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top ARTICOLI DAL 17 al 29 febbraio 2008 #TOP
La
Iervolino e Bassolino stanno buoni "Adda passà 'a nuttata"
( da "Libero"
del 17-02-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract:
Attualità
17-02-2008 La Iervolino e Bassolino stanno buoni "Adda passà 'a
nuttata" Risponde Mattias Mainiero Va via un sacchetto di immondizia ma ne
arriva subito un altro appena confezionato: mi sembra che a Napoli e dintorni
la situazione sia in stallo e che sarà dura risolverla.
QUALCHE
ALTRO INSULTO DAL PROFONDO NORD ( da "Mattino, Il (Nazionale)"
del 17-02-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract:
poi
Bassolino, Iervolino, camorra, munnezza, ci hanno fatto ripiombiare nella
vergogna. I politici non sanno che cos'è la vergogna, che cosa significa vivere
fuori e sentire tutto quello che si dice del popolo napoletano. Spero che un
giorno questo popolo tiri fuori il suo orgoglio, venga fuori dall'apatia,
DIECI
GLI ASSESSORI IN BILICO: NELLA ROSA DELLA IERVOLINO ANCHE RUSCIANO, MARRELLI E
PAOLOZZI ( da "Mattino, Il (Nazionale)"
del 17-02-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract:
nella rosa
della Iervolino anche Rusciano, Marrelli e Paolozzi SALVO SAPIO Pareva un
gruppo granitico, inattaccabile. È bastato un piccolo segnale da parte del
sindaco rispetto alla possibilità di un rimpasto a scatenare la bagarre sulla
giunta. E, a conti fatti, ben dieci assessorati su sedici potrebbero essere
interessati da cambiamenti.
Duemila
tonnellate nelle strade sos rifiuti dal centro direzionale - roberto fuccillo
( da "Repubblica,
La" del 18-02-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract:
Non si salva
nessuno: ci sono Iervolino e Bassolino, ma anche la presidente della Provincia
Alberta De Simone (che pure ha sottoposto a De Gennaro una lista di siti
alternativi), lo stesso De Gennaro, e naturalmente Ciriaco De Mita, che da
queste parti viene considerato il protettore dell'intoccabile sito di
Formicoso.
Napoli,
l'ultima beffa sui rifiuti Nominato un altro commissario
( da "Giornale.it,
Il" del 18-02-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract:
ex presidente
della Commissione parlamentare sulle Ecomafie. "A De Gennaro hanno fatto
un pacco, come quelli che si fanno alla stazione centrale. Le bonifiche, mai
iniziate in Campania, dovevano rappresentare il presupposto per quelle scelte.
Viceversa, siccome Antonio Bassolino, ex Commissario alle bonifiche, aveva la
necessità di coprire le sue inefficienze,
I
politici incassano con un sorriso grillo: finalmente uno che mi imita -
giovanna casadio ( da "Repubblica, La"
del 19-02-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract:
Bassolino,
Iervolino. Fiorello è una persona perbene, sa che se non si va a votare è il
peggio della politica a trionfare". Proprio così, secondo Gianfranco Fini,
leader del Pdl, un tempo An, stesso partito di La Russa: "Fiorello è
simpatico ma ha detto una cosa che va denunciata e cioè che non tutti i
politici hanno la possibilità di fare.
Il
rimpasto prolunga l'agonia - aurelio musi
( da "Repubblica,
La" del 19-02-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract:
allieva
Iervolino supera il maestro Bassolino. Ci vuole addirittura stupire integrando
nella sua amministrazione avversari politici storici come Marco Rossi-Doria,
alti dirigenti regionali del Partito democratico come Emma Giammattei,
professori legati a Nicolais come Gaetano Manfredi, tecnici esponenti dell'area
Letta come Mario Rusciano e Massimo Marrelli,
Quell'inutile,
vecchia e sporca dozzina ( da "Libero"
del 19-02-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract:
Italia in
Campania resta appeso all'immobilismo strafottente di Antonio Bassolino e di
Rosa Russo Iervolino. I quali sono Democratici a tutti gli effetti, parlano
delle liste, scelgono i candidati: Bassolino si sarebbe impuntato per mettere
in lista due suoi assessori regionali. Se lo meritano proprio... In Campania
governa il Pd, non scordiamolo.
Piove
cacca dal cielo Colpa del capitalismo
( da "Libero"
del 19-02-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract:
LA COLLANA
NOIR DI ECOMAFIA Si chiama "Verdenero" la collana di narrativa
"liberamente ispirata alle migliaia di storie vere raccontate annualmente
dal Rapporto Ecomafia di Legambiente". All'iniziativa partecipano vari
scrittori italiani, che hanno realizzato dei "noir di ecomafia", in
libreria a 10 euro.
Rifiuti,
Napoli è al collasso Guerra di discarica in Irpinia
( da "Tempo,
Il" del 19-02-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract:
Bassolino,
Russo Iervolino, De Mita e Alberta De Simone (i principali fautori della
discarica) sono state piantate nell'area dove dovrebbe sorgere la discarica.
Dopo qualche scontro con i poliziotti (una dozzina i contusi, sette civili e
cinque militi) i manifestanti hanno bloccato la linea ferroviaria
Caserta-Foggia.
Rifiuti,
Napoli è al collasso. Guerra di discarica in Irpinia
( da "Tempo,
Il" del 19-02-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract:
Bassolino,
Russo Iervolino, De Mita e Alberta De Simone (i principali fautori della
discarica) sono state piantate nell'area dove dovrebbe sorgere la discarica.
Dopo qualche scontro con i poliziotti (una dozzina i contusi, sette civili e
cinque militi) i manifestanti hanno bloccato la linea ferroviaria
Caserta-Foggia.
SIT-IN
CONTRO LA DISCARICA, TAFFERUGLI CON LA POLIZIA CHE SCORTAVA I TECNICI. MOLOTOV
AL SITO DI MARIGLIANO ( da "Mattino, Il (Nazionale)"
del 19-02-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract:
Sulla strada
che porta al sito ci sono anche una bombola di gas e cinque croci con le foto
di De Mita, Bassolino, De Gennaro, Alberta De Simone e la Iervolino. Poco prima
delle nove gli schieramenti sono completi e si fronteggiano. Il sindaco di
Savignano, Oreste Ciasullo, tenta un'ultima, disperata mediazione. Dice di
essere in attesa di una telefonata del prefetto.
Rifiuti,
è tregua a savignano - roberto fuccillo
( da "Repubblica,
La" del 20-02-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract:
dice Rosa
Russo Iervolino, ma non aggiunge, come in passato, che l'impianto per Napoli è
quello di Acerra. La stessa Iervolino incontrerà poi oggi il presidente della
Regione Antonio Bassolino e il neoassessore Walter Ganapini sul tema della differenziata.
Domani sarà in città anche il leader della Cgil, Guglielmo Epifani,
Brevi,
schede e richiami 1 ( da "Repubblica, La"
del 20-02-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract:
proposto dal
presidente Bassolino e dal sindaco Iervolino. La città di Napoli non merita di
subire ancora questa che, giustamente, Musi ha definito "il prolungarsi di
una agonia". Le tre giunte dovrebbero essere azzerate e rinnovate in
maniera totale, con un segnale politico chiaro e indicativo della volontà di
voler finalmente operare per la città.
Giornaliste
impegnate a difendere l'ambiente ( da "Repubblica, La"
del 20-02-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract:
sulle
discariche, sulla raccolta differenziata, sulla crisi del petrolio, le
ecomafie, le energie alternative e gli alimenti transgenici prodotti
dall'agricoltura biologica. Durante l'incontro, al quale sono invitati studenti
e insegnanti, verranno letti alcuni brani del libro. Ingresso libero. (g.v.).
I
MORTI COME RIFIUTI ( da "Libero"
del 20-02-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract:
2008 I MORTI
COME RIFIUTI di MATTIAS MAINIERO Nella Napoli di Antonio Bassolino e Rosa Russo
Iervolino, città della munnezza dove si vive male e si muore peggio, anche i
morti non trovano pace. Li portano di qui e di lì, li seppelliscono e li
riesumano. Li accatastano da qualche parte, talvolta li bruciano e se li levano
di torno.
Quelle
mefitiche montagne di oro ai lati delle strade
( da "Manifesto,
Il" del 20-02-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract:
VerdeNero-Noir
di ecomafia" delle Edizioni Ambiente (pp. 192, euro 10). Negli ultimi
mesi, il mondo dell'editoria ha dato ampio spazio ai lavori di giornalisti,
scrittori impegnati storici e saggisti emergenti a confronto con la catastrofe
ambientale del traffico illecito dei rifiuti, figlia del cosiddetto
"turbocapitalismo".
"PAOLO
CIRINO POMICINO<I partiti sono fuggiti, restano solo dirigenti frou frou>
( da "Libero"
del 20-02-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract:
il
Governatore Bassolino e il sindaco Iervolino. È tempo però che anche il
centrodestra si faccia carico di proporre soluzioni alternative". Invece..
"A Napoli la politica è in fuga e si è aperta una grave crisi
democratica". Salvo per uso personale è vietato qualunque tipo di
riproduzione delle notizie senza autorizzazione.
La
vendetta della iervolino "i voti al partito non sono suoi" - ottavio
lucarelli ( da "Repubblica, La"
del 21-02-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract:
La vendetta
della Iervolino "I voti al partito non sono suoi" Affetto e
diffidenza: non partecipò alla festa degli ottant'anni del leader di Nusco
OTTAVIO LUCARELLI (segue dalla prima di cronaca) "I voti non sono una
proprietà personale". Rosa Russo Iervolino al coordinamento nazionale del
Pd pensa subito al danno che potrebbe causare un De Mita davvero schierato
"
"il
centrosinistra ha fallito" ( da "Repubblica, La"
del 21-02-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract:
cerca di far
scomparire Bassolino e la Iervolino" La ricetta per il Sud "Rendere
le aree più sicure e chiedere le fiscalità di vantaggio" "NAPOLI è il
simbolo del fallimento totale del centrosinistra, la mala gestione dei rifiuti
ne è una testimonianza, e Veltroni è una sorta di mago Houdini che tenta di far
scomparire Bassolino e Iervolino".
I
Verdi stoppano 50 milioni per ripulire Napoli
( da "Libero"
del 21-02-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract:
anche perché "Bertolaso
denunciò che Pecoraro Scanio, Bassolino e Iervolino non facevano nulla
nonostante egli avesse detto loro che se non si faceva niente Napoli sarebbe
stata sommersa dai rifiuti". Accuse che rimbalzano anche nella nuova
puntata di Annozero, la trasmissione di Michele Santoro, in onda oggi su Raidue
alle 21.
ROMA
- Clima sempre più teso tra l'Udc e Silvio Berlusconi. Va giù severo il
segretar ( da "Messaggero, Il"
del 21-02-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract:
il vero volto
del Pd, che è rappresentato da Iervolino e Bassolino". Annuncia il Pdl la
candidatura alla Camera di Eugenia Roccella, portavoce del "Family
Day". Intanto Clemente Mastella nella sua corsa solitaria, almeno per il
momento, minaccia di presentarsi in tutte le circoscrizioni con proprie liste.
600
milioni per la rete ferroviaria di Napoli
( da "Unita,
L'" del 23-02-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract:
ha
sottolineato Bassolino. Un intervento, quello sulla rete ferroviaria di Napoli
che, ha aggiunto il sindaco di Napoli Iervolino, risponde "a una precisa
scelta culturale di fondo: quella di non distruggere il centro storico di
Napoli e di abbattere sempre di più le differenze tra centro e periferia".
Rifiuti,
grillo processa la politica ( da "Repubblica, La"
del 23-02-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract:
Berlusconi:
"Bassolino ha sbagliato tutto". Per recuperare l'immagine il Comune
lancia il "Maggio" Rifiuti, Grillo processa la politica "Meglio
i Borbone, io non voto". Turismo, Iervolino contro Rutelli Beppe Grillo
sarà oggi in piazza Dante per il "giorno del rifiuto", ovvero
"Munnezza Day".
Rame
alla maratona degli artisti - nino marchesano
( da "Repubblica,
La" del 23-02-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract:
nei grandi
supermercati il detersivo viene prelevato dai consumatori da un bidone e non si
usano le borse di plastica. Da Napoli, invece, l'immondizia parte per la
Germania. Come mai i politici locali non si sono informati? Non voglio dire che
è colpa della Iervolino, ma qualcuno sa spiegare perché a Salerno questo disastro
non è avvenuto?".
L'affondo
di grillo sulla politica "viva i borbone, erano meglio loro" -
conchita sannino ( da "Repubblica, La"
del 23-02-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract:
contro
Bassolino e la Iervolino. Che, a quel tempo, si preparavano ad un progetto di
privatizzazione della gestione idrica, disegno poi solo formalmente cancellato
di fronte all'onda della proteste. Accanto al leader del dissenso ("Ma io
non sono il leader di un bel niente", sbotta divertito lui), e al popolo
della rete "gli amici di Beppe Grillo"
Campania,
sprechi sui rifiuti Ci costano 10 milioni l'anno
( da "Resto
del Carlino, Il (Nazionale)" del
24-02-2008) + 2 altre fonti
Argomenti: Monnezza
Abstract:
Berlusconi,
Iervolino e Bassolino ? ha detto Grillo ? e anche per Prodi che ha reintrodotto
il Cip6". "Se falliscono De Gennaro e Ganapini è finita".
"Questa emergenza non è stata decisa dalla camorra, ma dalle banche".
"Ho chiesto a Renzo Piano di realizzare con le ecoballe un grande museo
degli orrori".
Grillo
insulta Veronesi È uno sponsor del cancro quando dice che un inceneritore
produce emissioni zero ( da "Unita, L'"
del 24-02-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract:
Iervolino e
Bassolino. Avete scritto sui pomodori Made in China per esportarli, avete i
rifiuti del nord mentre il Veneto fa pubblicità per dire di non andare in
Campania ai tedeschi". "Chiedo scusa anche per Prodi che ha
reintrodotto il Cip6 - ha detto ancora l'artista genovese - nel 1992 fecero una
legge straordinaria per devolvere il 7 per cento della bolletta allo sviluppo
delle
Beppe
Grillo: <Elezioni illegali e illegittime>
( da "Secolo
XIX, Il" del 24-02-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract:
Iervolino e
Bassolino. Qui hanno inventato il manganello consapevole: ad Ariano Irpino e a
Pianura sono state colpite delle persone che protestavano in maniera pacifica -
rincara - avete scritto sui pomodori "made in China" per esportarli.
Avete i rifiuti del Nord mentre il Veneto fa pubblicità per dire di non andare
in Campania ai tedeschi.
Grillo,
sfida globale "mandate tutti a casa"
( da "Repubblica,
La" del 24-02-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract:
Il comico
accusa Berlusconi, Veltroni, Iervolino, Bassolino: "Devono aver paura di
noi, li cacceremo grazie alla rete". Ribadisce che per lui le elezioni
politiche sono illegittime: "Non voto". Punta l'indice contro
inceneritori, banche, imprese, giornalisti. CONCHITA SANNINO A PAGINA IV.
La
cisl: "noi vivi, la regione è morta"
( da "Repubblica,
La" del 24-02-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract:
opposizione a
Bassolino si è fatta sociale", dice il coordinatore regionale Mario
Landolfi. "Veltroni se la prende con De Mita - aggiunge il deputato
Marcello Taglialatala - ma non fa nulla per mandare a casa Bassolino e
Iervolino. La Cisl sta dimostrando di aver saputo rompere lo schema
precostituito della triplice sindacale prendendo le distanze da Cgil e
Uil"
Fiaccole,
balli e il gadget gigetto portachiavi a forma di sacchetto - ottavio lucarelli
( da "Repubblica,
La" del 24-02-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract:
Bassolino e
Iervolino non siete più riciclabili". Presidente di Regione e sindaco
finiti nel mirino così come l'ultimo commissario per l'emergenza rifiuti in
Campania, Gianni De Gennaro, trasformato in poliziotto-manichino con manganello
e con medaglie che ricordano il G8 di Genova e i pestaggi ai tempi in cui era
capo della polizia.
L'urlo
di grillo: munnezza globale - conchita sannino
( da "Repubblica,
La" del 24-02-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract:
"Da
Bassolino a Iervolino. Dallo psiconano-Berlusconi a topogigio-Veltroni: che poi
hanno lo stesso programma, dicono le stesse cose. Si dovrebbe scegliere l'uno o
l'altro per il colore dei capelli?". Il comico conferma: "Io mica
vado a votare, e ne sono orgoglioso".
Politici
"non recuperabili" A Napoli il "monnezza day"
( da "Liberazione"
del 24-02-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract:
Bassolino,
Berlusconi e Iervolino, per le navi di emigranti e per la seconda guerra
mondiale". "Sono venuto a chiedere scusa ai napoletani, alla
Campania, a questa Campania che è stata martoriata dalla storia". Chiede
scusa a questa terra che ha "inventato il manganello consapevole"
perché ad Ariano Irpino e a Pianura sono state colpite delle persone che
protestavano in maniera pacifica.
<Monnezza
day> Show di Grillo in piazza ( da "Corriere della Sera"
del 24-02-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract:
2008-02-24
num: - pag: 19 categoria: BREVI "Monnezza day" Show di Grillo in
piazza Beppe Grillo contro tutti al "monnezza day", giornata di
protesta contro l'emergenza rifiuti in Campania: "Chiedo scusa a tutta la
Regione - ha detto il comico genovese a Napoli -, scusa per Veltroni,
Berlusconi, Iervolino e Bassolino...".
Il
nostro sito internet/1 ( da "Padania, La"
del 24-02-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract:
Iervolino e
Bassolino avessero un minimo di dignità, destinerebbero subito i loro lauti
introiti in beneficenza ed espierebbero le loro colpe, tante e gravi, dandosi
da fare a ripulire quelle zone che per incompetenza e sete di potere hanno
trasformato in una vergogna e in un bacino di probabili epidemie.
Dalla
politica tragicomica ai comici politici, ci mancava giusto il Fiorello pensiero
( da "Padania,
La" del 24-02-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract:
Forse non gli
andava di dire che due nomi ci sono e si chiamano : Antonio Bassolino e Rosa
Russo Iervolino. Guarda caso due fondatori del Partito Democratico di Walter
Veltroni e di Romano Prodi. O forse non gli andava di dire che al Nord, dove lo
smaltimento dei rifiuti viene fatto e funzione, ci sono i sindaci e gli
amministratori della Lega Nord ?
Grillo
'Elezioni illegittime e anti-politiche'
( da "Voce
d'Italia, La" del 24-02-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract:
Berlusconi,
Iervolino e Bassolino". Il comico ha poi proseguito: "se non c'è la
riforma delle legge elettorale il voto è una gran presa in giro per i cittadini
perchè non si ha la possibilità di scegliere nè il rappresentante nè il partito
e da oggi neanche il programma che è lo stesso fra Pdl e Pd".
GRILLO
CONTRO TUTTI: NAPOLI DEVE RIBELLARSI
( da "Mattino,
Il (Nazionale)" del 24-02-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract:
Bassolino
perché l'immagine della Campania è in pezzi, la Iervolino perché non ha preso
provvedimenti a tutela della salute dei cittadini, Berlusconi per la riforma
della legge elettorale, Casini per l'ipotesi di federalismo nucleare. Ma
l'affondo più deciso è diretto a Veronesi, "sponsor del cancro perché si fa
sostenere da un'
GLI
SLOGAN. BASSOLINO E IERVOLINO NON PIù RICICLABILI : SLOGAN DA BLOG-GRILLO CHE
IN ( da "Mattino, Il (Nazionale)"
del 24-02-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract:
Gli slogan.
"Bassolino e Iervolino non più riciclabili": slogan da blog-Grillo
che invita: "Separatevi come il Kosovo e Serbia".
NAPOLI
PIANGE GALLO, ULTIMA VOCE DELLA TRADIZIONE
( da "Mattino,
Il (Nazionale)" del 24-02-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract:
Bassolino e
Iervolino esprimono il cordoglio delle istituzioni. Il governatore piange
"uno dei rappresentanti più autorevoli e prestigiosi della grande
tradizione melodica napoletana" e "interprete di rilievo della musica
italiana come testimonia una carriera segnata da tanti successi".
RIFIUTI
E SANITà, UNA TRAGEDIA ( da "Mattino, Il (Nazionale)"
del 24-02-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract:
Cerrito al
corteo Cisl: Iervolino isterica per le critiche "Rifiuti e sanità, una
tragedia" La Corte dei Conti accusa: troppi sprechi. Grillo a tutto campo:
"Non votate, a casa la classe dirigente campana" Processo Bassolino,
la difesa contrattacca: "Accuse politiche, si cerca il capro
espiatorio".
Le
accuse di cerrito la classe politica è fallimentare devono andare a casa ora
c'è una forza di vero cambiamento
( da "Mattino,
Il (Nazionale)" del 24-02-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract:
Cerrito è duro
con il sindaco Iervolino: "Quando si muove una critica al Comune reagisce
in maniera isterica. Invece che mettere in quarantena Napoli bisognerebbe
mettere lei". Il lavoro che non c'è, le pensioni, i più deboli, la sanità,
i temi scottanti trattati sul palco.
Grillo:
"Elezioni illegittime e anti-politiche"
( da "Voce
d'Italia, La" del 24-02-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract:
Berlusconi,
Iervolino e Bassolino". Il comico ha poi proseguito: "se non c'è la
riforma delle legge elettorale il voto è una gran presa in giro per i cittadini
perchè non si ha la possibilità di scegliere nè il rappresentante nè il partito
e da oggi neanche il programma che è lo stesso fra Pdl e Pd".
Forum
delle culture, no del governo ( da "Repubblica, La"
del 25-02-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract:
La notizia ha
provocato il cupo malumore del sindaco Iervolino e del governatore Bassolino,
che si sarebbero rivolti al Presidente Giorgio Napolitano. In Regione si
dimette l'assessore al Turismo De Masi ("Preferisco la cura di Ravello e
dell'Università"), sostituito da Claudio Velardi. OTTAVIO LUCARELLI E
CONCHITA SANNINO ALLE PAGINE II E III.
Cultura,
la vendetta di rutelli il forum non è grande evento - conchita sannino
( da "Repubblica,
La" del 25-02-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract:
E la
Iervolino: "Rutelli ci mette in quarantena". Così l'ultima decisione
di Palazzo Chigi provoca il cupo malumore del sindaco Iervolino e del
governatore Bassolino. Entrambi, secondo indiscrezioni, si sarebbero persino
rivolti al presidente Giorgio Napolitano per affidare a lui preoccupazione e
sgomento rispetto ad un provvedimento di cui non sembrano comprendere i motivi.
Rutelli
toglie i fondi al forum ( da "Repubblica, La"
del 25-02-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract:
Si è così consumato
l'ennesimo strappo tra il ministro Rutelli e il sindaco Iervolino, dopo la
nomina di un alto funzionario del ministero come "commissario"
all'organizzazione del Forum. Il sindaco e il presidente della Regione
Bassolino si sono appellati a Napolitano.
Forum
culture, il pugno di rutelli ( da "Repubblica, La"
del 26-02-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract:
Iervolino e
Bassolino. Rutelli ora presenta il conto: "Si ribadisce che il governo ha
sempre sostenuto con forza, convinzione e ottimi risultati la designazione di
Napoli a città ospitante del Forum". E aggiunge: "Dal momento che
l'amministrazione comunale e quella regionale hanno comunicato di essersi già
dotate di una apposita struttura per la valutazione e il monitoraggio sulle
Il
monito del procuratore lepore "la camorra non sia alibi per altri"
( da "Repubblica,
La" del 26-02-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract:
ma sulla base
di atti trasmessi per competenza" dal pool anticamorra, della discarica di
Lo Uttaro. Il terzo punto è riservato all'indagine dei pm Giuseppe Noviello e
Paolo Sirleo sul contratto al gruppo Fibe-Impregilo che, ricorda la Procura
"vede imputato assieme ai vertici del gruppo il governatore della Campania
Antonio Bassolino".
Veltroni
è un illusionista, Fini: Il Pd doveva correre da solo, poi ha messo
( da "Nazione,
La (Nazionale)" del 26-02-2008) + 2 altre fonti
Argomenti: Monnezza
Abstract:
In Campania
abbiamo già vinto perché De Mita porterà via molti voti al Pd e poi voglio
vedere Veltroni che va a Napoli assieme a Bassolino e Iervolino a dire che lui
è il nuovo". Aborto, eutanasia, temi etici. Avvenire e Famiglia cristiana
intervengono nella campagna elettorale. Casini rivendica la rappresentanza dei
cattolici, Ferrara fa una lista antiaborto. E il Pdl?
Di
GIORGIO GAZZOTTI - BOLOGNA - Presidente Fini, Veltroni dice che il distacco da
13 ( da "Nazione, La (Nazionale)"
del 26-02-2008) + 2 altre fonti
Argomenti: Monnezza
Abstract:
In Campania
abbiamo già vinto perché De Mita porterà via molti voti al Pd e poi voglio
vedere Veltroni che va a Napoli assieme a Bassolino e Iervolino a dire che lui
è il nuovo". Aborto, eutanasia, temi etici. Avvenire e Famiglia cristiana
intervengono nella campagna elettorale. Casini rivendica la rappresentanza dei
cattolici, Ferrara fa una lista antiaborto. E il Pdl?
Bassolino,
uscita anticipata "non continuo fino al 2010"
( da "Repubblica,
La" del 27-02-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract:
Napoli Il
governatore presenta la nuova giunta e prospetta elezioni prima della scadenza
in Regione Bassolino, uscita anticipata "Non continuo fino al 2010"
Forum delle culture, Iervolino attacca Rutelli Il presidente della giunta
regionale Antonio Bassolino apre per la prima volta alla possibilità di un voto
anticipato: "Non dico di voler andare avanti fino al 2010.
Un
sistema in disintegrazione - aurelio musi
( da "Repubblica,
La" del 27-02-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract:
declassamento
del Forum delle culture e il conflitto tra Rutelli e Iervolino è, da tale punto
di vista, assai significativo. Ultimo esempio, ma non certo in ordine di
importanza, è lo stato degli esecutivi regionale, provinciale e comunale
napoletani. Essi sono in via di completa disintegrazione. I rimpasti,
effettuati, annunciati e poi smentiti, con nuovi ingressi e marce indietro,
Forum,
appello a rutelli "ora troviamo un'intesa"
( da "Repubblica,
La" del 28-02-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract:
Un documento
è stato diffuso anche dalle categorie produttive, dall'Unione industriali
all'Ascom agli artigiani: "La politica superi le divergenze". Il
sindaco Iervolino fa sapere che completerà il mandato, fino al 2011. ANGELO
CAROTENUTO ROBERTO FUCCILLO OTTAVIO LUCARELLI ALLE PAGINE II, III, V.
Forum,
le imprese in campo - ottavio lucarelli
( da "Repubblica,
La" del 28-02-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract:
Iervolino:
"Resto fino al 2011 per portare a termine il mio mandato" La kermesse
della cultura prevista nel 2013: Bassolino media con il ministro Rutelli
OTTAVIO LUCARELLI Si riapre la trattativa per riassegnare il marchio di
"grande evento" al Forum delle culture 2013 che Napoli ha ottenuto
dall'Unesco dopo un anno di lavoro diplomatico del Comune.
I
protagonisti ( da "Repubblica, La"
del 28-02-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract:
Napoli I
PROTAGONISTI rutelli Per legge occorreva un commissario ma è stato opposto un
rifiuto, basta sterili polemiche bassolino Recuperiamo il Forum come Grande
Evento e gestiamo la kermesse con un lavoro comune iervolino Noi andiamo avanti
con le nostre forze, assieme a Regione e Provincia, per difendere il nostro
onore.
VOTO
ANTICIPATO, BASSOLINO E IERVOLINO FRENANO
( da "Mattino,
Il (Nazionale)" del 28-02-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract:
Voto
anticipato, Bassolino e Iervolino frenano LUIGI ROANO Voto anticipato, il
governatore Antonio Bassolino e il sindaco Rosa Russo Iervolino frenano. Anzi,
il sindaco rilancia: "Resterò fino al termine del mio mandato, voglio
lasciare la città al mio successore nel migliore dei modi possibili" dice.
La
necessità di ripartire da zero - umberto de gregorio
( da "Repubblica,
La" del 29-02-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract:
Bassolino
resta nel Pd ma non partecipa alla campagna elettorale. Rosetta Iervolino,
infuriata con Roma, invece "minaccia": io la campagna elettorale la
faccio! De Mita sbatte la porta e lascia il Pd diretto verso il nuovo centro.
Mastella se ne va per conto suo (abbandona tutti o, meglio, da tutti è
abbandonato).
"chiediamo
scusa alla città indignata" ( da "Repubblica, La"
del 29-02-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract:
come Nicola
Corrado (assessore a Castellammare), mentre il sindaco Iervolino dice
"ricominciamo, con senso critico verso noi stessi, ma anche con l'orgoglio
per tutto quel che è stato fatto". Lo dice meglio il filmato che apre il
pomeriggio, sottofondo musicale di Fabrizio Moro, "Pensa", e 15 anni
di Napoli sullo schermo.
La
necessità di ripartire da zero - umberto de gregorio
( da "Repubblica,
La" del 29-02-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract:
La gente
chiede chiarezza: o Bassolino è fuori oppure è dentro e allora fa politica con
orgoglio e a viso aperto, come sempre ha fatto. In secondo luogo qualcuno
dovrebbe spiegare ai napoletani perché invece Rosa Russo Iervolino fa campagna
elettorale. Forse che la sua immagine è meno logora di quella di Bassolino?
Brevi,
schede e richiami 1 ( da "Repubblica, La"
del 29-02-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract:
Per la verità
se n'era ricordato anche il sindaco Iervolino quando, a fine aprile
LETTERE
( da "Mattino,
Il (Nazionale)" del 29-02-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract:
tipici
prodotti locali doc" (in verità è scritto "d'Oc") con le foto di
Bassolino, la signora Iervolino e Pecoraro Scanio trroneggianti su un cumulo
d'immondizia; il testo dice: "Grazie di cuore a voi e a tutta la così
detta società civile". Su un'altra cartolina, spedita da Umberto Acampora,
i rifiuti fanno da contrappunto al perduto pino.
( da "Libero" del 17-02-2008)
Argomenti: Monnezza
Attualità
17-02-2008 La Iervolino e Bassolino stanno buoni
"Adda passà 'a nuttata" Risponde Mattias Mainiero Va via un sacchetto
di immondizia ma ne arriva subito un altro appena confezionato: mi sembra che a
Napoli e dintorni la situazione sia in stallo e che sarà dura risolverla. E così vorrei chiederle: la
signora Iervolino e il signor Bassolino che fine hanno
fatto? Non mi dica che, ignorati dai media, ne hanno approfittato per farsi una
vacanza, magari in Svizzera. Gabriele Pasquale e.mail Purtroppo, nessuna
vacanza. In questo difficile momento per la città di Napoli, Rosa Russo
Iervolino e Antonio Bassolino siedono regolarmente
sulle loro poltrone, cosa che rende il difficile momento di Napoli un po' più
difficile. Siedono. Però, e in questo la sua domanda è più che giusta, non
compaiono. Parlano tutti, a Napoli. Tutti si lamentano, chiedono interventi
urgenti, propongono soluzioni, organizzano convegni e tavole rotonde, scomodano
San Gennaro sperando in un miracolo e nel frattempo assediano De Gennaro e le
discariche. Il sindaco e il governatore no: loro sono momentaneamente dispersi
nel mare dei rifiuti. Ricorda Eduardo De Filippo? Adda passà 'a nuttata,
diceva. E in attesa che la lunga e puzzolente notte napoletana si rischiari da
sola e che arrivino tempi migliori, sindaco e governatore devono essersi
nascosti sotto un cassonetto. Ci sono ma non ci sono. Governano ma non fanno
niente di concreto. Stanno a Napoli ma è come se fossero andati in Svizzera, o
in Francia, in Egitto, in Congo. Sono amministratori desaparecidos. Prima o
poi, però, ne stia pur certo, ritorneranno alla luce del sole, e anche con
qualche spiacevole sorpresa. Loro sono fatti così: se cadono è per rialzarsi.
Se finiscono nella monnezza è solo per uscirne più lindi e puliti. Se
amministrano male, vengono premiati in qualche modo. È la dura vita dei politici
italiani, quelli che si dimettono lasciando la poltrona non per tornare alla
vita privata, ma per essere rieletti e tornare a sedersi su un'altra poltrona.
E così, fra non molto, sindaco o governatore (o entrambi), dopo aver dato ampia
prova di non essere all'altezza, avranno un posto in lista alle prossime
politiche e riappariranno in pubblico per chiedere voti. E se non saranno
candidati chiederanno ugualmente voti per il loro partito elencando tutti i
meriti delle loro amministrazioni. Come se nulla fosse, come se l'immondizia
non esistesse e le discariche funzionassero a pieno regime. A Napoli, caro
Pasquale, 'a nuttata non passa mai. Salvo per uso personale è vietato qualunque
tipo di riproduzione delle notizie senza autorizzazione.
( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 17-02-2008)
Argomenti: Monnezza
RISPONDE PIETRO
GARGANO Qualche altro insulto dal profondo Nord Se gli amministratori del
Comune di Napoli avessero un poco di lungimiranza la situazione vergognosa
della pattumiera d'Italia potrebbe essere risolta con semplici ma immediati
provvedimenti. Basta copiare le ordinanze dei sindaci delle grandi città del
Nord d'Italia, con le quali sono state impartite ai cittadini le regole per la
raccolta dei rifiuti. Acquistare subito i bidoni necessari ai condominii e ai
caseggiati privati, addebitandoli con piccole rate mensili. Provvedere
immediatamente a costruire termo convertitori, mediante contributo dello Stato
da restituire a breve termine. Stabilire un termine di 90 giorni per riportare
alla normalità la raccolta dei rifiuti. Se dopo tale termine la situazione non
verrà normalizzata, resta una sola cosa da fare: restituire il Regno delle Due
Sicilie ai Borboni con le debite scuse e una maledizione a Garibaldi che glielo
aveva sottratto. Tanto, dopo questo lungo e vergognoso scempio, a Napoli non è
rimasto nulla di buono e di bello da vedere. Aldo Colombo - MILANO * * * Cari
napolitani, non solo non volete collaborare con chi è stato incaricato di
smaltire i vostri rifiuti, ma lo ostacolate proditoriamente e aggredite le
forze dell'ordine inpedendo loro di contrastare i mafiosi interessati alla
spazzatura. Vergognatevi. Cosa volete, che siano gli altri italiani a prendersi
cura dei vostri rifiuti? O forse non volete che si faccia pulizia perché dentro
la spazzatura voi vivete benissimo? Perché non vi siete mossi quando la mafia
portava rifiuti organici da tutto il Paese incassando fior di milioni di euro?
Per quanto mi riguarda, e credo che tantissimi la pensano come me, visto che
siete così arroganti da non volere neppure i termovalorizzatori come tutte le
regioni, vi lascerei crepare nei roghi di spazzatura che voi stesso appiccate.
Siete la vergogna d'Italia nel mondo. Roberto X - MILANO * * * Sul Corriere di
Novara è stata pubblicata una nota del Crar, il Coordinamento piemontese
ambientalista dei rifiuti. Dice che l'Emergenza non è tale, ma "un piano
accuratemente preparato a tavolino dagli Amici degli incenitori, un comitato
d'affari trasversale". Il Crar ritiene che "la soluzione giusta sia
la raccolta differenziata spinta, il riciclo e il riuso dei materiali
differenziati (la strada scelta a Novara). A questo si deve aggiungere la
riduzione dei rifiuti alla fonte". Speriamo di non urtare la
suscettibilità del nostro sindaco. Nives Myriam Ponti - NAPOLI * * * Scrivo per
esternare tutto il disprezzo che ho per Bassolino e
tutti quelli che hanno amministrato Napoli, riducendola a vergogna italiana in
tutto il mondo. Le amministrazioni sono state fallimentari già da quando Bassolino era sindaco di Napoli (la più bella delle marine)
sperperando miliardi senza riuscire a cambiare il volto della città e della
regione. Noi napoletani che viviamo fuori fatichiamo tutti i giorni con onestà
e alacrità, cercando di sfatare quello che si dice di noi meridionali. Ci
eravamo quasi riusciti, poi Bassolino, Iervolino, camorra, munnezza, ci hanno fatto ripiombiare nella
vergogna. I politici non sanno che cos'è la vergogna, che cosa significa vivere
fuori e sentire tutto quello che si dice del popolo napoletano. Spero che un
giorno questo popolo tiri fuori il suo orgoglio, venga fuori dall'apatia,
per riscattare le malafatte delle amministrazioni, alle quali non posso che
rivolgere il mio disprezzo. Eduardo Daniele - CONEGLIANO (TV) Un'altra tornata
di lettere settentrionali, cui si aggiunge lo scoramento di un emigrato napoletano.
Le pubblichiamo non per sollecitare acide repliche, ma per dare un campione
dell'aria che tira lassù, dove perfino i veleni delle industrie del Nord, qui
interrati, diventano un affare di fior di milioni (andati alla camorra). La
rimonta sarà dura, è bene saperlo. E dipenderà dai fatti, non dalle campagne
polemiche.
( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 17-02-2008)
Argomenti: Monnezza
Dieci gli assessori
in bilico: nella rosa della Iervolino anche Rusciano,
Marrelli e Paolozzi SALVO SAPIO Pareva un gruppo granitico, inattaccabile. È
bastato un piccolo segnale da parte del sindaco rispetto alla possibilità di un
rimpasto a scatenare la bagarre sulla giunta. E, a conti fatti, ben dieci
assessorati su sedici potrebbero essere interessati da cambiamenti. Il
"metodo Bassolino" indicato dal primo
cittadino ha aperto, poi, una ridda di ipotesi su chi potrebbe entrare
nell'esecutivo. I nomi? Logicamente tecnici e professionisti anche se già
prestati alla politica. È il caso di Mario Rusciano, docente universitario e
già nel gruppo dei saggi del Pd, di Emma Giammattei, coordinatrice del Pd e
professoressa di letteratura italiana all'università di Salerno, di Raffele
Porta, accademico ed ex assessore comunale. Nomi anche a sorpresa come quello
di Marco Rossi-Doria che della Iervolino è stato rivale nella corsa a palazzo
San Giacomo e che potrebbe essere coinvolto nella seconda fase
dell'amministrazione. Senza dimenticare i tecnici che la città conoscono bene e
per la città hanno spesso lavorato. È il caso dell'ex preside di Economia della
Federico II Massimo Marrelli, del filosofo liberale Ernesto Paolozzi, degli
economisti Gennaro Biondi e Vincenzo Maggioni, di Gaetano Manfredi, docente di
Ingegneria molto legato all'ex ministro Nicolais. Nomi ed ipotesi che, in
alcuni casi, vengono avanzati pubblicamente. "Bene ma non troppo
l'apertura del sindaco all'ipotesi di rimpasto - spiega Pasquale Sannino,
consigliere comunale del Pd - Spesso i tecnici non sentono la necessità di
rapportarsi con i cittadini e di trasmettere alle istituzioni le istanze del
territorio. Ben venga, invece, il coinvolgimento di quei docenti e di quei
tecnici che per la loro passione politica, hanno sempre vissuto tra la gente e
sui territori, come la coordinatrice del Pd Emma Giammattei e il professor
Lello Porta". Senza contare chi scalpita da tempo per entrare in giunta. È
il caso dell'ex capogruppo della Margherita Giovanni Palladino, formalmente
senza ruolo dopo la scelta di Antonio Borriello come capogruppo del Pd. È il
caso di Diego Venanzoni che, lasciato l'Udeur, ha manifestato la volontà di
restare fedele al mandato elettorale. "Anche se - spiega - continua la
commedia degli equivoci. Non è chiara la posizione dell'Udeur mentre sarebbe il
caso di assumere con responsabilità il proprio ruolo. Anche sull'ipotesi di
rimpasto con i tecnici, sarebbe il caso di tenere in considerazione anche chi
ha lavorato per tenere in piedi il consiglio". Prc, partendo da posizioni
diverse, arriva alle stesse valutazioni. "Da soli i tecnici non sono la
soluzione - spiega il segretario provinciale Andrea De Martino - servirebbe una
valutazione politica più complessiva". Rimpasto che potrebbe dover tener
conto anche del nuovo gruppo della Sinistra Arcobaleno. "Ma ogni
valutazione - spiega il capogruppo dei Verdi Ciro Borriello - è da rinviare a
dopo le elezioni. Misuriamo sul campo la tenuta della nuova coalizione e poi si
potranno valutare le ipotesi di rimpasto. Partendo magari dal rimescolamento
delle deleghe". La Sinistra arcobaleno ha, infatti, più volte chiesto che
il superassessorato di Gennaro Mola (traffico, sicurezza e rifiuti) venga
ripensato. Il primo dei casi in giunta. Ci sono poi gli assessori dell'Udeur
(Rizzo d'Abundo e Terracciano) sempre in bilico e l'assessore in quota Sdi
(Laudadio) che ha lasciato i socialisti. Ipotesi di candidatura alle politiche
potrebbero poi riguardare Enrico Cardillo (in corsa anche per l'importante
poltrona di presidente dell'autorità portuale), il vicesindaco Tino Santangelo
e Giuseppe Gambale. Altro incarico in vista anche per Nicola Oddati che, per
gli impegni del Forum, potrebbe lasciare la giunta. In bilico, infine, Dolores
Madaro e Alfredo Ponticelli al centro, da tempo, di discorsi sui nuovi
equilibri politici.
( da "Repubblica, La" del 18-02-2008)
Argomenti: Monnezza
Pagina VI - Napoli
Duemila tonnellate nelle strade sos rifiuti dal centro direzionale Crisi più
grave in città cumuli a Pianura Soccavo e area est De Gennaro firma l'ordinanza
per chiudere la discarica di Villaricca Ancora proteste a Savignano: lumini e
croci contro il sito ROBERTO FUCCILLO MENO due. Dopo Difesa Grande ad Ariano
Irpino, anche Villaricca esce ufficialmente dal novero dei siti utilizzabili
per discariche. Il commissario Gianni De Gennaro ha firmato ieri la relativa
ordinanza. C'è chi tira un sospiro di sollievo, chi scende in piazza. A
Savignano Irpino la protesta contro la ipotizzata discarica sale di tensione.
Ieri i manifestanti si sono spostati a presidiare la strada per la località
prescelta, Pustarza. E davanti al sit-in sono spuntati lumini e croci, con i
nomi dei politici sopra. Non si salva nessuno: ci sono
Iervolino e Bassolino, ma
anche la presidente della Provincia Alberta De Simone (che pure ha sottoposto a
De Gennaro una lista di siti alternativi), lo stesso De Gennaro, e naturalmente
Ciriaco De Mita, che da queste parti viene considerato il protettore
dell'intoccabile sito di Formicoso. Da oggi si ricomincia con le
valutazioni (a Savignano comunque i tecnici hanno bisogno di almeno una
settimana per le analisi sui terreni) e la attenta ricerca anche di altre
possibili discariche in tutte le province. Si attende anche un fax dalla
Germania che dia il via libera ai nuovi viaggi di spazzatura oltralpe. Alcuni
giorni fa De Gennaro ha infatti invato una richiesta formale in tal senso a due
grandi operatori tedeschi del ramo, la Itad e la Bde. Le società hanno fatto
rilevare che già in passato la Germania è stata attraversata da preoccupazioni
e contrarietà circa l'importazione di rifiuti dalla Campania, ma anche che si
tratta di una richiesta di breve termine, e per un ammontare limitato, circa
200mila tonnellate. Sicché, ha notato ad esempio Peter Olaf Hoffmann,
vicepresidente di Itad, "la richiesta potrebbe avere il benestare da parte
delle autorità". Naturalmente, anche in caso di responso positivo, ci
vorrà poi qualche altro giorno per la messa a punto e la stipula del contratto.
Situazione di attesa dunque. Mentre su strada i rifiuti la fanno ancora da
padrone. A Napoli ieri si contavano oltre 2000 tonnellate per terra. Punti
critici, come di consueto, Pianura e Soccavo da un lato, l'area est dall'altro,
con seri sconfinamenti al centro direzionale, dove i cumuli ormai cingono
d'assedio i garage del livello inferiore ma anche i grattacieli in superficie.
Non mancano i roghi: ieri ne è scoppiato uno anche nel sito di stoccaggio di
Ottaviano, in località Bosco del Gaudio. E continuano a fiorire le discariche
abusive. Ieri ne è stata trovata e sequestrata un'altra, circa
( da "Giornale.it, Il" del 18-02-2008)
Argomenti: Monnezza
Di Carmine Spadafora
- lunedì 18 febbraio 2008, 07:00 da Napoli 'O pacco. De Gennaro punto e a capo.
Trentasei giorni dopo essere sbarcato a Napoli, per salvare la Campania dalle
cinquecentomila tonnellate dei rifiuti che la stavano "affogavando"
(ma, adesso ce ne sono ancora 250mila), l'ex capo della polizia si è accorto
che sulle discariche gli avevano passato dei dati falsi. "Le carte che
abbiamo trovato segnalavano cose ben diverse rispetto a quelle che abbiamo
trovato dopo avere eseguito altri esami, compresi i carotaggi obliqui e le
analisi del terreno", rivela il commissario di governo quando mancano 82
giorni alla fine del suo mandato conferitogli dal presidente Prodi. Dati falsi,
un "pacco", dunque: per questo motivo il commissariato ha dovuto fare
marcia indietro e andarsene da Tre Ponti, a Montesarchio. Lealmente, l'ex superpoliziotto,
ammette. "La gente aveva ragione. I siti che volevo riaprire? Guai ad
avvicinarsi". Certo, avevano ragione le popolazioni che avevano alzato le
barricate, ad urlare che a Pianura, Difesa Grande e in tutti gli altri luoghi
dove per giorni c'erano state proteste, avevano "già dato". E
problemi ce ne sono pure nei suoli dell'ex Manifattura tabacchi, a Granturco,
periferia industriale di Napoli, dove sono state trovate falde d'acqua e
catrame, dove si era pensato di andare a buttare altra munnezza. E il colpevole
dei falsi dati? Ne ha uno, l'onorevole Paolo Russo, ex
presidente della Commissione parlamentare sulle Ecomafie. "A De Gennaro
hanno fatto un pacco, come quelli che si fanno alla stazione centrale. Le
bonifiche, mai iniziate in Campania, dovevano rappresentare il presupposto per
quelle scelte. Viceversa, siccome Antonio Bassolino, ex Commissario alle
bonifiche, aveva la necessità di coprire le sue inefficienze, ha
distorto i dati, inducendo il povero De Gennaro verso scelte oggettivamente impraticabili".
Inutilizzabili le vecchie discariche, mai più riattivabili, ma da bonificare e
anche con urgenza, De Gennaro punterà sui nuovi siti, già individuati nel
decreto Bertolaso del luglio scorso: a Savignano Irpino (Avellino),
Sant'Arcangelo Trimonte (Benevento) e Terzigno (Napoli). Sul "pacco"
ricevuto, De Gennaro, non se ne è stato con le mani in mano. "Ho scritto
ai miei referenti. Ho spiegato loro che le cose sotto questo aspetto, non
funzionano". Adesso, il dimissionario Prodi sa, Pecoraro Scanio, pure lui
con la valigia in mano sa. L'ex capo della polizia non ha ancora presentato
denuncia al procuratore Giovandomenico Lepore ma, in Procura, sono pronti ad
aprire un nuovo fascicolo sull'infinito scandalo dei rifiuti in Campania.
Tornando al commissariato di governo alle Bonifiche, chiuso il 31 dicembre
dello scorso anno, nei giorni scorsi Prodi ha nominato un nuovo commissario,
Massimo Menegozzo, dotandolo di poteri ordinari, quindi, senza fondi.
Menegozzo, subentra, indovinate a chi? Al collezionista di commissariati:
l'imputato Antonio Bassolino e ai suoi due vice, Cesarano e Vanoli. Alla fine
del 2007, il Commissariato di governo alle Bonifiche aveva chiuso con un
bilancio fallimentare.
( da "Repubblica, La" del 19-02-2008)
Argomenti: Monnezza
I politici incassano
con un sorriso Grillo: finalmente uno che mi imita La Russa, il super-imitato:
Fiorello sa che non votando si fa vincere la cattiva politica Salvi: contrario
alle provocazioni, ma certe promesse assomigliano a prese in giro GIOVANNA CASADIO
ROMA - "Roosaario... non mi ha detto nulla dell'appello che voleva fare
alla radio". Ignazio La Russa imita Fiorello che imita La Russa. Troppo
simpatico Rosario Fiorello per offendersi, in ogni caso. "Sbaglia"
Fiorello, per i politici sia di sinistra che di destra, ma le proteste sono
soft e l'invito dello showman a stracciare la scheda elettorale se lo giocano
l'uno contro l'altro nella partita elettorale. Qualche giorno fa all'aeroporto
"Gnazio" e "Rosario" si sono incontrati e "siccome
Fiorello è un amico che purtroppo vedo poco - spiega La Russa - abbiamo
conversato del più e del meno". Non di astensionismo, l'argomento non
sembrava nell'aria. Né dell'immondizia di Napoli. "La colpa della vergogna
napoletana non è dei politici in generale ma di chi ha la responsabilità,
quindi Pecoraro, Bassolino,
Iervolino. Fiorello è una persona perbene, sa che se non si va a votare è il
peggio della politica a trionfare". Proprio così, secondo Gianfranco Fini,
leader del Pdl, un tempo An, stesso partito di La Russa: "Fiorello è
simpatico ma ha detto una cosa che va denunciata e cioè che non tutti i
politici hanno la possibilità di fare. Io per esempio non posso fare
nulla sulla vicenda della Campania, mentre il Pd che lì governa può fare
molto". E la questione è utilizzata elettoralmente anche da Pier
Ferdinando Casini, il leader Udc: "Fiorello ha ragione, se le promesse non
sono mantenute". A indirizzare a Fiorello e a Radio due applausi a scena
aperta è Beppe Grillo. Il comico, e guru dell'antipolitica, apprezza di essere
stato emulato da Fiorello nella critica feroce alla politica e rilancia la
posta: "Io suggerisco ai napoletani di chiudere i confini come i baschi,
dovrebbero volere l'indipendenza assoluta visto come li trattano".
Stracciare la scheda elettorale è ancora poco: "E non diciamo questa
belinata che c'entra la camorra, che ha solo fatto da manovalanza, la
responsabilità è delle spa quotate in borsa, di chi ha fermato la raccolta
differenziata dei rifiuti per fare gli inceneritori... Dovranno pagare salato.
Mi fa proprio piacere che Fiorello intervenga su qualche problema perché ha il
dovere di farlo". Nel "Vaffa'day 2" contro l'informazione
italiana, che Grillo ha organizzato il 25 aprile a Torino, ci sarà Antonio Di
Pietro. Il leader di Idv (partito apparentato con il Pd) rincara: "A grida
di dolore va risposto non rigettandoli nella solita accusa di antipolitica. A
Napoli ci sono responsabilità precise, è colpa della politica del non fare,
degli abusi che le intercettazioni campane e calabresi hanno svelato".
Piace Fiorello a Enrico Mentana, conduttore su Canale 5 di Matrix, che nega si
tratti di "una grillata": "è una provocazione, c'è una bella
differenza con Grillo perché Fiorello dice "non andate a votare se i
politici fanno solo promesse" ed è quello che pensano la gran parte dei
cittadini, cioè: se non ho un servizio non ti pago". Ma Franca Rame,
l'unica esponente politica invitata sabato a Napoli per la manifestazione anti
rifiuti, invita a ragionare: "D'accordo, Fiorello è simpatico. Ma come si
fa a pensare che in 55 giorni da qui alle elezioni, la vergogna dei rifiuti si
possa risolvere? Se lui ha la bacchetta magica... lo vado ad aiutare. Non
votare significa fare il gioco della destra". Ironico Beppe Giulietti:
"Buttare altra carta in giro, quando si vuole fare una campagna contro il
problema intollerabile dei rifiuti a Napoli è un po' contraddittorio. Io sono
contrario ai messaggi di non voto, ma sono convinto che Fiorello che è ironico
e autoironico abbia fatto una provocazione e saprà tornarci su".
Rettificherà. Nessuno censura a "Rosario", comunque. Neppure Cesare
Salvi (Sinistra arcobaleno), al quale l'antipolitica fa venire i brividi, è
disposto a rimproveri o a censurare Fiorello: "è una provocazione alla
quale sono contrario ma Berlusconi e Veltroni sono partiti con promesse
magniloquenti che sanno di presa in giro". Marco Pannella, leader
radicale, denuncia la "clandestinizzazione" del Pr e dei temi di cui
è paladino, dalla non-violenza alle carceri, dalla legalità alla laicità:
"La mia stima in Fiorello è accresciuta".
( da "Repubblica, La" del 19-02-2008)
Argomenti: Monnezza
Pagina X - Napoli Il
rimpasto prolunga l'agonia AURELIO MUSI (segue dalla prima di cronaca) rimpasto
è "la riorganizzazione parziale della composizione politica di un governo
mediante sostituzione o spostamento di alcuni ministri senza la caduta del
governo stesso". Dunque sono tre i livelli da considerare. La procedura si
riferisce al governo nazionale, non a quello locale. Ha a che fare con la sua
composizione politica. è attivata al fine di evitare a tutti i costi la caduta
dell'esecutivo. Dopo la legge 81/93 e tutta la legislazione successiva in
materia di autonomie locali, che avrebbero dovuto garantire una più stabile e
migliore governabilità, la procedura del rimpasto è stata adottata da sindaci,
presidenti di Provincia e di Regione, a cui, secondo la legge, spetta la facoltà
di scegliere la squadra di governo: così assessori e consulenti esterni, che,
insieme, costituiscono il vero cuore del processo di formazione della decisione
politica nel governo del territorio, possono essere integrati o esclusi.
Ovviamente l'eventuale ricambio, la natura, la quantità e la qualità del
rimpasto devono rispondere al requisito della compatibilità con il sistema di
potere venutosi a creare intorno a cariche sempre più monocratiche, come quelle
di sindaci, presidenti di Provincia e di Regione. Nel caso degli esecutivi
della Regione Campania e del Comune di Napoli, tuttavia, il rimpasto attuale
non riguarda affatto la composizione politica che è rimasta e rimane
formalmente immutata. A livello della Regione il rimpasto si è configurato come
un'immissione di tecnici nella compagine della giunta. Qui non è in discussione
la qualità dei tecnici designati. è piuttosto in discussione l'atto politico di
Bassolino, che contiene una contraddizione assai
profonda, non abbastanza evidenziata nelle diverse analisi proposte fino a ora.
Da un lato il rimpasto è un'implicita ammissione del fallimento politico nel
metodo, nella qualità e nei risultati del governo del territorio regionale.
D'altro lato l'iniezione dei tecnici non solo non sposta l'equilibrio politico
complessivo della giunta regionale, anche se provoca proteste e malumori fra
alcuni partiti in giunta, ma non scalfisce nemmeno l'edificio del sistema di
potere creato da Bassolino, anzi lo rafforza: è tutta
interna al paradosso di una condizione fondata sulla divaricazione fra alto
consenso-potere e bassa qualità del governo del territorio. E allora appare in
tutta evidenza la strumentalità del rimpasto al governo della Regione: un
provvedimento d'urgenza imposto esclusivamente dal fine della conservazione,
della durata del potere, non dall'esigenza di risolvere i problemi
dell'emergenza. Ma c'è di più. Come è stato notato in particolare da Umberto
Ranieri, il rimpasto regionale, invece di rappresentare uno strumento di
ricomposizione, rischia di configurarsi come un elemento di ulteriore
scollamento in un momento in cui la Campania ha bisogno di una straordinaria
convergenza di intenti per uscire dall'emergenza. Di tutto abbiamo bisogno
tranne che di altra conflittualità tra il nuovo assessore regionale
all'Ambiente e il supercommissario De Gennaro in materia di termovalorizzatori.
Ricambi ben più sostanziosi si annunciano anche al Comune, dove sono da
rimpiazzare aspiranti in corsa per un posto in Parlamento. L'allieva Iervolino supera il maestro Bassolino. Ci vuole addirittura stupire integrando nella sua
amministrazione avversari politici storici come Marco Rossi-Doria, alti
dirigenti regionali del Partito democratico come Emma Giammattei, professori
legati a Nicolais come Gaetano Manfredi, tecnici esponenti dell'area Letta come
Mario Rusciano e Massimo Marrelli, il filosofo liberale Ernesto
Paolozzi, l'ex presidente dell'Asia, nonché estensore del programma elettorale
della Iervolino, il recuperato Gennaro Biondi, il professore Raffaele Porta
della Sinistra democratica. Si spera che l'effetto annuncio di questa
disomogenea e, pertanto, poco probabile ammucchiata rientri al più presto e sia
smentito dagli stessi protagonisti: Napoli non merita, dopo i disastri del
governo cittadino, anche la tragicommedia di un rimpasto simile. L'unico modo
per uscire dal declino, condizione necessaria anche se non sufficiente, è
l'azzeramento delle tre giunte, regionale, provinciale, comunale, e la
preparazione di nuove elezioni entro l'anno. Il nodo è politico: e si può
sciogliere solo così. Tutto il resto serve solo a prolungare l'agonia di un
territorio e di cittadini che meritano un po' di rispetto dai palazzi della
politica.
( da "Libero" del 19-02-2008)
Argomenti: Monnezza
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19-02-2008 Quell'inutile, vecchia e sporca dozzina di GIANLUIGI PARAGONE Per
fare una campagna elettorale all'inse gna della velocità 12 punti bastano e
avanzano. Dodici ne ha scritti Veltroni per il suo Partito democratico. Per chi
ha frequentato almeno un po' il centrodestra, il programma di Veltroni non è
esattamente il nuovo che avanza. Diciamo che c'è del già sentito, del già
visto, del già proposto. Qualche volta c'è persino del già fatto. Mi sembra che
la legge Biagi sul mercato del lavoro sia stata realizzata dal centrodestra, e
fu cosa saggia. (...) (...) Idem si potrebbe dire sullo snellimento delle
procedure per costruire le infrastrutture (la famosa legge Obiettivo) e sui
bonus bebè: quegli assegni furono effettivamente staccati. Insomma, non è che
mentre governava Berlusconi l'Italia moderna era lì che aspettava il profeta
Veltroni. È arrivato pure lui col suo Pd e gli facciamo tanti auguri. Gli
diciamo persino bravo per essersi scrollato di dosso la sinistra radicale col
suo bagaglio di tesi lunari. Però, attenzione, non è oro tutto ciò che luccica.
Veltroni è bravissimo a far luccicare anche i vecchi cocci, i quali sempre
vecchi cocci restano. Nei 12 punti per l'Italia presentati sabato, il leader
del Pd nasconde i vecchi cocci sotto il tappeto del marketing elettorale.
Facciamo alcuni esempi. Al primo punto, Veltroni spiattella una cosetta da
niente: modernizzare l'Italia. Come? Con infrastrutture, con la qualità
ambientale, con l'ener gia pulita, coi termovalorizzatori e gli altri impianti
per il trattamento dei rifiuti. Bravo Walter, ora che non ci sono più i Verdi
di mezzo e che il Partito democratico corre da solo è tutto più semplice, no?
Pronti via, si parte. Magari in Campania, dove la munnezza è sempre lì dove
l'avevamo lasciata quando i telegiornali ci sputtanarono in mondovisione. Se
non fosse che il nuovo Pd che vuole modernizzare l'Italia
in Campania resta appeso all'immobilismo strafottente di Antonio Bassolino e di Rosa Russo Iervolino. I
quali sono Democratici a tutti gli effetti, parlano delle liste, scelgono i
candidati: Bassolino si
sarebbe impuntato per mettere in lista due suoi assessori regionali. Se lo
meritano proprio... In Campania governa il Pd, non scordiamolo. SALVARE
IL SUD: CON CHI? Va così a catafascio pure il secondo punto intitolato:
crescita del Mezzogiorno. Crescita con chi? Con Bassolino?
Con Loiero? Per ora sono lì al loro posto. Solo per inciso: se al Sud Italia è
dedicato un apposito capitoletto del programma, sul Nord manco un rigo.
Malpensa è scomparsa dalla mappa, le partite Iva sono un fantasma e immettersi
sulla Milano-Torino è come guidare dentro un videogioco pieno di luci e
ostacoli che sbucano all'ultimo momento. Il tutto perché negli ultimi due anni
il cantiere va a rilento. Proseguiamo e veniamo alla parte dedicata agli schei,
ai dané, ai soldi. Alla riduzione delle tasse e al controllo della spesa
pubblica. Qui il libro dei desideri firmato da Veltroni raggiunge vette di
berlusconismo davvero esaltanti. Slogan a effetto, frasi di grande suggestione
e sogni venduti in saldo. Lo fa Silvio, è giusto concederlo anche a Walter.
Cos'ha però Walter che Silvio non ha? I sindacati. Se è vero che il Partito
democratico si è liberato della sinistra radicale, non si può altrettanto dire
che abbia sciolto il suo rapporto viscerale, carnale, con la Cgil, sindacato di
riferimento. ICHINO MA ANCHE IL SINDACATO Ieri sera, durante la trasmissione
Porta a Porta, ho fatto notare la cosa a Piero Fassino, prendendo spunto dalle
indiscrezioni circa le candidature. Si parla dell'operaio della ThyssenKrupp
sopravvissuto al rogo in cui persero la vita sette lavoratori. Si parla dei
cognomi illustri espressione dell'indu stria. E si parla pure di Piero Ichino,
il giuslavorista editorialista anche del Corriere della Sera sotto scorta per
le tesi riformiste in materia di welfare. Seguo e apprezzo Ichino, lo inserisco
nella scia di Marco Biagi quanto a visione politica. Proprio per questo a
Fassino ho domandato se il Pd sia più Ichino o sia più la Cgil. La lotta ai
fannulloni, la sburocratizzazione della pubblica amministrazione, la rilettura
del contratto a tempo indeterminato, la disarticolazione della contrattazione
collettiva nazionale, il superamento dell'articolo 18 dello Statuto dei
lavoratori sono tesi che Ichino ha messo nero su bianco e per le quali il
sindacato lo ha messo sotto processo politico. Ecco, mentre l'operaio della
Thyssen può essere un simbolo al pari di Colaninno jr, lo stesso non si può
dire di Ichino. La sua candidatura ha un senso se egli viene messo nella
condizione di elaborare leggi e portarle a compimento così come finora le ha
sempre enunciate. (Cosa diversa se Ichino le annacquasse...) Naturalmente
Fassino non è entrato nel merito della risposta, però prima o poi il Pd dovrà
guardare la realtà per quella che è e cioè che la Cgil non è un sindacato
moderno. Anzi, è spesso in antitesi con quel riformismo che Veltroni dice di
predicare. Siamo così entrati in un altro punto, che è quello della scuola
italiana. Una scuola dove tra un po' il numero degli insegnanti supera quello
degli studenti. Dove non c'è concorrenza. E dove, appunto, conta di più la
tessera del sindacato che la preparazione dell'insegnante. Lo disse bene il
governatore di Bankitalia Mario Draghi: alla scuola non mancano i soldi, manca
l'efficienza. Idem nel campo universitario: il passato governo Prodi contava
professori e titoli accademici a bizzeffe eppure è stato tra i più invisi.
Rilanciare l'università non significa sfornare dottori d'alle vamento, ma
dotare la società di gente preparata in vista delle nuove sfide. Per
intercettare il futuro non basta intruppare i giovani nelle liste del Pd. Salvo
per uso personale è vietato qualunque tipo di riproduzione delle notizie senza
autorizzazione.
( da "Libero" del 19-02-2008)
Argomenti: Monnezza
Cultura e scienza
19-02-2008 Piove cacca dal cielo Colpa del capitalismo FRANCESCO BORGONOVO Ci
aveva spiazzato lo scrittorecritico letterario-leader dei Disobbedienti Luca
Casarini quando, alle calcagna un cronista del Corriere, aveva dichiarato che
il suo primo romanzo sarebbe stato un "social noir". E noi giù a
cercare sui manuali dei critici militanti, a sfogliare pagine e pagine di saggi
sulla letteratura di genere, per capire che cosa fosse. La risposta ci è
capitata in mano passando da un'espositore alla Feltrinelli: esibiva una bella
collezione di libriccini verdi e neri, appartenenti - appunto - alla collana
"Verdenero" delle edizioni Ambiente, emanazione editoriale di
Legambiente. Eccolo lì, il canone del social noir. Testi che illuminano (con
coscienza) sulle storture del mondo che ci circonda. Utilizzando, però, il
linguaggio del giallo: trame dure, personaggi oscuri e quant'altro. Libri,
insomma, che aprono la proverbiale "finestra sul presente". E a
questa finestra spunta Filippo La Porta, che certifica da bravo recensore
l'opportunità dell'operazione: "È davvero indispensabile trattare temi
sociali e civili attraverso il noir?", si domanda sulla costina di uno dei
volumetti, "forse sì, se si vuole raggiungere un pubblico ampio, a parte
di farlo con intelligenza e misura". Lo scopo manifesto della collana,
quindi, è quello di raccontare la triste realtà dell'ecomafia,
termine coniato proprio da Legambiente e approvato pure dal dizionario
Zingarelli. Gli ecologisti hanno riunito un gruppo di scrittori italiani
"impegnati a difesa dell'ambiente", i quali si sono messi d'impegno a
raccontare la "straziante ambiguità morale" (La Porta, ancora) della
criminalità organizzata che fa i soldi a discapito del verde. L'elenco dei
Power Rangers amici degli alberi comprende Niccolò Ammaniti, Eraldo Baldini,
Massimo Carlotto, Piero Colaprico, Sandrone Dazieri (immancabile, visto che il
social noir di Casarini l'ha sponsorizzato proprio lui), Marcello Fois, Simona
Vinci, Licia Troisi e altri. Tra questi altri, ultimi solo in ordine di tempo,
ci sono i rivoluzionari maoisti senza volto Wu Ming, la cui opera
"Previsioni del tempo" sarà in libreria a partire da oggi (pp. 185,
euro 10). Anche loro, come tutti i colleghi, devolveranno parte delle proprie
royalties al progetto "SalvaItalia" di Legambiente. Nobile intento,
ottima idea. Con un piccolo difetto formale: pensare che un romanzo possa
effettivamente chiarire i pensieri a chicchessia rispetto a un argomento di
"scottante attualità". Questi social-noir ambientalisti, veri e
propri gialli-verdi, più che chiarire le idee le complicano. Nel senso che dopo
averli letti non si ha ben chiaro chi sia il responsabile di vergognose
tragedie quali il traffico illegale di animali esotici, la speculazione
edilizia (raccontata con piglio celentanesco tipo "laggiù dove c'era il
verde ora c'è, mannaggia, una città" da Simona Vinci), la macellazione di
maiali fuori da qualsiasi norma igienica, il business dell'immondizia che
riempie le strade di Napoli. O, meglio, vengono dei sospetti. Come spiega bene
Lifegate magazine (rivista legata all'omoni ma radio trendy salva-la-natura),
in "Bestie" di Dazieri "come in ogni ottimo giallo, il colpevole
non si intuisce mai. La vittima sì: è sempre l'am biente". Leggiamo di una
compravendita di orsi e tigri a beneficio della mafia cinese, la quale ne
ricava medicine "tradizionali" da vendere poi ai ricchi borghesi patiti
dell'omeopatia e di altre fanfalucche orientaleggianti. Un ragazzo -
frequentatore appassionato di centri sociali ed eco-attivista molto agitato
(lui, ovvio, è uno dei buoni)- si mette sulle tracce dell'or ganizzazione
criminale per sgominarla assieme ai suoi compagni color anguria (verdi fuori,
rossi dentro). Lo fanno fuori. A risolvere il caso sarà poi un ex malavitoso
redento. I colpevoli, dicevamo, non si capiscono bene. Un po' i ricchi, un po'
la mafia - chiaramente appendice sotterranea del capitalismo - un po' la cecità
del comune cittadino. Ne "L'uomo cannone" di Piero Colaprico (il
libro migliore), i responsabili dello smaltimento illegale di scorie
radioattive sono i vertici della multinazionale Klauspryde, guidata da due
fratelli milanesi un po' bauscia un po' ex playboy da bere. Nel meteorologico
"Previsioni del tempo" dei Wu Ming, invece, si spiega all'inizio che
per i mafiosi "la monnezza è oro". Poi bisogna aspettare pagina 100
circa per capire di che cosa si stia parlando nel libro, fra le vicende
strappalacrime di due poliziotti omosessuali, di una ragazza idealista amica
delle piante (anche dell'erba? Chissà) e di un camorristucolo della domenica.
Infine, appare un ricco uomo d'affari che - capiamo - ama giocare in Borsa,
spara previsioni sul destino dei mercati mondiali ed è il mandante di questo
camion pieno di suini macellati illegalmente che servono ai cinesi (di nuovo!
Ma non erano i Wu Ming a sostenere il grande balzo in avanti, la rivoluzione
culturale?) per fare non so che. Quest'ultimo personaggio dev'essere il
Capitalismo fatto uomo. Il Male. Il Mostro che si nasconde dietro tutti questi
libretti gialli-verdi che sanno, guarda un po', di libretti rossi. Piove merda
dal cielo: di chi è la colpa? Del capitalismo. L'orso si estingue: colpa del
capitalismo. L'al tro giorno mi hanno rigato la fiancata dell'auto. Vuoi vedere
che è stato... Per fortuna che tutti i volumetti di Verdenero si concludono con
una nota di Antonio Pergolizzi (dell'Os servatorio nazionale di Legambiente)
che snocciola un po' di dati sui problemi ecologici italiani. Bastava quella
nota, più chiara di tutti i romanzi con morti e ammazzati. Non c'era bisogno
nemmeno di riaprire La Porta per buttare fuori il pattume. LA
COLLANA NOIR DI ECOMAFIA Si chiama "Verdenero" la collana di
narrativa "liberamente ispirata alle migliaia di storie vere raccontate
annualmente dal Rapporto Ecomafia di Legambiente". All'iniziativa
partecipano vari scrittori italiani, che hanno realizzato dei "noir di ecomafia", in libreria a 10 euro.
Parte delle royalties sarà devoluta al progetto SalvaItalia di Legambiente IN
LIBRERIA Esce oggi il nuovo volume della collana, "Previsioni del
tempo" di Wu Ming (pp. 185, euro 10). Già in vendita i libri di Colaprico,
De Cataldo, Vinci, Dazieri e altri Salvo per uso personale è vietato qualunque
tipo di riproduzione delle notizie senza autorizzazione.
( da "Tempo, Il" del 19-02-2008)
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Stampa 200.000
tonnellate di spazzatura. Sì all'accordo con la Germania Rifiuti, Napoli è al
collasso. Guerra di discarica in Irpinia Lunedì 18 febbraio, il vento gelido
non ferma i cittadini di Savignano Irpino provincia di Avellino che in
mattinata hanno inscenato l'ennesima protesta dei rifiuti in Campania. è stato
organizzato uno scudo umano di 300 persone per ostacolare il passaggio delle
trivelle utilizzate per i lavori di sversamento del terreno nell'area del sito
in fase di costruzione. "La discarica non s'ha da fare"! I cittadini
di Savignano (in realtà è l'unico sito attualmente confermato dal commissario
per l'emergenza rifiuti in Campania, Gianni De Gennaro) l'avevano già ribadito nel
luglio scorso quando l'area era stata scelta dalla presidenza del Consiglio dei
ministri. Croci di legno con le immagini di De Gennaro, Bassolino, Russo Iervolino, De Mita e Alberta De Simone (i principali
fautori della discarica) sono state piantate nell'area dove dovrebbe sorgere la
discarica. Dopo qualche scontro con i poliziotti (una dozzina i contusi, sette
civili e cinque militi) i manifestanti hanno bloccato la linea ferroviaria
Caserta-Foggia. Un migliaio di persone ha invaso i binari della stazione
di Savignano per tutta la giornata. Numerosi i convogli bloccati a Benevento e
Foggia, sostituiti da Trenitalia con servizi di autobus. Tra i manifestanti
anche i sindaci della zona e dei vicini comuni della provincia di Foggia. La
città di Napoli è al collasso. Sono circa 2.400 le tonnellate di rifiuti in
strada, in provincia si arriva a quota 200 mila tonnellate. Ieri due vigili del
fuoco sono rimasti feriti mentre tentavano di spegnere un incendio in un cumulo
di rifiuti a Melito. A provocarne il ferimento l'esplosione di una bomboletta
di vernice mista a materiale infiammabile quale il propano. Uno spiraglio alla
risoluzione potrebbe venire dall'accordo raggiunto con la Germania per un piano
di smaltimento per il quale occoreranno 4-6 mesi. Sembra che il trasporto della
spazzatura campana in Germania costerà ogni giorno allo Stato italiano circa
200mila euro. I rifiuti saranno inviati su nave in Germania, dove verranno
bruciati.
( da "Tempo, Il" del 19-02-2008)
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Stampa 200.000
tonnellate di spazzatura. Sì all'accordo con la Germania Rifiuti, Napoli è al
collasso. Guerra di discarica in Irpinia Lunedì 18 febbraio, il vento gelido
non ferma i cittadini di Savignano Irpino provincia di Avellino che in
mattinata hanno inscenato l'ennesima protesta dei rifiuti in Campania. è stato
organizzato uno scudo umano di 300 persone per ostacolare il passaggio delle
trivelle utilizzate per i lavori di sversamento del terreno nell'area del sito
in fase di costruzione. "La discarica non s'ha da fare"! I cittadini
di Savignano (in realtà è l'unico sito attualmente confermato dal commissario
per l'emergenza rifiuti in Campania, Gianni De Gennaro) l'avevano già ribadito
nel luglio scorso quando l'area era stata scelta dalla presidenza del Consiglio
dei ministri. Croci di legno con le immagini di De Gennaro, Bassolino, Russo Iervolino, De Mita e Alberta De Simone (i principali
fautori della discarica) sono state piantate nell'area dove dovrebbe sorgere la
discarica. Dopo qualche scontro con i poliziotti (una dozzina i contusi, sette
civili e cinque militi) i manifestanti hanno bloccato la linea ferroviaria
Caserta-Foggia. Un migliaio di persone ha invaso i binari della stazione
di Savignano per tutta la giornata. Numerosi i convogli bloccati a Benevento e
Foggia, sostituiti da Trenitalia con servizi di autobus. Tra i manifestanti
anche i sindaci della zona e dei vicini comuni della provincia di Foggia. La
città di Napoli è al collasso. Sono circa 2.400 le tonnellate di rifiuti in
strada, in provincia si arriva a quota 200 mila tonnellate. Ieri due vigili del
fuoco sono rimasti feriti mentre tentavano di spegnere un incendio in un cumulo
di rifiuti a Melito. A provocarne il ferimento l'esplosione di una bomboletta
di vernice mista a materiale infiammabile quale il propano. Uno spiraglio alla
risoluzione potrebbe venire dall'accordo raggiunto con la Germania per un piano
di smaltimento per il quale occoreranno 4-6 mesi. Sembra che il trasporto della
spazzatura campana in Germania costerà ogni giorno allo Stato italiano circa
200mila euro. I rifiuti saranno inviati su nave in Germania, dove verranno bruciati.
( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 19-02-2008)
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Sit-in contro la
discarica, tafferugli con la polizia che scortava i tecnici. Molotov al sito di
Marigliano DALL'INVIATO NICOLA BATTISTA Savignano Irpino. Le botte, il sangue,
il dolore, le lacrime, le urla, la rabbia: riesplode sul fronte irpino la
"guerra dei rifiuti". Da una parte le forze dell'ordine, dall'altra i
cittadini. Tredici i feriti nei violentissimi scontri. Il campo di battaglia è
Pustarza, una località sulle colline di Savignano, paese ad un passo dalla Puglia.
Qui il commissario De Gennaro ha deciso che venga realizzata una discarica per
settecentomila tonnellate d'immondizia. E qui, ieri, in una mattinata
freddissima e tersa, esplode la tensione accumulatasi per mesi. Circa trecento
tra poliziotti e carabinieri scortano i tecnici del commissariato che debbono
effettuare i carotaggi con una maxi-trivella. La gente di Savignano li aspetta
al varco, decisa a non farli passare. In prima fila ci sono i proprietari dei
venti ettari di terreno che debbono essere espropriati. Loro sono sul chi va là
da sabato, da quando, a bordo dei trattori, sono riusciti a sventare un primo
blitz delle forze dell'ordine. L'allarme scatta alle otto. A Villanova, un
paese vicino, vedono passare le camionette dei poliziotti e dei carabinieri. Frenetico
giro di telefonate, i parroci suonano le campane, gli abitanti di Savignano
scappano a contrada Pustarza. Qui incendiano delle balle di fieno e le
sistemano sulla carreggiata. Utilizzano come barriere anche dei tronchi. Ma le
forze dell'ordine rimuovono gli ostacoli e avanzano. Sulla
strada che porta al sito ci sono anche una bombola di gas e cinque croci con le
foto di De Mita, Bassolino,
De Gennaro, Alberta De Simone e la Iervolino. Poco prima delle nove gli
schieramenti sono completi e si fronteggiano. Il sindaco di Savignano, Oreste
Ciasullo, tenta un'ultima, disperata mediazione. Dice di essere in attesa di
una telefonata del prefetto. Implora: "Non caricate". Ma non
c'è nulla da fare. Poliziotti e carabinieri non vogliono sentire regioni.
Volano degli insulti e, improvvisa, scoppia la bagarre. "Ci hanno colpito
con estrema violenza - racconta la signora Olimpia - senza intimarci di andar
via. Ci hanno trattato come bestie". I tafferugli sono brevi, ma cruenti.
A colpi di manganello, viene ristabilito l'ordine. I dimostranti debbono
arrendersi e i tecnici prendono possesso dell'area. Arrivano le ambulanze: ci
sono cinque feriti tra le forze dell'ordine e otto tra i dimostranti. Tra
questi anche il giornalista della tv locale "Canale 58" e del quotidiano
"Otto Pagine", Gianni Vigoroso: "Ero lì per lavorare, mi sono
qualificato, ma loro pensavano solo a picchiare". Uno dei feriti, Mario Di
Rienzo, è agli arresti domiciliari per oltraggio e resistenza a pubblico
ufficiale. Denunciato a piede libero l'ambientalista Giovanni La Vita che, con
la sua auto, avrebbe forzato un posto di blocco. Dopo gli scontri a Pustarza,
la protesta si sposta allo scalo ferroviario. I manifestanti occupano i binari.
Bloccati i treni per la Puglia, le ferrovie sono costrette ad organizzare un
servizio sostitutivo di pullman. La situazione è tranquilla, arrivano anche il
sindaco di Ariano, Gambacorta, di Greci, Martino, e i primi cittadini dei
vicini comuni pugliesi. Alle sei del pomeriggio, però, ritornano le forze
dell'ordine: hanno l'ordine di sgomberare la ferrovia. Si teme il peggio, ma i
sindaci riescono ad ottenere un incontro con il prefetto Blasco. Nel summit ad
Avellino viene decisa una "tregua" di 72 ore. L'occupazione della
ferrovia, quindi, viene sospesa. In serata, però, al casello autostradale di
Grottaminarda, si verificano altri scontri tra i poliziotti e i dimostranti:
due i feriti. La tensione è alta non solo in Irpinia. Due molotov, infatti,
sono state sequestrate dalla polizia, nel tardo pomeriggio di ieri, nel sito di
stoccaggio di Marigliano. Le rudimentali bombe, che erano nascoste in una busta
tra i cespugli, erano piene di chiodi per aumentarne la potenza.
( da "Repubblica, La" del 20-02-2008)
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Pagina IV - Napoli
Tensione dopo gli scontri, tra una settimana responso dell'Arpac sui terreni.
Il sindaco Ciasullo: senza iniziative esco dal Pd Rifiuti, è tregua a Savignano
Si sblocca un Cdr. L'Asìa: città pulita in quattro giorni Iervolino
possibilista su un inceneritore a Napoli. Oggi incontro Comune-industriali Stop
temporaneo dei lavori alla Manifattura tabacchi: festa dei comitati con
assemblea ROBERTO FUCCILLO Resta alta la tensione a Savignano ma parte qualche
treno per la Germania, si sblocca un Cdr, alcuni Comuni, fra cui Napoli,
riescono a conferire più spazzatura. C'è qualche buona notizia sul fronte
rifiuti. Ha riaperto il Cdr di Santa Maria Capua Vetere. Dovrebbe alleviare la
situazione dei Comuni casertani se non fosse che nel frattempo è sospeso lo
sversamento nella discarica di Ferrandelle: la prima vasca provvisoria
dell'impianto è ormai satura, la seconda sarà pronta solo a fine settimana. A
San Giorgio a Cremano sono state prelevate 57 tonnellate. A Quarto De Gennaro
ha concesso di conferire 100 tonnellate al giorno, per cinque giorni: una
boccata d'ossigeno, considerando che la produzione media giornaliera è di 47.
Anche l'Asìa a Napoli ritiene di poter rimuovere le 2000 tonnellate ancora a
terra nel giro di tre-quattro giorni. Il presupposto è che funzionino
regolarmente i Cdr di Giugliano e Caivano, per scaricarvi, oltre alla
produzione quotidiana, 400-500 tonnellate di arretrato. è tregua alla
Manifattura tabacchi. Dove ieri una assemblea dei comitati ha celebrato lo stop
dei lavori, temporaneo, in attesa dell'esito dell'esame dell'Arpac su una
infiltrazione di catrame: ci vorranno due settimane. D'altro canto da Roma è
arrivata la notizia che la struttura potrebbe ritrovare la sua destinazione a
favore della Cittadella della polizia. Oggi andrà in aula alla Camera il
decreto milleproroghe, una appendice della finanziaria. In commissione è stato
raggiunto l'accordo su un emendamento che consente all'Inail, proprietaria
della Manifattura, di triplicare i suoi investimenti: sono i soldi con i quali
l'istituto dovrebbe acquisire i locali della caserma Bixio e cedere quelli dei
tabacchi alla Polizia di Stato. Soddisfattissima la deputata Pd Maria Fortuna
Incostante, perché "il governo ha ripreso l'emendamento da me
presentato". Ci sono nel decreto anche 60 milioni per l'emergenza rifiuti.
Dialogo in corso a Napoli anche fra amministrazione e industriali. Dopo
l'incontro fra consiglieri e il presidente dell'Unione industriali, Gianni
Lettieri, il sindaco si dice possibilista sulla richiesta di quest'ultimo di un
termovalorizzatore in città. "Valuteremo, non ho preclusioni
aprioristiche", dice Rosa Russo Iervolino, ma non
aggiunge, come in passato, che l'impianto per Napoli è quello di Acerra. La
stessa Iervolino incontrerà poi oggi il presidente della Regione Antonio Bassolino e il neoassessore Walter
Ganapini sul tema della differenziata. Domani sarà in città anche il leader
della Cgil, Guglielmo Epifani, per una serie di incontri sull'emergenza.
Intanto gli industriali con un quaderno apposito rivelano che il turismo
straniero ha subito una battuta d'arresto, soprattutto a causa di rifiuti e
sporcizia, indicati dal 39.4 per cento del campione intervistato. Tensione e
tregua a Savignano, dopo gli scontri dell'altro giorno. Anche qui l'Arpac si è
presa 7 giorni per un responso sui terreni di Pustarza. Carmine Monaco,
presidente dell'Ordine degli avvocati di Avellino, minaccia denunce e
interrogazioni al governo sul comportamento della polizia. I parlamentari della
Sinistra arcobaleno chiedono su questo un incontro urgente col viceministro
dell'Interno Marco Minniti. Il sindaco Oreste Ciasullo avverte: "Se non ci
sono iniziative concrete esco dal Pd". (ha collaborato pierluigi melillo).
( da "Repubblica, La" del 20-02-2008)
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Forum delle culture
il ruolo dell'Università Stefano Balassone Napoli Qualsiasi futuro grande
evento a Napoli, come il Forum delle culture, sarà valutato in funzione della
necessità di risalire la china rispetto alla attuale tragedia della spazzatura.
Certo, a chiudere per davvero il ciclo dei rifiuti in qualche modo si arriverà,
ora che tutto il mondo sta a guardare. Ma il danno comunque è fatto, perché nel
mondo attuale un sistema urbano che perde la faccia viene automaticamente
scartato dagli investitori più pregiati. Non dagli avventurieri dello
sfruttamento che in un paesaggio-discarica e con governi flebili ci stanno
benissimo. L'economia "alta", basata sulla conoscenza e sulle idee,
richiede invece per i suoi protagonisti un contesto gradevole, ben organizzato,
e culturalmente stimolante. Molti studi, fra cui uno particolarmente
approfondito di un paio d'anni fa a cura di due professori, l'inglese Charles e
l'olandese Groen, dimostrano come un sistema urbano (una "megacity")
possa agganciare i punti alti dello sviluppo economico unendo a uno smagliante
buon governo la presenza di centri culturali di eccellenza. Non c'è bisogno di
spiegarlo a Napoli che nei primi anni Novanta, appena è riuscita a respirare
grazie al completamento di alcune infrastrutture, ha vissuto un ciclo virtuoso
proponendo la visione del rinascimento napoletano. C'era ovviamente della
retorica, ma la città aveva effettivamente voltato in meglio. Il punto è che un
rinascimento non basta a se stesso perché una città deve rinascere in continuazione,
tanto come capacità di governo quanto come capacità culturali. Sotto il primo
profilo, vogliamo sbilanciarci, sembra che con le ultime nomine la Regione
abbia impresso una svolta positiva alla qualità della sua direzione. Il secondo
profilo, quello culturale, riguarda in senso lato la borghesia intellettuale e
imprenditoriale, curiosamente latitante, tranne le solite lagne, nella
discussione sulle cause della crisi in corso; più direttamente chiama in causa
le istituzioni universitarie, pubbliche e private. Catania ha già dimostrato
quel che può nascere dalla simbiosi fra un sindaco (era Enzo Bianco), un
manager (era Pistorio) e una università, per far nascere un polo scientifico in
un territorio non meno disastrato di quello campano. Le università di Napoli
dovrebbero essere sfidate a produrre qualche buona e concreta idea per
contribuire alla risalita della città nella classifica dei possibili
protagonisti dello sviluppo, delineando un piano di lavoro da qui al Forum e
oltre. È meglio fare qualcosa di straordinario piuttosto che ritrovarsi un
altro commissario straordinario o, peggio, tirare a tappare con fondi
straordinari gli ordinari buchi di sempre. Il rispetto delle competenze Massimo
Marrelli Napoli Sento doveroso precisare quanto segue. È stata sempre mia
profonda convinzione che la prima regola di etica pubblica sia il rispetto
delle competenze. La competenza "politica" è una di queste. È stata
sempre mia regola di comportamento non far parte di movimenti, associazioni,
organizzazioni politiche fintanto che io copro cariche istituzionali. Prima da
preside della Facoltà di Economia, poi da presidente del Polo delle Scienze
umane e sociali dell'Università di Napoli Federico II mi sono ben guardato, a
costo di un certa rinuncia personale a esternare le mie convinzioni,
dall'aderire a nessuna delle organizzazioni suddette. E ciò perché ritengo che
sia estremamente difficile, da parte della pubblica opinione, tenere distinte
le persone dalle cariche istituzionali che ricoprono. È quindi con grande
sorpresa che continuo a trovare sui giornali il mio nome ora come candidato a
qualche carica politica, ora come appartenente a "correnti" o aree di
qualche partito. Ho ovviamente le mie convinzioni politiche che per coerenza
non rivelerò in questa sede. Se qualcuno fosse interessato a conoscerle (cosa
di cui dubito) sarò lieto di comunicarle il giorno dopo a quello in cui cesserò
di coprire cariche istituzionali in cui credo profondamente. Ho detto più volte
pubblicamente che le poche competenze che credo di avere sono nella Università
e nella ricerca; non sicuramente nella gestione della politica. Mi auguro che
mi si lasci lavorare nel campo in cui immodestamente credo di avere qualche
piccola competenza: nell'Università. Non sono interessato ad alcun rimpasto
Marco Rossi-Doria Napoli Aurelio Musi riporta, nel suo articolo di ieri, la
voce ipotizzata da altro giornale di una mia possibile partecipazione come
nuovo assessore a un eventuale rimpasto della giunta comunale di Napoli. Poiché
tengo ai lettori di questo giornale e conosco la tendenza in questa città a dar
per vere o plausibili anche notizie che semplicemente non lo sono, mi preme
precisare che le mie posizioni sul governo della città come su quello della
regione sono ben note, che non penso che le cose siano emendabili con rimpasti
ai quali comunque non sono interessato e che inoltre e in verità nessuno mi ha
mai cercato a proposito. Rinnovamento radicale Marinella de Nigris Napoli
Desidero sottolineare la piena adesione all'articolo di Aurelio Musi "Il
rimpasto prolunga l'agonia", nel quale si sottolinea l'atipicità
distruttiva e apparente dal cosiddetto "rimpasto" proposto dal presidente Bassolino e dal sindaco Iervolino. La città di Napoli non merita di subire
ancora questa che, giustamente, Musi ha definito "il prolungarsi di una
agonia". Le tre giunte dovrebbero essere azzerate e rinnovate in maniera
totale, con un segnale politico chiaro e indicativo della volontà di voler
finalmente operare per la città. Il dramma che si deve affrontare è
l'immobilismo, la paralisi che coinvolge tutti, dalle istituzioni ai cittadini,
l'impossibilità di dialogo, l'inesistenza di riferimenti. Ormai anche i
rappresentanti nazionali del Pd hanno capito che in Campania deve essere dato
un segno di discontinuità con un passato che purtroppo è ancora presente, e ha
fallito. Fassino, per tutti, si è espresso in maniera chiara: in Campania è
necessario un rinnovamento radicale della classe dirigente a partire dalla
scelta delle prossime candidature del Pd. Bisogna, quindi, decidere in maniera
trasparente e consapevole che i candidati devono essere scelti con criteri
univoci e con un metodo chiaro, rispettoso dei risultati, del significato e
degli obiettivi delle primarie, mirando ad aiutare a superare la frattura, che,
allo stato sembrerebbe insanabile tra il popolo e le Istituzioni. Un cucchiaio
d'oro troppo permissivo Aurelia del Vecchio Napoli Vorrei cortesemente sapere
se Achille Della Ragione, che con tanta sicumera, nella rubrica delle lettere,
taccia la legge 194 di essere troppo permissiva, sia lo stesso ginecologo che,
qualche decennio fa, fu accusato di essere uno tra i più famosi "cucchiai
d'oro" di Napoli. Ovvero un medico che praticava, nel suo studio di via
Manzoni a Napoli, aborti clandestini e su ciò molto lucrava, tanto da risultare
intestatario di un reddito miliardario. E per la qual cosa incappò in guai
giudiziari. Se è la stessa persona, dignità, pudore e un estremo, tardivo
rispetto per le donne dovrebbero distoglierlo da pubbliche dichiarazioni sull'aborto.
I residenti si tassano per pulire la strada Enrico Cella Napoli Via Cesare
Abba, una stradina del corso Garibaldi appena lunga cento metri, non viene mai
spazzata. I residenti e alcuni operatori commerciali dopo tantissime lamentele
e segnalazioni agli organi preposti dell'Asia (senza risposte) si sono tassati,
mettendo mano alle proprie tasche affidando il servizio di pulizia a un
privato. È inspiegabile e assurdo che cittadini che pagano regolarmente i
tributi comunali si debbano tassare per far pulire la strada che è di proprietà
comunale. Il piano differenziata scoperto in due giorni Alessandro Biamonte
Napoli Un coniglio dal cilindro. E il piano per la differenziata è fatto.
Piccolo particolare: dimenticato per 5 anni, sono bastati due giorni per scoprirlo,
nel fondo di un cassetto, al neo assessore regionale Walter Ganapini. Paradosso
nel paradosso: dopo il mare magnum delle pseudoconsulenze figlie del partito
della pubblica prebenda, finalmente soldi ben spesi in un piano operativo e
immediatamente cantierabile (dettagliatissimo, al punto da prevedere percorsi
degli automezzi, ubicazione dei punti di raccolta e censimento dei singoli
condomini). Misteri dell'inefficienza partenopea, dove l'inerzia amministrativa
costituisce la punta dell'iceberg di una buona dose di improvvisazione, mista
al dilettantismo dei soggetti chiamati a ricoprire i posti chiave
esclusivamente in base al loro peso elettorale. Qualcuno, a questo punto, dovrà
delle spiegazioni. A chi, come il sottoscritto, gira da mesi con le batterie in
tasca non avendo punti dove smaltirle, e che, da anni, così come tanti altri
cittadini volenterosi, continua, nonostante il clima di assoluta generale
indifferenza, a differenziare la propria immondizia non senza difficoltà
logistiche, specialmente dopo che per ragioni misteriose è stato deciso di
porre fine all'arcobaleno dei sacchetti colorati destinati ai rifiuti
differenziati, per passare alle folcloristiche campane. L'editore di Ruggiero è
Marsilio Nell'articolo di ieri a pagina XII "Un nuovo romanzo di
Ruggiero" è stato indicata la casa editrice Adelphi. Si tratta invece
della Marsilio.
( da "Repubblica, La" del 20-02-2008)
Argomenti: Monnezza
Pagina XV - Napoli
IL VOLUME Giornaliste impegnate a difendere l'ambiente Alle 17.30 alla libreria
Guida di Salerno, in corso Garibaldi 142, si discute di ambiente e di sviluppo
sostenibile. Le giornaliste Anna Fiore e Beatrice Benocci intervengono infatti
alla presentazione del loro libro "L'educazione ambientale, la terra il
nostro ecosistema" (Edizioni dell'Ippogrifo). Nel volume, arricchito dalla
prefazione del presidente di Legambiente Campania, Michele Buonomo, le due
giornaliste analizzano lo stato di salute dell'ecosistema, suggerendo al
lettore una sorta di vademecum contemporaneo sulle tematiche del risparmio
domestico, sulle nuove tecnologie ecocompatibili, sulle
discariche, sulla raccolta differenziata, sulla crisi del petrolio, le
ecomafie, le energie alternative e gli alimenti transgenici prodotti
dall'agricoltura biologica. Durante l'incontro, al quale sono invitati studenti
e insegnanti, verranno letti alcuni brani del libro. Ingresso libero. (g.v.).
( da "Libero" del 20-02-2008)
Argomenti: Monnezza
Prima pagina 20-02-2008 I MORTI COME RIFIUTI di MATTIAS MAINIERO Nella Napoli di
Antonio Bassolino e Rosa
Russo Iervolino, città della munnezza dove si vive male e si muore peggio,
anche i morti non trovano pace. Li portano di qui e di lì, li seppelliscono e
li riesumano. Li accatastano da qualche parte, talvolta li bruciano e se li
levano di torno. Se hanno una tomba decente, i marmi vengono venduti al
miglior offerente, le bare diventano legna da ardere. Ci cuociono le pizze, con
quel fuoco. E il grande chef che indisturbato o quasi agisce all'om bra di
Palazzo San Giacomo ha un nome noto e antico: camorra. La stessa dei rifiuti e
delle discariche che non si riescono a costruire anche perché danno fastidio ai
clan. La stessa che non potrebbe fare nulla se il sistema napoletano non glielo
permettesse. La stessa che per anni, nelle dichiarazioni di Bassolino
e Rosa Russo Iervolino, semplicemente non esisteva, e che ora, dopo aver
conquistato la città, ha invaso persino l'aldilà. Leggete gli articoli dedicati
all'ultima invenzione camorristica, l'ultimo exploit dei clan scatenati.
Troverete materiale a sufficienza per inorridire. E capirete che a Napoli, la
Napoli del rinascimento bassoliniano, si muore decentemente solo se si è
raccomandati. E si vive decentemente solo se si paga un camion privato per
spostare l'immondi zia da una strada all'altra. Si vive e si muore nella
speranza che l'amministrazione comunale o il politico locale o il boss del
partito che comanda non si inventi qualche strana storia che viene a complicare
la vita e pure la morte. State a sentire questa, che con la camorra non
c'entra, anche se è l'origine della forza camorristica. In tutte le città
italiane una salma sepolta può essere riesumata solo dopo 10 anni. (...) (...)
I 10 anni possono diventare 5 se il terreno ha una particolare composizione. A
Napoli si fanno le cose in fretta: cotte e mangiate. Da almeno 15 anni nella
città partenopea, grazie ad una ordinanza sindacale, i dieci anni che possono
diventare cinque si sono ridotti a venti mesi. Un anno e mezzo, almeno secondo
la stampa locale, perché dal Comune non arrivano conferme. Dopodiché la salma,
parcheggiata provvisoriamente in qualche posto per mancanza di spazi, può
essere riesumata per legge napoletana. Risultato: tutte le operazioni
commerciali legate alla riesumazione, subiscono un'intensi ficazione, le fosse
vengono vendute non una ma dieci volte, i marmi ordinati dieci volte. Per dieci
si moltiplicano anche le fioriere, le mance e tutto ciò che una decente
sepoltura comporta. E la camorra ingrassa, perché nessuno ha deciso che
quell'ordinanza andava abolita. Perché a Napoli va tutto bene, la camorra non
esiste, i clan non controllano i cimiteri. Perché al Comune non sanno
evidentemente di quell'ordinanza. Bisogna comprenderli: loro hanno tanto da
fare con i vivi. I morti devono sbrigarsela da soli. Devono andarsene senza
pretendere troppo, visto che a disposizione dell'amministra zione cittadina ci
sono solo quattro carri funebri. Quattro. In una città con una media di 27
morti al giorno. Significa che gli altri 23 devono bussare alla porta della
camorra. Bussare e pagare. O arrangiarsi in qualche modo. Il carro estinto Una
storiella, che tanto storiella non è. Qualche anno fa, cortile dell'ospedale
Ascalesi. Il carro funebre è arrivato per prelevare la salma di una donna.
Viene da Torre del Greco, comune dell'hinter land. Arriva e lo prendono a
pistolettate. L'autista fugge. Dopo poco, ecco un altro carro con un altro
autista. Questa volta, niente pistolettate: il carro è autorizzato dai clan ad
operare in zona. I documenti sono in regola. L'autista viene però incarcerato:
era un detenuto agli arresti domiciliari. Qualche anno dopo, cimitero di
Pianura, la zona della rivolta contro la discarica. Il corpo di una bambina
deve essere riesumato perché si è liberato un loculo definitivo. Il dipendente
- racconta un giornale locale - chiede 120.000 lire. Il padre si ribella:
"Guardi che sono amico di un consigliere comunale". Il dipendente:
"Va bene, le faccio lo sconto". La tariffa ufficiale per la
riesumazione era di 25mila lire. Cinque volte di meno. Il caso divenne di
pubblico dominio. Non risulta, alle cronache, che Bassolino
o la Iervolino o chi per loro si indignarono più di tanto. Erano troppo
occupati a non far nulla per i rifiuti? Erano distratti? Secondigliano. E siete
pregati di non sorridere. Questa è roba drammatica, tratta da una pagina di
cronaca che non ha ricevuto smentita. Nella sala consiliare della
circoscrizione è in corso una vera e propria lotteria. Si devono estrarre 243
numeri, ognuno corrispondente ad un signore o una signora, ognuno legato ad un
loculo del cimitero. A Secondigliano è successo un fatto spiacevole: i morti da
seppellire sono 303, ma i loculi 243. E così si tira a sorte. I fortunati
finiranno sotto terra. Del destino degli altri non si è mai saputo nulla di
preciso. Il santo della porta accanto Questa è Napoli, signori lettori, la
Napoli del vicerè Bassolino e di donna Rosa. La Napoli
dell'immondizia che si accumula, delle discariche ingolfate, dei
termovalorizzatori inesistenti. E anche dei morti senza pace. A meno che i
morti non vengano a patti con la camorra. E allora anche le porte dell'altro
mondo si spalancheranno. In questa città, per campare, bisogna sempre avere un
santo in paradiso. Se il santo abita nella casa accanto e si fa chiamare
"don" è meglio ancora. Ma Bassolino non lo
sa. E neppure donna Rosa. Lo abbiamo detto: per loro Napoli è una città
tranquilla. Ha solo qualche problemino con i cassonetti. E con la casse. Problemi
per i vivi e pure per i morti. Foto: IO NON C'ERO Il sindaco di Napoli Rosa
Russo Iervolino e il presidente della Regione Campania Antonio Bassolino. Dopo l'emergenza rifiuti sono rimasti al loro
posto nonostante le richieste di dimissioni Olycom IL PARADOSSO Sotto il
Vesuvio passano a miglior vita 27 persone al giorno, e il Comune ha solo
quattro carri funebri. Gli altri 23 defunti devono arrangiarsi SEQUESTRO RECORD
Le forze dell'ordine hanno messo i sigilli ad un'area di
( da "Manifesto, Il" del 20-02-2008)
Argomenti: Monnezza
La gestione illecita
dello smaltimento dei rifiuti è la protagonista del noir "Previsioni del
tempo" di Wu Ming, ma anche di ricerche storiche e di coraggiose inchieste
giornalistiche Ilaria Urbani È un noir dalle tonalità cupe , il nuovo romanzo
del collettivo Wu Ming Previsioni del tempo pubblicato nella collana "VerdeNero-Noir di ecomafia" delle Edizioni Ambiente (pp. 192, euro 10). Negli ultimi
mesi, il mondo dell'editoria ha dato ampio spazio ai lavori di giornalisti,
scrittori impegnati storici e saggisti emergenti a confronto con la catastrofe
ambientale del traffico illecito dei rifiuti, figlia del cosiddetto
"turbocapitalismo". Il nuovo lavoro dei Wu Ming è un incubo
ambientale animato da personaggi con nomi surreali, ma non troppo, come il
Conte Piccolo, il Dottore, i Fratelli Ventre o il Pinta. Giovani emigrati a
Bologna per studiare all'università quando la Pantera studentesca ancora
ruggiva e tornati al Sud con idee molto chiare: la monnezza è oro, come
dichiarò venti anni fa il boss napoletano di Rione Traiano Nunzio Perrella ai
magistrati. Arrestato per traffico internazionale di droga, il capo camorrista
svelò già allora gli scenari criminali che di lì a poco diedero il via alla
monnezza connection. I Wu Ming partono da questa rivelazione immaginando il
sottobosco violento delle ecomafie. Macchine di lusso che percorrono chilometri
in autostrada con al seguito camion pieni di animali morti maciullati
illegalmente, ma pronti per essere serviti in tavola, mentre la cocaina serve
anche per coprire il tanfo della carcasse. E ancora. Il navigatore satellitare
come compagno di viaggio con la voce di Mike Buongiorno. Nel road book delle
cinque penne di Wu Ming spuntano tipi umani vestiti alla Azou Marzouk. Ed ecco
saltare fuori un suo simile: Jakup Mahmeti, già protagonista di Guerra agli
umani, esordio letterario da solista di Wu Ming 2. Il ragazzo kosovaro arrivato
a Milano che gestisce un mega sito abusivo a Bologna per scaricare di tutto:
dai rifiuti tossici a quelli ospedalieri. Veleni resi "omeopatici",
cocktail di scarti industriali, polveri, olii residuali amalgamati dentro i
rifiuti dell'edilizia. Jakup ha iniziato presto la sua "attività
imprenditoriale", accogliendo i rifiuti delle aziende italiane insediate
in Romania. "Andate a dare un'occhiata alle miniere in disuso - racconta
con fierezza - alle cave abbandonate. Dentro c'è di tutto. Una latrina piena
delle deiezioni di Confindustria". Perché la monnezza rende ricchi. E
mentre al Sud si scaricano i rifiuti del Nord, gli imprenditori di origine
meridionale emigrati al Nord sbarcano a Napoli per chiudere affari
plurimilionari con la Cina che ha accettato di ingoiare la spazzatura
dell'Occidente. Lo scenario del capoluogo partenopeo a ridosso del porto è
spettrale, mentre ad attendere il supercapo per il colpaccio ci sono il Conte
Piccolo e Giuliano Ventre. Gli stessi sguardi da studenti universitari, ma ora
le mani si dovevano sporcare per altro. "Ai lati del caos torreggiano
montagne d'oro - riflette il capo percorrendo Napoli in taxi - cumuli di denaro
accatastati ovunque, sacchi ricolmi di smeraldi e diamanti galleggiano in pozze
scure. L'oro puzza. Il denaro ha un odore dolciastro, nauseante, che nemmeno la
pioggia attenua. Anzi. Rapido calcolo in container, ecoballe, compost.
Traduzione immediata nell'Equivalente Universale. Automatismi, tic. Pecunia
olet". Previsioni del tempo è nato in Canada dove alcuni componenti del
collettivo Wu Ming si erano recati per un altro progetto, il seguito di
Manituana, in uscita prossimamente per Rizzoli. Mentre Einaudi pubblicherà a
breve Stella del mattino, volume solista di Wu Ming 4. "In Previsioni del
tempo ci sono molti rimandi ai nostri altri libri - spiega Wu Ming 1 alias
Roberto Bui - in questo forse c'è anche qualche influenza di Elmore Leonard e
Pasolini che prima di tutti ha parlato delle degenerazioni antropologiche delle
nostre periferie. I dialoghi e le situazioni grottesche questa volta ci hanno
permesso di raccontare il Sud come colonia del Nord. Nei paesi poveri e anche
nel Mezzogiorno c'è una borghesia compradora che tiene comportamenti da suddito,
campa grazi al rapporto coloniale col "paese madre". E trova terreno
fertile anche nel familismo amorale delle classi dirigenti". Questo
universo corrotto emerge anche dagli altri testi ispirati dal disastro
ambientale rappresentato dal traffico illecito dei rifiuti. Come nel saggio Il
ciclo vizioso dei rifiuti campani, pubblicato nel primo numero di quest'anno
della rivista Il Mulino, in uscita domani, in cui la storica Gabriella Gribaudi
passa in rassegna gli ultimi mesi dell'emergenza democratica campana culminata
nell'allarme spazzatura. Nomi, cognomi, memoria storica sulle inchieste della
magistratura nel quadro desolante che sta distruggendo il paesaggio di quella
che fu Partenope. Lo stesso clima denunciato dal giornalista freelance
Alessandro Iacuelli ne Le vie infinite dei rifiuti - Il sistema campano edito
da altrenotizie.org e scaricabile su
www.portadimassa.net/site/files/upload/pdfsaggi/Le_vie_infinite_dei_rifiuti.pdf,
sito web dell'omonimo laboratorio autogestito di filosofia, epistemologia e
scienze politico-sociali. In apertura l'eloquente citazione di Franklin Delano
Roosevelt: "La nazione che distrugge il proprio suolo distrugge se
stessa". L'inchiesta di Iacuelli attraversa il Triangolo della morte, i
danni derivati dalla diossina e i ricavi della camorra partendo dalla Campania
(in)felix. Gioco di parole con il quale il giornalista Paolo Chiarello intitola
invece uno dei capitoli di Munnezzopoli (Tullio Pironti editore) che documenta
punto per punto dove sono finiti i duemila milioni di euro dell'emergenza
rifiuti. Livia Delfino, invece, docente di scienze pittoriche, ha deciso di
raccontare ai ragazzi l'affaire monnezza con la favola La magia del rifiuto
(L'Isola dei ragazzi edizioni): recupero dei materiali, riuso e riduzione a
monte per costruire un mondo futuribile e immaginario. Come quello del racconto
fantasy I Dannati di Malva della 27enne Licia Troisi in uscita la settimana
prossima sempre per Edizioni Ambiente. Sullo sfondo di stregoni, elfi e nani
l'eroico Talkar si offre volontario per salvare la città segreta dai tanfi
tossici mettendo al rischio la propria vita. E cercando di riuscire laddove
l'umanità sta fallendo.
( da "Libero" del 20-02-2008)
Argomenti: Monnezza
Anzitutto 20-02-2008
"PAOLO CIRINO POMICINO"I partiti sono fuggiti, restano solo dirigenti
frou frou" Ha sentito che la camorra ricicla il legno delle bare nei forni
delle pizzerie? Silenzio. Paolo Cirino Pomicino, deputato della Democrazia
cristiana per le autonomie, è stato anche assessore ai cimiteri di Napoli.
"È successo trentacinque anni fa e solo per dieci mesi", precisa.
Abbastanza per farsi un'idea del settore... "All'epoca nei cimiteri
napoletani c'era molto lavoro nero perché i seppellitori si erano ridotti al
minimo. Si era creato un sistema per cui entravano gli abusivi a seppellire e a
riesumare le salme e, alla fine della prestazione, dividevano le mance con i
vecchi dipendenti rimasti in servizio. Feci assumere trecento tra necrofori
(quelli che vanno a casa del defunto e lo sistemano nella bara, ndr) e
seppellitori. E il lavoro nero sparì". I problemi dei morti si risolsero?
"No, perché oltre ai dipendenti comunali, mancavano anche i loculi. Ne
costruimmo diverse centinaia e ne demmo la gestione ai comitati di quartiere.
Ma un giorno il deputato comunista Egizio Sandomenico, che ora non c'è più, mi
disse: "Paolo riprendi tu la gestione dei loculi perché qui si scatena una
guerra tra poveri...". Vede? Se la politica è assente la criminalità,
anche quella spicciola, trova spazio per espandersi". Oggi a Napoli si
paga anche il pizzo sui funerali... "Un viaggiatore inglese del Settecento
diceva che Napoli era l'unica città mediorientale a non avere un quartiere
europeo. Dopo quindici anni di governo della sinistra, questo giudizio è
tornato di attualità e si può estendere all'intera provincia". Ma tornando
alla storia delle pizze che sarebbero cotte con la legna delle bare... "A
me sembra una leggenda metropolitana come quando, ai tempi del colera, dicevano
che nascondevamo centinaia di cadaveri nelle celle frigorifere... Ma se anche
questa storia fosse in piccola parte vera, non credo che c'entri la
camorra". E chi allora? "Abusivismo funebre. Microcriminalità
spicciola. Disperati. Non credo ci sia nulla di organizzato in tutto
questo" Quindi mangia pizza senza timore? "Certo. Anche perché se si
pensa a quanti forni ci sono a Napoli e a quante pizze si sfornano ogni giorno,
dovremmo avere centinaia di bare usate e non c'è alcuna morìa in giro. Non
creiamo allarmismi. Diciamo piuttosto che il dramma che sta vivendo Napoli sta
arrivando a un punto di non ritorno. Per motivi di salute, prima l'infarto poi
il trapianto, ho vissuto tra Milano e Pavia per un paio di anni. Quando sono
tornato nella mia città ho trovato una situazione drammatica". Come e
perché si è arrivati a questo punto? "Perché la politica è fuggita. Il 23
gennaio ho mandato una lettera ai capigruppo chiedendo di istituire un comitato
parlamentare per affiancare il prefetto De Gennaro e riprendere un dialogo con
le popolazioni visto il fallimento delle istituzioni locali e il silenzio
assordante della maggior parte dei partiti politici. Alla fine della lettera
chiedevo una risposta immediata". Le hanno risposto? "Ho ricevuto
solo la replica di Alleanza Nazionale e dell'Udc". Ci può elencare le
cause del disastro napoletano? "Primo: la totale incapacità amministrativa.
Secondo: l'assenza dei partiti politici e una classe dirigente in larga parte
"frou frou" e auto- referenziale. Terzo: la scellerata strategia di
alcuni grandi giornali che hanno indicato in Bassolino
il Messia di un Rinascimento tanto pubblicizzato ma che nessuno ha mai
visto". È d'accordo con Fiorello che ha invitato a non votare a causa dei
rifiuti? Lui stesso ha cambiato idea... "Se non voti perdi la possibilità
di scegliere e non si possono mandare a casa gli artefici di questo scempio, il Governatore Bassolino e il sindaco Iervolino. È tempo però che anche il centrodestra
si faccia carico di proporre soluzioni alternative". Invece.. "A
Napoli la politica è in fuga e si è aperta una grave crisi democratica".
Salvo per uso personale è vietato qualunque tipo di riproduzione delle notizie
senza autorizzazione.
( da "Repubblica, La" del 21-02-2008)
Argomenti: Monnezza
Pagina IV - Napoli
IL PERSONAGGIO Gelo del sindaco: "Si può fare politica anche senza stare
in Parlamento" La vendetta della Iervolino "I
voti al partito non sono suoi" Affetto e diffidenza: non partecipò alla
festa degli ottant'anni del leader di Nusco OTTAVIO LUCARELLI (segue dalla
prima di cronaca) "I voti non sono una proprietà personale". Rosa
Russo Iervolino al coordinamento nazionale del Pd pensa subito al danno che
potrebbe causare un De Mita davvero schierato "contro", come lui
stesso minaccia. E firma la nuova puntata, certamente non l'ultima, di un
duello senza fine. Poco più di un mese fa De Mita l'aveva attaccata dichiarando
che nel 2006 non l'avrebbe ricandidata a Napoli e lei aveva risposto
sottolineando l'età dell'amico rivale alla vigilia dell'ottantesimo compleanno.
Festeggiamenti a cui lei poi non ha partecipato. Erano giorni in cui tutta la
Campania era nella bufera e il Comune sembrava uno dei palazzi più a rischio.
Poi il crollo del governo, il mezzo rimpasto in Regione della giunta Bassolino che a sua volta annuncia che non farà campagna
elettorale. E Palazzo San Giacomo? Per ora tutto tranquillo. Per ora.
"Lasciatemi vedere cosa succede e poi decidiamo - commenta il sindaco - ma
certamente non cambieremo prima della presentazione delle liste dei candidati.
Lasciatemi anche capire cosa succede con il posizionamento dei partiti".
Qualche assessore vorrebbe candidarsi, altri hanno rinunciato dopo le
esperienze negative del passato, altri non ci pensano affatto e, tutto sommato,
il più lanciato resta da diversi giorni nel Pd il presidente del consiglio
comunale Leonardo Impegno. E così, facendo intravedere in Municipio un rimpasto
ormai annunciato da sette anni, la Iervolino si concentra sul caso De Mita. Un
giorno che aspettava da tempo e l'occasione non se la lascia sfuggire:
"Sul piano personale mi dispiace molto ma De Mita ha torto. Le regole sono
fatte per tutti e devono essere rispettate da tutti, non sono fatte contro una
persona. C'è un massimo di tre legislature, lui ne ha fatte undici e avremmo
dovuto dargli la deroga per la dodicesima? Mi sembra davvero eccessivo, a tutto
c'è un limite. E poi guardate Violante e lo stesso Prodi. Ci sono mille modi di
fare politica, non c'è bisogno di essere sempre seduti in Parlamento".
Limite di tre legislature che, del resto, il coordinamento nazionale approva
all'unanimità. E la Iervolino incalza: "I voti non sono una proprietà
personale e mi auguro che De Mita non faccia campagna elettorale contro il
Partito democratico. I voti sono un patrimonio del partito al quale si
appartiene e quindi penso che i napoletani e i campani, pur permanendo
certamente l'affetto di tanti verso De Mita, sappiano però regolarsi
correttamente". Correttamente? "Sì, votando per il Pd anche se non c'è
Ciriaco De Mita candidato".
( da "Repubblica, La" del 21-02-2008)
Argomenti: Monnezza
Pagina VI - Napoli
Il leader di An apre la campagna elettorale con una manifestazione alla
Stazione marittima "Il centrosinistra ha fallito" Fini: cancellare la
vergogna immondizia "Veltroni come Houdini: cerca di
far scomparire Bassolino e
la Iervolino" La ricetta per il Sud "Rendere le aree più sicure e
chiedere le fiscalità di vantaggio" "NAPOLI è il simbolo del
fallimento totale del centrosinistra, la mala gestione dei rifiuti ne è una
testimonianza, e Veltroni è una sorta di mago Houdini che tenta di far
scomparire Bassolino e
Iervolino". Non deve sforzarsi troppo Gianfranco Fini, ieri a
Napoli per l'apertura della campagna elettorale. Qui il tema dominante è ormai
servito su un piatto d'argento dagli avversari. La questione dei rifiuti è come
una partita che inizi con una squadra già penalizzata di un paio di gol. Certo
Fini deve aggiungere anche qualcos'altro, il suo stato maggiore ha convocato
una assemblea con tavola rotonda sul meridione come questione nazionale. C'è
aria di programma economico, il partito ha invitato a discuterne anche
personalità esterne come Guido Trombetti o Ambrogio Prezioso. Rettore e
presidente dell'Acen non sono arrivati, ma davanti alla platea di oltre 500
persone stipate nell'aula della Stazione marittima ci sono comunque Carlo
Conte, vicedirettore del Formez, Achille Coppola, presidente dell'Ordine dei
commercialisti di Napoli, Maurizio Maddaloni, vicepresidente nazionale di
Confcommercio, Sergio Fedele, leader di quegli imprenditori napoletani che
hanno dato vita alla associazione "Napoli punto a capo". è una platea
larga anche dal punto di vista politico, con molti ospiti di Forza Italia
(Franco Malvano, Maurizio Iapicca, Raffaele Ambrosino). Si vede anche Giulio Di
Donato, in odor di candidatura con Berlusconi, al fianco di tanti uscenti che
dovrebbero riottenerla. Molto attivo ad esempio Antonio Paravia, che si fa
ritrarre in mezzo ai ragazzi di "Azione giovani" di Salerno, che
indossano in blocco una maglietta bianca con la scritta "Immuni da
Bassolineide". è insomma davvero la prima uscita del Popolo delle libertà,
benché Marcello Taglialatela ricordi che An aveva concepito l'appuntamento
prima dello scioglimento delle Camere. Comunque è ormai campagna elettorale, e
Fini traccia un abbozzo di programma per il Mezzogiorno: "Si tratta di
fare quello che tante volte è stato promesso, a cominciare dalle garanzie di
legalità, per rendere le aree più sicure. Poi chiedere a Bruxelles la fiscalità
di vantaggio. Andare a migliorare la competitività delle infrastrutture".
Ma alla fine la lingua torna a battere dove il dente duole: "Dobbiamo
cancellare la vergogna dei rifiuti, che hanno portato nel mondo una impressione
negativa dell'Italia che sarà difficile rimuovere". D'altro canto
"l'emergenza era ampiamente prevedibile. Non è piovuta dal cielo come
accadde per il terremoto o il colera. Basta andare a rileggere quanto Bertolaso
denunciò circa un anno fa, e cioè che Pecoraro, Bassolino
ed il sindaco Iervolino non facevano nulla per superare la crisi, e che nel
periodo natalizio la situazione sarebbe degenerata. Chi ha determinato quel
disastro oggi dovrebbe starsene rintanato a casa". Ma ce n'è anche per
Veltroni: "Somiglia sempre più all'illusionista francese Houdini, e ogni
giorno cerca di far scomparire nel pullman, o dietro gli slogan presi a
prestito da Obama, il vero volto del Pd, che è Rosa Russo Iervolino e Bassolino". (r. f.).
( da "Libero" del 21-02-2008)
Argomenti: Monnezza
Italia 21-02-2008 I
Verdi stoppano 50 milioni per ripulire Napoli ROMA Per l'emergenza rifiuti in
Campania il decreto milleproroghe stanzia in tutto poco più di 80 milioni di
euro. Decisamente meno di quanti ne avrebbe chiesti il supercommissario Gianni
De Gennaro. Così il governo avrebbe tentato nel corso dei lavori parlamentari
di aumentare le risorse messe a disposizione, stanziando almeno un'altra
cinquantina di milioni di euro. La proposta è stata però rispedita al mittente
da molti parlamentari, tra cui anche esponenti della Sinistra Arcobaleno.
Proprio quella Sinistra Arcobaleno di cui fanno parte i Verdi, e il ministro
dell'Ambien te Pecoraro Scanio, che alla fine hanno pensato bene di bloccare
l'erogazione dei fondi richiesti con urgenza da Napoli e da tutta la Campania.
Ma sarebbe già pronta una soluzione: ossia che lo stanziamento, con cui ci si
avvicinerebbe ai 150 milioni chiesti da De Gennaro, finisca in un ordine del
giorno che impegnerebbe il governo a coprire finanziariamente tali esigenze. E
all'ordine del giorno, potrebbe presto seguire un decreto attuativo. E proprio
durante la discussione del decreto mille proroghe "è successa una cosa
gravissima". Lo denunciano i deputati udc Giuseppe Ruvolo e Saverio
Romano. "L'Udc aveva chiesto di poter autorizzare con il Cip6 la
costruzione di tutti e sedici i termovalorizzatori di cui quattro in Sicilia
per risolvere il problema dello smaltimento dei rifiuti e inspiegabilmente,
grazie alla pressione del governo, l'ufficio di presidenza della Camera ha
ritenuto inammissibile il nostro emendamento". "Questa è la
prova", aggiungono i deputati centristi, "che nonostante l'impegno
pubblico di Prodi nemmeno in chiusura di legislatura si fa qualcosa per la
lotta al degrado ambientale". E proprio da Napoli arriva il j'accuse di
Gianfranco Fini: "L'emergenza rifiuti in Campania era largamente
prevedibile. Non era una catastrofe piovuta dal cielo come il terremoto o il
colera", anche perché "Bertolaso denunciò che
Pecoraro Scanio, Bassolino
e Iervolino non facevano nulla nonostante egli avesse detto loro che se non si
faceva niente Napoli sarebbe stata sommersa dai rifiuti". Accuse che
rimbalzano anche nella nuova puntata di Annozero, la trasmissione di Michele
Santoro, in onda oggi su Raidue alle 21.05. Tanto è vero si intitolerà:
"Tutta colpa dei Verdi". Quattordici anni di commissariamento, un
fiume di soldi spesi, l'inceneritore da terminare e tonnellate di rifiuti
ancora in strada. I Verdi sono sotto accusa: "Sono loro i responsabili del
disastro campano", afferma il centrodestra. E' proprio così? La
trasmissione cercherà di chiarire proprio questo punto. A.V. Salvo per uso
personale è vietato qualunque tipo di riproduzione delle notizie senza
autorizzazione.
( da "Messaggero, Il" del 21-02-2008)
Argomenti: Monnezza
Di PAOLA OREFICE
ROMA - Clima sempre più teso tra l'Udc e Silvio Berlusconi. Va giù severo il
segretario Lorenzo Cesa: "Silvio Berlusconi? Una persona capace anche di
gesti estremi, di darti magari una coltellata alle spalle, come dimostra
l'esperienza di questi giorni". Sebbene Cesa riconosca che il Cavaliere
sia "una persona su cui poter contare nel rapporto umano", subito si
affretta a ricordare che lo è "meno in politica". Ce ne è anche per
Gianfranco Fini. Secondo il segretario dell'Udc Fini "è una persona che si
presenta bene, parla bene, ma che ha poca coerenza: alla fine farà sparire il
suo partito dalla scena politica. Inoltre, se si limita a dire che votare Udc
non è utile, dimostra che ha davvero poche idee". A stretto giro di posta
arriva la replica secca del coordinatore di Forza Italia, Sandro Bondi:
"Non mi aspettavo una caduta di stile come quella in cui è incorso
l'onorevole Cesa. Temo che il panico per le conseguenze di una scelta politica
avventata si stia diffondendo nei vertici dell'Udc". Parla a tutto tondo
Cesa in una intervista a Radio Montecarlo. Si toglie anche più di qualche
sassolino dalle scarpe. E fa progetti per il dopo voto lasciando aperta più di
una via: "L'Udc parlerà con tutti dopo le elezioni e stipulerà accordi
sulla base dei progetti che si intendono sviluppare". In serata Silvio
Berlusconi passeggiando per le strade del centro storico di Roma ricorda come
non abbia mai illuso Giuliano Ferrara sulla possibilità di apparentamenti con
la sua lista "Pro-life" antiaborto. E' netto il Cavaliere: "Con
Ferrara è stato da subito tutto chiaro". Quindi una frecciata a Walter
Veltroni arriva da Gianfranco Fini. Il leader di An a Napoli lancia il suo
attacco: "Veltroni assomiglia sempre più al famoso illusionista francese,
Houdini. Quotidianamente cerca di far sparire nel bus o dietro gli slogan presi
in prestito da Obama, il vero volto del Pd, che è
rappresentato da Iervolino e Bassolino". Annuncia il Pdl la candidatura alla Camera di Eugenia
Roccella, portavoce del "Family Day". Intanto Clemente Mastella nella
sua corsa solitaria, almeno per il momento, minaccia di presentarsi in tutte le
circoscrizioni con proprie liste.
( da "Unita, L'" del 23-02-2008)
Argomenti: Monnezza
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l'edizione del REGIONE CAMPANIA 600 milioni per la rete ferroviaria di Napoli
Oltre seicento milioni di euro per la rete ferroviaria di Napoli. È il
finanziamento approvato ieri dalla Giunta della Regione Campania: 627,2 milioni
di euro di fondi europei del Por che saranno utilizzati per il completamento di
tre tratte della metropolitana di Napoli, nucleo portante della metropolitana
regionale della Campania in corso di realizzazione. Soldi che, come
sottolineato dal presidente della Regione Campania, Antonio Bassolino,
consentiranno a Napoli una sorta di primato visto che la dotazione di
chilometri e di stazioni della rete ferroviaria per abitanti sarà più alta di
quella di Parigi e visto anche che il 60% dei napoletani disterà a non meno di
mezzo chilometro da stazioni della metropolitana. Fitto il cronoprogramma, che
arriva fino al 2015. "È molto probabilmente il più grande e importante
cantiere in corso in una grande città italiana", ha
sottolineato Bassolino. Un
intervento, quello sulla rete ferroviaria di Napoli che, ha aggiunto il sindaco
di Napoli Iervolino, risponde "a una precisa scelta culturale di fondo:
quella di non distruggere il centro storico di Napoli e di abbattere sempre di
più le differenze tra centro e periferia".
( da "Repubblica, La" del 23-02-2008)
Argomenti: Monnezza
Pagina I - Napoli
Oggi show a piazza Dante. Berlusconi: "Bassolino ha sbagliato tutto". Per
recuperare l'immagine il Comune lancia il "Maggio" Rifiuti, Grillo
processa la politica "Meglio i Borbone, io non voto". Turismo,
Iervolino contro Rutelli Beppe Grillo sarà oggi in piazza Dante per il "giorno
del rifiuto", ovvero "Munnezza Day". In una intervista a
"Repubblica" il comico parla di "elezioni illegali perché ci
hanno tolto pure le preferenze". Ironizza: "Viva i Borbone, hanno
fatto anche del bene. Questa è la peggiore classe dirigente dai tempi della
pre-Unità d'Italia. E io vengo a Napoli davvero per questo. Soprattutto per
chiedere, come italiano, umilmente scusa. Mi vergogno un po' anche io. Scusate,
gente della Campania. Anche se non basta. Farei della Campania un territorio
indipendente, come il Kosovo". La crisi continua. Blocchi stradali a
Melito, rabbia nei Comuni della Provincia. Berlusconi: "Bassolino
ha sbagliato tutto". La Iervolino polemica con Rutelli sulla questione
turismo: "Così si perdono le elezioni". E il Comune alla Bit lancia
il Maggio dei monumenti. ANGELO CAROTENUTO NINO MARCHESANO CONCHITA SANNINO
ALLE PAGINE II E III.
( da "Repubblica, La" del 23-02-2008)
Argomenti: Monnezza
Pagina III - Napoli
IL PROGRAMMA Sul palco anche Edoardo Bennato, Peppe Lanzetta, Erri De Luca Rame
alla maratona degli artisti le banche La camorra non va sempre tirata in ballo
Questa crisi è orchestrata dalle banche e dai pezzi grossi della finanza il
kosovo Mi vergogno anch'io per tutto ciò. Se potessi farei della Campania un
paese indipendente come il Kosovo "Ma il governatore che cosa ci fa nel
comitato del Pd? E De Mita se ne stia tranquillo" NINO MARCHESANO "Se
per il problema dell'immondizia ci sono responsabilità dei politici, come mai Bassolino è nel comitato del Pd? Spero che almeno De Mita se
ne stia tranquillo". Franca Rame spara a zero ma non anticipa nulla del
discorso che farà questa sera sul palco di Piazza Dante, nell'ambito della
manifestazione il "Giorno del rifiuto", una vera e propria maratona,
dalla tarda mattinata fino a mezzanotte, a cui parteciperanno artisti,
studiosi, associazioni con stand informativi, non solo per denunciare, ma anche
per avanzare proposte concrete. Alternando spettacolo e informazione. Intorno
alle 18 saliranno sul palco le Nacchere Rosse. "Eseguiremo la
"Flobert", la canzone simbolo delle morti bianche", commenta il
leader Enzo La Gatta. Tra gli altri interventi, fra rap e canzoni d'autore,
Edoardo Bennato, Enzo Gragnaniello, Nello Daniele, Tony Cercola, Baccini,
Capone, Sasà Mendoza, La Famiglia, Giovanni Block, Peppe Lanzetta, Erri De
Luca. Fino all'ingresso sul palco di Beppe Grillo (intorno alle 21), vero
mattatore del "Giorno del rifiuto", promettendo di spiegare, con una
buna dose di ironia e con l'aiuto di diversi esperti (da Maurizio Pallante,
consulente del Ministero per l'Ambiente, al geologo Giovanbattista de' Medici,
da padre Alex Zanotelli ad Antonio Marfelli e altri studiosi) i rischi per la
salute derivanti dal funzionamento dei termovalorizzatori. "La gente deve
capire, occorre parlare chiaro", conviene Franca Rame. "Dirò quello
che penso sulle responsabilità di questo macello. La situazione è difficile. Ci
sono dei camion che sono arrivati in Campania sigillati. Cosa c'era dentro? Non
è una cosa semplice, non sono cento macchine da spostare. Non ho molta fiducia,
mi auguro che De Gennaro ce la faccia. I politici hanno girato la testa da
un'altra parte, non hanno dato importanza alla differenziata. A Londra, nei grandi supermercati il detersivo viene prelevato dai
consumatori da un bidone e non si usano le borse di plastica. Da Napoli,
invece, l'immondizia parte per la Germania. Come mai i politici locali non si
sono informati? Non voglio dire che è colpa della Iervolino, ma qualcuno sa
spiegare perché a Salerno questo disastro non è avvenuto?".
( da "Repubblica, La" del 23-02-2008)
Argomenti: Monnezza
Pagina III - Napoli
L'INTERVISTA Lo showman oggi in piazza Dante per la manifestazione "Il
giorno del rifiuto" L'affondo di Grillo sulla politica "Viva i
Borbone, erano meglio loro" CONCHITA SANNINO "Ma viva i Borbone, a
questo punto. Hanno fatto anche del bene". Grillo, lei non ha dubbi:
meglio Carlo III del ceto dirigente di Napoli 2008? "Ma non c'è nessun
paragone. Questa è la peggiore classe dirigente dai tempi della pre-unità
d'Italia. E io verrò a Napoli davvero per questo. Soprattutto per chiedere
umilmente scusa. Non è Beppe Grillo, è un italiano a dirvi: scusate. Mi
vergogno un po' anche io. Scusate, gente della Campania. Anche se non basta. Fossi
napoletano non mi basterebbe. Farei della Campania un territorio indipendente,
come il Kosovo. Ma non parlatemi di elezioni, le prossime politiche in Italia
sono una presa per i fondelli. Io a votare mica ci vado". Beppe Grillo
sarà oggi in piazza Dante per il "giorno del rifiuto", ovvero
Munnezza Day. Inizio ufficiale a mezzogiorno, con la partecipazione di padre
Alex Zanotelli, il missionario comboniano impegnato da sempre nelle battaglie a
favore di uno sviluppo sostenibile, contro lo strapotere delle multinazionali
sull'erogazione dei servizi essenziali. Un evento no-stop, tra riflessioni e
libri, ma anche spettacolo e musica d'autore. Durerà fino a notte. A metà
pomeriggio è previsto l'intervento del comico genovese: avverrà dinanzi a
migliaia di persone e nella stessa piazza che già vide, durante la Notte bianca
di tre anni fa, un Grillo scatenato (e in parte censurato) contro
Bassolino e la Iervolino.
Che, a quel tempo, si preparavano ad un progetto di privatizzazione della
gestione idrica, disegno poi solo formalmente cancellato di fronte all'onda
della proteste. Accanto al leader del dissenso ("Ma io non sono il leader
di un bel niente", sbotta divertito lui), e al popolo della rete "gli
amici di Beppe Grillo" intervengono artisti del calibro di Franca
Rame, Edoardo Bennato, Enzo Gragnaniello, Capone & Bungt Bangt, Povia.
Grillo, il dramma della Campania si spiega solo con l'incapacità manifesta
della politica? "No. è che la politica è corrotta, o non c'è più.
Soppiantata, tenuta al laccio, sotto ricatto da parte dell'economia, della
finanza. Quello che dirò oggi in piazza Dante parte dai rifiuti ma si estende
al rapporto perverso tra economia e politica". Oltre alle responsabilità
acquisite di un ceto dirigente, non crede che nel business dei 14 anni di
emergenza abbiano pesato anche il ruolo delle organizzazioni criminali e
l'ostruzionismo di tanti cittadini perbene, esempio di una clamorosa assenza di
senso civico? "La camorra non va tirata in ballo sempre. Questa crisi è
voluta e orchestrata dalle banche, dai pezzi grossi della finanza, la
situazione di crisi mediatica non fa per i clan. Invece sui cittadini il
problema esiste. Non sanno neanche che cos'è un rifiuto, come si fa la
differenziata, non sanno di essersi ridotti a fare i produttori di immondizia a
beneficio dei colossi delle imprese. E la colpa di chi è?". Dei media,
chiaro. "La colpa è vostra, dell'informazione, del sistema dei media. I
cittadini sono tenuti in coma farmacologico. Questo è un problema gravissimo.
Spesso assumono posizioni sbagliate perché nessuno ha raccontato loro una
verità nascosta dietro una decisione politica. Sa qual è la frase più
ricorrente in tutti i miei spettacoli, da anni? è questa: "Non è
possibile"". Ma c'è la Rete, di cui lei stesso incarna la grande
forza, popolare ma trasversale. "Infatti grazie alla Rete, negli ultimi
anni, tanti hanno cominciato a capire che cosa c'era dietro le ordinanze firmate
da un politico, dietro un orientamento di giunta o di consiglio: quali calcoli,
quali interessi si tutelano e si foraggiano". Le elezioni sono alle porte.
Da Napoli a Roma muta la qualità della classe dirigente? "Non scherziamo.
Queste elezioni sono illegali. Proprio da ridere, se non fosse così
grave". Illegittime: perché? "Prima ci hanno tolto la preferenza al
candidato. Ora ci tolgono anche i simboli dei vecchi partiti. Si fanno due
formazioni, nuove. Non si sa che roba è, il programma è unico in realtà, se lo
sono scopiazzati a vicenda". Grillo anche lei, dopo la sortita di
Fiorello, spinge verso l'astensionismo? Ride. "Ma no, nessun consiglio, il
voto è segreto. Solo che nel mio segreto, io a votare non ci vado".
( da "Resto del Carlino, Il (Nazionale)" del
24-02-2008)
Pubblicato anche in: (Nazione, La (Nazionale)) (Giorno,
Il (Nazionale))
Argomenti: Monnezza
ALLARME DELLA CORTE
DEI CONTI. E GRILLO A NAPOLI INFIAMMA IL 'M-DAY' Campania, sprechi sui rifiuti
"Ci costano 10 milioni l'anno" ? NAPOLI ? UN DANNO d'immagine da 10
milioni di euro l'anno. La Corte dei Conti quantifica così gli effetti negativi
sulla Campania provocati dall'emergenza rifiuti. In 14 anni di commissariamento
il danno complessivo è dunque di 140 milioni. La relazione annuale del
procuratore regionale della Corte, Antonio Martucci di Scarfizzi, mette il dito
sulla piaga. Nelle sue parole c'è il riferimento diretto al fatto che "la
stampa locale, nazionale e internazionale ha dato risalto al disastro che si
andava compiendo a Napoli e in Campania, con riflessi sull'immagine non solo di
tali enti territoriali ma anche dell'Italia all'estero". Insomma, una
tragedia per finanze pubbliche e i cittadini. "GLI EFFETTI devastanti
registrati nel recente periodo ? si legge nella relazione annuale della
magistratura contabile ? sono andati molto al di là delle più nere attese. Al fiume
di denaro inutilmente e spesso illegittimamente speso negli ultimi anni, si è
aggiunta ora un'emergenza sanitaria, ambientale ed economica che ha già
iniziato a produrre e produrrà effetti deleteri sull'assetto socioeconomico
campano e quindi anche sulle finanze pubbliche, a causa dei fondi pubblici che
dovranno essere impiegati per tentare di porre rimedio a questa vicenda che
ormai da tutti è stata definita disastrosa". E a questo disastro ha
dedicato ieri sera i suoi strali Beppe Grillo, nel 'giorno del rifiuto'
organizzato a Napoli dal meetup partenopeo, invitando i campani a separarsi da
Roma, "come il Kosovo ha fatto con la Serbia". Preceduto in mattinata
dal 'Campania day' della Cisl con 15mila persone in corteo, il 'munnezza day'
ha consentito al comico genovese di mettere alla berlina la disastrosa gestione
dei rifiuti nella regione. "CHIEDO scusa per Veltroni, Berlusconi, Iervolino e Bassolino ? ha detto Grillo ? e anche per Prodi che ha reintrodotto il
Cip6". "Se falliscono De Gennaro e Ganapini è finita".
"Questa emergenza non è stata decisa dalla camorra, ma dalle banche".
"Ho chiesto a Renzo Piano di realizzare con le ecoballe un grande museo
degli orrori". Poi l'ultima provocazione. "Tratterrò il 7%
della bolletta Enel perché non voglio pagare il Cip6. E soprattutto perché non
voglio finanziare i tumori della mia gente". E l'affondo: "Sono
orgoglioso di dire che non andrò a votare". - -->.
( da "Unita, L'" del 24-02-2008)
Argomenti: Monnezza
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l'edizione del Grillo insulta Veronesi "È uno sponsor del cancro quando
dice che un inceneritore produce emissioni zero" NAPOLI "Umberto
Veronesi è uno sponsor del cancro": così Beppe Grillo a Napoli prima della
conferenza stampa in piazza Dante nel "giorno del rifiuto",
manifestazione contro la gestione dei rifiuti in Campania. "Quando senti
Veronesi, candidato del Pd, che dice che un inceneritore produce emissioni
zero, bisogna chiedersi da chi sia sponsorizzata la sua fondazione. Se si fa un
controllo si può facilmente capire che la fondazione Veronesi prende soldi
anche dal più grande costruttore di inceneritori d'Europa, la Veolia
francese", conclude Grillo. "Sono venuto a chiedere scusa alla
Campania, terra martoriata dalla storia". Così Beppe Grillo intervenendo a
Napoli per la giornata del rifiuto, o "monnezza day", in corso in
piazza Dante. "Qui avete inventato il manganello consapevole: ad Ariano
Irpino e a Pianura sono state colpite delle persone che protestavano in maniera
pacifica - ha aggiunto Grillo - chiedo scusa per Veltroni, Berlusconi, Iervolino e Bassolino. Avete scritto sui pomodori Made in China per esportarli, avete
i rifiuti del nord mentre il Veneto fa pubblicità per dire di non andare in
Campania ai tedeschi". "Chiedo scusa anche per Prodi che ha
reintrodotto il Cip6 - ha detto ancora l'artista genovese - nel 1992 fecero una
legge straordinaria per devolvere il 7 per cento della bolletta allo sviluppo
delle energie rinnovabili. In un attimo prima dell'approvazione hanno
aggiunto la parola 'assimilatè e hanno così regalato 48 miliardi di euro ai
petrolieri". Quanto alla manifestazione di Napoli, per Grillo "il
giorno del rifiuto è una cosa epocale, con ragazzi che senza soldi e senza
giornali hanno organizzato una manifestazione con centinaia di giornalisti.
Tutto questo è stato possibile attraverso la rete, tra poco non ci sarà più
bisogno dei giornalisti". "Oggi a Napoli combattiamo l'incantesimo
della non conoscenza. Sta succedendo una cosa straordinaria, l'economia si è
bloccata. Il rifiuto fa il giro del mondo: ci scambiamo la cacca come i
bambini, ma se bruci una cacca non produci energia". "Non vado a
votare e ne sono orgoglioso". Così ha aggiunto Beppe Grillo in riferimento
alle prossime elezioni politiche del 13 e 14 aprile, intervenendo a Napoli nel
corso della giornata del rifiuto. "Mi sento umiliato perché non si può
scegliere un partito, non si può esprimere una preferenza e non si può
scegliere un programma perchè sono uguali: Veltroni e Berlusconi vogliono le
stesse cose", ha concluso.
( da "Secolo XIX, Il" del 24-02-2008)
Argomenti: Monnezza
Beppe Grillo:
"Elezioni illegali e illegittime" "monnezzaday" Il comico
genovese annuncia che non andrà a votare. Sui rifiuti: la crisi non è stata
voluta dalla camorra, ma dalle banche" 24/02/2008 NAPOLI. "Sono
venuto a chiedere scusa alla Campania, terra martoriata dalla storia. Dovete
fare come in Kosovo: un referendum per staccarvi da Roma". Lo show di
Beppe Grillo, nel giorno del "Monnezza Day", comincia con l'invito
alla secessione. E finisce con un durissimo attacco: "Le prossime elezioni
sono illegali, illegittime e antipolitiche: per questo non andrò a
votare". "Se non c'è la riforma delle legge elettorale il voto è una
gran presa in giro per i cittadini, perchè non si ha la possibilità di
scegliere né il rappresentante né il partito e da oggi neanche il programma,
che è lo stesso fra Pdl e Pd". Secondo Grillo "Veltroni e Berlusconi
si copiano a vicenda. L'unica scelta per il cittadino fra i due non è per il
programm a ma solo sul colore dei capelli". L'indignazione per lo
scandaloso spettacolo dei rifiuti nelle strade delle città campane è enorme, il
comico genovese non si tira certo indietro e, rivolgendosi ai giovani che
affollano piazza Dante, attacca pesantemente, senza fare distinzioni, l'intera
classe politica italiana. "Chiedo scusa per Veltroni, Berlusconi, Iervolino e Bassolino. Qui hanno inventato il manganello consapevole: ad Ariano Irpino
e a Pianura sono state colpite delle persone che protestavano in maniera
pacifica - rincara - avete scritto sui pomodori "made in China" per
esportarli. Avete i rifiuti del Nord mentre il Veneto fa pubblicità per dire di
non andare in Campania ai tedeschi. Chiedo scusa anche per Prodi che ha
reintrodotto il Cip6: nel 1992 fecero una legge straordinaria per devolvere il
7 per cento della bolletta allo sviluppo delle energie rinnovabili. Un attimo
prima dell'approvazione hanno aggiunto la parola "assimilate" e hanno
così regalato 48 miliardi di euro ai petrolieri. Non andrò a votare, ne sono
orgoglioso". Nell'arringa Grillo, sul palco insieme a padre Alex Zanotelli
e al professor Maurizio Pallante, consulente del ministero dell'Ambiente, non
risparmia nemmeno il professor Umberto Veronesi. "Quando lo senti, da
candidato del Pd, che dice che un inceneritore produce emissioni zero, bisogna
chiedersi da chi sia sponsorizzata la sua fondazione. Se si fa un controllo si
può facilmente capire che la sua fondazione prende soldi anche dal più grande
costruttore di inceneritori d'Europa, la Veolia francese". L'emergenza dei
rifiuti in Campania è giunta a un punto di non ritorno. "Se falliscono De
Gennaro e Ganapini è finita - aggiunge Grillo - il problema vero è che questi
sette milioni di ecoballe non si possono bruciare perché dentro ci potrebbe
essere di tutto, persino Mastella. Siamo come in Cile, questa emergenza è stata
decisa dalle banche, non dalla camorra, perché la camorra non vuole l'esercito
a Napoli. Purtroppo la class action contro i nostri politici non si può fare,
ma io tratterrò il 7 per cento della bolletta dell'Enel per non pagare il Cip6
e soprattutto perché non voglio finanziare i tumori della mia gente. Il giorno
del rifiuto è una cosa epocale, organizzato senza soldi ha fatto venire qui
centinaia di giornalisti e dopo il 25 aprile non ci sarà più bisogno nemmeno di
loro. Oggi a Napoli combattiamo l'incantesimo della non conoscenza - prosegue
il comico genovese - bisogna sostituire subito la classe dirigente locale in
Campania". 24/02/2008.
( da "Repubblica, La" del 24-02-2008)
Argomenti: Monnezza
Pagina IX - Napoli
Le manifestazioni Piazza Dante gremita. Migliaia la mattina al corteo Cisl
Grillo, sfida globale "Mandate tutti a casa" Migliaia al corteo della
Cisl e poi in piazza Dante per lo show di Beppe Grillo con gli inviati della
Bbc e di altre tv straniere. Il comico accusa Berlusconi,
Veltroni, Iervolino, Bassolino: "Devono aver paura di noi, li cacceremo grazie alla
rete". Ribadisce che per lui le elezioni politiche sono illegittime:
"Non voto". Punta l'indice contro inceneritori, banche, imprese,
giornalisti. CONCHITA SANNINO A PAGINA IV.
( da "Repubblica, La" del 24-02-2008)
Argomenti: Monnezza
Pagina XII - Napoli
Corteo del sindacato, in strada anche associazioni, cooperative ed esponenti di
An La Cisl: "Noi vivi, la Regione è morta" la manifestazione Stoccata
anche alla Iervolino: "Ha atteggiamenti isterici di fronte alle
critiche" "Noi siamo vivi, il palazzo è morto". Slogan frontale,
pronunciato proprio sotto la sede della Regione da Pietro Cerrito, segretario
regionale della Cisl, al termine della manifestazione indetta ieri dal
sindacato. Alcune migliaia di persone hanno sfilato da piazza Municipio a Santa
Lucia, per chiedere un cambiamento vero, non di facciata, come incitava il
volantino di convocazione del corteo. Argomento numero uno ovviamente i
rifiuti. Cerrito ha espresso totale solidarietà al commissario straordinario De
Gennaro, poi si è chiesto: "Quando lui andrà via, come faremo a superare
la diffidenza delle popolazioni se il ceto politico non è credibile?" In
sostanza un rinnovato invito all'amministrazione regionale a sgomberare il
campo. Cerrito ha attaccato anche il sindaco Iervolino: "Quando si fa una
critica alle politiche del Comune di Napoli, lei risponde con atteggiamenti
collerici e isterici". Non c'era l'ammalato Raffaele Bonanni, segretario
nazionale, ma i cislini si sono rifatti con l'adesione di decine di
associazioni, da Adiconsum a Campania sanità, Bottega dei mille e Comitato per
Chiaia, da Città senza periferie a Federsolidarietà, da Confcooperative a
Napoli punto a capo, dai panificatori napoletani ai tassisti della cooperativa
Euro 3000, da Noi consumatori a Zenit, al Cup (comitato degli ordini
professionali) e tante altre. Ha aderito di fatto anche An con molti suoi
esponenti, che tracciano il bilancio politico. "L'opposizione
a Bassolino si è fatta
sociale", dice il coordinatore regionale Mario Landolfi. "Veltroni se
la prende con De Mita - aggiunge il deputato Marcello Taglialatala - ma non fa
nulla per mandare a casa Bassolino e Iervolino. La Cisl sta dimostrando di aver saputo rompere lo
schema precostituito della triplice sindacale prendendo le distanze da Cgil e
Uil".
( da "Repubblica, La" del 24-02-2008)
Argomenti: Monnezza
Pagina XIII - Napoli
LA FESTA Ambientalisti, studenti, disoccupati, antagonisti: al meeting il
popolo della protesta Fiaccole, balli e il gadget Gigetto portachiavi a forma
di sacchetto i simboli Quelli di San Giovanni a Teduccio hanno messo in vendita
magliette colorate con il disegno delle "bombe ecologiche" della zona
orientale: centrale elettrica e darsena petroli OTTAVIO LUCARELLI (segue dalla
prima di cronaca) Un enorme sacchetto nero appeso alla statua di Dante, simbolo
del "Giorno del rifiuto" organizzato dal meetup "Amici di Beppe
Grillo". Settemila persone che hanno cominciato ad affluire in mattinata e
che hanno subito esposto un grande striscione: "Bassolino e Iervolino non siete più riciclabili". Presidente di
Regione e sindaco finiti nel mirino così come l'ultimo commissario per
l'emergenza rifiuti in Campania, Gianni De Gennaro, trasformato in
poliziotto-manichino con manganello e con medaglie che ricordano il G8 di Genova
e i pestaggi ai tempi in cui era capo della polizia. Medaglie su cui è
scritto "Diaz" e "Bolzaneto". Dodici ore di musica e balli,
anche tra le fiaccole, in attesa del comizio notturno di Grillo. Ad aprire le
danze, a ritmo di samba, l'orchestra Quebradeira sul palco montato al centro di
piazza Dante e decorato con opere realizzate dagli studenti dell'Accademia di
Belle arti in sciopero. Tantissimi gli stand per la raccolta differenziata,
banchetti di protesta dei disoccupati e dei comitati civici. Quelli di San
Giovanni a Teduccio hanno anche messo in vendita, a due euro, T-shirt colorate
con il disegno delle "bombe ecologiche" di Napoli est: la centrale
Turbogas, il terminal di levante, la Darsena petroli, il depuratore di
Ponticelli, la spiaggia di Vigliena, le "possibili discariche" nelle
ex raffinerie e nell'ex Manifattura Tabacchi dove nei sogni di Napoli del
Rinascimento pre-monnezza doveva essere realizzato uno "studentato".
Oltre cento giornalisti accreditati, numerose tv italiane e straniere con presenze
francesi, polacche e svizzere. Ad aggirarsi fra la gente tanti
studenti-sandwich vestiti da rifiuti che hanno distribuito al prezzo di un euro
"Gigetto", portachiavi-gadget a forma di sacchetto di immondizia con
il tradizionale cornetto portafortuna. Ma c'era anche la donna-inceneritore che
"terrorizza" la gente. E sul palco, tra i tanti artisti che si sono
alternati nel corso della giornata, anche due comici travestiti da cassonetti
che si lamentavano di essere in astinenza perché, per colpa dell'emergenza
rifiuti, non riescono a fare più l'amore con i camion dell'immondizia con i
quali un "tempo ci accoppiavamo ogni notte". Verso sera arrivano
anche tanti punk per i quali piazza Dante il sabato è un ritrovo abituale. E
arriva anche un gruppo con i tradizionali colori giallo-verdi che si scatena
nella capoeira, una lotta tribale sudamericana che diventa una emozionantissima
danza. E resta fino a sera, ad aspettare Beppe Grillo, anche Vittoria Mariani.
Un tempo dirigente napoletana di Alleanza nazionale ("per carità, mai più
in politica") per l'occasione ha prodotto il cd "Perché odiate
Napoli". Un attuale componente di An, il consigliere regionale Enzo
Rivellini, chiede invece inutilmente di poter salire sul palco e parlare ma
l'ufficio stampa dei grillini gli comunica che "no, i politici oggi non
parlano". Chi riesce invece a parlare, ma solo in piazza, è Sergio Cusani,
napoletano e noto collettore della maxi tangente Enimont, tra i primissimi
condannati di Tangentopoli: "Riciclare è la ricetta giusta per uscire
dalla crisi".
( da "Repubblica, La" del 24-02-2008)
Argomenti: Monnezza
Pagina XII - Napoli
Migliaia allo show del comico in piazza Dante. "Devono andare a casa
tutti, sindaco, governatore, Veltroni, Berlusconi" L'urlo di Grillo:
munnezza globale Attacco a politici, imprese, banche: "Napoletani,
ribellatevi" "No agli inceneritori, sì al riciclo. Se falliscono
anche De Gennaro e Ganapini è finita" "Le prossime elezioni sono
illegittime, orgoglioso di non andare a votare" CONCHITA SANNINO Dalla
torre scaraventa tutti, a Napoli come a Roma. Nessuno escluso: "Questi
devono avere paura di noi, entreremo dappertutto, ci dovranno ascoltare e
rispondere. Perché noi non abbiamo armi violente, ma abbiamo la Rete, le
web-cam". Quindi tutti a casa, li manda Beppe Grillo. "Da
Bassolino a Iervolino.
Dallo psiconano-Berlusconi a topogigio-Veltroni: che poi hanno lo stesso
programma, dicono le stesse cose. Si dovrebbe scegliere l'uno o l'altro per il
colore dei capelli?". Il comico conferma: "Io mica vado a votare, e
ne sono orgoglioso". Però le liste Grillo, vidimate dalla Rete, ci
saranno. "Si presentano giovani candidati solo alle amministrative e alle
regionali. I candidati sono persone che si sottopongono al libero controllo del
web. Perché se sei disonesto, lo si scopre subito. La Rete ha memoria, la
televisione no. La Rete informa, i tiggì no". Eccolo Grillo. Torna a
Napoli, nella stessa piazza Dante in cui si esibì quasi tre anni fa, tra
successo e polemiche. è lui la star del "Giorno del rifiuto", la
lunga no-stop organizzata dal Meet-up degli amici di Grillo con la Rete
Lilliput del comboniano Alex Zanotelli. Accanto al protagonista, ci sono
appunto padre Alex, il professore Maurizio Pallante consulente del ministero
dell'Ambiente, il docente e promotore delle Assise di Palazzo Marigliano
Alberto Lucarelli, il tossicologo Antonio Marfella. "Fate parlare anche
loro, io sono un pazzo... ", dirà spesso Grillo rivolgendosi ai suoi
"esperti". E lancia un avvertimento anche ai cittadini: "Qui, se
ognuno di voi non diventa commissario di se stesso, non se ne esce. Se in
Campania falliscono gente come il commissario De Gennaro, come il generale
Giannini e l'ottimo assessore Ganapini, è davvero finita. Bisogna cominciare a
fare un passo avanti culturale. Riciclare, differenziare". Alle 21.10, il
fustigatore sale sul palco ed è boato. Un lungo show su rifiuti e politica. La
mimica della rabbia, l'alone del guru, i tempi del comico. Al collo sfoggia un
portabicchiere di stoffa riciclabile colorata, per dare un segno contro
"la follia della moltiplicazione dei rifiuti, ad uso delle
multinazionali". "Vi chiedo scusa, cari cittadini campani. Io, se
fossi in voi, sarei non incazzato, di più. Farei come nel Kosovo, un bel
referendum e mi staccherei da Roma", esordisce Grillo. E va avanti:
"Ma come abbiamo fatto a trasformare questo capoluogo e tutta la sua terra
in un grandioso spot per la monnezza? Questa è un'emergenza a tavolino, altro
che camorra, basta con l'alibi dei boss. In questa crisi c'entrano solo le
banche, il gruppo Impregilo, le multinazionali del rifiuto e dei
termovalorizzatori. E i politici: che sono i camerieri dei gruppi
imprenditoriali". Accentua l'aspetto grottesco, rimette in moto il
meccanismo della paura da inquinamento: "Avete le mozzarelle che ormai
camminano da sole, per vendere i bei pomodori avete dovuto scriverci sopra
"Made in China"". Poi si fa più scuro: "Ma diamine, in
questa città c'è un sindaco responsabile della salute pubblica? Da quanto tempo
la Iervolino e gli altri primi cittadini della Campania avrebbero potuto fare
un accordo speciale, urgentissimo, con tutta la grande distribuzione, vietare
l'uso di imballaggi, di usa e getta, di roba inutile?". E giù con i mille
esempi virtuosi nella gestione rifiuti, qui e ora, da Reggio Emilia al
nord-est. "Ma lo sapete che esistono pannolini per i bimbi che sono
biodegradabili ma non usa e getta che costano molto di meno?". Si
interrompe rivolto a padre Zanotelli: "E ora tu non sentire... ".
Riprende, urlando: "E ci sono, al posto dei tampax e affini che rappresentano
il 40 per cento di roba che va in discarica, ci sono dei sostitutivi usati
dalle donne in Emilia che si sterilizzano, si riusano. Dipende anche da noi.
Siamo noi cittadini che dobbiamo fare un passo culturale in avanti.
Scrivetelo". Ad ascoltare la sua conferenza stampa, che va avanti per
quasi due ore e mezza prima dello show serale in piazza, ci sono oltre cento
giornalisti, tra cui inviati della Bbc e di altre testate straniere, anche
americane. Categoria a cui dà, divertito, il singolare benvenuto: "Con la
rete siamo riusciti a organizzare quest'evento enorme, bellissimo, senza
nessuno sponsor alle spalle, senza nessun gruppo editoriale alle spalle. Cari
giornalisti, vi annuncio che tra poco non servirete più. Bisogna abolire
l'Ordine. Ma scusate, io per scrivere devo essere iscritto? Ma sei matto, dico?
Ma perché, per fare una poesia devo iscrivermi all'Ordine dei poeti?".
L'ultimo regalo ai napoletani è un sogno: "Un grande museo dei rifiuti,
mettete questi vostri 6 milioni di balle che non sono eco, ci facciamo delle
passerelle in sicurezza igienica per i visitatori, in realtà ne ho parlato con
Renzo Piano, si può fare, a costo zero, capite? Io vengo gratuitamente, faccio
i miei numeri, con quei soldi piano piano magari ci liberiamo delle balle...
".
( da "Liberazione" del 24-02-2008)
Argomenti: Monnezza
"Il giorno del
rifiuto" è andato in onda ieri in piazza Dante. A chiedere scusa ai
napoletani Beppe Grillo Politici "non recuperabili" A Napoli il
"monnezza day" Arianna Palermo Napoli La statua di Dante Alighieri
domina l'omonima piazza con un sacchetto per i rifiuti in mano, De Gennaro è
rappresentato con un pupazzo vestito da poliziotto antisommossa, Prodi e Bassolino sono raffigurati con l'etichetta "non
recuperabili". E' il "monnezza day", il "giorno del
rifiuto", il giorno di Beppe Grillo che è venuto a Napoli per
"scusarsi" con i napoletani in qualità di cittadino italiano. E'
l'appuntamento che i grillini del Vesuvio aspettano da tempo per protestare a
gran voce contro la gestione dei rifiuti in Campania. Il comico del vaffa (il
secondo V-day è già annunciato per il 25 aprile) è previsto per il tardo
pomeriggio, ma da mezzogiorno la piazza comincia già a movimentarsi. C'è il
mondo della cultura, dell'università e dello spettacolo. Ci sono anche i
disoccupati e dai banchetti organizzati lanciano strali alla politica e alle
istituzioni. La parola d'ordine del monnezza day è "differenziamoci"
perciò la piazza è piena di stand che spiegano come fare la raccolta
differenziata, che raccolgono firme per l'avvio del porta a porta, e c'è pure
uno stand con i distributori di detersivi alla spina. E' soprattutto una grande
festa, ed è una festa "autorganizzata" e "autofinanziata":
settemila euro, spiega Roberto Fico portavoce del Meetup napoletano, arrivati
spontaneamente dal popolo di Grillo. Nessuno sponsor eccellente scomodato,
anche gli artisti si esibiscono gratis. I Quebradeira suonano e in piazza tutti
ballano a ritmo di samba. Legato a due pali della luce, da un lato all'altro
della piazza,il lungo striscione giallo e blu reca lo slogan
"differenziamoci". Dopo le note di samba, è padre Alex Zanotelli ad
infiammare i presenti. "Quando hanno finito di scaricare i rifiuti tossici
delle aziende in Somalia hanno scelto di inquinare Napoli e la Campania",
dice e spiega che "l'abisso tra la gente e le istituzioni" è dovuto
al fatto che "mai è stata fatta una verifica sul lavoro di questi 14 anni
di commissariato di governo". Anche i giovani devono fare la loro parte,
aggiunge il missionario: "Ci sono 200 mila universitari in Campania, non
si sono mai mossi. Adesso è il momento di farlo e di lottare per avviare una seria
politica per la raccolta differenziata". Ma ce l'ha anche con i
giornalisti che "non hanno mai fatto il loro dovere" e con chi parla
di antipolitica: "Questa è una piazza politica, Grillo incanta ed è
apprezzabile il lavoro del Meetup e delle associazioni". Poi arriva Grillo
che incontra prima i giornalisti. Anche lui dice che gli organi di informazione
non hanno fatto corretta informazione (solidarietà ai precari, ma stop
all'ordine e abolizione dei finanziamenti pubblici ai giornali), che
"questo Paese è tenuto in coma farmacologo dai media, la gente non
sa" e dice pure che vuole denunciare quelli che "vanno in televisione
a dire che l'inceneritore non fa male". Chiede scusa ai napoletani, Beppe
Grillo, e lo fa a nome dei "vari Veltroni, Bassolino, Berlusconi e Iervolino, per le navi di emigranti e per la
seconda guerra mondiale". "Sono venuto a chiedere scusa ai
napoletani, alla Campania, a questa Campania che è stata martoriata dalla
storia". Chiede scusa a questa terra che ha "inventato il manganello
consapevole" perché ad Ariano Irpino e a Pianura sono state colpite delle
persone che protestavano in maniera pacifica. Chiede scusa a questa
regione che ha dovuto scrivere "sui pomodori "Made in China" per
esportarli", che ha ospitato "i rifiuti del nord mentre il Veneto fa
pubblicità per dire di non andare in Campania ai tedeschi. Chiedo scusa anche
per Prodi - ha aggiunto ancora Grillo - che ha reintrodotto il Cip6".
Infine il voto. Grillo non parteciperà a quello politico: non voterà, spiega,
perché Veltroni e Berlusconi sono la stessa cosa. Ma promette la presenza di
liste civiche alle amministrative: "Non voglio fare un partito, ma una
lista partendo dai comuni e dalle regioni perché il nostro movimento è fatto di
giovani". Nello stesso pomeriggio in cui il monnezza day occupa piazza
Dante, le agenzie battono le dichiarazioni del procuratore regionale della
Corte dei Conti, Antonio Martucci di Scarfizzi: il danno d'immagine provocato
alla Campania dall'emergenza rifiuti è quantificabile in 10 milioni di euro l'anno.
Per 14 anni fanno 140 milioni. A Eco Tv, su Sky, il segretario nazionale del
Prc Franco Giordano, commenta: "La politica deve assumersi le proprie
responsabilità. Penso che con il commissariamento si siano fatti grandi e
inquietanti profitti. Penso anche che non siamo riusciti a contrastare
l'ecomafie. Dobbiamo rimettere il moto il processo dello smaltimento dei
rifiuti partendo e puntando sulla raccolta differenziata. Una scelta, questa,
da fare con determinazione. Oggi, comunque, bisogna collaborare con il
commissario De Gennaro e soprattutto iniziare ad ascoltare la
popolazione". 24/02/2008.
( da "Corriere della Sera" del 24-02-2008)
Argomenti: Monnezza
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Cronache - data: 2008-02-24 num: -
pag: 19 categoria: BREVI "Monnezza day" Show di Grillo in piazza
Beppe Grillo contro tutti al "monnezza day", giornata di protesta
contro l'emergenza rifiuti in Campania: "Chiedo scusa a tutta la Regione -
ha detto il comico genovese a Napoli -, scusa per Veltroni, Berlusconi,
Iervolino e Bassolino...".
( da "Padania, La" del 24-02-2008)
Argomenti: Monnezza
LEOPOLDO CHIAPPINI
GUERRIERI, PAOLINO DI LICHEPPO, L. C. GUERRIERI, VALERIA MONTEFORTE Viviamo in
Abruzzo e spesso inviamo al Vs quotidiano delle nostre considerazioni
(lettere), che riteniamo in linea con la testata e collaborative: in passato,
sfogliando via internet "La Padania" c'era anche la posta dei lettori
(qui il cartaceo non arriva). Ora cliccando sulla scritta ma non si trovano le
lettere e così per altri titoli. Si può fare qualcosa? Grazie per l'attenzione
e buon lavoro Il nostro sito internet/2 MASSIMO AMADELLI Avete un sito
internet, aggiornatelo in data o chiudetelo, fate più bella figura. Non diamo
agli avversari la possibilità di farci passare per dilettanti. Oggi siamo fermi
al 08/02/08. Cari lettori, vi dico nuovamente che né io né i miei collaboratori
siamo responsabili del sito. Comunque, spero di riuscire a rimettere le cose a
posto entro breve tempo. (l.bor.) Per non ingannare gli elettori VINCENZO DE
LEO Gentile Direttore, benissimo ha fatto l'on. Bossi a mettere la sua immagine
in modo da scoraggiare i parassiti che l'ultima volta hanno approfittato della
buona fede di molti elettori del Nord. Prodi non perde il vizio di imbrogliare
LEONARDO CECCA Rivalta di Gazzola PC Caro Direttore, Prodi purtroppo non perde
il vizio di consultare il tavolo a tre gambe che, ad onor del vero, risulta
alquanto fasullo. In campagna elettorale gli suggerì un sacco di fandonie quali
felicità per tutti, meno tasse ed altro. I 20 mesi del suo governo, invece,
furono l'esatto contrario. Nonostante ciò, il premier la settimana scorsa ha
avuto la sfrontatezza di rivendicare con orgoglio i risultati ottenuti dal suo
governo che, come tutti sanno, è stato un disastro su tutti i fronti. Oggi ,
nonostante la panzana governativa del 7 gennaio in cui si affermava che in 24
ore sarebbero stati presi provvedimenti per risolvere radicalmente il problema
dei rifiuti campani, rivelatisi poi il solito sperpero di denaro, afferma su
Repubblica che entro la prima settimana di maggio la Campania sarà liberata
totalmente dai rifiuti. Non ha detto però quanto denaro sparirà. Se Prodi,
Pecoraro Scanio, Iervolino e Bassolino avessero un minimo di dignità, destinerebbero subito i loro
lauti introiti in beneficenza ed espierebbero le loro colpe, tante e gravi,
dandosi da fare a ripulire quelle zone che per incompetenza e sete di potere
hanno trasformato in una vergogna e in un bacino di probabili epidemie.
Nonostante il loro operato, costoro continueranno ad essere votati. È proprio
vero che la madre dei coglioni (definizione fatta propria da personaggi della
sinistra) e di coloro che questuano un incarico e/o un favore è sempre gravida.
Argentina: sconforto di un italiano FRANCISCO PEREZ DE LA FUENTE Nuestra Señora
de la Plata, Argentina Che le cose non andassero per il verso giusto l'avevo
già annusato alcuni anni fa, avevo capito che l'Italia non era più il posto
meraviglioso che pensavo che fosse. Ho preso i miei averi e me ne sono tornato
a casa mia quando ho scoperto di dover pagare in imposte molto più di quello
che avevo guadagnato, mi sono trovato da cittadino libero a servo della gleba,
privato persino del diritto alla propria sussistenza. Da questo remoto
osservatorio ho potuto leggere le recenti punzecchiature che prima il New York
Times e poi il Times hanno indirizzato nei confronti dell'Italia. Erano
semplici buffetti, constatazioni di osservatori esterni che percepivano che
c'era qualcosa che non andava, scatenando l'indignazione del premier di turno
che in quel periodo sembrava essersi impersonato in quel Fidel che ha tappezzato
di manifesti i muri della sua Cuba con la sua effige e lo slogan Vamos Bien! .
Ricordo molto bene che in quel periodo veniva negato il sorpasso della Spagna
assieme all'annuncio che i conti erano a posto e che di lì a poco magari la
nazione avrebbe ricominciato a risalire la china, tornando ai tempi in cui si
gareggiava con il Regno Unito per il ruolo di quinta potenza economica
mondiale. Ora arrivano le cattive notizie, quelle vere, e a portarcele ¨
nientemeno che Newsweek che per mezzo di uno dei suoi columnist Holger
Schmieding, consulente di Bank of America, non va per il sottile. Nel suo
articolo intitolato Farewell, Dolcevita sintetizza l'opinione condivisa da
molti esperti monetari mondiali secondo i quali l'elevato costo della mano
d'opera causerà il crollo delle esportazioni che culminerà nell'uscita
dall'Euro. Il tutto potrebbe accadere entro tre anni. È suonato l'allarme
rosso, e al Vamos Bien sono sempre in meno a crederci specie sui mercati
internazionali. Non basta il 5.6% per vincere ERWIN Gorizia Osservando l'inizio
della campagna elettorale, posso dire da elettore leghista che siamo partiti in
modo incerto. Alla trasmissione Ballarò c'era la signora Brambilla (pessima
figura) e l'onorevole Maroni. Bene, se dobbiamo porci quale forza di cambiamento
attraverso idee e programmi differenziandoci da Pd e Pdl dovendo rappresentare
il Nord, si è persa un occasione. Infatti sulle tematiche emerse nel dibattito
come inflazione, il debito pubblico elevato, non sono stati evidenziati le
criticità su questi 2 argomenti dal punto di vista della questione
settentrionale: vivere con 1000 euro a Milano è diverso rispetto a Bari, oppure
la gran parte del debito pubblico è dovuto alla spesa sanitaria fuori controllo
in Campania, Sicilia, Calabria. Il punto è che noi dobbiamo prendere i voti al
Nord è pertanto in questi contesti televisivi dove ci lamentiamo di non essere
mai invitati, quando lo siamo ci uniformiamo agli altri ospiti senza marcare le
differenze della Lega Nord rispetto all'intero panorama politico nazionale. La
risposta è poi venuta dal sondaggio Ipsos di Pagnoncelli dove l'intenzione di
voto al nostro movimento è 5,6%. Mi pare che se si vorrà contare maggiormente
nel prossimo governo i voti dovranno essere molti di più frutto di una campagna
elettorale diversa e molto meno attendista ma condotta con forza tenacia e
coerenza sui problemi del nord. I due romani nei manifesti elettorali LETTERA
FIRMATA Messaggio al giornale: proporrei alla Lega di indicare nei manifesti
elettorali con la definizione I due Romani (uno di nome, uno di fatto ) come i
più tenaci oppositori della libertà del Nord. [Data pubblicazione: 24/02/2008].
( da "Padania, La" del 24-02-2008)
Argomenti: Monnezza
Un presentimento
c'era. Purtroppo sì. Un presentimento che Fiorello potesse diventare una buona
arma per la campagna elettorale era ben presente. Cosi' e' stato. Del resto i
suoi mugugni sulla mancata pubblicità al programma DI Rai Uno, non erano stati
un buon viatico. La conferma è arrivata in diretta questa volta alla Radio a
"VivaRai Due". Dopo aver dato soldi a Celentano per sentire le solite
quattro banalità; dopo aver riempito di euro i conti correnti di Roberto
Benigni, per ascoltare insulti a questo e quello; ora il versamento pesante è
andato a Fiorello per sentir dire di non andare a votare se i rifiuti restano a
Napoli. Tanti soldi per cosa ? Si direbbe per nulla o per ben poco. Ancora una
volta la Rai ha dato spazio all'antipolitica. Non si è contro l'antipolitica
che vuole ridimensionare la casta: ovvio. Ma questi spettacoli sono orientati a
far credere che tutti coloro che fanno politica sono uguali. E questo è falso.
Eccolo il trucco per delegittimare. Per far dimenticare. Per confondere. Far
passare i messaggi falsi: che imbrogliano. Che alimentano la filosofia del
tanto peggio tanto meglio. La Rai non può permettersi di lasciare in onda un
personaggio che invita a stracciare i certificati elettorali: perché questo è
contro la democrazia e contro la realtà dei fatti. Perché il signor Fiorello
non ha detto chi è stato il vero responsabile di questo disastro. Forse non gli andava di dire che due nomi ci sono e si chiamano :
Antonio Bassolino e Rosa
Russo Iervolino. Guarda caso due fondatori del Partito Democratico di Walter
Veltroni e di Romano Prodi. O forse non gli andava di dire che al Nord, dove lo
smaltimento dei rifiuti viene fatto e funzione, ci sono i sindaci e gli
amministratori della Lega Nord ? Certo dire queste cose non e'
politicamente corretto, ma si rispetta la verità e anche a Fiorello,
l'antipolitico, la verità non piace o piace pochissimo Perché invece di
invitare a sfasciare il voto, il signor Fiorello non invita a trattenere i
soldi di tutti che vengono buttati nella spazzatura napoletana. Semplice no ?
Se tu non dai un servizio, io non ti pago. Una regoletta che funziona tutti
giorni: perfino dal panettiere: caro Fiorello. Ma anche questo non è
politicamente corretto e forse qualcuno del Pd si arrabbia se viene ricordato
in tivu'. Questo nuovo veltroniano è lo stesso che, in meno di due anni, ha
buttato nel cesso 9 miliardi di euro per sanità e immondizia napoletana e
laziale. Perché Fiorello questo non lo ricorda. Forse è meglio che il comico
torni a imitare Ciampi forse i due stanno bene insieme. rfiorentini@libero.it
[Data pubblicazione: 20/02/2008].
( da "Voce d'Italia, La" del 24-02-2008)
Argomenti: Monnezza
Politica Il comico
genovese oggi a Napoli per il Giorno del Rifiuto Grillo: "Elezioni
illegittime e anti-politiche" "Se non c'e' la riforma delle legge
elettorale il voto e' una gran presa in giro per i cittadini" Napoli, 24
Feb. - Oggi, Beppe Grillo era a Napoli per celebrare il Giorno del Rifiuto, il
cui nome, partorito dall'ironia dolce-amara che lo contraddistingue, si
riferisce chiaramente alla situazione "monnezza" in cui versa la
Campania ormai da mesi. Insomma, fa ancora parlare di sè Beppe Grillo, il
comico genovese che aveva indetto con gran successo il V-Day, lo scorso 8
Settembre. Dal palco di Piazza Dante, davanti a circa 15 mila persone, Grillo
ha esordito chiedendo scusa alla Campania a nome dei politici italiani che la
stanno martoriando: "...ad Ariano Irpino e a Pianura sono state colpite
delle persone che protestavano in maniera pacifica. Chiedo scusa per Veltroni, Berlusconi, Iervolino e Bassolino". Il comico ha poi proseguito: "se non c'è la riforma
delle legge elettorale il voto è una gran presa in giro per i cittadini perchè
non si ha la possibilità di scegliere nè il rappresentante nè il partito e da
oggi neanche il programma che è lo stesso fra Pdl e Pd". Infatti,
secondo Grillo "Veltroni e Berlusconi ormai si copiano a vicenda. L'unica
scelta per il cittadino fra i due non è sul programma ma solo sul colore dei
capelli". Ed è proprio per questo che Grillo ritiene queste elezioni
"illegali, illegittime ed anti-politiche" e che per questo afferma
che diserterà il voto. Degno di nota è il contenuto della lettera scritta dal
magistrato Luigi de Magistris, presente di persona ma rimasto dietro le quinte,
secondo la quale "sul tema dei rifiuti, dalle indagini che ho svolto nel
settore dell'emergenza ambientale sono emerse collusioni di numerosi ambienti
istituzionali e io stesso in prima persona ho subito minacce e
intimidazioni". Grillo lo ha salutato affermando che "questi sono gli
esempi da seguire". Domenico Rondoni.
( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 24-02-2008)
Argomenti: Monnezza
Grillo contro tutti:
Napoli deve ribellarsi PAOLA PEREZ Un sacchetto nero tra le mani della statua
di Dante fa da bandiera al "Giorno del rifiuto". In piazza ventimila
giovani, Beppe Grillo lancia la sfida: Napoli deve ribellarsi all'oltraggio della
spazzatura, rifiutarsi di contribuire alla costruzione dell'inceneritore,
staccarsi da Roma e da un'Italia del nord che cerca di avvelenarla così come il
Kosovo si è reso indipendente dalla Serbia. L'emergenza immondizia, dice il
comico genovese, è un grande bluff: "L'hanno costruita a tavolino i
politici, le banche e le imprese per spartirsi i miliardi del Cip6, il
contributo del sette per cento sulla bolletta Enel destinato alla realizzazione
del termovalorizzatore. Non dovete pagare quella quota. E se vi manderanno un
sollecito per il versamento, rispondete per iscritto che non volete fare
ammalare i vostri figli". È l'avvio di una campagna elettorale che agita
subito il vessillo del non voto, "scelta di cui vado orgoglioso",
precisa il comico genovese. Poi ne spiega le ragioni: "Sono elezioni
illegali. Siamo chiamati a scegliere tra due schieramenti che hanno lo stesso
programma. Berlusconi e Veltroni dicono sì all'inceneritore; io dico no".
Ma chi si aspetta l'annuncio di una discesa in campo resta deluso. "Non mi
candido - dice Grillo - il mio progetto si realizzerà in quattro o cinque anni,
con le liste civiche formate dai ragazzi del blog. Prima le comunali, poi le
regionali, poi il Parlamento. Sarà un processo trasparente, curriculum e
proposte si potranno leggere in Rete. E un po' alla volta la nuova classe
dirigente butterà fuori quella vecchia". Anti-politica? "È una parola
che non significa niente - replica Grillo - preferisco definirmi
anti-politici". E non risparmia nessuno. Attacca Prodi perché non ha
rimosso gli amministratori locali, Bassolino perché l'immagine della Campania è in pezzi, la Iervolino perché
non ha preso provvedimenti a tutela della salute dei cittadini, Berlusconi per
la riforma della legge elettorale, Casini per l'ipotesi di federalismo
nucleare. Ma l'affondo più deciso è diretto a Veronesi, "sponsor del
cancro perché si fa sostenere da un'azienda francese che costruisce
inceneritori. De Mita non viene candidato nel Pd perché è vecchio, mentre lui
che ha tre anni di più finisce in lista". Sul banco degli imputati un
posto d'onore viene riservato ai giornalisti, "linoleum dei politici e
degli imprenditori, pronti a nascondere la verità". Poi la lettura di una
nota appena ricevuta dal magistrato Luigi De Magistris, che a proposito delle
indagini su temi ambientali denuncia "minacce e intimidazioni".
Parole di fuoco e musica: tra gli artisti che si danno il cambio sul palco
Baccini, Povia, Gragnaniello e Edoardo Bennato, protagonista di un duetto con
Grillo. In chiusura l'intervento di Franca Rame. Il "Monnezza-Day" si
incrocia con il grido d'allarme della Procura regionale presso la Corte dei
Conti, che nella relazione annuale ha definito l'emergenza rifiuti
"un'autentica tragedia per la finanza pubblica". Dieci milioni di
euro l'anno, per un totale di 140 milioni in 14 anni di crisi, il danno
d'immagine per Napoli e per la Campania quantificato dai magistrati contabili
coordinati da Antonio Martucci di Scarfizzi. Mentre in un'aula del Palazzo di
Giustizia, dove è in corso l'udienza preliminare davanti al gup Piscopo per
presunte irregolarità nella gestione del ciclo di smaltimento, si leva la voce
del difensore di Bassolino avvocato Giuseppe Fusco:
"Questo non è un processo ai fatti ma a un fenomeno, a un sistema, che si
risolve oggettivamente in un processo politico. L'emergenza va avanti da
quattordici anni ed è passata di mano in mano attraverso un infinito giro di
atti e di persone. Ma l'attenzione del pm si è fermata solo sul periodo gestito
dall'attuale governatore".
( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 24-02-2008)
Argomenti: Monnezza
Gli
slogan. "Bassolino e Iervolino non più
riciclabili": slogan da blog-Grillo che invita: "Separatevi come il
Kosovo e Serbia".
( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 24-02-2008)
Argomenti: Monnezza
Napoli piange Gallo,
ultima voce della tradizione Gli amici e i colleghi se lo aspettavano, l'ictus
che lo aveva colpito il 23 settembre lasciava poche speranze. Ma la notizia
della morte di Nunzio Gallo, venerdì notte verso le 22.30 nella clinica Maugeri
di Telese, scuote lo stesso il piccolo mondo antico e sempre più vicino
all'estinzione di Cantanapoli. I messaggi di cordoglio che arrivano ai figli
del cantante che avrebbe compiuto 80 anni il 26 marzo sono innumerevoli,
uniscono la vecchia e la nuova guardia: da Aldò Giuffré a Vincenzo Salemme, da
Isa Danieli e Nino D'Angelo a Massimo Ranieri, da Giacomo Rizzo e Gigi Finizio
a Mario Da Vinci ed Enzo Gragnaniello. Il cantautore di "Cu''mme" era
legato da profonda amicizia e stima alla voce di "Vurrìa": "Il
suo suono di tufo è nel mio dna, il suo canto era quello di uno sciamano
inconsapevole. Qualche volta gli facevo l'imitazione, altre cantavamo
insieme". D'Angelo è addolorato e avvilito: "Che anche i grandi
vecchi se ne vadano prima o poi è inevitabile, ma per un'arte antica come
quella della canzone napoletana trovarsi in pochi anni orfani di Carosone,
Murolo, Bruni, Merola, Fierro, e ora anche Gallo, è come ritrovarsi muta".
Bassolino e Iervolino esprimono il
cordoglio delle istituzioni. Il governatore piange "uno dei rappresentanti
più autorevoli e prestigiosi della grande tradizione melodica napoletana"
e "interprete di rilievo della musica italiana come testimonia una
carriera segnata da tanti successi". Il sindaco ricorda come negli
anni scorsi Gallo avesse "sostenuto con energia ogni iniziativa volta a
tenere viva quella tradizione musicale della quale era stato interprete, come
il ritorno della Piedigrotta in cui fortemente aveva creduto e sperato". I
funerali si terrano domattina alle 11.30 nella chiesa di San Ferdinando, quella
degli artisti, in piazza Trieste e Trento, dove la salma sarà esposta sin dalle
9.30. f.v.
( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 24-02-2008)
Argomenti: Monnezza
Illeciti e debiti
alle stelle nella relazione dei magistrati contabili. Cerrito
al corteo Cisl: Iervolino isterica per le critiche "Rifiuti e sanità, una
tragedia" La Corte dei Conti accusa: troppi sprechi. Grillo a tutto campo:
"Non votate, a casa la classe dirigente campana" Processo Bassolino, la difesa contrattacca:
"Accuse politiche, si cerca il capro espiatorio".
( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 24-02-2008)
Argomenti: Monnezza
Le accuse di Cerrito
"La classe politica è fallimentare devono andare a casa Ora c'è una forza
di vero cambiamento" LUIGI ROANO Quindicimila per gli organizzatori,
diecimila per la questura, tutti in piazza per dire basta alla crisi dei
rifiuti e sostenere il commissario per l'emergenza Gianni De Gennaro, e per
chiedere un cambio della guardia in Regione e Comune con elezioni subito. Al di
là del balletto delle cifre il Campania day organizzato dalla Cisl - malgrado
il forfait dell'ultimo minuto per un attacco influenzale del segretario
generale Raffaele Bonanni - è riuscito. Nelle vesti di padrone di casa il
segretario regionale Pietro Cerrito, con lui oltre 60 associazioni, gli operai,
i pensionati, gli impenditori come Rossella Paliotto, Ninni De Santis e Sergio
Fedele, molta società civile. Sul palco, per esempio, sono saliti il neurologo
Paolo Santanelli tra i leader del comitato Chiaia per Napoli, Angelo Pisani di
Noi consumatori, Paolo Monorchio di Campania sanità e Dario Scalella, presidente
di Confapi che nel 2000 per primo lanciò l'idea di un piano strategico per
Napoli. E poi molti giovani e donne. Qua e la qualche spruzzata di politici
bipartisan: da Nicola Cosentino deputato di Forza Italia a Marcello
Taglialatela senatore di An, passando per il consigliere regionale dell'Idv
Cosimo Silvestri e il consigliere comunale Rosario Giudice. E anche vecchie
conoscenze come Enzo Scotti, ex sindaco, ex ministro ma soprattutto uomo di
punta della Dc fino agli '90. "È indegno l'attacco personale a Bassolino - dice - Ora è tutta colpa sua? - si interroga
Scotti. E il governo che ha commissariato i rifiuti non è responsabile, e
quelli che lo hanno sostenuto fino a ieri? Bassolino
ha le sue colpe ma non è l'unico. Ora è una necessità andare a votare, perché
bisogna chiedere ai napoletani sacrifici e serve una classe dirigente credibile
per farlo". "Oggi - ha detto dal palco Pietro Cerrito -
rappresentiamo la forza che spinge verso un cambiamento vero. Dobbiamo ridare
slancio alle istituzioni perché ci troviamo di fronte a un'intera classe
politica fallimentare, da chi ha governato a chi ha fatto finta di fare
opposizione, basta tutti a casa". Cerrito è duro con
il sindaco Iervolino: "Quando si muove una critica al Comune reagisce in
maniera isterica. Invece che mettere in quarantena Napoli bisognerebbe mettere
lei". Il lavoro che non c'è, le pensioni, i più deboli, la sanità, i temi
scottanti trattati sul palco. Il coerteo è partito da Piazza Municipio
alle
( da "Voce d'Italia, La" del 24-02-2008)
Argomenti: Monnezza
Politica Il comico
genovese oggi a Napoli per il Giorno del Rifiuto Grillo: "Elezioni
illegittime e anti-politiche" "Se non c'e' la riforma delle legge
elettorale il voto e' una gran presa in giro per i cittadini" Napoli, 24
Feb. - Oggi, Beppe Grillo era a Napoli per celebrare il Giorno del Rifiuto, il
cui nome, partorito dall'ironia dolce-amara che lo contraddistingue, si
riferisce chiaramente alla situazione "monnezza" in cui versa la
Campania ormai da mesi. Insomma, fa ancora parlare di sè Beppe Grillo, il
comico genovese che aveva indetto con gran successo il V-Day, lo scorso 8
Settembre. Dal palco di Piazza Dante, davanti a circa 15 mila persone, Grillo
ha esordito chiedendo scusa alla Campania a nome dei politici italiani che la
stanno martoriando: "...ad Ariano Irpino e a Pianura sono state colpite
delle persone che protestavano in maniera pacifica. Chiedo scusa per Veltroni, Berlusconi, Iervolino e Bassolino". Il comico ha poi proseguito: "se non c'è la riforma
delle legge elettorale il voto è una gran presa in giro per i cittadini perchè
non si ha la possibilità di scegliere nè il rappresentante nè il partito e da
oggi neanche il programma che è lo stesso fra Pdl e Pd". Infatti,
secondo Grillo "Veltroni e Berlusconi ormai si copiano a vicenda. L'unica
scelta per il cittadino fra i due non è sul programma ma solo sul colore dei
capelli". Ed è proprio per questo che Grillo ritiene queste elezioni
"illegali, illegittime ed anti-politiche" e che per questo afferma
che diserterà il voto. Degno di nota è il contenuto della lettera scritta dal
magistrato Luigi de Magistris, presente di persona ma rimasto dietro le quinte,
secondo la quale "sul tema dei rifiuti, dalle indagini che ho svolto nel
settore dell'emergenza ambientale sono emerse collusioni di numerosi ambienti
istituzionali e io stesso in prima persona ho subito minacce e
intimidazioni". Grillo lo ha salutato affermando che "questi sono gli
esempi da seguire". Domenico Rondoni.
( da "Repubblica, La" del 25-02-2008)
Argomenti: Monnezza
Pagina I - Napoli In
Regione De Masi si dimette da assessore ("Preferisco Ravello") e
viene sostituito da Claudio Velardi Forum delle culture, no del governo Rutelli
contro Iervolino: cancellati i fondi per il "grande evento" Nell'ultima
seduta del Consiglio dei ministri, il governo ha deciso la "revoca della
dichiarazione di "grande evento"" per il Forum delle culture del
2013. Il provvedimento, se confermato attraverso l'imminente pubblicazione in
Gazzetta Ufficiale, priverebbe Napoli di importanti fondi. Proprio stamane a
Napoli arriva Mireia Belil, direttrice della fondazione Forum delle culture,
ospite dell'Istituto Cervantes. La notizia ha provocato il
cupo malumore del sindaco Iervolino e del governatore Bassolino, che si sarebbero rivolti al Presidente Giorgio Napolitano. In
Regione si dimette l'assessore al Turismo De Masi ("Preferisco la cura di
Ravello e dell'Università"), sostituito da Claudio Velardi. OTTAVIO
LUCARELLI E CONCHITA SANNINO ALLE PAGINE II E III.
( da "Repubblica, La" del 25-02-2008)
Argomenti: Monnezza
Pagina III - Napoli
LA POLEMICA FURIOSO Decisione imminente del governo. Pressing di Iervolino e Bassolino su Napolitano Cultura, la vendetta di Rutelli il
Forum non è Grande Evento Fondi a rischio. Oddati: me ne vado in Africa
CONCHITA SANNINO Ora c'è chi lo chiama "regolamento di conti
istituzionale". Un annuncio destinato ad avere gravi ripercussioni sui
rapporti tra Napoli e Roma. Nell'ultima seduta del Consiglio dei ministri, il
governo Prodi, su richiesta del ministro Francesco Rutelli, ha deciso la
"revoca della dichiarazione di "grande evento"" per il
Forum delle culture del 2013 assegnato a Napoli. Un provvedimento che, se
confermato attraverso la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, priverebbe Napoli
di importanti fondi e soprattutto sarebbe un pessimo biglietto da visita per la
stessa città che ospita il Forum. Un caso poco fortunato vuole che proprio
stamane arrivi a Napoli Mireia Belil, la direttrice della Fondazione Forum
delle Culture, ospite dell'Istituto Cervantes. Sul Forum delle Culture si era
già consumato un brutto strappo tra il ministro Rutelli e il sindaco, dopo la
nomina di un alto funzionario del ministero, Vittoria Garibaldi, come
"commissario" all'organizzazione del Forum. La Iervolino vuole invece
il suo assessore Oddati. Ancora: solo pochi giorni fa, un altro aspro botta e
risposta tra il ministro e la Iervolino sulla necessità avanzata dal sindaco di
promozionare Napoli in vista di quell'appuntamento. Rutelli le aveva dato un
secco no, dalla Borsa del turismo di Milano: "Prima si tolgono i rifiuti
da Napoli, poi partiamo con la campagna pubblicitaria". E la Iervolino: "Rutelli ci mette in quarantena". Così
l'ultima decisione di Palazzo Chigi provoca il cupo malumore del sindaco
Iervolino e del governatore Bassolino. Entrambi, secondo indiscrezioni, si sarebbero persino rivolti
al presidente Giorgio Napolitano per affidare a lui preoccupazione e sgomento
rispetto ad un provvedimento di cui non sembrano comprendere i motivi.
Perché cancellare lo status di "grande evento", si chiedono i vertici
istituzionali? Per affossare una città già devastata dalla crisi rifiuti?
Oppure il ministro Rutelli, in palese contraddizione con la necessità di
rilanciare Napoli anche con un grande appuntamento, avrebbe fatto dietrofront
solo per i contrasti accesi che hanno caratterizzato le sue relazioni con
Palazzo San Giacomo? è l'ultima ricostruzione ad amareggiare l'assessore
comunale alla Cultura Nicola Oddati, considerato lo sponsor ed il promotore
della lunga battaglia che ha portato alla designazione ufficiale di Napoli come
sede del Forum internazionale delle Culture per il 2013, peraltro finanziata
solo lo scorso autunno da Rutelli con 5 milioni di euro. Oddati allarga le
braccia, si sfoga: "Dobbiamo davvero pensare a una ripicca, a una
provocazione? Ma no, mi rifiuto. Se una tale decisione fosse confermata, direi
che c'è un atteggiamento negativo e forse di astio non solo rispetto
all'amministrazione comunale - e già sarebbe discutibile - ma rispetto alla
città. Questo non si può accettare. Comunque Napoli deve andare avanti",
spiega Oddati. Che addirittura rivolge un appello a Veltroni: "Mi appello
a chi crede ancora in una politica dei fatti, del merito, dei progetti. Chiedo
a Veltroni, anche se non sono uno del Pd. Ci crediamo nelle cose che diciamo?
Se Veltroni ci crede, come io penso, allora che si vinca o si perda alle
prossime politiche, qualcuno dovrà spiegare perché Rutelli decide di privare
Napoli di qualcosa in cui, fino a qualche settimana fa, lo stesso Prodi e lo
stesso Rutelli credevano". Avverte Oddati: "Se il problema sono io,
se la contesa sta tutta su chi gestisce cosa, allora io sono un piccolo
assessore in mezzo a cotanti personaggi. Quindi posso lasciare il Forum cui ho
dedicato tanta attenzione e risorse per mesi: ma così lascio la politica e
faccio davvero quello che intendeva regalarsi Veltroni tempo fa. Vado in
Africa, sapendo che ormai il problema non è più né la destra né la sinistra, ma
la coerenza dei percorsi e dei valori cui si formano le persone".
( da "Repubblica, La" del 25-02-2008)
Argomenti: Monnezza
Napoli protesta
Rutelli toglie i fondi al Forum NAPOLI - Nell'ultima seduta del Consiglio dei
ministri, il governo ha deciso la "revoca della dichiarazione di
"grande evento"" per il Forum delle culture del 2013 assegnato a
Napoli. Un provvedimento che, se confermato attraverso l'imminente
pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, priverebbe Napoli di importanti fondi e
soprattutto sarebbe un pessimo biglietto da visita per la stessa città che
ospita il Forum. Si è così consumato l'ennesimo strappo tra
il ministro Rutelli e il sindaco Iervolino, dopo la nomina di un alto
funzionario del ministero come "commissario" all'organizzazione del
Forum. Il sindaco e il presidente della Regione Bassolino si sono appellati a Napolitano.
( da "Repubblica, La" del 26-02-2008)
Argomenti: Monnezza
Pagina IV - Napoli
Forum culture, il pugno di Rutelli "Senza un commissario straordinario non
è più Grande Evento" Il ministro conferma il declassamento (con taglio di
fondi) per l'evento del 2013 La motivazione: una iniziativa del genere per
legge va seguita da un rappresentantegovernativo "Le polemiche sono
lamentele sterili rispetto ad una procedura chiara" Il declassamento del
Forum delle culture è confermato. Lo schiaffo alla città, anche. Il Meeting in
programma a Napoli per il 2013 resterà per ora privo della definizione di
"grande evento" su decisione del governo uscente e, dunque, dovrà
fare a meno dei 150 milioni che Palazzo Chigi aveva impegnato a favore della
kermesse internazionale. Interviene direttamente il ministro delle Attività
culturali Francesco Rutelli a spiegare il motivo della scelta. In sintesi:
Regione e Comune non hanno accettato il commissario designato dall'esecutivo?
Quindi revoca del commissario e revoca anche del "grande evento".
Inutile sollevare polemiche, esorta Rutelli: "Si tratta di lamentele
sterili". Una doccia fredda in 23 righe ed esplode il caso-Forum. Il
comunicato firmato Rutelli arriva dopo una giornata convulsa di richieste di
"chiarimenti" da Napoli. Sembra che Rutelli non si faccia trovare al
telefono. Poi, alle 20, le agenzie lanciano il benservito ai vertici locali.
Tutto ruota intorno alla contestata nomina del funzionario Vittoria Garibaldi,
scelta venti giorni fa come commissario delegato al Forum delle Culture,
appuntamento per il quale si era impegnato lo stesso Rutelli sostenendo con 5
milioni (di cui 3 già spesi dal Comune in viaggi di rappresentanza) il progetto
della candidatura portato avanti dall'assessore comunale Nicola Oddati. Una
nomina contro cui insorsero appunto la Iervolino e Bassolino. Rutelli ora presenta il
conto: "Si ribadisce che il governo ha sempre sostenuto con forza,
convinzione e ottimi risultati la designazione di Napoli a città ospitante del
Forum". E aggiunge: "Dal momento che l'amministrazione comunale e
quella regionale hanno comunicato di essersi già dotate di una apposita
struttura per la valutazione e il monitoraggio sulle iniziative connesse
all'evento, il governo ne ha preso atto ed ha formalizzato il rifiuto della
nomina del commissario, designato nella persona di un funzionario tecnico
indipendente dalla politica; ha revocato la nomina del commissario e la
dichiarazione del grande evento, confermando di rimanere a disposizione per
ogni iniziativa ritenuta necessaria al buon esito della manifestazione".
Quanto alle accuse di "regolamento di conti", Rutelli chiosa:
"Si tratta di lamentele sterili rispetto ad una procedura messa in atto
per venire incontro alle richieste degli enti territoriali. Del resto è
sufficiente conoscere le normative in vigore per sapere che i grandi eventi
vengono seguiti da un rappresentante del governo che ne porta precisa
responsabilità". è il giorno in cui la stessa direttrice della Fondazione
del Forum delle Culture, la spagnola Mireia Belil, ospite dell'Istituto Cervantes,
conferma: "Il Forum resta assegnato a Napoli, non abbiamo alcuna riserva
sulla città. Non entriamo nei fatti di politica interna di nessun Paese".
è il giorno dell'amarezza. Il sindaco Iervolino in mattinata aveva usato
l'ironia di un vecchio detto in napoletano per rispondere ai cronisti che le
chiedevano se Rutelli, candidato sindaco a Roma, non volesse
"rubarle" il Forum. "Pullecenella ricco 'nzuonn", aveva
sorriso lei. Tradotto: "Caro Rutelli, te lo sogni". Più tardi il
sindaco aveva aggiunto: "Noi comunque andiamo avanti. Organizzeremo il
Forum in città Sappiano tutti che andiamo avanti. E sappiano che io per le
elezioni politiche farò campagna per il Partito democratico". Reazioni dal
mondo politico e culturale, mentre la "società civile" tace.
L'assessore regionale Corrado Gabriele si dice "sgomento per una decisione
senza precedenti". Da Salvatore Varriale, consigliere comunale di Fi, un
messaggio sarcastico. "Tranquilli: Berlusconi è uno che ama il suo Paese.
Ora che torna al governo, ce lo ridà lui il marchio di "grande
evento"". Interviene anche Pietro Lezzi, ex sindaco di Napoli e
fondatore dell'Ente Ville vesuviane: "L'assessore Oddati aveva avuto una
brillante idea, che a dispetto di tante è andata in porto. Possibile che, dopo
la sventura di avere l'inurbano Urbani a ministro della cultura, anche Rutelli
sia riuscito a farci del male?". Un tassista in via Santa Lucia lo
riconosce e urla: "Lezzi, stavamo meglio quando stavamo peggio. Cioè con
lei sindaco". (o. l.; co. sa.).
( da "Repubblica, La" del 26-02-2008)
Argomenti: Monnezza
Pagina VII - Napoli
LA PROCURA I magistrati rispondono alle accuse di inerzia investigativa con una
nota in 15 punti Il monito del procuratore Lepore "La camorra non sia
alibi per altri" "Il ministro Di Pietro aveva gli atti del caso Fibe:
come fa a dire di non averli letti?" Una indagine che rappresenta una
svolta, per la Procura, quella sugli interessi del clan dei Casalesi
nell'affare rifiuti. Perché consente di ipotizzare per la prima volta la
presenza di un esponente di primo piano della criminalità organizzata nella
gestione di questo settore. "Ma la camorra - avverte il procuratore
Giandomenico Lepore - non può costituire un alibi nei confronti di altri
personaggi che hanno le loro responsabilità". Valutazioni analoghe
compaiono nelle motivazioni dell'ordinanza firmata dal gip Alessandro Buccino
Grimaldi, che scrive: "Va rimarcata sia la carenza di verifiche che la
grande difficoltà nel ricostruire i flussi dei rifiuti da parte delle autorità
preposte al controllo, e in tale contesto - si legge - non può essere taciuto
che proprio appartenenti alla pubblica amministrazione in alcune circostanze
sono i primi conniventi di queste organizzazioni criminali in quanto ne
facilitano l'acquisizione di provvedimenti autorizzativi per impianti
fatiscenti e tecnicamente carenti". E il pm Maria Cristina Ribera, che
insieme al pm Raffaello Falcone ha coordinato l'inchiesta dei carabinieri del
Noe e del comando provinciale di Caserta, sottolinea come i terreni sottoposti
a sequestro nell'ambito di precedenti indagini per fatti analoghi "non
siano stati ancora bonificati". Ma l'inchiesta, accolta da "forte
apprezzamento" dal governatore Antonio Bassolino, costituisce per la
Procura anche il momento della risposta pubblica, dopo quella istituzionale
indirizzata al Csm, alle accuse di non aver indagato a fondo sull'emergenza poi
esplosa in questi mesi. "Hanno detto che eravamo stati timidi, forse
esitanti - ricorda il procuratore aggiunto Franco Roberti - oppure non continui
nel contrasto agli illeciti consumati in questo settore. Ma sono accuse
ingiuste e non accettabili". I pm elencano in un documento riepilogativo
diffuso alla stampa tutte le indagini che dal
( da "Nazione, La (Nazionale)" del 26-02-2008)
Pubblicato anche in: (Giorno, Il (Nazionale)) (Resto del
Carlino, Il (Nazionale))
Argomenti: Monnezza
"Veltroni è un
illusionista, Fini: "Il Pd doveva correre da solo, poi ha messo di GIORGIO
GAZZOTTI ? BOLOGNA ? Presidente Fini, Veltroni dice che il distacco da 13 punti
si è ridotto a 6 e che ad aprile sarà a zero. Non è che quella che si profilava
come una vittoria certa del Pdl, rischia di diventare incerta? "Non credo
proprio. Noi continuiamo ad essere largamente ottimisti. L'alleanza con la Lega
al Nord e con l'Mpa di Lombardo al Sud garantisce una maggioranza solida alla
Camera. E' impensabile che il Pd recuperi uno svantaggio che ha e continua ad
avere, nonostante qualche sondaggio più o meno taroccato. Al Senato ho fiducia
negli italiani, che sono coscienti del rischio di un pareggio e quindi credo
che premieranno chi può garantire un governo stabile". La scelta di
Veltroni di correre da solo ha avuto un effetto dirompente sugli
schieramenti.Non temete che sia un elemento di novità che attira voti?
"No, perché anche il Pdl ha scelto alleanze chiare e coese e soprattutto
perché Veltroni predica bene e razzola male. Doveva correre da solo e si è
alleato con Di Pietro. Doveva presentare uno schieramento coeso e ha messo
insieme i teodem e i radicali. Il diavolo e l'acqua santa non sono
conciliabili". E invece la rottura con Casini era proprio inevitabile?
"Su questo voglio dire una cosa chiara. Non è vero che Berlusconi ed io
gli abbiamo detto: noi abbiamo deciso, vieni anche tu. L'unica cosa acquisita
era che i valori di riferimento del Pdl erano quelli del Ppe, ma tutto il resto
era ancora da decidere, compreso il percorso verso un partito unitario. Poi non
è convincente il suo no alla rinuncia all'identità, perché l'identità politica
non sta in un simbolo grafico. Ed è così vero che oggi vedo che è disposto a
modificare il simbolo dell'Udc pur di fare l'accordo con la Rosa bianca".
Berlusconi ha ventilato l'ipotesi di larghe intese, anche se poi ha corretto il
tiro, lei invece le ha escluse... "Le larghe intese sono escluse perché
non ci sarà pareggio. Grazie all'accordo con Lombardo la Sicilia è assicurata.
Nel Lazio, la rottura con Casini e un certo radicamento che ha Storace ci
costringeranno ad uno sforzo maggiore, ma Veltroni ha perso i voti della
sinistra radicale. Quindi non avremo problemi. Anche perché Veltroni può venire
in Emilia a raccontare il modello Roma, ma non certo nella sua città, dove c'è
l'Ici più alta d'Italia. In Campania abbiamo già vinto
perché De Mita porterà via molti voti al Pd e poi voglio vedere Veltroni che va
a Napoli assieme a Bassolino e Iervolino a dire che lui è il nuovo". Aborto, eutanasia,
temi etici. Avvenire e Famiglia cristiana intervengono nella campagna
elettorale. Casini rivendica la rappresentanza dei cattolici, Ferrara fa una
lista antiaborto. E il Pdl? "Siamo contro l'eutanasia e sulla 194
la penso come Berlusconi: la legge non va cambiata, ma fatta rispettare in
tutte le sue parti, compresa la prevenzione e il sostegno alle donne, perché
non abortiscano. Però, proprio perché sono contrario all'aborto, considero
strumentale fare una lista su un tema che comporta un dramma. Quanto ai
cattolici, sono stati gli ultimi due Papi a dire che non ci sono più le
condizioni storiche per l'unità dei cattolici in politica. Ci sono cattolici in
quasi tutti i partiti e nessuno ha l'esclusiva" . Molti dicono che i
programmi del Pd e del Pdl sono simili. Su quale base un elettore dovrebbe
decidere chi votare? "Sulla base della credibilità. Difficile credere a
Veltroni, quando dice che ridurrà le tasse, mentre in platea c'è Visco. O
quando parla di sicurezza, visto che non sono riusciti neppure ad approvare il
pacchettino sicurezza. E sulle infrastrutture, noi qualche cantiere lo avevamo
aperto, loro lo hanno chiuso. Veltroni è come Houdini, i suoi slogan sono un
capolavoro di illusionismo. Parla come se al governo non ci fossero i suoi
compagni di partito, ma Berlusconi ed io". Tutti volete ridurre le tasse,
ma come si fa senza ridurre la spesa pubblica? "Infatti la spesa pubblica
va tagliata. Ci sono due voci di spesa fuori controllo: la sanità e certi costi
della politica. Non è ammissibile che in alcune Regioni la chirurgia estetica
sia a carico del contribuente e in altre si muoia di setticemia. Per riportare
la spesa sanitaria sotto controllo, l'unica soluzione è che la politica si
ritiri dalla gestione. Poi c'è la politica, lo scandalo non sono tanto i 900
parlamentari, che noi avevamo già ridotto, quanto la spesa selvaggia della
partitocrazia a tutti i livelli". Voi avete annunciato che non
presenterete candidati con problemi di giustizia. Ma poi qualcuno ha parlato di
eccezioni. "Forse qualcuno ha equivocato allora voglio chiarire. Non ho
mai detto che gli indagati sono fuori dalle liste, perché ci sono magistrati
capaci di indagare chiunque. Noi non candideremo i condannati in primo grado,
ma solo per alcuni reati, che valuteremo caso per caso". Quando dice noi,
si riferisce ad An o al Pdl? "Io parlo per An". Tempo fa Berlusconi
ipotizzò una staffetta, due anni per uno alla guida del governo. E' un'ipotesi
attuale? "Non ne ho idea. Ma io non credo alle staffette. E neppure ai
delfini, che stanno in mare, o alle dinastie, perché sono repubblicano".
Le elencherò alcune questioni, può rispondere con un sì o con un no? La
castrazione chimica dei pedofili? "Per i condannati sì". Il ponte
sullo stretto? "Sì, certamente". Il ripristino dell'immunità per i
parlamentari? "No, nessuno l'ha mai proposta". Il nucleare? "Sì,
quello di quarta generazione". La separazione delle carriere per i
magistrati? "Se ne può parlare". Lei è favorevole al voto
amministrativo agli immigrati, ma la Lega ha subito detto di no. "La mia
era una considerazione teorica, un'ipotesi di scuola". - -->.
( da "Nazione, La (Nazionale)" del 26-02-2008)
Pubblicato anche in: (Giorno, Il (Nazionale)) (Resto del
Carlino, Il (Nazionale))
Argomenti: Monnezza
Di GIORGIO GAZZOTTI
? BOLOGNA ? Presidente Fini, Veltroni dice che il distacco da 13 punti si è
ridotto a 6 e che ad aprile sarà a zero. Non è che quella che si profilava come
una vittoria certa del Pdl, rischia di diventare incerta? "Non credo
proprio. Noi continuiamo ad essere largamente ottimisti. L'alleanza con la Lega
al Nord e con l'Mpa di Lombardo al Sud garantisce una maggioranza solida alla
Camera. E' impensabile che il Pd recuperi uno svantaggio che ha e continua ad
avere, nonostante qualche sondaggio più o meno taroccato. Al Senato ho fiducia
negli italiani, che sono coscienti del rischio di un pareggio e quindi credo
che premieranno chi può garantire un governo stabile". La scelta di
Veltroni di correre da solo ha avuto un effetto dirompente sugli
schieramenti.Non temete che sia un elemento di novità che attira voti?
"No, perché anche il Pdl ha scelto alleanze chiare e coese e soprattutto
perché Veltroni predica bene e razzola male. Doveva correre da solo e si è
alleato con Di Pietro. Doveva presentare uno schieramento coeso e ha messo
insieme i teodem e i radicali. Il diavolo e l'acqua santa non sono
conciliabili". E invece la rottura con Casini era proprio inevitabile?
"Su questo voglio dire una cosa chiara. Non è vero che Berlusconi ed io
gli abbiamo detto: noi abbiamo deciso, vieni anche tu. L'unica cosa acquisita
era che i valori di riferimento del Pdl erano quelli del Ppe, ma tutto il resto
era ancora da decidere, compreso il percorso verso un partito unitario. Poi non
è convincente il suo no alla rinuncia all'identità, perché l'identità politica
non sta in un simbolo grafico. Ed è così vero che oggi vedo che è disposto a
modificare il simbolo dell'Udc pur di fare l'accordo con la Rosa bianca".
Berlusconi ha ventilato l'ipotesi di larghe intese, anche se poi ha corretto il
tiro, lei invece le ha escluse... "Le larghe intese sono escluse perché
non ci sarà pareggio. Grazie all'accordo con Lombardo la Sicilia è assicurata.
Nel Lazio, la rottura con Casini e un certo radicamento che ha Storace ci
costringeranno ad uno sforzo maggiore, ma Veltroni ha perso i voti della
sinistra radicale. Quindi non avremo problemi. Anche perché Veltroni può venire
in Emilia a raccontare il modello Roma, ma non certo nella sua città, dove c'è
l'Ici più alta d'Italia. In Campania abbiamo già vinto
perché De Mita porterà via molti voti al Pd e poi voglio vedere Veltroni che va
a Napoli assieme a Bassolino e Iervolino a dire che lui è il nuovo". Aborto, eutanasia,
temi etici. Avvenire e Famiglia cristiana intervengono nella campagna
elettorale. Casini rivendica la rappresentanza dei cattolici, Ferrara fa una
lista antiaborto. E il Pdl? "Siamo contro l'eutanasia e sulla 194
la penso come Berlusconi: la legge non va cambiata, ma fatta rispettare in
tutte le sue parti, compresa la prevenzione e il sostegno alle donne, perché
non abortiscano. Però, proprio perché sono contrario all'aborto, considero
strumentale fare una lista su un tema che comporta un dramma. Quanto ai
cattolici, sono stati gli ultimi due Papi a dire che non ci sono più le
condizioni storiche per l'unità dei cattolici in politica. Ci sono cattolici in
quasi tutti i partiti e nessuno ha l'esclusiva" . Molti dicono che i
programmi del Pd e del Pdl sono simili. Su quale base un elettore dovrebbe
decidere chi votare? "Sulla base della credibilità. Difficile credere a
Veltroni, quando dice che ridurrà le tasse, mentre in platea c'è Visco. O
quando parla di sicurezza, visto che non sono riusciti neppure ad approvare il
pacchettino sicurezza. E sulle infrastrutture, noi qualche cantiere lo avevamo
aperto, loro lo hanno chiuso. Veltroni è come Houdini, i suoi slogan sono un
capolavoro di illusionismo. Parla come se al governo non ci fossero i suoi
compagni di partito, ma Berlusconi ed io". Tutti volete ridurre le tasse,
ma come si fa senza ridurre la spesa pubblica? "Infatti la spesa pubblica
va tagliata. Ci sono due voci di spesa fuori controllo: la sanità e certi costi
della politica. Non è ammissibile che in alcune Regioni la chirurgia estetica
sia a carico del contribuente e in altre si muoia di setticemia. Per riportare
la spesa sanitaria sotto controllo, l'unica soluzione è che la politica si
ritiri dalla gestione. Poi c'è la politica, lo scandalo non sono tanto i 900
parlamentari, che noi avevamo già ridotto, quanto la spesa selvaggia della
partitocrazia a tutti i livelli". Voi avete annunciato che non
presenterete candidati con problemi di giustizia. Ma poi qualcuno ha parlato di
eccezioni. "Forse qualcuno ha equivocato allora voglio chiarire. Non ho
mai detto che gli indagati sono fuori dalle liste, perché ci sono magistrati
capaci di indagare chiunque. Noi non candideremo i condannati in primo grado,
ma solo per alcuni reati, che valuteremo caso per caso". Quando dice noi,
si riferisce ad An o al Pdl? "Io parlo per An". Tempo fa Berlusconi
ipotizzò una staffetta, due anni per uno alla guida del governo. E' un'ipotesi
attuale? "Non ne ho idea. Ma io non credo alle staffette. E neppure ai
delfini, che stanno in mare, o alle dinastie, perché sono repubblicano".
Le elencherò alcune questioni, può rispondere con un sì o con un no? La
castrazione chimica dei pedofili? "Per i condannati sì". Il ponte
sullo stretto? "Sì, certamente". Il ripristino dell'immunità per i
parlamentari? "No, nessuno l'ha mai proposta". Il nucleare? "Sì,
quello di quarta generazione". La separazione delle carriere per i
magistrati? "Se ne può parlare". Lei è favorevole al voto
amministrativo agli immigrati, ma la Lega ha subito detto di no. "La mia
era una considerazione teorica, un'ipotesi di scuola". - -->.
( da "Repubblica, La" del 27-02-2008)
Argomenti: Monnezza
Pagina I - Napoli Il governatore presenta la nuova giunta e prospetta
elezioni prima della scadenza in Regione Bassolino, uscita anticipata "Non continuo fino al 2010" Forum
delle culture, Iervolino attacca Rutelli Il presidente della giunta regionale
Antonio Bassolino apre per
la prima volta alla possibilità di un voto anticipato: "Non dico di voler
andare avanti fino al 2010. Puntiamo alle priorità, poi vedremo".
Tiene ancora banco la polemica sul Forum delle culture: "Non rispondo a
Rutelli, noi andiamo avanti con le nostre forze", afferma il sindaco Rosa
Russo Iervolino dopo la mossa del ministro dei Beni culturali che ha tolto la
qualifica di grande evento al Forum in programma nel 2013. Lo smacco subito
dalla città fa discutere gli intellettuali. Aldo Masullo parla di metropoli
"immobile e scoraggiata", il rettore Guido Trombetti invece dice:
"Napoli ha il diritto di giocarsi questa opportunità". Nelle file del
Pd l'addio di Ciriaco De Mita apre una disfida sulla storica sede di via
Tagliamento ad Avellino: l'uomo di Nusco non ha alcuna intenzione di lasciare
in eredità al Pd gli uffici che hanno fatto la storia della Dc irpina. Dal boss
Giuseppe Misso infine arrivano nuove accuse all'indirizzo del consigliere
regionale del Pd (ma sospeso dal partito) Roberto Conte: "Lo incontrai tre
volte", sostiene Misso. DARIO DEL PORTO, ROBERTO FUCCILLO, OTTAVIO
LUCARELLI E PIERLUIGI MELILLO ALLE PAGINE II E III.
( da "Repubblica, La" del 27-02-2008)
Argomenti: Monnezza
Pagina VIII - Napoli
Un sistema in disintegrazione AURELIO MUSI (segue dalla prima di cronaca) Il
secondo esempio è la vicenda De Mita. La sua fuoruscita dal Pd provocherà
conseguenze non irrilevanti sul sistema politico campano. Fattori di continuità
e fattori di discontinuità si annunciano nell'insediamento elettorale
demitiano. Chi lo seguirà nella nuova avventura centrista? Chi resterà nel Pd?
Di sicuro un elemento che poteva essere positivamente valutato ? la decisione
di Veltroni di non candidare De Mita come capolista in Campania ? a conti fatti
si rivela un ulteriore fattore di destabilizzazione del quadro politico. Se De
Mita, il suo serbatoio di voti, i suoi satelliti migrano verso il centro di
Casini e Tabacci, la condizione di imperfetto bipolarismo e di blocco del
sistema politico nella nostra regione è destinata ad accentuarsi ulteriormente.
Insomma, un passo avanti e due indietro. Un terzo esempio di destrutturazione è
rappresentato dal fatto che è venuto meno quel rapporto fiduciario tra il governo
nazionale, il governo regionale, il governo provinciale e comunale napoletani
che ha sempre caratterizzato, tra alti e bassi, la nostra storia politica dal
1993. Il declassamento del Forum delle culture e il
conflitto tra Rutelli e Iervolino è, da tale punto di vista, assai
significativo. Ultimo esempio, ma non certo in ordine di importanza, è lo stato
degli esecutivi regionale, provinciale e comunale napoletani. Essi sono in via
di completa disintegrazione. I rimpasti, effettuati, annunciati e poi smentiti,
con nuovi ingressi e marce indietro, sono solo il canto del cigno che ne
ritarda, con inadeguati mezzi artificiali, la fine. Solo pochi giorni fa era
una sparuta pattuglia a chiedere l'azzeramento degli esecutivi e il ricorso a
elezioni. Oggi questa parola d'ordine sta diventando senso comune. A farla
propria sono voci assai autorevoli tra cui lo stato maggiore degli imprenditori
napoletani, come risulta dall'intervista al presidente dell'Unione industriali
napoletana, Lettieri, apparsa qualche giorno fa su questo giornale. Il giudizio
del presidente è assai severo, la richiesta di una consultazione elettorale,
capace di legittimare una nuova classe dirigente, è pressante. Tuttavia alcuni
contenuti di quella intervista appaiono alquanto contraddittori. Da un lato
Lettieri chiede l'azzeramento dell'esecutivo regionale. Dall'altro, alla
domanda su chi ha operato bene e su chi salverebbe dell'attuale giunta Bassolino, risponde con tre nomi: Montemarano, Cozzolino,
Cascetta. Passi per l'ultimo, che è riuscito a favorire un relativamente
efficiente sistema di trasporti regionale. Ma gli altri due? Montemarano è il
titolare di un assessorato che ha qualche responsabilità nel deficit, nelle
inefficienze del sistema sanitario in Campania, nelle procedure non proprio
cristalline delle nomine. Quanto a Cozzolino, egli è parte integrante di un
sistema di rapporti tra politica ed economia che ha contribuito non poco ad
aggravare il gap tra consenso a una macchina di potere, ed efficienza, sviluppo
e buon governo del territorio. Che oggi Cozzolino prenda le distanze dagli
errori compiuti, può andare bene: meglio tardi che mai. Ma gli errori restano.
E allora: che cosa vuole azzerare Lettieri? Dobbiamo comunque prepararci a un
tour elettorale amministrativo che si annuncia anch'esso, come tutte le cose di
Napoli, nel segno dell'emergenza. Dove troveremo il numero e la qualità di
candidati all'altezza dell'emergenza?.
( da "Repubblica, La" del 28-02-2008)
Argomenti: Monnezza
Pagina I - Napoli
Sos dalle imprese per la kermesse della cultura. Bassolino:
Grande Evento e cabina di regia comune Forum, appello a Rutelli "Ora
troviamo un'intesa" SI RIAPRE la trattativa per riassegnare il marchio di
"Grande Evento" al Forum delle culture 2013. Dopo la retrocessione
decretata dal governo, l'iniziativa parte dalla Regione con una lettera al
ministro dei Beni culturali Francesco Rutelli. Antonio Bassolino
chiede due cose: recuperare per il Forum il marchio nazionale di "Grande
Evento" e gestire l'organizzazione con una sinergia tra governo ed enti
locali. Un documento è stato diffuso anche dalle categorie
produttive, dall'Unione industriali all'Ascom agli artigiani: "La politica
superi le divergenze". Il sindaco Iervolino fa sapere che completerà il
mandato, fino al 2011. ANGELO CAROTENUTO ROBERTO FUCCILLO OTTAVIO LUCARELLI
ALLE PAGINE II, III, V.
( da "Repubblica, La" del 28-02-2008)
Argomenti: Monnezza
Pagina II - Napoli
Forum, le imprese in campo Sos ai politici: trovate un'intesa per il bene della
città Allarme delle associazioni "Evitare un ulteriore colpo di immagine e
di credibilità" Iervolino: "Resto fino al 2011
per portare a termine il mio mandato" La kermesse della cultura prevista
nel 2013: Bassolino media
con il ministro Rutelli OTTAVIO LUCARELLI Si riapre la trattativa per
riassegnare il marchio di "grande evento" al Forum delle culture 2013
che Napoli ha ottenuto dall'Unesco dopo un anno di lavoro diplomatico del
Comune. Si riapre la trattativa e, dopo la retrocessione decretata dal
governo, l'iniziativa parte dalla Regione con una lettera inviata al ministro
dei Beni culturali Francesco Rutelli. Una lettera in cui il presidente Antonio Bassolino chiede sostanzialmente due cose: recuperiamo per
il Forum il marchio nazionale di "Grande Evento" (con relativi fondi,
150 milioni che altrimenti sarebbero tagliati) e gestiamo l'organizzazione con
una sinergia tra governo ed enti locali, tra Roma, amministrazione comunale e
Regione. Un lavoro di mediazione per trovare un'intesa e per non perdere gli
stanziamenti che il governo assegna ai "Grandi Eventi". Il primo
passo lo fa la Regione perché nelle scorse settimane il braccio di ferro tra Napoli
e Roma ha prodotto solo un grave incidente e non solo diplomatico. Incidente
che ha spinto Rutelli a declassare il Forum nell'ultima riunione del Consiglio
dei ministri, con una motivazione durissima: "Dal momento che Comune e
Regione hanno comunicato nelle scorse settimane di essersi già dotati di una
struttura per la proposta, la valutazione e il monitoraggio delle iniziative
connesse all'evento, il governo ne ha preso atto e ha formalizzato il rifiuto
della nomina del Commissario straordinario previsto dalla legge e designato
dall'esecutivo nella persona di un funzionario tecnico indipendente dalla
politica. Il governo ha revocato la nomina del commissario e, di conseguenza,
la dichiarazione di grande evento". Per prima ha risposto la Iervolino:
"Andremo avanti con le nostre forze assieme a Regione e Provincia. Vuol
dire che tocca a noi difendere l'onore della città e anche del paese". Poi
è sceso in campo Bassolino avviando la mediazione nei
confronti di Rutelli. Ma ieri un documento lo hanno diffuso anche le categorie
produttive della città, dall'Unione industriali all'Ascom, dalla Lega delle
cooperative alla Confesercenti, da Casartigiani a Confapi. Un documento in cui
il "mondo produttivo di Napoli" riunito nella Consulta provinciale
delle imprese ha espresso una "forte preoccupazione per il rischio che sia
confermata la revoca della dichiarazione di grande evento al Forum
internazionale delle culture 2013". "Se il provvedimento dovesse
essere confermato - scrive la Consulta - si tratterebbe di un ulteriore e grave
colpo, non solo all'immagine, ma anche alla credibilità della nostra città.
Oltre all'emergenza rifiuti, si aggiungerebbe l'incapacità istituzionale e
politica di superare le divergenze. Da qui al 2013 abbiamo tutto il tempo per
superare una crisi che sta affondando la città". Una crisi che per ora
scuote la Regione più del Comune. Due giorni fa in aula Bassolino
ha prospettato la possibilità di chiudere la legislatura in Regione prima della
scadenza naturale del 2010 e ieri mattina la Iervolino lo ha invitato a non
gettare la spugna: "Io andrò avanti fino al 2011 per consegnare la città
al mio successore in condizioni migliori rispetto alla situazione attuale e
sono convinta che anche Bassolino farà altrettanto.
Sono convinta che anche lui arriverà fino in fondo". In serata la replica
in cui Bassolino ha invece confermato che il suo
programma minimo resta fissato per i prossimi dodici mesi: "Varare lo
Statuto, approvare una nuova legge elettorale con l'abolizione del
"listino" e assegnare le deleghe ai Comuni e agli enti locali. Questo
significa avere almeno un anno di lavoro. Dopo si farà una riflessione per
vedere se ci sono le condizioni per andare avanti oppure se invece può essere
giusto ridare la parola ai cittadini". Con un ulteriore precisazione:
"Io non ho detto che penso di andare avanti fino alla fine del 2010
certamente e ad ogni costo, ma che siamo consapevoli di avere di fronte a noi
un sentiero stretto. Noi abbiamo comunque il dovere di andare avanti con
serietà e per questo abbiamo fatto un'operazione di forte rinnovamento della
giunta. Abbiamo di fronte obiettivi impegnativi su cui dobbiamo lavorare con
slancio e determinazione a cominciare dalla soluzione dell'emergenza
rifiuti".
( da "Repubblica, La" del 28-02-2008)
Argomenti: Monnezza
Pagina II - Napoli I PROTAGONISTI rutelli Per legge occorreva un commissario
ma è stato opposto un rifiuto, basta sterili polemiche bassolino Recuperiamo il
Forum come Grande Evento e gestiamo la kermesse con un lavoro comune iervolino Noi andiamo avanti con le
nostre forze, assieme a Regione e Provincia, per difendere il nostro onore.
( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 28-02-2008)
Argomenti: Monnezza
Voto
anticipato, Bassolino e Iervolino frenano LUIGI ROANO
Voto anticipato, il governatore Antonio Bassolino e il sindaco
Rosa Russo Iervolino frenano. Anzi, il sindaco rilancia: "Resterò fino al
termine del mio mandato, voglio lasciare la città al mio successore nel
migliore dei modi possibili" dice. E rivolgendosi al governatore lancia un appello:
"Antonio non mollare, non gettare la spugna, da donna delle istituzioni
non mi auguro mai che ci siano scioglimenti anzitempo". E Bassolino decide di precisare meglio le dichiarazioni di
martedì sull'ipotesi di non portare fino in fino il mandato. Al punto da
mettere in rete il testo dell'intervento integrale effettuato in Consiglio
regionale per far capire che la prospettiva di non portare a termine la
consiliatura è solo una delle opzioni che ha messo in campo per rilanciare
l'azione politica e amministrativa dell'ente di Santa Lucia. "Io non ho
detto che penso di andare avanti fino alla fine del 2010 certamente e ad ogni
costo". Queste le parole di Bassolino che hanno
scatenato le opposizioni e il centrosinistra che le hanno interpretate come un
addio anticipato, una porta aperta per il voto subito. Ma Bassolino
ieri ha invitato a riflettere su altri passaggi del suo discorso: "Abbiamo
di fronte obiettivi impegnativi - ha detto - su cui dobbiamo lavorare con
slancio e determinazione, come la soluzione dell'emergenza rifiuti, alcuni
grandi progetti per lo sviluppo, lo statuto, la nuova legge elettorale, le
deleghe agli enti locali. Darsi questi obiettivi significa avere davanti almeno
un anno di lavoro". E ancora: "Dopodiché si farà una riflessione per
vedere se - come io mi auguro - ci saranno le condizioni per andare avanti con
questo spirito di rinnovamento e senso di responsabilità oppure se invece può
essere giusto dare la parola ai cittadini". Allarme rientrato? Almeno per
un anno sì, poi si farà una normale verifica del lavoro svolto per capire come
e se andare avanti. La voglia di voto amministrativo è stata dunque gelata
dalla discesa in campo dei due massimi rappresentanti delgi enti locali. La
Iervolino fin dal mattino aveva lanciato segnali: "Antonio non gettare la
spugna" l'appello che ha ripetuto più volte: "Bassolino
è un uomo di grande personalità e volontà tali da non poter neanche pensare di
mollare". Parole di incoraggiamento e sentite e che chissà, avranno fatto
piacere a Bassolino. La Iervolino è determinatissima e
le elezioni politiche l'hanno gasata: "Farò campagna elettorale, lo voglio
ripetere bene. E poi dico che non è mai una cosa buona abbandonare incarichi
istituzionali prima del tempo perché non si possono portare a termine lavori
cominciati e che sono attesi e concordati con i cittadini". Un richiamo al
senso delle istituzioni forte e arrivato in un momento delicato per Comune e
Regione con le opposizione che hanno fatto sentire la loro voce in maniera
forte. Il deputato di Forza Italia Antonio Martusciello è duro con il sindaco.
"Parole da irresponsabile, dette da chi non si è resa conto dello sfascio
che ha provocato insieme a Bassolino". Il
capogruppo degli azzurri Raffaele Ambrosino apre un altro scenario: "A
questo punto le elezioni per il sindaco sono un referendum". Infine Mimmo
Palmeri del Nuovo Psi: "Che il sindaco faccia campagna elettorale è una
buona notizia per noi, un regalo al Pdl". Iervolino dunque sindaco fino
alla scadenza naturale del 2011, ma non è detto che la squadra degli assessori
resti la stessa. Perché già è stato annunciato che chi si candiderà alle
elezioni dovrà lasciare Palazzo San Giacomo. In questa ottica qualche sondaggio
è già stato effettuato. Per esempio se Tino Santangelo, il vicesindaco, dovesse
candidarsi al Senato il suo posto verrebbe preso da Felice Laudadio, attuale
assessore all'Edilizia. Potrebbe rientrare in Comune una vecchia conoscenza,
l'ex vicesindaco Rocco Papa oggi presidente della Bagnolifutura, al quale il
sindaco affiderebbe le deleghe dell'Urbanistica (oggi di Santangelo) e quelle
di Laudadio.
( da "Repubblica, La" del 29-02-2008)
Argomenti: Monnezza
Pagina I - Napoli
L'analisi La necessità di ripartire da zero UMBERTO DE GREGORIO In Campania i
vecchi big della politica sono un po' come cani sciolti. Bassolino resta nel Pd ma non partecipa alla campagna elettorale. Rosetta
Iervolino, infuriata con Roma, invece "minaccia": io la campagna
elettorale la faccio! De Mita sbatte la porta e lascia il Pd diretto verso il
nuovo centro. Mastella se ne va per conto suo (abbandona tutti o, meglio, da
tutti è abbandonato). Pecoraro Scanio resta "amico-nemico" e
si fa sentire poco. In queste condizioni che la giunta regionale sia ancora in
piedi è quasi un miracolo. Nessuno sa quanto questo gioco d'equilibrismo
durerà, ma è a tutti ogni giorno più evidente che il clima d'incertezza
politica non giova al territorio. SEGUE A PAGINA XII.
( da "Repubblica, La" del 29-02-2008)
Argomenti: Monnezza
Pagina V - Napoli
L'ASSEMBLEA Due "pilastri" della giunta regionale parlano in una sala
affollata di manager, scienziati e amministratori "Chiediamo scusa alla
città indignata" Mea culpa di Cozzolino. E Cascetta bacchetta Nicolais
Guardiamo in faccia la tragedia rifiuti senza fuggire alle nostre
responsabilità Non basta solo l'etichetta di nuovo per fare una buona politica
Messaggio numero uno: per Napoli. "A una comunità indignata e in
sofferenza, chiediamo scusa per tutto quello che è successo e non doveva
succedere". La voce è di Andrea Cozzolino, assessore regionale, che spazza
via ogni indugio sui rifiuti e "senza fuggire alle nostre responsabilità,
cosa che altri fanno, guardiamo in faccia questa tragedia che deve interrogare
tutti noi, prima qui, poi a livello nazionale". Messaggio numero due: per
Roma. "Non basta l'etichetta di nuovo per fare la buona politica, come se
non contassero anche le esperienze, le cose fatte, le storie personali", e
queste sono parole di Ennio Cascetta, altro pilastro della giunta regionale di
Antonio Bassolino. Come dire che il Pd campano non si
farà trovare chiuso in un angolo, ora che si annuncia la nuova stagione. Quelli
che hanno governato e governano ancora, portano scuse, orgoglio e stizza.
Stazione marittima, una sala in cui si affollano amministratori, manager e
scienziati, di area e non, sotto un cartello che dice "Ripartiamo, con il
cuore e con il cervello". Lui, il governatore, non c'è. In linea con ciò
che si è imposto: "Non farò campagna elettorale". I suoi assessori
invece assaggiano l'arena, anche se ufficialmente la campagna non è aperta, e
si tratta di un appuntamento fissato prima che il governo Prodi cadesse. La
Armato, Montemarano, Valiante. Sono per la prima volta a un'assemblea pubblica
del Pd senza l'ombrello di De Mita. L'idea è venuta a Tino Santangelo intorno a
un caffè. "Non possiamo lasciarci schiacciare, non devo mica dirvelo io
che sono il meno politico di voi tutti?", la domanda lanciata quel giorno
al suo numero ristretto di invitati. Il compito di scrivere un "manifesto"
è caduto su Diego Belliazzi, consigliere provinciale. Tocca punti dolenti senza
nasconderli, ed è il seme che convince Cozzolino a spingersi fino a quelle
parole inedite: "Chiediamo scusa". Sala piena, dove trovano posto le
tante anime del Pd. Amendola, Dinacci, Impegno, Russo. Dove dietro le quinte si
aspetta il risultato della lunga partita per le candidature al Parlamento, che
in quello stesso momento il segretario regionale Iannuzzi sta giocando
direttamente a Roma. Qui ha lasciato un messaggio. Arrivano anche da altri
comuni, come Nicola Corrado (assessore a Castellammare),
mentre il sindaco Iervolino dice "ricominciamo, con senso critico verso
noi stessi, ma anche con l'orgoglio per tutto quel che è stato fatto". Lo
dice meglio il filmato che apre il pomeriggio, sottofondo musicale di Fabrizio
Moro, "Pensa", e 15 anni di Napoli sullo schermo. Scorrono a
colori il pontile di Bagnoli, le stazioni del metrò, piazza Plebiscito senza
auto. In bianco e nero arrivano gli omicidi, i rifiuti in strada, le piramidi
di ecoballe. Le tante facce del centrosinistra. "Bisogna parlare di più
alla gente", così Valeria Valente. Ma non è solo alla gente che parla la
sala del Pd. Cozzolino chiede "primarie per legge nazionale e
regionale" contro quelle che chiama candidature decise nei salotti. Cita
gli innovatori. Cascetta dice che la gente è stufa di sentir litigare su
"chi possa rappresentare meglio il necessario ricambio generazionale, come
bastasse la semplice novità di nomi, o peggio ancora l'etichetta di
nuovo". A qualcuno le orecchie fischieranno. Nicolais non c'è. Ma la
Nicolais Generation, i ragazzi del suo staff, sono quasi tutti lì. Pietro
Ciarlo, che introduce, racconta come le vacche sembrino tutte nere nella notte.
"Invece mostriamoci a schiena dritta: il modello campano ha retto l'Italia
per 10 anni. La grande coalizione di centrosinistra è nata qui. Diciamo no alle
condanne indifferenziate, qui non ci sono tutti colpevoli". Ma se non ce
n'è neppure uno, sembra la richiesta di un'assoluzione per tutti. E quando sul
palco sale a parlare il giovane Navarro, la sala si svuota. Il ricambio
generazionale. (an. car.).
( da "Repubblica, La" del 29-02-2008)
Argomenti: Monnezza
Pagina XII - Napoli
La necessità di ripartire da zero UMBERTO DE GREGORIO (segue dalla prima di
cronaca) I grandi vecchi della politica campana, vicini al naufragio, non
abbandonano la zattera per gettarsi sulla terraferma. Dovrebbero avere un moto
d'orgoglio, in tanti lo chiedono o lo sperano: sembra invece prevalere la
filosofia del "dopo di me il diluvio". Nell'ambito del Pd Veltroni
sembra tuttavia reagire e in qualche modo punta i piedi. A costo di perdere spazio
nel voto di clientela, rifiuta (ma non sempre) il ricatto di chi dispone di
pacchetti di voti personali, tentando una riabilitazione d'immagine e nuovi
spazi nel voto d'opinione. Ma esiste ancora il voto d'opinione? E cosa occorre
perché quest'operazione sortisca almeno in parte gli effetti desiderati e
riesca a recuperare la sfiducia di tanti cittadini campani, ex simpatizzanti
del centrosinistra e oggi avviliti e indecisi tra l'astensionismo e la deriva
berlusconiana? Occorrerebbero, perché ciò avvenisse, maggiore chiarezza e tanto
coraggio, il che vuol dire almeno tre cose. Innanzitutto occorrerebbe spiegare
i motivi per i quali Bassolino non partecipa alla
campagna elettorale del suo partito. Suona strano, infatti, che il governatore
che resta "governatore" abdichi a svolgere il ruolo politico che gli
compete. Sembra quasi che non voglia creare imbarazzo e invece l'imbarazzo
resta e connesso proprio al fatto che, nonostante tutto, è ancora al suo posto.
Forse si è firmato da qualche parte un armistizio nel partito tra Roma e Napoli
(che contempla probabilmente, tra l'altro, la candidatura della moglie del
governatore in altra regione) ma quest'armistizio potrebbe procurare più danni
che benefici. La gente chiede chiarezza: o Bassolino è fuori oppure è dentro e
allora fa politica con orgoglio e a viso aperto, come sempre ha fatto. In
secondo luogo qualcuno dovrebbe spiegare ai napoletani perché invece Rosa Russo
Iervolino fa campagna elettorale. Forse che la sua immagine è meno logora di
quella di Bassolino?
O forse è che il sindaco di Napoli corre oramai, in campagna elettorale e non
solo, per conto suo, incurante di tutto e di tutti? In terzo luogo si dovrebbe
evitare che le liste, alle prossime elezioni politiche, siano formate avendo
cura, come priorità, di assicurare il posto a questo o a quel parlamentare
uscente; ed evitare altresì che vengano formate consentendo a chi è stato parte
integrante delle giunte locali oggi in crisi (regionale e comunale) e ha fatto
carriera politica all'interno di queste esperienze, di trovare un
"posto" in Parlamento grazie all'aberrante meccanismo elettorale
esistente che sottrae il candidato al giudizio diretto dei cittadini. Non
dovrebbero essere consentiti insomma rimpasti a uso e consumo di questo o
quello e senza alcuna valenza politica. Questi equivoci pesano come macigni
sulla credibilità del Pd di essere soggetto nuovo e propulsivo di sviluppo in
Campania. Per salvare il salvabile ci vogliono coraggio e chiarezza, sino in
fondo. In altri termini in Campania il Pd per recuperare credibilità deve
correre da solo e partire da zero. Non deve invece essere un partito dove
ognuno corre per conto suo.
( da "Repubblica, La" del 29-02-2008)
Argomenti: Monnezza
I limiti delle
nostre politiche culturali Ugo Della Corte Napoli Uno dei limiti che segna la
programmazione di attività culturali e di divertimento e a cui, a giudicare
anche dagli indirizzi resi noti di recente per la organizzazione di prossimi
importanti eventi, sembra impossibile sottrarsi, è quello di non riuscire a
interpretare fenomeni palesemente e radicalmente nuovi, che sono tali, tra
l'altro, proprio perché ridisegnano secondo linee inedite anche fatti del
passato. Una mutata realtà sociale ricca di nuove e più ampie occasioni di
conoscenza e di consumi culturali, orientati secondo standard e modelli che
travalicano gli angusti riferimenti cittadini per la varietà dell'offerta per
le sensibilità e le attenzioni che intercettano e che quindi anche orientano,
costringe a ripensare e ridefinire le politiche culturali. Le attività
culturali devono essere strumento di esplorazione e conoscenza della realtà e
delle novità dei tempi e non servire a legittimare e mantenere a ogni costo
saldo e credibile un insieme assolutamente datato di valori e di riferimenti.
Piuttosto che inquieta ricerca, quindi, confortevoli e rassicuranti certezze,
legittimazione di ruoli a dispetto e a prescindere da qualsivoglia risultato.
Come è possibile non accorgersi che molte di queste certezze stanno diventando
reperti archeologici. E che molti di questi ruoli e di queste responsabilità
andrebbero ridefinite e riconsiderate segnando una forte discontinuità con il passato.
D'altra parte, la modestia dei risultati fin qui ottenuti a fronte delle
ingenti risorse impegnate e di quelle ancora disponibili impone l'introduzione
di valutazioni dei progetti e dei risultati affidate a indicatori certi e
scientificamente definiti ex ante ed ex post. È, quindi, auspicabile che la
corretta misurazione delle attività culturali e di divertimento in termini di
reddito prodotto, occupazione generata e gettito fiscale originato diventi
finalmente prassi consolidata, prendendo il posto di fantasiose categorie di
misura quali "tanta gente" o "più gente dell'anno scorso",
e altre non meno consolatorie, a cui sono ricorsi fino a ora potenti
responsabili di strutture o entusiastici amministratori. La comunicazione ancorché
brillante realizzata con tecniche seducenti e diffusa in tutto il mondo non può
risolvere deficit progettuali, anzi in qualche caso quasi contribuisce a
evidenziarli. Gli scenari evocati in questi giorni a proposito di oscure forze
avverse che tramerebbero contro la Campania ricordano molto l'evocazione delle
"bieche forze della reazione" di qualche anno fa. La differenziata
nelle scuole Eugenio Tipaldi Dirigente scolastico dell'Istituto Duca d'Aosta di
Napoli In questo tracollo dell'immagine morale del popolo napoletano a causa
dell'immondizia, occorre far leva sulla rinascita della coscienza civile. La
raccolta differenziata va incentivata e promossa, a tutti i livelli, come hanno
cominciato a fare il cardinale Sepe nelle chiese e gli ospedali napoletani con
la convenzione con il Comune di Napoli. Occorre che anche la scuola faccia la
sua parte: l'educazione ambientale è prioritaria per diffondere nelle nuove
generazioni una nuova coscienza del rapporto uomo-natura basato sulla
sostenibilità ambientale e non sullo sfruttamento illimitato e distruttore.
L'Ufficio scolastico provinciale stipuli anch'esso una convenzione con il
Comune di Napoli per la raccolta differenziata. Ogni dirigente scolastico si
attivi perché nella propria scuola ci siano cassonetti per la raccolta della
carta, della plastica e delle pile usate, di modo che gli allievi imparino
praticamente il concetto di riciclo e riuso e comprendano l'importanza di
sostenere la raccolta differenziata anche nella propria famiglia. Incominciamo
un ciclo virtuoso dei rifiuti a partire da comportamenti etici elementari quali
il non buttare le carte per strada, il separare ciò che è riciclabile da ciò
che non lo è, il tenere a cura l'ambiente che ci circonda. Ognuno faccia la sua
parte: i politici decidano una buona volta di far avviare la raccolta
differenziata porta a porta nei palazzi; i cittadini siano più rispettosi dei
doveri civici; l'Asìa promuova la raccolta differenziata, cominciando a porre i
cassonetti in ogni scuola e in ogni ente pubblico e a ritirarli puntualmente.
Basta poco per fare queste cose: bisogna crederci, impegnarsi a farlo,
sostenerlo con ogni mezzo. Facciamo tutti quanti rinascere Napoli! Ma gli
istituti si diano da fare Elvira Pierri pierri2000@libero.it Il cardinale Sepe
ha attivato le parrocchie napoletane alla diffusione della conoscenza e
dell'attuazione della raccolta differenziata presso i fedeli: utilissima
iniziativa. Ci si chiede perché non possano far altrettanto le scuole, che
attivano tanti progetti che non sempre hanno una reale o apprezzabile ricaduta
sul territorio, mentre la vera urgenza è l'ignoranza e la non attuazione della
raccolta differenziata. Si prepara un nuovo affare a.dimascolo@libero.it Su
questa rubrica il 27 febbraio il signor Lomaglio poneva in evidenza, citando
gli stracolmi cassoni della differenziata, come i cittadini siano più attenti
dei nostri amministratori ai problemi dei rifiuti. Pochi giorni prima, con
riferimento alla buffonata della "domenica differenziata", scrivevo
al Comune di Napoli rappresentando che in piazza Santa Maria degli Angeli i
cassoni della differenziata erano stracolmi come sempre. Oggi, 28 febbraio,
mentre camminavo in via Monte di Dio cercando di evitare i mucchi di
differenziata non raccolta da più di una settimana, improvvisamente ho capito.
Caro signor Lomaglio siamo degli ingenui. Mentre noi ci affanniamo a separare
il vetro, la carta, la plastica non ci rendiamo conto che profittando della
nostra buona volontà i nostri amministratori o la camorra o chissà chi
volontariamente sta creando il disservizio da noi rilevato per aprire il nuovo
carrozzone del "porta a porta". Non bastano i 2500 assunti a tempo
indeterminato per la raccolta differenziata, ce ne vogliono ancora chissà
quanti. Anche il presidente della Provincia ora promette una nuova, inutile e
costosa kermesse per promuovere quello che noi già facciamo e che loro non sono
in grado di far funzionare. Poveri noi. Povera Napoli sempre più umiliata e
offesa. Comune e Asìa sono immobili Biagio Scotti biagio.scotti@fastwebnet.it
In perfetta emergenza rifiuti una buona parte di cittadini sta cercando di
portare avanti la raccolta differenziata, tanto invocata come soluzione di
tutti i nostri problemi. Logica vorrebbe che dopo tanto parlare Comune e Asia
avessero fatto di tutto per trasformare il disastro, che è sotto gli occhi di
tutti, in un'opportunità. Nulla, sono immobili. Mi spiego. La raccolta della
carta non ha una frequenza di ritiro: nel mio fabbricato dovrebbe avvenire ogni
giovedì mattina (piano Asìa) e siamo al quarrto giovedì. Piazza Santa Maria
degli Angeli, a cinque metri dall'ingresso di una scuola elementare i
contenitori della plastica e del vetro sono stracolmi e tutto intorno ci sono
buste piene di plastica. Ai nostri ragazzi diamo un ottimo insegnamento. Per il
vetro stessa cosa. Le persone più sensibili vedendo questa sciattezza (e
aggiungo incompetenza) cercano di tenere in casa le buste con carta, plastica,
vetro: ma per quanto tempo? Signori siete in grado di cogliere questa
opportunità? No? Dimettetevi. Sì? Allora datevi da fare; non possiamo più
attendere. Pretendiamo fatti misurabili non chiacchiere inutili. Come
napoletano mi sto vergognando e mi sento impotente. Vi giuro che è triste
sentirsi così. Desidererei una risposta dal sindaco e dal presidente dell'Asìa.
Il rischio di infettarsi Vincent Tarantini vincent-tarantini@yahoo.it Leggo
"Repubblica" su Internet quasi ogni mattina. Sono un emigrato fiero
di essere italiano ma molto perplesso di questo problema della
"munnezza" a Napoli e mi meraviglio che i vostri politici sono degli
incapaci a governare. Inoltre come mai li avete votati? Certo che nei miei
viaggi in Italia a Napoli non ci verrei a correre il rischio di prendere una
pestilenza da come le foto fanno vedere. La dottrina cinese sui rifiuti Gerardo
Mazziotti g-mazziotti@yahoo.it Una proposta per contribuire a risolvere il
disastro rifiuti. La raccolta di carta e cartoni, piatti, posate, bicchieri,
bottiglie e contenitori di plastica, bottiglie di vetro, barattoli metallici,
oggetti di pelle e di legno (aggiungerei televisori, computer ed
elettrodomestici) è la regola basilare di un corretto ciclo integrato dei
rifiuti solidi urbani. Chiaramente sancita nella legislazione italiana ed
europea. Praticata da molti paesi e da molte regioni italiane. Ma largamente
disattesa in Campania. Proprio nella regione che avrebbe dovuto ricordarsi di
un decreto del 1820 emanato da Ferdinando IV di Borbone, che imponeva ai
sudditi del Regno delle Due Sicilie la raccolta differenziata dei rifiuti. Per la verità se n'era ricordato anche il sindaco Iervolino
quando, a fine aprile
( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 29-02-2008)
Argomenti: Monnezza
Lettere Grazie a
Velardi con una proposta Enrico Maria Borrelli - NAPOLI Ho letto sul Mattino
l'interessante intervista in cui Velardi motiva la scelta - difficile e
coraggiosa - di proporsi come assessore regionale. Ho trovato significativa la
parte in cui dice di voler rinunciare alla sua indennità di carica e di volerla
destinare alle "tante associazioni impegnate nel sociale". Dice di
vedere questo impegno come periodo di "servizio civile". Come
presidente di Amesci, una delle maggiori associazioni nazionali di servizio
civile, che ha mantenuto la sede legale in Campania, non posso che felicitarmi.
E mi spingo ad avanzargli una proposta. Il Fondo nazionale per il Servizio
civile, istituito con la legge 64/01 e gestito da un Ufficio presso il
ministero della Solidarietà sociale, può essere compartecipato da donazioni
private. I fondi privati possono essere vincolati al finanziamento di uno
specifico progetto eventualmente indicato dal donatore e, considerato che ogni
volontario percepisce 433,80 euro mensili, l'assessore Velardi può verificare
quanti volontari, grazie al suo gesto, potrebbero fare questa esperienza. Si
coinvolgerebbero giovani campani in progetti a favore della legalità,
dell'immigrazione, dell'assistenza ai bisognosi, dell'ambiente, della protezione
civile e, perché no, proprio del turismo. Per parte nostra, oltre allo spunto
che spero vorrà accogliere con la stessa simpatia con la quale lo abbiamo
inteso proporre, siamo a disposizione per offrire gratuitamente tutte le
professionalità necessarie a progettare, formare e gestire i volontari
coinvolti nel progetto. Siamo un'associazione campana, siamo giovani e
sosteniamo chi ama la nostra terra. "Il lettore ha ragione e chiediamo
scusa" Cinzia Pastore - NAPOLI Ci scusiamo con il signor Sabino Genovese
per i disagi in cui, in questi giorni, l'utenza sta incorrendo. Si è
verificata, purtroppo, una contingenza che non potevamo prevedere e di cui non
siamo responsabili. La delibera regionale che consente al Consorzio Unico il
rinnovo delle tessere di libero percorso alle categorie protette è stata
approvata solo qualche giorno fa e questo ha fatto si che gli appartenenti alla
categoria si riversassero in massa presso i nostri uffici per rinnovare
l'abbonamento. Ciò ha causato la situazione che il lettore lamentava e per cui
rinnoviamo le scuse. La lettera del signor Genovese è apparsa col titolo
"Consorzio Unico spettacoli indecenti". Fa piacere la civile reazione
della dottoressa Pastore: ammettere lo sbaglio e chiedere scusa. Poste a via
Suarez riapertura a marzo Giuseppe Maiello - NAPOLI Gentile dottor Gargano, le
scrivo in merito alla lettera dal titolo "Poste, chiusura
incomprensibile" a firma di M.L. L'ufficio di via Suarez è stato rapinato
il 10 dicembre scorso, come riporta la fedele cronaca di Luisa Russo sul
Mattino. I rapinatori hanno abbattuto un muro, abbastanza fragile, che divideva
l'ufficio dall'attigua macelleria. Dopo il comprensibile choc e vista
l'impossibilità di riaprire l'ufficio, per motivi di sicurezza, il personale è
stato applicato presso agenzie vicine. Nel contempo l'azienda ha indetto una
gara per rifare la parete, lavori che partiranno a breve e renderanno operativo
l'ufficio entro marzo; poi sarà ammodernato e ampliato. La prolungata
sospensione è stata segnalata da una petizione, inviata anche al Prefetto. Nel
2008 Poste Italiane riaprirà a Napoli sei uffici, dopo il difficile reperimento
dei locali. Si tratta di Na