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DOSSIER “LAICI & CHIERICI”

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ARCHIVIO GENERALE  DEL DOSSIER  

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IN EVIDENZA

Elezioni, l'appello dei vescovi "Serve un soprassalto d'amore" (La Repubblica 10-3-2008)

Bagnasco esorta gli italiani a "volere più bene al proprio futuro" E su lavoro, casa e pensioni auspica larghe intese in Parlamento. Il presidente della Cei chiarisce la posizione della Chiesa in vista del voto
"Non siamo coinvolti ma i cattolici devono opporsi a scelte contro la vita"

 

CITTA' DEL VATICANO - La Chiesa non intende interferire nelle scelte degli elettori. Ma auspica che le elezioni possano essere "un'occasione di crescita morale e civile". E' quel che afferma il presidente della Conferenza episcopale italiana, Angelo Bagnasco, nella prolusione pronunciata in occasione dell'apertura del Consiglio Episcopale Permanente. E aggiunge - citando Benedetto XVI - che è compito dei cattolici opporsi al "rischio di scelte politiche e legislative che contraddicono fondamentali valori e principi, antropologici ed etici, radicati nella natura dell'essere umano, in particolare riguardo alla tutela della vita umana in tutte le sue fasi".

Il voto, "occasione di crescita". "Non è, questo, un campo di pertinenza della Chiesa come tale - spiega Bagnasco riferendosi al voto imminente - a noi vescovi può essere chiesta una parola sull'atteggiamento interiore con cui il Paese si accinge ad affrontare questo appuntamento, tra i più alti del costume democratico". In questa prospettiva "auspichiamo che la circostanza si riveli un'occasione di crescita morale e civile". "Può realmente accadere - ha aggiunto - se nelle circostanze date, pur nell'inevitabile dialettica connessa agli appuntamenti elettorali, la comunità nazionale impara a volersi più bene, e a voler bene al proprio futuro. Se il Paese prende coscienza che c'è uno zoccolo comune che unisce tutti prima delle fisiologiche diversità e delle inevitabili competizioni".

"Serve un soprassalto d'amore". È la "consapevolezza di appartenere ad un destino comune", insiste Bagnasco, che può "proficuamente ispirare i comportamenti di ciascuno e motivare l'affezione e lo slancio partecipativo alla cosa pubblica. L'Italia ha bisogno di un soprassalto di amore per se stessa, per ricomprendere le proprie radici e dare slancio al proprio avvenire".

"Confermata linea di non coinvolgimento". Bagnasco quindi precisa: "Confermiamo la linea di non coinvolgimento, come Chiesa, e dunque come clero e come organismi ecclesiali, in alcuna scelta di schieramento politico o di partito: linea che già ci ha caratterizzato nelle precedenti consultazioni. Questo non coinvolgimento è, a ben guardare, il contrario del disinteresse e del disimpegno, ma è un contributo concreto alla serenità del clima, al discernimento meno distratto, alla concordia degli animi".

"Ma no a scelte che contraddicono i valori". Il presidente della Cei ricorda tuttavia come, per tutti i credenti, devono valere le parole pronunciate da Benedetto XVI al Convegno ecclesiale di Verona. "Occorre anche fronteggiare, con pari determinazione e chiarezza di intenti, il rischio di scelte politiche e legislative che contraddicono fondamentali valori e principi antropologici ed etici radicati nella natura dell'essere umano, in particolare riguardo alla tutela della vita umana in tutte le sue fasi, dal concepimento alla morte naturale, e alla promozione della famiglia fondata sul matrimonio, evitando di introdurre nell'ordinamento pubblico altre forme di unione che contribuirebbero a destabilizzarla, oscurando il suo carattere peculiare e il suo insostituibile ruolo sociale".

Attenzione a lavoro ed economia. Tra le preoccupazioni della Cei non ci sono solo aborto, eutanasia e unioni civili. I vescovi, chiarisce Bagnasco, sono consapevoli che tra "le attese più urgenti" e i "problemi indilazionabili" della maggior parte della popolazione italiana ci sono "l'aumento dei salari minimi, la difesa del potere d'acquisto delle pensioni, l'emergenza abitativa, la maggiore sicurezza nei posti di lavoro". Temi sui quali, aggiunge, la Chiesa auspica larghe intese nel prossimo Parlamento.

(10 marzo 2008)

Report "Laici e chierici"

Spagna, Francia e Usa: c'è un vento nuovo Veltroni esalta Zapatero: la sua vittoria premia forze che sanno coniugare crescita ed equità ( da "Unita, L'" del 10-03-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: un fatto storico e rappresenta la vittoria dei laici e dei cattolici democratici contro le ingerenze della chiesa spagnola e del Papa", segno che "i diritti civili non sono negoziabili". Lo afferma Iacopo Venier, responsabile Esteri Pdci. Per Aurelio Mancuso, presidente dell'ArciGay, è "la vittoria del popolo dei diritti civili e delle libertà di tutto il mondo".

Marino: un errore forzare la biologia ( da "Corriere della Sera" del 10-03-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: Santo Padre vada distinta dalle leggi di uno Stato laico. Su questo auspico si apra un dibattito serio". "Evitiamo distinzioni biologiche. L'etica cattolica riconosce il principio di precauzione fin dal concepimento". "Sì, al di là della visione religiosa io condivido. Non vorrei che la mia vita fosse prolungata oltre il possibile, specie se non ho autonomia fisica e intellettiva.

L'allarme dei vescovi: <Il Paese si disgrega> ( da "Corriere della Sera" del 10-03-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: E un partito laico, che non ha ingaggiato una battaglia culturale con la sinistra. Zapatero ora potrà continuare la sua rivoluzione culturale laicista, basata sul capovolgimento della Scrittura: non "la verità vi farà liberi", ma "la libertà vi farà veri".

Un seminario per saperne di più sull'Islam ( da "Tempo, Il" del 10-03-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: discussione sulla Chiesa in uno stato laico e tra l'avvento dell'islam ed il relativismo moderno, l'approfondimento della conoscenza della dottrina islamica e del dialogo spesso difficile tra i cattolici e chi professa i principi dell'Islam. La relazione, fonte di un puntualissimo studio di don Mario Pieracci, sacerdote a Roma, incaricato regionale per la Pastorale del Tempo libero,

Il cardinal Bertone chiede ai leader se hanno fatto bene i compiti ( da "Manifesto, Il" del 10-03-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: il segretario di Stato vaticano Tarcisio Bertone intende subito aggiornarsi. Una volta a Roma vuole capire se "i cattolici stanno emergendo a sinistra, al centro, a destra. E se i valori cristiani sono supportati da un vero impegno: sia da un impegno dei cattolici presenti nei vari schieramenti, sia dal rispetto promesso dai leader di quegli schieramenti"

Dice Gabriella Maggiulli: Ho avuto la fortuna di leggere, da poco, "L'anima e il suo ( da "Messaggero, Il" del 10-03-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: Userei il termine realista, se si potesse. E un saggio che affronta temi cruciali per la vita spirituale di ognuno di noi, in modo laico, spesso divergendo dal classico pensiero cattolico e facendo molti parallelismi con le altre religioni". (Cla. Ro.).

Casini candida il figlio di lando conti - massimo vanni ( da "Repubblica, La" del 10-03-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: nel bipolarismo e ho pensato di aderire ad un nuovo polo che nasce dall'unione di cattolici e laici". Lorenzo Conti, figlio dell'ex sindaco Lando ucciso dalle Br racconta così la sua candidatura al Senato per l'Udc. Una candidatura con poche speranze: "Certo sarà dura raggiungere il quorum dell'8 per cento, ma del resto la mia non è stata una candidatura di comodo", aggiunge Conti,

E adesso veltroni crede nel nuovo ciclo "un vento che soffia dall'europa agli usa" - gianluca luzi ( da "Repubblica, La" del 10-03-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: combatto e contrasto con tutte le mie forze l'idea che la società moderna possa avere tra i tanti elementi di divisione e contrapposizioni anche quella tra laici e cattolici perché altrimenti dovremmo pensare di avere un partito laico e un partito cattolico, che è esattamente il contrario delle ragioni per cui è nato il Partito democratico".

Programma strappato/1 Così fa a pezzi le idee degli altri Cara Unità, Berlusco ( da "Unita, L'" del 10-03-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: Veronesi nel Partito Democratico ritenendo che fosse una personalità troppo laica e razionale per le sue posizioni in campo etico; forse non si tiene conto che il professor Veronesi, oltre ad essere un oncologo di fama internazionale, non ha pendenze giudiziarie; domandiamoci allora se non valga più una fedina penale pulita ma una pseudo cattolicità espressa ma certamente non praticata.

Il Vaticano fa il test ai partiti ( da "Stampa, La" del 10-03-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: GIACOMO GALEAZZI CITTA'DEL VATICANO "I leader politici rispettino gli impegni con i cattolici", avverte il segretario di Stato vaticano, Tarcisio Bertone nel giorno in cui il Papa richiama l'impegno sui valori etici, anche in politica: "L'uomo rimane uomo con tutta la sua dignità, anche quando è un embrione o in stato di coma".

Accuse al corteo delle donne i cattolici imbarazzano il pd ( da "Repubblica, La" del 10-03-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: Per oggi si prevede dunque una delicata riunione del gruppo consiliare del Pd in Sala Rossa. E toccherà ai laici del partito trovare una mediazione che eviti una clamorosa rottura all'inizio della campagna elettorale per le elezioni del 13 aprile. (p.g.).

Il beato Marvelli un laico cattolico ( da "Stampa, La" del 10-03-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: L'esposizione, dal titolo "Alberto Marvelli: il cammino spirituale di un laico cattolico", è composta da 15 pannelli e da un video-documentario, che propongono la figura di questo giovane morto a soli 28 anni (1918-1946), modello di vita spesa a favore della società civile e religiosa. Orario: 8-12 e 15,30-19. \.

Se il Papa critica anche uomini di Chiesa Ha letto cosa ha detto il Papa? Ora ci dice che ( da "Stampa, La" del 10-03-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: in un periodo di così combattuto confronto fra laici e cattolici, Lei non è il solo ad adottare questo tono nei confronti di Benedetto XVI. In generale credo sia un atteggiamento sbagliato: crederci o meno, il Papa è un simbolo religioso e un leader mondiale importantissimo e per questo gli è dovuto un rispetto assoluto, nei toni come nelle argomentazioni.

L'espiazione socialista ( da "Avanti!" del 10-03-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: non è mai stato un Paese accogliente per i socialisti e per i laici, e nemmeno per i liberali: per motivi storici che è inutile rivangare, è sempre stato il paradiso dei cattolici, dei fascisti e dei comunisti. Nella seconda metà del Novecento, dopo la seconda guerra mondiale, i socialisti in Italia sono rimasti stretti fra la Dc al governo e il Pci all'


Articoli

Spagna, Francia e Usa: c'è un vento nuovo Veltroni esalta Zapatero: la sua vittoria premia forze che sanno coniugare crescita ed equità (sezione: Laici e chierici)

( da "Unita, L'" del 10-03-2008)

Argomenti: Laicita'

Stai consultando l'edizione del "Spagna, Francia e Usa: c'è un vento nuovo" Veltroni esalta Zapatero: la sua vittoria premia forze che sanno coniugare crescita ed equità / Roma VENTO NUOVO "Mettendo insieme il voto spagnolo e quello amministrativo francese si può dire, anche con uno sguardo agli Usa, che comincia a spirare un vento nuovo": così Walter Veltroni commenta a caldo i primi exit poll sulla vittoria di Luis Zapatero, pre- mier spagnolo riconfermato dal voto. Il partito socialista, il Psoe, vince sfiorando la maggioranza assoluta dei seggi (ne servono almeno 176 e secondo gli exit poll in tarda serata potrebbe averne 171) rispetto al Partito Popolare avversario. Il segretario del Pd, valuta la riconferma positivamente "se si pensa che in Italia da 15 anni un governo non è mai stato confermato alle elezioni successive". Qui sta la differenza con il resto d'Europa: in Spagna gli elettori premiano "un governo responsabile e innovativo". Insomma, Veltroni avverte quel clima positivo che si sentì "anche negli anni 90", in uno di quei "cicli politici, come questo, in cui i cittadini guardano con più fiducia a chi può tenere insieme crescita ed equità". Il "vento nuovo", per Veltroni, ha un'eco anche nella "straordinaria novità dalla competizione tra Barack Obama e Hillary Clinton negli Usa. Chiunque dei due vinca fra i democratici, restituirà una "leadership morale" non solo agli Usa: "Se sarà eletto un presidente nero, sarà una grande svolta per gli Usa e per il mondo intero, che sancirà i diritti e il rispetto di tutti. Se vincerà Hillary Clinton, la prima donna presidente, sarà un dato di fatto assolutamente straordinario che testimonia la grande trasformazione della società e del ruolo della donna"". Veltroni è contento anche del voto amministrativo in Francia: "Il successo del mio amico Bertrand Delanoe - sindaco di Parigi - manifesta una delusione verso i primi mesi di governo Sarkozy e del centrodestra". Il "vento" positivo degli exit poll di Madrid, nella serata di ieri, si è riflesso nei commenti della sinistra in Italia. Il primo ad esultare è il Pdci della Sinistra Arcobaleno, che considera la vittoria di Zapatero "un fatto storico e rappresenta la vittoria dei laici e dei cattolici democratici contro le ingerenze della chiesa spagnola e del Papa", segno che "i diritti civili non sono negoziabili". Lo afferma Iacopo Venier, responsabile Esteri Pdci. Per Aurelio Mancuso, presidente dell'ArciGay, è "la vittoria del popolo dei diritti civili e delle libertà di tutto il mondo". E, "simbolicamente hanno vinto anche il matrimonio gay" o comunque quella parità di diritti che "rende nervosi" i politici italiani. "I socialisti spagnoli, come quelli di tutta Europa - conclude Mancuso - si sono resi protagonisti di un cambiamento culturale e sociale molto importante, che in Italia sembra impossibile" per un centrosinistra e una sinistra "assolutamente timorose ed arretrate". Ovviamente il voto spagnolo porta un'ondata di ottimismo nella sinistra italiana e marca anche le differenze sui temi etici che in Italia suscitano tante polemiche. Per Alfondo Pecoraro Scanio, ministro dell'Ambiente, la vittoria del premier socialista "e l'affermazione di Verdi e sinistra in Francia sono uno stimolo importante per la Sinistra l'Arcobaleno". E Zapatero, "con il suo innovativo programma sui diritti, i giovani e le politiche energetiche, è molto più vicino alla Sinistra Arcobaleno che al Pd, simile, invece, a Sarkozy", è la frecciata che il leader verde rifila al Pd. Esulta per la "doppia vittoria dei socialisti in Spagna e nelle amministrative in Francia", Enrico Boselli, segretario dello Sdi. Innovazione dell'economia, grandi battaglie sulla laicità e il rispetto dei diritti civili sono, secondo il leader socialista italiano, "di esempio per tutte le altre democrazie europee a cominciare dall'Italia. Questo risultato rafforza una grande tradizione di libertà e di democrazia che ha un valore anche per il futuro". Evidentemente deluso dal risultato degli exit poll, Giuliano Ferrara sul "Foglio" bacchetta la campagna elettorale del Partito popular di Rajoy, basta sul "non parliamo di famiglia, di aborto, di bioetica e di altre questioni decisive sulle quali Zapatero ha imposto la sua egemonia culturale. Risultato: la vittoria di Zapatero. Chi non ha convinzioni non convince". Come dire: meno male che in Italia ci penso io, l''Elefantino, a dare zampate sull'aborto.

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Marino: un errore forzare la biologia (sezione: Laici e chierici)

( da "Corriere della Sera" del 10-03-2008)

Argomenti: Laicita'

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Cronache - data: 2008-03-10 num: - pag: 20 categoria: REDAZIONALE Senatore Pd Marino: un errore forzare la biologia "No, nessuno mette in discussione che una vita in coma non abbia dignità. Bisogna però essere liberi di indicare, sulla base della Costituzione, fino a dove si devono spingere le terapie. Se manca l'esplicita volontà del malato, già espressa in vita, nessuno ha diritto di interrompere le cure. Se questa volontà però esiste e non c'è ragionevole speranza di recupero dell'integrità intellettiva la stessa libertà dovrebbe essere riconosciuta per legge. Un concetto presente anche nel catechismo della Chiesa scritto da Ratzinger". "Credo che l'indicazione importante e legittima del Santo Padre vada distinta dalle leggi di uno Stato laico. Su questo auspico si apra un dibattito serio". "Evitiamo distinzioni biologiche. L'etica cattolica riconosce il principio di precauzione fin dal concepimento". "Sì, al di là della visione religiosa io condivido. Non vorrei che la mia vita fosse prolungata oltre il possibile, specie se non ho autonomia fisica e intellettiva. è più utile che le risorse vengano usate per migliorare le condizioni di chi non ha la minima assistenza. Pensiamo a Aids, tubercolosi e malaria. Tutte insieme fanno 6 milioni di morti al mondo". ROMA - "Cosa mi ha colpito di più del suo discorso? Che abbia pronunciato la parola coma. Ho pensato alla conflittualità creata dal caso Welby sul diritto all'autodeterminazione nella scelta delle terapia", commenta il senatore Ignazio Marino (nella foto), del Pd. La legge sul testamento biologico che lei avrebbe voluto non è in contrasto col pensiero del Papa? Che legge sarebbe stata la sua? "Una legge che non sia un piano inclinato verso l'eutanasia. Anzi, io dico di più. Per me la dignità è tale anche oltre il coma, quando subentra lo stato vegetativo permanente, che esclude possibilità di risveglio. La vita di Eluana Englaro non è meno degna della mia". L'uomo è uomo anche da embrione, dice il Papa. è d'accordo? L'affermazione di Ratzinger è un nuovo altolà alla scienza. Condivide? "La scienza soccorre la fede. Oggi si può tutelare l'embrione sperimentando su cellule staminali adulte". Per gli inglesi l'embrione è tale solo dopo il quattordicesimo giorno. è sbagliato cercare l'immortalità? Margherita De Bac.

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L'allarme dei vescovi: <Il Paese si disgrega> (sezione: Laici e chierici)

( da "Corriere della Sera" del 10-03-2008)

Argomenti: Laicita'

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-03-10 num: - pag: 5 categoria: REDAZIONALE L'allarme dei vescovi: "Il Paese si disgrega" Tra i cattolici di radio Cope: "A rischio l'unità nazionale, vince la cultura del '68" Il direttore, José Luis Restan: "Non siamo a una nuova guerra civile, ma è cominciata la seconda Transizione" SEGUE DALLA PRIMA Stavolta però hanno vinto i turchi. E sotto la redazione della Cope, la radio dei vescovi baluardo di una Spagna oggi sconfitta, non vengono i simpatizzanti del Partido popular, come dopo le grandi manifestazioni della destra che si tengono qui vicino, a piazza Alcalà o a piazza Colon; passano beffarde le auto degli elettori socialisti, a suonare il clacson in segno di vittoria e di sfregio. "Ma non siamo noi ad aver perso. E' la Spagna che ha scelto di correre seri pericoli, consegnando il potere per altri quattro anni a Zapatero " dice grave il direttore, José Luis Restan. Rede Cope, tre milioni di ascoltatori, seconda radio del Paese, è diventata protagonista della campagna elettorale non tanto per scelta propria quanto della sinistra. Attaccare i vescovi in Spagna porta voti. "Indeciso? Ascolta la Cope ogni mattina " era scritto sui manifesti del partito socialista a Barcellona. Sono diventate star o bersagli i due commentatori che per settimane hanno massacrato Zapatero: Cesar Vidal, divorziato e accanito difensore della famiglia, e Federico Jimenez Losantos, che Felipe Gonzalez nei comizi chiama Losdemonios. Ma la mente politica di Cope è Restan, il direttore. Autore di un pamphlet antisocialista ("Diario de una legislatura "), cultore di storia patria, la sua non è una polemica virulenta, è un lamento per la Spagna che da tempo considera minoritaria, e quindi perdente. Arrivano qui in calle Alfonso XII le prime chiamate degli ascoltatori, spaventati più che arrabbiati. La domanda si ripete: "Che ci succederà ora?". Sostiene il direttore, davanti a una tazza di caffè senza zucchero, che i rischi sono molti. "Il processo di disgregazione nazionale, che Zapatero ha accelerato trattando con Eta e approvando lo Statuto catalano, proseguirà. A ottobre i baschi voteranno per l'autodeterminazione, e il Psoe non avrà la forza di fermarli. Certo non accadrà in pochi mesi, ma la Spagna unita come l'abbiamo conosciuta rischia di non esistere più". Le ferite che si riaprono, è la linea della Cope, sono le stesse del '36: Madrid contro i separatisti; e lo Stato contro la Chiesa. "Ovvio che non siamo alla vigilia di una guerra civile - sorride amaro Restan -. Però con Zapatero è cominciata una seconda Transizione, che non pretende solo di riscrivere la storia, ma di rimodellarla. Molti nel Psoe non la pensano come lui, ma tacciono, a maggior ragione ora. Zapatero e i suoi non amano la storia spagnola. La considerano triste. Detestano i Re Cattolici che hanno costruito il Paese. Rinnegano l'evangelizzazione delle Americhe, narrata come impresa criminale. Rifiutano la tradizione cristiana, ridotta a Inquisizione e autodafé. Rappresentano la guerra civile come scontro tra buoni e cattivi. E mettono in discussione pure la monarchia: Zapatero è arrivato a dire che Juan Carlos va bene perché è un re quasi repubblicano! ". Il conduttore legge i primi dati e tenta di consolare il pubblico: "Coraggio, la maggioranza assoluta forse non ci sarà, il Pp non è andato così male…". Il direttore commenta: "Il Pp non è un partito cristiano. E' un partito laico, che non ha ingaggiato una battaglia culturale con la sinistra. Zapatero ora potrà continuare la sua rivoluzione culturale laicista, basata sul capovolgimento della Scrittura: non "la verità vi farà liberi", ma "la libertà vi farà veri". E' un motto della Gioventù socialista, ed è la linea del governo che la maggioranza degli spagnoli ha approvato. I desideri si convertono in diritti: matrimonio omosessuale, divorzio lampo, aborto. L'uomo e la vita sociale sono una pagina bianca, materia informe da plasmare a piacimento, grazie a un consenso tremendamente malleabile dal potere politico e mediatico. Un potere come quello descritto da Pasolini, che non si impone più con la violenza ma in modo sottile, abile, ambiguo; un potere come quello dipinto da Goya nelle Pinturas Negras. Lo Stato, oltre alla storia, rimodella l'individuo, educandolo al laicismo fin dalla scuola. La vittoria di Zapatero è la vittoria, quarant'anni dopo, della cultura del '68". I dati regione per regione confermano che il voto di stanotte si regge su radici storiche: la mappa politica della Spagna continua ad assomigliare a quella del luglio 1936; il Pp vince là dove il pronunciamento di Franco riuscì, in Galizia, nella Vecchia Castiglia, in Navarra, altrove arretra, in Catalogna quasi non esiste. "A Barcellona Rede Cope è ascoltata quasi clandestinamente, come da voi un tempo Radio Londra - racconta Restan -. Ci sono imprenditori che comprano la pubblicità a patto che non venga trasmessa in Catalogna. Ma noi giornalisti non siamo politici; siamo "provocatori", nel senso positivo in cui ci definiva don Giussani; rappresentiamo la minoranza che resiste. Alcuni miei amici parlano di Zapatero come di un marziano. Questi risultati confermano che non è così. Più che cercare lo scontro con un governo vincitore, per i vescovi e i credenti è tempo di ricominciare l'evangelizzazione, di lavorare alla riconquista della società". Aldo Cazzullo Urne Religiose al voto ieri a Madrid. I rapporti Stato-Chiesa sono stati al centro della campagna.

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Un seminario per saperne di più sull'Islam (sezione: Laici e chierici)

( da "Tempo, Il" del 10-03-2008)

Argomenti: Laicita'

Stampa Isernia Un seminario per saperne di più sull'Islam ISERNIA Argomento della seconda conferenza presso l'oasi "Maria Gargani" delle suore apostole del Sacro Cuore di Isernia, durante un seminario organizzato proprio per avviare una discussione sulla Chiesa in uno stato laico e tra l'avvento dell'islam ed il relativismo moderno, l'approfondimento della conoscenza della dottrina islamica e del dialogo spesso difficile tra i cattolici e chi professa i principi dell'Islam. La relazione, fonte di un puntualissimo studio di don Mario Pieracci, sacerdote a Roma, incaricato regionale per la Pastorale del Tempo libero, turismo e sport, rettore commissario dell'arciconfraternita del Santissimo Sacramento di Santa Maria in Via e giornalista professionista, ha evidenziato le caratteristiche della religione islamica che, in seguito ai recenti sanguinosi attentati terroristici in America ed in Europa, è per lo più considerata in Italia pericolosa con la presenza della gente islamica. Che democraticamente- ribadisce don Mario- dev'essere accettata rispettando tradizioni e principi. In una popolazione, in cui purtroppo si formano i cosiddetti kamikaze, esiste gente buona, onesta. Le azioni di discriminazione causate da una ingiustificata generalizzazione non debbono toccare il vero cristiano. S.D.C.

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Il cardinal Bertone chiede ai leader se hanno fatto bene i compiti (sezione: Laici e chierici)

( da "Manifesto, Il" del 10-03-2008)

Argomenti: Laicita'

Mi. B. Roma Durante i suoi viaggi ha dimenticato l'Italia, confessa, anche perché "non ho più ricevuto nemmeno un messaggino sulla situazione e sull'agone politico italiano". Ma appena tornato dall'Azerbaigian, il segretario di Stato vaticano Tarcisio Bertone intende subito aggiornarsi. Una volta a Roma vuole capire se "i cattolici stanno emergendo a sinistra, al centro, a destra. E se i valori cristiani sono supportati da un vero impegno: sia da un impegno dei cattolici presenti nei vari schieramenti, sia dal rispetto promesso dai leader di quegli schieramenti". Insomma, sarà un esame a tutto campo: i politici si preparino adeguatamente, perché da oltretevere l'attenzione è massima. Per ribadire autorevolmente il concetto, papa Ratzinger avverte: "L'uomo rimane uomo con tutta la sua dignità, anche quando è un embrione o in stato di coma". Le risposte non si fanno attendere. Il leghista Roberto Calderoli promette che il 5 aprile, a Pontida, tutti i candidati del Carroccio giureranno non solo fedeltà alla Padania, ma anche di "difendere la vita dal momento del suo concepimento fino alla sua conclusione naturale". Dal Pdl, il forzista Maurizio Lupi spiega poi di considerare giusto "il richiamo del cardinal Bertone a una responsabilità che sentiamo tutti personalmente e che nel programma del Partito delle libertà si è in maniera inequivocabile esplicitata laddove si parla di sostegno alla famiglia come pilastro fondamentale della società, di difesa e di accoglienza della vita dal suo concepimento, di contrarietà all'eutanasia, di tutela della libertà della persona in tutte le sue declinazioni, dalla libertà di educazione fino a quella di impresa, di sussidiarietà come concezione basilare dello Stato e di scienza al servizio dell'uomo". Insomma, c'è tutto e anche di più. Inutile dire poi che la Rosa bianca, spiega il suo presidente Savino Pezzotta, già leader del Family day, è sbocciata "proprio per tutelare i valori cattolici". Al richiamo della foresta non manca di rispondere la teodem Paola Binetti: "Per quanto riguarda noi cattolici impegnati nel Pd, il cardinal Bertone può star tranquillo", assicura. Certo, nel Pd "c'è una diversità di posizioni, ma anche un rispetto reciproco. E per quanto mi riguarda - concludea Binetti - farò di tutto per avere il comportamento il più limpido e il più trasparante possibile e il più aperto al dialogo mantenendomi fedele a quei valori a cui si riferisce il cardinale". Crecando di scartare rispetto al coro, esagera, dalla Sinistra arcobaleno, il verde Angelo Bonelli, che risponde così all'appello del segretario di Stato vaticano: "Il nostro programma è di solidarietà sociale, equità e giustizia, di cura del pianeta e delle sue risorse. Molto più attento ai valori cristiani di quei partiti che si ritengono tali e che non praticano questi valori nel quotidiano. Un programma laico, anche per garantire la libertà religiosa di tutti". E gli avvertimenti arrivati ieri dal fronte Vaticano sono solo un antipasto. Oggi toccherà ai vescovi dettare il loro programma elettorale: il presidente della Cei, Angelo Bagmasco, aprirà con la sua attesa prolusione il Consiglio episcopale permanente che sarà riunito fino a giovedì.

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Dice Gabriella Maggiulli: Ho avuto la fortuna di leggere, da poco, "L'anima e il suo (sezione: Laici e chierici)

( da "Messaggero, Il" del 10-03-2008)

Argomenti: Laicita'

Dice Gabriella Maggiulli: "Ho avuto la fortuna di leggere, da poco, "L'anima e il suo destino" di Vito Mancuso (Raffaello Cortina Editore, 340 pagine, 19,80 euro). Gli argomenti sono i più classici: l'esistenza e l'immortalità dell'anima, il suo fine. E' la trattazione che è diversa dal solito, come spiega nella prefazione anche il cardinale Carlo Maria Martini. Mancuso, che è un teologo, spiega nel modo più onesto possibile l'argomento, il più logico. Userei il termine realista, se si potesse. E' un saggio che affronta temi cruciali per la vita spirituale di ognuno di noi, in modo laico, spesso divergendo dal classico pensiero cattolico e facendo molti parallelismi con le altre religioni". (Cla. Ro.).

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Casini candida il figlio di lando conti - massimo vanni (sezione: Laici e chierici)

( da "Repubblica, La" del 10-03-2008)

Argomenti: Laicita'

Pagina I - Firenze Il caso Casini candida il figlio di Lando Conti MASSIMO VANNI "Non credo nel bipolarismo e ho pensato di aderire ad un nuovo polo che nasce dall'unione di cattolici e laici". Lorenzo Conti, figlio dell'ex sindaco Lando ucciso dalle Br racconta così la sua candidatura al Senato per l'Udc. Una candidatura con poche speranze: "Certo sarà dura raggiungere il quorum dell'8 per cento, ma del resto la mia non è stata una candidatura di comodo", aggiunge Conti, negli ultimi mesi protagonista di proteste contro gli ex terroristi con incarichi istituzionali. D'altra parte, ha annunciato ieri il candidato premier dell'Udc e capolista anche in Toscana Pierferdinando Casini, "candidiamo Conti perché vogliamo ricordare il passato dando voce alle vittime del terrorismo e non ai carnefici". Solo oggi però l'Udc depositerà le liste. Le prime ad arrivare, ieri, sono state (per la Camera) l'Associazione per la difesa della vita (la lista di Giuliano Ferrara), L'Italia dei valori, il Pli che torna così sulla scheda elettorale, la Sinistra critica che fa capo a Turigliatto, la lista civica nazionale "Per il bene comune", il Pdl, il Movimento europeo diversamente abili, la Lega Nord (Bossi capolista), l'Unione democratica per i consumatori e la Lista dei grilli parlanti con Beppe Grillo capolista. Al Senato c'è anche la lista "Socialisti per le libertà". Per il Pdl saranno in gara alla Camera, Elio Vito, Deborah Bergamini, Paolo Bonaiuti, Riccardo Migliori, Denis Verdini, Marco Martinelli, Massimo Parisi, Flavia Perina, Roberto Tortoli, Maurizio Bianconi, Riccardo Mazzoni, Monica Faenzi, Gabriele Toccafondi e Lucio Barani. Il segretario toscano della Dc Alessandro Corsinovi se la prende col Pdl: "Neppure un posto per noi in lista".

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E adesso veltroni crede nel nuovo ciclo "un vento che soffia dall'europa agli usa" - gianluca luzi (sezione: Laici e chierici)

( da "Repubblica, La" del 10-03-2008)

Argomenti: Laicita'

L'esempio spagnolo I socialisti francesi Il leader del Psoe Il leader del Pd: "In Spagna e in Francia due risultati molto importanti. Zapatero realista e innovatore" E adesso Veltroni crede nel nuovo ciclo "Un vento che soffia dall'Europa agli Usa" "Con Clinton alla Casa Bianca ci fu una stagione di vittorie: Blair, noi, la Francia" "La conclusione della stagione di Bush apre spazio a una leadership nuova e giovane" Dobbiamo anche noi avere quella sana radicalità del riformismo che è necessaria Oltre alla disillusione per Sarkozy, si apprezzano esperienze di governo come quella di Delanoe Lui e la Chiesa? Lo Stato è laico, però può animare la politica anche chi ha un punto di vista religioso GIANLUCA LUZI ROMA - La vittoria di Zapatero e la sconfitta di Sarkozy raggiungono Veltroni nel Nordest, dove "è caduto il muro che c'era con il centrosinistra". Due risultati "molto importanti che se vogliamo sommare a quello che succede negli Stati Uniti dicono che sta spirando un vento nuovo in Europa e in occidente. Con Kennedy ci fu il centrosinistra in Italia e Brandt in Germania. Con Clinton c'è stata una stagione di vittorie in tutta Europa: Blair, noi, la Francia. Adesso sta succedendo qualcosa di simile: la conclusione della stagione di Bush apre lo spazio a una leadership nuova, più giovane, in sintonia con una società mobile, veloce e al tempo stesso insicura dal punto di vista sociale e che chiede delle soluzioni". Lei conosce bene Zapatero. Qual è la sua carta vincente? "La vittoria di Zapatero è la vittoria di un uomo politico molto realista e innovatore, esattamente ciò che i riformisti sanno essere. Zapatero avrà una maggioranza molto ampia ed è importante che sia stata confermata la sua esperienza di governo. Una grande differenza con l'Italia dove mai un governo, dal '94 in poi, è stato confermato dal voto successivo degli elettori". E la sconfitta di Sarkozy in Francia? "Mi sembra che da un lato ci sia stato l'apprezzamento per certe esperienze di governo, per esempio quella del mio amico Delanoe a Parigi. Però, per usare una espressione spagnola, ha pesato anche il desencanto per le attese che c'erano per il governo Sarkozy. Credo che in Francia questa disillusione sia molto forte e il voto lo testimoni. D'altra parte - parlo di una cosa che conosco molto bene - quando ho visto che dopo un giorno di sciopero dei taxi, la liberalizzazione delle licenze si è fermata, ho pensato che in fondo c'è qualcosa in Italia in cui siamo andati più avanti, e meglio". Il Pdl ha candidato proprio il sindacalista dei taxi che ha guidato la "rivolta". "Fa parte non per caso di una destra che è statalista e antimoderna, che propone le partecipazioni statali in Alitalia, i dazi in economia, candida il nemico delle liberalizzazioni, candida Ciarrapico. Straccia i programmi. E' un pezzo di un'Italia di ieri e il ciclo che si apre in Europa dice che deve essere superato". Cosa le suggerisce in chiave italiana la politica di Zapatero? "Di essere realisti e innovatori, di avere quella sana radicalità del riformismo che è necessaria. Le nostre innovazioni necessitano di un ciclo politico e questa è la cosa più interessante del voto spagnolo anche per l'Italia. Gli spagnoli sono saggi: hanno dato ad Aznar la possibilità di completare il suo ciclo politico e ora la danno a Zapatero, così come gli inglesi l'hanno data alla signora Thatcher e poi a Tony Blair. Un paese saggio sa che quando si devono fare le innovazioni bisogna avere davanti a sè un ciclo politico". Prodi aveva cominciato a risanare i conti, ma il consenso è crollato. Come farete a recuperare? "Il nostro elemento di discontinuità è duplice. Da un lato è politico: la presa d'atto che una stagione politica italiana è finita e che adesso non è più il tempo delle alleanze contro Berlusconi, ma è il tempo di una grande sfida riformista che noi vogliamo fare da soli perché vogliamo rimettere il paese nella condizione di crescere e di ritrovare quell'energia che ha perduto. Dall'altra c'è una discontinuità programmatica: noi siamo liberi di dispiegare la nostra identità e di non doverla mediare con chi pensa che sia necessario riprendere la lotta di classe contro i padroni. Il paese che vorremmo fare è un paese in cui ci sia meno pressione fiscale perché c'è meno evasione e meno spesa pubblica". Prodi ha annunciato il ritiro dalla politica. E' una presa di distanza anche dal Pd? "Al contrario, è la conferma dello stile della persona, che è una cosa rara nella politica italiana. Prodi ancora una volta dà una prova di disinteresse: il contrario di un distacco dalla politica. E' l'idea che si può fare politica anche senza essere impegnati in una dimensione istituzionale. Prodi per due volte ha risanato i conti dello Stato e ha rimesso il paese in condizione di essere un paese europeo, ha tenuto alto il prestigio dell'Italia come presidente della commissione europea. Credo che il paese debba avere nei suoi confronti un atteggiamento di riconoscenza. Lo stile differente tra chi strappa i programmi degli altri e chi fa la dichiarazione di Prodi è del tutto evidente". Zapatero ha tenuto duro di fronte alle critiche della Chiesa. E lei? "Prima di tutto devo dire che una certa rappresentazione di Zapatero - che conosco molto bene - non è quella reale. Lo Stato è laico, decide le sue leggi secondo i suoi poteri. Però considero del tutto naturale che persone che hanno un punto di vista religioso possano animare la vita pubblica e politica con le loro idee. Diffido, combatto e contrasto con tutte le mie forze l'idea che la società moderna possa avere tra i tanti elementi di divisione e contrapposizioni anche quella tra laici e cattolici perché altrimenti dovremmo pensare di avere un partito laico e un partito cattolico, che è esattamente il contrario delle ragioni per cui è nato il Partito democratico".

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Programma strappato/1 Così fa a pezzi le idee degli altri Cara Unità, Berlusco (sezione: Laici e chierici)

( da "Unita, L'" del 10-03-2008)

Argomenti: Laicita'

Stai consultando l'edizione del Programma strappato/1 Così fa a pezzi le idee degli altri Cara Unità, Berlusconi ha compiuto un gesto repellente. In mezzo alle ovazioni dei suoi elettori, immemori del suo sfascio del paese, delle sue leggi ad personam, dei suoi processi condonati, a stracciato il programma del Pd. Pochi hanno evidenziato la manifesta intenzione che questo vile gesto implica: fare a pezzi le idee dell'altra metà dell'Italia che non è con lui, che vede la sua pericolosità. Pericolosità che si è ben rivelata nell'uso personale del Parlamento durante il quinquennio, nella sua aggressione senza limiti ai suoi avversari, giudici, giornalisti liberi. Le campagne denigratorie e d'aggressione a Prodi, con il killeraggio mediatico delle bufale Telekom Serbia e affare Mitrokin e il Dossier Pio Pompa confermano questa pericolosità di Berlusconi che, se eletto, farà ancora peggio di quello che ha fatto nel quinquennio. E i suoi che lo osannavano mentre stracciava e faceva a pezzi le idee dell'altra Italia, sono responsabili quanto lui di questo attacco inaudito alla democrazia. Significa che sono pronti a fare a pezzi il familiare, il vicino, l'amico che hanno idee diverse dalle loro. Patrizia Chiara Programma strappato/2 Il Paese non vada nelle loro mani Cara Unità, guardando il telegiornale, eccoti il servizio sul BerlusconiFiniShow, la vecchia coppia scoppiata tornata ora in auge in vista delle prossime elezioni. Ciò che subito mi è balzato all'occhio è quanto sia vero che la storia è fatta di corsi e ricorsi; infatti, abbiamo visto il primo Lord che permettersi di stracciare ciò che a suo dire è il programma del Pd, e il secondo - sempre Lord - affermare "potremo intestare al Pdl di aver dato vita il 13 aprile ad una nuova stagione ma di liberazione". Se il gesto dell'on. Berlusconi può essere giudicato alla stregua di una gag di pessimo gusto, quello dell'on. Fini può essere considerato una vera e propria offesa verso tutti coloro che lottarono per liberare davvero l'Italia e gli Italiani da una dittatura feroce come quella fascista, che fece danni enormi, sconvolegendo e mietendo migliaia di vite innocenti. Ci vuole davvero una bella faccia tosta! Certo, se quella di sabato è l'anteprima del loro agire, non c'è certo da stare tranquilli. Però, ciò può aiutare a scrollarci di dosso il nostro torpore, a riscoprire i nostri valori, coltivare i nostri ideali, esprimere i nostri sogni, insomma, a impegnarci affinché il paese non veda certa gente di nuovo alla sua guida. Marcello Minelli, San Giustino (Pg) Programma strappato/3 Berlusconi ci dà uno schiaffo... Cara Unità, siamo costernati dal comportamento tenuto da Berlusconi durante un suo comizio. Veltroni ha adottato la tattica di non denigrare mai l'avversario, invece il Cavaliere va fuori dal selciato: dopo i vari insulti della precedente campagna elettorale, scusateci se scriviamo l'insulto ma non siamo noi a dirlo: " Chi vota a sinistra è coglione", adesso la novità è di strappare il programma del Pd in un suo comizio. Allibiti, basiti, stupiti e stravolti sono i nostri stati d'animo. Dovremmo aspettarci di tutto da Berlusconi eppure ogni suo schiaffo ci brucia sempre... Riccardo Miccichè e Valentina Mirabile, Agrigento Che cosa pensa la Chiesa di chi candida condannati dalla giustizia? Cara Unità, l'Udc, molto vicina alla Chiesa Cattolica, ha candidato ( come previsto) Cuffaro in Sicilia; sarei curiosa di conoscere il parere della Chiesa su questa candidatura dato che, a suo tempo, fu molto critica con la candidatura del professor Veronesi nel Partito Democratico ritenendo che fosse una personalità troppo laica e razionale per le sue posizioni in campo etico; forse non si tiene conto che il professor Veronesi, oltre ad essere un oncologo di fama internazionale, non ha pendenze giudiziarie; domandiamoci allora se non valga più una fedina penale pulita ma una pseudo cattolicità espressa ma certamente non praticata. Maria Grazia Nibbi, Firenze Corridoio Tirrenico Ancora due parole per dire sì Caro Direttore, replico alla risposta di Vittorio Emiliani dell'8 marzo su queste pagine. Non ritorno ai dati Istat sul consumo del suolo e gli "scempi paesaggistici" perché già discussi e chiariti su queste pagine a suo tempo anche con l'Assessore regionale Riccardo Conti il quale da buon toscano (prima di essere amministratore e politico riformista) vuol bene alla sua terra e risponde alle esigenze di ammodernamento con la sintesi "tutela e sviluppo". La Toscana è anche una Regione europea capace di contribuire ed orientare, partecipando, agli obiettivi dello Schema di Sviluppo dello Spazio Europeo, con processi che interessino il suo intero "sistema", da fargli assumere il ruolo di ponte tra l'Europa e lo spazio mediterraneo, con riferimento al Quadro Strategico Nazionale 2007-2013 a cui far risalire l'obiettivo previsto nel PRS 2006-2010 e il PIT 2005-2010 della Piattaforma Logistica Costiera per la quale il completamento infrastrutturale del Corridoio Tirrenico (e non Autostrada della Maremma) ne è struttura di supporto necessaria e non è solo "per i Tir quel risparmiare 15 minuti appena tra Rosignano e Civitavecchia". Sottolineo il significato e i benefici che ne trarrebbe il territorio interessato con il completamento del Corridoio Tirrenico, le indicazioni tratte dai Piani Strutturali dei Comuni di Orbetello e Capalbio, "la S.S. Aurelia diverrebbe nel suo percorrere il territorio comunale un strada parco" (un declassamento-riqualificazione che sarebbe auspicabile anche oltre, non è favorevole?) e "la definizione del corridoio tirrenico quale itinerario plurimodale europeo anche ai fini di alleggerire la direttrice della dorsale appenninica per il servizio al traffico merci e passeggeri" (comprendete l'importanza?). Mi auguro di averla aiutata per riflettere sulla definizione di "inutile" per la scelta di Di Pietro e di "no dothing" (da non fare) degli esperti milanesi di Berlusconi per rivedere la sua posizione critica. Arch. Bruno La Mela, Firenze Perché pagare il canone Telecom anche senza Adsl? Cara Unità, ma il canone Telecom da cosa è giustificato: è per volontà divina che dobbiamo pagarlo? Perché i milioni di italiani a cui Telecom Italia nega ancora l'Adsl devono continuare a pagarlo e magari contemporaneamente pagare qualche gestore locale di connessione wireless a banda larga per poter andare su internet? Giovan Sergio Benedetti, Gragnano (Lucca).

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Il Vaticano fa il test ai partiti (sezione: Laici e chierici)

( da "Stampa, La" del 10-03-2008)

Argomenti: Laicita'

IL CARDINALE BERTONE: RISPETTO PER I CATTOLICI. IL PAPA: DIGNITÀ ALL'UOMO, DALL'EMBRIONE AL COMA Botta e risposta sulla preghiera con il rabbino capo degli ebrei Il Vaticano fa il test ai partiti [FIRMA]GIACOMO GALEAZZI CITTA'DEL VATICANO "I leader politici rispettino gli impegni con i cattolici", avverte il segretario di Stato vaticano, Tarcisio Bertone nel giorno in cui il Papa richiama l'impegno sui valori etici, anche in politica: "L'uomo rimane uomo con tutta la sua dignità, anche quando è un embrione o in stato di coma". Intanto oggi la prolusione del cardinale Angelo Bagnasco al consiglio permanente della Cei è particolarmente attesa per conoscere gli orientamenti della Chiesa in vista delle elezioni politiche di aprile. Un discorso molto delicato sulla situazione italiana (bioetica, dialogo laici-credenti, famiglia, emergenza povertà), limato fino alla tarda serata di ieri sera. Prendendo spunto dal brano evangelico della risurrezione di Lazzaro, Benedetto XVI (durante la messa al centro internazionale San Lorenzo) ha parlato a braccio del "grande albero della vita" e del significato della morte: "Pur facendo parte del biocosmo, l'uomo lo trascende, ha sete di conoscenza dell'infinito, vuole arrivare alla fonte della vita, vuole trovare la vita stessa". Tutta la scienza, secondo il Papa, "è una grande lotta per la vita, tutta la medicina è una lotta della vita contro la morte, per trovare la medicina dell'immortalità". Se la medicina riuscisse a sconfiggere la morte, "il mondo si riempirebbe di vecchi, non ci sarebbe più spazio per i giovani". Uno scenario spaventoso: "Non possiamo sperare nel prolungamento infinito della vita biologica, dobbiamo piuttosto aspirare all'eternità. Cristo è il farmaco dell'eternità". Intanto con toni più politici, il cardinale Bertone entra nell'"agone italiano" per verificare "se i leader dei vari schieramenti che si presentano alle elezioni mettano in atto il rispetto promesso ai valori cristiani" e quale ruolo stiano assumendo i candidati che si riconoscono in questi valori. "Mi tufferò di nuovo nei problemi italiani, e vedrò se i cattolici stanno emergendo a sinistra, al centro, a destra. E se i valori cristiani sono veramente supportati da un autentico impegno", ammonisce il premier vaticano, che è tornato ieri dal suo viaggio in Armenia e Azerbaigian con la convinzione che "si sta avvicinando" l'incontro tra Benedetto XVI e il patriarca di Mosca, Alessio II e che la questione della preghiera per gli ebrei nel venerdì santo va affrontata secondo reciprocità ("preghiere che potrebbero o dovrebbero essere modificate esistono da ambo le parti"). Su questo punto, immediata la replica del rabbino capo di Roma: le preghiere ebraiche - ha spiegato Riccardo Di Segni - "sono già state auto-censurate secoli fa, molto prima del Concilio".

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Accuse al corteo delle donne i cattolici imbarazzano il pd (sezione: Laici e chierici)

( da "Repubblica, La" del 10-03-2008)

Argomenti: Laicita'

Pagina II - Torino Accuse al corteo delle donne I cattolici imbarazzano il Pd "Sull'aborto fingono un nemico che non c'è più" Teodem alleati ai popolari, obiettivo: che si discuta il caso oggi in Sala Rossa Dopo il blitz degli anarchici e dei centri sociali al Mauriziano, scoppia la bufera nel Pd. L'ala cattolica del gruppo consiliare di Palazzo civico firma un durissimo comunicato in cui si riprende l'accostamento fatto dai mezzi di informazione tra il sabotaggio alla sede di "Promozione e vita" e il corteo femminista dell'8 marzo. Per accusare le donne che hanno partecipato al corteo di "ripetere gli slogan arrabbiati di 30 anni fa, quasi che tutto questo tempo sia trascorso inutilmente". I firmatari del documento aggiungono che "continuare a fingere che si debba lottare contro un nemico che vuole riportare l'Italia agli aborti clandestini e alle mammane è comodo ma totalmente falso". Il testo è sottoscritto da Marco Calgaro, Stefano Gallo, Domenica Genisio e Stefano Lorusso i quali si ripromettono "di proporre oggi al gruppo consiliare un ordine del giorno sull'argomento". Iniziativa imbarazzante che giunge nelle stesse ore in cui vengono depositate le liste per le elezioni del 13 aprile. Il capogruppo in Comune, Andrea Giorgis, cerca di ridimensionare la vicenda: "Vedremo oggi al gruppo se e in che termini qualcuno vorrà presentare ordini del giorno. La riunione del gruppo è dedicata ai documenti sul tema dei grattacieli. Vedremo di trovare uno spazio per discutere anche di questo". In ogni caso Giorgis non intende esprimere il suo personale parere sul documento: "Preferisco attendere la riunione del gruppo consiliare". Silenzio anche dal segretario regionale del Pd, Gianfranco Morgando, di area cattolica. Stupisce che tra i firmatari dell'attacco alle femministe non ci siano solo i teo-dem ma anche gli esponenti del cattolicesimo popolare. Al di là della polemica immediata, una presa di posizione tanto clamorosa sembra tradire il disagio dei cattolici moderati verso le scelte del partito in tema di candidature. "Certo non è semplice vivere in un partito polarizzato tra i radicali di Emma Bonino e i teo-dem di Luigi Bobba", diceva ieri un importante esponente dei popolari piemontesi riferendosi alla macroscopica differenza di opinioni tra la capolista al Senato e il capolista alla Camera in Piemonte 2 e al fatto che quella contrapposizione rende poco visibili nel partito le posizioni di quei cattolici che hanno posizioni non integraliste. Un problema aggravato dalla presenza sulla scheda della Cosa Bianca di Casini e Pezzotta che accende la lotta per la conquista dell'elettorato cattolico moderato. Per oggi si prevede dunque una delicata riunione del gruppo consiliare del Pd in Sala Rossa. E toccherà ai laici del partito trovare una mediazione che eviti una clamorosa rottura all'inizio della campagna elettorale per le elezioni del 13 aprile. (p.g.).

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Il beato Marvelli un laico cattolico (sezione: Laici e chierici)

( da "Stampa, La" del 10-03-2008)

Argomenti: Laicita'

L'Associazione "Don Bosco Caselle", in collaborazione con la Parrocchia di Caselle Torinese, ospita presso la chiesa della Confraternita dei Battuti in piazza Boschiassi a Caselle Torinese da sabato 8 a lunedì 24 marzo una mostra sulla vita del beato Alberto Marvelli, giovane ex-allievo salesiano. L'esposizione, dal titolo "Alberto Marvelli: il cammino spirituale di un laico cattolico", è composta da 15 pannelli e da un video-documentario, che propongono la figura di questo giovane morto a soli 28 anni (1918-1946), modello di vita spesa a favore della società civile e religiosa. Orario: 8-12 e 15,30-19. \.

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Se il Papa critica anche uomini di Chiesa Ha letto cosa ha detto il Papa? Ora ci dice che (sezione: Laici e chierici)

( da "Stampa, La" del 10-03-2008)

Argomenti: Laicita'

Anche la Chiesa è attraversata da quella malattia del secolo che si chiama edonismo. "Essi vivono nel mondo e sono spesso segnati, se non condizionati, dalla cultura dell'immagine che impone modelli e impulsi contraddittori", dice degli uomini della sua stessa Chiesa. Cito a memoria ma a me pare che non sia nemmeno l'unica accusa da lui rivolta alle sue più speciali pecorelle. Di recente si è lamentato infatti del dilagare nelle fila del clero dell'abbandono della tonaca a favore dell'abito scuro, indicando in questa scelta un segno di vanità e di cedimento al secolarismo. A cosa punta questo Papa? Quando si fermerà? MARIANO MARZANO, ROMA Il suo è un tono di scherno e, in verità, in un periodo di così combattuto confronto fra laici e cattolici, Lei non è il solo ad adottare questo tono nei confronti di Benedetto XVI. In generale credo sia un atteggiamento sbagliato: crederci o meno, il Papa è un simbolo religioso e un leader mondiale importantissimo e per questo gli è dovuto un rispetto assoluto, nei toni come nelle argomentazioni. Non credo accetteremmo toni di scherno per il Presidente della Repubblica - e quando ne ascoltiamo siamo pronti a fare un richiamo al dovuto rispetto delle istituzioni. Né useremmo toni così "alla mano" per un importante rabbino o la guida spirituale degli Sciiti o Sunniti. Nello specifico, poi, l'argomento su cui lei porta la nostra attenzione è molto serio. Questo Papa è un uomo severo, abbiamo imparato a conoscerlo. Severo è il suo approccio alla dottrina, nella ricerca di un ritorno all'essenza e alla purezza del messaggio cristiano, al di là di quelli che lui considera gli inquinamenti o, meglio, le influenze, di un combinato di mode, ideologie, tendenze e idee che la Chiesa ha assorbito come una rete che nel suo lungo strascico raccoglie insieme con la pesca tutti i detriti sul fondo del mare. Immagine forse poco sacrale, ma è quella che meglio ai miei occhi sintetizza lo sforzo di questo Papa nel separare l'essenzialità dei valori cristiani dalle sue incrostazioni terrene. Moltissime persone sono in disaccordo nel vedere definiti incrostazioni quelli che sono invece vissuti come valori laici. Ma è innegabile che questo sforzo di Benedetto XVI riapre molte utili discussioni. Il secolarismo, il corrodersi di una cultura tutta puntata sull'immagine e lo sfoggio, la mancanza di un centro solido dentro la propria coscienza da cui dare origine e misura alla nostra attività nel mondo, sono malesseri reali del nostro mondo, una forma di lenta dissoluzione della nostra identità. Che questo malessere coinvolga anche le coscienze degli uomini di Chiesa, è comprensibile. E se il Papa non criticasse anche loro, quale serietà, quale onestà gli si potrebbe attribuire?.

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L'espiazione socialista (sezione: Laici e chierici)

( da "Avanti!" del 10-03-2008)

Argomenti: Laicita'

DESTINO SEGNATO PER BOSELLI E COMPAGNI L'espiazione socialista 10/03/2008 "L'espiazione socialista " è il titolo di un libro ormai scomparso dalle librerie ma ben noto ai vecchi socialisti, che Guido Mazzali, storico direttore dell'Avanti!, scrisse nel 1943, con prefazione nientemeno che di Adriano Tilgher e un sottotitolo: "Storia critica del socialismo italiano". In quel libro, Mazzali (caro e intelligente amico) analizzava le ragioni dell'eterna sconfitta del socialismo in Italia e profetizzava le ragioni delle sconfitte future. "L'espiazione socialista" mi è tornato in mente, guardando alla televisione la sortita di Enrico Boselli a "Porta a Porta". Una piccola trovata propagandistica alla Pannella: peccato che Boselli sia una persona educata, del tutto priva delle grandi esplosioni istrioniche, alla Zacconi, di cui Pannella è maestro. I socialisti si trovano in questa campagna elettorale in estrema difficoltà e questa volta rischiano di scomparire definitivamente dalla scena politica. Solo un miracolo può sollevare il resuscitato Ps dall'1% dello Sdi al necessario limite del 4%. Ma in politica tutto è possibile, come a Lourdes, e Boselli ci prova con meritoria tenacia. Ma in realtà il Psi è già morto da un pezzo: dal 1992 ammazzato dai magistrati e dai comunisti, insieme a Bettino Craxi. E secondo me, come ho scritto più volte, era morto da molto prima: dal Sessantotto, col fallimento e la scissione dell'unificazione socialista, che era stato l'ultimo tentativo di costruire in Italia una grande socialdemocrazia di tipo europeo. L'anno 1968 è anche l'ultimo del ventennio del miracolo economico italiano. Si potrebbe dire che l'Italia abbia vissuto tre ventenni: 1948-1968, il miracolo economico; 1968-1990, la digestione del grasso prodotto nel ventennio precedente; 1990-2008, gli anni della crisi istituzionale ed economica, che ancora continua rovinosamente. L'Italia in verità, non è mai stato un Paese accogliente per i socialisti e per i laici, e nemmeno per i liberali: per motivi storici che è inutile rivangare, è sempre stato il paradiso dei cattolici, dei fascisti e dei comunisti. Nella seconda metà del Novecento, dopo la seconda guerra mondiale, i socialisti in Italia sono rimasti stretti fra la Dc al governo e il Pci all'opposizione: un'opposizione di comodo, che fu in realtà una compartecipazione al potere. Il Pci ha sempre goduto di questa straordinaria ambiguità, concepita da Palmiro Togliatti: profittare di una opposizione demagogica e insieme di tutte le comodità del potere parlamentare e nella società civile. In questo mezzo secolo, il Psi ha avuto fortuna quando è stato autonomo, al centro dello schieramento, stando al governo a sinistra della Dc, con gli altri partiti laici. Si è invece fatto liquidare ogni volta che si è affidato ai comunisti, arrendendosi alla vecchia favola dell'unità della sinistra e alle altre fumisterie massimaliste. In quest'ultima fase, dal 1992, lo Sdi di Boselli ha sopravvissuto come poteva e in questo Boselli ha dimostrato pazienza e sagacia tattica. Ma non poteva fare di più, così come i democristiani residui non possono fare più che le mediocri trovate dell'Udc o delle Rose bianche. Non ci si vuol render conto che con il terremoto del '92-'93 un fase storica è definitivamente tramontata. I vecchi nomi, le vecchie ditte, non rappresentano più nulla, se non dei richiami sentimentali alla tradizione. Lo Sdi di Boselli si è rifugiato negli astratti e minoritari discorsi dei cosiddetti diritti civili e della laicità: quando la gente è presa dai grandi problemi della globalizzazione, cioè della sopravvivenza economica e politica dell'Occidente e particolarmente dell'Italia; un'Italia in spaventoso declino, culturale prima ancora che economico e politico. Purtroppo, l'Italia non ha molte più probabilità di scampare al destino, di quelle che ha il Ps di sopravvivere elettoralmente. Questo è il discorso della logica politica, ma ci sarà sempre qualcuno che continuerà a sperare nello Stellone e nel Sole dell'avvenire.

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