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DOSSIER “LAICI & CHIERICI”

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ARCHIVIO GENERALE  DEL DOSSIER  

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TARTICOLI DEL 9-13 giugno 2008       #TOP



Report "Laici e chierici"

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Indice delle sezioni

Laici e chierici (66)


Indice degli articoli

Sezione principale: Laici e chierici

Da non perdere . Così il Daily Mail, giornale laico inglese, ha annunciato la pr ( da "Messaggero, Il" del 09-06-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: difficilissimo che un autore cattolico, italiano, venga tradotto in Inghilterra" sottolinea la Borghese. "E' stato Sir Rocco Forte, maggior azionista del Catholic Herald a promuoverne la pubblicazione, dalla ricerca del traduttore, alla pubblicazione sul giornale di diversi stralci, alla presentazione che avverrà a Brompton Oratory,

I nuovi rapporti tra stato e chiesa - aldo schiavone ( da "Repubblica, La" del 10-06-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: ultima cosa di cui l'Italia ha bisogno è di ritrovarsi ancora divisa fra "laici" e "cattolici". Sono convinto che la fine della Dc abbia anche condotto al tramonto del cosiddetto "cattolicesimo democratico" (ha ragione in questo Gaetano Quagliariello che ne ha appena parlato in un convegno). Il Pd dovrà tenerne debito conto.

Tutte le sfide del dopo antonelli - maria cristina carratu' ( da "Repubblica, La" del 10-06-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: nonché laici come Giampaolo Meucci, Nicola Pistelli, Mario Gozzini, impegnati da cattolici in campo sociale e politico. Stagione tanto intensa da aver corso il rischio del fermo-immagine: di diventare, cioè, una sorta di icona, religiosa, politica, culturale, di cui (secondo una lettura che, in realtà, comincia a stare stretta agli stessi che ne hanno fin qui beneficiato)

Famiglia cristiana, choc sul Pd <Cattolici a rischio scissione> ( da "Corriere della Sera" del 10-06-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: Pierluigi Castagnetti non nasconde la preoccupazione profonda per "la sottovalutazione dei problemi che i cattolici pongono". E la teodem Emanuela Baio Dossi ringrazia Famiglia cristiana per aver messo il dito nella piaga: "Non si possono tenere insieme il diavolo e l'acqua santa". Per parte loro, i laici sospettano che l'editoriale sia stato "pilotato" e attaccano.

Gli statuti del Cammino neocatecumenale, verso il 13 giugno ( da "Giornale.it, Il" del 10-06-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: Ora il Pontificio consiglio per i laici preparerà il decreto, quindi ci sarà la consegna ufficiale degli statuti approvati. Questo è lo stato della questione. Colgo anche questa occasione per prendere le distanze, come peraltro ho già fatto più di una volta, da quanti, sulle pagine di questo blog, hanno accusato i neocatecumenali di eresia.

La gioia del Papa per il nuovo clima politico ( da "Giornale.it, Il" del 11-06-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: Ora il Pontificio consiglio per i laici preparerà il decreto, quindi ci sarà la consegna ufficiale degli statuti approvati. Questo è lo stato della questione. Colgo anche questa occasione per prendere le distanze, come peraltro ho già fatto più di una volta, da quanti, sulle pagine di questo blog, hanno accusato i neocatecumenali di eresia.

E Pacelli intervenne contro la legge antisemita ( da "Giornale.it, Il" del 11-06-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: Ora il Pontificio consiglio per i laici preparerà il decreto, quindi ci sarà la consegna ufficiale degli statuti approvati. Questo è lo stato della questione. Colgo anche questa occasione per prendere le distanze, come peraltro ho già fatto più di una volta, da quanti, sulle pagine di questo blog, hanno accusato i neocatecumenali di eresia.

La decisione di Gianni e i nostri giudizi ( da "Giornale.it, Il" del 11-06-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: Ora il Pontificio consiglio per i laici preparerà il decreto, quindi ci sarà la consegna ufficiale degli statuti approvati. Questo è lo stato della questione. Colgo anche questa occasione per prendere le distanze, come peraltro ho già fatto più di una volta, da quanti, sulle pagine di questo blog, hanno accusato i neocatecumenali di eresia.

L'annuncio di Gesù ai giovani ( da "Giornale.it, Il" del 11-06-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: Ora il Pontificio consiglio per i laici preparerà il decreto, quindi ci sarà la consegna ufficiale degli statuti approvati. Questo è lo stato della questione. Colgo anche questa occasione per prendere le distanze, come peraltro ho già fatto più di una volta, da quanti, sulle pagine di questo blog, hanno accusato i neocatecumenali di eresia.

Quando i laici sono deboli ( da "Unita, L'" del 11-06-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: destra è da tempo impegnato a mostrarsi ricettivo, senza nessuno scrupolo di laicità, ma con grande attenzione a prendere i voti (quelli espressi sulle schede elettorali dai cattolici), a quello che viene detto dall'altra parte del Tevere. Anche se non sempre ne conseguono comportamenti concreti, sembra che le dichiarazioni di sintonia funzionino.

Quando la Chiesa sbaglia ( da "Unita, L'" del 11-06-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: cattolici e laici, credenti e diversamente credenti, quello di cosa significhi essere e apparire, in un contesto politicamente degradato come quello italiano, un partito nuovo, democratico davvero, che garantisca voce, diritti, partecipazione a quanti hanno creduto in questo disegno e intendono arricchirlo e adeguarlo ai troppi problemi che abbiamo di fronte.

Pd, resa dei conti fra le correnti - wanda valli ( da "Repubblica, La" del 11-06-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: che punta i piedi, c'è chi dichiara: "nel Pd stiamo meglio, i cattolici hanno il loro spazio, senza predominio, come è logico in un partito laico, che uno sia credente o meno". Certo la presenza dei radicali non è piaciuta a molti, però in Liguria il problema non si pone e a Roma non è nato. Tutto il resto sì.

"basta con la caccia all'immigrato" - eleonora capelli ( da "Repubblica, La" del 11-06-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: laici e volontari, ad esempio nelle 40 parrocchie della città che a turno distribuiscono cibo e indumenti, "ovviamente senza chiedere il passaporto", come sottolinea il direttore della Caritas Paolo Mengoli. "Parteciperò allo Stranger Day, mi sembra una buona idea, se non lo organizzano mentre sono in Africa - dice Don Tarcisio Nardelli,

Tonini: la vera anomalia è la corrente dalemiana ( da "Corriere della Sera" del 11-06-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: è invece da andare avanti nella elaborazione di una cultura comune a laici e cattolici, che è la grande scommessa del Pd". Non è vero che una parte dei cattolici del Pd guarda a Berlusconi? "Secondo me no, almeno dal punto di vista delle dinamiche di massa. Poi i singoli possono decidere come vogliono ". Parliamo dei singoli, allora.

Federico Raponi Libera Chiesa in suddito Stato ( da "Liberazione" del 11-06-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: molte delle fonti sono cattoliche), ma in favore di uno Stato laico che non c'è. Formalmente, in Italia non esiste più il concetto di religione di Stato istituito con il Fascismo, però di fatto non è cambiato nulla. A mio parere è stato Antonio Gramsci, in particolare nei Quaderni del carcere , a descrivere meglio e in modo molto attuale questa mancata sovranità dello Stato borghese"

LA SICUREZZA RIPARTE DALL'ANTIRAZZISMO ( da "Manifesto, Il" del 11-06-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: Per questo abbiamo voluto mettere insieme mille voci cattoliche e laiche per i diritti dei migranti e dei rom. Il razzismo rende insicuri coloro che sono venuti in Italia a lavorare. Il razzismo rende insicuri uomini, donne e bambini che chiedono solo di poter vivere in pace. Il razzismo rende insicuri tutti noi.

Veltroni: 'Scissione cattolici-laici? Un suicidio' ( da "Voce d'Italia, La" del 11-06-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: Scissione cattolici-laici? Un suicidio" Il segretario del Pd risponde alle voci di una possibile divisione del suo partito annunicata su "Famiglia Cristiana" Roma, 11 giu.- “Plausibile ma suicida”. Con questa parole il segretario del Pd Walter Veltroni definisce la possibilità di scissione all'interno del suo partito.

Festa di roma, il giorno di rondi - filippo ceccarelli roma ( da "Repubblica, La" del 12-06-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: mandarino della cultura cattolica in ambito visivo ed evolutissimo dinosauro dell'universo festivaliero, Rondi prende servizio con il freddo ardore e l'entusiastica rassegnazione di chi ne ha viste come nessun altro sopravvissuto, almeno in quel mondo lì. Era con Andreotti, per intendersi, il giorno del 1947 in cui l'allora giovane sottosegretario annunciò che in quel luogo,

Compagno a chi? l'ultima disputa nel pd - paolo griseri ( da "Repubblica, La" del 12-06-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: componente cattolica della Margherita e di quanto sia cambiato (in peggio) il clima nel nuovo partito. Confessa: "Non vorremmo dover tornare nelle catacombe". Sembra l'Emilia di Guareschi negli anni Cinquanta ma è il Pd di Torino oggi. La lettrice, che per comodità chiameremo Margherita, usa toni pacati e premette: "Mi rendo conto che gli inizi sono sempre difficili e ci vuole pazienza"

Il personaggio bertolaso - valerio petrarca ( da "Repubblica, La" del 12-06-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: Guido Bertolaso, sottosegretario per l'emergenza rifiuti, è stato ospite dell'associazione "Laici e Gesuiti per Napoli". L'incontro con Bertolaso era stato programmato dall'associazione un anno fa: compariva nel programma pubblicato a gennaio a conclusione dei sette incontri dedicati al tema "Certezza Incertezza".

Partito democratico, squilli di rivolta a ponente ( da "Repubblica, La" del 12-06-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: Pagina III - Genova A Savona cattolici sulle barricate, il presidente della Provincia lascia: "Qui bisogna tornare all'antico e cercare gli elettori casa per casa" Partito democratico, squilli di rivolta a ponente Il Pd? E già morto e io me vado. Non ha mezze misure Marco Bertolotto.

Pd, la rivolta dei savonesi "un partito nato morto" - wanda valli ( da "Repubblica, La" del 12-06-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: terra di grotte nell'entroterra, dove è stato sindaco per due volte, uno che giura di essere stato un Pci-Pds-Ds e ora è uscito dal Pd, spara a zero su metodi e persone, e si ritrova a essere il leader del drappello di cattolici che hanno annunciato, l'altro giorno all'Assemblea provinciale, di volersi autospendere.

Del Gaudio presenta i suoi "Adolescenti" ( da "Secolo XIX, Il" del 12-06-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: 2008 GIORNO & notte 12/06/2008 TACCUINOOggi, giovedì 12 giugno, la Chiesa Cattolica festeggia S.Onofrio. Domani, venerdì, ricorda S.Antonio da Padova. Il segno zodiacale è quello dei Gemelli. La fase lunare è nel Primo Quarto. FARMACIEA Savona (orario continuato 8.30-20.30) sono di turno le farmacie: Della Ferrera (Centro) C.

Se l'islam sceglie la democrazia - benjamin r. barber ( da "Repubblica, La" del 12-06-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: Islam ma la religione tout court a collocarsi in una situazione di tensione nei confronti del laicismo e della democrazia, tensione che in una libera società è salutare e non negativa. Le Due Città di S. Agostino e la "Dottrina delle due spade" di Papa Gelasio parlano di un mondo corporeo e di un mondo spirituale, del temporale e dell'eterno, del terrestre e dell'ecclesiastico.

Pd torino, lettera al giornale della curia "basta chiamarsi compagni, meglio fratelli" ( da "Repubblica, La" del 12-06-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: lei che arriva dalla componente cattolica della Margherita, una lettrice del settimanale della curia di Torino si è sfogata con una lettera: "è giusto - scrive - che in una sede del Pd cittadino siano affissi vecchi poster dell'Unità? Che alcuni membri del partito si rivolgano a tutti gli altri chiamandoli compagni?

Savona, un ex ds guida la rivolta dei cattolici "il partito è morto, ci autosospendiamo" - wanda valli ( da "Repubblica, La" del 12-06-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: un ex Ds guida la rivolta dei cattolici "Il partito è morto, ci autosospendiamo" WANDA VALLI SAVONA - Un terremoto, una miniscissione nel Pd ligure. A Savona il presidente della Provincia, Marco Bertolotto, quarantenne ex Ds, sbatte la porta e si mette alla testa di un drappello di rivoltosi cattolici che annuncia la scelta di autospendersi.

La scelta di Gianni e Beatrice entrare da vivi nella morte ( da "Unita, L'" del 12-06-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: di chi ha scelto di non subire la solitudine che spesso accompagna un lutto. Visto che si parla tanto di "dignità della vita", spesso a sproposito, questo film ci permette di "spiare" il desiderio del tutto umano di entrare da vivi nella morte, al di là della cornice laica o religiosa, con amore e dignità.

Il Pd, i cattolici e le cipolle d'Egitto ( da "Unita, L'" del 12-06-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: che dovrebbe indurre a non eccedere in enfasi sulla presunta carenza della laicità del Pd, su quella che sarebbe una timidezza nell'affrontare il tema dei diritti, dove invece il Pd cerca solo equilibrio e saggezza, visto che gli elettori "più laici" questi dubbi non sembrano avvertirli. Il vero buco il Pd ce l'ha invece solo nella seconda fascia, quello dei praticanti irregolari,

Musica e pace Barenboim in Cattolica ( da "Giornale.it, Il" del 12-06-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: 12 pagina 11 Musica e pace Barenboim in Cattolica di Piera Anna Franini Quando si parla di orchestra mediorientale, il pensiero corre alla Israel Philharmonic Orchestra (IPO) uno dei primi mattoni musicali posto in un Paese, Israele, che da mezzo secolo è sinonimo di lacerazioni a catena, ma anche di musica vissuta a tutto tondo.

Il melologo e l'Illuminismo ( da "Corriere della Sera" del 12-06-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: 06-12 num: - pag: 17 categoria: REDAZIONALE CLASSICA Il melologo e l'Illuminismo L'associazione gli Amici di Musica/Realtà presenta, alla Palazzina Liberty, un concerto dell'Icarus Ensemble, diretto da Marco Pedrazzini, con la voce recitante di Laura Ferrari. La serata s'intitola "Melologo di oggi: musica e Illuminismo".

Fuori dai progressisti Ue? E' folle ( da "Manifesto, Il" del 12-06-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: espresso dai cattolici Pd, in effetti è una scelta programmatica, "ma sbagliata nel merito e nei toni. Nei toni, quelli perentori di Rutelli, che sono servono solo per ribadire l'esistenza di un punto di vista. Non credo che i cattolici considerino la scelta del gruppo in Europa una questione dirimente.

Congresso? Un suicidio ( da "Manifesto, Il" del 12-06-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: I cattolici non mollano: nell'europarlamento non con i socialisti, anche se cambiano nome e simbolo. D'Alema tende una mano: troveremo una soluzione Daniela Preziosi Chi vuole tornare indietro "è suicida", chi chiede oggi il congresso abbia il coraggio di andare fino in fondo e mettere in discussione la leadership.

Veltroni: Ds e Margherita? Un suicidio tornare indietro ( da "Corriere della Sera" del 12-06-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: Perché dopo una settimana di Pd vissuta sotto il "fuoco amico" di movimenti interni, maldipancia cattolici, nostalgia di vecchie sigle, correnti che mai dichiareranno di essere tali, decide di passare al contrattacco: "Siamo un grande partito pluralista. Non si va al congresso ogni volta che qualcuno esprime un'opinione diversa da un altro.

Intoppi e treni vuoti per la Germania Così per strada tornano i sacchetti ( da "Corriere della Sera" del 12-06-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: Al termine di via Leonardo Cattolica, il pensionato Antonio Fusco dice una cosa seria che invece fa ridere. "Non si può mettere i rifiuti qui, altrimenti si rischia l'arresto ". Certo. Peccato solo che da un paio di settimane questa strada parallela al muro dell'ex Italsider, tra Fuorigrotta e Bagnoli, sia diventata una discarica a cielo aperto.

Dove si siedono il pd a bruxelles ( da "Riformista, Il" del 12-06-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: cattolica è una scelta plurale, influenzata non tanto da aspetti identitari o etici, quanto da proposte concrete care a tantissimi cittadini, non solo ai laici credenti. È inoltre sbagliato ritenere che quell'elettorato non ha premiato il Pd perché non si è rispecchiato nei suoi valori o temendo una deriva radicale: se non lo ha fatto è perché non ha trovato soluzioni adeguate

Demo 2 <chi dice che gli eurogruppi devono essere due?> ( da "Riformista, Il" del 12-06-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: giovane studente della Cattolica di Milano, spiegavano che il cattolico che impone al non credente un comportamento commette peccato. Ma d'altra parte la riscoperta della laicità come dimensione anticlericale è la risposta meno indicata. Se il Pd vuol essere rappresentante di queste questioni elaborando una risposta moderna e adeguata non può oscillare tra l'

Castagnetti celebra Enrico Berlinguer ( da "Corriere della Sera" del 12-06-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: ". La memoria non ha a che fare con il malessere de cattolici. "Si fa confusione: non c'è un problema di voto cattolico, i cattolici hanno votato come tutti gli altri. Il problema sono i rapporti tra il Pd e la Chiesa". Pierluigi Castagnetti.

È un ( da "Corriere della Sera" del 12-06-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: REDAZIONALE POLITICA LA TOLLERANZA Dialogo laici e cattolici: la sfida dei democratici è un obiettivo "alto", ma comporta un impegno complicato, andare "oltre le frontiere tra ragione e fede", come ci propone Vannino Chiti in Laici & Cattolici, dove spicca anche un significativo "dialogo" fra il cardinale Silvano Piovanelli e l'autore, ex ministro per i rapporti con il Parlamento,

Da Ruini a Vallini, da Saraiva ad Amato. Al Sant'Uffizio? Sanna ( da "Giornale.it, Il" del 12-06-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: il Papa ha approvato gli statuti - 6 Emails Neocatecumenali, faranno la comunione in piedi - 6 Emails La battaglia finale - 5 Emails Dopo la messa tridentina, in Cattolica cambiano l'altare - 5 Emails Un'enciclica con l'aiuto di Marx - 5 Emails Martini contro il Motu proprio di Benedetto XVI - 4 Emails Il Motu proprio?

Fioroni: <non ci sono scissioni di cattolicie veltroni resterà a lungo segretario> ( da "Secolo XIX, Il" del 13-06-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: Dire che nel Pd i cattolici non contano nulla è come dire che negli ultimi sei mesi il "Foglio" non ha parlato di aborto". "Non ci sono scissioni di cattolici - prosegue l'ex ministro - non ci sono congressi straordinari, non ci sono primarie in vista e in questo momento nel Partito democratico non ci sono neppure famigerate leadership in discussione.

Pd, partito sull'orlodi una crisi di nervi ( da "Secolo XIX, Il" del 13-06-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: O magari una laicità non compresa, travisata, un'autonomia rispetto ad altre strutture sociali come il sindacato, o la stessa Chiesa, che fa sentire orfani i non diessini? Di Albenga è il rettore dell'Università di Urbino, Giovanni Bugliolo: "Finché l'anima cattolica e quella marxista non capiranno che è cominciata una vicenda nuova non ci sarà niente da fare.

Rooney, nozze blindate da nababbo del calcio ( da "Secolo XIX, Il" del 13-06-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: la festa nuziale di Wayne e Colleen è stata ritagliata nella suggestiva cornice dell'Abbazia della Cervara, un monastero del 1300 riconvertito in location per festeggiamenti laici d'altobordo, blindato come fosse Fort Knox. Lo striker, che da ragazzo giocava a calcio indossando una maglietta con la scritta: "Once a Blue, always a Blue" ("Blu una volta,

Niente paura, l'Europa è musulmana ( da "Unita, L'" del 13-06-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: docente di Islamistica alla Cattolica di Milano. "È inutile discutere di questo". La storia è già avvenuta. Questo sarebbe piuttosto il momento di riflettere su un concetto nuovo di cittadinanza, non tanto nel senso giuridico, quanto di appartenenza, di convivenza civile, di responsabilità verso le future generazioni.

Il giallo della conversione sulla visita dal papa - marco politi ( da "Repubblica, La" del 13-06-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: In fondo il salto l'ha fatto l'inglese Blair e cattolico - tra i Bush - è già il fratello Jeb, governatore della Florida: stato felice dove i pasticci elettorali delle elezioni del 2000 sono già una prova di vitalità cattolica a fronte della noia tradizionalmente protestante. Che George W.

Un pensatore totalitario E il concetto di egemonia è tutt'altro che liberale ( da "Giornale.it, Il" del 13-06-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: Per definire un pensatore politico cattolico occorre ritrovare Augusto Del Noce, per un pensatore di destra Giovanni Gentile. E non si vede in che cosa le loro idee abbiano significato nella politica di oggi. L'egemonia gramsciana è tutt'altro che un concetto liberale, se prendiamo per liberalismo il riferimento culturale più adatto alla forza politica creata da Silvio Berlusconi.

La visita a Roma di George W ( da "Giornale.it, Il" del 13-06-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: presidente potesse essere sul punto di abbracciare la fede cattolica, come ha fatto di recente l'ex premier britannico Tony Blair e come fece una decina d'anni fa Jeb Bush, il fratello di George W. Nei sacri palazzi vaticani, in realtà, al momento non risulta nulla del genere. L'intellettuale cattolico americano George Weigel ricorda che "tra Santa sede e amministrazione Bush c'

Mappe e sentieri - giovanni laino ( da "Repubblica, La" del 13-06-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: servizio sociale laiche, caposcuola di una ampia famiglia di attivisti, animatori di laboratori politici, lavoratori sociali, che hanno avuto casi esemplari a Barbiana con Lorenzo Milani, a Partinico con Danilo Dolci. A Napoli, mentre giustamente si lavora per rinnovare le forme di partecipazione democratica, per aprire spazi realmente più agibili e abitabili per essere e fare pubblico,

Pellegrinaggio per la Terza Età al Colle Don Bosco ( da "Stampa, La" del 13-06-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: 19 Pellegrinaggio per la Terza Età al Colle Don Bosco L'équipe diocesana per la Terza Età dell'Azione Cattolica propone il pellegrinaggio a Colle Don Bosco giovedì 19 giugno. La partenza in pullman è prevista da corso Matteotti 11 alle 7,45, e il ritorno è in programma per le 19,30 circa. Iscrizione, viaggio e pranzo costano 21 euro (36 euro con pranzo in ristorante).

Santa Rita, è cominciato lo scaricabarile sulla pelle dei pazienti ( da "Manifesto, Il" del 13-06-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: Università Cattolica sul no-profit nell'assistenza ospedaliera, ha rincarato la dose: "Siamo scossi e ci stiamo domandando tutti se è giusto guadagnare e speculare sui malati, ma esiste un privato no-profit virtuoso lontanissimo dai sospetti". Mentre Fazio si domanda se speculare sulla pelle delle persone sia giusto o no,

La Cei chiede più soldi anche per la sanità cattolica ( da "Liberazione" del 13-06-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: la Cei chiede soldi per la sanità cattolica. L'occasione è un convegno sul "no profit nell'assistenza sanitaria" organizzato dall'Università del Sacro Cuore di Roma, vale a dire dal Policlinico Gemelli. L'accento viene posto sull'etichetta "no profit" e se ne capisce la ragione: in pieno scandalo della Santa Rita di Milano non conviene definirsi privati o a scopo di lucro.

<Le ragioni di una sconfitta>, storica Il ritorno "riflessivo" di Bertinotti ( da "Liberazione" del 13-06-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: metafora presa dal sacro delgli orizzonti laici di "liberazione" o di un "altro mondo possibile", ndr ) può anche essere non solo rimandata (ossia può anche escludersi dall'orizzonte storico, non arrivare mai più, ndr ), c'è in primo luogo da fare un esercizio di verità: siamo ad uno dei punti più difficili della nostra storia".

Affluenza bassa, l'Irlanda fa tremare l'Europa ( da "Corriere della Sera" del 13-06-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: come i cattolici di "Libertas" che alla Ue rimproverano le tentazioni filo-abortiste: ancora ieri, nella loro sede di Dublino, fra cori sacri e statue della Madonna, una svastica copriva la carta dell'Europa, e i manifesti avvertivano: "Ascoltiamo Nostra Signora di Fatima che ci invita alla conversione per evitare il castigo.

ATENEO LA SAPIENZA Boncompagni premia i vincitori di FantAu ( da "Messaggero, Il" del 13-06-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: Civiltà Cattolica", docente di Cristologia all'Università Gregoriana. Domani padre GianPaolo Salvini, direttore de "La Civiltà Cattolica" celebrerà una Messa a Villa Malta, via di Porta Pinciana 1, in ricordo di Padre Marchesi. Al termine del rito sarà scoperta una targa per commemorare l'impegno culturale del teologo scomparso un anno fa.

CAMPOBASSO Ha centrato l'obiettivo il Coisp, Sindacato di ( da "Tempo, Il" del 13-06-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: dal titolo "L'impegno dei laici cristiani nella società e nell'attività lavorativa. Quali i valori di riferimento delle Forze dell'Ordine di fronte al crescente fenomeno della violenza negli stadi, intesa come forma di devianza sociale", era stato preceduto da una conferenza stampa tenutasi presso la sede del Coni di Campobasso.

ROMA I suoi quattro milioni di abitanti non rappresentano neanche l'1 per cento della popolazi ( da "Messaggero, Il" del 13-06-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: un raggruppamento in cui convivono estrema destra, estrema sinistra, cattolici integralisti, il Sinn Fein e l'organizzazione Libertas, creata dall'imprenditore locale Declan Ganley, sostengono che Dublino perderebbe potere, trasferendolo a Bruxelles, nei campi del lavoro, della giustizia, del fisco e della difesa.

ROMA - Il Servizio sanitario nazionale perde terreno a favore del privato. Lo sostiene un ( da "Messaggero, Il" del 13-06-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: Cattolica di Roma tra il 2001 e il 2005, e illustrata ieri durante il convegno nazionale "Il non-profit nell'assistenza ospedaliera in Italia" promosso dalla Cei, alla presenza tra gli altri del Segretario generale della Cei, monsignor Giuseppe Betori ("Il sostegno finanziario agli ospedali cattolici va adeguato a quello che è un servizio pubblico anche se nasce dalla comunità ecclesiale"

Milano perde anche i vipers rimane solo il settore giovanile - luigi bolognini ( da "Repubblica, La" del 13-06-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: E i tifosi ieri sera si sono ritrovati davanti al palaghiaccio dell'Agorà per guardarsi in faccia, parlarsi, tentare di consolarsi. Un funerale laico molto civile. E molto hockeystico, per chi conosce la passione vera che regna in questo mondo.

La solitudine del "profeta di sventure" - michele smargiassi ( da "Repubblica, La" del 13-06-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: di quelle prediche con cui bruciava la coda paglierina ai laici "insipienti" e ai cattolici "arrendevoli". Il mistero Biffi non è poi così misterioso. Le ore scorrono più lente dei mesi nella dépendance di Villa San Giacomo, dove si era già ritirato il cardinal Lercaro. Lì s'è scelta, e l'ha restaurata a sue spese, una malandata palazzina settecentesca, piano terra e primo piano,

Incontro zapatero-bertone è disgelo fra psoe e chiesa ( da "Repubblica, La" del 13-06-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: L'incontro fra Zapatero e il cardinale Bertone è stato deciso con l'obiettivo di ammorbidire i rapporti del governo socialista con la gerarchia cattolica, estremamente tesi nella scorsa legislatura, per tentare di aprire da Roma vie di dialogo con i vescovi spagnoli.

(segue dalla prima pagina) ettore livini ( da "Repubblica, La" del 13-06-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: E per Americo Cicchetti, ordinario dell'Univesità Cattolica di Roma autore di questo studio - in molti attribuiscono addirittura più malattie a un paziente deceduto per incassare più soldi dai Drg. Il diabolico cocktail profitto-salute è uscito allo scoperto in questi giorni proprio grazie all'inchiesta milanese.

Il concetto di egemonia non è liberale ( da "Giornale.it, Il" del 13-06-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: Per definire un pensatore politico cattolico occorre ritrovare Augusto Del Noce, per un pensatore di destra Giovanni Gentile. E non si vede in che cosa le loro idee abbiano significato nella politica di oggi. L'egemonia gramsciana è tutt'altro che un concetto liberale, se prendiamo per liberalismo il riferimento culturale più adatto alla forza politica creata da Silvio Berlusconi.

"aspetto un figlio". la prima volta al senato - carmelo lopapa ( da "Repubblica, La" del 13-06-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: Berlusconiana convinta e convinta laica. è alle seconde nozze con l'avvocato Massimo Punzi: due figlie lei, Alice di 14 anni e Adele di 11, avute dal precedente matrimonio; due lui, un maschio e una femmina. Classica famiglia allargata, figlia dei tempi anche quella.

Vaticana il protocollo di ratzinger ( da "Riformista, Il" del 13-06-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Laicita'

Abstract: Vaticana il protocollo di ratzinger Al Papa piace Bush cattolico like Blair Ma la strada è lunga: Laura non è Cherie Dicono in Vaticano che il cambio di protocollo previsto per oggi in occasione dell'arrivo di George W. Bush in Vaticano sia stato deciso direttamente da un teologo tedesco. Da chi?

DOVE SI SIEDONO l'enigma bruxelles ( da "Riformista, Il" del 13-06-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Laicita'

Abstract: Cari amici cattolici del Pd, riflettete Bisogna ripensare questo bipartitismo e il nostro ruolo Il dibattito che si è aperto in questi giorni nel Partito democratico, non mi sorprende, ma non mi lascia indifferente. Da tempo ho sostenuto l'idea che i partiti fusionisti basati sull'idea della contaminazione, terminati gli entusiasmi iniziali,

Bush dal Papa: "Impegno sui valori morali" ( da "Giornale.it, Il" del 13-06-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: in modo molto "laico", i mottetti sacri intonati dal Coro della Sistina, prima di salutarsi. Il colloquio privato Sul colloquio privato, avvenuto nella Torre di San Giovanni, non è stato ancora distribuito alcun comunicato. La limousine nera del presidente americano è giunta davanti alla Torre di San Giovanni verso le 10:55 circa,

Bush incontra Papa Benedetto XVI "Impegno comune sui valori morali" ( da "Giornale.it, Il" del 13-06-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: in modo molto "laico", i mottetti sacri intonati dal Coro della Sistina, prima di salutarsi. Il colloquio privato Sul colloquio privato, avvenuto nella Torre di San Giovanni, non è stato ancora distribuito alcun comunicato. La limousine nera del presidente americano è giunta davanti alla Torre di San Giovanni verso le 10:55 circa,


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Da non perdere . Così il Daily Mail, giornale laico inglese, ha annunciato la pr (sezione: Laici e chierici)

( da "Messaggero, Il" del 09-06-2008)

Argomenti: Laicita'

Di CLAUDIA ROCCO "Da non perdere". Così il Daily Mail, giornale laico inglese, ha annunciato la presentazione, prevista per mercoledì 11, di In the footsteps of Joseph Ratzinger, scritto da Alessandra Borghese, pubblicato dalla casa editrice Family Publication e dal Catholic Herald. Che Sulle tracce di Joseph Ratzinger (Edizioni Cantagalli) non fosse il solito libro sul Papa lo si era capito subito, quando era apparso circa un anno fa. Non è un saggio storico né un'analisi del pensiero teologico di Benedetto XVI, ma un pellegrinaggio, un viaggio dell'anima della stessa autrice in Baviera, terra che ha visto nascere sia il Sommo Pontefice, sia la rinnovata fede della Borghese. Un doppio legame che ha dato una straordinaria forza comunicativa a questo viaggio, sondando in profondo i motivi della fede. "Il mio è un omaggio al Papa" dice Alessandra Borghese. "L'intento era presentare il lato umano di Benedetto XVI". Ritroviamo nel libro la casa natale, l'asilo, il liceo, il seminario, gli amici, fino alla scoperta dei piatti preferiti. Così sfilano Monaco e Frisinga, Altötting, Ratisbona, fino a Istanbul. "E' difficilissimo che un autore cattolico, italiano, venga tradotto in Inghilterra" sottolinea la Borghese. "E' stato Sir Rocco Forte, maggior azionista del Catholic Herald a promuoverne la pubblicazione, dalla ricerca del traduttore, alla pubblicazione sul giornale di diversi stralci, alla presentazione che avverrà a Brompton Oratory, dopo una Messa cantata in latino". La serata, con più di 500 invitati, sarà presieduta dal rettore Father Julian Large, da Sir Rocco Forte e dalla stessa autrice. Dopo l'Europa, dove è stato tradotto in spagnolo, polacco e francese, la Gran Bretagna è per la Borghese "una grande opportunità e un segnale di apertura da parte della Chiesa Anglicana".

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I nuovi rapporti tra stato e chiesa - aldo schiavone (sezione: Laici e chierici)

( da "Repubblica, La" del 10-06-2008)

Argomenti: Laicita'

Commenti I NUOVI RAPPORTI TRA STATO E CHIESA ALDO SCHIAVONE A leggere, più a freddo, i commenti del giorno dopo, sembra proprio che l'effetto, ancora una volta, sia stato raggiunto. Con il duplice, studiatissimo bacio deposto sull'anello di Benedetto XVI all'inizio e alla fine del loro ultimo incontro, Silvio Berlusconi ha fatto ricorso all'immagine di una inattesa sottomissione per lanciare un messaggio inequivocabile: è arrivato, in Italia, il momento di una nuova alleanza fra Chiesa e guida politica del Paese. Il gesto, al posto della parola o del discorso, per trasmettere in modo sintetico e diretto il senso di una scelta. Comunicare è vincere. Poi si ragionerà. La centralità della "questione cattolica" è stata così riproposta con il valore di un annuncio e di un programma. Insieme a tanti altri aspetti del nostro passato, è venuto il momento ? questo voleva dire quell'inchino ? di mettere da parte anche la difficile e ingombrante laicità che aveva accompagnato finora il nostro cammino repubblicano. Fra i due lati del Tevere può scorrere ormai una nuova acqua. Qualche tempo fa, avevo scritto su questo giornale di "un'onda neoguelfa" che sta scuotendo nel profondo la nostra società ? un sentimento diffuso che assegna al Pontefice l'esercizio di una specie di protettorato nei confronti della democrazia italiana, e ne fa il custode della stessa unità morale della nazione. Ebbene, con il suo gesto Berlusconi ha assunto pienamente la leadership di questa tendenza, cercando di piegarla a suo vantaggio. In questo senso, il bacio all'anello viene dal capopartito, più che dal presidente del Consiglio: serve a completare la collocazione postelettorale del Pdl, prima che a trasmettere una certa idea del Governo e dello Stato. Di fronte alla nettezza di questa posizione, la cosa più sbagliata sarebbe di sottovalutarne la portata e l'importanza, riducendola a un semplice aggiustamento tattico, dettato solo da un opportunismo di corto respiro. Non è così. Al contrario, essa nasconde una valutazione strategica, e si fonda su un'intuizione non banale dei cambiamenti in atto. è vero: la fine della stagione democristiana, non meno che i mutamenti del nostro scenario sociale e mentale, ci stanno spingendo verso la sperimentazione di nuovi intrecci, anche organizzativi, fra religione e politica, che si presentano in termini molto diversi rispetto al nostro più recente passato. Ed è proprio intorno a questo groviglio ? alla capacità di darvi una forma matura e compiuta ? che sarà combattuta la battaglia per la futura egemonia culturale del Paese, per la costruzione del tessuto intellettuale e morale in cui vivremo. Le religioni monoteiste tendono ad avere tutte, geneticamente, un rapporto strettissimo con la politica. La loro pretesa di interezza ? controllare l'uomo nella totalità della sua esistenza ? e la loro esclusività ("non avrai altro Dio?") le immettono sin dall'inizio in uno spazio di potere e di violenza. Il messaggio cristiano ha cercato tuttavia di spezzare in modo rivoluzionario questo nodo, recidendolo con un colpo di spada ignoto alle altre tradizioni: "A Cesare quel che è di Cesare, a Dio quel che è di Dio", come leggiamo nei Sinottici. Lungo tutta la sua storia, l'Occidente ha cercato di elaborare questa separazione, offrendone di volta in volta letture prudentemente concilianti o aspramente radicali. In questo cammino, un punto di forza della modernità è stata la distinzione fra interiorità della coscienza ed esteriorità della norma giuridica, riflessa nel corrispondente principio della neutralità etica dello Stato e del discorso pubblico che ne sorregge le basi. Ora, il punto è che questa divisione, così come ci è stata consegnata dai classici, non regge più, e in questa crisi c'è un fortissimo segno del nostro tempo. Lo Stato e la politica (per non parlare del diritto) piuttosto che distanziarsene, hanno sempre maggior bisogno di integrare al loro interno contenuti etici forti e vincolanti, per essere in grado di disciplinare la potenza di economie e di tecniche onnipotenti, capaci di incidere sulla vita e sulla morte, di trasformare il naturale in artificiale, di arrivare a toccare lo stesso statuto biologico dell'umano. E nel conseguente corto circuito che si sta determinando finisce con il saltare ogni distinzione fra coscienza interiore e discorso pubblico, fra legge e moralità, almeno per quanto riguarda alcuni terreni decisivi, dalla genetica alla procreazione, all'idea di matrimonio e di famiglia. In un simile quadro, la pretesa di tener fuori della politica ? della biopolitica che decide sulla forma della vita ? il magistero morale della Chiesa, proprio nel momento in cui più acuta se ne fa la domanda a causa dell'incertezza che stiamo attraversando, diventa una pretesa assurda. Dobbiamo saperlo accettare: i confini fra quel che è di Cesare e quel che è di Dio hanno assunto contorni imprevisti, e passano su terre incognite, che appena cominciamo a esplorare. Non abbiamo bisogno di una nuova laicità per attraversarle, ma piuttosto di sondare le possibilità di una integrazione inedita tra fede e ragione, che ci accompagni almeno per un certo tratto di strada, al di là di vecchi e inservibili steccati. Riconoscere pienamente il diritto della Chiesa di intervenire con tutto il suo peso nel discorso pubblico sull'intreccio fra etica, Stato e diritto che darà forma al futuro del Paese non deve significare però attribuirle un primato a priori. Vorremmo che questo fosse chiaro a Berlusconi e ai suoi consiglieri. Quando l'esperienza religiosa diventa discorso pubblico, la sua verità, la sua pretesa di assoluto, devono, per dir così, accettare di relativizzarsi. Ogni democrazia è, intrinsecamente, una democrazia relativa, quanto al merito delle sue decisioni. Una Chiesa che abbia davvero compiuto quell'"autocritica" rispetto alla modernità di cui parla Benedetto XVI deve essere in grado non di rinunciare all'assoluto ? e dunque alla vocazione a evangelizzare e convertire ? ma alla pretesa di imporlo in quanto corazzato di potere, al di fuori di una limpida formazione del consenso democratico. è un passaggio non facile: e tuttavia non se ne intravedono altri, se non rovinosi. L'ultima cosa di cui l'Italia ha bisogno è di ritrovarsi ancora divisa fra "laici" e "cattolici". Sono convinto che la fine della Dc abbia anche condotto al tramonto del cosiddetto "cattolicesimo democratico" (ha ragione in questo Gaetano Quagliariello che ne ha appena parlato in un convegno). Il Pd dovrà tenerne debito conto. Ma come oggi sono improponibili i paradigmi di una laicità che ha perduto i suoi presupposti storici, sarebbe altrettanto inaccettabile qualunque tentativo da parte delle gerarchie cattoliche di attribuirsi il ruolo di ago della bilancia nel nascente bipartitismo italiano, per poter dettare con più agio le proprie soluzioni. Arrivano purtroppo segnali non tranquillizzanti in questa direzione. Il Pdl farebbe bene a non incoraggiarli, e a non eccedere. Prima o poi, ne pagherebbe il prezzo.

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Tutte le sfide del dopo antonelli - maria cristina carratu' (sezione: Laici e chierici)

( da "Repubblica, La" del 10-06-2008)

Argomenti: Laicita'

Pagina IV - Firenze Tutte le sfide del dopo Antonelli Impegno sociale, convivenze, morale: al successore si chiede una virata Le parrocchie fiorentine vorrebbero una Chiesa "meno intransigente" Schiavone: Firenze può diventare il laboratorio di un nuovo cattolicesimo MARIA CRISTINA CARRATU' (segue dalla prima di cronaca) Come rilanciare un "impegno comunitario", ancorato alla dottrina sociale della Chiesa, ma capace di parlare a tutti, a prescindere dalle appartenenze politiche; come dialogare con i non credenti; come aiutare i cristiani a santificare le feste, vivendo nella complessità di oggi; come cercare di capire, invece di affrontare in chiave moralistica, scelte di vita ormai prevalenti, vedi le convivenze fuori dal matrimonio. In generale, come rilanciare la vita della chiesa, in una città, all'apparenza, sempre più fuori dalla chiesa. In coda alle graduatorie nazionali di tutti gli indicatori 'classici' di appartenenza: la frequenza della messa la domenica, l'ora di religione a scuola (l'80% di esoneri nelle scuole superiori), i matrimoni religiosi (da anni a Firenze superati da quelli civili), il numero delle vocazioni sacerdotali (quest'anno il più basso dall'80, con un solo prete ordinato in Duomo), a cui si potrebbe aggiungere la percentuale dei votanti al referendum sulla fecondazione assistita (a cui i vescovi avevano chiesto di non partecipare): quasi il 40% contro il 25 della media nazionale. E di "disagio", di bisogno di "dialogo e confronto" con i vertici della Chiesa", di "attenzione alla pluralità delle scelte e delle esperienze" nello spirito del Concilio Vaticano II, ha parlato un anno fa nella sua Lettera alla Chiesa fiorentina un gruppo di 160 fedeli (poi diventati oltre 200), in gravi difficoltà ad accettare la posizione delle gerarchie sul caso Welby, sui Dico, sui gay. Un appello raccolto da Antonelli, che però, di fronte alle centinaia di convenuti a Spazio Reale, ha dovuto ammetterlo: "Ci vorrà molto tempo per capirci". Quasi nello stesso momento, esplode il caso don Cantini, l'ex parroco della Regina della pace, che per trent'anni ha violentato e plagiato bambini e gestito la sua parrocchia come una chiesa parallela (oggi, a detta di Patrizia Santovecchi, a capo dell'Osservatorio nazionale abusi psicologici, di cui fa parte la stessa Curia di Firenze, sarebbe considerata una setta), del tutto indisturbato e anzi molto apprezzato in Curia per i tanti giovani avviati al sacerdozio. Fra questi, il suo pupillo Claudio Maniago. Il quale, una volta diventato vescovo ausiliare, ha continuato a difendere l'ex priore anche di fronte all'evidenza delle accuse delle sue vittime. Un caso tirato fuori dai giornali, ma di cui si mormorava da mesi senza che i preti fiorentini, nonostante le pressanti richieste alla Curia, ne fossero mai stati informati. "Un disastro, la denuncia di una totale assenza di vigilanza da parte di una intera comunità ecclesiale" secondo Franco Garelli, sociologo e studioso della Chiesa. Sintomi, segnali, tanto più gravi in una città dove è ancora vivo il ricordo della grande stagione del cattolicesimo democratico, che in pochi decenni vide concentrati a Firenze figure della portata spirituale, ma anche culturale e politica, di don Facibeni e del cardinale Dalla Costa, di don Milani e don Barsotti, La Pira e padre Turoldo, ma che comprese anche don Bensi, don Rosadoni, don Borghi, don Mazzi, capaci, ognuno col suo stile, di incidere profondamente nel tessuto religioso e civile, nonché laici come Giampaolo Meucci, Nicola Pistelli, Mario Gozzini, impegnati da cattolici in campo sociale e politico. Stagione tanto intensa da aver corso il rischio del fermo-immagine: di diventare, cioè, una sorta di icona, religiosa, politica, culturale, di cui (secondo una lettura che, in realtà, comincia a stare stretta agli stessi che ne hanno fin qui beneficiato) solo la sinistra avrebbe avuto il diritto di appropriarsi (e nonostante l'evidente diversità, anche politica, di personaggi come La Pira o don Milani). E al cui declino sarebbe necessario "reagire" "tornando" a far parlare quei protagonisti. Un errore di lettura a cui, sia pure in modo strumentale, il recente convegno della Fondazione Magna Carta a Palazzo Vecchio ha costretto quantomeno a riflettere. Perché è sicuramente vero, come dice Garelli, che "la presenza di figure carismatiche rende significativa la vita cristiana in generale, ben più di quanto riesca a una chiesa anonima e spersonalizzata". Ma è anche vero che i profeti non si inventano, e anzi, proprio la presenza di figure fortemente personalizzate conferma come "in regioni come la Toscana, in realtà, "la vita religiosa sia sempre stata una scelta culturale difficile e controcorrente". Così, una proposta al futuro pastore della Chiesa di Firenze, nonché ai tanti "cattolici sofferenti", sembra arrivare, con un paradosso solo apparente, da una voce non cattolica: "Ci sono tutte le condizioni perché Firenze possa diventare di nuovo un laboratorio del cattolicesimo italiano" dice Aldo Schiavone, presidente del Sum, l'Istituto di Scienze umane di Palazzo Strozzi. Purché, però, si accantoni la nostalgia: "Quel modello del cattolicesimo democratico è finito" dice Schiavone. Semplicemente perché "è finito il suo il suo riferimento politico, il suo interlocutore: il partito unico dei cattolici, la Dc, e una certa idea ad esso collegata della militanza dei cattolici". E però, la tradizione cattolica fiorentina ha davanti, se vuole, "una nuova grande stagione, al di là degli schieramenti politici", in cui fare di Firenze "un laboratorio nuovo, per un'alta riflessione sui grandi temi etici, dalle frontiere dell'accoglienza, alle sfide della tecnologia, che ormai si impongono a tutti: allo Stato, al diritto, alla politica. E ai credenti come ai non credenti". Un terreno su cui "la Chiesa è indispensabile che si esprima". Anche in questo, dice Schiavone, i cattolici democratici dovranno ricredersi: "Non è più vero che il magistero può rivolgersi solo alle coscienze". Mentre sarà la fine dello stereotipo dei cattolici democratici in dialogo con la sinistra, e di quelli conservatori in dialogo con la destra. Anche a Firenze. Con buona pace con chi ci crede ancora, nei Palazzi come in Curia. Di sicuro, la Chiesa fiorentina risulterebbe "meno moralistica", "meno politicizzata", "più aperta all'oggi". Proprio come la vorrebbero i fedeli.

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Famiglia cristiana, choc sul Pd <Cattolici a rischio scissione> (sezione: Laici e chierici)

( da "Corriere della Sera" del 10-06-2008)

Argomenti: Laicita'

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2008-06-10 num: - pag: 10 categoria: REDAZIONALE Il caso Il settimanale: Veltroni stritolato da Berlusconi. Franceschini: esodo? Fantasia Famiglia cristiana, choc sul Pd "Cattolici a rischio scissione" "Traditi da un partito fantasma". Binetti: per ora restiamo Fioroni: uno stimolo, per quanto ingiusto e radicale Bindi: posizione arretrata Baio Dossi: Famiglia cristiana ha messo il dito nella piaga ROMA - Era da giorni che il fantasma della scissione aveva preso ad aleggiare dietro le quinte del Pd, rinvigorito dalle tensioni interne e dal susseguirsi incessante di riunioni correntizie. Finché ieri un editoriale di Famiglia cristiana è piombato a mo' di bomba sul tetto del "loft" democratico - ironia della sorte, proprio nelle ore in cui il leader trasloca nella sede dell'ex Margherita - dando fiato ai timori di una rottura imminente tra laici e cattolici. L'attacco della rivista più diffusa nelle parrocchie italiane è violentissimo e mira al cuore della leadership veltroniana. Tre colonne, dal titolo "Il "peccato originale" di un partito fantasma", per invitare il leader democratico a mettere alla porta i Radicali di Bonino e Pannella e pronosticare ai cattolici la via della fuga, dalle braccia di Veltroni a quelle di Berlusconi. E oggi il segretario vedrà Francesco Rutelli, per la prima volta da quando la sconfitta di Roma ha raggelato i rapporti tra i due ex sindaci della Città eterna. Ma ecco il passaggio chiave dell'editoriale (non firmato) di Antonio Sciortino, direttore di Famiglia cristiana: "Una parte consistente dei deputati della ex Margherita si sta interrogando sul perché della loro permanenza nel Pd, col rischio che possano prendere la stessa decisione degli elettori. Perché dovrebbero fare la "riserva indiana" nel Pd?". Il Cavaliere, è la tesi del settimanale, ha abbracciato Veltroni "sino a stritolarlo " ed ora per il segretario è troppo tardi, l'opposizione fatica e il vero problema del Pd è "la sua identità". Nel pezzo si parla di "omertà sugli schieramenti, camuffata da fondazioni e correnti di ogni tipo", si denuncia "l'anarchia dei valori" che, teorizzata da Berlusconi, sarebbe "strasmigrata " anche nel Pd, si rinfaccia a Veltroni di non aver "neppure balbettato una critica alla Bonino che ha dato del "patetico" al Papa". E infine si chiede al leader democratico di sciogliere l'"ambiguità" generata dall'ingresso dei Radicali: solo se Pannella e soci si accomodassero fuori il "peccato originale" di Veltroni sarebbe sanato. L'editoriale è stato accolto con "sgomento" e "dolore" dai vertici del Pd e ha sollevato una tempesta. I Radicali criticano il "pensiero debole" del Vaticano e i cattolici, almeno ufficialmente, smentiscono tentazioni scissioniste. Eppure le dichiarazioni dei Teodem confermano che il malessere è profondo e una rottura non è esclusa. "Il rischio di diventare una riserva indiana, minoritaria e insignificante, c'è sempre. Però in questo momento - assicura Paola Binetti - non è in programma nessuna uscita". In questo momento. Ma un domani? Enzo Carra infatti non nega il rischio di un "esodo singolo", lo strappo individuale di qualche ultrà cattolico alla Binetti. " Famiglia cristiana raccoglie il disagio, i sospetti e le attese dei cattolici - riconosce Carra -. Ma per adesso non mi pare che Fioroni e Marini stiano organizzando un esodo di massa". Il clima però è tale che Dario Franceschini deve prodursi in una pubblica smentita: "I cattolici fuori dal Pd? Fantasie". E Beppe Fioroni definisce l'editoriale "uno stimolo", per quanto "ingiusto e radicale". Se Rosy Bindi non apprezza la posizione "arretrata" della rivista, Pierluigi Castagnetti non nasconde la preoccupazione profonda per "la sottovalutazione dei problemi che i cattolici pongono". E la teodem Emanuela Baio Dossi ringrazia Famiglia cristiana per aver messo il dito nella piaga: "Non si possono tenere insieme il diavolo e l'acqua santa". Per parte loro, i laici sospettano che l'editoriale sia stato "pilotato" e attaccano. Anna Finocchiaro respinge gli "anatemi" della rivista cattolica e auspica la "sintesi virtuosa " fra le diverse anime del Pd. La resa dei conti è dietro l'angolo: tra due settimane, all'Assemblea costituente. Monica Guerzoni.

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Gli statuti del Cammino neocatecumenale, verso il 13 giugno (sezione: Laici e chierici)

( da "Giornale.it, Il" del 10-06-2008)

Argomenti: Laicita'

Alcuni di voi mi hanno chiesto di aprire un nuovo thread dedicato alla discussione sugli statuti del Cammino neocatecumenale, che sono stati approvati da Benedetto XVI e saranno consegnati nella tarda mattina di venerdì prossimo ai responsabili del Cammino. Il motivo della richiesta è l'alto numero di commenti che rende difficile l'accesso alle pagine con le discussioni precedenti. Una richiesta simile mi era stata rivolta nei giorni scorsi da Klaus, il quale ha poi lasciato il blog a causa della mia scelta di aprire il nuovo spazio di discussione in calce al post dedicato al romanzo thriller di Thornborn. La mia scelta era stata dettata dall'impegno che avevo preso di non intervenire più sulla vicenda fino al 13 giugno. Pur non essendo d'accordo con il tono e con i contenuti di molti commenti (in queste due settimane mi sono beccato rimproveri da destra e da manca, sono stato fatto passare come un portavoce del Cammino solo perché non non lo ritengo "eretico", è stato ipotizzato che la mia posizione sia dovuta alla paura di reazione dei neocatecumenali stessi, sono stato pure offeso pesantemente), mi rendo conto ora che Klaus aveva ragione a chiedere uno spazio apposito, perché se è vero che gli argomenti sul mio blog li decido io, è altrettanto vero che la discussione si alimenta grazie al contributo di tutti e dunque - visto l'interessa suscitato dall'argomento - è giusto che possa continuare. Scritto in Varie Commenti ( 26 ) " (2 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 07Jun 08 Antonelli a Roma, Betori a Firenze, Brambilla (forse) alla Cei E' stata annunciata a mezzogiorno di oggi la nomina del cardinale Ennio Antonelli alla guida del Pontificio consiglio per la famiglia. L'arcivescovo lascia Firenze per succedere allo scomparso cardinale Alfonso Lopez Truijllo. La diocesi del capoluogo toscano vive un momento di empasse, dopo le tristi ben note vicende dello scandalo di abusi che ha coinvolto don Cantini e ha finito per lambire pure l'attuale vescovo ausiliare Claudio Maniago (criticato per aver minimizzato l'accaduto) che alla comunità di Cantini era legato. Non è stato reso noto il nome di chi prenderà il posto di Antonelli. Il pole position c'è il Segretario della Cei Giuseppe Betori. Come numero due della Conferenza episcopale, dopo la partenza di Betori, continua a consolidarsi la candidatura del vescovo ausiliare di Milano, il teologo Franco Giulio Brambilla. Più defilate altre due candidature, quella del vescovo di Albano Marcello Semeraro, e quella del vescovo di Macerata Claudio Giuliodori, già direttore dell'ufficio comunicazioni sociali della Cei. Scritto in Varie Commenti ( 182 ) " (15 votes, average: 3.67 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 06Jun 08 La decisione di Gianni e i nostri giudizi Cari amici, dopo aver letto il commento postato da Gianni B. in uno dei precedenti thread, non ho potuto fare a meno di segnalarvelo, perché mi ha commosso e mi ha fatto pensare. "Questi giorni sono stati per me terrificanti a dir poco, purtroppo. In questo preciso momento, 6 giugno ore 13.00, avrei dovuto essere in Repubblica Ceca presso una clinica privata per iniziare l'iter dell'inseminazione eterologa. Avevo già preso l'appuntamento, prenotato l'albergo, fatto il pieno e stampato l'itinerario, tanto per dire. Io e la mia dolce metà abbiamo ovviamente trascorso queste ultime notti completamente insonni, chiedendoci se la nostra decisione sarebbe stata giusta o no, mentre si avvicinava il momento della partenza. Mi sono domandato mille volte: come è possibile mettere al mondo un bambino sapendo che il patrimonio genetico non è della persona che ami ma di un'altra donna che neppure conosci? Dentro di me ero assolutamente orripilato da questa ipotesi, però mia moglie desiderava questo figlio sopra ogni altra cosa, poverina, e non me la sono sentita di dire un no irrevocabile. Per fortuna, sono riuscito a farla ragionare, passo dopo passo, con grande pazienza e amore, e alla fine mi ha dato ragione per cui ieri non siamo partiti e abbiamo annullato tutto. Oggi lei è molto più sollevata, anzi quasi rinata devo dire, e pure io. Mentre parlavo con lei ogni tanto mi venivano in mente le nostre discussioni qui dentro al blog, che mi hanno fatto riflettere. Che pensate - mi rivolgo a tutti voi, se avete voglia di rispondermi - di questa nostra decisione? Io sono strafelicissimo in questo momento, sto già pensando all'affido, ci sono tanti bambini che hanno bisogno di una famiglia". Condivido anch'io la felicità di Gianni e di sua moglie. Mi colpisce il fatto che i commenti dei lettori del blog abbiano potuto, nel loro piccolo, contribuire a far prendere una decisione così importante. Mi sono permesso di presentare questo messaggio (all'insaputa di Gianni), perché credo possa insegnare qualcosa a tutti. A me ha insegnato che dietro le questioni di principio, i temi che ci fanno accapigliare, che ci fanno discutere aspramente, ci sono sempre le storie concrete delle persone. C'è la vita. Se lo tenessimo sempre presente - quando parliamo di bioetica ma anche delle vicende interne alla Chiesa - forse i nostri giudizi, senza venir meno nella chiarezza, sarebbero accompagnati da più carità e misericordia. Scritto in Varie Commenti ( 86 ) " (19 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 05Jun 08 Thornborn, un Dan Brown cattolico? Ho appena finito di leggere il romanzo "L'ultima rivelazione" di Joseph Thornborn (edizioni Piemme): un thriller ambientato in Vaticano, che ha come tema di fondo la storicità dei Vangeli. L'ho trovato molto ben documentato. Avevo già letto dello stesso autore un precedente romanzo, "Il quarto segreto", dedicato alla profezia di Fatima. Mi permetto di segnalarveli perché mi sembrano un esempio di come si possano scrivere gialli di fantapolitica vaticana, conditi con misteri e profezie, conservando la prospettiva cattolica. PS. In realtà ho scritto questo post soprattutto per venire incontro alle richieste di chi mi chiedeva un nuovo spazio per continuare l'accesissima discussione dedicata ai neocatecumenali. Avevo scritto che non sarei più intervenuto fino alla notizia dell'approvazione e vorrei mantenere l'impegno, limitandomi a ribadire che gli statuti sono stati approvati definitivamente da Benedetto XVI, dopo un lungo e attento esame, e che la consegna ufficiale ai responsabili del Cammino avverrà venerdì 13 giugno. A quanti - nuovi arrivati - mi hanno accusato di essere troppo accondiscendente con coloro che rivolgono critiche feroci contro i neocatecumenali, non posso che dire di rileggersi con attenzione ciò che ho scritto nei post precedenti e in qualche risposta ai tantissimi commenti. Spero di non offendere nessuno se mi limito ad osservare: Roma locuta, causa finita. Resta valido l'impegno a domandare scusa in ginocchio se sarò smentito e cioè se Roma si esprimerà. ad experimentum! Scritto in Varie Commenti ( 783 ) " (16 votes, average: 3.25 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 03Jun 08 E Pacelli intervenne contro la legge antisemita Sul Giornale di oggi pubblico una pagina dedicata ad alcuni documenti che ho scoperto durante il mio recente soggiorno in Francia, consultando le carte dell'Archivio del cardinale Tisserant, custodite in un paesino dei Pirenei dall'Associazione Amici del cardinale Tisserant. Si tratta dell'intervento che l'allora cardinale Eugenio Pacelli, nella primavera del 1938, fece (su input di Tisserant) per impedire che in Polonia venisse approvata una legge che proibiva la macellazione per giugulamento tipica del rituale ebraico. Il cardinale Segretario di Stato, che definì quella norma "una vera persecuzione", scrisse immediatamente al nunzio apostolico a Varsavia per essere informato. Il nunzio inviò a Roma un dettagliato rapporto, spiegando che non erano necessari interventi di alcun genere perché la legge si era arenata in Senato e sarebbe stata lasciata cadere. Ancora una volta dai documenti emerge inequivocabilmente l'infondatezza della "leggenda nera" che vorrebbe dipingere Pio XII come antisemita. A proposito di questo Papa, sono lieto di segnalarvi che nel sito online del Giornale si è inaugurata una nuova sessione, curata dalla grafologa Evi Crotti (con la quale ho collaborato per realizzare un volumetto sulla grafia dei Papi), che oltre a interloquire con i lettori-navigatori, interpretando i disegni dei bambini, offre alcune analisi grafologiche su personaggi famosi: si inizia con Padre Pio e con Pio XII, due giganti della Chiesa del secolo scorso. Scritto in Varie Commenti ( 344 ) " (17 votes, average: 3.59 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 01Jun 08 Il Papa non incontrerà Ahmadinejad Il presidente iraniano Mahmud Ahmadinejad, a Roma dal 3 giugno per partecipare al summit della Fao, non vedrà a tu per tu Benedetto XVI, come aveva chiesto nei giorni scorsi, come scrivo sul Giornale di oggi. E non ci sarà neppure l'udienza collettiva ai capi di Stato presenti al vertice, come ipotizzato fin dall'inizio dalla Santa Sede di fronte alle molte richieste di udienza (a quanto pare otto) presentate dai vari leader. Vista l'impossibilità "tecnica" per il Pontefice di ricevere singolarmente tutte queste persone nel giro di 24-48 ore, e vista l'impossibilità di realizzare anche l'udienza collettiva, in quanto i capi di Stato e di governo giungeranno a Roma in tempi diversi, il Vaticano nelle ultime ore ha informato ciascuno dei richiedenti che non sarà possibile soddisfare le loro richieste. La presenza di Ahmadinejad Oltretevere, a tu per tu con Ratzinger, secondo alcuni avrebbe potuto creare qualche imbarazzo viste le sue reiterate dichiarazioni nelle quali ha chiesto la cancellazione di Israele dalla carta geografica. Al tempo stesso, però, l'udienza sarebbe stata concessa se Ahmadinejad si fosse trovato di passaggio a Roma non in coincidenza con la presenza di così tanti "colleghi" che desideravano un'udienza. La Santa Sede, infatti, dialoga con tutti e incontra tutti. Nel dicembre di due anni fa, infatti, Benedetto XVI ricevette il ministro degli Esteri di Teheran che gli portava un messaggio dello stesso Ahmadinejad. Scritto in Varie Commenti ( 178 ) " (13 votes, average: 3.46 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 30May 08 La gioia del Papa per il nuovo clima politico Ieri mattina ero nell'aula del Sinodo quando Benedetto XVI, intervenendo alla 58 assemblea della Cei, di fronte a 266 vescovi italiani, ha parlato della situazione del nostro Paese, richiamando l'emergenza educativa e chiedendo un sostegno effettivo per la scuola non statale. Papa Ratzinger ha pure "benedetto" il nuovo clima politico che si respira nel nostro Paese dopo le elezioni. Questo è l'articolo sul suo discorso che ho pubblicato oggi sul Giornale, mentre questa è un'analisi - sempre mia - che l'accompagna. Il testo integrale del Papa si trova come al solito sul sito della Santa Sede. E' interessante notare l'apertura di credito offerta al nuovo governo e al tempo stesso l'attesa di risultati concreti nell'affronto delle emergenze del Paese. Quella della Chiesa, insomma, non è una cambiale in bianco. Scritto in Varie Commenti ( 258 ) " (15 votes, average: 3.53 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 27May 08 L'annuncio di Gesù ai giovani Sul Giornale di oggi presento una sintesi della prolusione che ieri pomeriggio il cardinale Bagnasco ha tenuto aprendo i lavori della 58 assemblea generale della Cei. Qui vi segnalo un passaggio, dedicato all'annuncio cristiano e alla sua ricezione da parte dei giovani: "L'annuncio kerigmatico oggi cattura più solitamente dall'inizio, perché è realmente il fascino esercitato dalla persona di Gesù a colpire, per contrasto, magari come ragione di un evento che turba o come senso profondo di una testimonianza di vita che colpisce e sgomenta. Ma anche come reazione abissalmente altra rispetto al vuoto desolante, rispetto ai progetti di de-costruzione che passano per l'assunzione delle droghe o dell'alcol, per i riti dell'assordimento e dello stordimento. Cristo allora diventa come il risveglio inaudito ad una vita diversa, radicalmente altra, ideale subito concreto e pertinente, principio riordinatore di un'esistenza via via capace di altri sapori e di altri riti. È da qui, dall'evento dell'incontro già nitido ma non ancora completo, che può iniziare il cammino della conoscenza che, oggi forse ancor più di ieri, converge fino ad essere un tutt'uno con quello della conversione, ossia di una vera metà-noia che porterà i giovani, con i ritmi di ogni crescita, con gli inevitabili alti-e-bassi di ogni ascesi, ad assumere su di sé "il grande sì della fede", lasciandosi personalmente sagomare da esso nella propria e specifica esistenza, con i suoi talenti e la sua vocazione". Potete trovare il testo completo della prolusione sul sito della Cei. Scritto in Varie Commenti ( 231 ) " (24 votes, average: 3.58 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 26May 08 Neocatecumenali, faranno la comunione in piedi Nel riconfermare la notizia dell'approvazione definitiva degli statuti del Cammino Neocatecumenale sono in grado di dirvi che nei testi approvati, da quanto mi risulta, sarebbe passata una modifica relativa alle liturgie del movimento, frutto del confronto e del cammino compiuto insieme con i vari dicasteri della Curia romana: la comunione sarà ricevuta in piedi dai fedeli, attorno all'altare. Chi si comunicherà, dunque (se l'indiscrezione sarà confermata), non rimarrà più seduto, come avveniva solitamente, ma si alzerà in piedi, di fronte al celebrante che passerà con il pane e con il calice del vino. La Chiesa, che è madre, accoglie, corregge, aiuta e. riconosce. Il giornale online Petrus ha divulgato una nuova versione dell'articolo (ripreso anche all'estero), affermando che ci sono parti degli statuti - riguardanti la catechesi e la liturgia - che saranno approvate non in via definitiva ma ad experimentum (sembra) per sette anni. Non posso fare altro che riconfermare che tutti gli statuti sono stati approvati in via definitiva (con alcune lievi modifiche, una delle quali ho già citato) e che non ci sono parti relative a liturgia e catechesi approvate solo ad experimentum. Aggiungo che la cerimonia per la consegna degli statuti interamente approvati avverrà il 12 o il 13 giugno prossimi. L'idea che si approvino definitivamente soltanto in parte, rimandandone una parte ad experimentum è di per sé un po' ardita, anche canonicamente: o si approva tutto definitivamente, o si approva ad experimentum, o non si approva. Non aggiungerò più nulla, e i navigatori del blog mi scuseranno se non risponderò sull'argomento: c'è tempo fino al 12-13 giugno per scatenare ipotesi, complotti, voci, approvazioni parziali, experimenta, accuse di eresia (e ora anche accuse al sottoscritto di essere un prezzolato venditore che lucra sulla fede). Se sarò smentito chiederò scusa in ginocchio (visto che siamo in tema). In caso contrario, riporterò qui la notizia ufficiale, senza alcun commento. Scritto in Varie Commenti ( 735 ) " (31 votes, average: 3.81 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 24May 08 Neocatecumenali, il Papa ha approvato gli statuti Sono stato richiesto da alcuni visitatori del blog di fornire informazioni sugli statuti del movimento neocatecumenale. Sono in grado di confermare che Benedetto XVI ha dato il suo consenso per l'approvazione. Ora il Pontificio consiglio per i laici preparerà il decreto, quindi ci sarà la consegna ufficiale degli statuti approvati. Questo è lo stato della questione. Colgo anche questa occasione per prendere le distanze, come peraltro ho già fatto più di una volta, da quanti, sulle pagine di questo blog, hanno accusato i neocatecumenali di eresia. Sul Giornale, nel dicembre 2005, ho riportato i richiami che la Congregazione del culto divino - a nome di Papa Ratzinger - aveva fatto al movimento circa alcuni problemi riguardanti le liturgie neocatecumenali. Ma l'esistenza di indicazioni e anche di richiami da parte dell'autorità ecclesiastica a questo o quel movimento non significa lanciare accuse di eresia. Giovanni Paolo II e Benedetto XVI hanno pronunciato parole chiarissime sui movimenti, definendoli frutti dello Spirito Santo: sempre quando sorgono realtà nuove, nascono problemi di convivenza, tensioni, incomprensioni. Il Papa e i vescovi devono vigilare e correggere, ma sono padri e pastori. Credo che spetti al successore di Pietro e alla Congregazione per la dottrina della fede stabilire chi è eretico e chi no. Mi sembra che la decisione di Benedetto XVI (che non è inesperto di problemi dottrinali, mi sembra.) sia più che eloquente. Sul sito Petrus è riportato un articolo secondo il quale l'approvazione degli statuti non sarebbe definitiva ma ad experimentum per sette anni e dunque rappresenterebbe una sconfitta per i neocatecumenali. A me non risulta nulla del genere. Ribadisco quanto ho scritto qui sopra. A me risulta che l'approvazione del Papa è definitiva e che nel giro di una decina di giorni sarà promulgato il decreto. Scritto in Varie Commenti ( 491 ) " (33 votes, average: 4.09 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico Post precedenti Chi sono Sono Andrea Tornielli, il vaticanista del Giornale, classe 1964, laurea in storia della lingua greca. Sono sposato e ho tre figli. Vivo tra Roma e Milano Tutti gli articoli di Andrea Tornielli su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (199) Ultime discussioni bo,mario: Marina il tuo pensiero non è peregrino. Ti faccio l'esempio della buona Maria Teresa di Calcutta.... Luisa: Alla mia domanda fondamentale si aggiunge un'altra domanda alla vigilia di questa approvazione data per certa... F. Pernice: Qualche aggiornamento sulla questione dei TRE SACERDOTI della DIOCESI DI NOVARA. Le notizie diffuse da... Cherubino: @ Giancarlo, ho giò postato qui (thread precedenti) brani e link di documenti ufficiali di Giovanni Paolo... exbrigatista: Caro Rovere, la Messa Neocatecumenale, come la chiami tu e qualche altro é la stessa Messa che si... 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La gioia del Papa per il nuovo clima politico (sezione: Laici e chierici)

( da "Giornale.it, Il" del 11-06-2008)

Argomenti: Laicita'

Alcuni di voi mi hanno chiesto di aprire un nuovo thread dedicato alla discussione sugli statuti del Cammino neocatecumenale, che sono stati approvati da Benedetto XVI e saranno consegnati nella tarda mattina di venerdì prossimo ai responsabili del Cammino. Il motivo della richiesta è l'alto numero di commenti che rende difficile l'accesso alle pagine con le discussioni precedenti. Una richiesta simile mi era stata rivolta nei giorni scorsi da Klaus, il quale ha poi lasciato il blog a causa della mia scelta di aprire il nuovo spazio di discussione in calce al post dedicato al romanzo thriller di Thornborn. La mia scelta era stata dettata dall'impegno che avevo preso di non intervenire più sulla vicenda fino al 13 giugno. Pur non essendo d'accordo con il tono e con i contenuti di molti commenti (in queste due settimane mi sono beccato rimproveri da destra e da manca, sono stato fatto passare come un portavoce del Cammino solo perché non non lo ritengo "eretico", è stato ipotizzato che la mia posizione sia dovuta alla paura di reazione dei neocatecumenali stessi, sono stato pure offeso pesantemente), mi rendo conto ora che Klaus aveva ragione a chiedere uno spazio apposito, perché se è vero che gli argomenti sul mio blog li decido io, è altrettanto vero che la discussione si alimenta grazie al contributo di tutti e dunque - visto l'interessa suscitato dall'argomento - è giusto che possa continuare. Scritto in Varie Commenti ( 64 ) " (6 votes, average: 3.67 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 07Jun 08 Antonelli a Roma, Betori a Firenze, Brambilla (forse) alla Cei E' stata annunciata a mezzogiorno di oggi la nomina del cardinale Ennio Antonelli alla guida del Pontificio consiglio per la famiglia. L'arcivescovo lascia Firenze per succedere allo scomparso cardinale Alfonso Lopez Truijllo. La diocesi del capoluogo toscano vive un momento di empasse, dopo le tristi ben note vicende dello scandalo di abusi che ha coinvolto don Cantini e ha finito per lambire pure l'attuale vescovo ausiliare Claudio Maniago (criticato per aver minimizzato l'accaduto) che alla comunità di Cantini era legato. Non è stato reso noto il nome di chi prenderà il posto di Antonelli. Il pole position c'è il Segretario della Cei Giuseppe Betori. Come numero due della Conferenza episcopale, dopo la partenza di Betori, continua a consolidarsi la candidatura del vescovo ausiliare di Milano, il teologo Franco Giulio Brambilla. Più defilate altre due candidature, quella del vescovo di Albano Marcello Semeraro, e quella del vescovo di Macerata Claudio Giuliodori, già direttore dell'ufficio comunicazioni sociali della Cei. Scritto in Varie Commenti ( 188 ) " (15 votes, average: 3.67 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 06Jun 08 La decisione di Gianni e i nostri giudizi Cari amici, dopo aver letto il commento postato da Gianni B. in uno dei precedenti thread, non ho potuto fare a meno di segnalarvelo, perché mi ha commosso e mi ha fatto pensare. "Questi giorni sono stati per me terrificanti a dir poco, purtroppo. In questo preciso momento, 6 giugno ore 13.00, avrei dovuto essere in Repubblica Ceca presso una clinica privata per iniziare l'iter dell'inseminazione eterologa. Avevo già preso l'appuntamento, prenotato l'albergo, fatto il pieno e stampato l'itinerario, tanto per dire. Io e la mia dolce metà abbiamo ovviamente trascorso queste ultime notti completamente insonni, chiedendoci se la nostra decisione sarebbe stata giusta o no, mentre si avvicinava il momento della partenza. Mi sono domandato mille volte: come è possibile mettere al mondo un bambino sapendo che il patrimonio genetico non è della persona che ami ma di un'altra donna che neppure conosci? Dentro di me ero assolutamente orripilato da questa ipotesi, però mia moglie desiderava questo figlio sopra ogni altra cosa, poverina, e non me la sono sentita di dire un no irrevocabile. Per fortuna, sono riuscito a farla ragionare, passo dopo passo, con grande pazienza e amore, e alla fine mi ha dato ragione per cui ieri non siamo partiti e abbiamo annullato tutto. Oggi lei è molto più sollevata, anzi quasi rinata devo dire, e pure io. Mentre parlavo con lei ogni tanto mi venivano in mente le nostre discussioni qui dentro al blog, che mi hanno fatto riflettere. Che pensate - mi rivolgo a tutti voi, se avete voglia di rispondermi - di questa nostra decisione? Io sono strafelicissimo in questo momento, sto già pensando all'affido, ci sono tanti bambini che hanno bisogno di una famiglia". Condivido anch'io la felicità di Gianni e di sua moglie. Mi colpisce il fatto che i commenti dei lettori del blog abbiano potuto, nel loro piccolo, contribuire a far prendere una decisione così importante. Mi sono permesso di presentare questo messaggio (all'insaputa di Gianni), perché credo possa insegnare qualcosa a tutti. A me ha insegnato che dietro le questioni di principio, i temi che ci fanno accapigliare, che ci fanno discutere aspramente, ci sono sempre le storie concrete delle persone. C'è la vita. Se lo tenessimo sempre presente - quando parliamo di bioetica ma anche delle vicende interne alla Chiesa - forse i nostri giudizi, senza venir meno nella chiarezza, sarebbero accompagnati da più carità e misericordia. Scritto in Varie Commenti ( 86 ) " (20 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 05Jun 08 Thornborn, un Dan Brown cattolico? Ho appena finito di leggere il romanzo "L'ultima rivelazione" di Joseph Thornborn (edizioni Piemme): un thriller ambientato in Vaticano, che ha come tema di fondo la storicità dei Vangeli. L'ho trovato molto ben documentato. Avevo già letto dello stesso autore un precedente romanzo, "Il quarto segreto", dedicato alla profezia di Fatima. Mi permetto di segnalarveli perché mi sembrano un esempio di come si possano scrivere gialli di fantapolitica vaticana, conditi con misteri e profezie, conservando la prospettiva cattolica. PS. In realtà ho scritto questo post soprattutto per venire incontro alle richieste di chi mi chiedeva un nuovo spazio per continuare l'accesissima discussione dedicata ai neocatecumenali. Avevo scritto che non sarei più intervenuto fino alla notizia dell'approvazione e vorrei mantenere l'impegno, limitandomi a ribadire che gli statuti sono stati approvati definitivamente da Benedetto XVI, dopo un lungo e attento esame, e che la consegna ufficiale ai responsabili del Cammino avverrà venerdì 13 giugno. A quanti - nuovi arrivati - mi hanno accusato di essere troppo accondiscendente con coloro che rivolgono critiche feroci contro i neocatecumenali, non posso che dire di rileggersi con attenzione ciò che ho scritto nei post precedenti e in qualche risposta ai tantissimi commenti. Spero di non offendere nessuno se mi limito ad osservare: Roma locuta, causa finita. Resta valido l'impegno a domandare scusa in ginocchio se sarò smentito e cioè se Roma si esprimerà. ad experimentum! Scritto in Varie Commenti ( 787 ) " (16 votes, average: 3.25 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 03Jun 08 E Pacelli intervenne contro la legge antisemita Sul Giornale di oggi pubblico una pagina dedicata ad alcuni documenti che ho scoperto durante il mio recente soggiorno in Francia, consultando le carte dell'Archivio del cardinale Tisserant, custodite in un paesino dei Pirenei dall'Associazione Amici del cardinale Tisserant. Si tratta dell'intervento che l'allora cardinale Eugenio Pacelli, nella primavera del 1938, fece (su input di Tisserant) per impedire che in Polonia venisse approvata una legge che proibiva la macellazione per giugulamento tipica del rituale ebraico. Il cardinale Segretario di Stato, che definì quella norma "una vera persecuzione", scrisse immediatamente al nunzio apostolico a Varsavia per essere informato. Il nunzio inviò a Roma un dettagliato rapporto, spiegando che non erano necessari interventi di alcun genere perché la legge si era arenata in Senato e sarebbe stata lasciata cadere. Ancora una volta dai documenti emerge inequivocabilmente l'infondatezza della "leggenda nera" che vorrebbe dipingere Pio XII come antisemita. A proposito di questo Papa, sono lieto di segnalarvi che nel sito online del Giornale si è inaugurata una nuova sessione, curata dalla grafologa Evi Crotti (con la quale ho collaborato per realizzare un volumetto sulla grafia dei Papi), che oltre a interloquire con i lettori-navigatori, interpretando i disegni dei bambini, offre alcune analisi grafologiche su personaggi famosi: si inizia con Padre Pio e con Pio XII, due giganti della Chiesa del secolo scorso. Scritto in Varie Commenti ( 344 ) " (17 votes, average: 3.59 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 01Jun 08 Il Papa non incontrerà Ahmadinejad Il presidente iraniano Mahmud Ahmadinejad, a Roma dal 3 giugno per partecipare al summit della Fao, non vedrà a tu per tu Benedetto XVI, come aveva chiesto nei giorni scorsi, come scrivo sul Giornale di oggi. E non ci sarà neppure l'udienza collettiva ai capi di Stato presenti al vertice, come ipotizzato fin dall'inizio dalla Santa Sede di fronte alle molte richieste di udienza (a quanto pare otto) presentate dai vari leader. Vista l'impossibilità "tecnica" per il Pontefice di ricevere singolarmente tutte queste persone nel giro di 24-48 ore, e vista l'impossibilità di realizzare anche l'udienza collettiva, in quanto i capi di Stato e di governo giungeranno a Roma in tempi diversi, il Vaticano nelle ultime ore ha informato ciascuno dei richiedenti che non sarà possibile soddisfare le loro richieste. La presenza di Ahmadinejad Oltretevere, a tu per tu con Ratzinger, secondo alcuni avrebbe potuto creare qualche imbarazzo viste le sue reiterate dichiarazioni nelle quali ha chiesto la cancellazione di Israele dalla carta geografica. Al tempo stesso, però, l'udienza sarebbe stata concessa se Ahmadinejad si fosse trovato di passaggio a Roma non in coincidenza con la presenza di così tanti "colleghi" che desideravano un'udienza. La Santa Sede, infatti, dialoga con tutti e incontra tutti. Nel dicembre di due anni fa, infatti, Benedetto XVI ricevette il ministro degli Esteri di Teheran che gli portava un messaggio dello stesso Ahmadinejad. Scritto in Varie Commenti ( 178 ) " (13 votes, average: 3.46 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 30May 08 La gioia del Papa per il nuovo clima politico Ieri mattina ero nell'aula del Sinodo quando Benedetto XVI, intervenendo alla 58 assemblea della Cei, di fronte a 266 vescovi italiani, ha parlato della situazione del nostro Paese, richiamando l'emergenza educativa e chiedendo un sostegno effettivo per la scuola non statale. Papa Ratzinger ha pure "benedetto" il nuovo clima politico che si respira nel nostro Paese dopo le elezioni. Questo è l'articolo sul suo discorso che ho pubblicato oggi sul Giornale, mentre questa è un'analisi - sempre mia - che l'accompagna. Il testo integrale del Papa si trova come al solito sul sito della Santa Sede. E' interessante notare l'apertura di credito offerta al nuovo governo e al tempo stesso l'attesa di risultati concreti nell'affronto delle emergenze del Paese. Quella della Chiesa, insomma, non è una cambiale in bianco. Scritto in Varie Commenti ( 258 ) " (15 votes, average: 3.53 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 27May 08 L'annuncio di Gesù ai giovani Sul Giornale di oggi presento una sintesi della prolusione che ieri pomeriggio il cardinale Bagnasco ha tenuto aprendo i lavori della 58 assemblea generale della Cei. Qui vi segnalo un passaggio, dedicato all'annuncio cristiano e alla sua ricezione da parte dei giovani: "L'annuncio kerigmatico oggi cattura più solitamente dall'inizio, perché è realmente il fascino esercitato dalla persona di Gesù a colpire, per contrasto, magari come ragione di un evento che turba o come senso profondo di una testimonianza di vita che colpisce e sgomenta. Ma anche come reazione abissalmente altra rispetto al vuoto desolante, rispetto ai progetti di de-costruzione che passano per l'assunzione delle droghe o dell'alcol, per i riti dell'assordimento e dello stordimento. Cristo allora diventa come il risveglio inaudito ad una vita diversa, radicalmente altra, ideale subito concreto e pertinente, principio riordinatore di un'esistenza via via capace di altri sapori e di altri riti. È da qui, dall'evento dell'incontro già nitido ma non ancora completo, che può iniziare il cammino della conoscenza che, oggi forse ancor più di ieri, converge fino ad essere un tutt'uno con quello della conversione, ossia di una vera metà-noia che porterà i giovani, con i ritmi di ogni crescita, con gli inevitabili alti-e-bassi di ogni ascesi, ad assumere su di sé "il grande sì della fede", lasciandosi personalmente sagomare da esso nella propria e specifica esistenza, con i suoi talenti e la sua vocazione". Potete trovare il testo completo della prolusione sul sito della Cei. Scritto in Varie Commenti ( 231 ) " (24 votes, average: 3.58 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 26May 08 Neocatecumenali, faranno la comunione in piedi Nel riconfermare la notizia dell'approvazione definitiva degli statuti del Cammino Neocatecumenale sono in grado di dirvi che nei testi approvati, da quanto mi risulta, sarebbe passata una modifica relativa alle liturgie del movimento, frutto del confronto e del cammino compiuto insieme con i vari dicasteri della Curia romana: la comunione sarà ricevuta in piedi dai fedeli, attorno all'altare. Chi si comunicherà, dunque (se l'indiscrezione sarà confermata), non rimarrà più seduto, come avveniva solitamente, ma si alzerà in piedi, di fronte al celebrante che passerà con il pane e con il calice del vino. La Chiesa, che è madre, accoglie, corregge, aiuta e. riconosce. Il giornale online Petrus ha divulgato una nuova versione dell'articolo (ripreso anche all'estero), affermando che ci sono parti degli statuti - riguardanti la catechesi e la liturgia - che saranno approvate non in via definitiva ma ad experimentum (sembra) per sette anni. Non posso fare altro che riconfermare che tutti gli statuti sono stati approvati in via definitiva (con alcune lievi modifiche, una delle quali ho già citato) e che non ci sono parti relative a liturgia e catechesi approvate solo ad experimentum. Aggiungo che la cerimonia per la consegna degli statuti interamente approvati avverrà il 12 o il 13 giugno prossimi. L'idea che si approvino definitivamente soltanto in parte, rimandandone una parte ad experimentum è di per sé un po' ardita, anche canonicamente: o si approva tutto definitivamente, o si approva ad experimentum, o non si approva. Non aggiungerò più nulla, e i navigatori del blog mi scuseranno se non risponderò sull'argomento: c'è tempo fino al 12-13 giugno per scatenare ipotesi, complotti, voci, approvazioni parziali, experimenta, accuse di eresia (e ora anche accuse al sottoscritto di essere un prezzolato venditore che lucra sulla fede). Se sarò smentito chiederò scusa in ginocchio (visto che siamo in tema). In caso contrario, riporterò qui la notizia ufficiale, senza alcun commento. Scritto in Varie Commenti ( 735 ) " (31 votes, average: 3.81 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 24May 08 Neocatecumenali, il Papa ha approvato gli statuti Sono stato richiesto da alcuni visitatori del blog di fornire informazioni sugli statuti del movimento neocatecumenale. Sono in grado di confermare che Benedetto XVI ha dato il suo consenso per l'approvazione. Ora il Pontificio consiglio per i laici preparerà il decreto, quindi ci sarà la consegna ufficiale degli statuti approvati. Questo è lo stato della questione. Colgo anche questa occasione per prendere le distanze, come peraltro ho già fatto più di una volta, da quanti, sulle pagine di questo blog, hanno accusato i neocatecumenali di eresia. Sul Giornale, nel dicembre 2005, ho riportato i richiami che la Congregazione del culto divino - a nome di Papa Ratzinger - aveva fatto al movimento circa alcuni problemi riguardanti le liturgie neocatecumenali. Ma l'esistenza di indicazioni e anche di richiami da parte dell'autorità ecclesiastica a questo o quel movimento non significa lanciare accuse di eresia. Giovanni Paolo II e Benedetto XVI hanno pronunciato parole chiarissime sui movimenti, definendoli frutti dello Spirito Santo: sempre quando sorgono realtà nuove, nascono problemi di convivenza, tensioni, incomprensioni. Il Papa e i vescovi devono vigilare e correggere, ma sono padri e pastori. Credo che spetti al successore di Pietro e alla Congregazione per la dottrina della fede stabilire chi è eretico e chi no. Mi sembra che la decisione di Benedetto XVI (che non è inesperto di problemi dottrinali, mi sembra.) sia più che eloquente. Sul sito Petrus è riportato un articolo secondo il quale l'approvazione degli statuti non sarebbe definitiva ma ad experimentum per sette anni e dunque rappresenterebbe una sconfitta per i neocatecumenali. A me non risulta nulla del genere. Ribadisco quanto ho scritto qui sopra. A me risulta che l'approvazione del Papa è definitiva e che nel giro di una decina di giorni sarà promulgato il decreto. Scritto in Varie Commenti ( 491 ) " (33 votes, average: 4.09 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico Post precedenti Chi sono Sono Andrea Tornielli, il vaticanista del Giornale, classe 1964, laurea in storia della lingua greca. Sono sposato e ho tre figli. Vivo tra Roma e Milano Tutti gli articoli di Andrea Tornielli su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (199) Ultime discussioni Marco: Dalla Costituzione "Sacrosantum Concilium" 42. Poiché nella sua Chiesa il vescovo non può... Maria Stella: Cara Luisa, premetto che io, nel mio piccolo, le assicuro che non abbiamo mai disobbedito al Papa. Come... Rovere: @ reginaldus Guardi, ho già tanto da discutere su questioni di base della dottrina cattolica con sedicenti... Rovere: Consiglio a tutti i Neocatecumenali di trasferirsi nella Chiesa del pastore Benny Hynn, hai voglia poi a... Reginaldus: ROVERE, lei nel suo intervento del 5.06 invita un suo interlocutore a rileggersi il Breve Esame e la Quo... Gli articoli più inviati Il voto "veltroniano" di Maria: lettera blasfema di don Farinella - 13 Emails Messe show, facciamo un catalogo? - 10 Emails Nasce a Roma la prima parrocchia personale in rito antico - 8 Emails Neocatecumenali, il Papa ha approvato gli statuti - 6 Emails Neocatecumenali, faranno la comunione in piedi - 6 Emails La battaglia finale - 5 Emails Dopo la messa tridentina, in Cattolica cambiano l'altare - 5 Emails Un'enciclica con l'aiuto di Marx - 5 Emails Martini contro il Motu proprio di Benedetto XVI - 4 Emails Il Motu proprio? A Milano l'arcivescovo dice no - 4 Emails Ultime news Napolitano: "Serve un largo accordo sulle intercettazioni"Benzina e diesel a 1,54 Via il pedaggio ai tirAereo atterra, s'incendia un motore: 100 morti allo scalo di KhartoumTest-droga sui politici, la Cassazione condanna le Iene : privacy violataClinica Santa Rita, l'ex primario si difende "Ho sempre pensato al bene dei malati"Donadoni: "Nostalgia di Lippi? Me l'aspettavo" Blog Amici Dio: pace o dominio Il blog di Accattoli il blog di Fratel Ettore Il blog di Magister il blog di Marcello Foa Il blog di Marco Tosatti Il blog di Matteo L. Napolitano Il blog di Phil Pullella Il blog di Raffaella Il blog di Rodari il blog di Stefano Tramezzani Siti Utili Avvenire Fides Il sito sul cardinale Siri Korazym La Santa Sede Sito web ilGiornale.it Sussidiario.net June 2008 M T W T F S S " May 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 Archivio dei post June 2008 (6) May 2008 (19) April 2008 (16) March 2008 (15) February 2008 (15) January 2008 (14) December 2007 (13) November 2007 (18) October 2007 (16) September 2007 (18) August 2007 (19) July 2007 (30) Trackback recenti Abiura: Comment on Thornborn, un Dan Brown cattolico? by Rovere Thornborn, un Dan Brown cattolico?: Dan Brown cultura: lupi agnelli e Tornielli cultura: viva Ismaele! I più votati Violenze e minacce, dobbiamo vigilare - 106 Votes La comunione nella mano, la fine dell'inginocchiatoio - 57 Votes Milano e il motu proprio, la colpa è della stampa - 54 Votes La preoccupazione dei vescovi per il regime di Chavez - 51 Votes In difesa del cardinale Tettamanzi - 48 Votes Se lo storico replica: "Lei non sa chi sono io!" - 47 Votes Il Papa non andrà alla Sapienza - 41 Votes Il parroco trevigiano trasforma l'oratorio in moschea - 39 Votes Ebrei salvati da Pio XII: Bruno Ascoli, guardia palatina - 39 Votes Bregantini, il trasferimento contestato. Ma... - 38 Votes Recent Posts Gli statuti del Cammino neocatecumenale, verso il 13 giugno Antonelli a Roma, Betori a Firenze, Brambilla (forse) alla Cei La decisione di Gianni e i nostri giudizi Thornborn, un Dan Brown cattolico? E Pacelli intervenne contro la legge antisemita Il Papa non incontrerà Ahmadinejad La gioia del Papa per il nuovo clima politico L'annuncio di Gesù ai giovani Neocatecumenali, faranno la comunione in piedi Neocatecumenali, il Papa ha approvato gli statuti Pagine About Disclaimer I miei libri Pio XII. Un uomo sul trono di Pietro Pannello di controllo Login Entries RSS Comments RSS WordPress.com Photos Feed RSS di questo blog Feed RSS dei commenti al blog Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 disclaimer Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti.

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E Pacelli intervenne contro la legge antisemita (sezione: Laici e chierici)

( da "Giornale.it, Il" del 11-06-2008)

Argomenti: Laicita'

Alcuni di voi mi hanno chiesto di aprire un nuovo thread dedicato alla discussione sugli statuti del Cammino neocatecumenale, che sono stati approvati da Benedetto XVI e saranno consegnati nella tarda mattina di venerdì prossimo ai responsabili del Cammino. Il motivo della richiesta è l'alto numero di commenti che rende difficile l'accesso alle pagine con le discussioni precedenti. Una richiesta simile mi era stata rivolta nei giorni scorsi da Klaus, il quale ha poi lasciato il blog a causa della mia scelta di aprire il nuovo spazio di discussione in calce al post dedicato al romanzo thriller di Thornborn. La mia scelta era stata dettata dall'impegno che avevo preso di non intervenire più sulla vicenda fino al 13 giugno. Pur non essendo d'accordo con il tono e con i contenuti di molti commenti (in queste due settimane mi sono beccato rimproveri da destra e da manca, sono stato fatto passare come un portavoce del Cammino solo perché non non lo ritengo "eretico", è stato ipotizzato che la mia posizione sia dovuta alla paura di reazione dei neocatecumenali stessi, sono stato pure offeso pesantemente), mi rendo conto ora che Klaus aveva ragione a chiedere uno spazio apposito, perché se è vero che gli argomenti sul mio blog li decido io, è altrettanto vero che la discussione si alimenta grazie al contributo di tutti e dunque - visto l'interessa suscitato dall'argomento - è giusto che possa continuare. Scritto in Varie Commenti ( 64 ) " (6 votes, average: 3.67 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 07Jun 08 Antonelli a Roma, Betori a Firenze, Brambilla (forse) alla Cei E' stata annunciata a mezzogiorno di oggi la nomina del cardinale Ennio Antonelli alla guida del Pontificio consiglio per la famiglia. L'arcivescovo lascia Firenze per succedere allo scomparso cardinale Alfonso Lopez Truijllo. La diocesi del capoluogo toscano vive un momento di empasse, dopo le tristi ben note vicende dello scandalo di abusi che ha coinvolto don Cantini e ha finito per lambire pure l'attuale vescovo ausiliare Claudio Maniago (criticato per aver minimizzato l'accaduto) che alla comunità di Cantini era legato. Non è stato reso noto il nome di chi prenderà il posto di Antonelli. Il pole position c'è il Segretario della Cei Giuseppe Betori. Come numero due della Conferenza episcopale, dopo la partenza di Betori, continua a consolidarsi la candidatura del vescovo ausiliare di Milano, il teologo Franco Giulio Brambilla. Più defilate altre due candidature, quella del vescovo di Albano Marcello Semeraro, e quella del vescovo di Macerata Claudio Giuliodori, già direttore dell'ufficio comunicazioni sociali della Cei. Scritto in Varie Commenti ( 188 ) " (15 votes, average: 3.67 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 06Jun 08 La decisione di Gianni e i nostri giudizi Cari amici, dopo aver letto il commento postato da Gianni B. in uno dei precedenti thread, non ho potuto fare a meno di segnalarvelo, perché mi ha commosso e mi ha fatto pensare. "Questi giorni sono stati per me terrificanti a dir poco, purtroppo. In questo preciso momento, 6 giugno ore 13.00, avrei dovuto essere in Repubblica Ceca presso una clinica privata per iniziare l'iter dell'inseminazione eterologa. Avevo già preso l'appuntamento, prenotato l'albergo, fatto il pieno e stampato l'itinerario, tanto per dire. Io e la mia dolce metà abbiamo ovviamente trascorso queste ultime notti completamente insonni, chiedendoci se la nostra decisione sarebbe stata giusta o no, mentre si avvicinava il momento della partenza. Mi sono domandato mille volte: come è possibile mettere al mondo un bambino sapendo che il patrimonio genetico non è della persona che ami ma di un'altra donna che neppure conosci? Dentro di me ero assolutamente orripilato da questa ipotesi, però mia moglie desiderava questo figlio sopra ogni altra cosa, poverina, e non me la sono sentita di dire un no irrevocabile. Per fortuna, sono riuscito a farla ragionare, passo dopo passo, con grande pazienza e amore, e alla fine mi ha dato ragione per cui ieri non siamo partiti e abbiamo annullato tutto. Oggi lei è molto più sollevata, anzi quasi rinata devo dire, e pure io. Mentre parlavo con lei ogni tanto mi venivano in mente le nostre discussioni qui dentro al blog, che mi hanno fatto riflettere. Che pensate - mi rivolgo a tutti voi, se avete voglia di rispondermi - di questa nostra decisione? Io sono strafelicissimo in questo momento, sto già pensando all'affido, ci sono tanti bambini che hanno bisogno di una famiglia". Condivido anch'io la felicità di Gianni e di sua moglie. Mi colpisce il fatto che i commenti dei lettori del blog abbiano potuto, nel loro piccolo, contribuire a far prendere una decisione così importante. Mi sono permesso di presentare questo messaggio (all'insaputa di Gianni), perché credo possa insegnare qualcosa a tutti. A me ha insegnato che dietro le questioni di principio, i temi che ci fanno accapigliare, che ci fanno discutere aspramente, ci sono sempre le storie concrete delle persone. C'è la vita. Se lo tenessimo sempre presente - quando parliamo di bioetica ma anche delle vicende interne alla Chiesa - forse i nostri giudizi, senza venir meno nella chiarezza, sarebbero accompagnati da più carità e misericordia. Scritto in Varie Commenti ( 86 ) " (20 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 05Jun 08 Thornborn, un Dan Brown cattolico? Ho appena finito di leggere il romanzo "L'ultima rivelazione" di Joseph Thornborn (edizioni Piemme): un thriller ambientato in Vaticano, che ha come tema di fondo la storicità dei Vangeli. L'ho trovato molto ben documentato. Avevo già letto dello stesso autore un precedente romanzo, "Il quarto segreto", dedicato alla profezia di Fatima. Mi permetto di segnalarveli perché mi sembrano un esempio di come si possano scrivere gialli di fantapolitica vaticana, conditi con misteri e profezie, conservando la prospettiva cattolica. PS. In realtà ho scritto questo post soprattutto per venire incontro alle richieste di chi mi chiedeva un nuovo spazio per continuare l'accesissima discussione dedicata ai neocatecumenali. Avevo scritto che non sarei più intervenuto fino alla notizia dell'approvazione e vorrei mantenere l'impegno, limitandomi a ribadire che gli statuti sono stati approvati definitivamente da Benedetto XVI, dopo un lungo e attento esame, e che la consegna ufficiale ai responsabili del Cammino avverrà venerdì 13 giugno. A quanti - nuovi arrivati - mi hanno accusato di essere troppo accondiscendente con coloro che rivolgono critiche feroci contro i neocatecumenali, non posso che dire di rileggersi con attenzione ciò che ho scritto nei post precedenti e in qualche risposta ai tantissimi commenti. Spero di non offendere nessuno se mi limito ad osservare: Roma locuta, causa finita. Resta valido l'impegno a domandare scusa in ginocchio se sarò smentito e cioè se Roma si esprimerà. ad experimentum! Scritto in Varie Commenti ( 787 ) " (16 votes, average: 3.25 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 03Jun 08 E Pacelli intervenne contro la legge antisemita Sul Giornale di oggi pubblico una pagina dedicata ad alcuni documenti che ho scoperto durante il mio recente soggiorno in Francia, consultando le carte dell'Archivio del cardinale Tisserant, custodite in un paesino dei Pirenei dall'Associazione Amici del cardinale Tisserant. Si tratta dell'intervento che l'allora cardinale Eugenio Pacelli, nella primavera del 1938, fece (su input di Tisserant) per impedire che in Polonia venisse approvata una legge che proibiva la macellazione per giugulamento tipica del rituale ebraico. Il cardinale Segretario di Stato, che definì quella norma "una vera persecuzione", scrisse immediatamente al nunzio apostolico a Varsavia per essere informato. Il nunzio inviò a Roma un dettagliato rapporto, spiegando che non erano necessari interventi di alcun genere perché la legge si era arenata in Senato e sarebbe stata lasciata cadere. Ancora una volta dai documenti emerge inequivocabilmente l'infondatezza della "leggenda nera" che vorrebbe dipingere Pio XII come antisemita. A proposito di questo Papa, sono lieto di segnalarvi che nel sito online del Giornale si è inaugurata una nuova sessione, curata dalla grafologa Evi Crotti (con la quale ho collaborato per realizzare un volumetto sulla grafia dei Papi), che oltre a interloquire con i lettori-navigatori, interpretando i disegni dei bambini, offre alcune analisi grafologiche su personaggi famosi: si inizia con Padre Pio e con Pio XII, due giganti della Chiesa del secolo scorso. Scritto in Varie Commenti ( 344 ) " (17 votes, average: 3.59 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 01Jun 08 Il Papa non incontrerà Ahmadinejad Il presidente iraniano Mahmud Ahmadinejad, a Roma dal 3 giugno per partecipare al summit della Fao, non vedrà a tu per tu Benedetto XVI, come aveva chiesto nei giorni scorsi, come scrivo sul Giornale di oggi. E non ci sarà neppure l'udienza collettiva ai capi di Stato presenti al vertice, come ipotizzato fin dall'inizio dalla Santa Sede di fronte alle molte richieste di udienza (a quanto pare otto) presentate dai vari leader. Vista l'impossibilità "tecnica" per il Pontefice di ricevere singolarmente tutte queste persone nel giro di 24-48 ore, e vista l'impossibilità di realizzare anche l'udienza collettiva, in quanto i capi di Stato e di governo giungeranno a Roma in tempi diversi, il Vaticano nelle ultime ore ha informato ciascuno dei richiedenti che non sarà possibile soddisfare le loro richieste. La presenza di Ahmadinejad Oltretevere, a tu per tu con Ratzinger, secondo alcuni avrebbe potuto creare qualche imbarazzo viste le sue reiterate dichiarazioni nelle quali ha chiesto la cancellazione di Israele dalla carta geografica. Al tempo stesso, però, l'udienza sarebbe stata concessa se Ahmadinejad si fosse trovato di passaggio a Roma non in coincidenza con la presenza di così tanti "colleghi" che desideravano un'udienza. La Santa Sede, infatti, dialoga con tutti e incontra tutti. Nel dicembre di due anni fa, infatti, Benedetto XVI ricevette il ministro degli Esteri di Teheran che gli portava un messaggio dello stesso Ahmadinejad. Scritto in Varie Commenti ( 178 ) " (13 votes, average: 3.46 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 30May 08 La gioia del Papa per il nuovo clima politico Ieri mattina ero nell'aula del Sinodo quando Benedetto XVI, intervenendo alla 58 assemblea della Cei, di fronte a 266 vescovi italiani, ha parlato della situazione del nostro Paese, richiamando l'emergenza educativa e chiedendo un sostegno effettivo per la scuola non statale. Papa Ratzinger ha pure "benedetto" il nuovo clima politico che si respira nel nostro Paese dopo le elezioni. Questo è l'articolo sul suo discorso che ho pubblicato oggi sul Giornale, mentre questa è un'analisi - sempre mia - che l'accompagna. Il testo integrale del Papa si trova come al solito sul sito della Santa Sede. E' interessante notare l'apertura di credito offerta al nuovo governo e al tempo stesso l'attesa di risultati concreti nell'affronto delle emergenze del Paese. Quella della Chiesa, insomma, non è una cambiale in bianco. Scritto in Varie Commenti ( 258 ) " (15 votes, average: 3.53 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 27May 08 L'annuncio di Gesù ai giovani Sul Giornale di oggi presento una sintesi della prolusione che ieri pomeriggio il cardinale Bagnasco ha tenuto aprendo i lavori della 58 assemblea generale della Cei. Qui vi segnalo un passaggio, dedicato all'annuncio cristiano e alla sua ricezione da parte dei giovani: "L'annuncio kerigmatico oggi cattura più solitamente dall'inizio, perché è realmente il fascino esercitato dalla persona di Gesù a colpire, per contrasto, magari come ragione di un evento che turba o come senso profondo di una testimonianza di vita che colpisce e sgomenta. Ma anche come reazione abissalmente altra rispetto al vuoto desolante, rispetto ai progetti di de-costruzione che passano per l'assunzione delle droghe o dell'alcol, per i riti dell'assordimento e dello stordimento. Cristo allora diventa come il risveglio inaudito ad una vita diversa, radicalmente altra, ideale subito concreto e pertinente, principio riordinatore di un'esistenza via via capace di altri sapori e di altri riti. È da qui, dall'evento dell'incontro già nitido ma non ancora completo, che può iniziare il cammino della conoscenza che, oggi forse ancor più di ieri, converge fino ad essere un tutt'uno con quello della conversione, ossia di una vera metà-noia che porterà i giovani, con i ritmi di ogni crescita, con gli inevitabili alti-e-bassi di ogni ascesi, ad assumere su di sé "il grande sì della fede", lasciandosi personalmente sagomare da esso nella propria e specifica esistenza, con i suoi talenti e la sua vocazione". Potete trovare il testo completo della prolusione sul sito della Cei. Scritto in Varie Commenti ( 231 ) " (24 votes, average: 3.58 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 26May 08 Neocatecumenali, faranno la comunione in piedi Nel riconfermare la notizia dell'approvazione definitiva degli statuti del Cammino Neocatecumenale sono in grado di dirvi che nei testi approvati, da quanto mi risulta, sarebbe passata una modifica relativa alle liturgie del movimento, frutto del confronto e del cammino compiuto insieme con i vari dicasteri della Curia romana: la comunione sarà ricevuta in piedi dai fedeli, attorno all'altare. Chi si comunicherà, dunque (se l'indiscrezione sarà confermata), non rimarrà più seduto, come avveniva solitamente, ma si alzerà in piedi, di fronte al celebrante che passerà con il pane e con il calice del vino. La Chiesa, che è madre, accoglie, corregge, aiuta e. riconosce. Il giornale online Petrus ha divulgato una nuova versione dell'articolo (ripreso anche all'estero), affermando che ci sono parti degli statuti - riguardanti la catechesi e la liturgia - che saranno approvate non in via definitiva ma ad experimentum (sembra) per sette anni. Non posso fare altro che riconfermare che tutti gli statuti sono stati approvati in via definitiva (con alcune lievi modifiche, una delle quali ho già citato) e che non ci sono parti relative a liturgia e catechesi approvate solo ad experimentum. Aggiungo che la cerimonia per la consegna degli statuti interamente approvati avverrà il 12 o il 13 giugno prossimi. L'idea che si approvino definitivamente soltanto in parte, rimandandone una parte ad experimentum è di per sé un po' ardita, anche canonicamente: o si approva tutto definitivamente, o si approva ad experimentum, o non si approva. Non aggiungerò più nulla, e i navigatori del blog mi scuseranno se non risponderò sull'argomento: c'è tempo fino al 12-13 giugno per scatenare ipotesi, complotti, voci, approvazioni parziali, experimenta, accuse di eresia (e ora anche accuse al sottoscritto di essere un prezzolato venditore che lucra sulla fede). Se sarò smentito chiederò scusa in ginocchio (visto che siamo in tema). In caso contrario, riporterò qui la notizia ufficiale, senza alcun commento. Scritto in Varie Commenti ( 735 ) " (31 votes, average: 3.81 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 24May 08 Neocatecumenali, il Papa ha approvato gli statuti Sono stato richiesto da alcuni visitatori del blog di fornire informazioni sugli statuti del movimento neocatecumenale. Sono in grado di confermare che Benedetto XVI ha dato il suo consenso per l'approvazione. Ora il Pontificio consiglio per i laici preparerà il decreto, quindi ci sarà la consegna ufficiale degli statuti approvati. Questo è lo stato della questione. Colgo anche questa occasione per prendere le distanze, come peraltro ho già fatto più di una volta, da quanti, sulle pagine di questo blog, hanno accusato i neocatecumenali di eresia. Sul Giornale, nel dicembre 2005, ho riportato i richiami che la Congregazione del culto divino - a nome di Papa Ratzinger - aveva fatto al movimento circa alcuni problemi riguardanti le liturgie neocatecumenali. Ma l'esistenza di indicazioni e anche di richiami da parte dell'autorità ecclesiastica a questo o quel movimento non significa lanciare accuse di eresia. Giovanni Paolo II e Benedetto XVI hanno pronunciato parole chiarissime sui movimenti, definendoli frutti dello Spirito Santo: sempre quando sorgono realtà nuove, nascono problemi di convivenza, tensioni, incomprensioni. Il Papa e i vescovi devono vigilare e correggere, ma sono padri e pastori. Credo che spetti al successore di Pietro e alla Congregazione per la dottrina della fede stabilire chi è eretico e chi no. Mi sembra che la decisione di Benedetto XVI (che non è inesperto di problemi dottrinali, mi sembra.) sia più che eloquente. Sul sito Petrus è riportato un articolo secondo il quale l'approvazione degli statuti non sarebbe definitiva ma ad experimentum per sette anni e dunque rappresenterebbe una sconfitta per i neocatecumenali. A me non risulta nulla del genere. Ribadisco quanto ho scritto qui sopra. A me risulta che l'approvazione del Papa è definitiva e che nel giro di una decina di giorni sarà promulgato il decreto. Scritto in Varie Commenti ( 491 ) " (33 votes, average: 4.09 out of 5) Loading ... 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Gli articoli più inviati Il voto "veltroniano" di Maria: lettera blasfema di don Farinella - 13 Emails Messe show, facciamo un catalogo? - 10 Emails Nasce a Roma la prima parrocchia personale in rito antico - 8 Emails Neocatecumenali, il Papa ha approvato gli statuti - 6 Emails Neocatecumenali, faranno la comunione in piedi - 6 Emails La battaglia finale - 5 Emails Dopo la messa tridentina, in Cattolica cambiano l'altare - 5 Emails Un'enciclica con l'aiuto di Marx - 5 Emails Martini contro il Motu proprio di Benedetto XVI - 4 Emails Il Motu proprio? A Milano l'arcivescovo dice no - 4 Emails Ultime news Napolitano: "Serve un largo accordo sulle intercettazioni"Benzina e diesel a 1,54 Via il pedaggio ai tirAereo atterra, s'incendia un motore: 100 morti allo scalo di KhartoumTest-droga sui politici, la Cassazione condanna le Iene : privacy violataClinica Santa Rita, l'ex primario si difende "Ho sempre pensato al bene dei malati"Donadoni: "Nostalgia di Lippi? Me l'aspettavo" Blog Amici Dio: pace o dominio Il blog di Accattoli il blog di Fratel Ettore Il blog di Magister il blog di Marcello Foa Il blog di Marco Tosatti Il blog di Matteo L. Napolitano Il blog di Phil Pullella Il blog di Raffaella Il blog di Rodari il blog di Stefano Tramezzani Siti Utili Avvenire Fides Il sito sul cardinale Siri Korazym La Santa Sede Sito web ilGiornale.it Sussidiario.net June 2008 M T W T F S S " May 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 Archivio dei post June 2008 (6) May 2008 (19) April 2008 (16) March 2008 (15) February 2008 (15) January 2008 (14) December 2007 (13) November 2007 (18) October 2007 (16) September 2007 (18) August 2007 (19) July 2007 (30) Trackback recenti Abiura: Comment on Thornborn, un Dan Brown cattolico? by Rovere Thornborn, un Dan Brown cattolico?: Dan Brown cultura: lupi agnelli e Tornielli cultura: viva Ismaele! I più votati Violenze e minacce, dobbiamo vigilare - 106 Votes La comunione nella mano, la fine dell'inginocchiatoio - 57 Votes Milano e il motu proprio, la colpa è della stampa - 54 Votes La preoccupazione dei vescovi per il regime di Chavez - 51 Votes In difesa del cardinale Tettamanzi - 48 Votes Se lo storico replica: "Lei non sa chi sono io!" - 47 Votes Il Papa non andrà alla Sapienza - 41 Votes Il parroco trevigiano trasforma l'oratorio in moschea - 39 Votes Ebrei salvati da Pio XII: Bruno Ascoli, guardia palatina - 39 Votes Bregantini, il trasferimento contestato. Ma... - 38 Votes Recent Posts Gli statuti del Cammino neocatecumenale, verso il 13 giugno Antonelli a Roma, Betori a Firenze, Brambilla (forse) alla Cei La decisione di Gianni e i nostri giudizi Thornborn, un Dan Brown cattolico? E Pacelli intervenne contro la legge antisemita Il Papa non incontrerà Ahmadinejad La gioia del Papa per il nuovo clima politico L'annuncio di Gesù ai giovani Neocatecumenali, faranno la comunione in piedi Neocatecumenali, il Papa ha approvato gli statuti Pagine About Disclaimer I miei libri Pio XII. Un uomo sul trono di Pietro Pannello di controllo Login Entries RSS Comments RSS WordPress.com Photos Feed RSS di questo blog Feed RSS dei commenti al blog Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 disclaimer Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti.

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La decisione di Gianni e i nostri giudizi (sezione: Laici e chierici)

( da "Giornale.it, Il" del 11-06-2008)

Argomenti: Laicita'

Alcuni di voi mi hanno chiesto di aprire un nuovo thread dedicato alla discussione sugli statuti del Cammino neocatecumenale, che sono stati approvati da Benedetto XVI e saranno consegnati nella tarda mattina di venerdì prossimo ai responsabili del Cammino. Il motivo della richiesta è l'alto numero di commenti che rende difficile l'accesso alle pagine con le discussioni precedenti. Una richiesta simile mi era stata rivolta nei giorni scorsi da Klaus, il quale ha poi lasciato il blog a causa della mia scelta di aprire il nuovo spazio di discussione in calce al post dedicato al romanzo thriller di Thornborn. La mia scelta era stata dettata dall'impegno che avevo preso di non intervenire più sulla vicenda fino al 13 giugno. Pur non essendo d'accordo con il tono e con i contenuti di molti commenti (in queste due settimane mi sono beccato rimproveri da destra e da manca, sono stato fatto passare come un portavoce del Cammino solo perché non non lo ritengo "eretico", è stato ipotizzato che la mia posizione sia dovuta alla paura di reazione dei neocatecumenali stessi, sono stato pure offeso pesantemente), mi rendo conto ora che Klaus aveva ragione a chiedere uno spazio apposito, perché se è vero che gli argomenti sul mio blog li decido io, è altrettanto vero che la discussione si alimenta grazie al contributo di tutti e dunque - visto l'interessa suscitato dall'argomento - è giusto che possa continuare. Scritto in Varie Commenti ( 64 ) " (6 votes, average: 3.67 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 07Jun 08 Antonelli a Roma, Betori a Firenze, Brambilla (forse) alla Cei E' stata annunciata a mezzogiorno di oggi la nomina del cardinale Ennio Antonelli alla guida del Pontificio consiglio per la famiglia. L'arcivescovo lascia Firenze per succedere allo scomparso cardinale Alfonso Lopez Truijllo. La diocesi del capoluogo toscano vive un momento di empasse, dopo le tristi ben note vicende dello scandalo di abusi che ha coinvolto don Cantini e ha finito per lambire pure l'attuale vescovo ausiliare Claudio Maniago (criticato per aver minimizzato l'accaduto) che alla comunità di Cantini era legato. Non è stato reso noto il nome di chi prenderà il posto di Antonelli. Il pole position c'è il Segretario della Cei Giuseppe Betori. Come numero due della Conferenza episcopale, dopo la partenza di Betori, continua a consolidarsi la candidatura del vescovo ausiliare di Milano, il teologo Franco Giulio Brambilla. Più defilate altre due candidature, quella del vescovo di Albano Marcello Semeraro, e quella del vescovo di Macerata Claudio Giuliodori, già direttore dell'ufficio comunicazioni sociali della Cei. Scritto in Varie Commenti ( 188 ) " (15 votes, average: 3.67 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 06Jun 08 La decisione di Gianni e i nostri giudizi Cari amici, dopo aver letto il commento postato da Gianni B. in uno dei precedenti thread, non ho potuto fare a meno di segnalarvelo, perché mi ha commosso e mi ha fatto pensare. "Questi giorni sono stati per me terrificanti a dir poco, purtroppo. In questo preciso momento, 6 giugno ore 13.00, avrei dovuto essere in Repubblica Ceca presso una clinica privata per iniziare l'iter dell'inseminazione eterologa. Avevo già preso l'appuntamento, prenotato l'albergo, fatto il pieno e stampato l'itinerario, tanto per dire. Io e la mia dolce metà abbiamo ovviamente trascorso queste ultime notti completamente insonni, chiedendoci se la nostra decisione sarebbe stata giusta o no, mentre si avvicinava il momento della partenza. Mi sono domandato mille volte: come è possibile mettere al mondo un bambino sapendo che il patrimonio genetico non è della persona che ami ma di un'altra donna che neppure conosci? Dentro di me ero assolutamente orripilato da questa ipotesi, però mia moglie desiderava questo figlio sopra ogni altra cosa, poverina, e non me la sono sentita di dire un no irrevocabile. Per fortuna, sono riuscito a farla ragionare, passo dopo passo, con grande pazienza e amore, e alla fine mi ha dato ragione per cui ieri non siamo partiti e abbiamo annullato tutto. Oggi lei è molto più sollevata, anzi quasi rinata devo dire, e pure io. Mentre parlavo con lei ogni tanto mi venivano in mente le nostre discussioni qui dentro al blog, che mi hanno fatto riflettere. Che pensate - mi rivolgo a tutti voi, se avete voglia di rispondermi - di questa nostra decisione? Io sono strafelicissimo in questo momento, sto già pensando all'affido, ci sono tanti bambini che hanno bisogno di una famiglia". Condivido anch'io la felicità di Gianni e di sua moglie. Mi colpisce il fatto che i commenti dei lettori del blog abbiano potuto, nel loro piccolo, contribuire a far prendere una decisione così importante. Mi sono permesso di presentare questo messaggio (all'insaputa di Gianni), perché credo possa insegnare qualcosa a tutti. A me ha insegnato che dietro le questioni di principio, i temi che ci fanno accapigliare, che ci fanno discutere aspramente, ci sono sempre le storie concrete delle persone. C'è la vita. Se lo tenessimo sempre presente - quando parliamo di bioetica ma anche delle vicende interne alla Chiesa - forse i nostri giudizi, senza venir meno nella chiarezza, sarebbero accompagnati da più carità e misericordia. Scritto in Varie Commenti ( 86 ) " (20 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 05Jun 08 Thornborn, un Dan Brown cattolico? Ho appena finito di leggere il romanzo "L'ultima rivelazione" di Joseph Thornborn (edizioni Piemme): un thriller ambientato in Vaticano, che ha come tema di fondo la storicità dei Vangeli. L'ho trovato molto ben documentato. Avevo già letto dello stesso autore un precedente romanzo, "Il quarto segreto", dedicato alla profezia di Fatima. Mi permetto di segnalarveli perché mi sembrano un esempio di come si possano scrivere gialli di fantapolitica vaticana, conditi con misteri e profezie, conservando la prospettiva cattolica. PS. In realtà ho scritto questo post soprattutto per venire incontro alle richieste di chi mi chiedeva un nuovo spazio per continuare l'accesissima discussione dedicata ai neocatecumenali. Avevo scritto che non sarei più intervenuto fino alla notizia dell'approvazione e vorrei mantenere l'impegno, limitandomi a ribadire che gli statuti sono stati approvati definitivamente da Benedetto XVI, dopo un lungo e attento esame, e che la consegna ufficiale ai responsabili del Cammino avverrà venerdì 13 giugno. A quanti - nuovi arrivati - mi hanno accusato di essere troppo accondiscendente con coloro che rivolgono critiche feroci contro i neocatecumenali, non posso che dire di rileggersi con attenzione ciò che ho scritto nei post precedenti e in qualche risposta ai tantissimi commenti. Spero di non offendere nessuno se mi limito ad osservare: Roma locuta, causa finita. Resta valido l'impegno a domandare scusa in ginocchio se sarò smentito e cioè se Roma si esprimerà. ad experimentum! Scritto in Varie Commenti ( 787 ) " (16 votes, average: 3.25 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 03Jun 08 E Pacelli intervenne contro la legge antisemita Sul Giornale di oggi pubblico una pagina dedicata ad alcuni documenti che ho scoperto durante il mio recente soggiorno in Francia, consultando le carte dell'Archivio del cardinale Tisserant, custodite in un paesino dei Pirenei dall'Associazione Amici del cardinale Tisserant. Si tratta dell'intervento che l'allora cardinale Eugenio Pacelli, nella primavera del 1938, fece (su input di Tisserant) per impedire che in Polonia venisse approvata una legge che proibiva la macellazione per giugulamento tipica del rituale ebraico. Il cardinale Segretario di Stato, che definì quella norma "una vera persecuzione", scrisse immediatamente al nunzio apostolico a Varsavia per essere informato. Il nunzio inviò a Roma un dettagliato rapporto, spiegando che non erano necessari interventi di alcun genere perché la legge si era arenata in Senato e sarebbe stata lasciata cadere. Ancora una volta dai documenti emerge inequivocabilmente l'infondatezza della "leggenda nera" che vorrebbe dipingere Pio XII come antisemita. A proposito di questo Papa, sono lieto di segnalarvi che nel sito online del Giornale si è inaugurata una nuova sessione, curata dalla grafologa Evi Crotti (con la quale ho collaborato per realizzare un volumetto sulla grafia dei Papi), che oltre a interloquire con i lettori-navigatori, interpretando i disegni dei bambini, offre alcune analisi grafologiche su personaggi famosi: si inizia con Padre Pio e con Pio XII, due giganti della Chiesa del secolo scorso. Scritto in Varie Commenti ( 344 ) " (17 votes, average: 3.59 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 01Jun 08 Il Papa non incontrerà Ahmadinejad Il presidente iraniano Mahmud Ahmadinejad, a Roma dal 3 giugno per partecipare al summit della Fao, non vedrà a tu per tu Benedetto XVI, come aveva chiesto nei giorni scorsi, come scrivo sul Giornale di oggi. E non ci sarà neppure l'udienza collettiva ai capi di Stato presenti al vertice, come ipotizzato fin dall'inizio dalla Santa Sede di fronte alle molte richieste di udienza (a quanto pare otto) presentate dai vari leader. Vista l'impossibilità "tecnica" per il Pontefice di ricevere singolarmente tutte queste persone nel giro di 24-48 ore, e vista l'impossibilità di realizzare anche l'udienza collettiva, in quanto i capi di Stato e di governo giungeranno a Roma in tempi diversi, il Vaticano nelle ultime ore ha informato ciascuno dei richiedenti che non sarà possibile soddisfare le loro richieste. La presenza di Ahmadinejad Oltretevere, a tu per tu con Ratzinger, secondo alcuni avrebbe potuto creare qualche imbarazzo viste le sue reiterate dichiarazioni nelle quali ha chiesto la cancellazione di Israele dalla carta geografica. Al tempo stesso, però, l'udienza sarebbe stata concessa se Ahmadinejad si fosse trovato di passaggio a Roma non in coincidenza con la presenza di così tanti "colleghi" che desideravano un'udienza. La Santa Sede, infatti, dialoga con tutti e incontra tutti. Nel dicembre di due anni fa, infatti, Benedetto XVI ricevette il ministro degli Esteri di Teheran che gli portava un messaggio dello stesso Ahmadinejad. Scritto in Varie Commenti ( 178 ) " (13 votes, average: 3.46 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 30May 08 La gioia del Papa per il nuovo clima politico Ieri mattina ero nell'aula del Sinodo quando Benedetto XVI, intervenendo alla 58 assemblea della Cei, di fronte a 266 vescovi italiani, ha parlato della situazione del nostro Paese, richiamando l'emergenza educativa e chiedendo un sostegno effettivo per la scuola non statale. Papa Ratzinger ha pure "benedetto" il nuovo clima politico che si respira nel nostro Paese dopo le elezioni. Questo è l'articolo sul suo discorso che ho pubblicato oggi sul Giornale, mentre questa è un'analisi - sempre mia - che l'accompagna. Il testo integrale del Papa si trova come al solito sul sito della Santa Sede. E' interessante notare l'apertura di credito offerta al nuovo governo e al tempo stesso l'attesa di risultati concreti nell'affronto delle emergenze del Paese. Quella della Chiesa, insomma, non è una cambiale in bianco. Scritto in Varie Commenti ( 258 ) " (15 votes, average: 3.53 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 27May 08 L'annuncio di Gesù ai giovani Sul Giornale di oggi presento una sintesi della prolusione che ieri pomeriggio il cardinale Bagnasco ha tenuto aprendo i lavori della 58 assemblea generale della Cei. Qui vi segnalo un passaggio, dedicato all'annuncio cristiano e alla sua ricezione da parte dei giovani: "L'annuncio kerigmatico oggi cattura più solitamente dall'inizio, perché è realmente il fascino esercitato dalla persona di Gesù a colpire, per contrasto, magari come ragione di un evento che turba o come senso profondo di una testimonianza di vita che colpisce e sgomenta. Ma anche come reazione abissalmente altra rispetto al vuoto desolante, rispetto ai progetti di de-costruzione che passano per l'assunzione delle droghe o dell'alcol, per i riti dell'assordimento e dello stordimento. Cristo allora diventa come il risveglio inaudito ad una vita diversa, radicalmente altra, ideale subito concreto e pertinente, principio riordinatore di un'esistenza via via capace di altri sapori e di altri riti. È da qui, dall'evento dell'incontro già nitido ma non ancora completo, che può iniziare il cammino della conoscenza che, oggi forse ancor più di ieri, converge fino ad essere un tutt'uno con quello della conversione, ossia di una vera metà-noia che porterà i giovani, con i ritmi di ogni crescita, con gli inevitabili alti-e-bassi di ogni ascesi, ad assumere su di sé "il grande sì della fede", lasciandosi personalmente sagomare da esso nella propria e specifica esistenza, con i suoi talenti e la sua vocazione". Potete trovare il testo completo della prolusione sul sito della Cei. Scritto in Varie Commenti ( 231 ) " (24 votes, average: 3.58 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 26May 08 Neocatecumenali, faranno la comunione in piedi Nel riconfermare la notizia dell'approvazione definitiva degli statuti del Cammino Neocatecumenale sono in grado di dirvi che nei testi approvati, da quanto mi risulta, sarebbe passata una modifica relativa alle liturgie del movimento, frutto del confronto e del cammino compiuto insieme con i vari dicasteri della Curia romana: la comunione sarà ricevuta in piedi dai fedeli, attorno all'altare. Chi si comunicherà, dunque (se l'indiscrezione sarà confermata), non rimarrà più seduto, come avveniva solitamente, ma si alzerà in piedi, di fronte al celebrante che passerà con il pane e con il calice del vino. La Chiesa, che è madre, accoglie, corregge, aiuta e. riconosce. Il giornale online Petrus ha divulgato una nuova versione dell'articolo (ripreso anche all'estero), affermando che ci sono parti degli statuti - riguardanti la catechesi e la liturgia - che saranno approvate non in via definitiva ma ad experimentum (sembra) per sette anni. Non posso fare altro che riconfermare che tutti gli statuti sono stati approvati in via definitiva (con alcune lievi modifiche, una delle quali ho già citato) e che non ci sono parti relative a liturgia e catechesi approvate solo ad experimentum. Aggiungo che la cerimonia per la consegna degli statuti interamente approvati avverrà il 12 o il 13 giugno prossimi. L'idea che si approvino definitivamente soltanto in parte, rimandandone una parte ad experimentum è di per sé un po' ardita, anche canonicamente: o si approva tutto definitivamente, o si approva ad experimentum, o non si approva. Non aggiungerò più nulla, e i navigatori del blog mi scuseranno se non risponderò sull'argomento: c'è tempo fino al 12-13 giugno per scatenare ipotesi, complotti, voci, approvazioni parziali, experimenta, accuse di eresia (e ora anche accuse al sottoscritto di essere un prezzolato venditore che lucra sulla fede). Se sarò smentito chiederò scusa in ginocchio (visto che siamo in tema). In caso contrario, riporterò qui la notizia ufficiale, senza alcun commento. Scritto in Varie Commenti ( 735 ) " (31 votes, average: 3.81 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 24May 08 Neocatecumenali, il Papa ha approvato gli statuti Sono stato richiesto da alcuni visitatori del blog di fornire informazioni sugli statuti del movimento neocatecumenale. Sono in grado di confermare che Benedetto XVI ha dato il suo consenso per l'approvazione. Ora il Pontificio consiglio per i laici preparerà il decreto, quindi ci sarà la consegna ufficiale degli statuti approvati. Questo è lo stato della questione. Colgo anche questa occasione per prendere le distanze, come peraltro ho già fatto più di una volta, da quanti, sulle pagine di questo blog, hanno accusato i neocatecumenali di eresia. Sul Giornale, nel dicembre 2005, ho riportato i richiami che la Congregazione del culto divino - a nome di Papa Ratzinger - aveva fatto al movimento circa alcuni problemi riguardanti le liturgie neocatecumenali. Ma l'esistenza di indicazioni e anche di richiami da parte dell'autorità ecclesiastica a questo o quel movimento non significa lanciare accuse di eresia. Giovanni Paolo II e Benedetto XVI hanno pronunciato parole chiarissime sui movimenti, definendoli frutti dello Spirito Santo: sempre quando sorgono realtà nuove, nascono problemi di convivenza, tensioni, incomprensioni. Il Papa e i vescovi devono vigilare e correggere, ma sono padri e pastori. Credo che spetti al successore di Pietro e alla Congregazione per la dottrina della fede stabilire chi è eretico e chi no. Mi sembra che la decisione di Benedetto XVI (che non è inesperto di problemi dottrinali, mi sembra.) sia più che eloquente. Sul sito Petrus è riportato un articolo secondo il quale l'approvazione degli statuti non sarebbe definitiva ma ad experimentum per sette anni e dunque rappresenterebbe una sconfitta per i neocatecumenali. A me non risulta nulla del genere. Ribadisco quanto ho scritto qui sopra. A me risulta che l'approvazione del Papa è definitiva e che nel giro di una decina di giorni sarà promulgato il decreto. Scritto in Varie Commenti ( 491 ) " (33 votes, average: 4.09 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico Post precedenti Chi sono Sono Andrea Tornielli, il vaticanista del Giornale, classe 1964, laurea in storia della lingua greca. Sono sposato e ho tre figli. Vivo tra Roma e Milano Tutti gli articoli di Andrea Tornielli su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (199) Ultime discussioni Marco: Dalla Costituzione "Sacrosantum Concilium" 42. Poiché nella sua Chiesa il vescovo non può... Maria Stella: Cara Luisa, premetto che io, nel mio piccolo, le assicuro che non abbiamo mai disobbedito al Papa. Come... Rovere: @ reginaldus Guardi, ho già tanto da discutere su questioni di base della dottrina cattolica con sedicenti... Rovere: Consiglio a tutti i Neocatecumenali di trasferirsi nella Chiesa del pastore Benny Hynn, hai voglia poi a... Reginaldus: ROVERE, lei nel suo intervento del 5.06 invita un suo interlocutore a rileggersi il Breve Esame e la Quo... 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E Pacelli intervenne contro la legge antisemita Il Papa non incontrerà Ahmadinejad La gioia del Papa per il nuovo clima politico L'annuncio di Gesù ai giovani Neocatecumenali, faranno la comunione in piedi Neocatecumenali, il Papa ha approvato gli statuti Pagine About Disclaimer I miei libri Pio XII. Un uomo sul trono di Pietro Pannello di controllo Login Entries RSS Comments RSS WordPress.com Photos Feed RSS di questo blog Feed RSS dei commenti al blog Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 disclaimer Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti.

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L'annuncio di Gesù ai giovani (sezione: Laici e chierici)

( da "Giornale.it, Il" del 11-06-2008)

Argomenti: Laicita'

Alcuni di voi mi hanno chiesto di aprire un nuovo thread dedicato alla discussione sugli statuti del Cammino neocatecumenale, che sono stati approvati da Benedetto XVI e saranno consegnati nella tarda mattina di venerdì prossimo ai responsabili del Cammino. Il motivo della richiesta è l'alto numero di commenti che rende difficile l'accesso alle pagine con le discussioni precedenti. Una richiesta simile mi era stata rivolta nei giorni scorsi da Klaus, il quale ha poi lasciato il blog a causa della mia scelta di aprire il nuovo spazio di discussione in calce al post dedicato al romanzo thriller di Thornborn. La mia scelta era stata dettata dall'impegno che avevo preso di non intervenire più sulla vicenda fino al 13 giugno. Pur non essendo d'accordo con il tono e con i contenuti di molti commenti (in queste due settimane mi sono beccato rimproveri da destra e da manca, sono stato fatto passare come un portavoce del Cammino solo perché non non lo ritengo "eretico", è stato ipotizzato che la mia posizione sia dovuta alla paura di reazione dei neocatecumenali stessi, sono stato pure offeso pesantemente), mi rendo conto ora che Klaus aveva ragione a chiedere uno spazio apposito, perché se è vero che gli argomenti sul mio blog li decido io, è altrettanto vero che la discussione si alimenta grazie al contributo di tutti e dunque - visto l'interessa suscitato dall'argomento - è giusto che possa continuare. Scritto in Varie Commenti ( 64 ) " (6 votes, average: 3.67 out of 5) Loading ... 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Come numero due della Conferenza episcopale, dopo la partenza di Betori, continua a consolidarsi la candidatura del vescovo ausiliare di Milano, il teologo Franco Giulio Brambilla. Più defilate altre due candidature, quella del vescovo di Albano Marcello Semeraro, e quella del vescovo di Macerata Claudio Giuliodori, già direttore dell'ufficio comunicazioni sociali della Cei. Scritto in Varie Commenti ( 188 ) " (15 votes, average: 3.67 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 06Jun 08 La decisione di Gianni e i nostri giudizi Cari amici, dopo aver letto il commento postato da Gianni B. in uno dei precedenti thread, non ho potuto fare a meno di segnalarvelo, perché mi ha commosso e mi ha fatto pensare. "Questi giorni sono stati per me terrificanti a dir poco, purtroppo. In questo preciso momento, 6 giugno ore 13.00, avrei dovuto essere in Repubblica Ceca presso una clinica privata per iniziare l'iter dell'inseminazione eterologa. Avevo già preso l'appuntamento, prenotato l'albergo, fatto il pieno e stampato l'itinerario, tanto per dire. Io e la mia dolce metà abbiamo ovviamente trascorso queste ultime notti completamente insonni, chiedendoci se la nostra decisione sarebbe stata giusta o no, mentre si avvicinava il momento della partenza. Mi sono domandato mille volte: come è possibile mettere al mondo un bambino sapendo che il patrimonio genetico non è della persona che ami ma di un'altra donna che neppure conosci? Dentro di me ero assolutamente orripilato da questa ipotesi, però mia moglie desiderava questo figlio sopra ogni altra cosa, poverina, e non me la sono sentita di dire un no irrevocabile. Per fortuna, sono riuscito a farla ragionare, passo dopo passo, con grande pazienza e amore, e alla fine mi ha dato ragione per cui ieri non siamo partiti e abbiamo annullato tutto. Oggi lei è molto più sollevata, anzi quasi rinata devo dire, e pure io. Mentre parlavo con lei ogni tanto mi venivano in mente le nostre discussioni qui dentro al blog, che mi hanno fatto riflettere. Che pensate - mi rivolgo a tutti voi, se avete voglia di rispondermi - di questa nostra decisione? Io sono strafelicissimo in questo momento, sto già pensando all'affido, ci sono tanti bambini che hanno bisogno di una famiglia". Condivido anch'io la felicità di Gianni e di sua moglie. Mi colpisce il fatto che i commenti dei lettori del blog abbiano potuto, nel loro piccolo, contribuire a far prendere una decisione così importante. Mi sono permesso di presentare questo messaggio (all'insaputa di Gianni), perché credo possa insegnare qualcosa a tutti. A me ha insegnato che dietro le questioni di principio, i temi che ci fanno accapigliare, che ci fanno discutere aspramente, ci sono sempre le storie concrete delle persone. C'è la vita. Se lo tenessimo sempre presente - quando parliamo di bioetica ma anche delle vicende interne alla Chiesa - forse i nostri giudizi, senza venir meno nella chiarezza, sarebbero accompagnati da più carità e misericordia. Scritto in Varie Commenti ( 86 ) " (20 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 05Jun 08 Thornborn, un Dan Brown cattolico? Ho appena finito di leggere il romanzo "L'ultima rivelazione" di Joseph Thornborn (edizioni Piemme): un thriller ambientato in Vaticano, che ha come tema di fondo la storicità dei Vangeli. L'ho trovato molto ben documentato. Avevo già letto dello stesso autore un precedente romanzo, "Il quarto segreto", dedicato alla profezia di Fatima. Mi permetto di segnalarveli perché mi sembrano un esempio di come si possano scrivere gialli di fantapolitica vaticana, conditi con misteri e profezie, conservando la prospettiva cattolica. PS. In realtà ho scritto questo post soprattutto per venire incontro alle richieste di chi mi chiedeva un nuovo spazio per continuare l'accesissima discussione dedicata ai neocatecumenali. Avevo scritto che non sarei più intervenuto fino alla notizia dell'approvazione e vorrei mantenere l'impegno, limitandomi a ribadire che gli statuti sono stati approvati definitivamente da Benedetto XVI, dopo un lungo e attento esame, e che la consegna ufficiale ai responsabili del Cammino avverrà venerdì 13 giugno. A quanti - nuovi arrivati - mi hanno accusato di essere troppo accondiscendente con coloro che rivolgono critiche feroci contro i neocatecumenali, non posso che dire di rileggersi con attenzione ciò che ho scritto nei post precedenti e in qualche risposta ai tantissimi commenti. Spero di non offendere nessuno se mi limito ad osservare: Roma locuta, causa finita. Resta valido l'impegno a domandare scusa in ginocchio se sarò smentito e cioè se Roma si esprimerà. ad experimentum! Scritto in Varie Commenti ( 787 ) " (16 votes, average: 3.25 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 03Jun 08 E Pacelli intervenne contro la legge antisemita Sul Giornale di oggi pubblico una pagina dedicata ad alcuni documenti che ho scoperto durante il mio recente soggiorno in Francia, consultando le carte dell'Archivio del cardinale Tisserant, custodite in un paesino dei Pirenei dall'Associazione Amici del cardinale Tisserant. Si tratta dell'intervento che l'allora cardinale Eugenio Pacelli, nella primavera del 1938, fece (su input di Tisserant) per impedire che in Polonia venisse approvata una legge che proibiva la macellazione per giugulamento tipica del rituale ebraico. Il cardinale Segretario di Stato, che definì quella norma "una vera persecuzione", scrisse immediatamente al nunzio apostolico a Varsavia per essere informato. Il nunzio inviò a Roma un dettagliato rapporto, spiegando che non erano necessari interventi di alcun genere perché la legge si era arenata in Senato e sarebbe stata lasciata cadere. Ancora una volta dai documenti emerge inequivocabilmente l'infondatezza della "leggenda nera" che vorrebbe dipingere Pio XII come antisemita. A proposito di questo Papa, sono lieto di segnalarvi che nel sito online del Giornale si è inaugurata una nuova sessione, curata dalla grafologa Evi Crotti (con la quale ho collaborato per realizzare un volumetto sulla grafia dei Papi), che oltre a interloquire con i lettori-navigatori, interpretando i disegni dei bambini, offre alcune analisi grafologiche su personaggi famosi: si inizia con Padre Pio e con Pio XII, due giganti della Chiesa del secolo scorso. Scritto in Varie Commenti ( 344 ) " (17 votes, average: 3.59 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 01Jun 08 Il Papa non incontrerà Ahmadinejad Il presidente iraniano Mahmud Ahmadinejad, a Roma dal 3 giugno per partecipare al summit della Fao, non vedrà a tu per tu Benedetto XVI, come aveva chiesto nei giorni scorsi, come scrivo sul Giornale di oggi. E non ci sarà neppure l'udienza collettiva ai capi di Stato presenti al vertice, come ipotizzato fin dall'inizio dalla Santa Sede di fronte alle molte richieste di udienza (a quanto pare otto) presentate dai vari leader. Vista l'impossibilità "tecnica" per il Pontefice di ricevere singolarmente tutte queste persone nel giro di 24-48 ore, e vista l'impossibilità di realizzare anche l'udienza collettiva, in quanto i capi di Stato e di governo giungeranno a Roma in tempi diversi, il Vaticano nelle ultime ore ha informato ciascuno dei richiedenti che non sarà possibile soddisfare le loro richieste. La presenza di Ahmadinejad Oltretevere, a tu per tu con Ratzinger, secondo alcuni avrebbe potuto creare qualche imbarazzo viste le sue reiterate dichiarazioni nelle quali ha chiesto la cancellazione di Israele dalla carta geografica. Al tempo stesso, però, l'udienza sarebbe stata concessa se Ahmadinejad si fosse trovato di passaggio a Roma non in coincidenza con la presenza di così tanti "colleghi" che desideravano un'udienza. La Santa Sede, infatti, dialoga con tutti e incontra tutti. Nel dicembre di due anni fa, infatti, Benedetto XVI ricevette il ministro degli Esteri di Teheran che gli portava un messaggio dello stesso Ahmadinejad. Scritto in Varie Commenti ( 178 ) " (13 votes, average: 3.46 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 30May 08 La gioia del Papa per il nuovo clima politico Ieri mattina ero nell'aula del Sinodo quando Benedetto XVI, intervenendo alla 58 assemblea della Cei, di fronte a 266 vescovi italiani, ha parlato della situazione del nostro Paese, richiamando l'emergenza educativa e chiedendo un sostegno effettivo per la scuola non statale. Papa Ratzinger ha pure "benedetto" il nuovo clima politico che si respira nel nostro Paese dopo le elezioni. Questo è l'articolo sul suo discorso che ho pubblicato oggi sul Giornale, mentre questa è un'analisi - sempre mia - che l'accompagna. Il testo integrale del Papa si trova come al solito sul sito della Santa Sede. E' interessante notare l'apertura di credito offerta al nuovo governo e al tempo stesso l'attesa di risultati concreti nell'affronto delle emergenze del Paese. Quella della Chiesa, insomma, non è una cambiale in bianco. Scritto in Varie Commenti ( 258 ) " (15 votes, average: 3.53 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 27May 08 L'annuncio di Gesù ai giovani Sul Giornale di oggi presento una sintesi della prolusione che ieri pomeriggio il cardinale Bagnasco ha tenuto aprendo i lavori della 58 assemblea generale della Cei. Qui vi segnalo un passaggio, dedicato all'annuncio cristiano e alla sua ricezione da parte dei giovani: "L'annuncio kerigmatico oggi cattura più solitamente dall'inizio, perché è realmente il fascino esercitato dalla persona di Gesù a colpire, per contrasto, magari come ragione di un evento che turba o come senso profondo di una testimonianza di vita che colpisce e sgomenta. Ma anche come reazione abissalmente altra rispetto al vuoto desolante, rispetto ai progetti di de-costruzione che passano per l'assunzione delle droghe o dell'alcol, per i riti dell'assordimento e dello stordimento. Cristo allora diventa come il risveglio inaudito ad una vita diversa, radicalmente altra, ideale subito concreto e pertinente, principio riordinatore di un'esistenza via via capace di altri sapori e di altri riti. È da qui, dall'evento dell'incontro già nitido ma non ancora completo, che può iniziare il cammino della conoscenza che, oggi forse ancor più di ieri, converge fino ad essere un tutt'uno con quello della conversione, ossia di una vera metà-noia che porterà i giovani, con i ritmi di ogni crescita, con gli inevitabili alti-e-bassi di ogni ascesi, ad assumere su di sé "il grande sì della fede", lasciandosi personalmente sagomare da esso nella propria e specifica esistenza, con i suoi talenti e la sua vocazione". Potete trovare il testo completo della prolusione sul sito della Cei. Scritto in Varie Commenti ( 231 ) " (24 votes, average: 3.58 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 26May 08 Neocatecumenali, faranno la comunione in piedi Nel riconfermare la notizia dell'approvazione definitiva degli statuti del Cammino Neocatecumenale sono in grado di dirvi che nei testi approvati, da quanto mi risulta, sarebbe passata una modifica relativa alle liturgie del movimento, frutto del confronto e del cammino compiuto insieme con i vari dicasteri della Curia romana: la comunione sarà ricevuta in piedi dai fedeli, attorno all'altare. Chi si comunicherà, dunque (se l'indiscrezione sarà confermata), non rimarrà più seduto, come avveniva solitamente, ma si alzerà in piedi, di fronte al celebrante che passerà con il pane e con il calice del vino. La Chiesa, che è madre, accoglie, corregge, aiuta e. riconosce. Il giornale online Petrus ha divulgato una nuova versione dell'articolo (ripreso anche all'estero), affermando che ci sono parti degli statuti - riguardanti la catechesi e la liturgia - che saranno approvate non in via definitiva ma ad experimentum (sembra) per sette anni. Non posso fare altro che riconfermare che tutti gli statuti sono stati approvati in via definitiva (con alcune lievi modifiche, una delle quali ho già citato) e che non ci sono parti relative a liturgia e catechesi approvate solo ad experimentum. Aggiungo che la cerimonia per la consegna degli statuti interamente approvati avverrà il 12 o il 13 giugno prossimi. L'idea che si approvino definitivamente soltanto in parte, rimandandone una parte ad experimentum è di per sé un po' ardita, anche canonicamente: o si approva tutto definitivamente, o si approva ad experimentum, o non si approva. Non aggiungerò più nulla, e i navigatori del blog mi scuseranno se non risponderò sull'argomento: c'è tempo fino al 12-13 giugno per scatenare ipotesi, complotti, voci, approvazioni parziali, experimenta, accuse di eresia (e ora anche accuse al sottoscritto di essere un prezzolato venditore che lucra sulla fede). Se sarò smentito chiederò scusa in ginocchio (visto che siamo in tema). In caso contrario, riporterò qui la notizia ufficiale, senza alcun commento. Scritto in Varie Commenti ( 735 ) " (31 votes, average: 3.81 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 24May 08 Neocatecumenali, il Papa ha approvato gli statuti Sono stato richiesto da alcuni visitatori del blog di fornire informazioni sugli statuti del movimento neocatecumenale. Sono in grado di confermare che Benedetto XVI ha dato il suo consenso per l'approvazione. Ora il Pontificio consiglio per i laici preparerà il decreto, quindi ci sarà la consegna ufficiale degli statuti approvati. Questo è lo stato della questione. Colgo anche questa occasione per prendere le distanze, come peraltro ho già fatto più di una volta, da quanti, sulle pagine di questo blog, hanno accusato i neocatecumenali di eresia. Sul Giornale, nel dicembre 2005, ho riportato i richiami che la Congregazione del culto divino - a nome di Papa Ratzinger - aveva fatto al movimento circa alcuni problemi riguardanti le liturgie neocatecumenali. Ma l'esistenza di indicazioni e anche di richiami da parte dell'autorità ecclesiastica a questo o quel movimento non significa lanciare accuse di eresia. Giovanni Paolo II e Benedetto XVI hanno pronunciato parole chiarissime sui movimenti, definendoli frutti dello Spirito Santo: sempre quando sorgono realtà nuove, nascono problemi di convivenza, tensioni, incomprensioni. Il Papa e i vescovi devono vigilare e correggere, ma sono padri e pastori. Credo che spetti al successore di Pietro e alla Congregazione per la dottrina della fede stabilire chi è eretico e chi no. Mi sembra che la decisione di Benedetto XVI (che non è inesperto di problemi dottrinali, mi sembra.) sia più che eloquente. Sul sito Petrus è riportato un articolo secondo il quale l'approvazione degli statuti non sarebbe definitiva ma ad experimentum per sette anni e dunque rappresenterebbe una sconfitta per i neocatecumenali. A me non risulta nulla del genere. Ribadisco quanto ho scritto qui sopra. A me risulta che l'approvazione del Papa è definitiva e che nel giro di una decina di giorni sarà promulgato il decreto. Scritto in Varie Commenti ( 491 ) " (33 votes, average: 4.09 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico Post precedenti Chi sono Sono Andrea Tornielli, il vaticanista del Giornale, classe 1964, laurea in storia della lingua greca. Sono sposato e ho tre figli. Vivo tra Roma e Milano Tutti gli articoli di Andrea Tornielli su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (199) Ultime discussioni Marco: Dalla Costituzione "Sacrosantum Concilium" 42. Poiché nella sua Chiesa il vescovo non può... Maria Stella: Cara Luisa, premetto che io, nel mio piccolo, le assicuro che non abbiamo mai disobbedito al Papa. Come... Rovere: @ reginaldus Guardi, ho già tanto da discutere su questioni di base della dottrina cattolica con sedicenti... Rovere: Consiglio a tutti i Neocatecumenali di trasferirsi nella Chiesa del pastore Benny Hynn, hai voglia poi a... Reginaldus: ROVERE, lei nel suo intervento del 5.06 invita un suo interlocutore a rileggersi il Breve Esame e la Quo... Gli articoli più inviati Il voto "veltroniano" di Maria: lettera blasfema di don Farinella - 13 Emails Messe show, facciamo un catalogo? - 10 Emails Nasce a Roma la prima parrocchia personale in rito antico - 8 Emails Neocatecumenali, il Papa ha approvato gli statuti - 6 Emails Neocatecumenali, faranno la comunione in piedi - 6 Emails La battaglia finale - 5 Emails Dopo la messa tridentina, in Cattolica cambiano l'altare - 5 Emails Un'enciclica con l'aiuto di Marx - 5 Emails Martini contro il Motu proprio di Benedetto XVI - 4 Emails Il Motu proprio? A Milano l'arcivescovo dice no - 4 Emails Ultime news Napolitano: "Serve un largo accordo sulle intercettazioni"Benzina e diesel a 1,54 Via il pedaggio ai tirAereo atterra, s'incendia un motore: 100 morti allo scalo di KhartoumTest-droga sui politici, la Cassazione condanna le Iene : privacy violataClinica Santa Rita, l'ex primario si difende "Ho sempre pensato al bene dei malati"Donadoni: "Nostalgia di Lippi? 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Quando i laici sono deboli (sezione: Laici e chierici)

( da "Unita, L'" del 11-06-2008)

Argomenti: Laicita'

Stai consultando l'edizione del Quando i laici sono deboli Gianfranco Pasquino Segue dalla Prima O vviamente facendo finta di niente su tutto quanto riguarda disuguaglianze sociali e trattamento dell'immigrazione. D'altronde, l'intero schieramento di centro-destra è da tempo impegnato a mostrarsi ricettivo, senza nessuno scrupolo di laicità, ma con grande attenzione a prendere i voti (quelli espressi sulle schede elettorali dai cattolici), a quello che viene detto dall'altra parte del Tevere. Anche se non sempre ne conseguono comportamenti concreti, sembra che le dichiarazioni di sintonia funzionino. Dall'altra parte, di tanto in tanto, tocca a Famiglia Cristiana il compito di fare irruzione sulla scena che viene impropriamente definita dei "valori" dei cattolici, che, invece, per lo più, sono molto più semplicemente, ma anche più corposamente, interessi mondani e politiche di governo. Questa volta il bersaglio è duplice e la mira ambiziosa. Agli editorialisti del settimanale cattolico, i quali, evidentemente, leggono anche nelle coscienze, sembrerebbe opportuno espellere dal Partito Democratico la sparuta pattuglia dei radicali per i loro (de)meriti laici di un glorioso passato. Se poi, ma la sequenza non mi è chiara, questa operazione di "pulizia" cattolica non riuscisse, sarebbe opportuno che i teo-dem ovvero, immagino, tutti coloro che dentro il Pd si definiscono democratici dovrebbero minacciare oppure, addirittura, eseguire una scissione, cioè andarsene. Dove non è detto, ma appare probabile che tanto l'Udc di Pierferdinando Casini quanto il Popolo delle Libertà accoglierebbero a braccia aperte gli scissionisti (uomini e donne). L'invito alla scissione è preoccupante anche perché sceglie un terreno delicato sul quale il Partito Democratico ha già tentato di giungere ad un difficile, forse non del tutto convincente, compromesso con il suo (non buono) Manifesto dei Valori. Infatti, i teo-dem, questa sì una pattuglia piccola, ma molto aggressiva, continuano a dichiararsi insoddisfatti e a elaborare loro posizioni intransigenti su tutte le problematiche "eticamente sensibili". Qui sta la debolezza dei laici, che siano non credenti o credenti, radicali o ex-democratici di sinistra, dentro il Pd. Non hanno attivato la loro cultura politica con l'obiettivo di declinare coerentemente le loro posizioni sui valori (sembra persino difficile sostenere che i laici e i non credenti hanno "valori") rispetto non soltanto alla vita e alla morte, ma a come si vive (nella diseguaglianza, nell'indigenza, nell'oppressione, anche religiosa) e a come si muore (per fame, per mancanza di risorse, per sfruttamento). Insomma, una vita degna di essere vissuta, tale anche grazie a politiche ridistributive, è un valore allo stesso modo di una morte consapevolmente richiesta con dignità. Non sembrano, peraltro, questi i ragionamenti che interessano né Famiglia Cristiana né i teodem e gli atei devoti i quali, certamente, nella loro rigida devozione sono tutto meno che laici. Molto mondanamente l'obiettivo, non soltanto di Famiglia Cristiana, consiste, da un lato, nel ridurre il potere politico, ahimé, già molto ristretto, del Partito Democratico nella misura in cui i teo-dem si comportano (attenzione, non ho, per il momento, scritto: sono) come una quinta colonna, paralizzandolo sotto la spada della possibile scissione. Dall'altro, meno comprensibilmente, consiste nell'indicare una via alla ricomposizione dei cattolici. Questo, che è più di un suggerimento, mi appare molto meno comprensibile poiché, come hanno oramai sottolineato molti commentatori, la forza politica dei cattolici, in una società che, pure, è molto secolarizzata (e se fosse anche "disperata" come, da ultimo, sostiene il cardinale di Bologna, Caffarra, avranno le loro responsabilità anche i predicatori cattolici autorizzati) dipende proprio dalla loro presenza in schieramenti diversi. Questa diffusione strategica rende visibili e potenzialmente efficaci tutte le espressioni di interessi e di preferenze che vengono dal Vaticano e dalle numerose diocesi. E, purtroppo, di cardinali come Martini non sembrano essercene più. Gli strumenti culturali di riflessione sul rapporto fra politica e religione, magari anche quelli approntati nel seminario di ItalianiEuropei, servono, anche se mi sono sembrati improntati a troppo pessimismo e a poco orgoglio laico. Tuttavia, è il Partito Democratico che deve dare vita e gambe all'operazione che aveva promesso. Costruire un'organizzazione politica che non soltanto sommasse le culture riformiste liberali, socialiste e cattolico-democratiche, ma ne esaltasse gli elementi migliori a cominciare da quei valori che, detto senza retorica, erano persino riusciti ad entrare nella Costituzione Repubblicana. Non ho una proposta conclusiva mobilitante, ma credo, meglio, ritengo che il Partito Democratico farebbe bene a discutere in maniera tanto appassionata quanto laica, ovvero senza preconcetti, senza pregiudizi e senza soluzioni precostituite, dei rapporti, anche politici, fra le culture, e non soltanto dei limiti fra Stato e Chiesa, segnalando sempre puntigliosamente gli impropri sconfinamenti di quest'ultima. Riconosciuto il ruolo pubblico della religione, il confronto andrà fatto in pubblico secondo le regole del dibattito pubblico che richiedono non imposizioni, ma argomentazioni e giustificazioni.

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Quando la Chiesa sbaglia (sezione: Laici e chierici)

( da "Unita, L'" del 11-06-2008)

Argomenti: Laicita'

Stai consultando l'edizione del Quando la Chiesa sbaglia Segue dalla Prima Il problema principale è ancora, e per tutti, cattolici e laici, credenti e diversamente credenti, quello di cosa significhi essere e apparire, in un contesto politicamente degradato come quello italiano, un partito nuovo, democratico davvero, che garantisca voce, diritti, partecipazione a quanti hanno creduto in questo disegno e intendono arricchirlo e adeguarlo ai troppi problemi che abbiamo di fronte. Certo anche il modo di stare dei cattolici entro questo irrisolto disegno è a suo modo un problema, segnato di divisioni fra chi ancora rivendica appartenenze visibili e distinte, con qualche tentazione di autodifesa da ceto politico, e chi vuole giocarsi invece le sue convinzioni profonde sulla ricerca progettuale comune. Ci saranno pure dei dissensi di merito da non esasperare come quello relativo ai collegamneti internazionali. Ma il problema sul quale vorrei richiamare l'attenzione è soprattutto un intreccio assai più impegnativo e complesso, troppo a lungo rimosso e che invece va divenendo questione di fondo della politica italiana. Parto da un'ammonizione cara a un maestro come Pietro Scoppola: in un Paese come l'Italia, nessun partito può essere grande senza una politica ecclesiale. Aggiungerei: senza una politica ecclesiale chiara e condivisa. Qui sta il punto e in termini drammatici. Non è facile dire che cosa sia una politica ecclesiale: anzi, è forse un tema sul quale andrà fatta una riflessione più approfondita. Qui vorrei dire, ovviamente in modo molto semplicistico, che è insieme il progetto di rapporti che si stabiliscono fra Stato e Chiesa, fra politica e istanze religiose. Certamente non è nell'assunzione di un progetto di riforma della Chiesa che non tocca alla politica; ma non può non avere attenzione insieme al porsi della Chiesa ufficiale e ai caratteri variegati della spiritualità credente vissuta, proprio in quanto la si è riconosciuta come anima e forza di una società democratica. Berlusconi può avere, ha, una politica ecclesiale, rozza e semplificata quanto si vuole, ma forte e netta: alla Chiesa si dice sempre di sì, o si fa finta di dire di sì magari con qualche scambio di convenienze in più, perché è il suo consenso e solo il suo consenso, quello che preme. Berlusconi può dunque far sua, senza difficoltà alcuna, una strategia come quella attuale dei vertici ecclesiastici volta a costruire un rapporto d'intesa fra poteri, che è perfino qualcosa in più di un accordo concordatario tradizionale. Diviene quasi una spartizione di aree di controllo reciprocamente garantita. Berlusconi può farlo perché non ha dietro di sè un soggetto politico composto da cittadini interessati a interloquire, a esprimersi, men che meno a decidere: lo si è visto nella facilità con cui ha disarmato e disarma riserve e dubbi del suo personale politico, spesso smaccatamente laico, sulle questioni cosiddette non negoziabili. Può farlo perché non ha alcun interesse agli apporti che possono venire alla società italiana, in termini di solidarietà come di nuova progettualità, dalla esperienza dei credenti: semmai ha l'interesse contrario. Si può dare, se si vuole, una lettura più ambiziosa di questa convergenza intorno ai temi del valore dell'identità nazionale, del senso della riscoperta religiosa come risposta alle paure e alle angosce del nostro tempo. Ma il dato non cambia: in gioco sono gli strumenti del consenso passivo come che sia. È questo il punto conclusivo di una vicenda venticinquennale, attraverso la quale la Chiesa ha prima ridimensionato drasticamente il nuovo protagonismo laicale espresso dal Concilio e che voleva essere, anche entro le strutture ecclesiali, fattore di nuova educazione civile, poi si è arroccata in difesa dei sistema democristiano, per scegliere infine di giocare le proprie carte politiche direttamente, in un rapporto tutto di vertice. Il Pd, è fin troppo ovvio, non può, e non deve, competere con Berlusconi su questa strada. Non possono farlo i cattolici del Pd, per profonda che sia la loro adesione di fede, quando questa adesione personale si è andata interiormente costruendo insieme a una pratica e teorica politica che conosce il valore spirituale della democrazia; non possono farlo i laici, anche quando assumono sinceramente l'obiettivo del mantenimento dei buoni rapporti con la Chiesa, se non vogliono arbitrariamente scavalcare le attese dei cittadini che li hanno votati. Vorrei mettere accanto l'umiliazione parallela di Prodi e di Veltroni, un'umiliazione ingiusta che ha offeso insieme, e molto, un popolo credente e la città di Roma, con quello che in questi giorni si chiama il disagio, il rischio di irrilevanza, un eventuale (che però non vedo) bisogno di fuga di qualcuno. Nulla di questo nasce per ragioni interne al Pd: essi sono invece il segno dell'estrema difficoltà a definire oggi una strategia di politica ecclesiale, che da una parte sia gradita alla Chiesa gerarchica così come si muove e si propone, dall'altra non entri in conflitto col disegno democratico del Pd e sappia arricchirsi vitalmente della forza che i credenti possono apportare alla democrazia, entro un mondo globalizzato dal destino incerto. È questa la sfida oggi cui i cattolici democratici dovrebbero, certo non da soli, impegnarsi a costruire una risposta, forti del seguito che hanno, come i dati ancora confermano, fra un elettorato cattolico spiritualmente, culturalmente, socialmente più maturo, non religiosamente saltuario, e che sente anch'esso il disagio di una pressione ecclesiale che non riesce più ad esprimere la freschezza fiduciosa delle gioie e delle speranze proclamate dal Concilio Vaticano II.

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Pd, resa dei conti fra le correnti - wanda valli (sezione: Laici e chierici)

( da "Repubblica, La" del 11-06-2008)

Argomenti: Laicita'

Pagina II - Genova Pd, resa dei conti fra le correnti Ex Margherita ed ex Ds per ora divisi di fronte alle prossime scadenze elettorali A Savona è rottura fra il presidente della Provincia Bertolotto e i vertici del partito Si lavora per ricucire lo strappo WANDA VALLI I cattolici del Pd, i Teodem di Carra e Binetti, la corrente che fa capo a Francesco Rutelli, si agitano, rivendicano, criticano, temono di essere soverchiati dagli ex Ds. Anche nella scelta di aderire al gruppo europeo del Pse. Su tutto arrivano le critiche di "Famiglia Cristiana", per il Pd che accetta i radicali e il resto. Che accade a Genova? Tutto tranquillo, o acque agitate?. Dipende. Di quali cattolici parlano, di quale ex corrente fanno parte, per esempio. Perché, Pd o non Pd, le correnti esistono. Ci sono i lettiani, Lorenzo Basso, Maria Pia Bozzo, Stefano Zara, i bindiani come Giorgio Pescetto e Paolo Veardo, gli ex dc veri, ora vicini a Rutelli e Lusetti, come Gianni Vassallo e Giancarlo Mori, il gruppo Massimiliano Costa-Gustavino che si riferisce a Beppe Fioroni. Quasi tutti sereni. E se il gruppone ex Ds, vista l'aria difficile e il futuro da costruire dopo la botta elettorale, si muove in apparenza compatto, nella parte cattolica del partito di Veltroni, i sussurri, senza grida, si sprecano. Da tempo, la corrente che fa capo al vice presidente della Regione, Massimiliano Costa e, con lui, al neo senatore Claudio Gustavino, scalpita. Si dice che proprio Costa incominci a segnare il territorio in vista delle regionali del 2010 dove non dà per scontata la riconferma di Burlando al punto, pare, di aver minacciato di creare una sua lista. Costa nega e rilancia: "La Regione? Non aspiro alla presidenza, non parliamo di liste", sulle Europee del prossimo anno, per cui qualcuno torna a fare il suo nome, taglia corto: "E' il solito tormentone, non si discuterà prima di Natale, se resta questa legge con la Liguria inserita nella circoscrizione del Nord-Ovest, è chiaro che la scelta di un candidato ligure deve essere condivisa in senso ampio e da Roma". Sui mal di pancia dei cattolici, invece, è netto. Spiega: " in periferia i tormenti, le tensioni, per il monopolio culturale degli ex Pci-Pds-Ds, sono emersi da tempo, non è logico avere la stessa sede, gli stessi funzionari, le stesse persone, si tratta di guardare in prospettiva di parlare meno da ex e di più di quello che vogliamo fare". A Costa non va bene che sui 6 segretari, 4 di federazioni e uno regionale, siano ex Ds, non va bene, meglio teme, il progetto "di creare una nuova Cosa 4, perché se così dovesse accadere il Pd muore", e spiega con l'incertezza attuale anche la sua scelta, molto criticata, di non versare un contributo, come eletto nelle istituzioni, al Pd: "non esiste ancora davvero, in Regione non abbiamo neppure il gruppo, io non verso la quota perché non so ancora chi siamo". La scelta di dove collocare il Pd in Europa, secondo Costa è risolvibile, potrebbe rivelarsi il punto di rottura per altri, più di area ex Ds. Ma per un Costa, che punta i piedi, c'è chi dichiara: "nel Pd stiamo meglio, i cattolici hanno il loro spazio, senza predominio, come è logico in un partito laico, che uno sia credente o meno". Certo la presenza dei radicali non è piaciuta a molti, però in Liguria il problema non si pone e a Roma non è nato. Tutto il resto sì. E da Savona arriva in serata la notizia della rottura tra il Pd e il presidente della Provincia Marco Bertolotto che ha deciso di dimettersi dal partito. Il coordinatore provinciale Giovanni Lunardon cerca di ricucire lo strappo. Ma non sarà facile. SEGUE A PAGINA V.

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"basta con la caccia all'immigrato" - eleonora capelli (sezione: Laici e chierici)

( da "Repubblica, La" del 11-06-2008)

Argomenti: Laicita'

Pagina V - Bologna "Basta con la caccia all'immigrato" E dalle parrocchie parte la proposta dello "Stranger Day" "Come per il divorzio e l'aborto, la legislazione statale è una cosa, la mia coscienza un'altra" ELEONORA CAPELLI L'accoglienza dello straniero come valore non negoziabile per un cattolico, esattamente come il concetto di famiglia: per questo dopo la lettera di Don Francesco Scimé al Cardinale Carlo Caffarra sull'obiezione di coscienza di fronte al reato di immigrazione clandestina, adesso prende corpo l'idea di uno "Stranger day", avanzata sempre dal parroco di Sammartini. "Una manifestazione con tutte le nostre comunità di accoglienza, parrocchiali e non, schierate in prima fila, in difesa di una politica dell'accoglienza - spiega Lina Delli Quadri, consigliere comunale eletta nelle fila della Margherita e referente del centro d'ascolto Caritas della parrocchia Sacro Cuore che sta lavorando per tradurre l'idea in realtà - per prendere una posizione netta e contrastare un clima pesantissimo di caccia allo straniero che non fa altro che spaccare il tessuto sociale". Una giornata per ricordare che accogliere lo straniero è un dovere cristiano, un valore su cui si fonda quell'identità che molti vorrebbero iscrivere nelle radici dell'Europa. Un valore che in concreto è praticato ogni giorno da centinaia di preti, laici e volontari, ad esempio nelle 40 parrocchie della città che a turno distribuiscono cibo e indumenti, "ovviamente senza chiedere il passaporto", come sottolinea il direttore della Caritas Paolo Mengoli. "Parteciperò allo Stranger Day, mi sembra una buona idea, se non lo organizzano mentre sono in Africa - dice Don Tarcisio Nardelli, direttore dell'ufficio missionario diocesano e parroco della chiesa Cuore immacolato di Maria - e le persone si stupirebbero di sapere quanti ragazzi sono coinvolti in attività di volontariato con gli stranieri. Lo Stato ha il diritto di fare le sue leggi, ma io ho quello di valutare se le leggi mi aiutano ad essere fedele al Vangelo. In caso contrario, non ho nessun problema a pagare le conseguenze, ma non smetterò di ospitare poveri e bisognosi. Come nel caso del divorzio o dell'aborto, le leggi del Parlamento sono una cosa, la mia coscienza di cristiano mi detta un comportamento diverso". Non piacciono, invece, le mobilitazioni di piazza a don Mario Fini, che tiene aperta la sua parrocchia il mercoledì per i bisognosi. Da sacerdote impegnato ogni giorno nell'aiuto ai più deboli però annuncia: "Io non mi porrò mai nessun problema ad ospitare un clandestino, anche se questo dovesse essere considerato un reato. Vado in carcere da tempo e posso dire che niente mi sembra più ingiusto che moltiplicare i reati. Dovremmo invece preoccuparci di dare dignità a queste persone attraverso i ricongiungimenti familiari". Di fronte a un crescente senso di insicurezza, oggi i sacerdoti avvertono "il rischio di mancare di rispetto al povero e al clandestino", almeno secondo Don Antonio Allori, presidente della Caritas che gestisce il centro di accoglienza di Villa Pallavicini a Borgo Panigale. "E aberrante identificare il clandestino con il brigante - dice Don Allori - fuggire dalla fame non è reato e quello che distingue un cristiano è applicare le sette opere di misericordia corporale del Vangelo, tra cui ospitare lo straniero". "Non emigrare non è uno dei dieci comandamenti - taglia corto Marco Cevenini della Confraternita della Misericordia che gestisce il poliambulatorio Biavati dove vengono curati anche gli immigrati irregolari - vorrei che non ci fosse bisogno di uno Stranger day, ma oggi il clima è davvero pesante".

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Tonini: la vera anomalia è la corrente dalemiana (sezione: Laici e chierici)

( da "Corriere della Sera" del 11-06-2008)

Argomenti: Laicita'

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2008-06-11 num: - pag: 10 categoria: REDAZIONALE Il cattolico veltroniano Tonini: la vera anomalia è la corrente dalemiana ROMA - Senatore Giorgio Tonini, come si sta nei panni del cattolico veltroniano visti gli attacchi che, dal Vaticano e dintorni, continuano a piovere sul Pd? "Benissimo. Il Papa ha detto che ha provato gioia per la nuova stagione della politica italiana e siccome credo di aver contribuito con Veltroni ad aprirla, provocando gioia a Benedetto XVI, sono molto contento". Contento? Avrà letto anche lei l'editoriale di Famiglia cristiana, nel quale si suggerisce ai cattolici del suo partito la via della scissione... "I fatti ci dicono che non è così, il settimanale dei Paolini motiva la sua previsione dicendo che gli elettori sono scappati e i parlamentari li seguiranno, ma non c'è nessun elettorato in fuga da seguire. C'è invece da andare avanti nella elaborazione di una cultura comune a laici e cattolici, che è la grande scommessa del Pd". Non è vero che una parte dei cattolici del Pd guarda a Berlusconi? "Secondo me no, almeno dal punto di vista delle dinamiche di massa. Poi i singoli possono decidere come vogliono ". Parliamo dei singoli, allora. Paola Binetti ha detto "non usciamo, per ora" ed Emanuela Baio Dossi ritiene che diavolo e acqua santa, cioè cattolici e Radicali, non possano stare insieme nello stesso partito. "Penso che il ruolo di Paola e altri, anche se spesso di provocazione, sia molto prezioso. I loro richiami servono a convincerci che dobbiamo lavorare di più e meglio per costruire un Pd che sappia rappresentare questa parte della società. Ma non credo sia nelle intenzioni di nessuno abbandonare la strada del dialogo, su cui tutti abbiamo scommesso". Quindi non rivedrete l'intesa con i Radicali? "Non ne vedo la necessità, né l'opportunità. Dai dati elettorali mi pare che la grande maggioranza dei cattolici abbia capito il senso dell'accordo, due ricerche Ipsos dimostrano che il Pd non ha subito nessuna emorragia di voto cattolico, anzi è esattamente il contrario: noi prendiamo il 35 per cento tra i praticanti e il 33 tra gli italiani nel loro insieme". Quindi sbaglia Famiglia cristiana a colpire la leadership di Veltroni? Davvero il segretario non ha commesso errori? "Di errori se ne possono commettere, sempre. Ma qui la domanda è: Veltroni ci ha portato sul binario morto della sconfitta oppure ci sta portando verso una futura vittoria? ". Lo dica lei, senatore. "Se qualcuno pensa, legittimamente, che la linea di Walter ci ha condotti fuori strada ha il diritto di dirlo ma allora dobbiamo fare un congresso subito e non nel 2009 e mettere in campo aperto le differenze strategiche. Io invece credo che la risposta giusta sia la seconda. Abbiamo cominciato la marcia di recupero e di rilancio e allora va bene una assemblea programmatica per mettere a fuoco i contenuti". Molti nel Pd pensano che la vera partita non riguardi tanto i Teodem di Rutelli quanto la nuova associazione di D'Alema e che se il Pd va male anche alle Europee tutto può succedere, scissione compresa. "In effetti c'è un elemento di stranezza che è questa associazione di parlamentari della Fondazione dalemiana, Italianieuropei. Non esiste in tutta Europa un esempio in cui, da una associazione culturale, si parte per fondare una corrente. Questo elemento di ambiguità andrebbe chiarito". \\ I teodem provocano ma sono preziosi Non credo che se ne andranno Monica Guerzoni.

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Federico Raponi Libera Chiesa in suddito Stato (sezione: Laici e chierici)

( da "Liberazione" del 11-06-2008)

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Federico Raponi Libera Chiesa in suddito Stato. Il rapporto tra le due entità, in Italia, non è affatto paritario come teoricamente dovrebbe. A questo tema il giornalista Curzio Maltese ha dedicato una serie di articoli, pubblicati da la Repubblica , centrati sugli aspetti economici della vicenda a partire dall'esenzione fiscale dei beni vaticani - al centro di un'inchiesta dell'Unione Europea - che riguarda ICI, IRAP, IRES e altre imposte, comprese quelle per l'attività turistica e commerciale. A segnalare il caso a Maltese sono stati Carlo Pontesilli e Maurizio Turco, che hanno poi collaborato a una successiva inchiesta su "Quanto ci costa la Chiesa". Per sostenere l'apparato cattolico i contribuenti ogni anno versano - senza saperlo - una sorta di mezza Finanziaria, cioè tra i 4,5 e i 5 miliardi di euro, secondo un calcolo prudente. Più di quanto spendano per "la casta" politica. E gli autori della ricerca si sono accorti che finora nessuno, nel nostro paese, aveva mai fatto i conti in tasca al Vaticano, il cui patrimonio immobiliare non è mai stato censito. "E' questo - spiega Maltese - il vero tabù nazionale, sul resto si può dire tutto e criticare i politici di qualsiasi tendenza. Anzi, attaccarli tutti è ancora meglio, da un certo punto di vista. A indagare sulla Chiesa invece ti ritrovi da solo, senza copertura. Non c'è alcuna convenienza, da nessuna parte, a toccare il problema". Tante sono state le domande dei lettori che hanno fatto seguito alla pubblicazione di queste inchieste e il materiale raccolto talmente copioso da pensare di organizzarlo in un libro, La questua (Feltrinelli, pp. 176, euro 14,00), appena uscito e già diventato un caso e un successo editoriale. Dei due aspetti su cui si concentra in particolare il testo, il primo è rappresentato dal sistema di prelievo legato all'8 per mille. Il 35% dei contribuenti sceglie di devolverlo alla Chiesa cattolica, alla quale finisce però oltre il 90% del totale. Di tale cifra, solo il 20% viene poi speso per opere di carità. "Il meccanismo - spiega ancora Maltese - studiato vent'anni fa da Giulio Tremonti, è del tutto anomalo, si tratta di un "voto fiscale". Mentre le quote non assegnate, che sono la maggioranza, prima rimanevano allo Stato, ora vengono ripartite sulla base delle firme. E il discorso riguarda anche il 5 per mille". Un altro buco nero è la Banca Vaticana, il famigerato Istituto per le Opere di Religione, "presente in tutti gli scandali finanziari da 30 anni a questa parte, dal crac del Banco Ambrosiano a quelli Parmalat e Cirio, dalle tangenti Enimont al riciclaggio di proventi mafiosi, dalla vicenda dei "furbetti del quartierino" ai depositi GEA di Calciopoli. Anche perché lo IOR ha una struttura perfetta per traffici poco chiari, ed è molto più sicuro dei "paradisi fiscali": non emette assegni, non ha sportelli ed è protetto dal Concordato, che impedisce ogni intervento dello Stato negli enti centrali della Chiesa. I giudici di Milano e Palermo, indagando su tutt'altre faccende, si sono trovati più volte alle porte della Banca Vaticana, ma non hanno mai potuto varcarle. Nonostante sia provato che di là siano passati capitali illegali". Ecco allora che il termine "questua" assume più valenze, e una "bi-direzionalità" riferita anche alla storica debolezza di una classe dirigente italiana servile verso lo Stato Vaticano, al quale delega quell'assistenza sociale che il welfare non è in grado di garantire, e dal quale accetta supinamente il diktat politico, che ogni volta scatena crociate. "Ruini - osserva Maltese - interviene su aborto, divorzio breve, stato di famiglia non in base ad un principio democratico, ma al fatto che per lui (come egli stesso ha dichiarato) la seconda natura, la vera identità degli italiani sia l'essere cattolici, e quindi certe leggi sono contro natura. Che poi siano approvate dalla maggioranza del Parlamento o no, dal suo punto di vista è del tutto irrilevante, perché quello stesso popolo - del quale il cardinale si è arrogato il diritto di interpretare l'essenza - in quanto umano può sbagliare e peccare". Il problema, però, è a monte. "Il libro - precisa - non è contro la Chiesa (tra l'altro molte delle fonti sono cattoliche), ma in favore di uno Stato laico che non c'è. Formalmente, in Italia non esiste più il concetto di religione di Stato istituito con il Fascismo, però di fatto non è cambiato nulla. A mio parere è stato Antonio Gramsci, in particolare nei Quaderni del carcere , a descrivere meglio e in modo molto attuale questa mancata sovranità dello Stato borghese". Rispetto al silenzio dei laici, il mondo cattolico ha reagito all'inchiesta in maniera ben più variegata. "Ho ricevuto - racconta Maltese - tantissime mail, anche di sacerdoti, che mi hanno ringraziato. Invece l'editoria cattolica è stata molto dura. In Italia ormai c'è questo andazzo per cui ti criticano mettendoti un'etichetta senza guardare alla sostanza. Tutti hanno detto: "è anticlericale", mentre invece pone una questione molto concreta, ossia il perché l'Italia è l'unica democrazia del mondo dove esiste un aiuto di Stato ad una confessione religiosa, cosa che indigna anche una parte del cattolicesimo". 11/06/2008.

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LA SICUREZZA RIPARTE DALL'ANTIRAZZISMO (sezione: Laici e chierici)

( da "Manifesto, Il" del 11-06-2008)

Argomenti: Laicita'

Tonio Dall'Olio Patrizio Gonnella Il razzismo ci rende insicuri. Per questo abbiamo deciso di organizzare il 17 giugno presso l'Aula Magna della Sapienza a Roma una grande assemblea contro il razzismo. Per questo abbiamo voluto mettere insieme mille voci cattoliche e laiche per i diritti dei migranti e dei rom. Il razzismo rende insicuri coloro che sono venuti in Italia a lavorare. Il razzismo rende insicuri uomini, donne e bambini che chiedono solo di poter vivere in pace. Il razzismo rende insicuri tutti noi. La creazione di un nemico inesistente ci fa avere paura di ogni cosa e di ogni persona. Ponticelli, Pigneto, Bovisa. Napoli, Roma, Milano. Sgomberi di campi rom e violenze si sono succeduti pericolosamente in questi ultime settimane. Pare che immigrati e rom siano diventati la cartina di tornasole delle nuove politiche della sicurezza. Noi siamo contro il reato di immigrazione clandestina, siamo per l'universalità dei diritti umani. Siamo contro la permanenza fino a diciotto mesi nei centri di identificazione per stranieri. Siamo per il rispetto sempre e dovunque della dignità della persona umana. Le nuove norme che prevedono pene severe per chi affitta a immigrati irregolari e che introducono l'aggravante della clandestinità rischiano di gettare nell'illegalità italiani e immigrati. Acli, Amnesty International, Antigone, Arci, Asgi, Cantieri Sociali, Cgil, Coordinamento Nazionale Comunità di Accoglienza, Comunità di Sant'Egidio, Conferenza Nazionale Volontariato Giustizia, Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia, Federazione Rom e Sinti Insieme, Giuristi Democratici, Libera, Link, Lunaria, Magistratura Democratica, Medici Contro la Tortura, Progetto Diritti sono alcune delle associazioni che hanno deciso di lanciare un messaggio di preoccupazione per quello che sta accadendo in giro per l'Italia. È stato deciso di farlo in un luogo simbolico e significativo della cultura e dell'educazione quale è l'università, anche perché siamo convinti che sarà proprio il lavoro educativo e culturale a 360 gradi a togliere a chi ci governa l'argomento del consenso, il quale è stato esplicitamente posto a fondamento delle misure di legge illiberali presentate e approvate, alcune delle quali sono già in vigore. E' necessario che ci sia una risposta forte, larga, popolare e intellettuale contro il rischio razzista. La sicurezza è una cosa seria. La sicurezza non può essere ridotta a merce elettorale o a propaganda. L'assemblea sarà introdotta da Tullia Zevi e Pietro Ingrao. Ci saranno tra gli altri Piero Marietti (pro-rettore alla Sapienza), Padre Gianromano Gnesotto (direttore Ufficio per la pastorale dei profughi e degli stranieri in Italia della Fondazione Migrantes della Cei), Mauro Palma (presidente del Comitato europeo contro la tortura), Maria Quinto (Comunità Sant'Egidio). L'assemblea è aperta. Chiediamo a tutti di accorrere numerosi. * Gruppo Abele ** Antigone.

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Veltroni: 'Scissione cattolici-laici? Un suicidio' (sezione: Laici e chierici)

( da "Voce d'Italia, La" del 11-06-2008)

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Politica "La strada giusta e' l'innovazione" Veltroni: "Scissione cattolici-laici? Un suicidio" Il segretario del Pd risponde alle voci di una possibile divisione del suo partito annunicata su "Famiglia Cristiana" Roma, 11 giu.- “Plausibile ma suicida”. Con questa parole il segretario del Pd Walter Veltroni definisce la possibilità di scissione all'interno del suo partito. L'ex sindaco di Roma è intervenuto durante la conferenza stampa al termine della riunione con il Pse, e risponde a chi gli chiede un commento all'editoriale di “Famiglia Cristiana”, che ipotizza una scissione della componente cattolica: “Chi pensa che tornare alle vecchie identità sia meglio, è un'idea plausibile ma per me suicida”. “Non so di cosa si parli - chiarisce Veltroni riferendosi al contenuto dell'articolo- in questo dibattito. Le osservazioni tra di loro contrapposte sono inevitabili per un grande partito ma nel Pd non ho sentito nessuna posizione a cui fa riferimento quell'editoriale, più politico che pastorale”. Il segretario del Pd allude ad una prospettiva di scissione dell'area cattolica del partito: “Non c'é alcuna prospettiva di questo tipo e il bello del Pd è proprio la convivenza tra identità diverse”. "Io cerco - ribadisce Veltroni - di tenere insieme ed estendere un consenso già cresciuto enormemente in un anno e lo abbiamo fatto perché si è affermata un'identità in cui si fondono diverse anime”. Un percorso che “non so se è la strada migliore, ma sono convinto che l'unica strada è quella di una profonda innovazione”. Questa strada, ammette Veltroni, richiede tempo ma “Ma non serviranno degli anni per aprire la sfida nei confronti della destra”. Giulia Cerasi.

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Festa di roma, il giorno di rondi - filippo ceccarelli roma (sezione: Laici e chierici)

( da "Repubblica, La" del 12-06-2008)

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Spettacoli Festa di Roma, il giorno di Rondi Da Renè Clair a Pio XII. E a 88 anni l'Andreotti del cinema taglia l'ultimo traguardo S'insedia oggi al posto di Bettini il nuovo presidente della rassegna FILIPPO CECCARELLI ROMA Largo ai giovani: si insedia oggi alla Mostra del Cinema di Roma Gian Luigi Rondi, che avrà 88 anni nel prossimo dicembre. Già mostro sacro della critica cinematografica nazionale, mandarino della cultura cattolica in ambito visivo ed evolutissimo dinosauro dell'universo festivaliero, Rondi prende servizio con il freddo ardore e l'entusiastica rassegnazione di chi ne ha viste come nessun altro sopravvissuto, almeno in quel mondo lì. Era con Andreotti, per intendersi, il giorno del 1947 in cui l'allora giovane sottosegretario annunciò che in quel luogo, tra fontanelle e panni stesi, sarebbe presto rinata Cinecittà. Quindi Rondi ha collaborato con Silvio D'Amico, il suo maestro, con Renè Clair, maestro del cinema francese, con il padre gesuita Lombardi, "il microfono di Dio" e su richiesta apostolica, per giunta in ginocchio come usava allora, ha fornito i suoi consigli in materia filmica a Pio XII. Era allora poco più di un ragazzo, per quanto prodigio, figlio di un ufficiale dei carabinieri, e con una ardimentosa esperienza di partigiano alle spalle, nel gruppi dei cattolici comunisti - chi l'avrebbe mai detto - poi Partito della Sinistra cristiana. Dopo di che, iscrittosi alla Dc, ma non solo per questo, Gian Luigi Rondi deve aver delineato con geometrica esattezza quali erano i confini del suo campo, del possibile suo impegno, dell'inesorabile potere che ne sarebbe derivato; e con imperturbabile passione, instancabile attivismo e indubbia capacità diplomatica e gestionale ha scritto, diretto, partecipato, presieduto, premiato e ottenuto, nel corso di un sessantennio, tutto ciò che era umanamente possibile e anche qualcosina in più. Consigli nazionali, comitati direttivi, collaborazioni varie e opportune, commissioni di qualità e per la qualità, e poi mostre, rassegne, incontri annuali, Biennali, Venezia, tre volte, e Taormina, Sorrento, Giffoni, Ischia, grolle e biglietti d'oro, stelle e nastri d'argento, e croci, leoni, statue, statuette, targhe, placche, trofei, coppe, pergamene. Con il che l'aspetto più sorprendente del personaggio, che è uomo discretissimo, più che geloso giustamente del suo privato, è proprio il curriculum vitae che egli stesso da anni propaga: un documento così meticoloso e denso di riconoscimenti da sembrare irreale, una beffa degna delle "Fictiones" di Borges per la quantità torrenziale di premi e onorificenze, una tale abbondanza di ordini, commende e cavalierati da giustificare ampiamente, per Rondi, il soprannome di "don Medaglietta". E tuttavia questa conclamata debolezza nulla ha mai tolto al suo valore, che è fatto non solo di misura e longevità, ma anche di garbata competenza curiale e di sorniona, lungimirante spregiudicatezza. Né mai si potrà dire che le passerelle in costume da Cavaliere della Supercazzola Brematurata abbiano poi reso il potere di Rondi così diverso da quello esercitato da esemplari di preclara antropologia democristiana tipo Andreotti, Letta, Bernabei, ieri Vittorio Orefice e oggi Bruno Vespa. A questo proposito, nel giorno in cui per volontà bipartisan egli assurge a "salvatore" di un festival che più veltroniano non poteva nascere, con le sue suggestioni adolescenziali e i suoi vistosi red carpet, è forse bene si sappia che nel 1971 Luchino Visconti, che non doveva essere un tipetto facile, chiese per iscritto all'allora responsabile culturale del Pci, Giorgio Napolitano, di difendere la poltrona di Rondi a Venezia. Questo per dire come tutto, a suo modo, torni sempre utile a questo personaggio dall'aspetto vagamente orientale, la pelle del volto quasi elastica, stile di vita da monacale, uno che praticamente non dorme, ma soprattutto può vantare tra i viventi un numero ridottissimo di nemici - a parte Tinto Brass che lo definì "il Chironomide", insetto della laguna, per aver Rondi sistematicamente escluso i suoi film scollacciati dalla mostra (ma impose "I Diavoli" di Ken Russel, con suore scatenatissime, e il futuro Papa Luciani ne tutelò la scelta). E comunque. Per la rassegna di Roma, inizialmente, Rondi si era detto del tutto indisponibile. Anzi, da quelle imbarazzanti testimonianze che sono le banche dati si apprende che aveva addirittura aderito alla soluzione Squitieri (da lui portato a Venezia, peraltro, e anche difeso per una discutibile pellicola su Claretta Petacci): salvo poi finire lui stesso alla presidenza. Esito che con correlata, ma doverosa malignità autorizza a rievocare un terribile epigramma dedicato "a G.L. Rondi" da Pier Paolo Pasolini: "Sei così ipocrita, che come l'ipocrisia ti avrà ucciso,/ sarai all'inferno, e ti crederai in Paradiso". A parziale e sempre poetico risarcimento varrà qui la pena di ricordare i versi con i quali, tanti anni dopo, Roberto Benigni accolse l'ennesimo premio distribuito dall'uomo di gomma del comando cinematografico: "Dolcissimo Rondi,/ col premio "De Sica"/ davvero confondi/ quest'anima amica/(...)Potrei anche dirti/ di premi son sazio/ ma questo è speciale/ perciò ti ringrazio/ e ti benedico/ per quello che infondi/ carissimo amico/ dolcissimo Rondi". Del resto benedizioni e sghignazzi, salvataggi, bisbigli e medagliette accompagnano da sempre il potere anche sul grande schermo.

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Compagno a chi? l'ultima disputa nel pd - paolo griseri (sezione: Laici e chierici)

( da "Repubblica, La" del 12-06-2008)

Argomenti: Laicita'

Pagina XIII - Torino Compagno a chi? L'ultima disputa nel Pd Lo sfogo di una militante della Margherita sul settimanale diocesano Nella lettera alla "Voce del popolo" racconta di come il clima nel partito sia peggiorato PAOLO GRISERI CARA Voce del Popolo quel "compagni" non mi va giù. Una lettrice si sfoga così, in una lettera al settimanale della diocesi. Racconta della sua militanza nella componente cattolica della Margherita e di quanto sia cambiato (in peggio) il clima nel nuovo partito. Confessa: "Non vorremmo dover tornare nelle catacombe". Sembra l'Emilia di Guareschi negli anni Cinquanta ma è il Pd di Torino oggi. La lettrice, che per comodità chiameremo Margherita, usa toni pacati e premette: "Mi rendo conto che gli inizi sono sempre difficili e ci vuole pazienza". Per ora sulla rabbia sembra prevalere la rassegnazione: "è giusto, rispettoso, delicato che in una sede del Pd cittadino siano affissi poster della vecchia Unità? è giusto che alcuni membri del partito si rivolgano a tutti gli altri chiamandoli compagni? Personalmente non mi piace e mi infastidisce". Intolleranza per chi ha un passato diverso? "Il passato - scrive Margherita - va rispettato e accolto per i suoi valori di esperienza, errori da non ripetere, successi da ricordare". Insomma "va tenuto nei musei. Ma in una sede di partito che dice di essere nuovo vanno evitati altarini e rigurgiti di un passato comunque finito, ed anche nell'insuccesso". La conclusione è sconsolata: "Forse qualcuno pensa che dobbiamo farci da parte noi cattolici, cospargendoci il capo di cenere perché esistiamo... O adeguandoci al nuovo sistema chiamandoci 'fratelli'". Come rispondono i vertici del partito? Il segretario regionale, Gianfranco Morgando, appartiene alla stessa componente della lettrice: "Margherita ha ragione - dice Morgando - quando chiede a tutti rispetto per le diversità che sono il lievito del nostro partito. Naturalmente il rispetto deve essere reciproco. Mi riservo di fare un approfondimento su una questione che coinvolge molti militanti nella base del nostro partito". Tema che, naturalmente, diventa più scottante dopo la sconfitta elettorale e le divisioni che si sono create tra le diverse anime del nuovo partito a livello locale e nazionale. Divisioni nelle quali le diverse identità culturali hanno un ruolo decisivo.

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Il personaggio bertolaso - valerio petrarca (sezione: Laici e chierici)

( da "Repubblica, La" del 12-06-2008)

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Pagina XVI - Napoli il personaggio Bertolaso VALERIO PETRARCA entro ci sono la cattiva amministrazione, l'economia criminale, il potere della camorra, le relazioni perverse tra pubblico e privato, tra nord e sud d'Italia, tra istituzioni e società civile. Cosicché tra la realtà della crisi (che ha una storia lunga e intricatissima in cui si sono intrecciate responsabilità di diversa origine) e la sua percezione nel senso comune (di natura sintetica e semplificatrice) si è stabilita una divaricazione crescente: più è complicata la realtà più semplificata tende a essere la sua percezione. Tanto è vero che si moltiplicano le persone che vivono nella presunzione di essere in possesso della diagnosi esatta della situazione, dei nomi dei colpevoli da aggiungere alla lista e delle soluzioni per uscire dalla crisi ed essere liberati da ogni male. D'altra parte, la "malattia" della Campania è grave proprio perché contamina anche i "medici" che provano a curarla. Le istituzioni moderne e democratiche, che per funzionare hanno bisogno di consenso, sono in difficoltà nel dare risposta a un sentimento di crisi avvertito come totale. Perché esse si muovono in una logica analitica, che separa competenze e responsabilità, e il sentimento comune si muove secondo una logica sintetica, che accorpa e semplifica, che cerca i buoni e i cattivi, i colpevoli e i liberatori. L'istituto del "commissario straordinario", da questo punto di vista, è una sorta di compromesso. Si deroga ad alcuni principi dell'ordinamento normativo per circoscrivere territorialmente una crisi. Nel senso comune, tuttavia, e nella giustificata impazienza di uscire dall'emergenza, il "commissario" può essere percepito come un liberatore, e in tal senso si trova necessariamente esposto al rischio della delusione, perché in cambio di una certa concertazione di poteri, gli si chiede tutto e subito. E se fallisce, fallisce un uomo e non l'apparato che gli ha ceduto i poteri. Proprio nel giorno del suo avvicendamento ufficiale con il prefetto Gianni De Gennaro, martedì scorso, a Villa San Luigi, Guido Bertolaso, sottosegretario per l'emergenza rifiuti, è stato ospite dell'associazione "Laici e Gesuiti per Napoli". L'incontro con Bertolaso era stato programmato dall'associazione un anno fa: compariva nel programma pubblicato a gennaio a conclusione dei sette incontri dedicati al tema "Certezza Incertezza". Nel disegno degli organizzatori, l'invito a Bertolaso rispondeva alla volontà di affrontare i grandi temi legati al territorio, ai suoi rischi e ai suoi usi, in un'ottica non solo napoletana e campana (Bertolaso, anche prima del suo incarico di capo del dipartimento della Protezione civile, ha fatto esperienza in Africa e in diversi altri scenari del cosiddetto terzo mondo). Di fatto però l'appuntamento è caduto in un contesto in cui l'emergenza rifiuti era destinata a occupare pressoché tutta la scena del confronto, da me moderato, tra convenuti e relatore. Il modo in cui Bertolaso ha risposto alla raffica di domande, in due ore di acceso dialogo, riproduce forse lo spirito con cui si accinge a lavorare per la seconda volta nel nostro territorio (fu commissario straordinario tra il 2006 e il 2007). Ha ordinato le domande secondo piani che fanno presagire la logica con cui osserva i problemi e tenterà "con l'aiuto di tutti" di avviarli a soluzione. Ha ricordato la struttura di base del territorio napoletano (l'area metropolitana più ristretta d'Europa e a maggiore concentrazione demografica) per poi soffermarsi sull'emergenza, sulla politica e sulla comunicazione. Ha paragonato la situazione dei rifiuti a un incidente stradale: "Trovo un pedone investito che perde sangue, non c'è tempo per chiamare l'ambulanza, lo carico in macchina e corro verso l'ospedale. Mi devo fermare ai semafori rossi?", si è chiesto Bertolaso. E ha proseguito: "Penso di no, penso che devo passare anche col rosso. Mi assumo il rischio di essere arrestato per l'infrazione ai semafori". Bertolaso rappresenta lo Stato ed era giusto che gli si chiedesse dove va, lo Stato, dopo che ha costruito una discarica. Chi ci sarà a impedire alla malavita di appropriarsi o di riappropriarsi di quella parte di territorio? Bertolaso ha detto che in questo caso lo Stato si chiama Esercito: militari addestrati a combattere la malavita con mezzi appropriati e a sorvegliare la discarica, illuminandola a giorno anche di notte. Bertolaso non si è sottratto a nessuna domanda sia tecnica sia politica, rispondendo con chiarezza e precisione, senza preoccuparsi del consenso della sala. Ha detto che si è battuto e che si batterà perché il governo, di cui fa parte, renda praticabile il commissariamento dei Comuni che non sono in grado di avviare la raccolta differenziata dei rifiuti. Sa che lo aspetta una vita difficile e sa che avviare a soluzione l'emergenza dei rifiuti significa toccare anche grandi interessi e grandi gruppi di pressione che gli renderanno la vita amara. Tutto questo era previsto quando ha deciso di tornare a Napoli per la seconda volta. Bertolaso ha fatto di tutto per non indossare i panni del liberatore, come vorrebbe la speranza del senso comune, ma ha accettato il ruolo del medico deciso e necessariamente impietoso.

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Partito democratico, squilli di rivolta a ponente (sezione: Laici e chierici)

( da "Repubblica, La" del 12-06-2008)

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Pagina III - Genova A Savona cattolici sulle barricate, il presidente della Provincia lascia: "Qui bisogna tornare all'antico e cercare gli elettori casa per casa" Partito democratico, squilli di rivolta a ponente Il Pd? E' già morto e io me vado. Non ha mezze misure Marco Bertolotto. Il presidente della Provincia di Savona, spara a zero su metodi e persone, e si ritrova a essere il leader del drappello di cattolici che hanno annunciato di volersi autospendere. L'elenco ufficiale dei dissidenti, pronti a essere i protagonisti della prima micro scissione del Pd in Italia non esiste ancora, "dateci tempo, ci siamo appena riuniti", precisa Bertolotto, sicuro di avere al suo fianco gente come il cattolico Antonello Tabò, sindaco di Albenga, Isabella Sorgini, della segreteria regionale, il capogruppo in Comune, il vice sindaco di Celle. Una delle tante scosse telluriche che stanno scuotendo il Pd. Andrea Orlando, responsabile nazionale dell'organizzazione per il Pd, non nasconde i problemi ma prova a guardare avanti. "Il partito attraversa una fase oggettivamente difficile per una somma di fattori. Veniamo da una sconfitta, ci ha colpito una vicenda come quella di Genova, si preparano alcune importanti scadenze amministrative, e il tutto accade mentre il partito è in una fase in cui il suo assetto non è ancora compiuto. Questo è il quadro, la prima cosa da fare è rafforzare la proposta politica sui temi concreti della Liguria". WANDA VALLI A PAGINA II.

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Pd, la rivolta dei savonesi "un partito nato morto" - wanda valli (sezione: Laici e chierici)

( da "Repubblica, La" del 12-06-2008)

Argomenti: Laicita'

Pagina IV - Genova Pd, la rivolta dei savonesi "Un partito nato morto" Cattolici sulle barricate, il presidente della Provincia lascia "Qui bisogna tornare all'antico, andare casa per casa a stanare gli elettori che hanno votato per il centrodestra, servono tempo e pazienza" WANDA VALLI Il Pd? E' già morto e io me vado. Non ha mezze misure Marco Bertolotto, presidente della Provincia di Savona, un quarantenne di Toirano, terra di grotte nell'entroterra, dove è stato sindaco per due volte, uno che giura di essere stato un Pci-Pds-Ds e ora è uscito dal Pd, spara a zero su metodi e persone, e si ritrova a essere il leader del drappello di cattolici che hanno annunciato, l'altro giorno all'Assemblea provinciale, di volersi autospendere. Portavoce, l'assessore in provincia Carlo Scrivano, per ora l'unico. L'elenco ufficiale dei dissidenti, pronti a essere i protagonisti della prima micro scissione del Pd in Italia, invece, non esiste ancora, "dateci tempo, ci siamo appena riuniti", precisa Bertolotto, sicuro di avere al suo fianco gente come il cattolico Antonello Tabò, sindaco di Albenga, Isabella Sorgini, della segreteria regionale, il capogruppo del Pd in Comune, il vice sindaco di Celle. Insomma un brivido tellurico, nel Pd savonese, una scossa che il segretario provinciale, Giovanni Lunardon, per ora, minimizza e controlla. L'Assemblea, intanto, ha votato all'unanimità, compreso l'autosospeso Scrivano, l'ordine del giorno. Stabilisce due punti: 1) no a candidature calate dall' alto per le provinciali del 2009, 2) chiarezza sulle alleanze. Perché la bugna che è scoppiata, parte proprio da qui: le elezioni, le candidature. Il presidente voleva un sì al suo secondo mandato entro fine maggio, non l'ha avuto. Dice Lunardon: "Nessuno ha espresso giudizi negativi su di lui, ma prima valutiamo le alleanze intorno al Pd- Idv, per vincere dobbiamo confrontarci con la sinistra e con il centro, capire la questione socialista, pensiamo anche una lista civica di sostegno". Sulle alleanze il clima si fa torrido, visto che Bertolotto ha chiamato in Provincia a discutere quelli della Lega che pattugliano la città con le ronde. Senza contare il piano regolatore da 500 milioni di euro, soldi pubblici e privati, con la sinistra estrema alleata in sia in Comune che Provincia, pronta a dar battaglia. E poi ci sono i dati: alle ultime politiche il Pdl ha preso il 48 per cento, Pd con Idv il 38, fanno 18.000 voti da recuperare. Bertolotto: "a qualcuno sembra una questione così, da ridere, da decidere al partito? non scherziamo, bisogna andare casa per casa, stanare gli elettori del centro destra e ci vuole tempo e pazienza". Perché ha scelto di andar via? "Il Pd ha sbagliato tutto, ha fatto una proposta che non ha sfondato, e allora bisogna essere realistici, mettere subito in pista il candidato, L'ho detto e che cosa mi hanno risposto? no, prima gli apparati, ma quando ti prepari a elezioni non puoi far catenaccio devi attaccare, e poi c'è l'incapacità di gente come Lunardon e Tullo, l'uomo più invisibile del mondo". Così se n'è andato lei, "per forza, il Pd è morto, i cattolici non c'entrano niente, il Pd perderà le provinciali e poi le comunali qui a Savona, e Savona farà perdere le regionali". Bertolotto difende l'incontro con la Lega: "quali ronde, è gente che la sera gira con un telefono e avverte se c'è qualcosa che non va. La sinistra? sono stato il primo a averla in giunta, però c'è un risultato elettorale, non possiamo non tenerne conto". Così lui pensa a altro. Al centrodestra no, se mai a candidarsi con una lista civica: "può essere un'idea creare un soggetto politico vero che parli con il territorio". Ma se il Pd la ricandidasse? "Non ci sto, loro non sono in grado di fare una proposta".

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Del Gaudio presenta i suoi "Adolescenti" (sezione: Laici e chierici)

( da "Secolo XIX, Il" del 12-06-2008)

Argomenti: Laicita'

Alla libreria ubik MICHELE Del Gaudio (foto) torna a Savona. Il magistrato, dopo aver ricoperto la carica istituzionale dal 1980 al 1988 a Savona, è protagonista oggi alla libreria Ubik. Del Gaudio, in occasione del terzo appuntamento del ciclo "Il senso delle regole", presenta il suo ultimo libro dal titolo "Adolescenti" (Edizioni Loffredo). L'incontro è organizzato dalle Acli e dall'Associazione per la Costituzione e prende il via ore 18. L'appuntamento è curato da Davide Caviglia, presidente delle Acli, ed è moderato dal giornalista Davide Pesce. Previsti anche gli interventi del politologo Franco Astengo e dell'insegnate Marinella Varaldo. Del Gaudio è stato il giudice che ha scoperto a Savona la prima tangentopoli italiana. Nel 1981 scoprì che alcuni finanziamenti illeciti portavano ad Alberto Teardo, allora presidente della regione Liguria. Insieme al collega Franco Granero e alla polizia giudiziaria rese noto un intricato sistema di tangenti che coinvolgeva sindaci, assessori, architetti, urbanisti. TRUCIOLI - Sabato alla Sala Mostre della Provincia alle 17,30 verrà presentato il libro di Aldo Pastore "Trucioli savonesi. Spazio di riflessione per Savona e dintorni". Il volume, edito da Marco Sabatelli Editore, è una raccolta di articoli usciti tra il 2006 e il 2007 sul sito web di Trucioli Savonesi. I cui temi trattati spaziano dall'ambiente, alla sanità. Aldo Pastore, savonese, ha esercitato per 30 l'attività di medico di base ed è stato consulente tecnico dell'INCA- CGIL dal 1959 al 1970. Assessore al Comune di Savona con delega alla Sanità e all'assistenza dal 1970 al 1979 è stato deputato al Parlamento dal 1979 al 1987. Alla presentazione del volume parteciperanno anche Anna Maria Buggero Stettini, psicologa e specializzata in ipnosi e tecniche di rilassamento psicologiche e Carmelo Prestipino, presidente della Società Savonese di Storia Patria. 12/06/2008 GIORNO & notte 12/06/2008 TACCUINOOggi, giovedì 12 giugno, la Chiesa Cattolica festeggia S.Onofrio. Domani, venerdì, ricorda S.Antonio da Padova. Il segno zodiacale è quello dei Gemelli. La fase lunare è nel Primo Quarto. FARMACIEA Savona (orario continuato 8.30-20.30) sono di turno le farmacie: Della Ferrera (Centro) C.so Italia 153-r tel. 019-827.202; San Lorenzo (Villapiana) via S.Lorenzo 55-r tel. 019-850.473; Saettone (Centro) via Paleocapa 147-r tel. 019-829.803.Servizio n otturno (20.30-8.30): Saettone (Centro) via Paleocapa 147r - tel. 019-829.803; Fascie (Centro) via Boselli 24-r tel. 019-850.555. Di turno in provincia 12/06/2008.

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Se l'islam sceglie la democrazia - benjamin r. barber (sezione: Laici e chierici)

( da "Repubblica, La" del 12-06-2008)

Argomenti: Laicita'

Cultura SE L'ISLAM SCEGLIE LA DEMOCRAZIA BENJAMIN R. BARBER Ma si trova anche nelle parole di Donald Rumsfeld per il quale il fondamentalismo islamico è "una nuova forma di fascismo", e ancora negli eventi psicopatici della destra quali la "Settimana della consapevolezza islamofascista" di David Horowitz. Questo modo di ragionare si riflette perfino nelle parole di liberal quali Paul Berman, che spiega come l'Occidente sia "accerchiato da terroristi appartenenti a movimenti musulmani antidemocratici, che hanno già massacrato un numero impressionante di persone", oppure di studiosi come Bernard Lewis che annunciano con una leggerissima sfumatura di compiacimento che "il mondo islamico è diventato povero, debole e ignorante", e ancora nelle idee di musulmani apostati come Ali Hirsi, che a un richiamo apparentemente liberal ai valori del femminismo associa un ripudio completo non esclusivamente del fondamentalismo, ma dell'Islam nel suo insieme. Illustrerò chiaramente sei motivi ? alcuni storici, altri sociologici, altri ancora filosofici ? tutti ragionevoli e sensati nell'accezione più ampia della logica, dai quali si deduce che è assurdo ritenere che l'Islam non possa accogliere la democrazia o che la democrazia non ci concili con l'Islam. Punto primo: di per sé non è l'Islam ma la religione tout court a collocarsi in una situazione di tensione nei confronti del laicismo e della democrazia, tensione che in una libera società è salutare e non negativa. Le Due Città di S. Agostino e la "Dottrina delle due spade" di Papa Gelasio parlano di un mondo corporeo e di un mondo spirituale, del temporale e dell'eterno, del terrestre e dell'ecclesiastico. La contrapposizione tra morale e politica, e tra legge divina o naturale e legge positiva, si sposta così nella contrapposizione tra Chiesa e Stato che provoca tensioni problematiche ma pur sempre salutari e costruttive in qualsiasi società. Punto secondo: i sociologi, da Tocqueville a Durkheim a quel sociologo americano della democrazia che è Robert Bellah, sostengono che le libere società nascono da presupposti religiosi, che danno loro stabilità e concedono loro perfino il lusso della divergenza politica. è proprio la religione il fondamento delle nazioni democratiche, ed è la religione che tiene uniti popoli che altrimenti potrebbero fatalmente separarsi in conseguenza delle loro differenze economico-sociali e delle loro divergenze politiche. Punto terzo: come il cristianesimo e altre religioni, anche l'Islam è una religione praticata in molte culture e società, è eterodossa, differenziata in più categorie, è scismatica e pluralistica. Del 1,3 miliardi di musulmani soltanto il 15 per cento circa è arabo, ma sarebbe difficile quantificare gli occidentali che effettivamente sanno che la stragrande maggioranza dei musulmani risiede in India e in Indonesia. Perfino Bernard Lewis scrive la sua storia del "declino" dell'Islam dall'ottica del Medio Oriente, in primis degli Ottomani. Quarto punto: mentre ci piace fingere che in epoca moderna la religione è e dovrebbe essere privata, parrocchiale e convenzionalista, essa rimane pubblica, universale e moralista. I Dieci Comandamenti che sono il presupposto della legge mosaica devono essere intesi come individuali o universali? Un predicatore puritano del XVII secolo di nome Prynne scrisse un trattatello per indottrinare i suoi parrocchiani e spiegare loro che tra i passatempi riprovevoli e le attività proibite c'erano "i balli promiscui effeminati, il gioco d'azzardo, il teatro, le immagini oscene, i costumi licenziosi, il trucco, l'alcol, i capelli lunghi, i tirabaci, le parrucche da uomo, i boccoli femminei, le pettinature incipriate ed elaborate, i falò, i regali per il Nuovo Anno, gli svaghi del calendimaggio, le pastorali amorose, la musica depravata ed effeminata, le risate smodate, e le celebrazioni natalizie fastose e sregolate". Questi furono gli albori talebani del puritanesimo, più o meno al tempo in cui i coloni si stabilirono nel New England immettendo l'America sulla strada di un Commonwealth puritano e in seguito, più avanti, di una repubblica democratica in molti Stati della quale ancor oggi la domenica è pressoché impossibile acquistare bevande alcoliche. Quinto punto: nella misura in cui l'Islam è fondamentalista, la religione lo è anch'essa in molti luoghi, perché nella nostra epoca di laicità la religione è sotto assedio e il fondamentalismo è più di ogni altra cosa una reazione alla religione sotto assedio. Come un tempo la religione era l'aria che respiravamo e l'etere nel quale ci muovevamo, così oggi l'aria che respiriamo e l'etere nel quale ci muoviamo sono il commercio, la laicità, il materialismo. In realtà, molti sostengono che la democrazia è poco più del trionfo del commercio e della vittoria del materialismo scientista ? il che potrebbe spiegare perché i fondamentalisti nel tentativo di proteggere le loro religioni prendano di mira non soltanto la modernità, ma anche la democrazia. I fondamentalisti protestanti americani, che non mandano a scuola i figli e insegnano loro a casa ciò che devono apprendere, differiscono poco dai fondamentalisti musulmani che si oppongono all'invasione dei mercati capitalisti. Entrambi considerano Hollywood, Madison Avenue e il sistema del franchising consumistico - che ormai tengono in pugno il mondo e dominano i media e internet - cloache a doppio senso, chiaviche che si portano via i loro valori e al contempo invadono le loro case rovesciandovi immagini violente e pornografiche di quel "capitalismo selvaggio" che obbliga i consumatori ad attingere alle loro stesse fogne purché i mercati possono prosperare. Sesto e ultimo punto: abbiamo visto che la convinzione secondo cui l'Islam non può contemplare la democrazia è radicata in una comprensione superficiale e lacunosa dell'Islam. Ma è anche collegata all'idea infondata che esista una sola forma di democrazia, una sola strada per la libertà, una sola formula per tradurre la teoria della giustizia in pratiche giuste. Da un punto di vista storico e filosofico, tuttavia, la democrazia è singolare, non plurale. Otterremmo vantaggi enormi se riuscissimo semplicemente a parlarne al plurale, invece che al singolare, parlando quindi di "democrazie" e non di "democrazia". Del resto non è possibile "dare" la libertà al prossimo: la libertà deve essere conquistata dall'interno, da chi vi aspira, e perché ciò sia possibile, deve essere costruita dal basso verso l'alto, non dall'alto verso il basso, dapprima educando i propri cittadini e occupandosi del duro e lento lavoro di creare una società civile, per costruirvi in seguito sopra un'infrastruttura politica. z Lo so, lo so?anche questo comporta tempo: si possono mettere a repentaglio i diritti, talvolta si consente ai despoti di restare al potere e si concede alla religione la chance di sovvertire ? come per altro anche sostenere ? la democrazia. Ciò nondimeno le cose stanno così e la Storia pare insegnarci che le alternative ? malgrado le buone intenzioni ? di solito sono di gran lunga peggiori. Chiedetelo a George Bush. Traduzione di Anna Bissanti.

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Pd torino, lettera al giornale della curia "basta chiamarsi compagni, meglio fratelli" (sezione: Laici e chierici)

( da "Repubblica, La" del 12-06-2008)

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Il caso "Ci unisce Federico II" Pd Torino, lettera al giornale della curia "Basta chiamarsi compagni, meglio fratelli" TORINO - Stufa di sentirsi chiamare "compagna", lei che arriva dalla componente cattolica della Margherita, una lettrice del settimanale della curia di Torino si è sfogata con una lettera: "è giusto - scrive - che in una sede del Pd cittadino siano affissi vecchi poster dell'Unità? Che alcuni membri del partito si rivolgano a tutti gli altri chiamandoli compagni? Evitiamo rigurgiti nostalgici di un passato comunque finito e anche nell'insuccesso. Noi cattolici non possiamo ritirarci nelle catacombe". Marco Bonatti, direttore del settimanale diocesano torinese La Voce del Popolo ha deciso di pubblicare la lettera in prima pagina. E ieri sera il segretario del Pd piemontese Gianfranco Morgando (area popolari) ha promesso "una riflessione approfondita sulle difficoltà che si manifestano nella base".

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Savona, un ex ds guida la rivolta dei cattolici "il partito è morto, ci autosospendiamo" - wanda valli (sezione: Laici e chierici)

( da "Repubblica, La" del 12-06-2008)

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Bertolotto, presidente della Provincia, sbatte la porta e dialoga con la Lega. Il Pd: la verità è che rifiuta le primarie Savona, un ex Ds guida la rivolta dei cattolici "Il partito è morto, ci autosospendiamo" WANDA VALLI SAVONA - Un terremoto, una miniscissione nel Pd ligure. A Savona il presidente della Provincia, Marco Bertolotto, quarantenne ex Ds, sbatte la porta e si mette alla testa di un drappello di rivoltosi cattolici che annuncia la scelta di autospendersi. In polemica contro la gestione locale e regionale del Pd. In polemica contro tutto e tutti. Bertolotto, carattere focoso, uno che a litigare non ci mette poi tanto anche se gli interlocutori sono sindaci o alleati in giunta, adesso profetizza sicuro: " Il Pd? E' morto, finito, la sua proposta non ha sfondato perché non parte dai bisogni veri della gente. E io me ne vado". Con lui porta una fetta del mondo cattolico, in fibrillazione per la paura dell'egemonia ex Ds, sempre forte in Liguria. Il prossimo anno si terranno le provinciali e sulle alleanze c'è il problema della sinistra radicale che ha mal digerito, per esempio, l'idea di Bertolotto di convocare la Lega delle ronde per discutere di sicurezza. Lui, il presidente, ora contrattacca: "Le elezioni sono fra dieci mesi, ci sono 18.000 voti da recuperare, una marea, il candidato deve mettersi a lavorare subito, e che cosa mi rispondono? Prima l'apparato. Questo significa non capire niente". I dati invece sono chiari: alle ultime politiche, in provincia di Savona, il Pdl ha preso il 48 per cento, il Pd con l'alleato Idv si è fermato al 38, e la Liguria, per la prima volta nel dopoguerra, è finita al centro destra sia pure di poco. Bertolotto incalza: "Se sai di avere elezioni da preparare giochi d'attacco, non fai catenaccio, devi muoverti libero, andare a stanare gli elettori, se no perdi la Provincia, poi il Comune e anche la Regione". A chi gli contesta gli abboccamenti con la Lega delle ronde, lui ribatte: "Quali ronde? C'è solo gente che va in giro la sera con un telefono a controllare che non accada nulla di grave e se vede qualcosa lo segnala. La sicurezza è di tutti, lo abbiamo detto noi per primi". Così, per le provinciali del 2009, il presidente ribelle pensa a una lista civica con lui come candidato, "un'idea per tornare a far politica vera", nel frattempo si preoccupa di far aumentare il drappello degli autosospesi: sindaci, esponenti della segreteria regionale, assessori, consiglieri. Intanto resta il terremoto, che il giovane segretario del Pd di Savona, Giovanni Lunardon, prova a arginare così: "Bertolotto voleva essere riconfermato senza passare dalle primarie e dall'Assemblea, ma sono le regole del Pd, l'apparato non c'entra. Quello sì è morto. Il Pd no, anzi a Savona è in ottima salute". SEGUE A PAGINA 5.

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La scelta di Gianni e Beatrice entrare da vivi nella morte (sezione: Laici e chierici)

( da "Unita, L'" del 12-06-2008)

Argomenti: Laicita'

Stai consultando l'edizione del IL DOCUMENTARIO Stasera su Raitre La scelta di Gianni e Beatrice entrare da vivi nella morte Naturalmente va in onda a tarda notte, ore 23.25, per la precisione, su Raitre all'interno del programma Doc 3. Nonostante il grande valore riconosciuto ai documentari, anche Intorno alle ultime cose di Francesca Catarci sarà visto dai nottambuli. Intorno alle ultime cose raccoglie le testimonianze di Gianni Grassi e Beatrice Taboga che hanno scelto di affrontare la morte come un'ultima straordinaria occasione di vivere fino in fondo, e nel miglior modo possibile quel che resta da vivere. Racconta come ci si prepara alle ultime cose, gli ultimi pensieri, i bilanci, il dover fare i conti con tutto quello che è rimasto in sospeso: affetti, rancori, illusioni, incontri mancati... E ancora, il bisogno di trasmettere insegnamenti, di passare le consegne. Il documentario di Francesca Catarci ci mostra la scelta di chi vuole morire in casa (come facevano i vecchi di un tempo), accompagnati da amici e parenti, e ci racconta di chi resta, di chi ha scelto di non subire la solitudine che spesso accompagna un lutto. Visto che si parla tanto di "dignità della vita", spesso a sproposito, questo film ci permette di "spiare" il desiderio del tutto umano di entrare da vivi nella morte, al di là della cornice laica o religiosa, con amore e dignità.

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Il Pd, i cattolici e le cipolle d'Egitto (sezione: Laici e chierici)

( da "Unita, L'" del 12-06-2008)

Argomenti: Laicita'

Stai consultando l'edizione del Il Pd, i cattolici e le cipolle d'Egitto Stefano Ceccanti Il dibattito sui cattolici e il Pd, anche da parte di qualche organo di stampa cattolica sembra spesso ignorare una saggia massima latina: contra factum non valet argumentum, che potremmo tradurre nell'invito a non fare commenti prima di aver letto attentamente i dati. La ricerca più elaborata, quella di Segatti e Vezzoni, divide l'elettorato in quattro spezzoni: praticanti regolari (tutte le settimane), praticanti irregolari (qualche volta al mese), scarsamente praticanti (qualche volta l'anno), non praticanti-non credenti. Il primo spezzone riguarda il 31% degli italiani, gli altri inglobano ciascuno un 23%. I praticanti regolari, quelli su cui si discute di più sia per questa particolare consistenza quantitativa, specifica dell'Italia, ma anche perché dopo la fine della Dc è venuto a mancare un partito di riferimento "naturale", riservano varie sorprese. In primo luogo, essi sono più "bipartitisti" dell'insieme della popolazione, votano sia per il Pdl sia per il Pd più dell'insieme degli italiani. Il Pdl sta al 44 rispetto al 37 tra gli italiani in genere, e il Pd sta al 35 rispetto al 33 complessivo. L'Udc è sostanzialmente nella media, e ciò, insieme ai dati di Pdl e Pd, dimostra che le nostalgie di partiti centristi sono minori tra i praticanti più che tra gli altri e questo persino in un'elezione, dove a differenza delle altre, l'Udc si presentava come equidistante, quindi particolarmente in grado di intercettare voto centrista nostalgico se esso fosse davvero esistito in modo consistente. L'Udc è scavalcato persino dalla Lega, che, però prende il 7% tra i praticanti rispetto all'8% tra gli italiani nel complesso, mentre la Sinistra Arcobaleno, quasi non esiste, si ferma all'1%. Segatti e Vezzoni ci fanno anche vedere l'evoluzione diacronica del voto, mostrando che i praticanti, essendo più liberi da appartenenze politiche stabili, normalmente accentuano le dinamiche dell'insieme della popolazione. Il Pd era finito in un baratro del 20% circa delle intenzioni di voto intorno alle amministrative del maggio 2007, quando sull'insieme della popolazione stava, com'è noto, intorno al 25%. Per questo sembra destituita di ogni fondamento qualsiasi nostalgia per l'esperienza della coalizione litigiosa dell'Unione, che talora viene riproposta proprio a partire dall'analisi del voto dei praticanti. Nei mesi successivi, dalle primarie fino alle politiche, con la proposta dell'andare liberi, il Pd recupera ben 15 punti tra i praticanti regolari e finisce sovrarappresentato di due punti rispetto all'insieme della popolazione, mentre la Sinistra Arcobaleno, che viene maggiormente identificata con i veti di quella stagione, quasi scompare tra i praticanti. Non sembra pertanto evidente neanche un effetto negativo della presenza dei radicali. Questo insieme di dati, statici (bipartitizzazione) e dinamici (netta e costante ripresa) conferma, come ha spesso sostenuto in controtendenza il sociologo Diotallevi, e al contrario di quello che sembra sostenere Famiglia Cristiana con la critica speculare a Veltroni e Berlusconi, che i praticanti italiani sono particolarmente in sintonia con la modernizzazione politica, sono elettori di centro, ma non sono interessati a partiti identitari di centro. Più semplice il discorso sullo spezzone opposto, quello dei non praticanti e dei non credenti, dove il Pd raggiunge il 53%, e anche su quello ad esso limitrofo degli scarsamente praticanti dove ottiene il 39% contro il 34% del Pdl, il che dovrebbe indurre a non eccedere in enfasi sulla presunta carenza della laicità del Pd, su quella che sarebbe una timidezza nell'affrontare il tema dei diritti, dove invece il Pd cerca solo equilibrio e saggezza, visto che gli elettori "più laici" questi dubbi non sembrano avvertirli. Il vero buco il Pd ce l'ha invece solo nella seconda fascia, quello dei praticanti irregolari, cioè tra quegli elettori che, ancor più dei praticanti regolari, sono più interessati alla tenuta complessiva del Paese, di cui colgono uno dei pilastri anche nella Chiesa a cui soggettivamente si sentono di appartenere con molte riserve, che non ai temi cosiddetti "eticamente sensibili" identificati in modo troppo semplicistico e unilaterale. Qualche anno fa Arturo Parisi invitò i cattolici impegnati del centrosinistra ad affrontare questa parte di elettorato, che già allora era quella più difficile, non col complesso del figlio fedele della parabola del figliol prodigo che è geloso perché si sente stabilmente migliore. Continua ad avere ragione, anche se oggi finisce anch'egli per riproporre una nostalgia dell'Unione che aveva anche lui contribuito a denunciare con l'iniziativa dei referendum elettorali. Da questo punto di vista l'esperienza del Pd è preziosa per tutti, anche per i molti cattolici che vi militano perché, anche per attrarre queste fasce di elettorato, nessuna delle culture originarie che affluiscono nel Pd può considerarsi pienamente in grado di dare risposte da sola. Le tentazioni vere o false di scissioni, sono come le nostalgie per le cipolle d'Egitto durante l'Esodo, e i tentativi di creare correnti rigide che alludono a divisioni di strategia politica rifiutando poi, se vi fossero davvero, la logica conseguenza di un Congresso, sono vie di fuga dell'adorazione di vitelli d'oro. Indietro non si può tornare, anche perché le soluzioni tradizionali legate alle culture politiche precedenti sono consumate, e neanche scartare di lato verso false certezze. Abbiamo iniziato un cammino con alcuni risultati non da poco: proseguiamolo o, se abbiamo dubbi, mettiamo democraticamente in discussione, se esistano altre mete ed altri percorsi per raggiungerle. I praticanti hanno accettato positivamente l'Esodo dai partiti di centro e così indicano anche al Pd la strada di vivere con fede laica comune un altro Esodo, quello iniziato con le primarie e non negato dal risultato elettorale.

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Musica e pace Barenboim in Cattolica (sezione: Laici e chierici)

( da "Giornale.it, Il" del 12-06-2008)

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N. 139 del 2008-06-12 pagina 11 Musica e pace Barenboim in Cattolica di Piera Anna Franini Quando si parla di orchestra mediorientale, il pensiero corre alla Israel Philharmonic Orchestra (IPO) uno dei primi mattoni musicali posto in un Paese, Israele, che da mezzo secolo è sinonimo di lacerazioni a catena, ma anche di musica vissuta a tutto tondo. Tuttavia, dal 1999 i riflettori internazionali vengono attratti anche dalla West-Eastern Divan Orchestra, la creatura di Daniel Barenboim, il pianista e direttore d'orchestra nato a Buenos Aires da genitori ebrei che poi tornarono in Israele. Barenboim, fra le tante cose direttore scaligero, conversa su temi legati alle sue esperienze musical-sociali in Medioriente: quest'oggi, ore 17.45, all'Università Cattolica del Sacro Cuore. Assieme a lui, il sovrintendente della Scala Stéphane Lissner ed Enrico Girardi. Nella West-Eastern Divan, Barenboim ha voluto riunire musicisti palestinesi, israeliani e di altri Paesi arabi; i ragazzi sanno che "in questa orchestra conosceranno l'uguaglianza che è loro negata in patria. L'orchestra non può portare la pace, tuttavia può creare le condizioni per una comprensione senza la quale è impossibile il dialogo", scrive Barenboim nel suo recente libro nonché best seller, La musica sveglia il tempo. Barenboim ha così realizzato un sogno. Quello di fondare in Medio Oriente una "Repubblica indipendente e sovrana del West-Eastern Divan", la quale crede che qualsiasi vero progresso nel conflitto israelo-palestinese richieda che entrambe le parti si parlino e si ascoltino a vicenda, con sensibilità e attenzione. "Israele ha bisogno di sicurezza e i palestinesi hanno bisogno di uguaglianza e dignità", reclama Barenboim. Che, sempre con le armi della musica, nel 2001 a Gerusalemme volle rompere un tabù proponendo come bis una pagina di Wagner, compositore il cui nome è associato all'antisemitismo. Un coraggio espresso con i mezzi della musica e che, in gennaio, ha guadagnato al direttore la cittadinanza onoraria palestinese. "Probabilmente è l'unica persona al mondo a disporre di un passaporto israeliano e uno palestinese", ha commentato il deputato palestinese Mustfa Barghouti. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Il melologo e l'Illuminismo (sezione: Laici e chierici)

( da "Corriere della Sera" del 12-06-2008)

Argomenti: Laicita'

Corriere della Sera - MILANO - sezione: Tempo Libero - data: 2008-06-12 num: - pag: 17 categoria: REDAZIONALE CLASSICA Il melologo e l'Illuminismo L'associazione gli Amici di Musica/Realtà presenta, alla Palazzina Liberty, un concerto dell'Icarus Ensemble, diretto da Marco Pedrazzini, con la voce recitante di Laura Ferrari. La serata s'intitola "Melologo di oggi: musica e Illuminismo". L.go Marinai d'Italia, ore 21, ingr. lib.

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Fuori dai progressisti Ue? E' folle (sezione: Laici e chierici)

( da "Manifesto, Il" del 12-06-2008)

Argomenti: Laicita'

LATORRE Fuori dai progressisti Ue? E' folle (d.p.) Le contrapposizioni fra ex Ds e ex margheriti? "Roba frontista, vecchia, sa di passato". Nicola Latorre, ambasciatore dalemiano poco incline alle metafore, al congresso anticipato del suo partito non ha creduto neanche quando è stato Veltroni a proporlo. Figuriamoci oggi, che il segretario Pd lo contesta apertamente. "Fra noi si è aperta una discussione che galleggia sopra la realtà. Marxianamente dico: tutta sovrastrutturale. In pratica: la gente ci prende per matti". La scelta se fare o no un congresso, dice, non si può ridurla a una questione organizzativa, come fa Fioroni che sostiene ne l'impossibilità perché ancora non ci sono gli elenchi degli iscritti. "Casomai, è una scelta senza senso per ragioni di sostanza. I congressi sono incentrati sulla leadership, ma da noi nessuno seriamente può proporre un cambio di segretario. Il nostro problema, invece, è la definizione compiuta del profilo programmatico del Pd". Il no al gruppo socialista europeo, espresso dai cattolici Pd, in effetti è una scelta programmatica, "ma sbagliata nel merito e nei toni. Nei toni, quelli perentori di Rutelli, che sono servono solo per ribadire l'esistenza di un punto di vista. Non credo che i cattolici considerino la scelta del gruppo in Europa una questione dirimente. Nel merito: ma c'è qualcuno che veramente crede che il Pd in Europa dovrebbe stare lontano dal campo delle forze del progresso? Se così fosse, sarebbe una follia".

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Congresso? Un suicidio (sezione: Laici e chierici)

( da "Manifesto, Il" del 12-06-2008)

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DIVISIONI DEL PD DEMOCRATICI Il ricatto di Veltroni assediato: chi discute me, mette in discussione il partito Congresso? Un suicidio Mai così in crisi, salta il patto con gli ex popolari, Walter attacca le correnti, nega le voci di scissione ma si dice pronto a rinunciare alla leadership. I cattolici non mollano: nell'europarlamento non con i socialisti, anche se cambiano nome e simbolo. D'Alema tende una mano: troveremo una soluzione Daniela Preziosi Chi vuole tornare indietro "è suicida", chi chiede oggi il congresso abbia il coraggio di andare fino in fondo e mettere in discussione la leadership. Ma sappia di mettere così in discussione "l'idea di fare il Pd". E di sostenere quella "di rifare Ds e Margherita". Walter Veltroni torna a sfidare le correnti del Pd e le ormai aperte richieste di congresso anticipato. Lo fa a Napoli, all'assemblea dei parlamentari del gruppo socialista europeo, di fronte a un pubblico internazionale consapevole che il compagno italiano si sta giocando una partita capitale, che potrebbe costargli - di fatto, se non ancora formalmente - la segreteria del partito nuovo. Se un mese fa la proposta di un'assise anticipata all'autunno, da parte di Veltroni, era stata un colpo di teatro per spiazzare i malumori interni, questa volta è una provocazione aperta, con destinatari chiari e scoperti. Il congresso lo chiede Europa, il quotidiano degli ex Dl, in nome e contro degli ex margheriti e in qualche misura anche della potente area cattolica, che pure a parole non lo vuole (Fioroni: "Ma quale congresso non ci sono ancora gli iscritti?"). Un'area che però non è insensibile alle bacchettate di Famiglia cristiana, il settimanale dei Paolini che ha previsto una scissione dei cattolici dal Pd. Per la prima volta il segretario contesta il devoto editoriale: "Non ho sentito nessuna posizione nemmeno lontanamente assimilabile a quella di quell'editoriale, che era più politico che pastorale". Anche Arturo Parisi chiede il congresso. "Vedo che l'idea di un congresso che affronti finalmente il tema della leadership unitamente a quello della linea comincia a imporsi". L'ex ministro chiede che sia un passaggio "vero", a differenza delle precedenti liturgie democratiche. "Scomodammo più di tre milioni di cittadini per un plebiscito che riguardava un 'chi' ma nulla potè dire sul 'che cosa'". Parisi è un prodiano sui generis, ma il professore non deve pensarla troppo diversamente, e così i suoi. Questa volta Veltroni mette esplicitamente in gioco la segreteria. "Io cerco di tenere insieme il Pd e estendere il suo consenso, che già è cresciuto tanto in un anno. Se invece c'è l'idea che tornando alle vecchie identità si sta meglio, io dico che è un'idea plausibile ma, per me, suicida". Questo il nocciolo del discorso, il resto sono corollari. Anche la collocazione europea del Pd, l'oggetto del contendere che ha fatto saltare la pax veltroniana e mandato in frantumi l'alleanza fra ex ppi e segretario. Walter dice che alle prossime europee non sarà accettabile che europarlamentari dello stesso partito, il suo, siedano in gruppi diversi. Quindi il primo obiettivo - ma è quello minimo, per la verità - è "tenere tutti insieme", magari non troppo distanti dalle forze progressiste di Strasburgo, forse persino stretti in una formula federativa. Veltroni non rinuncia a dire che il percorso di ridiscussione del nome e del simbolo del Pse è omogeneo a quello italiano del Pd, ma sa che convince la platea ma non tutto il partito. Martin Schulz, segretario del Pse, gli fa da sponda rassicurando gli ex margheriti, giurando che non vuole fare nessuno "socialista per forza". Veltroni ha un sogno, un altro dei suoi, "che alla fine si riesca a costruire una nuova casa comune di tutte le forze riformiste non solo in Europa, ma nel mondo". Il fatto è che finora i suoi sogni, uno a uno, non si sono avverati. Così questa volta a porgere una pietosa mano al segretario in difficoltà è Massimo D'Alema, l'altra star dell'assise. Che attacca con qualche ironia il suo intervento alla tavola rotonda sul futuro delle relazioni euromediterranee: "Sono un membro del gruppo del Pse da tanti anni. E' un onore a cui non vogli rinunciare". E continua anche meglio: "Noi sinistra europea, socialisti, democratici...Insomma, vedremo come ci metteremo assieme" ma il punto sarebbe piuttosto occuparsi "del fatto che l'Europa sfrutta il lavoro di milioni di esseri umani, negandogli il diritto di essere rappresentati". Poi, conversando con i giornalisti dà ragione a Veltroni, "il Pd non è un partito socialista ma si compone di diverse tradizioni e culture. Per noi è una cosa ovvia ma era giusto che Veltroni lo spiegasse al Pse". E ripete la linea della parte del Pd che è qui a Napoli: "Da un lato sarebbe sbagliato che noi ci isolassimo, perché questo non aiuterebbe nessuno a rinnovarsi. Dall'altro è sbagliato che si pretenda che noi ci integriamo nel gruppo socialista così com'è". Come dire: lasciamo il Pse trasformarsi in altro, e poi vediamo. Anche se non è il modo migliore per andare alle europee, fra meno di un anno. E comunque non è il modo che vogliono Franceschini &co. Ieri Castagnetti, il primo ad affrontare esplicitamente la questione della collocazione europea, lo ha ripetuto: nessun accordo con i socialisti a Strasburgo, meglio "pionieri" di una nuova famiglia politica. Anche una famiglia piccola piccola. rutelli: non ci ingloberete Dopo l'incontro con Veltroni, l'altolà dell'ex leader della Margherita: per il Pd in Europa nessuno pensi ad un inglobamento nella famiglia socialista. D'ALEMA: UN ONORE IL PSE "Ci dovremo occupare dell'Europa che sfrutta milioni di esseri umani", ha detto D'Alema. Per lui è "un onore" stare nel Pse: "Non voglio rinunciarci" 23+7 PER FARE UN GRUPPO A Strasburgo Ppe e Pse verso norme più rigide per i gruppi: serviranno 23 deputati (oggi 20) eletti in almeno 7 paesi (oggi 6).

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Veltroni: Ds e Margherita? Un suicidio tornare indietro (sezione: Laici e chierici)

( da "Corriere della Sera" del 12-06-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2008-06-12 num: - pag: 18 categoria: REDAZIONALE A Napoli Il capogruppo pse Schulz: con noi chi non è socialista sarebbe "protetto" Veltroni: Ds e Margherita? Un suicidio tornare indietro E sul congresso: si fa solo se si contesta l'idea stessa di Pd D'Alema: "Non possiamo aderire al Pse ma nemmeno isolarci" L'aggiunta "progressista" non basterebbe a Rutelli DAL NOSTRO INVIATO NAPOLI - "E allora, Veltroni, si va al congresso?". Splende il sole sul vertice eurosocialista, convocato per parlare di Mediterraneo, il capogruppo Martin Schulz, vecchio nemico di Silvio Berlusconi, è in perfetta forma e anche Walter mostra un ampio sorriso. Ma ad un certo punto si mette a tuonare. Perché dopo una settimana di Pd vissuta sotto il "fuoco amico" di movimenti interni, maldipancia cattolici, nostalgia di vecchie sigle, correnti che mai dichiareranno di essere tali, decide di passare al contrattacco: "Siamo un grande partito pluralista. Non si va al congresso ogni volta che qualcuno esprime un'opinione diversa da un altro. Ma se viene messa in discussione l'idea stessa del Pd, allora sì: si faccia il congresso. A me si può chiedere solo di fare il segretario del Partito Democratico: se si torna a Ds, Margherita e alle quattordicimila componenti di prima, bisogna ridiscutere tutto". In altre parole: "Tornare indietro è plausibile, ma è suicida". Non c'è male come aut-aut a chi ha già aperto la guerra interna, dopo la sconfitta elettorale. Come dire: escano allo scoperto, se hanno il coraggio. Certo, il riferimento ai due ex partiti che hanno dato luce al Pd è anche legato al recente dibattito sulla sua collocazione europea, a partire dalle resistenze rutelliane su un accordo con il Pse. Ma Veltroni sa benissimo che, al di là dell'Europa, il partito è più che in agitazione e lancia il suo avvertimento. A tutti. Un avviso viene dato anche ai cattolici del Pd. Il fondo di Famiglia cristiana, che scommette su una scissione da parte di chi non ha mai digerito l'alleanza con i radicali, viene definito "più politico che pastorale". Mentre è convinto che il consenso del Pd sia "cresciuto" proprio "grazie alla capacità di tenere insieme le sue diverse anime storiche, a partire da quella cattolica". E il compagno Schulz? Qui a Napoli, per la prima volta in modo esplicito, apre ad un allargamento del Pse, in modo da comprendere anche il Pd: "Una struttura in cui anche chi non è socialista possa sentirsi protetto ". E aggiungerebbe alla sigla "progressista" o "democratico ". Soluzione che potrebbe andare anche bene ai popolari di Fioroni. Forse. Ma che probabilmente verrebbe digerita male dai rutelliani che ad essere "protetti " dal Pse non ci pensano proprio. Veltroni prova ad aprire un varco al dialogo: "Il Pd non è un partito socialista, ma di centrosinistra". Schulz gli dà ragione e, tra bizantinismi vari, il dialogo è appena cominciato. Lo ammette anche Massimo D'Alema, al termine del suo intervento sul Mediterraneo. Dopo aver denunciato lo "scandalo " degli stranieri morti annegati nel tentativo di raggiungere le nostre coste, concede una battuta sul Pd e il Pse: "Per noi non è possibile aderire tout court ai socialisti, ma neanche restare isolati. Stiamo aprendo una riflessione, costruendo qualcosa di nuovo...". Insomma, il cammino per trovare una soluzione che accontenti tutti è ancora lungo. Peccato che le elezioni europee siano appena fra un anno. Roberto Zuccolini.

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Intoppi e treni vuoti per la Germania Così per strada tornano i sacchetti (sezione: Laici e chierici)

( da "Corriere della Sera" del 12-06-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Cronache - data: 2008-06-12 num: - pag: 23 categoria: REDAZIONALE Il reportage Intoppi e treni vuoti per la Germania Così per strada tornano i sacchetti Nuova crisi nell'ultimo giorno di De Gennaro commissario DAL NOSTRO INVIATO NAPOLI - Là sotto c'è un simbolo. Se ne intravede qualche lembo, uno spicchio della vetrata, la cima blu del cartello che indica il percorso. Nei giorni peggiori, a gennaio, la pensilina in via Nazionale delle Puglie, alla fermata dell'autobus 170, era diventata lo specchio del disastro di Casoria. Una città che troppo tempo fa era chiamata la Sesto san Giovanni del Sud per via delle sue fabbriche e adesso non si capisce bene cosa è diventata, una propaggine di Napoli dagli indici demografici in crescita sempre esponenziale, oggi sono in ottantamila. Anche con la pioggia, i bambini e le loro madri aspettavano il pullman in mezzo alla strada, piazzati sulla striscia di mezzeria, il più lontano possibile dai rifiuti che avevano completamente sepolto la pensilina. A nulla valsero le proteste e le raccolte di firme, le ronde contro gli incendi notturni dei contenitori sempre più sepolti e strapieni, con le fiamme che arroventavano la cabina della Telecom sul marciapiede e facevano saltare le linee telefoniche. Vennero i fotografi della Reuters a immortalare quel monumento all'impotenza, attratti anche dal santino della Madonna che un abitante aveva appoggiato sul cumulo. Soltanto con la primavera si tornò a rivedere qualcosa, dapprima la tettoia, poi emerse il cartello con tutta la rete metropolitana, infine i tre sedili. Ieri era come gennaio, della pensilina non si riusciva neppure a immaginare le forme, nascoste da quintali di sacchetti. Sono immagini meno rassicuranti dello sfondo azzurro mare scelto a Palazzo Salerno per la conferenza stampa di Silvio Berlusconi, che accanto a sé aveva passato e futuro di questo anno così decisivo per la Campania. Era il giorno del cambio ufficiale della guardia tra Gianni De Gennaro e Guido Bertolaso, un testimone che a livello d'immagine è stato consegnato in fretta, con l'agenda dettata dall'urgenza. L'ex capo della Polizia non meritava di andarsene così, con la visita del premier e soprattutto una nuova ennesima piccola crisi a far passare sotto silenzio il suo addio ufficiale dopo 154 giorni vissuti sempre sul filo dell'eterna precarietà napoletana. Arrivò l'8 gennaio accompagnato da un decreto che gli conferiva poteri eccezionali, in una regione che sembrava in preda a febbre alta. Il 14 gennaio si toccò il record di 290 mila tonnellate a terra, un'enormità. Tempo dieci giorni e il governo che l'aveva nominato non c'era più. Rimasto solo, l'ex capo della Polizia ha usato poco i super poteri e molto il più semplice buon senso. La sua immersione nella complessità della situazione campana è stata totale, senza sconti. Si è trovato a scongiurare le maestranze del Cdr di Caivano a non celebrare la festa del patrono con la chiusura, ma ha dovuto anche fare slalom insidiosi tra appalti affidati ad imprese ritenute "pulite" che a metà dei lavori - è successo per il sito di Ferrandelle - venivano colpite dall'interdittiva antimafia. Il 30 aprile aveva vinto, c'erano appena 9.000 tonnellate a terra. Pochi giorni dopo, con i sequestri di due siti disposti dalla magistratura, era di nuovo a quota 50mila. Alla fine lascia con un pareggio, unico Commissario ad aver aperto due discariche, Savignano e Sant'Arcangelo di Trimonte. Ha evitato il disastro, e viste le premesse non è un risultato da poco. Basta guardarsi intorno per capire come sarebbe potuto accadere facilmente. Così, il "monumento" di Casoria può avere funzione di memento ai molti che fingono di aver dimenticato come si stava a gennaio, sotto 300.000 tonnellate di schifezze. Ci vuole un niente per andare sotto. Il sito di stoccaggio per ecoballe di Coda di Volpe, a Eboli, è ormai chiuso, finito. Un magistrato lo sequestrò alla fine di aprile per un cavillo, lo restituì il 17 maggio, oggi è ormai pieno perché nel frattempo non sono ancora finiti i lavori chiesti da un altro pubblico ministero per dare il nulla osta al sito di Pianodardine. Il Cdr di Giuliano, poi, ha un nastro di trasporto scassato, come spesso capita, e in questi giorni non lavora. I famosi treni per la Germania viaggiano mezzi vuoti dopo la scoperta di rifiuti ritenuti radioattivi. La procedure di carico sono rallentate, parte la metà della spazzatura che deve essere smaltita, 13 cassoni invece dei "normali " 25. Sono impicci, incidenti di percorso risolvibili in un paio di giorni, con l'apertura di Savignano o con qualche altra toppa. Il risultato di questo passaggio a vuoto però è devastante, dimostra che a Napoli con i rifiuti si sta come sugli alberi le foglie, basta un nulla per vedere i turisti diretti al Maschio Angioino che camminano sul marciapiede di via Medina turandosi il naso, disgustati. Ormai è come con le maree, gli abitanti del centro sanno che quando i cumuli in via Santa Brigida si ingrossano, la tracimazione in via Toledo è questione di una notte, due al massimo. Nessuno si sorprende, nessuno protesta, la monnezza come un evento atmosferico, l'afa o la pioggia che bisogna sopportare, tanto passa, e poi torna ancora. La città è sporca, ma sono periferia e provincia, spesso trascurate, a fare paura. Dai palazzacci di Casoria al lungomare di Pozzuoli, che dovrebbe essere un gioiello turistico. Al termine di via Leonardo Cattolica, il pensionato Antonio Fusco dice una cosa seria che invece fa ridere. "Non si può mettere i rifiuti qui, altrimenti si rischia l'arresto ". Certo. Peccato solo che da un paio di settimane questa strada parallela al muro dell'ex Italsider, tra Fuorigrotta e Bagnoli, sia diventata una discarica a cielo aperto. Sacchetti, ma anche materassi, elettrodomestici, divani sdruciti, mobili vecchi, infissi e porte di legno, parti in plastica di auto. Il sentiero per passare con l'auto tra due ali di cose abbandonate è stretto. "Quando non ne possiamo più - dice Fusco -, siamo noi abitanti a stringerlo ancora, buttando la roba in mezzo. Così gli autobus non passano, i conducenti chiamano qualcuno che intervenga e ammassi tutta la monnezza al muro ". L'ultima frase è pronunciata con una mesta espressione di sollievo, guardando la strada lurida. Il progresso è una pila di immondizia. Alta tre metri, ma a ridosso del muro. Marco Imarisio.

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Dove si siedono il pd a bruxelles (sezione: Laici e chierici)

( da "Riformista, Il" del 12-06-2008)

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Dove si siedono il pd a bruxelles SIAMO SOCIALISTI O LIBERALI? La sindrome cattolica del passero solitario Lo stato di salute politica dei cattolici è un tema che ritorna ciclicamente nell'attualità politica. Oggi si discute se per noi, rappresentanti istituzionali di quella cultura, l'aria sia più salubre nel centrodestra o dalla nostra parte, nel centrosinistra. La verità è che se Atene piange, Sparta non ride, nel senso che se si guarda all'attuale condizione avendo negli occhi e nella mente quella del passato - l'unità dei cattolici nella Dc - allora credo proprio che la questione non sia risolvibile ma destinata a riproporsi periodicamente. Assimilare infatti i cattolici ad una corporazione, riferendosi ad essi come ad un blocco sociale omogeneo, granitico e in cerca di rappresentanza, è fuori dalla realtà delle cose, così come dimenticare che quella cattolica è una scelta plurale, influenzata non tanto da aspetti identitari o etici, quanto da proposte concrete care a tantissimi cittadini, non solo ai laici credenti. È inoltre sbagliato ritenere che quell'elettorato non ha premiato il Pd perché non si è rispecchiato nei suoi valori o temendo una deriva radicale: se non lo ha fatto è perché non ha trovato soluzioni adeguate e convincenti alle questioni cui è più sensibile. Veniamo quindi al Partito democratico, provando a definire la nostra condizione nella nostra casa. Partiamo da una premessa e da un'autocritica. Noi, esponenti di quella storia e di quella cultura, rappresentiamo circa il 35% degli eletti nel Pd. Siamo quindi di gran lunga l'area culturale cattolica più significativa nelle istituzioni parlamentari. Siamo consapevoli di questa condizione e di quale deve essere la nostra missione nel partito? L'unità tra di noi, la capacità di confronto e di proposta è la premessa per contagiare con la profondità e la solidità delle nostre osservazioni, esponenti di culture e provenienze diverse. Non si tratta di un'azione a difesa di una casacca ma voglia di collegare più e meglio il nostro partito al Paese, irrobustendone la natura riformista. Un partito che vuole modernizzare la società italiana, riformarla, non può che partire dal solidarismo cattolico, l'unica grande e compiuta esperienza autenticamente riformatrice realizzata nel nostro Paese. Lievito culturale insomma per il Partito democratico, indispensabile in quel confronto tra noi, laici credenti, e gli altri per aggiornare ed arricchire un'analisi e una proposta alla fine condivise. Se si rinuncia ad attingere da questo prezioso giacimento culturale e valoriale, consegnare il Pd ad una vocazione minoritaria sarebbe a mio parere ben più che un rischio. Unità, quindi, non per riproporre correnti o steccati tra noi e gli altri, ma per ricercare e quindi fornire risposte alla complessità della società di oggi e allo sgomento in cui l'attualità ci fa piombare. Tre esempi: Rom, la vicenda dei rifiuti di Napoli e quella della sanità milanese. Tre vicende che ci consegnano una società incapace di risposte consapevoli e moderne ma comprensibile nel suo smarrimento e nel suo individualismo esasperato. Da parte nostra le posizioni espresse sono apparse difensive, deboli, spesso non persuasive. Nel primo caso tra la risposta emotiva e ingiustificabile - incendio dei campi Rom - e quella passiva - mantenimento del disumano status quo - deve esistere una posizione persuasiva, non difensiva, che non siamo stati in grado di individuare. Nella vicenda campana la risposta comprensibilmente egoistica delle comunità rispetto ad una emergenza come quella dei rifiuti ci interroga e fa emergere, alla fine, l'impotenza nel trovare soluzioni condivise. Infine l'aberrante quadro delittuoso che va delineandosi nella vicenda della sanità milanese, dove esponenti di categorie sociali elevate delinquono per soldi, per avidità, non per bisogni primari, ci propone una società malata e orfana di valori solidi di riferimento. Su questi temi noi cattolici siamo stati in grado di fornire risposte unitarie e un modello di riferimento solido e di sintesi? Non ci abbiamo nemmeno provato e questa è la nostra sconfitta. Alcuni nostri autorevoli esponenti, come la Binetti, si preoccupano più di esternare i propri convincimenti che di operare per costruire consenso intorno ad essi, confondendo la comunicazione politica con la Politica: questa sorta di sindrome del Passero solitario è l'esatto contrario di ciò che dobbiamo fare. Le durissime critiche di Famiglia Cristiana al Pd sono ingiuste ed esagerate ma pongono questo interrogativo: saremo noi a contagiare gli altri con la ricchezza e la profondità dei valori cattolici e la capacità di sintesi delle nostre proposte su alcuni temi o saranno gli altri ad indurci a smarrire il nostro riferimento valoriale, inducendoci ad una banale omologazione di proposta politica? Aldo Moro era il riferimento culturale più alto nella Dc, pur potendo contare su un "misero" 8% congressuale in quel grande partito popolare; la sua visione della società, ispirata a solidi valori di riferimento, era capace di tenere unito il partito e di farlo ritrovare su posizioni più avanzate, muovendo da una capacità di ascolto e da una voglia tenace e paziente di ricerca oggi sempre più rara ma tanto più necessaria. 12/06/2008.

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Demo 2 <chi dice che gli eurogruppi devono essere due?> (sezione: Laici e chierici)

( da "Riformista, Il" del 12-06-2008)

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Demo 2 "chi dice che gli eurogruppi devono essere due?" De Mita: "Con me è stato razzista. Lo disprezzo" Presidente De Mita, il Pd non è più il suo partito, ma i problemi all'ordine del giorno sono gli stessi di quando c'era lei: questione cattolica, collocazione europea, conflitto Ds-Margherita. Un partito che ha la pretesa di rappresentare credenti e non credenti deve affrontare il tema della laicità, intesa come la sollecitazione che l'umanità ha nel difficile rapporto con le innovazioni della scienza della tecnica. Il Pd non lo ha fatto? Non solo non lo ha fatto, ma oscilla tra pericolosi dualismi. Nei teo-dem vedo emergere la suggestione del valore trasferito in norma. E invece a me, giovane studente della Cattolica di Milano, spiegavano che il cattolico che impone al non credente un comportamento commette peccato. Ma d'altra parte la riscoperta della laicità come dimensione anticlericale è la risposta meno indicata. Se il Pd vuol essere rappresentante di queste questioni elaborando una risposta moderna e adeguata non può oscillare tra l'agnosticismo, l'indifferenza e il "ma anche". Veramente l'accusa più comune ai vertici del Pd è di essere sensibile ai richiami vaticani non meno del Pdl. La Chiesa è portatrice di verità per i credenti. Che in Italia la gran parte dei cittadini abbia questa convinzione è un fatto. Nessun politico può ipotizzare di governare una comunità non tenendo conto che questa posizione è maggioritaria. Così come a nessuno veniva in mente di governare contro i metalmeccanici quando erano la forza che erano. D'Alema ha denunciato il rischio di un patto di potere tra la Chiesa e il governo di centrodestra. La ricerca di continui accordi tra le istituzioni e la Chiesa è un fatto. Sbaglia però chi immagina che sia un accordo di sistema, ideologico. Tutta l'ex Margherita è in rivolta contro l'ipotesi di un'adesione del Pd al Pse. Condivide? Quando io sono stato eletto europarlamentare per la seconda volta, nel 1999, i radicali volevano fare gruppo a sé. La Bonino presentò una proposta di modifica del regolamento e io la sostenni. Il presidente della commissione Affari costituzionali era Giorgio Napolitano, che mi disse: "Ciriaco, i partiti non cambiano, perché se no debbono cambiare la distribuzione delle risorse". Questo sono, dei gusci vuoti. C'è bisogno di fare uno statuto per decidere che il Pd può avere relazioni sia coi democratici americani che con gli indiani? Io capisco che per uno che è stato socialista, e lo dice un ex dc, c'è qualche difficoltà a cambiare. La cosa che però non mi torna è che un partito che è avanti agli altri, per andare avanti torna indietro. Il socialismo non è più una spiegazione dei problemi del mondo. Il Pd può porre il problema del regolamento. Chi l'ha detto che i gruppi debbano essere due? Ma così non si condanna all'isolamento e alla ininfluenza? Non scherziamo. Gli eurogruppi non hanno alcun ruolo politico. E si conta per le idee, non per la quantità. Nel Pd si parla già di scissioni. Colpa della sconfitta elettorale o di altro? Ci sono sconfitte salutari, e sono quelle che anticipano una vittoria futura. Non mi pare questo il caso. Il buon risultato del Pd coincide col disastro dell'opposizione. Cos'altro poteva fare Veltroni? Il problema era rifare la coalizione. Non l'abbiamo fatta perché abbiamo ritenuto che fosse una cosa vecchia. Non si è fatta per le troppe differenze con la sinistra. De Gasperi mise insieme i socialdemocratici che erano ancora marxisti, i repubblicani che erano massoni, i liberali anticlericali. Li mise insieme non chiedendo loro di iscriversi alla Dc né lui iscrivendosi ai loro partiti. Lo fece persuadendo sugli obiettivi gli alleati prima che gli elettori. Si va verso un nuovo bipolarismo. È la nuova stagione. Sì, ma cos'è il nuovo? A sinistra il rinnovamento è sempre concepito in un sorta di novità nella continuità. In teoria questo continuo miscuglio tra memoria e futuro esalta il presente, ma in realtà lo cancella, perché il presente, non collocato tra memoria e futuro, semplicemente non esiste. Veltroni ha compiuto più di una rottura col passato. No. Veltroni è l'emblema di questa mia ricostruzione. Persona senza pensiero, sufficientemente cinico per essere disinvolto, che ha commesso il grande errore di immaginare che il rinnovamento fosse la rivoluzione dell'esistente. Ma la politica è il governo dei problemi, non la citazione di qualche presidente americano. Un partito nuovo che non si pone il problema di individuare i valori che stanno alla base di possibili soluzioni nei campi della laicità, delle libertà del singolo rispetto all'economia, della crisi dell'internazionalismo non va lontano. E invece il Pd più cerca di innovare, più diventa astratto". Il Pd ha cambiato le radici della sua rappresentanza sociale: ha candidato operai e imprenditori. L'interclassismo democristiano non metteva insieme diversi interessi, non era corporativismo. La Dc arbitrava il conflitto tutelando la posizione del più debole. E così ricostruiva un'armonia, come processo continuo. Non a caso tutte le cifre ci indicano che con la Dc la crescita del paese è stata costante, fino a che sono arrivati gli innovatori. Ci sono anche le cifre del debito pubblico accumulato in quegli anni. D'accordo, la crescita ha generato problemi. Li si affronti. Se il governo fosse solo la raccolta di opportunità e non la risoluzione di difficoltà tutti saprebbero governare. Qualcosa però è cambiato: in Parlamento i partiti non sono più venti. "Ricordo un'affermazione di Veltroni che diceva che negli ultimi 15 anni si era sbagliato tutto e la spiegazione stava nella circostanza che la crisi era stata affrontata da coalizioni quantitative e non da proposte politiche alternative. Giudizio condivisibile. Solo che poi è accaduto il contrario. Non si è passati da coalizioni coatte a pluralismo convergente. Siccome le coalizioni non andavano, hanno fatto due partiti personali. Ma almeno in Berlusconi la personalizzazione è una scelta dichiarata, nell'altro no. C'è alterigia dell'intelligenza - basta vedere come ha organizzato il partito, come ha fatto la campagna elettorale - c'è la liturgia della rappresentazione di una classe dirigente che dispensa grazie, ricerca ancelle, indica il vuoto. Molti penseranno che lei dice così perché non è stato ricandidato da Veltroni. È vero a metà. Non sono io che ho cercato di partecipare al progetto del Pd, sul quale ho sempre espresso diversa opinione. La verità è che prima sono stato scelto come organizzatore della formazione delle nuove generazioni e poi considerato dalla stessa persona un ferro vecchio. Sa cos'è questo? Cos'è? Uso una parola forte: razzismo. Quando si giudica non sulla persona, ma su un criterio, quello è. Veltroni ritenendosi portatore di verità e vita delegittima così l'interlocutore. Se uno ha un pensiero giusto e ha 65 anni non può parlare perché per principio deve parlare uno che ne ha 22, anche se non ha niente da dire. Ho avuto molti rapporti conflittuali nella mia carriera, ma sempre con grande rispetto. Per la prima volta io disprezzo una persona. Lei ha sostenuto Veltroni quando fu indicato da tutti segretario. Avevo immaginato che la scelta sua e di Franceschini fosse rappresentativa, ma per costruire un partito in un lungo periodo. Poi la cosa è precipitata. Prima della crisi di governo gli ho anche dato dei consigli. Gli dissi "preparati una via d'uscita, ragiona con l'opposizione su legge elettorale, ruolo del Parlamento e del governo", sempre restando nell'ambito del parlamentarismo però, perché lui le tentazioni plebiscitarie ce l'ha. E lo avvertii di non illudersi di poter fare tutto questo dopo la caduta del governo, perché le condizioni sarebbero cambiate. Ci siamo sentiti al telefono anche dopo il discorso del Lingotto. Anche lì mi dice: "Sono d'accordo". Poi mi fa: "Debbo rispondere a Bertinotti, ti richiamo". Non m'ha mai richiamato. Anzi, non ci siamo più sentiti". Gli italiani col voto hanno scelto la semplificazione. "Si duo faciunt idem, non est idem. Se il bipartitismo ha funzionato bene solo in paesi di tradizione anglosassone ci deve esser una ragione. Lì il punto di partenza era una comunità di eguali. Nell'Europa continentale non funziona così. Non dico che è meglio o peggio, è così. Immaginare di cambiare attraverso una imposizione è come realizzare un vestito stilizzato per un obeso. Alleanze a sinistra, avversione al bipartitismo, ostilità verso riforme semipresidenziali. Sembra di sentire D'Alema. D'Alema è intelligente. Io confesso un errore. Io avevo un buon rapporto con Veltroni e un po' di distacco con D'Alema. Parteggiai per Veltroni nella sfida per la segreteria del Pds nel 1994. Quando D'Alema era direttore dell'Unità mi fece una canagliata. Io, presidente del Consiglio, torno da un vertice nell'Egeo e leggo sull'Unità : "De Mita si è arricchito sul terremoto". Ora a Nusco ho quella pagina incorniciata, col titolo segnato in rosso e a fianco un molto garbato pentimento per l'errore, firmato D'Alema. Me l'ha regalato lui per gli 80 anni. Quando non sono stato candidato è stato il solo a fare una dichiarazione pubblica in mio favore. Neanche con gli ex popolari è rimasto un buon rapporto. "Io sono la loro cattiva coscienza. Ma il fatto stesso che la loro presenza non si noti nonostante controllino il partito dice tutto sul fatto che la politica ha perso l'anima". 12/06/2008.

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Castagnetti celebra Enrico Berlinguer (sezione: Laici e chierici)

( da "Corriere della Sera" del 12-06-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2008-06-12 num: - pag: 19 categoria: REDAZIONALE Commemorazione Castagnetti celebra Enrico Berlinguer MILANO - ( g. g. v.) "E che c'è di strano? Sono il primo a dire che occorre separarci dal nostro passato, che il Novecento è alle nostre spalle, ma questo non significa cancellare la nostra memoria". Pierluigi Castagnetti, cattolico popolare, faceva parte ieri della delegazione del Pd (con Fassino e Bettini) che ha reso omaggio alla tomba di Enrico Berlinguer, nel ventiquattresimo anniversario della morte del segretario Pci. "è una questione di rispetto doveroso a una grande figura che tanto ha rappresentato per parte del Pd". Il partito "deve superare il passato, per questo ho contestato l'ingresso nel Pse: anche in Europa dobbiamo ambire a creare qualcosa di nuovo. Ma questo non vuol dire rimuovere la storia. Il 19 agosto andrò a commemorare De Gasperi. E, come l'anno scorso, ci sarà una delegazione del Pd al completo, vedrà...". La memoria non ha a che fare con il malessere de cattolici. "Si fa confusione: non c'è un problema di voto cattolico, i cattolici hanno votato come tutti gli altri. Il problema sono i rapporti tra il Pd e la Chiesa". Pierluigi Castagnetti.

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È un (sezione: Laici e chierici)

( da "Corriere della Sera" del 12-06-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Libri - data: 2008-06-12 num: - pag: 46 categoria: REDAZIONALE POLITICA LA TOLLERANZA Dialogo laici e cattolici: la sfida dei democratici è un obiettivo "alto", ma comporta un impegno complicato, andare "oltre le frontiere tra ragione e fede", come ci propone Vannino Chiti in Laici & Cattolici, dove spicca anche un significativo "dialogo" fra il cardinale Silvano Piovanelli e l'autore, ex ministro per i rapporti con il Parlamento, nonché esponente prima del Pci e adesso del Partito democratico. Il nodo centrale del libro riguarda soprattutto la ricerca, lunga quasi mezzo secolo, di "un impegno comune fra movimenti di ispirazione socialista e lavoratori e cittadini cattolici, non "nonostante" la loro fede religiosa, ma in quanto portatori di una fede vissuta con coerenza". Ne scaturisce lo sforzo, che Chiti ripercorre in sintesi (aiutato da un'appendice cronologica sui principali avvenimenti del "dialogo"), per cercare di realizzare quella laicità, senza la quale non solo non si ha "una convivenza vera tra gli uomini", ma addirittura "non vive la democrazia". Giudizio perentorio, quest'ultimo, che però serve a spiegare il travaglio, che Chiti non nega esserci stato in entrambi gli ambienti. Da qui nasce l'interesse di certe pagine, dove emergono figure del mondo cattolico - Papa Giovanni, La Pira, padre Balducci, il cardinale Dalla Costa, arcivescovo di Firenze - che Chiti prende a esempio per una riflessione (anche autobiografica) che riguarda le vicende del passato prossimo, ma soprattutto chiama in causa l'urgenza di un "vivere insieme ", senza più intolleranze né ostracismi manichei. Arturo Colombo VANNINO CHITI Laici & Cattolici GIUNTI PP. 192, e 10.

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Da Ruini a Vallini, da Saraiva ad Amato. Al Sant'Uffizio? Sanna (sezione: Laici e chierici)

( da "Giornale.it, Il" del 12-06-2008)

Argomenti: Laicita'

Si avvicina il giorno dell'annuncio dell'avvicendamento del Vicario di Roma: la scelta del Papa, per la successione del cardinale Camillo Ruini, è caduta sull'attuale Prefetto della Segnatura apostolica, il cardinale Agostino Vallini, già vescovo ausiliare di Napoli e poi vescovo di Albano. La nomina dovrebbe essere resa nota entro fine mese, probabilmente il 24 giugno. Non ci sono cambi in vista nella struttura del Vicariato: il successore di Ruini dovrebbe infatti mantenere al suo posto l'attuale vicegente, monsignor Moretti. Nei giorni successivi alla nomina di Vallini al Vicariato dovrebbe essere resa nota la promozione del Segretario dell'ex Sant'Uffizio, l'arcivescovo Angelo Amato, a Prefetto della Congregazione delle cause dei santi, in sostituzione del cardinale José Saraiva Martins. Il delicato ruolo di numero due della Congregazione per la dottrina della fede si vociferava fosse destinato al vescovo Rino Fisichella, ausiliare di Roma, attuale rettore della Lateranense. Ma nelle ultime ore sta prendendo quota un'altra candidatura: quella del più anziano arcivescovo di Oristano, il teologo Ignazio Sanna, che era stato promosso alla diocesi sarda da appena due anni. Fisichella viene riservato per altri futuri incarichi. Scritto in Varie Commenti ( 10 ) " (2 votes, average: 3 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 10Jun 08 Gli statuti del Cammino neocatecumenale, verso il 13 giugno Alcuni di voi mi hanno chiesto di aprire un nuovo thread dedicato alla discussione sugli statuti del Cammino neocatecumenale, che sono stati approvati da Benedetto XVI e saranno consegnati nella tarda mattina di venerdì prossimo ai responsabili del Cammino. Il motivo della richiesta è l'alto numero di commenti che rende difficile l'accesso alle pagine con le discussioni precedenti. Una richiesta simile mi era stata rivolta nei giorni scorsi da Klaus, il quale ha poi lasciato il blog a causa della mia scelta di aprire il nuovo spazio di discussione in calce al post dedicato al romanzo thriller di Thornborn. La mia scelta era stata dettata dall'impegno che avevo preso di non intervenire più sulla vicenda fino al 13 giugno. Pur non essendo d'accordo con il tono e con i contenuti di molti commenti (in queste due settimane mi sono beccato rimproveri da destra e da manca, sono stato fatto passare come un portavoce del Cammino solo perché non non lo ritengo "eretico", è stato ipotizzato che la mia posizione sia dovuta alla paura di reazione dei neocatecumenali stessi, sono stato pure offeso pesantemente), mi rendo conto ora che Klaus aveva ragione a chiedere uno spazio apposito, perché se è vero che gli argomenti sul mio blog li decido io, è altrettanto vero che la discussione si alimenta grazie al contributo di tutti e dunque - visto l'interessa suscitato dall'argomento - è giusto che possa continuare. Scritto in Varie Commenti ( 360 ) " (10 votes, average: 4 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 07Jun 08 Antonelli a Roma, Betori a Firenze, Brambilla (forse) alla Cei E' stata annunciata a mezzogiorno di oggi la nomina del cardinale Ennio Antonelli alla guida del Pontificio consiglio per la famiglia. L'arcivescovo lascia Firenze per succedere allo scomparso cardinale Alfonso Lopez Truijllo. La diocesi del capoluogo toscano vive un momento di empasse, dopo le tristi ben note vicende dello scandalo di abusi che ha coinvolto don Cantini e ha finito per lambire pure l'attuale vescovo ausiliare Claudio Maniago (criticato per aver minimizzato l'accaduto) che alla comunità di Cantini era legato. Non è stato reso noto il nome di chi prenderà il posto di Antonelli. Il pole position c'è il Segretario della Cei Giuseppe Betori. Come numero due della Conferenza episcopale, dopo la partenza di Betori, continua a consolidarsi la candidatura del vescovo ausiliare di Milano, il teologo Franco Giulio Brambilla. Più defilate altre due candidature, quella del vescovo di Albano Marcello Semeraro, e quella del vescovo di Macerata Claudio Giuliodori, già direttore dell'ufficio comunicazioni sociali della Cei. Scritto in Varie Commenti ( 196 ) " (17 votes, average: 3.59 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 06Jun 08 La decisione di Gianni e i nostri giudizi Cari amici, dopo aver letto il commento postato da Gianni B. in uno dei precedenti thread, non ho potuto fare a meno di segnalarvelo, perché mi ha commosso e mi ha fatto pensare. "Questi giorni sono stati per me terrificanti a dir poco, purtroppo. In questo preciso momento, 6 giugno ore 13.00, avrei dovuto essere in Repubblica Ceca presso una clinica privata per iniziare l'iter dell'inseminazione eterologa. Avevo già preso l'appuntamento, prenotato l'albergo, fatto il pieno e stampato l'itinerario, tanto per dire. Io e la mia dolce metà abbiamo ovviamente trascorso queste ultime notti completamente insonni, chiedendoci se la nostra decisione sarebbe stata giusta o no, mentre si avvicinava il momento della partenza. Mi sono domandato mille volte: come è possibile mettere al mondo un bambino sapendo che il patrimonio genetico non è della persona che ami ma di un'altra donna che neppure conosci? Dentro di me ero assolutamente orripilato da questa ipotesi, però mia moglie desiderava questo figlio sopra ogni altra cosa, poverina, e non me la sono sentita di dire un no irrevocabile. Per fortuna, sono riuscito a farla ragionare, passo dopo passo, con grande pazienza e amore, e alla fine mi ha dato ragione per cui ieri non siamo partiti e abbiamo annullato tutto. Oggi lei è molto più sollevata, anzi quasi rinata devo dire, e pure io. Mentre parlavo con lei ogni tanto mi venivano in mente le nostre discussioni qui dentro al blog, che mi hanno fatto riflettere. Che pensate - mi rivolgo a tutti voi, se avete voglia di rispondermi - di questa nostra decisione? Io sono strafelicissimo in questo momento, sto già pensando all'affido, ci sono tanti bambini che hanno bisogno di una famiglia". Condivido anch'io la felicità di Gianni e di sua moglie. Mi colpisce il fatto che i commenti dei lettori del blog abbiano potuto, nel loro piccolo, contribuire a far prendere una decisione così importante. Mi sono permesso di presentare questo messaggio (all'insaputa di Gianni), perché credo possa insegnare qualcosa a tutti. A me ha insegnato che dietro le questioni di principio, i temi che ci fanno accapigliare, che ci fanno discutere aspramente, ci sono sempre le storie concrete delle persone. C'è la vita. Se lo tenessimo sempre presente - quando parliamo di bioetica ma anche delle vicende interne alla Chiesa - forse i nostri giudizi, senza venir meno nella chiarezza, sarebbero accompagnati da più carità e misericordia. Scritto in Varie Commenti ( 86 ) " (22 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 05Jun 08 Thornborn, un Dan Brown cattolico? Ho appena finito di leggere il romanzo "L'ultima rivelazione" di Joseph Thornborn (edizioni Piemme): un thriller ambientato in Vaticano, che ha come tema di fondo la storicità dei Vangeli. L'ho trovato molto ben documentato. Avevo già letto dello stesso autore un precedente romanzo, "Il quarto segreto", dedicato alla profezia di Fatima. Mi permetto di segnalarveli perché mi sembrano un esempio di come si possano scrivere gialli di fantapolitica vaticana, conditi con misteri e profezie, conservando la prospettiva cattolica. PS. In realtà ho scritto questo post soprattutto per venire incontro alle richieste di chi mi chiedeva un nuovo spazio per continuare l'accesissima discussione dedicata ai neocatecumenali. Avevo scritto che non sarei più intervenuto fino alla notizia dell'approvazione e vorrei mantenere l'impegno, limitandomi a ribadire che gli statuti sono stati approvati definitivamente da Benedetto XVI, dopo un lungo e attento esame, e che la consegna ufficiale ai responsabili del Cammino avverrà venerdì 13 giugno. A quanti - nuovi arrivati - mi hanno accusato di essere troppo accondiscendente con coloro che rivolgono critiche feroci contro i neocatecumenali, non posso che dire di rileggersi con attenzione ciò che ho scritto nei post precedenti e in qualche risposta ai tantissimi commenti. Spero di non offendere nessuno se mi limito ad osservare: Roma locuta, causa finita. Resta valido l'impegno a domandare scusa in ginocchio se sarò smentito e cioè se Roma si esprimerà. ad experimentum! Scritto in Varie Commenti ( 805 ) " (17 votes, average: 3.35 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 03Jun 08 E Pacelli intervenne contro la legge antisemita Sul Giornale di oggi pubblico una pagina dedicata ad alcuni documenti che ho scoperto durante il mio recente soggiorno in Francia, consultando le carte dell'Archivio del cardinale Tisserant, custodite in un paesino dei Pirenei dall'Associazione Amici del cardinale Tisserant. Si tratta dell'intervento che l'allora cardinale Eugenio Pacelli, nella primavera del 1938, fece (su input di Tisserant) per impedire che in Polonia venisse approvata una legge che proibiva la macellazione per giugulamento tipica del rituale ebraico. Il cardinale Segretario di Stato, che definì quella norma "una vera persecuzione", scrisse immediatamente al nunzio apostolico a Varsavia per essere informato. Il nunzio inviò a Roma un dettagliato rapporto, spiegando che non erano necessari interventi di alcun genere perché la legge si era arenata in Senato e sarebbe stata lasciata cadere. Ancora una volta dai documenti emerge inequivocabilmente l'infondatezza della "leggenda nera" che vorrebbe dipingere Pio XII come antisemita. A proposito di questo Papa, sono lieto di segnalarvi che nel sito online del Giornale si è inaugurata una nuova sessione, curata dalla grafologa Evi Crotti (con la quale ho collaborato per realizzare un volumetto sulla grafia dei Papi), che oltre a interloquire con i lettori-navigatori, interpretando i disegni dei bambini, offre alcune analisi grafologiche su personaggi famosi: si inizia con Padre Pio e con Pio XII, due giganti della Chiesa del secolo scorso. Scritto in Varie Commenti ( 344 ) " (17 votes, average: 3.59 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 01Jun 08 Il Papa non incontrerà Ahmadinejad Il presidente iraniano Mahmud Ahmadinejad, a Roma dal 3 giugno per partecipare al summit della Fao, non vedrà a tu per tu Benedetto XVI, come aveva chiesto nei giorni scorsi, come scrivo sul Giornale di oggi. E non ci sarà neppure l'udienza collettiva ai capi di Stato presenti al vertice, come ipotizzato fin dall'inizio dalla Santa Sede di fronte alle molte richieste di udienza (a quanto pare otto) presentate dai vari leader. Vista l'impossibilità "tecnica" per il Pontefice di ricevere singolarmente tutte queste persone nel giro di 24-48 ore, e vista l'impossibilità di realizzare anche l'udienza collettiva, in quanto i capi di Stato e di governo giungeranno a Roma in tempi diversi, il Vaticano nelle ultime ore ha informato ciascuno dei richiedenti che non sarà possibile soddisfare le loro richieste. La presenza di Ahmadinejad Oltretevere, a tu per tu con Ratzinger, secondo alcuni avrebbe potuto creare qualche imbarazzo viste le sue reiterate dichiarazioni nelle quali ha chiesto la cancellazione di Israele dalla carta geografica. Al tempo stesso, però, l'udienza sarebbe stata concessa se Ahmadinejad si fosse trovato di passaggio a Roma non in coincidenza con la presenza di così tanti "colleghi" che desideravano un'udienza. La Santa Sede, infatti, dialoga con tutti e incontra tutti. Nel dicembre di due anni fa, infatti, Benedetto XVI ricevette il ministro degli Esteri di Teheran che gli portava un messaggio dello stesso Ahmadinejad. Scritto in Varie Commenti ( 178 ) " (13 votes, average: 3.46 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 30May 08 La gioia del Papa per il nuovo clima politico Ieri mattina ero nell'aula del Sinodo quando Benedetto XVI, intervenendo alla 58 assemblea della Cei, di fronte a 266 vescovi italiani, ha parlato della situazione del nostro Paese, richiamando l'emergenza educativa e chiedendo un sostegno effettivo per la scuola non statale. Papa Ratzinger ha pure "benedetto" il nuovo clima politico che si respira nel nostro Paese dopo le elezioni. Questo è l'articolo sul suo discorso che ho pubblicato oggi sul Giornale, mentre questa è un'analisi - sempre mia - che l'accompagna. Il testo integrale del Papa si trova come al solito sul sito della Santa Sede. E' interessante notare l'apertura di credito offerta al nuovo governo e al tempo stesso l'attesa di risultati concreti nell'affronto delle emergenze del Paese. Quella della Chiesa, insomma, non è una cambiale in bianco. Scritto in Varie Commenti ( 258 ) " (15 votes, average: 3.53 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 27May 08 L'annuncio di Gesù ai giovani Sul Giornale di oggi presento una sintesi della prolusione che ieri pomeriggio il cardinale Bagnasco ha tenuto aprendo i lavori della 58 assemblea generale della Cei. Qui vi segnalo un passaggio, dedicato all'annuncio cristiano e alla sua ricezione da parte dei giovani: "L'annuncio kerigmatico oggi cattura più solitamente dall'inizio, perché è realmente il fascino esercitato dalla persona di Gesù a colpire, per contrasto, magari come ragione di un evento che turba o come senso profondo di una testimonianza di vita che colpisce e sgomenta. Ma anche come reazione abissalmente altra rispetto al vuoto desolante, rispetto ai progetti di de-costruzione che passano per l'assunzione delle droghe o dell'alcol, per i riti dell'assordimento e dello stordimento. Cristo allora diventa come il risveglio inaudito ad una vita diversa, radicalmente altra, ideale subito concreto e pertinente, principio riordinatore di un'esistenza via via capace di altri sapori e di altri riti. È da qui, dall'evento dell'incontro già nitido ma non ancora completo, che può iniziare il cammino della conoscenza che, oggi forse ancor più di ieri, converge fino ad essere un tutt'uno con quello della conversione, ossia di una vera metà-noia che porterà i giovani, con i ritmi di ogni crescita, con gli inevitabili alti-e-bassi di ogni ascesi, ad assumere su di sé "il grande sì della fede", lasciandosi personalmente sagomare da esso nella propria e specifica esistenza, con i suoi talenti e la sua vocazione". Potete trovare il testo completo della prolusione sul sito della Cei. Scritto in Varie Commenti ( 231 ) " (24 votes, average: 3.58 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 26May 08 Neocatecumenali, faranno la comunione in piedi Nel riconfermare la notizia dell'approvazione definitiva degli statuti del Cammino Neocatecumenale sono in grado di dirvi che nei testi approvati, da quanto mi risulta, sarebbe passata una modifica relativa alle liturgie del movimento, frutto del confronto e del cammino compiuto insieme con i vari dicasteri della Curia romana: la comunione sarà ricevuta in piedi dai fedeli, attorno all'altare. Chi si comunicherà, dunque (se l'indiscrezione sarà confermata), non rimarrà più seduto, come avveniva solitamente, ma si alzerà in piedi, di fronte al celebrante che passerà con il pane e con il calice del vino. La Chiesa, che è madre, accoglie, corregge, aiuta e. riconosce. Il giornale online Petrus ha divulgato una nuova versione dell'articolo (ripreso anche all'estero), affermando che ci sono parti degli statuti - riguardanti la catechesi e la liturgia - che saranno approvate non in via definitiva ma ad experimentum (sembra) per sette anni. Non posso fare altro che riconfermare che tutti gli statuti sono stati approvati in via definitiva (con alcune lievi modifiche, una delle quali ho già citato) e che non ci sono parti relative a liturgia e catechesi approvate solo ad experimentum. Aggiungo che la cerimonia per la consegna degli statuti interamente approvati avverrà il 12 o il 13 giugno prossimi. L'idea che si approvino definitivamente soltanto in parte, rimandandone una parte ad experimentum è di per sé un po' ardita, anche canonicamente: o si approva tutto definitivamente, o si approva ad experimentum, o non si approva. Non aggiungerò più nulla, e i navigatori del blog mi scuseranno se non risponderò sull'argomento: c'è tempo fino al 12-13 giugno per scatenare ipotesi, complotti, voci, approvazioni parziali, experimenta, accuse di eresia (e ora anche accuse al sottoscritto di essere un prezzolato venditore che lucra sulla fede). Se sarò smentito chiederò scusa in ginocchio (visto che siamo in tema). In caso contrario, riporterò qui la notizia ufficiale, senza alcun commento. Scritto in Varie Commenti ( 736 ) " (32 votes, average: 3.84 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico Post precedenti Chi sono Sono Andrea Tornielli, il vaticanista del Giornale, classe 1964, laurea in storia della lingua greca. Sono sposato e ho tre figli. Vivo tra Roma e Milano Tutti gli articoli di Andrea Tornielli su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (200) Ultime discussioni Francesco Ursino: Giacomo Con tutto il rispetto, l'approvazione di uno statuto non è un'azione ex... Alberto Farina: Che dire di questo "calciomercato" ecclesiastico? Onestamente non mi appassiona, anche se... Ettore: .ma che speranze abbiamo sull'entità delle modifiche eventualmente apportate? Secondo me... Aloysius: per tutti Ecco perchè da domani l'ingannato sarai tu che credi alle favole dei blog anzichè aprire gli... Giacomo: @ Luisa: Capisco che sei assetata di vendetta, ma stai tranquilla che non ci sarà nessuno stravolgimento se... Gli articoli più inviati Il voto "veltroniano" di Maria: lettera blasfema di don Farinella - 13 Emails Messe show, facciamo un catalogo? - 10 Emails Nasce a Roma la prima parrocchia personale in rito antico - 8 Emails Neocatecumenali, il Papa ha approvato gli statuti - 6 Emails Neocatecumenali, faranno la comunione in piedi - 6 Emails La battaglia finale - 5 Emails Dopo la messa tridentina, in Cattolica cambiano l'altare - 5 Emails Un'enciclica con l'aiuto di Marx - 5 Emails Martini contro il Motu proprio di Benedetto XVI - 4 Emails Il Motu proprio? A Milano l'arcivescovo dice no - 4 Emails Ultime news Bce: "Italia a rischio se non risana i conti"Clinica Santa Rita: un medico indagato accusa i verticiUccide la convivente e la mura in soffittaMuore schiacciata da una balla di fienoBush al Quirinale: "Clima più costruttivo"Catania, il depuratore è sotto sequestro Sacconi: "Ora serve un piano straordinario" Blog Amici Dio: pace o dominio Il blog di Accattoli il blog di Fratel Ettore Il blog di Magister il blog di Marcello Foa Il blog di Marco Tosatti Il blog di Matteo L. 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Fioroni: <non ci sono scissioni di cattolicie veltroni resterà a lungo segretario> (sezione: Laici e chierici)

( da "Secolo XIX, Il" del 13-06-2008)

Argomenti: Laicita'

Fioroni: "non ci sono scissioni di cattolicie veltroni resterà a lungo segretario" l'assemblea del partito ROMA. "Il candidato migliore si chiama Romano Prodi". Così Giuseppe Fioroni, responsabile organizzazione del Pd, risponde alla domanda su chi sarà eletto presidente del Pd dall'Assemblea del partito convocata per il 20 e 21 giugno. Fioroni affronta anche il tema della collocazione europea del Pd, pronosticando la nascita di un nuovo gruppo a Strasburgo: "Credo che riusciremo a creare una "cosa nuova", un soggetto innovativo con parlamentari di nazioni diverse prima delle elezioni". Fioroni rivolge poi una critica all'editoriale di Famiglia Cristiana: "Dire che nel Pd i cattolici non contano nulla è come dire che negli ultimi sei mesi il "Foglio" non ha parlato di aborto". "Non ci sono scissioni di cattolici - prosegue l'ex ministro - non ci sono congressi straordinari, non ci sono primarie in vista e in questo momento nel Partito democratico non ci sono neppure famigerate leadership in discussione. Veltroni è il nostro segretario, lo sarà ancora a lungo e sarebbe profondamente sbagliato provare a metterlo in discussione. La guida del Pd - conclude Fioroni - potrebbe cambiare solo se il segretario dovesse scoprire che la linea politica del partito è cambiata. E oggi naturalmente non è così". 13/06/2008.

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Pd, partito sull'orlodi una crisi di nervi (sezione: Laici e chierici)

( da "Secolo XIX, Il" del 13-06-2008)

Argomenti: Laicita'

Sospetti e mal di pancia nell'Albenganese tra ex Ds ed ex Margherita dal nostro inviato PAOLO CRECCHI Albenga. Rosangela Fiorito, un nome un destino, coltiva ortaggi e piante ornamentali nella famosa piana ingauna, quella dove hanno trovato la tartaruga autoctona che rappresenta l'unico vertebrato autenticamente ligure. Anche Rosangela Fiorito è ligure, e addirittura ne incarna l'essenza politica: ha votato a destra, ha votato a sinistra, è rimasta delusa da entrambi gli schieramenti e ritiene che gli amministratori locali o i parlamentari romani vivano "sugli altarini", un'espressione che rimanda a qualcosa di nascosto e di furbesco, e comunque di lontano. Va da sé che Angela Fiorito sia l'elettore tipo, la preda politica - sia detto con il massimo rispetto - di quell'anima cattolica, in seno al Partito democratico, che vuole tornare a confrontarsi sul territorio. Per adesso il presidente della Provincia di Savona Marco Bertolotto si è autosospeso, assieme a un congruo numero di sindaci e di assessori ex margheritini: ma nella migliore tradizione della sinistra, sia pure moderata, lo spettro della scissione è dietro l'angolo. Anche la piana ingauna è dietro l'angolo, rispetto a Savona. Allargandola un po', fino a comprendere il Finalese e la baia di Andora, si ottiene quella striscia di Liguria che ha sempre fatto pendere di qua o di là la bilancia elettorale. Normalmente di centrodestra alle elezioni politiche, il ponente savonese si scopre regolarmente di centrosinistra alle amministrative, e tuttavia sa premiare o punire chi governa. Ad aprile, per esempio, non ha avuto dubbi: 18 mila voti in più a favore di Berlusconi, il 10% di distacco, un abisso. L'abisso che c'è tra la gente e i suoi rappresentanti, ha denunciato Bertolotto, e Rosangela Fiorito non può che dargli ragione: "I prezzi delle piante li decidono tutti meno che i grossisti. Mi hanno rubato in casa già tre volte, ma se vedo una brutta faccia davanti al cancello e dico che ho paura sono razzista. Mia madre ha fatto la contadina per quarant'anni e adesso ha 420 euro al mese di pensione, però so di gente che spende la stessa cifra per quattro cene. Nessuno ci cerca, mai, magari per sapere cosa pensiamo noi anziché i soliti dei talk show in televisione. Come facciamo a non sentirci esclusi?". L'agricoltura della piana ingauna vale 600 milioni di euro, il 75% delle erbe aromatiche italiane viene coltivato qui. Naturalmente è ricercata manodopera a buon prezzo, e se gli immigrati regolari sono 1000 su 24 mila abitanti, nel solo comune di Alberga, quelli clandestini non si possono quantificare. Quando ci riescono lavorano, in caso contrario si arrangiano: spaccio e prostituzione. Il sindaco, Antonello Tabbò, è un antico democristiano che porta nel cuore Donat Cattin, "il cattolicesimo sociale", e naturalmente si è sospeso come Bertolotto: "Politicamente, intendiamoci. Io e gli altri amici continuiamo a far parte del Pd. Ma se vediamo che continuano a prevalere gli apparati, anziché il rapporto con il territorio, è chiaro che ce ne andiamo". Il vice del sindaco, l'ex ds Franco Vazio, nega i contrasti: "Discutiamo, ma la visione alla fine è la stessa". Il parlamentare savonese di riferimento, l'onorevole Massimo Zunino, parla di un "travisamento delle posizioni" come causa del primo strappo. E se nessuno lo dice chiaramente, nella componente di sinistra, a mezzavoce la malignitàè ricorrente: "Democristiani, popolari, margheriti, ora nostri compagni, ma alla fine restano quello che sono: cacciatori di poltrone". Nel suo ufficio al piano nobile di palazzo Costa del Carretto, edificato nel 1525, il vescovo di Alberga Carlo Oliveri fa onore al motto che inalbera al centro dello stemma, Fides et Pax: "Resta difficile proporre un modello di vita sociale se non si ha un'idea precisa di cosa è l'uomo". L'assessore alla caccia e pesca della Provincia di Savona Carlo Scrivano ha dichiarato cose simili, annunciando lo strappo, ma il vescovo Oliveri non è stato invano, per diciotto anni, diplomatico vaticano a Dakar, Parigi e Londra: "Giusto che si guardi anche ai beni terreni, però queste sono zone agricole e c'è una visione più viva e più profonda dei bisogni dell'uomo".Pochi valori comuni, alla base del malessere interno al Pd? Il timore di farsi fagocitare da una visione esclusivamente economica della politica, da parte dei sempiterni democristiani? O magari una laicità non compresa, travisata, un'autonomia rispetto ad altre strutture sociali come il sindacato, o la stessa Chiesa, che fa sentire orfani i non diessini? Di Albenga è il rettore dell'Università di Urbino, Giovanni Bugliolo: "Finché l'anima cattolica e quella marxista non capiranno che è cominciata una vicenda nuova non ci sarà niente da fare. Purtroppo nella storia della sinistra la scissione è una malattia endemica, e proprio chi se ne va ritiene di rappresentare l'unità. Mai fatto caso? Partito socialista di unità proletaria, Nuova sinistra unita? Se ora si ricomincia, è un errore madornale". crecchi@ilsecoloxix.it 13/06/2008 ' 13/06/2008 politicae moraleÈ difficile proporre un modello di vita sociale se non si ha un'idea di cosa è un uomo carlo oliverivescovo di Albenga 13/06/2008 ' 13/06/2008 la minacciadei cattoliciSe continuano a prevalere gli apparati anziché il rapporto col territorio, ce ne andiamo antonello tabbòsindaco di Albenga 13/06/2008.

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Rooney, nozze blindate da nababbo del calcio (sezione: Laici e chierici)

( da "Secolo XIX, Il" del 13-06-2008)

Argomenti: Laicita'

A Santa Margherita L'asso del Manchester United ha sposato Colleen McLoughlinRito civile a Villa Durazzo e poi il sì all'abbazia della Cervara dalla prima pagina E dunque, tristemente e in connubio col clima londinese - il sole è ricomparso dopo mezzogiorno - il matrimonio civile tra il figlio primogenito di Thomas Wayne Rooney senior e Jeannette Marie Rooney nata Morrey, famiglia di onesti operai di Liverpool, e Colleen McLoughlin, la prima di quattro figli di Tony e Colette McLoughlin - lui pavimentista e allenatore dilettante di boxe, lei infermiera - si è tramutato in una sorta di storia-fantasma. Non fosse intervenuto il vicesindaco Costa, che opportunamente ha sollevato qualcuno dei veli misteriosi che l'avevano avvolta, avremmo ben poco da raccontare. La fugacissima immagine della fresca sposa, ha mostrato il bel visino inglese incorniciato dai capelli castani e un lembo dell'abito grigio chiaro, tagliato dritto, bustino senza spalline, che Wayne ha ben volentieri pagato (100 mila sterline) allo stilista americano Marchesa. Di fronte al tavolo addobbato con una finissima tovaglia di seta bianca e cosparso di petali di rosa, anch'essi bianchi, Wayne si è presentato non proprio trasandato come ama abbigliarsi ("vestirmi non mi interessa granché. Vado un paio di volte in un negozio di Manchester e faccio scorta di quello che trovo", confessa sul proprio sito web) ma certamente non elegante, almeno secondo la moda classica: il completo coloro nocciola indossato su una camicia in nuance, senza cravatta, accessorio per il quale probabilmente lo scanzonato Wayne ha una idiosincrasia naturale. Costa ha recitato le formule di rito, citando gli articoli 143 e 147 del codice civile italiano, tradotte dall'interprete, una signora giunta appositamente da Londra. La coppia ha risposto "Yes" alle fatidiche domande, lei più emozionata di lui, che lo era abbastanza. Gli sposi si sono dolcemente baciati a fior di labbra tra gli applausi dei presenti. Non è avvenuto alcuno scambio delle fedi, ordinate da Wayne ad un gioielliere di New York e pagate la bazzecola di 130 mila euro. Un quartetto d'archi ha suonato brani di musica classica. Costa ha augurato agli sposi ogni bene, ha donato un artistico piatto in ceramica raffigurante Santa e li ha invitati a tornare da turisti. L'intera cerimonia è costata a Rooney la modica cifra di 3 mila euro (iva compresa), la tariffa praticata ai non residenti, garantisce Costa. Bazzecole, pinzillacchere, chioserebbe Totò, rispetto alle faraoniche spese sopportate da mister Rooney, che peraltro può permettersi questi e ben altri lussi. Il suo addio al celibato, consumato la scorsa settimana sulla trasgressiva isola spagnola di Ibiza, ha spremuto molte sterline dal suo conto in banca e movimentato le già turbolente notti dell'isola. Il tabloid Mirror ha perfidamente calcolato che Wayne in soli quattro giorni di bisboccia con gli amici ha consumato 100 birre, 40 bottiglie di Smirnoff Ice, 50 tra vodka e Red Bull, col supplemento di altre 18 birre fulminate in un blitz a Formentera. Nel Tigullio il wedding party, la festa nuziale di Wayne e Colleen è stata ritagliata nella suggestiva cornice dell'Abbazia della Cervara, un monastero del 1300 riconvertito in location per festeggiamenti laici d'altobordo, blindato come fosse Fort Knox. Lo striker, che da ragazzo giocava a calcio indossando una maglietta con la scritta: "Once a Blue, always a Blue" ("Blu una volta, blu sempre", con riferimento all'azzurro dell'Everton, la squadra del cuore), nel 2004 fu prelevato dal Manchester United, che lo soffiò al Newcastle, con un affare valutato 31 milioni di sterline (stipendi compresi), 47 milioni di euro. I Red Devils, freschi campioni d'Europa, gli passano 130 mila sterline alla settimana (circa 170 mila euro), ma Wayne è rimasto il ragazzotto dei tempi dell'Everton, un po' strafottente, che porta a spasso disinvolto il suo faccione dickensiano e sostiene le associazioni dei disabili. La sua nuova moglie è già una star della tv popolare britannica, ha posato per British Vogue - tra lo scandalo dei puristi - e ha il vezzo di farsi ritrarre con i bigodini in testa. Non assomiglia affatto al prototipo patinato della Wag (la moglie-fidanzata del calciatore inglese-tipo), incarnata - si fa per dire, vista la preoccupante magrezza - da Victoria Beckham, assente, con il suo David, dalla lista dei cento invitati, che comprende Duncan Ferguson, antico attaccante scozzese dell'Everton e idolo di Wayne bambino al Goodison Park, lo stadio dell'Everton; e Wes Brown, compagno nei Red Devils. Alle 17 , all'interno dell'abbazia della Cervara le nozze religiose con gli sposi che sfilano sotto una decorazione floreale ad arco. Aperitivo, cena alle 22 e infine taglio della torta a mezzanotte. Molto particolari le farfalle bianche e argentate che Rooney ha regalato agli invitati perché le liberassero in volo al momento del fatidico sì. Le torme di cronisti britannici piombati come lupi affamati, in un delirio di parabole e satellitari, hanno cercato per tutto il giorno di ieri la conferma delle nozze religiose. Come del resto gli italiani. Don Gianlorenzo Borzini, parroco della chiesa di San Michele di Pagana, giurava di non aver ricevuto richieste. Come don Gianni Cogorno, parroco a Portofino. La giornata si è chiusa con i fuochi artificiali sparati dalle tre "navi" affittate da Rooney. L'Elegance, un maxi yacht (75 metri di lunghezza!) aveva trasportato gli sposi da Genova - i signori dormono all'hotel Bentley - a Santa Margherita e di nuovo a Genova, per la prima notte da marito e moglie. Domani è un altro giorno, per Wayne e Colleeen. Un altro giorno da due milioni e mezzo di sterline. Renzo Parodi parodi@ilsecoloxix.it 13/06/2008.

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Niente paura, l'Europa è musulmana (sezione: Laici e chierici)

( da "Unita, L'" del 13-06-2008)

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Stai consultando l'edizione del Niente paura, l'Europa è musulmana di Eleonora Bujatti I l nostro è un Paese spaventato. Ci sentiamo insicuri, minacciati, assediati; viviamo la nostra quotidianità nel sospetto costante dell'altro, come Gaber quando incrocia l'estraneo nel monologo La paura. Salvo poi accorgerci, come Gaber, che l'unica cosa che non abbiamo pensato è che l'altro poteva essere semplicemente una persona. Proviamo allora, per un momento, a supporre che diversità e pericolosità non siano sinonimi, chiudiamo le porte ai pregiudizi e alle strumentalizzazioni e apriamole all'approfondimento e al dialogo. Come si è proposta di fare l'altro giorno l'Università di Padova, ospitando alcuni tra i maggiori esperti di immigrazione e di Islam per il convegno Presenza islamica e pluralità religiosa. "Un primo passo indispensabile è quello di smarcarsi da posizioni massimaliste", chiarisce subito Felice Dassetto, docente all'Università di Louvain-la-Neuve. "Vanno esclusi tanto l'ottimismo beato quanto lo scontro di principio. Parole come multiculturalismo e integrazione sono tanto belle quanto difficili; lanciano una sfida nuova che ha bisogno di tempi lunghi. E i politici non hanno tempi lunghi, ci sono le elezioni". Una sfida che va comunque accolta, combattendo contro l'indifferenza - nel migliore dei casi - delle istituzioni e opponendosi al dilagare dei pregiudizi che non fanno onore alla complessità del reale. Perché anche la Marjane Satrapi di Persepolis è, a rigore, un'immigrata islamica. "L'Europa ormai è definitivamente anche musulmana", sottolinea Paolo Branca, docente di Islamistica alla Cattolica di Milano. "È inutile discutere di questo". La storia è già avvenuta. Questo sarebbe piuttosto il momento di riflettere su un concetto nuovo di cittadinanza, non tanto nel senso giuridico, quanto di appartenenza, di convivenza civile, di responsabilità verso le future generazioni. Eppure quando si parla di Islam scatta qualcosa che va oltre la generica diffidenza per il diverso: la convinzione diffusa che sia per sua costituzione incompatibile con la democrazia, con i diritti, la libertà, la modernità. "Si sta creando un eccezionalismo del mondo islamico", spiega Stefano Allievi, sociologo delle religioni all'Università di Padova. "Le ragioni sono due: una legata al terrorismo, alla geopolitica, all'emergere dell'Islam come attore internazionale. La seconda ha a che fare con la forte presenza islamica in Europa, per numero di aderenti e per visibilità". Le statistiche dicono che dei 15 milioni di musulmani presenti in Europa Occidentale solo il 30-40% si attiva come credente o praticante, e se la prima generazione che viene qui manifesta una particolare osservanza, già dalla seconda non è più così. Eppure si continuano a confondere Islam e fondamentalismo islamico. "Non dico che il fondamentalismo non esista o che non sia un problema" - continua Allievi - ma è essenziale distinguere. Di questa confusione sono responsabili anche le stesse comunità islamiche, che invece di tacere dovrebbero condannare pubblicamente le proprie frange estreme. Ma è innegabile che all'Islam si faccia un processo alle intenzioni, basti pensare al linguaggio che, dai libri della Fallaci alle campagne della Lega, ha trovato legittimità in Italia e che non ha paragoni in Europa. Un linguaggio che se si sostituisse la parola musulmani con ebrei sarebbe considerato indicibile". O, viceversa, basterebbe prendere un giornale del 1938 e sostituire la parola ebrei con musulmani per accorgersi di quale deriva stiamo prendendo. Un particolare accanimento dovuto forse anche al fatto che, da quando gli islamici si sono resi conto che la loro vita doveva trasferirsi definitivamente qui, hanno cominciato a chiedere presenza e riconoscibilità anche con i propri simboli. "C'è una specificità dei musulmani che li rende più visibili: la loro domanda religiosa su questioni pubbliche", sottolinea Dassetto. "Ci sono diversi temi aperti, dall'inserimento istituzionale e giuridico alle norme attinenti a problemi quotidiani come il velo, il cibo, il matrimonio. E poi c'è il culto pubblico". Quella delle moschee sembra solo una questione pragmatica, ma non è un caso che venga letta simbolicamente come un conflitto di civiltà. Ultimamente in tutta Europa, anche nei Paesi in cui le moschee esistono da tempo, cominciano a nascere contrasti sulla loro presenza. E in questo Veneto che ha ospitato il convegno il tema è particolarmente attuale. Una città, Treviso, impedisce ai musulmani di avere un luogo di preghiera e se si ritrovano nei parcheggi li multa per occupazione abusiva del suolo pubblico. A Padova invece il sindaco offre a titolo oneroso ad una comunità islamica un luogo per pregare, e la Lega si attiva con una raccolta firme per un referendum anti-moschea. "Il fatto è che il dibattito su questa tematica continua a svolgersi tra di noi a proposito dei musulmani, e non tra noi e loro", sottolinea Allievi, che alla questione di Padova - un caso che va in netta controtendenza non solo con la Regione e con il governo, ma proprio con il clima attuale - sta dedicando una pubblicazione e un documentario. "Dobbiamo uscire da questa logica, così come da quella degli opposti estremismi. Per il resto non servono leggi speciali, c'è già la nostra Costituzione". Altro caso emblematico è quello di Milano. Il sindaco sta organizzando un tavolo per discutere della moschea di Viale Jenner che il venerdì blocca il traffico della città. "Vent'anni di silenzio e di disinteresse hanno fatto male all'integrazione", nota Paolo Braga, che conosce bene la questione milanese. "Il mondo va avanti, anche nell'indifferenza delle istituzioni, e così non prevalgono certo i migliori. Quindi oggi vorrei che a quel tavolo venissero chiamate a sedere anche le nuove generazioni di musulmani, che avrebbero molto da dire e molto bisogno di farsi ascoltare. E poi mi chiedo perché le chiese debbano essere dei capolavori artistici e le moschee degli immondezzai. Nascoste, brutte, sotterranee. Questo fa davvero bene alla società? Non favorisce piuttosto un Islam carbonaro?". La nostra società non sembra attrezzata per affrontare questo passaggio dalla cultura unica alla multicultura, e si arrocca sulla propria presunzione di autosufficienza, facendo della religione cattolica il proprio marchio di identità. "Ci si costruisce un'identità reattiva", osserva Allievi. "Si manifesta un'identità non perché la si possiede, ma perché c'è l'altro. Questo fa sì che anche i simboli non vengano usati in chiave religiosa, ma in chiave etnica, e arrivo a dire anche tribale". Come quel crocifisso appeso nell'aula dell'Università che, quando non ostentato, non stona affatto con il velo delle ragazze sedute in platea. "Bisogna comprendere che il conflitto è fisiologico, ed è un'occasione per approfondire e per aprire un vero dialogo pubblico", conclude Enzo Pace, docente di Sociologia della religione a Padova. "La legge costituisce il discrimine, è il meccanismo fondamentale per l'integrazione. Si rispettino i doveri per garantire i diritti. Vanno negoziate le norme negoziabili, e vanno osservate con fermezza quelle non negoziabili, che riguardano i diritti fondamentali della persona". IL CONVEGNO Docenti e studiosi hanno discusso a Padova di Presenza islamica e pluralità religiosa: perché quando si parla di Islam si pensa sempre a qualcosa di incompatibile con la libertà o la modernità?.

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Il giallo della conversione sulla visita dal papa - marco politi (sezione: Laici e chierici)

( da "Repubblica, La" del 13-06-2008)

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A metà mattinata è previsto il colloquio con Benedetto XVI, poi una passeggiata nei giardini vaticani Il giallo della conversione sulla visita dal Papa MARCO POLITI CITTà DEL VATICANO - Quella magica festa di compleanno allestita per Ratzinger nei giardini della Casa Bianca ha lasciato la sua impronta nell'animo di Joseph Ratzinger. E così Benedetto XVI rilancerà stamane, accompagnando George W. Bush in una passeggiata esclusiva nei giardini vaticani, dove ai tempi di Pio XII tutti dovevano eclissarsi quando appariva la "bianca figura". Bush - il "presidente cattolico" com'è soprannominato in America per la sua sfrenata ammirazione nei confronti di Ratzinger - riceverà così la sua consacrazione. Il pellegrinaggio alla grotticella della Madonna di Lourdes ha stuzzicato la fantasia del jet set ecclesiastico-mondano, che si sfiora nelle cappelle barocche in cui atei devoti esultano per la liturgia latina e guerrieri della fede sognano un Occidente ri-cristianizzato. E ha cominciato a circolare la rosea leggenda di una possibile conversione di Bush al cattolicesimo. Non ha detto forse Nancy Brinker, capo del protocollo statunitense, che il presidente è un "enorme fan del Papa"? Non ha soggiunto che nutre un "rispetto totale" per lui e i suoi sforzi per la pace, l'istruzione e la lotta alla povertà? In fondo il salto l'ha fatto l'inglese Blair e cattolico - tra i Bush - è già il fratello Jeb, governatore della Florida: stato felice dove i pasticci elettorali delle elezioni del 2000 sono già una prova di vitalità cattolica a fronte della noia tradizionalmente protestante. Che George W. Bush, "cristiano rinato" in linea direttamente con Dio, accetti il sistema gerarchico cattolico, non appare a portata di mano. In Vaticano, con il dito sulle labbra, smentiscono conversioni in atto. Innegabile è che lo spirito messianico di Bush e la sua fascinazione per il pensiero cattolico si sposino con la condanna di Ratzinger dei demoni del XXI secolo. Quelle "Tenebre" di relativismo, droga, emarginazione, razzismo, violenza, degradazione, egocentrismo, avidità, cinismo che Bendetto XVI evocò a New York. In Segreteria di Stato, intanto, i veterani più disincantati si chiedono quanto pontefice e presidente parleranno dei nodi tosti di politica internazionale. Terrasanta e Iran sono in cima all'agenda. L'editorialista di politica estera dell'Avvenire, Vittorio Emanuele Parsi, atlantista convinto, ha scritto con rammarico che la strategia di Bush si è mostrata molto vicina al fallimento: "Non ha annichilito al Qaeda, non ha debellato la minaccia talebana in Afghanistan, non è riuscito a far progredire la democrazia in alcuna regione del mondo musulmano".

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Un pensatore totalitario E il concetto di egemonia è tutt'altro che liberale (sezione: Laici e chierici)

( da "Giornale.it, Il" del 13-06-2008)

Argomenti: Laicita'

N. 140 del 2008-06-13 pagina 32 Un pensatore totalitario E il concetto di egemonia è tutt'altro che liberale di Gianni Baget Bozzo Citare Gramsci è un omaggio culturale alla sinistra, un atto di gentilezza in cui il ministro dei Beni culturali Sandro Bondi eccelle. Pensare che il concetto di egemonia di Gramsci consista nel dire che "l'agire politico sta nella diffusione delle idee nella società civile" è un uso ben modesto del concetto gramsciano come lo espone Lucia Annunziata. Nella città delle immagini e delle tecnologie, le visioni del mondo non hanno più corso, la filosofia politica è morta e l'egemonia si è frantumata. Avviene in tutte le aree politiche italiane. Per definire un pensatore politico cattolico occorre ritrovare Augusto Del Noce, per un pensatore di destra Giovanni Gentile. E non si vede in che cosa le loro idee abbiano significato nella politica di oggi. L'egemonia gramsciana è tutt'altro che un concetto liberale, se prendiamo per liberalismo il riferimento culturale più adatto alla forza politica creata da Silvio Berlusconi. Gramsci non è certo un filosofo della persona umana di ispirazione cattolica, è un pensatore comunista che ha visto sempre in Lenin l'autore della "rivoluzione contro il Capitale" di Marx. È cioè un pensatore totalitario, legato all'idea globale di rivoluzione che comprende tutte le aree del pensiero ma soprattutto quella del potere. La sua teoria è che il potere debba generare consenso, ma usando i mezzi del potere e dando ad essi un fondamento teorico e culturale. Possiamo ricordare con simpatia la vita di Gramsci in carcere e la sua morte solitaria che ci ha rievocato Sandro Pertini. Il Partito comunista d'Italia lo aveva isolato perché egli aveva sostenuto Zinoviev e Bukarin nella polemica contro Stalin. Era favorevole al concetto di Lenin sull'imposizione del comunismo alla società russa ma ben contrario alla violenza contro i membri del partito. Questi erano per lui una piccola setta gnostica che condivideva il senso della storia. La loro figura ideale impediva che venisse usata contro di essi la medesima coercizione adoperata contro i cittadini comuni: una bella distinzione gnostica tra i perfetti e i semplici, tra i predestinati e gli annessi soggiogati. Sia il monopolio della conoscenza degli eletti, sia l'uso della forza contro il popolo comune sono principi che Gramsci usa, il senso in cui egli è un pensatore rivoluzionario. La rivoluzione in Occidente, dai giacobini in poi, ha voluto sempre significare totalità culturale e politica, teorica e pratica, partitica ed istituzionale a tutti i livelli. L'egemonia è una parte del potere, non una precondizione di essa. E l'egemonia in Italia l'abbiamo ben conosciuta perché i comunisti hanno capito l'importanza della cultura che i democristiani avevano rifiutato: anche un liberale come Scelba parlava di "culturame". Chi tra i cattolici aveva compreso il valore della cultura, anche letteraria, era il fondatore dei Comitati civici, l'uomo che vinse il 18 aprile del 1948 le elezioni politiche, Luigi Gedda, un uomo che conosceva il valore della cultura per cementare il consenso, una lezione che la Dc non comprese. Il Partito comunista italiano vinse la battaglia sul piano culturale usando il concetto gramsciano di cultura nazionale. E la vinse usando il potere politico acquisito nelle istituzioni democratiche per selezionare gli intellettuali da proteggere e promuovere nella burocrazia, nella cultura accademica e scolastica, nella magistratura e nell'università. Gramsci è una splendida figura, ma è un cattivo maestro. Anche la sinistra postcomunista oggi lo sa. bagetbozzo@ragionpolitica.it © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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La visita a Roma di George W (sezione: Laici e chierici)

( da "Giornale.it, Il" del 13-06-2008)

Argomenti: Laicita'

N. 140 del 2008-06-13 pagina 2 La visita a Roma di George W. di Andrea Tornielli da Roma Sarà del tutto speciale l'accoglienza che Benedetto XVI dedicherà questa mattina a George Bush e alla moglie Laura: la visita del presidente degli Stati Uniti Oltretevere, ultimo appuntamento del viaggio in Italia, avverrà infatti con un cerimoniale ad hoc, espressamente voluto dall'inquilino numero uno del Vaticano. Bush non sarà accolto come normalmente avviene per i capi di Stato, nella Biblioteca del pontefice all'interno del Palazzo apostolico, ma sarà atteso da Ratzinger davanti alla torre di San Giovanni, immersa nel verde dei giardini vaticani. Il Papa e il suo ospite, dopo un breve colloquio, passeggeranno lungo i viali e si fermeranno davanti alla riproduzione della grotta di Lourdes, dove il pomeriggio Benedetto XVI è solito recitare il rosario. Qui il coro la Cappella Sistina eseguirà due mottetti in onore di Bush. È ancora vivo nella memoria del pontefice il ricordo della straordinaria accoglienza che lo scorso aprile la coppia presidenziale aveva voluto dedicargli alla Casa Bianca, con un ricevimento in giardino accompagnato da canti e parate, e un seguito all'interno della residenza presidenziale dov'era stata preparata una grande torta per l'ottantunesimo compleanno di Ratzinger. Il capo del protocollo Usa, Nancy Goodman Brinker ha dichiarato che Bush è "un enorme fan di questo Papa" e per lui ha "un rispetto totale". Proprio il feeling crescente tra il leader statunitense e il Papa tedesco avevano fatto ipotizzare al Washington Post lo scorso 13 aprile che il presidente potesse essere sul punto di abbracciare la fede cattolica, come ha fatto di recente l'ex premier britannico Tony Blair e come fece una decina d'anni fa Jeb Bush, il fratello di George W. Nei sacri palazzi vaticani, in realtà, al momento non risulta nulla del genere. L'intellettuale cattolico americano George Weigel ricorda che "tra Santa sede e amministrazione Bush c'è stata un'ampia area di accordo comune sulle questioni internazionali", ma sull'eventualità di una conversione del cristiano metodista "rinato" George Bush, il professore si limita a dire: "Non ho una finestra sulla sua anima". È vero che al termine della visita alla Casa Bianca, Benedetto XVI insieme alla coppia presidenziale aveva recitato una preghiera per la famiglia. Ed è indubbio il crescente apprezzamento del presidente per la Chiesa cattolica. Al momento però quella di un eventuale passaggio del presidente al cattolicesimo resta soltanto un'ipotesi. "Il fatto di essere protestante - ha aggiunto l'ambasciatrice Brinker - non ha mai influenzato il suo rapporto con Benedetto XVI. Il presidente appoggia completamente ciò che questo Papa sta cercando di fare in favore della pace, dell'educazione, contro la povertà in collaborazione con gli altri leader politici". Per quanto riguarda invece i temi in agenda per l'incontro di oggi, si sono ormai superate le divergenze riguardanti la guerra in Irak - fortemente avversata dalla Santa sede, che non mancò di avvertire, inascoltata, circa le pesanti conseguenze che avrebbe avuto - e la priorità ora è la stabilità del Paese e la tutela della minoranza cristiana che ha visto sensibilmente peggiorate le sue condizioni di vita. Un altro punto significativo riguarda un'altra questione chiave per il Medio Oriente, vale a dire la necessità di favorire una soluzione che preveda la sicurezza di Israele e uno stato per i palestinesi. Convergenze significative tra la Santa sede e l'amministrazione Bush si registrano sul tema della difesa della vita e della famiglia, e sulla promozione del diritto fondamentale alla libertà religiosa, così come sulla necessità di un impegno per i Paesi poveri e contro le pandemie. Il Vaticano spera in una possibile intesa su questi temi anche con il nuovo inquilino della Casa Bianca che uscirà designato dal voto del prossimo novembre. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Mappe e sentieri - giovanni laino (sezione: Laici e chierici)

( da "Repubblica, La" del 13-06-2008)

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Pagina VIII - Napoli MAPPE E SENTIERI GIOVANNI LAINO t utte le ultime tornate elettorali hanno fatto registrare, da parte di diversi gruppi e organizzazioni, sofferenze per l'inadeguatezza di spazi di partecipazione politica. In città, sono attivi comitati, gruppi, coordinamenti, non solo tipici della partecipazione che nasce per opposizione o per vertenze su qualcosa ma anche per fare proposte. Sono nati portali e blog che aggregano comunità virtuali che, anche se non numerose, animano il dibattito sulle condizioni di vita in città. Si realizzano giornali come Monitor, Fuga di notizie, che hanno un significativo radicamento territoriale o sono espressione di una comunità di pratiche che, in modo anche molto critico, si interroga su come rinnovare il modo di fare politica a Napoli, a partire da impegni concreti portati avanti da anni. Vi è poi molto materiale per considerare quanto può essere ambigua se non controproducente per il pubblico interesse, un altro tipo di partecipazione, che pure coinvolge migliaia di persone in città: quella dell'aggregazione delle liste di lotta per ottenere corsi, finanziamenti di iniziative di inserimento al lavoro, spesso inteso come un qualche posto nei servizi pubblici, a prescindere dalla reale produttività. Da anni, diversi docenti universitari, operatori sociali, militanti si occupano della tematica. è tempo di fare dei passi in avanti sia in termini di approfondimento condiviso delle conoscenze che di distinzione di un mondo variegato. Per questo con il seminario "Partecipazione e deliberazione pubblica: mappe e sentieri" che si farà oggi alla Facoltà di Architettura in via Forno Vecchio, saranno presentati i contenuti di recenti elaborazioni realizzate in molte realtà. L'associazione Cantieri sociali promuove l'iniziativa insieme al dipartimento di Progettazione urbana e di Urbanistica: anche così si vuole aprire l'Università a diverse voci che operano nella società locale, cercando però - come dice il rettore Trombetti - di fare bene il proprio mestiere. Si parlerà di deliberazione pubblica, facendo riferimento a strumenti ed esperienze avviate anche in Italia, senza però sollecitare il facile atteggiamento provinciale secondo cui vi è qualcosa di nuovo che occorre importare acriticamente. Si è già visto, ad esempio, che prevedere una delega fra gli assessori comunali, al bilancio partecipato, non serve a niente. è importante considerare bene quali di questi strumenti possono essere proposti credibilmente nel quadro locale e come anche qui si può recuperare una nobile tradizione italiana del lavoro sociale. A cominciare da Guido Calogero, fra l'altro fondatore delle prime scuole di servizio sociale laiche, caposcuola di una ampia famiglia di attivisti, animatori di laboratori politici, lavoratori sociali, che hanno avuto casi esemplari a Barbiana con Lorenzo Milani, a Partinico con Danilo Dolci. A Napoli, mentre giustamente si lavora per rinnovare le forme di partecipazione democratica, per aprire spazi realmente più agibili e abitabili per essere e fare pubblico, si possono ampliare, migliorare e accrescere le realizzazioni dei diversi cantieri sociali che nei quartieri esplorano come migliorare le condizioni di vita con le persone, dentro attività pratiche, prima e accanto alla pure utile propensione a fare dibattiti pubblici, nominare delegati, fare giurie di cittadini: implicazione oltre che partecipazione.

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Pellegrinaggio per la Terza Età al Colle Don Bosco (sezione: Laici e chierici)

( da "Stampa, La" del 13-06-2008)

Argomenti: Laicita'

GIOVEDI' 19 Pellegrinaggio per la Terza Età al Colle Don Bosco L'équipe diocesana per la Terza Età dell'Azione Cattolica propone il pellegrinaggio a Colle Don Bosco giovedì 19 giugno. La partenza in pullman è prevista da corso Matteotti 11 alle 7,45, e il ritorno è in programma per le 19,30 circa. Iscrizione, viaggio e pranzo costano 21 euro (36 euro con pranzo in ristorante). Il Colle Don Bosco offre una ricca possibilità di incontro con la storia e la spiritualità di san Giovanni Bosco: il centro storico, il Tempio, il Museo Etnologico Missionario, il Museo della vita contadina dell'800, l'Istituto Bernardi Semeria, la Casa dei giovani "Il ragazzo del sogno". Prenotazioni: Centro diocesano, corso Matteotti 11 (tel. 011/562.32.85). \.

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Santa Rita, è cominciato lo scaricabarile sulla pelle dei pazienti (sezione: Laici e chierici)

( da "Manifesto, Il" del 13-06-2008)

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SANITA' Continuano gli interrogatori ai medici della clinica milanese, mentre Formigoni difende il suo modello fra le polemiche Santa Rita, è cominciato lo scaricabarile sulla pelle dei pazienti Mariangela Maturi MILANO Uno, ha solo "obbedito ai vertici della struttura sanitaria". L'altro, non si è mai accorto di nulla. Mentre continua lo scaricabarile dei medici della Santa Rita interrogati dai magistrati, l'unico che sembra non arrendersi all'evidenza è Roberto Formigoni. Il governatore resta aggrappato al timone del suo modello lombardo di efficienza sanitaria, anche se la barca cola a picco. La mette sul melodrammatico, contro "le troppe speculazioni politiche e propagandistiche che oscurano la realtà", convinto che i suoi dati infallibili sul 5% di controlli eseguiti siano sufficienti a non travolgere lui e l'assessore alla sanità Bresciani. Racconta delle indagini svolte alla Santa Rita nel 2006 e degli ottimi risultati della struttura, "una dimostrazione in più che l'intenzione a delinquere del singolo non può essere prevista". Le responsabilità, dunque, andrebbero ricondotte al demerito personale. Di tutt'altro avviso Rosy Bindi, ex ministro della sanità da sempre contraria al modello formigoniano: "Questo sistema è fallito. Sarebbe troppo comodo dire che in questa vicenda esistono escusivamente le responsabilità personali dei medici coinvolti". Per il segretario regionale del Prc Alfio Nicotra, "l'insistenza sui controlli regionali sarebbe solo patetica, se non fosse gravemente irresponsabile", e il capogruppo dei Verdi Carlo Monguzzi riporta i dati della Corte dei Conti lombarda, per cui i controlli regionali dal 2004 ad oggi sarebbero in calo del 150%. Altrettanto critico è anche uno degli ex assessori della giunta Formigoni, il leghista Alessandro Cè, che proprio sulla questione sanità era giunto alla rottura con il governatore. Ora si può finalmente togliere i sassolini dalla scarpa: "E' l'intero sistema che non va bene. E' un sistema senza alcun controllo che risponde solo agli interessi della politica. Il presidente Formigoni dovrebbe dimettersi". Ma qualcuno che solidarizza con il capo del Pirellone c'è: il sottosegretario al Welfare, Ferruccio Fazio, intervenuto con un'informativa urgente al Senato. Ha promesso cartelle cliniche elettroniche e se l'è cavata sostenendo che se il caso della Santa Rita non fosse isolato lui si farebbe curare all'estero. Poi, ad un convegno all'Università Cattolica sul no-profit nell'assistenza ospedaliera, ha rincarato la dose: "Siamo scossi e ci stiamo domandando tutti se è giusto guadagnare e speculare sui malati, ma esiste un privato no-profit virtuoso lontanissimo dai sospetti". Mentre Fazio si domanda se speculare sulla pelle delle persone sia giusto o no, il suo vicino di scranno al convegno, monsignor Betori della Cei, non ha perso l'occasione per chiedere "un maggior riconoscimento, anche finanziario, del contributo dato al paese dalle strutture ospedaliere cattoliche". I magistrati di Milano, però, stanno indagando su altre due cliniche, l'istituto San Siro e la casa di cura San Pio X, coinvolte per interventi di emorroidi e chirurgia estetica sui malati di hiv, operazioni che permettono di richiedere alla Regione cospicui rimborsi. Alla Pio X ci sarebbero circa 7mila operazioni sospette e 13 indigati (di cui due religiosi, altro che finanziamenti). Un bell'esempio di strutture ospedaliere cattoliche. Nel frattempo alla Santa Rita ci sono 700 lavoratori che rischiano il posto dopo la sospensione dell'accreditamento sanitario. I sindacati hanno organizzato un'assemblea per la prossima settimana, ma già ieri gli operatori sanitari della struttura hanno scritto una lettera che coinvolge la direzione dell'Asl, che non era intervenuta pur essendo a conoscenza delle violazioni perpetrate dal professor Brega, uno degli arrestati. Insomma, tutti avrebbero saputo, ma nessuno ha fatto nulla.

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La Cei chiede più soldi anche per la sanità cattolica (sezione: Laici e chierici)

( da "Liberazione" del 13-06-2008)

Argomenti: Laicita'

Dopo le scuole gli ospedali: la Cei chiede soldi per la sanità cattolica. L'occasione è un convegno sul "no profit nell'assistenza sanitaria" organizzato dall'Università del Sacro Cuore di Roma, vale a dire dal Policlinico Gemelli. L'accento viene posto sull'etichetta "no profit" e se ne capisce la ragione: in pieno scandalo della Santa Rita di Milano non conviene definirsi privati o a scopo di lucro. Il segretario della Cei Giuseppe Betori difende le strutture gestite da enti religiosi che - precisa - "nella stragrande maggioranza godono fiducia e apprezzamento" "Ma questo non si traduce - incalza - nel pieno riconoscimento della loro funzione pubblica e delle conseguenti indennità da parte delle Regioni". Qualche tempo fa è stato il papa in persona, ricevendo gli amministratori del Lazio, a lamentare l'insufficienza dei finanziamenti. Betori riconosce di essere preoccupato in particolare proprio per il Gemelli. Il policlinico chiede alla Regione Lazio oltre 500 milioni di arretrati. Le risorse regionali sono scarse per tutta la sanità - ammette il segretario Cei - ma non è giusto che per colpa di qualche struttura privata vengano colpite anche le altre. All convegno sono presenti i dirigenti dell'Aris, Associazione religiosa istituti sociosanitari che raggruppa ogni sorta di clinica cattolica. Tra il pubblico siede anche Giuseppe Profiti, l'attuale presidente del Bambin Gesù che la magistratura genovese ha accusato di turbativa d'asta nell'inchiesta sugli appalti delle mense. Ful. Fa. 13/06/2008.

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<Le ragioni di una sconfitta>, storica Il ritorno "riflessivo" di Bertinotti (sezione: Laici e chierici)

( da "Liberazione" del 13-06-2008)

Argomenti: Laicita'

Al convegno di "Alternative" l'ex presidente della Camera apre il dialogo sulla "disfatta della sinistra", ben al di là del voto "Le ragioni di una sconfitta", storica Il ritorno "riflessivo" di Bertinotti Il discorso bertinottiano ieri al convegno di Alternative per il socialismo , dopo un breve presentazione di Aldo Garzia ma specialmente dopo un minuto di silenzio con tutta la sala in piedi immediatamente dedicato ai 6 operai uccisi dal lavoro nel catanese mercoledì, si è svolto proprio sul filo dell'editoriale già scritto per il numero prossimo della rivista, in uscita entro la metà di luglio e dedicato interamente a quelle "ragioni di una sconfitta", con l'impegno di tutta le redazione e contributi di rilievo anche per la loro diversità - fra gli altri Rossana Rossanda e Marco Revelli. Un terreno che, evidentemente, interessa: lo palesa la partecipazione alla giornata di ieri, nell'auditorium dei Frentani nelle prime ore gremito fino alla galleria, con la presenza di tante e tanti di Rifondazione comunista, in testa Nichi Vendola e Franco Giordano - intervenuti entrambi in fine mattinata, il primo per tornare sul tema della "tradizione abbandonata" (nella definizione di Bertinotti) del '68 quale chiave di lettura del divorzio della sinistra dall'"efficacia" come dai "desideri" nel passaggio dalle pulsioni d'"egoismo maturo" e "critica d'ogni "naturalità"" di allora alla "solitudine sociale" e alla "dispersione di senso" d'oggi e il secondo per sottolineare quello del "mancato appuntamento" con "l'autoriforma" dell'"organizzazione politica". Come pure Graziella Mascia, Gennaro Migliore, Sergio Bellucci e Rosi Rinaldi (sia Mascia che Rinaldi con molta attenzione al "paradigma" della discriminazione sociale dei migranti, Migliore sulla "demistificazione del ritorno al territorio, che è produzione politica" e Bellucci sulla "mutazione del capitalismo digitale"). Ma anche, ad ascoltare attentamente, chi si sta battendo su altre sponde del confronto congressuale in corso come Claudio Grassi o, giunto nel pomeriggio, Maurizio Acerbo. Così pure Franco Russo, intervenuto i forte polemica sulla "rammemorazione mancata", secondo Bertinotti, della "tradizione del movimento operaio" come riduzione del "movimento storico" al "Pci". E ben oltre i confini del Prc, sempre nel campo politico "organizzato", Claudio Fava e l'iper-presente Achille Occhetto e Alfiero Grandi di Sd - tutti intervenuti - così come Grazia Francescato e Paolo Cento dei Verdi. E poi dirigenti e intellettuali dello stesso Pd, non proprio "veltroniani", come Alfredo Reichlin, Nicola Latorre (che prenderà la parola a sua volta, con intessanti aperture di dialogo: come le affermazioni che "sicurezza e lavoro non sono temi neutri, "né di destra né di sinistra"" e che "la transizione italiana non può darsi per conclusa con lo schema bipartitico affermatosi nelle elezioni") e Pierluigi Bersani, arrivato anche lui al pomeriggio. E persino, vicinissimo invece a Veltroni, un pur fugace - nel senso che presenzia alla sola relazione di Bertinotti - Goffredo Bettini. Ma poi, soprattutto, tante figure di "sinistra reale": da "mostri sacri" della teoria politica e dell'impegno nella comunità dei saperi, come Mario Tronti presidente del Crs, al fisico Marcello Cini (altro autore d'un ammirato intervento che rilancia la "costituente d'una sinistra" e simultaneamente indica i terreni del conflitto con il capitalismo nel suo nuovo carattere "cognitivo" e nella "minaccia di questo sviluppo all'umanità e al pianeta", come certificato dal fallito vertice Fao), Arcangelo Leone de Castris (appassionato oratore critico della "separatezza" degli intellettuali dal "legame sociale") e Isidoro Mortellaro. Fino a personaggi come Franca Valeri, in prima fila. E da esponenti del femminismo interne ed esterne all'esperienza di Sinistra europea quali Maria Luisa Boccia e Bianca Pomeranzi, fino al consigliere comunale primo eletto dell'Arcobaleno a Roma e "figura" dei movimenti metropolitani, Andrea Alzetta, e ad altri volti di Action come Fabrizio Nizzi. E' la messa a fuoco della sconfitta come tema "aperto" che, chiaramente, interessa, sotto molti e differenti punti di vista. E nell'editoriale, largamente anticipato ieri stesso su la Repubblica , il ruolo decisivo dell'analisi della sconfitta - un'"operazione politica di prima grandezza", una "necessità inderogabile" - per le stesse prospettive di ri-costruzione d'una politica è consacrato sin nella cadenza finale. Che suona così: "Se è vero che la Gerusalemme (metafora presa dal sacro delgli orizzonti laici di "liberazione" o di un "altro mondo possibile", ndr ) può anche essere non solo rimandata (ossia può anche escludersi dall'orizzonte storico, non arrivare mai più, ndr ), c'è in primo luogo da fare un esercizio di verità: siamo ad uno dei punti più difficili della nostra storia". Insomma: non è un "messianesimo negativo" frutto di enfasi retorica, ma una drammatizzazione mirata a sottolineare la portata della sconfitta, ciò che il fenomeno elettorale nasconde e deve rivelare in termini di processi profondi e "lunghi". E anche a dar conto fino in fondo degli "errori" soggettivi che l'hanno preceduta. Non è un caso che l'altro editoriale richiamato in questo, come pure nella relazione pronunciata ieri da Bertinotti, sia quello del secondo numero della rivista, dove si delineava come attuale il tema del rischio di "scomparsa" della sinistra. Per l'esattezza, era scritto allora, nel luglio 2007: "La sinistra in Europa si trova oggi di fronte alla sfida forse più difficile della sua storia: quella dell'esistenza politica". E sulla "risposta" possibile: "E' un po' come quando tocca insieme correre e cercare la strada, ed è anche possibile che non si riesca a trovarla. Ma se finisse così l'esito sarebbe drammatico: l'eredità del movimento operaio del '900 ne sarebbe, semplicemente, cancellata". E' questo rischio che, ora, viene messo a fuoco come più attuale. Nella lente d'una sconfitta, quale quella italiana, specifica ma che si presenta, dice adesso Bertinotti, come "caso limite" d'un problema di dimensione (almeno) europea. O, nelle parole di breve premessa dello stesso Garzia, come "rovesciamento del caso italiano". E cioè, di nuovo secondo Bertinotti: "La destra esce dalla minorità e la sinistra invece esce dalla scena parlamentare e a diventare minoritaria è la sua cultura". E' in effetti a partire dall'"analisi dei vincitori", della "destra italiana", che prende piede la riflessione bertinottiana. Per dire che a definirla, oggi, non è "l'eredità del fascismo" né "l'assolutizzazione dello stato nazione" e "neppure il liberismo". Piuttosto, appare una destra "deideologizzata" in grazia del suo "ingresso" nella "modernizzazione" su cui anzi esercita "una presa dura e originale". Dunque "non fascista" ma "in grado di usare elementi di quella cultura e dei suoi depositi" nel rappresentare "l'avversione dura e propotente ad ogni diversità specie quando l'insicurezza si tramuta in paura". E dunque "non l'assolutizzazione della patria-nazione" bensì "un pragmatico e cinico uso del suolo nativo", sino alla "piccola patria delle leghe, per esorcizzare lo storico problema delle migrazioni di massa nel mondo globalizzato delle diseguaglianze mortali". E "neppure pienamente liberista", tanto da "smarcarsi rispetto al neolibersmo impotente" del "partito di Maastricht"; e "contemporaneamente aderirvi in pieno sul tema crucuale del rapporto lavoro-impresa-mercato". In sintesi: "Un potente arlecchino che rispecia la scomposizione della società (...) confezionando un'idea generale di restaurazione". Di qui, in rapida concatenazione, l'affondo sulla magnitudine della "disfatta" della sinistra. Perché su di essa, come "sulla cocente sconfitta del Pd e sulla vittoria della Nuova destra", ciò che "prende corpo" è un quadro di "regime leggero". Definizione impropria per il "vecchio" Berlusconi, adatta invece ad una riorganizzazione del sistema politico in cui la destra primeggia in un "governo allargato", con un'opposizione attirata "verso il governo" come "da una gigantesca calamita", quella "del mercato": che nell'"allargamento del governo" attira anche "le parti sociali", "vanificando ogni autonomia del sindacato". E che esercita la privazione "della stessa politica se intesa in senso forte come, cioè, idea di società". Così che la Repubblica stessa si presenta come "a-fascista" e perciò "a-antifascista", cioè "senza radici e senza storia", quale l'ha rivendicata,"seconda o terza che sia", il neopresidente della Camera, Gianfranco Fini. E' una "privazione" che "arriva direttamente al cuore della democrazia", cioè al "conflitto". E qui, "nella lunga e strisciante crisi della democrazia" come "progressiva sostituzione della rappresentanza col governo", che Bertinotti vede "consumata la crisi della sinistra". La sua scomparsa o la sua "possibile ricostruzione" si presentano così come "un destino che condivide, di fatto, con le forze sociali e culturali che nella società si trovano ad affrontare il tema del loro riconoscimento". Ed è sotto questa luce che, retrospettivamente, si scandisce l'elenco degli errori e degli abbagli venuti a saldo attraverso "il fallimento dell'esperienza" del governo Prodi o dell'Unione e ratificati quindi nel voto. Anzitutto la "falsificazione" pratica dell'"ipotesi più ambiziosa", quella fondata sulla "permeabilità del governo da parte dei movimenti" e sull'"autonomia" del Prc "dal governo di cui entrava a far parte". Laddove all'opposta permeabilità del governo esclusivamente ai "poteri forti" ha corrisposto un "limite interno" dei movimenti in termini di mancata "soggettività politico-culturale condivisa", che però richiama "il limite della rifondazione del Prc" stesso. Consistente nella "mancata innovazione del modello di organizzazione". In continuità, dunque, il limite evidente dell'esperienza "in stato di necessità" della Sinistra Arcobaleno: anche qui, "quel che veniva negato nell'affermazione "non siamo un cartello elettorale", risultava essere la pratica concreta". Anche qui, "un errore di volontarismo e soggettivismo". In mezzo, appunto, il bilancio della partecipazione al governo. Finita nella "trappola mortale" di un processo complessivo che "ha concentrato nel governo la contesa politica". Trappola che "va spezzata", in ipotesi "da due lati": ossia con la messa "in discussione dal basso, dalla società" del paradigma della "governamentalità", e "lavorando sull'opposizione dell'ipotesi, oggi lontana, del governo riformatore al governo allargato". Mentre è aperta la possibilità che si verifichi l'"immaturità" in Europa, "in questo ciclo", della "questione del governo per la sinistra radicale": ma, in tal caso, "sarebbe un bel problema, non una liberazione". 13/06/2008.

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Affluenza bassa, l'Irlanda fa tremare l'Europa (sezione: Laici e chierici)

( da "Corriere della Sera" del 13-06-2008)

Argomenti: Laicita'

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Esteri - data: 2008-06-13 num: - pag: 15 categoria: REDAZIONALE Affluenza bassa, l'Irlanda fa tremare l'Europa L'1% dei cittadini della Ue decide il futuro dei 27. Pesano il gasolio alle stelle e le (tante) paure isolane A Bruxelles la Commissione spera in un "sì che rafforzi l'Unione". Ma l'italiano Borghezio promette: "Bevo Guinness se vince il no" DA UNO DEI NOSTRI INVIATI DUBLINO – Hanno scelto, hanno votato. E come, lo si saprà fra poche ore, finito lo spoglio delle schede: loro, gli irlandesi, l'1 per cento di tutti i cittadini dell'Unione Europea, ne hanno deciso ieri il destino politico, con il referendum sul Trattato di Lisbona, versione "alleggerita " di quella Costituzione europea già bocciata nel 2005 da francesi e olandesi. L'affluenza alle urne è stata intorno al 40%: non abbastanza alta per lasciar pensare a una vittoria del "sì", ma neppure così bassa da escluderla. Si corre dunque sul filo di lana. Se il Trattato di Lisbona è un fantasma inconsistente, come certi temono, un "no" dell'Irlanda lo dissolverà: poiché è richiesta l'approvazione unanime, di tutti i 27 paesi. Diversamente, dal primo gennaio 2009 nascerà una Ue dove conteranno meno i poteri di veto dei singoli Stati, e di più le istituzioni centrali. Ma prima, appunto, bisognerà ascoltare Dublino. Non era facile "comunicare" il Trattato: perfino Charles McCreevy, irlandese e commissario europeo al mercato interno, ha ammesso di non aver letto il testo integrale, "né mi aspetto che lo facciano i cittadini ". Da una parte, c'erano quelli del "Tà do Liospòin" ("Sì a Lisbona", in gaelico), dall'altra quelli del "Votail Nil", “Vota no”: e in mezzo, ancora ieri, un buon 17% di indecisi. I primi a votare sono stati i 1.169 pescatori e contadini iscritti nelle liste di Inis Mòr, Inis Meain e Inis Oirr, le leggendarie isole Aran. Il loro è un universo remoto di falchi, folletti, e gabbiani, ma anche laggiù sono arrivate le febbri dell'Europa: con il gasolio alle stelle, i loro barconi sono in difficoltà. L'inflazione – che proprio ieri ha toccato il 4,7% annuo, e il 7,8% per il cibo, più della media europea - è stata uno dei temi centrali della campagna. Insieme ad altre paure riguardanti la Ue: la perdita di sovranità nei confronti di Bruxelles, la fine del buon regime fiscale che ha calamitato qui tante imprese straniere, la privatizzazione della sanità. Tutti pericoli racchiusi nel "sì" all'Europa, secondo i suoi oppositori. Che stavano a sinistra - come i socialisti del Sinn Fein - e anche a destra, come i cattolici di "Libertas" che alla Ue rimproverano le tentazioni filo-abortiste: ancora ieri, nella loro sede di Dublino, fra cori sacri e statue della Madonna, una svastica copriva la carta dell'Europa, e i manifesti avvertivano: "Ascoltiamo Nostra Signora di Fatima che ci invita alla conversione per evitare il castigo...come cattolici respingiamo il trattato di Lisbona, che non contiene una sola parola su Dio!". Oggi, il verdetto finale. A Bruxelles, la Commissione Europea attende un "sì che rafforzi l'Europa". Dal-l'Italia, l'europarlamentare leghista Mario Borghezio assicura che festeggerà brillo, "con una buona pinta di Guinness, se vincerà il no". Luigi Offeddu GUARDA i video con interviste agli elettori e i risultati in diretta su www.corriere.it Doppio sì Brian Cowen al voto con la moglie. All'uscita dal seggio il primo ministro irlandese ha ribadito: "In tempi di difficoltà economiche è di vitale interesse per l'Irlanda che ci sia un'Europa che funzioni". Le urne si sono chiuse ieri sera alle 22 (le 23 in Italia), ma lo scrutinio inizia oggi alle 10.

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ATENEO LA SAPIENZA Boncompagni premia i vincitori di FantAu (sezione: Laici e chierici)

( da "Messaggero, Il" del 13-06-2008)

Argomenti: Laicita'

Ditel Al centro congressi della Sapienza, in via Salaria, Gianni Boncompagni ha premiato i vincitori della prima edizione del FantAuditel (www.fantauditel.com), esperimento di didattica innovativa promossa dalla facoltà di Scienze della Comunicazione della Sapienza. Sono intervenuti Mario Morcellini, preside della facoltà di Scienze della Comunicazione, Alberto Marinelli, docente di Teoria e tecniche dei nuovi media, il giornalista Dario Salvatori e Francesca Pellegrini, responsabile Comunicazione e marketing di Medita. Moderatore del dibattito, Marco Molendini. COMPAGNIA DI GESÙ Omaggio al teologo padre Marchesi Il 14 giugno di un anno fa la scomparsa improvvisa di padre Giovanni Marchesi, prestigioso teologo, illustre firma della rivista dei gesuiti italiani "Civiltà Cattolica", docente di Cristologia all'Università Gregoriana. Domani padre GianPaolo Salvini, direttore de "La Civiltà Cattolica" celebrerà una Messa a Villa Malta, via di Porta Pinciana 1, in ricordo di Padre Marchesi. Al termine del rito sarà scoperta una targa per commemorare l'impegno culturale del teologo scomparso un anno fa.

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CAMPOBASSO Ha centrato l'obiettivo il Coisp, Sindacato di (sezione: Laici e chierici)

( da "Tempo, Il" del 13-06-2008)

Argomenti: Laicita'

Stampa CAMPOBASSO Ha centrato l'obiettivo il Coisp, Sindacato di ... CAMPOBASSO Ha centrato l'obiettivo il Coisp, Sindacato di Polizia che, a Termoli, presso il Commissariato della Polizia di Stato, ha organizzato il convegno che ha trattato il tema della violenza negli stadi, commemorando l'uccisione dell'Ispettore Filippo Raciti, 38 anni, ucciso durante gli scontri che hanno insanguinato il derby Catania-Palermo il 2 febbraio 2007. Il convegno, dal titolo "L'impegno dei laici cristiani nella società e nell'attività lavorativa. Quali i valori di riferimento delle Forze dell'Ordine di fronte al crescente fenomeno della violenza negli stadi, intesa come forma di devianza sociale", era stato preceduto da una conferenza stampa tenutasi presso la sede del Coni di Campobasso. Niente poco di meno che il Capo della Polizia in persona, Prefetto Antonio Manganelli, ha ritenuto di complimentarsi con l'organizzazione sindacale nata nel 1992 e portata nel Molise solo tre anni fa, "compiacendosi" per l'attività svolta in questi anni e per la sensibilità ai problemi sociali. Manganelli ha voluto rivolgere un attestato di stima al segretario provinciale, Michele Grieco, e con lui a tutta la segreteria del Molise.

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ROMA I suoi quattro milioni di abitanti non rappresentano neanche l'1 per cento della popolazi (sezione: Laici e chierici)

( da "Messaggero, Il" del 13-06-2008)

Argomenti: Laicita'

Di MARCO BERTI ROMA I suoi quattro milioni di abitanti non rappresentano neanche l'1 per cento della popolazione dell'Unione europea, eppure toccherà a loro decidere le sorti del vecchio Continente. Un'anomalia, questa, a cui in qualche modo prima o poi Bruxelles dovrà porre rimedio. Ieri gli irlandesi sono andati alle urne per dire "sì" o "no" al Trattato di Lisbona, la Carta che, se approvata dai Ventisette, regolerà la vita politica e amministrativa dell'Europa, sostituendo la Costituzione finita nel cestino per il "no" di Francia e Olanda. Se invece non sarà approvata provocherà uno stallo, sia politico che amministrativo, da cui è impossibile intravvedere una via d'uscita in quanto la Ue non ha previsto alcun piano alternativo in caso di bocciatura. Ed è per questo che l'Unione europea sta seguendo il voto referendario irlandese con il fiato sospeso. Sarà comunque un'attesa piuttosto lunga: le urne si sono infatti chiuse ieri sera, ma i risultati si conosceranno solo nel tardo pomeriggio di oggi, in quanto gli scrutini sono iniziati questa mattina. Non resta quindi che fare previsioni, arrovellandosi in calcoli del tipo: se l'affluenza alle urne sarà superiore al 50 per cento i "sì" sono favoriti, in caso contrario...Questo perché i maggiori partiti di governo e di opposizione sono favorevoli al Trattato. I sostenitori di Lisbona si dicono convinti che l'approvazione della Carta consentirà all'Irlanda di proseguire lungo la strada del progresso economico basato soprattutto su un uso oculato dei fondi Ue. I detrattori, un raggruppamento in cui convivono estrema destra, estrema sinistra, cattolici integralisti, il Sinn Fein e l'organizzazione Libertas, creata dall'imprenditore locale Declan Ganley, sostengono che Dublino perderebbe potere, trasferendolo a Bruxelles, nei campi del lavoro, della giustizia, del fisco e della difesa. Non basta, i cattolici sbandierano lo spauracchio dell'introduzione in Irlanda della legalizzazione dell'aborto e di altre amenità del genere. Ma cosa caratterizza il Trattato di Lisbona e come si delinea il futuro del nostro continente? La Carta fu firmata il 13 dicembre dello scorso anno dai capi di Stato e di governo dei Ventisette. Diciassette Paesi l'hanno già ratificata per via parlamentare (l'Italia lo sta facendo); l'Irlanda è l'unico paese che, come gli impone la Costituzione, segue la via referendaria. Fra i punti qualificanti, il Trattato prevede una personalità giuridica per la Ue che le consentirà di firmare trattati internazionali. La Carta dei diritti, incorporata al Trattato, diventerà vincolante per tutti, tranne Polonia e Gran Bretagna che hanno chiesto l'esenzione. E' creata la figura del presidente del Consiglio dei Ventisette: resterà in carica due anni e mezzo, potrà essere confermato una volta e farà sparire il sistema delle presidenze semestrali. Ci sarà un ministro degli Esteri, che sarà vicepresidente della Commissione e coordinerà la politica estera Ue. E ancora. Mentre i parlamenti nazionali potranno essere maggiormente coinvolti nell'attività della Ue, verificando che la normativa a livello europeo risulti più efficace (principio di sussidiarietà) di quella nazionale, i cittadini potranno presentare proposte di legge raccogliendo in più Paesi un milione di firme. Ne esce rafforzato anche il Parlamento europeo che potrà dire la sua (processo di codecisione con il Consiglio) in nuove materie come la giustizia, i bilanci, l'immigrazione e i trattati internazionali.

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ROMA - Il Servizio sanitario nazionale perde terreno a favore del privato. Lo sostiene un (sezione: Laici e chierici)

( da "Messaggero, Il" del 13-06-2008)

Argomenti: Laicita'

Di FRANCESCA FILIPPI ROMA - Il Servizio sanitario nazionale perde terreno a favore del privato. Lo sostiene un'indagine sull'evoluzione del mercato dell'assistenza ospedaliera riabilitativa e per malati acuti, condotta dall'Università Cattolica di Roma tra il 2001 e il 2005, e illustrata ieri durante il convegno nazionale "Il non-profit nell'assistenza ospedaliera in Italia" promosso dalla Cei, alla presenza tra gli altri del Segretario generale della Cei, monsignor Giuseppe Betori ("Il sostegno finanziario agli ospedali cattolici va adeguato a quello che è un servizio pubblico anche se nasce dalla comunità ecclesiale"), del sottosegretario alla Salute Ferruccio Fazio ("Siamo scossi per i recenti fatti di Milano, ma esiste un privato non-profit virtuoso lontanissimo dai sospetti") e del rettore Lorenzo Ornaghi. Nel mirino degli economisti sanitari della Cattolica: accessi e dimissioni registrati in ospedali pubblici, nelle strutture private accreditate appartenenti all'Associazione italiana ospedalità privata (Aiop) e all'Associazione religiosa istituti socio-sanitari (Aris), istituti di cura privati accreditati di ispirazione cattolica e non. Dimuisce il numero degli italiani ricoverati (-0,7% dal 2001 al 2005) ma il profitto per il settore privato accreditato Aiop è aumentato del 24,2% a fronte di un aumento medio del 4,6%. Per il settore privato non-profit (gli associati che aderiscono all'Aris ed altri di ispirazione cattolica) il profitto è cresciuto rispettivamente del 10,8% (+137 milioni di euro) e del 13,2% (+121 milioni di euro). Nel 2005 l'assistenza ospedaliera in Italia ha determinato 12.800.000 ricoveri ordinari e di day hospital: il 78,7% nel pubblico (-2,3 punti% rispetto al 2001) contro il 21,3% nel privato (+2,3 punti% dal 2001). "I dati mostrano un mercato particolamrnete competitivo" spiega Americo Cicchetti, ordinario di Organizzazione aziendale alla facoltà di Economia della Cattolica, che sui Drg (i rimborsi delle Asl alle Aziende ospedaliere per le prestazioni effettuate) aggiunge: "Truffare il Ssn attraverso i Drg, come è accaduto nella clinica Santa Rita di Milano, è più facile speculando sui pazienti deceduti. In pratica, si gonfiano le loro cartelle cliniche di prestazioni aggiuntive che servono per fare cassa".

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Milano perde anche i vipers rimane solo il settore giovanile - luigi bolognini (sezione: Laici e chierici)

( da "Repubblica, La" del 13-06-2008)

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Pagina XXI - Milano Milano perde anche i Vipers rimane solo il settore giovanile Il presidente Di Canossa: "Il movimento non cresce e in città non si riesce a operare" LUIGI BOLOGNINI Lo sport milanese sta diventando un cimitero. Dopo il volley se ne va anche l'hockey ghiaccio. Ora è ufficiale ciò che era nell'aria da giorni: i Vipers cessano l'attività di prima squadra, resta solo il settore giovanile, ribattezzato Hockey Milano Rossoblù e affidato ai due uomini forti dei Vipers (assieme al presidente Alvise di Canossa), il general manager Ico Migliore e il coach Adolf Insam. I quali anche ieri mattina hanno inutilmente cercato di far cambiare idea al patron, che la decisione dentro di sé l'aveva presa a dicembre. Non è stata una questione economica: di Canossa non ha certo problemi di soldi (anche se in 10 anni di vita della società ha investito circa 20 milioni, rientrati solo in piccola parte). E spiega: "Il progetto d'impresa che ha tenuto in vita questa lunga stagione si è esaurito". In sostanza l'hockey italiano resta un nanetto, l'inerzia della Federghiaccio e le beghe tra le società hanno impedito di sfruttare un'occasione clamorosa per accalappiare il grande pubblico come le Olimpiadi di Torino 2006, e "l'impegno dei Vipers ha fatto grande solo la società, ma non il movimento". E dopo 5 scudetti e altri trofei nostrani solo l'Europa, il vero obiettivo mai colto (giusto un secondo posto in Continental Cup nel 2002), poteva salvare i Vipers. E il presidente aveva carezzato l'idea di disputare il nascente campionato europeo, ma non quello italiano. Teoricamente possibile. Impraticabile, nei fatti: si dovrebbe uscire dalla federazione internazionale. A questo aggiungiamo le difficoltà di operare a Milano: "Non faccio critiche al Comune: questa è la città con cui abbiamo a che fare. Qui non sono riuscito a trovare qualcuno a cui cedere la società, come avevo pensato all'inizio, e qui c'è sempre stato qualche comitato a bloccare ogni progetto di un palaghiaccio degno di questo nome". Quindi meglio sbaraccare, benché con la morte nel cuore: "è un dolore vero dire a me stesso e ai tifosi che questo piccolo, grande, emozionante progetto era finito". Non è un addio definitivo né totale, però. Restano le giovanili, che hanno 130 tesserati e finalmente iniziavano a fornire talenti freschi alla prima squadra. "Non me la son sentita di chiudere ogni legame con Milano", dice di Canossa. Un seme che se germoglierà potrebbe significare un ritorno futuro. Intanto finisce qui una storia fatta di scudetti, lotta, impegno continuo: dopo ogni partita i giocatori andavano sotto la curva a mostrare la maglia sudata. E i tifosi ieri sera si sono ritrovati davanti al palaghiaccio dell'Agorà per guardarsi in faccia, parlarsi, tentare di consolarsi. Un funerale laico molto civile. E molto hockeystico, per chi conosce la passione vera che regna in questo mondo.

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La solitudine del "profeta di sventure" - michele smargiassi (sezione: Laici e chierici)

( da "Repubblica, La" del 13-06-2008)

Argomenti: Laicita'

Pagina XIX - Bologna Messa con Caffarra La solitudine del "profeta di sventure" Per il cardinale Giacomo Biffi ottanta candeline nell'eremo di Ponticella Ha mantenuto la promessa di non essere ingombrante per il suo successore A chi gli chiede di parlare ancora risponde: "Sono un pastore, non un opinionista" Nella casetta che fu di Lercaro legge, scrive e celebra messa col rito ambrosiano MICHELE SMARGIASSI (segue dalla prima di cronaca) Ma per lui "è finito il tempus faciendi: i miei giorni residui sono diventati soprattutto "il tempo dell'attesa"". Milanese nostalgico, Biffi sorprese tutti restando a vivere nella città della sua missione. Ma è come se non ci fosse. Sono in tanti, anche qui a Bologna, a chiedersi dove sia finito. Nessuna intervista, severissimo il filtro del segretario don Mastacchi; fine delle frasi fulminanti che bucavano immancabilmente i titoli e gli valsero tra i giornalisti la fama di "addetto stampa di Dio". Ma anche: nessuna apparizione ufficiale (neppure alla presentazione della sua autobiografia, Memorie e digressioni di un italiano cardinale), zero impegni ecclesiali, esaurite anche le lezioni settimanali di teologia all'Istituto Veritatis Splendor. Non lo si vede neppure troppo in parrocchia, quella di Sant'Agostino, che ora è la sua: solo a Natale e a Pasqua, come un cattolico pigro, in realtà si gode la felicità di celebrare ogni giorno nella cappella domestica la messa secondo l'antichissimo rito ambrosiano, "la liturgia del mio battesimo". Cede solo, ogni tanto, all'invito di un parroco e va a far cresime: ma le sue omelie, in quei casi, sono rigorosi commenti alla Parola, senza un'eco di quelle prediche con cui bruciava la coda paglierina ai laici "insipienti" e ai cattolici "arrendevoli". Il mistero Biffi non è poi così misterioso. Le ore scorrono più lente dei mesi nella dépendance di Villa San Giacomo, dove si era già ritirato il cardinal Lercaro. Lì s'è scelta, e l'ha restaurata a sue spese, una malandata palazzina settecentesca, piano terra e primo piano, grande abbastanza per farci stare, in una libreria di noce massiccio, la ponderosa biblioteca di teologo; un ufficio senza computer, una sala da pranzo e una per ricevere, la cucina dove regna la perpetua Dina. Le sue giornate: studio, riordino di carte, qualche partita dell'Inter in tivù, lettura dei giornali: "Queste erano parole mie", riconosce ogni tanto con divertimento l'eco delle sue omelie. Don Giacomo riceve ancora, forse addirittura di più di quand'era arcivescovo: il tempo è tutto suo, si concede affabile, tonaca nera senza porpore, ai suoi ospiti, tra arredi semplici ma non francescani: Biffi detesta il pauperismo, per lui la solennità della Chiesa deve essere tangibile. Solitario. Lo vanno a trovare vecchi amici, gente di Curia, qualche prete. Pochi o nessun potente in carica. Qualche temerario gli chiede di tornare in scena: in fondo più di un "emerito" continua a praticare giornalisti e tivù. Lui risponde, garbato: non sono un opinionista, ma un pastore. Qualcuno rimpiange, e glielo fa capire, che non sia diventato il capo del "partito tradizionalista" nella Chiesa italiana. Ma fin dall'inizio ha lasciato quel compito ad altri. Si è riservata la virtù della la parresia: il parlar chiaro anche a costo che qualcuno s'offenda. Non basta annunciare Cristo (Guai a me se non lo facessi, è il titolo della sua più famosa lettera pastorale), occorre "vigilare perché nessuno nella comunità cristiana si inganni". Biffi: un pastore che ha bastonato spesso le sue pecore. Ma da quando ha restituito il bastone (pastorale), non più. A parte un ritorno di fiamma, l'anno scorso: predicando gli esercizi spirituali al papa (uno degli onori più alti concessi a un ecclesiastico) ci infilò una battuta sull'"anticristo pacifista, ecologista ed ecumenista" degna dei tempi d'oro. Una clausura sofferta? A un uomo di Dio bisogna credere sulla parola, ma è difficile pensare che non rimpianga almeno un po' il visibile piacere di certi corpo-a-corpo con sindaci, politici, intellettuali. Non è solo un pastore: se c'è una figura biblica che gli si addice, è quella del profeta. Vogliamo dirla tutta? Del profeta di sventure. Per Biffi, quella definizione è un complimento. A papa Giovanni rimproverò di averle dato un sapore negativo, mentre "furono loro i veri profeti", anzi "Cristo stesso andrebbe annoverato tra i profeti di sventura". Certo, "la gente non ama i guastafeste", però servono, ed è evidente che Biffi si mette in quel numero. Farsi amare non è la sua specialità. Rispettare, piuttosto; e anche un po' temere. Il suo eroe: sant'Ambrogio, che metteva in ginocchio gli imperatori. Temibile, però, Biffi vescovo lo è stato solo con le parole: "Severissimo nei giudizi, ma non nelle decisioni", gli dà atto un prete in odor di dossettismo: rari interventi d'autorità, rare sanzioni disciplinari, un profeta disarmato. Forse c'entra anche un po' di pigrizia: la sua vita, Biffi l'avrebbe preferita dedicare tutta agli studi. Il "pensionamento" l'ha accolto come una liberazione, fece fretta perfino a Wojtyla perché non lo rinviasse. Ma adesso, nell'eremo del profeta, che pensieri rivolge indietro? Inutile chiederlo ai confidenti, come l'omonimo (non parente) Inos Biffi, teologo milanese: "Queste non sono cose da giornali". Ma tra mezze parole e frasi scarne un sentimento sembra filtrare: di pacata delusione. Profeta inascoltato. Convinto comunque di aver sempre visto giusto, nella denuncia dei "distillati di frodo del Concilio", l'irenismo, l'ecumenismo cedevole, il compromesso morale, e nei suoi allarmi sociali, primo fra tutti quello sui pericoli dell'immigrazione islamica. Allarme, in realtà, più preveggente del relativo consiglio: lasciar entrare in Italia, perché più integrabili, soltanto gli immigrati "cattolici o almeno cristiani" (oggi l'Italia ha paura dei romeni, che sono cristiani). Pastore, anche, inascoltato: Biffi è stato uno dei vescovi più longevi della Chiesa bolognese, ma il suo segno sulla diocesi sembra già sbiadito. Inviato da Giovanni Paolo II ad amministrare un territorio doppiamente insidioso, per via dei comunisti al governo e dei dossettiani sparsi tra parrocchie e centri studi, lo ha lasciato più o meno come l'ha trovato. "Sazia e disperata" era la Bologna che lo accolse, "meno sazia ma sempre disperata, destinata a uscire dalla storia" quella che il suo successore Caffarra ammette di avere ereditato. I conciliaristi ancora asserragliati nel dossettiano Istituto per le scienze religiose, i parroci che si ribellano alla Bossi-Fini, gli amici ciellini più deboli qui che altrove, senza successo la "nuova evangelizzazione" che annunciò nel '97, all'apice della sua visibilità, quando accolse il papa in città. Certo, una grande partita Biffi l'ha vinta: è diventato papa l'uomo che preferiva. Quando Ratzinger lesse la sua prolusione in Conclave, Biffi fu visto annuire vistosamente. La Chiesa, almeno, è in buone mani. Ma il mondo peggiora, avanza la "corposa solidità del niente", "un'alluvione di chiacchiere esibite come rivelazioni" trabocca fin nel silenzio di Ponticella, dove Biffi ha scritto queste malinconiche frasi. Il profeta forse brucia ancora, come una volta, dalla voglia di intingere la penna nel sarcasmo: ma ha promesso silenzio. Non gli resta che "l'accorata implorazione a qualche intervento dall'alto". Insomma: ci pensi Lui. La missione terrena del "teologo inattuale" è finita. Seduto sotto le frasche, l'ottantenne Biffi-Giona guarda in silenzio Ninive peccatrice, aspettando di vedere che cosa il Signore deciderà di farne.

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Incontro zapatero-bertone è disgelo fra psoe e chiesa (sezione: Laici e chierici)

( da "Repubblica, La" del 13-06-2008)

Argomenti: Laicita'

Il colloquio al vertice Fao di Roma Incontro Zapatero-Bertone è disgelo fra Psoe e Chiesa MADRID - Il premier socialista spagnolo Josè Luis Rodriguez Zapatero ha avuto un incontro riservato col Segretario di Stato della Santa Sede, il cardinale Tarcisio Bertone, durante una pausa del vertice della Fao della scorsa settimana a Roma. Lo rivela il quotidiano El Pais. L'incontro fra Zapatero e il cardinale Bertone è stato deciso con l'obiettivo di ammorbidire i rapporti del governo socialista con la gerarchia cattolica, estremamente tesi nella scorsa legislatura, per tentare di aprire da Roma vie di dialogo con i vescovi spagnoli.

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(segue dalla prima pagina) ettore livini (sezione: Laici e chierici)

( da "Repubblica, La" del 13-06-2008)

Argomenti: Laicita'

Cronaca Operare il più possibile. è la parola d'ordine che condiziona la professione di molti medici da quando sono stati introdotti i rimborsi a prestazione. Dopo lo scandalo del Santa Rita di Milano, si delinea il quadro di una sanità che guarda troppo al profitto E dove il paziente diventa spesso un oggetto Se ogni patologia ha un prezzo, il rischio è che la gente diventi merce Il cesareo è il caso più eclatante: oggi in Italia sono il 38%, in Europa soltanto il 15% I controlli sono l'antidoto più efficace Ma sono pochi e non accurati (SEGUE DALLA PRIMA PAGINA) ETTORE LIVINI (segue dalla copertina) Intendiamoci. Il sistema dei Drg - nato nel '92 sostituendo i vecchi rimborsi a piè di lista - non è né fallito né da buttare. Lo dice anche Umberto Veronesi: "In sé è un ottimo strumento, ha azzerato i ricoveri inutili e cancellato il concetto di ospedali come "parcheggio" per malati cronici". Le giornate di degenza medie sono scese dai 7,2 giorni del '97 ai 6,7 di oggi con un'impennata di quelle prestazioni in day hospital (oggi il 20% circa contro il 7,7% di dieci anni fa) molto più convenienti per lo Stato. Il problema è un altro. Se a ogni patologia si dà un prezzo come si fa con la verdura al mercato, il rischio - continua Veronesi - è che "gli ospedali trattino i pazienti più sulla base della convenienza economica che su quello che serve per garantire la guarigione". E che qualche chirurgo "possa sentirsi tentato di eseguire interventi non necessari per includere la prestazione nelle tabelle". Statistiche complete non ne esistono. Ma le poche cifre a disposizione, più ancora delle inchieste delle Procure, aprono squarci un po' inquietanti. Prendiamo il caso del parto. Nel 1981, nell'era pre-Drg, erano la cosa più naturale del mondo. Le complicazioni erano poche e solo nell'11% dei casi si ricorreva al cesareo. Poi è arrivata la rivoluzione dei rimborsi a prestazione. E con loro è cambiata la storia dell'ostetricia italiana. Il motivo, dice il tam tam delle corsie, è in parte anche pecuniario. Una nascita naturale senza complicazioni rende per il tariffario nazionale all'ospedale 1.489,46 euro più 307 euro per giorno di ricovero. Il cesareo vale quasi mille euro in più (2.359,69), e più del doppio (3.371) in caso di complicazioni. Le mamme italiane, da allora, non sono cambiate. Ma i parti cesarei nel nostro paese oggi, potenza del Dio denaro, sono il 38% del totale, contro la media europea del 15%. Una miniera d'oro si sono rivelati anche i by-pass (15.999 euro di rimborso l'uno) con sui sono stati imbottite le casse toraciche di mezza Italia. La Lombardia, frontiera nel bene e nel male della sanità nazionale, è arrivata ad avere tanti centri cardiochirurgici come l'intera Francia e a fare il 150% di operazioni al cuore in più dell'Emilia. Boom inspiegabili - se non dando un'occhiata ai rimborsi dei Drg - hanno avuto anche le tracheotomie (cresciute del 165% in tre anni dopo il '94), le operazioni di cataratta, quelle più recenti al tunnel carpale. Certo non c'è solo marcio. "Abbiamo passato anni a chiedere un sistema più efficiente e servizi aperti a tutti e l'aumento degli interventi, in questo senso, può essere considerato un elemento positivo", dice Francesco Longo, direttore del Centro ricerche sulla gestione dell'assistenza sanitaria della Bocconi. Ma tra operazioni inutili, cartelle truccate e ricoveri fantasma - secondo un recentissimo studio - si consumano ogni anno truffe per 5 miliardi ai danni del Servizio sanitario nazionale. "I medici a cottimo però sono un'eccezione - dice Ermanno Leo, direttore del reparto di chirurgia colo-rettale all'istituto dei tumori di Milano - . Io che lavoro nel pubblico prendo 3.049 euro al mese. E se faccio 100 operazioni in più serve solo al mio ospedale per chiedere l'anno successivo più stanziamenti. Il buco nero è nel privato convenzionato. Dove si lavora spesso solo per il profitto cavalcando le debolezze del sistema dei Drg". I numeri in effetti sembrano confermare questa tesi. Tra il 2000 e il 2005 i ricoveri degli italiani sono calati dello 0,7%. Me negli istituti privati - cui oggi va circa tra il 10 e il 25% della spesa sanitaria totale - i ricoveri sono cresciuti del 18,7% con un incremento dei profitti del 24%. E per Americo Cicchetti, ordinario dell'Univesità Cattolica di Roma autore di questo studio - in molti attribuiscono addirittura più malattie a un paziente deceduto per incassare più soldi dai Drg. Il diabolico cocktail profitto-salute è uscito allo scoperto in questi giorni proprio grazie all'inchiesta milanese. Un'eccezione, certo, ma da cui tutti escono con le ossa rotte. "Sono mele marce - assicura Bianco - che crescono dove le opportunità sono maggiori. E il problema sorge quando gli stipendi sono legati alla produttività". Alla Santa Rita funzionava proprio così. Renato Scarponi, primario di ortopedia ("una macchina da guerra che opera anche quelli che non ne hanno bisogno", lo descrivono i colleghi nelle intercettazioni) prendeva il 9% su ogni ricovero a carico del Servizio sanitario nazionale. Il suo collega Paolo Brega Massone, autodefinitosi "l'Arsenio Lupin della sanità", preparava "Drg pompati" e asportava seni anche "quando non era necessario l'intervento chirurgico". "è ovvio che se il tuo datore di lavoro ti dice più operi più ti pago induce in modo più o meno subliminale un atteggiamento aggressivo del chirurgo", ha candidamente ammesso. "Attenzione però. Criminalizzare gli operatori privati è sbagliato - sostiene Enzo Paolini, presidente dell'Associazione italiana ospedalità privata - . Le tariffe le decide lo Stato, i controlli li fa lo Stato, le cartelle mediche le fanno i singoli medici. Certo qualcosa non funziona. Ma non me la prenderei nemmeno con i premi di produttività, non sono il diavolo, la competizione aumenta la qualità e diminuisce i costi". I controlli in effetti sarebbero l'antidoto più efficace per eliminare le distorsioni del sistema. Ma sono pochi e non proprio accuratissimi. La Lombardia (che ha un bilancio sanitario in pareggio) con una quarantina di ispettori verifica il 5% delle cartelle cliniche pescando in un mare magnum di 150mila prestazioni e 2,5 milioni di ricoveri annui. La media nazionale è del 2%, cifra che il Governo ha promesso ieri di alzare al 10% prima possibile. Per diminuire il rischio, come succedeva alla santa Rita di Milano, che banali interventi al collo si trasformino in (remuneratissime) operazioni al midollo spinale o che si moltiplichino in una singola struttura (altra perla dell'inchiesta lombarda) i ricoveri per originalissime ? e spesso inesistenti ? "sindromi vertiginose". "Ben vengano i corti circuiti che aiutano a ripulire il sistema - conclude Longo - . Bisogna però evitare di buttare il bambino con l'acqua sporca. In tutta Europa c'è un eccesso di consumo sanitario misurabile tra il 20 e il 40% e l'Italia è addirittura uno dei paesi più virtuosi da questo punto di vista. I Drg sono uno strumento utile per misurare quello che si fa e capire chi lo fa bene e chi lo fa male". Le Regioni e lo Stato del resto non sono rimaste con le mani in mano. Hanno dato un giro di vite sui rimborsi alle patologie a maggior rischio, aumentato di recente da 46 a 104 gli interventi che è obbligatorio fare in day hospital per ridurre i rischi di operazioni inutili e prestazioni gonfiate. Ridotte le tentazioni, è il concetto, si dovrebbero calmierare anche le truffe. E cancellare dall'enciclopedia scientifica la vergognosa metastasi dei medici a cottimo e dei pazienti trattati troppo spesso (a volte non solo metaforicamente) come polli da spennare.

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Il concetto di egemonia non è liberale (sezione: Laici e chierici)

( da "Giornale.it, Il" del 13-06-2008)

Argomenti: Laicita'

N. 140 del 2008-06-13 pagina 0 Il concetto di egemonia non è liberale di Gianni Baget Bozzo Gramsci era un pensatore totalitario. La sua teoria è che il potere debba generare consenso dando a esso fondamento culturale Citare Gramsci è un omaggio culturale alla sinistra, un atto di gentilezza in cui il ministro dei Beni culturali Sandro Bondi eccelle. Pensare che il concetto di egemonia di Gramsci consista nel dire che "l'agire politico sta nella diffusione delle idee nella società civile" è un uso ben modesto del concetto gramsciano come lo espone Lucia Annunziata. Nella città delle immagini e delle tecnologie, le visioni del mondo non hanno più corso, la filosofia politica è morta e l'egemonia si è frantumata. Avviene in tutte le aree politiche italiane. Per definire un pensatore politico cattolico occorre ritrovare Augusto Del Noce, per un pensatore di destra Giovanni Gentile. E non si vede in che cosa le loro idee abbiano significato nella politica di oggi. L'egemonia gramsciana è tutt'altro che un concetto liberale, se prendiamo per liberalismo il riferimento culturale più adatto alla forza politica creata da Silvio Berlusconi. Gramsci non è certo un filosofo della persona umana di ispirazione cattolica, è un pensatore comunista che ha visto sempre in Lenin l'autore della "rivoluzione contro il Capitale" di Marx. è cioè un pensatore totalitario, legato all'idea globale di rivoluzione che comprende tutte le aree del pensiero ma soprattutto quella del potere. La sua teoria è che il potere debba generare consenso, ma usando i mezzi del potere e dando ad essi un fondamento teorico e culturale. Possiamo ricordare con simpatia la vita di Gramsci in carcere e la sua morte solitaria che ci ha rievocato Sandro Pertini. Il Partito comunista d'Italia lo aveva isolato perché egli aveva sostenuto Zinoviev e Bukarin nella polemica contro Stalin. Era favorevole al concetto di Lenin sull'imposizione del comunismo alla società russa ma ben contrario alla violenza contro i membri del partito. Questi erano per lui una piccola setta gnostica che condivideva il senso della storia. La loro figura ideale impediva che venisse usata contro di essi la medesima coercizione adoperata contro i cittadini comuni: una bella distinzione gnostica tra i perfetti e i semplici, tra i predestinati e gli annessi soggiogati. Sia il monopolio della conoscenza degli eletti, sia l'uso della forza contro il popolo comune sono principi che Gramsci usa, il senso in cui egli è un pensatore rivoluzionario. La rivoluzione in Occidente, dai giacobini in poi, ha voluto sempre significare totalità culturale e politica, teorica e pratica, partitica ed istituzionale a tutti i livelli. L'egemonia è una parte del potere, non una precondizione di essa. E l'egemonia in Italia l'abbiamo ben conosciuta perché i comunisti hanno capito l'importanza della cultura che i democristiani avevano rifiutato: anche un liberale come Scelba parlava di "culturame". Chi tra i cattolici aveva compreso il valore della cultura, anche letteraria, era il fondatore dei Comitati civici, l'uomo che vinse il 18 aprile del 1948 le elezioni politiche, Luigi Gedda, un uomo che conosceva il valore della cultura per cementare il consenso, una lezione che la Dc non comprese. Il Partito comunista italiano vinse la battaglia sul piano culturale usando il concetto gramsciano di cultura nazionale. E la vinse usando il potere politico acquisito nelle istituzioni democratiche per selezionare gli intellettuali da proteggere e promuovere nella burocrazia, nella cultura accademica e scolastica, nella magistratura e nell'università. Gramsci è una splendida figura, ma è un cattivo maestro. Anche la sinistra postcomunista oggi lo sa. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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"aspetto un figlio". la prima volta al senato - carmelo lopapa (sezione: Laici e chierici)

( da "Repubblica, La" del 13-06-2008)

Argomenti: Laicita'

"Aspetto un figlio". La prima volta al Senato La forzista Vicari: a 41 anni non ci credevo più, ma non chiederò la maternità Siciliana, al secondo matrimonio, nel '96 fu l'unica donna nell'Ars CARMELO LOPAPA ROMA - Niente aspettativa per maternità, mette subito in chiaro. Non è il tipo da starsene a casa, mani sul pancione e incassare l'indennità da senatrice. Non lo ha fatto nemmeno da consigliere regionale in Sicilia e poi da sindaco di Cefalù, in occasione delle due precedenti gravidanze (e del precedente matrimonio). Simona Vicari, 41 anni il 17 marzo, da 44 giorni in Parlamento, ha scoperto solo in queste ore di essere alla quinta settimana di "attesa". Quel che la new entry non poteva sapere è che, a memoria dei veterani di Palazzo Madama, lei è la prima e finora unica senatrice in stato interessante. Non si aveva notizia di fiocco rosa o azzurro al Senato, nella storia della Repubblica. Fino a ieri. D'altronde, le signore in dolce attesa anche negli "anta" segnano una svolta dei nostri tempi. Impensabile fino a pochi anni fa nella Camera alta, dove le donne erano poche e quelle poche con età media piuttosto elevata. Ieri mattina Simona Vicari ha bussato alla porta del presidente Renato Schifani e ha comunicato a lui per primo la buona nuova. E non poteva essere diversamente, dato che la seconda carica dello Stato è stata per anni punto di riferimento della forzista siciliana. Look casual, un cenno di trucco, a ora di pranzo passeggia tranquilla vicino al Pantheon. "No, sinceramente non pensavo a 41 anni di poter avere un nuova gravidanza - confessa - ma fa parte della mia vita avere davanti sempre delle sfide e questa sarà una delle più belle, che affronterò con mio marito". Ma la senatrice vuole farla, eccome. "Continuerò a viaggiare tra Roma e Palermo, intendo continuare a lavorare. Proprio due giorni fa ho ricevuto l'incarico di presidente della sottocommissione pareri della commissione Industria, insomma non mi tiro indietro". Caparbia, la Vicari, politica di lungo corso a dispetto dell'età e avvezza ai piccoli primati in rosa, numero fortunato il 17, tanti quanti i suoi anni sulla cresta dell'onda. Nel 1991, a 23 anni, diventa il più giovane assessore d'Italia in un grande Comune, quello di Palermo, nella giunta della "Primavera" di Leoluca Orlando. Nel '96 eletta con Forza Italia deputato all'Assemblea regionale siciliana, unica donna su 90, dove resta per tre legislature. Poi, a 31 anni, nel '97, diventa sindaco di Cefalù (riconfermata nel 2001) e conquisterà copertine e reportage dopo aver affidato tutti i posti di responsabilità alle donne. Avversaria acerrima di Gianfranco Micciché, nella cittadina normanna ancora ricordano quando per Natale, da primo cittadino, fece allestire le luminarie ovunque tranne che nella frazione di Sant'Ambrogio, dove ha casa di villeggiatura l'attuale sottosegretario. Che per sfida noleggiò poi a proprie spese alberi e luci natalizie. Berlusconiana convinta e convinta laica. è alle seconde nozze con l'avvocato Massimo Punzi: due figlie lei, Alice di 14 anni e Adele di 11, avute dal precedente matrimonio; due lui, un maschio e una femmina. Classica famiglia allargata, figlia dei tempi anche quella.

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Vaticana il protocollo di ratzinger (sezione: Laici e chierici)

( da "Riformista, Il" del 13-06-2008)
Pubblicato anche in: (Riformista, Il)

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Vaticana il protocollo di ratzinger Al Papa piace Bush cattolico like Blair Ma la strada è lunga: Laura non è Cherie Dicono in Vaticano che il cambio di protocollo previsto per oggi in occasione dell'arrivo di George W. Bush in Vaticano sia stato deciso direttamente da un teologo tedesco. Da chi? Dal Papa, ovviamente. E dicono che il fatto che sia stato il Papa a spingere per far sì che, per la prima volta, un capo di Stato passeggi con lui nei giardini vaticani, qualcosa vorrà pur dire. Insomma, ipotizzare che oggi Bush annunci al mondo una sua conversione al cattolicesimo è senz'altro troppo (tra l'altro, di per sé, Bush è già convertito: è un cristiano praticante sia pure non cattolico ma evangelico), ma, nello stesso tempo, sostenere che qualcosa di vero vi sia a riguardo di un suo interesse per il cattolicesimo, non è cosa azzardata. Anzi. Benedetto XVI ha voluto far capire a Bush che lo riceve in quanto amico. Per la prima volta, infatti, la consueta passeggiata post pranzo che ogni giorno egli fa assieme al suo segretario particolare don Georg Gaenswein con tanto di recita del Rosario, verrà anticipata (senza Rosario) alla mattina e, al posto di don Georg, ci sarà appunto un altro "Giorgio": George Bush. I due, prima della passeggiata, si ritireranno per un colloquio privato all'interno della torre di San Giovanni e non nell'appartamento papale: altro segnale che è la confidenza, più che la diplomazia, a far da cornice all'incontro. Una confidenza che non trova motivo di esistere soltanto nella volontà di ricambiare la cortesia mostrata da Bush nel mese di aprile quando il Papa arrivò negli Usa: Bush, con uno strappo all'etichetta, andò di persona all'aeroporto di Washington a ricevere il Papa. I motivi sarebbero più profondi, non lontani, dunque, da un interesse tutto particolare del presidente degli Usa per la fede cattolica. Benedetto XVI non si è limitato a cambiare il protocollo. Ha fatto di più. Ha voluto anche far stampare un piccolo opuscolo (distribuito poi soltanto nei dicasteri della curia romana) col quale dare internamente le notizie tecniche relative alla visita. Tra queste, ovviamente, la descrizione della sosta che i due faranno di fronte alla Grotta della Madonna di Lourdes dove ascolteranno due mottetti eseguiti dal coro della Cappella Sistina. Dicono a Washington che ipotizzare una conversione di Bush non sia poi così fuori luogo. E non sia sbagliato paragonare questa conversione a quella di Blair. Tuttavia, l'ostacolo principale sulla strada della conversione di quest'ultimo era la Chiesa anglicana, mentre l'incitamento maggiore era rappresentato dalla già cattolica moglie Cherie. Per la conversione di Bush, invece, non vi sono ostacoli politici, ma soltanto familiari: Laura difficilmente accetterebbe il tradimento del marito della sua amata chiesa metodista. Eppure, in favore della conversione del presidente degli Usa, c'è gran parte del suo più stretto entourage: Bush si è circondato di intellettuali, docenti, sacerdoti, consiglieri, vescovi e politici cattolici. Sono loro, come scrisse recentemente il Washington Post , ad aver "plasmato negli ultimi otto anni i discorsi, le politiche e l'eredità di Bush a un livello che non ha precedenti nella storia Usa". E, infatti, uno dei primi a equiparare la vicenda Blair a quella di Bush è stato Paul Weyrich, architetto della destra religiosa, il quale ha intravisto in Bush l'influenza dell'ex premier inglese: "Penso che Bush creda in segreto", ha detto Weyrich. Anche per John Di Iulio, assistente di Bush su temi religiosi, il presidente è un "cattolico nascosto". Comunque sia, c'è una cosa alla quale entrambi, Bush e il Papa, credono fermamente: è la valorizzazione del ruolo pubblico della fede all'interno della società. E questa credenza, senz'altro, li aiuta a sentirsi idealmente vicini. Ne parleranno quest'oggi, come parleranno del fatto che non vi possa essere "fede pubblica" senza libertà religiosa. Sia in Occidente che in Medio Oriente dove i cristiani sono una minoranza spesso priva della possibilità d'espressione. Sono gli argomenti più strettamente politici dell'incontro odierno. Il resto, sono confidenze tra due amici. Eventuale conversione compresa. Anche se, a onor del vero, in vista delle prossime elezioni, l'ipotetico passaggio di Bush al cattolicesimo potrebbe avere effetti positivi per i Repubblicani: è massiccia l'ondata migratoria cattolica proveniente dall'America Latina. 13/06/2008.

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DOVE SI SIEDONO l'enigma bruxelles (sezione: Laici e chierici)

( da "Riformista, Il" del 13-06-2008)
Pubblicato anche in: (Riformista, Il)

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SIAMO SOCIALISTI O LIBERALI? Cari amici cattolici del Pd, riflettete Bisogna ripensare questo bipartitismo e il nostro ruolo Il dibattito che si è aperto in questi giorni nel Partito democratico, non mi sorprende, ma non mi lascia indifferente. Da tempo ho sostenuto l'idea che i partiti fusionisti basati sull'idea della contaminazione, terminati gli entusiasmi iniziali, non avrebbero potuto evitare di fare i conti con grandi contraddizioni interne ed esterne. Pensare di fondere in un unico contenitore di rappresentanza politica la storia e la cultura del cattolicesimo politico con quella d'ispirazione socialista, mi è sempre sembrato alquanto difficile. Si è cercato di rendere possibile quest'approdo puntando sul bipartismo e sul bileaderismo, sul voto utile, ma terminata la campagna elettorale i nodi e i problemi sono riemersi. Non ho nulla contro la socialdemocrazia alla quale riconosco di aver svolto un ruolo importante per la democrazia europea e nella valorizzazione dei principi di giustizia sociale, ma ho sempre pensato che fosse altro rispetto al cattolicesimo politico. Sicuramente sulle questioni del welfare e del rapporto tra solidarietà e mercato ci sono delle assonanze, ma questo non basta per fare un partito unico. Una cosa è trovare o ricercare delle convergenze, altro è fondersi insieme. Storie diverse che nascono da antropologie e culture diverse possono stimolarsi, intrecciarsi e convergere in direzione del bene comune, ma rimangono distinte nei loro fondamenti. A meno che tutto si riduca alla prassi, all'amministrare. Ma può esistere una politica senza valori e senza ideali? È partendo da queste considerazioni che comprendo che chi per lungo tempo, anche se in forme ideologiche differenti, si è riferito all'idea del socialismo non possa che aspirare di stare nel Partito socialista europeo. I partiti socialisti e socialdemocratici europei sono in una fase d'evoluzione e di ricerca da cui la specificità italiana non può e non sarebbe utile rimanesse estranea. Per quale ragione dovrebbero stare fuori di questo processo? È pensabile che i socialdemocratici tedeschi, danesi, svedesi, norvegesi e gli stessi socialisti francesi e spagnoli possano abbandonare la loro storia e la loro cultura politica ed ideale? Mi domando anche se questo sarebbe utile per il futuro dell'Europa. Capisco che ai miei amici cattolici democratici, che hanno scelto di militare nel Partito democratico, questa prospettiva non possa appartenere; vengono da un'altra storia, da un impianto di cultura politica diversa e distinta da quella che scaturisce dalla matrice socialista. Credo che se per chi si rifà alla cultura socialista ci sia la necessità e l'urgenza di ripensarsi rispetto alle sfide che il tempo presente pone, lo stesso discorso vale anche per cattolici che hanno scelto l'impegno politico. È arrivato anche per loro il tempo di aprire una profonda riflessione. Nel frattempo potrebbero convergere su alcuni obiettivi minimi. Per fare in modo che questo sia possibile, la prima cosa che si può fare è cercare di contrastare la deriva bipartitica e mantenere la possibilità di un pluralismo intra ed extra; la seconda è di uscire dai propri recinti e avviare una fase di confronto tra tutti quelli che pur essendo diversamente collocati, si rifanno alla cultura, agli ideali e alla prassi del cattolicesimo politico e sociale. È venuto il tempo di interrogarci se c'è ancora un ruolo e come lo s'intende giocare nell'era della fine della "questione cattolica" e della nostalgia democristiana. Questi che viviamo sono per tutti tempi nuovi e come tali devono essere vissuti. 13/06/2008.

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Bush dal Papa: "Impegno sui valori morali" (sezione: Laici e chierici)

( da "Giornale.it, Il" del 13-06-2008)

Argomenti: Laicita'

N. 140 del 2008-06-13 pagina 0 Bush dal Papa: "Impegno sui valori morali" di Redazione E' durato mezz'ora il colloquio tra il presidente degli Stati Uniti e il Santo Padre. Poi i due hanno passeggiato tra gli splendidi giardini vaticani e ascoltato due mottetti all'interno della Cappella Sistina Città del Vaticano - E' stato un commiato tra vecchi amici quello stamane tra Papa Benedetto XVI e il presidente degli Stati Uniti, George W. Bush, in un'atmosfera familiare e rilassata, complice il bellissimo scenario dei giardini vaticani, tra aiuole fiorite e possenti alberi secolari. Spazio anche alle battute: quando, ad un certo punto, Bush ha chiesto quanto è grande il Vaticano, qualcuno gli ha risposto "non quanto il Texas". Al che, lui pronto, "ma è sicuramente più importante". Nessun raccoglimento spirituale Chi però si aspettava una preghiera o un momento di raccoglimento pubblico davanti alla Grotta della Madonna di Lourdes, che sancisse la loro profonda sintonia spirituale davanti alle telecamere di tutto il mondo o addirittura una ventilata conversione di Bush al cattolicesimo, è rimasto deluso. Benedetto XVI e il presidente statunitense hanno passeggiato, hanno scherzato, hanno ammirato le piante della Santa Sede, ed hanno ascoltato insieme, in modo molto "laico", i mottetti sacri intonati dal Coro della Sistina, prima di salutarsi. Il colloquio privato Sul colloquio privato, avvenuto nella Torre di San Giovanni, non è stato ancora distribuito alcun comunicato. La limousine nera del presidente americano è giunta davanti alla Torre di San Giovanni verso le 10:55 circa,scoarta da un imponente corteo della sicurezza. Cosa insolita, in un cerimoniale tutto speciale, Benedetto XVI ha atteso il suo ospite per qualche minuto, mentre il suo fedele segretario, don George, gli aggiustava sorridendo la croce sul petto. "Che onore, che onore, che onore", ha esclamato un Bush felice e emozionato, scendendo dalla auto e stringendo la mano a Benedetto XVI, seguito dalla moglie Laura, in completo scuro. Nel colloquio Benedetto XVI ha espresso a Buish la propria gratitudine "per la calorosa e speciale accoglienza ricevuta negli Stati Uniti d'America e alla Casa Bianca durante il suo viaggio nell'aprile scorso, e per l'impegno nella difesa dei valori morali fondamentali". Al centro dei colloqui anche i principali temi di politica internazionale, fra questi "le relazioni fra gli Stati Uniti d'America e l'Europa, il Medio Oriente e l'impegno per la pace nella Terra Santa, la globalizzazione, la crisi alimentare ed il commercio internazionale, l'attuazione degli obiettivi del millennio". Il saluto dalla torre Subito, i sue uomini sono saliti al primo piano della Torre medioevale, dove si trova una studio. La First Lady ha invece atteso nel salotto al pianterreno, insieme all'ambasciatrice statunitense presso la Santa Sede, Mary Ann Glendon, raggiunte poi, con una ventina minuti di ritardo, dal cardinale segretario di Stato, cardinale Tarcisio Bertone. La conversazione a quattr'occhi è durata una trentina di minuti. Subito dopo, il Papa ha accompagnato l'amico Bush sulla terrazza della Torre per mostrargli il magnifico panorama su San Pietro e su Roma che da lì si gode. Giù nel salotto poi, il tradizionale scambio di doni: Benedetto XVI ha regalato al suo ospite una grande foto autografata ritraente sia il Papa sia il presidente Bush che la moglie Laura, tutti e tre sorridenti e felici. L'inquilino della Casa Bianca ha ricambiato con un'altra foto autografata da lui che lo mostrava insieme a Ratzinger nell'atto di un saluto. Insieme hanno riso di aver avuto la stessa idea; poi, il presidente ha consegnato a Benedetto XVI anche un album fotografico del suo trionfale viaggio negli Usa, avvenuto dal 15 al 20 aprile scorso. Regalo molto apprezzato. Nei giardini vaticani Dopo le foto di rito, il Santo Padre Bush si sono incamminati a piedi nei viali vaticani fino alla Grotta di Lourdes. Qui era stato allestito un a salotto all'aperto, un tavolino di legno chiaro e quattro poltroncine all'ombra di un gigantesco cedro. Qui si sono accomodati il papa, il presidente, la moglie Laura e il card. Bertone, per ascoltare i mottetti intonati dal coro della Sistina. Bush non ha resistito a battere il ritmo ad un brano di Palestrina. Infine i saluti finali, cordialissimi: un arrivederci, più che un addio, anche se nel futuro Bush non sarà più l'uomo più potente del mondo. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Bush incontra Papa Benedetto XVI "Impegno comune sui valori morali" (sezione: Laici e chierici)

( da "Giornale.it, Il" del 13-06-2008)

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N. 140 del 2008-06-13 pagina 0 Bush incontra Papa Benedetto XVI "Impegno comune sui valori morali" di Redazione E' durato mezz'ora il colloquio tra il presidente degli Stati Uniti e il Santo Padre. Poi i due hanno passeggiato tra gli splendidi giardini vaticani e ascoltato due mottetti all'interno della Cappella Sistina Città del Vaticano - E' stato un commiato tra vecchi amici quello stamane tra Papa Benedetto XVI e il presidente degli Stati Uniti, George W. Bush, in un'atmosfera familiare e rilassata, complice il bellissimo scenario dei giardini vaticani, tra aiuole fiorite e possenti alberi secolari. Spazio anche alle battute: quando, ad un certo punto, Bush ha chiesto quanto è grande il Vaticano, qualcuno gli ha risposto "non quanto il Texas". Al che, lui pronto, "ma è sicuramente più importante". Nessun raccoglimento spirituale Chi però si aspettava una preghiera o un momento di raccoglimento pubblico davanti alla Grotta della Madonna di Lourdes, che sancisse la loro profonda sintonia spirituale davanti alle telecamere di tutto il mondo o addirittura una ventilata conversione di Bush al cattolicesimo, è rimasto deluso. Benedetto XVI e il presidente statunitense hanno passeggiato, hanno scherzato, hanno ammirato le piante della Santa Sede, ed hanno ascoltato insieme, in modo molto "laico", i mottetti sacri intonati dal Coro della Sistina, prima di salutarsi. Il colloquio privato Sul colloquio privato, avvenuto nella Torre di San Giovanni, non è stato ancora distribuito alcun comunicato. La limousine nera del presidente americano è giunta davanti alla Torre di San Giovanni verso le 10:55 circa,scoarta da un imponente corteo della sicurezza. Cosa insolita, in un cerimoniale tutto speciale, Benedetto XVI ha atteso il suo ospite per qualche minuto, mentre il suo fedele segretario, don George, gli aggiustava sorridendo la croce sul petto. "Che onore, che onore, che onore", ha esclamato un Bush felice e emozionato, scendendo dalla auto e stringendo la mano a Benedetto XVI, seguito dalla moglie Laura, in completo scuro. Nel colloquio Benedetto XVI ha espresso a Buish la propria gratitudine "per la calorosa e speciale accoglienza ricevuta negli Stati Uniti d'America e alla Casa Bianca durante il suo viaggio nell'aprile scorso, e per l'impegno nella difesa dei valori morali fondamentali". Al centro dei colloqui anche i principali temi di politica internazionale, fra questi "le relazioni fra gli Stati Uniti d'America e l'Europa, il Medio Oriente e l'impegno per la pace nella Terra Santa, la globalizzazione, la crisi alimentare ed il commercio internazionale, l'attuazione degli obiettivi del millennio". Il saluto dalla torre Subito, i sue uomini sono saliti al primo piano della Torre medioevale, dove si trova una studio. La First Lady ha invece atteso nel salotto al pianterreno, insieme all'ambasciatrice statunitense presso la Santa Sede, Mary Ann Glendon, raggiunte poi, con una ventina minuti di ritardo, dal cardinale segretario di Stato, cardinale Tarcisio Bertone. La conversazione a quattr'occhi è durata una trentina di minuti. Subito dopo, il Papa ha accompagnato l'amico Bush sulla terrazza della Torre per mostrargli il magnifico panorama su San Pietro e su Roma che da lì si gode. Giù nel salotto poi, il tradizionale scambio di doni: Benedetto XVI ha regalato al suo ospite una grande foto autografata ritraente sia il Papa sia il presidente Bush che la moglie Laura, tutti e tre sorridenti e felici. L'inquilino della Casa Bianca ha ricambiato con un'altra foto autografata da lui che lo mostrava insieme a Ratzinger nell'atto di un saluto. Insieme hanno riso di aver avuto la stessa idea; poi, il presidente ha consegnato a Benedetto XVI anche un album fotografico del suo trionfale viaggio negli Usa, avvenuto dal 15 al 20 aprile scorso. Regalo molto apprezzato. Nei giardini vaticani Dopo le foto di rito, il Santo Padre Bush si sono incamminati a piedi nei viali vaticani fino alla Grotta di Lourdes. Qui era stato allestito un a salotto all'aperto, un tavolino di legno chiaro e quattro poltroncine all'ombra di un gigantesco cedro. Qui si sono accomodati il papa, il presidente, la moglie Laura e il card. Bertone, per ascoltare i mottetti intonati dal coro della Sistina. Bush non ha resistito a battere il ritmo ad un brano di Palestrina. Infine i saluti finali, cordialissimi: un arrivederci, più che un addio, anche se nel futuro Bush non sarà più l'uomo più potente del mondo. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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