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Nuovo altolà di Fini all'alleanza con Ferrara
( da "Resto del Carlino, Il (Nazionale)"
del 19-02-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: Ma il laico Fini ? lo ha detto in
un'intervista mattutina ? nutre "molti dubbi sull'apparentamento a una
lista collegata a una battaglia pur sacrosanta". Nemmeno l'incontro con
Gianni Alemanno (incontro al termine del quale An sembrava aver concordato una linea
favorevole alla lista Ferrara) gli ha fatto cambiare del tutto idea.
La Pira presto beato<I politici lo imitino>
( da "Secolo XIX, Il" del
19-02-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: soprattutto oggi la figura di La Pira
sarebbe un bel modello soprattutto per i molti laici coinvolti in politica nel
mondo sociale e culturale. Non saremo certo noi a bloccarla,
anzi". E a proposito di "fama di santità": si tratta
soltanto del primo passo del processo, è riconosciuta dalla gente, presentata
dai media che - avvertono le gerarchie vaticane - non devono però manipolarla.
<Non siamo disposti a scioglierci: il Pd dev'essere
una forza aperta> ( da "Giornale.it, Il"
del 19-02-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: Se vi alleate con Veltroni come convivrete
con i cattolici? "Noi con i cattolici abbiamo vinto le grandi battaglie
civili del Paese". Con o contro? "C'è un cattolicesimo liberale che è
espulso e cancellato dalle gerarchie del Vaticano, ma che è vivo nel Paese. Con i cattolici laici ci troviamo bene".
Bobbio e l'aborto
( da "Corriere della Sera" del 19-02-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: con la sua straordinaria arte di distinguere
le cose e gli ambiti, sarebbe preziosa ma non è forse gradita. Oppure non si
ricordano quelle parole di Bobbio in difesa del concepito perché dà fastidio
che sia stato un non-praticante, estraneo o quanto meno esterno alla Chiesa
cattolica, a pronunciarle? Claudio Magris.
Cattolici divisi tra Walter e Silvio
( da "Corriere della Sera" del 19-02-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: ma ci sono anche
molti italiani che si considerano a pieno titolo cattolici - anche praticanti -
e hanno ormai una visione laica dei rapporti tra Stato e Chiesa", scrive
Alessandro Amadori, direttore di Coesis Research, la società che ha condotto la
ricerca. Nessun approccio ideologico. Alla domanda
"chi rappresenta meglio i voti cattolici?
Interventi e Repliche
( da "Corriere della Sera" del 19-02-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: iscrizione della politica entro un orizzonte
etico e l'autonomia responsabile dei laici cristiani nell'esercizio delle loro
responsabilità politico-istituzionali. Due punti perfettamente coerenti con il
magistero della Chiesa. è lo stesso magistero della
Chiesa che addita i "cristiani adulti" quale meta dell'azione
educativa e pastorale.
Balena bianca il passato non torna
( da "Riformista, Il" del 19-02-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: al legame con un solo partito, può apparire
preferibile la presenza di cattolici o di laici sensibili ai valori cattolici
nei diversi soggetti politici, in grado - all'occorrenza - di delineare
convergenze trasversali (le cose, ovviamente, cambierebbero se la presenza dei
cattolici nel Pdl e nel Pd diventasse irrilevante).
Sindaco avvia la campagna citando giovanni paolo II
( da "Riformista, Il" del 19-02-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: che pure ha incontrato consensi anche in una
parte del mondo laico, è una battaglia che scalda in primo luogo i cuori di
settori consistenti di un mondo cattolico che può vedere in lui il paladino
della difesa di quei valori non negoziabili per la quale papa Ratzinger si
spende senza riserve sin dall'inizio del suo pontificato.
Da la pira a pio xii ecco il toto-beatificazioni
( da "Repubblica, La" del
19-02-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: Sarebbe un bel
modello per tanti laici impegnati in politica oggi". Frenato appare il
processo del vescovo Romero, assassinato in Salvador da squadroni della morte
di estrema destra mentre celebrava messa. "Per parlare
di martirio un cattolico, deve essere ucciso dall"odio alla fede e non per
motivi sociali o politici", ha detto Saraiva.
"ecco i punti etici del vaticano per i politici
cattolici" - marco politi ( da "Repubblica, La"
del 19-02-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: la Città del Vaticano è uno Stato straniero,
il pontefice è vescovo di Roma e primate d'Italia. E un
legame storico speciale, riconosciuto dalle stesse autorità italiane".
Vi preoccupa la diaspora cattolica? "Mi sembra accettata.
Il cardinal vicario Ruini, ex presidente della Cei, lo ha notato più volte
negli anni passati: i cattolici sono ormai presenti nei diversi schieramenti,
Pisanu: Caro Silvio, adesso vai a caccia di elettori del
Pd ( da "Tempo, Il"
del 19-02-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: essi cattolici o
laici". Lei che è uno dei cattolici più autorevoli del Pdl come vede
la disputa sul voto cattolico? "Chiariamo innanzitutto
che il voto dei cattolici non appartiene a nessuno. è
un voto esigente che va conquistato sul campo, volta per volta, nel confronto
politico sui grandi temi etico-religiosi e sociali che fanno parte del
quotidiano insegnamento della Chiesa"
Non tirate il Papa per la tonaca pag.1
( da "Giornale.it, Il" del 19-02-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: Fin qui io laico e anticlericale concordo in
tutto con l'amico cattolico Brambilla. Analisi perfetta. Ma... Ma così torniamo
a mescolare il sacro e il profano, la politica e la religione. A tirare il Papa
per la tonaca un po di qua e un po di là. E a cercare di convincere i lettori
che il Parlamento è diviso in due,
Non tirate il Papa per la tonaca
( da "Giornale.it, Il" del 19-02-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: E perfino per un laico anticlericale come
chi scrive appare blasfemo e offensivo questo volgare
mercato dove si confondono i simboli dei partiti con quelli più nobili e alti
della fede e della cristianità. Dove in ogni programma elettorale, come su una
bancarella, vengono esposti, come merci dascegliere, l'abbassamento delle tasse
e la moratoria sull'
( da "Resto del Carlino, Il (Nazionale)" del 19-02-2008)
Argomenti: Laicita'
LISTA
ANTI ABORTISTA Nuovo altolà di Fini all'alleanza con Ferrara
? ROMA ? SÌ AL CANDIDATO Giuliano Ferrara, 'ni' allo sposalizio con la sua lista 'Per la vita'. In
casa Pdl c'è maretta sul futuro politico del direttore del Foglio. An ha
dapprima concesso il via libera sia al Ferrara sindaco
di Roma sia all'alleanza con il simbolo elettorale anti-abortista. In serata, però, Gianfranco Fini ha ribadito la sua linea,
ossia: "L'aborto è sempre un dramma, dunque mi auguro che Ferrara desista
dall'intenzione di presentare una lista collegata a un tema drammatico".
Ora toccherà ? forse oggi stesso ? a Silvio Berlusconi in persona sciogliere il
nodo. IL CAVALIERE resta entusiasta all'idea dell'elefantino in Campidoglio, ma
non è convinto dell'apparentamento con un'altra lista, per giunta squisitamente
etica. Teme un effetto boomerang dopo i veti a La Destra e all'Udc. E che in
Forza Italia la decisione sia tutt'altro che scontata lo
prova un insospettabile critico del simbolo Pro life: "Ho condiviso la
moratoria di Giuliano ? spiega il ciellino governatore della Lombardia, Roberto
Formigoni ? non la sua lista". Il protagonista di tanto dibattere stima i
consensi per la sua formazione al 6%, garantisce a Berlusconi "la vittoria
certa" e, in una nota (prima che Fini correggesse la decisione di An)
ringrazia i vertici di via della Scrofa ribadendo la "disponibilità ad assolvere a qualunque impegno con entusiasmo". Certo è
che An non è unita sul caso Ferrara. Matteoli assicura che "c'è l'intesa"
sulla candidatura del direttore del Foglio a sindaco della Capitale. Ma il laico Fini ? lo ha detto in un'intervista mattutina ? nutre
"molti dubbi sull'apparentamento a una lista collegata a una battaglia pur
sacrosanta". Nemmeno l'incontro con Gianni Alemanno (incontro al termine
del quale An sembrava aver concordato una linea favorevole alla lista Ferrara)
gli ha fatto cambiare del tutto idea. Nemmeno la difficolta a
individuare lo sfidante di Rutelli (un'ipotesi è quella della giovane di An
Giorgia Meloni). Nemmeno il pressing di esponenti cattolici
del partito come la Saltamartini ("Il tema della vita non è da relegare
alla coscienza individuale"). L'aborto resta dunque protagonista. Il
leader dell'Udc Pier Ferdinando Casini propone una commissione d'inchiesta
sull'attuazione della legge 194. E mentre il ministro Livia
Turco, smentendo il leghista Polledri, fa sapere di aver già presentato in Aula
una relazione sulla legge, intervengono sulla questione anche cattolici del Pd come Paola Binetti ("Occorre tornare
allo spirito originale della 194, applicandola in tutte le sue parti") e
Franco Marini ("Ferrara? No ? lo giudica ? fare una lista solo
sull'aborto è un'avventura"). Marcella Cocchi -
-->.
( da "Secolo XIX, Il" del 19-02-2008)
Argomenti: Laicita'
La Pira presto beato"I politici lo imitino" la
congregazione per le cause dei santi Tempi più lunghi per Giovanni Paolo II.
Mentre a sostegno di Pio XII arrivano nuove testimonianze storiche 19/02/2008
"PIUTTOSTO che di silenzio parlerei di prudenza". Così il cardinale
portoghese José Saraiva Martins, responsabile del dicastero vaticano che si
occupa delle cause dei santi e dei beati, definisce l'atteggiamento di papa Pio
XII di fronte alla tragedia della Shoah. Il cardinale ha presentato alla stampa
un "vademecum" come lo ha definito lui stesso, per le inchieste
diocesane nelle cause dei santi, la prima fase locale di raccolta di testi e
documenti che testimonino la santità di chi potrà essere dichiarato tale dalla
Chiesa Cattolica. Tra le beatificazioni eccellenti attese non solo dai fedeli
ma da tutto il mondo, oltre a quella di Giovanni Paolo II, allo studio della
Congregazione per le Cause dei Santi c'è anche la vicenda umana e spirituale di
un altro pontefice, Pio XII, e il modello politico di Giorgio La Pira. Per
quanto riguardaPio XII c'è ancora molto da esaminare. Nel
( da "Giornale.it, Il" del 19-02-2008)
Argomenti: Laicita'
"Non
siamo disposti a scioglierci: il Pd dev'essere una forza aperta" di
Emanuela Fontana - martedì 19 febbraio 2008, 07:00 da Roma Onorevole Cappato,
scioglierete il Partito radicale per correre con Veltroni? "Devo
rispondere a Castagnetti?". Non è l'unico a non volervi alleati.
"Anche il Pci prevedeva due tessere, e quindi a maggior ragione dovrebbe
consentirle il Pd, che dice di nascere come un partito aperto". E in
prospettiva? "Noi siamo pronti da molto tempo a
scioglierci in un grande partito riformatore nell'ambito di una riforma
anglosassone, americana delle istituzioni e del sistema elettorale. E
quindi quando questo ci venisse proposto...". Vi
è stato proposto? "Ora nessuno ci ha proposto
nulla". Ma sareste pronti a confluire in un grande soggetto riformatore? "La presenza elettorale autonoma dei radicali sarebbe superata
da una riforma delle istituzioni. Ma non possiamo
farlo da soli". Se vi alleate con Veltroni come
convivrete con i cattolici? "Noi con i cattolici abbiamo
vinto le grandi battaglie civili del Paese". Con o contro? "C'è un cattolicesimo liberale che è espulso e cancellato
dalle gerarchie del Vaticano, ma che è vivo nel Paese. Con i cattolici laici ci troviamo
bene". Aborto, fecondazione assistita, eutanasia, diritti
dei gay. Volete questi temi nel programma del Pd? "Non
pretendiamo che questi punti siano nel programma. Non abbiamo cambiato
le nostre idee, ma non abbiamo condizioni da porre, né autolimitazioni sul
piano dell'iniziativa politica. I temi etici non segneranno
le politiche dell'alleanza". Lei dice che i temi etici non saranno
un problema, ma la vostra storia? "Senza la sinistra
comunista conservatrice e senza il trasformismo mastelliano, sono venuti a
cadere i due principali elementi di ricatto e di instabilità della coalizione.
Un impegno insieme con il Partito democratico su obiettivi
riformatori in materia economica, di giustizia e delle istituzioni sarebbe
molto utile per cercare di vincere anziché di perdere le elezioni".
Chiederete comunque una legge sull'eutanasia nella prossima legislatura?
"Vogliamo la regolamentazione dell'eutanasia contro l'eutanasia
clandestina". E ribadite la volontà di riforma della legge 40 sulla
fecondazione assistita?.
( da "Corriere della Sera" del 19-02-2008)
Argomenti: Laicita'
Corriere
della Sera - NAZIONALE - sezione: Opinioni - data: 2008-02-19 num: - pag: 50 categoria: REDAZIONALE IL CONTRIBUTO DI UN LAICO Bobbio e
l'aborto SEGUE DALLA PRIMA E' ciò che sta giustamente accadendo, e non solo per
le iniziative di Giuliano Ferrara ma anche e già prima con alcune
interessantissime e innovatrici riflessioni di intellettuali e scrittrici
femministe - ad esempio Alessandra Di Pietro, Paola Tavella, Anna Bravo o Maria
Carminati - le quali, senza rinnegare alcuna loro battaglia, affrontano in modo
libero e originale i valori della maternità e della vita. Anche in merito a ciò
che spetta al dibattito pubblico e a ciò che spetta al Parlamento, la chiarezza
di un Bobbio, con la sua straordinaria arte di distinguere
le cose e gli ambiti, sarebbe preziosa ma non è forse gradita. Oppure non si
ricordano quelle parole di Bobbio in difesa del concepito perché dà fastidio
che sia stato un non-praticante, estraneo o quanto meno esterno alla Chiesa
cattolica, a pronunciarle? Claudio Magris.
( da "Corriere della Sera" del 19-02-2008)
Argomenti: Laicita'
Corriere
della Sera - NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2008-02-19 num: - pag: 15 categoria: REDAZIONALE Il sondaggio Su "Famiglia
Cristiana" l'identikit del voto dei credenti Cattolici divisi tra Walter e
Silvio MILANO - Il leader più amato è Veltroni, però tra Berlusconi e Fini
prevale il centrodestra. Casini sta in fondo, un paio di punti sopra
Bertinotti. Le urgenze più sentite sono quelle di tutti, salari, sprechi,
tasse, figli, mentre temi rumorosi come aborto e coppie di fatto raccolgono le
briciole. La maggior parte pensa che la Cei faccia bene a diffondere un
documento sui valori da difendere e allo stesso tempo voterebbe senza problemi
uno schieramento con il partito radicale. Strani personaggi, i cattolici. O forse no: forse sono strani quelli che ad ogni
appuntamento elettorale s'interrogano sui credenti come si trattasse di
marziani, un mondo a parte da conquistare o rappresentare col bollino. E invece
no : "Considerare il "voto cattolico"
come esclusiva appartenenza a singoli partiti è l'eredità di un passato che
oggi è praticamente inconcepibile", spiega Beppe Del Colle nell'editoriale
di Famiglia Cristiana. Il settimanale esce domani con
un sondaggio che dimostra una volta di più come il mondo cattolico sia
variegato, diviso, talvolta spaccato. "Siamo di fronte a un pianeta
segmentato in più gruppi: ci sono sì i cattolici
militanti che vorrebbero una politica molto più rispettosa dei dettami della
Chiesa, ma ci sono anche molti italiani che si considerano
a pieno titolo cattolici - anche praticanti - e hanno ormai una visione laica dei
rapporti tra Stato e Chiesa", scrive Alessandro Amadori, direttore di
Coesis Research, la società che ha condotto la ricerca. Nessun approccio
ideologico. Alla domanda "chi rappresenta meglio i voti cattolici?" il centrodestra (33 per cento, il 39 tra i
"praticanti") prevale nettamente sul centrosinistra (12) ma la
maggior parte, il 41 per cento, risponde "è indifferente". Il che non
significa un'opzione per il "centro ", anche se la nascita della Rosa
bianca è giudicata "un'iniziativa positiva" dal 27 per cento. Tra gli
elettori cattolici si tende infatti
alla semplificazione e per lo più alle due formazioni principali: la maggior
parte avrebbe desiderato si presentassero senza alleati sia il Pd (53 per cento
contro 24, il resto è "non so") sia la sola Forza Italia (41 contro
24). E tra i leader che si vorrebbero come presidente del Consiglio prevale
Veltroni (24 per cento), seguito da Berlusconi (18) e Fini (11). A distanza,
chiudono Casini con il 5 e Bertinotti con il 3. Ancora più interessante è
l'elenco delle "priorità" (ciascuno dei 505 intervistati poteva
elencarne fino a quattro) che il governo dovrebbe affrontare nei primi 100
giorni: "aumentare i salari" (75 per cento),
"ridurre il numero dei parlamentari" (50), "ridurre le tasse per
le famiglie con figli" (44) e "intervenire per frenare l'aumento di
prezzi e tariffe" (42) guidano la lista. Vengono confinati agli ultimi tre
posti la revisione della 194 (7 per cento), una legge più severa sulla droga
(5) e la legge sulle coppie di fatto (3). Insomma, ce n'è per tutti i gusti.
Per dire: un cattolico può votare una coalizione con i radicali? Il 40 per
cento risponde sì, il 35 no. La Chiesa interviene troppo
sui temi politici? Il 48 per cento dice di no (con una prevalenza dei
"praticanti ") ma il 41 risponde sì (con una prevalenza di chi si
dice solo "credente"). Peraltro, il 58 per cento ritiene
"opportuno" che la Cei promuova un documento sui valori a beneficio
della politica. Morale? "La Democrazia cristiana è morta da un
pezzo", scrive Beppe Del Colle. "E, del resto, nemmeno quando era il
più forte partito italiano raccoglieva il consenso elettorale di tutti i cattolici". Gian Guido Vecchi.
( da "Corriere della Sera" del 19-02-2008)
Argomenti: Laicita'
Corriere
della Sera - NAZIONALE - sezione: Lettere al Corriere - data: 2008-02-19 num: -
pag: 51 categoria: BREVI Interventi e Repliche Il
genio giuridico di Dossetti Essendo cresciuto alla scuola di Giuseppe Lazzati,
fraterno amico e sodale politico di Giuseppe Dossetti, nonché, negli anni
30-40, suo superiore nell'Istituto secolare dei Milites Christi, sono entrato
in contatto con l'affascinante figura e la ricca e originale riflessione
teologico-politica di don Dossetti. Su tre punti mi permetto di dissentire dal
presidente Cossiga ( Corriere, 9 febbraio): 1) il Dossetti costituente godeva
certo di un rapporto stretto e fiduciario con la Santa Sede, specie nella elaborazione, che si deve al suo genio giuridico,
dell'art. 7 della Costituzione, ma il suo non fu un pensiero teocratico. Non a
caso si deve proprio a Lazzati e a lui la più rigorosa e, per quell'epoca,
lungimirante messa a punto teorica della nitida distinzione tra "azione
cattolica" e "azione politica" che li mise in contrasto con
Gedda e i Comitati civici. 2) Dossetti, lungo tutta la sua vita, si fece punto
d'onore di coltivare sempre un rapporto obbediente e filiale con il proprio
vescovo, circostanza di cui ha reso autorevole testimonianza da ultimo il
cardinale Biffi, pur così diverso da lui. 3) Tra dossettismo e prodismo non si
dà la parentela politica stretta teorizzata da Baget Bozzo. Troppo diversi i
contesti, troppo diverse le figure: Dossetti con
vocazione spiccata all'elaborazione teologico-politica, Prodi uomo pragmatico
piuttosto incline all'azione come si conviene a un uomo di governo. Semmai, ma
è tutt'altra cosa, si può convenire sulla circostanza che Prodi, e altri con
lui, si riconoscono nella lezione morale di Dossetti su due punti di rilievo:
l'iscrizione della politica entro un orizzonte etico e
l'autonomia responsabile dei laici cristiani nell'esercizio delle loro
responsabilità politico-istituzionali. Due punti perfettamente coerenti con il
magistero della Chiesa. è lo stesso magistero della
Chiesa che addita i "cristiani adulti" quale meta dell'azione
educativa e pastorale. Non si capisce perché a quella espressione sia stato attribuito un senso presuntuoso e polemico. On. Franco
Monaco, Partito democratico Afghanistan, eroi e dignità nazionale Condivido in
pieno l'amara analisi svolta da Pierluigi Battista riguardante "l'inutile
eroe dell'Afghanistan", il primo maresciallo Giovanni Pezzulo ( Corriere,
18 febbraio). Non è però tempo di rassegnazione ed è un dovere per tutti
reagire con senso di responsabilità e dignità nazionale. Soprattutto se si
pensa che quest'ultima, dolorosa perdita è seguita in
queste ore dalle critiche sferzanti che giungono da Londra, dove autorevoli
organi di stampa attaccano anche gli italiani, accusati di essere "Soldati
parassiti nella missione Nato", tuttora in svolgimento in Afghanistan.
Credo che sia venuto il momento, proprio per i militari che hanno subito e
continuano a subire perdite dolorose in terre lontane, di far sentire la loro
responsabile voce. Credo cioè che sia venuto il momento che alcuni fra i nostri
più autorevoli e significativi esponenti militari, quali il consigliere
militare del presidente della Repubblica, il generale Mosca
Moschini e quello del presidente del Consiglio, il generale Ficuciello,
che ha perso anche un figlio a Nassiriya, si dimettano dalle loro funzioni al
Quirinale e a Palazzo Chigi, per prendere le doverose distanze dal presidente
della Repubblica e dal presidente del Consiglio come dal presidente del Senato,
mentre quello della Camera almeno si è fatto rappresentare, i quali hanno
disertato i solenni funerali di Stato attribuiti a un eroe, come scrive anche
Battista che non può in nessun caso essere derubricato a "inutile",
pena lo sfascio di questo già traballante nostro Stato di diritto. Grazie comunque
a Battista, per aver tenuto alto il dibattito pubblico su questa dolorosa
perdita di un nostro sfortunato commilitone. Generale Gianalfonso d'Avossa,
Roma Il Popolo della libertà Nel sommario dell'articolo "Casini, addio a
Berlusconi" pubblicato a pagina 2 del Corriere del 17 febbraio è stato scritto erroneamente Partito delle libertà anziché
Popolo della libertà. Ce ne scusiamo con i lettori e gli interessati.
( da "Riformista, Il" del 19-02-2008)
Argomenti: Laicita'
Balena
bianca il passato non torna La Dc era il centro, non un partito di centro Una
forza del 4% è un'altra questione Ai suoi minimi la Democrazia cristiana aveva
il 30% dei consensi La comparsa di uno o più soggetti politici al centro del
sistema politico ha immediatamente suscitato l'idea di un ritorno della Dc.
Panebianco, sul Corriere , ha parlato di un vecchio
progetto politico che si propone di occupare permanente il centro contro la
logica bipolare o bipartitica di un'occupazione "mobile" di questo
spazio ad opera, di volta in volta, di forze di centro-destra e di
centro-sinistra. In questi termini, non ci sarebbe quasi sostanziale differenza
rispetto al passato della Prima repubblica, largamente influenzato dalla
presenza di un partito di centro come la Dc. Non a caso, Panebianco parla del
peso della storia e attribuisce la scelta di oggi agli stessi protagonisti di
ieri, quei cattolici che sentirebbero sempre e in ogni
circostanza un richiamo irresistibile verso il centro. C'è però qualcosa di
troppo geometrico e di poco storico in questa sovrapposizione fra passato e
presente. Molte cose, infatti, sono cambiate. Nel
( da "Riformista, Il" del 19-02-2008)
Argomenti: Laicita'
Sindaco
avvia la campagna citando giovanni paolo II Rutelli parte da Wojtyla e dalle
cinquanta chiese La citazione di Wojtyla non è casuale. Rutelli,
ieri, nell'annunciare ufficialmente la decisione di candidarsi - per la seconda
volta - a sindaco di Roma, ha chiuso il suo intervento con l'ormai storica
frase che Giovanni Paolo II pronunciò il 26 febbraio del 2004 durante l'udienza
ai parroci romani: "Buon lavoro. Mi verrebbe da dire "damose
da fa"". Una frase scherzosa, certo, ma che
a suo modo testimonia come Rutelli si consideri, e probabilmente sia, un
candidato per così dire ecumenico, che, almeno sulla carta, può correre senza
rivali in grado di impensierirlo. E quindi anche con il consenso, implicito, di
un'istituzione che nella capitale conta più che in ogni altra parte del mondo,
anche in termini di voti. Stiamo parlando ovviamente del Vaticano e del
vicariato di Roma: 338 parrocchie, diverse centinaia di sacerdoti e di suore, i
seminari, gli ordini religiosi, la rete delle associazioni legate alla diocesi.
Rutelli, anche nelle scorse settimane, non ha mancato di sondare il terreno
oltre le sacre mura. Tutto è iniziato (ma sarebbe più giusto dire: è
ricominciato) lo scorso 1° febbraio quando si è recato nella basilica di San
Giovanni in Laterano per i quarant'anni della comunità di Sant'Egidio. Da qui,
rinnovata l'amicizia antica e consolidata con uno tra i movimenti ecclesiali
più attivi e radicati nella capitale, ha dato il via a un tour di due settimane
per verificare quanto fosse ancora saldo il suo rapporto con la città che
conta, Chiesa naturalmente inclusa. Partendo da un rapporto di stima e di
fiducia di lunga data, quello con il segretario di Stato vaticano Tarciso
Bertone. Un rapporto che nel tempo Rutelli ha badato bene a tener vivo: incontri,
contatti telefonici, e anche un viaggio in elicottero, quando (era il 17
giugno) fu proprio il vicepremier ad accompagnare Bertone ad Assisi, dove il
Papa si era recato per una visita pastorale di un giorno. Sposato in chiesa con
Barbara Palombelli dall'ex prefetto delle Chiese Orientali, il cardinale
Achille Silvestrini, e considerato affidabile sui temi considerati "non
negoziabili" dalla Chiesa (un'affidabilità guadagnata sul campo anche con
l'appoggio pubblico alla scelta astensionista nel referendum sulla fecondazione
assistita caldeggiata dal cardinal Ruini), Rutelli può mettere sul piatto della
sua candidatura anche le cinquanta nuove chiese costruite durante il suo primo
mandato di sindaco della capitale negli anni Novanta. Non c'è dubbio che anche
adesso, in questa fase di campagna elettorale, il Vaticano continui a
considerare il radicale di un tempo come un interlocutore importante, e anche
come un possibile alleato, per stoppare eventuali iniziative del governo
uscente sulle questioni eticamente sensibili, a cominciare dall'improbabile, ma
pur sempre possibile, licenziamento delle nuove linee guida sulla fecondazione
artificiale. Insomma, un curriculum importante, quello di Rutelli, al quale
nessuno sembra in grado di contrapporre qualcosa di altrettanto significativo.
O meglio, uno ci sarebbe: Giuliano Ferrara. Nei sacri palazzi nessuno si
sbilancia, ma l'impressione è che il direttore del Foglio ,
se davvero decidesse di entrare in campo nella contesa per il Campidoglio,
potrebbe dare del filo da torcere a Rutelli. Anche perché, se i rapporti con il
Vaticano e il vicariato di Roma di Rutelli sono storicamente maggiori, non c'è
dubbio che Ferrara abbia riguadagnato negli ultimi anni parecchio terreno, e
che a lui guardi con più simpatia una parte consistente delle parrocchie e dei
sacerdoti. Non è un caso, infatti, che Ferrara abbia fatto il pieno nei teatri
della capitale quando ha presentato, anche con esponenti della curia romana, il
libro di Ratzinger dedicato a Gesù. E non c'è ovviamente dubbio che la campagna
per la moratoria sull'aborto, che pure ha incontrato
consensi anche in una parte del mondo laico, è una battaglia
che scalda in primo luogo i cuori di settori consistenti di un mondo cattolico
che può vedere in lui il paladino della difesa di quei valori non negoziabili
per la quale papa Ratzinger si spende senza riserve sin dall'inizio del suo
pontificato. Da un paio di mesi, tra l'altro, si segnala un'attenzione
assai alta a questi temi anche da parte di due media vaticani
che storicamente preferivano dedicarsi di più alla vita e alla missione della
Chiesa che ad analisi e interventi diretti sulle questioni più rilevanti nel
dibattito pubblico, l'Osservatore Romano di Gian Maria Vian e l'agenzia Fides
di Luca De Mata. Quest'ultima ha recentemente deciso il raddoppio dei lanci,
dedicando giornalmente diverse notizie al mondo di internet e, in questo mondo,
a quei siti che difendono senza mediazione la vita dal concepimento alla sua
fine naturale. 19/02/2008.
( da "Repubblica, La" del 19-02-2008)
Argomenti: Laicita'
Cronaca
Da La Pira a Pio XII ecco il toto-beatificazioni La causa del sindaco democristiano
di Firenze procede "veloce" CITTà DEL VATICANO - Battuta d'arresto
per Pio XII, colpo di freno per Romero, Wojtyla in corsa regolare, La Pira in
ascesa. Fosse una gara, il toto-beatificazioni suonerebbe così. In realtà sono
processi ponderatissimi, che riguardano personalità di spicco, ma naturalmente
ogni sfumatura nel senso o meno di un'accelerazione viene osservata con
attenzione nel Vaticano e fuori. Di Pio XII, il cui iter è concluso, non è
stata annunciata la beatificazione. Quest'anno ricorre il cinquantenario della
morte. Le comunità ebraiche hanno suggerito da tempo di procrastinare. Il
cardinale Saraiva ha difeso la "prudenza" di papa Pacelli, orientata
a salvare vite umane. Di fatto quest'anno vi sarà una "nuova, approfondita
ricerca" negli archivi vaticani. Nessuna accelerazione per papa Wojtyla.
Resteranno delusi quanti speravano in una conclusione della causa ad aprile,
nell'anniversario della morte. Per Giovanni Paolo II si seguiranno le normali
procedure. Avanza spedito, invece, Giorgio La Pira. La causa del sindaco
democristiano di Firenze, morto nel
( da "Repubblica, La" del 19-02-2008)
Argomenti: Laicita'
Vian,
direttore dell'Osservatore "Ecco i punti etici del Vaticano per i politici
cattolici" Importa che ovunque ci siano cattolici coerenti con le scelte del magistero MARCO POLITI
CITTA' DEL VATICANO - E' bene che i cattolici siano
"dappertutto", nei vari schieramenti. L'importante è che i candidati
e i futuri parlamentari cattolici agiscano
coerentemente con le indicazioni della Chiesa. Lo ribadisce il professore
Giovanni Maria Vian, direttore dell'Osservatore Romano. Professor Vian, come
guardate alla campagna elettorale? "Con molto interesse,
come ad ogni cosa che avviene in Italia. Nessun altro paese ospita il
Papa sul suo territorio e, anche se la Città del Vaticano è uno Stato
straniero, il pontefice è vescovo di Roma e primate d'Italia. E' un legame storico speciale, riconosciuto dalle stesse autorità
italiane". Vi preoccupa la diaspora cattolica? "Mi
sembra accettata. Il cardinal vicario Ruini, ex
presidente della Cei, lo ha notato più volte negli anni passati: i cattolici sono ormai presenti nei diversi schieramenti, in
tutto il ventaglio politico". E' positivo? "Penso
di sì. E' un dato di fatto, da cui trarre tutto il
bene possibile". L'Udc corre da sola con il rischio di non farcela.
Spaventa l'idea che sparisca un partito dichiaratamente cristiano? "A dire il vero i partiti di ispirazione cristiana sono tre.
Ma non penso che il direttore dell'Osservatore Romano debba
esprimersi". Non la turba l'eventuale sparizione del simbolo
cristiano? "No comment. Credo
sia importante che dappertutto vi siano cattolici
coerenti con le indicazioni del magistero". Un programma
perfettamente cristiano non esiste. Come si regolerà l'elettore credente?
"Cercherà di formarsi un'opinione in maniera completa e onesta, secondo
una coscienza "formata e informata"".
Avendo come stella polare i cosiddetti principi non negoziabili? "Nel 2002 la Congregazione per la Dottrina della fede ha
diffuso una Nota dottrinale sul comportamento dei cattolici
nella vita politica. E lì si parla di esigenze etiche fondamentali. Firmata dal prefetto, cardinale Ratzinger, e dal segretario: oggi
cardinale Bertone". E quali sono i punti cui attenersi? "Il
documento li elenca: rifiuto dell'aborto e dell'eutanasia, promozione della
famiglia fondata sul matrimonio monogamico tra uomo e donna, tutela della vita
fin dal concepimento, libertà di educazione, libertà religiosa, tutela sociale
dei minori, rifiuto delle forme moderna di schiavitù,
economia al servizio della persona e del bene comune, impegno per la
pace". Per il resto la Chiesa è al di sopra delle parti? "L'episcopato italiano e quello spagnolo e in ogni altro paese
fanno il loro mestiere ottimamente. Né in Italia né in Spagna né in
America i vescovi fanno politica. Questo spetta ai laici,
credenti o non credenti che siano".
( da "Tempo, Il" del 19-02-2008)
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Stampa Parla il senatore cattolico di Forza Italia: "Speriamo
cresca il bipolarismo" Pisanu: "Caro Silvio, adesso vai a caccia di
elettori del Pd" Fabrizio dell'Orefice f.dellorefice@iltempo.it Beppe
Pisanu se ne sta seduto nel divanetto di pelle color crema del suo ufficio del
Senato. Parla piano. E più che dichiarare riflette ad alta voce. Lui,
ministro degli Interni nel corso della campagna elettorale del 2006, guarda
quella appena iniziata con un po' di distacco. Senatore, Veltroni dice: Casini
è il centro, anche io lo sono, Berlusconi è la destra. è
così? "Al seminario di Gubbio dell'anno scorso dissi che il Pd non andava
sottovalutato e che Veltroni lo avrebbe guidato come un partito di sinistra che
marcia verso il centro alla ricerca dei voti di Forza Italia. è quello che sta avvenendo. Per questo
proponevo allora che il nuovo partito, la sezione italiana del Ppe, andasse
oltre i confini tradizionali del centrodestra e si rivolgesse a interlocutori
nuovi come Pezzotta, Montezemolo, Monti ed altri ancora". E ora?
Può provocare danni il fatto che Casini corra da solo? "Certamente non è
un fatto positivo, perché introduce un elemento di divisione nell'area moderata
e offre appigli polemici al centrosinistra". Quali effetti produrrà sul
piano elettorale questa dissociazione? "Facciamo un passo indietro".
A quando? "Alle prove elettorali degli ultimi quindici
anni. L'esperienza e le analisi più avvedute ci hanno dimostrato che gli
italiani si dispongono normalmente su tre blocchi di partenza: uno di
centrodestra ed uno di centrosinistra formati da elettori piuttosto
fidelizzati; ed un terzo blocco dove si raccolgono gli astensionisti e i
cosiddetti "elettori di impulso", quelli cioè che decidono se e come
votare soltanto negli ultimi quindici giorni. Questi ultimi
decidono il risultato elettorale muovendosi in una direzione o nell'altra".
Ma il terzo blocco non è l'elettorato di centro? "No,
perché quello non è uno spazio politico circoscritto, ma un campo elettorale
aperto dove i due blocchi maggiori si contendono la vittoria finale. Proprio su questa base dissi una volta al mio amico Marco Follini
che la sua agognata "terra di mezzo" era in realtà una terra di
nessuno". E oggi lo direbbe anche a Casini? "Sì e a maggior
ragione, perché nel frattempo nei due blocchi principali sono sorti due grandi
partiti uno di centrodestra con il 40% dei voti e uno di centrosinistra con il
30%; due partiti che proprio per la loro dimensione e la loro qualità politica
hanno una maggiore capacità di attrazione verso gli elettori del terzo blocco
erroneamente considerati centristi". Ma vorrà riconoscere all'Udc oltre
alla vocazione centrista anche una presa particolare sull'elettorato cattolico?
"Certo che gliela riconosco e mi dolgo del fatto che
l'Udc non sia insieme a noi nel Pdl che è, mi permetta di sottolinearlo, la più
importante componente italiana del Ppe. Anche per
questo penso che gli elettori cattolici non capiranno
la dissociazione di Casini e che continueranno a sostenere l'idea del partito
unico dei moderati italiani, siano essi cattolici o laici". Lei che è uno
dei cattolici più autorevoli del Pdl come vede la disputa sul voto cattolico? "Chiariamo innanzitutto che il voto dei cattolici
non appartiene a nessuno. è un voto esigente
che va conquistato sul campo, volta per volta, nel confronto politico sui grandi
temi etico-religiosi e sociali che fanno parte del quotidiano insegnamento
della Chiesa". E Ferrara? "Ferrara non
conduce una battaglia politica. Semmai rende testimonianza attiva ad un
valore che per noi cattolici è sacro, quello della intangibilità della vita dalla prima all'ultima
scintilla della parabola umana". E Berlusconi? "Continuerà
a sostenere sul terreno della politica le battaglie più significative dei cattolici italiani, come in passato. Le ricordo, a titolo di esempio, quelle per la scuola libera, per
l'impiego ragionevole della procreazione assistita, per la famiglia e quella
più recente per la completa applicazione della 194 specialmente nelle parti che
riguardano la prevenzione dell'aborto". Come la mettete con
Veltroni che vi incalzerà anche su questi temi? "Non lo
farà. Egli sa bene infatti che per ogni voto
corteggiato dalle nostre parti rischierebbe di perderne almeno due dalle sue
parti, uno post-comunista e uno radical-chic. Semmai siamo
noi che possiamo conquistare voti nel tradizionale blocco sociale di
centrosinistra". Andare a pescare a sinistra? "è
quello che già accade in larga parte del Nord, dove la maggioranza della mitica
classe operaia vota già Forza Italia. Può accadere in
altri parti del paese e per altri ceti sociali". Che campagna
elettorale sarà questa appena iniziata? "Forse sarà meno
confusa e, salvo complicazioni, meno aspra della precedente. Mi auguro
che serva a far crescere il bipolarismo italiano, dando vita a schieramenti
omogenei e tra loro naturalmente alternativi. Solo così
possiamo costruire una vera democrazia dell'alternanza".
( da "Giornale.it, Il" del 19-02-2008)
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Non
tirate il Papa per la tonaca di Nicola Forcignanò - martedì 19 febbraio 2008,
07:00 Eppure, ieri, l'attento Michele Brambilla, profondo conoscitore del mondo
cattolico, proprio su queste pagine faceva giustamente notare l'attenzione
della Chiesa verso un ipotetico centro - attraverso il proprio giornale,
l'Avvenire - nella speranza di un successo elettorale in grado di esibire nel
proprio marchio i simboli dichiaratamente di ispirazione cattolica. Secondo
Brambilla, però, la Cei ben si guarderà dal dare un'indicazione di voto. Cosa
che anche se accadesse - viste le ultime invasioni di campo da Oltretevere -ben
poco mi stupirebbe. Ma piuttosto si limiterà a fissare quei paletti giudicati
invalicabili dall'attuale pontefice e dal mondo cattolico: temi, dalla
fecondazione artificiale alla famiglia e all'aborto, sui quali il Vaticano ha
martellato negli ultimi mesi come un'incudine. Brambilla, poi, ha giustamente
ricordato quanto sia trasversale il voto del mondocattolico, di quanti parroci
cerchino, riuscendoci, a fare proseliti a sinistra e ha ribadito l'inutilità
dei pochi voti che raccoglierà l'Udc di Casini, paragonandola addirittura ai voti cheda Almirante i benpensanti di allora facevano
confluire nella Democrazia cristiana: "Voti in frigorifero". Fin qui
io laico e anticlericale concordo in tutto con l'amico cattolico Brambilla.
Analisi perfetta. Ma... Ma così torniamo a mescolare il sacro e il profano, la
politica e la religione. A tirare il Papa per la tonaca un
po' di qua e un po' di là. E a cercare di convincere i lettori che il
Parlamento è diviso in due, da una parte i devoti e dall'altra i mangiapreti. Ingannando noi stessi che inunsistema
bipolare, qual è quello al quale tendiamo, certi temi
non siano trasversali e nonabbraccino tutto l'arco costituzionale. Pensiamo al
laicissimo Marcello Pera e al suo cammino interiore, o alla crociata un po'
guascona di Ferrara. Chi se lo sarebbe mai aspettato? E chi si sarebbe
immaginatomai Rosy "Maria Goretti" Bindi battersi per le unioni civili
o la devota Binetti dibattersi tra la propria fede e gli ordini di partito?
Caro Brambilla, non so chi e che cosa voteranno i cattolici.
Ma in questo sgangherato Paese afflitto da mille problemi, non sarebbe meglio
per tutti che almeno le elezioni fossero un problema laico?.
( da "Giornale.it, Il" del 19-02-2008)
Argomenti: Laicita'
Di
Nicola Forcignanò - martedì 19 febbraio 2008, 07:00 Puntuale come l'inutile e
stucchevole dibattito sulle quote rosa, alla vigilia di ogni appuntamento
elettorale ritorna il problema del voto dei cattolici.
Come se la fede fosse complementare alla politica e viceversa. Come se credere
implicasse obbligatoriamente l'appartenenza a un gruppo o addirittura a un
partito. Come se solo sotto alcune bandiere i cattolici
potessero abbracciare i propri valori e il proprio credo. E da altre parti,
invece, dovessero nascondersi nelle catacombe dell'anonimato, manco fossero
ricercati. In realtà, ricercati - in questi mesi - lo sono davvero, ma
unicamente per quello che rappresentano: un voto in più. E
perfino per un laico anticlericale come chi scrive appare blasfemo e offensivo questo volgare mercato dove si confondono i
simboli dei partiti con quelli più nobili e alti della fede e della
cristianità. Dove in ogni programma elettorale, come su una bancarella, vengono
esposti, come merci dascegliere, l'abbassamento delle tasse e la moratoria
sull'aborto, il rilancio dell'economia e le unioni di fatto. E si
potrebbe andare avanti per una pagina intera. Certo, era tutto più facile anni
fa, prima che Di Pietro e i suoi "apostoli" posassero la prima pietra
(tombale) sul sistema politico italiano e scientemente cancellassero quei
partiti che per storia e tradizione rappresentavano punti di riferimento per i cattolici. A cominciare dalla Democrazia cristiana che -
magari come il grande Montanelli - in molti votavano turandosi il naso, ma che
come un muro di Berlino teneva i comunisti dall'altra parte. Comunisti che in
molti casi - comeil Peppone di Guareschi - sventolavano falce e martello ma si
segnavano entrando in chiesa. Un altro secolo, un'altra Italia. Nel quadro
attuale, diventa quindi, anacronistico e perfino un poco patetico il tentativo
di chi si dimena per ricreare quel centro che non c'è più, non ci sarà mai più
e soprattutto, analizzando i sondaggi, gli elettori non vogliono più. La
percentuale che spetterebbe ora a Casini (2,9 per cento) è disarmantealmeno quanto
la sua ostinazione a voler correre da solo contro i mulini a vento.