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DOSSIER “MONNEZZE”

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ARCHIVIO GENERALE  DEL DOSSIER  

TUTTI I DOSSIER


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Report "Monnezze"

In difesa della legalità e contro tutte le mafie, oggi a Bari una marcia globale ( da "Unita, L'" del 15-03-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: filiera ecomafia" (dall'abusivismo edilizio allo smaltimento illegale dei rifiuti) valutato in oltre 23 miliardi di euro; proventi per i traffici internazionali di specie protette che superano nel mondo i 10 miliardi di dollari l'anno. E così via. Un potere davvero pervasivo, che, usando le leve dell'usura e del racket,

Le minacce in aula dei casalesi si muovono procura e galgano ( da "Repubblica, La" del 15-03-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: Capacchione e Saviano è stata espressa dalla giunta della Federazione nazionale della stampa, dal sindaco Rosa Russo Iervolino e dal governatore Antonio Bassolino. L'Associazione nazionale magistrati respinge "il basso tentativo di intimidire giudici e pm napoletani" e ricorda i "sacrifici personali" con i quali Cantone e Roberti "si battono per l'affermazione della legalità".

LE REAZIONI ( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 15-03-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: Il sindaco Rosa Iervolino definisce "inaccettabile" quanto è accaduto. "Di fronte a episodi del genere - dice - deve essere chiaro a tutti che tutta la società sta dalla parte dei magistrati". Solidarietà anche dal governatore Antonio Bassolino, che parla di "vili minacce".

D'alema attacca berlusconi - angelo carotenuto ( da "Repubblica, La" del 16-03-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: Bassolino è seduto tra Enrico Cardillo e Rosa Russo Iervolino. Cinque poltrone di distanza sono la misura della nuova ondata di gelo tra il governatore e il professore che fu suo assessore in Regione per 5 anni, il secondo un po più scuro in volto del primo, tutt'e due attenti a non incrociarsi mai.

E iervolino bacchetta nicolais "non me l'aspettavo proprio" ( da "Repubblica, La" del 16-03-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: dice Iervolino. Poi sfata anche il mito di un Veltroni intento ad evitare i rifiuti di Napoli: "Verrà, verrà, sa che qui ha avuto una accoglienza trionfale per le primarie e un ottimo risultato elettorale". A sua volta Bassolino conferma il patto di ferro col sindaco: "Dobbiamo andare avanti per onorare un impegno internazionale,

Brevi, schede e richiami 1 ( da "Repubblica, La" del 16-03-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: amministrazione Iervolino di "trasformarlo in un grande lido balneare come Copacabana o Malibù". E anche allora riuscimmo a impedire la manomissione di via Caracciolo. Pensavamo di aver fatto capire, una volta per sempre, che questa meravigliosa strada è da considerare un monumento cittadino, "meritevole di essere salvaguardato e trasmesso nella sua integrità alle future generazioni"

Italia dei valori e Verdi uniti nel segno del Pd ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 16-03-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: che negli anni la Campania era diventata la patria delle ecomafie". Da parte di Idv, invece, è stato manifestato un sentimento di stima verso i Verdi, motivato dal fatto che anche l'importante battaglia per la tutela dell'ambiente si combatte prima di tutto con la lotta all'illegalità. "L'obiettivo di quest'alleanza", ha sottolineato il consigliere regionale di Idv Adriano Salis,

Ecomafie, minacce di morte al senatore Sodano del Prc ( da "Voce d'Italia, La" del 17-03-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: presidente della Commissione Ambiente al Senato Ecomafie, minacce di morte al senatore Sodano del Prc All'interno della busta anche sei proiettili calibro 38 special e due proiettili calibro 22 Pomigliano d'Arco (Na), 17 mar. – Otto proiettili e una lettera con minacce di morte: è l'inquietante contenuto della busta recapitata al presidente della Commissione Ambiente al Senato,

Busta con proiettili minacciato sodano - roberto fuccillo ( da "Repubblica, La" del 18-03-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: dal ministro Luigi Nicolais al sindaco Rosa Iervolino passando per il presidente di Legambiente Michele Buonomo. Si fa vivo anche chi ha opinioni del tutto diverse sui termovalorizzatori, ad esempio Ermete Realacci: "Gesto intollerabile. Serve fare chiarezza e non sottovalutare un'azione tanto odiosa quanto preoccupante".

De mita parte all'attacco "a napoli solo macerie" - ottavio lucarelli ( da "Repubblica, La" del 18-03-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: subito definisce la Iervolino la "Vestale di Napoli". Ne ha per il ministro napoletano: "Se il nuovo è Luigi Nicolais, che è stato assessore di Bassolino per sei anni, vuol dire che siamo all'irreparabile". Torna ad attaccare sulla crisi in Campania: "La colpa dell'emergenza rifiuti non è della gente che protesta, ma della politica che non sa spiegare come si risolve il problema"

Il comizio diventa un blog così cambia la propaganda - (segue dalla prima pagina) roberto zarriello ( da "Repubblica, La" del 18-03-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: sensibilizzare la gente su questi temi e portarla poi in piazza per protestare" commenta Gianni Lannes, giornalista freelance che si occupa di ecomafie. "Vogliamo che la spiaggia di Baia dei Turchi resti libera. Per questo stiamo lottando da qualche anno". Per questo alcuni cittadini salentini hanno anche aperto un blog: http://www. baiadeiturchi. ilcannocchiale. it/. L'ambiente, ma non solo.

BIUTIFUL CAUNTRI ANCHE A SCUOLA ( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 18-03-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: anche a scuola "Biutiful cauntri", il documentario sull'ecomafia e le discariche di rifiuti tossici in Campania già presentato al Torino Film Festival, realizzato da Esmeralda Calabria, Andrea D'Ambrosio e Peppe Ruggiero, e da qualche giorno nelle sale, verrà promosso nelle scuole di tutt'Italia a prezzi agevolati per gli studenti.

CORRADO CASTIGLIONE OTTO PROIETTILI E UNA LETTERA CON MINACCE DI MORTE: IL DESTINATARIO DELLA BUS ( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 18-03-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: Il nodo è capire se il gesto sia da ricondurre alle denunce fatte dall'esponente politico soprattutto in materia di Ecomafie oppure alle bizzarrie di qualche mitomane. La busta è stata fatta scivolare nottetempo sotto la saracinesca del comitato elettorale che Sodano aveva aperto da qualche giorno in via Ettore Cantone, una strada molto frequentata di Pomigliano.

SONO IN TRINCEA, NON MI FERMERANNO ( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 18-03-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: di ecomafie in particolare, una delle quali è sfociata nel procedimento giudiziario che vede tra gli imputati rinviati a giudizio Antonio Bassolino e Piergiorgio Romiti: ecco in sintesi l'identikit di Tommaso Sodano, senatore uscente di Prc, presidente della Commissione Ambiente, consigliere comunale nella "sua" Pomigliano e candidato capolista al Senato per Sinistra Arcobaleno.

Il pdl scommette sulle donne "è la nostra stagione dei sindaci" - angelo carotenuto ( da "Repubblica, La" del 19-03-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: Eppure se Cosentino pensando alla Iervolino dice che "la corresponsabilità è pure dei sindaci", e se "la differenziata a Mondragone è ferma al 7%", come ammette la candidata Nugnes, ecco apparecchiato in casa sua il timore di un boomerang chiamato immondizia. "Gli attacchi ci saranno, ma i problemi giudiziari sono personali e non politici.

I manager asl alla corte del pd - ottavio lucarelli ( da "Repubblica, La" del 19-03-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: il sindaco Rosa Russo Iervolino, il senatore Annamaria Carloni e l'assessore regionale alla Sanità Angelo Montemarano. Tutti in fila. A cominciare da Luigi Annunziata, manager dell'azienda ospedaliera di Caserta, l'uomo del gran rifiuto in relazione alla nomina di un primario sostenuto da lady Mastella, che nega tutto.

CLAUDIO SARDO ROMA. DA QUINDICI ANNI IL SUD, ANZI L'INTERO PAESE, VIVE IN UNO STATO D& ( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 19-03-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: E resta il peso di una classe dirigente - penso a Bassolino e alla Iervolino - che cerca disperatamente di sottrarsi alle responsabilità nella catastrofica gestione dei rifiuti". Tornando alla questione democristiana, bisogna considerare che quel modello di intervento pubblico poi degenerò. "Negli anni '80 la Dc avrebbe dovuto rinnovare se stessa.

L'offensiva di berlusconi "rifiuti, catastrofe di sinistra" ( da "Repubblica, La" del 20-03-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: prossimo governo sarà liberare Napoli e la Campania dalla montagna di rifiuti sotto la quale la classe dirigente del Pd, Prodi, Bassolino e Iervolino, le hanno sepolte. Affronteremo questa sfida dal primo giorno di lavoro a Palazzo Chigi. Ma la catastrofe è talmente grande da rendere impossibile previsioni certe sui tempi necessari per tornare alla normalità", scrive l'ex premier.

Berlusconi, lettera ai campani "votate, ai rifiuti penso io" - roberto fuccillo ( da "Repubblica, La" del 20-03-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: Bassolino, Iervolino". Tutta una filiera politica dunque, che spiega perché la vittoria in Campania e quella nazionale siano un tutt'uno. Ciò non toglie che a Bassolino venga riservato un ruolo preminente: "Il rifiuto di dimettersi da parte sua - afferma ancora il Cavaliere - ha reso l'idea dell'arroganza con cui la sinistra ancora considera i cittadini come dei sudditi.

E d'alema attacca il cavaliere "cinica speculazione elettorale" - angelo carotenuto ( da "Repubblica, La" del 20-03-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: per fare un dispetto a Bassolino e Iervolino, mandano al governo Berlusconi e Maroni, non risolvono il problema della Campania. Lo aggravano. Inoltre, penso che la caccia all'uomo del centrodestra nei confronti di Bassolino, macchi l'immagine di Napoli, così come penso che continuare a martellare solo sulla questione della spazzatura sia una speculazione cinica per fini elettorali.

Il neo-colonialismo dei rifiuti tecnologici ( da "Manifesto, Il" del 20-03-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: ecomafia Lagos è la capitale commerciale della Nigeria: ogni mese nel suo porto sbarcano oltre 500 container carichi di prodotti hi-tech provenienti da Europa e America del Nord. Spesso si tratta di beneficenza a scopo di "trashware", ovvero il recupero di vecchie componenti hardware che, opportunamente riassemblate,

Il Cav si accorge che non è Babbo Natale ( da "Campanile, Il" del 20-03-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: Prodi, Bassolino, Iervolino, le hanno sepolte". Insomma, torna a battere un tema caldo della sua campagna elettorale, una cavallo di battaglia con il quale il Cavaliere conta di conquistare molti voti. E non è una caso che gia da diversi giorni, insiste sull'argomento, dicendo di non dormire la notte.


Articoli

In difesa della legalità e contro tutte le mafie, oggi a Bari una marcia globale (sezione: Monnezze)

( da "Unita, L'" del 15-03-2008)

Argomenti: Monnezza

Stai consultando l'edizione del LA MANIFESTAZIONELa Giornata della memoria e dell'impegno promossa da Libera ed Avviso Pubblico alla sua tredicesima edizione. Attese migliaia di persone In difesa della legalità e contro tutte le mafie, oggi a Bari una marcia globale di Enrico Fontana Marceranno insieme oggi, nelle strade di Bari, i familiari delle vittime di mafia e i giovani, organizzati da Flare (Freedom, legality ad rights in Europe) che dalla Giordania al Portogallo, dalla Turchia alla Russia si battono per la legalità e la giustizia. E si alterneranno nella lettura dei nomi di chi, per difendere quei valori, ha perso la vita, in Sicilia come in Azerbaijan. Mai come quest'anno, la Giornata della memoria e dell'impegno, promossa da Libera ed Avviso Pubblico ed arrivata alla tredicesima edizione, sottolinea anche fisicamente la dimensione globale della lotta alle mafie. Una necessità dettata dal dilagare della criminalità organizzata, che non conosce davvero confini. Traffici illegali di rifiuti e tratta degli esseri umani, commercio illegale di armi e di specie protette, droghe e sostanze dopanti, merci contraffatte: le "materie prime" di questa economia criminale scorrono nelle stesse "arterie" della globalizzazione, seguono le stesse rotte dei commerci legali. Bastano poche cifre per avere un'idea del potere economico dei clan: un fatturato in Italia che oscilla nelle stime tra i 90 e i 100 miliardi di euro l'anno (7% del Pil, prima azienda del nostro Paese); un mercato potenziale per le attività della "filiera ecomafia" (dall'abusivismo edilizio allo smaltimento illegale dei rifiuti) valutato in oltre 23 miliardi di euro; proventi per i traffici internazionali di specie protette che superano nel mondo i 10 miliardi di dollari l'anno. E così via. Un potere davvero pervasivo, che, usando le leve dell'usura e del racket, "distorce il mercato, schiaccia la libera impresa e la libera concorrenza, fino a porre un problema di sospensione dei valori di democrazia e libertà", come scrive la Commissione parlamentare antimafia nella relazione conclusiva approvata il 19 febbraio scorso. È comprensibile che le dimensioni di questo sistema criminale possano indurre alla rassegnazione e alimentare un senso d'impotenza. Ma oggi a Bari sfileranno decine di migliaia di persone che testimonieranno concretamente l'esistenza, nel nostro Paese, di un'antimafia sociale sempre più forte e consapevole. Che è capace d'incalzare le istituzioni e di ottenere risultati concreti, soprattutto per quanto riguarda l'uso sociale dei beni confiscati (oltre 8.000 al 31 dicembre 2007, distribuiti in tutte le regioni tranne la Valle d'Aosta). Pochi sanno, per esempio, che negli stessi giorni in cui il giovane Riina veniva scarcerato per decorrenza dei termini, la cooperativa sociale "Pio La Torre" riceveva in gestione uno degli immobili confiscati al padre nelle campagne di Corleone, trasformato in un agriturismo. E proprio in Puglia, lo scorso gennaio, è nata una nuova cooperativa agricola, "Terre di Puglia", alla quale sono stati affidati i terreni confiscati ai boss della Sacra corona unita nei comuni di Mesagne e Torchiarolo, in provincia di Brindisi. Si arricchirà, così, il paniere dei prodotti di "Liberaterra", frutto del lavoro di tanti giovani che in Sicilia, in Calabria, in Puglia, nel Lazio hanno trasformato le ricchezze accumulate dalla mafie in un'occasione di riscatto, di economia pulita e di buon lavoro. È per queste ragioni che la pasta, le friselle, la caponata di melanzane, il pesto di peperoncino, il bianco "Placido Rizzotto" e il rosso "Cento passi" hanno un sapore speciale: quello della legalità. Non è difficile farsi contagiare dall'entusiasmo di questi giovani e di quelli che nelle scuole e nelle università partecipano ai progetti per la diffusione di una cultura della legalità (il 50% degli atenei italiani ha siglato protocolli con Libera). Molti di loro arriveranno a Bari con centinaia di pullman e con il treno speciale partito da Milano, che porta scritti sui vagoni i nomi di chi è stato ucciso dalle mafie. Come raggiunge davvero il cuore lo sguardo dei familiari della vittime, pieno di dignità, orgoglio e di ricordi che non potranno mai essere cancellati. Cammineranno insieme, oggi, da Punta Perotti a piazza della Libertà, dove risoneranno i nomi di centinaia di uomini, donne e bambini uccisi dalla violenza mafiosa. E quei nomi toneranno a riempire tante piazze del nostro Paese il prossimo venerdì 21 marzo, data tradizionale della Giornata della memoria e dell'impegno promossa da Libera, che quest'anno coincide con la ricorrenza religiosa del Venerdì Santo. Speriamo che questa primavera di legalità scuota le coscienze di chi non ha ancora la consapevolezza e la determinazione indispensabili per garantire con il proprio ruolo e le proprie responsabilità, innanzitutto quelle politiche ed istituzionali, una democrazia e una libertà davvero autentiche.

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Le minacce in aula dei casalesi si muovono procura e galgano (sezione: Monnezze)

( da "Repubblica, La" del 15-03-2008)

Argomenti: Monnezza

Pagina XI - Napoli Solidarietà bipartisan allo scrittore Saviano, alla cronista Capacchione e all'ex pm anticamorra Le minacce in aula dei Casalesi si muovono Procura e Galgano Cantone: temono chi svela le loro ricchezze illecite "Per motivi di opportunità non posso entrare nello specifico. Mi limito a registrare la vera stranezza di questa storia: accanto al pubblico ministero, si parla anche di una giornalista e di uno scrittore di successo, vale a dire chi ha acceso i fari sulle attività economiche di queste organizzazioni: forse è proprio questo a preoccuparle maggiormente". Da sei mesi il pm Raffaele Cantone ha lasciato il pool anticamorra per la Corte di Cassazione e non si è mai occupato del processo "Spartacus" eppure anche il suo nome, insieme a quelli della cronista del "Mattino" Rosaria Capacchione e dell'autore del best seller "Gomorra", Roberto Saviano, è ampiamente citato nell'istanza-choc firmata dai boss Francesco Bidognetti e Antonio Iovine e letta dall'avvocato Michele Santonastaso durante l'ultima udienza del processo d'appello al clan dei Casalesi. Nella memoria si parla ad esempio di "soliti giornalisti prezzolati dalla Procura" e di "qualche magistrato in cerca di pubblicità". Il contenuto del documento, che sollecita la remissione del giudizio ai sensi della legge Cirami sul legittimo sospetto, lascia stupito Cantone ed è stato accolto da critiche unanimi, dal candidato premier del Pd Walter Veltroni all'arcivescovo di Napoli, a monsignor Crescenzio Sepe. Tutti allarmati dai toni insolitamente violenti dell'istanza, anche in considerazione dello spessore criminale attribuito ai suoi firmatari: Bidognetti, attualmente detenuto, è considerato uno dei capi storici del clan dei Casalesi e Iovine, latitante da 12 anni, è ritenuto oggi il vertice della "confederazione" insieme all'altro superlatitante, Michele Zagaria. è severo il giudizio del procuratore generale Vincenzo Galgano, che si prepara a disporre accertamenti sul caso: "Da quel che leggo - argomenta l'alto magistrato - il documento ha una doppia valenza: una di carattere strettamente processuale, con la richiesta di rilevare un caso di incompatibilità per legittima suspicione, e l'altra indiretta, sottostante, e che tuttavia trapela, rappresentata da una somma di affermazioni gravemente offensive nei confronti di un esponente dell'autorità giudiziaria, di una giornalista e di uno scrittore. Ci adopereremo - sottolinea Galgano - per predisporre tutte le misure necessarie a prevenire altre minacce ed ulteriori aggressioni, quanto meno psicologiche, nei confronti di soggetti che non possono essere minacciati in maniera subdola, indiretta e sotterranea". Il procuratore generale esprime poi "rammarico" per il fatto che "le rappresentazioni minacciose" siano state veicolate attraverso un atto difensivo e parla di circostanza che "può essere presuntivamente collegata a una strategia ben precisa". Il procuratore capo Giandomenico Lepore e il coordinatore del pool anticamorra, il procuratore aggiunto Franco Roberti (a sua volta chiamato in causa in alcuni passaggi dell'istanza) stanno valutando eventuali iniziative da adottare. Solidarietà a Cantone, Capacchione e Saviano è stata espressa dalla giunta della Federazione nazionale della stampa, dal sindaco Rosa Russo Iervolino e dal governatore Antonio Bassolino. L'Associazione nazionale magistrati respinge "il basso tentativo di intimidire giudici e pm napoletani" e ricorda i "sacrifici personali" con i quali Cantone e Roberti "si battono per l'affermazione della legalità". Si schierano al fianco dello scrittore, dei magistrati e della cronista anche il coordinatore campano di Forza Italia, Nicola Cosentino, e la candidata alla Camera del Pdl Mara Carfagna. Veltroni, da parte sua, si chiede: "Scrivere libri contro la camorra, indagare sui reati dei clan, impegnarsi nell'informazione contro la criminalità organizzata stanno diventando delle colpe? La memoria dei due capiclan, illustrata dai loro avvocati, è un esempio straordinariamente chiaro del tentativo di usare cavilli come armi". (d.d.p.).

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LE REAZIONI (sezione: Monnezze)

( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 15-03-2008)

Argomenti: Monnezza

Le reazioni Un coro di solidarietà. E condanna per "l'arroganza" della camorra che viola la sacralità di un'aula di giustizia per lanciare minacce. Il segretario del Pd Walter Veltroni parte da una domanda: "Scrivere libri contro la camorra, indagare sui reati dei clan, impegnarsi nell'informazione contro la criminalità organizzata stanno diventando delle colpe?". Poi si dice indignato. "Leggo con stupore - afferma - della campagna lanciata dai casalesi contro Roberto Saviano, il pm Raffaele Cantone e una cronista del Mattino, ai quali esprimo la mia solidarietà. Sono convinto che la giustizia saprà andare avanti sconfiggendo le minacce". Il presidente della Camera Fausto Bertinotti ha inviato un messaggio a Roberto Saviano: "Appresa la notizia delle gravi intimidazioni di cui sei stato oggetto, unitamente al pubblico ministero Raffaele Cantone ed alla giornalista del Mattino Rosaria Capacchione, desidero esprimerti, caro Saviano, la mia più intensa solidarietà e confermarti il mio sincero apprezzamento per il coraggioso impegno da te profuso per liberare la tua terra dal ricatto della criminalità organizzata". Solidarietà anche dal ministro Luigi Nicolais. Il sindaco Rosa Iervolino definisce "inaccettabile" quanto è accaduto. "Di fronte a episodi del genere - dice - deve essere chiaro a tutti che tutta la società sta dalla parte dei magistrati". Solidarietà anche dal governatore Antonio Bassolino, che parla di "vili minacce". Per il cardinale Crescenzio Sepe la vicenda dimostra che "la criminalità è stata colpita e per questo reagisce". Per la deputata di Forza Italia Mara Carfagna "la lettera dei due boss del clan dei Casalesi è un atto di arroganza verso le istituzioni ed una violenta intimidazione verso i due coraggiosi giornalisti". Solidarietà anche dal coordinatore regionale Nicola Cosentino. Per Nunzio Testa, segretario provinciale Udc, deve essere ferma "la condanna nei confronti del gesto camorristico e massima solidarietà per Saviano, il magistrato Cantone e la giornalista del Mattino. Non deve accadere più - dice - che in un'aula di tribunale si minaccino liberi cittadini". Solidarietà alla cronista Capacchione anche da Ordine dei Giornalisti e Assostampa della Campania.

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D'alema attacca berlusconi - angelo carotenuto (sezione: Monnezze)

( da "Repubblica, La" del 16-03-2008)

Argomenti: Monnezza

Pagina IV - Napoli Al Politeama l'apertura della campagna elettorale del Pd. Gelo tra Bassolino e Nicolais D'Alema attacca Berlusconi "Per guadagnare i voti sta speculando sui rifiuti" Il leader: non si vince scaricando le colpe sull'emergenza spazzatura ANGELO CAROTENUTO Cinque poltrone di distanza tra Bassolino e Nicolais nella sala piena del Politeama, mentre D'Alema parla dal palco e ribadisce che non si vince scaricandosi le colpe sui rifiuti. "Prima ancora di individuare le responsabilità, la politica deve avere il compito di ripulire le strade". Allora va a incontrare il prefetto Pansa e soprattutto il commissario De Gennaro, per chiedergli se "c'è da interessare altre regioni, altri Paesi, e se le risorse del governo sono sufficienti". Bassolino è seduto tra Enrico Cardillo e Rosa Russo Iervolino. Cinque poltrone di distanza sono la misura della nuova ondata di gelo tra il governatore e il professore che fu suo assessore in Regione per 5 anni, il secondo un po' più scuro in volto del primo, tutt'e due attenti a non incrociarsi mai. D'Alema sceglie di parlare ai 500 seduti in poltrona (bandiere del Pd ai palchi) dedicando alle liti napoletane solo accenni che ciascuno può interpretare come crede, al cospetto di quel doppio sentimento percepibile, e dovuto a posizioni diverse sul futuro della giunta regionale di Antonio Bassolino. Dice: "La serietà in questo momento si misura dal grado di collaborazione". E ancora, riprendendo le parole già espresse una settimana fa in direzione provinciale, aggiunge: "Ho troppo rispetto per voi e per questa terra, per confondere due piani diversi. Uno è la sfida per il governo del Paese, l'altra è fatta di riflessioni interne sulla lunga, ricca e complessa esperienza di amministrazione in Campania. Ma su questo secondo capitolo, siete voi che dovete decidere, non Roma, ragionando su conquiste, limiti, errori e ragioni". Conquiste, limiti, errori e ragioni. Così dice D'Alema, mentre Follini, capolista al Senato, rivolge parole più esplicite ai leader locali, quando avverte che in questa campagna elettorale saranno una risorsa anche "la passione politica di Bassolino e il rigore morale di Rosa Russo Iervolino". Il sindaco, dalla poltrona in prima fila, alza un pollice per ringraziare. L'aveva presa decisamente peggio poco prima, quando Follini racconta della visita a Città della Scienza fatta con Nicolais e attacca: "Ho visto Bagnoli, e mi sono chiesto perché un secolo fa lì hanno costruito in 4 anni un'azienda siderurgica, e in tutto questo tempo non siamo stati ancora capaci di dare un futuro all'area". Come una smorfia scappa al sindaco per le parole della coordinatrice provinciale del partito, Emma Giammattei: "Ho visto un bel depliant di Napoli. C'era scritto: scusate, torneremo più belli di prima. Io aggiungo: torneremo più buoni di prima". Oggi parte la campagna di Nicolais, a Ercolano, con Luisa Bossa. Domani è a Portici per l'insediamento della Boeing, nel pomeriggio ad Arco Felice in un'azienda di innovazione tecnologica, in serata in un pastificio a Gragnano. Tra gli appunti sistemati su minuscoli foglietti, D'Alema ha tutto l'orgoglio per i successi recenti dell'Italia in politica estera, e parla di antimafia, reduce com'è dalle emozioni della marcia di Bari. E poi lavoro e sviluppo: un argomento, quest'ultimo, con cui giovedì aprirà gli incontri tematici in provincia ideati con Enzo Amendola. Infine i rifiuti, certo, ai quali tiene a inchiodare Silvio Berlusconi, che non chiama mai avversario, ma sempre "competitore", accusandolo di "sventolare la Campania come un simbolo negativo nel tentativo meschino di raccattare qualche voto in più". Racconta D'Alema che alcuni italiani in Belgio gli hanno mostrato una lettera. Firmata Berlusconi. "Chiede il voto per sé perché, così ha scritto, la sinistra ha seppellito la Campania di spazzatura. Mentre noi siamo qui a lavorare per uscire dalla sepoltura e risolvere la crisi, lui non ha coscienza del danno che produce, solo per fini elettorali. Vi vogliono simbolo di una sconfitta e di un male. C'è bisogno di uno scatto forte per tornare protagonisti nella vita del Paese, senza restare ripiegati su se stessi; per respingere un'immagine che cancella le eccellenze della regione e riduce la realtà che siete a un cumulo di spazzatura. Non dovete consentirlo, e questo non significa sottovalutare il problema". Un intervento tutto costruito sull'idea del riscatto. "Le pagine straordinarie della vostra città - ancora D'Alema - sono state un simbolo del riscatto della vita politica italiana. Napoli può tornare a quei momenti". Una chiamata all'orgoglio contro le proposte di Berlusconi, che "senza Udc e senza un pezzo di Sud, sta portando la sua coalizione più a destra e più a Nord: eppure da ministro degli Esteri - continua D'Alema - io sostengo Milano nella sua candidatura all'Expò, senza pensare che è amministrata dal centrodestra, senza pensare che se l'evento andrà altrove, sarà stato per colpa della Moratti". Assenze? Montemarano padre passa per un rapido saluto, Montemarano figlio non c'è, oppure è ben nascosto. Così come non si espone Sena. Insomma i demitiani stanno defilati, mentre Tino Iannuzzi, applaudito, ricorda il trentennale della strage di via Fani e del rapimento di Aldo Moro, rassicurando che "i cattolici democratici stanno tutti dentro il Pd: questa è la nostra casa". Non accetta che ci sia "un dito accusatorio" dal centrodestra sui rifiuti, e giura che la Campania si risolleverà "palmo dopo palmo". Una volta si diceva passo dopo passo.

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E iervolino bacchetta nicolais "non me l'aspettavo proprio" (sezione: Monnezze)

( da "Repubblica, La" del 16-03-2008)

Argomenti: Monnezza

Pagina IV - Napoli IL CASO Il sindaco con il governatore. Patto Comune-Regione contro l'assedio di critiche sui rifiuti E Iervolino bacchetta Nicolais "Non me l'aspettavo proprio" Primo impegno finanziario di Palazzo Santa Lucia per il Forum delle culture "Devo dire grazie alla Regione, le istituzioni napoletane vanno avanti". Rosa Russo Iervolino rende omaggio ad Antonio Bassolino. è mattina, l'incontro con D'Alema è ancora di là da venire, e i due sono fianco a fianco. Stanno illustrando il primo impegno per il Forum delle culture, reso possibile da un finanziamento della Regione di 3,5 milioni concessi dall'assessorato di Corrado Gabriele, per due corsi di formazione per preparare ragazzi e personale specializzato a fare da volontari per l'evento del 2013. è la prima risposta fattiva all'abbandono di campo da parte del governo Prodi, quando Rutelli tolse alla manifestazione il carattere di grande evento e con esso i relativi finanziamenti statali. Ma di questi tempi pare anche una risposta dei due all'assedio contro la Campania della spazzatura. è fresca ad esempio l'eco dell'ultima sortita del ministro Luigi Nicolais sulla opportunità della mossa bassoliniana di rimanere al suo posto. "Non me l'aspettavo proprio", dice Iervolino. Poi sfata anche il mito di un Veltroni intento ad evitare i rifiuti di Napoli: "Verrà, verrà, sa che qui ha avuto una accoglienza trionfale per le primarie e un ottimo risultato elettorale". A sua volta Bassolino conferma il patto di ferro col sindaco: "Dobbiamo andare avanti per onorare un impegno internazionale, essere il più uniti possibile". Sintetizza il tutto Nicola Oddati, l'assessore che ormai ha legato gran parte della sua attività al Forum: "Avere delle istituzioni che funzionano è importante". Bando alle critiche e alle voglie di cambiamento: se a Santa Lucia non ci fosse più Bassolino, la macchina sarebbe ferma, non si potrebbe fare nulla. Questa in sostanza la visione dei fatti: Regione e Comune si stringono a coorte per difendersi dagli assalti. Anche se Bassolino poi prova ad aprire anche qualche orizzonte: "L'augurio è di ritrovare la collaborazione piena del governo, anche di quello dopo il 14 aprile, qualunque esso sia". Intanto Iervolino marca "l'orgoglio perché queste istituzioni non si tirano indietro" e racconta di come "abbiamo avuto qualche difficoltà, ma non un declassamento. Lavoriamo per recuperare un rapporto col governo, ma anche intanto per andare avanti". L'andare avanti si chiama formazione. Due i progetti presentati ieri nella sede dell'Istituto di cultura spagnola Cervantes. Il primo prevede di educare al tema della pace 160 docenti e 15.000 ragazzi delle scuole, dalle elementari alle superiori, perché questi siano tra cinque anni tra i volontari della manifestazione. Con la collaborazione di università e enti culturali, si concentreranno i primi sforzi su uno dei temi del Forum, avendo come punto di passaggio anche l'accampamento della pace, che si terrà a Napoli già nell'ottobre prossimo. Oddati prevede anche di portare a parlare con i ragazzi personalità come Desmond Tutu, Gino Strada, Adolfo Maria Perez Esquivel. Il secondo corso punta invece ai post-universitari, per formare figure professionali come allestitori di mostre e manager di eventi culturali e di spettacolo. (r.f.).

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Brevi, schede e richiami 1 (sezione: Monnezze)

( da "Repubblica, La" del 16-03-2008)

Argomenti: Monnezza

Contro la camorra parli la politica Marinella Pomarici Associazione culturale "A Voce Alta" - Napoli Abbiamo letto sui giornali il resoconto del processo Sandokan e le ennesime minacce alla giornalista Rosaria Capacchione, che, con senso del dovere e coraggio, ha seguito il processo, al pm Raffaele Cantone e allo scrittore Roberto Saviano, che in virtù delle rispettive scelte continuano a vivere una vita a rischio. Non abbiamo intenzione di lasciarli soli, anzi speriamo che accanto alle nostre firme se ne aggiungano tante altre, di persone ben più famose di noi e soprattutto da tutta l'Italia, perché la criminalità organizzata, come ormai anche le pietre dovrebbero sapere, non è per nulla affare solo del Sud del paese, anzi il suo centro economico è proprio al Nord. E certamente non è ai camorristi che ci rivolgiamo, tanto è vero che non entriamo proprio nel merito delle loro dichiarazioni, che non vogliamo nemmeno aggettivare, ma ai partiti: si avvicinano le elezioni e ancora non abbiamo sentito da alcun partito un serio programma di contrasto alla criminalità organizzata, questo ci fa male, perché la tradizione di lotta senza quartiere che era propria di Pci e Msi è quasi scomparsa. Con quale animo andremo a votare? Chi si assume la responsabilità di governare deve avere il coraggio di recidere i legami forti tra economia illegale ed economia legale. Da Moro al Pd il segreto cattolico Patrizia Pagnacco patrizia.pagnacco@fastwebnet.it Stimolata dal toccante articolo di Giuseppe D'Avanzo, apparso su "Repubblica" sabato scorso, per astrarmi dalle solite dosi massicce di organici, elenchi e liste che sembrano essere diventate l'unica occupazione della politica degli ultimi anni, ho iniziato a rileggere in questi giorni "L'affaire Moro" di Sciascia. Trent'anni da quel 1978, in cui tanti diciottenni, come me, schiacciati tra le mitizzate gesta sessantottine e il piombo indigesto delle P38, appresero dei fatti di via Fani dalla voce di Paolo Frajese. Che la lotta armata chiedesse un riconoscimento politico attraverso un atto terroristico, degno del più addestrato dei servizi segreti, a molti apparve subito una mistificazione, un nonsenso. C'era dell'altro, e l'intuito giovanile difficilmente si lascia ingannare. Aldo Moro, che Pasolini definiva "il meno implicato di tutti", pagò con la vita un disegno politico prematuro: quel compromesso storico che diede inizio a un rapporto di odio-amore tra democristiani e comunisti. Da allora ne sono passati di stragi e misteri sotto i ponti, e la relazione ha subito fasi alterne, come in tutti i rapporti burrascosi ci sono state recriminazioni e tradimenti, ritorni di fiamma e stanchi trascinamenti, fino al matrimonio di convenienza del Pd. Il Partito democratico in Campania sembra, più che una fusione a freddo, come credo sia stato detto da Ranieri, aver fatto tesoro di quello che Sciascia definiva "il segreto italiano e cattolico di disperdere il nuovo nel vecchio, di usare ogni nuovo strumento per servire regole antiche". La famigerata legge elettorale, con la dittatura delle segreterie di partito, non ha agevolato il rinnovamento, ma poteva rappresentare un'occasione di autodeterminazione democratica per un partito a cui bastava immedesimarsi nel proprio nome per mettersi veramente alla prova in Campania. Il cannibalismo degli avvocati Giuliana Quattromini Napoli Dovevamo attendere il suicidio del collega di Marano perché si aprisse un discussione sulla profonda crisi che attraversa la professione forense. La genesi va senza dubbio cercata nel sovraffollamento degli albi. Siamo troppi. Undicimila avvocati già iscritti e ottomila aspiranti che, in attesa di sostenere l'esame, sono di fatto già operativi. Secondo i dati dell'ultimo censimento, Napoli conta 1.004.500 abitanti; il rapporto è quindi di circa un avvocato ogni 52 cittadini. Un numero impressionante, se si pensa che in tutta la Francia (che è più popolosa del nostro Paese) gli avvocati sono intorno alle 20.000 unità. Ciò ha determinato il fenomeno della sottoproletarizzazione della professione. Non ci possono essere materialmente tanti clienti per tutti e allora, talvolta, qualcuno se li inventa (vedi ad esempio i falsi incidenti automobilistici). Sfatiamo il mito di una professione che, purtroppo, oggi è il rifugio di gran parte della disoccupazione intellettuale, un luogo dove quelli che hanno difficoltà a sbarcare il lunario a volte finiscono nel tunnel della depressione o della dipendenza dall'alcool. I più spregiudicati trovano espedienti tutt'altro che commendevoli. Negli ultimi tempi sta prendendo piede, a cagione della concorrenza spietata, quello che già più volte ho definito come una sorta di "cannibalismo forense". Avvocati che si mangiano tra loro. In che modo? Intercettano l'altrui cliente magari non soddisfatto (a torto o a ragione) dell'esito di un giudizio o solo impaziente (viste le note lungaggini dei processi) e per impreparazione, incultura, disprezzo delle più elementari regole deontologiche e/o per malizia bella e buona convincono il malcapitato che il loro avvocato ha commesso un qualche errore e che deve risarcirgli il danno arrecatogli. A questo punto il gioco è fatto. Lo inducono a far causa al precedente avvocato, contando (peraltro erroneamente) sulla sua polizza di assicurazione per responsabilità professionale. In questo modo sottraggono ingiustamente un cliente a un loro collega e creano dal nulla una nuova lite. I più organizzati girano nelle aule di udienza a caccia di "errori" altrui, veri o presunti. È un fenomeno patologico che va stroncato sul nascere. Giù le mani da via Caracciolo Gerardo Mazziotti g-mazziotti@yahoo.it Nel giugno 1998 un gruppo di noi, tra i quali i compianti Roberto Di Stefano e Bruno Zevi, firmammo un Manifesto in difesa di via Caracciolo per contrastare l'intenzione dell'amministrazione Bassolino di estendere la Villa fino al mare perché "avrebbe distrutto la immagine del lungomare più celebrato del mondo nella sua continuità avvolgente da Mergellina a Castel dell'Ovo e alterato l'iconografia storica della immagine della città, consolidata da oltre un secolo". Pubblicato sulla stampa cittadina e ripreso da Zevi su "L'Espresso" del 10 giugno il Manifesto ebbe una risonanza nazionale tant'è che il concorso di progettazione, bandito dal Comune, fallì miseramente. Ma, poi, non fummo capaci di salvare il Real Passeggio vanvitelliano dagli interventi kitsch di Alessandro Mendini. Sei anni dopo, nel novembre 2004, un altro gruppo di noi, tra i quali gli studiosi Pasquale Belfiore e Renato De Fusco e il giudice di Cassazione Raffaele Raimondi, dovemmo tornare a difendere il lungomare cittadino, minacciato dall'intenzione dell'amministrazione Iervolino di "trasformarlo in un grande lido balneare come Copacabana o Malibù". E anche allora riuscimmo a impedire la manomissione di via Caracciolo. Pensavamo di aver fatto capire, una volta per sempre, che questa meravigliosa strada è da considerare un monumento cittadino, "meritevole di essere salvaguardato e trasmesso nella sua integrità alle future generazioni", come aveva scritto nella famosa lettera inviata nel 1919 ai consiglieri comunali il dottor Giuseppe Moscati, poi fatto santo. Ma non per meriti urbanistici. Ma queste nostre proteste non sono servite a nulla. In occasione del Nauticsud, in corso di svolgimento alla Mostra d'Oltremare, la Unad (Unione nazionale armatori da diporto) ha lanciato l'idea di "trasformare via Caracciolo in un lungomare da vivere, come la Croisette, con spazi verdi, piscine, solarium e posti barca per il turismo nautico". E ha invocato una deroga ai decreti Galasso e ai piani paesistici per poterla realizzare. Sono certamente contrari tutti gli studiosi che si sono mossi nel 1998 e nel 2004. Ma dubito che lo siano anche le numerose personalità intervenute al convegno sulla portualità turistica che si è svolto nella sala congressi del Teatro Mediterraneo. È tuttavia auspicabile che, prima di pensare a trasformare via Caracciolo in una Copacabana o in una Croisette, sia il caso di pensare a non trasformarla in un ricettacolo di rifiuti, come denunciato su "Repubblica" dell'8 marzo scorso. I nuovi caimani all'opera nel Sud Francesco de Notaris francesco.denotaris@virgilio.it Fin quando ci si lamenta o si cede allo sconcerto si favorisce frammentazione tra la gente e si consolida un ceto che galleggia. Il riscatto di un popolo nasce da ogni singola persona, da rappresentanze vere di mondi vitali. Liste di candidati fatte a tavolino da pochi che si sono dati il potere di compilarle e la deroga a restare in Parlamento mostrano anche che i singoli prescelti non rappresentano neanche gruppi e categorie alle quali dicono di appartenere. Si perpetua, aggravandolo, il degrado della politica e si distorce la Costituzione e si imbarbariscono i giovani, negando la democrazia partecipativa. La ricchezza di contenuti e le diversità presenti ed espresse dal corpo elettorale sono come un fiume costretto a entrare in una stretta condotta che sbocca in un luogo dove i soliti attendono per dividersi il bottino. Ecco, 1994: Berlusconi; 1996: Prodi; 2001: Berlusconi; 2006: Prodi; 2008: o l'uno o l'altro schieramento. La vittoria dell'uno è frutto del negativo giudizio popolare sul governo dell'altro. Nessuna scelta positiva di continuità. Sempre scontenti di chi ha governato. Si dice no a chi governa e spunta l'altro e si ricomincia. Una classe dirigente politica che è sola e rincorre un volto televisivamente noto, un nome da rotocalco, qualcuno da etichettare come un prodotto della pubblicità e poi la persona di famiglia o il famiglio o grigi assessori che hanno distribuito il formaggio non ha nulla da dire al Paese. Nel nostro Sud abbiamo una popolazione che nel complesso è ingenua, semplice, sofferente, disponibile a credere alle promesse e che si accontenta del poco, mentre i nuovi caimani chiedono molto per tranquillizzare la gente del Sud. Leggete Dorso! Ormai neanche il poco promesso è assicurato. Se avanguardie amanti del bene comune non si danno da fare si rischia o una nuova quiete o una tempesta. Non so quale delle due verrà prima. Occorrono uomini nuovi, tenacia, progetto e linee da perseguire. Proviamoci! Non aspettiamo che arrivi l'uomo forte Costanza Boccardi costanzaboccardi@libero.it "Non c'è posto per i disperati, fin che ci saranno loro!" così diceva uno degli sms che sono girati a commento della puntata di Report sui rifiuti tossici, situazioni che tutti conoscono, ma che ogni volta che vengono ripetute aumentano la voglia di fuggire e il senso totale di impotenza. L'analisi della situazione, delle cause e dei fallimenti che l'hanno determinata è chiara, meno chiaro è cosa fare per non arrendersi alla disperazione o alla fuga. La lettera di Giuliana Quattromini pubblicata il 13 marzo rilancia una possibile via: che i cittadini si riprendano il governo della città, ritirino le deleghe date alla partitica e si facciano in prima persona forza decisionale, con una programmazione a lunga scadenza libera finalmente dalle pastoie delle clientele e delle spartizioni. E questo non deve essere impegno di un singolo ma frutto di una rete di pensieri privi di condizionamenti e attenti al bene comune. Sono stati i cittadini, riuniti in comitati e assise, che negli ultimi tre anni hanno denunciato la situazione rifiuti e proposto soluzioni, mentre la politica, quando costretta ad ascoltare, li tacciava di disfattismo. Sta a noi recuperare il governo della città: e lo strumento più democratico che c'è sono le liste civiche, o meglio, un'unica forte lista civica che si basi sui quattro/cinque snodi fondamentali tante volte individuati e analizzati in questi anni. Non aspettiamo che arrivi l'uomo forte a chiamare a raccolta gli scontenti, mettiamoci in movimento. Si sono sostituiti al pentapartito Tina Tallarino tinatall@libero.it La campagna elettorale nella nostra città si conduce nel chiuso delle sedi dei partiti dove, all'insegna del più bieco conservatorismo, si stabiliscono i futuri assetti. Si procede con determinazione sulla linea della continuità, guardando agli ultimi 15 anni di governo della città e della regione con la superbia tipica di chi, avendo gestito personalisticamente la cosa pubblica, ritiene di essere al di sopra di ogni giudizio. Il riferimento, sia chiaro, non è solo al presidente della Regione Bassolino, ma a tutta la disomogenea compagine di sinistra che a ranghi sciolti prende la strada, in occasione delle elezioni, nelle file del Pd o della Sinistra Arcobaleno, incurante di aver distrutto in solo 15 anni un patrimonio che aveva nella solidarietà, nel rispetto della politica e della morale i suoi valori più profondi. Con abilità camaleontica si sono sostituiti al "pentapartito", occupando tutti gli spazi e creandone di nuovi quando questi non erano sufficienti a soddisfare le sempre più vaste clientele, sottacendo in egual misura e con medesime responsabilità, truffe e sperperi ai danni della collettività. Alle richieste di rinnovamento della classe dirigente e di partecipazione della società civile si è risposto con sprezzo negli ultimi anni arrogando solo a sé in quanto "professionisti" la gestione della cosa pubblica e accusando, nel disturbare il manovratore, di spianare la strada al centrodestra. Ai cittadini, orfani della sinistra, non rimane che sottoscrivere l'appello per la costituzione di liste civiche che restituiscano dignità alla nostra idea di sinistra e al nostro voto.

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Italia dei valori e Verdi uniti nel segno del Pd (sezione: Monnezze)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 16-03-2008)

Argomenti: Monnezza

Cronaca Regionale Pagina 108 centrosinistra Presentato il patto federativo sardo Italia dei valori e Verdi uniti nel segno del Pd Centrosinistra. Presentato il patto federativo sardo --> L'accordo siglato in Sardegna da Verdi e Italia dei valori nasce per sostenere con maggiore forza il Pd e la premiership di Walter Veltroni. L'alleanza si basa sulla reciproca stima tra i due movimenti, che hanno sottoscritto un patto federativo per candidare rappresentanti di entrambi i simboli in Parlamento: Antonio Di Pietro, Federico Palomba, Giannetto Mariani (Idv) e Antonio Deriu (Verdi) alla Camera, Adriano Salis (Idv) e Pino Zarbo (Verdi) al Senato. Le ragioni alla base della nuova intesa sono state illustrate ieri in una conferenza stampa: si parla di una sorta di esperimento che ha come laboratorio la Sardegna, ma da parte dei Verdi sono emersi forti dissapori con la politica nazionale del partito che hanno portato gli ambientalisti sardi a disertare l'alleanza con la Sinistra arcobaleno. "Non è stata una scelta facile", ha spiegato a questo proposito il candidato al Senato Pino Zarbo, ex coordinatore regionale dei Verdi. "Da una vita portiamo acqua a mulini che non ce la rimandano mai indietro: il patto federativo con l'Italia dei valori ci dà una speranza". E ha aggiunto: "Abbiamo contestato la leadership del ministro Pecoraro Scanio per com'è stata galoppata in modo politicamente errato la questione dei rifiuti di Napoli. Bisognava chiedere le dimissioni del governatore Bassolino". Ha poi rincarato la dose l'assessore all'Ambiente del Comune di Nuoro Tonino Deriu: "Il ministro non poteva non sapere che negli anni la Campania era diventata la patria delle ecomafie". Da parte di Idv, invece, è stato manifestato un sentimento di stima verso i Verdi, motivato dal fatto che anche l'importante battaglia per la tutela dell'ambiente si combatte prima di tutto con la lotta all'illegalità. "L'obiettivo di quest'alleanza", ha sottolineato il consigliere regionale di Idv Adriano Salis, "è eleggere un senatore sardo, che sia la rappresentazione dei programmi, della storia, delle politiche portate avanti dal partito dei Verdi, che ha fatto della tutela dell'ambiente la propria battaglia". NICOLA PERROTTI.

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Ecomafie, minacce di morte al senatore Sodano del Prc (sezione: Monnezze)

( da "Voce d'Italia, La" del 17-03-2008)

Argomenti: Monnezza

Cronaca Lettera minatoria recapitata al presidente della Commissione Ambiente al Senato Ecomafie, minacce di morte al senatore Sodano del Prc All'interno della busta anche sei proiettili calibro 38 special e due proiettili calibro 22 Pomigliano d'Arco (Na), 17 mar. – Otto proiettili e una lettera con minacce di morte: è l'inquietante contenuto della busta recapitata al presidente della Commissione Ambiente al Senato, Tommaso Sodano, di Rifondazione Comunista. Il plico è stato ritrovato nella sede del comitato elettorale della Sinistra Arcobaleno a Pomigliano d'Arco (Napoli), cittadina natale del senatore. Secondo quanto si è appreso, la busta sarebbe stata fatta scivolare da un buco praticato nella saracinesca della sede di via Ettore Cantone, inaugurata solo qualche giorno fa. "Tommaso Sodano è l'espressione di una lunga battaglia contro la mafia, la camorra, il malaffare e la tutela della salute e dell'ambiente dei cittadini campani. Egli rappresenta pienamente un percorso di lotte che Rifondazione Comunista, e la sinistra tutta, hanno svolto in questi anni". Lo ha dichiarato Gennaro Migliore, presidente dei deputati di Rifondazione Comunista-Sinistra Europea e capolista per la Sinistra l'Arcobaleno in Campania. "La campagna elettorale della Sinistra l'Arcobaleno inizia a far paura. E la dimostrazione sono le minacce di morte al senatore Sodano, al quale va tutta la nostra solidarietà”. Lo ha detto senatrice Manuela Palermi, capogruppo Verdi-Pdci a Palazzo Madama. R.R.

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Busta con proiettili minacciato sodano - roberto fuccillo (sezione: Monnezze)

( da "Repubblica, La" del 18-03-2008)

Argomenti: Monnezza

Pagina VI - Napoli Lettera al senatore di Rifondazione: "Vattene da Pomigliano o ti uccido" Busta con proiettili minacciato Sodano "Ma il mio impegno non verrà meno" Tempo fa davanti casa dell'esponente di Prc un coniglio sgozzato Solidarietà da tutto il mondo politico ROBERTO FUCCILLO OTTO proiettili e una lettera con minacce di morte: "Vattene da Pomigliano. Altrimenti sono costretto da forze maggiori a ucciderti". Arrivano in una busta, di prima mattina, al comitato elettorale della Sinistra arcobaleno di Pomigliano, destinatario il senatore di Rifondazione Tommaso Sodano. Non l'ha portata neanche il postino, e questo aggrava la cosa: la busta è stata fatta scivolare tramite un buco aperto nella saracinesca dei locali. Dopo l'attacco a Roberto Saviano nel processo "Spartacus" e il blitz nella sede Asìa di Fuorigrotta, è il terzo episodio di recrudescenza criminale in pochi giorni, nel pieno di una campagna elettorale che vede comunque Sodano capolista al Senato per la Sinistra arcobaleno. Camorra e rifiuti: è il crinale su cui si articolano le lotte di Sodano in tutti questi anni. Le minacce fanno seguito a un altro episodio di qualche mese fa, la testa di un coniglio davanti al cancello di casa sua. Immediato il muro di solidarietà nei confronti di Sodano. Si esprimono il capogruppo alla Camera di Rifondazione Gennaro Migliore, e la capogruppo al Senato del Pdci, Manuela Palermi. Poi ecco il "forte abbraccio" di Pietro Folena e la previsione di Giovanni Russo Spena: "Sodano è un mastino, non molla mai la presa". Dai verdi arriva la solidarietà di Alfonso Pecoraro Scanio, Loredana De Petris, Tommaso Pellegrino. Si pronunciano anche il presidente della commissione antimafia, Francesco Forgione, il ministro Vannino Chiti, Luigi Malabarba, suo capogruppo al Senato, oggi candidato con la Sinistra critica di Turigliatto, Anna Finocchiaro dal Pd. Non manca la "intensa solidarietà" di Fausto Bertinotti, il "non ci fanno paura" di Franco Giordano. Infine la telefonata del presidente del Senato, Franco Marini. Arrivano attestati anche dal centrodestra. Ad esempio da Mauro Libè, senatore dell'Udc. Oppure dal vicepresidente del Consiglio regionale Salvatore Ronghi, di An, seguito a ruota dal compagno di partito Franco D'Ercole e dai forzisti Cosimo Sibilia e Ermanno Russo, mentre la presidente del Consiglio regionale Sandra Lonardo chiede "un fronte comune delle istituzioni". Innumerevoli poi gli attestati dal mondo politico (e non solo) campano, dal ministro Luigi Nicolais al sindaco Rosa Iervolino passando per il presidente di Legambiente Michele Buonomo. Si fa vivo anche chi ha opinioni del tutto diverse sui termovalorizzatori, ad esempio Ermete Realacci: "Gesto intollerabile. Serve fare chiarezza e non sottovalutare un'azione tanto odiosa quanto preoccupante". Infine la "piena solidarietà" anche di Antonio Bassolino, che in fondo deve a Sodano l'inchiesta che lo ha portato a giudizio: "é un fatto grave, è doveroso reagire con il massimo di fermezza. La risposta migliore è portare avanti con tenacia e determinazione la battaglia per la legalità e contro le ecomafie". Alla fine Sodano tira il bilancio: "Ringrazio della solidarietà nei miei confronti. Vorrei dire a tutti di non preoccuparsi: il mio impegno contro la criminalità organizzata e il suo intreccio con la politica non verrà meno".

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De mita parte all'attacco "a napoli solo macerie" - ottavio lucarelli (sezione: Monnezze)

( da "Repubblica, La" del 18-03-2008)

Argomenti: Monnezza

Pagina VII - Napoli Il leader di Nusco, passato con l'Udc, insieme ad Erminia Mazzoni all'Augusteo De Mita parte all'attacco "A Napoli solo macerie" E scoppia il caso Montemarano: domenica era a Nusco "Iervolino? è la Vestale di Napoli. Se il nuovo è Nicolais siamo all'irreparabile" "Emergenza rifiuti: la colpa è della politica che non sa spiegare come si risolve la crisi" OTTAVIO LUCARELLI Ciriaco De Mita arriva in serata assieme alla figlia Antonia e a Biagio Agnes e riempie il teatro Augusteo con i simboli dello scudocrociato ma anche con tanti amici vecchi e nuovi arrivati dalla città e dalla provincia, dall'Irpinia e dal Sannio. Sale sul palco con Erminia Mazzoni, numero due con lui al Senato per l'Udc, e subito definisce la Iervolino la "Vestale di Napoli". Ne ha per il ministro napoletano: "Se il nuovo è Luigi Nicolais, che è stato assessore di Bassolino per sei anni, vuol dire che siamo all'irreparabile". Torna ad attaccare sulla crisi in Campania: "La colpa dell'emergenza rifiuti non è della gente che protesta, ma della politica che non sa spiegare come si risolve il problema". Ridicolizza i programmi di Pd e Pdl: "Promettono di tutto senza dire come faranno. è come se io dicessi agli elettori che è pronta una spiaggia a Nusco. Hanno due programmi uguali e questo significa che sono finti". Sul palco De Mita affonda i colpi mentre in platea esplode il caso Montemarano. In tanti rivelano che domenica l'assessore regionale alla Sanità, ufficialmente ancora con il Pd, è stato a Nusco. Una domenica di "processione" nella villa di De Mita che si sarebbe lamentato con Montemarano perché sabato pomeriggio aveva partecipato alla manifestazione elettorale del Pd al teatro Politeama con Massimo D'Alema e con il segretario regionale Tino Iannuzzi. De Mita in precedenza aveva commentato un altro caso, quello del capogruppo regionale del Pd, il suo fedelissimo Mario Sena, pescato sabato in Irpinia ad un comizio assieme al leader di Nusco. "In questi giorni - accusa De Mita - le sollecitazioni non sono alla condivisione di un'idea, ma al ricatto del potere. Se va avanti questo tipo di discussione, in un'area in cui le istituzioni sono già fragilissime, resteranno solo macerie". All'Augusteo Sena e Montemarano non ci sono, i medici invece sì. Tra questi, nelle prime file, il chirurgo Luigi Santini e Lucio Di Prisco, primario al San Paolo. Una platea ricca di ex Dc. Si rivedono gli assessori comunali anni Ottanta Luigi Manco, Raffaele Reina e Giovanni Della Corte. C'è l'urbanista Guido D'Angelo che sorride: "Sono qui e sono soddisfatto quando sento sempre più gente dire che la Prima Repubblica è stata decisamente meglio della Seconda". C'è il senatore uscente del Pd Nello Palumbo, arrivato da Giugliano con un folto gruppo, c'è l'ex assessore provinciale Maurizio Sibilio che ha lasciato il Partito democratico. In platea il consigliere comunale Stanislao Lanzotti e Nicola Di Iorio, presidente del Borgo Orefici. Dall'Irpinia il presidente dell'area Asi di sviluppo industriale Pietro Foglia, ma anche consiglieri comunali e provinciali. De Mita, intanto, incalza: "L'Udc punta a un risultato elettorale che metta in crisi i due blocchi. Io ho la presunzione di sfidare il sistema politico italiano, bloccato da partiti padronali, dove chi pensa può apparire come una rottura della regola. Due blocchi che dopo il voto saranno immobilizzati dalla loro rigidità e dalla scarsa capacità di coalizione. Hanno introdotto l'organizzazione societaria dove comanda il pacchetto di maggioranza, ma la politica è ben altro". In platea tanti candidati. Il rettore della Parthenope Gennaro Ferrara, l'avvocato casertano Domenico Santonastaso, Alfonso Ascione che aveva partecipato alle primarie del Pd. De Mita intanto chiude con una battuta su Berlusconi: "Con lui è difficile che il paese possa crescere, a meno che non si usino i tacchi". E la figlia Antonia sorride: "Mi auguro un successo. Me lo auguro per mio padre e per la democrazia del nostro paese".

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Il comizio diventa un blog così cambia la propaganda - (segue dalla prima pagina) roberto zarriello (sezione: Monnezze)

( da "Repubblica, La" del 18-03-2008)

Argomenti: Monnezza

Pagina II - Bari Il fenomeno In tutta la regione si moltiplicano i siti anche di privati cittadini che espongono i loro problemi Il comizio diventa un blog così cambia la propaganda (SEGUE DALLA PRIMA PAGINA) ROBERTO ZARRIELLO (segue dalla prima di cronaca) Uno dei video che documentano la protesta è finito su You Tube: www. youtube. com/watch? v=bulqQPd7UhA e ha ricevuto click di solidarietà da ogni parte del mondo. "Internet ci ha dato una grande mano per riunire e sensibilizzare la gente su questi temi e portarla poi in piazza per protestare" commenta Gianni Lannes, giornalista freelance che si occupa di ecomafie. "Vogliamo che la spiaggia di Baia dei Turchi resti libera. Per questo stiamo lottando da qualche anno". Per questo alcuni cittadini salentini hanno anche aperto un blog: http://www. baiadeiturchi. ilcannocchiale. it/. L'ambiente, ma non solo. "Insegnare a fare politica su piccoli e grandi temi" è questo lo scopo del progetto Carpe Dem (www. carpedem. it). Giovani universitari e liberi professionisti pugliesi stanno prendendo parte al ciclo di lezioni organizzato a Roma dal deputato Pd Roberto Giachetti. "Il nostro scopo è favorire scambi di idee ed opinioni che siano la nuova linfa del Partito Democratico". Anche al movimento della cosiddetta Generazione U (http://blog. generazioneu. it) capeggiata da Mario Adinolfi, hanno aderito tanti pugliesi. C'è anche Valentino Piglionica che è coordinatore in Puglia e ha un blog: http://valentinopiglionica. ilcannocchiale. it che "uso per fare politica e organizzare vari forum di discussione". "Anche se - avverte il professor Stefano Cristante che insegna Sociologia della Comunicazione all'Università di Lecce - il blogger o il cittadino dovrebbero usare il web non per ottenere visibilità ma per interagire e costruire una rete relazionale basata su idee e contenuti veri". Il movimento politico che può nascere da Internet "resta uno degli aspetti positivi da considerare anche in vista delle prossime elezioni. Sarà interessante capire quali saranno gli scenari futuri". Che saranno analizzati anche dall'Osservatorio di Comunicazione politica di Lecce: http://ocplecce. net. Sicuramente finiranno sotto la lente di ingrandimento anche i Meetup (http://www. beppegrillo. it/meetup. php) di Grillo che "consentono l'incontro e lo scambio di idee e proposte per partecipare alla crescita della propria città". Da Bari a Foggia, da Taranto a Lecce, gli "amici" del comico genovese aumentano anche in Puglia. "Non esistono più i partiti e non esistono più luoghi dove discutere di politica ed allora utilizziamo le opportunità offerte dalla rete" affermano gli autori del blog www. brindisipolitik. it che hanno pensato ad uno spazio dedicato alla controinformazione per "riportare notizie brevi sulla politica pugliese che spesso non trovano spazio sui giornali". Merita attenzione l'iniziativa di Repubblica. it che attraverso un blog: http://netmonitor. blogautore. repubblica. it/ ideato e coordinato da Vittorio Zambardino osserva e racconta la conversazione elettorale in rete.

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BIUTIFUL CAUNTRI ANCHE A SCUOLA (sezione: Monnezze)

( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 18-03-2008)

Argomenti: Monnezza

"Biutiful cauntri" anche a scuola "Biutiful cauntri", il documentario sull'ecomafia e le discariche di rifiuti tossici in Campania già presentato al Torino Film Festival, realizzato da Esmeralda Calabria, Andrea D'Ambrosio e Peppe Ruggiero, e da qualche giorno nelle sale, verrà promosso nelle scuole di tutt'Italia a prezzi agevolati per gli studenti. L'idea della produzione è che il documentario possa essere strumento di conoscenza e portatore di informazioni d'attualità e di impegno civile, etico ed ecologico. Le proiezioni per le scuole possono essere richieste al numero verde 800910468. Nel primo weekend di programmazione, il film si è attestato al venticinquestimo posto della classifica generale degli incassi.

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CORRADO CASTIGLIONE OTTO PROIETTILI E UNA LETTERA CON MINACCE DI MORTE: IL DESTINATARIO DELLA BUS (sezione: Monnezze)

( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 18-03-2008)

Argomenti: Monnezza

CORRADO CASTIGLIONE Otto proiettili e una lettera con minacce di morte: il destinatario della busta è il senatore uscente Tommaso Sodano (Rifondazione comunista), presidente della commissione Ambiente, capolista al Senato per Sinistra Arcobaleno e consigliere comunale a Pomigliano d'Arco. Così nella campagna elettorale si stendono ombre inquietanti sulle quali ora indagano magistratura e carabinieri. Il nodo è capire se il gesto sia da ricondurre alle denunce fatte dall'esponente politico soprattutto in materia di Ecomafie oppure alle bizzarrie di qualche mitomane. La busta è stata fatta scivolare nottetempo sotto la saracinesca del comitato elettorale che Sodano aveva aperto da qualche giorno in via Ettore Cantone, una strada molto frequentata di Pomigliano. L'ha trovata al mattino un collaboratore del senatore, proprio mentre in un'altra parte della città i militanti di Prc scoprivano che la sede era stata vandalizzata, con la bacheca data alle fiamme e i manifesti strappati. Nella busta indirizzata a Sodano sei i proiettili di calibro 38 special (utilizzato negli anni di piombo dalle Brigate Rosse) e due di calibro 22 (garantisce silenziosità e precisione, veniva usato dal mostro di Scandicci). Quindi la lettera - scritta a mano e in stampatello - nella quale viene intimato a Sodano di "andare via da Pomigliano", perché la cittadina "deve essere libera dai comunisti. A Roma non ti vogliono bene e neanche a Pomigliano. Se non andrai via, sono costretto da forze maggiori ad ucciderti". Parole che scuotono il mondo politico, dal quale arriva una pioggia di attestati di solidarietà che va dalla destra alla sinistra. A partire dal presidente della Camera e compagno di partito Fausto Bertinotti, che con una lettera invita Sodano a proseguire nell'impegno "al servizio del Paese per la liberazione dell'economia dal ricatto della criminalità organizzata e per l'affermazione di una cultura in grado di coniugare lo sviluppo, la salute dei cittadini e la coesione sociale". Mentre il presidente del Senato Franco Marini gli telefona, auspicando che si faccia presto luce sui fatti inquietanti. Intanto il presidente della Commissione parlamentare antimafia Francesco Forgione osserva: "Questa minaccia si inserisce in un clima in cui tanti hanno interesse a far crescere la tensione per cercare di evitare che si possa arrivare ad una soluzione dei problemi trasparente e senza ulteriori sprechi di risorse pubbliche". Mentre il segretario della commissione antimafia Tommaso Pellegrino sollecita forze dell'ordine e partiti "per impedire che la criminalità inquini il voto". Il ministro per i Rapporti con il Parlamento Vannino Chiti auspica che "si faccia piena luce". Il ministro all'Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio sollecita l'intensificazione della lotta alle Ecomafie. Per il ministro Luigi Nicolais occorre "far sentire alta e forte la condanna contro ogni forma di criminalità e di attacco alle istituzioni democratiche". Il deputato uscente Ermete Realacci parla di "gesto odioso". Parole di incoraggiamento capogruppo di Prc al Senato Giovanni Russo Spena: "Sodano è un mastino e non molla mai la presa". Mentre Gennaro Migliore rileva: "Il suo lavoro straordinario ha dato vita alle più importanti inchieste giudiziarie degli ultimi anni in Campania". Per il senatore Udc Mauro Libé si tratta di un "gesto vile e inaccettabile". E il parlamentare di Forza Italia Paolo Russo afferma: "Pur da posizioni differenti non posso non riconoscere in Sodano un combattente valoroso al quale va tutta la mia solidarietà per le vigliacche intimidazioni". Attestati anche dai palazzi napoletani. Per il governatore Antonio Bassolino: "Il gesto intimidatorio è un fatto grave ed è doveroso reagire con il massimo di fermezza. Di fronte a simili atti la risposta migliore è portare avanti con tenacia e determinazione la battaglia per la legalità e contro le ecomafie". In sintonia il presidente del Consiglio regionale Sandra Lonardo "le istituzioni devono fare fronte comune" e il vicepresidente Salvatore Ronghi: "Il mondo politico e sociale deve schierarsi contro la camorra e ogni forma di criminalità che bloccano lo sviluppo economico e sociale ed inquinano il tessuto democratico".

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SONO IN TRINCEA, NON MI FERMERANNO (sezione: Monnezze)

( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 18-03-2008)

Argomenti: Monnezza

"Sono in trincea, non mi fermeranno" Passato alle cronache come uno dei signor no al termovalorizzatore di Acerra, ha legato il suo nome a una serie di denunce in tema di ambientalismo e di ecomafie in particolare, una delle quali è sfociata nel procedimento giudiziario che vede tra gli imputati rinviati a giudizio Antonio Bassolino e Piergiorgio Romiti: ecco in sintesi l'identikit di Tommaso Sodano, senatore uscente di Prc, presidente della Commissione Ambiente, consigliere comunale nella "sua" Pomigliano e candidato capolista al Senato per Sinistra Arcobaleno. Qual è il suo stato d'animo? "Certo non sono tranquillo. Quando arrivano segnali come questi è bruttissimo ritrovarsi a pensare che da qualche parte ci sia qualcuno pronto a colpirti. E trovo strane alcune circostanze". Quali? "Innanzitutto la coincidenza con l'attacco alla sede di Prc. E poi il fatto che la busta con i proiettili sia stata recapitata al comitato, che si trova in una strada sempre piena di gente, anche di notte". Ha paura per i suoi familiari? "Paura no, ma preoccupazione sì: bisognerà fare attenzione. L'importante è non abbassare la guardia. Io vado avanti: la campagna elettorale ha ritmi che non consentono battute d'arresto". È la prima volta che le accade? "No, l'ultimo episodio accadde nel luglio 2005, quando mi fecero ritrovare infilzato sul cancello della mia abitazione un coniglio scuoiato e sgozzato". I responsabili? "Non se n'è saputo niente". Come si spiega l'ultimo gesto? "Non saprei: la mia attività politica è sempre stata di frontiera. Fare questo con le ecomafie significa mettere in discussione un sistema che reagisce quando vede compromessi profitti e prospettive". Dunque un'idea se l'è fatta? "Certamente l'autore o gli autori di questo nuovo gesto sono da ricercare tra quei soggetti che sono rimasti penalizzati dalle mie denunce". L'ultima? "Tre settimane fa. Riguardava la gestione delle aree di stoccaggio per le ecoballe. Nell'affare erano entrate, in regime di subappalto, delle imprese che in passato avevano ricevuto misure interdittive antimafia. Qualcosa che era sfuggito alle strutture di commissari sia pure attenti come i prefetti Alessandro Pansa e Gianni De Gennaro". Com'è andata a finire? "Adesso quelle ditte non lavorano più. Ma intendiamoci: potrebbero esserci anche altre spiegazioni". Esempio? "Mi sono occupato di rifiuti, ma anche di grande distribuzione commerciale. Le cose sono tante". Ha ricevuto tanti attestati di solidarietà. Questo certo la conforterà. "Sì. Tra i primi a farsi sentire i presidenti delle Camere Franco Marini e Fausto Bertinotti e il commissario straordinario De Gennaro. Ringrazio tutti della solidarietà espressa nei miei confronti: a tutti vorrei dire di non preoccuparsi, perché il mio impegno contro la criminalità organizzata e il suo intreccio con la politica non verrà meno". cor.cas. Tommaso Sodano durante un'assemblea dei manifestanti contrari all'apertura della discarica di Serre.

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Il pdl scommette sulle donne "è la nostra stagione dei sindaci" - angelo carotenuto (sezione: Monnezze)

( da "Repubblica, La" del 19-03-2008)

Argomenti: Monnezza

Pagina IV - Napoli I vertici del centrodestra presentano i candidati nelle città in cui si vota anche per il Comune Il Pdl scommette sulle donne "è la nostra stagione dei sindaci" Berlusconi a Napoli il 9 aprile per il comizio finale, il 4 Fini e Veltroni ANGELO CAROTENUTO Scherzi del voto. "Sulla vicenda giudiziaria dei rifiuti, mi aspetto attacchi in campagna elettorale". Non è un politico del Pd a parlare, ma il candidato sindaco del centrodestra a Mondragone, Daniela Nugnes. In quel Popolo della libertà che presenta i suoi candidati per le amministrative dell'Election Day, accanto a Nicola Cosentino che ribadisce "l'esperienza finita di Bassolino", c'è persino chi l'effetto rifiuti lo teme e non lo cavalca. L'immondizia logora chi ce l'ha, e a Mondragone lo scandalo della società mista Eco4 e dei suoi appalti oscuri ha travolto la giunta di centrodestra. Con quella storia, sia chiaro, Daniela Nugnes non c'entra: "Ero assessore alle Attività produttive". In quota An, partito che ruppe con la coalizione e lasciò la giunta: gli intercettati accennavano anche al deputato Landolfi (ma la sua voce non compare mai). Eppure se Cosentino pensando alla Iervolino dice che "la corresponsabilità è pure dei sindaci", e se "la differenziata a Mondragone è ferma al 7%", come ammette la candidata Nugnes, ecco apparecchiato in casa sua il timore di un boomerang chiamato immondizia. "Gli attacchi ci saranno, ma i problemi giudiziari sono personali e non politici. Spero solo che De Gennaro ci autorizzi a portar via dalle strade le 1.000 tonnellate di rifiuti. Faccio il candidato a Mondragone, non a Cortina d'Ampezzo". Una stagione di sindaci. Ecco cosa sogna il Pdl, dopo la vittoria Cdl della primavera scorsa. "Sul territorio - dice Bobbio, coordinatore provinciale di An - abbiamo anticipato le scelte nazionali senza guardare a logiche di partito". Nei 15 Comuni al voto sopra i 15mila abitanti, come sottolinea Cosentino, "la sinistra va divisa e noi sempre uniti". Così uniti da annettere spesso pure chi sta dall'altra parte. L'Udc appoggia il Pdl in 6 casi, mentre a Qualiano il centrodestra corre con l'Idv, sorvolando volentieri sull'orrore che Berlusconi dichiara di provare per Di Pietro (già amministrano insieme a Torre del Greco). Tre dei candidati inoltre sono freschi di "arruolamento": Enrico Sica (Pontecagnano) e Giovanni Pianese (Giugliano) che siedono in consiglio regionale coi voti di Margherita e Udc; Pasquale Giacobbe (Pozzuoli) che è il primo dei non eletti per la Margherita. Per benedire i suoi candidati, al Parlamento e ai Comuni, Berlusconi sarà in piazza Plebiscito il 9 aprile. L'appuntamento era fissato per il 4, giorno invece in cui saranno a Napoli l'alleato Fini e l'avversario Veltroni. Oltre a Daniela Nugnes, altre due donne candidate: Giovanna Magliano a Campagna e Fiorella Bilancio a Grumo, dove il simbolo del Pd non sarà sulla scheda e dove come avversario torna in corsa l'ex sindaco Di Lorenzo. "è stato al Comune per 15 anni - dice Bilancio - ora punta al ventennio, manco fosse Mussolini. Con me c'è una lista civica di sole donne". Grumo non ha rifiuti in strada. Programma? "Premiare i cittadini virtuosi abbattendo la Tarsu". Un nome noto il Pdl lo mette in campo a Melito, Antonio Amente, sindaco due volte, l'ultima tra '99 e 2003: il consiglio che lo sosteneva fu sciolto per condizionamenti esterni della malavita negli ultimi 7 mesi. "Mi hanno sollecitato a rientrare", dice. Priorità? "Affidare edilizia e urbanistica a degli esperti". Ma sugli abbattimenti delle case abusive, non prende impegni: "Vedremo? E poi differenziata porta a porta, e un concorso per 30 vigili". Un concorso per vigili se lo augura anche Stefano Ferrara, candidato a Casoria al grido di "pulizia, ordine e sicurezza". Ma la sorpresa vera sta a Somma Vesuviana, dove il Pdl ricandida Raffaele Allocca, sindaco dimissionario, sempre sul filo della sfiducia. I problemi con il consiglio? "Superati". è il sindaco che cancellò piazza De Martino. Ribadisce: "Ora si chiama piazza Vittorio Emanuele III". Quando scoppiò il caso, promise di intestare al leader socialista un'altra piazza in tempi brevi. "Sì, lo promisi". Ed è tutto come allora.

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I manager asl alla corte del pd - ottavio lucarelli (sezione: Monnezze)

( da "Repubblica, La" del 19-03-2008)

Argomenti: Monnezza

Pagina IV - Napoli I manager Asl alla corte del Pd Diliberto attacca Bassolino: "Deve andare a casa" Tutti in fila in un albergo del lungomare con il ministro della Sanità Livia Turco OTTAVIO LUCARELLI I manager allineati per il Partito democratico. Tutti in fila in un albergo del lungomare per sostenere la campagna del Pd all'iniziativa su "Donne e salute" con il ministro Livia Turco (che li ha ringraziati solennemente), il sindaco Rosa Russo Iervolino, il senatore Annamaria Carloni e l'assessore regionale alla Sanità Angelo Montemarano. Tutti in fila. A cominciare da Luigi Annunziata, manager dell'azienda ospedaliera di Caserta, l'uomo del gran rifiuto in relazione alla nomina di un primario sostenuto da lady Mastella, che nega tutto. Il manager dalle cui intercettazioni ha preso linfa l'inchiesta sull'Udeur aperta dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere. In fila anche Enrico Iovino del Cardarelli, il professore Giovanni Di Minno, da pochi giorni direttore generale della Asl Napoli uno, Bruno De Stefano della Asl di Benevento, Angela Ruggiero della Napoli 4 di Pomigliano, Mario Santangelo del Pascale, Gennaro D'Auria della Asl Napoli 5. Tutti in fila e tutti, ad eccezione della "matricola" Di Minno, in attesa di verdetto perché nei prossimi giorni la commissione di esperti consegnerà all'assessore Montemarano la relazione sul contenimento della spesa. Debiti della sanità di cui ha parlato anche il ministro Turco: "Come governo abbiamo avuto in eredità una pesante situazione. I piani di rientro che abbiamo siglato con la Campania, così come con le altre regioni, riguardano il consolidamento di una situazione debitoria che parte dagli anni 2002-2003". Un intreccio su cui era già intervenuto nei giorni un altro ministro, Luigi Nicolais, numero due del Pd a Napoli per la Camera, che ne aveva parlato venerdì all'inaugurazione del comitato elettorale al corso Umberto: "In Campania la politica dovrebbe fare non uno, ma dieci passi indietro sulla sanità". Risanamento ed elezioni. Con il cuore dell'assessore Montemarano sempre teso alla sua terra dopo le indiscrezioni relative ad una sua visita domenicale a Nusco a casa di Ciriaco De Mita che in Campania è capolista Udc al Senato. "Nel giorno di Pasqua - ironizza l'assessore regionale - dovrò andare nella mia casa di Torella dei Lombardi ma, per non attraversare Nusco, vuol dire che farò un giro più lungo con la mia auto". Ironico anche il capogruppo regionale del Pd, Mario Sena, pescato sabato scorso ad un comizio in Irpinia assieme a De Mita: "Domenica prossima posso regalargli una cravatta?". E ironizza anche la Iervolino su una battuta di De Mita di lunedì sera: "Mi ha definito la vestale di Napoli paragonandomi a chi custodiva il fuoco sacro di Roma. De Mita ha sbagliato ancora una volta. Voleva offendermi e invece ha fatto un complimento". Meno ironico Oliviero Diliberto che ad una manifestazione elettorale in città della Sinistra arcobaleno ha chiesto nuovamente le dimissioni di Bassolino dalla guida della Regione: "Deve andare a casa. I rifiuti in Campania sono una roba enorme di cui pagheremo le conseguenze elettorali anche noi che non abbiamo responsabilità".

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CLAUDIO SARDO ROMA. DA QUINDICI ANNI IL SUD, ANZI L'INTERO PAESE, VIVE IN UNO STATO D& (sezione: Monnezze)

( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 19-03-2008)

Argomenti: Monnezza

CLAUDIO SARDO Roma. "Da quindici anni il Sud, anzi l'intero Paese, vive in uno stato d'emergenza. Il problema non è se la questione meridionale sia stata soppiantata o meno da una questione settentrionale. Il problema vero è che è stata rimossa la questione democristiana. Solo la Dc è stata capace di garantire un equilibrio tra Nord e Sud in termini di sviluppo e di crescita civile. E da quando quel modello è entrato in crisi, negli anni '80, nessuno ha trovato più una soluzione". Ferdinando Adornato, fondatore dei circoli Liberal, è candidato Udc in due regioni del Mezzogiorno, la Campania e l'Abruzzo. Che senso ha parlare ancora oggi di questione democristiana? Non è soltanto nostalgia? "Nient'affatto. È la metafora di un equilibrio necessario nell'azione di governo, a cui però Pdl e Pd sembrano aver rinunciato. A dire il vero Berlusconi aveva tentato un nuovo compromesso, ponendo Forza Italia come collante di una coalizione che aveva la Lega al Nord e l'Udc al Sud. Ora però ha fatto saltare l'equilibrio rinunciando al centro e ai moderati. Credo che pagherà questo spostamento verso destra e verso la Lega in termini di voti. Ma soprattutto pagherà se dovesse tornare a Palazzo Chigi: non si può governare un Paese così complesso radicalizzando posizioni e interessi rappresentati". Berlusconi potrebbe affidare al partito di Fini il compito di bilanciare le spinte leghiste. "Ma An non c'è più. Peraltro non è mai stata in grado di rappresentare la questione democristiana. Non si tratta solo di giustapporre gli interessi del Sud a quelli del Nord. Trovare un equilibrio vuol dire creare sinergie e sviluppare quello spirito di solidarietà che oggi sembra smarrito in un Paese, dove lo scaricabarile è diventato lo sport nazionale. Purtroppo, di fronte alla crisi di Alitalia, gli alleati di Berlusconi stanno già mettendo in scena l'inesorabile conflitto di domani. Altro che equilibrio. La prospettiva è uno scontro continuo". Nella sua analisi sta dimenticando il Pd. "Veltroni ha avviato un nuovo percorso. Ma sono ancora molte e irrisolte le contraddizioni nel suo campo. E resta il peso di una classe dirigente - penso a Bassolino e alla Iervolino - che cerca disperatamente di sottrarsi alle responsabilità nella catastrofica gestione dei rifiuti". Tornando alla questione democristiana, bisogna considerare che quel modello di intervento pubblico poi degenerò. "Negli anni '80 la Dc avrebbe dovuto rinnovare se stessa. Il tentativo ci fu. Ma non riuscì. L'Italia aveva bisogno di una nuova Dc liberale. Che riorganizzasse l'intervento pubblico. Aprendo al liberalismo, premiando talenti, merito, energie nuove". Un partito liberale di massa. Non era il sogno di Berlusconi? "Era il suo sogno. E ha anche cercato di realizzarlo per qualche tempo. Ma la rottura con il centro ha segnato la sua rinuncia definitiva. Da tempo, con i circoli Liberal, sono impegnato alla costruzione di un nuovo, grande partito dei moderati in Italia. Ora penso che questo progetto possa ripartire solo dal centro. Peraltro, comunque finiscano le elezioni, il dopo-Berlusconi mi pare già cominciato...". Il Sud però non ha solo bisogno di liberalismo. Ha bisogno anche di politiche pubbliche serie e mirate. "E chi l'ha detto che serie politiche pubbliche non possono essere anche liberali? Prendiamo ad esempio la scuola e la sanità: sono il cuore del welfare e, al tempo stesso, uno dei punti di crisi della credibilità dello Stato. Perché non introdurre elementi di liberalizzazione, utilizzando i buoni-scuola e i buoni-salute? Il bene pubblico non cessa di essere tale perché lo gestisce un privato. E per liberalizzare ci vuole uno Stato e un governo autorevoli e presenti". Per rilanciare lo sviluppo però sono necessari interventi diretti. Il flusso dei fondi comunitari fino al 2013 sarà molto consistente ma probabilmente sarà anche l'ultimo. "Guai a perderlo. O smarrirlo nei mille rivoli del clientelismo. Io sono federalista. Ma penso che in questi anni abbiamo solo moltiplicato la burocrazia centrale in tante burocrazie regionali. Il Sud ha bisogno di infrastrutture. Di grandi progetti. Ma non solo il Ponte sullo Stretto. Oggi deve essere lo Stato in prima persona, il governo centrale, magari dopo aver discusso con le Regioni, a decidere i progetti. Altrimenti il Sud non avrà ciò gli serve. È il Sud la chiave di volta del futuro italiano".

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L'offensiva di berlusconi "rifiuti, catastrofe di sinistra" (sezione: Monnezze)

( da "Repubblica, La" del 20-03-2008)

Argomenti: Monnezza

Pagina III - Napoli Lettera a tre milioni di campani: "Andate a votare, ci penso io". Diossina, i Nas in 25 caseifici e 60 allevamenti a Caserta L'offensiva di Berlusconi "Rifiuti, catastrofe di sinistra" "Cari campani, andate a votare e ai rifiuti ci pensiamo noi. Anche se non ci saranno tempi certi per la soluzione della crisi". Ecco il cuore della lettera che il candidato premier Berlusconi scrive a tre milioni di cittadini della regione. "Il primo impegno del prossimo governo sarà liberare Napoli e la Campania dalla montagna di rifiuti sotto la quale la classe dirigente del Pd, Prodi, Bassolino e Iervolino, le hanno sepolte. Affronteremo questa sfida dal primo giorno di lavoro a Palazzo Chigi. Ma la catastrofe è talmente grande da rendere impossibile previsioni certe sui tempi necessari per tornare alla normalità", scrive l'ex premier. Intanto, slittano ancora i tempi per il trasferimento di 160mila tonnellate di immondizia in Germania. E ieri la direzione antimafia invia i carabinieri a sequestrare campioni di latte in 60 allevamenti e in 25 caseifici per presunta contaminazione da diossina. ROBERTO FUCCILLO CONCHITA SANNINO ALLE PAGINE V E VI.

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Berlusconi, lettera ai campani "votate, ai rifiuti penso io" - roberto fuccillo (sezione: Monnezze)

( da "Repubblica, La" del 20-03-2008)

Argomenti: Monnezza

Pagina VIII - Napoli Berlusconi, lettera ai campani "Votate, ai rifiuti penso io" Accuse a Prodi e Bassolino: la catastrofe colpa loro ROBERTO FUCCILLO "IL nostro primo impegno sarà liberare Napoli e la Campania dalla montagna di rifiuti sotto la quale la classe dirigente del Partito democratico le hanno sepolte". Per chi avesse nutrito qualche vago dubbio nei giorni scorsi, ecco Silvio Berlusconi in persona richiamare quale sarà il terreno della campagna elettorale in Campania: i rifiuti. Lo fa con la lettera agli elettori campani, che verrà inviata a circa tre milioni e mezzo di famiglie, e che nel frattempo è stata pubblicata dal "Giornale". Il Cavaliere esordisce con un educato "Cara amica, caro amico di Napoli e della Campania", poi blandisce: "Tu più di ogni altro italiano sai quanti e quali danni possa portare un'amministrazione di sinistra". Quali e quanti, ma soprattutto la spazzatura per strada. Per la quale il nuovo governo si impegna, senza dimenticare di ricordare al lettore che il responsabile è "la classe politica del Pd", ovvero "Prodi, Bassolino, Iervolino". Tutta una filiera politica dunque, che spiega perché la vittoria in Campania e quella nazionale siano un tutt'uno. Ciò non toglie che a Bassolino venga riservato un ruolo preminente: "Il rifiuto di dimettersi da parte sua - afferma ancora il Cavaliere - ha reso l'idea dell'arroganza con cui la sinistra ancora considera i cittadini come dei sudditi. E il silenzio di Veltroni in proposito ci è parso un preoccupante segno di debolezza, l'ultima cosa di cui hanno bisogno oggi la Campania e l'Italia". Naturalmente soluzioni miracolistiche non ce ne sono, anzi "la catastrofe è talmente grande da rendere impossibili previsioni certe sui tempi necessari per riportare la situazione alla normalità". Però l'unica speranza va affidata al nuovo governo: "So bene che nei cittadini campani lo sconforto è grande e si diffonde la tentazione di non partecipare al voto. Chi lo facesse, tuttavia, non risolverebbe nulla, otterrebbe al contrario un solo risultato: lasciare la Campania e l'Italia nelle mani di coloro i quali l'hanno ridotta in queste condizioni". Un appello, quello al voto in Campania, che riflette peraltro il clima che si riscontra a Roma in questi giorni, dove la Campania sta tornando a essere considerata fra le Regioni critiche, quelle dove occorre concentrarsi (insieme a Lazio, Liguria, Abruzzo) per evitare recuperi del Pd al Senato. è parso rispondere a questa esigenza anche il balletto sulla venuta di Berlusconi a Napoli: da tempo prevista per il 4 aprile, insieme a Fini, si era diffusa la voce di uno spostamento al 9, più vicino al voto per essere più incisivi. Ieri però gli organizzatori hanno ribadito la data del 4, smentendo qualsiasi dietrologia. Ora però sarà Veltroni ad avere l'ultima parola: il leader del Pd ha ufficialmente spostato le sue date, il 4 a Salerno, Avellino e Benevento, il 5 a Napoli e Caserta. Il clima intanto si fa infuocato. Marco Follini, capolista Pd al Senato, si aggancia a un detto napoletano e nota: "Fare il gallo sull'immondizia non cancella l'immondizia e non santifica il gallo". Gli replica Mara Carfagna, contestandogli la "ineleganza dell'espressione" e il fatto che "lui è il capolista al Senato di un partito che da noi rappresenta proprio l'immondizia". Franco Giordano, segretario di Rifondazione, accusa Berlusconi: "è inutile che cerchi di nascondere le pesantissime responsabilità della destra nella crisi dei rifiuti in Campania". Anche Giovanna Melandri torna a parlare del "fallimento di una classe politica". E Carfagna replica anche a lei: "Se c'è una classe dirigente che in Campania ha fallito è quella di centrosinistra. è scorretto giudicare negativamente, gettare in un unico calderone tutta la classe dirigente campana".

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E d'alema attacca il cavaliere "cinica speculazione elettorale" - angelo carotenuto (sezione: Monnezze)

( da "Repubblica, La" del 20-03-2008)

Argomenti: Monnezza

Pagina VIII - Napoli L'intervista Oggi e domani il vicepremier in Campania: "Non c'è solo crisi, basta messaggi devastanti" E D'Alema attacca il Cavaliere "Cinica speculazione elettorale" Ma avverte: sulle grandi opere lentezza esasperante Se esistono elettori del Pd che per fare dispetto a sindaco e governatore, mandano al governo la Lega e la destra, non risolvono i problemi della città: li aggravano Per il Forum delle Culture c'è stata incomprensione tra governo e Comune: mi adopererò per superarla Quando organizza eventi, Napoli non fa brutte figure ANGELO CAROTENUTO IL TURISMO SEGNA MENO - 30%. è la Napoli che Massimo D'Alema trova alla vigilia di Pasqua. "Attenti a non farsi del male da soli. Certi messaggi sono devastanti. Capri, Sorrento e Positano, per esempio, non sono sommerse di rifiuti. Qui si lavora duramente per ridurre la crisi, ed ormai è già circoscritta: bisogna che si sappia. Non è utile cedere all'idea che la Campania sia sempre sotto lo scacco di un'emergenza. Qualche giorno fa, ci interrogavamo sul posto migliore per ospitare la prima scuola di studi filosofici che la Fondazione Italianieuropei promuoverà a fine maggio, con studiosi provenienti da tutto il mondo. Sarà in Cilento: uno dei posti più belli d'Italia". D'Alema è di nuovo a Napoli per una visita ai poli d'eccellenza dell'economia, prima tappa di un viaggio tematico da candidato "napoletano" del Pd. Oggi visita Napoli Est, Nola e Pomigliano; domani incontra Lettieri e gli industriali. "Bisogna restituire l'immagine vera del Mezzogiorno e della Campania. Anche contraddittoria, ma vera. Qui ci sono significative potenzialità di sviluppo moderno su cui puntare. Penso al polo aeronautico sorto in collaborazione con la Puglia, dove lavorano giovani ingegneri e periti di qualità. Penso all'Automotive, al polo del trasporto ferroviario, a quello nautico. Insomma, si tratta di ripartire dai punti di forza in maniera più completa". Presidente D'Alema, non si può tacere che altri punti di forza tardano ad aggiungersi. Follini ha sottolineato i ritardi di Bagnoli. Napoli Est è ancora su carta. Il suo parere? "Rispetto a progetti coltivati per molto tempo, esiste una lentezza dovuta a vincoli e burocrazie, che sconcerta. Tra i progetti che vanno portati a termine, ci sono certamente quelli di riqualificazione di Napoli Est, condivisi da Acen e Comune". C'è chi sostiene che lo sviluppo di Napoli passa attraverso eventi internazionali. E' d'accordo? "In un appuntamento internazionale, Napoli fa sempre bella figura. Ricordo il G7 del '94. Forse è un tratto meridionale: dare il massimo con una scadenza alle porte o un'emergenza da affrontare, mentre generalmente ci si perde un po' nella quotidianità... In ogni caso, dopo l'incontro tra le religioni, promosso dalla comunità di Sant'Egidio e dal cardinale Sepe con indubbio successo e risalto internazionale, Napoli ha già ottenuto un altro grande evento". Il Forum delle Culture? "Sì, il Forum delle Culture del 2013". In realtà il ministro Rutelli l'ha declassato, ora non è più "grande evento", i fondi saranno tagliati. Lei che ne pensa? "C'è stata qualche incomprensione fra il governo e il Comune, che si dovrà superare. Io mi adopererò personalmente per questo". Grandi eventi, e poi? Cos'altro occorre a Napoli? "Occorrono progetti e il coraggio di portarli avanti". Progetti pubblici o progetti privati? "Progetti convincenti. Non manca il denaro. Piuttosto, a volte mancano progetti credibili e realizzabili. Lo ribadirò agli imprenditori napoletani nelle prossime ore. Ora come ora, conta fare squadra: mondo delle imprese, della ricerca, della cultura e le istituzioni. Ricordo che il governo aveva delineato quest'impegno col progetto "Industria 2015", lavoro purtroppo interrotto dalla crisi. Quando torneremo al governo, ripartiremo da lì". Secondo lei cos'è che frena gli imprenditori a Napoli? "Gli investimenti, soprattutto stranieri, passano attraverso un miglioramento della qualità della pubblica amministrazione. Mi riferisco, in particolare, ai suoi tempi: devono essere rapidi, compatibili con quelli di chi investe". A proposito di imprenditori. Come spiega il no di D'Amato alla candidatura nel Pdl? "D'Amato non ha avuto le garanzie chieste su una forte scelta meridionalistica". Perché non le ha avute? "Perché Berlusconi non è in grado di darne. L'esclusione dell'Udc dall'operazione Pdl non rappresenta solo una virata a destra e una rottura con l'ala moderata. è una rivoluzione geopolitica. Dal Popolo della libertà si è staccato un partito moderato e molto radicato nel Mezzogiorno, ed è subentrata la Lega. Dunque spostamento a destra e a Nord. Con tutto quello che comporta di negativo. Ma dico: la Lega sulle schede elettorali del Sud non c'è neppure... è un partito straniero, ostile al Mezzogiorno. Di fronte a tutto questo, era ovvio che D'Amato si preoccupasse". Nel programma del Pd è prevista una revisione dei programmi di spesa regionali e l'accentramento delle risorse europee su pochi obiettivi. Secondo lei, la Campania come ha speso i suoi fondi europei? "L'efficacia degli investimenti al Sud è stata a lungo limitata. è un dato, questo, che merita una riflessione critica da parte dell'intera classe dirigente meridionale. I programmi dei fondi strutturali fino al 2013 sono l'ultima grande opportunità per investimenti straordinari. Sono soldi che non torneranno più. Parliamo di 14,5 miliardi di euro tra fondi europei e Fas per la Campania, a cui va riconosciuto di aver fatto importanti sforzi per una maggiore concentrazione su un numero limitato di obiettivi, evitando le dispersioni della precedente programmazione". Concentrazione di risorse: si riferisce ai trasporti? "Tra 2000 e 2006 la scelta prioritaria è stata quella, con risultati molto positivi. La mostra sul metrò napoletano che ho visitato a Bruxelles era straordinaria. C'è bisogno di grandi progetti su cui concentrarsi, concordando operazioni e obiettivi interregionali, come l'Alta velocità tra Napoli e Bari, e lo sviluppo di poli della logistica e della trasformazione delle merci". Altri settori in cui investire e concentrare le risorse? "Ambiente, sostegno al territorio, agricoltura. Valorizzare significa attrarre. In questo senso arrivano segni di vitalità, come la ritrovata capacità nelle esportazioni di una fascia alta di prodotti, nonostante l'euro forte. Vuol dire che l'offerta è competitiva". Fin qui programmi e idee. Ma come farà il Pd a portare alle urne i suoi tanti elettori critici verso le amministrazioni locali in Campania? "Ora si vota per il governo del Paese. Se vi sono elettori napoletani che per fare un dispetto a Bassolino e Iervolino, mandano al governo Berlusconi e Maroni, non risolvono il problema della Campania. Lo aggravano. Inoltre, penso che la caccia all'uomo del centrodestra nei confronti di Bassolino, macchi l'immagine di Napoli, così come penso che continuare a martellare solo sulla questione della spazzatura sia una speculazione cinica per fini elettorali. Rischia di danneggiare tutti. Ripeto: quando Berlusconi era al governo poteva aprire lui le discariche, poteva fare lui il termovalorizzatore, poteva decidere lui di mandare l'esercito. L'emergenza c'era già con il centrodestra. La differenza è che loro non hanno fatto nulla, mentre noi la stiamo affrontando". E le dimissioni di Bassolino? "Saranno le forze politiche a dover fare una riflessione critica su questa stagione. Dovrà essere un bilancio serio e onesto, su luci e ombre, con un confronto aperto. Ma ciò non ha nulla a che vedere con le elezioni per il governo del Paese".

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Il neo-colonialismo dei rifiuti tecnologici (sezione: Monnezze)

( da "Manifesto, Il" del 20-03-2008)

Argomenti: Monnezza

Falsa beneficenza e business del riciclo. I rifiuti hi-tech occidentali invadono il mondo in via di sviluppo. La faccia sporca dell'economia Nicola Bruno Dai porti di San Francisco, Melbourne, Rotterdam salpano in continuazione vecchie navi cariche di cellulari, computer, e altri prodotti elettronici obsoleti o non funzionanti. Le destinazioni più gettonate sono Nigeria, India, Cina, Thailandia. Paesi che stanno lentamente diventando i cimiteri di tutti i nostri desideri tecnologici. Certo, niente di nuovo sotto al sole: i paesi in via di sviluppo restano gli armadi in cui rinchiudere gli scheletri delle nostre "progressive e magnifiche sorti". E' stato (ed è ancora così) per molti rifiuti dell'industria chimica e nucleare. La storia si ripete ora con le montagne di gadget e dispositivi di cui infarciamo le nostre esistenze. Prodotti che al loro interno nascondono un cuore di piombo, rame, mercurio e altre sostanze che, se non smaltite adeguatamente, possono trasformarsi in una pericolosa bomba ecologica e sanitaria. Pensavamo di entrare in un mondo di bit, terre virtuali ed economie immateriali; invece ci tocca fare i conti con una rivoluzione tecnologica fin troppo materiale e potenzialmente devastante per l'ambiente, le cui conseguenze, per ora, riusciamo solo a spingere il più lontano possibile dai nostri ricchi e bene ordinati cortili. Beneficenza? No, ecomafia Lagos è la capitale commerciale della Nigeria: ogni mese nel suo porto sbarcano oltre 500 container carichi di prodotti hi-tech provenienti da Europa e America del Nord. Spesso si tratta di beneficenza a scopo di "trashware", ovvero il recupero di vecchie componenti hardware che, opportunamente riassemblate, possono essere rese funzionanti a costi irrisori rispetto a quelli di mercato. A Lagos si è sviluppato un fiorente commercio del riuso: il Computer Market cittadino si estende su sei mila ettari ed è specializzato nella vendita di elettronica di seconda mano. Eppure, secondo uno studio dell'organizzazione Basel Action Network, il 75% della merce spedita in Nigeria è rottame già all'origine, impossibile da recuperare e riutilizzare. La beneficenza è solo una foglia di fico per aggirare le convenzioni internazionali e permettere alle ecomafie di alimentare i propri traffici, con la complicità tacita delle istituzioni locali. E così, montagne di computer e telefonini sventrati si affastellano lungo le strade e a ridosso delle baraccopoli, dove spesso vengono dati alle fiamme. Più che di recupero di materiali si tratta di spazzatura smaltita nel peggior modo possibile e nel luogo più sbagliato: in Nigeria, come pure in Kenya e in Tanzania, altre due mete preferite delle nostre carcasse benefiche, non esiste alcun sistema per la gestione dei rifiuti elettronici. Cicli e ricicli globali Ma la nuova frontiera del cosiddetto e-waste non è tanto la finta beneficenza, quanto il business del riciclaggio. La compagnia belga Umicore, attiva già alla fine del 1800 nelle miniere di rame in Congo, di recente si è convertita all'estrazione di metalli dai prodotti elettronici usati: i materiali ottenuti vengono poi rivenduti alle fabbriche cinesi per la produzione di nuovi dispositivi. "E' un rimescolamento dei vecchi assetti coloniali - ha scritto il New York Times - Una risorsa abbondante viene inviata dai paesi più ricchi verso quelli più poveri, trasformata in un bene e poi rispedita indietro. Quella risorsa è la nostra spazzatura". Ma la Umicore ora deve fare i conti anche con la concorrenza low-cost dalle economie emergenti. In Cina un Pc viene "riciclato" (le virgolette sono d'obbligo) per soli 2 dollari, quando in Europa ne servono almeno 20. A Guiyu, città della provincia di Guangdong, è sorto un mega-distretto specializzato in questa attività: 150 mila le persone impiegate. "In piccole officine a cielo aperto gli operai lavorano senza occhiali, maschere, guanti o altre protezioni - racconta l'agenzia AsiaNews - Fumi, ceneri e sostanze sono lasciati liberi nell'aria e sul suolo. I corsi d'acqua sono di colore scuro, l'aria è tossica e vi è un'altissima percentuale di malattie alle ossa e piombo nel sangue". Ma tutto ciò non basta a fermare il business selvaggio: i metalli estratti servono ad alimentare l'industria locale per l'assemblaggio di nuovi apparecchi made in China ma, ovviamente, con logo occidentale. Così i container ripartono verso ovest con gli ultimi gadget destinati alle nostre vetrine, pronti a tornare indietro con altrettanti carichi di prodotti obsoleti. Un ciclo perfetto, se non fosse per il pesante costo ambientale che si lascia alle spalle. Non nel mio cortile "La situazione attuale è del tutto fuori controllo. E' tempo di affrontare sul serio l'entità di questo tsunami di tecno-spazzatura che si muove dai paesi ricchi verso quelli poveri", ammonisce Jim Puckett, tra i fondatori di Basel Action Network. I primi a essere chiamati in causa sono proprio le aziende produttrici, che dovrebbero iniziare a progettare in maniera più eco-compatibile e a chiudere il ciclo dei prodotti occupandosi anche del loro recupero. Un ruolo altrettanto cruciale spetta alle istituzioni governative per la definizione di politiche più coordinate ed efficaci. La Convenzione di Basilea, trattato internazionale che proibisce l'esportazione di rifiuti pericolosi dalle nazioni più ricche verso quelle in via di sviluppo, non si sta rivelando del tutto incisiva. Soprattutto fino a quando non sarà ratificata anche dagli Stati Uniti, paese da cui, in tutta legalità, continuano a partire carichi di e-waste destinati ai quattro angoli del mondo. Con la direttiva RAEE, l'Unione Europea si è dotata di uno strumento normativo che la posiziona tra le istituzioni più all'avanguardia sul fronte della raccolta e del riciclo. Ma l'adozione nei diversi paesi membri non è ancora del tutto completata (vedi articolo in basso). E così - sottolinea il rapporto Toxic Tech- Non Nel nostro cortile di Greenpeace - anche in Europa permane un "flusso nascosto": 3 apparecchi su 4 che non vengono in alcun modo intercettati dai sistemi di recupero legali: "Se una parte di questi rifiuti è ancora nelle case, nelle cantine o nei garage, o viene smaltito in casa o incenerito, una buona parte continua ad essere esportata illegalmente". Quando ci sono di mezzo i rifiuti pericolosi, l'adagio è sempre lo stesso: non nel mio cortile.

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Il Cav si accorge che non è Babbo Natale (sezione: Monnezze)

( da "Campanile, Il" del 20-03-2008)

Argomenti: Monnezza

Ora Berlusconi ammette: "Impossibili previsioni certe per l'emergenza rifiuti" "So bene che nei cittadini campani lo sconforto è grande e si diffonde la tentazione di non partecipare al voto. Chi lo facesse, tuttavia, non risolverebbe nulla, otterrebbe al contrario un solo risultato: lasciare la Campania e l'Italia nelle mani di coloro i quali l'hanno ridotta in queste condizioni". Così Silvio Berlusconi scrive nella lettera che sarà inviata a circa tre milioni e mezzo di famiglie campane, anticipata dal 'Giornale', promettendo invece che "il primo impegno del prossimo governo sara' liberare Napoli e la Campania dalla montagna di rifiuti sotto la quale la classe dirigente del Partito democratico, Prodi, Bassolino, Iervolino, le hanno sepolte". Insomma, torna a battere un tema caldo della sua campagna elettorale, una cavallo di battaglia con il quale il Cavaliere conta di conquistare molti voti. E non è una caso che gia da diversi giorni, insiste sull'argomento, dicendo di non dormire la notte. "Sono preoccupatissimo -così spiegava lo scorso 11 marzo ? per ciò che sta succedendo in Campania. C'e' stato un crollo verticale delle prenotazioni degli alberghi, non solo a Napoli ma anche ad Ischia e a Capri. La catastrofe ecologica si è trasformata in catastrofe economica". Di qui, la solenne promessa: "Il nostro primo impegno sarà quello di mettere mano alla Campania, il caso rifiuti sta danneggiando l'immagine dell'Italia". Un impegno ribadito pure nella lettera, dove la sensibilizzazione sull'emergenza che attanaglia la regione a un appello non tanto al voto utile, come avviene per il resto del territorio nazionale, ma scongiurare il rischio che la protesta si sposti dai blocchi stradali all'astensione. Con un avvertimento però: "Cara amica, caro amico di Napoli e della Campania", è l'incipit, con la garanzia che "se avremo la responsabilità del governo affronteremo questa sfida dal primo giorno di lavoro a Palazzo Chigi", tuttavia c'è da precisare che "la catastrofe è talmente grande da rendere impossibili previsioni certe sui tempi necessari per riportare la situazione alla normalità". Insomma, meglio mettere le mani avanti anche perché, come da giorni va ripetendo il Cavaliere, "le responsabilità di questo disastro ambientale, ma anche economico dei rifiuti campani sono della sinistra. Ovunque governi è incapace di farlo, anche Roma si trova in una situazione di degrado incredibile". Insomma, di lavoro da fare ce n'è tanto. Questo spiegherebbe anche la vita sregolata che conduce il leader del Pdl, così descritta da lui stesso: "Lavoro 20 ore al giorno. Mi sveglio alle 7,15 e vado a nanna alle 2,30. In media ho 15-20 appuntamenti quotidiani, di circa 20 minuti ognuno. Le telefonate, tra un appuntamento e l'altro, sono una cinquantina. Pranzo e cena sono invariabilmente riunioni di lavoro". Una faticaccia. La seconda parte della lettera crtica Veltroni sia per "il silenzio che ci è parso un preoccupante segno di debolezza" sul tema dei rifiuti, sia perchè guida una coalizione "con tutti i pregiudizi e le manchevolezze che conosciamo". Dopo l'imperativo categorico rappresentato dallo slogan della campagna ("Rialzati, Italia"), Berlusconi chiude con un appello al voto campano: "Aiutaci anche tu ? questo il suo invito - dai il tuo voto al Popolo della libertà" (20-03-2008).

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