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DOSSIER “LAICI & CHIERICI”

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ARCHIVIO GENERALE  DEL DOSSIER  

TUTTI I DOSSIER


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Report "Laici e chierici"

Cattolici in rete nel Pd ( da "EUROPA.it" del 17-02-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: Tanto meno lo si può fare in nome del principio di laicità. Laicità, al contrario, è creare le condizioni perché nelle diverse dimensioni dello spazio pubblico sia possibile un dialogo di riconoscimento che fondi la convivenza e permetta una politica buona, anzitutto, perché orientata al bene comune.

Di FLAVIA BALDI - MILANO- ONOREVOLE Bondi, Pier Ferdinando Casin ( da "Resto del Carlino, Il (Nazionale)" del 17-02-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: mettendo definitivamente in archivio le divisioni surrettizie tra laici e cattolici. Nel Pdl, ricordo a Casini, c'è un'importante e ramificata presenza di figure cattoliche di grande rilievo, ci sono molte donne e molti uomini che militano nel mondo cattolico e che realizzano una politica ispirata alla visione cristiana e liberale della persona".

Di MARCO MANGIAROTTI - SANREMO - LE IENE sono insuperabili come il famoso t ( da "Resto del Carlino, Il (Nazionale)" del 17-02-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: Anche se credo che i cattolici stiano trasversalmente in quasi tutti i partiti. E la Dc era il gruppo più policromo dello schieramento italiano, da Marcora a Dossetti e Moro. Era cattolico ma anche sociale, interclassista, aveva un senso laico dello stato. In Sicilia?

La lista contro l'aborto divide i cattolici - orazio la rocca ( da "Repubblica, La" del 17-02-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: dibattito politico una questione così importante e di aver incentrato il dialogo tra laici e cattolici sul tema della difesa della vita, al di là delle barriere politiche". Palesemente "perplesso sull'iniziativa di Ferrrara" è don Antonio Mazzi, fondatore della comunità Exodus, secondo il quale "un tema delicato come l'aborto non va affrontato con una proposta così spregiudicata.

Se ratzinger rivaluta pio ix - marco politi ( da "Repubblica, La" del 17-02-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: storia o anche tradotte nella pratica dalle autorità ecclesiali - ammette Ratzinger - sono state dimostrate false". Ma non viene mai detto da chi. è una rimozione eloquente. Perché coloro, che nei secoli hanno smontato verità ufficiali sbagliate, sono stati frequentemente cattolici perseguitati, teologi dichiarati eretici, pensatori non credenti bollati come nemici della Chiesa.

"io, donna, ho il diritto di dire no all'aborto" - maria pia condurro ( da "Repubblica, La" del 17-02-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: una madre, una laica, come quelle che sono scese in piazza, sento una profonda pena per la donna che è stata violata nel suo corpo e nella sua privacy dalle forze dell'ordine e dai media, ma sono soprattutto dalla parte di quel bambino, risucchiato in modo brutale ed osceno da sofisticati strumenti di morte.

Interruzione di gravidanza domani il caso va al csm - dario del porto ( da "Repubblica, La" del 17-02-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: Occorre operare per il dialogo e lavorare affinché non ci siano steccati tra laici e cattolici". Lunedì sera la polizia era intervenuta nel reparto di Ostetricia del Nuovo Policlinico dopo una telefonata, proveniente dall'interno della struttura, che segnalava la presenza di una paziente chiusa nel bagno intenta a commettere un probabile infanticidio.

Ferrara nel "tempio dell'opus dei "le donne ora le difendo io" - wanda valli ( da "Repubblica, La" del 17-02-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: Giuliano Ferrara: "Io sono un laico. Non tiro in ballo la gerarchia cattolica, assolutamente autonoma sia dalle mie battaglie culturali, sia dalla loro proiezione politica". Lo annuncia, ieri mattina, all'ingresso di Villa delle Peschiere, in Albaro, magnifica residenza universitaria della Fondazione Rui, come a dire Opus Dei.

Giordano bruno in piazza contro ferrara e per la sapienza - micol lavinia lundari ( da "Repubblica, La" del 17-02-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: contro i cattolici e persino contro i laici". Il reading di questa sera, dalle 18 in poi in piazza del Nettuno, è sì filosofia di strada, come annuncia il suo organizzatore, Pino De March (che appartiene all'assemblea spazio pubblico autogestito dell'Ex mercato 24), ma è anche un'occasione per dibattere dei grandi temi che hanno diviso l'

Laicità, dopo gli annunci solo i silenzi - marco evangelisti* ( da "Repubblica, La" del 17-02-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: Non credo che un dialogo tra cattolici e laici sia poi così difficile, ne che sia impossibile una sintesi. Gli interrogativi sul futuro della famiglia e sui temi etici inducono alla riflessione e generano qualche angoscia in tutti noi, indipendentemente dal fatto che siamo credenti o laici, come io sono.

Prodi: Dopo le elezioni torneremo al governo ( da "Unita, L'" del 17-02-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: Ma sull'Italia vista da Prodi pesa anche l'insorgere di nuove tensioni tra laici e cattolici. "Chi, come me, si è formato nel clima del Concilio Vaticano II, dava per superata, per quasi risolta, la questione della laicità", spiega il Professore. Che avverte il "riemergere del conflitto con forza, quasi con violenza".

<Troppe coppie in crisiper mancanza di dialogo> ( da "Secolo XIX, Il" del 17-02-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: laico", (accusa e difesa, testimoni e periti) i due ormai ex coniugi sapranno se si potranno risposare in chiesa. Dal punto di vista della fede cattolica, non è un dettaglio da poco anche se riguarda, nei fatti, un numero percentualmente sempre più esiguo di persone: significa poter iniziare un nuovo rapporto con la coscienza in pace.

Ferrara: andiamo verso l'accordo col Cavaliere ( da "Giornale.it, Il" del 17-02-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: che vogliono il voto laico dei cattolici e il voto cristiano di tanti laici, non vadano con un signore che propone la politica della vita". "Non voglio - ha continuato Ferrara - fare carriera politica. Vogliamo mandare in parlamento un certo numero di deputati e senatori per far capire che la vita è un tema che pesa e che la manipolazione eugenetica è uno scandalo del nostro tempo"

[FIRMA]FABIO MARTINI ROMA Erano quasi le undici di sera e Pier Ferdinando, con la moglie Azzur ( da "Stampa, La" del 17-02-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: si va verso un partito neoclericale o un soggetto di ispirazione cristiana nel solco laico della Dc? Sostiene Gianfranco Rotondi, leader della Dc: "Un conto è se la Chiesa dovesse scendere in campo in modo massiccio a favore dell'Udc, ma se questa simpatia dovesse essere più carsica, allora il 4 per cento diventerebbe molto complicato".

Ferrara: <Sfido tutti> ( da "Secolo XIX, Il" del 17-02-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: "Sono un laico e comunque lo resto, ma ho scoperto la sacralità della vita", ha aggiunto. Raccontando però che nel '71-'72, quando era segretario del Pci a Torino, fu toccato al cuore da Papa Wojtyla che vide solo dalle finestre del suo ufficio. Da allora ha fatto molta strada.

Avvisi ai naviganti Sostieni la proposta di legge di iniziativa popolare Italia libera da armi nucleari sul sito www ( da "Liberazione" del 17-02-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: Le nostre radici laiche: libertà e giustizia, domenica alle 16.30 a piazza Campo de' Fiori. In memoria di Tanya Reinhart. Palestina occupazione/oppressione/apartheid-boicottaggio/disinvestimenti/sanzioni: lunedì alle 18 alla Casa delle Culture, via San Crisogono 45, Wasim Dahmash presenta il libro Palestina Quale futuro?

Se si attacca l'autodeterminazione delle donne Straordinario comandato, urgente, anticipato Istituzioni laiche e menu "cattolici" del venerdì ( da "Liberazione" del 17-02-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: una vera e propria violazione del principio della laicità dello Stato la singolare vicenda relativa al "menu quaresimale" disposto da un dirigente amministrativo del XVII Municipio del Comune di Roma mediante circolare inviata ai dirigenti scolastici e alle ditte fornitrici delle mense. Il provvedimento sospende l'erogazione della carne nei venerdì di quaresima e sostituisce il "

FERRARA-PDL, ACCORDO IN VISTA PRO LIFE PRESENTE OVUNQUE ( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 17-02-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: stimo e che vogliono il voto laico dei cattolici e il voto cristiano di tanti laici, non vadano con un signore che propone la politica della vita". Di qui anche l'annuncio di Ferrara: "Possiamo presentarci con la lista in tutta Italia. L'associazione per la difesa della vita da me presieduta deve ringraziare 3 senatori, che io definisco i tra fratelli Marx del liberalismo italiano:


Articoli

Cattolici in rete nel Pd (sezione: Laici e chierici)

( da "EUROPA.it" del 17-02-2008)

Argomenti: Laicita'

MIMMO LUCÀ La chiusura traumatica della legislatura ripropone il dilemma della politica italiana: uscire da una crisi estenuante o conoscere un'ulteriore involuzione. Il respiro breve di molte forze politiche ha bloccato l'opera risanatrice e riformatrice avviata dal governo Prodi e sta esponendo pericolosamente il paese alle tensioni del disordine globale. La società italiana rischia di essere spinta oltre la soglia d'allarme di un clima di sfiducia che è oggi il suo male più grave. È uno scenario inquietante che mette alla prova, anzitutto, le grandi ambizioni riformiste del Pd. E che ci spinge, io credo, a rinnovare una forte assunzione di responsabilità come cittadini cristiani. Urge guardare oltre le angustie del presente per immettere ragioni di speranza civile nella vita del paese: idee ricostruttive che contrastino ? già nella sfida elettorale ? la tendenza a cristallizzare la ricerca e bloccare il confronto. Dobbiamo contribuire a promuovere una nuova stagione di fecondità dell'ispirazione cristiana, intesa come talento da condividere nella vita pubblica e nella società. Questo significa rendere riconoscibile ed efficace la visione della persona e della società, la cultura politica, l'insediamento sociale e culturale del cattolicesimo sociale e democratico, per contribuire alla costruzione non solo di un soggetto politico nuovo, ma di un orizzonte più credibile per la democrazia italiana. Abbiamo parlato di un'Italia nuova, più libera, più giusta, più solidale. Qual è il "posto" dei cattolici in questa impresa? Le "provocazioni" ostentate di Giuliano Ferrara sull'aborto e sui temi della vita, quelle più credibili di Savino Pezzotta sulle emergenze della questione sociale e della famiglia, i richiami dello stesso episcopato sui "valori irrinunciabili", sono altrettante sfide che esigono risposte adeguate: culturali prima ancora che politiche. Raccoglierle seriamente vuol dire costituire finalmente sedi comuni e occasioni adeguate per la ricerca, la discussione, il confronto. Il direttore di Avvenire, dopo il discutibile intervento al Tg1 sull'Udc, propone con grande serietà di avviare un dialogo con il "mondo laico", sulle importanti "questioni della vita e della morte, l'amore, la malattia, il lavoro, l'educazione e la scuola". È questa, da tempo, la proposta dei Cristiano sociali. In tale dialogo, però, non si può chiedere a nessuno di rinunciare alla propria identità e alla propria verità, credente o non credente che sia. Tanto meno lo si può fare in nome del principio di laicità. Laicità, al contrario, è creare le condizioni perché nelle diverse dimensioni dello spazio pubblico sia possibile un dialogo di riconoscimento che fondi la convivenza e permetta una politica buona, anzitutto, perché orientata al bene comune. Questo è tanto più vero per il Pd. Costruire insieme un partito nuovo spinge le diverse tradizioni riformiste oltre il dialogo. Dobbiamo intensificare i percorsi che possono condurre tradizioni cristiane e laiche verso quel reciproco riconoscimento. Solo così il Pd sarà il laboratorio avanzato di una laicità rinnovata. Di fronte a inedite sfide, è compito dei riformisti elaborare una nuova grammatica della convivenza, una cultura politica e un'etica pubblica capaci di stabilire e condividere principi, valori e regole che promuovano concretamente nel paese un tessuto di convivenza civile, legalità, giustizia sociale. Difficile, altrimenti, assicurare nel Pd una coabitazione "feconda" tra Binetti e Pollastrini, Lerner e Fioroni, Follini e Cuperlo. Una tale impresa ha bisogno di luoghi appropriati, opportunità non improvvisate, tempi garantiti: nel partito, nei futuri gruppi parlamentari, nel rapporto con la società, con le istanze scientifiche, culturali, religiose. È questa, secondo me, la condizione per far valere l'apporto di quel riformismo che ha sue radici profonde: nella tradizione cristiano sociale, nel cattolicesimo democratico di matrice popolare, nel solidarismo del volontariato, dell'associazionismo di cittadinanza, del sindacato, delle comunità parrocchiali. Ecco perché, insieme ad altri amici, ho avvertito l'urgenza di collegare tutti coloro che condividono questa esigenza in un'iniziativa culturale di ampio respiro. A partire dell'idea-forza della solidarietà. Essa, per noi, qualifica in modo essenziale una concezione di giustizia che supera la dimensione individuale. Insieme giustizia e solidarietà stanno nelle più autentiche tradizioni riformiste sia cristiano-sociali e cattolico-democratiche sia di sinistra. Proponiamo un riformismo solidale all'altezza delle nuove sfide. Il lavoro comune che proponiamo vuole avere, insieme, un respiro culturale e una forte attenzione formativa. Non basta elaborare buoni contenuti; ancora più urgente è renderli consapevolmente condivisi. L'innovazione non può affermarsi contro i diritti delle persone, delle famiglie, dello spirito pubblico, del bene comune. L'azione solidale, per noi, è il complemento necessario di ogni politica. Solo così il riformismo vincerà le sfide del tempo dell'incertezza: il lavoro flessibile che diventa precarietà senza diritti; l'economia che piega tutto alla sua logica; il ritorno della guerra e il nuovo terrorismo; una questione ambientale di inedita urgenza e gravità, i problemi della famiglia. Sono queste le ragioni che ci hanno spinto in questi giorni ad avanzare una proposta: realizzare un Laboratorio di formazione e di cultura politica, denominato Italia solidarietà. Con alcuni obiettivichiave: elaborare e condividere una nuova cultura politica; favorire la circolazione delle idee nel Pd, nel sindacato, nell'associazionismo, nel paese evitando vecchie logiche correntizie; formare una nuova classe dirigente diffusa. Da questo inizio potranno scaturire in futuro ulteriori sviluppi: un'associazione culturale, una fondazione, altro ancora... In questa direzione rivolgo un appello a tutti coloro che condividono l'ispirazione e i fini di questo progetto, perché si sentano parte di questa impresa e contribuiscano a realizzarla. La posta in gioco è chiara: operare insieme perché nel futuro del Pd ci siano lo spazio adeguato e la possibilità concreta per una convergenza culturale, consapevole e non strumentale, tra le diverse componenti del riformismo cristiano, per garantire una prospettiva di pieno riconoscimento del suo contributo e della sua attualità.

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Di FLAVIA BALDI - MILANO- ONOREVOLE Bondi, Pier Ferdinando Casin (sezione: Laici e chierici)

( da "Resto del Carlino, Il (Nazionale)" del 17-02-2008)

Argomenti: Laicita'

Di FLAVIA BALDI ? MILANO? ONOREVOLE Bondi, Pier Ferdinando Casini ha deciso: Udc da sola al voto. Lui, dice, non si vende. Il tono del coordinatore nazionale azzurro è pacato. Ma le parole di Sandro Bondi sono tranchant: "Purtroppo Casini ha confermato di non essere un politico lungimirante. Ha fatto ancora una volta una scelta sbagliata e nel momento più delicato della vita politica italiana". Beh, non si è piegato ai desideri di Berlusconi e Fini. "Non è questo. Semplicemente, l'ha fatta grossa. Sono già molti gli elettori dell'Udc che non condividono la scelta dell'ex presidente della Camera. E io non riesco a comprendere le ragioni di una difesa a oltranza del simbolo dell'Udc. Dalla scomparsa della Dc in poi, il mito del partito unico dei cattolici è realisticamente scomparso dall'orizzonte temporale della Chiesa e lo stesso segretario dei vescovi italiani, monsignor Betori, ha ripetuto recentemente che i vescovi non fanno il tifo per nessun partito politico". Silvio Berlusconi ha voluto 'punire' Casini per le sue prese di distanza? "La fermezza del presidente ha risposto al dovere di presentare una scelta politica chiara agli elettori, una coalizione di Governo omogenea che creerà un unico gruppo parlamentare e sarà un'importante voce nel Partito popolare europeo". Massimo D'Alema parla di una Cdl spezzata, costretta a inseguire il Pd, di un Berlusconi "sito archeologico"... "L'onorevole D'Alema si è risvegliato da un lungo letargo e ora si rifà vivo soltanto per la sua inguaribile insolenza. Un brutto esempio da non seguire in questa campagna elettorale". Però, la rottura con l'Udc può favorire il Partito democratico. "Noi perdiamo poco, non ci saranno problemi". Neppure in Sicilia? "Vedremo quello che succederà. Personalmente, sono sempre stato un fedele alleato di Totò Cuffaro, gli ho espresso ripetutamente il mio apprezzamento, anche durante le vicende giudiziarie. Vedremo, nulla è automatico, non è detto che ciò che succede a livello nazionale debba ripercuotersi, nello stesso modo, a livello locale". Casini ha difeso le radici cattoliche dell'Udc. "Lui voleva mantenere il simbolo. Ma guardi che aderire al Popolo della libertà non avrebbe significato cancellare il partito. I partiti restano e sia Forza Italia che An, formazioni molto più grosse, hanno rinunciato al proprio simbolo facendo un grande sacrificio. Il Pdl completerà il percorso di Forza Italia, mettendo definitivamente in archivio le divisioni surrettizie tra laici e cattolici. Nel Pdl, ricordo a Casini, c'è un'importante e ramificata presenza di figure cattoliche di grande rilievo, ci sono molte donne e molti uomini che militano nel mondo cattolico e che realizzano una politica ispirata alla visione cristiana e liberale della persona". Il Pdl vira a destra senza l'Udc? "Assolutamente no. Credo che non ci siano più da tempo le ragioni storiche per un partito di solo centro..." Scusi se la interrompo. Ma se Casini si alleasse con Rosa bianca e Udeur, non darebbe luogo al Centro? "A un 'centrino', forse. E poi, Casini dovrà bussare alla loro porta, non è stato invitato a entrare. In ogni modo noi non faremo certo campagna contro. Anzi. Io gli faccio i miei auguri". E se dopo il voto, Pier Ferdinando Casini volesse tornare a casa? "E' veramente prematuro parlarne. Io ribadisco solo che l'orgoglio isolazionista e la pretesa di rivendicare da soli la dottrina sociale cristiana non contribuisce certo al rinnovamento della politica". - -->.

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Di MARCO MANGIAROTTI - SANREMO - LE IENE sono insuperabili come il famoso t (sezione: Laici e chierici)

( da "Resto del Carlino, Il (Nazionale)" del 17-02-2008)

Argomenti: Laicita'

Di MARCO MANGIAROTTI - SANREMO - LE IENE sono insuperabili come il famoso tonno nella doppia intervista e noi non ci eravamo inizialmente nemmeno posti il problema. Poi incombe il Festival, riusciamo a trovare il direttore artistico che esce da una riunione con Pippo per entrare in una prova con Baudo, si finisce a parlare di Piero...Per farla breve, alla fine li abbiamo intervistati tutti e due, dando a Pippo quel che è di Baudo e a Piero quel che è di Chiambretti. Un tanto al metro (quella di Pippo è più lunga). Pippo Baudo, come va dopo una settimana con Piero a Sanremo? "Siamo a buon punto. Ci siamo visti molto e ho avuto la conferma che è molto professionista. Ama la perfezione. Sa che le cose spontanee sono belle quando sono preparate bene". Il resto suona bene? "L'orchestra suona benissimo e le riprese audio sono perfette, da disco. Non c'è un cantante che si sia lamentato e domani chiudiamo anche i duetti. Sono sempre più convinto che queste canzoni suoneranno benissimo anche in radio". Sul fronte superospiti internazionali radio discografia lancia Lenny Kravitz, Kylie Minogue, Leona Lewis, Alicia Keys e Duran Duran. "Abbiamo firmato con Kravitz e stiamo chiudendo gli altri contratti. Sono invece molto contento dei superospiti italiani. Con Giorgia, Fiorella Mannoia, Gianni Morandi, Jovanotti e i Pooh. Ho le donne, i cantautori, Gianni". Con i Pooh ricorderai gli anni del beat al festival? "No, non amo la nostalgia. I Pooh hanno riletto quel repertorio con il gusto di oggi, ricorderemo i loro primi 40 anni. Il revival è tipico dei tempi in cui le cose vanno male". Che ci dici dei Giovani? "Sono davvero bravi e arrivano con produzioni mature. Sono spontanei, danno l'impressione di non essere condizionati più di tanto dai discografici. Cantano le cose che vogliono". Non hai preso Karima, lanciata lo scorso anno da "Amici". Il più grande talento vocale, a mio parere, delgi ultimi anni... "L'apprezzamento per la sua voce è enorme. Non ha convinto la canzone". Sei preoccupato per i testi più politici, visto che siamo sotto elezioni? "Speriamo non ci siano problemi. Del resto noi abbiamo selezionato "Rivoluzione" in tempi non sospetti. E non puoi certo mettere il silenziatore per la par condicio ai discorsi di Frankie Hi Nrg". La scelta di una parte del cast, dai Finley ai Giovani, come lo stesso Dopofestival con Elio, le storie e Lucilla Agosti di All Music, è un invito ai giovani? "Abbiamo cercato di migliorare l'appeal per un pubblico giovane in tutto il festival, almeno sul piano della freschezza. Sanremo quest'anno non è più solo tradizione, passatismo, lentezza, ripetitività. La presenza di Chiambretti è fulminante. Elio e le storie l'altra faccia della luna. Io mi sento un anziano allegro in una gabbia di giovani matti molto creativi". Non ti curi della par condicio ma le elezioni non possono lasciar indifferente l'ex dc che c'è in te... "Dopo grandi coalizioni di convenienza, ognuno sta ritornando nel suo alveo. Sì, anche la Rosa Bianca, con persone degne di fede come Pezzotta. Anche se credo che i cattolici stiano trasversalmente in quasi tutti i partiti. E la Dc era il gruppo più policromo dello schieramento italiano, da Marcora a Dossetti e Moro. Era cattolico ma anche sociale, interclassista, aveva un senso laico dello stato. In Sicilia? Vedo tutti contro tutti, non ci capisco niente". Caro Chiambretti, la cura Baudo funziona? "Sono in ritiro spirituale da una settimana con Pippo come i boy scout e cerco di difendere il mio 50 per cento. È una continua partita a scacchi in cui lui è la Regina e io il Re, io l'Alfiere e lui la Torre. Non si può mai sapere come andrà a finire con gli sforamenti, le telepromozioni e le critiche, ma la partita è stata preparata bene". Pippo dice che sei un grande perfezionista. "Non mi piace la televisione dove si prepara un'ora di trasmissione in un'ora. Io a Markette lavoro ogni giorno dodici ore per una puntata. Qui ne parliamo da giugno ed è stato importante perché all'inizio io non voglio freni inibitori di budget alla fantasia". La missione? "Cercheremo di far divertire il pubblico, ma con una grande pressione alle spalle. Perché nel microcosmo delle cinque giornate di questo festival anche Montecitorio traslocherà qui con la par condicio". - -->.

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La lista contro l'aborto divide i cattolici - orazio la rocca (sezione: Laici e chierici)

( da "Repubblica, La" del 17-02-2008)

Argomenti: Laicita'

Cronaca La lista contro l'aborto divide i cattolici Sì del Movimento per la vita, perplesse le Acli. Don Mazzi: operazione spregiudicata E a Genova l'Opus Dei applaude l'iniziativa di Ferrara ORAZIO LA ROCCA ROMA - "La lista Ferrara? Un'iniziativa discutibile, anche se pone al centro del dibattito politico il dramma dell'aborto". "No, è un passo giusto, perché la difesa della vita nascente interpella credenti e non credenti". "Macché: la vita non si difende così, quella lista è solo una provocazione". La lista pro life di Giuliano Ferrara divide i cattolici. A non tutti piace l'idea di mettere in pista per il voto del 13-14 aprile una formazione politica "monotematica" sulla lotta all'aborto. Tutto questo, mentre da parte delle alte gerarchie negli ultimi tempi in più occasioni è stato spiegato che la Chiesa in politica non si schiera, ma che i cattolici, in coscienza, sono tenuti ad appoggiare chi difende valori "non negoziabili" come - appunto - la difesa della vita, la lotta all'aborto e all'eutanasia, la famiglia formata dall'unione tra un uomo e una donna. E forse anche per sottolineare questa posizione, il direttore del quotidiano cattolico Avvenire, Dino Boffo, ha speso una parola a favore della "presenza" dell'Udc di Pierferdinando Casini e il cardinale vicario Camillo Ruini si è fatto persino intervistare in tv proprio da Giuliano Ferrara. I segnali più convinti per la lista anti aborto arrivano da Scienza & Vita il cui portavoce Domenico Delle Foglie dice che "Ferrara ha il merito di aver irrigato con un po' di acqua di sorgente il terreno inaridito della politica italiana. Molto si discuterà sull'opportunità di trasferire direttamente una questione eticamente sensibile come l'aborto sul terreno della battaglia politica. Ma - si chiede Delle Foglie - non sarebbe meglio cogliere il senso della novità di questa esperienza che ci allontana quel tanto che serve dal modello della partitocrazia che conosciamo per avvicinarci a stili di lotta politica più vicini a quello americano?". Delle Foglie non si "stupisce che la lista Ferrara possa esercitare un certo fascino sui cattolici. Ma resta pur vero che i cattolici, come tutti i cittadini elettori, misurano le diverse proposte politiche e verificano se esse rispondono complessivamente ai propri valori di riferimento". Per il presidente delle Acli Andrea Olivero è "assurdo che la difesa della vita venga posto così al centro del dibattito politico", e che "il miglioramento della legge 194 sia diventato un tabù inattaccabile". "Siamo ovviamente contrari all'aborto, ma - puntualizza Olivero - non ci convince il metodo usato da Ferrara per portarlo al centro dell'attenzione. La politica non è solo l'aborto, ma è anche attenzione alla famiglia, al lavoro, gli immigrati, alla scuola". Nessun dubbio del Movimento per la vita: il presidente Carlo Casini, pur precisando che "il tema è molto delicato", ricorda che "come sempre guardiamo con simpatia e gratitudine a chi si batte per la difesa della vita". Per Casini, Ferrara ha avuto comunque "il merito di aver portato al centro del dibattito politico una questione così importante e di aver incentrato il dialogo tra laici e cattolici sul tema della difesa della vita, al di là delle barriere politiche". Palesemente "perplesso sull'iniziativa di Ferrrara" è don Antonio Mazzi, fondatore della comunità Exodus, secondo il quale "un tema delicato come l'aborto non va affrontato con una proposta così spregiudicata. Penso che su argomenti come la vita nascente e l'interruzione della gravidanza sarebbe meglio fare meno chiasso, osservare più prudenza e più rispetto, senza alzare barricate ideologiche". Nessun giudizio politico, ma "attenzione certamente sì alla lista per la vita", arriva dal portavoce ufficiale dell'Opus Dei Giuseppe Corigliano, che ieri non a caso ha accompagnato proprio Ferrara all'inaugurazione dell'anno accademico della residenza universitaria di Peschiera, a Genova, una storica istituzione dell'Opera. "Ferrara ha parlato della sua iniziativa, della lotta all'aborto e del diritto della donna alla maternità. è stato ascoltato con grande interesse ed ha ricevuto tanti applausi". "C'è sempre attenzione e mai indifferenza verso un tema così importante come la difesa della vita nascente", commenta Marco Impagliazzo, presidente della Comunità di Sant'Egidio, il quale sostiene che "è tempo ormai che tutti si facciano carico di dare risposte per far crescere la cultura della vita". Una cultura, ricordano i volontari della stessa Comunità di Sant'Egidio, che "abbiamo portato avanti in oltre 40 anni di attività accanto agli ultimi, ai carcerati, ai condannati a morte, ma senza spaccature tra laici e cattolici. E speriamo che questo non accada ora".

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Se ratzinger rivaluta pio ix - marco politi (sezione: Laici e chierici)

( da "Repubblica, La" del 17-02-2008)

Argomenti: Laicita'

Commenti Se ratzinger rivaluta pio IX MARCO POLITI L'ombra di Pio IX torna ad affacciarsi in Santa Romana Chiesa. L'improvvisa esaltazione di papa Mastai, indicato da Benedetto XVI come grande pontefice di esemplari virtù, "indomito e coraggioso" combattente contro la secolarizzazione dell'Ottocento, non è l'auspicio migliore per un rasserenarsi delle tensioni tra la società laica e il papato. Bisogna saper leggere il body-language di Joseph Ratzinger. All'ultimo concistoro nel novembre scorso, Benedetto XVI si è presentato nella basilica vaticana con la mitria di Pio IX e il piviale di Giovanni Paolo II. Assiso sul trono, non evocava l'immagine di un pellegrino della fede, bensì l'icona di un papato imperiale. Nei pesanti paramenti aurei era riflessa l'ostinata volontà di tenere insieme la Chiesa del Sillabo e la Chiesa del mea culpa, il papato che riaprì il ghetto di Roma e il papato che a Gerusalemme nel 2000 ha domandato perdono per l'antisemitismo, il cattolicesimo dell'assolutismo papale e quello del "popolo di Dio" celebrato nel concilio Vaticano II. Non si scelgono a caso le vesti cerimoniali per un rito pontificale. La sagrestia di San Pietro non è un magazzino di costumi teatrali, a cui si attinge per mero gusto estetico. La mitria di Pio IX appartiene al pontefice che ha dichiarato guerra all'Ottocento, che ha esecrato la libertà di coscienza e la libertà di religione, che ha permesso che i suoi seguaci si servissero al concilio Vaticano I di manovre totalitarie per imporre l'infallibilità papale. L'immagine di Pio IX, che preme il piede sul collo di un prelato avverso al dogma - perché così avvenne durante un'udienza, al momento del bacio della pantofola - appartiene alla pagine più sgradevoli della storia della Chiesa. Il recupero della mitria è stato il prologo all'intervento ratzingeriano nel 130° anniversario di papa Mastai. E dimostra che la sua uscita non è estemporanea. L'immagine di Pio IX, nella descrizione fatta da Ratzinger, è quella di un pontefice che lotta per riaffermare le verità della fede cristiana di fronte a una società protesa verso la secolarizzazione. Un eroico baluardo. Ieri Pio IX, oggi Benedetto XVI è l'equazione presentata istintivamente agli occhi dei fedeli e del mondo. L'Osservatore Romano conferma. "Oggi si vive in buona parte dell'eredità di Pio IX - proclama fiero il postulatore della causa di canonizzazione - e si corrono rischi che il suo magistero intendeva risparmiare alla Chiesa d'allora e di sempre". Così si pone sullo stesso piano ciò che conciliabile non è. L'opposizione frontale alla modernità di Pio IX e l'apertura ai segni dei tempi di Giovanni XXIII, l'infallibilità papale da un lato e la gestione collegiale della Chiesa con l'insieme dei vescovi dall'altro. Torna continuamente, insomma, la volontà di negare il carattere di svolta e, per certi aspetti, di rottura del concilio Vaticano II. Ma l'operazione può riuscire soltanto affidandosi all'apologetica o rifugiandosi nella rimozione. Pio IX aborriva la democrazia, il Vaticano II l'ha fatta propria. Pio IX considerava folle la libertà di religione, il Vaticano II l'ha riconosciuta. Pio IX riteneva inconcepibile la libertà di coscienza, Karol Wojtyla ne ha fatto un cardine del suo pontificato, denunciando quanto di oppressivo si è verificato all'interno della Chiesa. Per non parlare dell'ecumenismo. Le cronache del Concilio di Pio IX nel 1870 riportano le grida di condanna, scagliate contro il vescovo tedesco Stossmeyer colpevole di aver dichiarato che "anche fra i Protestanti c'è chi ama Gesù". E quando lo stesso presule invoca di non imporre un dogma come l'infallibilità a colpi di maggioranza, i seguaci di Pio IX si mettono ad urlare: "Anatema, anatema, è un altro Lucifero, un secondo Lutero". Non si può recuperare Pio IX e volere il dialogo con il mondo contemporaneo. Sta qui la grande, sotterranea contraddizione del pontificato di Benedetto XVI: desiderare sinceramente un confronto fecondo con la ragione e la scienza moderna mentre si ripropongono le esperienze più autoritarie e dottrinalmente chiuse della Chiesa. Spesso le mosse ratzingeriane assomigliano ad un battito d'ala bloccato a metà. In uno spasmo di contraddizioni. Rifiutare le crociate e sostenere che l'Islam sia intrinsecamente violento. Affermare che la Chiesa non fa politica e pretendere di dettare il comportamento dei cattolici in Parlamento. Auspicare il confronto con la ragione e negarne l'autonoma dignità, se non si abbevera alle fonte del Trascendente. C'è un brano rivelatore nel suo discorso preparato per la Sapienza. "Varie cose dette da teologi nel corso della storia o anche tradotte nella pratica dalle autorità ecclesiali - ammette Ratzinger - sono state dimostrate false". Ma non viene mai detto da chi. è una rimozione eloquente. Perché coloro, che nei secoli hanno smontato verità ufficiali sbagliate, sono stati frequentemente cattolici perseguitati, teologi dichiarati eretici, pensatori non credenti bollati come nemici della Chiesa. Difficile dialogare con il mondo moderno se non si ammette fino in fondo la relatività dell'agire dell'istituzione ecclesiastica, fatta di esseri umani. Agli uomini e alle donne contemporanei, che siano cattolici o diversamente credenti, l'ideologia di un papa-re, modello Pio IX, ispira soltanto distanza.

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"io, donna, ho il diritto di dire no all'aborto" - maria pia condurro (sezione: Laici e chierici)

( da "Repubblica, La" del 17-02-2008)

Argomenti: Laicita'

Pagina VI - Napoli LA LETTERA Una riflessione dopo il corteo in difesa della 194 "Io, donna, ho il diritto di dire no all'aborto" "Sono dalla parte di quel bimbo risucchiato da sofisticati strumenti di morte" MARIA PIA CONDURRO Migliaia di donne sono scese in piazza gridando il loro diritto all'autodeterminazione, in difesa della 194, condannando l'ottuso comportamento di sei poliziotti che, obbedendo a ordini superiori, hanno acuito il senso di sfiducia nelle istituzioni che ormai vive nel nostro paese. Non ero tra quelle donne. Ho guardato sbigottita i cartelli, ho sentito le urla, le rivendicazioni, i deliri femministi, le accuse alla Chiesa di ingerenza. Ancora una volta ho sentito un forte moto di ribellione e di sconcerto. Sono cattolica, sono contro l'aborto. Credo che la vita debba essere difesa dal primo istante del concepimento fino all'ultimo respiro. Ho il diritto di pensare e di dire quello che penso. Perché mi urlano contro? Perché, come cattolica, non posso dire ad alta voce che sono contro l'aborto? Io sono una donna, una madre, una laica, come quelle che sono scese in piazza, sento una profonda pena per la donna che è stata violata nel suo corpo e nella sua privacy dalle forze dell'ordine e dai media, ma sono soprattutto dalla parte di quel bambino, risucchiato in modo brutale ed osceno da sofisticati strumenti di morte. Ha sofferto pene incredibili prima di morire, nessuno l'ha mai sentito urlare: quel bimbo non ha voce, non ha diritti, non avrà sepoltura. L'ennesimo tentativo di far tacere chi ama e difende la vita si è ancora una volta mascherato con il diritto delle donne ad autodeterminarsi, a decidere del proprio corpo. Eppure, sono io, donna, che dico alle altre donne che il nostro corpo non è più nostro quando ospita e dà vita ad un'altra persona. Il nostro diritto alla felicità, al benessere, a vivere la nostra vita senza "disturbi" scompare quando c'è in gioco un'altra vita di cui noi non siamo padroni, ma che ci cresce dentro, anche se non vogliamo. Sono vicina alle donne che soffrono e per cui l'aborto è comunque una mutilazione, ma piango e mi inchino teneramente sul corpicino appena formato di un bambino mai nato, di un piccolo, forse malato, ma proprio per questo ancora più bisognoso di cure e amore. E non scendo in piazza a gridare no all'aborto. Non ci sono manifestazioni che cambiano il cuore delle persone, tanto meno delle donne. Noi, le portatrici della vita, quelle che "decidono" del futuro dell'umanità, dobbiamo parlarci, per dirci che quel piccolo battito significa che abbiamo la responsabilità di una persona "altra" da custodire, nutrire, amare. L'autrice è responsabile dell'Ufficio di Pastorale Familiare dell'Arcidiocesi di Napoli.

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Interruzione di gravidanza domani il caso va al csm - dario del porto (sezione: Laici e chierici)

( da "Repubblica, La" del 17-02-2008)

Argomenti: Laicita'

Pagina VI - Napoli Quattro proposte della Cgil dopo le polemiche per il blitz della polizia al Nuovo Policlinico Interruzione di gravidanza domani il caso va al Csm Il sindacato: centro di prenotazione unico e sala operatoria per la ivg aperta 5 giorni su 7 Mancino: "L'obiettivo è comprendere come davvero si sono svolti i fatti" DARIO DEL PORTO Quattro proposte per garantire i diritti delle donne che scelgono di interrompere la gravidanza: una piattaforma di interventi che la Cgil ha voluto illustrare presso la Clinica Ostetrica del Secondo Policlinico, il presidio ospedaliero catapultato sulle prime pagine di tutta Italia a seguito dell'intervento della polizia dei giorni scorsi. "Vogliamo affermare - dice Enrico Panini, segretario generale nazionale di Flc Cgil - che una legge dello Stato italiano va difesa, tutelata e non deve essere oggetto di una ignobile campagna di aggressione". Il sindacato pensa a un centro di prenotazione unico metropolitano, all'apertura nel Policlinico di una camera operatoria per l'interruzione di gravidanza che sia attiva cinque giorni su sette, alla separazione logistica tra donne partorienti e donne in attesa di interruzione, e alla previsione di una quota maggiore di ginecologi non obiettori nell'azienda ospedaliera Federico II. Il segretario generale della Cgil Campania, Michele Gravano, sottolinea: "Va rilanciato il senso di giustezza della legge 194 e vanno evitate campagne fondamentaliste. Occorre operare per il dialogo e lavorare affinché non ci siano steccati tra laici e cattolici". Lunedì sera la polizia era intervenuta nel reparto di Ostetricia del Nuovo Policlinico dopo una telefonata, proveniente dall'interno della struttura, che segnalava la presenza di una paziente chiusa nel bagno intenta a commettere un probabile infanticidio. L'arrivo in corsia degli agenti, fra i quali una donna, ha scatenato un vespaio di polemiche, poi gradualmente rientrate quando il quadro della vicenda si è fatto meno confuso. Di sicuro, nell'ospedale non è stata in alcun modo violata la legge sull'aborto. Sugli aspetti della vicenda sono comunque in corso ben sei inchieste, da quella aperta dalla magistratura per "fatti non costituenti notizie di reato" all'istruttoria disposta dal garante per la privacy. Forse già domani il caso potrebbe essere esaminato dalla prima commissione del Csm, investita della questione da un documento sottoscritto dai componenti donna dell'organo di autogoverno di giudici e pm. "L'obiettivo - spiega il vicepresidente del Consiglio superiore, Nicola Mancino - è comprendere come si sono svolti i fatti. Le versioni fornite sono diverse, dunque c'è bisogno di un accertamento. Si tratta di capire bene cos'è accaduto in quell'ospedale, che peraltro è una struttura pubblica. Le proteste sono state forti - conclude Mancino - ed è anche questa la ragione che ci porta ad approfondire l'accaduto e a valutarlo". La Procura ha sin dal primo momento spiegato che l'intervento si era reso necessario a seguito di una segnalazione "estremamente circostanziata" e che, dalle informazioni raccolte, gli agenti si erano mossi "con assoluta professionalità, nel pieno rispetto della privacy della paziente e del luogo di degenza". Dopo aver individuato l'autore della telefonata, il pm Vittorio Russo ha sentito ieri altri testimoni. In Procura saranno ascoltati anche i sanitari e i paramedici presenti al Policlinico al momento del fatto.

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Ferrara nel "tempio dell'opus dei "le donne ora le difendo io" - wanda valli (sezione: Laici e chierici)

( da "Repubblica, La" del 17-02-2008)

Argomenti: Laicita'

Pagina XV - Genova Politici e imprenditori in platea, nessuna contestazione: "Ma sono e resto laico" Ferrara nel "tempio dell'Opus Dei "Le donne ora le difendo io" l'obiettivo il pubblico Lo ascoltano, tra gli altri, Lorenzelli, Grillo, Scerni e Viziano "Non tiro in ballo il cardinale, la mia è una battaglia autonoma dalla Chiesa" WANDA VALLI Non incontra con il cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Cei, e arcivescovo di Genova, Giuliano Ferrara: "Io sono un laico. Non tiro in ballo la gerarchia cattolica, assolutamente autonoma sia dalle mie battaglie culturali, sia dalla loro proiezione politica". Lo annuncia, ieri mattina, all'ingresso di Villa delle Peschiere, in Albaro, magnifica residenza universitaria della Fondazione Rui, come a dire Opus Dei. Lo hanno invitato per l'inaugurazione dell'anno accademico, lo aspetta una platea con volti conosciuti, il senatore Luigi Grillo, l'ex presidente della Fondazione Carige, Vincenzo Lorenzelli, gli imprenditori Gianni Scerni e Davide Viziano, tra i molti, e poi i ragazzi ospitati qui. Sergio Rossi, medico del lavoro, direttore della residenza, insieme con Cristiano Ciappei, il presidente della Fondazione Rui, introduce l'ospite e il tema: "La cultura post moderna e la sfida della speranza". Giuliano Ferrara, prima, aveva rifiutato di parlare del feto trovato morto, abbandonato in uno stabile abbandonato di Sampierdarena: "Non commento fatti di cronaca non ancora accertati, ma continuo a dire "aborto, no grazie"". Non rifiuta, invece, di tornare sul caso di Napoli, della donna interrogata dalla polizia dopo aver abortito in ospedale perché il suo bimbo non ancora nato soffriva della sindrome di Klinefelter. E' una grave alterazione cromosomica, ma secondo Giuliano Ferrara, "con questa sindrome si può condurre una vita normale, basta prendere anche solo una pastiglia, lo ha scritto sul Foglio il primario dell'ospedale pediatrico Bambin Gesù, di Roma". Quindi a Napoli, "è stata inscenata una mostruosa montatura ideologica, la verità è il mattatoio, la montatura è ideologia". Poi comunica che andrà lui stesso a farsi un prelievo "perché forse ho anch'io la sindrome di Klinefelter". La visita a Villa delle Peschiere e, nel pomeriggio, a Albenga, scorre via senza contestazioni. Le donne hanno deciso di ignorare lui e le sue provocazioni, come ha annunciato Merceds Bo, presidente dell'Aied, si vedranno in piazza, sabato prossimo. Ferrara ripresenta il simbolo del partito con cui intende presentarsi alle elezioni "Pro Life", si dice sicuro dell'apparentamento con Berlusconi "a meno che non sia ammattito". Ai ragazzi e agli ospiti della Villa, chiarisce: "Non sono un uomo di fede, almeno non in senso tradizionale, lo sono a mio modo secondo la definizione di San Paolo così come la residenza dell'Opus Dei è un tempio di laicità della fede". E arriva al dunque. Chiarire che cos'ha in mente. Lo lega al tema della "speranza". Dice: "Spero di fare una cosa nuova in Italia, mandare alla Camera e al Senato un gruppo di persone per bene che in questi trent'anni dall'approvazione della legge, anni in cui in Italia l'aborto è diventato una pratica eugenetica generalizzata, hanno lavorato per la vita in modi diversi". Lo scopo é chiedere "una moratoria per l'aborto, come quella per la pena di morte". Cita la teologia di Joseph Ratzinger, Ferrara, e accusa gli uomini "di aver lasciato sole le donne". Spiega che, in difesa della vita, si è battuto contro la fecondazione assistita "un aborto in vitro". Lui che "non è ateo" ma convinto che "la ragione abbia un limite , il mistero". SEGUE A PAGINA V.

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Giordano bruno in piazza contro ferrara e per la sapienza - micol lavinia lundari (sezione: Laici e chierici)

( da "Repubblica, La" del 17-02-2008)

Argomenti: Laicita'

Pagina I - Bologna La curiosità Giordano Bruno in piazza contro Ferrara e per la Sapienza MICOL LAVINIA LUNDARI "Contro il Papa, Giuliano Ferrara e contro tutte le superstizioni, contro i cattolici e persino contro i laici". Il reading di questa sera, dalle 18 in poi in piazza del Nettuno, è sì filosofia di strada, come annuncia il suo organizzatore, Pino De March (che appartiene all'assemblea spazio pubblico autogestito dell'Ex mercato 24), ma è anche un'occasione per dibattere dei grandi temi che hanno diviso l'Italia negli ultimi tempi. Si chiama "Venusfest" ("Venere, a differenza di Marte, è un'immagine fluida, erotica, pacifica"), ma è il sottotitolo a definire bene la natura di questo evento: "In solidarietà con i docenti della Sapienza e in memoria attiva di Giordano Bruno bruciato vivo il 17 febbraio 1600 a Campo de' fiori a Roma". Partecipano i centri sociali Crash, Tpo, Livello57, la Rete delle donne, Donne fuori, il gruppo Antagonismogay. "E' l'ottavo anno che ricordiamo la figura di Giordano Bruno, quanto mai attuale e necessaria oggi - sottolinea De March - perché viviamo in una società alla continua ricerca di simboli, dove tanto la Chiesa da una parte, quanto i laici dall'altra, impongono dogmi, si fanno portabandiere di valori, civili o religiosi che siano. Questo pomeriggio di filosofia vuole essere invece un momento di liberazione della coscienza, senza fondamentalismi e senza costrizioni. Ben vengano le proposte, ma non accettiamo imposture". Dal calar del sole in poi, letture di Epicuro, Lucrezio, Galilei, Bruno, grazie ai gruppi Penombre e Versitudine. Letture che accompagnano riflessioni sulla realtà sociale: "Siamo dalla parte dei docenti della Sapienza - spiega De March - perché hanno posto un confine netto tra la dimensione della scienza, che rappresentano e che è per sua natura discutibile, e quella della teologia, incarnata dal Papa, che invece si ripropone come indiscutibile e inscalfibile. Benedetto XVI e Ferrara, poi, si proclamano difensori della vita, ma solo di quelle innocenti, dei bambini mai nati, trascurando quelle colpevoli, dei morti in guerra e dei condannati alla pena capitale. Valgono forse di meno? Noi scegliamo di essere in difesa dell'esistenza. Sì, chiamateci pure neoesistenzialisti".

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Laicità, dopo gli annunci solo i silenzi - marco evangelisti* (sezione: Laici e chierici)

( da "Repubblica, La" del 17-02-2008)

Argomenti: Laicita'

Pagina XIX - Genova Laicità, dopo gli annunci solo i silenzi MARCO EVANGELISTI* Alla intenzione dichiarata alcuni mesi orsono dal Sindaco Marta Vincenzi di promuovere a Genova un festival della laicità non è seguito, come avrebbe meritato, un vivace dibattito negli ambienti culturali e politici cittadini circa l'opportunità, le tematiche e le finalità dell'evento, quasi che il tema non fosse particolarmente sentito. Per tale ragione stupiscono le reazioni, contrarie o favorevoli, suscitate dalla proposta avanzata nel Consiglio Comunale di Genova di costituire un registro delle coppie di fatto. Intendo dire che le problematiche riferibili alla laicità, e quindi per converso alla incidenza delle convinzioni religiose sulle normative che regolano la vita di tutti, emergono stranamente qua e là, come un fiume carsico, in modo disordinato e imprevedibile. Personalmente non collocherei tra le grandi questioni etiche l'eventuale riconoscimento di diritti a forme di convivenza diverse dalla famiglia tradizionale, ma piuttosto tra le scelte politiche che attengono al tipo di struttura sociale che si intende promuovere e alla compatibilità di tali scelte con i diritti che la Costituzione impone di garantire agli individui. Grandi questioni etiche mi paiono invece quelle che corrispondono agli interrogativi circa la liceità o meno dell'uso delle conoscenze scientifiche e tecniche nei delicati campi della nascita, della vita e della morte delle persone. Penso di non dire nulla di scandaloso se affermo che su entrambe queste problematiche manca una riflessione organica e un confronto di ampio respiro. Anche all'interno del nascente Partito Democratico, è stata per ora prudenzialmente evitata una riflessione franca sul concetto di "laicità delle istituzioni" e sulle sue implicazioni, e non è un caso se a Genova tra le voci più rumorose e contrastanti sull'argomento "coppie di fatto" si sono levate quelle di alcuni esponenti del Pd. E' un vuoto che non si può reggere a lungo, pena la trasformazione in paralisi e la perdita di credibilità. Un partito che si definisce "democratico", che aspira d essere un grande partito, e che ambisce a governare il paese e ad amministrare molte comunità locali, non può esimersi dall'esprimere una propria linea di condotta, essendo inevitabile che su tali materie si legiferi per stabilire cosa è giuridicamente lecito e cosa non lo è. D'altronde un partito che si definisce "democratico" non può non essere laico, perché democrazia non significa solo che chi è maggioranza comanda, ma anche che ogni cittadino è titolare di diritti fondamentali che non possono essere compressi o cancellati, quale che sia l'orientamento etico della maggioranza. Non credo che un dialogo tra cattolici e laici sia poi così difficile, ne che sia impossibile una sintesi. Gli interrogativi sul futuro della famiglia e sui temi etici inducono alla riflessione e generano qualche angoscia in tutti noi, indipendentemente dal fatto che siamo credenti o laici, come io sono. Dal mio punto di vista, affrontarli laicamente significa farlo tenendo soprattutto conto delle conseguenze che producono le norme, e non delle intime convinzioni ideologiche o di fede. Se il criterio di valutazione comune fosse quello che privilegia l'analisi delle conseguenze, ritengo che una sintesi, tra la cultura dei diritti e la tolleranza dei laici, e la sensibilità dei cattolici per la dottrina della Chiesa (se di sensibilità si tratta e non di passiva obbedienza), sia un traguardo raggiungibile. Riguardo alle conseguenze, penso che tutti potremmo convergere su un principio guida, quello che non si possono danneggiare le persone. Partendo da una semplificata divisione delle norme in tre grandi categorie (norme inibitive, che vietano i comportamenti che ledano gli altri soggetti; norme permissive, che consentono i comportamenti che non ledono gli altri soggetti; norme impositive, che impongono comportamenti solidali o di utilità generale), è sperabile che, almeno sulle prime due categorie, le convergenze prevalgano sulle differenze. Quindi, se Marta Vincenzi riuscirà ad attuare il suo proposito di organizzare in città un Festival della laicità, non solo renderà un prezioso servizio culturale alla comunità genovese ma, indirettamente, solleciterà anche all'interno del suo partito un dibattito e le scelte che non possono essere differite, pena l'ordine sparso, o meglio la confusione, cui abbiamo avuto modo di assistere in occasione della recente proposta sul registro delle coppie di fatto. * membro dell'Assemblea regionale costituente del Pd.

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Prodi: Dopo le elezioni torneremo al governo (sezione: Laici e chierici)

( da "Unita, L'" del 17-02-2008)

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Stai consultando l'edizione del Prodi: "Dopo le elezioni torneremo al governo" di Ninni Andriolo / Roma "L'Italia che vogliamo si può fare". Conclude così Romano Prodi, inventando una continuità lessicale tra la slogan della campagna elettorale del 2006 e quello che accompagna oggi il cammino di Veltroni. Standing ovation iniziale e molti applausi. Ma il Prodi di ieri non era lo stesso premier al quale l'Assemblea costituente di Milano aveva riconosciuto la funzione di punto di equilibrio quasi insostituibile per l'alleanza dell'Unione. A poche settimane dalle primarie che avevano incoronato Veltroni, quel riconoscimento non era affatto scontato. Oggi, invece, sembra un altro secolo. Il governo è in carica per il disbrigo degli affari correnti, si va a nuove elezioni, l'Unione non c'è più. E Prodi è sì il "padre nobile" del Pd - e il suo presidente - ma il gioco politico ed elettorale non è più nelle sue mani. Lui se ne fa una ragione e ostenta serenità. E da gran "signore", per dirla con Veltroni, ripete che non si ricandiderà per favorire un ricambio generazionale. Sarà "a fianco di Walter", tuttavia. E continuerà a dare una mano al Pd. "Nel nostro Partito Democratico io ci sarò ancora - sottolinea - Sarò ancora con voi, sarò ancora insieme a voi". Il Pd che concepisce il Professore, tuttavia, costituisce il "compimento del progetto che Walter ed io lanciammo con l'Ulivo". Diversità evidente, ieri, tra l'approccio programmatico del leader Pd e quello che ha segnato il governo del Professore. Se non altro perché la fase è diversa. E le mediazioni imposte dalla variegata compagnia dell'Unione non hanno ragion d'essere tra i democratici che oggi corrono "da soli". Da soli per vincere, perché questo è l'auspicio di Prodi, Che avvia il discorso con l'elogio della "pazienza" e lo smentisce quasi subito con un gesto di stizza rivolto ai fotografi assiepati sotto il palco. "Dopo le elezioni potremo tornare alla guida del Paese", assicura il Professore che - è noto - vede come fumo negli occhi il ritorno di Berlusconi a Palazzo Chigi. E il Pd visto dal Professore può fare il miracolo. Il Partito democratico che vuole il premier è "una grande forza di centrosinistra" - non centrista, quindi - "che fa appello alla maggioranza del Paese" e che "affronta con spirito nuovo e idee nuove i problemi dell'Italia". C'è un legame evidente, però, tra presente e passato. Le "culture politiche" che si mettono assieme nel Pd, infatti, "affondano le loro radici" nel terreno "comune del riformismo". Il bilancio dell'azione di governo, quindi. Con il riferimento alla zavorra caricata sulle ali dell'esecutivo dalle "incrostazioni e dai privilegi". E dai "poteri forti" che traggono forza dalla "debolezza del sistema politico". In questi anni, in sostanza, "attaccando il governo di centrosinistra" è stata attaccata soprattutto "l'idea di cambiamento". Un'idea che, ammette Prodi, "non siamo stati in grado di esprimere compiutamente", anche per via "dell'orribile legge elettorale imposta dal centrodestra". Ma sull'Italia vista da Prodi pesa anche l'insorgere di nuove tensioni tra laici e cattolici. "Chi, come me, si è formato nel clima del Concilio Vaticano II, dava per superata, per quasi risolta, la questione della laicità", spiega il Professore. Che avverte il "riemergere del conflitto con forza, quasi con violenza". E che si chiede perché "da più parti" - anche dal versante cattolico, quindi - "in questi anni si è generato e si continua ad alimentare un clima di scontro". Il monito di Prodi cattolico adulto è chiaro: "unità, laicità, modernità", è questa la ricetta "per disegnare l'Italia che vogliamo". Al messaggio che sembra rivolto anche alla Cei di Bagnasco e Ruini, Prodi poi ne fa seguire un altro confezionato apposta per replicare a Berlusconi. "Già due volte gli italiani hanno scelto di affidarsi a noi - sottolinea il Professore - Abbiamo vinto le elezioni nel 1996 e, di nuovo, dieci anni dopo, abbiamo vinto nel 2006. In entrambe le occasioni non abbiamo sconfitto solo lo schieramento e il candidato che si opponeva a noi. Ma un modo inaccettabile di intendere la politica, di intendere il rapporto tra governanti e cittadini, tra democrazia e informazione". La vittoria sul Cavaliere, tuttavia, non è bastata per risolvere i problemi del Paese. Gli stessi che adesso, con il Pd, - "sono più sereno" - potranno tuttavia essere affrontati. Un Partito democratico, quindi, Lo stesso che anche grazie "alla generosità di Piero Fassino e Francesco Rutelli", oggi "ha l'ambizione e le carte in regola per governare bene questo Paese". Ma il Pd che concepisce il Professore rappresenta "l'evoluzione dello spirito originario dell'Ulivo". Il governo ancora. Che si è mosso "con coerenza" nel solco del "progetto" dell'Unione, coniugando "risanamento" e "crescita del Paese". "Non spetta certo a me dare dei voti su quanto abbiamo fatto - chiarisce Prodi - Tuttavia in serena coscienza posso dire che nelle condizione date, siamo stati bravi. Forse, molto bravi. Certo siamo rimasti sotto il livello delle aspettative che il Paese aveva verso di noi. Questo perché il nostro progetto era un progetto di legislatura e il nostro percorso è stato interrotto ad un terzo del cammino".

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<Troppe coppie in crisiper mancanza di dialogo> (sezione: Laici e chierici)

( da "Secolo XIX, Il" del 17-02-2008)

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"Troppe coppie in crisiper mancanza di dialogo" tribunale ecclesiastico L'analisi di monsignor Rigon: prima del "sì" meno sesso e più confronto UN RITO religioso, celebrato dal cardinale Angelo Bagnasco nella chiesa di Santa Marta, ha dato inizio ieri mattina alle 9 alla cerimonia di inaugurazione dell'anno giudiziario del Tribunale ecclesiastico genovese. "Tutto deve partire dall'altare, tutto deve tornare all'altare", scandisce l'arcivescovo. E poi: "Il Vangelo ci conduce all'anima di ogni legge. È la legge dell'amore. Quella con cui Gesù, con disarmante semplicità, ci invita a non amare solo chi ci ama ma anche i nostri nemici". Amare i nemici. Però, nella dinamica delle coppie che si dividono, spesso il nemico è proprio la persona che si è amata e ora appare lontanissima. I numeri del Tribunale ecclesiastico sono piccoli (242 le cause attualmente in corso) e non potrebbe essere altrimenti, in una società sempre più laica. I giudici genovesi (che rappresentano a livello regionale la magistratura di primo grado della Sacra Rota romana) sono chiamati a certificare se un matrimonio celebrato in una chiesa di Liguria, naufragato e concluso con la separazione, è valido o no. In altre parole: al termine di un regolare processo condotto sentendo tutte le parti come avviene nel diritto "laico", (accusa e difesa, testimoni e periti) i due ormai ex coniugi sapranno se si potranno risposare in chiesa. Dal punto di vista della fede cattolica, non è un dettaglio da poco anche se riguarda, nei fatti, un numero percentualmente sempre più esiguo di persone: significa poter iniziare un nuovo rapporto con la coscienza in pace. "Ricordate chi rappresentate - continua il cardinale rivolgendosi agli operatori del tribunale - soprattutto nei confronti di persone che vivono momenti di profonda difficoltà, siete per loro il volto della Chiesa". Un volto, incalza il cardinale, di maestra e di madre, di verità e carità ma anche di giustizia. "Fate in modo che ciascuno possa dire, qualunque sia l'esito della sua causa: ho incontrato la chiesa nella sua verità, che libera e non opprime". E però il tribunale ecclesiastico è uno straordinario punto di osservazione sulla realtà delle coppie cattoliche. L'analisi annuale è affidata al responsabile del tribunale ligure, il vicario giudiziale monsignor Paolo Rigon. Ed è una analisi che punta il dito sul'incapacità di ascolto tra i partner e, in ultima analisi, sull'assenza del dialogo fin dal periodo che precede le nozze. Con un paradosso: se nel passato si era fidanzati quando "ci si parlava" ma il sesso era un tabù, oggi il sesso è spesso visto come il naturale sbocco di un rapporto di conoscenza anche prima del matrimonio. Ma non si parla più. "È in questo quadro di mancanza di ascolto che si cade in un errore frequente - dice - considerare che, essendo i rapporti intimi più che soddisfacenti, o l'unica cosa che funziona, ciò prevalga su ogni altra considerazione. Anche per la sciocca diceria che ogni problema si risolve poi a letto". L'altro problema ricorrente? Essere travolti dalla macchina matrimoniale. "È frequente il caso in cui, proprio nell'imminenza delle nozze, ci si rende conto che si sta sbagliando tutto. Allora magari si cerca di comunicare la crisi al partner o agli altri. Ma la risposta è sempre una soltanto: si tratta delle solite ansie che ti prendono di fronte al passo importante del matrimonio...". Bruno Viani 17/02/2008.

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Ferrara: andiamo verso l'accordo col Cavaliere (sezione: Laici e chierici)

( da "Giornale.it, Il" del 17-02-2008)

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Di Redazione - domenica 17 febbraio 2008, 07:00 da Roma "Si va verso un accordo con il Pdl. D'altra parte non capisco come tre persone che stimo come Berlusconi, Fini e Bossi non possano fare un accordo con un signore che propone la politica per la vita". Parola di Giuliano Ferrara che ieri sera ha annunciato in una conferenza stampa nella sede del suo Foglio la possibilità che la lista "Pro life" venga apparentata al Pdl. "Mi chiedo come è possibile - ha aggiunto Ferrara - che Bossi Berlusconi e Fini, che stimo e che vogliono il voto laico dei cattolici e il voto cristiano di tanti laici, non vadano con un signore che propone la politica della vita". "Non voglio - ha continuato Ferrara - fare carriera politica. Vogliamo mandare in parlamento un certo numero di deputati e senatori per far capire che la vita è un tema che pesa e che la manipolazione eugenetica è uno scandalo del nostro tempo". Ferrara dice di essere disposto a candidarsi al Campidoglio se cade il veto all'apparentamento della sua lista, che sarà presente in tutte le regioni per Senato e Camera. Una novità resa possibile dall'appoggio dei senatori Alfredo Biondi, Lino Jannuzzi ed Egidio Sterpa che di fatto esenta Ferrara dal dover raccogliere le firme necessarie per la presentazione della lista.

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[FIRMA]FABIO MARTINI ROMA Erano quasi le undici di sera e Pier Ferdinando, con la moglie Azzur (sezione: Laici e chierici)

( da "Stampa, La" del 17-02-2008)

Argomenti: Laicita'

Ra al fianco, ha provato il tutto per tutto. Ha riaperto il telefono: "Caro Silvio...". Casini e Berlusconi si erano già sentiti cinque ore prima e la notizia di quella (prima) telefonata era stata diffusa via agenzia, creando suspense per lo showdown decisivo ("domani la decisione"), ma nella notte si bruciavano i tempi e quel secondo contatto si preannunciava decisivo. Quella di venerdì notte tra Pier Ferdinando Casini e Silvio Berlusconi è stata una telefonata senza parole spiacevoli, soltanto la presa d'atto che ognuno restava sulle sue. Subito dopo il "clic" di fine telefonata, il bel Pier si è chiuso nel suo studio e, come gli capita soltanto nelle grandi occasioni, ha scritto a penna la dichiarazione che l'indomani avrebbe rilasciato per sanzionare la rottura di un rapporto politico durato 14 anni. E ieri mattina, in un albergo di Mestre, ha annunciato tra applausi entusiasti: "Ho deciso di sciogliere la riserva e di candidarmi alla presidenza del Consiglio dei ministri", scandendo subito dopo la battuta-slogan pensata la notte precedente: "Non entriamo in una nuova formazione populista e demagoga, un'Arca di Noè che può comprare i marchi ma non gli uomini e le idee!". Uno strappo doloroso per Casini, costretto a lasciare il certo per l'incerto. Un divorzio annunciato, ma per l'Udc si profilano ora 55 giorni col batticuore: per riportare alla Camera un drappello di deputati, l'Udc deve ottenere il 4%, mentre per eleggere senatori nelle singole regioni dovrà superare una quota attorno all'8 per cento. Nel 2006 il partito di Casini (nella visibile posizione di "terza punta" della Cdl) aveva ottenuto il 6,7% sia alla Camera che al Senato. Un'ottima base di partenza ma sulla cui conferma pochi sarebbero pronti a scommettere. Per tre motivi. L'incognita della corsa solitaria. Secondo, l'emorragia di queste settimane - con l'uscita dell'emiliano Carlo Giovanardi, del siciliano Filippo Drago, ieri del piemontese Vito Bonsignore e altre minori. Terzo, la presenza in campo di una forza neonata, la Rosa Bianca di Bruno Tabacci, Savino Pezzotta e Mario Baccini, che insiste sulla stessa area dell'Udc. Di più, il candidato premier della Rosa, Tabacci, può rivendicare senza iattanza di aver visto e scelto giusto prima di Casini che, come sostiene Massimo D'Alema, "è stato cacciato da Berlusconi". Dice Tabacci: "Una scelta giusta, ma arrivando quasi per sfinimento espone quel che resta dell'Udc a ricatti e pressioni. Certo ora c'è un certo affollamento al centro, è giusto ragionare, ma bisognerà farlo su basi chiare: nessuno pensi di difendere la Casta e nessuno pensi di essere indispensabile". Unite dalla comune idea di tener fuori Clemente Mastella, le due formazioni non hanno ancora avviato contatti seri, ma i tre della Rosa sono personaggi "tosti" che avevano già messo nel conto una corsa bella e perdente e dalle loro prime parole si capisce che un accordo sarebbe possibile, facendo nascere assieme una nuova Cosa, lasciando Casini candidato premier, ma con un assetto di vertice nel neo-partito che comprenda Tabacci e Pezzotta. Certo, molto dipenderà dal profilo politico: si va verso un partito neoclericale o un soggetto di ispirazione cristiana nel solco laico della Dc? Sostiene Gianfranco Rotondi, leader della Dc: "Un conto è se la Chiesa dovesse scendere in campo in modo massiccio a favore dell'Udc, ma se questa simpatia dovesse essere più carsica, allora il 4 per cento diventerebbe molto complicato". E infatti Casini si prepara a cavalcare la "tigre cattolica". Un'insidia per tutti. Per Forza Italia ma anche per il Pd di Veltroni, che finora aveva tenuto chiusa la porta ai radicali proprio scommettendo su una cavalcata democratica verso i moderati, compresi i cattolici. La novità dell'Udc-autarchica, al di là dell'esibita soddisfazione, ha costretto Veltroni a una correzione in chiave laica: alla Costituente ha del tutto mancato di valorizzare la novità-Casini, ha fatto un esplicito (applaudito) appello ai radicali (non solo alla Bonino), ha cercato (e ottenuto) il battimani più lungo grazie all'elogio della legge 194. E intanto Gianfranco Fini ha avuto il via libera della direzione di An sulla proposta di "sciogliere il partito in un congresso in autunno, perché "il Pdl è la costola italiana del Ppe" e ha spinto molto perché il Pdl accetti l'apparentamento con la lista "Pro life" di Giuliano Ferrara, ottenendo in cambio che il direttore del "Foglio" accetti la candidatura a sindaco di Roma. E su questo piano il pressing di Fini su Berlusconi sembra a un passo dal successo.

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Ferrara: <Sfido tutti> (sezione: Laici e chierici)

( da "Secolo XIX, Il" del 17-02-2008)

Argomenti: Laicita'

Ferrara: "Sfido tutti" "Mi candido a sindaco di Roma e a ministro della Salute. In nome della vita" DA ALBENGA e da Genova Giuliano Ferrara rilancia : la sua lista Pro Life il 13 aprile ci sarà con o senza apparentamenti con Berlusconi. E lui punta addirittura al ministero della Salute. Il direttore del Foglio lo ha annunciato ieri pomeriggio al cinema Ambra di Albenga: fuori contestava un piccolo gruppo della Sinistra Arcobaleno che lo ha inutilmente atteso davanti all'ingresso (l'auto è stata fatta entrare e poi anche uscire dal retro). In serata, già di ritorno a Roma, l'instancabile "crociato" per la vita ha convocato una conferenza stampa per aggiungere che con la Pdl "si va verso un accordo, d'altra parte non può che essere così". Aveva appena ricevuto una telefonata da Sandro Bondi che "fa da intermediario" perché lui non vuole litigare con Berlusconi". Il leader del centro destra infatti ha più volte ribadito che l'aborto non deve entrare in campagna elettorale e che comunque è una scelta privata. Fini sembra d'accordo e anzi ha proposto a Ferrara di candidarsi sindaco a Roma nella fila della Cdl. Per tenerlo buono? Perché il centro destra non crede che la veemenza di Ferrara farà guadagnare voti? Il giornalista non fa una piega. "Io non voglio fare carriera politica. Non m'importa niente. Voglio affermare un principio. Il Pdl è il luogo naturale per la mia lista. Basta". E non demorde. Infatti ha detto che si candiderà sindaco purché Berlusconi si apparenti con la sua lista Pro Life e porti avanti la moratoria contro l'aborto. Nel teatro di Albenga una donna aveva proprio protestato contro la moratoria dell'aborto invocata da Ferrara fin da dicembre - e rilanciata dai vescovi e dal papa - e perchè sul palco dell'Ambra a voler difendere la vita c'erano solo uomini. Intervistato sul palco dal direttore del Secolo XIX Lanfranco Vaccari, Ferrara ha raccontato che la sua decisione di candidarsi alle elezioni politiche è nata domenica scorsa. "Erano appena state sciolte le Camere , partecipavo a un incontro come questo sul valore della vita. Riflettevo su come tenere desta l'attenzione su un tema così importante a trent'anni dalla legge 194. Serve solo contro l'aborto clandestino, ma io voglio fare una battaglia contro la cultura dell'aborto e riportarla anche in politica". Ecco il perché della sua lista Pro Life: "Facciamo in modo che l'aborto diventi un'eccezione grazie a un autentico sostegno per le maternità difficili", ha insistito. Non è andato in tv con Marco Pannella ha detto, proprio perché non vuole: "banalizzare il valore della vita. Anzi voglio sacralizzarlo. Se mi candido al ministero della Salute è perché non ho altre ambizioni che quella di vedere realizzata l'idea che mi ha rapito". Nel chiarire la sua posizione sulla legge 194, rispetto alla quale Berlusconi ha detto che "non si tocca", Ferrara ha ribadito: "Non chiedo nessuna abrogazione e nessuna revisione della legge. Chiedo che sia applicata integralmente. Esattamente quello che chiede la Chiesa cattolica, ciò che chiedono le istituzioni sanitarie ed i centri aiuto per la vita. Nessuna donna deve essere obbligata ad abortire, ma tutte devono essere libere di non farlo". "Non è che voglio andare con Berlusconi, è Berlusconi che deve finalmente decidersi a darmi l'apparentamento perché il luogo naturale di una lista che si batte per la vita umana è il centrodestra, una coalizione di liste che fa riferimento al Partito popolare europeo e nella quale non ci sono ministri come Livia Turco che vogliono diffondere la RU486 il più possibile ed il più in fretta possibile ed in cui non ci sono laicisti che considerano l'aborto un diritto". Giuliano Ferrara, anche ieri mattina a Genova, ha battuto sul tema che ormai ha sempre in mente: la difesa della vita, la lotta all'aborto. A Genova nessuna contestazione, ma anzi applausi e bagno di folla. Invitato per l'inaugurazione dell'anno accademico della residenza delle Peschiere della Fondazione Rui legata all'Opus Dei aveva già anticipato: "Il Pdl è la sede naturale per la mia liste". Ma insomma farà il sindaco di Roma, gli chiedono gli ospiti genovesi. E lui: "Ho già detto che faccio il galoppino di qualunque candidato o il candidato di qualunque partito purchè entrino in Parlamento su mandato specifico a lottare per la vita deputati e senatori che in questi trent'anni invece di voltare la faccia dall'altra parte hanno lavorato nei centri di aiuto alla vita per non lasciare sole le donne". In realtà preferisce ringraziare la moglie Anselma che lo ha sostenuto in questa battaglia e anzi lo ha spinto a farsi tutte queste domande scomode sulla vita e la morte. "Sono un laico e comunque lo resto, ma ho scoperto la sacralità della vita", ha aggiunto. Raccontando però che nel '71-'72, quando era segretario del Pci a Torino, fu toccato al cuore da Papa Wojtyla che vide solo dalle finestre del suo ufficio. Da allora ha fatto molta strada. Silvia neonato 17/02/2008.

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Avvisi ai naviganti Sostieni la proposta di legge di iniziativa popolare Italia libera da armi nucleari sul sito www (sezione: Laici e chierici)

( da "Liberazione" del 17-02-2008)

Argomenti: Laicita'

Avvisi ai naviganti Sostieni la proposta di legge di iniziativa popolare Italia libera da armi nucleari sul sito www.unfuturosenzatomiche.org. Tuttitalia Dopo un periodo di inattività, Un Ponte per... organizza un viaggio di conoscenza e solidarietà in Giordania dal 22 marzo al 1 aprile con un gruppo di 10 persone. Presto ci saranno maggiori informazioni e costo del viaggio definitivo sul sito dell'associazione. Nel frattempo chi è interessato lo segnali sin da ora a viaggi@unponteper.it. Dagli accessori per la casa all'abbigliamento con la nuova offerta di artigianato Altromercato è già Primavera! Che si preferisca uno stile minimal o si prediligano le tinte forti, la nuova collezione Primavera/Estat e Altromercato è una miniera inesauribile di idee, con suggestioni di costumi e culture dall'Estremo Oriente, dall'India e dall'America Latina... per interpretare la bella stagione secondo il proprio gusto e allo stesso tempo offrire un'opportunità di sviluppo reale alle comunità di produttori del Sud del mondo. www.altromercato.it. Foggia Domenica alle 10 al liceo scientifico "A. Volta", incontro coi ragazzi delle scuole assieme a Giancarlo Caselli. Ceglie Messapica (Br) Domenica alle 18 a Palazzo di Città, L'impegno quotidiano contro la criminalità e per la legalità , con Giancarlo Caselli e Guglielmo Minervini; modera Francesco Roma. Taranto Lunedì alle 9 nel Salone di rappresentanza della Provincia, l'iniziativa Verso un mondo nuovo: attualità di Danilo Dolci nel terzo millennio , con drammatizzazione degli studenti e lettura parte Arringa di Piero Calamandrei a difesa di Danilo Dolci nel parlamento italiano. Con A. Bonifazi, Giuseppe Vinci, Lucio Gimmo, Giancarlo Caselli. Organizzato da Libera Taranto. Adelfia (Ba) Lunedì alle 19 nella sede di Azione Cattolica, proiezione di Italia Cosa Nostra e dibattito con Giuseppe Filannino, Portavoce di Libera Bari. Napoli A difesa della libertà e dell'autodeterminazione delle donne : lunedì alle 18.30 allo Spazio Donna, assemblea per disuctere e organizzare iniziative. Lunedì alle 20.30 al cineforum alla bottega del mondo "'O pappece", vico Monteleone 8, proiezione di The Take , film sulle fabbriche argentine recuperate. Roma A Factory Occupata... via di Riva Ostiense, domenica per la rassegna cinematografica "Profondo Ovest, quasi Tirreno", proiezione del film Django di S. Corbucci; ingresso libero. Al csoa Forte Prenestino, domenica Mercato Terra Terra con i produttori terraterra con banchi di verdura, frutta, formaggi, salumi, vini, pane, cosmetica naturale, commercio equo, artigianato. Tutti i prodotti saranno autocertificati e a prezzo sorgente con la possibilità di conoscere direttamente chi produce il cibo che mangiamo. Alle 18.30 Happyritivo goloso aperitivo vegetariano; alle 21 siate serial , proiezione di imperdibili e serie-tv. Il cibo dell'anima. Sei film-doc di Piero Cannizzaro. Storie Ebraiche, Valdesi, di Clausura, di Sikh, dell'Islam, Buddiste Domenica alle 15.30 alla Casa del Cinema, largo Mastroianni 1, Villa Borghese, incontro con il critico Enrico Magrelli; alle 17.30 tavola rotonda Culture e religioni a confronto , con l'autore e esponenti di diverse fedi. Domenica alle 21.30 al Castro, via Caltagirone 6, lo spettacolo Luogo di niente , diretto dal giovane regista Paolo Civati e prodotto dall'Associazione Culturale Malalingua Teatro: la storia, liberamente ispirata dal romanzo di Johnatan Safran Foer "Molto forte, incredibilmente vicino", è quella di un uomo e una donna vittime di una sofferenza le cui cause profonde restano però fuori dalla narrazione. I segni del loro dolore sono tuttavia evidenti, impressi nei gesti dei loro corpi e nella profondità dei loro occhi bagnati. Sofferenza e dolore, che non diventano mai rassegnazione, ma che anzi cedono il passo all' ostinata speranza del sorriso, dell'ironia e dei baci. Nell'equilibrio precario di questa intimità assoluta, si inserisce Mr. Richter, figura di straordinaria vitalità: il vero cantore di queste due solitudini abbracciate. Ingresso 5 euro. Un chicco d'Africa nel mare di Roma . Domenica alle 18.30 alla libreria Griot, via di S. Cecilia 1/A, incontro con la scrittrice e regista Cristina Comencini che per raccontare la sua esperienza in Rwanda, dove ha da poco realizzato un documentario al seguito di un gruppo di studenti romani e per parlare del suo ultimo film "Bianco e Nero". Due volte mia . Spettacolo teatrale su donne e Resistenza. Domenica alle 19 al Teatro Stanze Segrete, via della Penitenza 3, scritto da Laura Pacelli, con la regia di Francesca Montanino, e con la partecipazione di Laura Pacelli, Francesca Montanino e Valentina Rinaldi. L'intero progetto è patrocinato dal "Centro di sostegno psicologico per le donne e la famiglia di Via della Lungara". Nel nome di Giordano Bruno . Le nostre radici laiche: libertà e giustizia, domenica alle 16.30 a piazza Campo de' Fiori. In memoria di Tanya Reinhart. Palestina occupazione/oppressione/apartheid-boicottaggio/disinvestimenti/sanzioni: lunedì alle 18 alla Casa delle Culture, via San Crisogono 45, Wasim Dahmash presenta il libro Palestina Quale futuro? La fine della soluzione dei due stati ; intervengono Corinna Vicenzi, Sergio Cararo, Alfredo Tradardi, Jamil Hilal. Coordina Franco Ottaviano. Perugia Lunedì alle 17 nella sala Partecipazione del Consiglio Regionale, presentazione del libro 20 anni in attesa di giustizia , di Luigino Scricciolo: la vicenda di Scricciolo che ha fatto due anni di carcere e uno di arresti domiciliari per essere assolto, addirittura in istruttoria e senza processo, 20 anni dopo ci appare per alcune modalità una vicenda molto simile a quella dei ragazzi di Spoleto. L'iniziativa è in collaborazione con il Comitato 23 Ottobre che si batte per la liberazione di Michele Fabiani (ora in carcere a Sulmona) e per la fine degli arresti domiciliari degli altri 4 ragazzi di Spoleto arrestati il 23 ottobre. Firenze Secondo appuntamento del IX Seminario di Geopolitica a cura di Vie Nuove in collaborazione con il Forum per i problemi della Pace e della Guerra. Lunedì alle 21.15 in viale Giannotti 13 India: il quadro internazionale e la rivalità a distanza con la Cina con Sandro Bordone dell'Università di Pavia. Scuola nazionale di scrittura teatrale. Lunedì alle 12 nella Sala Stampa della Provincia, Palazzo Medici Riccardi - via dei Ginori, conferenza stampa per presentare Drammaturgia e violenza alle donne . Un corretto consumo, promuovere la tutela ambientale e il rispetto (anche per non andare incontro a situazioni a dir poco "spiacevoli"). E' l'obiettivo del corso gratuito di micologia aperto a tutt* per conoscere meglio i funghi. Lunedì il primo incontro alle 21 alla Fattoria dei Ragazzi in via dei Bassi 12. Le altre date: 25 febbraio e 5 marzo. Info: 0557331367. Presentazione del libro Di sognie d'amore. Poesie 1960-1964 assieme all'autore Roberto Vecchioni, lunedì alle 18 alla libreria Feltrinelli, via de' Cerretani 30. Per il ciclo di incontri filosofici di Quinto Alto, 4° percorso di lettura di Marino Rosso: L 'avvenire di un'illusione di Sigmund Freud. Lunedì alle 17.15 nella Sala Ferri di Palazzo Strozzi. Ravenna Al via ParolErranti. Scrittura e musica dalle migrazioni , il ciclo di incontri che fino al 7 aprile ci fa scoprire la nuova letteratura italiana ad opera di autori di origine straniera che hanno scelto la lingua di Dante come veicolo di espressione. Alle 17.30 al Mama's Club in via San Mama 75 Tahar Lamri (Algeria) con Mabrouk & Gnawa Rai al liuto e percussioni (Tunisia - Algeria). Bologna Sono passati solo pochi mesi da quando i monaci birmani hanno catalizzato l'interesse dell'opinione pubblica mondiale con la loro rivolta pacifica. Ora, attraverso le immagini di Luca Forno, conosciamoli nella loro quotidianità. Birmania: i monaci e gli inutili sovrappassi è la mostra che ti aspetta fino al 24 febbraio alla Feltrinelli in piazza Ravegnana 1. Domenica alle 18 in piazza Nettuno, venusfest poetica per il libero pensatore eretico Giordano Bruno. La Bottega dell'Elefante. Luca Alessandrini legge i brani del libro Letture da un diario partigiano, da una intervista al suo estensore mezzo secolo dopo e da un successivo commento dello stesso : lunedì alle 21 al Circolo Pavese, viale del Pratello 53. Ferrara Nell'ambito del corso organizzato dall'Università Accesso ai farmaci nei Paesi in via di sviluppo , martedì 19 alle 14.30 nell'Aula E1 interviene Umberto Pizzolato operatore umanitario di Medici senza Frontiere. Coriano (Rn) Da Rimini alla Campania. La difesa dell'ambiente e della dignità umana . Domenica alle 15 presso l'inceneritore di Raibano, presidio? one step! Non aspettare che qualcuno difenda la tua salute e il territorio. Fallo tu! Dopo due anni e mezzo di lotte e iniziative controinformative su tutto il territorio della Provincia, dall'assemblea pubblica del 30 gennaio, è stato lanciato un presidio pubblico davanti all'inceneritore di Raibano. Le strategie alternative all'incenerimento dei rifiuti esistono e le vogliamo! Questo sarà solo l'inizio di una serie di iniziative in difesa dei beni comuni, della nostra salute e del nostro ambiente. Iniziativa organizzata dai Comitati territoriali in difesa dell'Ambiente Verona Quando il vissuto degli stranieri mi obbliga alla narrazione... Te li racconto diversi : momenti di esperienza professionale rivissuti attraverso racconti inediti su tematiche dell'accoglienza, dell'intercultura e dell'integrazione. Lunedì alle 20.45 parrocchia di S. Nicolò all'Arena con l'insegnante Marcella Cecchini e Giampaolo Trevisi vice questore di Verona. A cura di Pax Christi. S. Giovanni L. (Vr) Dopo alcuni anni di silenzio la poesia torna a "cantare" nei pomeriggi di domenica al vecchio rustico del Centro culturale e lo fa oggi con Con gli occhi di una donna la poesia di Marta Vaccari detta da Daniela Serafin e dal pianoforte di Graziano Guendalini. Telefonini spenti! Chiuppano (Vi) Ampliamento dell'inceneritore di Schio "Ca Capretta" e rischi sulla salute : lunedì alle 20.30 a Palazzo Colere con Gianni Tamino docente Università di Padova dipartimento di Biologia, Massimo della Marina del Comitato Genitori Preoccupati degli effetti sulla salute dell'inceneritore e Marco Rampone del Comitato vigilanza e controllo dell'inceneritore. Olgiate M. (Lc) Infopoint Emergency alle 17.30 nella Sala civica per il concerto di Roberto Ciotti tra i più grandi chitarristi blues del vecchio continente. Menaggio (Co) Sostiene il progetto di Pax Christi per la costruzione di una biblioteca giovanile in una comunità rurale in Salvador la vendita di libri e prodotti Cees nella Sala Mostre in piazza Garibaldi. Barlassina (Co) Quarto ciclo di incontri per la promozione di una cultura di pace e legalità : alle 9 nella Sala E. Longoni in corso Milano 49 con Lorenzo Frigerio di Libera. Villa Guardia (Co) Il film di Steven Spielberg Schindler's List alle 20.30 nella Sala consiliare del comune in via Varesina 72. Stradella (Pv) Ultimo appuntamento col teatro di figura al Sociale di Stradella, con Laura Kibel e il teatro "fatto con i piedi". Domenica alle 16.30 si chiude Baracche e burattini, nonni e bambini . Sul palco Laura Kibel e il suo "Va' dove ti porta il piede", show dove i personaggi non sono azionati dalle mani, come nelle tradizionali marionette? ma da i piedi, in un crescendo di situazioni e movimenti al limite del contorsionismo. Ingresso: da 2 a 7 euro. Milano Con Pippo Ranci, professore di Politica economica all'Università Cattolica di Milano e presidente dell'Autorità per l'energia Elettrica e il Gas dal 1996 al 200,3 si parla di Cittadini, mercato consumi lunedì alle 17.15 in via Lanzone 36. Per il seminario permanente Lavoro e Sviluppo "Che cosa succede con la centralità del consumatore" organizzato da Ismo e Fondazione Giulio Pastore. Vista l'aria che tira... Domenica alle 18 al Circolo dei Malfattori, via Torricelli 19, incontro-dibattito su aborto e sessualità . Torino Il diritto alla salute, il volontariato, l'adozione a distanza: Un pomeriggio in Senegal - Informarsi e attivarsi alle 16.30 al Centro Umanista in via Cassini 40. Con anche diaporacconti, la mostra fotografica "Visages" e artigianato tipico, i cui proventi aiutano la campagna di prevenzione della malaria che uccide 2 milioni di persone ogni anno (120mila solo in Senegal). 17/02/2008.

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Se si attacca l'autodeterminazione delle donne Straordinario comandato, urgente, anticipato Istituzioni laiche e menu "cattolici" del venerdì (sezione: Laici e chierici)

( da "Liberazione" del 17-02-2008)

Argomenti: Laicita'

Legge 194 Cucchiai d'oro e obiettori Cara "Liberazione", in questi giorni, nostro malgrado, ci siamo trovate a fare nuovamente i conti con le paure e le perversioni di certi uomini. Di cosa parliamo? Di aborto ovviamente. Per età e per storia personale ho ben chiara nella memoria cosa era questo Paese quando si abortiva clandestinamente, spesso in luoghi insalubri e soprattutto a pagamento per mano di certi sanitari che, dopo l'approvazione della legge 194, hanno scelto l'obiezione di coscienza. Quei medici all'epoca venivano chiamati "cucchiai d'oro" perché negli anni '60 e '70, a 100-200mila lira ad intervento hanno provveduto a coprirsi d'oro, per l'appunto. E' forse questo uno degli obiettivi di Giuliano Ferrara, vescovi & company, quando propongono la "moratoria sull'aborto"? Ricacciare nelle mani di mammane ed esseri spregevoli o nella clandestinità le donne che per decenni hanno pagato anche con la vita le loro scelte? Oppure queste specie di signori pensano che l'interruzione della gravidanza sia stata introdotta con la legge 194? No, non sono così stupidi, perlomeno non tutti. Il motivo di tanto accanimento è uno solo: l'autodeterminazione delle donne soprattutto di fronte alla scelta di interrompere una gravidanza. L'autodeterminazione equivale inesorabilmente al potere e questo è inaccettabile per quei maschi che esistono solo perché si sentono superiori alle donne. Non è un caso che la principale causa di morte per le donne nel mondo sia l'assassinio perpetrato da chi non riesce a tollerare che un altro essere vivente, che reputano inferiore, possa decidere per sé. La decisione ora riguarda l'interruzione di gravidanza, ma può riguardare indifferentemente la decisione di volere andare a vivere da sola, di vestire in un certo modo, di volere lavorare per mantenersi, di volere studiare o di volersi sposare con chi si ama o di vivere da sola. Qualsiasi motivo è valido, secondo questa cultura assassina, per accanirsi contro coloro che hanno solo una "colpa": quella di generare e di decidere di generare. Poi se si vuole parlare di aborto e di 194 non c'è problema. Noi donne potremmo raccontare migliaia di storie di morte e di sofferenza ma anche di gioia e di felicità perché, per l'appunto, a ricordo di chi volutamente se lo dimentica, noi abortiamo ma diamo anche la luce e l'umanità è qui a testimoniare che è proprio così. Facciano a meno Ferrara, vescovi & company di sprecare il loro tempo e le loro energie accanendosi contro le donne perché anche se davanti a noi abbiamo momenti bui, alla fine siamo sempre risorte. Violenza, umiliazione, sfruttamento ci hanno piegato ma mai spezzato perché è la vita che è dalla nostra parte. Lo vogliamo dire anche a quella signora di Napoli indegnamente offesa per la sua scelta a cui va la nostra incondizionata solidarietà e un grande abbraccio. E con lei a tutte le donne oltraggiate di questo mondo. La legge 194 è una legge di civiltà che ha caratterizzato in positivo il nostro Paese e vorremmo, auspichiamo, che ci sia qualcosa di analogo nel resto del mondo. Nei paesi dove si annegano le femmine appena nate in un secchio d'acqua o dove gli si spezza l'osso come in quei paesi "democratici" dove si uccidono a fucilate i sanitari che interrompono le gravidanze, anche a scopo terapeutico. Daniela Fuschini circolo Prc Ostellato-Migliarino (Fe) Operai Sull'orlo di una crisi di nervi Cara "Liberazione", da quando è stato siglato il contratto nazionale l'azienda (la mia è la Marelli di Crevalcore, ma potete tranquillamente farla vostra) è come se avesse visto la luce e ha cominciato a richiedere straordinari comandati e non come se fossimo sull'orlo di una catastrofe imminente ogni volta. Ogni settimana, ogni giovedì, c'è un'urgenza tale che spinge l'azienda a chiederci di poter lavorare in straordinario pur sapendo che il contratto non è davvero firmato fino al referendum del 25, 26, 27 febbraio. E quindi non vi sarebbero ancora le piene condizioni per dare il via allo straordinario comandato, così come lo definisce, appunto, il contratto. In questa fase di limbo ci aspettavamo più pazienza e anche prudenza nel sentirci fare delle richieste, che rispecchiassero davvero, come dice la parola stessa, il carattere di straordinarietà del lavoro in questione. Invece pare proprio che lavorare in straordinario sia ormai una necessità normale per l'azienda, non paga della flessibilità che ha già, sia come orario di lavoro (con l'accordo definito sui 17 turni, martedì-sabato, e con gli orari in scorrimento che applica arbitrariamente) sia come personale precario. Questo modo di lavorare per insediamenti produttivi facenti parte di una filiera in effetti ha drammaticamente trasformato il modo di lavorare di una fabbrica, riducendo sia il lavoro che i lavoratori a una merce da richiedere solo quando lo stabilimento a valle della filiera ne ha bisogno. Né un attimo prima, né un attimo dopo... Questo ha ridotto di molto la capacità gestionale e previsionale di un singolo stabilimento a sé, così che gli sbalzi produttivi vengono assorbiti e contenuti solo aumentando o diminuendo sia quella merce che sono gli operai che l'orario del loro lavoro. E questo lo stiamo vivendo alla grande: già l'anno scorso abbiamo collezionato una miriade di sabati in straordinario. Quest'anno forse non sarà da meno... Siamo tutti sotto pressione, tesi come corde di violino, stressati da lavoro e richieste pressanti di pezzi che non si sa come fare uscire. Carrellisti che non si sa più quante ore fanno in una giornata, impiegati impazziti alla ricerca di pezzi da spedire urgenti ma che forse non hanno mai visto come si producono, capi nero fumo da non avvicinarsi pena cannibalismo seduta stante, uomini qualità in cerca di autore o perlomeno di un capo che li consideri anche solo come merce da valorizzare, responsabili che chiedono straordinari ma non espongono i comandi, macchine che come pazienti gravi assistite da operai in affitto cercano disperatamente l'infermiere-operatore che assente, o sotto organico, o sovrimpegnato non potrà intervenire per salvare la produzione in tempo. E allora? Allora operai sull'orlo di una crisi di nervi cacciano scintille se si strusciano col collega sbagliato nel momento sbagliato, e magari si mettono anche il collarino con infortunio annesso. E se non si infortuna, si ammala, o si licenzia o lo licenziano, anzi no, lo lasciano a casa, che sa più di riposo. Eterno. Francesco Di Napoli Rsu Fiom Magneti Marelli, Crevalcore (Bo) Scuola Quel "menu" di Quaresima Cara "Liberazione", il Crides (Centro romano per la difesa dei diritti nella scuola, aderente al Comitato nazionale Scuola e Costituzione) considera una vera e propria violazione del principio della laicità dello Stato la singolare vicenda relativa al "menu quaresimale" disposto da un dirigente amministrativo del XVII Municipio del Comune di Roma mediante circolare inviata ai dirigenti scolastici e alle ditte fornitrici delle mense. Il provvedimento sospende l'erogazione della carne nei venerdì di quaresima e sostituisce il "panino farcito" della merenda con "pane e cioccolato. Il fatto che tale disposizione sia stata diramata da un ufficio amministrativo e non da un organo politico la rende -paradossalmente - ancor più grave, poiché fa supporre che tra i governanti del Municipio essa sia stata considerata un fatto di ordinaria amministrazione, come se la religione cattolica fosse ancora - come al tempo dello Statuto albertino - la sola religione dello Stato italiano. Ancor più sorprendono le giustificazioni fornite a posteriori dalla presidente Antonella De Giusti (Ds), secondo la quale si sarebbe ottemperato alla richiesta di genitori cattolici, spostando semplicemente l'ordine settimanale del menu quotidiano, senza alterazioni nella somministrazione delle calorie. Alla presidente del XVII Municipio e ai consiglieri che ne sostengono le ragioni la nostra associazione intende ricordare che il Nuovo Concordato del 1984 ha riconosciuto la pluralità delle religioni, introducendo il principio della facoltatività, rispetto al principio dell'obbligatorietà che aveva caratterizzato il precedente Concordato. Nulla impedisce attualmente a coloro che ne facciano richiesta di fruire di menu alternativi nel rispetto della propria identità religiosa; inaccettabile è, invece, nella scuola pubblica, un'imposizione generalizzata che costringe tutti e tutte ad accettare una dieta alimentare in nome di un precetto discendente da una particolare confessione religiosa. Come è evidente, non si tratta di calorie né di "laicismo", ma di un elementare rispetto del principio della laicità dello Stato. Antonia Sani presidente Crides, Roma "In fabbrica" Ma che dice Bonanni Cara "Liberazione", a volte davvero non si capiscono certe posizioni. Nel caso verrebbe quasi da dire che il segretario della Cisl, Raffaele Bonanni, sia uscito di senno, alla stregua di quando, in occasione del concerto del primo maggio 2007, bacchettò in malo modo il comico Andrea Rivera per una frase rivolta contro la Chiesa che negava i funerali a Welby e li concedeva al dittatore Pinochet. "In fabbrica", il documentario di Francesca Comencini, passato il 14 febbraio in seconda serata su Rai 3, è un'opera di alta fattura che, tra l'altro, dà valore e un senso di dignità all'universo salariale, invece il segretario Bonanni ha ritrovato nelle immagini un'ispirazione "faziosa" insieme a dei contenuti e delle testimonianze che danno del sindacato solo un'immagine conflittuale. Sicuramente si può convenire con Bonanni che la storia del sindacato non è solo antagonismo, ma il film merita un'altra lettura, sicuramente meno perentoria e più analitica. Chissà quale operazione denigrante avranno visto gli occhi di Bonanni, ma "In fabbrica" ricostruisce con un montaggio diligente, su ritagli di nastro magnetico dell'Archivio Rai, le lotte, le sofferenze, le trasformazioni, le conquiste che si sono succedute in cinquant'anni nelle fabbriche (e nei cantieri edili). Un universo del lavoro pullulante di valori, di speranze - a volte tradite, a volte confermate - che nel documentario della Comencini in chiusura assume il volto del lavoratore extracomunitario, il quale dà testimonianza di un nuovo (ed incoraggiante) vissuto della lotta e della rappresentanza di classe. Mimmo Mastrangelo Moliterno (Pz) Chimici Qualche precisazione Caro direttore, leggo con sorpresa su "Liberazione" di oggi (mercoledì 13, ndr), a pag. 4, l'articolo di Fabio Sebastiani "Chimici, tutto il potere al sindacato" che dà conto del varo di due importanti regolamenti (sui percorsi contrattuali e sulle regole di elezione di Rsu e Rls) approvati ieri (12 febbraio, ndr) dagli esecutivi unitari delle Federazioni dei chimici ed energia Filcem-Cgil, Femca-Cisl, Uilcem-Uil. Una premessa: considero le posizioni che via via si assumono nei gruppi dirigenti tutte legittime anche quando sono sbagliate. Il confronto delle idee resta il sale della democrazia, ma qualche precisazione all'articolo è d'obbligo. La prima - La "soglia di sbarramento" citata è del 5%, esattamente uguale a quanto contenuto nell'accordo interconfederale del dicembre 1993 sulla elezione delle Rappresentanze sindacali unitarie. Il contrario (il 20%, come erroneamente scritto) semplicemente non esiste. La seconda - "Militarizzazione della Rsu", come adombrato da un comunicato di Sdl, "comportamenti difformi possono costituire motivo per decadenza della Rsu", ecc. Se si usa la cortesia di farmi notare dove siano scritti pago pegno. E' pura invenzione sostenere i motivi della "decadenza". La terza - "Simulacro di validazione", come si dice nell'articolo? Accidenti! Un po' forte sostenere che l'ipotesi di accordo contrattuale approvata con il voto dei lavoratori prima della firma definitiva, sia un "simulacro"! Lo si spieghi a tutti le lavoratrici e i lavoratori. La quarta - I testi definitivi dei due regolamenti, il comunicato, le schede di sintesi sono stati tutti resi pubblici, fin dal pomeriggio di ieri sul nostro sito web www.filcemcgil.it. Grazie per la ospitalità. Cordialmente Alberto Morselli segretario generale Filcem-Cgil 17/02/2008.

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FERRARA-PDL, ACCORDO IN VISTA PRO LIFE PRESENTE OVUNQUE (sezione: Laici e chierici)

( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 17-02-2008)

Argomenti: Laicita'

Ferrara-Pdl, accordo in vista "Pro life presente ovunque" Roma. "Si va verso un accordo con il Pdl. D'altra parte io non capisco come non sarebbe possibile": così Giuliano Ferrara in una conferenza stampa ieri sera nella sede del Foglio dopo aver ricevuto una telefonata da Sandro Bondi che "fa da intermediario - scherza Ferrara - perchè non voglio litigare con Berlusconi". Aggiunge subito: "Mi chiedo come è possibile che Bossi Berlusconi e Fini, che stimo e che vogliono il voto laico dei cattolici e il voto cristiano di tanti laici, non vadano con un signore che propone la politica della vita". Di qui anche l'annuncio di Ferrara: "Possiamo presentarci con la lista in tutta Italia. L'associazione per la difesa della vita da me presieduta deve ringraziare 3 senatori, che io definisco i tra fratelli Marx del liberalismo italiano: Lino Jannuzzi, Egidio Sterpa e Alfredo Biondi, che ci metteranno in grado di rappresentare la lista senza raccogliere le firme. A loro va il nostro ringraziamento e il lavoro sarà di dimostrare che c'è un'altra dimensione della politica. Non voglio fare carriera politica nè la vogliono fare i miei amici. Ora si rifaccia l'apparentamento con il Pdl in tutta Italia".

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