HOME PRIVILEGIA NE IRROGANTO di Mauro Novelli
www.mauronovelli.it
|
DOSSIER “LAICI & CHIERICI” |
|
TARTICOLI DEL 18-19 maggio
2008 #TOP
·
Articoli
Laici e chierici (26)
Corteo anti-chiesa tra sorrisi, canzonie critica
civile ( da "Secolo XIX, Il"
del 18-05-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: insofferenza laica: "La Chiesa si prende 4 miliardi l'anno attraverso l'8 per mille, il mancato pagamento dell'Ici e il finanziamento alla scuola". E uno. "La Chiesa interviene pesantemente nella politica di uno Stato estero". E due. "Il Cattolicesimo ha uno spazio preponderante nei media, a scapito delle altre religioni".
<La
sua visitarinnova l'affettotra città e chiesa> Lupi: <Più luci che
ombre> ( da "Secolo XIX, Il"
del 18-05-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: un avvenimento che è insieme laico e di devozione e che vede la partecipazione di migliaia di persone. È, questa vicinanza, una caratteristica della nostra città. Fa parte della nostra storia, del nostro carattere. Savona sa unire laici e cattolici, fiducia nel progresso scientifico e consapevolezza dei limiti umani, lavoro materiale e vita spirituale.
Commento
papa ( da "Secolo XIX, Il"
del 18-05-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: ma contemporaneamente a tutti i cattolici nel mondo e a chiunque, laico o di diversa religione, intenda ascoltarlo. Ma non bisogna mai dimenticare che, accanto alle parole, per la Chiesa parlano i segni. Così la visita di Ratzinger a Savona e a Genova si è aperta con segni e parole destinati a restare nella storia del suo pontificato,
L'arringa
di Ratzinger a Savona: Contro il laicismo, senza compromessi Al via la visita
in Liguria: Per affrontare il materialismo e il relativismo bisogna essere
disposti a pagare ( da "Unita, L'"
del 18-05-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: Pride Laico" con la parola d'ordine "Per una società libera dalle ingerenze della Chiesa cattolica, contro i continui attacchi alla legge 194, contro l'omofobia, contro l'otto per mille alla Chiesa cattolica e per la sua destinazione alla scuola pubblica, contro l'oscurantismo e per una società dei saperi, per il riconoscimento dei diritti delle diverse forme di famiglia"
Sotto
la pioggia i laici annebbiati dalla rabbia
( da "Giornale.it,
Il" del 18-05-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: emblema del pride laico; la sosia della cagnetta spaziale sovietica, abbandonando la tradizionale visione che la vuole come simbolo della fedeltà, si è trasformata così nella mascotte della manifestazione voluta dai centri sociali e dalle associazione laiche, atee, omosessuali e femministe, scesi in piazza per urlare tutto il loro dissenso contro Papa Benedetto XVI.
A
Genova l'incontro con i giovani e la Messa
( da "Giornale.it,
Il" del 18-05-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: quella pioggia che invece deve aver spaventato il "pride laico": così atteso e sponsorizzato dai mass media da non riuscire a portare in piazza più di trecento persone. Ed un riferimento al laicisimo, Benedetto XVI lo ha fatto nella sua omelia savonese nella quale ha parlato delle sfide del mondo che i cattolici devono affrontare: "materialismo, relativismo,
Il
papa: "niente compromessi nella sfida al laicismo" - marco politi
( da "Repubblica,
La" del 18-05-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: manifestanti del Pride Laico, che hanno sfilato a Genova appena prima del suo atterraggio. "Più staminali, meno cardinali" è uno degli slogan scherzosi inalberati sugli striscioni. "Sia fatta la nostra volontà - libertà, diritti, laicità" proclama un altro. Frettolosamente rimossa dalle autorità è la scritta spray "Abbasso il tiranno" apparsa in mattinata sulla fiancata della sopraelevata.
Genova
laica fischia il Papa ( da "Liberazione"
del 18-05-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: duemila genovesi hanno dato vita ieri pomeriggio al Pride laico, sfidando una pioggia meno convinta di loro, per dare visibilità a un sentimento più ampio di quello che ha marciato da Ponente al Porto Antico e poi fino all'Università dov'era iniziata la giornata con una tavola rotonda su laicità e autonomia dei saperi e della ricerca che ha gremito l'aula magna di lettere.
Alemanno
fa squadra nel mirino i senza casa
( da "Liberazione"
del 18-05-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: Dice: "La scuola cattolica è una grande risorsa per la nostra società, ed è dovere delle Istituzioni difenderne il diritto di esistere. Perché se lo Stato è laico, l'educazione, deve essere libera, ed ogni genitore ha il diritto di scegliere come istruire i propri figli".
PARIGI
- Non mi è stata mai perdonata questa frase: io sono un cattolico adulto. Con
la p ( da "Messaggero, Il"
del 18-05-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: Non mi è stata mai perdonata questa frase: io sono un cattolico adulto. Con la presidenza della Conferenza episcopale, ho avuto l'impressione di scontrarmi con un'opposizione politica". Romano Prodi, in un'intervista al quotidiano cattolico francese La Croix, si rammarica dei suoi rapporti con la gerarchia cattolica italiana.
Benedetto
XVI abbraccia la Liguria ( da "Tempo, Il"
del 18-05-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: Il rapporto con la Chiesa cattolica è "in progress", in una città che è attraversata (come si è visto nella piccola manifestazione del "Pride laico") da rigurgiti di anticlericalismo. Frange del tutto minoritarie, a volte minacciose (non dimentichiamo le terribili giornate del G8 e i "no global") che costringono, caso unico in Europa,
Un
futuro alle famiglie più di una promessa
( da "Tempo,
Il" del 18-05-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract:
una
contrapposta all'altra, quella cattolica e quella laica. Finì
SAVONA
( da "Stampa,
La" del 18-05-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: una perfetta intesa bipartisan fra l'anima laica e cattolica, che ha prodotto un'organizzazione e un'accoglienza praticamente perfette. E pazienza, ma anche questo fa parte dell'indole savonese, se fuori dalle transenne di piazza del Popolo, in via Paleocapa e in darsena, non c'è stato il bagno di folla.
Migliaia
di fedeli mentre a genova sfila il pride laico
( da "Mattino,
Il (Nazionale)" del 18-05-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: IL VIAGGIO Migliaia di fedeli mentre a Genova sfila il Pride laico" Savona. Mentre a Genova sfila il "Pride laico", il Papa a Savona chiede ai cattolici "il coraggio di affrontare le sfide del mondo", il "materialismo, relativismo e laicismo", senza "cedere a compromessi" e disposti a pagare di persona.
"Savona
è laica e spirituale" ( da "Stampa, La"
del 18-05-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: un avvenimento che è insieme laico e di devozione e che vede la partecipazione di migliaia di persone. E', questa vicinanza, una caratteristica della nostra città. Fa parte della nostra storia, del nostro carattere. Savona sa unire laici e cattolici, fiducia nel progresso scientifico e consapevolezza dei limiti umani, lavoro materiale e vita spirituale.
Arriva
papa Ratzinger, in tremila al Pride laico
( da "Manifesto,
Il" del 19-05-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: In tremila sono sfilati ieri da Sampierdarena a Caricamento per il Pride laico organizzato in occasione della due giorni di papa Benedetto XVI in Liguria per rivendicare i diritti a uno stato laico e alla libertà di pensiero. Il papa a Savona chiede ai cristiani di combattere "materialismo, relativismo e laicismo".
Dimessa
poche ore pur di vederlo ( da "Secolo XIX, Il"
del 19-05-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: spiegano i rappresentanti di Azione cattolica - alla fine quando il Santo Padre l'ha toccata noi tutti abbiamo gioito, è stato un'esperienza surreale, mistica, stupenda". DALL'AFRICA - Un'altra storia incredibile è quella di un missionario laico che vive in Costa d'Avorio e pur di non mancare a quello che definisce "un rendez-vous col Papa nella mia città"
La
lunga notte del Papaal Santuario dei genovesi
( da "Secolo
XIX, Il" del 19-05-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: Marta Vincenzi (entrambi laici e di sinistra) e Alessandro Repetto, cattolico dichiarato. Però, già nelle parole dei politici, era apparso chiaro che la visita non sarebbe stata solo una passerella per i fedeli. Ieri mattina alle 9, come da programma, Papa Benedetto XVI è sceso dall'appartamento situato nell'ala est del Santuario,
Un
pranzo riservatocon imprenditorivicini alla chiesa
( da "Secolo
XIX, Il" del 19-05-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: presidente dell'Ucid (gli imprenditori cattolici); l'architetto Antonio Sibilla, curatore del progetto dell'altare e di piazza della Vittoria; Giovanni Berneschi, numero uno di Banca Carige; Giovanni Battista Casazza e Carlo Arcolao, collaboratori laici della Curia; Luciano Belloni, titolare del ristorante Zeffirino.
La
sindaca Vincenzi al Papa Così si difende la laicità La prima cittadina a Genova
accoglie il Pontefice: L'etica non sia campo di battaglie politiche
( da "Unita,
L'" del 19-05-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: edizione del La sindaca Vincenzi al Papa "Così si difende la laicità" La prima cittadina a Genova accoglie il Pontefice: "L'etica non sia campo di battaglie politiche" di Roberto Monteforte inviato a Genova LO AVEVA annunciato: "Accolgo il Papa e difendo lo Stato" ed è stata di parola la sindaca di Genova, la diessina Marta Vincenzi.
Quell'umanità
spazzatura ( da "Unita, L'"
del 19-05-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: Turbamento dei cattolici ma anche di laici che non nascondono la meraviglia. Perché tanta prudenza? Ne scelgo due. Lettera amara di Ettore Masina. È stato il primo vaticanista (la parola non gli è mai piaciuta) della Rai-TV. Due volte deputato della sinistra, fondatore di Rete Resch: solidarietà ai profughi, dalla Palestina all'America Latina.
Coro
di consensi "discorso vero e senza paura" - donatella alfonso
( da "Repubblica,
La" del 19-05-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: Sulla laicità dello Stato, invece, nessuno ha mai messo in discussione che lo sia, fermo restando il fatto che siamo uno Stato di matrice cattolica, con un'identità ben precisa che tutti, anche nelle istituzioni, dovrebbero ben ricordare". Fa un ragionamento complessivo, e di grande apprezzamento per il discorso del sindaco Vincenzo Lorenzelli,
L'appello
del sindaco al Papa: l'etica non sia lotta politica
( da "Corriere
della Sera" del 19-05-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: fedeli laici, sulla responsabilità della coscienza e sul "rispetto delle rispettive competenze ". Se c'è stata irritazione nell'entourage papale non è trapelata (anche se si può ipotizzare, il segretario di Stato vaticano Tarcisio Bertone era piuttosto accigliato), quanto a Benedetto XVI è stato perfino cordiale con il sindaco con cui ha scambiato parole di ringraziamento per l'
IN
Europa vivono circa 400 milioni di persone. Settanta milioni, cioè un adulto
europeo su ( da "Messaggero, Il"
del 19-05-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: ingerenza del magistero cattolico. E lo pensa tra due alternative: quella di una laicità intesa come neutralità dello Stato rispetto alle fedi o alla mancanza di fede, ma non del tutto chiusa alle manifestazioni religiose; e quella di una laicità militante, che espelle la religione dallo spazio pubblico confinandola in una dimensione privata.
IL
DIBATTITO SULL'ABORTO LA SCELTA DI UN FEDELE
( da "Corriere
della Sera" del 19-05-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: da parte del Papa cattolico-liberale Paolo VI, egli condannò la regolazione artificiale delle nascite. Non comprendo la meraviglia che qualche cosiddetto "laico", anche se rispettoso della Chiesa Cattolica, ha manifestato; ma ne comprendo la causa che risiede nella confusione di pensiero e di comportamento che una certa lettura del Concilio Vaticano II,
Interventi
e Repliche ( da "Corriere della Sera"
del 19-05-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: come laici, che sia quanto mai opportuno raccogliere i numerosi messaggi di solidarietà e di accoglienza che vengono dal mondo cattolico e proporre per le donne immigrate e i loro figli un più facile accesso ai servizi sanitari migliorando l'informazione e ricorrendo a mediatori culturali che possano rimuovere sentimenti di diffidenza e comportamenti di carattere discriminatorio.
( da "Secolo XIX, Il" del 18-05-2008)
Argomenti: Laicita'
La protesta nGenova.
"Sia fatta la nostra volontà", scandisce la folla, e si mette a
piovere. Come se un dio dispettoso non riuscisse a digerire la compostezza,
persino eccessiva, di una manifestazione nata in segno di protesta. Contro
l'ingerenza della Chiesa cattolica nella vita pubblica. Contro l'omofobia.
Contro "gli obiettori di coscienza sulla pelle degli altri". E però
non era contro gli dei, il corteo di 1500 agnostici, atei, gay, lesbiche,
compagni della Sinistra Critica e di Rifondazione, tupamaros dei centri
sociali, militanti ferrandiani, pacifisti e verdi. Era per la libertà,
d'espressione e di culto, e di forte critica verso la visita di un Papa che
ancora l'altro ieri tuonava sulla legittimità di un solo tipo di coppia, quella
formata da uomo e donna, benedetta dal sacramento del matrimonio. Rispetto,
tuttavia, nessun insulto né a Ratzinger né a Bagnasco, vescovo di Genova e
presidente della Cei. La protesta è stata organizzata e condotta all'insegna
della civiltà. Tanto è vero che non si levava una sola bestemmia, a parte
un'insolenza gratuita inalberata dalla maglietta del cantante Bob Calleri:
"Non è reato dileggiare un personaggio di fantasia". Per chiarire
meglio il proprio punto di vista Calleri ostentava anche un cartello polemico,
"Se Dio ci fosse vi prenderebbe a bastonate". Discutibile, ma non
censurabile a priori. Dal camioncino che alternava allo stereo l'Internazionale
con De André, Shaggy e Rino Gaetano venivano illustrate le ragioni dell'insofferenza laica: "La Chiesa si prende 4 miliardi l'anno
attraverso l'8 per mille, il mancato pagamento dell'Ici e il finanziamento alla
scuola". E uno. "La Chiesa interviene pesantemente nella politica di
uno Stato estero". E due. "Il Cattolicesimo ha uno spazio
preponderante nei media, a scapito delle altre religioni". E tre,
ma non era tanto la ragionevolezza delle critiche a lasciare a bocca aperta.
Era l'educazione, la cortesia nei confronti dei passanti, il sorriso sulle
labbra, l'assoluta mancanza di sguaiataggine. Solo un ragazzino in felpa nera
scriveva sul portone verde del Pio istitututo delle suore franzoniane, in via
Cantore, "Né Dio né Stato". Purtroppo i vigili urbani erano lontani,
e i poliziotti non si sarebbero mai sognati - visto il clima - di intervenire
almeno per far ripulire il portone all'imbrattatore. All'inizio, pochissima
gente, anche per colpa della pioggia che era caduta copiosa, per tutta la
mattina, sul ponente genovese. Un centinaio di facce. Silvano Vergali,
dell'Associazione agnostici e atei, spiegava come "l'allarmismo dei media
abbia fatto disertare la manifestazione da tanti che avrebbero voluto
partecipare. Si è evocato il G8, la violenza, gli scontri. Ma perché? Perché si
vuole impedire alla gente di manifestare liberamente e pacificamente"?
Striscioni e cartelli ironici, nessuna offesa: "Più staminali e meno
cardinali", oppure "Fuori la Chiesa dalle mutande", o ancora
"Meno preti più alberi". Tra la gente, parecchi cani guidati da
punkabbestia insolitamente mansueti. Ai lati del corteo, libera vendita di
opuscoli a favore della lotta birmana. Il camioncino inalberava una specie di
mucca pezzata che nelle intenzioni doveva essere un cane. Al collare un nome,
Laika, e sotto gli zoccoli - pardon, le zampe - un cardinale con tanto di
zucchetto rosso. "E' la cagnetta mandata dai sovietici nello spazio",
spiegavano faticosamente gli organizzatori, "e simboleggia la vittoria
della scienza contro la superstizione. Il nome della cagnetta naturalmente
conta molto". Malgrado la pioggia intermittente, la gente ha cominciato ad
afflure a metà di via Cantore, dove il corteo ha assunto una precisa
fisionomia. Davanti i centri sociali e poi le femministe, la sinistra
antagonista, i gay, le lesbiche, i cani sciolti. Rallentamenti a Dinegro. I primi
applausi in via Gramsci. Immortalato da task force di turisti orientali, ai
quali non pareva vero di fotografare un serpente di folla colorata e
spumeggiante. Ancora Vergali: "Noi non siamo contro il cattolicesimo,
Ognuno è libero di pensarla come vuole. Ma stiamo assistendo a una vessazione
quotidiana da parte della Chiesa, a un'ingerenza continua negli affari di uno
Stato che deve restare laico proprio per garantire la libertà di credere".
In prima fila anche Antonio Bruno, antico consigliere comunale alternativo
(L'Altro Polo eccetera): "Io sono credente. E in questi giorni di visita
papale soffro". Non era il solo. 18/05/2008.
( da "Secolo XIX, Il" del 18-05-2008)
Argomenti: Laicita'
"La sua
visitarinnova l'affettotra città e chiesa" Lupi: "Più luci che
ombre" berruti SANTITÀ, storia religiosa e storia civile si sono incontrate
spesso nella nostra città. Basti pensare alla grande stagione roveresca e ai
due papi Sisto IV e Giulio II. E poi l'apparizione della Vergine del 18 marzo
1536, che conferì energia e orgoglio ad una città che stava attraversando un
momento di grande difficoltà. E poi, ancora, la permanenza a Savona di Pio VII,
papa che fu amatissimo dai savonesi, del quale visiterà la residenza fra poco.
Sono avvenimenti che evidenziano lo stretto legame di questa comunità con la
Chiesa e con il clero. Un legame che viene simboleggiato, ogni due anni, dalla
processione del Venerdì Santo, un avvenimento che è insieme
laico e di devozione e che vede la partecipazione di migliaia di persone. È,
questa vicinanza, una caratteristica della nostra città. Fa parte della nostra
storia, del nostro carattere. Savona sa unire laici e cattolici, fiducia
nel progresso scientifico e consapevolezza dei limiti umani, lavoro materiale e
vita spirituale. Il Santuario nel quale Lei si è ritirato in preghiera
poco fa ne è la testimonianza concreta. Si tratta, infatti, di un luogo che
sintetizza perfettamente questa unione: l'edificio, costruito con il contributo
delle corporazioni artigiane del Cinquecento, è ancora oggi di proprietà della
città. Con la Sua visita di oggi, questa vicenda di unione e affetto si
rinnova. Savona sta affrontando la sfida di una rinascita economica,
demografica e culturale. Sono certo che la memorabile giornata che stiamo
vivendo aumenterà la nostra forza morale e sosterrà la nostra speranza nel
futuro. Federico Berruti .x/18/0805.
( da "Secolo XIX, Il" del 18-05-2008)
Argomenti: Laicita'
Bruno viani Ogni pontefice,
quando visita una chiesa locale, si rivolge ai fedeli che incontra nelle piazze
e nelle chiese, ma contemporaneamente a tutti i cattolici nel mondo e a chiunque, laico o di diversa religione, intenda
ascoltarlo. Ma non bisogna mai dimenticare che, accanto alle parole, per la
Chiesa parlano i segni. Così la visita di Ratzinger a Savona e a Genova si è
aperta con segni e parole destinati a restare nella storia del suo pontificato,
molto più della pioggia che ha guastato la festa a
pochi fedeli accorsi alla Guardia malgrado il maltempo per assistere alla
conclusione della prima giornata del Papa in Liguria. La prima considerazione:
anche se il Vaticano è una nazione autonoma, il suo capo non parla la stessa
lingua dei capi di Stato. La visita che oggi si compiràè prettamente religiosa,
nel cuore del mese di maggio tradizionalmente dedicato alla Madonna. Per
questo, Ratzinger ha scelto di visitare due santuari mariani e portare, in
ciascuno di essi, il massimo riconoscimento pontificio, la rosa d'oro che un
tempo veniva concessa alle regine e alle principesse che si erano distinte
nella difesa dei valori della fede, oggi è consegnata solo alle chiese dedicate
alla Vergine. I santuari della Misericordia e della Guardia, da questo momento,
sono in compagnia di Lourdes e Fatima, Loreto e pochi altri nel mondo. La
seconda considerazione è, in qualche modo, politica. Papa Ratzinger,
rivolgendosi ai fedeli savonesi (abitanti di una città che ha dato alla Chiesa
due Papi), ha portato ad esempio per i fedeli di oggi il suo lontano
predecessore Papa Chiaramonti, Pio VII, il pontefice che a Savona trascorse un
lungo periodo da "rifugiato" per essersi opposto alla volontà di
Napoleone. È per lo scontro tra due mondi distanti, il papato e il neonato
impero napoleonico, che il generale corso fu costretto a rinunciare alla
consacrazione da parte del Papa, tanto che nel cingersi della corona pronunciò
le celebri parole "Dio me l'ha data, guai a chi la tocca". Imperatore
per designazione celeste, senza mediazione umana. Papa Ratzinger, in modo
semplicistico, viene spesso indicato come un uomo di retroguardia, un
nostalgico. Certamente un conservatore, che oggi, però, accosta queste sue
simpatie passatiste alla visione politica di un Papa che teorizzò tra l'altro
la conciliabilità tra il Vangelo e la democrazia. La questione va però posta in
altri termini. Joseph Ratzinger, considerato un progressista ai tempi del
Concilio Vaticano II, diventato il custode della Fede come responsabile dell'ex
Sant'Uffizio sotto Giovanni Paolo II, ha iniziato una nuova tappa della vita
con l'elezione al soglio pontificio. Benedetto XVI in questi suoi primi anni di
pontificato ha fatto scelte esteriormente molto conservatrici: un abbigliamento
che ha ripreso curiosi capi del passato, la decisione di dare nuovamente piena
legittimità alla messa in latino, la dichiarata predilezione musicale per il
gregoriano e la scarsa simpatia per le chitarre. Eppure, anche se l'uomo
Ratzinger è legato anche a questi segni, la sua visione della Chiesa non ha più
nulla a che fare con quella di Pio VII, un Papa che si contrappose fino al
sacrificio personale al potere politico. L'accostamento con Papa Chiaramonti,
in questo, è suggestivo ma fuorviante: il pontefice che ha parlato all'Onu è
invece un capo di Stato calato nei problemi della sua epoca, non un folle
vestito di bianco, fuori dal tempo, che pensa di aizzare le guardie svizzere
contro il mondo. Il vero avversario di Benedetto XVI è invece un Occidente
secolarizzato, che sembra poter fare a meno del cristianesimo. E allora il vero
punto forte del discorso del Papa ai savonesi è un altro, sociale e non
politico. È il passaggio nel quale non accusa ma propone, invita a riscoprire
le radici cristiane della domenica, la giornata che per i cristiani è dedicata
a Dio. Papa Ratzinger va in direzione opposta a un mondo in cui anche i cattolici sembrano dare scarsa importanza alla celebrazione
della messa festiva e scelgono invece, sempre più spesso, i riti laici dello
shopping e dello stadio. Oggi, la domenica secolarizzata fa certamente più
paura dei nuovi Napoleone. Il problema, per Papa Ratzinger, è la perdita del
senso del sacro nella società, dalla sacralità della domenica alla sacralità
della vita. In questo, Benedetto XVI è inevitabilmente intransigente e la religione
cattolica non può che essere antidemocratica: il bene e il male, per la Chiesa,
non si mettono ai voti. 18/05/2008.
( da "Unita, L'" del 18-05-2008)
Argomenti: Laicita'
Stai consultando
l'edizione del L'arringa di Ratzinger a Savona: "Contro il laicismo, senza
compromessi" Al via la visita in Liguria: "Per affrontare il
materialismo e il relativismo bisogna essere disposti a pagare di
persona". Ventimila fedeli sotto la pioggia in Piazza del Popolo di
Roberto Monteforte inviato a Savona NON CEDERE ai compromessi. Affrontare con
coraggio le sfide del mondo, come "materialismo, relativi- smo e
laicismo", anche a prezzo di pagare di persona "pur di restare fedeli
al Signore e alla Chiesa". È questo il messaggio lanciato ieri a Savona da
Benedetto XVI nella omelia tenuta in una piazza del Popolo affollata da
ventimila fedeli che hanno sfidato la pioggia e il vento per rendere omaggio al
pontefice. Papa Ratzinger ha invitato a seguire l'esempio di una figura
particolarmente cara ai savonesi: papa Pio VII, il pontefice che venne arrestato su ordine di Napoleone la notte del 6 luglio 1809 nel
palazzo del Quirinale, trasferito a Grenoble e successivamente tenuto
prigioniero in quello che oggi è il palazzo vescovile della città, dove rimase
segregato fino ai primi mesi del 1813, perché non si volle mai piegare alle
imposizioni dell'imperatore. Ieri il Papa ha voluto ringraziare la città per il
sostegno dato al pontefice "prigioniero", ma ancora più l'ha esortata
a seguirne l'esempio. Nella sua breve visita ha compiuto un altro gesto
significativo. Accompagnato dal presidente della Cei, cardinale Bagnasco e dal
segretario di Stato, cardinale Bertone, ha voluto iniziare la sua visita
apostolica con un pellegrinaggio al santuario della Madonna della Misericordia,
che ha raggiunto in elicottero. Ad accoglierlo il vescovo di Savona, Vittorio
Lupi e oltre alle autorità locali, il ministro Claudio Scajola a nome del
governo. Benedetto XVI, dopo aver sostato in preghiera
nella cripta del santuario, ha voluto deporre una rosa d'oro ai piedi della
statua della Madonna. Un gesto che ricorda quello compiuto da papa Pio VII il
10 maggio 1815 per sciogliere il voto che aveva fatto prima di essere liberato
da Napoleone Bonaparte. Ma non si è fermato alle rievocazioni il pontefice.
Nella sua omelia ha richiamato le "emergenze materiali e morali",
inviando "un saluto ai detenuti di Savona, che vivono da tempo una
situazione di particolare disagio". Si è rivolto ai malati. Ha invitato i
giovani ad avere "sempre il coraggio di andare controcorrente".
"Questa - ha aggiunto - è la via della vera realizzazione personale e
quindi della vera felicità". Poi ha richiamato il tema dei valori cui
riferirsi. "Nel mondo moderno, che spesso fa della bellezza e
dell'efficienza fisica un ideale da perseguire in ogni modo, come cristiani -
ha affermato - siamo chiamati a trovare il volto di Gesù Cristo, proprio nelle
persone sofferenti ed escluse". Dopo la celebrazione ha raggiunto in Papamobile
l'arcivescovado dove ha visitato l'appartamento dove ha vissuto la sua
prigionia Pio VII. Quindi in elicottero ha raggiunto il santuario della Madonna
della Guardia a Genova, per la sua seconda giornata in terra ligure. Mentre il
pontefice era a Savona, si è tenuta a Genova la manifestazione di protesta
contro la visita del Papa. Oltre un migliaio di manifestanti (3000 secondo gli
organizzatori e 1000 scarsi per la Digos) dopo un'assemblea all'università sono
arrivati in corteo a Piazza Caricamento dove si è concluso il "Pride Laico" con la parola d'ordine "Per una società
libera dalle ingerenze della Chiesa cattolica, contro i continui attacchi alla
legge 194, contro l'omofobia, contro l'otto per mille alla Chiesa cattolica e
per la sua destinazione alla scuola pubblica, contro l'oscurantismo e per una
società dei saperi, per il riconoscimento dei diritti delle diverse forme di
famiglia". La manifestazione è stata composta e pacifica.
( da "Giornale.it, Il" del 18-05-2008)
Argomenti: Laicita'
N. 118 del
2008-05-18 pagina 4 Sotto la pioggia i laici annebbiati dalla rabbia di
Stefania Antonetti Il corteo formato da seicento persone ha fatto anche fatica
a radunarsi: è partito un'ora dopo (...) dei manifestanti si sono aggregati
proprio durante la sfilata, fotografata da Carlo Kaiser, lettore indignato per
quanto ha visto. Un corteo dove Laika, il cane di cartapesta bianco e nero,
alto quasi un metro, è diventato inconsapevolmente l'emblema
del pride laico; la sosia della cagnetta spaziale sovietica, abbandonando la
tradizionale visione che la vuole come simbolo della fedeltà, si è trasformata
così nella mascotte della manifestazione voluta dai centri sociali e dalle
associazione laiche, atee, omosessuali e femministe, scesi in piazza per urlare
tutto il loro dissenso contro Papa Benedetto XVI. "Nessuna sterile
contrapposizione alla visita del Papa. Non vogliamo fare ingerenze. Non avrebbe
senso", aveva ripetuto qualche giorno fa, Luca Oddone del centro sociale
Zapata a nome degli organizzatori. Eppure la parata, che nelle intenzioni
doveva essere almeno colorata e gioiosa - partita da piazza Montano a Sampierdarena,
è proseguita per via Cantore, via Buozzi, via Adua, sino in piazza Caricamento
- ha avuto invece come unico bersaglio la fede cattolica e il suo massimo
rappresentante. Non sono mancati certamente richiami poco lungimiranti nei
confronti del capo della Conferenza episcopale italiana (Cei) e del cardinale
Tarcisio Bertone. I manifestanti, membri di una lunghissima lista di
associazioni e centri sociali: Zapata, Terra di Nessuno, Laboratorio sociale
Buridda, gli universitari di Humpty Dumpty, Rete Laica, Assemblea antifascista,
Arcigay, le Ninfe-Arcilesbica, Usciamo dal Silenzio, Città Partecipata, Lila,
Linfa e Uaar (Unione degli atei e degli agnostici razionalisti), insieme alle
forze politiche di Rifondazione comunista, dei Verdi e della Sinistra Critica,
hanno sfilato inneggiando slogan, alzato manifesti e dimostrato un forte senso
di inciviltà. L'acronimo Pd (Partito democratico), è diventato così per i
manifestanti, una sigla per bestemmiare l'impossibile. Ma anche una maglietta
nera indossata dall'eclettico Bob Gallero, musicista genovese, che riproduceva
le foto colorate dei cardinali Bagnasco e Bertone, accompagnati da una
indicibile offesa contro Dio. Ma non c'è limite al peggio. Soprattutto quando
il Santo Padre viene oltraggiato nei peggiori dei modi. Bastava infatti alzare
lo sguardo per scorgere un'immagine agghiacciante: la foto di Benedetto XVI
accostata a quella di Josef Fritzl l'uomo che in Austria ha segregato in
cantina la figlia per 25 anni e dalla quale ha avuto sette figli. E pensare che
coloro che hanno manifestato ieri pomeriggio, sono gli
stessi che accusano di oscurantismo, intolleranza e di regressione culturale,
la Chiesa cattolica. E anche gli stessi che tempo fa hanno giurato di non voler
offendere la fede di nessuno in questa manifestazione: insomma, doveva essere
"una giornata di contestazione e basta; una mobilitazione per i diritti,
le libertà e contro l'integralismo vaticano". Il tutto, sotto l'occhio
vigile dell'esponente della Sinistra critica, Franco Turigliatto, di poliziotti,
carabinieri e finanziari e da un'insolita "coda": gli addetti di
un'azienda privata incaricata di cancellare le scritte lasciate dai
manifestanti sui muri. Come accaduto ieri mattina in Sopraelevata, chiusa al
traffico alle 7 per rimuovere la scritta: "Abbasso il dittatore".
Insomma, dietro "i diritti, le libertà e contro l'integralismo",
slogan ufficiale del Pride laico, i manifestanti hanno saputo macchiare un
evento di grande visibilità nazionale e internazionale quale la visita del
Pontefice a Genova. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123
Milano.
( da "Giornale.it, Il" del 18-05-2008)
Argomenti: Laicita'
N. 118 del
2008-05-18 pagina
( da "Repubblica, La" del 18-05-2008)
Argomenti: Laicita'
Cronaca Nella visita
a Genova Benedetto XVI Il Papa: "Niente compromessi nella sfida al
laicismo"
fpèhozdp+èfùhbèsfihè+s"ibènhsfih+spaiè+bi+s"fibè+"sièbs+aibè+saibè+asig+saigès+dagpi+s
MARCO POLITI GENOVA - Vola tra due apparizioni mariane Benedetto XVI nel suo
primo giorno in Liguria. Arriva in elicottero a Savona nel pomeriggio al
santuario della Madonna della Misericordia e si ferma in serata a dormire nel
santuario della genovese Madonna della Guardia. Per entrambe una rosa d'oro. Le
sfide di oggi, da affrontare con lo stesso coraggio con cui Pio VII resistette
alle angherie di Napoleone - ricorda ai trentamila savonesi riuniti per una
messa sotto la pioggia - sono "materialismo, relativismo, laicismo".
Mali del mondo attuale cui contrapporsi "senza mai cedere a compromessi,
disposti a pagare di persona pur di rimanere fedeli al Signore e alla sua
Chiesa". Ad una Chiesa italiana sofferente di persecuzioni credono assai
poco i mille manifestanti del Pride Laico, che hanno
sfilato a Genova appena prima del suo atterraggio. "Più staminali, meno
cardinali" è uno degli slogan scherzosi inalberati sugli striscioni.
"Sia fatta la nostra volontà - libertà, diritti, laicità" proclama un
altro. Frettolosamente rimossa dalle autorità è la scritta spray "Abbasso
il tiranno" apparsa in mattinata sulla fiancata della sopraelevata.
Alla dimostrazione pacifica, promossa dall'Uaar (Unione atei, agnostici,
razionalisti), dai centri sociali e da Arcilesbiche, ha preso parte anche
Giuliano Giuliani, padre di Carlo ucciso durante il G8 del 2001. Per un
momento, ieri mattina, si è temuto che la visita di Benedetto XVI rischiasse la
cancellazione. A causa del vento un paio di aerei erano stati dirottati a
Torino. Poi il tempo, pur piovendo, si è aggiustato. A
papa Ratzinger la pioggia sembra, comunque, far bene. Ai fedeli è apparso
vivace e in ottime condizioni. Se al santuario della Madonna della Misericordia
stava per perdere l'equilibrio per un passo falso, a Savona ha scherzato
improvvisando rivolto agli anziani: "Molti di voi sono in età avanzata,
come io!". Citando poi le parole del profeta Isaia, che evoca i vecchi che
"inciampano e cadono" ma riacquistano ali d'aquila grazie alla fede,
e raccogliendo un caloroso applauso da parte dei fedeli. Dal tronetto, che fu
di Pio VII, papa Ratzinger ha delineato ancora una volta, come ama fare spesso,
i tratti essenziali del Dio cristiano: un Dio che è amore, grazia e
misericordia. La folla ha ascoltato attenta, esplodendo alla fine in un
susseguirsi di "Viva il Papa e Benedetto-Benedetto". Se la piazza di
Savona ha offerto al pontefice una folla festosa, Ratzinger ha da preoccuparsi
a livello mondiale. La Chiesa cattolica si mostra in affanno. L'annuario
statistico vaticano, appena pubblicato, rivela che nell'area delle nazioni
bianche (Europa, America, Oceania) il cattolicesimo o aumenta di pochissimo
(più 1% in Europa) oppure cresce meno della popolazione. Diminuiscono
costantemente i religiosi (meno 2,31%) e calano le suore: meno 50mila negli
ultimi sette anni. Unica consolazione l'Africa, dove in sette anni i fedeli sono
passati da
( da "Liberazione" del 18-05-2008)
Argomenti: Laicita'
Contro le ingerenze della
Chiesa ieri pomeriggio sono scesi in piazza in migliaia Genova laica fischia il
Papa Checchino Antonini Genova (nostro inviato) Da un quinto piano di
Sampierdarena, una persona di una certa età si sbraccia fischiando. Agita dal
balcone la bandierina diffusa in quantità industriali dal grande giornale
cittadino per dare il benvenuto al "signor Ratzinger" (come lo chiama
Giuliano Giuliani). Poi dice che i provocatori sono i giovani. Il corteo fatto
soprattutto di giovani, appunto, ride ma non fa una grinza. Mentre il papa era
a Savona, duemila genovesi hanno dato vita ieri pomeriggio
al Pride laico, sfidando una pioggia meno convinta di loro, per dare visibilità
a un sentimento più ampio di quello che ha marciato da Ponente al Porto Antico
e poi fino all'Università dov'era iniziata la giornata con una tavola rotonda
su laicità e autonomia dei saperi e della ricerca che ha gremito l'aula magna
di lettere. "E' stato un dibattito su toni
alti elevati", assicura Sergio Morra, docente di psicologia, tra i tanti
ad aderire (l'elenco completo sul sito dirittinrete.org ) alla giornata di
mobilitazione, boicottata dal rettorato, per le "libertà di tutti, la
laicità e contro ogni morale imposta per legge", come si sgola a dire Luca
dello Zapata, uno dei centri sociali genovesi promotore con l'associazionismo e
pezzi di sinistra e sindacato della manifestazione. Ai bordi del corteo che
costeggia il porto una folla di persone sentirà le rivendicazioni contro un
apparato clericale ingombrante e costoso. Toni composti lungo tutto il percorso
a smentire le previsioni fosche di chi avrebbe preferito provocazioni e un
clima più simile a quello del G8. A dare conto dell'adrenalina delle autorità,
la velocità con cui è stata avvistata e rimossa una scritta "Abbasso il tiranno"
comparsa sulla sopraelevata nella notte. Gli studenti, numerosissimi,
raccontano le intrusioni di Cl non solo negli appalti ma nella vita
universitaria. Ne sanno qualcosa i redattori di Ergosum che hanno perso i fondi
dell'ateneo per aver osato disegnare un Gesù tutto fasciato per proteggersi
dall'Hiv. "Il blocco di potere della Curia fa affari e costruisce egemonia
sulla destrutturazione dei servizi sociali", spiega Simone Leoncini di
Rifondazione elencando i punti di forza di quel potere temporale: Fondazione
Carige, Gaslini e Galliera, la cooperazione controllata dalla Compagnia delle
Opere. Proprio al Galliera, ospedale presieduto per statuto dall'arcivescovo ma
che mangia 108 milioni l'anno di fondi pubblici e nega l'attuazione della 194
s'è svolta l'iniziativa di lancio di questo Pride che fa parte delle iniziative
della Giornata mondiale contro l'omotrans fobia. Poco distante, a Sestri
Ponente, alcune associazioni di donne hanno organizzato sullo stesso tema un
gioco dell'oca. Molte, come Patrizia Poselli, già capogruppo Prc a Tursi, fanno
la spola tra le due piazze. Ci sono molte bandiere viola di Arcilesbica,
assenti quelle di Arcigay: che una parte di mondo laico sia condizionato dalla
timidezza del Pd (Franco Turigliatto, ex senatore di Sinistra critica, ricorda
che a votare l'emendamento per abolire l'esenzione vaticana dall'Ici non furono
più di 20 senatori) non deve occultare la "vivacità dell'incontro tra reti
femministe e associazioni lesbiche, la consapevolezza di battersi per un meticciato
dei diritti - spiega a Liberazione Lilia di Arcilesbica - non puoi
accontentarti della tua vertenza". Lo striscione di apertura parla di e a
Verona, spiega che è un'unica piazza contro i fascisti di ieri e di oggi. Altri
striscioni parlano di "madri per scelta, ribelli per natura",
chiedono che la chiesa resti "fuori dalle mutande", fotocopie di
articoli di stampa rammentano l'incusione di Ratzinger a favore del nucleare
pacifico. Un'uscita infelice, per i manifestanti, al pari delle spallate alla
194 o delle scomuniche alle famiglie non convenzionali. "Una
manifestazione per nulla dissacratoria, è una dimostrazione di maturità",
dice Antonio Bruno, capogruppo a Tursi per la Sinistra e cattolico a sua volta.
In testa la mascotte del corte: una fiera cagnetta in cartapesta, sosia della
sovietica Laika, eroina dello spazio negli anni Sessanta. All'arrivo a piazza
Caricamento, un altro cartello accoglie i duemila: "Più alberi, meno
preti", a ricordare la sorte di decine di piante sacrificate per ragioni
di sicurezza in piazza della Vittoria dove oggi si terrà l'oceanica messa
papale. 18/05/2008.
( da "Liberazione" del 18-05-2008)
Argomenti: Laicita'
Roma, il sindaco
presenta la giunta. Due le donne Alemanno fa squadra nel mirino i senza casa
Auguri, ne avranno bisogno. La squadra per governare Roma è pronta,
l'allenatore Gianni Alemanno promette un campionato scintillante. Anche se
l'equipe dà l'impressione di essere stata allestita piuttosto in fretta. Come
se Alemanno pensasse più facile conquistare un poltrona ministeriale che lo
studio del Campidoglio che fu di Francesco Rutelli e Walter Veltroni. Invece è
andata come è andata, la destra che governa il paese amministrerà Roma.
"Sarà una giunta decisionista ma non dirigista come lo è stata quella di
Veltroni", assicura Alemanno. Traduzione: faremo e non staremo chiusi nel
palazzo. Auguri di nuovo. L'agenda degli appuntamenti è fitta. Naturalmente si
parte dalla sicurezza, con l'atteso "commissario straordinario ai
rom", il cui nome - per allontanare sospetti di razzismo oltre che
giustificati dubbi di anticostituzionalità - sarà "commissario per i senza
fissa dimora". Meglio sarebbe "commissario a caccia dei senza fissa
dimora". Però questo si può fare, non si può dire. Anche perché il clima è
all'insegna del fair play. Per rispondere alle ansie securitarie dei cittadini
della capitale Alemanno tirerà fuori dal cassetto l'oggettistica della destra.
Ma anche guarderà a sindaci del piddì, Sergio Cofferati in primis.
"Vogliamo avere un rapporto costruttivo con l'opposizione", spiega il
sindaco delle libertà. D'altra parte la nomina di due tecnici "con
esperienze diverse al centrodestra" è per Alemanno già un messaggio di
apertura all'opposizione. Gianni come Silvio? Certo non sarà il caso di
chiedere a Rutelli se abbia o meno l'intenzione di allestire un'amministrazione
ombra. In un clima da terzo tempo calcistico, nasce l'amministrazione Alemanno.
Foto di gruppo come da consuetudine e da lunedì via a lavoro. Perché di lavoro
da fare, a giudicare dalle promesse fatte in campagna elettorale, ce n'è
davvero tanto. Età media 44anni, segni particolari impari opportunità. Due sole
le donne (Sveva Belviso alle Politiche sociali e Laura Marsilio alla Scuola),
tre tecnici i (Umberto Croppi alla Cultura, Ezio Castiglione al Bilancio e
Marco Corsini all'Urbanistica). Cinque assessori di Alleanza nazionale comprese
le uniche due donne della squadra, tre di Forza Italia, il vicesindaco Dc Mauro
Cutrufo. Toh, chi si rivede. Il sindaco tiene per sé le deleghe sulla Pulizia
municipale, sulla Sicurezza urbana e sulla Protezione civile, Sergio Santoro
viene nominato capo di gabinetto. Sono pronti a scendere in campo. Massimiliano
Smeriglio, assessore provinciale e segretario romano di Rifondazione comunista
osserva quel che succede in Campidoglio e allarga lo sguardo al'intera città:
"Quel che preoccupa di più è la campagna sulla sicurezza. Per il clima che
si respira nel paese e anche qui a Roma. La vittoria della destra non aiuta. In
questo momento Alemanno cerca comunque di essere cauto, mantiene basso il
profilo. Nei posti chiave sono stati chiamati "tecnici" di fiducia
del sindaco. Su Cutrufo vicesindaco meglio stendere un velo pietoso, salta agli
occhi il numero di donne. Solo due, pochissime". Laura Marsilio - chiamata
a dirigere l'assessorato alla Scuola, alla Famiglia e all'Infanzia - è la
sorella gemella dell'ex capogruppo di An in Consiglio comunale. Più che di
merito si potrebbe parlare di diritto dinastico. "Faccio i migliori auguri
di buon lavoro alla giunta comunale presentata dal sindaco Alemanno",
afferma, in una nota, il presidente della Provincia di Roma Nicola Zingaretti.
"Le questioni su cui dovremo confrontarci e collaborare - spiega - sono
molte, a cominciare dalla mobilità, dalla crescita culturale del nostro
territorio, all'innovazione, dalla sicurezza dei cittadini". Nella giunta
più nera che rosa c'è anche il senatore Cutrufo, è vicesindaco di Roma. Dice: "La scuola cattolica è una grande risorsa per la
nostra società, ed è dovere delle Istituzioni difenderne il diritto di
esistere. Perché se lo Stato è laico, l'educazione, deve essere libera, ed ogni
genitore ha il diritto di scegliere come istruire i propri figli".
Aggiungiamo: senza oneri per lo Stato. Sul punto Cutrufo è vago, anzi proprio
non ne parla. Ed è in buona compagnia, perché oltertevere qualcuno lo guarda.
Ricordate la vecchia pubblicità Dc alle elezioni del 1948? "Nel segreto
della cabina elettorale dio ti vede. Stalin no". f.n. 18/05/2008.
( da "Messaggero, Il" del 18-05-2008)
Argomenti: Laicita'
PARIGI - "Non mi è stata mai perdonata questa frase: io sono un cattolico
adulto. Con la presidenza della Conferenza episcopale, ho avuto l'impressione di
scontrarmi con un'opposizione politica". Romano Prodi, in un'intervista al
quotidiano cattolico francese La Croix, si rammarica dei suoi rapporti con la
gerarchia cattolica italiana. E osserva: "Mai sono stato intervistato da
"Avvenire", il giornale della Cei". L'ex premier spiega di aver
provato amarezza soprattutto per le critiche che gli arrivarono dalle gerarchie
cattoliche quando adottò provvedimenti in favore degli emarginati: "Gli ho
anche telefonato - rivela - per dirgli che prima, comunque, non c'era niente.
Non mi hanno risposto". Quanto al suo bilancio più generale, Prodi
ricorda: "entrando in politica nel 1994 avevo tre obiettivi. Primo,
costruire il Partito democratico, ed è stato
realizzato. Poi, portare tutte le componenti della sinistra, compreso quella
più estrema, a governare insieme. E qui ho fallito. Infine, il mio terzo
obiettivo è stato realizzato soltanto a metà: far
lavorare insieme i cattolici democratici e i
democratici laici per chiudere una divisione secolare in Italia".
( da "Tempo, Il" del 18-05-2008)
Argomenti: Laicita'
Stampa Ieri
Ratzinger è arrivato a Savona dove ha celebrato la Santa Messa in piazza del
Popolo davanti a 30mila persone festanti Benedetto XVI abbraccia la Liguria
Sicurezza Eccezionali misure in occasione della visita. In serata il Papa a
Genova Giuseppe De Carli "Un pellegrinaggio, mediante Maria, alle sorgenti
della fede, della speranza e dell'amore. Un pellegrinaggio che è anche memoria
e omaggio al mio venerato predecessore Pio VII, la cui drammatica vicenda è
indissolubilmente legata a questa città e al suo Santuario mariano". La
città è Savona, il santuario è quello di Nostra "signora della
Misericordia". Savona, prima tappa della visita pastorale di Benedetto XVI
in terra ligure ha visto un bagno di folla col Pontefice in
"papamobile" e la messa celebrata in piazza del Popolo davanti a
30.000 persone. Ieri sera, dopo le 21, il Papa è arrivato a Genova dove oggi
incontrerà i bambini dell'Ospedale "Gaslini", i giovani sacerdoti, la
cittadinanza per una messa conclusiva in Piazza della Vittoria, la più
imponente della città della Lanterna. La Liguria è la prima delle tre visite
pastorali in Italia che il Papa ha messo in agenda per quest'anno. In giugno,
infatti, sarà a Santa Maria di Leuca e Brindisi e il 7 settembre a Cagliari.
Visite che pare seguano quella "geografia della Grazia" rappresentata
dai santuari mariani nel nostro Paese. Il Papa a Savona e Genova. Savona,
diocesi difficile, è stata inclusa all'ultimo momento. Benedetto XVI è
accompagnato (fatto insolito per le visite pastorali in Italia) dal Segretario
di Stato, il cardinale Tarcisio Bertone. Già arcivescovo di Genova per poco più
di tre anni, prima di stabilirsi a Roma come "premier" del Papa.
Bertone "salda" così un debito di affetto e di riconoscenza verso i
genovesi e in cambio porta come un dono provvidenziale il Successore di Pietro.
In più Genova, è la diocesi del presidente della Cei, il cardinale Angelo
Bagnasco. La visita assume così molteplici significati. Accanto a quelli
pastorali ed ecclesiali, quelli affettivi, con risvolti anche
"politici". Il Papa e il suo Segretario di Stato, incontrando a
Genova il Capo dei Vescovi ne rafforzano, in un certo senso, la linea di
indirizzo della Chiesa Italiana. è come dire che il "dopo Ruini" è
veramente cominciato, anche perché, alla luce delle elezioni del 13 e 14
aprile, sembra essere iniziata una nuova stagione che permette di affrontare
alcune questioni di fondo: la famiglia e la povertà, anzi tutto. La Liguria non
è il luogo per una passeggiata trionfale del pontefice. "C'è molta attesa,
ma senza emotività. Non è scattata l'eccitazione, la passione". Il presidente
della Caritas diocesana di Genova, don Franco Anfossi, mette le mani avanti. Il rapporto con la Chiesa cattolica è "in progress", in
una città che è attraversata (come si è visto nella piccola manifestazione del
"Pride laico") da rigurgiti di anticlericalismo. Frange del tutto
minoritarie, a volte minacciose (non dimentichiamo le terribili giornate del G8
e i "no global") che costringono, caso unico in Europa, il
presidente di una delle Conferenze episcopali più importanti del mondo a girare
con la scorta armata! Ma a parte queste ombre, la visita del Papa si sta
svolgendo in un clima pacato e di fiduciosa, aperta accoglienza. L'unica vera
minaccia è stata il meteo col rischio di continui spostamenri "in
corsa". In rappresentanza del governo Berlusconi, il ministro Scajola.
( da "Tempo, Il" del 18-05-2008)
Argomenti: Laicita'
Stampa Un anno dopo San
Giovanni Un futuro alle famiglie più di una promessa Da qualche giorno è
trascorso l'anniversario di quel 12 maggio 2007. Quel 12 maggio dell'anno
scorso, era un sabato, ci ritrovammo in tanti a Roma, in Piazza San Giovanni,
con le nostre famiglie al Family Day. Eravamo un popolo festoso che cantava
tutta la sua gioia, "più famiglia è più bene al paese". Alcuni
giornali si divertirono con la perversa fantasia degli esponenti politici che
pretendevano di dimostrare l'esistenza di "due piazze", l'una contrapposta all'altra, quella cattolica e quella laica. Finì
( da "Stampa, La" del 18-05-2008)
Argomenti: Laicita'
Tre ore e mezza di
grande emozione: in un'atmosfera per certi versi surreale, con il centro città
senza auto e sotto un cielo da novembre inoltrato, ieri i savonesi hanno capito
di vivere comunque una giornata storica, che andava al di là del puro evento
religioso. Dopo 193 anni un papa visto dal vivo ha attraversato come un lampo
la città e lasciato un sigillo indelebile. L'importanza del 17 maggio 2008 si
comprenderà ancora meglio a cominciare dai prossimi giorni. La visita di
Benedetto XVI ha avuto una risposta forte e allo stesso tempo composta, senza
eccessi di fanatismo o contestazioni, agevolata anche dallo stile di un
pontefice che sembra muoversi in punta di piedi, quasi "sussurrando"
e mai gridando il suo messaggio di capo della Chiesa. Savona sotto i riflettori
ha mostrato il suo volto migliore, una perfetta intesa
bipartisan fra l'anima laica e cattolica, che ha prodotto un'organizzazione e
un'accoglienza praticamente perfette. E pazienza, ma anche questo fa parte
dell'indole savonese, se fuori dalle transenne di piazza del Popolo, in via
Paleocapa e in darsena, non c'è stato il bagno di
folla. Il Papa oggi è a Genova: gli appuntamenti più attesi al Gaslini
(ore 10,15) e la messa solenne in piazza della Vittoria, con inizio alle
16,30.PRIMO PIANO DA PAGINA
( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 18-05-2008)
Argomenti: Laicita'
IL
VIAGGIO Migliaia di fedeli mentre a Genova sfila il Pride laico" Savona.
Mentre a Genova sfila il "Pride laico", il Papa a Savona chiede ai cattolici "il
coraggio di affrontare le sfide del mondo", il "materialismo,
relativismo e laicismo", senza "cedere a compromessi" e disposti
a pagare di persona. Memore di Pio VII - per tre anni imprigionato da Napoleone nel
vescovado di Savona - Benedetto XVI osserva che "quella pagina oscura
della storia dell'Europa ci insegna il coraggio nell'affrontare le sfide del
mondo: materialismo, relativismo, laicismo, senza mai cedere a compromessi,
disposti a pagare di persona pur di rimanere fedeli al Signore e alla sua
Chiesa". Pio VII, al secolo Gregorio Luigi Barnaba Chiaramonti, non volle
cedere al tentativo di Bonaparte di controllare la Chiesa, e fu prigioniero
prima a Savona e poi a Francia. Così Benedetto XVI, nel suo primo viaggio in
Italia quest'anno, ha scelto di rendergli omaggio, anche visitando la sua
prigione. Ma il ricordo del Papa prigioniero di Napoleone è stato
presente dal primo appuntamento delle quattro ore a Savona, con la preghiera al
santuario della Madonna della misericordia, dove il Papa ha anche deposto una
rosa d'oro a ricordo della sua visita: nello stesso santuario, Pio VII nel 1815
rese grazie per la propria liberazione. Sotto una pioggia inclemente alcune
migliaia di persone hanno partecipato alla messa in piazza del Popolo e
ascoltato le sue parole. Nell'omelia del Papa non vi era solo l'ammonimento
contro il laicismo ma anche la richiesta di "riscoprire le radici
cristiane della domenica", di coltivare la "preghiera domestica".
Intanto a Genova il corteo del "Pride laico": dal quartiere di
Sanpierdarena è partita la manifestazione di un migliaio di partecipanti circa,
radunati dalla Sinistra critica e dai centri sociali. "Per una società
libera e laica", si leggeva su un cartello. La protesta mentre Benedetto
XVI stava per dare inizio alla sua visita in Liguria. "Siamo qui anche per
rivendicare il diritto di critica nei confronti della Chiesa cattolica",
ha spiegato Franco Turigliatto di Sinistra Critica. "Malgrado la pioggia
non è andata così male", ha commentato Luca Oddone, uno degli
organizzatori, che durante il corteo ha più volte spiegato al megafono i motivi
della manifestazione. gio.ch.
( da "Stampa, La" del 18-05-2008)
Argomenti: Laicita'
[FIRMA]ERMANNO
BRANCA SAVONA "Santità, la nostra è una città che unisce laici e cattolici, progresso scientifico e spiritualità". Con
queste parole il sindaco Federioco Berruti ha accolto il Papa sul palco di
piazza del Popolo. Un discorso di grande equilibrio e fermezza, con cui il
sindaco ha saputo sintetizzare l'anima di una città tradizionalmente di
sinistra che tuttavia partecipa in massa alla processione della festa patronale
o del Venerdì santo. Berruti ha accostato con coraggio
i valori della fede e della devozione religiosa, alla difesa della cultura
scientifica, evitando la facile tentazione di porgere un banale saluto di
benvenuto al Papa o di appiattirsi semplicemente sugli aspetti religiosi.
"Santità, è un grande onore, per me, porgerle il benvenuto della Città di
Savona. Storia religiosa e storia civile si sono incontrate spesso nella nostra
città. Basti pensare alla grande stagione roveresca e ai due papi Sisto IV e
Giulio II. E poi l'apparizione della Vergine del 18 marzo 1536, che conferì
energia e orgoglio ad una città che stava attraversando un momento di grande
difficoltà. E poi, ancora, la permanenza a Savona di Pio VII, Papa che fu amatissimo
dai savonesi, del quale visiterà la residenza fra poco. Sono avvenimenti che
evidenziano lo stretto legame di questa comunità con la Chiesa e il
clero". Berruti ha sottolineato il concetto portando alcuni esempi
concreti di questo connubio che nei savonesi sembra innato: "Un legame che
viene simboleggiato, ogni due anni, dalla processione del Venerdì Santo, un avvenimento che è insieme laico e di devozione e che vede la
partecipazione di migliaia di persone. E', questa vicinanza, una caratteristica
della nostra città. Fa parte della nostra storia, del nostro carattere. Savona
sa unire laici e cattolici, fiducia nel progresso scientifico e consapevolezza dei limiti
umani, lavoro materiale e vita spirituale. Il Santuario nel quale Lei si
è ritirato in preghiera poca fa ne è la testimonianza concreta. Si tratta,
infatti, di un luogo che sintetizza perfettamente questa unione: l'edificio,
costruito con il contributo delle corporazioni artigiane del Cinquecento, è
ancora oggi di proprietà della città. La Chiesa locale, da sempre, lo gestisce
e ne officia la basilica in un rapporto con il Comune regolato da accordi
secolari. Con la Sua visita di oggi, questa vicenda di unione e affetto si
rinnova. Savona sta affrontando la sfida di una rinascita economica,
demografica e culturale. Sono certo che la memorabile giornata che stiamo
vivendo aumenterà la nostra forza morale e sosterrà la nostra speranza nel
futuro".
( da "Manifesto, Il" del 19-05-2008)
Argomenti: Laicita'
Genova Arriva papa
Ratzinger, in tremila al Pride laico Ci sono quelli che "meno preti più
alberi". Le donne che "madri per scelta ribelli per natura fuori la
chiesa dalle mutande". O chi appeso al cappuccio della giacca ha attaccato
"religione a scuola? No grazie". In tremila sono
sfilati ieri da Sampierdarena a Caricamento per il Pride laico organizzato in
occasione della due giorni di papa Benedetto XVI in Liguria per rivendicare i
diritti a uno stato laico e alla libertà di pensiero. Il papa a Savona chiede ai
cristiani di combattere "materialismo, relativismo e laicismo".
Da Genova Luchino del centro sociale Zapata dice che "il papa ha il
diritti di dire quello che vuole ai credenti, che è peccato abortire. Un altro
conto è chiedere a uno stato di impedire l'aborto
negli ospedali". La manifestazione, incentrata anche sulla 194 dopo
l'ennesimo attacco vaticano, parte un po' alla chetichella con due striscioni
in testa: "Genova-Verona un'unica piazza contro i fascisti di ieri e di
oggi" e "Sia fatta la nostra volontà. Libertà, diritti, laicità-Pride
laico". Il corteo man mano s'ingrossa e nella folla c'è di tutto. Chi per
scelta non ha portato bandiere, come i Cobas che hanno aderito all'appello
lanciato dai centri sociali (Zapata, Terre di nessuno con Ya basta, Buridda),
dall'Arcigay che poi tentenna, dall'Arcilesbica presente massicciamente con le
loro bandiere viola, dalla Lila e dagli studenti medi e universitari. I partiti
vanno e vengono. C'è qualche bandiera di Prc, Comunisti italiani, Partito
comunista dei lavoratori, Sinistra critica con Franco Turigliatto: "Sono
dieci anni che nessuno critica il papa come fosse un attentato di lesa maestà -
riflette il leader torinese, tornato al suo lavoro nella regione Piemonte - è
un apparato maschile oscurantista che vuole decidere dei diritti delle
donne". Si definisce "un sessantottino non pentito", prevede
"un lungo periodo di ricostruzione che non parta da forme partitiche"
e in tempi di pogrom ("la sicurezza agitata a sinistra è stato un vero boomerang"), la manifestazione gli sembra
una boccata d'aria: "In fondo i partiti della sinistra sono tornati a fare
politica insieme in manifestazioni come questa o a Verona". Tra i temi del
corteo tornano anche i costi della due giorni papale in Liguria, che superano
tra Genova e Savona il milione e 600 mila euro: "Ma sai quanti corsi per
gli stranieri potremmo fare nelle scuole elementari con una cifra come quella?
- si chiede Norma Bertullacelli, pacifista e insegnante elementare - abbiamo un
progetto per istituire un corso d'italiano per gli stranieri di una ventina di
giorni che non si riesce a far partire perché mancano i fondi. Poi scopriamo che
il Comune ci mette oltre 800 mila euro per un giorno del papa in città".
Norma ce l'ha anche col fatto che Bagnasco abbia il grado di generale per il
suo passato da capellano militare: "Un cattolico dovrebbe indignarsi di
tutte quelle stellette sulle tonache". In barba ad Arcigay che ha
disertato la manifestazione, una decina di soci appaiono con ombrelli colorati
(d'altra parte pioviggina) con su scritto "felicemente gay". Un po'
più in là Lilia Mulas parla d'inventare pratiche nuove per stare in piazza. A
Caricamento uno degli organizzatori, Matteo Jade dello Zapata, è soddisfatto:
"Siamo il primo corteo non di sinistra. Siamo quello che facciamo, oggi
per uno stato laico, domani contro i cpt, con questa
sinistra che c'è solo se comoda ed è diventata un comitato d'affari come sembra
dimostrare l'inchiesta genovese non vogliamo più aver niente a che fare. Siamo
marxisti e felici che la sinistra non ci sia più". E per oggi col papa al
Gaslini, a piazza Matteotti e a piazza della Vittoria la parola d'ordine è
stare chiusi in casa.
( da "Secolo XIX, Il" del 19-05-2008)
Argomenti: Laicita'
Storie di fede La toccante
storia di una monaca ricoverata. Missionario rientrato apposta dall'Africa C'E'
CHI è arrivato da lontano per vederlo e chi di metri ne ha fatti pochi ma
faticosissimi e sofferti perché ricoverata in un letto d'ospedale. C'è chi al
brivido dell'avvenimento spirituale ha sommato l'ansia per una prova canora del
maxi coro di piazza del Popolo dal cui esito dipendeva buona parte della
"coreografia" dell'evento. Ancora: c'è chi ha fatto il furbo con le
bandierine bianco-gialle che venivano regalate ai fedeli nel kit del
pellegrino, vendendole fuori dalle transenne della piazza, e chi si è tolto la
soddisfazione di esporre alla finestra, almeno una volta nella vita, i drappi
rossi, purpurei, che la famiglia si tramandava di generazione in generazione. E
ancora: c'è chi per non mancare e presentare tutta la famiglia unita
all'avvenimento ha fatto rientrare entrambi i figli dall'estero, dove vivono.
La visita del Santo Padre è stato anche tutto questo:
storie diverse di vivere un evento "memorabile", per usare le parole
del vescovo Lupi. MALATA - Uno dei casi più toccanti è quello di una suora di
clausura ammalata e ricoverata in ospedale che pur di non rinunciare
all'incontro con il Santo Padre si è fatta portare al Santaurio dalla sorella -
una nota insegnante di religione - in un letto "mobile" per potersi
avvicinare a Benedetto XVI. "Ci teneva e ci tenevamo noi tutti - spiegano i rappresentanti di Azione cattolica - alla fine quando
il Santo Padre l'ha toccata noi tutti abbiamo gioito, è stato un'esperienza surreale, mistica, stupenda". DALL'AFRICA -
Un'altra storia incredibile è quella di un missionario laico che vive in Costa
d'Avorio e pur di non mancare a quello che definisce "un rendez-vous col
Papa nella mia città" ha preso tre aerei e fatto migliaia di
chilometri in poche ore. "Sono partito giovedì da Abidjan e ho fatto scalo
sia a Lagos, in Nigeria, che ad Acra, in Ghana - racconta Serafino Lunetti, 48
anni, da quattro missionario in Africa, prima in Congo, ora in Costa d'Avorio -
In tutto è stato un viaggio di 17 ore compresi gli
scali, e altrettanto mi toccherà fare tra pochi giorni quando tornerò in
Africa. Ma ne è valsa la pena, è stata un'esperienza troppo magica, troppo
confortante, troppo speciale. La parola del Papa dà un senso all'impegno di
tutti per il prossimo, per gli altri". DIRETTORE CORO - Per padre
Piergiorgio, vice parroco di San Pietro in via Untoria a Savona, è stata
un'esperienza doppiamente speciale: è stato a pochi
metri dal Santo Padre e ha diretto un coro maxi per l'occasione formato da 450
membri. "Non abbiamo potuto fare molte prove ma direi che il maxi coro ha
risposto alle aspettative - commenta il viceparroco di San Pietro - Dal punto
di vista musicale mettere insieme tante corali diverse e fonderle in un'unica
credo stata un'esperienza riuscita ed emozionante. Sarebbe bello avere altre
occasioni per ripetersi". DRAPPI - Tra le esperienze difficilmente
ripetibili c'è invece quella di chi si è tolto lo sfizio di esporre dalle
finestre drappi e pizzi in onore del Santo Padre come si faceva in passato per
celebrare il capo della Chiesa. "Mia nonna è mancata due anni fa e a
questi suoi drappi purpurei teneva moltissimo - spiega Andreina Ambrogi,
savonese che li ha esposti in via Paleocapa - Mi aveva invitato a custodirli e
usarli come aveva fatto lei in vita. Aveva vissuto a Genova e Firenze e a ogni
visita di papa negli ultimi vent'anni quei drappi sono sempre stati alle
finestre. Ora l'ho fatto anch'io, per Papa Ratzinger e per quanto ci teneva la
nonna che non c'è più". LA FAMIGLIA - Un'altra famiglia che vive a Savona
(Benedetti) per vivere unita l'evento della visita papale ha fatto rientrare
dal Belgio la figlia più grande, dove frequenta un master, e da Roma il
secondogenito, che fa l'Università. "Appena saputo che il Papa sarebbe
venuto in città ci siamo organizzati per esserci tutti e quattro ed essere
uniti - dice Giuseppe Benedetti, il capofamiglia - noi siamo cattolici
e praticanti, c'eravamo già ritrovati in piazza San Pietro a Roma il mese
scorso durante una messa di Benedetto XVI che casualmente era bagnata come
questa savonese. Questa nella nostra cittàè stata un'esperienza unica,
indimenticabile. Vedere il Papa al Santaurio davanti alla nostra Madonna di
Misericordia è un'immagine che resterà indelebile". VENDITORI ABUSIVI -
Per chiudere un fenomeno non proprio simpatico: i venditori abusivi di
bandierine. "Erano le stesse che sono state consegnate gratis nel kit del
pellegrino ma fuori dalle transenne c'erano alcuni venditori che le stesse
bandierine di plastica le vendevano a pochi euro - raccontano alcuni scout -
Come sempre c'è chi fa il furbo, certo in questo caso è triste perché c'è il
Papa a pochi metri". D. Frec. 19/05/2008.
( da "Secolo XIX, Il" del 19-05-2008)
Argomenti: Laicita'
Il riposo e la
preghiera alla guardia Moltissimi fedeli, malgrado la forte pioggia e la forma privata
della visita, hanno cercato di raggiungere Benedetto XVI LA LUNGA notte
dell'attesa alla Guardia, la mattinata della preghiera. La visita di un
pontefice a una città e ai suoi fedeli è, prima di tutto, un evento religioso.
Di fede. E solo con la fede si può spiegare la decisione di tante persone di
salire al santuario della Guardia, fin dalle primissime ore del mattino di
ieri, per incontrare il pontefice malgrado le indicazioni della Curia (che
aveva parlato di una visita "privata") e l'inclemenza del tempo.
Così, se venerdì sera era stato solo un drappello di
fedeli ad attendere nella nebbia più fitta l'arrivo (con orario incerto fino
all'ultimo) del pontefice, ieri mattina uomini e donne di ogni età sono saliti
alla spicciolata, molti a piedi, fino ad accalcarsi fuori dalle porte ancora
chiuse del santuario. Accesso con pass (consegnato nei giorni precedenti a chi
ne aveva fatto richiesta o al mattino agli ospiti dell'albergo gestito dalla
cooperativa Chiara Luce) dopo una sommaria perquisizione, quindi incontro
riservatissimo e spiccatamente religioso con il Papa all'interno del santuario,
seguito in diretta solo dal Centro televisivo vaticano e da Radio 19. Erano
meno di duecento ad attenderlo, la sera prima. Papa Ratzinger, stanco dopo il
serratissimo pomeriggio savonese e il trasferimento in aereo (poi in auto lungo
la tortuosa statale che risale il monte Figogna) si era limitato a salutare
tutti con un sorriso, rispettando un programma che prevedeva solo una rapida
stretta di mano in segno di benvenuto da parte dei rappresentanti delle
istituzioni: Claudio Burlando, Marta Vincenzi (entrambi
laici e di sinistra) e Alessandro Repetto, cattolico dichiarato. Però, già
nelle parole dei politici, era apparso chiaro che la visita non sarebbe stata
solo una passerella per i fedeli. Ieri mattina alle 9, come da programma, Papa
Benedetto XVI è sceso dall'appartamento situato nell'ala est del Santuario,
dove aveva trascorso la notte, per recarsi in chiesa dove è stato
accolto da una folla festante. Dopo essere rimasto qualche istante raccolto in
preghiera, ha letto una invocazione alla Madonna della Guardia. "L'ha
composta lui stesso - spiega il rettore, monsignor Marco Granara - vista la sua
particolare devozione: ogni mattina, la recita quotidiana del rosario del Papa
si conclude infatti proprio davanti alla cappella alla Madonna della Guardia
dei giardini vaticani". Poi la deposizione sull'altare della Rosa d'oro,
l'alto riconoscimento pontificio (condiviso con pochi altri santuari, da
Lourdes a Fatima e, da venerdì, anche con il santuario della Misericordia di
Savona) che viene conferito solo ai grandi centri mariani. Fino a ieri
"rosa d'oro" era una parola astratta, adesso è una realtà concreta:
un fiore a grandezza naturale, con il lungo stelo e i bocciolo semiaperto, che
il Papa ha rivolto verso i fedeli perché tutti la potessero contemplare. Quindi
il cardinale Angelo Bagnasco ha consegnato a Benedetto XVI il dono del
Santuario, una cartellina in pelle bianca nella quale sono contenuti
un'immagine della Madonna della Guardia in filigrana di Campoligure, una
pergamena copia dell'atto notarile che attesta le origini del Santuario con la
sua storia, e alcune foto di una precedente visita alla Guardia di Joseph
Ratzinger quando vi si era recato, ancora cardinale, a predicare ai sacerdoti.
Ma, soprattutto, nella cartellina è stato inserito un
tesoro "spirituale", ossia gli impegni di crescita nella fede
cristiana che i fedeli si sono assunti in occasione della venuta del Papa,
centrati su cinque punti proposti da monsignor Granara: dall'impegno nella
preghiera e nel volontariato, alla determinazione di approfondire le letture
cattoliche. E lo stesso rettore parla di progetti che potrebbero allungare i
rosario di santuari dedicati alla vergine che, nelal tradizione cattolica, è
apparsa al contadino Benedetto pareto cinquecento anni fa. "é in progetto
la costruzione di un santuariodella Madonna della Guardia in Antartide",
rivela Granara. Dopo il canto del tradizionale "Vergine Benedetta" ("Una
sorta di Ma se ghe pensu per i fedeli della Guardia", dice Granara) il
Papa si è avviato verso l'uscita della chiesa, ha accarezzato alcuni bambini e
ha stretto le mani di numerosi fedeli che hanno gremito il santuario. Dopo aver
salutato il pittore Oikonomoy, autore del quadro donato dalla diocesi al
Pontefice, Benedetto XVI è salito in macchina per recarsi all'elicottero per
andare al Gaslini. Lasciando un ricordo indelebile per molti, sorprendente per
alcuni. Fuori dagli schemi e lontanissimo dagli stereotipi che lo vogliono
freddo e dstante, accademico invece che emotivo. "È un Papa che sorride
tantissimo", racconta invece Guglielmo, 6 anni, dando la sua
personalissima lettura di unincontro che lo ha visto in prima fila. Cristina
Gain, 42 anni, stringe la piccola Sofia Maria di 15 mesi soltanto: il Papa l'ha
accarezzata, passando tra la folla, l'emozione è ancora palpabile. E la stessa
emozione ritorna nelle parole di tanti genitori che hanno teso il loro bambino
verso l'uomo vestito di bianco, mai così vicino come ieri. Bruno Viani
viani@ilsecoloxix.it 19/05/2008 L'AFFETTO DEI GENOVESI 19/05/2008 ' 19/05/2008
la preghieraHa una particolare devozione per la Madonna della Guardia monsignor
marco granararettore del santuario 19/05/2008.
( da "Secolo XIX, Il" del 19-05-2008)
Argomenti: Laicita'
Al seminario arcivescovile
Genova. Noto il menu (trofie al pesto senz'aglio e cioccolato i pezzi forti),
noto lo chef (di un famoso ristoratore genovese), noto il posto (il seminario
arcivescovile), del momento più privato della visita del Pontefice, il pranzo,
mancavano solo da rendere noti i commensali. Oltre al segretario di Stato
Vaticano Tarcisio Bertone e al presidente Cei Angelo Bagnasco ci sono altri
quindici vescovi e cardinali. Si tratta degli altri liguri e degli
"emeriti". Alle 15 è invece il momento di una rapida visita privata,
riservata a un gruppo di imprenditori dimostratisi particolarmente vicini alla
Chiesa nell'organizzazione di questa visita pastorale. La lista è ricca, la
"passerella" si tiene nell'atrio del seminario a pranzo terminato.
Chi vi ha partecipato descrive il momento come "particolarmente toccante,
col Pontefice che si è intrattenuto brevemente con ciascuno prima di risalire
sull'auto per raggiungere la piazza della messa". All'incontro esclusivo
partecipano Piero Ferrari, presidente della Piaggio Aero Industries; Carlo
Croce, presidente dello Yacht Club Italiano; Giuseppe Romano, vicepresidente
del consiglio di amministrazione dell'ospedale Galliera; Salvatore Presenti,
questore; Marcello Marzini, presidente di Assedil; Davide Viziano, presidente dell'Ucid (gli imprenditori cattolici);
l'architetto Antonio Sibilla, curatore del progetto dell'altare e di piazza
della Vittoria; Giovanni Berneschi, numero uno di Banca Carige; Giovanni
Battista Casazza e Carlo Arcolao, collaboratori laici della Curia; Luciano
Belloni, titolare del ristorante Zeffirino. Diversi tra i partecipanti
all'incontro erano accompagnati da familiari e consorti. Ad attendere il Santo
Padre all'ingresso del seminario, due ore prima, una cinquantina di persone.
"Mamma hai visto il Papa? Sembrava un re su quella poltrona". Matteo,
un bambino che abita vicino al seminario, descrive con questa spontaneità
Benedetto XVI appena arrivato sulla Papamobile. daniele grillo
grillo@ilsecoloxix.it 19/05/2008.
( da "Unita, L'" del 19-05-2008)
Argomenti: Laicita'
Stai consultando l'edizione del La sindaca Vincenzi al Papa "Così si difende la
laicità" La prima cittadina a Genova accoglie il Pontefice: "L'etica
non sia campo di battaglie politiche" di Roberto Monteforte inviato a
Genova LO AVEVA annunciato: "Accolgo il Papa e difendo lo Stato" ed è
stata di parola la sindaca di Genova, la diessina Marta Vincenzi. Sabato
ha partecipato a Sestri Ponente a un presidio di donne in difesa della legge
194 e ieri ha accolto Benedetto XVI in visi- ta all'ospedale pediatrico
Gaslini, prima tappa ufficiale della sua visita a Genova, raggiunto dal
santuario della Guardia dove ha soggiornato. Non è stato
rituale il suo saluto. Attenta a sottolineare gli storici rapporti della città
con la Chiesa, ha richiamato l'importanza del dialogo sui temi civili e
sociali, ma al tempo stesso ha riaffermato i valori della laicità. È proprio
sul terreno del relativismo e della definizione di valori assoluti che ha
dialogato con il Papa teologo. È partita dall'inquietudine, dalla domanda di
certezza e di stabilità per il futuro, per sottolineare come queste siano
domande "dai contorni complessi e non facilmente decifrabili".
Ricorda il percorso seguito a Genova, "città operosa e prudente, generosa
nell'impegno solidaristico verso i deboli ed i sofferenti, aperta
all'accoglienza e attenta ai principi della giustizia e del bene comune".
Parla dello sforzo di riconoscere quelle inquietudini per "assumere
impegni di ampliamento della cittadinanza". Ma lo mette in chiaro la
Vincenzi, "non è nostro obiettivo individuare quale sia il bene
assoluto". "Operiamo per il bene comune - ha scandito - affinché i
cittadini possano orientare le loro condotte di vita senza imposizioni o
limitazioni improprie". Con l'obiettivo di favorire nuovi spazi di
autonomia, libertà e responsabilità personali. Questo per la sindaco "è il
miglior modo di aiutare la stabilità sociale, condizione quanto mai necessaria
allo sviluppo dell'individuo e della collettività". È un potere pubblico
che non abdica alle proprie responsabilità, ma che è ben attento a non
"trasformare l'etica in un campo di lotta politica". Il pontefice
ascolta attento, con lui il segretario di Stato cardinale Tarcisio Bertone e
l'arcivescovo della città e presidente della Cei, cardinale Angelo Bagnasco. La
Vincenzi va oltre. Cita il teologo evangelico tedesco, vittima del nazismo,
Dietrich Bonhoeffer. "Il comportamento etico non è stabilito in partenza e
una volte per tutte, quindi in linea di principio, ma nasce con la situazione
data". E aggiunge: "Missione dei fedeli laici è configurare
rettamente la vita sociale, rispettandone la legittima autonomia e cooperando
con gli altri cittadini secondo le rispettive competenze e sotto la propria
responsabilità". Meglio non poteva affermare l'autonomia del laicato.
Questo non per disconoscere il contributo della Chiesa al dibattito pubblico.
Anzi, la sindaco ne riconosce il "forte e autorevole" apporto. Ma,
puntualizza, "a pieno titolo tra gli altri soggetti". Non risponde il
pontefice, che nella sua giornata genovese ha più volte insistito sul tema dei
valori. In mattinata dall'ospedale pediatrico Gaslini, struttura sanitaria
cattolica d'eccellenza, definita "santuario della vita e della
famiglia". Subito dopo, da piazza Matteotti nel caloroso incontro con i
giovani, invitati a non seguira "la moda", frutto della paura del
futuro che spinge a "mascherarsi da giovani", segno di "un
grande vuoto" interiore, fatto di "di assuefazione ai miti
appariscenti e alle menzogne diffuse, ai luoghi comuni". È da piazza
Matteotti che Benedetto XVI recita l'Angelus a cui fa seguire un appello
rivolto alla Conferenza internazionale di Dublino che si apre oggi affinché
siano messe al bando le bombe a grappolo. Nella cattedrale di san Lorenzo, dove
incontra il clero ed i religiosi, il Papa rilancia la "sfida
educativa" dei giovani. Ma sui valori insiste in modo particolare
nell'omelia pronunciata nel pomeriggio a piazza della Vittoria, dove ha
incontrato la città e ha ringraziato le autorità. In particolare il ministro Claudio
Scajola presente in rappresentanza del nuovo governo che - ha sottolineato in
modo inusuale il pontefice - "proprio in questi giorni ha assunto le sue
piene funzioni al servizio dell'amata nazione italiana". È parso un
augurio. Ma che la Chiesa non segue la via dell'xenofobia lo ha ribadito
Bagnasco che nel suo saluto al pontefice ha ribadito l'impegno di accoglienza
della Chiesa e dei genovesi. Sulla solidarietà insiste anche Benedetto XVI che
parla di fratellanza e di legami di relazione e di apertura da costruire tra le
persone e con Dio. Un modello - ha affermato - "trasversale a tutte le
civiltà", da costruire concretamente nel dialogo e nel confronto.
"Guardate al futuro con fiducia e cercate di costruirlo assieme - ha
concluso il pontefice- evitando faziosità e particolarismi, anteponendo ai pur
legittimi interessi particolari il bene comune".
( da "Unita, L'" del 19-05-2008)
Argomenti: Laicita'
Stai consultando
l'edizione del Quell'umanità spazzatura Maurizio Chierici Segue dalla Prima E
la cronaca dei testimoni (Pais, Guardian, Pagina 12 e altri sette giornali
stranieri) che hanno accompagnato la signora nella visita al Casilino, campo
nomadi di Roma o nel cimitero napoletano delle ceneri di Ponticelli, baracche
bruciate dalle molotov di una folla inferocita, queste cronache ricordano le
nostre cronache nei viaggi africani o di quando attraversiamo le favelas
dell'America senza niente. Umanità spazzatura immersa nelle immondizie.
Disgusto, repulsione, per fortuna storie lontane. Invece eccole qui. Questo il
made in Italy? Non è successo all'improvviso. Seduto davanti all'altare della
piccola chiesa di Pratovecchio, parco del Casentino, un mattino
( da "Repubblica, La" del 19-05-2008)
Argomenti: Laicita'
Pagina III - Genova
Le reazioni A sinistra e a destra sintonia con la visione del primo cittadino
Coro di consensi "Discorso vero e senza paura" Lorenzelli:
"Parole profonde, che presentano bene i problemi della città"
Burlando: "La sua storia e la sua cultura, come peraltro la mia, sono
queste" DONATELLA ALFONSO è CHIARA e diretta Marta Vincenzi mentre legge
il suo discorso di saluto e parla di etica e responsabilità di chi amministra,
e se Joseph Ratzinger la ascolta interessato, forse anche per il riferimento al
filosofo tedesco Dietrich Boenhoffer, lo sguardo di Tarcisio Bertone si fa
serio. Ma la scelta della sindaco di rivendicare la laicità delle scelte delle
amministrazioni per il bene comune, oltre alla sua storia personale che la
porta a solidarizzare con chi difende la Legge 194, per cui lei stessa ha
ricordato di essersi sempre impegnata, suscita commenti in buona parte favorevoli.
Sia per l'approccio ai problemi, sia per la capacità di analisi. "è
giusto: la sua storia e la sua cultura, come peraltro la mia, sono queste -
dice Claudio Burlando, presidente della Regione - è evidente che la funzione
delle istituzioni è lavorare per lo Stato, a favore dei più deboli,
indipendentemente da che tipo di organizzazione familiare abbiano".
Peraltro, aggiunge Burlando facendo riferimento alle leggi sulla famiglia di
competenza regionale e relative alla famiglia, "molte di queste sono state
volute da Massimiliano Costa, quindi da un esponente cattolico, a testimonianza
che persino in questo mondo certe questioni vengono riconosciute di diretta
competenza delle amministrazioni. Peraltro - conclude Burlando - non solo
difendo l'impostazione laica dello Stato, ma mi sembra che nessuna forza
politica voglia metterla in discussione perché questo paese ha un impianto
legislativo avanzato che nessuno andrà mai a toccare". Mario Tullo,
segretario e parlamentare Pd, condivide le parole della Vincenzi "nel
contesto e nella sostanza". Lui, all'incontro con il Papa non c'era,
"ma rispetto evidentemente non soltanto la visita e la grande attesa dei
fedeli, ma ritengo anche sbagliate le manifestazioni contrarie". Di
diverso avviso Raffaella Della Bianca, capogruppo di Forza Italia a Palazzo
Tursi: "Premetto che nessuno vuole mettere in discussione la 194, ma è
evidente che i tempi sono cambiati dalla sua promulgazione, ed è innegabile che
ci siano grosse lacune, con i consultori che, così come sono, non funzionano.
Ciò detto, la legge deve restare ma va comunque aggiornata. Sulla laicità dello Stato, invece, nessuno ha mai messo in
discussione che lo sia, fermo restando il fatto che siamo uno Stato di matrice
cattolica, con un'identità ben precisa che tutti, anche nelle istituzioni,
dovrebbero ben ricordare". Fa un ragionamento complessivo, e di grande
apprezzamento per il discorso del sindaco Vincenzo Lorenzelli,
commissario straordinario al Gaslini, oltre che capogruppo Udc in consiglio
comunale, che da "padrone di casa" dell'istituto scientifico ha
ascoltato ieri mattina il discorso di saluto. "Quello di Marta Vincenzi,
che è anche una donna di cultura oltre che di governo, mi è sembrato un
discorso molto profondo, che ha presentato molto bene i problemi della città.
Lei è entrata in considerazioni profonde, non è stato
un discorsetto di circostanza come se ne ascoltano tanti e ne ho apprezzato
vari spunti". Sul tema specifico della laicità, Lorenzelli non commenta
("Non spetta a me discutere sulle scelte di un sindaco"), ma ne
indica altri, importanti per chi ha a cuore il destino di Genova. "Mi è
piaciuta ad esempio la sottolineatura delle problematiche della città, in
particolare la connessione tra il sociale e la sede da cui parlava, cioè il Gaslini.
Mi ha fatto piacere, perché effettivamente il nostro istituto è uno dei pochi
punti rimasti di eccellenza... Se mai, è importante che proprio il Gaslini sia stato lo scenario del saluto al Papa: una realtà nella quale
Genova si riconosce da sempre".
( da "Corriere della Sera" del 19-05-2008)
Argomenti: Laicita'
Corriere della Sera -
NAZIONALE - sezione: Cronache - data: 2008-05-19 num: - pag: 22 categoria:
REDAZIONALE # Cronache L'incontro L'intervento di Marta Vincenzi dopo il
sostegno alla legge
( da "Messaggero, Il" del 19-05-2008)
Argomenti: Laicita'
Di ALESSANDRO
BARBANO IN Europa vivono circa 400 milioni di persone. Settanta milioni, cioè
un adulto europeo su cinque, hanno fumato la cannabis almeno una volta nella
vita. Ventidue milioni l'hanno fumata nell'ultimo anno. Se l'azione politica
del Vecchio Continente si riducesse a una mera rappresentanza degli interessi
costituiti, allora il partito della droga da minoranza organizzata e ramificata
potrebbe diventare maggioranza relativa. E imporre la sua logica
antiproibizionista nella sfera pubblica di una democrazia indifferente. Ecco
perché la sfida alla droga è essenzialmente una battaglia culturale. Che
coinvolge il senso più profondo di ciò che nell'Occidente si definisce con il
termine di laicità. Laicità è la sfera del dibattito pubblico in cui si formano
le idee e si assumono decisioni. È quell'ordine naturale di aristotelica
memoria in cui il potere dei governanti deriva dalla legittimazione dei
governati. Da tre secoli l'Occidente pensa questo spazio in relazione o in
contrapposizione all'ingerenza del magistero cattolico. E
lo pensa tra due alternative: quella di una laicità intesa come neutralità
dello Stato rispetto alle fedi o alla mancanza di fede, ma non del tutto chiusa
alle manifestazioni religiose; e quella di una laicità militante, che espelle
la religione dallo spazio pubblico confinandola in una dimensione privata.
La contrapposizione tra sfera pubblica e ruolo della Chiesa, assai avvertita
nella cultura italiana, ha finito per coprire il vuoto di un dibattito sul
contenuto stesso della laicità. Di fronte alla crisi dei modelli educativi
della società contemporanea una domanda tuttavia si ripropone. Tanto più
urgente quanto più la laicità tende ad esiliare l'ethos cattolico dalla sfera pubblica,
rifiutando i valori che questo presenta come assoluti. C'è un contenuto della
laicità alternativo agli stessi valori? La democrazia moderna ha tradotto i
valori assoluti della tradizione in regole e metodologie. La sua sostanza è il
relativismo politico. Che si fonda sulla conciliazione e sulla tolleranza nei
confronti di interessi potenzialmente conflittuali. I quali avrebbero tutti la
stessa dignità e le stesse chances di imporsi nel dibattito pubblico attraverso
il peso del consenso e il voto delle maggioranze. Che argine pone questo
sistema al diffondersi di un fenomeno, come quello delle droghe, capace di
costruire per via chimica un consenso fondato sulla dipendenza? Può difendersi
l'Occidente con i meri meccanismi regolativi della laicità? Può resistervi
senza una vigorosa iniezione di energie morali? La laicità fa perno sulla
responsabilità individuale quale fondamento della sua etica. Ma in concreto ciò
che definisce un atteggiamento individuale come responsabile altro non è che il
consenso delle maggioranze. Cosicché il consumo di droghe può coincidere con
una responsabilità individuale così intesa, così come l'antiproibizionismo può
diventare il riferimento di una responsabilità collettiva. In grado di imporsi
alla cultura attraverso il conformismo tipico delle giovani generazioni. E alla
politica attraverso minoranze organizzate di consumatori che diventino
maggioranze relative. È ciò che rischia di accadere in un Continente che ha
fatto della rinuncia civile la bandiera di una democrazia indifferente. La cui
neutralità rispetto ai valori offre all'ubriacante nichilismo della cocaina le
stesse occasioni riservate all'esempio di una vita fondata sull'impegno e sul
merito. Come se tra il fascino della perversione e il vantaggio di una difficile
normalità lo Stato potesse limitarsi a porsi da arbitro imparziale al motto di:
"Vinca il migliore". No, non è così che la droga arretrerà di un
passo. Non è così che le nuove generazioni usciranno da un'emergenza educativa
che fa da specchio al degrado del vivere civile, a un'illegalità diffusa, al
disagio quando non al terrore dei cittadini. La democrazia non può rinunciare a
scegliere che cosa è ammesso e che cosa non è ammesso al dibattito pubblico.
Non può rinunciare a selezionare valori. Tanto più deve farlo quanto più la
difesa della laicità tende ad escludere da questo compito il magistero della
fede. Non può risolversi in un metodo di confronto, in un meccanismo regolativo
neutrale rispetto ad interessi considerati come esterni ad essa. Poiché il rischio
è di ridurre la sua sostanza, la sua storia, le sue leggi, il patrimonio dei
diritti che ha faticosamente costruito in uno sconfinato labirinto burocratico
senz'anima. Il rischio per la democrazia è di essere espropriata delle stesse
ragioni per cui esiste. E per paradosso, questa espropriazione, che coincide
con uno svuotamento dei valori, rischia di realizzarsi grazie alle stesse
procedure che la democrazia ha costruito, cioè il consenso e le maggioranze. Se
pure l'essenza della laicità ripudia gli assoluti, deve accettare che esistano
dei relativi assoluti. Che sono andati definendosi, nella storia del pensiero
umano e nella storia dell'Occidente, come valori fondanti la più avanzata delle
civiltà presenti sulla Terra. Il primo tra questi relativi assoluti è la difesa
della vita umana e della dignità della persona. Un'ideologica abiura da parte
della laicità, che sarebbe meglio definire laicismo, ha consegnato questo
valore all'esclusiva del magistero di fede, cosicché esso pare non avere fuori
dall'etica cattolica alcun diritto di cittadinanza. È vero che la difesa della
vita e della dignità della persona ha con il Cristianesimo un rapporto di
filiazione, al pari di molti principi liberali che oggi tutti i Paesi europei
riconoscono come fondamentali. Ma esso è da riconoscere anche come un valore
laico, poiché fonda l'autonomia dell'uomo sulla Terra e definisce il contenuto
stesso della sua libertà. L'uomo primitivo non è autonomo e non è libero solo
perché la sua vita è in pericolo. E al pari non lo è lo schiavo, la cui dignità
umana è costantemente offesa. L'autonomia e la libertà sono l'effetto di una
protezione offerta dalle leggi e dalla civiltà ai valori della vita e della
dignità umana. Ma di quale libertà qui si parla? La libertà di drogarsi è una
libertà? No, se la libertà presuppone la difesa della vita, essa è il contrario
della libertà. La quale invece, per dirlo con il pensiero di un grande filosofo
contemporaneo, Hans Jonas, è da pensare sempre insieme alla responsabilità. Non
si tratta qui di una responsabilità individuale legittimata dal consenso delle
maggioranze. Ma proprio di una responsabilità che ha per riferimento i relativi
assoluti. Questi ultimi sono immuni all'avvicendarsi delle maggioranze, poiché
la loro essenza non è meramente politica, ma culturale e antropologica. Il
tempo della loro ridefinizione e del loro aggiornamento coincide con il tempo
storico di una civiltà considerata nel suo insieme. La cultura della droga è
figlia dell'emergenza educativa di un Occidente che ha smarrito i suoi relativi
assoluti. Perché ha perso la memoria della sua civiltà nella nube del
nichilismo contemporaneo. L'effetto di questa perdita si coglie nel modo in cui
le società contemporanee intendono la libertà. Essa tende sempre di più a
coincidere con un'espansione dei diritti individuali svincolata da un processo
di responsabilizzazione sociale. "Ognuno è libero di fare ciò che
vuole", racconta il quindicenne Marco nelle prime pagine di questo libro.
Questa innocente rivendicazione adolescenziale coincide con il dramma di un
disastro sociale che riguarda tutti. Ciò che mette in pericolo l'individuo è il
processo impazzito della sua storica lotta di liberazione. Questa va ripensata
nei termini di una crescente responsabilità. È la sfida che ci riguarda. E che
non è possibile rinviare più di un giorno. Di un attimo.
( da "Corriere della Sera" del 19-05-2008)
Argomenti: Laicita'
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Lettere al Corriere - data: 2008-05-19 num: - pag: 31
categoria: REDAZIONALE Risponde Sergio Romano IL DIBATTITO SULL'ABORTO LA
SCELTA DI UN FEDELE La dura condanna dell'aborto, e specificatamente della
legge 22 maggio 1978 n. 194, pudicamente chiamata: "Norme per la tutela
sociale della maternità e sull'interruzione volontaria della gravidanza",
pronunziata da Sua Santità Papa Benedetto XVI in una allocuzione nel corso di
una udienza del Movimento per la Vita, ha dato e ancor più darà luogo a
proteste, commenti, valutazioni, dichiarazioni di principio e anche di intenti,
pur sul piano politico. Lasciamo stare le accuse di "interferenza del
Vaticano", frutto di ignoranza e di pregiudizi illiberali. è del tutto
naturale che il Papa abbia potuto ribadire la condanna dell'aborto in quanto
tale (come d'altronde farebbe uno dei Rabbini Capo di Gerusalemme o un pastore
a capo di una Chiesa metodista evangelica), e che in quella stessa circostanza
abbia anche condannato la legge n. 194. Del resto, nell'anniversario della
emanazione dell'Enciclica "Humanae Vitae" da
parte del Papa cattolico-liberale Paolo VI, egli condannò la regolazione
artificiale delle nascite. Non comprendo la meraviglia che qualche cosiddetto
"laico", anche se rispettoso della Chiesa Cattolica, ha manifestato; ma ne comprendo la causa che risiede nella confusione di
pensiero e di comportamento che una certa lettura del Concilio Vaticano II,
il cui pericolo Papa Montini avvertì sulla fine del Concilio stesso, aveva
causato e ancora permane, non solo a livello di laici o di semplici sacerdoti,
ma a livello di vescovi e anche di cardinali. Basti pensare alla posizione
anti-romana della Conferenza Episcopale Tedesca proprio in materia
"prossima" all'aborto; e alle posizioni assunte dalla Conferenza
della Provincia Neerlandese dell'Ordine dei Predicatori, alias Domenicani, in
materia di ordinazione sacerdotale e di consacrazione episcopale delle donne,
nonché da alcuni dei più autorevoli settimanali cattolici
del mondo, come Famiglia Cristiana e Jesus in Italia, il famosissimo The Tablet
che si pubblica dal
( da "Corriere della Sera" del 19-05-2008)
Argomenti: Laicita'
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Lettere al Corriere - data: 2008-05-19 num: - pag: 31
categoria: BREVI Interventi e Repliche Immigrazione, gravidanza e assistenza Il
pacchetto sicurezza che sarà varato dal nuovo governo nei prossimi giorni per
contrastare l'azione delinquenziale esercitata sempre più frequentemente nel
nostro Paese da gruppi criminali italiani e stranieri pone qualche
preoccupazione sull'assistenza materno-infantile delle popolazioni migranti. E'
ben nota la difficoltà di accesso alle cure prenatali per le donne in
gravidanza immigrate ed è stata ben dimostrata l'esistenza di un aumentato
rischio di malattia e di morte nei figli di donne immigrate rispetto a quelli di
donne italiane. La legislazione italiana garantisce pienamente il diritto
all'assistenza per la gravidanza e il parto anche a coloro che si trovano in
condizione di irregolarità giuridica. Alle donne "clandestine" in
gravidanza viene assegnato uno specifico permesso di soggiorno e non ne è
consentita l'espulsione prima che il bambino abbia compiuto 6 mesi.
L'esperienza comunque insegna che i mancati controlli durante la gravidanza
delle donne immigrate e dei bambini nei primi mesi di vita dipendono soprattutto
da una carenza d'informazione sui servizi forniti dal Servizio Sanitario
Nazionale, dalla diffidenza degli irregolari di recarsi in ospedale per la
paura di essere denunciati, da differenze culturali e dal timore di perdere il
posto di lavoro. Siamo molto contenti nell'apprendere che nell'imminente
decreto legge non sarà più introdotto, come inizialmente annunciato, il reato
di clandestinità che avrebbe sicuramente annullato di fatto l'accesso alle cure
materno-infantili. Riteniamo, anche come laici, che sia
quanto mai opportuno raccogliere i numerosi messaggi di solidarietà e di
accoglienza che vengono dal mondo cattolico e proporre per le donne immigrate e
i loro figli un più facile accesso ai servizi sanitari migliorando
l'informazione e ricorrendo a mediatori culturali che possano rimuovere
sentimenti di diffidenza e comportamenti di carattere discriminatorio.
Un sicuro miglioramento dell'assistenza maternoinfantile potrebbe anche
ottenersi con l'estensione della validità del permesso di soggiorno rilasciato
per lo stato di gravidanza e assicurando a tutti i
minori l'assistenza del pediatra di famiglia. Mario De Curtis Professore
Ordinario di Neonatologia Massimo Moscarini Professore Ordinario di Ostetricia
e Ginecologia Dipartimento Scienze Ginecologiche, Perinatologia e Puericultura,
Università di Roma La Sapienza.