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DOSSIER “LAICI & CHIERICI”

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TARTICOLI DEL 20-4-2008      #TOP



Report "Laici e chierici"

·                     Indice delle sezioni

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Indice delle sezioni

Laici e chierici (9)


Indice degli articoli

Sezione principale: Laici e chierici

"Io, povero successore di Pietro" ( da "Giornale.it, Il" del 20-04-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: Così era uno Stato volutamente laico, erano proprio contrari ad una Chiesa di Stato ma laico proprio per amore della religione, della sua autenticità, che può essere vissuta solo liberamente. E così troviamo questo insieme di uno Stato volutamente e sinceramente laico, ma proprio per volontà religiosa, per dare autenticità alla religione.

Catasto, Marsella (Pd)<Sentenza positiva> Il vescovo: una tassazione a tutela dei nuclei familiari ( da "Secolo XIX, Il" del 20-04-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: con membri laici delle diverse componenti cattoliche, per approfondire alcuni temi importanti. All'incontro con il Vescovo l'Mcl era presente con il presidente regionale Amerigo Lupi, con l'assistente spirituale Don Gianni Crovara, con il presidente provinciale Alberto Rebecchi, con il vice presidente regionale Pierangelo Caiti e con i presidenti di enti,

<Assurdi gli scontri ideologicisi alimentano a vicenda> ( da "Secolo XIX, Il" del 20-04-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: ennesimo scontro tra laici e cattolici che finirà inevitabilmente sui media, ben felici di raccontare la rissa". Fattorini accetta il disaccordo ma non il metodo: perciò auspica un dissenso sottile e passivo? "Non c'è bisogna di farsi la guerra. C'è il Concordato, stato e chiesa hanno chiarito i loro rapporti da quasi un secolo,

Il cardinale a scuola?A Pieve c'è chi dice no ( da "Secolo XIX, Il" del 20-04-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: tra l'ideologico e il religioso, sulla laicità dell'insegnamento e l'inviolabilità dei suoi spazi. Costretta a interrogarsi sugli stessi temi che a gennaio portarono docenti universitari e studenti in piazza a Roma, in occasione della visita del papa Benedetto XVI alla Sapienza per l'inaugurazione dell'anno accademico.

Sulle tasse ravasi fa felice prodi - paola cascella ( da "Repubblica, La" del 20-04-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: Ravasi ci ha tenuto a inserire quel passo dei Vangeli come elemento chiave per dire che la politica si fonda, tra l'altro, sulla sua stessa autonomia. In sala oltre a Prodi, il ministro della Difesa Arturo Parisi, tanti docenti e intellettuali cattolici e laici, il rettore dell'ateneo Pier Ugo Calzolari, e Marina Biagi, la moglie del giuslavorista ucciso dalle Br.

Pedofilia, Papa chiede la purificazione della Chiesa Nella cattedrale di New York Ratzinger predica l'unità dei credenti. Ai seminaristi: affrontare le sfide del secolarismo ( da "Unita, L'" del 20-04-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: apertura del sacerdozio alle donne, al riconoscimento di un ruolo più incisivo del laicato. Un tema molto sentito, visto che malgrado gli oltre settanta milioni di fedeli e l'alto numero di "praticanti", le vocazioni continuano a calare e che siano oltre 4 mila le parrocchie senza pastore. Ratzinger punta sull'unità della Chiesa.

Un convegno su fede, laicità e razionalità ( da "Stampa, La" del 20-04-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: Laici, cattolici e protestanti, i relatori - Gustavo Zagrebelsky, Mario Tronti, Piero Coda, Oreste Aime, Sergio Rostagno, Paolo Ricca, Pietro Barcellona, Claudio Ciancio e Fulvio Ferrario, coordinati da Mario Dogliani, Federico Vercellone, Maria Cristina Bartolomei e Ugo Perone - si confronteranno da posizioni diverse intorno alla necessità,

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Focus - data: 2008-04-20 num: - pag: 13 categoria: ALTRI ... ( da "Corriere della Sera" del 20-04-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: Non è stata una questione ideologica. Non vedo svolte. I bresciani non hanno cambiato testa. In fondo, i due candidati erano entrambi cattolici. Democristiani. Ha vinto chi ha interpretato meglio i sentimenti dei cittadini". Lo dice anche don Gabriele Filippini, per vent'anni direttore del settimanale diocesano La voce del Popolo,

<Il dialogo tra le religioni? Ora tocca a noi ascoltare> ( da "Liberazione" del 20-04-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: omonima università cattolica, gestita dai gesuiti ma oggi guidata per la prima volta da un preside laico. Padre Dan Madigan ci accoglie, due giorni prima del discorso del Papa alle università cattoliche americane. Madigan, gesuita australiano esperto di islamistica, ha insegnato per sette anni alla Gregoriana di Roma per un progetto non molto gradito agli ambienti romani,


Articoli

"Io, povero successore di Pietro" (sezione: Laici e chierici)

( da "Giornale.it, Il" del 20-04-2008)

Argomenti: Laicita'

Stamattina (in Italia era già pomeriggio) ho partecipato alla messa di Benedetto XVI nella cattedrale di St. Patrick, sulla Quinta Strada, a Manhattan. Al termine della celebrazione, il cardinale Bertone ha fatto gli auguri al Papa per il terzo anniversario dell'elezione, che ricorre oggi. Il Papa, commosso, ha risposto improvvisando: "Posso solo rendervi grazie per il vostro amore per la Chiesa, per l'amore a Nostro Signore, e per l'amore che date anche al povero successore di Pietro. Io farò tutto il possibile per essere un vero successore del grande san Pietro che era anche un uomo con i suoi difetti e alcuni peccati, ma alla fine rimase la roccia della Chiesa e così anch'io, con tutta la mia povertà spirituale possa essere con la grazia di Dio in questi tempi il successore di Pietro". Parole che fanno tornare alla mente un appunto nei diari di Paolo VI, che parlava della propria "inadeguatezza" al compito ricevuto, o l'espressione di Papa Luciani che davanti ai cardinali, chiedendo preghiere per la sua missione, aveva definito se stesso un "poverocristo vicario di Cristo". Scritto in Varie 1 Commento " (3 votes, average: 3.67 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 18Apr 08 Piccole esperienze americane Vi scrivo queste righe da New York. Ho appena finito di scrivere i miei pezzi sulla visita del Papa all'Onu e sulle commoventi testimonianze delle vittime degli abusi che ieri hanno incontrato Benedetto XVI. Articoli che leggerete sul Giornale di domani. Volevo raccontarvi ciò che è accaduto ieri. Avevo preparato un articolo tutto incentrato sull'appello del Papa ai leader religiosi e sulla messa allo stadio. Padre Lombardi, a nostra specifica richiesta, ci aveva detto che l'incontro con le vittime degli abusi non era avvenuto. Certo, lui intendeva dire che non era avvenuto fino a quel momento. In ogni caso, dopo aver spedito i pezzi (in Italia erano quasi le 11 di sera) sono uscito a comprare dei francobolli per un collega - Gabriele Villa, inviato e titolare del blog del Giornale sul golf - e poco dopo l'amico Luigi Accattoli mi ha telefonato per dirmi che era appena arrivata la notizia dell'incontro. Sono rientrato in pochi minuti e ho riscritto il pezzo, incentrandolo sulla notizia del giorno, come richiesto dai miei capi. Così, il Giornale è uscito in due versioni: la prima edizione (che raggiunge le città più piccole), aveva il primo articolo, la seconda (che va in stampa all'una di notte e si trova a Milano, Roma e nei centri più grandi), aveva il secondo articolo con il titolo sulle vittime degli abusi. Sono convinto che il discorso ai leader religiosi fosse importante, perché esplicitava per la prima volta così chiaramente la "via" ratzingeriana per il dialogo con le religioni. Così salutandovi dalla Grande Mela, nel primo commento a questo post allegherò la prima stesura dell'articolo - che non era leggibile nella versione online, ovviamente più aggiornata. Scritto in Varie Commenti ( 17 ) " (4 votes, average: 4 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 17Apr 08 Il Papa e i valori Usa, non solo luci Sto finendo di assistere alla messa che Benedetto XVI sta celebrando al Nationals Park Stadium. Nell'omelia, il Papa ha parlato di "segni evidenti di un crollo preoccupante negli stessi fondamenti della società: segni di alienazione, rabbia e contrapposizione in molti nostri contemporanei; crescente violenza, indebolimento del senso morale, involgarimento nelle relazioni sociali e accresciuta dimenticanza di Dio". Anche nella Chiesa c'è "la presenza di divisione e polarizzazione al suo interno" e si fa pure la "sconcertante scoperta che tanti battezzati sono inclini ad abbracciare atteggiamenti contrari alla verità del Vangelo". Benedetto XVI parlando degli americani come "popolo della speranza", delle libertà e delle nuove opportunità, ha detto anche che questa attesa non è stata "l'esperienza di tutti gli abitanti di questo Paese; basti pensare alle ingiustizie sofferte dalle native popolazioni americane e quanti dall'Africa furono portati qui forzatamente come schiavi". Scritto in Varie Commenti ( 104 ) " (4 votes, average: 4 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 15Apr 08 Religione e laicità negli Usa, quello che ho chiesto al Papa Vi scrivo da Washington, dove sono appena arrivato al seguito di Benedetto XVI. Ho viaggiato a fianco del maestro e amico Luigi Accattoli, il cui seguitissimo blog so che conoscete bene. Sul Giornale di domani troverete l'articolo con ciò che ha detto il Papa incontrando i giornalisti sull'aereo. Vi anticipo la domanda che gli ho fatto io e la sua risposta: Santità, ricevendo la nuova ambasciatrice degli Usa presso la Santa Sede, Lei ha ricordato positivamente il ruolo pubblico della religione negli Stati Uniti. Pensa che da questo punto di vista gli Usa siano un modello per l'Europa secolarizzata? Non crede che ci sia il rischio di usare la religione e il nome di Dio per giustificare una politica o una guerra? "Certamente non possiamo in Europa semplicemente copiare gli Usa. Abbiamo la nostra storia. Ma dobbiamo tutti imparare gli uni dagli altri. Quanto trovo io affascinante negli Usa è che hanno cominciato con un concetto positivo di laicità. Perché questo nuovo popolo era composto da comunità e persone che erano fuggite dalle religioni di Stato e volevano avere uno Stato laico, secolare che apre le possibilità per tutte le confessioni, per tutte le forme di esercizio religioso. Così era uno Stato volutamente laico, erano proprio contrari ad una Chiesa di Stato ma laico proprio per amore della religione, della sua autenticità, che può essere vissuta solo liberamente. E così troviamo questo insieme di uno Stato volutamente e sinceramente laico, ma proprio per volontà religiosa, per dare autenticità alla religione. E sappiamo che A. de Tocqueville, studiando l'America ha visto che le istituzioni laiche vivono dal consenso di fatto, morale, che esiste tra i cittadini. Questo mi sembra un modello fondamentale e positivo da considerare anche in Europa: nel frattempo sono passati più di 200 anni con tanti sviluppi. Adesso c'è anche negli Usa l'attacco di una nuova secolarità, di un nuovo secolarismo del tutto diverso e quindi nuovi problemi. L'immigrazione e l'ideale del wasp (white, anglo-saxon, protestant). Quindi la situazione si è complicata, differenziata nelle cose della storia. Ma il modello fondamentale mi sembra anche oggi degno di essere osservato". Scritto in Varie Commenti ( 63 ) " (6 votes, average: 3 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 14Apr 08 Il Papa negli Usa Domani a mezzogiorno Benedetto XVI parte per gli Stati Uniti, dove si tratterrà fino a domenica sera, visitando Washington e New York. Incontrerà Bush alla Casa Bianca, parlerà all'Onu come i suoi predecessori Paolo VI e Giovanni Paolo II, incontrerà la Chiesa americana, pregherà a Gorund Zero. Questo è l'articolo di presentazione del viaggio che ho pubblicato oggi sul Giornale. Vi chiedo pazienza se in questi giorni il blog subirà prevedibili rallentamenti. Scritto in Varie Commenti ( 91 ) " (6 votes, average: 3.67 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 11Apr 08 Nomine di primavera, due nuovi vescovi in Curia Saranno rese note a mezzogiorno di domani tre nuove nomine in Curia: il cardinale Sergio Sebastiani, presidente della Prefettura degli affari economici della Santa Sede, va in pensione. Al suo posto viene chiamato l'attuale segretario della Segnatura apostolica, il canonista Velasio De Paolis. Al posto di De Paolis, quale nuovo segretario, viene nominato l'attuale Promotore di giustizia della stessa Segnatura, Frans Daneels. Viene inoltre elevato all'episcopato mons. Juan Ignacio Arrieta, attuale segretario del Pontificio consiglio per l'interpretazione dei testi legislativi, piccolo organismo che molti pensavano sarebbe stato accorpato ad altri e che invece ora si ritrova con ben tre vescovi (il presidente, il vice-presidente e il segretario). I due nuovi vescovi saranno consacrati dal cardinale Bertone il 1 maggio, insieme al nuovo nunzio apostolico in Ghana. Scritto in Varie Commenti ( 100 ) " (29 votes, average: 1.86 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 11Apr 08 Direttore Böhler, non ci sto! Gentile direttore Böhler, responsabile del Museo diocesano di Vienna, mi spiace non ci sto. Leggo nel blog della Reuters che lei ha fatto dichiarazioni che considero deliranti: coloro che si sono opposti all'esposizione dell'opera blasfema di Alfred Hrdlicka che ha trasformato l'Ultima Cena in un'orgia gay, sarebbero "cristiani fondamentalisti", quelli che si sono permessi di criticare la sua scelta, persone non sono in grado di apprezzare il messaggio dell'artista e non ne conoscono la grandezza. Lei, invece di chiedere scusa, si difende attaccando chi ha "osato" criticare una scelta sconcertante e offensiva e adesso viene a dirci che "Hrdlicka ha il diritto di provocare" e il Museo di offrirgli la possibilità di esporre le sue opere. Non so davvero che dire. Ho già fatto ripetutamente professione di ignoranza artistica, ma certo di fronte a queste sue parole sono felica della mia ignoranza. Non ci sto ad essere etichettato come fondamentalista solo per aver acceso i riflettori su un caso che trovo scandaloso. Se il Cardinale arcivescovo non ha nulla da dire, mi spiace davvero per lui. Tra l'altro, dalle sue parole mi sembra di capire che lo stesso stimato porporato abbia agito sull'onda delle polemiche e che, se nessuno si fosse mosso, forse avrebbe lasciato correre. Ma a che punto siamo arrivati in nome dell'arte e della libertà di espressione? Un Museo diocesano che per far parlare di sé deve esporre queste "opere" meglio farebbe a chiudere. Lei, dottor Böhler, può sempre trovar lavoro come press-agent di Hrdlicka, al quale - vista l'aria che tira in Austria - non mancheranno certo ricche commesse ecclesiastiche. Scritto in Varie Commenti ( 163 ) " (16 votes, average: 4.19 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 09Apr 08 L'ultima cena di Vienna, il cardinale ci scrive Ho appena ricevuto un messaggio da parte del portavoce dell'arcidiocesi di Vienna: Dist.mo sig. Andrea Tornielli, "Il Giornale" Vienna, 9 aprile 2008 Egregio sig. Tornielli, in riferimento al Suo articolo "L'Ultima cena diventa un' orgia gay" nell'edizione del 8 aprile vorrei inviare una dichiarazione di Sua Eminenza il card. Schönborn pubblicata oggi. Distinti saluti, Erich Leitenberger Capoufficio stampa "Il museo diocesano di Vienna ha dedicato - sotto la responsabilita' del suo direttore Bernhard Böhler - una mostra all'artista austriaco Alfred Hrdlicka in occasione del ottantesimo compleanno dell'artista. Hrdlicka e' uno dei piu' importanti artisti austriaci viventi. Come pochi altri si e' dedicato alla tematica dell'uomo sofferente e maltrattato invitando alla "compassione" con la "Passione". Quella compassione la esprime in modo commovente nella sua opera. Le opere piu' conosciute in questo contesto sono "La danza macabra di Plötzensee" ed il grande memoriale dell'Olocausto sulla piazza dell'Albertina a Vienna. Per questo avevo dato il mio consenso ad una esposizione nel museo diocesano senza pero' conoscere dettagliatamente le opere da esporre. Hrdlicka si e' occupato durante tutta la sua vita molto intensamente di tematiche bibliche, soprattutto della passione di Cristo. Hrdlicka dice di se stesso di essere comunista ed ateo. Ciononostante nutre un interesse rovente per la Bibbia e - sono le sue stesse parole - un grande desiderio della fede. L'esposizione non vuol dire che il museo diocesano si identifichi con tutte le opere di Hrdlicka. In talune opere non bada alla soglia del rispetto assoluto del sacro. Ci sono delle opere di Hrdlicka che dal punto di vista del credente devono essere respinte. Va da se che mai avrei acconsentito all'esposizione di opere di natura blasfema o pornografica. Mi dispiace molto che una immagine di questo carattere - a mia insaputa - era esposta nel museo. L'opera che ha ferito delle persone nella loro fede e' stata tolta su mia disposizione il 20 marzo. Ciononostante ritengo un fatto positivo che artisti che non credono oppure che cercano ancora la risposta della fede si occupino di tematiche bibliche". Cristoph Card. Schönborn Cari amici, ho molta stima del cardinale arcivescovo di Vienna. E' positivo che sia intervenuto per far togliere l'opera blasfema. Devo però dire francamente che mi sarei aspettato qualcosa di più nella sua risposta: vorrei ricordare, senza nulla togliere all' "arte" di Hrdlicka (scusate le virgolette, ma io sono artisticamente molto ignorante e al solo pensiero di quel quadro mi vien da vomitare) che stiamo parlando di una rappresentazione dell'Ultima cena, durante la quale Gesù istituì l'eucaristia, il sacrificio che si rinnova ad ogni celebrazione: raffigurarla come un'orgia gay - per di più motivando questo fatto con l'assenza delle donne sulla scena! - lo trovo ributtante. L' "artista" si proclama ateo. Nessuno gli vieta di dipingere ciò che vuole e come vuole. Ma esporre quell'opera - come alcune altre presenti nella mostra - in un museo diocesano lo trovo un atto irresponsabile. E trovo pazzesco, scusate la franchezza, che i responsabili del museo diocesano non abbiano compreso l'assoluta sconvenienza di esporre scene così blasfeme in un luogo legato all'arcidiocesi. Nessuno nega che sia giusto confrontarsi con l'arte di chi non crede, nessuno afferma che solo un buon cattolico è anche un buon artista (ci mancherebbe!). Nessuno si scandalizza per un nudo (Michelangelo riempì il suo affresco nella Sistina si nudi, proprio sopra l'altare dove solitamente celebrava il Papa, successivamente "imbracati", cioè coperti con veli e brache). Ma qui si parla di ben altro, si parla di un'orgia omosessuale con protagonisti gli apostoli! Il sottoscritto, come tutti voi che siete intervenuti nel dibattito, non avrebbe neanche appeso quel quadro. Sicuramente né io né voi diventeremo mai responsabili di un museo diocesano. a.t. Scritto in Varie Commenti ( 161 ) " (27 votes, average: 3.44 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 08Apr 08 L'ultima cena diventa orgia e viene esposta al museo diocesano Quello che è accaduto a Vienna nei giorni scorsi (ne scrivo oggi sul Giornale) ha davvero dell'incredibile: nel museo diocesano della capitale, dove è in corso una mostra retrospettiva dedicata a un artista famoso uno dei grandi artisti austriaci, l'ottantenne Alfred Hrdlicka, che ha appena compiuto 80 anni, è stato esposto un quadro intitolato "Ultima cena di Leonardo, restaurata da Pier Paolo Pasolini". La scena è molto esplicita. Invece del pasto consumato da Gesù con gli apostoli, nel cenacolo si assiste a un'orgia omosessuale. Dopo ben otto giorni di esposizione e una bufera di critiche, il cardinale Schoenborn l'ha fatta togliere, mentre il direttore del museo difende la scelta e ha detto che non si aspettava reazioni così indignate. Comprendo che il cardinale fosse all'oscuro della cosa, ma i suoi collaboratori? Davvero pensavano che rappresentare gli apostoli impegnati in rapporti gay, ed esporre quest' "opera" in un museo collegato con la diocesi, non sconcertesse i fedeli? La realtà, purtroppo, è sotto gli occhi di tutti: l'unica fede che può essere derisa e oltraggiata è quella cristiana. Ma che questo sia fatto con l'indifferenza o il tacito assendo dei preti, beh è davvero sconcertante. Tra l'altro, coinvolgere nel titolo dell' "opera" Pasolini, è del tutto fuori luogo. Lo scrittore e regista era omosessuale, ma quando ha dovuto rappresentare la vita di Gesù, nel suo Vangelo secondo Matteo, l'ha fatto in ben altro modo. Scritto in Varie Commenti ( 224 ) " (22 votes, average: 4.09 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 04Apr 08 Il voto "veltroniano" di Maria: lettera blasfema di don Farinella Ne ha accennato su questo blog il collega Andrea Macco, collaboratore dell'edizione genovese del Giornale, poi la notizia è finalmente approdata sulle pagine nazionali del nostro quotidiano: don Farinella, prete della città della Lanterna, non si limita a fare campagna elettorale per la sinistra. Ha coinvolto pure Maria santissima, immaginando una lettera aperta a firma della Madonna che invita a votare Veltroni (turandosi il naso) per abbattere il potere di Berlusconi e di Casini. Trovo sacrilego che un prete - il quale in realtà non dovrebbe neanche occuparsi di scelte partitiche, limitandosi a formare le coscienze sulla base del Vangelo e del magistero - coinvolga in questa sua attività smaccatamente politico-elettorale la Madre di Gesù. Devo aggiungere, mutatis mutandis, che non mi ha colpito positivamente la pubblicità - data già ieri in senso smaccatamente elettorale da un quotidiano romano - della partecipazione di Marcello Pera alla plenaria del Pontificio consiglio della famiglia in Vaticano, presentata come una "benedizione" papale dell'ex presidente del Senato. Ora, è noto che Benedetto XVI conosce e stima Pera, nonché che abbia dialogato con lui sul relativismo etico e l'identità occidentale: dalle loro discussioni è nato un libro a doppia firma. Ma la partecipazione del candidato del Pdl alla plenaria (era presente anche Giulio Andreotti, che però non fa campagna elettorale essendo senatore a vita), invitato in qualità di nonno a discutere sui temi della famiglia, era stata decisa prima che si fissasse la data delle elezioni e non può certamente essere letta come una sponsorizzazione vaticana della candidatura, nonostante l'indubbia stima che molti, Oltretevere, hanno per l'ex presidente del Senato. Infine, devo farvi partecipi di un dubbio (forse sto avendo troppi dubbi, ultimamente.), che riguarda una persona amica, Alessandra Borghese, vaticanista con la quale ho condiviso l'eccezionale esperienza di diversi viaggi papali, scrittrice, autrice di libri di successo nei quali ha raccontato il suo cammino di conversione, candidata per l'Udc nel Lazio. Capisco bene che le elezioni sono arrivate all'improvviso ed è certo che Alessandra non poteva prevedere la concomitanza né disdire impegni presi. Ma mi chiedo però, sommessamente e amichevolmente, se fosse davvero opportuno tenere in queste settimane molte presentazioni del suo bel libro su "Lourdes. I miei giorni al servizio di Maria" (uscito in occasione del 150 anniversario delle apparizioni nella grotta di Massabielle), con il rischio di confonderli con appuntamenti della campagna elettorale. Scritto in Varie Commenti ( 330 ) " (23 votes, average: 3.91 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico Post precedenti Chi sono Sono Andrea Tornielli, il vaticanista del Giornale, classe 1964, laurea in storia della lingua greca. Sono sposato e ho tre figli. Vivo tra Roma e Milano Tutti gli articoli di Andrea Tornielli su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (169) Ultime discussioni Gianni B.: Non mi ricordo chi disse che la religione è l'unico modo per fare diventare violente le persone... Eufemia Budicin: Giuliani, che voleva diventare prete ed è stato in seminario, non ha resistito a non prendere la... Ambrogio.: Signora Marina, è giusto che un bambino di 5 anni si ponga queste domande, un bambino non può sapere... Carlo: Addirittura essere tacciati di troll!!! Nel mio post precedente le virgolette stavano a significare che il... marina: scusatemi la domanda:ma come fate ad essere così sicuri che sia stato Proprio DIO ,a creare la terra e... Gli articoli più inviati Il voto "veltroniano" di Maria: lettera blasfema di don Farinella - 13 Emails Messe show, facciamo un catalogo? - 10 Emails La battaglia finale - 5 Emails Dopo la messa tridentina, in Cattolica cambiano l'altare - 5 Emails Martini contro il Motu proprio di Benedetto XVI - 4 Emails Il Motu proprio? 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Catasto, Marsella (Pd)<Sentenza positiva> Il vescovo: una tassazione a tutela dei nuclei familiari (sezione: Laici e chierici)

( da "Secolo XIX, Il" del 20-04-2008)

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Catasto, Marsella (Pd)"Sentenza positiva" Il vescovo: una tassazione a tutela dei nuclei familiari comune l'impegno sociale Moraglia incontra i dirigenti dell'Mcl: per l'Irpef serve il "quoziente" IL COORDINATORE comunale del Pd Jonathan Marsella plaude alla sentenza del Consiglio di Stato sul Catasto "che dimostra come la valutazione di inammissibilità che la maggioranza di centrosinistra fece con votazione unica in merito agli oltre mille emendamenti presentati dall'opposizione fosse legittima e fondata, aggiungendo così conforto giuridico ad una condotta che abbiamo da principio considerato politicamente adeguata e opportuna". .x/20/0804 Applicazione del "quoziente familiare" nella tassazione Irpef (sistema adottato in Francia) per favorire la famiglia con più figli, ed una maggiore conoscenza della dottrina sociale della Chiesa e dei suoi insegnamenti sono alla base dei primi impegni di lavoro del nuovo Vescovo Diocesano Monsignor Francesco Moraglia. Il prelato da qualche mese a capo dell'episcopio spezzino li ha esposti durante l'incontro che ha avuto nei giorni scorsi in Curia con gli esponenti provinciali del Movimento Cristiano Lavoratori che si erano recati a rendergli omaggio. Monsignor Moraglia è stato consacrato vescovo a Genova nella cattedrale San Lorenzo nel febbario scorso con la cerimonia presieduta dal cardinal Angelo Bagnasco e il mese seguente ha preso possesso della diocesi spezzina. I Vescovi Liguri in un recente incontro hanno ribadito la necessità di portare avanti la battaglia per l'introduzione della tassazione secondo il "quoziente familiare" inteso come sostegno alla natalità ed alla presenza dei figli, strumento ben più idoneo di qualsiasi "bonus" o detrazione. La necessità di una misura come il "quoziente familiare"è stata più di una volta rimarcata dal mondo cattolico, dal manifesto del Forum delle associazioni familiari alle dichiarazioni del presidente della Cei Cardinal Ruini nel suo intervento in occasione del decennale della Giornata internazionale della famiglia in cui i figli erano indicati come un bene ed una necessità per l'intera comunità. A sostenere l'iniziativa di carattere nazionale, è partita in tutte le parrocchie una raccolta firme che in tutta la Regione ha raggiunto le diecimila, ma l'obiettivo è di 30 mila. Per questo il Vescovo Moraglia ha chiesto l'aiuto dell'Mcl, un movimento molto radicato sul territorio dove è presente con numerosi circoli, così come l'ha chiesto alle altre componenti cattoliche provinciali a cominciare dall'emittente Teleliguria Sud. Tra le prime intenzioni del Vescovo anche quella della maggiore divulgazione della dottrina sociale della Chiesa, spesso poco conosciuta anche dagli addetti ai lavori, enunciata a partire dal 1891 con l'enciclica di Papa Leone XIII "Rerum Novarum" ed in epoca più recente approfondita dalle encicliche "Mater et magistra" e "Pacem in terris" di Giovanni XXIII, "Populorum progressio" e "Octogesima adveniens" di Paolo VI e nella predicazione di Giovanni Paolo II dalla Conferenza di Puebla, al viaggio in Brasile, al discorso a Terni, alle encicliche "Laborem exercens", "Sollecitudo rei socialis" e "Centesimus annus". Monsignor Moraglia ha anche l'intenzione di potenziare il sito web della Curia per fornire on line notizie e insegnamenti e di costituire una commissione ristretta, con membri laici delle diverse componenti cattoliche, per approfondire alcuni temi importanti. All'incontro con il Vescovo l'Mcl era presente con il presidente regionale Amerigo Lupi, con l'assistente spirituale Don Gianni Crovara, con il presidente provinciale Alberto Rebecchi, con il vice presidente regionale Pierangelo Caiti e con i presidenti di enti, circoli e responsabili di settore: Paolo Adorni, Francesco Bellotti, Marco Bertella, Umberto Bianchi, Guerrino Bucci, Franco Bucchioni, Alessandra Del Monte, Luigi De Luca, Claudio De Laurentis, Raffaella Di Lorenzo, Francesco Garibotti, Benito Giovanelli, Giuseppe Perfetti, Giorgio Scotto, Antonio Vecchi. Il presidente Rebecchi a nome dell'intero Movimento cristiano dei lavoratori ha donato al Vescovo Moraglia, secondo la tradizione, una artistica croce pettorale che il prelato ha promesso di portare in alcune occasioni. P. C. .x/20/0804.

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<Assurdi gli scontri ideologicisi alimentano a vicenda> (sezione: Laici e chierici)

( da "Secolo XIX, Il" del 20-04-2008)

Argomenti: Laicita'

"Assurdi gli scontri ideologicisi alimentano a vicenda" la docente della sapienza "PAZZESCO. Un brutto clima di intolleranza reciproca" lo definisce Emma Fattorini, docente di Storia contemporanea all'Università La Sapienza di Roma. Perchè la vicenda di Pieve Ligure la sdegna tanto? "Il dissenso delle famiglie alla visita pastorale del cardinal Bagnasco poteva esprimersi in una forma più lieve, diciamo pure passiva. Si potevano tenere i figli a casa, senza proclami pubblici e senza dare il via all'ennesimo scontro tra laici e cattolici che finirà inevitabilmente sui media, ben felici di raccontare la rissa". Fattorini accetta il disaccordo ma non il metodo: perciò auspica un dissenso sottile e passivo? "Non c'è bisogna di farsi la guerra. C'è il Concordato, stato e chiesa hanno chiarito i loro rapporti da quasi un secolo, non c'è più bisogno di crociate né da una parte né dall'altra, possiamo dialogare". Lei ha assunto le stesse posizioni anche lo scorso gennaio quando Benedetto XVI ha dovuto rinunciare alla sua lezione alla Sapienza. "Il documento contrario al suo arrivo non è circolato neppure all'interno dell'Università, non c'è stata alcuna discussione tra noi docenti e neppure con gli studenti. Le posizioni ideologiche producono posizioni radicali, esasperano i conflitti, spingono a estremizzare le posizioni. Il laicismo spinge la chiesa nell'angolo e la legittima a sentirsi vittima, la chiesa reagisce e molti laici si sentono aggrediti. Finisce che le due posizioni si alimentano a vicenda". Emma Fattorini è un'intellettuale cattolica non certo ortodossa o politicamente conservatrice. Anzi, il suo ultimo libro - "Pio XI, Hitler e Mussolini. La solitudine di un Papa" (Einaudi, 2007) - le è costato critiche da parte delle gerarchie vaticane. Eppure dissente da chi attacca il cardinale e aborre lo spettacolo della lite perpetua. Non pensa comunque che la chiesa in Italia abbia spazi sufficienti? "Sì, ma se si moltiplicano le intolleranze la chiesa poi si sente emarginata e ridicolizzata dai media. E con queste contrapposizioni ideologiche arriviamo soltanto allo scontro. Siamo pur sempre un Paese a maggioranza cattolica, ma non è questo in fondo il punto. E neppure c'è da litigare su chi ha ragione o torto: nella società moderna le figure religiose sono importanti, va evitata come la peste la contrapposizione. Perchè appunto i radicalismi si alimentano a vicenda" silvia neonato neonato@ilsecoloxix.it 20/04/2008.

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Il cardinale a scuola?A Pieve c'è chi dice no (sezione: Laici e chierici)

( da "Secolo XIX, Il" del 20-04-2008)

Argomenti: Laicita'

Polemica in liguria Un gruppo di genitori e professori si oppone alla visita di Bagnasco: l'istituto alla fine vota sì. Il sindaco mediatore Genova. "C'è maretta", ammette smorzando i toni della polemica la preside Vanda Roveda, dopo aver provato ad annullare tutto, chiedendo al consiglio di istituto di votare per il sì o per il no. Una piccola scuola media di provincia proiettata al centro del dibattito, tra l'ideologico e il religioso, sulla laicità dell'insegnamento e l'inviolabilità dei suoi spazi. Costretta a interrogarsi sugli stessi temi che a gennaio portarono docenti universitari e studenti in piazza a Roma, in occasione della visita del papa Benedetto XVI alla Sapienza per l'inaugurazione dell'anno accademico. Visita che saltò. Succede alla media "Golfo paradiso" di Pieve Ligure, nel levante genovese, 630 alunni. Succede alla vigilia della visita pastorale del cardinale di Genova e presidente della Conferenza episcopale italiana (Cei) Angelo Bagnasco. Il parroco e vicario della zona don Silvio Grilli ha promosso e previsto incontri anche nelle scuole dei tre paesi. "Sta bene", hanno detto convinti a Sori e a Bogliasco. A Pieve Ligure insegnanti e genitori si sono divisi. L'incontro con monsignor Bagnasco, fissato per martedì durante l'orario di lezione, ha rischiato di saltare. Per la proteste, civile ma decisa, di alcuni professori e di un certo numero di famiglie che hanno scelto di non firmare la manleva chiesta dalla preside, invitando la scuola a organizzare per i loro figli una lezione "laica" alternativa. "Non ci saranno proteste di piazza o altre clamorose manifestazioni di contrarietà all'iniziativa", avverte Carla Scarsi, portavoce dei genitori dissenzienti; manifestazioni come quelle che furono organizzate alla Sapienza di Roma a gennaio. Ma il no alla "lezione" di Bagnasco ha già prodotto tensioni tra gli insegnanti e una votazione in consiglio di istituto (presieduto da un rappresentante dei genitori e composto da professori, genitori e personale non docente). "Ho proposto di annullare tutto di fronte alla maretta che si era generata - spiega Vanda Roveda, la direttrice del circolo didattico del Golfo Paradiso che comprende le scuole medie di Sori, Pieve Ligure e Bogliasco - Ne abbiamo parlato e si è concluso che, rinunciando alla visita del cardinale, saremmo passati dalla parte del torto. Alla fine il consiglio ha votato il sì all'incontro con un solo astenuto". Sul tavolo dell'assemblea rappresentativa della media Golfo Paradiso è comparsa anche la bozza di una lettera di diffida rivolta alla preside, con la quale i genitori dissenzienti chiedevano lumi sull'organizzazione dell'iniziativa e snocciolavano leggi e giurisprudenza "consolidata" sulla "non liceità" di "celebrazioni di carattere confessionale in scuole pubbliche statali che comportino la modifica del normale svolgimento delle lezioni". Un testo standard scaricato dal sito internet di una organizzazione di atei e agnostici da sempre contrari a eventi di questo genere. Una lettera trasmessa alla scuola "in modo informale", avverte la portavoce dei genitori del fronte del no. Che peròè stata presa sul serio dalla dirigente del circolo didattico, al punto da discuterla in consiglio di istituto: "Ho inserito l'argomento all'ordine del giorno in extremis". I genitori contrari sono quelli che hanno scelto di non far frequentare al figlio l'ora di religione: "Pochi casi", continua la preside. In più ci sarebbe un certo numero di famiglie che ritengono l'incontro "inopportuno": "Noi chiediamo l'autorizzazione dei genitori ogni volta che proponiamo iniziative extrascolastiche in orario di lezione. Succede anche per le lezioni di educazione sessuale, gestite dal personale della Asl". Il presidente dell'organo di gestione della scuola, Alberto Balletto spiega: "Non condivido la posizione di questi insegnanti e dei genitori che hanno protestato per la visita del cardinale. Il programma dell'incontro nella scuola media di Pieve, che è quella al centro della polemica, esclude lo svolgimento di manifestazioni di "ritualità liturgica" di tipo confessionale. Si tratta di una visita di cortesia. Anche chi non si riconosce nella chiesa cattolica dovrebbe ascoltare quanto l'ospite vorrà dire: si tratta di un esercizio di educazione civica. Nessuno sarà obbligato a partecipare ma sarebbe opportuno che tutti ci fossero". Chi vuole impedire l'incontro con il cardinale Bagnasco "esprime una forma di integralismo laicista che non condivido", spiega don Silvio Grilli, vicario di Pieve, Sori e Bogliasco, oltre che direttore del giornale "Cittadino", ricordando come è nata l'iniziativa: "Sono al corrente del dissenso di un gruppo esiguo di genitori e insegnanti. Come vicario di zona quando abbiamo organizzato la visita pastorale ho proposto alle realtà locali, anche non specificamente ecclesiali, se avessero piacere di ricevere la visita di cortesia dell'arcivescovo. In questo contesto mi sembrava doveroso proporre la stessa opportunità alle scuole come importanti luoghi di cultura. Sta nella libertà educativa dei genitori accettare o rifiutare l'invito all'incontro. La stragrande maggioranza però ha aderito convinta". Favorevole è anche il sindaco di Pieve Ligure Adolfo Olcese: "Non sono d'accordo con la posizione dei genitori contestatori. Ma non voglio fare alcuna polemica. Credo che dire di no alla presenza di monsignor Bagnasco nelle scuole sia un segno di chiusura, di cui non abbiamo bisogno". Graziano Cetara Edoardo Meoli 20/04/2008.

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Sulle tasse ravasi fa felice prodi - paola cascella (sezione: Laici e chierici)

( da "Repubblica, La" del 20-04-2008)

Argomenti: Laicita'

Pagina I - Bologna L'incontro "Date a Cesare quello che è di Cesare" è il titolo della lezione tenuta dal biblista in Santa Lucia Sulle tasse Ravasi fa felice Prodi PAOLA CASCELLA Ci voleva monsignor Gianfranco Ravasi a mandare in visibilio Romano Prodi. Gongola il premier uscente, quando ieri mattina lascia l'Aula magna di Santa Lucia dove lo straordinario biblista, rettore del Pontificio Consiglio per la cultura, (praticamente il ministro della Cultura del Vaticano) ha appena concluso la sua conferenza per la quale ha scelto un titolo emblematico, "Date a Cesare quel che è di Cesare", il famoso passo dei Vangeli in cui Gesù risponde così ai Farisei sulla legittimità del tributo all'imperatore di Roma. Prodi non ha dimenticato le polemiche dell'estate scorsa dopo il suo invito alla Chiesa a spendere la propria autorità contro l'evasione fiscale. Dopo aver ascoltato tante parole "contro il dovere di pagare il tributo a Cesare ? dice - oggi lo abbiamo sentito con chiarezza da monsignor Ravasi, senza equivoci e in tutte le letture. Lo abbiamo sentito affermare come un fondamento del vivere civile, con questa grande percezione delle nostre radici civili e religiose che si fondano proprio sul date a Cesare quel che è di Cesare, date a Dio quel che è di Dio". E' soddisfatto il premier: si è tolto un sassolino dalla scarpa mentre molti elettori e politici (non solo avversari) ancora criticano il suo governo come il Governo delle tasse. In questo autorevolissimo esordio del ciclo di incontri che hanno come filo conduttore "L'elogio della politica", organizzato dal centro "La permanenza dell'essere", creatura del grecista Ivano Dionigi, Ravasi ci ha tenuto a inserire quel passo dei Vangeli come elemento chiave per dire che la politica si fonda, tra l'altro, sulla sua stessa autonomia. In sala oltre a Prodi, il ministro della Difesa Arturo Parisi, tanti docenti e intellettuali cattolici e laici, il rettore dell'ateneo Pier Ugo Calzolari, e Marina Biagi, la moglie del giuslavorista ucciso dalle Br.

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Pedofilia, Papa chiede la purificazione della Chiesa Nella cattedrale di New York Ratzinger predica l'unità dei credenti. Ai seminaristi: affrontare le sfide del secolarismo (sezione: Laici e chierici)

( da "Unita, L'" del 20-04-2008)

Argomenti: Laicita'

Stai consultando l'edizione del Pedofilia, Papa chiede la purificazione della Chiesa Nella cattedrale di New York Ratzinger predica l'unità dei credenti. Ai seminaristi: affrontare le sfide del secolarismo di Roberto Monteforte "PROCLAMARE il dono e la cultura della vita" è questo il compito della Chiesa in un mondo sempre più dominato da "egocentrismo, avidità e violenza". Dedica alla Chiesa negli Stati Uniti la sua penultima giornata a New York papa Benedetto XVI che nella cattedrale di saint Patrick incontra il clero, i religiosi e le religiose. Orientare le coscienze, infondere speranza, ma anche superare lacerazioni e divisioni per ritrovare la sua unità, sono le linee che indica il pontefice. Parte dal Concilio Vaticano II, dalla esortazione ad un più grande impegno nella missione della Chiesa nel mondo e "dalla grande delusione rappresentata dall'esperienza di divisione tra gruppi diversi, generazioni diverse e membri diversi della stessa famiglia religiosa". Invoca una più forte adesione alla fede per ritrovare l'unità e per scoprire "la sapienza e la forza necessarie per aprirci verso punti di vista che eventualmente non coincidono del tutto con le nostre idee e i nostri presupposti". Per la terza volta il Papa è tornato ad affrontare il tema degli abusi sessuali su minori compiuti da sacerdoti "che hanno causato tanta sofferenza". Esprime la sua vicinanza a religiosi e sacerdoti ed invoca "una purificazione collettiva" perché vi sia "un tempo di guarigione". Si prevedono misure più incisive contro i preti pedofili. Ma è quello delle "divisioni tra gruppi e generazioni diverse" nella Chiesa il tema sul quale insiste in modo particolare papa Ratzinger. Segno di quanto siano profonde, gravi e preoccupanti le lacerazioni che attraversano la Chiesa nord americana. Il Papa indica alcuni punti fermissimi come la difesa assoluta della cultura della vita. È un no assoluto ad aborto e eutanasia, alla contraccezione e alla cultura di morte. Sono indicazioni di valore precise per la Chiesa ed anche per un paese alle prese con una difficile campagna elettorale. Ad ascoltarlo c'è anche un ex candidato alla Casa Bianca, il pluridivorziato Rudy Giuliani, un cattolico "possibilista" sull'aborto, che rende omaggio al pontefice, ma per ricevere l'eucaristia si mette in fila con gli altri fedeli. Nella sua omelia il Papa non fa cenno a quei temi "liberal" che attraversano e dividono la comunità cristiana statunitense: dalla critica al celibato obbligatorio per i sacerdoti all'apertura del sacerdozio alle donne, al riconoscimento di un ruolo più incisivo del laicato. Un tema molto sentito, visto che malgrado gli oltre settanta milioni di fedeli e l'alto numero di "praticanti", le vocazioni continuano a calare e che siano oltre 4 mila le parrocchie senza pastore. Ratzinger punta sull'unità della Chiesa. Invita a riconoscere e rispettare i "doni" di ogni singolo membro della Chiesa, di sacerdoti, religiosi e diaconi e ad affidarsi allo Spirito per "perdonare i torti subiti", "soffocare ogni sentimento di rabbia e di contesa". Ma soprattutto essere "i primi amici del povero, del profugo, dello straniero, del malato e di tutti i sofferenti". Anche tra i grattaceli di Manhattan, "nel cuore della metropoli indaffarata", osserva Benedetto XVI, vi è "nostalgia dello spirito umano di elevarsi verso Dio". Ieri è stato il terzo anniversario dell'elezione al pontificato di Joseph Ratzinger. Al termine della cerimonia in cattedrale, tra gli applausi scroscianti dei fedeli, lo ha ricordato il segretario di Stato, cardinale Bertone. Nel pomeriggio al seminario di St. Joseph il Papa ha incontrato i giovani e i seminaristi ed è stato intensissimo e di grande valore spirituale il suo discorso, ricco anche di riferimenti autobiografici. Racconta delle insidie che ha dovuto affrontare da giovane vissuto sotto il Nazismo, "un regime infausto che, prima di essere pienamente riconosciuto per quel mostro che era, mise Dio al bando, e così diventò inaccessibile per tutto ciò che era vero e buono". Un tempo di orrore e distruzione. Oggi vi è la libertà emersa grazie alla diffusione della democrazia e del rispetto dei diritti umani. Tuttavia, aggiunge Ratzinger, "il potere distruttivo rimane". "Cosa succede quando le persone, soprattutto le più vulnerabili, incontrano il pugno chiuso della repressione o della manipolazione invece della mano tesa della speranza?". Le vittime? Quanti sono colpiti dall'abuso della droga e degli stupefacenti, dalla mancanza di una casa e dalla povertà, dal razzismo, dalla violenza e dalla degradazione. E vittime perché trattate non come persone, ma come "meri oggetti". "È così - afferma - che si deride la dignità data da Dio ad ogni persona umana". Ma vi è anche le tenebre dello spirito: quando "la manipolazione della verità distorce la nostra percezione della realtà ed intorbida la nostra immaginazione e le nostre aspirazioni". Quando libertà e felicità vengono fraintese e usate male. Torna così quel binomio inscindibile tra verità e libertà e la polemica tutta ratzingeriana verso secolarismo e relativismo.

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Un convegno su fede, laicità e razionalità (sezione: Laici e chierici)

( da "Stampa, La" del 20-04-2008)

Argomenti: Laicita'

VENERDI' 18 Un convegno su fede, laicità e razionalità Prosegue venerdì 18 aprile al Teatro Vittoria, via Gramsci 4, il convegno "Laicità della ragione, razionalità della fede?" promosso dal Centro Evangelico di Cultura "Arturo Pascal", dal Centro per la Riforma dello Stato e dal Centro Studi Filosofico-religiosi "Luigi Pareyson". Il convegno - che si propone di far dialogare, su un piano scientifico e non polemico, giuristi e politologi con filosofi e teologi intorno alla questione del rapporto tra la religione e lo spazio pubblico del diritto e della società - muove dall'esigenza di riproporre, a fronte della crisi del pluralismo dei valori e al risorgere dei fondamentalismi, il nodo teorico del rapporto tra fede e ragione, nell'intento di contribuire a fare chiarezza sulle loro reciproche relazioni ed elaborare una proposta in grado di preservare l'autonomia di entrambe. Laici, cattolici e protestanti, i relatori - Gustavo Zagrebelsky, Mario Tronti, Piero Coda, Oreste Aime, Sergio Rostagno, Paolo Ricca, Pietro Barcellona, Claudio Ciancio e Fulvio Ferrario, coordinati da Mario Dogliani, Federico Vercellone, Maria Cristina Bartolomei e Ugo Perone - si confronteranno da posizioni diverse intorno alla necessità, manifestata da più parti, di elaborare un nuovo orizzonte normativo per la vita pubblica.

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Focus - data: 2008-04-20 num: - pag: 13 categoria: ALTRI ... (sezione: Laici e chierici)

( da "Corriere della Sera" del 20-04-2008)

Argomenti: Laicita'

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Focus - data: 2008-04-20 num: - pag: 13 categoria: ALTRI OGGETTI una donna di 36 anni, Simona Bordonali. Studentessa fuori corso in lingue, un lavoro da rappresentante di gadget pubblicitari lasciato per la politica. Appassionata di musica irlandese - non solo gli U2 ma gruppi che si chiamano Cranberries e Clannad -, leghista da quando faceva il ginnasio. "Fuori dalla scuola davano volantini contro la Lega e i barbari che volevano dividere l'Italia. Andai a una sezione della Lega. Dopo qualche mese fecero una festa, e venne Bossi. Fece l'alba a parlare con noi". In sezione ha conosciuto suo marito. è diventata un capo per aver condotto la lotta contro il Residence Prealpino: costruito negli anni '80 per i funzionari delle aziende bresciane, occupato negli anni '90 dai senegalesi. "Sono arrivati a essere anche ottocento - racconta lei -. Il Prealpino era diventato la loro cittadella, era conosciuto pure a Dakar, non dicevano "vado in Europa" ma "vado al Residence". Una Tortuga, un'isola in cui non valevano regole e ti offrivano ogni sorta di droga e prodotto contraffatto". E giù petizioni alla prefettura, alla provincia, al comune di Bovezzo (il Prealpino è nel suo territorio, ma dall'altra parte della strada c'è Brescia). Alla fine, lo sgombero c'è stato. "Ma manca ancora una scala! Se è per questo, hanno sgomberato pure il campo nomadi, e hanno costruito per loro 13 villette con giardino: un insulto ai vecchi che non trovano posto nelle case di riposo, ai giovani che non possono sposarsi perché non hanno casa". Comunque, dice la Bordonali, la sinistra non ha perso solo sugli immigrati. Anche sul traffico. Sui cantieri infiniti della metropolitana. Sulle ambulanze che "un tempo ci mettevano in media otto minuti e adesso venti". Ha perso "non per un cambio culturale, ma perché la città era male amministrata ". Parola di leghista. Il parroco del "ghetto" "Non è stata una questione ideologica. Non vedo svolte. I bresciani non hanno cambiato testa. In fondo, i due candidati erano entrambi cattolici. Democristiani. Ha vinto chi ha interpretato meglio i sentimenti dei cittadini". Lo dice anche don Gabriele Filippini, per vent'anni direttore del settimanale diocesano La voce del Popolo, ora parroco di San Nazzaro, la parrocchia del centro dove predica padre Renato Laffranchi, di cui si dice in città che vengano da mezza Lombardia per ascoltarlo. La Curia, che nelle categorie dei laici è da sempre progressista, da sei mesi è retta dal vescovo Luciano Monari, amico di Ruini ma considerato in linea con la tradizione locale, incarnata dal vescovo ausiliare Francesco Beschi. Insomma, i vertici della Chiesa bresciana non sarebbero stati dispiaciuti da una vittoria del candidato del centrosinistra, Emilio Delbono. Ma, nei seggi dei due ospedali gestiti da religiosi, ha prevalso nettamente Paroli: al Sant'Orsola di 18 punti, al Poliambulanza di 22. Don Filippini assicura che i suoi parrocchiani restano persone di cuore, e non hanno smesso di praticare solidarietà e rispetto. Però, spiega, bisogna capire che può essere duro vivere accanto a sconosciuti che non capiscono né il dialetto né l'italiano, che magari non fanno nulla di penalmente rilevante ma gettano la spazzatura in strada o cucinano con spezie misteriose o tengono la musica alta tutta notte, e in una parola vivono come non fossero a Brescia. La paura, sostiene il parroco, è un sentimento legittimo, quando vedi i posti in cui sei cresciuto e invecchiato pieni di gente di altro colore, di "volti pallidi dell'Est, scuri dal Maghreb, neri dall'Africa", e non ti orienti più. Dice che la nuova giunta va bene, purché tenga fede alla tradizione della città: l'attenzione ai deboli, l'assistenza agli anziani, la "finanza sociale". Conferma l'unico uomo del centrodestra bresciano che andrà a Roma al governo, il deputato di An Stefano Saglia, probabile viceministro alle Attività produttive con delega all'energia: "Io sono sempre stato dall'altra parte, ero tra i giovani del Msi. Ma non posso non riconoscere che il cattolicesimo "manzoniano" a Brescia, da Mino Martinazzoli a Giovanni Bazoli, ha espresso una cultura di grande ricchezza, il cui peso si fa sentire eccome, ancora oggi. Già ai tempi della Dc questa era una sorta di diga: una città progressista, isolata nella provincia di Prandini e della Dc dorotea". In città c'era Martinazzoli. Ed è proprio lui a dire che forse una svolta c'è stata davvero. "Finisce una presenza organizzata dei cattolici. Si chiude un'epoca che non è iniziata con me, che durava da molto più di quattordici anni: il centrosinistra era nato con il sindaco Boni, negli Anni '60. Finora avevamo tenuto perché la destra era divisa. Ora siamo ritornati al '93, al '94, gli anni della Lega al 30% e di Berlusconi giovane". Con la differenza che la sinistra non ha un Martinazzoli con cui allearsi. In ogni caso, uscirne non sarà facile neppure per la destra. Ad esempio non sarà facile chiudere tutti i phone- center di via san Faustino, da cui a notte fonda, quando telefonare costa meno, si alzano le voci di quelli che non hanno altri contatti con il mondo, che non si integrano e, soprattutto, non votano. Aldo Cazzullo.

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<Il dialogo tra le religioni? Ora tocca a noi ascoltare> (sezione: Laici e chierici)

( da "Liberazione" del 20-04-2008)

Argomenti: Laicita'

Parla padre Dan Madigan, gesuita australiano, esperto di islamistica "Il dialogo tra le religioni? Ora tocca a noi ascoltare" Fulvio Fania Washington (nostro inviato) Georgetown è un gioiello di casette ad un piano sul pendio della collina fino alla torre dell'omonima università cattolica, gestita dai gesuiti ma oggi guidata per la prima volta da un preside laico. Padre Dan Madigan ci accoglie, due giorni prima del discorso del Papa alle università cattoliche americane. Madigan, gesuita australiano esperto di islamistica, ha insegnato per sette anni alla Gregoriana di Roma per un progetto non molto gradito agli ambienti romani, l'Istituto di Studi su Religioni e Culture. Adesso approfitta di un anno sabbatico prima di assumere la cattedra alla Georgetown. Qui si respira l'ambiente della rivista dei gesuiti "America" che ha sempre dato parecchio filo da torcere ai conservatori vaticani. Madigan parla con pacatezza, muove naturalmente a simpatia, pensa a lungo prima di rispondere come se non avesse già riflettuto mille volte sugli stessi temi. Non per facile modestia ma perché è teorico e pratico dell'ascolto e del dialogo. Cominciamo allora dall'argomento più spinoso. Papa Ratzinger propone il dialogo con le altre religioni ma richiama i cattolici prima di tutto a tener fede alla propria identità. Alterna la mano tesa a qualche provocazione come a Ratisbona. Come intende lei il dialogo tra religioni? Oggi il discorso è molto polarizzato. C'è chi dice che solo noi possediamo la verità e chi invece che tutti possiedono la loro verità. Né una né l'altra posizione secondo me vale perché nessuna delle due comincia dall'ascolto dell'altro. Chi dice che tutti sono uguali non ascolta i credenti di altra tradizione. Non possiamo dire che il Nirvana e il Cielo sono la stessa cosa. Il Concilio ha indicato la giusta metodologia: ascoltiamo gli altri e vediamo se siamo d'accordo; quando non lo siamo, parliamone. Uno non può appropriarsi della verità, la verità non è mia o nostra ma resta quella che è. Siamo noi ad essere posseduti dalla verità, non viceversa. Noi proponiamo quella verità che abbiamo visto espressa in Gesù. Ma Gesù non è la nostra proprietà - non era cristiano; non c'è un "Dio cristiano". C'è Dio. L'identità è sempre un'identità in conversazione perché si sviluppa solo nella relazione con gli altri, non prima. Come accade per i bambini. Più culture e amicizie coltiviamo, più la nostra identità sarà ricca. Lo stesso vale per la religione. L'idea di un'identità sviluppata in isolamento dagli altri e poi sigillata per essere difesa non mi sembra storicamente difendibile. La Chiesa è nata in conversazione con il giudaismo dell'epoca, con la cultura greco-romana. Attraverso i secoli ha sempre rielaborata la propria identità in conversazione con altri. E' così farà, spero, per sempre. Ratzinger imposta il dialogo con i musulmani sul rapporto tra fede e ragione. Questo discorso sulla ragione è un po' difficile. Se prendiamo sul serio San Paolo, la Croce è scandalo agli ebrei e follia per i greci. La proclamazione cristiana non è semplicemente aperta alla ragione. Papa Ratzinger ha parlato di ragione "purificata". Non è la ragione tout court. E' la ragione retta dalla croce. In un certo senso i greci avevano ragione: il cristianesimo proclama un Dio folle che per amore si apre a tutta la malvagità dell'umanità. Questo è il punto centrale del cristianesimo. Abbiamo la tendenza invece a lasciarlo da parte parlando di ragione e di legge naturale. Purtroppo la Croce è diventata un fatto culturale anziché controculturale.. L'Islam nacque come movimento di riforma della cultura giudeo-cristiana. Per un musulmano è una riforma iniziata da Dio, che vuole ristabilire il culto puro nella religione che è sempre stata la stessa. Ogni movimento di riforma reca in sé un giudizio sui predecessori; ciò che rende difficile il dialogo. Ancora oggi i cristiani hanno difficoltà ad ascoltare con apertura ciò che dicono gli ebrei di se stessi. Lo stesso problema hanno i musulmani nei confronti dei cristiani. La verità su Gesù non è già contenuta nel Corano? Quando si lamenta la difficoltà di dialogare con un musulmano in realtà si intende che è difficile fargli ascoltare ciò che vogliamo dirgli noi. Quasi tutti i mezzi della comunicazione nel mondo sono in mano nostra. Gli altri hanno ragione di dirci: adesso ascoltateci voi. Per me il confronto attuale è una concorrenza di vittimizzazione. Attorno alle vignette danesi si è sollevato un discorso da vittime: noi europei dobbiamo difenderci attaccando, è come la guerra preventiva di Bush. Dall'altra sponda ascoltiamo obiezioni analoghe: siamo vittime delle crociate e del colonialismo. Ma tutto questo è micidiale per il dialogo. Il mutuo pentimento deve riguardare le pene che abbiamo inflitto storicamente e anche attualmente. Sì, il discorso della violenza è importante ma sta a cuore anche ai musulmani che vivono sotto occupazioni e minacce. L'epoca dei mea culpa è finita? Spero di no. Molti a Roma hanno criticato Wojtyla. Se riconosciamo che la Chiesa ha sbagliato vuol dire che non è quella che dichiara di essere. Per questo si è parlato di colpe dei "figli della chiesa". Ma dov'è questa chiesa pura e perfetta? Quando la chiesa si riunisce per l'eucaristia, prima fa atto di penitenza. La chiesa è peccatrice. Per le minoranze cristiane in paesi musulmani è certo difficile cominciare da un'ammissione di colpa. Ma per l'Occidente non è lo stesso, la nostra storia è piena di ingiustizie. E non solo la storia. Come giudica il battesimo di Magdi Allam in San Pietro la notte di Pasqua? E' una mossa ambigua per la forma in cui è avvenuto, con tutto il rispetto per la sua scelta religiosa. E' stato interpretato come uno schiaffo ai musulmani: basta confrontarlo con la discrezione con cui fu gestita la conversione di un vescovo anglicano. Perché tanto interesse del Papa all'università cattolica americana? La rete delle università cattoliche americane è unica al mondo. Centinaia di atenei cattolici. Sono università vere, non seminari allargati come capita altrove, sebbene tutti gli studenti debbano frequentare filosofia e teologia. Si discute che cosa determini la cattolicità di queste istituzioni. La percentuale dei professori cattolici? La filosofia educativa? Noi gesuiti tendiamo a ritenere che è la visione d'insieme a garantire la cattolicità, nel senso di universalità. Non credo che in America sia possibile tornare indietro, ogni università ha la sua struttura e i suoi professori di ruolo. Il problema è come gestire la situazione positivamente per il futuro. Ratzinger rivendica il reinserimento della teologia anche nelle università statali in Italia e in Europa. In Italia c'è una storia di divisione tra le università statali ed ecclesiastiche. In Belgio invece la teologia è considerata una scienza. Una relazione più tranquilla tra università e teologia farebbe bene all'autonomia della teologia che oggi è frequentata perlopiù da seminaristi. In che condizioni versa la chiesa americana? Da straniero, lo vedo robusta malgrado i problemi: chiese piene, tutti coinvolti, tutti cantano, i ragazzi studiano religione la domenica mattina. Cose che non accadono in Europa o in Australia. Molti fedeli hanno studiato nelle università cattoliche, perciò hanno superato il catechismo dell'infanzia, c'è un laicato teologicamente più colto. In Italia e in Europa, anche in Vaticano, si è persa la speranza nella parrocchia e tutto è focalizzato sui movimenti. Negli Usa invece la parrocchia funziona e i movimenti ecclesiali non sono così forti. Per pagare i risarcimenti alle vittime dei preti pedofili le diocesi hanno dovuto vendere parrocchie. In alcune realtà i fedeli hanno occupato le chiese per impedirne la chiusura. Gli immigrati ispanici che effetto producono sul cattolicesimo americano? Per certi versi è una presenza più conservatrice, ma anche porta una vitalità a tante parrocchie. Ha costretto la chiesa ad aprirsi, a chiudere l'epoca delle chiese etniche, a riprendere il contatto con i più poveri. L'attacco all'aborto torna ad essere un argomento centrale per la destra religiosa. Tanti pro-life pensano che tutto vada a posto con una legge che vieta l'aborto ma invece sotterraneamente l'aborto proseguirebbe. Il politico cattolico avrebbe il diritto, anzi il dovere di non votare un semplice divieto dell'aborto perché sa che una legge tale non è la soluzione. I vescovi americani hanno lasciato pensare che si tratti solo di una questione religiosa: ogni cattolico deve ubbidire. Ma gli altri rispondono: se è solo religioso è affar vostro. Pochi, anche i cosidetti 'pro-choice' si pongono invece il problema di come aiutare le donne ad accogliere ed allevare un bambino. Per tante una vera scelta non esiste. Purtroppo tutto il dibattito viene ridotto alla legge che vieta o permette. 20/04/2008.

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