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tARTICOLI DEL 21 e 22 aprile 2008
#TOP
[FIRMA]UGO
MAGRI ROMA Bossi e il Cavaliere non hanno faticato a intendersi. In meno di due
ore ( da "Stampa, La"
del 21-04-2008)
Argomenti: La Lega
Abstract: lui farà il ministro delle Riforme, Calderoli il vice-premier, Maroni il responsabile dell'Interno e Zaia (oggi assessore del Carroccio in Veneto) il titolare dell'Agricoltura. Per la Lega, un bottino clamoroso. Rotondi segnala con ironia la novità di Bossi che dirama lui personalmente la lista dei ministri.
Bossi:
a noi Riforme e Interno ( da "Stampa, La"
del 21-04-2008)
Argomenti: La Lega
Abstract: vince la linea dura di Ferrero contro Giordano e Bertinotti Bossi: a noi Riforme e Interno "Maroni al Viminale, Calderoli vicepremier, alla Lega anche l'Agricoltura" Un Umberto Bossi particolarmente soddisfatto dopo il vertice con Berlusconi ad Arcore annuncia: "Io vado al ministero delle Riforme, Maroni all'Interno, Zaia all'Agricoltura.
Vertice
ad Arcore Bossi alle riforme, Maroni all'interno
( da "Voce
d'Italia, La" del 21-04-2008)
Argomenti: La Lega
Abstract: Roberto Maroni, ministro dell'interno; la vicepresidenza del Consiglio sarà affidata a Roberto Calderoli e il ministero delle Politiche Agricole all'assessore leghista veneto, Luca Zaia. Oltre al Berlusconi e Bossi, all'incontro erano presenti Tremonti e Bondi per il Pdl, Calderoli e Maroni per il Carroccio.
Vertice
ad Arcore: Bossi alle riforme, Maroni all'interno
( da "Voce
d'Italia, La" del 21-04-2008)
Argomenti: La Lega
Abstract: Roberto Maroni, ministro dell'interno; la vicepresidenza del Consiglio sarà affidata a Roberto Calderoli e il ministero delle Politiche Agricole all'assessore leghista veneto, Luca Zaia. Oltre al Berlusconi e Bossi, all'incontro erano presenti Tremonti e Bondi per il Pdl, Calderoli e Maroni per il Carroccio.
Governo,
la lega fa il pieno tre ministri, calderoli vicepremier
( da "Repubblica,
La" del 21-04-2008)
Argomenti: La Lega
Abstract: Bossi alle Riforme, Maroni agli Interni, Zaia all'Agricoltura. Resta il nodo-Lombardia Governo, la Lega fa il pieno tre ministri, Calderoli vicepremier MILANO - Umberto Bossi, dopo il vertice di ieri ad Arcore, nella residenza di Silvio Berlusconi ha espresso la sua soddisfazione per le quote della Lega nel nuovo governo:
Dal
sax di bobo alle maglie anti-islam tornano a roma i moschettieri padani -
andrea montanari ( da "Repubblica, La"
del 21-04-2008)
Argomenti: La Lega
Abstract: Umberto Bossi, Roberto Maroni, Roberto Calderoli e l'assessore veneto leghista Luca Zaia. Il nuovo accordo di Arcore tra il leader del Popolo delle Libertà e Umberto Bossi, infatti, non solo riporta al governo il Senatur al ministero delle Riforme, ma anche Roberto Maroni quello dell'Interno, che occupò nei sette mesi del primo governo Berlusconi nel 1994.
Governo,
accordo lega-berlusconi maroni al viminale, bossi alle riforme - enrico bonerandi
( da "Repubblica,
La" del 21-04-2008)
Argomenti: La Lega
Abstract: accordo Lega-Berlusconi Maroni al Viminale, Bossi alle riforme Vertice ad Arcore. Calderoli vicepremier, Zaia all'agricoltura ENRICO BONERANDI ARCORE - Un'ora e mezza scarsa, e Umberto Bossi abbandona per primo il vertice di Villa San Martino, lasciando Roberto Maroni e Roberto Calderoli a rifinire i particolari con Berlusconi,
Le
mani della Legasul nuovo governo ( da "Secolo XIX, Il"
del 21-04-2008)
Argomenti: La Lega
Abstract: Calderoli vicepremier, Maroni agli Interni, Bossi alle Riforme Roma. "Cosìè andata": Umberto Bossi, a sera, ha commentato con queste parole il vertice di quasi due ore con Silvio Berlusconi, ad Arcore. La Lega avrà due ministeri di prima fascia nel futuro governo: al Senatur andranno le Riforme, a Roberto Maroni il Viminale e il ministero degli Interni.
Bossi
alle riforme, Maroni al Viminale ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)"
del 21-04-2008)
Argomenti: La Lega
Abstract: Primo Piano Pagina 103 Bossi alle riforme, Maroni al Viminale Accordo nel vertice ad Arcore. Calderoli sarà vicepremier --> Accordo nel vertice ad Arcore. Calderoli sarà vicepremier La Lega esce soddisfatta dal vertice con Berlusconi. Bossi annuncia i "suoi" ministri, resta il nodo Formigoni: al suo posto o al Senato?
Bossi
si prende le Riforme, Maroni al Viminale Il vertice di Arcore con Berlusconi e
Tremonti conferma: comanda la Lega Calderoli sarà vicepremier, al Carroccio
anche la Lombardia ( da "Unita, L'"
del 21-04-2008)
Argomenti: La Lega
Abstract: il vertice svoltosi ieri ad Arcore con Berlusconi e Tremonti da una parte e Bossi, Maroni e Calderoli dall'altra, li ha definitvamente fugati. È lo stesso Bossi a dare l'annuncio, infischiandosene delle prerogative costituzionali del Capo dello Stato: "Sarò ministro delle Riforme, Maroni avrà il Viminale, Calderoli sarà il vicepremier e a Zaia andrà l'Agricoltura".
La
Lega si prende tutto quel che vuole Berlusconi si piega: il Viminale a Maroni,
Bossi alle Riforme e Calderoli vicepremier
( da "Unita,
L'" del 21-04-2008)
Argomenti: La Lega
Abstract: edizione del La Lega si prende tutto quel che vuole Berlusconi si piega: il Viminale a Maroni, Bossi alle Riforme e Calderoli vicepremier di Natalia Lombardo/ Roma POKER PADANO La Lega batte cassa a Arcore: dal vertice in casa Berlusconi Umberto Bossi ha ottenuto il ministero dell'Interno per Roberto Maroni e altri tre posti chiave.
Pdl-Lega,
intesa sui ministri ( da "Corriere della Sera"
del 21-04-2008)
Argomenti: La Lega
Abstract: intesa sui ministri Bossi: io alle Riforme, Maroni all'Interno, Calderoli vicepremier MILANO - Al termine di un vertice ad Arcore, Umberto Bossi ha annunciato che la delegazione leghista nel governo sarà composta da Calderoli alla vice presidenza del Consiglio, Maroni all'Interno, Zaia alle Politiche agricole e da lui stesso alle Riforme.
Bossi:
io alle Riforme, Calderoli vicepremier
( da "Corriere
della Sera" del 21-04-2008)
Argomenti: La Lega
Abstract: i quali comunque fanno già sapere di non avere alcuna riserva sugli incarichi a Bossi e Maroni. Anzi. Ricordano che lo stesso Maroni era apprezzato da Pinuccio Tatarella, il "ministro dell'armonia" nel primo gabinetto Berlusconi nel 1994. E Calderoli? "è Berlusconi che sceglie i suoi vice", dicono. L'incontro ha sbloccato la situazione.
C'è
l'intesa tra Berlusconi e Bossi Alla Lega vicepremier e 3 ministri
( da "Giornale.it,
Il" del 21-04-2008)
Argomenti: La Lega
Abstract:
16 del
2008-04-21 pagina
Maroni
verso l'Interno E Formigoni resta a Milano
( da "Tempo,
Il" del 21-04-2008)
Argomenti: La Lega
Abstract: Bossi ha fatto il pugno alzato in segno di vittoria e s'è lasciato scappare un "Così è andata". Roberto Maroni ha rimarcato: "Sta andando tutto bene". E Roberto Calderoli ha aggiunto: "Tutte le caselle stanno andando a posto un governo e una squadra di Governo che non nasce su una spartizione delle poltrone ma nasce sulla base di un programma con le persone giuste al posto giusto
Accordo
con la Lega: Maroni al Viminale ( da "Giornale.it, Il"
del 21-04-2008)
Argomenti: La Lega
Abstract: 21 pagina 1 Accordo con la Lega: Maroni al Viminale di Redazione Bossi alle Riforme, Calderoli sarà vicepremier. Oggi si decide per Lombardia e Veneto Vertice ad Arcore. Berlusconi concorda con Bossi la "quota" della Lega nel governo: il Senatùr al ministero delle Riforme. A Maroni il dicastero dell'Interno, Calderoli sarà vicepremier.
Intesa
sui ministri la Lega fa il pieno ( da "Secolo XIX, Il"
del 21-04-2008)
Argomenti: La Lega
Abstract: Il vertice con Berlusconi ad Arcore Bossi: "Riforme a me, Interni a Maroni, Calderoli vice" ROMA. Umberto Bossi sarà ministro delle Riforme, Roberto Maroni andrà al Viminale, Roberto Calderoli avrà un posto da vicepremier e l'assessore alla Regione Veneto Luca Zaia guiderà il ministero per le Politiche agricole.
Maroni
verso l'Interno E Formigoni resta a Milano
( da "Tempo,
Il" del 21-04-2008)
Argomenti: La Lega
Abstract: Bossi ha fatto il pugno alzato in segno di vittoria e s'è lasciato scappare un "Così è andata". Roberto Maroni ha rimarcato: "Sta andando tutto bene". E Roberto Calderoli ha aggiunto: "Tutte le caselle stanno andando a posto un governo e una squadra di Governo che non nasce su una spartizione delle poltrone ma nasce sulla base di un programma con le persone giuste al posto giusto
Calderoli
vicepremier ( da "Voce d'Italia, La"
del 21-04-2008)
Argomenti: La Lega
Abstract: Politica Calderoli vicepremier Bossi alle Riforme, Maroni all'Interno Milano, 21 Apr. - "Io alle Riforme e Maroni all'Interno". A Villa San Martino raggiunto l'accordo tra Umberto Bossi e Berlusconi, Tremonti (nuovo Ministro dell'Economia) e Bondi per il Pdl, Calderoli e Maroni per il Carroccio.
Arcore
il senatur soddisfatto dell'accordo
( da "Riformista,
Il" del 21-04-2008)
Argomenti: La Lega
Abstract: accordo Governo e sicurezza, la Lega fa il pieno Maroni all'Interno, Bossi alle Riforme, Calderoli vicepremier, Zaia all'agricoltura La Russa, Boni e Lupi in difesa del sindaco di Milano Milano. È finita come meglio non poteva per la Lega. Lo dice lo stesso Umberto Bossi al telefono con l'agenzia Ansa ("Sì, sono soddisfatto;
Ministri:
Bossi alle Riforme, Maroni all'Interno
( da "Giornale.it,
Il" del 21-04-2008)
Argomenti: La Lega
Abstract: 16 del 2008-04-21 pagina 0 Ministri: Bossi alle Riforme, Maroni all'Interno di Fabrizio De Feo Fumata bianca ad Arcore nell'incontro tra Berlusconi e Bossi: Calderoli sarà il secondo del Cavaliere insieme a Gianni Letta, Zaia alle Politiche agricole Roma - "è andata come doveva andare.
Bossi
ad Arcore: Il Carroccio fa il pieno di ministri
( da "Gazzetta
di Parma, La" del 22-04-2008)
Argomenti: La Lega
Abstract: OGGI INCONTRO CON FORMIGONI Bossi ad Arcore: Il Carroccio fa il pieno di ministri Il Senatur alle Riforme, Maroni agli Interni, Zaia all'Agricoltura, Calderoli vicepremier ARCORE Maurizio Lucchi II La soddisfazione si leggeva sul volto di Bossi quando è uscito dalla villa di Arcore, dove aveva appena incontrato Berlusconi per parlare della composizione del nuovo governo.
Berlusconi,
ecco le prime grane: fuoco amico su Calderoli
( da "Unita,
L'" del 22-04-2008)
Argomenti: La Lega
Abstract: è improbabile un Roberto Calderoli nella poltrona di secondo vicepremier. Una carica che disturba sia in casa leghista che in FI, da Giulio Tremonti allo stesso Roberto Maroni, in competizione con l'altro Roberto dai tempi della malattia di Bossi. Ma a storcere il naso è Gianni Letta, il sottile mediatore, l'Angelo Custode di Berlusconi che,
Il
cavaliere preoccupato dal peso di bossi "a questo punto si ridiscute
tutto" - claudio tito ( da "Repubblica, La"
del 22-04-2008)
Argomenti: La Lega
Abstract: potrebbe saltare il Viminale già annunciato per Maroni Il Cavaliere preoccupato dal peso di Bossi "A questo punto si ridiscute tutto" In bilico Calderoli vicepremier, aperta la partita Formigoni Oggi l'incontro con Formigoni, che spera nel Senato o ministero dell'Interno CLAUDIO TITO ROMA - "A questo punto bisogna ridiscutere tutto".
Pdl:
<Subito leggi sulla sicurezza>
( da "Gazzetta
di Parma (abbonati)" del 22-04-2008)
Argomenti: La Lega
Abstract: applicazione della legge Bossi-Maroni. E se non hanno funzionato "è stato per la cattiva applicazione che si è fatto della legge". Maroni si è detto infine contrario al braccialetto elettronico proposto da Veltroni per garantire la sicurezza delle donne. Non bisogna aggiungere violenza psicologica, ha affermato, a chi "è già troppo spesso vittima di violenza fisica "
Galan
resta in Veneto Rebus Lombardia Formigoni spera ancora
( da "Corriere
della Sera" del 22-04-2008)
Argomenti: La Lega
Abstract: Se fosse costretto a fare un passo indietro, è possibile che Calderoli prenda il posto di Bossi, magari a legislatura in corsa, alle Riforme. Quanto ai due ministri veneti promessi, Bossi ha citato Luca Zaia, mentre per il Pdl si fanno i nomi di Maurizio Sacconi (al Welfare, se Alemanno dovesse vincere a Roma) e di Renato Brunetta.
Ministri,
Berlusconi frena l'entusiasmo di Bossi
( da "Giornale
di Brescia" del 22-04-2008)
Argomenti: La Lega
Abstract: A partire dagli incarichi di vicepremier (uno solo per Gianni Letta, due per Letta e Calderoli, addirittura tre rispettivamente ad esponenti di FI, Lega ed An o persino nessuna). Al Viminale, dunque, non è certo che vada Maroni, che potrebbe far spazio a Formigoni e finire invece alle Attività produttive (altrimenti riservate a Claudio Scajola).
Brevi,
schede e richiami 1 ( da "Repubblica, La"
del 22-04-2008)
Argomenti: La Lega
Abstract: Per saperne di più www.comune.bologna.it www.leganord.org www.gev.bologna.it/settori/vigilaincitta.htm.
Qui
Lombardia Il numero uno del Pirellone vede oggi Berlusconi Insiste per la
presidenza del Senato ( da "Stampa, La"
del 22-04-2008)
Argomenti: La Lega
Abstract: con Castelli al Pirellone e Maroni sempre alle Attività Produttive. Ieri a tenere i contatti con gli alleati del Pdl in via Bellerio è stato Roberto Calderoli che, in una lunga telefonata con Gianfranco Fini, avrebbe parlato di programma e di dicasteri. Che la composizione possa cambiare anche all'ultimo minuto in Lega del resto lo sanno benissimo.
Berlusconi
frena il Carroccio: <Sorprese nella squadra> Slitta l'incontro con
Formigoni ( da "Liberazione"
del 22-04-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: La Lega
Abstract: lo stesso Bossi alle Riforme, Roberto Maroni agli Interni, l'assessore veneto Luca Zaia alle Politiche Agricole). Di più: la poltrona di vicepremier sarebbe stata occupata da Roberto Calderoli. "Tutto si concluderà quando avrò l'intero panorama chiaro", spiega però Berlusconi intervenendo al telefono al "Mediolanum Market Forum",
Berlusconi
frena la Lega: tutto ancora da decidere
( da "Avvenire"
del 22-04-2008)
Argomenti: La Lega
Abstract: Calderoli vicepremier: Berlusconi in quel posto vorrebbe solo una persona, Gianni Letta. Per capire bisogna tornare indietro di una manciata di ore: è il pomeriggio di domenica quando Umberto Bossi, Roberto Calderoli e Roberto Maroni varcano sorridenti i cancelli di Arcore per trovare l'Accordo con il Cavaliere ed è quasi sera quando escono da dove erano entrati con lo stesso sorriso.
Bossi:
io alle Riforme, Maroni agli Interni
( da "Gazzetta
di Parma, La" del 22-04-2008)
Argomenti: La Lega
Abstract: IL LEADER LEGHISTA: "CALDEROLI SARA' VICEPREMIER, ZAIA ALL'AGRICOLTURA" POLITICA IL LEADER LEGHISTA: "CALDEROLI SARA' VICEPREMIER, ZAIA ALL'AGRICOLTURA" Bossi: io alle Riforme, Maroni agli Interni ROMA II Umberto Bossi ieri sera uscendo dalla villa di Silvio Berlusconi ad Arcore era raggiante.
Berlusconi:
<Sui ministri ci saranno sorprese>
( da "Brescia
Oggi" del 22-04-2008)
Argomenti: La Lega
Abstract: ipotesi di una vicepremiership per il leghista Calderoli (dubbi tra i forzisti, ma anche An non esclude di poter chiedere una terza vicepresidenza). "Non c'è ancora nulla di deciso", frena perciò il Cavaliere dopo gli annunci di Bossi. "Ci saranno sorprese. E sarò io a sottoporre i nomi della squadra, formata da una sessantina di persone, al presidente della Repubblica"
Galan
resta al Nord Formigoni in bilico
( da "Stampa,
La" del 22-04-2008)
Argomenti: La Lega
Abstract: Quando Bossi aveva lasciato Arcore tutto trionfante, domenica all'imbrunire, sembrava fatta: lui alle Riforme, Calderoli vice-premier, Maroni all'Interno. Invece, delusione, Berlusconi riavvolge la matassa: "Ho ascoltato le richieste della Lega, nulla è deciso, ci saranno delle sorprese e le comunicherò io al Presidente della Repubblica"
( da "Stampa, La" del 21-04-2008)
Argomenti: La Lega
Ieri pomeriggio ad
Arcore, hanno sciolto i nodi che riguardano direttamente la Lega. A sentire il
Senatùr, uscito da Villa San Martino trionfante e con il pugno alzato in segno
di vittoria, lui farà il ministro delle Riforme, Calderoli il vice-premier, Maroni il responsabile dell'Interno e
Zaia (oggi assessore del Carroccio in Veneto) il titolare dell'Agricoltura. Per
la Lega, un bottino clamoroso. Rotondi segnala con ironia la novità di Bossi che dirama lui personalmente la
lista dei ministri. L'entourage berlusconiano, però, invita a fare la
tara. L'Umberto alle Riforme, okay, questo è sicuro: lui ci teneva da matti,
Berlusconi non poteva far altro che accontentarlo. Su Calderoli,
invece, un po' di prudenza. Al governo qualcosa certamente farà, ma non è detto
che venga impiegato proprio nelle vesti di vice-premier: ancora non è dato di
sapere se la figura del "vice" verrà istituita o no, e in caso
affermativo se ce ne sarà uno soltanto (Gianni Letta) oppure due (Letta e Calderoli, appunto). Così perlomeno hanno capito i testimoni
del faccia-a-faccia (oltre ai leghisti, ad Arcore c'erano Tremonti, Bondi e
Brancher). Stesso discorso vale per Maroni: molto
probabilmente approderà al Viminale dove già nel '94 aveva trascorso alcuni
mesi e senza dubbio è in "pole position". Però il suo nome, sempre a
detta dei presenti, risulta ancora in ballottaggio con quello dell'azzurro
Scajola. Berlusconi prende atto dell'insistenza di Bossi,
sarebbe anche propenso a fare Maroni ministro dell'Interno,
vuole qualche altro giorno di tempo per ragionarci sopra. Chi verrà scartato,
tra Scajola e Maroni, finirà alle Attività produttive,
che attualmente inglobano una posizione altamente strategica per Mediaset come
le Comunicazioni (se ne occuperà, nel ruolo di vice-ministro, il berlusconiano
Romani). L'altro paletto piantato ieri riguarda la Lombardia: Formigoni, è
stato convenuto con Bossi, molto meglio che rimanga
dov'è, vale a dire sulla poltrona di governatore. Alla scadenza del mandato,
nel 2010, c'è l'impegno d'onore di Berlusconi che Castelli prenderà il suo
posto (elettori lombardi, si capisce, permettendo). Nel frattempo, l'esponente
della Lega si accontenterà di fare il vice-ministro alle Infrastrutture,
occupandosi di Alta velocità e Pedemontana. Perché non rimettere Castelli alla
Giustizia, materia di cui già si era occupato nell'ultimo governo Berlusconi?
Perché lì pare destinata una donna, Giulia Bongiorno di An o, più
probabilmente, la forzista Maria Stella Gelmini. Oggi, dunque, l'ingrato
compito del Cavaliere consiste nel comunicare a Formigoni che per lui niente
presidenza del Senato (toccherà a Schifani, pare non ci siano dubbi) e niente
governo. Dirà Berlusconi che gli dispiace moltissimo, fare a meno del suo
contributo sarà un'autentica sofferenza, ma il ruolo attuale che ha in
Lombardia è troppo importante per il Pdl. Se Formigoni lasciasse adesso per
un'esigenza di tipo personale, scatterebbe un pericoloso "effetto
domino": il governatore veneto Galan (anche con lui c'è per oggi in agenda
un appuntamento a Villa San Martino) pretenderebbe non senza ragione la
"par condicio" con Formigoni e una poltrona ministeriale di eguale
peso. Col risultato che gli equilibri del governo andrebbero a farsi benedire,
e in autunno entrambe le Regioni tornerebbero alle urne con il rischio che se
le annetta la Lega. Davvero, scuote la testa il Cavaliere, non ce lo possiamo
permettere. Come la prenderà Formigoni? Male, malissimo se sono vere le voci
rimbalzate nei giorni scorsi dal Pirellone, secondo cui il governatore, per
ripicca, sarebbe pronto a fare un "ribaltone" in Regione e ad
allearsi nientemeno che con l'odiato centrosinistra.
( da "Stampa, La" del 21-04-2008)
Argomenti: La Lega
L'annuncio dopo il
vertice ad Arcore. Rifondazione: vince la linea dura di
Ferrero contro Giordano e Bertinotti Bossi: a noi Riforme e Interno "Maroni al Viminale, Calderoli vicepremier, alla Lega anche l'Agricoltura" Un Umberto Bossi particolarmente soddisfatto dopo
il vertice con Berlusconi ad Arcore annuncia: "Io vado al ministero delle
Riforme, Maroni
all'Interno, Zaia all'Agricoltura. E Calderoli sarà
vicepremier. Le riforme, la sicurezza, la difesa dell'agricoltura - ha spiegato
Bossi - sono i punti su cui la gente ci ha dato i
voti". Dentro Rifondazione vince la linea di Ferrero contro Giordano e
Bertinotti. "Bisogna ripartire da un'opposizione sociale al governo
Berlusconi - dice Ferrero - e provvedere al rilancio del Prc dentro una
sinistra plurale". DA PAG.
( da "Voce d'Italia, La" del 21-04-2008)
Argomenti: La Lega
Politica Il terzo
Governo del Cavaliere prende forma Vertice ad Arcore: Bossi
alle riforme, Maroni all'interno La lega 'porta al carroccio',
dopo l'incontro con Berlusconi: Riforme, viminale, politiche agricole e
Vicepresidenza Milano, 21 apr. - "Io alle riforme e Maroni
all'interno". E' quanto ha dichiarato Umberto Bossi,
ieri sera, dopo il vertice di Arcore con Silvio Berlusconi. L'incontro tra il
cavaliere e i leader del Carroccio è durato tre ore e mezzo. Alla fine il
senatur è uscito soddisfatto. Umberto Bossi sarà
ministro delle Riforme; Roberto Maroni, ministro dell'interno; la vicepresidenza del Consiglio sarà
affidata a Roberto Calderoli e il ministero delle Politiche Agricole all'assessore leghista
veneto, Luca Zaia. Oltre al Berlusconi e Bossi, all'incontro erano presenti Tremonti e Bondi per il Pdl, Calderoli e Maroni per il Carroccio. La 'partita' bisognava chiuderla. Ormai
la Lega, forte dei suoi voti, 'pressava' nei confronti del cavaliere affinchè
prendesse subito una decisione. Il vertice era previsto per oggi, ma Silvio
Berlusconi ha preferito anticipare per decidere prima possibile la lista dei
ministri. Il terzo Governo del Cavaliere quindi, inizia a prendere forma. La
conferma ufficiale, si avrà solo con la nomina dei ministri da parte del
Presidente Napolitano.
( da "Voce d'Italia, La" del 21-04-2008)
Argomenti: La Lega
Politica Il terzo
Governo del Cavaliere prende forma Vertice ad Arcore: Bossi
alle riforme, Maroni all'interno La lega 'porta al
carroccio', dopo l'incontro con Berlusconi: Riforme, viminale, politiche
agricole e Vicepresidenza Milano, 21 apr. - "Io alle riforme e Maroni all'interno". E' quanto ha dichiarato Umberto Bossi, ieri sera, dopo il vertice di Arcore con Silvio
Berlusconi. L'incontro tra il cavaliere e i leader del Carroccio è durato tre
ore e mezzo. Alla fine il senatur è uscito soddisfatto. Umberto Bossi sarà ministro delle Riforme; Roberto
Maroni, ministro
dell'interno; la vicepresidenza del Consiglio sarà affidata a Roberto Calderoli e il ministero delle Politiche
Agricole all'assessore leghista veneto, Luca Zaia. Oltre al Berlusconi e Bossi, all'incontro erano presenti
Tremonti e Bondi per il Pdl, Calderoli e Maroni per
il Carroccio. La 'partita' bisognava chiuderla. Ormai la Lega, forte dei
suoi voti, 'pressava' nei confronti del cavaliere affinchè prendesse subito una
decisione. Il vertice era previsto per oggi, ma Silvio Berlusconi ha preferito
anticipare per decidere prima possibile la lista dei ministri. Il terzo Governo
del Cavaliere quindi, inizia a prendere forma. La conferma ufficiale, si avrà
solo con la nomina dei ministri da parte del Presidente Napolitano.
( da "Repubblica, La" del 21-04-2008)
Argomenti: La Lega
Vertice da
Berlusconi: Bossi alle Riforme, Maroni agli Interni, Zaia all'Agricoltura.
Resta il nodo-Lombardia Governo, la Lega fa il pieno tre ministri, Calderoli vicepremier MILANO - Umberto Bossi, dopo il vertice di ieri ad
Arcore, nella residenza di Silvio Berlusconi ha espresso la sua soddisfazione
per le quote della Lega nel nuovo governo: "Io vado al ministero
delle Riforme. Il ministero dell'Interno va a Roberto Maroni,
la vicepresidenza del Consiglio a Calderoli e il
ministero delle Politiche agricole a Luca Zaia". Resta da risolvere la
questione del Governatore della Lombardia. BONERANDI, MONTANARI E TITO ALLE
PAGINE 6 E 7.
( da "Repubblica, La" del 21-04-2008)
Argomenti: La Lega
Un nuovo giro al
governo per i dirigenti del Carroccio: "Berlusconi sentirà il nostro fiato
sul collo" Dal sax di Bobo alle maglie anti-islam tornano a Roma i
moschettieri padani La concorrenza dei veneti ai lombardi, in maggioranza al
vertice del partito ANDREA MONTANARI MILANO - In via Bellerio già li chiamano i
quattro moschettieri, messi a cane da guardia per fare sentire il fiato sul
collo del futuro governo Berlusconi. Umberto Bossi, Roberto Maroni, Roberto Calderoli e l'assessore veneto leghista Luca Zaia. Il nuovo accordo di
Arcore tra il leader del Popolo delle Libertà e Umberto Bossi, infatti, non solo riporta al
governo il Senatur al ministero delle Riforme, ma anche Roberto Maroni quello dell'Interno, che occupò
nei sette mesi del primo governo Berlusconi nel 1994. Il leader della
Lega, invece, lasciò le Riforme nel 2004, non solo per le conseguenze della
malattia che nel frattempo lo aveva colpito, ma soprattutto per non legare il
suo nome alla mancata realizzazione delle riforme, come lui stesso annunciò al
termine di un tempestoso Federale. "Umberto Bossi
e la Lega - disse allora - non possono legare il proprio nome al fallimento
delle riforme". Il Senatur decise di tornare a occuparsi della Lega. La
traversata del deserto è durata quattro anni. Ora che vede concretamente la
possibilità che il federalismo fiscale diventi una realtà ha deciso di tornare
in campo in prima persona. Anche se tra i suoi fedelissimi c'è chi non esclude
una staffetta, magari a metà mandato, con l'ex ministro Roberto Calderoli. Questa volta - assicura - non ci saranno altri
fallimenti, La Lega è più decisa che mai a far contare il suo peso determinante
nella maggioranza. Lo sa anche Roberto Maroni, al
quale il partito chiede questa volta il sacrificio di tornare al Viminale. Non
è un mistero, infatti, che il braccio destro del Senatur, che nello scorso
governo Berlusconi aveva guidato il ministero del Welfare, questa volta ambisse
alle Attività Produttive, allargato magari anche alle Comunicazioni. La
sicurezza e la lotta senza quartiere ai clandestini, però, sono diventati temi
strategici per leghisti. E soprattutto vincenti. Da non lasciare, per usare una
espressione cara a Bossi "a quei marpioni degli
ex democristiani". Era il febbrario 2006, invece, quando Roberto Calderoli, già allora ministero alle Riforme finì
nell'occhio del ciclone per essersi mostrato in tv indossando una maglietta con
una vignetta satirica su Maometto. "Mi dispiace per le vittime - dichiarò
in quella occasione a sua difesa - Ma qui è in gioco la civiltà occidentale.
Non possiamo continuare a tacere subendo i loro ricatti. No, io non ci
sto". Silvio Berlusconi ne chiese le dimissioni, ma lui sentenziò:
"Solo Umberto Bossi può decidere sul mio futuro
nell'esecutivo". Restò al suo posto. Dette il suo nome all'attuale legge
elettorale, che poi però definì senza mezzi termini "una porcata".
Nel prossimo governo Berlusconi, comunque, sarà promosso a vicepremier. In
pratica, si candida a diventare per conto del Carroccio l'ombra di Berlusconi.
La nomina all'Agricoltura del 38enne Luca Zaia, dal 2005 vice presidente del
Veneto e assessore regionale all'Agricoltura dovrebbe calmare gli appetiti
della classe dirigente veneta del Carroccio, che alle ultime elezioni nel
collegio Veneto
( da "Repubblica, La" del 21-04-2008)
Argomenti: La Lega
Governo, accordo Lega-Berlusconi Maroni al Viminale, Bossi alle riforme Vertice ad Arcore. Calderoli vicepremier, Zaia all'agricoltura ENRICO BONERANDI ARCORE -
Un'ora e mezza scarsa, e Umberto Bossi abbandona per primo il vertice di Villa San Martino, lasciando
Roberto Maroni e Roberto Calderoli a rifinire i particolari con
Berlusconi, Tremonti e Bondi. Dai vetri oscurati dell'auto si vede il
senatùr che agita il pugno chiuso, uguale all'immagine-icona che appare sui
manifesti elettorali: "E' andata così". Dopo 50 minuti esce Maroni, raggiante: "Sì, sta andando molto bene".
Al telefono, Bossi aggiunge: "Se le cose sono
così, sono soddisfatto. Io vado al ministero delle Riforme". Le
indiscrezioni giustificano ampiamente il pugno chiuso trionfante del leader del
Carroccio: dopo le frizioni della scorsa settimana al vertice romano del Pdl
("Me ne torno in Insubria, io discuto solo con Berlusconi", aveva
tuonato Bossi) ieri la Lega sembra aver ottenuto
quello che voleva: Roberto Calderoli vicepremier del
prossimo governo, Roberto Maroni ministro dell'Interno
(un dicastero che la Lega giudica cruciale per un partito che ha cavalcato i
temi della sicurezza), mentre - un po' a sorpresa - il vice-governatore veneto
Luca Zaia dovrebbe guidare il ministero delle Politiche Agricole. "Se le cose
sono così...", come ha sottolineato Bossi. Oggi
ad Arcore si terrà un nuovo vertice, stavolta con i presidenti forzisti di
Lombardia e Veneto, Roberto Formigoni e Giancarlo Galan, che cercano una
eventuale collocazione al governo o (Formigoni) alla presidenza del Senato. La
Lega non ha mai fatto mistero di reclamare per sé una delle due poltrone, se
dovesse liberarsi. Preferita la Lombardia, dove sarebbe pronto Roberto
Castelli. Se è vero che l'ex-guardiasigilli non compare nell'elenco dei
rappresentanti di prima fila del Carroccio al governo, pare però difficile che
Berlusconi sia disposto a concedere alla Lega anche la carica più alta del
Pirellone. Calderoli dice e non dice: "Abbiamo
parlato solo della squadra di governo. Della questione dei governatori ne darà
notizia Berlusconi, anche perché i presidenti appartengono alla sua forza
politica". Resta il fatto che prima di vedersela con le ambizioni di
Formigoni e Galan, Berlusconi abbia voluto trovare l'accordo di massima con
Umberto Bossi. Ieri sembrava che fossero stati
convocati ad Arcore anche i governatori di Lombardia e Veneto, poi il
calendario è saltato. Meglio metterci in mezzo una giornata di riflessione,
verificando umori e reazioni. A tu per tu con Berlusconi, Umberto Bossi pare abbia trovato quella che lui chiama "la
quadra". "Tutte le caselle stanno andando al posto giusto", ha
detto Calderoli. Che ha rivendicato una "assoluta
novità: il passaggio in un colpo solo dalla seconda alla quinta repubblica. Le
persone giuste al posto giusto, al di là delle provenienze, sulla base del
programma di governo. Nessuna spartizione delle poltrone". La lega quanto
peserà? "Peserà per quello che ha chiesto e che è stato recepito:
federalismo, riforme e sicurezza". A vertice quasi concluso, è arrivata a
villa San Martino anche una trafelata Michela Vittoria Brambilla, così di
fretta che facendo manovra ha tamponato con la sua Mercedes un gippone dei
carabinieri. Un posto, magari da sottosegretario, anche per lei?.
( da "Secolo XIX, Il" del 21-04-2008)
Argomenti: La Lega
Calderoli vicepremier, Maroni agli Interni, Bossi alle Riforme
Roma. "Cosìè andata": Umberto Bossi, a sera, ha
commentato con queste parole il vertice di quasi due ore con Silvio Berlusconi,
ad Arcore. La Lega avrà due ministeri di prima fascia nel futuro governo: al
Senatur andranno le Riforme, a Roberto Maroni il Viminale e
il ministero degli Interni. La Lega avrà anche il ministero delle Politiche agricole
affidato al presidente del Veneto, Luca Zaia. In più, Roberto Calderoli, ex ministro, sarà uno dei vicepremier di
Berlusconi. In compenso, al termine della trattativa, Forza Italia terrà le
presidenze di Lombardia e Veneto: Roberto Formigoni e Lucio Galan resteranno al
Pirellone e alla presidenza del Veneto. In quale modo è tutto da capire:
potrebbero, entrambi, rinunciare alla elezione al Senato (Formigoni è stato,
per qualche ora, in predicato di presiedere l'assemblea di Palazzo Madama);
oppure trovare una soluzione per restare fino al termine del mandato in Regione
e non perdere il seggio senatoriale. Ne discuterà, questo pomeriggio, il
presidente del Consiglio in pectore, con i diretti interessati. Renato
Schifani, fino al termine della scorsa legislatura capogruppo di Fi al Senato,
siederà sulla poltrona di presidente, subentrando a Franco Marini, alla seconda
carica istituzionale. Questa la quadra, come l'ha definita Bossi,
del nuovo esecutivo. Ieri, nella villa di Berlusconi ad Arcore, non si è
parlato affatto, nonostante le sollecitazioni giunte da più parti,
dell'emergenza sicurezza. "Abbiamo discusso solo e soltanto della
composizione del governo", ha spiegato Roberto Maroni.
L'intesa, raggiunta ieri sera, deve superare ancora due passaggi: il primo è la
accettazione da parte di Gianfranco Fini e di An, piuttosto seccato per essere
stato escluso dal vertice. Il secondo è l'incastro con tutte le altre caselle
del puzzle rappresentato dall'esecutivo. Ci si comincerà a pensare da questa
mattina. Anche i cespugli del centrodestra alzano, intanto, la voce: la Nuova
Dc di Gianfranco Rotondi si dice certa di avere un posto in Consiglio dei
ministri. Alla spicciolata, ieri pomeriggio dopo l'incontro del Milan a San
Siro, in casa Berlusconi, sono arrivati Giulio Tremonti, ministro designato
all'Economia, poi Roberto Calderoli, ex ministro delle
Riforme, Roberto Maroni, già al Welfare, e infine il
leader del Carroccio, Bossi. Ma che la trattativa non
si sarebbe chiusa nella serata, è arrivata, di lì a poco, la notizia che,
lunedì, sarebbe stata la volta dei due Governatori di Lombardia e Veneto a
essere ricevuti ad Arcore. La Lega ha messo sul piatto della bilancia il
risultato delle scorse politiche e ha avanzato la sua richiesta: quattro
ministeri, oppure, in alternativa, soltanto due dicasteri ma assieme alla
presidenza delle due regioni chiave del Nord: Lombardia e Veneto. Berlusconi
ha, dapprima, avanzato la sua controfferta: va bene sui ministeri, ma che non
siano quelli considerati di fascia alta (Interni, Esteri, Economia e
Giustizia). "La Lega pesa rispetto a quello che chiesto: Federalismo,
Riforme e sicurezza" così, al termine dell'incontro, Calderoli
ha fatto capire quale sia stata la replica della Lega. L'intesa è stata, a quel
punto, trovata rapidamente. Formigoni e Galan, questo pomeriggio, dovrebbero
ricevere da Berlusconi la richiesta di fare un passo indietro: dovrebbero
restare al proprio posto, alla presidenza delle due regioni, fino alla scadenza
del mandato. Facile immaginare la delusione del presidente del Pirellone: avrà,
in compenso, la garanzia che "Comunione e Liberazione" sarà ben
rappresentata nell'esecutivo. "Bene, sta andando veramente molto bene - ha
commentato Roberto Maroni, lasciando per secondo la
villa di Arcore (per primo era andato via Bossi) -
Abbiamo parlato solo e soltanto di governo. La questione della sicurezza? No,
non era un argomento all'ordine del giorno". Il centrodestra è convinto
che le ricette, contenute nel proprio programma, siano quelle più efficaci.
Ieri, prima di presentarsi ad Arcore, Calderoli aveva
soltanto chiesto rapidità: "Gli adempimenti previsti dalla Costituzione
sono ben noti e chiari - ha detto l'ex ministro, spiegando che non è possibile
arrivare all'immediato insediamento del nuovo governo, prima che sia inaugurata
la nuova legislatura - Ma è altrettanto necessario ed urgente affrontare subito
il problema della sicurezza. Quindi rivolgo al presidente Berlusconi un forte
appello ad emanare subito, una volta insediato a Palazzo Chigi, i provvedimenti
già studiati". "Sappiamo perfettamente quello che dobbiamo fare: la
gente ci chiede interventi rapidi, mirati ed efficaci. È esattamente quello che
faremo" lo ha tranquillizzato, un paio d'ore dopo, proprio Bonaiuti.
Angelo Bocconetti bocconetti@ilsecoloxix.it 21/04/2008 Colto in flagranteIl
trentenne romeno Joan Rus (nella foto) rischia il giudizio immediato
21/04/2008.
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
21-04-2008)
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Primo Piano Pagina
103 Bossi alle riforme, Maroni
al Viminale Accordo nel vertice ad Arcore. Calderoli
sarà vicepremier --> Accordo nel vertice ad Arcore. Calderoli
sarà vicepremier La Lega esce soddisfatta dal vertice con Berlusconi. Bossi annuncia i "suoi" ministri, resta il nodo
Formigoni: al suo posto o al Senato? ARCORE "È andata! Se le cose stanno
così, sono soddisfatto", esclama Umberto Bossi
poco dopo aver lasciato Villa San Martino dopo un'ora e mezza di colloquio con
Silvio Berlusconi. "Sta andando molto bene", gli fa eco mezz'ora dopo
Roberto Maroni. "Tutte le caselle vanno a
posto", taglia corto Roberto Calderoli a tre ore
dal suo ingresso nella villa di Arcore. La Lega stavolta è soddisfatta, eccome,
del confronto sulla squadra di governo, dopo aver bollato come
"inutile" il vertice di mercoledì scorso a Roma, con Gianfranco Fini
e Raffaele Lombardo. LE POLTRONE E ne ha ragione, almeno se le cose rimangono
come annuncia il Senatur, dopo aver visto Berlusconi, insieme a Maroni e Calderoli e con Giulio
Tremonti e Sandro Bondi. Le caselle leghiste, infatti, sono assestate nel modo
voluto: lo stesso Bossi alle Riforme, Maroni all'Interno, Calderoli uno
dei due vicepremier (l'altro è Gianni Letta), Luca Zaia alle Politiche
Agricole. Almeno questa è l'ipotesi principale di cui ha discusso Bossi con Berlusconi, nel caso che, come sembra, Roberto
Formigoni resti presidente della Regione Lombardia fino alla scadenza naturale
del suo mandato, nel 2010. GLI SCENARI Molto sembra essere ruotato intorno alla
posizione del governatore lombardo (e in qualche modo anche del presidente del
Veneto Giancarlo Galan), che infatti Berlusconi vedrà oggi a Villa San Martino.
Non è un mistero, infatti, che Formigoni fosse pronto a lasciare la prestigiosa
poltrona della Lombardia, ma solo per quella più alta del Senato o per gli
Esteri o per l'Interno. Tutti posti che nel Pdl si davano già per assegnati
rispettivamente a Renato Schifani, Franco Frattini e Claudio Scajola, che
tuttavia a questo punto andrebbe alle Attività Produttive per far posto a Maroni. E c'era da scommettere che Galan, al momento di
optare tra il Veneto e il semplice seggio di senatore. Insomma, se non ci fosse
stato il Viminale per Maroni, la Lega avrebbe chiesto
le candidature blindate alla guida della Lombardia e del Veneto,
rispettivamente per Roberto Castelli e Zaia. Ma non sarebbe stato facile
accontentare i governatori. BOSSI E GLI ALLEATI Forse anche per questo, ieri
sera, Bossi ha potuto forzare la mano, ottenere un via
libera da Berlusconi e perfino annunciare i "suoi" ministri. Mentre
oggi starà al Cavaliere affrontare soprattutto il caso Formigoni, che punta
ormai direttamente alla presidenza del Senato. Una mediazione che non si
presenta semplice. Senza contare la reazione degli altri alleati, da An fino al
Movimento per le Autonomie di Raffaele Lombardo e alla DcA di Gianfranco
Rotondi, che ha chiesto un suo uomo nell'esecutivo. LA SQUADRA Ecco il quadro
della squadra del nuovo governo che emerge dopo l'incontro di ieri tra
Berlusconi e Bossi ad Arcore. Presidente del
Consiglio: Silvio Berlusconi. Vicepremier: Gianni Letta e Roberto Calderoli. Esteri: Franco Frattini. Interno: Roberto Maroni. Giustizia: Alfredo Mantovano o Giulia Bongiorno.
Difesa: Ignazio La Russa. Economia: Giulio Tremonti. Attività produttive:
Claudio Scajola. Welfare-Salute: Gianni Alemanno. Politiche agricole: Luca
Zaia. Ambiente: Michela Vittoria Brambilla. Infrastrutture e Trasporti: Altero
Matteoli. Istruzione-Università-Ricerca: Sandro Bondi. Beni culturali: Paolo
Bonaiuti. Per quanto riguarda i ministeri senza portafoglio, la responsabilità
delle Riforme andrà a Umberto Bossi; per il resto, si
fanno i nomi di Stefania Prestigiacomo alle Pari opportunità; Elio Vito ai
Rapporti con il Parlamento; Lucio Stanca all'innovazione tecnologica; Adriana
Poli Bortone alle Politiche comunitarie e Mariastella Gelmini agli Affari
Regionali.
( da "Unita, L'" del 21-04-2008)
Argomenti: La Lega
Stai consultando
l'edizione del Bossi si prende le Riforme, Maroni al Viminale Il vertice di Arcore con Berlusconi e
Tremonti conferma: comanda la Lega Calderoli sarà
vicepremier, al Carroccio anche la Lombardia. Fini non invitato Comanda la
Lega: se c'erano ancora dubbi, il vertice svoltosi ieri ad
Arcore con Berlusconi e Tremonti da una parte e Bossi, Maroni e Calderoli dall'altra, li ha
definitvamente fugati. È lo stesso Bossi a dare l'annuncio, infischiandosene delle prerogative
costituzionali del Capo dello Stato: "Sarò ministro delle Riforme, Maroni avrà il Viminale, Calderoli sarà il vicepremier e a Zaia
andrà l'Agricoltura". Ma non basta: il Carroccio dovrebbe ottenere
anche la guida della Regione Lombardia, una volta stabilito che Formigoni sarà
il nuovo presidente del Senato. E - si dice - anche il Veneto, dove è ormai è
il primo partito. Più che giustificata, dunque, l'euforia di Bossi
e dei suoi: "È andata, sono soddisfatto". Alla spartizione non ha
partecipato Fini, ormai relegato sempre più nel ruolo di comprimario. Lombardo
a pagina 5.
( da "Unita, L'" del 21-04-2008)
Argomenti: La Lega
Stai consultando l'edizione del La Lega si prende tutto quel che vuole Berlusconi si
piega: il Viminale a Maroni,
Bossi alle Riforme e Calderoli vicepremier di Natalia
Lombardo/ Roma POKER PADANO La Lega batte cassa a Arcore: dal vertice in casa
Berlusconi Umberto Bossi ha
ottenuto il ministero dell'Interno per Roberto Maroni e altri tre posti chiave. Il Viminale, soprattutto, per
attuare il "giro di vite" sulla sicurezza chiesto al leader del Pdl.
È sempre più chiaro che questo governo sarà ostaggio della Lega, forte del boom
elettorale. È lo stesso Umberto Bossi a fare i nomi
alle nove di sera, trionfante: "Io alle Riforme, Calderoli
vicepremier - finora si parlava del contrario - Maroni
all'Interno e Luca Zaia all'Agricoltura" assessore in Veneto che era in
pista per la Regione nel caso il presidente Galan ceda il posto dimettendosi
prima del 2010. Sfuma così la possibilità che il presidente della Regione
Lombardia, Roberto Formigoni, possa andare al Viminale (era una delle
condizioni poste per lasciare il Pirellone). L'altra mèta è la presidenza del
Senato, contesa con Renato Schifani, che per due legislature ha guidato il
gruppo e sarebbe più gradito nel Pdl. Ma il presidente ciellino potrebbe anche
pensare di restare dov'è per gestire il pacco dell'Expo 2015. La
"grana" delle Regioni sarà affrontata oggi sempre a Arcore da
Berlusconi, che incontrerà sia Formigoni che Galan. I vincitori tengono
Gianfranco Fini fuori dalla porta delle decisioni sullo schema di governo. Al
vertice, anticipato a ieri pomeriggio su richiesta del Senatur (ma già
ipotizzato da Berlusconi in Sardegna), erano presenti anche i due Roberti (Maroni e Calderoli), Giulio
Tremonti e Sandro Bondi. In serata spunta anche la rossa Brambilla (che batte
cassa anche lei). Per forza che Calderoli racconta che
"nella maggioranza c'è clima sereno", una maggioranza a due...
Arrivato a Villa San Martino alle cinque del pomeriggio, dopo meno di due ore
il Senatur lascia la casa del leader del Pdl a Arcore visibilmente soddisfatto:
a dei fan leghisti (ormai il verde padano tira più dell'azzurro berlusconiano?)
ha mostrato il pugno alzato in segno di vittoria, anche se ha detto " è
andata". Un'ora dopo esce Calderoli che conferma:
"Tutte le caselle vanno a posto". Il Carroccio si assicura così
quattro punti chiave: "La Lega pesa rispetto a quello che ha chiesto,
ovvero federalismo, riforme e sicurezza che è una priorità sentita da tutti i
cittadini", spiega Calderoli. E ieri cavalca i
casi di stupri degli ultimi giorni (soprattutto quello di Roma, dove si vota
per il ballottaggio). Lo stesso Calderoli come
coordinatore delle segreterie leghiste aveva già alzato la voce con un appello
a Berlusconi perché "intervenga il prima possibile" con un pachetto
sicurezza, e soprattutto perché trovasse gli uomini giusti a metterlo in atto.
Cioè Maroni. Silvio III sta già accontentando in tutto
e per tutto l'alleato che ha sembre considerato "il più fedele" e Calderoli già si vende il risultato: "Berlusconi è
disponibile a dare risposte a tutti questi temi prioritari". Sulla
sicurezza, inoltre, al furturo premier è arrivato anche l'appello del sindaco
di Milano, Letizia Moratti, per delle misure urgenti (ne parlerà di persona
mercoledì). Appagato, il Carroccio chiede le presidenze di Lombardi e Veneto ma
fa il distaccato: "Riguardano un'altra forza politica". Però spinge
sull'acceleratore perché Berlusconi chiuda in fretta la squadra di governo,
(sarà fatto nel primo pezzettino di maggio", prevede Calderoli),
per farla accettare subito dal presidente della Repubblica - passaggio che
rispettano a forza - così da mettersi subito al lavoro col grimaldello anti
immigrati. Berlusconi fa gli auguri alla comunità ebraica per la Pasqua e resta
a Milano per risolvere le grane: anche la DcA di Rotondi vuole un posto.
( da "Corriere della Sera" del 21-04-2008)
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Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Prima Pagina - data: 2008-04-21 num: - pag: 1 categoria:
REDAZIONALE Vertice da Berlusconi. Formigoni oggi vede il Cavaliere. Sicurezza
a Roma, scontro sempre più duro Pdl-Lega, intesa sui
ministri Bossi: io alle
Riforme, Maroni
all'Interno, Calderoli
vicepremier MILANO - Al termine di un vertice ad Arcore, Umberto Bossi ha annunciato che la delegazione
leghista nel governo sarà composta da Calderoli alla vice presidenza del Consiglio, Maroni all'Interno, Zaia alle Politiche agricole e da lui stesso alle
Riforme. Oggi Berlusconi incontra Formigoni. Scontro duro a Roma sulla
sicurezza. DA PAGINA
( da "Corriere della Sera" del 21-04-2008)
Argomenti: La Lega
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-04-21 num: - pag: 5 categoria:
REDAZIONALE Bossi: io alle Riforme, Calderoli
vicepremier Incontro ad Arcore, il Senatùr "blinda" i suoi posti: Maroni al Viminale, Zaia all'Agricoltura Al vicepresidente
del Senato lo stesso ruolo di Letta a Palazzo Chigi Se Alemanno perderà a Roma andrà
al Welfare ROMA - "Io vado alle riforme, Roberto Maroni
all'Interno, Luca Zaia all'Agricoltura e Roberto Calderoli
sarà vicepremier". Umberto Bossi fa i nomi dei
leghisti che entreranno nel nuovo governo Berlusconi. Dal vertice di Arcore a
casa di Silvio Berlusconi, presenti anche Giulio Tremonti, Sandro Bondi e Denis
Verdini (e alla fine Michela Vittoria Brambilla) è uscita fuori un'intesa di
massima che sarà sottoposta agli altri alleati, in primo luogo a Gianfranco
Fini e ai suoi, i quali comunque fanno già sapere di non
avere alcuna riserva sugli incarichi a Bossi e Maroni.
Anzi. Ricordano che lo stesso Maroni era apprezzato da Pinuccio Tatarella, il "ministro
dell'armonia" nel primo gabinetto Berlusconi nel 1994. E Calderoli? "è Berlusconi che sceglie
i suoi vice", dicono. L'incontro ha sbloccato la situazione. Bossi gongola soddisfatto: "Le riforme, la sicurezza e
la difesa dell'agricoltura sono i punti su cui la gente ci ha dato i voti e
alla gente noi dobbiamo dare risposte". Definita la delegazione leghista,
ora Berlusconi deve mettere i nomi accanto alle sessanta caselle, che
comporranno il governo e dovrà evitare, si fa notare nel Pdl, l'accusa di
guidare una macchina "a trazione nordista". La lista completa (12
ministri con portafoglio, sei senza e 42 tra vice e sottosegretari) si prevede
sia pronta prima dell'insediamento delle Camere fissato il 29 aprile. Dalla
discussione di ieri in una stanza dove il fumo di sigaro si tagliava col
coltello - oltre a Bossi e Tremonti anche Verdini è
stato "contagiato" dal toscano - è stata esclusa la questione
Lombardia. Lo conferma Calderoli, secondo il quale
Berlusconi vedrà oggi Roberto Formigoni per discutere della questione.
Formigoni, eletto senatore, vorrebbe scendere a Roma per occupare un ministero di
peso, dopo che è tramontata l'ipotesi della presidenza del Senato. Ma in queste
ultime ore sembra che il suo destino sia quello di restare alla guida del
Pirellone fino alla scadenza del mandato nel 2010. Ad oggi la compagine vede
Letta e Calderoli vicepremier, Tremonti all'Economia,
Frattini agli Esteri, La Russa alla Difesa, Maroni
all'Interno, Scajola alle Attività produttive, Alemanno al Welfare (qualora
fosse battuto nel ballottaggio per il Comune di Roma da Rutelli), Matteoli alle
Infrastrutture, Bonaiuti alla Cultura, Bondi all'Istruzione, la Brambilla
all'Ambiente. La Giustizia potrebbe finire a uno di An (Alemanno o Bongiorno).
E Zaia, il volto nuovo appartenente alla generazione degli amministratori
leghisti, alle Politiche agricole. A questi si aggiungono i sei ministeri senza
portafoglio: Riforme (Bossi), Pari opportunità
(Prestigiacomo), Rapporti con il Parlamento (Vito), Innovazione tecnologica
(Stanca), Politiche comunitarie (Poli Bortone), Affari regionali (Gelmini o un
esponente dell'Mpa di Lombardo). Lorenzo Fuccaro Soddisfatto Calderoli
ieri dopo il vertice di Arcore mostra la "V": sarà vicepremier. Nel
precedente governo Berlusconi era ministro delle Riforme. A sinistra, Bossi ( Cavicchi e Lorenzini/Ansa).
( da "Giornale.it, Il" del 21-04-2008)
Argomenti: La Lega
N. 16 del 2008-04-21 pagina
( da "Tempo, Il" del 21-04-2008)
Argomenti: La Lega
Stampa Maroni verso l'Interno E Formigoni resta a Milano Fabrizio
dell'Orefice f.dellorefice@iltempo.it "A me Maroni
va bene. All'Interno come alle Attività produttive". Silvio Berlusocni si
lascia andare in serata con alcuni fedelissimi. Il nodo Lega sembra essere meno
districato. Dopo il vertice ad Arcore ieri sera con Berlusconi, i leghisti sono
usciti risollevati. Umberto Bossi
ha fatto il pugno alzato in segno di vittoria e s'è lasciato scappare un
"Così è andata". Roberto Maroni ha rimarcato: "Sta andando tutto bene". E Roberto Calderoli ha aggiunto: "Tutte le
caselle stanno andando a posto un governo e una squadra di Governo che non
nasce su una spartizione delle poltrone ma nasce sulla base di un programma con
le persone giuste al posto giusto indipendentemente da dove
provengano". Dunque, nell'incontro è stato sancito che Roberto Formigoni
non sarà presidente del Senato, e con sempre minori probabilità sarà ministro.
Resterà a Milano a gestire oltretutto la fase degli appalti dell'Expo 2015, fra
due anni si ridiscuterà della Lombardia. Alla guida di Palazzo Madama ci andrà
così Renato Schifani. Il vertice si conclude con un accordo che è lo stesso Bossi a rivelare: lui stesso andrà al ministero delle
Riforme, il ministero dell'Interno per Roberto Maroni,
la vicepresidenza del Consiglio per Roberto Calderoli,
e il ministero delle Politiche agricole per l'assessore leghista veneto Luca
Zaia. "Le riforme, la sicurezza, la difesa dell'agricoltura - ha spiegato Bossi - sono i punti su cui la gente ci ha detto i voti e
alla gente noi dobbiamo dare risposte". In realtà, anche in casa leghista
l'intesa non sembra definitiva. Maroni sarebbe ancora
in ballottaggio: può scegliere se andare al Viminale, come vorrebbe Bossi, o al dicastero di via Veneto. Mentre in forse appare
Palazzo Chigi per Calderoli: ci sono resistenze in
casa e anche Tremonti non è molto contento di averlo sopra di lui. Resta aperta
la questione Lombardia. Oggi Berlusconi vedrà Formigoni e incontrerà anche
Galan, dovrà trovare uno sbocco anche per loro. Poi si attenderà l'esito del
ballottaggio a Roma per aprire il capitolo An, le cui posizioni ancora non sono
state discusse.
( da "Giornale.it, Il" del 21-04-2008)
Argomenti: La Lega
N. 16 del 2008-04-21 pagina 1 Accordo con la Lega: Maroni al Viminale di Redazione Bossi alle Riforme, Calderoli sarà vicepremier. Oggi si decide per Lombardia e Veneto Vertice
ad Arcore. Berlusconi concorda con Bossi la "quota" della Lega nel governo: il Senatùr al
ministero delle Riforme. A Maroni il dicastero dell'Interno, Calderoli sarà vicepremier. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via
G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Secolo XIX, Il" del 21-04-2008)
Argomenti: La Lega
Il
vertice con Berlusconi ad Arcore Bossi: "Riforme
a me, Interni a Maroni, Calderoli vice"
ROMA. Umberto Bossi sarà ministro delle Riforme,
Roberto Maroni andrà al Viminale, Roberto Calderoli avrà un posto
da vicepremier e l'assessore alla Regione Veneto Luca Zaia guiderà il ministero
per le Politiche agricole. La Lega Nord ha fatto il pieno nel vertice di ieri ad
Arcore per la formazione della squadra di governo: quattro posti di assoluto
rilievo nell'esecutivo guidato da Silvio Berlusconi. "È andata" ha
detto il leader del Carroccio alzando il pugno in segno di vittoria. Oggi il
Cavaliere incontrerà Roberto Formigoni (dato in un primo tempo in corsa per il
Senato) per definire il suo ruolo. L'ipotesi più accreditata è che rimanga al
Pirellone. BOCCONETTI >> 3 21/04/2008.
( da "Tempo, Il" del 21-04-2008)
Argomenti: La Lega
Stampa vertice ad
arcore Maroni verso l'Interno E Formigoni resta a
Milano "A me Maroni va bene. All'Interno come
alle Attività produttive". Silvio Berlusocni si lascia andare in serata
con alcuni fedelissimi. Il nodo Lega sembra essere meno districato. Dopo il
vertice ad Arcore ieri sera con Berlusconi, i leghisti sono usciti risollevati.
Umberto Bossi ha fatto il pugno
alzato in segno di vittoria e s'è lasciato scappare un "Così è
andata". Roberto Maroni ha rimarcato: "Sta andando tutto bene". E Roberto Calderoli ha aggiunto: "Tutte le
caselle stanno andando a posto un governo e una squadra di Governo che non
nasce su una spartizione delle poltrone ma nasce sulla base di un programma con
le persone giuste al posto giusto indipendentemente da dove
provengano". Dunque, nell'incontro è stato sancito che Roberto Formigoni
non sarà presidente del Senato, e con sempre minori probabilità sarà ministro.
Resterà a Milano a gestire oltretutto la fase degli appalti dell'Expo 2015, fra
due anni si ridiscuterà della Lombardia. Alla guida di Palazzo Madama ci andrà
così Renato Schifani. Il vertice si conclude con un accordo che è lo stesso Bossi a rivelare: lui stesso andrà al ministero delle
Riforme, il ministero dell'Interno per Roberto Maroni,
la vicepresidenza del Consiglio per Roberto Calderoli,
e il ministero delle Politiche agricole per l'assessore leghista veneto Luca
Zaia. "Le riforme, la sicurezza, la difesa dell'agricoltura - ha spiegato Bossi - sono i punti su cui la gente ci ha detto i voti e
alla gente noi dobbiamo dare risposte". In realtà, anche in casa leghista
l'intesa non sembra definitiva. Maroni sarebbe ancora
in ballottaggio: può scegliere se andare al Viminale, come vorrebbe Bossi, o al dicastero di via Veneto. Mentre in forse appare
Palazzo Chigi per Calderoli: ci sono resistenze in
casa e anche Tremonti non è molto contento di averlo sopra di lui. Resta aperta
la questione Lombardia. Oggi Berlusconi vedrà Formigoni e incontrerà anche
Galan, dovrà trovare uno sbocco anche per loro. Poi si attenderà l'esito del
ballottaggio a Roma per aprire il capitolo An, le cui posizioni ancora non sono
state discusse.
( da "Voce d'Italia, La" del 21-04-2008)
Argomenti: La Lega
Politica
Calderoli vicepremier Bossi alle Riforme, Maroni all'Interno
Milano, 21 Apr. - "Io alle Riforme e Maroni
all'Interno". A Villa San Martino raggiunto l'accordo tra Umberto Bossi e Berlusconi,
Tremonti (nuovo Ministro dell'Economia) e Bondi per il Pdl, Calderoli e Maroni per il
Carroccio.
"Sono soddisfatto" ha detto il Senatur, aggiungendo che, sulla base
dell'accordo raggiunto, Roberto Calderoli sarà
vicepremier e il ministero delle Politiche Agricole andrà all'assessore
leghista veneto, Luca Zaia. L'incontro inizialmente era stato fissato per
domani pomeriggio, ma è stato anticipato di un giorno per la volontà di
Berlusconi di chiudere il primo possibile la 'partita' della lista dei
ministri. "Tutte le caselle stanno andando al loro posto" ha
commentato Calderoli, precisando che per ora hanno
parlato "solo della squadra di governo, poi si parlerà di federalismo,
riforme e sicurezza". Giorgio Nadali giorgio.nadali@voceditalia.it.
( da "Riformista, Il" del 21-04-2008)
Argomenti: La Lega
Arcore il senatur soddisfatto
dell'accordo Governo e sicurezza, la Lega fa il pieno Maroni all'Interno, Bossi alle Riforme, Calderoli vicepremier, Zaia
all'agricoltura La Russa, Boni e Lupi in difesa del sindaco di Milano Milano. È
finita come meglio non poteva per la Lega. Lo dice lo stesso Umberto Bossi al telefono con l'agenzia Ansa
("Sì, sono soddisfatto; se le cose stanno così, sono
soddisfatto"). L'accordo siglato con Silvio Berlusconi per la formazione
del nuovo governo prevederebbe Roberto Maroni alla
guida del ministero dell'Interno, lo stesso Bossi alle
Riforme, l'assessore veneto Luca Zaia alla guida delle Politiche agricole e
Roberto Calderoli alla vicepresidenza del Consiglio.
Niente male, insomma, per il Carroccio. "Le riforme, la sicurezza, la
difesa dell'agricoltura - ha detto Bossi - sono i
punti su cui la gente ci ha dati voti e noi dobbiamo offrire risposte ai tanti
elettori che ci hanno concesso fiducia". È finita bene quindi, per la
Lega, questa domenica di Arcore, che ha sostituito il tradizionale vertice del
lunedì. Ieri, nella villa di Silvio Berlusconi, si sono dati appuntamento
Giulio Tremonti, Sandro Bondi (entrambi per il Popolo della libertà), Umberto Bossi, Roberto Calderoli e Roberto Maroni (per la Lega Nord). All'ordine del giorno, appunto,
le tessere del prossimo governo e un intervento immediato da parte del futuro
governo sul fronte sicurezza, tema molto sentito in questi giorni e da sempre
cavallo di battaglia della Lega. Già alle sette del pomeriggio Bossi, uscendo da Villa San Martino, si era lasciato andare
a un ottimistico "Così è andata". Frase seguita da quella di Maroni ("L'incontro sta andando molto bene"). Con
la permanenza di Formigoni alla guida della regione Lombardia, la Lega ha
chiesto tre ministeri di peso. L'altro scenario - presto abbandonato - era
invece legato alle dimissioni di Formigoni, dirottato verso la presidenza del
Senato, con Castelli candidato alla successione. Nel corso dell'incontro si è
parlato molto anche di sicurezza. Tema all'ordine del giorno dopo i recenti episodi
di Roma e Milano e dopo lo scontro a distanza tra il sindaco di Milano e il
ministro dell'Interno Giuliano Amato, che ha ha parlato di caduta di stella di
Letizia Moratti e ha ricordato, numeri alla mano, come il tasso di incidenza
dei reati sia calato negli ultimi sei mesi. Chi ha ragione, quindi? Per Ignazio
La Russa, deputato del Pdl e storico esponente di An a Milano, "il sindaco
Moratti ha fatto benissimo ad attaccare il governo per quanto sta accadendo.
Quando la Moratti dice che è colpa dello Stato non lo fa per attaccare un
ministro in particolare ma le leggi inadeguate e la cultura politica che c'è
dietro a un progetto di sicurezza. Anzi, che non c'è, e su questo ha ragione da
vendere. Noi volevamo prima di tutto l'applicazione integrale della Bossi-Fini, soprattutto per quanto riguarda le espulsione, e
poi leggi che punissero più duramente i recidivi e che garantissero la certezza
della pena. Non si è fatto nulla di questo". Quindi tutta colpa di Roma?
Anche il numero ancora insufficiente di telecamere rispetto ad alcune città del
Nord-Est, o i troppi cantieri aperti e semi-abbandonati che diventano il regno
preferito dei delinquenti? "Certo che tutto concorre - risponde La Russa -
ma è inutile che Amato si arrabbi. Per la sua maggioranza di governo la
sicurezza non era una precondizione di libertà". Per Davide Boni,
leghista, assessore al Territorio della Lombardia, "Letizia Moratti ha
ragione. Amato ne fa solo una questione di numeri ma il problema è che
moltissimi reati minori non vengono nemmeno più denunciati. Amato fa un freddo
calcolo, la Moratti avverte l'insicurezza che si respira in città e reagisce. A
Milano mancano prevenzione e controllo del territorio, anche nel senso che
bisogna sapere prima chi arriva in città". In linea anche il deputato del
Pdl ed ex commissario cittadino di Forza Italia, Maurizio Lupi, per il quale
"questa volta la ragione non sta nel mezzo perché a volte i numeri non
descrivono la realtà. A Milano c'è il più alto tasso di violenza sessuale sulle
donne e questa rappresenta un'emergenza cui far fronte nonostante i numeri del
Viminale. Forse chi sciorina certe cifre dovrebbe parlare con la gente come fa
chi sta quotidianamente sul territorio, per questo dico che ha ragione la
Moratti. A Milano abbiamo fatto una manifestazione per la sicurezza chiedendo
risorse sia in termini di uomini che di stanziamenti ma non abbiamo ottenuto
nulla da parte del Viminale. Se a questo uniamo il proliferare di leggi troppo
permissive si capisce chiaramente il perché della vittoria netta del Pdl e
soprattutto della Lega Nord". 21/04/2008.
( da "Giornale.it, Il" del 21-04-2008)
Argomenti: La Lega
N. 16 del 2008-04-21 pagina 0 Ministri: Bossi alle Riforme, Maroni all'Interno di Fabrizio De Feo Fumata bianca ad Arcore
nell'incontro tra Berlusconi e Bossi: Calderoli
sarà il secondo del Cavaliere insieme a Gianni Letta, Zaia alle Politiche agricole
Roma - "è andata come doveva andare. Io alle Riforme, Roberto Maroni all'Interno, Roberto Calderoli
vicepremier e Luca Zaia (attuale vicepresidente leghista del Veneto)
all'Agricoltura. Sono soddisfatto". Umberto Bossi
scaccia via le nubi e i presunti dissidi sulla formazione del governo e
nell'arco di un paio d'ore di faccia a faccia con Silvio Berlusconi chiude la
partita della rappresentanza della Lega nel nuovo esecutivo. Un rendez-vous
grazie al quale viene anche disinnescata la miccia di un possibile braccio di
ferro interno al Pdl per l'assegnazione della presidenza della Regione
Lombardia. "Riforme, sicurezza, difesa dell'agricoltura sono i punti su
cui la gente ci ha dato i voti e sui quali dare risposte" sintetizza Bossi che uscendo dall'incontro alza il pugno in segno di
vittoria. "Le persone giuste al posto giusto, indipendentemente dalla
provenienza. Sì, sono soddisfatto, se le cose sono così sono soddisfatto".
Il clima quindi volge decisamente al sereno, con un cambio radicale rispetto al
vertice di maggioranza della settimana scorsa dal quale Bossi
uscì scuro in volto, dicendo che non si era combinato niente e che lui sarebbe
"tornato in Insubria". Questa volta il premier in pectore e lo stato
maggiore del Carroccio - che si incontrano intorno alle
( da "Gazzetta di Parma, La" del 22-04-2008)
Argomenti: La Lega
VERTICE CON
BERLUSCONI. OGGI INCONTRO CON FORMIGONI Cronache PDL VERTICE CON BERLUSCONI. OGGI INCONTRO CON FORMIGONI Bossi ad Arcore: Il Carroccio fa il pieno di ministri Il Senatur alle
Riforme, Maroni agli
Interni, Zaia all'Agricoltura, Calderoli vicepremier ARCORE Maurizio Lucchi II La soddisfazione si
leggeva sul volto di Bossi
quando è uscito dalla villa di Arcore, dove aveva appena incontrato Berlusconi
per parlare della composizione del nuovo governo. "E' andata"
ha detto il leader del Carroccio alzando il pugno in segno di vittoria. Quel
pugno che è stato il "leit motiv" della campagna elettorale, prima
sui manifesti e poi il giorno delle elezioni, quando lo ha levato al cielo nel
momento della vittoria. Dal vertice di Arcore la Lega esce con la bisaccia
piena: Bossi sarà ministro delle Riforme, Roberto Maroni andrà al Viminale, Roberto Calderoli
sarà vicepremier mentre l'assessore del carroccio alla regione Veneto Luca Zaia
guiderà il ministero per le Politiche agricole. continua... Per leggere il
testo completo dell'articolo, registrati al nuovo "sfogliatore"
online.
( da "Unita, L'" del 22-04-2008)
Argomenti: La Lega
Stai consultando l'edizione
del Berlusconi, ecco le prime grane: fuoco amico su Calderoli
di Natalia Lombardo/ Roma Silvio Berlusconi ha dovuto fare una brusca frenata,
ieri mattina: "Non c'è niente di deciso" sulla squadra di governo,
"ci saranno delle sorprese", ha annunciato intervenendo al telefono
al Mediolanum Market (cose di casa...). E resta l'incognita del ballottaggio
per il Campidoglio, a seconda se vincerà Gianni Alemanno, di An; se perde
dovrebbe andare al Welfare con la Salute affidata forse all'immunologo Ferdinando
Aiuti (questa sarebbe una "sorpresa" di Silvio), o l'oncologo
Cognetti. Ridimensionata la richiesta del Carroccio per conquistare la
presidenza della Regione Veneto: Giancarlo Galan resta Governatore fino al
2010. Berlusconi (che per affrontare la situazione economica si affida
all'"elogio della follia") ieri a Arcore ha diviso le pratiche dei
Governatori forzisti: ha visto solo Galan, mentre l'incontro con Roberto
Formigoni, presidente della Regione Lombardia, è slittato a oggi. Per il leader
del Pdl andare al voto subito nelle due regioni forti del Nord "è troppo
pericoloso", racconta chi ha assistito alle riunioni degli ultimi giorni,
perché vorrebbe dire cedere il controllo del territorio, e soprattutto del
Pirellone, alla Lega (con Castelli), compresa la gestione degli affari in vista
dell'Expo. Anche Formigoni dovrebbe restare in Lombardia fino al 2010, per le
stesse preoccupazioni che adombrano Berlusconi. Ma il forzista ciellino fin
dall'inizio ha puntato i piedi per la presidenza del Senato o per un ministero
di peso (dagli Esteri all'Istruzione o alla Santità). Ma ieri si parlava anche
di Formigoni all'Interno, accontentando così Maroni
con il corposo discastero delle Attività produttive (accorpato col Commercio
Estero e le Comunicazioni, alle quali potrebbe andare Landolfi di An, già
presidente della commissione di Vigilanza). Alla seconda carica dello Stato
però Silvio "blinda" Renato Schifani, che ieri è andato a Arcore con
Fabrizio Cicchitto, probabile capogruppo Pdl alla Camera. Al Senato Gasparri,
di An. Alla luce del pericolo di ribaltare gli assetti nel Nord Est, convincere
Galan a restare al suo posto non è stato troppo difficile (rinunciando allo
scranno di senatore), con la promessa che "il modello veneto sarà
premiato". E Berlusconi in una nota annuncia come: "Due ministri
veneti e una significativa componente fra i viceministri e i
sottosegretari". Veneto è il leghista Luca Zaia, al quale è stata promessa
l'Agricoltura (il Senatur l'aveva promessa anche a Giampaolo Dozzo). L'altro potrebbe
essere l'economista veneziano di FI, Renato Brunetta, o Maurizio Sacconi. La
squadra di governo è ancora "fluida", dicono da Arcore, e sembra che
Berlusconi tenti un recupero di Daniela Santanché con uno strapuntino da
viceministro. Il "bottino" leghista dovrebbe essere saldo, Ma non del
tutto: è improbabile un Roberto Calderoli nella poltrona di secondo vicepremier. Una carica che disturba
sia in casa leghista che in FI, da Giulio Tremonti allo stesso Roberto Maroni, in competizione con l'altro Roberto
dai tempi della malattia di Bossi. Ma a storcere il naso è Gianni Letta, il sottile mediatore,
l'Angelo Custode di Berlusconi che, infatti, potrebbe esprimergli la sua
riconoscenza proponendolo come vicepremier unico. Ma anche Alleanza Nazionale
reclama un vicepremier (candidando Altero Matteoli se non va alle
Infrastrutture) e ieri c'è stato un colloquio telefonico tra Gianfranco Fini e Calderoli. Di sicuro la "quadra" della domenica
era troppo monocolore: un poker verde padano sbandierato ai quattro venti da
Umberto Bossi lasciando Arcore. E l'irrituale annuncio
dei ministeri conquistati (un altro sgarbo nei confronti del Quirinale) ha
scontentato gli altri. A indispettirsi pubblicamente è stato il Dc Rotondi, ma
Berlusconi deve decidere la squadra anche con Gianfranco Fini. Per il quale
sembra chiusa la partita con la presidenza della Camera. anche se i
"colonnelli" di An lo giudicano un ruolo troppo poco politico. Una
vera "sorpresa" sarebbe il togliere a Franco Frattini il ministero
degli Esteri, una voce che è girata, ma per il suo ruolo in Europa sembra poco
probabile. Il ministero della Giustizia è in ballo tra An (con Mantovano) e Fi:
salgono le quotazioni delle forzista Mariastella Gelmini, nelle grazie di
Silvio pur senza essere una velina.Oppure Marcello Pera. La Dca di Rotondi
minaccia l'appoggio esterno se non sarà nel governo, la Mussolini reclama un
posto. E l'Mpa di Lombardo batte cassa per l'en plain siciliano, in un governo
che si profila già troppo nordista.
( da "Repubblica, La" del 22-04-2008)
Argomenti: La Lega
Giornata di incontri
e colloqui ad Arcore, potrebbe saltare il Viminale già
annunciato per Maroni Il
Cavaliere preoccupato dal peso di Bossi "A questo punto si ridiscute tutto" In bilico Calderoli vicepremier, aperta la partita
Formigoni Oggi l'incontro con Formigoni, che spera nel Senato o ministero
dell'Interno CLAUDIO TITO ROMA - "A questo punto bisogna ridiscutere
tutto". Silvio Berlusconi impone una pausa. Le trattative sulla
squadra di governo si sono messe su binari che non gli piacciono. Soprattutto
troppo sbilanciati verso il Carroccio. I "paletti" piantati da
Umberto Bossi non convincono pienamente il
"premier in pectore". Che adesso vuole "rivedere" la
struttura nel suo complesso. A cominciare dai due vicepremier. E già perché, il
tandem Calderoli- Letta rischia di essere già sulla
via del tramonto. Il braccio destro di Berlusconi, infatti, non ha per nulla
apprezzato l'idea di condividere la vicepremiership. Il suo ruolo di
"coordinamento del governo", ha rilevato ad Arcore, non può essere
affiancato da un secondo vice. Tanto vale ritornare a ricoprire la funzione di
sottosegretario alla presidenza del consiglio. Osservazione che il Cavaliere
non intende trascurare. Per il futuro inquilino di Palazzo Chigi, Letta resta
una pedina fondamentale che non può essere "sacrificata". "Una
soluzione va quindi trovata", ha ripetuto ieri nei suoi colloqui. Ma la
soluzione complessiva, insomma, passa dal ridimensionamento della Lega che con
gli Interni, le Riforme e la vicepresidenza del consiglio può catalizzerebbe
troppo l'immagine dell'esecutivo. La nomina di Calderoli,
dunque, è diventata a rischio. Certo, al momento Bossi
alla Riforme, Zaia all'Agricoltura e Maroni agli
Interni sembrano dei punti fermi. Eppure dentro Forza Italia più di uno ritiene
che il Senatur possa alla fine compiere un passo indietro proprio a favore di Calderoli. Non a caso in casa Lega è già scattato l'allarme.
E il capo del Pdl non sta nascondendo una certa "preoccupazione" per
il nervosismo dei leghisti. Anche per il "conflitto" interno tra la
componente lombarda e quella veneta del Carroccio che ha provocato qualche
tensione pure con il Governatore del Veneto Galan. Non solo. Proprio in
relazione ai Lumbard, a Villa San Martino ieri hanno ricominciato a parlare di
Roberto Castelli alla Giustizia. Una soluzione che comporterebbe il trasloco di
Maroni dal Viminale ad un altro dicastero, ad esempio
le Attività produttive comprensive delle Comunicazioni. Un primo nodo,
comunque, potrebbe essere sciolto oggi. Con l'incontro tra il Cavaliere e il
presidente della regione Lombardia, Roberto Formigoni. Il Governatore non da
ancora per chiusa la sua partita. è sicuro di poter ancora sperare nella
presidenza del Senato o nel Ministero degli Interni. Ipotesi su cui Berlusconi,
però, frena. In particolare sono i "colonnelli" di Forza Italia a non
gradire. Considerano l'esponente di Cl un potenziale concorrente per il
dopo-Cavaliere a partire dal 2013. Come ama ripetere il titolare del Pirellone,
tra cinque anni "ci misuriamo tutti". Eppure Berlusconi non sembra
affatto convinto di una staffetta in Lombardia: "non è il caso di andare
alle elezioni anticipate in quella regione". Sebbene da tempo sia stato
indicato Castelli come successore. A Formigoni è stata anche prospettata la
possibilità che il prossimo anno, quando verrà nominata la nuova commissione
europea, un ministro possa trasferirsi a Bruxelles per fargli spazio a Roma.
Nel frattempo il leader forzista sta raccogliendo le richieste degli altri
alleati. An, ad esempio, ha già indicato Ignazio La Russa per la Difesa e
Altero Matteoli per le Infrastrutture. Il terzo ministro è un punto
interrogativo: se Alemanno non vincerà a Roma toccherà a lui il Welfare. In
caso contrario potrebbe riemergere tra i "papabili", Giulia
Bongiorno. Un nome che ieri proprio Gianfranco Fini in un colloquio telefonico
ha riformulato al Cavaliere per la poltrona di Guardasigilli. Una casella,
però, che il prossimo presidente del consiglio vuole riservare ad un uomo
fidato. Per questo non esclude Castelli e per lo stesso sta crescendo la
candidatura della forzista Gelmini. Nella "revisione", poi, il
Cavaliere vuole inserire un dicastero per la Nuova Dc di Rotondi e ridisegnare
la delegazione di Forza Italia. Scajola, così, dovrebbe finire alle Attività
produttive (a meno che Maroni non venga dirottato in
quella postazione), Bondi alla Pubblica Istruzione, Brambilla all'Ambiente,
Vito o Bonaiuti ai Rapporti con il Parlamento e Fitto agli Affari regionali.
( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del
22-04-2008)
Argomenti: La Lega
DALL'ITALIA
22-04-2008 Dall'Italia EMERGENZA INTANTO IL LEGHISTA MARONI RILANCIA L'IDEA
DELLE RONDE DEI CITTADINI, DEFINITE INCOSTITUZIONALI DALL'EX MINISTRO DI PIETRO
Pdl: "Subito leggi sulla sicurezza" E a Roma è scontro fra i
candidati. Rutelli: "Sì al supercommissario". Alemanno: "Via
20mila delinquenti" ROMA II Tra i primi provvedimenti che saranno
approvati dal nuovo governo ci saranno la sicurezza degli italiani ed il
federalismo fiscale. Lo ha annunciato Silvio Berlusconi. Al primo posto, ha
confermato il leghista Roberto Maroni, è il problema
della sicurezza che turba i sonni degli italiani. Un problema strettamente
legato all'immigrazione clandestina che riversa in Italia folti gruppi di
delinquenti comuni. Da solo il nostro paese non potrà fare molto perchè gran
parte di questi clandestini, come ad esempio i rumeni, provengono da paesi
entrati di recente nella comunità europea. Perciò Maroni
ha in mente di rivolgersi alla Comunità, una volta eletto ministro
dell'Interno, per chiedere che vengano riviste le regole sulla libera
circolazione dei cittadini comunitari. Appartenere alla federazione europea,
sostiene Roberto Maroni, non può andare a discapito
della sicurezza dei cittadini. Il prossimo governo valuterà quindi la
possibilità di emettere nuovi provvedimenti per regolare il flusso degli
immigrati, coinvolgendo anche l'Unione Europea che dovrà rivedere le proprie
regole. Maroni dice anche sì alle ronde metropolitane
proposte dalla Lega al nord. Nulla di illegale, però, perchè si tratta di
organizzare una forma di vigilanza disarmata ad opera di volontari che
controlleranno il territorio e metteranno in allarme le forze necessarie se
noteranno qualcosa di sospetto. nON è dello stesso avviso l'ex ministro Antonio
di Pietro: "E' incostituzionale prevedere che la polizia privata si possa
sostituire alle istituzioni pubbliche". Quello che serve contro la
criminalità, precisa però Maroni, è "più pulizia
e più polizia". Noi, precisa, non vogliamo militarizzare il territorio ma
controllarlo coinvolgendo le autonomie locali. Un punto fermo nelle richieste
della Lega e del Pdl è la certezza della pena. Ma non è tutto. Maroni sostiene che servono anche delle misure di
prevenzione perchè "la pena da sola non è un deterrente". Le forze di
polizia, poi, dovranno essere messe in condizioni di operare al meglio con
strumenti ed attrezzature adeguate. E non dovrebbe accadere, insiste Maroni, che i criminali vengano rimessi in libertà "per
dei cavilli". Vanno anche mantenuti e resi efficienti i Centri di
permanenza temporaneo per gli immigrati. Per Maroni i
Cpt hanno una funzione precisa ed essenziale nell'applicazione
della legge Bossi-Maroni. E se non hanno funzionato
"è stato per la cattiva applicazione che si è fatto della legge". Maroni si è detto infine contrario al
braccialetto elettronico proposto da Veltroni per garantire la sicurezza delle donne.
Non bisogna aggiungere violenza psicologica, ha affermato, a chi "è già
troppo spesso vittima di violenza fisica ". Ma la questione
sicurezza non alimenta solo a livello nazionale il dibattito politico. La
questione è, infatti, entrata prepotentemente nella campagna elettorale per il
ballottaggio a Roma. Questa, in un duello tv, ne parleranno i candidati,
Francesco Rutelli e Gianni Allemanno. Sia il ministro del Pd che l'ex ministro
del Pdl hanno già fatto le loro proposte per rendere più sicura la città.
Rutelli, oltre ad alcune misure come il braccialetto anti-violenza ha proposto,
se sarà eletto, una supercommissione per la sicurezza. La ricetta di Il
candidato del centrodestra Alemanno prevede prima di tutto l'espulsione
immediata dei 20 mila stranieri che hanno commesso reati nel nostro Paese e che
qui ancora risiedono. Controlli La polizia di Roma impegnata nel perquisire
alcuni occupanti di un campo nomadi.
( da "Corriere della Sera" del 22-04-2008)
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Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-04-22 num: - pag: 9 categoria:
REDAZIONALE Regioni del Nord Ancora resistenze in FI sul vice dei lumbard Galan
resta in Veneto Rebus Lombardia Formigoni spera ancora Oggi l'incontro decisivo
Cavaliere-governatore Letta e Tremonti contro l'ex ministro delle Riforme. Maroni ancora in bilico tra Viminale e Attività produttive
MILANO - Due ore e mezzo di colloquio ad Arcore e Giancarlo Galan torna a casa,
nel suo Veneto, portandosi dietro la promessa di due ministri e il "buon
lavoro" del Cavaliere per continuare a fare il governatore della Regione.
Silvio Berlusconi scioglie così il primo rebus, mentre continuano le grandi
manovre sulla Lombardia, la regione più appetita dal Carroccio, e sulla
delegazione ministeriale leghista. Il poker annunciato ieri da Umberto Bossi risulta tutt'altro che definito, a cominciare dalla
poltrona di vicepremier per Roberto Calderoli, che
pare sempre più traballante, a causa dell'ostilità di Gianni Letta, Giulio
Tremonti e dello stesso Berlusconi. Galan, dunque, torna a casa con la promessa
che "il modello veneto sarà premiato con la nomina di ministri,
viceministri e sottosegretari". Secondo ambienti a lui vicini, Galan
(nella foto con Formigoni) non era affatto ansioso di ottenere un ministero. Ma
c'è chi fa notare che gli scontri con il coordinatore di Forza Italia Nicolò Ghedini
e l'avanzata inarrestabile della Lega locale lo avevano messo nelle condizioni
di fare le valigie per Roma con un certo sollievo. Comunque sia, Galan spiega
come "alla luce del rinnovato e ampio successo elettorale che vede la
sinistra distanziata di quasi 23 punti, è impossibile non convenire sul fatto
che un simile successo non può essere messo in discussione da un'interruzione
della legislatura regionale con due anni di anticipo". Motivazione che si
potrebbe applicare anche alla Lombardia, con la conseguenza di ancorare Roberto
Formigoni alla sua poltrona fino al 2010. Il suo destino, ieri sera, sembrava
ancora incerto. E Formigoni stesso avrebbe chiesto a Berlusconi di rinviare a
oggi l'incontro previsto per ieri. Voci sempre più insistenti - dopo il veto di
Berlusconi alla presidenza del Senato e il suo rifiuto del ministero della
Pubblica Istruzione - davano Formigoni in partenza per il Viminale. Voci
considerate prive di fondamento, tanto più che in prima fila per questa
poltrona rimane Roberto Maroni. L'ex ministro del
Welfare ha però un'altra opzione aperta: il ministero delle Attività
produttive. E lì potrebbe finire, liberando l'Interno, se la Lega dovesse
strappare la Lombardia. Roberto Castelli resta invece in bilico tra la Regione,
un ritorno al ministero della Giustizia (meno probabile) e il posto da
viceministro alle Infrastrutture. Poltrona apparentemente minore, ma strategica
per la Lega: che potrebbe ottenere la delega per il Nord, portando a casa le
molte opere che il Carroccio chiede da anni, a cominciare dall'autostrada
Brebemi. Sorte ancora più incerta per Roberto Calderoli.
Le resistenze di Forza Italia sembrano sempre più solide e a opporsi sono
soprattutto Gianni Letta e Giulio Tremonti. Ma lo stesso Cavaliere non sarebbe
per nulla convinto. Se fosse costretto a fare un passo
indietro, è possibile che Calderoli prenda il posto di Bossi, magari a legislatura in corsa, alle Riforme. Quanto ai due
ministri veneti promessi, Bossi ha citato Luca Zaia, mentre per il Pdl si fanno i nomi di Maurizio
Sacconi (al Welfare, se Alemanno dovesse vincere a Roma) e di Renato Brunetta.
Che però potrebbe scontare un'antica inimicizia con Tremonti. Alessandro
Trocino.
( da "Giornale di Brescia" del 22-04-2008)
Argomenti: La Lega
Edizione: 22/04/2008
testata: Giornale di Brescia sezione:IN PRIMO PIANO Ministri, Berlusconi frena
l'entusiasmo di Bossi Formigoni intenzionato a
lasciare il Pirellone: oggi l'incontro decisivo, per lui sarebbe pronto il
Viminale Il governatore lombardo Roberto Formigoni con il premier in pectore
Silvio Berlusconi ROMA Berlusconi frena gli entusiasmi della Lega ed annuncia
"sorprese" nella composizione della squadra di governo. Un tecnico
alla Sanità potrebbe essere uno dei conigli che il Cavaliere è pronto a tirare
fuori dal cilindro. Mentre non sembra più così certo il Viminale per il Carroccio,
con la possibilità di uno "scambio" con FI: Formigoni ministro
dell'Interno, Castelli candidato alla Regione Lombardia, Maroni
alle Attività produttive. Ma intanto ci sono le prerogative del capo dello
Stato da rispettare e ancora varie questioni aperte: l'incontro di oggi con
Formigoni, la partita nella Capitale dalla quale il Pdl spera che Alemanno
possa uscire sindaco, la casella della Giustizia da riempire, le perplessità
suscitate dall'ipotesi di una vicepremiership per il leghista Calderoli (dubbi tra gli azzurri, ma anche An non esclude
allora di poter chiedere una terza vicepresidenza). "Non c'è ancora nulla
di deciso", decelera perciò il Cavaliere all'indomani del vertice di
Arcore e dopo gli annunci di Umberto Bossi.
"Tutto si concluderà - spiega Berlusconi - quando avrò l'intero panorama
chiaro. Ci saranno sorprese. E sarò io a sottoporre i nomi della squadra,
formata da una sessantina di persone, al presidente della Repubblica". Tra
le caselle assegnate ci sono l'Economia a Tremonti, gli Esteri a Frattini, la
Difesa a La Russa, le Infrastrutture a Matteoli, le Riforme a Bossi, l'Agricoltura a Zaia (che sorprende chi nella Lega
avrebbe preferito Gianpaolo Dozzo), l'Ambiente a Michela Vittoria Brambilla, la
Cultura a Bonaiuti e l'Istruzione a Bondi. E ancora: la presidenza del Senato a
Schifani (che ieri avrebbe avuto la conferma, incontrando Berlusconi ad Arcore)
e quella della Camera a Fini, la presidenza del gruppo Pdl a Palazzo Madama a
Gasparri e quella a Montecitorio a Cicchitto. Sicuro anche che Giancarlo Galan
resterà Governatore del Veneto e che i ministri veneti saranno due, come ha
annunciato ieri lo stesso Cavaliere. Uno è Zaia, in base all'accordo con la
Lega, l'altro potrebbe essere Maurizio Sacconi, magari al Welfare se non andasse
ad Alemanno. Tutto il resto è ancora in alto mare. A
partire dagli incarichi di vicepremier (uno solo per Gianni Letta, due per
Letta e Calderoli,
addirittura tre rispettivamente ad esponenti di FI, Lega ed An o persino
nessuna). Al Viminale, dunque, non è certo che vada Maroni, che potrebbe far spazio a Formigoni e finire invece alle
Attività produttive (altrimenti riservate a Claudio Scajola). C'e
infatti ancora l'incognita legata all'incontro di Berlusconi con il Governatore
della Lombardia, slittato a oggi dopo i contatti telefonici di ieri, nei quali
Formigoni si sarebbe detto determinato a lasciare la presidenza lombarda. In
serata è emersa la possibile triangolazione con il Carroccio, che porterebbe
l'attuale governatore al Viminale. La decisione comunque spetterà a Berlusconi.
An completa il suo organigramma con il Welfare per Alemanno (sempre che non
diventi sindaco di Roma). Via della Scrofa continua a non gradire il metodo
delle decisioni assunte nei vertici di Arcore. Tuttavia Fini osserva: "Sarebbe
sbagliatissimo presentarsi da Berlusconi con una lista della spesa e dirgli
"o così o niente". Ci conosce benissimo e sa che occorre mettere in
campo una squadra coesa e capace". Quanto al suo futuro da presidente
della Camera (primo uomo della destra nella storia repubblicana), Fini
sostiene: "È una carica istituzionale importantissima, sarebbe da cretini
rifiutarla". Il leader di An sembra invece aver rinunciato all'ipotesi di
portare Bongiorno alla Giustizia. L'incarico di Guardasigilli, se Formigoni non
andasse al Viminale, dovrebbe andare ad un esponente di FI, anche perché se
dopo i dicasteri dell'Interno e della Difesa, FI perdesse quello della
Giustizia la rappresentanza azzurra sarebbe "troppo sacrificata".
Ecco quindi affacciarsi l'ipotesi di Mariastella Gelmini o dell'ex presidente
del Senato Marcello Pera. Qualora l'attuale governatore azzurro andasse
all'Interno, la casella potrebbe essere riempita da Alfredo Mantovano (An).
Quanto alla Sanità, va ancora definita la scelta sulla natura dell'incarico, ma
sembra possibile l'indicazione di un "tecnico". Circolano i nomi
dell'immunologo Ferdinando Aiuti e dell'oncologo Francesco Cognetti. Restano da
registrare i nomi in pole position per i ministeri senza portafoglio: Elio Vito
(Rapporti con il Parlamento), Stefania Prestigiacomo e Adriana Poli Bortone
(tra Pari opportunità e politiche comunitarie), Lucio Stanca (Innovazione
tecnologica) e Riforme (Bossi o Calderoli).
Continuano, infine, i malumori dei "piccoli" (Dca, Mpa, Azione
sociale) che insistono nel chiedere adeguata rappresentanza.
( da "Repubblica, La" del 22-04-2008)
Argomenti: La Lega
Per
saperne di più www.comune.bologna.it www.leganord.org
www.gev.bologna.it/settori/vigilaincitta.htm.
( da "Stampa, La" del 22-04-2008)
Argomenti: La Lega
Roberto Maroni non fa una piega: "Per noi rispetto a ieri non è
cambiato nulla", dice tranquillo. I ministri che il segretario federale
Umberto Bossi ha concordato con Silvio Berlusconi
restano quelli, con il leader supremo alle Riforme, Maroni
all'Interno, Luca Zaia all'Agricoltura e Roberto Calderoli
Vicepremier. "Sui ministri non si arretra di un millimetro, restano quelli
punto e basta", assicura un altro leghista lombardo che ieri, come tutti i
lunedì, ha partecipato alla riunione della segreteria politica in via Bellerio.
C'era Bossi, naturalmente, con la camicia a scacchi,
di ottimo umore e battagliero nel mettere a punto le priorità del programma di
governo peraltro condivise dal Cavaliere: sicurezza e federalismo. E sui
ministri sarebbe pronto a giocare la partita fino in fondo. Al di là delle
dichiarazioni, però, la partita è chiusa solo sul peso politico della Lega nel
governo. Non sulle caselle che il Carroccio andrà a occupare. Molto dipenderà
da quanto oggi accadrà con la Regione Lombardia. Ieri pomeriggio in via
Bellerio le quotazioni di un Roberto Formigoni romano erano in caduta libera
("Le possibilità che scelga la capitale restano davvero poche",
ammetteva lo stesso leghista, con richiesta di anonimato), in serata spuntavano
voci di un possibile ripescaggio del governatore lombardo alla volta del
Viminale, tecnicamente promesso a Maroni. Ed è qui,
nel capitolo Lombardia, che si apriranno nuovi scenari, ovvero le
"sorprese" citate da Berlusconi nell'intervento telefonico al
Mediolanum market forum. Sulle sorti della regione si gioca infatti la
compensazione che, qualunque scelta farà Formigoni, dovrà essere pagata alla
Lega. Nel primo caso, il più gettonato ieri, Formigoni resterebbe saldo
all'ultimo piano del Pirellone. Preferirebbe così Berlusconi (evitando di
portarsi un personaggio tanto ingombrante a Roma) e preferirebbero così gli
uomini del Pdl lombardo, che avrebbero altri due anni per riorganizzarsi. Per
la Lombardia il consiglio federale leghista aveva già ufficialmente designato
Roberto Castelli. Che fare? L'impasse potrebbe essere risolta solo con un
rilancio del Senatùr. Delle quattro carte che ha in mano, la più pesante è
quella del Viminale. Da domani, quando Berlusconi riporterà a Roma il tavolo
delle trattative, Bossi la potrà giocare più o meno
secondo questo schema: Maroni potrebbe fare un passo
indietro finendo alle Attività Produttive mentre - e qui sta la
"forza" della carta Ministero dell'Interno - nel governo potrebbe
entrare un altro esponente del Carroccio, ad esempio Roberto Castelli, per cui
qualcuno disegna un ritorno in via Arenula, alla Giustizia. Ma il puzzle non
sarebbe finito qui. Circolano perfino ipotesi secondo cui Calderoli
potrebbe fare un ticket con Umberto Bossi, finendo per
subentrare in un secondo tempo al Senatùr alle Riforme, rinunciando forse al
vicepremierato, criticato soprattutto nella componente di An dentro il Pdl. Se
invece Berlusconi all'ultimo deciderà di dare a Formigoni l'ultima casella
rimasta virtualmente disponibile, quella dell'Interno, le cose sarebbero più
facili per tutti, con Castelli al Pirellone e Maroni sempre alle Attività Produttive.
Ieri a tenere i contatti con gli alleati del Pdl in via Bellerio è stato
Roberto Calderoli che, in
una lunga telefonata con Gianfranco Fini, avrebbe parlato di programma e di
dicasteri. Che la composizione possa cambiare anche all'ultimo minuto in Lega
del resto lo sanno benissimo. Del resto anche in passato Maroni era dato per sicuro alla Giustizia, ma nel corso
della notte prima della comunicazione ufficiale della compagine che le carte in
tavola cambiarono. Maroni si trovò, ironia della
sorte, spedito sul Viminale. Lo stesso colle che forse questa volta non
riuscirà a scalare.
( da "Liberazione" del 22-04-2008)
Pubblicato anche in: (Liberazione)
Argomenti: La Lega
Bossi sicuro: "A noi Riforme,
Interni, Agricoltura. Calderoli vicepremier"
Berlusconi frena il Carroccio: "Sorprese nella squadra" Slitta
l'incontro con Formigoni Frida Nacinovich Silvio Berlusconi aveva fatto le cose
per bene: cena ad Arcore con Umberto Bossi, aria
rassicurante con gli alleati ("Fidatevi di me"). Qualcosa non ha
funzionato. "Non c'è ancora nulla di deciso, ci saranno sorprese",
precisa il Cavaliere. Il premier in pectore frena l'entusiasmo della Lega: è
una notizia. Dopo l'incontro con il capo popolo delle liberà, il leader del
Carroccio aveva anticipato che nella futura squadra di governo i ministri della
Lega sarebbero stati tre (lo stesso Bossi alle Riforme, Roberto Maroni agli Interni, l'assessore veneto
Luca Zaia alle Politiche Agricole). Di più: la poltrona di vicepremier sarebbe
stata occupata da Roberto Calderoli. "Tutto si concluderà quando avrò l'intero panorama
chiaro", spiega però Berlusconi intervenendo al telefono al
"Mediolanum Market Forum", a proposito della composizione
della squadra di governo. Il Cavaliere ribadisce che "nulla è ancora
deciso. Sarò io - sottolinea - a sottoporre i nomi della squadra, formata da
una sessantina di persone, al presidente della Repubblica". Ghe pensi mi .
Nel frattempo slitta l'incontro tra Berlusconi e Formigoni. E fra i nodi da
sciogliere c'è anche quello della Regione Lombardia, della permanenza di
Formigoni a governatore. La questione è stata aggiornata a martedì sera, il Cavaliere
e il presidenti si sono sentiti per telefono. Se telefonando... L'affaire
Formigoni è solo un tassello del complicato mosaico che Berlusconi deve
completare in vista della formazione del nuovo governo. Il Cavaliere dovrà
tenere in considerazione anche un avvertimento che arriva all'indomani del
vertice di Arcore con i leghisti dalla Democrazia cristiana di Gianfranco
Rotondi. "Senza una presenza del partito in Consiglio dei ministri
restiamo fuori dal governo e da tutti gli incarichi parlamentari", afferma
in una nota il portavoce Dca, Alfredo Tarullo, al termine dell'ufficio politico
del partito che "ha dato mandato al segretario nazionale, Gianfranco
Rotondi, di esporre al presidente Berlusconi la posizione della Dca sul
governo". Il portavoce democristiano descrive un Rotondi "molto
irritato", anche per la "circostanza grottesca e inedita"
dell'annuncio di Bossi sulla composizione della
squadra lumbard a palazzo Chigi. Sarebbe un problema per chiunque accontentare
tutti quanti. L'unto del signore ci prova. Non è detto che ci riesca. Invece è
già scritto che molto dipenderà dalla posizione del governatore lombardo (e in
qualche modo anche del presidente del Veneto Giancarlo Galan), che infatti
Berlusconi vedrà domani a Villa San Martino. Formigoni sarebbe pronto a
lasciare la prestigiosa poltrona della Lombardia, ma solo per quella più alta
del Senato, per gli Esteri o per l'Interno. Tutti posti che nel Popolo delle
libertà si davano già per assegnati rispettivamente a Renato Schifani, Franco
Frattini e Claudio Scajola, che tuttavia a questo punto andrebbe alle Attività
Produttive per far posto al leghista Roberto Maroni.
Giancarlo Galan non si sente certo da meno di Formigoni. Dunque la partita è
aperta. In mancanza del Viminale per Maroni, la Lega avrebbe
chiesto le candidature blindate alla guida della Lombardia e del Veneto,
rispettivamente per Roberto Castelli e Zaia. Accontentare i governatori, si sa,
non è facile. Anche per questo, Bossi forza la mano e
annuncia i "suoi" ministri. Berlusconi dovrà discutere a fondo con
Formigoni, che punta ormai direttamente alla presidenza del Senato. Una
mediazione che non si presenta semplice. Senza contare la reazione degli altri
alleati, da Alleanza nazionale fino al Movimento per le Autonomie di Raffaele Lombardo
passando per i democristiani di Rotondi. Gianfranco Fini tira le somme:
"Berlusconi ci conosce benissimo e sa che occorre mettere in campo una
squadra coesa e capace". Tutti i salmi finiscono in gloria. 22/04/2008.
( da "Avvenire" del 22-04-2008)
Argomenti: La Lega
CRONACA 22-04-2008
DOPO IL 13 APRILE Berlusconi frena la Lega: tutto ancora da decidere DA ROMA
ARTURO CELLETTI " S arò io a proporre la squadra, io a sottoporre al
presidente della Repubblica sessanta nomi... E, vedrete, la decisione la
prenderò solo negli ultimi giorni". Berlusconi non riesce più a trattenere
il fastidio verso una Lega 'colpevole' di aver ufficializzato un'intesa ancora
da perfezionare e da limare. E soprattutto non riesce più a nascondere, in
tutte le conversazioni più private, i dubbi sull'idea di Calderoli vicepremier: Berlusconi in quel posto vorrebbe solo una persona,
Gianni Letta. Per capire bisogna tornare indietro di una manciata di ore: è il
pomeriggio di domenica quando Umberto Bossi, Roberto Calderoli e Roberto Maroni varcano sorridenti i cancelli di Arcore per trovare l'Accordo
con il Cavaliere ed è quasi sera quando escono da dove erano entrati con lo
stesso sorriso. Bossi stringe un pugno davanti
alle telecamere e, senza lasciare spazio ai dubbi, parla di partita chiusa:
l'accordo c'è, io andrò alle Riforme, Maroni agli
Interni, il veneto Zaia all'Agricoltura e Calderoli
sarà il vicepremier. L'annuncio di Bossi agita
inevitabilmente il centrodestra: Rotondi e Lombardo alzano la voce, anche in
Alleanza nazionale c'è chi non capisce e rumoreggia. Berlusconi fatica a
trattenere il disappunto. A chiudersi la bocca. Ci riesce, ma solo per venti
ore. Poi parla e quello che dice è da leggere solo in un modo: c'è la volontà
di 'bacchettare' la Lega. "La squadra? Nulla è ancora deciso, ci saranno
sorprese, tutto si concluderà quando avrò l'intero panorama chiaro". È
solo uno scatto d'orgoglio del Cavaliere? Forse non solo. "Molte cose
vanno discusse ancora", ripete lontano dai taccuini dei cronisti il
Cavaliere che ieri ha continuato i 'faccia a faccia' privati vedendo ad Arcore
Renato Schifani e Fabrizio Cicchitto. La quadra in linea di massima c'è, ma c'è
anche un interrogativo che Berlusconi fatica a sciogliere: Gianni Letta. Lui,
l'ascoltato 'braccio destro' di Berlusconi, sarebbe pronto a dire sì
all'ipotesi vicepremier ma a condizioni chiare, precise: essere l'unico vice
del Cavaliere e avere un ruolo di coordinamento reale del governo... Nelle
ultime ore le cose sembrano sempre più complicate. Per colpa dell'annuncio di Bossi. Ma anche perché Lega e An sono partite all'attacco
dicendo no all'ipotesi Letta vicepremier unico. Letta si è chiuso la bocca, ma
chi lo conosce da sempre sa che difficilmente potrebbe accettare l'ipotesi di
essere uno dei due o dei vice e con il passare delle ore sembra crescere
l'ipotesi che ancora una volta sarà lui il sottosegretario alla presidenza del
Consiglio. Le variabili ci sono e qualcuno le fa circolare: Bossi
fuori e Calderoli alle Riforme? O una vera rivoluzione
di quello che è l'attuale impianto? Una previsione è complicata, ma pochi
scommettono sulla seconda ipotesi. La verità è che l'intesa è a portata di mano
e solo o la Lega o un colpo di scena su Roberto Formigoni potrebbero riaprire i
giochi. Ma una cosa va detta: Berlusconi non vuole assolutamente il governatore
a Roma anche perché non vuole assolutamente la Lega alla guida della Lombardia.
Se andrà così l'organigramma è fatto: Gianfranco Fini sarà il prossimo
presidente della Camera e Renato Schifani del Senato. La Lega avrà quello
annunciato da Bossi. Ma anche An (Fini ieri avrebbe
parlato a lungo con Calderoli) avrà tre ministeri di
peso: per Altero Matteoli le Infrastrutture- Trasporti, per Ignazio La Russa la
Difesa e per Gianni Alemanno (se dovesse diventare sindaco di Roma è pronta
Adriana Poli Bortone) il Welfare. Quasi tutto il resto a Forza Italia. Due le
caselle già assegnate: Franco Frattini agli Esteri (il prossimo anno sarà
l'Italia a presiedere e coordinare il G8 e il Cavaliere sa che l'autorevolezza
internazionale dell'ex vicepresidente della Commissione europea è un'assoluta
garanzia) e Giulio Tremonti (al suo fianco come sottosegretario il deputato
lombardo Luigi Casero) all'Economia. Sugli altri ministeri il condizionale è
d'obbligo. La vera sorpresa potrebbe essere l'arrivo al ministero della
Giustizia di Maristella Gelmini: lei giovane, avvocato, coordinatrice azzurra
della Lombardia, donna capace di presentarsi alle elezioni regionali e di
prendere quasi ventimila preferenze, è la carta a sorpresa del Cavaliere. Poi
una serie di nomi noti e una serie di ipotesi: Claudio Scajola alle Attività Produttive,
Sandro Bondi alla Pubblica Istruzione, Paolo Bonaiuti ai Beni Culturali,
Raffaele Fitto agli Affari Regionali, Maurizio Lupi alla Sanità, Elio Vito ai
Rapporti con il Parlamento. Poi ancora nomi. Oltre alla Gelmini un posto al
governo è certo per Stefania Prestigiacomo e probabile per Mara Carfagna. Da
chiarire il nodo Calderoli vicepremier: il Cavaliere
al suo fianco vuole Gianni Letta che accetterà soltanto se sarà da solo. Idea
Gelmini alla Giustizia. Tre ministeri per An Roberto Formigoni e Silvio
Berlusconi.
( da "Gazzetta di Parma, La" del 22-04-2008)
Argomenti: La Lega
IL
LEADER LEGHISTA: "CALDEROLI SARA' VICEPREMIER, ZAIA ALL'AGRICOLTURA"
POLITICA IL LEADER LEGHISTA: "CALDEROLI SARA' VICEPREMIER, ZAIA
ALL'AGRICOLTURA" Bossi: io alle Riforme, Maroni agli Interni
ROMA II Umberto Bossi ieri sera uscendo dalla villa di
Silvio Berlusconi ad Arcore era raggiante. E se... continua... Per leggere il testo completo
dell'articolo, registrati al nuovo "sfogliatore" online.
( da "Brescia Oggi" del 22-04-2008)
Argomenti: La Lega
IL REBUS DEL
GOVERNO. Il premier in pectore: "Deciderò io e presenterò al presidente
Napolitano il mio gruppo di cui farà parte una sessantina di persone"
Berlusconi: "Sui ministri ci saranno sorprese" Silvio gela Bossi e annuncia: "Due i dicasteri per i veneti"
Formigoni verso il Viminale ma gli incastri sono in forse Sicura per Fini la
presidenza dell'assemblea di Montecitorio La Brambilla all'Ambiente? Possibile
che al Pirellone si faccia strada la candidatura del leghista Roberto Castelli
ROMA Berlusconi frena gli entusiasmi della Lega e annuncia
"sorprese" nella composizione del governo. E non sembra più così
certo il Viminale per il Carroccio: possibile uno "scambio" con Fi:
Formigoni ministro dell'Interno, Castelli candidato alla Regione Lombardia, e Maroni alle Attività produttive. Ma intanto ci sono le
prerogative del capo dello Stato da rispettare e ancora varie questioni aperte:
l'incontro di oggi con Formigoni, la partita nella capitale, la casella della
Giustizia, le perplessità suscitate dall'ipotesi di una
vicepremiership per il leghista Calderoli (dubbi tra i forzisti, ma anche An non esclude di poter chiedere
una terza vicepresidenza). "Non c'è ancora nulla di deciso", frena
perciò il Cavaliere dopo gli annunci di Bossi. "Ci saranno sorprese. E sarò io a sottoporre i nomi della
squadra, formata da una sessantina di persone, al presidente della
Repubblica". Tra le caselle assegnate ci sono l'Economia a Tremonti,
gli Esteri a Frattini, la Difesa a La Russa, le Infrastrutture a Matteoli, le
Riforme a Bossi, l'Agricoltura a Zaia (nella Lega
qualcuno preferiva Dozzo), l'Ambiente alla Brambilla, la Cultura a Bonaiuti e
l'Istruzione a Bondi. E ancora: la presidenza del Senato a Schifani e quella
della Camera a Fini, la presidenza del gruppo Pdl a Palazzo Madama a Gasparri e
di quello a Montecitorio a Cicchitto. Sicuro anche che Galan resterà presidente
della giunta regionale veneta e che i ministri veneti saranno due. Uno è Zaia,
in base all'accordo con la Lega, l'altro potrebbe essere Sacconi, magari al
Welfare se non andasse ad Alemanno. Tutto il resto è ancora in alto mare. A
partire dagli incarichi di vicepremier. Al Viminale, dunque, non è certo che
vada Maroni, che potrebbe far spazio a Formigoni e
finire invece alle Attività produttive (altrimenti riservate a Scajola). Al
Welfare può andare Alemanno (sempreché non diventi sindaco di Roma). An
continua a non gradire il metodo delle decisioni assunte nei vertici di Arcore.
Ma - dice Fini - "sarebbe sbagliatissimo presentarsi da Berlusconi con una
lista della spesa e dirgli "o così o niente"". Il leader di An
sembra aver rinunciato all'ipotesi Bongiorno alla Giustizia, per far largo - se
Formigoni non va al Viminale - a un forzista come Mariastella Gelmini o
Marcello Pera. Se ormigoni va agli Interni, alla Giustizia va Mantivano (An).
Quanto alla Sanità, o Aiuti e Cognetti. Poi, Vito (Rapporti con il Parlamento).
Infine, Prestigiacomo e Poli Bortone (tra Pari opportunità e Politiche
comunitarie), Stanca (Innovazione) e Riforme (Bossi o Calderoli).
( da "Stampa, La" del 22-04-2008)
Argomenti: La Lega
[FIRMA]UGO MAGRI
ROMA Ha qualcosa in mente che inquieta, il Cavaliere, quando proclama (ieri
mattina) la necessità di "una visionaria follia", e butta lì:
"Ci toccherà fare cose che altri non avrebbero neanche il coraggio di
iniziare...". Diamine, che sarà mai? L'entourage invita a non cadere nel
panico, Berlusconi già pensa al prossimo summit dei Grandi in Giappone e
sicuramente coltiva qualche idea planetaria che non riguarda l'Italia in
particolare. Lo scopriremo in luglio. Per adesso deve nascere il governo, e la
gestazione procede a rilento. Il futuro premier disfa di giorno la tela tessuta
la sera prima. Quando Bossi aveva lasciato Arcore tutto trionfante, domenica all'imbrunire,
sembrava fatta: lui alle Riforme, Calderoli vice-premier, Maroni all'Interno. Invece, delusione, Berlusconi riavvolge la matassa:
"Ho ascoltato le richieste della Lega, nulla è deciso, ci saranno delle
sorprese e le comunicherò io al Presidente della Repubblica". Prima
che il Senatùr si sentisse turlupinato, gli ambasciatori del Cavaliere sono
corsi a tranquillizzarlo. "Silvio", gli hanno detto, "finge di
smentirti solo per evitare che Fini diventi geloso, anche Napolitano potrebbe
offendersi, ma i patti verranno rispettati". Bossi
starà a vedere. La verità, per come la racconta chi ha trascorso le ultime ore
a Villa San Martino, è che siamo ancora piuttosto indietro. Tolto Tremonti
all'Economia, il resto si trova allo stato liquido. Frattini ministro degli
Esteri? Sì, nel senso che nessuno ne parla per cui lo considerano acquisito. Maroni all'Interno? Diciamo, in pole position. Scajola alle
Attività produttive? Nella conversazione con Bossi,
questo hanno inteso i presenti. Più il leghista veneto Zaia all'Agricoltura.
Alla Difesa dovrebbe cadere La Russa, ma Fini e il Cavaliere non ne hanno
ancora ragionato insieme. Sulla Giustizia, nessuno sa realmente chi voglia
metterci il Capo. Idem per le Infrastrutture. L'Istruzione è un buco nero, i
nomi che circolano lì, al pari del tecnico alla Sanità e della Brambilla
all'Ambiente, non sono mai arrivati sul tavolo di Berlusconi. Per i Beni
culturali se la battono Bondi e Bonaiuti, ma siamo in coda alla gerarchia delle
decisioni. Perfino sui vice-premier l'ipotesi che siano due (Letta e Calderoli) deriva più dalle consuetudini passate che da idee
chiare. Quanto a Rotondi, dopo una telefonata con Berlusconi sembrava pace
fatta: ministero di seconda fascia, e basta polemica. Ma poi "Striscia la
notizia" ha infierito (come già con Fini) sul leader neo-Dc, offendendolo
a morte. Tutto da rifare. L'unico paletto piantato ieri si chiama Galan. Il
governatore veneto resterà dov'è fino al 2010: così è stato stabilito in un
colloquio di due ore e mezzo, suggellato con una nota di plauso per la rinuncia
alla poltrona ministeriale. Berlusconi ha promesso che, in cambio del
sacrificio, il Veneto otterrà due dicasteri, più tre o quattro vice-ministri e
sottosegretari. Galan torna a casa come un eroe e nello stesso tempo dà il
colpo di grazia al suo eterno antagonista Formigoni. Il quale vorrebbe lasciare
il Pirellone per la presidenza del Senato, e questa mattina tornerà alla carica
col Cavaliere. Ma Berlusconi avrà gioco facile a rispondergli. Dirà che non è
il caso di far tornare gli elettori lombardi alle urne solo perché lui vuole
cambiare poltrona. "Fai come Galan", lo esorterà, "incassa più
posti per la tua regione". Pollice verso, dunque, per Formigoni. Ma
siccome l'uomo si batte come un gladiatore, e la prudenza non è mai troppa, da
Forza Italia filtra voce che un altro dado è stato tratto: a presiedere il
Senato Berlusconi metterà Schifani. Per cui Formigoni non insista, a Palazzo
Madama arriverebbe comunque tardi. Semmai, un pensierino si potrebbe fare per
gli Interni. Nel qual caso, si ricomincerebbe daccapo: Maroni
alle Attività produttive, Castelli in Lombardia, Scajola chissà.