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toARTICOLI DAL 10 al 12 aprile
2008 #TOP
Walter
supera l'esame plebiscito "massimo, guarda quanti siamo" - angelo
carotenuto ( da "Repubblica, La"
del 10-04-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract: Infatti qui la Iervolino le ha fermate. "Ma la Regione sovvenziona troppe linee di autobus", protesta Patrizio Milo. Enzo Rusciano spiega meglio di tutti quant'è profondo il malumore: "Se il tassametro segna 9 euro, uno di sinistra ti paga 9 euro. Invece uno di destra te ne dà 10".
Veltroni,
missione campania "primarie per la regione" - ottavio lucarelli
( da "Repubblica,
La" del 10-04-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract: anche il sindaco Rosa Russo Iervolino, il ministro Luigi Nicolais, l'assessore regionale alla Sanità Angelo Montemarano. Sul palco Veltroni, ma anche Cristina Mastrapasqua che arriva da Pomigliano ed è la più giovane componente dell'assemblea costituente del Pd. Sul palco Follini e Massimo D'Alema che ha aperto la manifestazione parlando anche lui della svolta annunciata per il 2009:
Pagina
XIII - Napoli i è detto più volte, su queste pagine, che il capolinea di
Bassolino sarebbero ... ( da "Repubblica, La"
del 10-04-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract: che il capolinea di Bassolino sarebbero state le elezioni europee del 2009. Stessa scadenza si è ipotizzata per la Iervolino, sin dall'atto della sua rielezione, nel 2006. E ciò naturalmente non sulla base di semplici supposizioni, ma riecheggiando voci molto attendibili provenienti da Roma, da Santa Lucia e Palazzo San Giacomo.
La
rivolta pop si chiama "monnezza sound" - alfredo d'agnese napoli
( da "Repubblica,
La" del 10-04-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract: ecomafia, nuie tenimm 'o core chin'e tristezza e che a me m'a acciso 'a puzza e munnezza" ("Sono nato in Campania, dove comanda l'ecomafia; abbiamo il cuore pieno di tristezza, è che mi ha ucciso l'odore di immondizia"). La scena napoletana vive un momento molto vivace: si va dall'elettronica degli Atari al pop british oriented dei Pipers,
Veltroni:
il mio rivale avvelena la democrazia
( da "Corriere
della Sera" del 10-04-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract: Si commuove Rosa Russo Iervolino: "Una piazza fantastica ". E se ne va anche Walter perché deve raggiungere Bologna, dove l'attende Romano Prodi: "L'ipotesi di una vittoria di Berlusconi in Europa e nel mondo provoca sgomento". Roberto Zuccolini Bologna, piazza Maggiore L'abbraccio tra Romano Prodi e Walter Veltroni ieri sera sul palco \\ Il leader cita Eduardo De Filippo:
E
a Napoli un Veltroni come Pino Daniele
( da "Manifesto,
Il" del 10-04-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract: uomo di Bassolino che ha un'esperienza decennale nei "grandi eventi", ha portato più di 200 pullman e richiamato all'ordine lo stato maggiore del Pd. Tutti presenti, dai pezzi grossi, come il ministro uscente Luigi Nicoalis e il sindaco Iervolino, a quelli che hanno paura di perdere la poltrona, gli assessori regionali Ennio Cascetta e Andrea Cozzolino,
"che
errore vedere solo i rifiuti" - dario del porto
( da "Repubblica,
La" del 11-04-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract: il sindaco Rosa Russo Iervolino si è schierato immediatamente al suo fianco. "Tra di noi c'è grande stima. Rosetta Iervolino è una di quelle donne nelle quali mi posso riconoscere". Le immagini delle strade invase dalla spazzatura però rischiano di travolgere, oltre alla gestione del governatore Antonio Bassolino, anche Palazzo San Giacomo.
Tremonti
alla conquista degli industriali - ottavio lucarelli
( da "Repubblica,
La" del 11-04-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract: Chiedo a Bassolino e Iervolino che fine hanno fatto quei soldi". Con replica serale del vicesindaco Tino Santangelo: "Tremonti fa finta di non ricordare che proprio quando lui era ministro ci vollero oltre tre anni per sbloccare i fondi per la bonifica che erano stati stanziati nel Duemila dal centrosinistra.
Torre:
<La città chiede legalità e meno rifiuti>
( da "Giornale.it,
Il" del 11-04-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract: invece di dire quello che cercherà di fare dovrebbe spiegarci ciò che hanno fatto lui nei suoi due mandati e poi il suo successore Veltroni, che lo ha degnamente sostituito per poi proporsi alla guida del paese. I romani sono stanchi e non hanno nessuna intenzione di finire come la Napoli di Iervolino e Bassolino". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
PDL,
L'ULTIMO ATTACCO LA SINISTRA SI VERGOGNI
( da "Mattino,
Il (Nazionale)" del 11-04-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract: è una domanda da fare con unico indirizzo d'arrivo Bassolino e Iervolino: che fine hanno fatto quei soldi, e non dicano che non ci sono stati. Consiglio ai giornalisti di fare un'inchiesta su questo". Tanti gli appuntamenti per Tremonti. Centrale quello all'Unione industriali dove ha affrontato il tema della Banca del Sud con il presidente Lettieri.
Pizzo,
appalti e pentiti. Giallo a Gela ( da "Manifesto, Il"
del 12-04-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract: Il sindaco e gli imprenditori sono convinti che l'ecomafia stia tentando di controllare uno degli appalti pubblici più ricchi della zona. Sotto accusa ci sono le regole del bando, aggiudicato quattro giorni fa: ai partecipanti veniva chiesta una "capacità tecnica" di 21 milioni e 600 mila euro, pari all'ammontare della base d'asta dell'appalto.
( da "Repubblica, La" del 10-04-2008)
Argomenti: Monnezza
Pagina III - Napoli All'arrivo
contestazione dei tassisti. Sul palco D'Alema e Follini. E il leader esulta
Walter supera l'esame Plebiscito "Massimo, guarda quanti siamo"
ANGELO CAROTENUTO è soltanto quando si spegne il faro puntato negli occhi che
Veltroni capisce davvero quanti sono in piazza. Ha appena finito di parlare dal
palco, volta la testa verso destra e s'avvicina all'orecchio di Massimo
D'Alema. "Guarda, la folla arriva fin laggiù". Laggiù è Santa Lucia,
il mare è coperto da un muro di teste e di bandiere. Le signore Flavia e Linda,
le mogli, sono lì a guardarli, dietro il telo bianco e sottile che separa il
palco dalle scalette. D'Alema fa sì col capo a Walter e un mezzo sorriso che
significa: a me lo dici? A lui che ha piazzato 50 iniziative tra Napoli e
provincia, in mezzo agli impegni tra ministro degli Esteri e da capolista in
Puglia. Lui che era qui per arginare la temutissima frana di consenso, e che
ancora non si ferma. Ieri a Bagnoli coi vertici della Stu (Papa e Hubler), oggi
nella "tana" dei commercianti, e ancora per un po' nelle strade con i
napoletani. Ecco perché una piazza così piena sorprende più Walter che lui.
"E sciogliti un po', Massimo", lo abbraccia Graziella Pagano,
presidente del Pd campano. "Sciogliermi? C'è mia moglie", scherza
D'Alema, dietro quel palco che poteva diventare un "caso" politico e
che invece Veltroni fa gestire con rigore. Qualche candidato che prova a
infiltrarsi, a dire il vero, c'è. Qualcuno accenna un timido scavalcamento.
Lavoro per la security. L'ultima volta, un Plebiscito così s'era visto intorno
a Fabio Cannavaro. Nella notte in cui portò la Coppa del mondo a Napoli.
Qualcosa deve significare. "Non era pieno con Berlusconi, vero?", chi
sta intorno a Veltroni lo chiede e lo richiede. Lo sanno già, ma è bello sentire
la risposta. è bello sentirsi dire che il mare di Santa Lucia, sei giorni fa,
Berlusconi poteva vederlo benissimo. Aveva un'autostrada davanti. Se la sfida
della piazza fosse un set di tennis, il Pd l'avrebbe vinto 6-0. Per non dire
dell'età media. Il segnale di campo dei cellulari va e viene. La macchina
organizzativa, coordinata da Antonio Marciano, ha curato anche quei dettagli
trascurati dal Pdl: il palco è coperto perché con le nuvole non si sa mai, e
l'audio arriva fino in via Cesario Console. Giovani, giovani, giovani. Veltroni
non smette di parlarne. Mette alla giacca una delle resistenze elettriche
distribuite in piazza dai ragazzi di "I Care", il vecchio simbolo
della lotta ai clan. Venditti gli fa cenno con la mano "'A Walter, stringi".
Gira tra nove chitarre e un sax facendo l'imitazione di Bassolino:
"Io peeenso". E quella di Veltroni. Cambia la scaletta delle canzoni.
Cancella "Compleanno di Cristina" e aggiunge "Sotto il segno dei
Pesci". "Dolce Enrico, la canzone scritta per Berlinguer, non la faccio.
Ho scelto pezzi più duri". Dodici in tutto. Apre con "Dalla pelle al
cuore" e chiude con "Ricordati di me". Un ricordo napoletano, a
Veltroni, provano a lasciarlo i tassisti di piazza Garibaldi. Quando Walter
arriva alla stazione, uno parte con un coretto: "Sil-vio, Sil-vio".
Una decina di voci. Più tardi Antonio Di Sabato spiega: "Mica abbiamo
contestato solo noi, c'era anche altra gente". Spara una cifra:
"Duecento persone. Sembrava la curva di uno stadio". Salvatore Capuoto
racconta che la stessa cosa era successa in mattinata a Campi Flegrei a
D'Alema: "Ero anche lì". Reazioni? "Veltroni ha abbassato la
testa con un mezzo sorriso, D'Alema ha fatto la sua solita faccia". Ce
l'hanno con Veltroni, i tassisti, per la storia delle liberalizzazioni. "A
Roma ce n'è bisogno, ma qui no", dice Guglielmo Durante. Infatti qui la Iervolino le ha fermate. "Ma la Regione
sovvenziona troppe linee di autobus", protesta Patrizio Milo. Enzo
Rusciano spiega meglio di tutti quant'è profondo il malumore: "Se il
tassametro segna 9 euro, uno di sinistra ti paga 9 euro. Invece uno di destra
te ne dà 10".
( da "Repubblica, La" del 10-04-2008)
Argomenti: Monnezza
Pagina II - Napoli
Veltroni, missione Campania "Primarie per la Regione" In piazza la
folla incita Bassolino: "Non mollare"
Migliaia alla manifestazione, slogan, cartelli e adesivi contro la camorra
OTTAVIO LUCARELLI "In Campania è il momento di aprire una fase nuova con
un governo riformista. Lo faremo insieme, con le primarie". Walter
Veltroni di fronte ai settantamila di piazza del Plebiscito conferma che in
Regione si è chiuso un ciclo, che al massimo entro un anno come ha detto
Antonio Bassolino si tornerà alle urne e che il
candidato alla successione non sarà designato dall'alto ma verrà invece scelto
dalla base del Partito democratico. Sul palco il candidato premier con Massimo
D'Alema, Marco Follini e il segretario regionale Tino Iannuzzi. Tra la folla Bassolino che ascolta e ribalta la scena, incassando il
sostegno della gente che per due ore, senza sosta e senza alcuna contestazione,
lo incita continuamente: "Non mollare, Antonio. Non mollare. Questa piazza
l'abbiamo riempita per te. Vai avanti". Escluso dal palco per scelta di
Veltroni che ha voluto al suo fianco i capilista e il segretario regionale, Bassolino all'arrivo del bus verde lo rincorre e riesce
comunque ad abbracciarlo per poi ritrovare il contatto con la gente. Incassa
pacche sulle spalle, firma autografi, si fa scattare foto. La gente lo incita:
"Vai Antonio". E lui risponde a tutti: "Datevi da fare. Io tengo
duro". Dall'alto Veltroni ribadisce: "Ringrazio Bassolino
per tutto quello che ha fatto per questa città e per questa regione. Poi ci
sono le stagioni. Ed è il momento di aprire una fase nuova". Cita anche
Eduardo De Filippo: "Adda passà 'a nuttata, come ha detto il regista
Francesco Rosi, non si tratta di fatalismo. La mia è un'indicazione di volontà.
La notte passerà se noi la vorremo far passare per costruire il nuovo. Ma adda
passà 'a nuttata anche per quegli avversari che stracciano i programmi. Io i
programmi li leggo perché è così che si fa in democrazia. Adda passà 'a nuttata
degli odi e delle contrapposizioni". Una piazza gremita come non accadeva
da anni. Il Pd vince la sfida con il Pdl che la scorsa settimana aveva
utilizzato uno spicchio più ristretto dell'emiciclo e dal Plebiscito si alzano
settantamila "no alla camorra". Con tutta la piazza che si aggrega
allo slogan lanciato dalla sinistra giovanile assieme all'ex segretario Ds
Diego Belliazzi. Decine di cartelli con l'indicazione dei Comuni e dei
quartieri accoppiati ai rispettivi clan: Pianura-Varriale, Torre Annunziata-Gionta,
Pompei-Cesarano, Ercolano-Ascione, Barra-Aprea e così via. Una piazza contro la
camorra. Settantamila persone, quindicimila cartelli verdi "si può
fare", tremila bandiere. Tra la gente a distribuire adesivi "rifiuta
il pizzo" c'è anche Pina Picierno, la ventiseienne capolista del Pd nel
collegio Campania due per la Camera. Tra la gente anche il
sindaco Rosa Russo Iervolino, il ministro Luigi Nicolais, l'assessore regionale
alla Sanità Angelo Montemarano. Sul palco Veltroni, ma anche Cristina Mastrapasqua
che arriva da Pomigliano ed è la più giovane componente dell'assemblea
costituente del Pd. Sul palco Follini e Massimo D'Alema che ha aperto la
manifestazione parlando anche lui della svolta annunciata per il 2009:
"Questa Regione sarà poi chiamata a fare un bilancio. Bassolino
ha detto che si cambierà. Con un gesto di responsabilità si conclude una fase
della storia di questa terra perché il Pd è nato per rinnovare e non per
conservare. Berlusconi strumentalizza i rifiuti per un pugno di voti ma questa
terra non è solo emergenza, è una grande capitale del Mezzogiorno. è cultura,
imprese, ricerca, università. E presto la Campania tornerà alla normalità.
Berlusconi dice che verrà qui a Palazzo Reale, ma ha avuto cinque anni quando
era al governo. Perché non c'è venuto prima a risolvere i problemi?". Bassolino ascolta: "Bravo Massimo. Questa è la nostra
piazza, alla destra ha portato sempre male".
( da "Repubblica, La" del 10-04-2008)
Argomenti: Monnezza
Pagina XIII - Napoli
i è detto più volte, su queste pagine, che il capolinea di Bassolino sarebbero state le elezioni europee del 2009. Stessa scadenza si
è ipotizzata per la Iervolino, sin dall'atto della sua rielezione, nel 2006. E
ciò naturalmente non sulla base di semplici supposizioni, ma riecheggiando voci
molto attendibili provenienti da Roma, da Santa Lucia e Palazzo San Giacomo.
A suo tempo, quando si parlava di convincere la riluttante Rosetta ad accettare
la seconda candidatura a sindaco, si ebbe sentore anche di un'intesa raggiunta
tra D'Alema-Fassino da un lato e De Mita-Bassolino
dall'altro: nel
( da "Repubblica, La" del 10-04-2008)
Argomenti: Monnezza
Spettacoli La
rivolta pop si chiama "monnezza sound" Dalla crisi dei rifiuti la
città riprende slancio in musica con una miriade di nuovi gruppi. Come accadde nel
1980 dopo il terremoto Con amara ironia si pagherà l'ingresso al festival di
Melito con immondizia E c'è persino chi suona solo con strumenti costruiti con
i rifiuti riciclati ALFREDO D'AGNESE NAPOLI Qualcuno lo chiama "monnezza
sound", usando gioco e ironia per fotografare la nuova scena napoletana.
All'ombra del Vesuvio qualcosa sta cambiando. Colpa o merito dell'emergenza
rifiuti, del pericolo diossina, della crisi politica. Parole d'ordine:
dimenticare Pino Daniele, mettere da parte Gigi D'Alessio e la melodia facile.
L'unica grande industria discografica che da anni circola a Napoli è quella
della pirateria; l'altra, quella ufficiale, qui è assente da anni. Gli unici
gruppi a far parlare di sé, negli ultimi tempi, sono stati gli A67 e i Co Sang,
sdoganati dal vivere in zone a rischio e dall'effetto-Gomorra, il libro di
Roberto Saviano. Il caso immondizia è stato una scossa di terremoto forse
peggiore di quella che nel 1980 diede vita al movimento della
"Vesuwave". La reazione del mondo artistico non ha tardato a farsi
sentire. Su MySpace e nei club cittadini spuntano come funghi nuove realtà
musicali. Non è l'unico segnale di un risveglio forte. Da qualche giorno è nei
negozi il nuovo disco degli Almamegretta, "Vulgus" che segna un
parziale ritorno di Raiz nel gruppo. Il 18 aprile uscirà il nuovo album di Meg,
già cantante dei 99 Posse, intitolato "Psychodelice". Contiene un
brano, "Napoli Città Aperta" in cui Meg canta "Guarda come è
sola la mia città, sanguina come vena aperta?". Sono i fratelli maggiori
di una generazione cresciuta nell'era di Antonio Bassolino e delle guerre di
camorra, tra "neo Rinascimento" e sparatorie. Se le strade non
fossero state sommerse di rifiuti i problemi della città sarebbero restati
nell'ombra. Come fantasmi. I 24 Grana hanno scelto la poesia come arma di
reazione. E hanno intitolato il loro nuovo album "Ghostwriters".
"E' un disco di resistenza - dice il cantante del gruppo Francesco Di
Bella - Quando abbiamo cominciato a lavorare al disco ci siamo resi conto che
usare versi poetici sarebbe stato più efficace per aprire le coscienze e
parlare a tutti quelli che nel mondo vogliono capire che cosa sta accadendo
qui. Questa è l'immagine più esportabile della mia città. Napoli è irriverente,
non subisce gli eventi negativi in silenzio. Ne abbiamo dato un'immagine
diversa, l'abbiamo rappresentata come un luogo italiano e non come capoluogo
regionale". Il segno più evidente del "monnezza sound" viene
dalla provincia, C'è chi ha deciso di trasformare la protesta in atto di provocazione.
Dal 18 al 20 aprile a Melito, nell'hinterland partenopeo, si terrà il Melito
Music Fest, una rassegna che prova a sensibilizzare i cittadini sulla questione
della raccolta differenziata dei rifiuti. Per assistere al concerto si pagherà
il biglietto d'ingresso con una originale forma di moneta: si dovrà portare una
quota fissa di rifiuti differenziati (ad esempio 5 bottiglie di plastica, 4
giornali e 2 bottiglie di vetro). "Abbiamo inventato questa formula per
riappropriarci di un territorio martoriato da infiltrazioni camorristiche e
dall'emergenza rifiuti", dice Giusi Guido, presidente dell'associazione
Onlus Placido Rizzotto che ha promosso l'iniziativa. "Vogliamo portare il
deserto in piazza - prosegue - L'obiettivo è più ampio: dare un segnale di
partecipazione". Tra i protagonisti della rassegna spiccano i Bidon
Villarik, gruppo aperto di percussionisti guidato da Lello Cardone che
"suona" reti di materassi, cestelli di lavatrici, bidoni di ogni
forma e specie, lamiere, fusti del carburante, vecchi mobili, tubolari di
alluminio. "Il monnezza sound - spiega Cardone - non lascia spazio a
spiegazioni eleganti. Suoniamo strumenti ricavati da rifiuti e basta. Cerchiamo
di sensibilizzare la gente dal basso. Organizziamo laboratori, ospitiamo ragazzi
che hanno bisogno di fare qualcosa. Non siamo a caccia di contratti
discografici". I Bidon seguono l'esempio dei Bungt Bangt, gruppo guidato
da Maurizio Capone che ha lanciato l'idea in epoca non sospetta, nel lontano
1999. La strumentazione è composta di bidoni della spazzatura, lattine, vecchie
pentole, secchi di metallo, tubi di plastica e di metallo, utensili da lavoro,
bombole del gas, bottiglie, lamine di metallo. Per il gruppo è in arrivo il
terzo disco: entro l'estate uscirà "Dura Lex". "Vedo con soddisfazione
che il nostro discorso è stato raccolto - dice il percussionista - Napoli ha
bisogno di essere rappresentata in modo diverso. Oggi la sua immagine è giocata
sulla cartolina-immondizia, Bassolino è diventato un personaggio scomodo,
l'industria non ha interesse a scovare qui nuovi talenti. Eppure questa è la
città meno di plastica della nazione. E allora, se non ci diamo una mossa
noi?". Sugli schermi cittadini è arrivato da pochi giorni il
film-documentario "Biutiful Cauntri", opera di denuncia durissima
diretta da Esmeralda Calabria, Andrea D'Ambrosio e Peppe Ruggiero. Il brano che
suona sui titoli di coda è un altro esempio di "monnezza sound". Si
intitola "In Campania" ed è interpretata dai Paranza Vibes, gruppo
reggae di Pontecagnano, in provincia di Salerno. Il testo è esplicito fin dalla
prima nota. Parla di bambini nati già con tumori e ha un ritornello di grande
effetto che fa: "I' so nnato in Campania, addo' cummanna l'ecomafia, nuie tenimm 'o core chin'e tristezza e che a me m'a acciso 'a puzza
e munnezza" ("Sono nato in Campania, dove comanda l'ecomafia; abbiamo il cuore pieno di tristezza, è che mi ha ucciso l'odore
di immondizia"). La scena napoletana vive un momento molto vivace: si va
dall'elettronica degli Atari al pop british oriented dei Pipers, dal
teatro-canzone di Giovanni Maria Block al rap di Svez e di Sangue Mostro. Che
qualcosa si stia muovendo sul serio lo testimonia il ritorno a Napoli di Willy
David, per anni manager di Pino Daniele, Tony Esposito e Tullio De Piscopo, tra
gli altri. David sta producendo una compilation di giovani promesse intitolata
"Virus Vitalis". "Ho riscoperto questa città e l'ultima
generazione di musicisti - dice - Per le multinazionali sono rifiuti? Li
raccolgo io e li riciclo come fermenti attivi. Ragazzi come J. J. Gennà,
Germana Grano, Silvio Talamo, Claudia Sorvillo, SenzaLegge, Ramona, Letti
Sfatti sono nati tra i deboli della musica. Lo chiameremo junk power, il potere
dei rifiuti. Lo diceva anche De Andrè che "dal letame nascono i fiori"".
( da "Corriere della Sera" del 10-04-2008)
Argomenti: Monnezza
Corriere della Sera -
NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-04-10 num: - pag: 5 categoria:
REDAZIONALE Veltroni: il mio rivale avvelena la democrazia E Prodi dal palco:
mondo sgomento se vincerà il Cavaliere. Il leader pd a Napoli abbraccia Bassolino "Povero Casini, ormai viene evocato come
fosse Girolimoni". Sul palco anche Follini Conclude Venditti DAL NOSTRO
INVIATO NAPOLI - Finora è il bagno di folla più imponente del giro d'Italia in
pullman: piazza Plebiscito stracolma, con gli organizzatori che parlano di 100
mila persone. Proprio a Napoli, nella "capitale del Sud" di cui tutti
nel Pd, e anche lui, avevano paura dopo lo scandalo dei rifiuti. Veltroni
risolve ringraziando dal palco Antonio Bassolino per
il passato (il "bene che ha fatto alla Campania") e per il futuro,
dato che ha promesso che lascerà fra un anno. Anche da questa piazza continua a
rispondere a Silvio Berlusconi, che lancia i suoi proclami contro la
"sinistra stalinista" e polemizza con magistrati e istituzioni. Da
Roma, registrando Porta a Porta e in altre interviste, se l'era presa con
l'ipotesi di dimissioni di Napolitano in cambio della presidenza di una delle
due Camere al Pd: "è l'ennesimo tentativo di avvelenare la vita
democratica del Paese". E ancora: "I miei avversari hanno detto tante
cose, in generale ispirate ad un principio: l'odio". Sono parole forti,
come quelle che pronuncia a Napoli. Prima di lui parla Massimo D'Alema, reduce
dal tentativo di far risalire il Pd in Campania, dopo lo strappo di De Mita e
la bufera dei rifiuti. Riconosce su questo tema "le responsabilità di
tutti, anche le nostre", ma se la prende soprattutto con la Lega:
"C'è chi in Italia sputa sul Tricolore". è un attacco, quello contro
il Carroccio, che ripete con forza anche Veltroni. Che parla anche di Casini:
"Ormai viene evocato come fosse Girolimoni". Poi però torna sul
Cavaliere. Fa presente che "solo un punto su quattro del famoso contratto
con gli italiani del 2001 è stato rispettato". E allarga l'offensiva ai
suoi collaboratori prendendosela con Marcello Dell'Utri che il giorno prima
aveva definito "eroe" lo stalliere Vittorio Mangano, condannato in
primo grado all'ergastolo per associazione mafiosa: "I nostri eroi sono
Falcone e Borsellino". Subito dopo si rivolge a un gruppo di giovani che
sono sotto il palco: "Alzate, alzate bene quei cartelli". Portano
ognuno il nome di un quartiere di Napoli o di un Comune dell'hinterland insieme
al clan della camorra che lo domina. E con forza Veltroni si mette a declamare
i nomi di quelle famiglie: "Barrato, Ascione, Nuvoletta, Sarno, Pagano,
Vollaro, Birra, Baratto...". E così via, tra gli applausi e, al tempo
stesso, lo stupore della folla di piazza Plebiscito, che forse non si aspettava
una denuncia così esplicita. E alla fine il comizio si trasforma in concerto
con Antonello Venditti. Scende dal palco Marco Follini, capolista al Senato:
"Non mi aspettavo un'accoglienza così calorosa, anche alla mia
persona". Si commuove Rosa Russo Iervolino: "Una
piazza fantastica ". E se ne va anche Walter perché deve raggiungere
Bologna, dove l'attende Romano Prodi: "L'ipotesi di una vittoria di
Berlusconi in Europa e nel mondo provoca sgomento". Roberto Zuccolini
Bologna, piazza Maggiore L'abbraccio tra Romano Prodi e Walter Veltroni ieri
sera sul palco \\ Il leader cita Eduardo De Filippo: "Ha da passà a
nuttata".
( da "Manifesto, Il" del 10-04-2008)
Argomenti: Monnezza
Un trionfo nella
sfida del palcometro con Berlusconi. Piazza Plebiscito piena solo come ai
concerti E a Napoli un Veltroni come Pino Daniele Francesca Pilla Napoli E' il
palco l'oggetto dei desideri. Il simbolo che nella manifestazione conclusiva di
Veltroni al Sud doveva essere conquistato per conquistare la piazza. E' cosi
che il palco arretra rispetto al comizio berlusconiano, per non far diventare
il Plebiscito di Napoli uno studio televisivo. Che il palco viene negato a Bassolino quando lunedì aveva annunciato le sue dimissioni -
già scontate - nel 2009, solo per salirci. E' sempre il palco a farsi
promontorio da cui guardare la scenografia che è preparata, ma deve sembrare
spontanea. I cartelloni colorati con i nomi dei boss e contro la camorra, 12
gazebo, per ogni punto del programma, il video di Ettore Scola. Il palco da
dove dire che se le elezioni si misurassero con la guerra delle piazze il Pd
avrebbe già stravinto. Sì, perché la scelta di competere in Campania attraverso
il palcometro con il centrodestra, paga. Veltroni ha schiacciato il Berlusconi
di 5 giorni prima che ne aveva occupato due terzi sono con le transenne. La
piazza di Walter è stracolma, come è accaduto solo per i concerti di Sting,
Santana, Pino Daniele. La "ragazza" di Veltroni, Cristina
Mastropasqua, 19 anni, la più giovane delegata campana all'assemblea
costituente del Pd, brava come una veterana, urla: "La piazza sta
esplodendo: siamo 100mila". Dalla platea dicono di più. Si saranno
contati? Di sicuro la macchina organizzativa guidata da Antonio Marciano, l'uomo di Bassolino che ha un'esperienza decennale nei "grandi eventi", ha
portato più di 200 pullman e richiamato all'ordine lo stato maggiore del Pd.
Tutti presenti, dai pezzi grossi, come il ministro uscente Luigi Nicoalis e il
sindaco Iervolino, a quelli che hanno paura di perdere la poltrona, gli
assessori regionali Ennio Cascetta e Andrea Cozzolino, fino al figliol
prodigo Nicola Oddati tornato nel Pd dopo "attenta riflessione". Ma
la platea è eterogenea. C'è quella tirata a lucido che rappresenta il potere
bassoliniano, difficile da intaccare nonostante gli scandali perché costruito
su 15 anni di do ut des, e quella spontanea con la voglia di crederci ancora.
Circoli grandi e piccoli, nonne che dicono Walter sei grande, i napoletani
veraci con i cartelli "Se po' fa", i ragazzi con i piercing, i
rappresentanti sindacali in borghese, le famiglie con i bambini. Questa è
l'altra Napoli un po' più distinta e educata, anche nella sua componente popolare,
rispetto alla piazza berlusconiana di venerdì scorso. La città del Pd che ormai
legge più Repubblica dell'Unità. In ogni caso il colpo d'occhio è tutto: sono
tanti davvero. Antonio Bassolino si butta tra la folla
e viene sommerso. E' la sua piazza, delle vittorie da sindaco nel '93 e nel '96
e qui viene acclamato tra un "tieni duro" e un "si tropp'
bell'". Arriva il pullman di Veltroni ed è rissa tra i sostenitori, i
reporter e il servizio d'ordine. Qualcuno dice che Walter e Antonio si sono
abbracciati e scatta l'applauso, ma in pochi li hanno visti. Il governatore
resta in prima fila e alla fine il leader del Pd lo ringrazierà per il lavoro
svolto. Ma prima deve riuscire a domare e vincere un palco difficile, in una
città dove l'ex-centrosinistra ha fallito alla grande e non solo sull'affare
rifiuti. Dove il consiglio e la giunta regionale sono stati decapitati da
inchieste per corruzione, per truffe in appalti pubblici, per lottizzazioni al
limite dell'estorsione, per una gestione che ha bucato più di un bilancio
(quello della sanità solo per fare un esempio). Veltroni inizia il suo comizio
sapendo che se dovesse vincere in Campania (una bestemmia) avrebbe vinto al
Senato: "Siete il coronamento della mia 109esima tappa, tutto il paese ha
Napoli nel cuore". Quindi invoca l'unità d'Italia, richiama al valore del
Mezzogiorno che può dare una mano al nordest (non si è sognato però di dirlo in
quelle terre all'inizio del tour), elogia una regione che non è solo rifiuti,
ma imprenditoria e talento. Nomina più di dieci clan e ripete lo slogan già
usato in Sicilia: "Non votateci". Poi chiude nuovamente con la
metafora calcistica sulla vittoria dell'Italia nell'82 e dice che lunedì si
passerà dal "si può fare" all'abbiamo fatto. Così arriva l'agognata
standing ovation dei 100mila, per lui e i suoi capilista, al senato e a Napoli,
Marco Follini e Massimo D'Alema. Qui ce l'hanno fatta, chi l'avrebbe detto.
( da "Repubblica, La" del 11-04-2008)
Argomenti: Monnezza
Pagina V - Napoli Il
personaggio Olga D'Antona, candidata per il Pd alla Camera, pendolare della
campagna elettorale "Che errore vedere solo i rifiuti" Nominati e non
eletti a causa di una legge sbagliata, siamo i primi a soffrire di questa
situazione DARIO DEL PORTO Un appello agli indecisi e un altolà a chi, come
Fausto Bertinotti, ha alzato i toni del dibattito politico: così Olga D'Antona,
parlamentare uscente, oggi candidata per il Partito democratico alla Camera nel
collegio Campania 1, commenta gli ultimi fuochi di una campagna elettorale
massacrante nella quale si è tuffata con entusiasmo: "Vengo a Napoli tutti
i giorni ? racconta ? faccio la pendolare viaggiando in treno. Questa città
trasmette energia, non è solo rifiuti. Sa esprimere molte altre cose che,
irresponsabilmente, vengono taciute". Eppure, onorevole D'Antona, uno dei
temi portanti di questa campagna elettorale non poteva che essere proprio l'emergenza
rifiuti. "Ma Napoli è molto altro: è un centro di cultura, di innovazione,
di eccellenza. Nei giorni scorsi sono stata in un'azienda e ho potuto vedere
operai in tuta, davanti alla lavagna, che seguivano un corso di formazione, e
l'orgoglio di quell'imprenditore quando diceva che, nell'80 per cento dei casi,
questo percorso si conclude con un'occupazione stabile. Ecco, mi sono resa
conto di cosa significhi un Paese dove imprenditore e lavoratore creano insieme
sviluppo". Mercoledì sera però Fausto Bertinotti, parlando dal palco di
piazza Dante, ha evocato la metafora del lupo e dell'agnello: il secondo, ha
detto il candidato premier della Sinistra Arcobaleno riferendosi agli operai,
sarà sempre mangiato dal primo. "Io preferisco pensare a due figure che insieme
creano sviluppo per uscire dalla crisi. Questo non vuol dire che il conflitto
non esista, ma chi ambisce a guidare il Paese ha l'onere di governarlo".
Quando è arrivato in piazza Dante, Bertinotti è stato accolto da slogan contro
il lavoro precario ma anche da qualche coro ostile nei confronti della Regione.
Qual è la sua opinione? "I toni aggressivi non mi piacciono. Mai. Non
dimentichiamo che questo è un Paese nel quale il germe della violenza politica
continua a rappresentare una minaccia. Per questo ci vuole senso di
responsabilità". Quando la sua candidatura è stata ufficializzata, il sindaco Rosa Russo Iervolino si è schierato immediatamente al
suo fianco. "Tra di noi c'è grande stima. Rosetta Iervolino è una di
quelle donne nelle quali mi posso riconoscere". Le immagini delle strade
invase dalla spazzatura però rischiano di travolgere, oltre alla gestione del
governatore Antonio Bassolino, anche Palazzo San Giacomo. "Non credo che Rosetta
meriti questo clima, anche perché le responsabilità della crisi dei rifiuti
hanno coinvolto un'intera classe dirigente e da molto tempo". Bassolino ha annunciato che tra un anno si farà da parte.
Lei che pensa di questa mossa? "Bassolino è
l'unico che ha fatto un'assunzione di responsabilità. Non abbandona la nave che
affonda ma è anche consapevole della necessità di un cambiamento". Le
liste del Pd in Campania sono state criticate per il numero di candidati
"paracadutati" da altre regioni. Lei si sente una di questi?
"Alla mia prima elezione mi sono guadagnata i voti uno a uno. Oggi siamo
nominati in Parlamento a causa di una legge elettorale che non abbiamo mai
condiviso, e abbiamo fatto di tutto per cambiare. Noi siamo i primi a soffrire
di questa situazione. Certo, potevo restare a casa a seguire comodamente la
campagna elettorale in televisione. Invece sono qua a fare il mio lavoro,
perché amo la politica e mi piace praticarla". Altri candidati, invece, da
queste parti non si sono quasi mai visti. "Degli altri non so, sono stata
così impegnata che non ho avuto il tempo di guardarmi intorno". Ritiene
anche lei che, in Campania, ci saranno molti astenuti? "Il rischio esiste.
Per questo motivo, alla fine di ogni manifestazione, rivolgo un appello a chi
in questi anni ha sofferto ed è rimasto deluso. Bisogna cercare di trasmettere
il senso di un cambiamento che garantisce la speranza di un futuro migliore: la
Campania potrà dirci se ci saremo riusciti. Ho un buon presentimento".
( da "Repubblica, La" del 11-04-2008)
Argomenti: Monnezza
Pagina V - Napoli
Tremonti alla conquista degli industriali Rilancia la Banca del Sud. "E
per la malasanità serve un generale" "In Campania non ci sono
epidemie ma si spende di più, bisogna fare chiarezza" OTTAVIO LUCARELLI
"se dovessi nominare un commissario per la sanità in Campania la prima
figura che mi viene in mente è quella di un generale dei carabinieri, l'uomo
giusto per andare a scovare i ladri". Un tour tra Caserta e Napoli, per
conquistare il cuore degli industriali, segna la giornata dell'ex ministro
Giulio Tremonti, uno dei colonnelli inviati dal Pdl nelle ultime ore di
campagna elettorale. Tremonti ha il compito di tirare la volata del
centrodestra in Campania e nel corso del suo viaggio si scaglia a più riprese
contro la Regione: "In Italia c'è una sanità che funziona ma non
dappertutto. Non è questione di Nord e Sud, di destra o sinistra ma, piuttosto,
di amministrazioni oneste da altre inquinate dalla criminalità che è di due
tipi. Ci sono i criminali comuni e quelli politici. Questi ultimi hanno il
colletto bianco e se ci sono differenziali nella sanità sono malavita e
corruzione di chi la amministra a partire dalla Campania. Perché se uno mi
dimostra che in Campania ci sono epidemie e fattori avversi che possono
giustificare una maggiore spesa posso pure capire, ma siccome non è così e la
Puglia ha i conti in pareggio e la Campania no, la differenza non si chiama
sanità ma criminalità". Una bordata, non l'unica contro la Regione. Una
seconda staffilata Tremonti la riserva direttamente a Bassolino
commentando la citazione di Eduardo De Filippo fatta giovedì in piazza del
Plebiscito da Walter Veltroni: "'A nuttata a Napoli passerà solo quando da
qui andrà via Antonio Bassolino". E ancora sulla
Regione a proposito di spesa dei fondi europei: "I fondi pubblici devono
essere concentrati su alcuni grandi obiettivi e non dispersi. Non è che al Sud
manchino, il problema è che sono spesi in modo irrazionale. E se si va avanti
così la questione meridionale continuerà a crescere". Una strategia, la
concentrazione dei fondi su quattro o cinque obiettivi, che è stato il
messaggio forte della campagna di Stefano Caldoro, numero tre del Pdl a Napoli
dietro Berlusconi e Fini. Ieri Caldoro ha seguito Tremonti per l'intera
giornata assieme a diversi candidati del centrodestra tra i quali Nicola
Cosentino, Luigi Cesaro, Mario Landolfi, Maurizio Iapicca e Giancarlo Laurini,
che ha organizzato un incontro a ora di colazione per la presentazione
dell'ultimo libro di Tremonti. L'ultima bordata l'ex ministro l'ha riservata al
caso Bagnoli: "Da ministro dell'Economia ricordo che grandi quantità di
denaro sono state trasferite dallo Stato. Chiedo a Bassolino e Iervolino che fine hanno fatto quei soldi". Con replica
serale del vicesindaco Tino Santangelo: "Tremonti fa finta di non
ricordare che proprio quando lui era ministro ci vollero oltre tre anni per
sbloccare i fondi per la bonifica che erano stati stanziati nel Duemila dal
centrosinistra. Peraltro finora alla società Bagnolifutura sono giunti
7.5 milioni, il dieci per cento dello stanziamento". Una giornata che l'ex
ministro aveva avviato incontrando gli industriali a Caserta e Napoli per
rilanciare una vecchia idea: "Il Sud deve avere una nuova banca. è l'unica
area europea a non averla. Dicono che non serve? Noi vogliamo farla".
All'Unione industriali di piazza dei Martiri nasce il progetto di una cordata
tra le "Popolari" del Mezzogiorno di fronte a un sempre più scettico
Gianni Lettieri, leader degli industriali napoletani, che in quella Banca ci
crede sempre meno.
( da "Giornale.it, Il" del 11-04-2008)
Argomenti: Monnezza
N. 87 del 2008-04-11
pagina 4 Torre: "La città chiede legalità e meno rifiuti" di Antonino
Torre Il comitato antidegrado, costituito dal generale Antonino Torre per
coinvolgere i cittadini nell'azione di denuncia dei mali che "hanno
trasformato la città eterna in una sorta di capitale del terzo mondo", è
in piena attività. Decine di romani con telefonate e sms al numero 3396746076 o
spedendo e-mail all'indirizzo ilgranatiere@libero.it segnalano le situazioni di
grave disagio che affliggono la città. C'è di tutto: mancanza di sicurezza
nelle strade, in particolare nelle ore notturne e in molte stazioni periferiche
della metropolitana, completamente abbandonate dalle forze dell'ordine e prive
di idonea illuminazione; spazzatura e rifiuti urbani che stanno raggiungendo in
molte zone della città livelli inaccettabili; insediamento di stranieri
irregolari in baracche costruite in molte zone anche centrali della capitale;
permanenza, giorno e notte, di molti sventurati senza fissa dimora in zone di
pregio come in piazza Santa Maria Maggiore e sul piazzale della stazione
Termini; mancanza assoluta di rispetto dei monumenti che, molto spesso,
diventano luogo di sosta di teppisti ubriachi. Torre, candidato al comune per
la "Lista civica per Alemanno sindaco", sta organizzando con i suoi
collaboratori le modalità per rendere pubblica e tangibile la protesta dei
cittadini. "Rutelli - spiega il generale - invece di
dire quello che cercherà di fare dovrebbe spiegarci ciò che hanno fatto lui nei
suoi due mandati e poi il suo successore Veltroni, che lo ha degnamente
sostituito per poi proporsi alla guida del paese. I romani sono stanchi e non
hanno nessuna intenzione di finire come la Napoli di Iervolino e Bassolino". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 -
20123 Milano.
( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 11-04-2008)
Argomenti: Monnezza
VERSO IL VOTO DEL 13
APRILE Il Cavaliere conferma: in città il primo Consiglio dei ministri Il
lapsus: parla di Cda SALVO SAPIO Napoli come tema centrale della campagna
elettorale, tanto che Silvio Berlusconi torna a parlarne nell'appuntamento
televisivo clou, la registrazione della puntata preelettorale di "Porta a
Porta". "Confermo che terrò a Napoli il mio primo consiglio di
amministrazione". Questo il lapsus che coglie Silvio Berlusconi durante la
registrazione, con Bruno Vespa che corregge subito il leader del Pdl:
"Consiglio dei ministri". Berlusconi ha parlato di Napoli e della
Campania, dove "l'emergenza rifiuti ha portato cose drammatiche e speriamo
che non porti malattie con l'aumentare del caldo. Punto a riportare Napoli e la
Campania al giusto livello di civiltà e a tornare alla ribalta per le sue
bellezze sugli schermi di tutte le tv". Accuse al centrosinistra arrivano,
invece, da Mara Carfagna, candidata per il Pdl in Campania 2. "La Campania
non merita lo stato di degrado politico, economico e civile cui è stata ridotta
e le cui responsabilità politiche sono precise e attribuibili ai quindici anni
di gestione del centrosinistra. Serve una nuova classe dirigente che davvero
abbia a cuore gli interessi della regione e operi per migliorare la vita dei
suoi abitanti. La questione rifiuti, ad esempio, - ha detto la Carfagna -
poteva essere tranquillamente risolta importando un modello di gestione
incentrato su raccolta differenziata, incentivi fiscali per favorirla, impianti
di termovalorizzazione e di compostaggio. Per importare questo modello - ha
aggiunto - serve una forte volontà politica che finora non c'è stata poiché
finora ha prevalso la logica clientelare delle discariche". Ospite
dell'ultimo giovedì elettorale del Pdl è Giulio Tremonti che ha attaccato gli
enti locali a partire dalla bonifica incompiuta di Bagnoli: "Da ministro
dell'Economia ricordo che grandi quantità di denaro sono state trasferite dallo
Stato a Bagnoli. C'è una domanda da fare con unico indirizzo
d'arrivo Bassolino e Iervolino: che fine hanno fatto quei soldi, e non dicano che
non ci sono stati. Consiglio ai giornalisti di fare un'inchiesta su
questo". Tanti gli appuntamenti per Tremonti. Centrale quello all'Unione
industriali dove ha affrontato il tema della Banca del Sud con il presidente
Lettieri. Notoriamente contrario il leader degli imprenditori, a lui
Tremonti ha spiegato che "è importante che ci sia una realtà bancaria
legata al territorio, su questa base penso sia importante pensare ad un
coordinamento delle banche popolari". Eppoi l'attacco al Pd. "D'Alema
- spiega Tremonti - dice che il federalismo fiscale è una vera follia. Forse
sua eccellenza D'Alema non ha letto il programma del Pd. Io l'ho fatto, e se
gli dà uno sguardo anche lui ce lo trova dentro. Per la Banca del Sud D'Alema
dice che è una proposta demagogica. Su questo non intendo polemizzare con sua
eccellenza che notoriamente ha una conoscenza superiore alla mia del mondo
bancario. Ricordo però che anche del 5 per mille D'Alema disse che era una
fantasia di Tremonti. Poi l'hanno fatto sedici milioni di italiani". E
sulla Campania Tremonti ha ancora toni molto duri: "Quando Veltroni dice
che "ha da passà a nuttata" credo parli di se stesso. La nottata qui
in Campania passerà quando passerà Bassolino. Se ti
vergogni del tuo passato recente i cittadini non si fideranno del tuo
futuro".
( da "Manifesto, Il" del 12-04-2008)
Argomenti: Monnezza
Alfredo Pecoraro
Gela (Caltanissetta) Pizzo, appalti, immondizia e pentiti: sono gli ingredienti
di una vicenda complicata, che ha come scenario Gela, la città del
petrolchimico, dove il sindaco, Rosario Crocetta, da anni combatte una dura
battaglia contro Cosa nostra. Sette imprenditori da tre giorni sono barricati
sopra il tetto della palazzina, dove ha sede l'Ato Ambiente CL2, la società
d'ambito che controlla il sistema dei rifiuti nella fascia sud della provincia
di Caltanissetta. Alla società gli industriali, raggruppati nell'associazione
d'impresa Ecocet, contestano di avere "confezionato" il bando per
l'affidamento del servizio per lo smaltimento della spazzatura in modo da
escludere il loro raggruppamento. In ballo non ci sono solo 22 milioni di euro,
il valore della gara. Gli imprenditori esclusi da sette anni gestiscono il
servizio e sono gli stessi che hanno denunciato i propri estortori,
determinando l'avvio di un processo ancora in corso contro il racket. Ora però
si sentono isolati. Al loro fianco si è schierato il sindaco Crocetta, ma anche
la Cgil, la Legacoop e le associazioni antiracket, che appoggiano la richiesta
della Econet di annullare la gara e di riscrivere il bando. Il sindaco e gli imprenditori sono convinti che l'ecomafia stia tentando di controllare uno degli appalti pubblici più
ricchi della zona. Sotto accusa ci sono le regole del bando, aggiudicato
quattro giorni fa: ai partecipanti veniva chiesta una "capacità
tecnica" di 21 milioni e 600 mila euro, pari all'ammontare della base
d'asta dell'appalto. Ciò ha provocato l'esclusione degli imprenditori
uscenti, che non potevano arrivare a quella cifra, anche perché, dicono,
"avendo denunciato di essere vittime del pizzo, non abbiamo trovato altri
soci disposti a mettere i propri capitali". Tra i criteri più contestati
c'è l'affidamento per due anni del sevizio, con una proroga di altri due anni
ma solo se la quota di raccolta differenziata raggiungerà il 50%, oggi è
intorno al 5%. Quindi, a dire degli esclusi, impossibile. L'unica a partecipare
alla gara è stata una ditta di Rozzano (Milano), collegata a una impresa di
Gela, che ha vinto il bando con un ribasso dello 0,01%. Negli ultimi mesi la
storia della Econet è al centro del processo aperto in seguito all'inchiesta
che ha svelato il giro di estorsioni attorno alla raccolta dei rifiuti nella
provincia nissena. Secondo alcuni pentiti, ascoltati a Firenze, gli
imprenditori avrebbero trovato la forza di ribellarsi al pizzo dopo avere pagato
per anni la tangente alle cosche. In cambio del denaro il clan di Gela avrebbe
tenuto alla larga altre ditte dall'appalto per il servizio. L'Econet ha
annunciato il ricorso al Tar, mentre gli imprenditori barricaderos aspettano
risposte dalla Prefettura, che sta seguendo la vicenda. Oltre all'annullamento
della gara, l'Ati chiede all'Ato rifiuti CL2 il pagamento di somme arretrate
pari a 6 milioni e denuncia il rischio che vengano perduti cento posti di
lavoro.