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DOSSIER “MONNEZZE”

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ARCHIVIO GENERALE  DEL DOSSIER  

TUTTI I DOSSIER


toARTICOLI DAL  10 al 12 aprile 2008        #TOP


Report "Monnezze"

Walter supera l'esame plebiscito "massimo, guarda quanti siamo" - angelo carotenuto ( da "Repubblica, La" del 10-04-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: Infatti qui la Iervolino le ha fermate. "Ma la Regione sovvenziona troppe linee di autobus", protesta Patrizio Milo. Enzo Rusciano spiega meglio di tutti quant'è profondo il malumore: "Se il tassametro segna 9 euro, uno di sinistra ti paga 9 euro. Invece uno di destra te ne dà 10".

Veltroni, missione campania "primarie per la regione" - ottavio lucarelli ( da "Repubblica, La" del 10-04-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: anche il sindaco Rosa Russo Iervolino, il ministro Luigi Nicolais, l'assessore regionale alla Sanità Angelo Montemarano. Sul palco Veltroni, ma anche Cristina Mastrapasqua che arriva da Pomigliano ed è la più giovane componente dell'assemblea costituente del Pd. Sul palco Follini e Massimo D'Alema che ha aperto la manifestazione parlando anche lui della svolta annunciata per il 2009:

Pagina XIII - Napoli i è detto più volte, su queste pagine, che il capolinea di Bassolino sarebbero ... ( da "Repubblica, La" del 10-04-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: che il capolinea di Bassolino sarebbero state le elezioni europee del 2009. Stessa scadenza si è ipotizzata per la Iervolino, sin dall'atto della sua rielezione, nel 2006. E ciò naturalmente non sulla base di semplici supposizioni, ma riecheggiando voci molto attendibili provenienti da Roma, da Santa Lucia e Palazzo San Giacomo.

La rivolta pop si chiama "monnezza sound" - alfredo d'agnese napoli ( da "Repubblica, La" del 10-04-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: ecomafia, nuie tenimm 'o core chin'e tristezza e che a me m'a acciso 'a puzza e munnezza" ("Sono nato in Campania, dove comanda l'ecomafia; abbiamo il cuore pieno di tristezza, è che mi ha ucciso l'odore di immondizia"). La scena napoletana vive un momento molto vivace: si va dall'elettronica degli Atari al pop british oriented dei Pipers,

Veltroni: il mio rivale avvelena la democrazia ( da "Corriere della Sera" del 10-04-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: Si commuove Rosa Russo Iervolino: "Una piazza fantastica ". E se ne va anche Walter perché deve raggiungere Bologna, dove l'attende Romano Prodi: "L'ipotesi di una vittoria di Berlusconi in Europa e nel mondo provoca sgomento". Roberto Zuccolini Bologna, piazza Maggiore L'abbraccio tra Romano Prodi e Walter Veltroni ieri sera sul palco \\ Il leader cita Eduardo De Filippo:

E a Napoli un Veltroni come Pino Daniele ( da "Manifesto, Il" del 10-04-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: uomo di Bassolino che ha un'esperienza decennale nei "grandi eventi", ha portato più di 200 pullman e richiamato all'ordine lo stato maggiore del Pd. Tutti presenti, dai pezzi grossi, come il ministro uscente Luigi Nicoalis e il sindaco Iervolino, a quelli che hanno paura di perdere la poltrona, gli assessori regionali Ennio Cascetta e Andrea Cozzolino,

"che errore vedere solo i rifiuti" - dario del porto ( da "Repubblica, La" del 11-04-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: il sindaco Rosa Russo Iervolino si è schierato immediatamente al suo fianco. "Tra di noi c'è grande stima. Rosetta Iervolino è una di quelle donne nelle quali mi posso riconoscere". Le immagini delle strade invase dalla spazzatura però rischiano di travolgere, oltre alla gestione del governatore Antonio Bassolino, anche Palazzo San Giacomo.

Tremonti alla conquista degli industriali - ottavio lucarelli ( da "Repubblica, La" del 11-04-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: Chiedo a Bassolino e Iervolino che fine hanno fatto quei soldi". Con replica serale del vicesindaco Tino Santangelo: "Tremonti fa finta di non ricordare che proprio quando lui era ministro ci vollero oltre tre anni per sbloccare i fondi per la bonifica che erano stati stanziati nel Duemila dal centrosinistra.

Torre: <La città chiede legalità e meno rifiuti> ( da "Giornale.it, Il" del 11-04-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: invece di dire quello che cercherà di fare dovrebbe spiegarci ciò che hanno fatto lui nei suoi due mandati e poi il suo successore Veltroni, che lo ha degnamente sostituito per poi proporsi alla guida del paese. I romani sono stanchi e non hanno nessuna intenzione di finire come la Napoli di Iervolino e Bassolino". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

PDL, L'ULTIMO ATTACCO LA SINISTRA SI VERGOGNI ( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 11-04-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: è una domanda da fare con unico indirizzo d'arrivo Bassolino e Iervolino: che fine hanno fatto quei soldi, e non dicano che non ci sono stati. Consiglio ai giornalisti di fare un'inchiesta su questo". Tanti gli appuntamenti per Tremonti. Centrale quello all'Unione industriali dove ha affrontato il tema della Banca del Sud con il presidente Lettieri.

Pizzo, appalti e pentiti. Giallo a Gela ( da "Manifesto, Il" del 12-04-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: Il sindaco e gli imprenditori sono convinti che l'ecomafia stia tentando di controllare uno degli appalti pubblici più ricchi della zona. Sotto accusa ci sono le regole del bando, aggiudicato quattro giorni fa: ai partecipanti veniva chiesta una "capacità tecnica" di 21 milioni e 600 mila euro, pari all'ammontare della base d'asta dell'appalto.


Articoli

Walter supera l'esame plebiscito "massimo, guarda quanti siamo" - angelo carotenuto (sezione: Monnezze)

( da "Repubblica, La" del 10-04-2008)

Argomenti: Monnezza

Pagina III - Napoli All'arrivo contestazione dei tassisti. Sul palco D'Alema e Follini. E il leader esulta Walter supera l'esame Plebiscito "Massimo, guarda quanti siamo" ANGELO CAROTENUTO è soltanto quando si spegne il faro puntato negli occhi che Veltroni capisce davvero quanti sono in piazza. Ha appena finito di parlare dal palco, volta la testa verso destra e s'avvicina all'orecchio di Massimo D'Alema. "Guarda, la folla arriva fin laggiù". Laggiù è Santa Lucia, il mare è coperto da un muro di teste e di bandiere. Le signore Flavia e Linda, le mogli, sono lì a guardarli, dietro il telo bianco e sottile che separa il palco dalle scalette. D'Alema fa sì col capo a Walter e un mezzo sorriso che significa: a me lo dici? A lui che ha piazzato 50 iniziative tra Napoli e provincia, in mezzo agli impegni tra ministro degli Esteri e da capolista in Puglia. Lui che era qui per arginare la temutissima frana di consenso, e che ancora non si ferma. Ieri a Bagnoli coi vertici della Stu (Papa e Hubler), oggi nella "tana" dei commercianti, e ancora per un po' nelle strade con i napoletani. Ecco perché una piazza così piena sorprende più Walter che lui. "E sciogliti un po', Massimo", lo abbraccia Graziella Pagano, presidente del Pd campano. "Sciogliermi? C'è mia moglie", scherza D'Alema, dietro quel palco che poteva diventare un "caso" politico e che invece Veltroni fa gestire con rigore. Qualche candidato che prova a infiltrarsi, a dire il vero, c'è. Qualcuno accenna un timido scavalcamento. Lavoro per la security. L'ultima volta, un Plebiscito così s'era visto intorno a Fabio Cannavaro. Nella notte in cui portò la Coppa del mondo a Napoli. Qualcosa deve significare. "Non era pieno con Berlusconi, vero?", chi sta intorno a Veltroni lo chiede e lo richiede. Lo sanno già, ma è bello sentire la risposta. è bello sentirsi dire che il mare di Santa Lucia, sei giorni fa, Berlusconi poteva vederlo benissimo. Aveva un'autostrada davanti. Se la sfida della piazza fosse un set di tennis, il Pd l'avrebbe vinto 6-0. Per non dire dell'età media. Il segnale di campo dei cellulari va e viene. La macchina organizzativa, coordinata da Antonio Marciano, ha curato anche quei dettagli trascurati dal Pdl: il palco è coperto perché con le nuvole non si sa mai, e l'audio arriva fino in via Cesario Console. Giovani, giovani, giovani. Veltroni non smette di parlarne. Mette alla giacca una delle resistenze elettriche distribuite in piazza dai ragazzi di "I Care", il vecchio simbolo della lotta ai clan. Venditti gli fa cenno con la mano "'A Walter, stringi". Gira tra nove chitarre e un sax facendo l'imitazione di Bassolino: "Io peeenso". E quella di Veltroni. Cambia la scaletta delle canzoni. Cancella "Compleanno di Cristina" e aggiunge "Sotto il segno dei Pesci". "Dolce Enrico, la canzone scritta per Berlinguer, non la faccio. Ho scelto pezzi più duri". Dodici in tutto. Apre con "Dalla pelle al cuore" e chiude con "Ricordati di me". Un ricordo napoletano, a Veltroni, provano a lasciarlo i tassisti di piazza Garibaldi. Quando Walter arriva alla stazione, uno parte con un coretto: "Sil-vio, Sil-vio". Una decina di voci. Più tardi Antonio Di Sabato spiega: "Mica abbiamo contestato solo noi, c'era anche altra gente". Spara una cifra: "Duecento persone. Sembrava la curva di uno stadio". Salvatore Capuoto racconta che la stessa cosa era successa in mattinata a Campi Flegrei a D'Alema: "Ero anche lì". Reazioni? "Veltroni ha abbassato la testa con un mezzo sorriso, D'Alema ha fatto la sua solita faccia". Ce l'hanno con Veltroni, i tassisti, per la storia delle liberalizzazioni. "A Roma ce n'è bisogno, ma qui no", dice Guglielmo Durante. Infatti qui la Iervolino le ha fermate. "Ma la Regione sovvenziona troppe linee di autobus", protesta Patrizio Milo. Enzo Rusciano spiega meglio di tutti quant'è profondo il malumore: "Se il tassametro segna 9 euro, uno di sinistra ti paga 9 euro. Invece uno di destra te ne dà 10".

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Veltroni, missione campania "primarie per la regione" - ottavio lucarelli (sezione: Monnezze)

( da "Repubblica, La" del 10-04-2008)

Argomenti: Monnezza

Pagina II - Napoli Veltroni, missione Campania "Primarie per la Regione" In piazza la folla incita Bassolino: "Non mollare" Migliaia alla manifestazione, slogan, cartelli e adesivi contro la camorra OTTAVIO LUCARELLI "In Campania è il momento di aprire una fase nuova con un governo riformista. Lo faremo insieme, con le primarie". Walter Veltroni di fronte ai settantamila di piazza del Plebiscito conferma che in Regione si è chiuso un ciclo, che al massimo entro un anno come ha detto Antonio Bassolino si tornerà alle urne e che il candidato alla successione non sarà designato dall'alto ma verrà invece scelto dalla base del Partito democratico. Sul palco il candidato premier con Massimo D'Alema, Marco Follini e il segretario regionale Tino Iannuzzi. Tra la folla Bassolino che ascolta e ribalta la scena, incassando il sostegno della gente che per due ore, senza sosta e senza alcuna contestazione, lo incita continuamente: "Non mollare, Antonio. Non mollare. Questa piazza l'abbiamo riempita per te. Vai avanti". Escluso dal palco per scelta di Veltroni che ha voluto al suo fianco i capilista e il segretario regionale, Bassolino all'arrivo del bus verde lo rincorre e riesce comunque ad abbracciarlo per poi ritrovare il contatto con la gente. Incassa pacche sulle spalle, firma autografi, si fa scattare foto. La gente lo incita: "Vai Antonio". E lui risponde a tutti: "Datevi da fare. Io tengo duro". Dall'alto Veltroni ribadisce: "Ringrazio Bassolino per tutto quello che ha fatto per questa città e per questa regione. Poi ci sono le stagioni. Ed è il momento di aprire una fase nuova". Cita anche Eduardo De Filippo: "Adda passà 'a nuttata, come ha detto il regista Francesco Rosi, non si tratta di fatalismo. La mia è un'indicazione di volontà. La notte passerà se noi la vorremo far passare per costruire il nuovo. Ma adda passà 'a nuttata anche per quegli avversari che stracciano i programmi. Io i programmi li leggo perché è così che si fa in democrazia. Adda passà 'a nuttata degli odi e delle contrapposizioni". Una piazza gremita come non accadeva da anni. Il Pd vince la sfida con il Pdl che la scorsa settimana aveva utilizzato uno spicchio più ristretto dell'emiciclo e dal Plebiscito si alzano settantamila "no alla camorra". Con tutta la piazza che si aggrega allo slogan lanciato dalla sinistra giovanile assieme all'ex segretario Ds Diego Belliazzi. Decine di cartelli con l'indicazione dei Comuni e dei quartieri accoppiati ai rispettivi clan: Pianura-Varriale, Torre Annunziata-Gionta, Pompei-Cesarano, Ercolano-Ascione, Barra-Aprea e così via. Una piazza contro la camorra. Settantamila persone, quindicimila cartelli verdi "si può fare", tremila bandiere. Tra la gente a distribuire adesivi "rifiuta il pizzo" c'è anche Pina Picierno, la ventiseienne capolista del Pd nel collegio Campania due per la Camera. Tra la gente anche il sindaco Rosa Russo Iervolino, il ministro Luigi Nicolais, l'assessore regionale alla Sanità Angelo Montemarano. Sul palco Veltroni, ma anche Cristina Mastrapasqua che arriva da Pomigliano ed è la più giovane componente dell'assemblea costituente del Pd. Sul palco Follini e Massimo D'Alema che ha aperto la manifestazione parlando anche lui della svolta annunciata per il 2009: "Questa Regione sarà poi chiamata a fare un bilancio. Bassolino ha detto che si cambierà. Con un gesto di responsabilità si conclude una fase della storia di questa terra perché il Pd è nato per rinnovare e non per conservare. Berlusconi strumentalizza i rifiuti per un pugno di voti ma questa terra non è solo emergenza, è una grande capitale del Mezzogiorno. è cultura, imprese, ricerca, università. E presto la Campania tornerà alla normalità. Berlusconi dice che verrà qui a Palazzo Reale, ma ha avuto cinque anni quando era al governo. Perché non c'è venuto prima a risolvere i problemi?". Bassolino ascolta: "Bravo Massimo. Questa è la nostra piazza, alla destra ha portato sempre male".

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Pagina XIII - Napoli i è detto più volte, su queste pagine, che il capolinea di Bassolino sarebbero ... (sezione: Monnezze)

( da "Repubblica, La" del 10-04-2008)

Argomenti: Monnezza

Pagina XIII - Napoli i è detto più volte, su queste pagine, che il capolinea di Bassolino sarebbero state le elezioni europee del 2009. Stessa scadenza si è ipotizzata per la Iervolino, sin dall'atto della sua rielezione, nel 2006. E ciò naturalmente non sulla base di semplici supposizioni, ma riecheggiando voci molto attendibili provenienti da Roma, da Santa Lucia e Palazzo San Giacomo. A suo tempo, quando si parlava di convincere la riluttante Rosetta ad accettare la seconda candidatura a sindaco, si ebbe sentore anche di un'intesa raggiunta tra D'Alema-Fassino da un lato e De Mita-Bassolino dall'altro: nel 2009, in vista delle europee, una sorta di scambio di consegne tra Ds e Dl alla guida di Comune e Regione. Un uomo forte della squadra Bassolino (Cozzolino o Oddati) a Palazzo San Giacomo, un uomo caro a De Mita, unico capo riconosciuto della Margherita campana, a Santa Lucia (l'individuazione del nome sarebbe scaturita successivamente). Non solo, ma per Bassolino e Iervolino, in alternativa al seggio di Strasburgo, si ipotizzava un incarico apicale in casa diessina per il primo, un seggio presso un'alta magistratura dello Stato per la seconda. Poi sarebbe venuta la stagione del Pd, con la fusione tra Ds e Margherita, a stornare un po' l'attenzione dalle vicende napoletane, riesplose successivamente per l'emergenza rifiuti e l'allarme del degrado urbano, due fattori che in una qualsiasi democrazia normale avrebbero indotto alle dimissioni i vertici istituzionali sotto accusa. Ma Bassolino prima, sebbene coinvolto anche in traversie giudiziarie e nonostante gli inviti espliciti di Veltroni a compiere un gesto che segnasse la discontinuità con il passato, e la Iervolino dopo, nonostante la vergogna della "monnezza", sono rimasti pertinacemente ai propri posti. Ora Bassolino annuncia che si dimetterà l'anno prossimo, una volta superata l'emergenza rifiuti e avviato l'utilizzo pieno dei nuovi fondi europei, per non "lasciare la Regione e la città nelle mani degli animali predatori". E il Comune di Napoli? Il sindaco Iervolino annuncia che non seguirà il governatore a ruota, come in realtà ha invece sempre fatto. Lei non si dimetterà. Certo è che per il sindaco rimanere al proprio posto senza rimuovere nulla, quando l'affare rifiuti continua a sporcare l'immagine di Napoli nel mondo, è un grande esercizio di sopportazione. O di improntitudine, come dicono gli oppositori. Governare "contro" è comunque rischioso e penoso. La gente in genere, e le categorie imprenditoriali e intellettuali, con le quali molto spesso il sindaco ha incrociato le armi della polemica, aspettano da tempo l'indicazione di una svolta. Forse, il discrimine tra le possibili decisioni del sindaco scaturirà lunedì sera, al consolidarsi del giudizio delle urne.

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La rivolta pop si chiama "monnezza sound" - alfredo d'agnese napoli (sezione: Monnezze)

( da "Repubblica, La" del 10-04-2008)

Argomenti: Monnezza

Spettacoli La rivolta pop si chiama "monnezza sound" Dalla crisi dei rifiuti la città riprende slancio in musica con una miriade di nuovi gruppi. Come accadde nel 1980 dopo il terremoto Con amara ironia si pagherà l'ingresso al festival di Melito con immondizia E c'è persino chi suona solo con strumenti costruiti con i rifiuti riciclati ALFREDO D'AGNESE NAPOLI Qualcuno lo chiama "monnezza sound", usando gioco e ironia per fotografare la nuova scena napoletana. All'ombra del Vesuvio qualcosa sta cambiando. Colpa o merito dell'emergenza rifiuti, del pericolo diossina, della crisi politica. Parole d'ordine: dimenticare Pino Daniele, mettere da parte Gigi D'Alessio e la melodia facile. L'unica grande industria discografica che da anni circola a Napoli è quella della pirateria; l'altra, quella ufficiale, qui è assente da anni. Gli unici gruppi a far parlare di sé, negli ultimi tempi, sono stati gli A67 e i Co Sang, sdoganati dal vivere in zone a rischio e dall'effetto-Gomorra, il libro di Roberto Saviano. Il caso immondizia è stato una scossa di terremoto forse peggiore di quella che nel 1980 diede vita al movimento della "Vesuwave". La reazione del mondo artistico non ha tardato a farsi sentire. Su MySpace e nei club cittadini spuntano come funghi nuove realtà musicali. Non è l'unico segnale di un risveglio forte. Da qualche giorno è nei negozi il nuovo disco degli Almamegretta, "Vulgus" che segna un parziale ritorno di Raiz nel gruppo. Il 18 aprile uscirà il nuovo album di Meg, già cantante dei 99 Posse, intitolato "Psychodelice". Contiene un brano, "Napoli Città Aperta" in cui Meg canta "Guarda come è sola la mia città, sanguina come vena aperta?". Sono i fratelli maggiori di una generazione cresciuta nell'era di Antonio Bassolino e delle guerre di camorra, tra "neo Rinascimento" e sparatorie. Se le strade non fossero state sommerse di rifiuti i problemi della città sarebbero restati nell'ombra. Come fantasmi. I 24 Grana hanno scelto la poesia come arma di reazione. E hanno intitolato il loro nuovo album "Ghostwriters". "E' un disco di resistenza - dice il cantante del gruppo Francesco Di Bella - Quando abbiamo cominciato a lavorare al disco ci siamo resi conto che usare versi poetici sarebbe stato più efficace per aprire le coscienze e parlare a tutti quelli che nel mondo vogliono capire che cosa sta accadendo qui. Questa è l'immagine più esportabile della mia città. Napoli è irriverente, non subisce gli eventi negativi in silenzio. Ne abbiamo dato un'immagine diversa, l'abbiamo rappresentata come un luogo italiano e non come capoluogo regionale". Il segno più evidente del "monnezza sound" viene dalla provincia, C'è chi ha deciso di trasformare la protesta in atto di provocazione. Dal 18 al 20 aprile a Melito, nell'hinterland partenopeo, si terrà il Melito Music Fest, una rassegna che prova a sensibilizzare i cittadini sulla questione della raccolta differenziata dei rifiuti. Per assistere al concerto si pagherà il biglietto d'ingresso con una originale forma di moneta: si dovrà portare una quota fissa di rifiuti differenziati (ad esempio 5 bottiglie di plastica, 4 giornali e 2 bottiglie di vetro). "Abbiamo inventato questa formula per riappropriarci di un territorio martoriato da infiltrazioni camorristiche e dall'emergenza rifiuti", dice Giusi Guido, presidente dell'associazione Onlus Placido Rizzotto che ha promosso l'iniziativa. "Vogliamo portare il deserto in piazza - prosegue - L'obiettivo è più ampio: dare un segnale di partecipazione". Tra i protagonisti della rassegna spiccano i Bidon Villarik, gruppo aperto di percussionisti guidato da Lello Cardone che "suona" reti di materassi, cestelli di lavatrici, bidoni di ogni forma e specie, lamiere, fusti del carburante, vecchi mobili, tubolari di alluminio. "Il monnezza sound - spiega Cardone - non lascia spazio a spiegazioni eleganti. Suoniamo strumenti ricavati da rifiuti e basta. Cerchiamo di sensibilizzare la gente dal basso. Organizziamo laboratori, ospitiamo ragazzi che hanno bisogno di fare qualcosa. Non siamo a caccia di contratti discografici". I Bidon seguono l'esempio dei Bungt Bangt, gruppo guidato da Maurizio Capone che ha lanciato l'idea in epoca non sospetta, nel lontano 1999. La strumentazione è composta di bidoni della spazzatura, lattine, vecchie pentole, secchi di metallo, tubi di plastica e di metallo, utensili da lavoro, bombole del gas, bottiglie, lamine di metallo. Per il gruppo è in arrivo il terzo disco: entro l'estate uscirà "Dura Lex". "Vedo con soddisfazione che il nostro discorso è stato raccolto - dice il percussionista - Napoli ha bisogno di essere rappresentata in modo diverso. Oggi la sua immagine è giocata sulla cartolina-immondizia, Bassolino è diventato un personaggio scomodo, l'industria non ha interesse a scovare qui nuovi talenti. Eppure questa è la città meno di plastica della nazione. E allora, se non ci diamo una mossa noi?". Sugli schermi cittadini è arrivato da pochi giorni il film-documentario "Biutiful Cauntri", opera di denuncia durissima diretta da Esmeralda Calabria, Andrea D'Ambrosio e Peppe Ruggiero. Il brano che suona sui titoli di coda è un altro esempio di "monnezza sound". Si intitola "In Campania" ed è interpretata dai Paranza Vibes, gruppo reggae di Pontecagnano, in provincia di Salerno. Il testo è esplicito fin dalla prima nota. Parla di bambini nati già con tumori e ha un ritornello di grande effetto che fa: "I' so nnato in Campania, addo' cummanna l'ecomafia, nuie tenimm 'o core chin'e tristezza e che a me m'a acciso 'a puzza e munnezza" ("Sono nato in Campania, dove comanda l'ecomafia; abbiamo il cuore pieno di tristezza, è che mi ha ucciso l'odore di immondizia"). La scena napoletana vive un momento molto vivace: si va dall'elettronica degli Atari al pop british oriented dei Pipers, dal teatro-canzone di Giovanni Maria Block al rap di Svez e di Sangue Mostro. Che qualcosa si stia muovendo sul serio lo testimonia il ritorno a Napoli di Willy David, per anni manager di Pino Daniele, Tony Esposito e Tullio De Piscopo, tra gli altri. David sta producendo una compilation di giovani promesse intitolata "Virus Vitalis". "Ho riscoperto questa città e l'ultima generazione di musicisti - dice - Per le multinazionali sono rifiuti? Li raccolgo io e li riciclo come fermenti attivi. Ragazzi come J. J. Gennà, Germana Grano, Silvio Talamo, Claudia Sorvillo, SenzaLegge, Ramona, Letti Sfatti sono nati tra i deboli della musica. Lo chiameremo junk power, il potere dei rifiuti. Lo diceva anche De Andrè che "dal letame nascono i fiori"".

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Veltroni: il mio rivale avvelena la democrazia (sezione: Monnezze)

( da "Corriere della Sera" del 10-04-2008)

Argomenti: Monnezza

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-04-10 num: - pag: 5 categoria: REDAZIONALE Veltroni: il mio rivale avvelena la democrazia E Prodi dal palco: mondo sgomento se vincerà il Cavaliere. Il leader pd a Napoli abbraccia Bassolino "Povero Casini, ormai viene evocato come fosse Girolimoni". Sul palco anche Follini Conclude Venditti DAL NOSTRO INVIATO NAPOLI - Finora è il bagno di folla più imponente del giro d'Italia in pullman: piazza Plebiscito stracolma, con gli organizzatori che parlano di 100 mila persone. Proprio a Napoli, nella "capitale del Sud" di cui tutti nel Pd, e anche lui, avevano paura dopo lo scandalo dei rifiuti. Veltroni risolve ringraziando dal palco Antonio Bassolino per il passato (il "bene che ha fatto alla Campania") e per il futuro, dato che ha promesso che lascerà fra un anno. Anche da questa piazza continua a rispondere a Silvio Berlusconi, che lancia i suoi proclami contro la "sinistra stalinista" e polemizza con magistrati e istituzioni. Da Roma, registrando Porta a Porta e in altre interviste, se l'era presa con l'ipotesi di dimissioni di Napolitano in cambio della presidenza di una delle due Camere al Pd: "è l'ennesimo tentativo di avvelenare la vita democratica del Paese". E ancora: "I miei avversari hanno detto tante cose, in generale ispirate ad un principio: l'odio". Sono parole forti, come quelle che pronuncia a Napoli. Prima di lui parla Massimo D'Alema, reduce dal tentativo di far risalire il Pd in Campania, dopo lo strappo di De Mita e la bufera dei rifiuti. Riconosce su questo tema "le responsabilità di tutti, anche le nostre", ma se la prende soprattutto con la Lega: "C'è chi in Italia sputa sul Tricolore". è un attacco, quello contro il Carroccio, che ripete con forza anche Veltroni. Che parla anche di Casini: "Ormai viene evocato come fosse Girolimoni". Poi però torna sul Cavaliere. Fa presente che "solo un punto su quattro del famoso contratto con gli italiani del 2001 è stato rispettato". E allarga l'offensiva ai suoi collaboratori prendendosela con Marcello Dell'Utri che il giorno prima aveva definito "eroe" lo stalliere Vittorio Mangano, condannato in primo grado all'ergastolo per associazione mafiosa: "I nostri eroi sono Falcone e Borsellino". Subito dopo si rivolge a un gruppo di giovani che sono sotto il palco: "Alzate, alzate bene quei cartelli". Portano ognuno il nome di un quartiere di Napoli o di un Comune dell'hinterland insieme al clan della camorra che lo domina. E con forza Veltroni si mette a declamare i nomi di quelle famiglie: "Barrato, Ascione, Nuvoletta, Sarno, Pagano, Vollaro, Birra, Baratto...". E così via, tra gli applausi e, al tempo stesso, lo stupore della folla di piazza Plebiscito, che forse non si aspettava una denuncia così esplicita. E alla fine il comizio si trasforma in concerto con Antonello Venditti. Scende dal palco Marco Follini, capolista al Senato: "Non mi aspettavo un'accoglienza così calorosa, anche alla mia persona". Si commuove Rosa Russo Iervolino: "Una piazza fantastica ". E se ne va anche Walter perché deve raggiungere Bologna, dove l'attende Romano Prodi: "L'ipotesi di una vittoria di Berlusconi in Europa e nel mondo provoca sgomento". Roberto Zuccolini Bologna, piazza Maggiore L'abbraccio tra Romano Prodi e Walter Veltroni ieri sera sul palco \\ Il leader cita Eduardo De Filippo: "Ha da passà a nuttata".

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E a Napoli un Veltroni come Pino Daniele (sezione: Monnezze)

( da "Manifesto, Il" del 10-04-2008)

Argomenti: Monnezza

Un trionfo nella sfida del palcometro con Berlusconi. Piazza Plebiscito piena solo come ai concerti E a Napoli un Veltroni come Pino Daniele Francesca Pilla Napoli E' il palco l'oggetto dei desideri. Il simbolo che nella manifestazione conclusiva di Veltroni al Sud doveva essere conquistato per conquistare la piazza. E' cosi che il palco arretra rispetto al comizio berlusconiano, per non far diventare il Plebiscito di Napoli uno studio televisivo. Che il palco viene negato a Bassolino quando lunedì aveva annunciato le sue dimissioni - già scontate - nel 2009, solo per salirci. E' sempre il palco a farsi promontorio da cui guardare la scenografia che è preparata, ma deve sembrare spontanea. I cartelloni colorati con i nomi dei boss e contro la camorra, 12 gazebo, per ogni punto del programma, il video di Ettore Scola. Il palco da dove dire che se le elezioni si misurassero con la guerra delle piazze il Pd avrebbe già stravinto. Sì, perché la scelta di competere in Campania attraverso il palcometro con il centrodestra, paga. Veltroni ha schiacciato il Berlusconi di 5 giorni prima che ne aveva occupato due terzi sono con le transenne. La piazza di Walter è stracolma, come è accaduto solo per i concerti di Sting, Santana, Pino Daniele. La "ragazza" di Veltroni, Cristina Mastropasqua, 19 anni, la più giovane delegata campana all'assemblea costituente del Pd, brava come una veterana, urla: "La piazza sta esplodendo: siamo 100mila". Dalla platea dicono di più. Si saranno contati? Di sicuro la macchina organizzativa guidata da Antonio Marciano, l'uomo di Bassolino che ha un'esperienza decennale nei "grandi eventi", ha portato più di 200 pullman e richiamato all'ordine lo stato maggiore del Pd. Tutti presenti, dai pezzi grossi, come il ministro uscente Luigi Nicoalis e il sindaco Iervolino, a quelli che hanno paura di perdere la poltrona, gli assessori regionali Ennio Cascetta e Andrea Cozzolino, fino al figliol prodigo Nicola Oddati tornato nel Pd dopo "attenta riflessione". Ma la platea è eterogenea. C'è quella tirata a lucido che rappresenta il potere bassoliniano, difficile da intaccare nonostante gli scandali perché costruito su 15 anni di do ut des, e quella spontanea con la voglia di crederci ancora. Circoli grandi e piccoli, nonne che dicono Walter sei grande, i napoletani veraci con i cartelli "Se po' fa", i ragazzi con i piercing, i rappresentanti sindacali in borghese, le famiglie con i bambini. Questa è l'altra Napoli un po' più distinta e educata, anche nella sua componente popolare, rispetto alla piazza berlusconiana di venerdì scorso. La città del Pd che ormai legge più Repubblica dell'Unità. In ogni caso il colpo d'occhio è tutto: sono tanti davvero. Antonio Bassolino si butta tra la folla e viene sommerso. E' la sua piazza, delle vittorie da sindaco nel '93 e nel '96 e qui viene acclamato tra un "tieni duro" e un "si tropp' bell'". Arriva il pullman di Veltroni ed è rissa tra i sostenitori, i reporter e il servizio d'ordine. Qualcuno dice che Walter e Antonio si sono abbracciati e scatta l'applauso, ma in pochi li hanno visti. Il governatore resta in prima fila e alla fine il leader del Pd lo ringrazierà per il lavoro svolto. Ma prima deve riuscire a domare e vincere un palco difficile, in una città dove l'ex-centrosinistra ha fallito alla grande e non solo sull'affare rifiuti. Dove il consiglio e la giunta regionale sono stati decapitati da inchieste per corruzione, per truffe in appalti pubblici, per lottizzazioni al limite dell'estorsione, per una gestione che ha bucato più di un bilancio (quello della sanità solo per fare un esempio). Veltroni inizia il suo comizio sapendo che se dovesse vincere in Campania (una bestemmia) avrebbe vinto al Senato: "Siete il coronamento della mia 109esima tappa, tutto il paese ha Napoli nel cuore". Quindi invoca l'unità d'Italia, richiama al valore del Mezzogiorno che può dare una mano al nordest (non si è sognato però di dirlo in quelle terre all'inizio del tour), elogia una regione che non è solo rifiuti, ma imprenditoria e talento. Nomina più di dieci clan e ripete lo slogan già usato in Sicilia: "Non votateci". Poi chiude nuovamente con la metafora calcistica sulla vittoria dell'Italia nell'82 e dice che lunedì si passerà dal "si può fare" all'abbiamo fatto. Così arriva l'agognata standing ovation dei 100mila, per lui e i suoi capilista, al senato e a Napoli, Marco Follini e Massimo D'Alema. Qui ce l'hanno fatta, chi l'avrebbe detto.

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"che errore vedere solo i rifiuti" - dario del porto (sezione: Monnezze)

( da "Repubblica, La" del 11-04-2008)

Argomenti: Monnezza

Pagina V - Napoli Il personaggio Olga D'Antona, candidata per il Pd alla Camera, pendolare della campagna elettorale "Che errore vedere solo i rifiuti" Nominati e non eletti a causa di una legge sbagliata, siamo i primi a soffrire di questa situazione DARIO DEL PORTO Un appello agli indecisi e un altolà a chi, come Fausto Bertinotti, ha alzato i toni del dibattito politico: così Olga D'Antona, parlamentare uscente, oggi candidata per il Partito democratico alla Camera nel collegio Campania 1, commenta gli ultimi fuochi di una campagna elettorale massacrante nella quale si è tuffata con entusiasmo: "Vengo a Napoli tutti i giorni ? racconta ? faccio la pendolare viaggiando in treno. Questa città trasmette energia, non è solo rifiuti. Sa esprimere molte altre cose che, irresponsabilmente, vengono taciute". Eppure, onorevole D'Antona, uno dei temi portanti di questa campagna elettorale non poteva che essere proprio l'emergenza rifiuti. "Ma Napoli è molto altro: è un centro di cultura, di innovazione, di eccellenza. Nei giorni scorsi sono stata in un'azienda e ho potuto vedere operai in tuta, davanti alla lavagna, che seguivano un corso di formazione, e l'orgoglio di quell'imprenditore quando diceva che, nell'80 per cento dei casi, questo percorso si conclude con un'occupazione stabile. Ecco, mi sono resa conto di cosa significhi un Paese dove imprenditore e lavoratore creano insieme sviluppo". Mercoledì sera però Fausto Bertinotti, parlando dal palco di piazza Dante, ha evocato la metafora del lupo e dell'agnello: il secondo, ha detto il candidato premier della Sinistra Arcobaleno riferendosi agli operai, sarà sempre mangiato dal primo. "Io preferisco pensare a due figure che insieme creano sviluppo per uscire dalla crisi. Questo non vuol dire che il conflitto non esista, ma chi ambisce a guidare il Paese ha l'onere di governarlo". Quando è arrivato in piazza Dante, Bertinotti è stato accolto da slogan contro il lavoro precario ma anche da qualche coro ostile nei confronti della Regione. Qual è la sua opinione? "I toni aggressivi non mi piacciono. Mai. Non dimentichiamo che questo è un Paese nel quale il germe della violenza politica continua a rappresentare una minaccia. Per questo ci vuole senso di responsabilità". Quando la sua candidatura è stata ufficializzata, il sindaco Rosa Russo Iervolino si è schierato immediatamente al suo fianco. "Tra di noi c'è grande stima. Rosetta Iervolino è una di quelle donne nelle quali mi posso riconoscere". Le immagini delle strade invase dalla spazzatura però rischiano di travolgere, oltre alla gestione del governatore Antonio Bassolino, anche Palazzo San Giacomo. "Non credo che Rosetta meriti questo clima, anche perché le responsabilità della crisi dei rifiuti hanno coinvolto un'intera classe dirigente e da molto tempo". Bassolino ha annunciato che tra un anno si farà da parte. Lei che pensa di questa mossa? "Bassolino è l'unico che ha fatto un'assunzione di responsabilità. Non abbandona la nave che affonda ma è anche consapevole della necessità di un cambiamento". Le liste del Pd in Campania sono state criticate per il numero di candidati "paracadutati" da altre regioni. Lei si sente una di questi? "Alla mia prima elezione mi sono guadagnata i voti uno a uno. Oggi siamo nominati in Parlamento a causa di una legge elettorale che non abbiamo mai condiviso, e abbiamo fatto di tutto per cambiare. Noi siamo i primi a soffrire di questa situazione. Certo, potevo restare a casa a seguire comodamente la campagna elettorale in televisione. Invece sono qua a fare il mio lavoro, perché amo la politica e mi piace praticarla". Altri candidati, invece, da queste parti non si sono quasi mai visti. "Degli altri non so, sono stata così impegnata che non ho avuto il tempo di guardarmi intorno". Ritiene anche lei che, in Campania, ci saranno molti astenuti? "Il rischio esiste. Per questo motivo, alla fine di ogni manifestazione, rivolgo un appello a chi in questi anni ha sofferto ed è rimasto deluso. Bisogna cercare di trasmettere il senso di un cambiamento che garantisce la speranza di un futuro migliore: la Campania potrà dirci se ci saremo riusciti. Ho un buon presentimento".

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Tremonti alla conquista degli industriali - ottavio lucarelli (sezione: Monnezze)

( da "Repubblica, La" del 11-04-2008)

Argomenti: Monnezza

Pagina V - Napoli Tremonti alla conquista degli industriali Rilancia la Banca del Sud. "E per la malasanità serve un generale" "In Campania non ci sono epidemie ma si spende di più, bisogna fare chiarezza" OTTAVIO LUCARELLI "se dovessi nominare un commissario per la sanità in Campania la prima figura che mi viene in mente è quella di un generale dei carabinieri, l'uomo giusto per andare a scovare i ladri". Un tour tra Caserta e Napoli, per conquistare il cuore degli industriali, segna la giornata dell'ex ministro Giulio Tremonti, uno dei colonnelli inviati dal Pdl nelle ultime ore di campagna elettorale. Tremonti ha il compito di tirare la volata del centrodestra in Campania e nel corso del suo viaggio si scaglia a più riprese contro la Regione: "In Italia c'è una sanità che funziona ma non dappertutto. Non è questione di Nord e Sud, di destra o sinistra ma, piuttosto, di amministrazioni oneste da altre inquinate dalla criminalità che è di due tipi. Ci sono i criminali comuni e quelli politici. Questi ultimi hanno il colletto bianco e se ci sono differenziali nella sanità sono malavita e corruzione di chi la amministra a partire dalla Campania. Perché se uno mi dimostra che in Campania ci sono epidemie e fattori avversi che possono giustificare una maggiore spesa posso pure capire, ma siccome non è così e la Puglia ha i conti in pareggio e la Campania no, la differenza non si chiama sanità ma criminalità". Una bordata, non l'unica contro la Regione. Una seconda staffilata Tremonti la riserva direttamente a Bassolino commentando la citazione di Eduardo De Filippo fatta giovedì in piazza del Plebiscito da Walter Veltroni: "'A nuttata a Napoli passerà solo quando da qui andrà via Antonio Bassolino". E ancora sulla Regione a proposito di spesa dei fondi europei: "I fondi pubblici devono essere concentrati su alcuni grandi obiettivi e non dispersi. Non è che al Sud manchino, il problema è che sono spesi in modo irrazionale. E se si va avanti così la questione meridionale continuerà a crescere". Una strategia, la concentrazione dei fondi su quattro o cinque obiettivi, che è stato il messaggio forte della campagna di Stefano Caldoro, numero tre del Pdl a Napoli dietro Berlusconi e Fini. Ieri Caldoro ha seguito Tremonti per l'intera giornata assieme a diversi candidati del centrodestra tra i quali Nicola Cosentino, Luigi Cesaro, Mario Landolfi, Maurizio Iapicca e Giancarlo Laurini, che ha organizzato un incontro a ora di colazione per la presentazione dell'ultimo libro di Tremonti. L'ultima bordata l'ex ministro l'ha riservata al caso Bagnoli: "Da ministro dell'Economia ricordo che grandi quantità di denaro sono state trasferite dallo Stato. Chiedo a Bassolino e Iervolino che fine hanno fatto quei soldi". Con replica serale del vicesindaco Tino Santangelo: "Tremonti fa finta di non ricordare che proprio quando lui era ministro ci vollero oltre tre anni per sbloccare i fondi per la bonifica che erano stati stanziati nel Duemila dal centrosinistra. Peraltro finora alla società Bagnolifutura sono giunti 7.5 milioni, il dieci per cento dello stanziamento". Una giornata che l'ex ministro aveva avviato incontrando gli industriali a Caserta e Napoli per rilanciare una vecchia idea: "Il Sud deve avere una nuova banca. è l'unica area europea a non averla. Dicono che non serve? Noi vogliamo farla". All'Unione industriali di piazza dei Martiri nasce il progetto di una cordata tra le "Popolari" del Mezzogiorno di fronte a un sempre più scettico Gianni Lettieri, leader degli industriali napoletani, che in quella Banca ci crede sempre meno.

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Torre: <La città chiede legalità e meno rifiuti> (sezione: Monnezze)

( da "Giornale.it, Il" del 11-04-2008)

Argomenti: Monnezza

N. 87 del 2008-04-11 pagina 4 Torre: "La città chiede legalità e meno rifiuti" di Antonino Torre Il comitato antidegrado, costituito dal generale Antonino Torre per coinvolgere i cittadini nell'azione di denuncia dei mali che "hanno trasformato la città eterna in una sorta di capitale del terzo mondo", è in piena attività. Decine di romani con telefonate e sms al numero 3396746076 o spedendo e-mail all'indirizzo ilgranatiere@libero.it segnalano le situazioni di grave disagio che affliggono la città. C'è di tutto: mancanza di sicurezza nelle strade, in particolare nelle ore notturne e in molte stazioni periferiche della metropolitana, completamente abbandonate dalle forze dell'ordine e prive di idonea illuminazione; spazzatura e rifiuti urbani che stanno raggiungendo in molte zone della città livelli inaccettabili; insediamento di stranieri irregolari in baracche costruite in molte zone anche centrali della capitale; permanenza, giorno e notte, di molti sventurati senza fissa dimora in zone di pregio come in piazza Santa Maria Maggiore e sul piazzale della stazione Termini; mancanza assoluta di rispetto dei monumenti che, molto spesso, diventano luogo di sosta di teppisti ubriachi. Torre, candidato al comune per la "Lista civica per Alemanno sindaco", sta organizzando con i suoi collaboratori le modalità per rendere pubblica e tangibile la protesta dei cittadini. "Rutelli - spiega il generale - invece di dire quello che cercherà di fare dovrebbe spiegarci ciò che hanno fatto lui nei suoi due mandati e poi il suo successore Veltroni, che lo ha degnamente sostituito per poi proporsi alla guida del paese. I romani sono stanchi e non hanno nessuna intenzione di finire come la Napoli di Iervolino e Bassolino". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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PDL, L'ULTIMO ATTACCO LA SINISTRA SI VERGOGNI (sezione: Monnezze)

( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 11-04-2008)

Argomenti: Monnezza

VERSO IL VOTO DEL 13 APRILE Il Cavaliere conferma: in città il primo Consiglio dei ministri Il lapsus: parla di Cda SALVO SAPIO Napoli come tema centrale della campagna elettorale, tanto che Silvio Berlusconi torna a parlarne nell'appuntamento televisivo clou, la registrazione della puntata preelettorale di "Porta a Porta". "Confermo che terrò a Napoli il mio primo consiglio di amministrazione". Questo il lapsus che coglie Silvio Berlusconi durante la registrazione, con Bruno Vespa che corregge subito il leader del Pdl: "Consiglio dei ministri". Berlusconi ha parlato di Napoli e della Campania, dove "l'emergenza rifiuti ha portato cose drammatiche e speriamo che non porti malattie con l'aumentare del caldo. Punto a riportare Napoli e la Campania al giusto livello di civiltà e a tornare alla ribalta per le sue bellezze sugli schermi di tutte le tv". Accuse al centrosinistra arrivano, invece, da Mara Carfagna, candidata per il Pdl in Campania 2. "La Campania non merita lo stato di degrado politico, economico e civile cui è stata ridotta e le cui responsabilità politiche sono precise e attribuibili ai quindici anni di gestione del centrosinistra. Serve una nuova classe dirigente che davvero abbia a cuore gli interessi della regione e operi per migliorare la vita dei suoi abitanti. La questione rifiuti, ad esempio, - ha detto la Carfagna - poteva essere tranquillamente risolta importando un modello di gestione incentrato su raccolta differenziata, incentivi fiscali per favorirla, impianti di termovalorizzazione e di compostaggio. Per importare questo modello - ha aggiunto - serve una forte volontà politica che finora non c'è stata poiché finora ha prevalso la logica clientelare delle discariche". Ospite dell'ultimo giovedì elettorale del Pdl è Giulio Tremonti che ha attaccato gli enti locali a partire dalla bonifica incompiuta di Bagnoli: "Da ministro dell'Economia ricordo che grandi quantità di denaro sono state trasferite dallo Stato a Bagnoli. C'è una domanda da fare con unico indirizzo d'arrivo Bassolino e Iervolino: che fine hanno fatto quei soldi, e non dicano che non ci sono stati. Consiglio ai giornalisti di fare un'inchiesta su questo". Tanti gli appuntamenti per Tremonti. Centrale quello all'Unione industriali dove ha affrontato il tema della Banca del Sud con il presidente Lettieri. Notoriamente contrario il leader degli imprenditori, a lui Tremonti ha spiegato che "è importante che ci sia una realtà bancaria legata al territorio, su questa base penso sia importante pensare ad un coordinamento delle banche popolari". Eppoi l'attacco al Pd. "D'Alema - spiega Tremonti - dice che il federalismo fiscale è una vera follia. Forse sua eccellenza D'Alema non ha letto il programma del Pd. Io l'ho fatto, e se gli dà uno sguardo anche lui ce lo trova dentro. Per la Banca del Sud D'Alema dice che è una proposta demagogica. Su questo non intendo polemizzare con sua eccellenza che notoriamente ha una conoscenza superiore alla mia del mondo bancario. Ricordo però che anche del 5 per mille D'Alema disse che era una fantasia di Tremonti. Poi l'hanno fatto sedici milioni di italiani". E sulla Campania Tremonti ha ancora toni molto duri: "Quando Veltroni dice che "ha da passà a nuttata" credo parli di se stesso. La nottata qui in Campania passerà quando passerà Bassolino. Se ti vergogni del tuo passato recente i cittadini non si fideranno del tuo futuro".

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Pizzo, appalti e pentiti. Giallo a Gela (sezione: Monnezze)

( da "Manifesto, Il" del 12-04-2008)

Argomenti: Monnezza

Alfredo Pecoraro Gela (Caltanissetta) Pizzo, appalti, immondizia e pentiti: sono gli ingredienti di una vicenda complicata, che ha come scenario Gela, la città del petrolchimico, dove il sindaco, Rosario Crocetta, da anni combatte una dura battaglia contro Cosa nostra. Sette imprenditori da tre giorni sono barricati sopra il tetto della palazzina, dove ha sede l'Ato Ambiente CL2, la società d'ambito che controlla il sistema dei rifiuti nella fascia sud della provincia di Caltanissetta. Alla società gli industriali, raggruppati nell'associazione d'impresa Ecocet, contestano di avere "confezionato" il bando per l'affidamento del servizio per lo smaltimento della spazzatura in modo da escludere il loro raggruppamento. In ballo non ci sono solo 22 milioni di euro, il valore della gara. Gli imprenditori esclusi da sette anni gestiscono il servizio e sono gli stessi che hanno denunciato i propri estortori, determinando l'avvio di un processo ancora in corso contro il racket. Ora però si sentono isolati. Al loro fianco si è schierato il sindaco Crocetta, ma anche la Cgil, la Legacoop e le associazioni antiracket, che appoggiano la richiesta della Econet di annullare la gara e di riscrivere il bando. Il sindaco e gli imprenditori sono convinti che l'ecomafia stia tentando di controllare uno degli appalti pubblici più ricchi della zona. Sotto accusa ci sono le regole del bando, aggiudicato quattro giorni fa: ai partecipanti veniva chiesta una "capacità tecnica" di 21 milioni e 600 mila euro, pari all'ammontare della base d'asta dell'appalto. Ciò ha provocato l'esclusione degli imprenditori uscenti, che non potevano arrivare a quella cifra, anche perché, dicono, "avendo denunciato di essere vittime del pizzo, non abbiamo trovato altri soci disposti a mettere i propri capitali". Tra i criteri più contestati c'è l'affidamento per due anni del sevizio, con una proroga di altri due anni ma solo se la quota di raccolta differenziata raggiungerà il 50%, oggi è intorno al 5%. Quindi, a dire degli esclusi, impossibile. L'unica a partecipare alla gara è stata una ditta di Rozzano (Milano), collegata a una impresa di Gela, che ha vinto il bando con un ribasso dello 0,01%. Negli ultimi mesi la storia della Econet è al centro del processo aperto in seguito all'inchiesta che ha svelato il giro di estorsioni attorno alla raccolta dei rifiuti nella provincia nissena. Secondo alcuni pentiti, ascoltati a Firenze, gli imprenditori avrebbero trovato la forza di ribellarsi al pizzo dopo avere pagato per anni la tangente alle cosche. In cambio del denaro il clan di Gela avrebbe tenuto alla larga altre ditte dall'appalto per il servizio. L'Econet ha annunciato il ricorso al Tar, mentre gli imprenditori barricaderos aspettano risposte dalla Prefettura, che sta seguendo la vicenda. Oltre all'annullamento della gara, l'Ati chiede all'Ato rifiuti CL2 il pagamento di somme arretrate pari a 6 milioni e denuncia il rischio che vengano perduti cento posti di lavoro.

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