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Bassolino
rinviato a giudizio "frode e abusi per i rifiuti" - dario del porto
( da "Repubblica,
La" del 01-03-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract:
ecoballe e le
discariche venivano riempite con materiale "falsamente qualificato come
combustibile derivato dai rifiuti". Sul dibattimento pesa però l'ombra
della prescrizione. L'avvocato dello Stato Federico Vigoriti, che assiste il
Dipartimento della Protezione civile e il commissariato straordinario, lancia
l'allarme: "Il problema principale è rappresentato dal decorso del tempo:
Rifiuti,
Bassolino sarà processato Rinviato a giudizio insieme a 27 persone, tra cui i
vertici delle società legate a Impregilo
( da "Unita,
L'" del 01-03-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract:
giudici
chiedono che il governatore della Campania sia processato per "aver
provocato un danno ambientale con la creazione di discariche composte da balle
di rifiuto secco, falsamente qualificato come Cdr (combustibile da rifiuto) con
deterioramento di risorse naturali". Insieme a Bassolino sono state
rinviate a giudizio altre 27 persone, i vertici delle società legate a
Impregilo,
Rc
deroga Folena e Forgione Cristina Tajani la anti-Ichino Decise le candidature.
Bertinotti: elezioni truccate Ci sarà anche la Borsellino. Ma non in Sicilia
( da "Unita,
L'" del 01-03-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract:
elettorale
sul tema della legalità e della lotta alle ecomafie. E non è escluso che un
annuncio in questo senso venga fatto oggi da Bertinotti, quando ad Ottaviano,
al castello mediceo confiscato al boss Raffaele Cutolo, incontrerà i
rappresentanti della Rete delle associazioni anticamorra. E ancora più
nell'ombra è finita, durante la discussione, la candidatura di Cristina Tajani,
Bassolino
travolto dai rifiuti ( da "Manifesto, Il"
del 01-03-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract:
Non aveva la
proprietà dei terreni e delle discariche come dichiarato alla concessione del
servizio. E soprattutto, secondo l'accusa, era interesse primario dell'azienda
costruire l'inceneritore di Acerra per bruciare milioni di ecoballe non a norma
e straguadagnare sull'energia prodotta.
NAPOLI
Il presidente della Regione Campania, Antonio Bassolino, è stato rinviato a
giudizio, i ( da "Messaggero, Il"
del 01-03-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract:
una donna di
46 anni si è data fuoco per protesta davanti al sito di stoccaggio. Le fiamme
sono state subito spente dalla polizia e la donna è stata ricoverata in
ospedale. Ha detto: "Ho dimostrato di avere coraggio". Il sindaco
Rosa Russo Iervolino: "Episodi del genere non devono accadere mai
più".
SCANDALO
IMMONDIZIA BERSAGLIATO DALLE CRITICHE, IL PRESIDENTE DELLA CAMPANIA NON SI
DIMETTE 0 Assedio bipartisan, ma Bassolino resta: Non diserto
( da "Resto
del Carlino, Il (Nazionale)" del
02-03-2008) + 2 altre fonti
Argomenti: Monnezza
Abstract:
Rosa Russo
Iervolino, spende qualche parola di conforto: "Sono convinta che sia una
persona onesta, ha dato tutta la sua energia per Napoli e la Campania. Spero
che possa dimostrare la sua innocenza". Ma è l'unica perché già Fausto
Bertinotti, leader di Sinistra Arcobaleno, è più compassato: "Spero ?
Bassolino
non se ne va, imbarazzo nel Pd ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)"
del 02-03-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract:
perchè si dà
il caso che Bassolino faccia parte del Pd: sarà difficile spiegare in Campania
che il Pd rappresenta la novità con i volti di Bassolino e della
Iervolino". In sintonia con Fini c'è il leghista Calderoli, secondo cui
"Bassolino doveva dimettersi già da tempo" e, da sinistra, Antonio Di
Pietro.
Bassolino:
Resto, ho le mani pulite Rifiuti, dopo il rinvio a giudizio pressing per le
dimissioni. Veltroni: farà la cosa giusta. Lui: non scappo
( da "Unita,
L'" del 02-03-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract:
Bassolino
incassa l'incoraggiamento di Rosa Iervolino e di Anna Finocchiaro. Per il Pd il
ciclone potrebbe anche essere passato relegando ad una "scelta
personale" il mantenimento di Bassolino alla Regione. Ma la situazione
politica si annuncia complessa nella stessa assise regionale, dove è giunto ad
uno snodo importante il rapporto tra quelle che per anni sono state le figure
di
Campagna
anticlan di bertinotti nel castello che fu di cutolo - angelo carotenuto
( da "Repubblica,
La" del 02-03-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract:
Mario
Iervolino, ricorda di quando regalò una cravatta portafortuna a Forgione: per
entrare in Parlamento. "Ne dia una anche a me, così divento presidente del
Consiglio", e scatta l'applauso della sala, 300 persone dentro
quest'auditorium che era la stalla del clan, ingresso sbarrato perché non entra
più un grissino,
Effetto
processo sulle liste pd a rischio armato e de luca - roberto fuccillo
( da "Repubblica,
La" del 02-03-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract:
proposto
dalla Iervolino, ieri però non ha esitato a approvare la decisione di resistere
di Bassolino. Sono invece in risalita le quotazioni di Annamaria Carloni,
consorte di Bassolino. Giocano a suo favore la scarsa anzianità di servizio (è
stata eletta due anni fa per la prima volta), ovviamente l'esser donna,
l'essere designata dall'
L'invito
del cardinale sepe "chiarezza, per il bene dei cittadini" - patrizia
capua ( da "Repubblica, La"
del 02-03-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract:
per il bene
dei cittadini" Replica alla Iervolino: compio il mio mestiere fino in
fondo "Dobbiamo uscire dai nostri ambiti chiusi non è tempo di piangerci
addosso" Un lungo applauso quando dice: "Compierò la mia missione
senza paura" PATRIZIA CAPUA "Che posso dire? Speriamo che tutto si
chiarisca per il bene comune dei cittadini".
Bertinotti:
<Finita l'era del governo è ora di riorganizzare la lotta>
( da "Liberazione"
del 02-03-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract:
Il sindaco
Mario Iervolino del Pd tenta di scacciare l'onta del passato. La sala è
stracolma e incontinente, i geyser hanno un senso anche se è inverno, il
tentativo di Iervolino riesce se oggi il castello di Ottaviano può ospitare la
prima della tappa della campagna elettorale di Fausto Bertinotti in Campania.
Bassolino:
<Vado avanti> Giordano: <Subito al voto>
( da "Liberazione"
del 02-03-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract:
molto più del
destino politico di Antonio Bassolino". Attorno al governatore, rinviato a
giudizio per una serie di presunte irregolarità nella gestione dei rifiuti, si
è stretto il Pd campano, in primis la sindaca Rosa Russo Iervolino ("Sono
convinta che Bassolino sia una persona onesta, so che ha dato tutta la sua
energia per lavorare per Napoli e la Campania;
Ripristiniamo
la sicurezza Gli indecisi ci premieranno
( da "Tempo,
Il" del 02-03-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract:
di Veltroni
perché sarà difficile spiegare in Campania che il Pd rappresenta la novità con
i volti di Bassolino e della Iervolino". L'ultima stoccata, prima di
andarsene la lancia proprio al candidato premier del Pd: "Ascoltando Veltroni
si ha la prova che soffre di amnesia e che ha dimenticato che negli ultimi due
anni di governo c'è stato Prodi che è anche il fondatore del Pd.
E
sul governatore è ancora bufera fassino: si assuma le responsabilità - roberto
fuccillo ( da "Repubblica, La"
del 03-03-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract:
che tenta di
mettere direttamente in fuorigioco Walter Veltroni: "Se non fossi un
personaggio pubblico e non avessi una faccia conosciuta, vorrei andare in
incognito a Napoli nel giorno in cui arriverà il pullman di Veltroni, per
vedere come spiegherà alla gente che il partito del futuro e del nuovo è quello
di Bassolino e della Iervolino".
Fini:
<I detenuti lavorino per lo Stato>
( da "Unione
Sarda, L' (Nazionale)" del
03-03-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract:
E mentre da
ogni parte si pretendono le dimissioni di Bassolino, Fini dice che vorrebbe, se
non fosse un volto noto, "andare a Napoli quando arriverà il pullman di
Veltroni e vedere come lui sarà capace di spiegare alla gente che è il partito
del nuovo e del futuro quello di Bassolino e della Iervolino".
A
Messina An candida un... bocciato Cara Unità, la città di Messina si apprest
( da "Unita,
L'" del 03-03-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract:
Mario
Cavatorta Milano Bassolino /1 Deve dimettersi È di questi ultimi giornila
prevedibile accusa di corruzione e reati vari a Bassolino e ad altri componenti
la sua giunta. Sono state già scritte pagine e pagine di quanto non ha fatto
Bassolino e la Iervolino sia da soli che in tandem.
Rifiuti,
notte di bombe E anche il Prc molla Bassolino Imbarazzo nel Pd: Rispettiamo la
sua scelta . Duro Fassino ( da "Resto del Carlino, Il (Nazionale)"
del 03-03-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Monnezza
Abstract:
Nonostante il
gelo del Pd, Bassolino tiene duro, tanto che Gianfranco Fini sfotte Veltroni:
"Vorrei andare in incognito a Napoli nel giorno in cui arriverà il pullman
del Pd. E vedere come Veltroni spiegherà alla gente che è il partito del futuro
quello di Bassolino e della Iervolino". Nino Femiani - -->.
I
delinquenti lavorino per risarcire il danno
( da "Tempo,
Il" del 03-03-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract:
sarà capace
di spiegare alla gente che è il partito del nuovo e del futuro quello di
Bassolino e della Iervolino". Quanto al programma Fini non esita ad
accusare gli avversari di plagio: "Sono a corto di idee, ci inseguono, ma
arrivano in ritardo e sono costretti ad ammettere che le proposte che
funzionano sono le nostre, perché rispondono ai valori tradizionali del
centrodestra".
Rifiuti:
È eticamente inaccettabile scaricare la responsabilità su una persona Il
ministro degli Esteri interviene a sostegno di Bassolino: Si tratta della
sconfitta di un'intera c ( da "Unita, L'"
del 04-03-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract:
ulteriore
attestato di stima dal sindaco di Napoli Rosa Iervolino: "Abbandonare il
posto di lavoro in un periodo di emergenza è una cosa comoda ma non utile per i
cittadini. Chiedere le dimissioni di Bassolino è come chiedere quelle del
ministro dei Lavori Pubblici perché lui non ha alcun potere, è tutto nelle mani
del commissario".
Per
difendere Bassolino ecco D'Alema ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)"
del 04-03-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract:
LA IERVOLINO
Sostegno a Bassolino è arrivato dal sindaco di Napoli Rosa Russo Iervolino. Se
si fosse trovata al posto del governatore, anche lei non si sarebbe dimessa:
"Abbandonare il posto di lavoro in un periodo di emergenza è una cosa
comoda ma non utile per i cittadini".
Unipol/Bnl
Niente atti a Strasburgo ( da "Manifesto, Il"
del 04-03-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract:
Alema difende
Bassolino "E eticamente inaccettabile questo scarico di responsabilità su
un solo uomo". Massimo D'Alema difende il presidente della Campania
Antonio Bassolino e il sindaco di Napoli, Rosa Russo Iervolino sostiene il
governatore affermando che "abbandonare il posto di lavoro in periodo di
emergenza è comodo ma non utile per i cittadini"
Arriva
il docu-shock sull'ecomafia campana
( da "Tempo,
Il" del 04-03-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract:
Arriva il
docu-shock sull'ecomafia campana "I rifiuti in Campania sono una metafora
della pattumiera politica e socio-culturale del nostro Paese", ha detto
Andrea D'Ambrosio, regista con Esmeralda Calabria e Peppe Ruggiero di
"Biutiful Cauntri", documentario sull'emergenza rifiuti in Campania
presentato ieri (dal 7 marzo nelle sale).
Dal
ministro e da de mita solidarietà al governatore
( da "Repubblica,
La" del 04-03-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract:
"Bassolino
e Iervolino sono stati scelti come fondatori del Pd della Campania: e ora si
scopre che non vanno più bene?". Annuncia che non farà campagna contro il
Pd. "Mi pongo in una situazione dialettica ma non di contrapposizione, io
resto nel centrosinistra ed il nemico è la destra".
Bassolino
sempre più solo Anche il Comune parte civile E Veltroni insiste: Finita
l'emergenza deve andarsene ( da "Giorno, Il (Nazionale)"
del 05-03-2008) + 2 altre fonti
Argomenti: Monnezza
Abstract:
Rosa Russo
Iervolino ? Ma sul piano personale la scelta è stata sofferta. Bassolino è una
persona troppo intelligente per non sapere ciò che le istituzioni devono fare e
poi la Regione lo ha fatto prima di noi. Comunque ? conclude ? sul piano
personale non accetto l'accanimento e il linciaggio politico-mediatico che si
sta attuando"
Di
NINO FEMIANI - NAPOLI - VELTRONI LANCIA un altro macigno all&#
( da "Giorno,
Il (Nazionale)" del 05-03-2008) + 2 altre fonti
Argomenti: Monnezza
Abstract:
Rosa Russo
Iervolino ? Ma sul piano personale la scelta è stata sofferta. Bassolino è una
persona troppo intelligente per non sapere ciò che le istituzioni devono fare e
poi la Regione lo ha fatto prima di noi. Comunque ? conclude ? sul piano
personale non accetto l'accanimento e il linciaggio politico-mediatico che si
sta attuando"
Tornano
d'amato-berlusconi ( da "Repubblica, La"
del 05-03-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract:
dice il
sindaco Iervolino. I socialisti di "Alleanza riformista" lamentano
una "pulizia etnica" ai loro danni e Enrico Boselli li invita a
tornare nel Ps, ex Sdi. è durissimo soprattutto un documento di ex diessini,
guidati da Massimo Paolucci, ex collaboratore di Bassolino: "Liste deboli,
una operazione di basso profilo".
Crisi
rifiuti, il vesuvio chiude il ristorante
( da "Repubblica,
La" del 05-03-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract:
Romiti e il
governatore Bassolino. Si è trattato, dice il sindaco Iervolino, "di una
scelta sofferta sul piano personale", dettata da motivazioni di carattere
istituzionale. Anche la Provincia di Napoli e il Comune di Avellino saranno in
aula il 14 maggio. Intanto è stata rinviata a domani la discussione in
Consiglio comunale sul piano per la raccolta differenziata elaborato dall'
Tremila
per non sentirsi solo - ottavio lucarelli
( da "Repubblica,
La" del 05-03-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract:
che comunque
la solidarietà a Bassolino l'ha data ampiamente dopo il rinvio a giudizio)
impegnato in una riunione assieme a Walter Ganapini, neo assessore regionale
all'Ambiente ed ex presidente di Greenpaeace. C'è, invece, il sindaco Rosa
Russo Iervolino, tra i primi ad arrivare al porto, tra gli ultimi ad andare
via: "Fa bene ad andare avanti.
Rifiuti,
il comune parte civile - dario del porto
( da "Repubblica,
La" del 05-03-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract:
Iervolino:
scelta sofferta DARIO DEL PORTO La decisione, ammette il sindaco Rosa Russo
Iervolino, non è stata presa a cuor leggero ma per dovere istituzionale, che
impone al Comune di Napoli di essere presente, come parte civile, al processo
sul ciclo dei rifiuti che vede sul banco degli imputati, fra gli altri,
Giurisprudenza
e statistica aprono una serie di incontri su temi di attualità come cosche,
camorra e mani pulite - ilaria venturi
( da "Repubblica,
La" del 05-03-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract:
sulle
ecomafie, Tano Grasso, voce dell'antiracket, sull'usura, Giancarlo Caselli su
magistratura e antimafia, Antonio Maruccia, commissario straordinario del
governo sui beni confiscati alle mafie, Roberto Morrione, direttore di Rai News
24, su informazione e antimafia e Pasquale Scimeca, regista di "Placido
Rizzotto",
Napoli,
le foto dello scandalo rifiuti "due mesi dopo è sempre emergenza" -
(segue dalla prima pagina) giovanni marino
( da "Repubblica,
La" del 05-03-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract:
"Informazioni
per i turisti, questa è una grande scultura del Maestro Bassolino" e altre
ben più pesanti dedicate al presidente della Regione che proprio ieri ha dovuto
incassare anche la costituzione di parte civile del sindaco Rosa Russo
Iervolino nel processo sul caso rifiuti che lo vede imputato assieme ad altri
27.
Caldarola,
Lettieri, Magnolfi... Il lamento degli esclusi
( da "Unita,
L'" del 05-03-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract:
Gelido il
sindaco Iervolino sui candidati: "Ho sentito il bisogno di telefonare solo
a Olga D'Antona". In Calabria Loiero, escluso, è furibondo. Non è entrato
neppure il suo Ottavio Bruni, ex presidente della provincia di Vibo che si era
dimesso in previsione dello scranno.
Arriva
D'Alema Campania in rivolta ( da "Libero"
del 05-03-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract:
RICHIESTA DI
DANNI Sempre ieri la Iervolino ha scaricato il presidente della Regione. Sul
fronte dei rifiuti, infatti, ieri il Comune e la Provincia di Napoli, il Comune
di Avellino e un'altra ventina di Comuni si sono costituiti parte civile nel
procedimento contro Antonio Bassolino e altri 27 imputati.
Mondezza
napoletana in sala La racconta "Biutiful cauntri"
( da "Liberazione"
del 05-03-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract:
Andrea
D'Ambrosio e Peppe Ruggiero, curatore del rapporto Ecomafie di Legambiente e
giornalista che da 10 anni si occupa del fenomeno. "Abbiamo deciso di
mettere insieme le nostre risorse - ci dice Calabria - per raccontare i
problemi che riguardano sia le discariche legali che quelle illegali, soprattutto
di rifiuti tossici.
LUIGI
ROANO IL COMUNE SI COSTITUIRà PARTE CIVILE NEL PROCESSO CHE SI APRIRà IL 14
MAGGI ( da "Mattino, Il (Nazionale)"
del 05-03-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract:
La Iervolino
contro Bassolino? L'ex ministro dell'Interno sgombra subito il campo da chi
potrebbe intravedere ombre nel suo rapporto col governatore: "C'è un
accanimento contro Antonio e questa è una cosa che non accetto. Va distinto
quello che un'amministrazione deve fare, è il caso del Comune, dal linciaggio
mediatico politico che si sta scatenando contro Bassolino,
L'industriale
che studia da ministro - dario del porto
( da "Repubblica,
La" del 06-03-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract:
pur senza con
questo voler rinnegare il dialogo avviato da tempo con quella parte di
centrosinistra campano rappresentata dal governatore Antonio Bassolino e dal
ministro uscente Luigi Nicolais. Sarebbe il solco tra l'Unione industriali e il
sindaco Iervolino, in realtà, a diventare ancora più profondo.
Sprint
nel partito democratico per i posti della "zona a rischio" - ottavio
lucarelli ( da "Repubblica, La"
del 06-03-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract:
legatissimo
al sindaco Rosa Russo Iervolino. Sulle scelte, soprattutto su quelle per
Campania due (le altre quattro province), si abbatte invece la scure degli ex
socialisti con Roberto De Masi che accusa Iannuzzi: "Noi di Alleanza
Riformista da oggi recuperiamo pienamente la nostra autonomia e la nostra
libertà di azione per concorrere ad un vero rinnovamento della politica.
( da "Repubblica, La" del 01-03-2008)
Argomenti: Monnezza
Cronaca Bassolino
rinviato a giudizio "Frode e abusi per i rifiuti" Alla sbarra con
l'Impregilo dei Romiti, irregolarità nella gestione Sotto accusa gli appalti
dal 1999 al 2005. Imputate, col governatore, altre 26 persone DARIO DEL PORTO
L'emergenza che soffoca Napoli e indigna il mondo intero entra in un'aula di
tribunale: il 14 maggio inizierà il processo al presidente della Regione
Campania, Antonio Bassolino, all'ex amministratore delegato di Impregilo,
Piergiorgio Romiti, e agli altri 26 imputati coinvolti nell'inchiesta che ha
preso in esame il contratto sulla gestione del ciclo dei rifiuti predisposto
tra il 1999 e il 2001 e infine risolto per legge il 30 novembre 2005. Un
appalto che, secondo i pm Giuseppe Noviello e Paolo Sirleo, sarebbe stato
"sistematicamente" violato contribuendo, nei fatti, a gettare le basi
per la crisi di questi mesi. Il gup Marcello Piscopo ha rinviato a giudizio per
illecito amministrativo anche le cinque società impegnate nell'associazione di
imprese che si aggiudicò la gara: Impregilo, Fibe, Fisia Italimpianti, Fibe
Campania e Gestione Napoli. Oltre a Bassolino e Romiti, dovranno affrontare il
dibattimento l'ex amministratore di Fibe, Armando Cattaneo, l'ex
vicecommissario straordinario Raffaele Vanoli e l'ex subcommissario Giulio
Facchi. L'inchiesta si articola in 100 faldoni, oltre 140mila pagine di atti e
conta quasi 600 parti offese. Bassolino è imputato come commissario
straordinario, carica ricoperta fino al febbraio 2004. Dovrà difendersi da otto
capi d'imputazione: frode in pubbliche forniture, per "non aver impedito
ma consentito e realizzato" la violazione del contratto; concorso in truffa
aggravata ai danni dello Stato, per "aver consentito e non impedito"
che le presunte inadempienze venissero mascherate dalle aziende "con
artifizi e raggiri"; e poi altre ipotesi di interruzione di pubblico
servizio, concorso in violazione della normativa ambientale, tre episodi di
abuso d'ufficio e falso. Secondo la Procura di Napoli il contratto prevedeva
condizioni che non era possibile rispettare. Questo avrebbe determinato una
gestione del ciclo rifiuti lontana dai criteri e dai parametri che avrebbero
dovuto regolarla. Il tutto, è la tesi dei pm ma respinta dalla difesa, con la
partecipazione "attiva e omissiva" di chi avrebbe dovuto
"assicurare la corretta gestione del servizio": i rifiuti venivano
lavorati in maniera difforme da quanto prescritto, non si procedeva al recupero
energetico delle cosiddette ecoballe e le discariche venivano riempite con
materiale "falsamente qualificato come combustibile derivato dai
rifiuti". Sul dibattimento pesa però l'ombra della prescrizione.
L'avvocato dello Stato Federico Vigoriti, che assiste il Dipartimento della
Protezione civile e il commissariato straordinario, lancia l'allarme: "Il
problema principale è rappresentato dal decorso del tempo: bisognerà
riuscire a definire il processo entro termini brucianti". Il procuratore
capo Giandomenico Lepore è più cauto: "L'iter dell'udienza preliminare è
stato veloce, se sarà tenuto lo stesso ritmo non ci saranno problemi".
L'avvocato Giuseppe Fusco, uno dei difensori del governatore, è categorico: "Il
tema della prescrizione non si pone, il termine scade nel 2012". Tutti gli
imputati respingono le accuse. In una nota Fibe-Impregilo (che rispetto ai
fatti oggetto dell'indagine ha cambiato dirigenza e compagine societaria)
esprime "piena fiducia alla magistratura e ribadisce la propria estraneità
ai fatti ritenendo di aver sempre agito nel rispetto della legge e di aver
avuto come unico obiettivo quello di contribuire a risolvere con criteri
industriali la gestione dei rifiuti nella Regione".
( da "Unita, L'" del 01-03-2008)
Argomenti: Monnezza
Stai consultando
l'edizione del Rifiuti, Bassolino sarà processato Rinviato a giudizio insieme a
27 persone, tra cui i vertici delle società legate a Impregilo di Enrico
Fierro/ Roma OTTO CAPI di imputazione. Gravissimi. La sintesi brutale di un
fallimento politico che si sta trasformando in un vero e proprio disastro
ambientale. Antonio Bassolino sarà processato per falso, frode in pubbliche
forniture, concorso in truffa aggravata ai danni dello Stato, interruzione di
pubblico servizio,concorso in violazione delle normative ambientali, abuso di
ufficio. Commissario straordinario per tre anni - dal 2001 al 2004 - sul
governatore della Campania crolla l'intero castello costruito quattordici anni
fa per risolvere definitivamente la questione rifiuti a Napoli e nell'intera
Campania. Bassolino - è l'accusa della frode in pubbliche forniture - "non
ha impedito", ma anzi, avrebbe "consentito e realizzato" la
perpetua e continua violazione degli obblighi previsti dal contratto stipulato
con la Fibe (la società dei fratelli Romiti) "anche di fronte alla
evidente e notoria mancata ricezione di tutti i rifiuti solidi urbani prodotti
in Campania". Il concorso in truffa aggravata ai danni dello Stato è
basato sull'accusa di "aver consentito e non impedito" che le aziende
nascondessero le loro inadempienze rispetto ai vincoli del contratto "con
artifizi e raggiri". Il non aver contestato alla Fibe la violazione degli
obblighi contrattuali quando i conferimenti di rifiuti venivano interrotti, è
costata a Bassolino l'accusa di interruzione di pubblico servizio. Infine, il
reato più pesante, concorso in violazione delle normative ambientali. I giudici chiedono che il governatore della Campania sia processato
per "aver provocato un danno ambientale con la creazione di discariche composte da balle di rifiuto
secco, falsamente qualificato come Cdr (combustibile da rifiuto) con
deterioramento di risorse naturali". Insieme a Bassolino sono state
rinviate a giudizio altre 27 persone, i vertici delle società legate a
Impregilo, subcommissari e tecnici che operavano nel commissariato
straordinario. Il processo si svolgerà il prossimo 4 maggio. "La decisione
di rinviare a giudizio il presidente Bassolino non sorprende", è il
commento degli avvocati Massimo Krogh e Giuseppe Fusco. "Lo stesso
svolgimento dell'udienza è apparso come un formale passaggio di carte e non
come una sede di giudizio. Basti ricordare il clamoroso infortunio sugli
emolumenti di commissari e subcommissari, quando l'accusa ha fornito cifre
esorbitanti e palesemente errate". In Tribunale Bassolino, concludono i
due difensori, "potrà mostrare finalmente la totale inconsistenza delle
accuse che gli vengono mosse e la sua piena estraneità ai fatti
contestati". Una storia lunga, quella dell'emergenza rifiuti in Campania,
che inizia nel 1997. Il governo Prodi obbliga le regioni a proporre piani per
lo smaltimento dei rifiuti e la loro trasformazione in energia. Le discariche devono chiudere. Si deve avviare la raccolta
differenziata. Una rivoluzione. A governare la Campania è il centrodestra con
Antonio Rastrelli di An. E' allora che parte la gara per la costruzione di
impianti di produzione di combustibile da rifiuto (Cdr) e dei
termovalorizzatori. Sul tavolo ci sono le proposte di grosse realtà
imprenditoriali. Si fa avanti l'Enel, che chiede 100 lire per ogni chilo di
rifiuto trattato. L'azienda ha le carte in regola, gli impianti e la tecnologia
necessaria per affrontare l'intero ciclo. Ma la scelta è basata unicamente
sulla logica del ribasso. Così vince l'Impregilo della famiglia Romiti, che si
offre per un prezzo di 83 lire al chilo. Ma con progetti, dichiara un docente
universitario alla Commissione d'inchiesta, "che presentavano lacune
imbarazzanti". "Ho la sensazione che i piani non siano mai stati analizzati
da un tecnico esperto di rifiuti", fa mettere a verbale Giulio Facchi,
subcommissario durante la gestione Bassolino. "Avevamo cercato la
disponibilità di imprese che avessero già in dotazione impianti di produzione
di energia elettrica o di combustione. Tra i vari parametri cercammo di
privilegiare quelli relativi al prezzo e ai tempi di realizzazione. Impregilo
offriva un tempo complessivo di 24 mesi e il prezzo più basso", racconta
l'ingegner Ettore D'Elia, vicecommissario ai tempi della giunta regionale di centrodestra.
Il 22 aprile del 1999 Impregilo sbaraglia la concorrenza e si aggiudica
l'appalto anche se in via provvisoria. Presidente della Regione è Andrea Losco,
Udeur, un anno dopo, 19 giugno 2001, quando governatore è Antonio Bassolino,
l'aggiudicazione della gara è definitiva. Fibe e Fisia (di Impregilo) si
impegnano a realizzare entro un massimo di 300 giorni sette impianti per la
produzione di Cdr e entro due anni due termovalorizzatori. Come è andata a
finire è noto a tutti gli abitanti della Campania sommersi da tonnellate di
spazzatura. Gli impianti di Cdr sono entrati in funzione tardissimo, costruiti
non a norma hanno prodotto rifiuti che non possono essere bruciati. Dei due
termovalorizzatori solo per quello di Acerra sono iniziati i lavori. Se tutto
andrà bene entrerà in funzione tra un paio di anni. Una parte del territorio
campano è occupato da milioni di ecoballe in attesa di essere smaltite. Un
disastro ambientale e sociale.
( da "Unita, L'" del 01-03-2008)
Argomenti: Monnezza
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l'edizione del Rc deroga Folena e Forgione Cristina Tajani la anti-Ichino
Decise le candidature. Bertinotti: elezioni truccate Ci sarà anche la
Borsellino. Ma non in Sicilia di Simone Collini / Roma OLTRE QUATTRO ORE a
discutere della deroga per Francesco Forgione e soprattutto della candidatura
di Pietro Folena, mentre l'annuncio che Rita Borsellino correrà con la Sinistra
arcobaleno viene dato quasi di sfuggita e poi lasciato cadere. Così come
l'altro: la presenza nelle liste di una giovane ricercatrice dell'Università di
Milano, Cristina Tajani, che lavora nello stesso dipartimento di Pietro Ichino,
ma sostenendo tesi opposte a quelle del giuslavorista candidato dal Partito
democratico. Succede al comitato politico nazionale di Rifondazione comunista
convocato per decidere chi mettere in lista per il voto di aprile. E se Fausto
Bertinotti dice che "siamo di fronte a elezioni truccate" perché
poteri forti e grandi organi di informazione le vogliono ridurre a uno
competizione a due, nello stesso Prc c'è chi guarda con una certa invidia alle
doti comunicative mostrate finora dal Partito democratico. Walter Veltroni da
giorni dosa sapientemente le uscite sulle candidature di docenti universitari,
imprenditori, operai, giovani ricercatori, precari. Rifondazione comunista
aveva essenzialmente due carte da giocare, dopo il rifiuto a candidarsi di Paul
Ginsborg e Luciano Gallino, e lo ha fatto scegliendo una riunione piuttosto
burrascosa, che con un voto a maggioranza ha approvato una lista di 47 nomi Prc
da inserire tra le candidature della Sinistra arcobaleno (ma se i risultati
elettorali saranno in linea con gli attuali sondaggi ne saranno eletti non più
di 35), la deroga in favore del presidente della Commissione antimafia Forgione
("senza deroga avremmo avuto il paradosso di avere nel prossimo Parlamento
Cuffaro e non il suo più tenace avversario", ha detto Franco Giordano) e
la ricandidatura del leader di "Uniti a sinistra" Folena (Ramon
Mantovani si è detto contrario all'utilizzo di "un movimento di tipo
personale per giungere alla candidatura" e Franco Russo ha parlato di
"lavoro di lobbing", ma la sua richiesta di un voto segreto sulla
ricandidatura dell'ex ds è stata bocciata con 68 no, 47 sì ed 8 astenuti). Così
per oltre quattro ore il parlamentino del Prc ha discusso di statuto e deroghe,
di chi non sarà ricandidato perché ha già due mandati alle spalle come Giovanni
Russo Spena, Milziade Caprili, Alfonso Gianni, Patrizia Sentinelli, e di chi
sarà riconfermato come Francesco Caruso, Wladimir Luxuria, Lidia Menapace e
Daniele Farina. È invece finita in secondo piano, nel corso degli interventi,
la candidatura di Rita Borsellino, che parlando a Palermo faceva intanto sapere
che la sua candidatura "è da indipendente e non avverrà nel collegio siciliano".
Per lei potrebbe essere riservato il posto di capolista per il Senato in
Campania, vista la sua intenzione di impostare la campagna elettorale
sul tema della legalità e della lotta alle ecomafie. E non è escluso che un
annuncio in questo senso venga fatto oggi da Bertinotti, quando ad Ottaviano,
al castello mediceo confiscato al boss Raffaele Cutolo, incontrerà i
rappresentanti della Rete delle associazioni anticamorra. E ancora più
nell'ombra è finita, durante la discussione, la candidatura di Cristina Tajani,
che sfiderà Matteo Colaninno (e il suo secondo Veltroni) nella circoscrizione
Lombardia 1. Ricercatrice in Sociologia del lavoro, a 29 anni ha già pubblicato
molti articoli su riviste scientifiche e un libro: "Precariopoli. Parole e
pratiche delle nuove lotte del lavoro". "Sono laureata alla Bocconi
con una tesi in economia politica sul fordismo - racconta - ma sono di sinistra
al 100 per cento. Se studi con Giorgio Lunghini e Michele Salvati puoi
laurearti alla Bocconi ed essere di sinistra".
( da "Manifesto, Il" del 01-03-2008)
Argomenti: Monnezza
Il Governatore della
Campania sarà processato insieme ad altri 27 imputati. L'accusa:
"Irregolarità nella gestione del ciclo dell'immondizia" Francesca
Pilla Napoli Il governatore Antonio Bassolino è nullatenente. Non possiede una
casa, un quadro di Palladino, una statuetta di Koons, un ghirigoro di
Kounellis, Serra o di qualsiasi artista contemporaneo che ha attraversato
Napoli solo grazie alla passione del governatore. A quanto pare non ha nemmeno
una automobile. Chissà forse saranno suoi i vestiti, avrà un pc o una macchina
fotografica, ma niente che si possa sequestrare. Comunque si concluda il
processo per il quale il Presidente è stato rinviato a giudizio ieri, per
truffa, assieme a altri 27 imputati, tra cui i fratelli Romiti, Paolo e Pier
Giorgio, in passato ai vertici dell'Impregilo e sue controllate Fibe-Fisia,
questa inchiesta-munnezza è piena di colpi di scena. L'ultimo è arrivato ieri
dopo l'istanza di 200 pagine consegnata dai legali che rappresentano la Regione
Campania (paradossalmente contro il suo stesso presidente), per chiedere il
sequestro preventivo dei beni degli imputati. Si è scoperto, appunto, che
Bassolino e altri 7 uomini, alcuni quadri dirigenti di una delle imprese più
potenti del paese, non possiedono nulla. Meno dunque di molti operai,
casalinghe, commessi o precari che almeno un'automobile o uno scooter ce
l'hanno. Però a differenza della classe media o medio-bassa spetta a loro
gestire (male e truffando secondo l'accusa) un servizio fondamentale, quello
dello smaltimento urbano, per la salute collettiva. Pino Vitiello e il curatore
speciale Roberto Fiore hanno dunque chiesto di attingere direttamente dagli
stipendi degli imputati. Ieri è stato il giorno del gup Marcello Piscopo che ha
accolto le tesi dei pm Paolo Sirleo e Giuseppe Noviello. Tre anni di indagini
che hanno prodotto oltre 100mila pagine di fascicoli e accuse pesanti,
soprattutto per l'Impregilo che avrebbe frodato la regione e non rispettato
nessuno dei punti del contratto. Oltre ad avere infatti mandato avanti per anni
degli impianti cdr non a norma, ha in molti casi "rifiutato e anche
fortemente ritardato il conferimento dei rifiuti solidi urbani...in modo tale
da indurre il commissario e i sindaci dei comuni ad assicurare l'imballaggio
del rifiuto tal quale e il trasporto dello stesso in Italia e all'estero".
In altre parole l'azienda veniva pagata per raccogliere e smaltire, ma i costi
in emergenza ricadevano nuovamente sui contribuenti. Non solo. L'Impregilo ha
dato in subappalto ad aziende parte del ciclo, sebbene fosse contrario alle
clausole per le quali aveva vinto la gara. Ditte che non possedevano, spesso e
volentieri il certificato antimafia, e che poi si sono scoperte in odore di
camorra. Non aveva la proprietà dei terreni e delle discariche come dichiarato alla
concessione del servizio. E soprattutto, secondo l'accusa, era interesse
primario dell'azienda costruire l'inceneritore di Acerra per bruciare milioni
di ecoballe non a norma e straguadagnare sull'energia prodotta. La
cittadella della munezza di Taverna del re era dunque una miniera d'oro. In
alcuni fascicoli dell'inchiesta si tenta di dimostrare, infatti, come dopo il
passaggio nei 7 impianti di cdr nei "pacchi" finisse di tutto, anche
pneumatici e grossi quantitativi di metalli pesanti e plastica, che aumentano
il potere calorifico dell'impianto acerrano da 9mila tonnellate quotidiane.
Ieri però durante la loro arringa gli avvocati della difesa hanno raccontato
un'altra storia. "La Fibe credeva nel progetto - ha detto l'avvocato
Gianluigi Tizzoni - se si è fallito è stato a causa di due fattori: mancanza
della raccolta differenziata, obbligazione richiesta ai comuni, e la non
realizzazione del termovalorizzatore. Un punto fondamentale per l'intero ciclo
che non è mai partito non per cause imputabili all'azienda, basti pensare che
nel 2004 è dovuta intervenire la forza pubblica per liberare le aree". Ma
per quanto riguarda gli impianti cdr non a norma? Lì ci sono colpe
dell'azienda? "L'accusa - risponde Tizzoni - afferma che il cdr non avesse
la qualità richiesta per essere termovalorizzata per un eccesso di umidità e
perché avrebbe prodotto poco calore. Noi la pensiamo diversamente, siamo i
proprietari delle ecoballe non ci saremmo mai auto danneggiati". Secondo
le indagini però in quei pacchi c'è plastica, metalli pesanti e addirittura
pneumatici. "Si tratta di analisi campione - taglia corto Tizzoni - noi
riteniamo che potevano essere bruciate". Ma proprio nei fascicoli dei pm
si evidenzia come in varie occasioni la società avesse addomesticato le analisi
tramite il laboratorio Fisia di Genova. Anche la difesa di Bassolino ha
affilato i coltelli in attesa del processo, per contestare i reati di truffa,
frode in pubbliche forniture, falso e abuso di ufficio, che sarebbero stati
commessi nel corso del suo mandato di commissario svolto dal 2001 al 2004. Per
gli avvocati del governatore questo sarà un processo politico, non fondato sui
fatti, ma sull'onda del malcontento e dell'esasperazione popolare. Lo stesso
Bassolino mercoledì sera in tv ha puntato il dito contro i veti di
un'opposizione trasversale che è andata dai parroci alla sinistra massimalista,
rei di aver fatto naufragare un buon piano di smaltimento. Ora però accusa e
difesa si danno appuntamento al 14 maggio quando inizierà il processo.
( da "Messaggero, Il" del 01-03-2008)
Argomenti: Monnezza
Nsieme ad altri 27
imputati, per presunte irregolarità nella gestione del ciclo dei rifiuti. Tra i
reati contestatigli la frode, la truffa e l'abuso d'ufficio. L'avvocato:
"È una decisione annunciata". Il Centrodestra insorge: "Ora non
ha più alibi, deve dimettersi". Intanto, a Giugliano, una
donna di 46 anni si è data fuoco per protesta davanti al sito di stoccaggio. Le
fiamme sono state subito spente dalla polizia e la donna è stata ricoverata in
ospedale. Ha detto: "Ho dimostrato di avere coraggio". Il sindaco
Rosa Russo Iervolino: "Episodi del genere non devono accadere mai
più".
( da "Resto del Carlino, Il (Nazionale)" del
02-03-2008)
Pubblicato anche in: (Giorno, Il (Nazionale)) (Nazione,
La (Nazionale))
Argomenti: Monnezza
SCANDALO IMMONDIZIA
BERSAGLIATO DALLE CRITICHE, IL PRESIDENTE DELLA CAMPANIA NON SI DIMETTE Assedio
bipartisan, ma Bassolino resta: "Non
diserto" ? NAPOLI ? DALLA TOSCANA, Veltroni gli spedisce una "mozione
degli affetti" con la richiesta, neppure velata, di un passo indietro per
togliere il Pd dall'imbarazzo. Ma il governatore campano, Antonio Bassolino, la rinvia al mittente e non presenta le
dimissioni che pure parte del suo schieramento gli sollecita. Dopo il rinvio a
giudizio, il primo della sua storia politica, chiesto dalla procura di Napoli
per il ruolo avuto nel disastro dei rifiuti, in qualità di ex commissario
all'emergenza, il centrosinistra in Campania respira aria di disfatta. Tanto
che nel suo tour italiano, Veltroni è costretto a lanciare un appello
"alla coscienza" del governatore. Da Grosseto Veltroni bacchetta i
signor no della sinistra Arcobaleno e dell'opposizione di centrodestra,
contrari da sempre ai termovalorizzatori. "A forza di dire no ? accusa
Veltroni ? si arriva in una situazione paradossale in cui sono colpevoli tutti
o lo è uno solo e si crea un capro espiatorio. Eppure ci sono stati, in cinque
anni, vari commissari di governo, tutti nominati dal centrodestra". Ma
Veltroni sa che non può sfuggire al nodo del problema: la permanenza di Bassolino al vertice della Regione. "Io ho già espresso
la mia stima e la mia amicizia per lui, e penso che di fronte a vicende così
amare per lui l'unica cosa sia affidarsi alla sua coscienza: sono sicuro che
farà la scelta giusta". Passano poche ore e arriva la risposta del
governatore campano: resto al mio posto. "Non diserto proprio in questo
momento, sento il dovere di andare avanti per dare un contributo, al fianco del
commissario De Gennaro, per uscire dall'emergenza rifiuti e per combattere a
testa alta perché emerga la verità politica e giudiziaria". E ancora:
"Ho la coscienza a posto e le mani pulite. Sono arrabbiato per diverse
ragioni. la prima è che la moralità è sempre stata la stella polare della mia
vita e principale riferimento della mia azione. Sentirmi accusato di aver
favorito una truffa ai danni dello Stato mi ferisce". Parole pronunciate
mentre intorno infuria la bufera e solo il sindaco di Napoli, Rosa Russo Iervolino, spende qualche parola di conforto:
"Sono convinta che sia una persona onesta, ha dato tutta la sua energia
per Napoli e la Campania. Spero che possa dimostrare la sua innocenza". Ma
è l'unica perché già Fausto Bertinotti, leader di Sinistra Arcobaleno, è più
compassato: "Spero ? dice ? che Bassolino
possa fare valere la sua estraneità. Questo riguarda una vecchia conoscenza ed
una vecchia amicizia, però è giusto che la giustizia faccia il proprio
corso". Altri come Antonio Di Pietro, sono più espliciti: "Penso che
ci sia necessità di un atto di coraggio e di umiltà". Ovvero le
dimissioni, così come chiedono Marco Follini e Cesare Salvi Nel centrodestra i
toni sono molto più tranchant. "In Campania si è chiuso un ciclo: Bassolino deve rassegnare le dimissioni da governatore"
dice il leader di An Gianfranco Fini. Incalza Roberto Calderoli della Lega:
"Bassolino non deve dimettersi ora, lo doveva
fare da tempo. E le sue dimissioni non devono essere riferite al suo rinvio a
giudizio, ma allo scempio fatto sulla Campania e sui cittadini campani",
Nicola Cosentino di Forza Italia: "Non ha più scusanti. Le sue dimissioni
rappresentano l'unico atto a cui è tenuto a dare una risposta". Nino
Femiani - -->.
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
02-03-2008)
Argomenti: Monnezza
Primo Piano Pagina
105 il caso campania Bassolino non se ne va, imbarazzo
nel Pd Il caso campania --> ROMA La destra e Antonio Di Pietro reclamano
subito le dimissioni di Antonio Bassolino da
governatore della Campania. La sua sinistra non è che lo difenda granchè,
mentre Veltroni appare in imbarazzo ("deciderà la sua coscienza") e
sottolinea che "si è comunque concluso un ciclo". Ma Bassolino non molla. Sostiene di avere "la coscienza a
posto e le mani pulite", per cui non ha nessuna intenzione di lasciare
Palazzo Santa Lucia, sebbene sia stato rinviato a giudizio per l'emergenza
rifiuti. Il caso Bassolino, con la sua ultima
evoluzione giudiziaria, rischia di essere in Campania ben più di una patata
bollente per il centrosinistra e per il Pd in particolare, su cui la destra
scarica la responsabilità dell'emergenza rifiuti. "Credo che Bassolino debba rassegnare le dimissioni da
governatore", spara Gianfranco Fini, secondo cui "la situazione è
insostenibile, non solo per il rinvio a giudizio del governatore ma anche per
tutta una serie di indagati e di arrestati". Fini mette il dito nella
piaga quando ammette di comprendere "l'imbarazzo di Veltroni, perchè si dà il caso che Bassolino faccia parte del Pd: sarà difficile spiegare in Campania che il
Pd rappresenta la novità con i volti di Bassolino e della Iervolino". In sintonia con Fini c'è il leghista
Calderoli, secondo cui "Bassolino doveva dimettersi già da tempo" e, da sinistra, Antonio Di
Pietro. L'ex Pm bolla come "superata" l'esperienza del
governatore che fa "perdere voti" e quindi si deve dimettere. Secondo
Alessandra Mussolini sarebbe una "scelta di dignità". Veltroni dice
no a "un capro espiatorio su cui abbattere la mannaia" per la vicenda
dei rifiuti in Campania; dopo aver espresso "stima e amicizia" per Bassolino, dice di "affidarsi alla sua coscienza
civile" per quanto riguarda le dimissioni: la scelta che farà sarà quella
giusta. E Bassolino? Lui a dimettersi non ci pensa
proprio. "Sento il dovere di andare avanti per dare un contributo, al
fianco del commissario De Gennaro, per uscire dall'emergenza rifiuti e per
combattere a testa alta perchè emerga la verità, quella politica e quella giudiziaria.
Perchè io non ho fatto nulla di male", sostiene difendendo la moralità che
"è sempre stata la mia stella polare".
( da "Unita, L'" del 02-03-2008)
Argomenti: Monnezza
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l'edizione del Bassolino: "Resto, ho le mani
pulite" Rifiuti, dopo il rinvio a giudizio pressing per le dimissioni.
Veltroni: farà la cosa giusta. Lui: non scappo di Eduardo Di Blasi / Roma LA
SCELTA. In molti l'avevano interpretata come un invito a passare la mano, la
frase pronunciata ieri mattina dal segretario del Pd Walter Veltroni. "Ad
Antonio Bassolino - aveva detto da Grosseto, tappa del
suo tour elettorale, il candidato premier - va la mia stima e amicizia. Ma, di
fronte a cose così dolorose, l'unica risposta è affidata alla coscienza
personale di ciascuno ed io sono sicuro che Bassolino
farà la scelta più giusta". I due, come si conviene, si erano sentiti in
mattinata per discutere della delicata questione. L'editoriale del direttore di
Repubblica che chiedeva "anche al di là delle sue colpe specifiche",
le dimissioni del presidente della Regione Campania, rinviato a giudizio con
altri 27 per la nota vicenda del ciclo dei rifiuti campani, di certo non aveva
contribuito a tenere bassa la tensione all'interno del Pd, dove, dopo il
silenzio del giorno prima, si è dovuto prendere atto anche delle esternazioni
dell'alleato Di Pietro. Che, come da mesi a questa parte, ha continuato a
chiederne le dimissioni. La scelta più giusta, Antonio Bassolino,
presidente della Regione Campania, già Commissario ai Rifiuti tra il 2001 e il
2004, ritiene di averla fatta. Resta al suo posto. E nel motivare questa
scelta, che certo non gli porterà consensi, amareggiato si difende: "Sento
il dovere di andare avanti per dare un contributo, al fianco del commissario De
Gennaro, per uscire dall'emergenza rifiuti e per combattere a testa alta perchè
emerga la verità, quella politica e quella giudiziaria. Perché io non ho fatto
nulla di male. Non è il momento di disertare". Sul piano della propria
moralità (è accusato, tra le altre cose, di concorso in truffa aggravata)
rivendica un percorso politico di nettezza ("Ho la coscienza a posto e le
mani pulite") e attacca: "Sono accuse infondate e ingiuste. Quale
interesse avrei avuto? Quale vantaggio? Certamente invece ho ricevuto danni
politici e di immagine anche forti. Di qui l'amarezza e il dolore". Ma è
sul piano strettamente politico che il governatore reagisce con maggiore forza:
"Non faccio il capro espiatorio. Farmi da parte sarebbe la soluzione più
semplice ma io non fuggo dalle responsabilità e mi muovo con serietà. Sento
dentro di me che posso continuare a camminare a testa alta. Dobbiamo uscire
dall'emergenza, ricostruire il filo con i cittadini". Domanda dove
"siano tutti quelli che ci sono stati in questi anni e soprattutto i
signori del partito del "no". Sono comodi? E magari qualcuno è anche
protetto dall'immunità parlamentare. Io sto qui ad assumermi le mie
responsabilità. Molti di loro sono scappati". È un fiume in piena Bassolino: "Non è in discussione se io pensi di non
avere alcuna forma di responsabilità. È esattamente il contrario: il paradosso
è che io sono l'unico che si prende la sua parte di responsabilità mentre sono
tanti quelli che sono scappati". Fausto Bertinotti, candidato premier
della Sinistra Arcobaleno, che ieri ha iniziato ad Ottaviano (Na) il proprio
tour elettorale si è augurato che la giustizia faccia il suo corso, ma sul
piano politico non si è sbilanciato. "Sarà il partito di Napoli a prendere
le decisioni e, quelle che prenderà avranno del nostro sostegno". Mentre
la destra continua a martellare, Bassolino incassa l'incoraggiamento di Rosa Iervolino e di Anna
Finocchiaro. Per il Pd il ciclone potrebbe anche essere passato relegando ad
una "scelta personale" il mantenimento di Bassolino alla Regione. Ma la situazione politica si annuncia complessa
nella stessa assise regionale, dove è giunto ad uno snodo importante il
rapporto tra quelle che per anni sono state le figure di riferimento:
Ciriaco De Mita, Clemente Mastella e Antonio Bassolino.
( da "Repubblica, La" del 02-03-2008)
Argomenti: Monnezza
Pagina V - Napoli
L'INIZIATIVA Il candidato premier della Sinistra arcobaleno a Ottaviano con
giovani e operai Campagna anticlan di Bertinotti nel castello che fu di Cutolo
"Al voto anche in Regione perché torni la speranza" L'AUTONOMIA Le
decisioni del partito a Napoli hanno pieno sostegno da parte mia ANGELO
CAROTENUTO DAL NOSTRO INVIATO OTTAVIANO - Gli operai della Fiat, gli
imprenditori schierati contro il racket, i giovani della rete anticamorra. è a
loro che parla Fausto Bertinotti, al castello mediceo di Ottaviano, e se ha
scelto d'essere qui per aprire ufficialmente la campagna elettorale in
Campania, non è per un omaggio ai secoli di storia. Questo è il luogo che
Raffaele Cutolo aveva comprato negli anni Settanta per le sue
"cerimonie". La criminalità. "Una delle emergenze del Sud, il
luogo in cui la sinistra ha dato corpo all'idea che alle ingiustizie bisogna
ribellarsi", dice il candidato premier della Sinistra arcobaleno. Le altre
emergenze sono la sanità e i rifiuti, quelli che lui stesso vede lungo la
strada dai finestrini scuri dell'auto. "Un ciclo politico si è
chiuso", dice, nel giorno in cui incalza il pressing su Bassolino.
"Il nostro totale rispetto per l'azione della magistratura resta uguale,
sia se riguarda persone a cui siamo vicine sia per nostri avversari. Spero che Bassolino possa fare valere la sua estraneità: per una
vecchia conoscenza e una vecchia amicizia". E però si dimetta, ecco la
posizione implicita di Bertinotti nel momento in cui chiarisce che "la
decisione politica deve prenderla il partito a Napoli. Qualunque sia, avrà
comunque il nostro sostegno". Per Sodano, che gli sta sotto braccio
durante tutta la visita al castello, per De Cristofaro, Migliore e Di Martino,
in Regione si deve votare il più presto possibile. Si deve votare, aggiunge
Bertinotti, perché "a Napoli ritorni la speranza: se fossi a Palermo direi
la primavera, qui si può dire rinascimento, una stagione che ha nomi e cognomi
precisi, tra cui quello di Antonio Bassolino".
Pullover celeste, sorriso fisso, baci e abbracci per tutti. Ci sono Tecce,
Scotto, Porta, Pellegrino, Parisi, Gabriele, Borrelli, Di Palma, quest'ultimo
chiuso in un imbarazzato silenzio sul conto di Bassolino,
e stavolta assente dalla coda di dichiarazioni di solidarietà. Si nota
l'assenza di Nicola Oddati. Il sindaco di Ottaviano, Mario
Iervolino, ricorda di quando regalò una cravatta portafortuna a Forgione: per
entrare in Parlamento. "Ne dia una anche a me, così divento presidente del
Consiglio", e scatta l'applauso della sala, 300 persone dentro
quest'auditorium che era la stalla del clan, ingresso sbarrato perché non entra
più un grissino, due maxischermi nei giardini del castello, pieni pure
quelli. Il castello fu confiscato al boss negli anni Novanta, ora è sede del
Parco nazionale del Vesuvio. Un ragazzo disabile chiede a Bertinotti: "Ma
io perché dovrei votarti?". E poi una giovane trans. Un universitario. Uno
dei dipendenti di Pomigliano. Bertinotti replica ricordando i valori della
sinistra, e dà la stoccata a Veltroni. "Se è vero che al quotidiano
spagnolo El Pais si è dichiarato riformista non di sinistra, allora è reo
confesso. Costringerà molti a votare per noi". L'obiettivo minimo è far
scattare tre parlamentari a Campania 1, due a Campania 2 e due al Senato; il
sogno è portarsi sul 4-3-3 recuperando consensi al Pd, "il partito delle
classi dirigenti, dove pensano di candidare Calearo, presidente di
Federmeccanica dopo la battaglia che i lavoratori hanno sostenuto per
conquistare non dico un buon contratto, ma un contratto messo in discussione. è
questo il modello di sviluppo che porta a pensare che il Sud vada trattato come
pattumiera d'Italia". I rifiuti, rieccoli.
( da "Repubblica, La" del 02-03-2008)
Argomenti: Monnezza
Pagina IV - Napoli
Effetto processo sulle liste Pd a rischio Armato e De Luca Ma è quasi certa la
conferma della Carloni verso le elezioni Il nodo campano verrà sciolto solo
domani all'alba ROBERTO FUCCILLO RESISTE la giunta regionale, ma perdono quota
gli amministratori in chiave elettorale. Il volto definitivo delle candidature
del Pd si vedrà solo domani all'alba, la Campania sarà l'ultima regione a
venire esaminata. Ma, in attesa che si sciolga il braccio di ferro sulle quote
di ciascuna componente, residuo della spaccatura che si ebbe alle primarie, la
voce dominante a Roma vedeva le forbici orientate verso chi a vario titolo è o
è stato coinvolto in quel ciclo politico che tutti ormai danno per concluso. Un
criterio che potrebbe colpire anche Teresa Armato: l'ex assessore alla Ricerca
sta tentando in tutti i modi di farsi riconoscere il passato di coordinatore
del comitato Veltroni più che quello di assessore regionale. Rischia Enzo De
Luca: l'assessore ai Lavori pubblici, vicino a Nicola Mancino, deve semmai
giocarsi la sua carta di baluardo anti De Mita in Irpinia. E rischia Tino
Santangelo: proposto dalla Iervolino, ieri però non ha
esitato a approvare la decisione di resistere di Bassolino. Sono invece in risalita le quotazioni di Annamaria Carloni, consorte
di Bassolino. Giocano a suo
favore la scarsa anzianità di servizio (è stata eletta due anni fa per la prima
volta), ovviamente l'esser donna, l'essere designata dall'area Bindi,
infine i larghi vuoti da colmare nella lista del Senato. Tutti gli altri
attendono. Compreso ad esempio Umberto Ranieri, che aspetta di vedere come
finirà la partita delle deroghe alle troppe legislature. Se gli andasse male,
l'area Letta potrebbe puntare su Eugenio Mazzarella oppure su Anna Rea,
segretario regionale Uil, che domani sarà padrona di casa per un convegno
all'insegna del "voltiamo pagina", con la partecipazione del suo
leader nazionale Luigi Angeletti, della presidente di Confindustria Campania
Cristiana Coppola e del ministro Luigi Nicolais, probabile capolista del Pd al
Senato. Intanto ieri ha aderito al partito Carmine Attanasio, animatore della
associazione Verdecologista. A proposito di ambientalisti, è ufficiale che il
leader dei Verdi, Alfonso Pecoraro Scanio, si candiderà in Puglia con la
Sinistra arcobaleno. Tornando invece nei pressi del Pd, l'Italia dei valori di
Di Pietro punterà a far rieleggere Nello Formisano e Americo Porfidia nelle due
circoscrizioni alla Camera, mentre al Senato, dove la soglia del 3 per cento è
meno sicura, potrebbe esserci Nello Di Nardo. A destra il Popolo delle libertà
schiererà Berlusconi e Fini davanti a tutti. In Campania 1 dovrebbero seguirli
Mara Carfagna e Alessandra Mussolini, poi gli altri uscenti e i probabili
innesti: i prefetti Raffaele Lauro e Maria Elena Stasi, Clorinda Boccia
Burattino, Maurizio Iapicca, Stefano Caldoro, Giuseppe Scalera, Fabio Chiosi.
Verso l'esclusione invece Paolo Cirino Pomicino e Giulio Di Donato. Rischiano
poi, per la questione dei precedenti penali, Antonio Girfatti e Alfredo Vito,
mentre pare in una botte di ferro Sergio De Gregorio, che però potrebbe passare
dal Senato alla Camera. In Campania 2, oltre agli uscenti da confermare, si
affacciano Gennaro Malgieri, Carlo Sarro, la sannita Nunzia De Girolamo e
l'irpina Elisabetta Carpenito, Giuseppe Gargani, l'ex demitiano Ernesto Sica e
l'ex assessore regionale Antonio Lubritto, il commissario salernitano di Forza
Italia Mario Pepe. Al Senato Sandro Bondi sostituirà Pisanu come capolista,
poi, oltre gli uscenti, arriveranno Luigi Bobbio e Massimo Nicolucci,
responsabile dei circoli di Michela Vittoria Brambilla. Scalpitano anche quelli
di Marcello Dell'Utri: in predicato Nicola Formichella o Annarita Patriarca,
figlia dell'ex senatore Francesco, che però è radicata sullo stesso territorio
elettorale dell'uscente Gioacchino Alfano. Di fianco al Pdl ci sarà anche la
lista di Mpa, il movimento del siciliano Raffaele Lombardo: l'obiettivo è far
eleggere a Napoli l'ex ministro Enzo Scotti, mentre al Senato potrebbe
approdare Paolo Del Mese nel caso andassero in porto le trattative con gli ex
mastelliani. Infine la Destra di Storace potrebbe proporre, dietro Daniela
Santanchè e Antonio Pezzella, il volto della "Domenica Sportiva"
Paola Ferrari.
( da "Repubblica, La" del 02-03-2008)
Argomenti: Monnezza
Pagina III - Napoli
LA CHIESA L'arcivescovo interviene alla riunione delle associazioni dei laici
cattolici di Napoli L'invito del cardinale Sepe "Chiarezza, per il bene dei cittadini" Replica alla Iervolino: compio il
mio mestiere fino in fondo "Dobbiamo uscire dai nostri ambiti chiusi non è
tempo di piangerci addosso" Un lungo applauso quando dice: "Compierò
la mia missione senza paura" PATRIZIA CAPUA "Che posso dire? Speriamo
che tutto si chiarisca per il bene comune dei cittadini". Sceglie
una formula neutra il cardinale Crescenzio Sepe per commentare le vicende
giudiziarie del governatore Antonio Bassolino nello
scandalo dei rifiuti. Dichiarazione a margine di una giornata particolare in
cui Sepe, nel seminario di Sant'Ignazio a Cappella Cangiani, ha dato vita a
quella che ha voluto definire la "Costituente" delle associazioni dei
laici cattolici di Napoli. Il raduno, promosso da Mario Di Costanzo, alla guida
della Consulta diocesana delle aggregazioni laicali, da un'idea nata prima
dello scorso Natale durante un incontro di riflessione, ha richiamato una
settantina di gruppi che operano in diversi settori della società. Il dibattito
è stato fortemente influenzato, sarebbe stato strano il contrario, dalle
vicende che Napoli sta vivendo in questi mesi, a cominciare dalla crisi della
spazzatura. Fallimenti più che risultati. Alla platea sono state presentate sei
proposte, con analisi e relativo giudizio durissimo sulla gestione della cosa
pubblica e sulla classe politica che ha operato. Ipotesi di intervento
"per rendere un servizio competente nelle strutture come famiglia,
istituzioni, partiti, sindacati, per la realizzazione del bene comune". In
campo, ciascuno con una sintesi del lavoro di gruppo, sono scesi i
rappresentanti del Centro italiano femminile, Azione cattolica, Comunità di
Sant'Egidio, l'Ordine di Malta, la Famiglia Camilliana laica. "Cittadini
attivi che vogliono assumersi come cristiani, la responsabilità di migliorare
il contesto", ha detto il cardinale. "Non vogliamo piangere su noi
stessi, è finito il tempo, ora bisogna che noi cristiani assumiamo le nostre
responsabilità e ci proiettiamo verso il futuro. Che usciamo dai nostri ambiti
chiusi e cerchiamo di essere quel seme che fa fermentare questa società. Noi
siamo nel mondo per essere l'anima del mondo". Sepe ha rivolto alle
associazioni un sentito riconoscimento per il lavoro svolto assieme all'esortazione
ad essere concreti. Per quanto riguarda il proprio ruolo, il cardinale non ha
rinunciato a puntualizzare. "è inutile che mi vengano a dire che il
cardinale esce dai suoi confini" ha ribadito in polemica con il sindaco
Rosa Russo Iervolino, che reagì alle critiche ("il cardinale faccia il
cardinale"). Io compio il mio mestiere di vescovo nei confronti dell'uomo,
anima e corpo" e la sala si è lanciata in un lungo applauso, "e
compierò questa missione fino alla fine e senza nessuna paura". Sei proposte
sui temi "Formazione ed educazione" (Angela Giustino),
"Giovani" (Giuseppe Irace), "Lavoro" (Eleonora Cavallaro),
"Giustizia" (Matilde Azzollini), "Ambiente" (Giovanni
Battista De Medici), "Salute e sanità" (Anna Zedda). Frutto di
analisi della realtà, e della ricerca delle cause che hanno determinato ferite
nel tessuto sociale che sembrano insanabili. Il percorso avviato, si è detto
nei numerosi interventi, prevede che ciascuno offra il proprio contributo per
la soluzione dei problemi, la missione del laicato cattolico si allarga così
alla realtà sociale, politica, ambientale, con funzioni di stimolo e di
collaborazione. I laboratori presentati ieri si tramuteranno in
"osservatori stabili", è stato lo stesso cardinale ad annunciarlo,
per offrire risorse e idee. Con cadenza semestrale si terranno nuovi incontri
per verificare l'operatività e la sinergia tra i diversi soggetti in campo.
"Siamo dei missionari chiamati da Dio a rispettare il suo disegno e
metterlo in pratica", ha esortato il cardinale. Una "nuova
primavera" del laicato cattolico, "questo primo marzo sarà ricordato
nella storia della Chiesa napoletana come l'inizio di una nuova stagione",
ha affermato Sepe, "questa giornata fa parte di un piano pastorale che
stiamo approntando. Nessuna parola detta sarà persa". Mario Di Costanzo,
ex assessore al Patrimonio del Comune di Napoli, che vede nell'evasione
scolastica uno dei mali più gravi, ha spiegato nella sua relazione: "La
città è stata lo sfondo per la nostra riflessione. E anche la dimensione
politica. L'idea di una politica che interagisce con le persone, ne coglie le
domande e le traduce in proposte e progetti. Che agli interessi di parte
antepone i bisogni collettivi. Che dà esempio di assoluto rigore amministrativo
e rifiuta soluzioni compromissorie. La politica come vita delle persone, capace
di dare risposte forti e significative ai bisogni, tante volte inespressi. è
importante che il vescovo sappia che su di noi la Chiesa di Napoli può
contare". Angela Giustino, del Centro italiano femminile, ha fatto
rilevare che si produce cultura e anche di notevole livello solo a vantaggio di
una élite mentre anche grazie all'indifferenza degli intellettuali, ampie fasce
della società napoletana ne restano puntualmente escluse. Sulla vicenda spazzatura,
De Medici ha denunciato che la Regione Campania non ha ancora istituito siti di
stoccaggio di rifiuti tossici e nocivi. Vito Amendolara (Coldiretti) ha
ricordato che le campagne del napoletano sono ormai lo sversatoio della città e
che non è stato ancora approntato un piano di bonifica per proteggere le
produzioni agricole. La rinascita della città passa per la questione lavoro.
Cavallaro ha toccato i punti nodali: arginare la dispersione scolastica,
agevolare la burocrazia (vedi il caso Rinascente che sta abbandonando Napoli),
attivare gli incentivi (il credito d'imposta) per l'occupazione e gli
investimenti, potenziare la rete dei servizi (asili nido e assistenza
domiciliare per gli anziani), sviluppo turistico, considerato fonte preziosa di
lavoro. Da qui l'idea di avviare un censimento dei beni, anche della Chiesa,
che potrebbero essere restaurati e messi a disposizione di cooperative di
giovani per creare piccole imprese.
( da "Liberazione" del 02-03-2008)
Argomenti: Monnezza
In Campania il
candidato premier della Sinistra Arcobaleno dà il via alla campagna elettorale
nel castello di Ottaviano, ex quartier generale della Camorra di Cutolo
Bertinotti: "Finita l'era del governo è ora di riorganizzare la
lotta" Angela Mauro Ottaviano (Napoli) nostra inviata Al castello di
Ottaviano l'impianto di aria condizionata è naturale. Piccoli fori nel pavimento
di pietra lavica sono il passaggio per invisibili geyser di aria fredda. Sotto,
il vuoto, che se diventa pieno è ricchezza. Cisterna, acqua, potere. E' il
trittico che segna la storia del palazzo mediceo, 365 stanze alle falde del
Vesuvio. Ma fermarsi all'acqua è come dire che il problema di Palermo è il
traffico (Begnini docet). Ottaviano, provincia di Napoli, castello e potere. E
il potere da queste parti ha significato camorra, in passato, in parte anche
nel presente. Negli anni '80 qui il problema non era il signorotto padrone
dell'acqua, ma la criminalità già ricca che comprò il luogo simbolo del potere
e ne fece il suo quartier generale per il traffico di droga, le estorsioni, gli
omicidi. Un nome: Raffaele Cutolo, che amministrava da quelle stanze alle falde
del Vesuvio. 'O professore', cui il castello è stato confiscato all'inizio
degli anni '90. Ora sede dell'Ente Parco del Vesuvio. "Questo non è il
castello di Cutolo. E' il castello mediceo". Il
sindaco Mario Iervolino del Pd tenta di scacciare l'onta del passato. La sala è
stracolma e incontinente, i geyser hanno un senso anche se è inverno, il
tentativo di Iervolino riesce se oggi il castello di Ottaviano può ospitare la
prima della tappa della campagna elettorale di Fausto Bertinotti in Campania.
"Io lotto, mi ribello, mi sono votato al suicidio sociale". Anche nei
tempi bui, Ottaviano l'ha conosciuta la rivolta. I versi sono di Mimmo
Beneventano, medico e poeta, consigliere comunale del Pci, ucciso dalla Camorra
il 9 novembre dell'80. Sullo sfondo il simbolo unitario della Sinistra
Arcobaleno, in sala il suo "Urlo" viene recitato. "Grido per
coloro che non hanno più voce". Ed è il "la" per il dibattito
con i ragazzi delle associazioni anticamorra e con i rappresentanti di vari
mondi che chiedono diritti: operai, gay, trans, disabili. Bertinotti declina la
parola "sinistra". "Ribellarsi contro le ingiustizie, come
Beneventano: non per fare l'eroe o cercare medaglie, ma per vivere e dare senso
primordiale alla libertà". Un "io non ci sto" che per diventare
"ribellione di molti" ha bisogno della "sinistra politica".
La campagna elettorale è difficile, il candidato premier non si stanca di
ripeterlo, e qui in Campania poi il fatturato criminale è ancora il 40 per
cento del pil regionale. C'è un governatore, Antonio Bassolino,
rinviato a giudizio per lo scandalo dei rifiuti. "Rispetto il lavoro della
magistratura, mi auguro possa dimostrare di essere estraneo ai fatti", si
limita a dire Bertinotti. Quanto alle scelte che farà il Prc, attualmente in
maggioranza in regione, "sta all'autonomia della dirigenza locale
deciderle". Il punto non è stare al governo o all'opposizione. Non è in
questo senso che va manifestata la "diversità". Il punto è stare
"nella comunità, nella fabbrica, nella società prima ancora di stare in
Parlamento o in un consiglio comunale". E' la sfida attuale. Il brutto
della lotta "non è vincere o perdere, ma quando sei al governo e non sai
come dare voce ai bisogni perché al governo ci stai con gente che non la pensa come
te". Ora, "finita la zona grigia del governo, va riorganizzata la
lotta, va individuato l'obiettivo, va ricostruita la comunità". La
speranza? E' "in noi, non fuori: è dura, ma siamo fratelli di tanta gente
che lotta in condizioni più drammatiche. Pensate se fossimo a Gaza e un raid
israeliano avesse ucciso donne e bambini". Bertinotti frena la foga:
"Se poi qualcuno è tentato di rispondere alla violenza con il terrorismo,
gli va spiegato che la marcia è lunga e che a chi vuole cambiare il mondo tocca
la parte più difficile". Come Beneventano e gli altri che hanno fatto la
stessa fine. Michele della militante Radio Onda Pazza è duro: "Da tempo
non operiamo più con alcun partito perché qui tutti i partiti prendono i voti
nei fortini della camorra. Senza garanzie di assenza di collusioni, non faremo
la campagna elettorale per nessuno". Pur nella forte esigenza di lotta,
testimoniata dall'affollamento della sala, emerge la delusione.
"Onorevole, vorrei capire che cos'è questa sinistra?", chiede disperato
Gianluigi, disabile alle prese da anni con la ricerca di lavoro: invano.
Tommaso Pirozzi della Fiat di Pomigliano è "sfiduciato", non ha più
la tessera del Prc, con le lacrime agli occhi richiama il sacrificio di
Beneventano per ricordare che "non si muore solo quando il cuore non batte
più, ma anche quando ti limitano la lotta: qui la mafia ha il potere di
"espellere" i lavoratori dalle fabbriche". Bertinotti parte
dalla questione salariale, "di prima grandezza, contro un padronato della
borghesia che dura da più di 25 anni", da quando i salari in Italia erano
tra i più alti d'Europa, ora sono i più bassi. C'è stata la sconfitta del 900,
del movimento operaio, una "rivoluzione chiamata globalizzazione",
un'onda che ha anche spazzato via diritti, creato povertà, messo in crisi la
politica. "Noi come Prc - dice Bertinotti - non abbiamo mai fatto parte
della classe politica, abbiamo provato ma non siamo riusciti a rompere
quell'onda. Ora siamo tutti coinvolti". Ecco perché la comunità che va
ricostruita, la lotta da riorganizzare, l'onda da spezzare richiedono altre
forme della politica: "Mettiamoci insieme a sinistra senza l'illusione che
ci sia una stanza dei bottoni e che basta arrivarci per cambiare tutto.
Iniziamo noi nella comunità, iniziamo anche con il voto". La sala applaude,
ma non è finita. Già, il voto. "Temo il voto utile", ammette
Bertinotti, intendendo la croce che molti possono essere tentati di segnare sul
Pd per bloccare Berlusconi. Tuttavia, basta chiedersi se "c'è una causa ai
nostri guai. Sì. E' questo modello economico-sociale che il Pd vuole solo
mitigare: come togliere l'acqua dal mare con un secchiello. Va
rovesciato". E se a El Pais è Veltroni stesso ad ammettere di essere
"riformista, ma non di sinistra", beh: il gioco è fatto. "E' reo
confesso. Ora chi è di sinistra non ha più scuse per votare Pd?".
"Non s' lassa a terra p' na mala annata". Il detto contadino, citato
da Luigi dell'associazione anticamorra "Scetammece" (Svegliamoci!)
incita ad andare avanti. E' possibile il "compromesso per arrivare alla
liberazione totale", mette in guardia Bertinotti. Unioni civili o
matrimonio? "Vorrei che ognuno fosse libero di optare tra le due cose, ma
avere subito le prime aiuta a rompere il meccanismo di oppressione". Ciò
che conta è che "per la prima volta i diritti civili stanno nel dna di una
forza politica: la sinistra". Fuori è buio, l'aria del Vesuvio è pungente,
dentro i geyser prendono il sopravvento anche sulle onte del passato. Forse.
02/03/2008.
( da "Liberazione" del 02-03-2008)
Argomenti: Monnezza
Il documento firmato
da Prc, Pdci, Sd e Verdi Bassolino: "Vado
avanti" Giordano: "Subito al voto" Antonella Palermo Napoli
"Abbiamo piena fiducia nella magistratura e ci auguriamo che il presidente
della Regione Antonio Bassolino possa dimostrare la
sua totale estraneità ai fatti contestategli. Ma è evidente che in Campania si
è chiuso un ciclo politico. Ora, come Rifondazione Comunista aveva già chiesto
per primo, è necessario arrivare al voto il prima possibile". Franco
Giordano non ci gira intorno. La posizione espressa ieri dal segretario
nazionale di Rifondazione Comunista rafforza e conferma una riflessione già
abbondantemente avviata nel Prc campano a cui lo stesso Fausto Bertinotti ha
riconosciuto piena autonomia decisionale. Che il ciclo politico fosse concluso
era già un dato, ribadito dallo stesso Giordano nel corso di un comitato
politico regionale svoltosi a Napoli poche settimane fa. Nella sera del rinvio
a giudizio di Bassolino un documento congiunto delle
segreterie regionali di Rifondazione, Sinistra Democratica, Pdci e Verdi
ribadiva chiaramente la necessità di andare alle urne. "E' evidente che
politica e magistratura sono due cose distinte - ribadisce il segretario
regionale Prc Peppe De Cristofaro - ma ribadiamo con fermezza che consideriamo
chiuso questo ciclo politico e che occorre andare alle urne nel più breve tempo
possibile". Tommaso Sodano, presidente della commissione Ambiente al
Senato e tra i primi ad aver presentato esposti alla magistratura sulle
questioni ambientali campane, oggi è ancora più convinto di un pensiero che
coltiva da tempo: "Vediamo cosa succede, ad ogni modo io ritengo che una
volta conclusa questa fase di emergenza, ovvero subito dopo la scadenza del
mandato di De Gennaro, si abbia uno scatto di reni e si parli di tornare subito
alle urne. Se così non fosse - dice -, noi di Rifondazione dobbiamo avere il
coraggio di tirare la spina". Cesare Salvi parla di un "sistema di
potere denunciato già all'interno dei Ds" e chiede che si dimettano i
consigli regionali campano e calabrese. "Ribadiamo la richiesta di
scioglimento dei due Consigli regionali: questo è il vero tema, molto più del destino politico di Antonio Bassolino". Attorno al governatore,
rinviato a giudizio per una serie di presunte irregolarità nella gestione dei
rifiuti, si è stretto il Pd campano, in primis la sindaca Rosa Russo Iervolino
("Sono convinta che Bassolino sia una persona onesta, so che ha dato tutta la sua energia per
lavorare per Napoli e la Campania; ne sono sicura. Spero che possa
dimostrare la sua innocenza"). Ma cresce col passare delle ore anche il
pressing perché si dimetta. Dalle aule giudiziarie al processo politico il
passo è breve, e Bassolino si ritrova più accusatori
che difensori. In mattinata un incontro informale di giunta già convocato e non
annullato viene letto come implicita conferma di quanto più tardi ribadirà
apertamente lo stesso governatore: "Ho la coscienza a posto e le mani
pulite non ho fatto nulla di male. Ho cercato di dare una mano alla soluzione
del problema rifiuti. Sento il dovere di andare avanti per uscire dall'emergenza
rifiuti e per combattere a testa alta perché emerga la verità, quella politica
e quella giudiziaria. Perché io non ho fatto niente di male". In mattinata
Walter Veltroni, pur invitando a non cercare capri espiatori e pur ricordando
che "le responsabilità non sono mai di una sola persona", in un
comizio a Grosseto aveva detto: "La notizia del rinvio a giudizio di Bassolino mi ha dato grande dolore. Ho grande amicizia e
grande stima per lui e penso che abbia fatto per la Campania cose di
grandissima importanza. Di fronte a cose anche dolorose, come quelle successe
in questi giorni, l'unica cosa è affidarsi alla coscienza personale, alla
propria coscienza civile. E sono sicuro che Bassolino
farà la scelta più giusta". Il centrodestra è in brodo di giuggiole.
"Comprendo l'imbarazzo di Veltroni: si dà il caso che Bassolino
sia un esponente del Pd. Sarà difficile spiegare in Campania che il Pd è la
novità, con i volti di Bassolino e di Iervolino",
ironizza Gianfranco Fini. Non è da meno il coordinatore campano di Forza Italia
Nicola Cosentino. 02/03/2008.
( da "Tempo, Il" del 02-03-2008)
Argomenti: Monnezza
Stampa Fini a Roma:
"Daremo certezza della pena e processi corti" "Ripristiniamo la
sicurezza Gli indecisi ci premieranno" Giulia Martelli Parola d'ordine:
sicurezza. Perché gli italiani la pretendono e il Pdl è pronto a garantirla. Ieri
pomeriggio a piazza San Lorenzo in Lucina, in tanti sono accorsi per il
"Gazebo-Day", gli stand organizzati dal Pdl per permettere ai
cittadini di prendere visione del programma, esprimere il proprio parere sullo
stesso e suggerire le priorità. I romani non hanno dubbi, vogliono sicurezza,
vogliono poter vivere senza paura nella propria città e nelle proprie case.
"Non mi meraviglia che sia questa la richiesta più forte dei cittadini -
ha detto Gianfranco Fini - noi abbiamo le risposte che gli italiani vogliono,
cioè più sostegno alle forze dell'ordine e maggiore cultura della legalità,
intesa come certezza della pena e processi più corti". Emerge poi che il
tema della sicurezza coincide con il contrasto all'immigrazione clandestina:
sì, quindi, alle espulsioni immediate. Il nostro programma inoltre - continua
Fini - prevede tutta una serie di proposte di legge che presenteremo nell'arco
della legislatura. Berlusconi ha detto più volte che alcuni disegni di legge li
esporremo al primo Consiglio dei ministri, e questo sondaggio va bene per
indicare le emergenze". Malgrado la pioggia, Fini non è voluto mancare
all'appuntamento e sostenere ancora una volta le candidature di Alemanno e di
Antoniozzi: "C'è la percezione che Roma voglia cambiare pagina, Rutelli è
un film già visto che a molti non è piaciuto. Siamo convinti che ci siano
ragionevoli possibilità di raggiungere il primo obiettivo che è il
ballottaggio, e altrettanti ragionevoli motivi per vincere il 27 aprile e avere
finalmente un sindaco che non sia espressione del centrosinistra, e un
presidente della Provincia che sia la continuità della precedente esperienza
Moffa". Riguardo il 22% del campione che si dichiara indeciso aggiunge:
"è fisiologico, ma tradizionalmente finiscono sempre per premiare chi fa
opposizione. Anche gli avversari si stanno rendendo conto che possiamo farcela.
Non a caso Zingaretti ha detto "non lasciatemi solo perché qui si
rischia". Sanno anche loro che il risultato può premiare Alemanno e
Antoniozzi e punire l'amministrazione uscente". Su Mastella che decide di
correre da solo e sul "caso" Bassolino, Fini
non ha dubbi: "Mastella non è uno che si mette dietro la porta aspettando
che qualcuno gli bussi, trovo quindi coerente la sua volontà di correre da
solo. Per quanto riguarda Bassolino, credo che debba
dimettersi, la situazione è insostenibile. Comprendo l'imbarazzo di Veltroni perché sarà difficile spiegare in Campania che il Pd
rappresenta la novità con i volti di Bassolino e della Iervolino". L'ultima stoccata, prima di andarsene
la lancia proprio al candidato premier del Pd: "Ascoltando Veltroni si ha
la prova che soffre di amnesia e che ha dimenticato che negli ultimi due anni
di governo c'è stato Prodi che è anche il fondatore del Pd. Veltroni
parla come se fosse il capo dell'opposizione e in ogni circostanza dice che non
è sufficiente cambiare il governo. Dovrebbe ricordare che se vogliamo veramente
cambiare l'Italia, dobbiano cambiare il suo governo".
( da "Repubblica, La" del 03-03-2008)
Argomenti: Monnezza
Cronaca Il caso
Napoli e le mancate dimissioni entrano nella campagna elettorale. Fini e
Berlusconi: se ne vada E sul governatore è ancora bufera Fassino: si assuma le
responsabilità Bettini: la mano sul fuoco su di lui come persona ma la
situazione è drammatica Boselli: Veltroni e Di Pietro lo vogliono buttare a
mare solo adesso che è indagato ROBERTO FUCCILLO NAPOLI - è rissa sulle mancate
dimissioni di Antonio Bassolino, dopo il rinvio a
giudizio del presidente della Regione Campania per lo scandalo rifiuti. Ieri
alcuni esponenti del Pd sono tornati sulla questione. Il più deciso è forse
Piero Fassino: "La scelta compete a lui, ma è evidente che i cittadini si
attendono segnali visibili di assunzione di responsabilità. Bassolino
fino a oggi ha sempre dimostrato grande capacità di assumersi le sue
responsabilità nella Regione che ha amministrato, per cui siamo certi che sarà
in grado di farlo anche ora". Un chiaro invito a fare il gran gesto.
"Credo aggiunge Fassino - che anche lui sia consapevole di quanto
l'opinione pubblica oggi apprezzerebbe un atto che mostri la capacità di assumersi
le sue responsabilità". Più sfumato Goffredo Bettini. "Metto la mano
sul fuoco su di lui come persona - ha detto il numero due di Veltroni ai
microfoni Rai di Lucia Annunziata - ma a Napoli la situazione è drammatica,
insostenibile. Si è giunti a questo per responsabilità collettive, non solo di Bassolino, e ora c'è bisogno di avviare un processo di
rinnovamento molto profondo. Comunque era Bassolino a
dover decidere se questo rinnovamento lo si poteva fare meglio con la sua
presenza o meno. Era quello con gli strumenti per comprendere e scegliere, la
sua scelta la rispetto". Bettini ha anche una replica per Fausto
Bertinotti, che in mattinata aveva sostenuto come "in Campania un intero
ciclo è finito, bisogna tornare rapidamente alle elezioni per colmare uno iato
che c'è tra i cittadini e le istituzioni". Tesi ribadita poi nel
pomeriggio anche dal segretario di Rifondazione Franco Giordano. Bettini
risponde sfidando il candidato premier della Sinistra arcobalemo: "Non è
il Pd a dover dire se il presidente della Regione si deve dimettere o no. C'è
una coalizione, e se Bertinotti pensa che Bassolino
deve lasciare, sta a lui togliere l'appoggio alla maggioranza". Echi di
come la vicenda Bassolino entri nello scontro
elettorale si trovano anche nell'affondo del leader socialista Enrico Boselli:
"Da soli, e per primi nel centrosinistra, abbiamo chiesto le dimissioni di
Bassolino, per quello che ha fatto e soprattutto per
quello che non ha fatto. E ora non convince chi, come il ticket Veltroni-Di
Pietro, vuole buttare a mare Bassolino solo adesso che
è stato rinviato a giudizio". Alle polemiche naturalmente non si sottrae
il "Popolo della libertà". Silvio Berlusconi punta dritto sul Pd:
"Sono un garantista convinto, e non dico che sarebbe meglio per Bassolino dare le dimissioni perchè c'è stata questa ultima
azione della magistratura, ma credo che da molto tempo l'opportunità politica
avrebbe dovuto convincere il Pd, che ha in Bassolino
una delle sue colonne, a invitarlo a lasciare". Idem Gianfranco Fini, che tenta di mettere direttamente in fuorigioco Walter Veltroni:
"Se non fossi un personaggio pubblico e non avessi una faccia conosciuta,
vorrei andare in incognito a Napoli nel giorno in cui arriverà il pullman di
Veltroni, per vedere come spiegherà alla gente che il partito del futuro e del
nuovo è quello di Bassolino
e della Iervolino".
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
03-03-2008)
Argomenti: Monnezza
Primo Piano Pagina
102 la proposta Fini: "I detenuti lavorino per lo Stato" La proposta
--> FIRENZE Dopo la proposta choc della castrazione chimica per i pedofili,
non deve sorprendere che ora Gianfranco Fini in campagna elettorale a Firenze
invochi "non di mandare i delinquenti ai lavori forzati, o a lavorare con
la palla al piede come in Alabama, ma condannarli a lavorare tanti giorni e
tante ore quanti ne servono a pagare il loro debito con lo Stato". È il
Fini che crede nel Popolo della Libertà come forza di un centrodestra moderato
fondato sui valori del Ppe. Ma anche quello che non ha mai fatto mistero di
essere pronto a rinunciare al simbolo di An solo a patto di fare dei valori
della destra pilastri del programma del Pdl. Eccolo perciò nel cuore della
rossa Toscana, nel suo secondo giorno di campagna elettorale, menare fendenti
sull'avversario Walter Veltroni e dettare l'agenda del Pdl sulla sicurezza: più
soldi e mezzi alle forze dell'ordine, certezza della pena, controllo
dell'immigrazione, sanzioni amministrative per chi fa uso di droghe e anche
delinquenti costretti a risarcire lo Stato con il proprio lavoro. Poche battute
per spiegare che la scelta del Pdl "era un giusto e doveroso passo avanti
verso il futuro" e che "una classe dirigente è tale se sa mettere da
parte i personalismi". Da qui in poi Fini è un fiume in piena che investe
il leader dei Pd Walter Veltroni. "Bisogna capirlo e compatirlo nel suo
imbarazzo - provoca Fini -. Si vergogna del lascito di Prodi e la sua rimozione
totale di ciò che il Governo ha fatto negli ultimi due anni è un fatto da
psicanalisi". Ha una lettura psicanalitica, per il leader di An, anche la
scelta dei manifesti elettorali del Pd: "Dicono che non basta cambiare il
Governo ma occorre cambiare l'Italia. Una gaffe freudiana. Perché al Governo ci
sono loro...". E ancora: "Veltroni è bravo, avveduto, un
propagandista capace di evocare le elezioni americane. Ma bisogna spiegargli
che non basta dire un giorno "I care" e l'altro "We can"
per essere credibili". E mentre da ogni parte si
pretendono le dimissioni di Bassolino, Fini dice che vorrebbe, se non fosse un volto noto,
"andare a Napoli quando arriverà il pullman di Veltroni e vedere come lui
sarà capace di spiegare alla gente che è il partito del nuovo e del futuro
quello di Bassolino e della
Iervolino".
( da "Unita, L'" del 03-03-2008)
Argomenti: Monnezza
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l'edizione del A Messina An candida un... bocciato Cara Unità, la città di
Messina si appresta a vivere una intensa primavera elettorale: il 13 e 14
aprile si voterà per le elezioni politiche e per le Regionali, subito dopo (in
una data ancora da stabilire) i messinesi torneranno alle urne per scegliere il
Sindaco della Città ed il Presidente della Provincia. Ebbene Forza Italia ha
stabilito un criterio di selezione per il candidato a Presidente provinciale
(visto che la poltrona di Sindaco sembra spetti ad An) unico nel suo genere:
niente primarie, niente selezione tra gli iscritti su una rosa di nomi. Il
metodo è nuovo e rivoluzionario. Il primo dei non eletti della lista per le
elezioni regionali sarà il candidato alla poltrona di Presidente della
Provincia. Rifiutato dagli elettori, riceverà questa ricompensa che non ha
eguali nel mondo conosciuto. Alfredo Reni Messina Muore un operaio Ha lo stesso
stipendio di Kakà? Cara Unità, due notizie, apparentemente lontane tra loro, ma
su cui vale la pena per me soffermarsi. Muore un portuale,un altro lavoratore
con uno stipendio la cui entità possiamo facilmente immaginare. E nelle stesse
ore il presidente del Milan rinnova il contratto al calciatore Kakà: 9 milioni
di euro netti l'anno! Ma che razza di società siamo diventati? Mario Cavatorta Milano Bassolino /1 Deve dimettersi È di questi ultimi giornila prevedibile
accusa di corruzione e reati vari a Bassolino e ad altri componenti la sua giunta. Sono state già scritte
pagine e pagine di quanto non ha fatto Bassolino e la Iervolino sia da soli che in tandem. La situazione è
ed è stata sotto gli occhi di tutti. ifficile non vedere. Le cause possono
essere tantissime e potrebbe alla fine venir fuori che Bassolino
non è colpevole dei fatti che gli vengono contestati ora. Ma se anche non fosse
colpevole a che titolo sta lì ? Lui dice di non dimissionarsi perché è ancora
utile ma a cosa ? Perchè non si è reso utile nei 15 anni in cui ha gestito il
potere in Campania ? Non credo di essere un giustizialista se come molti
elettori del Pd, penso che Bassolino debba andarsene.
Penso anche che le dichiarazioni di solidarietà fatte dai massimi esponenti del
Pd siano negative per coloro che ancora sono indecisi sul voto e
destabilizzanti invece per chi è schierato con il Pd. Agostino Benvegnù Venezia
Bassolino /2 Solidarietà al governatore Cara Unità,
Non sono mai stato un "Bassoliniano" , negli anni in cui esserlo, per
un ragazzo della nuova leva dei ds poteva anche significare carriera. Proprio
perché non ho mai fatto parte della schiera dei vecchi e giovani adulatori del
potere mi sento di dare oggi la mia solidarietà ad Antonio Bassolino
e sono contento che nel nuovo partito a Roma non si faccia a gara a scaricarlo,
invece vorrei invitare i tanti beneficiati e spettatori plaudenti di qualche
tempo fa in Campania e che oggi, dalle primarie in particolare, fanno a gara a
prendere le distanze dal Presidente, a porsi nelle nuove avventure politiche
con più senso critico e ad essere meno affascinati dal potere, potrebbe essere
un idea-requisito anche per selezionare il rinnovamento del Pd Campano. Carlo
Scatozza Bassolino /3 Veltroni deve tagliare il filo
Cara Unità Vi scrivo per la sorpesa avuta ascoltando quanto detto da Veltroni
sulla vicenda Bassolino. Dichiarando che Bassolino "saprà prendere la giusta decisione"
Veltroni ha implicitamente ammesso di essere dalla sua parte. Ora, il non aver
preso le distanze da un politico e amministratore che nella veste di commissario
per l'emergenza rifiuti non è riuscito ad ottenere alcun risultato (pur
disponendo di una valanga di denaro pubblico messo a disposizione
appositamente), non mi sembra una mossa, elettoralisticamente parlando, molto
saggia.Non è questione di stabilire se Bassolino abbia
commesso reati di rilevanza penale (la magistratura chiarirà) bensì di prendere
atto del clamoroso fallimento della sua gestione. Negligenza? Incapacità? Non
importa. Quel che Veltroni doveva fare era avere il coraggio di tagliare il filo
con un simbolo della sinistra che ora - chi è causa del suo mal pianga se
stesso - è diventato presenza ingombrante. Non so quanto questo influirà
sull'elettorato degli indecisi però dopo il caso De Mita credevo che Veltroni
potesse proseguire su una strada che, a mio parere, andava nella giusta
direzione. Il mio augurio è che il leader del Pd nei prossimi giorni torni
sull'argomento. Dario Mazzoni, Copparo (Fe) Sulla 194 è utile conoscere recenti
scoperte Cara Unità, seguo in questi giorni sui vari giornali il dibattito
sulla delicata e fondamentale questione della legge 194 e vorrei raccontare
delle recenti ricerche nel campo della neonatologia di cui ho sentito parlare
in un interessante incontro-convegno svoltosi recentemente a Roma dal titolo "Né
assassine né peccatrici". La neonatologa Maria Gabriella Gatti,
ricercatrice e docente all'università di Siena, ha parlato in questa occasione
della recente scoperta della formazione della retina alla 24sima settimana di
gravidanza, fondamentale perché poi solamente alla nascita, attraverso la
reazione allo stimolo luminoso, si possano attivare tutte le aree cerebrali.
Insieme a questo ha spiegato anche che il feto, durante il passaggio nel canale
del parto, a causa della fortissima pressione subisce uno schiacciamento delle
ossa craniche addirittura di alcuni centimetri, cosa che causerebbe la morte
istantanea di qualunque essere umano. Queste scoperte permettono alle donne di
rifiutare totalmente ogni possibile accusa di omicidio nel momento in cui
dovessero o volessero abortire, perché dimostrano scientificamente che il feto
non solo non sente perchè non può sentire, ma che non è vivo, perchè se così
fosse, durante il passaggio nel canale del parto morirebbe. Filippo Trojano
Socialisti e Pd Ripensateci e unitevi Cara Unità, la scelta del Ps di blindare
la propria identità presentandosi agli elettori con il proprio simbolo mi
addolora e mi preoccupa fortemente. Ha prevalso, tra i dirigenti socialisti,
l'oltranza ideologica sulla disponibilità al confronto e al dialogo con il Pd.
Mi chiedo se, nell'interesse comune tra le forze riformiste, è ancora possibile
un ripensamento. Gerardo Milani.
( da "Resto del Carlino, Il (Nazionale)" del
03-03-2008)
Pubblicato anche in: (Giorno, Il (Nazionale))
Argomenti: Monnezza
Rifiuti, notte di
bombe E anche il Prc molla Bassolino Imbarazzo nel Pd:
"Rispettiamo la sua scelta". Duro Fassino ? NAPOLI ? GLI ARRIVANO
addosso da tutte le parti. Anzi, si potrebbe dire che il fuoco amico sia più
micidiale di quello degli avversari. Per Bassolino è
una domenica di passione, mentre la crisi dei rifiuti continua a tenere banco e
si intreccia con gesti torbidi. E' il caso di cinque bombe-carta lanciate
sabato notte contro il presidio di polizia davanti al sito di Marigliano,
scelto dal commissario straordinario De Gennaro per stoccare 35-40 mila
tonnellate di ecoballe. Due auto, con a bordo quattro uomini, si sono fermate
sul ponte e hanno lanciato gli ordigni. Poi la fuga. Nessun agente è rimasto
ferito. L'emergenza conosce ancora puntate difficili, mentre Lucia De Cicco, la
'pasionaria' che si diede fuoco (senza gravi conseguenze) venerdì a Giugliano,
annuncia che farà lo sciopero della fame. Ma la domenica di campagna elettorale
si dipana intorno alla decisione di Antonio Bassolino
di restare alla presidenza regionale anche dopo il rinvio a giudizio per truffa
e frode deciso dai magistrati di Napoli. "Credo che da tempo il Pd avrebbe
dovuto invitare Bassolino a lasciare", dice
Silvio Berlusconi a Torino. "Io sono un garantista convinto e non dico che
Bassolino avrebbe dovuto dare le dimissioni per
quest'ultima azione della magistratura, ma credo che da molto tempo
l'opportunità politica avrebbe dovuto convincere il Partito democratico, che ha
in Bassolino una delle sue colonne, ad invitarlo a
lasciare". Poi l'ultima stoccata: "La sinistra è così attaccata al
potere che non si dimette neanche quando è evidente la tragedia che ha
provocato". BERLUSCONI, tutto sommato, appare felpato: forse gli fa anche
comodo che Bassolino resti. Non così Franco Giordano,
il segretario di Rifondazione comunista (partito che fa parte della maggioranza
in regione e siede in Giunta): "In Campania oramai si è chiuso in maniera
definitiva un ciclo politico e bisogna andare rapidamente al voto
anticipato". Parole quasi identiche a quelle spese ieri da Fausto
Bertinotti. Parole che alimentano la polemica nel centrosinistra. Dice,
infatti, Goffredo Bettini, braccio destro di Veltroni: "Bassolino
ha scelto di rimanere, e io rispetto questa scelta. Ma non è il Pd a dover dire
se il presidente della Regione si deve dimettere o no. C'è una coalizione e se
Bertinotti pensa che Bassolino deve lasciare, sta a
lui togliere l'appoggio alla maggioranza". Ma anche Bettini, come già ieri
Veltroni, si rende conto che la permanenza al potere di Bassolino
è un "problema politico". Un problema che esplicita l'ex segretario
dei Ds, Piero Fassino, che invia altri messaggi a Bassolino
da cui "i cittadini si attendono segnali visibili di assunzione di
responsabilità". Poi a sgombare ogni equivoco aggiunge: "Credo che
anche lui sia consapevole di quanto l'opinione pubblica oggi apprezzerebbe un
atto che mostri la capacità di assumersi le sue responsabilità".
Nonostante il gelo del Pd, Bassolino tiene duro, tanto
che Gianfranco Fini sfotte Veltroni: "Vorrei andare in incognito a Napoli
nel giorno in cui arriverà il pullman del Pd. E vedere come Veltroni spiegherà
alla gente che è il partito del futuro quello di Bassolino
e della Iervolino". Nino Femiani - -->.
( da "Tempo, Il" del 03-03-2008)
Argomenti: Monnezza
Stampa "I
delinquenti lavorino per risarcire il danno" Dopo la proposta choc della
castrazione chimica per i pedofili, non deve sorprendere che ieri Gianfranco
Fini in campagna elettorale a Firenze invochi "non di mandare i
delinquenti ai lavori forzati, o a lavorare con la palla al piede come in
Alabama, ma condannarli a lavorare tanti giorni e tante ore quanti ne servono a
pagare il loro debito con lo Stato". è il Fini che crede nel Popolo della
Libertà come forza di un centrodestra moderato fondato sui valori del Ppe. Ma
anche quello che non ha mai fatto mistero di essere pronto a rinunciare al
simbolo di An solo a patto di fare dei valori della destra pilastri del
programma del Pdl. Eccolo perciò nel cuore della rossa Toscana, nel suo secondo
giorno di campagna elettorale, menare fendenti sull'avversario Walter Veltroni
e dettare l'agenda del Pdl sulla sicurezza: più soldi e mezzi alle forze
dell'ordine, certezza della pena, controllo dell'immigrazione, sanzioni
amministrative per chi fa uso di droghe e anche delinquenti costretti a
risarcire lo Stato con il proprio lavoro. Poche battute per spiegare che la
scelta del Pdl "era un giusto e doveroso passo avanti verso il
futuro" e che "una classe dirigente è tale se sa mettere da parte i
personalismi". "Abbiamo compiuto un primo importante passo in avanti verso
il futuro con il gruppo unico - afferma - il partito unico, almeno per An,
verrà dopo il congresso e io mi auguro che ce ne siano le condizioni. Anzi,
cercherò di fare in modo che le condizioni ci siano". Da qui in poi Fini è
un fiume in piena che investe il leader dei Pd Walter Veltroni. "Bisogna
capirlo e compatirlo nel suo imbarazzo - provoca Fini - Si vergogna del lascito
di Prodi e la sua rimozione totale di ciò che il Governo ha fatto negli ultimi
due anni è un fatto da psicanalisi". Ha una lettura psicanalitica, per il
leader di An, anche la scelta dei manifesti elettorali del Pd: "Dicono che
non basta cambiare il Governo ma occorre cambiare l'Italia. Una gaffe
freudiana. Perché al Governo ci sono loro...". E ancora: "Veltroni è
bravo, avveduto, un propagandista capace di evocare le elezioni americane. Ma
bisogna spiegargli che non basta dire un giorno "I care" e l'altro
"We can" per essere credibili". E mentre da ogni parte si
pretendono le dimissioni di Bassolino, Fini dice che
vorrebbe, se non fosse un volto noto, "andare a Napoli nel giorno in cui
arriverà il pullman di Veltroni e vedere come lui sarà
capace di spiegare alla gente che è il partito del nuovo e del futuro quello di
Bassolino e della
Iervolino". Quanto al programma Fini non esita ad accusare gli avversari
di plagio: "Sono a corto di idee, ci inseguono, ma arrivano in ritardo e
sono costretti ad ammettere che le proposte che funzionano sono le nostre,
perché rispondono ai valori tradizionali del centrodestra". "I
programmi in apparenza possono assomigliarsi - va avanti Fini - ma sono diversi
i valori di riferimento e gli italiani guardano a questo, guardano alla
coerenza di chi certi valori li propone da sempre". Inutili allora le
rincorse del Pd su certi temi. Per esempio sulla pedofilia: "Sulla
castrazione chimica prima ci hanno detto che eravamo i soliti barbari, adesso
vogliono vedere se funziona...". E sulla sicurezza: "Soltanto ora la
sinistra capisce che la sicurezza non è un pallino della destra, ma qualcosa
che sta a cuore a tutti i cittadini, anche quelli di sinistra. Ma non c'è
sicurezza senza certezza della pena, responsabilità personale, pene comminate
ai reati commessi. Cosa che la sinistra, con la sua cultura giustificazionista,
non ha mai compreso". "E poi - conclude Fini - Veltroni adesso dice
che vuole stare vicino alle forze dell'ordine, come noi facciamo da sempre. Ma
alle forze dell'ordine servono soldi, mezzi e anche rispetto. Invece non solo
la sinistra radicale, ma anche alcuni nel Pd continuano a pensare che
poliziotti e carabinieri abbiano responsabilità di sistema, come avvenne al G8
di Genova. E non parlo di Gasparotto, ma anche di qualcuno che sale sul pullman
di Veltroni".
( da "Unita, L'" del 04-03-2008)
Argomenti: Monnezza
Stai consultando
l'edizione del Rifiuti: "È eticamente inaccettabile scaricare la
responsabilità su una persona" Il ministro degli Esteri interviene a
sostegno di Bassolino: "Si tratta della sconfitta
di un'intera classe politica, ne rispondiamo tutti. Anche Berlusconi" di
Eduardo Di Blasi / Roma MASSIMO D'ALEMA interviene in modo deciso nel dibattito
sul futuro politico della Campania, regione in cui sarà candidato in testa di
lista (nel collegio di Na- poli), un po' per spirito di servizio come accadde
alle precedenti politiche (dove fu inserito nelle liste di Avellino, Benevento
e Salerno, "perché era capolista De Mita e questo aveva suscitato qualche
polemica"), un po', anche perché all'interno del Pd è tutt'altro che
ricucita la ferita sulle dimissioni di Antonio Bassolino
dalla presidenza della Regione. Ecco perché D'Alema, in conferenza
all'associazione della Stampa Estera a Roma, segna da subito la propria
impronta definendo "eticamente inaccettabile scaricare le responsabilità
su una persona". E motivando: "La gestione dei rifiuti in Campania è
del governo nazionale da molti anni. Si tratta della sconfitta di un'intera
classe dirigente, tutti ne rispondiamo e anche Berlusconi, che ha governato per
5 anni, dovrebbe farlo". Anche riguardo al rinvio a giudizio di Bassolino, il ministro degli Esteri tiene distinti il tema
giudiziario da quello politico che da mesi viene fotografato con i cumuli di
rifiuti per strada: "Si tratta di accuse molto circostanziate e limitate, Bassolino non è accusato di aver sparso la spazzatura, ma
della gestione del contratto con un'azienda, vedremo". Mentre Antonio Di
Pietro continua a chiederne le dimissioni, e il ministro della Giustizia Luigi
Scotti sgombra il campo dall'idea che contro il governatore campano sia in atto
un "processo politico", il presidente regionale incassa un'ulteriore attestato di stima dal sindaco di Napoli Rosa
Iervolino: "Abbandonare il posto di lavoro in un periodo di emergenza è
una cosa comoda ma non utile per i cittadini. Chiedere le dimissioni di Bassolino è come chiedere quelle del
ministro dei Lavori Pubblici perché lui non ha alcun potere, è tutto nelle mani
del commissario". E di Clemente Mastella ("ingiusto
prendersela solo con Bassolino"). A Napoli città la
situazione resta complicata: lo sciopero dei lavoratori degli impianti di cdr
(per il pagamento degli straordinari) ha bloccato il delicato meccanismo
lasciando per le strade del capoluogo 4mila tonnellate di rifiuti. Ma un'altra
decisione, quella presa dal governo Prodi, sarà con ogni evidenza uno dei
problemi di cui si discuterà nei prossimi mesi. Con un'ordinanza del 20
febbraio (la numero 3657), pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 29, il governo
ha infatti dato l'autorizzazione affinché le ecoballe prodotte dai cdr campani,
assieme alla frazione organica non stabilizzata e al compost fuori specifica,
potranno essere bruciate nel futuro inceneritore di Acerra, "assicurando
comunque - si spiega - il rispetto dei livelli delle emissioni inquinanti già
fissati nel provvedimento di autorizzazione". Per la Sinistra Arcobaleno
si tratta di una "decisione scellerata". Il senatore Tommaso Sodano è
ancora più netto. E nel chiedere che il governo ritiri il provvedimento
attacca: "Non ha nulla a che vedere con l'emergenza perché l'inceneritore
di Acerra sarà pronto solo tra un anno. E autorizza a smaltire nell'impianto le
ecoballe prodotte in questi anni, derogando la legge e smentendone
clamorosamente la nocività". Per questo Sodano ritiene il provvedimento
"anche un regalo alla Impregilo che potrebbe vedere la sua posizione e le
responsabilità del disastro prodotto in Campania, alleggerite in sede di
processo". Ma, anche fuori dall'aula giudiziaria, di certo farà discutere
la scelta dell'esecutivo. E soprattutto non sarà un regalo nè per il
Commissariato ai Rifiuti (che incontrerà ulteriori difficoltà a far terminare
la costruzione di un impianto che ancora non è stato affidato dopo la gara
andata deserta), nè alla campagna elettorale che i partiti si preparano a combattere
in Campania.
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
04-03-2008)
Argomenti: Monnezza
Politica Italiana
Pagina 106 Lo scandalo Per difendere Bassolino ecco
D'Alema Lo scandalo --> ROMA Ancora polemiche politiche sulle mancate
dimissioni di Antonio Bassolino dalla presidenza della
Regione Campania dopo il rinvio a giudizio per lo scandalo rifiuti. LA TESI A
sostegno del governatore della Campania è sceso il ministro degli Esteri
Massimo D'Alema. Il problema dei rifiuti a Napoli, ha detto, è un problema
nazionale ed è "eticamente inaccettabile questo scarico di responsabilità
su un solo uomo". Secondo D'Alema, l'emergenza chiama in causa tutti i
governi che si sono succeduti in Italia negli ultimi anni, compreso il governo
Berlusconi. D'Alema ha anche cercato di ridimensionare i fatti per i quali Bassolino è stato chiamato a rispondere di fronte alla
giustizia: "È una vicenda molto circostanziata, ovvero la gestione del
contratto Impregilo. Si tratta di accuse molto circostanziate, limitate: non è
accusato lui di aver sparso la spazzatura...". LA
IERVOLINO Sostegno a Bassolino è arrivato dal sindaco di Napoli Rosa Russo Iervolino. Se si
fosse trovata al posto del governatore, anche lei non si sarebbe dimessa:
"Abbandonare il posto di lavoro in un periodo di emergenza è una cosa
comoda ma non utile per i cittadini". Inoltre, ha aggiunto, Bassolino "non ha alcun potere, è tutto nelle mani del
commissario". SOLIDALE Anche Clemente Mastella si è schierato a fianco del
presidente della Regione Campania: "Trovo ingiusto tutto questo fuoco nei
suoi confronti", ha detto il leader dell'Udeur, secondo il quale coloro
che criticano Bassolino sono stati
"compartecipi" di quanto è accaduto in Campania.
( da "Manifesto, Il" del 04-03-2008)
Argomenti: Monnezza
Chiusa ieri
l'indagine La Gip di Milano Clementina Forleo ha deciso di restituire ai Pm le
telefonate intercettate nell'ambito dell'inchiesta sulla scalata Unipol a Bnl
tra Massimo D'Alema e Giovanni Consorte e di non mandare le carte al parlamento
europeo. Il motivo: il parlamento europeo decide sull'utilizzabilità delle
telefonate solo di chi è indagato, e D'Alema non lo è. La richiesta di
utilizzare le telefonate tra D'Alema e Consorte era stata inviata alla camera
che si era dichiarata incompetente perché all'epoca dei fatti, estate 2005, il
vicepremier uscente era europarlamentare. Ora la procura di Milano dovrà
decidere le iniziative da prendere alla luce della sentenza della Consulta in
base alla quale il contenuto delle telefonate può essere utilizzato a carico
dell'interlocutore che non è parlamentare. La procura, che ieri ha chiuso
l'indagine sulla tentata scalata a Bnl, nei prossimi venti giorni interrogherà
Consorte. D'Alema difende Bassolino "E'
eticamente inaccettabile questo scarico di responsabilità su un solo
uomo". Massimo D'Alema difende il presidente della Campania Antonio Bassolino e il sindaco di Napoli, Rosa Russo Iervolino
sostiene il governatore affermando che "abbandonare il posto di lavoro in
periodo di emergenza è comodo ma non utile per i cittadini". Per le
dimissioni insiste Di Pietro e Russo Spena, Prc, afferma che Basssolino ha
"una faccia tosta incredibile".
( da "Tempo, Il" del 04-03-2008)
Argomenti: Monnezza
Stampa Venerdì esce
nei cinema "Biutiful Cauntri" Arriva il
docu-shock sull'ecomafia campana
"I rifiuti in Campania sono una metafora della pattumiera politica e
socio-culturale del nostro Paese", ha detto Andrea D'Ambrosio, regista con
Esmeralda Calabria e Peppe Ruggiero di "Biutiful Cauntri",
documentario sull'emergenza rifiuti in Campania presentato ieri (dal 7 marzo
nelle sale). "Bassolino fa bene a non dimettersi, almeno così paga
fino in fondo. Non ha tutte le colpe, dovrebbe restare fino all'approvazione
del piano di bonifica, e poi andare via. Da 14 anni c'è una collusione
trasversale tra imprese del nord, camorra e amministrazioni, per smaltimento
rifiuti e scorie industriali. Va recuperata l'emergenza credibilità - ha
spiegato Raffaele Del Giudice, neodirettore di Legambiente Campania, che nel
film mostra il degrado delle zone dei Comuni limitrofi a Napoli -. La gente
vuole che le discariche siano fatte bene: c'è esasperazione, come dimostra la
donna che si è data fuoco a Giugliano. De Gennaro dovrebbe chiudere gli
impianti di cdr (combustibile derivato dai rifiuti), per costruire impianti di
compostaggio senza sospendere la raccolta differenziata".
( da "Repubblica, La" del 04-03-2008)
Argomenti: Monnezza
Pagina II - Napoli
IL CASO La questione rifiuti ancora al centro della scena politica Dal ministro
e da De Mita solidarietà al governatore In passato con lui si sono pure
scontrati, e ora lo difendono. Sia D'Alema, che in Campania si candida, sia De
Mita, che corre contro il Pd, spendono parole in difesa di Antonio Bassolino. Di Pietro invece, e tutto il centrodestra, ne
chiedono ancora le dimissioni. Alla stampa estera, parlando di rifiuti, Massimo
D'Alema dice che "è eticamente inaccettabile scaricare le responsabilità
su una sola persona. La gestione dei rifiuti è del governo nazionale da molti
anni. Si tratta della sconfitta di una intera classe dirigente, tutti ne
rispondiamo. Anche Berlusconi: dovrebbe dire cosa ha fatto per la Campania e
per Napoli nei cinque anni in cui ha governato. Ora bisogna aiutare il prefetto
De Gennaro a portare a termine il suo compito, lo affiancheremo e lo
sosterremo". Quanto al rinvio a giudizio di Bassolino,
D'Alema dice che "si tratta di accuse molto circostanziate e limitate; non
è accusato di aver sparso la spazzatura in strada, ma della gestione del
contratto con Impregilo, vedremo". Le richieste di dimissioni di Bassolino, da De Mita vengono definite "sgradevoli,
perché hanno un fondo di vigliaccheria. Nella vita credo che ognuno di noi ha
scoperto che quelli che ti appaiono solidali, quando stai bene, nel momento di
difficoltà ti lasciano. Succede così ora anche per Bassolino.
C'è una favola: quando il leone rimedia il calcio dell'asino prima di morire,
dice: mi sembra di morire due volte". In un'intervista a Irpinia Tv, De
Mita ricorda in particolare che l'ex ministro Nicolais "era alla corte di Bassolino, ora diventa avversario, ma si è schierato contro
il governatore solo quando Bassolino non lo ha
nominato assessore. Non ha rotto su una questione o su un'idea. Per me sono
uguali: avevano la stessa concezione della politica personalizzata. Posso
rivendicare il fatto di essere stato il primo che in Campania ha discusso sul
limite del potere personale come origine di una forma di corrosione del potere
politico. Ma la dirigenza ds, nella quale c'era anche Veltroni, è stata sorda a
queste sollecitazioni". Il vero attacco è a lui. "Bassolino e Iervolino sono stati scelti
come fondatori del Pd della Campania: e ora si scopre che non vanno più
bene?". Annuncia che non farà campagna contro il Pd. "Mi pongo in una
situazione dialettica ma non di contrapposizione, io resto nel centrosinistra ed
il nemico è la destra". Né contro l'assessore De Luca, candidato,
un avversario in più in Irpinia. "Gli aerei volano ad altezze diverse, il
rischio dello scontro non c'è per questa ragione. Mi auguro che non si ricorra
alle meschinità tra ex democristiani, ma per quanto mi riguarda sono tornato in
pace con me stesso. Non ci sarà uno scontro tra fedeli e infedeli". Oggi Bassolino si difende da solo. Il governatore torna in
pubblico, ed è la nuova mossa per uscire dall'assedio, tra richieste di
dimissioni e rinvio a giudizio. Nel pomeriggio, alle 17, Bassolino
tiene un confronto aperto sulle priorità dell'azione di governo. (pierluigi
melillo).
( da "Giorno, Il (Nazionale)" del 05-03-2008)
Pubblicato anche in: (Nazione, La (Nazionale)) (Resto del
Carlino, Il (Nazionale))
Argomenti: Monnezza
Bassolino sempre più solo Anche il Comune
parte civile E Veltroni insiste: "Finita l'emergenza deve andarsene"
di NINO FEMIANI ? NAPOLI ? VELTRONI LANCIA un altro macigno all'indirizzo di Bassolino e 'o governatore risponde con un'adunata di
tremila fedelissimi, convocati alla stazione Marittima. Un braccio di ferro che
si dipana sullo scenario delle elezioni politiche, con D'Alema che scende in
Campania a far coppia con Bassolino e Veltroni che
punta le sue carte sul "profondo Nord" al quale intende far
dimenticare, con i suoi colpi e i suoi candidati, i guai campani: ieri era
ancora piena l'emergenza per le strade di Napoli, dove si stanno accatastando
3800 tonnellate di rifiuti. IL VICECOMMISSARIO, generale Franco Giannini,
promette che la città sarà pulita in otto giorni, ma con i Cdr al collasso e la
sola discarica di Serre in funzione, la soluzione non pare facile. Tanto che
l'apertura straordinaria del sito di Giugliano è stata prorogata per altri
cinque giorni. E', quindi, una partita politica e umana al tempo stesso, quella
che ha come posta il futuro del governatore di cui Veltroni sta chiedendo la
testa. "Ci vuole un segno di forte e profonda discontinuità. In Campania
le cose devono cambiare ? dice il segretario del Pd a 'Porta a porta' ?. Bassolino ha ragione a dire 'non me ne vado durante
l'emergenza', ma mi attendo dalla coscienza del governatore campano che, finita
l'emergenza, si apra una fase nuova". QUASI UNA comunicazione di
licenziamento, un biglietto di addio per dopo le elezioni. Quella di Veltroni è
una "sfiducia posticipata", ironizza Altero Matteoli, capo dei
senatori di An. Ma Bassolino non sembra disposto a
sloggiare. Anzi. Con l'aiuto del suo nuovo assessore, Claudio Velardi (ex
grande comunicatore di D'Alema), prova a risalire la corrente. Venti minuti di
intervento, un'arringa tra amarcord ("fare il sindaco di Napoli è più
bello di fare il premier") e difesa delle sue ragioni: "E' il momento
più difficile della mia vita. Mai avrei immaginato, anche se avessi avuto un
incubo, di essere imputato di truffa allo Stato. La tentazione di dire basta è
stata forte". IN UN CLIMA che, tuttavia, resta difficile perché anche le
istituzioni 'amiche', ossia Comune e Provincia di Napoli ora gli chiedono conto
e si costituiscono parte civile nel processo su presunte truffe e frodi nella
gestione dei rifiuti. "E' un atto dovuto ? dice la sindaca, Rosa Russo Iervolino ? Ma sul piano personale la scelta è stata
sofferta. Bassolino è una
persona troppo intelligente per non sapere ciò che le istituzioni devono fare e
poi la Regione lo ha fatto prima di noi. Comunque ? conclude ? sul piano
personale non accetto l'accanimento e il linciaggio politico-mediatico che si
sta attuando". Se tra i suoi prevale ancora la fiducia di poter
superare indenne la crisi-rifiuti, non così tra gli alleati. E' nota la
posizione di Antonio Di Pietro che da mesi sta chiedendo le dimissioni del
governatore. Ieri, a mettere sul tavolo un "carico" è stato Fausto
Bertinotti, il leader della Sinistra Arcobaleno. "In Campania ? dice ai
microfoni di Radio Anch'io ? serve una verifica con la popolazione, attraverso
il voto per ristabilire un patto con il governo che si è spezzato". E'
PROBABILE, quindi, che anche da parte di Rifondazione ? che ha un assessore in
giunta ? ci sia presto la sfiducia a Bassolino e la
richiesta di urne. L'opposizione guarda la "guerra interna" alla
maggioranza e spinge per andare subito a un cambio di guardia. "Walter
Veltroni insiste nelle picconate a Bassolino ?
aggiunge Mara Carfagna, deputato di FI ?. Affermare che 'mi attendo da Bassolino un gesto di discontinuità una volta risolta
l'emergenza rifiuti' è una formula ipocrita che tradotta vuol dire: adesso mi
prendo i voti di Bassolino in Campania, poi si deve
dimettere. Il Pd in Campania ? aggiunge ? è allo sbando, come dimostrano le
dimissioni del presidente provinciale del Pd di Caserta, Sandro de Franciscis,
e i tantissimi malumori in Regione dopo l'annuncio delle liste". E incalza
Luigi Bobbio, presidente provinciale di An: "Da domani, attraverso una campagna
di manifesti, ricorderemo ai cittadini, qualora ce ne fosse bisogno, che Bassolino e Veltroni sono due facce dello stesso
partito". INFINE, ieri a poche ore dalla scadenza, l'Italia ha presentato
la risposta ai rilievi della Ue. Se l'Europa non trovasse esaurienti la nostra
ricetta per risolvere l'emergenza a breve, ma anche a lungo termine, da
Buxelles arriveranno multe salate. - -->.
( da "Giorno, Il (Nazionale)" del 05-03-2008)
Pubblicato anche in: (Nazione, La (Nazionale)) (Resto del
Carlino, Il (Nazionale))
Argomenti: Monnezza
Di NINO FEMIANI ?
NAPOLI ? VELTRONI LANCIA un altro macigno all'indirizzo di Bassolino
e 'o governatore risponde con un'adunata di tremila fedelissimi, convocati alla
stazione Marittima. Un braccio di ferro che si dipana sullo scenario delle
elezioni politiche, con D'Alema che scende in Campania a far coppia con Bassolino e Veltroni che punta le sue carte sul
"profondo Nord" al quale intende far dimenticare, con i suoi colpi e
i suoi candidati, i guai campani: ieri era ancora piena l'emergenza per le
strade di Napoli, dove si stanno accatastando 3800 tonnellate di rifiuti. IL
VICECOMMISSARIO, generale Franco Giannini, promette che la città sarà pulita in
otto giorni, ma con i Cdr al collasso e la sola discarica di Serre in funzione,
la soluzione non pare facile. Tanto che l'apertura straordinaria del sito di
Giugliano è stata prorogata per altri cinque giorni. E', quindi, una partita
politica e umana al tempo stesso, quella che ha come posta il futuro del
governatore di cui Veltroni sta chiedendo la testa. "Ci vuole un segno di
forte e profonda discontinuità. In Campania le cose devono cambiare ? dice il
segretario del Pd a 'Porta a porta' ?. Bassolino ha
ragione a dire 'non me ne vado durante l'emergenza', ma mi attendo dalla
coscienza del governatore campano che, finita l'emergenza, si apra una fase
nuova". QUASI UNA comunicazione di licenziamento, un biglietto di addio
per dopo le elezioni. Quella di Veltroni è una "sfiducia
posticipata", ironizza Altero Matteoli, capo dei senatori di An. Ma Bassolino non sembra disposto a sloggiare. Anzi. Con l'aiuto
del suo nuovo assessore, Claudio Velardi (ex grande comunicatore di D'Alema),
prova a risalire la corrente. Venti minuti di intervento, un'arringa tra
amarcord ("fare il sindaco di Napoli è più bello di fare il premier")
e difesa delle sue ragioni: "E' il momento più difficile della mia vita.
Mai avrei immaginato, anche se avessi avuto un incubo, di essere imputato di
truffa allo Stato. La tentazione di dire basta è stata forte". IN UN CLIMA
che, tuttavia, resta difficile perché anche le istituzioni 'amiche', ossia
Comune e Provincia di Napoli ora gli chiedono conto e si costituiscono parte
civile nel processo su presunte truffe e frodi nella gestione dei rifiuti.
"E' un atto dovuto ? dice la sindaca, Rosa Russo Iervolino
? Ma sul piano personale la scelta è stata sofferta. Bassolino è una persona troppo intelligente per non sapere ciò che le
istituzioni devono fare e poi la Regione lo ha fatto prima di noi. Comunque ?
conclude ? sul piano personale non accetto l'accanimento e il linciaggio
politico-mediatico che si sta attuando". Se tra i suoi prevale
ancora la fiducia di poter superare indenne la crisi-rifiuti, non così tra gli
alleati. E' nota la posizione di Antonio Di Pietro che da mesi sta chiedendo le
dimissioni del governatore. Ieri, a mettere sul tavolo un "carico" è
stato Fausto Bertinotti, il leader della Sinistra Arcobaleno. "In Campania
? dice ai microfoni di Radio Anch'io ? serve una verifica con la popolazione,
attraverso il voto per ristabilire un patto con il governo che si è
spezzato". E' PROBABILE, quindi, che anche da parte di Rifondazione ? che
ha un assessore in giunta ? ci sia presto la sfiducia a Bassolino
e la richiesta di urne. L'opposizione guarda la "guerra interna" alla
maggioranza e spinge per andare subito a un cambio di guardia. "Walter
Veltroni insiste nelle picconate a Bassolino ?
aggiunge Mara Carfagna, deputato di FI ?. Affermare che 'mi attendo da Bassolino un gesto di discontinuità una volta risolta
l'emergenza rifiuti' è una formula ipocrita che tradotta vuol dire: adesso mi
prendo i voti di Bassolino in Campania, poi si deve
dimettere. Il Pd in Campania ? aggiunge ? è allo sbando, come dimostrano le
dimissioni del presidente provinciale del Pd di Caserta, Sandro de Franciscis,
e i tantissimi malumori in Regione dopo l'annuncio delle liste". E incalza
Luigi Bobbio, presidente provinciale di An: "Da domani, attraverso una
campagna di manifesti, ricorderemo ai cittadini, qualora ce ne fosse bisogno,
che Bassolino e Veltroni sono due facce dello stesso
partito". INFINE, ieri a poche ore dalla scadenza, l'Italia ha presentato
la risposta ai rilievi della Ue. Se l'Europa non trovasse esaurienti la nostra
ricetta per risolvere l'emergenza a breve, ma anche a lungo termine, da Buxelles
arriveranno multe salate. - -->.
( da "Repubblica, La" del 05-03-2008)
Argomenti: Monnezza
Pagina III - Napoli
L'industriale ha chiesto un posto da ministro. Con la destra non ci saranno
invece Conte, Pomicino e Di Donato Tornano D'Amato-Berlusconi L'ex presidente
di Confindustria in lista con l'ex premier Antonio D'Amato capolista in
Campania nel partito di Berlusconi. Mancano gli ultimi particolari (D'Amato
chiede di fare il ministro), che l'ex presidente di Confindustria vuole
concordare direttamente con l'ex premier. Il quale però dice che sarebbe felice
di averlo in lista e definisce "archeologica, da Pompei" la
candidatura nel Pd di Massimo D'Alema. Al Pdl arriva anche una richiesta da una
serie di associazioni cittadine: candidare il presidente della prima
Municipalità Fabio Chiosi. Mezza rivolta intanto per le liste del Pd. "Ho
chiamato solo Olga D'Antona", dice il sindaco
Iervolino. I socialisti di "Alleanza riformista" lamentano una
"pulizia etnica" ai loro danni e Enrico Boselli li invita a tornare
nel Ps, ex Sdi. è durissimo soprattutto un documento di ex diessini, guidati da
Massimo Paolucci, ex collaboratore di Bassolino: "Liste deboli, una operazione di basso profilo".
Accuse anche al segretario regionale e al ministro Luigi Nicolais. ROBERTO
FUCCILLO CRISTINA ZAGARIA A PAGINA V.
( da "Repubblica, La" del 05-03-2008)
Argomenti: Monnezza
Pagina III - Napoli
Il Comune parte civile al processo Bassolino-Romiti.
La Regione stanzia 75 milioni per l'inceneritore di Salerno. Nuovo vertice a
Caserta 4 Crisi rifiuti, il Vesuvio chiude il ristorante Causa rifiuti e il
perdurare della crisi, la società di Sergio Maione, proprietaria dell'hotel
Vesuvio, il più prestigioso della città, ha deciso che da domenica prossima
chiuderà il ristorante Caruso, sulla terrazza affacciata sul golfo. Il Comune
di Napoli sarà parte civile al processo sui rifiuti che vede tra gli imputati Romiti e il governatore Bassolino. Si è trattato, dice il sindaco Iervolino, "di una scelta
sofferta sul piano personale", dettata da motivazioni di carattere
istituzionale. Anche la Provincia di Napoli e il Comune di Avellino saranno in
aula il 14 maggio. Intanto è stata rinviata a domani la discussione in
Consiglio comunale sul piano per la raccolta differenziata elaborato dall'assessore
Mola. La Regione stanzia 75 milioni per costruire l'inceneritore a Salerno.
Soddisfatto il sindaco De Luca, che annuncia: "Aprirò un mio ufficio
nell'impianto così dimostrerò ai cittadini che non c'è nessun rischio per la
salute". Il pool anticamorra invece indaga sulla fuga dal consorzio
Caserta 4, dove c'è un nuovo vertice. PATRIZIA CAPUA ANTONIO CORBO DARIO DEL
PORTO ALLE PAGINE II E III.
( da "Repubblica, La" del 05-03-2008)
Argomenti: Monnezza
Pagina VI - Napoli
Tremila per non sentirsi solo Folla con Bassolino ma
senza università e imprese Alla Stazione marittima l'incontro organizzato dal
governatore Pubblico numeroso però si notano le assenze di docenti e
professionisti "è il momento più difficile della mia vita ma vado avanti,
è un dovere" OTTAVIO LUCARELLI (segue dalla prima di cronaca) "Andare
avanti è un dovere civico, le dimissioni sarebbero una fuga". Tremila
persone, mille sedute e duemila in piedi. Alla Stazione marittima arrivano i
vecchi amici degli anni delle giunte Valenzi, da Benito Visca ad Aldo Cennamo,
ma spicca il vuoto di quel mondo cittadino accademico e professionale che, dopo
aver occupato per un decennio aziende e comitati tecnico-scientifici, dopo aver
risucchiato ogni genere di consulenze, già guarda ed è pronto a sbarcare su
altre sponde anche interne al Partito democratico. La sala è comunque
stracolma. In prima fila il sindaco Rosa Russo Iervolino, il suo vice Tino
Santangelo, i presidenti del porto Francesco Nerli e della Mostra d'Oltremare
Raffaele Cercola, il direttore del museo "Madre" Eduardo Cicelyn, il
vicepresidente della Regione Antonio Valiante e l'assessore alla sanità, il
demitiano Angelo Montemarano, i neo assessori Lilli De Felice e Claudio
Velardi, il capogruppo regionale del Pd Mario Sena. Dalle aule universitarie arrivano
Gennaro Volpicelli da Ingegneria e il cardiochirurgo Carlo Vosa. Per
l'imprenditoria c'è Enzo Giustino, per il sindacato Michele Gravano e Federico
Libertino della Cgil. La Stazione marittima è gremita e Bassolino
tra la folla, la musica di De Andrè e il maxischermo, si ricarica: "Andare
avanti è un dovere civico perché bisogna uscire dall'emergenza. Le dimissioni
sarebbero una fuga, la scelta più difficile e impegnativa è stare qui e
lavorare per dimostrare che possiamo andare avanti oltre De Gennaro. Che
sappiamo programmare risorse, fare tre termovalorizzatori e vincere la sfida
della differenziata. Una sfida da portare avanti dentro la crisi. Tutto quello
che abbiamo fatto in questi anni in Campania ora è sommerso dai rifiuti ma si
sono fatti passi in avanti nello spirito civico. Tutto questo non è riuscito a
incontrarsi con uno sviluppo più alto per nostra responsabilità, parlo per me e
per altri, ma anche per una responsabilità più generale perché diversi governi
che si sono succeduti non hanno fatto la loro parte per il Sud". I rifiuti
peggio di un incubo. Non è un caso se in sala mancano due persone, il
consigliere comunale Massimo Paolucci e il professore Raffaele
"Puppi" Vanoli che per diversi anni sono stati ai vertici del commissariato
straordinario al fianco di Bassolino. Che lancia
subito un secondo messaggio: "Io non so se questo sia il momento più
difficile per la città e la regione. Credo che il momento più difficile per la
Campania sia stato quello che abbiamo vissuto sul finire degli anni Ottanta.
Sicuramente, invece, quello che vivo è il momento più difficile per la mia
vita. Mai avrei immaginato, anche se avessi avuto un incubo, di essere imputato
di concorso in truffa ai danni dello Stato. Devo dire che forte è stata la
tentazione di dire basta, ma resto perché non sarebbe giusto liquidare così la
storia della parte migliore di questa città, di una città che ha saputo
rialzare la testa. Io non ho da chiedere o da contrattare. Da tempo avrei
potuto scegliere, come altri hanno fatto, la comoda strada del Parlamento ma
resto qui". "La cosa più bella della mia vita? L'esperienza da
sindaco di Napoli. Meglio che fare il premier. E se sono rimasto qui troppo a
lungo l'ho fatto per amore della mia città". La platea è calda, ascolta,
applaude. Bassolino lancia un terzo messaggio che
richiama i suoi comizi del '93: "Resto e vado avanti anche perché sulle
macerie non si sarebbe costruito nulla. Vincerebbe il vecchio meridione che sta
tornando in tutti modi, vincerebbero le facce che c'erano in Consiglio
regionale quando si è discussa la mozione di sfiducia nei miei confronti. Erano
in attesa di vendetta sociale e politica, vecchi ambienti che abbiamo battuto,
la Napoli che ci siamo lasciati alle spalle". Un segnale al Partito
democratico: "Veltroni ha fatto una scelta forte e coraggiosa che va
portata avanti giustamente. Ringrazio lui e D'Alema per essersi candidati qui
in Campania". Un ultimo segnale ai tremila amici: "Non ho firmato io
l'appalto per gli impianti di trattamento della spazzatura. Usciremo a testa
alta, come sempre, anche da questa vicenda". Manca il presidente della
Provincia Dino Di Palma (che comunque la solidarietà a Bassolino l'ha data ampiamente dopo il
rinvio a giudizio) impegnato in una riunione assieme a Walter Ganapini, neo
assessore regionale all'Ambiente ed ex presidente di Greenpaeace. C'è, invece,
il sindaco Rosa Russo Iervolino, tra i primi ad arrivare al porto, tra gli
ultimi ad andare via: "Fa bene ad andare avanti. Bassolino
è un uomo coraggioso e il suo è un ragionamento logico che condivido. Io sono
qui al suo fianco perché è nei momenti difficili che bisogna stare
assieme". Affrontata all'uscita da una donna agguerrita: "Sindaco,
perché non fate la raccolta differenziata? Dove andiamo a mettere l'umido?".
E la Iervolino infastidita: "Venga a portarlo a casa mia". Unica nota
di protesta di una manifestazione che i bassoliniani hanno costruito in pochi
giorni per ricaricare il presidente della Regione. Teso all'arrivo, concentrato
durante l'intervento durato circa un'ora. Sorridente Bassolino
quando sale in auto e saluta: "Sì vado avanti, io non scappo".
( da "Repubblica, La" del 05-03-2008)
Argomenti: Monnezza
Pagina IV - Napoli
Si allarga il fronte degli enti locali danneggiati. Mentre avvocati e Procura
valutano gli effetti del decreto Prodi sulle ecoballe L'EMERGENZA Rifiuti, il
Comune parte civile Al processo anche la Provincia. Iervolino:
scelta sofferta DARIO DEL PORTO La decisione, ammette il sindaco Rosa Russo
Iervolino, non è stata presa a cuor leggero ma per dovere istituzionale, che
impone al Comune di Napoli di essere presente, come parte civile, al processo
sul ciclo dei rifiuti che vede sul banco degli imputati, fra gli altri,
il governatore Antonio Bassolino. E dunque la delibera
è stata approvata ieri dalla giunta "in considerazione - spiega il sindaco
- della delicatezza dell'argomento e del momento politico, senza attendere,
come sempre facciamo, la prima udienza del 14 maggio. Ci è sembrato giusto
farlo", dice la Iervolino. Ma il sindaco intende anche sgombrare il campo
dagli equivoci ed evitare che la necessità di garantire al Comune la presenza
in aula al dibattimento possa essere interpretata come uno strappo al
consolidato rapporto politico e personale che la lega al governatore. "Gli
atti dovuti, come istituzioni, si devono fare - si giustifica - ma sul piano
personale la scelta è stata sofferta. Bassolino è
persona troppo intelligente per non sapere ciò che le istituzioni devono fare,
e poi la Regione lo ha fatto prima di noi. Comunque, sul piano personale, non
accetto l'accanimento e il linciaggio politico mediatico che si sta
attuando". Al processo che sarà celebrato davanti alla quinta sezione
penale si costituiranno parte civile anche la Provincia, come reso noto
dall'assessore con delega all'Avvocatura Antonio Pugliese, e il Comune di
Avellino, mentre la Regione, come ricordato anche dalla Iervolino, si è
costituita già all'udienza preliminare con l'assistenza di un curatore speciale
rappresentato dagli avvocati Roberto Fiore e Pino Vitiello. Dai difensori di
Palazzo Santa Lucia è partita venerdì scorso la richiesta di sequestro
"conservativo" dei beni dei 28 imputati. Il gup Marcello Piscopo
dovrebbe sciogliere la riserva la prossima settimana. In vista del
dibattimento, la difesa sta studiando l'ordinanza del presidente del Consiglio
Romano Prodi, approvata il 20 febbraio scorso, che autorizza lo smaltimento nel
termovalorizzatore da costruire ad Acerra delle ecoballe ritenute non a norma
dagli inquirenti. Questo potrebbe cambiare almeno in parte il quadro delle
accuse ipotizzate dalla Procura nell'inchiesta condotta dai pm Giuseppe
Noviello e Paolo Sirleo. Commenta l'avvocato Alfonso Maria Stile, difensore di
Impregilo: "Il provvedimento del governo riporta a mio avviso il problema
alla sua giusta dimensione: chiarisce le responsabilità del "partito del
no", che si è opposto alla soluzione più logica. Senza questi ostacoli,
sarebbe stato possibile risolvere la questione molto prima, spostandola sul
piano civilistico senza trascinarla in un'aula del tribunale penale".
Contro l'ordinanza si schiera invece il comune di Acerra, che annuncia
l'intenzione di impugnare l'iniziativa governativa dinanzi al Tar. Intanto il
Consiglio comunale ha rinviato la decisione sul piano per la raccolta
differenziata elaborato dall'assessore Gennaro Mola. Lo slittamento è stato
determinato da disaccordi all'interno della maggioranza tra la Sinistra
Arcobaleno e gli altri partiti che compongono il centrosinistra. Se ne
riparlerà domani. L'obiettivo del piano, ha detto ieri in aula Mola, è quello
di avvicinarsi il più possibile al 50 per cento di raccolta differenziata
attraverso una strategia articolata: la raccolta domiciliare della carta sarà
estesa a tutto il territorio; vetro, plastica e lattine saranno raccolte presso
tutti i bar e ristoranti, sarà avviato un "modello integrato di
raccolta" attraverso una serie di progetti pilota. Si dovrebbe passare
gradualmente dalla raccolta stradale a quella domiciliare,
"portone-portone". In attesa che i progetti diventino realtà, c'è chi
organizza proteste: tra oggi e domani 2mila drappi neri saranno esposti ai
balconi di Chiaia. "Nero perché - spiegano i promotori, aderenti al
comitato "Chiaia per Napoli" - il governatore dovrebbe stare a lutto
per la morte della sua dignità".
( da "Repubblica, La" del 05-03-2008)
Argomenti: Monnezza
Pagina IX - Bologna
Giurisprudenza e Statistica aprono una serie di incontri su temi di attualità
come cosche, camorra e Mani pulite Tra i partecipanti Gian Carlo Caselli,
Nicola Gratteri, Tano Grasso, Nando Dalla Chiesa, Roberto Morrione, Pier
Camillo Davigo, Claudio Fava ILARIA VENTURI GIAN Carlo Caselli e Pier Camillo
Davigo: l'antimafia e Mani pulite. L'impegno civile entra nei seminari
accademici dell'Alma Mater. E sono i professori, spesso nell'ombra, a rompere
gli schemi e ad affollare le aule di studenti fuori dal calendario delle
lezioni. Succede a Giurisprudenza, con il seminario che si apre venerdì
organizzato da Stefania Pellegrini per lottare, con le armi della cultura,
contro la mafia. Avviene a Statistica, dove i professori Roberto Fanfani e
Cristina Brasili hanno scelto di aprire, sempre venerdì, il tradizionale ciclo
di incontri del corso in Statistica, affrontando il tema della corruzione e
sviluppo economico con Davigo, la docente Grazia Mannozzi e l'assessore
economista Flavio Delbono. Il seminario, che affronterà temi come il
Mezzogiorno, l'equità del mondo, gli indicatori di povertà in Europa, si terrà
alle ore 11 (aula I, via Belle Arti 41). Dalla corruzione alle tre mafie: Cosa
nostra, 'Ndrangheta e Camorra. Stefania Pellegrini, docente di sociologia del
diritto, quest'anno ha scelto un titolo diretto: "Stato e antistato. Mafia
e antimafia". E una citazione da Paolo Borsellino: "La lotta alla
mafia non deve essere soltanto una distaccata opera di repressione, ma un
movimento culturale e morale, anche religioso, che coinvolga tutti, che tutti
abitui a sentire la bellezza del fresco profumo di libertà che si contrappone
al puzzo del compromesso morale, dell'indifferenza". Ecco, quello che la
docente non vuole è abituare i suoi studenti a guardare dall'altra parte. Anche
se studiano diritto a Bologna. "Il seminario, promosso con Libera, è
aperto a tutti, l'obiettivo è farlo diventare d'Ateneo in modo da coinvolgere
anche lo studente di Veterinaria", dice. I protagonisti saranno i
testimoni dell'antimafia. Venerdì, alle 15, all'aula grande della Facoltà
(palazzo Malvezzi, via Zamboni 22), interverrà, con Stefania Pellegrini, Nando
Dalla Chiesa. Poi, ogni venerdì, sino al 30 maggio, si passeranno il testimone
Claudio Fava, su Cosa Nostra, il regista Ruben H. Oliva, autore del film
documentario "O' sistema", sulla camorra, il pm di Reggio Calabria
Nicola Gratteri sulla 'Ndrangheta, Enrico Fontana, di Legambiente, sulle ecomafie, Tano Grasso, voce dell'antiracket, sull'usura,
Giancarlo Caselli su magistratura e antimafia, Antonio Maruccia, commissario
straordinario del governo sui beni confiscati alle mafie, Roberto Morrione,
direttore di Rai News 24, su informazione e antimafia e Pasquale Scimeca,
regista di "Placido Rizzotto", su cinema e antimafia. SEGUE A
PAGINA V.
( da "Repubblica, La" del 05-03-2008)
Argomenti: Monnezza
Cronaca Napoli, le
foto dello scandalo rifiuti "Due mesi dopo è sempre emergenza" Il reportage
Da Pozzuoli a Casoria, da Pianura a Quarto ancora spazzatura dappertutto Le
proteste: "Non andremo a votare Persino De Gennaro deve arrendersi"
Non solo in tutta la provincia anche nelle strade del centro la crisi è
peggiorata (SEGUE DALLA PRIMA PAGINA) GIOVANNI MARINO A due mesi dalla grande
crisi che ha precipitato Napoli all'inferno la situazione è, se possibile,
ancor più grave. L'allarmante novità, rispetto a poche settimane fa e che,
ormai, anche la city è allo stremo. Neppure i Palazzi delle istituzioni sono
risparmiati. "I miracoli sono esauriti, San Gianni De Gennaro non ce la fa
più, prima riusciva a pulire le zone nobili, ma oggi deve arrendersi",
commenta Antonio Capuani, pensionato, mentre dà le spalle agli uffici della prefettura
in piazza Carolina, dove la spazzatura è tracimata dai cassonetti ed è sparsa a
terra. Come molti napoletani, Capuani sembra informatissimo: "Le
discariche nessuno le vuole e De Gennaro non può mica usare la forza per
imporle, tantomeno adesso che non ha neppure un governo alle spalle; poveretto,
non so proprio come faccia ad andare avanti: è qui da 53 giorni e gliene
restano 67 per trovare la soluzione a un problema che dura da 15 anni".
Pochi passi e si raggiunge il quartiere di Santa Lucia, la sede della Regione
guidata da Antonio Bassolino. La scena è identica a
piazza Carolina, con la spazzatura che salta fuori dai cassonetti. Luciana
Latella attacca: "Tutta colpa loro, bisogna reagire: il giorno delle
elezioni vado a prendere il sole e se piove entro in un cinema: vedrete quanti
napoletani faranno come me, lasceremo i politici carichi di meraviglia".
La protesta è evidente in via Toledo, la strada dello shopping. Sopra un
"cimitero" di monnezza qualcuno ha affisso una serie di cartoni con scritte
del tipo: "Informazioni per i turisti, questa è una
grande scultura del Maestro Bassolino" e altre ben più pesanti dedicate al presidente della
Regione che proprio ieri ha dovuto incassare anche la costituzione di parte
civile del sindaco Rosa Russo Iervolino nel processo sul caso rifiuti che lo
vede imputato assieme ad altri 27. Il sindaco, comunicando la decisione,
quasi si scusa con il governatore: "Gli atti dovuti come istituzioni si
devono fare, ma sul piano personale la scelta è stata sofferta e comunque non
accetto l'accanimento e il linciaggio politico-mediatico che si sta
attuando". In via Toledo sfila una scolaresca. I bambini prima sono
attratti dai cartelli con gli slogan, ma subito dopo vengono assaliti dai
miasmi e l'insegnante che li guida li sprona a correre in avanti: "Non
respirate, su, per qualche secondo non respirate e superate questo punto".
A Monte di Dio, nel centro storico, Carolina Improta, capelli bianchi e tanta
rabbia in corpo, accusa: "Il mio negozio di frutta e verdura sta fallendo,
tutti pensano che i prodotti campani siano avvelenati dalla spazzatura e ho
registrato un calo delle vendite del 70 per cento". Va male ovunque, in
città. A Bagnoli, dove qualche anno fa andò in frantumi il sogno di portare a
Napoli l'America's Cup di vela, ora si combatte con il cattivo odore, i ratti e
gli scarafaggi: "Ringraziando Bassolino -
esordisce la casalinga Monica Scotti - la situazione è tragica e non possiamo
lasciare una finestra aperta altrimenti le blatte e i topi entrano in casa; non
mi parlate di campagna elettorale, nessuno può chiederci il voto qui in
Campania, nessuno può avere questa faccia tosta". Un'altra donna alza la
voce. Siamo a Fuorigrotta, in viale Augusto, la strada che porta allo stadio
San Paolo e alla Mostra d'Oltremare, davanti alla gelateria "Ice
Paradise" dove Teresa Pone non sa darsi pace: "Come faccio a vendere
coni e coppette con questo schifo qua davanti?". E suo figlio, Danilo:
"A Pianura è anche peggio, noi abitiamo lì e quando vado in motorino devo
studiarmi il percorso per non scivolare sulla monnezza, è di nuovo tutto come
prima". Ha ragione. Pianura è una distesa di rifiuti. Come a gennaio nei
giorni della rivolta anti-discarica. Salvatore Granillo, 12 anni, deve prendere
l'autobus per andare a Rione Traiano. Sta praticamente in mezzo alla strada
perché la fermata è un indegno ammasso di spazzatura. Più avanti la rotonda
all'incrocio di via Nabbucco è uno sversatoio a cielo aperto dove branchi di
cani randagi vanno a cercare il cibo. Anna Nappi urla dal balcone: "La politica
ci ha abbandonati, pensano solo a raddoppiarsi gli stipendi: qui nessuno andrà
a votare. Destra, sinistra e centro sono uguali: diserteremo le urne". E
dalla strada i passanti la applaudono. L'immagine della sconfitta, in
provincia, è una cabina telefonica all'ingresso di Pozzuoli. Sepolta per
settimane dai cumuli, era stata liberata un mese fa. Oggi non si vede quasi
più, sormontata dai sacchetti. In Largo Matteotti, l'ufficio informazioni per i
turisti è circondato dalla spazzatura: "Che possiamo farci? Segnaliamo la
cosa ogni giorno ma non succede nulla", allargano le braccia. Se Pozzuoli
è un disastro non va meglio in altri Comuni come Quarto e Casoria dove,
addirittura, una strada, via Viterbo, è totalmente ostruita da cartoni,
bottiglie vuote, sacchi con resti di alimenti, carcasse di televisioni, vecchi
indumenti, un ferro da stiro, due cucine, tre frigoriferi ammaccati e alcuni
mobili in legno. A Melito, invece, dopo due mesi di rivolte, le strade
principali sono finalmente sgombre. "Ma attenzione - avverte uno studente,
Ciro Masiello, anche lui molto informato sull'emergenza - è un'illusione: i
sacchetti sono stati semplicemente spostati da una strada all'altra".
Città e provincia annegano nei rifiuti mentre da Bruxelles arriva la notizia
che l'Italia ha risposto nei tempi previsti al richiamo dell'Unione europea
sulla procedura di infrazione che riguarda l'emergenza rifiuti. Ciro apprende
la novità dalla sua radio. Sorride: "E cosa hanno detto all'Europa? Che ci
vorranno 15 anni per bruciare 6 milioni di ecoballe nel termovalorizzatore che
ancora non è stato costruito?".
( da "Unita, L'" del 05-03-2008)
Argomenti: Monnezza
Stai consultando
l'edizione del IL CASONon solo i Cristiano sociali e gli Ecodem. Beffa a
D'Andrea. Piangono Campania, Calabria e Sicilia. Non c'è Loiero, sì a Anna
Maria Carloni, no al figlio di De Luca Caldarola, Lettieri, Magnolfi... Il
lamento degli esclusi Federica Fantozzi Peppino Caldarola non l'ha presa bene:
"Leggete le liste - informa i cyberlettori del suo blog - Volevamo portare
la classe operaia al potere, ma scorrendo i nomi di tante mogli, figlie, portavoce,
portaborse, segretari, ragazze/i pon pon, penso che al potere abbiamo portato
la servitù". Sarà stata evitata, come dice Franceschini, la "notte
dei lunghi coltelli". Ma il giorno dopo quel sereno pomeriggo a Largo del
Nazareno, nel Pd scorrono fiumi di cianuro liquido. E l'annuncio che le liste
sono ormai "immodificabili" nonostante i tempi tecnici per ripensarci
ci siano, sparge sale sulle ferite degli esclusi. "Sono stato fucilato
senza processo" si duole il sottosegretario Mario Lettieri, ex ulivista
"L'unica colpa è l'età e l'aver lavorato per il Paese. "Ditemi perché
non posso essere ricandidata - è lo sfogo della senatrice calabrese Marilina
Intrieri - Mi sono esposta, sono inseguita dalla 'ndrangheta...".
Amareggiata Beatrice Magnolfi, sottosegretaria fiorentina di rito fassiniano:
"Non rappresento i vecchi arnesi della politica". La bionda onorevole
ha detto no al 12esimo posto al Senato in Toscana, dove si corre senza speranza
di arrivare: "Non ho capito la proposta". Brutta sorpresa per il sottosegretario
ai Rapporti con il Parlamento Giampaolo D'Andrea che ha tenuto il
"pallottoliere" nella trincea di Palazzo Madama. Escluso con beffa:
nella sua Basilicata è stato candidato l'altro sottosegretario, il cossighiano
Naccarato. L'assenza che fa più rumore è quella del costituzionalista Stefano
Ceccanti. "Lo recupereremo nel gruppo dirigente" ha promesso
Veltroni. Ma sembra che all'ipotesi di un posto in esecutivo il professore sia
del tutto indisponibile. Altra nota dolente i cristiano-sociali: Marcella
Lucidi lo apprende "dalle agenzie, è una scelta ingiusta". Mimmo Lucà
si è dimesso da coordinatore, i suoi denunciano il "grave errore
politico". Di quell'area resterebbe Giorgio Tonini, "veltroniano
doc". I problemi maggiori vengono da Campania, Calabria e Sicilia. Nel
feudo che fu di Bassolino e De Mita il Pd scommette
molto e rischia altrettanto. In lista c'è la moglie del "governatore"
Annamaria Carloni, in quota Rosy Bindi. Depennato il figlio del suo acerrimo
nemico Vincenzo De Luca, Piero. Ma la grana De Franciscis apre un crepaccio:
l'ex pupillo mastelliano si è dimesso da segretario provinciale perché la sua
Caserta è "sottorappresentata". Azzerati ex Ds e Dl secondo il gruppo
dirigente campano. Che apprezza solo D'Alema capolista: "La lista Campania
1 sconcerta per la debolezza e il più giovane ha 50 anni. Ci mortificano".
Nel mirino i paracadutati, da Follini a Sircana. Gelido il
sindaco Iervolino sui candidati: "Ho sentito il bisogno di telefonare solo
a Olga D'Antona". In Calabria Loiero, escluso, è furibondo. Non è entrato
neppure il suo Ottavio Bruni, ex presidente della provincia di Vibo che si era
dimesso in previsione dello scranno. In Sicilia volano gli stracci. Il
Pd di Siracusa "esprime profondo disaccordo sulle liste fatte a Roma"
e chiede la testa del segretario regionale Francantonio Genovese (ben piazzato
al terzo posto in Sicilia 2) e del vice Tonino Russo. Idem gli Ecodem isolani
che si sentono "calpestati" e criticano l'inserimento della figlia
26ene dell'ex ministro Totò Cardinale. Più il vespaio per l'esclusione di
Lumia: protesta lo scrittore Carlo Lucarelli, Anna Finocchiaro lo invita a
proiettarsi sulla sfida regionale con lei, Di Pietro e la sinistra lo
corteggiano. Dispiaciuto Ermete Realacci: "Scelte sanguinose". E
"non era necessario cnadidare i collaboratori". L'ultima partita
riguarda gli incerti: il limbo che solo il 14 aprile si trasformerà per ognuno
in inferno o paradiso. A rischio la rutelliana Dorina Bianchi. Non blindati il
bindiano Giovanni Bachelet né l'ex udeurrino Cusumano che si duole dello
"sgarbo". Vincenzo Vita potrebbe farcela grazie al gioco delle
opzioni. Ballano Monaco, Mantini, Zaccaria. E la "ragazza del call
center" Loredana Ilardi, scivolata al nono posto in Sicilia. Solidarizza
il foglio della sinistra Rosso di Sera: "Precaria fino in fondo".
( da "Libero" del 05-03-2008)
Argomenti: Monnezza
Anzitutto 05-03-2008
Arriva D'Alema Campania in rivolta di GIAN PIETRO FIORE PEPPE RINALDI NAPOLI È
in forte crisi il Pd Campano: tutti contro tutti. C'è confusione totale.
Intanto gli scontenti, che sono tanti, fanno la fila dinanzi al portone di
ingresso della villa a Nusco di Ciriaco De Mita, che ieri ha ufficializzato la
sua candidatura come capolista al Senato nel collegio Campania 2 per l'Udc-Rosa
Bianca, speranzoso di raggiungere l'8%, che gli consentirebbe uno scranno a
Palazzo Madama. Il malcontento nasce dall'esclusione di molti dirigenti e
parlamentari uscenti che rientrano nel repulisti ordinato da Veltroni. La
goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata la decisione di
"spedire" Massimo D'Alema in Campania e affidargli il posto di
capolista. Non l'ha presa bene il ministro Luigi Nicolais, che appresa la
notizia non ha fatto salti di gioia. Fino all'ultimo sembrava lui a dover
salvare la Campania da quella che si profila sempre di più una netta sconfitta
per il Pd. Ad occupare i primi posti delle liste campane tutta gente che con il
territorio a ben poco a che vedere: Giulio Santagata, Olga D'Antona, Annamaria
Carloni, Silvio Sircana, Marco Follini. Una mossa per salvare la faccia,
sporcata dai rifiuti di Bassolino, che però ha mandato
su tutte le furie centinaia di dirigenti del partito di Veltroni. TUTTI IN FUGA
Sandro De Franciscis, attuale presidente della provincia di Caserta, nonché
segretario provinciale del Pd, ha annunciato le sue dimissioni. "Caserta e
la sua provincia sono state massacrate e ignorate. Evidentemente il Pd non ha
bisogno del voto dei casertani. A questo punto io voterò Pd, ma la campagna
elettorale se la facciano loro. Si tratta di liste scritte in nottata e frutto
di accordi sottobanco". Beh, se lo dice lui che fino ad ieri ha mangiato
nello stesso piatto, allora c'è da fidarsi. Ma non è il solo. Ieri mattina il
consigliere regionale Felice Iossa si è dimesso dalla direzione regionale del
Pd, con una lettera al segretario Iannuzzi in cui afferma di non condividere
l'operato dello stesso Iannuzzi per la composizione delle liste dei candidati
alla Camera ed al Senato in Campania. "Hai tradito lo spirito costituente
del Partito Democratico tutelando solo gli interessi della Margherita. Non ci
sto ad un falso rinnovamento privo di assoluta qualità". Quindi fuori
dalla coalizione di centrosinistra anche Alleanza Riformista, la componente
socialista del Pd. Nel pomeriggio poi la doccia fredda: una nota sottoscritta
da una cinquantina di dirigenti del Pd campani, guidati da Massimo Paolucci.
"C'era bisogno di un forte rinnovamento - si legge nella nota dei
dissidenti - invece ci ritroviamo con una lista che è l'esatto opposto del
partito federale di cui da mesi andiamo parlando. Rinnovare non significa
escludere le forze locali e riempire la lista di nomi catapultati in Campania
da tutta Italia. Appare un'operazione di basso profilo". RICHIESTA DI DANNI Sempre ieri la Iervolino ha scaricato il
presidente della Regione. Sul fronte dei rifiuti, infatti, ieri il Comune e la
Provincia di Napoli, il Comune di Avellino e un'altra ventina di Comuni si sono
costituiti parte civile nel procedimento contro Antonio Bassolino e altri 27 imputati. Il
gip si è preso una settimana di tempo per decidere sul sequestro conservativo
dei beni di Bassolino & Compagni. Intanto ieri s'è
tenuta l'annunciata giunta pubblica dell'amministrazione regionale. Circa 3mila
persone hanno affollato la Stazione Marittima nel primo, azzardato, tentativo
di Bassolino di misurare il polso di una popolarità
ormai lontana dai fasti dell'immaginario Rinascimento. Gli è andata bene,
nessuna contestazione al suo indirizzo né a quello degli assessori schierati
quasi tutti al gran completo. Una claque - si direbbe - nella quale non era
difficile scorgere la sua vecchia base, tra ex operai dell'Italsider e donne
delle coop costituite qua e là nel corso degli anni. Antonio Bassolino
e Massimo D'Alema Oly Salvo per uso personale è vietato qualunque tipo di
riproduzione delle notizie senza autorizzazione.
( da "Liberazione" del 05-03-2008)
Argomenti: Monnezza
In 20 cinema da
venerdì per la coraggiosa distributrice "Lumie'ree & co" Mondezza
napoletana in sala La racconta "Biutiful cauntri" Federico Raponi
Prima che la situazione precipitasse con i roghi, i blocchi, i tafferugli,
l'esercito e il commissario straordinario De Gennaro, dello scandalo immondizia
in Campania si era già occupata la magistratura, ad esempio nel giugno 2007 con
il filone di inchiesta sull'Impregilo. La ditta aveva ottenuto l'appalto per lo
smaltimento dei rifiuti (la metà dei quali sarebbero dovuti diventare
combustibile per i termovalorizzatori), ma dopo che il denaro era stato
percepito "'a munnezza" rimaneva in loco, magari interrata. Di
conseguenza, la Procura di Napoli ha provveduto al sequestro di 750 milioni di
euro dai conti correnti bancari dell'Impregilo (insieme a quelli di altre società,
con 28 indagati per truffa aggravata e continuata ai danni dello Stato e frode
in pubbliche forniture), la quale è stata inoltre interdetta per un anno dalle
contrattazioni con la pubblica amministrazione. Un interessamento c'è stato
anche da parte del cinema, con il documentario Biutiful cauntri - menzione
speciale della giuria all'ultimo Festival di Torino, da venerdì prossimo in
sala - di Esmeralda Calabria, Andrea D'Ambrosio e Peppe
Ruggiero, curatore del rapporto Ecomafie di Legambiente e giornalista che da 10
anni si occupa del fenomeno. "Abbiamo deciso di mettere insieme le nostre
risorse - ci dice Calabria - per raccontare i problemi che riguardano sia le
discariche legali che quelle illegali, soprattutto di rifiuti tossici.
Cercando di individuare il fulcro degli sversamenti, ma principalmente mostrare
una situazione tipicamente italiana". Ovvero sette commissari straordinari
in tredici anni, 1200 discariche abusive con epicentro ad Acerra, Giugliano,
Qualiano, Villaricca. Qui si è concentrata la ricerca, e non è stato facile.
"La difficoltà più grossa è che in questi posti nessuno ci va per turismo,
per cui sei sotto controllo. Se arrivi anche nella maniera più discreta
possibile subito tutti sanno che sei lì e si chiedono perché sei venuto a
girare, se non per vedere le discariche dei rifiuti tossici. Abbiamo dovuto
fare tutto con molta cautela". Ciononostante, in alcuni luoghi - gestiti
dalla camorra - i tre non sono potuti andare. Ma fin dove è stato praticabile
hanno trovato "uno spettacolo agghiacciante, paragonabile al terzo mondo.
Pecore e bufale che muoiono tutti i giorni, contadini e allevatori che non
possono più lavorare la terra o produrre latte e formaggi perché gli animali si
ammalano per la diossina (ma le sostanze tossiche sono variegate: amianto,
cobalto, alluminio, arsenico, cadmio, ndr ), in uno stato di totale abbandono
da parte delle istituzioni. Vengono sequestrate e abbattute le greggi, e ciò
con conseguenze enormi, perché queste persone non hanno finanziamenti o sussidi
per poter vivere". Se le bestie nascono malformate o muoiono a migliaia,
gli esseri umani si ammalano di leucemie fulminanti e cancro. "Secondo i
dati dell'Oms e dell'Istituto Superiore della Sanità - prosegue l'autrice - in
queste zone c'è stato un aumento dei tumori intorno al 34%, soprattutto nelle
donne, e l'età media si è notevolmente abbassata". Nel breve periodo,
invece, l'allarme sta provocando un tracollo del turismo e dei prodotti
alimentari, dai pomodori alle mozzarelle. Qualcuno, nel corso degli anni, è corso
ai ripari? A livello ufficiale ad esempio, il comune di Acerra ha pagato per un
lungo periodo 15 milioni di lire al giorno per lo stoccaggio di rifiuti,
affittando un terreno di 10 mila mq in cui però finivano pure sostanze
tossiche. I cittadini hanno fatto causa e i proprietari sono stati arrestati.
Il lavoro di denuncia di Biutiful cauntri è nato grazie al produttore Lionello
Cerri "in linea - ci rivela - con quanto solitamente facciamo di forte,
basato sui contenuti e sulla realtà. Conoscevo il problema per sentito dire e
in questo il filmato, molto documentato, mi ha aiutato. Tra i suoi tanti pregi
è chiaro, sintetico, attento. In più, diverse persone che ci credevano hanno
contribuito gratuitamente". Buona l'accoglienza dell'opera a Torino,
"la gente - conclude l'autrice - diceva "non è possibile",
perché le immagini sono potenti, accompagnate dalle intercettazioni
telefoniche, concesse dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere che ha condotto
un'inchiesta dal 2000 al 2005. Le voci hanno per il 90% l'accento
settentrionale e svelano come funziona il traffico illecito di veleni
provenienti da aziende automobilistiche, di pneumatici e fibre tessili del
Nord". 05/03/2008.
( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 05-03-2008)
Argomenti: Monnezza
LUIGI ROANO Il
Comune si costituirà parte civile nel processo che si aprirà il 14 maggio per
presunte irregolarità nella gestione dello smaltimento dei rifiuti. Nella
sostanza Palazzo San Giacomo contro il presidente della Regione Antonio Bassolino imputato in quel procedimento. Sotto accusa, oltre
al governatore commissario di governo dal 2001 al 2004, i tecnici della
Impregilo; imprenditori del calibro di Piergiorgio Romiti e Armando Cattaneo e
gli ex vicecommissari Raffaele Vanoli, Salvatore Acampora e Giulio Facchi. La
decisione è stata annunciata ieri dal sindaco Rosa Russo Iervolino nel corso di
una seduta del Consiglio comunale con al centro la discussione proprio su come
uscire dall'emergenza spazzatura. Nello specifico sulla raccolta differenziata.
Ieri mattina alle 9 il varo del provvedimento, un'ora insolita rispetto alle
abituali riunioni e questo forse ha spiazzato 6 assessori risultati assenti. E
che quindi non hanno firmato la delibera di costituzione in giudizio. Solo
questione di ora insolita o scelta politica le assenze? L'interrogativo ha
turbato per molte ore il secondo piano di Palazzo San Giacomo. Vediamo chi non
ha firmato l'atto che porta la firma di Tino Santangelo, il vicesindaco: Bruno
Terracciano (Udeur) con delega al personale che però ha avuto problemi
personali ed è più che giustificato. Poi Donata Rizzo D'Abundo (Udeur) con
delega all'Anagrafe, Giulio Riccio della Sinistra arcobaleno che cura le
Politiche sociali. Poi un trio di bassoliniani: Nicola Oddati responsabile
della Cultura, Valeria Valente con delega al Turismo (che era a Berlino in
missione per il Comune) ed Enrico Cardillo assessore al Bilancio, e che fanno
sapere dalla sua segreteria a quell'ora era a un funerale. "Abbiamo preso
questa decisione considerando la delicatezza dell'argomento e del momento
politico non attendendo, come facciamo sempre, la prima udienza e quindi il 14
maggio. Ci è sembrato giusto farlo subito" dice il sindaco che prosegue:
"Una decisione sul piano personale molto sofferta. Però sul piano
istituzionale era una scelta dovuta. E quindi ciò che si deve fare si fa".
Il sindaco parla quotidianamente con Bassolino e a chi
le ha chiesto se lo avesse avvisato di persona della decisione che stava per
prendere risponde così: "Bassolino è una persona
troppo intelligente per non sapere ciò che le amministrazioni devono fare. Del
resto la Regione addirittura si è costituita già parte civile prima di
noi". La Iervolino contro Bassolino? L'ex ministro dell'Interno sgombra subito il campo da chi
potrebbe intravedere ombre nel suo rapporto col governatore: "C'è un
accanimento contro Antonio e questa è una cosa che non accetto. Va distinto
quello che un'amministrazione deve fare, è il caso del Comune, dal linciaggio
mediatico politico che si sta scatenando contro Bassolino, si cerca il capro espiatorio". La mossa del Comune
di costituirsi parte civile è stata attuata anche dalla Provincia del
presidente Dino Di Palma altro storico sostenitore di Bassolino,
Di Palma condivide con il governatore la discesa in campo in politica fin dalla
sua prima elezione a sindaco. A dare notizia dell'avvenuta costituzione in
giudizio però è il vicepresidente della Provincia Antonio Pugliese, titolare
della delega all'avvocatura, lo ha annunciato nel corso della consueta riunione
di giunta.
( da "Repubblica, La" del 06-03-2008)
Argomenti: Monnezza
Pagina IV - Napoli
IL PERSONAGGIO IN CAMPO La telefonata del Cavaliere, gli ultimi dubbi legati
all'azienda e alla famiglia: la giornata decisiva di D'Amato L'industriale che
studia da ministro Lo scenario: titolare delle Attività produttive per
rilanciare il Sud I colloqui In queste ore colloqui con il fratello, la moglie
e la ristretta cerchia di amici, poi sarà sciolta la riserva la cautela Parlerò
della candidatura solo quando sarà il momento, non ci sono ancora novità la
sfida Non possiamo più delegare il compito di risolvere i problemi, tocca a noi
fare qualcosa per la città palazzo partanna L'Unione industriali di Napoli
guarda con interesse alla scelta dell'ex inquilino di viale dell'Astronomia
DARIO DEL PORTO La telefonata risolutiva, dicono, è arrivata nella giornata di
ieri. Antonio D'Amato era a Bologna per motivi di lavoro quando lo ha chiamato
Silvio Berlusconi. Al centro del colloquio, la candidatura dell'ex presidente
di Confindustria al Senato sotto le insegne del Pdl ufficializzata poi dal
leader di Forza Italia, sia pure solo "al 90 per cento", nel salotto
di Bruno Vespa. I contatti tra i due si susseguono ormai dai diversi giorni ma
ora la conclusione dell'accordo appare vicinissima. In cambio della
disponibilità a correre per un seggio a Palazzo Madama, D'Amato avrebbe
ricevuto da Berlusconi la proposta, in caso di successo del centrodestra, di un
ingresso al governo come ministro di un dicastero di primissimo piano, quello
per le Attività produttive. In queste ore di grande pressing politico e
mediatico, il diretto interessato frena: "Parlerò quando sarà il momento,
non ci sono novità", ha ribadito anche dopo che le agenzie di stampa
avevano rilanciato le parole di Berlusconi. Ma "il momento" sembra
ormai prossimo perché già in giornata il Popolo della libertà potrebbe chiudere
la partita delle liste. E d'altra parte appena tre giorni or sono, intervenendo
a un incontro con alcuni studenti organizzato dalla Fondazione Cortese presso
la Camera di Commercio, il patron della "Seda" aveva usato argomenti
che, riletti oggi, farebbero pensare a una decisione già maturata: "Non
possiamo più delegare ad altri il compito di trovare le soluzioni ai problemi.
Il futuro è nelle nostre mani, tocca a noi fare qualcosa per questa città e
questa regione". Dunque la voglia di entrare nell'agone politico, e di
poter lavorare in prima persona per il Mezzogiorno, c'è tutta. Ciò nonostante,
la scelta, per D'Amato, è di quelle difficili. Accettare la proposta di
Berlusconi, entrare al Senato e poi, eventualmente, raccogliere la guida del
ministero delle Attività produttive, comporterebbe uno stravolgimento radicale
nelle abitudini di un imprenditore che, anche nel periodo trascorso al timone
di Confindustria, si era imposto di dedicare due giornate piene, il lunedì e il
venerdì, alla gestione diretta delle sue aziende. Rispettare questo ordine di
priorità potrebbe rivelarsi impossibile in caso di elezione, senza contare le
conseguenze che un impegno politico inevitabilmente assumono sul piano della
vita familiare: il dieci per cento che ancora impedisce la conclusione
dell'accordo è tutto qui. Dal momento in cui la prospettiva di una candidatura,
più volte ventilata in occasione di precedenti consultazioni, si è fatta più
concreta, D'Amato si è confrontato a lungo con la moglie, Marilù Faraone
Mennella, con il fratello e con la ristretta cerchia di amici che lo segue da
sempre. Ora sta per sciogliere la riserva. Con D'Amato in Parlamento, e forse
al governo, resta da capire come si muoverà l'Unione industriali di Napoli.
Guardando ai rapporti che hanno scandito il recente passato ci sarebbe da
aspettarsi una certa cautela, per non dire diffidenza, del gruppo dirigente di
Palazzo Partanna nei confronti della nuova avventura che attende l'ex inquilino
di viale dell'Astronomia. Le cose invece stanno diversamente perché la
leadership dell'Unione industriali che si riconosce nel presidente Gianni
Lettieri guarda al contrario con estremo interesse ai passi di D'Amato. Per le
imprese napoletane, costrette a fronteggiare gli effetti negativi di questi
anni scanditi prima dall'emergenza criminalità e poi dalla drammatica crisi dei
rifiuti, un interlocutore come D'Amato potrebbe rivelarsi determinante. Da qui,
le indiscrezioni che vedono Palazzo Partanna positivamente impressionato dalla
prospettiva romana dell'ex presidente di Confindustria, pur
senza con questo voler rinnegare il dialogo avviato da tempo con quella parte
di centrosinistra campano rappresentata dal governatore Antonio Bassolino e dal ministro uscente Luigi
Nicolais. Sarebbe il solco tra l'Unione industriali e il sindaco Iervolino, in
realtà, a diventare ancora più profondo.
( da "Repubblica, La" del 06-03-2008)
Argomenti: Monnezza
Pagina V - Napoli LA
POLEMICA Ancora tensione per le candidature, bagarre per le posizioni a ridosso
dei sicuri eletti Sprint nel Partito democratico per i posti della "zona a
rischio" Accuse al segretario Iannuzzi: "Ha tutelato solo
Salerno" OTTAVIO LUCARELLI PARTITO democratico ai ferri corti in Campania.
Lo sbarco di candidati dal centronord e l'inserimento di autentici illustri
sconosciuti nelle retrovie ha creato una bagarre finale per i posti della
"zona a rischio" tra divorzi e polemiche. Quella fascia di posti non
sicuri ma che potrebbero riservare sorprese soprattutto con il gioco delle
opzioni dei big, a cominciare da Massimo D'Alema che ha già messo le mani
avanti annunciando di rimanere comunque "deputato della Puglia" e di
essere capolista in Campania uno (Napoli e provincia) solo per
"accompagnare la lista". è bagarre, dunque. Dopo le sferzate degli ex
socialisti Roberto De Masi e Felice Iossa e dopo la lettera di cinquanta
dirigenti, mentre sul sito del Partito democratico comparivano i nomi dei
candidati del Pd regione per regione è arrivato l'ultimo affondo da parte
dall'ex diessino Ciro Cacciola, consigliere provinciale e coordinatore
dell'esecutivo del Pd di Napoli, che chiede la testa del segretario regionale,
l'ex demitiano Tino Iannuzzi: "La palese inadeguatezza di Iannuzzi nella
composizione delle liste dimostra ancora una volta che occorre cambiare
rapidamente pagina in Campania". In realtà Cacciola è teso e arrabbiato
perché è finito al numero 14, preceduto nella lista del Pd per la Camera a
Campania uno da Agnese Borrelli, dinamico sindaco di Boscotrecase, legata da
tempo all'area del consigliere regionale Pasquale Sommese, ex Margherita e
candidato più votato tre anni fa in Campania. Bagarre per i posti nell'area a
rischio. Dove hanno trovato casa anche al numero 15 il bassoliniano Amedeo
Cortese, della sinistra giovanile, e al numero 16 Filippo Monaco, consigliere
provinciale con base elettorale a Pozzuoli e legame forte con Salvatore Piccolo
che, escluso due anni fa da De Mita, si è preso la rivincita insediandosi
saldamente al numero 6 dopo una battaglia durissima nelle primarie del Pd.
Nelle retrovie, invece, si ritrovano gli intellettuali indicati dal segretario
provinciale del Pd Emma Giammattei: Angela Viola, Vincenzo Pavone (direttore
del Dipartimento di chimica della Federico II), Anna De Vizio, la docente di
teologia Filomena Grosso. Per la Cgil è in lista al numero 26 Giuseppe De
Francesco dell'Ansaldo. Tre i consiglieri comunali di Napoli, tutti in coda:
Franco Moxedano, Emilio Di Marzio e Giovanni Palladino. Mentre al numero 31 c'è
Lucio Natale della società di servizi della regione "Film
commission", legatissimo al sindaco Rosa Russo
Iervolino. Sulle scelte, soprattutto su quelle per Campania due (le altre
quattro province), si abbatte invece la scure degli ex socialisti con Roberto
De Masi che accusa Iannuzzi: "Noi di Alleanza Riformista da oggi
recuperiamo pienamente la nostra autonomia e la nostra libertà di azione per
concorrere ad un vero rinnovamento della politica. Avevamo dato fiducia
a Iannuzzi, ma dobbiamo purtroppo prendere atto che non è stato il segretario
di tutti, ma solo di una parte e di un territorio". Con un chiaro
riferimento all'area salernitana, la terra di Iannuzzi, che nella lista
Campania due fa la parte del leone rispetto ad Avellino, Benevento e Caserta.
Lista guidata dalla ventiseienne ex demitiana di Teano, Pina Picierno, con
Walter Veltroni al numero due e il segretario Iannuzzi al tre. Area salernitana
che ha conquistato posizioni nobili in lista con il veltroniano doc Guglielmo
Vaccaro, consigliere regionale, insediato al numero quattro, con Fulvio
Bonavitacola (fedelissimo del sindaco Vincenzo De Luca) al sette, con Tonino
Cuomo (ex Forza Italia) al 10. Al numero 13 c'è poi l'ex sindaco di Bellizzi,
Mimmo Volpe, più indietro l'ex segretaria Sdi Angela Pace. Una lista con il
marchio Salerno anche nell'ultima casella riservata a Paolo Russomando, sindaco
di Giffoni Valle Piana e nipote del consigliere regionale Ugo Carpinelli, che
dopo tre mandati al Comune ha insediato il rampollo che si ritrova in coda per
una candidatura di bandiera. Marchio Salerno confermato anche al Senato dove
nella lista guidata da Marco Follini c'è al numero due Alfonso Andria, uno dei
maggiori sostenitori di Iannuzzi al recente congresso del Pd.