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DOSSIER “MONNEZZE” |
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top ARTICOLI DELL’ 8 e 9 marzo 2008 #TOP
D'amato
spiazza berlusconi non si candida, punta alla regione - ottavio lucarelli
( da "Repubblica,
La" del 08-03-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract:
due anni fa
rivale della Iervolino per Palazzo San Giacomo. Spazio invece per Raffaele
Lauro, in passato "Alto commissario per le iniziative contro usura e
racket" e per Maria Elena Stasi, prefetto di Campobasso in aspettativa ed
ex prefetto di Caserta dopo molti anni trascorsi negli uffici della prefettura
napoletana in piazza del Plebiscito.
Girolamo
De Michele La scoperta dell'esistenza di "trappole logiche" è uno dei
risultati più importanti della Scuola di Palo Alto, una corrente della
psicologia che, partendo dalle ( da "Liberazione"
del 08-03-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract:
ecomafia,
devastazione del letto dei fiumi per il prelievo di sabbia, utilizzo di
materiale contaminato nelle costruzioni, smaltimento al sud delle scorie
radioattive delle virtuose regioni del nord); che tutto questo si intreccia con
una rete di relazioni conflittuali che produce un deprezzamento del valore e
della dignità dell'
Chiesta
l'archiviazione per Mastella E lui: "Chi mi ripagherà del calvario?"
( da "Quotidiano.net"
del 08-03-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract:
attenzione
degli Italiani dai guai combinati in Campania dal trio Bassolino-Iervolino-Pecoraro
che hanno ridotto tale regione in uno stato di degrado tale le cui conseguenze
negative dureranno per decenni. E molto grave che Mastella sia stato
abbandonato dai suoi che per convenienze personali e per vigliaccheria sono
scappati tutti come topi.
SARANNO
le immagini della spazzatura che sommerge il Napoletano. Saranno le denun
( da "Giorno,
Il (Nazionale)" del
09-03-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract:
ecomafie è
diventato 'di moda anche in letteratura. Le ultime cifre parlano chiaro: in
meno di due settimane "Previsioni del Tempo" del collettivo Wu Ming
ha venduto 15mila copie. E su cifre espresse in migliaia è anche
"Fuoco!" di Giancarlo De Cataldo, il magistrato noto al grande
pubblico per aver narrato le vicende di quella holding criminal-
Pd,
la scossa di d'alema "basta liti, la barca
affonda" - angelo carotenuto
( da "Repubblica,
La" del 09-03-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract:
Follini si
farà vivo al tavolo in direzione, la Iervolino non c'è. Intorno a loro
candidati e no: Cesario, Iacovelli, Marciano, Salzano, Santoro, Sommese,
Velotti. E il lavoro frenetico di Rosalba e Anna. "Com'è andata a
Pompei?", gli domanda Bassolino. è andata che
D'Alema apre tra gli scavi sotto la pioggia il suo tour elettorale.
Crivelli
assolto "aspetto le scuse"
( da "Repubblica,
La" del 09-03-2008)
Argomenti: Monnezza
Abstract: ecomafia: il governatore pugliese, Nichi Vendola ha
aspettato due anni che la giustizia facesse il suo corso e assolvesse l'ex
segretario provinciale di Rifondazione comunista, Lello Crivelli. Ora che la sentenza è arrivata e
l'assoluzione di Crivelli è stata data con formula piena dalle accuse di
concorso in traffico illecito di rifiuti,
( da "Repubblica, La" del
08-03-2008)
Argomenti: Monnezza
Pagina IV - Napoli
D'Amato spiazza Berlusconi non si candida, punta alla Regione Ronghi lascia An:
"Il Pdl non rappresenta più la gente" Bassolino
rileva le divisioni nella destra e Bobbio lo attacca Rinuncia al Parlamento ma
si dice disponibile per la sfida in Campania L'ex presidente di Confindustria
incontra il Cavaliere a Roma OTTAVIO LUCARELLI La Telenovela
D'Amato-Berlusconi continua e in Campania le sentinelle di An e Forza
Italia esultano, dai parlamentini di quartiere fino al Consiglio regionale.
L'ex presidente di Confindustria dice ancora una volta no al Cavaliere e, dopo
la sua uscita nel pomeriggio da Palazzo Grazioli a Roma, si torna a parlare
ancora una volta di una candidatura alla Regione. Una telenovela. Se ne parlò a
lungo nel 2005 fino alla definitiva rinuncia e alla corsa in extremis di Italo
Bocchino contro Antonio Bassolino. Se ne torna a
parlare ora che è saltato l'accordo nonostante l'invito e l'annuncio alla
nazione lanciato l'altra sera dal leader del centrodestra durante "Porta a
Porta". Niente da fare. D'Amato, che oggi alle 12 all'hotel Vesuvio
spiegherà le ragioni del no, non ottiene le garanzie sulla poltrona di governo
che chiedeva e si fa ancora una volta da parte. Con il risultato che, come
avvenne tre anni fa, il suo posto sarà occupato da Italo Bocchino. Nel 2005
accadde per la corsa in Regione mentre questa volta il deputato di An, grazie a
D'Amato, guadagna un gradino nella lista del centrodestra per la Camera a
Campania uno, cioè nella circoscrizione di Napoli e
provincia, e sale sul podio con il numero tre dietro Berlusconi e Fini. Antonio
D'Amato, da alcune settimane presidente del "Gruppo Mezzogiorno" dei
Cavalieri del lavoro, non scende in campo e il primo ad esultare è Salvatore Ronghi,
vicepresidente del consiglio regionale, che in
mattinata aveva annunciato il divorzio da An in polemica con il suo ex partito
non solo per il corteggiamento a D'Amato, ma soprattutto per la scelta di
escludere i consiglieri regionali dalle liste di Camera e Senato. "La fuga
di D'Amato - urla a tarda sera Salvatore Ronghi - è una mia vittoria". E giù una valanga di accuse contro gli ex amici, da Bocchino a Mara
Carfagna di Forza Italia: "Sto avendo forti pressioni della Destra ma per
ora non sono interessato a passare con altri partiti. Il Partito della
libertà non rappresenta più la gente e io, per la prima volta dopo trentasei
anni, mi trovo costretto a lasciare una comunità. Ma, sia
chiaro, non sono uno che sa stare facilmente alla finestra". Ronghi,
infatti, ha riunito subito in serata i suoi
fedelissimi al centro direzionale anche per decidere come orientare un
pacchetto personale di voti piuttosto consistente. E non a
caso del suo divorzio ha parlato anche Bassolino:
"Le dimissioni di Salvatore Ronghi da Alleanza nazionale sono il segnale
di discussioni molto forti che ci sono in quel partito e anche nell'ex Casa
delle libertà. Spesso il centrodestra tendeva a presentare il vecchio
centrosinistra come la casa di tante divisioni, ma le divisioni nel
centrodestra erano non meno grandi. Il mio augurio, comunque,
è che la campagna elettorale si svolga su un terreno giusto". Frasi che hanno innescato subito una polemica con Luigi Bobbio,
segretario provinciale di An: "Bassolino aveva
detto che non avrebbe fatto campagna elettorale e invece parla ogni quarto
d'ora. Io penso che il presidente della Regione farebbe bene a non
divulgare le proprie valutazioni. Ad An e ai cittadini
campani non interessano i suoi sciacallaggi politici perché Bassolino
ha perso, a causa della malagestione e del disastro che ha coscientemente
causato, ogni diritto civile e politico a intervenire sulle vicende
altrui". Bassolino e Alleanza nazionale ai
ferri corti mentre in Forza Italia, nonostante la rinuncia di D'Amato, saranno
parecchi gli aspiranti parlamentari a rimanere a bordo campo. Non dovrebbe
esserci posto in lista per Paolo Cirino Pomicino, Alfredo Vito, Giulio Di
Donato e Franco Girfatti, mentre rischia di lasciare il Senato anche Franco
Malvano, due anni fa rivale della Iervolino per Palazzo San
Giacomo. Spazio invece per Raffaele Lauro, in passato "Alto commissario
per le iniziative contro usura e racket" e per Maria Elena Stasi, prefetto
di Campobasso in aspettativa ed ex prefetto di Caserta dopo molti anni
trascorsi negli uffici della prefettura napoletana in piazza del Plebiscito.
( da "Liberazione" del
08-03-2008)
Argomenti: Monnezza
Analisi di Gregory
Bateson, studiava le patologie della psiche puntando l'attenzione sulle
relazioni distorte Girolamo De Michele La scoperta
dell'esistenza di "trappole logiche" è uno dei risultati più
importanti della Scuola di Palo Alto, una corrente della psicologia che,
partendo dalle analisi di Gregory Bateson, studiava le patologie della psiche
puntando l'attenzione sulle relazioni distorte. Cos'è una trappola logica? Una
struttura relazionale che non consente alcuna possibilità di sfuggire ad una relazione
malformata. Ad esempio, la madre che regala due camicie al figlio, gli chiede
quale delle due preferisce e, avuta risposta, commenta: l'altra proprio non ti
piace, vero? Questa struttura può essere applicata alle relazioni
interpersonali, ma anche a quelle tra gruppi o macro-gruppi: la psicologia del
giocatore d'azzardo incapace di smettere di giocare, l'autopercezione
dell'alcolista, le dinamiche della corsa agli armamenti sono tipiche situazioni
nelle quali i soggetti, presi all'interno di doppi vincoli, non sono in grado
di uscire dal contesto e reiterano la trappola qualunque decisione prendano.
Questa struttura ci è utile per uscire dalle secche della questione dei
"temi eticamente sensibili", brandita dal partito trasversale della reazione
catto-integralista, braccio secolare di Joseph Ratzinger oggi come ieri ( absit
iniuria verbis ) i gesuiti di Paolo IV. Il tema sembra neutrale: da Binetti a
Casini, chi se ne fa portatore afferma la rilevanza etica di alcuni temi sui
quali la politica è chiamata a deliberare, o alternativamente a non deliberare
per principio, giacché "sulla vita non si vota". Sono definiti
"eticamente sensibili" temi che afferiscono in via prioritaria alla
vita: l'associazione Scienza & Vita elenca "legge 194, linee guida
legge 40, pillola del giorno dopo, pillola RU486, disabilità, testamento
biologico, trattamento sociale e sanitario del fine vita,
identità e genere". Questi temi vengono fatti discendere da una
comprensione antropologica della vita e della persona presentata come
autoevidente ("la centralità acquisita dalla questione antropologica e dai
temi eticamente sensibili nel dibattito pubblico italiano"), laddove si
tratta dell'antropologia cattolica. La trappola logica scatta nel momento in
cui il contraddittore è preso da un'apparente alternativa. Se rifiuta i temi
elencati, viene accusato di mancanza di senso etico, di edonismo, di
relativismo. Se invece li accetta, magari criticamente, implicitamente
legittima l'esclusione, o la minore rilevanza etica, di altri temi dal campo
dell'"eticamente sensibile". Un campo che secondo il pensiero
catto-integralista va perimetrato in modo autorevole, distinguendo tra ciò che
è fuori dal perimetro (ed è quindi negoziabile), ciò che è interno e non è
negoziabile, e ciò che sta sul confine, in "una zona di chiaro-scuro che
le sfide della tecnica oggi ci propongono in un modo che mai era stato preso in
considerazione prima" (Paola Binetti). Da qui, complice quell'equivoco di
origine heideggeriana che consiste nel confondere la tecnica in quanto tale con
la scienza, ed ambedue con la riflessione sulla scienza (epistemologia), si dà
per scontato che "la tecnica non pensa" e si esclude per principio
l'autorevolezza di qualsivoglia pensiero inficiato o compromesso col "modo
di pensare tecnico", non importa se proveniente da medici, biologi,
epistemologi, o anche filosofi che si relazionino con i nefasti esiti del vaso
di Pandora scoperchiato da Galilei (Ratzinger). E si
conclude, brachilogicamente (cioè omettendo di tematizzare la discutibilità del
secondo passaggio) che l'unica autorità non può che essere quella del dottor
Ratzinger, il quale (ancora Binetti) "da un lato pone la vita, la famiglia
e l'educazione. Dall'altro le lotte di contrasto alla povertà, la
solidarietà e la pace. Quello che emerge è un panorama amplissimo perché ciò
che è eticamente sensibile è anche il modo con cui lo si affronta. Dobbiamo
stare molto attenti, c'è tanto margine su cui la nostra ragione può trovare lo
spazio di condivisioni, poi c'è il valore soglia. Dobbiamo
cercare di restare lontani da quel valore soglia". Degno di nota è
l'uso di quella fallacia logica per la quale il rinvenimento di "una"
autorità equivale all'identificazione dell'"unica" autorità: perché,
su quali basi l'autorità dev'essere unica? Chi dice che non debbano misurarsi,
anche conflittualmente, diverse istanze normative (una metafisica, una utilitaristica, una contrattuale, poniamo), tale per cui
prevalga quella che esprime la maggiore potenza di essere? Se si accetta questa
delimitazione del campo della negoziabilità politica in ciò che è etico e ciò
che non lo è, pare un'affermazione di senso comune dire che "le questioni
etiche sono anche propriamente politiche e pertanto oggetto delle scelte
partitiche e parlamentari e in quanto tali non sottraibili, in virtù del
semplice ricorso alla libertà di coscienza, al confronto democratico che è
costitutivamente pubblico". Ma ragioniamo per assurdo. Chi potrebbe negare
la rilevanza di temi quali la definizione di cosa è o non è vita o persona, o
di quale sia l'essenza costitutiva dell'essere umano (se cioè la distinzione
biologica di genere sia prevalente sulle aree di confine e sulle
violazione dei confini tra generi)? Chi negherebbe che questioni meramente
tecniche o amministrative, quali la facoltà di un comune di concedere la
licenza a un outlet, la destinazione del tfr nei fondi pensione o le leggi
contro le sevizie sugli animali siano temi "secondari" rispetto a
quello sopra citati: talmente secondari da lasciarli al "libero gioco del
mercato" (cioè a quel modo tecnico di pensare che sui temi etici si intende scongiurare)? Una decisione sulla RU486 o sulla
legge 40 comporta la definizione di un centro - il tema in sé - e di una serie
progressivamente ampliantesi di cerchi concentrici che si estendono fino a
toccare domande quali: cos'è la vita?, cos'è una
persona?; ed anche (con buona pace dell'asse teo-dem-com): cosa accade quando
due vite esistono in un unico corpo? Può una persona pienamente formata essere
privata dell'arbitrio sul proprio corpo in favore di un corpo ospite? Ancora
più ampio: la vita è un concetto univoco, o esistono gradi e differenze?
L'embrione è già in tutto e per tutto vita compiuta, o è vita di grado e
dignità diversa dal corpo senziente e ben organizzato della madre (come
sostenevano quei pericolosi laicisti di Tommaso d'Aquino, il cui pensiero è
interamente dottrina della Chiesa, Maritain, maestro spirituale di Paolo VI, e
papa Luciani)? In ogni caso, il carattere etico di questi interrogativi sembra
risiedere nel fatto che a partire da esso non può darsi risposta che non
implichi una risposta su che cos'è la vita nel più ampio senso biologico, e
quali sono i rapporti tra i diversi viventi (esseri umani, embrioni, animali, ambiente, natura inorganica). Nulla a che vedere col
semplice gesto di andare a fare shopping nell'outlet: qui, al massimo, si può
tirare in ballo la vanità del vestire griffato, o eventualmente il bisogno, che
colpisce anche i ceti cosiddetti medi, di una maggiore oculatezza nel bilancio
familiare. E invece Roberto Saviano ci ha mostrato come il circuito degli
outlet si integra nell'economia "legale" gestita dal sistema-camorra;
che questo sistema è intrecciato con quello dello sviluppo urbanistico e del
circolo virtuoso/vizioso tra sviluppo, controllo camorristico dell'edilizia
nazionale, produzione di profitti in nero e devastazione dell'ecosistema (ecomafia, devastazione del letto dei fiumi per il prelievo di sabbia,
utilizzo di materiale contaminato nelle costruzioni, smaltimento al sud delle
scorie radioattive delle virtuose regioni del nord); che tutto questo si
intreccia con una rete di relazioni conflittuali che produce un deprezzamento
del valore e della dignità dell'esistenza umana: nei termini di
Habermas, una colonizzazione del mondo della vita da parte di enti quali
denaro, potere, carisma. Ed ecco che un mero atto amministrativo quale la
licenza di avvio di un'attività commerciale si allarga sino a richiedere una
comprensione dell'intero ecosistema naturale e sociale, nei termini evocati a
suo tempo da Bateson con la sua "ecologia della mente". È possibile
una tale comprensione senza un radicamento nella dimensione etica? Veniamo a un
atto amministrativo "negoziabile" quale la composizione economica
delle pensioni. Qui il cerchio si allarga non solo verso il diritto alla pari
dignità della vita finalmente sottratta alla servitù del lavoro rispetto allo
scambio tra salario e mercificazione della pienezza dell'essere umano (temi che
svaporano nell'estatico "patto tra produttori", per criticare il
quale basta rileggersi la critica di Gobetti all'interclassismo mazziniano), ma
verso la costituzione stessa dell'essere sociale. Il lavoratore attirato
all'interno della dinamica finanziaria del fondo pensione è
infatti sottoposto ad un crescendo di apprensione, speranza, timore
indotto dalle oscillazioni dei mercati, da cui intuisce dipendere il proprio
futuro; e dalla deresponsabilizzazione etica, cioè dall'indifferenza verso il
depauperamento di una parte del mondo causato dall'andamento delle borse dai
quali dipende il proprio futuro. La finanziarizzazione dell'esistenza si
prolunga sino alla società delle passioni tristi, all'interno della quale la
percezione dell'altro in quanto straniero, migrante, diverso avviene secondo le
modalità della paura e dell'aggressività: questioni sulle quali farebbe bene a
riflettere quel centro veltroniano che ha in tempi recenti cercato di
scavalcare la destra sul terreno della xenofobia e del razzismo. La stessa
ontologia dell'essere sociale, cioè la risposta alla domanda "che cosa
esiste?" (chi è quella figura sulla panchina del mio quartiere? un migrante abbrutito dalla stanchezza del lavoro? un feroce clandestino assetato di stupri? un
essere umano portatore di inviolabili diritti e dignità?) si rivela non essere
né la conseguenza né la causa, ma l'altra faccia della dimensione etica. E che
dire di leggi che vietano di infliggere sevizie agli animali? Una riflessione
che parte dall'interrogativo "cos'è un animale?", ci insegna Deleuze
riflettendo sui dipinti di Bacon (ma anche gli studi etologici) si allarga fino
a comprendere il "divenire animale" come potenza di essere dentro di
noi, fino a ridefinire il diritto umano come diritto che deve insistere
sull'intero vivente, compreso quello non-umano (Martha Nussbaum): fino a
comprendere il corpo che soffre come il luogo della dignità di questa potenza,
dunque come luogo inviolabile, a fronte delle pretese di potestà sul corpo
altrui che accomunano nella loro essenza gli anti-abortisti e i torturatori di
Guantanamo Un'etica fondata sulla dignità del vivente in quanto tale è dunque
implicita in una apparentemente banale interrogazione sulla liceità di tagliare
le unghie ai gatti, di organizzare combattimenti tra animali, di cacciare
indiscriminatamente per il proprio piacere. E la sua pratica sembra produrre
abitudini e costumi che favoriscono una pre-comprensione etica non solo
dell'altro, ma anche del mondo: estendere i diritti oltre la persona umana
prelude all'istituzione di diritti privi di soggetto personale, diritti il cui
soggetto sono enti quali i mari, l'aria, l'ambiente. Cioè quella
"conoscenza che illumina" tanto le relazioni umane quanto la natura,
tanto spesso richiamata oggi da Roberta De Monticelli,
di cui parlava Francesco d'Assisi. La stessa De Monticelli ci ricorda che anche
la costruzione logica di un argomento è un fatto etico, perché etico, ancor più
che logico o sintattico, è il fatto che ogni
asserzione deve mostrare le condizioni della propria costruibilità ed
eventualmente della propria confutabilità. Che, insomma, la correttezza logica
è un fatto etico. Eravamo partiti dall'ambigua definizione di "temi
eticamente sensibili", e siamo arrivati a scoprire che probabilmente non
ci sono temi più sensibili di altri, o valori più negoziabili di altri, perché
nulla è fuori dal campo dell'etica. Ogni possibile ontologia al tempo stesso
richiede e fonda una comprensione etica del mondo come luogo delle relazioni,
delle azioni, delle continue deliberazioni tra mezzi e fini, tra intenzioni e
risultati, tra azione e responsabilità. La tradizione del materialismo critico
ha sempre frequentato questo interscambio di etica e ontologia: dalla natura
relazionale e amorosa dell'atomismo lucreziano al rapporto strettissimo tra
moltitudine e virtù politica in Machiavelli, dove questo rapporto è filtrato e
continuamente ricreato dagli ordinamenti che esprimono la natura positiva della
moltitudine, e al tempo stesso la ricreano; dalla sempre effettiva possibilità
di rinegoziazione dei patti e degli ordinamenti in Spinoza, che radicalizza la
democrazia olandese in direzione di un diritto secondo potenza (tanti più
diritti ha la moltitudine, quanta più è la potenza conoscitiva di cui dispone)
che per un verso esprime sul piano sociale la potenza liberatoria del soggetto
che assottiglia le passioni tristi con la pratica della gioia, e
simultaneamente crea le condizioni reali entro le quali il singolo può
praticare la gioia piuttosto che la tristezza (ma diceva forse altra cosa il
Dante del De Monarchia , quando poneva all'interno
della città virtuosa e pacificata la possibilità di realizzare pienamente la
natura di "compagnevole animale" della comunità degli uomini?). E il
discorso potrebbe continuare, prolungandosi almeno, attraverso Marx, verso la
saldatura tra la liberazione dalla servitù del lavoro alienante nella
concretizzazione di un intelletto comune (il Marx del Capitale e dei Grundrisse
) e la natura dell'essere umano come essere indefinito che non è fine in sé, ma
che crea il proprio fine e il proprio habitat nel porsi un obiettivo e trovare
i mezzi per realizzarlo (il Marx dei Manoscritti del 1844 ); un Marx che apre
già all'antropologia filosofica di Anders, dell'esistenzialismo, del
post-strutturalismo francese. In conclusione: perché dovremmo praticare questo
terreno dove l'ontologia è fondata in quanto etica? Perché qui non vige quella
distinzione tra temi etici e non etici che allude ad una politica come arte
della negoziazione e del compromesso su ciò che è oltre il perimetro
pre-definito: una distinzione che rimanda ad una naturale gerarchia di valori
(l'etico, il non-etico, il quasi-etico sul limite) e che richiama, in modo
presuntamente naturale, un'autorità che dall'alto del suo magistero si arroghi
il diritto di perimetrare l'agire umano in modo normativo e non più
negoziabile. Su questo terreno, l'essere umano è corpo spiritualizzato e
spirito fatto materia; il desiderio è potenza di essere, non pulsione negativa;
l'agire è creazione continua, non obbedienza servile; l'esistenza precede e
genera l'essenza; l'altro è differenza che continuamente altera la mia natura,
non rispecchiamento e riduzione dell'Alter-ego nell'Ego. O il pensiero della
sinistra si pone, nelle pratiche prima ancora che nelle riflessioni, su questo
terreno costituente, o non so cosa la parola "sinistra" possa
significare. 08/03/2008.
( da "Quotidiano.net" del
08-03-2008)
Argomenti: Monnezza
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Annunci legali INCHIESTA WHY NOT Chiesta l'archiviazione per Mastella E lui:
"Chi mi ripagherà del calvario?" L'ex ministro della Giustizia era
indagato per utilizzo dei finanziamenti pubblici. Non ci sarebbe richiesta di
archiviazione per Prodi Commenta CATANZARO, 8 marzo 2008 - La Procura generale
di Catanzaro conferma la notizia, pubblicata oggi dal Corriere della Sera, di
aver chiesto l'archiviazione della posizione dell'ex Ministro della Giustizia,
Clemente Mastella, indagato nell'inchiesta Why Not sull'utilizzo di
finanziamenti pubblici. Per il momento, sempre secondo quanto riferito dalla
Procura, non c'e' alcuna richiesta di archiviazione per il Presidente del
Consiglio, Romano Prodi, di cui scrive il quotidiano milanese. Mastella era
indagato in relazione ai suoi presunti rapporti con l'imprenditore Antonio
Saladino, ex presidente della Compagnia delle opere della Calabria, anch'egli
coinvolto nell'inchiesta. L'inchiesta Why Not, aperta dal pm Luigi De
Magistris, era stata avocata dalla Procura per l'incompatibilita' di De
Magistris dopo che il ministro della Giustizia ne aveva chiesto il trasferimento
per presunte irregolarita' nella conduzione delle sue inchieste. De Magistris
aveva deciso di indagare Mastella dopo aver sentito come testimone l'ex
consigliere regionale della Calabria Pino Tursi Prato, che aveva parlato di un
presunto sostegno elettorale che Saladino avrebbe garantito a Mastella nelle
scorse elezioni politiche. LA NOTA DELL'EX MINISTRO
"Dopo questa richiesta di archiviazione, mi chiedo chi mi ripagherà del
male che mi è stato fatto. Un male costruito senza alcun riguardo per
fatti che non c'erano. Nonostante tutto, voglio dichiarare
che la giustizia comunque c'è e che in essa bisogna avere fiducia, e che ci
sono in Italia tantissimi magistrati onesti e seri che svolgono le loro
funzioni tra indicibili difficoltà". è
quanto afferma in una nota Clemente Mastella. "Nacque a
Catanzaro, con l'inchiesta 'Why Not', il mio calvario giudiziario e politico -
prosegue il leader Udeur - con una grancassa mediatica sui giornali e
soprattutto con trasmissioni televisive, che attinsero a quelle vicende in modo
costante e cattivo per farmi apparire davanti agli italiani per quello che non
sono. Oggi viene chiesta l'archiviazione del
procedimento nei miei confronti che salda il conto solo con la mia dignità che
rimane alta e ferma". "Dichiarai all'epoca,
per fatti che mi erano del tutto estranei, la mia innocenza. Così come
continuo a dichiararla per tutto quello che giudiziariamente, da allora in poi,
mi sta toccando. Non ci fu verso - osserva con amarezza -
perchè si era deciso che dovevo essere umiliato, lapidato, cacciato dalla scena
politica e istituzionale". DE MAGISTRIS DI NUOVO AL LAVORO Intanto
proprio oggi il pm Luigi De Magistris è tornato al lavoro, negli uffici della
Procura di Catanzaro, dopo un lungo periodo di ferie iniziate dopo la decisione
del Csm di trasferirlo di sede e di incarico. Nel suo primo giorno di attività
dopo la pausa, il pm ha seguito un processo ed è poi tornato nella sua stanza
per l'attività quotidiana. A De Magistris resta ancora poco più di un mese di
tempo per presentare ricorso in Cassazione contro la decisione del Csm. Tra le
inchieste ancora seguite dal magistrato catanzarese, la
"toghe lucane"sulla presunta colluzione di magistrati,
esponenti politici e imprenditopri in un comitato d'affari. L'EX MINISTRO
"Rinuncio a candidarmi" - LA POESIA Grillo "In morte del
fratello Clemente" Commenti Invia commento Segnala ad un amico 08/03/2008
13:11 M, provincia di NA Sei tu che devi pagare noi!!!
Propongo una class action contro mastella 08/03/2008 12:43 M, provincia di SA
Sono stato sempre convinto che contro Mastella s'era scatenata una campagna
denigratoria per distogliere l'attenzione degli Italiani dai guai combinati in
Campania dal trio Bassolino-Iervolino-Pecoraro che
hanno ridotto tale regione in uno stato di degrado tale le cui conseguenze
negative dureranno per decenni. E' molto grave che Mastella sia stato
abbandonato dai suoi che per convenienze personali e per vigliaccheria sono
scappati tutti come topi. 08/03/2008 12:12 M, provincia di MI Se l'inchiesta
verrà archiviata effettivamente Mastella avrebbe diritto ad un risarcimento
colossale stante che di fatto la sua carriera politica
e la sua onorabilità sono state seriamente compromesse. 08/03/2008 10:09 M,
provincia di LI SPERIAMO CHE ALMENO LA PROCURA DI CATANZARO, PORTI AVANTI
L'INCHIESTA SULL'UTILIZZO DEI FINANZIAMENTI PUBBLICI, ALMENO NEI CONFRONTI DI
PRODI, VISTO CHE MASTELLA E' RIUSCITO AD USCIRNE ! SI
DICE TANTO DI BERLUSCONI, SE ANCHE NEI TEMPI ANDATI LE INCHIESTE GIUDIZIARIE A
CARICO DI ROMANO PRODI, FOSSERO ANDATE AVANTI, ALTRO CHE EX PRESIDENTE DEL
CONSIGLIO... VI RICORDATE COME LIQUIDO' L'IRI ? GLI
ITALIANI HANNO SEMPRE AVUTO LA MEMORIA CORTA. SPERIAMO CHE QUESTA VOLTA SI
SAPPIA VERAMENTE LA VERITA'. ULISSE 08/03/2008 09:47 M, provincia di BO la
credibilità della magistratura ormai è di molto sotto zero, è una casta di cui
non si sentirebbe per niente la mancanza. Sono presenti 5 commenti, invia il
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serve la partita perfetta"Sport - Calciomercato Il Milan sulle tracce di
Thiago NevesCronaca - Locale Allarme case: ne mancano
( da "Giorno, Il (Nazionale)" del
09-03-2008)
Argomenti: Monnezza
Ce dei cittadini esasperati. Sarà
l'onnipotente tv o le feroci polemiche politiche. Fatto sta che il tema
'ecomafie' è diventato 'di moda' anche in letteratura. Le ultime cifre parlano
chiaro: in meno di due settimane "Previsioni del Tempo" del
collettivo Wu Ming ha venduto 15mila copie. E su cifre espresse in migliaia è
anche "Fuoco!" di Giancarlo De Cataldo, il magistrato noto al grande
pubblico per aver narrato le vicende di quella holding criminal-politica che
prendeva il nome di banda della Magliana. Ma che cosa sono "Previsioni del
Tempo" e "Fuoco!"? Entrambi stampati dalle Edizioni Ambiente
nella collana VerdeNero in collaborazione con Legambiente (collana che vanta
firme come Carlo Lucarelli, Sandrone Dazieri, Piero Colaprico, Marcello Fois,
Massimo Carlotto e altri) si tratta di romanzi che affrontano i temi legati al
racket della spazzatura, ai rifiuti tossici, all'abusivismo edilizio, agli
incendi. L'obiettivo, al di là delle trame degne del miglior
'hard-boiled', è di informare noi spettatori attoniti ma non sempre
consapevoli di quel che si cela dietro i crimini ambientali: lotte di potere e,
soprattutto, enormi affari che ingrassano le mafie italiane (le cui 'menti
pensanti' non sono solo nel Mezzogiorno d'Italia...). Dietro al collettivo
bolognese Wu Ming si cela un gruppo di scrittori che ha fatto dell'impegno
civile e politico la ragione della sua scrittura. Due romanzi 'forti', di non
facilissima digestione, diciamo così, ma che rendono assai bene l'idea dello
scempio ambientale cui stiamo assistendo. Della serie: quando un romanzo spiega
molte più cose di una sfilza di dotti saggi... gh - -->.
( da "Repubblica, La" del
09-03-2008)
Argomenti: Monnezza
Pagina VII - Napoli
IL CASO Il ministro degli Esteri in visita a Pompei, poi affronta i malumori
per le candidature Pd, la scossa di D'Alema "Basta liti, la barca
affonda" sconfitta Ciascuno si senta chiamato in causa. Se si perde qui,
sarà una sconfitta di tutti bassolino Bassolino è un
pezzo della vostra storia. Non è vostro interesse che venga demolito urne Un
vicepremier non può decidere quando si tornerà alle urne qui Sarebbe umiliante
udeur L'Udeur si è dissolto per errori e ingenuità del suo capo ed è stato
imbrogliato da Silvio ANGELO CAROTENUTO Neppure un distinguo. Non è il momento.
D'Alema stronca la rivolta dentro il Pd napoletano prima che monti. Lo fa con
una metafora che gli sta a cuore, piazzata nel cuore del suo intervento senza
repliche in direzione provinciale, strozzando i lamenti diffusi e i documenti
di sfiducia pronti in canna, e dicendo che "se a poppa contestano chi sta
al timone, la barca affonda". Capito esclusi? Capito
sindaci? Capito giovani? Discorso chiuso. Fine
dei mal di pancia e stop alle proteste sui criteri con cui sono state formate
le liste per le elezioni. Nel nome di un interesse generale che diventa
esplicito prima del commiato. "Ciascuno si senta
chiamato in causa, perché se si perde in Campania, sarà una sconfitta di tutti.
Non sono qui per Bassolino, e questo non è tema di
campagna elettorale. Sono qui per una causa che riguarda il futuro. Ma Bassolino è una risorsa. Non è interesse della vostra terra
che un pezzo della vostra storia sia demolito da qualcun altro. Il futuro va
costruito anche con lui. Lo faremo dopo. E io sono il garante
di questo vostro diritto". Parole che si collegano a quelle
pronunciate a Pompei in mattinata: "Solo con una
mentalità antidemocratica si può credere che un vicepresidente del Consiglio
decide quando si vota in Campania. Sarebbe umiliante per un'intera regione. Un
atteggiamento che non avrebbe neppure Berlusconi. Bassolino
è stato eletto dal popolo con grande suffragio. è
evidente che la sua lunga esperienza volge... ". Si ferma: "Ma il
tribunale, sono i cittadini". E Bassolino? Dice: "Le liste? Sono ben guidate. Io personalmente mi
sono mosso per i capilista, perché venissero in Campania Veltroni e D'Alema. Il resto?". Il resto è sospeso. "Avevo
altro a cui pensare. Sono stati giorni convulsi".
Solo qualche accenno. "Alcune critiche le ritengo
fondate. Ma siamo in campagna elettorale?".
E il rinnovamento? "Perché: ho parlato di rinnovamento?". Mancano i
territori? "Sono d'accordo". Mancano i giovani? "Sono
d'accordo". Eppure, il governatore che aveva annunciato solo poche
settimane fa di non volersi calare nell'arena elettorale, stavolta si presenta
nella sede del partito sul lungomare per salutare D'Alema il capolista.
Cappello, cappotto, mani in tasca. Restano a parlare per 14 minuti dentro
l'ufficio del segretario Iannuzzi, che arriva a metà dialogo. A quel punto sono
già andati via Emma Giammattei e Luigi Nicolais, Follini si
farà vivo al tavolo in direzione, la Iervolino non c'è. Intorno a loro
candidati e no: Cesario, Iacovelli, Marciano, Salzano, Santoro, Sommese,
Velotti. E il lavoro frenetico di Rosalba e Anna. "Com'è andata a
Pompei?", gli domanda Bassolino. è
andata che D'Alema apre tra gli scavi sotto la pioggia il suo tour elettorale.
"Mi sembrava una maniera per cominciare all'insegna del fair play".
Un riferimento ironico alla battuta di Berlusconi: D'Alema come pezzo di
archeologia. "Mi pare che il fair play sia già finito.
Berlusconi è tornato sui toni arroganti in cui si trova a suo
agio". Quel Berlusconi, dice,
"monarchico per le sue cose e anarchico per le cose del Paese". Il
Cavaliere che presenta i suoi gioielli. "Sapete chi sono?
Dini e De Gregorio. De Gregorio poi trova normale che Forza Italia finanzi gli
alleati. Il problema è che lui s'era alleato con noi".
Su De Mita: "è candidato con l'Udc
nell'orgogliosa affermazione di un ruolo personale, più che per calcolo
politico". E su Mastella: "L'Udeur s'è dissolto per errori e ingenuità
del suo leader. è stato imbrogliato da Berlusconi". Ecco
perché ora "il bisogno del Pd napoletano dev'essere il disinteresse
personale; credo anch'io che siamo a un passaggio di fase, ma deve essere
accompagnato da una forte dignità, il senso del cammino compiuto tra luci e
ombre, l'impostazione di una fase nuova. Oppure è
confusione, ed è sconfitta". Una lezione su come si sta in trincea
in un momento difficile, così lunga (oltre un'ora e mezza) e così didascalica
da apparire a tratti come un corso di formazione. Con monito
finale a consiglieri, assessori, sindaci, amministratori e presidenti di
municipalità: "Dove si vota a livello locale, si deve vincere. Ma
dove si vota per le politiche, deve valere il principio di solidarietà. Se si incrina il primato del Pd a livello nazionale, si incrina per
tutti". Alla platea degli scontenti, radunata a Santa Maria la Nova
con tante donne nelle prime file (Armato, Bossa, Carloni, Incostante, Martano,
Valente) e con i socialisti di Alleanza Riformista fra gli assenti, la
coordinatrice provinciale Giammattei prova a dire che "non siamo né
riserva né colonia, lo scontento è fisiologico". E per girare intorno ai
malumori cita Gramsci, Goethe, Eduardo, Mazzini, Garibaldi ed Hegel. Così quando D'Alema prende subito dopo la parola e il microfono non
s'accende più, gli viene la battuta: "Guasto. Sono
i guasti della cultura umanistica". Tocca a lui chiedere la tregua
perché "la Campania è una regione chiave, qui si può vincere, io ci credo
e sono venuto a metterci la faccia", scandisce dandosi un buffetto sulle
guance. Applausi. Lui, che pensando a un personaggio di Pulp Fiction, il film
di Tarantino, ricorda di essere stato paragonato a Wolf (Harvey Keitel). Quello
che dice: risolvo problemi. "Sono stato chiamato proprio perché ci sono
delle difficoltà". Non serve dire quale. I rifiuti. "Però
in strada ce n'erano anche in passato. L'emergenza ha
fatto danni, d'accordo, ma anche la campagna scatenata contro Napoli ne ha
fatti". E a proposito di grandi esclusi dalle liste, sarà Enzo
Amendola il coordinatore della campagna elettorale di D'Alema. Le tensioni,
alla fine, restano confinate nella sede di via Nazario Sauro, dove i candidati
passano a firmare l'accettazione, e dove chi arriva da fuori incrocia facce
truci. Santagata e Sircana non si fanno vedere, mentre con Alessandro Sarubbi,
giormnalista vaticanista messo in lista da Veltroni in Campania 1, ci scappa un
battibecco. "Non solo ci passano davanti in lista, ci passano davanti pure
nella fila", moromora un candidato campano. Lui nulla fa per distendere:
"Mi hanno candidato qui perché pensano che posso
convincere gli elettori grazie alla mia faccia pulita - dice Sarubbi -
perché sono onesto e sono cattolico. Già in tanti a Napoli mi fermano in strada
dicendomi che non avrebbero votato per il Pd, ma che ora vogliono votare per
me. Eh sì, qui c'è sfiducia tra la gente. Radicali e cattolici nella stessa
lista? Via, parliamo di problemi veri: voi state in mezzo
alla monnezza". Benvenuto a bordo, caro democratico.
( da "Repubblica, La" del
09-03-2008)
Argomenti: Monnezza
Pagina IV - Bari IL
PERSONAGGIO/1 Due anni dopo l'arresto per lo scandalo rifiuti Crivelli assolto
"Aspetto le scuse" Pronto un dossier per il
risarcimento dei danni Ora mi aspetto le scuse di chi accusò il partito e i
suoi esponenti di far parte di una cupola dell'ecomafia: il
governatore pugliese, Nichi Vendola ha aspettato due anni che la giustizia
facesse il suo corso e assolvesse l'ex segretario provinciale di Rifondazione
comunista, Lello Crivelli. Ora che la sentenza è arrivata e l'assoluzione di
Crivelli è stata data con formula piena dalle accuse di concorso in traffico
illecito di rifiuti, il presidente pugliese interviene a difesa del
"compagno" Crivelli. Sceglie, come ovvio, la sede del partito, in via
Fornari a Bari. Con lui c'è anche il segretario regionale del Prc, Nicola
Fratoianni. "Ora sono doverose le scuse da parte di coloro che nel