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Noi
teodem sentinelle contro il laicismo
( da "Stampa,
La" del 26-02-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract:
E già una
vittoria per noi cattolici il fatto che nel programma del Pd non ci siano i
Dico ma solo i diritti delle persone conviventi. E sul testamento biologico
contiamo ancora di poter raggiungere una sintesi tra laici e credenti". E
l'accusa di oscurantismo? "Falsa.
Pd
in salsa Pannella? Walter a Famiglia Cristiana "Lo Stato laico è un
valore" ( da "Stampa, La"
del 26-02-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract:
Walter
Veltroni ha risposto a "Famiglia Cristiana" dicendo basta alle
divisioni fra laici e cattolici ma sostenendo che lo Stato laico è "un
valore indisponibile" e che nel programma del Pd sono state definite
"risposte serie" sui grandi, compresi quelli etici, seguendo la
direttrice della "sensibilità di chi vuole unire laici e cattolici".
Il
Pd laico fa infuriare i cattolici
( da "Stampa,
La" del 26-02-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract:
Famiglia
Cristiana: un pasticcio in salsa pannelliana. Veltroni: no alle guerre di
religione Il Pd laico fa infuriare i cattolici Il Papa ai medici: rispettate la
vita sempre. Aborto, camici bianchi divisi.
IL
CORAGGIO DEL DIALOGO ( da "Stampa, La"
del 26-02-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract:
cattolico"
e "essere laico", entrambe queste "condizioni" fanno bene
ad avere relazioni di attenzione e di rispetto reciproco. Il dialogo tra
cattolici e laici, oggi, è richiesto a gran voce nell'opinione pubblica
italiana allo scopo di correggere errori ed equivoci che nella storia nazionale
(ed europea) hanno provocato danni non piccoli e non brevi nella ricerca di
regole giuste
Tutta
la società e i medici in particolare sono tenuti alla salvaguardia e al
rispetto de ( da "Stampa, La"
del 26-02-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract:
critica la
componente cattolica. I temi etici accendono intanto lo scontro nel Pd tra
cattolici e laici sulle candidature. "Famiglia Cristiana" boccia
l'apertura di Veltroni ai radicali e a candidature connotate "su battaglie
che, come ha detto Emma Bonino, "non si interrompono affatto":
aborto, eutanasia, depenalizzazione della droga".
Di
ITTI DRIOLI - ROMA - DODICI punti di un programma ambizi
( da "Resto
del Carlino, Il (Nazionale)" del
26-02-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract:
è anche
quella tra laici e cattolici, che proprio ieri, alla presentazione del
programma di governo del Pd, sembrava più che mai incrinata. Le polemiche delle
gerarchie ecclesiastiche non gli hanno impedito di inserire nel programma quei
temi etici e civili che continuano a essere frutto di discordia.
PER
dimostrarne l'irrilevanza sulla scena politica int
( da "Resto
del Carlino, Il (Nazionale)" del
26-02-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract:
laico, ma
anche cattolico. Per il centrodestra è più facile. E più facile perché i leader
che ne fanno parte non hanno (quasi) mai pensato di marcare la differenza con
la Chiesa in nome di un'idea liberale dello Stato così come hanno fatto, ad
esempio, Aznar in Spagna e Sarkozy in Francia.
Famiglia
cristiana boccia il Pd Rissa tra le anime del partito Il settimanale: Pasticcio
veltroniano in salsa pannelliana ( da "Resto del Carlino, Il (Nazionale)"
del 26-02-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract:
assicurazione
che parteciperà al convegno di domani dei cattolici del Pd "solo se sarà
nel segno della laicità, ma non parteciperò se sarà all'insegna del correntismo
e del contrappeso". La presenza dei radicali nelle liste del Pd allerta
anche la senatrice teodem Paola Binetti: "Le componenti cattoliche ora hanno
trovato unità, compattezza e senso di responsabilità.
Pd,
la chiesa all'attacco veltroni: basta fossati
( da "Repubblica,
La" del 26-02-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract:
Veltroni
replica: basta fossati tra laici e cattolici. Il Papa ai medici: "La
società intera e in particolare i settori legati alla scienza medica sono
tenuti ad esprimere la solidarietà dell'amore, la salvaguardia e il rispetto
della vita umana, in ogni momento del suo sviluppo terreno".
Caterina
pasolini ( da "Repubblica, La"
del 26-02-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract:
"C'è
abbastanza spirito laico e sono sicura che sulla distanza verrà fuori sempre di
più anche perché non credo che l'ala cattolica integralista sia più forte
dell'anima laica nel Pd. Certo, ora le priorità non sono i temi etici ma
piuttosto economici, le riforme". Delusa?
"laici
e cattolici, è l'ora del dialogo faremo cadere noi questo steccato" -
alessandra longo ( da "Repubblica, La"
del 26-02-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract:
Da una parte
vedo, da osservatore, alcuni cattolici terrorizzati da una società
secolarizzata, dall'altra alcuni laici che gridano alla scomparsa della laicità
dello Stato. Sono due timori ugualmente infondati. La strada giusta è quella
del dialogo, quella scelta dal Pd". Famiglia Cristiana boccia l'innesto.
Pd-radicali,
chiesa all'attacco veltroni: serve rispetto reciproco - carmelo lopapa
( da "Repubblica,
La" del 26-02-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract:
per ribadire
che "le istituzione sono per la loro natura laiche e sono quelle che
decidono", ma che "ci deve essere rispetto reciproco". E poi
scadisce: "Ma davvero in Italia ci deve essere di nuovo una divaricazione
fra laici e cattolici? Ma davvero nel 2008 dobbiamo tornare a mettere in
discussione che ci sono due verità?
Campane
elettorali - (segue dalla prima pagina)
( da "Repubblica,
La" del 26-02-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract:
quale umore
non solo i cattolici del Pd, ma anche i laici del Pdl accolgano l'oramai
chiarissima scelta della Cei di Ruini e Betori di osteggiare il Pd perdutamente
"laicista", di conseguenza mettendo il proprio cappello sul partito
di Berlusconi e Fini. Che clericale, almeno statutariamente, dovrebbe non
essere, e non per la facile e poco elegante obiezione che tutti i suoi leader,
Pd,
sd e destra insieme sulla legge 194
( da "Repubblica,
La" del 26-02-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract:
Non tra laici
e cattolici, che all'interno del Pd hanno votato compatti un documento sui
consultori, ma all'interno della sinistra arcobaleno: Prc e Cantiere ochettiano
non hanno voluto rinunciare a un riferimento nel testo all'autodeterminazione
delle donne, "divorziando" da Sinistra democratica.
Veltroni
replica all'attacco di Famiglia Cristiana: Le istituzioni sono laiche
Presentato il programma Pd: meno tasse, no ai privilegi della politica, Welfare
moderno ( da "Unita, L'"
del 26-02-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract:
istituzioni
sono per loro natura laiche e sono quelle che decidono" e che
"ciascuno deve poter portare il suo punto di vista nell'impegno civile,
anche quello religioso". Un chiaro no a innalzare vecchie barricate fra
laici e cattolici. E nel programma il Pd disegna un Paese con meno tasse,
sgravi ai lavoratori dipendenti, lotta alla precarietà e il dimezzamento dei
parlamentari.
Veltroni:
No al popolo delle Leghe Da una parte vanno con Lega Nord, dall'altra con Lega
Sud... . Il programma Pd: Realistico e ambizioso
( da "Unita,
L'" del 26-02-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract:
attacco di
ambienti e media cattolici all'ingresso dei radicali nelle liste del partito.
La cosa chiara, come spiega Veltroni in quel di Macerata, è che l'Italia di
tutto ha bisogno "meno che di una divaricazione tra laici e
cattolici". Veltroni sta lavorando a una candidatura cattolica di grande
prestigio (Andrea Riccardi della Comunità di sant'Egidio)
L'esperienza
di Veronesi, contributo fondamentale per il Pd
( da "Unita,
L'" del 26-02-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract:
Spesso ci
pronuncia senza neanche la consapevolezza piena di quello di cui si sta
parlando. L'Ordine dei medici si è pronunciato su una legge laica di uno Stato
laico basandosi su dati precisi. Ho trovato grande conforto da quanto mi disse
il cardinal Martini: "Professore, uno Stato laico dove avere una legge
sull'aborto"".
Non
ci servono steccati laici-cattolici Veltroni replica a Famiglia cristiana che
attacca su Radicali e Veronesi. Scontro Bindi-Bonino
( da "Unita,
L'" del 26-02-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract:
Non ci
servono steccati laici-cattolici" Veltroni replica a "Famiglia
cristiana" che attacca su Radicali e Veronesi. Scontro Bindi-Bonino di
Anna Tarquini / Roma "MA DAVVERO in Italia ci deve essere di nuovo uno
steccato fra laici e cattolici? Ma davvero nel 2008 dobbiamo tornare a mettere
in discussione che ci sono due verità?
E
se il partito di Berlusconi implodesse? L'evidente affanno con cui Berlusconi
sta di ( da "Unita, L'"
del 26-02-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract:
la figura più
coraggiosamente laica del PD. Giovan Sergio Benedetti, Lucca Parlare del lavoro
è importante: continuate così Caro Colombo, parli di lavoro, parli di operai,
ma finchè si parla di questi temi non si parla dell'argomento più importante:
l'organizzazione del lavoro e di chi lo organizza.
La
Chiesa che non voglio ( da "Unita, L'"
del 26-02-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract:
unità dei
cattolici non si tocca) e spinta ad un nuovo rapporto diretto col potere
politico, nel concreto Craxi, che scavalcava il laicato, per superare lo
stallo. Dire che i cattolici sono stati irrilevanti nella gestione difficile
della crisi italiana, nell'individuazione delle vie d'uscita, si può solo se si
cancellano sia i numeri reali,
<Con
i dirigenti del vecchio Pci c'era più sintonia>
( da "Corriere
della Sera" del 26-02-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract:
Farò di tutto
perché il Pci diventi laico". Io lo ascolto e dico: "Più laico di
così?". Invece capisco che esiste una laicità non solo confessionale. E
che Berlinguer vuole liberarsi del dogmatismo ideologico di stampo
sovietico". Oggi il Pd ha una difficoltà opposta: "Il problema di
oggi, caduti muri e ideologie, è riuscire a fare unità nel rispetto della
diversità.
Walter
preoccupato <No a divaricazioni tra laici e cattolici>
( da "Corriere
della Sera" del 26-02-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract:
abbiamo avuto
la sensibilità di chi vuole unire laici e cattolici nel rispetto di chi è
credente e di quel valore indisponibile che è la laicità dello Stato". E
in effetti il programma parla "dell'accanimento terapeutico da prevenire
anche attraverso il testamento biologico", "del riconoscimento dei
diritti delle persone stabilmente conviventi" e della 194 come "legge
equilibrata,
Il
Papa ai medici: rispettate la vita
( da "Corriere
della Sera" del 26-02-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract:
REDAZIONALE
Etica e politica Il leader del Partito democratico: no a divisioni
laici-cattolici. Lite Berlusconi-Casini Il Papa ai medici: rispettate la vita
Famiglia Cristiana attacca il Pd. Veltroni presenta il programma ROMA -
"Ferma e costante condanna etica" dell'eutanasia da parte del Papa:
"La vita va salvaguardata in ogni momento del suo sviluppo ".
I
rischi dello strappo, la fine di un'epoca
( da "Corriere
della Sera" del 26-02-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract:
una nuova
divaricazione fra laici e cattolici ", come ha fatto ieri il leader del
Pd. Né è sufficiente che gli ex popolari abbiano decine di seggi in più
rispetto ai nove riservati ad Emma Bonino e compagni. In fondo, anche nel
Con
il Pdl ( da "Corriere della Sera"
del 26-02-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract:
11 categoria:
BREVI Con il Pdl Eugenia Roccella Femminista, figlia di Franco Roccella
(cofondatore insieme a Marco Pannella del Partito radicale), negli anni Ottanta
lascia l'Edera e si avvicina alle posizioni cattoliche pur essendo laica. è
stata con Pezzotta la portavoce del Family Day in piazza San Giovanni il 12
maggio scorso.
Corriere
della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-02-26 num: - pag: 11
La lettera ... ( da "Corriere della Sera"
del 26-02-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract:
unità
politica dei cattolici ha fatto sì che oggi quelle istanze non siano più
un'esclusiva e che non siano più neppure un tabù. Affermare orgogliosamente
l'identità cristiana dell'Italia non è altro che una dichiarazione politica,
laica. Corrisponde ai valori dei popolari europei: l'uomo, la vita, la libertà
di educare i figli,
L'aggressione
vaticana ( da "Manifesto, Il"
del 26-02-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract:
E la
possibilità di un partito più o meno ufficialmente cattolico? Se ne è parlato e
se ne parla. Come si parla di un abbraccio dei cattolici teodem con
Pierferdinando Casini. Come si è parlato di "genuflessioni" vistose
da parte di laici molto noti, come Giuliano Ferrara. Ma la gerarchia non sembra
entusiasta.
Questione
cattolica , Pannella imbarazza il Pd
( da "Manifesto,
Il" del 26-02-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract:
affondo di
Famiglia Cristiana e alle immediate polemiche dei cattolici ieri Veltroni ha
risposto con il consueto invito al "rispetto reciproco". "Le
verità sono due - ha ripetuto il segretario del Pd - la prima è che le
istituzioni sono laiche per natura e la seconda è che, però, ciascuno deve
poter portare il suo punto di vista".
Voto
non voto Voto non voto ( da "Liberazione"
del 26-02-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract:
pensato come
partito laico e plurale, è il fondamentalismo etico, di un segno o di un
altro" Sarai mondo se monderai lo mondo. (Zenone) Della Seta : "Il
programma del Pd, nella parte che riguarda l'ambiente, prevede di diffondere
l'energia solare in tutte le case e in tutti gli edifici pubblici nei prossimi
dieci anni.
"Famiglia
cristiana" contro Veltroni <Pasticcio in salsa pannelliana>
( da "Liberazione"
del 26-02-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract:
"La gara
tra chi è più cattolico e più laico rischia di far male al Paese", avverte
l'editoriale. Proprio per il fatto che i cattolici nel Pd "non hanno
intenzione di dar vita ad una corrente confessionale" deve pesare la loro
richiesta di "chiarezza sull'antropologia e i valori di riferimento".
Cei
( da "Riformista,
Il" del 26-02-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract:
In ambito
politico, come precisa molto bene l'Enciclica Deus caritas est , le
responsabilità dirette sono non della Chiesa come tale ma dei cristiani laici,
a cui è affidato un compito rilevantissimo nell'attuazione del "progetto
culturale"". 3 26/02/2008.
Liste
così il segretario recluta gli orchestrali del partito democratico
( da "Riformista,
Il" del 26-02-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract:
di esponenti
della Confindustria e del sindacato, di cattolici integralisti e dei laici
liberali, di socialisti di antico lignaggio e di liberisti di nuovo conio:
un'orchestra, in cui si vede bene il maestro con la bacchetta, ma di cui non si
sente la musica. Eppure questo insieme così contraddittorio ha un senso
politico e anche strategico.
Offensiva
cattolica, Walter tenta contromisure
( da "Liberazione"
del 26-02-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract:
laiche e sono
quelle che decidono. La seconda è che ciascuno porta il proprio punto di vista,
anche quello religioso. Ma davvero in Italia ci deve essere una divaricazione
tra laici e cattolici? Serve unità e rispetto reciproco". Ma ci pensa
Castagnetti a riportare Veltroni sulla terra, pretendendo un
"chiarimento" e chiedendo che i radicali sottoscrivano non solo il
programma
Urne
e fede il centro avrà molto peso per l'esito finale
( da "Riformista,
Il" del 26-02-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract:
pure in
Lombardia non è una novità discutere dell'inquietudine dell'elettorato
cattolico che ruota attorno al Partito Democratico di Veltroni. Non solo per
gli ultimi "laici" ingressi dei Radicali dell'Associazione Luca
Coscioni e di Veronesi, ma perché appena fondato, il Pd non aveva convinto più
di un cattolico lombardo.
Famiglia
Cristiana attacca il Pd: un pasticcio La replica: no alle divisioni tra laici e
cattolici ( da "Messaggero, Il"
del 26-02-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract:
Monito del
Papa ai medici: rispettare la vita sempre. Scontro Berlusconi-Casini Famiglia
Cristiana attacca il Pd: un pasticcio La replica: no alle divisioni tra laici e
cattolici.
ROMA
Duro attacco di Famiglia Cristiana all'intesa Pd-radicali: è un pasticcio velt
( da "Messaggero,
Il" del 26-02-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract:
Walter
Veltroni ha risposto: basta divisioni tra laici e cattolici. "Lo Stato è
laico", ha sottolineato il leader Pd, e "le persone illuminate dalla
fede sono un gigantesco arricchimento". Il Papa intanto ha rivolto un
appello ai medici contro eutanasia e aborto: "Salvaguardare la vita,
sempre".
E
i centristi incontrano i cristiani
( da "Tempo,
Il" del 26-02-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract:
Udc per il
mondo cattolico e le realtà ecclesiali - è la promozione di un dialogo laico,
rispettoso e autonomo con tutte le realtà che fanno riferimento alla dottrina
sociale cristiana". Alla tavola rotonda di oggi, oltre a Marconi, saranno
presenti, tra gli altri, il presidente centrista Rocco Buttiglione, Luisa
Santolini (responsabile nazionale Udc per la Famiglia)
Tuteliamo
i cattolici anche senza l'Udc ( da "Tempo, Il"
del 26-02-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract:
coniugando la
difesa dei valori cattolici con una dimensione laica delle responsabilità della
politica. Quando è stato al governo Berlusconi con il centrodestra, temi come i
Dico o la legalizzazione della droga non hanno mai trovato spazio. La difesa
della famiglia, sia sotto il profilo fiscale che morale, è stato un elemento
prioritario.
Nicola
Imberti n.imberti@iltempo.it Imbarazzo. Walter
( da "Tempo,
Il" del 26-02-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract:
tra laici e
cattolici rischia di far esplodere il Pd. E il segretario non può certo far
finta di niente visto che, a scatenare la bagarre, è stato proprio lui con la
sua testarda voglia di ospitare i Radicali nelle sue liste. Una decisione che
ha mandato su tutte le furie addirittura Famiglia cristiana, il settimanale dei
paolini considerato in passato vicino a posizioni uliviste.
Tasse
e sicurezzala sfida di Veltroni ( da "Secolo XIX, Il"
del 26-02-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract:
inelegilibità
per chiunque sia stato condannato per reati gravi o contro la pubblica
amministrazione; via libera al voto per gli immigrati regolari alle elezioni
amministrative. Il punto di equilibrio tra la componente laica e quella
cattolica all'interno del partito è stata sancita su queste basi: la
"194"è"una buona legge" che non va cambiata ma semmai
applicata in tutti i punti;
Il
Pdl ha scelto: sarà Alemanno l'anti-Rutelli a Roma
( da "Secolo
XIX, Il" del 26-02-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract:
Qualche
problema a Milano lo sta invece creando aVeltroni la candidatura dell'oncologo
laico Umberto Veronesi, contestata dai cattolici teodem. Da qui, la richiesta è
di una contropartita dello stesso rango ma di segno opposto, come potrebbe il
fondatore della Comunità di S. Egidio, Andrea Riccardi, anche lui medico di
fama ma cattolico di ferro.
Tuteliamo
i cattolici anche senza l'Udc ( da "Tempo, Il"
del 26-02-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract:
coniugando la
difesa dei valori cattolici con una dimensione laica delle responsabilità della
politica. Quando è stato al governo Berlusconi con il centrodestra, temi come i
Dico o la legalizzazione della droga non hanno mai trovato spazio. La difesa
della famiglia, sia sotto il profilo fiscale che morale, è stato un elemento
prioritario.
Nel
Pd esplode la "bomba" cattolica
( da "Tempo,
Il" del 26-02-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract:
Stampa verso
il voto Nel Pd esplode la "bomba" cattolica Imbarazzo. Walter
Veltroni non lo lascia trasparire pubblicamente. Preferisce ricordare che
"serve unità e rispetto reciproco", ma è chiaro che lo scontro tra
laici e cattolici rischia di far esplodere il Pd. E il segretario non può certo
far finta di niente visto che, a scatenare la bagarre,
Prefetto
Serra candidato nel Pd ( da "Voce d'Italia, La"
del 26-02-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract:
alla polemica
scoppiata nei giorni scorsi tra cattolici e laici per l'accordo raggiunto tra
Pd e Radicali, Veltroni ha ribadito che “questa idea che laici e cattolici non
possono convivere, che coloro che hanno opinioni diverse sui temi etici debbano
ognuno farsi il proprio partito, ci porta ad un assetto che non è quello di un
Paese moderno: saremmo l'unico Paese in cui c'
( da "Stampa, La" del 26-02-2008)
Argomenti: Laicita'
Domande a Enzo Carra
"Noi teodem sentinelle contro il laicismo" 3Enzo Carra, i continui
appelli papali contro aborto, eutanasia e unioni di fatto rafforzavano o
indeboliscono la posizione nel Pd di voi teodem? "La vita va salvaguardata
dal concepimento alla sua fine naturale. E' un valore assoluto e non
negoziabile, quindi dobbiamo fare nostro il monito di Benedetto XVI. Noi ci
impegniamo a vigilare affinché nel Pd sia adeguatamente rappresentata la
sensibilità cattolica e non diventi ininfluente la voce dei credenti sui temi
eticamente sensibili. Non consentiremo uno stravolgimento del programma del Pd
in senso radicale e laicista". Cioè? "Occorre tenere conto
dell'equilibrio delle forze politiche in campo. Il Papa sa bene che anche nel
prossimo Parlamento non ci saranno i numeri per cambiare la 194 anche se per
noi la soppressione della vita resta il male assoluto. E' già una vittoria per
noi cattolici il fatto che nel programma del Pd non ci
siano i Dico ma solo i diritti delle persone conviventi. E sul testamento
biologico contiamo ancora di poter raggiungere una sintesi tra laici e
credenti". E l'accusa di oscurantismo? "Falsa. Anzi, il progresso
scientifico va nella nostra stessa direzione sia sulle staminali embrionali sia
per la riduzione delle settimane di gestazione previste per l'aborto"\.
( da "Stampa, La" del 26-02-2008)
Argomenti: Laicita'
E ora nel Pd è
scoppiato il caso dei cattolici. C'è nulla da fare.
Walter Veltroni ha presentato il programma del suo Pd che deve mettere
d'accordo teodem, radicali e Umberto Veronesi e, dopo l'attacco dell'Avvenire,
ieri ci ha pensato il settimanale "Famiglia Cristiana" a lanciare
l'affondo decisivo con un editoriale polemicamente intitolato "Pasticcio
veltroniano in salsa pannelliana", una decisa bocciatura del Pd. "I cattolici che hanno deciso di fare politica nel Partito
democratico - scrive il settimanale - giudicano severamente la scelta di
Veltroni di imbarcare nelle liste i radicali di Marco Pannella e di Emma Bonino
e si pongono pure qualche dubbio circa la scelta di candidare a Milano il professor
Umberto Veronesi, autore di una sorta di manifesto per la "libera scelta
di morire", cioè l'eutanasia". E' esploso subito il malessere dei cattolici del Pd e si è esteso subito anche alla loro
presenza nelle liste. Mentre Paola Binetti e Luigi Bobba fanno sapere di non
essere disposti a accettare candidature che non siano al Senato Veltroni sta
corteggiando in modo serrato Andrea Riccardi, fondatore della Comunità di
sant'Egidio. E intanto la tensione è già alta a metà mattinata quando a
litigare sono Rosy Bindi e Emma Bonino. Era stato il
ministro per la Famiglia dalle colonne de "La Stampa" a invitare i
radicali a "non firmare" e a "non candidarsi" per coerenza
e a Emma Bonino chiedeva di "stare nelle nostre liste da ministro e non da
radicale". "L'intervista di Rosy Bindi mi stupisce - ha risposto Emma
Bonino - la attribuisco ad un dato di pressione a cui lei è probabilmente
sottoposta". È "stupefacente che lei dica sì a Bonino in quanto
ministro e non in quanto radicale". Walter Veltroni ha
risposto a "Famiglia Cristiana" dicendo basta alle divisioni fra
laici e cattolici ma sostenendo che lo Stato laico è "un valore
indisponibile" e che nel programma del Pd sono state definite
"risposte serie" sui grandi, compresi quelli etici, seguendo la
direttrice della "sensibilità di chi vuole unire laici e cattolici". Ma la tensione sembra destinata a crescere comunque
nei prossimi giorni. Domani i cattolici del Pd si
incontreranno per un'assemblea organizzata da Beppe Fioroni. "Il vero voto
utile per i cattolici è quello per il Pd",
sintetizza Fioroni la posizione sua e di chi la pensa come lui. Ma al di là
degli slogan la preoccupazione per l'ingresso dei radicali nel Pd è evidente.
Pierluigi Castagnetti: "Non si riesce a capire il senso di questa
operazione. E Paola Binetti assicura che le componenti cattoliche del Pd
"vigileranno" perché i Radicali rispettino gli impegni presi
sottoscrivendo il programma del Pd, e grazie alla loro "ritrovata unità e
compattezza" impediranno qualsiasi "slittamento" verso derive
laiciste. Il nodo centrale, oltre alle questioni etiche, in queste ore è
proprio la formazione delle liste. "I cattolici
uscenti nell'Ulivo sono tra i 130 e i 150 - spiega Fioroni - e puntiamo alla
riconferma di questo numero". Entro fine settimana dovrà essere pronto un
primo elenco di circa 100 nomi che doveva essere diviso a metà fra Veltroni e
gli altri leader. Ma proprio l'ingresso dei radicali che hanno chiesto 9 nomi
di sicura elezione ha fatto sballare i conti e convinto i cattolici
a puntare i piedi: a Veltroni hanno infatti chiesto di farsi carico della quota
Bonino. Ma Veltroni che già si era reso disponibile a assorbire i prodiani per
il momento non sembra disponibile.
( da "Stampa, La" del 26-02-2008)
Argomenti: Laicita'
Famiglia
Cristiana: un pasticcio in salsa pannelliana. Veltroni: no alle guerre di
religione Il Pd laico fa infuriare i cattolici Il Papa ai
medici: rispettate la vita sempre. Aborto, camici bianchi divisi.
( da "Stampa, La" del 26-02-2008)
Argomenti: Laicita'
Luigi Pedrazzi IL
CORAGGIO DEL DIALOGO Debbono dialogare i cattolici e i
laici? Si deve rispondere di sì, anche se questa domanda contiene un bel po' di
confusione. Le due "categorie", infatti, sono malamente identitarie;
nella realtà esse sono più sovrapponibili che separanti; ma, qualunque cosa si
intenda per "essere cattolico" e "essere
laico", entrambe queste "condizioni" fanno bene ad avere
relazioni di attenzione e di rispetto reciproco. Il dialogo tra cattolici e laici, oggi, è richiesto a gran voce nell'opinione pubblica
italiana allo scopo di correggere errori ed equivoci che nella storia nazionale
(ed europea) hanno provocato danni non piccoli e non brevi nella ricerca di
regole giuste circa diritti e doveri delle verità e degli errori di cui
si discuta vivendo insieme, simili e diversi, dentro la storia. A me sembra,
tuttavia, che l'insistita richiesta di dialogo tra cattolici
e laici porti con sé anche una non piccola distrazione omissiva. Dialogo e
confronto, infatti, mancano quasi del tutto proprio là dove sarebbero
massimamente naturali "per principio" e di utilità storica grande nel
nostro Paese: mi riferisco al dialogo tra cattolici.
Esso risulta carente a tutti i livelli nella Chiesa, ma soprattutto dove più
conta, presso le autorità, gerarchiche e sacramentali. La mancanza di un
dialogo tra queste figure essenziali oggi è pesante e parla quasi come silenzio
di tutti nella Chiesa cattolica: con danno crescente per l'insieme. Non è
sempre stato così, e non lo è per necessità teologica
o etica. Quale dialogo è in atto tra i vescovi italiani? Non saprei indicarne,
specie intorno alle situazioni problematiche reali; le quali interpellano,
anche dolorosamente, i cittadini comuni e i fedeli presenti nella periferia
della grande istituzione. E c'è una carenza più grave: non si dialoga neppure
per interpretare eventi ecclesiali centrali, come sta avvenendo, ed è guaio
gravissimo, intorno a volto e ruolo, del Concilio Vaticano II. Lo si vede,
purtroppo, nei lavori delle sedici conferenze regionali e, ancor più, di quella
nazionale, che ha quasi sovrapposto i timori nati per il Post-Concilio alle
speranze indicate dai lavori conciliari. Né si vede dialogo e confronto di
analisi e di proposte su Avvenire. Il quotidiano cattolico nazionale, pur ricco
di pagine e anche di contributi talvolta culturalmente diversificati, li
organizza sempre tacendone le diversità, anche quando legittime e
significative. La "linea" del quotidiano dei vescovi italiani è, con
coerenza implacabile, un'esaltazione acritica del valore dell'unità cattolica,
in certi casi spinta fino alla mistificazione (come ad esempio in occasione di
convegni ecclesiali tipo Verona). Giustamente, le autorità cattoliche temono le
lacerazioni, ma vanno troppo in là identificando unità e uniformità.
Confrontarsi e dialogare non vuol dire, necessariamente, prepararsi a litigare.
Ascoltarsi reciprocamente, lo si vede in ogni casa, non è solo bello e giusto
in sé; serve anche a capire meglio problemi, difficoltà, situazioni; e ad assorbire
i possibili conflitti di lacerazione e ribellione. Una comunità ecclesiale che
conosca e pratichi il dialogo, un episcopato che nelle diocesi ammetta e
valorizzi le domande del suo laicato, una pastorale che rispetti i dubbi e
sappia entrare nei dolori: sarebbero realtà più forti e convincenti, più
amabili e forse più amate. Questo risultato non è sempre detto si produca nella
storia, e sia riconosciuto dall'avvicendarsi delle generazioni. La cosa va
messa in conto con tranquilla umiltà, senza perdere perseveranza nei tentativi
di una "resistenza cristiana" al male, accrescendo il bene. Tra i
cristiani non è cinismo né banalità pensare e dire che il "perdono è la
migliore vendetta": è programma personale severo e gioioso, da portarsi
con ogni possibile feconda creatività anche nelle vicende collettive più aspre.
Per fortuna nostra, e per impegno crescente ogni anno, non è solo a fronte
delle guerre tra i popoli che il dialogo dei cristiani serve ad indicare, ai cattolici innanzitutto, la pace e gli accordi come mezzo
politico da preferirsi ad ogni altro. Come vediamo ogni giorno, la vita
dell'uomo conosce anche altri tipi di opere grandi, da condursi in
tranquillità, per quanto possibile. La scienza, innanzitutto, che da alcuni
secoli è la conquista più straordinaria della specie umana, della sua
intelligenza che osserva, capisce, comunica. O come l'amore tra i sessi e la
generazione e l'educazione dei figli, che da sempre è, in ogni casa, prodigio
della vita umana sulla nostra terra e misura più profonda del nostro rapporto
con la realtà del tempo e della nostra finitezza naturale. O come il fare leggi
e stabilire ordinamenti e regole, preziose e delicate, nella vita di tutti,
come lo sono le abitudini nella vita di ciascuno. Dialogare e confrontarsi è ormai
norma fisiologica di tutti gli ambiti creativi di benessere. Senza rispettare
questa normatività, non vi è salute per gli uomini; né scienza, ammirevole in
sé e guida incomparabile di lavoro e sicurezza; né amore generante ed educante
bambini; né istituzioni da conservare in ordine e buono stato,
non meno della propria famiglia e delle vere amicizie. Purtroppo, la pochezza
dialogica corrente tra i cattolici è patologia
inquietante in un ceto culturale tuttora di straordinaria rilevanza. Dentro la
nostra società, questo fattore patogeno prepara e consente una ipertrofia di
interventi della gerarchia ecclesiastica sul piano della legislazione pubblica,
sostanzialmente velleitari nella più parte dei loro risultati, pericolosi e
tristissimi in quanto alterano l'ordine naturale dei processi di testimonianza
religiosa e di sviluppo storico civile. Può una comunità di fede, come quella
cattolica così autorevolmente operante in Italia, impegnata nell'ascolto e
nello sguardo verso Alterità incommensurabili, vivere e sopravvivere con
autorevolezza senza praticare quel costume di confronti abituali, già diffuso a
livelli sociali anche modesti, e tra realtà più fragili e povere di ciò che,
propriamente e consapevolmente, è più suo: cioè una fraternità universale, con la
sua rigorosa fondazione teologica? Quando il dialogo manca, esso va allora
cercato con più fiducia e insistenza. Per motu proprio dei vescovi, nelle sedi
che sono previste, e che nella loro collegialità includono con sapienza
sinfonica globale il vescovo in Roma e i suoi qualificatissimi collaboratori di
Santa Sede. Per grazia, possibilità garantita, dall'alto, a tutti i fedeli. Per
solidarietà e sollecitazioni le più varie, fraterne e concorrenti da tutti i
popoli e continenti. Alla lunga, dialogo e confronto non possono mancare dove
regnino preghiera e ascolto di una parola creduta divina e conosciuta vicina.
Sono beni sociali che possono mancare a lungo e dolorosamente, ma l'ascolto
reciproco verrà. Perché dagli errori ci si può liberare, e anche esserne
liberati: e proprio dai più profondi. Non sono forse i cristiani a dirlo e
saperlo, prima di tutti?.
( da "Stampa, La" del 26-02-2008)
Argomenti: Laicita'
Tutta la società e i
medici in particolare "sono tenuti alla salvaguardia e al rispetto della
vita umana". Benedetto XVI ha ribadito la "ferma e costante condanna
di ogni forma di eutanasia diretta". E l'Ordine dei medici si spacca sul
documento sulla 194: critica la componente cattolica. I
temi etici accendono intanto lo scontro nel Pd tra cattolici e laici
sulle candidature. "Famiglia Cristiana" boccia l'apertura di Veltroni
ai radicali e a candidature connotate "su battaglie che, come ha detto
Emma Bonino, "non si interrompono affatto": aborto, eutanasia,
depenalizzazione della droga".A PAGINA 5.
( da "Resto del Carlino, Il (Nazionale)" del
26-02-2008)
Argomenti: Laicita'
Di ITTI DRIOLI ?
ROMA ? DODICI punti di un programma "ambizioso e realistico" per
ridare slancio a un Paese che "ha bisogno di una nuova unità". E
questa nuova unità, per Walter Veltroni, è anche quella tra
laici e cattolici, che proprio ieri, alla presentazione del programma di governo
del Pd, sembrava più che mai incrinata. Le polemiche delle gerarchie
ecclesiastiche non gli hanno impedito di inserire nel programma quei temi etici
e civili che continuano a essere frutto di discordia. TESTAMENTO
biologico, difesa della 194, riconoscimento dei diritti dei conviventi sono
obiettivi che strappano l'approvazione della Bonino, di Barbara Pollastrini, o
del "Tavolo Gay" che fa parte del Pd, ma attizzano polemiche a
sinistra e a destra. Per gli "Arcobaleno" di Bertinotti o per
l'Arcigay, questi capitoli sono trattati in modo riduttivo. Per il Pdl sono la
prova della resa di Veltroni a Pannella. In verità, le schede presentate alla
stampa al riguardo erano piuttosto succinte. Sotto il titolo "Garanzie e
diritti" compaiono le intercettazioni, come il testamento biologico e le
unioni di fatto. Un segnale dell'approccio laico e non ideologico con cui
Veltroni intende affrontare i problemi (come ha fatto pure per il conflitto
d'interessi, inserito tra le libertà di mercato). Prima si affronta il tema
delle intercettazioni, quindi si passa al testamento biologico e alle
convivenze. "Il Pd intende prevenire l'accanimento terapeutico anche
attraverso il testamento biologico". Stop. "Il Pd promuove il
riconoscimento dei diritti delle persone stabilmente conviventi". Stop.
Un'esposizione troppo succinta, per non rendere subito sospettosi i diretti
interessati e la sinistra radicale. "Pd inaffidabile, ha cancellato dal
programma ogni riferimento ai diritti degli omosessuali", la critica più
frequente. Solo per la legge 194 Veltroni non viene attaccato, perché afferma:
"E' una legge equilibrata, che ha conseguito buoni risultati. Va attuata
in tutte le sue parti". Cioè la prevenzione, come chiedono i vescovi, ma a
cui non si possono certo opporre neanche i laici più intransigenti. A NOME del
Pd, Giorgio Tonini ed Enrico Morando spiegano che il programma presentato è una
sintesi. Nella sua versione integrale "c'è un riferimento diretto alla
norma contro l'omofobia". Molto più sfumato, invece, resta l'argomento
coppie di fatto. Qui si parla di "diritti di persone", quindi di
patti privati, e non di "unioni civili" come tali, che diventano
un'istituzione affiancabile al matrimonio. Spiega Giorgio Tonini: "Su
questa questione c'è solo un'impostazione di principio". Lo svolgimento è
aperto, dunque. Ma già si sa che le "unioni civili" hanno trovato la
strada bloccata. Sarà argomento di polemica futura, anche se Veltroni mette le mani
avanti e risponde a modo suo, ovvero indirettamente, a quelle scaturite
ieri:"Non si può, nel 2008, tornare a mettere in discussione ciò che è
naturale. E naturale è che le istituzioni siano laiche e siano quelle che
decidono, così come naturale è che ciascuno porti il proprio punto di vista,
anche religioso". Unità e rispetto, torna a chiedere il leader del Pd. Che
difende la scelta di candidare Veronesi: "Ha avuto la sensibilità di dire
che le materie etiche vanno tenute fuori dalla campagna elettorale", ma
intanto sta sondando la galassia di associazioni cattoliche per far uscire da
là nuovi candidati. "Non certo per bilanciare la presenza dei radicali ?
dice Tonini ? ma perché il Pd è il maggior partito cattolico d'Italia". -
-->.
( da "Resto del Carlino, Il (Nazionale)" del
26-02-2008)
Argomenti: Laicita'
Ernazionale,
Giuseppe Stalin si chiedeva sprezzantemente "quante divisioni" avesse
il Papa. Nessuna, ovviamente. Ma ciò non toglie che, pur privo di forza
militare, "il Papa" fosse però in grado di condizionare il dibattito
pubblico globale. Non è cambiato molto. Soprattutto in Italia. Nella cosiddetta
Seconda repubblica, il Vaticano sposta pochi voti ma è però nelle condizioni di
dettare l'agenda politica ai partiti e ai media. Cosa che, sotto elezioni, fa
con una certa regolarità. E dunque, così come la campagna elettorale del 2006
fu in buona parte dedicata al tema (naturalmente irrisolto) delle coppie di
fatto, quella in corso gravita soprattutto attorno alla spinosa questione
dell'aborto. Si tratta di un'anomalia tutta italiana. La cui incongruità è stata
ben evidenziata da un sondaggio realizzato dalla Demos-Eurisko publicato ieri
da Repubblica. Niente che non fosse prevedibile. Ovvero, per gli elettori le
priorità sono: salari e pensioni (52,3%), sicurezza (33,8%), aumento dei prezzi
(29,1%). La battaglia contro l'aborto sta a cuore solo al 2,6% degli italiani e
la generica difesa dei valori religiosi al 2,9. Ne risulta che la facilità con
cui i partiti (e i media) si lasciano risucchiare dal dibattito attorno ai
cosiddetti 'temi etici' non fa altro che accrescere lo scollamento tra il Paese
reale e il Paese legale. Tra la gente, dunque, e la politica. E chissà che quel
55% di elettori che dichiara la propria simpatia per Beppe Grillo, alfiere
della polemica contro 'la Casta', non si spieghi anche così. NATURALMENTE, di
fronte all'impazzare del confronto mediatico tra laici e cattolici,
non c'è argomento razionale che tenga. Gli strali delle gerarchie
ecclesiastiche e dei loro giornali investono così il Pd di Veltroni. Il quale
faticherà non poco a conservare la propria matrice di partito di centro, ma
anche di sinistra; laico, ma anche cattolico. Per il centrodestra è più facile.
E' più facile perché i leader che ne fanno parte non hanno (quasi) mai pensato
di marcare la differenza con la Chiesa in nome di un'idea liberale dello Stato
così come hanno fatto, ad esempio, Aznar in Spagna e Sarkozy in Francia. Nel
recente passato ci ha provato solo Gianfranco Fini, ma a titolo personale. -
-->.
( da "Resto del Carlino, Il (Nazionale)" del
26-02-2008)
Argomenti: Laicita'
Famiglia cristiana
boccia il Pd Rissa tra le anime del partito Il settimanale: "Pasticcio
veltroniano in salsa pannelliana" ? ROMA ? LA SCELTA di portare i radicali
nelle liste del Pd è un "pasticcio veltroniano in salsa pannelliana".
La dura sintesi della decisione del leader dei democratici è di Famiglia
cristiana, il settimanale dei Paolini, convinto che i "cattolici
che hanno deciso di fare politica nel Pd giudicano severamente la scelta di
Veltroni di imbarcare nelle liste i radicali di Pannella e Bonino". E
"qualche dubbio" l'hanno pure sulla candidatura a Milano del
professor Veronesi, "autore di una sorta di manifesto per la libera scelta
di morire, cioè l'eutanasia...". Dopo l'Avvenire, ora anche Famiglia
cristiana, ma non solo. Pure i vescovi italiani dicono nuovamente la loro e
denunciano la situazione drammatica del "vecchio ceto medio, a reddito
fisso e precarizzato, che è stressato e disorientato". Un fuoco di
sbarramento senza eccezioni (in un'intervista al nostro giornale padre
Bartolomeo Sorge definisce un "errore" l'accordo perchè "non si
può conciliare la cultura dei radicali col Pd") contro la svolta delle
alleanze elettorali imposta da Veltroni che fa scoppiare all'interno dello
schieramento il conflitto tra l'anima cattolica e quella laica. Rosy Bindi
parte all'attacco ed esorta i radicali ad andarsene dal Pd: "Se sono
coerenti non dovrebbero firmare il programma e non dovrebbero candidarsi
rinunciando alle loro idee". Va sul personale la replica di Emma Bonino,
stupita per le affermazioni di Bindi che "attribuisco ad un dato di
pressione a cui lei è probabilmente sottoposta". E ipotizzando che il
ministro della Famiglia volesse solo liste radicali collegate al Pd, osserva
che "si sarebbe potuta spendere in quel senso, cosa che non ha
fatto". Bindi, infine, è "stupefacente" la collega quando
"dice sì a Bonino in quanto ministro e non in quanto radicale". E
osserva che "è impossibile praticare la schizofrenia a questo livello,
perchè io sono stata un ministro pienamente radicale con senso delle
istituzioni". Dopo la sfuriata Rosy Bindi cerca di collocarsi al centro,
tra radicali e teodem, dicendo no a correnti cattoliche. Ai radicali ricorda
che se "pensano di poter approvare il matrimonio omosessuale o
l'eutanasia, sanno che se firmano il programma del Pd, devono rinunciare alle
loro battaglie, perchè non c'è spazio per posizioni frenanti o fuori dal
programma". INSOMMA, fanno testo i 12 punti del partito, "molto
precisi negli aggettivi, nei sostantivi e anche nella punteggiatura...". E
al fronte teodem Bindi rammenta che se il Pd vincerà le elezioni "quello
che oggi è scritto sui diritti e doveri dei conviventi sarà un imopegno di
tutti gli eletti nelle nostre liste". Un avviso ai litiganti, dunque.
Accompagnato dall'assicurazione che parteciperà al convegno
di domani dei cattolici del Pd "solo se sarà nel segno della laicità, ma non
parteciperò se sarà all'insegna del correntismo e del contrappeso". La
presenza dei radicali nelle liste del Pd allerta anche la senatrice teodem
Paola Binetti: "Le componenti cattoliche ora hanno trovato unità,
compattezza e senso di responsabilità. Quindi, nella prossima legislatura
vigileremo per impedire ogni slittamento verso derive laiciste". Poi
ricorda che quella radicale "è una cultura politica che storicamente è
difficilmente integrabile con quella cattolica". Uno degli esponenti
ulivisti del Pd, Franco Monaco, parla di "comprensibile disagio di settori
cattolici", ma assicura che manifesto e programma
"realizzano una sintesi equilibrata che vincola e garantisce tutti contro
eventuali forzature". E inoltre c'è la salvaguardia del numero: "I cattolici nelle liste del Pd sono incomparabilmente più
numerosi dei radicali". Dubbi anche dal ministro Fioroni che, ("se
non vogliono diventare dei quaquaraquà"), invita i radicali a
"rinunciare alla richiesta sull'8 per mille, all'eliminazione dell'ora di
religione a scuola e all'abrogazione del Concordato". E Castagnetti:
"La base cattolica del Pd è preoccupata per l'apertura ai radicali".
Comunque, un'aria di scontro che fa dire al leghista Castelli che il "Pd è
già diviso". Ugo Bonasi - -->.
( da "Repubblica, La" del 26-02-2008)
Argomenti: Laicita'
Famiglia cristiana:
"Pasticcio con i radicali". Il Papa: i medici difendano la vita. La
Turco replica: lo fanno sempre Pd, la Chiesa all'attacco Veltroni: basta
fossati ROMA - Famiglia cristiana all'attacco del Pd di Walter Veltroni per
l'accordo con i radicali. "Pasticcio veltroniano in salsa
pannelliana", scrive il settimanale dei Paolini in un editoriale sul
numero in edicola oggi. Veltroni replica: basta fossati tra
laici e cattolici. Il Papa ai medici: "La società intera e in particolare i
settori legati alla scienza medica sono tenuti ad esprimere la solidarietà
dell'amore, la salvaguardia e il rispetto della vita umana, in ogni momento del
suo sviluppo terreno". La Turco: i medici difendono sempre la vita.
SERVIZI ALLE PAGINE 6 E 7.
( da "Repubblica, La" del 26-02-2008)
Argomenti: Laicita'
CATERINA PASOLINI
ROMA - Crede in Dio e nei Radicali. E adesso anche nel Pd. Ha fiducia nella
nuova coalizione Mina Welby, moglie di Piergiorgio, che per anni immobilizzato
dalla malattia che gli permetteva di muovere solo le palpebre ha rivendicato il
diritto di morire. Programma promosso? "C'è abbastanza
spirito laico e sono sicura che sulla distanza verrà fuori sempre di più anche
perché non credo che l'ala cattolica integralista sia più forte dell'anima
laica nel Pd. Certo, ora le priorità non sono i temi etici ma piuttosto
economici, le riforme". Delusa? "In parte, perché noi abbiamo
dovuto rinunciare al simbolo del partito radicale e Di Pietro invece no?
Dell'accordo però sono contenta: se fossimo rimasti fuori non avremo potuto
contare nelle decisioni. Così almeno avremo voce in capitolo". Pochi ma presenti?
"Saremo, come dice qualcuno, invisibili come la cellule staminali. Che
saranno piccole ma sicuramente fondamentali". E con i cattolici?
"Ho ricevuto mail del tipo: Firma per un Pd senza la Binetti. Non ho
neanche risposto. Come radicale voglio che tutti possano dire la loro, ma spero
che in questo nuovo partito un ministro come la Turco non debba avere per ogni
decisione il fiato di un'integralista come lei sul collo". E voi?
"Noi radicali saremo fedeli sino in fondo anche se nel programma non ci
sono tutti i nostri obiettivi, tutte le nostre battaglie".
( da "Repubblica, La" del 26-02-2008)
Argomenti: Laicita'
Il manifesto I
radicali "Laici e cattolici, è l'ora del dialogo
faremo cadere noi questo steccato" Franceschini: nessuno dovrà svendere i
propri valori La carta dei valori è stata approvata all'unanimità, da Binetti e
Odifreddi I radicali hanno firmato il programma, non faccio processi alle
intenzioni ALESSANDRA LONGO ROMA - Non è stata una giornata tranquillissima. Ma
Dario Franceschini, numero due del Pd, non ne porta traccia. Bindi e Bonino si
sono beccate? Lui derubrica: "Normale dialettica, è questa la nostra
sfida, confrontarci, dialogare. E vedrete che, alla fine, nessuno dovrà
svendere i propri valori di riferimento", né cattolici
né radicali. Sul tavolo di lavoro, tra gli appunti per la riunione di domani, a
Roma, che vedrà riuniti tutti i cattolici del Pd, c'è
una copia di Famiglia Cristiana. Titoli da horror, denuncia del
"veltronismo in salsa pannelliana". Che il nuovo partito si sia messo
il diavolo in casa, come sostengono gli autori del settimanale? Ecco un sorriso
sdrammatizzante. Franceschini ha in comune con il segretario il modo di
affrontare le grane: "Accetto tutte le critiche, siamo in un Paese
libero...". Franceschini, scusi, avete deciso di correre da soli per porre
fine alla litigiosità della coalizione di centrosinistra ma adesso non c'è il
rischio che il dissenso interno si riproduca tra laici e cattolici?
"No, questo rischio non c'è. Le fibrillazioni di prima erano una cosa
diversa, una competizione tra molti partiti. Il nostro manifesto dei valori è stato invece votato all'unanimità dalla Binetti ma anche da
Odifreddi". Rosy Bindi dice: "Se i radicali fossero coerenti non
dovrebbero firmare il programma". Come mai questa sortita così
respingente? "Io so solo che la firma del programma è una condizione e non
voglio fare il processo alle intenzioni. I radicali si sono assunti un impegno
e ho un grande rispetto per loro, pur avendo assistito, in passato, a derive
che non ho condiviso. Vorrei ricordare che entrano nove parlamentari. Quelli cattolici, che hanno scelto l'impegno politico e sono
confluiti nel Pd, sono più di cento e saranno rieletti. In nessun partito c'è
una presenza simile". Il timore di chi protesta è evidente: i radicali
firmano il programma. Poi, in Parlamento, fanno i radicali di sempre: cioè
sparigliano... "Il nostro programma dice cose chiare anche sui temi
eticamente sensibili che, peraltro, sarebbe stato
meglio lasciar fuori dalla campagna elettorale. Vede, non mi preoccupa quello
che i radicali pensano su alcune questioni delicate, come l'aborto o la
fecondazione eterologa, ma piuttosto la loro accettazione delle regole di
partito". Insomma, si augura che si attengano alla disciplina di partito.
"Non userei questo termine. E' chiaro che su alcuni temi non si può imporre
le decisioni della maggioranza, l'unica fedeltà è alla propria coscienza.
Questo vale per noi e per loro. Ma un conto è discutere, confrontarsi e, al
caso, mantenere una libertà finale, altro è considerare la libertà di coscienza
come punto di partenza". Riassumendo: qualche timore lo nutre anche lei,
ma invita i cattolici a non aver paura della
"contaminazione". "Così come invito i radicali a non avere
riserve nel confrontarsi con un'area cattolica forte". Lei crede nell'
happy end? "E' proprio questa la grande sfida. Da una
parte vedo, da osservatore, alcuni cattolici
terrorizzati da una società secolarizzata, dall'altra alcuni laici che gridano
alla scomparsa della laicità dello Stato. Sono due timori ugualmente infondati.
La strada giusta è quella del dialogo, quella scelta dal Pd". Famiglia
Cristiana boccia l'innesto. Ricorda gli attacchi quotidiani contro i
vescovi, evoca l'abolizione del Concordato, dell'otto per mille...".
"Non c'è traccia di questo nel programma". Li vuole rassicurare?
"Non c'è nessuno da rassicurare, parleranno i fatti. Il Pd sta cercando
una sintesi, è un luogo dove i cattolici impegnati in
politica non dovranno più giocare in difesa ma avranno la straordinaria
opportunità di mettersi a disposizione, con i loro valori, di un grande disegno
comune. Se ci riusciremo questo sarà d'aiuto a tutta la società italiana, farà
cadere barriere anziché innalzarle. Sento il fascino, non la paura, di un
confronto vero e profondo tra cattolici e laici,
radicali compresi". Forse è questo che spaventa l'establishment della
Chiesa. "Non credo. In ogni caso, ci sarà modo di misurare con il tempo se
noi cattolici del Pd potremo essere accusati di aver
svenduto i nostri valori".
( da "Repubblica, La" del 26-02-2008)
Argomenti: Laicita'
Pd-radicali, Chiesa
all'attacco Veltroni: serve rispetto reciproco Il Papa ai medici: tutelate la
vita. La Turco: già lo fanno Duro affondo di Famiglia Cristiana al Pd: "E'
un pasticcio in salsa pannelliana" CARMELO LOPAPA ROMA - L'accordo con i
Radicali, l'apertura delle liste del Pd alla Bonino e ad altri otto suoi compagni,
ma anche la candidatura di Umberto Veronesi, hanno aperto una "questione
cattolica" in seno al partito guidato da Walter Veltroni. Dopo il
quotidiano dei vescovi "Avvenire" è il settimanale "Famiglia
cristiana" ad attaccare quello che polemicamente viene definito il
"pasticcio veltroniano in salsa pannelliana". Un affondo che proviene
dal periodico forse meno ostile della galassia cattolica e perciò incassato con
qualche sorpresa dai vertici del Pd. Così, nel giorno in cui presenta il suo
programma, Veltroni si trova costretto a tornare sul nodo del rapporto laici-cattolici, per ribadire che "le
istituzione sono per la loro natura laiche e sono quelle che decidono", ma
che "ci deve essere rispetto reciproco". E poi scadisce: "Ma
davvero in Italia ci deve essere di nuovo una divaricazione fra laici e cattolici? Ma davvero nel 2008 dobbiamo tornare a mettere in discussione
che ci sono due verità?". La giornata si era aperta con un nuovo
richiamo del Pontefice al valore della vita e al "dovere" dei medici
di tutelarla. Alla "visione utilitaristica nei confronti della
persona", Benedetto XVI contrappone "la ferma e costante condanna di
ogni forma di eutanasia". Il Papa riceve in Vaticano circa 400
partecipanti a un congresso della "Pontificia accademia della vita"
ed è il richiamo rivolto ai medici, nel pieno della polemica suscitata dalla
nota del loro Ordine in difesa tra l'altro della 194, il passaggio più
incisivo. "La società intera e in particolare i settori legati alla
scienza medica - dice - sono tenuti ad esprimere la solidarietà dell'amore, la
salvaguardia e il rispetto della vita umana, in ogni momento del suo sviluppo
terreno". Il ministro della Salute, Livia Turco, considera superfluo quel
richiamo al dovere: "Mi pare che i medici italiani difendano già la
vita". Ad entrare nel pieno della vicenda elettorale è invece "Famiglia
cristiana". Il settimanale lo fa prendendo le difese dei cattolici che militano nel Pd e che, a suo avviso,
"giudicano severamente la scelta di Veltroni di imbarcare nelle liste i
radicali di Pannella e Bonino e si pongono pure qualche dubbio circa la scelta
di candidare a Milano il professor Umberto Veronesi". Il periodico paolino
ritiene incompatibile col Pd il patrimonio di battaglie di cui i radicali sono
eredi: "Aborto, eutanasia, depenalizzazione della droga, e poi c'è
l'abolizione del Concordato e dell'8 per mille, e sopra ogni cosa una ideologia
libertaria, in salsa pannelliana, alternativa alla storia e ai principi di
questo Paese". La conclusione cui giunge "Famiglia cristiana" è
che "nel Pd i cattolici non hanno intenzione di
dar vita a una corrente confessionale, chiedono però chiarezza e di non essere
mortificati". Veltroni non entra nel merito. Ma durante un comizio nella
tappa marchigiana del suo giro oppone il suo "no a una nuova divaricazione
laici-cattolici: ciascuno deve poter portare il suo
punto di vista, anche religioso, nell'impegno civile". Tuttavia, "con
rispetto reciproco". La candidatura di Veronesi però la difende a spada
tratta: "Abbiamo candidato un uomo che ha avuto la sensibilità di dire che
la sua sarà una battaglia per la ricerca e che le questioni etiche vanno tenute
fuori dalla campagna elettorale". Anche Marco Pannella replica alle accuse
della stampa cattolica, ma con toni meno diplomatici, e chiede l'intervento
delle "massime autorità della Repubblica". Quell'attacco, dice,
"dolorosamente ci inorgoglisce". Il fronte cattolico interno al Pd è
in agitazione. La teodem Paola Binetti sostiene che "i cattolici
uniti argineranno i radicali". A Rosy Bindi che in un'intervista alla
"Stampa" ha sostenuto che se i radicali "sono coerenti, non
dovrebbero candidarsi" col Pd, ha ribattuto Emma Bonino: "La
attribuisco ad un dato di pressione a cui lei probabilmente è sottoposta".
Pierluigi Castagnetti a questo punto invoca "un chiarimento della linea
politica". Il convegno dei cattolici del Pd in
programma domani diventa un delicato banco di prova.
( da "Repubblica, La" del 26-02-2008)
Argomenti: Laicita'
Commenti CAMPANE
ELETTORALI (SEGUE DALLA PRIMA PAGINA) Per non dire del nutrito drappello di cattolici democratici che di quel partito sono tra i
costituenti. Non bastasse l'indicazione di Veronesi tra gli antropologicamente
scorretti, ieri Famiglia cristiana, settimanale molto diffuso e con una solida
(ma evidentemente defunta) tradizione "neutralista" in materia
politica, ha definito "pasticcio in salsa pannelliana" i punti
programmatici di Veltroni. E il ricco assortimento delle esternazioni curiali
in materia politico-elettorale non esclude preziosi tecnicismi, come il
consiglio all'amico Ferrara di non presentare liste di lodevole intento, ma ad
alto rischio di dispersione dei voti. O il ripudio per vizio di forma del
documento dell'Ordine dei medici in difesa della 194, definito dalla Cei
"fasullo" su basi, come dire, procedurali. Mentre passa quasi
inosservato e inascoltato, per la sua reiterazione ormai quasi quotidiana
(insomma, non fa più notizia) il monito papale ai medici di ogni ordine e
grado, invitati anche ieri a "difendere la vita" - come se si
occupassero prevalentemente d'altro. In questo clima, le fotonotizie del
cordiale incontro tra i due teologi Ratzinger e Ferrara in una chiesa a
Testaccio fanno appena colore, e paiono una nota lieve, domenicale e popolare,
che evoca il suono delle campane piuttosto che il persistente, agguerrito
comiziare che discende dai pulpiti, almeno quelli ufficiali. Una vacanza,
insomma, perché domenica è sempre domenica, come diceva molti anni fa il
presentatore di sicura antropologia cattolica Mario Riva. Se non in campagne
elettorali molto remote e non rimpiante, quelle del bipolarismo molto arcigno
tra Dio e Stalin, non si ha memoria di un eguale protagonismo della Chiesa
italiana, con molti suoi vescovi e tutti i suoi giornali, in materia politica e
in specie partitica. Con puntute disamine di candidature e programmi, e vis
polemica inesausta soprattutto in materia di quei famosi temi "eticamente
sensibili" che tutti o quasi i contendenti politici giudicano inopportuno
spendere come munizioni elettorali, ma non la Cei, che al contrario continua a
far rientrare dalla finestra ciò che è stato appena
messo alla porta, saggiamente, dai partiti, spaventati all'idea che argomenti
di così fonda e delicata natura (l'interruzione della gravidanza, il testamento
biologico, le povere unioni civili ormai finite in fondo al sacco delle urgenze
e della questioni) possano sfasciare equilibri politici faticosamente
raggiunti. E dare l'innesco a furori e anatemi non precisamente desiderabili in
un Paese già carico di problemi e divisioni. Viene da chiedersi, a questo
proposito, con quale umore non solo i cattolici del Pd, ma anche i laici del Pdl accolgano l'oramai chiarissima
scelta della Cei di Ruini e Betori di osteggiare il Pd perdutamente
"laicista", di conseguenza mettendo il proprio cappello sul partito
di Berlusconi e Fini. Che clericale, almeno statutariamente, dovrebbe non
essere, e non per la facile e poco elegante obiezione che tutti i suoi leader,
a differenza di Veltroni e Franceschini, sono divorziati. Ma perché la laicità
dello Stato, e più prosaicamente punti di vista e costumi liberali o libertari
o libertini, sono ben presenti in quell'area del Paese che vota per il
centrodestra. E a meno che l'editore televisivo Berlusconi, il tombeur des
femmes Berlusconi, il multimiliardario Berlusconi sia considerato dai vescovi
italiani, a differenza di Veronesi, il prototipo del "cattolico
antropologico", si è costretti a concludere che quella della Chiesa è una
scelta di campo politica in piena regola. Schietta e inequivoca. Non è semplice
sapere quanto peserà questa così evidente e imbarazzante intrusione nelle
scelte dell'elettorato cattolico. Anche perché la definizione stessa di
"elettorato cattolico" non è affatto ovvia: va da un vaglio
ristretto, che comprende solamente i cattolici
politicamente militanti (a destra, al centro e a sinistra), a un vaglio molto
ampio, che contiene tutta la vasta e molto secolarizzata massa di italiani che
si dicono cattolici ma non paiono disposti a farsene
troppo influenzare nelle scelte politiche. E, quel che è peggio per la Cei,
neanche nelle scelte etiche e di vita privata. La sola certezza, in fin dei
conti, è che la presenza della Chiesa (certamente quella mediatica) viene
intesa ogni giorno di più come una presenza politica, con il continuo richiamo
alla spiritualità e all'universalità della missione ecclesiale che appare
appena un alibi sfocato, continuamente smentito dal minuzioso, quasi pedante
sfoglio dell'agenda politica italiana da parte dei vescovi. Viene da chiedersi
perché la Cei, a questo punto, non piazzi i suoi gazebo. Domanda volutamente
candida, a fronte di una risposta di evidente e collaudata sagacia: dev'essere
fantastico poter fare politica, ma senza rischiare i costi (politici) di un
giudizio elettorale. Partecipare alla mischia rimanendone fuori. E' il sogno di
ogni giocatore. Ma non è ? come dire ? il massimo del fair-play.
( da "Repubblica, La" del 26-02-2008)
Argomenti: Laicita'
Pagina VIII -
Bologna Il caso Voto in Consiglio comunale Pd, Sd e destra insieme sulla legge
194 Autodeterminazione delle donne. E' questa la formula che nel pieno di una
rovente campagna elettorale sui temi etici, ha impegnato il consiglio comunale
in una lunga battaglia "lessicale". Non tra laici
e cattolici, che all'interno del Pd hanno votato compatti un documento sui
consultori, ma all'interno della sinistra arcobaleno: Prc e Cantiere ochettiano
non hanno voluto rinunciare a un riferimento nel testo all'autodeterminazione
delle donne, "divorziando" da Sinistra democratica. Al
contrario, il Pd ha retto su un tema più che sensibile, a differenza di quanto
accaduto per l'istituzione di uno sportello dedicato alle differenze di genere.
I consiglieri erano chiamati a votare un ordine del giorno per garantire
"la piena attuazione della legge 194, la prevenzione e l'educazione alla
salute e al potenziamento dei consultori soprattutto nel confronto delle
cittadine straniere che necessitano di una capillare opera di educazione per la
salvaguardia della loro salute riproduttiva". A Rifondazione non è bastato: voleva che all'interno del documento fosse contenuto
un chiaro riferimento all'autodeterminazione delle donne "rendendole
titolari delle scelte che riguardano la procreazione, la maternità libera e
responsabile". "E' un tentativo esplicito di mettere in difficoltà il
Pd", ha commentato l'ex diellino Paolo Natali, secondo il quale
"l'ordine del giorno era un buon esempio di lavoro di sintesi e
compromesso" tra le varie anime del Partito democratico. Alla fine il Pd
ha bocciato compatto l'emendamento di Rifondazione, incassando anche il voto
della Sd, mentre il Prc e Cantiere occhettiano hanno votato a parte un loro
documento già approvato in provincia solo dalla sinistra radicale. (ste.p.).
( da "Unita, L'" del 26-02-2008)
Argomenti: Laicita'
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l'edizione del "Basta con la guerra laici-cattolici"
Veltroni replica all'attacco di Famiglia Cristiana: "Le istituzioni sono
laiche" Presentato il programma Pd: meno tasse, no ai privilegi della
politica, Welfare moderno Nel giorno della presentazione del suo programma di
governo Veltroni è attaccato da Famiglia Cristiana per l'accordo con i radicali
e la candidatura di Veronesi. Il settimanale cattolico parla di "pasticcio
veltroniano in salsa pannelliana". Secca la replica del segretario del Pd
dalle Marche dove ha fatto tappa nel suo tour per l'Italia. Due cose per
Veltroni devono essere chiare: che "le istituzioni
sono per loro natura laiche e sono quelle che decidono" e che
"ciascuno deve poter portare il suo punto di vista nell'impegno civile,
anche quello religioso". Un chiaro no a innalzare vecchie barricate fra
laici e cattolici. E nel programma il Pd disegna un Paese con meno tasse, sgravi
ai lavoratori dipendenti, lotta alla precarietà e il dimezzamento dei
parlamentari. alle pagine 2, 3 e 5.
( da "Unita, L'" del 26-02-2008)
Argomenti: Laicita'
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l'edizione del Veltroni: "No al popolo delle Leghe" "Da una
parte vanno con Lega Nord, dall'altra con Lega Sud...". Il programma Pd:
"Realistico e ambizioso" di Bruno Miserendino/ Roma SI POTREBBE
definire così: il programma possibile. Veltroni lo chiama "realistico e
ambizioso", "non fatto di annunci o promesse fatte sui
manifesti", ma concretamente riformista: nel senso che contiene solo
misure realizzabili, ma innovative al punto giusto per rimettere in piedi un
paese malato di bassa crescita e bassi salari, viziato da "insicurezza e
precarietà", dove "si è rotto l'ascensore sociale" e le
disuguaglianze sono ai vertici del panorama europeo. Farà breccia tra gli
elettori? Sarà pur vero che ormai i programmi non determinano le elezioni, ma Veltroni
sembra puntarci. Nelle trenta pagine che ieri mattina ha presentato insieme a
Enrico Morando c'è la ragione costitutiva del Pd: un partito che "vuole
rompere le catene" istituzionali, politiche, sociali ed economiche che
tengono fermo il paese. E che punta tutto sulla crescita, "senza cui non
c'è nè redistribuzione nè uguaglianza". E quindi riforme che accelerino i
tempi della politica e ne riducano i costi, riduzione delle tasse (un punto in
meno di Irpef per tre anni a partire dal 2009), semplificazione per la piccola
impresa, innovazione e riduzione della spesa nella pubblica amministrazione,
redditi minimi legali per i precari, sostegno alle famiglie con una "dote
fiscale" di 2.500 euro per i figli, liberalizzazioni, infrastrutture, ambientalismo
del sì, alta velocità anche al Sud, città più sicure grazie anche alla
tecnologia. Veltroni conferma che il primo atto del Pd, in caso di vittoria
alle elezioni, sarà aumentare le detrazioni sul lavoro dipendente: "Si
poteva fare da subito col decreto milleproroghe ma l'opposizione non ha
voluto". Si potrebbe aggiungere, tra i tanti obiettivi specifici,
"treni decenti per i pendolari": messa così sembra una piccola cosa e
invece chi viaggia e lavora sa che è una rivoluzione. Quanto ai temi etici e ai
diritti civili, argomenti su cui Veltroni si trova al centro delle opposte
pressioni cattolici-radicali, il programma conferma
un'impostazione pragmatica: non ci sono temi-bandiera ma un buon giudizio sulla
194, ("ha ridotto gli aborti del 42%, e va attuata in tutte le sue
parti"), il sì al testamento biologico e al riconoscimento delle unioni di
fatto. Ma qui il tema è tutto politico, come si vede dall'attacco
di ambienti e media cattolici all'ingresso dei radicali nelle liste del partito. La cosa
chiara, come spiega Veltroni in quel di Macerata, è che l'Italia di tutto ha
bisogno "meno che di una divaricazione tra laici e cattolici". Veltroni sta lavorando a una candidatura cattolica di
grande prestigio (Andrea Riccardi della Comunità di sant'Egidio) ma i
giochi non sono ancora fatti. Ieri il segretario ha confermato che sulle dodici
linee guida del programma intende far presentare altrettanti disegni di legge e
ha condito il tutto con qualche considerazione politica. Del tipo noi abbiamo
un disegno unitario dello sviluppo del paese, gli altri non sembrerebbe, a
giudicare dalle alleanze politiche. "Che paese hanno in mente se vanno con
la Lega Nord da una parte e una Lega Sud (l'Mpa di Lombardo ndr) dall'altra?
Oltretutto così le due Leghe si annullano...". "Altro che ma
anche", dice Veltroni parafrasando la caricatura che si fa spesso del suo
linguaggio troppo inclusivo. Sfida di credibilità anche sul tema delle liste
pulite: "Quando saranno presentate le liste, bisognerà vedere chi ha fatto
sul serio". Veltroni ha aggiunto dal suo tour nelle Marche: "Siamo
stati i primi a dire che le leggi debbono essere fatte da chi ha rispettato le
leggi e quindi che non ci debbono essere in lista persone condannate in primo
grado. Dopo, lo hanno fatto anche gli altri". "Gli altri non sono
obbligati - ha sottolineato - ma se lo dicono poi lo debbono fare". Sfida
credibilità anche sul tema delle riforme costituzionali, dove il centrodestra -
afferma Veltroni - "ha dimostrato una scarsa responsabilità istituzionale",
perché ha anteposto l'obiettivo del voto subito agli interessi del paese. Il
segretario del Pd rilancia la sua ricetta (570 parlamentari anziché mille, una
sola Camera politica, un Senato federale, potere di revoca dei ministri per il
premier, regolamenti parlamentari, esecutivo con 12 ministri, ineleggibilità
dei condanni per reati come mafia corruzione, pedofilia). Il pacchetto è già
incardinato in parlamento, dice Veltroni, che rilancia anche il modello
francese per la legge elettorale. Il conflitto d'interessi? Per qualcuno il
tema è stato "derubricato" in onore di quel
no all'Italia della contrapposizione e dell'odio di cui parla spesso Veltroni.
Eppure il riferimento c'è e si parla di "norme rigorose". "Senza
intenti punitivi - dice il segretario - l'abbiamo messo nel capitolo della
libertà dei mercati, perché questo è un caposaldo delle democrazie
liberali". Curiosa conclusione di giornata: il programma del Pd c'è,
quello di Berlusconi no, però Sinistra arcobaleno e Udc, e persino Fini,
spiegano che sono identici e anzi prefigurano la grande coalizione. Veltroni
insiste a dire che non la vuole. In compenso Berlusconi attacca i sondaggi che
danno il Pd in rimonta. Anche questo fa parte del film già visto troppe volte.
( da "Unita, L'" del 26-02-2008)
Argomenti: Laicita'
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l'edizione del IGNAZIO MARINOPresidente della Commissione Sanità al Senato: i
radicali persone integre, rispetteranno le nostre regole "L'esperienza di
Veronesi, contributo fondamentale per il Pd" di Maria Zegarelli / Roma
Ignazio Marino è uno scienziato, che vola tra l'Italia e gli Stati Uniti, dove
insegna; è un cattolico; è un politico del Partito democratico: è l'attuale
presidente della Commissione Igiene e Sanità a Palazzo Madama. Quando tutti
fanno un passo avanti per rilanciare la propria posizione, Marino ne fa uno
indietro. "Preferisco studiare e approfondire gli argomenti sui quali come
scienziato e come politico devo pronunciarmi", spiega quando viene
chiamato in causa. Presidente, Famiglia Cristiana parla di un "pasticcio
veltroniano in salsa pannelliana". I Cattolici del Pd temono la deriva laicista:
timori infondati? "Sui temi importanti, sui quali il progresso scientifico
ci impone degli interrogativi nuovi, si deve partire proprio dalla scienza e
dalla conoscenza. La conoscenza deve essere la base dalla quale si deve
sviluppare la discussione e l'approfondimento per dare al Paese delle leggi
sulla base del sapere scientifico e sulla sensibilità della maggioranza dei
cittadini. Ecco perché i contributi di persone che hanno dedicato la vita alla
conoscenza, come il professor Veronesi, o di persone che appartenendo
all'Associazione Luca Coscioni hanno approfondito la conoscenza su alcuni temi,
sono assolutamente auspicabili in un dibattito di questo tipo".
Castagnetti, Binetti e Bindi chiedono garanzie, Veltroni assicura che l'accordo
si fonda sul programma. Se le cose stanno così, perché la polemica non si
placa? "Veltroni ha condotto più incontri con i radicali e ha ripetuto più
volte che l'accordo è sul programma. Anche il professor Veronesi è stato chiaro: ha detto che vuole essere un consulente
qualificato in tema di sanità e non vedo come si possa sostenere il contrario.
Devo dire di essere stato molto colpito da alcune
dichiarazioni che ho letto: c'è chi si dice preoccupato perché ci sarebbero
persone portatrici della cultura della morte. Il professor Veronesi ha salvato
direttamente e indirettamente decine di migliaia di vite: se è portatore di
qualcosa è portatore di una cultura di vita". I cattolici
dicono di essere circa la metà del Pd. Se è così, perché dovrebbero sentirsi
minacciati dalla presenza di alcuni radicali nelle liste? "Sono un
cattolico e non mi sento affatto minacciato, perché ho la forza della ragione e
dei miei ragionamenti. Sento di poter affrontare discussioni e approfondimenti
su questi temi anche con i radicali, i quali tra l'altro, da tempo su molti
argomenti hanno accettato di non insistere, come è avvenuto sull'eutanasia.
Hanno riconosciuto che in questo Paese è possibile trovare una sintesi sul
testamento biologico che nulla a che fare con l'eutanasia. Io stesso sono
contrario fermamente all'eutanasia, ma sono assolutamente favorevole
all'autodeterminazione degli individui. Credo che su questo terreno si possa
arrivare a un'intesa molto chiara sulla base del programma così come è stato presentato oggi (ieri, ndr) da Veltroni. Un partito ha
il dovere di fare delle scelte, scelte che vengono fatte democraticamente a
maggioranza, che poi tutti devono rispettare. Lo stesso discorso vale per chi
decide di candidarsi nelle liste di questo partito. I radicali sono persone
integre, intelligenti e leali: nel momento in cui accetteranno di candidarsi
nel Pd rispetteranno le nostre regole". Avvenire si è scagliato contro il
rapporto dell'ordine dei medici sulla 194, sui cui il dibattito è ancora molto
aspro.. "Purtroppo in questo momento questi temi vengono usati come clave
per attaccare il possibile avversario. Spesso ci pronuncia
senza neanche la consapevolezza piena di quello di cui si sta parlando.
L'Ordine dei medici si è pronunciato su una legge laica di uno Stato laico
basandosi su dati precisi. Ho trovato grande conforto da quanto mi disse il
cardinal Martini: "Professore, uno Stato laico dove avere una legge
sull'aborto"".
( da "Unita, L'" del 26-02-2008)
Argomenti: Laicita'
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l'edizione del "Non ci servono steccati laici-cattolici" Veltroni replica a "Famiglia cristiana" che
attacca su Radicali e Veronesi. Scontro Bindi-Bonino di Anna Tarquini / Roma
"MA DAVVERO in Italia ci deve essere di nuovo uno steccato fra laici e cattolici? Ma davvero nel 2008 dobbiamo tornare a mettere in discussione
che ci sono due verità? Le istituzioni sono per loro natura laiche e
sono quelle che decidono. Ma, in una con cezione moderna della politica e della
vita, ci deve essere rispetto reciproco". Dicono che Veltroni è rimasto
spiacevolmente sorpreso dall'attacco che gli ha teso Famiglia Cristiana, il
settimanale dei paolini vicino al cardinal Bertone, cioè dunque all'ala più
progressista, alla vigilia della riunione dei cattolici
del Pd. In un editoriale anticipato alle agenzie titola: "Pasticciaccio
veltroniano in salsa pannelliana". E accusa: "Se i cattolici
nel Pd non hanno intenzione di dar vita a una corrente confessionale - dice il
settimanale - i radicali hanno una concezione confessionale della loro identità
e la squadra di candidati negoziata con Veltroni ha una forte fisionomia
radicale, connotata su battaglie che per la Bonino non si interrompono affatto.
Facile dire quali siano: aborto, eutanasia, depenalizzazione della droga; e poi
c'è l'abolizione del Concordato e dell'8 per mille, e sopra ogni cosa una
ideologia libertaria, in salsa pannelliana, alternativa alla storia e ai
principi etici, economici e sociali di questo Paese". I timori di Famiglia
cristiana sono quelli che per tutta la giornata cattolici
come Castagnetti e Bindi hanno attribuito alla base. Non è che il Partito
democratico - si domandano - finisca per imbarcare ideologie iperliberiste sui
temi etici e socioeconomici? E che lo faccia per di più sbagliando i calcoli:
quanti voti valgono i radicali? In quali zone li portano? Le accuse arrivano
nel giorno della presentazione del programma del Pd. Dopo che Veltroni ha
appena offerto una sponda. Ha appena detto - dopo le polemiche di questi giorni
- che la legge 194 è una legge giusta e moderna, ma che deve essere applicata
anche nella parte che privilegia la tutela della vita. E di conseguenza la
prevenzione all'aborto. Non basta. Perché nel programma del Pd sono entrate
anche altre "voci": come ad esempio una legge sul testamento
biologico a lungo osteggiata dai settori più oltranzisti e la candidatura di
Veronesi. Castagnetti lo dice chiaro: "Veltroni deve dare delle
garanzie". Come Bindi e Bonino, le due ministre del governo Prodi che ora
corrono nel Pd che ora si scontrano. Bindi: "I Radicali se sono coerenti
non dovrebbero firmare e non dovrebbero candidarsi con il Pd". Le replica
di Bonino: "Mi stupisce. La attribuisco ad un dato di pressione a cui lei
è probabilmente sottoposta. È stupefacente che lei dica sì a Bonino in quanto
ministro e non in quanto radicale". Domani alla convention di tutti i cattolici del Pd si capirà meglio. Ci saranno tutte le
anime, dai cattolici di provenienza Ds come Mimmo Lucà
e Giorgio Tonini, agli ex Margheritiani Franco Marini, Beppe Fioroni, Franco
Monaco, Pierluigi Castagnetti, Paola Binetti, Luigi Bobba ed Enzo Carra. Ancora
indecisa se andare Rosy Bindi: "Andrò al convegno che i cattolici
del Pd hanno convocato se sarà all'insegna della laicità, voglio partecipare
nella certezza che nessuno voglia fare le correnti cattoliche nel Pd".
Binetti: "Tutte le componenti cattoliche del Pd hanno ritrovato unità e
compattezza. Siamo fortemente motivati a evitare ogni slittamento
laicista".
( da "Unita, L'" del 26-02-2008)
Argomenti: Laicita'
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l'edizione del E se il partito di Berlusconi implodesse? L'evidente affanno con
cui Berlusconi sta dietro a Veltroni, la sua manifesta mancanza di idee, la
noia e ripetitività delle sue apparizioni televisive, dovrebbero suscitare
qualche apprensione nei suoi alleati e nei suoi possibili elettori. E
ovviamente anche tra gli avversari politici. L'ostentato recupero da parte di
Walter, su percentuali che alla caduta del Governo Prodi sembravano condannare
il Pd alla sconfitta sicura, è forse eccessivo ma è un dato di fatto. Ma se il
Pdl implodesse? Se cominciasse un fuggi fuggi generale sia da parte degli
alleati che degli elettori che succederebbe? Due ali estreme (Arcobaleno e gli
ex-fascisti di Storace) e due grossi partiti. Uno di centro-sinistra (Pd di
Walter con socialisti, radicali e Di Pietro) e uno di centro-destra ("Rosa
Bianca" con Tabacci, Casini, Mastella, Lombardo, buona parte degli attuali
cattolici al momento ancora con Walter e il 70% di
quelli che adesso votano Berlusconi). I due schieramenti centrali se la
giocherebbero all'ultimo voto. L'appoggio del Vaticano alla "Rosa
Bianca" potrebbe essere decisivo e segnerebbe la vittoria di Ruini.
Un'ipotesi quasi fantascientifica, visti anche i tempi molto esigui per la presentazione
delle liste ma a volte basta una ... piccola crepa. Max Stèfani Quando i
calciatori finiscono in tribunale... povero sport Cara Unità, ho visto sabato
scorso la trasmissione "Un giorno in Pretura" in cui erano di scena i
giocatori della Juventus e le accuse alla società di averli deliberatamente
dopati persino con flebo. Mi ha colpito il livello molto basso di credibilità
dimostrato dagli "atleti". Lasciamo perdere gli interventi
dell'avvocato difensore (Chiappero, ex sindaco di Ciriè nel torinese) che insorgeva
nel voler dimostrare che la Creatina non era un medicinale per tramutare quei
"poveri" atleti in tanti Rambo ma per far ricordare a loro ogni tanto
duranta la partita che "Quel ramo del lago di Como" ecc. era l'inizio
dei "Promessi Sposi" e non una frase inserita in un fumetto Dylan
Dog. Sono convinto che i Moggi e i Giraudo & C. fossero al corrente del
dopaggio e il volersi difendere mi fa ridere. Nel lontanissimo
( da "Unita, L'" del 26-02-2008)
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l'edizione del La Chiesa che non voglio Paola Gaiotti de Biase C onfesso un
duplice fastidio. Da una parte l'immagine trasmessa dai media di un Partito
Democratico segnato al suo interno dallo scontro fra laici e cattolici
è un'immagine falsa, che non registra la profondità dei processi avvenuti e non
si accorge che, in realtà, anche sui temi cosiddetti eticamente sensibili, per
ogni opzione, per quasi ogni sfumatura, salvo quelle estreme, registriamo una
trasversalità fra credenti e non credenti. Dall'altra ritornano perennemente
autorevoli interventi della Santa Sede e della Chiesa italiana sull'Osservatore
Romano, sull'Avvenire, su Famiglia Cristiana, ora addirittura come commento
alle candidature Radicali e di Veronesi, che lamentano l'irrilevanza dei
credenti nella politica italiana, e nel Pd. Se questi giudizi fossero esatti,
l'immagine che ne emergerebbe sarebbe davvero di una Chiesa, una cristianità,
in difficoltà, priva, da una parte e dall'altra, di un laicato capace di
esercitare i suoi compiti da sé e di contribuire allo sviluppo della società
italiana, un laicato che ha bisogno dell'intervento e della pressione diretta
della gerarchia per farsi prendere sul serio dalla politica, di fatto senza
idee e iniziativa propria. Una conclusione singolare in un Paese in cui
viceversa, proprio sul terreno del rapporto fra società civile e politica, la
vitalità di una presenza cattolica diffusa, di una molteplicità di soggettività
sociali attive, di una gamma estesissima di esperienze comunitarie di vario
segno, di produttori di cultura, ci dice ogni giorno del sale e del lievito
evangelico diffuso. Per molti di questi cristiani, singoli o associati,
impegnati a una testimonianza che si muove entro l'etica della responsabilità,
la verità, non priva di sofferenza, è un'altra. È la Chiesa che li vuole irrilevanti,
è la Chiesa che preferisce ignorarli, è la Chiesa che li cancella, e cancella
il loro contributo, la loro lettura dalla realtà, le loro esperienze di
condivisione dai suoi orizzonti. È la Chiesa che cancella, certamente non
favorisce, luoghi di confronto davvero comunitari, ove si esprimano tutte le
varietà e ricchezze della spiritualità laicale attiva, per una lettura più
approfondita del senso della secolarizzazione, per la costruzione di ipotesi
condivise e condivisibili, per un analisi più accorta della crisi della società
e politica italiana. E l'opinione pubblica laica semmai subisce questa
selezione originaria considerando propri interlocutori solo i cattolici "ufficiali". Irrilevanza della presenza
dei cattolici? Davvero un paradosso da contestare. La
crisi degli anni Ottanta, col mutamento del quadro mondiale, ebbe una risposta
sostanzialmente immobilista del sistema Dc, timoroso di perdere il suo primato.
La Chiesa italiana fu allora, insieme, complice di questo immobilismo (l'unità dei cattolici non si tocca) e spinta ad un nuovo rapporto diretto col potere
politico, nel concreto Craxi, che scavalcava il laicato, per superare lo
stallo. Dire che i cattolici sono stati irrilevanti nella gestione difficile della crisi
italiana, nell'individuazione delle vie d'uscita, si può solo se si cancellano
sia i numeri reali, sia i nomi dei tanti cattolici
adulti, da Andreatta a Scoppola, da Ruffilli a Orlando, ai giovani fucini che
aprirono la stagione referendaria e infine da Prodi e Scalfaro, che li hanno
rappresentati al livello più alto, che hanno riscoperto il valore dell'impegno
politico proprio in ragione della crisi del Paese. Irrilevanti perché adulti,
perché portatori di una lettura della crisi, e in particolare della
secolarizzazione, più complessa di quella che ci viene proposta, di una analisi
del mondo e dei valori moderni più partecipe delle sue potenzialità, sulla
linea del Concilio, anziché sulla linea di una perversione diabolica che è
insieme antistorica e antievangelica? La coerenza fra laicità politica e
ispirazione religiosa è in realtà un approdo di lungo periodo. La storia della
spiritualità credente dei due secoli postilluministi, la stessa storia della
Repubblica, e basterebbero i nomi di De Gasperi, Moro, Andreatta, ci dice che
la laicità non è stata sentita come limite e confine, come concessione tattica
al diverso, ma come conferma, garanzia e ricchezza della propria autenticità
evangelica, l'economia della salvezza diviene un disegno che si gioca anche
nella storia, qui e ora, non solo nell'attesa dell'aldilà. La secolarizzazione
è stata liberatoria anche per la spiritualità credente. La comunità cristiana è
certo stata divisa su questo approccio, come per tante altre questioni nella
sua storia, ma non ha potuto che registrarne la coerenza. Su questo si è
misurata una scuola che Chabod definì la dottrina politica più significativa
del Novecento, il cattolicesimo democratico, che non sarebbe mai nata senza la
provocazione feconda delle grandi rivoluzioni, delle dichiarazioni dei diritti,
del valori alti dell'Illuminismo ed è cresciuto grazie alla fecondità del
rapporto stabilito con la cultura moderna, della ricerca, della critica, del
primato della coscienza. Il punto chiave dell'approdo del cattolicesimo
democratico, già consolidato con Sturzo, è il primato delle questioni politiche
generali, di interesse collettivo, dalle strutture istituzionali al sistema
politico ai rapporti economici, sui temi propri di interesse religioso e
ecclesiale, come discriminanti per le proprie scelte politiche. La logica dei
Patti Gentiloni, delle trattative clericali in cerca di garanzie, è una logica
non solo fuori della storia, ma è una logica perdente per la stessa
testimonianza religiosa, per l'efficacia del messaggio. È per questa via che l'esperienza
religiosa, come già avvenuto storicamente in altri Paesi, ha potuto essere
considerata una risorsa della democrazia, unì attivazione dei valori su cui si
basa, dello spirito di solidarietà collettiva, degli stessi processi di
unificazione e pacificazione nazionale. È proprio, viceversa l'identificazione
del laico cattolico come puro portavoce delle posizioni ufficiali di una Chiesa
che è una realtà universale, ma anche una struttura statale che si vuole tale,
che rende i cattolici politicamente irrilevanti, non
significativi, facilmente sostituibili dalle pressioni di vertice, dalle
contrattazioni istituzionali. È in quanto siano immersi quotidianamente con ciò
che passa nella società reale, nel suo intreccio di diversamente credenti e di
non credenti, ascoltatori e mediatori di esperienze, che i cattolici
si fanno rilevanti politicamente, non in quanto gruppo minoritario che si
irrigidisce, entro il cambiamento radicale del mondo, sulle proprie immutabili
verità. È questo che è avvenuto nel processo costituente del Pd, nelle
assemblee, nelle commissioni e ne sono testimone per quella sulla Carta dei
Valori. La forza della Chiesa è, per riconoscimento anche di tanti non
credenti, nel suo avvertire la profondità della sfida che sta vivendo una umanità
divenuta padrone del mondo anche attraverso le nuove teconologie. Ma non si
vorrebbe che questa anticipazione del problema assumesse per la Chiesa quel
limite che oggi viene imputato a un certo ambientalismo delle origini,
definendolo l'ambientalismo del "no". Le sfide etiche del nostro
tempo non sono semplificabili entro un generico, vago, indefinito richiamo alla
vita: sono più complesse e impegnative. I principi non si difendono ricorrendo
a strumenti già falliti, come la repressione giuridica dell'aborto o esigendo
tecnicalità scientifiche discutibili come per il numero di embrioni da
trapiantare. E tuttavia é su questo che oggi si pretende misurare la coerenza
fra fede e laicità. L'aborto è certamente per il credente un fatto negativo, un
atto contro se stessi oltre che contro una nuova vita, come del resto lo è per
la grande maggioranza delle donne. Di fronte all'insostenibilità pratica e al
fallimento totale delle strategie repressive, la strada per combatterlo non può
essere che quella delle strategie preventive, dall'educazione sessuale alla
diffusione della contraccezione, compresa la pillola del giorno dopo, alle
politiche sociali di sostegno mirate. Fra l'una e l'altra la trovata della
moratoria non si sa in quale forma giuridica e quale espediente nasconda,
praticamente è il nulla di fatto, il molto di minacciato. Se di qualcosa ha
bisogno la 194, oggi, è un di più di prevenzione sociale contro la solitudine
delle donne e di sostegno alla genitorialità. Le politiche per la famiglia, non
a caso declinate al singolare, sono state a lungo in Italia più occasione di
scontro ideologico, in nome di un principio astratto, che di soluzioni
concrete. L'enfasi retorica sulla famiglia ha prevalso sulle volontà di
sostenerle. L'enfasi retorica è in sé stessa un errore. Resto legata a una
bella riflessione di Emmanuel Mounier che ci ammonisce che "la famiglia è,
innanzitutto, una struttura carnale, complicata e difficilmente del tutto sana,
che produce a causa dei suoi squilibri affettivi interni, innumerevoli drammi,
individuali e collettivi", "un fragile miracolo, pur intessuto
d'amore, educatore all'amore". Ed è per questo che va sostenuta, non per
il suo essere modello di vita esaustivo. Non solo non si possono discriminare
quanto a garanzia dei diritti reciproci i diversi modelli di convivenza, ma è
interesse collettivo favorire, anche entro relazioni informali, le convenienze
alla solidarietà reciproca nel tempo, le tendenze spontanee alla stabilità del
rapporto. Non vedo perché da cattolica io debba favorire di fatto il sesso
selvaggio rispetto a una relazione relativamente stabile e solidale fra
omosessuali. Ho votato tutti i miei si sulla fecondazione assistita e spero in
una revisione della legge 40. E non credo che possiamo confondere l'unicità
genetica dell'embrione, che è un dato da rispettare (e che è alla base del
rifiuto della clonazione) con la sua pienezza di persona. La natura stessa
affida alla fase fra concepimento e insediamento nell'utero, una funzione
selettiva percentualmente molto alta, mi si dice con un destino segnato per
l'80% degli embrioni, che protegge la specie e che evita alla donna il rischio
di plurigravidanze. Non vedo perché la scienza nel momento che sostituisce la
natura, dovrebbe inibirsi, pur con le proprie tecniche e senza cedere a
capricci privati, lo stesso compito selettivo che caratterizza il processo
naturale. Sono un'ottantenne che attende una legge sul testamento biologico
anche per sé. Da credente che considera la morte il passaggio naturale a
un'altra vita, un prolungamento artificiale di essa mi appare come un
prepotenza ingiusta sulla compiutezza della mia vita, un negare la natura non
un difenderla; e mi turba l'ipotesi che per mantenere in vita me ottantenne si
possa domani essere costretti a rifiutare la rianimazione a un ragazzo o una
ragazza vittima di un incidente. Lasciateci testimoniare anche politicamente e
razionalmente la forza della nostra fede, evangelicamente laica: i cattolici dovrebbero sentire il dovere di essere qualcosa di
più di un gruppo di pressione.
( da "Corriere della Sera" del 26-02-2008)
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Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-02-26 num: - pag: 6 categoria:
REDAZIONALE Padre Bartolomeo Sorge "Con i dirigenti del vecchio Pci c'era
più sintonia" ROMA - "Con Giorgio Napolitano ci conoscevamo bene. Avevamo
una certa similitudine fisica... Il Borghese, il settimanale della destra, mi
affiancò a lui. Didascalia: "Guarda questi due come si
somigliano"...". Il gesuita Bartolomeo Sorge, classe 1929, direttore
della rivista Aggiornamenti sociali, tra il 1973 e il 1985 guidò Civiltà
cattolica, un punto di riferimento culturale per il cattolicesimo. "Mi
chiamavano "il gesuita che dialoga"". Ed era famosa, e discussa,
l'attenzione con cui analizzava le ragioni del Pci. Aveva amici tra i
comunisti: "Penso a Lucio Lombardo Radice. Ci invitavano spesso insieme a
dibattiti. Ci chiamavano "i gemelli"". Qual era la chiave del
vostro codice? "Forse lo stesso che portò Togliatti e De Gasperi a firmare
insieme la carta repubblicana. Non è che De Gasperi sia diventato comunista e
Togliatti democristiano". Altro pezzo di memoria storica: "Metà anni
70. Un discorso di Berlinguer, da poco segretario del Pci: "Farò di tutto perché il Pci diventi laico". Io lo ascolto e
dico: "Più laico di così?". Invece capisco che esiste una laicità non
solo confessionale. E che Berlinguer vuole liberarsi del dogmatismo ideologico
di stampo sovietico". Oggi il Pd ha una difficoltà opposta: "Il
problema di oggi, caduti muri e ideologie, è riuscire a fare unità nel rispetto
della diversità. Mi sembrava che il Pd di Veltroni fosse riuscito a
muoversi quasi nel solco di De Gasperi, che si rivolse non solo ai cattolici ma a tutti i "liberi e forti", credenti
e non credenti". E invece, padre Sorge? "C'è questa introduzione dei
radicali. Che mi preoccupa. Rischia di vanificare l'"andiamo da
soli", la vera novità. E introduce la stessa frammentazione che ha
provocato i problemi a Prodi". E perché apre un contenzioso con i cattolici? "Sì. Di cui non c'era alcun bisogno.
Veltroni dovrebbe spiegare bene come si scioglie la contraddizione tra l'arrivo
dei radicali e i valori cattolici". Di nuovo una
sospensione: "Altrimenti i voti cattolici
potrebbero prendere altre strade. Penso alla proposta della "Rosa
bianca", ancora in fase embrionale. Ma sono certo che potrebbe pescare in
un bacino molto ampio, attirare molti consensi". Paolo Conti.
( da "Corriere della Sera" del 26-02-2008)
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- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-02-26 num: - pag: 6 categoria:
BREVI Walter preoccupato "No a divaricazioni tra laici e cattolici" DAL NOSTRO INVIATO MACERATA - Il pullman
continua la sua corsa e raggiunge le Marche. Ma è difficile per Walter Veltroni
lasciarsi dietro le spalle le polemiche romane, soprattutto quando c'è di mezzo
il mondo cattolico. Dopo l'Avvenire ora va all'attacco dell'accordo con i
radicali anche Famiglia Cristiana. E poi, soprattutto, c'è il malessere
crescente dei cattolici del Pd. Che fare? Il leader si
preoccupa, ci pensa su e poi, senza citare nessuno, lancia l'appello nel bel
mezzo del discorso al PalaSavelli di Porto San Giorgio, davanti a centinaia di
simpatizzanti del Pd: "Ma davvero - si chiede - in Italia ci deve essere
di nuovo, nel 2008, una divaricazione fra laici e cattolici?".
Afferma: "Considero le persone illuminate dalla fede un arricchimento
gigantesco: ci deve essere rispetto reciproco". Poi da Macerata tesse le
lodi di Umberto Veronesi: "è un uomo che ha avuto la sensibilità di dire
che le materie etiche vanno tenute fuori dalla campagna elettorale. Con il
nostro programma abbiamo avuto la sensibilità di chi vuole
unire laici e cattolici nel rispetto di chi è credente e di quel valore indisponibile
che è la laicità dello Stato". E in effetti il programma parla
"dell'accanimento terapeutico da prevenire anche attraverso il testamento
biologico", "del riconoscimento dei diritti delle persone stabilmente
conviventi" e della 194 come "legge equilibrata, che ha
conseguito buoni risultati, e va attuata in tutte le sue parti". Applaude
Emma Bonino e dà questa interpretazione: "Il programma dice sì al
testamento biologico e alla pillola Ru486". E il prodiano Antonio La
Forgia inveisce: "Tutte le forze politiche si prostituiscono nei confronti
della gerarchia cattolica. Ed è grave che parte della Chiesa si presti a questo
gioco". Ma i cattolici invece restano più che mai
in agitazione. Renzo Lusetti (ex Margherita) ammette: "Non sono certo
entusiasta ". Poi cerca di guardare al lato positivo della faccenda:
"Due anni fa c'era la Rosa nel Pugno e ora non c'è più. Si candidarono
Pannella e D'Elia ed ora non lo fanno. E poi ci siamo noi, cattolici
popolari veri che mercoledì, nell'assemblea che abbiamo convocato, ci faremo
garanti di fronte agli eventuali rischi di una deriva laicista". Tutti
fanno riferimento all'assemblea di domani, che riunirà tutte le anime
cattoliche del Pd, e sulla quale pende il monito di Rosy Bindi ("Però non
facciamone una nuova corrente") e quello del prodiano Franco Monaco:
"Il peggior nemico del Pd è il fondamentalismo etico, di un segno o di un
altro". Ma i teodem sono sull'orlo di una "crisi di nervi
politica". Promette Paola Binetti: "I cattolici
uniti argineranno i radicali ". Si sfoga Enzo Carra: "Per il momento
sono tranquillo, ma al primo segno di spappolamento darò ragione al direttore
di Famiglia Cristiana. E a quel punto, a rispondere dovrà essere Veltroni e il
vice Franceschini che deve rappresentare l'anima cattolica nel partito".
Luigi Bobba va oltre: "Il mio scetticismo è soprattutto elettorale:
secondo me i radicali fanno perdere più voti di quanti ne conquistano. E
comunque, a questo punto, dovrebbero fare come Di Pietro e sciogliersi nel
Pd". Cerca di tranquillizzare tutti Giuseppe Fioroni, ma "minimizza
" la presenza radicale: "Chi si presenta con il Pd ne sottoscrive il
programma in ogni parte. Quindi anche quel gruppetto di radicali che si è
aggiunto...". Rispetto reciproco "Considero un arricchimento chi ha
fede. Ci dev'essere rispetto reciproco" Roberto Zuccolini.
( da "Corriere della Sera" del 26-02-2008)
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- NAZIONALE - sezione: Prima Pagina - data: 2008-02-26 num: - pag: 1 categoria:
REDAZIONALE Etica e politica Il leader del Partito
democratico: no a divisioni laici-cattolici. Lite
Berlusconi-Casini Il Papa ai medici: rispettate la vita Famiglia Cristiana
attacca il Pd. Veltroni presenta il programma ROMA - "Ferma e costante
condanna etica" dell'eutanasia da parte del Papa: "La vita va
salvaguardata in ogni momento del suo sviluppo ". Famiglia
Cristiana attacca il Pd: "pasticcio veltroniano in salsa
pannelliana". DA PAGINA
( da "Corriere della Sera" del 26-02-2008)
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- NAZIONALE - sezione: Opinioni - data: 2008-02-26 num: - pag: 40 autore: di
MASSIMO FRANCO categoria: REDAZIONALE IL PD E I CATTOLICI I rischi dello
strappo, la fine di un'epoca SEGUE DALLA PRIMA Si tratta di un monolitismo
vistoso. Al punto che la campagna elettorale ha l'aria di un'occasione scelta
dal Vaticano per tracciare inflessibili spartiacque; e insieme per fissare
alcune coordinate al proprio interno. Insomma, leggere con lenti solo italiane
le prese di posizione dei vescovi rischia di essere riduttivo. L'allineamento
"esterno" vuole segnalare e quasi evocare un'uguale omogeneità delle
gerarchie; e smentire sbavature e divergenze ai vertici dell'episcopato. Il modo
in cui ieri Benedetto XVI è intervenuto sul ruolo dei medici ribadisce la
strategia vaticana. Ma se di questo si tratta, per Walter Veltroni il problema
diventa paradossalmente di più difficile soluzione. Non serve a molto
esorcizzare "una nuova divaricazione fra laici e cattolici ", come ha fatto ieri il leader del Pd. Né è sufficiente
che gli ex popolari abbiano decine di seggi in più rispetto ai nove riservati
ad Emma Bonino e compagni. In fondo, anche nel
( da "Corriere della Sera" del 26-02-2008)
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- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-02-26 num: - pag: 11 categoria: BREVI Con il Pdl Eugenia Roccella Femminista,
figlia di Franco Roccella (cofondatore insieme a Marco Pannella del Partito
radicale), negli anni Ottanta lascia l'Edera e si avvicina alle posizioni
cattoliche pur essendo laica. è stata con Pezzotta la portavoce del Family Day
in piazza San Giovanni il 12 maggio scorso.
( da "Corriere della Sera" del 26-02-2008)
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- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-02-26 num: - pag: 11 La lettera
\\ Il leader udc: non siamo la voce d'Oltretevere SEGUE DALLA PRIMA E, quando
riemerge la tentazione di qualcuno a ergersi a interprete della dottrina
d'Oltretevere, il risultato è poco meno che ridicolo. D'altra parte, la fine
dell'unità politica dei cattolici ha fatto
sì che oggi quelle istanze non siano più un'esclusiva e che non siano più
neppure un tabù. Affermare orgogliosamente l'identità cristiana dell'Italia non
è altro che una dichiarazione politica, laica. Corrisponde ai valori dei
popolari europei: l'uomo, la vita, la libertà di educare i figli, la
responsabilità, la solidarietà. Serve un partito per tradurre queste
affermazioni di principio in scelte di governo? La risposta è sì e sì è la
risposta che ovunque in Europa, e non solo, è stata data dagli elettori.
Crediamo nel primato della persona, della sua dignità e libertà, nella
centralità della legge naturale nel definire le fondamenta morali della
democrazia, in un'etica dei diritti ma anche dei doveri. Non si tratta di pure
astrazioni, perché da questi valori discenderà l'attività legislativa e di
governo a sostegno delle famiglie (in particolare alle giovani coppie e alle
famiglie monoreddito con figli), la difesa della vita dal concepimento alla
fine naturale (applicazione della legge 194 nella parte che tutela il diritto
alla maternità e mantenimento di regole precise riguardo alla fecondazione
artificiale, all'utilizzo degli embrioni nella ricerca e alla distinzione tra
accanimento terapeutico ed eutanasia), la promozione della solidarietà
(stabilizzazione del 5 per mille nella dichiarazione dei redditi a favore di
Onlus e associazioni di volontariato), una politica dell'immigrazione aperta ma
rigorosa. Galli della Loggia poi cerca di spiegare come l'esperienza della Dc,
pur dominando la scena politica dal 1948 al 1992, non sia riuscita ad evitare
il processo di secolarizzazione e come, per inverso, sia toccato a dei non
credenti rianimare un dibattito pubblico sulla fede. E' un'opinione
rispettabile ma che contiene, a mio avviso, una visione non condivisibile dei
ruoli, da tenere distinti invece, della politica, della cultura e della stessa Chiesa.
L'Udc, e qui concordo con l'editorialista del Corriere della Sera, si
presenterà agli elettori con il proprio simbolo per ragioni squisitamente
politiche e non religiose. Mi candido alla guida del governo non per capriccio
delle gerarchie ecclesiali ma per profonda convinzione politica. Ritengo che i
due grandi partiti di destra e sinistra si presentino con programmi fotocopia
fondati sulla promessa (falsa, temo) di un fisco meno pesante. A differenza
loro, noi cerchiamo sui grandi temi etici di non astenerci ma di partecipare al
dibattito, e quindi alle scelte per il Paese, con le idee chiare. Quelle di un
partito cattolico e liberale che, coerente con la storia e la tradizione
italiane, sa orientarsi nelle sfide del futuro prossimo. Prima pagina Gli editoriali
di Ernesto Galli della Loggia di domenica scorsa e di Angelo Panebianco di ieri
Pier Ferdinando Casini Candidato premier.
( da "Manifesto, Il" del 26-02-2008)
Argomenti: Laicita'
Filippo Gentiloni La
gerarchia cattolica, in questi giorni, è aggressiva come non mai. Titoli come
"I vescovi contro i medici" non si erano mai visti. Neppure nei
giorni più caldi come quelli dei referendum su divorzio e aborto. Oggi oltre
Tevere è logico che si rimpianga quella Democrazia Cristiana che sosteneva le
posizioni cattoliche permettendo alla gerarchia di non esporsi in prima fila.
Oggi, al contrario, la gerarchia deve esporsi se non vuole accettare la
scomparsa della voce cattolica nel dibattito pubblico. E la
possibilità di un partito più o meno ufficialmente cattolico? Se ne è parlato e
se ne parla. Come si parla di un abbraccio dei cattolici teodem
con Pierferdinando Casini. Come si è parlato di "genuflessioni"
vistose da parte di laici molto noti, come Giuliano Ferrara. Ma la gerarchia
non sembra entusiasta. Forse diffida della sincerità di alcuni. Forse -
direi soprattutto - diffida dello spazio politico che le aggregazioni
etichettate come cattoliche potrebbero avere. Il loro spazio dovrebbe essere
quel "centro" che abbraccia i moderati sia di destra che di sinistra
e non esclude nessuno. Uno spazio che di fatto si è talmente ristretto da
apparire inesistente. Oggi il bipolarismo è inevitabile e costringe anche i cattolici a schierarsi: proprio quello che la gerarchia non
vorrebbe, per evitare una chiesa di destra contro una chiesa di sinistra.
Niente centro e quindi niente partito cattolico. Alla gerarchia non rimane che
intervenire direttamente, in prima persona. È quello che sta accadendo in
questi giorni. Non un partito, ma i temi. Meglio: un tema, quello che si presta
maggiormente a una campagna elettorale, il grande tema cattolico della famiglia
e dell'aborto. Un tema difficile, comunque, come hanno dimostrato i recenti
referendum e come dimostrano i dati su divorzio, unioni di fatto, separazioni,
ecc. Un altro fatto spiega l'irritazione dei palazzi vaticani. Il nuovo Partito
Democratico, erede non soltanto del comunismo ma anche della Dc, ha aperto,
anche se con moderazione, le sue liste a persone autorevoli ma lontane dalle
posizioni cattoliche, come l'oncologo Umberto Veronesi. L'accordo con i
radicali, tradizionali avversari del Vaticano, contribuisce all'irritazione. E
probabilmente anche a un certo spostamento cattolico verso la destra.
Berlusconi, ovviamente, pronto ad approfittarne. A questo punto, però, è bene
distinguere decisamente fra Vaticano e mondo cattolico italiano. Il primo è il
soggetto della irritazione e della aggressione. Il secondo ne è ignaro e
probabilmente anche lontano. Il tempo di un cattolicesimo che aspettava
indicazioni politiche dalla chiesa gerarchica ed era disposto a seguirle si può
dichiarare finito e lontano. Il successo del cardinale Ruini nel referendum
sulla procreazione assistita non fa testo, basta osservare le cifre, tutte in
diminuzione, della frequenza ai riti cattolici. E si
può ragionevolmente prevedere che anche l'attuale aggressività non gioverà molto
alla causa della gerarchia cattolica.
( da "Manifesto, Il" del 26-02-2008)
Argomenti: Laicita'
"Questione
cattolica", Pannella imbarazza il Pd Famiglia cristiana attacca l'intesa
coi radicali. Veltroni prepara candidati simbolo, esalta gli uomini di fede e
chiede al Pr un profilo basso Roma "Pasticcio veltroniano in salsa
pannelliana": è un editoriale non firmato di Famiglia cristiana l'ultimo
cruccio del segretario del Pd, in rimonta nei sondaggi ma con la paura di
perdere voti cattolici. Il settimanale dei paolini -
in calo di vendite ma sempre il più diffuso dalle parrocchie - strapazza
Veltroni per l'accordo firmato con i radicali, portatori di "un'ideologia
libertaria alternativa alla storia e ai principi etici, economici e sociali di
questo paese". Lontani i tempi in cui Famiglia cristiana diretta da
Leonardo Zega riusciva a prendersi delle libertà sui temi etici, oggi la
rivista è allineata alle gerarchie vaticane e dunque preoccupa doppiamente
l'entourage veltroniano il fatto che l'editoriale arrivi a un passo dallo
sconsigliare il voto per il Pd: "I cattolici
potrebbero non preoccuparsi dei radicali se si potesse esercitare il voto di
preferenza, ma siccome le liste sono bloccate un candidato o l'altro fa la
differenza". Il dossier cattolici è in cima alle
preoccupazioni di Veltroni che mercoledì chiuderà il convegno organizzato da
tutte le anime cattoliche del Pd. La tentazione è quella di annunciare in
quella sede la candidatura di un paio di testimonial cattolici
da contrapporre ai radicali e al professor Veronesi, spauracchio dei teo-dem
alla Binetti. I nomi che circolano sono sempre quelli del fondatore della
comunità di Sant'Egidio, Andrea Riccardi, e della ex presidente delle Acli,
Paola Bignardi. All'affondo di Famiglia Cristiana e alle
immediate polemiche dei cattolici ieri Veltroni ha risposto con il consueto invito al
"rispetto reciproco". "Le verità sono due - ha ripetuto il
segretario del Pd - la prima è che le istituzioni sono laiche per natura e la
seconda è che, però, ciascuno deve poter portare il suo punto di vista".
Ieri era però il giorno in cui aggiungere che "le persone illuminate dalla
fede sono un arricchimento gigantesco della società". Nel frattempo cattolici di primo e secondo piano del Pd si impegnavano a
far notare al settimanale dei paolini che i radicali hanno sottoscritto il
programma del Pd e dunque questa volta sono una garanzia. Un po' quello che in
modo più brusco aveva detto Rosy Bindi in un'intervista alla Stampa: "Se
fossero coerenti Bonino e gli altri non firmerebbero il programma di Veltroni".
Il gran ciambellano degli ex popolari Beppe Fioroni spiegava che "il vero
voto utile per i cattolici è quello per il Pd"
mentre la spalla di Veltroni Giorgio Tonini aggiungeva che "la presenza
dei cattolici nel Pd non è simbolica ma cospicua come
in nessun altro partito". Più preoccupato l'ultimo segretario dei
popolari, il dossettiano Pierluigi Castagnetti che a Veltroni chiede
"garanzie sulla linea politica" e ai radicali chiede di sottoscrivere
non solo il programma elettorale del Pd, ma anche il suo manifesto dei valori.
Osservati speciali, i nove radicali che saliranno in parlamento grazie
all'accordo con il Pd dovranno anche, secondo Fioroni, "rinunciare a una
serie infinita di disegni di legge, dall'otto per mille all'ora di religione
all'abolizione del concordato che sono fuori dal nostro programma". Si
tratta di questioni effettivamente discusse tra Veltroni e Pannella-Bonino
coperte però dalla raccomandazione del segretario del Pd di evitare qualsiasi
polemica. L'intervista al Corriere di due giorni fa del medico torinese Silvio
Viale, favorevole all'eutanasia e possibile candidato in quota radicale, non è
piaciuta a Veltroni che è tornato a raccomandare un basso profilo ai dirigenti
del Pr. Risultato ieri nessuna reazione da via di torre Argentina
all'editoriale di Famiglia Cristiana, fino a che non è stato
direttamente Pannella ad appellarsi alle "autorità dello stato" dicendo che "questa pretesa totalizzante e
totalitaria ci inorgoglisce dolorosamente". Mentre la segretaria del
partito Bernardini ha rifiutato di commentare la "censura preventiva"
di Fioroni. Parlando da Radio radicale, Emma Bonino ha risposto
"stupita" all'attacco di Rosy Bindi: "Sarà sottoposta a
pressioni". Ma ha promosso il programma del Pd nel momento stesso in cui
Veltroni lo ha presentato: "Per quanto riguarda il testamento biologico e
la Ru486 ci sono affermazioni molto chiare, impegnative e condivisibili".
Ma nel testo diffuso dal Pd della pillola abortiva Ru486 non si parla affatto.
a. fab.
( da "Liberazione" del 26-02-2008)
Argomenti: Laicita'
Un giro sul tram
numero 8 dalla stazione Trastevere a piazza San Giovanni di Dio a parlare con i
passeggeri dei problemi di viabilità e una passeggiata a sorpresa nel quartiere
di Monteverde Nuovo. Così è proseguito questo pomeriggio il viaggio di ascolto della
città da parte di Francesco Rutelli, a contatto con la gente. Scusi, onorevole,
quanto ha detto che sta la cicoria al chilo? Fini : "La decisione di
Gianni Alemanno di accettare la candidatura a sindaco, con il pieno accordo di
Maurizio Gasparri ha consentito di procedere ad una designazione che, al pari
di quella di Gasparri, garantisce i migliori risultati per il
centrodestra". Omino nero: lava, sbianca e toglie ogni tipo di macchia
Veltroni : "Senatori che vanno a pranzo con esponenti dello schieramento
opposto, partiti dello 0,9 indecisi se stare di qua o di là. Vedo cose che voi
umani non riuscite neanche a immaginare, partiti che stanno di qua o poi di là
in un moto perpetuo". Blade Wallter Casini : "Non sono il prediletto
di nessuno, spero di essere il prediletto di mia moglie. La Chiesa non
partecipa, non dà indicazioni, non ha partiti politici di preferenza. La Chiesa
cattolica italiana è completamente estranea alla politica, richiama i cattolici ad alcuni valori da affermare
legislativamente". A tuo ammaestramento. Sai tu qual sia, in questa nera
valle, la risultanza e il premio d'ogni sacrifizio umano? Calci nel deretano!
D'ora in poi verrò nomato lo cavaliere amaro! (Brancaleone) Monaco :"Il
peggior nemico del PD, pensato come partito laico e
plurale, è il fondamentalismo etico, di un segno o di un altro" Sarai
mondo se monderai lo mondo. (Zenone) Della Seta : "Il programma del Pd,
nella parte che riguarda l'ambiente, prevede di diffondere l'energia solare in
tutte le case e in tutti gli edifici pubblici nei prossimi dieci anni.
Sui rifiuti chiediamo che si faccia la raccolta differenziata e che si facciano
gli impianti necessari, compresi i termovalorizzatori, che in tante parti
d'Italia l'ambientalismo del No ha impedito di realizzare. Questo per noi è
ambientalismo del fare ed è una delle ragioni che hanno spinto il Pd a correre
libero alle elezioni". Sempre libera degg'io Folleggiar di gioia in gioia,
Vo' che scorra il viver mio Pei sentieri del piacer, Nasca il giorno, o il
giorno muoia... Testoni (Fi) : "Nel programma di 33 pagine, Veltroni non
si smentisce: come un laborioso cinese copia ma finge di essere il primo della
classe". Io speriamo che me la cavo Erminia Mazzoni (Udc) : "Un
centro che sia vera alternativa deve dire no ai personalismi, no alla teorica
mediatica. Udc e Rosa Bianca: Indiscutibilmente insieme" Io non ti
conosco, io non so chi sei.... 26/02/2008.
( da "Liberazione" del 26-02-2008)
Argomenti: Laicita'
Dopo gli attacchi di
"Avvenire", pressing puntato sull'assemblea dei cattolici
del Pd "Famiglia cristiana" contro Veltroni "Pasticcio in salsa
pannelliana" Fulvio Fania Città del Vaticano La foto di Veltroni accanto a
quella di Emma Bonino sovrastata da Pannella. Anche le immagini vengono
brandite come spade sul nuovo numero di Famiglia cristiana . Non meno drastici
i titoli: "Pasticcio veltroniano in salsa pannelliana". Così si
annuncia l'editoriale non firmato. E' una sonora bocciatura delle ultime mosse
del leader democratico, un intervento a gamba tesa nel difficile puzzle che Veltroni
sta tentando e nell'assemblea dell'area cattolica del Pd in programma per
domani. Si punta alla "pancia" del popolo cattolico irritato dai
radicali. Pannella, da parte sua, sta al gioco proclamandosi
"orgoglioso" delle critiche del settimanale. Il disagio dei cattolici nel Pd si è allargato. E se non porranno rimedio i
politici teodem, dovranno pensarci poi gli elettori. Lo fa intendere Famiglia
cristiana che polemizza con il ministro Fioroni: avrebbe ragione di non
preoccuparsi della pattuglia dei candidati radicali se esistesse la possibilità
di boicottarla col voto di preferenza. Ma siccome le liste saranno invece
bloccate, questa piega libertaria deve allarmare. "La
gara tra chi è più cattolico e più laico rischia di far male al Paese",
avverte l'editoriale. Proprio per il fatto che i cattolici nel Pd
"non hanno intenzione di dar vita ad una corrente confessionale" deve
pesare la loro richiesta di "chiarezza sull'antropologia e i valori di
riferimento". I radicali sono "ideologici" e puntano ad
aborto, eutanasia, depenalizzazione delle droghe, abolizione del Concordato e
dell'otto per mille, tutte cose che i cattolici non
possono sopportare. Non è la prima volta che Famiglia cristiana rovescia la sua
precedente tradizione di aperture progressiste. Recentemente ha spalleggiato la
moratoria di Ferrara sull'aborto, salvo abbandonarlo adesso al destino della
sua lista pro-life. Il settimanale pubblica anche una lettera di Carlo Casini.
Il leader del "Movimento per la vita" spiega il motivo per cui non
segue Ferrara in questa sua avventura elettorale giudicandola
"inopportuna". Al direttore del Foglio non è bastato
dunque inchinarsi di fronte a papa Ratzinger domenica mattina nella chiesa del
quartiere romano del Testaccio, lui in mezzo a poche persone, una
partecipazione doppiamente imbarazzante per la visita papale. Il pressing della
Chiesa sul Pd si fa sempre più insistente e si risolve in un favore alla destra
e a Casini. L'idea veltroniana di compensare con qualche gesto ad effetto la
mazzata dell'intesa con i radicali non sarà forse sufficiente a risolvere i
dubbi dei teodem. L'ala ruinina dell'episcopato non si è mai fidata del
buonismo veltroniano. Quella volta che papa Ratzinger gli confezionò un bell'attacco
sul "degrado di Roma" non fu davvero un incidente involontario. E se
il cardinale Bertone e un'altra parte delle gerarchie privilegiano una linea a
tutto campo senza rotture eclatanti con nessuno, neppure il Segretario di stato, che in questi giorni si trova a Cuba, ignora il
malessere suscitato nell'area cattolica, anche quella democratica, dall'intesa
Veltroni-Bonino. C'è chi, come molti dirigenti Acli, della Comunità di
Sant'Egidio e perfino di Cl, cerca di sfruttare la protesta per riportare gli equilibri
a proprio favore e chi al contrario la usa per dirottare i consensi verso l'Udc
o la Rosa Bianca, raccomandando peraltro quegli accordi con Berlusconi che
Casini deve pur sempre subire, come è accaduto in Sicilia. Veltroni intanto
rassicura: "Non deve esserci una nuova divaricazione tra laici e cattolici". Il leader del Pd conta molto
sull'intervento di esponenti cattolici a lui
favorevoli e candiderebbe volentieri alcuni di loro come il fondatore di
Sant'Egidio Andrea Riccardi ma è probabilmente da escludere che il professore,
pur intervenendo all'assemblea dei cattolici del Pd,
voglia schierarsi personalmente. D'altra parte Riccardi partecipò anche alla
presentazione del movimento di Pezzotta, prima che si trasformasse in lista.
Dal cappello delle candidature potrebbero uscire altri nomi. Qualcuno ha
suggerito quello di Paola Bignardi, ex presidente di Azione cattolica e poi del
coordinamento Retinopera. Di lei il segretario della Cei Giuseppe Betori dice
un mondo di bene, mettendola al pari di Pezzotta e non è detto che vorrebbe
vedere entrambi nella medesima lista. Così come non è più assolutamente certo
che quel che pensa Betori lo pensi anche Ruini né che il Vicario di Roma sia in
sintonia col silenzioso presidente della Cei Angelo Bagnasco. Certo, è dal
giornale dei vescovi che partono i fendenti più decisi contro il vertice Pd.
Insieme all'associazione Scienza e vita e ai medici cattolici,
Avvenire spara a zero contro l'Ordine dei medici contestando la legittimità del
recente documento a sostegno della legge 194 e della pillola abortiva. La
candidatura di Umberto Veronesi nella lista Pd offre l'occasione per un nuovo
allarme anche sull'eutanasia. Dalle stanze vaticane il Papa aggiunge del suo.
Ieri mattina ha ricevuto i partecipanti ad un convegno internazionale promosso
dall'Accademia pontificia per la vita "Accanto al malato inguaribile e al
morente". Benedetto XVI ha ribadito "la ferma e costante condanna per
ogni forma di eutanasia". "Le spinte eutanasiche - ha detto -
diventano pressanti quando si insinui una visione utilitaristica della
persona". Il Papa ha sottolineato la necessità di "rispettare la vita
e la dignità del morente", richiamando le istituzioni sanitarie, civili e
la scienza medica ad assicurare "solidarietà" e cure
"proporzionali" nelle fasi terminali. Insomma, dal concepimento alla
morte, Veltroni avrà da faticare per tenere assieme le due sponde del Tevere.
26/02/2008.
( da "Riformista, Il" del 26-02-2008)
Argomenti: Laicita'
Cei Il progetto
culturale del cardinal Ruini Il ruolo che Ratzinger ha affidato all'ex
presidente Dopo un finesettimana di fuoco per i cattolici
impegnati a rimettere ordine nella proliferazione delle sigle elettorali dei
neocentristi e nei dissidi nati all'interno del Pd dopo la cooptazione della
Bonino e di Veronesi, oggi Ruini torna a parlare in pubblico, a Verona. Il
presidente del Progetto Culturale e vicario di Benedetto XVI per la città di
Roma, terrà una Lectio Magistralis su "Gesù di Nazareth. Attualità e
speranza di un uomo. La storicità di Cristo in un approccio teologico al libro
di Benedetto XVI". Il polverone delle ultime settimane dovrebbe finalmente
diradarsi. Editorialisti e commentatori hanno fatto a gara a interpretare ogni
sussurro proveniente dalla Curia romana come un indizio a favore o contro gli
schieramenti politici in campo. I neo centristi che sperano nella rinascita di
una nuova Democrazia Cristiana del terzo millennio. I teodem di Veltroni che,
guidati dalla Binetti, temono la radicalizzazione delle posizioni sui temi
della bioetica. I teocon del Pdl che hanno letto con preoccupazione i segnali
contraddittori che sembravano emergere dall'episcopato italiano. Anche la
neonata lista di Ferrara contro l'aborto ha suscitato più di un interrogativo
rimasto senza risposta. In molti hanno paventato improvvise e inedite prese di
posizione da parte dei vescovi italiani. Alla fine dell'esasperata attenzione
politica intorno al voto dei cattolici, però, si
scopre che da parte dell'assemblea dei vescovi italiani c'è invece una
inaspettata coerenza di lungo corso. Tutto era iniziato nel
( da "Riformista, Il" del 26-02-2008)
Argomenti: Laicita'
Liste così il
segretario recluta gli orchestrali del partito democratico Il maestro con la
bacchetta c'è, la musica no Walter Veltroni ogni giorno annuncia candidature e
accordi elettorali che completano il quadro di ciò che è e, soprattutto, ciò
che in futuro sarà il Pd. Sia chiaro, si tratta di operazioni politiche che
spesso assumono il volto e il nome di una persona. E sono operazioni che certo
guardano alla possibilità di rimontare la china, di vincere le elezioni. Si
guarda invece meno alla possibilità di governare, come era stato
detto nel momento in cui Veltroni annunciò che il Pd si sarebbe presentato
"solo". Ora non è più solo, non c'è più la sinistra radicale ma ci
sono altri ingredienti, molti altri. Ieri su questo giornale c'era un quadro
tracciato da Tommaso Labate in cui si potevano scorgere i volti dei
giovanissimi e degli anzianissimi, dei radicali e dei dipietristi, di esponenti della Confindustria e del sindacato, di cattolici integralisti e dei laici liberali, di socialisti di antico
lignaggio e di liberisti di nuovo conio: un'orchestra, in cui si vede bene il
maestro con la bacchetta, ma di cui non si sente la musica. Eppure questo
insieme così contraddittorio ha un senso politico e anche strategico.
Alcuni osservatori aspettano la musica come sintesi di tutti gli orchestrali:
un'attesa inutile. Il senso dell'operazione è saper tenere insieme i diversi
senza una sintesi. Anzi, è proprio l'insieme senza sintesi che si assume come
qualità politica e specificità dell'epoca in cui viviamo. Questo
"insieme" è un partito, con gli obiettivi epocali che gli affida il
mio amico Alfredo Reichlin, o è un rassemblement elettorale? È l'uno e l'altro,
anche perché si tende a cambiare ciò che sono stati i partiti, che
selezionavano gruppi dirigenti e organizzavano la partecipazione, in partiti
del leader con la partecipazione degli iscritti-elettori. Un mutamento che non
è frutto della "crisi delle ideologie" perché in questa fase prevede
un'altra ideologia che identifica la politica solo col governare, non solo
nelle forme più alte, ma soprattutto nella gestione del potere a tutti i
livelli: nel Sud, adeguandosi e non contraddicendo le sue tradizioni, nelle
regioni rosse rinnovando il blocco di potere, nelle antiche roccheforti bianche
e oggi leghiste, tentando di espugnarle spezzando il blocco di potere dominante
catturandone una parte (si spiega così l'incerta candidatura di Massimo
Calearo). È una strategia che sollecita una modernizzazione separata dai nuovi
diritti civili e delle forme più europee della laicità e parte dal
convincimento che un pezzo della borghesia e del mondo del lavoro convergano
sui temi dello sviluppo, della contrattazione e del mercato del lavoro. Ed è
una sfida affidata a un partito-lista elettorale in cui ancora una volta
prevarranno le contraddizioni. In questo quadro il Pd sembra la sola forza che
possa competere e vincere. E questo perché la Costituente socialista che ha una
linea più coerente con i processi che si sviluppano in Europa è debole e la
Cosa rossa si è collocata come forza "antagonista" al sistema e, in
Europa si è collegata con forze di sinistra residuali (tranne in Germania) che
non competono per governare. Entrambe le forze, insieme ma separate, non sono
in grado di esprimere una sinistra in grado di competere virtuosamente col Pd.
Ma questo è il tema di oggi e di domani. 26/02/2008.
( da "Liberazione" del 26-02-2008)
Argomenti: Laicita'
Duro attacco di
"Famiglia cristiana" all'accordo con i Radicali: "Pasticcio
veltroniano". Dal loft replicano: "Sono usciti dal seminato". Ma
Castagnetti chiede un "chiarimento". Botta e risposta Bindi-Bonino
Offensiva cattolica, Walter tenta contromisure Romina Velchi "Gli è
scappata la mano, succede anche nelle migliori famiglie". Tanto più che in
questo caso la "Famiglia" è quella "cristiana", il
settimanale cattolico che ieri è uscito con un editoriale dal titolo quanto mai
esplicito: "Pasticcio veltroniano in salsa pannelliana". Un'entrata a
gamba tesa nella polemica che da giorni scalda il dibattito interno al Pd, dopo
l'accordo con i Radicali e la candidatura come capolista in Lombardia di
Veronesi, e che suscita comprensibile fastidio nell'entourage dell'ex sindaco:
"Sono usciti dal seminato" è il commento ufficioso. Si racconta che
Veltroni si sia un po' stufato al punto da alzare il telefono per lamentarsi
con chi di dovere Oltretevere. A Piazza Santa Anastasia si sottolinea, infatti,
che "né la candidatura di Veronesi, né l'accordo con i Radicali hanno
cambiato le posizioni, per esempio, sulla legge 194". E poi, "i cattolici nelle liste del Pd sono incomparabilmente più
numerosi della pattuglia di candidati radicali", come osserva l'ulivista
Franco Monaco. E allora perché tutta questa agitazione? Ermete Realacci,
responsabile comunicazione, ipotizza "una difficoltà di rapporto della
Chiesa con la società. Se si picchetta troppo il proprio territorio, si finisce
con l'inaridirlo". Ma è fiducioso che alla fine "parleranno le
proposte complessive". Tocca a Giorgio Tonini, dirigente cattolico del Pd,
replicare a Famiglia cristiana , cercando di mantenere basso il livello della
polemica: "La convergenza dei radicali alla proposta seria e severa di
Veltroni dà un ampio affidamento che non si tratterà di una presenza di schegge
impazzite ma di una costruttiva collaborazione". Ma Tonini non può
esimersi dal sottolineae che "Bonino e la pattuglia radicale in parlamento
hanno dimostrato grande lealtà al governo Prodi, a differenza di altri,
privilegiando la convergenza di schieramento sull'ansia di visibilità". E
il pensiero corre al mancato voto della senatrice Paola Binetti alla fiducia a
Prodi sul decreto sicurezza. Insomma, in superficie al loft mostrano calma e
tranquillità, ma sottotraccia è percepibile un certo nervosismo. Per questo si
sta cercando di correre ai ripari, lavorando di fino sulle liste, onde evitare
futuri intoppi: per esempio, fare in modo che al Senato (dove i numeri
potrebbero essere di nuovo sul filo del rasoio) non ci siano esponenti radicali
e la pattuglia teodem sia ridimensionata. Il leader del Pd tenta di gettare
acqua sul fuoco, tenendo dentro gli uni e gli altri: "Non possiamo tornare
a mettere in discussione ciò che è naturale e che ci sono due verità: la prima
è che le istituzioni, per loro natura, sono laiche e sono
quelle che decidono. La seconda è che ciascuno porta il proprio punto di vista,
anche quello religioso. Ma davvero in Italia ci deve essere una divaricazione
tra laici e cattolici? Serve unità e rispetto reciproco". Ma ci pensa Castagnetti
a riportare Veltroni sulla terra, pretendendo un "chiarimento" e
chiedendo che i radicali sottoscrivano non solo il programma e che non
sia rimesso in discussione il Manifesto dei Valori. Né Veltroni si sogni che
basta controbilanciare la candidatura di Veronesi con nomi di altre personalità
cattoliche. L'ex sindaco, infatti, pensa di sfruttare l'occasione del convegno
di domani dei cattolici del Pd per presentare alcune
candidature di nomi illustri del mondo cattolico, nel tentativo di tenere
insieme il diavolo e l'acqua santa. No, "è un problema di chiarezza della
linea politica". Perciò, avverte Castagnetti, "i cattolici
vigileranno perché non ci sia una deriva laicista". Che è quanto promette
anche Paola Binetti (già "guardia svizzera" del programma
dell'Unione), in una ritrovata unità d'intenti delle diverse anime cattoliche
del Pd. D'altra parte è a questo che serve il gran raduno di domani, a
"riaffermare la compattezza e la presenza dei cattolici"
nel partito, come spiega Francesco Garofani (cattolici
democratici). Una prova di forza, insomma, che non è detto abbia l'effetto di
calmare gli animi. Anzi. Basta vedere come si sono punzecchiate ieri Rosy Bindi
ed Emma Bonino. La prima a dire che i Radicali "se sono coerenti non
dovrebbero firmare e non dovrebbero candidarsi" con il Pd. La seconda a
rispondere che quell'intervista "mi stupisce, la attribuisco ad un dato di
pressione a cui lei è probabilmente sottoposta". 26/02/2008.
( da "Riformista, Il" del 26-02-2008)
Argomenti: Laicita'
Urne e fede il
centro avrà molto peso per l'esito finale Il Pd rincorre i cattolici
in Lombardia Rosa bianca e Udc sono possibili interlocutori Voto cattolico. Con
tutta probabilità quello ancora da convincere in vista delle prossime elezioni
del 13 e 14 aprile. Che diventa essenziale in Lombardia in vista delle
probabili regionali, con il Partito Democratico sempre più impegnato a fare
acquisti al centro, per conquistare quell'elettorato che incorona il
centrodestra da tre legislature. E sugli appunti del Pd lombardo non compare
solo la Rosa Bianca, ma pure l'Udc. Insomma, non è un caso che in questa
regione l'elettorato centrista acquisti importanza con il passare del tempo.
Basta guardare i nomi che i partiti più rappresentativi schiereranno come
capolista al Senato: Umberto Veronesi e Roberto Formigoni, due che sui temi
etici non nascondono le proprie idee. Giuliano Ferrara, direttore del Foglio e
promotore della Lista "Aborto? No Grazie", lo ha sottolineato nei
giorni scorsi, inasprendo i toni dello scontro: "In Lombardia la battaglia
elettorale è perfettamente definita: il diritto di vivere contro il diritto di
morire". Lasciando un attimo da parte le questioni di vita o di morte, persino
il governatore lombardo lo aveva ricordato ai giornalisti nel giorno in cui il
leader dell'Udc Pierferdinando Casini diceva no al Cavaliere: "Credo che
gli elettori cattolici e moderati di centro sapranno
schierarsi e scegliendo determinare la vittoria di uno schieramento o
dell'altro: questo sarà uno dei temi più interessanti della campagna
elettorale". Di questi tempi, quindi, pure in
Lombardia non è una novità discutere dell'inquietudine dell'elettorato
cattolico che ruota attorno al Partito Democratico di Veltroni. Non solo per
gli ultimi "laici" ingressi dei Radicali dell'Associazione Luca
Coscioni e di Veronesi, ma perché appena fondato, il Pd non aveva convinto più
di un cattolico lombardo. E anche se l'oncologo che dirige l'Istituto
Europeo dei Tumori confidava sabato durante un pranzo "di essere in ottimi
rapporti con la teodem Paola Binetti", non può sfuggire quello che
Battista Bonfanti, ex segretario regionale lombardo dei Dl, scelse di fare a
febbraio, confluendo nella Rosa Bianca di Savino Pezzotta. "Pur avendo una
posizione di rendita politica come quella di segretario regionale - confida al
Riformista - ho preferito non entrare nel Pd perché non ero assolutamente
convinto della giustezza dell'operazione". I perché sono "evidenti",
le strategie partite dal Loft negli ultimi giorni li hanno semmai confermati, e
stanno - secondo Bonfanti - nella natura stessa del nuovo partito di
centrosinistra. "Penso che un elettore cattolico - prosegue il consigliere
regionale del Pirellone - possa scegliere la Rosa Bianca perché è un partito ad
ispirazione cattolica e cioè dichiara esplicitamente di ispirarsi alla cultura
politica del cattolicesimo democratico. Il Pd, invece, è per sua natura un
assembramento di culture politiche divaricanti". Bonfanti può apparire
come l'esempio materiale di quell'analisi che Il Sole 24 Ore pubblicava sabato
scorso: al Nord il Pd potrebbe cedere consensi alla Rosa Bianca che potrebbe
tra l'altro presentarsi sotto comuni insegne con l'Udc e Ciriaco De Mita. Altri
uomini del Partito Democratico con le valigie in mano? "Io credo che gli
esponenti del Pd di origine "margheritina" - risponde Bonfanti -
abbiano già fatto una scelta irrevocabile. Credo però che l'elettorato si
sposterà verso di noi". A mettere legna sul fuoco sulla questione cattolici in fuga, è servita l'assemblea della Rosa Bianca
svoltasi questo fine settimana a Montecatini. Si è parlato tanto di Udc e di
una possibile alleanza. I dubbi, però, uniti agli antichi rancori
democristiani, rimangono. Luigi Baruffi, segretario regionale del partito di
Casini, al Riformista non nasconde un certo interesse, ma chiede che la Rosa
Bianca "incominci ad abbassare il prezzo di questa alleanza". Poi sul
Pd: "Mi meraviglia che la Binetti e Botta stiano ancora dentro il Partito
Democratico. Di sicuro - aggiunge Baruffi - i loro temi saranno disconosciuti,
contrabbandati e non difesi: mi pare che in Lombardia già più di uno se ne sia
accorto". Veronesi, quindi, - secondo l'esponente Udc - "è stato solo la ciliegina sulla torta: ha fugato gli ultimi
dubbi. A sinistra gli elettori cattolici non sono
rappresentati da questo Partito Democratico. Come peraltro a destra: Forza
Italia non è mai stato un partito dei cattolici". In un momento in cui il voto di centro pare
sempre più importante, quindi "il cattolico lombardo - chiosa Baruffi -
saprà distinguere la crosta dalla verità". Ma Guido Galperti, capogruppo
del Partito Democratico nel consiglio regionale lombardo, di fatto successore
di Bonfanti, respinge ogni critica: "Ogni cattolico sceglie quello che gli
è più congeniale. Mi pare però che nel programma del Partito Democratico i
principi ispiratori della dottrina sociale della Chiesa trovino uno spazio più
che adeguato. Con questo intendo l'attenzione alle regole del mercato, al tema
delle liberalizzazioni, al tema dei diritti e al tema delle ingiustizie
sociali: i cattolici non si occupino solo di
fecondazione assistita. È un tema spinoso, ma la questione politica e
programmatica non si può risolvere solo sui temi eticamente sensibili". A
margine delle elezioni nazionali, però in Lombardia (Formigoni permettendo) si
ragiona su maggioranze variabili in vista delle prossime regionali. Non è una
novità che le intenzioni del Partito Democratico siano quelle di cercare intese
al centro sul territorio lombardo, dove da anni stravince il centrodestra. Per
questo motivo, nelle ultime settimane, al grattacielo Pirelli trapelava il nome
di Savino Pezzotta, collante di una ipotetica alleanza Pd e Rosa Bianca. Galperti
chiosa: "Al di là dei nomi credo non solo che si possa, ma si debba
guardare con grande attenzione a queste realtà. Nella Rosa Bianca ci sono tanti
amici che hanno condiviso con noi una lunghissima esperienza nel
centrosinistra. Lo stesso Udc - aggiunge - deve essere inteso con un possibile
interlocutore sulla scorta di quando sta succedendo a livello nazionale".
Allora andrebbe bene un'intesa Pd, Udc e Rosa Bianca con candidato Pezzotta per
la corsa a governatore della Lombardia? "Penso proprio di sì - conclude
Bonfanti - e del resto credo che sicuramente anche in un elettorato che oggi
vota Forza Italia, ci potrebbe essere un buon livello di attenzione e di
preferenza". Ma Baruffi stoppa tutti: "Non abbiamo alcuna intenzione
di fare maggioranza con il Partito Democratico: per adesso non c'è stato alcun contatto". 26/02/2008.
( da "Messaggero, Il" del 26-02-2008)
Argomenti: Laicita'
Monito
del Papa ai medici: rispettare la vita sempre. Scontro Berlusconi-Casini
Famiglia Cristiana attacca il Pd: un pasticcio La replica: no alle divisioni
tra laici e cattolici.
( da "Messaggero, Il" del 26-02-2008)
Argomenti: Laicita'
ROMA Duro attacco di
Famiglia Cristiana all'intesa Pd-radicali: è un "pasticcio veltroniano in
salsa pannelliana". Walter Veltroni ha risposto: basta
divisioni tra laici e cattolici. "Lo Stato è laico", ha sottolineato il leader Pd, e
"le persone illuminate dalla fede sono un gigantesco arricchimento".
Il Papa intanto ha rivolto un appello ai medici contro eutanasia e aborto:
"Salvaguardare la vita, sempre". Duro scontro anche tra
Berlusconi e Casini. "Chi vota Udc vota Veltroni" ha detto il primo.
"È ossessionato dalla nostra crescita" è stata la risposta.
( da "Tempo, Il" del 26-02-2008)
Argomenti: Laicita'
Stampa Appuntamento
E i centristi incontrano i cristiani Non è un'opa sul mondo cattolico ma, in
tempi come questi, è comunque un segnale importante. Oggi alle 18, presso il
Palazzo Sturzo in piazzale Luigi Sturzo, l'Udc incontrerà la Consulta del mondo
cattolico per discutere sull'"Impegno civico del cristiano per il bene
comune". è la terza volta che le due realtà si incontrano.
"L'obiettivo - spiega il senatore Luca Marconi organizzatore delle
manifestazione e responsabile nazionale dell'Udc per il
mondo cattolico e le realtà ecclesiali - è la promozione di un dialogo laico,
rispettoso e autonomo con tutte le realtà che fanno riferimento alla dottrina
sociale cristiana". Alla tavola rotonda di oggi, oltre a Marconi, saranno
presenti, tra gli altri, il presidente centrista Rocco Buttiglione, Luisa
Santolini (responsabile nazionale Udc per la Famiglia), Luciano
Ciocchetti, segretario regionale dell'Udc Lazio e Dario Piccininni responsabile
Udc Lazio per il mondo cattolico.
( da "Tempo, Il" del 26-02-2008)
Argomenti: Laicita'
Stampa Tuteliamo i cattolici anche senza l'Udc Maurizio Gasparri* Il Partito
delle libertà, con le sue liste ed il suo programma, rappresenta in maniera
adeguata le istanze ed i valori del mondo cattolico? L'interrogativo posto
dall'editoriale di Fabrizio dell'Orefice merita alcune considerazioni. Qualcuno
sul fronte avverso sostiene a scopo propagandistico che il nostro schieramento,
avendo rotto l'alleanza con l'Udc, sia troppo schiacciato a destra ed abbia
rinunciato a rappresentare il mondo cattolico. Non è così. Moltissimi sono gli
esponenti provenienti da Forza Italia che rappresentano in maniera attiva ed
incisiva quell'area: da Formigoni a Pisanu, da Scajola a Quagliariello. In
Alleanza nazionale, poi, queste istanze sono chiaramente presenti e in
tantissimi ne siamo convinti assertori, coniugando la
difesa dei valori cattolici con una dimensione laica delle responsabilità della politica.
Quando è stato al governo Berlusconi con il centrodestra, temi come i Dico o la
legalizzazione della droga non hanno mai trovato spazio. La difesa della
famiglia, sia sotto il profilo fiscale che morale, è stato un elemento
prioritario. Durante il governo di centrodestra è stata varata la legge
Fini-Giovanardi contro la droga per favorire la prevenzione e il recupero ed è
nata la legge 40 sulla fecondazione assistita che in tantissimi abbiamo difeso
in occasione del referendum. Quando ha governato il centrodestra, insomma, i
valori e le istanze del mondo cattolico sono state tutelate, rappresentate,
garantite, concretizzate in importanti scelte legislative. Il Popolo delle
libertà ha, quindi, tutti i requisiti per essere il primo ed autentico garante
di questa importante parte d'Italia. Il Partito democratico, invece, ha
imbarcato i Radicali, le cui posizioni anticlericali sono ben note,
connotandosi ancora di più in maniera negativa su temi quali l'aborto, il
testamento biologico, il diritto alla vita. Ma non è solo il gruppo radicale a
caratterizzare in tal senso il Pd. Al suo interno, molti esponenti
post-comunisti hanno le stesse identiche posizioni di Emma Bonino & C. La
cosiddetta pattuglia teodem è messa all'angolo, impossibilitata ad incidere. E
perfino Rosy Bindi, che è la più spostata a sinistra degli esponenti di
provenienza cattolica, manifesta il suo disagio in numerose interviste. Del
resto il Pd è guidato da quel Romano Prodi che col suo governo sui Dico,
sull'abolizione dell'8 per mille per la Chiesa e su tanti altri temi ha
dimostrato di essere antagonista dei valori che il mondo cattolico considera
prioritari. Si dirà: "Ci sono le presenze centriste". Ma sono divise
e comunque, anche se trovassero una convergenza di necessità, non avrebbero la
possibilità di mettere in campo una grande forza con i numeri per governare.
Ecco perché ritengo che il mondo cattolico possa guardare alla grande lista del
centrodestra con sicurezza e serenità. Non c'è soltanto la pur importantissima
presenza di Eugenia Roccella, già portavoce del Family Day, a caratterizzare la
nostra area. Sono tanti i parlamentari che hanno testimoniato in passato il
loro impegno e saranno tanti i candidati che prima, durante e dopo la campagna
elettorale potranno dire e fare cose concrete. Non eludendo le grandi questioni
etiche che invece devono essere affrontate con una legislazione adeguata. A
sinistra, invece, la deriva laicista prevale anche con candidature simbolo che hanno
un significato inequivocabile. Non dobbiamo tirare né giacche né tonache. Ma
mettere in primo piano contenuti chiari. E il Popolo delle libertà è l'unico
saldo, forte e vincente riferimento per il mondo cattolico. Non ci sono più i
partiti unici di riferimento. Ci sono presenze disseminate in varie aree. Ma in
qualche caso, come in quello del Pd, sono ridotte a testimonianza minoritaria e
soffocata. In altre, come nelle neoformazioni centriste, siamo in una
dimensione che non riuscirà ad accogliere un consenso adeguato. Nel Pdl c'è
invece la possibilità di dare uno sbocco governante a chi non guarda solo alla
politica-politicante ma mette in primo piano le grandi questioni della vita e
della persona. *Deputato e membro dell'ufficio politico di Alleanza Nazionale.
( da "Tempo, Il" del 26-02-2008)
Argomenti: Laicita'
Stampa Nicola
Imberti n.imberti@iltempo.it Imbarazzo. Walter ... Nicola Imberti
n.imberti@iltempo.it Imbarazzo. Walter Veltroni non lo lascia trasparire
pubblicamente. Preferisce ricordare che "serve unità e rispetto
reciproco", ma è chiaro che lo scontro tra laici e cattolici rischia di far esplodere il Pd. E il segretario non può certo
far finta di niente visto che, a scatenare la bagarre, è stato proprio lui con la sua testarda voglia di ospitare i Radicali
nelle sue liste. Una decisione che ha mandato su tutte le furie addirittura
Famiglia cristiana, il settimanale dei paolini considerato in passato vicino a
posizioni uliviste. Un segnale chiaro che, stavolta, Veltroni ha passato
il segno. Così, in un editoriale dal titolo "Pasticcio veltroniano in
salsa pannelliana", la testata cattolica si lancia in una lunga intemerata
nei confronti del Pd. Secondo Famiglia Cristiana "i radicali hanno una
concezione "confessionale" della loro identità. Ogni scelta, ogni
nome ha valore simbolico. La squadra di candidati, negoziata con Walter
Veltroni, ha una forte fisionomia radicale, connotata su battaglie che, come ha
detto Emma Bonino, "non si interrompono affatto"". Quali siano
queste battaglie, sottolinea il settimanale, è chiaro: aborto, eutanasia,
depenalizzazione della droga, abolizione del Concordato e dell'8 per mille. E,
"sopra ogni cosa, un'ideologia libertaria, in salsa pannelliana,
alternativa alla storia e ai principi etici, economici e sociali di questo
Paese". Certo, continua Famiglia Cristiana, i cattolici
potrebbero "non preoccuparsi della pattuglia di radicali nelle liste del
Pd se si potesse esercitare il voto di preferenza. Ma siccome le liste sono
bloccate, un candidato o un altro fa la differenza, perché comporta da parte
del partito l'assunzione di un progetto ideologico". Parole dure che
scatenano l'immediata reazione dei cattolici
democratici. A dire il vero, più che di reazioni, si tratta di rassicurazioni.
Tutti, all'unisono, spiegano che non bisogna aver paura perché le componenti
cattoliche del Pd "vigileranno" sui Radicali che, fanno notare,
dovranno comunque sottoscrivere il programma. "Siamo più uniti, più
determinati e fortemente motivati a evitare qualsiasi slittamento" ricorda
la senatrice teodem Paola Binetti. "Manifesto e programma del Pd
realizzano una sintesi equilibrata che vincola e garantisce tutti contro
eventuali forzature" le fa eco il prodiano Franco Monaco. Completa il
quadro delle anime cattoliche del Pd il popolare Giuseppe Fioroni che non ha
dubbi: "I Radicali, quando sottoscrivono il nostro programma e si
impegnano a rispettarlo in Parlamento, credo offrano un risultato
importante". E mentre il veltroniano Giorgio Tonini sottolinea che
"la convergenza è avvenuta su tutto compresi i temi eticamente
sensibili", Pierluigi Castagnetti invita Veltroni a chiarire che non sarà
rimesso in discussione il manifesto dei valori. Insomma, il clima all'interno
del Pd è incandescente, anche perché la polemica esplode proprio nel giorno in cui
il candidato premier presenta il suo programma "realistico e
ambizioso" per governare l'Italia. Tra i 12 punti anche il testamento
biologico, il riconoscimento dei diritti delle persone stabilmente conviventi,
la difesa della legge 194. Su tutti e tre i punti, però, il segretario ha
lavorato con la logica del "ma anche". Così, parlando di coppie di
fatto, non si citano le unioni omosessuali. Il testamento biologico diventa uno
degli strumenti per evitare l'accanimento terapeutico e la legge sull'aborto
deve essere sì difesa, "ma anche" attuata in tutte le sue parti. Tra
l'altro, nonostante Emma Bonino dichiari di condividere la posizione
programmatica del Pd sulla pillola abortiva Ru486, nel testo illustrato dal
segretario non se ne trova traccia. Che si tratti di un caso?.
( da "Secolo XIX, Il" del 26-02-2008)
Argomenti: Laicita'
Programma del Pd:
una sola Camera legislativa e sì all'aborto Roma. Dodici punti in trentatrè
pagine: "Un programma realistico e ambizioso", parola di Walter
Veltroni. Nero su bianco il Pd intende introdurre il salario minimo di 1000,
1100 euro per i precari, concedere sgravi per gli affitti e la "dote
fiscale" di 2.500 euro a famiglia per ogni neonato fino all'età di 12
anni, abbassare l'Irpef per i lavoratori dipendenti, fornire sostegno alle
imprese, modificare (e abolire) i privilegi previdenziali che spettano ai
parlamentari. E poi l'aspetto istituzionale: riduzione della Camera a 470
deputati in tutto, arrivare ad una legge elettorale maggioritaria e con doppio
turno (alla francese), fare il Senato delle autonomie con appena 100
parlamentari, introdurre il principio dell'inelegilibità
per chiunque sia stato condannato per reati gravi o contro la pubblica amministrazione;
via libera al voto per gli immigrati regolari alle elezioni amministrative. Il
punto di equilibrio tra la componente laica e quella cattolica all'interno del
partito è stata sancita su queste basi: la "194"è"una buona
legge" che non va cambiata ma semmai applicata in tutti i punti; va
prevenuto l'accanimento terapeutico con l'introduzione del "testamento
biologico"; infine saranno riconosciuti i diritti delle "persone
stabilmente conviventi". "Nessuna promessa né annuncio
irrealizzabile: è fatto con tutte le necessarie coperture finanziarie" ha
spiegato il segretario del Pd. Ma, nel programma ci sono anche alcuni
"no": quello al ponte sullo Stretto di Messina "Con quei soldi
si potrebbero finanziare i collegamenti ferroviari ad alta velocità con il
mezzogiorno, migliorando la qualità della vita, sia i collegamenti con le
imprese nord europee"). E no al duopolio televisivo ("Attueremo le
direttive comunitarie e della Corte Costituzionale per fare una televisione di
qualità"). La sorpresa, il classico coniglio dal cilindro, potrebbe
arrivare nelle prossime ore: è possibile che Veltroni riesca a convincere
Achille Serra, prefetto di Roma proprio negli anni in cui il segretario è stato sindaco della Capitale, Alto Commissario per la lotta
alla corruzione, a candidarsi come capogruppo al Senato. L'interessato ha preso
tempo: "Per accettare una candidatura, devo prima riceverla!" ha
protestato. Ma il colpo di teatro sarebbe clamoroso:
Serra, infatti, è stato già eletto in Parlamento, in
passato, ma nelle liste di Fi. "I nostri parlamentari stanno già lavorando
- ha annunciato Veltroni presentando ufficialmente il suo programma - per
tradurre in altrettanti disegni di legge queste nostre proposte. E, al primo
Consiglio dei Ministri, le voteremo ed approveremo". C'è qualche priorità,
però, da rispettare: e Veltroni, a sera, da Ascoli, spiega che ci sono due
emergenze da affrontare prima di ogni altra cosa: "La condizione dei
ragazzi e della loro vita precaria, e quella di chi ha perduto il proprio
impiego in età avanzata ed è fuori dal mercato del lavoro". La richiesta
di espellere i condannati dalla vita politica, inserita nel programma, sarà
rigidamente applicata autonomamente dal Pd al momento della stesura delle
liste: "Alla fine faremo un'ulteriore operazione di controllo: vedremo se
è stato fatto secondo il rispetto delle norme che ci
siamo dati. Gli altri non sono obbligati a venirci dietro: ma se dicono che
vogliono fare lo stesso, allora seguano la nostra strada". Agli avversari
una sola stoccata, ma di quelle che fanno male: "In questo nostro
programma c'è un'idea di fondo: quella di fare un paese veloce, libero da veti
e da conservatorismi, unito. Certo che a questo punto sorprende che, al
contrario, qualcuno decida di allearsi al nord con la Lega Nord, al sud con la
Lega Sud e, magari, al centro con la Lega centro. Faccio ancor più fatica,
perché ricordo quando il "Carroccio" sperava che l'Etna eruttasse
rovinosamente su Catania: ora sono alleati del Mpa di Michele Lombardo in
Sicilia". A rovinare un po' la giornata del segretario del Pd ci hanno
pensato, qualche minuto dopo le dieci, i vigili urbani: gli stessi che, fino a
poche ore fa erano dipendenti del sindaco Veltroni. Appena partito il secondo
pullman, quello che avrebbe dovuto ospitare i giornalisti, due agenti lo hanno
fermato per un'ispezione molto accurata: prima la contestazione per le luci
che, a loro giudizio non erano regolamentari, poi, infine, la multa. Il
conducente, infatti, non indossava le regolari cinture di sicurezza: la
sanzione prevede anche la decurtazione di cinque punti dalla patente. Dapprima
un po' di malumore nello staff del segretario: "Ma vogliono farci le
pulci?". Poi, a sera, dalla segreteria del sindaco (formalmente Veltroni è
ancora in carica) l'ammissione dell'errore ed un plauso ai vigili urbani:
"Hanno fatto il loro dovere: bene così". Veltroni non ha voluto
commentare: ha cercato nei sondaggi un po' di conforto. "Siamo sei punti
indietro? Eravamo a "meno tredici" a gennaio. Se la matematica non è
un'opinione?". Angelo Bocconetti 26/02/2008 ' 26/02/2008 la
nuovaitaliaL'idea di fondo è quella di fare un Paese veloce, libero da veti e
conservatorismi, unito 26/02/2008 stoccataagli avversariSorprende che qualcuno
si allei al nord con la Lega Nord e al sud con la Lega Sud 26/02/2008 buonie
cattiviDistinguere tra imprenditori e "prenditori", cioè quelli che
scappano con i soldi 26/02/2008 politicamuscolareMai come oggi c'è bisogno di
un'inedita determinazione per evitare il declino 26/02/2008.
( da "Secolo XIX, Il" del 26-02-2008)
Argomenti: Laicita'
Le candidature
Berlusconi e Veltroni si contendono il medico Andrea Riccardi, cattolico di
ferro e fondatore della Comunità di Sant'Egidio 26/02/2008 Roma. Il valzer dei
candidati ora entra nel vivo. Una volta che è chiarito il quadro delle
alleanze, Pdl e Pd si possono dedicare alla selezione dei nomi, che gli
elettori saranno chiamati a votare il 13 e 14 aprile. È andato al suo posto
l'ultimo tassello, che mancava a Silvio Berlusconi e Gianfranco Fini, che oggi
hanno scelto Gianni Alemanno, ex ministro di An, come sfidante di Francesco
Rutelli, nella corsa al Campidoglio. Tramonta così la stella di Giorgia Meloni,
vice presidente della Camera e pupilla di Fini, che è stata a un passo dalla
candidatura. E anche Maurizio Gasparri è costretto a farsi da parte di fronte
ad Alemanno, che da provetto alpinista tenta ora per la seconda volta l'impresa
di scalare il Campidoglio, dopo essere stato sconfitto
due anni fa da Walter Veltroni con un margine ampio. Alemanno però ci riprova:
"Rutelli non è imbattibile. I sondaggi lo danno sotto il 50 per
cento", spiega. Berlusconi e Fini sono impegnati più che sui nomi sul
gioco delle quote perché il Pdl, nuovo di conio, è allo stato
soprattutto una convivenza, che obbliga a stabilire gli spazi riservati nelle
liste e quindi nel futuro Parlamento a Fi e An. Impresa non di poco conto, che
sta ritardando la cernita dei candidati: l'accordo al traguardo prevede, pare,
un rapporto di
( da "Tempo, Il" del 26-02-2008)
Argomenti: Laicita'
Stampa l'intervento:
Maurizio gasparri (an) Tuteliamo i cattolici anche
senza l'Udc Il Partito delle libertà, con le sue liste ed il suo programma,
rappresenta in maniera adeguata le istanze ed i valori del mondo cattolico?
L'interrogativo posto dall'editoriale di Fabrizio dell'Orefice merita alcune
considerazioni. Qualcuno sul fronte avverso sostiene a scopo propagandistico
che il nostro schieramento, avendo rotto l'alleanza con l'Udc, sia troppo
schiacciato a destra ed abbia rinunciato a rappresentare il mondo cattolico.
Non è così. Moltissimi sono gli esponenti provenienti da Forza Italia che
rappresentano in maniera attiva ed incisiva quell'area: da Formigoni a Pisanu,
da Scajola a Quagliariello. In Alleanza nazionale, poi, queste istanze sono
chiaramente presenti e in tantissimi ne siamo convinti assertori, coniugando la difesa dei valori cattolici con una
dimensione laica delle responsabilità della politica. Quando è stato al governo Berlusconi con il centrodestra, temi come i Dico o la
legalizzazione della droga non hanno mai trovato spazio. La difesa della
famiglia, sia sotto il profilo fiscale che morale, è stato un elemento
prioritario. Durante il governo di centrodestra è stata varata la legge
Fini-Giovanardi contro la droga per favorire la prevenzione e il recupero ed è
nata la legge 40 sulla fecondazione assistita che in tantissimi abbiamo difeso
in occasione del referendum. Quando ha governato il centrodestra, insomma, i
valori e le istanze del mondo cattolico sono state tutelate, rappresentate,
garantite, concretizzate in importanti scelte legislative. Il Popolo delle
libertà ha, quindi, tutti i requisiti per essere il primo ed autentico garante
di questa importante parte d'Italia. Il Partito democratico, invece, ha
imbarcato i Radicali, le cui posizioni anticlericali sono ben note,
connotandosi ancora di più in maniera negativa su temi quali l'aborto, il
testamento biologico, il diritto alla vita. Ma non è solo il gruppo radicale a
caratterizzare in tal senso il Pd. Al suo interno, molti esponenti
post-comunisti hanno le stesse identiche posizioni di Emma Bonino & C. La
cosiddetta pattuglia teodem è messa all'angolo, impossibilitata ad incidere. E
perfino Rosy Bindi, che è la più spostata a sinistra degli esponenti di
provenienza cattolica, manifesta il suo disagio in numerose interviste. Del
resto il Pd è guidato da quel Romano Prodi che col suo governo sui Dico,
sull'abolizione dell'8 per mille per la Chiesa e su tanti altri temi ha
dimostrato di essere antagonista dei valori che il mondo cattolico considera
prioritari. Si dirà: "Ci sono le presenze centriste". Ma sono divise
e comunque, anche se trovassero una convergenza di necessità, non avrebbero la
possibilità di mettere in campo una grande forza con i numeri per governare.
Ecco perché ritengo che il mondo cattolico possa guardare alla grande lista del
centrodestra con sicurezza e serenità. Non c'è soltanto la pur importantissima
presenza di Eugenia Roccella, già portavoce del Family Day, a caratterizzare la
nostra area. Sono tanti i parlamentari che hanno testimoniato in passato il
loro impegno e saranno tanti i candidati che prima, durante e dopo la campagna
elettorale potranno dire e fare cose concrete. Non eludendo le grandi questioni
etiche che invece devono essere affrontate con una legislazione adeguata. A
sinistra, invece, la deriva laicista prevale anche con candidature simbolo che hanno
un significato inequivocabile. Non dobbiamo tirare né giacche né tonache. Ma
mettere in primo piano contenuti chiari. E il Popolo delle libertà è l'unico
saldo, forte e vincente riferimento per il mondo cattolico. Non ci sono più i
partiti unici di riferimento. Ci sono presenze disseminate in varie aree. Ma in
qualche caso, come in quello del Pd, sono ridotte a testimonianza minoritaria e
soffocata. In altre, come nelle neoformazioni centriste, siamo in una
dimensione che non riuscirà ad accogliere un consenso adeguato. Nel Pdl c'è
invece la possibilità di dare uno sbocco governante a chi non guarda solo alla
politica-politicante ma mette in primo piano le grandi questioni della vita e
della persona.
( da "Tempo, Il" del 26-02-2008)
Argomenti: Laicita'
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verso il voto Nel Pd esplode la "bomba" cattolica Imbarazzo. Walter
Veltroni non lo lascia trasparire pubblicamente. Preferisce ricordare che
"serve unità e rispetto reciproco", ma è chiaro che lo scontro tra
laici e cattolici rischia di far
esplodere il Pd. E il segretario non può certo far finta di niente visto che, a
scatenare la bagarre, è stato proprio lui con la sua testarda
voglia di ospitare i Radicali nelle sue liste. Una decisione che ha mandato su
tutte le furie addirittura Famiglia cristiana, il settimanale dei paolini
considerato in passato vicino a posizioni uliviste. Un segnale chiaro che,
stavolta, Veltroni ha passato il segno. Così, in un editoriale dal titolo
"Pasticcio veltroniano in salsa pannelliana", la testata cattolica si
lancia in una lunga intemerata nei confronti del Pd. Secondo Famiglia Cristiana
"i radicali hanno una concezione "confessionale" della loro
identità. Ogni scelta, ogni nome ha valore simbolico. La squadra di candidati,
negoziata con Walter Veltroni, ha una forte fisionomia radicale, connotata su
battaglie che, come ha detto Emma Bonino, "non si interrompono affatto"".
Quali siano queste battaglie, sottolinea il settimanale, è chiaro: aborto,
eutanasia, depenalizzazione della droga, abolizione del Concordato e dell'8 per
mille. E, "sopra ogni cosa, un'ideologia libertaria, in salsa pannelliana,
alternativa alla storia e ai principi etici, economici e sociali di questo
Paese". Certo, continua Famiglia Cristiana, i cattolici
potrebbero "non preoccuparsi della pattuglia di radicali nelle liste del
Pd se si potesse esercitare il voto di preferenza. Ma siccome le liste sono
bloccate, un candidato o un altro fa la differenza, perché comporta da parte
del partito l'assunzione di un progetto ideologico". Parole dure che
scatenano l'immediata reazione dei cattolici
democratici. A dire il vero, più che di reazioni, si tratta di rassicurazioni.
Tutti, all'unisono, spiegano che non bisogna aver paura perché le componenti
cattoliche del Pd "vigileranno" sui Radicali che, fanno notare,
dovranno comunque sottoscrivere il programma. "Siamo più uniti, più
determinati e fortemente motivati a evitare qualsiasi slittamento" ricorda
la senatrice teodem Paola Binetti. "Manifesto e programma del Pd
realizzano una sintesi equilibrata che vincola e garantisce tutti contro
eventuali forzature" le fa eco il prodiano Franco Monaco. Completa il quadro
delle anime cattoliche del Pd il popolare Giuseppe Fioroni che non ha dubbi:
"I Radicali, quando sottoscrivono il nostro programma e si impegnano a
rispettarlo in Parlamento, credo offrano un risultato importante". E
mentre il veltroniano Giorgio Tonini sottolinea che "la convergenza è
avvenuta su tutto compresi i temi eticamente sensibili", Pierluigi
Castagnetti invita Veltroni a chiarire che non sarà rimesso in discussione il
manifesto dei valori. Insomma, il clima all'interno del Pd è incandescente,
anche perché la polemica esplode proprio nel giorno in cui il candidato premier
presenta il suo programma "realistico e ambizioso" per governare
l'Italia. Tra i 12 punti anche il testamento biologico, il riconoscimento dei
diritti delle persone stabilmente conviventi, la difesa della legge 194. Su
tutti e tre i punti, però, il segretario ha lavorato con la logica del "ma
anche". Così, parlando di coppie di fatto, non si citano le unioni
omosessuali. Il testamento biologico diventa uno degli strumenti per evitare
l'accanimento terapeutico e la legge sull'aborto deve essere sì difesa,
"ma anche" attuata in tutte le sue parti. Tra l'altro, nonostante
Emma Bonino dichiari di condividere la posizione programmatica del Pd sulla
pillola abortiva Ru486, nel testo illustrato dal segretario non se ne trova
traccia. Che si tratti di un caso?.
( da "Voce d'Italia, La" del 26-02-2008)
Argomenti: Laicita'
Politica Leader Pd:
"Pedofilia come omicidio" Prefetto Serra candidato nel Pd L'annuncio
di Veltroni a Radio Anch'io, dove ha parlato di pedofilia, del Governo Prodi e
della convivenza laici-cattolici Roma, 26 feb.- Il
prefetto Achille Serra sarà candidato nelle liste del Partito Democratico alle
prossime elezioni del 13 e 14 aprile. Ad annunciarlo il leader del partito
Walter Vetroni ai microfoni di Radio Anch'io. “è un uomo con il quale ho
lavorato in questi anni - ha spiegato Veltroni - con cui ho rapporti di grande
stima e lealtà. Sono stato molto contento che ha
accettato questa proposta, è parte dello sforzo per il rinnovamento delle
liste”, ha aggiunto il segretario del Pd. Serra, che ha iniziato la sua
carriera in polizia, ha diretto la Digos, la Criminalpol, è stato
questore di Milano e prefetto di Roma. Dal settembre 2007 ricopre la carica di
Alto commissario per la prevenzione e il contrasto della corruzione nella
Pubblica amministrazione. Nel 1996 è stato eletto alla
Camera dei Deputati nelle liste di Forza Italia nel ma nel marzo del '98 si era
dimesso. Veltroni spiega che non è ancora deciso, però, dove Serra sarà
candidato, “dobbiamo deciderlo insieme”, anche se secondo indiscrezioni la meta
designata potrebbe essere la Campania. Dai microfoni di Radio Anch'io Veltroni
difende l'operato del governo Prodi: “Il governo Prodi quando ha iniziato ha
trovato una situazione finanziaria del Paese spaventosa. Nell'arco di un anno e
mezzo ha ridotto il debito, rimesso a posto i conti, ridotto l'evasione
fiscale, ha fatto un pacchetto di liberalizzazioni. A non andare bene è stata
la coalizione che sosteneva il Governo. Ogni decisione che era presa veniva il
giorno dopo contestata, ci sono stati anche ministri che sono scesi in piazza
contro il Governo. Io distinguo l'operato del Governo dalla confusione politica
della coalizione, che io ho deciso di concludere andando da soli alle
elezioni”. Quanto alla polemica scoppiata nei giorni scorsi
tra cattolici e laici per l'accordo raggiunto tra Pd e Radicali, Veltroni ha
ribadito che “questa idea che laici e cattolici non
possono convivere, che coloro che hanno opinioni diverse sui temi etici debbano
ognuno farsi il proprio partito, ci porta ad un assetto che non è quello di un
Paese moderno: saremmo l'unico Paese in cui c'è un partito laico e un
partito cattolico”. Infine, il leader del Pd ha trattato il tema della
pedofilia, annunciando “una proposta di legge sulla pedofilia che è molto
dura”. “La società deve ritrovare un sistema di valori, una coscienza del
limite. Non si può stare in un Paese -ha affermato il candidato premier- dove
un uomo violenta tre bambini, ed è libero di violentarne una quarta, dove un
insegnante condannato per pedofilia torna ad insegnare nella stessa scuola e
chiede una promozione per andarsene. è la follia di un Paese in cui le regole
si sono perdute, e vanno ristabilite con durezza: chi sbaglia deve pagare. Con
tutte le garanzie, ma serve la certezza della pena, soprattutto quando le
vittime sono bambini”.