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Elezioni, l'appello dei
vescovi "Serve un soprassalto d'amore" (La Repubblica 10-3-2008)
Bagnasco
esorta gli italiani a "volere più bene al proprio futuro" E su
lavoro, casa e pensioni auspica larghe intese in Parlamento. Il presidente
della Cei chiarisce la posizione della Chiesa in vista del voto
"Non siamo coinvolti ma i cattolici devono opporsi a scelte contro la vita"
CITTA'
DEL VATICANO - La Chiesa non intende interferire
nelle scelte degli elettori. Ma auspica che le elezioni possano essere
"un'occasione di crescita morale e civile". E' quel che afferma il
presidente della Conferenza episcopale italiana, Angelo Bagnasco, nella
prolusione pronunciata in occasione dell'apertura del Consiglio Episcopale
Permanente. E aggiunge - citando Benedetto XVI - che è compito dei cattolici
opporsi al "rischio di scelte politiche e legislative che contraddicono
fondamentali valori e principi, antropologici ed etici, radicati nella natura
dell'essere umano, in particolare riguardo alla tutela della vita umana in
tutte le sue fasi".
Il voto, "occasione di crescita". "Non è, questo, un
campo di pertinenza della Chiesa come tale - spiega Bagnasco riferendosi al
voto imminente - a noi vescovi può essere chiesta una parola sull'atteggiamento
interiore con cui il Paese si accinge ad affrontare questo appuntamento, tra i
più alti del costume democratico". In questa prospettiva "auspichiamo
che la circostanza si riveli un'occasione di crescita morale e civile". "Può
realmente accadere - ha aggiunto - se nelle circostanze date, pur
nell'inevitabile dialettica connessa agli appuntamenti elettorali, la comunità
nazionale impara a volersi più bene, e a voler bene al proprio futuro. Se il
Paese prende coscienza che c'è uno zoccolo comune che unisce tutti prima delle
fisiologiche diversità e delle inevitabili competizioni".
"Serve un soprassalto d'amore". È la "consapevolezza di
appartenere ad un destino comune", insiste Bagnasco, che può
"proficuamente ispirare i comportamenti di ciascuno e motivare l'affezione
e lo slancio partecipativo alla cosa pubblica. L'Italia ha bisogno di un
soprassalto di amore per se stessa, per ricomprendere le proprie radici e dare
slancio al proprio avvenire".
"Confermata
linea di non coinvolgimento". Bagnasco
quindi precisa: "Confermiamo la linea di non coinvolgimento, come Chiesa,
e dunque come clero e come organismi ecclesiali, in alcuna scelta di
schieramento politico o di partito: linea che già ci ha caratterizzato nelle
precedenti consultazioni. Questo non coinvolgimento è, a ben guardare, il
contrario del disinteresse e del disimpegno, ma è un contributo concreto alla
serenità del clima, al discernimento meno distratto, alla concordia degli
animi".
"Ma no a scelte che contraddicono i valori". Il presidente
della Cei ricorda tuttavia come, per tutti i credenti, devono valere le parole
pronunciate da Benedetto XVI al Convegno ecclesiale di Verona. "Occorre
anche fronteggiare, con pari determinazione e chiarezza di intenti, il rischio
di scelte politiche e legislative che contraddicono fondamentali valori e
principi antropologici ed etici radicati nella natura dell'essere umano, in
particolare riguardo alla tutela della vita umana in tutte le sue fasi, dal
concepimento alla morte naturale, e alla promozione della famiglia fondata sul
matrimonio, evitando di introdurre nell'ordinamento pubblico altre forme di
unione che contribuirebbero a destabilizzarla, oscurando il suo carattere
peculiare e il suo insostituibile ruolo sociale".
Attenzione a lavoro ed economia. Tra le preoccupazioni della Cei non ci
sono solo aborto, eutanasia e unioni civili. I vescovi, chiarisce Bagnasco,
sono consapevoli che tra "le attese più urgenti" e i "problemi
indilazionabili" della maggior parte della popolazione italiana ci sono
"l'aumento dei salari minimi, la difesa del potere d'acquisto delle
pensioni, l'emergenza abitativa, la maggiore sicurezza nei posti di
lavoro". Temi sui quali, aggiunge, la Chiesa auspica larghe intese nel
prossimo Parlamento.
(10 marzo
2008)
Spagna,
Francia e Usa: c'è un vento nuovo Veltroni esalta Zapatero: la sua vittoria
premia forze che sanno coniugare crescita ed equità
( da "Unita,
L'" del 10-03-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: un fatto storico e rappresenta la vittoria dei laici e dei cattolici democratici contro le ingerenze della chiesa spagnola e del Papa", segno che "i diritti civili non sono negoziabili". Lo afferma Iacopo Venier, responsabile Esteri Pdci. Per Aurelio Mancuso, presidente dell'ArciGay, è "la vittoria del popolo dei diritti civili e delle libertà di tutto il mondo".
Marino:
un errore forzare la biologia ( da "Corriere della Sera"
del 10-03-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: Santo Padre vada distinta dalle leggi di uno Stato laico. Su questo auspico si apra un dibattito serio". "Evitiamo distinzioni biologiche. L'etica cattolica riconosce il principio di precauzione fin dal concepimento". "Sì, al di là della visione religiosa io condivido. Non vorrei che la mia vita fosse prolungata oltre il possibile, specie se non ho autonomia fisica e intellettiva.
L'allarme
dei vescovi: <Il Paese si disgrega>
( da "Corriere
della Sera" del 10-03-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: E un partito laico, che non ha ingaggiato una battaglia culturale con la sinistra. Zapatero ora potrà continuare la sua rivoluzione culturale laicista, basata sul capovolgimento della Scrittura: non "la verità vi farà liberi", ma "la libertà vi farà veri".
Un
seminario per saperne di più sull'Islam
( da "Tempo,
Il" del 10-03-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: discussione sulla Chiesa in uno stato laico e tra l'avvento dell'islam ed il relativismo moderno, l'approfondimento della conoscenza della dottrina islamica e del dialogo spesso difficile tra i cattolici e chi professa i principi dell'Islam. La relazione, fonte di un puntualissimo studio di don Mario Pieracci, sacerdote a Roma, incaricato regionale per la Pastorale del Tempo libero,
Il
cardinal Bertone chiede ai leader se hanno fatto bene i compiti
( da "Manifesto,
Il" del 10-03-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: il segretario di Stato vaticano Tarcisio Bertone intende subito aggiornarsi. Una volta a Roma vuole capire se "i cattolici stanno emergendo a sinistra, al centro, a destra. E se i valori cristiani sono supportati da un vero impegno: sia da un impegno dei cattolici presenti nei vari schieramenti, sia dal rispetto promesso dai leader di quegli schieramenti"
Dice
Gabriella Maggiulli: Ho avuto la fortuna di leggere, da poco, "L'anima e
il suo ( da "Messaggero, Il"
del 10-03-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: Userei il termine realista, se si potesse. E un saggio che affronta temi cruciali per la vita spirituale di ognuno di noi, in modo laico, spesso divergendo dal classico pensiero cattolico e facendo molti parallelismi con le altre religioni". (Cla. Ro.).
Casini
candida il figlio di lando conti - massimo vanni
( da "Repubblica,
La" del 10-03-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: nel bipolarismo e ho pensato di aderire ad un nuovo polo che nasce dall'unione di cattolici e laici". Lorenzo Conti, figlio dell'ex sindaco Lando ucciso dalle Br racconta così la sua candidatura al Senato per l'Udc. Una candidatura con poche speranze: "Certo sarà dura raggiungere il quorum dell'8 per cento, ma del resto la mia non è stata una candidatura di comodo", aggiunge Conti,
E
adesso veltroni crede nel nuovo ciclo "un vento che soffia dall'europa
agli usa" - gianluca luzi ( da "Repubblica, La"
del 10-03-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: combatto e contrasto con tutte le mie forze l'idea che la società moderna possa avere tra i tanti elementi di divisione e contrapposizioni anche quella tra laici e cattolici perché altrimenti dovremmo pensare di avere un partito laico e un partito cattolico, che è esattamente il contrario delle ragioni per cui è nato il Partito democratico".
Programma
strappato/1 Così fa a pezzi le idee degli altri Cara Unità, Berlusco
( da "Unita,
L'" del 10-03-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: Veronesi nel Partito Democratico ritenendo che fosse una personalità troppo laica e razionale per le sue posizioni in campo etico; forse non si tiene conto che il professor Veronesi, oltre ad essere un oncologo di fama internazionale, non ha pendenze giudiziarie; domandiamoci allora se non valga più una fedina penale pulita ma una pseudo cattolicità espressa ma certamente non praticata.
Il
Vaticano fa il test ai partiti ( da "Stampa, La"
del 10-03-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: GIACOMO GALEAZZI CITTA'DEL VATICANO "I leader politici rispettino gli impegni con i cattolici", avverte il segretario di Stato vaticano, Tarcisio Bertone nel giorno in cui il Papa richiama l'impegno sui valori etici, anche in politica: "L'uomo rimane uomo con tutta la sua dignità, anche quando è un embrione o in stato di coma".
Accuse
al corteo delle donne i cattolici imbarazzano il pd
( da "Repubblica,
La" del 10-03-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: Per oggi si prevede dunque una delicata riunione del gruppo consiliare del Pd in Sala Rossa. E toccherà ai laici del partito trovare una mediazione che eviti una clamorosa rottura all'inizio della campagna elettorale per le elezioni del 13 aprile. (p.g.).
Il
beato Marvelli un laico cattolico
( da "Stampa,
La" del 10-03-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: L'esposizione, dal titolo "Alberto Marvelli: il cammino spirituale di un laico cattolico", è composta da 15 pannelli e da un video-documentario, che propongono la figura di questo giovane morto a soli 28 anni (1918-1946), modello di vita spesa a favore della società civile e religiosa. Orario: 8-12 e 15,30-19. \.
Se
il Papa critica anche uomini di Chiesa Ha letto cosa ha detto il Papa? Ora ci
dice che ( da "Stampa, La"
del 10-03-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: in un periodo di così combattuto confronto fra laici e cattolici, Lei non è il solo ad adottare questo tono nei confronti di Benedetto XVI. In generale credo sia un atteggiamento sbagliato: crederci o meno, il Papa è un simbolo religioso e un leader mondiale importantissimo e per questo gli è dovuto un rispetto assoluto, nei toni come nelle argomentazioni.
L'espiazione
socialista ( da "Avanti!"
del 10-03-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: non è mai stato un Paese accogliente per i socialisti e per i laici, e nemmeno per i liberali: per motivi storici che è inutile rivangare, è sempre stato il paradiso dei cattolici, dei fascisti e dei comunisti. Nella seconda metà del Novecento, dopo la seconda guerra mondiale, i socialisti in Italia sono rimasti stretti fra la Dc al governo e il Pci all'
( da "Unita, L'" del 10-03-2008)
Argomenti: Laicita'
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l'edizione del "Spagna, Francia e Usa: c'è un vento nuovo" Veltroni
esalta Zapatero: la sua vittoria premia forze che sanno coniugare crescita ed
equità / Roma VENTO NUOVO "Mettendo insieme il voto spagnolo e quello
amministrativo francese si può dire, anche con uno sguardo agli Usa, che comincia
a spirare un vento nuovo": così Walter Veltroni commenta a caldo i primi
exit poll sulla vittoria di Luis Zapatero, pre- mier spagnolo riconfermato dal
voto. Il partito socialista, il Psoe, vince sfiorando la maggioranza assoluta
dei seggi (ne servono almeno 176 e secondo gli exit poll in tarda serata
potrebbe averne 171) rispetto al Partito Popolare avversario. Il segretario del
Pd, valuta la riconferma positivamente "se si pensa che in Italia da 15
anni un governo non è mai stato confermato alle elezioni
successive". Qui sta la differenza con il resto d'Europa: in Spagna gli
elettori premiano "un governo responsabile e innovativo". Insomma,
Veltroni avverte quel clima positivo che si sentì "anche negli anni
90", in uno di quei "cicli politici, come questo, in cui i cittadini
guardano con più fiducia a chi può tenere insieme crescita ed equità". Il
"vento nuovo", per Veltroni, ha un'eco anche nella
"straordinaria novità dalla competizione tra Barack Obama e Hillary
Clinton negli Usa. Chiunque dei due vinca fra i democratici, restituirà una
"leadership morale" non solo agli Usa: "Se sarà eletto un
presidente nero, sarà una grande svolta per gli Usa e per il mondo intero, che
sancirà i diritti e il rispetto di tutti. Se vincerà Hillary Clinton, la prima
donna presidente, sarà un dato di fatto assolutamente straordinario che
testimonia la grande trasformazione della società e del ruolo della
donna"". Veltroni è contento anche del voto amministrativo in
Francia: "Il successo del mio amico Bertrand Delanoe - sindaco di Parigi -
manifesta una delusione verso i primi mesi di governo Sarkozy e del
centrodestra". Il "vento" positivo degli exit poll di Madrid,
nella serata di ieri, si è riflesso nei commenti della sinistra in Italia. Il
primo ad esultare è il Pdci della Sinistra Arcobaleno, che considera la
vittoria di Zapatero "un fatto storico e rappresenta
la vittoria dei laici e dei cattolici democratici contro le
ingerenze della chiesa spagnola e del Papa", segno che "i diritti
civili non sono negoziabili". Lo afferma Iacopo Venier, responsabile
Esteri Pdci. Per Aurelio Mancuso, presidente dell'ArciGay, è "la vittoria
del popolo dei diritti civili e delle libertà di tutto il mondo".
E, "simbolicamente hanno vinto anche il matrimonio gay" o comunque
quella parità di diritti che "rende nervosi" i politici italiani.
"I socialisti spagnoli, come quelli di tutta Europa - conclude Mancuso -
si sono resi protagonisti di un cambiamento culturale e sociale molto
importante, che in Italia sembra impossibile" per un centrosinistra e una
sinistra "assolutamente timorose ed arretrate". Ovviamente il voto
spagnolo porta un'ondata di ottimismo nella sinistra italiana e marca anche le
differenze sui temi etici che in Italia suscitano tante polemiche. Per Alfondo
Pecoraro Scanio, ministro dell'Ambiente, la vittoria del premier socialista
"e l'affermazione di Verdi e sinistra in Francia sono uno stimolo
importante per la Sinistra l'Arcobaleno". E Zapatero, "con il suo
innovativo programma sui diritti, i giovani e le politiche energetiche, è molto
più vicino alla Sinistra Arcobaleno che al Pd, simile, invece, a Sarkozy",
è la frecciata che il leader verde rifila al Pd. Esulta per la "doppia
vittoria dei socialisti in Spagna e nelle amministrative in Francia",
Enrico Boselli, segretario dello Sdi. Innovazione dell'economia, grandi
battaglie sulla laicità e il rispetto dei diritti civili sono, secondo il
leader socialista italiano, "di esempio per tutte le altre democrazie
europee a cominciare dall'Italia. Questo risultato rafforza una grande
tradizione di libertà e di democrazia che ha un valore anche per il
futuro". Evidentemente deluso dal risultato degli exit poll, Giuliano
Ferrara sul "Foglio" bacchetta la campagna elettorale del Partito
popular di Rajoy, basta sul "non parliamo di famiglia, di aborto, di
bioetica e di altre questioni decisive sulle quali Zapatero ha imposto la sua
egemonia culturale. Risultato: la vittoria di Zapatero. Chi non ha convinzioni
non convince". Come dire: meno male che in Italia ci penso io, l''Elefantino,
a dare zampate sull'aborto.
( da "Corriere della Sera" del 10-03-2008)
Argomenti: Laicita'
Corriere della Sera -
NAZIONALE - sezione: Cronache - data: 2008-03-10 num: - pag: 20 categoria:
REDAZIONALE Senatore Pd Marino: un errore forzare la biologia "No, nessuno
mette in discussione che una vita in coma non abbia dignità. Bisogna però
essere liberi di indicare, sulla base della Costituzione, fino a dove si devono
spingere le terapie. Se manca l'esplicita volontà del malato, già espressa in
vita, nessuno ha diritto di interrompere le cure. Se questa volontà però esiste
e non c'è ragionevole speranza di recupero dell'integrità intellettiva la
stessa libertà dovrebbe essere riconosciuta per legge. Un concetto presente
anche nel catechismo della Chiesa scritto da Ratzinger". "Credo che
l'indicazione importante e legittima del Santo Padre vada
distinta dalle leggi di uno Stato laico. Su questo auspico si apra un dibattito
serio". "Evitiamo distinzioni biologiche. L'etica cattolica riconosce
il principio di precauzione fin dal concepimento". "Sì, al di là
della visione religiosa io condivido. Non vorrei che la mia vita fosse
prolungata oltre il possibile, specie se non ho autonomia fisica e
intellettiva. è più utile che le risorse vengano usate per migliorare le
condizioni di chi non ha la minima assistenza. Pensiamo a Aids, tubercolosi e
malaria. Tutte insieme fanno 6 milioni di morti al mondo". ROMA -
"Cosa mi ha colpito di più del suo discorso? Che abbia pronunciato la
parola coma. Ho pensato alla conflittualità creata dal caso Welby sul diritto
all'autodeterminazione nella scelta delle terapia", commenta il senatore
Ignazio Marino (nella foto), del Pd. La legge sul testamento biologico che lei
avrebbe voluto non è in contrasto col pensiero del Papa? Che legge sarebbe
stata la sua? "Una legge che non sia un piano inclinato verso l'eutanasia.
Anzi, io dico di più. Per me la dignità è tale anche oltre il coma, quando
subentra lo stato vegetativo permanente, che esclude
possibilità di risveglio. La vita di Eluana Englaro non è meno degna della
mia". L'uomo è uomo anche da embrione, dice il Papa. è d'accordo?
L'affermazione di Ratzinger è un nuovo altolà alla scienza. Condivide? "La
scienza soccorre la fede. Oggi si può tutelare l'embrione sperimentando su
cellule staminali adulte". Per gli inglesi l'embrione è tale solo dopo il
quattordicesimo giorno. è sbagliato cercare l'immortalità? Margherita De Bac.
( da "Corriere della Sera" del 10-03-2008)
Argomenti: Laicita'
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-03-10 num: - pag: 5 categoria:
REDAZIONALE L'allarme dei vescovi: "Il Paese si disgrega" Tra i cattolici di radio Cope: "A rischio l'unità nazionale,
vince la cultura del '68" Il direttore, José Luis Restan: "Non siamo
a una nuova guerra civile, ma è cominciata la seconda Transizione" SEGUE
DALLA PRIMA Stavolta però hanno vinto i turchi. E sotto la redazione della
Cope, la radio dei vescovi baluardo di una Spagna oggi sconfitta, non vengono i
simpatizzanti del Partido popular, come dopo le grandi manifestazioni della
destra che si tengono qui vicino, a piazza Alcalà o a piazza Colon; passano
beffarde le auto degli elettori socialisti, a suonare il clacson in segno di
vittoria e di sfregio. "Ma non siamo noi ad aver perso. E' la Spagna che
ha scelto di correre seri pericoli, consegnando il potere per altri quattro
anni a Zapatero " dice grave il direttore, José Luis Restan. Rede Cope,
tre milioni di ascoltatori, seconda radio del Paese, è diventata protagonista della
campagna elettorale non tanto per scelta propria quanto della sinistra.
Attaccare i vescovi in Spagna porta voti. "Indeciso? Ascolta la Cope ogni
mattina " era scritto sui manifesti del partito socialista a Barcellona.
Sono diventate star o bersagli i due commentatori che per settimane hanno
massacrato Zapatero: Cesar Vidal, divorziato e accanito difensore della
famiglia, e Federico Jimenez Losantos, che Felipe Gonzalez nei comizi chiama
Losdemonios. Ma la mente politica di Cope è Restan, il direttore. Autore di un
pamphlet antisocialista ("Diario de una legislatura "), cultore di
storia patria, la sua non è una polemica virulenta, è un lamento per la Spagna
che da tempo considera minoritaria, e quindi perdente. Arrivano qui in calle
Alfonso XII le prime chiamate degli ascoltatori, spaventati più che arrabbiati.
La domanda si ripete: "Che ci succederà ora?". Sostiene il direttore,
davanti a una tazza di caffè senza zucchero, che i rischi sono molti. "Il
processo di disgregazione nazionale, che Zapatero ha accelerato trattando con
Eta e approvando lo Statuto catalano, proseguirà. A ottobre i baschi voteranno
per l'autodeterminazione, e il Psoe non avrà la forza di fermarli. Certo non
accadrà in pochi mesi, ma la Spagna unita come l'abbiamo conosciuta rischia di
non esistere più". Le ferite che si riaprono, è la linea della Cope, sono
le stesse del '36: Madrid contro i separatisti; e lo Stato contro la Chiesa.
"Ovvio che non siamo alla vigilia di una guerra civile - sorride amaro
Restan -. Però con Zapatero è cominciata una seconda Transizione, che non
pretende solo di riscrivere la storia, ma di rimodellarla. Molti nel Psoe non
la pensano come lui, ma tacciono, a maggior ragione ora. Zapatero e i suoi non
amano la storia spagnola. La considerano triste. Detestano i Re Cattolici che
hanno costruito il Paese. Rinnegano l'evangelizzazione delle Americhe, narrata
come impresa criminale. Rifiutano la tradizione cristiana, ridotta a
Inquisizione e autodafé. Rappresentano la guerra civile come scontro tra buoni
e cattivi. E mettono in discussione pure la monarchia: Zapatero è arrivato a
dire che Juan Carlos va bene perché è un re quasi repubblicano! ". Il
conduttore legge i primi dati e tenta di consolare il pubblico: "Coraggio,
la maggioranza assoluta forse non ci sarà, il Pp non è andato così male…".
Il direttore commenta: "Il Pp non è un partito cristiano. E' un partito
laico, che non ha ingaggiato una battaglia culturale con la sinistra. Zapatero
ora potrà continuare la sua rivoluzione culturale laicista, basata sul
capovolgimento della Scrittura: non "la verità vi farà liberi", ma
"la libertà vi farà veri". E' un motto della Gioventù socialista, ed
è la linea del governo che la maggioranza degli spagnoli ha approvato. I
desideri si convertono in diritti: matrimonio omosessuale, divorzio lampo,
aborto. L'uomo e la vita sociale sono una pagina bianca, materia informe da
plasmare a piacimento, grazie a un consenso tremendamente malleabile dal potere
politico e mediatico. Un potere come quello descritto da Pasolini, che non si
impone più con la violenza ma in modo sottile, abile, ambiguo; un potere come
quello dipinto da Goya nelle Pinturas Negras. Lo Stato, oltre alla storia,
rimodella l'individuo, educandolo al laicismo fin dalla scuola. La vittoria di
Zapatero è la vittoria, quarant'anni dopo, della cultura del '68". I dati
regione per regione confermano che il voto di stanotte si regge su radici
storiche: la mappa politica della Spagna continua ad assomigliare a quella del
luglio 1936; il Pp vince là dove il pronunciamento di Franco riuscì, in
Galizia, nella Vecchia Castiglia, in Navarra, altrove arretra, in Catalogna
quasi non esiste. "A Barcellona Rede Cope è ascoltata quasi
clandestinamente, come da voi un tempo Radio Londra - racconta Restan -. Ci
sono imprenditori che comprano la pubblicità a patto che non venga trasmessa in
Catalogna. Ma noi giornalisti non siamo politici; siamo
"provocatori", nel senso positivo in cui ci definiva don Giussani;
rappresentiamo la minoranza che resiste. Alcuni miei amici parlano di Zapatero
come di un marziano. Questi risultati confermano che non è così. Più che
cercare lo scontro con un governo vincitore, per i vescovi e i credenti è tempo
di ricominciare l'evangelizzazione, di lavorare alla riconquista della
società". Aldo Cazzullo Urne Religiose al voto ieri a Madrid. I rapporti
Stato-Chiesa sono stati al centro della campagna.
( da "Tempo, Il" del 10-03-2008)
Argomenti: Laicita'
Stampa Isernia Un
seminario per saperne di più sull'Islam ISERNIA Argomento della seconda
conferenza presso l'oasi "Maria Gargani" delle suore apostole del
Sacro Cuore di Isernia, durante un seminario organizzato proprio per avviare
una discussione sulla Chiesa in uno stato laico e tra l'avvento dell'islam ed il relativismo moderno,
l'approfondimento della conoscenza della dottrina islamica e del dialogo spesso
difficile tra i cattolici e chi professa i principi dell'Islam. La relazione, fonte di un
puntualissimo studio di don Mario Pieracci, sacerdote a Roma, incaricato
regionale per la Pastorale del Tempo libero, turismo e sport, rettore
commissario dell'arciconfraternita del Santissimo Sacramento di Santa Maria in
Via e giornalista professionista, ha evidenziato le caratteristiche della
religione islamica che, in seguito ai recenti sanguinosi attentati terroristici
in America ed in Europa, è per lo più considerata in Italia pericolosa con la
presenza della gente islamica. Che democraticamente- ribadisce don Mario-
dev'essere accettata rispettando tradizioni e principi. In una popolazione, in
cui purtroppo si formano i cosiddetti kamikaze, esiste gente buona, onesta. Le
azioni di discriminazione causate da una ingiustificata generalizzazione non
debbono toccare il vero cristiano. S.D.C.
( da "Manifesto, Il" del 10-03-2008)
Argomenti: Laicita'
Mi. B. Roma Durante
i suoi viaggi ha dimenticato l'Italia, confessa, anche perché "non ho più
ricevuto nemmeno un messaggino sulla situazione e sull'agone politico
italiano". Ma appena tornato dall'Azerbaigian, il
segretario di Stato vaticano Tarcisio Bertone intende subito aggiornarsi. Una
volta a Roma vuole capire se "i cattolici stanno
emergendo a sinistra, al centro, a destra. E se i valori cristiani sono
supportati da un vero impegno: sia da un impegno dei cattolici presenti
nei vari schieramenti, sia dal rispetto promesso dai leader di quegli
schieramenti". Insomma, sarà un esame a tutto campo: i politici si
preparino adeguatamente, perché da oltretevere l'attenzione è massima. Per
ribadire autorevolmente il concetto, papa Ratzinger avverte: "L'uomo
rimane uomo con tutta la sua dignità, anche quando è un embrione o in stato di coma". Le risposte non si fanno attendere. Il
leghista Roberto Calderoli promette che il 5 aprile, a Pontida, tutti i candidati
del Carroccio giureranno non solo fedeltà alla Padania, ma anche di
"difendere la vita dal momento del suo concepimento fino alla sua
conclusione naturale". Dal Pdl, il forzista Maurizio Lupi spiega poi di
considerare giusto "il richiamo del cardinal Bertone a una responsabilità
che sentiamo tutti personalmente e che nel programma del Partito delle libertà
si è in maniera inequivocabile esplicitata laddove si parla di sostegno alla
famiglia come pilastro fondamentale della società, di difesa e di accoglienza
della vita dal suo concepimento, di contrarietà all'eutanasia, di tutela della
libertà della persona in tutte le sue declinazioni, dalla libertà di educazione
fino a quella di impresa, di sussidiarietà come concezione basilare dello Stato
e di scienza al servizio dell'uomo". Insomma, c'è tutto e anche di più.
Inutile dire poi che la Rosa bianca, spiega il suo presidente Savino Pezzotta,
già leader del Family day, è sbocciata "proprio per tutelare i valori cattolici". Al richiamo della foresta non manca di
rispondere la teodem Paola Binetti: "Per quanto riguarda noi cattolici impegnati nel Pd, il cardinal Bertone può star
tranquillo", assicura. Certo, nel Pd "c'è una diversità di posizioni,
ma anche un rispetto reciproco. E per quanto mi riguarda - concludea Binetti -
farò di tutto per avere il comportamento il più limpido e il più trasparante
possibile e il più aperto al dialogo mantenendomi fedele a quei valori a cui si
riferisce il cardinale". Crecando di scartare rispetto al coro, esagera,
dalla Sinistra arcobaleno, il verde Angelo Bonelli, che risponde così
all'appello del segretario di Stato vaticano: "Il nostro programma è di
solidarietà sociale, equità e giustizia, di cura del pianeta e delle sue
risorse. Molto più attento ai valori cristiani di quei partiti che si ritengono
tali e che non praticano questi valori nel quotidiano. Un programma laico,
anche per garantire la libertà religiosa di tutti". E gli avvertimenti
arrivati ieri dal fronte Vaticano sono solo un antipasto. Oggi toccherà ai vescovi
dettare il loro programma elettorale: il presidente della Cei, Angelo Bagmasco,
aprirà con la sua attesa prolusione il Consiglio episcopale permanente che sarà
riunito fino a giovedì.
( da "Messaggero, Il" del 10-03-2008)
Argomenti: Laicita'
Dice Gabriella
Maggiulli: "Ho avuto la fortuna di leggere, da poco, "L'anima e il
suo destino" di Vito Mancuso (Raffaello Cortina Editore, 340 pagine, 19,80
euro). Gli argomenti sono i più classici: l'esistenza e l'immortalità
dell'anima, il suo fine. E' la trattazione che è diversa dal solito, come
spiega nella prefazione anche il cardinale Carlo Maria Martini. Mancuso, che è
un teologo, spiega nel modo più onesto possibile l'argomento, il più logico.
Userei il termine realista, se si potesse. E' un saggio che affronta temi
cruciali per la vita spirituale di ognuno di noi, in modo laico, spesso
divergendo dal classico pensiero cattolico e facendo molti parallelismi con le
altre religioni". (Cla. Ro.).
( da "Repubblica, La" del 10-03-2008)
Argomenti: Laicita'
Pagina I - Firenze
Il caso Casini candida il figlio di Lando Conti MASSIMO VANNI "Non credo nel bipolarismo e ho pensato di aderire ad un nuovo polo che nasce
dall'unione di cattolici e laici". Lorenzo Conti, figlio dell'ex sindaco Lando
ucciso dalle Br racconta così la sua candidatura al Senato per l'Udc. Una
candidatura con poche speranze: "Certo sarà dura raggiungere il quorum dell'8
per cento, ma del resto la mia non è stata una candidatura di comodo",
aggiunge Conti, negli ultimi mesi protagonista di proteste contro gli ex
terroristi con incarichi istituzionali. D'altra parte, ha annunciato ieri il
candidato premier dell'Udc e capolista anche in Toscana Pierferdinando Casini,
"candidiamo Conti perché vogliamo ricordare il passato dando voce alle
vittime del terrorismo e non ai carnefici". Solo oggi però l'Udc
depositerà le liste. Le prime ad arrivare, ieri, sono state (per la Camera)
l'Associazione per la difesa della vita (la lista di Giuliano Ferrara),
L'Italia dei valori, il Pli che torna così sulla scheda elettorale, la Sinistra
critica che fa capo a Turigliatto, la lista civica nazionale "Per il bene
comune", il Pdl, il Movimento europeo diversamente abili, la Lega Nord
(Bossi capolista), l'Unione democratica per i consumatori e la Lista dei grilli
parlanti con Beppe Grillo capolista. Al Senato c'è anche la lista
"Socialisti per le libertà". Per il Pdl saranno in gara alla Camera,
Elio Vito, Deborah Bergamini, Paolo Bonaiuti, Riccardo Migliori, Denis Verdini,
Marco Martinelli, Massimo Parisi, Flavia Perina, Roberto Tortoli, Maurizio
Bianconi, Riccardo Mazzoni, Monica Faenzi, Gabriele Toccafondi e Lucio Barani.
Il segretario toscano della Dc Alessandro Corsinovi se la prende col Pdl:
"Neppure un posto per noi in lista".
( da "Repubblica, La" del 10-03-2008)
Argomenti: Laicita'
L'esempio spagnolo I
socialisti francesi Il leader del Psoe Il leader del Pd: "In Spagna e in
Francia due risultati molto importanti. Zapatero realista e innovatore" E
adesso Veltroni crede nel nuovo ciclo "Un vento che soffia dall'Europa
agli Usa" "Con Clinton alla Casa Bianca ci fu una stagione di
vittorie: Blair, noi, la Francia" "La conclusione della stagione di
Bush apre spazio a una leadership nuova e giovane" Dobbiamo anche noi
avere quella sana radicalità del riformismo che è necessaria Oltre alla
disillusione per Sarkozy, si apprezzano esperienze di governo come quella di
Delanoe Lui e la Chiesa? Lo Stato è laico, però può animare la politica anche
chi ha un punto di vista religioso GIANLUCA LUZI ROMA - La vittoria di Zapatero
e la sconfitta di Sarkozy raggiungono Veltroni nel Nordest, dove "è caduto
il muro che c'era con il centrosinistra". Due risultati "molto
importanti che se vogliamo sommare a quello che succede negli Stati Uniti
dicono che sta spirando un vento nuovo in Europa e in occidente. Con Kennedy ci
fu il centrosinistra in Italia e Brandt in Germania. Con Clinton c'è stata una
stagione di vittorie in tutta Europa: Blair, noi, la Francia. Adesso sta
succedendo qualcosa di simile: la conclusione della stagione di Bush apre lo
spazio a una leadership nuova, più giovane, in sintonia con una società mobile,
veloce e al tempo stesso insicura dal punto di vista sociale e che chiede delle
soluzioni". Lei conosce bene Zapatero. Qual è la sua carta vincente?
"La vittoria di Zapatero è la vittoria di un uomo politico molto realista
e innovatore, esattamente ciò che i riformisti sanno essere. Zapatero avrà una
maggioranza molto ampia ed è importante che sia stata confermata la sua
esperienza di governo. Una grande differenza con l'Italia dove mai un governo,
dal '
( da "Unita, L'" del 10-03-2008)
Argomenti: Laicita'
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l'edizione del Programma strappato/1 Così fa a pezzi le idee degli altri Cara
Unità, Berlusconi ha compiuto un gesto repellente. In mezzo alle ovazioni dei
suoi elettori, immemori del suo sfascio del paese, delle sue leggi ad personam,
dei suoi processi condonati, a stracciato il programma del Pd. Pochi hanno
evidenziato la manifesta intenzione che questo vile gesto implica: fare a pezzi
le idee dell'altra metà dell'Italia che non è con lui, che vede la sua
pericolosità. Pericolosità che si è ben rivelata nell'uso personale del
Parlamento durante il quinquennio, nella sua aggressione senza limiti ai suoi
avversari, giudici, giornalisti liberi. Le campagne denigratorie e
d'aggressione a Prodi, con il killeraggio mediatico delle bufale Telekom Serbia
e affare Mitrokin e il Dossier Pio Pompa confermano questa pericolosità di
Berlusconi che, se eletto, farà ancora peggio di quello che ha fatto nel
quinquennio. E i suoi che lo osannavano mentre stracciava e faceva a pezzi le
idee dell'altra Italia, sono responsabili quanto lui di questo attacco inaudito
alla democrazia. Significa che sono pronti a fare a pezzi il familiare, il
vicino, l'amico che hanno idee diverse dalle loro. Patrizia Chiara Programma
strappato/2 Il Paese non vada nelle loro mani Cara Unità, guardando il
telegiornale, eccoti il servizio sul BerlusconiFiniShow, la vecchia coppia
scoppiata tornata ora in auge in vista delle prossime elezioni. Ciò che subito
mi è balzato all'occhio è quanto sia vero che la storia è fatta di corsi e
ricorsi; infatti, abbiamo visto il primo Lord che permettersi di stracciare ciò
che a suo dire è il programma del Pd, e il secondo - sempre Lord - affermare
"potremo intestare al Pdl di aver dato vita il 13 aprile ad una nuova
stagione ma di liberazione". Se il gesto dell'on. Berlusconi può essere
giudicato alla stregua di una gag di pessimo gusto, quello dell'on. Fini può
essere considerato una vera e propria offesa verso tutti coloro che lottarono
per liberare davvero l'Italia e gli Italiani da una dittatura feroce come
quella fascista, che fece danni enormi, sconvolegendo e mietendo migliaia di
vite innocenti. Ci vuole davvero una bella faccia tosta! Certo, se quella di
sabato è l'anteprima del loro agire, non c'è certo da stare tranquilli. Però,
ciò può aiutare a scrollarci di dosso il nostro torpore, a riscoprire i nostri
valori, coltivare i nostri ideali, esprimere i nostri sogni, insomma, a
impegnarci affinché il paese non veda certa gente di nuovo alla sua guida. Marcello
Minelli, San Giustino (Pg) Programma strappato/3 Berlusconi ci dà uno
schiaffo... Cara Unità, siamo costernati dal comportamento tenuto da Berlusconi
durante un suo comizio. Veltroni ha adottato la tattica di non denigrare mai
l'avversario, invece il Cavaliere va fuori dal selciato: dopo i vari insulti
della precedente campagna elettorale, scusateci se scriviamo l'insulto ma non
siamo noi a dirlo: " Chi vota a sinistra è coglione", adesso la
novità è di strappare il programma del Pd in un suo comizio. Allibiti, basiti,
stupiti e stravolti sono i nostri stati d'animo. Dovremmo aspettarci di tutto
da Berlusconi eppure ogni suo schiaffo ci brucia sempre... Riccardo Miccichè e
Valentina Mirabile, Agrigento Che cosa pensa la Chiesa di chi candida condannati
dalla giustizia? Cara Unità, l'Udc, molto vicina alla Chiesa Cattolica, ha
candidato ( come previsto) Cuffaro in Sicilia; sarei curiosa di conoscere il
parere della Chiesa su questa candidatura dato che, a suo tempo, fu molto
critica con la candidatura del professor Veronesi nel
Partito Democratico ritenendo che fosse una personalità troppo laica e
razionale per le sue posizioni in campo etico; forse non si tiene conto che il
professor Veronesi, oltre ad essere un oncologo di fama internazionale, non ha
pendenze giudiziarie; domandiamoci allora se non valga più una fedina penale
pulita ma una pseudo cattolicità espressa ma certamente non praticata. Maria Grazia
Nibbi, Firenze Corridoio Tirrenico Ancora due parole per dire sì Caro
Direttore, replico alla risposta di Vittorio Emiliani dell'8 marzo su queste
pagine. Non ritorno ai dati Istat sul consumo del suolo e gli "scempi
paesaggistici" perché già discussi e chiariti su queste pagine a suo tempo
anche con l'Assessore regionale Riccardo Conti il quale da buon toscano (prima
di essere amministratore e politico riformista) vuol bene alla sua terra e
risponde alle esigenze di ammodernamento con la sintesi "tutela e
sviluppo". La Toscana è anche una Regione europea capace di contribuire ed
orientare, partecipando, agli obiettivi dello Schema di Sviluppo dello Spazio
Europeo, con processi che interessino il suo intero "sistema", da
fargli assumere il ruolo di ponte tra l'Europa e lo spazio mediterraneo, con
riferimento al Quadro Strategico Nazionale 2007-
( da "Stampa, La" del 10-03-2008)
Argomenti: Laicita'
IL CARDINALE
BERTONE: RISPETTO PER I CATTOLICI. IL PAPA: DIGNITÀ ALL'UOMO, DALL'EMBRIONE AL
COMA Botta e risposta sulla preghiera con il rabbino capo degli ebrei Il
Vaticano fa il test ai partiti [FIRMA]GIACOMO GALEAZZI
CITTA'DEL VATICANO "I leader politici rispettino gli impegni con i cattolici", avverte il segretario di Stato vaticano, Tarcisio Bertone
nel giorno in cui il Papa richiama l'impegno sui valori etici, anche in
politica: "L'uomo rimane uomo con tutta la sua dignità, anche quando è un embrione
o in stato di coma". Intanto oggi la prolusione del cardinale
Angelo Bagnasco al consiglio permanente della Cei è particolarmente attesa per
conoscere gli orientamenti della Chiesa in vista delle elezioni politiche di
aprile. Un discorso molto delicato sulla situazione italiana (bioetica, dialogo
laici-credenti, famiglia, emergenza povertà), limato fino alla tarda serata di
ieri sera. Prendendo spunto dal brano evangelico della risurrezione di Lazzaro,
Benedetto XVI (durante la messa al centro internazionale San Lorenzo) ha
parlato a braccio del "grande albero della vita" e del significato
della morte: "Pur facendo parte del biocosmo, l'uomo lo trascende, ha sete
di conoscenza dell'infinito, vuole arrivare alla fonte della vita, vuole
trovare la vita stessa". Tutta la scienza, secondo il Papa, "è una
grande lotta per la vita, tutta la medicina è una lotta della vita contro la
morte, per trovare la medicina dell'immortalità". Se la medicina riuscisse
a sconfiggere la morte, "il mondo si riempirebbe di vecchi, non ci sarebbe
più spazio per i giovani". Uno scenario spaventoso: "Non possiamo
sperare nel prolungamento infinito della vita biologica, dobbiamo piuttosto
aspirare all'eternità. Cristo è il farmaco dell'eternità". Intanto con toni
più politici, il cardinale Bertone entra nell'"agone italiano" per
verificare "se i leader dei vari schieramenti che si presentano alle
elezioni mettano in atto il rispetto promesso ai valori cristiani" e quale
ruolo stiano assumendo i candidati che si riconoscono in questi valori.
"Mi tufferò di nuovo nei problemi italiani, e vedrò se i cattolici stanno emergendo a sinistra, al centro, a destra.
E se i valori cristiani sono veramente supportati da un autentico
impegno", ammonisce il premier vaticano, che è tornato ieri dal suo
viaggio in Armenia e Azerbaigian con la convinzione che "si sta
avvicinando" l'incontro tra Benedetto XVI e il patriarca di Mosca, Alessio
II e che la questione della preghiera per gli ebrei nel venerdì santo va
affrontata secondo reciprocità ("preghiere che potrebbero o dovrebbero
essere modificate esistono da ambo le parti"). Su questo punto, immediata
la replica del rabbino capo di Roma: le preghiere ebraiche - ha spiegato
Riccardo Di Segni - "sono già state auto-censurate secoli fa, molto prima del
Concilio".
( da "Repubblica, La" del 10-03-2008)
Argomenti: Laicita'
Pagina II - Torino Accuse
al corteo delle donne I cattolici imbarazzano il Pd
"Sull'aborto fingono un nemico che non c'è più" Teodem alleati ai
popolari, obiettivo: che si discuta il caso oggi in Sala Rossa Dopo il blitz
degli anarchici e dei centri sociali al Mauriziano, scoppia la bufera nel Pd.
L'ala cattolica del gruppo consiliare di Palazzo civico firma un durissimo
comunicato in cui si riprende l'accostamento fatto dai mezzi di informazione
tra il sabotaggio alla sede di "Promozione e vita" e il corteo femminista
dell'8 marzo. Per accusare le donne che hanno partecipato al corteo di
"ripetere gli slogan arrabbiati di 30 anni fa, quasi che tutto questo
tempo sia trascorso inutilmente". I firmatari del documento aggiungono che
"continuare a fingere che si debba lottare contro un nemico che vuole
riportare l'Italia agli aborti clandestini e alle mammane è comodo ma
totalmente falso". Il testo è sottoscritto da Marco Calgaro, Stefano
Gallo, Domenica Genisio e Stefano Lorusso i quali si ripromettono "di
proporre oggi al gruppo consiliare un ordine del giorno sull'argomento".
Iniziativa imbarazzante che giunge nelle stesse ore in cui vengono depositate
le liste per le elezioni del 13 aprile. Il capogruppo in Comune, Andrea
Giorgis, cerca di ridimensionare la vicenda: "Vedremo oggi al gruppo se e
in che termini qualcuno vorrà presentare ordini del giorno. La riunione del
gruppo è dedicata ai documenti sul tema dei grattacieli. Vedremo di trovare uno
spazio per discutere anche di questo". In ogni caso Giorgis non intende
esprimere il suo personale parere sul documento: "Preferisco attendere la
riunione del gruppo consiliare". Silenzio anche dal segretario regionale
del Pd, Gianfranco Morgando, di area cattolica. Stupisce che tra i firmatari
dell'attacco alle femministe non ci siano solo i teo-dem ma anche gli esponenti
del cattolicesimo popolare. Al di là della polemica immediata, una presa di
posizione tanto clamorosa sembra tradire il disagio dei cattolici
moderati verso le scelte del partito in tema di candidature. "Certo non è
semplice vivere in un partito polarizzato tra i radicali di Emma Bonino e i
teo-dem di Luigi Bobba", diceva ieri un importante esponente dei popolari
piemontesi riferendosi alla macroscopica differenza di opinioni tra la
capolista al Senato e il capolista alla Camera in Piemonte 2 e al fatto che
quella contrapposizione rende poco visibili nel partito le posizioni di quei cattolici che hanno posizioni non integraliste. Un problema
aggravato dalla presenza sulla scheda della Cosa Bianca di Casini e Pezzotta
che accende la lotta per la conquista dell'elettorato cattolico moderato. Per oggi si prevede dunque una delicata riunione del gruppo
consiliare del Pd in Sala Rossa. E toccherà ai laici del partito trovare una
mediazione che eviti una clamorosa rottura all'inizio della campagna elettorale
per le elezioni del 13 aprile. (p.g.).
( da "Stampa, La" del 10-03-2008)
Argomenti: Laicita'
L'Associazione
"Don Bosco Caselle", in collaborazione con la Parrocchia di Caselle
Torinese, ospita presso la chiesa della Confraternita dei Battuti in piazza
Boschiassi a Caselle Torinese da sabato
( da "Stampa, La" del 10-03-2008)
Argomenti: Laicita'
Anche la Chiesa è
attraversata da quella malattia del secolo che si chiama edonismo. "Essi
vivono nel mondo e sono spesso segnati, se non condizionati, dalla cultura
dell'immagine che impone modelli e impulsi contraddittori", dice degli
uomini della sua stessa Chiesa. Cito a memoria ma a me pare che non sia nemmeno
l'unica accusa da lui rivolta alle sue più speciali pecorelle. Di recente si è
lamentato infatti del dilagare nelle fila del clero dell'abbandono della tonaca
a favore dell'abito scuro, indicando in questa scelta un segno di vanità e di
cedimento al secolarismo. A cosa punta questo Papa? Quando si fermerà? MARIANO
MARZANO, ROMA Il suo è un tono di scherno e, in verità, in
un periodo di così combattuto confronto fra laici e cattolici, Lei non
è il solo ad adottare questo tono nei confronti di Benedetto XVI. In generale
credo sia un atteggiamento sbagliato: crederci o meno, il Papa è un simbolo
religioso e un leader mondiale importantissimo e per questo gli è dovuto un
rispetto assoluto, nei toni come nelle argomentazioni. Non credo
accetteremmo toni di scherno per il Presidente della Repubblica - e quando ne
ascoltiamo siamo pronti a fare un richiamo al dovuto rispetto delle
istituzioni. Né useremmo toni così "alla mano" per un importante
rabbino o la guida spirituale degli Sciiti o Sunniti. Nello specifico, poi,
l'argomento su cui lei porta la nostra attenzione è molto serio. Questo Papa è
un uomo severo, abbiamo imparato a conoscerlo. Severo è il suo approccio alla
dottrina, nella ricerca di un ritorno all'essenza e alla purezza del messaggio
cristiano, al di là di quelli che lui considera gli inquinamenti o, meglio, le
influenze, di un combinato di mode, ideologie, tendenze e idee che la Chiesa ha
assorbito come una rete che nel suo lungo strascico raccoglie insieme con la
pesca tutti i detriti sul fondo del mare. Immagine forse poco sacrale, ma è
quella che meglio ai miei occhi sintetizza lo sforzo di questo Papa nel
separare l'essenzialità dei valori cristiani dalle sue incrostazioni terrene.
Moltissime persone sono in disaccordo nel vedere definiti incrostazioni quelli
che sono invece vissuti come valori laici. Ma è innegabile che questo sforzo di
Benedetto XVI riapre molte utili discussioni. Il secolarismo, il corrodersi di
una cultura tutta puntata sull'immagine e lo sfoggio, la mancanza di un centro
solido dentro la propria coscienza da cui dare origine e misura alla nostra
attività nel mondo, sono malesseri reali del nostro mondo, una forma di lenta
dissoluzione della nostra identità. Che questo malessere coinvolga anche le
coscienze degli uomini di Chiesa, è comprensibile. E se il Papa non criticasse
anche loro, quale serietà, quale onestà gli si potrebbe attribuire?.
( da "Avanti!" del 10-03-2008)
Argomenti: Laicita'
DESTINO SEGNATO PER BOSELLI
E COMPAGNI L'espiazione socialista 10/03/2008 "L'espiazione socialista
" è il titolo di un libro ormai scomparso dalle librerie ma ben noto ai
vecchi socialisti, che Guido Mazzali, storico direttore dell'Avanti!, scrisse
nel 1943, con prefazione nientemeno che di Adriano Tilgher e un sottotitolo:
"Storia critica del socialismo italiano". In quel libro, Mazzali
(caro e intelligente amico) analizzava le ragioni dell'eterna sconfitta del
socialismo in Italia e profetizzava le ragioni delle sconfitte future.
"L'espiazione socialista" mi è tornato in mente, guardando alla
televisione la sortita di Enrico Boselli a "Porta a Porta". Una
piccola trovata propagandistica alla Pannella: peccato che Boselli sia una
persona educata, del tutto priva delle grandi esplosioni istrioniche, alla
Zacconi, di cui Pannella è maestro. I socialisti si trovano in questa campagna
elettorale in estrema difficoltà e questa volta rischiano di scomparire
definitivamente dalla scena politica. Solo un miracolo può sollevare il resuscitato
Ps dall'1% dello Sdi al necessario limite del 4%. Ma in politica tutto è
possibile, come a Lourdes, e Boselli ci prova con meritoria tenacia. Ma in
realtà il Psi è già morto da un pezzo: dal 1992 ammazzato dai magistrati e dai
comunisti, insieme a Bettino Craxi. E secondo me, come ho scritto più volte,
era morto da molto prima: dal Sessantotto, col fallimento e la scissione
dell'unificazione socialista, che era stato l'ultimo
tentativo di costruire in Italia una grande socialdemocrazia di tipo europeo.
L'anno 1968 è anche l'ultimo del ventennio del miracolo economico italiano. Si
potrebbe dire che l'Italia abbia vissuto tre ventenni: 1948-1968, il miracolo
economico; 1968-1990, la digestione del grasso prodotto nel ventennio
precedente; 1990-2008, gli anni della crisi istituzionale ed economica, che
ancora continua rovinosamente. L'Italia in verità, non è
mai stato un Paese accogliente per i socialisti e per i laici, e nemmeno
per i liberali: per motivi storici che è inutile rivangare, è sempre stato il paradiso dei cattolici, dei fascisti e dei
comunisti. Nella seconda metà del Novecento, dopo la seconda guerra mondiale, i
socialisti in Italia sono rimasti stretti fra la Dc al governo e il Pci all'opposizione:
un'opposizione di comodo, che fu in realtà una compartecipazione al potere. Il
Pci ha sempre goduto di questa straordinaria ambiguità, concepita da Palmiro
Togliatti: profittare di una opposizione demagogica e insieme di tutte le
comodità del potere parlamentare e nella società civile. In questo mezzo
secolo, il Psi ha avuto fortuna quando è stato
autonomo, al centro dello schieramento, stando al governo a sinistra della Dc,
con gli altri partiti laici. Si è invece fatto liquidare ogni volta che si è
affidato ai comunisti, arrendendosi alla vecchia favola dell'unità della
sinistra e alle altre fumisterie massimaliste. In quest'ultima fase, dal 1992,
lo Sdi di Boselli ha sopravvissuto come poteva e in questo Boselli ha
dimostrato pazienza e sagacia tattica. Ma non poteva fare di più, così come i
democristiani residui non possono fare più che le mediocri trovate dell'Udc o
delle Rose bianche. Non ci si vuol render conto che con il terremoto del
'92-'93 un fase storica è definitivamente tramontata. I vecchi nomi, le vecchie
ditte, non rappresentano più nulla, se non dei richiami sentimentali alla
tradizione. Lo Sdi di Boselli si è rifugiato negli astratti e minoritari
discorsi dei cosiddetti diritti civili e della laicità: quando la gente è presa
dai grandi problemi della globalizzazione, cioè della sopravvivenza economica e
politica dell'Occidente e particolarmente dell'Italia; un'Italia in spaventoso
declino, culturale prima ancora che economico e politico. Purtroppo, l'Italia
non ha molte più probabilità di scampare al destino, di quelle che ha il Ps di
sopravvivere elettoralmente. Questo è il discorso della logica politica, ma ci
sarà sempre qualcuno che continuerà a sperare nello Stellone e nel Sole
dell'avvenire.