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DOSSIER “LAICI & CHIERICI”

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ARCHIVIO GENERALE  DEL DOSSIER  

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Report "Laici e chierici"

Noi teodem sentinelle contro il laicismo ( da "Stampa, La" del 26-02-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: E già una vittoria per noi cattolici il fatto che nel programma del Pd non ci siano i Dico ma solo i diritti delle persone conviventi. E sul testamento biologico contiamo ancora di poter raggiungere una sintesi tra laici e credenti". E l'accusa di oscurantismo? "Falsa.

Pd in salsa Pannella? Walter a Famiglia Cristiana "Lo Stato laico è un valore" ( da "Stampa, La" del 26-02-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: Walter Veltroni ha risposto a "Famiglia Cristiana" dicendo basta alle divisioni fra laici e cattolici ma sostenendo che lo Stato laico è "un valore indisponibile" e che nel programma del Pd sono state definite "risposte serie" sui grandi, compresi quelli etici, seguendo la direttrice della "sensibilità di chi vuole unire laici e cattolici".

Il Pd laico fa infuriare i cattolici ( da "Stampa, La" del 26-02-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: Famiglia Cristiana: un pasticcio in salsa pannelliana. Veltroni: no alle guerre di religione Il Pd laico fa infuriare i cattolici Il Papa ai medici: rispettate la vita sempre. Aborto, camici bianchi divisi.

IL CORAGGIO DEL DIALOGO ( da "Stampa, La" del 26-02-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: cattolico" e "essere laico", entrambe queste "condizioni" fanno bene ad avere relazioni di attenzione e di rispetto reciproco. Il dialogo tra cattolici e laici, oggi, è richiesto a gran voce nell'opinione pubblica italiana allo scopo di correggere errori ed equivoci che nella storia nazionale (ed europea) hanno provocato danni non piccoli e non brevi nella ricerca di regole giuste

Tutta la società e i medici in particolare sono tenuti alla salvaguardia e al rispetto de ( da "Stampa, La" del 26-02-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: critica la componente cattolica. I temi etici accendono intanto lo scontro nel Pd tra cattolici e laici sulle candidature. "Famiglia Cristiana" boccia l'apertura di Veltroni ai radicali e a candidature connotate "su battaglie che, come ha detto Emma Bonino, "non si interrompono affatto": aborto, eutanasia, depenalizzazione della droga".

Di ITTI DRIOLI - ROMA - DODICI punti di un programma ambizi ( da "Resto del Carlino, Il (Nazionale)" del 26-02-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: è anche quella tra laici e cattolici, che proprio ieri, alla presentazione del programma di governo del Pd, sembrava più che mai incrinata. Le polemiche delle gerarchie ecclesiastiche non gli hanno impedito di inserire nel programma quei temi etici e civili che continuano a essere frutto di discordia.

PER dimostrarne l'irrilevanza sulla scena politica int ( da "Resto del Carlino, Il (Nazionale)" del 26-02-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: laico, ma anche cattolico. Per il centrodestra è più facile. E più facile perché i leader che ne fanno parte non hanno (quasi) mai pensato di marcare la differenza con la Chiesa in nome di un'idea liberale dello Stato così come hanno fatto, ad esempio, Aznar in Spagna e Sarkozy in Francia.

Famiglia cristiana boccia il Pd Rissa tra le anime del partito Il settimanale: Pasticcio veltroniano in salsa pannelliana ( da "Resto del Carlino, Il (Nazionale)" del 26-02-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: assicurazione che parteciperà al convegno di domani dei cattolici del Pd "solo se sarà nel segno della laicità, ma non parteciperò se sarà all'insegna del correntismo e del contrappeso". La presenza dei radicali nelle liste del Pd allerta anche la senatrice teodem Paola Binetti: "Le componenti cattoliche ora hanno trovato unità, compattezza e senso di responsabilità.

Pd, la chiesa all'attacco veltroni: basta fossati ( da "Repubblica, La" del 26-02-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: Veltroni replica: basta fossati tra laici e cattolici. Il Papa ai medici: "La società intera e in particolare i settori legati alla scienza medica sono tenuti ad esprimere la solidarietà dell'amore, la salvaguardia e il rispetto della vita umana, in ogni momento del suo sviluppo terreno".

Caterina pasolini ( da "Repubblica, La" del 26-02-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: "C'è abbastanza spirito laico e sono sicura che sulla distanza verrà fuori sempre di più anche perché non credo che l'ala cattolica integralista sia più forte dell'anima laica nel Pd. Certo, ora le priorità non sono i temi etici ma piuttosto economici, le riforme". Delusa?

"laici e cattolici, è l'ora del dialogo faremo cadere noi questo steccato" - alessandra longo ( da "Repubblica, La" del 26-02-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: Da una parte vedo, da osservatore, alcuni cattolici terrorizzati da una società secolarizzata, dall'altra alcuni laici che gridano alla scomparsa della laicità dello Stato. Sono due timori ugualmente infondati. La strada giusta è quella del dialogo, quella scelta dal Pd". Famiglia Cristiana boccia l'innesto.

Pd-radicali, chiesa all'attacco veltroni: serve rispetto reciproco - carmelo lopapa ( da "Repubblica, La" del 26-02-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: per ribadire che "le istituzione sono per la loro natura laiche e sono quelle che decidono", ma che "ci deve essere rispetto reciproco". E poi scadisce: "Ma davvero in Italia ci deve essere di nuovo una divaricazione fra laici e cattolici? Ma davvero nel 2008 dobbiamo tornare a mettere in discussione che ci sono due verità?

Campane elettorali - (segue dalla prima pagina) ( da "Repubblica, La" del 26-02-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: quale umore non solo i cattolici del Pd, ma anche i laici del Pdl accolgano l'oramai chiarissima scelta della Cei di Ruini e Betori di osteggiare il Pd perdutamente "laicista", di conseguenza mettendo il proprio cappello sul partito di Berlusconi e Fini. Che clericale, almeno statutariamente, dovrebbe non essere, e non per la facile e poco elegante obiezione che tutti i suoi leader,

Pd, sd e destra insieme sulla legge 194 ( da "Repubblica, La" del 26-02-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: Non tra laici e cattolici, che all'interno del Pd hanno votato compatti un documento sui consultori, ma all'interno della sinistra arcobaleno: Prc e Cantiere ochettiano non hanno voluto rinunciare a un riferimento nel testo all'autodeterminazione delle donne, "divorziando" da Sinistra democratica.

Veltroni replica all'attacco di Famiglia Cristiana: Le istituzioni sono laiche Presentato il programma Pd: meno tasse, no ai privilegi della politica, Welfare moderno ( da "Unita, L'" del 26-02-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: istituzioni sono per loro natura laiche e sono quelle che decidono" e che "ciascuno deve poter portare il suo punto di vista nell'impegno civile, anche quello religioso". Un chiaro no a innalzare vecchie barricate fra laici e cattolici. E nel programma il Pd disegna un Paese con meno tasse, sgravi ai lavoratori dipendenti, lotta alla precarietà e il dimezzamento dei parlamentari.

Veltroni: No al popolo delle Leghe Da una parte vanno con Lega Nord, dall'altra con Lega Sud... . Il programma Pd: Realistico e ambizioso ( da "Unita, L'" del 26-02-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: attacco di ambienti e media cattolici all'ingresso dei radicali nelle liste del partito. La cosa chiara, come spiega Veltroni in quel di Macerata, è che l'Italia di tutto ha bisogno "meno che di una divaricazione tra laici e cattolici". Veltroni sta lavorando a una candidatura cattolica di grande prestigio (Andrea Riccardi della Comunità di sant'Egidio)

L'esperienza di Veronesi, contributo fondamentale per il Pd ( da "Unita, L'" del 26-02-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: Spesso ci pronuncia senza neanche la consapevolezza piena di quello di cui si sta parlando. L'Ordine dei medici si è pronunciato su una legge laica di uno Stato laico basandosi su dati precisi. Ho trovato grande conforto da quanto mi disse il cardinal Martini: "Professore, uno Stato laico dove avere una legge sull'aborto"".

Non ci servono steccati laici-cattolici Veltroni replica a Famiglia cristiana che attacca su Radicali e Veronesi. Scontro Bindi-Bonino ( da "Unita, L'" del 26-02-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: Non ci servono steccati laici-cattolici" Veltroni replica a "Famiglia cristiana" che attacca su Radicali e Veronesi. Scontro Bindi-Bonino di Anna Tarquini / Roma "MA DAVVERO in Italia ci deve essere di nuovo uno steccato fra laici e cattolici? Ma davvero nel 2008 dobbiamo tornare a mettere in discussione che ci sono due verità?

E se il partito di Berlusconi implodesse? L'evidente affanno con cui Berlusconi sta di ( da "Unita, L'" del 26-02-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: la figura più coraggiosamente laica del PD. Giovan Sergio Benedetti, Lucca Parlare del lavoro è importante: continuate così Caro Colombo, parli di lavoro, parli di operai, ma finchè si parla di questi temi non si parla dell'argomento più importante: l'organizzazione del lavoro e di chi lo organizza.

La Chiesa che non voglio ( da "Unita, L'" del 26-02-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: unità dei cattolici non si tocca) e spinta ad un nuovo rapporto diretto col potere politico, nel concreto Craxi, che scavalcava il laicato, per superare lo stallo. Dire che i cattolici sono stati irrilevanti nella gestione difficile della crisi italiana, nell'individuazione delle vie d'uscita, si può solo se si cancellano sia i numeri reali,

<Con i dirigenti del vecchio Pci c'era più sintonia> ( da "Corriere della Sera" del 26-02-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: Farò di tutto perché il Pci diventi laico". Io lo ascolto e dico: "Più laico di così?". Invece capisco che esiste una laicità non solo confessionale. E che Berlinguer vuole liberarsi del dogmatismo ideologico di stampo sovietico". Oggi il Pd ha una difficoltà opposta: "Il problema di oggi, caduti muri e ideologie, è riuscire a fare unità nel rispetto della diversità.

Walter preoccupato <No a divaricazioni tra laici e cattolici> ( da "Corriere della Sera" del 26-02-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: abbiamo avuto la sensibilità di chi vuole unire laici e cattolici nel rispetto di chi è credente e di quel valore indisponibile che è la laicità dello Stato". E in effetti il programma parla "dell'accanimento terapeutico da prevenire anche attraverso il testamento biologico", "del riconoscimento dei diritti delle persone stabilmente conviventi" e della 194 come "legge equilibrata,

Il Papa ai medici: rispettate la vita ( da "Corriere della Sera" del 26-02-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: REDAZIONALE Etica e politica Il leader del Partito democratico: no a divisioni laici-cattolici. Lite Berlusconi-Casini Il Papa ai medici: rispettate la vita Famiglia Cristiana attacca il Pd. Veltroni presenta il programma ROMA - "Ferma e costante condanna etica" dell'eutanasia da parte del Papa: "La vita va salvaguardata in ogni momento del suo sviluppo ".

I rischi dello strappo, la fine di un'epoca ( da "Corriere della Sera" del 26-02-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: una nuova divaricazione fra laici e cattolici ", come ha fatto ieri il leader del Pd. Né è sufficiente che gli ex popolari abbiano decine di seggi in più rispetto ai nove riservati ad Emma Bonino e compagni. In fondo, anche nel 2006 l'Unione candidava esponenti radicali, e in modo più marcato di quanto si verifichi adesso.

Con il Pdl ( da "Corriere della Sera" del 26-02-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: 11 categoria: BREVI Con il Pdl Eugenia Roccella Femminista, figlia di Franco Roccella (cofondatore insieme a Marco Pannella del Partito radicale), negli anni Ottanta lascia l'Edera e si avvicina alle posizioni cattoliche pur essendo laica. è stata con Pezzotta la portavoce del Family Day in piazza San Giovanni il 12 maggio scorso.

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-02-26 num: - pag: 11 La lettera ... ( da "Corriere della Sera" del 26-02-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: unità politica dei cattolici ha fatto sì che oggi quelle istanze non siano più un'esclusiva e che non siano più neppure un tabù. Affermare orgogliosamente l'identità cristiana dell'Italia non è altro che una dichiarazione politica, laica. Corrisponde ai valori dei popolari europei: l'uomo, la vita, la libertà di educare i figli,

L'aggressione vaticana ( da "Manifesto, Il" del 26-02-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: E la possibilità di un partito più o meno ufficialmente cattolico? Se ne è parlato e se ne parla. Come si parla di un abbraccio dei cattolici teodem con Pierferdinando Casini. Come si è parlato di "genuflessioni" vistose da parte di laici molto noti, come Giuliano Ferrara. Ma la gerarchia non sembra entusiasta.

Questione cattolica , Pannella imbarazza il Pd ( da "Manifesto, Il" del 26-02-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: affondo di Famiglia Cristiana e alle immediate polemiche dei cattolici ieri Veltroni ha risposto con il consueto invito al "rispetto reciproco". "Le verità sono due - ha ripetuto il segretario del Pd - la prima è che le istituzioni sono laiche per natura e la seconda è che, però, ciascuno deve poter portare il suo punto di vista".

Voto non voto Voto non voto ( da "Liberazione" del 26-02-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: pensato come partito laico e plurale, è il fondamentalismo etico, di un segno o di un altro" Sarai mondo se monderai lo mondo. (Zenone) Della Seta : "Il programma del Pd, nella parte che riguarda l'ambiente, prevede di diffondere l'energia solare in tutte le case e in tutti gli edifici pubblici nei prossimi dieci anni.

"Famiglia cristiana" contro Veltroni <Pasticcio in salsa pannelliana> ( da "Liberazione" del 26-02-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: "La gara tra chi è più cattolico e più laico rischia di far male al Paese", avverte l'editoriale. Proprio per il fatto che i cattolici nel Pd "non hanno intenzione di dar vita ad una corrente confessionale" deve pesare la loro richiesta di "chiarezza sull'antropologia e i valori di riferimento".

Cei ( da "Riformista, Il" del 26-02-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: In ambito politico, come precisa molto bene l'Enciclica Deus caritas est , le responsabilità dirette sono non della Chiesa come tale ma dei cristiani laici, a cui è affidato un compito rilevantissimo nell'attuazione del "progetto culturale"". 3 26/02/2008.

Liste così il segretario recluta gli orchestrali del partito democratico ( da "Riformista, Il" del 26-02-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: di esponenti della Confindustria e del sindacato, di cattolici integralisti e dei laici liberali, di socialisti di antico lignaggio e di liberisti di nuovo conio: un'orchestra, in cui si vede bene il maestro con la bacchetta, ma di cui non si sente la musica. Eppure questo insieme così contraddittorio ha un senso politico e anche strategico.

Offensiva cattolica, Walter tenta contromisure ( da "Liberazione" del 26-02-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: laiche e sono quelle che decidono. La seconda è che ciascuno porta il proprio punto di vista, anche quello religioso. Ma davvero in Italia ci deve essere una divaricazione tra laici e cattolici? Serve unità e rispetto reciproco". Ma ci pensa Castagnetti a riportare Veltroni sulla terra, pretendendo un "chiarimento" e chiedendo che i radicali sottoscrivano non solo il programma

Urne e fede il centro avrà molto peso per l'esito finale ( da "Riformista, Il" del 26-02-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: pure in Lombardia non è una novità discutere dell'inquietudine dell'elettorato cattolico che ruota attorno al Partito Democratico di Veltroni. Non solo per gli ultimi "laici" ingressi dei Radicali dell'Associazione Luca Coscioni e di Veronesi, ma perché appena fondato, il Pd non aveva convinto più di un cattolico lombardo.

Famiglia Cristiana attacca il Pd: un pasticcio La replica: no alle divisioni tra laici e cattolici ( da "Messaggero, Il" del 26-02-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: Monito del Papa ai medici: rispettare la vita sempre. Scontro Berlusconi-Casini Famiglia Cristiana attacca il Pd: un pasticcio La replica: no alle divisioni tra laici e cattolici.

ROMA Duro attacco di Famiglia Cristiana all'intesa Pd-radicali: è un pasticcio velt ( da "Messaggero, Il" del 26-02-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: Walter Veltroni ha risposto: basta divisioni tra laici e cattolici. "Lo Stato è laico", ha sottolineato il leader Pd, e "le persone illuminate dalla fede sono un gigantesco arricchimento". Il Papa intanto ha rivolto un appello ai medici contro eutanasia e aborto: "Salvaguardare la vita, sempre".

E i centristi incontrano i cristiani ( da "Tempo, Il" del 26-02-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: Udc per il mondo cattolico e le realtà ecclesiali - è la promozione di un dialogo laico, rispettoso e autonomo con tutte le realtà che fanno riferimento alla dottrina sociale cristiana". Alla tavola rotonda di oggi, oltre a Marconi, saranno presenti, tra gli altri, il presidente centrista Rocco Buttiglione, Luisa Santolini (responsabile nazionale Udc per la Famiglia)

Tuteliamo i cattolici anche senza l'Udc ( da "Tempo, Il" del 26-02-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: coniugando la difesa dei valori cattolici con una dimensione laica delle responsabilità della politica. Quando è stato al governo Berlusconi con il centrodestra, temi come i Dico o la legalizzazione della droga non hanno mai trovato spazio. La difesa della famiglia, sia sotto il profilo fiscale che morale, è stato un elemento prioritario.

Nicola Imberti n.imberti@iltempo.it Imbarazzo. Walter ( da "Tempo, Il" del 26-02-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: tra laici e cattolici rischia di far esplodere il Pd. E il segretario non può certo far finta di niente visto che, a scatenare la bagarre, è stato proprio lui con la sua testarda voglia di ospitare i Radicali nelle sue liste. Una decisione che ha mandato su tutte le furie addirittura Famiglia cristiana, il settimanale dei paolini considerato in passato vicino a posizioni uliviste.

Tasse e sicurezzala sfida di Veltroni ( da "Secolo XIX, Il" del 26-02-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: inelegilibità per chiunque sia stato condannato per reati gravi o contro la pubblica amministrazione; via libera al voto per gli immigrati regolari alle elezioni amministrative. Il punto di equilibrio tra la componente laica e quella cattolica all'interno del partito è stata sancita su queste basi: la "194"è"una buona legge" che non va cambiata ma semmai applicata in tutti i punti;

Il Pdl ha scelto: sarà Alemanno l'anti-Rutelli a Roma ( da "Secolo XIX, Il" del 26-02-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: Qualche problema a Milano lo sta invece creando aVeltroni la candidatura dell'oncologo laico Umberto Veronesi, contestata dai cattolici teodem. Da qui, la richiesta è di una contropartita dello stesso rango ma di segno opposto, come potrebbe il fondatore della Comunità di S. Egidio, Andrea Riccardi, anche lui medico di fama ma cattolico di ferro.

Tuteliamo i cattolici anche senza l'Udc ( da "Tempo, Il" del 26-02-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: coniugando la difesa dei valori cattolici con una dimensione laica delle responsabilità della politica. Quando è stato al governo Berlusconi con il centrodestra, temi come i Dico o la legalizzazione della droga non hanno mai trovato spazio. La difesa della famiglia, sia sotto il profilo fiscale che morale, è stato un elemento prioritario.

Nel Pd esplode la "bomba" cattolica ( da "Tempo, Il" del 26-02-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: Stampa verso il voto Nel Pd esplode la "bomba" cattolica Imbarazzo. Walter Veltroni non lo lascia trasparire pubblicamente. Preferisce ricordare che "serve unità e rispetto reciproco", ma è chiaro che lo scontro tra laici e cattolici rischia di far esplodere il Pd. E il segretario non può certo far finta di niente visto che, a scatenare la bagarre,

Prefetto Serra candidato nel Pd ( da "Voce d'Italia, La" del 26-02-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: alla polemica scoppiata nei giorni scorsi tra cattolici e laici per l'accordo raggiunto tra Pd e Radicali, Veltroni ha ribadito che “questa idea che laici e cattolici non possono convivere, che coloro che hanno opinioni diverse sui temi etici debbano ognuno farsi il proprio partito, ci porta ad un assetto che non è quello di un Paese moderno: saremmo l'unico Paese in cui c'


Articoli

Noi teodem sentinelle contro il laicismo (sezione: Laici e chierici)

( da "Stampa, La" del 26-02-2008)

Argomenti: Laicita'

Domande a Enzo Carra "Noi teodem sentinelle contro il laicismo" 3Enzo Carra, i continui appelli papali contro aborto, eutanasia e unioni di fatto rafforzavano o indeboliscono la posizione nel Pd di voi teodem? "La vita va salvaguardata dal concepimento alla sua fine naturale. E' un valore assoluto e non negoziabile, quindi dobbiamo fare nostro il monito di Benedetto XVI. Noi ci impegniamo a vigilare affinché nel Pd sia adeguatamente rappresentata la sensibilità cattolica e non diventi ininfluente la voce dei credenti sui temi eticamente sensibili. Non consentiremo uno stravolgimento del programma del Pd in senso radicale e laicista". Cioè? "Occorre tenere conto dell'equilibrio delle forze politiche in campo. Il Papa sa bene che anche nel prossimo Parlamento non ci saranno i numeri per cambiare la 194 anche se per noi la soppressione della vita resta il male assoluto. E' già una vittoria per noi cattolici il fatto che nel programma del Pd non ci siano i Dico ma solo i diritti delle persone conviventi. E sul testamento biologico contiamo ancora di poter raggiungere una sintesi tra laici e credenti". E l'accusa di oscurantismo? "Falsa. Anzi, il progresso scientifico va nella nostra stessa direzione sia sulle staminali embrionali sia per la riduzione delle settimane di gestazione previste per l'aborto"\.

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Pd in salsa Pannella? Walter a Famiglia Cristiana "Lo Stato laico è un valore" (sezione: Laici e chierici)

( da "Stampa, La" del 26-02-2008)

Argomenti: Laicita'

E ora nel Pd è scoppiato il caso dei cattolici. C'è nulla da fare. Walter Veltroni ha presentato il programma del suo Pd che deve mettere d'accordo teodem, radicali e Umberto Veronesi e, dopo l'attacco dell'Avvenire, ieri ci ha pensato il settimanale "Famiglia Cristiana" a lanciare l'affondo decisivo con un editoriale polemicamente intitolato "Pasticcio veltroniano in salsa pannelliana", una decisa bocciatura del Pd. "I cattolici che hanno deciso di fare politica nel Partito democratico - scrive il settimanale - giudicano severamente la scelta di Veltroni di imbarcare nelle liste i radicali di Marco Pannella e di Emma Bonino e si pongono pure qualche dubbio circa la scelta di candidare a Milano il professor Umberto Veronesi, autore di una sorta di manifesto per la "libera scelta di morire", cioè l'eutanasia". E' esploso subito il malessere dei cattolici del Pd e si è esteso subito anche alla loro presenza nelle liste. Mentre Paola Binetti e Luigi Bobba fanno sapere di non essere disposti a accettare candidature che non siano al Senato Veltroni sta corteggiando in modo serrato Andrea Riccardi, fondatore della Comunità di sant'Egidio. E intanto la tensione è già alta a metà mattinata quando a litigare sono Rosy Bindi e Emma Bonino. Era stato il ministro per la Famiglia dalle colonne de "La Stampa" a invitare i radicali a "non firmare" e a "non candidarsi" per coerenza e a Emma Bonino chiedeva di "stare nelle nostre liste da ministro e non da radicale". "L'intervista di Rosy Bindi mi stupisce - ha risposto Emma Bonino - la attribuisco ad un dato di pressione a cui lei è probabilmente sottoposta". È "stupefacente che lei dica sì a Bonino in quanto ministro e non in quanto radicale". Walter Veltroni ha risposto a "Famiglia Cristiana" dicendo basta alle divisioni fra laici e cattolici ma sostenendo che lo Stato laico è "un valore indisponibile" e che nel programma del Pd sono state definite "risposte serie" sui grandi, compresi quelli etici, seguendo la direttrice della "sensibilità di chi vuole unire laici e cattolici". Ma la tensione sembra destinata a crescere comunque nei prossimi giorni. Domani i cattolici del Pd si incontreranno per un'assemblea organizzata da Beppe Fioroni. "Il vero voto utile per i cattolici è quello per il Pd", sintetizza Fioroni la posizione sua e di chi la pensa come lui. Ma al di là degli slogan la preoccupazione per l'ingresso dei radicali nel Pd è evidente. Pierluigi Castagnetti: "Non si riesce a capire il senso di questa operazione. E Paola Binetti assicura che le componenti cattoliche del Pd "vigileranno" perché i Radicali rispettino gli impegni presi sottoscrivendo il programma del Pd, e grazie alla loro "ritrovata unità e compattezza" impediranno qualsiasi "slittamento" verso derive laiciste. Il nodo centrale, oltre alle questioni etiche, in queste ore è proprio la formazione delle liste. "I cattolici uscenti nell'Ulivo sono tra i 130 e i 150 - spiega Fioroni - e puntiamo alla riconferma di questo numero". Entro fine settimana dovrà essere pronto un primo elenco di circa 100 nomi che doveva essere diviso a metà fra Veltroni e gli altri leader. Ma proprio l'ingresso dei radicali che hanno chiesto 9 nomi di sicura elezione ha fatto sballare i conti e convinto i cattolici a puntare i piedi: a Veltroni hanno infatti chiesto di farsi carico della quota Bonino. Ma Veltroni che già si era reso disponibile a assorbire i prodiani per il momento non sembra disponibile.

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Il Pd laico fa infuriare i cattolici (sezione: Laici e chierici)

( da "Stampa, La" del 26-02-2008)

Argomenti: Laicita'

Famiglia Cristiana: un pasticcio in salsa pannelliana. Veltroni: no alle guerre di religione Il Pd laico fa infuriare i cattolici Il Papa ai medici: rispettate la vita sempre. Aborto, camici bianchi divisi.

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IL CORAGGIO DEL DIALOGO (sezione: Laici e chierici)

( da "Stampa, La" del 26-02-2008)

Argomenti: Laicita'

Luigi Pedrazzi IL CORAGGIO DEL DIALOGO Debbono dialogare i cattolici e i laici? Si deve rispondere di sì, anche se questa domanda contiene un bel po' di confusione. Le due "categorie", infatti, sono malamente identitarie; nella realtà esse sono più sovrapponibili che separanti; ma, qualunque cosa si intenda per "essere cattolico" e "essere laico", entrambe queste "condizioni" fanno bene ad avere relazioni di attenzione e di rispetto reciproco. Il dialogo tra cattolici e laici, oggi, è richiesto a gran voce nell'opinione pubblica italiana allo scopo di correggere errori ed equivoci che nella storia nazionale (ed europea) hanno provocato danni non piccoli e non brevi nella ricerca di regole giuste circa diritti e doveri delle verità e degli errori di cui si discuta vivendo insieme, simili e diversi, dentro la storia. A me sembra, tuttavia, che l'insistita richiesta di dialogo tra cattolici e laici porti con sé anche una non piccola distrazione omissiva. Dialogo e confronto, infatti, mancano quasi del tutto proprio là dove sarebbero massimamente naturali "per principio" e di utilità storica grande nel nostro Paese: mi riferisco al dialogo tra cattolici. Esso risulta carente a tutti i livelli nella Chiesa, ma soprattutto dove più conta, presso le autorità, gerarchiche e sacramentali. La mancanza di un dialogo tra queste figure essenziali oggi è pesante e parla quasi come silenzio di tutti nella Chiesa cattolica: con danno crescente per l'insieme. Non è sempre stato così, e non lo è per necessità teologica o etica. Quale dialogo è in atto tra i vescovi italiani? Non saprei indicarne, specie intorno alle situazioni problematiche reali; le quali interpellano, anche dolorosamente, i cittadini comuni e i fedeli presenti nella periferia della grande istituzione. E c'è una carenza più grave: non si dialoga neppure per interpretare eventi ecclesiali centrali, come sta avvenendo, ed è guaio gravissimo, intorno a volto e ruolo, del Concilio Vaticano II. Lo si vede, purtroppo, nei lavori delle sedici conferenze regionali e, ancor più, di quella nazionale, che ha quasi sovrapposto i timori nati per il Post-Concilio alle speranze indicate dai lavori conciliari. Né si vede dialogo e confronto di analisi e di proposte su Avvenire. Il quotidiano cattolico nazionale, pur ricco di pagine e anche di contributi talvolta culturalmente diversificati, li organizza sempre tacendone le diversità, anche quando legittime e significative. La "linea" del quotidiano dei vescovi italiani è, con coerenza implacabile, un'esaltazione acritica del valore dell'unità cattolica, in certi casi spinta fino alla mistificazione (come ad esempio in occasione di convegni ecclesiali tipo Verona). Giustamente, le autorità cattoliche temono le lacerazioni, ma vanno troppo in là identificando unità e uniformità. Confrontarsi e dialogare non vuol dire, necessariamente, prepararsi a litigare. Ascoltarsi reciprocamente, lo si vede in ogni casa, non è solo bello e giusto in sé; serve anche a capire meglio problemi, difficoltà, situazioni; e ad assorbire i possibili conflitti di lacerazione e ribellione. Una comunità ecclesiale che conosca e pratichi il dialogo, un episcopato che nelle diocesi ammetta e valorizzi le domande del suo laicato, una pastorale che rispetti i dubbi e sappia entrare nei dolori: sarebbero realtà più forti e convincenti, più amabili e forse più amate. Questo risultato non è sempre detto si produca nella storia, e sia riconosciuto dall'avvicendarsi delle generazioni. La cosa va messa in conto con tranquilla umiltà, senza perdere perseveranza nei tentativi di una "resistenza cristiana" al male, accrescendo il bene. Tra i cristiani non è cinismo né banalità pensare e dire che il "perdono è la migliore vendetta": è programma personale severo e gioioso, da portarsi con ogni possibile feconda creatività anche nelle vicende collettive più aspre. Per fortuna nostra, e per impegno crescente ogni anno, non è solo a fronte delle guerre tra i popoli che il dialogo dei cristiani serve ad indicare, ai cattolici innanzitutto, la pace e gli accordi come mezzo politico da preferirsi ad ogni altro. Come vediamo ogni giorno, la vita dell'uomo conosce anche altri tipi di opere grandi, da condursi in tranquillità, per quanto possibile. La scienza, innanzitutto, che da alcuni secoli è la conquista più straordinaria della specie umana, della sua intelligenza che osserva, capisce, comunica. O come l'amore tra i sessi e la generazione e l'educazione dei figli, che da sempre è, in ogni casa, prodigio della vita umana sulla nostra terra e misura più profonda del nostro rapporto con la realtà del tempo e della nostra finitezza naturale. O come il fare leggi e stabilire ordinamenti e regole, preziose e delicate, nella vita di tutti, come lo sono le abitudini nella vita di ciascuno. Dialogare e confrontarsi è ormai norma fisiologica di tutti gli ambiti creativi di benessere. Senza rispettare questa normatività, non vi è salute per gli uomini; né scienza, ammirevole in sé e guida incomparabile di lavoro e sicurezza; né amore generante ed educante bambini; né istituzioni da conservare in ordine e buono stato, non meno della propria famiglia e delle vere amicizie. Purtroppo, la pochezza dialogica corrente tra i cattolici è patologia inquietante in un ceto culturale tuttora di straordinaria rilevanza. Dentro la nostra società, questo fattore patogeno prepara e consente una ipertrofia di interventi della gerarchia ecclesiastica sul piano della legislazione pubblica, sostanzialmente velleitari nella più parte dei loro risultati, pericolosi e tristissimi in quanto alterano l'ordine naturale dei processi di testimonianza religiosa e di sviluppo storico civile. Può una comunità di fede, come quella cattolica così autorevolmente operante in Italia, impegnata nell'ascolto e nello sguardo verso Alterità incommensurabili, vivere e sopravvivere con autorevolezza senza praticare quel costume di confronti abituali, già diffuso a livelli sociali anche modesti, e tra realtà più fragili e povere di ciò che, propriamente e consapevolmente, è più suo: cioè una fraternità universale, con la sua rigorosa fondazione teologica? Quando il dialogo manca, esso va allora cercato con più fiducia e insistenza. Per motu proprio dei vescovi, nelle sedi che sono previste, e che nella loro collegialità includono con sapienza sinfonica globale il vescovo in Roma e i suoi qualificatissimi collaboratori di Santa Sede. Per grazia, possibilità garantita, dall'alto, a tutti i fedeli. Per solidarietà e sollecitazioni le più varie, fraterne e concorrenti da tutti i popoli e continenti. Alla lunga, dialogo e confronto non possono mancare dove regnino preghiera e ascolto di una parola creduta divina e conosciuta vicina. Sono beni sociali che possono mancare a lungo e dolorosamente, ma l'ascolto reciproco verrà. Perché dagli errori ci si può liberare, e anche esserne liberati: e proprio dai più profondi. Non sono forse i cristiani a dirlo e saperlo, prima di tutti?.

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Tutta la società e i medici in particolare sono tenuti alla salvaguardia e al rispetto de (sezione: Laici e chierici)

( da "Stampa, La" del 26-02-2008)

Argomenti: Laicita'

Tutta la società e i medici in particolare "sono tenuti alla salvaguardia e al rispetto della vita umana". Benedetto XVI ha ribadito la "ferma e costante condanna di ogni forma di eutanasia diretta". E l'Ordine dei medici si spacca sul documento sulla 194: critica la componente cattolica. I temi etici accendono intanto lo scontro nel Pd tra cattolici e laici sulle candidature. "Famiglia Cristiana" boccia l'apertura di Veltroni ai radicali e a candidature connotate "su battaglie che, come ha detto Emma Bonino, "non si interrompono affatto": aborto, eutanasia, depenalizzazione della droga".A PAGINA 5.

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Di ITTI DRIOLI - ROMA - DODICI punti di un programma ambizi (sezione: Laici e chierici)

( da "Resto del Carlino, Il (Nazionale)" del 26-02-2008)

Argomenti: Laicita'

Di ITTI DRIOLI ? ROMA ? DODICI punti di un programma "ambizioso e realistico" per ridare slancio a un Paese che "ha bisogno di una nuova unità". E questa nuova unità, per Walter Veltroni, è anche quella tra laici e cattolici, che proprio ieri, alla presentazione del programma di governo del Pd, sembrava più che mai incrinata. Le polemiche delle gerarchie ecclesiastiche non gli hanno impedito di inserire nel programma quei temi etici e civili che continuano a essere frutto di discordia. TESTAMENTO biologico, difesa della 194, riconoscimento dei diritti dei conviventi sono obiettivi che strappano l'approvazione della Bonino, di Barbara Pollastrini, o del "Tavolo Gay" che fa parte del Pd, ma attizzano polemiche a sinistra e a destra. Per gli "Arcobaleno" di Bertinotti o per l'Arcigay, questi capitoli sono trattati in modo riduttivo. Per il Pdl sono la prova della resa di Veltroni a Pannella. In verità, le schede presentate alla stampa al riguardo erano piuttosto succinte. Sotto il titolo "Garanzie e diritti" compaiono le intercettazioni, come il testamento biologico e le unioni di fatto. Un segnale dell'approccio laico e non ideologico con cui Veltroni intende affrontare i problemi (come ha fatto pure per il conflitto d'interessi, inserito tra le libertà di mercato). Prima si affronta il tema delle intercettazioni, quindi si passa al testamento biologico e alle convivenze. "Il Pd intende prevenire l'accanimento terapeutico anche attraverso il testamento biologico". Stop. "Il Pd promuove il riconoscimento dei diritti delle persone stabilmente conviventi". Stop. Un'esposizione troppo succinta, per non rendere subito sospettosi i diretti interessati e la sinistra radicale. "Pd inaffidabile, ha cancellato dal programma ogni riferimento ai diritti degli omosessuali", la critica più frequente. Solo per la legge 194 Veltroni non viene attaccato, perché afferma: "E' una legge equilibrata, che ha conseguito buoni risultati. Va attuata in tutte le sue parti". Cioè la prevenzione, come chiedono i vescovi, ma a cui non si possono certo opporre neanche i laici più intransigenti. A NOME del Pd, Giorgio Tonini ed Enrico Morando spiegano che il programma presentato è una sintesi. Nella sua versione integrale "c'è un riferimento diretto alla norma contro l'omofobia". Molto più sfumato, invece, resta l'argomento coppie di fatto. Qui si parla di "diritti di persone", quindi di patti privati, e non di "unioni civili" come tali, che diventano un'istituzione affiancabile al matrimonio. Spiega Giorgio Tonini: "Su questa questione c'è solo un'impostazione di principio". Lo svolgimento è aperto, dunque. Ma già si sa che le "unioni civili" hanno trovato la strada bloccata. Sarà argomento di polemica futura, anche se Veltroni mette le mani avanti e risponde a modo suo, ovvero indirettamente, a quelle scaturite ieri:"Non si può, nel 2008, tornare a mettere in discussione ciò che è naturale. E naturale è che le istituzioni siano laiche e siano quelle che decidono, così come naturale è che ciascuno porti il proprio punto di vista, anche religioso". Unità e rispetto, torna a chiedere il leader del Pd. Che difende la scelta di candidare Veronesi: "Ha avuto la sensibilità di dire che le materie etiche vanno tenute fuori dalla campagna elettorale", ma intanto sta sondando la galassia di associazioni cattoliche per far uscire da là nuovi candidati. "Non certo per bilanciare la presenza dei radicali ? dice Tonini ? ma perché il Pd è il maggior partito cattolico d'Italia". - -->.

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PER dimostrarne l'irrilevanza sulla scena politica int (sezione: Laici e chierici)

( da "Resto del Carlino, Il (Nazionale)" del 26-02-2008)

Argomenti: Laicita'

Ernazionale, Giuseppe Stalin si chiedeva sprezzantemente "quante divisioni" avesse il Papa. Nessuna, ovviamente. Ma ciò non toglie che, pur privo di forza militare, "il Papa" fosse però in grado di condizionare il dibattito pubblico globale. Non è cambiato molto. Soprattutto in Italia. Nella cosiddetta Seconda repubblica, il Vaticano sposta pochi voti ma è però nelle condizioni di dettare l'agenda politica ai partiti e ai media. Cosa che, sotto elezioni, fa con una certa regolarità. E dunque, così come la campagna elettorale del 2006 fu in buona parte dedicata al tema (naturalmente irrisolto) delle coppie di fatto, quella in corso gravita soprattutto attorno alla spinosa questione dell'aborto. Si tratta di un'anomalia tutta italiana. La cui incongruità è stata ben evidenziata da un sondaggio realizzato dalla Demos-Eurisko publicato ieri da Repubblica. Niente che non fosse prevedibile. Ovvero, per gli elettori le priorità sono: salari e pensioni (52,3%), sicurezza (33,8%), aumento dei prezzi (29,1%). La battaglia contro l'aborto sta a cuore solo al 2,6% degli italiani e la generica difesa dei valori religiosi al 2,9. Ne risulta che la facilità con cui i partiti (e i media) si lasciano risucchiare dal dibattito attorno ai cosiddetti 'temi etici' non fa altro che accrescere lo scollamento tra il Paese reale e il Paese legale. Tra la gente, dunque, e la politica. E chissà che quel 55% di elettori che dichiara la propria simpatia per Beppe Grillo, alfiere della polemica contro 'la Casta', non si spieghi anche così. NATURALMENTE, di fronte all'impazzare del confronto mediatico tra laici e cattolici, non c'è argomento razionale che tenga. Gli strali delle gerarchie ecclesiastiche e dei loro giornali investono così il Pd di Veltroni. Il quale faticherà non poco a conservare la propria matrice di partito di centro, ma anche di sinistra; laico, ma anche cattolico. Per il centrodestra è più facile. E' più facile perché i leader che ne fanno parte non hanno (quasi) mai pensato di marcare la differenza con la Chiesa in nome di un'idea liberale dello Stato così come hanno fatto, ad esempio, Aznar in Spagna e Sarkozy in Francia. Nel recente passato ci ha provato solo Gianfranco Fini, ma a titolo personale. - -->.

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Famiglia cristiana boccia il Pd Rissa tra le anime del partito Il settimanale: Pasticcio veltroniano in salsa pannelliana (sezione: Laici e chierici)

( da "Resto del Carlino, Il (Nazionale)" del 26-02-2008)

Argomenti: Laicita'

Famiglia cristiana boccia il Pd Rissa tra le anime del partito Il settimanale: "Pasticcio veltroniano in salsa pannelliana" ? ROMA ? LA SCELTA di portare i radicali nelle liste del Pd è un "pasticcio veltroniano in salsa pannelliana". La dura sintesi della decisione del leader dei democratici è di Famiglia cristiana, il settimanale dei Paolini, convinto che i "cattolici che hanno deciso di fare politica nel Pd giudicano severamente la scelta di Veltroni di imbarcare nelle liste i radicali di Pannella e Bonino". E "qualche dubbio" l'hanno pure sulla candidatura a Milano del professor Veronesi, "autore di una sorta di manifesto per la libera scelta di morire, cioè l'eutanasia...". Dopo l'Avvenire, ora anche Famiglia cristiana, ma non solo. Pure i vescovi italiani dicono nuovamente la loro e denunciano la situazione drammatica del "vecchio ceto medio, a reddito fisso e precarizzato, che è stressato e disorientato". Un fuoco di sbarramento senza eccezioni (in un'intervista al nostro giornale padre Bartolomeo Sorge definisce un "errore" l'accordo perchè "non si può conciliare la cultura dei radicali col Pd") contro la svolta delle alleanze elettorali imposta da Veltroni che fa scoppiare all'interno dello schieramento il conflitto tra l'anima cattolica e quella laica. Rosy Bindi parte all'attacco ed esorta i radicali ad andarsene dal Pd: "Se sono coerenti non dovrebbero firmare il programma e non dovrebbero candidarsi rinunciando alle loro idee". Va sul personale la replica di Emma Bonino, stupita per le affermazioni di Bindi che "attribuisco ad un dato di pressione a cui lei è probabilmente sottoposta". E ipotizzando che il ministro della Famiglia volesse solo liste radicali collegate al Pd, osserva che "si sarebbe potuta spendere in quel senso, cosa che non ha fatto". Bindi, infine, è "stupefacente" la collega quando "dice sì a Bonino in quanto ministro e non in quanto radicale". E osserva che "è impossibile praticare la schizofrenia a questo livello, perchè io sono stata un ministro pienamente radicale con senso delle istituzioni". Dopo la sfuriata Rosy Bindi cerca di collocarsi al centro, tra radicali e teodem, dicendo no a correnti cattoliche. Ai radicali ricorda che se "pensano di poter approvare il matrimonio omosessuale o l'eutanasia, sanno che se firmano il programma del Pd, devono rinunciare alle loro battaglie, perchè non c'è spazio per posizioni frenanti o fuori dal programma". INSOMMA, fanno testo i 12 punti del partito, "molto precisi negli aggettivi, nei sostantivi e anche nella punteggiatura...". E al fronte teodem Bindi rammenta che se il Pd vincerà le elezioni "quello che oggi è scritto sui diritti e doveri dei conviventi sarà un imopegno di tutti gli eletti nelle nostre liste". Un avviso ai litiganti, dunque. Accompagnato dall'assicurazione che parteciperà al convegno di domani dei cattolici del Pd "solo se sarà nel segno della laicità, ma non parteciperò se sarà all'insegna del correntismo e del contrappeso". La presenza dei radicali nelle liste del Pd allerta anche la senatrice teodem Paola Binetti: "Le componenti cattoliche ora hanno trovato unità, compattezza e senso di responsabilità. Quindi, nella prossima legislatura vigileremo per impedire ogni slittamento verso derive laiciste". Poi ricorda che quella radicale "è una cultura politica che storicamente è difficilmente integrabile con quella cattolica". Uno degli esponenti ulivisti del Pd, Franco Monaco, parla di "comprensibile disagio di settori cattolici", ma assicura che manifesto e programma "realizzano una sintesi equilibrata che vincola e garantisce tutti contro eventuali forzature". E inoltre c'è la salvaguardia del numero: "I cattolici nelle liste del Pd sono incomparabilmente più numerosi dei radicali". Dubbi anche dal ministro Fioroni che, ("se non vogliono diventare dei quaquaraquà"), invita i radicali a "rinunciare alla richiesta sull'8 per mille, all'eliminazione dell'ora di religione a scuola e all'abrogazione del Concordato". E Castagnetti: "La base cattolica del Pd è preoccupata per l'apertura ai radicali". Comunque, un'aria di scontro che fa dire al leghista Castelli che il "Pd è già diviso". Ugo Bonasi - -->.

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Pd, la chiesa all'attacco veltroni: basta fossati (sezione: Laici e chierici)

( da "Repubblica, La" del 26-02-2008)

Argomenti: Laicita'

Famiglia cristiana: "Pasticcio con i radicali". Il Papa: i medici difendano la vita. La Turco replica: lo fanno sempre Pd, la Chiesa all'attacco Veltroni: basta fossati ROMA - Famiglia cristiana all'attacco del Pd di Walter Veltroni per l'accordo con i radicali. "Pasticcio veltroniano in salsa pannelliana", scrive il settimanale dei Paolini in un editoriale sul numero in edicola oggi. Veltroni replica: basta fossati tra laici e cattolici. Il Papa ai medici: "La società intera e in particolare i settori legati alla scienza medica sono tenuti ad esprimere la solidarietà dell'amore, la salvaguardia e il rispetto della vita umana, in ogni momento del suo sviluppo terreno". La Turco: i medici difendono sempre la vita. SERVIZI ALLE PAGINE 6 E 7.

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Caterina pasolini (sezione: Laici e chierici)

( da "Repubblica, La" del 26-02-2008)

Argomenti: Laicita'

CATERINA PASOLINI ROMA - Crede in Dio e nei Radicali. E adesso anche nel Pd. Ha fiducia nella nuova coalizione Mina Welby, moglie di Piergiorgio, che per anni immobilizzato dalla malattia che gli permetteva di muovere solo le palpebre ha rivendicato il diritto di morire. Programma promosso? "C'è abbastanza spirito laico e sono sicura che sulla distanza verrà fuori sempre di più anche perché non credo che l'ala cattolica integralista sia più forte dell'anima laica nel Pd. Certo, ora le priorità non sono i temi etici ma piuttosto economici, le riforme". Delusa? "In parte, perché noi abbiamo dovuto rinunciare al simbolo del partito radicale e Di Pietro invece no? Dell'accordo però sono contenta: se fossimo rimasti fuori non avremo potuto contare nelle decisioni. Così almeno avremo voce in capitolo". Pochi ma presenti? "Saremo, come dice qualcuno, invisibili come la cellule staminali. Che saranno piccole ma sicuramente fondamentali". E con i cattolici? "Ho ricevuto mail del tipo: Firma per un Pd senza la Binetti. Non ho neanche risposto. Come radicale voglio che tutti possano dire la loro, ma spero che in questo nuovo partito un ministro come la Turco non debba avere per ogni decisione il fiato di un'integralista come lei sul collo". E voi? "Noi radicali saremo fedeli sino in fondo anche se nel programma non ci sono tutti i nostri obiettivi, tutte le nostre battaglie".

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"laici e cattolici, è l'ora del dialogo faremo cadere noi questo steccato" - alessandra longo (sezione: Laici e chierici)

( da "Repubblica, La" del 26-02-2008)

Argomenti: Laicita'

Il manifesto I radicali "Laici e cattolici, è l'ora del dialogo faremo cadere noi questo steccato" Franceschini: nessuno dovrà svendere i propri valori La carta dei valori è stata approvata all'unanimità, da Binetti e Odifreddi I radicali hanno firmato il programma, non faccio processi alle intenzioni ALESSANDRA LONGO ROMA - Non è stata una giornata tranquillissima. Ma Dario Franceschini, numero due del Pd, non ne porta traccia. Bindi e Bonino si sono beccate? Lui derubrica: "Normale dialettica, è questa la nostra sfida, confrontarci, dialogare. E vedrete che, alla fine, nessuno dovrà svendere i propri valori di riferimento", né cattolici né radicali. Sul tavolo di lavoro, tra gli appunti per la riunione di domani, a Roma, che vedrà riuniti tutti i cattolici del Pd, c'è una copia di Famiglia Cristiana. Titoli da horror, denuncia del "veltronismo in salsa pannelliana". Che il nuovo partito si sia messo il diavolo in casa, come sostengono gli autori del settimanale? Ecco un sorriso sdrammatizzante. Franceschini ha in comune con il segretario il modo di affrontare le grane: "Accetto tutte le critiche, siamo in un Paese libero...". Franceschini, scusi, avete deciso di correre da soli per porre fine alla litigiosità della coalizione di centrosinistra ma adesso non c'è il rischio che il dissenso interno si riproduca tra laici e cattolici? "No, questo rischio non c'è. Le fibrillazioni di prima erano una cosa diversa, una competizione tra molti partiti. Il nostro manifesto dei valori è stato invece votato all'unanimità dalla Binetti ma anche da Odifreddi". Rosy Bindi dice: "Se i radicali fossero coerenti non dovrebbero firmare il programma". Come mai questa sortita così respingente? "Io so solo che la firma del programma è una condizione e non voglio fare il processo alle intenzioni. I radicali si sono assunti un impegno e ho un grande rispetto per loro, pur avendo assistito, in passato, a derive che non ho condiviso. Vorrei ricordare che entrano nove parlamentari. Quelli cattolici, che hanno scelto l'impegno politico e sono confluiti nel Pd, sono più di cento e saranno rieletti. In nessun partito c'è una presenza simile". Il timore di chi protesta è evidente: i radicali firmano il programma. Poi, in Parlamento, fanno i radicali di sempre: cioè sparigliano... "Il nostro programma dice cose chiare anche sui temi eticamente sensibili che, peraltro, sarebbe stato meglio lasciar fuori dalla campagna elettorale. Vede, non mi preoccupa quello che i radicali pensano su alcune questioni delicate, come l'aborto o la fecondazione eterologa, ma piuttosto la loro accettazione delle regole di partito". Insomma, si augura che si attengano alla disciplina di partito. "Non userei questo termine. E' chiaro che su alcuni temi non si può imporre le decisioni della maggioranza, l'unica fedeltà è alla propria coscienza. Questo vale per noi e per loro. Ma un conto è discutere, confrontarsi e, al caso, mantenere una libertà finale, altro è considerare la libertà di coscienza come punto di partenza". Riassumendo: qualche timore lo nutre anche lei, ma invita i cattolici a non aver paura della "contaminazione". "Così come invito i radicali a non avere riserve nel confrontarsi con un'area cattolica forte". Lei crede nell' happy end? "E' proprio questa la grande sfida. Da una parte vedo, da osservatore, alcuni cattolici terrorizzati da una società secolarizzata, dall'altra alcuni laici che gridano alla scomparsa della laicità dello Stato. Sono due timori ugualmente infondati. La strada giusta è quella del dialogo, quella scelta dal Pd". Famiglia Cristiana boccia l'innesto. Ricorda gli attacchi quotidiani contro i vescovi, evoca l'abolizione del Concordato, dell'otto per mille...". "Non c'è traccia di questo nel programma". Li vuole rassicurare? "Non c'è nessuno da rassicurare, parleranno i fatti. Il Pd sta cercando una sintesi, è un luogo dove i cattolici impegnati in politica non dovranno più giocare in difesa ma avranno la straordinaria opportunità di mettersi a disposizione, con i loro valori, di un grande disegno comune. Se ci riusciremo questo sarà d'aiuto a tutta la società italiana, farà cadere barriere anziché innalzarle. Sento il fascino, non la paura, di un confronto vero e profondo tra cattolici e laici, radicali compresi". Forse è questo che spaventa l'establishment della Chiesa. "Non credo. In ogni caso, ci sarà modo di misurare con il tempo se noi cattolici del Pd potremo essere accusati di aver svenduto i nostri valori".

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Pd-radicali, chiesa all'attacco veltroni: serve rispetto reciproco - carmelo lopapa (sezione: Laici e chierici)

( da "Repubblica, La" del 26-02-2008)

Argomenti: Laicita'

Pd-radicali, Chiesa all'attacco Veltroni: serve rispetto reciproco Il Papa ai medici: tutelate la vita. La Turco: già lo fanno Duro affondo di Famiglia Cristiana al Pd: "E' un pasticcio in salsa pannelliana" CARMELO LOPAPA ROMA - L'accordo con i Radicali, l'apertura delle liste del Pd alla Bonino e ad altri otto suoi compagni, ma anche la candidatura di Umberto Veronesi, hanno aperto una "questione cattolica" in seno al partito guidato da Walter Veltroni. Dopo il quotidiano dei vescovi "Avvenire" è il settimanale "Famiglia cristiana" ad attaccare quello che polemicamente viene definito il "pasticcio veltroniano in salsa pannelliana". Un affondo che proviene dal periodico forse meno ostile della galassia cattolica e perciò incassato con qualche sorpresa dai vertici del Pd. Così, nel giorno in cui presenta il suo programma, Veltroni si trova costretto a tornare sul nodo del rapporto laici-cattolici, per ribadire che "le istituzione sono per la loro natura laiche e sono quelle che decidono", ma che "ci deve essere rispetto reciproco". E poi scadisce: "Ma davvero in Italia ci deve essere di nuovo una divaricazione fra laici e cattolici? Ma davvero nel 2008 dobbiamo tornare a mettere in discussione che ci sono due verità?". La giornata si era aperta con un nuovo richiamo del Pontefice al valore della vita e al "dovere" dei medici di tutelarla. Alla "visione utilitaristica nei confronti della persona", Benedetto XVI contrappone "la ferma e costante condanna di ogni forma di eutanasia". Il Papa riceve in Vaticano circa 400 partecipanti a un congresso della "Pontificia accademia della vita" ed è il richiamo rivolto ai medici, nel pieno della polemica suscitata dalla nota del loro Ordine in difesa tra l'altro della 194, il passaggio più incisivo. "La società intera e in particolare i settori legati alla scienza medica - dice - sono tenuti ad esprimere la solidarietà dell'amore, la salvaguardia e il rispetto della vita umana, in ogni momento del suo sviluppo terreno". Il ministro della Salute, Livia Turco, considera superfluo quel richiamo al dovere: "Mi pare che i medici italiani difendano già la vita". Ad entrare nel pieno della vicenda elettorale è invece "Famiglia cristiana". Il settimanale lo fa prendendo le difese dei cattolici che militano nel Pd e che, a suo avviso, "giudicano severamente la scelta di Veltroni di imbarcare nelle liste i radicali di Pannella e Bonino e si pongono pure qualche dubbio circa la scelta di candidare a Milano il professor Umberto Veronesi". Il periodico paolino ritiene incompatibile col Pd il patrimonio di battaglie di cui i radicali sono eredi: "Aborto, eutanasia, depenalizzazione della droga, e poi c'è l'abolizione del Concordato e dell'8 per mille, e sopra ogni cosa una ideologia libertaria, in salsa pannelliana, alternativa alla storia e ai principi di questo Paese". La conclusione cui giunge "Famiglia cristiana" è che "nel Pd i cattolici non hanno intenzione di dar vita a una corrente confessionale, chiedono però chiarezza e di non essere mortificati". Veltroni non entra nel merito. Ma durante un comizio nella tappa marchigiana del suo giro oppone il suo "no a una nuova divaricazione laici-cattolici: ciascuno deve poter portare il suo punto di vista, anche religioso, nell'impegno civile". Tuttavia, "con rispetto reciproco". La candidatura di Veronesi però la difende a spada tratta: "Abbiamo candidato un uomo che ha avuto la sensibilità di dire che la sua sarà una battaglia per la ricerca e che le questioni etiche vanno tenute fuori dalla campagna elettorale". Anche Marco Pannella replica alle accuse della stampa cattolica, ma con toni meno diplomatici, e chiede l'intervento delle "massime autorità della Repubblica". Quell'attacco, dice, "dolorosamente ci inorgoglisce". Il fronte cattolico interno al Pd è in agitazione. La teodem Paola Binetti sostiene che "i cattolici uniti argineranno i radicali". A Rosy Bindi che in un'intervista alla "Stampa" ha sostenuto che se i radicali "sono coerenti, non dovrebbero candidarsi" col Pd, ha ribattuto Emma Bonino: "La attribuisco ad un dato di pressione a cui lei probabilmente è sottoposta". Pierluigi Castagnetti a questo punto invoca "un chiarimento della linea politica". Il convegno dei cattolici del Pd in programma domani diventa un delicato banco di prova.

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Campane elettorali - (segue dalla prima pagina) (sezione: Laici e chierici)

( da "Repubblica, La" del 26-02-2008)

Argomenti: Laicita'

Commenti CAMPANE ELETTORALI (SEGUE DALLA PRIMA PAGINA) Per non dire del nutrito drappello di cattolici democratici che di quel partito sono tra i costituenti. Non bastasse l'indicazione di Veronesi tra gli antropologicamente scorretti, ieri Famiglia cristiana, settimanale molto diffuso e con una solida (ma evidentemente defunta) tradizione "neutralista" in materia politica, ha definito "pasticcio in salsa pannelliana" i punti programmatici di Veltroni. E il ricco assortimento delle esternazioni curiali in materia politico-elettorale non esclude preziosi tecnicismi, come il consiglio all'amico Ferrara di non presentare liste di lodevole intento, ma ad alto rischio di dispersione dei voti. O il ripudio per vizio di forma del documento dell'Ordine dei medici in difesa della 194, definito dalla Cei "fasullo" su basi, come dire, procedurali. Mentre passa quasi inosservato e inascoltato, per la sua reiterazione ormai quasi quotidiana (insomma, non fa più notizia) il monito papale ai medici di ogni ordine e grado, invitati anche ieri a "difendere la vita" - come se si occupassero prevalentemente d'altro. In questo clima, le fotonotizie del cordiale incontro tra i due teologi Ratzinger e Ferrara in una chiesa a Testaccio fanno appena colore, e paiono una nota lieve, domenicale e popolare, che evoca il suono delle campane piuttosto che il persistente, agguerrito comiziare che discende dai pulpiti, almeno quelli ufficiali. Una vacanza, insomma, perché domenica è sempre domenica, come diceva molti anni fa il presentatore di sicura antropologia cattolica Mario Riva. Se non in campagne elettorali molto remote e non rimpiante, quelle del bipolarismo molto arcigno tra Dio e Stalin, non si ha memoria di un eguale protagonismo della Chiesa italiana, con molti suoi vescovi e tutti i suoi giornali, in materia politica e in specie partitica. Con puntute disamine di candidature e programmi, e vis polemica inesausta soprattutto in materia di quei famosi temi "eticamente sensibili" che tutti o quasi i contendenti politici giudicano inopportuno spendere come munizioni elettorali, ma non la Cei, che al contrario continua a far rientrare dalla finestra ciò che è stato appena messo alla porta, saggiamente, dai partiti, spaventati all'idea che argomenti di così fonda e delicata natura (l'interruzione della gravidanza, il testamento biologico, le povere unioni civili ormai finite in fondo al sacco delle urgenze e della questioni) possano sfasciare equilibri politici faticosamente raggiunti. E dare l'innesco a furori e anatemi non precisamente desiderabili in un Paese già carico di problemi e divisioni. Viene da chiedersi, a questo proposito, con quale umore non solo i cattolici del Pd, ma anche i laici del Pdl accolgano l'oramai chiarissima scelta della Cei di Ruini e Betori di osteggiare il Pd perdutamente "laicista", di conseguenza mettendo il proprio cappello sul partito di Berlusconi e Fini. Che clericale, almeno statutariamente, dovrebbe non essere, e non per la facile e poco elegante obiezione che tutti i suoi leader, a differenza di Veltroni e Franceschini, sono divorziati. Ma perché la laicità dello Stato, e più prosaicamente punti di vista e costumi liberali o libertari o libertini, sono ben presenti in quell'area del Paese che vota per il centrodestra. E a meno che l'editore televisivo Berlusconi, il tombeur des femmes Berlusconi, il multimiliardario Berlusconi sia considerato dai vescovi italiani, a differenza di Veronesi, il prototipo del "cattolico antropologico", si è costretti a concludere che quella della Chiesa è una scelta di campo politica in piena regola. Schietta e inequivoca. Non è semplice sapere quanto peserà questa così evidente e imbarazzante intrusione nelle scelte dell'elettorato cattolico. Anche perché la definizione stessa di "elettorato cattolico" non è affatto ovvia: va da un vaglio ristretto, che comprende solamente i cattolici politicamente militanti (a destra, al centro e a sinistra), a un vaglio molto ampio, che contiene tutta la vasta e molto secolarizzata massa di italiani che si dicono cattolici ma non paiono disposti a farsene troppo influenzare nelle scelte politiche. E, quel che è peggio per la Cei, neanche nelle scelte etiche e di vita privata. La sola certezza, in fin dei conti, è che la presenza della Chiesa (certamente quella mediatica) viene intesa ogni giorno di più come una presenza politica, con il continuo richiamo alla spiritualità e all'universalità della missione ecclesiale che appare appena un alibi sfocato, continuamente smentito dal minuzioso, quasi pedante sfoglio dell'agenda politica italiana da parte dei vescovi. Viene da chiedersi perché la Cei, a questo punto, non piazzi i suoi gazebo. Domanda volutamente candida, a fronte di una risposta di evidente e collaudata sagacia: dev'essere fantastico poter fare politica, ma senza rischiare i costi (politici) di un giudizio elettorale. Partecipare alla mischia rimanendone fuori. E' il sogno di ogni giocatore. Ma non è ? come dire ? il massimo del fair-play.

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Pd, sd e destra insieme sulla legge 194 (sezione: Laici e chierici)

( da "Repubblica, La" del 26-02-2008)

Argomenti: Laicita'

Pagina VIII - Bologna Il caso Voto in Consiglio comunale Pd, Sd e destra insieme sulla legge 194 Autodeterminazione delle donne. E' questa la formula che nel pieno di una rovente campagna elettorale sui temi etici, ha impegnato il consiglio comunale in una lunga battaglia "lessicale". Non tra laici e cattolici, che all'interno del Pd hanno votato compatti un documento sui consultori, ma all'interno della sinistra arcobaleno: Prc e Cantiere ochettiano non hanno voluto rinunciare a un riferimento nel testo all'autodeterminazione delle donne, "divorziando" da Sinistra democratica. Al contrario, il Pd ha retto su un tema più che sensibile, a differenza di quanto accaduto per l'istituzione di uno sportello dedicato alle differenze di genere. I consiglieri erano chiamati a votare un ordine del giorno per garantire "la piena attuazione della legge 194, la prevenzione e l'educazione alla salute e al potenziamento dei consultori soprattutto nel confronto delle cittadine straniere che necessitano di una capillare opera di educazione per la salvaguardia della loro salute riproduttiva". A Rifondazione non è bastato: voleva che all'interno del documento fosse contenuto un chiaro riferimento all'autodeterminazione delle donne "rendendole titolari delle scelte che riguardano la procreazione, la maternità libera e responsabile". "E' un tentativo esplicito di mettere in difficoltà il Pd", ha commentato l'ex diellino Paolo Natali, secondo il quale "l'ordine del giorno era un buon esempio di lavoro di sintesi e compromesso" tra le varie anime del Partito democratico. Alla fine il Pd ha bocciato compatto l'emendamento di Rifondazione, incassando anche il voto della Sd, mentre il Prc e Cantiere occhettiano hanno votato a parte un loro documento già approvato in provincia solo dalla sinistra radicale. (ste.p.).

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Veltroni replica all'attacco di Famiglia Cristiana: Le istituzioni sono laiche Presentato il programma Pd: meno tasse, no ai privilegi della politica, Welfare moderno (sezione: Laici e chierici)

( da "Unita, L'" del 26-02-2008)

Argomenti: Laicita'

Stai consultando l'edizione del "Basta con la guerra laici-cattolici" Veltroni replica all'attacco di Famiglia Cristiana: "Le istituzioni sono laiche" Presentato il programma Pd: meno tasse, no ai privilegi della politica, Welfare moderno Nel giorno della presentazione del suo programma di governo Veltroni è attaccato da Famiglia Cristiana per l'accordo con i radicali e la candidatura di Veronesi. Il settimanale cattolico parla di "pasticcio veltroniano in salsa pannelliana". Secca la replica del segretario del Pd dalle Marche dove ha fatto tappa nel suo tour per l'Italia. Due cose per Veltroni devono essere chiare: che "le istituzioni sono per loro natura laiche e sono quelle che decidono" e che "ciascuno deve poter portare il suo punto di vista nell'impegno civile, anche quello religioso". Un chiaro no a innalzare vecchie barricate fra laici e cattolici. E nel programma il Pd disegna un Paese con meno tasse, sgravi ai lavoratori dipendenti, lotta alla precarietà e il dimezzamento dei parlamentari. alle pagine 2, 3 e 5.

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Veltroni: No al popolo delle Leghe Da una parte vanno con Lega Nord, dall'altra con Lega Sud... . Il programma Pd: Realistico e ambizioso (sezione: Laici e chierici)

( da "Unita, L'" del 26-02-2008)

Argomenti: Laicita'

Stai consultando l'edizione del Veltroni: "No al popolo delle Leghe" "Da una parte vanno con Lega Nord, dall'altra con Lega Sud...". Il programma Pd: "Realistico e ambizioso" di Bruno Miserendino/ Roma SI POTREBBE definire così: il programma possibile. Veltroni lo chiama "realistico e ambizioso", "non fatto di annunci o promesse fatte sui manifesti", ma concretamente riformista: nel senso che contiene solo misure realizzabili, ma innovative al punto giusto per rimettere in piedi un paese malato di bassa crescita e bassi salari, viziato da "insicurezza e precarietà", dove "si è rotto l'ascensore sociale" e le disuguaglianze sono ai vertici del panorama europeo. Farà breccia tra gli elettori? Sarà pur vero che ormai i programmi non determinano le elezioni, ma Veltroni sembra puntarci. Nelle trenta pagine che ieri mattina ha presentato insieme a Enrico Morando c'è la ragione costitutiva del Pd: un partito che "vuole rompere le catene" istituzionali, politiche, sociali ed economiche che tengono fermo il paese. E che punta tutto sulla crescita, "senza cui non c'è nè redistribuzione nè uguaglianza". E quindi riforme che accelerino i tempi della politica e ne riducano i costi, riduzione delle tasse (un punto in meno di Irpef per tre anni a partire dal 2009), semplificazione per la piccola impresa, innovazione e riduzione della spesa nella pubblica amministrazione, redditi minimi legali per i precari, sostegno alle famiglie con una "dote fiscale" di 2.500 euro per i figli, liberalizzazioni, infrastrutture, ambientalismo del sì, alta velocità anche al Sud, città più sicure grazie anche alla tecnologia. Veltroni conferma che il primo atto del Pd, in caso di vittoria alle elezioni, sarà aumentare le detrazioni sul lavoro dipendente: "Si poteva fare da subito col decreto milleproroghe ma l'opposizione non ha voluto". Si potrebbe aggiungere, tra i tanti obiettivi specifici, "treni decenti per i pendolari": messa così sembra una piccola cosa e invece chi viaggia e lavora sa che è una rivoluzione. Quanto ai temi etici e ai diritti civili, argomenti su cui Veltroni si trova al centro delle opposte pressioni cattolici-radicali, il programma conferma un'impostazione pragmatica: non ci sono temi-bandiera ma un buon giudizio sulla 194, ("ha ridotto gli aborti del 42%, e va attuata in tutte le sue parti"), il sì al testamento biologico e al riconoscimento delle unioni di fatto. Ma qui il tema è tutto politico, come si vede dall'attacco di ambienti e media cattolici all'ingresso dei radicali nelle liste del partito. La cosa chiara, come spiega Veltroni in quel di Macerata, è che l'Italia di tutto ha bisogno "meno che di una divaricazione tra laici e cattolici". Veltroni sta lavorando a una candidatura cattolica di grande prestigio (Andrea Riccardi della Comunità di sant'Egidio) ma i giochi non sono ancora fatti. Ieri il segretario ha confermato che sulle dodici linee guida del programma intende far presentare altrettanti disegni di legge e ha condito il tutto con qualche considerazione politica. Del tipo noi abbiamo un disegno unitario dello sviluppo del paese, gli altri non sembrerebbe, a giudicare dalle alleanze politiche. "Che paese hanno in mente se vanno con la Lega Nord da una parte e una Lega Sud (l'Mpa di Lombardo ndr) dall'altra? Oltretutto così le due Leghe si annullano...". "Altro che ma anche", dice Veltroni parafrasando la caricatura che si fa spesso del suo linguaggio troppo inclusivo. Sfida di credibilità anche sul tema delle liste pulite: "Quando saranno presentate le liste, bisognerà vedere chi ha fatto sul serio". Veltroni ha aggiunto dal suo tour nelle Marche: "Siamo stati i primi a dire che le leggi debbono essere fatte da chi ha rispettato le leggi e quindi che non ci debbono essere in lista persone condannate in primo grado. Dopo, lo hanno fatto anche gli altri". "Gli altri non sono obbligati - ha sottolineato - ma se lo dicono poi lo debbono fare". Sfida credibilità anche sul tema delle riforme costituzionali, dove il centrodestra - afferma Veltroni - "ha dimostrato una scarsa responsabilità istituzionale", perché ha anteposto l'obiettivo del voto subito agli interessi del paese. Il segretario del Pd rilancia la sua ricetta (570 parlamentari anziché mille, una sola Camera politica, un Senato federale, potere di revoca dei ministri per il premier, regolamenti parlamentari, esecutivo con 12 ministri, ineleggibilità dei condanni per reati come mafia corruzione, pedofilia). Il pacchetto è già incardinato in parlamento, dice Veltroni, che rilancia anche il modello francese per la legge elettorale. Il conflitto d'interessi? Per qualcuno il tema è stato "derubricato" in onore di quel no all'Italia della contrapposizione e dell'odio di cui parla spesso Veltroni. Eppure il riferimento c'è e si parla di "norme rigorose". "Senza intenti punitivi - dice il segretario - l'abbiamo messo nel capitolo della libertà dei mercati, perché questo è un caposaldo delle democrazie liberali". Curiosa conclusione di giornata: il programma del Pd c'è, quello di Berlusconi no, però Sinistra arcobaleno e Udc, e persino Fini, spiegano che sono identici e anzi prefigurano la grande coalizione. Veltroni insiste a dire che non la vuole. In compenso Berlusconi attacca i sondaggi che danno il Pd in rimonta. Anche questo fa parte del film già visto troppe volte.

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L'esperienza di Veronesi, contributo fondamentale per il Pd (sezione: Laici e chierici)

( da "Unita, L'" del 26-02-2008)

Argomenti: Laicita'

Stai consultando l'edizione del IGNAZIO MARINOPresidente della Commissione Sanità al Senato: i radicali persone integre, rispetteranno le nostre regole "L'esperienza di Veronesi, contributo fondamentale per il Pd" di Maria Zegarelli / Roma Ignazio Marino è uno scienziato, che vola tra l'Italia e gli Stati Uniti, dove insegna; è un cattolico; è un politico del Partito democratico: è l'attuale presidente della Commissione Igiene e Sanità a Palazzo Madama. Quando tutti fanno un passo avanti per rilanciare la propria posizione, Marino ne fa uno indietro. "Preferisco studiare e approfondire gli argomenti sui quali come scienziato e come politico devo pronunciarmi", spiega quando viene chiamato in causa. Presidente, Famiglia Cristiana parla di un "pasticcio veltroniano in salsa pannelliana". I Cattolici del Pd temono la deriva laicista: timori infondati? "Sui temi importanti, sui quali il progresso scientifico ci impone degli interrogativi nuovi, si deve partire proprio dalla scienza e dalla conoscenza. La conoscenza deve essere la base dalla quale si deve sviluppare la discussione e l'approfondimento per dare al Paese delle leggi sulla base del sapere scientifico e sulla sensibilità della maggioranza dei cittadini. Ecco perché i contributi di persone che hanno dedicato la vita alla conoscenza, come il professor Veronesi, o di persone che appartenendo all'Associazione Luca Coscioni hanno approfondito la conoscenza su alcuni temi, sono assolutamente auspicabili in un dibattito di questo tipo". Castagnetti, Binetti e Bindi chiedono garanzie, Veltroni assicura che l'accordo si fonda sul programma. Se le cose stanno così, perché la polemica non si placa? "Veltroni ha condotto più incontri con i radicali e ha ripetuto più volte che l'accordo è sul programma. Anche il professor Veronesi è stato chiaro: ha detto che vuole essere un consulente qualificato in tema di sanità e non vedo come si possa sostenere il contrario. Devo dire di essere stato molto colpito da alcune dichiarazioni che ho letto: c'è chi si dice preoccupato perché ci sarebbero persone portatrici della cultura della morte. Il professor Veronesi ha salvato direttamente e indirettamente decine di migliaia di vite: se è portatore di qualcosa è portatore di una cultura di vita". I cattolici dicono di essere circa la metà del Pd. Se è così, perché dovrebbero sentirsi minacciati dalla presenza di alcuni radicali nelle liste? "Sono un cattolico e non mi sento affatto minacciato, perché ho la forza della ragione e dei miei ragionamenti. Sento di poter affrontare discussioni e approfondimenti su questi temi anche con i radicali, i quali tra l'altro, da tempo su molti argomenti hanno accettato di non insistere, come è avvenuto sull'eutanasia. Hanno riconosciuto che in questo Paese è possibile trovare una sintesi sul testamento biologico che nulla a che fare con l'eutanasia. Io stesso sono contrario fermamente all'eutanasia, ma sono assolutamente favorevole all'autodeterminazione degli individui. Credo che su questo terreno si possa arrivare a un'intesa molto chiara sulla base del programma così come è stato presentato oggi (ieri, ndr) da Veltroni. Un partito ha il dovere di fare delle scelte, scelte che vengono fatte democraticamente a maggioranza, che poi tutti devono rispettare. Lo stesso discorso vale per chi decide di candidarsi nelle liste di questo partito. I radicali sono persone integre, intelligenti e leali: nel momento in cui accetteranno di candidarsi nel Pd rispetteranno le nostre regole". Avvenire si è scagliato contro il rapporto dell'ordine dei medici sulla 194, sui cui il dibattito è ancora molto aspro.. "Purtroppo in questo momento questi temi vengono usati come clave per attaccare il possibile avversario. Spesso ci pronuncia senza neanche la consapevolezza piena di quello di cui si sta parlando. L'Ordine dei medici si è pronunciato su una legge laica di uno Stato laico basandosi su dati precisi. Ho trovato grande conforto da quanto mi disse il cardinal Martini: "Professore, uno Stato laico dove avere una legge sull'aborto"".

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Non ci servono steccati laici-cattolici Veltroni replica a Famiglia cristiana che attacca su Radicali e Veronesi. Scontro Bindi-Bonino (sezione: Laici e chierici)

( da "Unita, L'" del 26-02-2008)

Argomenti: Laicita'

Stai consultando l'edizione del "Non ci servono steccati laici-cattolici" Veltroni replica a "Famiglia cristiana" che attacca su Radicali e Veronesi. Scontro Bindi-Bonino di Anna Tarquini / Roma "MA DAVVERO in Italia ci deve essere di nuovo uno steccato fra laici e cattolici? Ma davvero nel 2008 dobbiamo tornare a mettere in discussione che ci sono due verità? Le istituzioni sono per loro natura laiche e sono quelle che decidono. Ma, in una con cezione moderna della politica e della vita, ci deve essere rispetto reciproco". Dicono che Veltroni è rimasto spiacevolmente sorpreso dall'attacco che gli ha teso Famiglia Cristiana, il settimanale dei paolini vicino al cardinal Bertone, cioè dunque all'ala più progressista, alla vigilia della riunione dei cattolici del Pd. In un editoriale anticipato alle agenzie titola: "Pasticciaccio veltroniano in salsa pannelliana". E accusa: "Se i cattolici nel Pd non hanno intenzione di dar vita a una corrente confessionale - dice il settimanale - i radicali hanno una concezione confessionale della loro identità e la squadra di candidati negoziata con Veltroni ha una forte fisionomia radicale, connotata su battaglie che per la Bonino non si interrompono affatto. Facile dire quali siano: aborto, eutanasia, depenalizzazione della droga; e poi c'è l'abolizione del Concordato e dell'8 per mille, e sopra ogni cosa una ideologia libertaria, in salsa pannelliana, alternativa alla storia e ai principi etici, economici e sociali di questo Paese". I timori di Famiglia cristiana sono quelli che per tutta la giornata cattolici come Castagnetti e Bindi hanno attribuito alla base. Non è che il Partito democratico - si domandano - finisca per imbarcare ideologie iperliberiste sui temi etici e socioeconomici? E che lo faccia per di più sbagliando i calcoli: quanti voti valgono i radicali? In quali zone li portano? Le accuse arrivano nel giorno della presentazione del programma del Pd. Dopo che Veltroni ha appena offerto una sponda. Ha appena detto - dopo le polemiche di questi giorni - che la legge 194 è una legge giusta e moderna, ma che deve essere applicata anche nella parte che privilegia la tutela della vita. E di conseguenza la prevenzione all'aborto. Non basta. Perché nel programma del Pd sono entrate anche altre "voci": come ad esempio una legge sul testamento biologico a lungo osteggiata dai settori più oltranzisti e la candidatura di Veronesi. Castagnetti lo dice chiaro: "Veltroni deve dare delle garanzie". Come Bindi e Bonino, le due ministre del governo Prodi che ora corrono nel Pd che ora si scontrano. Bindi: "I Radicali se sono coerenti non dovrebbero firmare e non dovrebbero candidarsi con il Pd". Le replica di Bonino: "Mi stupisce. La attribuisco ad un dato di pressione a cui lei è probabilmente sottoposta. È stupefacente che lei dica sì a Bonino in quanto ministro e non in quanto radicale". Domani alla convention di tutti i cattolici del Pd si capirà meglio. Ci saranno tutte le anime, dai cattolici di provenienza Ds come Mimmo Lucà e Giorgio Tonini, agli ex Margheritiani Franco Marini, Beppe Fioroni, Franco Monaco, Pierluigi Castagnetti, Paola Binetti, Luigi Bobba ed Enzo Carra. Ancora indecisa se andare Rosy Bindi: "Andrò al convegno che i cattolici del Pd hanno convocato se sarà all'insegna della laicità, voglio partecipare nella certezza che nessuno voglia fare le correnti cattoliche nel Pd". Binetti: "Tutte le componenti cattoliche del Pd hanno ritrovato unità e compattezza. Siamo fortemente motivati a evitare ogni slittamento laicista".

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E se il partito di Berlusconi implodesse? L'evidente affanno con cui Berlusconi sta di (sezione: Laici e chierici)

( da "Unita, L'" del 26-02-2008)

Argomenti: Laicita'

Stai consultando l'edizione del E se il partito di Berlusconi implodesse? L'evidente affanno con cui Berlusconi sta dietro a Veltroni, la sua manifesta mancanza di idee, la noia e ripetitività delle sue apparizioni televisive, dovrebbero suscitare qualche apprensione nei suoi alleati e nei suoi possibili elettori. E ovviamente anche tra gli avversari politici. L'ostentato recupero da parte di Walter, su percentuali che alla caduta del Governo Prodi sembravano condannare il Pd alla sconfitta sicura, è forse eccessivo ma è un dato di fatto. Ma se il Pdl implodesse? Se cominciasse un fuggi fuggi generale sia da parte degli alleati che degli elettori che succederebbe? Due ali estreme (Arcobaleno e gli ex-fascisti di Storace) e due grossi partiti. Uno di centro-sinistra (Pd di Walter con socialisti, radicali e Di Pietro) e uno di centro-destra ("Rosa Bianca" con Tabacci, Casini, Mastella, Lombardo, buona parte degli attuali cattolici al momento ancora con Walter e il 70% di quelli che adesso votano Berlusconi). I due schieramenti centrali se la giocherebbero all'ultimo voto. L'appoggio del Vaticano alla "Rosa Bianca" potrebbe essere decisivo e segnerebbe la vittoria di Ruini. Un'ipotesi quasi fantascientifica, visti anche i tempi molto esigui per la presentazione delle liste ma a volte basta una ... piccola crepa. Max Stèfani Quando i calciatori finiscono in tribunale... povero sport Cara Unità, ho visto sabato scorso la trasmissione "Un giorno in Pretura" in cui erano di scena i giocatori della Juventus e le accuse alla società di averli deliberatamente dopati persino con flebo. Mi ha colpito il livello molto basso di credibilità dimostrato dagli "atleti". Lasciamo perdere gli interventi dell'avvocato difensore (Chiappero, ex sindaco di Ciriè nel torinese) che insorgeva nel voler dimostrare che la Creatina non era un medicinale per tramutare quei "poveri" atleti in tanti Rambo ma per far ricordare a loro ogni tanto duranta la partita che "Quel ramo del lago di Como" ecc. era l'inizio dei "Promessi Sposi" e non una frase inserita in un fumetto Dylan Dog. Sono convinto che i Moggi e i Giraudo & C. fossero al corrente del dopaggio e il volersi difendere mi fa ridere. Nel lontanissimo 1948 mi dilettavo di pallacanestro e mi si suggeriva di assumere un medicinale dal nome di Peptocola. Sessant'anni, quasi, in cui la medicina non credo sia rimasta al... palo. O no? Povero sport del calcio in cui dopo aver segnato una rete (visto coi miei occhi nel settembre del 1995 in un campetto da Promozione) un "giocatore" di almeno 25 anni si precipitò sotto la tribunetta, si inginocchiò, si fece il segno della croce e baciò l'erba intrisa di calce bianca che delimitava il campo da gioco. Da allora ho chiuso con il calcio. Alfredo Schiavi, Sanremo Perché non mettiamo in prima pagina la foto della Betancour? Cara Unità, perché sulla prima pagina del nostro giornale, vicino alla bandiera della Pace non mettiamo una piccola foto di Ingrid Betancour? Così la ricorderemmo sempre e ci potremmo rendere conto dei giorni della sua prigionia. Giuliana Vaccari Pagare il canone anche per il computer? Dico di no Cara Unità, che razza di Paese è l'Italia... adesso vogliono che il canone Tv venga pagato anche da chi ha un pc solamente o un videofonino invece della TV... Lettera firmata La Cei critica le candidature del Pd Risponda la Bindi La Cei critica le candidature del PD alle prossime politiche, Veronesi e i Radicali. Qualcuno intervenga per respingere una intrusione inaccettabile. Spero lo faccia la cattolicissima Rosy Bindi, la figura più coraggiosamente laica del PD. Giovan Sergio Benedetti, Lucca Parlare del lavoro è importante: continuate così Caro Colombo, parli di lavoro, parli di operai, ma finchè si parla di questi temi non si parla dell'argomento più importante: l'organizzazione del lavoro e di chi lo organizza. Il caso ThynssenKrupp ne è l'esempio emblematico. Operai più flessibili di così credo non si possa immaginare; questo dovrebbe comportare un'azienda ai massimi livelli di competitività ed efficenza, il che non mi sembra proprio. Non è certo colpa degli operai se gli estintori sono vuoti. Sono vuote le menti e le anime di chi guida e fa lavorare quegli operai. Il caso Fiat Polonia, di questi giorni dovrebbe essere indagato in modo approfondito perché potrebbe dirci molte cose utili sul sistema globalizzato. Pertanto il suo impegno di parlare del lavoro lo trovo neccessario oltre che condivisibile. Mario Menin Il mio sogno è che convivano Bonino e Binetti Cara Unità, ho 30 anni e per la prima volta nella mia vita ho scelto la militanza politica, partecipando alla costituzione, nella mia città, del Partito Democratico. Confesso che la polemica sull'ingresso dei Radicali l'ho trovata davvero senza senso. Se è vero come è vero che Veltroni con il Pd si propone di realizzare un movimento a vocazione maggioritaria, capace di esprimere il senso comune della nostra Italia, va da sé che il partito non può che sintetizzare nelle sue file il variegato pluralismo della nostra società. Sia che prevalgano i cattolici, sia che prevalgano i cosidetti laicisti, ci sarebbe qualcosa di inopportuno perché un pensiero prevarebbe sull'altro. Invece, e giustamente, il successo del Pd risiede proprio in questo: la convivenza di varie culture politiche capaci di convivere e trovare una sintesi comune per rappresentare al meglio le istanze dei cittadini italiani. Io sogno un'Italia in cui la Bonino e la Binetti convivano appunto nello stesso partito e siano in grado di trovare un'accordo tra loro senza umiliare o annientare le idee di entrambe. Crocifisso Dentello, Varedo (Milano).

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La Chiesa che non voglio (sezione: Laici e chierici)

( da "Unita, L'" del 26-02-2008)

Argomenti: Laicita'

Stai consultando l'edizione del La Chiesa che non voglio Paola Gaiotti de Biase C onfesso un duplice fastidio. Da una parte l'immagine trasmessa dai media di un Partito Democratico segnato al suo interno dallo scontro fra laici e cattolici è un'immagine falsa, che non registra la profondità dei processi avvenuti e non si accorge che, in realtà, anche sui temi cosiddetti eticamente sensibili, per ogni opzione, per quasi ogni sfumatura, salvo quelle estreme, registriamo una trasversalità fra credenti e non credenti. Dall'altra ritornano perennemente autorevoli interventi della Santa Sede e della Chiesa italiana sull'Osservatore Romano, sull'Avvenire, su Famiglia Cristiana, ora addirittura come commento alle candidature Radicali e di Veronesi, che lamentano l'irrilevanza dei credenti nella politica italiana, e nel Pd. Se questi giudizi fossero esatti, l'immagine che ne emergerebbe sarebbe davvero di una Chiesa, una cristianità, in difficoltà, priva, da una parte e dall'altra, di un laicato capace di esercitare i suoi compiti da sé e di contribuire allo sviluppo della società italiana, un laicato che ha bisogno dell'intervento e della pressione diretta della gerarchia per farsi prendere sul serio dalla politica, di fatto senza idee e iniziativa propria. Una conclusione singolare in un Paese in cui viceversa, proprio sul terreno del rapporto fra società civile e politica, la vitalità di una presenza cattolica diffusa, di una molteplicità di soggettività sociali attive, di una gamma estesissima di esperienze comunitarie di vario segno, di produttori di cultura, ci dice ogni giorno del sale e del lievito evangelico diffuso. Per molti di questi cristiani, singoli o associati, impegnati a una testimonianza che si muove entro l'etica della responsabilità, la verità, non priva di sofferenza, è un'altra. È la Chiesa che li vuole irrilevanti, è la Chiesa che preferisce ignorarli, è la Chiesa che li cancella, e cancella il loro contributo, la loro lettura dalla realtà, le loro esperienze di condivisione dai suoi orizzonti. È la Chiesa che cancella, certamente non favorisce, luoghi di confronto davvero comunitari, ove si esprimano tutte le varietà e ricchezze della spiritualità laicale attiva, per una lettura più approfondita del senso della secolarizzazione, per la costruzione di ipotesi condivise e condivisibili, per un analisi più accorta della crisi della società e politica italiana. E l'opinione pubblica laica semmai subisce questa selezione originaria considerando propri interlocutori solo i cattolici "ufficiali". Irrilevanza della presenza dei cattolici? Davvero un paradosso da contestare. La crisi degli anni Ottanta, col mutamento del quadro mondiale, ebbe una risposta sostanzialmente immobilista del sistema Dc, timoroso di perdere il suo primato. La Chiesa italiana fu allora, insieme, complice di questo immobilismo (l'unità dei cattolici non si tocca) e spinta ad un nuovo rapporto diretto col potere politico, nel concreto Craxi, che scavalcava il laicato, per superare lo stallo. Dire che i cattolici sono stati irrilevanti nella gestione difficile della crisi italiana, nell'individuazione delle vie d'uscita, si può solo se si cancellano sia i numeri reali, sia i nomi dei tanti cattolici adulti, da Andreatta a Scoppola, da Ruffilli a Orlando, ai giovani fucini che aprirono la stagione referendaria e infine da Prodi e Scalfaro, che li hanno rappresentati al livello più alto, che hanno riscoperto il valore dell'impegno politico proprio in ragione della crisi del Paese. Irrilevanti perché adulti, perché portatori di una lettura della crisi, e in particolare della secolarizzazione, più complessa di quella che ci viene proposta, di una analisi del mondo e dei valori moderni più partecipe delle sue potenzialità, sulla linea del Concilio, anziché sulla linea di una perversione diabolica che è insieme antistorica e antievangelica? La coerenza fra laicità politica e ispirazione religiosa è in realtà un approdo di lungo periodo. La storia della spiritualità credente dei due secoli postilluministi, la stessa storia della Repubblica, e basterebbero i nomi di De Gasperi, Moro, Andreatta, ci dice che la laicità non è stata sentita come limite e confine, come concessione tattica al diverso, ma come conferma, garanzia e ricchezza della propria autenticità evangelica, l'economia della salvezza diviene un disegno che si gioca anche nella storia, qui e ora, non solo nell'attesa dell'aldilà. La secolarizzazione è stata liberatoria anche per la spiritualità credente. La comunità cristiana è certo stata divisa su questo approccio, come per tante altre questioni nella sua storia, ma non ha potuto che registrarne la coerenza. Su questo si è misurata una scuola che Chabod definì la dottrina politica più significativa del Novecento, il cattolicesimo democratico, che non sarebbe mai nata senza la provocazione feconda delle grandi rivoluzioni, delle dichiarazioni dei diritti, del valori alti dell'Illuminismo ed è cresciuto grazie alla fecondità del rapporto stabilito con la cultura moderna, della ricerca, della critica, del primato della coscienza. Il punto chiave dell'approdo del cattolicesimo democratico, già consolidato con Sturzo, è il primato delle questioni politiche generali, di interesse collettivo, dalle strutture istituzionali al sistema politico ai rapporti economici, sui temi propri di interesse religioso e ecclesiale, come discriminanti per le proprie scelte politiche. La logica dei Patti Gentiloni, delle trattative clericali in cerca di garanzie, è una logica non solo fuori della storia, ma è una logica perdente per la stessa testimonianza religiosa, per l'efficacia del messaggio. È per questa via che l'esperienza religiosa, come già avvenuto storicamente in altri Paesi, ha potuto essere considerata una risorsa della democrazia, unì attivazione dei valori su cui si basa, dello spirito di solidarietà collettiva, degli stessi processi di unificazione e pacificazione nazionale. È proprio, viceversa l'identificazione del laico cattolico come puro portavoce delle posizioni ufficiali di una Chiesa che è una realtà universale, ma anche una struttura statale che si vuole tale, che rende i cattolici politicamente irrilevanti, non significativi, facilmente sostituibili dalle pressioni di vertice, dalle contrattazioni istituzionali. È in quanto siano immersi quotidianamente con ciò che passa nella società reale, nel suo intreccio di diversamente credenti e di non credenti, ascoltatori e mediatori di esperienze, che i cattolici si fanno rilevanti politicamente, non in quanto gruppo minoritario che si irrigidisce, entro il cambiamento radicale del mondo, sulle proprie immutabili verità. È questo che è avvenuto nel processo costituente del Pd, nelle assemblee, nelle commissioni e ne sono testimone per quella sulla Carta dei Valori. La forza della Chiesa è, per riconoscimento anche di tanti non credenti, nel suo avvertire la profondità della sfida che sta vivendo una umanità divenuta padrone del mondo anche attraverso le nuove teconologie. Ma non si vorrebbe che questa anticipazione del problema assumesse per la Chiesa quel limite che oggi viene imputato a un certo ambientalismo delle origini, definendolo l'ambientalismo del "no". Le sfide etiche del nostro tempo non sono semplificabili entro un generico, vago, indefinito richiamo alla vita: sono più complesse e impegnative. I principi non si difendono ricorrendo a strumenti già falliti, come la repressione giuridica dell'aborto o esigendo tecnicalità scientifiche discutibili come per il numero di embrioni da trapiantare. E tuttavia é su questo che oggi si pretende misurare la coerenza fra fede e laicità. L'aborto è certamente per il credente un fatto negativo, un atto contro se stessi oltre che contro una nuova vita, come del resto lo è per la grande maggioranza delle donne. Di fronte all'insostenibilità pratica e al fallimento totale delle strategie repressive, la strada per combatterlo non può essere che quella delle strategie preventive, dall'educazione sessuale alla diffusione della contraccezione, compresa la pillola del giorno dopo, alle politiche sociali di sostegno mirate. Fra l'una e l'altra la trovata della moratoria non si sa in quale forma giuridica e quale espediente nasconda, praticamente è il nulla di fatto, il molto di minacciato. Se di qualcosa ha bisogno la 194, oggi, è un di più di prevenzione sociale contro la solitudine delle donne e di sostegno alla genitorialità. Le politiche per la famiglia, non a caso declinate al singolare, sono state a lungo in Italia più occasione di scontro ideologico, in nome di un principio astratto, che di soluzioni concrete. L'enfasi retorica sulla famiglia ha prevalso sulle volontà di sostenerle. L'enfasi retorica è in sé stessa un errore. Resto legata a una bella riflessione di Emmanuel Mounier che ci ammonisce che "la famiglia è, innanzitutto, una struttura carnale, complicata e difficilmente del tutto sana, che produce a causa dei suoi squilibri affettivi interni, innumerevoli drammi, individuali e collettivi", "un fragile miracolo, pur intessuto d'amore, educatore all'amore". Ed è per questo che va sostenuta, non per il suo essere modello di vita esaustivo. Non solo non si possono discriminare quanto a garanzia dei diritti reciproci i diversi modelli di convivenza, ma è interesse collettivo favorire, anche entro relazioni informali, le convenienze alla solidarietà reciproca nel tempo, le tendenze spontanee alla stabilità del rapporto. Non vedo perché da cattolica io debba favorire di fatto il sesso selvaggio rispetto a una relazione relativamente stabile e solidale fra omosessuali. Ho votato tutti i miei si sulla fecondazione assistita e spero in una revisione della legge 40. E non credo che possiamo confondere l'unicità genetica dell'embrione, che è un dato da rispettare (e che è alla base del rifiuto della clonazione) con la sua pienezza di persona. La natura stessa affida alla fase fra concepimento e insediamento nell'utero, una funzione selettiva percentualmente molto alta, mi si dice con un destino segnato per l'80% degli embrioni, che protegge la specie e che evita alla donna il rischio di plurigravidanze. Non vedo perché la scienza nel momento che sostituisce la natura, dovrebbe inibirsi, pur con le proprie tecniche e senza cedere a capricci privati, lo stesso compito selettivo che caratterizza il processo naturale. Sono un'ottantenne che attende una legge sul testamento biologico anche per sé. Da credente che considera la morte il passaggio naturale a un'altra vita, un prolungamento artificiale di essa mi appare come un prepotenza ingiusta sulla compiutezza della mia vita, un negare la natura non un difenderla; e mi turba l'ipotesi che per mantenere in vita me ottantenne si possa domani essere costretti a rifiutare la rianimazione a un ragazzo o una ragazza vittima di un incidente. Lasciateci testimoniare anche politicamente e razionalmente la forza della nostra fede, evangelicamente laica: i cattolici dovrebbero sentire il dovere di essere qualcosa di più di un gruppo di pressione.

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<Con i dirigenti del vecchio Pci c'era più sintonia> (sezione: Laici e chierici)

( da "Corriere della Sera" del 26-02-2008)

Argomenti: Laicita'

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-02-26 num: - pag: 6 categoria: REDAZIONALE Padre Bartolomeo Sorge "Con i dirigenti del vecchio Pci c'era più sintonia" ROMA - "Con Giorgio Napolitano ci conoscevamo bene. Avevamo una certa similitudine fisica... Il Borghese, il settimanale della destra, mi affiancò a lui. Didascalia: "Guarda questi due come si somigliano"...". Il gesuita Bartolomeo Sorge, classe 1929, direttore della rivista Aggiornamenti sociali, tra il 1973 e il 1985 guidò Civiltà cattolica, un punto di riferimento culturale per il cattolicesimo. "Mi chiamavano "il gesuita che dialoga"". Ed era famosa, e discussa, l'attenzione con cui analizzava le ragioni del Pci. Aveva amici tra i comunisti: "Penso a Lucio Lombardo Radice. Ci invitavano spesso insieme a dibattiti. Ci chiamavano "i gemelli"". Qual era la chiave del vostro codice? "Forse lo stesso che portò Togliatti e De Gasperi a firmare insieme la carta repubblicana. Non è che De Gasperi sia diventato comunista e Togliatti democristiano". Altro pezzo di memoria storica: "Metà anni 70. Un discorso di Berlinguer, da poco segretario del Pci: "Farò di tutto perché il Pci diventi laico". Io lo ascolto e dico: "Più laico di così?". Invece capisco che esiste una laicità non solo confessionale. E che Berlinguer vuole liberarsi del dogmatismo ideologico di stampo sovietico". Oggi il Pd ha una difficoltà opposta: "Il problema di oggi, caduti muri e ideologie, è riuscire a fare unità nel rispetto della diversità. Mi sembrava che il Pd di Veltroni fosse riuscito a muoversi quasi nel solco di De Gasperi, che si rivolse non solo ai cattolici ma a tutti i "liberi e forti", credenti e non credenti". E invece, padre Sorge? "C'è questa introduzione dei radicali. Che mi preoccupa. Rischia di vanificare l'"andiamo da soli", la vera novità. E introduce la stessa frammentazione che ha provocato i problemi a Prodi". E perché apre un contenzioso con i cattolici? "Sì. Di cui non c'era alcun bisogno. Veltroni dovrebbe spiegare bene come si scioglie la contraddizione tra l'arrivo dei radicali e i valori cattolici". Di nuovo una sospensione: "Altrimenti i voti cattolici potrebbero prendere altre strade. Penso alla proposta della "Rosa bianca", ancora in fase embrionale. Ma sono certo che potrebbe pescare in un bacino molto ampio, attirare molti consensi". Paolo Conti.

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Walter preoccupato <No a divaricazioni tra laici e cattolici> (sezione: Laici e chierici)

( da "Corriere della Sera" del 26-02-2008)

Argomenti: Laicita'

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-02-26 num: - pag: 6 categoria: BREVI Walter preoccupato "No a divaricazioni tra laici e cattolici" DAL NOSTRO INVIATO MACERATA - Il pullman continua la sua corsa e raggiunge le Marche. Ma è difficile per Walter Veltroni lasciarsi dietro le spalle le polemiche romane, soprattutto quando c'è di mezzo il mondo cattolico. Dopo l'Avvenire ora va all'attacco dell'accordo con i radicali anche Famiglia Cristiana. E poi, soprattutto, c'è il malessere crescente dei cattolici del Pd. Che fare? Il leader si preoccupa, ci pensa su e poi, senza citare nessuno, lancia l'appello nel bel mezzo del discorso al PalaSavelli di Porto San Giorgio, davanti a centinaia di simpatizzanti del Pd: "Ma davvero - si chiede - in Italia ci deve essere di nuovo, nel 2008, una divaricazione fra laici e cattolici?". Afferma: "Considero le persone illuminate dalla fede un arricchimento gigantesco: ci deve essere rispetto reciproco". Poi da Macerata tesse le lodi di Umberto Veronesi: "è un uomo che ha avuto la sensibilità di dire che le materie etiche vanno tenute fuori dalla campagna elettorale. Con il nostro programma abbiamo avuto la sensibilità di chi vuole unire laici e cattolici nel rispetto di chi è credente e di quel valore indisponibile che è la laicità dello Stato". E in effetti il programma parla "dell'accanimento terapeutico da prevenire anche attraverso il testamento biologico", "del riconoscimento dei diritti delle persone stabilmente conviventi" e della 194 come "legge equilibrata, che ha conseguito buoni risultati, e va attuata in tutte le sue parti". Applaude Emma Bonino e dà questa interpretazione: "Il programma dice sì al testamento biologico e alla pillola Ru486". E il prodiano Antonio La Forgia inveisce: "Tutte le forze politiche si prostituiscono nei confronti della gerarchia cattolica. Ed è grave che parte della Chiesa si presti a questo gioco". Ma i cattolici invece restano più che mai in agitazione. Renzo Lusetti (ex Margherita) ammette: "Non sono certo entusiasta ". Poi cerca di guardare al lato positivo della faccenda: "Due anni fa c'era la Rosa nel Pugno e ora non c'è più. Si candidarono Pannella e D'Elia ed ora non lo fanno. E poi ci siamo noi, cattolici popolari veri che mercoledì, nell'assemblea che abbiamo convocato, ci faremo garanti di fronte agli eventuali rischi di una deriva laicista". Tutti fanno riferimento all'assemblea di domani, che riunirà tutte le anime cattoliche del Pd, e sulla quale pende il monito di Rosy Bindi ("Però non facciamone una nuova corrente") e quello del prodiano Franco Monaco: "Il peggior nemico del Pd è il fondamentalismo etico, di un segno o di un altro". Ma i teodem sono sull'orlo di una "crisi di nervi politica". Promette Paola Binetti: "I cattolici uniti argineranno i radicali ". Si sfoga Enzo Carra: "Per il momento sono tranquillo, ma al primo segno di spappolamento darò ragione al direttore di Famiglia Cristiana. E a quel punto, a rispondere dovrà essere Veltroni e il vice Franceschini che deve rappresentare l'anima cattolica nel partito". Luigi Bobba va oltre: "Il mio scetticismo è soprattutto elettorale: secondo me i radicali fanno perdere più voti di quanti ne conquistano. E comunque, a questo punto, dovrebbero fare come Di Pietro e sciogliersi nel Pd". Cerca di tranquillizzare tutti Giuseppe Fioroni, ma "minimizza " la presenza radicale: "Chi si presenta con il Pd ne sottoscrive il programma in ogni parte. Quindi anche quel gruppetto di radicali che si è aggiunto...". Rispetto reciproco "Considero un arricchimento chi ha fede. Ci dev'essere rispetto reciproco" Roberto Zuccolini.

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Il Papa ai medici: rispettate la vita (sezione: Laici e chierici)

( da "Corriere della Sera" del 26-02-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Prima Pagina - data: 2008-02-26 num: - pag: 1 categoria: REDAZIONALE Etica e politica Il leader del Partito democratico: no a divisioni laici-cattolici. Lite Berlusconi-Casini Il Papa ai medici: rispettate la vita Famiglia Cristiana attacca il Pd. Veltroni presenta il programma ROMA - "Ferma e costante condanna etica" dell'eutanasia da parte del Papa: "La vita va salvaguardata in ogni momento del suo sviluppo ". Famiglia Cristiana attacca il Pd: "pasticcio veltroniano in salsa pannelliana". DA PAGINA 6 A PAGINA 11.

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I rischi dello strappo, la fine di un'epoca (sezione: Laici e chierici)

( da "Corriere della Sera" del 26-02-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Opinioni - data: 2008-02-26 num: - pag: 40 autore: di MASSIMO FRANCO categoria: REDAZIONALE IL PD E I CATTOLICI I rischi dello strappo, la fine di un'epoca SEGUE DALLA PRIMA Si tratta di un monolitismo vistoso. Al punto che la campagna elettorale ha l'aria di un'occasione scelta dal Vaticano per tracciare inflessibili spartiacque; e insieme per fissare alcune coordinate al proprio interno. Insomma, leggere con lenti solo italiane le prese di posizione dei vescovi rischia di essere riduttivo. L'allineamento "esterno" vuole segnalare e quasi evocare un'uguale omogeneità delle gerarchie; e smentire sbavature e divergenze ai vertici dell'episcopato. Il modo in cui ieri Benedetto XVI è intervenuto sul ruolo dei medici ribadisce la strategia vaticana. Ma se di questo si tratta, per Walter Veltroni il problema diventa paradossalmente di più difficile soluzione. Non serve a molto esorcizzare "una nuova divaricazione fra laici e cattolici ", come ha fatto ieri il leader del Pd. Né è sufficiente che gli ex popolari abbiano decine di seggi in più rispetto ai nove riservati ad Emma Bonino e compagni. In fondo, anche nel 2006 l'Unione candidava esponenti radicali, e in modo più marcato di quanto si verifichi adesso. Ma è cambiato lo sfondo. La sensazione è che l'identità del partito veltroniano, per quanto tuttora incompiuta, sia percepita dai vertici della Chiesa italiana come la fine di un'epoca. Un'epoca ambigua, nella quale tutti erano un po' rassegnati alla convivenza fra identità diverse e quasi agli antipodi, a destra e a sinistra: lo giustificavano la Realpolitik e l'esigenza di vincere. Di questo tentativo di mescolanza era simbolo Romano Prodi, demiurgo di un centrosinistra che nel suo schema iniziale prevedeva una guida cattolica chiamata a portare le sinistre al governo; a garantirle e a farsene garante. Ma Prodi ha fallito. E l'ex diessino Veltroni si garantisce da solo. Al contrario, i tronconi della ex Margherita si dimostrano in affanno nei confronti del mondo cattolico. In fondo, è una difficoltà riflessa dalla teodem Paola Binetti, quando sostiene che dentro il Pd quelli come lei "vigileranno" sui radicali. E dagli ex popolari che rivendicano la consistenza numerica del proprio gruppo, tranne poi chiedere "garanzie" a Veltroni. Si avverte in modo palpabile l'eco della diffidenza della Chiesa verso chi ritiene di poter parlare a suo nome, a qualunque schieramento appartenga. L'equidistanza da tutti, almeno teorica, e il mancato appoggio anche alla "lista per la vita " di Giuliano Ferrara ne sono altrettanti sintomi. Pesa il ricordo dello scontro del 2007 fra l'Unione prodiana e la Cei sulle coppie di fatto, i cosiddetti "Dico". E adesso incidono le polemiche su aborto ed eutanasia, che finiscono per toccare la candidatura di una personalità come l'oncologo Umberto Veronesi. è un fronte sovresposto, dove si confondono in modo strumentale ed esplosivo ingerenza e difesa dei principi. L'accordo con i radicali ha sospinto Veltroni in prima linea, nel bel mezzo di un fuoco incrociato che non poteva non colpirlo; e del quale forse non aveva calcolato fino in fondo le implicazioni. Quando il settimanale Famiglia Cristiana parla di "pasticcio veltroniano in salsa pannelliana", inorgoglisce il leader radicale ma finisce per sottolineare lo strappo potenziale fra mondo cattolico e Pd. Non è scontato che gli avversari sapranno trarne automaticamente beneficio. Ma per una forza riformista e moderata come quella che Veltroni si sforza di costruire e accreditare, la smagliatura ha dimensioni impreviste. E può significare una ricaduta elettorale magari relativa; e tuttavia da non sottovalutare.

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Con il Pdl (sezione: Laici e chierici)

( da "Corriere della Sera" del 26-02-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-02-26 num: - pag: 11 categoria: BREVI Con il Pdl Eugenia Roccella Femminista, figlia di Franco Roccella (cofondatore insieme a Marco Pannella del Partito radicale), negli anni Ottanta lascia l'Edera e si avvicina alle posizioni cattoliche pur essendo laica. è stata con Pezzotta la portavoce del Family Day in piazza San Giovanni il 12 maggio scorso.

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-02-26 num: - pag: 11 La lettera ... (sezione: Laici e chierici)

( da "Corriere della Sera" del 26-02-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-02-26 num: - pag: 11 La lettera \\ Il leader udc: non siamo la voce d'Oltretevere SEGUE DALLA PRIMA E, quando riemerge la tentazione di qualcuno a ergersi a interprete della dottrina d'Oltretevere, il risultato è poco meno che ridicolo. D'altra parte, la fine dell'unità politica dei cattolici ha fatto sì che oggi quelle istanze non siano più un'esclusiva e che non siano più neppure un tabù. Affermare orgogliosamente l'identità cristiana dell'Italia non è altro che una dichiarazione politica, laica. Corrisponde ai valori dei popolari europei: l'uomo, la vita, la libertà di educare i figli, la responsabilità, la solidarietà. Serve un partito per tradurre queste affermazioni di principio in scelte di governo? La risposta è sì e sì è la risposta che ovunque in Europa, e non solo, è stata data dagli elettori. Crediamo nel primato della persona, della sua dignità e libertà, nella centralità della legge naturale nel definire le fondamenta morali della democrazia, in un'etica dei diritti ma anche dei doveri. Non si tratta di pure astrazioni, perché da questi valori discenderà l'attività legislativa e di governo a sostegno delle famiglie (in particolare alle giovani coppie e alle famiglie monoreddito con figli), la difesa della vita dal concepimento alla fine naturale (applicazione della legge 194 nella parte che tutela il diritto alla maternità e mantenimento di regole precise riguardo alla fecondazione artificiale, all'utilizzo degli embrioni nella ricerca e alla distinzione tra accanimento terapeutico ed eutanasia), la promozione della solidarietà (stabilizzazione del 5 per mille nella dichiarazione dei redditi a favore di Onlus e associazioni di volontariato), una politica dell'immigrazione aperta ma rigorosa. Galli della Loggia poi cerca di spiegare come l'esperienza della Dc, pur dominando la scena politica dal 1948 al 1992, non sia riuscita ad evitare il processo di secolarizzazione e come, per inverso, sia toccato a dei non credenti rianimare un dibattito pubblico sulla fede. E' un'opinione rispettabile ma che contiene, a mio avviso, una visione non condivisibile dei ruoli, da tenere distinti invece, della politica, della cultura e della stessa Chiesa. L'Udc, e qui concordo con l'editorialista del Corriere della Sera, si presenterà agli elettori con il proprio simbolo per ragioni squisitamente politiche e non religiose. Mi candido alla guida del governo non per capriccio delle gerarchie ecclesiali ma per profonda convinzione politica. Ritengo che i due grandi partiti di destra e sinistra si presentino con programmi fotocopia fondati sulla promessa (falsa, temo) di un fisco meno pesante. A differenza loro, noi cerchiamo sui grandi temi etici di non astenerci ma di partecipare al dibattito, e quindi alle scelte per il Paese, con le idee chiare. Quelle di un partito cattolico e liberale che, coerente con la storia e la tradizione italiane, sa orientarsi nelle sfide del futuro prossimo. Prima pagina Gli editoriali di Ernesto Galli della Loggia di domenica scorsa e di Angelo Panebianco di ieri Pier Ferdinando Casini Candidato premier.

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L'aggressione vaticana (sezione: Laici e chierici)

( da "Manifesto, Il" del 26-02-2008)

Argomenti: Laicita'

Filippo Gentiloni La gerarchia cattolica, in questi giorni, è aggressiva come non mai. Titoli come "I vescovi contro i medici" non si erano mai visti. Neppure nei giorni più caldi come quelli dei referendum su divorzio e aborto. Oggi oltre Tevere è logico che si rimpianga quella Democrazia Cristiana che sosteneva le posizioni cattoliche permettendo alla gerarchia di non esporsi in prima fila. Oggi, al contrario, la gerarchia deve esporsi se non vuole accettare la scomparsa della voce cattolica nel dibattito pubblico. E la possibilità di un partito più o meno ufficialmente cattolico? Se ne è parlato e se ne parla. Come si parla di un abbraccio dei cattolici teodem con Pierferdinando Casini. Come si è parlato di "genuflessioni" vistose da parte di laici molto noti, come Giuliano Ferrara. Ma la gerarchia non sembra entusiasta. Forse diffida della sincerità di alcuni. Forse - direi soprattutto - diffida dello spazio politico che le aggregazioni etichettate come cattoliche potrebbero avere. Il loro spazio dovrebbe essere quel "centro" che abbraccia i moderati sia di destra che di sinistra e non esclude nessuno. Uno spazio che di fatto si è talmente ristretto da apparire inesistente. Oggi il bipolarismo è inevitabile e costringe anche i cattolici a schierarsi: proprio quello che la gerarchia non vorrebbe, per evitare una chiesa di destra contro una chiesa di sinistra. Niente centro e quindi niente partito cattolico. Alla gerarchia non rimane che intervenire direttamente, in prima persona. È quello che sta accadendo in questi giorni. Non un partito, ma i temi. Meglio: un tema, quello che si presta maggiormente a una campagna elettorale, il grande tema cattolico della famiglia e dell'aborto. Un tema difficile, comunque, come hanno dimostrato i recenti referendum e come dimostrano i dati su divorzio, unioni di fatto, separazioni, ecc. Un altro fatto spiega l'irritazione dei palazzi vaticani. Il nuovo Partito Democratico, erede non soltanto del comunismo ma anche della Dc, ha aperto, anche se con moderazione, le sue liste a persone autorevoli ma lontane dalle posizioni cattoliche, come l'oncologo Umberto Veronesi. L'accordo con i radicali, tradizionali avversari del Vaticano, contribuisce all'irritazione. E probabilmente anche a un certo spostamento cattolico verso la destra. Berlusconi, ovviamente, pronto ad approfittarne. A questo punto, però, è bene distinguere decisamente fra Vaticano e mondo cattolico italiano. Il primo è il soggetto della irritazione e della aggressione. Il secondo ne è ignaro e probabilmente anche lontano. Il tempo di un cattolicesimo che aspettava indicazioni politiche dalla chiesa gerarchica ed era disposto a seguirle si può dichiarare finito e lontano. Il successo del cardinale Ruini nel referendum sulla procreazione assistita non fa testo, basta osservare le cifre, tutte in diminuzione, della frequenza ai riti cattolici. E si può ragionevolmente prevedere che anche l'attuale aggressività non gioverà molto alla causa della gerarchia cattolica.

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Questione cattolica , Pannella imbarazza il Pd (sezione: Laici e chierici)

( da "Manifesto, Il" del 26-02-2008)

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"Questione cattolica", Pannella imbarazza il Pd Famiglia cristiana attacca l'intesa coi radicali. Veltroni prepara candidati simbolo, esalta gli uomini di fede e chiede al Pr un profilo basso Roma "Pasticcio veltroniano in salsa pannelliana": è un editoriale non firmato di Famiglia cristiana l'ultimo cruccio del segretario del Pd, in rimonta nei sondaggi ma con la paura di perdere voti cattolici. Il settimanale dei paolini - in calo di vendite ma sempre il più diffuso dalle parrocchie - strapazza Veltroni per l'accordo firmato con i radicali, portatori di "un'ideologia libertaria alternativa alla storia e ai principi etici, economici e sociali di questo paese". Lontani i tempi in cui Famiglia cristiana diretta da Leonardo Zega riusciva a prendersi delle libertà sui temi etici, oggi la rivista è allineata alle gerarchie vaticane e dunque preoccupa doppiamente l'entourage veltroniano il fatto che l'editoriale arrivi a un passo dallo sconsigliare il voto per il Pd: "I cattolici potrebbero non preoccuparsi dei radicali se si potesse esercitare il voto di preferenza, ma siccome le liste sono bloccate un candidato o l'altro fa la differenza". Il dossier cattolici è in cima alle preoccupazioni di Veltroni che mercoledì chiuderà il convegno organizzato da tutte le anime cattoliche del Pd. La tentazione è quella di annunciare in quella sede la candidatura di un paio di testimonial cattolici da contrapporre ai radicali e al professor Veronesi, spauracchio dei teo-dem alla Binetti. I nomi che circolano sono sempre quelli del fondatore della comunità di Sant'Egidio, Andrea Riccardi, e della ex presidente delle Acli, Paola Bignardi. All'affondo di Famiglia Cristiana e alle immediate polemiche dei cattolici ieri Veltroni ha risposto con il consueto invito al "rispetto reciproco". "Le verità sono due - ha ripetuto il segretario del Pd - la prima è che le istituzioni sono laiche per natura e la seconda è che, però, ciascuno deve poter portare il suo punto di vista". Ieri era però il giorno in cui aggiungere che "le persone illuminate dalla fede sono un arricchimento gigantesco della società". Nel frattempo cattolici di primo e secondo piano del Pd si impegnavano a far notare al settimanale dei paolini che i radicali hanno sottoscritto il programma del Pd e dunque questa volta sono una garanzia. Un po' quello che in modo più brusco aveva detto Rosy Bindi in un'intervista alla Stampa: "Se fossero coerenti Bonino e gli altri non firmerebbero il programma di Veltroni". Il gran ciambellano degli ex popolari Beppe Fioroni spiegava che "il vero voto utile per i cattolici è quello per il Pd" mentre la spalla di Veltroni Giorgio Tonini aggiungeva che "la presenza dei cattolici nel Pd non è simbolica ma cospicua come in nessun altro partito". Più preoccupato l'ultimo segretario dei popolari, il dossettiano Pierluigi Castagnetti che a Veltroni chiede "garanzie sulla linea politica" e ai radicali chiede di sottoscrivere non solo il programma elettorale del Pd, ma anche il suo manifesto dei valori. Osservati speciali, i nove radicali che saliranno in parlamento grazie all'accordo con il Pd dovranno anche, secondo Fioroni, "rinunciare a una serie infinita di disegni di legge, dall'otto per mille all'ora di religione all'abolizione del concordato che sono fuori dal nostro programma". Si tratta di questioni effettivamente discusse tra Veltroni e Pannella-Bonino coperte però dalla raccomandazione del segretario del Pd di evitare qualsiasi polemica. L'intervista al Corriere di due giorni fa del medico torinese Silvio Viale, favorevole all'eutanasia e possibile candidato in quota radicale, non è piaciuta a Veltroni che è tornato a raccomandare un basso profilo ai dirigenti del Pr. Risultato ieri nessuna reazione da via di torre Argentina all'editoriale di Famiglia Cristiana, fino a che non è stato direttamente Pannella ad appellarsi alle "autorità dello stato" dicendo che "questa pretesa totalizzante e totalitaria ci inorgoglisce dolorosamente". Mentre la segretaria del partito Bernardini ha rifiutato di commentare la "censura preventiva" di Fioroni. Parlando da Radio radicale, Emma Bonino ha risposto "stupita" all'attacco di Rosy Bindi: "Sarà sottoposta a pressioni". Ma ha promosso il programma del Pd nel momento stesso in cui Veltroni lo ha presentato: "Per quanto riguarda il testamento biologico e la Ru486 ci sono affermazioni molto chiare, impegnative e condivisibili". Ma nel testo diffuso dal Pd della pillola abortiva Ru486 non si parla affatto. a. fab.

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Voto non voto Voto non voto (sezione: Laici e chierici)

( da "Liberazione" del 26-02-2008)

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Un giro sul tram numero 8 dalla stazione Trastevere a piazza San Giovanni di Dio a parlare con i passeggeri dei problemi di viabilità e una passeggiata a sorpresa nel quartiere di Monteverde Nuovo. Così è proseguito questo pomeriggio il viaggio di ascolto della città da parte di Francesco Rutelli, a contatto con la gente. Scusi, onorevole, quanto ha detto che sta la cicoria al chilo? Fini : "La decisione di Gianni Alemanno di accettare la candidatura a sindaco, con il pieno accordo di Maurizio Gasparri ha consentito di procedere ad una designazione che, al pari di quella di Gasparri, garantisce i migliori risultati per il centrodestra". Omino nero: lava, sbianca e toglie ogni tipo di macchia Veltroni : "Senatori che vanno a pranzo con esponenti dello schieramento opposto, partiti dello 0,9 indecisi se stare di qua o di là. Vedo cose che voi umani non riuscite neanche a immaginare, partiti che stanno di qua o poi di là in un moto perpetuo". Blade Wallter Casini : "Non sono il prediletto di nessuno, spero di essere il prediletto di mia moglie. La Chiesa non partecipa, non dà indicazioni, non ha partiti politici di preferenza. La Chiesa cattolica italiana è completamente estranea alla politica, richiama i cattolici ad alcuni valori da affermare legislativamente". A tuo ammaestramento. Sai tu qual sia, in questa nera valle, la risultanza e il premio d'ogni sacrifizio umano? Calci nel deretano! D'ora in poi verrò nomato lo cavaliere amaro! (Brancaleone) Monaco :"Il peggior nemico del PD, pensato come partito laico e plurale, è il fondamentalismo etico, di un segno o di un altro" Sarai mondo se monderai lo mondo. (Zenone) Della Seta : "Il programma del Pd, nella parte che riguarda l'ambiente, prevede di diffondere l'energia solare in tutte le case e in tutti gli edifici pubblici nei prossimi dieci anni. Sui rifiuti chiediamo che si faccia la raccolta differenziata e che si facciano gli impianti necessari, compresi i termovalorizzatori, che in tante parti d'Italia l'ambientalismo del No ha impedito di realizzare. Questo per noi è ambientalismo del fare ed è una delle ragioni che hanno spinto il Pd a correre libero alle elezioni". Sempre libera degg'io Folleggiar di gioia in gioia, Vo' che scorra il viver mio Pei sentieri del piacer, Nasca il giorno, o il giorno muoia... Testoni (Fi) : "Nel programma di 33 pagine, Veltroni non si smentisce: come un laborioso cinese copia ma finge di essere il primo della classe". Io speriamo che me la cavo Erminia Mazzoni (Udc) : "Un centro che sia vera alternativa deve dire no ai personalismi, no alla teorica mediatica. Udc e Rosa Bianca: Indiscutibilmente insieme" Io non ti conosco, io non so chi sei.... 26/02/2008.

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"Famiglia cristiana" contro Veltroni <Pasticcio in salsa pannelliana> (sezione: Laici e chierici)

( da "Liberazione" del 26-02-2008)

Argomenti: Laicita'

Dopo gli attacchi di "Avvenire", pressing puntato sull'assemblea dei cattolici del Pd "Famiglia cristiana" contro Veltroni "Pasticcio in salsa pannelliana" Fulvio Fania Città del Vaticano La foto di Veltroni accanto a quella di Emma Bonino sovrastata da Pannella. Anche le immagini vengono brandite come spade sul nuovo numero di Famiglia cristiana . Non meno drastici i titoli: "Pasticcio veltroniano in salsa pannelliana". Così si annuncia l'editoriale non firmato. E' una sonora bocciatura delle ultime mosse del leader democratico, un intervento a gamba tesa nel difficile puzzle che Veltroni sta tentando e nell'assemblea dell'area cattolica del Pd in programma per domani. Si punta alla "pancia" del popolo cattolico irritato dai radicali. Pannella, da parte sua, sta al gioco proclamandosi "orgoglioso" delle critiche del settimanale. Il disagio dei cattolici nel Pd si è allargato. E se non porranno rimedio i politici teodem, dovranno pensarci poi gli elettori. Lo fa intendere Famiglia cristiana che polemizza con il ministro Fioroni: avrebbe ragione di non preoccuparsi della pattuglia dei candidati radicali se esistesse la possibilità di boicottarla col voto di preferenza. Ma siccome le liste saranno invece bloccate, questa piega libertaria deve allarmare. "La gara tra chi è più cattolico e più laico rischia di far male al Paese", avverte l'editoriale. Proprio per il fatto che i cattolici nel Pd "non hanno intenzione di dar vita ad una corrente confessionale" deve pesare la loro richiesta di "chiarezza sull'antropologia e i valori di riferimento". I radicali sono "ideologici" e puntano ad aborto, eutanasia, depenalizzazione delle droghe, abolizione del Concordato e dell'otto per mille, tutte cose che i cattolici non possono sopportare. Non è la prima volta che Famiglia cristiana rovescia la sua precedente tradizione di aperture progressiste. Recentemente ha spalleggiato la moratoria di Ferrara sull'aborto, salvo abbandonarlo adesso al destino della sua lista pro-life. Il settimanale pubblica anche una lettera di Carlo Casini. Il leader del "Movimento per la vita" spiega il motivo per cui non segue Ferrara in questa sua avventura elettorale giudicandola "inopportuna". Al direttore del Foglio non è bastato dunque inchinarsi di fronte a papa Ratzinger domenica mattina nella chiesa del quartiere romano del Testaccio, lui in mezzo a poche persone, una partecipazione doppiamente imbarazzante per la visita papale. Il pressing della Chiesa sul Pd si fa sempre più insistente e si risolve in un favore alla destra e a Casini. L'idea veltroniana di compensare con qualche gesto ad effetto la mazzata dell'intesa con i radicali non sarà forse sufficiente a risolvere i dubbi dei teodem. L'ala ruinina dell'episcopato non si è mai fidata del buonismo veltroniano. Quella volta che papa Ratzinger gli confezionò un bell'attacco sul "degrado di Roma" non fu davvero un incidente involontario. E se il cardinale Bertone e un'altra parte delle gerarchie privilegiano una linea a tutto campo senza rotture eclatanti con nessuno, neppure il Segretario di stato, che in questi giorni si trova a Cuba, ignora il malessere suscitato nell'area cattolica, anche quella democratica, dall'intesa Veltroni-Bonino. C'è chi, come molti dirigenti Acli, della Comunità di Sant'Egidio e perfino di Cl, cerca di sfruttare la protesta per riportare gli equilibri a proprio favore e chi al contrario la usa per dirottare i consensi verso l'Udc o la Rosa Bianca, raccomandando peraltro quegli accordi con Berlusconi che Casini deve pur sempre subire, come è accaduto in Sicilia. Veltroni intanto rassicura: "Non deve esserci una nuova divaricazione tra laici e cattolici". Il leader del Pd conta molto sull'intervento di esponenti cattolici a lui favorevoli e candiderebbe volentieri alcuni di loro come il fondatore di Sant'Egidio Andrea Riccardi ma è probabilmente da escludere che il professore, pur intervenendo all'assemblea dei cattolici del Pd, voglia schierarsi personalmente. D'altra parte Riccardi partecipò anche alla presentazione del movimento di Pezzotta, prima che si trasformasse in lista. Dal cappello delle candidature potrebbero uscire altri nomi. Qualcuno ha suggerito quello di Paola Bignardi, ex presidente di Azione cattolica e poi del coordinamento Retinopera. Di lei il segretario della Cei Giuseppe Betori dice un mondo di bene, mettendola al pari di Pezzotta e non è detto che vorrebbe vedere entrambi nella medesima lista. Così come non è più assolutamente certo che quel che pensa Betori lo pensi anche Ruini né che il Vicario di Roma sia in sintonia col silenzioso presidente della Cei Angelo Bagnasco. Certo, è dal giornale dei vescovi che partono i fendenti più decisi contro il vertice Pd. Insieme all'associazione Scienza e vita e ai medici cattolici, Avvenire spara a zero contro l'Ordine dei medici contestando la legittimità del recente documento a sostegno della legge 194 e della pillola abortiva. La candidatura di Umberto Veronesi nella lista Pd offre l'occasione per un nuovo allarme anche sull'eutanasia. Dalle stanze vaticane il Papa aggiunge del suo. Ieri mattina ha ricevuto i partecipanti ad un convegno internazionale promosso dall'Accademia pontificia per la vita "Accanto al malato inguaribile e al morente". Benedetto XVI ha ribadito "la ferma e costante condanna per ogni forma di eutanasia". "Le spinte eutanasiche - ha detto - diventano pressanti quando si insinui una visione utilitaristica della persona". Il Papa ha sottolineato la necessità di "rispettare la vita e la dignità del morente", richiamando le istituzioni sanitarie, civili e la scienza medica ad assicurare "solidarietà" e cure "proporzionali" nelle fasi terminali. Insomma, dal concepimento alla morte, Veltroni avrà da faticare per tenere assieme le due sponde del Tevere. 26/02/2008.

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Cei (sezione: Laici e chierici)

( da "Riformista, Il" del 26-02-2008)

Argomenti: Laicita'

Cei Il progetto culturale del cardinal Ruini Il ruolo che Ratzinger ha affidato all'ex presidente Dopo un finesettimana di fuoco per i cattolici impegnati a rimettere ordine nella proliferazione delle sigle elettorali dei neocentristi e nei dissidi nati all'interno del Pd dopo la cooptazione della Bonino e di Veronesi, oggi Ruini torna a parlare in pubblico, a Verona. Il presidente del Progetto Culturale e vicario di Benedetto XVI per la città di Roma, terrà una Lectio Magistralis su "Gesù di Nazareth. Attualità e speranza di un uomo. La storicità di Cristo in un approccio teologico al libro di Benedetto XVI". Il polverone delle ultime settimane dovrebbe finalmente diradarsi. Editorialisti e commentatori hanno fatto a gara a interpretare ogni sussurro proveniente dalla Curia romana come un indizio a favore o contro gli schieramenti politici in campo. I neo centristi che sperano nella rinascita di una nuova Democrazia Cristiana del terzo millennio. I teodem di Veltroni che, guidati dalla Binetti, temono la radicalizzazione delle posizioni sui temi della bioetica. I teocon del Pdl che hanno letto con preoccupazione i segnali contraddittori che sembravano emergere dall'episcopato italiano. Anche la neonata lista di Ferrara contro l'aborto ha suscitato più di un interrogativo rimasto senza risposta. In molti hanno paventato improvvise e inedite prese di posizione da parte dei vescovi italiani. Alla fine dell'esasperata attenzione politica intorno al voto dei cattolici, però, si scopre che da parte dell'assemblea dei vescovi italiani c'è invece una inaspettata coerenza di lungo corso. Tutto era iniziato nel 1995, a Palermo, quando fu proprio lo stesso Ruini, d'intesa con Giovanni Paolo II, a lanciare il Progetto Culturale. "La presenza e l'incidenza in ambito sociale e politico è una finalità "secondaria" del progetto culturale, rispetto a quella primaria dell'evangelizzazione della cultura - ha spiegato qualche settimana fa lo stesso Ruini a Paolo Bustaffa del Sir -. È però anch'essa una finalità irrinunciabile, perché il Vangelo è per la salvezza di tutto l'uomo. In ambito politico, come precisa molto bene l'Enciclica Deus caritas est , le responsabilità dirette sono non della Chiesa come tale ma dei cristiani laici, a cui è affidato un compito rilevantissimo nell'attuazione del "progetto culturale"". 3 26/02/2008.

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Liste così il segretario recluta gli orchestrali del partito democratico (sezione: Laici e chierici)

( da "Riformista, Il" del 26-02-2008)

Argomenti: Laicita'

Liste così il segretario recluta gli orchestrali del partito democratico Il maestro con la bacchetta c'è, la musica no Walter Veltroni ogni giorno annuncia candidature e accordi elettorali che completano il quadro di ciò che è e, soprattutto, ciò che in futuro sarà il Pd. Sia chiaro, si tratta di operazioni politiche che spesso assumono il volto e il nome di una persona. E sono operazioni che certo guardano alla possibilità di rimontare la china, di vincere le elezioni. Si guarda invece meno alla possibilità di governare, come era stato detto nel momento in cui Veltroni annunciò che il Pd si sarebbe presentato "solo". Ora non è più solo, non c'è più la sinistra radicale ma ci sono altri ingredienti, molti altri. Ieri su questo giornale c'era un quadro tracciato da Tommaso Labate in cui si potevano scorgere i volti dei giovanissimi e degli anzianissimi, dei radicali e dei dipietristi, di esponenti della Confindustria e del sindacato, di cattolici integralisti e dei laici liberali, di socialisti di antico lignaggio e di liberisti di nuovo conio: un'orchestra, in cui si vede bene il maestro con la bacchetta, ma di cui non si sente la musica. Eppure questo insieme così contraddittorio ha un senso politico e anche strategico. Alcuni osservatori aspettano la musica come sintesi di tutti gli orchestrali: un'attesa inutile. Il senso dell'operazione è saper tenere insieme i diversi senza una sintesi. Anzi, è proprio l'insieme senza sintesi che si assume come qualità politica e specificità dell'epoca in cui viviamo. Questo "insieme" è un partito, con gli obiettivi epocali che gli affida il mio amico Alfredo Reichlin, o è un rassemblement elettorale? È l'uno e l'altro, anche perché si tende a cambiare ciò che sono stati i partiti, che selezionavano gruppi dirigenti e organizzavano la partecipazione, in partiti del leader con la partecipazione degli iscritti-elettori. Un mutamento che non è frutto della "crisi delle ideologie" perché in questa fase prevede un'altra ideologia che identifica la politica solo col governare, non solo nelle forme più alte, ma soprattutto nella gestione del potere a tutti i livelli: nel Sud, adeguandosi e non contraddicendo le sue tradizioni, nelle regioni rosse rinnovando il blocco di potere, nelle antiche roccheforti bianche e oggi leghiste, tentando di espugnarle spezzando il blocco di potere dominante catturandone una parte (si spiega così l'incerta candidatura di Massimo Calearo). È una strategia che sollecita una modernizzazione separata dai nuovi diritti civili e delle forme più europee della laicità e parte dal convincimento che un pezzo della borghesia e del mondo del lavoro convergano sui temi dello sviluppo, della contrattazione e del mercato del lavoro. Ed è una sfida affidata a un partito-lista elettorale in cui ancora una volta prevarranno le contraddizioni. In questo quadro il Pd sembra la sola forza che possa competere e vincere. E questo perché la Costituente socialista che ha una linea più coerente con i processi che si sviluppano in Europa è debole e la Cosa rossa si è collocata come forza "antagonista" al sistema e, in Europa si è collegata con forze di sinistra residuali (tranne in Germania) che non competono per governare. Entrambe le forze, insieme ma separate, non sono in grado di esprimere una sinistra in grado di competere virtuosamente col Pd. Ma questo è il tema di oggi e di domani. 26/02/2008.

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Offensiva cattolica, Walter tenta contromisure (sezione: Laici e chierici)

( da "Liberazione" del 26-02-2008)

Argomenti: Laicita'

Duro attacco di "Famiglia cristiana" all'accordo con i Radicali: "Pasticcio veltroniano". Dal loft replicano: "Sono usciti dal seminato". Ma Castagnetti chiede un "chiarimento". Botta e risposta Bindi-Bonino Offensiva cattolica, Walter tenta contromisure Romina Velchi "Gli è scappata la mano, succede anche nelle migliori famiglie". Tanto più che in questo caso la "Famiglia" è quella "cristiana", il settimanale cattolico che ieri è uscito con un editoriale dal titolo quanto mai esplicito: "Pasticcio veltroniano in salsa pannelliana". Un'entrata a gamba tesa nella polemica che da giorni scalda il dibattito interno al Pd, dopo l'accordo con i Radicali e la candidatura come capolista in Lombardia di Veronesi, e che suscita comprensibile fastidio nell'entourage dell'ex sindaco: "Sono usciti dal seminato" è il commento ufficioso. Si racconta che Veltroni si sia un po' stufato al punto da alzare il telefono per lamentarsi con chi di dovere Oltretevere. A Piazza Santa Anastasia si sottolinea, infatti, che "né la candidatura di Veronesi, né l'accordo con i Radicali hanno cambiato le posizioni, per esempio, sulla legge 194". E poi, "i cattolici nelle liste del Pd sono incomparabilmente più numerosi della pattuglia di candidati radicali", come osserva l'ulivista Franco Monaco. E allora perché tutta questa agitazione? Ermete Realacci, responsabile comunicazione, ipotizza "una difficoltà di rapporto della Chiesa con la società. Se si picchetta troppo il proprio territorio, si finisce con l'inaridirlo". Ma è fiducioso che alla fine "parleranno le proposte complessive". Tocca a Giorgio Tonini, dirigente cattolico del Pd, replicare a Famiglia cristiana , cercando di mantenere basso il livello della polemica: "La convergenza dei radicali alla proposta seria e severa di Veltroni dà un ampio affidamento che non si tratterà di una presenza di schegge impazzite ma di una costruttiva collaborazione". Ma Tonini non può esimersi dal sottolineae che "Bonino e la pattuglia radicale in parlamento hanno dimostrato grande lealtà al governo Prodi, a differenza di altri, privilegiando la convergenza di schieramento sull'ansia di visibilità". E il pensiero corre al mancato voto della senatrice Paola Binetti alla fiducia a Prodi sul decreto sicurezza. Insomma, in superficie al loft mostrano calma e tranquillità, ma sottotraccia è percepibile un certo nervosismo. Per questo si sta cercando di correre ai ripari, lavorando di fino sulle liste, onde evitare futuri intoppi: per esempio, fare in modo che al Senato (dove i numeri potrebbero essere di nuovo sul filo del rasoio) non ci siano esponenti radicali e la pattuglia teodem sia ridimensionata. Il leader del Pd tenta di gettare acqua sul fuoco, tenendo dentro gli uni e gli altri: "Non possiamo tornare a mettere in discussione ciò che è naturale e che ci sono due verità: la prima è che le istituzioni, per loro natura, sono laiche e sono quelle che decidono. La seconda è che ciascuno porta il proprio punto di vista, anche quello religioso. Ma davvero in Italia ci deve essere una divaricazione tra laici e cattolici? Serve unità e rispetto reciproco". Ma ci pensa Castagnetti a riportare Veltroni sulla terra, pretendendo un "chiarimento" e chiedendo che i radicali sottoscrivano non solo il programma e che non sia rimesso in discussione il Manifesto dei Valori. Né Veltroni si sogni che basta controbilanciare la candidatura di Veronesi con nomi di altre personalità cattoliche. L'ex sindaco, infatti, pensa di sfruttare l'occasione del convegno di domani dei cattolici del Pd per presentare alcune candidature di nomi illustri del mondo cattolico, nel tentativo di tenere insieme il diavolo e l'acqua santa. No, "è un problema di chiarezza della linea politica". Perciò, avverte Castagnetti, "i cattolici vigileranno perché non ci sia una deriva laicista". Che è quanto promette anche Paola Binetti (già "guardia svizzera" del programma dell'Unione), in una ritrovata unità d'intenti delle diverse anime cattoliche del Pd. D'altra parte è a questo che serve il gran raduno di domani, a "riaffermare la compattezza e la presenza dei cattolici" nel partito, come spiega Francesco Garofani (cattolici democratici). Una prova di forza, insomma, che non è detto abbia l'effetto di calmare gli animi. Anzi. Basta vedere come si sono punzecchiate ieri Rosy Bindi ed Emma Bonino. La prima a dire che i Radicali "se sono coerenti non dovrebbero firmare e non dovrebbero candidarsi" con il Pd. La seconda a rispondere che quell'intervista "mi stupisce, la attribuisco ad un dato di pressione a cui lei è probabilmente sottoposta". 26/02/2008.

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Urne e fede il centro avrà molto peso per l'esito finale (sezione: Laici e chierici)

( da "Riformista, Il" del 26-02-2008)

Argomenti: Laicita'

Urne e fede il centro avrà molto peso per l'esito finale Il Pd rincorre i cattolici in Lombardia Rosa bianca e Udc sono possibili interlocutori Voto cattolico. Con tutta probabilità quello ancora da convincere in vista delle prossime elezioni del 13 e 14 aprile. Che diventa essenziale in Lombardia in vista delle probabili regionali, con il Partito Democratico sempre più impegnato a fare acquisti al centro, per conquistare quell'elettorato che incorona il centrodestra da tre legislature. E sugli appunti del Pd lombardo non compare solo la Rosa Bianca, ma pure l'Udc. Insomma, non è un caso che in questa regione l'elettorato centrista acquisti importanza con il passare del tempo. Basta guardare i nomi che i partiti più rappresentativi schiereranno come capolista al Senato: Umberto Veronesi e Roberto Formigoni, due che sui temi etici non nascondono le proprie idee. Giuliano Ferrara, direttore del Foglio e promotore della Lista "Aborto? No Grazie", lo ha sottolineato nei giorni scorsi, inasprendo i toni dello scontro: "In Lombardia la battaglia elettorale è perfettamente definita: il diritto di vivere contro il diritto di morire". Lasciando un attimo da parte le questioni di vita o di morte, persino il governatore lombardo lo aveva ricordato ai giornalisti nel giorno in cui il leader dell'Udc Pierferdinando Casini diceva no al Cavaliere: "Credo che gli elettori cattolici e moderati di centro sapranno schierarsi e scegliendo determinare la vittoria di uno schieramento o dell'altro: questo sarà uno dei temi più interessanti della campagna elettorale". Di questi tempi, quindi, pure in Lombardia non è una novità discutere dell'inquietudine dell'elettorato cattolico che ruota attorno al Partito Democratico di Veltroni. Non solo per gli ultimi "laici" ingressi dei Radicali dell'Associazione Luca Coscioni e di Veronesi, ma perché appena fondato, il Pd non aveva convinto più di un cattolico lombardo. E anche se l'oncologo che dirige l'Istituto Europeo dei Tumori confidava sabato durante un pranzo "di essere in ottimi rapporti con la teodem Paola Binetti", non può sfuggire quello che Battista Bonfanti, ex segretario regionale lombardo dei Dl, scelse di fare a febbraio, confluendo nella Rosa Bianca di Savino Pezzotta. "Pur avendo una posizione di rendita politica come quella di segretario regionale - confida al Riformista - ho preferito non entrare nel Pd perché non ero assolutamente convinto della giustezza dell'operazione". I perché sono "evidenti", le strategie partite dal Loft negli ultimi giorni li hanno semmai confermati, e stanno - secondo Bonfanti - nella natura stessa del nuovo partito di centrosinistra. "Penso che un elettore cattolico - prosegue il consigliere regionale del Pirellone - possa scegliere la Rosa Bianca perché è un partito ad ispirazione cattolica e cioè dichiara esplicitamente di ispirarsi alla cultura politica del cattolicesimo democratico. Il Pd, invece, è per sua natura un assembramento di culture politiche divaricanti". Bonfanti può apparire come l'esempio materiale di quell'analisi che Il Sole 24 Ore pubblicava sabato scorso: al Nord il Pd potrebbe cedere consensi alla Rosa Bianca che potrebbe tra l'altro presentarsi sotto comuni insegne con l'Udc e Ciriaco De Mita. Altri uomini del Partito Democratico con le valigie in mano? "Io credo che gli esponenti del Pd di origine "margheritina" - risponde Bonfanti - abbiano già fatto una scelta irrevocabile. Credo però che l'elettorato si sposterà verso di noi". A mettere legna sul fuoco sulla questione cattolici in fuga, è servita l'assemblea della Rosa Bianca svoltasi questo fine settimana a Montecatini. Si è parlato tanto di Udc e di una possibile alleanza. I dubbi, però, uniti agli antichi rancori democristiani, rimangono. Luigi Baruffi, segretario regionale del partito di Casini, al Riformista non nasconde un certo interesse, ma chiede che la Rosa Bianca "incominci ad abbassare il prezzo di questa alleanza". Poi sul Pd: "Mi meraviglia che la Binetti e Botta stiano ancora dentro il Partito Democratico. Di sicuro - aggiunge Baruffi - i loro temi saranno disconosciuti, contrabbandati e non difesi: mi pare che in Lombardia già più di uno se ne sia accorto". Veronesi, quindi, - secondo l'esponente Udc - "è stato solo la ciliegina sulla torta: ha fugato gli ultimi dubbi. A sinistra gli elettori cattolici non sono rappresentati da questo Partito Democratico. Come peraltro a destra: Forza Italia non è mai stato un partito dei cattolici". In un momento in cui il voto di centro pare sempre più importante, quindi "il cattolico lombardo - chiosa Baruffi - saprà distinguere la crosta dalla verità". Ma Guido Galperti, capogruppo del Partito Democratico nel consiglio regionale lombardo, di fatto successore di Bonfanti, respinge ogni critica: "Ogni cattolico sceglie quello che gli è più congeniale. Mi pare però che nel programma del Partito Democratico i principi ispiratori della dottrina sociale della Chiesa trovino uno spazio più che adeguato. Con questo intendo l'attenzione alle regole del mercato, al tema delle liberalizzazioni, al tema dei diritti e al tema delle ingiustizie sociali: i cattolici non si occupino solo di fecondazione assistita. È un tema spinoso, ma la questione politica e programmatica non si può risolvere solo sui temi eticamente sensibili". A margine delle elezioni nazionali, però in Lombardia (Formigoni permettendo) si ragiona su maggioranze variabili in vista delle prossime regionali. Non è una novità che le intenzioni del Partito Democratico siano quelle di cercare intese al centro sul territorio lombardo, dove da anni stravince il centrodestra. Per questo motivo, nelle ultime settimane, al grattacielo Pirelli trapelava il nome di Savino Pezzotta, collante di una ipotetica alleanza Pd e Rosa Bianca. Galperti chiosa: "Al di là dei nomi credo non solo che si possa, ma si debba guardare con grande attenzione a queste realtà. Nella Rosa Bianca ci sono tanti amici che hanno condiviso con noi una lunghissima esperienza nel centrosinistra. Lo stesso Udc - aggiunge - deve essere inteso con un possibile interlocutore sulla scorta di quando sta succedendo a livello nazionale". Allora andrebbe bene un'intesa Pd, Udc e Rosa Bianca con candidato Pezzotta per la corsa a governatore della Lombardia? "Penso proprio di sì - conclude Bonfanti - e del resto credo che sicuramente anche in un elettorato che oggi vota Forza Italia, ci potrebbe essere un buon livello di attenzione e di preferenza". Ma Baruffi stoppa tutti: "Non abbiamo alcuna intenzione di fare maggioranza con il Partito Democratico: per adesso non c'è stato alcun contatto". 26/02/2008.

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Famiglia Cristiana attacca il Pd: un pasticcio La replica: no alle divisioni tra laici e cattolici (sezione: Laici e chierici)

( da "Messaggero, Il" del 26-02-2008)

Argomenti: Laicita'

Monito del Papa ai medici: rispettare la vita sempre. Scontro Berlusconi-Casini Famiglia Cristiana attacca il Pd: un pasticcio La replica: no alle divisioni tra laici e cattolici.

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ROMA Duro attacco di Famiglia Cristiana all'intesa Pd-radicali: è un pasticcio velt (sezione: Laici e chierici)

( da "Messaggero, Il" del 26-02-2008)

Argomenti: Laicita'

ROMA Duro attacco di Famiglia Cristiana all'intesa Pd-radicali: è un "pasticcio veltroniano in salsa pannelliana". Walter Veltroni ha risposto: basta divisioni tra laici e cattolici. "Lo Stato è laico", ha sottolineato il leader Pd, e "le persone illuminate dalla fede sono un gigantesco arricchimento". Il Papa intanto ha rivolto un appello ai medici contro eutanasia e aborto: "Salvaguardare la vita, sempre". Duro scontro anche tra Berlusconi e Casini. "Chi vota Udc vota Veltroni" ha detto il primo. "È ossessionato dalla nostra crescita" è stata la risposta.

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E i centristi incontrano i cristiani (sezione: Laici e chierici)

( da "Tempo, Il" del 26-02-2008)

Argomenti: Laicita'

Stampa Appuntamento E i centristi incontrano i cristiani Non è un'opa sul mondo cattolico ma, in tempi come questi, è comunque un segnale importante. Oggi alle 18, presso il Palazzo Sturzo in piazzale Luigi Sturzo, l'Udc incontrerà la Consulta del mondo cattolico per discutere sull'"Impegno civico del cristiano per il bene comune". è la terza volta che le due realtà si incontrano. "L'obiettivo - spiega il senatore Luca Marconi organizzatore delle manifestazione e responsabile nazionale dell'Udc per il mondo cattolico e le realtà ecclesiali - è la promozione di un dialogo laico, rispettoso e autonomo con tutte le realtà che fanno riferimento alla dottrina sociale cristiana". Alla tavola rotonda di oggi, oltre a Marconi, saranno presenti, tra gli altri, il presidente centrista Rocco Buttiglione, Luisa Santolini (responsabile nazionale Udc per la Famiglia), Luciano Ciocchetti, segretario regionale dell'Udc Lazio e Dario Piccininni responsabile Udc Lazio per il mondo cattolico.

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Tuteliamo i cattolici anche senza l'Udc (sezione: Laici e chierici)

( da "Tempo, Il" del 26-02-2008)

Argomenti: Laicita'

Stampa Tuteliamo i cattolici anche senza l'Udc Maurizio Gasparri* Il Partito delle libertà, con le sue liste ed il suo programma, rappresenta in maniera adeguata le istanze ed i valori del mondo cattolico? L'interrogativo posto dall'editoriale di Fabrizio dell'Orefice merita alcune considerazioni. Qualcuno sul fronte avverso sostiene a scopo propagandistico che il nostro schieramento, avendo rotto l'alleanza con l'Udc, sia troppo schiacciato a destra ed abbia rinunciato a rappresentare il mondo cattolico. Non è così. Moltissimi sono gli esponenti provenienti da Forza Italia che rappresentano in maniera attiva ed incisiva quell'area: da Formigoni a Pisanu, da Scajola a Quagliariello. In Alleanza nazionale, poi, queste istanze sono chiaramente presenti e in tantissimi ne siamo convinti assertori, coniugando la difesa dei valori cattolici con una dimensione laica delle responsabilità della politica. Quando è stato al governo Berlusconi con il centrodestra, temi come i Dico o la legalizzazione della droga non hanno mai trovato spazio. La difesa della famiglia, sia sotto il profilo fiscale che morale, è stato un elemento prioritario. Durante il governo di centrodestra è stata varata la legge Fini-Giovanardi contro la droga per favorire la prevenzione e il recupero ed è nata la legge 40 sulla fecondazione assistita che in tantissimi abbiamo difeso in occasione del referendum. Quando ha governato il centrodestra, insomma, i valori e le istanze del mondo cattolico sono state tutelate, rappresentate, garantite, concretizzate in importanti scelte legislative. Il Popolo delle libertà ha, quindi, tutti i requisiti per essere il primo ed autentico garante di questa importante parte d'Italia. Il Partito democratico, invece, ha imbarcato i Radicali, le cui posizioni anticlericali sono ben note, connotandosi ancora di più in maniera negativa su temi quali l'aborto, il testamento biologico, il diritto alla vita. Ma non è solo il gruppo radicale a caratterizzare in tal senso il Pd. Al suo interno, molti esponenti post-comunisti hanno le stesse identiche posizioni di Emma Bonino & C. La cosiddetta pattuglia teodem è messa all'angolo, impossibilitata ad incidere. E perfino Rosy Bindi, che è la più spostata a sinistra degli esponenti di provenienza cattolica, manifesta il suo disagio in numerose interviste. Del resto il Pd è guidato da quel Romano Prodi che col suo governo sui Dico, sull'abolizione dell'8 per mille per la Chiesa e su tanti altri temi ha dimostrato di essere antagonista dei valori che il mondo cattolico considera prioritari. Si dirà: "Ci sono le presenze centriste". Ma sono divise e comunque, anche se trovassero una convergenza di necessità, non avrebbero la possibilità di mettere in campo una grande forza con i numeri per governare. Ecco perché ritengo che il mondo cattolico possa guardare alla grande lista del centrodestra con sicurezza e serenità. Non c'è soltanto la pur importantissima presenza di Eugenia Roccella, già portavoce del Family Day, a caratterizzare la nostra area. Sono tanti i parlamentari che hanno testimoniato in passato il loro impegno e saranno tanti i candidati che prima, durante e dopo la campagna elettorale potranno dire e fare cose concrete. Non eludendo le grandi questioni etiche che invece devono essere affrontate con una legislazione adeguata. A sinistra, invece, la deriva laicista prevale anche con candidature simbolo che hanno un significato inequivocabile. Non dobbiamo tirare né giacche né tonache. Ma mettere in primo piano contenuti chiari. E il Popolo delle libertà è l'unico saldo, forte e vincente riferimento per il mondo cattolico. Non ci sono più i partiti unici di riferimento. Ci sono presenze disseminate in varie aree. Ma in qualche caso, come in quello del Pd, sono ridotte a testimonianza minoritaria e soffocata. In altre, come nelle neoformazioni centriste, siamo in una dimensione che non riuscirà ad accogliere un consenso adeguato. Nel Pdl c'è invece la possibilità di dare uno sbocco governante a chi non guarda solo alla politica-politicante ma mette in primo piano le grandi questioni della vita e della persona. *Deputato e membro dell'ufficio politico di Alleanza Nazionale.

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Nicola Imberti n.imberti@iltempo.it Imbarazzo. Walter (sezione: Laici e chierici)

( da "Tempo, Il" del 26-02-2008)

Argomenti: Laicita'

Stampa Nicola Imberti n.imberti@iltempo.it Imbarazzo. Walter ... Nicola Imberti n.imberti@iltempo.it Imbarazzo. Walter Veltroni non lo lascia trasparire pubblicamente. Preferisce ricordare che "serve unità e rispetto reciproco", ma è chiaro che lo scontro tra laici e cattolici rischia di far esplodere il Pd. E il segretario non può certo far finta di niente visto che, a scatenare la bagarre, è stato proprio lui con la sua testarda voglia di ospitare i Radicali nelle sue liste. Una decisione che ha mandato su tutte le furie addirittura Famiglia cristiana, il settimanale dei paolini considerato in passato vicino a posizioni uliviste. Un segnale chiaro che, stavolta, Veltroni ha passato il segno. Così, in un editoriale dal titolo "Pasticcio veltroniano in salsa pannelliana", la testata cattolica si lancia in una lunga intemerata nei confronti del Pd. Secondo Famiglia Cristiana "i radicali hanno una concezione "confessionale" della loro identità. Ogni scelta, ogni nome ha valore simbolico. La squadra di candidati, negoziata con Walter Veltroni, ha una forte fisionomia radicale, connotata su battaglie che, come ha detto Emma Bonino, "non si interrompono affatto"". Quali siano queste battaglie, sottolinea il settimanale, è chiaro: aborto, eutanasia, depenalizzazione della droga, abolizione del Concordato e dell'8 per mille. E, "sopra ogni cosa, un'ideologia libertaria, in salsa pannelliana, alternativa alla storia e ai principi etici, economici e sociali di questo Paese". Certo, continua Famiglia Cristiana, i cattolici potrebbero "non preoccuparsi della pattuglia di radicali nelle liste del Pd se si potesse esercitare il voto di preferenza. Ma siccome le liste sono bloccate, un candidato o un altro fa la differenza, perché comporta da parte del partito l'assunzione di un progetto ideologico". Parole dure che scatenano l'immediata reazione dei cattolici democratici. A dire il vero, più che di reazioni, si tratta di rassicurazioni. Tutti, all'unisono, spiegano che non bisogna aver paura perché le componenti cattoliche del Pd "vigileranno" sui Radicali che, fanno notare, dovranno comunque sottoscrivere il programma. "Siamo più uniti, più determinati e fortemente motivati a evitare qualsiasi slittamento" ricorda la senatrice teodem Paola Binetti. "Manifesto e programma del Pd realizzano una sintesi equilibrata che vincola e garantisce tutti contro eventuali forzature" le fa eco il prodiano Franco Monaco. Completa il quadro delle anime cattoliche del Pd il popolare Giuseppe Fioroni che non ha dubbi: "I Radicali, quando sottoscrivono il nostro programma e si impegnano a rispettarlo in Parlamento, credo offrano un risultato importante". E mentre il veltroniano Giorgio Tonini sottolinea che "la convergenza è avvenuta su tutto compresi i temi eticamente sensibili", Pierluigi Castagnetti invita Veltroni a chiarire che non sarà rimesso in discussione il manifesto dei valori. Insomma, il clima all'interno del Pd è incandescente, anche perché la polemica esplode proprio nel giorno in cui il candidato premier presenta il suo programma "realistico e ambizioso" per governare l'Italia. Tra i 12 punti anche il testamento biologico, il riconoscimento dei diritti delle persone stabilmente conviventi, la difesa della legge 194. Su tutti e tre i punti, però, il segretario ha lavorato con la logica del "ma anche". Così, parlando di coppie di fatto, non si citano le unioni omosessuali. Il testamento biologico diventa uno degli strumenti per evitare l'accanimento terapeutico e la legge sull'aborto deve essere sì difesa, "ma anche" attuata in tutte le sue parti. Tra l'altro, nonostante Emma Bonino dichiari di condividere la posizione programmatica del Pd sulla pillola abortiva Ru486, nel testo illustrato dal segretario non se ne trova traccia. Che si tratti di un caso?.

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Tasse e sicurezzala sfida di Veltroni (sezione: Laici e chierici)

( da "Secolo XIX, Il" del 26-02-2008)

Argomenti: Laicita'

Programma del Pd: una sola Camera legislativa e sì all'aborto Roma. Dodici punti in trentatrè pagine: "Un programma realistico e ambizioso", parola di Walter Veltroni. Nero su bianco il Pd intende introdurre il salario minimo di 1000, 1100 euro per i precari, concedere sgravi per gli affitti e la "dote fiscale" di 2.500 euro a famiglia per ogni neonato fino all'età di 12 anni, abbassare l'Irpef per i lavoratori dipendenti, fornire sostegno alle imprese, modificare (e abolire) i privilegi previdenziali che spettano ai parlamentari. E poi l'aspetto istituzionale: riduzione della Camera a 470 deputati in tutto, arrivare ad una legge elettorale maggioritaria e con doppio turno (alla francese), fare il Senato delle autonomie con appena 100 parlamentari, introdurre il principio dell'inelegilibità per chiunque sia stato condannato per reati gravi o contro la pubblica amministrazione; via libera al voto per gli immigrati regolari alle elezioni amministrative. Il punto di equilibrio tra la componente laica e quella cattolica all'interno del partito è stata sancita su queste basi: la "194"è"una buona legge" che non va cambiata ma semmai applicata in tutti i punti; va prevenuto l'accanimento terapeutico con l'introduzione del "testamento biologico"; infine saranno riconosciuti i diritti delle "persone stabilmente conviventi". "Nessuna promessa né annuncio irrealizzabile: è fatto con tutte le necessarie coperture finanziarie" ha spiegato il segretario del Pd. Ma, nel programma ci sono anche alcuni "no": quello al ponte sullo Stretto di Messina "Con quei soldi si potrebbero finanziare i collegamenti ferroviari ad alta velocità con il mezzogiorno, migliorando la qualità della vita, sia i collegamenti con le imprese nord europee"). E no al duopolio televisivo ("Attueremo le direttive comunitarie e della Corte Costituzionale per fare una televisione di qualità"). La sorpresa, il classico coniglio dal cilindro, potrebbe arrivare nelle prossime ore: è possibile che Veltroni riesca a convincere Achille Serra, prefetto di Roma proprio negli anni in cui il segretario è stato sindaco della Capitale, Alto Commissario per la lotta alla corruzione, a candidarsi come capogruppo al Senato. L'interessato ha preso tempo: "Per accettare una candidatura, devo prima riceverla!" ha protestato. Ma il colpo di teatro sarebbe clamoroso: Serra, infatti, è stato già eletto in Parlamento, in passato, ma nelle liste di Fi. "I nostri parlamentari stanno già lavorando - ha annunciato Veltroni presentando ufficialmente il suo programma - per tradurre in altrettanti disegni di legge queste nostre proposte. E, al primo Consiglio dei Ministri, le voteremo ed approveremo". C'è qualche priorità, però, da rispettare: e Veltroni, a sera, da Ascoli, spiega che ci sono due emergenze da affrontare prima di ogni altra cosa: "La condizione dei ragazzi e della loro vita precaria, e quella di chi ha perduto il proprio impiego in età avanzata ed è fuori dal mercato del lavoro". La richiesta di espellere i condannati dalla vita politica, inserita nel programma, sarà rigidamente applicata autonomamente dal Pd al momento della stesura delle liste: "Alla fine faremo un'ulteriore operazione di controllo: vedremo se è stato fatto secondo il rispetto delle norme che ci siamo dati. Gli altri non sono obbligati a venirci dietro: ma se dicono che vogliono fare lo stesso, allora seguano la nostra strada". Agli avversari una sola stoccata, ma di quelle che fanno male: "In questo nostro programma c'è un'idea di fondo: quella di fare un paese veloce, libero da veti e da conservatorismi, unito. Certo che a questo punto sorprende che, al contrario, qualcuno decida di allearsi al nord con la Lega Nord, al sud con la Lega Sud e, magari, al centro con la Lega centro. Faccio ancor più fatica, perché ricordo quando il "Carroccio" sperava che l'Etna eruttasse rovinosamente su Catania: ora sono alleati del Mpa di Michele Lombardo in Sicilia". A rovinare un po' la giornata del segretario del Pd ci hanno pensato, qualche minuto dopo le dieci, i vigili urbani: gli stessi che, fino a poche ore fa erano dipendenti del sindaco Veltroni. Appena partito il secondo pullman, quello che avrebbe dovuto ospitare i giornalisti, due agenti lo hanno fermato per un'ispezione molto accurata: prima la contestazione per le luci che, a loro giudizio non erano regolamentari, poi, infine, la multa. Il conducente, infatti, non indossava le regolari cinture di sicurezza: la sanzione prevede anche la decurtazione di cinque punti dalla patente. Dapprima un po' di malumore nello staff del segretario: "Ma vogliono farci le pulci?". Poi, a sera, dalla segreteria del sindaco (formalmente Veltroni è ancora in carica) l'ammissione dell'errore ed un plauso ai vigili urbani: "Hanno fatto il loro dovere: bene così". Veltroni non ha voluto commentare: ha cercato nei sondaggi un po' di conforto. "Siamo sei punti indietro? Eravamo a "meno tredici" a gennaio. Se la matematica non è un'opinione?". Angelo Bocconetti 26/02/2008 ' 26/02/2008 la nuovaitaliaL'idea di fondo è quella di fare un Paese veloce, libero da veti e conservatorismi, unito 26/02/2008 stoccataagli avversariSorprende che qualcuno si allei al nord con la Lega Nord e al sud con la Lega Sud 26/02/2008 buonie cattiviDistinguere tra imprenditori e "prenditori", cioè quelli che scappano con i soldi 26/02/2008 politicamuscolareMai come oggi c'è bisogno di un'inedita determinazione per evitare il declino 26/02/2008.

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Il Pdl ha scelto: sarà Alemanno l'anti-Rutelli a Roma (sezione: Laici e chierici)

( da "Secolo XIX, Il" del 26-02-2008)

Argomenti: Laicita'

Le candidature Berlusconi e Veltroni si contendono il medico Andrea Riccardi, cattolico di ferro e fondatore della Comunità di Sant'Egidio 26/02/2008 Roma. Il valzer dei candidati ora entra nel vivo. Una volta che è chiarito il quadro delle alleanze, Pdl e Pd si possono dedicare alla selezione dei nomi, che gli elettori saranno chiamati a votare il 13 e 14 aprile. È andato al suo posto l'ultimo tassello, che mancava a Silvio Berlusconi e Gianfranco Fini, che oggi hanno scelto Gianni Alemanno, ex ministro di An, come sfidante di Francesco Rutelli, nella corsa al Campidoglio. Tramonta così la stella di Giorgia Meloni, vice presidente della Camera e pupilla di Fini, che è stata a un passo dalla candidatura. E anche Maurizio Gasparri è costretto a farsi da parte di fronte ad Alemanno, che da provetto alpinista tenta ora per la seconda volta l'impresa di scalare il Campidoglio, dopo essere stato sconfitto due anni fa da Walter Veltroni con un margine ampio. Alemanno però ci riprova: "Rutelli non è imbattibile. I sondaggi lo danno sotto il 50 per cento", spiega. Berlusconi e Fini sono impegnati più che sui nomi sul gioco delle quote perché il Pdl, nuovo di conio, è allo stato soprattutto una convivenza, che obbliga a stabilire gli spazi riservati nelle liste e quindi nel futuro Parlamento a Fi e An. Impresa non di poco conto, che sta ritardando la cernita dei candidati: l'accordo al traguardo prevede, pare, un rapporto di 3 a 1 tra i candidati di Fi e quelli di An. Si possono, intanto, considerare ufficiali le candidature annunciate ieri al Tg4 dallo stesso Berlusconi: Eugenia Roccella, portavoce del Family Day, la giornalista Fiamma Nirenstein e l'ex governatrice di Nassirya, Barbara Contini. È ormai fatta anche Roberto Speciale, l'ex generale della Guardia di Finanza e protagonista di un epico scontro con Vincenzo Visco. In Puglia schieramento di big: al Senato dovrebbero essere candidati tre big: Scajola, Pisanu e Bondi, alla Camera Berlusconi e Fini. Non si fa mancare il suo nome ad effetto la Lega che candiderà al Senato Zakaria Najib, marocchino e musulmano. Fra i nomi di spicco corteggiati dal Pdl, restano in pole position a Milano quelli di Diana Bracco, la "signora dei farmaci" che guida Assolombarda, e di Umberto Paolucci, presidente di Microsoft Italia. Qualche problema a Milano lo sta invece creando aVeltroni la candidatura dell'oncologo laico Umberto Veronesi, contestata dai cattolici teodem. Da qui, la richiesta è di una contropartita dello stesso rango ma di segno opposto, come potrebbe il fondatore della Comunità di S. Egidio, Andrea Riccardi, anche lui medico di fama ma cattolico di ferro. Avere in lista Riccardi, uno che viene omaggiato anche da George Bush in visita a Roma, non dispiacerebbe neanche a Veltroni, che domani potrebbe annunciare l'ingresso in pista per il Pd di alcuni cattolici di rango: forse lo stesso Riccardi, che potrebbe essere convinto dall'offerta di un ministero e non dal ruolo di semplice parlamentare. Si parla anche del ciellino Giorgio Vittadini e di Luigina Di Liegro, la sorella dello scomparso don Luigi. Del resto, il leader del Pd è un maestro nell'arte del "ma anche". E Veronesi si potrebbe così trovare convivere con chi ha idee opposte dalle sue. Stessa musica anche sul terreno minato del lavoro e della precarietà, che vedrà in pista per il Pd Pietro Ichino, un ex Cgil oggi giuslavorista scomodo nemico giurato dei "fannulloni, indicato come capolista a Milano da Veltroni. Ma sotto la stessa bandiera ci sarà anche Paolo Nerozzi, segretario confederale della Cgil, gran difensore degli statali, in rotta di collisione con la Cgil, che a luglio firmò l'accordo sul welfare. Michele Lombardi 26/02/2008.

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Tuteliamo i cattolici anche senza l'Udc (sezione: Laici e chierici)

( da "Tempo, Il" del 26-02-2008)

Argomenti: Laicita'

Stampa l'intervento: Maurizio gasparri (an) Tuteliamo i cattolici anche senza l'Udc Il Partito delle libertà, con le sue liste ed il suo programma, rappresenta in maniera adeguata le istanze ed i valori del mondo cattolico? L'interrogativo posto dall'editoriale di Fabrizio dell'Orefice merita alcune considerazioni. Qualcuno sul fronte avverso sostiene a scopo propagandistico che il nostro schieramento, avendo rotto l'alleanza con l'Udc, sia troppo schiacciato a destra ed abbia rinunciato a rappresentare il mondo cattolico. Non è così. Moltissimi sono gli esponenti provenienti da Forza Italia che rappresentano in maniera attiva ed incisiva quell'area: da Formigoni a Pisanu, da Scajola a Quagliariello. In Alleanza nazionale, poi, queste istanze sono chiaramente presenti e in tantissimi ne siamo convinti assertori, coniugando la difesa dei valori cattolici con una dimensione laica delle responsabilità della politica. Quando è stato al governo Berlusconi con il centrodestra, temi come i Dico o la legalizzazione della droga non hanno mai trovato spazio. La difesa della famiglia, sia sotto il profilo fiscale che morale, è stato un elemento prioritario. Durante il governo di centrodestra è stata varata la legge Fini-Giovanardi contro la droga per favorire la prevenzione e il recupero ed è nata la legge 40 sulla fecondazione assistita che in tantissimi abbiamo difeso in occasione del referendum. Quando ha governato il centrodestra, insomma, i valori e le istanze del mondo cattolico sono state tutelate, rappresentate, garantite, concretizzate in importanti scelte legislative. Il Popolo delle libertà ha, quindi, tutti i requisiti per essere il primo ed autentico garante di questa importante parte d'Italia. Il Partito democratico, invece, ha imbarcato i Radicali, le cui posizioni anticlericali sono ben note, connotandosi ancora di più in maniera negativa su temi quali l'aborto, il testamento biologico, il diritto alla vita. Ma non è solo il gruppo radicale a caratterizzare in tal senso il Pd. Al suo interno, molti esponenti post-comunisti hanno le stesse identiche posizioni di Emma Bonino & C. La cosiddetta pattuglia teodem è messa all'angolo, impossibilitata ad incidere. E perfino Rosy Bindi, che è la più spostata a sinistra degli esponenti di provenienza cattolica, manifesta il suo disagio in numerose interviste. Del resto il Pd è guidato da quel Romano Prodi che col suo governo sui Dico, sull'abolizione dell'8 per mille per la Chiesa e su tanti altri temi ha dimostrato di essere antagonista dei valori che il mondo cattolico considera prioritari. Si dirà: "Ci sono le presenze centriste". Ma sono divise e comunque, anche se trovassero una convergenza di necessità, non avrebbero la possibilità di mettere in campo una grande forza con i numeri per governare. Ecco perché ritengo che il mondo cattolico possa guardare alla grande lista del centrodestra con sicurezza e serenità. Non c'è soltanto la pur importantissima presenza di Eugenia Roccella, già portavoce del Family Day, a caratterizzare la nostra area. Sono tanti i parlamentari che hanno testimoniato in passato il loro impegno e saranno tanti i candidati che prima, durante e dopo la campagna elettorale potranno dire e fare cose concrete. Non eludendo le grandi questioni etiche che invece devono essere affrontate con una legislazione adeguata. A sinistra, invece, la deriva laicista prevale anche con candidature simbolo che hanno un significato inequivocabile. Non dobbiamo tirare né giacche né tonache. Ma mettere in primo piano contenuti chiari. E il Popolo delle libertà è l'unico saldo, forte e vincente riferimento per il mondo cattolico. Non ci sono più i partiti unici di riferimento. Ci sono presenze disseminate in varie aree. Ma in qualche caso, come in quello del Pd, sono ridotte a testimonianza minoritaria e soffocata. In altre, come nelle neoformazioni centriste, siamo in una dimensione che non riuscirà ad accogliere un consenso adeguato. Nel Pdl c'è invece la possibilità di dare uno sbocco governante a chi non guarda solo alla politica-politicante ma mette in primo piano le grandi questioni della vita e della persona.

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Nel Pd esplode la "bomba" cattolica (sezione: Laici e chierici)

( da "Tempo, Il" del 26-02-2008)

Argomenti: Laicita'

Stampa verso il voto Nel Pd esplode la "bomba" cattolica Imbarazzo. Walter Veltroni non lo lascia trasparire pubblicamente. Preferisce ricordare che "serve unità e rispetto reciproco", ma è chiaro che lo scontro tra laici e cattolici rischia di far esplodere il Pd. E il segretario non può certo far finta di niente visto che, a scatenare la bagarre, è stato proprio lui con la sua testarda voglia di ospitare i Radicali nelle sue liste. Una decisione che ha mandato su tutte le furie addirittura Famiglia cristiana, il settimanale dei paolini considerato in passato vicino a posizioni uliviste. Un segnale chiaro che, stavolta, Veltroni ha passato il segno. Così, in un editoriale dal titolo "Pasticcio veltroniano in salsa pannelliana", la testata cattolica si lancia in una lunga intemerata nei confronti del Pd. Secondo Famiglia Cristiana "i radicali hanno una concezione "confessionale" della loro identità. Ogni scelta, ogni nome ha valore simbolico. La squadra di candidati, negoziata con Walter Veltroni, ha una forte fisionomia radicale, connotata su battaglie che, come ha detto Emma Bonino, "non si interrompono affatto"". Quali siano queste battaglie, sottolinea il settimanale, è chiaro: aborto, eutanasia, depenalizzazione della droga, abolizione del Concordato e dell'8 per mille. E, "sopra ogni cosa, un'ideologia libertaria, in salsa pannelliana, alternativa alla storia e ai principi etici, economici e sociali di questo Paese". Certo, continua Famiglia Cristiana, i cattolici potrebbero "non preoccuparsi della pattuglia di radicali nelle liste del Pd se si potesse esercitare il voto di preferenza. Ma siccome le liste sono bloccate, un candidato o un altro fa la differenza, perché comporta da parte del partito l'assunzione di un progetto ideologico". Parole dure che scatenano l'immediata reazione dei cattolici democratici. A dire il vero, più che di reazioni, si tratta di rassicurazioni. Tutti, all'unisono, spiegano che non bisogna aver paura perché le componenti cattoliche del Pd "vigileranno" sui Radicali che, fanno notare, dovranno comunque sottoscrivere il programma. "Siamo più uniti, più determinati e fortemente motivati a evitare qualsiasi slittamento" ricorda la senatrice teodem Paola Binetti. "Manifesto e programma del Pd realizzano una sintesi equilibrata che vincola e garantisce tutti contro eventuali forzature" le fa eco il prodiano Franco Monaco. Completa il quadro delle anime cattoliche del Pd il popolare Giuseppe Fioroni che non ha dubbi: "I Radicali, quando sottoscrivono il nostro programma e si impegnano a rispettarlo in Parlamento, credo offrano un risultato importante". E mentre il veltroniano Giorgio Tonini sottolinea che "la convergenza è avvenuta su tutto compresi i temi eticamente sensibili", Pierluigi Castagnetti invita Veltroni a chiarire che non sarà rimesso in discussione il manifesto dei valori. Insomma, il clima all'interno del Pd è incandescente, anche perché la polemica esplode proprio nel giorno in cui il candidato premier presenta il suo programma "realistico e ambizioso" per governare l'Italia. Tra i 12 punti anche il testamento biologico, il riconoscimento dei diritti delle persone stabilmente conviventi, la difesa della legge 194. Su tutti e tre i punti, però, il segretario ha lavorato con la logica del "ma anche". Così, parlando di coppie di fatto, non si citano le unioni omosessuali. Il testamento biologico diventa uno degli strumenti per evitare l'accanimento terapeutico e la legge sull'aborto deve essere sì difesa, "ma anche" attuata in tutte le sue parti. Tra l'altro, nonostante Emma Bonino dichiari di condividere la posizione programmatica del Pd sulla pillola abortiva Ru486, nel testo illustrato dal segretario non se ne trova traccia. Che si tratti di un caso?.

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Prefetto Serra candidato nel Pd (sezione: Laici e chierici)

( da "Voce d'Italia, La" del 26-02-2008)

Argomenti: Laicita'

Politica Leader Pd: "Pedofilia come omicidio" Prefetto Serra candidato nel Pd L'annuncio di Veltroni a Radio Anch'io, dove ha parlato di pedofilia, del Governo Prodi e della convivenza laici-cattolici Roma, 26 feb.- Il prefetto Achille Serra sarà candidato nelle liste del Partito Democratico alle prossime elezioni del 13 e 14 aprile. Ad annunciarlo il leader del partito Walter Vetroni ai microfoni di Radio Anch'io. “è un uomo con il quale ho lavorato in questi anni - ha spiegato Veltroni - con cui ho rapporti di grande stima e lealtà. Sono stato molto contento che ha accettato questa proposta, è parte dello sforzo per il rinnovamento delle liste”, ha aggiunto il segretario del Pd. Serra, che ha iniziato la sua carriera in polizia, ha diretto la Digos, la Criminalpol, è stato questore di Milano e prefetto di Roma. Dal settembre 2007 ricopre la carica di Alto commissario per la prevenzione e il contrasto della corruzione nella Pubblica amministrazione. Nel 1996 è stato eletto alla Camera dei Deputati nelle liste di Forza Italia nel ma nel marzo del '98 si era dimesso. Veltroni spiega che non è ancora deciso, però, dove Serra sarà candidato, “dobbiamo deciderlo insieme”, anche se secondo indiscrezioni la meta designata potrebbe essere la Campania. Dai microfoni di Radio Anch'io Veltroni difende l'operato del governo Prodi: “Il governo Prodi quando ha iniziato ha trovato una situazione finanziaria del Paese spaventosa. Nell'arco di un anno e mezzo ha ridotto il debito, rimesso a posto i conti, ridotto l'evasione fiscale, ha fatto un pacchetto di liberalizzazioni. A non andare bene è stata la coalizione che sosteneva il Governo. Ogni decisione che era presa veniva il giorno dopo contestata, ci sono stati anche ministri che sono scesi in piazza contro il Governo. Io distinguo l'operato del Governo dalla confusione politica della coalizione, che io ho deciso di concludere andando da soli alle elezioni”. Quanto alla polemica scoppiata nei giorni scorsi tra cattolici e laici per l'accordo raggiunto tra Pd e Radicali, Veltroni ha ribadito che “questa idea che laici e cattolici non possono convivere, che coloro che hanno opinioni diverse sui temi etici debbano ognuno farsi il proprio partito, ci porta ad un assetto che non è quello di un Paese moderno: saremmo l'unico Paese in cui c'è un partito laico e un partito cattolico”. Infine, il leader del Pd ha trattato il tema della pedofilia, annunciando “una proposta di legge sulla pedofilia che è molto dura”. “La società deve ritrovare un sistema di valori, una coscienza del limite. Non si può stare in un Paese -ha affermato il candidato premier- dove un uomo violenta tre bambini, ed è libero di violentarne una quarta, dove un insegnante condannato per pedofilia torna ad insegnare nella stessa scuola e chiede una promozione per andarsene. è la follia di un Paese in cui le regole si sono perdute, e vanno ristabilite con durezza: chi sbaglia deve pagare. Con tutte le garanzie, ma serve la certezza della pena, soprattutto quando le vittime sono bambini”.

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