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DOSSIER “MONNEZZE”

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ARCHIVIO GENERALE  DEL DOSSIER  

TUTTI I DOSSIER


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Report "Monnezze"

Bassolino rinviato a giudizio "frode e abusi per i rifiuti" - dario del porto ( da "Repubblica, La" del 01-03-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: ecoballe e le discariche venivano riempite con materiale "falsamente qualificato come combustibile derivato dai rifiuti". Sul dibattimento pesa però l'ombra della prescrizione. L'avvocato dello Stato Federico Vigoriti, che assiste il Dipartimento della Protezione civile e il commissariato straordinario, lancia l'allarme: "Il problema principale è rappresentato dal decorso del tempo:

Rifiuti, Bassolino sarà processato Rinviato a giudizio insieme a 27 persone, tra cui i vertici delle società legate a Impregilo ( da "Unita, L'" del 01-03-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: giudici chiedono che il governatore della Campania sia processato per "aver provocato un danno ambientale con la creazione di discariche composte da balle di rifiuto secco, falsamente qualificato come Cdr (combustibile da rifiuto) con deterioramento di risorse naturali". Insieme a Bassolino sono state rinviate a giudizio altre 27 persone, i vertici delle società legate a Impregilo,

Rc deroga Folena e Forgione Cristina Tajani la anti-Ichino Decise le candidature. Bertinotti: elezioni truccate Ci sarà anche la Borsellino. Ma non in Sicilia ( da "Unita, L'" del 01-03-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: elettorale sul tema della legalità e della lotta alle ecomafie. E non è escluso che un annuncio in questo senso venga fatto oggi da Bertinotti, quando ad Ottaviano, al castello mediceo confiscato al boss Raffaele Cutolo, incontrerà i rappresentanti della Rete delle associazioni anticamorra. E ancora più nell'ombra è finita, durante la discussione, la candidatura di Cristina Tajani,

Bassolino travolto dai rifiuti ( da "Manifesto, Il" del 01-03-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: Non aveva la proprietà dei terreni e delle discariche come dichiarato alla concessione del servizio. E soprattutto, secondo l'accusa, era interesse primario dell'azienda costruire l'inceneritore di Acerra per bruciare milioni di ecoballe non a norma e straguadagnare sull'energia prodotta.

NAPOLI Il presidente della Regione Campania, Antonio Bassolino, è stato rinviato a giudizio, i ( da "Messaggero, Il" del 01-03-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: una donna di 46 anni si è data fuoco per protesta davanti al sito di stoccaggio. Le fiamme sono state subito spente dalla polizia e la donna è stata ricoverata in ospedale. Ha detto: "Ho dimostrato di avere coraggio". Il sindaco Rosa Russo Iervolino: "Episodi del genere non devono accadere mai più".

SCANDALO IMMONDIZIA BERSAGLIATO DALLE CRITICHE, IL PRESIDENTE DELLA CAMPANIA NON SI DIMETTE 0 Assedio bipartisan, ma Bassolino resta: Non diserto ( da "Resto del Carlino, Il (Nazionale)" del 02-03-2008) + 2 altre fonti
Argomenti: Monnezza

Abstract: Rosa Russo Iervolino, spende qualche parola di conforto: "Sono convinta che sia una persona onesta, ha dato tutta la sua energia per Napoli e la Campania. Spero che possa dimostrare la sua innocenza". Ma è l'unica perché già Fausto Bertinotti, leader di Sinistra Arcobaleno, è più compassato: "Spero ?

Bassolino non se ne va, imbarazzo nel Pd ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 02-03-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: perchè si dà il caso che Bassolino faccia parte del Pd: sarà difficile spiegare in Campania che il Pd rappresenta la novità con i volti di Bassolino e della Iervolino". In sintonia con Fini c'è il leghista Calderoli, secondo cui "Bassolino doveva dimettersi già da tempo" e, da sinistra, Antonio Di Pietro.

Bassolino: Resto, ho le mani pulite Rifiuti, dopo il rinvio a giudizio pressing per le dimissioni. Veltroni: farà la cosa giusta. Lui: non scappo ( da "Unita, L'" del 02-03-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: Bassolino incassa l'incoraggiamento di Rosa Iervolino e di Anna Finocchiaro. Per il Pd il ciclone potrebbe anche essere passato relegando ad una "scelta personale" il mantenimento di Bassolino alla Regione. Ma la situazione politica si annuncia complessa nella stessa assise regionale, dove è giunto ad uno snodo importante il rapporto tra quelle che per anni sono state le figure di

Campagna anticlan di bertinotti nel castello che fu di cutolo - angelo carotenuto ( da "Repubblica, La" del 02-03-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: Mario Iervolino, ricorda di quando regalò una cravatta portafortuna a Forgione: per entrare in Parlamento. "Ne dia una anche a me, così divento presidente del Consiglio", e scatta l'applauso della sala, 300 persone dentro quest'auditorium che era la stalla del clan, ingresso sbarrato perché non entra più un grissino,

Effetto processo sulle liste pd a rischio armato e de luca - roberto fuccillo ( da "Repubblica, La" del 02-03-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: proposto dalla Iervolino, ieri però non ha esitato a approvare la decisione di resistere di Bassolino. Sono invece in risalita le quotazioni di Annamaria Carloni, consorte di Bassolino. Giocano a suo favore la scarsa anzianità di servizio (è stata eletta due anni fa per la prima volta), ovviamente l'esser donna, l'essere designata dall'

L'invito del cardinale sepe "chiarezza, per il bene dei cittadini" - patrizia capua ( da "Repubblica, La" del 02-03-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: per il bene dei cittadini" Replica alla Iervolino: compio il mio mestiere fino in fondo "Dobbiamo uscire dai nostri ambiti chiusi non è tempo di piangerci addosso" Un lungo applauso quando dice: "Compierò la mia missione senza paura" PATRIZIA CAPUA "Che posso dire? Speriamo che tutto si chiarisca per il bene comune dei cittadini".

Bertinotti: <Finita l'era del governo è ora di riorganizzare la lotta> ( da "Liberazione" del 02-03-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: Il sindaco Mario Iervolino del Pd tenta di scacciare l'onta del passato. La sala è stracolma e incontinente, i geyser hanno un senso anche se è inverno, il tentativo di Iervolino riesce se oggi il castello di Ottaviano può ospitare la prima della tappa della campagna elettorale di Fausto Bertinotti in Campania.

Bassolino: <Vado avanti> Giordano: <Subito al voto> ( da "Liberazione" del 02-03-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: molto più del destino politico di Antonio Bassolino". Attorno al governatore, rinviato a giudizio per una serie di presunte irregolarità nella gestione dei rifiuti, si è stretto il Pd campano, in primis la sindaca Rosa Russo Iervolino ("Sono convinta che Bassolino sia una persona onesta, so che ha dato tutta la sua energia per lavorare per Napoli e la Campania;

Ripristiniamo la sicurezza Gli indecisi ci premieranno ( da "Tempo, Il" del 02-03-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: di Veltroni perché sarà difficile spiegare in Campania che il Pd rappresenta la novità con i volti di Bassolino e della Iervolino". L'ultima stoccata, prima di andarsene la lancia proprio al candidato premier del Pd: "Ascoltando Veltroni si ha la prova che soffre di amnesia e che ha dimenticato che negli ultimi due anni di governo c'è stato Prodi che è anche il fondatore del Pd.

E sul governatore è ancora bufera fassino: si assuma le responsabilità - roberto fuccillo ( da "Repubblica, La" del 03-03-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: che tenta di mettere direttamente in fuorigioco Walter Veltroni: "Se non fossi un personaggio pubblico e non avessi una faccia conosciuta, vorrei andare in incognito a Napoli nel giorno in cui arriverà il pullman di Veltroni, per vedere come spiegherà alla gente che il partito del futuro e del nuovo è quello di Bassolino e della Iervolino".

Fini: <I detenuti lavorino per lo Stato> ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 03-03-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: E mentre da ogni parte si pretendono le dimissioni di Bassolino, Fini dice che vorrebbe, se non fosse un volto noto, "andare a Napoli quando arriverà il pullman di Veltroni e vedere come lui sarà capace di spiegare alla gente che è il partito del nuovo e del futuro quello di Bassolino e della Iervolino".

A Messina An candida un... bocciato Cara Unità, la città di Messina si apprest ( da "Unita, L'" del 03-03-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: Mario Cavatorta Milano Bassolino /1 Deve dimettersi È di questi ultimi giornila prevedibile accusa di corruzione e reati vari a Bassolino e ad altri componenti la sua giunta. Sono state già scritte pagine e pagine di quanto non ha fatto Bassolino e la Iervolino sia da soli che in tandem.

Rifiuti, notte di bombe E anche il Prc molla Bassolino Imbarazzo nel Pd: Rispettiamo la sua scelta . Duro Fassino ( da "Resto del Carlino, Il (Nazionale)" del 03-03-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Monnezza

Abstract: Nonostante il gelo del Pd, Bassolino tiene duro, tanto che Gianfranco Fini sfotte Veltroni: "Vorrei andare in incognito a Napoli nel giorno in cui arriverà il pullman del Pd. E vedere come Veltroni spiegherà alla gente che è il partito del futuro quello di Bassolino e della Iervolino". Nino Femiani - -->.

I delinquenti lavorino per risarcire il danno ( da "Tempo, Il" del 03-03-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: sarà capace di spiegare alla gente che è il partito del nuovo e del futuro quello di Bassolino e della Iervolino". Quanto al programma Fini non esita ad accusare gli avversari di plagio: "Sono a corto di idee, ci inseguono, ma arrivano in ritardo e sono costretti ad ammettere che le proposte che funzionano sono le nostre, perché rispondono ai valori tradizionali del centrodestra".

Rifiuti: È eticamente inaccettabile scaricare la responsabilità su una persona Il ministro degli Esteri interviene a sostegno di Bassolino: Si tratta della sconfitta di un'intera c ( da "Unita, L'" del 04-03-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: ulteriore attestato di stima dal sindaco di Napoli Rosa Iervolino: "Abbandonare il posto di lavoro in un periodo di emergenza è una cosa comoda ma non utile per i cittadini. Chiedere le dimissioni di Bassolino è come chiedere quelle del ministro dei Lavori Pubblici perché lui non ha alcun potere, è tutto nelle mani del commissario".

Per difendere Bassolino ecco D'Alema ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 04-03-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: LA IERVOLINO Sostegno a Bassolino è arrivato dal sindaco di Napoli Rosa Russo Iervolino. Se si fosse trovata al posto del governatore, anche lei non si sarebbe dimessa: "Abbandonare il posto di lavoro in un periodo di emergenza è una cosa comoda ma non utile per i cittadini".

Unipol/Bnl Niente atti a Strasburgo ( da "Manifesto, Il" del 04-03-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: Alema difende Bassolino "E eticamente inaccettabile questo scarico di responsabilità su un solo uomo". Massimo D'Alema difende il presidente della Campania Antonio Bassolino e il sindaco di Napoli, Rosa Russo Iervolino sostiene il governatore affermando che "abbandonare il posto di lavoro in periodo di emergenza è comodo ma non utile per i cittadini"

Arriva il docu-shock sull'ecomafia campana ( da "Tempo, Il" del 04-03-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: Arriva il docu-shock sull'ecomafia campana "I rifiuti in Campania sono una metafora della pattumiera politica e socio-culturale del nostro Paese", ha detto Andrea D'Ambrosio, regista con Esmeralda Calabria e Peppe Ruggiero di "Biutiful Cauntri", documentario sull'emergenza rifiuti in Campania presentato ieri (dal 7 marzo nelle sale).

Dal ministro e da de mita solidarietà al governatore ( da "Repubblica, La" del 04-03-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: "Bassolino e Iervolino sono stati scelti come fondatori del Pd della Campania: e ora si scopre che non vanno più bene?". Annuncia che non farà campagna contro il Pd. "Mi pongo in una situazione dialettica ma non di contrapposizione, io resto nel centrosinistra ed il nemico è la destra".

Bassolino sempre più solo Anche il Comune parte civile E Veltroni insiste: Finita l'emergenza deve andarsene ( da "Giorno, Il (Nazionale)" del 05-03-2008) + 2 altre fonti
Argomenti: Monnezza

Abstract: Rosa Russo Iervolino ? Ma sul piano personale la scelta è stata sofferta. Bassolino è una persona troppo intelligente per non sapere ciò che le istituzioni devono fare e poi la Regione lo ha fatto prima di noi. Comunque ? conclude ? sul piano personale non accetto l'accanimento e il linciaggio politico-mediatico che si sta attuando"

Di NINO FEMIANI - NAPOLI - VELTRONI LANCIA un altro macigno all&# ( da "Giorno, Il (Nazionale)" del 05-03-2008) + 2 altre fonti
Argomenti: Monnezza

Abstract: Rosa Russo Iervolino ? Ma sul piano personale la scelta è stata sofferta. Bassolino è una persona troppo intelligente per non sapere ciò che le istituzioni devono fare e poi la Regione lo ha fatto prima di noi. Comunque ? conclude ? sul piano personale non accetto l'accanimento e il linciaggio politico-mediatico che si sta attuando"

Tornano d'amato-berlusconi ( da "Repubblica, La" del 05-03-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: dice il sindaco Iervolino. I socialisti di "Alleanza riformista" lamentano una "pulizia etnica" ai loro danni e Enrico Boselli li invita a tornare nel Ps, ex Sdi. è durissimo soprattutto un documento di ex diessini, guidati da Massimo Paolucci, ex collaboratore di Bassolino: "Liste deboli, una operazione di basso profilo".

Crisi rifiuti, il vesuvio chiude il ristorante ( da "Repubblica, La" del 05-03-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: Romiti e il governatore Bassolino. Si è trattato, dice il sindaco Iervolino, "di una scelta sofferta sul piano personale", dettata da motivazioni di carattere istituzionale. Anche la Provincia di Napoli e il Comune di Avellino saranno in aula il 14 maggio. Intanto è stata rinviata a domani la discussione in Consiglio comunale sul piano per la raccolta differenziata elaborato dall'

Tremila per non sentirsi solo - ottavio lucarelli ( da "Repubblica, La" del 05-03-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: che comunque la solidarietà a Bassolino l'ha data ampiamente dopo il rinvio a giudizio) impegnato in una riunione assieme a Walter Ganapini, neo assessore regionale all'Ambiente ed ex presidente di Greenpaeace. C'è, invece, il sindaco Rosa Russo Iervolino, tra i primi ad arrivare al porto, tra gli ultimi ad andare via: "Fa bene ad andare avanti.

Rifiuti, il comune parte civile - dario del porto ( da "Repubblica, La" del 05-03-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: Iervolino: scelta sofferta DARIO DEL PORTO La decisione, ammette il sindaco Rosa Russo Iervolino, non è stata presa a cuor leggero ma per dovere istituzionale, che impone al Comune di Napoli di essere presente, come parte civile, al processo sul ciclo dei rifiuti che vede sul banco degli imputati, fra gli altri,

Giurisprudenza e statistica aprono una serie di incontri su temi di attualità come cosche, camorra e mani pulite - ilaria venturi ( da "Repubblica, La" del 05-03-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: sulle ecomafie, Tano Grasso, voce dell'antiracket, sull'usura, Giancarlo Caselli su magistratura e antimafia, Antonio Maruccia, commissario straordinario del governo sui beni confiscati alle mafie, Roberto Morrione, direttore di Rai News 24, su informazione e antimafia e Pasquale Scimeca, regista di "Placido Rizzotto",

Napoli, le foto dello scandalo rifiuti "due mesi dopo è sempre emergenza" - (segue dalla prima pagina) giovanni marino ( da "Repubblica, La" del 05-03-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: "Informazioni per i turisti, questa è una grande scultura del Maestro Bassolino" e altre ben più pesanti dedicate al presidente della Regione che proprio ieri ha dovuto incassare anche la costituzione di parte civile del sindaco Rosa Russo Iervolino nel processo sul caso rifiuti che lo vede imputato assieme ad altri 27.

Caldarola, Lettieri, Magnolfi... Il lamento degli esclusi ( da "Unita, L'" del 05-03-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: Gelido il sindaco Iervolino sui candidati: "Ho sentito il bisogno di telefonare solo a Olga D'Antona". In Calabria Loiero, escluso, è furibondo. Non è entrato neppure il suo Ottavio Bruni, ex presidente della provincia di Vibo che si era dimesso in previsione dello scranno.

Arriva D'Alema Campania in rivolta ( da "Libero" del 05-03-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: RICHIESTA DI DANNI Sempre ieri la Iervolino ha scaricato il presidente della Regione. Sul fronte dei rifiuti, infatti, ieri il Comune e la Provincia di Napoli, il Comune di Avellino e un'altra ventina di Comuni si sono costituiti parte civile nel procedimento contro Antonio Bassolino e altri 27 imputati.

Mondezza napoletana in sala La racconta "Biutiful cauntri" ( da "Liberazione" del 05-03-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: Andrea D'Ambrosio e Peppe Ruggiero, curatore del rapporto Ecomafie di Legambiente e giornalista che da 10 anni si occupa del fenomeno. "Abbiamo deciso di mettere insieme le nostre risorse - ci dice Calabria - per raccontare i problemi che riguardano sia le discariche legali che quelle illegali, soprattutto di rifiuti tossici.

LUIGI ROANO IL COMUNE SI COSTITUIRà PARTE CIVILE NEL PROCESSO CHE SI APRIRà IL 14 MAGGI ( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 05-03-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: La Iervolino contro Bassolino? L'ex ministro dell'Interno sgombra subito il campo da chi potrebbe intravedere ombre nel suo rapporto col governatore: "C'è un accanimento contro Antonio e questa è una cosa che non accetto. Va distinto quello che un'amministrazione deve fare, è il caso del Comune, dal linciaggio mediatico politico che si sta scatenando contro Bassolino,

L'industriale che studia da ministro - dario del porto ( da "Repubblica, La" del 06-03-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: pur senza con questo voler rinnegare il dialogo avviato da tempo con quella parte di centrosinistra campano rappresentata dal governatore Antonio Bassolino e dal ministro uscente Luigi Nicolais. Sarebbe il solco tra l'Unione industriali e il sindaco Iervolino, in realtà, a diventare ancora più profondo.

Sprint nel partito democratico per i posti della "zona a rischio" - ottavio lucarelli ( da "Repubblica, La" del 06-03-2008)
Argomenti: Monnezza

Abstract: legatissimo al sindaco Rosa Russo Iervolino. Sulle scelte, soprattutto su quelle per Campania due (le altre quattro province), si abbatte invece la scure degli ex socialisti con Roberto De Masi che accusa Iannuzzi: "Noi di Alleanza Riformista da oggi recuperiamo pienamente la nostra autonomia e la nostra libertà di azione per concorrere ad un vero rinnovamento della politica.


Articoli

Bassolino rinviato a giudizio "frode e abusi per i rifiuti" - dario del porto (sezione: Monnezze)

( da "Repubblica, La" del 01-03-2008)

Argomenti: Monnezza

Cronaca Bassolino rinviato a giudizio "Frode e abusi per i rifiuti" Alla sbarra con l'Impregilo dei Romiti, irregolarità nella gestione Sotto accusa gli appalti dal 1999 al 2005. Imputate, col governatore, altre 26 persone DARIO DEL PORTO L'emergenza che soffoca Napoli e indigna il mondo intero entra in un'aula di tribunale: il 14 maggio inizierà il processo al presidente della Regione Campania, Antonio Bassolino, all'ex amministratore delegato di Impregilo, Piergiorgio Romiti, e agli altri 26 imputati coinvolti nell'inchiesta che ha preso in esame il contratto sulla gestione del ciclo dei rifiuti predisposto tra il 1999 e il 2001 e infine risolto per legge il 30 novembre 2005. Un appalto che, secondo i pm Giuseppe Noviello e Paolo Sirleo, sarebbe stato "sistematicamente" violato contribuendo, nei fatti, a gettare le basi per la crisi di questi mesi. Il gup Marcello Piscopo ha rinviato a giudizio per illecito amministrativo anche le cinque società impegnate nell'associazione di imprese che si aggiudicò la gara: Impregilo, Fibe, Fisia Italimpianti, Fibe Campania e Gestione Napoli. Oltre a Bassolino e Romiti, dovranno affrontare il dibattimento l'ex amministratore di Fibe, Armando Cattaneo, l'ex vicecommissario straordinario Raffaele Vanoli e l'ex subcommissario Giulio Facchi. L'inchiesta si articola in 100 faldoni, oltre 140mila pagine di atti e conta quasi 600 parti offese. Bassolino è imputato come commissario straordinario, carica ricoperta fino al febbraio 2004. Dovrà difendersi da otto capi d'imputazione: frode in pubbliche forniture, per "non aver impedito ma consentito e realizzato" la violazione del contratto; concorso in truffa aggravata ai danni dello Stato, per "aver consentito e non impedito" che le presunte inadempienze venissero mascherate dalle aziende "con artifizi e raggiri"; e poi altre ipotesi di interruzione di pubblico servizio, concorso in violazione della normativa ambientale, tre episodi di abuso d'ufficio e falso. Secondo la Procura di Napoli il contratto prevedeva condizioni che non era possibile rispettare. Questo avrebbe determinato una gestione del ciclo rifiuti lontana dai criteri e dai parametri che avrebbero dovuto regolarla. Il tutto, è la tesi dei pm ma respinta dalla difesa, con la partecipazione "attiva e omissiva" di chi avrebbe dovuto "assicurare la corretta gestione del servizio": i rifiuti venivano lavorati in maniera difforme da quanto prescritto, non si procedeva al recupero energetico delle cosiddette ecoballe e le discariche venivano riempite con materiale "falsamente qualificato come combustibile derivato dai rifiuti". Sul dibattimento pesa però l'ombra della prescrizione. L'avvocato dello Stato Federico Vigoriti, che assiste il Dipartimento della Protezione civile e il commissariato straordinario, lancia l'allarme: "Il problema principale è rappresentato dal decorso del tempo: bisognerà riuscire a definire il processo entro termini brucianti". Il procuratore capo Giandomenico Lepore è più cauto: "L'iter dell'udienza preliminare è stato veloce, se sarà tenuto lo stesso ritmo non ci saranno problemi". L'avvocato Giuseppe Fusco, uno dei difensori del governatore, è categorico: "Il tema della prescrizione non si pone, il termine scade nel 2012". Tutti gli imputati respingono le accuse. In una nota Fibe-Impregilo (che rispetto ai fatti oggetto dell'indagine ha cambiato dirigenza e compagine societaria) esprime "piena fiducia alla magistratura e ribadisce la propria estraneità ai fatti ritenendo di aver sempre agito nel rispetto della legge e di aver avuto come unico obiettivo quello di contribuire a risolvere con criteri industriali la gestione dei rifiuti nella Regione".

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Rifiuti, Bassolino sarà processato Rinviato a giudizio insieme a 27 persone, tra cui i vertici delle società legate a Impregilo (sezione: Monnezze)

( da "Unita, L'" del 01-03-2008)

Argomenti: Monnezza

Stai consultando l'edizione del Rifiuti, Bassolino sarà processato Rinviato a giudizio insieme a 27 persone, tra cui i vertici delle società legate a Impregilo di Enrico Fierro/ Roma OTTO CAPI di imputazione. Gravissimi. La sintesi brutale di un fallimento politico che si sta trasformando in un vero e proprio disastro ambientale. Antonio Bassolino sarà processato per falso, frode in pubbliche forniture, concorso in truffa aggravata ai danni dello Stato, interruzione di pubblico servizio,concorso in violazione delle normative ambientali, abuso di ufficio. Commissario straordinario per tre anni - dal 2001 al 2004 - sul governatore della Campania crolla l'intero castello costruito quattordici anni fa per risolvere definitivamente la questione rifiuti a Napoli e nell'intera Campania. Bassolino - è l'accusa della frode in pubbliche forniture - "non ha impedito", ma anzi, avrebbe "consentito e realizzato" la perpetua e continua violazione degli obblighi previsti dal contratto stipulato con la Fibe (la società dei fratelli Romiti) "anche di fronte alla evidente e notoria mancata ricezione di tutti i rifiuti solidi urbani prodotti in Campania". Il concorso in truffa aggravata ai danni dello Stato è basato sull'accusa di "aver consentito e non impedito" che le aziende nascondessero le loro inadempienze rispetto ai vincoli del contratto "con artifizi e raggiri". Il non aver contestato alla Fibe la violazione degli obblighi contrattuali quando i conferimenti di rifiuti venivano interrotti, è costata a Bassolino l'accusa di interruzione di pubblico servizio. Infine, il reato più pesante, concorso in violazione delle normative ambientali. I giudici chiedono che il governatore della Campania sia processato per "aver provocato un danno ambientale con la creazione di discariche composte da balle di rifiuto secco, falsamente qualificato come Cdr (combustibile da rifiuto) con deterioramento di risorse naturali". Insieme a Bassolino sono state rinviate a giudizio altre 27 persone, i vertici delle società legate a Impregilo, subcommissari e tecnici che operavano nel commissariato straordinario. Il processo si svolgerà il prossimo 4 maggio. "La decisione di rinviare a giudizio il presidente Bassolino non sorprende", è il commento degli avvocati Massimo Krogh e Giuseppe Fusco. "Lo stesso svolgimento dell'udienza è apparso come un formale passaggio di carte e non come una sede di giudizio. Basti ricordare il clamoroso infortunio sugli emolumenti di commissari e subcommissari, quando l'accusa ha fornito cifre esorbitanti e palesemente errate". In Tribunale Bassolino, concludono i due difensori, "potrà mostrare finalmente la totale inconsistenza delle accuse che gli vengono mosse e la sua piena estraneità ai fatti contestati". Una storia lunga, quella dell'emergenza rifiuti in Campania, che inizia nel 1997. Il governo Prodi obbliga le regioni a proporre piani per lo smaltimento dei rifiuti e la loro trasformazione in energia. Le discariche devono chiudere. Si deve avviare la raccolta differenziata. Una rivoluzione. A governare la Campania è il centrodestra con Antonio Rastrelli di An. E' allora che parte la gara per la costruzione di impianti di produzione di combustibile da rifiuto (Cdr) e dei termovalorizzatori. Sul tavolo ci sono le proposte di grosse realtà imprenditoriali. Si fa avanti l'Enel, che chiede 100 lire per ogni chilo di rifiuto trattato. L'azienda ha le carte in regola, gli impianti e la tecnologia necessaria per affrontare l'intero ciclo. Ma la scelta è basata unicamente sulla logica del ribasso. Così vince l'Impregilo della famiglia Romiti, che si offre per un prezzo di 83 lire al chilo. Ma con progetti, dichiara un docente universitario alla Commissione d'inchiesta, "che presentavano lacune imbarazzanti". "Ho la sensazione che i piani non siano mai stati analizzati da un tecnico esperto di rifiuti", fa mettere a verbale Giulio Facchi, subcommissario durante la gestione Bassolino. "Avevamo cercato la disponibilità di imprese che avessero già in dotazione impianti di produzione di energia elettrica o di combustione. Tra i vari parametri cercammo di privilegiare quelli relativi al prezzo e ai tempi di realizzazione. Impregilo offriva un tempo complessivo di 24 mesi e il prezzo più basso", racconta l'ingegner Ettore D'Elia, vicecommissario ai tempi della giunta regionale di centrodestra. Il 22 aprile del 1999 Impregilo sbaraglia la concorrenza e si aggiudica l'appalto anche se in via provvisoria. Presidente della Regione è Andrea Losco, Udeur, un anno dopo, 19 giugno 2001, quando governatore è Antonio Bassolino, l'aggiudicazione della gara è definitiva. Fibe e Fisia (di Impregilo) si impegnano a realizzare entro un massimo di 300 giorni sette impianti per la produzione di Cdr e entro due anni due termovalorizzatori. Come è andata a finire è noto a tutti gli abitanti della Campania sommersi da tonnellate di spazzatura. Gli impianti di Cdr sono entrati in funzione tardissimo, costruiti non a norma hanno prodotto rifiuti che non possono essere bruciati. Dei due termovalorizzatori solo per quello di Acerra sono iniziati i lavori. Se tutto andrà bene entrerà in funzione tra un paio di anni. Una parte del territorio campano è occupato da milioni di ecoballe in attesa di essere smaltite. Un disastro ambientale e sociale.

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Rc deroga Folena e Forgione Cristina Tajani la anti-Ichino Decise le candidature. Bertinotti: elezioni truccate Ci sarà anche la Borsellino. Ma non in Sicilia (sezione: Monnezze)

( da "Unita, L'" del 01-03-2008)

Argomenti: Monnezza

Stai consultando l'edizione del Rc deroga Folena e Forgione Cristina Tajani la anti-Ichino Decise le candidature. Bertinotti: elezioni truccate Ci sarà anche la Borsellino. Ma non in Sicilia di Simone Collini / Roma OLTRE QUATTRO ORE a discutere della deroga per Francesco Forgione e soprattutto della candidatura di Pietro Folena, mentre l'annuncio che Rita Borsellino correrà con la Sinistra arcobaleno viene dato quasi di sfuggita e poi lasciato cadere. Così come l'altro: la presenza nelle liste di una giovane ricercatrice dell'Università di Milano, Cristina Tajani, che lavora nello stesso dipartimento di Pietro Ichino, ma sostenendo tesi opposte a quelle del giuslavorista candidato dal Partito democratico. Succede al comitato politico nazionale di Rifondazione comunista convocato per decidere chi mettere in lista per il voto di aprile. E se Fausto Bertinotti dice che "siamo di fronte a elezioni truccate" perché poteri forti e grandi organi di informazione le vogliono ridurre a uno competizione a due, nello stesso Prc c'è chi guarda con una certa invidia alle doti comunicative mostrate finora dal Partito democratico. Walter Veltroni da giorni dosa sapientemente le uscite sulle candidature di docenti universitari, imprenditori, operai, giovani ricercatori, precari. Rifondazione comunista aveva essenzialmente due carte da giocare, dopo il rifiuto a candidarsi di Paul Ginsborg e Luciano Gallino, e lo ha fatto scegliendo una riunione piuttosto burrascosa, che con un voto a maggioranza ha approvato una lista di 47 nomi Prc da inserire tra le candidature della Sinistra arcobaleno (ma se i risultati elettorali saranno in linea con gli attuali sondaggi ne saranno eletti non più di 35), la deroga in favore del presidente della Commissione antimafia Forgione ("senza deroga avremmo avuto il paradosso di avere nel prossimo Parlamento Cuffaro e non il suo più tenace avversario", ha detto Franco Giordano) e la ricandidatura del leader di "Uniti a sinistra" Folena (Ramon Mantovani si è detto contrario all'utilizzo di "un movimento di tipo personale per giungere alla candidatura" e Franco Russo ha parlato di "lavoro di lobbing", ma la sua richiesta di un voto segreto sulla ricandidatura dell'ex ds è stata bocciata con 68 no, 47 sì ed 8 astenuti). Così per oltre quattro ore il parlamentino del Prc ha discusso di statuto e deroghe, di chi non sarà ricandidato perché ha già due mandati alle spalle come Giovanni Russo Spena, Milziade Caprili, Alfonso Gianni, Patrizia Sentinelli, e di chi sarà riconfermato come Francesco Caruso, Wladimir Luxuria, Lidia Menapace e Daniele Farina. È invece finita in secondo piano, nel corso degli interventi, la candidatura di Rita Borsellino, che parlando a Palermo faceva intanto sapere che la sua candidatura "è da indipendente e non avverrà nel collegio siciliano". Per lei potrebbe essere riservato il posto di capolista per il Senato in Campania, vista la sua intenzione di impostare la campagna elettorale sul tema della legalità e della lotta alle ecomafie. E non è escluso che un annuncio in questo senso venga fatto oggi da Bertinotti, quando ad Ottaviano, al castello mediceo confiscato al boss Raffaele Cutolo, incontrerà i rappresentanti della Rete delle associazioni anticamorra. E ancora più nell'ombra è finita, durante la discussione, la candidatura di Cristina Tajani, che sfiderà Matteo Colaninno (e il suo secondo Veltroni) nella circoscrizione Lombardia 1. Ricercatrice in Sociologia del lavoro, a 29 anni ha già pubblicato molti articoli su riviste scientifiche e un libro: "Precariopoli. Parole e pratiche delle nuove lotte del lavoro". "Sono laureata alla Bocconi con una tesi in economia politica sul fordismo - racconta - ma sono di sinistra al 100 per cento. Se studi con Giorgio Lunghini e Michele Salvati puoi laurearti alla Bocconi ed essere di sinistra".

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Bassolino travolto dai rifiuti (sezione: Monnezze)

( da "Manifesto, Il" del 01-03-2008)

Argomenti: Monnezza

Il Governatore della Campania sarà processato insieme ad altri 27 imputati. L'accusa: "Irregolarità nella gestione del ciclo dell'immondizia" Francesca Pilla Napoli Il governatore Antonio Bassolino è nullatenente. Non possiede una casa, un quadro di Palladino, una statuetta di Koons, un ghirigoro di Kounellis, Serra o di qualsiasi artista contemporaneo che ha attraversato Napoli solo grazie alla passione del governatore. A quanto pare non ha nemmeno una automobile. Chissà forse saranno suoi i vestiti, avrà un pc o una macchina fotografica, ma niente che si possa sequestrare. Comunque si concluda il processo per il quale il Presidente è stato rinviato a giudizio ieri, per truffa, assieme a altri 27 imputati, tra cui i fratelli Romiti, Paolo e Pier Giorgio, in passato ai vertici dell'Impregilo e sue controllate Fibe-Fisia, questa inchiesta-munnezza è piena di colpi di scena. L'ultimo è arrivato ieri dopo l'istanza di 200 pagine consegnata dai legali che rappresentano la Regione Campania (paradossalmente contro il suo stesso presidente), per chiedere il sequestro preventivo dei beni degli imputati. Si è scoperto, appunto, che Bassolino e altri 7 uomini, alcuni quadri dirigenti di una delle imprese più potenti del paese, non possiedono nulla. Meno dunque di molti operai, casalinghe, commessi o precari che almeno un'automobile o uno scooter ce l'hanno. Però a differenza della classe media o medio-bassa spetta a loro gestire (male e truffando secondo l'accusa) un servizio fondamentale, quello dello smaltimento urbano, per la salute collettiva. Pino Vitiello e il curatore speciale Roberto Fiore hanno dunque chiesto di attingere direttamente dagli stipendi degli imputati. Ieri è stato il giorno del gup Marcello Piscopo che ha accolto le tesi dei pm Paolo Sirleo e Giuseppe Noviello. Tre anni di indagini che hanno prodotto oltre 100mila pagine di fascicoli e accuse pesanti, soprattutto per l'Impregilo che avrebbe frodato la regione e non rispettato nessuno dei punti del contratto. Oltre ad avere infatti mandato avanti per anni degli impianti cdr non a norma, ha in molti casi "rifiutato e anche fortemente ritardato il conferimento dei rifiuti solidi urbani...in modo tale da indurre il commissario e i sindaci dei comuni ad assicurare l'imballaggio del rifiuto tal quale e il trasporto dello stesso in Italia e all'estero". In altre parole l'azienda veniva pagata per raccogliere e smaltire, ma i costi in emergenza ricadevano nuovamente sui contribuenti. Non solo. L'Impregilo ha dato in subappalto ad aziende parte del ciclo, sebbene fosse contrario alle clausole per le quali aveva vinto la gara. Ditte che non possedevano, spesso e volentieri il certificato antimafia, e che poi si sono scoperte in odore di camorra. Non aveva la proprietà dei terreni e delle discariche come dichiarato alla concessione del servizio. E soprattutto, secondo l'accusa, era interesse primario dell'azienda costruire l'inceneritore di Acerra per bruciare milioni di ecoballe non a norma e straguadagnare sull'energia prodotta. La cittadella della munezza di Taverna del re era dunque una miniera d'oro. In alcuni fascicoli dell'inchiesta si tenta di dimostrare, infatti, come dopo il passaggio nei 7 impianti di cdr nei "pacchi" finisse di tutto, anche pneumatici e grossi quantitativi di metalli pesanti e plastica, che aumentano il potere calorifico dell'impianto acerrano da 9mila tonnellate quotidiane. Ieri però durante la loro arringa gli avvocati della difesa hanno raccontato un'altra storia. "La Fibe credeva nel progetto - ha detto l'avvocato Gianluigi Tizzoni - se si è fallito è stato a causa di due fattori: mancanza della raccolta differenziata, obbligazione richiesta ai comuni, e la non realizzazione del termovalorizzatore. Un punto fondamentale per l'intero ciclo che non è mai partito non per cause imputabili all'azienda, basti pensare che nel 2004 è dovuta intervenire la forza pubblica per liberare le aree". Ma per quanto riguarda gli impianti cdr non a norma? Lì ci sono colpe dell'azienda? "L'accusa - risponde Tizzoni - afferma che il cdr non avesse la qualità richiesta per essere termovalorizzata per un eccesso di umidità e perché avrebbe prodotto poco calore. Noi la pensiamo diversamente, siamo i proprietari delle ecoballe non ci saremmo mai auto danneggiati". Secondo le indagini però in quei pacchi c'è plastica, metalli pesanti e addirittura pneumatici. "Si tratta di analisi campione - taglia corto Tizzoni - noi riteniamo che potevano essere bruciate". Ma proprio nei fascicoli dei pm si evidenzia come in varie occasioni la società avesse addomesticato le analisi tramite il laboratorio Fisia di Genova. Anche la difesa di Bassolino ha affilato i coltelli in attesa del processo, per contestare i reati di truffa, frode in pubbliche forniture, falso e abuso di ufficio, che sarebbero stati commessi nel corso del suo mandato di commissario svolto dal 2001 al 2004. Per gli avvocati del governatore questo sarà un processo politico, non fondato sui fatti, ma sull'onda del malcontento e dell'esasperazione popolare. Lo stesso Bassolino mercoledì sera in tv ha puntato il dito contro i veti di un'opposizione trasversale che è andata dai parroci alla sinistra massimalista, rei di aver fatto naufragare un buon piano di smaltimento. Ora però accusa e difesa si danno appuntamento al 14 maggio quando inizierà il processo.

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NAPOLI Il presidente della Regione Campania, Antonio Bassolino, è stato rinviato a giudizio, i (sezione: Monnezze)

( da "Messaggero, Il" del 01-03-2008)

Argomenti: Monnezza

Nsieme ad altri 27 imputati, per presunte irregolarità nella gestione del ciclo dei rifiuti. Tra i reati contestatigli la frode, la truffa e l'abuso d'ufficio. L'avvocato: "È una decisione annunciata". Il Centrodestra insorge: "Ora non ha più alibi, deve dimettersi". Intanto, a Giugliano, una donna di 46 anni si è data fuoco per protesta davanti al sito di stoccaggio. Le fiamme sono state subito spente dalla polizia e la donna è stata ricoverata in ospedale. Ha detto: "Ho dimostrato di avere coraggio". Il sindaco Rosa Russo Iervolino: "Episodi del genere non devono accadere mai più".

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SCANDALO IMMONDIZIA BERSAGLIATO DALLE CRITICHE, IL PRESIDENTE DELLA CAMPANIA NON SI DIMETTE 0 Assedio bipartisan, ma Bassolino resta: Non diserto (sezione: Monnezze)

( da "Resto del Carlino, Il (Nazionale)" del 02-03-2008)
Pubblicato anche in: (Giorno, Il (Nazionale)) (Nazione, La (Nazionale))

Argomenti: Monnezza

SCANDALO IMMONDIZIA BERSAGLIATO DALLE CRITICHE, IL PRESIDENTE DELLA CAMPANIA NON SI DIMETTE Assedio bipartisan, ma Bassolino resta: "Non diserto" ? NAPOLI ? DALLA TOSCANA, Veltroni gli spedisce una "mozione degli affetti" con la richiesta, neppure velata, di un passo indietro per togliere il Pd dall'imbarazzo. Ma il governatore campano, Antonio Bassolino, la rinvia al mittente e non presenta le dimissioni che pure parte del suo schieramento gli sollecita. Dopo il rinvio a giudizio, il primo della sua storia politica, chiesto dalla procura di Napoli per il ruolo avuto nel disastro dei rifiuti, in qualità di ex commissario all'emergenza, il centrosinistra in Campania respira aria di disfatta. Tanto che nel suo tour italiano, Veltroni è costretto a lanciare un appello "alla coscienza" del governatore. Da Grosseto Veltroni bacchetta i signor no della sinistra Arcobaleno e dell'opposizione di centrodestra, contrari da sempre ai termovalorizzatori. "A forza di dire no ? accusa Veltroni ? si arriva in una situazione paradossale in cui sono colpevoli tutti o lo è uno solo e si crea un capro espiatorio. Eppure ci sono stati, in cinque anni, vari commissari di governo, tutti nominati dal centrodestra". Ma Veltroni sa che non può sfuggire al nodo del problema: la permanenza di Bassolino al vertice della Regione. "Io ho già espresso la mia stima e la mia amicizia per lui, e penso che di fronte a vicende così amare per lui l'unica cosa sia affidarsi alla sua coscienza: sono sicuro che farà la scelta giusta". Passano poche ore e arriva la risposta del governatore campano: resto al mio posto. "Non diserto proprio in questo momento, sento il dovere di andare avanti per dare un contributo, al fianco del commissario De Gennaro, per uscire dall'emergenza rifiuti e per combattere a testa alta perché emerga la verità politica e giudiziaria". E ancora: "Ho la coscienza a posto e le mani pulite. Sono arrabbiato per diverse ragioni. la prima è che la moralità è sempre stata la stella polare della mia vita e principale riferimento della mia azione. Sentirmi accusato di aver favorito una truffa ai danni dello Stato mi ferisce". Parole pronunciate mentre intorno infuria la bufera e solo il sindaco di Napoli, Rosa Russo Iervolino, spende qualche parola di conforto: "Sono convinta che sia una persona onesta, ha dato tutta la sua energia per Napoli e la Campania. Spero che possa dimostrare la sua innocenza". Ma è l'unica perché già Fausto Bertinotti, leader di Sinistra Arcobaleno, è più compassato: "Spero ? dice ? che Bassolino possa fare valere la sua estraneità. Questo riguarda una vecchia conoscenza ed una vecchia amicizia, però è giusto che la giustizia faccia il proprio corso". Altri come Antonio Di Pietro, sono più espliciti: "Penso che ci sia necessità di un atto di coraggio e di umiltà". Ovvero le dimissioni, così come chiedono Marco Follini e Cesare Salvi Nel centrodestra i toni sono molto più tranchant. "In Campania si è chiuso un ciclo: Bassolino deve rassegnare le dimissioni da governatore" dice il leader di An Gianfranco Fini. Incalza Roberto Calderoli della Lega: "Bassolino non deve dimettersi ora, lo doveva fare da tempo. E le sue dimissioni non devono essere riferite al suo rinvio a giudizio, ma allo scempio fatto sulla Campania e sui cittadini campani", Nicola Cosentino di Forza Italia: "Non ha più scusanti. Le sue dimissioni rappresentano l'unico atto a cui è tenuto a dare una risposta". Nino Femiani - -->.

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Bassolino non se ne va, imbarazzo nel Pd (sezione: Monnezze)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 02-03-2008)

Argomenti: Monnezza

Primo Piano Pagina 105 il caso campania Bassolino non se ne va, imbarazzo nel Pd Il caso campania --> ROMA La destra e Antonio Di Pietro reclamano subito le dimissioni di Antonio Bassolino da governatore della Campania. La sua sinistra non è che lo difenda granchè, mentre Veltroni appare in imbarazzo ("deciderà la sua coscienza") e sottolinea che "si è comunque concluso un ciclo". Ma Bassolino non molla. Sostiene di avere "la coscienza a posto e le mani pulite", per cui non ha nessuna intenzione di lasciare Palazzo Santa Lucia, sebbene sia stato rinviato a giudizio per l'emergenza rifiuti. Il caso Bassolino, con la sua ultima evoluzione giudiziaria, rischia di essere in Campania ben più di una patata bollente per il centrosinistra e per il Pd in particolare, su cui la destra scarica la responsabilità dell'emergenza rifiuti. "Credo che Bassolino debba rassegnare le dimissioni da governatore", spara Gianfranco Fini, secondo cui "la situazione è insostenibile, non solo per il rinvio a giudizio del governatore ma anche per tutta una serie di indagati e di arrestati". Fini mette il dito nella piaga quando ammette di comprendere "l'imbarazzo di Veltroni, perchè si dà il caso che Bassolino faccia parte del Pd: sarà difficile spiegare in Campania che il Pd rappresenta la novità con i volti di Bassolino e della Iervolino". In sintonia con Fini c'è il leghista Calderoli, secondo cui "Bassolino doveva dimettersi già da tempo" e, da sinistra, Antonio Di Pietro. L'ex Pm bolla come "superata" l'esperienza del governatore che fa "perdere voti" e quindi si deve dimettere. Secondo Alessandra Mussolini sarebbe una "scelta di dignità". Veltroni dice no a "un capro espiatorio su cui abbattere la mannaia" per la vicenda dei rifiuti in Campania; dopo aver espresso "stima e amicizia" per Bassolino, dice di "affidarsi alla sua coscienza civile" per quanto riguarda le dimissioni: la scelta che farà sarà quella giusta. E Bassolino? Lui a dimettersi non ci pensa proprio. "Sento il dovere di andare avanti per dare un contributo, al fianco del commissario De Gennaro, per uscire dall'emergenza rifiuti e per combattere a testa alta perchè emerga la verità, quella politica e quella giudiziaria. Perchè io non ho fatto nulla di male", sostiene difendendo la moralità che "è sempre stata la mia stella polare".

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Bassolino: Resto, ho le mani pulite Rifiuti, dopo il rinvio a giudizio pressing per le dimissioni. Veltroni: farà la cosa giusta. Lui: non scappo (sezione: Monnezze)

( da "Unita, L'" del 02-03-2008)

Argomenti: Monnezza

Stai consultando l'edizione del Bassolino: "Resto, ho le mani pulite" Rifiuti, dopo il rinvio a giudizio pressing per le dimissioni. Veltroni: farà la cosa giusta. Lui: non scappo di Eduardo Di Blasi / Roma LA SCELTA. In molti l'avevano interpretata come un invito a passare la mano, la frase pronunciata ieri mattina dal segretario del Pd Walter Veltroni. "Ad Antonio Bassolino - aveva detto da Grosseto, tappa del suo tour elettorale, il candidato premier - va la mia stima e amicizia. Ma, di fronte a cose così dolorose, l'unica risposta è affidata alla coscienza personale di ciascuno ed io sono sicuro che Bassolino farà la scelta più giusta". I due, come si conviene, si erano sentiti in mattinata per discutere della delicata questione. L'editoriale del direttore di Repubblica che chiedeva "anche al di là delle sue colpe specifiche", le dimissioni del presidente della Regione Campania, rinviato a giudizio con altri 27 per la nota vicenda del ciclo dei rifiuti campani, di certo non aveva contribuito a tenere bassa la tensione all'interno del Pd, dove, dopo il silenzio del giorno prima, si è dovuto prendere atto anche delle esternazioni dell'alleato Di Pietro. Che, come da mesi a questa parte, ha continuato a chiederne le dimissioni. La scelta più giusta, Antonio Bassolino, presidente della Regione Campania, già Commissario ai Rifiuti tra il 2001 e il 2004, ritiene di averla fatta. Resta al suo posto. E nel motivare questa scelta, che certo non gli porterà consensi, amareggiato si difende: "Sento il dovere di andare avanti per dare un contributo, al fianco del commissario De Gennaro, per uscire dall'emergenza rifiuti e per combattere a testa alta perchè emerga la verità, quella politica e quella giudiziaria. Perché io non ho fatto nulla di male. Non è il momento di disertare". Sul piano della propria moralità (è accusato, tra le altre cose, di concorso in truffa aggravata) rivendica un percorso politico di nettezza ("Ho la coscienza a posto e le mani pulite") e attacca: "Sono accuse infondate e ingiuste. Quale interesse avrei avuto? Quale vantaggio? Certamente invece ho ricevuto danni politici e di immagine anche forti. Di qui l'amarezza e il dolore". Ma è sul piano strettamente politico che il governatore reagisce con maggiore forza: "Non faccio il capro espiatorio. Farmi da parte sarebbe la soluzione più semplice ma io non fuggo dalle responsabilità e mi muovo con serietà. Sento dentro di me che posso continuare a camminare a testa alta. Dobbiamo uscire dall'emergenza, ricostruire il filo con i cittadini". Domanda dove "siano tutti quelli che ci sono stati in questi anni e soprattutto i signori del partito del "no". Sono comodi? E magari qualcuno è anche protetto dall'immunità parlamentare. Io sto qui ad assumermi le mie responsabilità. Molti di loro sono scappati". È un fiume in piena Bassolino: "Non è in discussione se io pensi di non avere alcuna forma di responsabilità. È esattamente il contrario: il paradosso è che io sono l'unico che si prende la sua parte di responsabilità mentre sono tanti quelli che sono scappati". Fausto Bertinotti, candidato premier della Sinistra Arcobaleno, che ieri ha iniziato ad Ottaviano (Na) il proprio tour elettorale si è augurato che la giustizia faccia il suo corso, ma sul piano politico non si è sbilanciato. "Sarà il partito di Napoli a prendere le decisioni e, quelle che prenderà avranno del nostro sostegno". Mentre la destra continua a martellare, Bassolino incassa l'incoraggiamento di Rosa Iervolino e di Anna Finocchiaro. Per il Pd il ciclone potrebbe anche essere passato relegando ad una "scelta personale" il mantenimento di Bassolino alla Regione. Ma la situazione politica si annuncia complessa nella stessa assise regionale, dove è giunto ad uno snodo importante il rapporto tra quelle che per anni sono state le figure di riferimento: Ciriaco De Mita, Clemente Mastella e Antonio Bassolino.

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Campagna anticlan di bertinotti nel castello che fu di cutolo - angelo carotenuto (sezione: Monnezze)

( da "Repubblica, La" del 02-03-2008)

Argomenti: Monnezza

Pagina V - Napoli L'INIZIATIVA Il candidato premier della Sinistra arcobaleno a Ottaviano con giovani e operai Campagna anticlan di Bertinotti nel castello che fu di Cutolo "Al voto anche in Regione perché torni la speranza" L'AUTONOMIA Le decisioni del partito a Napoli hanno pieno sostegno da parte mia ANGELO CAROTENUTO DAL NOSTRO INVIATO OTTAVIANO - Gli operai della Fiat, gli imprenditori schierati contro il racket, i giovani della rete anticamorra. è a loro che parla Fausto Bertinotti, al castello mediceo di Ottaviano, e se ha scelto d'essere qui per aprire ufficialmente la campagna elettorale in Campania, non è per un omaggio ai secoli di storia. Questo è il luogo che Raffaele Cutolo aveva comprato negli anni Settanta per le sue "cerimonie". La criminalità. "Una delle emergenze del Sud, il luogo in cui la sinistra ha dato corpo all'idea che alle ingiustizie bisogna ribellarsi", dice il candidato premier della Sinistra arcobaleno. Le altre emergenze sono la sanità e i rifiuti, quelli che lui stesso vede lungo la strada dai finestrini scuri dell'auto. "Un ciclo politico si è chiuso", dice, nel giorno in cui incalza il pressing su Bassolino. "Il nostro totale rispetto per l'azione della magistratura resta uguale, sia se riguarda persone a cui siamo vicine sia per nostri avversari. Spero che Bassolino possa fare valere la sua estraneità: per una vecchia conoscenza e una vecchia amicizia". E però si dimetta, ecco la posizione implicita di Bertinotti nel momento in cui chiarisce che "la decisione politica deve prenderla il partito a Napoli. Qualunque sia, avrà comunque il nostro sostegno". Per Sodano, che gli sta sotto braccio durante tutta la visita al castello, per De Cristofaro, Migliore e Di Martino, in Regione si deve votare il più presto possibile. Si deve votare, aggiunge Bertinotti, perché "a Napoli ritorni la speranza: se fossi a Palermo direi la primavera, qui si può dire rinascimento, una stagione che ha nomi e cognomi precisi, tra cui quello di Antonio Bassolino". Pullover celeste, sorriso fisso, baci e abbracci per tutti. Ci sono Tecce, Scotto, Porta, Pellegrino, Parisi, Gabriele, Borrelli, Di Palma, quest'ultimo chiuso in un imbarazzato silenzio sul conto di Bassolino, e stavolta assente dalla coda di dichiarazioni di solidarietà. Si nota l'assenza di Nicola Oddati. Il sindaco di Ottaviano, Mario Iervolino, ricorda di quando regalò una cravatta portafortuna a Forgione: per entrare in Parlamento. "Ne dia una anche a me, così divento presidente del Consiglio", e scatta l'applauso della sala, 300 persone dentro quest'auditorium che era la stalla del clan, ingresso sbarrato perché non entra più un grissino, due maxischermi nei giardini del castello, pieni pure quelli. Il castello fu confiscato al boss negli anni Novanta, ora è sede del Parco nazionale del Vesuvio. Un ragazzo disabile chiede a Bertinotti: "Ma io perché dovrei votarti?". E poi una giovane trans. Un universitario. Uno dei dipendenti di Pomigliano. Bertinotti replica ricordando i valori della sinistra, e dà la stoccata a Veltroni. "Se è vero che al quotidiano spagnolo El Pais si è dichiarato riformista non di sinistra, allora è reo confesso. Costringerà molti a votare per noi". L'obiettivo minimo è far scattare tre parlamentari a Campania 1, due a Campania 2 e due al Senato; il sogno è portarsi sul 4-3-3 recuperando consensi al Pd, "il partito delle classi dirigenti, dove pensano di candidare Calearo, presidente di Federmeccanica dopo la battaglia che i lavoratori hanno sostenuto per conquistare non dico un buon contratto, ma un contratto messo in discussione. è questo il modello di sviluppo che porta a pensare che il Sud vada trattato come pattumiera d'Italia". I rifiuti, rieccoli.

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Effetto processo sulle liste pd a rischio armato e de luca - roberto fuccillo (sezione: Monnezze)

( da "Repubblica, La" del 02-03-2008)

Argomenti: Monnezza

Pagina IV - Napoli Effetto processo sulle liste Pd a rischio Armato e De Luca Ma è quasi certa la conferma della Carloni verso le elezioni Il nodo campano verrà sciolto solo domani all'alba ROBERTO FUCCILLO RESISTE la giunta regionale, ma perdono quota gli amministratori in chiave elettorale. Il volto definitivo delle candidature del Pd si vedrà solo domani all'alba, la Campania sarà l'ultima regione a venire esaminata. Ma, in attesa che si sciolga il braccio di ferro sulle quote di ciascuna componente, residuo della spaccatura che si ebbe alle primarie, la voce dominante a Roma vedeva le forbici orientate verso chi a vario titolo è o è stato coinvolto in quel ciclo politico che tutti ormai danno per concluso. Un criterio che potrebbe colpire anche Teresa Armato: l'ex assessore alla Ricerca sta tentando in tutti i modi di farsi riconoscere il passato di coordinatore del comitato Veltroni più che quello di assessore regionale. Rischia Enzo De Luca: l'assessore ai Lavori pubblici, vicino a Nicola Mancino, deve semmai giocarsi la sua carta di baluardo anti De Mita in Irpinia. E rischia Tino Santangelo: proposto dalla Iervolino, ieri però non ha esitato a approvare la decisione di resistere di Bassolino. Sono invece in risalita le quotazioni di Annamaria Carloni, consorte di Bassolino. Giocano a suo favore la scarsa anzianità di servizio (è stata eletta due anni fa per la prima volta), ovviamente l'esser donna, l'essere designata dall'area Bindi, infine i larghi vuoti da colmare nella lista del Senato. Tutti gli altri attendono. Compreso ad esempio Umberto Ranieri, che aspetta di vedere come finirà la partita delle deroghe alle troppe legislature. Se gli andasse male, l'area Letta potrebbe puntare su Eugenio Mazzarella oppure su Anna Rea, segretario regionale Uil, che domani sarà padrona di casa per un convegno all'insegna del "voltiamo pagina", con la partecipazione del suo leader nazionale Luigi Angeletti, della presidente di Confindustria Campania Cristiana Coppola e del ministro Luigi Nicolais, probabile capolista del Pd al Senato. Intanto ieri ha aderito al partito Carmine Attanasio, animatore della associazione Verdecologista. A proposito di ambientalisti, è ufficiale che il leader dei Verdi, Alfonso Pecoraro Scanio, si candiderà in Puglia con la Sinistra arcobaleno. Tornando invece nei pressi del Pd, l'Italia dei valori di Di Pietro punterà a far rieleggere Nello Formisano e Americo Porfidia nelle due circoscrizioni alla Camera, mentre al Senato, dove la soglia del 3 per cento è meno sicura, potrebbe esserci Nello Di Nardo. A destra il Popolo delle libertà schiererà Berlusconi e Fini davanti a tutti. In Campania 1 dovrebbero seguirli Mara Carfagna e Alessandra Mussolini, poi gli altri uscenti e i probabili innesti: i prefetti Raffaele Lauro e Maria Elena Stasi, Clorinda Boccia Burattino, Maurizio Iapicca, Stefano Caldoro, Giuseppe Scalera, Fabio Chiosi. Verso l'esclusione invece Paolo Cirino Pomicino e Giulio Di Donato. Rischiano poi, per la questione dei precedenti penali, Antonio Girfatti e Alfredo Vito, mentre pare in una botte di ferro Sergio De Gregorio, che però potrebbe passare dal Senato alla Camera. In Campania 2, oltre agli uscenti da confermare, si affacciano Gennaro Malgieri, Carlo Sarro, la sannita Nunzia De Girolamo e l'irpina Elisabetta Carpenito, Giuseppe Gargani, l'ex demitiano Ernesto Sica e l'ex assessore regionale Antonio Lubritto, il commissario salernitano di Forza Italia Mario Pepe. Al Senato Sandro Bondi sostituirà Pisanu come capolista, poi, oltre gli uscenti, arriveranno Luigi Bobbio e Massimo Nicolucci, responsabile dei circoli di Michela Vittoria Brambilla. Scalpitano anche quelli di Marcello Dell'Utri: in predicato Nicola Formichella o Annarita Patriarca, figlia dell'ex senatore Francesco, che però è radicata sullo stesso territorio elettorale dell'uscente Gioacchino Alfano. Di fianco al Pdl ci sarà anche la lista di Mpa, il movimento del siciliano Raffaele Lombardo: l'obiettivo è far eleggere a Napoli l'ex ministro Enzo Scotti, mentre al Senato potrebbe approdare Paolo Del Mese nel caso andassero in porto le trattative con gli ex mastelliani. Infine la Destra di Storace potrebbe proporre, dietro Daniela Santanchè e Antonio Pezzella, il volto della "Domenica Sportiva" Paola Ferrari.

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L'invito del cardinale sepe "chiarezza, per il bene dei cittadini" - patrizia capua (sezione: Monnezze)

( da "Repubblica, La" del 02-03-2008)

Argomenti: Monnezza

Pagina III - Napoli LA CHIESA L'arcivescovo interviene alla riunione delle associazioni dei laici cattolici di Napoli L'invito del cardinale Sepe "Chiarezza, per il bene dei cittadini" Replica alla Iervolino: compio il mio mestiere fino in fondo "Dobbiamo uscire dai nostri ambiti chiusi non è tempo di piangerci addosso" Un lungo applauso quando dice: "Compierò la mia missione senza paura" PATRIZIA CAPUA "Che posso dire? Speriamo che tutto si chiarisca per il bene comune dei cittadini". Sceglie una formula neutra il cardinale Crescenzio Sepe per commentare le vicende giudiziarie del governatore Antonio Bassolino nello scandalo dei rifiuti. Dichiarazione a margine di una giornata particolare in cui Sepe, nel seminario di Sant'Ignazio a Cappella Cangiani, ha dato vita a quella che ha voluto definire la "Costituente" delle associazioni dei laici cattolici di Napoli. Il raduno, promosso da Mario Di Costanzo, alla guida della Consulta diocesana delle aggregazioni laicali, da un'idea nata prima dello scorso Natale durante un incontro di riflessione, ha richiamato una settantina di gruppi che operano in diversi settori della società. Il dibattito è stato fortemente influenzato, sarebbe stato strano il contrario, dalle vicende che Napoli sta vivendo in questi mesi, a cominciare dalla crisi della spazzatura. Fallimenti più che risultati. Alla platea sono state presentate sei proposte, con analisi e relativo giudizio durissimo sulla gestione della cosa pubblica e sulla classe politica che ha operato. Ipotesi di intervento "per rendere un servizio competente nelle strutture come famiglia, istituzioni, partiti, sindacati, per la realizzazione del bene comune". In campo, ciascuno con una sintesi del lavoro di gruppo, sono scesi i rappresentanti del Centro italiano femminile, Azione cattolica, Comunità di Sant'Egidio, l'Ordine di Malta, la Famiglia Camilliana laica. "Cittadini attivi che vogliono assumersi come cristiani, la responsabilità di migliorare il contesto", ha detto il cardinale. "Non vogliamo piangere su noi stessi, è finito il tempo, ora bisogna che noi cristiani assumiamo le nostre responsabilità e ci proiettiamo verso il futuro. Che usciamo dai nostri ambiti chiusi e cerchiamo di essere quel seme che fa fermentare questa società. Noi siamo nel mondo per essere l'anima del mondo". Sepe ha rivolto alle associazioni un sentito riconoscimento per il lavoro svolto assieme all'esortazione ad essere concreti. Per quanto riguarda il proprio ruolo, il cardinale non ha rinunciato a puntualizzare. "è inutile che mi vengano a dire che il cardinale esce dai suoi confini" ha ribadito in polemica con il sindaco Rosa Russo Iervolino, che reagì alle critiche ("il cardinale faccia il cardinale"). Io compio il mio mestiere di vescovo nei confronti dell'uomo, anima e corpo" e la sala si è lanciata in un lungo applauso, "e compierò questa missione fino alla fine e senza nessuna paura". Sei proposte sui temi "Formazione ed educazione" (Angela Giustino), "Giovani" (Giuseppe Irace), "Lavoro" (Eleonora Cavallaro), "Giustizia" (Matilde Azzollini), "Ambiente" (Giovanni Battista De Medici), "Salute e sanità" (Anna Zedda). Frutto di analisi della realtà, e della ricerca delle cause che hanno determinato ferite nel tessuto sociale che sembrano insanabili. Il percorso avviato, si è detto nei numerosi interventi, prevede che ciascuno offra il proprio contributo per la soluzione dei problemi, la missione del laicato cattolico si allarga così alla realtà sociale, politica, ambientale, con funzioni di stimolo e di collaborazione. I laboratori presentati ieri si tramuteranno in "osservatori stabili", è stato lo stesso cardinale ad annunciarlo, per offrire risorse e idee. Con cadenza semestrale si terranno nuovi incontri per verificare l'operatività e la sinergia tra i diversi soggetti in campo. "Siamo dei missionari chiamati da Dio a rispettare il suo disegno e metterlo in pratica", ha esortato il cardinale. Una "nuova primavera" del laicato cattolico, "questo primo marzo sarà ricordato nella storia della Chiesa napoletana come l'inizio di una nuova stagione", ha affermato Sepe, "questa giornata fa parte di un piano pastorale che stiamo approntando. Nessuna parola detta sarà persa". Mario Di Costanzo, ex assessore al Patrimonio del Comune di Napoli, che vede nell'evasione scolastica uno dei mali più gravi, ha spiegato nella sua relazione: "La città è stata lo sfondo per la nostra riflessione. E anche la dimensione politica. L'idea di una politica che interagisce con le persone, ne coglie le domande e le traduce in proposte e progetti. Che agli interessi di parte antepone i bisogni collettivi. Che dà esempio di assoluto rigore amministrativo e rifiuta soluzioni compromissorie. La politica come vita delle persone, capace di dare risposte forti e significative ai bisogni, tante volte inespressi. è importante che il vescovo sappia che su di noi la Chiesa di Napoli può contare". Angela Giustino, del Centro italiano femminile, ha fatto rilevare che si produce cultura e anche di notevole livello solo a vantaggio di una élite mentre anche grazie all'indifferenza degli intellettuali, ampie fasce della società napoletana ne restano puntualmente escluse. Sulla vicenda spazzatura, De Medici ha denunciato che la Regione Campania non ha ancora istituito siti di stoccaggio di rifiuti tossici e nocivi. Vito Amendolara (Coldiretti) ha ricordato che le campagne del napoletano sono ormai lo sversatoio della città e che non è stato ancora approntato un piano di bonifica per proteggere le produzioni agricole. La rinascita della città passa per la questione lavoro. Cavallaro ha toccato i punti nodali: arginare la dispersione scolastica, agevolare la burocrazia (vedi il caso Rinascente che sta abbandonando Napoli), attivare gli incentivi (il credito d'imposta) per l'occupazione e gli investimenti, potenziare la rete dei servizi (asili nido e assistenza domiciliare per gli anziani), sviluppo turistico, considerato fonte preziosa di lavoro. Da qui l'idea di avviare un censimento dei beni, anche della Chiesa, che potrebbero essere restaurati e messi a disposizione di cooperative di giovani per creare piccole imprese.

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Bertinotti: <Finita l'era del governo è ora di riorganizzare la lotta> (sezione: Monnezze)

( da "Liberazione" del 02-03-2008)

Argomenti: Monnezza

In Campania il candidato premier della Sinistra Arcobaleno dà il via alla campagna elettorale nel castello di Ottaviano, ex quartier generale della Camorra di Cutolo Bertinotti: "Finita l'era del governo è ora di riorganizzare la lotta" Angela Mauro Ottaviano (Napoli) nostra inviata Al castello di Ottaviano l'impianto di aria condizionata è naturale. Piccoli fori nel pavimento di pietra lavica sono il passaggio per invisibili geyser di aria fredda. Sotto, il vuoto, che se diventa pieno è ricchezza. Cisterna, acqua, potere. E' il trittico che segna la storia del palazzo mediceo, 365 stanze alle falde del Vesuvio. Ma fermarsi all'acqua è come dire che il problema di Palermo è il traffico (Begnini docet). Ottaviano, provincia di Napoli, castello e potere. E il potere da queste parti ha significato camorra, in passato, in parte anche nel presente. Negli anni '80 qui il problema non era il signorotto padrone dell'acqua, ma la criminalità già ricca che comprò il luogo simbolo del potere e ne fece il suo quartier generale per il traffico di droga, le estorsioni, gli omicidi. Un nome: Raffaele Cutolo, che amministrava da quelle stanze alle falde del Vesuvio. 'O professore', cui il castello è stato confiscato all'inizio degli anni '90. Ora sede dell'Ente Parco del Vesuvio. "Questo non è il castello di Cutolo. E' il castello mediceo". Il sindaco Mario Iervolino del Pd tenta di scacciare l'onta del passato. La sala è stracolma e incontinente, i geyser hanno un senso anche se è inverno, il tentativo di Iervolino riesce se oggi il castello di Ottaviano può ospitare la prima della tappa della campagna elettorale di Fausto Bertinotti in Campania. "Io lotto, mi ribello, mi sono votato al suicidio sociale". Anche nei tempi bui, Ottaviano l'ha conosciuta la rivolta. I versi sono di Mimmo Beneventano, medico e poeta, consigliere comunale del Pci, ucciso dalla Camorra il 9 novembre dell'80. Sullo sfondo il simbolo unitario della Sinistra Arcobaleno, in sala il suo "Urlo" viene recitato. "Grido per coloro che non hanno più voce". Ed è il "la" per il dibattito con i ragazzi delle associazioni anticamorra e con i rappresentanti di vari mondi che chiedono diritti: operai, gay, trans, disabili. Bertinotti declina la parola "sinistra". "Ribellarsi contro le ingiustizie, come Beneventano: non per fare l'eroe o cercare medaglie, ma per vivere e dare senso primordiale alla libertà". Un "io non ci sto" che per diventare "ribellione di molti" ha bisogno della "sinistra politica". La campagna elettorale è difficile, il candidato premier non si stanca di ripeterlo, e qui in Campania poi il fatturato criminale è ancora il 40 per cento del pil regionale. C'è un governatore, Antonio Bassolino, rinviato a giudizio per lo scandalo dei rifiuti. "Rispetto il lavoro della magistratura, mi auguro possa dimostrare di essere estraneo ai fatti", si limita a dire Bertinotti. Quanto alle scelte che farà il Prc, attualmente in maggioranza in regione, "sta all'autonomia della dirigenza locale deciderle". Il punto non è stare al governo o all'opposizione. Non è in questo senso che va manifestata la "diversità". Il punto è stare "nella comunità, nella fabbrica, nella società prima ancora di stare in Parlamento o in un consiglio comunale". E' la sfida attuale. Il brutto della lotta "non è vincere o perdere, ma quando sei al governo e non sai come dare voce ai bisogni perché al governo ci stai con gente che non la pensa come te". Ora, "finita la zona grigia del governo, va riorganizzata la lotta, va individuato l'obiettivo, va ricostruita la comunità". La speranza? E' "in noi, non fuori: è dura, ma siamo fratelli di tanta gente che lotta in condizioni più drammatiche. Pensate se fossimo a Gaza e un raid israeliano avesse ucciso donne e bambini". Bertinotti frena la foga: "Se poi qualcuno è tentato di rispondere alla violenza con il terrorismo, gli va spiegato che la marcia è lunga e che a chi vuole cambiare il mondo tocca la parte più difficile". Come Beneventano e gli altri che hanno fatto la stessa fine. Michele della militante Radio Onda Pazza è duro: "Da tempo non operiamo più con alcun partito perché qui tutti i partiti prendono i voti nei fortini della camorra. Senza garanzie di assenza di collusioni, non faremo la campagna elettorale per nessuno". Pur nella forte esigenza di lotta, testimoniata dall'affollamento della sala, emerge la delusione. "Onorevole, vorrei capire che cos'è questa sinistra?", chiede disperato Gianluigi, disabile alle prese da anni con la ricerca di lavoro: invano. Tommaso Pirozzi della Fiat di Pomigliano è "sfiduciato", non ha più la tessera del Prc, con le lacrime agli occhi richiama il sacrificio di Beneventano per ricordare che "non si muore solo quando il cuore non batte più, ma anche quando ti limitano la lotta: qui la mafia ha il potere di "espellere" i lavoratori dalle fabbriche". Bertinotti parte dalla questione salariale, "di prima grandezza, contro un padronato della borghesia che dura da più di 25 anni", da quando i salari in Italia erano tra i più alti d'Europa, ora sono i più bassi. C'è stata la sconfitta del 900, del movimento operaio, una "rivoluzione chiamata globalizzazione", un'onda che ha anche spazzato via diritti, creato povertà, messo in crisi la politica. "Noi come Prc - dice Bertinotti - non abbiamo mai fatto parte della classe politica, abbiamo provato ma non siamo riusciti a rompere quell'onda. Ora siamo tutti coinvolti". Ecco perché la comunità che va ricostruita, la lotta da riorganizzare, l'onda da spezzare richiedono altre forme della politica: "Mettiamoci insieme a sinistra senza l'illusione che ci sia una stanza dei bottoni e che basta arrivarci per cambiare tutto. Iniziamo noi nella comunità, iniziamo anche con il voto". La sala applaude, ma non è finita. Già, il voto. "Temo il voto utile", ammette Bertinotti, intendendo la croce che molti possono essere tentati di segnare sul Pd per bloccare Berlusconi. Tuttavia, basta chiedersi se "c'è una causa ai nostri guai. Sì. E' questo modello economico-sociale che il Pd vuole solo mitigare: come togliere l'acqua dal mare con un secchiello. Va rovesciato". E se a El Pais è Veltroni stesso ad ammettere di essere "riformista, ma non di sinistra", beh: il gioco è fatto. "E' reo confesso. Ora chi è di sinistra non ha più scuse per votare Pd?". "Non s' lassa a terra p' na mala annata". Il detto contadino, citato da Luigi dell'associazione anticamorra "Scetammece" (Svegliamoci!) incita ad andare avanti. E' possibile il "compromesso per arrivare alla liberazione totale", mette in guardia Bertinotti. Unioni civili o matrimonio? "Vorrei che ognuno fosse libero di optare tra le due cose, ma avere subito le prime aiuta a rompere il meccanismo di oppressione". Ciò che conta è che "per la prima volta i diritti civili stanno nel dna di una forza politica: la sinistra". Fuori è buio, l'aria del Vesuvio è pungente, dentro i geyser prendono il sopravvento anche sulle onte del passato. Forse. 02/03/2008.

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Bassolino: <Vado avanti> Giordano: <Subito al voto> (sezione: Monnezze)

( da "Liberazione" del 02-03-2008)

Argomenti: Monnezza

Il documento firmato da Prc, Pdci, Sd e Verdi Bassolino: "Vado avanti" Giordano: "Subito al voto" Antonella Palermo Napoli "Abbiamo piena fiducia nella magistratura e ci auguriamo che il presidente della Regione Antonio Bassolino possa dimostrare la sua totale estraneità ai fatti contestategli. Ma è evidente che in Campania si è chiuso un ciclo politico. Ora, come Rifondazione Comunista aveva già chiesto per primo, è necessario arrivare al voto il prima possibile". Franco Giordano non ci gira intorno. La posizione espressa ieri dal segretario nazionale di Rifondazione Comunista rafforza e conferma una riflessione già abbondantemente avviata nel Prc campano a cui lo stesso Fausto Bertinotti ha riconosciuto piena autonomia decisionale. Che il ciclo politico fosse concluso era già un dato, ribadito dallo stesso Giordano nel corso di un comitato politico regionale svoltosi a Napoli poche settimane fa. Nella sera del rinvio a giudizio di Bassolino un documento congiunto delle segreterie regionali di Rifondazione, Sinistra Democratica, Pdci e Verdi ribadiva chiaramente la necessità di andare alle urne. "E' evidente che politica e magistratura sono due cose distinte - ribadisce il segretario regionale Prc Peppe De Cristofaro - ma ribadiamo con fermezza che consideriamo chiuso questo ciclo politico e che occorre andare alle urne nel più breve tempo possibile". Tommaso Sodano, presidente della commissione Ambiente al Senato e tra i primi ad aver presentato esposti alla magistratura sulle questioni ambientali campane, oggi è ancora più convinto di un pensiero che coltiva da tempo: "Vediamo cosa succede, ad ogni modo io ritengo che una volta conclusa questa fase di emergenza, ovvero subito dopo la scadenza del mandato di De Gennaro, si abbia uno scatto di reni e si parli di tornare subito alle urne. Se così non fosse - dice -, noi di Rifondazione dobbiamo avere il coraggio di tirare la spina". Cesare Salvi parla di un "sistema di potere denunciato già all'interno dei Ds" e chiede che si dimettano i consigli regionali campano e calabrese. "Ribadiamo la richiesta di scioglimento dei due Consigli regionali: questo è il vero tema, molto più del destino politico di Antonio Bassolino". Attorno al governatore, rinviato a giudizio per una serie di presunte irregolarità nella gestione dei rifiuti, si è stretto il Pd campano, in primis la sindaca Rosa Russo Iervolino ("Sono convinta che Bassolino sia una persona onesta, so che ha dato tutta la sua energia per lavorare per Napoli e la Campania; ne sono sicura. Spero che possa dimostrare la sua innocenza"). Ma cresce col passare delle ore anche il pressing perché si dimetta. Dalle aule giudiziarie al processo politico il passo è breve, e Bassolino si ritrova più accusatori che difensori. In mattinata un incontro informale di giunta già convocato e non annullato viene letto come implicita conferma di quanto più tardi ribadirà apertamente lo stesso governatore: "Ho la coscienza a posto e le mani pulite non ho fatto nulla di male. Ho cercato di dare una mano alla soluzione del problema rifiuti. Sento il dovere di andare avanti per uscire dall'emergenza rifiuti e per combattere a testa alta perché emerga la verità, quella politica e quella giudiziaria. Perché io non ho fatto niente di male". In mattinata Walter Veltroni, pur invitando a non cercare capri espiatori e pur ricordando che "le responsabilità non sono mai di una sola persona", in un comizio a Grosseto aveva detto: "La notizia del rinvio a giudizio di Bassolino mi ha dato grande dolore. Ho grande amicizia e grande stima per lui e penso che abbia fatto per la Campania cose di grandissima importanza. Di fronte a cose anche dolorose, come quelle successe in questi giorni, l'unica cosa è affidarsi alla coscienza personale, alla propria coscienza civile. E sono sicuro che Bassolino farà la scelta più giusta". Il centrodestra è in brodo di giuggiole. "Comprendo l'imbarazzo di Veltroni: si dà il caso che Bassolino sia un esponente del Pd. Sarà difficile spiegare in Campania che il Pd è la novità, con i volti di Bassolino e di Iervolino", ironizza Gianfranco Fini. Non è da meno il coordinatore campano di Forza Italia Nicola Cosentino. 02/03/2008.

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Ripristiniamo la sicurezza Gli indecisi ci premieranno (sezione: Monnezze)

( da "Tempo, Il" del 02-03-2008)

Argomenti: Monnezza

Stampa Fini a Roma: "Daremo certezza della pena e processi corti" "Ripristiniamo la sicurezza Gli indecisi ci premieranno" Giulia Martelli Parola d'ordine: sicurezza. Perché gli italiani la pretendono e il Pdl è pronto a garantirla. Ieri pomeriggio a piazza San Lorenzo in Lucina, in tanti sono accorsi per il "Gazebo-Day", gli stand organizzati dal Pdl per permettere ai cittadini di prendere visione del programma, esprimere il proprio parere sullo stesso e suggerire le priorità. I romani non hanno dubbi, vogliono sicurezza, vogliono poter vivere senza paura nella propria città e nelle proprie case. "Non mi meraviglia che sia questa la richiesta più forte dei cittadini - ha detto Gianfranco Fini - noi abbiamo le risposte che gli italiani vogliono, cioè più sostegno alle forze dell'ordine e maggiore cultura della legalità, intesa come certezza della pena e processi più corti". Emerge poi che il tema della sicurezza coincide con il contrasto all'immigrazione clandestina: sì, quindi, alle espulsioni immediate. Il nostro programma inoltre - continua Fini - prevede tutta una serie di proposte di legge che presenteremo nell'arco della legislatura. Berlusconi ha detto più volte che alcuni disegni di legge li esporremo al primo Consiglio dei ministri, e questo sondaggio va bene per indicare le emergenze". Malgrado la pioggia, Fini non è voluto mancare all'appuntamento e sostenere ancora una volta le candidature di Alemanno e di Antoniozzi: "C'è la percezione che Roma voglia cambiare pagina, Rutelli è un film già visto che a molti non è piaciuto. Siamo convinti che ci siano ragionevoli possibilità di raggiungere il primo obiettivo che è il ballottaggio, e altrettanti ragionevoli motivi per vincere il 27 aprile e avere finalmente un sindaco che non sia espressione del centrosinistra, e un presidente della Provincia che sia la continuità della precedente esperienza Moffa". Riguardo il 22% del campione che si dichiara indeciso aggiunge: "è fisiologico, ma tradizionalmente finiscono sempre per premiare chi fa opposizione. Anche gli avversari si stanno rendendo conto che possiamo farcela. Non a caso Zingaretti ha detto "non lasciatemi solo perché qui si rischia". Sanno anche loro che il risultato può premiare Alemanno e Antoniozzi e punire l'amministrazione uscente". Su Mastella che decide di correre da solo e sul "caso" Bassolino, Fini non ha dubbi: "Mastella non è uno che si mette dietro la porta aspettando che qualcuno gli bussi, trovo quindi coerente la sua volontà di correre da solo. Per quanto riguarda Bassolino, credo che debba dimettersi, la situazione è insostenibile. Comprendo l'imbarazzo di Veltroni perché sarà difficile spiegare in Campania che il Pd rappresenta la novità con i volti di Bassolino e della Iervolino". L'ultima stoccata, prima di andarsene la lancia proprio al candidato premier del Pd: "Ascoltando Veltroni si ha la prova che soffre di amnesia e che ha dimenticato che negli ultimi due anni di governo c'è stato Prodi che è anche il fondatore del Pd. Veltroni parla come se fosse il capo dell'opposizione e in ogni circostanza dice che non è sufficiente cambiare il governo. Dovrebbe ricordare che se vogliamo veramente cambiare l'Italia, dobbiano cambiare il suo governo".

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E sul governatore è ancora bufera fassino: si assuma le responsabilità - roberto fuccillo (sezione: Monnezze)

( da "Repubblica, La" del 03-03-2008)

Argomenti: Monnezza

Cronaca Il caso Napoli e le mancate dimissioni entrano nella campagna elettorale. Fini e Berlusconi: se ne vada E sul governatore è ancora bufera Fassino: si assuma le responsabilità Bettini: la mano sul fuoco su di lui come persona ma la situazione è drammatica Boselli: Veltroni e Di Pietro lo vogliono buttare a mare solo adesso che è indagato ROBERTO FUCCILLO NAPOLI - è rissa sulle mancate dimissioni di Antonio Bassolino, dopo il rinvio a giudizio del presidente della Regione Campania per lo scandalo rifiuti. Ieri alcuni esponenti del Pd sono tornati sulla questione. Il più deciso è forse Piero Fassino: "La scelta compete a lui, ma è evidente che i cittadini si attendono segnali visibili di assunzione di responsabilità. Bassolino fino a oggi ha sempre dimostrato grande capacità di assumersi le sue responsabilità nella Regione che ha amministrato, per cui siamo certi che sarà in grado di farlo anche ora". Un chiaro invito a fare il gran gesto. "Credo aggiunge Fassino - che anche lui sia consapevole di quanto l'opinione pubblica oggi apprezzerebbe un atto che mostri la capacità di assumersi le sue responsabilità". Più sfumato Goffredo Bettini. "Metto la mano sul fuoco su di lui come persona - ha detto il numero due di Veltroni ai microfoni Rai di Lucia Annunziata - ma a Napoli la situazione è drammatica, insostenibile. Si è giunti a questo per responsabilità collettive, non solo di Bassolino, e ora c'è bisogno di avviare un processo di rinnovamento molto profondo. Comunque era Bassolino a dover decidere se questo rinnovamento lo si poteva fare meglio con la sua presenza o meno. Era quello con gli strumenti per comprendere e scegliere, la sua scelta la rispetto". Bettini ha anche una replica per Fausto Bertinotti, che in mattinata aveva sostenuto come "in Campania un intero ciclo è finito, bisogna tornare rapidamente alle elezioni per colmare uno iato che c'è tra i cittadini e le istituzioni". Tesi ribadita poi nel pomeriggio anche dal segretario di Rifondazione Franco Giordano. Bettini risponde sfidando il candidato premier della Sinistra arcobalemo: "Non è il Pd a dover dire se il presidente della Regione si deve dimettere o no. C'è una coalizione, e se Bertinotti pensa che Bassolino deve lasciare, sta a lui togliere l'appoggio alla maggioranza". Echi di come la vicenda Bassolino entri nello scontro elettorale si trovano anche nell'affondo del leader socialista Enrico Boselli: "Da soli, e per primi nel centrosinistra, abbiamo chiesto le dimissioni di Bassolino, per quello che ha fatto e soprattutto per quello che non ha fatto. E ora non convince chi, come il ticket Veltroni-Di Pietro, vuole buttare a mare Bassolino solo adesso che è stato rinviato a giudizio". Alle polemiche naturalmente non si sottrae il "Popolo della libertà". Silvio Berlusconi punta dritto sul Pd: "Sono un garantista convinto, e non dico che sarebbe meglio per Bassolino dare le dimissioni perchè c'è stata questa ultima azione della magistratura, ma credo che da molto tempo l'opportunità politica avrebbe dovuto convincere il Pd, che ha in Bassolino una delle sue colonne, a invitarlo a lasciare". Idem Gianfranco Fini, che tenta di mettere direttamente in fuorigioco Walter Veltroni: "Se non fossi un personaggio pubblico e non avessi una faccia conosciuta, vorrei andare in incognito a Napoli nel giorno in cui arriverà il pullman di Veltroni, per vedere come spiegherà alla gente che il partito del futuro e del nuovo è quello di Bassolino e della Iervolino".

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Fini: <I detenuti lavorino per lo Stato> (sezione: Monnezze)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 03-03-2008)

Argomenti: Monnezza

Primo Piano Pagina 102 la proposta Fini: "I detenuti lavorino per lo Stato" La proposta --> FIRENZE Dopo la proposta choc della castrazione chimica per i pedofili, non deve sorprendere che ora Gianfranco Fini in campagna elettorale a Firenze invochi "non di mandare i delinquenti ai lavori forzati, o a lavorare con la palla al piede come in Alabama, ma condannarli a lavorare tanti giorni e tante ore quanti ne servono a pagare il loro debito con lo Stato". È il Fini che crede nel Popolo della Libertà come forza di un centrodestra moderato fondato sui valori del Ppe. Ma anche quello che non ha mai fatto mistero di essere pronto a rinunciare al simbolo di An solo a patto di fare dei valori della destra pilastri del programma del Pdl. Eccolo perciò nel cuore della rossa Toscana, nel suo secondo giorno di campagna elettorale, menare fendenti sull'avversario Walter Veltroni e dettare l'agenda del Pdl sulla sicurezza: più soldi e mezzi alle forze dell'ordine, certezza della pena, controllo dell'immigrazione, sanzioni amministrative per chi fa uso di droghe e anche delinquenti costretti a risarcire lo Stato con il proprio lavoro. Poche battute per spiegare che la scelta del Pdl "era un giusto e doveroso passo avanti verso il futuro" e che "una classe dirigente è tale se sa mettere da parte i personalismi". Da qui in poi Fini è un fiume in piena che investe il leader dei Pd Walter Veltroni. "Bisogna capirlo e compatirlo nel suo imbarazzo - provoca Fini -. Si vergogna del lascito di Prodi e la sua rimozione totale di ciò che il Governo ha fatto negli ultimi due anni è un fatto da psicanalisi". Ha una lettura psicanalitica, per il leader di An, anche la scelta dei manifesti elettorali del Pd: "Dicono che non basta cambiare il Governo ma occorre cambiare l'Italia. Una gaffe freudiana. Perché al Governo ci sono loro...". E ancora: "Veltroni è bravo, avveduto, un propagandista capace di evocare le elezioni americane. Ma bisogna spiegargli che non basta dire un giorno "I care" e l'altro "We can" per essere credibili". E mentre da ogni parte si pretendono le dimissioni di Bassolino, Fini dice che vorrebbe, se non fosse un volto noto, "andare a Napoli quando arriverà il pullman di Veltroni e vedere come lui sarà capace di spiegare alla gente che è il partito del nuovo e del futuro quello di Bassolino e della Iervolino".

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A Messina An candida un... bocciato Cara Unità, la città di Messina si apprest (sezione: Monnezze)

( da "Unita, L'" del 03-03-2008)

Argomenti: Monnezza

Stai consultando l'edizione del A Messina An candida un... bocciato Cara Unità, la città di Messina si appresta a vivere una intensa primavera elettorale: il 13 e 14 aprile si voterà per le elezioni politiche e per le Regionali, subito dopo (in una data ancora da stabilire) i messinesi torneranno alle urne per scegliere il Sindaco della Città ed il Presidente della Provincia. Ebbene Forza Italia ha stabilito un criterio di selezione per il candidato a Presidente provinciale (visto che la poltrona di Sindaco sembra spetti ad An) unico nel suo genere: niente primarie, niente selezione tra gli iscritti su una rosa di nomi. Il metodo è nuovo e rivoluzionario. Il primo dei non eletti della lista per le elezioni regionali sarà il candidato alla poltrona di Presidente della Provincia. Rifiutato dagli elettori, riceverà questa ricompensa che non ha eguali nel mondo conosciuto. Alfredo Reni Messina Muore un operaio Ha lo stesso stipendio di Kakà? Cara Unità, due notizie, apparentemente lontane tra loro, ma su cui vale la pena per me soffermarsi. Muore un portuale,un altro lavoratore con uno stipendio la cui entità possiamo facilmente immaginare. E nelle stesse ore il presidente del Milan rinnova il contratto al calciatore Kakà: 9 milioni di euro netti l'anno! Ma che razza di società siamo diventati? Mario Cavatorta Milano Bassolino /1 Deve dimettersi È di questi ultimi giornila prevedibile accusa di corruzione e reati vari a Bassolino e ad altri componenti la sua giunta. Sono state già scritte pagine e pagine di quanto non ha fatto Bassolino e la Iervolino sia da soli che in tandem. La situazione è ed è stata sotto gli occhi di tutti. ifficile non vedere. Le cause possono essere tantissime e potrebbe alla fine venir fuori che Bassolino non è colpevole dei fatti che gli vengono contestati ora. Ma se anche non fosse colpevole a che titolo sta lì ? Lui dice di non dimissionarsi perché è ancora utile ma a cosa ? Perchè non si è reso utile nei 15 anni in cui ha gestito il potere in Campania ? Non credo di essere un giustizialista se come molti elettori del Pd, penso che Bassolino debba andarsene. Penso anche che le dichiarazioni di solidarietà fatte dai massimi esponenti del Pd siano negative per coloro che ancora sono indecisi sul voto e destabilizzanti invece per chi è schierato con il Pd. Agostino Benvegnù Venezia Bassolino /2 Solidarietà al governatore Cara Unità, Non sono mai stato un "Bassoliniano" , negli anni in cui esserlo, per un ragazzo della nuova leva dei ds poteva anche significare carriera. Proprio perché non ho mai fatto parte della schiera dei vecchi e giovani adulatori del potere mi sento di dare oggi la mia solidarietà ad Antonio Bassolino e sono contento che nel nuovo partito a Roma non si faccia a gara a scaricarlo, invece vorrei invitare i tanti beneficiati e spettatori plaudenti di qualche tempo fa in Campania e che oggi, dalle primarie in particolare, fanno a gara a prendere le distanze dal Presidente, a porsi nelle nuove avventure politiche con più senso critico e ad essere meno affascinati dal potere, potrebbe essere un idea-requisito anche per selezionare il rinnovamento del Pd Campano. Carlo Scatozza Bassolino /3 Veltroni deve tagliare il filo Cara Unità Vi scrivo per la sorpesa avuta ascoltando quanto detto da Veltroni sulla vicenda Bassolino. Dichiarando che Bassolino "saprà prendere la giusta decisione" Veltroni ha implicitamente ammesso di essere dalla sua parte. Ora, il non aver preso le distanze da un politico e amministratore che nella veste di commissario per l'emergenza rifiuti non è riuscito ad ottenere alcun risultato (pur disponendo di una valanga di denaro pubblico messo a disposizione appositamente), non mi sembra una mossa, elettoralisticamente parlando, molto saggia.Non è questione di stabilire se Bassolino abbia commesso reati di rilevanza penale (la magistratura chiarirà) bensì di prendere atto del clamoroso fallimento della sua gestione. Negligenza? Incapacità? Non importa. Quel che Veltroni doveva fare era avere il coraggio di tagliare il filo con un simbolo della sinistra che ora - chi è causa del suo mal pianga se stesso - è diventato presenza ingombrante. Non so quanto questo influirà sull'elettorato degli indecisi però dopo il caso De Mita credevo che Veltroni potesse proseguire su una strada che, a mio parere, andava nella giusta direzione. Il mio augurio è che il leader del Pd nei prossimi giorni torni sull'argomento. Dario Mazzoni, Copparo (Fe) Sulla 194 è utile conoscere recenti scoperte Cara Unità, seguo in questi giorni sui vari giornali il dibattito sulla delicata e fondamentale questione della legge 194 e vorrei raccontare delle recenti ricerche nel campo della neonatologia di cui ho sentito parlare in un interessante incontro-convegno svoltosi recentemente a Roma dal titolo "Né assassine né peccatrici". La neonatologa Maria Gabriella Gatti, ricercatrice e docente all'università di Siena, ha parlato in questa occasione della recente scoperta della formazione della retina alla 24sima settimana di gravidanza, fondamentale perché poi solamente alla nascita, attraverso la reazione allo stimolo luminoso, si possano attivare tutte le aree cerebrali. Insieme a questo ha spiegato anche che il feto, durante il passaggio nel canale del parto, a causa della fortissima pressione subisce uno schiacciamento delle ossa craniche addirittura di alcuni centimetri, cosa che causerebbe la morte istantanea di qualunque essere umano. Queste scoperte permettono alle donne di rifiutare totalmente ogni possibile accusa di omicidio nel momento in cui dovessero o volessero abortire, perché dimostrano scientificamente che il feto non solo non sente perchè non può sentire, ma che non è vivo, perchè se così fosse, durante il passaggio nel canale del parto morirebbe. Filippo Trojano Socialisti e Pd Ripensateci e unitevi Cara Unità, la scelta del Ps di blindare la propria identità presentandosi agli elettori con il proprio simbolo mi addolora e mi preoccupa fortemente. Ha prevalso, tra i dirigenti socialisti, l'oltranza ideologica sulla disponibilità al confronto e al dialogo con il Pd. Mi chiedo se, nell'interesse comune tra le forze riformiste, è ancora possibile un ripensamento. Gerardo Milani.

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Rifiuti, notte di bombe E anche il Prc molla Bassolino Imbarazzo nel Pd: Rispettiamo la sua scelta . Duro Fassino (sezione: Monnezze)

( da "Resto del Carlino, Il (Nazionale)" del 03-03-2008)
Pubblicato anche in: (Giorno, Il (Nazionale))

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Rifiuti, notte di bombe E anche il Prc molla Bassolino Imbarazzo nel Pd: "Rispettiamo la sua scelta". Duro Fassino ? NAPOLI ? GLI ARRIVANO addosso da tutte le parti. Anzi, si potrebbe dire che il fuoco amico sia più micidiale di quello degli avversari. Per Bassolino è una domenica di passione, mentre la crisi dei rifiuti continua a tenere banco e si intreccia con gesti torbidi. E' il caso di cinque bombe-carta lanciate sabato notte contro il presidio di polizia davanti al sito di Marigliano, scelto dal commissario straordinario De Gennaro per stoccare 35-40 mila tonnellate di ecoballe. Due auto, con a bordo quattro uomini, si sono fermate sul ponte e hanno lanciato gli ordigni. Poi la fuga. Nessun agente è rimasto ferito. L'emergenza conosce ancora puntate difficili, mentre Lucia De Cicco, la 'pasionaria' che si diede fuoco (senza gravi conseguenze) venerdì a Giugliano, annuncia che farà lo sciopero della fame. Ma la domenica di campagna elettorale si dipana intorno alla decisione di Antonio Bassolino di restare alla presidenza regionale anche dopo il rinvio a giudizio per truffa e frode deciso dai magistrati di Napoli. "Credo che da tempo il Pd avrebbe dovuto invitare Bassolino a lasciare", dice Silvio Berlusconi a Torino. "Io sono un garantista convinto e non dico che Bassolino avrebbe dovuto dare le dimissioni per quest'ultima azione della magistratura, ma credo che da molto tempo l'opportunità politica avrebbe dovuto convincere il Partito democratico, che ha in Bassolino una delle sue colonne, ad invitarlo a lasciare". Poi l'ultima stoccata: "La sinistra è così attaccata al potere che non si dimette neanche quando è evidente la tragedia che ha provocato". BERLUSCONI, tutto sommato, appare felpato: forse gli fa anche comodo che Bassolino resti. Non così Franco Giordano, il segretario di Rifondazione comunista (partito che fa parte della maggioranza in regione e siede in Giunta): "In Campania oramai si è chiuso in maniera definitiva un ciclo politico e bisogna andare rapidamente al voto anticipato". Parole quasi identiche a quelle spese ieri da Fausto Bertinotti. Parole che alimentano la polemica nel centrosinistra. Dice, infatti, Goffredo Bettini, braccio destro di Veltroni: "Bassolino ha scelto di rimanere, e io rispetto questa scelta. Ma non è il Pd a dover dire se il presidente della Regione si deve dimettere o no. C'è una coalizione e se Bertinotti pensa che Bassolino deve lasciare, sta a lui togliere l'appoggio alla maggioranza". Ma anche Bettini, come già ieri Veltroni, si rende conto che la permanenza al potere di Bassolino è un "problema politico". Un problema che esplicita l'ex segretario dei Ds, Piero Fassino, che invia altri messaggi a Bassolino da cui "i cittadini si attendono segnali visibili di assunzione di responsabilità". Poi a sgombare ogni equivoco aggiunge: "Credo che anche lui sia consapevole di quanto l'opinione pubblica oggi apprezzerebbe un atto che mostri la capacità di assumersi le sue responsabilità". Nonostante il gelo del Pd, Bassolino tiene duro, tanto che Gianfranco Fini sfotte Veltroni: "Vorrei andare in incognito a Napoli nel giorno in cui arriverà il pullman del Pd. E vedere come Veltroni spiegherà alla gente che è il partito del futuro quello di Bassolino e della Iervolino". Nino Femiani - -->.

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I delinquenti lavorino per risarcire il danno (sezione: Monnezze)

( da "Tempo, Il" del 03-03-2008)

Argomenti: Monnezza

Stampa "I delinquenti lavorino per risarcire il danno" Dopo la proposta choc della castrazione chimica per i pedofili, non deve sorprendere che ieri Gianfranco Fini in campagna elettorale a Firenze invochi "non di mandare i delinquenti ai lavori forzati, o a lavorare con la palla al piede come in Alabama, ma condannarli a lavorare tanti giorni e tante ore quanti ne servono a pagare il loro debito con lo Stato". è il Fini che crede nel Popolo della Libertà come forza di un centrodestra moderato fondato sui valori del Ppe. Ma anche quello che non ha mai fatto mistero di essere pronto a rinunciare al simbolo di An solo a patto di fare dei valori della destra pilastri del programma del Pdl. Eccolo perciò nel cuore della rossa Toscana, nel suo secondo giorno di campagna elettorale, menare fendenti sull'avversario Walter Veltroni e dettare l'agenda del Pdl sulla sicurezza: più soldi e mezzi alle forze dell'ordine, certezza della pena, controllo dell'immigrazione, sanzioni amministrative per chi fa uso di droghe e anche delinquenti costretti a risarcire lo Stato con il proprio lavoro. Poche battute per spiegare che la scelta del Pdl "era un giusto e doveroso passo avanti verso il futuro" e che "una classe dirigente è tale se sa mettere da parte i personalismi". "Abbiamo compiuto un primo importante passo in avanti verso il futuro con il gruppo unico - afferma - il partito unico, almeno per An, verrà dopo il congresso e io mi auguro che ce ne siano le condizioni. Anzi, cercherò di fare in modo che le condizioni ci siano". Da qui in poi Fini è un fiume in piena che investe il leader dei Pd Walter Veltroni. "Bisogna capirlo e compatirlo nel suo imbarazzo - provoca Fini - Si vergogna del lascito di Prodi e la sua rimozione totale di ciò che il Governo ha fatto negli ultimi due anni è un fatto da psicanalisi". Ha una lettura psicanalitica, per il leader di An, anche la scelta dei manifesti elettorali del Pd: "Dicono che non basta cambiare il Governo ma occorre cambiare l'Italia. Una gaffe freudiana. Perché al Governo ci sono loro...". E ancora: "Veltroni è bravo, avveduto, un propagandista capace di evocare le elezioni americane. Ma bisogna spiegargli che non basta dire un giorno "I care" e l'altro "We can" per essere credibili". E mentre da ogni parte si pretendono le dimissioni di Bassolino, Fini dice che vorrebbe, se non fosse un volto noto, "andare a Napoli nel giorno in cui arriverà il pullman di Veltroni e vedere come lui sarà capace di spiegare alla gente che è il partito del nuovo e del futuro quello di Bassolino e della Iervolino". Quanto al programma Fini non esita ad accusare gli avversari di plagio: "Sono a corto di idee, ci inseguono, ma arrivano in ritardo e sono costretti ad ammettere che le proposte che funzionano sono le nostre, perché rispondono ai valori tradizionali del centrodestra". "I programmi in apparenza possono assomigliarsi - va avanti Fini - ma sono diversi i valori di riferimento e gli italiani guardano a questo, guardano alla coerenza di chi certi valori li propone da sempre". Inutili allora le rincorse del Pd su certi temi. Per esempio sulla pedofilia: "Sulla castrazione chimica prima ci hanno detto che eravamo i soliti barbari, adesso vogliono vedere se funziona...". E sulla sicurezza: "Soltanto ora la sinistra capisce che la sicurezza non è un pallino della destra, ma qualcosa che sta a cuore a tutti i cittadini, anche quelli di sinistra. Ma non c'è sicurezza senza certezza della pena, responsabilità personale, pene comminate ai reati commessi. Cosa che la sinistra, con la sua cultura giustificazionista, non ha mai compreso". "E poi - conclude Fini - Veltroni adesso dice che vuole stare vicino alle forze dell'ordine, come noi facciamo da sempre. Ma alle forze dell'ordine servono soldi, mezzi e anche rispetto. Invece non solo la sinistra radicale, ma anche alcuni nel Pd continuano a pensare che poliziotti e carabinieri abbiano responsabilità di sistema, come avvenne al G8 di Genova. E non parlo di Gasparotto, ma anche di qualcuno che sale sul pullman di Veltroni".

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Rifiuti: È eticamente inaccettabile scaricare la responsabilità su una persona Il ministro degli Esteri interviene a sostegno di Bassolino: Si tratta della sconfitta di un'intera c (sezione: Monnezze)

( da "Unita, L'" del 04-03-2008)

Argomenti: Monnezza

Stai consultando l'edizione del Rifiuti: "È eticamente inaccettabile scaricare la responsabilità su una persona" Il ministro degli Esteri interviene a sostegno di Bassolino: "Si tratta della sconfitta di un'intera classe politica, ne rispondiamo tutti. Anche Berlusconi" di Eduardo Di Blasi / Roma MASSIMO D'ALEMA interviene in modo deciso nel dibattito sul futuro politico della Campania, regione in cui sarà candidato in testa di lista (nel collegio di Na- poli), un po' per spirito di servizio come accadde alle precedenti politiche (dove fu inserito nelle liste di Avellino, Benevento e Salerno, "perché era capolista De Mita e questo aveva suscitato qualche polemica"), un po', anche perché all'interno del Pd è tutt'altro che ricucita la ferita sulle dimissioni di Antonio Bassolino dalla presidenza della Regione. Ecco perché D'Alema, in conferenza all'associazione della Stampa Estera a Roma, segna da subito la propria impronta definendo "eticamente inaccettabile scaricare le responsabilità su una persona". E motivando: "La gestione dei rifiuti in Campania è del governo nazionale da molti anni. Si tratta della sconfitta di un'intera classe dirigente, tutti ne rispondiamo e anche Berlusconi, che ha governato per 5 anni, dovrebbe farlo". Anche riguardo al rinvio a giudizio di Bassolino, il ministro degli Esteri tiene distinti il tema giudiziario da quello politico che da mesi viene fotografato con i cumuli di rifiuti per strada: "Si tratta di accuse molto circostanziate e limitate, Bassolino non è accusato di aver sparso la spazzatura, ma della gestione del contratto con un'azienda, vedremo". Mentre Antonio Di Pietro continua a chiederne le dimissioni, e il ministro della Giustizia Luigi Scotti sgombra il campo dall'idea che contro il governatore campano sia in atto un "processo politico", il presidente regionale incassa un'ulteriore attestato di stima dal sindaco di Napoli Rosa Iervolino: "Abbandonare il posto di lavoro in un periodo di emergenza è una cosa comoda ma non utile per i cittadini. Chiedere le dimissioni di Bassolino è come chiedere quelle del ministro dei Lavori Pubblici perché lui non ha alcun potere, è tutto nelle mani del commissario". E di Clemente Mastella ("ingiusto prendersela solo con Bassolino"). A Napoli città la situazione resta complicata: lo sciopero dei lavoratori degli impianti di cdr (per il pagamento degli straordinari) ha bloccato il delicato meccanismo lasciando per le strade del capoluogo 4mila tonnellate di rifiuti. Ma un'altra decisione, quella presa dal governo Prodi, sarà con ogni evidenza uno dei problemi di cui si discuterà nei prossimi mesi. Con un'ordinanza del 20 febbraio (la numero 3657), pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 29, il governo ha infatti dato l'autorizzazione affinché le ecoballe prodotte dai cdr campani, assieme alla frazione organica non stabilizzata e al compost fuori specifica, potranno essere bruciate nel futuro inceneritore di Acerra, "assicurando comunque - si spiega - il rispetto dei livelli delle emissioni inquinanti già fissati nel provvedimento di autorizzazione". Per la Sinistra Arcobaleno si tratta di una "decisione scellerata". Il senatore Tommaso Sodano è ancora più netto. E nel chiedere che il governo ritiri il provvedimento attacca: "Non ha nulla a che vedere con l'emergenza perché l'inceneritore di Acerra sarà pronto solo tra un anno. E autorizza a smaltire nell'impianto le ecoballe prodotte in questi anni, derogando la legge e smentendone clamorosamente la nocività". Per questo Sodano ritiene il provvedimento "anche un regalo alla Impregilo che potrebbe vedere la sua posizione e le responsabilità del disastro prodotto in Campania, alleggerite in sede di processo". Ma, anche fuori dall'aula giudiziaria, di certo farà discutere la scelta dell'esecutivo. E soprattutto non sarà un regalo nè per il Commissariato ai Rifiuti (che incontrerà ulteriori difficoltà a far terminare la costruzione di un impianto che ancora non è stato affidato dopo la gara andata deserta), nè alla campagna elettorale che i partiti si preparano a combattere in Campania.

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Per difendere Bassolino ecco D'Alema (sezione: Monnezze)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 04-03-2008)

Argomenti: Monnezza

Politica Italiana Pagina 106 Lo scandalo Per difendere Bassolino ecco D'Alema Lo scandalo --> ROMA Ancora polemiche politiche sulle mancate dimissioni di Antonio Bassolino dalla presidenza della Regione Campania dopo il rinvio a giudizio per lo scandalo rifiuti. LA TESI A sostegno del governatore della Campania è sceso il ministro degli Esteri Massimo D'Alema. Il problema dei rifiuti a Napoli, ha detto, è un problema nazionale ed è "eticamente inaccettabile questo scarico di responsabilità su un solo uomo". Secondo D'Alema, l'emergenza chiama in causa tutti i governi che si sono succeduti in Italia negli ultimi anni, compreso il governo Berlusconi. D'Alema ha anche cercato di ridimensionare i fatti per i quali Bassolino è stato chiamato a rispondere di fronte alla giustizia: "È una vicenda molto circostanziata, ovvero la gestione del contratto Impregilo. Si tratta di accuse molto circostanziate, limitate: non è accusato lui di aver sparso la spazzatura...". LA IERVOLINO Sostegno a Bassolino è arrivato dal sindaco di Napoli Rosa Russo Iervolino. Se si fosse trovata al posto del governatore, anche lei non si sarebbe dimessa: "Abbandonare il posto di lavoro in un periodo di emergenza è una cosa comoda ma non utile per i cittadini". Inoltre, ha aggiunto, Bassolino "non ha alcun potere, è tutto nelle mani del commissario". SOLIDALE Anche Clemente Mastella si è schierato a fianco del presidente della Regione Campania: "Trovo ingiusto tutto questo fuoco nei suoi confronti", ha detto il leader dell'Udeur, secondo il quale coloro che criticano Bassolino sono stati "compartecipi" di quanto è accaduto in Campania.

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Unipol/Bnl Niente atti a Strasburgo (sezione: Monnezze)

( da "Manifesto, Il" del 04-03-2008)

Argomenti: Monnezza

Chiusa ieri l'indagine La Gip di Milano Clementina Forleo ha deciso di restituire ai Pm le telefonate intercettate nell'ambito dell'inchiesta sulla scalata Unipol a Bnl tra Massimo D'Alema e Giovanni Consorte e di non mandare le carte al parlamento europeo. Il motivo: il parlamento europeo decide sull'utilizzabilità delle telefonate solo di chi è indagato, e D'Alema non lo è. La richiesta di utilizzare le telefonate tra D'Alema e Consorte era stata inviata alla camera che si era dichiarata incompetente perché all'epoca dei fatti, estate 2005, il vicepremier uscente era europarlamentare. Ora la procura di Milano dovrà decidere le iniziative da prendere alla luce della sentenza della Consulta in base alla quale il contenuto delle telefonate può essere utilizzato a carico dell'interlocutore che non è parlamentare. La procura, che ieri ha chiuso l'indagine sulla tentata scalata a Bnl, nei prossimi venti giorni interrogherà Consorte. D'Alema difende Bassolino "E' eticamente inaccettabile questo scarico di responsabilità su un solo uomo". Massimo D'Alema difende il presidente della Campania Antonio Bassolino e il sindaco di Napoli, Rosa Russo Iervolino sostiene il governatore affermando che "abbandonare il posto di lavoro in periodo di emergenza è comodo ma non utile per i cittadini". Per le dimissioni insiste Di Pietro e Russo Spena, Prc, afferma che Basssolino ha "una faccia tosta incredibile".

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Arriva il docu-shock sull'ecomafia campana (sezione: Monnezze)

( da "Tempo, Il" del 04-03-2008)

Argomenti: Monnezza

Stampa Venerdì esce nei cinema "Biutiful Cauntri" Arriva il docu-shock sull'ecomafia campana "I rifiuti in Campania sono una metafora della pattumiera politica e socio-culturale del nostro Paese", ha detto Andrea D'Ambrosio, regista con Esmeralda Calabria e Peppe Ruggiero di "Biutiful Cauntri", documentario sull'emergenza rifiuti in Campania presentato ieri (dal 7 marzo nelle sale). "Bassolino fa bene a non dimettersi, almeno così paga fino in fondo. Non ha tutte le colpe, dovrebbe restare fino all'approvazione del piano di bonifica, e poi andare via. Da 14 anni c'è una collusione trasversale tra imprese del nord, camorra e amministrazioni, per smaltimento rifiuti e scorie industriali. Va recuperata l'emergenza credibilità - ha spiegato Raffaele Del Giudice, neodirettore di Legambiente Campania, che nel film mostra il degrado delle zone dei Comuni limitrofi a Napoli -. La gente vuole che le discariche siano fatte bene: c'è esasperazione, come dimostra la donna che si è data fuoco a Giugliano. De Gennaro dovrebbe chiudere gli impianti di cdr (combustibile derivato dai rifiuti), per costruire impianti di compostaggio senza sospendere la raccolta differenziata".

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Dal ministro e da de mita solidarietà al governatore (sezione: Monnezze)

( da "Repubblica, La" del 04-03-2008)

Argomenti: Monnezza

Pagina II - Napoli IL CASO La questione rifiuti ancora al centro della scena politica Dal ministro e da De Mita solidarietà al governatore In passato con lui si sono pure scontrati, e ora lo difendono. Sia D'Alema, che in Campania si candida, sia De Mita, che corre contro il Pd, spendono parole in difesa di Antonio Bassolino. Di Pietro invece, e tutto il centrodestra, ne chiedono ancora le dimissioni. Alla stampa estera, parlando di rifiuti, Massimo D'Alema dice che "è eticamente inaccettabile scaricare le responsabilità su una sola persona. La gestione dei rifiuti è del governo nazionale da molti anni. Si tratta della sconfitta di una intera classe dirigente, tutti ne rispondiamo. Anche Berlusconi: dovrebbe dire cosa ha fatto per la Campania e per Napoli nei cinque anni in cui ha governato. Ora bisogna aiutare il prefetto De Gennaro a portare a termine il suo compito, lo affiancheremo e lo sosterremo". Quanto al rinvio a giudizio di Bassolino, D'Alema dice che "si tratta di accuse molto circostanziate e limitate; non è accusato di aver sparso la spazzatura in strada, ma della gestione del contratto con Impregilo, vedremo". Le richieste di dimissioni di Bassolino, da De Mita vengono definite "sgradevoli, perché hanno un fondo di vigliaccheria. Nella vita credo che ognuno di noi ha scoperto che quelli che ti appaiono solidali, quando stai bene, nel momento di difficoltà ti lasciano. Succede così ora anche per Bassolino. C'è una favola: quando il leone rimedia il calcio dell'asino prima di morire, dice: mi sembra di morire due volte". In un'intervista a Irpinia Tv, De Mita ricorda in particolare che l'ex ministro Nicolais "era alla corte di Bassolino, ora diventa avversario, ma si è schierato contro il governatore solo quando Bassolino non lo ha nominato assessore. Non ha rotto su una questione o su un'idea. Per me sono uguali: avevano la stessa concezione della politica personalizzata. Posso rivendicare il fatto di essere stato il primo che in Campania ha discusso sul limite del potere personale come origine di una forma di corrosione del potere politico. Ma la dirigenza ds, nella quale c'era anche Veltroni, è stata sorda a queste sollecitazioni". Il vero attacco è a lui. "Bassolino e Iervolino sono stati scelti come fondatori del Pd della Campania: e ora si scopre che non vanno più bene?". Annuncia che non farà campagna contro il Pd. "Mi pongo in una situazione dialettica ma non di contrapposizione, io resto nel centrosinistra ed il nemico è la destra". Né contro l'assessore De Luca, candidato, un avversario in più in Irpinia. "Gli aerei volano ad altezze diverse, il rischio dello scontro non c'è per questa ragione. Mi auguro che non si ricorra alle meschinità tra ex democristiani, ma per quanto mi riguarda sono tornato in pace con me stesso. Non ci sarà uno scontro tra fedeli e infedeli". Oggi Bassolino si difende da solo. Il governatore torna in pubblico, ed è la nuova mossa per uscire dall'assedio, tra richieste di dimissioni e rinvio a giudizio. Nel pomeriggio, alle 17, Bassolino tiene un confronto aperto sulle priorità dell'azione di governo. (pierluigi melillo).

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Bassolino sempre più solo Anche il Comune parte civile E Veltroni insiste: Finita l'emergenza deve andarsene (sezione: Monnezze)

( da "Giorno, Il (Nazionale)" del 05-03-2008)
Pubblicato anche in: (Nazione, La (Nazionale)) (Resto del Carlino, Il (Nazionale))

Argomenti: Monnezza

Bassolino sempre più solo Anche il Comune parte civile E Veltroni insiste: "Finita l'emergenza deve andarsene" di NINO FEMIANI ? NAPOLI ? VELTRONI LANCIA un altro macigno all'indirizzo di Bassolino e 'o governatore risponde con un'adunata di tremila fedelissimi, convocati alla stazione Marittima. Un braccio di ferro che si dipana sullo scenario delle elezioni politiche, con D'Alema che scende in Campania a far coppia con Bassolino e Veltroni che punta le sue carte sul "profondo Nord" al quale intende far dimenticare, con i suoi colpi e i suoi candidati, i guai campani: ieri era ancora piena l'emergenza per le strade di Napoli, dove si stanno accatastando 3800 tonnellate di rifiuti. IL VICECOMMISSARIO, generale Franco Giannini, promette che la città sarà pulita in otto giorni, ma con i Cdr al collasso e la sola discarica di Serre in funzione, la soluzione non pare facile. Tanto che l'apertura straordinaria del sito di Giugliano è stata prorogata per altri cinque giorni. E', quindi, una partita politica e umana al tempo stesso, quella che ha come posta il futuro del governatore di cui Veltroni sta chiedendo la testa. "Ci vuole un segno di forte e profonda discontinuità. In Campania le cose devono cambiare ? dice il segretario del Pd a 'Porta a porta' ?. Bassolino ha ragione a dire 'non me ne vado durante l'emergenza', ma mi attendo dalla coscienza del governatore campano che, finita l'emergenza, si apra una fase nuova". QUASI UNA comunicazione di licenziamento, un biglietto di addio per dopo le elezioni. Quella di Veltroni è una "sfiducia posticipata", ironizza Altero Matteoli, capo dei senatori di An. Ma Bassolino non sembra disposto a sloggiare. Anzi. Con l'aiuto del suo nuovo assessore, Claudio Velardi (ex grande comunicatore di D'Alema), prova a risalire la corrente. Venti minuti di intervento, un'arringa tra amarcord ("fare il sindaco di Napoli è più bello di fare il premier") e difesa delle sue ragioni: "E' il momento più difficile della mia vita. Mai avrei immaginato, anche se avessi avuto un incubo, di essere imputato di truffa allo Stato. La tentazione di dire basta è stata forte". IN UN CLIMA che, tuttavia, resta difficile perché anche le istituzioni 'amiche', ossia Comune e Provincia di Napoli ora gli chiedono conto e si costituiscono parte civile nel processo su presunte truffe e frodi nella gestione dei rifiuti. "E' un atto dovuto ? dice la sindaca, Rosa Russo Iervolino ? Ma sul piano personale la scelta è stata sofferta. Bassolino è una persona troppo intelligente per non sapere ciò che le istituzioni devono fare e poi la Regione lo ha fatto prima di noi. Comunque ? conclude ? sul piano personale non accetto l'accanimento e il linciaggio politico-mediatico che si sta attuando". Se tra i suoi prevale ancora la fiducia di poter superare indenne la crisi-rifiuti, non così tra gli alleati. E' nota la posizione di Antonio Di Pietro che da mesi sta chiedendo le dimissioni del governatore. Ieri, a mettere sul tavolo un "carico" è stato Fausto Bertinotti, il leader della Sinistra Arcobaleno. "In Campania ? dice ai microfoni di Radio Anch'io ? serve una verifica con la popolazione, attraverso il voto per ristabilire un patto con il governo che si è spezzato". E' PROBABILE, quindi, che anche da parte di Rifondazione ? che ha un assessore in giunta ? ci sia presto la sfiducia a Bassolino e la richiesta di urne. L'opposizione guarda la "guerra interna" alla maggioranza e spinge per andare subito a un cambio di guardia. "Walter Veltroni insiste nelle picconate a Bassolino ? aggiunge Mara Carfagna, deputato di FI ?. Affermare che 'mi attendo da Bassolino un gesto di discontinuità una volta risolta l'emergenza rifiuti' è una formula ipocrita che tradotta vuol dire: adesso mi prendo i voti di Bassolino in Campania, poi si deve dimettere. Il Pd in Campania ? aggiunge ? è allo sbando, come dimostrano le dimissioni del presidente provinciale del Pd di Caserta, Sandro de Franciscis, e i tantissimi malumori in Regione dopo l'annuncio delle liste". E incalza Luigi Bobbio, presidente provinciale di An: "Da domani, attraverso una campagna di manifesti, ricorderemo ai cittadini, qualora ce ne fosse bisogno, che Bassolino e Veltroni sono due facce dello stesso partito". INFINE, ieri a poche ore dalla scadenza, l'Italia ha presentato la risposta ai rilievi della Ue. Se l'Europa non trovasse esaurienti la nostra ricetta per risolvere l'emergenza a breve, ma anche a lungo termine, da Buxelles arriveranno multe salate. - -->.

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Di NINO FEMIANI - NAPOLI - VELTRONI LANCIA un altro macigno all&# (sezione: Monnezze)

( da "Giorno, Il (Nazionale)" del 05-03-2008)
Pubblicato anche in: (Nazione, La (Nazionale)) (Resto del Carlino, Il (Nazionale))

Argomenti: Monnezza

Di NINO FEMIANI ? NAPOLI ? VELTRONI LANCIA un altro macigno all'indirizzo di Bassolino e 'o governatore risponde con un'adunata di tremila fedelissimi, convocati alla stazione Marittima. Un braccio di ferro che si dipana sullo scenario delle elezioni politiche, con D'Alema che scende in Campania a far coppia con Bassolino e Veltroni che punta le sue carte sul "profondo Nord" al quale intende far dimenticare, con i suoi colpi e i suoi candidati, i guai campani: ieri era ancora piena l'emergenza per le strade di Napoli, dove si stanno accatastando 3800 tonnellate di rifiuti. IL VICECOMMISSARIO, generale Franco Giannini, promette che la città sarà pulita in otto giorni, ma con i Cdr al collasso e la sola discarica di Serre in funzione, la soluzione non pare facile. Tanto che l'apertura straordinaria del sito di Giugliano è stata prorogata per altri cinque giorni. E', quindi, una partita politica e umana al tempo stesso, quella che ha come posta il futuro del governatore di cui Veltroni sta chiedendo la testa. "Ci vuole un segno di forte e profonda discontinuità. In Campania le cose devono cambiare ? dice il segretario del Pd a 'Porta a porta' ?. Bassolino ha ragione a dire 'non me ne vado durante l'emergenza', ma mi attendo dalla coscienza del governatore campano che, finita l'emergenza, si apra una fase nuova". QUASI UNA comunicazione di licenziamento, un biglietto di addio per dopo le elezioni. Quella di Veltroni è una "sfiducia posticipata", ironizza Altero Matteoli, capo dei senatori di An. Ma Bassolino non sembra disposto a sloggiare. Anzi. Con l'aiuto del suo nuovo assessore, Claudio Velardi (ex grande comunicatore di D'Alema), prova a risalire la corrente. Venti minuti di intervento, un'arringa tra amarcord ("fare il sindaco di Napoli è più bello di fare il premier") e difesa delle sue ragioni: "E' il momento più difficile della mia vita. Mai avrei immaginato, anche se avessi avuto un incubo, di essere imputato di truffa allo Stato. La tentazione di dire basta è stata forte". IN UN CLIMA che, tuttavia, resta difficile perché anche le istituzioni 'amiche', ossia Comune e Provincia di Napoli ora gli chiedono conto e si costituiscono parte civile nel processo su presunte truffe e frodi nella gestione dei rifiuti. "E' un atto dovuto ? dice la sindaca, Rosa Russo Iervolino ? Ma sul piano personale la scelta è stata sofferta. Bassolino è una persona troppo intelligente per non sapere ciò che le istituzioni devono fare e poi la Regione lo ha fatto prima di noi. Comunque ? conclude ? sul piano personale non accetto l'accanimento e il linciaggio politico-mediatico che si sta attuando". Se tra i suoi prevale ancora la fiducia di poter superare indenne la crisi-rifiuti, non così tra gli alleati. E' nota la posizione di Antonio Di Pietro che da mesi sta chiedendo le dimissioni del governatore. Ieri, a mettere sul tavolo un "carico" è stato Fausto Bertinotti, il leader della Sinistra Arcobaleno. "In Campania ? dice ai microfoni di Radio Anch'io ? serve una verifica con la popolazione, attraverso il voto per ristabilire un patto con il governo che si è spezzato". E' PROBABILE, quindi, che anche da parte di Rifondazione ? che ha un assessore in giunta ? ci sia presto la sfiducia a Bassolino e la richiesta di urne. L'opposizione guarda la "guerra interna" alla maggioranza e spinge per andare subito a un cambio di guardia. "Walter Veltroni insiste nelle picconate a Bassolino ? aggiunge Mara Carfagna, deputato di FI ?. Affermare che 'mi attendo da Bassolino un gesto di discontinuità una volta risolta l'emergenza rifiuti' è una formula ipocrita che tradotta vuol dire: adesso mi prendo i voti di Bassolino in Campania, poi si deve dimettere. Il Pd in Campania ? aggiunge ? è allo sbando, come dimostrano le dimissioni del presidente provinciale del Pd di Caserta, Sandro de Franciscis, e i tantissimi malumori in Regione dopo l'annuncio delle liste". E incalza Luigi Bobbio, presidente provinciale di An: "Da domani, attraverso una campagna di manifesti, ricorderemo ai cittadini, qualora ce ne fosse bisogno, che Bassolino e Veltroni sono due facce dello stesso partito". INFINE, ieri a poche ore dalla scadenza, l'Italia ha presentato la risposta ai rilievi della Ue. Se l'Europa non trovasse esaurienti la nostra ricetta per risolvere l'emergenza a breve, ma anche a lungo termine, da Buxelles arriveranno multe salate. - -->.

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Tornano d'amato-berlusconi (sezione: Monnezze)

( da "Repubblica, La" del 05-03-2008)

Argomenti: Monnezza

Pagina III - Napoli L'industriale ha chiesto un posto da ministro. Con la destra non ci saranno invece Conte, Pomicino e Di Donato Tornano D'Amato-Berlusconi L'ex presidente di Confindustria in lista con l'ex premier Antonio D'Amato capolista in Campania nel partito di Berlusconi. Mancano gli ultimi particolari (D'Amato chiede di fare il ministro), che l'ex presidente di Confindustria vuole concordare direttamente con l'ex premier. Il quale però dice che sarebbe felice di averlo in lista e definisce "archeologica, da Pompei" la candidatura nel Pd di Massimo D'Alema. Al Pdl arriva anche una richiesta da una serie di associazioni cittadine: candidare il presidente della prima Municipalità Fabio Chiosi. Mezza rivolta intanto per le liste del Pd. "Ho chiamato solo Olga D'Antona", dice il sindaco Iervolino. I socialisti di "Alleanza riformista" lamentano una "pulizia etnica" ai loro danni e Enrico Boselli li invita a tornare nel Ps, ex Sdi. è durissimo soprattutto un documento di ex diessini, guidati da Massimo Paolucci, ex collaboratore di Bassolino: "Liste deboli, una operazione di basso profilo". Accuse anche al segretario regionale e al ministro Luigi Nicolais. ROBERTO FUCCILLO CRISTINA ZAGARIA A PAGINA V.

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Crisi rifiuti, il vesuvio chiude il ristorante (sezione: Monnezze)

( da "Repubblica, La" del 05-03-2008)

Argomenti: Monnezza

Pagina III - Napoli Il Comune parte civile al processo Bassolino-Romiti. La Regione stanzia 75 milioni per l'inceneritore di Salerno. Nuovo vertice a Caserta 4 Crisi rifiuti, il Vesuvio chiude il ristorante Causa rifiuti e il perdurare della crisi, la società di Sergio Maione, proprietaria dell'hotel Vesuvio, il più prestigioso della città, ha deciso che da domenica prossima chiuderà il ristorante Caruso, sulla terrazza affacciata sul golfo. Il Comune di Napoli sarà parte civile al processo sui rifiuti che vede tra gli imputati Romiti e il governatore Bassolino. Si è trattato, dice il sindaco Iervolino, "di una scelta sofferta sul piano personale", dettata da motivazioni di carattere istituzionale. Anche la Provincia di Napoli e il Comune di Avellino saranno in aula il 14 maggio. Intanto è stata rinviata a domani la discussione in Consiglio comunale sul piano per la raccolta differenziata elaborato dall'assessore Mola. La Regione stanzia 75 milioni per costruire l'inceneritore a Salerno. Soddisfatto il sindaco De Luca, che annuncia: "Aprirò un mio ufficio nell'impianto così dimostrerò ai cittadini che non c'è nessun rischio per la salute". Il pool anticamorra invece indaga sulla fuga dal consorzio Caserta 4, dove c'è un nuovo vertice. PATRIZIA CAPUA ANTONIO CORBO DARIO DEL PORTO ALLE PAGINE II E III.

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Tremila per non sentirsi solo - ottavio lucarelli (sezione: Monnezze)

( da "Repubblica, La" del 05-03-2008)

Argomenti: Monnezza

Pagina VI - Napoli Tremila per non sentirsi solo Folla con Bassolino ma senza università e imprese Alla Stazione marittima l'incontro organizzato dal governatore Pubblico numeroso però si notano le assenze di docenti e professionisti "è il momento più difficile della mia vita ma vado avanti, è un dovere" OTTAVIO LUCARELLI (segue dalla prima di cronaca) "Andare avanti è un dovere civico, le dimissioni sarebbero una fuga". Tremila persone, mille sedute e duemila in piedi. Alla Stazione marittima arrivano i vecchi amici degli anni delle giunte Valenzi, da Benito Visca ad Aldo Cennamo, ma spicca il vuoto di quel mondo cittadino accademico e professionale che, dopo aver occupato per un decennio aziende e comitati tecnico-scientifici, dopo aver risucchiato ogni genere di consulenze, già guarda ed è pronto a sbarcare su altre sponde anche interne al Partito democratico. La sala è comunque stracolma. In prima fila il sindaco Rosa Russo Iervolino, il suo vice Tino Santangelo, i presidenti del porto Francesco Nerli e della Mostra d'Oltremare Raffaele Cercola, il direttore del museo "Madre" Eduardo Cicelyn, il vicepresidente della Regione Antonio Valiante e l'assessore alla sanità, il demitiano Angelo Montemarano, i neo assessori Lilli De Felice e Claudio Velardi, il capogruppo regionale del Pd Mario Sena. Dalle aule universitarie arrivano Gennaro Volpicelli da Ingegneria e il cardiochirurgo Carlo Vosa. Per l'imprenditoria c'è Enzo Giustino, per il sindacato Michele Gravano e Federico Libertino della Cgil. La Stazione marittima è gremita e Bassolino tra la folla, la musica di De Andrè e il maxischermo, si ricarica: "Andare avanti è un dovere civico perché bisogna uscire dall'emergenza. Le dimissioni sarebbero una fuga, la scelta più difficile e impegnativa è stare qui e lavorare per dimostrare che possiamo andare avanti oltre De Gennaro. Che sappiamo programmare risorse, fare tre termovalorizzatori e vincere la sfida della differenziata. Una sfida da portare avanti dentro la crisi. Tutto quello che abbiamo fatto in questi anni in Campania ora è sommerso dai rifiuti ma si sono fatti passi in avanti nello spirito civico. Tutto questo non è riuscito a incontrarsi con uno sviluppo più alto per nostra responsabilità, parlo per me e per altri, ma anche per una responsabilità più generale perché diversi governi che si sono succeduti non hanno fatto la loro parte per il Sud". I rifiuti peggio di un incubo. Non è un caso se in sala mancano due persone, il consigliere comunale Massimo Paolucci e il professore Raffaele "Puppi" Vanoli che per diversi anni sono stati ai vertici del commissariato straordinario al fianco di Bassolino. Che lancia subito un secondo messaggio: "Io non so se questo sia il momento più difficile per la città e la regione. Credo che il momento più difficile per la Campania sia stato quello che abbiamo vissuto sul finire degli anni Ottanta. Sicuramente, invece, quello che vivo è il momento più difficile per la mia vita. Mai avrei immaginato, anche se avessi avuto un incubo, di essere imputato di concorso in truffa ai danni dello Stato. Devo dire che forte è stata la tentazione di dire basta, ma resto perché non sarebbe giusto liquidare così la storia della parte migliore di questa città, di una città che ha saputo rialzare la testa. Io non ho da chiedere o da contrattare. Da tempo avrei potuto scegliere, come altri hanno fatto, la comoda strada del Parlamento ma resto qui". "La cosa più bella della mia vita? L'esperienza da sindaco di Napoli. Meglio che fare il premier. E se sono rimasto qui troppo a lungo l'ho fatto per amore della mia città". La platea è calda, ascolta, applaude. Bassolino lancia un terzo messaggio che richiama i suoi comizi del '93: "Resto e vado avanti anche perché sulle macerie non si sarebbe costruito nulla. Vincerebbe il vecchio meridione che sta tornando in tutti modi, vincerebbero le facce che c'erano in Consiglio regionale quando si è discussa la mozione di sfiducia nei miei confronti. Erano in attesa di vendetta sociale e politica, vecchi ambienti che abbiamo battuto, la Napoli che ci siamo lasciati alle spalle". Un segnale al Partito democratico: "Veltroni ha fatto una scelta forte e coraggiosa che va portata avanti giustamente. Ringrazio lui e D'Alema per essersi candidati qui in Campania". Un ultimo segnale ai tremila amici: "Non ho firmato io l'appalto per gli impianti di trattamento della spazzatura. Usciremo a testa alta, come sempre, anche da questa vicenda". Manca il presidente della Provincia Dino Di Palma (che comunque la solidarietà a Bassolino l'ha data ampiamente dopo il rinvio a giudizio) impegnato in una riunione assieme a Walter Ganapini, neo assessore regionale all'Ambiente ed ex presidente di Greenpaeace. C'è, invece, il sindaco Rosa Russo Iervolino, tra i primi ad arrivare al porto, tra gli ultimi ad andare via: "Fa bene ad andare avanti. Bassolino è un uomo coraggioso e il suo è un ragionamento logico che condivido. Io sono qui al suo fianco perché è nei momenti difficili che bisogna stare assieme". Affrontata all'uscita da una donna agguerrita: "Sindaco, perché non fate la raccolta differenziata? Dove andiamo a mettere l'umido?". E la Iervolino infastidita: "Venga a portarlo a casa mia". Unica nota di protesta di una manifestazione che i bassoliniani hanno costruito in pochi giorni per ricaricare il presidente della Regione. Teso all'arrivo, concentrato durante l'intervento durato circa un'ora. Sorridente Bassolino quando sale in auto e saluta: "Sì vado avanti, io non scappo".

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Rifiuti, il comune parte civile - dario del porto (sezione: Monnezze)

( da "Repubblica, La" del 05-03-2008)

Argomenti: Monnezza

Pagina IV - Napoli Si allarga il fronte degli enti locali danneggiati. Mentre avvocati e Procura valutano gli effetti del decreto Prodi sulle ecoballe L'EMERGENZA Rifiuti, il Comune parte civile Al processo anche la Provincia. Iervolino: scelta sofferta DARIO DEL PORTO La decisione, ammette il sindaco Rosa Russo Iervolino, non è stata presa a cuor leggero ma per dovere istituzionale, che impone al Comune di Napoli di essere presente, come parte civile, al processo sul ciclo dei rifiuti che vede sul banco degli imputati, fra gli altri, il governatore Antonio Bassolino. E dunque la delibera è stata approvata ieri dalla giunta "in considerazione - spiega il sindaco - della delicatezza dell'argomento e del momento politico, senza attendere, come sempre facciamo, la prima udienza del 14 maggio. Ci è sembrato giusto farlo", dice la Iervolino. Ma il sindaco intende anche sgombrare il campo dagli equivoci ed evitare che la necessità di garantire al Comune la presenza in aula al dibattimento possa essere interpretata come uno strappo al consolidato rapporto politico e personale che la lega al governatore. "Gli atti dovuti, come istituzioni, si devono fare - si giustifica - ma sul piano personale la scelta è stata sofferta. Bassolino è persona troppo intelligente per non sapere ciò che le istituzioni devono fare, e poi la Regione lo ha fatto prima di noi. Comunque, sul piano personale, non accetto l'accanimento e il linciaggio politico mediatico che si sta attuando". Al processo che sarà celebrato davanti alla quinta sezione penale si costituiranno parte civile anche la Provincia, come reso noto dall'assessore con delega all'Avvocatura Antonio Pugliese, e il Comune di Avellino, mentre la Regione, come ricordato anche dalla Iervolino, si è costituita già all'udienza preliminare con l'assistenza di un curatore speciale rappresentato dagli avvocati Roberto Fiore e Pino Vitiello. Dai difensori di Palazzo Santa Lucia è partita venerdì scorso la richiesta di sequestro "conservativo" dei beni dei 28 imputati. Il gup Marcello Piscopo dovrebbe sciogliere la riserva la prossima settimana. In vista del dibattimento, la difesa sta studiando l'ordinanza del presidente del Consiglio Romano Prodi, approvata il 20 febbraio scorso, che autorizza lo smaltimento nel termovalorizzatore da costruire ad Acerra delle ecoballe ritenute non a norma dagli inquirenti. Questo potrebbe cambiare almeno in parte il quadro delle accuse ipotizzate dalla Procura nell'inchiesta condotta dai pm Giuseppe Noviello e Paolo Sirleo. Commenta l'avvocato Alfonso Maria Stile, difensore di Impregilo: "Il provvedimento del governo riporta a mio avviso il problema alla sua giusta dimensione: chiarisce le responsabilità del "partito del no", che si è opposto alla soluzione più logica. Senza questi ostacoli, sarebbe stato possibile risolvere la questione molto prima, spostandola sul piano civilistico senza trascinarla in un'aula del tribunale penale". Contro l'ordinanza si schiera invece il comune di Acerra, che annuncia l'intenzione di impugnare l'iniziativa governativa dinanzi al Tar. Intanto il Consiglio comunale ha rinviato la decisione sul piano per la raccolta differenziata elaborato dall'assessore Gennaro Mola. Lo slittamento è stato determinato da disaccordi all'interno della maggioranza tra la Sinistra Arcobaleno e gli altri partiti che compongono il centrosinistra. Se ne riparlerà domani. L'obiettivo del piano, ha detto ieri in aula Mola, è quello di avvicinarsi il più possibile al 50 per cento di raccolta differenziata attraverso una strategia articolata: la raccolta domiciliare della carta sarà estesa a tutto il territorio; vetro, plastica e lattine saranno raccolte presso tutti i bar e ristoranti, sarà avviato un "modello integrato di raccolta" attraverso una serie di progetti pilota. Si dovrebbe passare gradualmente dalla raccolta stradale a quella domiciliare, "portone-portone". In attesa che i progetti diventino realtà, c'è chi organizza proteste: tra oggi e domani 2mila drappi neri saranno esposti ai balconi di Chiaia. "Nero perché - spiegano i promotori, aderenti al comitato "Chiaia per Napoli" - il governatore dovrebbe stare a lutto per la morte della sua dignità".

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Giurisprudenza e statistica aprono una serie di incontri su temi di attualità come cosche, camorra e mani pulite - ilaria venturi (sezione: Monnezze)

( da "Repubblica, La" del 05-03-2008)

Argomenti: Monnezza

Pagina IX - Bologna Giurisprudenza e Statistica aprono una serie di incontri su temi di attualità come cosche, camorra e Mani pulite Tra i partecipanti Gian Carlo Caselli, Nicola Gratteri, Tano Grasso, Nando Dalla Chiesa, Roberto Morrione, Pier Camillo Davigo, Claudio Fava ILARIA VENTURI GIAN Carlo Caselli e Pier Camillo Davigo: l'antimafia e Mani pulite. L'impegno civile entra nei seminari accademici dell'Alma Mater. E sono i professori, spesso nell'ombra, a rompere gli schemi e ad affollare le aule di studenti fuori dal calendario delle lezioni. Succede a Giurisprudenza, con il seminario che si apre venerdì organizzato da Stefania Pellegrini per lottare, con le armi della cultura, contro la mafia. Avviene a Statistica, dove i professori Roberto Fanfani e Cristina Brasili hanno scelto di aprire, sempre venerdì, il tradizionale ciclo di incontri del corso in Statistica, affrontando il tema della corruzione e sviluppo economico con Davigo, la docente Grazia Mannozzi e l'assessore economista Flavio Delbono. Il seminario, che affronterà temi come il Mezzogiorno, l'equità del mondo, gli indicatori di povertà in Europa, si terrà alle ore 11 (aula I, via Belle Arti 41). Dalla corruzione alle tre mafie: Cosa nostra, 'Ndrangheta e Camorra. Stefania Pellegrini, docente di sociologia del diritto, quest'anno ha scelto un titolo diretto: "Stato e antistato. Mafia e antimafia". E una citazione da Paolo Borsellino: "La lotta alla mafia non deve essere soltanto una distaccata opera di repressione, ma un movimento culturale e morale, anche religioso, che coinvolga tutti, che tutti abitui a sentire la bellezza del fresco profumo di libertà che si contrappone al puzzo del compromesso morale, dell'indifferenza". Ecco, quello che la docente non vuole è abituare i suoi studenti a guardare dall'altra parte. Anche se studiano diritto a Bologna. "Il seminario, promosso con Libera, è aperto a tutti, l'obiettivo è farlo diventare d'Ateneo in modo da coinvolgere anche lo studente di Veterinaria", dice. I protagonisti saranno i testimoni dell'antimafia. Venerdì, alle 15, all'aula grande della Facoltà (palazzo Malvezzi, via Zamboni 22), interverrà, con Stefania Pellegrini, Nando Dalla Chiesa. Poi, ogni venerdì, sino al 30 maggio, si passeranno il testimone Claudio Fava, su Cosa Nostra, il regista Ruben H. Oliva, autore del film documentario "O' sistema", sulla camorra, il pm di Reggio Calabria Nicola Gratteri sulla 'Ndrangheta, Enrico Fontana, di Legambiente, sulle ecomafie, Tano Grasso, voce dell'antiracket, sull'usura, Giancarlo Caselli su magistratura e antimafia, Antonio Maruccia, commissario straordinario del governo sui beni confiscati alle mafie, Roberto Morrione, direttore di Rai News 24, su informazione e antimafia e Pasquale Scimeca, regista di "Placido Rizzotto", su cinema e antimafia. SEGUE A PAGINA V.

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Napoli, le foto dello scandalo rifiuti "due mesi dopo è sempre emergenza" - (segue dalla prima pagina) giovanni marino (sezione: Monnezze)

( da "Repubblica, La" del 05-03-2008)

Argomenti: Monnezza

Cronaca Napoli, le foto dello scandalo rifiuti "Due mesi dopo è sempre emergenza" Il reportage Da Pozzuoli a Casoria, da Pianura a Quarto ancora spazzatura dappertutto Le proteste: "Non andremo a votare Persino De Gennaro deve arrendersi" Non solo in tutta la provincia anche nelle strade del centro la crisi è peggiorata (SEGUE DALLA PRIMA PAGINA) GIOVANNI MARINO A due mesi dalla grande crisi che ha precipitato Napoli all'inferno la situazione è, se possibile, ancor più grave. L'allarmante novità, rispetto a poche settimane fa e che, ormai, anche la city è allo stremo. Neppure i Palazzi delle istituzioni sono risparmiati. "I miracoli sono esauriti, San Gianni De Gennaro non ce la fa più, prima riusciva a pulire le zone nobili, ma oggi deve arrendersi", commenta Antonio Capuani, pensionato, mentre dà le spalle agli uffici della prefettura in piazza Carolina, dove la spazzatura è tracimata dai cassonetti ed è sparsa a terra. Come molti napoletani, Capuani sembra informatissimo: "Le discariche nessuno le vuole e De Gennaro non può mica usare la forza per imporle, tantomeno adesso che non ha neppure un governo alle spalle; poveretto, non so proprio come faccia ad andare avanti: è qui da 53 giorni e gliene restano 67 per trovare la soluzione a un problema che dura da 15 anni". Pochi passi e si raggiunge il quartiere di Santa Lucia, la sede della Regione guidata da Antonio Bassolino. La scena è identica a piazza Carolina, con la spazzatura che salta fuori dai cassonetti. Luciana Latella attacca: "Tutta colpa loro, bisogna reagire: il giorno delle elezioni vado a prendere il sole e se piove entro in un cinema: vedrete quanti napoletani faranno come me, lasceremo i politici carichi di meraviglia". La protesta è evidente in via Toledo, la strada dello shopping. Sopra un "cimitero" di monnezza qualcuno ha affisso una serie di cartoni con scritte del tipo: "Informazioni per i turisti, questa è una grande scultura del Maestro Bassolino" e altre ben più pesanti dedicate al presidente della Regione che proprio ieri ha dovuto incassare anche la costituzione di parte civile del sindaco Rosa Russo Iervolino nel processo sul caso rifiuti che lo vede imputato assieme ad altri 27. Il sindaco, comunicando la decisione, quasi si scusa con il governatore: "Gli atti dovuti come istituzioni si devono fare, ma sul piano personale la scelta è stata sofferta e comunque non accetto l'accanimento e il linciaggio politico-mediatico che si sta attuando". In via Toledo sfila una scolaresca. I bambini prima sono attratti dai cartelli con gli slogan, ma subito dopo vengono assaliti dai miasmi e l'insegnante che li guida li sprona a correre in avanti: "Non respirate, su, per qualche secondo non respirate e superate questo punto". A Monte di Dio, nel centro storico, Carolina Improta, capelli bianchi e tanta rabbia in corpo, accusa: "Il mio negozio di frutta e verdura sta fallendo, tutti pensano che i prodotti campani siano avvelenati dalla spazzatura e ho registrato un calo delle vendite del 70 per cento". Va male ovunque, in città. A Bagnoli, dove qualche anno fa andò in frantumi il sogno di portare a Napoli l'America's Cup di vela, ora si combatte con il cattivo odore, i ratti e gli scarafaggi: "Ringraziando Bassolino - esordisce la casalinga Monica Scotti - la situazione è tragica e non possiamo lasciare una finestra aperta altrimenti le blatte e i topi entrano in casa; non mi parlate di campagna elettorale, nessuno può chiederci il voto qui in Campania, nessuno può avere questa faccia tosta". Un'altra donna alza la voce. Siamo a Fuorigrotta, in viale Augusto, la strada che porta allo stadio San Paolo e alla Mostra d'Oltremare, davanti alla gelateria "Ice Paradise" dove Teresa Pone non sa darsi pace: "Come faccio a vendere coni e coppette con questo schifo qua davanti?". E suo figlio, Danilo: "A Pianura è anche peggio, noi abitiamo lì e quando vado in motorino devo studiarmi il percorso per non scivolare sulla monnezza, è di nuovo tutto come prima". Ha ragione. Pianura è una distesa di rifiuti. Come a gennaio nei giorni della rivolta anti-discarica. Salvatore Granillo, 12 anni, deve prendere l'autobus per andare a Rione Traiano. Sta praticamente in mezzo alla strada perché la fermata è un indegno ammasso di spazzatura. Più avanti la rotonda all'incrocio di via Nabbucco è uno sversatoio a cielo aperto dove branchi di cani randagi vanno a cercare il cibo. Anna Nappi urla dal balcone: "La politica ci ha abbandonati, pensano solo a raddoppiarsi gli stipendi: qui nessuno andrà a votare. Destra, sinistra e centro sono uguali: diserteremo le urne". E dalla strada i passanti la applaudono. L'immagine della sconfitta, in provincia, è una cabina telefonica all'ingresso di Pozzuoli. Sepolta per settimane dai cumuli, era stata liberata un mese fa. Oggi non si vede quasi più, sormontata dai sacchetti. In Largo Matteotti, l'ufficio informazioni per i turisti è circondato dalla spazzatura: "Che possiamo farci? Segnaliamo la cosa ogni giorno ma non succede nulla", allargano le braccia. Se Pozzuoli è un disastro non va meglio in altri Comuni come Quarto e Casoria dove, addirittura, una strada, via Viterbo, è totalmente ostruita da cartoni, bottiglie vuote, sacchi con resti di alimenti, carcasse di televisioni, vecchi indumenti, un ferro da stiro, due cucine, tre frigoriferi ammaccati e alcuni mobili in legno. A Melito, invece, dopo due mesi di rivolte, le strade principali sono finalmente sgombre. "Ma attenzione - avverte uno studente, Ciro Masiello, anche lui molto informato sull'emergenza - è un'illusione: i sacchetti sono stati semplicemente spostati da una strada all'altra". Città e provincia annegano nei rifiuti mentre da Bruxelles arriva la notizia che l'Italia ha risposto nei tempi previsti al richiamo dell'Unione europea sulla procedura di infrazione che riguarda l'emergenza rifiuti. Ciro apprende la novità dalla sua radio. Sorride: "E cosa hanno detto all'Europa? Che ci vorranno 15 anni per bruciare 6 milioni di ecoballe nel termovalorizzatore che ancora non è stato costruito?".

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Caldarola, Lettieri, Magnolfi... Il lamento degli esclusi (sezione: Monnezze)

( da "Unita, L'" del 05-03-2008)

Argomenti: Monnezza

Stai consultando l'edizione del IL CASONon solo i Cristiano sociali e gli Ecodem. Beffa a D'Andrea. Piangono Campania, Calabria e Sicilia. Non c'è Loiero, sì a Anna Maria Carloni, no al figlio di De Luca Caldarola, Lettieri, Magnolfi... Il lamento degli esclusi Federica Fantozzi Peppino Caldarola non l'ha presa bene: "Leggete le liste - informa i cyberlettori del suo blog - Volevamo portare la classe operaia al potere, ma scorrendo i nomi di tante mogli, figlie, portavoce, portaborse, segretari, ragazze/i pon pon, penso che al potere abbiamo portato la servitù". Sarà stata evitata, come dice Franceschini, la "notte dei lunghi coltelli". Ma il giorno dopo quel sereno pomeriggo a Largo del Nazareno, nel Pd scorrono fiumi di cianuro liquido. E l'annuncio che le liste sono ormai "immodificabili" nonostante i tempi tecnici per ripensarci ci siano, sparge sale sulle ferite degli esclusi. "Sono stato fucilato senza processo" si duole il sottosegretario Mario Lettieri, ex ulivista "L'unica colpa è l'età e l'aver lavorato per il Paese. "Ditemi perché non posso essere ricandidata - è lo sfogo della senatrice calabrese Marilina Intrieri - Mi sono esposta, sono inseguita dalla 'ndrangheta...". Amareggiata Beatrice Magnolfi, sottosegretaria fiorentina di rito fassiniano: "Non rappresento i vecchi arnesi della politica". La bionda onorevole ha detto no al 12esimo posto al Senato in Toscana, dove si corre senza speranza di arrivare: "Non ho capito la proposta". Brutta sorpresa per il sottosegretario ai Rapporti con il Parlamento Giampaolo D'Andrea che ha tenuto il "pallottoliere" nella trincea di Palazzo Madama. Escluso con beffa: nella sua Basilicata è stato candidato l'altro sottosegretario, il cossighiano Naccarato. L'assenza che fa più rumore è quella del costituzionalista Stefano Ceccanti. "Lo recupereremo nel gruppo dirigente" ha promesso Veltroni. Ma sembra che all'ipotesi di un posto in esecutivo il professore sia del tutto indisponibile. Altra nota dolente i cristiano-sociali: Marcella Lucidi lo apprende "dalle agenzie, è una scelta ingiusta". Mimmo Lucà si è dimesso da coordinatore, i suoi denunciano il "grave errore politico". Di quell'area resterebbe Giorgio Tonini, "veltroniano doc". I problemi maggiori vengono da Campania, Calabria e Sicilia. Nel feudo che fu di Bassolino e De Mita il Pd scommette molto e rischia altrettanto. In lista c'è la moglie del "governatore" Annamaria Carloni, in quota Rosy Bindi. Depennato il figlio del suo acerrimo nemico Vincenzo De Luca, Piero. Ma la grana De Franciscis apre un crepaccio: l'ex pupillo mastelliano si è dimesso da segretario provinciale perché la sua Caserta è "sottorappresentata". Azzerati ex Ds e Dl secondo il gruppo dirigente campano. Che apprezza solo D'Alema capolista: "La lista Campania 1 sconcerta per la debolezza e il più giovane ha 50 anni. Ci mortificano". Nel mirino i paracadutati, da Follini a Sircana. Gelido il sindaco Iervolino sui candidati: "Ho sentito il bisogno di telefonare solo a Olga D'Antona". In Calabria Loiero, escluso, è furibondo. Non è entrato neppure il suo Ottavio Bruni, ex presidente della provincia di Vibo che si era dimesso in previsione dello scranno. In Sicilia volano gli stracci. Il Pd di Siracusa "esprime profondo disaccordo sulle liste fatte a Roma" e chiede la testa del segretario regionale Francantonio Genovese (ben piazzato al terzo posto in Sicilia 2) e del vice Tonino Russo. Idem gli Ecodem isolani che si sentono "calpestati" e criticano l'inserimento della figlia 26ene dell'ex ministro Totò Cardinale. Più il vespaio per l'esclusione di Lumia: protesta lo scrittore Carlo Lucarelli, Anna Finocchiaro lo invita a proiettarsi sulla sfida regionale con lei, Di Pietro e la sinistra lo corteggiano. Dispiaciuto Ermete Realacci: "Scelte sanguinose". E "non era necessario cnadidare i collaboratori". L'ultima partita riguarda gli incerti: il limbo che solo il 14 aprile si trasformerà per ognuno in inferno o paradiso. A rischio la rutelliana Dorina Bianchi. Non blindati il bindiano Giovanni Bachelet né l'ex udeurrino Cusumano che si duole dello "sgarbo". Vincenzo Vita potrebbe farcela grazie al gioco delle opzioni. Ballano Monaco, Mantini, Zaccaria. E la "ragazza del call center" Loredana Ilardi, scivolata al nono posto in Sicilia. Solidarizza il foglio della sinistra Rosso di Sera: "Precaria fino in fondo".

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Arriva D'Alema Campania in rivolta (sezione: Monnezze)

( da "Libero" del 05-03-2008)

Argomenti: Monnezza

Anzitutto 05-03-2008 Arriva D'Alema Campania in rivolta di GIAN PIETRO FIORE PEPPE RINALDI NAPOLI È in forte crisi il Pd Campano: tutti contro tutti. C'è confusione totale. Intanto gli scontenti, che sono tanti, fanno la fila dinanzi al portone di ingresso della villa a Nusco di Ciriaco De Mita, che ieri ha ufficializzato la sua candidatura come capolista al Senato nel collegio Campania 2 per l'Udc-Rosa Bianca, speranzoso di raggiungere l'8%, che gli consentirebbe uno scranno a Palazzo Madama. Il malcontento nasce dall'esclusione di molti dirigenti e parlamentari uscenti che rientrano nel repulisti ordinato da Veltroni. La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata la decisione di "spedire" Massimo D'Alema in Campania e affidargli il posto di capolista. Non l'ha presa bene il ministro Luigi Nicolais, che appresa la notizia non ha fatto salti di gioia. Fino all'ultimo sembrava lui a dover salvare la Campania da quella che si profila sempre di più una netta sconfitta per il Pd. Ad occupare i primi posti delle liste campane tutta gente che con il territorio a ben poco a che vedere: Giulio Santagata, Olga D'Antona, Annamaria Carloni, Silvio Sircana, Marco Follini. Una mossa per salvare la faccia, sporcata dai rifiuti di Bassolino, che però ha mandato su tutte le furie centinaia di dirigenti del partito di Veltroni. TUTTI IN FUGA Sandro De Franciscis, attuale presidente della provincia di Caserta, nonché segretario provinciale del Pd, ha annunciato le sue dimissioni. "Caserta e la sua provincia sono state massacrate e ignorate. Evidentemente il Pd non ha bisogno del voto dei casertani. A questo punto io voterò Pd, ma la campagna elettorale se la facciano loro. Si tratta di liste scritte in nottata e frutto di accordi sottobanco". Beh, se lo dice lui che fino ad ieri ha mangiato nello stesso piatto, allora c'è da fidarsi. Ma non è il solo. Ieri mattina il consigliere regionale Felice Iossa si è dimesso dalla direzione regionale del Pd, con una lettera al segretario Iannuzzi in cui afferma di non condividere l'operato dello stesso Iannuzzi per la composizione delle liste dei candidati alla Camera ed al Senato in Campania. "Hai tradito lo spirito costituente del Partito Democratico tutelando solo gli interessi della Margherita. Non ci sto ad un falso rinnovamento privo di assoluta qualità". Quindi fuori dalla coalizione di centrosinistra anche Alleanza Riformista, la componente socialista del Pd. Nel pomeriggio poi la doccia fredda: una nota sottoscritta da una cinquantina di dirigenti del Pd campani, guidati da Massimo Paolucci. "C'era bisogno di un forte rinnovamento - si legge nella nota dei dissidenti - invece ci ritroviamo con una lista che è l'esatto opposto del partito federale di cui da mesi andiamo parlando. Rinnovare non significa escludere le forze locali e riempire la lista di nomi catapultati in Campania da tutta Italia. Appare un'operazione di basso profilo". RICHIESTA DI DANNI Sempre ieri la Iervolino ha scaricato il presidente della Regione. Sul fronte dei rifiuti, infatti, ieri il Comune e la Provincia di Napoli, il Comune di Avellino e un'altra ventina di Comuni si sono costituiti parte civile nel procedimento contro Antonio Bassolino e altri 27 imputati. Il gip si è preso una settimana di tempo per decidere sul sequestro conservativo dei beni di Bassolino & Compagni. Intanto ieri s'è tenuta l'annunciata giunta pubblica dell'amministrazione regionale. Circa 3mila persone hanno affollato la Stazione Marittima nel primo, azzardato, tentativo di Bassolino di misurare il polso di una popolarità ormai lontana dai fasti dell'immaginario Rinascimento. Gli è andata bene, nessuna contestazione al suo indirizzo né a quello degli assessori schierati quasi tutti al gran completo. Una claque - si direbbe - nella quale non era difficile scorgere la sua vecchia base, tra ex operai dell'Italsider e donne delle coop costituite qua e là nel corso degli anni. Antonio Bassolino e Massimo D'Alema Oly Salvo per uso personale è vietato qualunque tipo di riproduzione delle notizie senza autorizzazione.

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Mondezza napoletana in sala La racconta "Biutiful cauntri" (sezione: Monnezze)

( da "Liberazione" del 05-03-2008)

Argomenti: Monnezza

In 20 cinema da venerdì per la coraggiosa distributrice "Lumie'ree & co" Mondezza napoletana in sala La racconta "Biutiful cauntri" Federico Raponi Prima che la situazione precipitasse con i roghi, i blocchi, i tafferugli, l'esercito e il commissario straordinario De Gennaro, dello scandalo immondizia in Campania si era già occupata la magistratura, ad esempio nel giugno 2007 con il filone di inchiesta sull'Impregilo. La ditta aveva ottenuto l'appalto per lo smaltimento dei rifiuti (la metà dei quali sarebbero dovuti diventare combustibile per i termovalorizzatori), ma dopo che il denaro era stato percepito "'a munnezza" rimaneva in loco, magari interrata. Di conseguenza, la Procura di Napoli ha provveduto al sequestro di 750 milioni di euro dai conti correnti bancari dell'Impregilo (insieme a quelli di altre società, con 28 indagati per truffa aggravata e continuata ai danni dello Stato e frode in pubbliche forniture), la quale è stata inoltre interdetta per un anno dalle contrattazioni con la pubblica amministrazione. Un interessamento c'è stato anche da parte del cinema, con il documentario Biutiful cauntri - menzione speciale della giuria all'ultimo Festival di Torino, da venerdì prossimo in sala - di Esmeralda Calabria, Andrea D'Ambrosio e Peppe Ruggiero, curatore del rapporto Ecomafie di Legambiente e giornalista che da 10 anni si occupa del fenomeno. "Abbiamo deciso di mettere insieme le nostre risorse - ci dice Calabria - per raccontare i problemi che riguardano sia le discariche legali che quelle illegali, soprattutto di rifiuti tossici. Cercando di individuare il fulcro degli sversamenti, ma principalmente mostrare una situazione tipicamente italiana". Ovvero sette commissari straordinari in tredici anni, 1200 discariche abusive con epicentro ad Acerra, Giugliano, Qualiano, Villaricca. Qui si è concentrata la ricerca, e non è stato facile. "La difficoltà più grossa è che in questi posti nessuno ci va per turismo, per cui sei sotto controllo. Se arrivi anche nella maniera più discreta possibile subito tutti sanno che sei lì e si chiedono perché sei venuto a girare, se non per vedere le discariche dei rifiuti tossici. Abbiamo dovuto fare tutto con molta cautela". Ciononostante, in alcuni luoghi - gestiti dalla camorra - i tre non sono potuti andare. Ma fin dove è stato praticabile hanno trovato "uno spettacolo agghiacciante, paragonabile al terzo mondo. Pecore e bufale che muoiono tutti i giorni, contadini e allevatori che non possono più lavorare la terra o produrre latte e formaggi perché gli animali si ammalano per la diossina (ma le sostanze tossiche sono variegate: amianto, cobalto, alluminio, arsenico, cadmio, ndr ), in uno stato di totale abbandono da parte delle istituzioni. Vengono sequestrate e abbattute le greggi, e ciò con conseguenze enormi, perché queste persone non hanno finanziamenti o sussidi per poter vivere". Se le bestie nascono malformate o muoiono a migliaia, gli esseri umani si ammalano di leucemie fulminanti e cancro. "Secondo i dati dell'Oms e dell'Istituto Superiore della Sanità - prosegue l'autrice - in queste zone c'è stato un aumento dei tumori intorno al 34%, soprattutto nelle donne, e l'età media si è notevolmente abbassata". Nel breve periodo, invece, l'allarme sta provocando un tracollo del turismo e dei prodotti alimentari, dai pomodori alle mozzarelle. Qualcuno, nel corso degli anni, è corso ai ripari? A livello ufficiale ad esempio, il comune di Acerra ha pagato per un lungo periodo 15 milioni di lire al giorno per lo stoccaggio di rifiuti, affittando un terreno di 10 mila mq in cui però finivano pure sostanze tossiche. I cittadini hanno fatto causa e i proprietari sono stati arrestati. Il lavoro di denuncia di Biutiful cauntri è nato grazie al produttore Lionello Cerri "in linea - ci rivela - con quanto solitamente facciamo di forte, basato sui contenuti e sulla realtà. Conoscevo il problema per sentito dire e in questo il filmato, molto documentato, mi ha aiutato. Tra i suoi tanti pregi è chiaro, sintetico, attento. In più, diverse persone che ci credevano hanno contribuito gratuitamente". Buona l'accoglienza dell'opera a Torino, "la gente - conclude l'autrice - diceva "non è possibile", perché le immagini sono potenti, accompagnate dalle intercettazioni telefoniche, concesse dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere che ha condotto un'inchiesta dal 2000 al 2005. Le voci hanno per il 90% l'accento settentrionale e svelano come funziona il traffico illecito di veleni provenienti da aziende automobilistiche, di pneumatici e fibre tessili del Nord". 05/03/2008.

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LUIGI ROANO IL COMUNE SI COSTITUIRà PARTE CIVILE NEL PROCESSO CHE SI APRIRà IL 14 MAGGI (sezione: Monnezze)

( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 05-03-2008)

Argomenti: Monnezza

LUIGI ROANO Il Comune si costituirà parte civile nel processo che si aprirà il 14 maggio per presunte irregolarità nella gestione dello smaltimento dei rifiuti. Nella sostanza Palazzo San Giacomo contro il presidente della Regione Antonio Bassolino imputato in quel procedimento. Sotto accusa, oltre al governatore commissario di governo dal 2001 al 2004, i tecnici della Impregilo; imprenditori del calibro di Piergiorgio Romiti e Armando Cattaneo e gli ex vicecommissari Raffaele Vanoli, Salvatore Acampora e Giulio Facchi. La decisione è stata annunciata ieri dal sindaco Rosa Russo Iervolino nel corso di una seduta del Consiglio comunale con al centro la discussione proprio su come uscire dall'emergenza spazzatura. Nello specifico sulla raccolta differenziata. Ieri mattina alle 9 il varo del provvedimento, un'ora insolita rispetto alle abituali riunioni e questo forse ha spiazzato 6 assessori risultati assenti. E che quindi non hanno firmato la delibera di costituzione in giudizio. Solo questione di ora insolita o scelta politica le assenze? L'interrogativo ha turbato per molte ore il secondo piano di Palazzo San Giacomo. Vediamo chi non ha firmato l'atto che porta la firma di Tino Santangelo, il vicesindaco: Bruno Terracciano (Udeur) con delega al personale che però ha avuto problemi personali ed è più che giustificato. Poi Donata Rizzo D'Abundo (Udeur) con delega all'Anagrafe, Giulio Riccio della Sinistra arcobaleno che cura le Politiche sociali. Poi un trio di bassoliniani: Nicola Oddati responsabile della Cultura, Valeria Valente con delega al Turismo (che era a Berlino in missione per il Comune) ed Enrico Cardillo assessore al Bilancio, e che fanno sapere dalla sua segreteria a quell'ora era a un funerale. "Abbiamo preso questa decisione considerando la delicatezza dell'argomento e del momento politico non attendendo, come facciamo sempre, la prima udienza e quindi il 14 maggio. Ci è sembrato giusto farlo subito" dice il sindaco che prosegue: "Una decisione sul piano personale molto sofferta. Però sul piano istituzionale era una scelta dovuta. E quindi ciò che si deve fare si fa". Il sindaco parla quotidianamente con Bassolino e a chi le ha chiesto se lo avesse avvisato di persona della decisione che stava per prendere risponde così: "Bassolino è una persona troppo intelligente per non sapere ciò che le amministrazioni devono fare. Del resto la Regione addirittura si è costituita già parte civile prima di noi". La Iervolino contro Bassolino? L'ex ministro dell'Interno sgombra subito il campo da chi potrebbe intravedere ombre nel suo rapporto col governatore: "C'è un accanimento contro Antonio e questa è una cosa che non accetto. Va distinto quello che un'amministrazione deve fare, è il caso del Comune, dal linciaggio mediatico politico che si sta scatenando contro Bassolino, si cerca il capro espiatorio". La mossa del Comune di costituirsi parte civile è stata attuata anche dalla Provincia del presidente Dino Di Palma altro storico sostenitore di Bassolino, Di Palma condivide con il governatore la discesa in campo in politica fin dalla sua prima elezione a sindaco. A dare notizia dell'avvenuta costituzione in giudizio però è il vicepresidente della Provincia Antonio Pugliese, titolare della delega all'avvocatura, lo ha annunciato nel corso della consueta riunione di giunta.

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L'industriale che studia da ministro - dario del porto (sezione: Monnezze)

( da "Repubblica, La" del 06-03-2008)

Argomenti: Monnezza

Pagina IV - Napoli IL PERSONAGGIO IN CAMPO La telefonata del Cavaliere, gli ultimi dubbi legati all'azienda e alla famiglia: la giornata decisiva di D'Amato L'industriale che studia da ministro Lo scenario: titolare delle Attività produttive per rilanciare il Sud I colloqui In queste ore colloqui con il fratello, la moglie e la ristretta cerchia di amici, poi sarà sciolta la riserva la cautela Parlerò della candidatura solo quando sarà il momento, non ci sono ancora novità la sfida Non possiamo più delegare il compito di risolvere i problemi, tocca a noi fare qualcosa per la città palazzo partanna L'Unione industriali di Napoli guarda con interesse alla scelta dell'ex inquilino di viale dell'Astronomia DARIO DEL PORTO La telefonata risolutiva, dicono, è arrivata nella giornata di ieri. Antonio D'Amato era a Bologna per motivi di lavoro quando lo ha chiamato Silvio Berlusconi. Al centro del colloquio, la candidatura dell'ex presidente di Confindustria al Senato sotto le insegne del Pdl ufficializzata poi dal leader di Forza Italia, sia pure solo "al 90 per cento", nel salotto di Bruno Vespa. I contatti tra i due si susseguono ormai dai diversi giorni ma ora la conclusione dell'accordo appare vicinissima. In cambio della disponibilità a correre per un seggio a Palazzo Madama, D'Amato avrebbe ricevuto da Berlusconi la proposta, in caso di successo del centrodestra, di un ingresso al governo come ministro di un dicastero di primissimo piano, quello per le Attività produttive. In queste ore di grande pressing politico e mediatico, il diretto interessato frena: "Parlerò quando sarà il momento, non ci sono novità", ha ribadito anche dopo che le agenzie di stampa avevano rilanciato le parole di Berlusconi. Ma "il momento" sembra ormai prossimo perché già in giornata il Popolo della libertà potrebbe chiudere la partita delle liste. E d'altra parte appena tre giorni or sono, intervenendo a un incontro con alcuni studenti organizzato dalla Fondazione Cortese presso la Camera di Commercio, il patron della "Seda" aveva usato argomenti che, riletti oggi, farebbero pensare a una decisione già maturata: "Non possiamo più delegare ad altri il compito di trovare le soluzioni ai problemi. Il futuro è nelle nostre mani, tocca a noi fare qualcosa per questa città e questa regione". Dunque la voglia di entrare nell'agone politico, e di poter lavorare in prima persona per il Mezzogiorno, c'è tutta. Ciò nonostante, la scelta, per D'Amato, è di quelle difficili. Accettare la proposta di Berlusconi, entrare al Senato e poi, eventualmente, raccogliere la guida del ministero delle Attività produttive, comporterebbe uno stravolgimento radicale nelle abitudini di un imprenditore che, anche nel periodo trascorso al timone di Confindustria, si era imposto di dedicare due giornate piene, il lunedì e il venerdì, alla gestione diretta delle sue aziende. Rispettare questo ordine di priorità potrebbe rivelarsi impossibile in caso di elezione, senza contare le conseguenze che un impegno politico inevitabilmente assumono sul piano della vita familiare: il dieci per cento che ancora impedisce la conclusione dell'accordo è tutto qui. Dal momento in cui la prospettiva di una candidatura, più volte ventilata in occasione di precedenti consultazioni, si è fatta più concreta, D'Amato si è confrontato a lungo con la moglie, Marilù Faraone Mennella, con il fratello e con la ristretta cerchia di amici che lo segue da sempre. Ora sta per sciogliere la riserva. Con D'Amato in Parlamento, e forse al governo, resta da capire come si muoverà l'Unione industriali di Napoli. Guardando ai rapporti che hanno scandito il recente passato ci sarebbe da aspettarsi una certa cautela, per non dire diffidenza, del gruppo dirigente di Palazzo Partanna nei confronti della nuova avventura che attende l'ex inquilino di viale dell'Astronomia. Le cose invece stanno diversamente perché la leadership dell'Unione industriali che si riconosce nel presidente Gianni Lettieri guarda al contrario con estremo interesse ai passi di D'Amato. Per le imprese napoletane, costrette a fronteggiare gli effetti negativi di questi anni scanditi prima dall'emergenza criminalità e poi dalla drammatica crisi dei rifiuti, un interlocutore come D'Amato potrebbe rivelarsi determinante. Da qui, le indiscrezioni che vedono Palazzo Partanna positivamente impressionato dalla prospettiva romana dell'ex presidente di Confindustria, pur senza con questo voler rinnegare il dialogo avviato da tempo con quella parte di centrosinistra campano rappresentata dal governatore Antonio Bassolino e dal ministro uscente Luigi Nicolais. Sarebbe il solco tra l'Unione industriali e il sindaco Iervolino, in realtà, a diventare ancora più profondo.

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Sprint nel partito democratico per i posti della "zona a rischio" - ottavio lucarelli (sezione: Monnezze)

( da "Repubblica, La" del 06-03-2008)

Argomenti: Monnezza

Pagina V - Napoli LA POLEMICA Ancora tensione per le candidature, bagarre per le posizioni a ridosso dei sicuri eletti Sprint nel Partito democratico per i posti della "zona a rischio" Accuse al segretario Iannuzzi: "Ha tutelato solo Salerno" OTTAVIO LUCARELLI PARTITO democratico ai ferri corti in Campania. Lo sbarco di candidati dal centronord e l'inserimento di autentici illustri sconosciuti nelle retrovie ha creato una bagarre finale per i posti della "zona a rischio" tra divorzi e polemiche. Quella fascia di posti non sicuri ma che potrebbero riservare sorprese soprattutto con il gioco delle opzioni dei big, a cominciare da Massimo D'Alema che ha già messo le mani avanti annunciando di rimanere comunque "deputato della Puglia" e di essere capolista in Campania uno (Napoli e provincia) solo per "accompagnare la lista". è bagarre, dunque. Dopo le sferzate degli ex socialisti Roberto De Masi e Felice Iossa e dopo la lettera di cinquanta dirigenti, mentre sul sito del Partito democratico comparivano i nomi dei candidati del Pd regione per regione è arrivato l'ultimo affondo da parte dall'ex diessino Ciro Cacciola, consigliere provinciale e coordinatore dell'esecutivo del Pd di Napoli, che chiede la testa del segretario regionale, l'ex demitiano Tino Iannuzzi: "La palese inadeguatezza di Iannuzzi nella composizione delle liste dimostra ancora una volta che occorre cambiare rapidamente pagina in Campania". In realtà Cacciola è teso e arrabbiato perché è finito al numero 14, preceduto nella lista del Pd per la Camera a Campania uno da Agnese Borrelli, dinamico sindaco di Boscotrecase, legata da tempo all'area del consigliere regionale Pasquale Sommese, ex Margherita e candidato più votato tre anni fa in Campania. Bagarre per i posti nell'area a rischio. Dove hanno trovato casa anche al numero 15 il bassoliniano Amedeo Cortese, della sinistra giovanile, e al numero 16 Filippo Monaco, consigliere provinciale con base elettorale a Pozzuoli e legame forte con Salvatore Piccolo che, escluso due anni fa da De Mita, si è preso la rivincita insediandosi saldamente al numero 6 dopo una battaglia durissima nelle primarie del Pd. Nelle retrovie, invece, si ritrovano gli intellettuali indicati dal segretario provinciale del Pd Emma Giammattei: Angela Viola, Vincenzo Pavone (direttore del Dipartimento di chimica della Federico II), Anna De Vizio, la docente di teologia Filomena Grosso. Per la Cgil è in lista al numero 26 Giuseppe De Francesco dell'Ansaldo. Tre i consiglieri comunali di Napoli, tutti in coda: Franco Moxedano, Emilio Di Marzio e Giovanni Palladino. Mentre al numero 31 c'è Lucio Natale della società di servizi della regione "Film commission", legatissimo al sindaco Rosa Russo Iervolino. Sulle scelte, soprattutto su quelle per Campania due (le altre quattro province), si abbatte invece la scure degli ex socialisti con Roberto De Masi che accusa Iannuzzi: "Noi di Alleanza Riformista da oggi recuperiamo pienamente la nostra autonomia e la nostra libertà di azione per concorrere ad un vero rinnovamento della politica. Avevamo dato fiducia a Iannuzzi, ma dobbiamo purtroppo prendere atto che non è stato il segretario di tutti, ma solo di una parte e di un territorio". Con un chiaro riferimento all'area salernitana, la terra di Iannuzzi, che nella lista Campania due fa la parte del leone rispetto ad Avellino, Benevento e Caserta. Lista guidata dalla ventiseienne ex demitiana di Teano, Pina Picierno, con Walter Veltroni al numero due e il segretario Iannuzzi al tre. Area salernitana che ha conquistato posizioni nobili in lista con il veltroniano doc Guglielmo Vaccaro, consigliere regionale, insediato al numero quattro, con Fulvio Bonavitacola (fedelissimo del sindaco Vincenzo De Luca) al sette, con Tonino Cuomo (ex Forza Italia) al 10. Al numero 13 c'è poi l'ex sindaco di Bellizzi, Mimmo Volpe, più indietro l'ex segretaria Sdi Angela Pace. Una lista con il marchio Salerno anche nell'ultima casella riservata a Paolo Russomando, sindaco di Giffoni Valle Piana e nipote del consigliere regionale Ugo Carpinelli, che dopo tre mandati al Comune ha insediato il rampollo che si ritrova in coda per una candidatura di bandiera. Marchio Salerno confermato anche al Senato dove nella lista guidata da Marco Follini c'è al numero due Alfonso Andria, uno dei maggiori sostenitori di Iannuzzi al recente congresso del Pd.

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