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DOSSIER “LAICI & CHIERICI”

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TARTICOLI DEL 20-24 gennaio 2009       #TOP



Report "Laici e chierici"

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·                     Articoli

Indice delle sezioni

Laici e chierici (49)


Indice degli articoli

Sezione principale: Laici e chierici

- gianfranco pasquino ( da "Repubblica, La" del 20-01-2009)
Argomenti: Laicita'

Abstract: non soltanto nel dibattito delle idee e delle proposte, ma per l´imposizione di soluzioni, conduce inevitabilmente alle esagerazioni fondamentaliste, non ad una società più rispettosa dei diritti di tutti i suoi cittadini che rispettano, non soltanto le religioni e i valori degli altri, ma anche le leggi dello Stato (laico).

la convivenza di sacro e laico - gianfranco ravasi ( da "Repubblica, La" del 20-01-2009)
Argomenti: Laicita'

Abstract: laicismo" sono, quindi, in contrasto assoluto, pur essendo tra loro speculari. Costantino e Diocleziano, pur nella diversità delle vicende, procedono su traiettorie parallele. Nella linea di un nesso corretto tra "sacro" e "laico" il cristianesimo genuino ha spesso espletato in modo cosciente e coerente una funzione pubblica decisiva come fermento della società.

L'UCCISIONE, avvenuta giovedì scorso, di padre Giuseppe Bertaina a Nairobi è fors... ( da "Messaggero, Il" del 20-01-2009)
Argomenti: Laicita'

Abstract: Come spiegare e modificare questo stato di cose? Il punto critico è probabilmente radicato nell'identificazione dei sacerdoti e dei laici cattolici, che predicano la fede in Cristo nel mondo, con l'immagine degli antichi colonizzatori, quasi si fosse ancora ai tempi dei conquistadores spagnoli nell'America latina e della loro atroce politica di sterminio etnico.

CITTA' DEL VATICANO - L'ultimo pontefice ad entrare in Campidoglio è stato Giovanni Paolo ... ( da "Messaggero, Il" del 20-01-2009)
Argomenti: Laicita'

Abstract: era anche la Capitale dello stato pontificio. Il senso del gesto era da collegare alla scadenza giubilare imminente che richiedeva una collaborazione più stretta tra le forze ecclesiali e quelle laiche cittadine. Ma in Campidoglio c'era già stato Paolo VI nel 1966 e Papa Luciani il 23 settembre, l'unica uscita del suo brevissimo pontificato durato 33 giorni.

Casciani Dall'Idv passa al centrodestra ( da "Giornale.it, Il" del 20-01-2009)
Argomenti: Laicita'

Abstract: associazioni laiche e cattoliche». Alla conferenza stampa erano presenti anche il presidente del consiglio comunale Marco Pomarici che ha detto di «aver preso atto dell'uscita dei consiglieri dai propri gruppi e dalla costituzione di un nuovo gruppo con a capo Casciani» e il capogruppo del Pdl, Dario Rossin che dando il benvenuto a Casciani ha sottolineato come la sua scelta sottintenda «

Legge 40, se la matematica è un'opinione ( da "Unita, L'" del 20-01-2009)
Argomenti: Laicita'

Abstract: cosa volete che sia, siete tutti un branco di atei comunisti laici e bugiardi. Ho provato a riportare la professoressa Morresi alla ragione, ma ha ringhiato e mi sono sinceramente spaventato. Ma un tentativo di farla ritornare sulle convinzioni per quanto riguarda la matematica, questo sì, lo voglio fare.

testamento biologico, il pd si spacca e non vota - giovanna casadio ( da "Repubblica, La" del 21-01-2009)
Argomenti: Laicita'

Abstract: i cattolici integralisti, da un lato, e dai Radicali e dai laici oltranzisti dall´altro, il partito ha deciso di rinviare la conta. Quindi non si è votato sulla questione che divide, ovvero se l´alimentazione e l´idratazione artificiale possano essere rifiutate nella dichiarazione anticipata di trattamento.

Ancora sulla polemica dei rabbini. Riflessione a freddo. ( da "Giornale.it, Il" del 21-01-2009)
Argomenti: Laicita'

Abstract: sono state aiutate a ritrovare la gioia della fede e l'entusiasmo della testimonianza evangelica! La recente approvazione degli Statuti del "Cammino" da parte del Pontificio Consiglio per i Laici è venuta a suggellare la stima e la benevolenza con cui la Santa Sede segue l'opera che il Signore ha suscitato attraverso i vostri Iniziatori.

Il Papa su Youtube e le informazioni "in presa diretta" ( da "Giornale.it, Il" del 21-01-2009)
Argomenti: Laicita'

Abstract: sono state aiutate a ritrovare la gioia della fede e l'entusiasmo della testimonianza evangelica! La recente approvazione degli Statuti del "Cammino" da parte del Pontificio Consiglio per i Laici è venuta a suggellare la stima e la benevolenza con cui la Santa Sede segue l'opera che il Signore ha suscitato attraverso i vostri Iniziatori.

Cinquemila immigratiquasi tutti under quaranta ( da "Secolo XIX, Il" del 21-01-2009)
Argomenti: Laicita'

Abstract: Nella sua seconda fase la commissione intensificherà i collegamenti con tutte le associazioni sia cattoliche sia laiche, al cui lavoro non intende sostituirsi: «Per loro - conclude il sindaco - c'è amicizia, collaborazione e apertura. Siamo molto interessati ad affrontare le criticità che ci hanno segnalato. Le incontrerò personalmente». An.

preghiere e ruolo pubblico... - gianfranco pasquino ( da "Repubblica, La" del 21-01-2009)
Argomenti: Laicita'

Abstract: accresciuta consapevolezza che una rivendicazione aspra e assoluta del ruolo pubblico della religione, conduce inevitabilmente alle esagerazioni fondamentaliste, non ad una società più rispettosa dei diritti di tutti i suoi cittadini che rispettano, non soltanto le religioni e i valori degli altri, ma anche le leggi dello Stato (laico).

Islam e Vaticano uniti nella lotta. Contro lo yoga ( da "Secolo XIX, Il" del 21-01-2009)
Argomenti: Laicita'

Abstract: meno di tecniche di rilassamento in laiche palestre. Il primo ministro Abdullah Badawi dichiara infatti che, se non si salmodia, la pratica è accettabile. Uno a zero per i sostenitori di uno yoga halal, cioè lecito, che non metta in imbarazzo i fedeli più osservanti. Le cose si complicano quando lo yoga traversa lo stretto di Malacca, approda a Giacarta e si estende in Indonesia,

E nel Pd si litiga sulla legge <Siamo ostaggio dei teodem> ( da "Riformista, Il" del 21-01-2009)
Argomenti: Laicita'

Abstract: posso citare i casi dei Testimoni di Geova e di molti anziani cattolici. Una cosa dobbiamo averla chiara tutti: il rispetto della volontà e dell'autonomia della persona è decisivo». Emma Bonino e Barbara Pollastrini l'hanno detto praticamente all'unisono: «Questa nostra discussione - è stato l'appello di entrambe le ex ministre - deve sfociare in un punto d'arrivo.

Il Piemonte si offre per Eluana Il cardinale Poletto: è eutanasia ( da "Corriere della Sera" del 21-01-2009)
Argomenti: Laicita'

Abstract: come Luigi Bobba e Marco Calgaro: «Eluana è in stato di coma vigile, situazione in cui si conservano il ritmo sonno- veglia, la maggior parte dei riflessi, e si respira da soli. Non è un fine vita: sospendere l'alimentazione sarebbe eutanasia ». E i membri cattolici del Pd piemontese spiegano: «Su questo tema è evidente il ritardo della politica.

Pd, ora è il tempo di affrontare le questioni irrisolte ( da "EUROPA ON-LINE" del 22-01-2009)
Argomenti: Laicita'

Abstract: laici non credenti e laici credenti. Ma lo ?spirito?, il ?clima? che deve pervadere il partito non può essere di ?sopportazione? degli uni nei confronti degli altri, e in modo particolare da parte di chi è maggioritario nei confronti di chi è minoritario nel partito ma co-fondatore del partito stesso.

Bioetica, i dem trovano una posizione. Prevalente ( da "EUROPA ON-LINE" del 22-01-2009)
Argomenti: Laicita'

Abstract: è meno laico e chi lo è di più fra i democratici: «Il rispetto del pluralismo non impedisce l?assunzione di responsabilità e non può essere vissuto come lesa maestà». Un?opzione di metodo condivisa anche da Castagnetti: «Su questi temi un partito non dovrebbe essere costretto a votare a maggioranza, ma adotta una posizione prevalente rispettando la dignità delle altre posizioni»

Eluana, cattolici in rivolta "Bresso perde i nostri voti" ( da "Stampa, La" del 22-01-2009)
Argomenti: Laicita'

Abstract: assi che manda in sollucchero i laici («Bresso, un orgoglio di presidente» esultava l'altroieri Luca Robotti di Unire la Sinistra) e nella disperazione i cattolici democratici in tutte le loro declinazioni, dai duri e puri ex-teodem come Bobba e Calgaro ai più, diciamo, tranquilli Merlo e Lepri che si rifanno alla vecchia (vecchia?

Bagnasco "apre"la porta alla moschea ( da "Secolo XIX, Il" del 22-01-2009)
Argomenti: Laicita'

Abstract: malgrado voci laiche di contestazione. Ma la comunità islamica precisa: non è la moschea 22/01/2009 Il destino della moschea si incrocia con quello del gay pride, per il quale anche la laica Provincia fa un passo indietro: patrocinio alle manifestazioni culturali sì, ma non alla parata finale 22/01/2009

Un dialogopartitoda lontano ( da "Secolo XIX, Il" del 22-01-2009)
Argomenti: Laicita'

Abstract: analisi nIL CONFRONTO tra la Chiesa e il mondo laico è fatto di convergenze su azioni concrete ma anche azioni diplomatiche a tutti i livelli. E il colloquio tra il sindaco Marta Vincenzi e l'arcivescovo Angelo Bagnasco, malgrado fosse presentato sotto l'improbabile formula di "scambio di auguri natalizi", è il punto di arrivo di un percorso iniziato da mesi.

bresso: "assicuro riserbo assoluto sull'ultima destinazione di eluana" - sara strippoli ( da "Repubblica, La" del 22-01-2009)
Argomenti: Laicita'

Abstract: esibire un laicismo esasperato che rischia di dividere e che non rispetta quello che sentono i piemontesi». Mentre i radicali puntano il dito contro il Pd perché incapace di «produrre alcuna posizione politica precisa nascondendosi dietro l´ovvia libertà di coscienza di ciascuno», il segretario regionale del Pd Gianfranco Morgando si limita a dire che esprimerà la sua opinione «

i due volti della chiesa e il rinnovamento in sicilia - piero di giorgi ( da "Repubblica, La" del 22-01-2009)
Argomenti: Laicita'

Abstract: La contrapposizione non è stata tra laici e cattolici, ma all´interno degli stessi cattolici, mafiosi compresi. A fronte di una minoranza di cattolici che hanno cercato d´incarnare il messaggio cristiano, una maggioranza vasta ha strumentalizzato la religione per fini personali e di consenso elettorale.

gli ospedali piemontesi possibilisti: "venga qui" - piero colaprico ( da "Repubblica, La" del 22-01-2009)
Argomenti: Laicita'

Abstract: ora dopo ora, da parte dei laici, ma anche di tanti cattolici, e dalla base del Pd piemontese, intorno a Eluana e alla sua affaticata ma incrollabile famiglia. La Regione Piemonte è la più esposta, ma varie Regioni, altri sindaci e altre Asl si fanno avanti, anche senza comunicarlo alle agenzie di stampa.

religione civile? dio parla solo alla coscienza - luigi negri ( da "Repubblica, La" del 22-01-2009)
Argomenti: Laicita'

Abstract: è quella della tradizione laica e cattolica dell´Occidente che ha, oggi, di fronte a sé la possibilità di essere riattualizzata, rivissuta e riproposta. L´essenza profonda del rapporto religione-società è quella che ha trovato la sua formulazione limpida e insuperabile nella posizione di Papa Gelasio.

<Il governo fa bene a fissare le regole> ( da "Corriere della Sera" del 22-01-2009)
Argomenti: Laicita'

Abstract: Del resto il Duomo non è solo la cattedrale dei cattolici: è Milano, la sua storia e cultura. Impedirne il disprezzo è un problema laico. Come se davanti ci facessero il mercato permanente...». Lei è stato duro, sulle preghiere islamiche a Milano e Bologna... «Il problema della preghiera è complesso.

Il Papa ha firmato la revoca della scomunica ai lefebvriani. ( da "Giornale.it, Il" del 22-01-2009)
Argomenti: Laicita'

Abstract: sono state aiutate a ritrovare la gioia della fede e l'entusiasmo della testimonianza evangelica! La recente approvazione degli Statuti del "Cammino" da parte del Pontificio Consiglio per i Laici è venuta a suggellare la stima e la benevolenza con cui la Santa Sede segue l'opera che il Signore ha suscitato attraverso i vostri Iniziatori.

"Mercedes non sa di che parla" ( da "Foglio, Il" del 22-01-2009)
Argomenti: Laicita'

Abstract: è una spaccatura tra cattolici e non all?interno del Pd piemontese? “Il punto è sapere di cosa si parla: il professor Ranieri, primario all?ospedale Molinette di Torino, laico e non credente, dice che non le toglierebbe mai l?alimentazione”. E? della stessa idea Luigi Bobba, secondo firmatario della nota, che parla di spettacolarizzazione del caso:

Ottant'anni di Tevere più stretto ( da "EUROPA ON-LINE" del 23-01-2009)
Argomenti: Laicita'

Abstract: Tra due settimane verrà ricordato quel discusso evento che fu e resta per i laici l?accordo tra fascismo e chiesa, per chiudere la questione romana (1870, Breccia di Porta Pia) e regolare le attività cattoliche nella legge e nello stato italiani. Evento discusso, non perché non fosse desiderabile rimarginare le vecchie ferite e garantire la coesistenza dei due poteri, ciascuno ?

mercedes e il cardinale finita la pace sotto la mole - paolo griseri ( da "Repubblica, La" del 23-01-2009)
Argomenti: Laicita'

Abstract: i rapporti tra laici e cattolici non erano stati conflittuali da tempo. Anzi. All´epoca dei sindaci comunisti degli anni '70, lo schema era quello che aveva governato i rapporti tra Diego Novelli e il cardinale Pellegrino: «Noi - diceva scherzando il sindaco - ci occupiamo di Torino dai tetti in giù.

"non è il paese degli ayatollah" eluana, la bresso attacca poletto - marco trabucco ( da "Repubblica, La" del 23-01-2009)
Argomenti: Laicita'

Abstract: ancora una volta dilaniato dai contrasti tra laici e cattolici. Se mercoledì il concittadino Sergio Chiamparino le aveva dato appoggio incondizionato, meno entusiasta è sembrato ieri quello di Walter Veltroni: «Nel caso di Eluana, meno entra la politica, meglio è - ha detto il segretario dei Democratici - c´è una sentenza e quindi il governo in primo luogo,

"basta con le ipocrisie ora si discuta senza veti" - sara strippoli ( da "Repubblica, La" del 23-01-2009)
Argomenti: Laicita'

Abstract: Oggi sarete a Torino per un convegno dedicato a questa vicenda, che cade nei giorni di un durissimo scontro fra cattolici e laici all´interno del Pd. Come commenta le reazioni alla proposta della presidente Bresso? «Noi approviamo completamente la posizione della presidente e del sindaco di Torino, in primo luogo per l´etica civile espressa con le loro parole.

morgando: silenzio su eluana - marco trabucco ( da "Repubblica, La" del 23-01-2009)
Argomenti: Laicita'

Abstract: laici e i cattolici del Pd. Tanto più quando si fa diventare problema pubblico e di indirizzo politico una questione privata che riguarda la famiglia Englaro e i medici delle strutture a cui la stessa decida di rivolgersi». Per Morgando «non aiutano ad affrontare con serenità il problema né le circolari del ministro Sacconi né le gare ad offrire ospitalità da parte dei presidenti

<In Italia non ci sono ayatollah> ( da "Secolo XIX, Il" del 23-01-2009)
Argomenti: Laicita'

Abstract: rispetto delle leggi del proprio Stato che fino a prova contraria è ancora uno Stato laico. I credenti non possono essere richiamati con i diktat. Penso che sia un errore per la Chiesa entrare in questo modo, a piedi giunti, su una materia così delicata, su cui milioni di cattolici in tutto il mondo ogni giorno prendono decisioni assolutamente simili a quelle della famiglia Englaro,

Illuminata la strada dei Breveiarrivano quaranta lampioni ( da "Secolo XIX, Il" del 23-01-2009)
Argomenti: Laicita'

Abstract: Illuminata la strada dei Breveiarrivano quaranta lampioni varazze SARANNO illuminati gli ultimi settecento metri della strada dei "Brevei", che collega il centro ponente, zona stazione-porto, con la frazione Cantalupo. Lo comunica l'assessore ai lavori pubblici, e vice sindaco, Alessandro Bozzano.

di Alessandro Calvi <Nessuna questione di carattere religioso>, assicura Fabrizio Cicchitto ( da "Riformista, Il" del 23-01-2009)
Argomenti: Laicita'

Abstract: nella storia del Psi c'è stata anche una componente del genere. Penso a Labor, ad Acquaviva, a Covatta che erano socialisti a pieno titolo. E anche Craxi, che pure era laico, firmò il Concordato e aveva una posizione di apertura verso il mondo cattolico, tanto che aprì le porte del partito a questa componente.

Eluana è anche nostra figlia ( da "Unita, L'" del 23-01-2009)
Argomenti: Laicita'

Abstract: Come mai si parla sempre meno di laicità? Da quando i cattolici non sono più largamente rappresentati dallo stesso partito, c'è una caccia aperta al loro voto e spesso ci si dimentica che ci sono tanti cattolici laici. Sta dicendo che lo stato era più laico con la Dc? Probabilmente sì, la Dc spesso aveva atteggiamenti laici nei confronti del rapporto con la Chiesa.

Le crociate su Eluana ( da "Manifesto, Il" del 23-01-2009)
Argomenti: Laicita'

Abstract: Stiamo rischiando di perdere il carattere laico del nostro stato. Nessun medico può essere obbligato a fare qualcosa se ritiene di non poterla fare. Ma a questo punto quale è la differenza tra l'Italia e gli stati clericali, come quello degli ayatollah, dove viene ingiunto a tutti colore che credono di assumere un certo comportamento?

Due partiti in città. E tutti: toni sbagliati ( da "Corriere della Sera" del 23-01-2009)
Argomenti: Laicita'

Abstract: due sanguigni: lei impregnata di laicismo e lui ovviamente di religiosità. Forse quello di Poletto è stato un "fallo di reazione", ma per chi lo conosce era difficile pensare che dopo l'apertura della Bresso non avrebbe detto niente. Anche la presidente ha commesso un fallo usando la parola ayatollah.

GATY SEPE PRIMA HA SFIDATO IL MINISTRO SACCONI, ORA BACCHETTA IL CARDINALE POLETTO. IN NOME DI EL... ( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 23-01-2009)
Argomenti: Laicita'

Abstract: laica e cattolica, del Pd ma incassando l'appoggio del segretario Veltroni. All'arcivescovo di Torino, che l'altro giorno aveva invitato i medici cattolici a praticare l'obiezione di coscienza, ha mandato a dire che «Non viviamo in una repubblica di ayatollah, nella quale il diritto religioso fa premio sul diritto civile»

TANTO PIù IN UN MEZZOGIORNO OGGI PIù CHE MAI SOFFERENTE. SI TRATTERà, IL CARDINALE SE... ( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 23-01-2009)
Argomenti: Laicita'

Abstract: di temi politici che interpellano il laicato cattolico. D'altro canto lo ha raccomandato di recente anche Benedetto XVI: «Occorre oggi ricominciare daccapo ad accumulare idee, cultura, progetti, ma anche a sperimentare esperienze perché i cattolici siano ancora in grado di dare il loro contributo alla vita del Paese».

Il Pd guardi alla fatica di Sturzo ( da "EUROPA ON-LINE" del 24-01-2009)
Argomenti: Laicita'

Abstract: laici e partiti del tempo di Sturzo hanno sempre sottovalutato il Ppi e alla sua nascita nel 1918. Tema dell?incontro era Luigi Sturzo. E da più parti è stata ricordata (Giorgio Riccardi, news Italia press, 20 gennaio) la grande fatica, il grande coraggio, la perseveranza di Sturzo e degli altri fondatori che si muovevano in un contesto difficile che li ostacolava o come minino li

<Sulla bioetica il Pd ha vinto>. Franceschini spiega perché ( da "EUROPA ON-LINE" del 24-01-2009)
Argomenti: Laicita'

Abstract: autonomia dei cattolici in politica venga chiesto ogni settimana di confermare se crede ancora in quell?autonomia: la laicità dello Stato è da cento anni un valore per i cattolici democratici! E però trovo anche fastidioso che si gridi all?interferenza se la Chiesa dice che una cosa è sbagliata quando non siamo d?

Eluana, lo scontro Bresso-Poletto come quello D'Azeglio-Franzoni ( da "EUROPA ON-LINE" del 24-01-2009)
Argomenti: Laicita'

Abstract: che era stato chiesto intorno al caso. Quanto al Palazzo, non mi aspettavo alcuna pietà umana dai ?lombardi sardanapali? che lo occupano, ma dalla sinistra laica e cattolica, che sta ?per definizione? coi deboli, sì. CHIARA DE STEFANI, NOVARA Cara Signora, ho scritto dieci volte negli ultimi anni sulla tragedia di Eluana e sull?

il caso eluana nel paese della doppia obbedienza - (segue dalla prima pagina) ( da "Repubblica, La" del 24-01-2009)
Argomenti: Laicita'

Abstract: Lo Stato moderno e laico, libero "dalla" Chiesa mentre la garantisce libera "nello" Stato, applica la distinzione fondamentale tra la legge del Creatore e la legge delle creature. Poletto sostiene invece che poiché la legge di Dio non può mai essere contro l´uomo, andare contro la legge di Dio significa andare contro l´uomo:

eluana, "rappresaglia" contro bresso - sara strippoli ( da "Repubblica, La" del 24-01-2009)
Argomenti: Laicita'

Abstract: laico bindiano, il cuneese Elio Rostagno. Tra i firmatari della maggioranza anche Mariano Turigliatto di Insieme con Bresso. L´autore, Stefano Lepri, nega che ci sia un collegamento fra il caso Englaro e la protesta sul bilancio sociale: «Non è certo la prima volta che intervengo per contestare il livello di insensibilità e la posizione di autosufficienza mostrate da Bresso verso

il cattolico lucà: "sentenza da rispettare ma mercedes poteva fare meno clamore" - ottavia giustetti ( da "Repubblica, La" del 24-01-2009)
Argomenti: Laicita'

Abstract: Con lui la presidente ha usato parole poco felici OTTAVIA GIUSTETTI Mimmo Lucà, parlamentare dell´area cattolica del Pd e leader dei Cristiano sociali, si è spesso distinto dai compagni di corrente per le sue prese di posizione laiche. Cosa pensa del fatto che Mercedes Bresso abbia offerto alla famiglia Englaro la possibilità di venire in Piemonte?

"tanti auguri ma noi andiamo avanti" - simona poli ( da "Repubblica, La" del 24-01-2009)
Argomenti: Laicita'

Abstract: Cattolici democratici, ex comunisti, socialisti, laici e tanti che non hanno un´appartenenza partitica nei vecchi schemi e recinti». Matteo Renzi saluta l´arrivo di Ventura con sobrietà: «Cambiando le regole», dice, «è naturale che cambino anche i candidati.

i laici e non alla ricerca del concilio ( da "Repubblica, La" del 24-01-2009)
Argomenti: Laicita'

Abstract: associazione cattolica (Comunità missionarie del Vangelo) sorta a Palermo «nel fervore postconciliare come risposta operativa al ruolo e alla responsabilità del laicato». Ogni anno si avvicendano sul podio relatori diversi, a seconda degli argomenti in agenda, ma il filo rosso di ogni convegno - e, sinora, di tutta la sequenza dei convegni -

Rappresentanzala caduta dei ruoli ( da "Secolo XIX, Il" del 24-01-2009)
Argomenti: Laicita'

Abstract: cattolici e laici, notabili e burocrati, amministratori e parlamentari si scontrano confusamente ogni giorno. Il risultato è che ormai un buon terzo del paese non è più rappresentato politicamente. Oggi, il deficit strutturale di democrazia in cui tutto ciò sfocia va a vantaggio di Berlusconi, ma domani potrebbe andare a svantaggio di tutti.

Vincenzi: <Bresso ha ragionela sentenza sia rispettata> ( da "Secolo XIX, Il" del 24-01-2009)
Argomenti: Laicita'

Abstract: per il suo intervento in difesa della laicità dello Stato, dopo la richiesta di obiezione di coscienza avanzata dal cardinale Severino Poletti nei confronti dei medici cattolici, affinché si sottraggano, se richiesti, dall'interrompere l'alimentazione forzata e l'idratazione di Eluana Englaro come previsto dalla sentenza della Corte di Cassazione.


Articoli

- gianfranco pasquino (sezione: Laici e chierici)

( da "Repubblica, La" del 20-01-2009)

Argomenti: Laicita'

Pagina IV - Bologna GIANFRANCO PASQUINO Da qualche tempo, il Vaticano e la Conferenza Episcopale Italiana rivendicano con alquanto vigore un "ruolo pubblico per la religione". Presumo, a giudicare dalle dichiarazioni di importanti cardinali, non ultimi quelli che si sono succeduti a Bologna, che questo non meglio definito ruolo pubblico debba essere consentito e attribuito, esercitato e attuato, soprattutto dalla religione cattolica. Probabilmente, ruolo pubblico significa un´accresciuta presenza nei documenti ufficiali, si ricordi, ad esempio, la richiesta dell´inserimento delle radici cristiane nella Costituzione dell´Unione Europea, nelle dichiarazioni e nei dibattiti, ma anche, almeno a giudicare dall´iperattivismo del Cardinale Ruini, Presidente fino a qualche tempo fa della CEI, nella formulazione delle leggi e persino nelle procedure referendarie. Naturalmente, il ruolo pubblico non può, per definizione, andare esente da un confronto pubblico, aperto, libero, trasparente, fatto da opinioni e non da imposizioni. Purtroppo, come molti casi delicati, dalla fecondazione assistita alla ricerca sulle cellule staminali, dalla regolamentazione dei rapporti fra persone conviventi dello stesso sesso al testamento biologico, la discussione pubblica ha ceduto il passo, per molti cattolici e, in particolar modo, per troppi vescovi, all´imposizione pubblica (e nel confessionale). Quasi sicuramente sconosciuta alla totalità delle autorità religiose e dei predicatori islamici e alla maggioranza dei loro fedeli, la distinzione fra sfera privata e sfera pubblica della religione non può servire a comprendere le recenti manifestazioni in cui la preghiera è stata, per l´appunto, esercitata in pubblico. La televisione offre spesso numerosi esempi di mussulmani che pregano in qualsiasi luogo pubblico quando il muezzin annuncia l´ora della preghiera. Per coerenza, coloro che rivendicano, auspicano e ottengono il riconoscimento del ruolo pubblico della loro religione, lo dovrebbero concedere anche agli esponenti e ai credenti di tutte le altre religioni. Pertanto, alcune critiche di prelati cattolici alla preghiera pubblica dei mussulmani appaiono decisamente contraddittorie. Curiosa, poi, è la proposta ventilata dal Presidente della Camera che la predica nelle moschee sia fatta in lingua italiana. D´altro canto, anche alcune prese di posizione di non credenti, in particolare di sinistra, favorevoli, senza se e senza ma, a qualsiasi espressione pubblica della religione islamica, appaiono eccessive e gravemente politicizzate. Più in particolare, nei cortei di Roma e di Milano, nelle manifestazioni a Bologna, non erano in campo esclusivamente le rivendicazioni di un ruolo pubblico dell´Islam. Piuttosto, e non soltanto per la circostanza dello scontro fra Israele e Hamas, eravamo di fronte ad un uso politico esplicito, consapevole e deliberato della religione attraverso la preghiera. Tralasciando i problemi di ordine pubblico, che le varie Questure hanno comunque il compito di valutare e di affrontare, quello che analisi semplicistiche hanno perso di vista è che nell´Islam non esiste una chiara e netta distinzione fra la sfera della religione e la sfera della politica. E che alla preghiera viene spessissimo, se non addirittura costantemente, attribuito anche un significato politico. Questa commistione ovvero, se si preferisce, la mancata separazione, fra religione e politica conduce, lo sappiamo dai giorni di Machiavelli, al fondamentalismo. Se ne può, ovviamente, discutere, anche quando il fondamentalismo lambisce il cattolicesimo. Anzi, se ne deve discutere con l´accresciuta consapevolezza che una rivendicazione aspra e assoluta del ruolo pubblico della religione, non soltanto nel dibattito delle idee e delle proposte, ma per l´imposizione di soluzioni, conduce inevitabilmente alle esagerazioni fondamentaliste, non ad una società più rispettosa dei diritti di tutti i suoi cittadini che rispettano, non soltanto le religioni e i valori degli altri, ma anche le leggi dello Stato (laico).

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la convivenza di sacro e laico - gianfranco ravasi (sezione: Laici e chierici)

( da "Repubblica, La" del 20-01-2009)

Argomenti: Laicita'

Pagina 37 - Cultura Perché i simboli cristiani non vanno cancellati la convivenza DI SACRO E LAICO Il crocifisso è un "segno" universale di dolore, di morte e di speranza GIANFRANCO RAVASI Pubblichiamo parte di un articolo di dal titolo "Fede nel segreto o sulle terrazze?". Il testo integrale è nel numero in uscita del bimestrale "Vita e pensiero". "Sacro" e "laico" non sono antitetici, pur essendo radicalmente differenti. Il sacralismo, invece, sogna di consacrare anche il profano ritenendolo negativo in sé, cancellandone l´identità, così come il secolarismo programma una sistematica eliminazione di ogni segno religioso come presenza illegittima e indegna. "Sacralismo" e "laicismo" sono, quindi, in contrasto assoluto, pur essendo tra loro speculari. Costantino e Diocleziano, pur nella diversità delle vicende, procedono su traiettorie parallele. Nella linea di un nesso corretto tra "sacro" e "laico" il cristianesimo genuino ha spesso espletato in modo cosciente e coerente una funzione pubblica decisiva come fermento della società. Si pensi solo alla forza dirompente che ha avuto l´antropologia cristiana nell´accelerare una visione di uguaglianza e fraternità tra gli uomini nella società dei primi secoli, così marcatamente scandita da divisioni tra liberi e schiavi, maschi e femmine. (...) Illuminante è l´unico pronunciamento "politico" di Gesù: «Rendete a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio». Pronunciamento, però, non neutro e isolazionista per la fede perché se l´"immagine" di Cesare è sulla moneta che rappresenta la politica riconoscendole una sua autonomia, l´"immagine" di Dio è secondo la Bibbia nell´uomo per cui la morale ha un peso decisivo nel tutelare la dignità della persona, ponendo così frontiere ben marcate all´autonomia della politica e dell´economia. Ma se volessimo esemplificare ulteriormente l´incidenza preziosa e insostituibile del cristianesimo nell´orizzonte pubblico, un capitolo immenso sarebbe quello della cultura. La Bibbia è stata per secoli il "grande codice" - per usare la celebre espressione del saggio di Northrop Frye - della civiltà occidentale. Lo è stato a livello etico: basti solo riflettere sul rilievo del Decalogo o dell´agape, della caritas, l´amore cristiano, oppure al primato della persona e della vita. Lo è stato soprattutto a livello artistico. Chagall riconosceva che «per secoli i pittori hanno intinto il loro pennello in quell´alfabeto colorato della speranza che è la Bibbia», al punto tale da rendere del tutto necessaria una conoscenza religiosa per comprendere non solo l´iconografia, la simbolica, il linguaggio ma la stessa identità storico-culturale dell´Occidente. La città europea tradizionale ha sempre nella cattedrale il suo centro sul quale si organizza la struttura urbana con le sue differenti espressioni. La stessa città dei morti, il camposanto, è marcata da una visione escatologica impressa dal cristianesimo. Anche la presenza del crocifisso, certo, può avere alle spalle quella genesi sacralistica che sopra si delineava, ma è divenuta nella sua funzione simbolica una realtà ben più universale e culturale. Come scriveva nel 1988 sull´Unità Natalia Ginzburg, reagendo a uno dei primi tentativi di schiodare il crocifisso dai luoghi pubblici (il titolo dell´articolo era "Non togliete quel crocifisso!"), «è là, muto e silenzioso. C´è stato sempre. è il segno del dolore umano, della solitudine della morte. Non conosco altri segni che diano con tanta forza il senso del nostro destino. Il crocifisso fa parte della storia del mondo». Tra l´altro, è curioso notare che uno dei nodi capitali della polemica anticristiana dei primi secoli fu proprio l´idea di un Dio crocifisso, considerata come indecorosa per una cultura che detestava corpi morti, soprattutto elevati a emblema. Eppure quel segno è entrato nel linguaggio, nell´immaginario, nella concezione collettiva, semplificandone persino il suo valore teologico e facendone appunto un simbolo vivo e universale di dolore, morte, speranza, come ricordava Ignazio Silone nel romanzo Il segreto di Luca (1956): «Luca, durante l´interrogatorio, guardava fisso sulla parete, al di sopra del presidente. "Cosa guardate?", gli gridò il presidente. "Gesù in croce", gli rispose Luca, "non è permesso?". "Dovete guardare in faccia chi vi parla", gridò il presidente. "Scusate", replicò Luca, "ma anche lui mi parla; perché non lo fate tacere?"». Il rischio di una cancellazione della presenza cristiana coi suoi simboli dal contesto pubblico è, quindi, non solo un atto di «smemoratezza» storica ma anche uno svuotamento socioculturale. è ciò che temeva già nel 1944 Georges Bernanos quando nel saggio La France contre les robots scriveva: «Una civiltà non crolla come un edificio; si direbbe molto più esattamente che si svuota a poco a poco della sua sostanza finché non ne resta più che la scorza». Ed è questo il rischio a cui va incontro una civiltà che rigetta una delle sue matrici strutturali.

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L'UCCISIONE, avvenuta giovedì scorso, di padre Giuseppe Bertaina a Nairobi è fors... (sezione: Laici e chierici)

( da "Messaggero, Il" del 20-01-2009)

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Martedì 20 Gennaio 2009 Chiudi di ENNIO DI NOLFO L'UCCISIONE, avvenuta giovedì scorso, di padre Giuseppe Bertaina a Nairobi è forse legata a un episodio di criminalità comune. Tuttavia essa si ricollega a una serie troppo lunga di episodi analoghi o di persecuzioni più gravi, rispetto ai quali l'opinione pubblica non è parsa in Italia (ma non solo) molto attenta. Verrebbe da pensare che, in una fase durante la quale le motivazioni religiose hanno acquistato un rilievo crescente, l'essere cristiani e, peggio ancora, l'essere cattolici sia considerata una responsabilità da punire. Così, mentre agli esponenti delle altre confessioni religiose si aprono le strade perché essi possano svolgere in piena libertà e con efficacia la loro missione, i cattolici si trovano sospinti verso una sorta di limbo politico/giuridico rispetto al quale essi finiscono per rimanere, quando non sono nella loro patria o in una comunità dottrinale omogenea, sotto la minaccia di ritorsioni, rappresaglie o aggressioni, motivate quasi sempre dall'ostilità religiosa. Questo punto può essere considerato in termini concettuali diversi. Può rivelare maniere diverse di concepire libertà civili e religiose; discriminazioni civili e religiose. Tuttavia, agli occhi del mondo occidentale, che conobbe secoli fa persecuzioni analoghe, esso non può apparire come una sorta di accadimento irrimediabile. Dovrebbe invece, e non solo sul piano dottrinale ma anche su quello della cultura politica, suscitare le giuste riflessioni, accompagnate da regole giuridiche adeguate. Infatti non si può non restare sorpresi dalla maniera quasi ilare con la quale certi tipi di proselitismo a-cattolico o ateo vengono accolti e dalla parallela indifferenza, salvo le recriminazioni di rito e d'occasione, che accompagnano le persecuzioni sistematiche contro la presenza cattolica. Del resto, che non si tratti di eventi occasionali ma quasi di un sistematico attacco alle istituzioni cattoliche è ormai ovvio. Si possono cercare le ragioni di questa aggressione nell'atteggiamento più rigoroso (ma non più rigido) che papa Ratzinger ha impresso al proprio magistero; si possono trarre spunti da singole parole (come il famoso discorso di Ratisbona, usato dagli islamici fanatici per attizzare la violenza anticattolica); o singoli atti, come il modo particolare assunto da Benedetto XVI nel celebrare la Messa, indicato da una parte del mondo ebraico come ritorno alla condanna di deicidio e perciò come ostacolo al dialogo interreligioso. Tuttavia accanto a questi pretesti vanno posti anche dati precisi. Se si scorre l'elenco, predisposto dall'Agenzia Fides, delle vittime che durante il solo anno 2008 hanno pagato con la vita il loro lavoro missionario, non si può non restarne colpiti. Un arcivescovo, monsignor Paulos Faraj Rahho, a Mosul, in Iraq; un gran numero di sacerdoti (81 solo negli attacchi di Orissa), in India; in Africa e in America latina, decine di altre vittime hanno pagato con la vita il loro proselitismo e, più ancora, la loro opera di assistenza in situazioni disperate. E tutto ciò senza citare i casi ancora misteriosi come quello riguardante le due suore rapite in Kenya e forse "vendute" in Somalia. Come spiegare e modificare questo stato di cose? Il punto critico è probabilmente radicato nell'identificazione dei sacerdoti e dei laici cattolici, che predicano la fede in Cristo nel mondo, con l'immagine degli antichi colonizzatori, quasi si fosse ancora ai tempi dei conquistadores spagnoli nell'America latina e della loro atroce politica di sterminio etnico. Invece bisogna, con l'educazione, con l'esempio e, purtroppo, anche con il martirio, mostrare che quei tempi sono un ricordo del passato e che la Chiesa di oggi porta libertà e tolleranza, senza negare il progresso dei popoli. E occorre che anche il mondo laico si renda conto del fatto che queste persecuzioni non hanno solo un aspetto religioso ma investono in generale le concezioni etico-politiche sulle quali oggi la civiltà occidentale è basata.

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CITTA' DEL VATICANO - L'ultimo pontefice ad entrare in Campidoglio è stato Giovanni Paolo ... (sezione: Laici e chierici)

( da "Messaggero, Il" del 20-01-2009)

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Martedì 20 Gennaio 2009 Chiudi CITTA' DEL VATICANO - L'ultimo pontefice ad entrare in Campidoglio è stato Giovanni Paolo II, nel gennaio di 11 anni fa, sotto l'allora sindaco Francesco Rutelli. In quell'occasione si era parlato del Giubileo del 2000 e Papa Wojtyla si era definito civis romanus, lasciando intendere che si sentiva di casa. Per la prima volta, dopo vent'anni esatti di pontificato, il pontefice polacco varcava la soglia dell'Aula consiliare. Fu una storica visita annunciata l'ultimo giorno dell'anno, il 31 dicembre, durante la tradizionale celebrazione del Te Deum di ringraziamento, davanti alle autorità italiane. Un evento, di carattere ufficiale, il secondo di un pontefice dal tempo in cui Roma, oltre ad essere la Capitale della cristianità, era anche la Capitale dello stato pontificio. Il senso del gesto era da collegare alla scadenza giubilare imminente che richiedeva una collaborazione più stretta tra le forze ecclesiali e quelle laiche cittadine. Ma in Campidoglio c'era già stato Paolo VI nel 1966 e Papa Luciani il 23 settembre, l'unica uscita del suo brevissimo pontificato durato 33 giorni. Le parole che furono pronunciate da Papa Wojtyla sono scolpite nel cuore dei romani, salutati con calore in un bagno di folla dalla Loggia del Palazzo senatorio. «Roma - disse - il cui nome letto a rovescio suona Amor, amore. Come dice un poeta polacco, se tu dici Roma, ti risponde Amor. E' così. E' questa la constatazione conclusiva, ed anche il mio augurio. Roma che non temi il tempo, nè il dinamismo del progresso, Roma crocevia di pace e di civiltà; Roma, mia Roma, ti benedico e con te benedico i tuoi figli e tutti i tuoi progetti di bene». In dono ricevette dal sindaco e dalla Giunta una pietra proveniente dal Colosseo, l'anfiteatro Flavio, il monumento che più di tutti fonde la Roma civile e la Roma cattolica, mescolandosi e dove ogni anno, il venerdì santo, accoglie la solenne via Crucis. F.GIA.

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Casciani Dall'Idv passa al centrodestra (sezione: Laici e chierici)

( da "Giornale.it, Il" del 20-01-2009)

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n. 17 del 2009-01-20 pagina 2 Casciani Dall'Idv passa al centrodestra di Giacomo Legame II consigliere comunale Gilberto Casciani, eletto nelle liste dell'Italia dei valori di cui era capogruppo, aderisce, assieme al consigliere comunale del Pdl, Francesco Maria Orsi, al gruppo misto «Amore per Roma», legato alla maggioranza capitolina. A dare annuncio del passaggio, ieri mattina in Campidoglio erano presenti i due consiglieri e il sindaco Gianni Alemanno. Il gruppo misto «Amore per Roma» prende il nome da una lista civica presentata alle elezioni comunali del 2006 e già collegata alla candidatura a sindaco di Gianni Alemanno. Ne faranno parte il consigliere Francesco Maria Orsi, già eletto nelle liste del Pdl, che il sindaco ha ricordato essere una persona «appartenente al mondo dell'associazionismo» e il consigliere comunale Gilberto Casciani, che secondo Alemanno, «è una persona che guarda alla realtà dei fatti ed in grado di compiere scelte coraggiose per il bene di Roma». La lista civica, come ha detto Alemanno, «sarà rivolta agli interessi dei cittadini al di là degli schieramenti politici». Lo slogan del nuovo gruppo, come ha spiegato Orsi, sarà «Roma merita di più. Ci impegneremo a creare valori coinvolgendo il mondo delle associazioni laiche e cattoliche». Alla conferenza stampa erano presenti anche il presidente del consiglio comunale Marco Pomarici che ha detto di «aver preso atto dell'uscita dei consiglieri dai propri gruppi e dalla costituzione di un nuovo gruppo con a capo Casciani» e il capogruppo del Pdl, Dario Rossin che dando il benvenuto a Casciani ha sottolineato come la sua scelta sottintenda «l'adesione ad un progetto non soltanto un cambio di casacca». Comunque «Non c'è nessun ruolo istituzionale in vista, nessun incarico, nessuna campagna acquisti», ha tenuto a precisare il sindaco. Sottolineando come quella di Casciani sia una «scelta politica» che non sottintende alcun tentativo di «negoziare un nuovo incarico istituzionale», Alemanno ha anche precisato che il passaggio di Casciani «non comporterà alcun aggravio di costi per l'amministrazione comunale», in quanto «scompare il gruppo dell'Italia dei valori e nasce un nuovo gruppo civico». «Questo - ha proseguito Alemanno - non è un nuovo partito, è una lista civica che va ad aiutare l'amministrazione capitolina a svolgere la sua attività». «Capisco che un segretario di partito possa rimanere male in seguito alla scelta di alcuni membri di lasciare il partito, ma io non sono mai stato allontanato dall'Italia dei valori e il mio ultimo esecutivo di partito è stato l'8 gennaio», ha deichiarato Casciani che ha cios' replicato alle parole del segretario regionale dell'Idv, Stefano Pedica che sostiene che Casciani sia stato allontanato dal partito per via di problemi giudiziari legati alla segreteria. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano

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Legge 40, se la matematica è un'opinione (sezione: Laici e chierici)

( da "Unita, L'" del 20-01-2009)

Argomenti: Laicita'

Legge 40, se la matematica è un'opinione Nei giorni scorsi si è tenuto a Roma un convegno organizzato dall'Italia dei Valori (un suo parlamentare, Antonio Palagiano, è un ricercatore universitario conosciuto per la sua competenza in campo di fisiopatologia della riproduzione) e dalla Società Italiana di Fertilità e Sterilità che aveva per titolo «Legge 40 e turismo riproduttivo: vale ancora la pena?». Nel primo giorno del convegno sono stati presentati e discussi i dati di alcuni registri relativi ai più recenti risultati delle fecondazioni assistite e in particolare i dati del registro italiano, di quello europeo, di quello americano e di quello australiano. Dall'analisi dei risultati è emerso un dato: da quando è in applicazione la legge 40, quella che è stata imposta nel paese a protezione dell'embrione, i risultati sono peggiorati in modo significativo: meno gravidanze, più aborti, più gravidanze multiple nelle donne più giovani, un «esilio procreativo» che induce migliaia di coppie a cercare miglior fortuna all'estero. Su questi dati tutti i tecnici si sono trovati d'accordo. È bene chiarire che non si trattava di 50 comunisti atei e bugiardi, tra di loro c'erano operatori dei centri pubblici e di quelli privati, cattolici e agnostici, gente che vota per i partiti di sinistra e gente che vota per Berlusconi. Ma che la legge 40 peggiori i risultati dei trattamenti di procreazione medicalmente assistita non lo ha messo in discussione nessuno. Il giorno dopo sono arrivati i «politici» e le cose si sono modificate, come in un incubo. È vero che Livia Turco e Ignazio Marino hanno commentato i dati secondo logica e buon senso, ma poi è intervenuta la signora Roccella, sottosegretario alla salute, e il suo commento, in sintesi, è stato: ottima legge, benedetta e fortunata, risultati splendidi, tecnici bugiardi. È opinione generale che la signora Roccella di queste cosa sappia poco ed è almeno molto probabile che il suo intervento l'abbia scritto la professoressa Morresi, membro del Cnb, associato di chimica nella Università di Perugia, i cui articoli sui temi della bioetica compaiono spesso sul Foglio e sull'Avvenire, che a mio personale e modesto avviso ne sa ancor meno. La professoressa Morresi ha detto che il confronto con il passato non è possibile perché i dati più vecchi sono incompleti; che non si conosce il destino di molte gravidanze e pertanto non si possono fare i conti(?); che in fondo la percentuale di gravidanze è diminuita solo del 3 per cento, come si fa a non capire che il tre per cento è una diminuzione impercettibile, cosa volete che sia, siete tutti un branco di atei comunisti laici e bugiardi. Ho provato a riportare la professoressa Morresi alla ragione, ma ha ringhiato e mi sono sinceramente spaventato. Ma un tentativo di farla ritornare sulle convinzioni per quanto riguarda la matematica, questo sì, lo voglio fare. Ma come? Ho telefonato a un mio nipote, che è ordinario di matematica in una università italiana, e gli ho posto il quesito. «C'è una signora, gli ho detto, che fa fatica a capire le percentuali. Come posso spiegargliele?». «È una intellettuale?» mi ha chiesto lui. «È un'insegnante universitaria di destra». «Ricca o povera?» mi ha chiesto ancora. «Benestante, almeno credo». Dopo averci pensato un po', mi ha suggerito di trasformare i numeri in cameriere, in questo modo: la signora Morresi deve immaginare di avere 100 cameriere e di saper dai suoi informatori segreti, che solo il 4 per cento di loro sono oneste lavoratrici. Se però da un'operazione di controllo risulta che in realtà è necessario portare una modifica a questo calcolo e diminuire questa percentuale del tre per cento, di oneste lavoratrici ne rimane una sola (4-3=1), il che significa che c'è stata una diminuzione di oneste lavoratrici pari al 75 per cento (3 è il 75% di 4). A questo punto è possibile chiedere alla professoressa Morresi di rifare i conti sostituendo le cameriere con le gravidanze e farle capire che la diminuzione di successi del 3,6% valutata in termini di gravidanze iniziate diventa un ben più ponderoso 13%. Dunque, se dovevano nascere 10.000 bambini, ne nascono solo 8.700, 1300 in meno. Detto sì, può sembrare roba da ridere, ma 1300 bambini non sono pochi. Io credo che la signora Roccella abbia interpretato i risultati dell'Iss in modo scorretto. Forse non è colpa sua, se è vero che il discorso non lo aveva scritto lei, ma un sottosegretario dovrebbe saper fare di meglio, perché i cittadini italiani meritano un maggior rispetto. Mio nipote, mi ha confessato di non essere mai riuscito a spiegare l'aritmetica agli intellettuali di destra. Forse è per questo che pagano meno tasse degli intellettuali di sinistra.

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testamento biologico, il pd si spacca e non vota - giovanna casadio (sezione: Laici e chierici)

( da "Repubblica, La" del 21-01-2009)

Argomenti: Laicita'

Pagina 15 - Cronaca Accordo senza conta su una "posizione prevalente" espressa in quindici punti. Marino: ci serviva un sì o un no, il resto è del diavolo Testamento biologico, il Pd si spacca e non vota Partito strattonato fra teodem e laici Conflitto su alimentazione e idratazione GIOVANNA CASADIO ROMA - Non è mai stata facile la discussione sulla bioetica nel Pd; ora lo è ancora meno, poiché crescono i sospetti di spaccature più per ragioni di resa dei conti interna che di merito. Il merito è il testamento biologico, su cui si è tenuta ieri l´assemblea di tutti i parlamentari democratici. Strattonato dai teodem, i cattolici integralisti, da un lato, e dai Radicali e dai laici oltranzisti dall´altro, il partito ha deciso di rinviare la conta. Quindi non si è votato sulla questione che divide, ovvero se l´alimentazione e l´idratazione artificiale possano essere rifiutate nella dichiarazione anticipata di trattamento. Fare chiarezza su questo punto è la cosa più importante, perché impedirebbe altri "casi Eluana". Un non-voto scandaloso per i Radicali, Emma Bonino in testa, per i quali si è trattato di una «soluzione pilatesca». E votare avrebbero voluto Gianni Cuperlo e Barbara Pollastrini, l´ex ministro delle Pari Opportunità, che è andata all´attacco: «O si fa una buona legge o è meglio nessuna legge». Sul fronte cattolico i teodem si irrigidiscono. Paola Binetti più di tutti: «Interrompere idratazione e nutrizione significa di fatto introdurre l´eutanasia per sete e per fame», e dichiara di essere pronta a sottoscrivere la proposta di legge di Rocco Buttiglione, il leader dell´Udc che fu "bocciato" come commissario Ue per le sue posizioni arretrate sui diritti civili e i gay. Un annuncio di strappo dal Pd? Lei replica: «Fioroni mi ha detto di essere d´accordo con noi», e ringrazia Rosy Bindi. è la Bindi a cercare di trovare il bandolo della matassa e ad appoggiare la mediazione raggiunta con il "documento Sereni": quindici punti (si possono leggere su www.marinasereni.it) che indicano «la posizione prevalente» del Pd sul testamento biologico, senza bisogno di decidere subito a maggioranza. Sereni, che ha coordinato il gruppo di lavoro sul tema, ripete: «Vogliamo fare o no una legge giusta e umana? Allora nessuno pianti bandierine, ma teniamo insieme libertà di scelta e tutela della vita». Binetti insiste: «L´orientamento del Pd è minoritario nel paese». Bindi s´inalbera con i Radicali: «Non è lesa maestà non votare, ci si assume ugualmente le proprie responsabilità. Cerchiamo di dare una lezione di laicità e di buona politica». Assist raccolto da Dario Franceschini e perciò nessuna conta. Ma anche Ignazio Marino, autore del primo ddl sul testamento biologico del Pd, è duro sul non-voto e cita il Vangelo di Marco: «Al Pd serviva un sì o un no, tutto il resto è del diavolo». Confronto teso e appassionato, tuttavia. Umberto Veronesi racconta le esperienze della sua vita di oncologo. I Democratici non possono permettersi di giocare di rimessa, attendendo cioè che sia il centrodestra a dettare legge su una questione che tocca profondamente l´opinione pubblica scossa dal drammatico rimpallo sul diritto di Eluana a morire con dignità. E il Pd si divide anche sull´offerta di Mercedes Bresso di accogliere in un ospedale piemontese Eluana. Marco Calgaro è tra i più critici.

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Ancora sulla polemica dei rabbini. Riflessione a freddo. (sezione: Laici e chierici)

( da "Giornale.it, Il" del 21-01-2009)

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E' per certi versi paradossale che proprio Papa Ratzinger, cioè il Pontefice che più dei suoi predecessori ha riflettuto e scritto sul legame imprescindibile e non assimilabile a quello di altre religioni che unisce ebrei e cristiani, sia oggi accusato di riportare indietro di cinquant'anni le lancette del dialogo ebraico-cristiano. Le parole scritte dal rabbino di Venezia Richetti vano valutate con attenzione e non rappresentano una voce isolata: ricordo che molta preoccupazione espresse a suo tempo anche il presidente dei rabbini italiani, Giuseppe Laras, dopo aver letto la versione modificata della preghiera del Venerdì Santo. Ora, il Papa ha voluto venire incontro alle richieste di parte ebraica, ma non ha il potere di riformulare il Vangelo o le lettere di San Paolo. E vale la pena ricordare che proprio nelle preghiere del breviario post-conciliare sono contenuti vari riferimenti all'illuminazione chiesta per il popolo ebraico "perché giunga alla pienezza della redenzione", perché sia salvato da Gesù, perché riconosca Cristo come Messia e Salvatore. Preghiere usatissime da decenni in tutta la Chiesa, molto di più di quella secondo il rito antico, al quale Benedetto XVI ha ridato cittadinanza, ma che è comunque seguito da una piccola minoranza di fedeli. Perché solo ora si considera questa preghiera uno stop al dialogo? Perché i breviari post-conciliari sono andati bene fino ad oggi? Vi confesso che per me rimane un mistero. Scritto in Varie Commenti ( 21 ) » (1 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 18Jan 09 Il Papa su Youtube e le informazioni "in presa diretta" Sul Giornale di oggi rilancio la notizia dell'accordo tra il Centro televisivo vaticano, la Radio vaticana e Google, il più importante motore di ricerca mondiale del web, che sarà annunciato ufficialmente venerdì prossimo in occasione della presentazione del messaggio di Benedetto XVI sulle comunicazioni sociali, dedicato quest'anno alle nuove tecnologie. Grazie all'accordo e alla creazione di un canale dedicato, sarà possibile seguire in diretta i discorsi del Pontefice via Internet, e accedere ai testi in modo ordinato attraverso Google. L'utilissimo blog di Raffaella, "Paparatzingerblog", che oltre a offrire una completa rassegna stampa sul Papa monitora costantemente le strumentalizzazioni e fraintendimenti del suo messaggio veicolate dai media, elenca quelle del 2008 e sono davvero troppe. Un migliore accesso alle fonti dirette, dunque, per un'informazione migliore. Permettetemi di aggiungere - non per difendere la categoria a cui appartengo - che non ritengo affatto tramontato o da archiviare il ruolo del giornalista, cioè di colui che testimonia o comunque media, raccontando la notizia all'utente finale: non sempre infatti una massa maggiore di informazioni significa automaticamente un'informazione migliore. Internet lo dimostra in modo lampante. Permettemi infine un'osservazione dedicata alla guerra a Gaza: ho trovato sprezzante e offensivo il modo con cui Michele Santoro ha liquidato la dissenziente Lucia Annunziata che criticava lo squilibrio della trasmissione, e non mi è piaciuta la piega a senso unico del dibattito. Ma quella trasmissione ha avuto il merito di far vedere un reportage, immagini e testimonianze agghiaccianti sulla situazione di Gaza, sulle sofferenze della popolazione civile, sui metodi usati per l'attacco. Immagini che non ho visto nei Tg italiani. Ecco, vanno bene le reazioni sdegnate, ma se ne avessi la possibilità chiederei semplicemente all'ambasciatore israeliano, prontamente intervenuto per protestare, se quelle (rare) immagini e quei (rari) racconti in presa diretta sono veri oppure sono una montatura di Santoro & company, un falso della propaganda di Hamas. Perché se fossero veri anche soltanto al cinquanta per cento (e, ahimè, temo che lo siano), dovremmo avere tutti un sussulto di indignazione. Scritto in Varie Commenti ( 104 ) » (6 votes, average: 2.33 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 14Jan 09 Il rabbino di Venezia contro Papa Benedetto La rivista "Popoli", mensile dei gesuiti, ospita nell'ultimo numero un intervento del rabbino di Venezia, Elia Enrico Richetti, il quale - spiegando i motivi per i quali l'assemblea rabbinica italiana ha deciso quest'anno di non aderire alla giornata dell'ebraismo promossa dalla Conferenza episcopale - critica non soltanto la decisione del Papa di liberalizzare il messale antico ma anche alcune sue recenti dichiarazioni (il riferimento sembra essere alla lettera-prefazione di Benedetto XVI al recente libro di Marcello Pera, "Perché dobbiamo dirci cristiani"). Critica la nuova versione della preghiera del Venerdì santo contenuta nel nuovo messale - corretta dal Papa di proprio pugno dopo le proteste dei gran rabbini aschenazita e sefardita di Gerusalemme. E afferma che così facendo si cancellano cinquant'anni di storia della Chiesa. Scritto in Varie Commenti ( 250 ) » (10 votes, average: 3.6 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 10Jan 09 Il Papa ai neocatecumenali Questo pomeriggio il Papa ha ricevuto le comunità neocatecumenali nella basilica di San Piero. Ecco un brano del suo discorso: Tutto ebbe inizio qui a Roma, quarant'anni or sono, quando nella Parrocchia dei Santi Martiri Canadesi si costituirono le prime comunità del Cammino neocatecumenale. Come non benedire il Signore per i frutti spirituali che, attraverso il metodo di evangelizzazione da voi attuato, si sono potuti raccogliere in questi anni? Quante fresche energie apostoliche sono state suscitate sia tra i sacerdoti che tra i laici! Quanti uomini e donne, e quante famiglie, che si erano allontanate dalla comunità ecclesiale o avevano abbandonato la pratica della vita cristiana, attraverso l'annuncio del kerygma e l'itinerario di riscoperta del Battesimo, sono state aiutate a ritrovare la gioia della fede e l'entusiasmo della testimonianza evangelica! La recente approvazione degli Statuti del "Cammino" da parte del Pontificio Consiglio per i Laici è venuta a suggellare la stima e la benevolenza con cui la Santa Sede segue l'opera che il Signore ha suscitato attraverso i vostri Iniziatori. Il Papa, Vescovo di Roma, vi ringrazia per il generoso servizio che rendete all'evangelizzazione di questa Città e per la dedizione con cui vi prodigate per recare l'annuncio cristiano in ogni suo ambiente. Scritto in Varie Commenti ( 444 ) » (12 votes, average: 3.92 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 09Jan 09 La radiografia delle emergenze mondiali nelle parole del Papa Ieri Benedetto XVI ha incontrato il corpo diplomatico accreditato presso la Santa Sede e ha parlato dello stato del mondo e delle emergenze che preoccupano il Vaticano. Questo l'articolo che pubblico oggi sull'argomento. Un paragrafo importante è stato dedicato alla situazione di Gaza. Parlando della Terrasanta, «dove, in questi giorni, assistiamo ad una recrudescenza di violenza che provoca danni e immense sofferenze alle popolazioni civili», il Papa ha affermato che la guerra in corso «complica ancora la ricerca di una via d'uscita dal conflitto tra israeliani e palestinesi, vivamente desiderata da molti di essi e dal mondo intero». Ha ripetuto che «l'opzione militare non è una soluzione e che la violenza, da qualunque parte essa provenga e qualsiasi forma assuma, va condannata fermamente», chiedendo che, «con l'impegno determinante della comunità internazionale, la tregua nella Striscia di Gaza sia rimessa in vigore» per «ridare condizioni di vita accettabili alla popolazione» e per rilanciare «i negoziati di pace rinunciando all'odio, alle provocazioni e all'uso delle armi». Poi Benedetto XVI ha auspicato che dalle urne elezioni sono programmate in Israele ma si attendono anche nei Territori palestinesi escano vincitori non i falchi, ma le colombe: «È molto importante che, in occasione delle scadenze elettorali cruciali che interesseranno molti abitanti della regione nei prossimi mesi, emergano dirigenti capaci di far avanzare con determinazione questo processo e di guidare i loro popoli verso la difficile ma indispensabile riconciliazione». Una riconciliazione che, secondo la Santa Sede, sarà possibile soltanto attraverso «un approccio globale ai problemi di quei Paesi, nel rispetto delle aspirazioni e degli interessi legittimi di tutte le popolazioni coinvolte». Ma è importante ricordare anche altri passaggi del discorso, che aveva come filo conduttore la povertà materiale e quella spirituale: ad esempio quelli dedicati alla crisi economica, all'Africa, alle persecuzioni contro i cristiani e all'ostilità verso di loro che si registra anche nel mondo occidentale. Infine il Papa ha ricordato che «gli esseri umani più poveri sono i bambini non ancora nati». Scritto in Varie Commenti ( 99 ) » (5 votes, average: 4.2 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 06Jan 09 Maritain: "Pio XII sul silenzio consultò degli ebrei tedeschi" Il quotidiano "Avvenire" oggi in edicola pubblica l'interessante anticipazione di un libro ((in uscita per le Edizioni Paoline, pp. 248, eu ro 14), contenente i carteggi dell'ebreo francese André Chouraqui con alcuni amici, tra i quali il filosofo Jacques Maritain. In una lettera del 1969, parlando dell'atteggiamento di Papa Pacelli, Maritain scrive a Chouraqui: "Quanto a Pio XII, sarebbe grave mente ingiusto attribuire a indiffe renza il suo silenzio nell'ora della persecuzione hitleriana: a Roma mi sono informato in alto loco sulle ragioni di questo silenzio, e so che è stato dovuto solo alla paura di au mentare gravemente la persecu zione, se avesse alzato la voce [ ]. Il Papa aveva consul tato alcune comunità ebraiche te desche, ed è proprio questo che es se avevano risposto. [ ] Il suo mo tivo è stato quello che ha ritenuto un obbligo di coscienza, ed era un motivo profondamente umano". Qui potete leggere l'articolo integrale sul sito del quotiando diretto da Dino Boffo. Scritto in Varie Commenti ( 90 ) » (7 votes, average: 3.86 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 06Jan 09 La tragedia di Gaza: dov'è l'Onu? Cari amici, nell'augurarvi una buona festa dell'Epifania (sotto la neve, a Milano ne siamo abbondantamente ricoperti), vorrei attirare nuovamente la vostra attenzione sulla tragedia che si sta consumando a Gaza. Bisogna innanzitutto ricordare che Hamas ha unilateralmente dichiarato finita la tregua e che centinaia di razzi e colpi di mortaio sono stati sparati dalla Striscia verso i centri israeliani più vicini. Ma bisogna anche a mio avviso ribadire che la massiccia azione militare, i bombardamenti che uccidono centinaia di civili innocenti, l'isolamento di Gaza che riduce alla fame la popolazione sono iniziative sproporzionate: se distruggeranno l'attuale forza di Hamas (organizzazione che per sua stessa ammissione Israele inizialmente finanziò in funzione anti-Arafat), temo che finiranno per creare, allo stesso tempo, un numero sempre maggiore di nuovi miliziani e terroristi per un conflitto ormai coloratosi delle tinte del fondamentalismo religioso - e non era così al tempo dell'Olp - che appare insolubile. Come sapete, la zona di Gaza è interdetta ai giornalisti e dunque quella che si combatte è una guerra che non può essere raccontata. Perché non si chiede l'intervento dell'Onu? Perché Europa e Stati Uniti non fanno sentire con coraggio la loro voce? Una forza di interposizione dei caschi blu aiuterebbe a garantire la sicurezza di Israele e a controllare Hamas. Mi ha molto colpito la dichiarazione del ministro degli Esteri e candidata premier del partito Kadima, Tzipi Livni, la quale ha sottolineato che il suo Paese non sta semplicemente ricorrendo alla "legittima difesa" contro gli attacchi dei razzi, bensì sta "combattendo contro il terrorismo". Una posizione legittimata purtroppo dalla dottrina della guerra preventiva di George Bush, servita a giustificare di tutto, in Cecenia come in Irak (dove le armi di distruzione di massa non c'erano, non ci sono mai state e i governi inglese e americano lo sapevano). Benedetto XVI domenica scorsa aveva detto: "La guerra e l'odio non sono la soluzione dei problemi. Lo conferma anche la storia più recente". Scritto in Varie Commenti ( 74 ) » (5 votes, average: 4.2 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 04Jan 09 L'Osservatore contro la pillola: "E' abortiva e cancerogena" «L'Osservatore Romano» scrive che la normale pillola anticoncezionale in molti casi ha effetti «abortivi», provoca «effetti devastanti» sull'ambiente contribuendo ad aumentare la sterilità maschile e per di più è «cancerogena». Tre affermazioni destinate a far discutere e che hanno già provocato reazioni polemiche nel mondo scientifico. Il giornale vaticano diretto da Gian Maria Vian, nel numero oggi in edicola ospita un articolo intitolato «L'Humanae vitae. Una profezia scientifica», a firma di Pedro José María Simón Castellví, Presidente della Federazione internazionale delle Associazioni dei medici cattolici (Fiamc). Simón Castellví riferisce di uno studio tecnico e lungo, «di cento pagine, con trecento citazioni bibliografiche, la maggior parte di riviste mediche specializzate», redatto con cura da medico svizzero Rudolf Ehmann, che giunge a questi risultati. Ecco l'articolo che ho scritto oggi sul Giornale. Il testo integrale dell'«Osservatore Romano» lo allego come primo commento al post. Scritto in Varie Commenti ( 221 ) » (5 votes, average: 4 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 01Jan 09 Buon 2009 ai naviganti Auguro a tutti i visitatori del blog un buon 2009. L'anno certo non inizia bene, anche il Papa durante il "Te Deum" di ieri ha parlato di "non poche ombre" che gravano sul nostro futuro: c'è la crisi che incombe, ci sono i tanti focolai di guerra, in particolare nella terra di Gesù, c'è la drammatica situazione di vari paesi africani, dimenticati da tutti. Poco fa, nell'omelia della messa per la Giornata mondiale della pace, Benedetto XVI ha affermato: "La storia terrena di Gesù, culminata nel mistero pasquale, è l'inizio di un mondo nuovo, perché ha realmente inaugurato una nuova umanità, capace, sempre e solo con la grazia di Cristo, di operare una "rivoluzione" pacifica. Una rivoluzione non ideologica ma spirituale, non utopistica ma reale, e per questo bisognosa di infinita pazienza, di tempi talora lunghissimi, evitando qualunque scorciatoia e percorrendo la via più difficile: la via della maturazione della responsabilità nelle coscienze". Scritto in Varie Commenti ( 156 ) » (5 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 28Dec 08 Il Papa a palestinesi e israeliani: basta attacchi e rappresaglie Cari amici, oggi Benedetto XVI ha lanciato un appello per il cessate il fuoco a Gaza, per fermare questo Natale macchiato di sangue nella terra dove è nato Gesù. Ecco le sue parole: La Terrasanta, che nei giorni natalizi è al centro dei pensieri e degli affetti dei fedeli di ogni parte del mondo, è nuovamente sconvolta da uno scoppio di inaudita violenza. Sono profondamente addolorato per i morti, i feriti, i danni materiali, le sofferenze e le lacrime delle popolazioni vittime di questo tragico susseguirsi di attacchi e di rappresaglie. La patria terrena di Gesù non può continuare ad essere testimone di tanto spargimento di sangue, che si ripete senza fine! Imploro la fine di quella violenza, che è da condannare in ogni sua manifestazione, e il ripristino della tregua nella striscia di Gaza; chiedo un sussulto di umanità e di saggezza in tutti quelli che hanno responsabilità nella situazione, domando alla comunità internazionale di non lasciare nulla di intentato per aiutare israeliani e palestinesi ad uscire da questo vicolo cieco e a non rassegnarsi come dicevo due giorni fa nel messaggio Urbi et Orbi alla logica perversa dello scontro e della violenza, ma a privilegiare invece la via del dialogo e del negoziato. Affidiamo a Gesù, Principe della Pace, la nostra fervida preghiera per queste intenzioni e a Lui, a Maria e Giuseppe, diciamo: "O famiglia di Nazareth, esperta del soffrire, dona al mondo la pace". Donala oggi soprattutto alla Terrasanta! Scritto in Varie Commenti ( 228 ) » (11 votes, average: 4.27 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico Post precedenti Chi sono Sono Andrea Tornielli, il vaticanista del Giornale, classe 1964, laurea in storia della lingua greca. Sono sposato e ho tre figli. Vivo tra Roma e Milano Tutti gli articoli di Andrea Tornielli su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (302) Ultime discussioni Cherubino: fisiologicamente lo sono già, Gesù era ebreo, quindi da un punto di vista biologico sono già parenti.... Giovanni Mandis: cosa intendi quando dici "(fisiologicamente lo sono già)".? Il dialogo per il... Cherubino: dimenticavo il link. http://www.romacer.org/public/ aefiles/LA%20PREGHIERA%20PE... Cherubino: segnalo l'intervento del rabbino Di Segni sul tema. Nel finale dell'intenso intervento egli... Giovanni Mandis: Bianchi poteva essere più chiaro nel dire che l'esatta e unica traduzione di "perfidis... 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Il Papa su Youtube e le informazioni "in presa diretta" (sezione: Laici e chierici)

( da "Giornale.it, Il" del 21-01-2009)

Argomenti: Laicita'

E' per certi versi paradossale che proprio Papa Ratzinger, cioè il Pontefice che più dei suoi predecessori ha riflettuto e scritto sul legame imprescindibile e non assimilabile a quello di altre religioni che unisce ebrei e cristiani, sia oggi accusato di riportare indietro di cinquant'anni le lancette del dialogo ebraico-cristiano. Le parole scritte dal rabbino di Venezia Richetti vano valutate con attenzione e non rappresentano una voce isolata: ricordo che molta preoccupazione espresse a suo tempo anche il presidente dei rabbini italiani, Giuseppe Laras, dopo aver letto la versione modificata della preghiera del Venerdì Santo. Ora, il Papa ha voluto venire incontro alle richieste di parte ebraica, ma non ha il potere di riformulare il Vangelo o le lettere di San Paolo. E vale la pena ricordare che proprio nelle preghiere del breviario post-conciliare sono contenuti vari riferimenti all'illuminazione chiesta per il popolo ebraico "perché giunga alla pienezza della redenzione", perché sia salvato da Gesù, perché riconosca Cristo come Messia e Salvatore. Preghiere usatissime da decenni in tutta la Chiesa, molto di più di quella secondo il rito antico, al quale Benedetto XVI ha ridato cittadinanza, ma che è comunque seguito da una piccola minoranza di fedeli. Perché solo ora si considera questa preghiera uno stop al dialogo? Perché i breviari post-conciliari sono andati bene fino ad oggi? Vi confesso che per me rimane un mistero. Scritto in Varie Commenti ( 21 ) » (1 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 18Jan 09 Il Papa su Youtube e le informazioni "in presa diretta" Sul Giornale di oggi rilancio la notizia dell'accordo tra il Centro televisivo vaticano, la Radio vaticana e Google, il più importante motore di ricerca mondiale del web, che sarà annunciato ufficialmente venerdì prossimo in occasione della presentazione del messaggio di Benedetto XVI sulle comunicazioni sociali, dedicato quest'anno alle nuove tecnologie. Grazie all'accordo e alla creazione di un canale dedicato, sarà possibile seguire in diretta i discorsi del Pontefice via Internet, e accedere ai testi in modo ordinato attraverso Google. L'utilissimo blog di Raffaella, "Paparatzingerblog", che oltre a offrire una completa rassegna stampa sul Papa monitora costantemente le strumentalizzazioni e fraintendimenti del suo messaggio veicolate dai media, elenca quelle del 2008 e sono davvero troppe. Un migliore accesso alle fonti dirette, dunque, per un'informazione migliore. Permettetemi di aggiungere - non per difendere la categoria a cui appartengo - che non ritengo affatto tramontato o da archiviare il ruolo del giornalista, cioè di colui che testimonia o comunque media, raccontando la notizia all'utente finale: non sempre infatti una massa maggiore di informazioni significa automaticamente un'informazione migliore. Internet lo dimostra in modo lampante. Permettemi infine un'osservazione dedicata alla guerra a Gaza: ho trovato sprezzante e offensivo il modo con cui Michele Santoro ha liquidato la dissenziente Lucia Annunziata che criticava lo squilibrio della trasmissione, e non mi è piaciuta la piega a senso unico del dibattito. Ma quella trasmissione ha avuto il merito di far vedere un reportage, immagini e testimonianze agghiaccianti sulla situazione di Gaza, sulle sofferenze della popolazione civile, sui metodi usati per l'attacco. Immagini che non ho visto nei Tg italiani. Ecco, vanno bene le reazioni sdegnate, ma se ne avessi la possibilità chiederei semplicemente all'ambasciatore israeliano, prontamente intervenuto per protestare, se quelle (rare) immagini e quei (rari) racconti in presa diretta sono veri oppure sono una montatura di Santoro & company, un falso della propaganda di Hamas. Perché se fossero veri anche soltanto al cinquanta per cento (e, ahimè, temo che lo siano), dovremmo avere tutti un sussulto di indignazione. Scritto in Varie Commenti ( 104 ) » (6 votes, average: 2.33 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 14Jan 09 Il rabbino di Venezia contro Papa Benedetto La rivista "Popoli", mensile dei gesuiti, ospita nell'ultimo numero un intervento del rabbino di Venezia, Elia Enrico Richetti, il quale - spiegando i motivi per i quali l'assemblea rabbinica italiana ha deciso quest'anno di non aderire alla giornata dell'ebraismo promossa dalla Conferenza episcopale - critica non soltanto la decisione del Papa di liberalizzare il messale antico ma anche alcune sue recenti dichiarazioni (il riferimento sembra essere alla lettera-prefazione di Benedetto XVI al recente libro di Marcello Pera, "Perché dobbiamo dirci cristiani"). Critica la nuova versione della preghiera del Venerdì santo contenuta nel nuovo messale - corretta dal Papa di proprio pugno dopo le proteste dei gran rabbini aschenazita e sefardita di Gerusalemme. E afferma che così facendo si cancellano cinquant'anni di storia della Chiesa. Scritto in Varie Commenti ( 250 ) » (10 votes, average: 3.6 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 10Jan 09 Il Papa ai neocatecumenali Questo pomeriggio il Papa ha ricevuto le comunità neocatecumenali nella basilica di San Piero. Ecco un brano del suo discorso: Tutto ebbe inizio qui a Roma, quarant'anni or sono, quando nella Parrocchia dei Santi Martiri Canadesi si costituirono le prime comunità del Cammino neocatecumenale. Come non benedire il Signore per i frutti spirituali che, attraverso il metodo di evangelizzazione da voi attuato, si sono potuti raccogliere in questi anni? Quante fresche energie apostoliche sono state suscitate sia tra i sacerdoti che tra i laici! Quanti uomini e donne, e quante famiglie, che si erano allontanate dalla comunità ecclesiale o avevano abbandonato la pratica della vita cristiana, attraverso l'annuncio del kerygma e l'itinerario di riscoperta del Battesimo, sono state aiutate a ritrovare la gioia della fede e l'entusiasmo della testimonianza evangelica! La recente approvazione degli Statuti del "Cammino" da parte del Pontificio Consiglio per i Laici è venuta a suggellare la stima e la benevolenza con cui la Santa Sede segue l'opera che il Signore ha suscitato attraverso i vostri Iniziatori. Il Papa, Vescovo di Roma, vi ringrazia per il generoso servizio che rendete all'evangelizzazione di questa Città e per la dedizione con cui vi prodigate per recare l'annuncio cristiano in ogni suo ambiente. Scritto in Varie Commenti ( 444 ) » (12 votes, average: 3.92 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 09Jan 09 La radiografia delle emergenze mondiali nelle parole del Papa Ieri Benedetto XVI ha incontrato il corpo diplomatico accreditato presso la Santa Sede e ha parlato dello stato del mondo e delle emergenze che preoccupano il Vaticano. Questo l'articolo che pubblico oggi sull'argomento. Un paragrafo importante è stato dedicato alla situazione di Gaza. Parlando della Terrasanta, «dove, in questi giorni, assistiamo ad una recrudescenza di violenza che provoca danni e immense sofferenze alle popolazioni civili», il Papa ha affermato che la guerra in corso «complica ancora la ricerca di una via d'uscita dal conflitto tra israeliani e palestinesi, vivamente desiderata da molti di essi e dal mondo intero». Ha ripetuto che «l'opzione militare non è una soluzione e che la violenza, da qualunque parte essa provenga e qualsiasi forma assuma, va condannata fermamente», chiedendo che, «con l'impegno determinante della comunità internazionale, la tregua nella Striscia di Gaza sia rimessa in vigore» per «ridare condizioni di vita accettabili alla popolazione» e per rilanciare «i negoziati di pace rinunciando all'odio, alle provocazioni e all'uso delle armi». Poi Benedetto XVI ha auspicato che dalle urne elezioni sono programmate in Israele ma si attendono anche nei Territori palestinesi escano vincitori non i falchi, ma le colombe: «È molto importante che, in occasione delle scadenze elettorali cruciali che interesseranno molti abitanti della regione nei prossimi mesi, emergano dirigenti capaci di far avanzare con determinazione questo processo e di guidare i loro popoli verso la difficile ma indispensabile riconciliazione». Una riconciliazione che, secondo la Santa Sede, sarà possibile soltanto attraverso «un approccio globale ai problemi di quei Paesi, nel rispetto delle aspirazioni e degli interessi legittimi di tutte le popolazioni coinvolte». Ma è importante ricordare anche altri passaggi del discorso, che aveva come filo conduttore la povertà materiale e quella spirituale: ad esempio quelli dedicati alla crisi economica, all'Africa, alle persecuzioni contro i cristiani e all'ostilità verso di loro che si registra anche nel mondo occidentale. Infine il Papa ha ricordato che «gli esseri umani più poveri sono i bambini non ancora nati». Scritto in Varie Commenti ( 99 ) » (5 votes, average: 4.2 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 06Jan 09 Maritain: "Pio XII sul silenzio consultò degli ebrei tedeschi" Il quotidiano "Avvenire" oggi in edicola pubblica l'interessante anticipazione di un libro ((in uscita per le Edizioni Paoline, pp. 248, eu ro 14), contenente i carteggi dell'ebreo francese André Chouraqui con alcuni amici, tra i quali il filosofo Jacques Maritain. In una lettera del 1969, parlando dell'atteggiamento di Papa Pacelli, Maritain scrive a Chouraqui: "Quanto a Pio XII, sarebbe grave mente ingiusto attribuire a indiffe renza il suo silenzio nell'ora della persecuzione hitleriana: a Roma mi sono informato in alto loco sulle ragioni di questo silenzio, e so che è stato dovuto solo alla paura di au mentare gravemente la persecu zione, se avesse alzato la voce [ ]. Il Papa aveva consul tato alcune comunità ebraiche te desche, ed è proprio questo che es se avevano risposto. [ ] Il suo mo tivo è stato quello che ha ritenuto un obbligo di coscienza, ed era un motivo profondamente umano". Qui potete leggere l'articolo integrale sul sito del quotiando diretto da Dino Boffo. Scritto in Varie Commenti ( 90 ) » (7 votes, average: 3.86 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 06Jan 09 La tragedia di Gaza: dov'è l'Onu? Cari amici, nell'augurarvi una buona festa dell'Epifania (sotto la neve, a Milano ne siamo abbondantamente ricoperti), vorrei attirare nuovamente la vostra attenzione sulla tragedia che si sta consumando a Gaza. Bisogna innanzitutto ricordare che Hamas ha unilateralmente dichiarato finita la tregua e che centinaia di razzi e colpi di mortaio sono stati sparati dalla Striscia verso i centri israeliani più vicini. Ma bisogna anche a mio avviso ribadire che la massiccia azione militare, i bombardamenti che uccidono centinaia di civili innocenti, l'isolamento di Gaza che riduce alla fame la popolazione sono iniziative sproporzionate: se distruggeranno l'attuale forza di Hamas (organizzazione che per sua stessa ammissione Israele inizialmente finanziò in funzione anti-Arafat), temo che finiranno per creare, allo stesso tempo, un numero sempre maggiore di nuovi miliziani e terroristi per un conflitto ormai coloratosi delle tinte del fondamentalismo religioso - e non era così al tempo dell'Olp - che appare insolubile. Come sapete, la zona di Gaza è interdetta ai giornalisti e dunque quella che si combatte è una guerra che non può essere raccontata. Perché non si chiede l'intervento dell'Onu? Perché Europa e Stati Uniti non fanno sentire con coraggio la loro voce? Una forza di interposizione dei caschi blu aiuterebbe a garantire la sicurezza di Israele e a controllare Hamas. Mi ha molto colpito la dichiarazione del ministro degli Esteri e candidata premier del partito Kadima, Tzipi Livni, la quale ha sottolineato che il suo Paese non sta semplicemente ricorrendo alla "legittima difesa" contro gli attacchi dei razzi, bensì sta "combattendo contro il terrorismo". Una posizione legittimata purtroppo dalla dottrina della guerra preventiva di George Bush, servita a giustificare di tutto, in Cecenia come in Irak (dove le armi di distruzione di massa non c'erano, non ci sono mai state e i governi inglese e americano lo sapevano). Benedetto XVI domenica scorsa aveva detto: "La guerra e l'odio non sono la soluzione dei problemi. Lo conferma anche la storia più recente". Scritto in Varie Commenti ( 74 ) » (5 votes, average: 4.2 out of 5) Loading ... 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Simón Castellví riferisce di uno studio tecnico e lungo, «di cento pagine, con trecento citazioni bibliografiche, la maggior parte di riviste mediche specializzate», redatto con cura da medico svizzero Rudolf Ehmann, che giunge a questi risultati. Ecco l'articolo che ho scritto oggi sul Giornale. Il testo integrale dell'«Osservatore Romano» lo allego come primo commento al post. Scritto in Varie Commenti ( 221 ) » (5 votes, average: 4 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 01Jan 09 Buon 2009 ai naviganti Auguro a tutti i visitatori del blog un buon 2009. L'anno certo non inizia bene, anche il Papa durante il "Te Deum" di ieri ha parlato di "non poche ombre" che gravano sul nostro futuro: c'è la crisi che incombe, ci sono i tanti focolai di guerra, in particolare nella terra di Gesù, c'è la drammatica situazione di vari paesi africani, dimenticati da tutti. Poco fa, nell'omelia della messa per la Giornata mondiale della pace, Benedetto XVI ha affermato: "La storia terrena di Gesù, culminata nel mistero pasquale, è l'inizio di un mondo nuovo, perché ha realmente inaugurato una nuova umanità, capace, sempre e solo con la grazia di Cristo, di operare una "rivoluzione" pacifica. Una rivoluzione non ideologica ma spirituale, non utopistica ma reale, e per questo bisognosa di infinita pazienza, di tempi talora lunghissimi, evitando qualunque scorciatoia e percorrendo la via più difficile: la via della maturazione della responsabilità nelle coscienze". Scritto in Varie Commenti ( 156 ) » (5 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 28Dec 08 Il Papa a palestinesi e israeliani: basta attacchi e rappresaglie Cari amici, oggi Benedetto XVI ha lanciato un appello per il cessate il fuoco a Gaza, per fermare questo Natale macchiato di sangue nella terra dove è nato Gesù. Ecco le sue parole: La Terrasanta, che nei giorni natalizi è al centro dei pensieri e degli affetti dei fedeli di ogni parte del mondo, è nuovamente sconvolta da uno scoppio di inaudita violenza. Sono profondamente addolorato per i morti, i feriti, i danni materiali, le sofferenze e le lacrime delle popolazioni vittime di questo tragico susseguirsi di attacchi e di rappresaglie. La patria terrena di Gesù non può continuare ad essere testimone di tanto spargimento di sangue, che si ripete senza fine! Imploro la fine di quella violenza, che è da condannare in ogni sua manifestazione, e il ripristino della tregua nella striscia di Gaza; chiedo un sussulto di umanità e di saggezza in tutti quelli che hanno responsabilità nella situazione, domando alla comunità internazionale di non lasciare nulla di intentato per aiutare israeliani e palestinesi ad uscire da questo vicolo cieco e a non rassegnarsi come dicevo due giorni fa nel messaggio Urbi et Orbi alla logica perversa dello scontro e della violenza, ma a privilegiare invece la via del dialogo e del negoziato. Affidiamo a Gesù, Principe della Pace, la nostra fervida preghiera per queste intenzioni e a Lui, a Maria e Giuseppe, diciamo: "O famiglia di Nazareth, esperta del soffrire, dona al mondo la pace". Donala oggi soprattutto alla Terrasanta! Scritto in Varie Commenti ( 228 ) » (11 votes, average: 4.27 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico Post precedenti Chi sono Sono Andrea Tornielli, il vaticanista del Giornale, classe 1964, laurea in storia della lingua greca. Sono sposato e ho tre figli. Vivo tra Roma e Milano Tutti gli articoli di Andrea Tornielli su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (302) Ultime discussioni Cherubino: fisiologicamente lo sono già, Gesù era ebreo, quindi da un punto di vista biologico sono già parenti.... Giovanni Mandis: cosa intendi quando dici "(fisiologicamente lo sono già)".? Il dialogo per il... Cherubino: dimenticavo il link. http://www.romacer.org/public/ aefiles/LA%20PREGHIERA%20PE... Cherubino: segnalo l'intervento del rabbino Di Segni sul tema. Nel finale dell'intenso intervento egli... Giovanni Mandis: Bianchi poteva essere più chiaro nel dire che l'esatta e unica traduzione di "perfidis... 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Cinquemila immigratiquasi tutti under quaranta (sezione: Laici e chierici)

( da "Secolo XIX, Il" del 21-01-2009)

Argomenti: Laicita'

Cinquemila immigratiquasi tutti under quaranta i dati della commissioni di studio, mano tesa alle associazioni Il presidente Vignola: rappresentano una risorsa. Savona città sicura Savona. Una città«sicura», nella quale l'immigrazione non rappresenta un problema, ma un'opportunità. Una città nella quale la tradizione civile e i valori di solidarietà e accoglienza, iscritti nel suo Dna, si sono manifestati ancora una volta: nella capacità del suo tessuto sociale di assorbire e fare propri i nuovi e intensi fenomeni migratori del nuovo millennio. Ieri, la fotografia del fenomeno, con numeri, dati e interpretazioni, è stato fornito da Reginaldo Vignola, presidente della commissione consiliare di studio sull'immigrazione, insieme con l'assessore ai servizi sociali Lucia Bacciu e al sindaco Federico Berruti. La relazione è stata presentata alla stampa e, nel pomeriggio, discussa in consiglio comunale. Savona è una città nella quale, accanto agli italiani, convivono altre trenta etnie: in tutto 4.624 persone, tra le quali il 58% è donna (la maggior parte badanti e colf). Di queste, 3.348 hanno meno di 40 anni: un'opportunità per una città che, nella sua componente italiana, continua progressivamente ad invecchiare. Le nazionalità più numerose sono quella albanese (2.041), quelle est-europee (778), le sudamericane (690), le nordafricane (421), le sudasiatiche (250), la cinese (207). Gli studenti stranieri in città sono 750: 77 al nido e alle materne, 294 alle elementari, 248 alle medie e 136 alle superiori, prevalentemente ad indirizzo professionale. Vignola ha tracciato un bilancio della prima fase di lavoro della commissione consiliare che presiede. Un bilancio da quale parte ora il lavoro per la costruzione di una vera e propria Consulta permanente, formata dalle associazioni dei migranti e delle associazioni italiane di sostegno ai migranti. Il lavoro sinora svolto è stato soprattutto di raccolta dati, di informazione alle associazioni, di raccordo tra le varie realtà: ha lavorato con la questura, con i direttori didattici, con le strutture sanitarie. Conclude Vignola: «La commissione non vuole sostituirsi alle varie associazioni italiane alle quali va il merito del lavoro e dell'impegno che continuano a svolgere. Chiediamo loro di aiutarci nell'ambito del nostro ruolo di studio». Infine, con l'assessore Lucia Bacciu, il punto sui due elementi chiave: la questione anagrafica e quella della sicurezza. Il primo: «La nostra città tende ad invecchiare, per di più i nostri giovani si laureano e il 60% va a lavorare altrove. Tra 10-15 anni saranno questi nuovi giovani ad impegnarsi nei lavori professionali, dobbiamo investire nella loro formazione». La sicurezza: «Anche il questore lo ha ribadito: Savona è una città sicura. Il reato più significativo, il furto in appartamento, non è quasi mai opera di migranti. L'unico punto critico è piazza del Popolo. La nostra situazione è molto diversa da quella di Albenga». Grande soddisfazione è espressa anche dal sindaco Federico Berruti: «Sottolineo il fatto che sul tema dell'immigrazione in questa città non c'è scontro ideologico, nonostante il clima delicato in materia che si è creato in Italia». Prosegue il sindaco: «Questo non è un dato scontato, tutt'altro, ma è invece un segno della maturità democratica della città e della maggioranza e della minoranza a Palazzo Sisto». E aggiunge: «A questo contribuisce la commissione consiliare che non è mai diventata un'arena di scontro ed ha aiutato ad evitare che su temi così delicati si inneschino tensioni». Nella sua seconda fase la commissione intensificherà i collegamenti con tutte le associazioni sia cattoliche sia laiche, al cui lavoro non intende sostituirsi: «Per loro - conclude il sindaco - c'è amicizia, collaborazione e apertura. Siamo molto interessati ad affrontare le criticità che ci hanno segnalato. Le incontrerò personalmente». An. Gran. 21/01/2009 ' 21/01/2009 maturitàdemocraticaL'immigrazione a Savona non è motivo di scontro ideologico. Un segno di maturità democratica federico berrutisindaco di Savona 21/01/2009

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preghiere e ruolo pubblico... - gianfranco pasquino (sezione: Laici e chierici)

( da "Repubblica, La" del 21-01-2009)

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Pagina IV - Bologna Preghiere e ruolo pubblico... GIANFRANCO PASQUINO (segue dalla prima di cronaca) Per coerenza, coloro che rivendicano e ottengono il riconoscimento del ruolo pubblico della loro religione, lo dovrebbero concedere anche agli esponenti e ai credenti di tutte le altre religioni. Pertanto, alcune critiche di prelati cattolici alla preghiera pubblica dei mussulmani appaiono decisamente contraddittorie. D´altro canto, anche alcune prese di posizione di non credenti, in particolare di sinistra, favorevoli, senza se e senza ma, a qualsiasi espressione pubblica della religione islamica, appaiono eccessive e gravemente politicizzate. Nei cortei di Roma, Milano e Bologna, non erano in campo esclusivamente le rivendicazioni di un ruolo pubblico dell´Islam. Eravamo di fronte ad un uso politico esplicito, consapevole e deliberato della religione attraverso la preghiera. Tralasciando i problemi di ordine pubblico, che le varie Questure hanno comunque il compito di valutare e di affrontare, quello che analisi semplicistiche hanno perso di vista è che nell´Islam non esiste una chiara e netta distinzione fra la sfera della religione e la sfera della politica. E che alla preghiera viene spessissimo, se non addirittura costantemente, attribuito anche un significato politico. Questa commistione fra religione e politica conduce, lo sappiamo dai giorni di Machiavelli, al fondamentalismo. Se ne può, ovviamente, discutere, anche quando il fondamentalismo lambisce il cattolicesimo. Anzi, se ne deve discutere con l´accresciuta consapevolezza che una rivendicazione aspra e assoluta del ruolo pubblico della religione, conduce inevitabilmente alle esagerazioni fondamentaliste, non ad una società più rispettosa dei diritti di tutti i suoi cittadini che rispettano, non soltanto le religioni e i valori degli altri, ma anche le leggi dello Stato (laico).

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Islam e Vaticano uniti nella lotta. Contro lo yoga (sezione: Laici e chierici)

( da "Secolo XIX, Il" del 21-01-2009)

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Islam e Vaticano uniti nella lotta. Contro lo yoga Ivano Sartori L'intolleranza è contagiosa. Un divieto tira l'altro. Come la pandemia dei polli, la fatwa dello yoga dall'Asia è arrivata nella Città del Vaticano. Emessa dalla Malaysia attecchisce in Indonesia e incrocia i divieti del pontefice romano. Non è collisione ma collusione, forse convergenza parallela: lo yoga nuoce tanto alla salute spirituale del buon musulmano quanto a quella del buon cristiano, perlomeno nella sua versione cattolica. Tutto ha inizio in Malaysia qualche mese fa, quando il Consiglio nazionale delle fatwe proibisce alle donne di adottare comportamenti maschili e portare i pantaloni affinché non siano risucchiate dai gorghi dell'omosessualità. Le interdette protestano timidamente e ubbidiscono moderatamente. Un mese dopo, il veto si abbatte sulla dilagante moda dello yoga. Stavolta insorgono gruppi di difesa dei diritti dell'uomo e degli yogi. A scatenare il putiferio è un docente bigotto dell'Università Kebangsaan Malaysia. Secondo lui i precetti indù e buddisti contenuti nello yoga contrastano con quelli islamici. Segue sentenza. Se, prima di emetterla, gli ulema si fossero presi la briga di visitare i centri yoga di Kuala Lumpur avrebbero visto uomini e donne di elevata condizione sociale assumere la posizione del loto e portarsi le gambe dietro la testa senza salmodiare né pronunciare sconvenienti «om». Né più né meno di tecniche di rilassamento in laiche palestre. Il primo ministro Abdullah Badawi dichiara infatti che, se non si salmodia, la pratica è accettabile. Uno a zero per i sostenitori di uno yoga halal, cioè lecito, che non metta in imbarazzo i fedeli più osservanti. Le cose si complicano quando lo yoga traversa lo stretto di Malacca, approda a Giacarta e si estende in Indonesia, Paese che, con 240 milioni di abitanti di cui l'85 per cento musulmani, ospita la più forte concentrazione islamica del mondo. Anche qui il Consiglio nazionale delle fatwe è risoluto: sempre per quel suo odore di induismo, lo yoga è haram (proibito). Un Paese tradizionalmente aperto e di solida tradizione tollerante è messo a dura prova dagli intransigenti difensori dell'islam più radicale, da anni impegnati in una guerra contro la corruzione occidentale. Dalla pornografia propriamente detta al bikini in spiaggia fino ai concorsi di bellezza, sono legnate, arresti e condanne fino a dieci anni per chi si macchia di tali reati. Molte province a maggioranza cristiana o induista si sollevano. Il governatore di Bali fa sapere che si rifiuta di applicare le drastiche misure sulla sua isola. C'è di mezzo il turismo. Lo scrittore Goenawan Mohamed, uno degli artefici della caduta di Suharto nel 1998, non si fa impressionare dall'escalation dei fondamentalisti. «L'islam conservatore, o piuttosto settario, è in crescita, ma anche l'islam liberale. È troppo presto per dire chi la spunterà». Ne ha però un'idea Guntur Romli, bastonato nel giugno scorso dagli scagnozzi del Fronte nazionale che gli hanno fracassato il naso e messo fuori uso un occhio: «Il problema dell'islam liberale, è che la maggioranza silenziosa resta silenziosa». Anis Matta, l'affabile leader del Pks, il partito della giustizia e della prosperità, una formazione islamica radicale, titolare di tre mogli, tra cui una giovane ungherese convertita, alle quali non permette di stringere le mani agli uomini, mentre lui si prende questa libertà con quelle scostumate delle occidentali, spiega che il problema dell'Indonesia è«l'esplosione della democrazia», che ha concesso «troppa libertà ai media», soprattutto alla televisione, la quale se ne serve «per diffondere la pornografia». Mentre nell'Asia profonda si vuole ricondurre gli indisciplinati indonesiani e malesi nel solco della vera fede a suon di minacciosi divieti e sonore randellate, a Roma si preferisce il più felpato guanto di velluto. È di pochi giorni fa l'ennesima manifestazione di insofferenza di papa Benedetto XVI per il sincretismo tra spiritualità cristiana e meditazione orientale che affascina molti religiosi e penetra in monasteri e conventi, parrocchie e comunità. Già vent'anni fa, quando era ancora prefetto della Congregazione per la dottrina della fede (l'ex Sant'Uffizio), il cardinale Ratzinger aveva dato ordine perentorio a religiosi e suore di smetterla di pregare come santoni indù o come monaci tibetani. Il fine della meditazione, anche la più mistica, non è annullarsi nel nirvana o farsi assorbire dal divino. Il cristiano deve starsene con i piedi ben saldi sulla terra, anche se guarda al cielo. In altre parole: non pretendete di mettervi in contatto direttamente con Dio senza passare da quel centralino di smistamento che è la Chiesa. Il cristiano non può pretendere di ricevere da solo l'illuminazione di Dio come un san Giovanni della Croce o una santa Teresa d'Avila. «Lo yoga è ginnastica, non preghiera», tagliò corto Ratzinger che temeva sbandate new-age. In tutti questi anni sono sopravvissute sacche di resistenza al divieto prima dottrinale e poi papale. Padre Davide Magni del Centro San Fedele di Milano, dove si tiene anche un corso di tai-chi, ha pubblicato un articolo su Popoli, rivista dei gesuiti, che sa di provocazione: «Esiste uno yoga cristiano? Ovviamente no, sarebbe come dire che esiste un football cristiano solo perché in ogni oratorio c'è un campo di calcio. Ma certo esiste uno yoga per cristiani». È una distinzione, molto gesuitica, che sembra tagliare la testa al toro accontentando tutti. Sempre che la paura della Chiesa non sia di natura teologica bensì di gestione delle anime. «Se tutti riuscissero a trovare la via per l'unione con l'Assoluto, ai mediatori terreni resterebbe poco da fare», dice Cristina Nobile dell'Himalayan Yoga Institute di Firenze. Una sortita che rasenta l'eresia. È scontro di piazza tra Islam liberale e islam integralista in Oriente. È lotta di corridoio e di dottrina tra cattolicesimo postconciliare e ritorno alla tradizione nell'ombelico del cattolicesimo romano. Se le pratiche dello yoga non sono state ancora messe fuorilegge è grazie a un libro, Yoga per i cristiani, del monaco francese Jean-Marie Déchanet, scritto in quell'epoca preconciliare tanto cara a papa Ratzinger e munito dell'imprimatur pontificio rilasciato nel 1956. Fino a quando quel testo non sarà messo all'Indice, suore e monaci, sacerdoti e laici devoti potranno pregare assumendo le posizioni che «possono costituire un mezzo adatto per aiutare l'orante a stare davanti a Dio interiormente disteso». E queste sono parole del documento vaticano Orationis formas. Scritto proprio dal cardinale Ratzinger nel 1989, all'alba della pandemia asiatica. Ivano Sartori è giornalista. 21/01/2009

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E nel Pd si litiga sulla legge <Siamo ostaggio dei teodem> (sezione: Laici e chierici)

( da "Riformista, Il" del 21-01-2009)

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fine vita/2 non c'è accordo in vista del dibattito parlamentare sul testamento biologico E nel Pd si litiga sulla legge «Siamo ostaggio dei teodem» RETROSCENA. Alla riunione dei parlamentari democrat gli ex Ppi fanno sponda a Binetti e si decide di non votare nulla. Furibondi Marino e l'ala laica. Franceschini: «Non è su questi temi che si costruisce l'identità del partito». di Tommaso Labate Moltiplicando «una sponda dei popolari ai teodem» a «un asse tra i radicali ed ex ds» il prodotto non cambia: sui temi etici le fratture interne al Pd rimangono quelle di sempre. Con una differenza, una sola, rispetto al passato: stavolta, per la precisione sul «testamento biologico», i parlamentari del Pd evitano la conta. E, di conseguenza, lo scontro. Succede alla riunione di ieri, convocata per decidere la linea del partito sull'atteggiamento da tenere quando inizieranno i passaggi parlamentari sul dossier etico. Nel vertice, però, si decide di non votare. E, quindi, di non decidere. È Dario Franceschini a fermare la giostra: «Non è su questi temi che si costruisce l'identità del Pd». Ma la giostra, finita la riunione, ricomincia a girare. «La posizione del Pd è minoritaria nel paese. Sono sorpresa dal desiderio di minimizzare le differenze. Ho sentito della Finocchiaro che parla di un accordo raggiunto al 99%...», incalza la teodem Binetti. «Il Pd è ricattato dai teodem», risponde la radicale (eletta col Pd) Coscioni. Ignazio Marino, medico di fama internazionale, è furibondo coi suoi colleghi e sceglie una citazione evangelica: «Serviva un voto: un sì o un no, tutto il resto è del diavolo». E Marina Sereni, che era stata incaricata di redigere un testo di mediazione (poi fallita), scuote la testa: «Il Pd sarà utile solo se contribuirà a una legge umana, non se ognuno continuerà ad agitare la propria bandiera». Parole al vento. Con buona pace di chi, come il deputato Di Giovan Paolo (area Franceschini), insiste nel dire che il Pd ha individuato «una soluzione che evita atteggiamenti estremistici» e, quindi, «alta». Questo, però, è successo alla fine della riunione. Cos'è accaduto, invece, all'interno? Umberto Veronesi ha provato a dirlo in tutti i modi: «Per la mia esperienza di medico - ha scandito l'oncologo - posso citare i casi dei Testimoni di Geova e di molti anziani cattolici. Una cosa dobbiamo averla chiara tutti: il rispetto della volontà e dell'autonomia della persona è decisivo». Emma Bonino e Barbara Pollastrini l'hanno detto praticamente all'unisono: «Questa nostra discussione - è stato l'appello di entrambe le ex ministre - deve sfociare in un punto d'arrivo. Non possiamo restare in mezzo al guado come sempre». Ignazio Marino quasi si spazientisce: «Se c'è un consiglio di amministrazione si vota. Gli azionisti del Pd sono gli elettori e hanno diritto di sapere quanto si impegna il Pd su questo tema». È un braccio di ferro. Il "solito" braccio di ferro. Ma questa volta gli eredi della tradizione del cattolicesimo popolare - da Bindi a Castagnetti, passando per Fioroni - stanno coi teodem. «Interrompere idratazione e nutrizione come volete fare voi significa di fatto introdurre l'eutanasia per fame e sete. Noi siamo contrari», spiega agli ex ds Paola Binetti. Che evoca scenari simili a quelli che nel 2004 produssero la legge 40 («Io sono d'accordo con Buttiglione, ho firmato la sua proposta di legge») e incassa la sponda dei popolari: «Sono grata a Rosy Bindi. Quanto a Fioroni, mi ha detto che è d'accordo con noi». La Bindi, da parte sua, dice: «Il Pd presenterà una proposta di legge tenendo conto dell'orientamento prevalente e lasciando ai singoli la libertà di votare secondo coscienza». Orientamento prevalente? «È importante che su temi come questo un partito non sia costretto a votare a maggioranza», sostiene l'ex leader del Ppi Pierluigi Castagnetti. «Non c'è mediazione che tenga tra chi dice che la vita gli appartiene e chi, come me, persa che si deve fare tutto il possibile per garantirla», è la sintesi più efficace. Per la cronaca la firma il popolare Lino Duilio. Il documento di mediazione fallisce. Tutto si infrange sulla linea del vertice. «Non è su questi temi che si costruisce l'identità del Pd», mette a verbale Franceschini. «Una posizione pilatesca», lo accusano i Radicali, dando voce a molti ex ds. «Se una posizione non è come la vogliono i radicali, allora è pilatesca. Se è così, allora, pilatesca sia», risponde il vicesegretario. La vita del Pd va avanti. Tra un documento teodem, in cui si sottolinea che «resta il rischio eutanasia». E la controrisposta degli ulivisti, che propongono che la figura di un fiduciario entri nella legge sul testamento biologico. Ma quale legge? 21/01/2009

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Il Piemonte si offre per Eluana Il cardinale Poletto: è eutanasia (sezione: Laici e chierici)

( da "Corriere della Sera" del 21-01-2009)

Argomenti: Laicita'

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Cronache - data: 2009-01-21 num: - pag: 22 categoria: REDAZIONALE Etica e diritti Papà Beppino: grazie al presidente della Regione, ha colto il nostro dramma Il Piemonte si offre per Eluana Il cardinale Poletto: è eutanasia La Bresso: pronti gli ospedali. Pd diviso, Chiamparino con lei Il sindaco di Torino: va rispettata una sentenza passata in giudicato Ghigo (Fi-Pdl): no alle strumentalizzazioni MILANO — La notizia sarebbe che il Piemonte è pronto a rispettare la legge. «Non ci è stato chiesto niente e non ci offriamo, perché non è un'asta. Ma siamo disposti ad accogliere Eluana Englaro: in strutture pubbliche, perché le private sono sotto scacco del ministro» dice Mercedes Bresso, presidente del Piemonte. Già a novembre aveva preso una posizione simile. «Non ebbe seguito — spiega — perché pareva che la famiglia avesse scelto il Friuli». Poi aggiunge: «è giusto preoccuparsi che non si uccidano le persone che "non servono più". Ma qui c'è una decisione della magistratura, che ha valutato l'intera situazione». Le sue parole scatenano l'ennesima polemica. Insorgono i politici del Pdl, si divide il centrosinistra a Roma e in Piemonte. Interviene l'arcivescovo di Torino. Vari esponenti del centrodestra sparano ad alzo zero: «C'è una gara tra Presidenti di Regioni di sinistra per uccidere Eluana sul proprio territorio». Il cardinale Severino Poletto scrive che «garantire alimentazione e idratazione a una persona malata anche in condizioni gravi come Eluana Englaro non è accanimento terapeutico, perché non sono cure mediche. Toglierle cibo e bevanda è eutanasia ». è la stessa parola usata da parlamentari del Pd di area Margherita, come Luigi Bobba e Marco Calgaro: «Eluana è in stato di coma vigile, situazione in cui si conservano il ritmo sonno- veglia, la maggior parte dei riflessi, e si respira da soli. Non è un fine vita: sospendere l'alimentazione sarebbe eutanasia ». E i membri cattolici del Pd piemontese spiegano: «Su questo tema è evidente il ritardo della politica. Non ci convincono né la sentenza della Consulta in assenza di una legge, né le indicazioni di Sacconi. Serve una legge: intanto è meglio non decidere sula vita di Eluana ». Ma la Bresso non ci sta: «Qui non c'è nessuna decisione politica da prendere. Si tratta di seguire la legge. La storia di Eluana è questione non più sopportabile in un Paese civile. Ciascuno è libero di avere un'opinione etica o religiosa su ogni tema, ma c'è un'etica civile e laica che impone il rispetto delle persone e alla quale voglio attenermi. Viviamo in un Paese in cui non si rispetta più neppure una sentenza di Cassazione e tutto è lotta politica». Beppino Englaro, padre di Eluana, ringrazia: «Parole limpide e precise: ha colto la natura del nostro dramma. Valutiamo la disponibilità. Stiamo studiando, come sempre, il modo di procedere nel solco di legalità e diritto». Il sindaco di Torino Sergio Chiamparino è convinto «che vada rispettata la volontà di Englaro, oltre che una sentenza passata in giudicato: a quel punto che sia in Piemonte o Emilia non fa differenza». Enzo Ghigo, coordinatore piemontese di Fi-Pdl, attacca: «è l'ennesima strumentalizzazione da parte di una regione governata dalla sinistra che cerca di trasgredire agli indirizzi del ministro della Sanità». Ma Amedeo Santosuosso, docente di Diritto e scienze della vita all'università di Pavia, non è d'accordo: «L'atto di indirizzo di Sacconi è giuridicamente irrilevante e non può modificare i poteri e i doveri stabiliti dalla legge per le Regioni, come quello di garantire il diritto alla salute. La Cassazione ha deciso che per Eluana ora consiste nella sospensione di nutrizione e idratazione. Il ministro va contro Corte d'Appello, Cassazione, Consulta e Corte europea per i diritti umani. Con quei pronunciamenti è finita la fase in cui del caso Englaro si è discusso in termini alti. Da allora è diventata una battaglia di potere». Mario Porqueddu

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Pd, ora è il tempo di affrontare le questioni irrisolte (sezione: Laici e chierici)

( da "EUROPA ON-LINE" del 22-01-2009)

Argomenti: Laicita'

Pd, ora è il tempo di affrontare le questioni irrisolte ENRICO FARINONE È un momento difficile per il Pd. L?orizzonte pare davvero cupo. Sondaggi preoccupanti, divisioni interne esplicite, rancori latenti e quant?altro ha caratterizzato le ultime settimane destando sconcerto presso elettori e attivisti induce a previsioni nefaste. Per molti è ormai prossima l?implosione. Il segretario Veltroni ha dovuto chiedere una pausa nello scontro interno almeno fino a giugno, alle elezioni europee. Ma non ha avuto molto successo e la stessa richiesta è parsa ai più un segno di debolezza. In questo contesto considerazioni come quelle formulate dal presidente della Provincia di Trento nonchè da molti commentatori politici e osservatori esterni non sono affatto peregrine e impongono non solo una profonda riflessione bensì scelte ponderate bene ma poi adottate con decisione. Bisogna cioè affrontare, senza paure, senza ritrosie, senza infingimenti, senza ipocrisie, i nodi veri. Quelli che per troppa fretta, penso, non abbiamo volutamente aggredire nei concitati mesi di gestazione del nuovo partito. È ora il tempo dello spessore dell?analisi e della durezza del confronto, se si vuole trovare la sintesi migliore, la mediazione più alta, l?avvio del giusto ?amalgama?. È questo il tempo nel quale l?evanescenza di quello che per un certo periodo è stato definito il ?partito liquido? che fluiva dall?open space del loft, il partito dell?immagine, mostra in pieno non solo la sua inconsistenza ma più ancora la sua insopportabilità. Il Partito democratico deve esibire una propria identità. Plurale, come abbiamo sempre detto, ma un?identità. Non può sopravvivere nella indeterminatezza. Alcuni temi prima e più di altri ci costringono ad affrontare l?esame, questo esame vitale per il futuro del Pd. Quelli attinenti alla biopolitica. Per i quali varrà comunque la libertà di coscienza. Per tutti, laici non credenti e laici credenti. Ma lo ?spirito?, il ?clima? che deve pervadere il partito non può essere di ?sopportazione? degli uni nei confronti degli altri, e in modo particolare da parte di chi è maggioritario nei confronti di chi è minoritario nel partito ma co-fondatore del partito stesso. Per essere chiari: i cattolici nel Pd sono co-essenziali, non residuali. Quelli attinenti alla politica. La questione della collocazione europea non è un problema per soli specialisti. Alla lunga interpellerà gli elettori. Non è quindi un pretesto. Un conto del resto è un?alleanza col gruppo Pse fatta al Parlamento europeo da un gruppo autonomo del Pd, un?altra è una federazione col gruppo Pse, una ancora diversa è la sostanziale integrazione nel gruppo Pse. È un esame fondamentale. Cartina di tornasole della volontà d?essere reale elemento di novità, che non nega anzi valorizza le tradizioni politiche e culturali fondative ma che sa andare oltre, nella realizzazione, appunto, dell?amalgama che costituirà il conclusivo riferimento identitario del partito. I problemi relativi alla forma-partito. Il Pd l?abbiamo chiamato ?Pd?, non ?i democratici?. Con tutto il rispetto per la formazione politica che aveva quel nome, la differenza non è solo lessicale ed è ben chiara. Un partito ha un nucleo vitale, minore quantitativamente perché la categoria dell?impegno nel sociale e nel politico contraddistingue comunque una minoranza di cittadini, di appassionati ? quelli che con antico ma nobile termine si chiamano ?militanti? ? che devono contare di più nel partito perché per il partito lavorano continuativamente nel tempo. Non si limitano cioè a partecipare ai soli ?momenti forti?. Il loro lavoro distingue i partiti popolari classici dai partiti comitati- elettorali. Chi pensa che i militanti siano patetici, e che gli iscritti siano tutti marionette nelle mani di ?cacicchi? locali o aspiranti tali ha in mente un modello di partito non strutturato, probabilmente legato al leader del momento ed esposto agli umori elettorali più che ancorato ad un bagaglio valoriale e quindi permanente oltre che naturaliter attento alle attese e ai problemi dei cittadini. Ci vuole chiarezza sul punto. Le primarie vanno bene ma non sempre. Ma non per tutto. Gli iscritti vanno motivati, non mortificati. Si dirà: il partito moderno è il partito del leader. Bene: c?è il partito di Berlusconi, c?è quello di Di Pietro. Sono questi i modelli del Pd? È per fare un partito così che Dl e Ds si sono sciolti? Si dirà: ma in America non è così. A parte il fatto che qui siamo in Europa, chi conosce bene il Partito democratico statunitense sa bene che il leader è ora Obama, ma pure che il presidente da ieri fa un altro mestiere e il Partito democratico continua ad esistere, con una sua struttura operativa in tutti gli Stati. Quindi c?è il leader, Obama, e anche il partito che lo sostiene e che dovrà affrontare le competizioni elettorali locali, statali, federali. Un?altra questione rilevante è quella del rinnovamento. Che non può essere il nuovismo, per cui si cooptano volti nuovi e giovani provenienti per la verità più dalle burocrazie di partito che dal mondo giovanile esterno o più o meno autorevoli rappresentanti della ?società civile?e li si antepone a esponenti meno giovani che spesso hanno il solo torto d?essere stati attivisti e/o dirigenti di precedenti formazioni politiche. Generando in questi ultimi una sensazione sgradevole di compatimento e di scarso rispetto per storie che in molti casi sono degne non solo politicamente bensì soprattutto professionalmente. Il rinnovamento non è una lista di proscrizione. In un partito ci si deve sentire a casa propria, e non al contrario tollerati o peggio mal sopportati. Il rinnovamento vero è un processo che conduce un partito ad aprirsi alla società garantendo a sue espressioni significative l?opportunità di farsi apprezzare anche in politica, divenendo così, per merito e per impegno, un possibile e auspicabile ricambio. Questi nodi ora vanno sciolti. Senza ambiguità. Solo così si darà futuro e certezza di cammino al Pd. Chi crede a questo grande progetto ha il dovere di assumersi questo compito. Non facile. Del resto, alla fine, uno vuol sapere in quale partito è, nel profondo. E per quale partito vota, almeno nelle linee identitarie e identificative essenziali. Solo così ci mette passione. Nel farlo vivere tutti i giorni, il militante. Nel fargli propaganda elettorale, il simpatizzante elettore. È una sfida ardua, per tutti. Richiede generosità e acume. Ma va raccolta oggi, domani è già tardi.

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Bioetica, i dem trovano una posizione. Prevalente (sezione: Laici e chierici)

( da "EUROPA ON-LINE" del 22-01-2009)

Argomenti: Laicita'

Bioetica, i dem trovano una posizione. Prevalente Probabilmente però la linea non sarà sancita da un voto dei gruppi FABRIZIA BAGOZZI Alla fine sul testamento biologico il Pd non arriva alla quadratura del cerchio ? l?unità ? ma trova una posizione prevalente in cui si possono riconoscere non tutti, ma molto più della maggioranza del partito. È questo il dato politico che emerge dalla conclusione del seminario dei gruppi dem di camera e senato che si è svolta ieri a San Macuto. Il partito ha tentato la sintesi e nel farlo ha messo in campo un lavoro politico per avvicinare quelli che nel dibattito Bersani ha definito «due umanesimi». Che sul tema sono arrivati a un importante livello di convergenza sancito dal testo proposto da Marina Sereni e, per usare le parole di un cattolico come Pierluigi Castagnetti, «a un punto massimo di mediazione politica» su un tema che divide, e tanto, non solo i democratici ma anche il Pdl. Anche se su idratazione e nutrizione artificiale, il punto più controverso, rimangono margini di disaccordo che riguardano non solo gli ex teodem, Paola Binetti in testa, ma anche Andrea Sarubbi, Marco Calgaro, Emanuela Baio e alla fine una parte della galassia cattolica del Pd. E lo stesso Castagnetti riconosce che «più di così non si poteva fare», spiega che sul punto (il testo dice che alimentazione e idratazione sono un atto medico ma non terapie e vanno garantite sempre a meno che non sia esplicitamente detto il contrario nella dichiarazione anticipata di trattamento) anche lui ravvisa dei «limiti ». In particolare per quanto riguarda «il riconoscimento del diritto soggettivo di una persona a scegliere», anche se la formulazione Sereni «riconosce che le due cose non configurano accanimento terapeutico», un segno del lavoro di avvicinamento che è stato fatto. Dalla parte opposta i radicali che, partendo dalla massima libertà di scelta, avevano trovato un punto di mediazione nel ddl Marino e che hanno annunciato emendamenti sul punto controverso. Ieri hanno chiesto a gran voce che il seminario si chiudesse con un voto di linea (e così non è andata ? anche perché la sede era impropria ? una decisione che hanno definito «pilatesca») o, in alternativa, che i gruppi di camera e senato votassero separatamente. Posizione quest?ultima radicalmente diversa rispetto a quella di Rosy Bindi («il Pd ha sperimentato un modo corretto di procedere su un terreno difficile») che invece ha chiesto di non votare neppure nei gruppi parlamentari, per «uscire dalla logica della conta interna» su materie come queste e dall?idea della contrapposizione fra chi è meno laico e chi lo è di più fra i democratici: «Il rispetto del pluralismo non impedisce l?assunzione di responsabilità e non può essere vissuto come lesa maestà». Un?opzione di metodo condivisa anche da Castagnetti: «Su questi temi un partito non dovrebbe essere costretto a votare a maggioranza, ma adotta una posizione prevalente rispettando la dignità delle altre posizioni». Se ci sarà un voto nei gruppi, o per lo meno in quello del senato ? che martedì si appresta ad affrontare in commissione la discussione sul testamento biologico e dove la posizione prevalente dovrebbe tramutarsi in un pacchetto di emendamenti ? si saprà presto. Il vicesegretario del Pd Dario Franceschini ha lasciato capire che si può anche non votare: «Il momento dei voti verrà nel corso del dibattito parlamentare». Ed è più che probabile che finisca in questo modo. Anche se Ignazio Marino avrebbe preferito (e preferirebbe) votare. E così anche Barbara Pollastrini e l?ala ?laica? dei democratici. Spiega comunque Paola Concia: «La gente si aspetta da noi una posizione prevalente e noi ci siamo arrivati. Se c?è un dissenso contenuto, è accettabile. Hillary Clinton era per il matrimonio gay, Obama no, ma il partito democratico americano non è saltato per questo». E il cattolico Bosone, membro del comitato ristretto: «Siamo riusciti a trovare una mediazione. Resta, comunque, la libertà di voto per i singoli che potranno decidere in coscienza». Marina Sereni mette in guardia: «Il Pd sarà utile se contribuirà a una legge umana, non se ognuno continua ad agitare la sua bandiera».

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Eluana, cattolici in rivolta "Bresso perde i nostri voti" (sezione: Laici e chierici)

( da "Stampa, La" del 22-01-2009)

Argomenti: Laicita'

Retroscena Le ricadute sulla coalizione di centrosinistra Eluana, cattolici in rivolta "Bresso perde i nostri voti" BEPPE MINELLO A una campionessa del laicismo qual è Mercedes Bresso è riuscito un miracolo: compattare il litigioso mondo cattolico del centrosinistra. Tutti insieme - «Tranne i cattocomunisti che vengono da un'altra tradizione» commenta malizioso l'ultras ciellino Giampiero Leo - contestano la sua decisione di mettere a disposizione della famiglia Englaro le strutture sanitarie del Piemonte per poter dare corso alla sentenza della Cassazione su Eluana, in coma da 17 anni. Con la sua decisione la zarina è riuscita a comporre un tris d'assi che manda in sollucchero i laici («Bresso, un orgoglio di presidente» esultava l'altroieri Luca Robotti di Unire la Sinistra) e nella disperazione i cattolici democratici in tutte le loro declinazioni, dai duri e puri ex-teodem come Bobba e Calgaro ai più, diciamo, tranquilli Merlo e Lepri che si rifanno alla vecchia (vecchia?) corrente «Per il domani» nella quale era compreso il segretario regionale del Pd, Gianfranco Morgando, per ora muto sulla vicenda. Dicevamo tris perché la sortita di Bresso sul caso Englaro, segue la considerazione «Meglio valdese che cattolica» (la pastora Bonafede ha espresso ieri stima per la decisione di Bresso) e l'ardito paragone tra il gay pride e la processione della Consolata. Che poi non era proprio così, ma conta come l'hanno vissuta i cattolici. «Nel 2005 - mugugnano - ha vinto grazie a noi che l'abbiamo fatta votare. Ma sarà sempre più difficile che ciò si ripeta». La vicenda Englaro, inoltre, è arrivata pochi giorni dopo la tirata d'orecchi del cardinale Poletto ai politici accorsi ad ascoltarlo nel tradizionale appuntamento annuale. A Pianezza, Poletto li aveva sgridati: «Non riuscite a farvi sentire. Soffrite di raucedine». A farsi sentire su cosa? Su argomenti fondamentali come vita, famiglia e istruzione, argomenti sui quali non possono - per la Chiesa - esserci diverse sensibilità. Insomma, schieratevi con chi volete - è il messaggio - ma non dimenticate chi siete. «Com'è accaduto sulla legge sul buono scuola modificato in Regione grazie ai cattolici dei due schieramenti» gongola Leo. E ieri, firmato dai consiglieri comunali, regionali e provinciali cattolici, di tutte le aree (Per il domani, Piemonteuropa e teodem) compresi gli onorevoli Calgaro, Bobba e Merlo, è stato diffuso un documento con il quale prendono le distanze dalla scelta: «C'è bisogno che legiferi il Parlamento - dicono - nel frattempo meglio non decidere sulla vita di Eluana». Documento al quale se n'è contrapposto un altro con altrettante, numerose, firme della componente ex-ds del Pd guidati da Marcenaro, Magda Negri, Anna Rossomando: «Bresso vai avanti, la base è con te». Della segreteria regionale Pd, si espone Federico Fornaro e pure il sindaco Chiamparino ha ritenuto di ricordare che condivide la scelta di Bresso. Ma l'esultanza è soprattutto a sinistra e dei radicali, ai quali si accoda il consigliere dei Moderati, il pediatra Carlo Zanolini, volontario per dare corso alla decisione di Bresso. Nel panorama delle reazioni, è compatto il centrodestra nel condannare la scelta di Bresso. A cominciare da Ghiglia e Ravello di An che propongono ordini del giorno con il quale tutte le città si dichiarino «indisponibili ad accogliere la giovane Eluana». Una proposta subito condivisa da Nadia Loiaconi (FI), Calligaro (Lega) e Puglisi (An) in Provincia. www.lastampa.it Siete d'accordo con la decisione della presidente Bresso?

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Bagnasco "apre"la porta alla moschea (sezione: Laici e chierici)

( da "Secolo XIX, Il" del 22-01-2009)

Argomenti: Laicita'

Bagnasco "apre"la porta alla moschea incontro a tursi Il sindaco Vincenzi: «Un punto di contatto può essere raggiunto» LA CURIA di Genova apre (cautamente) al piano per la moschea portato avanti dal Comune e presentato ieri al cardinale Angelo Bagnasco, in gran segreto, dal sindaco Marta Vincenzi. Con indicazioni precise di luoghi, tempi, modalità della costruzione. E il patriarca di Venezia Angelo Scola rilancia, con un intervento preparato per un incontro con i genovesi in cattedrale, anticipato ieri sull'edizione online dell'Osservatore Romano. «La città di Genova e quella di Venezia possono svolgere un ruolo fondamentale - scrive le loro storie sono segnate dall'incontro con l'oriente e con il mondo islamico». In passato, continua, l'incontro riguardava un'élite e non la stragrande maggioranza della popolazione, oggi chiunque può incontrare chiunque senza filtri. «E questo è potenzialmente un bene perché libera forze impensate, aprendo al contatto con realtà che finora sono vissute ignorandosi a vicenda». È un clamoroso messaggio di benvenuto che la Chiesa potesse inviare al mondo islamico. Sorride il cardinale Bagnasco, a Palazzo Tursi. ufficialmente, solo per un tardivo scambio di auguri natalizi. In realtà soprattutto per mettere l'ultimo tassello a un mosaico che si va componendo da mesi. E sorride il sindaco. Sintonia sulla creazione di un centro religioso islamico? «Sintonia è una parola grossa - commenta a botta calda Marta Vincenzi - ma credo che un punto di contatto possa essere raggiunto. I colloqui con il cardinale sono stati continui, in questi mesi. E ho sempre trovato grande apertura e disponibilità al dialogo su ogni argomento». È la cronaca di una lunga giornata di confronto. Marta Vincenzi, accogliendo il suo ospite porporato a Palazzo Tursi, non può attendersi un sì esplicito ai progetti dell'amministrazione comunale. Ma spera almeno che la Curia non frapponga ostacoli. Così, prima della cerimonia pubblica (alla presenza dei componenti della giunta e dei capigruppo), la porta dell'ufficio del sindaco si chiude. E il cardinale e il primo cittadino restano mezz'ora faccia a faccia. Non è solo uno scambio di convenevoli: l'incontro arriva dopo lunghi giorni fatti di schermaglie diplomatiche e messaggi in bottiglia lanciati in un mare agitato da tante tensioni: il Gay pride che si avvicina, l'Islam alla porta, i bus atei che sembravano dover percorrere la città del presidente della Cei. «Ho chiesto al cardinale - racconta Marta Vincenzi - la collaborazione della Curia per affrontare, per tempo, l'emergenza freddo che arriverà alla fine del 2009, quando l'intervento programmato per la ristrutturazione del Massoero ci costringerà a ridurre il numero di posti letto per i senzatetto». C'è tutto questo, nel colloquio a porte chiuse. Ma c'è soprattutto, per la prima volta, la presentazione al porporato del progetto dettagliato della moschea. E il cardinale Angelo Bagnasco esce, dopo mezz'ora di confronto, con il volto disteso. Le sue parole sono segnali di pace e invitano all'ottimismo, pur senza uscire dai canoni della formalità. «Sono qui per testimoniare la mia stima e la mia vicinanza alle istituzioni che hanno un compito delicato e impegnativo - scandisce - soprattutto in un momento di crisi economica come questo. Invito quindi tutti i rappresentanti dell'amministrazione comunale a lavorare con passione, ispirati dal senso del dovere e dal grande amore che Genova merita». E poi, guardando ai problemi sul tappeto: «L'illustre storia della città non è confinata al passato, anzi germoglia in ciò che si fa nel presente. Stringendoci gli uni agli altri, Genova può uscire dalle difficoltà che stiamo affrontando». La giornata del cardinale tra le istituzioni laiche genovesi termina qui. Ma è dall'altare della cattedrale di San Lorenzo che mette in chiaro la sua posizione, celebrando la messa per il corpo della polizia municipale nel giorno del patrono, San Sebastiano. Non è un'omelia scritta, come avviene invece, abitualmente, nelle cerimonie ufficiali e solenni. Dopo il Vangelo, il cardinale si sposta davanti alla platea. «La nostra fede ci chiede di testimoniare - dice - in famiglia, coi colleghi di lavoro, nel tempo libero, senza tentennamenti e vergogna. Con fierezza. Fieri della storia cristiana che ha permeato le origini della nostra città, del nostro Paese e, checché se ne dica, dell'Europa intera. Non dobbiamo rinnegare le nostre radici cristiane». Ma non è un inno all'integralismo cattolico, semmai un invito a non confondere il dialogo tra le persone e la confusione dei principi religiosi, nel solco di Papa Ratzinger. «Essere fieri della nostra fede non significa contrapporsi - continua il cardinale Bagnasco - non significa escludere nessuno. Partire da basi è solide e da una chiara identità, però, è la via necessaria per dialogare in modo fecondo con altri popoli, altre culture, altre religioni». Bruno Viani viani@ilsecoloxix,it 22/01/2009 la seconda area l'offerta dei frati 22/01/2009 la commenda centro culturale 22/01/2009 gay pride il patrocinio 22/01/2009 La prima ipotesi per la moschea è l'ex capannone industriale di via Coronata 2 acquistato dalla comunità islamica. Ma i parroci e i residenti si ribellano, imponendo uno stop 22/01/2009 Il "Sorriso francescano"è disposto a concedere un terreno, accanto alla chiesa dei frati, permutandolo con l'edificio di via Coronata. Ipotesi scartata per motivi di viabilità del quartiere 22/01/2009 Il Comune propone di creare alla Commenda un centro multireligioso e la Curia non si oppone, malgrado voci laiche di contestazione. Ma la comunità islamica precisa: non è la moschea 22/01/2009 Il destino della moschea si incrocia con quello del gay pride, per il quale anche la laica Provincia fa un passo indietro: patrocinio alle manifestazioni culturali sì, ma non alla parata finale 22/01/2009

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Un dialogopartitoda lontano (sezione: Laici e chierici)

( da "Secolo XIX, Il" del 22-01-2009)

Argomenti: Laicita'

Un dialogopartitoda lontano l'analisi nIL CONFRONTO tra la Chiesa e il mondo laico è fatto di convergenze su azioni concrete ma anche azioni diplomatiche a tutti i livelli. E il colloquio tra il sindaco Marta Vincenzi e l'arcivescovo Angelo Bagnasco, malgrado fosse presentato sotto l'improbabile formula di "scambio di auguri natalizi", è il punto di arrivo di un percorso iniziato da mesi. Non è casuale che, proprio alla vigilia dell'incontro, il Comune abbia ribadito l'impossibilità organizzativa - sancita da un parere del corpo di polizia municipale - di avere nella stessa data Corpus domini e Gay Pride, come avrebbe voluto Riccardo Gottardi, segretario nazionale Arcigay. Quel "no" era un segnale preciso. Come dire: se il Comune è aperto ad accogliere la richiesta dei cattolici che si sarebbero ritenuti offesi da una sfilata (tradizionalmente venata di toni anticlericali) nel giorno della processione solenne del Corpus Domini, la Curia deve mostrare uguale sensibilità nell'accogliere le istanze di un'altra comunità religiosa. Ovvero, quella islamica che chiede un luogo di culto. Il sindaco Marta Vincenzi aveva già strappato al cardinale Bagnasco un silenzio-assenso sul centro interreligioso alla Commenda di Pré. Ora ha alzato la posta. E chiede (a nome della comunità islamica, composta da futuri potenziali elettori) un nuovo "nulla osta". B. V. 22/01/2009

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bresso: "assicuro riserbo assoluto sull'ultima destinazione di eluana" - sara strippoli (sezione: Laici e chierici)

( da "Repubblica, La" del 22-01-2009)

Argomenti: Laicita'

Pagina II - Torino Bresso: "Assicuro riserbo assoluto sull´ultima destinazione di Eluana" Scoppia il caso politico, centrodestra alla carica Si apre il dibattito negli ospedali: Molinette disponibile come il Maggiore di Novara Da Asti arriva il no SARA STRIPPOLI «La famiglia di Eluana può decidere se rivolgersi direttamente ad un ospedale o a dei medici. La loro scelta comunque sarebbe coperta da totale riserbo». Il giorno successivo alla mano tesa dal Piemonte alla famiglia Englaro, con un dibattito rimbalzato in tutto il Paese, Mercedes Bresso chiarisce che il Piemonte non intende influenzare la scelta della famiglia Englaro sulla struttura che potrebbe ospitare Eluana ma «semmai aiutarla ad individuare quella più idonea». L´assessore alla sanità Eleonora Artesio è altrettanto netta, partendo da quanto indica la legge le valutazioni sulle strutture che potrebbero ospitare Eluana ci sono «ma certo non facciamo nomi o ipotesi, anche perché per ora manca la premessa, e cioè che ci sia una richiesta formale». Nessun contatto per ora, conferma Artesio. Nessun ripensamento da parte della presidente: «siamo pronti a dare attuazione alla sentenza della Cassazione. E´ un diritto, non è una gara né un invito». Parole seguite da una lunga fila di reazioni cominciate con la solidarietà e il sostegno del sindaco Chiamparino: «Sono d´accordo. Sia perché c´è una sentenza della Cassazione in questo senso, sia perché ritengo eticamente giusto corrispondere alla volontà del padre di Eluana». Nessuna strumentalizzazione politica, è l´invito del sindaco. Parole cui replica immediatamente il parlamentare del Pdl Osvaldo Napoli: «l´esortazione del sindaco a non strumentalizzare la vicenda di Eluana è di fatto una strumentalizzazione pesante e anche un po´ vigliacca. Significa forse che chiunque dovesse dissentire da questo punto di vista strumentalizza la vicenda di Eluana?». Pochi minuti dopo il centrodestra annuncia che sarà battaglia. Dal gruppo An-Pdl la presentazione di un ordine del giorno che impegna il sindaco «a dichiarare alla presidente della Regione l´indisponibilità della Città ad accogliere nelle strutture sanitarie presenti sul suo territorio la giovane Eluana». E così faremo in tutti i comuni dove sono presenti consiglieri Pdl, annuncia Agostino Ghiglia. Che spiega: «Come ha ricordato anche il cardinale Poletto, garantire alimentazione e idratazione ad un essere umano non deve essere considerato accanimento terapeutico». Una mozione in Provincia estende lo stesso invito ad opporsi anche ad Antonio Saitta. La firmano i consiglieri provinciali di An-Pdl Ettore Puglisi e della Lega Arturo Calligaro. Anche la capogruppo di Fi in Provincia Nadia Loiaconi presenta un ordine del giorno. Il presidente dei deputati della Lega Nord Roberto Cota accusa la presidente Bresso di volontà di protagonismo «a tutti i costi vuole esibire un laicismo esasperato che rischia di dividere e che non rispetta quello che sentono i piemontesi». Mentre i radicali puntano il dito contro il Pd perché incapace di «produrre alcuna posizione politica precisa nascondendosi dietro l´ovvia libertà di coscienza di ciascuno», il segretario regionale del Pd Gianfranco Morgando si limita a dire che esprimerà la sua opinione «nelle sedi opportune». Il parlamentare Stefano Esposito attacca la posizione di Marco Calgaro: «Dovrebbe essere contento di poter fare l´obiettore di coscienza, allo stesso tempo ci aspetteremmo che rispettasse posizioni diverse dalle sue». Condivisione totale alle posizioni di Bresso arriva nel tardo pomeriggio da un gruppo di parlamentari e dirigenti del Pd (area Ds e Margherita laica), fra i quali Andrea Benedino, Pietro Marcenaro, Anna Rossomando, Nagda Negri, Federico Fornaro, Gioachino Cuntrò: «La posizione espressa da Bresso non c´entra nulla con il dibattito pro e contro l´eutanasia, ma rappresenta il doveroso atteggiamento di un´istituzione nei confronti delle regole dello stato di diritto e la migliore espressione». E il consigliere Luca Robotti della Sinistra annuncia che L´Associazione nazionale della sinistra il 27 gennaio organizza una giornata di mobilitazione «per riaffermare l´autonomia delle nostre istituzioni». Sulla vicenda che li vedrebbe direttamente coinvolti nel caso di una domanda concreta da parte della famiglia, i direttori generali delle aziende sanitarie hanno per ora un atteggiamento disponibile ma molto prudente. Il direttore del Sant´Anna-Regina Margherita Walter Arossa dice di condividere la posizione del presidente dell´Ordine dei medici Amedeo Bianco, mentre Luigi Robino del Cardinal Massaia di Asti dice di non avere strutture idonee. Il direttore generale delle Molinette Giuseppe Galanzino dà la sua disponibilità: «Naturalmente se ci sono professionisti disponibili trattandosi di un intervento pluriprofessionale». Condivide il collega del Maggiore di Novara Claudio Macchi, ancora più ottimista: «Non ci sarebbe alcun motivo per sottrarsi. Sono certo che chiunque sarà chiamato ad agire lo farà» Il ginecologo e radicale Silvio Viale rinnova la sua disponibilità e con lui è anche il pediatra e consigliere comunale dei Verdi Carlo Zanolini.

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i due volti della chiesa e il rinnovamento in sicilia - piero di giorgi (sezione: Laici e chierici)

( da "Repubblica, La" del 22-01-2009)

Argomenti: Laicita'

Pagina XV - Palermo I DUE VOLTI DELLA CHIESA E IL RINNOVAMENTO IN SICILIA PIERO DI GIORGI a fatto bene Rosario Giuè a riprendere, su "Repubblica-Palermo" del 17 gennaio, l´articolo di Vito Mancuso a proposito dell´assenza di una «religione civile». Giuè sottolinea che in Sicilia essa non è nata. La contrapposizione non è stata tra laici e cattolici, ma all´interno degli stessi cattolici, mafiosi compresi. A fronte di una minoranza di cattolici che hanno cercato d´incarnare il messaggio cristiano, una maggioranza vasta ha strumentalizzato la religione per fini personali e di consenso elettorale. Quel che manca nell´analisi di Giuè, è a mio parere l´assenza di una critica alla chiesa-gerarchia, che specialmente in Sicilia è stata compromessa spesso con il potere. Il fenomeno di gruppi minoritari dissenzienti dall´orientamento della chiesa ufficiale non è nuovo. Basti pensare all´esperienza del cattolicesimo sociale della fine Ottocento, al socialismo cristiano di don Ernesto Bonaiuti, o ancora al movimento contadino del cremonese, diretto da Guido Miglioli. Si può ricordare, nel 1905, il Movimento plebeo dei preti socialisti, che pubblicava il periodico La plebe e quello analogo sorto in Umbria con alcuni parroci di campagna che volevano portare la chiesa dalla parte dei diseredati, così come anche il cattolico napoletano Gennaro Avorio. Di grande interesse, durante la resistenza, l´esperienza dei cosiddetti cattolici comunisti, diretta da Adriano Ossicini e Franco Rodano, e più vicina a noi l´esperienza esaltante del post �68 dei 2 mila gruppi spontanei dalla Sicilia a Bolzano, delle comunità ecclesiali di base, la scelta socialista delle Acli e il movimento "Cristiani per il socialismo". In Sicilia non sono mancate altre esperienze, tra cui quelle di don Puglisi e don Fasulo, che hanno un comune denominatore: sono esperienze minoritarie e certo non protette e sostenute dalla chiesa-gerarchia. Esse sottolineano ancora di più l´esistenza di due modelli di chiesa. Da una parte la Chiesa-gerarchia, alleata del potere costituito, i cui fedeli guardano alla propria tranquillità schierati con posizioni egoistiche, individualistiche, conservatrici. Dall´altra, la chiesa-popolo di Dio, fedele allo spirito evangelico e alla Gaudium et Spes, che affermava la necessità che «tutti i cittadini possano svolgere il loro ruolo nella comunità politica». Una Chiesa-comunità, che lotta perché il vangelo torni a essere segno di contraddizione, che sceglie di schierarsi dalla parte degli umili e degli oppressi, dei deboli, degli ultimi. Nella struttura della chiesa gerarchica la maggior parte dei fedeli è moderata e conservatrice, più espressione dell´antico adagio quieta non movere che segno di denuncia e di contraddizione, più consuetudinaria, rituale, che attenta alla sostanza, osservante della messa domenicale accanto all´«ateismo pratico» feriale. Questo è il vero nodo del problema. Se la maggioranza dei cattolici non è impegnata per il bene comune è perché segue l´esempio della chiesa-gerarchia. Una chiesa fedele allo spirito evangelico come nella prima fase profetica, comunitaria ed egualitaria, riportata dai padri della chiesa potrebbe svolgere un grande ruolo di cambiamento. Invece, a partire dall´accordo costantiniano del 313, definito da don Ernesto Balducci il primo concordato tra la Chiesa e lo Stato, la chiesa da germe di sovversione è divenuta fattore d´ordine e d´integrazione. Il pontificato giovanneo e il Concilio Vaticano II avevano riaperto alla speranza. Valorizzando le chiese locali e il laicato, spingevano all´impegno sociale senza integralismi né compromessi con il potere. A un´ecclesiologia basata sulla gerarchia se ne sostituiva un´altra che privilegiava la chiesa-popolo di Dio, cioè una chiesa-ecclesia. Purtroppo, finita quella stagione fervida del �68 cristiano, negli ultimi decenni, a partire dalla restaurazione operata dal pontificato di Giovanni Paolo II e del cardinale Ruini e continuata dall´attuale pontefice, questo processo di crescita del laicato è andato scemando, si sono riaperte contrapposizioni tra cattolici e laici e si sono, di pari passo, manifestati nuovi integralismi e fatte più pressanti le interferenze ecclesiastiche nella vita politica. Ritengo sinceramente che bisogna ricostruire una nuova laicità, uscendo dalla contrapposizione Stato-Chiesa, clericalismo-anticlericalismo, confessionalismo e laicismo e rendersi disponibili alla contaminazione. Gramsci descriveva la funzione degli intellettuali nel meridione, tra cui i preti, come organizzatori del consenso al potere costituito. Una chiesa che in Sicilia spesso ha trasformato le parrocchie in comitati elettorali, potrebbe giocare un ruolo risolutivo per il cambiamento, se le chiese locali si trasformassero in luoghi di formazione della coscienza critica, dell´etica della responsabilità e del perseguimento del bene comune.

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gli ospedali piemontesi possibilisti: "venga qui" - piero colaprico (sezione: Laici e chierici)

( da "Repubblica, La" del 22-01-2009)

Argomenti: Laicita'

Pagina 17 - Cronaca E oggi il Tar discute il ricorso presentato dalla famiglia Englaro contro la Regione Lombardia che aveva vietato di staccare la spina Gli ospedali piemontesi possibilisti: "Venga qui" PIERO COLAPRICO MILANO - Scottano i telefoni di papà Beppino, della curatrice speciale, dell´avvocato, del neurologo e professore Carlo Defanti. «Sono giorni che si annunciano decisivi», dicono. Sia perché ci sono nuove offerte concrete per ricoverare Eluana, in stato vegetativo da diciassette anni e quattro giorni oggi. Sia perché, sempre oggi, davanti al Tar della Lombardia si comincerà a capire se un presidente di regione, come ha fatto Roberto Formigoni, può opporsi a quello che i tribunali hanno riconosciuto essere un diritto della persona, e come tale inviolabile. Cominciamo dalle «aperture», che si vanno estendendo, ora dopo ora, da parte dei laici, ma anche di tanti cattolici, e dalla base del Pd piemontese, intorno a Eluana e alla sua affaticata ma incrollabile famiglia. La Regione Piemonte è la più esposta, ma varie Regioni, altri sindaci e altre Asl si fanno avanti, anche senza comunicarlo alle agenzie di stampa. Certo, i medici dei vari ospedali sono divisi, ma poche voci bastano a definire il piano inclinato sul quale sta scivolando la situazione: «L´azienda Molinette se arriva la richiesta da parte della famiglia è disponibile», dice il direttore generale Giuseppe Galanzino. E Claudio Macchi, del Maggiore di Novara, aggiunge che «non ci sarebbe alcun motivo per sottrarsi. Per di più, non è prevista una sorta di obiezione di coscienza, sono certo - continua - che chiunque sarà chiamato ad agire lo farà con il cuore a pezzi, ma non si sottrarrà». Anche se poi lo stesso Francesco Della Corte, responsabile del reparto di anestesia e rianimazione del suo ospedale, dice il contrario, e cioè che «come essere umano non me la sentirei di eliminare idratazione e alimentazione». A papà Beppino occorre soprattutto sapere che la procedura, una volta avviata, non subirà più uno stop all´ultimo secondo, come avvenne il 16 dicembre. Ma dovunque andrà Eluana, è davanti alla terza sezione del Tar che si gioca in queste ore una partita importante. Perché gli avvocati Vittorio Angiolini, Marco Cuniberti e Franca Alessio puntano ad annullare senza se e senza ma il rifiuto del direttore generale della Regione ad esaudire le richieste di Eluana e a ottenere un serio risarcimento dei danni. Non si stanno cioè applicando «sentenze di morte», come le chiama Formigoni, né si pratica l´«eutanasia». Viceversa, i giudici hanno stabilito che è legittimo «far riprendere il cammino della morte per incidente stradale, interrotto da una rianimazione che non ha rianimato e ha causato - parole di papà Beppino - lo stato vegetativo, una condizione che non esiste in natura e che Eluana rifiutava». Come spiega anche il magistrato e professor Amedeo Santosuosso: «Il diritto alla salute per Eluana Englaro consiste, come dice la Cassazione, nella sospensione della nutrizione e idratazione artificiale. Mentre la convenzione Onu sui disabili prevede il diritto alla nutrizione e idratazione artificiale, ma non impone certo l´obbligo - questo il punto - ad esservi sottoposti a oltranza». Come capita a Eluana, cittadina di uno stato di diritto.

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religione civile? dio parla solo alla coscienza - luigi negri (sezione: Laici e chierici)

( da "Repubblica, La" del 22-01-2009)

Argomenti: Laicita'

Pagina 40 - Cultura C´è una distinzione invalicabile tra fede e Stato. Chiesa e governi non devono interferire reciprocamente Religione civile? dio parla solo alla coscienza LUIGI NEGRI La lettura dei contributi che caratterizzano questo dialogo sulla "religione civile" mi ha lasciato profondamente perplesso. Al di là della sofisticazione delle ragioni e della eleganza delle proposizioni, si tratta di una proposta vecchia che abbiamo già visto ma, soprattutto, che ha rappresentato uno dei fattori determinanti della grande tragedia della modernità europea. Religione civile penso significhi competenza della società, o meglio dello stato, sulla dinamica religiosa personale e sulla sua espressione di carattere sociale. Quindi si afferma la competenza della struttura, in qualche modo statuale, sulla religione. Che cosa ha vissuto l´Europa dal 1648 fin quasi ad oggi? Un rapporto Chiesa-Stato, sancito in maniera esplicita fino all´impudenza, dai trattati di Westfalia: un popolo avrà la religione del suo principe. Vale la pena ricordare a tanti laicisti, anche di casa cattolica, che l´unica autorità morale e politica che non sottoscrisse i trattati di Westfalia fu il Papa. Tutto questo significò che in Europa c´era spazio unicamente per le religioni che si identificavano con la religione del principe. Chi non si conformava, i "non conformisti", appunto, avevano soltanto una libertà: quella di andare altrove. Quando insegnavo in Cattolica, dicevo ai miei studenti che gli Stati Uniti d´America che sono, piaccia o no, una delle più grandi democrazie dell´età moderna, non sono stati fatti da gente in fuga dall´intolleranza dello stato borbonico, dello stato pontificio e neanche dai granducati dell´Italia centrale; erano protestanti "non conformisti" che fuggivano dall´Olanda, dal Belgio, dalla Germania, dal Lussemburgo perché non avevano identificato la loro religione con quella del loro principe. L´assunzione della religione come competenza della società e dello stato distrugge la sostanza etica e personale della religione a prescindere dal fatto, poi, che i totalitarismi moderni e contemporanei nati sulla base del laicismo hanno, ad un certo punto, gettato la maschera, rifiutato la stessa religione civile o dello stato erigendo lo stato a religione. Così abbiamo avuto la religione del nazismo, del marx-leninismo, dello stalinismo, del maoismo, e quant´altro, e questi stati-religione sono stati i responsabili delle più grandi tragedie della storia contemporanea e hanno distrutto la vita e la dignità di milioni di persone in quel XX secolo, che Robert Conquest ha definito, drammaticamente, il secolo delle idee assassine. Noi italiani, povera gente, che fa sempre le cose in modo più benevolo l´abbiamo avuta anche noi la nostra religione civile, dallo stato unitario in poi, la religione per cui sostanzialmente lo stato rappresentava un punto di vista imprescindibile e si caricava di valenze, in qualche modo religiose. L´abbecedario di questa religione civile, ci ha ricordato Augusto Del Noce, era il Cuore di Edmondo de Amicis: ma la fondazione evoluta di questa religione era la storia della letteratura italiana di Francesco De Sanctis, con questa storia dell´Italia fatta da borghesi, illuministi, massoni, razionalisti, progressisti contro quel popolo che era sostanzialmente una massa di cafoni, fanatizzata dai frati, dai preti e dalle suore. E´ improponibile, oggi, rimettersi nelle braccia di questa rovinosa collusione fra stato e religione e, certo, se si parla di unità come propiziata da questa religione civile, sarebbe solo una frettolosa e violenta omologazione. Mi sembra proprio una omologazione nuova dell´ordine regna a Varsavia, non più di una unità ma di una omologazione del popolo; di una omologazione del popolo e della società su una concezione artificiosamente imposta anche con caratteri di religiosità. E´ evidente che questa posizione totalmente reazionaria è estranea al cuore dell´Occidente laico e religioso, è estranea a quell´Occidente caratterizzato, come ha ricordato Benedetto XVI a Regensburg, dal domandare greco, dal profetismo ebraico e dalla rivelazione cristiana. L´Occidente ha al suo centro non la società o lo stato ma la persona, con la sua dignità, la sua libertà; quindi, al centro quella libertà di coscienza che si esprime in tutte le forme dell´espressione umana ma, significativamente, nella libertà della scelta religiosa. Chi tenta di arpionare la religione arpiona la libertà di coscienza e la libertà di coscienza è un valore non negoziabile. E´ infatti nello spazio della coscienza personale che, come dice il Concilio Ecumenico Vaticano II, Dio parla al cuore dell´uomo. Ma si può anche dire, più laicamente, che la coscienza è il luogo dove l´uomo percepisce il senso ultimo del mistero, della vita e delle cose. Perciò, giù le mani dalla coscienza personale. Se la proposta della religione civile è una riedizione di ciò che abbiamo visto, vissuto e pagato con la nostra vita, noi non ne abbiamo bisogno assolutamente; come dicono in Liguria "abbiamo già dato". La strada maestra è un´altra, è quella della tradizione laica e cattolica dell´Occidente che ha, oggi, di fronte a sé la possibilità di essere riattualizzata, rivissuta e riproposta. L´essenza profonda del rapporto religione-società è quella che ha trovato la sua formulazione limpida e insuperabile nella posizione di Papa Gelasio. C´è una distinzione invalicabile, che non può e non deve essere valicata, fra religione e stato. La Chiesa non può interferire nel compito di governare i popoli, ma gli imperatori non debbono pretendere di interferire nella vita interna della Chiesa. Questa distinzione ha reso libera e quindi valida e forte l´identità ecclesiale, e l´identità ecclesiale ha contribuito alla nascita di una società più umana ed ha, per questo, combattuto ogni deriva laicista. Ciascuno nel suo ordine, come dice limpidamente la nostra Costituzione, indipendenti e sovrani e da questa indipendenza e sovranità nasce la possibilità di un dialogo, di un confronto, di una collaborazione. Io mi identifico, a differenza di altri, con la grande tradizione ambrosiana e amo ripensare a quel momento epocale nella storia della Chiesa e della società europea ai suoi inizi, quando quel piccolo, ma straordinario gigante della fede e della libertà che era Sant´Ambrogio si parò di fronte ad un primo rappresentante della religione civile dell´impero romano, il "cristianissimo" imperatore Teodosio, e gli disse, in forza della sua autorevolezza episcopale, "Tu sei una grande cosa, o Cesare, sulla terra, ma sei una piccola cosa sotto il cielo e io difendo i diritti del cielo". Quando la Chiesa ha difeso i diritti del cielo, ha difeso la libertà di coscienza, ha difeso la dignità e l´espressione libera di questa dignità in tutte le attività dell´uomo. Come diceva il grande, indimenticato Giovanni Paolo II, la Chiesa lavorando per la propria libertà ha lavorato per la libertà dell´uomo, dei popoli, delle nazioni. Questa è la strada, è questa la strada in cui si può rinnovare un dialogo fra una vera, sana laicità occidentale e una vera, sana presenza cristiana, non tentata di clericalismo e di laicismo. Tutto il resto appartiene al passato, chi vuole farci ritornare al passato si assuma questa responsabilità e lo dica chiaramente. Forse aveva ragione un mio vecchio professore di Teologia del Seminario di Vengono che diceva "guardate che le cose peggiori le fanno i progressisti ultra reazionari". è Vescovo di San Marino-Montefeltro

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<Il governo fa bene a fissare le regole> (sezione: Laici e chierici)

( da "Corriere della Sera" del 22-01-2009)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2009-01-22 num: - pag: 9 categoria: REDAZIONALE Il vescovo Negri «Il governo fa bene a fissare le regole» ROMA — «L'aspetto positivo è che le istituzioni si assumano la responsabilità di affrontare problemi che prima non esistevano». Luigi Negri (foto), vescovo teologo di San Marino e Montefeltro, non si stupisce: «I luoghi sacri sono un patrimonio della nazione, riguardano tutto il popolo». Ma come si fa, in concreto, eccellenza? «Non so se la misura sia applicabile al 100 per 100, però so che già ora ci sono regole, io non posso uscire in processione senza il permesso delle autorità. Se si tratta di regolamentare meglio, sono d'accordo». Meglio in che senso? «L'autorità ha il compito di favorire la convivenza civile in tutte le dimensioni della persona, compresa quella religiosa, perché possano essere vissute in piena libertà». E quindi? «Ognuno dev'essere libero di essere quello che è, ma in un clima di rispetto reciproco, senza che i propri diritti violino quelli altrui. Del resto il Duomo non è solo la cattedrale dei cattolici: è Milano, la sua storia e cultura. Impedirne il disprezzo è un problema laico. Come se davanti ci facessero il mercato permanente...». Lei è stato duro, sulle preghiere islamiche a Milano e Bologna... «Il problema della preghiera è complesso. Devono esserci parametri comuni. Nessuno può impedire a un altro di pregare. Ma quando si urla l'odio e si bruciano bandiere, dire che è solo una preghiera mi pare ingenuo. Certo, come diceva Jean Daniélou la preghiera pone un problema di presenza e quindi "politico". Ma non può diventare azione politica». G. G. V.

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Il Papa ha firmato la revoca della scomunica ai lefebvriani. (sezione: Laici e chierici)

( da "Giornale.it, Il" del 22-01-2009)

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Sarà reso pubblico nei prossimi giorni il decreto con cui Benedetto XVI ha deciso di cancellare la scomunica comminata ai quattro nuovi vescovi ordinati da monsignor Lefebvre nel 1988. Allora, oltre ai quattro (Bernard Fellay, Alfonso de Gallareta, Tissier de Mallerais e Richard Williamson) erano stati scomunicati lo stesso Lefebvre e il vescovo brasiliano De Castro Mayer che aveva partecipato alla cerimonia. In quella occasione, dopo essere stato sul punto di accordarsi con la Santa Sede (e dopo aver trattato con l'allora cardinale Ratzinger e aver sottoscritto un protocollo d'intesa), monsignor Lefebvre decise d'improvviso la rottura e consacrando vescovi quattro suoi giovani preti compì un atto scismatico, da lui giustificato con la necessità di far sopravvivere la sua Fraternità San Pio X. Ora, con un gesto davvero magnanimo, accogliendo la richiesta formulata da Fellay, Benedetto XVI ha deciso di togliere la scomunica. Scomunica che, va precisato, ha sempre e solo riguardato i vescovi consacranti (Lefebvre e De Castro Mayer, entrambi scomparsi da tempo) e i quattro consacrati, mai i sacerdoti lefebvriani né tantomeno i fedeli. Questo è l'articolo che pubblico sul Giornale. Scritto in Varie Commenti ( 38 ) » (2 votes, average: 3 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 20Jan 09 Ancora sulla polemica dei rabbini. Riflessione a freddo E' per certi versi paradossale che proprio Papa Ratzinger, cioè il Pontefice che più dei suoi predecessori ha riflettuto e scritto sul legame imprescindibile e non assimilabile a quello di altre religioni che unisce ebrei e cristiani, sia oggi accusato di riportare indietro di cinquant'anni le lancette del dialogo ebraico-cristiano. Le parole scritte dal rabbino di Venezia Richetti vano valutate con attenzione e non rappresentano una voce isolata: ricordo che molta preoccupazione espresse a suo tempo anche il presidente dei rabbini italiani, Giuseppe Laras, dopo aver letto la versione modificata della preghiera del Venerdì Santo. Ora, il Papa ha voluto venire incontro alle richieste di parte ebraica, ma non ha il potere di riformulare il Vangelo o le lettere di San Paolo. E vale la pena ricordare che proprio nelle preghiere del breviario post-conciliare sono contenuti vari riferimenti all'illuminazione chiesta per il popolo ebraico "perché giunga alla pienezza della redenzione", perché sia salvato da Gesù, perché riconosca Cristo come Messia e Salvatore. Preghiere usatissime da decenni in tutta la Chiesa, molto di più di quella secondo il rito antico, al quale Benedetto XVI ha ridato cittadinanza, ma che è comunque seguito da una piccola minoranza di fedeli. Perché solo ora si considera questa preghiera uno stop al dialogo? Perché i breviari post-conciliari sono andati bene fino ad oggi? Vi confesso che per me rimane un mistero. Scritto in Varie Commenti ( 80 ) » (3 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 18Jan 09 Il Papa su Youtube e le informazioni "in presa diretta" Sul Giornale di oggi rilancio la notizia dell'accordo tra il Centro televisivo vaticano, la Radio vaticana e Google, il più importante motore di ricerca mondiale del web, che sarà annunciato ufficialmente venerdì prossimo in occasione della presentazione del messaggio di Benedetto XVI sulle comunicazioni sociali, dedicato quest'anno alle nuove tecnologie. Grazie all'accordo e alla creazione di un canale dedicato, sarà possibile seguire in diretta i discorsi del Pontefice via Internet, e accedere ai testi in modo ordinato attraverso Google. L'utilissimo blog di Raffaella, "Paparatzingerblog", che oltre a offrire una completa rassegna stampa sul Papa monitora costantemente le strumentalizzazioni e fraintendimenti del suo messaggio veicolate dai media, elenca quelle del 2008 e sono davvero troppe. Un migliore accesso alle fonti dirette, dunque, per un'informazione migliore. Permettetemi di aggiungere - non per difendere la categoria a cui appartengo - che non ritengo affatto tramontato o da archiviare il ruolo del giornalista, cioè di colui che testimonia o comunque media, raccontando la notizia all'utente finale: non sempre infatti una massa maggiore di informazioni significa automaticamente un'informazione migliore. Internet lo dimostra in modo lampante. Permettemi infine un'osservazione dedicata alla guerra a Gaza: ho trovato sprezzante e offensivo il modo con cui Michele Santoro ha liquidato la dissenziente Lucia Annunziata che criticava lo squilibrio della trasmissione, e non mi è piaciuta la piega a senso unico del dibattito. Ma quella trasmissione ha avuto il merito di far vedere un reportage, immagini e testimonianze agghiaccianti sulla situazione di Gaza, sulle sofferenze della popolazione civile, sui metodi usati per l'attacco. Immagini che non ho visto nei Tg italiani. Ecco, vanno bene le reazioni sdegnate, ma se ne avessi la possibilità chiederei semplicemente all'ambasciatore israeliano, prontamente intervenuto per protestare, se quelle (rare) immagini e quei (rari) racconti in presa diretta sono veri oppure sono una montatura di Santoro & company, un falso della propaganda di Hamas. Perché se fossero veri anche soltanto al cinquanta per cento (e, ahimè, temo che lo siano), dovremmo avere tutti un sussulto di indignazione. Scritto in Varie Commenti ( 107 ) » (6 votes, average: 2.33 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 14Jan 09 Il rabbino di Venezia contro Papa Benedetto La rivista "Popoli", mensile dei gesuiti, ospita nell'ultimo numero un intervento del rabbino di Venezia, Elia Enrico Richetti, il quale - spiegando i motivi per i quali l'assemblea rabbinica italiana ha deciso quest'anno di non aderire alla giornata dell'ebraismo promossa dalla Conferenza episcopale - critica non soltanto la decisione del Papa di liberalizzare il messale antico ma anche alcune sue recenti dichiarazioni (il riferimento sembra essere alla lettera-prefazione di Benedetto XVI al recente libro di Marcello Pera, "Perché dobbiamo dirci cristiani"). Critica la nuova versione della preghiera del Venerdì santo contenuta nel nuovo messale - corretta dal Papa di proprio pugno dopo le proteste dei gran rabbini aschenazita e sefardita di Gerusalemme. E afferma che così facendo si cancellano cinquant'anni di storia della Chiesa. Scritto in Varie Commenti ( 251 ) » (10 votes, average: 3.6 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 10Jan 09 Il Papa ai neocatecumenali Questo pomeriggio il Papa ha ricevuto le comunità neocatecumenali nella basilica di San Piero. Ecco un brano del suo discorso: Tutto ebbe inizio qui a Roma, quarant'anni or sono, quando nella Parrocchia dei Santi Martiri Canadesi si costituirono le prime comunità del Cammino neocatecumenale. Come non benedire il Signore per i frutti spirituali che, attraverso il metodo di evangelizzazione da voi attuato, si sono potuti raccogliere in questi anni? Quante fresche energie apostoliche sono state suscitate sia tra i sacerdoti che tra i laici! Quanti uomini e donne, e quante famiglie, che si erano allontanate dalla comunità ecclesiale o avevano abbandonato la pratica della vita cristiana, attraverso l'annuncio del kerygma e l'itinerario di riscoperta del Battesimo, sono state aiutate a ritrovare la gioia della fede e l'entusiasmo della testimonianza evangelica! La recente approvazione degli Statuti del "Cammino" da parte del Pontificio Consiglio per i Laici è venuta a suggellare la stima e la benevolenza con cui la Santa Sede segue l'opera che il Signore ha suscitato attraverso i vostri Iniziatori. Il Papa, Vescovo di Roma, vi ringrazia per il generoso servizio che rendete all'evangelizzazione di questa Città e per la dedizione con cui vi prodigate per recare l'annuncio cristiano in ogni suo ambiente. Scritto in Varie Commenti ( 473 ) » (13 votes, average: 4 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 09Jan 09 La radiografia delle emergenze mondiali nelle parole del Papa Ieri Benedetto XVI ha incontrato il corpo diplomatico accreditato presso la Santa Sede e ha parlato dello stato del mondo e delle emergenze che preoccupano il Vaticano. Questo l'articolo che pubblico oggi sull'argomento. Un paragrafo importante è stato dedicato alla situazione di Gaza. Parlando della Terrasanta, «dove, in questi giorni, assistiamo ad una recrudescenza di violenza che provoca danni e immense sofferenze alle popolazioni civili», il Papa ha affermato che la guerra in corso «complica ancora la ricerca di una via d'uscita dal conflitto tra israeliani e palestinesi, vivamente desiderata da molti di essi e dal mondo intero». Ha ripetuto che «l'opzione militare non è una soluzione e che la violenza, da qualunque parte essa provenga e qualsiasi forma assuma, va condannata fermamente», chiedendo che, «con l'impegno determinante della comunità internazionale, la tregua nella Striscia di Gaza sia rimessa in vigore» per «ridare condizioni di vita accettabili alla popolazione» e per rilanciare «i negoziati di pace rinunciando all'odio, alle provocazioni e all'uso delle armi». Poi Benedetto XVI ha auspicato che dalle urne elezioni sono programmate in Israele ma si attendono anche nei Territori palestinesi escano vincitori non i falchi, ma le colombe: «È molto importante che, in occasione delle scadenze elettorali cruciali che interesseranno molti abitanti della regione nei prossimi mesi, emergano dirigenti capaci di far avanzare con determinazione questo processo e di guidare i loro popoli verso la difficile ma indispensabile riconciliazione». Una riconciliazione che, secondo la Santa Sede, sarà possibile soltanto attraverso «un approccio globale ai problemi di quei Paesi, nel rispetto delle aspirazioni e degli interessi legittimi di tutte le popolazioni coinvolte». Ma è importante ricordare anche altri passaggi del discorso, che aveva come filo conduttore la povertà materiale e quella spirituale: ad esempio quelli dedicati alla crisi economica, all'Africa, alle persecuzioni contro i cristiani e all'ostilità verso di loro che si registra anche nel mondo occidentale. Infine il Papa ha ricordato che «gli esseri umani più poveri sono i bambini non ancora nati». Scritto in Varie Commenti ( 99 ) » (5 votes, average: 4.2 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 06Jan 09 Maritain: "Pio XII sul silenzio consultò degli ebrei tedeschi" Il quotidiano "Avvenire" oggi in edicola pubblica l'interessante anticipazione di un libro ((in uscita per le Edizioni Paoline, pp. 248, eu ro 14), contenente i carteggi dell'ebreo francese André Chouraqui con alcuni amici, tra i quali il filosofo Jacques Maritain. In una lettera del 1969, parlando dell'atteggiamento di Papa Pacelli, Maritain scrive a Chouraqui: "Quanto a Pio XII, sarebbe grave mente ingiusto attribuire a indiffe renza il suo silenzio nell'ora della persecuzione hitleriana: a Roma mi sono informato in alto loco sulle ragioni di questo silenzio, e so che è stato dovuto solo alla paura di au mentare gravemente la persecu zione, se avesse alzato la voce [ ]. Il Papa aveva consul tato alcune comunità ebraiche te desche, ed è proprio questo che es se avevano risposto. [ ] Il suo mo tivo è stato quello che ha ritenuto un obbligo di coscienza, ed era un motivo profondamente umano". Qui potete leggere l'articolo integrale sul sito del quotiando diretto da Dino Boffo. Scritto in Varie Commenti ( 90 ) » (7 votes, average: 3.86 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 06Jan 09 La tragedia di Gaza: dov'è l'Onu? Cari amici, nell'augurarvi una buona festa dell'Epifania (sotto la neve, a Milano ne siamo abbondantamente ricoperti), vorrei attirare nuovamente la vostra attenzione sulla tragedia che si sta consumando a Gaza. Bisogna innanzitutto ricordare che Hamas ha unilateralmente dichiarato finita la tregua e che centinaia di razzi e colpi di mortaio sono stati sparati dalla Striscia verso i centri israeliani più vicini. Ma bisogna anche a mio avviso ribadire che la massiccia azione militare, i bombardamenti che uccidono centinaia di civili innocenti, l'isolamento di Gaza che riduce alla fame la popolazione sono iniziative sproporzionate: se distruggeranno l'attuale forza di Hamas (organizzazione che per sua stessa ammissione Israele inizialmente finanziò in funzione anti-Arafat), temo che finiranno per creare, allo stesso tempo, un numero sempre maggiore di nuovi miliziani e terroristi per un conflitto ormai coloratosi delle tinte del fondamentalismo religioso - e non era così al tempo dell'Olp - che appare insolubile. Come sapete, la zona di Gaza è interdetta ai giornalisti e dunque quella che si combatte è una guerra che non può essere raccontata. Perché non si chiede l'intervento dell'Onu? Perché Europa e Stati Uniti non fanno sentire con coraggio la loro voce? Una forza di interposizione dei caschi blu aiuterebbe a garantire la sicurezza di Israele e a controllare Hamas. Mi ha molto colpito la dichiarazione del ministro degli Esteri e candidata premier del partito Kadima, Tzipi Livni, la quale ha sottolineato che il suo Paese non sta semplicemente ricorrendo alla "legittima difesa" contro gli attacchi dei razzi, bensì sta "combattendo contro il terrorismo". Una posizione legittimata purtroppo dalla dottrina della guerra preventiva di George Bush, servita a giustificare di tutto, in Cecenia come in Irak (dove le armi di distruzione di massa non c'erano, non ci sono mai state e i governi inglese e americano lo sapevano). Benedetto XVI domenica scorsa aveva detto: "La guerra e l'odio non sono la soluzione dei problemi. Lo conferma anche la storia più recente". Scritto in Varie Commenti ( 75 ) » (5 votes, average: 4.2 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 04Jan 09 L'Osservatore contro la pillola: "E' abortiva e cancerogena" «L'Osservatore Romano» scrive che la normale pillola anticoncezionale in molti casi ha effetti «abortivi», provoca «effetti devastanti» sull'ambiente contribuendo ad aumentare la sterilità maschile e per di più è «cancerogena». Tre affermazioni destinate a far discutere e che hanno già provocato reazioni polemiche nel mondo scientifico. Il giornale vaticano diretto da Gian Maria Vian, nel numero oggi in edicola ospita un articolo intitolato «L'Humanae vitae. Una profezia scientifica», a firma di Pedro José María Simón Castellví, Presidente della Federazione internazionale delle Associazioni dei medici cattolici (Fiamc). Simón Castellví riferisce di uno studio tecnico e lungo, «di cento pagine, con trecento citazioni bibliografiche, la maggior parte di riviste mediche specializzate», redatto con cura da medico svizzero Rudolf Ehmann, che giunge a questi risultati. Ecco l'articolo che ho scritto oggi sul Giornale. Il testo integrale dell'«Osservatore Romano» lo allego come primo commento al post. Scritto in Varie Commenti ( 221 ) » (5 votes, average: 4 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 01Jan 09 Buon 2009 ai naviganti Auguro a tutti i visitatori del blog un buon 2009. L'anno certo non inizia bene, anche il Papa durante il "Te Deum" di ieri ha parlato di "non poche ombre" che gravano sul nostro futuro: c'è la crisi che incombe, ci sono i tanti focolai di guerra, in particolare nella terra di Gesù, c'è la drammatica situazione di vari paesi africani, dimenticati da tutti. Poco fa, nell'omelia della messa per la Giornata mondiale della pace, Benedetto XVI ha affermato: "La storia terrena di Gesù, culminata nel mistero pasquale, è l'inizio di un mondo nuovo, perché ha realmente inaugurato una nuova umanità, capace, sempre e solo con la grazia di Cristo, di operare una "rivoluzione" pacifica. Una rivoluzione non ideologica ma spirituale, non utopistica ma reale, e per questo bisognosa di infinita pazienza, di tempi talora lunghissimi, evitando qualunque scorciatoia e percorrendo la via più difficile: la via della maturazione della responsabilità nelle coscienze". Scritto in Varie Commenti ( 156 ) » (5 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2009 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico Post precedenti Chi sono Sono Andrea Tornielli, il vaticanista del Giornale, classe 1964, laurea in storia della lingua greca. Sono sposato e ho tre figli. 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"Mercedes non sa di che parla" (sezione: Laici e chierici)

( da "Foglio, Il" del 22-01-2009)

Argomenti: Laicita'

22 gennaio 2009 Fede e Regione - Il caso Bresso "Mercedes non sa di che parla" "L'accoglienza" di Eluana fa infuriare i cattolici del Pd piemontese La dichiarazione è arrivata in piena sessione del consiglio regionale del Piemonte. Nessuno all?interno dello stesso Pd se l?aspettava. “Il Piemonte è disposto ad accogliere Eluana Englaro in una struttura sanitaria pubblica per interrompere l?alimentazione”. Mercedes Bresso non sedeva tra i banchi del governo regionale in quel momento, e la sua frase è stata accolta con evidente imbarazzo dalla maggioranza di centrosinistra. Imbarazzo e fastidio, racconta qualcuno. “Perché deve fare sempre la prima della classe, la più laicista di tutti?”, si sono chiesti tra loro alcuni esponenti del Pd piemontese. Immediatamente difesa dall?estrema sinistra, l?offerta di Bresso è stata arginata da alcuni componenti del suo stesso partito: il capogruppo del Pd in consiglio regionale, Stefano Lepri, e il presidente dello stesso consiglio, Davide Gariglio, sono stati i primi due firmatari di un lungo elenco di consiglieri e parlamentari cattolici piemontesi del Partito democratico che in una nota chiedono sull?argomento “una pausa e una tregua, più che un?inutile guerra di religione”. Una dichiarazione che seguiva quella più dura dei deputati democratici Luigi Bobba, Marco Calgaro e Mimmo Portas, che chiedevano “il coraggio di chiamare le cose con il loro nome: stiamo parlando di eutanasia. E si sia allora coerenti: chi è d?accordo (noi non siamo tra questi) chieda che venga praticata in un modo più dignitoso e caritatevole che non con la morte per fame e per sete”. Parole che sono la parafrasi di quelle pronunciate dal vescovo di Torino, il cardinale Severino Poletto. Forse non è un caso che questa presa di posizione avvenga a pochi giorni dall?incontro che lo stesso cardinale ha avuto con i politici piemontesi: sabato scorso Poletto aveva detto di aspettarsi che i politici cattolici facessero “un po? i cattolici”, lamentando come alcuni di essi, soprattutto da una certa parte, soffrano di “raucedine e afonia”. Provocazione che il consigliere regionale del Pdl Giampiero Leo ha rilanciato dopo le dichiarazioni della Bresso: “C?è un problema di compatibilità per i cattolici seri all?interno di un Pd ormai egemonizzato dalla Bresso”. Il presidente Gariglio ha passato la giornata di ieri “nella bufera”, dice al Foglio, e ammette che le parole della Bresso “ci hanno messo in difficoltà. Diciamo che non avremmo sentito la necessità di una dichiarazione del genere. In questo modo si fa la nostra Regione paladina di un?impostazione opposta a quella del ministro Sacconi”. Che però è dello schieramento avverso a Gariglio, a differenza di Bresso: “Quando si parla di vita – dice – è normale che in una coalizione emergano posizioni diverse. Noi crediamo che serva al più presto una soluzione politica che porti a una legge sul fine vita. Pur essendo sgomento di fronte alla sofferenza del padre di Eluana, sono contro la sospensione dell?alimentazione. Altri no: con una legge non ci saranno più ambiguità”. Il deputato Marco Calgaro dice al Foglio che “la presidente parla in modo tecnicamente disinformato, proprio come la maggioranza di quelli che, attratti dall?idea della libertà di scelta e autodeterminazione, sono per la sospensione dell?idratazione a Eluana. Se si sapesse davvero di che si tratta non si direbbero certe cose”. C?è una spaccatura tra cattolici e non all?interno del Pd piemontese? “Il punto è sapere di cosa si parla: il professor Ranieri, primario all?ospedale Molinette di Torino, laico e non credente, dice che non le toglierebbe mai l?alimentazione”. E? della stessa idea Luigi Bobba, secondo firmatario della nota, che parla di spettacolarizzazione del caso: “Capisco – dice – che la presidente debba assicurare che il servizio sanitario in Piemonte funzioni, ma alimentare il caso con certe dichiarazioni è il peggior servizio che si possa fare a una vita, perché quella di Eluana è vita a tutti gli effetti”. Bresso riferendosi a Eluana ha parlato di “persone che non servono più”, altri hanno detto che è questione di pietà cristiana alleviare le sofferenze a un morente. “Non bisogna fare confusione – dice Bobba – Eluana Englaro non è morente”. La presidente non è nuova a uscite non in linea con i margheritini del suo partito, da quando disse che se avesse dovuto convertirsi sarebbe diventata “piuttosto valdese”, a quando affermò che non esiste una cultura cattolica in politica. Per questo la sua offerta di “accogliere” Eluana ha creato un?altra volta non poco fastidio. Che i popolari del Pd in Piemonte non possano fare qualcosa di “cattolico” senza essere in dissenso con il resto del partito e con l?estrema sinistra non è una novità, anche se Davide Gariglio è convinto che “non è il momento per una battaglia tra laici e cattolici”. Ma nel Pd piemontese la battaglia è già iniziata. Leggi Fede e Regione - Leggi La preghiera di Langone su Mercedes Bresso di Piero Vietti

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Ottant'anni di Tevere più stretto (sezione: Laici e chierici)

( da "EUROPA ON-LINE" del 23-01-2009)

Argomenti: Laicita'

LIB Ottant?anni di Tevere più stretto FEDERICO ORLANDO Tra due settimane verrà ricordato quel discusso evento che fu e resta per i laici l?accordo tra fascismo e chiesa, per chiudere la questione romana (1870, Breccia di Porta Pia) e regolare le attività cattoliche nella legge e nello stato italiani. Evento discusso, non perché non fosse desiderabile rimarginare le vecchie ferite e garantire la coesistenza dei due poteri, ciascuno ?come avrebbe sottolineato la costituzione del 1948 ? nel proprio ordine indipendenti e sovrani. Dalla Breccia all?avvento del fascismo lo stato liberale aveva provato per 50 anni a risolvere la ?questione? (Legge delle Guarantigie, conciliazione silenziosa di Giolitti); ma le gerarchie non accettarono un dialogo alla pari con gli eredi dell??usurpazione?. L?accettarono col fascismo, perché non era alla pari, e perché aveva anch?esso cultura autoritaria del potere. Così ci caricammo addosso gli accordi del Laterano del ?29; fino a quando, cinquantacinque anni dopo, con gli accordi di Villa Madama fra Craxi e il cardinale Casaroli, si passò a una loro radicale revisione: anche se, a giudicare dall?accresciuta soggezione dei poteri statali a quelli religiosi, sembra che sia avvenuto esattamene il contrario (neanche i socialisti rivendicano questi particolari titoli del loro leader). Ora La Stampa anticipa un passo del nuovo saggio di Michele Ainis, costituzionalista a Tor Vergata, intitolato ?Chiesa padrona. Un falso giuridico dai Patti lateranensi ad oggi? (Garzanti, pg.115 euro13). Il falso consisterebbe in questo: non è vero che la nostra Costituzione, con l?articolo 7, protegga il Concordato. L?accordo governo-Vaticano del 1984-85 «introduce un po? furbescamente alcune ?modificazioni? al vecchio Concordato, senza presentarne uno del tutto nuovo, al solo scopo di mantenere la copertura costituzionale; ma l?articolo 13 dell?accordo Craxi-Casaroli abroga espressamente e totalmente l?accordo Mussolini-Gasparri del 1929. C?è quindi un nuovo concordato (l?ha riconosciuto pure la consulta) ?; né il richiamo ai Patti lateranensi, che hanno trasformato la chiesa in uno stato, può coprire nuovi patti su nuove materie». Per Ainis ne consegue che se vescovi, curia, conferenza episcopale, intervengono nella legislazione italiana (vedi referendum), «non viene in campo una questione di diritto costituzionale ma di diritto internazionale». Ai temi farà riferimento anche la rivista Critica liberale, nel fascicolo che verrà presentato domani al Circolo della stampa di Milano con le proposte elaborate sulla libertà d?informazione.

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mercedes e il cardinale finita la pace sotto la mole - paolo griseri (sezione: Laici e chierici)

( da "Repubblica, La" del 23-01-2009)

Argomenti: Laicita'

Pagina 2 - Cronaca Torino, la polemica con Severino Poletto ultimo atto della difficile convivenza tra il presidente e la curia Mercedes e il cardinale finita la pace sotto la Mole PAOLO GRISERI TORINO - Se il destino è nei nomi, lei non avrebbe potuto incontrarlo più bislacco. Mercedes Bresso, governatrice (anzi presidente) del Piemonte, deve il suo alla Madonna della Mercede cui è dedicata una parrocchia della natia Sanremo. Non male per la signora che nelle ultime ore è diventata il punto di riferimento dei laici italiani al grido di «Non siamo la repubblica degli ayatollah». Radicale nei principi e nell´esperienza politica giovanile, Mercedes si è rivelata presto un osso duro per l´ala conservatrice del cattolicesimo torinese: «Da anni scelgo di devolvere l´otto per mille alla chiesa valdese», ha detto poco dopo l´elezione. Per la gioia del cardinale Poletto e dei vertici della curia locale. Di Torino la signora ha respirato fin da giovane la tradizione illuminista di stampo francese. La città dei matematici come Lagrange ("Fondamenti di meccanica analitica", 1788) l´antenata di quel Politecnico, tempio della modernità e della fiducia nel progresso, dove si sono formati i manager della Fiat e dove Bresso ha insegnato economia ambientale. Materia più che mai utile per chi in politica ha dovuto affrontare gli scontri sull´alta velocità in val di Susa sostenendo, da sinistra, l´utilità dell´opera: «Sono convinta che la preoccupazione per l´impatto ambientale serva a migliorare il progetto». Perché mai, superata la sessantina, la professoressa Bresso (la "zarina" come la chiamano gli oppositori per i suoi modi duri) è finita al centro di una guerra di religione? E soprattutto perché quella guerra è scoppiata proprio a Torino? Non c´è da stupirsi dello stupore. Nella città della massoneria che ha fatto l´Italia cacciando il Papa dal Quirinale, i rapporti tra laici e cattolici non erano stati conflittuali da tempo. Anzi. All´epoca dei sindaci comunisti degli anni ´70, lo schema era quello che aveva governato i rapporti tra Diego Novelli e il cardinale Pellegrino: «Noi - diceva scherzando il sindaco - ci occupiamo di Torino dai tetti in giù. Dai tetti in su, eminenza, è competenza sua». In realtà la collaborazione sui temi sociali tra chiesa e amministrazione locale era stata, all´epoca, molto proficua. Ed è proseguita fino ad oggi. In una città in cui tutte le istituzioni sono governate dal centrosinistra, la chiesa di Poletto ha avuto un ruolo decisivo negli anni difficili della crisi Fiat. Perché oggi il vescovo in tuta blu (ha fatto da giovane il prete operaio) e la professoressa di sinistra hanno rotto la pax catto-comunista che ha governato Torino negli ultimi trent´anni? Forse perché Mercedes ha aderito a suo tempo al Pci ma non ha una cultura comunista. E perché Severino Poletto rappresenta una chiesa che ha messo in minoranza certe aperture conciliari bollandole come frutto del relativismo. Così la convivenza tra la signora della Regione e il cardinale è stata subito difficile. Fino a quell´"ayatollah" pronunciato ieri che ha scatenato nel Pd piemontese una vera bagarre tra laici e cattolici. Lo strappo ha fatto ripiombare la città negli anni difficili dell´Unità d´Italia quando si ergevano nelle piazze obelischi per elogiare i comuni che avevano requisito i beni ecclesiastici. E improvvisamente sembra impossibile che nel cuore del centro storico di Torino via Cavour sia da decenni la prosecuzione di via dell´Arcivescovado.

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"non è il paese degli ayatollah" eluana, la bresso attacca poletto - marco trabucco (sezione: Laici e chierici)

( da "Repubblica, La" del 23-01-2009)

Argomenti: Laicita'

Pagina 2 - Cronaca Il cardinale Poletto "Non è il paese degli ayatollah" Eluana, la Bresso attacca Poletto Piemonte, nuovo scontro. Sacconi: campagna ideologica Per chi crede in Dio le sue leggi prevalgono su quelle dell´uomo MARCO TRABUCCO TORINO - «Non viviamo in un repubblica di ayatollah, nella quale il diritto religioso fa premio sul diritto civile». Nella vicenda di Eluana Englaro, Mercedes Bresso non fa passi indietro. Prima replica all´arcivescovo di Torino, Severino Poletto che aveva detto che la legge di Dio è superiore a quella dell´uomo e invitato i medici all´obiezione di coscienza: «Credo sia un errore per la Chiesa entrare a gamba tesa su una materia delicata in cui dovrebbe essere più madre che maestra. Si possono richiamare i credenti, ma i diktat li fanno gli Stati a guida religiosa». Poi costringe il ministro Sacconi a rispiegare, in una lunga nota, il perché del suo no alla sentenza della Cassazione e incassa il silenzio imbarazzato di Berlusconi e la solidarietà di centinaia di simpatizzanti su facebook e sul suo blog. Non riesce però a trascinarsi dietro un Pd, ancora una volta dilaniato dai contrasti tra laici e cattolici. Se mercoledì il concittadino Sergio Chiamparino le aveva dato appoggio incondizionato, meno entusiasta è sembrato ieri quello di Walter Veltroni: «Nel caso di Eluana, meno entra la politica, meglio è - ha detto il segretario dei Democratici - c´è una sentenza e quindi il governo in primo luogo, ma la politica in generale devono avere rispetto di una procedura di carattere legale che ha anche risvolti umani». Parole per cui è stata necessaria, qualche minuto dopo, una precisazione: «La presidente Bresso sta facendo ciò che è giusto, garantendo l´autonomia delle strutture sanitarie rispetto a forme di pressione politica. L´importante è che non ci siano strumentalizzazioni da parte dei partiti». Non ha usato mezzi termini invece, per criticarla, Gianfranco Morgando, segretario del Pd piemontese che ha aggiunto le sue parole a quelle dei tanti altri cattolici (da Rosi Bindi a Luigi Bobba) che nei giorni scorsi avevano già detto no Bresso. Un vero anatema è però quello di Luigi Amicone, direttore della rivista cattolica Tempi: «Scusi, signora Bresso, - scrive - ma di quale diritto religioso e ayatollah stiamo parlando? Non si fanno morire così, per fame e per sete, come si vorrebbe far morire quella ragazza, nemmeno i cavalli. Se la morte di Eluana troverà casa in Piemonte, sarà grazie al suo volenteroso presidente». Bresso non si scompone: «Sull´obiezione sono d´accordo con il cardinal Poletto: nel nostro paese è consentita solo per l´interruzione di gravidanza, ma è evidente che va rispettata anche in un caso del genere. Nessuno può essere obbligato a fare qualcosa se ritiene di non poterlo fare. Però penso sia altrettanto disumano pretendere che una persona che è in stato vegetativo debba essere tenuta artificialmente in vita con strazio della famiglia». L´ultima replica è a Maurizio Sacconi, il ministro del Welfare che in una nota aveva rispiegato il suo no agli Englaro: «La sentenza della Cassazione - aveva scritto Sacconi - ha efficacia solo nel caso specifico e attribuisce una mera facoltà al tutore di Eluana, ma non dispone obblighi per le strutture del servizio sanitario nazionale. Non siamo noi ad aver fatto un´ingerenza politica, semmai l´ha fatta Bresso». «Se dico che non ci tireremmo indietro di fronte a una richiesta degli Englaro - risponde la presidente del Piemonte - è perché abbiamo accertato la disponibilità delle nostre strutture. Proprio a loro si rivolgerà la famiglia, se lo riterrà un eventuale accordo non deve passare attraverso di noi. E in ogni caso garantiremo l´assoluto riserbo».

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"basta con le ipocrisie ora si discuta senza veti" - sara strippoli (sezione: Laici e chierici)

( da "Repubblica, La" del 23-01-2009)

Argomenti: Laicita'

Pagina VII - Torino Mori, presidente della Consulta di bioetica e docente della materia "Basta con le ipocrisie ora si discuta senza veti" I cattolici del Pd non possono pretendere di aver diritto a esprimere "valori non negoziabili" SARA STRIPPOLI Maurizio Mori, lei è il presidente della Consulta di bioetica, associazione culturale che riunisce i maggiori studiosi di bioetica italiani, professore ordinario di bioetica all´Università di Torino e autore del libro Il Caso Eluana Englaro. Oggi sarete a Torino per un convegno dedicato a questa vicenda, che cade nei giorni di un durissimo scontro fra cattolici e laici all´interno del Pd. Come commenta le reazioni alla proposta della presidente Bresso? «Noi approviamo completamente la posizione della presidente e del sindaco di Torino, in primo luogo per l´etica civile espressa con le loro parole. Il mio augurio, e il documento che presentiamo oggi parte proprio da questo invito, è che si apra un confronto serio che arrivi alla radice del problema e non si accenda soltanto quando si verificano i casi singoli e i buoi sono scappati dalla stalla». In altre occasioni lei ha dichiarato di essere deluso dai silenzi del Partito democratico. Cosa dice adesso che il segretario regionale Gianfranco Morgando prende posizione? «Mi permetta di dire che la sua mi sembra una dichiarazione di dubbio molto ipocrita, perché la prima cosa che dovrebbe fare è chiedere ai rappresentanti cattolici del Pd di sedersi al tavolo di discussione rinunciando ad avere valori non negoziabili, come invece fa regolarmente, ad esempio, la Binetti». Perché ritiene che un cattolico del Pd dovrebbe rinunciare ai suoi valori? «Non ho detto rinunciare ai suoi valori, dico che non dovrebbe partecipare ad una discussione pretendendo di avere diritto ad esprimere "valori non negoziabili". Noi lo facciamo sempre, io ho dei valori, ma sono tutti negoziabili, e faticosamente cerco insieme con gli altri di trovare la posizione più adeguata. Credo che anche i cattolici all´interno di partito di centrosinistra dovrebbero fare lo stesso, senza pensare di essere detentori della verità». Morgando chiede una moratoria, una pausa di riflessione sul caso Englaro in attesa che la politica faccia passi avanti sulla legge sul testamento biologico. Non è d´accordo? «Mi sembra la richiesta di chi non ha più argomenti. I cattolici non fanno altro che ripetere che la maggior parte degli italiani la pensa come loro ma non è così: tutti i sondaggi fatti finora, e pure le reazioni dopo le dichiarazioni di Bresso, non fanno che confermare che gli italiani sono con Beppino Englaro, una percentuale che sfiora l´80 per cento». Lei è molto vicino al padre di Eluana Englaro. Oggi l´ha sentito? «Sì, mi ha detto della proposta di Udine, ma potrebbe saltare come è già accaduto per la fuga mediatica che c´è stata. Mi ha detto anche che è molto amareggiato per l´ostinazione contro di lui, ma non mi ha confermato contatti con le strutture piemontesi. E neppure vorrei saperlo visto il rischio che tutto possa saltare ancora una volta». Lei è iscritto al Pd? «No, presiedo un´associazione non partitica per Statuto e voglio essere libero. E non sono neppure radicale».

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morgando: silenzio su eluana - marco trabucco (sezione: Laici e chierici)

( da "Repubblica, La" del 23-01-2009)

Argomenti: Laicita'

Pagina VII - Torino Morgando: silenzio su Eluana Il segretario del Pd critico con Bresso. E la sinistra lo bacchetta Robotti polemico: "Il cardinale sa che anche Wojtyla è stato aiutato a morire" MARCO TRABUCCO «Sul caso Englaro cada un po´ di rispettoso silenzio». A chiedere una moratoria nella discussione pubblica sul caso di Eluana è il segretario del Pd piemontese Gianfranco Morgando. Ex Popolare, cattolico, Morgando non si limita però solo a chiedere riserbo, ma critica, senza mezze parole la presidente della Regione. «Non mi stupisce - dice Morgando - il dibattito appassionato e anche duro che si è aperto nel Pd con le dichiarazioni di Bresso. Maggiore cautela e riserbo avrebbero però impedito di trasformare una vicenda drammatica in una esibizione mediatica e in uno scontro tra i laici e i cattolici del Pd. Tanto più quando si fa diventare problema pubblico e di indirizzo politico una questione privata che riguarda la famiglia Englaro e i medici delle strutture a cui la stessa decida di rivolgersi». Per Morgando «non aiutano ad affrontare con serenità il problema né le circolari del ministro Sacconi né le gare ad offrire ospitalità da parte dei presidenti di regione per dare esecuzione a una sentenza che autorizza, ma non impone». «Su questa vicenda - conclude Morgando - ho opinioni personali precise e rispetto quelle diverse dalle mie. Diffido di chi su argomenti così complessi ha certezze granitiche. Nessuna norma giuridica, comunque, sarà mai in grado di evitare il turbamento delle coscienze chiamate a decidere in questioni che riguardano la vita e la morte». Da qui un invito del segretario ai militanti del Pd «a non semplificare. C´è un ritardo della politica che va colmato. In attesa di una legge sul testamento biologico, che auspico sia il frutto delle più ampie convergenze culturali e parlamentari, ritengo necessaria una moratoria della discussione e della decisione pubblica sul caso». A Morgando rispondono però di no Andrea Benedino e Federico Fornaro, membri della segreteria regionale Pd: «La soluzione a questa vicenda non può certo essere una moratoria, ma al contrario deve passare per la capacità della politica, e quindi anche del Pd, di discutere e di assumere delle decisioni, nel massimo rispetto del dramma umano che ha colpito questa famiglia e delle sentenze della magistratura. E polemico con Bresso e con le sue accuse al cardinal Poletto è anche il presidente del Consiglio regionale Davide Gariglio: «La differenza tra l´Italia di oggi e gli stati degli ayatollah, per usare parole della Bresso, consiste nel fatto che in questi ultimi la legge civile e la norma religiosa si sovrappongono. Così non è in Italia, e tutti noi difendiamo questo principio di laicità. Mi pare però insopportabile questo continuo voler bacchettare quelli che la pensano in modo differente da lei. Il cardinale di Torino ha tutto il diritto di dare indicazioni di comportamento ai cattolici. L´integralista in questo caso è lei». «Non sono io ad aver detto che la legge del Signore è superiore a quella dello Stato, come accade invece negli Stati religiosi - risponde Bresso - per il cardinale Poletto come per la famiglia Englaro: io vorrei semplicemente venissero rispettati i diritti di entrambi». E Luca Robotti, consigliere regionale di Uniti a Sinistra, aggiunge polemico: «Il cardinale sta passando il limite, sanno tutti benissimo che anche Giovanni Paolo II è stato aiutato a lasciare la sua vita terrena».

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<In Italia non ci sono ayatollah> (sezione: Laici e chierici)

( da "Secolo XIX, Il" del 23-01-2009)

Argomenti: Laicita'

«In Italia non ci sono ayatollah» caso englaro, il presidente del piemonte, mercedes Bresso, replica al cardinal Poletto La casa di cura "La Quiete" di Udine si offre di ospitare Eluana. Sacconi ripete il suo no Udine. Rovente infuria la polemica tra il cardinale di Torino, Severino Poletto, che ha invocato l'obiezione di coscienza da parte dei medici cattolici, e il presidente della regione Piemonte, Mercedes Bresso, che replica: "L'Italia non è il Paese degli ayatollah!". In un'intervista a "Repubblica" il porporato ha chiesto addirittura l'obiezione di coscienza da parte dei medici cattolici che dovrebbero sottrarsi, se richiesti, dal procedere all'interruzione dell'alimentazione forzata di Eluana. «Lasciar morire qualcuno che è ridotto in uno stato vegetativo è eutanasia e la Chiesa è contraria all'eutanasia come ad ogni forma di negazione della vita. La legge di Dio non può mai essere contro l'uomo, la legge di Dio è sempre per l'uomo. Andare contro alla legge di Dio significa andare contro l'uomo. Dunque se le due leggi entrano in contrasto è perché la legge dell'uomo non è una buona legge e si rivelerà tale dai suoi frutti». Secca la risposta di Bresso: «A Poletto che richiama i medici cattolici all'obiezione di coscienza, chiedo: qual è la differenza tra l'Italia di oggi e gli stati clericali, come quello degli ayatollah, dove viene ingiunto a tutti coloro che credono di assumere un certo comportamento? Una cosa è una raccomandazione, l'espressione di una posizione che io considero assolutamente legittima. Un'altra è l'ingiunzione a persone che sono tenute al rispetto delle leggi del proprio Stato che fino a prova contraria è ancora uno Stato laico. I credenti non possono essere richiamati con i diktat. Penso che sia un errore per la Chiesa entrare in questo modo, a piedi giunti, su una materia così delicata, su cui milioni di cattolici in tutto il mondo ogni giorno prendono decisioni assolutamente simili a quelle della famiglia Englaro, e lo fanno con sofferenza e difficoltà». E' sacrosanto dunque che le strutture sanitarie nazionali diano corso alla decisione della Cassazione. «La circolare del ministro Sacconi non supera la legge e l'interpretazione della legge non è compito degli organi esecutivi. È inquietante che si pieghi la legge a una decisione politica... Sono preoccupata: vedo minacciato l'unico principio laico e di rispetto delle persone, quello dell'autodeterminazione. Eluana è una persona in coma vegetativo, non è una disabile». «Siamo pronti ad ospitare Eluana Englaro». Dalla clinica "La Quiete" di Udine arriva intanto l'offerta che attendeva Beppino Eglaro, il padre della donna in coma vegetativo da 17 anni. La notizia è stata confermata dalla direzione generale della struttura, un'azienda di servizi alla persona (ex Ipab) giuridicamente autonoma, che non ha rapporti con l'Azienda sanitaria territoriale. Determinante l'intervento del sindaco di Udine, Furio Honsell (Pd), solecitato dalla famiglia Englaro. Informalmente però fonti della Regione Friuli Venezia Giulia hanno fatto notare che l'intervento non sarebbe praticabile.â??«Ciò che la sentenza della Cassazione indica di fare è un trattamento di tipo sanitario e questi si fanno esclusivamente nelle strutture prescritte. "La Quiete"è una casa di riposo e non è convenzionata col Servizio sanitario nazionale. Eluana quindi può essere ospitata ma non per sospendere l'alimentazione e l'idratazione». Dal sito della clinica si apprende che la struttura ospita 385 anziani in una residenza protetta, fornendo anche prestazioni di carattere sanitario e riabilitativo. "La Quiete" si limiterebbe ad offrire ospitalità alla donna, mentre l'interruzione dell'alimentazione avverrebbe ad opera di una èquipe medica composta da volontari. In settembre la Regione Lombardia aveva negato l'intervento al padre di Eluana, che si è rivolto al Tar chiedendo la sospensiva della delibera regionale. La decisione è attesa a breve. Tempo fa, un'altra casa di cara friulana, la "Città di Udine", si era offerta di accogliere Eluana nelle sue ultime ore di vita ma il ministro del Lavoro, Salute e Politiche Sociali, Maurizio Sacconi, aveva stoppato l'iniziativa, minacciando di disdire la convenzione del SSN con la struttura. I dirigenti della clinica "Città di Udine" avevano ritirato l'offerta. Denunciato da alcuni radicali, Sacconi è stato iscritto nel registro degli indagati della procura di Roma, con l'ipotesi di reato di violenza privata. Il ministro è tornato a far sentire la propria voce. Non intende recedere dalla sua posizione che rende inoperante la sentenza della Corte di Cassazione che aveva autorizzato la cessazione dell'alimentazione forzata di Eluana. Eluana deve essere alimentata e continuare al vivere la propria vita vegetativa. «I comportamenti di erogatori di servizi pubblici e privati del Servizio Sanitario Nazionale in contrasto con i principi generali e le norme specifiche dell'ordinamento sono suscettibili di sanzione da parte delle Regioni e, relativamente ai principi fondamentali e ai livelli essenziali di Assistenza, anche da parte dello Stato, sulla base di procedure previste dall'articolo 120 della Costituzione e dalle relative leggi attuative». «Il provvedimento della corte di Cassazione oltre ad avere efficacia solo nel caso specifico attribuisce una mera facoltà al tutore della signora Eluana Englaro, senza disporre alcun obbligo specifico a carico di una struttura del SSN». Il ministro ha espresso «umana comprensione del dramma vissuto dalla famiglia Englaro» e rispetto «per tutte le posizioni politiche e culturali, nella misura in cui sono a loro volta aperte al dialogo, sui temi che riguardano il senso stesso della vita e il suo confine con la morte. Ciò non può esimermi dall'esercizio dei miei doveri secondo scienza e coscienza». Renzo Parodi parodi@ilsecoloxix.it 23/01/2009

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Illuminata la strada dei Breveiarrivano quaranta lampioni (sezione: Laici e chierici)

( da "Secolo XIX, Il" del 23-01-2009)

Argomenti: Laicita'

Illuminata la strada dei Breveiarrivano quaranta lampioni varazze SARANNO illuminati gli ultimi settecento metri della strada dei "Brevei", che collega il centro ponente, zona stazione-porto, con la frazione Cantalupo. Lo comunica l'assessore ai lavori pubblici, e vice sindaco, Alessandro Bozzano. "Saranno installati oltre quaranta punti luce- spiega- che risolveranno un problema, quello dell'oscurità, all'esame da tempo. L'intervento costerà circa 70 mila euro. I lavori saranno appaltati a breve e contiamo di ultimarli entro la fine di maggio. So che esistono richieste di illuminazione in altre zone, come la lunga scalinata fra le vie via Corosu e Papa Innocenzo IV, sempre alle spalle della stazione, rione San Nazario." Interventi in chiave elettorale? "Figuriamoci- risponde Bozzano-, i lavori erano nel mirino da tempo. Ora stiamo per portarli a termine. Cosa dovremmo fare? Rallentare l'attività del Comune perché ci sono le elezioni in vista? Entro l'estate, sarà completata la prosecuzione della passeggiata a mare di ponente dall'altezza dei bagni "Eden" all' "Onda azzurra". Intanto, la bella strada dei "Brevei", e gli abitanti della zona, avranno l'illuminazione dovuta". Un provvedimento, quello del Comune, atteso da tempo. Soprattutto da parte dei residenti che in passato avevano protestato. A. REG. 23/01/2009

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di Alessandro Calvi <Nessuna questione di carattere religioso>, assicura Fabrizio Cicchitto (sezione: Laici e chierici)

( da "Riformista, Il" del 23-01-2009)

Argomenti: Laicita'

di Alessandro Calvi «Nessuna questione di carattere religioso», assicura Fabrizio Cicchitto Intervista. «Non deve morire di fame. Sono d'accordo con l'operato di Sacconi. Non è una questione religiosa, anche se nel vecchio Partito socialista la religione contava». di Alessandro Calvi «Nessuna questione di carattere religioso», assicura Fabrizio Cicchitto. Eluana Englaro, però, non può essere lasciata morire di fame. E, in ogni caso, non sarebbe uno scandalo se, anche tra chi nel Pdl proviene dal Psi, fossero sollevate obiezioni di tipo religioso. «D'altra parte - ricorda il presidente dei deputati del Pdl - anche Craxi aveva una posizione di apertura verso il mondo cattolico». Ma questo vale per altri, come Maurizio Sacconi, che ultimamente si è molto esposto sul caso Englaro. Cicchitto, invece, rivendica le posizioni laiche assunte sulla legge sulla fecondazione assistita. E, però, spiega che è necessario che su questi temi laici e cattolici si incontrino. Il Pd è spaccato. Ma non è che nel Pdl sui temi etici si parli a una voce sola. È perché, come disse Berlusconi sin dai tempi dell'annuncio sul predellino, su questo siete un partito anarchico? Tra noi ci sono cattolici, liberali e una vasta area di socialisti riformisti, ma non ci sono correnti organizzate. Ci sono tendenze culturali, giudizi storici ma non esiste una rigidità di derivazione politica. Sui temi della bioetica c'è ovviamente un confronto tra laici e cattolici. E soprattutto c'è libertà di coscienza. Dipende dall'essere "anarchici" o perché, come Berlusconi disse a Ferrara sull'aborto prima delle elezioni, «meglio non parlare di quelle cose là»? Berlusconi è molto cauto su questi temi. Sa benissimo di avere un partito non solo interclassista ma anche pluriculturale di cattolici, socialisti e liberali. E lui è un liberale che non cavalca nessuna tigre integralista o estremista. Le voci fuori dal coro nel Pdl spesso arrivano dall'area ex radicale ed ex socialista. Molti ex socialisti, però, ultimamente sembrano aver sterzato su posizioni più moderate. Il ministro Sacconi, ad esempio, sul caso Englaro si è molto esposto. A Sacconi voglio ribadire la mia solidarietà per l'attacco giudiziario che gli è stato portato. Poi, lui ha una formazione socialista riformista ma anche religiosa e questo evidentemente non scandalizza nessuno proprio perché rientra nella storia setssa della cultura socialista italiana dagli anni '70 in poi. Insomma, ci sarebbe un filone catto-socialista? Certo, nella storia del Psi c'è stata anche una componente del genere. Penso a Labor, ad Acquaviva, a Covatta che erano socialisti a pieno titolo. E anche Craxi, che pure era laico, firmò il Concordato e aveva una posizione di apertura verso il mondo cattolico, tanto che aprì le porte del partito a questa componente. Voglio ricordare che il Psi non era affatto anticlericale. Lo dimostra il fatto che Boselli, che sull'anticlericalismo ha fatto la campagna elettorale, ha soltanto perso voti. Lei sul caso Englaro ha "coperto" Sacconi. Ora torna a difenderlo. Rispetto a quel filone dove si trova? Rivendico la libertà di coscienza e che, quando si parlava di fecondazione assistita e di diagnosi preimpianto, ho votato contro quell'articolo e mi sono astenuto sulla legge. Nessuno nel partito mi ha attaccato su questa scelta. Ora serve che sulla regolarizzazione del fine vita si lavori per una posizione comune tra laici e cattolici. Vi preparate a portare in Parlamento la legge sul fine vita. L'esigenza di una legge dipende dal fatto che in assenza potrebbe esserci una jungla derivante da decisioni dei tribunali di segno diverso. Lo ha dimostrato il caso Englaro. Si tratta semplicemente di apprezzare l'aspetto umano di queste vicende. A mio avviso la nuova legge deve fondarsi su una dichiarazione di intenzioni del soggetto che intende esprimere la sua volontà di come deve essere gestita la sua fine-vita, nel caso in cui si venga a trovare in una condizione di perdita di coscienza. Allora si può dare una indicazione di "staccare la spina" e di evitare l'accanimento terapeutico. Diverso è il discorso sul lasciar morire di fame una persona. Diciamo che mi ritrovo perfettamente nell'intervista del professor Marco Ranieri pubblicata dalla Stampa. È un operatore. E per di più è un laico. Il Pd ha una "posizione prevalente". I teodem potrebbero votare con voi. E chissà che anche gli ex popolari siano tentati? Non mi piace il bipolarismo intrecciato al consociativismo. Ma mi auguro che, su questa materia, gli schieramenti sappiano andare oltre le divisioni politiche. 23/01/2009

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Eluana è anche nostra figlia (sezione: Laici e chierici)

( da "Unita, L'" del 23-01-2009)

Argomenti: Laicita'

Eluana è anche nostra figlia Il resoconto del botta e risposta andato avanti per tutto il giorno è copioso. Il cardinal Severino Poletto ha detto che sul caso Englaro i medici devono fare obiezione di coscienza. La legge di uno Stato non può andare contro la legge di Dio. Mercedes Bresso ha replicato che «non viviamo in una Repubblica di ayatollah». Presidente, Mantovano definisce «incivile» la sua replica al cardinal Poletto. Perché ha pensato agli ayatollah? L'obiezione di coscienza, non esiste nell'ordinamento, vale solo per la legge 194, quindi quello del cardinal Poletto è un invito a non rispettare la legge vigente. Tuttavia sono convinta che nessuno possa essere obbligato a compiere azioni contrarie alla propria coscienza. Per questo una legge sul testamento biologico deve prevedere l'obiezione di coscienza che, ne sono certa, i medici adotterebbero con grande cautela. Sappiamo tutti per esperienza personale che i medici, cattolici e non, continuamente prendono decisioni insieme alla famiglia su quando interrompere le terapie. Soltanto la politica, nell'ipocrisia di questo dibattito, fa finta di non saperlo. Quindi non è stato esagerato usare quel termine? La parola ayatollah non è un insulto, indica i capi religiosi che per un insieme di circostanze hanno ottenuto il potere temporale e hanno fatto coincidere la legge religiosa con quella politica. L'appello lanciato da Poletto non va in quella direzione? Sul caso di Eluana Englaro la politica sta scrivendo fiumi di parole. Non è incivile anche questo atteggiamento? La confusione fra Stato e Chiesa provoca solo danni. Il dibattito politico da un lato è incivile perché non tiene conto della discrezione che si dovrebbe avere in un caso del genere e del fatto che in uno Stato di diritto vanno rispettate le sentenze, dall'altro perché mira a criminalizzare chiunque ritenga - in questo caso la famiglia Englaro - di essere titolare di un diritto. Il ministro Sacconi dice di aver fatto riferimento, tra l'altro, alla Convenzione delle Nazioni unite. Il centrodestra, come è nel suo stile, sta modificando uno stato di fatto. Sacconi parla di Eluana come di una disabile e sta insinuando che il padre vuole ucciderla, quando tutti sappiamo che la vita di Eluana è artificiale. Si sostiene che alimentazione e idratazione non sono trattamenti medici e questo è un falso voluto,, al punto che Sacconi considera questi trattamenti nei Livelli Essenziali di Assistenza, cioè nelle cure, le stesse che il paziente può rifiutare, ma noi, istituzioni, no. C'è una sentenza che rischia di restare inattuata a causa di una circolare ministeriale. Può accadere in uno Stato laico? Il ministro non può dare una interpretazione autentica della legge, spetta alla magistratura e le leggi le fanno i parlamenti. Nel caso specifico, poi, né io, né Sacconi, né tutti quelli che parlano, possiamo sostituirci al lavoro che hanno svolto medici e giudici prima di arrivare, con grande prudenza, ad una decisione. C'è chi la accusa di aver riacceso la polemica senza che nessuno le avesse chiesto nulla. Come mai si è espressa sul caso Englaro? Mi è stata fatta una domanda da un giornalista e ho dato una risposta. Per quanto mi riguarda nella mia Regione non ci sono ostacoli, la grande maggioranza degli operatori sanitari del Piemonte ha dato la propria disponibilità. Lei pensa che si arrivi ad una legge? Anche in presenza di una legge sarebbe sempre necessaria una figura di tutela, in caso di conflitto tra medico e famiglia, per esempio. La legge serve soprattutto per conoscere l'orientamento della persona, se invece andasse a porre limitazioni rischierebbe di toccare un principio non violabile dell'ordinamento: il diritto a decidere sulla propria persona. Il principio dell'habeas corpus è un principio inviolabile del diritto occidentale. Come mai si parla sempre meno di laicità? Da quando i cattolici non sono più largamente rappresentati dallo stesso partito, c'è una caccia aperta al loro voto e spesso ci si dimentica che ci sono tanti cattolici laici. Sta dicendo che lo stato era più laico con la Dc? Probabilmente sì, la Dc spesso aveva atteggiamenti laici nei confronti del rapporto con la Chiesa.

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Le crociate su Eluana (sezione: Laici e chierici)

( da "Manifesto, Il" del 23-01-2009)

Argomenti: Laicita'

IL CASO ENGLARO LA GIORNATA In attesa della sentenza del Tar, un'altra clinica di Udine disponibile ad accoglierla. Sacconi attacca Le crociate su Eluana Non si placa lo scontro politico attorno al corpo della donna in stato vegetativo da 17 anni. La presidente della regione Piemonte replica agli attacchi del cardinale Poletto: «Non siamo la repubblica degli ayatollah». E se la prende anche con il Pd che la lascia sola. Intanto il centrodestra non ferma l'offensiva. Il ministro Sacconi: «Un dovere alimentarla, sul suo caso una campagna ideologica». E nel frattempo l'Ordine dei medici prende posizione contro l'obiezione di coscienza: non può limitare i dirit Giorgio Salvetti MILANO La guerra santa continua. Il corpo inerte di Eluana Englaro è ormai usato come un campo di battaglia da preti e politici in vena di lanciare anatemi contro la laicità dello stato e senza alcun rispetto del doloroso silenzio di un padre e di una madre che vegliano una figlia che da 17 anni è costretta in un limbo tra la vita e la morte. Ieri un'altra clinica di Udine, la «Quieta», ha dato la propria disponibilità ad accogliere Eluana e ad attuare le sentenze della magistratura che consentono la sospensione dell'alimentazione forzata. «Confermo di aver contattato la Quiete - ha fatto sapere Furio Hansell, sindaco di udine - ritengo opportuno che la nostra città possa dare una risposta giusta e civile a questa vicenda umana». A Milano, intanto, si è riunito il Tar della Lombardia per esaminare il ricorso presentato dalla famiglia Englaro contro il diktat del governatore Formigoni che ha vietato alle strutture sanitarie lombarde di applicare quanto stabilito dalla Corte d'appello e ribadito dalla Cassazione. Il tribunale civile ha deciso di pronunciarsi senza bisogno di istruttoria: la decisione sarà resa nota a giorni. La puntata odierna del calvario di Eluana sarebbe finita qui. E invece sulla pelle di quella ragazza impazza la polemica politico-religiosa. Il cardinale di Torino, Severino Poletto, intervistato da la Repubblica, si è scagliato contro il presidente del Piemonte, Mercedes Bresso, che si era detto disponibile ad accogliere Eluana in una struttura sanitaria della sua regione. «La legge di dio prevale su quella dell'uomo - ha tuonato il prelato - i medici cattolici che si trovassero costretti a lavorare nell'ospedale dove si intende interrompere l'alimentazione di una persona, dovrebbero rifiutarsi di farlo». Mercedes Bresso è stato costretta a difendersi con decisione: «I credenti non possono essere richiamati con i diktat. Penso che sia un errore per la Chiesa entrare in questo modo, a piedi giunti, su una materia così delicata. Stiamo rischiando di perdere il carattere laico del nostro stato. Nessun medico può essere obbligato a fare qualcosa se ritiene di non poterla fare. Ma a questo punto quale è la differenza tra l'Italia e gli stati clericali, come quello degli ayatollah, dove viene ingiunto a tutti colore che credono di assumere un certo comportamento?». Per il presidente Bresso, l'atto di indirizzo del ministro Sacconi che ha vietato alle Regioni di applicare le sentenze è inquietante. «Quella circolare non può superare la legge e l'interpretazione della legge non è compito degli organi esecutivi». Sacconi, dal canto suo, insiste. Se la legge di dio prevale su quella dell'uomo, per il ministro la sua circolare prevale su quanto è stato stabilito dalla magistratura. Con un salto mortale giuridico, il ministro sostiene che «in assenza di una disciplina legislativa dedicata alla regolazione della fine della vita, la generale applicazione del dovere di alimentazione e idratazione nei casi di particolare bisogno non poteva non essere accompagnata da un atto del ministro». Come dire, in assenza di legge, la legge sono io. Alla faccia della democrazia, della volontà di Eluana e dei parenti e della «umana comprensione», che però il ministro sottomette alla sua decisione in «scienza e coscienza». Amen. Da una parte e dall'altra della trincia i vassalli sparano le loro cartucce. Così la fedele sottosegretaria al Welfare, Eugenia Roccella (Pdl): «Non è previsto in nessun livello essenziale di assistenza la possibilità di interrompere nutrizione e idratazione». Per il sottosegretario all'Interno Mantovano (Pdl) le parole di Bresso al cardinale sono «obiettivamente incivili, quando il cardinale parla di inviolabilità di ogni vita umana, recita un diritto naturale non la versione cattolica degli ayatollah». Per la senatrice Maria Burani Procaccini (Pdl) «le parole di Mercedes Bresso contro il cardinale Poletto sono il frutto di un'arroganza inaccettabile e denotano la predisposizione dialettica ad un relativismo che inorridisce». Il geniale Roberto Cota, il leghista che si inventò le classi separate per bambini stranieri, avvisa Bresso di voler fare «esibizionismo istituzionale». Di segno opposto Aurelio Mancuso, presidente dell'Arcigay, che ringrazia Mercedes Bresso per il coraggio dimostrato. Per Claudio Fava e Gloria Buffo (Sd) «nell'aprire le porte delle strutture sanitarie piemontesi ha adempiuto ad un preciso dovere istituzionale». I Giovani comunisti, in un comunicato, giudicano «scandaloso che una personalità come il vescovo di Torino faccia apertamente appelli per non rispettare una sentenza della Cassazione. Vittima del fuoco incrociato, il Pd, incapace di districarsi tra neodem e laici. Emma Bonino trova il comportamento del presidente piemontese «corretto e inappuntabile». Mentre il deputato piemontese del Pd Giorgio Merlo parla di «diritto naturale alla vita» e difende le parole del cardinale. Walter Veltroni se la cava così: «Meno entra la politica in questa vicenda meglio è, c'è una sentenza». Un attacco all'intromissione di Sacconi, ma anche un buffetto al presidente Bresso. Ecumenico, come sempre. 17 anni È da tanto tempo che Eluana Englaro è in stato vegetativo, in seguito a un incidente stradale. Da allora ha sempre vissuto in stato di incoscienza 11 luglio 2008 In quel giorno il papà di Eluana, dichiarò ai giornalisti dopo il via libera della magistratura: «È questione di giorni». Ma il caso non si è ancora risolto

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Due partiti in città. E tutti: toni sbagliati (sezione: Laici e chierici)

( da "Corriere della Sera" del 23-01-2009)

Argomenti: Laicita'

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Cronache - data: 2009-01-23 num: - pag: 18 categoria: REDAZIONALE Il duello Due partiti in città. E tutti: toni sbagliati La Christillin: Mercedes e il cardinale, caratteri forti. De Luna: entrati a gamba tesa DAL NOSTRO INVIATO TORINO — Parlano e a volte parlando si accorgono che ogni frase è di troppo. «Perché nelle cose importanti c'è bisogno di silenzio », spiega Ernesto Olivero, fondatore del Servizio missionario giovani, «costruttore di pace» e «innamorato di Dio». Perché questa vicenda, gli fa eco l'ex sindaco Valentino Castellani, «meriterebbe silenzioso rispetto ». E perché «quando mio padre stava male non è che abbiamo detto "staccate la spina". Ma insomma, perché lui non ce l'aveva la spina...» ricorda Evelina Christillin. Torino è colpita. Dalla storia di Eluana, che non riesce né a morire né a vivere. E dalla lite fra Mercedes Bresso e il cardinale Poletto: lo scontro sui media, quei toni accesi così poco sabaudi. La Christillin, presidente del Teatro stabile di Torino, prova a spiegare: «Sono persone dal carattere forte, due sanguigni: lei impregnata di laicismo e lui ovviamente di religiosità. Forse quello di Poletto è stato un "fallo di reazione", ma per chi lo conosce era difficile pensare che dopo l'apertura della Bresso non avrebbe detto niente. Anche la presidente ha commesso un fallo usando la parola ayatollah. Però la sua disponibilità ad accogliere Eluana è un atto di pietà». è la stessa parola che viene in mente a Carlo Callieri, il «duro», il direttore del personale Fiat chiamato a gestire la fabbrica negli anni delle Br, quello che nel 1980 suggerì ai quadri di sfilare per le vie di Torino, e fu la marcia dei 40 mila. Della polemica non parla. «Ma ho seguito il caso — dice — e sono convinto che il solo comportamento accettabile sia avere pietà, cioè andare incontro al desiderio del padre di mettere fine alla sofferenza». Insomma, i torinesi partecipano. Si interrogano, magari si dividono e a volte più dell'appartenenza seguono traiettorie personali. Molti sono d'accordo con la Bresso nel merito, quasi nessuno ne approva i toni. Ernesto Ferrero, direttore del Salone del libro, risponde al telefono da un ingorgo del Cairo: «Sto con chi crede che vada lasciata la scelta ai soggetti interessati, al padre di Eluana, alla famiglia». Il presidente del Consiglio regionale Davide Gariglio, cattolico del Pd, bacchetta la governatrice: «Tutti difendiamo la laicità dello Stato, ma lei quando parla di temi etici si pone come un campione di integralismo». Lo storico Giovanni De Luna ne ha per entrambi i contendenti: «Entrare a gamba tesa come Poletto è improprio, ma anche la risposta della Bresso porta la discussione in un'arena dove ognuno combatte per i propri interessi ». Marco Travaglio, giornalista, è meno diplomatico: «C'è una sentenza, ed è sconvolgente che in Italia non vengano eseguite le sentenze per le pressioni dell'autorità politica. Da credente, per me è incredibile anche la presa di posizione di Poletto. Ha usato modi iraniani». All'estremo opposto sta Michele Vietti, parlamentare Udc: «Sono cattolico e la mia sensibilità mi porta a essere vicino al cardinale. Del resto, credo che alimentazione e idratazione non siano accanimento terapeutico. Mi pare anche che in questo dramma ci fossero già tanti protagonisti: la Bresso poteva starne fuori». Vietti è un uomo attento alle questioni della giustizia: «è vero, c'è una sentenza. Magari opinabile ma che colma una lacuna. Perché questo dibattito non sia sterile la politica deve impegnarsi a portarlo in Parlamento per dare al Paese una legge». Valentino Castellani è d'accordo: «Servono regole sul testamento biologico. Io se mi trovassi nella situazione di Eluana non vorrei che mi facessero nulla se non lenire il dolore, accompagnandomi verso la fine a casa mia. E questo devo poterlo pretendere». Ripensa a come si moriva quando era bambino, a Varmo, in Friuli: «Gli anziani quando non ce la facevano più non li si portava in ospedale: stavano a casa e le persone andavano a visitarli, a fargli compagnia». Sessant'anni fa. Un altro Paese. «Il fatto che oggi una struttura pubblica sia a disposizione per realizzare quello che ha deciso la magistratura non è uno scandalo» prosegue l'ex sindaco di Torino. E la polemica? «La Bresso sbaglia a parlare di ayatollah, ma anche il cardinale Poletto ha una posizione rigida. La Chiesa non può dettare le leggi dello Stato, e lo dico da credente». L'avvocato Carlo Federico Grosso nei giorni scorsi si è schierato a favore della governatrice e contro il ministro Sacconi: «Il governo non può bloccare una sentenza con un atto amministrativo. è un principio. E su questo la Bresso ha ragione. L'arcivescovo, però, ci dice altro: ricorda che una cosa è la legalità e un'altra il fatto che una legge sia giusta. Se in base a criteri etici il singolo considera ingiusta una norma può obiettare. In questi termini si può essere d'accordo con lui». La sfida Il cardinale Poletto e la presidente della Regione Bresso Mario Porqueddu

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GATY SEPE PRIMA HA SFIDATO IL MINISTRO SACCONI, ORA BACCHETTA IL CARDINALE POLETTO. IN NOME DI EL... (sezione: Laici e chierici)

( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 23-01-2009)

Argomenti: Laicita'

GATY SEPE Prima ha sfidato il ministro Sacconi, ora bacchetta il cardinale Poletto. In nome di Eluana Mercedes Bresso, la presidente della Regione che nel 2005 aveva sposato la battaglia in favore della sperimentazione della pillola abortiva, è tornata «pasionaria» dividendo le due anime, laica e cattolica, del Pd ma incassando l'appoggio del segretario Veltroni. All'arcivescovo di Torino, che l'altro giorno aveva invitato i medici cattolici a praticare l'obiezione di coscienza, ha mandato a dire che «Non viviamo in una repubblica di ayatollah, nella quale il diritto religioso fa premio sul diritto civile». E appena qualche giorno prima aveva duellato a distanza con il reponsabile del Welfare: lei aveva dato la disponibilità del Piemonte ad accogliere la donna in coma da 17 anni in una struttura pubblica che non fosse «sotto scacco» del ministro, lui aveva replicato di aver solo «applicato le leggi», lei gli aveva ribattuto che nessuna circolare può sostituire una legge. E ancora ieri il ministro ha ribadito le sue ragioni, il «dovere ad alimentare» Eluana, al di là di ogni battaglia ideologica. «Non entro nel merito delle dichiarazioni del cardinale Poletto - ha spiegato la Bresso - perché sono valutazioni religiose. Ma dico che l'obiezione di coscienza, che nel nostro paese è consentita solo per l'interruzione di gravidanza, evidentemente sarebbe rispettata anche in un caso del genere. Nessuno può essere obbligato a fare qualcosa se ritiene di non poterlo fare». Ma, ha continuato la presidente del Piemonte ai microfoni di Radio 24, «Se fossi un medico e mi venisse chiesto di applicare il decreto del Tribunale lo farei, ma con la morte nel cuore. Però penso che sia disumano pretendere che per un tempo infinito una persona che è in stato vegetativo permanente debba essere tenuta artificialmente in vita con strazio della famiglia». Nel Pd, però, non tutti hanno condiviso. Per Veltroni Bresso «sta facendo ciò che è giusto fare, garantendo l'autonomia delle strutture sanitarie rispetto alle forme di pressione politica». «L'importante - ha osservato il leader dell'opposizione - è che non ci sia alcuna strumentalizzazione da parte dei partiti». «La base del Pd» è con lei, hanno fatto sapere 28 parlamentari e dirigenti piemontesi. Ma il partito è diviso: l'ala cattolica, con in testa il presidente del consiglio regionale Davide Gariglio si è subito detta poco convinta sia «dalla sentenza della Consulta in assenza di una legge, che dalle strumentali indicazioni del ministro Sacconi», sollecitando una pausa di riflessione e sottolineando che sarebbe più «ragionevole non decidere sulla vita di Eluana». Ieri, Gariglio e i cattolici hanno preso posizione dichiarando che, dal loro punto di vista, accogliere la Englaro trasformerebbe il Piemonte nella «Regione della morte». Il presidente del consiglio regionale ha così chiesto ai suoi uffici di preparare un dossier sull'argomento; l'assemblea legislativa piemontese dibatterà il tema nella prossima seduta, il 27 gennaio. Intanto, al massimo entro 3-4 giorni verrà depositata la sentenza del Tar del Lazio relativa alla richiesta di annullamento del provvedimento con cui la Regione Lombardia, a settembre, aveva negato al personale delle strutture sanitarie di effettuare l'interruzione dell'alimentazione e idratazione artificiali che tengono in vita Eluana come stabilito dalla Corte d'Appello di Milano.

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TANTO PIù IN UN MEZZOGIORNO OGGI PIù CHE MAI SOFFERENTE. SI TRATTERà, IL CARDINALE SE... (sezione: Laici e chierici)

( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 23-01-2009)

Argomenti: Laicita'

Tanto più in un Mezzogiorno oggi più che mai sofferente. Si tratterà, il cardinale Sepe l'ha detto con chiarezza, di un convegno, come si suole dire, «pastorale». La data, 12 e 13 febbraio, non è casuale. Siamo a vent'anni esatti dalla pubblicazione di quel documento intitolato «Chiesa italiana e Mezzogiorno, sviluppo nella solidarietà» che ebbe una forte ricaduta sul versante non solo ecclesiale ma anche civile. Tra l'altro, un documento nel quale, come qualcuno ha ricordato, la stessa questione meridionale apparve come una questione - anche, non solo - morale. Un documento del quale oggi appare urgente una rilettura in un contesto storico-politico nuovo, nel quale sembra del tutto assente un'idea forte sul rilancio del Sud. Un Sud dal quale i giovani migliori fuggono con una emorragia inarrestabile di intelligenze e di entusiasmi condannandolo ad un progressivo impoverimento umano ed economico. Scorrendo i temi delle relazioni si può intuire che la riflessione si svilupperà su due direttrici. La prima è quella della formazione delle coscienze perchè è in questo senso che storicamente si indirizza «la sollecitudine e la responsabilità delle Chiese». La seconda è nella stretta connessione che passa tra «coscienza religiosa e coscienza civile». Questo è, in estrema sintesi, il tema della cittadinanza che è - dovrebbe essere - l'atteggiamento proprio di cristiani protagonisti delle loro città nell'esercizio dei diritti-doveri del cittadino, ivi compreso quello della partecipazione alla vita della comunità civile. Nel linguaggio politico sono diffuse parole come stato sociale, bene comune, sussidiarietà. Pochi però, anche chi di questi termini fa ampio uso, sanno che si tratta dei cardini del pensiero sociale della Chiesa, quel pensiero che Giovanni Paolo II definì «fondamento insostituibile dell'impegno politico del cristiano» perché le strutture sociali siano, o tornino ad essere, rispettose dei valori etici e della dignità elle persone. Questo non è un discorso teorico. In altri termini: quando si parla di famiglia, perché non dire anche una parola competente sul taglio degli assegni familiari? O sulla carenza di asili nido che al Sud sono perennemente deficitari? Quando si parla di persona (che non è un'entità astratta perché ogni persona ha un nome e un cognome), perché non dire una parola sul tasso di disoccupazione o sul lavoro sommerso che mortifica la dignità delle persone in particolare nel Mezzogiorno? E quando si parla di lavoro, perché non dire una parola su quell'autentico scandalo che sono le morti con farisaico eufemismo definite «bianche» e che non di rado dipendono dall'inosservanza delle norme sulla sicurezza cioè da una illegalità diffusa nelle nostre regioni? Quando si parla di giovani, perché non dire una parola sulla gestione delle discoteche? O sulla mancanza di luoghi di sana aggregazione? Si tratta, come si vede, di temi politici che interpellano il laicato cattolico. D'altro canto lo ha raccomandato di recente anche Benedetto XVI: «Occorre oggi ricominciare daccapo ad accumulare idee, cultura, progetti, ma anche a sperimentare esperienze perché i cattolici siano ancora in grado di dare il loro contributo alla vita del Paese». E neppure questa è una novità, visto che molti anni prima già Paolo VI aveva scritto: «Compito primario e immediato dei laici è il mondo vasto e complicato della politica» cioè del servizio alla città. Queste parole non contraddicono affatto l'ormai acquisita distinzione tra ambito religioso e ambito politico chiaramente enunciata dal Concilio. Semplicemente, come fu detto nella Settimana sociale del 2007, «è giunto il momento che i cattolici rappresentino, con garbo ma con forza, che il futuro del nostro Paese non potrà prescindere dalla loro presenza costitutiva e dal loro apporto irrinunciabile». Il che, ovviamente, non ha nulla a che vedere con logiche di schieramento partitico ma riflette un'idea alta della politica che, forse (forse?), oggi sembra un po' smarrita. Mario Di Costanzo

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Il Pd guardi alla fatica di Sturzo (sezione: Laici e chierici)

( da "EUROPA ON-LINE" del 24-01-2009)

Argomenti: Laicita'

CATTO Il Pd guardi alla fatica di Sturzo ANGELO BERTANI Gramsci definì la nascita del Partito popolare come «il più grande avvenimento della storia italiana dopo il risorgimento poiché vennero scompaginati e sconvolti i quadri della borghesia». Singolare sintonia con Federico Chabod: «La nascita del Partito popolare è per certi aspetti l?avvenimento più notevole della prima metà del XX secolo in Italia». Lo ha ricordato Giuseppe Vacca in un dibattito svoltosi a Roma nei giorni scorsi con la partecipazione tra gli altri di Francesco Malgeri, Piero Craveri e Giovanni Sabatucci, il quale ha ricordato che critici, giornalisti, storici laici e partiti del tempo di Sturzo hanno sempre sottovalutato il Ppi e alla sua nascita nel 1918. Tema dell?incontro era Luigi Sturzo. E da più parti è stata ricordata (Giorgio Riccardi, news Italia press, 20 gennaio) la grande fatica, il grande coraggio, la perseveranza di Sturzo e degli altri fondatori che si muovevano in un contesto difficile che li ostacolava o come minino li i g n o r a v a . Certo, appare evidente che Sturzo e i suoi amici erano consapevoli dell?immensa fatica e del duro lavoro che per molti anni avrebbero dovuto affrontare; e questo porta la riflessione verso l?attualità. Il Partito democratico ovviamente non è il Partito Popolare; e tuttavia da molte parti, anche dal mondo cattolico, è emersa in questi mesi l?obiezione non infondata che il Partito democratico è stato immaginato piuttosto come la fusione di due o più partiti piuttosto che come la nascita di uno nuovo. Ricordo qualcosa di simile al tempo del Ppi di Martinazzoli, che avrebbe potuto essere un fatto molto innovativo se non avesse ripiegato, nello statuto, su una forma partito troppo simile a quella della Dc: provocando l?abbandono, forse un po? vile, delle energie nuove e il rissoso re-insediamento della classe politica precedente, più o meno scampata a mani pulite; e infine la bandiera bianca di Martinazzoli. Oggi la scelta riguarda il Pd e ogni giorno che passa il problema anziché evaporare pare farsi più arduo. Dunque converrebbe, finché si è in tempo, riproporsi il tema della fondazione del partito nuovo. Da Sturzo bisognerebbe imparare la lezione di fondo. Bisogna ricordarsi della fatica di costruire un partito: elaborare un progetto per l?Italia di oggi. Chissà? Se Sturzo e De Gasperi e La Pira venissero canonizzati potrebbero intercedere. Ma forse stanno già cercando di farlo, senza troppo successo.

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<Sulla bioetica il Pd ha vinto>. Franceschini spiega perché (sezione: Laici e chierici)

( da "EUROPA ON-LINE" del 24-01-2009)

Argomenti: Laicita'

«Altro che fallimento, la sintesi raggiunta nei gruppi è un grande risultato» «Sulla bioetica il Pd ha vinto». Franceschini spiega perché CHIARA GELONI «Invece che il fatto che abbiamo realizzato un obiettivo su cui nessuno qualche mese fa avrebbe scommesso una lira sta passando il messaggio che il Pd è spaccato». Dario Franceschini, vicesegretario del Partito democratico ma anche punto di riferimento ? dentro il partito ? dell?area ex popolare, non solo ritiene che la sintesi su cui qualche giorno fa si è raggiunto un ?orientamento prevalente? in materia di testamento biologico all?assemblea dei gruppi di camera e senato sia non un fallimento ma anzi un risultato da rivendicare. Ma quella sintesi lui, da cattolico democratico, la condivide. «Qualche mese fa tutti davano per impossibile una mediazione tra di noi su queste materie ? spiega a Europa nel suo studio al Nazareno ? Invece abbiamo definito una posizione politica condivisa da tutti sull?opportunità di fare la legge sul testamento biologico e sui criteri con cui farla. Su uno dei quindici punti in cui consiste la mediazione ? quello dell?alimentazione e idratazione forzata ? che era lo scoglio più inedito e difficile, si è registrato un dissenso ma c?è comunque una larga condivisione. Se vi pare poco...». A lui no, evidentemente. Tuttavia i Democratici vengono accusati di non aver saputo poi decidere, di aver evitato alla fine un voto che avrebbe definito come linea politica l?orientamento emerso. La spiegazione di Franceschini non è tanto procedurale (in effetti non ha molto senso votare in un?assemblea congiunta di deputati e senatori), ma politica: «Il risultato di una votazione non sarebbe comunque stato vincolante, perché su queste materie il vincolo di partito non può prevalere sul vincolo di coscienza. E poi non aver cristallizzato e contato una ?minoranza? interna ci lascia ancora spazio per fare altri passi in avanti nell?ascolto reciproco. Ciò detto, quando il testamento biologico arriverà in parlamento sarà il momento in cui i gruppi decideranno cosa fare». Votando? «Lo decideranno i gruppi come. Credo che avverrà come avviene in genere nelle nostre riunioni di gruppo, su ogni tema: si discute e si registra qual è l?orientamento prevalente. Non è quasi mai necessario un voto perché si capisca cosa fare». Però, ci tiene a dire Franceschini, la votazione non avrebbe comunque registrato una conta laici contro cattolici: «Ho proposto io nell?assemblea di accettare quella sintesi come orientamento prevalente. E io la condivido». Quindi i cattolici democratici hanno una posizione diversa dagli ex teodem, che chiamano ?eutanasia? il via alla sospensione dell?alimentazione forzata? «Io trovo un po? stucchevole che a chi mesi fa ha scritto il documento dei Sessanta rivendicando l?autonomia dei cattolici in politica venga chiesto ogni settimana di confermare se crede ancora in quell?autonomia: la laicità dello Stato è da cento anni un valore per i cattolici democratici! E però trovo anche fastidioso che si gridi all?interferenza se la Chiesa dice che una cosa è sbagliata quando non siamo d?accordo, e poi magari la si applauda se dice no alla guerra in Iraq. O sempre, o mai. E io dico: la Chiesa ha sempre il diritto di dire ciò che pensa e richiamare i fedeli cristiani al rispetto dei valori, senza metterne in discussione l?autonomia nelle scelte politiche. La Chiesa svolge un ruolo prezioso, costringendoci a interrogarci su una domanda di fondo e cioè: tutto ciò che la scienza consente è lecito, oppure no? Tutti dovrebbero ammettere che è una domanda giusta, e che non ci sono risposte scontate». L?incompletezza della sintesi raggiunta, per qualcuno, dimostra che il Pd non è ancora un partito. Franceschini conviene che «un partito non è una coalizione, non gli può bastare un programma ma deve avere un tessuto di valori condivisi. Ma ? aggiunge ? un partito grande non sarà mai monoculturale o identitario. Su molti temi, sociali, economici, di politica estera, noi abbiamo avuto anni per camminare insieme e raggiungere una posizione condivisa. Sui temi etici non c?è un percorso alle spalle perché sono temi nuovi, e così siamo tutti portati a seguire l?istinto. In più in passato abbiamo anche fatto errori gravi: sulla legge 40 nell?Ulivo non abbiamo saputo costruire occasioni di dialogo tra cattolici e laici a partire da dubbi e paure che, io sono sicuro, tutti condividiamo. E invece ascoltarsi e dialogare è l?unico modo di vincere la sfida. Anche perché...». Anche perché? «Se non segliamo questa strada il rischio è che sia proprio su questi temi nuovi che, nell?epoca postideologica, finiremo per costruire nuove identità, rendendo eterna la spaccatura: diritti civili come identità della sinistra contro valori non negoziabili come identità dei ?moderati? o dei cattolici». Per questo Franceschini è convinto che il passaggio sul testamento biologico, ben lungi dal chiudere la stagione dei ?Sessanta? concretizzi l?ispirazione di quel documento «che però, ribadisco, sono anche stanco di dover rivendicare ogni volta, perché tra di noi dobbiamo fidarci quando diciamo che la laicità è un valore». L?ultima domanda sarebbe sull?iniziativa di Mercedes Bresso che ha proposto che il caso Englaro trovi in Piemonte la sua conclusione e sul rischio che il nodo dell?alimentazione e idratazione ricada sul Pd attraverso Eluana. Franceschini risponde con molta cautela di avere «talmente rispetto per quella vicenda personale e familiare e talmente tanti dubbi su cosa sia giusto o sbagliato che trovo orribile ostentare certezze e troverei ancora più orribile voler trasformare questa vicenda in una rivendicazione di identità o di ruolo politico».

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Eluana, lo scontro Bresso-Poletto come quello D'Azeglio-Franzoni (sezione: Laici e chierici)

( da "EUROPA ON-LINE" del 24-01-2009)

Argomenti: Laicita'

Eluana, lo scontro Bresso-Poletto come quello D?Azeglio-Franzoni FEDERICO ORLANDO RISPONDE Cara Europa, ogni giorno che passa, il caso Englaro diventa sempre più angoscioso, perché allontana molti di noi, favorevoli (come me) o contrari (come altri) al distacco del sondino, dal dramma personale di Eluana e della famiglia, e trasforma la povera ragazza e i suoi parenti, vittime della sventura e di giudici medici e politici, in bandiere per la battaglia tra clericali e anticlericali: che mi sembra stia per divampare, se non è già divampata, alimentata dalle fascine di estremisti fondamentalisti e di incauti violatori del silenzio, che era stato chiesto intorno al caso. Quanto al Palazzo, non mi aspettavo alcuna pietà umana dai ?lombardi sardanapali? che lo occupano, ma dalla sinistra laica e cattolica, che sta ?per definizione? coi deboli, sì. CHIARA DE STEFANI, NOVARA Cara Signora, ho scritto dieci volte negli ultimi anni sulla tragedia di Eluana e sull?abisso in cui è precipitato il nostro stato laico liberaldemocratico di diritto. In alcune stanze del governo abbiamo fatto spazio ai sardanapali, come dice lei, in alcune curie agli ayatollah abituati a confondere la legge dello stato con quella della loro chiesa, in moltissime strutture (ospedali in testa) ad affaristi mimetizzati fra obbiettori di coscienza (legga su Repubblica l?inchiesta di Statera in Sardegna, per sapere cos?è il potere medico (MMM, medici, massoni, mattoni). Sono lieto che Veltroni, mentre perdura l?opportunistico silenzio di Berlusconi, chieda che la volontà di Eluana sia finalmente rispettata e inviti la politica a restare un passo indietro: non perché essa non abbia il dovere di stabilire con la legge quel che si può e quel che non si può fare in Italia (strapotenza medica, interventismi clericali, sopraffazioni di ministri), ma perché ogni parola di troppo, in questo momento, trasforma Eluana da vittima di una ferocia in bandiera di una rivolta, per la quale né la ragazza né il padre devono essere strumentalizzati. È questo anche il senso dell?appello ?Eluana è anche nostra figlia? che ? giornalisti, parlamentari, scrittori, Articolo 21, l?Unità ? abbiamo rivolto alle supreme istituzioni, «perché in Italia il diritto abbia la meglio sui ricatti e le intimidazioni». Mi spiace che nel centro della polemica stato-chiesa venga a trovarsi come 160 anni fa il cardinale di Torino (fra l?altro, Poletto mi sembra uno dei porporati più aperti); ma, quando la presidente Bresso dice che «La chiesa non può invitare a non rispettare la legge dello stato», non fa che richiamarsi all?origine della storia unitaria d?Italia. Quando il Piemonte, dopo la disfatta di Novara, avviava con Vittorio Emanuele II, D?Azeglio e Cavour il ?decennio della preparazione? per liberare l?Italia, il primo ostacolo che il governo D?Azeglio dovette rimuovere fu proprio il vescovo di Torino mons. Franzoni, che mobilitò i fedeli contro le leggi Siccardi. Esse toglievano alla chiesa il privilegio del foro ecclesiastico ed altri? benefit. Si arrivò allo scontro fisico e agli arresti, D?Azeglio diede prova di quella fermezza che oggi chiamano ?repubblicana? (come Corrado Augias definisce l?atteggiamento di Mercedes Bresso) ma che allora si chiamava liberale e aveva come idea guida lo stato moderno. E l?hanno avuta i nostri governanti fino a De Gasperi e a Craxi. Lei pensi se a palazzo Chigi ci fosse oggi uno di loro (per non retrodatare fino a Ricasoli, Sella, Depretis, Crispi, Giolitti): lei crede che i Sacconi e le Roccelle potrebbero squittire ?indirizzi? e sibilare leggi prossime venture contro la volontà dei malati? Il caso Eluana è arrivato al diapason, oggi, come per ricordarci che l?abisso antigiuridico e antidemocratico in cui è precipitata la nostra classe di governo è pari a quello finanziario nel quale è caduto il turbocapitalismo. L?una è degna dell?altro, anche se saremo noi, come nel 1944-45, a doverci sobbarcare il peso della ricostruzione della civitas.

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il caso eluana nel paese della doppia obbedienza - (segue dalla prima pagina) (sezione: Laici e chierici)

( da "Repubblica, La" del 24-01-2009)

Argomenti: Laicita'

Pagina 33 - Commenti IL CASO ELUANA NEL PAESE DELLA DOPPIA OBBEDIENZA (SEGUE DALLA PRIMA PAGINA) La prima è l´invito all´obiezione di coscienza dei medici, che per Poletto devono rifiutarsi in Piemonte di sospendere l´alimentazione forzata ad Eluana, entrando in contrasto con la richiesta della famiglia e con la sentenza che la legittima. Non c´è alcun dubbio che la coscienza individuale può ribellarsi a questo esito, e il medico ? credente o no ? può vivere un profondo travaglio tra il suo ruolo pubblico in un ospedale statale al servizio dei cittadini e delle loro richieste, il suo dovere professionale che lo mette al servizio dei malati e delle loro sofferenze, e appunto i suoi convincimenti morali più autentici. Questo travaglio può portare a decisioni estreme assolutamente comprensibili e rispettabili, come quella di obiettare al proprio ruolo pubblico e al proprio compito professionale perché appunto la coscienza non lo permette, costi quel che costi: e in alcuni casi, come ha ricordato qui ieri Adriano Sofri, il costo di questa opposizione di coscienza è stato altissimo. Mi pare ? appunto in coscienza ? molto diverso il caso in cui i credenti medici vengono sollecitati collettivamente da un Cardinale (quasi come un´unica categoria professionale e confessionale da muovere sindacalmente) a mobilitarsi nello stesso momento e ovunque per mandare a vuoto una sentenza dello Stato, indipendentemente dalla riflessione morale e razionale di ognuno, dai tempi e dai modi con cui liberamente ciascuno può risolverla, dalle diverse sensibilità per la pietà e per la carità cristiana, pur dentro una fede comune. Qui non si può parlare, se si è onesti, di obiezione di coscienza: semmai di obbligazione di appartenenza, perché l´identità cattolica di quei medici diventa leva e strumento collettivo su cui puntare con impulso gerarchico per vanificare una pronuncia della Repubblica. Questo è possibile perché il Cardinale spiega con chiarezza la concezione della doppia obbedienza, e la gerarchia che ne consegue. Lo Stato moderno e laico, libero "dalla" Chiesa mentre la garantisce libera "nello" Stato, applica la distinzione fondamentale tra la legge del Creatore e la legge delle creature. Poletto sostiene invece che poiché la legge di Dio non può mai essere contro l´uomo, andare contro la legge di Dio significa andare contro l´uomo: dunque se le due leggi entrano in contrasto "è perché la legge dell´uomo non è una buona legge", ed il cattolico può trasgredirla. La legge di Dio è superiore alla legge dell´uomo. Su questa dichiarazione vale la pena riflettere, per le conseguenze che necessariamente comporta. è la concezione annunciata pochi anni fa dal Cardinal Ruini, secondo cui il cattolicesimo è una sorta di seconda natura degli italiani, dunque le leggi che contrastano con i principi cattolici sono automaticamente contronatura, e come tali non solo possono, ma meritano di essere disobbedite. Da questa idea discende la teorizzazione del nuovo cattolicesimo italiano di questi anni: la precettistica morale della Chiesa e la sua dottrina sociale coincidono con il diritto naturale, dunque la legge statale deve basare la sua forza sulla coincidenza con questa morale cattolica e naturale, trasformando così il cattolicesimo da religione delle persone in religione civile, dando vita ad una sorta di vera e propria idea politica della religione cristiana. Ma se la legge di Dio è superiore alla legge dell´uomo, se nella doppia obbedienza che ritorna la Chiesa prevale sullo Stato anche nell´applicazione delle leggi e delle sentenze, nascono due domande: che cittadino è il cattolico osservante, se vive nella possibilità che gli venga chiesto dalla gerarchia di trasgredire, obiettare, disubbidire? E che concezione ha la Chiesa italiana, con i suoi vescovi e Cardinali, della democrazia e dello Stato? Qualcuno dovrà pur ricordare che nella separazione tra Stato e Chiesa, dopo l´unione pagana delle funzioni del sacerdote col magistrato civile, la religione non fa parte dello "jus publicum", la legge umana non fa parte di quella divina con la Chiesa che la amministra, le istituzioni pubbliche e i loro atti sono autonomi dalle cattedre dei vescovi e dal magistero confessionale. Il cittadino medico a cui si ordina di agire in nome di una terza identità ? suprema ?, quella di cattolico, non obietta in nome della sua coscienza, ma obbedisce ad un´autorità che si contrappone allo Stato, e chiede un´obbedienza superiore, definitiva, totale alla Verità maiuscola, fuori dalla quale tutto è relativismo. Solo che in democrazia ogni verità è relativa, anche le fedi e i valori sono relativi a chi li professa e nessuno può imporli agli altri. Perché non esiste una riserva superiore di Verità esterna al libero gioco democratico, il quale naturalmente deve garantire la piena libertà per ogni religione di pronunciarsi su qualsiasi materia, anche di competenza dello Stato, per ribadire la sua dottrina. Sapendo che così la Chiesa parla alla coscienza dei credenti e di chi le riconosce un´autorità morale, ma la decisione politica concreta nelle sue scelte spetta all´autonoma decisione dei laici ? credenti e non credenti ? sotto la loro responsabilità: che è la parola della moderna e consapevole democrazia, con cui Barack Obama ha siglato l´avvio della sua presidenza. Dunque non esiste una forma di "obbligazione religiosa" a fondamento delle leggi di un libero Stato democratico, nel quale anzi nessun soggetto può pretendere " di possedere la verità più di quanto ogni altro possa pretendere di possederla". Ne dovrebbe discendere finalmente una parità morale nella discussione pubblica, negando il moderno pregiudizio per cui la democrazia, lo Stato moderno e la cultura civica che ne derivano sono carenti senza il legame con l´eternità del pensiero cristiano, sono insufficienti nel fondamento. è da questo pregiudizio che nasce la violenza del linguaggio della nuova destra cattolica contro chi richiama la legge dello Stato, le sentenze dei tribunali, le norme repubblicane. Come se per i laici la vita non fosse un valore, e praticassero la cultura della morte. Come se il concetto di libertà per una famiglia dilaniata, di fraternità per un padre davanti ad una prova suprema, di condivisione per il suo dolore che non è immaginabile, non contassero nulla. Come se la coscienza italiana fosse solo cattolica. Infine, come se la coscienza cattolica, in democrazia, fosse incapace di finire in minoranza davanti allo Stato.

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eluana, "rappresaglia" contro bresso - sara strippoli (sezione: Laici e chierici)

( da "Repubblica, La" del 24-01-2009)

Argomenti: Laicita'

Pagina V - Torino Eluana, "rappresaglia" contro Bresso Trentuno consiglieri attaccano il bilancio sociale. Capofila gli ex Margherita Lo stesso Lepri ammette: "Sul caso della ragazza il governo regionale ha scelto di definire la linea senza un confronto di maggioranza" Documento bipartisan contro la giunta: "Ci ignora e non è il primo caso" Lepri (Pd) e Leo (Pdl) primi firmatari Graiglio dietro le quinte SARA STRIPPOLI In superficie una polemica come ce ne sono state altre, «la goccia che fa traboccare il vaso» come la definisce il consigliere Stefano Lepri dopo una lunga serie di «sgarbi» della presidente Bresso nei confronti del suo consiglio. Il lamento firmato da trentun consiglieri di Palazzo Lascaris, distribuito durante la presentazione del bilancio sociale - strumento che misura le ricadute dell´attività amministrativa della Regione sul territorio, sulle famiglie e sulle imprese - da parte del vicepresidente Paolo Peveraro nella cornice di Palazzo Madama, ha invece tutta l´aria di essere il primo atto della dichiarazione di guerra dei cattolici nei confronti di Bresso in lotta con l´arcivescovo Severino Poletto sul caso Eluana Englaro. «E´ inconcepibile e inaccettabile che il ruolo del consiglio sia - come già avvenuto altre volte - quasi totalmente ignorato entro il bilancio sociale 2007 e nell´odierno suo momento di presentazione», scrivono i trentuno di Palazzo Lascaris, gruppo bipartisan in rapporto di 17 per la maggioranza e 14 per l´opposizione. A raccogliere le firme dei colleghi è guarda caso il cattolicissimo Lepri, e sul fronte speculare del centrodestra il leader di Comunione e Liberazione Giampiero Leo, primo del Pdl a sottoscrivere il documento del «compagno del centrosinistra» nella lotta alla zarina. Che questa volta ha esagerato, come più di un esponente di area cattolica del Pd ha sussurrato nei corridoi con toni più o meno percepibili in questi ultimi due giorni. Un ruolo importante dietro le quinte l´avrebbe il presidente del Consiglio Davide Gariglio, protagonista di un contrasto duro con Bresso sulla questione Eluana. A lui i trenta consiglieri chiedono adesso di «vigilare per tutelare in ogni occasione il mandato e l´autorevolezza del Consiglio regionale». Vero che il comunicato lo firmano persino due ex-diessini come Nino Boeti e Massimo Pace. Il quale, a domanda, casca dalle nuvole: «Io ho firmato quelle due righe che condivido sull´assenza di menzione del consiglio sul bilancio sociale. Lontano da me ogni altro collegamento o dietrologia. Mi sembra che il documento l´abbia firmato anche Giovanni Caracciolo, un socialista che fino a ieri peraltro era seduto in giunta». Gli altri ex-diessini hanno detto di condividere, ma di non essere disponibili a firmare se il comunicato fosse uscito dal Palazzo per finire in mano ai giornalisti. Sul totale sette esponenti ex-Margherita e un solo laico bindiano, il cuneese Elio Rostagno. Tra i firmatari della maggioranza anche Mariano Turigliatto di Insieme con Bresso. L´autore, Stefano Lepri, nega che ci sia un collegamento fra il caso Englaro e la protesta sul bilancio sociale: «Non è certo la prima volta che intervengo per contestare il livello di insensibilità e la posizione di autosufficienza mostrate da Bresso verso il Consiglio». Poi però ammette che il legame in realtà esiste: «anche sul caso di Eluana la giunta ha scelto di definire la linea senza un confronto di maggioranza, e non è certo una novità». Leo conferma con toni molto simili. La presidente Bresso da Roma liquida la faccenda dicendo che si tratta soltanto «di un mugugno». Il vicepresidente Paolo Peveraro è seccato: «In nessun modo si è voluto ledere il ruolo del consiglio regionale né è intenzione della giunta appropriarsi di successi che andrebbero invece condivisi». A rigore, spiega Peveraro, «il consiglio regionale potrebbe presentare il proprio bilancio sociale».

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il cattolico lucà: "sentenza da rispettare ma mercedes poteva fare meno clamore" - ottavia giustetti (sezione: Laici e chierici)

( da "Repubblica, La" del 24-01-2009)

Argomenti: Laicita'

Pagina V - Torino Il cardinale Il deputato democratico: le istituzioni considerino la sofferenza, la dignità e la volontà degli Englaro Il cattolico Lucà: "Sentenza da rispettare ma Mercedes poteva fare meno clamore" è legittimo che Poletto si rivolga alla coscienza dei credenti. Con lui la presidente ha usato parole poco felici OTTAVIA GIUSTETTI Mimmo Lucà, parlamentare dell´area cattolica del Pd e leader dei Cristiano sociali, si è spesso distinto dai compagni di corrente per le sue prese di posizione laiche. Cosa pensa del fatto che Mercedes Bresso abbia offerto alla famiglia Englaro la possibilità di venire in Piemonte? «La Corte di Cassazione ha autorizzato il padre di Eluana Englaro a sospendere alimentazione e idratazione alla figlia in stato vegetativo persistente dal gennaio ´92. La famiglia sta cercando da molto tempo un presidio sanitario per dare corso, credo, con grande sofferenza, alla propria decisione. è legittimo attendersi dal servizio pubblico il rispetto della sentenza della magistratura. La Regione Piemonte ha dato la propria disponibilità in tal senso. Si poteva fare, forse, con maggiore discrezione e con il riserbo che le circostanze sicuramente richiedono». Avrà certamente letto le dichiarazioni del cardinale Severino Poletto. è legittimo che un cardinale invochi l´obiezione di coscienza come strumento di mobilitazione? «è del tutto plausibile che il Cardinale evochi il ricorso all´obiezione di coscienza per i medici cattolici. La legge lo consente in situazioni analoghe. Si pensi, ad esempio, alla legge 194. D´altra parte, ve n´è riscontro in numerosi documenti della Chiesa cattolica. Il dispositivo dei giudici, tuttavia, non è rivolto a questo o a quell´operatore, che può anche astenersi dall´intervenire. Sono le autorità preposte al regolare funzionamento del Servizio sanitario che devono assicurare il pieno rispetto della sentenza e, dunque, della volontà della famiglia Englaro». Si può dire che secondo la tesi del cardinale esistono due legislazioni parallele e che il cattolico osservante si avvale dell´obiezione di coscienza quando la legge "civile" entra in conflitto con quella della sua religione. Quando un medico obietta non viola il diritto di chi si rivolge a lui per esercitare una libertà riconosciuta dalla legge? «Credo che si debba abbassare il tono degli interventi ed evitare le forzature che impediscono di riconoscere le ragioni di ciascuno. Sono sicuro che il Cardinale conosce molto bene la distinzione tra ciò che appartiene alla sfera dell´ordine civile e ciò che invece è competenza di quella religiosa. Si tratta di una distinzione sulla quale è fondato lo Stato di diritto e di cui si alimenta il principio di laicità che ne è un cardine fondamentale. Una indicazione di comportamento suggerita ad un cittadino credente dall´autorità della Chiesa, in ragione di una comune fede religiosa, è del tutto legittima, ma non può valere per l´insieme della comunità civile». Bresso ha risposto che questo non è il paese degli ayatollah e molti oggi prendono le distanze. Lei cosa ne pensa? «Non trovo particolarmente felice l´espressione della presidente Bresso. Non siamo di fronte al diktat di nessuno. Eviterei le analogie con gli ordinamenti di altri Paesi a guida religiosa. Credo che nessuno, in Italia, tantomeno le autorità della Chiesa cattolica, intenda ispirare i propri comportamenti a quelle realtà». Ma come finirà, secondo lei, la vicenda di Eluana? «Voglio sperare che le istituzioni dello Stato di diritto sappiano rispettare la sofferenza, il coraggio e la dignità di una persona nel momento più estremo e delicato della sua esistenza. E che sia rispettata la volontà della famiglia Englaro».

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"tanti auguri ma noi andiamo avanti" - simona poli (sezione: Laici e chierici)

( da "Repubblica, La" del 24-01-2009)

Argomenti: Laicita'

Pagina VI - Firenze Pistelli mostra un documento di sostegno, Renzi parla di "stima", Cruccolini spera di avvantaggiarsi "Tanti auguri ma noi andiamo avanti" SIMONA POLI Non hanno tantissima voglia di parlare della candidatura di Ventura gli altri concorrenti alle primarie del centrosinistra. Lapo Pistelli, ad esempio, invece di commentare l´arrivo del ministro ombra preferisce far sapere di aver ricevuto un documento: «Un documento che riafferma l´adesione alla mia candidatura da parte di persone che hanno fatto in passato un percorso politico diverso dal mio e che oggi si ritrovano pienamente in un Pd che supera le vecchie appartenenze e parla ai cittadini di oggi». A firmarlo sono, tra gli altri, Michele Morrocchi, Alberto Formigli, Massimo Gramigni, Fabrizio Ronchi, Chiara Rapallini, Titta Meucci, Sonia Innocenti, Gianni Biagi. «Noi», scrivono gli ex Ds, «abbiamo scommesso sul Pd e sul futuro di Firenze e non abbiamo cambiato idea. Diciamo quindi con forza che il progetto del Pd, del superamento delle nostre culture, è ancora il progetto da perseguire e che nel sostegno alla candidatura di Pistelli si trova la migliore rappresentazione di tante storie, personali e collettive, che sono la forza del Pd. Cattolici democratici, ex comunisti, socialisti, laici e tanti che non hanno un´appartenenza partitica nei vecchi schemi e recinti». Matteo Renzi saluta l´arrivo di Ventura con sobrietà: «Cambiando le regole», dice, «è naturale che cambino anche i candidati. In bocca al lupo a Ventura: è un avversario molto diverso da me per storia e per esperienza ma anche una persona che stimo. Staremo a vedere se aumentando il numero dei candidati alzeremo anche la qualità del dibattito». Eros Cruccolini cerca di evidenziare il lato positivo, per lui, della novità: «Spero che questo gran numero di candidati del Pd sia un vantaggio per noi della Sinistra e colgo l´occasione per fare un appello agli elettori: un mio buon risultato si contrapporrebbe a questo Pd diviso e frammentato. Noi siamo dalla parte di chi è più debole». Anche Valdo Spini, candidato a sindaco da una lista di cittadini, commenta: «Nelle primarie si stanno affrontando ex Pci ed ex Dc, rivendicando ciascuno per sé più che il sindaco l´egemonia sul partito. Non credo che sia nell´interesse del rinnovamento della politica partecipare a questa lotta interna».

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i laici e non alla ricerca del concilio (sezione: Laici e chierici)

( da "Repubblica, La" del 24-01-2009)

Argomenti: Laicita'

Pagina XVIII - Palermo La curiosità I laici e non alla ricerca del Concilio DAL 2002 I CONVEGNI DI CEFALù - cui partecipano attivamente biblisti, teologi, filosofi, psicologi, sociologi, monaci, vescovi, docenti, politici - sono ormai diventati un appuntamento tradizionale. Sono organizzati, in collaborazione con un centro di spiritualità di Assisi (la Pro Civitate Christiana), da un´associazione cattolica (Comunità missionarie del Vangelo) sorta a Palermo «nel fervore postconciliare come risposta operativa al ruolo e alla responsabilità del laicato». Ogni anno si avvicendano sul podio relatori diversi, a seconda degli argomenti in agenda, ma il filo rosso di ogni convegno - e, sinora, di tutta la sequenza dei convegni - è affidato ad un presbitero marchigiano dell´ordine dei Servi di Maria: Alberto Maggi, infatti, che è fondatore del Centro studi biblici «Vannucci» a Montefano (Macerata) e fecondissimo autore di best-sellers, è diventato di fatto il leader intellettuale e morale di questo movimento che, in clima di generale restaurazione, intende mantenere vive le istanze critiche e progressive nell´ambito della Chiesa cattolica.

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Rappresentanzala caduta dei ruoli (sezione: Laici e chierici)

( da "Secolo XIX, Il" del 24-01-2009)

Argomenti: Laicita'

Rappresentanzala caduta dei ruoli alessandro dal lago NELLA FILOSOFIA politica medievale il monarca "rappresentava" la divinità. Egli amministrava il corpo sociale come un pastore cura il gregge per conto di un padrone. Da qui, curiosamente, la doppia natura del potere regio. È vero che era assoluto e insindacabile, ma se il gregge riteneva, sotto certe condizioni, che il monarca tradisse il mandato divino, poteva anche opporsi e persino rovesciarlo. Come è noto, la teologia medievale ammetteva il diritto di resistenza. Tra l'altro, l'origine della parola rivoluzione, che significava qualcosa come ritorno o rotazione, è proprio qui. Abbattendo un usurpatore, si ripristina la legittimità della monarchia. Con Thomas Hobbes, che fonda il concetto moderno di rappresentanza, si passa dalla Repraesentatio medievale a quella che in tedesco si definisce Vertretung, ovvero qualcosa di analogo alla delega. I soggetti trasferiscono a un potere supremo, Leviatano, la facoltà di impiegare la forza per difendere le loro vite e stroncare le sedizioni: è noto che Thomas Hobbes lega il patto tra cittadini e sovrano alla paura delle guerre civili e di religione. Lo stato moderno si basa dunque su un contratto tra le parti. La finzione del patto, perché ovviamente di questo si tratta, ha la funzione di legittimare un potere contro il quale, diversamente dal diritto medievale, non è ammissibile la resistenza. Infatti, se i cittadini si opponessero a Leviatano, finirebbero per opporsi in ultima analisi a se stessi. Che il patto sia orientato in senso sociale (Rousseau) o no, la volontà dei cittadini, una volta sottoscritto il patto, e quindi divenuta generale, deve tacere. In altri termini, nella fondazione giuridica dello stato moderno è presente un eccesso, uno squilibrio a favore del detentore del potere.In termini teorici, le divisione dei poteri ha la funzione di creare un equilibrio tra la fonte delle decisioni (legislatore), la loro esecuzione (esecutivo) e il controllo (potere giudiziario). In tutte le costituzioni democratiche, i tre poteri sono bilanciati affinché il beatus possidens, cioè il detentore effettivo, non usi l'eccesso di potere contro i cittadini. Nella costituzione americana, quella apparentemente più decisionista di tutte, il potere del presidente è limitato non solo da un sistema di veti e controlli, ma dalla relativa indipendenza del potere giudiziario, che può persino agire contro di lui, vedi Watergate e indagini contro Clinton, e dichiarare illegittime le decisioni dell'esecutivo. Ma, in termini materiali, l'eccesso di potere intrinseco nella sovranità moderna è difficilmente evitabile. Se si pensa all'origine "democratica" delle dittature fascista e nazista, che all'inizio furono legittimate dalle elezioni, al maccartismo negli Usa e in generale alla tendenze autoritarie che spesso hanno minacciato la vita democratica, si ha un'idea della facilità con cui il "patto" viene piegato a favore del sovrano. Venendo al cortile di casa nostra, l'ossessione di Berlusconi per il plebiscitarismo, l'ostilità per la magistratura e l'oggettiva diminuzione del ruolo del parlamento indicano la volontà di istituzionalizzare o eternizzare l'eccesso: in questo senso, la storiella dell' "immortalità" del Cavaliere non è soltanto una barzelletta. Non so se Berlusconi abbia letto in profondità Hobbes, ma la sua idea di rapportarsi direttamente al "popolo" esprime proprio il fastidio per qualsiasi resistenza legittima al suo potere. Ma il problema della rappresentanza ha anche un'altra sfumatura. Fino a qualche decennio fa, i partiti assicuravano in qualche modo la comunicazione tra i cittadini e il potere. Questa funzione è drammaticamente implosa. Se il Pdl è un partito in cui le cariche vengono decise dal sovrano, e l'Italia dei valori una specie di partito-famiglia, il Pd è qualcosa di informe, in cui locale e nazionale, cattolici e laici, notabili e burocrati, amministratori e parlamentari si scontrano confusamente ogni giorno. Il risultato è che ormai un buon terzo del paese non è più rappresentato politicamente. Oggi, il deficit strutturale di democrazia in cui tutto ciò sfocia va a vantaggio di Berlusconi, ma domani potrebbe andare a svantaggio di tutti. 24/01/2009

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Vincenzi: <Bresso ha ragionela sentenza sia rispettata> (sezione: Laici e chierici)

( da "Secolo XIX, Il" del 24-01-2009)

Argomenti: Laicita'

Vincenzi: «Bresso ha ragionela sentenza sia rispettata» il caso englaro genova. «Esprimo il mio apprezzamento e la mia solidarietà a Mercedes Bresso, presidente della Regione Piemonte, per il suo intervento in difesa della laicità dello Stato, dopo la richiesta di obiezione di coscienza avanzata dal cardinale Severino Poletti nei confronti dei medici cattolici, affinché si sottraggano, se richiesti, dall'interrompere l'alimentazione forzata e l'idratazione di Eluana Englaro come previsto dalla sentenza della Corte di Cassazione. Sono pienamente d'accordo con Mercedes Bresso». Così Marta Vincenzi, sindaco di Genova, è intervenuta ieri sul caso della ragazza in stato vegetativo da anni. «Il nostro non è un Paese confessionale, come quello degli ayatollah, dove ai cittadini credenti si può imporre un determinato comportamento in nome della fede», ha aggiunto Vincenzi, «in Italia i cattolici sono cittadini tenuti come tutti gli altri al rispetto della legge dello Stato, che non può essere subordinata né a motivi politici, né a motivi religiosi». L'opinione del sindaco è che «la Chiesa può consigliare i credenti in armonia con i propri principi, non richiamarli con veri e propri diktat a una presunta legge di Dio contrapposta a quella dello Stato. Nel caso specifico, non può indurli a rifiutare un'azione che il supremo organo giurisdizionale ha giudicato legittima». Conclusione della Vincenzi: «auspico che le Istituzioni tutte intervengano sulla questione, riaffermando con fermezza i principi laici del nostro Stato di diritto». Intanto "La Quiete" di Udine, la casa di riposo che si è detta disponibile ad accogliere Eluana Englaro, potrebbe avviare dei lavori per rendere alcuni locali idonei alla degenza della ragazza. «Stiamo lavorando per individuare e allestire i locali - ha reso noto la Direzione - tenendo conto che la nostra struttura ha una dimensione di casa di riposo e che dobbiamo garantire la massima privacy». La presidente ha anche confermato che il Cda della casa di riposo, in una prima consultazione informale, si è pronunciato a favore dell' accoglienza di Eluana (quattro voti a favore, tre contrari). «Un parere - ha concluso - dovrà essere formalizzato al termine della verifica». E la vicenda giudiziaria sul caso è destinata a continuare. Un esposto è stato depositato ieri alla Procura di Milano dalla "Compagnia degli uomini liberi", un' associazione di cittadini che si oppone a ogni forma di eutanasia, con lo scopo di fermare la sentenza che, affermano, porterebbe «all'orribile morte di Eluana Englaro». Lo hanno reso noto i membri dell'associazione, che ha come obiettivo finale di «impedire in ogni modo il distacco delle macchine che tengono in vita» Eluana. 24/01/2009

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