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DOSSIER “LAICI & CHIERICI”

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ARCHIVIO GENERALE  DEL DOSSIER  

TUTTI I DOSSIER


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Report "Laici e chierici"

Noi catto-dem non appagati ( da "EUROPAQUOTIDIANO.it" del 19-03-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: questione cattolica" che quella laica si pongono in Italia in modo oggettivamente diverso che altrove, per ragioni storiche, culturali e sociali. Il solo fatto che tra i paesi europei l'Italia sia l'unico in cui i cattolici non si riconoscano pressoché totalmente nei partiti conservatori, come accadeva e accade invece in Spagna,

Tutti dobbiamo parlare del Tibet I miei complimenti a Castagnetti ( da "EUROPAQUOTIDIANO.it" del 19-03-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: tragico deficit di attenzione " vale sempre l'insegnamento della critica laica o cattolico-liberale dell'Ottocento e del Novecento: la curia romana rivendica le libertà dove le sono negate (vedi Iraq, dove un vescovo caldeo è stato ucciso) ma le nega quando a sua volta è in grado di farlo (vedi aborto legale, divorzio, diritti civili).

La Cei stronca la legge elettorale ( da "Stampa, La" del 19-03-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: La sinistra laica, però, grida all'ingerenza. "Se la Chiesa si preoccupa persino della legge elettorale e scuote la comunità cattolica invitandola al voto coerente, scende nel campo della politica", protesta il socialista Bobo Craxi. "Ormai non c'è più limite all'interferenza dei vescovi", gli fa eco l'esponente della Sinistra Arcobaleno Carlo Leoni.

Saraceno: <difendere le donnee la loro libertà di decidere> ( da "Secolo XIX, Il" del 19-03-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: Saraceno, invitata a Genova dal circolo laico "Libertàgiustizia", è convinta: "Quando due persone si assumono delle responsabilità reciproche e durature, diventano una coppia. E quando hanno dei figli e altri legami intergenerazionali, come la cura degli anziani, diventano famiglia.

Aborti, la verità laica di don gallo - giuseppe filetto marco preve ( da "Repubblica, La" del 19-03-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: Pagina IV - Genova Aborti, la verità laica di Don Gallo "Un medico che si dichiara obiettore non è un medico completo" "Capisco il dramma del dottor Rossi di fronte a situazioni difficili" GIUSEPPE FILETTO MARCO PREVE "Un medico che si dichiara obiettore non è un medico completo", sentenzia don Andrea Gallo.

Emma e Marco, guerra dei nervi al Pd: fregati ma non molliamo ( da "Corriere della Sera" del 19-03-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: onde non rinfocolare l'ennesima polemica tra laici e cattolici. E infatti anche ieri a Torino è rimasta fuori dalla manifestazione con Veltroni: "Nessuno mi ha invitata", dice. (Il comitato del Pd locale si giustifica: avevamo parlato con la sua segretaria). Del resto, analoga situazione ha vissuto addirittura Zapatero.

Ferentino, Fiorletta inizia la campagna elettorale ( da "Tempo, Il" del 19-03-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: laiche che cattoliche che si riconoscono nell'amministrazione guidata dal sindaco Fiorletta contribuiscano a rafforzare all'interno della coalizione quel clima di lavoro collaborazione e fiducia che ha prodotto risultati notevoli in questa consiliatura e affinchè si riparta con nuovo slancio sono all'unanimità i commenti dei presenti che durante il pomeriggio di presentazione hanno

Il Movimento dei Focolari o Opera di Maria è un movimento laico nella Chiesa cattolica. E' ( da "Messaggero, Il" del 19-03-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract:

CITTA' DEL VATICANO - Ai vescovi il Porcellum non è mai andato giù. La legge ( da "Messaggero, Il" del 19-03-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: è un tentativo di condizionare pesantemente le scelte dello Stato laico". Di segno opposto il commento del candidato premier dell'Udc, Pierferdinando Casini: "Al primo posto della nostra campagna elettorale c'é l'impegno a difendere l'identità cristiana del nostro popolo. Non ci dobbiamo vergognare di difenderla, perché in questo modo difendiamo noi stessi, la nostra storia,

I vescovi italiani dicono che non si schierano, ma poi promuovono il test dei valori per l'elettore cattolico contro vecchi e nuovi diritti di libertà. E' l'ultima ed inaccettabile ( da "Liberazione" del 19-03-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: Ad allarmarsi, oltre il solito e meritevole Grillini, è solo la sinistra: con il solo segretario del Prc, Franco Giordano, a parlare di "precettazione" del "mondo cattolico" e di "tentativo di condizionare pesantemente le scelte dello Stato laico". Che per gli altri, forse, non merita più di un Amen. 19/03/2008.

A un mese dalle elezioni il segretario Betori si scaglia ancora contro la <mentalità abortista> Pressing della Cei sui cattolici: votate chi è per la "vita" e la famiglia ( da "Liberazione" del 19-03-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: Per il resto la Cei punta piuttosto sulle nuove "reti" del laicato cattolico. I vescovi plaudono in particolare al Forum delle famiglie. Con la sua campagna per un fisco "familiare" ha unito tutte le associazioni cattoliche e ha chiesto ai vari candidati di pronunciarsi sulla proposta di deduzioni fiscali.

<Come può la Cei tifare a destra?> ( da "Liberazione" del 19-03-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: un prete cattolico ed un ateo per grazia di Dio. Cosa vuol dire? Ho fatto la scelta di essere un prete cattolico nella vita ma mi trovo benissimo anche come laico credente. Questo significa che non appartengo a quella categoria anti statale a prescindere, che ancora rimugina sulla "breccia di Porta Pia", che vorrebbe fare piazza pulita degli insegnamenti del Concilio vaticano II.

Franco Giordano: <Le indicazioni della Cei hanno lo sgradevole sapore di una precettazione> La Sinistra: <Nuova ingerenza> ( da "Liberazione" del 19-03-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: cattolico, che in larga maggioranza riconosce come propri i principi fondanti dello Stato laico". Nessuno sconto, nessun dubbio. Franco Giordano, segretario di Rifondazione nonché candidato alla camera per la Sinistra Arcobaleno, è netto. "Nessuno vuole mettere in discussione - replica - il diritto delle gerarchie ecclesiastiche di esprimere il proprio parere ma nelle parole della

Intromissioni clericali ( da "Liberazione" del 19-03-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: del partito socialista arriva il giorno dopo, il 31 gennaio: " L'immensa maggioranza degli spagnoli, cattolici e non cattolici, difendono lo Stato costituzionale e difendono una società laica, nella quale ogni singola persona abbia il diritto di vivere secondo le proprie idee e convinzioni, senza che nessuno imponga la sua dottrina agli altri.

Funerali ieri a roma in 20 mila per l'ultimo saluto alla fondatrice dei focolarini ( da "Riformista, Il" del 19-03-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: Qui è stato tumulato in una cappellina sopra la tomba di Igino Giordani, giornalista, deputato, direttore della biblioteca apostolica vaticana e primo laico sposato a consacrarsi a Dio facendo parte di un focolare. Sulla lapide la Lubich ha voluto che venisse posto il motto di tutta la sua vita: "Che tutti siano uno".


Articoli

Noi catto-dem non appagati (sezione: Laici e chierici)

( da "EUROPAQUOTIDIANO.it" del 19-03-2008)

Argomenti: Laicita'

PIERLUIGI CASTAGNETTI Stanno proliferando i sondaggi sul voto dei cattolici: domenica scorsa Il Sole 24 ore ne ha pubblicato uno realizzato da Ipsos, ieri Repubblica ha dato conto di un altro commissionato a Demos. Entrambi segnalano un dato da non sottovalutare, i cattolici praticanti dichiarano di votare grosso modo il 50% per il Pdl, e meno del 30% per il Pd. Una tendenza per la verità cominciata con le elezioni del 2006 e che ora tende a crescere e a produrre inevitabilmente qualche conseguenza, poiché i cattolici praticanti sono il 30% dell'elettorato, non un blocco sociale in senso classico, ma un'area sociale rilevante, una delle poche sopravvissute alla disgregazione culturale e sociale del paese. Un'area che oggi sembra cercare la via di una qualche strutturazione. E che si segnala altresì per l'emergere al proprio interno di una componente giovanile, di giovani-adulti dai venti ai quarant'anni, che sino a non molto tempo fa era numericamente assai più marginale. Basta entrare in una chiesa la domenica e la novità appare a vista d'occhio. Si tratta di una fascia di età che secondo altri sondaggi registra il maggior numero di intenzioni di "non voto", quasi che chi è più interessato al futuro non creda oggi nella capacità della politica di affrontarlo. Torniamo al voto dei cattolici. Non c'è dubbio che, come dicevamo, lo spostamento a destra si è verificato a partire dalle elezioni del 2006 (e ciò potrebbe essere stata una delle cause della vittoria solo "di misura" dell'Unione), come avevano messo in rilievo le indagini di Itanes, Swg per conto dei Cristiano sociali, Ipsos per conto della Margherita. Il referendum del 2005 sulla legge 40 e l'allargamento della coalizione di centrosinistra ai radicali sono stati indicati da tutti gli studiosi come le vere cause. Oggi la tendenza si accentua per le stesse ragioni. Per questo abbiamo contrastato l'operazione Pd-Radicali. Veltroni ci ha messo una pezza ma, evidentemente, a oggi non è risultata sufficiente. C'è un sentiment-rasoterra tra gli elettori cattolici che la verticalizzazione della politica non ha sinora consentito di cogliere. "Roma" diventa ancora una volta la metafora di una distanza. Non nei termini volgari e strumentali di Bossi. Ma in quelli di una certa autoreferenzialità. "Roma" è il luogo dei vertici della politica, dell'industria, dell'editoria, della Chiesa, e si ritiene troppo spesso che tra vertici prima o poi si riesca a trovare l'intesa. Ma il sentiment elettorale delle periferie del paese non sempre è interpretato dai vertici. Vale per le tasse, per la sicurezza, e anche per le cose che gli elettori considerano più importanti. È vero che i sondaggi ci dicono anche che in cima alle cose che stanno a cuore agli elettori cattolici ci sono il lavoro, le tasse, la sicurezza, e non le cosiddette questioni etiche; si direbbe quindi: i cattolici come la normalità dei cittadini. Eppure, se è così, perché da un po' di tempo si è rotto (anche se per fortuna non definitivamente compromesso) quel tradizionale equilibrio che sin dall'inizio del bipolarismo italiano ci faceva dire che il voto dei cattolici era proporzionalmente distribuito tra i due schieramenti? Io ritengo perché quel sentiment a cui facevo riferimento ha già determinato la dislocazione elettorale prima ancora che venga affrontata la partita delle priorità richieste all'azione del governo. Ciò rappresenta un problema serio perché sia la "questione cattolica" che quella laica si pongono in Italia in modo oggettivamente diverso che altrove, per ragioni storiche, culturali e sociali. Il solo fatto che tra i paesi europei l'Italia sia l'unico in cui i cattolici non si riconoscano pressoché totalmente nei partiti conservatori, come accadeva e accade invece in Spagna, Francia, Germania, Olanda è un dato che dovrebbe indurre una qualche riflessione e pure una qualche intelligente prudenza ogni qualvolta si rischi di "metterlo in pericolo". Solo dei democratici politicamente sprovveduti potrebbero auspicare un'omologazione dell'Italia agli altri paesi. Al contrario, io penso che proprio i sondaggi di questi giorni dovrebbero consigliarci, per dopo le elezioni, un qualche serio approfondimento interno al Partito democratico e in particolare, ma non solo, tra i suoi esponenti cattolici. Al Partito democratico, infatti, non servono cattolici tradizionalisti, o cattolici pragmatici, o cattolici accomodanti, quanto piuttosto cattolici consapevoli di ciò che sta cambiando nella loro comunità di riferimento, non necessariamente per assecondarlo ma neppure per continuare ad ignorarlo. Insomma ? per usare una nota espressione mazzolariana, normalmente usata in altra direzione ? servono cattolici in piedi. Condivido quanto ha scritto due giorni fa Emma Fattorini sul supplemento culturale del Sole 24 ore e cioè che gli stessi cattolici democratici non hanno saputo cogliere la novità profonda della sfida umanistica che dal referendum sulla legge 40 ha segnato tutto il paese e ha aperto una nuova stagione non solo nella riflessione interna al mondo cattolico ma nel rapporto tra la Chiesa e la società. C'è del nuovo a questo proposito che attende di essere rappresentato politicamente, anche attraverso atteggiamenti innovativi e più fermi da parte dei laici credenti impegnati in politica in grado di favorire, nel nostro caso il Partito democratico, un'attenzione e una sensibilità adeguate. Oggi dobbiamo tutti assecondare lo straordinario lavoro che Veltroni sta facendo nelle piazze italiane sempre più piene. Ma dobbiamo, ricordando il principio del "non appagamento" tante volte evocato da Aldo Moro, nondimeno preoccuparci di quelli che per una qualche ragione o qualche nostro errore in quelle piazze ancora non ci sono e che potrebbero, come nel 2006, risultare alla fine decisivi. A costoro dobbiamo sin da subito delle rassicurazioni: noi non ci dimenticheremo delle loro preoccupazioni e promettiamo che le gestiremo con lealtà e responsabilità nel partito che abbiamo concorso a far nascere, senza pretendere di imporre né accettare di subire ciò che non è giusto. Saremo insomma "democratici in piedi".

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Tutti dobbiamo parlare del Tibet I miei complimenti a Castagnetti (sezione: Laici e chierici)

( da "EUROPAQUOTIDIANO.it" del 19-03-2008)

Argomenti: Laicita'

FEDERICO ORLANDO Cara Europa, desidero far pervenire i miei complimenti, di cattolico e di uomo libero, a Castagnetti, per aver salvato ancora una volta l'onore e l'indipendenza di giudizio dei cattolici democratici. Il silenzio di piazza San Pietro, che mi ha rovinato la domenica delle palme, è stato giustamente ricondotto da Castagnetti al "deficit di attenzione delle gerarchie ecclesiastiche, già denunciato da Dossetti". Francamente, tra il mito dell'embrione e la realtà della vita distrutta dalle stragi (cinesi, birmane, islamiche, americane, ecc.), m'interessa di più la vita reale. ANDREA PALMA, CAMPOBASSO Caro Palma, un religioso molto indipendente nei pensieri mi diceva ieri che, infiammando gli animi col mito e spegnendo la solidarietà per la vita reale ovunque si manifesti, sia pure sull'Himalaya, si fa una doppia amputazione della verità. Non si meravigli se parlo di un sacerdote, perché anch'io ho pochissimi ma validissimi amici religiosi. Qualcuno di loro mi ha anche preferito per l'elezione a deputato proprio a Campobasso, e non mi ha mai chiesto di fare la prova finestra della devozione, preferendo la personale rettitudine. E sono lieto che ora a Campobasso abbiate un vescovo, Bragadin, che ha esposto la vita contro la lupara calabrese, non contro i fischi delle donne "omicide in quanto abortiste". Da quest'ultime dovrà proteggersi, casomai, lo scriteriato promotore della Kulturkampf antiabortista, sulla quale cominciano a piovere pomodori. Tornando al suo discorso, non ho la cultura di Castagnetti per inquadrare bene il riferimento a Dossetti (delle polemiche di quel tempo contro "la Ditta", ricordo quelle di don Milani); ma mi unisco senz'altro a lei nel ringraziarlo per la critica ai silenzi. Ma sul "tragico deficit di attenzione " vale sempre l'insegnamento della critica laica o cattolico-liberale dell'Ottocento e del Novecento: la curia romana rivendica le libertà dove le sono negate (vedi Iraq, dove un vescovo caldeo è stato ucciso) ma le nega quando a sua volta è in grado di farlo (vedi aborto legale, divorzio, diritti civili). Anche se la mia opinione vale nulla, penso che questi dialoghi coi regimi totalitari in cambio di riconoscimenti (nel Novecento si facevano i concordati coi dittatori) toglie credibilità alla riconquista cristiana dell'Occidente democratico: almeno fino a quando i deficit di attenzione e gli atteggiamenti teodem ribadiranno la plurisecolare indifferenza per le libertà laiche. Lo sapevano i tantissimi religiosi morti insieme ai patrioti "miscredenti" nelle guerre del risorgimento; o insieme a uomini e donne d'ogni idea nella resistenza e nei campi di sterminio che Ferrara paragona alle cliniche che applicano la 194. Naturalmente, come laico, sono interessato a sapere non cosa pensino la curia e Ferrara ma cosa pensino i leader delle forze politiche (e non solo del Pd): parlando di Olimpiadi, per esempio, da padre Cervellera a Emma Bonino ci dicono, e lo penso anch'io, che non è necessario boicottarle: è sufficiente che i leader dell'Occidente "libero" non vadano a Pechino (mentre Bush padre e Solana si affrettano ad assicurare la loro presenza); è sufficiente che noi stessi per tutto l'anno olimpico non acquistiamo prodotti cinesi, anche se costano meno. E partecipiamo a incontri pro-Tibet come quello indetto per le 16,30 di domani a Campo dei Fiori dai radicali e dal Riformista, cui ha aderito anche Articolo 21: con tante scuse al Dalai Lama per la fuga delle istituzioni repubblicane davanti a lui, ospite indesiderato, qualche mese fa.

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La Cei stronca la legge elettorale (sezione: Laici e chierici)

( da "Stampa, La" del 19-03-2008)

Argomenti: Laicita'

[FIRMA]GIACOMO GALEAZZI CITTA'DEL VATICANO "La Chiesa non si schiera per nessun partito, ma non si possono separare i valori, scegliendone qualcuno e rinunciando ad altri". La Conferenza episcopale bolla l'attuale sistema elettorale come "un potere dell'oligarchia" e chiede agli elettori cattolici un "maggiore discernimento" nel valutare i programmi e le persone in lista, vista l'impossibilità di dare la preferenza ai propri candidati. In chiusura del Consiglio permanente, il vescovo Giuseppe Betori, numero due della Cei, entra nell'agone politico per invocare un "doveroso" cambiamento della legge elettorale (che serva a "ridare più democrazia al Paese e la possibilità ai cittadini di scegliere i loro rappresentanti") e per lanciare ai propri fedeli un appello alla difesa con il voto dei "valori irrinunciabili" della dottrina cattolica: "La difesa della vita, dal suo inizio al tramonto naturale, la tutela e il sostegno alla famiglia tradizionale basata sul matrimonio e l'impegno per il bene comune". I vescovi sono "molto preoccupati" per l'assenza nel dibattito pre-elettorale di temi decisivi come quelli della "formazione, della scuola e della famiglia". Un silenzio che rivela "lo scadimento del clima politico". Che i cattolici provino un malumore generalizzato nei confronti della classe politica "rissosa e inadeguata", del resto, lo spiega "Famiglia cristiana": "In un paese sempre più povero, Berlusconi non incanta più nessuno, Veltroni sbandiera sogni". Sulla presenza dei radicali nelle liste del Pd, Betori lascia trasparire lo scetticismo della Cei verso una parte politica che, tra Dico e testamento biologico, allarma parte dell'episcopato. "Bisogna soppesare il programma e la globalità delle persone di ogni lista elettorale - spiega Betori -. Occorre scegliere quelle che hanno maggior speranza di difendere i valori che i cattolici ritengono intangibili. I valori si tengono tutti insieme, non si possono separare il valore della solidarietà dal valore della vita". Il capogruppo dell'Udc Luca Volontè condivide l'affondo della Cei: "L'Italia rischia di diventare un paese eticamente insensibile". R Pier Ferdinando Casini: "Non c'è nessun appoggio a nessuno, la Cei è fuori dalla politica. Difendere l'identità cristiana dell'Italia è il presupposto per il dialogo". La sinistra laica, però, grida all'ingerenza. "Se la Chiesa si preoccupa persino della legge elettorale e scuote la comunità cattolica invitandola al voto coerente, scende nel campo della politica", protesta il socialista Bobo Craxi. "Ormai non c'è più limite all'interferenza dei vescovi", gli fa eco l'esponente della Sinistra Arcobaleno Carlo Leoni. "Tutto si giocherà su come i cattolici eletti sapranno essere coerenti con i riferimenti valoriali della Chiesa", precisa Betori con trasparente riferimento ai "cattolici adulti". La Cei propone il ripristino delle antiche ruote per neonati come rimedio ad "mentalità abortista senza confini, che non accetta nemmeno i limiti della legge". Il grido d'allarme riguarda anche la marginalità cattolica nella contesa. "Certo, preferiremmo che i candidati fossero tutti cattolici o, almeno, si ispirassero all'insegnamento della Chiesa - osserva il segretario generale della Cei -. Al momento tuttavia la presenza dei cattolici nelle liste rispecchia quello che le forze politiche danno come spazi ai cattolici. Occorre giudicare sulla coerenza ai valori". Per questo, ha promesso Betori, "andremo a vedere dopo il voto". Quanto alle convergenze "bipartisan" auspicate dal presidente Cei Bagnasco, sui salari e il costo della vita, l'episcopato "non vuole imporre formule di governo ma auspicano che tra i partiti possa esserci collaborazione per il bene della nazione".

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Saraceno: <difendere le donnee la loro libertà di decidere> (sezione: Laici e chierici)

( da "Secolo XIX, Il" del 19-03-2008)

Argomenti: Laicita'

Saraceno: "difendere le donnee la loro libertà di decidere" la sociologa della famiglia "SE FOSSI cattolica direi che ci vorrebbe più carità nel rivolgersi alle donne che abortiscono. Invece parlo di rispetto e di comprensione. Come si fa o non capire la diversità tra maternità e paternità? Portare un bimbo nel grembo e metterlo al mondo non è la stessa cosa di concepirlo. E invece quello che mi colpisce in questa diatriba sulla legge 194 è la totale irrilevanza delle donne: sembra davvero che di nuovo le si voglia privare della libertà di decidere sulla procreazione e l'aborto". È esplicita Chiara Saraceno, docente di Sociologia della famiglia all'università di Torino, autrice di molti libri sulla condizione delle donne e sui mutamenti che investono quelle che lei chiama da tempo le " diverse famiglie" che compongono le società occidentali. Separazioni, nuovi rapporti, figli con genitori diversi, single, coppie di fatto non sono ormai casi eccezionali: ne nascono nuclei familiari diversi dal modello tradizionale ancora imperante vent'anni fa. Oggi Chiara Saraceno sarà a Genova alle 17,30 (auditorium di Palazzo Rosso con la docente universitaria genovese Gilda Ferrando e Simone Regazzoni della Cattolica di Milano) per parlare di "Legami di legge, legami d'amore". Ovvero delle coppie di fatto che in Italia, dopo tanto dibattere, non hanno ancora una legge che le riconosca. "Perché li chiamano rapporti irresponsabili? - si chiede Saraceno -. Ma se chiedono loro stessi di essere riconosciuti? E non mi riferisco solo alle coppie gay, oggi ci sono sempre più persone che si assumono queste responsabilità e che sono pronte a riconoscere obblighi reciproci, diritti e doveri". Saraceno, invitata a Genova dal circolo laico "Libertàgiustizia", è convinta: "Quando due persone si assumono delle responsabilità reciproche e durature, diventano una coppia. E quando hanno dei figli e altri legami intergenerazionali, come la cura degli anziani, diventano famiglia. La chiesa prima del concilio di Trento accettava questa sorta di autoproclamazione della coppia - ricorda Saraceno -. Sono rapporti che legano, stabilizzano la relazione. Non capisco perchè li si osteggi sia a destra sia a sinistra: in fin dei conti andrebbero incentivati, creano legami e responsabilità e mettono ordine". Lei dice e scrive che la famiglia è una formazione in continua evoluzione e che ci sono sempre stati dei cambiamenti. Un esempio recente? "Pensi a come è cambiato il concetto di figli naturali e legittimi. Ancora nella Costituzione, all'articolo 30, ci si preoccupava che il figlio naturale, pur avendo anche dei diritti, "non rechi nocumento alla famiglia legittima". L'articolo viene modificato nel '75 col nuovo diritto di famiglia, ma davanti al patrimonio familiare questi figli rimangono tuttora diversi. Allora non potremmo parlare di figli già nati, magari bisognosi di tutela, invece che solo di feti? Nei family day mi sarebbe piaciuto sentir denunciare i bambini discriminati, poveri, malati. E le loro madri... non solo in Italia, ovviamente". Pensa agli aborti selettivi in Cina, dove vengono eliminate le femmine? "Sono un'atrocità. Ma ancora più atroce mi sembra la vita di quelle madri che abortiscono la femmina dopo aver visto l'ecografia: devono essere maltrattate e disperate per fare una scelta così. Si parla di cento milioni di bambine "sparite". Credo che dovremmo batterci per cambiare la loro vita e metterle in grado di non abortire solo le femmine pensando che saranno destinate a una esistenza miserabile come la loro". Lei non ha firmato una petizione in favore della 194 in cui si definisce l'aborto un diritto. "Non penso che sia un diritto, lo è la libertà di scelta della donna fino a che lei e il feto sono una cosa solo. Una volta nato, ogni bambino ha il diritto di essere rianimato, se è vitale. Naturalmente senza accanimento terapeutico. La madre lo può abbandonare, la legge lo consente". Lei vuol dire che una volta fuori della pancia non esistono diritti della madre sul bimbo che valgano più di altri? "Sì, penso che i figli non sono di nostra proprietà anche se ribadisco, metterli al mondo è diverso da concepirli". Silvia Neonato neonato@ilsecoloxix.it 19/03/2008.

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Aborti, la verità laica di don gallo - giuseppe filetto marco preve (sezione: Laici e chierici)

( da "Repubblica, La" del 19-03-2008)

Argomenti: Laicita'

Pagina IV - Genova Aborti, la verità laica di Don Gallo "Un medico che si dichiara obiettore non è un medico completo" "Capisco il dramma del dottor Rossi di fronte a situazioni difficili" GIUSEPPE FILETTO MARCO PREVE "Un medico che si dichiara obiettore non è un medico completo", sentenzia don Andrea Gallo. Interviene sull'aborto, il prete di strada, e polemizza con le dichiarazioni di monsignor Giuseppe Betori. Un botta e risposta piuttosto avvelenato quello di ieri, tra il parroco di San Benedetto al Porto e il segretario della Conferenza Episcopale Italiana, braccio destro del cardinale Angelo Bagnasco. "Il medico obiettore non dà alla paziente una risposta completa - dice il fondatore della comunità di recupero - e capisco il dramma del dottor Rossi: si è trovato di fronte a situazioni molto difficili". Posizione scomoda quella di don Gallo, che non si tira indietro rispetto ai temi scottanti, come la vicenda di Ermanno Rossi, il ginecologo indagato per gli aborti clandestini e suicida, dopo essere stato scoperto dai carabinieri del Nas. Un giro di interruzioni di gravidanza praticate in ambulatori privati e si sospetta anche a Villa Serena, clinica religiosa. L'indagine giudiziaria sugli aborti sembra avviata a conclusione, a meno di nuovi sviluppi. Il sostituto procuratore Sabrina Monteverde deve invece definire l'inchiesta madre: quella riguardante una presunta perizia "addomesticata" da parte di un medico consulente in un procedimento giudiziario contro un suo collega, probabilmente un ginecologo. Un'intercettazione casuale mise gli inquirenti sulla pista degli aborti clandestini. Le donne indagate sono otto, ma l'inchiesta prosegue per chiarire meglio alcuni punti ancora oscuri, ad esempio le visite ad una paziente minorenne. Intanto aumentano i partecipanti alla querelle politico-religiosa. Ieri mattina il segretario della Cei ha denunciato la "mentalità abortista senza confini". La replica del prete no-global, ben conosciuto per le sue prese di posizione molto forti e controcorrente rispetto a quelle del Vaticano, non si è fatta attendere. Don Gallo invita tutti a sedersi attorno ad un tavolo e a ragionare "con umiltà, senza dimenticare che, al centro di tutto rimane il principio dell'autodeterminazione della donna e che la legge 194 è passata attraverso un referendum". Inoltre, il sacerdote afferma che "la Chiesa Cattolica è responsabile della non educazione sessuale, di pregiudizi ed ipocrisie, di aver creato tutto questo clima". C'è ben altro nelle dichiarazioni del prete degli ultimi: "Sembra che al di fuori dell'etica cattolica non possa esisterne alcun'altra - ripete - questo non può reggere, perciò invito ad approfondire meglio quello che è la solidarietà, l'ascolto e l'arte del dialogo". A don Gallo fa eco Sergio Rugiati, primario di Ostetricia e Ginecologia all'ospedale San Paolo di Savona, fondatore nel '71, insieme con Mercedes Bo, della sezione genovese dell'Aied. "La cosa più grave è che alle donne è stato offerto dalla legge di abortire, ma non è stato offerto loro un aiuto per tenersi la gravidanza. Anche i signori preti che fanno tanto la voce grossa in realtà non fanno un bel niente. Questa è la realtà". Sulla legge 194, per l'interruzione della gravidanza, infine, Rugiati denuncia la parziale applicazione di parte di essa, soprattutto in ciò che riguarda la privacy, in primis la carenza di letti dedicati.

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Emma e Marco, guerra dei nervi al Pd: fregati ma non molliamo (sezione: Laici e chierici)

( da "Corriere della Sera" del 19-03-2008)

Argomenti: Laicita'

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2008-03-19 num: - pag: 11 categoria: REDAZIONALE La coppia radicale Il ministro: a Torino non mi hanno invitata. Il partito: i dirigenti locali avevano parlato con la segretaria Emma e Marco, guerra dei nervi al Pd: fregati ma non molliamo ROMA - "Il Pd non è un partito democratico e, insieme al Pdl, sta conducendo una campagna mediatica di regime ": parola di Marco Pannella, che già lunedì a Porta a porta, invitato come sostenitore del Pd, non aveva risparmiato critiche. Già, i radicali vivono con insofferenza questa condizione di ospiti imbarazzanti a casa Veltroni. E non è un problema del solo leader radicale (fatto fuori dalle liste), che, tra l'amaro e l'ironico, dice: "Beh, almeno non hanno potuto togliere a me e D'Elia l'elettorato passivo: possiamo ancora votare". Anche Emma Bonino, capolista ben nascosta in Piemonte, si rende conto del fatto che a ogni iniziativa importante lei non viene invitata, onde non rinfocolare l'ennesima polemica tra laici e cattolici. E infatti anche ieri a Torino è rimasta fuori dalla manifestazione con Veltroni: "Nessuno mi ha invitata", dice. (Il comitato del Pd locale si giustifica: avevamo parlato con la sua segretaria). Del resto, analoga situazione ha vissuto addirittura Zapatero. Il premier spagnolo, è stato cercato e corteggiato per il gran finale della campagna elettorale del Pd. Poi, per non irritare gli ex ppi, si è deciso di annullare quell'appuntamento. Ciononostante, Pannella non ha intenzione alcuna di rompere con il Partito democratico, anche se la notizia che Walter Veltroni diserterebbe la manifestazione pro-Tibet di oggi lo turba: "Aveva aderito e io avevo capito che ci sarebbe stato! Vabbè, chi non fa un bel guadagno è lui". Ma stracciare il contratto prematrimoniale con il Pd non è nel novero delle cose possibili, se non altro per quei "3,15 milioni di euro" che, come ricorda Emma Bonino, gli uomini del Loft "devono dare ai radicali". E allora, per dirla alla Pannella, "vale la legge del menga, chi ce l'ha se lo tenga: ci hanno fregato e non hanno mantenuto la parola data perché non eleggeranno nove dei nostri, ma noi non rompiamo. Però ricordiamo ogni giorno a Veltroni che non mantiene le promesse". Sì, ogni giorno, uno stillicidio che sfianca il Pd - che tenta per questa ragione di oscurare i candidati radicali- ma che spinge Pannella a insistere: "Io non li mollo, rimango attaccato. Voglio partecipare alla costruzione di un vero Partito democratico". Certo, l'aspirazione di Pannella non fa esplodere di gioia gli uomini del Loft, ma tant'è: ormai hanno imbarcato i radicali e devono cercare di gestirli. Per questa ragione il Pd non diserta la manifestazione a sostegno del Tibet: oggi in piazza ci saranno sicuramente Goffredo Bettini e il candidato alla presidenza della Provincia di Roma Nicola Zingaretti. Due veltroniani doc: non sia mai Pannella se ne voglia uscire con un attacco nei confronti del Partito democratico che prima aderisce all'iniziativa e poi latita. Anzi, ieri sera le adesioni aumentavano (e c'era chi spingeva Veltroni a compiere un passo) per la preoccupazione di finire sul banco degli imputati. Insomma, nonostante le dosi di bromuro che al Pd tentano di spargere, il rapporto con i radicali resta tutt'altro che semplice. Sul piano dei contenuti: con Bonino che approva la vendita di Alitalia ad Air France e con Giorgio Tonini che dice quel che Veltroni non può esplicitamente dire (ossia che è uno sbaglio). Ma anche sul piano dei modi con cui si è concluso il "contratto" restano delle difficoltà. Eppure Marco Pannella giura che la richiesta del Pd di non candidarlo non lo ha amareggiato. Il modo non l'offende, sostiene: "Peggio per loro, io accumulo e metto da parte". E a furia di mettere da parte si è capito che il leader radicale darà del filo da torcere al Partito democratico durante la campagna elettorale, ma anche dopo... Maria Teresa Meli.

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Ferentino, Fiorletta inizia la campagna elettorale (sezione: Laici e chierici)

( da "Tempo, Il" del 19-03-2008)

Argomenti: Laicita'

Stampa Ferentino, Fiorletta inizia la campagna elettorale Luisa Gobbo FERENTINO Un sindaco uscente quello presentatosi alla presentazione delle liste che lo appoggeranno, (in tutto otto),che in realtà non ha nulla di "resa",è tanta infatti la voglia e la profonda consapevolezza di aver amministrato bene e quindi di riprovarci e aggiudicarsi la guida del Comune di piazza Matteotti per un altra consiliatura. Una folla numerosa ha accolto i candidati e tutti i vertici dei partiti che lo sostegnono per confernare ancora di più la carta vincente che resta quella di Piergianni Fiorletta.E' indispensabile che tutte le forze i movimenti le associazioni politiche sociali e culturali sia laiche che cattoliche che si riconoscono nell'amministrazione guidata dal sindaco Fiorletta contribuiscano a rafforzare all'interno della coalizione quel clima di lavoro collaborazione e fiducia che ha prodotto risultati notevoli in questa consiliatura e affinchè si riparta con nuovo slancio sono all'unanimità i commenti dei presenti che durante il pomeriggio di presentazione hanno potuto assistere anche alla proiezione di un video che ha raccolto le fasi più importanti della giunta Fiorletta. La nuova fase politica che sta infatti per aprirsi implica necessariamente il dover ritrovarsi sul alcuni temi fondamentali e fondanti della coalizione di centrosinistra sia per la conferma del quadro politico sia per l'ampliamento dello stesso, occorre dunque predisporre un programma che fornisca lungo il percorso già tracciato ipotesi di sviluppo ed azione di promozione del territorio. La necessità primaria per tutti coloro che sostengono Fiorletta è di dare continuità per la pianificazione degli interventi che possano ancora di più qualificare l'azione amministrativa rilevando al contempo nuovi obiettivi conseguibili in una logica azione di completamento. Sottolienatura da parte di Fiorletta al risanamento del bilancio comunale che si è chiuso con un avanzo di amministrazione pari a 115.972,17 euro. . ed ora il prossimo appunr5amento sarà venerdi 21 alle 11 in piazza matteotti con antonio di pietro.

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Il Movimento dei Focolari o Opera di Maria è un movimento laico nella Chiesa cattolica. E' (sezione: Laici e chierici)

( da "Messaggero, Il" del 19-03-2008)

Argomenti: Laicita'

Nato, come conseguenza della vocazione sentita da Chiara Lubich a 23 anni, nel 1943, durante i bombardamenti di Trento nella seconda guerra mondiale. Nei rifugi, Chiara portava con sé il Vangelo: si costituì, così, il primo nucleo del futuro movimento che oggi è presente in 182 paesi.

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CITTA' DEL VATICANO - Ai vescovi il Porcellum non è mai andato giù. La legge (sezione: Laici e chierici)

( da "Messaggero, Il" del 19-03-2008)

Argomenti: Laicita'

Di FRANCA GIANSOLDATI CITTA' DEL VATICANO - Ai vescovi il Porcellum non è mai andato giù. La legge elettorale con la quale si andrà alle urne il 13 aprile, in passato, è stata più volte criticata dall'Avvenire, ma mai direttamente dai vertici della Conferenza episcopale. L'auspicio formulato, quasi un appello "al nuovo Parlamento", è stato esplicitato dal segretario generale, monsignor Giuseppe Betori a conclusione dei lavori del Consiglio Permanente della Cei. Parole calibrate che riflettono il diffuso disagio del mondo cattolico di non potere più scegliere direttamente i propri candidati. Bisognerebbe "tornare a dare un po' di democrazia a questo Paese" perchè senza il sistema delle preferenze "c'è un potere oligarchico di fatto". La speranza è che "il prossimo Parlamento possa cambiare la legge elettorale e ridare la scelta ai cittadini". La Chiesa a poche settimane dalle elezioni torna a ribadire la sua linea di neutralità. "Non si schiera per nessun partito". Tuttavia i richiami alla coerenza sono inevitabili e valgono sia per gli elettori che per i candidati e, a maggior ragione, per chi sarà eletto. La bussola cui fare riferimento è costituita da quei valori irrinunciabili declinati decine e decine di volte da Benedetto XVI, dunque la difesa della vita dall'inizio alla fine, la famiglia e il matrimonio tra uomo e donna, il bene comune. Ma come comportarsi di fronte a liste elettorali, come quelle del Partito Democratico, che presentano anche candidati radicali ostili ai valori cattolici? L'arcivescovo alla domanda risponde sicuro, suggerendo di "soppesare prima il programma e la globalità delle persone di ogni lista elettorale, per poi scegliere quelle che hanno maggior speranza di difendere i valori che i cattolici ritengono intangibili". Ma attenzione. I valori si devono "tenere tutti assieme", evitando di disgiungere la difesa della vita dal valore della solidarietà. La campagna elettorale, intanto, procede spedita sebbene troppo spesso, lamentano i vescovi, si assistono a cadute di stile. "E' necessario svelenire il clima". Ulteriore elemento di preoccupazione è costituito dall'assenza dal dibattito pre-elettorale del tema della scuola. "Trovo preoccupante questa mancanza, tanto quanto lo è la marginalità a cui è relegato il tema della famiglia". Un analogo appunto proviene da Famiglia Cristiana che, in un editoriale, va giù duro: da questa "classe politica, rissosa e inadeguata per un Paese sempre più povero", sarà difficile trovare risposte ai problemi reali degli italiani. Se Berlusconi ripropone "il ritornello dell'abolizione dell'ICI", Veltroni, dall'altra parte, "sbandiera un sussidiario dei sogni". Insomma, una attitudine al fantastico da parte dei due partiti maggiori e il gioco è fatto: il programma dei due schieramenti, commenta il settimanale dei paolini, si equivalgono. "Piu' che ai problemi si bada con puntiglio alla ragioneria del voto". In serata, tra le reazioni politiche alle indicazioni di Betori sul voto cattolico, spicca quella del Prc di Giordano. "Hanno lo sgradevole sapore di una precettazione e suonano come un brutto richiamo all'ordine". Per i comunisti si tratta dell'ennesima ingerenza. "C'è un tentativo di condizionare pesantemente le scelte dello Stato laico". Di segno opposto il commento del candidato premier dell'Udc, Pierferdinando Casini: "Al primo posto della nostra campagna elettorale c'é l'impegno a difendere l'identità cristiana del nostro popolo. Non ci dobbiamo vergognare di difenderla, perché in questo modo difendiamo noi stessi, la nostra storia, le nostre radici e i valori che ci hanno lasciato i nostri genitori".

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I vescovi italiani dicono che non si schierano, ma poi promuovono il test dei valori per l'elettore cattolico contro vecchi e nuovi diritti di libertà. E' l'ultima ed inaccettabile (sezione: Laici e chierici)

( da "Liberazione" del 19-03-2008)

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Ingerenza La Cei precetta il voto cattolico contro donne, gay e unioni civili Anubi D'Avossa Lussurgiu Ieri il consiglio permanente della Conferenza episcopale italiana ha diramato un comunicato. Vi si legge che, non potendosi certo ammettere una "diaspora culturale dei cattolici", essi debbono adoprarsi contro il "rischio di scelte politiche e legislative che contraddicono fondamentali valori e principi antropologici ed etici radicati nella natura dell'essere umano, in particolare riguardo alla tutela della vita umana in tutte le sue fasi e alla promozione della famiglia fondata sul matrimonio". Precisamente "evitando di introdurre nell'ordinamento pubblico altre forme di unione che contribuirebbero a destabilizzarla". Dunque, i vescovi di Santa Romana Chiesa Cattolica e Apostolica hanno trovato il modo di rivendicare in piena campagna elettorale il blocco di ogni riconoscimento delle unioni di fatto. E non sfugge all'indirizzo lanciato dai vescovi all'elettorato l'insieme di questioni che vanno sotto l'apodittico titolo di "tutela della vita umana", così rivendicando altri ostruzionismi ottenuti nel Parlamento uscente (e nel governo): come quelli che hanno bloccato ogni iniziativa di superamento della legge 40 sulla "procreazione assisistita" e ogni accenno di testamento biologico. Né si frena l'offensiva reazionaria contro la libertà delle donne, a partire da quella di scelta sulla maternità. Al punto che il segretario generale della Cei monsignor Giuseppe Betori ha elargito questa luminosa sentenza: "Il no netto all'aborto da sempre ha fatto la differenza, per i cristiani, rispetto alla società". Addirittura "dal primo secolo". E pensare si credeva una certa differenza "rispetto alla società" l'avessero stabilitea piuttosto le Beatitudini di Gesù di Nazareth... Ma Betori fa sul serio e giunge a citare "le ruote" dei conventi dove si accoglievano i neonati delle madri povere e/o "reiette": per lui "hanno espresso e possono esprimere ancora oggi un modo per venire incontro alle esigenze delle donne". Esigenze che, evidentemente, sono ben chiare al sacerdozio maschile cattolico. Tutto questo, però, è servito al monsignore ad uno scopo ben più prosaico. Poter dire cioè che la Curia dubita che "il problema dell'aborto possa essere risolto solo in chiave sociale, sia con una legge, sia attraverso espressioni politiche". E che però "tutto può essere d'aiuto per pronunciare un no all'aborto, in questo momento". Pur velata e vescovilmente paludata, è finalmente giunta l'agognata benedizione attesa da Giuliano Ferrara per la sua lista. Ora: visto che notoriamente l'ingerenza delle gerarchie d'oltretevere nelle decisioni della Repubblica è uno "spettro" del "vetero-laicismo", ci si dovrà pur stupire della spettralità della politica dominante. Perché solo silenzi e plausi sono venuti, oltre che dall'Udc, sia dal Pdl sia dal Pd. Ad allarmarsi, oltre il solito e meritevole Grillini, è solo la sinistra: con il solo segretario del Prc, Franco Giordano, a parlare di "precettazione" del "mondo cattolico" e di "tentativo di condizionare pesantemente le scelte dello Stato laico". Che per gli altri, forse, non merita più di un Amen. 19/03/2008.

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A un mese dalle elezioni il segretario Betori si scaglia ancora contro la <mentalità abortista> Pressing della Cei sui cattolici: votate chi è per la "vita" e la famiglia (sezione: Laici e chierici)

( da "Liberazione" del 19-03-2008)

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A un mese dalle elezioni il segretario Betori si scaglia ancora contro la "mentalità abortista" Pressing della Cei sui cattolici: votate chi è per la "vita" e la famiglia Fulvio Fania Meglio, per i vescovi, non tifare direttamente per un partito. Ma decisivo avvertire gli elettori cattolici che ci sono argomenti su cui liste e candidati devono passare il test dei "valori irrinunciabili" e perfino delle proposte sul fisco per la famiglia. Monsignor Giuseppe Betori, segretario della Cei, conferma che l'episcopato si atterrà alla cosiddetta linea del "non coinvolgimento" elettorale. Non dirà cioè quale lista preferisce. Ribadisce invece "quei valori che ogni politico cattolico, candidato o eletto, dovrà considerare intangibili in ogni momento" per scongiurare il rischio di "scelte politiche e legislative che contraddicono fondamentali valori antropologici". La pace e la giustizia nel mondo, certamente, ma sempre inseparabili dalla "difesa della vita" e della famiglia fondata sul matrimonio. Il no all'aborto resta in prima linea. In alternativa alle interruzioni di gravidanza il segretario Cei ripropone addirittura una forma modernizzata dell'antica "ruota" per i neonati abbandonati. Ma come potrà l'elettore cattolico valutare se i diversi partiti ubbidiranno davvero ai desideri ecclesiastici? "Ciascuno - risponde Betori - dovrà soppesare il programma e la globalità delle persone" candidate. E con questo suggerimento il segretario Cei, forse perché tirato dalla domanda, regala un sospiro di sollievo al partito di Veltroni in cui la radicale Bonino potrà venire "soppesata" con l'opusdeina Binetti. Tutto questo accade perché un sistema elettorale "oligarchico" impedisce di esprimere le preferenze. "Sarebbe auspicabile - aggiunge con insolita veemenza Betori - che il nuovo Parlamento restituisse democrazia ai cittadini" riformando il metodo di scelta. Tuttavia - domandiamo - nelle condizioni attuali la Cei è soddisfatta del peso dei cattolici nei vari partiti o lo ritiene insufficiente? Betori si tiene alla larga da giudizi del genere. "Avrei preferito che fossero tutti cattolici", ci dice tra il serio e il faceto negandoci altri commenti, fosse pure soltanto una carezza alla lista Udc-Rosa bianca che candida Cuffaro e per questo si merita altri rimbrotti da Famiglia cristiana . Il settimanale paolino attacca infatti quasi tutti: Berlusconi che con le sue promesse "non incanta più nessuno" e Veltroni che propaganda "un sussidiario dei sogni". Betori, tempo fa, interrogato circa la eventuale candidatura di persone condannate aveva risposto che ognuno ha diritto alla presunzione di innocenza fino al terzo grado di giudizio. E adesso? "Non mi dissi favorevole ad una candidatura Cuffaro - ci risponde - la valutazione se candidare o meno è infatti argomento strettamente politico". I vescovi si preparano già al dopo-voto. Che il cardinale Angelo Bagnasco, nella relazione all'ultimo Consiglio permanente Cei, si fosse augurato un governo di larghe intese, secondo Betori, è un'invenzione dei giornali. Il presidente dell'episcopato ha solo proposto una "spinta convergente" tra opposizioni e governo per far fronte al "problema della spesa" che affligge gli italiani. Per il resto la Cei punta piuttosto sulle nuove "reti" del laicato cattolico. I vescovi plaudono in particolare al Forum delle famiglie. Con la sua campagna per un fisco "familiare" ha unito tutte le associazioni cattoliche e ha chiesto ai vari candidati di pronunciarsi sulla proposta di deduzioni fiscali. Metodo lobby. Esistono già altre due aggregazioni dello stesso tipo: Retinopera e Scienza & vita. Betori vorrebbe estenderle anche ai campi dell'educazione e della sanità. E qui la Cei batte cassa per le cliniche cattoliche lamentando una "perdurante diffidenza verso le strutture ecclesiastiche" che sarebbero le "ultime" a ricevere finaziamenti pubblici. Insomma, la Chiesa chiede soldi per la sanità gestita dai religiosi, che è già afflitta dal calo delle vocazioni. Un medico del Gaslini di Genova, ospedale presieduto dal cardinal Bagnasco, è stato accusato di praticare aborti a pagamento e si è suicidato. Effetto campagna "per la vita"? Betori reagisce duramente: "No, è la conseguenza di una mentalità abortista". Nel frattempo la Cei annuncia una lettera ai non credenti "cercatori di Dio" mentre incasella le "Settimane sociali", appuntamento caro al cattolicesimo popolare, nella più fidata cornice del comitato per il Progetto culturale, il nuovo organismo che farà restare in sella Ruini ancora per cinque anni. 19/03/2008.

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<Come può la Cei tifare a destra?> (sezione: Laici e chierici)

( da "Liberazione" del 19-03-2008)

Argomenti: Laicita'

"Come può la Cei tifare a destra?" Caro Paolo, Sono la Madonna, la mamma di Gesù e rispondo alla lettera aperta che esprimeva disillusione e disorientamento di fronte alle elezioni politiche dell'aprile 2008. Moltissimi cittadine e cittadini non riescono a capire le posizioni della gerarchia cattolica, nonostante la politica di formale "non coinvolgimento" che il Presidente della Cei ha annunciato con grande enfasi il 10 marzo 2008 nella sua prolusione al consiglio permanente dell'organismo che raggruppa i vescovi italiani. "Non coinvolgimento" apparente, perché poi tutto, l'atteggiamento, il clima, il respiro, il contesto, lo sguardo, tutto converge verso alleanze implicite in nome di valori o singoli temi, perdendo di vista la visione complessiva del "bene comune" che è il criterio di fondo che la stessa gerarchia cattolica scrive nei suoi documenti ufficiali. Nello stesso tempo c'è il rifiuto di fronte alle liste così come sono fatte. Molti si chiedono se sia giusto votare, se sia utile, se sia doveroso. Maurizio Pagliassotti Don Paolo Farinella è un biblista, un linguista, un giornalista ed uno scrittore, ma sopra ogni altra cosa è un prete. Ha vissuto otto anni a Gerusalemme dove ha condotto studi teologici. Sessantanni (circa), pacato e riflessivo, amante del confronto dialettico. Lo scorso 4 febbraio ha preso carta e penna ed ha scritto una lettera aperta alla Madonna che inizia così: "Genova 04 febbraio 2008. Non ci resta che la Madonna di Lourdes, nella speranza che almeno lei possa fare qualcosa per l'Italia dove Padre Pio protegge il clan Mastella, Santa Rosalia piange il cattolicissimo Cuffaro condannato a cinque anni per complicità in "mafia personalizzata" e Santa Agata di Catania si affida alla mafia per la sua onorata processione. Madonna di Lourdes, confidiamo in te! In queste ore si sta consumando l'assassinio della democrazia, ma più ancora della decenza e della dignità di una Nazione. Si va a votare, dopo appena due anni dalle elezioni...". Non contento ha rincarato la dose scrivendo una lettera di risposta da parte della vergine stessa, il cui attacco è quello di cui sopra. Chi avrà voglia di andare a leggere tutto sul sito www.paolomoiola.it farà non già un salto sulla sedia ma un vero balzo carpiato. Don Paolo oggi vive a Genova. Don Paolo lei è molto orgoglioso del suo essere prete. Come si vuole presentare ai lettori di un quotidiano di sinistra? Io amo dire che sono un prete cattolico ed un ateo per grazia di Dio. Cosa vuol dire? Ho fatto la scelta di essere un prete cattolico nella vita ma mi trovo benissimo anche come laico credente. Questo significa che non appartengo a quella categoria anti statale a prescindere, che ancora rimugina sulla "breccia di Porta Pia", che vorrebbe fare piazza pulita degli insegnamenti del Concilio vaticano II. Il regno di Dio si realizza in tutte le situazioni che noi conosciamo non solo in quelle che piacciono alle gerarchie ecclesiastiche attuali. Questo perché Dio ha una visione universale e non globale della vita, e nella prima non vi è un'omologazione al ribasso come nella seconda. Una visione che rispetta e valorizza le differenze, viste come una ricchezza. Da laico invece allo Stato chiedo solo di potermi esprimere in libertà. La Chiesa deve pretendere la libertà di parola, di aggregazione, di culto, di insegnamento, senza oneri per lo Stato, vedi Concordato. Padre lei ha scritto una lettera aperta alla Madonna... ed anche la di Lei risposta! Sto ricevendo molte mail che approvano il mio operato e anche qualche critica tra cui una che dice così: "Meglio terroristi rossi al governo che divorziati ed evasori fiscali?." L'ha scritta un cattolico. Le lettere che ho scritto rispecchiano la tragica situazione attuale. Un sistema in cui l'informazione è diventata formazione e necessita di forti provocazioni per veicolari messaggi diversi dal solito coro. Viviamo in una democrazia accorciata a causa dei media. Cosa significa? La televisione non informa più, bensì fa corsi di formazione full time su come vivere e soprattutto come votare. Si veda ad esempio le reti Mediaset e capirà di cosa sto parlando... Secondo lei la Chiesa sta facendo campagna elettorale? Per rispondere questa domanda bisogna fare una precisazione. La chiesa non è la sua gerarchia che ne è solo una componente e non la padrona. Il cuore della gerarchia batte a destra, ed in particolar modo per Silvio Berlusconi ed il suo cosiddetto "programma di ispirazione cattolica", ovvero quanto di più lontano dalla dottrina sociale della Chiesa e mera espressione di interessi di classe e di lobby. Un programma basato sui soldi in poche parole. Mi domando come un cattolico possa votare Berlusconi. Perché non basta una croce, una frase ad effetto o un simbolo cattolico per definirsi tali. Anzi, la chiesa dovrebbe impedire l'uso, e la relativa strumentalizzazione, dei simboli cattolici. Ad esempio quel Casini che ogni giorno si fa i gargarismi con l'acqua benedetta e che ripete solo quello che Ruini gli suggerisce non penso proprio che rispecchi i valori cattolici. Ci vuole un minimo di coerenza. Stesso discorso vale per Mastella e il suo Campanile... un personaggio che gestisce in maniera mafiosa un partito. Vorrei sapere dai vescovi come fanno a sostenere questi personaggi. Più in generale mi domando come tutti possiamo votare con questo sistema elettorale voluto da Berlusconi. Cosa vuol dire? Che si svolgeranno elezioni non democratiche in cui un gruppetto di persone ha già deciso chi andrà in parlamento. C'è lo stesso trattamento da parte della gerarchia cattolica tra preti di destra e di sinistra? Ovviamente no. I primi sono funzionali al sistema che la chiesa vuole realizzare insieme alla destra i secondi vengono tartassati. Si dice però che la chiesa nella prossima enciclica sociale avrà delle posizioni molto avanzate rispetti temi come la globalizzazione... Anche le pozzanghere rispecchiamo il sole... Da quanto ho capito sarà un'enciclica reazionaria che tenterà di fare piazza pulita del Concilio Vaticano II. Benedetto XVI è un papa restauratore che vorrebbe tornare indietro al congresso di Vienna successivo alla rivoluzione francese. E' una visione della chiesa chiusa, non universale come dovrebbe essere. Lei ha vissuto molto a Gerusalemme ed è un esperto del conflitto israelo-palestinese. Si arriverà ad una soluzione? Non si può giungere alla pace senza la giustizia, ovvero il riconoscimento dei diritti dei palestinesi. Quando questo accadrà bisognerà costruire delle scuole lungo il confine dei due stati. Luoghi in cui i bambini potranno incontrarsi e conoscersi. Dopo cinquanta anni forse si arriverà ad una vera integrazione e pace. In realtà non credo nella pace, penso che non ci sia una soluzione. I due popoli sono governati da sessanta anni da èlites che educano all'odio senza alcun interesse per i bisogni della gente. Ci vorrebbero statisti come Ben Gurion per risolvere la situazione... sarà molto difficile. 19/03/2008.

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Franco Giordano: <Le indicazioni della Cei hanno lo sgradevole sapore di una precettazione> La Sinistra: <Nuova ingerenza> (sezione: Laici e chierici)

( da "Liberazione" del 19-03-2008)

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Franco Giordano: "Le indicazioni della Cei hanno lo sgradevole sapore di una precettazione" La Sinistra: "Nuova ingerenza" Castalda Musacchio "Un brutto richiamo all'ordine, uno sgradevole sapore di precettazione e rivolto soprattutto al mondo cattolico, che in larga maggioranza riconosce come propri i principi fondanti dello Stato laico". Nessuno sconto, nessun dubbio. Franco Giordano, segretario di Rifondazione nonché candidato alla camera per la Sinistra Arcobaleno, è netto. "Nessuno vuole mettere in discussione - replica - il diritto delle gerarchie ecclesiastiche di esprimere il proprio parere ma nelle parole della Cei c'è purtroppo molto più di questo. C'è un tentativo di condizionare pesantemente le scelte dello Stato laico italiano. Non è la prima volta. Tanto per fare un esempio, le ingerenze delle gerarchie ecclesiastiche sono state uno dei primi fattori che ha impedito, nei 20 mesi di vita del governo Prodi, la realizzazione degli impegni assunti dall'Unione in tema di diritti civili". E i temi cosiddetti sensibili sono tanti e sono tutti lì sul tavolo e pesano. Pesano nelle contraddizioni del Pd, pesano nelle scelte oscurantiste della destra. Non è un caso che a un mese dal voto con un intervento a tutto campo della Conferenza episcopale italiana, la destra più che mai plaude, il centrosinistra, in particolare il Pd, stretto nella morsa radicale usa toni cauti se non del tutto assenti. Ieri la Cei è tornata a dare quello che è per usare le parole dello stesso monsignor Betori un invito al rispetto dei valori per i cattolici, candidati e non. Con un contrattacco sulla vicenda del medico suicidatosi a Genova e sul giro di aborti clandestini nel capoluogo ligure e con una difesa a tutto campo "della vita e della difesa della vita", in pratica con un nuovo no e definitivo all'aborto che fa da spartiacque in quel richiamo al discernimento. "Ciò che è accaduto - ha detto il segretario generale della Cei, mons. Giuseppe Betori riferendosi alla vicenda di Genova - è la conseguenza di una mentalità abortista senza confini, che non accetta nemmeno i limiti della legge". E così di nuovo è tornata a sottolineare quanto la Chiesa non si schieri ma certo sia fortemente e costantemente presente nella vita politica italiana scendendo in campo ancora sulla legge elettorale che - sottolinea Betori - "va cambiata tornando a dare al cittadino la possibilità di scegliere i suoi rappresentanti". E così tra chi commenta positivamente il giudizio sulla legge elettorale fornito dalla Cei come fa Marini e chi "fa proprie" le indicazioni dei vescovi come fanno da Baccini a Buttiglione ma anche alcuni rappresentanti del Pd, è appunto la Sinistra Arcobaleno a richiamare all'ordine contro quella che continua a restare - sottolinea la senatrice Maria Luisa Boccia, candidata per la Sinistra in Umbria - "la forte ingerenza nella politica delle gerarchie ecclesiali che si rivela addirittura nelle indicazioni di voto per i partiti contrari all'aborto e alle unioni civili. Come altro va letto altrimenti - si chiede Boccia - il messaggio della Cei?". "L'appello ai cattolici - continua la senatrice - è del tutto fuori luogo e ci mostra una Chiesa arroccata su posizioni anacronistiche, tesa alla pura e semplice conservazione di strutture che non corrispondono più al modo in cui è fatta la società. Quanto alla difesa a oltranza dell'obiezione di coscienza, sono i dati a dimostrare che se le donne incontrano delle difficoltà nell'utilizzare la legge 194 ciò accade proprio perché medici privi di coscienza utilizzano questo escamotage per sottrarsi al loro dovere". Così ancora, nota Lidia Menapace, senatrice della Sinistra Arcobaleno, "evidentemente sussistono delle forti contraddizioni all'interno della stessa Cei". "Se non si schiera apertamente - commenta Menapace - "ciò significa che, all'interno della Cei, esistono due posizioni non ancora mediate: una che vorrebbe andare allo scontro, come in Spagna, e quindi indica stretta coerenza e obbedienza alle disposizioni ecclesiastiche, sia pure in modo non nominativo; l'altra più prudente, ammaestrata dal prezzo pagato in Spagna, che fa riferimenti insieme più precisi (mutamento della legge elettorale, no alle larghe intese) ma con toni più riflessivi. Anche sul Tibet - conclude - il fatto che si prenda tempo vuol dire che la Chiesa è in difficoltà e comincia a pagare le imprudenze neotemporaliste dei primi mesi del pontificato Ratzinger". Sta di fatto che a un mese dal voto la Cei è tornata a dire la sua. E con parole inequivocabili sul piano della politica. 19/03/2008.

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Intromissioni clericali (sezione: Laici e chierici)

( da "Liberazione" del 19-03-2008)

Argomenti: Laicita'

Vescovi, Veltroni non è Zapatero Basta leggere la storia Laura Eduati Il 30 gennaio scorso la Conferenza episcopale spagnola dirama un documento sulle elezioni che si sarebbero svolte il 9 marzo, chiedendo ai cittadini di non votare Zapatero. A dire il vero, nel documento il premier socialista non viene mai nominato. La formula utilizzata dai vescovi è molto più fine. Dicono agli spagnoli: non votate chi dialoga con l'Eta (cioè Zapatero); non votate chi introduce forme di unione diverse dal matrimonio eterosessuale (cioè Zapatero); né chi tenta di imporre l'ora di educazione civica (cioè Zapatero). Ecco uno stralcio del documento: " Non tutti i programmi sono ugualmente compatibili con la fede e le esigenze della vita cristiana, né sono in ugual misura vicini agli obiettivi e ai valori che i cristiani devono promuovere nella vita pubblica. I cattolici e i cittadini che vogliano agire in maniera responsabile devono, prima di appoggiare con il voto l'una o l'altra proposta, soppesare le diverse offerte politiche tenendo conto del valore che ogni partito, ogni programma e ogni dirigente concede alla dimensione morale della vita (...). Non si deve confondere l'aconfessionalità o la laicità dello Stato con l'assenza di vincoli morali o l'esenzione dagli obblighi delle morali oggettive ". " E' importante affrontare con determinazione e chiarezza di propositi, il pericolo di opzioni politiche e legislative che contraddicono i valori fondmentali e i principi antropologici ed etici radicati nella natura dell'essere umano come la difesa della vita umana dal concepimento alla morte naturale, e la promozione della famiglia fondata nel matrimonio, evitando di introdurre nell'ordinamento pubblico altre forme di unione che contribuiranno a destabilizzarla, oscurando il suo carattere proprio e la sua insostituibile funzione sociale ". Parole molto simili a quelle usate ieri dal segretario della Cei, mons. Giuseppe Betori, in riferimento alle elezioni italiane. La risposta (furiosa) del partito socialista arriva il giorno dopo, il 31 gennaio: " L'immensa maggioranza degli spagnoli, cattolici e non cattolici, difendono lo Stato costituzionale e difendono una società laica, nella quale ogni singola persona abbia il diritto di vivere secondo le proprie idee e convinzioni, senza che nessuno imponga la sua dottrina agli altri. E' evidente che i vescovi che hanno firmato quel comunicato non credono in quel tipo di società. E' per questo motivo che sono così lontani dalla società spagnola di oggi ". Il 10 marzo Walter Veltroni scrive una lettera di congratulazioni a Zapatero, per una vittoria che sente sua: " Il popolo spagnolo ha premiato il tuo governo che, negli ultimi 4 anni, ha saputo garantire alla Spagna più crescita ed equità e agli spagnoli più diritti e opportunità (...) . Ieri Veltroni ha commentato benevolmente il comunicato dei vescovi italiani. E il 17 dicembre, quando il consiglio comunale di Roma discuteva sull'istituzione del registro per le unioni civili, il segretario del Pd si trovava in Abruzzo. Risultato: la delibera non è passata, la maggior parte del Pd ha votato contro. Soltanto pochi giorni prima l' Avvenire e il cardinal Bertone avevano scongiurato Veltroni di non approvare il registro delle unioni civili. Con la benedizione di Paola Binetti. 19/03/2008.

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Funerali ieri a roma in 20 mila per l'ultimo saluto alla fondatrice dei focolarini (sezione: Laici e chierici)

( da "Riformista, Il" del 19-03-2008)

Argomenti: Laicita'

Funerali ieri a roma in 20 mila per l'ultimo saluto alla fondatrice dei focolarini L'omaggio di Benedetto XVI alla Lubich: "Anticipava i Papi" La salma di Chiara Lubich - scomparsa venerdì notte all'età di 88 anni - è entrata ieri nella basilica di San Paolo Fuori le Mura, cuore dello spirito ecumenico della cattolicità, poco dopo le due e un quarto del pomeriggio. Ad accogliere la bara di legno chiaro portata a braccio da sei focolarini di diverse etnie, una folla immensa che gremiva la basilica e il prato alla sua sinistra dove erano stati installati i maxi schermi. Appena la bara ha varcato il portone centrale, donne, uomini, bambini e anziani hanno iniziato ad applaudire e non hanno smesso fino a quando il segretario di Stato vaticano, il cardinale Tarcisio Bertone, non ha iniziato - circa mezz'ora più tardi - il rito funebre. Mentre la bara avanzava tra la folla, molti salutavano la Lubich: "Ciao Chiara", dicevano i più, con naturalezza. Ad aspettare il feretro in prima fila, la sorella minore, Carla, e poi le primissime compagne degli inizi del movimento. Tra queste la compagna e amica di sempre, Eli Fornari. Gli esponenti della Santa Sede erano al gran completo, segno della stima che la Lubich godeva nelle gerarchie. Oltre a Bertone, sedici cardinali tra cui Bagnasco, Ruini, Kasper, Rylko, Sandri, Sodano, Dias, Vlk, Cordero di Montezemolo e poi quaranta vescovi e cento preti. Presente anche il cardinale Stanislaw Dziwisz, ex segretario particolare di Wojtyla, il Papa che definì i focolarini "apostoli del dialogo" non soltanto all'interno della Chiesa cattolica: dialogo ecumenico, dialogo interreligioso, dialogo con i non credenti. Poi la classe politica: Prodi, Rosy Bindi, Rutelli, Casini, Fini, Pezzotta, Castagnetti e tanti altri. E nelle primissime file, oltre ai rappresentanti di tutti i movimenti e le associazioni cattoliche, quelli delle diverse confessioni cristiane con le quali la Lubich non ha mai smesso di dialogare perché se il carisma dei focolarini è quello dell'unità, questa stessa unità è innanzitutto tra le Chiese cristiane che deve essere visibile: il metropolita Gennadios (Zervos) arcivescovo ortodosso d'Italia e di Malta, il vescovo Christian Krause, evangelico della Germania e il vescovo anglicano Robin Smith dell'Inghilterra. Quindi i leader di altre religioni, anch'essi legati alla volontà di dialogo della Lubich: l'ebrea Lisa Calmieri, l'imam Izak El Hajji Pasha della Moschea Malcom, Shabazz di Harlem (Ney York), il monaco buddista TheravadaPra Tongrasthana, il presidente del consiglio direttivo della Rissho Kosei-kai (movimento buddista giapponese) Yasutaka Watanabe. La bara di Chiara, percorsa la navata centrale della basilica, è stata posata per terra, dinanzi all'altare. Sopra, tre garofani rossi per ricordare il giorno in cui Chiara ha pronunciato il suo sì a Dio sola in una cappella della chiesa del Collegio Serafico dei Cappuccini di Trento. Era il 7 dicembre 1943 e Chiara aveva comprato tre garofani rossi per il crocifisso: garofani - disse una volta - "che sarebbero stati il segno della festa". E a bene vedere anche le esequie funebri di ieri sembravano una festa. Oltre al dolore, sui volti degli oltre 20 mila focolarini presenti, si leggeva la gioia per l'ascesa al cielo della loro fondatrice. "Chiara è in Paradiso", ha detto sicura di sé una ragazza seduta sul prato a fianco della basilica. Quando Bertone ha letto il messaggio inviato da Benedetto XVI che definisce quello di Chiara "un servizio silenzioso e incisivo, in sintonia sempre con il magistero della Chiesa: "I Papi - diceva Chiara - ci hanno sempre compreso"", si sono sentiti ancora applausi dentro e fuori la basilica. Molti annuivano con la testa. Forse pensavano ai riconoscimenti che con naturalezza la Lubich era riuscita a ottenere dai "suoi" Pontefici: "Il movimento è un'opera di Dio" le disse Paolo VI nel 1964; nel 1984 fu Giovanni Paolo II a riconoscere nei focolari i lineamenti della Chiesa del Concilio e nel suo carisma "un'espressione del "radicalismo dell'amore" che caratterizza i doni dello Spirito nella storia della Chiesa"; "anticipava il pensiero dei Pontefici", ha scritto ieri Benedetto XVI. Il secolo scorso - ha detto Bertone - è stato quello dei "pionieri della carità" che "la Chiesa addita già come santi e beati: don Guanella, don Orione, don Calabria, Madre Teresa di Calcutta ed altri ancora". E, quindi, Chiara Lubich, che "trova posto in questa costellazione con un carisma che le è del tutto proprio e che ne contraddistingue la fisionomia e l'azione apostolica". Verso le cinque la salma è uscita dalla basilica. Due ali di folla l'hanno accompagnata fino al carro funebre. Ancora applausi. Qualcuno ha issato degli striscioni: "Continueremo il tuo sogno" e "Grazie Chiara, tutto vince l'amore". Poi il feretro ha preso la strada che porta a Rocca di Papa, la casa della Lubich degli ultimi anni. Qui è stato tumulato in una cappellina sopra la tomba di Igino Giordani, giornalista, deputato, direttore della biblioteca apostolica vaticana e primo laico sposato a consacrarsi a Dio facendo parte di un focolare. Sulla lapide la Lubich ha voluto che venisse posto il motto di tutta la sua vita: "Che tutti siano uno". 19/03/2008.

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