HOME PRIVILEGIA NE IRROGANTO di
|
DOSSIER “LAICI & CHIERICI” |
|
top ARTICOLI DEL
16-3-2008 #TOP
Chiara
Lubich costruttrice di unità ( da "EUROPAQUOTIDIANO.it"
del 16-03-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: vescovi, sacerdoti e laici (alcuni dei quali impegnati in politica, sulle orme del cofondatore, Igino Giordani che fu parlamentare della Democrazia cristiana). Ma anche non cattolici e non cristiani: a tutti Chiara ha chiesto una testimonianza concreta per incarnare l'amore di dio nel mondo di oggi.
Primo
giorno di Dio Meglio la scuola laica
( da "Unita,
L'" del 16-03-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: Meglio la scuola laica Piccoli "fedeli" scolari a confronto: ebrei, cattolici, mussulmani. Ossia, Primo giorno di Dio, il documentario per la regia di Gualtiero Peirce in onda in tre puntate dal prossimo 24 marzo su Raitre. Da un'idea originaria nata insieme a Goffredo De Pascale, il film ci porta nella realtà quotidiana di tre scuole confessionali di Roma:
Offensiva
laica su scuola e aborto ( da "Secolo XIX, Il"
del 16-03-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: universitàOccorre il risveglio del pensiero laico e una riflessione dei cattolici democratici giovanni urbaniex senatore 16/03/2008 ' 16/03/2008 l'oradi religioneIn questa fase storica il tema della laicitàè fondamentale. L'ora di religione è un esempio franco becchinopastore evangelico-metodista 16/03/2008 ' 16/03/2008 un climaesacerbatoNon amo il termine "valori non negoziabili"
Ultime
notizie sull'esistenza di dio - paola zonca
( da "Repubblica,
La" del 16-03-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: Si parlerà anche dell'acceso scontro tra cattolici e laici? "Il nostro compito è sollevare interrogativi. Stupisce che siano pochi i cattolici che esprimono sconcerto per la strumentalizzazione del religioso in politica. Ci si chiede: non si abusa forse del nominare il nome di Dio invano?
Bettini
con romiti "così immaginai il nuovo partito"
( da "Repubblica,
La" del 16-03-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: come un partito dove il riformismo cattolico e laico possono incontrarsi. Sui fatti e non più divisi dalla storia. La sua è una storia politica che lo fa scegliere il Pci, dove incontra grandi figure come Pietro Ingrao, con cui ha il carteggio che apre il libro, dove scopre Pasolini e elabora la sua idea della politica: "che accetti i limiti degli esseri umani,
Interruzioni
di gravidanza?gli scout non si scandalizzano
( da "Secolo
XIX, Il" del 16-03-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: associazione laica Cngei da quando aveva 8 anni - sono in fondo ragazzi come tutti gli altri. Non si discostano dagli adolescenti "normali", e come loro attraversano l'età della trasgressione". "Casomai nei campi scout - aggiunge Riccardo, 19 anni, nell'associazione cattolica Agesci da quando era lupetto - temi quali fumo,
Quella
lezione, invece, è viva e valida anche per il futuro Dalla Costituente alla
Rico ( da "Messaggero, Il"
del 16-03-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: Sapeva che in un Paese segnato da profonde lacerazioni (quella tra cattolici e laici, tra fascisti e antifascisti, tra democratici e comunisti) occorreva ricostruire un comune senso di appartenenza alla nazione italiana, in modo che su questa base la dialettica democratica potesse dispiegarsi compiutamente senza più alcun rischio di sopraffazione o avventura illiberale.
( da "EUROPAQUOTIDIANO.it" del 16-03-2008)
Argomenti: Laicita'
CATTOLICI A 88 anni
muore la fondatrice del movimento dei Focolari Chiara Lubich costruttrice di
unità (r.i.) È morta nella notte a 88 anni Chiara Lubich, fondatrice del
movimento cattolico dei Focolari. Giovedì, in gravissime condizioni, era stata
riaccompagnata nella sua abitazione a Rocca di Papa dopo il ricovero al
policlinico Gemelli, dove era stata portata per una forte insufficienza
respiratoria. Le sue condizioni si sono poi ulteriormente aggravate. "Il
profondo bisogno di pace che l'umanità oggi esprime, dice che la fraternità non
è solo un valore, non è solo un metodo, ma il paradigma globale di sviluppo
politico: ecco perché un mondo che di fatto è sempre più interdipendente ha
bisogno di politici, di imprenditori, di intellettuali, di artisti che pongano
la fraternità, strumento di unità, al centro del loro agire e del loro
pensare". Sono queste le indicazioni che la Lubich lascia ai suoi seguaci
ovvero due milioni di persone in 182 paesi. Tra loro cardinali, vescovi, sacerdoti e laici (alcuni dei quali impegnati in
politica, sulle orme del cofondatore, Igino Giordani che fu parlamentare della
Democrazia cristiana). Ma anche non cattolici e non
cristiani: a tutti Chiara ha chiesto una testimonianza concreta per incarnare
l'amore di dio nel mondo di oggi. Articolato in sei diversi rami
(Famiglie nuove, Umanità nuova, Movimento parrocchiale, Movimento diocesano,
Giovani per un mondo unito, Ragazzi per l'unità) il movimento dei Focolari è
presente nei cinque continenti con 26 Mariapoli, che sono vere e proprie
cittadelle di testimonianza. Ma anche con case editrici, periodici in varie
lingue, più di mille opere e attività sociali impegnate contro nazionalismi e
razzismi anche nei punti caldi del mondo, come Medio Oriente, Balcani, Congo e
Burundi, Irlanda del nord. Tra i progetti più recenti, quello per una economia
di comunione in cui sono impegnate oltre 750 aziende. Un'iniziativa nata nel
1991 quando la Lubich si immerse nelle favelas di San Paolo del Brasile. La sua
scomparsa ha suscitato emozione sia nel mondo cattolico che in quello politico.
"Quella di Chiara Lubich è stata una lunga e feconda vita segnata
instancabilmente dal suo amore per Gesù abbandonato", ha detto il papa.
Benedetto XVI esprime l'auspicio che "quanti l'hanno conosciuta e
incontrata, ammirando le meraviglie che dio ha compiuto attraverso il suo
ardore missionario, ne seguano le orme mantenendone vivo il carisma".
Tutto il mondo dell'associazionismo cattolico non ha mancato di esprimere la
sua partecipazione. Acli, Comunità di Sant'Egidio, Azione cattolica,
Rinnovamento nello spirito, Sermig, Neocatecumenali, Comunione e liberazione,
Forum famiglie e tanti altri hanno sottolineato la straordinaria passione che
per tutta la vita non ha abbandonato la Lubich. "Era un'esponente del
mondo cattolico e della società italiana ? ha detto il leader del Pd, Veltroni
? la cui ispirazione e passione sociale è stata all'origine di un grande
movimento di persone che cercano di essere di sostegno all'emarginazione".
Sulla stessa linea Dario Franceschini, secondo cui "la sua testimonianza
limpida, di una fede forte e semplice, di una fedeltà radicale al Vangelo,
resterà impressa nel cuore di milioni di donne e uomini in tante parti del
mondo". Per Prodi "Chiara lascia una luminosa eredità che il
movimento da lei fondato saprà certamente raccogliere".
( da "Unita, L'" del 16-03-2008)
Argomenti: Laicita'
Stai consultando
l'edizione del RAITRE Un doc sul "dialogo" tra culti "Primo
giorno di Dio" Meglio la scuola laica Piccoli
"fedeli" scolari a confronto: ebrei, cattolici,
mussulmani. Ossia, Primo giorno di Dio, il documentario per la regia di
Gualtiero Peirce in onda in tre puntate dal prossimo 24 marzo su Raitre. Da
un'idea originaria nata insieme a Goffredo De Pascale, il film ci porta nella
realtà quotidiana di tre scuole confessionali di Roma: quella ebraica
Vittorio Polacco, quella cattolica Antonio Rosmini e quella integrativa della
moschea El Fath. Le tre grandi religioni monoteiste, insomma, messe a confronto
attraverso il comportamento dei piccoli scolari come invito al "dialogo e
alla convivenza". Almeno, così, nell'intenzione del regista. Eppure
l'impatto del documentario, ad un occhio laico, propone altre suggestioni.
Ecco, infatti, la maestra della scuola ebraica interrogare i suoi scolari su
"colpe" commesse e "punizioni" ricevute dai genitori, oltre
che obbligare i maschietti a non togliere mai il tradizionale
"cappellino". La maestra cattolica chiedere loro quando hanno usato
espressioni "brutte" nei confronti dei loro amici. E, poi, l'imam
ricordare ai piccoli fedeli musulmani di usare sempre la "convenzionale"
espressione di rispetto prima di nominare il nome di ogni profeta. Insomma, più
che al dialogo e alla tolleranza tra culti e culture, Primo giorno di Dio fa
riflettere sulla necessità dell'istruzione pubblica e laica. ga.g.
( da "Secolo XIX, Il" del 16-03-2008)
Argomenti: Laicita'
In pochi giorni tre
comitati L'ex senatore Urbani raccoglie centinaia di firme a sostegno dei professori
della Sapienza LA RISCOSSA dei laici. L'ex senatore del Pci Giovanni Urbani ha
promosso una raccolta di firme, che si vuole collocare fuori dalla logica dei
partiti, a sostegno dei professori della Sapienza che avevano protestato contro l'apertura dell'anno accademico da parte di
papa Benedetto XVI. Il 23 e il 24 aprile il promotore di quell'iniziativa, il
fisico Carlo Bernardini, sarà a Savona, per un incontro pubblico e per una
lezione al liceo classico Chiabrera. Ma, intanto, in pochi giorni l'iniziativa
di Urbani ha raccolto centinaia di firme e si appresta a trasformarsi in un
Comitato permanente (le adesioni sono raccolte al numero 019-801605 e alla mail
giovanni.urbani@tiscali.it). Ma non è tutto. Il dibattito sui rapporti tra
laicità e fede, tra Chiesa e Stato - con i cosiddetti temi "eticamente
sensibili", a partire dalle questioni dell'aborto e della scuola, al
centro del dibatitto politico ed elettorale - dilagano anche a Savona. Quella
di Urbani è infatti solo l'ultima iniziativa, che segue la nascita del gruppo
"Scuola e Laicità", promossa dalla Chiesa evangelico metodista con la
Cgil scuola, un'associazione di insegnanti ("Proteo fare sapere") e
un'altra del mondo protestante ("31 ottobre"). Gruppo che si è
presentato ufficialmente sabato scorso, con un'iniziativa pubblica affidata ad
un "maestro" della laicità quale Gustavo Zagrebelsky ed ha puntato,
per ora, le sue attenzioni sull'ora di religione (e le sue modalità)
all'interno della scuola pubblica. Ma anche il fronte politicamente più caldo -
quello legato alla legge 194 e all'aborto - ha visto muoversi, nei giorni
scorsi, l'associazione di donne "Usciamo dal silenzio" e, ancora, la
Cgil, che domani alle ore 18 - alla Sala della Sibilla sul Priamàr - promuove
la proiezione del film "Vogliamo anche le rose" di Alina Marrazzi,
che racconta la storia di tre donne negli anni del femminismo. Laicità, difesa
dei valori, fede. "Valori non negoziabili". Legge 194 sotto attacco.
Una Chiesa, anche, determinata a dettare l'agenda ad un rissoso, ma povero di
idee forti, mondo politico e ad un milieu culturale poco capace di far marciare
proposte proprie. Le parole d'ordine sono tante e anche a Savona tutte in
campo. Il punto di discussione, anche nelle parole dei protagonisti, è se tutto
ciò rappresenti un ripiegamento sul passato o guardi invece, in modo aperto, al
futuro. Urbani chiede il "risveglio del pensiero laico e immanentista. Un
risveglio che con il suo peso imponga una riflessione al Papa e ai vescovi,
sulla opportunità di proseguire sulla linea oltranzista della
"reconquista", linea che divide il Paese e non manca di rischi assai
seri per la Chiesa stessa". E chiede la riflessione dei cattolici
democratici che, a lungo, avevano rivendicato "l'autonomia politica e
civile dei credenti". Franco Becchino, pastore evangelico-metodista ed ex
presidente del Tribunale, è chiaro: "Il tema della laicitàè fondamentale,
tanto più in questa fase storica". Ileana Scarrone, referente di
"Usciamo dal silenzio": "L'interesse sul tema della 194 e della
sua integrale applicazione è dimostrato dal fatto che in due ore, il 23
febbraio, abbiamo raccolto oltre 500 firme, non "targate"
politicamente". Ma ammette: "L'attenzione è più bassa nelle ragazze,
nelle giovani. C'è molto da lavorare, con loro". Antonella Granero
16/03/2008 ' 16/03/2008 il papae l'universitàOccorre il
risveglio del pensiero laico e una riflessione dei cattolici
democratici giovanni urbaniex senatore 16/03/2008 ' 16/03/2008 l'oradi
religioneIn questa fase storica il tema della laicitàè fondamentale. L'ora di
religione è un esempio franco becchinopastore evangelico-metodista 16/03/2008 '
16/03/2008 un climaesacerbatoNon amo il termine "valori non
negoziabili". Io non negozio niente, io cerco il dialogo giampiero
bofsacerdote e teologo 16/03/2008.
( da "Repubblica, La" del 16-03-2008)
Argomenti: Laicita'
Pagina XV - Milano I
giovani I cattolici Ultime notizie sull'esistenza di
Dio Incontri-scontri tra teologi, filosofi e scienziati a Cesano Ci rivolgiamo
anzitutto ai tanti giovani che nonostante la violenza di quest'epoca
ricominciano a interessarsi alle questioni spirituali Chi usa la religione per
motivi politici pronuncia il nome di Dio invano. Il Papa in facoltà? Lo avrei
invitato ma non all'inaugurazione PAOLA ZONCA L'idea è quella di mettere a
confronto studiosi con formazioni e approcci diversi sul tema del divino, che
oggi "scende dal cielo" ed entra sempre più nella vita concreta. Per
sollevare interrogativi, e rispondere al crescente interesse della gente comune
verso la teologia, al bisogno di spiritualità che la società esprime in maniera
profonda, la facoltà di Filosofia dell'Università Vita-Salute San Raffaele
organizza a Cesano Maderno il ciclo di cinque incontri "La percezione del
divino oggi", da domani al 28 maggio: partecipano filosofi, teologi e
scienziati tra cui Massimo Cacciari, monsignor Gianfranco Ravasi, Edoardo Boncinelli,
e anche un manager come Cesare Romiti. "Viviamo in un'epoca in cui la
Chiesa si esprime su temi di politica e sui limiti della scienza, mentre di
teologia parlano non solo gli atei, i letterati, i filosofi, ma anche gli
indifferenti e i dilettanti - spiega Roberta De Monticelli, la filosofa e
docente dell'Università Vita-Salute che ha coordinato l'iniziativa e modererà
gli incontri - Non solo: assistiamo all'orrore della violenza tra civiltà
contrapposte, mentre dall'altra parte le diverse religioni iniziano a parlarsi
e a costruire insieme la pace. è un'epoca di confusione. Ma il dato
interessante è che i giovani ricominciano ad appassionarsi alle questioni
spirituali. Ed è a loro, alla città, più che agli esperti, che intendiamo
rivolgerci". Si parlerà anche dell'acceso scontro tra cattolici e laici? "Il nostro compito è sollevare interrogativi.
Stupisce che siano pochi i cattolici che esprimono sconcerto
per la strumentalizzazione del religioso in politica. Ci si chiede: non si
abusa forse del nominare il nome di Dio invano? Non si rischia di
trasformare l'universale in particolare, tirando il divino dalla propria parte?
E ancora: come viene capito, accettato, sentito (o anche non sentito) il ruolo
pubblico della religione?". Gli incontri sono tutti conversazioni a due:
filosofo contro teologo, scienziato contro teologo, laico contro religioso.
"Li abbiamo pensati come vere e proprie disputazioni. Nel primo incontro,
ad esempio, Massimo Donà, filosofo di matrice severiniana, discute con
monsignor Piero Coda, voce alta della Chiesa. Lo scienziato Edoardo Boncinelli
e il teologo Vito Mancuso (autore del libro L'anima e il suo destino, che ha
suscitato polemiche tra i cattolici ed è stato un vero caso letterario, ndr.) parlano di darwinismo e
non, e della possibilità di una nuova filosofia della natura che sia
compatibile con un approccio religioso, ma che conservi anche le sue regole.
Ravasi e Romiti affrontano il tema "Etica e società", oggi molto
attuale". Su questi argomenti spinosi, che approccio ha la vostra facoltà,
laica ma nata dentro un'istituzione diretta da un religioso? "Don Luigi
Verzé ha fatto proprio il motto di Carlo Maria Martini: abbiamo bisogno non di
credenti ma di pensanti. E infatti la ricerca (non solo filosofica, ma anche
medica, biologica, biotecnologica) non è mai stata né ostacolata né
limitata". Voi avreste invitato Papa Ratzinger? "Perché no? Forse non
all'inaugurazione dell'anno accademico, e su questo immagino sia d'accordo
anche Don Verzé".
( da "Repubblica, La" del 16-03-2008)
Argomenti: Laicita'
Pagina VI - Genova
L'evento Bettini con Romiti "Così immaginai il nuovo partito" Si
intitola "A chiare lettere" il libro che Goffredo Bettini, eminenza
grigia del Pd di Veltroni, presenta ieri sera all' Auditorium del museo Galata.
A commentarlo, Cesare Romiti, il giornalista Pietro Calabrese, il ministro
Giovanna Melandri, candidata in Liguria come Andrea Orlando. Modera Lanfranco
Vaccari direttore del "Secolo XIX",in platea il sindaco Marta
Vincenzi. Manca Renzo Piano che nel suo messaggio di saluto, riassume le
caratteristiche dell'autore: "uomo di grandi silenzi, che lascia spazio
alla lentezza, per poi agire di colpo".E c'è, naturalmente, Goffredo
Bettini, che si racconta nel libro e al pubblico. Gli interlocutori lo
definiscono un timido, un uomo sobrio, colto, ma anche ironico e pragmatico. E'
lui, per primo, a immaginare il Pd, come un partito dove il
riformismo cattolico e laico possono incontrarsi. Sui fatti e non più divisi
dalla storia. La sua è una storia politica che lo fa scegliere il Pci, dove
incontra grandi figure come Pietro Ingrao, con cui ha il carteggio che apre il
libro, dove scopre Pasolini e elabora la sua idea della politica: "che
accetti i limiti degli esseri umani, senza rischiare gli eccessi".
( da "Secolo XIX, Il" del 16-03-2008)
Argomenti: Laicita'
Il sondaggio
Firenze. Scout tutti "casa e chiesa"? Macchè. Lo stereotipo del
ragazzino "per bene", in berretto e calzoncini corti, non regge più e
i lupetti, esploratori e rover del terzo millennio non disdegnano alcol, fumo e
sesso, e hanno le idee chiare su aborto e omosessualità. Proprio come degli
adolescenti qualunque. È quello che emerge dai risultati di una ricerca,
promossa dalla Federazione italiana scautismo con il sostegno della Provincia
di Firenze e realizzata dall'Istituto degli Innocenti, che è stata svolta su un
campione di circa 2.500 scout di età compresa tra 16 e 21 anni provenienti da
25 paesi europei e realizzata durante il raduno internazionale Roverway che si
è svolto a Firenze nel 2006, i cui risultati sono stati resi noti in questi
giorni. L'identikit che viene fuori è quello di un giovane che diventa scout
per mettersi alla prova, per stare insieme e per essere servizievole verso il
prossimo. Quasi il 50% del campione è credente, l'81% cattolico. Gli scout sono
delusi dalla politica: uno su tre non ha fiducia nei partiti. Ma la famiglia è
invece un punto di riferimento saldo per il 70%. Gli scout sono anche al passo
con i tempi: quasi tutti hanno cellulare e pc, oltre il 70% di loro possiede
dvd e videoregistratori. Il 44% dichiara di leggere il giornale tutti i giorni.
E il sesso? Nove scout su dieci accettano il sesso prematrimoniale, più del 42%
non esclude di poter avere rapporti con una persona sposata, mentre tradire il
proprio partner è una scelta che potrebbe capitare a un terzo dei ragazzi
intervistati. Quattro su dieci ritengono possibile il ricorso all'aborto, anche
se questo sembra stridere con la percentuale di scout che si dichiarano cattolici. Ma quella legata all'aborto non è l'unica
sorpresa. Per l'80% è poi possibile ubriacarsi e la metà non si scandalizza
quando di parla di droghe leggere: uno su due non esclude che potrebbe
"farsi una canna". L'atteggiamento particolarmente libertino non deve
stupire più di tanto perché, come spiega Chiara Sapigni, presidente della
Federazione italiana scautismo, "gli scout non sono una nicchia, ma sono
figli del nostro tempo e condividono le stesse fragilità e il minor rispetto
delle regole di chi scout non è". Insomma, ne è passato di tempo da
quando, il primo agosto del 1907, lord Baden Powell, sull'isola inglese di
Brownsea, apriva il primo campo scout della storia, dando il via alla nascita
del movimento che nel corso di questo primo secolo di vita si è diffuso in
oltre 200 paesi e conta oggi circa 38 milioni di membri (180 mila in Italia).
Come confermano anche due giovani scout fiorentini, che erano ieri alla
presentazione della ricerca nella sede della Provincia. "Gli scout -
spiega la diciassettenne Martina, che fa parte dell'associazione
laica Cngei da quando aveva 8 anni - sono in fondo ragazzi come tutti gli
altri. Non si discostano dagli adolescenti "normali", e come loro
attraversano l'età della trasgressione". "Casomai nei campi scout -
aggiunge Riccardo, 19 anni, nell'associazione cattolica Agesci da quando era
lupetto - temi quali fumo, alcol o sesso vengono affrontati insieme, con
momenti di confronto con persone più adulte che possono indirizzarci in
percorsi di critica e maturazione". 16/03/2008.
( da "Messaggero, Il" del 16-03-2008)
Argomenti: Laicita'
Di GIUSEPPE PISANU
Quella lezione, invece, è viva e valida anche per il futuro Dalla Costituente
alla Ricostruzione, dal centrismo al centrosinistra ed infine alla
progettazione della "Terza Fase", Aldo Moro fu innanzitutto l'uomo
del confronto, del dialogo, della pace sociale e politica. Sapeva
che in un Paese segnato da profonde lacerazioni (quella tra cattolici e laici, tra fascisti e antifascisti, tra democratici e
comunisti) occorreva ricostruire un comune senso di appartenenza alla nazione
italiana, in modo che su questa base la dialettica democratica potesse
dispiegarsi compiutamente senza più alcun rischio di sopraffazione o avventura
illiberale. Moro cercò sempre il dialogo, senza mai rinunziare ai suoi
ideali democratici e cristiani. Come De Gasperi guardò a sinistra, ma non fu
mai un uomo di sinistra. Fu sempre, invece, un cattolico moderato. Quando colse
la crisi del centrismo, si mosse con prudenza e coraggio per la costruzione del
centro-sinistra. Non si trattava però di andare a sinistra o, come si diceva
allora, di spostare a sinistra l'asse politico del Paese, bensì di allargare le
basi della nostra democrazia, chiamando al Governo per la prima volta il
Partito socialista italiano. Quando anche la formula del centro-sinistra giunse
all'esaurimento, Moro sostenne l'intesa programmatica con il Pci nel segno
della pacificazione nazionale e della crescita democratica del Paese. Però la
concepì come una forma transitoria di "solidarietà nazionale" (Egli non
parlò mai di compromesso storico) il cui compito principale era quello di
fronteggiare una grave crisi generale che colpiva contemporaneamente
l'economia, la società, le istituzioni e la stessa politica. Peraltro le
elezioni del 1976 si erano concluse con un sostanziale pareggio tra Dc e Pci,
ma la sola idea di un immediato ritorno alle urne suscitava apprensione e paura
sulla reale tenuta di un Paese già duramente provato. Anche per questo si
imponeva la temporanea collaborazione tra i due vincitori delle elezioni.
Compiuto quel passaggio, diceva Moro, Dc e Pci "sarebbero tornati ad
essere partiti tra loro naturalmente alternativi". Ecco, era questo il
progetto moroteo della "Terza Fase": l'avvento di una democrazia
matura dell'alternanza, nella quale Dc e Pci, per loro natura partiti
contrapposti e tuttavia riconciliati dall'esperienza della "solidarietà
nazionale", si sarebbero potuti tranquillamente alternare alla guida del
Paese. Chi osserva senza pregiudizi l'attuale situazione politica italiana vi coglie
chiaramente i segni della preveggenza di Aldo Moro. E chi, mentre incupisce
l'orizzonte economico e sociale, vede lievitare il rischio della conflittualità
e dello scontro politico, avverte, oggi come non mai, il bisogno di
quell'attitudine tutta morotea a privilegiare sempre le ragioni del confronto e
del dialogo intorno ai problemi che contano davvero: la famiglia, il lavoro, i
servizi, lo sviluppo e, in particolare, il Mezzogiorno per sanare, come diceva
Aldo Moro, "la storica ingiustizia". Di questo vivono la democrazia e
la politica.