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Segue
allam ( da "Riformista, Il"
del 25-03-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: Già qualche mese fa fu lui a
battezzare alla fede cattolica il figlio di Magdi Allam in una parrocchia della sua diocesi. Spiega Negri al
Riformista : "L'amicizia è nata in scia a un
dialogo maturo tra laici e cattolici che ho messo in campo con l'istituzione
della Fondazione Internazionale Giovanni Paolo II per il magistero sociale
della Chiesa.
<Magdi Allam? La fede è interiore,
non ha bisogno di outing> ( da "Liberazione"
del 25-03-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: I governi messicani volevano
imporre matrimoni civili anche ai cattolici, quelli sì potevano essere accusati
di "laicismo". Ma io, oggi, in Italia, non vedo nessuna imposizione
di ateismo. C'è "laicismo" quando si vieta ai credenti di frequentare
i luoghi di culto o di parlare di religione. Ma se non c'è giorno che i tg non riferiscano delle frasi del Papa?
( da "Riformista, Il" del 25-03-2008)
Argomenti: Laicita'
Segue allam Luigi Negri, vescovo di San Marino, è legato da
stretta amicizia con Magdi Allam.
Già qualche mese fa fu lui a battezzare alla fede cattolica
il figlio di Magdi Allam in
una parrocchia della sua diocesi. Spiega Negri al Riformista
: "L'amicizia è nata in scia a un dialogo maturo tra laici e cattolici che ho messo in campo con l'istituzione della Fondazione
Internazionale Giovanni Paolo II per il magistero sociale della Chiesa. Magdi Allam, negli incontri
formali e informali che abbiamo avuto, ha sempre mostrato una straordinaria
acutezza nell'individuare la crisi della società occidentale nell'assenza di
valori fondamentali che, di fatto, riduce l'Occidente a essere succube e
impaurito di fronte all'islam. È un islam, quello che lui vede innanzi a sé, in
cui prevale l'aspetto ideologico-politico. E in
questo senso la "mossa" del Papa di battezzarlo è stata arguta perché
ha mostrato che è più politico avere coraggio che essere reticenti. Tanto le
reazioni di parte del mondo islamico ci sarebbero state comunque. E, infatti, già ci sono". E per il Papa, più che per se
stesso e per le accuse di "apostasia" mossegli da parte del mondo
islamico (ambienti radicali e jihadisti hanno anche
più volte criticato il suo appoggio a Israele e alla politica
dell'amministrazione americana), era preoccupato lo stesso Magdi
Allam. Lo dice suor Maria Gloria
Riva in una missiva affidata ieri al sito culturacattolica.it:
"Un giorno, a casa sua - racconta -, ci ha preso in disparte: "Voglio
essere di Cristo", ci disse. Poi con voce pacata e profonda ci ha
confessato quanto questo Papa abbia inciso sul suo percorso e abbia introdotto
la sua profonda riflessione attorno all'islam entro la necessità di una fede
che sia sostenuta dalla ragione. Ciò che ci sgomentò fu il pericolo a cui egli
sarebbe andato incontro con una dichiarazione pubblica della sua conversione.
Ma sapevamo che non sarebbe potuto essere che così. La determinazione e la
serietà con cui Magdi affronta ogni cosa non poteva
che accordarsi con questo nuovo e importante passo della sua vita. Eppure alla soglia del grande passo, quando ci informò che il Santo
Padre aveva deciso di battezzarlo nella notte di Pasqua, Magdi
con uno sguardo da fanciullo ci disse: "Il pericolo c'è, ma non per me.
Per il Papa. Dovete pregare per il Papa"".
Parole che Magdi Allam
riferì anche a don Gabriele Mangiarotti, il quale
racconta al Riformista come l'amicizia col vice direttore del Corriere sia
iniziata "dopo i fatti di Ratisbona". "Da subito - spiega Mangiarotti - mi
ha impressionato la sua rettitudine morale: mi ricordava mio padre. Lo
invitammo nella diocesi di San Marino per tenere una conferenza in merito. Lui spiegò come le parole del Papa a Ratisbona
avessero avuto sull'islam un effetto addirittura maggiore di quello che ebbe
per l'Occidente l'attacco alle Torri Gemelle". Maurizio Lupi
ritiene che il Papa "abbia fatto molto bene a battezzarlo
personalmente". "È stata la meta di un percorso
naturale - dice al Riformista -, e che ogni anno anche per altri catecumeni
della diocesi di Roma sfocia con il battesimo nella basilica vaticana.
Quello di Magdi Allam è stato un cammino personale di conversione illuminato
dall'incontro con una fede, quella cattolica, dove la ragione non viene mai
messa da parte, ma anzi ne è da questa illuminata. L'amicizia con Magdi è nata al Meeting di Rimini e poi durante la
manifestazione "Salviamo i cristiani" che lui stesso organizzò a Roma
lo scorso 4 luglio. Insomma, furono le sue battaglie per la libertà religiosa e
per un fede che non escluda la ragione a trovare con
me e con tante altre persone un'affinità che definirei naturale". Paolo Rodari 25/03/2008.
( da "Liberazione" del 25-03-2008)
Argomenti: Laicita'
"Magdi Allam? La fede è interiore,
non ha bisogno di outing" Tonino Bucci Le
conversioni, di norma, sono un fatto interiore. Scattano nel profondo
dell'animo. I credenti portano la propria fede nel cuore e, semmai, la
testimoniano nei comportamenti. Ma di questi tempi, no. Anche le religioni sono
moneta sonante sul mercato della politica. Magdi Allam, editorialista e vicedirettore di uno dei maggiori
quotidiani italiani, il Corriere della Sera , ha fatto
della propria conversione un evento pubblico. "Magari
anche autentica, questo non sta a noi stabilirlo. Ma
tutto questo bisogno di comunicazione mediatica fa sorgere il sospetto di una
strumentalizzazione della religione". Lo dice Moni
Ovadia, attore e autore teatrale, musicista, un
intellettuale orgoglioso della propria identità ebraica senza per questo
sentirsi obbligato ad abbracciare una religione. Ma anche uno studioso
appassionato dei testi sacri. Questa conversione è uno spettacolo? Ognuno fa
quel che vuole. Però penso che la conversione abbia a che fare con la
spiritualità e con l'interiorità. Non c'è bisogno di outing così eclatanti. Si
può andare a convertirsi anche di fronte a un parroco di campagna. Perché
proprio davanti al Papa? Per carità, non entro nel merito dei sentimenti di Magdi Allam. La risonanza che la
sua conversione ha avuto sulla stampa dopo essere stata annunciata urbi et orbi non può essere
separata dal suo ruolo di influente opinionista. Ripeto: non voglio fare il
tribunale delle coscienze - Dio ce ne scampi e liberi - ma penso che
l'interiorità di fede nasca dal di dentro. Se la
conversione è autentica o meno non sta a noi dirlo, ma quando è pubblicizzata
in modo così ridondante allora è chiaro l'intento di usare la religione per
fini politici. E' casuale che questa mossa politica avvenga sotto il pontificato
di Benedetto XVI? Questo Papa ha richiamato in vigore il principio nulla salus extra ecclesiam. I
pontefici precedenti lo avevano relegato in secondo piano scegliendo la via
dell'ecumenismo e del dialogo. Ratzinger è tornato, invece, all'idea della primazia
del cattolicesimo sulle altre religioni. Ma del resto si era espresso per
questa linea già quando era Prefetto della Congregazione per la dottrina della
fede. La religione cattolica ha il monopolio della verità e quindi è superiore
alle altre. Questa è l'idea che trapela dal pontificato di Ratzinger. Ora torna
a circolare anche la formula del Venerdì Santo del messale pre-conciliare, la
preghiera per la conversione degli ebrei. Altro segnale preoccupante? Anche se
non è la versione dei tempi più bui la trovo offensiva. Io, ad esempio, ho
interesse per la figura di Cristo, nonostante io sia un ebreo che sposa alcuna
religione. Però se qualcuno mi invita a illuminarmi e a convertirmi alla vera
fede rispondo no grazie, sto benissimo così. La figura di Gesù è stata
interpretata in tanti modi nella tradizione cattolica... Ecco, appunto.
Dovremmo metterci anche d'accordo di quale Gesù parliamo. Di quello dei
valdesi? O di quello dei lefebvriani? Dipende
dall'interpretazione del divino, dalle posizioni. Con alcuni cattolici mi trovo
benissimo, meglio che con gli atei devoti che sono una caricatura all'italiana.
Neanche Borges avrebbe fatto di meglio nel suo bestiario. Anche gli atei devoti
sono un caso di uso strumentale della religione per obiettivi chiaramente
politici, o no? Quasi non vale la pena parlarne. Prendiamo questa storia della
moratoria sull'aborto. Se fosse una proposta vera, mossa da convincimenti
autentici, allora dovrebbe essere accompagnata, da parte di chi la propone,
dalla richiesta di una forte campagna mondiale sui metodi anticoncezionali. Se
siamo contro l'aborto, l'unica via da battere è l'uso dei contraccettivi. Così
invece non è. E allora dichiararsi a favore della vita mi sembra un'ipocrisia.
Sono talmente annoiato da questa storia che non leggo più articoli su questa
storia. Altri, e più gravi, mi sembrano i problemi del pianeta: la corsa al
riarmo, l'aumento delle spese militari, l'inquinamento, lo sfruttamento, la
miseria. Il mondo cambia in fretta e la politica è in stato confusionale. Ma si
può dialogare con questa Chiesa come invitano a fare gran parte della classe
politica? Si può parlare con chi mira a convertirti? No. Ci sono delle
precondizioni per dialogare. Ho collaborato a quattro puntate di Uomini e
profeti , un programma radiofonico di Gabriella Caramore. Una trasmissione di grande spessore. Difendere
Dio dai credenti, questo era il tema. Sono intervenuti anche Paolo Flores d'Arcais e Bruno Forte, arcivescovo di Chieti. Dobbiamo
diventare consapevoli che noi esseri umani non siamo depositari della verità,
ma abbiamo sempre punti di vista parziali. Nel momento in cui qualcuno si
dichiara portatore della verità allora cadono le condizioni del dialogo. E non
ci può essere democrazia. Questo la sinistra lo sa bene, l'ha imparato nella
sua storia. Quando la dialettica marxista è stata sostituita da una verità
chiesastica, lì è iniziata la débacle. I guai sono cominciati con
l'imbalsamazione di Lenin. Non può esserci politica senza dialettica. E questo
implica la pari dignità degli esseri umani, di quelli
credenti come di quelli non credenti, per tornare al nostro argomento. Quando
qualcuno ritiene di essere portatore della verità e considera gli altri come
individui che vivono nell'errore o che sono in ritardo nel cammino verso la verità,
non dialoga. Fa un monologo. E' scritto nell'Antico Testamento, nel Levitico , "considera il prossimo tuo come te stesso".
L'altro è come te, ha la stessa dignità. Questa è la democrazia. Il filosofo Levinas ne ha fatto un perno della propria intepretazione. Noi siamo solo una parte della verità. Oggi
la voglia di affermare con l'imposizione il trascendente nella politica è un
errore. E' ovvio che un politico cristiano sia ispirato dalla sua religione ma
se teorizza che i suoi valori debbano valere per tutti, allora si tratta di
un'ingiunzione. Oscar Luigi Scalfaro è un cattolico a prova di ferro, eppure è
stato un costituente, un politico con un senso di laicità e di rispetto per la
Costituzione che ha pochi eguali oggi. Ma davvero si pensa che i cattolici in
Italia sono perseguitati? I
governi messicani volevano imporre matrimoni civili anche ai cattolici, quelli
sì potevano essere accusati di "laicismo". Ma
io, oggi, in Italia, non vedo nessuna imposizione di ateismo. C'è "laicismo" quando si vieta ai credenti di frequentare i luoghi di
culto o di parlare di religione. Ma se non c'è giorno che i tg
non riferiscano delle frasi del Papa? Si parla molto di trascendente
eppure pochi sono davvero a conoscenza dei dogmi religiosi. Il furore identitario della Chiesa non sarà una reazione difensiva di
fronte a una società che minaccia d'allontanarsi dal suo controllo? Sono
convinto che questa linea è dettata dalla
disperazione. Un credente convinto non ha il bisogno di rivendicare la propria
fede. Se dopo duemila anni di evangelizzazione il cattolicesimo ha paura
dell'islam vuol dire che qualcosa non funziona. Io sono ebreo e anche se
l'ebraismo per me non è una religione, la mia identità ebraica si è rafforzata,
è frutto di una ricerca. Ma non ho bisogno di manifestarla in scelte
integraliste. Non si possono costruire fortezze intorno alla fede. Dico una
boutade: facciamo una moratoria sulle religioni e interessiamoci solo
dell'essere umano. Dell'uomo che soffre.Martin
Buber nei Racconti chassidici parla del buon ateismo,
quello che presta attenzione all'altro bisognoso d'aiuto e si fa carico
d'aiutarlo con le sue sole forze senza appellarsi alla misericordia
dell'Onnipotente. Dio diventa un'alibi,
uno schermo dietro cui nascondersi per non aiutare gli altri. O, peggio, per
giustificare in suo nome il male che facciamo loro. Ma tutta questa
ostentazione sui media non finisce per uccidere la vera religiosità? La voce
del divino è nel silenzio. Oggi invece tutto è mediatico. C'è un rumore di
fondo che annulla il senso delle parole. Si dice tutto e il contrario di tutto.
Siamo tutti cristiani e vogliamo cacciare i migranti dall'Italia. Le parole
hanno un significato, chiamano a una responsabilità. Gesù accoglieva i
peccatori. E nella Bibbia Dio dice "davanti a me siete tutti
stranieri". Se Gesù dovesse nascere di nuovo nascerebbe in un campo
nomadi. Tutti sono democratici, ma dimenticano che la democrazia è
incompatibile con la povertà. E l'accusa di antisemitismo? E' talmente
inflazionata che fra poco sarà più pesante l'epiteto "sciocchino". Io
stesso sono stato accusato di essere antisemita per aver criticato la politica
del governo israeliano. Ci vuole sobrietà. Magdi Allam faccia quel che vuole. Ma noi qualche dubbio sulla
storia dell'occidente ce l'abbiamo. 25/03/2008.