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DOSSIER “LAICI & CHIERICI”

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ARCHIVIO GENERALE  DEL DOSSIER  

TUTTI I DOSSIER


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Report "Laici e chierici"

Ha saputo confrontarsi con il mondo laico ( da "Stampa, La" del 15-03-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: in grado di confrontarsi con il mondo laico sulla base della supremazia degli ideali umani della solidarietà, della giustizia e della pace". Tra le numerose testimonianze cordoglio, quella del premier Romano Prodi: "Viene meno la figura di una donna di grande spessore spirituale. Chiara è stata un punto di riferimento per tutto il mondo cattolico".

Uno spirito aperto, al servizio della pace ( da "Unita, L'" del 15-03-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: il dono che questa donna è stata soprattutto per i tanti laici impegnati nella politica e nella famiglia" Rosy Bindi, alla camera ardente di Rocca di Papa. Pier Ferdinando Casini: "È morta una grande donna e una grande italiana, laica, cristiana, infaticabile nel mettere in pratica gli ideali della carità evangelica e il sogno di un mondo unito nella solidarietà"

I Focolarini, 2 milioni in tutto il mondo ( da "Unita, L'" del 15-03-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: sacerdoti e laici. Ma anche non cattolici e non cristiani. Articolato in sei diversi rami (Famiglie Nuove, Umanità Nuova, Movimento Parrocchiale, Movimento Diocesano, Giovani per un mondo unito, Ragazzi per l'unità) i Focolarini hanno 26 Mariapoli, cittadelle, case editrici, periodici, più di 1000 opere e attività sociali impegnate contro nazionalismi e razzismi anche in Medio Oriente,

Addio a chiara lubich, la focolarina - marco politi ( da "Repubblica, La" del 15-03-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: cominciando da Napolitano e da Prodi - e dell'associazionismo cattolico. Due sono state le creatrici di fede nella stagione del cattolicesimo dell'ultimo Novecento: la Lubich e Madre Teresa di Calcutta. Due donne come le profetesse dell'Antico Testamento. Ma il fascino di Chiara consiste nel non esser mai stata un'icona.

<Ma per la Chiesaè sempre un omicidio> ( da "Secolo XIX, Il" del 15-03-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: Sono belle parole per chi crede, e i laici? "L'Italia è una nazione di più di 60 milioni di abitanti dei quali 50 milioni sono cattolici, riconoscono i valori cattolici. Attenzione quindi anche a comprendere bene cosa si intende per laicità. La laicità vera è la liberta di coscienza.

Caro Walter, fai chiarezza almeno su tre punti ( da "Tempo, Il" del 15-03-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: cattolici e a quei laici che condividono i valori naturali che saranno eletti nelle liste del tuo partito, il diritto a seguire la propria coscienza. Gli argomenti sui quali io vorrei invece avere una tua risposta sono due. Tu concordi o no con linea sostenuta dal quotidiano del tuo partito L'Unità, di scelta preferenziale per Hamas e gli Hezbollah nei confronti degli Israeliani,

I grandi partiti evitanoi temi eticamente sensibili ( da "Secolo XIX, Il" del 15-03-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: cattoliche come consigli amichevoli, e dichiarato la neutralità della Chiesa rispetto ai principali contendenti. L'unico partito che, rimasto fuori dai giochi, sembrava disposto ad alzare la bandiera della laicità? il Partito socialista del povero Boselli - l'ha ammainata offrendo una candidatura a Clemente Mastella: il più supino dei politici cattolici alle indicazioni della Chiesa.

Il capolavoro sprecato di Ferrara ( da "Giornale.it, Il" del 15-03-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: è stato quello che Ferrara ha saputo realizzare da quando ha lanciato la proposta di una moratoria per l'aborto. Nessuno, prima di lui, aveva saputo scuotere le coscienze di tanti insospettabili, coinvolgere tanti laici nel fronte pro-life, indurre tante femministe storiche a ripensamenti, autocritiche,

Tutti insieme appassionatamente. Cattolici del Family day, come Lucetta Scaraffia ( da "Messaggero, Il" del 15-03-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: Non a caso ad occuparsene direttamente è stato chiamato Alberto Gambino, cattolico, docente e fondatore della scuola di formazione politica "Polis", unomo vicinissimo all'ex presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro. "Questa lista si è aperta al sociale e alle associazioni, i candidati hanno un'età media di 45/46 anni col 36,6% di donne",

Nuovi peccati e nuovi comandamenti (eco) ( da "Manifesto, Il" del 15-03-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: Il commentatore Hickman si chiede: "Il cattolico che viaggia a Barcellona in aereo per un week end o non ricicla a dovere, e poi non confessa il peccato di inquinamento, andrà all'inferno?". Anche nel mondo laico gli innumerevoli attentati alle risorse sono ormai spesso definiti con il termine "colpa grave".


Articoli

Ha saputo confrontarsi con il mondo laico (sezione: Laici e chierici)

( da "Stampa, La" del 15-03-2008)

Argomenti: Laicita'

Il ricordo di Napolitano "Ha saputo confrontarsi con il mondo laico" "Scompare, con Chiara Lubich, una delle figure più rappresentative del dialogo interreligioso e interculturale, una voce rigorosa nel dibattito contemporaneo": con queste parole il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, comincia il messaggio inviato al Movimento dal Quirinale. "Nel corso di una vita spesa al servizio degli altri, con la sua fede, la sua intelligenza e la sua passione, ha saputo fondare un movimento, tra i più estesi nel mondo, in grado di confrontarsi con il mondo laico sulla base della supremazia degli ideali umani della solidarietà, della giustizia e della pace". Tra le numerose testimonianze cordoglio, quella del premier Romano Prodi: "Viene meno la figura di una donna di grande spessore spirituale. Chiara è stata un punto di riferimento per tutto il mondo cattolico".

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Uno spirito aperto, al servizio della pace (sezione: Laici e chierici)

( da "Unita, L'" del 15-03-2008)

Argomenti: Laicita'

Stai consultando l'edizione del I MESSAGGIDal Papa a Napolitano, da Prodi a D'Alema a Veltroni a Casini e Bertinotti. E tutto il mondo cattolico, e non solo "Uno spirito aperto, al servizio della pace" / Roma I funerali si terranno martedì prossimo alle 15 nella basilica di San Paolo fuori le mura, ufficerà il cardinal Bertone. E la camera ardente nel centro internazionale dei focolarini di Rocca di Papa, Mariapoli, dove la Lubich risiedeva è aperta da ieri. Moltissimi i visitatori, moltissimi i messaggi di cordoglio. Innanzitutto quello del Papa: "Ho appreso con profonda emozione la notizia della morte di Chiara, sopraggiunta al termine di una lunga e feconda vita segnata instancabilmente dal suo amore per Gesù abbandonato" ha scritto Benedetto XVI ai focolarini, invitandoli a seguire le orme e mantenere vivo il carisma della fondatrice che, ha scritto il pontefice, ha vissuto un "impegno costante per la comunione nella chiesa, per il dialogo ecumenico e la fratellanza tra tutti i popoli". "Una voce rigorosa e limpida nel dibattito contemporaneo - scrive al Movimento il presidente della repubblica, Giorgio Napolitano - una delle figure più rappresentative del dialogo interreligioso e interculturale". Lei, che ha saputo "fondare un movimento in grado di confrontarsi con spirito aperto, con il mondo laico sulla base della supremazia degli ideali umani della solidarietà, della giustizia, della pace tra popoli e nazioni". Per Massimo D'Alema, vicepremier e ministro degli Esteri, Chiara Lubich lascia "una luminosa eredità al servizio della pace. Il suo contributo all'incontro tra le civiltà rimane il lascito qualificante e fondamentale di una vita spesa all'insegna della spiritualità ed al contempo dedicata a realizzazioni concrete e innovative, come l'intuizione della "economia di comunione" o come la concezione della politica come laboratorio di fraternità". Walter Veltroni ne ricorda la vita dedicata a rafforzare i valori dell'ecumenismo, della comunanza dei destini umani, del dialogo. "Le sue parole "il dialogo per noi è vita", sono state la sua stella polare. Tutta l'umanità ha bisogno di persone come lei" ha detto il leader del Pd, ricordando che gli chiese un incontro in Campidoglio. "Non aveva nulla da chiedermi - ha raccontato - ma aveva letto che avevo avuto delle minacce ed era venuta a darmi una parola di amicizia e conforto. Era una donna meravigliosa fondatrice di un grande movimento che ora è in tutto il mondo di persone che cercano di essere di sostegno ai poveri e che testimoniano la propria fede". "Chiara ha speso la sua vita a costruire il dialogo tra le grandi religioni del mondo. Ha lavorato per l'unità, per la pace, e per la giustizia" scrive il Premier, Romano Prodi, che ricorda la sua amicizia con i focolarini: "Porterò sempre nel cuore il ricordo della riunione internazionale dei focolarini nel palasport di Stoccarda lo scorso maggio, la forte spiritualità e l'intenso legame che univa tutti i presenti". Per Bertinotti c'è "un terreno di idee, progetti e valori sui quali è possibile per tutti confrontarsi e riconoscersi reciprocamente: un terreno costruito attraverso la pratica quotidiana di un confronto aperto a tutte le religioni, ma anche a tutti coloro che non credono. In questa coraggiosa risposta alle inquietudini proprie della condizione umana sta l'eredità più preziosa e duratura che Chiara Lubich ci ha affidato". Ringrazia per "il dono che questa donna è stata soprattutto per i tanti laici impegnati nella politica e nella famiglia" Rosy Bindi, alla camera ardente di Rocca di Papa. Pier Ferdinando Casini: "È morta una grande donna e una grande italiana, laica, cristiana, infaticabile nel mettere in pratica gli ideali della carità evangelica e il sogno di un mondo unito nella solidarietà",.Gianfranco Fini si augura che "sia un esempio per le nuove generazioni". Preghiere e affetto da tutti i movimenti ecclesiastici: da Cl ai Neocatecumenali, da Rinnovamento nello Spirito a Alci, da Ac all'Opera don Orione, alla Comunità Missionaria di Villaregia. "Una donna che ha incarnato la novità del Concilio - dice Mario Marazziti, Comunità si sant'Egidio - della quale si sentirà la mancanza, che ha rappresentato la bellezza cristiana al femminile" e che "ispirerà anche non cattolici".

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I Focolarini, 2 milioni in tutto il mondo (sezione: Laici e chierici)

( da "Unita, L'" del 15-03-2008)

Argomenti: Laicita'

Stai consultando l'edizione del I Focolarini, 2 milioni in tutto il mondo Il Movimento dei Focolari o Opera di Maria è un movimento laico che ha come fine la realizzazione dell'unità tra le persone, secondo il Vangelo di Giovanni. Dunque una vocazione ecumenica oltre che al dialogo. Raccoglie 2 milioni di persone, in 182 paesi. Tra loro, cardinali come Antonelli di Firenze e Vlk di Praga, vescovi, sacerdoti e laici. Ma anche non cattolici e non cristiani. Articolato in sei diversi rami (Famiglie Nuove, Umanità Nuova, Movimento Parrocchiale, Movimento Diocesano, Giovani per un mondo unito, Ragazzi per l'unità) i Focolarini hanno 26 Mariapoli, cittadelle, case editrici, periodici, più di 1000 opere e attività sociali impegnate contro nazionalismi e razzismi anche in Medio Oriente, Balcani, Congo e Burundi, Irlanda del nord. La scheda.

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Addio a chiara lubich, la focolarina - marco politi (sezione: Laici e chierici)

( da "Repubblica, La" del 15-03-2008)

Argomenti: Laicita'

Cronaca Addio a Chiara Lubich, la focolarina Cordoglio in tutto il mondo. Il Papa: visse per ecumenismo e fratellanza Oggi il movimento fondato nel '43 conta 150mila persone, 2 milioni quelle coinvolte MARCO POLITI ROMA - Come Wojtyla, Chiara Lubich ha respinto l'idea di morire intubata in ospedale. Si è spenta alle due del mattino di venerdì nella sua Mariapoli di Rocca del Papa. Benedetto XVI ne ricorda l'impegno nel dialogo ecumenico e per la fratellanza tra i popoli. Corale e straordinario il compianto di esponenti politici - cominciando da Napolitano e da Prodi - e dell'associazionismo cattolico. Due sono state le creatrici di fede nella stagione del cattolicesimo dell'ultimo Novecento: la Lubich e Madre Teresa di Calcutta. Due donne come le profetesse dell'Antico Testamento. Ma il fascino di Chiara consiste nel non esser mai stata un'icona. A differenza di Teresa il suo volto è sconosciuto ai più. Nell'era della visibilità, tra orgogliosi preti fondatori di movimenti, tra leader tutti maschili, questa donna trentina, minuta e tenace, nata nell'anno di Karol Wojtyla, il 1920, ha portato a crescere la sua opera nel silenzio, nella discrezione. Piano, piano i suoi Focolarini - nati da un pugno di ragazze riunitesi ad aiutare gli sfollati dopo il bombardamento su Trento nel maggio del '44 - sono diventati migliaia, decine di migliaia. Oggi sono quasi 150mila. Uomini, donne, singles e sposati, preti e laici, suore e monaci di ogni continente, compresi cristiani di altre confessioni. Ma i numeri degli aderenti dicono poco. Perché le persone coinvolte nei "focolari" ispirati alla casa di Nazareth o nelle iniziative dell'"economia di comunione" o nel movimento per una politica di fraternità sono due milioni in tutto il mondo e ne fanno parte appartenenti a varie religioni, con 30mila musulmani e 100mila non credenti. Pensare che uomini e donne islamici, dall'Albania al Pakistan, siano desiderosi di far parte di un "focolare", pur fedeli al proprio credo, aiuta a cogliere il mistero della forza di attrazione del movimento. Ma forse la parola attrazione è sbagliata, perché sa di proselitismo, e i Focolarini di proselitismo non ne hanno mai fatto. Alla radice del propagarsi del movimento stanno sentimenti mistici, che Chiara Lubich e i suoi seguaci hanno coltivato con semplicità e coerenza. "Dio è amore. Dio ci ama immensamente", mi ha spiegato la volta che le chiesi di ripercorrere la sua parabola. Su questa convinzione si è aggregato il primo nucleo del movimento. E sue due altre intuizioni. L'immagine del Cristo crocifisso, che grida a Dio chiedendo perché lo ha abbandonato. Chi è capace di immedesimarsi nell'Uomo-Dio totalmente solo e privo di speranza, non potrà mai considerare nemico l'Altro, non potrà immaginare un mondo clericale diviso tra "noi" e "loro". E chi - questa la seconda idea guida - si immedesima nella Madre ai piedi della croce, non potrà che guardare con sentimenti di cura, affetto e fratellanza quanti si incontrano nei cammini dell'esistenza. Quello dei Focolarini è stato un cristianesimo fraterno, vissuto nel quotidiano più che nutrito di manifesti o diffuso per indottrinamento. Discretamente Chiara Lubich ha costruito il primo focolare, poi il secondo, il terzo e così via. Pronta ad assaporare tutte le umane contrarietà. Affrontando le difficoltà dei rapporti interpersonali, incontrando la notte del dubbio e dell'assenza di Dio, attraversando la terra amara dei sospetti di un Sant'Uffizio, che nei primi anni sentiva odore di marxismo e protestantesimo in un movimento che non desiderava neanche un'etichetta. In fondo la Lubich, che da giovane aveva aderito al Terz'Ordine (da lì il nome Chiara assunto al posto di Silvana), è stata sempre di una francescana letizia. Ha proceduto passo, passo, sempre con i suoi tailleurini e le camicette demodè, i suoi capelli anni '50, la sua figura da eterna zia - insomma tutto il contrario dell'appeal per una società televisiva, senza nemmeno il sari esotico di una Madre Teresa - solo sorretta dal credere davvero che "dove sono riuniti due o tre nel suo nome, lì sta Gesù". Così la figlia di un tipografo socialista e sorella di un comunista, con il suo parlare appassionato, ma spoglio, ha coinvolto uomini e donne di 70 nazioni nella speranza di una fratellanza religiosa e umana possibile. E intanto nascevano le Mariapoli: piccole città costellate di aziende inserite nel mercato ma i cui ricavati sono condivisi in quella forma di comunismo semplice, che i primi cristiani praticavano tra lo stupore dei pagani. Silenziosamente i Focolarini hanno attraversato la Cortina di Ferro prima dell'89, sono presenti in Cina e nel Vietnam, tenacemente hanno operato per il riavvicinarsi di cattolici, ortodossi e protestanti e l'affratellarsi dei seguaci di tutte le religioni. "Noi siamo perfettamente ottimisti - mi disse Chiara - ma non è l'ottimismo della persona utopica. Pensiamo che più cresce la carità, più cresce la fede e la speranza". Un lascito sereno in una stagione, dove sembra predominare un cristianesimo angosciato. Quella della Lubich, nota l'Osservatore Romano, era invece un cristianesimo mite e "in ascolto" degli altri. A Giovanni Paolo II Chiara ha chiesto che sia sempre una donna a guidare i Focolarini. Perché nella sua opera non vada perso il sapore del "genio femminile". I funerali si terranno martedì a Roma, nella basilica ecumenica di San Paolo fuori le Mura.

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<Ma per la Chiesaè sempre un omicidio> (sezione: Laici e chierici)

( da "Secolo XIX, Il" del 15-03-2008)

Argomenti: Laicita'

"Ma per la Chiesaè sempre un omicidio" Intervista a lozano BARRAGàN 15/03/2008 Roma. Cordiale e disponibile, incontra volentieri la stampa e non si sottrae a nessuna domanda. Il cardinale Javier Lozano Barragán è da anni il responsabile del dicastero vaticano che si occupa di sanità. Il Pontificio Consiglio per la pastorale degli Operatori Sanitari promuove congressi di studio, pubblica riviste e documenti, fa da tramite tra la Chiesa cattolica e le organizzazioni sanitarie internazionali. I problemi da affrontare sono scottanti: dalla diffusione dell'Aids e delle epidemie per mancanza di medicinali, alla cura dei malati anziani. Un dicastero espressamente voluto da Giovanni Paolo II nel 1985. Il cardinale Lozano Barragan ha rappresentato il papa in molte parti del mondo, e hanno fatto scalpore alcune sue dichiarazioni audaci (poi parzialmente corrette) sull'uso dei profilattici per evitare il diffondersi dell'Aids. Ma quando si parla di aborto la sua cordialità diventa fermezza: "Prima di tutto bisogna dire chiaramente che non ci sono due tipi di aborto: quelli legali, e quindi leciti, o gli aborti illegali e quindi illeciti. Sia quelli che alcune legislazioni considerano legali, nel senso che non sono punibili per legge, come quelli che si considerano punibili sono ugualmente colpevoli. Sono assassinii ambedue, questo è il principio di fondo. Non è tanto una questione di legislazione, che ha certo dei problemi, ma c'è qualcosa di molto più grave che è la mentalità permissivista nella quale si fa una banalizzazione del sesso. E' la connivenza o il consiglio dei genitori o l'assenza di valori nella educazione, questa è una responsabilità delle famiglie che non dicono le cose come stanno: quale è il vero valore del sesso, dell' amore della fecondazione e della generazione della vita". E la revisione della legislazione sull'aborto - "C'è chi dice che sarebbe opportuna una legge che definisca meglio il periodo della gravidanza nel quale è possibile abortire, ma è come dire che è meglio ammazzare cinque persone che passano per strada piuttosto che cinquecento. E' assurdo, tanto è un assassinio l'uno come l'altro, è una falsa prospettiva". Uno dei fenomeni sociali che si manifestano anche tragicamente nei fatti di cronaca, come nel caso del ginecologo di Genova, è che alcuni medici che si dichiarano obiettori nelle strutture pubbliche poi magari lo fanno illegalmente. Come giudica questi fatti? "Naturalmente si deve valutare ogni caso singolarmente. Ma bisogna dire che quando una persona, un medico, è in coscienza contro una azione, contro l'aborto, quella convinzione deve essere uguale in ogni situazione, in ogni luogo dove esercita la sua professione, altrimenti è un ipocrita. Non si può pensare: qui dove mi vedono mi comporto in un certo modo per ricevere lodi e stima e dove nessuno mi vede faccio quello che mi porta un maggior profitto. Nessuno è obbligato ad assassinare altre persone e se qualcuno lo dovesse volere obbligare, deve rifiutarsi assolutamente". Secondo lei il problema degli aborti clandestini è legato più alla miseria, alle categorie emarginate o è più esteso? "Il problema non è il denaro o la condizione sociale, è la coscienza. A volte è un modo per scagionare i ricchi, dire che siamo "infettati" dall' immigrazione. Ma anche questa è una ipocrisia. La legge di Dio vale per il milionario più ricco o per il barbone più povero, Dio non fa differenza. Semmai le cause vanno ricercate nell'educazione dei giovani e dei genitori che incoraggiano i figli ad avere rapporti sessuali precoci. E magari, se dopo una festicciola una ragazza resta incinta, sono i genitori i primi a parlare di pillola del giorno dopo o altro. Ma questa è una collaborazione all'assassinio". Insomma serve una sessualità più responsabile - "La difesa della vita è uguale per credenti e non credenti. La vita è un valore che non dipende dalla rivelazione divina, ma dalla natura umana in se stessa. È il sostantivo primario al quale si legano tutti gli altri aggettivi. Se non si difende la vita non si può difendere la libertà. Oggi c'è un grande fraintendimento. Dio ci ha detto: "La verità vi farà liberi". Ma la società dice: "La libertà vi farà veri"". Sono belle parole per chi crede, e i laici? "L'Italia è una nazione di più di 60 milioni di abitanti dei quali 50 milioni sono cattolici, riconoscono i valori cattolici. Attenzione quindi anche a comprendere bene cosa si intende per laicità. La laicità vera è la liberta di coscienza. Non è autentica laicità la "ideologia" dogmatica dell'ateismo militante ed aggressivo contro tutti i valori". Angela Ambrogetti 15/03/2008.

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Caro Walter, fai chiarezza almeno su tre punti (sezione: Laici e chierici)

( da "Tempo, Il" del 15-03-2008)

Argomenti: Laicita'

Stampa La lettera di FRANCESCO COSSIGA Caro Walter, fai chiarezza almeno su tre punti Caro Walter, come ho dichiarato anche di recente in un'intervista reso all'amico Pino Corrias e pubblicata sull'ultimo numero di Vanity Fair - che dato il carattere della campagna elettorale in corso mi sembra a cagione del suo titolo il periodico più adatto a trattare questi argomenti!- sarebbe mia intenzione, nell'attuale situazione degli schieramenti, votare alla prossime elezioni per il Partito Democratico da te guidato; ho detto che sarebbe e non che è mia intenzione, perché fino al momento di entrare nella cabina di voto, non essendo io iscritto ad alcun partito né appartenendo ad alcun schieramento, mi riservo di valutare i fatti che potrebbero accadere fino all'ultimo momento. è anche per questo che desidererei che tu volessi dirmi non quale siano le tue posizioni personali, delle quali io non dubito, ma del partito che tu guidi e del nuovo governo che tu presiederai, su gli argomenti che vado a indicarti. Tra questi argomenti non vi è quello delle materie che il Capo della Chiesa cui appartengo, ha definito "non contrattabili" e che riguardano il rispetto da parte delle istituzioni pubbliche dei principi e dei valori propri dell'etica naturale e del patrimonio dottrinale della Chiesa Cattolica. Anzitutto, dato il tuo orientamento liberal e il carattere pluralista del Pd, anche se esso dovesse prendere posizione a favore dei così detti "nuovi diritti di libertà" di tipo "zapatariano", sono certo che tu come leader garantirai ai cattolici e a quei laici che condividono i valori naturali che saranno eletti nelle liste del tuo partito, il diritto a seguire la propria coscienza. Gli argomenti sui quali io vorrei invece avere una tua risposta sono due. Tu concordi o no con linea sostenuta dal quotidiano del tuo partito L'Unità, di scelta preferenziale per Hamas e gli Hezbollah nei confronti degli Israeliani, e in generale della Jidah islamica, quella dei "martiri" nei confronti degli ebrei in generale? Da democratico, da antifascista e da cattolico io sono per lo Stato d'Israele e per gli ebrei. "i nostri fratelli maggiori" . Tu concordi o no con linea sostenuta dall'Unità, secondo la quale Aldo Moro sarebbe stato ucciso da Br, strumento della Cia, per volontà di Kissinger e Schmidt, con la partecipazione dei "servizi segreti deviati" del contro-stato della borghesia italiana, con la complicità e forse per concorrente volontà degli Andreotti, dei Zaccagnini e dei Cossiga, e con la oggettiva "complicità inconsapevole" del leader del Pci Enrico Berlinguer, "epurato" dal Pantheon del tuo partito anche per questo, oltre che per essere stato marxista-leninista, mentre ne fanno parte Kennedy, Clinton, Obama? So che Walter Veltroni non è sulle posizioni de L'Unità, ma vorrei sapere quali siano quelle del leader del Pd. Per poter votare "ex informata coscientia".

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I grandi partiti evitanoi temi eticamente sensibili (sezione: Laici e chierici)

( da "Secolo XIX, Il" del 15-03-2008)

Argomenti: Laicita'

Mauro Barberis E meno male che queste dovevano essere le elezioni del fair play, in cui nessuno avrebbe brandito come un randello le questioni "eticamente sensibili" (aborto, procreazione assistita, unioni civili?). Quanto al fair play, non ricordo un candidato premier che straccia il programma dell'avversario, come ha fatto il Cavaliere domenica scorsa, e neppure un ex ministro (Maurizio Gasparri) che dà delle "shampiste" alle candidate del partito avverso. Fra l'altro, come la prenderanno le shampiste in carne e ossa? Quanto ai temi eticamente sensibili, la freddezza raccolta dalle provocazioni di Giuliano Ferrara, detto ormai Giuliano l'Apostata, dimostra che i grandi partiti non hanno interesse a schierarsi: tali e tante sarebbero le crepe che aprirebbero nel proprio elettorato. In queste elezioni, in effetti, non conterà tanto occupare il centro, come crede Walter Veltroni, quanto non demotivare definitivamente i propri sostenitori ad andare alle urne; ma alzando troppo i toni si rischia di ottenere l'effetto opposto. Neppure la Chiesa ha interesse a tirar troppo la corda, zapaterizzando la campagna elettorale: di qui le recenti correzioni di tiro del cardinale Angelo Bagnasco, che ha reinterpretato i precedenti interventi delle gerarchie cattoliche come consigli amichevoli, e dichiarato la neutralità della Chiesa rispetto ai principali contendenti. L'unico partito che, rimasto fuori dai giochi, sembrava disposto ad alzare la bandiera della laicità? il Partito socialista del povero Boselli - l'ha ammainata offrendo una candidatura a Clemente Mastella: il più supino dei politici cattolici alle indicazioni della Chiesa. A issare questo vessillo maltrattato, così, restano solo le riviste: soprattutto "Micromega" e "Critica liberale", che stanno entrambe aprendo i rispettivi siti Internet, votati in gran parte alle battaglie laiche. "Critica", soprattutto, ha prodotto due iniziative. La prima è la pubblicazione, nella collana "Libelli vecchi e nuovi"édita da Dedalo, di un libro di Marcel Gauchet, uno dei maggiori intellettuali francesi, intitolato Un mondo disincantato? : libro che smonta l'opinione, evidentemente più diffusa da noi che altrove, di un "ritorno del sacro" in realtà avvertito solo nel mondo musulmano e forse negli Stati Uniti, ma non in Europa. La seconda iniziativa di "Critica liberale", destinata a far discutere ancora di più, è il lancio di un manifesto in sette punti, intitolato "Sette fatti laici", da sottoporre ai partiti in lizza e soprattutto ai loro elettori. Si va dalla denuncia del Concordato, e di ogni altro trattamento privilegiato della Chiesa, al diritto a una maternità responsabile e informata; dalla difesa della libertà della scienza al riconoscimento del testamento biologico; dalla legalizzazione delle unioni di fatto sino alla ridiscussione del ruolo del Comitato italiano di bioetica e della propaganda religiosa, specie sulle tv pubbliche. Con l'aria che tira, è difficile che qualcuno dei partiti in lizza - specie quelli che si dichiarano liberali - adotti questa piattaforma laica; ma su questa base ognuno degli elettori che si riconosce nei valori della laicità potrà misurare le dichiarazioni e i comportamenti dei politici. Ad esempio, potrà valutare i tentativi di sciacallaggio in atto sul suicidio del ginecologo ligure e sul dramma delle tante donne che, con il solo torto di aver voluto nascondere una scelta dolorosa, rischiano di trovarsi esposte al pubblico ludibrio. 15/03/2008.

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Il capolavoro sprecato di Ferrara (sezione: Laici e chierici)

( da "Giornale.it, Il" del 15-03-2008)

Argomenti: Laicita'

N. 64 del 2008-03-15 pagina 0 Il capolavoro sprecato di Ferrara di Michele Brambilla La proposta ha smosso coscienze, ma ora i toni sono eccessivi, come nel caso di Genova. E l'esasperazione rischia di affossare la causa Giuliano Ferrara ha la nostra massima stima e ammirazione. Ce l'ha perché è un genio, e ce l'ha perché si innamora delle battaglie disperate, che conduce infischiandosene della disapprovazione del cosiddetto mondo perbene. Temiano però che, come molti geni e come molti cavalieri di nobili imprese, nel profondo del suo io si nasconda un istinto autodistruttivo, che lo porta prima o poi a disfare, a disintegrare quanto di mirabile aveva saputo costruire. Temiamo che anche in questa campagna contro l'aborto - o meglio, per la vita - Ferrara si stia ora lasciando prendere da quella sorta di cupio dissolvi che già in altre occasione lo ha portato a lasciare incompiuto il capolavoro intrapreso. Un capolavoro, infatti, è stato quello che Ferrara ha saputo realizzare da quando ha lanciato la proposta di una moratoria per l'aborto. Nessuno, prima di lui, aveva saputo scuotere le coscienze di tanti insospettabili, coinvolgere tanti laici nel fronte pro-life, indurre tante femministe storiche a ripensamenti, autocritiche, cambiamenti. Facendo leva sulla forza dell'intelligenza e della ragione, Ferrara ha "costretto" molti non credenti a prendere atto di ciò che appare evidente anche senza il supporto della fede: e cioè che dopo il concepimento la vita è già iniziata, l'essere umano c'è già. E l'aborto altro non è che la soppressione di una vita. Non è un caso se Benedetto XVI - il Papa che tanto insiste proprio sull'intelligenza e sulla ragione - non ha esitato a riprendere pubblicamente la proposta di Ferrara sulla moratoria (quando mai s'era visto un Papa "andare dietro" a un giornalista?) e a farla sua. Un capolavoro, dicevamo. Ma un capolavoro che temiamo possa essere ora vanificato, appunto, da una sciagurata inclinazione a divorare se stesso. Ci sono almeno due indizi che ce lo fanno pensare. Il primo riguarda la scelta di Ferrara di trasformare il suo movimento di pensiero in una lista elettorale. In un partito, tanto per chiamare le cose con il loro nome. Spero che nessun imbecille sostenga che diciamo queste cose per interessi di bottega. Dei voti che Ferrara potrebbe sottrarre al Pdl, a chi scrive non frega niente. Anzi, a scanso di equivoci, dico che Ferrara ha ragione quando sostiene che i grandi partiti hanno sbagliato a voler estromettere dalla campagna elettorale i temi etici. Tuttavia, la decisione di presentare un partito antiaborto resta, a nostro parere, un errore. Lo è perché - per quanto siano rette le intenzioni di Ferrara, e lo sono senz'altro - in Italia tutto ciò che si presenta come politico, anzi come elettorale, sa di sospetto. Sa di interessi, di soldi, di poltrone. Nel caso di Ferrara sono sospetti certamente infondati. Ma in politica le sensazioni e l'immagine contano come e più della realtà, e il direttore del Foglio dovrebbe saperlo bene. La presentazione di un partito ha quindi - di colpo - fatto calare la simpatia e il consenso verso la moratoria per l'aborto. Ma la scelta di presentare una lista è un errore anche e soprattutto per un altro motivo: per un calcolo di realismo politico. In politica, le battaglie si fanno se sono utili, se producono risultati concreti. E siccome la lista di Ferrara è destinata a raccogliere ben poco, il risultato sarà che, alla fine, la gente dirà: avete visto?, dell'aborto non importa un fico secco a nessuno. Il secondo indizio di un'avviata manovra di autodistruzione sta nel linguaggio e nei modi che, improvvisamente, Ferrara ha da qualche giorno iniziato ad adottare. L'ultimo caso è la sua sortita sulla vicenda di Genova. Intendiamoci bene. Ferrara ha perfettamente ragione quando dice che ormai si abortisce anche per futilissimi motivi: chi lavora nei consultori pubblici lo sa bene. Così come è vero che da quando c'è la legge 194, gli aborti sono più che quadruplicati: erano 30mila all'anno quelli clandestini prima del 1978, sono 130mila oggi solo quelli legali. Ma a volte i toni con cui si dicono certe verità, producono il solo effetto di far chiudere le orecchie a chi ha già poca voglia di ascoltare. Ferrara, lo ripeto, aveva realizzato un capolavoro inducendo tanti abortisti a un esame di coscienza. Ora, evocando i campi di sterminio nazisti, quel dialogo rischia di seppellirlo per sempre. Tanto più che anche questa vicenda di Genova appare ora - a torto o a ragione - come un pretesto per prendere voti. Se Ferrara avesse limitato la sua opera a una campagna culturale, e non politica, quest'accusa di strumentalizzazione non gli sarebbe stata mossa. E a guadagnarci, più che Ferrara, sarebbe stata tutta la causa della vita. A Ferrara vogliamo bene davvero. E sull'aborto siamo dalla sua parte. Per questo ci permettiamo di dargli un consiglio. Si chieda come mai chi ha cominciato ben prima di lui a battersi per la vita, non ha approvato la sua decisione di presentare una lista. Nessuno, nella Chiesa, gli ha dato l'imprimatur: né la Cei né Avvenire, né Cl, né Radio Maria. Si chieda come mai quello stesso mondo cattolico (che avrà i suoi difetti e le sue debolezze, ma che sta appoggiato su duemila anni di esperienza) pensa che lo scopo debba essere quello di far capire a più donne possibile che non debbono abortire, e che per raggiungere questo scopo occorrano da una parte una campagna culturale, e dall'altra (soprattutto) una realtà di accoglienza. Non, in ogni caso, un partito, né tanto meno un clima da rissa verbale. San Paolo esortava a non fare sconti sulla verità: ma aggiungeva che essa deve essere testimoniata con dolcezza e mansuetudine. Ferrara ha scoperto, da laico, l'immenso patrimonio di saggezza della Chiesa. Abbia ora l'umiltà di ascoltare coloro che questa scoperta l'hanno fatta prima di lui. Se non altro per una questione di realismo, cosa di cui Ferrara dovrebbe intendersi. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Tutti insieme appassionatamente. Cattolici del Family day, come Lucetta Scaraffia (sezione: Laici e chierici)

( da "Messaggero, Il" del 15-03-2008)

Argomenti: Laicita'

Vicepresidente di Scienza e Vita ma anche Gianluca Quadrana, capogruppo uscente della Rosa nel pugno che si battè (invano) per deliberare il registro delle Unioni Civili. Insomma, tutto ma anche il contrario di tutto come solo una Lista civica può permettersi. Fede, bioetica, laicità, candidati con percorsi diversi che hanno deciso di mettersi in gioco per riportare in Campidoglio Francesco Rutelli. "Questo è un gruppo che sarà determinante per il governo della città - li ha presentati uno ad uno il candidato del centrosinistra nella sede del suo comitato - sottoscriveranno un patto per i prossimi 5 anni e si metteranno al servizio della città". Anonimi o vip, laici o credenti, ha poca importanza purché si tratti di persone di riconosciuta statura professionale e morale, opinion leader capaci di pescare tanti voti, meglio se strappati allo schieramento rivale. Voti, appunto, valgono doppio. Ma a che punto siamo con i sondaggi? Tutti concordano su un dato per vincere al primo turno e non complicarsi la vita il vicepremier dovrà sudare. Rutelli spiega: "In tutte le elezioni del mondo c'è una cosa che si chiama "effetto winner", cioè la percezione di chi vince alle elezioni Questo effetto era alla pari a gennaio e febbraio tra i candidati di centrodestra e centrosinistra. Oggi vedo 20 punti di vantaggio per noi". La Lista civica, che ha per simbolo il Colosseo, avrà dunque un ruolo ondamentale. Non a caso ad occuparsene direttamente è stato chiamato Alberto Gambino, cattolico, docente e fondatore della scuola di formazione politica "Polis", unomo vicinissimo all'ex presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro. "Questa lista si è aperta al sociale e alle associazioni, i candidati hanno un'età media di 45/46 anni col 36,6% di donne", ha elencato Francesco Soro. La capolista è Consuelo Battistelli, 30 anni, non vedente. Da Bologna si è trasferita a Roma dove è responsabile accessibilità dell'Ibm. La Scaraffia, docente di Storia contemporanea alla Sapienza, è la numero due. Seguono gli altri in stretto ordine alfabetico. Il più giovane è Vittorio Occorsio, 20 anni, nipote del giudice ucciso 30 anni fa da un commando fascista. Particolare l'attenzione ai problemi sociali e alle comunità etniche e religiose: Vittorio Pavoncello, assessore allo Sport e presidente del Maccabi; Rusu Gabriel, rumeno, già consigliere aggiunto in Campidoglio e ora membro della Consulta nazionale. E ancora Carlo Fayer, già capogruppo della Lista civica per Veltroni, l'ex senatrice verde Carla Rocchi, Antonio Flamini, presidente delle Imprese di intrattenimento danzante e spettacolo. La lista Beautiful, insomma, è solo un ricordo. Ora gli unici noti sono l'ex campione del tennis Adriano Panatta, assessore provinciale uscente, il jazzista Lino Patruno e l'attore regista Francesco Siciliano, interprete de "La scorta". "Ci sono persone - ha concluso Rutelli - che si sono candidate con spirito di sacrificio, tutte con entusiasmo. Moltissime sono rimaste fuori e me ne scuso. Si sta configurando una valanga civica: un grande messaggio di partecipazione". C.Mar.

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Nuovi peccati e nuovi comandamenti (eco) (sezione: Laici e chierici)

( da "Manifesto, Il" del 15-03-2008)

Argomenti: Laicita'

Terraterra Nuovi peccati e nuovi comandamenti (eco) Marinella Correggia Sembra che si stia facendo strada il concetto di "peccato ambientale" fino a qualche tempo fa ignorato dalle Chiese. Le cose si muovono addirittura nel movimento evangelico statunitense; di recente oltre 40 religiosi della Convenzione battista del Sud hanno pubblicamente lamentato l'eccessiva "timidezza nella risposta alle emergenze ambientali, una cautela che è percepita nel mondo come noncurante, negligente e disinformata". Il reverendo Frank Page, presidente della Convenzione, tradizionalmente conservatrice, ha dichiarato insieme a due ex presidenti nella finora tetragona che "il tempo della timidezza rispetto alla natura, creazione di Dio, è finito". Tanya Erzen, esperta del mondo evangelico Usa alla Ohio State University, ha spiegato al quotidiano inglese Guardian che il tema dei cambiamenti climatici è ormai di quelli che dividono: la base dei fedeli, insieme ai pastori più giovani, sta facendo molte pressioni, abbastanza ascoltate, per timore di emorragie di credenti. Certo, i tradizionalisti ci sono ancora: la Cornwall Alliance for Stewardship of Creation sostiene che impegni vincolanti sul clima porterebbero alla perdita di 1,3 milioni di posti di lavoro fra i neri e gli ispanici. E alcuni pastori ambientalisti come Richard Cizik, presbiteriano, sono stati costretti a ritirare il proprio nome da petizioni ecologiste. Comunque nel 2006 l'arcivescovo di Londra elencò fra i "sintomi di peccato" l'utilizzo di auto di grossa cilindrata e di aerei, per via del loro pesante impatto ambientale. Parallelamente introdusse il concetto di "virtù ambientale": contenersi nei consumi per un senso di responsabilità nei confronti dei più poveri e delle future generazioni; "qualcosa che potrebbe portare più gioia". E Leo Hickman, giornalista inglese di "stili di vita", guarda con molto interesse al recente annuncio, da parte dell'arcivescovo cattolico Gianfranco Girotti, dei nuovi sette peccati capitali. Per memoria ricordiamo i classici sette peccati capitali: superbia, avarizia, invidia, gola, accidia, lussuria, ira. I nuovi invece sono: inquinamento ambientale, manipolazioni genetiche, accumulare eccessive (?) ricchezze, infliggere la povertà ad altri, traffico e consumo di droghe, esperimenti eticamente discutibili, violazione dei diritti fondamentali della natura umana. Tutti "modi di offendere Dio". Il commentatore Hickman si chiede: "Il cattolico che viaggia a Barcellona in aereo per un week end o non ricicla a dovere, e poi non confessa il peccato di inquinamento, andrà all'inferno?". Anche nel mondo laico gli innumerevoli attentati alle risorse sono ormai spesso definiti con il termine "colpa grave". E da ogni dove si indicano nuovi decaloghi per comportamenti virtuosi. L'anno scorso un gruppo di esperti inglesi, sollecitati dalla governativa Agenzia per l'ambiente, ha elencato 50 "comandamenti" per l'azione pubblica, apparsii sulla rivista periodica Your Environment. Guardacaso al secondo posto per importanza c'è: "Convincere i leader religiosi a fare dell'ambiente una priorità per i fedeli". E perfino, al nono posto, "incoraggiare le persone a comprare meno, di ciò che non è indispensabile". Insomma, secondo uno dei compilatori della lista, bisogna arrivare a vedere il consumo come un'eccezione, qualcosa che è scusata solo in caso di vero bisogno. Di "grande colpa di cui si macchia il mondo con il suo perverso uso delle risorse", anche di quelle economiche - parla Rajendra Pachauri, coordinatore dell'Ipcc, il gruppo di scienziati dell'Onu vincitori del Premio Nobel per la pace per i loro rapporti sul riscaldamento del clima. Come sostenitore della campagna "illuminare un miliardo di vite umane", lo scienziato indiano ha confrontato i 15 miliardi di dollari che sarebbero necessari appunto per fornire energia elettrica solare a un miliardo di persone, con i 12 miliardi di dollari finora spesi per distruggere l'Iraq con la guerra iniziata nel 2003. Del resto la guerra è il più mortale dei peccati, sociali e ambientali.

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