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FEBBRAIO 2008 #TOP
Prodi
a de gennaro "acerra
entro marzo" ( da "Repubblica, La"
del 13-02-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract: del Veneto, che assicura ai
napoletani: "Accoglierò i rifiuti campani a patto che Bassolino e
Iervolino si dimettano subito, per decenza". Al sindaco di Napoli, che
fondatamente ricorda quanti rifiuti anche tossici siano sepolti qui dal Veneto,
replica: "La Iervolino è una sventurata". CONCHITA SANNINO.
Caccia
alle candidature, Partito Democratico in crisi
( da "Opinione,
L'" del 13-02-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract: nelle file del centrodestra mentre
altri giurano fedeltà a Rosa Russo Iervolino ma già avanzano richieste di
precise garanzie. Pare stia concretizzandosi una delle più macroscopiche
contraddizioni democratiche: la volontà di far passare per cambiamento l'ennesima
riproposizione degli stessi nomi; e d'altronde cos'altro aspettarsi se è Walter
Veltroni il simbolo di questa novità?
I
REDDITI DEI CONSIGLIERI ECCO RICCHI E POVERI
( da "Mattino,
Il (Nazionale)" del 13-02-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract: Iervolino, il sindaco, quanto
guadagna? 242mila 596 euro all'anno, dopo Palomba c'è lei
anche se il distacco è enorme. Nel centrosinistra è posizionato bene
Vito Lupo 144mila e 487 euro. Nel centrodestra il senatore ed ex questore
Franco Malvano ha dichiarato 148mila e 417 euro di
reddito, ma una spesa per la campagna elettorale di 421mila euro di cui la metà
versate dal partito,
SOLO
UNDICIMILA EURO PER L'ESPONENTE DI RC
( da "Mattino,
Il (Nazionale)" del 13-02-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract: Perché solo se la Iervolino si
aumenta il suo aumenta anche il nostro. Con la Finanziaria lo
stipendio dei consiglieri comunali è passato da un terzo a un quarto dello
stipendio del primo cittadino". Ma come, un comunista che chiede
l'aumento? "Questi livelli di retribuzioni significano
una sola cosa, che la politica è diventata una cosa per ricchi o per chi ruba.
Lui
e lei - gillo matitaro
( da "Repubblica,
La" del 14-02-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract: Pagina XII - Napoli LUI E LEI GILLO
MATITARO Il suo amministratore delegato ha detto che il Comune è cortese però
"con le promesse non si va da nessuna parte". Dopo il Rinascimento di
Bassolino lascerà Napoli anche la Rinascente della Iervolino.
La
politica controllata non solo dalle toghe
( da "Opinione,
L'" del 14-02-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract: In quanto a Greenpeace, forse
qualcuno ha immaginato di vederli manifestare contro lo scandalo della
spazzatura, magari con l'azione spettacolare d'arrampicarsi su quelle montagne
di rifiuti e da là sopra rivolgersi, con parole forti, a Bassolino ed alla Iervolino.
Invece stavano sì arrampicandosi, ma in giunta.
LA
PROTESTA ( da "Mattino, Il (Nazionale)"
del 14-02-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract: che sarà che sarà della monnezza chi lo sa"), imitazioni feroci della
Iervolino e invettive contro Bassolino, bandiere rosse e palloncini blu,
striscioni con l'icona onnipresente del Che, Alex Zanotelli e Oreste Scalzone, arrivato all'ultimo momento. Tutto fila liscio. Dai balconi
del Rione Luzzatti e a Sant'Erasmo la gente si
affaccia.
Le
ecomafie secondo wu ming -
stella cervasio
( da "Repubblica,
La" del 15-02-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract: I discorsi sulle ecomafie sono veri
e necessari, ma possono trasformarsi in diversivo. Tutti noi siamo "ecomafiosi", chi più chi meno. E' il nostro stile di
vita a essere "ecomafioso", è il consumo
fine a se stesso ad essere ecomafiogeno. Non c'è
camorra che possa smaltire o sversare illegalmente
rifiuti che non vengono prodotti,
La
monnezza d'oro di wu ming esce il noir di spirito ecologista - francesca parisini
( da "Repubblica,
La" del 15-02-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract: Noir di ecomafia", collana narrativa
ideata da Edizioni Ambienti in collaborazione con l'associazione ambientalista
che ha chiamato alcuni dei nomi più interessanti del panorama letterario
italiano contemporaneo per parlare di reati ed orrori ambientali attraverso la
fiction.
Aborto
e confusione ( da "Avanti!"
del 15-02-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract: Quest'episodio è avvenuto nella
Napoli di Bassolino, della signora Mastella e del sindaco
Rosa Iervolino: come se non bastasse la spazzatura, lo spaventoso
scandalo dell'immondizia bassoliniana. Questo deve
essere l'oggetto della contesa elettorale, altro che prediche, morali e quaresimali sull'aborto.
LETTERE
( da "Mattino,
Il (Nazionale)" del 15-02-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract: Ci hanno lasciato le ecoballe di Bassolino, i gridolini della Iervolino, i
sospiri di Prodi, le gaffe e i gazebo di Berlusconi, i container cinesi, la
barba incolta di Formigoni, le ricette di Vissani, i capelli della Brambilla,
le urla di Grillo, la voce della De Filippi, la panza
di Costanzo, i Sanremo di Pippo, i bamboccioni di Padoa Schioppa,
Napoli
perde tutto: turisti in fuga dalla munnezza in fumo
settanta milioni ( da "Giornale.it, Il"
del 16-02-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract: Ma la tragedia dei rifiuti, nella
Napoli di Rosetta Iervolino e Antonio Bassolino, è esplosa definitivamente
sotto Natale e da allora non c'è stata più la tanto
sognata ripresa per gli addetti ai lavori, oltre che per i cittadini, assediati
dalle montagne di rifiuti davanti alle loro case o alle scuole dei loro figli.
<Romania
ultima tappa della latrina campana>
( da "Giornale.it, Il"
del 16-02-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract: Da allora l'ecomafia ha smaltito
nelle province campane illegalmente e senza nessuna precauzione almeno dieci
milioni di tonnellate di rifiuti tossici e pericolosi provenienti dall'Italia e
in molti casi dall'estero. "Ho cominciato con la
Romania, circa dieci anni fa.
L'AFFONDO
DI CASINI ATTACCATI AL POTERE
( da "Mattino,
Il (Nazionale)" del 16-02-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract: Sotto tiro anche Rosa Russo
Iervolino: "Quando proprio qui a Salerno - spiega Casini - ho detto che la
politica in Campania è subalterna agli interessi della criminalità organizzata
il sindaco ha annunciato che mi denunciava per calunnia. Si vergogni. È
la camorra che bisogna combattere, non i politici che la denunciano".
IERVOLINO:
RIMPASTO CON I TECNICI, COME IN REGIONE
( da "Mattino,
Il (Nazionale)" del 16-02-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract: Iervolino: rimpasto con i tecnici,
come in Regione SALVO SAPIO "Modello Bassolino". Spiazza un po'
tutti il sindaco che, nel corso di una lunghissima riunione con i
consiglieri Pd, raccoglie le sollecitazioni a un cambio di passo in giunta e
ipotizza un rimpasto.
( da "Repubblica, La" del 13-02-2008)
Argomenti: Monnezza
Pagina XII - Napoli
PRODI A DE GENNARO "ACERRA ENTRO MARZO" I conti sulla crisi rifiuti,
in tutti i sensi, si fanno con il calendario romano. Il supercommissario De
Gennaro, che ieri ha incontrato il Capo dello Stato al Quirinale, torna dunque
con quel "sostegno incisivo" che egli aveva chiesto al governo
uscente. Infatti: 70 milioni sono stati assegnati alla gestione De Gennaro per
l'allestimento di siti e discariche; altri 30 milioni (ma in 3 mesi) vanno
nelle casse del commissario liquidatore Goffredo Sottile per la gestione
corrente, cifra insufficiente a coprire l'emergenza (27 milioni al mese), se
non intervenendo drasticamente sui conti dei Comuni che risultano
"debitori" nei riguardi del Commissariato. Il Piano De Gennaro deve
andare avanti. Si studiano i nuovi siti: l'ipotesi di inertizzare
le balle nelle cave di Chiaiano; e l'ipotetico
impiego della discarica di Lo Uttaro, all'esito di
approfonditi esami già in corso, dopo il dissequestro disposto dai magistrati
di Santa Maria Capua Vetere. Il procuratore capo
Corrado Lembo tiene a ribadire i termini entro cui si è instaurata la
"proficua cooperazione istituzionale" con De Gennaro. "Dopo una riunione collegiale con i miei pm, abbiamo ritenuto
di offrire un corretto e costruttivo dialogo con il Commissariato. Solo i rilievi ci diranno se esiste la possibilità giuridica e
tecnica di un impiego magari parziale di Lo Uttaro,
benché si tratti di un'area sequestrata". E la crisi continua a
incrociare il clima preelettorale. Per un Berlusconi che
dice: "Non farò campagna sui rifiuti", c'è il governatore del suo
partito, Giancarlo Galan, del
Veneto, che assicura ai napoletani: "Accoglierò i rifiuti campani a patto
che Bassolino e Iervolino si dimettano subito, per decenza". Al sindaco di Napoli, che fondatamente ricorda quanti rifiuti
anche tossici siano sepolti qui dal Veneto, replica: "La Iervolino è una
sventurata". CONCHITA SANNINO.
( da "Opinione, L'" del 13-02-2008)
Argomenti: Monnezza
Oggi è Mer, 13 Feb 2008 Edizione 30 del 13-02-2008 La definizione delle liste è il problema
principale che si pone per la partita elettorale nella regione Caccia alle
candidature, Partito Democratico in crisi Per il segretario campano del Pd, Iannuzzi, i nomi "saranno una sintesi tra esperienze
diverse, tra presenza delle donne e rappresentanze delle realtà locali" di
Eustachio Voza La partita
elettorale per i democratici campani si profila oltremodo complessa fin dalla
definizione delle candidature per le prossime politiche. Tino Iannuzzi, segretario regionale del Pd, ha come sempre il
suo gran da fare a mantenere ordine nel litigioso partito e parla di
"liste che saranno una sintesi tra esperienze diverse, tra presenza delle
donne e rappresentanze delle realtà locali". La
dichiarazione secondo cui "la linea del Partito democratico è chiara,
bisogna aprire una fase nuova per conseguire il profondo rinnovamento che
l'opinione pubblica richiede a gran voce" potrebbe forse convincere almeno
qualche militante se non fosse immediatamente seguita da un imbarazzante ed
esemplificativo chiarimento della sua effettiva portata: "Ciriaco De Mita
è importante per il Pd, per il suo radicamento culturale, politico ed
elettorale nel nostro territorio. Queste ragioni
rendono irrilevante il numero delle sue legislature, per cui chiederò
espressamente una deroga". Fugato ogni dubbio sulle potenzialità di
cambiamento in campo democratico, potrebbe anche accettarsi che l'esperienza
del politico irpino risulti irrinunciabile, ma che
dire delle probabili candidature di Teresa Armato e Rosetta D'Amelio, membri uscenti
della giunta campana, e dello stesso presidente della Regione Antonio Bassolino? La sensazione è che in Campania la fallimentare
ancorché prolungata esperienza amministrativa del centrosinistra e l'oggettiva
responsabilità per l'incontrollato aggravarsi della crisi dei rifiuti incidano
pesantemente sui delicati equilibri democratici, già messi a dura prova dal
disperato tentativo di allungare la vita del governo regionale con un fumoso
quanto difficoltoso rimpasto a base di tecnici. Inoltre, si profila la
necessità di procedere ad un'operazione simile anche per il Comune di Napoli,
dove molti esponenti dell'Udeur sono pronti a seguire l'ex guardasigilli
Clemente Mastella nelle file del centrodestra mentre altri
giurano fedeltà a Rosa Russo Iervolino ma già avanzano richieste di precise
garanzie. Pare stia concretizzandosi una delle più macroscopiche contraddizioni
democratiche: la volontà di far passare per cambiamento l'ennesima
riproposizione degli stessi nomi; e d'altronde cos'altro aspettarsi se è Walter
Veltroni il simbolo di questa novità? Tuttavia, quello che anche a
sinistra è percepito come un dato allarmante e davvero grave, oltre che lesivo
della dignità dei cittadini campani, è il tentativo di utilizzare le
consultazioni politiche, e verosimilmente anche le successive europee, come 'refugium peccatorum' per una
classe politica che ha dimostrato tutti suoi limiti, sottraendola così al suo
'giudice naturale', un elettorato infuriato che si spera deciderà comunque di
punirla.
( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 13-02-2008)
Argomenti: Monnezza
LA POLITICA I CONTI
In 58 su 60 hanno presentato i modelli Cud alla
segreteria dell'assemblea cittadina Al top i liberi
professionisti LUIGI ROANO Avvocato di professione e consigliere
comunale per passione, Stefano Palomba guadagna come un calciatore di serie A:
848mila 674 euro l'anno. Il più "povero" dell'assemblea cittadina è
Francesco Minisci con 11mila 408 euro, neanche nella lega
dilettanti lo stipendio è così basso. Sono i dati che vengono fuori
dalle dichiarazioni dei redditi che il dipartimento comunicazione del Consiglio
comunale diretto da Mimmo Annunziata e il presidente del Consiglio comunale
Leonardo Impegno ieri hanno reso pubblici. "Saremo sempre di più un
palazzo di vetro e trasparente" ha detto Impegno che guadagna 50mila euro.
I dati - nella sostanza - sono lo specchio della città: c'è chi può, chi no, chi
si contenta e chi non si fida e preferisce non far sapere l'ammontare dei suoi
guadagni. Per esempio Emilio Montemarano, figlio
dell'assessore regionale Angelo, che non ha depositato la sua dichiarazione dei
redditi in segreteria del Consiglio. Il più votato consigliere comunale a
Napoli tuttavia quando partecipa alle attività dell'assemblea arriva alla guida
di una Porsche Carrera oppure di una Bmw serie Uno.
Auto a cinque stelle. La passione per le belle auto è comune ad Achille De
Simone, eletto nelle liste dei Comunisti italiani, da quali è stato espulso
prima ancora che si aprisse la consiliatura. De
Simone ha tentato allora di entrare in Forza Italia ma gli è andata male. Ora è
iscritto al gruppo misto. Viaggia con una Mercedes Slk.
Quanto ha dichiarato? 33mila 727 euro. E la Iervolino, il
sindaco, quanto guadagna? 242mila 596 euro all'anno, dopo Palomba c'è lei anche se il distacco è enorme. Nel centrosinistra è
posizionato bene Vito Lupo 144mila e 487 euro. Nel centrodestra il senatore ed
ex questore Franco Malvano ha dichiarato 148mila e
417 euro di reddito, ma una spesa per la campagna elettorale di 421mila euro di
cui la metà versate dal partito, Forza Italia. Suo fratello Mariano Malvano è molto più povero: 32mila 861. Sempre in Forza
Italia Salvatore Varriale, l'ex capogruppo e
parlamentare, incassa 190mila 638 euro. Di professione Varriale
è commercialista. Umberto Minopoli di professione
imprenditore ha dichiarato 60mila euro. In An il più ricco è Luciano Schifone che guadagna 150mila euro all'anno. L'ex
consigliere regionale in segreteria ha depositato una dichiarazione dei redditi
da 11mila euro: "Un deprecabile errore" ha poi spiegato. Dignitosa la
posizione di Massimo Paolucci, ex subcommissario
ai rifiuti: 97mila euro il suo reddito. Recentemente l'ex delfino di Antonio Bassolino è finito nelle carte processuali dell'inchiesta
sui rifiuti per guadagni che secondo i magistrati sfioravano gli 800mila euro.
( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 13-02-2008)
Argomenti: Monnezza
Solo undicimila euro
per l'esponente di Rc Francesco Minisci, 33 anni,
consigliere comunale di Rifondazione comunista ha il reddito più basso
dell'assemblea cittadina con i suoi 11mila 408 euro. Minisci sa che il suo
collega Palomba guadagna 830mila euro in più di lei? "Non
lo invidio ma questa disparità conferma che ciascuno deve fare la sua strada,
la sinistra da una parte il Pd dall'altra. Noi
dobbiamo stare con chi soffre". Poteva fare un altro lavoro, magari
anche lei l'avvocato. "La politica è la mia passione, ero funzionario del
partito e mi sono licenziato per non cumulare due stipendi quando sono stato
eletto consigliere comunale". Milleduecento euro al mese che stipendio è? "Chiederò al sindaco, una volta risolta l'emergenza rifiuti,
di aumentarsi lo stipendio, troppo basso. Perché
solo se la Iervolino si aumenta il suo aumenta anche il nostro. Con la Finanziaria lo stipendio dei consiglieri comunali è passato
da un terzo a un quarto dello stipendio del primo cittadino". Ma
come, un comunista che chiede l'aumento? "Questi livelli
di retribuzioni significano una sola cosa, che la politica è diventata una cosa
per ricchi o per chi ruba. Non mi sembra
saggio". Una cosa che farebbe subito per i napoletani. "Ne
dico tre: togliere la munnezza dalle strade, una casa
per tutti e cacciare Bassolino dalla Regione". lu.ro.
( da "Repubblica, La" del 14-02-2008)
Argomenti: Monnezza
Pagina
XII - Napoli LUI E LEI GILLO MATITARO Il suo amministratore delegato ha detto
che il Comune è cortese però "con le promesse non si va da nessuna
parte". Dopo il Rinascimento di Bassolino lascerà Napoli
anche la Rinascente della Iervolino.
( da "Opinione, L'" del 14-02-2008)
Argomenti: Monnezza
Oggi è Gio, 14 Feb 2008 Edizione 31 del 14-02-2008 Napoli e i rifiuti La politica controllata
non solo dalle toghe di Davide Giacalone Che Antonio Bassolino continui a restare al suo posto non è una notizia.
E' una sconcezza, ma non una notizia. Che la giunta campana abbia bisogno di un
rimpasto neanche è una notizia, visto che quelli dell'Udeur hanno, al momento,
altre gatte da pelare. La notizia è che c'è un nuovo assessore all'ambiente,
che questi dovrà occuparsi della spazzatura e che trattasi del presidente di
Greenpeace, oltre tutto contrario ai termovalorizzatori. Quattro osservazioni
mi sembrano necessarie. 1. E' pericoloso, per la democrazia, che l'unico
controllo sulla politica sia esercitato dalla magistratura penale, è inquinante
che siano considerate indegne solo le scelte politiche dietro le quali si
nascondono dei reati. Io non so se Bassolino abbia
commesso dei reati, se i quattrini finiti a fiumi nelle mani della camorra
configurino un illecito penale, so che Napoli ed altre province campane
continuano ad essere sommerse dalla spazzatura, so che il Bassolino
ha potuto costruire il suo potere personale e la sua forza elettorale e
clientelare grazie all'uso sapiente del potere, e so che dal suo stesso partito
non si levano voci che ne reclamino le immediate dimissioni. E questi sono mali
che vanno combattuti politicamente, senza attendere l'intervento della
cavalleria togata. 2. Questa storia dei verdi deve essere affrontata con
schiettezza: sono solo uno strumento d'accesso al potere, una porta da cui
entrare nel palazzo, ma non hanno alcuna superiore legittimità a parlare
d'ambiente. Sono favorevole al rispetto dell'ambiente io, che voglio le
centrali nucleari, gli impianti eolici, i termovalorizzatori ed i rigasificatori. Loro sono solo sparachiacchiere
demagogici, capaci di consegnare alla cittadinanza l'asfissia e l'avvelenamento
da rifiuti. 3. Conseguentemente propongo la cancellazione degli assessorati
all'ambiente, incarnazione burocratica di un costo collettivo per favorire un
beneficio personale, o partitico. L'ambiente non può essere una pratica
amministrativa, e non trova alcuna concreta tutela nel dare a qualcuno la
possibilità di mettere in conto alla Regione la propria segreteria, la macchina
e gli autisti. 4. Gli uomini di cultura, le coscienze civili che hanno fatto
sentire la loro voce per condannare i sindaci dei piccoli comuni che
manifestavano contro la riapertura delle discariche, persero già una buona
occasione per parlare avendo conoscenza di leggi e fatti. Spero, adesso, non
perdano l'occasione per far sentire il loro sdegnato rifiuto di una così
arrogante presa in giro, che trovino il coraggio di scrivere non contro
l'ignoto sindaco, ma contro il fin troppo noto
governatore. Altrimenti sarebbe confermata la diagnosi di viltà e conformismo
che larga parte della presunta cultura merita. In quanto a
Greenpeace, forse qualcuno ha immaginato di vederli manifestare contro lo
scandalo della spazzatura, magari con l'azione spettacolare d'arrampicarsi su
quelle montagne di rifiuti e da là sopra rivolgersi, con parole forti, a Bassolino ed alla Iervolino. Invece stavano sì arrampicandosi, ma in
giunta.
( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 14-02-2008)
Argomenti: Monnezza
La protesta PIETRO
TRECCAGNOLI Sfilando, mentre scende la sera, nella periferia più sgangherata di
Napoli, nella Gianturco dei capannoni industriali
ridotti a ruderi, dei depositi dei grossisti cinesi
(lanterne rosse e lavoro nero), dei cumuli di monnezza
anche speciale (computer e stampanti rottamate gratis, in fondo a via Brin) o, come a via Sannio, dei monterozzi di pane apparentemente fresco imbustato, buttato
via con scatole e tutto, proprio sotto l'altarino di un'afflitta madonnina,
sfilando ieri sera con il corteo del Comitato Salute e Ambiente Napoli Est
spuntano anche pensieri cinici del tipo: ma in questo sfascio di Gianturco il sito di stoccaggio dell'ex Manifattura
tabacchi potrebbe essere catalogato come un intervento di arredo urbano.
"Vivevamo bene, ora con la monnezza che arriverà
possiamo migliorare" commenta sarcasticamente don Antonio Pizzo, da 15
anni parroco di San Carlo Borromeo alle Brecce. Uno scherzo amaro, della serie
"stéveme scarzi",
una battuta che solo l'irrefrenabile ironia dei napoletani può trasformare in
umorismo macabro, per sdrammatizzare senza arrendersi. Perché poi è proprio don
Antonio a sfilare dietro uno striscione, con tanto di mascherina e clergyman.
La battaglia contro il sito ha celebrato ieri la saldatura dei No global di
Officina 99, con le mamme e i bambini del quartiere e della scuola Nino Cortese
di Sant'Erasmo e San Giovanni, ma anche con i parrocchiani del quartiere e i
politici, in prima fila il presidente della Municipalità, David Lebro. Una marcia lunga e pacifica. Gli organizzatori
dicono di essere in duemila, la polizia li riduce a 1500. Tra i vialoni
sporchi, i resti bruciati di cumuli che intossicano naso e occhi, microdiscariche abusive a cielo aperto, fanno la loro
figura: le fiaccole gialle, gli slogan ("Chi non salta De Gennaro
è"), i canti ("poca gioia, tanta monnezza",
"che sarà che sarà della monnezza
chi lo sa"), imitazioni feroci della Iervolino e invettive contro Bassolino, bandiere rosse e palloncini blu, striscioni con l'icona
onnipresente del Che, Alex Zanotelli e Oreste Scalzone,
arrivato all'ultimo momento. Tutto fila liscio. Dai balconi del Rione Luzzatti e a Sant'Erasmo la gente si affaccia. È
invitata a scendere, ma la solidarietà si ferma ai saluti. Solo, alla fine,
proprio davanti all'ex Manifattura c'è un minimo di tensione, quando fanno
scoppiare alcuni petardi. Uno è persino lanciato dietro le inferriate del sito.
È il riflesso pavloviano che scatta tra disobbendienti
e antagonisti ogni volta che vedono i presidi della polizia. Qualche mamma
protesta. E Alfonso De Vito, del comitato Salute e Ambiente, impugna il
megafono e invita alla calma, mentre i bambini depositano le fiaccole accese
davanti all'ex Manifattura. Tra i manifestanti c'è anche un portavoce della
comunità asiatica, Salvio Wu.
Dice di far parte del sindacato nazionale cinese. Sfila,
osserva e ha anche una sua proposta, che, nel Bar Sport della tragedia di Monnezzopoli, va registrata con il beneficio
dell'inventario: "Ma perché non affidate ai cinesi la raccolta dei rifiuti?
Lo facciamo a metà prezzo purché ci consentite di
riciclare in Cina quanto è possibile recuperare". Cosa? "Voi
buttate cartoni e copertoni che a noi servirebbero. In
strada, nella spazzatura, ci sono milioni di euro che voi non vedete".
Potenza degli occhi a mandorla. A riportare tutti con i piedi per terra è David
Lebro. La Municipalità è dalla parte di chi protesta.
Qui arriveranno 39mila ecoballe di tal quale, monnezza senza se e senza ma. "Al di
là dell'impatto ambientale" spiega Lebro "è
uno schiaffo alle promesse di rilancio dell'area. Dovevano
fare la cittadella della polizia e doveva arrivare l'università Parthenope, tutto finanziato, tutto pronto e invece arriva
la spazzatura". Si spezza l'esile filo di speranza che autorizzava Gianturco a sognare, costretta ora a invocare il diritto
alla salute. Come se prima non ce ne fosse stato bisogno. Domani, alle 17, si replica.
( da "Repubblica, La" del 15-02-2008)
Argomenti: Monnezza
Pagina XVII - Napoli
è intitolato "Previsioni del tempo" il libro di prossima
pubblicazione del gruppo di scrittori bolognesi Le
ecomafie secondo Wu Ming I rifiuti in Campania
protagonisti del nuovo romanzo Inseguimenti e sparatorie per la merce
proveniente da macelli clandestini STELLA CERVASIO Dopo le grandi storie epiche
del nostro tempo e di quello passato raccontate in collettiva, Wu Ming scrive il suo nuovo romanzo sul traffico di rifiuti
in Campania. E' l'argomento che appassiona in questo momento il gruppo di
scrittori bolognesi che esordì come Luther Blissett con "Q", romanzo di successo del '99. Il
tema li cattura al punto da farli uscire con un settimo romanzo nella collana
sulle ecomafie "VerdeNero" varata da
Edizioni Ambiente in collaborazione con Legambiente che uscirà martedì prossimo
nelle librerie. "Previsioni del tempo" è un libro di 192 pagine,
costa dieci euro, e segue i romanzi e racconti di Sandrone
Dazieri, Giacomo Cacciatore, Valentina Gebbia e Gery Palazzotto, Eraldo Baldini e Piero Colaprico,
Simona Vinci e Giancarlo De Cataldo (www.verdenero.it, blog.verdenero.
it). Ecomostri, racket sugli animali, rifiuti
tossici, roghi dolosi ed altri abomini contro la natura sono stati trattati
dagli altri scrittori italiani. Wu Ming - al secolo
Roberto Bui, Giovanni Cattabriga, Luca Di Meo, Federico Guglielmi e
Riccardo Pedrini - ambientano sulla lunga strada che
da Bologna porta a Napoli il loro prossimo lavoro. Un romanzo on the road su un
vertiginoso inseguimento sulla A1, tra sparatorie e
piste di coca, che vede al centro della contesa un camion di merce proveniente
da macelli clandestini e un appuntamento con un boss della mafia dell'est. Una
narrazione tutta in corsa, come le ruote degli autocarri con i loro terribili
segreti, intrisa di paura e di tensione, rotta da trovate come quella delle
indicazioni stradali del navigatore di bordo con la stessa voce di Mike
Bongiorno. Protagonista di "Previsioni del tempo" è un broker di rifiuti
senza scrupoli e in doppio petto, che ha fondato la sua fortuna sulla frase
detta dal boss Nunzio Perrella ai magistrati della
Dda di Napoli: "La munnezza è oro". Un
business da 7 miliardi di euro, che conta sul potere fagocitante della Cina nei
confronti di qualsiasi tipo di merce. Che segue rituali inarrestabili, complice
una pioggia battente che fustiga il nastro autostradale che unisce nord a sud. Fondamento delle ecomafie, secondo il collettivo Wu Ming, il modo di vita della società contemporanea:
"La soluzione finale sarebbe, semplicemente, produrre meno rifiuti.
Produrre meno stronzate usa-e-getta
- scrivono nella loro newsletter "Giap" i Wu Ming -. Produrre meno, usare di più. Lo abbiamo già
scritto: non c'è un modo "giusto" di produrre oggetti inutili. Il
problema siamo noi, non i rifiuti. Il problema siamo noi, non la camorra. O
meglio: la camorra siamo noi. I discorsi sulle ecomafie
sono veri e necessari, ma possono trasformarsi in diversivo. Tutti noi siamo
"ecomafiosi", chi più chi meno. E' il
nostro stile di vita a essere "ecomafioso",
è il consumo fine a se stesso ad essere ecomafiogeno.
Non c'è camorra che possa smaltire o sversare
illegalmente rifiuti che non vengono prodotti, ma noi li produciamo, li
produciamo eccome, e sempre di più. In Italia, è aumentato
del 20% il tasso di rifiuti urbani per abitante dal 2003 al 2005".
( da "Repubblica, La" del 15-02-2008)
Argomenti: Monnezza
Pagina XVII -
Bologna Il romanzo La monnezza d'oro di Wu Ming esce il noir di spirito
ecologista "Previsioni del tempo" in libreria da martedì.
"Non si parla di Napoli, ma l'ambiente è quello di Piazza Verdi e dei
centri sociali" avvertono gli autori FRANCESCA PARISINI
"La monnezza è oro", sostiene uno dei
personaggi dell'ultimo lavoro letterario dei Wu Ming
in uscita il 19 febbraio con il titolo di "Previsioni del tempo".
"La monnezza è oro" aveva dichiarato
davanti ai magistrati Nunzio Perrella,
noto camorrista; sono i primi anni '90 e non siamo all'interno di una fiction.
Il collettivo bolognese dei Wu Ming si misura con il
grande tema dei traffici illeciti legati allo smaltimento dei rifiuti. Anche
se, dicono, il loro non è un romanzo sulle vicende di Napoli, non è legato
all'attualità degli ultimi mesi, sebbene l'uscita cada con un tempismo
invidiabile. Né romanzo è l'etichetta giusta per questo che, spiegano
ancora gli autori, è un racconto lungo, nato su commissione di Legambiente. Lo scritto, infatti, è l'undicesimo titolo di "VerdeNero. Noir
di ecomafia", collana narrativa ideata da Edizioni Ambienti in
collaborazione con l'associazione ambientalista che ha chiamato alcuni dei nomi
più interessanti del panorama letterario italiano contemporaneo per parlare di
reati ed orrori ambientali attraverso la fiction. "Questo racconto - spiegano i Wu
Ming - è molto più breve dei nostri soliti romanzi e si svolge ai nostri tempi,
due cifre che si discostano dai lavori precedenti". Né, come è apparso in
rete nei giorni dell'attesa dell'uscita del libro, è un romanzo-inchiesta alla
"Gomorra", tanto meno un romanzo sociale o
politico. "C'è uno sfondo sociale a cui noi arriviamo però in modo
obliquo". Da smentire, quindi, un'ulteriore aspettativa: "Previsioni
del tempo" non parla di Napoli. Questa volta il traffico illecito di
rifiuti speciali avviene in direzione opposta, dal sud verso il nord. Al centro
della storia c'è un camion, sorpreso sull'Appennino durante il suo viaggio
fraudolento e che presto sarà coinvolto in una serie di equivoci,
inconvenienti, problemi che richiederanno l'intervento del Broker, filosofo
dello smaltimento delle scorie, un intellettuale che segue da lontano il
traffico. Il racconto ha un antefatto a Bologna. E' il 1992 e sono gli anni
della Pantera e del rock duro di Nirvana e Pearl Jam, del Prozac e del culto
della felicità che ha il suo tempio a Wall Street.
"L'ambiente da cui provengono alcuni dei personaggi del nostro lavoro -
continuano i Wu Ming - è quello di piazza Verdi, dei
centri sociali e di certi ambienti alternativi bolognesi o pseudo tali".
Attorno a quella piazza, gravita la città, "piccola mecca per studenti -
scrivono nel libro - . Sciamavano dal profondo Sud, dal
profondo Nordest, dalle dieci direzioni dello spazio. Il
mondo non avrebbe saputo che farsene di loro, e sarebbe avvenuto presto".
Il traffico dei rifiuti è comunque il fondale e in appendice alcune pagine a
firma di Antonio Pergolizzi, coordinatore dell'Osservatorio
nazionale su ambiente e legalità di Legambiente, ricordano che si parla di un
business da quasi 7 miliardi di euro, tra gestioni illecite e controllo degli
appalti, e che negli ultimi cinque anni sono state effettuate 30 operazioni
delle forze dell'ordine contro questo tipo di reato, con 241 arresti, 966
persone denunciate e 247 aziende coinvolte.
( da "Avanti!" del 15-02-2008)
Argomenti: Monnezza
FERRARA RISCHIA DI DANNEGGIARE IL CENTRODESTRA Aborto e confusione
15/02/2008 La trovata di Giuliano Ferrara di introdurre la questione aborto nel
dibattito politico, e addirittura nella competizione elettorale, è un errore
che può seriamente danneggiare la coalizione moderata. Naturalmente, non
discutiamo il principio, ma la strategia politica. Evidentemente Ferrara vuole
occupare il ruolo di Marco Pannella, naturalmente dalla parte opposta,
approfittando dell'invecchiamento del profeta radicale. A quanto sembra,
l'Italia politica non può vivere senza profeti, maghi, sacerdoti e guaritori.
Stupisce soprattutto il fatto che Ferrara non solo presenti una lista
antiabortista, ma la presenti fuori della coalizione berlusconiana. Verrebbe da
pensare che l'abbia fatto in segreto accordo col suo capo, chissà per quale
tattica misteriosa. Ma l'espressione dubbiosa, anzi disturbata, di Berlusconi a
"Porta a Porta", farebbe ritenere di no e che anzi la giudichi un
fastidio, se non proprio un pericolo. Stando a
Mannheimer, Berlusconi avrebbe ancora un vantaggio del sette, otto per cento su
Veltroni; ma a parte che tale vantaggio è importante ma non incolmabile, fuori
Casini, fuori Storace, fuori Adornato e De Michelis,
non diremmo che Berlusconi abbia troppo da scialare. Ma soprattutto, il fatto è
gratuito. Non è vero che l'aborto è uno dei temi urgenti e pressanti della
politica italiana. La famosa legge 194 non sarà perfetta ma è stata equilibrata
e positiva. Ha tratto giù l'aborto dalle grandi questioni ideologiche, di lotta
mortale tra laici e cattolici, e ne ha offerto una soluzione ragionevole,
realistica. È vero che la legge, a trent'anni dalla promulgazione, risulta
invecchiata, bisognosa di adeguamenti e aggiustamenti, soprattutto per ciò che
riguarda la prevenzione. Ma tutto ciò può essere sistemato con la pratica di
governo, con la nuova amministrazione, col pragmatismo, non riaprendo il
dibattito sui principi. Se ne potrà e dovrà occupare il prossimo governo, il
prossimo Parlamento, non c'era l'urgenza di buttarla, come una bomba a mano,
nel bel mezzo della campagna elettorale. Ci è capitato di ascoltare un primo
dibattito fra eminenti donne politiche dei diversi campi, e l'effetto era
micidiale quanto prevedibile: urla, improperi, chiacchiere all'infinito,
vivisezioni ginecologiche, come non sentivamo appunto da trent'anni.
Terrorizzante poi è stato l'effetto dell'irruzione dei poliziotti nell'ospedale
di Napoli, con sequestro del povero feto e interrogatorio della partoriente,
quasi fosse un latitante della camorra: se l'episodio si dovesse allargare e
moltiplicare, la campagna elettorale sarebbe liquidata. Quest'episodio
è avvenuto nella Napoli di Bassolino, della signora Mastella e del sindaco Rosa Iervolino: come se non bastasse la spazzatura,
lo spaventoso scandalo dell'immondizia bassoliniana.
Questo deve essere l'oggetto della contesa elettorale, altro che prediche,
morali e quaresimali sull'aborto. E questo è il
pericolo: che una questione di principio - eticamente importante ma che deve
essere discussa nella sede della Commissione parlamentare della Sanità, dove si
più parlare sottovoce e votare dignitosamente - diventi uno dei centri di fuoco
di una campagna elettorale che nasce da moti e ha scopi ben diversi. Gli
italiani hanno diritto di sapere come sarà il loro futuro economico; se
diventeranno cinesi mentre i cinesi diventeranno italiani, cosa non solo
probabile ma forse ineluttabile. Come scriveva Lenn
cento anni fa: "La catastrofe imminente e come lottare contro di
essa". A noi dà già profondo fastidio e consideriamo letteralmente stupido
il dibattito sui Dico e le altre invenzioni omosessuali oggi di moda. Per noi,
"faccia ognuno l'amore come gli va", come canta il Lucio Dalla de
"L'anno che verrà", basta che non ci chiedano soldi e tasse e non ci
rompano i timpani. A sentire le signore nelle interviste ai supermercati, su
tutti i canali e tutte le sere, l'Italia è quasi alla fame; è assillata dalle
morti bianche dei lavoratori e da quelle rosse dei camorristi, ogni sera c'è
una cinquantina di assessori, consiglieri regionali, presidenti di ospedali,
che viene arrestata per furto; ogni sera la massaie
piangono per il carovita, le tasse e l'inflazione, tutte insieme una dopo
l'altra; ci sono tre presidenti di grandi Regioni del Sud, o condannati, o
indagati, o processati; siamo attaccati con lo sputo all'energia nucleare
d'importazione e abbiamo le borse che crollano un giorno sì e uno no; e Ferrara
presenta una lista contro l'aborto. Consiglieremmo all'amico Giuliano di
pensarne un'altra.
( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 15-02-2008)
Argomenti: Monnezza
Lettere
Caro Massimo,
almeno ci fossi tu Maria Grazia D'Andrea - NAPOLI A Massimo Troisi
in ricordo della sua nascita, 4 febbraio 1953. Caro Massimo, se sapessi in
quali casini ci troviamo forse ti saresti vergognato di essere napoletano, ma
di più di essere italiano. Declameresti: "Manco da appena 14 anni, ma che vi site fidati di combinare. L'euro: paghi tre per due ma
prendi uno, perciò nun ce
sta cchiù 'na lira. La
scuola: siamo in Europa, i ragazzi sanno l'inglese, ma se so' scurdato l'italiano. La religione: il Papa prima nessuno
l'ascoltava, ora non lo fanno nemmeno parlare. L'Università: la laurea classica
si pigliava con 30 esami, la laurea breve te ne fa fare 60. La giustizia: prima
era lenta ma inesorabile; oggi è lenta ma ti fa subito diventare famoso. Il
lavoro: ma che hai capito, voglio 'o posto. L'inquinamento: dove si vede c'è la
monnezza; dove non si vede ce
sta tutto 'o riesto. La casa: te la fanno prima
comprare e poi se la riprendono. Le banche: i soldi che ci metti, loro se li
investono, ma tu devi pagare il servizio. La sanità: se ti fai un trapianto va
tutto bene, se ti fai l'operazione di routine muori. Le carceri: prima ci
entravi da delinquente, mò da fesso. Le tasse: le
paghi, perché è giusto apparare lo sperpero che fa lo
Stato. L'apertura delle frontiere: se ne vanno gli intelligenti. La delinquenza
organizzata: finalmente 'na bona
nutizia. La tv: condanna lo stupro e ti suggerisce di
fare l'amore con lo yogurt; dice che vali ma solo se
ti lavi con lo shampoo che nutre il capello e il cervello; auto, frigo,
lavatrice si comprano con il cuore e al tuo mondo interiore pensa il bifidus acidulus. Lo Stato: che
cos'è, dove sta, che fa, e non mi dite più "lo Stato siamo noi". La
democrazia: l'ha massacrata l'italiano perché ha pensato mò
so' libero, posso fare ciò che voglio; peccato che l'hanno pensato tutti
quanti. Dio: ma quale a sua immagine e somiglianza. Il Paradiso: Mariagrà non te lo posso dì, nun te voglio levà 'a surpresa". Caro Massimo, se almeno ci fossi tu. Un
omaggio diverso, ironico e affettuoso, a un grande artista. Ricorda Massimo
anche Andrea Galdini da Ravenna: "Ricominciamo
da te, dal tuo sguardo di guaglione 'nnammurato
dell'amore". Ci mancano la sua ironia, il suo essere napoletano con tutta
l'intelligenza e senza eccessi. Ordine e pulizia ma che tristezza Silvio Iovine - NAPOLI Gentile dottor Gargano, sono finalmente
rientrato a Napoli dopo una settimana in giro per città italiane (Pisa, Parma)
e straniere (Dusseldorf, Essen): è stata durissima. Partiamo dalle strade, tutte
tristemente affiancate da file monotone di alberi, prati e giardini. Niente ci rallegra, niente cassonetti, nessuna montagna di sacchetti
ricolmi, nessun cartone. Ho creduto l'olfatto compromesso perché lì l'aria è
inodore. Altra manchevolezza: nonostante le rigide temperature, nessuno ha la
cortesia di accendere per i passanti o per gli ospiti qualche tiepido
fuocherello. Inospitali. Non parliamo poi di elasticità mentale; pensi a comode
e larghe corsie libere da traffico, percorse solo da alcuni mezzi pubblici,
tutti che si ostinano a marciare in lunghe file. Ho chiesto, in assenza di
sollecitazioni acustiche, se le auto venivano vendute con il clacson come
costoso optional, ma mi hanno detto che l'accessorio è senza sovrapprezzo. E
che dire della mancanza di utili figure professionali come lavavetri e
guardamacchine? In qualche caso è affiorato un certo orgoglio partenopeo,
quando ad esempio ho fatto notare che le loro donne usano esibire oro e
gioielli, mostrando poca sensibilità nei confronti della povertà nel mondo, non
come le nostre che hanno imparato a fare a meno di tali inutili orpelli. E non
le parlo degli uomini che acquistano i costosi Rolex svizzeri e non come noi,
fatti furbi, dalla più economica Cina. E che tristezza vedere tanti lavoratori
di colore in giacca e cravatta, chiusi per ore negli uffici e non, come da noi,
liberi di aprirsi al commercio, en plein air. Ah, la libertà! Ho discusso di
politica ma a loro interessa solo l'efficienza della gestione pubblica e non le
liti (finte), i matrimoni e i divorzi (finti), gli sprechi (veri) degli eletti;
e non riescono a comprendere l'affetto che noi nutriamo per questi amici. Ma al
cuore non si comanda. Finalmente a Napoli. Meno male, si ricomincia a vivere
civilmente. Lettera simpaticamente ironica, stile gradito. Qualche consiglio
per piazza Amedeo Clemente Hengeller - NAPOLI Per
completare l'opera in piazza Amedeo mancano alcuni particolari, a partire dalle
strisce bianche pedonali un un
angolo. Le strisce bianche per la sosta dei motorini potrebbero essere
sistemate alle spalle del Bar Amadeus, evitando così le soste delle auto. Va
aumentato il numero dei taxi in parcheggio (pochi 10) aggiungendone altri
quattro o cinque, riportando il parcheggio dinanzi alla banca: si eviterebbe
cosi anche lo sconcio delle auto in sosta all'angolo di via Martucci.
Manca un vigile fisso almeno nelle ore di punta, uno dei tre o quattro che
sostano ogni giorno a piazza dei Martiri. Gradiremmo la ragazza dai capelli
bianconeri alla Juventus, solerte e gentile. In cauda
venenum: quale allievo di Renzo Piano ha avuto il lampo di genio di sostituire
l'aiuola al centro della piazza con quell'obrobbrio
di sampietrini? * * * Antonio di Gennaro - NAPOLI Egregio dottor Gargano, dopo
sei mesi non sappiamo se i lavori a piazza Amedeo siano finiti o meno. Forse no, poiché nella pavimentazione non c'è
asfalto tra i giunti. Via Arcoleo, da poco rifatta,
già da segni di cedimento a centro carreggiata. A via Cimarosa
si creano grosse buche tra i cubetti in porfido. Ma la pietra dolomitica che ha
inondato Napoli a fine anni '50 facendo sparire i più resistenti basoli vesuviani, insiste e persiste, col risultato di
avere strade bloccate mesi per lavori quasi inutili. "Consuma o
muori" e tutto va in pattumiera Sergio Bizzarro - NAPOLI Ho riletto alcuni
passi del romanzo "Underworld" di Don DeLillo nei giorni in cui si assisteva a due fenomeni
apparentemente contraddittori, in realtà connessi tra loro: tra i roghi della
spazzatura esalanti diossina, la gente non rinunciava allo shopping, con agili
slalom tra i cumuli. Ferma restando la condanna della classe politica
napoletana e campana, dovremmo forse tornare a riflettere sulle conseguenze del
nostro stile di vita. "Consuma o muori - scrive DeLillo - Questo è il dettato della cultura. E
finisce tutto nella pattumiera. Creiamo quantità stupefacenti
di spazzatura, poi reagiamo a questa creazione, non solo tecnologicamente ma
anche col cuore e con la mente". Perché non tornare a chiedersi se
sia razionale tutto ciò? Sono veramente folli le intuizioni berlingueriane
degli anni '70 sull'austerità o le attuali riflessioni di un autore come Latouche sulla necessità di una decrescita, se si vuole
salvaguardare il pianeta? Senza un'uscita di sicurezza dall'attuale modello di
sviluppo, dovremmo forse rassegnarci a convivere con questi scenari - profetici
o apocalittici? - prepotentemente delineati da DeLillo: "La spazzatura ordinaria dovrebbe essere
piazzata nelle città che la producono. Esponete la spazzatura, fatela
conoscere. Lasciate che la gente la veda e la rispetti. Create un'architettura
fatta di immondizia. Progettate fantastiche costruzioni per riciclare i rifiuti
e invitate la gente a raccogliere la propria spazzatura e a portarla alle
presse e ai convogliatori. Così imparerà a conoscere la propria spazzatura. Il
materiale a rischio, i rifiuti chimici, le scorie nucleari, tutto questo
diventerà un remoto paesaggio all'insegna della nostalgia. Gite
in autobus e cartoline, posso garantirlo". I rifiuti percorrono
tutto lo splendido romanzo di DeLillo. E in una
discarica finisce la pallina schizzata dal campo di baseball dei Giants nelle mani di un bambino e poi passata a molti
altri: una parabola che unisce il mondo di ieri e di oggi. Ecco perché siamo
depressi Sergio Rolando - NAPOLI Si sente dire da più parti che gli italiani
sono depressi, forse ho capito perchè. Gli Stati
Uniti ci fregano i "cervelli", la Francia ci ha fregato Monica
Bellucci e Carla Bruni, la Spagna ci ha sorpassato. Ci
hanno lasciato le ecoballe di Bassolino, i gridolini della Iervolino, i sospiri di Prodi, le gaffe e i
gazebo di Berlusconi, i container cinesi, la barba incolta di Formigoni, le
ricette di Vissani, i capelli della Brambilla, le urla di Grillo, la voce della De Filippi, la panza di Costanzo, i Sanremo di Pippo,
i bamboccioni di Padoa Schioppa, le intercettazioni di Mastella, le
sentenze di certi magistrati, i tagli della finanziaria, le foto di Corona, le
veline di Lele Mora, i tacchi a spillo di Luxuria,
gli ubriachi da formula uno. E, come non bastasse, Bossi che ringhia, Vespa che
inciucia, Montezemolo che canta, Vittorio Emanuele
che bussa a danari, Sgarbi che s'infuria, Fede che fa la paternale e Marco
Travaglio che da Santoro ci toglie ogni residua illusione. E poi dicono che gli
italiani sono depressi. È sicuro di non aver dimenticato niente,
gentile dottor Rolando? Intercettazioni uguali per tutti
Umberto Capoccia - NAPOLI Caro don Pietro, sono schifato di questo mondo
e in particolare di questa povera Italia. Le intercettazioni telefoniche
portano alla luce verità nascoste, altrimenti non avremmo saputo quanto
marciume c'è. Solo che quando vengono intercettati personaggi
"eccellenti" ma di cattive frequentazioni, su di esse si abbattono
gli anatemi in difesa della privacy. Noi cittadini comuni possiamo essere
spiati, intercettati, ingannati, manipolati senza che nessuno si ribelli.
Appena viene toccato un potente, apriti cielo. Si invocano leggi ad hoc che
impediscano, di fatto, la possibilità per i giudici di svolgere le indagini. Le
statistiche internazionali, per quanto riguarda corruzione e inesattezza delle
informazioni, condannano l'Italia. Da cronista scellerato penso che le
intercettazioni, se non ledono diritti e prerogative
giuste, siano preziose. E penso perfino che un giornalista può
pubblicare quelle che, pur non essendo prove di reato, contengono
episodi di malcostume riferiti a chi è stato eletto per rappresentarci e
sarebbe obbligato dalla Costituzione a tenere integro l'onore. Semaforo
parlante per gli indisciplinati Gino Capasso
- NAPOLI Nel caos del traffico a Napoli, se gli automobilisti sono
indisciplinati e incoscienti, i pedoni non sono da meno. Non rispettano le
regole, mettendo spesso a repentaglio la loro vita e quella degli altri. E non
vengono mai multati. Li vedete passeggiare sulle corsie di traffico anche
quando ci sono i marciapiedi, attraversare dove capita. E ai semafori pedonali
si comportano alla stessa maniera. Fregandosene. Al Vomero su dieci pedoni uno
solo si ferma al rosso pedonale. Persone anziane e lente passano imprecando
verso le auto che transitano col verde; ragazzi attraversano senza guardare il
semaforo; mamma e papà con carrozzino o bimbo per mano passano col rosso dando
un esempio pessimo. Egregio dottor Gargano, suggerirei un
sistema che non dovrebbe costare troppo: collegare lo scatto del rosso a un
minialtoparlante che dica: "Signori pedoni, il semaforo è rosso e non
potete passare. Fermatevi, comportatevi civilmente. Attraversare
ora è un reato e un gesto incivile". E questo ritornello per tutta
la durata del rosso. Che ne pensa? Purtroppo temo che ne
se fregherebbero pure della voce. "Per quella caduta aspetto il
rimborso" A.d. M. - NAPOLI Caro Don Pietro, dopo
l'8 settembre 1943 ho combattuto nel corpo volontari
della libertà Alta Italia. Al rientro a Napoli, ho bussato alla porta di casa
tenendo tra le mani, bene in vista, la tessera munita di foto perché ero
distrutto, irriconoscibile perfino a una mamma. Non ho mai approfittato di tale
prerogativa, ho lavorato per 40 anni, a buon livello, in un'azienda a
partecipazione statale. I signori Savoia chiedono milioni di lire di
risarcimento per i danni morali e materiali subiti (sic), per l'esilio dorato:
il risarcimento l'otterranno e lo pagheranno tutti gli italiani. Ma
accontentatevi di essere ritornati nella povera Italia. Ho chiesto al Comune di
Napoli il pagamento delle spese mediche sostenute a seguito di una caduta sul
marciapiede pedonale di via Scarlatti, senza esito. Non provo disagio a essere
napoletano: non perché siamo i più abili e capaci, ma perché sappiamo
affrontare i guai e le tragedie con umanità. E se mi rivolgo a lei non è per
poter ottenere maggiore attenzione, ma come persona certa di aver diritto a un
minimo di rispetto. Gli argomenti di questa lettera si intersecano. Abbiamo
titolato sul contenzioso col Comune, sperando di non sbagliare.
( da "Giornale.it, Il" del 16-02-2008)
Argomenti: Monnezza
Di Carmine Spadafora - sabato 16 febbraio 2008, 07:00 da Napoli Se le
due emergenze rifiuti avevano provocato nel 2007, gravissime perdite nel
comparto turistico, il bilancio provvisorio, in questo primo mese e mezzo del
2008, è anche più drammatico: meno 45 per cento in meno di presenze, rispetto
allo stesso periodo dello scorso anno. E, la bella stagione è quasi alle porte.
Dunque, estate e Natale del 2007: una emorragia di
turisti e di denaro, perdite rilevanti per un settore che, comunque, non fa
faville, soprattutto a Napoli città. Settanta milioni di euro di entrate in
meno in Campania ma, a disperarsi, sono soprattutto gli operatori di Napoli:
l'ottanta per cento, di questi settanta milioni, (all'incirca 55), infatti, rappresenta
la perdita per albergatori, ristoratori e tassisti operanti nel capoluogo.
Senza contare l'indotto: venditori di souvenir, negozi d'arte, artigianato. In
sostanza, a Napoli, ci sono stati centomila arrivi in meno, pari a una
diminuzione del quindici per cento, rispetto al 2006. Ma la
tragedia dei rifiuti, nella Napoli di Rosetta Iervolino e Antonio Bassolino, è esplosa definitivamente sotto Natale e da allora non c'è
stata più la tanto sognata ripresa per gli addetti ai
lavori, oltre che per i cittadini, assediati dalle montagne di rifiuti davanti
alle loro case o alle scuole dei loro figli. Intanto ieri mattina alle
associazioni tedesche per lo smaltimento dei rifiuti Itad
e Bde hanno ricevuto ufficialmente dal commissario De
Gennaro, una richiesta di aiuto per la situazione dei rifiuti accatastati.
Ecco, i dati del primo mese e mezzo del 2008, sono da allarme rosso, anche se,
va tenuto conto, che si tratta di un periodo di bassa stagione: sessantamila
presenze in meno in città, pari a una diminuzione del 45 per cento di turisti
presenti negli alberghi napoletani, rispetto allo stesso periodo dello scorso
anno. Assenze che, tradotte in euro, vogliono dire,
perdite tra i 15 e i 20 milioni di euro. Uno sproposito se paragonati ai 55 del
periodo estivo dello scorso anno e all'ultimo tratto del 2007. Si dice
"amareggiato", l'ex assessore regionale al Turismo, Marco Di Lello,
"fuggito" da Palazzo Santa Lucia, per cercare l'approdo alla Camera.
Ma, con il potente ed emergente socialista, è scappata dalla maggioranza bassoliniana, anche la delegazione dello Sdi,
assottigliando sempre di più, l'ormai esigua coalizione di centrosinistra in
Regione, partita da un rassicurante
( da "Giornale.it, Il" del 16-02-2008)
Argomenti: Monnezza
"Romania ultima
tappa della latrina campana" di Manila Alfano - sabato 16 febbraio 2008,
07:00 È il viaggio nella terra senza prezzo, senza valore, come carne al
mercato degli schiavi, affari loschi e meschini. È la terra di Napoli usata
come una latrina, ogni posto un affare sporco, miniere in disuso, cave
abbandonate, contenitori da riempire con rifiuti. "...
Rotte di terra e di mare per approdi certi, porti sicuri. Napoli, Gioia Tauro, Albania, Montenegro. Pronti a scomparire tra le
fauci del ruminante. Chi poteva immaginare che il Paradiso
fosse fatto di merda?". Il traffico dei rifiuti in Campania è
protagonista dell'ultimo noir di Wu Ming, collettivo
di scrittori che in Q, con nome di Luther Blissett, e in
( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 16-02-2008)
Argomenti: Monnezza
L'affondo di Casini
"Attaccati al potere" Attacca direttamente il governatore e il
sindaco di Napoli, Pier Ferdinando Casini. Il leader dell'Udc in una affollata manifestazione ieri a Salerno ha lanciato la
sua campagna elettorale dicendo: "La politica deve riconquistare
credibilità. Qui in Campania che credibilità può avere
vedendo asserragliati nelle loro poltrone gli amministratori che hanno coperto
di pattume l'Italia". Sotto
tiro anche Rosa Russo Iervolino: "Quando proprio qui a Salerno - spiega
Casini - ho detto che la politica in Campania è subalterna agli interessi della
criminalità organizzata il sindaco ha annunciato che mi denunciava per calunnia. Si vergogni. È la camorra che bisogna
combattere, non i politici che la denunciano".
Precedentemente, a Benevento, Casini aveva lanciato la candidatura del deputato Erminia Mazzoni a
presidente della Provincia. "Nel Sannio - aveva
detto - c'è stata un po' di confusione, non si capiscono bene le parti: destra,
sinistra, centro. Noi abbiamo una donna che è rimasta sempre
in posizione di chiarezza e di lealtà". Così il leader dell'Udc ha
annunciato la decisione di proporre l'ex vice segretario nazionale. "È una
candidatura che offriamo alla disponibilità di tutti i beneventani
che vogliono una politica diversa". E rivolgendosi
direttamente alla Mazzoni, Casini ricordando
l'impegno alla Camera della parlamentare, ha poi aggiunto: "Forse a volte
tu fai arrabbiare gli uomini e le donne del tuo partito perché in questa
provincia non sei stata in grado di dare quello che altri hanno dato ai propri
adepti. Ma credo che sia venuto il momento di
privilegiare questo tipo di politica". Quindi,
parlando della Regione Campania, ha detto che Bassolino
non solo si dovrebbe dimettere, ma sta dimostrando di non aver tratto
"alcuna riflessione autocritica" dalla vicenda dell'emergenza
rifiuti". Ha criticato la decisione di Bassolino
("inquietante") di nominare assessore all'Ambiente il presidente di
Greenpeace Italia, Ganapini, che in passato si è
detto contrario a questo tipo di impianti. Casini ha ribadito l'urgenza di
avviare anche opere di bonifica: "Non si può pensare di riportare i
rifiuti a Pianura senza sapere cosa ci sia sotto".
( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 16-02-2008)
Argomenti: Monnezza
Iervolino:
rimpasto con i tecnici, come in Regione SALVO SAPIO "Modello Bassolino". Spiazza
un po' tutti il sindaco che, nel corso di una
lunghissima riunione con i consiglieri Pd, raccoglie le sollecitazioni a un
cambio di passo in giunta e ipotizza un rimpasto. E il modello sarebbe quello
adottato in Regione, con tecnici e personalità di alto
profilo pronti a raccoglierla sfida della seconda metà del mandato
amministrativo. La notizia di un possibile rimpasto arriva da un vertice
cruciale per il futuro del Pd napoletano. Ieri, infatti, è praticamente nato il
gruppo unico che ha individuato in Antonio Borriello
il nuovo portavoce. Capogruppo individuato dopo un serrato dibattito interno e
il ritiro della candidatura di Salvatore Galiero. A
proporne la candidatura di Borriello è stato Massimo Paolucci che, da Roma, ha inviato una lettera che sostiene
la scelta dell'ex capogruppo dei Ds. E proprio gli ex della Quercia sono i
primi ad aderire alla proposta. Il sindaco sottolinea, poi, che è giunto il
tempo di creare un gruppo unico in Comune. Il tentativo di far nascere il
partito del sindaco, con una definizione di Francesco Nicodemo che ha lodato la
lucidità del primo cittadino. Gruppo unico come condizione fondamentale per
rilanciare l'azione amministrativa ma anche punto di partenza per ridisegnare
gli equilibri in giunta. Sono i consiglieri provenienti dalla Margherita ad
animare il dibattito. Pasquale Sannino insiste
proprio sul cambio di passo, sulla necessità di una piattaforma comune per
rilanciare giunta e maggioranza. E il sindaco, forse deludendo le aspettative
dei politici, spiega che se ci saranno cambiamenti in giunta saranno fatti con
il "metodo Bassolino". Chi dei consiglieri
aspirava ad un posto in giunta si dovrebbe mettere l'animo in pace. Ieri, poi,
è stato il giorno in cui l'Udeur ha ufficializzato che correrà da solo alle
politiche. "La dimostrazione che nulla era già deciso - spiega il
consigliere del Campanile Nino Funaro - su queste
basi non ci sono più problemi alla nostra permanenza in maggioranza e in
giunta". Uno stop a chi si attendeva che l'assessore Rizzo D'Abundo fosse in uscita dall'esecutivo. Possibilità di
rimpasto, certezze per il capogruppo. Ma anche in questo caso la scelta di Borriello è stata frutto di un confronto animato dagli ex
Dl. L'ex capogruppo della Margherita, Giovanni Palladino, manifesta il disagio
dovuto alla mancanza di "comunicazione interna". Una concertazione
sulla candidatura unica che, evidentemente, non c'è stata. Anche da Palladino
arriva il pieno sostegno alla necessità di un cambio di passo, magari nel segno
della discontinuità generazionale. Bocciata, quindi, l'idea di un comitato di
saggi (duro in tal senso l'intervento di Di Marzio).
"Spero vivamente - conclude Borriello - di poter
corrispondere alla fiducia accordatami con l'impegno e la dedizione piena e
totale volta a rilanciare unitamente alla coalizione di centrosinistra il ruolo
e la funzione del Consiglio".