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La
lista di Walter ( da "EUROPA.it"
del 05-03-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract:
equilibrio
laici-cattolici: ci saranno Bonino e Bobba. Restano fuori il costituzionalista
Ceccanti, i cristiano sociali di Lucà e il numero due antima a Lumia. D'Alema
anche in Campania. RUDY FRANCESCO CALVO Fare le liste non è mai stato facile.
Per di più con questa legge, che assegna ai partiti il compito di selezionare
non tanto i candidati,
Frati
e medici del Gaslini insiemeper aiutare le mamme del Perù
( da "Secolo
XIX, Il" del 05-03-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract:
che per tutto
il soggiorno è stata ospite dal vescovo savonese di Lima, monsignor Lino
Panizza - era composta da religiosi ma anche da laici: il professor Nicola
Ragni, primario della clinica di Ostetricia e Ginecologia dell'Università
presso il San Martino, la moglie (e ostetrica) Maria Clotilde Carbone, la
presidente dell'Ordine delle ostetriche Ubriana Vavassori.
Esplode
la rabbia di emma e marco "i cattolici ci vogliono fuori gioco" -
giovanna casadio ( da "Repubblica, La"
del 05-03-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract:
Bonino una
cosa "a Walter" vuole dirla:"Il dibattito tra laici e cattolici
nel Pd è particolarmente sconfortante, Fassino mi ha invitata al dialogo
sostenendo che io e Binetti, chiuse in una stanza, avremmo dovuto trovare una sintesi.
Già sarebbe tanto se Bindi e Binetti riuscissero mai a trovare un'intesa.
Rouco
varela - (segue dalla copertina) dal nostro inviato
( da "Repubblica,
La" del 05-03-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract:
Così non si
vede perché il divorzio "al vapore" o i matrimoni tra omosessuali (in
due anni ne sono stati celebrati 3900) debbano necessariamente sconvolgere la
società fin nelle sue fondamenta. Meno controverso è che tra il pensiero laico
e il pensiero cattolico esistano, oltre a infinite comunanze, anche differenze
non facilmente riducibili.
Liste,
Radicali contro il Pd La replica: Sono immodificabili
( da "Unita,
L'" del 05-03-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract:
In questi 20
mesi non siamo mai caduti nelle trappole che ci sono state offerte dai giornali
per dire la nostra sul dibattito laici- cattolici. Ma quello che sta avvenendo
nel Pd su questi temi è sconfortante". Il ministro accenna anche, vista la
congiuntura economica, a difficoltà di "copertura per il programma
economico" del Pd.
Una
donna alla guida di Azione Cattolica La Soncini prende il posto di Pizzul
( da "Corriere
della Sera" del 05-03-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract:
- pag: 4
categoria: REDAZIONALE Le nomine Una donna alla guida di Azione Cattolica La
Soncini prende il posto di Pizzul Senza bisogno di quote rosa: l'Azione
Cattolica ambrosiana, cioè la più grossa aggregazione laica della chiesa
milanese, ha rinnovato ieri i suoi vertici e si è affidata quasi completamente
alle donne.
Fecondazione,
chiude il reparto. La sinistra: un favore a Bagnasco
( da "Corriere
della Sera" del 05-03-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract:
oggi segretario
di Stato Vaticano, aveva detto chiaro e tondo che quel reparto non gli piaceva:
"Come cattolico e come cristiano solleva un grande problema di coscienza -
spiegò -. La legge non ci obbliga ad avere questo servizio". Allora
l'assessore Montaldo gli aveva risposto picche: il Galliera fa parte del
servizio sanitario nazionale,
Alla
vigilia del voto in spagna la conferenza episcopale elegge il vescovo varela,
oppositore del premier. e il divario laici-cattolici si allarga - guido
rampoldi madrid ( da "Repubblica, La"
del 05-03-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract:
E il divario
laici-cattolici si allarga GUIDO RAMPOLDI MADRID dal nostro inviato Tre anni di
scontri intermittenti e sregolati, riesplosi in questa campagna elettorale. Ma
a fidarsi dei pronostici, ieri mattina i 78 vescovi spagnoli avrebbero
stemperato il lungo conflitto con il governo socialista confermando alla
presidenza della Conferenza episcopale Ricardo Blazquez,
Nicola
Imberti n.imberti@iltempo.it Volevamo portare la
( da "Tempo,
Il" del 05-03-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract:
sindacalisti,
laici, cattolici e, soprattutto, segretarie, mogli, figli di, portaborse.
Cominciamo dal "club delle mogli". Quella più a rischio era Anna
Maria Carloni, consorte del governatore Antonio Bassolino che, in extremis, è
riuscita a conquistare un posto a Palazzo Madama in Campania: sarà terza in
lista.
Il
Pd lancia la carica dei portaborse
( da "Tempo,
Il" del 05-03-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract:
sindacalisti,
laici, cattolici e, soprattutto, segretarie, mogli, figli di, portaborse.
Cominciamo dal "club delle mogli". Quella più a rischio era Anna
Maria Carloni, consorte del governatore Antonio Bassolino che, in extremis, è
riuscita a conquistare un posto a Palazzo Madama in Campania: sarà terza in
lista.
L'ALDOPARLANTE
di Aldo Chiarle ( da "Avanti!"
del 05-03-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract:
il Pci era
lanciato a testa bassa alla conquista dei voti cattolici. "L'Unità"
del 28 febbraio, in un articolo dal titolo "Laici e cattolici, basta
muri", scriveva: "Si tratta dunque di superare la contrapposizione
secca che divide, che bolla gli uni come oscurantisti e gli altri come laicisti
esasperati per arrivare ad una reciproca considerazione".
FAMIGLIA
CRISTIANA SILURA ANCHE IL CAVALIERE
( da "Mattino,
Il (Nazionale)" del 05-03-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract:
anima laica e
quella cattolica del partito di Veltroni. Discorso diverso, invece, per il
Cavaliere. "Berlusconi ha definito il suo partito "monarchico"
(crediamo per via della potenza del leader) - s'ironizza nell'editoriale - e
insieme "anarchico", nel senso che non ha una posizione ufficiale su
molti temi di rilevanza etica e che lascia tutto alla libertà di coscienza dei
singoli.
( da "EUROPA.it" del 05-03-2008)
Argomenti: Laicita'
DEMOCRATICI Il
coordinamento nazionale approva i nomi per le elezioni del 13 aprile La lista
di Walter Candidati di ferro in Veneto: Calearo, Baretta, Nerozzi. In Piemonte
regge l'equilibrio laici-cattolici: ci
saranno Bonino e Bobba. Restano fuori il costituzionalista Ceccanti, i
cristiano sociali di Lucà e il numero due antima a Lumia. D'Alema anche in
Campania. RUDY FRANCESCO CALVO Fare le liste non è mai stato facile. Per di più con questa legge, che assegna ai partiti il
compito di selezionare non tanto i candidati, quanto una buona quota dei
sicuri eletti. Due giri di consultazioni con i segretari regionali la scorsa
settimana non hanno chiuso tutte le questioni. Ieri il coordinamento nazionale
del partito ha dato il via libera ai candidati del Pd per le prossime elezioni
politiche, con una settimana di anticipo rispetto ai termini di legge. Per
ciascuna circoscrizione, alla camera e al senato, le liste sono state oggetto
di confronto tra i dirigenti nazionali e locali del partito. I nodi da
sciogliere rimanevano soprattutto le deroghe per chi ha superato i tre mandati
parlamentari e le candidature nazionali da distribuire nei territori. Alla
spicciolata filtra qualche nome, di presenti e di assenti dalle liste. Il primo
escluso eccellente della giornata è il costituzionalista Stefano Ceccanti.
"Ci deve essere stato un equivoco" avverte
il coordinatore del Pd toscano, regione nelle cui liste doveva essere destinato
Ceccanti. "Nessuno ha mai proposto alla Toscana di presentare come
espressione del territorio il professor Stefano Ceccanti, il quale per altro,
com'è noto, è da noi molto stimato". Restano fuori dalla corsa anche gli
altri cristiano sociali, a partire dal loro leader Mimmo Lucà, che ha convocato
per oggi l'esecutivo del movimento con all'ordine del giorno le proprie
dimissioni. Escluso anche il siciliano Giuseppe Lumia, vicepresidente della
commissione parlamentare antimafia: "In questo momento ? ha commentato ?
il mio pensiero va soprattutto alla Sicilia del cambiamento che si trova oggi
davanti a scelte non chiare e discutibili. A questo punto penso che sia
necessaria una seria riflessione che anche io mi riservo di fare". La
notizia della giornata è però un'altra: Massimo D'Alema sarà capolista in
Campania 1, oltre che in Puglia, scalzando così il ministro uscente Luigi
Nicolais dal primo posto. Una candidatura autorevole che dovrà servire a far
recuperare al Pd l'autorevolezza lesa dai fatti di cronaca e dal
"caso" De Mita. Una difficoltà testimoniata anche dal fatto che le
liste della Campania sono state lasciate in coda alla riunione, dopo aver
approvato tutte le altre. Nomi di prestigio sono stati schierati anche in altre
regioni di "frontiera", ma per altri motivi. Il Pd spera nel
risultato eccezionale in Veneto, ad esempio, puntando sul mondo del lavoro:
l'imprenditore Massimo Calearo è capolista nella circoscrizione 1 per la
camera, mentre sarà candidato in Veneto 2 il segretario generale aggiunto della
Cisl Pier Paolo Beretta. Al senato, con Morando capolista, ci sono anche il
segretario regionale Paolo Giaretta, salvato dalla deroga, e l'altro
sindacalista, Paolo Nerozzi, segretario confederale della Cgil. Nella sua
regione non c'è Tiziano Treu, che comunque ha ottenuto la deroga e sarà candidato
in Lombardia. Se in Veneto si compensano imprenditori e sindacalisti, in
Piemonte pari rappresentanza viene data all'anima laica e a quella cattolica
del Pd: Emma Bonino guiderà la lista del senato e Luigi Bobba quella della
camera nella circoscrizione 2, mentre il territorio torinese viene affidato a
Piero Fassino. Il vicesegretario del Pd Dario Franceschini guiderà la lista
toscana per la camera, mentre quella per il senato è capeggiata da Vannino
Chiti. Anna Finocchiaro, richiesta da molti territori, correrà in Emilia
Romagna. Romano Prodi, come ampiamente annunciato, non c'è ma tutte le persone
a lui più vicine riescono a piazzarsi in posizioni eleggibili: Silvio Sircana e
Paolo De Castro approderanno a palazzo Madama (candidati rispettivamente in
Sicilia e Puglia), mentre Ricky Levi sarà in Lombardia, Mario Barbi in
Piemonte, Letizia De Torre in Trentino Alto Adige, Sandra Zampa in Emilia
Romagna, Sandro Gozi in Umbria e Giulio Santagata in Piemonte.
( da "Secolo XIX, Il" del 05-03-2008)
Argomenti: Laicita'
Solidarietà Concluso
il viaggio a Lima per attrezzare i "punti nascita" diocesani nella
capitale. E arriva un nuovo religioso tra i latinos 05/03/2008 C'ERA ANCHE una
delegazione genovese all'ultimo capitolo generale dei cappuccini a Lima,
l'assemblea generale dei frati del Perù. Perché il legame tra la Liguria e
l'America latina è sempre più stretto, fatto di scambi culturali e relazioni
umane. La comunità cattolica dei latinos all'ombra della lanterna cresce giorno
dopo giorno (e tra breve si stabilirà nella centralissima parrocchia di Santa
Caterina un nuovo frate proveniente da Lima,), mentre la solidarietà verso il
Paese andino si arricchisce di nuove iniziative. "Ho chiesto ai nostro
confratelli peruani di mandare a Genova un altro frate che possa svolgere un
servizio umano e pastorale per la comunità dei latinos in città - dice padre
Francesco Rossi, superiore dei cappuccini genovesi, appena tornato da una
trasferta a Lima - e l'assemblea ha preso l'impegno formale di garantire
stabilmente la presenza di tre o più frati che possano dedicarsi a tempo pieno
ai loro connazionali. Oggi è un servizio svolto nella parrocchia di Santa
Caterina, alle spalle di piazza Corvetto, nel quale sono già impegnati padre
Ariel e padre Martin. Una terza persona proveniente da Lima li raggiungerà
presto". È la globalizzazione della solidarietà, dice padre Francesco. E
non nasconde una speranza: poter consacrare i primi cappuccini del Perù e
dell'Ecuador a Genova. "Quando i nostri italiani partivano per affiancare
i nostri emigranti, spesso nella comunità italiana all'estero nascevano nuove
vocazioni. Forse si ripeterà lo stesso fenomeno qui da noi". La
"missione" genovese - che per tutto il soggiorno
è stata ospite dal vescovo savonese di Lima, monsignor Lino Panizza - era
composta da religiosi ma anche da laici: il professor Nicola Ragni, primario
della clinica di Ostetricia e Ginecologia dell'Università presso il San
Martino, la moglie (e ostetrica) Maria Clotilde Carbone, la presidente
dell'Ordine delle ostetriche Ubriana Vavassori. Con alcuni obiettivi
molto concreti: visitare le strutture cappuccine nel Cono Northe della capitale
peruana e rispondere alle richieste di aiuto partite dalla capitale. "Nell'agosto
scorso c'è stato un violento terremoto nel distretto
di Ica, a sud di Lima - riprende padre Francesco - I nostri confratelli del
Perù si sono attivati tramite una Ong che, con una spesa di circa 2500 dollari,
fornisce una casetta antisismica completa di tutto il necessario, infissi e
servizi igienici inclusi". Da Genova, grazie all'aiuto di tanti
benefattori che hanno risposto all'appello dei frati, è stata inviata la cifra
necessaria per la costruzione di trenta edifici monofamiliari. "Finalmente
ho potuto visitare le prime a Sunampe, un villaggio di circa 2500
abitanti". Toccate con mano e fotografate per garantire (a chi ha portato
la mano al cuore e al portafogli) che i suoi euro sono andati a buon fine.
Anche il professor Nicola Ragni ha verificato di persona lo stato
dei tanti "punti nascita" che il vescovo Panizza ha voluto nella
capitale. Un aiuto tangibile assicurato dalla diocesi alle mamme e alle
famiglie, in un Paese dove la sanità pubblica non esiste. "Ho visitato
quattro di questi ambulatori - dice - Nel più grande, che garantisce almeno
trenta o quaranta visite ostetriche e gineoclogiche al giorno, nascono tra gli
ottocento e i mille bambini all'anno". Sembra una cifra enorme. "Ma
Lima è una metropoli da 9 milioni di abitanti e ogni coppia ha spesso quattro o
cinque figli". Il personale medico e le ostetriche sono molto scrupolosi e
preparati, racconta. Ma qualche limite esiste per quello che riguarda le
apparecchiature in dotazione ai poli ospedalieri creati dalla diocesi. "Speriamo
di poter attivare forme di collaborazione con il Gaslini, per uno scambio di
profesisonalità - continua il professor Ragni - e, magari, fare arrivare
qualche strumento ancora perfettamente funzionante che da noi verrebbe comunque
sostituito". B. V. 05/03/2008.
( da "Repubblica, La" del 05-03-2008)
Argomenti: Laicita'
Il sospetto dello stato maggiore Pr contro gli ex popolari: "Ora è
Veltroni che deve risolvere il caso" Esplode la rabbia di Emma e Marco
"I cattolici ci vogliono fuori gioco"
Tentata addirittura la carta del Capo dello Stato GIOVANNA CASADIO ROMA -
Ironia del caso. Paola Binetti - la teodem che ha bollato l'ingresso dei
Radicali nel Pd come l'inizio di una malattia grave, e cioè della
"metastasi" laicista - incontra Emma Bonino, Marco Pannella, Maurizio
Turco, Elisabetta Zamparutti, Sergio D'Elia e Rita Bernardini, praticamente lo stato maggiore radicale, sull'uscio di Montecitorio. Lei
entra, loro escono. Ma non definitivamente. Stanno solo andando verso altri
incontri, riunioni, vertici per cercare di ricucire lo strappo, o meglio
"il tradimento" compiuto dal Partito democratico di Veltroni. Bonino
ha appena parlato con il presidente della Repubblica. I Radicali sono talmente
infuriati che si appellano al capo dello Stato perché sia garante di un accordo
politico - il loro con il Pd - "vincolante come un atto giuridico".
Dal Quirinale fanno sapere che il presidente ha richiamato essendo stato cercato e si è trattato di un colloquio di cortesia.
Napolitano evidentemente non c'entra nulla con le beghe di partito. Il ministro
delle Politiche comunitarie si è allontanato dalla conferenza stampa e telefona
al Colle dal cortile della Camera. Alla fine, non commenta. Non erano più così
affiatati da tempo i due leader storici dei Radicali. Ora che le candidature
promesse da Walter Veltroni - nove parlamentari del Pr nella prossima
legislatura - sembrano restringersi a sei perché tre sono in posizioni da loro
giudicate a rischio, torna forte più che mai il sodalizio
politico-paterno-filiale della coppia radicale da trent'anni sulla breccia
delle battaglie per i diritti civili e per modernizzare la società italiana.
Lanciano l'offensiva contro l'anima cattolica dei Democratici che crede di
averla spuntata sfoltendone il drappello parlamentare. "Siamo qua, in
gravi difficoltà e buona forma", esordisce Pannella puntualizzando che
"pacta sunt servanda" e che avranno molto filo da torcere se nel Pd
vogliono farli scomparire. Bonino rilancia: "Tra persone civili i patti si
rispettano". Marco si sfoga: "Non ci fottete, su questo e altro non
ci fottete, però non rompiamo, ci dovete nove eletti senza i quali il patto è
tradito". Emma annuisce: "Non ci sono "se" e
"ma", non siamo stati noi a rompere il patto. Io l'avevo detto che
non mi sarei voluta candidare in Piemonte, non lo ritenevo utile e la "capolistura"
con Luigi Bobba, il teodem, non facilita. Però abbiamo continuato con
autodisciplina, da parte nostra non abbiamo risposto a nessuna provocazione,
non siamo caduti nelle trappole". Ecco, il sospetto dei Radicali è che
l'avversione dei leader cattolici alla fine abbia
avuto la meglio: vogliono metterci fuori gioco. Pierluigi Castagnetti, Rosy
Bindi, Beppe Fioroni per non parlare di Binetti, Bobba, Baio sembravano avere
abbozzato. Invece. Bonino una cosa "a Walter"
vuole dirla:"Il dibattito tra laici e cattolici nel Pd è
particolarmente sconfortante, Fassino mi ha invitata al dialogo sostenendo che
io e Binetti, chiuse in una stanza, avremmo dovuto trovare una sintesi. Già
sarebbe tanto se Bindi e Binetti riuscissero mai a trovare un'intesa...".
I Radicali non si fidano di Dario Franceschini, il vice del Pd e leader dei cattolici democratici. è lui alla fine di una mattinata di
colloqui frenetici, a dichiarare: "Le liste sono immodificabili". Del
resto, sul numero due del Pd la "tegola radicale" piomba a inizio
giornata. è Veltroni a chiamarlo in una pausa della registrazione di
"Porta a porta" e a chiedergli conto dello strappo radicale. Maurizio
Turco, uno dei radicali in lista, giura che "a Walter la chiusura di Dario
verso di noi non ha fatto piacere". Pannella è sicuro che "se
Franceschini dice che quella roba lì non si tocca, beh bisogna sentire
Veltroni, perché lui è solo il vice". Ed è cattolico. Non c'è nessuno,
dicono i compagni radicali, che sappia "trattare come Marco". E Marco
non vuole rompere, vuole Veltroni al tavolo, chiede di riaprire la partita con
il "numero uno". Franceschini, e Goffredo Bettini dal canto loro sono
irremovibili. Il Pr tradito da Veltroni? Scrolla la testa Pannella: "Non
usiamo parole grosse, non giochiamo col sacro...sono incapaci, o meglio capaci
di questo".
( da "Repubblica, La" del 05-03-2008)
Argomenti: Laicita'
Rouco Varela La legge
sul matrimonio gay costituisce un problema per il diritto privato Trent'anni fa
un altro governo socialista introdusse il divorzio (SEGUE DALLA COPERTINA) DAL
NOSTRO INVIATO guido rampoldi lratzingeriano Rouco Varela è molto diverso dal
suo antagonista Ricardo Blazquez, vescovo di Bilbao. Il primo non avrebbe mai
detto quel che disse il secondo nel novembre scorso, poche settimane dopo la
beatificazione di 498 religiosi uccisi dai repubblicani. Anche la Chiesa,
suggerì quel giorno Blazquez, deve "chiedere perdono" per quel che
fece durante la Guerra civile (si schierò dalla parte di Franco, proclamò la
"crociata", di fatto incitò allo sterminio del nemico, e terminato in
conflitto, assistette serenamente al massacro di almeno 50mila prigionieri).
"Dimenticare le migliaia di maestri, sacerdoti, operai, dirigenti e
politici che morirono vittime della repressione franchista - argomentò Blazquez
- non solo è un'ingiustizia ma rende impossibile la riconciliazione e la
pace". Bisogna invece riconoscere che "martiri" sono sia
"coloro che muoiono per Gesù Cristo e in difesa della religione
cristiana", sia coloro che "muoiono o patiscono molto in difesa di
altri credi, convinzioni o cause". Queste parole audaci non devono essere
piaciute ai porporati che da giovani non furono ostili a Franco, e comunque mai
come lo sono oggi a Zapatero. Furono contigui alla dittatura non tanto o non
solo per una simpatia ideologica, quanto per convenienza: in quegli anni la
Chiesa godeva di una condizione di assoluto privilegio. Era la religione di
Stato, l'unica riconosciuta fino al 1967, quando proprio il Vaticano obbligò un
riluttante Franco ad autorizzare il culto protestante. All'epoca i luterani
erano quarantamila. Oggi sono 1,4 milioni. I musulmani 1,5. I mormoni, i
buddisti, decine di migliaia, E ciascuno di questi culti chiede con ragione di
accedere agli stessi diritti tuttora riservati alla Chiesa spagnola.
Quest'ultima riceve dallo Stato 4310 milioni (in pagamento di servizi sanitari
e sociali, salari per gli insegnanti di religione, custodia del patrimonio
artistico e immobiliare) ed è l'unica fede autorizzata a ricevere dal
contribuente una quota dell'Irpef, aumentata sensibilmente proprio dal governo
Zapatero (adesso il 7 per mille, contro il 5,2 precedente). In altre parole lo
Stato riconosce alla Chiesa una centralità che in termini freddamente
statistici comincia a non aver più ragion d'essere. Infatti non solo la
presenza degli immigrati, oggi un decimo della popolazione spagnola, comporta
richieste di diritti paritari per ciascuna fede, ma il cattolicesimo conosce,
come ovunque in Europa, un declino numerico. Dal 2001 al 2005 sono diminuiti i
sacerdoti (meno settecento), i seminaristi (da
( da "Unita, L'" del 05-03-2008)
Argomenti: Laicita'
Stai consultando
l'edizione del Liste, Radicali contro il Pd La replica: "Sono
immodificabili" di Andrea Carugati/ Roma "Non ci fottete",tuona
Marco Pannella nella piccola sala stampa di Montecitorio. "Voglio vedere
fin dove siete capaci di arrivare". "Noi non abbiamo rotto il patto,
altri lo stanno facendo", rincara Emma Bonino. No, i radicali non rompono,
per ora, l'accordo con il Pd ma sono furiosi. È iniziata al mattino la nuova
querelle con i democratici, quando Bonino, dopo aver preso visione nella notte
delle liste, ha detto a Radio radicale che "la proposta dei nove eletti
non è stata mantenuta, non c'è la certezza che siamo eletti tutti e 9". E
ancora: "Non intendo candidarmi in Piemonte, e non sono nemmeno convinta
che valga la pena di essere candidata da qualche parte. Non sono un
soprammobile che si può prendere e spostare dove vogliono". Anche lei, la
ministra pragmatica, quella che tutti hanno descritto nelle scorse settimane
come la più favorevole, tra i radicali, all'accordo col Pd, ha perso la
pazienza. Non bastano ai radicali le parole di Veltroni, che in mattinata,
registrando "Porta a Porta", ha assicurato che "a quanto mi
risulta i 9 eletti ci sono, spero che tutto rientri". Pesano di più le
parole di Dario Franceschini, che nel pomeriggio mette un paletto invalicabile:
"Le liste sono state votate lunedì dal coordinamento nazionale e da quel
momento sono immodificabili. Io sono personalmente garante dei quel voto".
Si arriva alla conferenza stampa. Pannella chiede che "i patti siano
rispettati, secondo l'accordo i nostri 9 devono essere titolari di una
protezione privilegiata. Non capilista? Va bene, però subito dopo. E nelle
circoscrizioni più popolose. Se anche uno solo non è in posizione sicura il
patto è tradito". Pannella e Bonino citano tre casi di loro candidati in
posizioni incerte: Maria Antonietta Coscioni al 5° posto in Friuli per la
Camera, Elisabetta Zamparutti al 3° posto per la camera in Basilicata, e Matteo
Mecacci al 5° posto nel Lazio 2. "Anche i giornali lucani scrivono che
Zamparutti non è in una posizione eleggibile", protesta Pannella. Bonino
chiede al Pd di riparare a un "errore madornale e grossolano, siamo oltre
i limiti della buona creanza". Spiega anche ritiene la sua corsa in
Piemonte "non interessante né utile". Perché? "Il fatto che sia
capolista Bobba (teodem, ndr) non facilita. In questi 20
mesi non siamo mai caduti nelle trappole che ci sono state offerte dai giornali
per dire la nostra sul dibattito laici- cattolici. Ma
quello che sta avvenendo nel Pd su questi temi è sconfortante". Il
ministro accenna anche, vista la congiuntura economica, a difficoltà di
"copertura per il programma economico" del Pd. Pannella
ricostruisce in toni polemici tutta la trattativa col Pd. "Hanno detto no
a una nostra lista collegata perché ci considerano rottami del passato. In
effetti in Campania hanno dimostrato di avere rapporti difficili con i
rottami...". E Bonino: "Bettini ci aveva assicurato che avremmo visto
le liste insieme prima di renderle pubbliche". Ma se il no di Franceschini
a ritocchi alle liste dovesse restare? "Faremo valere le nostre ragioni
con Veltroni, anche a livello giuridico: abbiamo firmato un contratto che deve
essere rispettato. Franceschini è solo il vice...", dice Pannella. Dal
Loft confermano la linea. Dice Goffredo Bettini: "Impensabile riaprire una
trattativa. Sette candidati sono in posizioni di assoluto privilegio, due in
posizione buone, ma di combattimento. Personalità di primo piano del Pd hanno
accettato rischi assai maggiori. Sta ai radicali dimostrare se davvero vogliono
partecipare ad una avventura comune, o solo conservare se stessi". Al loft
aggiungono che, se si dovesse andare avanti così, potrebbe essere il Pd a
rompere coi radicali.
( da "Corriere della Sera" del 05-03-2008)
Argomenti: Laicita'
Corriere della Sera
- MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-03-05 num: - pag: 4 categoria: REDAZIONALE Le nomine Una donna alla guida di
Azione Cattolica La Soncini prende il posto di Pizzul Senza bisogno di quote
rosa: l'Azione Cattolica ambrosiana, cioè la più grossa aggregazione laica
della chiesa milanese, ha rinnovato ieri i suoi vertici e si è affidata quasi
completamente alle donne. è dunque una donna il presidente, Valentina
Soncini: insegnante, 43 anni, vive a Monza e succede da ieri a Fabio Pizzul. Ma
sono donne anche due dei quattro vicepresidenti che la affiancano nei settori
Adulti e Giovani, vale a dire Paola Cova e Luana Dalla Mora, accanto
rispettivamente a Gigi Pizzi e Martino Incarbone. L'investitura dei nuovi
vertici è stata ampiamente sottoscritta dall'assemblea iniziata la scorsa settimana.
Per l'Azione Cattolica di Milano è il secondo presidente donna nella storia,
dopo Maria Dutto che lo era stata a fine anni '70. "So - ha detto il
cardinale Dionigi Tettamanzi a nomine avvenute - di poter contare sulla vostra
maturità di laici cristiani", per "guardare in avanti" e
"riconoscere i cambiamenti in atto nel nostro tempo, accettandone senza
paura le nuove sfide" lungo "la strada del rinnovamento che abbiamo
intrapreso". (p. f.) Presidente Valentina Soncini guida l'Azione Cattolica
ambrosiana.
( da "Corriere della Sera" del 05-03-2008)
Argomenti: Laicita'
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Cronache - data: 2008-03-05 num: - pag: 21 categoria:
REDAZIONALE Genova Polemica sull'ospedale Galliera, il cui cda è presieduto dal
capo della Conferenza episcopale. L'assessore del Pd: nessuna pressione
Fecondazione, chiude il reparto. La sinistra: un favore a Bagnasco GENOVA -
Aria di tempesta nella Regione Liguria tra la sinistra Arcobaleno e il Partito
democratico, casus belli i "bambini in provetta", ovvero il
dipartimento di fecondazione assistita dell'ospedale Galliera, il cui cda è
presieduto dal cardinale Angelo Bagnasco. L'assessore alla sanità (ex ds)
Claudio Montaldo vuole concentrare il servizio di fecondazione assistita
nell'ospedale regionale San Martino, di fatto chiudendo quello dell'ospedale
vicino alla Curia. "Un vergognoso piacere all'arcivescovo, che quel
reparto non lo vuole" accusa Marco Nesci, consigliere di Rifondazione
comunista, e chiede, assieme a tutta la sinistra, che l'assessore faccia marcia
indietro sul progetto. Segue richiesta di verifica politica. Nel
( da "Repubblica, La" del 05-03-2008)
Argomenti: Laicita'
R2 Alla vigilia del
voto in Spagna la Conferenza Episcopale elegge il vescovo Varela, oppositore
del premier. E il divario laici-cattolici si
allarga GUIDO RAMPOLDI MADRID dal nostro inviato Tre anni di scontri
intermittenti e sregolati, riesplosi in questa campagna elettorale. Ma a
fidarsi dei pronostici, ieri mattina i 78 vescovi spagnoli avrebbero stemperato
il lungo conflitto con il governo socialista confermando alla presidenza della
Conferenza episcopale Ricardo Blazquez, un sacerdote gradito a Zapatero,
o almeno non sgradito quanto quei prelati che, aveva lamentato il premier poche
ore prima, "hanno superato limite". Però alle undici di ieri Blazquez
era grigio come la sconfitta e nella poltrona che avrebbe dovuto occupare
sedeva, vincitore, un cardinale dai lineamenti pietrosi e dalla mascella
volitiva, campione di una curia fortemente avversa a Zapatero. Antonio Maria
Rouco Varela, arcivescovo di Madrid e buon amico del papa, cominciò a "superare
il limite" due anni fa, quando fu tra i promotori di una grande
manifestazione contro il governo socialista e la legge che istituiva i
matrimoni omosessuali. Lo ricordo nell'occasione marciare impettito dentro una
folla plaudente e cameratesca: un capopopolo, più che uno di quei principi
della Chiesa di cui il Museo del Prado, lì vicino, ospita i volti solenni
circonfusi di stoffe purpuree. L'ultima volta che si è esibito nel ruolo, in
dicembre, partecipava ad una rumorosa dimostrazione contro il governo, accusato
di attentare alla democrazia e ai diritti fondamentali degli spagnoli. Zapatero
ha preso nota. Se domenica vincerà le elezioni, così come vogliono i sondaggi,
metterà "i puntini sulle i e ogni cosa sarà più chiara", ha
minacciato. Più esplicito, un alto dignitario del partito socialista, Josè
Blanco, ha invitato rudemente la Chiesa "a procedere verso
l'autofinanziamento, anche se è difficile perché ogni volta ha meno
seguaci". Considerando gli antefatti, la Spagna ha buone probabilità di diventare
il laboratorio di un conflitto che non potrà non riverberarsi sulle convinzioni
instabili di altre sinistre moderate, oggi equamente divise tra l'ammirazione
per Zapatero e l'orrore per gli attriti tra laici e clero. Per capire come
nasca e possa evolvere il duello tra il premier e il cardinale converrà
innanzitutto tener presente che anche qui la Chiesa ha molte facce. Perfino i
conservatori non si assomigliano. SEGUE NELLE PAGINE SUCCESSIVE CON UN ARTICOLO
DI ALESSANDRO OPPES SEGUE A PAGINA 34.
( da "Tempo, Il" del 05-03-2008)
Argomenti: Laicita'
Stampa Nicola
Imberti n.imberti@iltempo.it "Volevamo portare la ... Nicola Imberti
n.imberti@iltempo.it "Volevamo portare la classe operaia al potere ma,
scorrendo i nomi, penso che al potere abbiamo portato la servitù". Peppino
Caldarola, ex direttore dell'Unità, ex deputato Ds, entrato nel Pd dopo lungo
travaglio e, oggi, fuori dalle liste elettorali, sintetizza così la grande
innovazione portata dal Partito Democratico nel panorama politico nazionale.
Una settimana di lavoro serrato per chiudere le candidature a tempo record e
per riempire le liste di imprenditori, operai, sindacalisti,
laici, cattolici e, soprattutto, segretarie, mogli, figli di, portaborse.
Cominciamo dal "club delle mogli". Quella più a rischio era Anna
Maria Carloni, consorte del governatore Antonio Bassolino che, in extremis, è
riuscita a conquistare un posto a Palazzo Madama in Campania: sarà terza in
lista. Conferme anche per la "signora Fassino" Anna Serafini
(quarta in Sicilia) e per Linda Lanzillotta (moglie di Franco Bassanini e terza
nel collegio Lombardia I della Camera). Nella categoria "figli di..."
il premio va sicuramente a Daniela Cardinale, 26 anni, figlia dell'ex ministro
delle telecomunicazioni Salvatore Cardinale. Il papà ha rinunciato alla
candidatura, in compenso ha ottenuto per la figlia un ottimo sesto posto nel
collegio Sicilia I della Camera. Niente di male se non fosse che, nello stesso
collegio, ci sarebbe anche Loredana Ilardi, la precaria lanciata con tanta
enfasi da Veltroni che, con il suo nono posto, rischia di rimanere al palo. Ma
i protagonisti indiscussi delle liste del Pd sono sicuramente i collaboratori.
Portavoce, segretarie particolari, capi ufficio stampa, semplici collaboratori.
Ogni big del partito ha piazzato il suo uomo di fiducia. A cominciare dalla
coppia Veltroni-Franceschini, che ha promosso al rango di parlamentare quasi
tutto lo staff del loft di piazza Sant'Anastasia. Nell'ordine: Piero Martino,
attuale capo ufficio stampa del Pd, già portavoce di Franceschini, sarà quinto
nel collegio Sicilia I alla Camera; Vinicio Peluffo, capo della segreteria di
Veltroni (tentò di entrare in Parlamento anche nel 2001 ma perse contro
Gianfranco Rotondi nel collegio di Rho, sua città natale), sarà decimo in
Lombardia I; Alberto Losacco attuale direttore della struttura nazionale del
partito sarà settimo in Puglia; mentre Federica Mogherini, responsabile
documentazione della campagna elettorale e responsabile istituzioni del Pd si
gode il quarto posto in Veneto I. Infine, dopo averlo seguito per sette anni in
Campidoglio come capo della segreteria, anche Walter Verini si fa tentare dal
richiamo di Montecitorio e correrà come terzo in Umbria. Ma non finisce qui.
Romano Prodi, oltre a confermare il suo portavoce Silvio Sircana (quinto in
Campania per il Senato), piazza Sandra Zampa, la sua capo ufficio stampa a
Palazzo Chigi, al decimo posto in Emilia Romagna. Non è da meno Giuseppe
Fioroni che riesce a infilare la sua segretaria particolare Luciana Pedoto nel
collegio Campania II (sesto posto). Arrabbiata, invece, Rosy Bindi. Il suo capo
della segreteria Salvatore Russillo è finito al quarto posto in Basilicata e
rischia di non farcela. Si potrebbe continuare ricordando le candidature di due
"giovani qualunque", come Pina Picierno (Ciriaco De Mita in persona
la volle alla guida dei giovani Dl) e Marianna Madia (ex fidanzata di Giulio
Napolitano, figlio del Capo dello Stato, molto gradita a Giovanni Minoli ed
Enrico Letta), ma forse vale la pena raccontare un aneddoto. Sembra che in
molti abbiano chiesto a Veltroni di rinunciare a qualche uomo del suo staff per
fare posto al costituzionalista Stefano Ceccanti, rimasto escluso dalle liste.
Il segretario avrebbe risposto di no. Che non si dica mai che lui favorisca
qualcuno.
( da "Tempo, Il" del 05-03-2008)
Argomenti: Laicita'
Stampa verso le
elezioni Il Pd lancia la carica dei portaborse "Volevamo portare la classe
operaia al potere ma, scorrendo i nomi, penso che al potere abbiamo portato la
servitù". Peppino Caldarola, ex direttore dell'Unità, ex deputato Ds, entrato
nel Pd dopo lungo travaglio e, oggi, fuori dalle liste elettorali, sintetizza
così la grande innovazione portata dal Partito Democratico nel panorama
politico nazionale. Una settimana di lavoro serrato per chiudere le candidature
a tempo record e per riempire le liste di imprenditori, operai, sindacalisti, laici, cattolici e,
soprattutto, segretarie, mogli, figli di, portaborse. Cominciamo dal "club
delle mogli". Quella più a rischio era Anna Maria Carloni, consorte del
governatore Antonio Bassolino che, in extremis, è riuscita a conquistare un
posto a Palazzo Madama in Campania: sarà terza in lista. Conferme anche
per la "signora Fassino" Anna Serafini (quarta in Sicilia) e per
Linda Lanzillotta (moglie di Franco Bassanini e terza nel collegio Lombardia I
della Camera). Nella categoria "figli di..." il premio va sicuramente
a Daniela Cardinale, 26 anni, figlia dell'ex ministro delle telecomunicazioni
Salvatore Cardinale. Il papà ha rinunciato alla candidatura, in compenso ha
ottenuto per la figlia un ottimo sesto posto nel collegio Sicilia I della
Camera. Niente di male se non fosse che, nello stesso collegio, ci sarebbe
anche Loredana Ilardi, la precaria lanciata con tanta enfasi da Veltroni che,
con il suo nono posto, rischia di rimanere al palo. Ma i protagonisti indiscussi
delle liste del Pd sono sicuramente i collaboratori. Portavoce, segretarie
particolari, capi ufficio stampa, semplici collaboratori. Ogni big del partito
ha piazzato il suo uomo di fiducia. A cominciare dalla coppia
Veltroni-Franceschini, che ha promosso al rango di parlamentare quasi tutto lo
staff del loft di piazza Sant'Anastasia. Nell'ordine: Piero Martino, attuale
capo ufficio stampa del Pd, già portavoce di Franceschini, sarà quinto nel
collegio Sicilia I alla Camera; Vinicio Peluffo, capo della segreteria di
Veltroni (tentò di entrare in Parlamento anche nel 2001 ma perse contro
Gianfranco Rotondi nel collegio di Rho, sua città natale), sarà decimo in
Lombardia I; Alberto Losacco attuale direttore della struttura nazionale del
partito sarà settimo in Puglia; mentre Federica Mogherini, responsabile
documentazione della campagna elettorale e responsabile istituzioni del Pd si
gode il quarto posto in Veneto I. Infine, dopo averlo seguito per sette anni in
Campidoglio come capo della segreteria, anche Walter Verini si fa tentare dal
richiamo di Montecitorio e correrà come terzo in Umbria. Ma non finisce qui.
Romano Prodi, oltre a confermare il suo portavoce Silvio Sircana (quinto in
Campania per il Senato), piazza Sandra Zampa, la sua capo ufficio stampa a
Palazzo Chigi, al decimo posto in Emilia Romagna. Non è da meno Giuseppe
Fioroni che riesce a infilare la sua segretaria particolare Luciana Pedoto nel
collegio Campania II (sesto posto). Arrabbiata, invece, Rosy Bindi. Il suo capo
della segreteria Salvatore Russillo è finito al quarto posto in Basilicata e
rischia di non farcela. Si potrebbe continuare ricordando le candidature di due
"giovani qualunque", come Pina Picierno (Ciriaco De Mita in persona
la volle alla guida dei giovani Dl) e Marianna Madia (ex fidanzata di Giulio
Napolitano, figlio del Capo dello Stato, molto gradita a Giovanni Minoli ed
Enrico Letta), ma forse vale la pena raccontare un aneddoto. Sembra che in
molti abbiano chiesto a Veltroni di rinunciare a qualche uomo del suo staff per
fare posto al costituzionalista Stefano Ceccanti, rimasto escluso dalle liste.
Il segretario avrebbe risposto di no. Che non si dica mai che lui favorisca
qualcuno.
( da "Avanti!" del 05-03-2008)
Argomenti: Laicita'
A leggere
"l'Unità" sembra di essere tornati al 1948 quando, dopo aver votato
nel
( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 05-03-2008)
Argomenti: Laicita'
"Famiglia
Cristiana" silura anche il Cavaliere L'affondo: "L'anarchia sui
valori dell'ex premier non fa bene al Paese" ADOLFO PAPPALARDO E ora nel
mirino di "Famiglia Cristiana" finisce anche Silvio Berlusconi.
Perché dopo l'attacco del settimanale cattolico al "pasticcio
veltroniano" ora è la volta della "geometria variabile sui temi
eticamente sensibili" profetizzata dal Cavaliere a finire sul banco degli
accusati e definita, anche in questo caso, "un pasticcio". Non solo,
perché gli affondi più duri sono riservati alla "mancanza di discussione
nel Pdl" e alla "presenza di condannati e inquisiti nelle
liste". Da qui, la chiamata in causa nei confronti dei cattolici
del Pdl: "Cosa ne pensano Formigoni e Pisanu?". Una critica molto più
argomentata, quella pubblicata questa settimana e dove, sembra, s'intraveda
anche una sorta di marcia indietro rispetto alle annotazioni rivolte a
Veltroni. "C'è una trappola nella quale non bisogna assolutamente finire
impigliati durante la campagna elettorale e cioè - scrive il settimanale - che
esista una geopolitica dei valori. Se ne discute giustamente nel Pd per evitare
pasticci "in salsa pannelliana". Un dibattito andato avanti per
giorni ma ci piacerebbe che se ne discutesse anche nel Pdl, dove si ritiene che
i valori eticamente sensibili siano una dote acquisita, una sorta di lascito
ottenuto per sorteggio da parte degli italiani". Fin qui il primo affondo
anche se, scorrendo l'anticipazione, si scopre che i Paolini di attacchi al
Cavaliere ne serbano ben altri. E anche più duri di quelli riservati al leader
del Pd all'indomani dell'accordo con i Radicali. Accordo che, a questo punto,
sembra ormai digerito da "Famiglia Cristiana" che comunque plaude
alla discussione confluita poi nel compromesso tra l'anima
laica e quella cattolica del partito di Veltroni. Discorso diverso, invece, per
il Cavaliere. "Berlusconi ha definito il suo partito
"monarchico" (crediamo per via della potenza del leader) - s'ironizza
nell'editoriale - e insieme "anarchico", nel senso che non ha una
posizione ufficiale su molti temi di rilevanza etica e che lascia tutto alla
libertà di coscienza dei singoli. Ed ecco il "primato del
fare" prevalere su quello del "pensare", soprattutto in
riferimento ai valori e ai temi etici sensibili. E non se ne discute affatto (o
poco) perché l'unico vento da assecondare per tenere la rotta è la potente
parola del capo. E la teoria dell'anarchia positiva è un esorcismo che non fa
bene al Paese, un pasticcio che non serve né a prendere le distanze dal
fondamentalismo delle magliette antiislamiche di Calderoli, né a compensare il
laicismo dei radicali che pure albergano nella ex Cdl". Ecco quindi
l'appello ai cattolici del partito di centrodestra:
"Cosa ne dicono Formigoni, Lupi, Pisanu che pure è cresciuto alla scuola
di Moro e Zaccagnini?". Appello che viene usato anche quando vengono
stigmatizzate alcune candidature. "Che dicono i cattolici
del Pdl sulla presenza nelle liste elettorali di inquisiti e condannati? Che
dicono della legalità? Al di là delle "buone" ragioni addotte, non
sono neppure bei segnali quelli che vengono dall'Udc, con la candidatura
dell'ex governatore della Sicilia Cuffaro, o anche gli abbracci di Casini con
il re di Calciopoli, Luciano Moggi". In conclusione una richiesta:
"Gli elettori del Pdl, soprattutto quelli cattolici
hanno tutto il diritto di sapere cosa pensano i propri candidati, e non solo il
capo, su aborto, testamento biologico, coppie di fatto, sulla flessibilità del
lavoro e sulla sussidiarietà". Il Family Day dello scorso maggio.