mio disprezzo. Eduardo Daniele - CONEGLIANO (TV) Un'altra tornata di lettere settentrionali, cui si aggiunge lo scoramento di un emigrato napoletano. Le pubblichiamo non per sollecitare acide repliche, ma per dare un campione dell'aria che tira lassù, dove perfino i veleni delle industrie del Nord, qui interrati, diventano un affare di fior di milioni (andati alla camorra). La rimonta sarà dura, è bene saperlo. E dipenderà dai fatti, non dalle campagne polemiche.

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DIECI GLI ASSESSORI IN BILICO: NELLA ROSA DELLA IERVOLINO ANCHE RUSCIANO, MARRELLI E PAOLOZZI (sezione: Monnezze)

( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 17-02-2008)

Argomenti: Monnezza

Dieci gli assessori in bilico: nella rosa della Iervolino anche Rusciano, Marrelli e Paolozzi SALVO SAPIO Pareva un gruppo granitico, inattaccabile. È bastato un piccolo segnale da parte del sindaco rispetto alla possibilità di un rimpasto a scatenare la bagarre sulla giunta. E, a conti fatti, ben dieci assessorati su sedici potrebbero essere interessati da cambiamenti. Il "metodo Bassolino" indicato dal primo cittadino ha aperto, poi, una ridda di ipotesi su chi potrebbe entrare nell'esecutivo. I nomi? Logicamente tecnici e professionisti anche se già prestati alla politica. È il caso di Mario Rusciano, docente universitario e già nel gruppo dei saggi del Pd, di Emma Giammattei, coordinatrice del Pd e professoressa di letteratura italiana all'università di Salerno, di Raffele Porta, accademico ed ex assessore comunale. Nomi anche a sorpresa come quello di Marco Rossi-Doria che della Iervolino è stato rivale nella corsa a palazzo San Giacomo e che potrebbe essere coinvolto nella seconda fase dell'amministrazione. Senza dimenticare i tecnici che la città conoscono bene e per la città hanno spesso lavorato. È il caso dell'ex preside di Economia della Federico II Massimo Marrelli, del filosofo liberale Ernesto Paolozzi, degli economisti Gennaro Biondi e Vincenzo Maggioni, di Gaetano Manfredi, docente di Ingegneria molto legato all'ex ministro Nicolais. Nomi ed ipotesi che, in alcuni casi, vengono avanzati pubblicamente. "Bene ma non troppo l'apertura del sindaco all'ipotesi di rimpasto - spiega Pasquale Sannino, consigliere comunale del Pd - Spesso i tecnici non sentono la necessità di rapportarsi con i cittadini e di trasmettere alle istituzioni le istanze del territorio. Ben venga, invece, il coinvolgimento di quei docenti e di quei tecnici che per la loro passione politica, hanno sempre vissuto tra la gente e sui territori, come la coordinatrice del Pd Emma Giammattei e il professor Lello Porta". Senza contare chi scalpita da tempo per entrare in giunta. È il caso dell'ex capogruppo della Margherita Giovanni Palladino, formalmente senza ruolo dopo la scelta di Antonio Borriello come capogruppo del Pd. È il caso di Diego Venanzoni che, lasciato l'Udeur, ha manifestato la volontà di restare fedele al mandato elettorale. "Anche se - spiega - continua la commedia degli equivoci. Non è chiara la posizione dell'Udeur mentre sarebbe il caso di assumere con responsabilità il proprio ruolo. Anche sull'ipotesi di rimpasto con i tecnici, sarebbe il caso di tenere in considerazione anche chi ha lavorato per tenere in piedi il consiglio". Prc, partendo da posizioni diverse, arriva alle stesse valutazioni. "Da soli i tecnici non sono la soluzione - spiega il segretario provinciale Andrea De Martino - servirebbe una valutazione politica più complessiva". Rimpasto che potrebbe dover tener conto anche del nuovo gruppo della Sinistra Arcobaleno. "Ma ogni valutazione - spiega il capogruppo dei Verdi Ciro Borriello - è da rinviare a dopo le elezioni. Misuriamo sul campo la tenuta della nuova coalizione e poi si potranno valutare le ipotesi di rimpasto. Partendo magari dal rimescolamento delle deleghe". La Sinistra arcobaleno ha, infatti, più volte chiesto che il superassessorato di Gennaro Mola (traffico, sicurezza e rifiuti) venga ripensato. Il primo dei casi in giunta. Ci sono poi gli assessori dell'Udeur (Rizzo d'Abundo e Terracciano) sempre in bilico e l'assessore in quota Sdi (Laudadio) che ha lasciato i socialisti. Ipotesi di candidatura alle politiche potrebbero poi riguardare Enrico Cardillo (in corsa anche per l'importante poltrona di presidente dell'autorità portuale), il vicesindaco Tino Santangelo e Giuseppe Gambale. Altro incarico in vista anche per Nicola Oddati che, per gli impegni del Forum, potrebbe lasciare la giunta. In bilico, infine, Dolores Madaro e Alfredo Ponticelli al centro, da tempo, di discorsi sui nuovi equilibri politici.

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Duemila tonnellate nelle strade sos rifiuti dal centro direzionale - roberto fuccillo (sezione: Monnezze)

( da "Repubblica, La" del 18-02-2008)

Argomenti: Monnezza

Pagina VI - Napoli Duemila tonnellate nelle strade sos rifiuti dal centro direzionale Crisi più grave in città cumuli a Pianura Soccavo e area est De Gennaro firma l'ordinanza per chiudere la discarica di Villaricca Ancora proteste a Savignano: lumini e croci contro il sito ROBERTO FUCCILLO MENO due. Dopo Difesa Grande ad Ariano Irpino, anche Villaricca esce ufficialmente dal novero dei siti utilizzabili per discariche. Il commissario Gianni De Gennaro ha firmato ieri la relativa ordinanza. C'è chi tira un sospiro di sollievo, chi scende in piazza. A Savignano Irpino la protesta contro la ipotizzata discarica sale di tensione. Ieri i manifestanti si sono spostati a presidiare la strada per la località prescelta, Pustarza. E davanti al sit-in sono spuntati lumini e croci, con i nomi dei politici sopra. Non si salva nessuno: ci sono Iervolino e Bassolino, ma anche la presidente della Provincia Alberta De Simone (che pure ha sottoposto a De Gennaro una lista di siti alternativi), lo stesso De Gennaro, e naturalmente Ciriaco De Mita, che da queste parti viene considerato il protettore dell'intoccabile sito di Formicoso. Da oggi si ricomincia con le valutazioni (a Savignano comunque i tecnici hanno bisogno di almeno una settimana per le analisi sui terreni) e la attenta ricerca anche di altre possibili discariche in tutte le province. Si attende anche un fax dalla Germania che dia il via libera ai nuovi viaggi di spazzatura oltralpe. Alcuni giorni fa De Gennaro ha infatti invato una richiesta formale in tal senso a due grandi operatori tedeschi del ramo, la Itad e la Bde. Le società hanno fatto rilevare che già in passato la Germania è stata attraversata da preoccupazioni e contrarietà circa l'importazione di rifiuti dalla Campania, ma anche che si tratta di una richiesta di breve termine, e per un ammontare limitato, circa 200mila tonnellate. Sicché, ha notato ad esempio Peter Olaf Hoffmann, vicepresidente di Itad, "la richiesta potrebbe avere il benestare da parte delle autorità". Naturalmente, anche in caso di responso positivo, ci vorrà poi qualche altro giorno per la messa a punto e la stipula del contratto. Situazione di attesa dunque. Mentre su strada i rifiuti la fanno ancora da padrone. A Napoli ieri si contavano oltre 2000 tonnellate per terra. Punti critici, come di consueto, Pianura e Soccavo da un lato, l'area est dall'altro, con seri sconfinamenti al centro direzionale, dove i cumuli ormai cingono d'assedio i garage del livello inferiore ma anche i grattacieli in superficie. Non mancano i roghi: ieri ne è scoppiato uno anche nel sito di stoccaggio di Ottaviano, in località Bosco del Gaudio. E continuano a fiorire le discariche abusive. Ieri ne è stata trovata e sequestrata un'altra, circa 2000 metri quadri in una area tra San Giorgio a Cremano e Barra: c'erano fusti di olio, carcasse di automobili, pneumatici.

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Napoli, l'ultima beffa sui rifiuti Nominato un altro commissario (sezione: Monnezze)

( da "Giornale.it, Il" del 18-02-2008)

Argomenti: Monnezza

Di Carmine Spadafora - lunedì 18 febbraio 2008, 07:00 da Napoli 'O pacco. De Gennaro punto e a capo. Trentasei giorni dopo essere sbarcato a Napoli, per salvare la Campania dalle cinquecentomila tonnellate dei rifiuti che la stavano "affogavando" (ma, adesso ce ne sono ancora 250mila), l'ex capo della polizia si è accorto che sulle discariche gli avevano passato dei dati falsi. "Le carte che abbiamo trovato segnalavano cose ben diverse rispetto a quelle che abbiamo trovato dopo avere eseguito altri esami, compresi i carotaggi obliqui e le analisi del terreno", rivela il commissario di governo quando mancano 82 giorni alla fine del suo mandato conferitogli dal presidente Prodi. Dati falsi, un "pacco", dunque: per questo motivo il commissariato ha dovuto fare marcia indietro e andarsene da Tre Ponti, a Montesarchio. Lealmente, l'ex superpoliziotto, ammette. "La gente aveva ragione. I siti che volevo riaprire? Guai ad avvicinarsi". Certo, avevano ragione le popolazioni che avevano alzato le barricate, ad urlare che a Pianura, Difesa Grande e in tutti gli altri luoghi dove per giorni c'erano state proteste, avevano "già dato". E problemi ce ne sono pure nei suoli dell'ex Manifattura tabacchi, a Granturco, periferia industriale di Napoli, dove sono state trovate falde d'acqua e catrame, dove si era pensato di andare a buttare altra munnezza. E il colpevole dei falsi dati? Ne ha uno, l'onorevole Paolo Russo, ex presidente della Commissione parlamentare sulle Ecomafie. "A De Gennaro hanno fatto un pacco, come quelli che si fanno alla stazione centrale. Le bonifiche, mai iniziate in Campania, dovevano rappresentare il presupposto per quelle scelte. Viceversa, siccome Antonio Bassolino, ex Commissario alle bonifiche, aveva la necessità di coprire le sue inefficienze, ha distorto i dati, inducendo il povero De Gennaro verso scelte oggettivamente impraticabili". Inutilizzabili le vecchie discariche, mai più riattivabili, ma da bonificare e anche con urgenza, De Gennaro punterà sui nuovi siti, già individuati nel decreto Bertolaso del luglio scorso: a Savignano Irpino (Avellino), Sant'Arcangelo Trimonte (Benevento) e Terzigno (Napoli). Sul "pacco" ricevuto, De Gennaro, non se ne è stato con le mani in mano. "Ho scritto ai miei referenti. Ho spiegato loro che le cose sotto questo aspetto, non funzionano". Adesso, il dimissionario Prodi sa, Pecoraro Scanio, pure lui con la valigia in mano sa. L'ex capo della polizia non ha ancora presentato denuncia al procuratore Giovandomenico Lepore ma, in Procura, sono pronti ad aprire un nuovo fascicolo sull'infinito scandalo dei rifiuti in Campania. Tornando al commissariato di governo alle Bonifiche, chiuso il 31 dicembre dello scorso anno, nei giorni scorsi Prodi ha nominato un nuovo commissario, Massimo Menegozzo, dotandolo di poteri ordinari, quindi, senza fondi. Menegozzo, subentra, indovinate a chi? Al collezionista di commissariati: l'imputato Antonio Bassolino e ai suoi due vice, Cesarano e Vanoli. Alla fine del 2007, il Commissariato di governo alle Bonifiche aveva chiuso con un bilancio fallimentare.

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I politici incassano con un sorriso grillo: finalmente uno che mi imita - giovanna casadio (sezione: Monnezze)

( da "Repubblica, La" del 19-02-2008)

Argomenti: Monnezza

I politici incassano con un sorriso Grillo: finalmente uno che mi imita La Russa, il super-imitato: Fiorello sa che non votando si fa vincere la cattiva politica Salvi: contrario alle provocazioni, ma certe promesse assomigliano a prese in giro GIOVANNA CASADIO ROMA - "Roosaario... non mi ha detto nulla dell'appello che voleva fare alla radio". Ignazio La Russa imita Fiorello che imita La Russa. Troppo simpatico Rosario Fiorello per offendersi, in ogni caso. "Sbaglia" Fiorello, per i politici sia di sinistra che di destra, ma le proteste sono soft e l'invito dello showman a stracciare la scheda elettorale se lo giocano l'uno contro l'altro nella partita elettorale. Qualche giorno fa all'aeroporto "Gnazio" e "Rosario" si sono incontrati e "siccome Fiorello è un amico che purtroppo vedo poco - spiega La Russa - abbiamo conversato del più e del meno". Non di astensionismo, l'argomento non sembrava nell'aria. Né dell'immondizia di Napoli. "La colpa della vergogna napoletana non è dei politici in generale ma di chi ha la responsabilità, quindi Pecoraro, Bassolino, Iervolino. Fiorello è una persona perbene, sa che se non si va a votare è il peggio della politica a trionfare". Proprio così, secondo Gianfranco Fini, leader del Pdl, un tempo An, stesso partito di La Russa: "Fiorello è simpatico ma ha detto una cosa che va denunciata e cioè che non tutti i politici hanno la possibilità di fare. Io per esempio non posso fare nulla sulla vicenda della Campania, mentre il Pd che lì governa può fare molto". E la questione è utilizzata elettoralmente anche da Pier Ferdinando Casini, il leader Udc: "Fiorello ha ragione, se le promesse non sono mantenute". A indirizzare a Fiorello e a Radio due applausi a scena aperta è Beppe Grillo. Il comico, e guru dell'antipolitica, apprezza di essere stato emulato da Fiorello nella critica feroce alla politica e rilancia la posta: "Io suggerisco ai napoletani di chiudere i confini come i baschi, dovrebbero volere l'indipendenza assoluta visto come li trattano". Stracciare la scheda elettorale è ancora poco: "E non diciamo questa belinata che c'entra la camorra, che ha solo fatto da manovalanza, la responsabilità è delle spa quotate in borsa, di chi ha fermato la raccolta differenziata dei rifiuti per fare gli inceneritori... Dovranno pagare salato. Mi fa proprio piacere che Fiorello intervenga su qualche problema perché ha il dovere di farlo". Nel "Vaffa'day 2" contro l'informazione italiana, che Grillo ha organizzato il 25 aprile a Torino, ci sarà Antonio Di Pietro. Il leader di Idv (partito apparentato con il Pd) rincara: "A grida di dolore va risposto non rigettandoli nella solita accusa di antipolitica. A Napoli ci sono responsabilità precise, è colpa della politica del non fare, degli abusi che le intercettazioni campane e calabresi hanno svelato". Piace Fiorello a Enrico Mentana, conduttore su Canale 5 di Matrix, che nega si tratti di "una grillata": "è una provocazione, c'è una bella differenza con Grillo perché Fiorello dice "non andate a votare se i politici fanno solo promesse" ed è quello che pensano la gran parte dei cittadini, cioè: se non ho un servizio non ti pago". Ma Franca Rame, l'unica esponente politica invitata sabato a Napoli per la manifestazione anti rifiuti, invita a ragionare: "D'accordo, Fiorello è simpatico. Ma come si fa a pensare che in 55 giorni da qui alle elezioni, la vergogna dei rifiuti si possa risolvere? Se lui ha la bacchetta magica... lo vado ad aiutare. Non votare significa fare il gioco della destra". Ironico Beppe Giulietti: "Buttare altra carta in giro, quando si vuole fare una campagna contro il problema intollerabile dei rifiuti a Napoli è un po' contraddittorio. Io sono contrario ai messaggi di non voto, ma sono convinto che Fiorello che è ironico e autoironico abbia fatto una provocazione e saprà tornarci su". Rettificherà. Nessuno censura a "Rosario", comunque. Neppure Cesare Salvi (Sinistra arcobaleno), al quale l'antipolitica fa venire i brividi, è disposto a rimproveri o a censurare Fiorello: "è una provocazione alla quale sono contrario ma Berlusconi e Veltroni sono partiti con promesse magniloquenti che sanno di presa in giro". Marco Pannella, leader radicale, denuncia la "clandestinizzazione" del Pr e dei temi di cui è paladino, dalla non-violenza alle carceri, dalla legalità alla laicità: "La mia stima in Fiorello è accresciuta".

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Il rimpasto prolunga l'agonia - aurelio musi (sezione: Monnezze)

( da "Repubblica, La" del 19-02-2008)

Argomenti: Monnezza

Pagina X - Napoli Il rimpasto prolunga l'agonia AURELIO MUSI (segue dalla prima di cronaca) rimpasto è "la riorganizzazione parziale della composizione politica di un governo mediante sostituzione o spostamento di alcuni ministri senza la caduta del governo stesso". Dunque sono tre i livelli da considerare. La procedura si riferisce al governo nazionale, non a quello locale. Ha a che fare con la sua composizione politica. è attivata al fine di evitare a tutti i costi la caduta dell'esecutivo. Dopo la legge 81/93 e tutta la legislazione successiva in materia di autonomie locali, che avrebbero dovuto garantire una più stabile e migliore governabilità, la procedura del rimpasto è stata adottata da sindaci, presidenti di Provincia e di Regione, a cui, secondo la legge, spetta la facoltà di scegliere la squadra di governo: così assessori e consulenti esterni, che, insieme, costituiscono il vero cuore del processo di formazione della decisione politica nel governo del territorio, possono essere integrati o esclusi. Ovviamente l'eventuale ricambio, la natura, la quantità e la qualità del rimpasto devono rispondere al requisito della compatibilità con il sistema di potere venutosi a creare intorno a cariche sempre più monocratiche, come quelle di sindaci, presidenti di Provincia e di Regione. Nel caso degli esecutivi della Regione Campania e del Comune di Napoli, tuttavia, il rimpasto attuale non riguarda affatto la composizione politica che è rimasta e rimane formalmente immutata. A livello della Regione il rimpasto si è configurato come un'immissione di tecnici nella compagine della giunta. Qui non è in discussione la qualità dei tecnici designati. è piuttosto in discussione l'atto politico di Bassolino, che contiene una contraddizione assai profonda, non abbastanza evidenziata nelle diverse analisi proposte fino a ora. Da un lato il rimpasto è un'implicita ammissione del fallimento politico nel metodo, nella qualità e nei risultati del governo del territorio regionale. D'altro lato l'iniezione dei tecnici non solo non sposta l'equilibrio politico complessivo della giunta regionale, anche se provoca proteste e malumori fra alcuni partiti in giunta, ma non scalfisce nemmeno l'edificio del sistema di potere creato da Bassolino, anzi lo rafforza: è tutta interna al paradosso di una condizione fondata sulla divaricazione fra alto consenso-potere e bassa qualità del governo del territorio. E allora appare in tutta evidenza la strumentalità del rimpasto al governo della Regione: un provvedimento d'urgenza imposto esclusivamente dal fine della conservazione, della durata del potere, non dall'esigenza di risolvere i problemi dell'emergenza. Ma c'è di più. Come è stato notato in particolare da Umberto Ranieri, il rimpasto regionale, invece di rappresentare uno strumento di ricomposizione, rischia di configurarsi come un elemento di ulteriore scollamento in un momento in cui la Campania ha bisogno di una straordinaria convergenza di intenti per uscire dall'emergenza. Di tutto abbiamo bisogno tranne che di altra conflittualità tra il nuovo assessore regionale all'Ambiente e il supercommissario De Gennaro in materia di termovalorizzatori. Ricambi ben più sostanziosi si annunciano anche al Comune, dove sono da rimpiazzare aspiranti in corsa per un posto in Parlamento. L'allieva Iervolino supera il maestro Bassolino. Ci vuole addirittura stupire integrando nella sua amministrazione avversari politici storici come Marco Rossi-Doria, alti dirigenti regionali del Partito democratico come Emma Giammattei, professori legati a Nicolais come Gaetano Manfredi, tecnici esponenti dell'area Letta come Mario Rusciano e Massimo Marrelli, il filosofo liberale Ernesto Paolozzi, l'ex presidente dell'Asia, nonché estensore del programma elettorale della Iervolino, il recuperato Gennaro Biondi, il professore Raffaele Porta della Sinistra democratica. Si spera che l'effetto annuncio di questa disomogenea e, pertanto, poco probabile ammucchiata rientri al più presto e sia smentito dagli stessi protagonisti: Napoli non merita, dopo i disastri del governo cittadino, anche la tragicommedia di un rimpasto simile. L'unico modo per uscire dal declino, condizione necessaria anche se non sufficiente, è l'azzeramento delle tre giunte, regionale, provinciale, comunale, e la preparazione di nuove elezioni entro l'anno. Il nodo è politico: e si può sciogliere solo così. Tutto il resto serve solo a prolungare l'agonia di un territorio e di cittadini che meritano un po' di rispetto dai palazzi della politica.

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Quell'inutile, vecchia e sporca dozzina (sezione: Monnezze)

( da "Libero" del 19-02-2008)

Argomenti: Monnezza

Prima pagina 19-02-2008 Quell'inutile, vecchia e sporca dozzina di GIANLUIGI PARAGONE Per fare una campagna elettorale all'inse gna della velocità 12 punti bastano e avanzano. Dodici ne ha scritti Veltroni per il suo Partito democratico. Per chi ha frequentato almeno un po' il centrodestra, il programma di Veltroni non è esattamente il nuovo che avanza. Diciamo che c'è del già sentito, del già visto, del già proposto. Qualche volta c'è persino del già fatto. Mi sembra che la legge Biagi sul mercato del lavoro sia stata realizzata dal centrodestra, e fu cosa saggia. (...) (...) Idem si potrebbe dire sullo snellimento delle procedure per costruire le infrastrutture (la famosa legge Obiettivo) e sui bonus bebè: quegli assegni furono effettivamente staccati. Insomma, non è che mentre governava Berlusconi l'Italia moderna era lì che aspettava il profeta Veltroni. È arrivato pure lui col suo Pd e gli facciamo tanti auguri. Gli diciamo persino bravo per essersi scrollato di dosso la sinistra radicale col suo bagaglio di tesi lunari. Però, attenzione, non è oro tutto ciò che luccica. Veltroni è bravissimo a far luccicare anche i vecchi cocci, i quali sempre vecchi cocci restano. Nei 12 punti per l'Italia presentati sabato, il leader del Pd nasconde i vecchi cocci sotto il tappeto del marketing elettorale. Facciamo alcuni esempi. Al primo punto, Veltroni spiattella una cosetta da niente: modernizzare l'Italia. Come? Con infrastrutture, con la qualità ambientale, con l'ener gia pulita, coi termovalorizzatori e gli altri impianti per il trattamento dei rifiuti. Bravo Walter, ora che non ci sono più i Verdi di mezzo e che il Partito democratico corre da solo è tutto più semplice, no? Pronti via, si parte. Magari in Campania, dove la munnezza è sempre lì dove l'avevamo lasciata quando i telegiornali ci sputtanarono in mondovisione. Se non fosse che il nuovo Pd che vuole modernizzare l'Italia in Campania resta appeso all'immobilismo strafottente di Antonio Bassolino e di Rosa Russo Iervolino. I quali sono Democratici a tutti gli effetti, parlano delle liste, scelgono i candidati: Bassolino si sarebbe impuntato per mettere in lista due suoi assessori regionali. Se lo meritano proprio... In Campania governa il Pd, non scordiamolo. SALVARE IL SUD: CON CHI? Va così a catafascio pure il secondo punto intitolato: crescita del Mezzogiorno. Crescita con chi? Con Bassolino? Con Loiero? Per ora sono lì al loro posto. Solo per inciso: se al Sud Italia è dedicato un apposito capitoletto del programma, sul Nord manco un rigo. Malpensa è scomparsa dalla mappa, le partite Iva sono un fantasma e immettersi sulla Milano-Torino è come guidare dentro un videogioco pieno di luci e ostacoli che sbucano all'ultimo momento. Il tutto perché negli ultimi due anni il cantiere va a rilento. Proseguiamo e veniamo alla parte dedicata agli schei, ai dané, ai soldi. Alla riduzione delle tasse e al controllo della spesa pubblica. Qui il libro dei desideri firmato da Veltroni raggiunge vette di berlusconismo davvero esaltanti. Slogan a effetto, frasi di grande suggestione e sogni venduti in saldo. Lo fa Silvio, è giusto concederlo anche a Walter. Cos'ha però Walter che Silvio non ha? I sindacati. Se è vero che il Partito democratico si è liberato della sinistra radicale, non si può altrettanto dire che abbia sciolto il suo rapporto viscerale, carnale, con la Cgil, sindacato di riferimento. ICHINO MA ANCHE IL SINDACATO Ieri sera, durante la trasmissione Porta a Porta, ho fatto notare la cosa a Piero Fassino, prendendo spunto dalle indiscrezioni circa le candidature. Si parla dell'operaio della ThyssenKrupp sopravvissuto al rogo in cui persero la vita sette lavoratori. Si parla dei cognomi illustri espressione dell'indu stria. E si parla pure di Piero Ichino, il giuslavorista editorialista anche del Corriere della Sera sotto scorta per le tesi riformiste in materia di welfare. Seguo e apprezzo Ichino, lo inserisco nella scia di Marco Biagi quanto a visione politica. Proprio per questo a Fassino ho domandato se il Pd sia più Ichino o sia più la Cgil. La lotta ai fannulloni, la sburocratizzazione della pubblica amministrazione, la rilettura del contratto a tempo indeterminato, la disarticolazione della contrattazione collettiva nazionale, il superamento dell'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori sono tesi che Ichino ha messo nero su bianco e per le quali il sindacato lo ha messo sotto processo politico. Ecco, mentre l'operaio della Thyssen può essere un simbolo al pari di Colaninno jr, lo stesso non si può dire di Ichino. La sua candidatura ha un senso se egli viene messo nella condizione di elaborare leggi e portarle a compimento così come finora le ha sempre enunciate. (Cosa diversa se Ichino le annacquasse...) Naturalmente Fassino non è entrato nel merito della risposta, però prima o poi il Pd dovrà guardare la realtà per quella che è e cioè che la Cgil non è un sindacato moderno. Anzi, è spesso in antitesi con quel riformismo che Veltroni dice di predicare. Siamo così entrati in un altro punto, che è quello della scuola italiana. Una scuola dove tra un po' il numero degli insegnanti supera quello degli studenti. Dove non c'è concorrenza. E dove, appunto, conta di più la tessera del sindacato che la preparazione dell'insegnante. Lo disse bene il governatore di Bankitalia Mario Draghi: alla scuola non mancano i soldi, manca l'efficienza. Idem nel campo universitario: il passato governo Prodi contava professori e titoli accademici a bizzeffe eppure è stato tra i più invisi. Rilanciare l'università non significa sfornare dottori d'alle vamento, ma dotare la società di gente preparata in vista delle nuove sfide. Per intercettare il futuro non basta intruppare i giovani nelle liste del Pd. Salvo per uso personale è vietato qualunque tipo di riproduzione delle notizie senza autorizzazione.

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Piove cacca dal cielo Colpa del capitalismo (sezione: Monnezze)

( da "Libero" del 19-02-2008)

Argomenti: Monnezza

Cultura e scienza 19-02-2008 Piove cacca dal cielo Colpa del capitalismo FRANCESCO BORGONOVO Ci aveva spiazzato lo scrittorecritico letterario-leader dei Disobbedienti Luca Casarini quando, alle calcagna un cronista del Corriere, aveva dichiarato che il suo primo romanzo sarebbe stato un "social noir". E noi giù a cercare sui manuali dei critici militanti, a sfogliare pagine e pagine di saggi sulla letteratura di genere, per capire che cosa fosse. La risposta ci è capitata in mano passando da un'espositore alla Feltrinelli: esibiva una bella collezione di libriccini verdi e neri, appartenenti - appunto - alla collana "Verdenero" delle edizioni Ambiente, emanazione editoriale di Legambiente. Eccolo lì, il canone del social noir. Testi che illuminano (con coscienza) sulle storture del mondo che ci circonda. Utilizzando, però, il linguaggio del giallo: trame dure, personaggi oscuri e quant'altro. Libri, insomma, che aprono la proverbiale "finestra sul presente". E a questa finestra spunta Filippo La Porta, che certifica da bravo recensore l'opportunità dell'operazione: "È davvero indispensabile trattare temi sociali e civili attraverso il noir?", si domanda sulla costina di uno dei volumetti, "forse sì, se si vuole raggiungere un pubblico ampio, a parte di farlo con intelligenza e misura". Lo scopo manifesto della collana, quindi, è quello di raccontare la triste realtà dell'ecomafia, termine coniato proprio da Legambiente e approvato pure dal dizionario Zingarelli. Gli ecologisti hanno riunito un gruppo di scrittori italiani "impegnati a difesa dell'ambiente", i quali si sono messi d'impegno a raccontare la "straziante ambiguità morale" (La Porta, ancora) della criminalità organizzata che fa i soldi a discapito del verde. L'elenco dei Power Rangers amici degli alberi comprende Niccolò Ammaniti, Eraldo Baldini, Massimo Carlotto, Piero Colaprico, Sandrone Dazieri (immancabile, visto che il social noir di Casarini l'ha sponsorizzato proprio lui), Marcello Fois, Simona Vinci, Licia Troisi e altri. Tra questi altri, ultimi solo in ordine di tempo, ci sono i rivoluzionari maoisti senza volto Wu Ming, la cui opera "Previsioni del tempo" sarà in libreria a partire da oggi (pp. 185, euro 10). Anche loro, come tutti i colleghi, devolveranno parte delle proprie royalties al progetto "SalvaItalia" di Legambiente. Nobile intento, ottima idea. Con un piccolo difetto formale: pensare che un romanzo possa effettivamente chiarire i pensieri a chicchessia rispetto a un argomento di "scottante attualità". Questi social-noir ambientalisti, veri e propri gialli-verdi, più che chiarire le idee le complicano. Nel senso che dopo averli letti non si ha ben chiaro chi sia il responsabile di vergognose tragedie quali il traffico illegale di animali esotici, la speculazione edilizia (raccontata con piglio celentanesco tipo "laggiù dove c'era il verde ora c'è, mannaggia, una città" da Simona Vinci), la macellazione di maiali fuori da qualsiasi norma igienica, il business dell'immondizia che riempie le strade di Napoli. O, meglio, vengono dei sospetti. Come spiega bene Lifegate magazine (rivista legata all'omoni ma radio trendy salva-la-natura), in "Bestie" di Dazieri "come in ogni ottimo giallo, il colpevole non si intuisce mai. La vittima sì: è sempre l'am biente". Leggiamo di una compravendita di orsi e tigri a beneficio della mafia cinese, la quale ne ricava medicine "tradizionali" da vendere poi ai ricchi borghesi patiti dell'omeopatia e di altre fanfalucche orientaleggianti. Un ragazzo - frequentatore appassionato di centri sociali ed eco-attivista molto agitato (lui, ovvio, è uno dei buoni)- si mette sulle tracce dell'or ganizzazione criminale per sgominarla assieme ai suoi compagni color anguria (verdi fuori, rossi dentro). Lo fanno fuori. A risolvere il caso sarà poi un ex malavitoso redento. I colpevoli, dicevamo, non si capiscono bene. Un po' i ricchi, un po' la mafia - chiaramente appendice sotterranea del capitalismo - un po' la cecità del comune cittadino. Ne "L'uomo cannone" di Piero Colaprico (il libro migliore), i responsabili dello smaltimento illegale di scorie radioattive sono i vertici della multinazionale Klauspryde, guidata da due fratelli milanesi un po' bauscia un po' ex playboy da bere. Nel meteorologico "Previsioni del tempo" dei Wu Ming, invece, si spiega all'inizio che per i mafiosi "la monnezza è oro". Poi bisogna aspettare pagina 100 circa per capire di che cosa si stia parlando nel libro, fra le vicende strappalacrime di due poliziotti omosessuali, di una ragazza idealista amica delle piante (anche dell'erba? Chissà) e di un camorristucolo della domenica. Infine, appare un ricco uomo d'affari che - capiamo - ama giocare in Borsa, spara previsioni sul destino dei mercati mondiali ed è il mandante di questo camion pieno di suini macellati illegalmente che servono ai cinesi (di nuovo! Ma non erano i Wu Ming a sostenere il grande balzo in avanti, la rivoluzione culturale?) per fare non so che. Quest'ultimo personaggio dev'essere il Capitalismo fatto uomo. Il Male. Il Mostro che si nasconde dietro tutti questi libretti gialli-verdi che sanno, guarda un po', di libretti rossi. Piove merda dal cielo: di chi è la colpa? Del capitalismo. L'orso si estingue: colpa del capitalismo. L'al tro giorno mi hanno rigato la fiancata dell'auto. Vuoi vedere che è stato... Per fortuna che tutti i volumetti di Verdenero si concludono con una nota di Antonio Pergolizzi (dell'Os servatorio nazionale di Legambiente) che snocciola un po' di dati sui problemi ecologici italiani. Bastava quella nota, più chiara di tutti i romanzi con morti e ammazzati. Non c'era bisogno nemmeno di riaprire La Porta per buttare fuori il pattume. LA COLLANA NOIR DI ECOMAFIA Si chiama "Verdenero" la collana di narrativa "liberamente ispirata alle migliaia di storie vere raccontate annualmente dal Rapporto Ecomafia di Legambiente". All'iniziativa partecipano vari scrittori italiani, che hanno realizzato dei "noir di ecomafia", in libreria a 10 euro. Parte delle royalties sarà devoluta al progetto SalvaItalia di Legambiente IN LIBRERIA Esce oggi il nuovo volume della collana, "Previsioni del tempo" di Wu Ming (pp. 185, euro 10). Già in vendita i libri di Colaprico, De Cataldo, Vinci, Dazieri e altri Salvo per uso personale è vietato qualunque tipo di riproduzione delle notizie senza autorizzazione.

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Rifiuti, Napoli è al collasso Guerra di discarica in Irpinia (sezione: Monnezze)

( da "Tempo, Il" del 19-02-2008)

Argomenti: Monnezza

Stampa 200.000 tonnellate di spazzatura. Sì all'accordo con la Germania Rifiuti, Napoli è al collasso. Guerra di discarica in Irpinia Lunedì 18 febbraio, il vento gelido non ferma i cittadini di Savignano Irpino provincia di Avellino che in mattinata hanno inscenato l'ennesima protesta dei rifiuti in Campania. è stato organizzato uno scudo umano di 300 persone per ostacolare il passaggio delle trivelle utilizzate per i lavori di sversamento del terreno nell'area del sito in fase di costruzione. "La discarica non s'ha da fare"! I cittadini di Savignano (in realtà è l'unico sito attualmente confermato dal commissario per l'emergenza rifiuti in Campania, Gianni De Gennaro) l'avevano già ribadito nel luglio scorso quando l'area era stata scelta dalla presidenza del Consiglio dei ministri. Croci di legno con le immagini di De Gennaro, Bassolino, Russo Iervolino, De Mita e Alberta De Simone (i principali fautori della discarica) sono state piantate nell'area dove dovrebbe sorgere la discarica. Dopo qualche scontro con i poliziotti (una dozzina i contusi, sette civili e cinque militi) i manifestanti hanno bloccato la linea ferroviaria Caserta-Foggia. Un migliaio di persone ha invaso i binari della stazione di Savignano per tutta la giornata. Numerosi i convogli bloccati a Benevento e Foggia, sostituiti da Trenitalia con servizi di autobus. Tra i manifestanti anche i sindaci della zona e dei vicini comuni della provincia di Foggia. La città di Napoli è al collasso. Sono circa 2.400 le tonnellate di rifiuti in strada, in provincia si arriva a quota 200 mila tonnellate. Ieri due vigili del fuoco sono rimasti feriti mentre tentavano di spegnere un incendio in un cumulo di rifiuti a Melito. A provocarne il ferimento l'esplosione di una bomboletta di vernice mista a materiale infiammabile quale il propano. Uno spiraglio alla risoluzione potrebbe venire dall'accordo raggiunto con la Germania per un piano di smaltimento per il quale occoreranno 4-6 mesi. Sembra che il trasporto della spazzatura campana in Germania costerà ogni giorno allo Stato italiano circa 200mila euro. I rifiuti saranno inviati su nave in Germania, dove verranno bruciati.

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Rifiuti, Napoli è al collasso. Guerra di discarica in Irpinia (sezione: Monnezze)

( da "Tempo, Il" del 19-02-2008)

Argomenti: Monnezza

Stampa 200.000 tonnellate di spazzatura. Sì all'accordo con la Germania Rifiuti, Napoli è al collasso. Guerra di discarica in Irpinia Lunedì 18 febbraio, il vento gelido non ferma i cittadini di Savignano Irpino provincia di Avellino che in mattinata hanno inscenato l'ennesima protesta dei rifiuti in Campania. è stato organizzato uno scudo umano di 300 persone per ostacolare il passaggio delle trivelle utilizzate per i lavori di sversamento del terreno nell'area del sito in fase di costruzione. "La discarica non s'ha da fare"! I cittadini di Savignano (in realtà è l'unico sito attualmente confermato dal commissario per l'emergenza rifiuti in Campania, Gianni De Gennaro) l'avevano già ribadito nel luglio scorso quando l'area era stata scelta dalla presidenza del Consiglio dei ministri. Croci di legno con le immagini di De Gennaro, Bassolino, Russo Iervolino, De Mita e Alberta De Simone (i principali fautori della discarica) sono state piantate nell'area dove dovrebbe sorgere la discarica. Dopo qualche scontro con i poliziotti (una dozzina i contusi, sette civili e cinque militi) i manifestanti hanno bloccato la linea ferroviaria Caserta-Foggia. Un migliaio di persone ha invaso i binari della stazione di Savignano per tutta la giornata. Numerosi i convogli bloccati a Benevento e Foggia, sostituiti da Trenitalia con servizi di autobus. Tra i manifestanti anche i sindaci della zona e dei vicini comuni della provincia di Foggia. La città di Napoli è al collasso. Sono circa 2.400 le tonnellate di rifiuti in strada, in provincia si arriva a quota 200 mila tonnellate. Ieri due vigili del fuoco sono rimasti feriti mentre tentavano di spegnere un incendio in un cumulo di rifiuti a Melito. A provocarne il ferimento l'esplosione di una bomboletta di vernice mista a materiale infiammabile quale il propano. Uno spiraglio alla risoluzione potrebbe venire dall'accordo raggiunto con la Germania per un piano di smaltimento per il quale occoreranno 4-6 mesi. Sembra che il trasporto della spazzatura campana in Germania costerà ogni giorno allo Stato italiano circa 200mila euro. I rifiuti saranno inviati su nave in Germania, dove verranno bruciati.

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SIT-IN CONTRO LA DISCARICA, TAFFERUGLI CON LA POLIZIA CHE SCORTAVA I TECNICI. MOLOTOV AL SITO DI MARIGLIANO (sezione: Monnezze)

( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 19-02-2008)

Argomenti: Monnezza

Sit-in contro la discarica, tafferugli con la polizia che scortava i tecnici. Molotov al sito di Marigliano DALL'INVIATO NICOLA BATTISTA Savignano Irpino. Le botte, il sangue, il dolore, le lacrime, le urla, la rabbia: riesplode sul fronte irpino la "guerra dei rifiuti". Da una parte le forze dell'ordine, dall'altra i cittadini. Tredici i feriti nei violentissimi scontri. Il campo di battaglia è Pustarza, una località sulle colline di Savignano, paese ad un passo dalla Puglia. Qui il commissario De Gennaro ha deciso che venga realizzata una discarica per settecentomila tonnellate d'immondizia. E qui, ieri, in una mattinata freddissima e tersa, esplode la tensione accumulatasi per mesi. Circa trecento tra poliziotti e carabinieri scortano i tecnici del commissariato che debbono effettuare i carotaggi con una maxi-trivella. La gente di Savignano li aspetta al varco, decisa a non farli passare. In prima fila ci sono i proprietari dei venti ettari di terreno che debbono essere espropriati. Loro sono sul chi va là da sabato, da quando, a bordo dei trattori, sono riusciti a sventare un primo blitz delle forze dell'ordine. L'allarme scatta alle otto. A Villanova, un paese vicino, vedono passare le camionette dei poliziotti e dei carabinieri. Frenetico giro di telefonate, i parroci suonano le campane, gli abitanti di Savignano scappano a contrada Pustarza. Qui incendiano delle balle di fieno e le sistemano sulla carreggiata. Utilizzano come barriere anche dei tronchi. Ma le forze dell'ordine rimuovono gli ostacoli e avanzano. Sulla strada che porta al sito ci sono anche una bombola di gas e cinque croci con le foto di De Mita, Bassolino, De Gennaro, Alberta De Simone e la Iervolino. Poco prima delle nove gli schieramenti sono completi e si fronteggiano. Il sindaco di Savignano, Oreste Ciasullo, tenta un'ultima, disperata mediazione. Dice di essere in attesa di una telefonata del prefetto. Implora: "Non caricate". Ma non c'è nulla da fare. Poliziotti e carabinieri non vogliono sentire regioni. Volano degli insulti e, improvvisa, scoppia la bagarre. "Ci hanno colpito con estrema violenza - racconta la signora Olimpia - senza intimarci di andar via. Ci hanno trattato come bestie". I tafferugli sono brevi, ma cruenti. A colpi di manganello, viene ristabilito l'ordine. I dimostranti debbono arrendersi e i tecnici prendono possesso dell'area. Arrivano le ambulanze: ci sono cinque feriti tra le forze dell'ordine e otto tra i dimostranti. Tra questi anche il giornalista della tv locale "Canale 58" e del quotidiano "Otto Pagine", Gianni Vigoroso: "Ero lì per lavorare, mi sono qualificato, ma loro pensavano solo a picchiare". Uno dei feriti, Mario Di Rienzo, è agli arresti domiciliari per oltraggio e resistenza a pubblico ufficiale. Denunciato a piede libero l'ambientalista Giovanni La Vita che, con la sua auto, avrebbe forzato un posto di blocco. Dopo gli scontri a Pustarza, la protesta si sposta allo scalo ferroviario. I manifestanti occupano i binari. Bloccati i treni per la Puglia, le ferrovie sono costrette ad organizzare un servizio sostitutivo di pullman. La situazione è tranquilla, arrivano anche il sindaco di Ariano, Gambacorta, di Greci, Martino, e i primi cittadini dei vicini comuni pugliesi. Alle sei del pomeriggio, però, ritornano le forze dell'ordine: hanno l'ordine di sgomberare la ferrovia. Si teme il peggio, ma i sindaci riescono ad ottenere un incontro con il prefetto Blasco. Nel summit ad Avellino viene decisa una "tregua" di 72 ore. L'occupazione della ferrovia, quindi, viene sospesa. In serata, però, al casello autostradale di Grottaminarda, si verificano altri scontri tra i poliziotti e i dimostranti: due i feriti. La tensione è alta non solo in Irpinia. Due molotov, infatti, sono state sequestrate dalla polizia, nel tardo pomeriggio di ieri, nel sito di stoccaggio di Marigliano. Le rudimentali bombe, che erano nascoste in una busta tra i cespugli, erano piene di chiodi per aumentarne la potenza.

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Rifiuti, è tregua a savignano - roberto fuccillo (sezione: Monnezze)

( da "Repubblica, La" del 20-02-2008)

Argomenti: Monnezza

Pagina IV - Napoli Tensione dopo gli scontri, tra una settimana responso dell'Arpac sui terreni. Il sindaco Ciasullo: senza iniziative esco dal Pd Rifiuti, è tregua a Savignano Si sblocca un Cdr. L'Asìa: città pulita in quattro giorni Iervolino possibilista su un inceneritore a Napoli. Oggi incontro Comune-industriali Stop temporaneo dei lavori alla Manifattura tabacchi: festa dei comitati con assemblea ROBERTO FUCCILLO Resta alta la tensione a Savignano ma parte qualche treno per la Germania, si sblocca un Cdr, alcuni Comuni, fra cui Napoli, riescono a conferire più spazzatura. C'è qualche buona notizia sul fronte rifiuti. Ha riaperto il Cdr di Santa Maria Capua Vetere. Dovrebbe alleviare la situazione dei Comuni casertani se non fosse che nel frattempo è sospeso lo sversamento nella discarica di Ferrandelle: la prima vasca provvisoria dell'impianto è ormai satura, la seconda sarà pronta solo a fine settimana. A San Giorgio a Cremano sono state prelevate 57 tonnellate. A Quarto De Gennaro ha concesso di conferire 100 tonnellate al giorno, per cinque giorni: una boccata d'ossigeno, considerando che la produzione media giornaliera è di 47. Anche l'Asìa a Napoli ritiene di poter rimuovere le 2000 tonnellate ancora a terra nel giro di tre-quattro giorni. Il presupposto è che funzionino regolarmente i Cdr di Giugliano e Caivano, per scaricarvi, oltre alla produzione quotidiana, 400-500 tonnellate di arretrato. è tregua alla Manifattura tabacchi. Dove ieri una assemblea dei comitati ha celebrato lo stop dei lavori, temporaneo, in attesa dell'esito dell'esame dell'Arpac su una infiltrazione di catrame: ci vorranno due settimane. D'altro canto da Roma è arrivata la notizia che la struttura potrebbe ritrovare la sua destinazione a favore della Cittadella della polizia. Oggi andrà in aula alla Camera il decreto milleproroghe, una appendice della finanziaria. In commissione è stato raggiunto l'accordo su un emendamento che consente all'Inail, proprietaria della Manifattura, di triplicare i suoi investimenti: sono i soldi con i quali l'istituto dovrebbe acquisire i locali della caserma Bixio e cedere quelli dei tabacchi alla Polizia di Stato. Soddisfattissima la deputata Pd Maria Fortuna Incostante, perché "il governo ha ripreso l'emendamento da me presentato". Ci sono nel decreto anche 60 milioni per l'emergenza rifiuti. Dialogo in corso a Napoli anche fra amministrazione e industriali. Dopo l'incontro fra consiglieri e il presidente dell'Unione industriali, Gianni Lettieri, il sindaco si dice possibilista sulla richiesta di quest'ultimo di un termovalorizzatore in città. "Valuteremo, non ho preclusioni aprioristiche", dice Rosa Russo Iervolino, ma non aggiunge, come in passato, che l'impianto per Napoli è quello di Acerra. La stessa Iervolino incontrerà poi oggi il presidente della Regione Antonio Bassolino e il neoassessore Walter Ganapini sul tema della differenziata. Domani sarà in città anche il leader della Cgil, Guglielmo Epifani, per una serie di incontri sull'emergenza. Intanto gli industriali con un quaderno apposito rivelano che il turismo straniero ha subito una battuta d'arresto, soprattutto a causa di rifiuti e sporcizia, indicati dal 39.4 per cento del campione intervistato. Tensione e tregua a Savignano, dopo gli scontri dell'altro giorno. Anche qui l'Arpac si è presa 7 giorni per un responso sui terreni di Pustarza. Carmine Monaco, presidente dell'Ordine degli avvocati di Avellino, minaccia denunce e interrogazioni al governo sul comportamento della polizia. I parlamentari della Sinistra arcobaleno chiedono su questo un incontro urgente col viceministro dell'Interno Marco Minniti. Il sindaco Oreste Ciasullo avverte: "Se non ci sono iniziative concrete esco dal Pd". (ha collaborato pierluigi melillo).

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Brevi, schede e richiami 1 (sezione: Monnezze)

( da "Repubblica, La" del 20-02-2008)

Argomenti: Monnezza

Forum delle culture il ruolo dell'Università Stefano Balassone Napoli Qualsiasi futuro grande evento a Napoli, come il Forum delle culture, sarà valutato in funzione della necessità di risalire la china rispetto alla attuale tragedia della spazzatura. Certo, a chiudere per davvero il ciclo dei rifiuti in qualche modo si arriverà, ora che tutto il mondo sta a guardare. Ma il danno comunque è fatto, perché nel mondo attuale un sistema urbano che perde la faccia viene automaticamente scartato dagli investitori più pregiati. Non dagli avventurieri dello sfruttamento che in un paesaggio-discarica e con governi flebili ci stanno benissimo. L'economia "alta", basata sulla conoscenza e sulle idee, richiede invece per i suoi protagonisti un contesto gradevole, ben organizzato, e culturalmente stimolante. Molti studi, fra cui uno particolarmente approfondito di un paio d'anni fa a cura di due professori, l'inglese Charles e l'olandese Groen, dimostrano come un sistema urbano (una "megacity") possa agganciare i punti alti dello sviluppo economico unendo a uno smagliante buon governo la presenza di centri culturali di eccellenza. Non c'è bisogno di spiegarlo a Napoli che nei primi anni Novanta, appena è riuscita a respirare grazie al completamento di alcune infrastrutture, ha vissuto un ciclo virtuoso proponendo la visione del rinascimento napoletano. C'era ovviamente della retorica, ma la città aveva effettivamente voltato in meglio. Il punto è che un rinascimento non basta a se stesso perché una città deve rinascere in continuazione, tanto come capacità di governo quanto come capacità culturali. Sotto il primo profilo, vogliamo sbilanciarci, sembra che con le ultime nomine la Regione abbia impresso una svolta positiva alla qualità della sua direzione. Il secondo profilo, quello culturale, riguarda in senso lato la borghesia intellettuale e imprenditoriale, curiosamente latitante, tranne le solite lagne, nella discussione sulle cause della crisi in corso; più direttamente chiama in causa le istituzioni universitarie, pubbliche e private. Catania ha già dimostrato quel che può nascere dalla simbiosi fra un sindaco (era Enzo Bianco), un manager (era Pistorio) e una università, per far nascere un polo scientifico in un territorio non meno disastrato di quello campano. Le università di Napoli dovrebbero essere sfidate a produrre qualche buona e concreta idea per contribuire alla risalita della città nella classifica dei possibili protagonisti dello sviluppo, delineando un piano di lavoro da qui al Forum e oltre. È meglio fare qualcosa di straordinario piuttosto che ritrovarsi un altro commissario straordinario o, peggio, tirare a tappare con fondi straordinari gli ordinari buchi di sempre. Il rispetto delle competenze Massimo Marrelli Napoli Sento doveroso precisare quanto segue. È stata sempre mia profonda convinzione che la prima regola di etica pubblica sia il rispetto delle competenze. La competenza "politica" è una di queste. È stata sempre mia regola di comportamento non far parte di movimenti, associazioni, organizzazioni politiche fintanto che io copro cariche istituzionali. Prima da preside della Facoltà di Economia, poi da presidente del Polo delle Scienze umane e sociali dell'Università di Napoli Federico II mi sono ben guardato, a costo di un certa rinuncia personale a esternare le mie convinzioni, dall'aderire a nessuna delle organizzazioni suddette. E ciò perché ritengo che sia estremamente difficile, da parte della pubblica opinione, tenere distinte le persone dalle cariche istituzionali che ricoprono. È quindi con grande sorpresa che continuo a trovare sui giornali il mio nome ora come candidato a qualche carica politica, ora come appartenente a "correnti" o aree di qualche partito. Ho ovviamente le mie convinzioni politiche che per coerenza non rivelerò in questa sede. Se qualcuno fosse interessato a conoscerle (cosa di cui dubito) sarò lieto di comunicarle il giorno dopo a quello in cui cesserò di coprire cariche istituzionali in cui credo profondamente. Ho detto più volte pubblicamente che le poche competenze che credo di avere sono nella Università e nella ricerca; non sicuramente nella gestione della politica. Mi auguro che mi si lasci lavorare nel campo in cui immodestamente credo di avere qualche piccola competenza: nell'Università. Non sono interessato ad alcun rimpasto Marco Rossi-Doria Napoli Aurelio Musi riporta, nel suo articolo di ieri, la voce ipotizzata da altro giornale di una mia possibile partecipazione come nuovo assessore a un eventuale rimpasto della giunta comunale di Napoli. Poiché tengo ai lettori di questo giornale e conosco la tendenza in questa città a dar per vere o plausibili anche notizie che semplicemente non lo sono, mi preme precisare che le mie posizioni sul governo della città come su quello della regione sono ben note, che non penso che le cose siano emendabili con rimpasti ai quali comunque non sono interessato e che inoltre e in verità nessuno mi ha mai cercato a proposito. Rinnovamento radicale Marinella de Nigris Napoli Desidero sottolineare la piena adesione all'articolo di Aurelio Musi "Il rimpasto prolunga l'agonia", nel quale si sottolinea l'atipicità distruttiva e apparente dal cosiddetto "rimpasto" proposto dal presidente Bassolino e dal sindaco Iervolino. La città di Napoli non merita di subire ancora questa che, giustamente, Musi ha definito "il prolungarsi di una agonia". Le tre giunte dovrebbero essere azzerate e rinnovate in maniera totale, con un segnale politico chiaro e indicativo della volontà di voler finalmente operare per la città. Il dramma che si deve affrontare è l'immobilismo, la paralisi che coinvolge tutti, dalle istituzioni ai cittadini, l'impossibilità di dialogo, l'inesistenza di riferimenti. Ormai anche i rappresentanti nazionali del Pd hanno capito che in Campania deve essere dato un segno di discontinuità con un passato che purtroppo è ancora presente, e ha fallito. Fassino, per tutti, si è espresso in maniera chiara: in Campania è necessario un rinnovamento radicale della classe dirigente a partire dalla scelta delle prossime candidature del Pd. Bisogna, quindi, decidere in maniera trasparente e consapevole che i candidati devono essere scelti con criteri univoci e con un metodo chiaro, rispettoso dei risultati, del significato e degli obiettivi delle primarie, mirando ad aiutare a superare la frattura, che, allo stato sembrerebbe insanabile tra il popolo e le Istituzioni. Un cucchiaio d'oro troppo permissivo Aurelia del Vecchio Napoli Vorrei cortesemente sapere se Achille Della Ragione, che con tanta sicumera, nella rubrica delle lettere, taccia la legge 194 di essere troppo permissiva, sia lo stesso ginecologo che, qualche decennio fa, fu accusato di essere uno tra i più famosi "cucchiai d'oro" di Napoli. Ovvero un medico che praticava, nel suo studio di via Manzoni a Napoli, aborti clandestini e su ciò molto lucrava, tanto da risultare intestatario di un reddito miliardario. E per la qual cosa incappò in guai giudiziari. Se è la stessa persona, dignità, pudore e un estremo, tardivo rispetto per le donne dovrebbero distoglierlo da pubbliche dichiarazioni sull'aborto. I residenti si tassano per pulire la strada Enrico Cella Napoli Via Cesare Abba, una stradina del corso Garibaldi appena lunga cento metri, non viene mai spazzata. I residenti e alcuni operatori commerciali dopo tantissime lamentele e segnalazioni agli organi preposti dell'Asia (senza risposte) si sono tassati, mettendo mano alle proprie tasche affidando il servizio di pulizia a un privato. È inspiegabile e assurdo che cittadini che pagano regolarmente i tributi comunali si debbano tassare per far pulire la strada che è di proprietà comunale. Il piano differenziata scoperto in due giorni Alessandro Biamonte Napoli Un coniglio dal cilindro. E il piano per la differenziata è fatto. Piccolo particolare: dimenticato per 5 anni, sono bastati due giorni per scoprirlo, nel fondo di un cassetto, al neo assessore regionale Walter Ganapini. Paradosso nel paradosso: dopo il mare magnum delle pseudoconsulenze figlie del partito della pubblica prebenda, finalmente soldi ben spesi in un piano operativo e immediatamente cantierabile (dettagliatissimo, al punto da prevedere percorsi degli automezzi, ubicazione dei punti di raccolta e censimento dei singoli condomini). Misteri dell'inefficienza partenopea, dove l'inerzia amministrativa costituisce la punta dell'iceberg di una buona dose di improvvisazione, mista al dilettantismo dei soggetti chiamati a ricoprire i posti chiave esclusivamente in base al loro peso elettorale. Qualcuno, a questo punto, dovrà delle spiegazioni. A chi, come il sottoscritto, gira da mesi con le batterie in tasca non avendo punti dove smaltirle, e che, da anni, così come tanti altri cittadini volenterosi, continua, nonostante il clima di assoluta generale indifferenza, a differenziare la propria immondizia non senza difficoltà logistiche, specialmente dopo che per ragioni misteriose è stato deciso di porre fine all'arcobaleno dei sacchetti colorati destinati ai rifiuti differenziati, per passare alle folcloristiche campane. L'editore di Ruggiero è Marsilio Nell'articolo di ieri a pagina XII "Un nuovo romanzo di Ruggiero" è stato indicata la casa editrice Adelphi. Si tratta invece della Marsilio.

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Giornaliste impegnate a difendere l'ambiente (sezione: Monnezze)

( da "Repubblica, La" del 20-02-2008)

Argomenti: Monnezza

Pagina XV - Napoli IL VOLUME Giornaliste impegnate a difendere l'ambiente Alle 17.30 alla libreria Guida di Salerno, in corso Garibaldi 142, si discute di ambiente e di sviluppo sostenibile. Le giornaliste Anna Fiore e Beatrice Benocci intervengono infatti alla presentazione del loro libro "L'educazione ambientale, la terra il nostro ecosistema" (Edizioni dell'Ippogrifo). Nel volume, arricchito dalla prefazione del presidente di Legambiente Campania, Michele Buonomo, le due giornaliste analizzano lo stato di salute dell'ecosistema, suggerendo al lettore una sorta di vademecum contemporaneo sulle tematiche del risparmio domestico, sulle nuove tecnologie ecocompatibili, sulle discariche, sulla raccolta differenziata, sulla crisi del petrolio, le ecomafie, le energie alternative e gli alimenti transgenici prodotti dall'agricoltura biologica. Durante l'incontro, al quale sono invitati studenti e insegnanti, verranno letti alcuni brani del libro. Ingresso libero. (g.v.).

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I MORTI COME RIFIUTI (sezione: Monnezze)

( da "Libero" del 20-02-2008)

Argomenti: Monnezza

Prima pagina 20-02-2008 I MORTI COME RIFIUTI di MATTIAS MAINIERO Nella Napoli di Antonio Bassolino e Rosa Russo Iervolino, città della munnezza dove si vive male e si muore peggio, anche i morti non trovano pace. Li portano di qui e di lì, li seppelliscono e li riesumano. Li accatastano da qualche parte, talvolta li bruciano e se li levano di torno. Se hanno una tomba decente, i marmi vengono venduti al miglior offerente, le bare diventano legna da ardere. Ci cuociono le pizze, con quel fuoco. E il grande chef che indisturbato o quasi agisce all'om bra di Palazzo San Giacomo ha un nome noto e antico: camorra. La stessa dei rifiuti e delle discariche che non si riescono a costruire anche perché danno fastidio ai clan. La stessa che non potrebbe fare nulla se il sistema napoletano non glielo permettesse. La stessa che per anni, nelle dichiarazioni di Bassolino e Rosa Russo Iervolino, semplicemente non esisteva, e che ora, dopo aver conquistato la città, ha invaso persino l'aldilà. Leggete gli articoli dedicati all'ultima invenzione camorristica, l'ultimo exploit dei clan scatenati. Troverete materiale a sufficienza per inorridire. E capirete che a Napoli, la Napoli del rinascimento bassoliniano, si muore decentemente solo se si è raccomandati. E si vive decentemente solo se si paga un camion privato per spostare l'immondi zia da una strada all'altra. Si vive e si muore nella speranza che l'amministrazione comunale o il politico locale o il boss del partito che comanda non si inventi qualche strana storia che viene a complicare la vita e pure la morte. State a sentire questa, che con la camorra non c'entra, anche se è l'origine della forza camorristica. In tutte le città italiane una salma sepolta può essere riesumata solo dopo 10 anni. (...) (...) I 10 anni possono diventare 5 se il terreno ha una particolare composizione. A Napoli si fanno le cose in fretta: cotte e mangiate. Da almeno 15 anni nella città partenopea, grazie ad una ordinanza sindacale, i dieci anni che possono diventare cinque si sono ridotti a venti mesi. Un anno e mezzo, almeno secondo la stampa locale, perché dal Comune non arrivano conferme. Dopodiché la salma, parcheggiata provvisoriamente in qualche posto per mancanza di spazi, può essere riesumata per legge napoletana. Risultato: tutte le operazioni commerciali legate alla riesumazione, subiscono un'intensi ficazione, le fosse vengono vendute non una ma dieci volte, i marmi ordinati dieci volte. Per dieci si moltiplicano anche le fioriere, le mance e tutto ciò che una decente sepoltura comporta. E la camorra ingrassa, perché nessuno ha deciso che quell'ordinanza andava abolita. Perché a Napoli va tutto bene, la camorra non esiste, i clan non controllano i cimiteri. Perché al Comune non sanno evidentemente di quell'ordinanza. Bisogna comprenderli: loro hanno tanto da fare con i vivi. I morti devono sbrigarsela da soli. Devono andarsene senza pretendere troppo, visto che a disposizione dell'amministra zione cittadina ci sono solo quattro carri funebri. Quattro. In una città con una media di 27 morti al giorno. Significa che gli altri 23 devono bussare alla porta della camorra. Bussare e pagare. O arrangiarsi in qualche modo. Il carro estinto Una storiella, che tanto storiella non è. Qualche anno fa, cortile dell'ospedale Ascalesi. Il carro funebre è arrivato per prelevare la salma di una donna. Viene da Torre del Greco, comune dell'hinter land. Arriva e lo prendono a pistolettate. L'autista fugge. Dopo poco, ecco un altro carro con un altro autista. Questa volta, niente pistolettate: il carro è autorizzato dai clan ad operare in zona. I documenti sono in regola. L'autista viene però incarcerato: era un detenuto agli arresti domiciliari. Qualche anno dopo, cimitero di Pianura, la zona della rivolta contro la discarica. Il corpo di una bambina deve essere riesumato perché si è liberato un loculo definitivo. Il dipendente - racconta un giornale locale - chiede 120.000 lire. Il padre si ribella: "Guardi che sono amico di un consigliere comunale". Il dipendente: "Va bene, le faccio lo sconto". La tariffa ufficiale per la riesumazione era di 25mila lire. Cinque volte di meno. Il caso divenne di pubblico dominio. Non risulta, alle cronache, che Bassolino o la Iervolino o chi per loro si indignarono più di tanto. Erano troppo occupati a non far nulla per i rifiuti? Erano distratti? Secondigliano. E siete pregati di non sorridere. Questa è roba drammatica, tratta da una pagina di cronaca che non ha ricevuto smentita. Nella sala consiliare della circoscrizione è in corso una vera e propria lotteria. Si devono estrarre 243 numeri, ognuno corrispondente ad un signore o una signora, ognuno legato ad un loculo del cimitero. A Secondigliano è successo un fatto spiacevole: i morti da seppellire sono 303, ma i loculi 243. E così si tira a sorte. I fortunati finiranno sotto terra. Del destino degli altri non si è mai saputo nulla di preciso. Il santo della porta accanto Questa è Napoli, signori lettori, la Napoli del vicerè Bassolino e di donna Rosa. La Napoli dell'immondizia che si accumula, delle discariche ingolfate, dei termovalorizzatori inesistenti. E anche dei morti senza pace. A meno che i morti non vengano a patti con la camorra. E allora anche le porte dell'altro mondo si spalancheranno. In questa città, per campare, bisogna sempre avere un santo in paradiso. Se il santo abita nella casa accanto e si fa chiamare "don" è meglio ancora. Ma Bassolino non lo sa. E neppure donna Rosa. Lo abbiamo detto: per loro Napoli è una città tranquilla. Ha solo qualche problemino con i cassonetti. E con la casse. Problemi per i vivi e pure per i morti. Foto: IO NON C'ERO Il sindaco di Napoli Rosa Russo Iervolino e il presidente della Regione Campania Antonio Bassolino. Dopo l'emergenza rifiuti sono rimasti al loro posto nonostante le richieste di dimissioni Olycom IL PARADOSSO Sotto il Vesuvio passano a miglior vita 27 persone al giorno, e il Comune ha solo quattro carri funebri. Gli altri 23 defunti devono arrangiarsi SEQUESTRO RECORD Le forze dell'ordine hanno messo i sigilli ad un'area di 8.500 metri quadrati vicino a Sorrento: veniva usata come discarica per i "rifiuti speciali" cimiteriali Salvo per uso personale è vietato qualunque tipo di riproduzione delle notizie senza autorizzazione.

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Quelle mefitiche montagne di oro ai lati delle strade (sezione: Monnezze)

( da "Manifesto, Il" del 20-02-2008)

Argomenti: Monnezza

La gestione illecita dello smaltimento dei rifiuti è la protagonista del noir "Previsioni del tempo" di Wu Ming, ma anche di ricerche storiche e di coraggiose inchieste giornalistiche Ilaria Urbani È un noir dalle tonalità cupe , il nuovo romanzo del collettivo Wu Ming Previsioni del tempo pubblicato nella collana "VerdeNero-Noir di ecomafia" delle Edizioni Ambiente (pp. 192, euro 10). Negli ultimi mesi, il mondo dell'editoria ha dato ampio spazio ai lavori di giornalisti, scrittori impegnati storici e saggisti emergenti a confronto con la catastrofe ambientale del traffico illecito dei rifiuti, figlia del cosiddetto "turbocapitalismo". Il nuovo lavoro dei Wu Ming è un incubo ambientale animato da personaggi con nomi surreali, ma non troppo, come il Conte Piccolo, il Dottore, i Fratelli Ventre o il Pinta. Giovani emigrati a Bologna per studiare all'università quando la Pantera studentesca ancora ruggiva e tornati al Sud con idee molto chiare: la monnezza è oro, come dichiarò venti anni fa il boss napoletano di Rione Traiano Nunzio Perrella ai magistrati. Arrestato per traffico internazionale di droga, il capo camorrista svelò già allora gli scenari criminali che di lì a poco diedero il via alla monnezza connection. I Wu Ming partono da questa rivelazione immaginando il sottobosco violento delle ecomafie. Macchine di lusso che percorrono chilometri in autostrada con al seguito camion pieni di animali morti maciullati illegalmente, ma pronti per essere serviti in tavola, mentre la cocaina serve anche per coprire il tanfo della carcasse. E ancora. Il navigatore satellitare come compagno di viaggio con la voce di Mike Buongiorno. Nel road book delle cinque penne di Wu Ming spuntano tipi umani vestiti alla Azou Marzouk. Ed ecco saltare fuori un suo simile: Jakup Mahmeti, già protagonista di Guerra agli umani, esordio letterario da solista di Wu Ming 2. Il ragazzo kosovaro arrivato a Milano che gestisce un mega sito abusivo a Bologna per scaricare di tutto: dai rifiuti tossici a quelli ospedalieri. Veleni resi "omeopatici", cocktail di scarti industriali, polveri, olii residuali amalgamati dentro i rifiuti dell'edilizia. Jakup ha iniziato presto la sua "attività imprenditoriale", accogliendo i rifiuti delle aziende italiane insediate in Romania. "Andate a dare un'occhiata alle miniere in disuso - racconta con fierezza - alle cave abbandonate. Dentro c'è di tutto. Una latrina piena delle deiezioni di Confindustria". Perché la monnezza rende ricchi. E mentre al Sud si scaricano i rifiuti del Nord, gli imprenditori di origine meridionale emigrati al Nord sbarcano a Napoli per chiudere affari plurimilionari con la Cina che ha accettato di ingoiare la spazzatura dell'Occidente. Lo scenario del capoluogo partenopeo a ridosso del porto è spettrale, mentre ad attendere il supercapo per il colpaccio ci sono il Conte Piccolo e Giuliano Ventre. Gli stessi sguardi da studenti universitari, ma ora le mani si dovevano sporcare per altro. "Ai lati del caos torreggiano montagne d'oro - riflette il capo percorrendo Napoli in taxi - cumuli di denaro accatastati ovunque, sacchi ricolmi di smeraldi e diamanti galleggiano in pozze scure. L'oro puzza. Il denaro ha un odore dolciastro, nauseante, che nemmeno la pioggia attenua. Anzi. Rapido calcolo in container, ecoballe, compost. Traduzione immediata nell'Equivalente Universale. Automatismi, tic. Pecunia olet". Previsioni del tempo è nato in Canada dove alcuni componenti del collettivo Wu Ming si erano recati per un altro progetto, il seguito di Manituana, in uscita prossimamente per Rizzoli. Mentre Einaudi pubblicherà a breve Stella del mattino, volume solista di Wu Ming 4. "In Previsioni del tempo ci sono molti rimandi ai nostri altri libri - spiega Wu Ming 1 alias Roberto Bui - in questo forse c'è anche qualche influenza di Elmore Leonard e Pasolini che prima di tutti ha parlato delle degenerazioni antropologiche delle nostre periferie. I dialoghi e le situazioni grottesche questa volta ci hanno permesso di raccontare il Sud come colonia del Nord. Nei paesi poveri e anche nel Mezzogiorno c'è una borghesia compradora che tiene comportamenti da suddito, campa grazi al rapporto coloniale col "paese madre". E trova terreno fertile anche nel familismo amorale delle classi dirigenti". Questo universo corrotto emerge anche dagli altri testi ispirati dal disastro ambientale rappresentato dal traffico illecito dei rifiuti. Come nel saggio Il ciclo vizioso dei rifiuti campani, pubblicato nel primo numero di quest'anno della rivista Il Mulino, in uscita domani, in cui la storica Gabriella Gribaudi passa in rassegna gli ultimi mesi dell'emergenza democratica campana culminata nell'allarme spazzatura. Nomi, cognomi, memoria storica sulle inchieste della magistratura nel quadro desolante che sta distruggendo il paesaggio di quella che fu Partenope. Lo stesso clima denunciato dal giornalista freelance Alessandro Iacuelli ne Le vie infinite dei rifiuti - Il sistema campano edito da altrenotizie.org e scaricabile su www.portadimassa.net/site/files/upload/pdfsaggi/Le_vie_infinite_dei_rifiuti.pdf, sito web dell'omonimo laboratorio autogestito di filosofia, epistemologia e scienze politico-sociali. In apertura l'eloquente citazione di Franklin Delano Roosevelt: "La nazione che distrugge il proprio suolo distrugge se stessa". L'inchiesta di Iacuelli attraversa il Triangolo della morte, i danni derivati dalla diossina e i ricavi della camorra partendo dalla Campania (in)felix. Gioco di parole con il quale il giornalista Paolo Chiarello intitola invece uno dei capitoli di Munnezzopoli (Tullio Pironti editore) che documenta punto per punto dove sono finiti i duemila milioni di euro dell'emergenza rifiuti. Livia Delfino, invece, docente di scienze pittoriche, ha deciso di raccontare ai ragazzi l'affaire monnezza con la favola La magia del rifiuto (L'Isola dei ragazzi edizioni): recupero dei materiali, riuso e riduzione a monte per costruire un mondo futuribile e immaginario. Come quello del racconto fantasy I Dannati di Malva della 27enne Licia Troisi in uscita la settimana prossima sempre per Edizioni Ambiente. Sullo sfondo di stregoni, elfi e nani l'eroico Talkar si offre volontario per salvare la città segreta dai tanfi tossici mettendo al rischio la propria vita. E cercando di riuscire laddove l'umanità sta fallendo.

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"PAOLO CIRINO POMICINO<I partiti sono fuggiti, restano solo dirigenti frou frou> (sezione: Monnezze)

( da "Libero" del 20-02-2008)

Argomenti: Monnezza

Anzitutto 20-02-2008 "PAOLO CIRINO POMICINO"I partiti sono fuggiti, restano solo dirigenti frou frou" Ha sentito che la camorra ricicla il legno delle bare nei forni delle pizzerie? Silenzio. Paolo Cirino Pomicino, deputato della Democrazia cristiana per le autonomie, è stato anche assessore ai cimiteri di Napoli. "È successo trentacinque anni fa e solo per dieci mesi", precisa. Abbastanza per farsi un'idea del settore... "All'epoca nei cimiteri napoletani c'era molto lavoro nero perché i seppellitori si erano ridotti al minimo. Si era creato un sistema per cui entravano gli abusivi a seppellire e a riesumare le salme e, alla fine della prestazione, dividevano le mance con i vecchi dipendenti rimasti in servizio. Feci assumere trecento tra necrofori (quelli che vanno a casa del defunto e lo sistemano nella bara, ndr) e seppellitori. E il lavoro nero sparì". I problemi dei morti si risolsero? "No, perché oltre ai dipendenti comunali, mancavano anche i loculi. Ne costruimmo diverse centinaia e ne demmo la gestione ai comitati di quartiere. Ma un giorno il deputato comunista Egizio Sandomenico, che ora non c'è più, mi disse: "Paolo riprendi tu la gestione dei loculi perché qui si scatena una guerra tra poveri...". Vede? Se la politica è assente la criminalità, anche quella spicciola, trova spazio per espandersi". Oggi a Napoli si paga anche il pizzo sui funerali... "Un viaggiatore inglese del Settecento diceva che Napoli era l'unica città mediorientale a non avere un quartiere europeo. Dopo quindici anni di governo della sinistra, questo giudizio è tornato di attualità e si può estendere all'intera provincia". Ma tornando alla storia delle pizze che sarebbero cotte con la legna delle bare... "A me sembra una leggenda metropolitana come quando, ai tempi del colera, dicevano che nascondevamo centinaia di cadaveri nelle celle frigorifere... Ma se anche questa storia fosse in piccola parte vera, non credo che c'entri la camorra". E chi allora? "Abusivismo funebre. Microcriminalità spicciola. Disperati. Non credo ci sia nulla di organizzato in tutto questo" Quindi mangia pizza senza timore? "Certo. Anche perché se si pensa a quanti forni ci sono a Napoli e a quante pizze si sfornano ogni giorno, dovremmo avere centinaia di bare usate e non c'è alcuna morìa in giro. Non creiamo allarmismi. Diciamo piuttosto che il dramma che sta vivendo Napoli sta arrivando a un punto di non ritorno. Per motivi di salute, prima l'infarto poi il trapianto, ho vissuto tra Milano e Pavia per un paio di anni. Quando sono tornato nella mia città ho trovato una situazione drammatica". Come e perché si è arrivati a questo punto? "Perché la politica è fuggita. Il 23 gennaio ho mandato una lettera ai capigruppo chiedendo di istituire un comitato parlamentare per affiancare il prefetto De Gennaro e riprendere un dialogo con le popolazioni visto il fallimento delle istituzioni locali e il silenzio assordante della maggior parte dei partiti politici. Alla fine della lettera chiedevo una risposta immediata". Le hanno risposto? "Ho ricevuto solo la replica di Alleanza Nazionale e dell'Udc". Ci può elencare le cause del disastro napoletano? "Primo: la totale incapacità amministrativa. Secondo: l'assenza dei partiti politici e una classe dirigente in larga parte "frou frou" e auto- referenziale. Terzo: la scellerata strategia di alcuni grandi giornali che hanno indicato in Bassolino il Messia di un Rinascimento tanto pubblicizzato ma che nessuno ha mai visto". È d'accordo con Fiorello che ha invitato a non votare a causa dei rifiuti? Lui stesso ha cambiato idea... "Se non voti perdi la possibilità di scegliere e non si possono mandare a casa gli artefici di questo scempio, il Governatore Bassolino e il sindaco Iervolino. È tempo però che anche il centrodestra si faccia carico di proporre soluzioni alternative". Invece.. "A Napoli la politica è in fuga e si è aperta una grave crisi democratica". Salvo per uso personale è vietato qualunque tipo di riproduzione delle notizie senza autorizzazione.

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La vendetta della iervolino "i voti al partito non sono suoi" - ottavio lucarelli (sezione: Monnezze)

( da "Repubblica, La" del 21-02-2008)

Argomenti: Monnezza

Pagina IV - Napoli IL PERSONAGGIO Gelo del sindaco: "Si può fare politica anche senza stare in Parlamento" La vendetta della Iervolino "I voti al partito non sono suoi" Affetto e diffidenza: non partecipò alla festa degli ottant'anni del leader di Nusco OTTAVIO LUCARELLI (segue dalla prima di cronaca) "I voti non sono una proprietà personale". Rosa Russo Iervolino al coordinamento nazionale del Pd pensa subito al danno che potrebbe causare un De Mita davvero schierato "contro", come lui stesso minaccia. E firma la nuova puntata, certamente non l'ultima, di un duello senza fine. Poco più di un mese fa De Mita l'aveva attaccata dichiarando che nel 2006 non l'avrebbe ricandidata a Napoli e lei aveva risposto sottolineando l'età dell'amico rivale alla vigilia dell'ottantesimo compleanno. Festeggiamenti a cui lei poi non ha partecipato. Erano giorni in cui tutta la Campania era nella bufera e il Comune sembrava uno dei palazzi più a rischio. Poi il crollo del governo, il mezzo rimpasto in Regione della giunta Bassolino che a sua volta annuncia che non farà campagna elettorale. E Palazzo San Giacomo? Per ora tutto tranquillo. Per ora. "Lasciatemi vedere cosa succede e poi decidiamo - commenta il sindaco - ma certamente non cambieremo prima della presentazione delle liste dei candidati. Lasciatemi anche capire cosa succede con il posizionamento dei partiti". Qualche assessore vorrebbe candidarsi, altri hanno rinunciato dopo le esperienze negative del passato, altri non ci pensano affatto e, tutto sommato, il più lanciato resta da diversi giorni nel Pd il presidente del consiglio comunale Leonardo Impegno. E così, facendo intravedere in Municipio un rimpasto ormai annunciato da sette anni, la Iervolino si concentra sul caso De Mita. Un giorno che aspettava da tempo e l'occasione non se la lascia sfuggire: "Sul piano personale mi dispiace molto ma De Mita ha torto. Le regole sono fatte per tutti e devono essere rispettate da tutti, non sono fatte contro una persona. C'è un massimo di tre legislature, lui ne ha fatte undici e avremmo dovuto dargli la deroga per la dodicesima? Mi sembra davvero eccessivo, a tutto c'è un limite. E poi guardate Violante e lo stesso Prodi. Ci sono mille modi di fare politica, non c'è bisogno di essere sempre seduti in Parlamento". Limite di tre legislature che, del resto, il coordinamento nazionale approva all'unanimità. E la Iervolino incalza: "I voti non sono una proprietà personale e mi auguro che De Mita non faccia campagna elettorale contro il Partito democratico. I voti sono un patrimonio del partito al quale si appartiene e quindi penso che i napoletani e i campani, pur permanendo certamente l'affetto di tanti verso De Mita, sappiano però regolarsi correttamente". Correttamente? "Sì, votando per il Pd anche se non c'è Ciriaco De Mita candidato".

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"il centrosinistra ha fallito" (sezione: Monnezze)

( da "Repubblica, La" del 21-02-2008)

Argomenti: Monnezza

Pagina VI - Napoli Il leader di An apre la campagna elettorale con una manifestazione alla Stazione marittima "Il centrosinistra ha fallito" Fini: cancellare la vergogna immondizia "Veltroni come Houdini: cerca di far scomparire Bassolino e la Iervolino" La ricetta per il Sud "Rendere le aree più sicure e chiedere le fiscalità di vantaggio" "NAPOLI è il simbolo del fallimento totale del centrosinistra, la mala gestione dei rifiuti ne è una testimonianza, e Veltroni è una sorta di mago Houdini che tenta di far scomparire Bassolino e Iervolino". Non deve sforzarsi troppo Gianfranco Fini, ieri a Napoli per l'apertura della campagna elettorale. Qui il tema dominante è ormai servito su un piatto d'argento dagli avversari. La questione dei rifiuti è come una partita che inizi con una squadra già penalizzata di un paio di gol. Certo Fini deve aggiungere anche qualcos'altro, il suo stato maggiore ha convocato una assemblea con tavola rotonda sul meridione come questione nazionale. C'è aria di programma economico, il partito ha invitato a discuterne anche personalità esterne come Guido Trombetti o Ambrogio Prezioso. Rettore e presidente dell'Acen non sono arrivati, ma davanti alla platea di oltre 500 persone stipate nell'aula della Stazione marittima ci sono comunque Carlo Conte, vicedirettore del Formez, Achille Coppola, presidente dell'Ordine dei commercialisti di Napoli, Maurizio Maddaloni, vicepresidente nazionale di Confcommercio, Sergio Fedele, leader di quegli imprenditori napoletani che hanno dato vita alla associazione "Napoli punto a capo". è una platea larga anche dal punto di vista politico, con molti ospiti di Forza Italia (Franco Malvano, Maurizio Iapicca, Raffaele Ambrosino). Si vede anche Giulio Di Donato, in odor di candidatura con Berlusconi, al fianco di tanti uscenti che dovrebbero riottenerla. Molto attivo ad esempio Antonio Paravia, che si fa ritrarre in mezzo ai ragazzi di "Azione giovani" di Salerno, che indossano in blocco una maglietta bianca con la scritta "Immuni da Bassolineide". è insomma davvero la prima uscita del Popolo delle libertà, benché Marcello Taglialatela ricordi che An aveva concepito l'appuntamento prima dello scioglimento delle Camere. Comunque è ormai campagna elettorale, e Fini traccia un abbozzo di programma per il Mezzogiorno: "Si tratta di fare quello che tante volte è stato promesso, a cominciare dalle garanzie di legalità, per rendere le aree più sicure. Poi chiedere a Bruxelles la fiscalità di vantaggio. Andare a migliorare la competitività delle infrastrutture". Ma alla fine la lingua torna a battere dove il dente duole: "Dobbiamo cancellare la vergogna dei rifiuti, che hanno portato nel mondo una impressione negativa dell'Italia che sarà difficile rimuovere". D'altro canto "l'emergenza era ampiamente prevedibile. Non è piovuta dal cielo come accadde per il terremoto o il colera. Basta andare a rileggere quanto Bertolaso denunciò circa un anno fa, e cioè che Pecoraro, Bassolino ed il sindaco Iervolino non facevano nulla per superare la crisi, e che nel periodo natalizio la situazione sarebbe degenerata. Chi ha determinato quel disastro oggi dovrebbe starsene rintanato a casa". Ma ce n'è anche per Veltroni: "Somiglia sempre più all'illusionista francese Houdini, e ogni giorno cerca di far scomparire nel pullman, o dietro gli slogan presi a prestito da Obama, il vero volto del Pd, che è Rosa Russo Iervolino e Bassolino". (r. f.).

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I Verdi stoppano 50 milioni per ripulire Napoli (sezione: Monnezze)

( da "Libero" del 21-02-2008)

Argomenti: Monnezza

Italia 21-02-2008 I Verdi stoppano 50 milioni per ripulire Napoli ROMA Per l'emergenza rifiuti in Campania il decreto milleproroghe stanzia in tutto poco più di 80 milioni di euro. Decisamente meno di quanti ne avrebbe chiesti il supercommissario Gianni De Gennaro. Così il governo avrebbe tentato nel corso dei lavori parlamentari di aumentare le risorse messe a disposizione, stanziando almeno un'altra cinquantina di milioni di euro. La proposta è stata però rispedita al mittente da molti parlamentari, tra cui anche esponenti della Sinistra Arcobaleno. Proprio quella Sinistra Arcobaleno di cui fanno parte i Verdi, e il ministro dell'Ambien te Pecoraro Scanio, che alla fine hanno pensato bene di bloccare l'erogazione dei fondi richiesti con urgenza da Napoli e da tutta la Campania. Ma sarebbe già pronta una soluzione: ossia che lo stanziamento, con cui ci si avvicinerebbe ai 150 milioni chiesti da De Gennaro, finisca in un ordine del giorno che impegnerebbe il governo a coprire finanziariamente tali esigenze. E all'ordine del giorno, potrebbe presto seguire un decreto attuativo. E proprio durante la discussione del decreto mille proroghe "è successa una cosa gravissima". Lo denunciano i deputati udc Giuseppe Ruvolo e Saverio Romano. "L'Udc aveva chiesto di poter autorizzare con il Cip6 la costruzione di tutti e sedici i termovalorizzatori di cui quattro in Sicilia per risolvere il problema dello smaltimento dei rifiuti e inspiegabilmente, grazie alla pressione del governo, l'ufficio di presidenza della Camera ha ritenuto inammissibile il nostro emendamento". "Questa è la prova", aggiungono i deputati centristi, "che nonostante l'impegno pubblico di Prodi nemmeno in chiusura di legislatura si fa qualcosa per la lotta al degrado ambientale". E proprio da Napoli arriva il j'accuse di Gianfranco Fini: "L'emergenza rifiuti in Campania era largamente prevedibile. Non era una catastrofe piovuta dal cielo come il terremoto o il colera", anche perché "Bertolaso denunciò che Pecoraro Scanio, Bassolino e Iervolino non facevano nulla nonostante egli avesse detto loro che se non si faceva niente Napoli sarebbe stata sommersa dai rifiuti". Accuse che rimbalzano anche nella nuova puntata di Annozero, la trasmissione di Michele Santoro, in onda oggi su Raidue alle 21.05. Tanto è vero si intitolerà: "Tutta colpa dei Verdi". Quattordici anni di commissariamento, un fiume di soldi spesi, l'inceneritore da terminare e tonnellate di rifiuti ancora in strada. I Verdi sono sotto accusa: "Sono loro i responsabili del disastro campano", afferma il centrodestra. E' proprio così? La trasmissione cercherà di chiarire proprio questo punto. A.V. Salvo per uso personale è vietato qualunque tipo di riproduzione delle notizie senza autorizzazione.

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ROMA - Clima sempre più teso tra l'Udc e Silvio Berlusconi. Va giù severo il segretar (sezione: Monnezze)

( da "Messaggero, Il" del 21-02-2008)

Argomenti: Monnezza

Di PAOLA OREFICE ROMA - Clima sempre più teso tra l'Udc e Silvio Berlusconi. Va giù severo il segretario Lorenzo Cesa: "Silvio Berlusconi? Una persona capace anche di gesti estremi, di darti magari una coltellata alle spalle, come dimostra l'esperienza di questi giorni". Sebbene Cesa riconosca che il Cavaliere sia "una persona su cui poter contare nel rapporto umano", subito si affretta a ricordare che lo è "meno in politica". Ce ne è anche per Gianfranco Fini. Secondo il segretario dell'Udc Fini "è una persona che si presenta bene, parla bene, ma che ha poca coerenza: alla fine farà sparire il suo partito dalla scena politica. Inoltre, se si limita a dire che votare Udc non è utile, dimostra che ha davvero poche idee". A stretto giro di posta arriva la replica secca del coordinatore di Forza Italia, Sandro Bondi: "Non mi aspettavo una caduta di stile come quella in cui è incorso l'onorevole Cesa. Temo che il panico per le conseguenze di una scelta politica avventata si stia diffondendo nei vertici dell'Udc". Parla a tutto tondo Cesa in una intervista a Radio Montecarlo. Si toglie anche più di qualche sassolino dalle scarpe. E fa progetti per il dopo voto lasciando aperta più di una via: "L'Udc parlerà con tutti dopo le elezioni e stipulerà accordi sulla base dei progetti che si intendono sviluppare". In serata Silvio Berlusconi passeggiando per le strade del centro storico di Roma ricorda come non abbia mai illuso Giuliano Ferrara sulla possibilità di apparentamenti con la sua lista "Pro-life" antiaborto. E' netto il Cavaliere: "Con Ferrara è stato da subito tutto chiaro". Quindi una frecciata a Walter Veltroni arriva da Gianfranco Fini. Il leader di An a Napoli lancia il suo attacco: "Veltroni assomiglia sempre più al famoso illusionista francese, Houdini. Quotidianamente cerca di far sparire nel bus o dietro gli slogan presi in prestito da Obama, il vero volto del Pd, che è rappresentato da Iervolino e Bassolino". Annuncia il Pdl la candidatura alla Camera di Eugenia Roccella, portavoce del "Family Day". Intanto Clemente Mastella nella sua corsa solitaria, almeno per il momento, minaccia di presentarsi in tutte le circoscrizioni con proprie liste.

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600 milioni per la rete ferroviaria di Napoli (sezione: Monnezze)

( da "Unita, L'" del 23-02-2008)

Argomenti: Monnezza

Stai consultando l'edizione del REGIONE CAMPANIA 600 milioni per la rete ferroviaria di Napoli Oltre seicento milioni di euro per la rete ferroviaria di Napoli. È il finanziamento approvato ieri dalla Giunta della Regione Campania: 627,2 milioni di euro di fondi europei del Por che saranno utilizzati per il completamento di tre tratte della metropolitana di Napoli, nucleo portante della metropolitana regionale della Campania in corso di realizzazione. Soldi che, come sottolineato dal presidente della Regione Campania, Antonio Bassolino, consentiranno a Napoli una sorta di primato visto che la dotazione di chilometri e di stazioni della rete ferroviaria per abitanti sarà più alta di quella di Parigi e visto anche che il 60% dei napoletani disterà a non meno di mezzo chilometro da stazioni della metropolitana. Fitto il cronoprogramma, che arriva fino al 2015. "È molto probabilmente il più grande e importante cantiere in corso in una grande città italiana", ha sottolineato Bassolino. Un intervento, quello sulla rete ferroviaria di Napoli che, ha aggiunto il sindaco di Napoli Iervolino, risponde "a una precisa scelta culturale di fondo: quella di non distruggere il centro storico di Napoli e di abbattere sempre di più le differenze tra centro e periferia".

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Rifiuti, grillo processa la politica (sezione: Monnezze)

( da "Repubblica, La" del 23-02-2008)

Argomenti: Monnezza

Pagina I - Napoli Oggi show a piazza Dante. Berlusconi: "Bassolino ha sbagliato tutto". Per recuperare l'immagine il Comune lancia il "Maggio" Rifiuti, Grillo processa la politica "Meglio i Borbone, io non voto". Turismo, Iervolino contro Rutelli Beppe Grillo sarà oggi in piazza Dante per il "giorno del rifiuto", ovvero "Munnezza Day". In una intervista a "Repubblica" il comico parla di "elezioni illegali perché ci hanno tolto pure le preferenze". Ironizza: "Viva i Borbone, hanno fatto anche del bene. Questa è la peggiore classe dirigente dai tempi della pre-Unità d'Italia. E io vengo a Napoli davvero per questo. Soprattutto per chiedere, come italiano, umilmente scusa. Mi vergogno un po' anche io. Scusate, gente della Campania. Anche se non basta. Farei della Campania un territorio indipendente, come il Kosovo". La crisi continua. Blocchi stradali a Melito, rabbia nei Comuni della Provincia. Berlusconi: "Bassolino ha sbagliato tutto". La Iervolino polemica con Rutelli sulla questione turismo: "Così si perdono le elezioni". E il Comune alla Bit lancia il Maggio dei monumenti. ANGELO CAROTENUTO NINO MARCHESANO CONCHITA SANNINO ALLE PAGINE II E III.

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Rame alla maratona degli artisti - nino marchesano (sezione: Monnezze)

( da "Repubblica, La" del 23-02-2008)

Argomenti: Monnezza

Pagina III - Napoli IL PROGRAMMA Sul palco anche Edoardo Bennato, Peppe Lanzetta, Erri De Luca Rame alla maratona degli artisti le banche La camorra non va sempre tirata in ballo Questa crisi è orchestrata dalle banche e dai pezzi grossi della finanza il kosovo Mi vergogno anch'io per tutto ciò. Se potessi farei della Campania un paese indipendente come il Kosovo "Ma il governatore che cosa ci fa nel comitato del Pd? E De Mita se ne stia tranquillo" NINO MARCHESANO "Se per il problema dell'immondizia ci sono responsabilità dei politici, come mai Bassolino è nel comitato del Pd? Spero che almeno De Mita se ne stia tranquillo". Franca Rame spara a zero ma non anticipa nulla del discorso che farà questa sera sul palco di Piazza Dante, nell'ambito della manifestazione il "Giorno del rifiuto", una vera e propria maratona, dalla tarda mattinata fino a mezzanotte, a cui parteciperanno artisti, studiosi, associazioni con stand informativi, non solo per denunciare, ma anche per avanzare proposte concrete. Alternando spettacolo e informazione. Intorno alle 18 saliranno sul palco le Nacchere Rosse. "Eseguiremo la "Flobert", la canzone simbolo delle morti bianche", commenta il leader Enzo La Gatta. Tra gli altri interventi, fra rap e canzoni d'autore, Edoardo Bennato, Enzo Gragnaniello, Nello Daniele, Tony Cercola, Baccini, Capone, Sasà Mendoza, La Famiglia, Giovanni Block, Peppe Lanzetta, Erri De Luca. Fino all'ingresso sul palco di Beppe Grillo (intorno alle 21), vero mattatore del "Giorno del rifiuto", promettendo di spiegare, con una buna dose di ironia e con l'aiuto di diversi esperti (da Maurizio Pallante, consulente del Ministero per l'Ambiente, al geologo Giovanbattista de' Medici, da padre Alex Zanotelli ad Antonio Marfelli e altri studiosi) i rischi per la salute derivanti dal funzionamento dei termovalorizzatori. "La gente deve capire, occorre parlare chiaro", conviene Franca Rame. "Dirò quello che penso sulle responsabilità di questo macello. La situazione è difficile. Ci sono dei camion che sono arrivati in Campania sigillati. Cosa c'era dentro? Non è una cosa semplice, non sono cento macchine da spostare. Non ho molta fiducia, mi auguro che De Gennaro ce la faccia. I politici hanno girato la testa da un'altra parte, non hanno dato importanza alla differenziata. A Londra, nei grandi supermercati il detersivo viene prelevato dai consumatori da un bidone e non si usano le borse di plastica. Da Napoli, invece, l'immondizia parte per la Germania. Come mai i politici locali non si sono informati? Non voglio dire che è colpa della Iervolino, ma qualcuno sa spiegare perché a Salerno questo disastro non è avvenuto?".

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L'affondo di grillo sulla politica "viva i borbone, erano meglio loro" - conchita sannino (sezione: Monnezze)

( da "Repubblica, La" del 23-02-2008)

Argomenti: Monnezza

Pagina III - Napoli L'INTERVISTA Lo showman oggi in piazza Dante per la manifestazione "Il giorno del rifiuto" L'affondo di Grillo sulla politica "Viva i Borbone, erano meglio loro" CONCHITA SANNINO "Ma viva i Borbone, a questo punto. Hanno fatto anche del bene". Grillo, lei non ha dubbi: meglio Carlo III del ceto dirigente di Napoli 2008? "Ma non c'è nessun paragone. Questa è la peggiore classe dirigente dai tempi della pre-unità d'Italia. E io verrò a Napoli davvero per questo. Soprattutto per chiedere umilmente scusa. Non è Beppe Grillo, è un italiano a dirvi: scusate. Mi vergogno un po' anche io. Scusate, gente della Campania. Anche se non basta. Fossi napoletano non mi basterebbe. Farei della Campania un territorio indipendente, come il Kosovo. Ma non parlatemi di elezioni, le prossime politiche in Italia sono una presa per i fondelli. Io a votare mica ci vado". Beppe Grillo sarà oggi in piazza Dante per il "giorno del rifiuto", ovvero Munnezza Day. Inizio ufficiale a mezzogiorno, con la partecipazione di padre Alex Zanotelli, il missionario comboniano impegnato da sempre nelle battaglie a favore di uno sviluppo sostenibile, contro lo strapotere delle multinazionali sull'erogazione dei servizi essenziali. Un evento no-stop, tra riflessioni e libri, ma anche spettacolo e musica d'autore. Durerà fino a notte. A metà pomeriggio è previsto l'intervento del comico genovese: avverrà dinanzi a migliaia di persone e nella stessa piazza che già vide, durante la Notte bianca di tre anni fa, un Grillo scatenato (e in parte censurato) contro Bassolino e la Iervolino. Che, a quel tempo, si preparavano ad un progetto di privatizzazione della gestione idrica, disegno poi solo formalmente cancellato di fronte all'onda della proteste. Accanto al leader del dissenso ("Ma io non sono il leader di un bel niente", sbotta divertito lui), e al popolo della rete "gli amici di Beppe Grillo" intervengono artisti del calibro di Franca Rame, Edoardo Bennato, Enzo Gragnaniello, Capone & Bungt Bangt, Povia. Grillo, il dramma della Campania si spiega solo con l'incapacità manifesta della politica? "No. è che la politica è corrotta, o non c'è più. Soppiantata, tenuta al laccio, sotto ricatto da parte dell'economia, della finanza. Quello che dirò oggi in piazza Dante parte dai rifiuti ma si estende al rapporto perverso tra economia e politica". Oltre alle responsabilità acquisite di un ceto dirigente, non crede che nel business dei 14 anni di emergenza abbiano pesato anche il ruolo delle organizzazioni criminali e l'ostruzionismo di tanti cittadini perbene, esempio di una clamorosa assenza di senso civico? "La camorra non va tirata in ballo sempre. Questa crisi è voluta e orchestrata dalle banche, dai pezzi grossi della finanza, la situazione di crisi mediatica non fa per i clan. Invece sui cittadini il problema esiste. Non sanno neanche che cos'è un rifiuto, come si fa la differenziata, non sanno di essersi ridotti a fare i produttori di immondizia a beneficio dei colossi delle imprese. E la colpa di chi è?". Dei media, chiaro. "La colpa è vostra, dell'informazione, del sistema dei media. I cittadini sono tenuti in coma farmacologico. Questo è un problema gravissimo. Spesso assumono posizioni sbagliate perché nessuno ha raccontato loro una verità nascosta dietro una decisione politica. Sa qual è la frase più ricorrente in tutti i miei spettacoli, da anni? è questa: "Non è possibile"". Ma c'è la Rete, di cui lei stesso incarna la grande forza, popolare ma trasversale. "Infatti grazie alla Rete, negli ultimi anni, tanti hanno cominciato a capire che cosa c'era dietro le ordinanze firmate da un politico, dietro un orientamento di giunta o di consiglio: quali calcoli, quali interessi si tutelano e si foraggiano". Le elezioni sono alle porte. Da Napoli a Roma muta la qualità della classe dirigente? "Non scherziamo. Queste elezioni sono illegali. Proprio da ridere, se non fosse così grave". Illegittime: perché? "Prima ci hanno tolto la preferenza al candidato. Ora ci tolgono anche i simboli dei vecchi partiti. Si fanno due formazioni, nuove. Non si sa che roba è, il programma è unico in realtà, se lo sono scopiazzati a vicenda". Grillo anche lei, dopo la sortita di Fiorello, spinge verso l'astensionismo? Ride. "Ma no, nessun consiglio, il voto è segreto. Solo che nel mio segreto, io a votare non ci vado".

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Campania, sprechi sui rifiuti Ci costano 10 milioni l'anno (sezione: Monnezze)

( da "Resto del Carlino, Il (Nazionale)" del 24-02-2008)
Pubblicato anche in: (Nazione, La (Nazionale)) (Giorno, Il (Nazionale))

Argomenti: Monnezza

ALLARME DELLA CORTE DEI CONTI. E GRILLO A NAPOLI INFIAMMA IL 'M-DAY' Campania, sprechi sui rifiuti "Ci costano 10 milioni l'anno" ? NAPOLI ? UN DANNO d'immagine da 10 milioni di euro l'anno. La Corte dei Conti quantifica così gli effetti negativi sulla Campania provocati dall'emergenza rifiuti. In 14 anni di commissariamento il danno complessivo è dunque di 140 milioni. La relazione annuale del procuratore regionale della Corte, Antonio Martucci di Scarfizzi, mette il dito sulla piaga. Nelle sue parole c'è il riferimento diretto al fatto che "la stampa locale, nazionale e internazionale ha dato risalto al disastro che si andava compiendo a Napoli e in Campania, con riflessi sull'immagine non solo di tali enti territoriali ma anche dell'Italia all'estero". Insomma, una tragedia per finanze pubbliche e i cittadini. "GLI EFFETTI devastanti registrati nel recente periodo ? si legge nella relazione annuale della magistratura contabile ? sono andati molto al di là delle più nere attese. Al fiume di denaro inutilmente e spesso illegittimamente speso negli ultimi anni, si è aggiunta ora un'emergenza sanitaria, ambientale ed economica che ha già iniziato a produrre e produrrà effetti deleteri sull'assetto socioeconomico campano e quindi anche sulle finanze pubbliche, a causa dei fondi pubblici che dovranno essere impiegati per tentare di porre rimedio a questa vicenda che ormai da tutti è stata definita disastrosa". E a questo disastro ha dedicato ieri sera i suoi strali Beppe Grillo, nel 'giorno del rifiuto' organizzato a Napoli dal meetup partenopeo, invitando i campani a separarsi da Roma, "come il Kosovo ha fatto con la Serbia". Preceduto in mattinata dal 'Campania day' della Cisl con 15mila persone in corteo, il 'munnezza day' ha consentito al comico genovese di mettere alla berlina la disastrosa gestione dei rifiuti nella regione. "CHIEDO scusa per Veltroni, Berlusconi, Iervolino e Bassolino ? ha detto Grillo ? e anche per Prodi che ha reintrodotto il Cip6". "Se falliscono De Gennaro e Ganapini è finita". "Questa emergenza non è stata decisa dalla camorra, ma dalle banche". "Ho chiesto a Renzo Piano di realizzare con le ecoballe un grande museo degli orrori". Poi l'ultima provocazione. "Tratterrò il 7% della bolletta Enel perché non voglio pagare il Cip6. E soprattutto perché non voglio finanziare i tumori della mia gente". E l'affondo: "Sono orgoglioso di dire che non andrò a votare". - -->.

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Grillo insulta Veronesi È uno sponsor del cancro quando dice che un inceneritore produce emissioni zero (sezione: Monnezze)

( da "Unita, L'" del 24-02-2008)

Argomenti: Monnezza

Stai consultando l'edizione del Grillo insulta Veronesi "È uno sponsor del cancro quando dice che un inceneritore produce emissioni zero" NAPOLI "Umberto Veronesi è uno sponsor del cancro": così Beppe Grillo a Napoli prima della conferenza stampa in piazza Dante nel "giorno del rifiuto", manifestazione contro la gestione dei rifiuti in Campania. "Quando senti Veronesi, candidato del Pd, che dice che un inceneritore produce emissioni zero, bisogna chiedersi da chi sia sponsorizzata la sua fondazione. Se si fa un controllo si può facilmente capire che la fondazione Veronesi prende soldi anche dal più grande costruttore di inceneritori d'Europa, la Veolia francese", conclude Grillo. "Sono venuto a chiedere scusa alla Campania, terra martoriata dalla storia". Così Beppe Grillo intervenendo a Napoli per la giornata del rifiuto, o "monnezza day", in corso in piazza Dante. "Qui avete inventato il manganello consapevole: ad Ariano Irpino e a Pianura sono state colpite delle persone che protestavano in maniera pacifica - ha aggiunto Grillo - chiedo scusa per Veltroni, Berlusconi, Iervolino e Bassolino. Avete scritto sui pomodori Made in China per esportarli, avete i rifiuti del nord mentre il Veneto fa pubblicità per dire di non andare in Campania ai tedeschi". "Chiedo scusa anche per Prodi che ha reintrodotto il Cip6 - ha detto ancora l'artista genovese - nel 1992 fecero una legge straordinaria per devolvere il 7 per cento della bolletta allo sviluppo delle energie rinnovabili. In un attimo prima dell'approvazione hanno aggiunto la parola 'assimilatè e hanno così regalato 48 miliardi di euro ai petrolieri". Quanto alla manifestazione di Napoli, per Grillo "il giorno del rifiuto è una cosa epocale, con ragazzi che senza soldi e senza giornali hanno organizzato una manifestazione con centinaia di giornalisti. Tutto questo è stato possibile attraverso la rete, tra poco non ci sarà più bisogno dei giornalisti". "Oggi a Napoli combattiamo l'incantesimo della non conoscenza. Sta succedendo una cosa straordinaria, l'economia si è bloccata. Il rifiuto fa il giro del mondo: ci scambiamo la cacca come i bambini, ma se bruci una cacca non produci energia". "Non vado a votare e ne sono orgoglioso". Così ha aggiunto Beppe Grillo in riferimento alle prossime elezioni politiche del 13 e 14 aprile, intervenendo a Napoli nel corso della giornata del rifiuto. "Mi sento umiliato perché non si può scegliere un partito, non si può esprimere una preferenza e non si può scegliere un programma perchè sono uguali: Veltroni e Berlusconi vogliono le stesse cose", ha concluso.

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Beppe Grillo: <Elezioni illegali e illegittime> (sezione: Monnezze)

( da "Secolo XIX, Il" del 24-02-2008)

Argomenti: Monnezza

Beppe Grillo: "Elezioni illegali e illegittime" "monnezzaday" Il comico genovese annuncia che non andrà a votare. Sui rifiuti: la crisi non è stata voluta dalla camorra, ma dalle banche" 24/02/2008 NAPOLI. "Sono venuto a chiedere scusa alla Campania, terra martoriata dalla storia. Dovete fare come in Kosovo: un referendum per staccarvi da Roma". Lo show di Beppe Grillo, nel giorno del "Monnezza Day", comincia con l'invito alla secessione. E finisce con un durissimo attacco: "Le prossime elezioni sono illegali, illegittime e antipolitiche: per questo non andrò a votare". "Se non c'è la riforma delle legge elettorale il voto è una gran presa in giro per i cittadini, perchè non si ha la possibilità di scegliere né il rappresentante né il partito e da oggi neanche il programma, che è lo stesso fra Pdl e Pd". Secondo Grillo "Veltroni e Berlusconi si copiano a vicenda. L'unica scelta per il cittadino fra i due non è per il programm a ma solo sul colore dei capelli". L'indignazione per lo scandaloso spettacolo dei rifiuti nelle strade delle città campane è enorme, il comico genovese non si tira certo indietro e, rivolgendosi ai giovani che affollano piazza Dante, attacca pesantemente, senza fare distinzioni, l'intera classe politica italiana. "Chiedo scusa per Veltroni, Berlusconi, Iervolino e Bassolino. Qui hanno inventato il manganello consapevole: ad Ariano Irpino e a Pianura sono state colpite delle persone che protestavano in maniera pacifica - rincara - avete scritto sui pomodori "made in China" per esportarli. Avete i rifiuti del Nord mentre il Veneto fa pubblicità per dire di non andare in Campania ai tedeschi. Chiedo scusa anche per Prodi che ha reintrodotto il Cip6: nel 1992 fecero una legge straordinaria per devolvere il 7 per cento della bolletta allo sviluppo delle energie rinnovabili. Un attimo prima dell'approvazione hanno aggiunto la parola "assimilate" e hanno così regalato 48 miliardi di euro ai petrolieri. Non andrò a votare, ne sono orgoglioso". Nell'arringa Grillo, sul palco insieme a padre Alex Zanotelli e al professor Maurizio Pallante, consulente del ministero dell'Ambiente, non risparmia nemmeno il professor Umberto Veronesi. "Quando lo senti, da candidato del Pd, che dice che un inceneritore produce emissioni zero, bisogna chiedersi da chi sia sponsorizzata la sua fondazione. Se si fa un controllo si può facilmente capire che la sua fondazione prende soldi anche dal più grande costruttore di inceneritori d'Europa, la Veolia francese". L'emergenza dei rifiuti in Campania è giunta a un punto di non ritorno. "Se falliscono De Gennaro e Ganapini è finita - aggiunge Grillo - il problema vero è che questi sette milioni di ecoballe non si possono bruciare perché dentro ci potrebbe essere di tutto, persino Mastella. Siamo come in Cile, questa emergenza è stata decisa dalle banche, non dalla camorra, perché la camorra non vuole l'esercito a Napoli. Purtroppo la class action contro i nostri politici non si può fare, ma io tratterrò il 7 per cento della bolletta dell'Enel per non pagare il Cip6 e soprattutto perché non voglio finanziare i tumori della mia gente. Il giorno del rifiuto è una cosa epocale, organizzato senza soldi ha fatto venire qui centinaia di giornalisti e dopo il 25 aprile non ci sarà più bisogno nemmeno di loro. Oggi a Napoli combattiamo l'incantesimo della non conoscenza - prosegue il comico genovese - bisogna sostituire subito la classe dirigente locale in Campania". 24/02/2008.

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Grillo, sfida globale "mandate tutti a casa" (sezione: Monnezze)

( da "Repubblica, La" del 24-02-2008)

Argomenti: Monnezza

Pagina IX - Napoli Le manifestazioni Piazza Dante gremita. Migliaia la mattina al corteo Cisl Grillo, sfida globale "Mandate tutti a casa" Migliaia al corteo della Cisl e poi in piazza Dante per lo show di Beppe Grillo con gli inviati della Bbc e di altre tv straniere. Il comico accusa Berlusconi, Veltroni, Iervolino, Bassolino: "Devono aver paura di noi, li cacceremo grazie alla rete". Ribadisce che per lui le elezioni politiche sono illegittime: "Non voto". Punta l'indice contro inceneritori, banche, imprese, giornalisti. CONCHITA SANNINO A PAGINA IV.

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La cisl: "noi vivi, la regione è morta" (sezione: Monnezze)

( da "Repubblica, La" del 24-02-2008)

Argomenti: Monnezza

Pagina XII - Napoli Corteo del sindacato, in strada anche associazioni, cooperative ed esponenti di An La Cisl: "Noi vivi, la Regione è morta" la manifestazione Stoccata anche alla Iervolino: "Ha atteggiamenti isterici di fronte alle critiche" "Noi siamo vivi, il palazzo è morto". Slogan frontale, pronunciato proprio sotto la sede della Regione da Pietro Cerrito, segretario regionale della Cisl, al termine della manifestazione indetta ieri dal sindacato. Alcune migliaia di persone hanno sfilato da piazza Municipio a Santa Lucia, per chiedere un cambiamento vero, non di facciata, come incitava il volantino di convocazione del corteo. Argomento numero uno ovviamente i rifiuti. Cerrito ha espresso totale solidarietà al commissario straordinario De Gennaro, poi si è chiesto: "Quando lui andrà via, come faremo a superare la diffidenza delle popolazioni se il ceto politico non è credibile?" In sostanza un rinnovato invito all'amministrazione regionale a sgomberare il campo. Cerrito ha attaccato anche il sindaco Iervolino: "Quando si fa una critica alle politiche del Comune di Napoli, lei risponde con atteggiamenti collerici e isterici". Non c'era l'ammalato Raffaele Bonanni, segretario nazionale, ma i cislini si sono rifatti con l'adesione di decine di associazioni, da Adiconsum a Campania sanità, Bottega dei mille e Comitato per Chiaia, da Città senza periferie a Federsolidarietà, da Confcooperative a Napoli punto a capo, dai panificatori napoletani ai tassisti della cooperativa Euro 3000, da Noi consumatori a Zenit, al Cup (comitato degli ordini professionali) e tante altre. Ha aderito di fatto anche An con molti suoi esponenti, che tracciano il bilancio politico. "L'opposizione a Bassolino si è fatta sociale", dice il coordinatore regionale Mario Landolfi. "Veltroni se la prende con De Mita - aggiunge il deputato Marcello Taglialatala - ma non fa nulla per mandare a casa Bassolino e Iervolino. La Cisl sta dimostrando di aver saputo rompere lo schema precostituito della triplice sindacale prendendo le distanze da Cgil e Uil".

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Fiaccole, balli e il gadget gigetto portachiavi a forma di sacchetto - ottavio lucarelli (sezione: Monnezze)

( da "Repubblica, La" del 24-02-2008)

Argomenti: Monnezza

Pagina XIII - Napoli LA FESTA Ambientalisti, studenti, disoccupati, antagonisti: al meeting il popolo della protesta Fiaccole, balli e il gadget Gigetto portachiavi a forma di sacchetto i simboli Quelli di San Giovanni a Teduccio hanno messo in vendita magliette colorate con il disegno delle "bombe ecologiche" della zona orientale: centrale elettrica e darsena petroli OTTAVIO LUCARELLI (segue dalla prima di cronaca) Un enorme sacchetto nero appeso alla statua di Dante, simbolo del "Giorno del rifiuto" organizzato dal meetup "Amici di Beppe Grillo". Settemila persone che hanno cominciato ad affluire in mattinata e che hanno subito esposto un grande striscione: "Bassolino e Iervolino non siete più riciclabili". Presidente di Regione e sindaco finiti nel mirino così come l'ultimo commissario per l'emergenza rifiuti in Campania, Gianni De Gennaro, trasformato in poliziotto-manichino con manganello e con medaglie che ricordano il G8 di Genova e i pestaggi ai tempi in cui era capo della polizia. Medaglie su cui è scritto "Diaz" e "Bolzaneto". Dodici ore di musica e balli, anche tra le fiaccole, in attesa del comizio notturno di Grillo. Ad aprire le danze, a ritmo di samba, l'orchestra Quebradeira sul palco montato al centro di piazza Dante e decorato con opere realizzate dagli studenti dell'Accademia di Belle arti in sciopero. Tantissimi gli stand per la raccolta differenziata, banchetti di protesta dei disoccupati e dei comitati civici. Quelli di San Giovanni a Teduccio hanno anche messo in vendita, a due euro, T-shirt colorate con il disegno delle "bombe ecologiche" di Napoli est: la centrale Turbogas, il terminal di levante, la Darsena petroli, il depuratore di Ponticelli, la spiaggia di Vigliena, le "possibili discariche" nelle ex raffinerie e nell'ex Manifattura Tabacchi dove nei sogni di Napoli del Rinascimento pre-monnezza doveva essere realizzato uno "studentato". Oltre cento giornalisti accreditati, numerose tv italiane e straniere con presenze francesi, polacche e svizzere. Ad aggirarsi fra la gente tanti studenti-sandwich vestiti da rifiuti che hanno distribuito al prezzo di un euro "Gigetto", portachiavi-gadget a forma di sacchetto di immondizia con il tradizionale cornetto portafortuna. Ma c'era anche la donna-inceneritore che "terrorizza" la gente. E sul palco, tra i tanti artisti che si sono alternati nel corso della giornata, anche due comici travestiti da cassonetti che si lamentavano di essere in astinenza perché, per colpa dell'emergenza rifiuti, non riescono a fare più l'amore con i camion dell'immondizia con i quali un "tempo ci accoppiavamo ogni notte". Verso sera arrivano anche tanti punk per i quali piazza Dante il sabato è un ritrovo abituale. E arriva anche un gruppo con i tradizionali colori giallo-verdi che si scatena nella capoeira, una lotta tribale sudamericana che diventa una emozionantissima danza. E resta fino a sera, ad aspettare Beppe Grillo, anche Vittoria Mariani. Un tempo dirigente napoletana di Alleanza nazionale ("per carità, mai più in politica") per l'occasione ha prodotto il cd "Perché odiate Napoli". Un attuale componente di An, il consigliere regionale Enzo Rivellini, chiede invece inutilmente di poter salire sul palco e parlare ma l'ufficio stampa dei grillini gli comunica che "no, i politici oggi non parlano". Chi riesce invece a parlare, ma solo in piazza, è Sergio Cusani, napoletano e noto collettore della maxi tangente Enimont, tra i primissimi condannati di Tangentopoli: "Riciclare è la ricetta giusta per uscire dalla crisi".

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L'urlo di grillo: munnezza globale - conchita sannino (sezione: Monnezze)

( da "Repubblica, La" del 24-02-2008)

Argomenti: Monnezza

Pagina XII - Napoli Migliaia allo show del comico in piazza Dante. "Devono andare a casa tutti, sindaco, governatore, Veltroni, Berlusconi" L'urlo di Grillo: munnezza globale Attacco a politici, imprese, banche: "Napoletani, ribellatevi" "No agli inceneritori, sì al riciclo. Se falliscono anche De Gennaro e Ganapini è finita" "Le prossime elezioni sono illegittime, orgoglioso di non andare a votare" CONCHITA SANNINO Dalla torre scaraventa tutti, a Napoli come a Roma. Nessuno escluso: "Questi devono avere paura di noi, entreremo dappertutto, ci dovranno ascoltare e rispondere. Perché noi non abbiamo armi violente, ma abbiamo la Rete, le web-cam". Quindi tutti a casa, li manda Beppe Grillo. "Da Bassolino a Iervolino. Dallo psiconano-Berlusconi a topogigio-Veltroni: che poi hanno lo stesso programma, dicono le stesse cose. Si dovrebbe scegliere l'uno o l'altro per il colore dei capelli?". Il comico conferma: "Io mica vado a votare, e ne sono orgoglioso". Però le liste Grillo, vidimate dalla Rete, ci saranno. "Si presentano giovani candidati solo alle amministrative e alle regionali. I candidati sono persone che si sottopongono al libero controllo del web. Perché se sei disonesto, lo si scopre subito. La Rete ha memoria, la televisione no. La Rete informa, i tiggì no". Eccolo Grillo. Torna a Napoli, nella stessa piazza Dante in cui si esibì quasi tre anni fa, tra successo e polemiche. è lui la star del "Giorno del rifiuto", la lunga no-stop organizzata dal Meet-up degli amici di Grillo con la Rete Lilliput del comboniano Alex Zanotelli. Accanto al protagonista, ci sono appunto padre Alex, il professore Maurizio Pallante consulente del ministero dell'Ambiente, il docente e promotore delle Assise di Palazzo Marigliano Alberto Lucarelli, il tossicologo Antonio Marfella. "Fate parlare anche loro, io sono un pazzo... ", dirà spesso Grillo rivolgendosi ai suoi "esperti". E lancia un avvertimento anche ai cittadini: "Qui, se ognuno di voi non diventa commissario di se stesso, non se ne esce. Se in Campania falliscono gente come il commissario De Gennaro, come il generale Giannini e l'ottimo assessore Ganapini, è davvero finita. Bisogna cominciare a fare un passo avanti culturale. Riciclare, differenziare". Alle 21.10, il fustigatore sale sul palco ed è boato. Un lungo show su rifiuti e politica. La mimica della rabbia, l'alone del guru, i tempi del comico. Al collo sfoggia un portabicchiere di stoffa riciclabile colorata, per dare un segno contro "la follia della moltiplicazione dei rifiuti, ad uso delle multinazionali". "Vi chiedo scusa, cari cittadini campani. Io, se fossi in voi, sarei non incazzato, di più. Farei come nel Kosovo, un bel referendum e mi staccherei da Roma", esordisce Grillo. E va avanti: "Ma come abbiamo fatto a trasformare questo capoluogo e tutta la sua terra in un grandioso spot per la monnezza? Questa è un'emergenza a tavolino, altro che camorra, basta con l'alibi dei boss. In questa crisi c'entrano solo le banche, il gruppo Impregilo, le multinazionali del rifiuto e dei termovalorizzatori. E i politici: che sono i camerieri dei gruppi imprenditoriali". Accentua l'aspetto grottesco, rimette in moto il meccanismo della paura da inquinamento: "Avete le mozzarelle che ormai camminano da sole, per vendere i bei pomodori avete dovuto scriverci sopra "Made in China"". Poi si fa più scuro: "Ma diamine, in questa città c'è un sindaco responsabile della salute pubblica? Da quanto tempo la Iervolino e gli altri primi cittadini della Campania avrebbero potuto fare un accordo speciale, urgentissimo, con tutta la grande distribuzione, vietare l'uso di imballaggi, di usa e getta, di roba inutile?". E giù con i mille esempi virtuosi nella gestione rifiuti, qui e ora, da Reggio Emilia al nord-est. "Ma lo sapete che esistono pannolini per i bimbi che sono biodegradabili ma non usa e getta che costano molto di meno?". Si interrompe rivolto a padre Zanotelli: "E ora tu non sentire... ". Riprende, urlando: "E ci sono, al posto dei tampax e affini che rappresentano il 40 per cento di roba che va in discarica, ci sono dei sostitutivi usati dalle donne in Emilia che si sterilizzano, si riusano. Dipende anche da noi. Siamo noi cittadini che dobbiamo fare un passo culturale in avanti. Scrivetelo". Ad ascoltare la sua conferenza stampa, che va avanti per quasi due ore e mezza prima dello show serale in piazza, ci sono oltre cento giornalisti, tra cui inviati della Bbc e di altre testate straniere, anche americane. Categoria a cui dà, divertito, il singolare benvenuto: "Con la rete siamo riusciti a organizzare quest'evento enorme, bellissimo, senza nessuno sponsor alle spalle, senza nessun gruppo editoriale alle spalle. Cari giornalisti, vi annuncio che tra poco non servirete più. Bisogna abolire l'Ordine. Ma scusate, io per scrivere devo essere iscritto? Ma sei matto, dico? Ma perché, per fare una poesia devo iscrivermi all'Ordine dei poeti?". L'ultimo regalo ai napoletani è un sogno: "Un grande museo dei rifiuti, mettete questi vostri 6 milioni di balle che non sono eco, ci facciamo delle passerelle in sicurezza igienica per i visitatori, in realtà ne ho parlato con Renzo Piano, si può fare, a costo zero, capite? Io vengo gratuitamente, faccio i miei numeri, con quei soldi piano piano magari ci liberiamo delle balle... ".

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Politici "non recuperabili" A Napoli il "monnezza day" (sezione: Monnezze)

( da "Liberazione" del 24-02-2008)

Argomenti: Monnezza

"Il giorno del rifiuto" è andato in onda ieri in piazza Dante. A chiedere scusa ai napoletani Beppe Grillo Politici "non recuperabili" A Napoli il "monnezza day" Arianna Palermo Napoli La statua di Dante Alighieri domina l'omonima piazza con un sacchetto per i rifiuti in mano, De Gennaro è rappresentato con un pupazzo vestito da poliziotto antisommossa, Prodi e Bassolino sono raffigurati con l'etichetta "non recuperabili". E' il "monnezza day", il "giorno del rifiuto", il giorno di Beppe Grillo che è venuto a Napoli per "scusarsi" con i napoletani in qualità di cittadino italiano. E' l'appuntamento che i grillini del Vesuvio aspettano da tempo per protestare a gran voce contro la gestione dei rifiuti in Campania. Il comico del vaffa (il secondo V-day è già annunciato per il 25 aprile) è previsto per il tardo pomeriggio, ma da mezzogiorno la piazza comincia già a movimentarsi. C'è il mondo della cultura, dell'università e dello spettacolo. Ci sono anche i disoccupati e dai banchetti organizzati lanciano strali alla politica e alle istituzioni. La parola d'ordine del monnezza day è "differenziamoci" perciò la piazza è piena di stand che spiegano come fare la raccolta differenziata, che raccolgono firme per l'avvio del porta a porta, e c'è pure uno stand con i distributori di detersivi alla spina. E' soprattutto una grande festa, ed è una festa "autorganizzata" e "autofinanziata": settemila euro, spiega Roberto Fico portavoce del Meetup napoletano, arrivati spontaneamente dal popolo di Grillo. Nessuno sponsor eccellente scomodato, anche gli artisti si esibiscono gratis. I Quebradeira suonano e in piazza tutti ballano a ritmo di samba. Legato a due pali della luce, da un lato all'altro della piazza,il lungo striscione giallo e blu reca lo slogan "differenziamoci". Dopo le note di samba, è padre Alex Zanotelli ad infiammare i presenti. "Quando hanno finito di scaricare i rifiuti tossici delle aziende in Somalia hanno scelto di inquinare Napoli e la Campania", dice e spiega che "l'abisso tra la gente e le istituzioni" è dovuto al fatto che "mai è stata fatta una verifica sul lavoro di questi 14 anni di commissariato di governo". Anche i giovani devono fare la loro parte, aggiunge il missionario: "Ci sono 200 mila universitari in Campania, non si sono mai mossi. Adesso è il momento di farlo e di lottare per avviare una seria politica per la raccolta differenziata". Ma ce l'ha anche con i giornalisti che "non hanno mai fatto il loro dovere" e con chi parla di antipolitica: "Questa è una piazza politica, Grillo incanta ed è apprezzabile il lavoro del Meetup e delle associazioni". Poi arriva Grillo che incontra prima i giornalisti. Anche lui dice che gli organi di informazione non hanno fatto corretta informazione (solidarietà ai precari, ma stop all'ordine e abolizione dei finanziamenti pubblici ai giornali), che "questo Paese è tenuto in coma farmacologo dai media, la gente non sa" e dice pure che vuole denunciare quelli che "vanno in televisione a dire che l'inceneritore non fa male". Chiede scusa ai napoletani, Beppe Grillo, e lo fa a nome dei "vari Veltroni, Bassolino, Berlusconi e Iervolino, per le navi di emigranti e per la seconda guerra mondiale". "Sono venuto a chiedere scusa ai napoletani, alla Campania, a questa Campania che è stata martoriata dalla storia". Chiede scusa a questa terra che ha "inventato il manganello consapevole" perché ad Ariano Irpino e a Pianura sono state colpite delle persone che protestavano in maniera pacifica. Chiede scusa a questa regione che ha dovuto scrivere "sui pomodori "Made in China" per esportarli", che ha ospitato "i rifiuti del nord mentre il Veneto fa pubblicità per dire di non andare in Campania ai tedeschi. Chiedo scusa anche per Prodi - ha aggiunto ancora Grillo - che ha reintrodotto il Cip6". Infine il voto. Grillo non parteciperà a quello politico: non voterà, spiega, perché Veltroni e Berlusconi sono la stessa cosa. Ma promette la presenza di liste civiche alle amministrative: "Non voglio fare un partito, ma una lista partendo dai comuni e dalle regioni perché il nostro movimento è fatto di giovani". Nello stesso pomeriggio in cui il monnezza day occupa piazza Dante, le agenzie battono le dichiarazioni del procuratore regionale della Corte dei Conti, Antonio Martucci di Scarfizzi: il danno d'immagine provocato alla Campania dall'emergenza rifiuti è quantificabile in 10 milioni di euro l'anno. Per 14 anni fanno 140 milioni. A Eco Tv, su Sky, il segretario nazionale del Prc Franco Giordano, commenta: "La politica deve assumersi le proprie responsabilità. Penso che con il commissariamento si siano fatti grandi e inquietanti profitti. Penso anche che non siamo riusciti a contrastare l'ecomafie. Dobbiamo rimettere il moto il processo dello smaltimento dei rifiuti partendo e puntando sulla raccolta differenziata. Una scelta, questa, da fare con determinazione. Oggi, comunque, bisogna collaborare con il commissario De Gennaro e soprattutto iniziare ad ascoltare la popolazione". 24/02/2008.

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<Monnezza day> Show di Grillo in piazza (sezione: Monnezze)

( da "Corriere della Sera" del 24-02-2008)

Argomenti: Monnezza

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Cronache - data: 2008-02-24 num: - pag: 19 categoria: BREVI "Monnezza day" Show di Grillo in piazza Beppe Grillo contro tutti al "monnezza day", giornata di protesta contro l'emergenza rifiuti in Campania: "Chiedo scusa a tutta la Regione - ha detto il comico genovese a Napoli -, scusa per Veltroni, Berlusconi, Iervolino e Bassolino...".

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Il nostro sito internet/1 (sezione: Monnezze)

( da "Padania, La" del 24-02-2008)

Argomenti: Monnezza

LEOPOLDO CHIAPPINI GUERRIERI, PAOLINO DI LICHEPPO, L. C. GUERRIERI, VALERIA MONTEFORTE Viviamo in Abruzzo e spesso inviamo al Vs quotidiano delle nostre considerazioni (lettere), che riteniamo in linea con la testata e collaborative: in passato, sfogliando via internet "La Padania" c'era anche la posta dei lettori (qui il cartaceo non arriva). Ora cliccando sulla scritta ma non si trovano le lettere e così per altri titoli. Si può fare qualcosa? Grazie per l'attenzione e buon lavoro Il nostro sito internet/2 MASSIMO AMADELLI Avete un sito internet, aggiornatelo in data o chiudetelo, fate più bella figura. Non diamo agli avversari la possibilità di farci passare per dilettanti. Oggi siamo fermi al 08/02/08. Cari lettori, vi dico nuovamente che né io né i miei collaboratori siamo responsabili del sito. Comunque, spero di riuscire a rimettere le cose a posto entro breve tempo. (l.bor.) Per non ingannare gli elettori VINCENZO DE LEO Gentile Direttore, benissimo ha fatto l'on. Bossi a mettere la sua immagine in modo da scoraggiare i parassiti che l'ultima volta hanno approfittato della buona fede di molti elettori del Nord. Prodi non perde il vizio di imbrogliare LEONARDO CECCA Rivalta di Gazzola PC Caro Direttore, Prodi purtroppo non perde il vizio di consultare il tavolo a tre gambe che, ad onor del vero, risulta alquanto fasullo. In campagna elettorale gli suggerì un sacco di fandonie quali felicità per tutti, meno tasse ed altro. I 20 mesi del suo governo, invece, furono l'esatto contrario. Nonostante ciò, il premier la settimana scorsa ha avuto la sfrontatezza di rivendicare con orgoglio i risultati ottenuti dal suo governo che, come tutti sanno, è stato un disastro su tutti i fronti. Oggi , nonostante la panzana governativa del 7 gennaio in cui si affermava che in 24 ore sarebbero stati presi provvedimenti per risolvere radicalmente il problema dei rifiuti campani, rivelatisi poi il solito sperpero di denaro, afferma su Repubblica che entro la prima settimana di maggio la Campania sarà liberata totalmente dai rifiuti. Non ha detto però quanto denaro sparirà. Se Prodi, Pecoraro Scanio, Iervolino e Bassolino avessero un minimo di dignità, destinerebbero subito i loro lauti introiti in beneficenza ed espierebbero le loro colpe, tante e gravi, dandosi da fare a ripulire quelle zone che per incompetenza e sete di potere hanno trasformato in una vergogna e in un bacino di probabili epidemie. Nonostante il loro operato, costoro continueranno ad essere votati. È proprio vero che la madre dei coglioni (definizione fatta propria da personaggi della sinistra) e di coloro che questuano un incarico e/o un favore è sempre gravida. Argentina: sconforto di un italiano FRANCISCO PEREZ DE LA FUENTE Nuestra Señora de la Plata, Argentina Che le cose non andassero per il verso giusto l'avevo già annusato alcuni anni fa, avevo capito che l'Italia non era più il posto meraviglioso che pensavo che fosse. Ho preso i miei averi e me ne sono tornato a casa mia quando ho scoperto di dover pagare in imposte molto più di quello che avevo guadagnato, mi sono trovato da cittadino libero a servo della gleba, privato persino del diritto alla propria sussistenza. Da questo remoto osservatorio ho potuto leggere le recenti punzecchiature che prima il New York Times e poi il Times hanno indirizzato nei confronti dell'Italia. Erano semplici buffetti, constatazioni di osservatori esterni che percepivano che c'era qualcosa che non andava, scatenando l'indignazione del premier di turno che in quel periodo sembrava essersi impersonato in quel Fidel che ha tappezzato di manifesti i muri della sua Cuba con la sua effige e lo slogan Vamos Bien! . Ricordo molto bene che in quel periodo veniva negato il sorpasso della Spagna assieme all'annuncio che i conti erano a posto e che di lì a poco magari la nazione avrebbe ricominciato a risalire la china, tornando ai tempi in cui si gareggiava con il Regno Unito per il ruolo di quinta potenza economica mondiale. Ora arrivano le cattive notizie, quelle vere, e a portarcele ¨ nientemeno che Newsweek che per mezzo di uno dei suoi columnist Holger Schmieding, consulente di Bank of America, non va per il sottile. Nel suo articolo intitolato Farewell, Dolcevita sintetizza l'opinione condivisa da molti esperti monetari mondiali secondo i quali l'elevato costo della mano d'opera causerà il crollo delle esportazioni che culminerà nell'uscita dall'Euro. Il tutto potrebbe accadere entro tre anni. È suonato l'allarme rosso, e al Vamos Bien sono sempre in meno a crederci specie sui mercati internazionali. Non basta il 5.6% per vincere ERWIN Gorizia Osservando l'inizio della campagna elettorale, posso dire da elettore leghista che siamo partiti in modo incerto. Alla trasmissione Ballarò c'era la signora Brambilla (pessima figura) e l'onorevole Maroni. Bene, se dobbiamo porci quale forza di cambiamento attraverso idee e programmi differenziandoci da Pd e Pdl dovendo rappresentare il Nord, si è persa un occasione. Infatti sulle tematiche emerse nel dibattito come inflazione, il debito pubblico elevato, non sono stati evidenziati le criticità su questi 2 argomenti dal punto di vista della questione settentrionale: vivere con 1000 euro a Milano è diverso rispetto a Bari, oppure la gran parte del debito pubblico è dovuto alla spesa sanitaria fuori controllo in Campania, Sicilia, Calabria. Il punto è che noi dobbiamo prendere i voti al Nord è pertanto in questi contesti televisivi dove ci lamentiamo di non essere mai invitati, quando lo siamo ci uniformiamo agli altri ospiti senza marcare le differenze della Lega Nord rispetto all'intero panorama politico nazionale. La risposta è poi venuta dal sondaggio Ipsos di Pagnoncelli dove l'intenzione di voto al nostro movimento è 5,6%. Mi pare che se si vorrà contare maggiormente nel prossimo governo i voti dovranno essere molti di più frutto di una campagna elettorale diversa e molto meno attendista ma condotta con forza tenacia e coerenza sui problemi del nord. I due romani nei manifesti elettorali LETTERA FIRMATA Messaggio al giornale: proporrei alla Lega di indicare nei manifesti elettorali con la definizione I due Romani (uno di nome, uno di fatto ) come i più tenaci oppositori della libertà del Nord. [Data pubblicazione: 24/02/2008].

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Dalla politica tragicomica ai comici politici, ci mancava giusto il Fiorello pensiero (sezione: Monnezze)

( da "Padania, La" del 24-02-2008)

Argomenti: Monnezza

Un presentimento c'era. Purtroppo sì. Un presentimento che Fiorello potesse diventare una buona arma per la campagna elettorale era ben presente. Cosi' e' stato. Del resto i suoi mugugni sulla mancata pubblicità al programma DI Rai Uno, non erano stati un buon viatico. La conferma è arrivata in diretta questa volta alla Radio a "VivaRai Due". Dopo aver dato soldi a Celentano per sentire le solite quattro banalità; dopo aver riempito di euro i conti correnti di Roberto Benigni, per ascoltare insulti a questo e quello; ora il versamento pesante è andato a Fiorello per sentir dire di non andare a votare se i rifiuti restano a Napoli. Tanti soldi per cosa ? Si direbbe per nulla o per ben poco. Ancora una volta la Rai ha dato spazio all'antipolitica. Non si è contro l'antipolitica che vuole ridimensionare la casta: ovvio. Ma questi spettacoli sono orientati a far credere che tutti coloro che fanno politica sono uguali. E questo è falso. Eccolo il trucco per delegittimare. Per far dimenticare. Per confondere. Far passare i messaggi falsi: che imbrogliano. Che alimentano la filosofia del tanto peggio tanto meglio. La Rai non può permettersi di lasciare in onda un personaggio che invita a stracciare i certificati elettorali: perché questo è contro la democrazia e contro la realtà dei fatti. Perché il signor Fiorello non ha detto chi è stato il vero responsabile di questo disastro. Forse non gli andava di dire che due nomi ci sono e si chiamano : Antonio Bassolino e Rosa Russo Iervolino. Guarda caso due fondatori del Partito Democratico di Walter Veltroni e di Romano Prodi. O forse non gli andava di dire che al Nord, dove lo smaltimento dei rifiuti viene fatto e funzione, ci sono i sindaci e gli amministratori della Lega Nord ? Certo dire queste cose non e' politicamente corretto, ma si rispetta la verità e anche a Fiorello, l'antipolitico, la verità non piace o piace pochissimo Perché invece di invitare a sfasciare il voto, il signor Fiorello non invita a trattenere i soldi di tutti che vengono buttati nella spazzatura napoletana. Semplice no ? Se tu non dai un servizio, io non ti pago. Una regoletta che funziona tutti giorni: perfino dal panettiere: caro Fiorello. Ma anche questo non è politicamente corretto e forse qualcuno del Pd si arrabbia se viene ricordato in tivu'. Questo nuovo veltroniano è lo stesso che, in meno di due anni, ha buttato nel cesso 9 miliardi di euro per sanità e immondizia napoletana e laziale. Perché Fiorello questo non lo ricorda. Forse è meglio che il comico torni a imitare Ciampi forse i due stanno bene insieme. rfiorentini@libero.it [Data pubblicazione: 20/02/2008].

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Grillo 'Elezioni illegittime e anti-politiche' (sezione: Monnezze)

( da "Voce d'Italia, La" del 24-02-2008)

Argomenti: Monnezza

Politica Il comico genovese oggi a Napoli per il Giorno del Rifiuto Grillo: "Elezioni illegittime e anti-politiche" "Se non c'e' la riforma delle legge elettorale il voto e' una gran presa in giro per i cittadini" Napoli, 24 Feb. - Oggi, Beppe Grillo era a Napoli per celebrare il Giorno del Rifiuto, il cui nome, partorito dall'ironia dolce-amara che lo contraddistingue, si riferisce chiaramente alla situazione "monnezza" in cui versa la Campania ormai da mesi. Insomma, fa ancora parlare di sè Beppe Grillo, il comico genovese che aveva indetto con gran successo il V-Day, lo scorso 8 Settembre. Dal palco di Piazza Dante, davanti a circa 15 mila persone, Grillo ha esordito chiedendo scusa alla Campania a nome dei politici italiani che la stanno martoriando: "...ad Ariano Irpino e a Pianura sono state colpite delle persone che protestavano in maniera pacifica. Chiedo scusa per Veltroni, Berlusconi, Iervolino e Bassolino". Il comico ha poi proseguito: "se non c'è la riforma delle legge elettorale il voto è una gran presa in giro per i cittadini perchè non si ha la possibilità di scegliere nè il rappresentante nè il partito e da oggi neanche il programma che è lo stesso fra Pdl e Pd". Infatti, secondo Grillo "Veltroni e Berlusconi ormai si copiano a vicenda. L'unica scelta per il cittadino fra i due non è sul programma ma solo sul colore dei capelli". Ed è proprio per questo che Grillo ritiene queste elezioni "illegali, illegittime ed anti-politiche" e che per questo afferma che diserterà il voto. Degno di nota è il contenuto della lettera scritta dal magistrato Luigi de Magistris, presente di persona ma rimasto dietro le quinte, secondo la quale "sul tema dei rifiuti, dalle indagini che ho svolto nel settore dell'emergenza ambientale sono emerse collusioni di numerosi ambienti istituzionali e io stesso in prima persona ho subito minacce e intimidazioni". Grillo lo ha salutato affermando che "questi sono gli esempi da seguire". Domenico Rondoni.

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GRILLO CONTRO TUTTI: NAPOLI DEVE RIBELLARSI (sezione: Monnezze)

( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 24-02-2008)

Argomenti: Monnezza

Grillo contro tutti: Napoli deve ribellarsi PAOLA PEREZ Un sacchetto nero tra le mani della statua di Dante fa da bandiera al "Giorno del rifiuto". In piazza ventimila giovani, Beppe Grillo lancia la sfida: Napoli deve ribellarsi all'oltraggio della spazzatura, rifiutarsi di contribuire alla costruzione dell'inceneritore, staccarsi da Roma e da un'Italia del nord che cerca di avvelenarla così come il Kosovo si è reso indipendente dalla Serbia. L'emergenza immondizia, dice il comico genovese, è un grande bluff: "L'hanno costruita a tavolino i politici, le banche e le imprese per spartirsi i miliardi del Cip6, il contributo del sette per cento sulla bolletta Enel destinato alla realizzazione del termovalorizzatore. Non dovete pagare quella quota. E se vi manderanno un sollecito per il versamento, rispondete per iscritto che non volete fare ammalare i vostri figli". È l'avvio di una campagna elettorale che agita subito il vessillo del non voto, "scelta di cui vado orgoglioso", precisa il comico genovese. Poi ne spiega le ragioni: "Sono elezioni illegali. Siamo chiamati a scegliere tra due schieramenti che hanno lo stesso programma. Berlusconi e Veltroni dicono sì all'inceneritore; io dico no". Ma chi si aspetta l'annuncio di una discesa in campo resta deluso. "Non mi candido - dice Grillo - il mio progetto si realizzerà in quattro o cinque anni, con le liste civiche formate dai ragazzi del blog. Prima le comunali, poi le regionali, poi il Parlamento. Sarà un processo trasparente, curriculum e proposte si potranno leggere in Rete. E un po' alla volta la nuova classe dirigente butterà fuori quella vecchia". Anti-politica? "È una parola che non significa niente - replica Grillo - preferisco definirmi anti-politici". E non risparmia nessuno. Attacca Prodi perché non ha rimosso gli amministratori locali, Bassolino perché l'immagine della Campania è in pezzi, la Iervolino perché non ha preso provvedimenti a tutela della salute dei cittadini, Berlusconi per la riforma della legge elettorale, Casini per l'ipotesi di federalismo nucleare. Ma l'affondo più deciso è diretto a Veronesi, "sponsor del cancro perché si fa sostenere da un'azienda francese che costruisce inceneritori. De Mita non viene candidato nel Pd perché è vecchio, mentre lui che ha tre anni di più finisce in lista". Sul banco degli imputati un posto d'onore viene riservato ai giornalisti, "linoleum dei politici e degli imprenditori, pronti a nascondere la verità". Poi la lettura di una nota appena ricevuta dal magistrato Luigi De Magistris, che a proposito delle indagini su temi ambientali denuncia "minacce e intimidazioni". Parole di fuoco e musica: tra gli artisti che si danno il cambio sul palco Baccini, Povia, Gragnaniello e Edoardo Bennato, protagonista di un duetto con Grillo. In chiusura l'intervento di Franca Rame. Il "Monnezza-Day" si incrocia con il grido d'allarme della Procura regionale presso la Corte dei Conti, che nella relazione annuale ha definito l'emergenza rifiuti "un'autentica tragedia per la finanza pubblica". Dieci milioni di euro l'anno, per un totale di 140 milioni in 14 anni di crisi, il danno d'immagine per Napoli e per la Campania quantificato dai magistrati contabili coordinati da Antonio Martucci di Scarfizzi. Mentre in un'aula del Palazzo di Giustizia, dove è in corso l'udienza preliminare davanti al gup Piscopo per presunte irregolarità nella gestione del ciclo di smaltimento, si leva la voce del difensore di Bassolino avvocato Giuseppe Fusco: "Questo non è un processo ai fatti ma a un fenomeno, a un sistema, che si risolve oggettivamente in un processo politico. L'emergenza va avanti da quattordici anni ed è passata di mano in mano attraverso un infinito giro di atti e di persone. Ma l'attenzione del pm si è fermata solo sul periodo gestito dall'attuale governatore".

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GLI SLOGAN. BASSOLINO E IERVOLINO NON PIù RICICLABILI : SLOGAN DA BLOG-GRILLO CHE IN (sezione: Monnezze)

( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 24-02-2008)

Argomenti: Monnezza

Gli slogan. "Bassolino e Iervolino non più riciclabili": slogan da blog-Grillo che invita: "Separatevi come il Kosovo e Serbia".

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NAPOLI PIANGE GALLO, ULTIMA VOCE DELLA TRADIZIONE (sezione: Monnezze)

( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 24-02-2008)

Argomenti: Monnezza

Napoli piange Gallo, ultima voce della tradizione Gli amici e i colleghi se lo aspettavano, l'ictus che lo aveva colpito il 23 settembre lasciava poche speranze. Ma la notizia della morte di Nunzio Gallo, venerdì notte verso le 22.30 nella clinica Maugeri di Telese, scuote lo stesso il piccolo mondo antico e sempre più vicino all'estinzione di Cantanapoli. I messaggi di cordoglio che arrivano ai figli del cantante che avrebbe compiuto 80 anni il 26 marzo sono innumerevoli, uniscono la vecchia e la nuova guardia: da Aldò Giuffré a Vincenzo Salemme, da Isa Danieli e Nino D'Angelo a Massimo Ranieri, da Giacomo Rizzo e Gigi Finizio a Mario Da Vinci ed Enzo Gragnaniello. Il cantautore di "Cu''mme" era legato da profonda amicizia e stima alla voce di "Vurrìa": "Il suo suono di tufo è nel mio dna, il suo canto era quello di uno sciamano inconsapevole. Qualche volta gli facevo l'imitazione, altre cantavamo insieme". D'Angelo è addolorato e avvilito: "Che anche i grandi vecchi se ne vadano prima o poi è inevitabile, ma per un'arte antica come quella della canzone napoletana trovarsi in pochi anni orfani di Carosone, Murolo, Bruni, Merola, Fierro, e ora anche Gallo, è come ritrovarsi muta". Bassolino e Iervolino esprimono il cordoglio delle istituzioni. Il governatore piange "uno dei rappresentanti più autorevoli e prestigiosi della grande tradizione melodica napoletana" e "interprete di rilievo della musica italiana come testimonia una carriera segnata da tanti successi". Il sindaco ricorda come negli anni scorsi Gallo avesse "sostenuto con energia ogni iniziativa volta a tenere viva quella tradizione musicale della quale era stato interprete, come il ritorno della Piedigrotta in cui fortemente aveva creduto e sperato". I funerali si terrano domattina alle 11.30 nella chiesa di San Ferdinando, quella degli artisti, in piazza Trieste e Trento, dove la salma sarà esposta sin dalle 9.30. f.v.

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RIFIUTI E SANITà, UNA TRAGEDIA (sezione: Monnezze)

( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 24-02-2008)

Argomenti: Monnezza

Illeciti e debiti alle stelle nella relazione dei magistrati contabili. Cerrito al corteo Cisl: Iervolino isterica per le critiche "Rifiuti e sanità, una tragedia" La Corte dei Conti accusa: troppi sprechi. Grillo a tutto campo: "Non votate, a casa la classe dirigente campana" Processo Bassolino, la difesa contrattacca: "Accuse politiche, si cerca il capro espiatorio".

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Le accuse di cerrito la classe politica è fallimentare devono andare a casa ora c'è una forza di vero cambiamento (sezione: Monnezze)

( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 24-02-2008)

Argomenti: Monnezza

Le accuse di Cerrito "La classe politica è fallimentare devono andare a casa Ora c'è una forza di vero cambiamento" LUIGI ROANO Quindicimila per gli organizzatori, diecimila per la questura, tutti in piazza per dire basta alla crisi dei rifiuti e sostenere il commissario per l'emergenza Gianni De Gennaro, e per chiedere un cambio della guardia in Regione e Comune con elezioni subito. Al di là del balletto delle cifre il Campania day organizzato dalla Cisl - malgrado il forfait dell'ultimo minuto per un attacco influenzale del segretario generale Raffaele Bonanni - è riuscito. Nelle vesti di padrone di casa il segretario regionale Pietro Cerrito, con lui oltre 60 associazioni, gli operai, i pensionati, gli impenditori come Rossella Paliotto, Ninni De Santis e Sergio Fedele, molta società civile. Sul palco, per esempio, sono saliti il neurologo Paolo Santanelli tra i leader del comitato Chiaia per Napoli, Angelo Pisani di Noi consumatori, Paolo Monorchio di Campania sanità e Dario Scalella, presidente di Confapi che nel 2000 per primo lanciò l'idea di un piano strategico per Napoli. E poi molti giovani e donne. Qua e la qualche spruzzata di politici bipartisan: da Nicola Cosentino deputato di Forza Italia a Marcello Taglialatela senatore di An, passando per il consigliere regionale dell'Idv Cosimo Silvestri e il consigliere comunale Rosario Giudice. E anche vecchie conoscenze come Enzo Scotti, ex sindaco, ex ministro ma soprattutto uomo di punta della Dc fino agli '90. "È indegno l'attacco personale a Bassolino - dice - Ora è tutta colpa sua? - si interroga Scotti. E il governo che ha commissariato i rifiuti non è responsabile, e quelli che lo hanno sostenuto fino a ieri? Bassolino ha le sue colpe ma non è l'unico. Ora è una necessità andare a votare, perché bisogna chiedere ai napoletani sacrifici e serve una classe dirigente credibile per farlo". "Oggi - ha detto dal palco Pietro Cerrito - rappresentiamo la forza che spinge verso un cambiamento vero. Dobbiamo ridare slancio alle istituzioni perché ci troviamo di fronte a un'intera classe politica fallimentare, da chi ha governato a chi ha fatto finta di fare opposizione, basta tutti a casa". Cerrito è duro con il sindaco Iervolino: "Quando si muove una critica al Comune reagisce in maniera isterica. Invece che mettere in quarantena Napoli bisognerebbe mettere lei". Il lavoro che non c'è, le pensioni, i più deboli, la sanità, i temi scottanti trattati sul palco. Il coerteo è partito da Piazza Municipio alle 9,45 in direzione via Santa Lucia sotto la sede della Regione dove è stato sistemato il palco. Passo lento e al ritmo della marcia funebre con un striscione ironico alla testa: "Bassolino santo subito". Non era l'unico: "Tu quoque Fioroni" rivolto al ministro della Scuola. Molti gli slogan urlati: "Antonio e Rosetta il carcere vi aspetta", oppure "rifiuti e spazzatura indagini in procura". Al termine della manifestazione lancio di palloncini colorati che hanno invaso i balconi dell'ente di Santa Lucia. Qualche ora dopo il corteo in una nota il vicepresidente della Regione Antonio Valiante scende in campo nel tentativo di riaprire un dialogo: "Le forze sociali e le associazioni sono per noi tra gli interlocutori più importanti per la programmazione dei fondi europei, per l'attuazione delle politiche per l'occupazione e per la soluzione dell'emergenza rifiuti e presto li incontreremo di nuovo".

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Grillo: "Elezioni illegittime e anti-politiche" (sezione: Monnezze)

( da "Voce d'Italia, La" del 24-02-2008)

Argomenti: Monnezza

Politica Il comico genovese oggi a Napoli per il Giorno del Rifiuto Grillo: "Elezioni illegittime e anti-politiche" "Se non c'e' la riforma delle legge elettorale il voto e' una gran presa in giro per i cittadini" Napoli, 24 Feb. - Oggi, Beppe Grillo era a Napoli per celebrare il Giorno del Rifiuto, il cui nome, partorito dall'ironia dolce-amara che lo contraddistingue, si riferisce chiaramente alla situazione "monnezza" in cui versa la Campania ormai da mesi. Insomma, fa ancora parlare di sè Beppe Grillo, il comico genovese che aveva indetto con gran successo il V-Day, lo scorso 8 Settembre. Dal palco di Piazza Dante, davanti a circa 15 mila persone, Grillo ha esordito chiedendo scusa alla Campania a nome dei politici italiani che la stanno martoriando: "...ad Ariano Irpino e a Pianura sono state colpite delle persone che protestavano in maniera pacifica. Chiedo scusa per Veltroni, Berlusconi, Iervolino e Bassolino". Il comico ha poi proseguito: "se non c'è la riforma delle legge elettorale il voto è una gran presa in giro per i cittadini perchè non si ha la possibilità di scegliere nè il rappresentante nè il partito e da oggi neanche il programma che è lo stesso fra Pdl e Pd". Infatti, secondo Grillo "Veltroni e Berlusconi ormai si copiano a vicenda. L'unica scelta per il cittadino fra i due non è sul programma ma solo sul colore dei capelli". Ed è proprio per questo che Grillo ritiene queste elezioni "illegali, illegittime ed anti-politiche" e che per questo afferma che diserterà il voto. Degno di nota è il contenuto della lettera scritta dal magistrato Luigi de Magistris, presente di persona ma rimasto dietro le quinte, secondo la quale "sul tema dei rifiuti, dalle indagini che ho svolto nel settore dell'emergenza ambientale sono emerse collusioni di numerosi ambienti istituzionali e io stesso in prima persona ho subito minacce e intimidazioni". Grillo lo ha salutato affermando che "questi sono gli esempi da seguire". Domenico Rondoni.

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Forum delle culture, no del governo (sezione: Monnezze)

( da "Repubblica, La" del 25-02-2008)

Argomenti: Monnezza

Pagina I - Napoli In Regione De Masi si dimette da assessore ("Preferisco Ravello") e viene sostituito da Claudio Velardi Forum delle culture, no del governo Rutelli contro Iervolino: cancellati i fondi per il "grande evento" Nell'ultima seduta del Consiglio dei ministri, il governo ha deciso la "revoca della dichiarazione di "grande evento"" per il Forum delle culture del 2013. Il provvedimento, se confermato attraverso l'imminente pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, priverebbe Napoli di importanti fondi. Proprio stamane a Napoli arriva Mireia Belil, direttrice della fondazione Forum delle culture, ospite dell'Istituto Cervantes. La notizia ha provocato il cupo malumore del sindaco Iervolino e del governatore Bassolino, che si sarebbero rivolti al Presidente Giorgio Napolitano. In Regione si dimette l'assessore al Turismo De Masi ("Preferisco la cura di Ravello e dell'Università"), sostituito da Claudio Velardi. OTTAVIO LUCARELLI E CONCHITA SANNINO ALLE PAGINE II E III.

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Cultura, la vendetta di rutelli il forum non è grande evento - conchita sannino (sezione: Monnezze)

( da "Repubblica, La" del 25-02-2008)

Argomenti: Monnezza

Pagina III - Napoli LA POLEMICA FURIOSO Decisione imminente del governo. Pressing di Iervolino e Bassolino su Napolitano Cultura, la vendetta di Rutelli il Forum non è Grande Evento Fondi a rischio. Oddati: me ne vado in Africa CONCHITA SANNINO Ora c'è chi lo chiama "regolamento di conti istituzionale". Un annuncio destinato ad avere gravi ripercussioni sui rapporti tra Napoli e Roma. Nell'ultima seduta del Consiglio dei ministri, il governo Prodi, su richiesta del ministro Francesco Rutelli, ha deciso la "revoca della dichiarazione di "grande evento"" per il Forum delle culture del 2013 assegnato a Napoli. Un provvedimento che, se confermato attraverso la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, priverebbe Napoli di importanti fondi e soprattutto sarebbe un pessimo biglietto da visita per la stessa città che ospita il Forum. Un caso poco fortunato vuole che proprio stamane arrivi a Napoli Mireia Belil, la direttrice della Fondazione Forum delle Culture, ospite dell'Istituto Cervantes. Sul Forum delle Culture si era già consumato un brutto strappo tra il ministro Rutelli e il sindaco, dopo la nomina di un alto funzionario del ministero, Vittoria Garibaldi, come "commissario" all'organizzazione del Forum. La Iervolino vuole invece il suo assessore Oddati. Ancora: solo pochi giorni fa, un altro aspro botta e risposta tra il ministro e la Iervolino sulla necessità avanzata dal sindaco di promozionare Napoli in vista di quell'appuntamento. Rutelli le aveva dato un secco no, dalla Borsa del turismo di Milano: "Prima si tolgono i rifiuti da Napoli, poi partiamo con la campagna pubblicitaria". E la Iervolino: "Rutelli ci mette in quarantena". Così l'ultima decisione di Palazzo Chigi provoca il cupo malumore del sindaco Iervolino e del governatore Bassolino. Entrambi, secondo indiscrezioni, si sarebbero persino rivolti al presidente Giorgio Napolitano per affidare a lui preoccupazione e sgomento rispetto ad un provvedimento di cui non sembrano comprendere i motivi. Perché cancellare lo status di "grande evento", si chiedono i vertici istituzionali? Per affossare una città già devastata dalla crisi rifiuti? Oppure il ministro Rutelli, in palese contraddizione con la necessità di rilanciare Napoli anche con un grande appuntamento, avrebbe fatto dietrofront solo per i contrasti accesi che hanno caratterizzato le sue relazioni con Palazzo San Giacomo? è l'ultima ricostruzione ad amareggiare l'assessore comunale alla Cultura Nicola Oddati, considerato lo sponsor ed il promotore della lunga battaglia che ha portato alla designazione ufficiale di Napoli come sede del Forum internazionale delle Culture per il 2013, peraltro finanziata solo lo scorso autunno da Rutelli con 5 milioni di euro. Oddati allarga le braccia, si sfoga: "Dobbiamo davvero pensare a una ripicca, a una provocazione? Ma no, mi rifiuto. Se una tale decisione fosse confermata, direi che c'è un atteggiamento negativo e forse di astio non solo rispetto all'amministrazione comunale - e già sarebbe discutibile - ma rispetto alla città. Questo non si può accettare. Comunque Napoli deve andare avanti", spiega Oddati. Che addirittura rivolge un appello a Veltroni: "Mi appello a chi crede ancora in una politica dei fatti, del merito, dei progetti. Chiedo a Veltroni, anche se non sono uno del Pd. Ci crediamo nelle cose che diciamo? Se Veltroni ci crede, come io penso, allora che si vinca o si perda alle prossime politiche, qualcuno dovrà spiegare perché Rutelli decide di privare Napoli di qualcosa in cui, fino a qualche settimana fa, lo stesso Prodi e lo stesso Rutelli credevano". Avverte Oddati: "Se il problema sono io, se la contesa sta tutta su chi gestisce cosa, allora io sono un piccolo assessore in mezzo a cotanti personaggi. Quindi posso lasciare il Forum cui ho dedicato tanta attenzione e risorse per mesi: ma così lascio la politica e faccio davvero quello che intendeva regalarsi Veltroni tempo fa. Vado in Africa, sapendo che ormai il problema non è più né la destra né la sinistra, ma la coerenza dei percorsi e dei valori cui si formano le persone".

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Rutelli toglie i fondi al forum (sezione: Monnezze)

( da "Repubblica, La" del 25-02-2008)

Argomenti: Monnezza

Napoli protesta Rutelli toglie i fondi al Forum NAPOLI - Nell'ultima seduta del Consiglio dei ministri, il governo ha deciso la "revoca della dichiarazione di "grande evento"" per il Forum delle culture del 2013 assegnato a Napoli. Un provvedimento che, se confermato attraverso l'imminente pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, priverebbe Napoli di importanti fondi e soprattutto sarebbe un pessimo biglietto da visita per la stessa città che ospita il Forum. Si è così consumato l'ennesimo strappo tra il ministro Rutelli e il sindaco Iervolino, dopo la nomina di un alto funzionario del ministero come "commissario" all'organizzazione del Forum. Il sindaco e il presidente della Regione Bassolino si sono appellati a Napolitano.

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Forum culture, il pugno di rutelli (sezione: Monnezze)

( da "Repubblica, La" del 26-02-2008)

Argomenti: Monnezza

Pagina IV - Napoli Forum culture, il pugno di Rutelli "Senza un commissario straordinario non è più Grande Evento" Il ministro conferma il declassamento (con taglio di fondi) per l'evento del 2013 La motivazione: una iniziativa del genere per legge va seguita da un rappresentantegovernativo "Le polemiche sono lamentele sterili rispetto ad una procedura chiara" Il declassamento del Forum delle culture è confermato. Lo schiaffo alla città, anche. Il Meeting in programma a Napoli per il 2013 resterà per ora privo della definizione di "grande evento" su decisione del governo uscente e, dunque, dovrà fare a meno dei 150 milioni che Palazzo Chigi aveva impegnato a favore della kermesse internazionale. Interviene direttamente il ministro delle Attività culturali Francesco Rutelli a spiegare il motivo della scelta. In sintesi: Regione e Comune non hanno accettato il commissario designato dall'esecutivo? Quindi revoca del commissario e revoca anche del "grande evento". Inutile sollevare polemiche, esorta Rutelli: "Si tratta di lamentele sterili". Una doccia fredda in 23 righe ed esplode il caso-Forum. Il comunicato firmato Rutelli arriva dopo una giornata convulsa di richieste di "chiarimenti" da Napoli. Sembra che Rutelli non si faccia trovare al telefono. Poi, alle 20, le agenzie lanciano il benservito ai vertici locali. Tutto ruota intorno alla contestata nomina del funzionario Vittoria Garibaldi, scelta venti giorni fa come commissario delegato al Forum delle Culture, appuntamento per il quale si era impegnato lo stesso Rutelli sostenendo con 5 milioni (di cui 3 già spesi dal Comune in viaggi di rappresentanza) il progetto della candidatura portato avanti dall'assessore comunale Nicola Oddati. Una nomina contro cui insorsero appunto la Iervolino e Bassolino. Rutelli ora presenta il conto: "Si ribadisce che il governo ha sempre sostenuto con forza, convinzione e ottimi risultati la designazione di Napoli a città ospitante del Forum". E aggiunge: "Dal momento che l'amministrazione comunale e quella regionale hanno comunicato di essersi già dotate di una apposita struttura per la valutazione e il monitoraggio sulle iniziative connesse all'evento, il governo ne ha preso atto ed ha formalizzato il rifiuto della nomina del commissario, designato nella persona di un funzionario tecnico indipendente dalla politica; ha revocato la nomina del commissario e la dichiarazione del grande evento, confermando di rimanere a disposizione per ogni iniziativa ritenuta necessaria al buon esito della manifestazione". Quanto alle accuse di "regolamento di conti", Rutelli chiosa: "Si tratta di lamentele sterili rispetto ad una procedura messa in atto per venire incontro alle richieste degli enti territoriali. Del resto è sufficiente conoscere le normative in vigore per sapere che i grandi eventi vengono seguiti da un rappresentante del governo che ne porta precisa responsabilità". è il giorno in cui la stessa direttrice della Fondazione del Forum delle Culture, la spagnola Mireia Belil, ospite dell'Istituto Cervantes, conferma: "Il Forum resta assegnato a Napoli, non abbiamo alcuna riserva sulla città. Non entriamo nei fatti di politica interna di nessun Paese". è il giorno dell'amarezza. Il sindaco Iervolino in mattinata aveva usato l'ironia di un vecchio detto in napoletano per rispondere ai cronisti che le chiedevano se Rutelli, candidato sindaco a Roma, non volesse "rubarle" il Forum. "Pullecenella ricco 'nzuonn", aveva sorriso lei. Tradotto: "Caro Rutelli, te lo sogni". Più tardi il sindaco aveva aggiunto: "Noi comunque andiamo avanti. Organizzeremo il Forum in città Sappiano tutti che andiamo avanti. E sappiano che io per le elezioni politiche farò campagna per il Partito democratico". Reazioni dal mondo politico e culturale, mentre la "società civile" tace. L'assessore regionale Corrado Gabriele si dice "sgomento per una decisione senza precedenti". Da Salvatore Varriale, consigliere comunale di Fi, un messaggio sarcastico. "Tranquilli: Berlusconi è uno che ama il suo Paese. Ora che torna al governo, ce lo ridà lui il marchio di "grande evento"". Interviene anche Pietro Lezzi, ex sindaco di Napoli e fondatore dell'Ente Ville vesuviane: "L'assessore Oddati aveva avuto una brillante idea, che a dispetto di tante è andata in porto. Possibile che, dopo la sventura di avere l'inurbano Urbani a ministro della cultura, anche Rutelli sia riuscito a farci del male?". Un tassista in via Santa Lucia lo riconosce e urla: "Lezzi, stavamo meglio quando stavamo peggio. Cioè con lei sindaco". (o. l.; co. sa.).

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Il monito del procuratore lepore "la camorra non sia alibi per altri" (sezione: Monnezze)

( da "Repubblica, La" del 26-02-2008)

Argomenti: Monnezza

Pagina VII - Napoli LA PROCURA I magistrati rispondono alle accuse di inerzia investigativa con una nota in 15 punti Il monito del procuratore Lepore "La camorra non sia alibi per altri" "Il ministro Di Pietro aveva gli atti del caso Fibe: come fa a dire di non averli letti?" Una indagine che rappresenta una svolta, per la Procura, quella sugli interessi del clan dei Casalesi nell'affare rifiuti. Perché consente di ipotizzare per la prima volta la presenza di un esponente di primo piano della criminalità organizzata nella gestione di questo settore. "Ma la camorra - avverte il procuratore Giandomenico Lepore - non può costituire un alibi nei confronti di altri personaggi che hanno le loro responsabilità". Valutazioni analoghe compaiono nelle motivazioni dell'ordinanza firmata dal gip Alessandro Buccino Grimaldi, che scrive: "Va rimarcata sia la carenza di verifiche che la grande difficoltà nel ricostruire i flussi dei rifiuti da parte delle autorità preposte al controllo, e in tale contesto - si legge - non può essere taciuto che proprio appartenenti alla pubblica amministrazione in alcune circostanze sono i primi conniventi di queste organizzazioni criminali in quanto ne facilitano l'acquisizione di provvedimenti autorizzativi per impianti fatiscenti e tecnicamente carenti". E il pm Maria Cristina Ribera, che insieme al pm Raffaello Falcone ha coordinato l'inchiesta dei carabinieri del Noe e del comando provinciale di Caserta, sottolinea come i terreni sottoposti a sequestro nell'ambito di precedenti indagini per fatti analoghi "non siano stati ancora bonificati". Ma l'inchiesta, accolta da "forte apprezzamento" dal governatore Antonio Bassolino, costituisce per la Procura anche il momento della risposta pubblica, dopo quella istituzionale indirizzata al Csm, alle accuse di non aver indagato a fondo sull'emergenza poi esplosa in questi mesi. "Hanno detto che eravamo stati timidi, forse esitanti - ricorda il procuratore aggiunto Franco Roberti - oppure non continui nel contrasto agli illeciti consumati in questo settore. Ma sono accuse ingiuste e non accettabili". I pm elencano in un documento riepilogativo diffuso alla stampa tutte le indagini che dal 1992 a oggi sono state condotte dall'ufficio inquirente napoletano in materia di rifiuti. Quindici punti, che partono dall'operazione Adelphi del 1992, la prima, fino al sequestro disposto il 19 settembre scorso dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere, "ma sulla base di atti trasmessi per competenza" dal pool anticamorra, della discarica di Lo Uttaro. Il terzo punto è riservato all'indagine dei pm Giuseppe Noviello e Paolo Sirleo sul contratto al gruppo Fibe-Impregilo che, ricorda la Procura "vede imputato assieme ai vertici del gruppo il governatore della Campania Antonio Bassolino". Procedimento giunto ormai alla conclusione dell'udienza preliminare, sulla quale il gup Marcello Piscopo potrebbe decidere già venerdì prossimo. E che ha portato, evidenziano i magistrati, al sequestro preventivo di oltre 750 milioni di euro oltre all'emissione di una misura chi vieta per un anno a quattro società del gruppo di contrattare con la pubblica amministrazione. Un provvedimento, il sequestro disposto dal gip Rosanna Saraceno su richiesta della Procura, "inviato in copia, per opportuna conoscenza, al ministro delle Infrastrutture Antonio Di Pietro", che però in un'intervista nella quale criticava l'operato degli inquirenti aveva detto di non aver "letto le carte dei procedimenti". Ebbene, gli risponde Lepore, "sembra davvero incredibile che egli non lo abbia letto o non ne abbia più memoria". I pm sollecitano anche più fondi per indagare in questa materia mentre il generale Pinotti, comandante del Noe, annuncia l'arrivo di rinforzi per gli specialisti dell'Arma. Chiede "l'uso del sistema satellitare" invece Vito Amendolara, direttore della Coldiretti campana: misura che, aggiunge, "tutelerebbe il territorio dalle scorribande della camorra". (d.d.p.).

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Veltroni è un illusionista, Fini: Il Pd doveva correre da solo, poi ha messo (sezione: Monnezze)

( da "Nazione, La (Nazionale)" del 26-02-2008)
Pubblicato anche in: (Giorno, Il (Nazionale)) (Resto del Carlino, Il (Nazionale))

Argomenti: Monnezza

"Veltroni è un illusionista, Fini: "Il Pd doveva correre da solo, poi ha messo di GIORGIO GAZZOTTI ? BOLOGNA ? Presidente Fini, Veltroni dice che il distacco da 13 punti si è ridotto a 6 e che ad aprile sarà a zero. Non è che quella che si profilava come una vittoria certa del Pdl, rischia di diventare incerta? "Non credo proprio. Noi continuiamo ad essere largamente ottimisti. L'alleanza con la Lega al Nord e con l'Mpa di Lombardo al Sud garantisce una maggioranza solida alla Camera. E' impensabile che il Pd recuperi uno svantaggio che ha e continua ad avere, nonostante qualche sondaggio più o meno taroccato. Al Senato ho fiducia negli italiani, che sono coscienti del rischio di un pareggio e quindi credo che premieranno chi può garantire un governo stabile". La scelta di Veltroni di correre da solo ha avuto un effetto dirompente sugli schieramenti.Non temete che sia un elemento di novità che attira voti? "No, perché anche il Pdl ha scelto alleanze chiare e coese e soprattutto perché Veltroni predica bene e razzola male. Doveva correre da solo e si è alleato con Di Pietro. Doveva presentare uno schieramento coeso e ha messo insieme i teodem e i radicali. Il diavolo e l'acqua santa non sono conciliabili". E invece la rottura con Casini era proprio inevitabile? "Su questo voglio dire una cosa chiara. Non è vero che Berlusconi ed io gli abbiamo detto: noi abbiamo deciso, vieni anche tu. L'unica cosa acquisita era che i valori di riferimento del Pdl erano quelli del Ppe, ma tutto il resto era ancora da decidere, compreso il percorso verso un partito unitario. Poi non è convincente il suo no alla rinuncia all'identità, perché l'identità politica non sta in un simbolo grafico. Ed è così vero che oggi vedo che è disposto a modificare il simbolo dell'Udc pur di fare l'accordo con la Rosa bianca". Berlusconi ha ventilato l'ipotesi di larghe intese, anche se poi ha corretto il tiro, lei invece le ha escluse... "Le larghe intese sono escluse perché non ci sarà pareggio. Grazie all'accordo con Lombardo la Sicilia è assicurata. Nel Lazio, la rottura con Casini e un certo radicamento che ha Storace ci costringeranno ad uno sforzo maggiore, ma Veltroni ha perso i voti della sinistra radicale. Quindi non avremo problemi. Anche perché Veltroni può venire in Emilia a raccontare il modello Roma, ma non certo nella sua città, dove c'è l'Ici più alta d'Italia. In Campania abbiamo già vinto perché De Mita porterà via molti voti al Pd e poi voglio vedere Veltroni che va a Napoli assieme a Bassolino e Iervolino a dire che lui è il nuovo". Aborto, eutanasia, temi etici. Avvenire e Famiglia cristiana intervengono nella campagna elettorale. Casini rivendica la rappresentanza dei cattolici, Ferrara fa una lista antiaborto. E il Pdl? "Siamo contro l'eutanasia e sulla 194 la penso come Berlusconi: la legge non va cambiata, ma fatta rispettare in tutte le sue parti, compresa la prevenzione e il sostegno alle donne, perché non abortiscano. Però, proprio perché sono contrario all'aborto, considero strumentale fare una lista su un tema che comporta un dramma. Quanto ai cattolici, sono stati gli ultimi due Papi a dire che non ci sono più le condizioni storiche per l'unità dei cattolici in politica. Ci sono cattolici in quasi tutti i partiti e nessuno ha l'esclusiva" . Molti dicono che i programmi del Pd e del Pdl sono simili. Su quale base un elettore dovrebbe decidere chi votare? "Sulla base della credibilità. Difficile credere a Veltroni, quando dice che ridurrà le tasse, mentre in platea c'è Visco. O quando parla di sicurezza, visto che non sono riusciti neppure ad approvare il pacchettino sicurezza. E sulle infrastrutture, noi qualche cantiere lo avevamo aperto, loro lo hanno chiuso. Veltroni è come Houdini, i suoi slogan sono un capolavoro di illusionismo. Parla come se al governo non ci fossero i suoi compagni di partito, ma Berlusconi ed io". Tutti volete ridurre le tasse, ma come si fa senza ridurre la spesa pubblica? "Infatti la spesa pubblica va tagliata. Ci sono due voci di spesa fuori controllo: la sanità e certi costi della politica. Non è ammissibile che in alcune Regioni la chirurgia estetica sia a carico del contribuente e in altre si muoia di setticemia. Per riportare la spesa sanitaria sotto controllo, l'unica soluzione è che la politica si ritiri dalla gestione. Poi c'è la politica, lo scandalo non sono tanto i 900 parlamentari, che noi avevamo già ridotto, quanto la spesa selvaggia della partitocrazia a tutti i livelli". Voi avete annunciato che non presenterete candidati con problemi di giustizia. Ma poi qualcuno ha parlato di eccezioni. "Forse qualcuno ha equivocato allora voglio chiarire. Non ho mai detto che gli indagati sono fuori dalle liste, perché ci sono magistrati capaci di indagare chiunque. Noi non candideremo i condannati in primo grado, ma solo per alcuni reati, che valuteremo caso per caso". Quando dice noi, si riferisce ad An o al Pdl? "Io parlo per An". Tempo fa Berlusconi ipotizzò una staffetta, due anni per uno alla guida del governo. E' un'ipotesi attuale? "Non ne ho idea. Ma io non credo alle staffette. E neppure ai delfini, che stanno in mare, o alle dinastie, perché sono repubblicano". Le elencherò alcune questioni, può rispondere con un sì o con un no? La castrazione chimica dei pedofili? "Per i condannati sì". Il ponte sullo stretto? "Sì, certamente". Il ripristino dell'immunità per i parlamentari? "No, nessuno l'ha mai proposta". Il nucleare? "Sì, quello di quarta generazione". La separazione delle carriere per i magistrati? "Se ne può parlare". Lei è favorevole al voto amministrativo agli immigrati, ma la Lega ha subito detto di no. "La mia era una considerazione teorica, un'ipotesi di scuola". - -->.

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Di GIORGIO GAZZOTTI - BOLOGNA - Presidente Fini, Veltroni dice che il distacco da 13 (sezione: Monnezze)

( da "Nazione, La (Nazionale)" del 26-02-2008)
Pubblicato anche in: (Giorno, Il (Nazionale)) (Resto del Carlino, Il (Nazionale))

Argomenti: Monnezza

Di GIORGIO GAZZOTTI ? BOLOGNA ? Presidente Fini, Veltroni dice che il distacco da 13 punti si è ridotto a 6 e che ad aprile sarà a zero. Non è che quella che si profilava come una vittoria certa del Pdl, rischia di diventare incerta? "Non credo proprio. Noi continuiamo ad essere largamente ottimisti. L'alleanza con la Lega al Nord e con l'Mpa di Lombardo al Sud garantisce una maggioranza solida alla Camera. E' impensabile che il Pd recuperi uno svantaggio che ha e continua ad avere, nonostante qualche sondaggio più o meno taroccato. Al Senato ho fiducia negli italiani, che sono coscienti del rischio di un pareggio e quindi credo che premieranno chi può garantire un governo stabile". La scelta di Veltroni di correre da solo ha avuto un effetto dirompente sugli schieramenti.Non temete che sia un elemento di novità che attira voti? "No, perché anche il Pdl ha scelto alleanze chiare e coese e soprattutto perché Veltroni predica bene e razzola male. Doveva correre da solo e si è alleato con Di Pietro. Doveva presentare uno schieramento coeso e ha messo insieme i teodem e i radicali. Il diavolo e l'acqua santa non sono conciliabili". E invece la rottura con Casini era proprio inevitabile? "Su questo voglio dire una cosa chiara. Non è vero che Berlusconi ed io gli abbiamo detto: noi abbiamo deciso, vieni anche tu. L'unica cosa acquisita era che i valori di riferimento del Pdl erano quelli del Ppe, ma tutto il resto era ancora da decidere, compreso il percorso verso un partito unitario. Poi non è convincente il suo no alla rinuncia all'identità, perché l'identità politica non sta in un simbolo grafico. Ed è così vero che oggi vedo che è disposto a modificare il simbolo dell'Udc pur di fare l'accordo con la Rosa bianca". Berlusconi ha ventilato l'ipotesi di larghe intese, anche se poi ha corretto il tiro, lei invece le ha escluse... "Le larghe intese sono escluse perché non ci sarà pareggio. Grazie all'accordo con Lombardo la Sicilia è assicurata. Nel Lazio, la rottura con Casini e un certo radicamento che ha Storace ci costringeranno ad uno sforzo maggiore, ma Veltroni ha perso i voti della sinistra radicale. Quindi non avremo problemi. Anche perché Veltroni può venire in Emilia a raccontare il modello Roma, ma non certo nella sua città, dove c'è l'Ici più alta d'Italia. In Campania abbiamo già vinto perché De Mita porterà via molti voti al Pd e poi voglio vedere Veltroni che va a Napoli assieme a Bassolino e Iervolino a dire che lui è il nuovo". Aborto, eutanasia, temi etici. Avvenire e Famiglia cristiana intervengono nella campagna elettorale. Casini rivendica la rappresentanza dei cattolici, Ferrara fa una lista antiaborto. E il Pdl? "Siamo contro l'eutanasia e sulla 194 la penso come Berlusconi: la legge non va cambiata, ma fatta rispettare in tutte le sue parti, compresa la prevenzione e il sostegno alle donne, perché non abortiscano. Però, proprio perché sono contrario all'aborto, considero strumentale fare una lista su un tema che comporta un dramma. Quanto ai cattolici, sono stati gli ultimi due Papi a dire che non ci sono più le condizioni storiche per l'unità dei cattolici in politica. Ci sono cattolici in quasi tutti i partiti e nessuno ha l'esclusiva" . Molti dicono che i programmi del Pd e del Pdl sono simili. Su quale base un elettore dovrebbe decidere chi votare? "Sulla base della credibilità. Difficile credere a Veltroni, quando dice che ridurrà le tasse, mentre in platea c'è Visco. O quando parla di sicurezza, visto che non sono riusciti neppure ad approvare il pacchettino sicurezza. E sulle infrastrutture, noi qualche cantiere lo avevamo aperto, loro lo hanno chiuso. Veltroni è come Houdini, i suoi slogan sono un capolavoro di illusionismo. Parla come se al governo non ci fossero i suoi compagni di partito, ma Berlusconi ed io". Tutti volete ridurre le tasse, ma come si fa senza ridurre la spesa pubblica? "Infatti la spesa pubblica va tagliata. Ci sono due voci di spesa fuori controllo: la sanità e certi costi della politica. Non è ammissibile che in alcune Regioni la chirurgia estetica sia a carico del contribuente e in altre si muoia di setticemia. Per riportare la spesa sanitaria sotto controllo, l'unica soluzione è che la politica si ritiri dalla gestione. Poi c'è la politica, lo scandalo non sono tanto i 900 parlamentari, che noi avevamo già ridotto, quanto la spesa selvaggia della partitocrazia a tutti i livelli". Voi avete annunciato che non presenterete candidati con problemi di giustizia. Ma poi qualcuno ha parlato di eccezioni. "Forse qualcuno ha equivocato allora voglio chiarire. Non ho mai detto che gli indagati sono fuori dalle liste, perché ci sono magistrati capaci di indagare chiunque. Noi non candideremo i condannati in primo grado, ma solo per alcuni reati, che valuteremo caso per caso". Quando dice noi, si riferisce ad An o al Pdl? "Io parlo per An". Tempo fa Berlusconi ipotizzò una staffetta, due anni per uno alla guida del governo. E' un'ipotesi attuale? "Non ne ho idea. Ma io non credo alle staffette. E neppure ai delfini, che stanno in mare, o alle dinastie, perché sono repubblicano". Le elencherò alcune questioni, può rispondere con un sì o con un no? La castrazione chimica dei pedofili? "Per i condannati sì". Il ponte sullo stretto? "Sì, certamente". Il ripristino dell'immunità per i parlamentari? "No, nessuno l'ha mai proposta". Il nucleare? "Sì, quello di quarta generazione". La separazione delle carriere per i magistrati? "Se ne può parlare". Lei è favorevole al voto amministrativo agli immigrati, ma la Lega ha subito detto di no. "La mia era una considerazione teorica, un'ipotesi di scuola". - -->.

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Bassolino, uscita anticipata "non continuo fino al 2010" (sezione: Monnezze)

( da "Repubblica, La" del 27-02-2008)

Argomenti: Monnezza

Pagina I - Napoli Il governatore presenta la nuova giunta e prospetta elezioni prima della scadenza in Regione Bassolino, uscita anticipata "Non continuo fino al 2010" Forum delle culture, Iervolino attacca Rutelli Il presidente della giunta regionale Antonio Bassolino apre per la prima volta alla possibilità di un voto anticipato: "Non dico di voler andare avanti fino al 2010. Puntiamo alle priorità, poi vedremo". Tiene ancora banco la polemica sul Forum delle culture: "Non rispondo a Rutelli, noi andiamo avanti con le nostre forze", afferma il sindaco Rosa Russo Iervolino dopo la mossa del ministro dei Beni culturali che ha tolto la qualifica di grande evento al Forum in programma nel 2013. Lo smacco subito dalla città fa discutere gli intellettuali. Aldo Masullo parla di metropoli "immobile e scoraggiata", il rettore Guido Trombetti invece dice: "Napoli ha il diritto di giocarsi questa opportunità". Nelle file del Pd l'addio di Ciriaco De Mita apre una disfida sulla storica sede di via Tagliamento ad Avellino: l'uomo di Nusco non ha alcuna intenzione di lasciare in eredità al Pd gli uffici che hanno fatto la storia della Dc irpina. Dal boss Giuseppe Misso infine arrivano nuove accuse all'indirizzo del consigliere regionale del Pd (ma sospeso dal partito) Roberto Conte: "Lo incontrai tre volte", sostiene Misso. DARIO DEL PORTO, ROBERTO FUCCILLO, OTTAVIO LUCARELLI E PIERLUIGI MELILLO ALLE PAGINE II E III.

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Un sistema in disintegrazione - aurelio musi (sezione: Monnezze)

( da "Repubblica, La" del 27-02-2008)

Argomenti: Monnezza

Pagina VIII - Napoli Un sistema in disintegrazione AURELIO MUSI (segue dalla prima di cronaca) Il secondo esempio è la vicenda De Mita. La sua fuoruscita dal Pd provocherà conseguenze non irrilevanti sul sistema politico campano. Fattori di continuità e fattori di discontinuità si annunciano nell'insediamento elettorale demitiano. Chi lo seguirà nella nuova avventura centrista? Chi resterà nel Pd? Di sicuro un elemento che poteva essere positivamente valutato ? la decisione di Veltroni di non candidare De Mita come capolista in Campania ? a conti fatti si rivela un ulteriore fattore di destabilizzazione del quadro politico. Se De Mita, il suo serbatoio di voti, i suoi satelliti migrano verso il centro di Casini e Tabacci, la condizione di imperfetto bipolarismo e di blocco del sistema politico nella nostra regione è destinata ad accentuarsi ulteriormente. Insomma, un passo avanti e due indietro. Un terzo esempio di destrutturazione è rappresentato dal fatto che è venuto meno quel rapporto fiduciario tra il governo nazionale, il governo regionale, il governo provinciale e comunale napoletani che ha sempre caratterizzato, tra alti e bassi, la nostra storia politica dal 1993. Il declassamento del Forum delle culture e il conflitto tra Rutelli e Iervolino è, da tale punto di vista, assai significativo. Ultimo esempio, ma non certo in ordine di importanza, è lo stato degli esecutivi regionale, provinciale e comunale napoletani. Essi sono in via di completa disintegrazione. I rimpasti, effettuati, annunciati e poi smentiti, con nuovi ingressi e marce indietro, sono solo il canto del cigno che ne ritarda, con inadeguati mezzi artificiali, la fine. Solo pochi giorni fa era una sparuta pattuglia a chiedere l'azzeramento degli esecutivi e il ricorso a elezioni. Oggi questa parola d'ordine sta diventando senso comune. A farla propria sono voci assai autorevoli tra cui lo stato maggiore degli imprenditori napoletani, come risulta dall'intervista al presidente dell'Unione industriali napoletana, Lettieri, apparsa qualche giorno fa su questo giornale. Il giudizio del presidente è assai severo, la richiesta di una consultazione elettorale, capace di legittimare una nuova classe dirigente, è pressante. Tuttavia alcuni contenuti di quella intervista appaiono alquanto contraddittori. Da un lato Lettieri chiede l'azzeramento dell'esecutivo regionale. Dall'altro, alla domanda su chi ha operato bene e su chi salverebbe dell'attuale giunta Bassolino, risponde con tre nomi: Montemarano, Cozzolino, Cascetta. Passi per l'ultimo, che è riuscito a favorire un relativamente efficiente sistema di trasporti regionale. Ma gli altri due? Montemarano è il titolare di un assessorato che ha qualche responsabilità nel deficit, nelle inefficienze del sistema sanitario in Campania, nelle procedure non proprio cristalline delle nomine. Quanto a Cozzolino, egli è parte integrante di un sistema di rapporti tra politica ed economia che ha contribuito non poco ad aggravare il gap tra consenso a una macchina di potere, ed efficienza, sviluppo e buon governo del territorio. Che oggi Cozzolino prenda le distanze dagli errori compiuti, può andare bene: meglio tardi che mai. Ma gli errori restano. E allora: che cosa vuole azzerare Lettieri? Dobbiamo comunque prepararci a un tour elettorale amministrativo che si annuncia anch'esso, come tutte le cose di Napoli, nel segno dell'emergenza. Dove troveremo il numero e la qualità di candidati all'altezza dell'emergenza?.

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Forum, appello a rutelli "ora troviamo un'intesa" (sezione: Monnezze)

( da "Repubblica, La" del 28-02-2008)

Argomenti: Monnezza

Pagina I - Napoli Sos dalle imprese per la kermesse della cultura. Bassolino: Grande Evento e cabina di regia comune Forum, appello a Rutelli "Ora troviamo un'intesa" SI RIAPRE la trattativa per riassegnare il marchio di "Grande Evento" al Forum delle culture 2013. Dopo la retrocessione decretata dal governo, l'iniziativa parte dalla Regione con una lettera al ministro dei Beni culturali Francesco Rutelli. Antonio Bassolino chiede due cose: recuperare per il Forum il marchio nazionale di "Grande Evento" e gestire l'organizzazione con una sinergia tra governo ed enti locali. Un documento è stato diffuso anche dalle categorie produttive, dall'Unione industriali all'Ascom agli artigiani: "La politica superi le divergenze". Il sindaco Iervolino fa sapere che completerà il mandato, fino al 2011. ANGELO CAROTENUTO ROBERTO FUCCILLO OTTAVIO LUCARELLI ALLE PAGINE II, III, V.

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Forum, le imprese in campo - ottavio lucarelli (sezione: Monnezze)

( da "Repubblica, La" del 28-02-2008)

Argomenti: Monnezza

Pagina II - Napoli Forum, le imprese in campo Sos ai politici: trovate un'intesa per il bene della città Allarme delle associazioni "Evitare un ulteriore colpo di immagine e di credibilità" Iervolino: "Resto fino al 2011 per portare a termine il mio mandato" La kermesse della cultura prevista nel 2013: Bassolino media con il ministro Rutelli OTTAVIO LUCARELLI Si riapre la trattativa per riassegnare il marchio di "grande evento" al Forum delle culture 2013 che Napoli ha ottenuto dall'Unesco dopo un anno di lavoro diplomatico del Comune. Si riapre la trattativa e, dopo la retrocessione decretata dal governo, l'iniziativa parte dalla Regione con una lettera inviata al ministro dei Beni culturali Francesco Rutelli. Una lettera in cui il presidente Antonio Bassolino chiede sostanzialmente due cose: recuperiamo per il Forum il marchio nazionale di "Grande Evento" (con relativi fondi, 150 milioni che altrimenti sarebbero tagliati) e gestiamo l'organizzazione con una sinergia tra governo ed enti locali, tra Roma, amministrazione comunale e Regione. Un lavoro di mediazione per trovare un'intesa e per non perdere gli stanziamenti che il governo assegna ai "Grandi Eventi". Il primo passo lo fa la Regione perché nelle scorse settimane il braccio di ferro tra Napoli e Roma ha prodotto solo un grave incidente e non solo diplomatico. Incidente che ha spinto Rutelli a declassare il Forum nell'ultima riunione del Consiglio dei ministri, con una motivazione durissima: "Dal momento che Comune e Regione hanno comunicato nelle scorse settimane di essersi già dotati di una struttura per la proposta, la valutazione e il monitoraggio delle iniziative connesse all'evento, il governo ne ha preso atto e ha formalizzato il rifiuto della nomina del Commissario straordinario previsto dalla legge e designato dall'esecutivo nella persona di un funzionario tecnico indipendente dalla politica. Il governo ha revocato la nomina del commissario e, di conseguenza, la dichiarazione di grande evento". Per prima ha risposto la Iervolino: "Andremo avanti con le nostre forze assieme a Regione e Provincia. Vuol dire che tocca a noi difendere l'onore della città e anche del paese". Poi è sceso in campo Bassolino avviando la mediazione nei confronti di Rutelli. Ma ieri un documento lo hanno diffuso anche le categorie produttive della città, dall'Unione industriali all'Ascom, dalla Lega delle cooperative alla Confesercenti, da Casartigiani a Confapi. Un documento in cui il "mondo produttivo di Napoli" riunito nella Consulta provinciale delle imprese ha espresso una "forte preoccupazione per il rischio che sia confermata la revoca della dichiarazione di grande evento al Forum internazionale delle culture 2013". "Se il provvedimento dovesse essere confermato - scrive la Consulta - si tratterebbe di un ulteriore e grave colpo, non solo all'immagine, ma anche alla credibilità della nostra città. Oltre all'emergenza rifiuti, si aggiungerebbe l'incapacità istituzionale e politica di superare le divergenze. Da qui al 2013 abbiamo tutto il tempo per superare una crisi che sta affondando la città". Una crisi che per ora scuote la Regione più del Comune. Due giorni fa in aula Bassolino ha prospettato la possibilità di chiudere la legislatura in Regione prima della scadenza naturale del 2010 e ieri mattina la Iervolino lo ha invitato a non gettare la spugna: "Io andrò avanti fino al 2011 per consegnare la città al mio successore in condizioni migliori rispetto alla situazione attuale e sono convinta che anche Bassolino farà altrettanto. Sono convinta che anche lui arriverà fino in fondo". In serata la replica in cui Bassolino ha invece confermato che il suo programma minimo resta fissato per i prossimi dodici mesi: "Varare lo Statuto, approvare una nuova legge elettorale con l'abolizione del "listino" e assegnare le deleghe ai Comuni e agli enti locali. Questo significa avere almeno un anno di lavoro. Dopo si farà una riflessione per vedere se ci sono le condizioni per andare avanti oppure se invece può essere giusto ridare la parola ai cittadini". Con un ulteriore precisazione: "Io non ho detto che penso di andare avanti fino alla fine del 2010 certamente e ad ogni costo, ma che siamo consapevoli di avere di fronte a noi un sentiero stretto. Noi abbiamo comunque il dovere di andare avanti con serietà e per questo abbiamo fatto un'operazione di forte rinnovamento della giunta. Abbiamo di fronte obiettivi impegnativi su cui dobbiamo lavorare con slancio e determinazione a cominciare dalla soluzione dell'emergenza rifiuti".

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I protagonisti (sezione: Monnezze)

( da "Repubblica, La" del 28-02-2008)

Argomenti: Monnezza

Pagina II - Napoli I PROTAGONISTI rutelli Per legge occorreva un commissario ma è stato opposto un rifiuto, basta sterili polemiche bassolino Recuperiamo il Forum come Grande Evento e gestiamo la kermesse con un lavoro comune iervolino Noi andiamo avanti con le nostre forze, assieme a Regione e Provincia, per difendere il nostro onore.

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VOTO ANTICIPATO, BASSOLINO E IERVOLINO FRENANO (sezione: Monnezze)

( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 28-02-2008)

Argomenti: Monnezza

Voto anticipato, Bassolino e Iervolino frenano LUIGI ROANO Voto anticipato, il governatore Antonio Bassolino e il sindaco Rosa Russo Iervolino frenano. Anzi, il sindaco rilancia: "Resterò fino al termine del mio mandato, voglio lasciare la città al mio successore nel migliore dei modi possibili" dice. E rivolgendosi al governatore lancia un appello: "Antonio non mollare, non gettare la spugna, da donna delle istituzioni non mi auguro mai che ci siano scioglimenti anzitempo". E Bassolino decide di precisare meglio le dichiarazioni di martedì sull'ipotesi di non portare fino in fino il mandato. Al punto da mettere in rete il testo dell'intervento integrale effettuato in Consiglio regionale per far capire che la prospettiva di non portare a termine la consiliatura è solo una delle opzioni che ha messo in campo per rilanciare l'azione politica e amministrativa dell'ente di Santa Lucia. "Io non ho detto che penso di andare avanti fino alla fine del 2010 certamente e ad ogni costo". Queste le parole di Bassolino che hanno scatenato le opposizioni e il centrosinistra che le hanno interpretate come un addio anticipato, una porta aperta per il voto subito. Ma Bassolino ieri ha invitato a riflettere su altri passaggi del suo discorso: "Abbiamo di fronte obiettivi impegnativi - ha detto - su cui dobbiamo lavorare con slancio e determinazione, come la soluzione dell'emergenza rifiuti, alcuni grandi progetti per lo sviluppo, lo statuto, la nuova legge elettorale, le deleghe agli enti locali. Darsi questi obiettivi significa avere davanti almeno un anno di lavoro". E ancora: "Dopodiché si farà una riflessione per vedere se - come io mi auguro - ci saranno le condizioni per andare avanti con questo spirito di rinnovamento e senso di responsabilità oppure se invece può essere giusto dare la parola ai cittadini". Allarme rientrato? Almeno per un anno sì, poi si farà una normale verifica del lavoro svolto per capire come e se andare avanti. La voglia di voto amministrativo è stata dunque gelata dalla discesa in campo dei due massimi rappresentanti delgi enti locali. La Iervolino fin dal mattino aveva lanciato segnali: "Antonio non gettare la spugna" l'appello che ha ripetuto più volte: "Bassolino è un uomo di grande personalità e volontà tali da non poter neanche pensare di mollare". Parole di incoraggiamento e sentite e che chissà, avranno fatto piacere a Bassolino. La Iervolino è determinatissima e le elezioni politiche l'hanno gasata: "Farò campagna elettorale, lo voglio ripetere bene. E poi dico che non è mai una cosa buona abbandonare incarichi istituzionali prima del tempo perché non si possono portare a termine lavori cominciati e che sono attesi e concordati con i cittadini". Un richiamo al senso delle istituzioni forte e arrivato in un momento delicato per Comune e Regione con le opposizione che hanno fatto sentire la loro voce in maniera forte. Il deputato di Forza Italia Antonio Martusciello è duro con il sindaco. "Parole da irresponsabile, dette da chi non si è resa conto dello sfascio che ha provocato insieme a Bassolino". Il capogruppo degli azzurri Raffaele Ambrosino apre un altro scenario: "A questo punto le elezioni per il sindaco sono un referendum". Infine Mimmo Palmeri del Nuovo Psi: "Che il sindaco faccia campagna elettorale è una buona notizia per noi, un regalo al Pdl". Iervolino dunque sindaco fino alla scadenza naturale del 2011, ma non è detto che la squadra degli assessori resti la stessa. Perché già è stato annunciato che chi si candiderà alle elezioni dovrà lasciare Palazzo San Giacomo. In questa ottica qualche sondaggio è già stato effettuato. Per esempio se Tino Santangelo, il vicesindaco, dovesse candidarsi al Senato il suo posto verrebbe preso da Felice Laudadio, attuale assessore all'Edilizia. Potrebbe rientrare in Comune una vecchia conoscenza, l'ex vicesindaco Rocco Papa oggi presidente della Bagnolifutura, al quale il sindaco affiderebbe le deleghe dell'Urbanistica (oggi di Santangelo) e quelle di Laudadio.

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La necessità di ripartire da zero - umberto de gregorio (sezione: Monnezze)

( da "Repubblica, La" del 29-02-2008)

Argomenti: Monnezza

Pagina I - Napoli L'analisi La necessità di ripartire da zero UMBERTO DE GREGORIO In Campania i vecchi big della politica sono un po' come cani sciolti. Bassolino resta nel Pd ma non partecipa alla campagna elettorale. Rosetta Iervolino, infuriata con Roma, invece "minaccia": io la campagna elettorale la faccio! De Mita sbatte la porta e lascia il Pd diretto verso il nuovo centro. Mastella se ne va per conto suo (abbandona tutti o, meglio, da tutti è abbandonato). Pecoraro Scanio resta "amico-nemico" e si fa sentire poco. In queste condizioni che la giunta regionale sia ancora in piedi è quasi un miracolo. Nessuno sa quanto questo gioco d'equilibrismo durerà, ma è a tutti ogni giorno più evidente che il clima d'incertezza politica non giova al territorio. SEGUE A PAGINA XII.

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"chiediamo scusa alla città indignata" (sezione: Monnezze)

( da "Repubblica, La" del 29-02-2008)

Argomenti: Monnezza

Pagina V - Napoli L'ASSEMBLEA Due "pilastri" della giunta regionale parlano in una sala affollata di manager, scienziati e amministratori "Chiediamo scusa alla città indignata" Mea culpa di Cozzolino. E Cascetta bacchetta Nicolais Guardiamo in faccia la tragedia rifiuti senza fuggire alle nostre responsabilità Non basta solo l'etichetta di nuovo per fare una buona politica Messaggio numero uno: per Napoli. "A una comunità indignata e in sofferenza, chiediamo scusa per tutto quello che è successo e non doveva succedere". La voce è di Andrea Cozzolino, assessore regionale, che spazza via ogni indugio sui rifiuti e "senza fuggire alle nostre responsabilità, cosa che altri fanno, guardiamo in faccia questa tragedia che deve interrogare tutti noi, prima qui, poi a livello nazionale". Messaggio numero due: per Roma. "Non basta l'etichetta di nuovo per fare la buona politica, come se non contassero anche le esperienze, le cose fatte, le storie personali", e queste sono parole di Ennio Cascetta, altro pilastro della giunta regionale di Antonio Bassolino. Come dire che il Pd campano non si farà trovare chiuso in un angolo, ora che si annuncia la nuova stagione. Quelli che hanno governato e governano ancora, portano scuse, orgoglio e stizza. Stazione marittima, una sala in cui si affollano amministratori, manager e scienziati, di area e non, sotto un cartello che dice "Ripartiamo, con il cuore e con il cervello". Lui, il governatore, non c'è. In linea con ciò che si è imposto: "Non farò campagna elettorale". I suoi assessori invece assaggiano l'arena, anche se ufficialmente la campagna non è aperta, e si tratta di un appuntamento fissato prima che il governo Prodi cadesse. La Armato, Montemarano, Valiante. Sono per la prima volta a un'assemblea pubblica del Pd senza l'ombrello di De Mita. L'idea è venuta a Tino Santangelo intorno a un caffè. "Non possiamo lasciarci schiacciare, non devo mica dirvelo io che sono il meno politico di voi tutti?", la domanda lanciata quel giorno al suo numero ristretto di invitati. Il compito di scrivere un "manifesto" è caduto su Diego Belliazzi, consigliere provinciale. Tocca punti dolenti senza nasconderli, ed è il seme che convince Cozzolino a spingersi fino a quelle parole inedite: "Chiediamo scusa". Sala piena, dove trovano posto le tante anime del Pd. Amendola, Dinacci, Impegno, Russo. Dove dietro le quinte si aspetta il risultato della lunga partita per le candidature al Parlamento, che in quello stesso momento il segretario regionale Iannuzzi sta giocando direttamente a Roma. Qui ha lasciato un messaggio. Arrivano anche da altri comuni, come Nicola Corrado (assessore a Castellammare), mentre il sindaco Iervolino dice "ricominciamo, con senso critico verso noi stessi, ma anche con l'orgoglio per tutto quel che è stato fatto". Lo dice meglio il filmato che apre il pomeriggio, sottofondo musicale di Fabrizio Moro, "Pensa", e 15 anni di Napoli sullo schermo. Scorrono a colori il pontile di Bagnoli, le stazioni del metrò, piazza Plebiscito senza auto. In bianco e nero arrivano gli omicidi, i rifiuti in strada, le piramidi di ecoballe. Le tante facce del centrosinistra. "Bisogna parlare di più alla gente", così Valeria Valente. Ma non è solo alla gente che parla la sala del Pd. Cozzolino chiede "primarie per legge nazionale e regionale" contro quelle che chiama candidature decise nei salotti. Cita gli innovatori. Cascetta dice che la gente è stufa di sentir litigare su "chi possa rappresentare meglio il necessario ricambio generazionale, come bastasse la semplice novità di nomi, o peggio ancora l'etichetta di nuovo". A qualcuno le orecchie fischieranno. Nicolais non c'è. Ma la Nicolais Generation, i ragazzi del suo staff, sono quasi tutti lì. Pietro Ciarlo, che introduce, racconta come le vacche sembrino tutte nere nella notte. "Invece mostriamoci a schiena dritta: il modello campano ha retto l'Italia per 10 anni. La grande coalizione di centrosinistra è nata qui. Diciamo no alle condanne indifferenziate, qui non ci sono tutti colpevoli". Ma se non ce n'è neppure uno, sembra la richiesta di un'assoluzione per tutti. E quando sul palco sale a parlare il giovane Navarro, la sala si svuota. Il ricambio generazionale. (an. car.).

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La necessità di ripartire da zero - umberto de gregorio (sezione: Monnezze)

( da "Repubblica, La" del 29-02-2008)

Argomenti: Monnezza

Pagina XII - Napoli La necessità di ripartire da zero UMBERTO DE GREGORIO (segue dalla prima di cronaca) I grandi vecchi della politica campana, vicini al naufragio, non abbandonano la zattera per gettarsi sulla terraferma. Dovrebbero avere un moto d'orgoglio, in tanti lo chiedono o lo sperano: sembra invece prevalere la filosofia del "dopo di me il diluvio". Nell'ambito del Pd Veltroni sembra tuttavia reagire e in qualche modo punta i piedi. A costo di perdere spazio nel voto di clientela, rifiuta (ma non sempre) il ricatto di chi dispone di pacchetti di voti personali, tentando una riabilitazione d'immagine e nuovi spazi nel voto d'opinione. Ma esiste ancora il voto d'opinione? E cosa occorre perché quest'operazione sortisca almeno in parte gli effetti desiderati e riesca a recuperare la sfiducia di tanti cittadini campani, ex simpatizzanti del centrosinistra e oggi avviliti e indecisi tra l'astensionismo e la deriva berlusconiana? Occorrerebbero, perché ciò avvenisse, maggiore chiarezza e tanto coraggio, il che vuol dire almeno tre cose. Innanzitutto occorrerebbe spiegare i motivi per i quali Bassolino non partecipa alla campagna elettorale del suo partito. Suona strano, infatti, che il governatore che resta "governatore" abdichi a svolgere il ruolo politico che gli compete. Sembra quasi che non voglia creare imbarazzo e invece l'imbarazzo resta e connesso proprio al fatto che, nonostante tutto, è ancora al suo posto. Forse si è firmato da qualche parte un armistizio nel partito tra Roma e Napoli (che contempla probabilmente, tra l'altro, la candidatura della moglie del governatore in altra regione) ma quest'armistizio potrebbe procurare più danni che benefici. La gente chiede chiarezza: o Bassolino è fuori oppure è dentro e allora fa politica con orgoglio e a viso aperto, come sempre ha fatto. In secondo luogo qualcuno dovrebbe spiegare ai napoletani perché invece Rosa Russo Iervolino fa campagna elettorale. Forse che la sua immagine è meno logora di quella di Bassolino? O forse è che il sindaco di Napoli corre oramai, in campagna elettorale e non solo, per conto suo, incurante di tutto e di tutti? In terzo luogo si dovrebbe evitare che le liste, alle prossime elezioni politiche, siano formate avendo cura, come priorità, di assicurare il posto a questo o a quel parlamentare uscente; ed evitare altresì che vengano formate consentendo a chi è stato parte integrante delle giunte locali oggi in crisi (regionale e comunale) e ha fatto carriera politica all'interno di queste esperienze, di trovare un "posto" in Parlamento grazie all'aberrante meccanismo elettorale esistente che sottrae il candidato al giudizio diretto dei cittadini. Non dovrebbero essere consentiti insomma rimpasti a uso e consumo di questo o quello e senza alcuna valenza politica. Questi equivoci pesano come macigni sulla credibilità del Pd di essere soggetto nuovo e propulsivo di sviluppo in Campania. Per salvare il salvabile ci vogliono coraggio e chiarezza, sino in fondo. In altri termini in Campania il Pd per recuperare credibilità deve correre da solo e partire da zero. Non deve invece essere un partito dove ognuno corre per conto suo.

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Brevi, schede e richiami 1 (sezione: Monnezze)

( da "Repubblica, La" del 29-02-2008)

Argomenti: Monnezza

I limiti delle nostre politiche culturali Ugo Della Corte Napoli Uno dei limiti che segna la programmazione di attività culturali e di divertimento e a cui, a giudicare anche dagli indirizzi resi noti di recente per la organizzazione di prossimi importanti eventi, sembra impossibile sottrarsi, è quello di non riuscire a interpretare fenomeni palesemente e radicalmente nuovi, che sono tali, tra l'altro, proprio perché ridisegnano secondo linee inedite anche fatti del passato. Una mutata realtà sociale ricca di nuove e più ampie occasioni di conoscenza e di consumi culturali, orientati secondo standard e modelli che travalicano gli angusti riferimenti cittadini per la varietà dell'offerta per le sensibilità e le attenzioni che intercettano e che quindi anche orientano, costringe a ripensare e ridefinire le politiche culturali. Le attività culturali devono essere strumento di esplorazione e conoscenza della realtà e delle novità dei tempi e non servire a legittimare e mantenere a ogni costo saldo e credibile un insieme assolutamente datato di valori e di riferimenti. Piuttosto che inquieta ricerca, quindi, confortevoli e rassicuranti certezze, legittimazione di ruoli a dispetto e a prescindere da qualsivoglia risultato. Come è possibile non accorgersi che molte di queste certezze stanno diventando reperti archeologici. E che molti di questi ruoli e di queste responsabilità andrebbero ridefinite e riconsiderate segnando una forte discontinuità con il passato. D'altra parte, la modestia dei risultati fin qui ottenuti a fronte delle ingenti risorse impegnate e di quelle ancora disponibili impone l'introduzione di valutazioni dei progetti e dei risultati affidate a indicatori certi e scientificamente definiti ex ante ed ex post. È, quindi, auspicabile che la corretta misurazione delle attività culturali e di divertimento in termini di reddito prodotto, occupazione generata e gettito fiscale originato diventi finalmente prassi consolidata, prendendo il posto di fantasiose categorie di misura quali "tanta gente" o "più gente dell'anno scorso", e altre non meno consolatorie, a cui sono ricorsi fino a ora potenti responsabili di strutture o entusiastici amministratori. La comunicazione ancorché brillante realizzata con tecniche seducenti e diffusa in tutto il mondo non può risolvere deficit progettuali, anzi in qualche caso quasi contribuisce a evidenziarli. Gli scenari evocati in questi giorni a proposito di oscure forze avverse che tramerebbero contro la Campania ricordano molto l'evocazione delle "bieche forze della reazione" di qualche anno fa. La differenziata nelle scuole Eugenio Tipaldi Dirigente scolastico dell'Istituto Duca d'Aosta di Napoli In questo tracollo dell'immagine morale del popolo napoletano a causa dell'immondizia, occorre far leva sulla rinascita della coscienza civile. La raccolta differenziata va incentivata e promossa, a tutti i livelli, come hanno cominciato a fare il cardinale Sepe nelle chiese e gli ospedali napoletani con la convenzione con il Comune di Napoli. Occorre che anche la scuola faccia la sua parte: l'educazione ambientale è prioritaria per diffondere nelle nuove generazioni una nuova coscienza del rapporto uomo-natura basato sulla sostenibilità ambientale e non sullo sfruttamento illimitato e distruttore. L'Ufficio scolastico provinciale stipuli anch'esso una convenzione con il Comune di Napoli per la raccolta differenziata. Ogni dirigente scolastico si attivi perché nella propria scuola ci siano cassonetti per la raccolta della carta, della plastica e delle pile usate, di modo che gli allievi imparino praticamente il concetto di riciclo e riuso e comprendano l'importanza di sostenere la raccolta differenziata anche nella propria famiglia. Incominciamo un ciclo virtuoso dei rifiuti a partire da comportamenti etici elementari quali il non buttare le carte per strada, il separare ciò che è riciclabile da ciò che non lo è, il tenere a cura l'ambiente che ci circonda. Ognuno faccia la sua parte: i politici decidano una buona volta di far avviare la raccolta differenziata porta a porta nei palazzi; i cittadini siano più rispettosi dei doveri civici; l'Asìa promuova la raccolta differenziata, cominciando a porre i cassonetti in ogni scuola e in ogni ente pubblico e a ritirarli puntualmente. Basta poco per fare queste cose: bisogna crederci, impegnarsi a farlo, sostenerlo con ogni mezzo. Facciamo tutti quanti rinascere Napoli! Ma gli istituti si diano da fare Elvira Pierri pierri2000@libero.it Il cardinale Sepe ha attivato le parrocchie napoletane alla diffusione della conoscenza e dell'attuazione della raccolta differenziata presso i fedeli: utilissima iniziativa. Ci si chiede perché non possano far altrettanto le scuole, che attivano tanti progetti che non sempre hanno una reale o apprezzabile ricaduta sul territorio, mentre la vera urgenza è l'ignoranza e la non attuazione della raccolta differenziata. Si prepara un nuovo affare a.dimascolo@libero.it Su questa rubrica il 27 febbraio il signor Lomaglio poneva in evidenza, citando gli stracolmi cassoni della differenziata, come i cittadini siano più attenti dei nostri amministratori ai problemi dei rifiuti. Pochi giorni prima, con riferimento alla buffonata della "domenica differenziata", scrivevo al Comune di Napoli rappresentando che in piazza Santa Maria degli Angeli i cassoni della differenziata erano stracolmi come sempre. Oggi, 28 febbraio, mentre camminavo in via Monte di Dio cercando di evitare i mucchi di differenziata non raccolta da più di una settimana, improvvisamente ho capito. Caro signor Lomaglio siamo degli ingenui. Mentre noi ci affanniamo a separare il vetro, la carta, la plastica non ci rendiamo conto che profittando della nostra buona volontà i nostri amministratori o la camorra o chissà chi volontariamente sta creando il disservizio da noi rilevato per aprire il nuovo carrozzone del "porta a porta". Non bastano i 2500 assunti a tempo indeterminato per la raccolta differenziata, ce ne vogliono ancora chissà quanti. Anche il presidente della Provincia ora promette una nuova, inutile e costosa kermesse per promuovere quello che noi già facciamo e che loro non sono in grado di far funzionare. Poveri noi. Povera Napoli sempre più umiliata e offesa. Comune e Asìa sono immobili Biagio Scotti biagio.scotti@fastwebnet.it In perfetta emergenza rifiuti una buona parte di cittadini sta cercando di portare avanti la raccolta differenziata, tanto invocata come soluzione di tutti i nostri problemi. Logica vorrebbe che dopo tanto parlare Comune e Asia avessero fatto di tutto per trasformare il disastro, che è sotto gli occhi di tutti, in un'opportunità. Nulla, sono immobili. Mi spiego. La raccolta della carta non ha una frequenza di ritiro: nel mio fabbricato dovrebbe avvenire ogni giovedì mattina (piano Asìa) e siamo al quarrto giovedì. Piazza Santa Maria degli Angeli, a cinque metri dall'ingresso di una scuola elementare i contenitori della plastica e del vetro sono stracolmi e tutto intorno ci sono buste piene di plastica. Ai nostri ragazzi diamo un ottimo insegnamento. Per il vetro stessa cosa. Le persone più sensibili vedendo questa sciattezza (e aggiungo incompetenza) cercano di tenere in casa le buste con carta, plastica, vetro: ma per quanto tempo? Signori siete in grado di cogliere questa opportunità? No? Dimettetevi. Sì? Allora datevi da fare; non possiamo più attendere. Pretendiamo fatti misurabili non chiacchiere inutili. Come napoletano mi sto vergognando e mi sento impotente. Vi giuro che è triste sentirsi così. Desidererei una risposta dal sindaco e dal presidente dell'Asìa. Il rischio di infettarsi Vincent Tarantini vincent-tarantini@yahoo.it Leggo "Repubblica" su Internet quasi ogni mattina. Sono un emigrato fiero di essere italiano ma molto perplesso di questo problema della "munnezza" a Napoli e mi meraviglio che i vostri politici sono degli incapaci a governare. Inoltre come mai li avete votati? Certo che nei miei viaggi in Italia a Napoli non ci verrei a correre il rischio di prendere una pestilenza da come le foto fanno vedere. La dottrina cinese sui rifiuti Gerardo Mazziotti g-mazziotti@yahoo.it Una proposta per contribuire a risolvere il disastro rifiuti. La raccolta di carta e cartoni, piatti, posate, bicchieri, bottiglie e contenitori di plastica, bottiglie di vetro, barattoli metallici, oggetti di pelle e di legno (aggiungerei televisori, computer ed elettrodomestici) è la regola basilare di un corretto ciclo integrato dei rifiuti solidi urbani. Chiaramente sancita nella legislazione italiana ed europea. Praticata da molti paesi e da molte regioni italiane. Ma largamente disattesa in Campania. Proprio nella regione che avrebbe dovuto ricordarsi di un decreto del 1820 emanato da Ferdinando IV di Borbone, che imponeva ai sudditi del Regno delle Due Sicilie la raccolta differenziata dei rifiuti. Per la verità se n'era ricordato anche il sindaco Iervolino quando, a fine aprile 2006, ha comunicato al nuovo Consiglio comunale il suo programma in materia di rifiuti: "Nel continuare l'attività, finora rigorosamente espletata, di vigilanza e contrasto delle infiltrazioni della criminalità organizzata (?) e continuando nell'opera di modernizzazione dei servizi (?) va effettuato un salto in avanti nel programma comunale di gestione dei rifiuti finalizzato all'ottenimento del 35 per cento della raccolta differenziata; un traguardo da raggiungere attraverso la realizzazione di due impianti di trattamento dei rifiuti organici, di dieci aree ecologiche, una per ogni municipalità, di un impianto di trattamento della carta e di cento ecopiazzole e, soprattutto, attraverso la raccolta porta-a-porta della frazione organica umida dei rifiuti e degli imballaggi. Novità significative del programma sono la istituzione del netturbino di quartiere (?)". Un programma che, però, non è stato inverato. Con le tragiche conseguenze che sono i nostri occhi. E sotto gli occhi di mezzo mondo. L'altra regola del ciclo rifiuti riguarda la raccolta e la trasformazione del cosiddetto "umido" in cdr (combustibile da rifiuti) da bruciare negli inceneritori per ricavarne elettricità e calore oppure da convertire in "compost" per l'agricoltura. E su questo i napoletani e i campani sanno ormai tutto. Grazie alla stampa e alla televisione. Sanno, invece, pochissimo sull'importanza del riciclaggio della carta usata. Abbiamo appreso nei giorni scorsi che nella Repubblica Popolare della Cina opera da qualche anno la signora Zhang Yin. Seguace della dottrina di Den Xiao Ping ("non ha importanza che il gatto sia rosso o nero, è importante che sappia prendere i topi" premessa all'ossimoro del "socialismo di mercato") la intraprendente signora ha dato vita alla "Nove Dragoni", un'azienda, quotata alla Borsa di Hong Kong, per il riciclaggio della carta usata che lei importa da mezzo mondo, e che 11 impianti, nei quali lavorano migliaia di operai, trasformano ogni anno in 40 milioni di tonnellate di imballaggi per l'export cinese. Talché la compagna Yin, col suo patrimonio di 4 miliardi di dollari, è diventata la donna più ricca della Cina. Da noi è facile prevedere il fallimento del decreto governativo del 4 gennaio scorso che, nel nominare De Gennaro supercommissario, ha imposto ai Comuni della Campania di provvedere alla raccolta differenziata entro il 4 maggio prossimo, pena il commissariamento. A meno che qualcuno dei tremila imprenditori, associati alle Unioni degli industriali di Napoli, Salerno, Caserta, Benevento e Avellino, non decida di assumere in proprio la raccolta differenziata, col sistema del " porta a porta", e di dare vita a industrie per il riciclaggio della carta. E anche del vetro, del metallo e della plastica. "Non chiamatela immondizia, per me è una ricchezza" è il motto della compagna Zhang Yin. Perché non dovrebbe esserlo per gli industriali campani? Dov'è la spazzatura di Posillipo Ciro Cipolla ciro.cipolla@virgilio.it Sono nato a Napoli centro e vivo a Fuorigrotta, ho filmato una verità inequivocabile che è sotto gli occhi di tutti i napoletani. I sacchetti dei rifiuti urbani si sono accumulati ovunque, da Soccavo a Bagnoli, da Ponticelli al Vomero, da Pianura a Barra, ma nemmeno un sacchetto fuori posto o in esubero nel quartiere Posillipo dove abita Antonio Bassolino. Ci sarà una motivazione tecnica o palesemente un servizio personale. Forse gli abitanti del quartiere si sono tenuti l'immondizia in casa in attesa della differenziata porta a porta o, per qualche caso, è stata sempre raccolta (ma depositata dove?) solo in via Posillipo. Si attende un cortese chiarimento anche a nome dei tanti napoletani che pagano la Tarsu, e che si sono posti il medesimo interrogativo. La mancanza della cravatta Piero Borgo piero.borgo@alice.it Mi sembra incredibile che la mancanza della cravatta dell'assessore al Turismo Claudio Velardi abbia scatenato la reazione polemica dell'opposizione e un richiamo della presidente Lonardo. Penso che sia prima il caso di occuparsi della spazzatura, della delinquenza, del traffico, della sottoccupazione, della disoccupazione e di tanti altri problemi, visto che detti consiglieri sono ampiamente pagati e non so perché. Dopo mettiamoci lo smoking e i frac. Come diceva Totò, "ma mi faccia il piacere".

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LETTERE (sezione: Monnezze)

( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 29-02-2008)

Argomenti: Monnezza

Lettere Grazie a Velardi con una proposta Enrico Maria Borrelli - NAPOLI Ho letto sul Mattino l'interessante intervista in cui Velardi motiva la scelta - difficile e coraggiosa - di proporsi come assessore regionale. Ho trovato significativa la parte in cui dice di voler rinunciare alla sua indennità di carica e di volerla destinare alle "tante associazioni impegnate nel sociale". Dice di vedere questo impegno come periodo di "servizio civile". Come presidente di Amesci, una delle maggiori associazioni nazionali di servizio civile, che ha mantenuto la sede legale in Campania, non posso che felicitarmi. E mi spingo ad avanzargli una proposta. Il Fondo nazionale per il Servizio civile, istituito con la legge 64/01 e gestito da un Ufficio presso il ministero della Solidarietà sociale, può essere compartecipato da donazioni private. I fondi privati possono essere vincolati al finanziamento di uno specifico progetto eventualmente indicato dal donatore e, considerato che ogni volontario percepisce 433,80 euro mensili, l'assessore Velardi può verificare quanti volontari, grazie al suo gesto, potrebbero fare questa esperienza. Si coinvolgerebbero giovani campani in progetti a favore della legalità, dell'immigrazione, dell'assistenza ai bisognosi, dell'ambiente, della protezione civile e, perché no, proprio del turismo. Per parte nostra, oltre allo spunto che spero vorrà accogliere con la stessa simpatia con la quale lo abbiamo inteso proporre, siamo a disposizione per offrire gratuitamente tutte le professionalità necessarie a progettare, formare e gestire i volontari coinvolti nel progetto. Siamo un'associazione campana, siamo giovani e sosteniamo chi ama la nostra terra. "Il lettore ha ragione e chiediamo scusa" Cinzia Pastore - NAPOLI Ci scusiamo con il signor Sabino Genovese per i disagi in cui, in questi giorni, l'utenza sta incorrendo. Si è verificata, purtroppo, una contingenza che non potevamo prevedere e di cui non siamo responsabili. La delibera regionale che consente al Consorzio Unico il rinnovo delle tessere di libero percorso alle categorie protette è stata approvata solo qualche giorno fa e questo ha fatto si che gli appartenenti alla categoria si riversassero in massa presso i nostri uffici per rinnovare l'abbonamento. Ciò ha causato la situazione che il lettore lamentava e per cui rinnoviamo le scuse. La lettera del signor Genovese è apparsa col titolo "Consorzio Unico spettacoli indecenti". Fa piacere la civile reazione della dottoressa Pastore: ammettere lo sbaglio e chiedere scusa. Poste a via Suarez riapertura a marzo Giuseppe Maiello - NAPOLI Gentile dottor Gargano, le scrivo in merito alla lettera dal titolo "Poste, chiusura incomprensibile" a firma di M.L. L'ufficio di via Suarez è stato rapinato il 10 dicembre scorso, come riporta la fedele cronaca di Luisa Russo sul Mattino. I rapinatori hanno abbattuto un muro, abbastanza fragile, che divideva l'ufficio dall'attigua macelleria. Dopo il comprensibile choc e vista l'impossibilità di riaprire l'ufficio, per motivi di sicurezza, il personale è stato applicato presso agenzie vicine. Nel contempo l'azienda ha indetto una gara per rifare la parete, lavori che partiranno a breve e renderanno operativo l'ufficio entro marzo; poi sarà ammodernato e ampliato. La prolungata sospensione è stata segnalata da una petizione, inviata anche al Prefetto. Nel 2008 Poste Italiane riaprirà a Napoli sei uffici, dopo il difficile reperimento dei locali. Si tratta di Na 37 in piazzetta Fuga (si trovava in via Alvino), Na 58 Parco San Paolo (locali ex esattoria comunale), Na 33 via Caravaggio 40 (era in via Posillipo), Na 64 via Fontana 135 (stava nel Policlinico), Na 26 via Carafa (era in via Ascanio) e Na 18, Via V. Lanza 20 (stava in via Foria). Sono in fase di ultimazione i lavori nell'ufficio di piazza Mazzini. Progetti interessano anche gli uffici di via Montagna spaccata 2; Galleria Umberto I; via dell'Eremo 66. Entro fine anno in via Monteoliveto saranno aperti due nuovi uffici speciali, un polo filatelico ed un Pt Business, dedicato alle imprese, ai professionisti e alle istituzioni. Il collega Maiello è responsabile della comunicazione di Poste Italiane per la Campania e la Calabria. "Calaiò è risorto avevo ragione io" Salvatore Leopoldo - NAPOLI Sono felice per la rivincita di Calaiò, da me sempre sostenuto, anche perchè molte persone che credono di sapere di calcio dicevano che non aveva speranze, perchè poco esperto di A; e venivo deriso perchè sostenevo che chi è bravo in C lo è pure in A. Ora si sono ricreduti. Perciò dico: viva il Manzoni che sosteneva "Amor che a nullo amato amar perdona". Intelligenti pauca. In verità, gentile signor Leopoldo, lo diceva il sommo Dante, nel canto di Paolo e Francesca. Però, nel caso di Calaiò, il passaggio dall'inferno al paradiso è in tema. Che cosa sta accadendo all'ex Circolo della Stampa? Ciro Andolfi - NAPOLI Con il condono edilizio messo in atto con scadenza 31 dicembre 2007, prorogato al 30 giugno 2008, il Comune di Napoli ritiene di rimpinguare le casse per sanare abusi con oblazioni di migliaia di euro, anche in caso di abusi insignificanti effettuati in data 1970; in caso di sanatoria con relativo pagamento, la liberatoria sarà comunicata solo dopo anni. In questo quadro, per quale motivo nessuna associazione né ufficio preposto alla tutela del bene comune ha rilevato lo scempio in corso, per il ripristino e la ristrutturazione della palazzina adibita in passato a sede del Circolo della Stampa? Tale struttura, quasi irrilevante per la sua limitata volumetria, era ubicata gradevolmente nell'area verde della Villa Comunale. È stata trasformata in un imponente edificio di quasi tre piani con torrino per ascensore e terrazzo panoramico, che deturpa il contesto nel quale si inserisce. Purtroppo ancora una volta chi è preposto a determinati compiti non fa rilevare quanto di non regolare, se non in determinati casi. Con l'occasione vorrei ringraziare l'Ufficio che ha ripristinato le due fontanine in piazza Sermoneta e nei pressi del pontile aliscafi di Mergellina, segnalate in una mia precedente lettera. Quella palazzina i giornalisti l'hanno perduta, dopo tanti anni, perché si chiedeva un fitto impossibile. Per evitare l'accusa di interesse privato, non commento ciò che accade; del resto, è superfluo. Il nostro addio a Nunzio Gallo Gennaro Esca, Gianni Lima - NAPOLI I figli, durante il lungo coma, hanno cantato canzoni al capezzale di Nunzio Gallo, sperando di risvegliarlo. Anche noi abbiamo tentato: siamo andati nella clinica di Cassino e gli abbiamo detto: "Ti cantiamo 'Vurria' ma solo se ci dai un segno". Abbiamo cominciato e lui ha mosso un piede. Purtroppo pochi giorni dopo la speranza è caduta. Vogliamo ricordare l'artista e l'uomo semplice. Quando andava alla Pignasecca era uno di loro, chiamava tutti per nome. Avevamo tanti progetti, lui voleva incidere "Vola lu penziero", lavorava a un album sui grandi successi in italiano scritti da napoletani. Non ci sarà più tempo. Buon viaggio, Nunziè. Nunzio Gallo era un grandissimo artista. Ha voluto restare a Napoli e ne ha pagato il prezzo, alto. Altrove a cantanti e attori di un valore pari al suo spalancano i teatri più belli e alzano monumenti in vita; qui per difendere la canzone napoletana un fuoriclasse può essere costretto a fare il giro degli assessorati. Che la terra ti sia lieve, amico Nunzio. Vacche sacre e riti propiziatori Patel Havake - CHENNAI (India) Nei campionati africani di calcio in Ghana, i giocatori si sono dilettati in riti propiziatori. Agli egiziani è venuto in mente di sacrificare una mucca, sgozzandola in piazza. Molti indiani hanno visto quella mucca innocente (sacra) pagare con la vita l'ignoranza e la superstizione di una squadra di calcio. Si sono indignati pure per l'inspiegabile silenzio dei difensori dei diritti degli animali, primi a scendere in piazza quando si tratta di salvarli dalla violenza gratuita, non determinata da un'effettiva necessità alimentare. Sappiamo quanto siano sensibili e suscettibili i musulmani, abbiamo assistito a lotte contro i crocifissi in scuole, ospedali e uffici pubblici in tutto il mondo. Cosa potrebbe accadere se un giorno dovesse essere giocata una partita tra una squadra islamica e l'India? I giocatori prima deciderebbero di sgozzare un bovino e gli indiani per rappresaglia isserebbero uno striscione con insulti verso il Profeta e l'Islam, con guerra santa immediata. È meglio non scordare che anche l'India è molto suscettibile e lo ha dimostrato sia nei confronti di Richard Gere che ha baciato un'attrice indiana in pubblico sia verso Sarkozy che aveva annunciato di voler arrivare in India con una donna che non era sua moglie. Una lettera dall'India per ricordarci che tutto il mondo è ammalato d'intolleranza. La concorrenza sulle ferrovie Elettra Cosfì - POTENZA Le ferrovie francesi hanno annunciato che si sfreccerà a 360 km/h grazie a nuovi treni, figli del record realizzato l'anno scorso su un prototipo in grado di arrivare quasi a 600 km/h. Siccome le ferrovie italiane hanno detto che andare tanto veloce non serve a nulla, ecco spuntare l'imprenditoria privata (Montezemolo, Della Valle) che acquista treni dell'ultima generazione per dare una alternativa al monopolio Trenitalia. Non facciamoci illusioni, difficile che le cose cambino radicalmente. I disservizi un domani saranno ripartiti tra i vari soggetti. Il grado di soddisfazione non è migliorato granché da quando è iniziata la liberalizzazione della telefonia, l'unica differenza è che non si sa mai di chi è la colpa e diventa sempre più difficile riuscire a parlare con un operatore in carne e ossa. Quando lo trovi, la scusa più frequente è che parte della linea dell'abbonato è ancora di competenza dell'ex monopolista. Il binario tra Milano e Roma è sempre lo stesso e se si pianta un treno in aperta campagna tutti quelli che stanno dietro devono fare la fila e aspettare che l'infortunato si tolga dai piedi. Di questa concorrenza non trarranno beneficio i pendolari ma solo i viaggiatori disposti a spendere il triplo di quello che oggi pagano sui treni tradizionali; a parità di distanza un treno ad alta velocità costa tre volte un treno normale non intercity. I pendolari continueranno a viaggiare in ritardo su treni freddi, sporchi e con i sedili sfondati. Il valore aggiunto non consente di offrire di più. I nuovi treni superlusso saranno riservati agli onorevoli, grazie a essi andranno a quel paese molto più velocemente di prima. Il vostro cronista sogna un mondo rallentato, con meno frenesia, meno telefonate e più colloqui a faccia a faccia. Ma sono scemenze di anziano. Che tempo fa e che tempo farà Antonio Vespero - NAPOLI Buongiorno, dottor Gargano. Rifletto ancora su quanto ha detto Andrea Bocelli nella trasmissione di Fabio Fazio. Ha parlato della canzone napoletana, della sua tradizione unica, della sua poesia: mi sono riappropriato l'orgoglio di essere napoletano, dimenticando i problemi di questi giorni. Grazie al patrimonio culturale, intellettuale, Napoli potrebbe campare di rendita. Purtroppo sono subito rientrato in me, però devo ammettere che mi sono commosso (per così poco?): cinque minuti di intensa emozione. Basterebbe solo mettere in atto ciò che abbiamo di bello, ma non si fa. La trasmissione s'intitola "Che tempo che fa". Speriamo che quella di Bocelli sia una previsione del tempo che farà. Vietato dire mamma e papà Fabio Sicari - BERGAMO Si dice che nelle scuole inglesi le parole mamma e papà saranno messe al bando. Guai all'allievo che oserà pronunciarle in aula. Motivo: non devono essere discriminati i bambini adottati dalle coppie lesbo-gay. È ammesso dire genitori. Le minoranze vanno rispettate. Giusto. E la maggioranza di ragazzi, no? Il divieto lede i diritti dei più. È come togliere i crocefissi perché ci sono i musulmani. Diamoci una regolata, please. Degli eccessi del "politicamente corretto" non se ne può più. Il copyright sulla munnezza Carmela Carpendu - ARBOREA (OR) Dopo aver usato una coppia di sposini di Francia come testimonial, scatenando l'ira dei diretti interessati, Ryanair utilizza le immagini di Napoli per far pubblicità alle sue offerte a prezzi stracciati. Le immagini del disastro ambientale hanno fatto il giro del mondo. Ancora una volta i vertici delle pubbliche amministrazioni campane hanno fornito un segno di incompetenza. Se avessero avuto un minimo di spirito imprenditoriale avrebbero messo il copyright su quei paesaggi e tutti coloro che volevano pubblicare o mandare in onda quelle cartoline avrebbero dovuto pagare. Il governo del Cairo ha messo il copyright sui suoi monumenti, so che il paragone con lo schifo di Napoli non regge, ma in un certo senso entrambi sono monumenti che tutto il mondo deve poter vedere (a pagamento). Le piramidi sono opere del genio degli antichi, i cumuli sono opere del genio degli amministratori campani. Ognuno esprime la genialità a proprio modo. Lettera amara e dura, anche se parte dalla giusta condanna di una pubblicità crudele. I napoletani però si sono organizzati da soli. Il signor Paolo Niglio ci ha inviato una rudimentale cartolina della seria "tipici prodotti locali doc" (in verità è scritto "d'Oc") con le foto di Bassolino, la signora Iervolino e Pecoraro Scanio trroneggianti su un cumulo d'immondizia; il testo dice: "Grazie di cuore a voi e a tutta la così detta società civile". Su un'altra cartolina, spedita da Umberto Acampora, i rifiuti fanno da contrappunto al perduto pino. Se non fuma più il Vesuvio, fuma la munnezza.

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