HOME   PRIVILEGIA NE IRROGANTO   di  Mauro Novelli   

DOSSIER “LAICI & CHIERICI”

Torna all’indice di Febbraio 2008

ARCHIVIO GENERALE  DEL DOSSIER  

TUTTI I DOSSIER


top          ARTICOLI DEL  14-2-2008      #TOP


IN EVIDENZA

 

Riparte la mobilitazione a difesa dell'autodeterminazione in tema di aborto. Aborto, in piazza per difendere la 194. Aderisce anche il ministro Livia Turco

Manifestazione a Napoli, presidi e sit-in molte città in segno di protesta dopo il blitz della polizia al Policlinico Federico II per una presunta interruzione di gravidanza illegale. E Csm e Guardasigilli chiedono un'attenta verifica sull'accaduto ( La Repubblica 14-2-2008)

17:08 Casellati (Fi): "Non si vuole abolire la 194"

''Nessuno vuole abolire la legge 194 ed e' sorprendente che il ministro della Salute si presti a iniziative strumentali. Si prende spunto da un episodio di cronaca, per inscenare manifestazioni di vecchio stampo''. E' quanto dichiara Maria Elisabetta Casellati, vicepresidente dei senatori di Forza Italia.

16:43 Soro: "La 194 non è in discussione"

"Sull'aborto non abbiamo alcuna esitazione. L'attuale è una buona legge e non abbiamo mai pensato di rimetterla in discussione". Lo garantisce Antonello Soro, capogruppo del Pd alla Camera, ospite di Sky tg pomeriggio.

16:42 Ferrero: "Vicino alle donne che manifestano"

"Sono vicino alle manifestanti che oggi stanno esprimendo il proprio sdegno per quanto recentemente accaduto in una sala parto del Policlinico Federico II di Napoli, dove una donna è stata sottoposta ad interrogatorio da parte delle forze dell'ordine subito dopo aver abortito". Lo afferma il ministro della Solidarietà Sociale, Paolo Ferrero, che definisce l'episodio "estremamente grave, indegno di un paese civile".

16:40 Bonelli (Verdi): "Pericoloso clima da inquisizione"

"Quanto accaduto a Napoli è di una gravità estrema. In Italia c'è un pericoloso clima da Inquisizione fomentato da integralisti irresponsabili. Si devono riaffermare i diritti dei cittadini, in primis delle donne, ed i principi di laicità dello Stato". Lo afferma il capogruppo dei Verdi alla Camera Angelo Bonelli.

16:33 Bernardini (Ri): "A fianco delle donne italiane"

Anche Rita Bernardini, segretaria dei Radicali italiani, aderisce alla mobilitazione generale "contro l'attacco ai diritti e alla libertà delle donne, rappresentato dal gravissimo episodio di Napoli", che "è insieme sintomo e conseguenza naturale di una deriva pericolosa". Secondo Bernardini "bisogna smettere di pensare che quella di abortire sia una decisione che le donne prendono egoisticamente, a cuor leggero, come per assecondare un capriccio. Oltre che folle la proposta di una moratoria dell'aborto, che senza alcun pudore scimmiotta nei termini la nobile battaglia vinta per la moratoria della pena di morte, è frutto di un'ipocrisia indecente. L'unica moratoria vera e accettabile l'abbiamo ottenuta con il referendum promosso nel 1975, che ha consentito l'approvazione di una legge, grazie alla quale è stata sconfitta la barbarie dell'aborto clandestino e ridotto negli anni il numero complessivo di aborti".

16:29 Donne Ps scrivono a Napolitano: "Basta con la gogna"

"Caro Presidente, ci aiuti a fermare la gogna medievale e mediatica sui drammi delle donne! Quanto e' successo a Napoli non rispetta la civilta' e dignita' della persona umana". Questo il testo dell appello inviato al presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, dalle donne del Partito socialista, in seguito all'irruzione degli agenti del commissariato Arenella al Policlinico di Napoli.

16:13 Aduc presenta esposto sui fatti di Napoli

L'Aduc ha inviato alla Procura della Repubblica di Napoli, alla Procura Generale presso la Corte d'Appello e per conoscenza al Consiglio Superiore della Magistratura, un esposto sulla vicenda del II Policlinico di Napoli. L'Associazione Diritti Utenti e Consumatori chiede che "si proceda sia penalmente che disciplinarmente nei confronti dei responsabili dell'episodio per i reati di abuso d'atti d'ufficio e violenza privata aggravati per aver agito con crudeltà verso la signora ed averlo fatto con abuso dei propri poteri, nonchè che si proceda per simulazione di reato nei confronti dell'infermiere del Policlinico Federico II di Napoli che ha denunciato un reato inesistente".

15:56 Udi: "In piazza perché la 194 è atto di civiltà"

"Siamo in piazza per dire a voce alta che oggi in queste piazze, e domani ovunque si decida del nostro corpo, la titolarità piena deve restare nelle mani delle donne": così l'Udi (Unione delle donne in Italia), che ha organizzato per oggi manifestazioni in varie città italiane a difesa della legge sull'aborto. "Oggi siamo in piazza, a Napoli, a Roma, a Milano, a Bologna e a Brescia - affermano - per dire no all'aborto come lo abbiamo detto tanti anni fa: allora è stato no all'aborto clandestino e sì alla contraccezione che era vietata. La 194 è stata un atto di civiltà di questo Paese e una assunzione di responsabilità dei due generi verso un dramma che era solo femminile".

15:54 Senatrici Sinistra Arcobaleno: "Aborto è tema elettorale"

"Certo che l'aborto e' argomento di campagna elettorale, e' ipocrita affermare altrimenti e noi diciamo che solo la Sinistra e' una garanzia per le donne". Le senatrici della Sinistra arcobaleno Erminia Emprin, Lidia Menapace, Maria Luisa Boccia e Haidi Giuliani saranno presenti oggi alla manifestazione indetta dall'Udi a Napoli per protestare contro il blitz delle forze dell'ordine nell'ospedale dove una donna veniva sottoposta ad aborto terapeutico.

15:43 Linguiti in piazza a fianco delle donne

"Oggi saremo a fianco delle donne di Napoli che hanno scelto di scendere in piazza per difendere l'autodeterminazione e la libertà delle donne": lo dichiara il sottosegretario alle Pari Opportunità Donatella Linguiti, che intende sottolineare con la sua partecipazione la necessità di prese di posizione nette sulla vicenda sulla vicenda di Napoli. Linguiti si rivolge anche al Presidente della Repubblica quale massima autorità dello Stato e garante dei principi costituzionali che istituiscono i diritti delle donne e delle norme che li tutelano. L'evento di Napoli, si legge nella lettera al Presidente , "ha suscitato preoccupazione per il modo attraverso il quale vengono minate importanti conquiste di civiltà come la legge 194, e forte indignazione per il modo in cui è stata condotta l'operazione di polizia".

15:24 Palermi: "Interferenza Chiesa imbarazzante e volgare"

"Nella vicenda di Napoli ci sono le responsabilita' oggettive di quanti, in questi mesi, hanno speculato e speculano su una scelta dolorosa e strettamente privata, riservata esclusivamente alle donne, perché in discussione è quanto accade nel loro corpo". Lo afferma la senatrice Manuela Palermi, capogruppo Pdci in Senato, a proposito del blitz di Napoli sull'aborto. "L'interferenza della Chiesa- aggiunge Palermi- ha qualcosa di imbarazzante e volgare, cosi' come imbarazzante e volgare e' la campagna per la moratoria". Il tentativo "e' quello di ridurre la maternita' a dogma, cancellando ogni sentimento personale".

14:57 Interrogazione Prc: "Ministro Giustizia prenda misure"

Il gruppo del Prc al Senato ha presentato un'interrogazione al ministro della Giustizia sul blitz della polizia all'ospedale napoletano. Nell'atto parlamentare, dopo aver sottolineato l'arbitrarietà del comportamento sia del magistrato che ha autorizzato la perquisizione, che degli agenti che l'hanno effettuata, i senatori della Sinistra Arcobaleno chiedono al ministro informazioni sui motivi del blitz e su quali provvedimenti intenda prendere nei confronti dei responsabili. "Riteniamo fondamentale la stigmatizzazione del ministro dell'operato delle forze dell'ordine e anche eventuali sanzioni disciplinari che scoraggino altre alzate d'ingegno contro le donne" si legge nell'interrogazione a prima firma di Giovanni Russo Spena.

14:39 Bonino: "Vicina a tutte le donne che oggi manifestano"

"Sono vicina alle donne che oggi in molte cittá italiane scenderanno in piazza per manifestare il loro sdegno per l'inqualificabile episodio di Napoli e a difesa della legge 194" ha dichiarato Emma Bonino, Ministro del Commercio Internazionale e per le Politiche Europee. "Viviamo in un periodo in cui si tenta di far dimenticare gli straordinari passi avanti realizzati, grazie alla 194, nella societá italiana per sconfiggere la piaga dell'aborto clandestino e per una maternitá responsabile. La 194, simile peraltro alla gran parte della legislazione europea in materia e che in nessun altro paese viene messa in discussione, senza essere perfetta non va strumentalizzata come invece, di tutta evidenza, si cerca di fare in questi giorni con le conseguenze aberranti che abbiamo sotto gli occhi."

14:34 Melandri: "A Napoli deriva inaccettabile"

"I fatti di Napoli accaduti nei giorni scorsi sono agghiaccianti. Simbolicamente rappresentano la deriva inaccettabile, che potrebbe prendere una discussione ideologica e astratta sulla riforma della 194". A dirlo e' il ministro delle Politiche giovanili, Giovanna Melandri, a proposito del blitz di Napoli.

14:25 Epifani: "Segnale grave nel Paese"

"Quel che è avvenuto a Napoli non è grave solo per la violenza con cui è avvenuto, ma è grave perché rappresenta il segnale di un clima che non va bene nel Paese". E' il richiamo che il segretario nazionale della Cgil, Guglielmo Epifani, ha fatto ad Aprilia parlando del blitz nell'ospedale di Napoli.

14:24 Saraceni (Medici cattolici): "Vicenda allarmante"

"La vicenda di Napoli è spiacevole e allarmante. Le donne che abortiscono vivono già questa esperienza come un dramma profondo, è inammissibile che si ritrovino le forze dell'ordine all'uscita della sala operatoria". E' il commento del Presidente dell'Associazione Medici Cattolici Italiani (AMCI) Vincenzo Saraceni, a margine di un convegno, sulla vicenda dell'inchiesta relativa all'aborto terapeutico effettuato al Nuovo Policlinico di Napoli.

13:54 Auser: "Attacco inaudito alla dignità delle donne"

Un "episodio di una gravità inaudita". L'Auser, storica onlus di volontariato e promozione sociale, esprime la propria indignazione per "la violenza che a Napoli ha dovuto subire una paziente a seguito del blitz della polizia, ordinato da un magistrato nel reparto maternità per una anonima, vile e ingiustificata telefonata".

13:53 Croce Rossa Italiana: "A Napoli episodio vergognoso"

"La polizia non dovrebbe mai entrare in un ospedale. La vicenda napoletana è vergognosa". Così si è espresso il presidente della Croce Rossa Italiana Massimo Barra, a margine del convegno sulle migrazioni nel Mediterraneo che si apre oggi a Palermo. "La nostra organizzazione - ha precisato - è neutrale, non si occupa di ideologie. Siamo però sempre a fianco dei più deboli e nel caso napoletano il più debole è la donna. E' una vergogna che sia stata trattata così in ospedale".

13:51 Ignazio Marino: "Obiezione di coscienza per forze ordine"

"E' sempre inaccettabile l'intrusione di forze di polizia nel rapporto personalissimo tra medico e paziente, questo vale sempre, specie nei confronti di una donna che vive un momento di sconfitta, dolore, fragilità. Mi chiedo se l'obiezione di coscienza non dovrebbe essere delle forze dell'ordine, che si rifiutano di irrompere all'interno di un rapporto così intimo e personale".
E' il commento ai fatti avvenuti a Napoli del Presidente della Commissione Igiene e Sanità del Senato Ignazio Marino a margine di un convegno tenutosi al Campidoglio.

13:35 Pm Russo: "Stiamo identificando l'autore della chiamata"

"Stiamo identificando la persona che lunedì sera ha telefonato al 112 per avvertire che una donna stava partorendo nel bagno del reparto di Ostetricia del nuovo policlinico". Lo ha detto all'ADN KRONOS il pm della Procura di Napoli, Vittorio Russo, aggiungendo che "l'uomo che ha telefonato ai carabinieri, si è qualificato con nome e cognome e lavora nel nosocomio. C'è una verifica in corso ma credo che questa persona abbia fornito delle generalità veritiere".

13:17 Cgil siciliana "allarmata per il clima di caccia alle streghe"

La Cgil siciliana si dice "allarmata per il clima di caccia alle streghe che si sta creando in Italia sul tema dell'aborto e della legge 194" e annuncia per i primi di marzo un'iniziativa di protesta. "Quello che è accaduto a Napoli - si legge in una nota del sindacato - è gravissimo e si iscrive in un'offensiva globale, di cui sono esempi eclatanti le liste elettorali ad hoc e le continue incursioni della Chiesa sulle prerogative dello Stato laico, che mira a riportare indietro le donne e la società tutta".

13:15 Roma, sms per il sit-in davanti al Ministero della Salute

Un sms che annuncia la manifestazione organizzata per oggi pomeriggio a Roma in difesa della legge 194 dopo i fatti di Napoli, sta girando sui telefoni cellulari di molte donne a Roma. Il messaggio ricorda che l'appuntamento è per le 17 davanti al ministero della Salute, Lungotevere Ripa 1.

13:13 Mancino: "Il Csm valuterà se aprire un'inchiesta"

Sull'operato dei magistrati partenopei che hanno ordinato il blitz delle forze dell'ordine nell'ospedale di Napoli per un presunto aborto illegale il vicepresidente del Consiglio superiore della magistratura Nicola Mancino ha dichiarato che deve ancora essere valutata l'apertura di un'inchiesta. "Occorre aspettare, per aprire un'inchiesta bisogna fare un comitato di presidenza e valutare il caso - ha detto Mancino -, intanto è stato presentato un documento che sarà valutato dal Csm la prossima settimana".

13:10 Bertinotti: "No a crociate ideologiche"

"Credo che sia cresciuta giustamente una indignazione nelle parti più sensibili del Paese. E' stata fatta una offesa al dolore di una donna che ha fatto una scelta drammatica che deve essere rispettata. Si preferisce invece fare violenza su una donna in nome di una crociata ideologica", afferma il candidato premier della Sinistra Arcobaleno Fausto Bertinotti. "Si colpiscono i diritti di una donna e delle persone - prosegue - e questo non è accettabile".

13:09 Il procuratore di Napoli: "Non è stato un blitz organizzato"

La polizia si è mossa dopo una segnalazione: "era un telefonata anonima, non ha fornito nome e cognome ma era talmente circostanziata che non appariva infondata". Lo ha dichiarato il procuratore capo di Napoli Giovandomenico Lepore intervenendo a Radio 24 e parlando della vicenda avvenuta al Policlinico di Napoli. "La telefonata proveniva dall'interno del Policlinico - ha detto Lepore, - al telefono era un uomo, potrebbe essere un infermiere. Indicava la presenza di una donna in una precisa stanza del Policlinico chiusa in bagno per abortire" ha spiegato, aggiungendo: "Ora verrà identificato".

13:04 Ferrara: "Farò il test per la sindrome Klinefelter"

"Mi sottoporrò alle analisi del sangue perchè penso di avere la sindrome di Klinefelter": lo ha detto il direttore de Il Foglio Giuliano Ferrara, intervistato da Maurizio Belpietro su mattina 5, facendo riferimento alla donna che ha abortito nei giorni scorsi al Policlinico di Napoli alla quale era stato diagnosticata una malformazione del feto legata alla sindrome di Klinefelter. Questa sindrome, dice Ferrara, è dovuta a un difetto dei cromosomi che determina tra l'altro un'alterazione degli organi sessuali; "e siccome ho testicoli piccoli e grandi mammelle - ha aggiunto - farò le analisi".

13:00 Binetti: "A Napoli aggressione inaccettabile contro una donna"

"Un'aggressione inaccettabile": così la senatrice 'teodem' del Pd, Paola Binetti, definisce in un'intervista il blitz della polizia al Policlinico di Napoli. La 194, aggiunge poi la senatrice, non va modificata ma applicata in modo illuminato: "Chi si prefigge l'obiettivo" di cambiare la 194 "non credo che sia nel giusto. Questa legge non va modificata, basta applicarla in ogni sua parte, in modo illuminato, soprattutto sul piano della prevenzione e delle alternative all'aborto, intese come sostegni concreti alle donne".

12:58 Anche il ministro Turco aderisce alla manifestazione

"Aderirò alla manifestazione delle donne di oggi" ha detto il ministro della Salute, Livia Turco, nel corso di una intervista a Rainews 24. Il ministro ha ribadito di essere rimasta molto colpita dall'episodio avvenuto al policlinico di Napoli, segnale di una mancanza di serenità nell'affrontare un momento tragico nella vita delle donna. "Conoscendo da vicino le problematiche legate all'aborto", Turco ha detto che c'è bisogno di pacatezza e serenità su queste vicende, "un'attenzione attiva nei confronti della donna".


Report "Laici e chierici"

Scoppola e le due fedi ( da "EUROPA.it" del 14-02-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: idea di laicità in contrapposizione a posizioni ideologiche ateiste o antiteiste. La "riconciliazione" di quegli anni tra cattolici e laici ? cui corrispose un rafforzamento dell'idea di laicità, più largamente condivisa, e dello stesso Stato laico, accettato definitivamente e senza riserve anche da parte dei cattolici ?

L'amaca - michele serra ( da "Repubblica, La" del 14-02-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: pubblicazioni cattoliche, negli atti di convegni periferici e noiosissimi con suore e preti, nuova legna da buttare sul fuoco della battaglia tra neo-guelfi e vetero-laici (ottocenteschi, ovvio). Potendo, sarebbe di molto preferibile che gli appunti cinematografici di un sacerdote, ma pure le esternazioni non sempre solenni di vescovi sconosciuti a tutti tranne che ai cresimandi dell'

"religione invadente e i laici lasciano fare" - brunella torresin ( da "Repubblica, La" del 14-02-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: ma noi viviamo in uno stato laico la cui morale non è la morale cattolica bensì la morale laica. E la Chiesa dovrebbe fermarsi sulla soglia dello Stato, e non superarla. Ma viviamo in un paese che dà prova di totale mancanza di moralità civile, così la Chiesa ha buon gioco ad alzare la testa e fare il suo mestiere".

Dieta quaresimale ai bimbi Bufera politica ( da "Corriere della Sera" del 14-02-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: sia perché calpesta i diversi orientamenti laici e religiosi, professati dalle famiglie dei bambini che frequentano le scuole del nostro territorio". Naturalmente la questione sollevata non riguarda il valore nutritivo della dieta che viene comunque preservato (già nella nostra tradizione culinaria il venerdì è legato al consumo del pesce).

Veltroni rispolvera Prodi Un aiuto per ogni figlio ( da "Tempo, Il" del 14-02-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: battaglia tra laici e cattolici sull'aborto. Il segretario del Pd difende la legge 194 poi, con un sorriso, chiosa: "Io la penso come l'Osservatore Romano, lasciamo fuori questi temi dalla campagna elettorale". O come quando gli viene fatto notare che, uno che fa politica dal 1975 non è certo una novità, a maggior ragione se ha annunciato che avrebbe trascorso la sua vecchiaia in Africa.

Caro Nichi, ti scrivo. Ti scrivo in primo luogo perché non ho avuto occasione di parlarti. Di applaudirti o non applaudirti, di commuovermi sentendo le tue parole o di sentire il d ( da "Liberazione" del 14-02-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: la massima autorità religiosa cattolica, avrebbe avuto in una cerimonia laica. E vengo all'ultima delle obiezioni. Questa sì rivolta a te come Presidente della Puglia. Come sai un movimento di donne, "Usciamo dal silenzio", attivo anche in Puglia, ha, qualche mese fa, promosso un Forum sulla salute delle donne: una delle iniziative di decisione partecipata più efficaci e riuscite,

Il vuoto dei laicisti non si colma coi bavagli ( da "Tempo, Il" del 14-02-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: conformismo ghibellino" della cultura laica nazionale che si duole dell'eccesso di protagonismo "guelfo" esercitato dalla Chiesa cattolica. Il tema non è nuovo, anche se si carica di motivi freschi aggiunti, per esempio, dall'intelligente provocazione di Giuliano Ferrara, paladino antiabortista, da posizioni non teiste.

Moretti risponde ai vescovi: "Clima da Controriforma" di Maurizio Cabona - giovedì 14 febbraio 2008,... ( da "Giornale.it, Il" del 14-02-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: quindi erano stati gli altri, in coro, a dirsi "preoccupati per il neoguelfismo", come Veronesi chiama la sudditanza di "certi laici" - il Pd e La Repubblica - verso i cattolici. Però dichiarazioni "neoguelfe" ci sarebbero state se la Ferrari a un'intervista non avesse risposto che il sesso di scena con Moretti era stato alcolico (previa vodka)

Il partito probiotico dell'Elefantino ( da "Avanti!" del 14-02-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: laico è rimasto privo di un suo sistema di valori che gli consenta di giudicare la scienza in un modo diverso dal positivismo ottocentesco. I temi eticamente sensibili, duole doverlo ammettere, non sono un'invenzione della Binetti e la risposta dei laici non dovrebbe essere semplicemente la reazione violenta di spregio e di diniego che somiglia sempre più a quella che in campo sociale

Al di fuori della <funzione dio> ( da "Manifesto, Il" del 14-02-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: lettura sulle basi non negoziabili di una democrazia laica, fuori dalle presunte leggi di natura Andrea Inglese A seguire i dibattiti di questi ultimi anni, si ha l'impressione che il XXI secolo sia stato inaugurato, tra le altre sventure, all'insegna di un "ritorno del religioso", soprattutto in quell'Europa che aveva avviato (sembrava) un irreversibile processo di secolarizzazione.

Caro Nichi, la "difesa della Vita" è un'ideologia ( da "Liberazione" del 14-02-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: la massima autorità religiosa cattolica, avrebbe avuto in una cerimonia laica. E vengo all'ultima delle obiezioni. Questa sì rivolta a te come Presidente della Puglia. Come sai un movimento di donne, "Usciamo dal silenzio", attivo anche in Puglia, ha, qualche mese fa, promosso un Forum sulla salute delle donne: una delle iniziative di decisione partecipata più efficaci e riuscite,

Una nazione è tale se conosce i suoi confini ( da "Tempo, Il" del 14-02-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: è chi pone il problema della differenziazione tra la questione cattolica tradizionale e quella della democrazia italiana, sostenendo che la Chiesa ha alterato i rapporti convenzionali tra società civile e politica, assumendo arbitrariamente il ruolo di religione civile. Questo mondo laico dimentica il senso e il significato dell'Accordo di Villa Madama del 2 febbraio 1984,

Moretti risponde ai vescovi: "Clima da Controriforma" ( da "Giornale.it, Il" del 14-02-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: quindi erano stati gli altri, in coro, a dirsi "preoccupati per il neoguelfismo", come Veronesi chiama la sudditanza di "certi laici" - il Pd e La Repubblica - verso i cattolici. Però dichiarazioni "neoguelfe" ci sarebbero state se la Ferrari a un'intervista non avesse risposto che il sesso di scena con Moretti era stato alcolico (previa vodka)

Il congresso della Luca Coscioni a Salerno per la libertà della cultura come nel dopoguerra ( da "EUROPA.it" del 14-02-2008)
Argomenti: Laicita'

Abstract: congresso mondiale per la libertà di ricerca", per l'alternativa laica ai fondamentalismi che si stanno scatenando da Roma perfino verso le Nazioni Unite". Io andrò a Salerno, dove spero di trovare qualcuno del Pd. Ci troveremo? IGNAZIO MONACO, TARANTO Caro Ignazio, sono felice che tu vada a Salerno, in qualche modo mi sentirò?


Articoli

Scoppola e le due fedi (sezione: Laici e chierici)

( da "EUROPA.it" del 14-02-2008)

Argomenti: Laicita'

LAICI E CREDENTI La svolta dell'11 settembre nella ri essione dello storico Scoppola e le due fedi Al centro del suo pensiero dopo l'attentato di New York la domanda: "Come credere oggi? Come può una fede ispirare una così crudele violenza?" AGOSTINO GIOVAGNOLI * In uno dei libri pubblicati della Fondazione Orseri, di cui Pietro Scoppola è stato il primo presidente su designazione di Remo Orseri, si leggono queste sue parole, pronunciate nel 1999: "Si potrebbe dire: tutti siamo laici e credenti. Si tratta di una condizione in qualche misura scontata. Occorre tuttavia chiarire quali rapporti sono possibili tra i credenti, coloro che credono di credere e dichiarano di credere, e coloro che, pur essendo rispettosi della fede religiosa, non vi fanno riferimento in modo definito, anche se sono credenti in qualche cosa. Tutti siamo credenti in qualche cosa. Occorre quindi superare questa semplificazione del "tutti laici tutti credenti" e vedere quali sono le differenze e come possono essere composte". Mi pare possibile partire da queste parole per capire quale sia stato l'umanesimo di Pietro Scoppola, non solo quale sia stata la sua idea di uomo ? ma forse si potrebbe dire meglio, quale sia stata la sua idea di persona, termine cui era molto legato ? ma anche quale idea egli abbia avuto, per così dire, dell'"umanità dell'uomo". Egli si è infatti interrogato a lungo sulle forme attraverso cui si manifesta ciò che è più autenticamente umano, attraverso quali strade gli uomini e le donne possano raggiungere la dignità che è loro propria. Com' è noto, infatti, il rapporto tra laici e credenti è stato uno dei temi dominanti di una riflessione che ha attraversato gran parte della sua esistenza. Già negli anni settanta, Scoppola sviluppava una riflessione tra laici e credenti in termini non alternativi e contrapposti. Nel 1971, ad esempio, ad una lettura polemica degli scontri fra clericalismo ed anticlericalismo, nel XIX e nel XX secolo, contrapponeva una storiografia capace di leggere "ateismo, laicismo e anticlericalismo (?) anche come fenomeni religiosi (?) non estrinseci all'esperienza religiosa stessa (?) come un dato interno ad essa, specialmente nell'età moderna e contemporanea". Sono parole espressive di una lettura di ciò che è laico non come radicalmente incompatibile con ciò che è religioso. Va nella stessa direzione anche il suo intervento alla XLVII Corso di aggiornamento dell'Università Cattolica, organizzata da Giuseppe Lazzati nel 1977, in un contesto di interventi esemplari di un'idea di laicità conciliata o conciliabile con valori religiosi che si era affermata largamente negli anni precedenti. Scoppola vedeva, infatti, una radice religiosa anche in ciò che apparentemente è non religioso o antireligioso, compreso l'ateismo. "Storicamente c'è un legame profondo fra la fede religiosa e la sua negazione " ed egli amava ricordare che "un illustre storico, Giorgio Spini, un valdese credente, auspicò la creazione di una cattedra di storia dell'ateismo ? non di ateismo ? proprio per mettere in evidenza la relazione tra affermazione e negazione di Dio". Egli era inoltre convinto dell'esistenza di una complementarietà positiva tra ciò che si presenta esplicitamente come religioso e ciò che invece si presenta come non religioso: "In questo senso è innegabile che l'ateismo ha contribuito in qualche misura ad una purificazione della fede religiosa, sempre tentata dalla superstizione". Tale approccio rispondeva ad una sensibilità diffusa negli anni Settanta anche fuori dall'ambito cattolico, che Scoppola seppe ben interpretare. Cito, a titolo di esempio, la posizione di un leader politico come Enrico Berlinguer, che proprio in quegli a n n i escludeva recisamente l'anticlericalismo dall'orizzonte del comunismo italiano e interpretava l'idea di laicità in contrapposizione a posizioni ideologiche ateiste o antiteiste. La "riconciliazione" di quegli anni tra cattolici e laici ? cui corrispose un rafforzamento dell'idea di laicità, più largamente condivisa, e dello stesso Stato laico, accettato definitivamente e senza riserve anche da parte dei cattolici ? ha costituito il punto di arrivo di un lungo e tormentato percorso, profondamente segnato dalle peculiarità della storia italiana a partire dall'Unità. A questa stagione, mi pare si possa collegare idealmente anche la nota sentenza n. 203 del 12 aprile 1989 con cui la Corte Costituzionale ha incluso la laicità fra i principi supremi della Costituzione repubblicana. (...) Alcuni degli ultimi sviluppi della riflessione di Scoppola sulla laicità sono emersi soprattutto dopo l' attentato terroristico delle Twin Towers nel 2001, in stretto collegamento con il problema di una società multietnica. "Dopo i tragici avvenimenti di New York e Washington accaduti la settimana scorsa", osservava, la domanda "come credere oggi?" "acquista un valore diverso, perché quell'orribile attentato che ha sconvolto il mondo intero è stato compiuto in nome di una fede". Come "può una fede religiosa ispirare e legittimare una sì crudele violenza?", si chiedeva, e gli appariva urgente interrogarsi su "quali sono le condizioni perché la fede, le fedi, siano ispiratrici di pace, di dialogo e non di violenza". Insomma, la tragedia del 2001 non lo spingeva ad abbandonare l'interrogativo "come e perché credere oggi?", ma piuttosto gli faceva attribuire a tale domanda uno "spessore diverso". In un certo senso, infatti, l'interrogativo gli sembrava diventare ancora più importante, assumendo anche il valore di una chiave interpretativa per comprendere molti e diversi fenomeni del mondo attuale, compreso lo stesso tema della laicità, da ripensare come una "fede diversa". Egli ha preso spunto, a questo proposito, da un libro di Arrigo Levi, anch'egli membro della fondazione Orseri, Le due fedi, pubblicato dal Mulino nel 1996 (...), in cui Levi parlava di fede laica come di "una fede che non rinnega l'importanza della fede in Dio, ma solo l'accetta come parte della storia umana. Una fede che ha per solo riferimento l'uomo e la sua storia, forte e fragile, fallibile e indistruttibile, gratuita e indimostrabile, almeno quanto è la fede dei credenti in Dio". Scoppola consentiva con questa visione e commentava: "Ecco allora le due fedi: la fede laica e la fede religiosa, poste da Arrigo Levi sullo stesso piano perché entrambe si pongono il problema di Dio". E commentava: "Entrambe considerano tale questione posta al centro della vita umana, anche se per la fede religiosa Dio crea l'uomo, mentre per la fede laica è l'uomo che crea Dio". Per Scoppola, infatti, il problema della fede ? sia quella religiosa sia quella laica, per così dire ? costituiva un approccio privilegiato per andare al "centro della vita umana", per andare cioè al cuore dell'uomo: come si vede, siamo qui al centro dell' umanesimo di Scoppola. (...) * dall'intervento pronunciato ieri a Roma al convegno organizzato dalla Fondazione Remo Orseri per la collaborazione culturale fra i popoli in ricordo del suo presidente Pietro Scoppola.

Torna all'inizio


L'amaca - michele serra (sezione: Laici e chierici)

( da "Repubblica, La" del 14-02-2008)

Argomenti: Laicita'

Commenti L'amaca MICHELE SERRA L'articolo scritto dal responsabile giovanile della Cei, don Ansemi, contro la scena di sesso nel film "Caos calmo", in altri tempi sarebbe stato una recensione cinematografica tra le tante. (Neanche tra le peggiori, tra l'altro: è scritta piuttosto bene). Grazie al clima di petulante interventismo instaurato dalla Chiesa negli ultimi anni, basta una trascurabile goccia come questa a scatenare un putiferio. I media cercano con ansia, tra le pieghe più minute delle pubblicazioni cattoliche, negli atti di convegni periferici e noiosissimi con suore e preti, nuova legna da buttare sul fuoco della battaglia tra neo-guelfi e vetero-laici (ottocenteschi, ovvio). Potendo, sarebbe di molto preferibile che gli appunti cinematografici di un sacerdote, ma pure le esternazioni non sempre solenni di vescovi sconosciuti a tutti tranne che ai cresimandi dell'anno in corso, tornassero a occupare la pacifica e quasi amabile nicchia delle parrocchie e delle curie. Il prete che arrossisce davanti alle scene di sesso fa parte del vecchio caro paesaggio italiano, come il suonatore di mandolino e il posteggiatore abusivo. Perché dunque non ridimensionare certe dispute al rango (che è il loro) del bisticcio pittoresco, e non già dello scontro di civiltà?.

Torna all'inizio


"religione invadente e i laici lasciano fare" - brunella torresin (sezione: Laici e chierici)

( da "Repubblica, La" del 14-02-2008)

Argomenti: Laicita'

Pagina V - Bologna Stefano "Vito" Bicocchi condivide i giudizi di Fo "Religione invadente e i laici lasciano fare" "Ma per la mia parodia del cardinal Biffi nessuno mi ha mai sgridato" BRUNELLA TORRESIN Stefano Bicocchi, lei è un attore e Dario Fo un maestro di teatro. Condivide il suo giudizio nei confronti della Chiesa? "Dario Fo usa toni molto forti, da artista e intellettuale che ha sempre combattuto contro la Chiesa, ma la sostanza è condivisibile. Con l'avvento dell'attuale papa la Chiesa tende ad imporre la sua morale indiscriminatamente: è un suo diritto, ma noi viviamo in uno stato laico la cui morale non è la morale cattolica bensì la morale laica. E la Chiesa dovrebbe fermarsi sulla soglia dello Stato, e non superarla. Ma viviamo in un paese che dà prova di totale mancanza di moralità civile, così la Chiesa ha buon gioco ad alzare la testa e fare il suo mestiere". Come dire quali film recitare e quali no, quali andare a vedere e quali no? "Non ho visto Caos calmo, ma non riesco davvero a immaginare Moretti che recita una scena volgare... Però mi preoccupa molto di più il blitz antiabortista nell'ospedale pubblico di Napoli. Quella sì è una deriva molto pericolosa, che nasce da una condanna religiosa". Le è mai successo di essere censurato? "Mi è successo di registrare una puntata di Tintoria in cui dicevo che il Vaticano era la sede del Pd, e non è mai andata in onda... è una sciocchezza, ma fa capire che il confronto tra laici e cattolici non è ad armi pari. La Chiesa censura, ma io non posso dire che le sue ingerenze sono censurabili". Condivide anche il giudizio di Dario Fo sulla Curia bolognese? "Oh, Bologna meriterebbe forse una Curia più aperta, più divertita, ma definire i vescovi orrendi, si può evitare. Io ho fatto la parodia del cardinal Biffi, ma da via Altabella non mi è giunta nessuna reprimenda. è molto più utile difendere il principio di laicità dello stato e la libertà dei privati cittadini di esprimersi come credono, nel rispetto degli altri". Ma nell'episodio tutto bolognese della performance La Madonna piange sperma, lei come si sarebbe schierato? "In modo molto severo nei confronti degli autori della performance. Non puoi offendere un sentimento religioso. Il principio di convivenza laica e civile è anche questo: e cioè il rispetto reciproco, educato, garbato. Ma, appunto, è un principio civile".

Torna all'inizio


Dieta quaresimale ai bimbi Bufera politica (sezione: Laici e chierici)

( da "Corriere della Sera" del 14-02-2008)

Argomenti: Laicita'

Corriere della Sera - ROMA - sezione: Cronaca di Roma - data: 2008-02-14 num: - pag: 6 categoria: REDAZIONALE XVII Municipio Lo scontro Dieta quaresimale ai bimbi Bufera politica Niente carne il venerdì fino a Pasqua. Mangeranno pesce o formaggio i bambini delle scuole del XVII Municipio, perché negli istituti di zona è partita la dieta quaresimale. Non è stata un'esplicita richiesta delle famiglie più osservanti ad ispirare la dirigente dell'ufficio scuola del municipio, che ha ritenuto di dare quest'indicazione alle dietiste che preparano i menù per i piccoli. L'imposizione non è piaciuta a molti genitori, e ai dirigenti scolastici che si sono visti recapitare questa richiesta. "Ritengo che la dirigente dell'Ufficio scuola si sia assunta una grave responsabilità dice Giovanni Barbera, presidente del Consiglio e rappresentate del Partito di Rifondazione Comunista del XVII Municipio - sia perché in contrasto con le prescrizioni previste dal capitolato d'appalto che disciplina il servizio mensa, sia perché calpesta i diversi orientamenti laici e religiosi, professati dalle famiglie dei bambini che frequentano le scuole del nostro territorio". Naturalmente la questione sollevata non riguarda il valore nutritivo della dieta che viene comunque preservato (già nella nostra tradizione culinaria il venerdì è legato al consumo del pesce). A quanto pare le proteste sono arrivate anche da genitori cattolici e praticanti, sia perché è la stessa Chiesa cattolica ad esentare i piccoli e i malati dalla dieta di preparazione alla Pasqua, sia perché, nel caso di bambini, per modificare il menù per motivi religiosi ci deve essere un'esplicita richiesta delle famiglie e solo in forma individuale. "Sono sicuro che nella nota tecnica della responsabile del servizio - spiega Francesco Aloria, vicepresidente del Municipio e assessore alla scuola non c'è nessun fine ideologico. Ma solo il tentativo di ottimizzare e migliorare al massimo il servizio mensa per gli studenti più giovani". Ma le proteste dei genitori sono arrivate in Municipio. "Oggi stesso chiederò chiarimenti alla dirigente ", conclude l'assessore. "Questo è un grave atto intolleranza nei confronti di tutte le famiglie di fede diversa - continua Barbera - o che non professano alcuna fede, per questo pensiamo di sostenere la petizione che alcuni genitori stanno preparando contro questa decisione". Maria Rosaria Spadaccino.

Torna all'inizio


Veltroni rispolvera Prodi Un aiuto per ogni figlio (sezione: Laici e chierici)

( da "Tempo, Il" del 14-02-2008)

Argomenti: Laicita'

Stampa Il candidato premier della sinistra anticipa il programma da Vespa Veltroni rispolvera Prodi "Un aiuto per ogni figlio" Nicola Imberti n.imbertiNon lo nomina quasi mai. Quando è obbligato a farlo usa toni pacati, quasi si trattasse di un vecchio amico che ha sbagliato. Il vero scheletro nell'armadio di Walter Veltroni si chiama Silvio Berlusconi. Vorrebbe lasciarlo fuori dallo studio televisivo di Porta a Porta ma, alla fine, è costretto a rincorrerlo. In fondo sono passate poco più di 24 ore da quando il Cavaliere, seduto sulla stessa poltroncina bianca (Veltroni però siede alla sinistra di Bruno Vespa), ha lanciato la sua priorità per la campagna elettorale. Cominciando dall'abbassamento delle tasse. Il segretario del Pd, che ha abbandonato la cravatta rossa che lo ha accompagnato in queste prime uscite pubbliche per una grigia a quadretti, ripete quello che sembra essere diventato il suo slogan preferito ("Pagare meno, pagare tutti"), rilancia la necessità di un intervento immediato sui salari e, incalzato dai giornalisti, fa qualche proposta. Sono le uniche anticipazioni dei 10-15 punti programmatici che userà in campagna elettorale. Per il resto occorrerà aspettare sabato quando l'Assemblea costituente del Pd lo incoronerà ufficialmente candidato premier. Veltroni assicura che ci saranno grandi elementi di innovazione, che lavorerà per cambiare il Paese. Per ora, però, si limita a scopiazzare il Prodi del 2006. Tra le sue proposte fiscali, infatti, compare un'idea che il Professore aveva già lanciato nel corso della scorsa campagna elettorale: 2.500 euro di sostegno alle famiglie per ogni figlio nato. "Serve - spiega - una ripresa dell'incremento demografico. Daremo 2.500 euro per ogni figlio sotto forma di detrazioni fiscali o, nel caso degli incapienti, con assegni". Ma incentivi ci saranno anche a sostegno dell'occupazione femminile, per trasformare gli asili nido in un "diritto", per combattere la precarietà giovanile. Il segretario del Pd è molto attento a non ripetere la parola "bamboccioni", parla di "ragazzi che hanno 35-38 anni, vivono ancora in famiglia e non hanno un lavoro stabile. Per loro proporremo un compenso minimo legale di 1000-1100 euro, sostenendo le imprese che assumono a lungo termine". Qui finisce il ricettario veltroniano. Il resto è un tentativo di cancellare gli ultimi 15 anni della storia italiana e quella che chiama, senza mezzi termini, la politica del no. "Dal 1994 in poi - ricorda - non c'è esecutivo che sia stato confermato al governo". Il motivo? "La frammentazione, la coriandolizzazione della politica". Basta quindi, con le "coalizioni contro", con le "coalizioni eterogenee". "Il Pd ha fatto una scelta di rottura - rilancia - presentadosi libero. Libero di dire che Paese vuole". Decisione che, sottolinea, "nei sondaggi ha fruttato al Partito Democratico una crescita del 2% solo nell'ultima settimana". Guai, però, a ricordagli l'accordo appena siglato con Di Pietro. Guai a chiedergli perché l'ex pm sì, e socialisti e radicali no. Veltroni non muta il suo tono pacato, ma non risparmia frecciate. Soprattutto a quel partito socialista che, negli ultimi anni, "si è alleato con tutti, rinunciando al proprio simbolo, ma non con noi". Comunque, fa notare, "con Di Pietro si è deciso di fare gruppi comuni dopo il voto e, lui stesso, ha annunciato che l'Idv si scioglierà nel Pd". E, in ogni caso, spiega, "andare da soli alle elezioni voleva dire andare senza la sinistra radicale". L'argomento è chiuso. Anche perché Veltroni è abilissimo a dribblare le domande scomode. Come quando gli viene chiesto di esprimersi sul tema caldo di questi giorni: la battaglia tra laici e cattolici sull'aborto. Il segretario del Pd difende la legge 194 poi, con un sorriso, chiosa: "Io la penso come l'Osservatore Romano, lasciamo fuori questi temi dalla campagna elettorale". O come quando gli viene fatto notare che, uno che fa politica dal 1975 non è certo una novità, a maggior ragione se ha annunciato che avrebbe trascorso la sua vecchiaia in Africa. "La novità è nelle cose che si dicono e si fanno" replica secco. Per poi aggiungere, pacatamente, che il Pd era il suo "sogno politico", che non si è "tirato indietro per senso di responsabilità" e che c'è "ancora tempo per realizzare i propri sogni personali". Il vero fantasma, comunque, resta Berlusconi. Al Cavaliere lancia la proposta di approvare, insieme e subito, "la riforma dei regolamenti parlamentari". Ma, sempre a lui, rinfaccia la mancanza di quel senso di responsabilità che "avrebbe permesso, durante la recente crisi di governo, di portare il Paese fuori dai guai. Bastava un patto per un anno". Poi, ricorda che, con Berlusconi, la crescita del Paese è stata zero e bolla il Pdl come "un'alleanza elettorale". Bastone e carota anche per Romano Prodi. Veltroni critica il programma di 280 pagine, la coalizione nata solo per vincere contro il Cavaliere, la scelta di non affidare una delle due Camere all'opposizione dopo il voto del 2006. Poi, però, loda l'operato del Professore e la scelta di non ricandidarsi ("è stato un signore"). E, per un momento, il "maanchismo" ritorna.

Torna all'inizio


Caro Nichi, ti scrivo. Ti scrivo in primo luogo perché non ho avuto occasione di parlarti. Di applaudirti o non applaudirti, di commuovermi sentendo le tue parole o di sentire il d (sezione: Laici e chierici)

( da "Liberazione" del 14-02-2008)

Argomenti: Laicita'

Caro Nichi, la "difesa della Vita" è un'ideologia Il botta e risposta con "il Foglio" sulla "scandalosa ricerca" pone un problema serio: la rinuncia alla vera sfida tra vita e norma, tra determinismo biologico e normativo ossia tra capitale e vita Caro Nichi, ti scrivo. Ti scrivo in primo luogo perché non ho avuto occasione di parlarti. Di applaudirti o non applaudirti, di commuovermi sentendo le tue parole o di sentire il desiderio di esprimerti una critica, talvolta radicale, quelle sì, molte. E anche, devo dire, di pentirmi di essermi commossa. Penso a quando non ho capito le conseguenze del tuo "partire dal partito": era il partito lasciato, considerato immobile e fisso. Quasi un fardello che la tua curiosità intellettuale, ancor prima che la tua responsabilità di Presidente non poteva permettersi di portare. Suggerisco a te, che sei il leader delle metafore, quella della caracol (una metafora un po' zapatista...): è bello nel viaggio portarsi la propria casa. Camminare più piano aiuta a raggiungere la meta. O forse è la meta. Ma, si sa, oggi va più di moda l'accelerazione? E in effetti... al Partito (fammi usare la P maiuscola, così anche tu potrai dirmi che sono nostalgica..) ti si vede poco. Anche noi "nel nostro piccolo" vorremmo "partecipare", contribuire a decidere. Forse sei migrato verso un "metodo del consenso" diverso da quello che si sperimentava, non senza difficoltà, nel movimento: ma voglio augurarmi, (so) che l'applausometro sia lontano dalla tua idea della democrazia quanto dalla mia. Ma vengo all'oggetto di questa lettera. Ti ho letto su il Foglio e ho letto le tue precisazioni. E sai chi mi è venuto in mente? Piero Gobetti: "Bisogna preservare la dignità prima che la genialità". Credo che questa frase debba essere una bussola per ogni ricerca: per evitare che la curiosità intellettuale, l'estro metaforico, il desiderio di essere usignolo (ma attenzione, non trasformiamo il partito in chiesa "ortodossa" e nostalgica per fare gli usignoli?) sconfinino nel narcisismo intellettuale, che è altra cosa dalla curiosità. Non riesco proprio a spiegarmi come si possa riconoscere nel quotidiano di Giuliano Ferrara il luogo di una ricerca teorica. Non me lo spiego per ragioni di ordine morale ancor prima che intellettuale e politico. Stabilire una relazione tra la moratoria sulla pena di morte e la moratoria sull'aborto come il Foglio (non tu) ha fatto è immorale, ancor prima che intellettualmente e politicamente inaccettabile. Immorale perché fondato sull'idea di "colpa" (della donna). E proprio Pasolini insisteva sull'idea che l'aborto "deve essere una colpa" e, dunque, non possa non essere un reato (un reato di eutanasia con attenuanti ecologiche). Egli non a caso sceglieva come suoi interlocutori i Radicali, ossia i portatori di una idea di laicità non implicante una critica del Potere del neocapitalismo e della società del totalitarismo consumistico. Una colpa, dunque. E questa nuova campagna per la colpevolizzazione è una delle forme più radicali di violenza che le donne possano subire. E, per me, la violenza è immorale. Il Foglio è violento, dunque, immorale. E allora perché sceglierlo come sede di "scandalosa ricerca"? Perché non valorizzare il fatto che tra "l'integralismo e il suo gemello mercantile, il laicismo" ci sia una coraggiosa, e non meno scandalosa, ricerca laica, quella della libertà femminile? Perché non scegli, tu che potresti, di confrontarti con questa idea non mercantile di laicità? Perché non condividere con noi la tua "scandalosa ricerca"? Mai stata ghibellina in vita mia. Io penso all'autodeterminazione proprio come a una ricerca, faticosissima, dettata dall'etica della responsabilità. Penso alla laicità non come a un contenuto o insieme di valori, ma terreno in cui si forma l'etica pubblica, in cui i soggetti si liberano: lo spazio della politica, in cui tutte le parole abbiano modo d'essere dette, ma nessuna sia sacra. Di difesa delle vite, non della Vita, o del vivente. Non c'è, in questo senso, comunismo più creaturale del femminismo. Credo, invece, che la difesa della Vita sia appunto un'ideologia, che cancella le persone, i loro volti, le loro sofferenze, i lori desideri. A volte , io credo, si annovera sotto la categoria "crisi del pensiero laico" (ma la laicità, appunto non può e non deve essere un pensiero, ma il presupposto di un confronto fra pensieri, fra parzialità) quello che è, invece, un tragico aspetto della crisi della politica: ossia la derubricazione dei temi della biopolitica a questioni "eticamente sensibili", cioè a questioni di coscienza (queste sì, a differenza della fede, private?). La politica così rinuncia alla vera sfida che ha di fronte: il rapporto tra vita e norma, tra determinismo biologico e normativo, tra bioeconomico e biopolitico, tra capitale e vita. La nostra comune ricerca dovrebbe, invece, essere volta proprio a rideclinare oggi la parola autodeterminazione fuori da ogni disciplinamento normativo, biologistico, e tecnoscientifico dei corpi. Ora, che la Chiesa - come mi sembra suggerisse Pasolini - non sia passata all'opposizione (se si esclude qualche ecumenica critica alla degenerazione consumistica), che il sacro sia diventato il nuovo logo del Potere neocapitalistico e del totalitarismo teocon, nonché ultimo capitolo (spero) della lunga storia del determinismo a me pare evidente. E se così è, non avrei scelto la strada di equilibrismi bipartisan per commentare quanto accaduto alla Sapienza: non si è trattato di reciproche interdizioni, ma del rifiuto costituzionalmente garantito di nuove Colonne d'Ercole. Come ha recentemente detto Marcello Cini, il nodo centrale della questione era evitare quella sovrapposizione fra la cattedra di Pietro e la cattedra universitaria derivante dal ruolo che la massima autorità religiosa cattolica, avrebbe avuto in una cerimonia laica. E vengo all'ultima delle obiezioni. Questa sì rivolta a te come Presidente della Puglia. Come sai un movimento di donne, "Usciamo dal silenzio", attivo anche in Puglia, ha, qualche mese fa, promosso un Forum sulla salute delle donne: una delle iniziative di decisione partecipata più efficaci e riuscite, da quando sei diventato presidente. Sono emerse dalla discussione proposte articolate e nette sulle politiche consultoriali, sulla contraccezione, sulla distribuzione della RU 486 e della pillola del giorno dopo. Proposte che ci aspettiamo siano state recepite nel Piano regionale sulla Salute. Entrambi, tu e noi, siamo impegnati a respingere gli attacchi, strumentali e non, che su questa materia stanno conducendo centrodestra e pezzi delle gerarchie ecclesiastiche. Dobbiamo augurarci che non leggano il Foglio ? Mi scuso, caro Nichi, per la franchezza, è quella che si deve a un compagno, e specialmente a un compagno a cui si vuol bene. Tu dicesti, appena eletto, che dovevamo "tirarti la giacchetta". Mi auguro di non avertela strappata. E di non aver strappato la possibilità di dialogo tra noi: credo che la mancanza di comunicazione abbia nuociuto, emotivamente e politicamente, a noi e a te, coinvolti in difficoltà e responsabilità inedite, e nuove. E mi scuso per aver risposto con una ruvida versione in prosa alla tua poesia. Ma, non vorrei dirlo, questo di tanta speme oggi mi resta. Con affetto, Eleonora, Marida, Alba, Tonia, Anna, Rosanna, Fahama, Annalisa, Rossana, Francesca 14/02/2008.

Torna all'inizio


Il vuoto dei laicisti non si colma coi bavagli (sezione: Laici e chierici)

( da "Tempo, Il" del 14-02-2008)

Argomenti: Laicita'

Stampa Libero Stato e libera Chiesa Il vuoto dei laicisti non si colma coi bavagli Sfugge al politicismo minore di questi giorni, ipnotizzato dal rito delle liste elettorali, un pezzo inusuale di dibattito "alto" che val la pena di intercettare. Si discute del "conformismo ghibellino" della cultura laica nazionale che si duole dell'eccesso di protagonismo "guelfo" esercitato dalla Chiesa cattolica. Il tema non è nuovo, anche se si carica di motivi freschi aggiunti, per esempio, dall'intelligente provocazione di Giuliano Ferrara, paladino antiabortista, da posizioni non teiste. Il tema, dunque, è sempre quello: buona parte dell'intellettualità nazionale si duole dell'ingerenza della Chiesa cattolica nella politica. In questo ragionamento ci sono almeno tre errori. Il primo è quello classico che opera una brutale riduzione della fede religiosa a militanza politica. La Chiesa parla alla coscienza dei suoi fedeli: è forse da giudicare "castrista" la preoccupazione di Benedetto XVI relativa agli effetti discriminatori della globalizzazione? Allo stesso modo non può essere giudicata una violazione del principio "libera chiesa in libero stato" l'appello alla coscienza su temi sensibili dal punto di vista della dottrina cristiana, come l'aborto o la famiglia. Appelli, peraltro, che affermano principi non contraddittori con l'impianto valoriale alla base dello stato laico, per intenderci: la Costituzione. Dunque la Chiesa cattolica afferma il suo magistero in un circuito di libertà costituzionale, così come fanno le altre professioni-istituzioni religiose: dalle chiese protestanti, alle sinagoghe ebree, alla religione islamica. La differenza, non di poco conto certamente, è che la Chiesa cattolica si rivolge a una platea di italiani che condivide e professa il suo credo in una dimensione molto vasta, tale da farla coincidere con la cultura dominante nel paese. Ma - e questo è il secondo errore compiuto dai laicisti - si trascura di considerare che la Chiesa ci interpella su temi intrisi di valore etico prescindente, in quanto tale, da ogni declinazione religiosa. Il valore della vita, i limiti della scienza, il senso della solidarietà che si rintraccia nel gruppo sociale primigenio, che è la famiglia, non sono declinazioni catechistiche, ma chiamano in causa la coscienza di ognuno in quanto essere umano. La Chiesa ha la forza e la credibilità per farlo, la cultura laicista no. Il terzo errore è quello di chi immagina di arginare la propria difficoltà mettendo il bavaglio alla Chiesa, così come si è fatto all'Università di Roma. è un errore aberrante, ma anche il sintomo di una stupidità irreparabile: l'arsenale ideario della cultura laicista non si riempirà di nuovi argomenti soffocando la parola dei cattolici. Provi a rigenerarsi, accettando "laicamente" il confronto: qualcosa di buono, alla fine, potrebbe nascere.

Torna all'inizio


Moretti risponde ai vescovi: "Clima da Controriforma" di Maurizio Cabona - giovedì 14 febbraio 2008,... (sezione: Laici e chierici)

( da "Giornale.it, Il" del 14-02-2008)

Argomenti: Laicita'

Moretti risponde ai vescovi: "Clima da Controriforma" di Maurizio Cabona - giovedì 14 febbraio 2008, 07:00 da Berlino Quando si dice: "La faccia allegra degli italiani in gita... ". Alla Berlinale, ieri, il film Caos calmo ha avuto dieci-quindici secondi di applauso da un settore della stampa in sala. Poco, almeno rispetto all'applauso dell'altroieri per Happy-Go-Lucky, il gioiellino di Mike Leigh; ma quasi tutti gli altri hanno solo gelidi silenzi. Questo tepore e quasi due milioni d'euro incassati in Italia spiegavano ieri la faccia allegra di chi, giunto dal Tevere, aveva pernottato sulla Sprea. Ecco il fior fiore dei gitanti: il produttore Domenico Procacci, lo co-sceneggiatore e protagonista Nanni Moretti, il regista Antonello Grimaldi, il soggettista Sandro Veronesi, i co-sceneggiatori Laura Paulucci e Francesco Piccolo, le interpreti Blu Yoshimi, Isabella Ferrari, Valeria Golino e perfino Kasia Smutniak, che nel film ha cento passi e una battuta! E Alessandro Gassman. Erano in undici sul palco delle conferenze stampa; altri tre, in panchina, pardon, in poltrona. Fare squadra li ha resi esuberanti nel replicare al portavoce della Cei contro la messa in scena di un sesso sterile. Al precedente incontro, solo per la stampa italiana alla Berlinale, Moretti era assente; quindi erano stati gli altri, in coro, a dirsi "preoccupati per il neoguelfismo", come Veronesi chiama la sudditanza di "certi laici" - il Pd e La Repubblica - verso i cattolici. Però dichiarazioni "neoguelfe" ci sarebbero state se la Ferrari a un'intervista non avesse risposto che il sesso di scena con Moretti era stato alcolico (previa vodka), ma soprattutto vissuto? Ahinoi, "la sventurata rispose". Così, da giorni, l'Italia giornalistica discetta di sodomia. Essa è chiara nel romanzo di Veronesi, ma chi vede solo il film di Grimaldi, vede ciò che negli ultimi quarant'anni s'è stravisto: maturi attori, nemmeno nudi, mimare un coito non necessariamente "innaturale". Morale: tantissima gratuita pubblicità - a questo punto anche internazionale perché ieri il film è stato comprato anche in Germania, dopo che in altri tredici Paesi - a un film "che contiene anche una bestemmia", come mi fa notare proprio Grimaldi. Simpatico autore di Asini.

Torna all'inizio


Il partito probiotico dell'Elefantino (sezione: Laici e chierici)

( da "Avanti!" del 14-02-2008)

Argomenti: Laicita'

FERRARA È PRONTO A PRESENTARE UNA LISTA DI "SCOPO" PER SRADICARE LA CULTURA DELL'ABORTO Il partito probiotico dell'Elefantino 13/02/2008 Giuliano Ferrara sembra volerci dare un dolore, si appresta al lasciare la Tv, La7 per la precisione, per impegnarsi direttamente nella campagna elettorale alla testa di una lista pro-life, per la vita fin da suo concepimento e per la moratoria mondiale sull'aborto. Non so quanto la politica abbia bisogno di questa ennesima formazione. Soprattutto quando tutto sembra portare verso la semplificazione dello scenario politico e invece qui ci troviamo già due nuovi partiti cattolici, La Rosa Bianca (che i martiri del nazismo decapitati nel febbraio del 1943 perdonino Baccini e Tabacci) e la nuova creatura probiotica di Ferrara. La cosa che personalmente mi spiacerà immensamente sarà non avere più la possibilità di godermi l'Elefantino all'opera su La7. Il percorso del nostro è noto e non dissimile da quello di molti intellettuali del Novecento che sono partiti da posizioni rivoluzionarie per approdare in fine tra le braccia di Santa Madre Chiesa: Giovanni Papini e Giovanni Testori valgano come esempi, diversi ma paradigmatici. L'aver fatto questo percorso non impedisce al primo di essere stato uno dei più grandi animatori culturali del suo secolo e al secondo uno dei più grandi narratori e drammaturghi che la letteratura italiana del Novecento possa annoverare. Tornando al nostro, nessuno potrà negare che si tratti certamente di una delle firme più intelligenti e divertenti del panorama giornalistico e televisivo italiano, checché ne dicano Travaglio e i Travagliatori di vario tipo e genere. Speriamo che non lasci anche la direzione de "Il Foglio". Prescindendo da questa considerazione preoccupa il fatto che temi come quello dell'aborto possano contribuire a dividere con solchi invalicabili il campo dei guelfi da quello dei ghibellini creando un clima non proprio sereno tra i contendenti, si veda la recentissima presa di posizione del Cavaliere a favore della Moratoria dell'aborto. Sul "Corriere della sera" Ernesto Galli della Loggia nega la possibilità di un pericolo neoguelfo, ammesso che di pericolo si tratti, contrapponendovi invece una sorta di conformismo ghibellino che attribuisce a chi ha sollevato il problema e non ha il coraggio di accettare il ritorno della fede come approdo in un mondo sempre più privo di senso. La sensazione che si ha e che quello tra neoguelfi e neoghibellini sia lo scontro di due debolezze. Il processo di secolarizzazione dell'Occidente è la più grande angoscia della Chiesa da tempo immemore, d'altro canto il mondo laico è rimasto privo di un suo sistema di valori che gli consenta di giudicare la scienza in un modo diverso dal positivismo ottocentesco. I temi eticamente sensibili, duole doverlo ammettere, non sono un'invenzione della Binetti e la risposta dei laici non dovrebbe essere semplicemente la reazione violenta di spregio e di diniego che somiglia sempre più a quella che in campo sociale caratterizza alcune formazioni di estrema sinistra. Quanto alla lista di scopo dell'Elefantino sarebbe singolare che Berlusconi dicesse di sì ad un alleanza con quest'ultima e no all'Udc di Casini.

Torna all'inizio


Al di fuori della <funzione dio> (sezione: Laici e chierici)

( da "Manifesto, Il" del 14-02-2008)

Argomenti: Laicita'

Laicità Al di fuori della "funzione dio" Fintantoché si proclama come fonte di "verità divina" un libro con 50mila varianti testuali, ci meritiamo le situazioni che abbiamo - Arno Schmidt Secondo Régis Debray, versione francese dei nostri atei devoti, gli dei possono nascere e morire, ma la religione è indispensabile per la coesione sociale. Da Jacques Bouveresse a Arno Schmidt, un sentiero di lettura sulle basi non negoziabili di una democrazia laica, fuori dalle presunte leggi di natura Andrea Inglese A seguire i dibattiti di questi ultimi anni, si ha l'impressione che il XXI secolo sia stato inaugurato, tra le altre sventure, all'insegna di un "ritorno del religioso", soprattutto in quell'Europa che aveva avviato (sembrava) un irreversibile processo di secolarizzazione. Da una prospettiva esclusivamente italiana, si potrebbe avere l'impressione non tanto di una svolta ma di una continuità, caratterizzata semmai da una crescente invadenza mediatica della Chiesa intorno a temi di carattere politico. A porre il problema da noi, non sarebbe dunque un imprevisto rafforzamento delle credenze religiose nelle giovani e meno giovani generazioni, ma un infittirsi di argomenti teologici nello spazio pubblico di discussione. L'ingerenza del clero Nulla di nuovo, insomma, se non la constatazione di un vecchio guasto italiano, oggi semplicemente aggravato: la latitanza di una diffusa e radicata cultura laicista. A tal punto latitante, notava Carlo Augusto Viano in Laici in ginocchio (Laterza 2006), da bandire il termine "laicista" a favore di "laico". Con quest'ultima parola, ricorda però Viano, "si indica una condizione, che tutti identificano nel medesimo modo, mentre con "laicista" si designa la disposizione di chi approva la separazione della sfera politica da quella religiosa e pretende che il potere politico protegga i cittadini dall'ingerenza del clero, che non dovrebbe disporre di poteri coercitivi, né diretti né indiretti". Se si getta un occhio alla Francia, il laicismo è sinonimo di laïcité almeno dalla legge del 1905 sulla separazione delle Chiese e dello Stato. Ma anche la repubblica francese è oggi in qualche modo coinvolta dal "ritorno del religioso". Si tratta di un fenomeno meno direttamente politico, che attraversa però il dibattito intellettuale e influisce sull'opinione pubblica. Un grande esperto di questa faccenda è Régis Debray, ex comunista e mediologo, dalla fisionomia intellettuale ambigua, che richiama quella dei nostri atei devoti. Nel passaggio al nuovo secolo, soprattutto, Debray si è fatto prolifico in analisi del fenomeno religioso e in reprimende contro i danni dell'illuminismo. Il nocciolo della sua dottrina è però abbastanza semplice: gli dèi possono nascere e morire, ma la "funzione dio" è indispensabile dal punto di vista della coesione sociale, dunque immortale. Una tradizione secolare La problematica del laicismo, tipicamente italiana, e quella della "funzione dio", che si affaccia ora in Francia e in altri paesi occidentali, sono in realtà strettamente intrecciate, e per nulla nuove. Un classico del pensiero del primo novecento, come L'avvenire di un'illusione di Sigmund Freud, apparso nel 1927, ce ne fornisce un esempio chiarificatore. In questo testo si incontrano tre filoni di pensiero distinti: il primo viene dal passato, dalla denuncia illuministica contro "l'impostura dei preti"; il secondo è specifico dell'attività di Freud, in quanto psicologo in senso ampio, e possiamo definirlo "ateismo scientifico"; il terzo è quello che ha caratteri pedagogici e risvolti politici, e si proietta nel futuro ipotizzando una società compiutamente laicista. Questi tre elementi li ritroviamo grosso modo anche oggi, in tutte quelle forme di reazione intellettuale ai nuovi paladini della fede e dell'inevitabilità della religione. Sono il lascito di una tradizione che nel corso di oltre due secoli è passata dalla critica morale e politica dell'istituzione religiosa all'analisi filosofica e scientifica del concetto di dio e della funzione sociale della religione. Al culmine di questo percorso abbiamo non tanto una scelta individuale (credere o meno), ma un'appartenenza culturale (riconoscersi o meno in una certa tradizione o famiglia intellettuale). La credenza in dio, o i dubbi su di essa, sono fin dal Vangelo ("Mio Dio perché mi hai abbandonato?") un dilemma tipico di chi già crede. Il non credente o ateo si pone semmai un problema di saperi: con quale strumentazione intellettuale illumino il fenomeno religioso? È il problema di Freud nell'Avvenire di un'illusione, e in generale di ogni ateismo scientifico. Non si tratta di annientare dio o la religione, ma di rovesciare la gerarchia dei valori: analizzare le rappresentazioni religiose sulla base di una realtà esclusivamente umana - in questo caso, la psiche. Ci si potrebbe chiedere, a questo punto, perché mai una tale prospettiva si sia così spesso intrecciata, nel Novecento, con un atteggiamento invece "militante", tanto in senso anticlericale quanto antireligioso. Una prima risposta ci potrebbe venire dal pamphlet sulfureo di Arno Schmidt Ateo?: Altroché! apparso nel 2007 per la Ipermedium libri a cura di Dario Borso e Domenico Pinto. Il testo di Schmidt appare per la prima volta nel 1957, in un volume curato da Karlheinz Deschner che raccoglieva i contributi di diciotto scrittori a partire dalla domanda "Lei cosa pensa del Cristianesimo?". Schmidt non solo ha il physique du rôle per interpretare l'ateo, ma anche per interpretarlo alle alte temperature richieste dal genere prescelto. Erede dei grandi maestri dell'irriverenza, da Rabelais e Swift a Karl Kraus e Joyce, egli coniuga nel suo scritto indignazione, collera, derisione con l'acume dell'intelligenza e la nettezza dell'idea. In soli tredici paragrafi, non risparmia sferzate alla Bibbia, alla personalità di Cristo, e agli effetti del cristianesimo sulla tre sfere umane del buono, del vero e del bello. Ogni frase è un gioiello d'arguzia e impertinenza: "Fintantoché si proclama come fonte purissima di "verità divina", come norma sacra della "perfettissima morale!", come pilastro di religioni di Stato un libro con, a star bassi, 50.000 varianti testuali (dunque in media 30 luoghi controversi a pagina!) (...) fino ad allora ci meritiamo i regimi e le situazioni che abbiamo!". E l'autore sa di cosa sta parlando: innanzitutto del "regime" di Adenauer, che all'insegna di un'alleanza tra Stato e Chiesa cattolica, impone al paese un moralismo gretto, di cui Schmidt è già stato vittima. Nel 1955 gli è stato intentato un processo per blasfemia e pornografia, per via del racconto Seelandschaft mit Pocahontas (Paesaggio lacustre con Pocahontas) e nel 1956 il suo romanzo di satira politica sulle due Germanie, Das steinerne Herz (Il cuore di pietra), esce per l'editore Stahlberg Verlag con tagli preventivi "approvati" dall'autore, per evitare censure e denunce. Vi è, insomma, una legge di proporzionalità diretta tra il tasso di influenza ecclesiastica nella politica di un paese, e il tasso di anticlericalismo espresso da scrittori e intellettuali non credenti di quello stesso paese. Di tutt'altro tono è il libro di Jacques Bouveresse Peut-on ne pas croire? Sur la verité, la croyance & la foi ("Possiamo non credere? Sulla verità, le credenza e la fede") uscito in Francia nel 2007 per Agone. Bouveresse è un filosofo noto per essere uno dei maggiori studiosi francesi di Wittgenstein, oltre che ottimo interlocutore della filosofia analitica anglosassone e studioso del crocevia viennese del primo Novecento (da Freud a Musil e Kraus). Il suo saggio svolge un'ampia disamina concettuale sullo statuto delle credenze alla luce della filosofia e dell'epistemologia degli ultimi due secoli. E ciò che subito stigmatizza è l'uso quasi sempre improprio di termini quali "sacro", "religioso", "fede", che acquistano oggi un'estensione semantica talmente ampia e sfumata, da perdere quasi di senso. Fondamenti non contrattuali A un esame approfondito, più che di un rinnovato senso religioso, con relativa adesione a pratiche confessionali specifiche, ci troviamo di fronte a una nostalgia di credenze. L'esperienza religiosa è sempre più soft o, come direbbe Bauman, "liquida", individualizzata, ma quello che si rimpiange è tutt'altro: un legame forte, una sorta di collante sociale incrollabile, sul tipo di quello che Debray sembra invidiare agli Stati Uniti di Bush. Bouveresse dubita che una miscela di fervore religioso, nazionalismo ottuso e di cinismo politico sia la ricetta adatta per trarre fuori l'Europa dallo smarrimento in cui sembra trovarsi. E tocca qui il nodo della questione, che possiamo formulare in questi termini: una forma di "religione civile", all'interno di democrazie individualistiche come le nostre, è indispensabile? E se lo è, quale sarebbe la sua forma più adeguata? Tema già freudiano, ma anche di Durkheim, e tipico dell'ateismo scientifico più consapevole. Affinché in una democrazia laica, ogni individuo possa partecipare in modo autonomo ai dibattiti di interesse pubblico, è necessario che vi sia un terreno condiviso che non ha carattere "contrattuale" o "negoziabile". Tale terreno costituisce quella che Debray chiama "funzione dio", che però l'ateismo scientifico ha pensato al di fuori di ogni riferimento sia a verità teologiche sia a presunte leggi di natura. Il problema dei fondamenti non negoziabili della democrazia individualistica emerge anche nei passaggi cruciali di Atei o credenti? Filosofia, politica, etica, scienza che raccoglie un dialogo a tre voci di Paolo Flores d'Arcais, Gianni Vattimo e Michel Onfray (Fazi 2007). Il titolo rinvia a una falsa alternativa, in quanto sembrerebbe mettere faccia a faccia un filosofo ateo e un teologo, ad esempio. Cosa che non sarebbe priva d'interesse, ma non è questo il caso. Il principio del libero esame Vattimo, nel ruolo di credente, ha già concesso ai due atei tutto quanto questi potrebbero sperare: ossia la credenza religiosa individuale deve sottrarsi a ogni monopolio dottrinario da parte della Chiesa istituzionale. D'altra parte, è proprio Vattimo che coglie i limiti del razionalismo nell'accezione rigidamente individualista difesa da d'Arcais. Certi nostalgici della religione pongono oggi una domanda cruciale: che cosa, nella nostra democrazia, non può avere natura contrattuale? Se a questa domanda rispondono Chiese e religioni, siamo già al di fuori della democrazia. La risposta di Bouveresse, sulla scorta di Durkheim, è il principio del "libero esame" di ogni verità, inteso non come un dato naturale della ragione, ma come un atteggiamento da sviluppare, trasmettere e salvaguardare come valore indiscutibile. Su questo punto, che tocca poi la preoccupazione laicista fondamentale - l'istruzione dello stato - convergono alla fine anche i tre autori di Atei o credenti?.

Torna all'inizio


Caro Nichi, la "difesa della Vita" è un'ideologia (sezione: Laici e chierici)

( da "Liberazione" del 14-02-2008)

Argomenti: Laicita'

Il botta e risposta con "il Foglio" sulla "scandalosa ricerca" pone un problema serio: la rinuncia alla vera sfida tra vita e norma, tra determinismo biologico e normativo ossia tra capitale e vita Caro Nichi, ti scrivo. Ti scrivo in primo luogo perché non ho avuto occasione di parlarti. Di applaudirti o non applaudirti, di commuovermi sentendo le tue parole o di sentire il desiderio di esprimerti una critica, talvolta radicale, quelle sì, molte. E anche, devo dire, di pentirmi di essermi commossa. Penso a quando non ho capito le conseguenze del tuo "partire dal partito": era il partito lasciato, considerato immobile e fisso. Quasi un fardello che la tua curiosità intellettuale, ancor prima che la tua responsabilità di Presidente non poteva permettersi di portare. Suggerisco a te, che sei il leader delle metafore, quella della caracol (una metafora un po' zapatista...): è bello nel viaggio portarsi la propria casa. Camminare più piano aiuta a raggiungere la meta. O forse è la meta. Ma, si sa, oggi va più di moda l'accelerazione? E in effetti... al Partito (fammi usare la P maiuscola, così anche tu potrai dirmi che sono nostalgica..) ti si vede poco. Anche noi "nel nostro piccolo" vorremmo "partecipare", contribuire a decidere. Forse sei migrato verso un "metodo del consenso" diverso da quello che si sperimentava, non senza difficoltà, nel movimento: ma voglio augurarmi, (so) che l'applausometro sia lontano dalla tua idea della democrazia quanto dalla mia. Ma vengo all'oggetto di questa lettera. Ti ho letto su il Foglio e ho letto le tue precisazioni. E sai chi mi è venuto in mente? Piero Gobetti: "Bisogna preservare la dignità prima che la genialità". Credo che questa frase debba essere una bussola per ogni ricerca: per evitare che la curiosità intellettuale, l'estro metaforico, il desiderio di essere usignolo (ma attenzione, non trasformiamo il partito in chiesa "ortodossa" e nostalgica per fare gli usignoli?) sconfinino nel narcisismo intellettuale, che è altra cosa dalla curiosità. Non riesco proprio a spiegarmi come si possa riconoscere nel quotidiano di Giuliano Ferrara il luogo di una ricerca teorica. Non me lo spiego per ragioni di ordine morale ancor prima che intellettuale e politico. Stabilire una relazione tra la moratoria sulla pena di morte e la moratoria sull'aborto come il Foglio (non tu) ha fatto è immorale, ancor prima che intellettualmente e politicamente inaccettabile. Immorale perché fondato sull'idea di "colpa" (della donna). E proprio Pasolini insisteva sull'idea che l'aborto "deve essere una colpa" e, dunque, non possa non essere un reato (un reato di eutanasia con attenuanti ecologiche). Egli non a caso sceglieva come suoi interlocutori i Radicali, ossia i portatori di una idea di laicità non implicante una critica del Potere del neocapitalismo e della società del totalitarismo consumistico. Una colpa, dunque. E questa nuova campagna per la colpevolizzazione è una delle forme più radicali di violenza che le donne possano subire. E, per me, la violenza è immorale. Il Foglio è violento, dunque, immorale. E allora perché sceglierlo come sede di "scandalosa ricerca"? Perché non valorizzare il fatto che tra "l'integralismo e il suo gemello mercantile, il laicismo" ci sia una coraggiosa, e non meno scandalosa, ricerca laica, quella della libertà femminile? Perché non scegli, tu che potresti, di confrontarti con questa idea non mercantile di laicità? Perché non condividere con noi la tua "scandalosa ricerca"? Mai stata ghibellina in vita mia. Io penso all'autodeterminazione proprio come a una ricerca, faticosissima, dettata dall'etica della responsabilità. Penso alla laicità non come a un contenuto o insieme di valori, ma terreno in cui si forma l'etica pubblica, in cui i soggetti si liberano: lo spazio della politica, in cui tutte le parole abbiano modo d'essere dette, ma nessuna sia sacra. Di difesa delle vite, non della Vita, o del vivente. Non c'è, in questo senso, comunismo più creaturale del femminismo. Credo, invece, che la difesa della Vita sia appunto un'ideologia, che cancella le persone, i loro volti, le loro sofferenze, i lori desideri. A volte , io credo, si annovera sotto la categoria "crisi del pensiero laico" (ma la laicità, appunto non può e non deve essere un pensiero, ma il presupposto di un confronto fra pensieri, fra parzialità) quello che è, invece, un tragico aspetto della crisi della politica: ossia la derubricazione dei temi della biopolitica a questioni "eticamente sensibili", cioè a questioni di coscienza (queste sì, a differenza della fede, private?). La politica così rinuncia alla vera sfida che ha di fronte: il rapporto tra vita e norma, tra determinismo biologico e normativo, tra bioeconomico e biopolitico, tra capitale e vita. La nostra comune ricerca dovrebbe, invece, essere volta proprio a rideclinare oggi la parola autodeterminazione fuori da ogni disciplinamento normativo, biologistico, e tecnoscientifico dei corpi. Ora, che la Chiesa - come mi sembra suggerisse Pasolini - non sia passata all'opposizione (se si esclude qualche ecumenica critica alla degenerazione consumistica), che il sacro sia diventato il nuovo logo del Potere neocapitalistico e del totalitarismo teocon, nonché ultimo capitolo (spero) della lunga storia del determinismo a me pare evidente. E se così è, non avrei scelto la strada di equilibrismi bipartisan per commentare quanto accaduto alla Sapienza: non si è trattato di reciproche interdizioni, ma del rifiuto costituzionalmente garantito di nuove Colonne d'Ercole. Come ha recentemente detto Marcello Cini, il nodo centrale della questione era evitare quella sovrapposizione fra la cattedra di Pietro e la cattedra universitaria derivante dal ruolo che la massima autorità religiosa cattolica, avrebbe avuto in una cerimonia laica. E vengo all'ultima delle obiezioni. Questa sì rivolta a te come Presidente della Puglia. Come sai un movimento di donne, "Usciamo dal silenzio", attivo anche in Puglia, ha, qualche mese fa, promosso un Forum sulla salute delle donne: una delle iniziative di decisione partecipata più efficaci e riuscite, da quando sei diventato presidente. Sono emerse dalla discussione proposte articolate e nette sulle politiche consultoriali, sulla contraccezione, sulla distribuzione della RU 486 e della pillola del giorno dopo. Proposte che ci aspettiamo siano state recepite nel Piano regionale sulla Salute. Entrambi, tu e noi, siamo impegnati a respingere gli attacchi, strumentali e non, che su questa materia stanno conducendo centrodestra e pezzi delle gerarchie ecclesiastiche. Dobbiamo augurarci che non leggano il Foglio ? Mi scuso, caro Nichi, per la franchezza, è quella che si deve a un compagno, e specialmente a un compagno a cui si vuol bene. Tu dicesti, appena eletto, che dovevamo "tirarti la giacchetta". Mi auguro di non avertela strappata. E di non aver strappato la possibilità di dialogo tra noi: credo che la mancanza di comunicazione abbia nuociuto, emotivamente e politicamente, a noi e a te, coinvolti in difficoltà e responsabilità inedite, e nuove. E mi scuso per aver risposto con una ruvida versione in prosa alla tua poesia. Ma, non vorrei dirlo, questo di tanta speme oggi mi resta. Con affetto, Eleonora, Marida, Alba, Tonia, Anna, Rosanna, Fahama, Annalisa, Rossana, Francesca 14/02/2008.

Torna all'inizio


Una nazione è tale se conosce i suoi confini (sezione: Laici e chierici)

( da "Tempo, Il" del 14-02-2008)

Argomenti: Laicita'

Stampa l'anniversario dei patti lateranensi Una nazione è tale se conosce i suoi confini Il 79° anniversario della stipula dei Patti Lateranensi, che peraltro coincide con un'altra ricorrenza significativa quale l'entrata in vigore, 60 anni or sono, della Costituzione della Repubblica, è passato nel totale silenzio. L'Osservatore Romano è stato l'unico quotidiano che ha riservato un importante articolo a un avvenimento che produsse un progetto politico-istituzionale in buona parte recepito dalla Costituzione del 1948. La Carta deve molto alla cultura cattolica, su punti qualificanti come la centralità della persona umana, il rilievo delle formazioni sociali, della solidarietà, dell'uguaglianza sostanziale, dell'apertura internazionale, dell'ideale della pace, della centralità della famiglia fondata sul matrimonio tra uomo e donna, della finalizzazione sociale del diritto di proprietà. Alcuni intellettuali, in nome delle contingenze politiche, si preoccupano di ondate neoguelfe, giacché i conformismi ghibellini rispondono solo in modo meccanico alle domande e ai bisogni di spiritualità e di eticità proposti dalla rivoluzione tecnologica. C'è chi pone il problema della differenziazione tra la questione cattolica tradizionale e quella della democrazia italiana, sostenendo che la Chiesa ha alterato i rapporti convenzionali tra società civile e politica, assumendo arbitrariamente il ruolo di religione civile. Questo mondo laico dimentica il senso e il significato dell'Accordo di Villa Madama del 2 febbraio 1984, con il quale l'allora Capo del Governo, il laico Bettino Craxi, riconobbe nella nuova formulazione del Concordato che "la Repubblica italiana riconosce alla Chiesa cattolica la libertà di svolgere la propria missione pastorale, educativa e caritativa di evangelizzazione e santificazione. In particolare, è assicurata alla Chiesa la libertà di organizzazione, di pubblico esercizio del culto, di esercizio del magistero e del ministero spirituale nonché della giurisdizione in materia ecclesiastica". Oggi si mettono in soffitta i Patti Lateranensi e il nuovo Concordato. Il Partito Democratico, che nasce dall'unificazione tra una parte del mondo cattolico e gli ex comunisti, è pronto a un'alleanza elettorale con i Radicali di Pannella. Gli atei devoti alla Giuliano Ferrara vengono invitati da atei meno devoti a far scomparire dalla circolazione liste antiabortiste. Anche la Chiesa ha qualche responsabilità. L'universalismo di Wojtyla trascurò la peculiarità italiana, trasferendo per circa cinque lustri dalla Segreteria di Stato al Cardinal Ruini l'interesse sulla vita italiana. Risultato: la Cei è percepita come un partito. Ciò nonostante, aldilà del neoguelfismo di maniera, la promozione dell'uomo e del bene del Paese è per la Chiesa cattolica un punto fondamentale e inderogabile. Non si tratta di interferenze ma di riconoscere un principio di laicità. Se uno Stato è autenticamente laico, infatti, non può che riconoscere che la propria sovranità non si estende anche sul terreno spirituale e religioso.

Torna all'inizio


Moretti risponde ai vescovi: "Clima da Controriforma" (sezione: Laici e chierici)

( da "Giornale.it, Il" del 14-02-2008)

Argomenti: Laicita'

Di Maurizio Cabona - giovedì 14 febbraio 2008, 10:48 Berlino - Quando si dice: "La faccia allegra degli italiani in gita... ". Alla Berlinale, ieri, il film Caos calmo ha avuto dieci-quindici secondi di applauso da un settore della stampa in sala. Poco, almeno rispetto all'applauso dell'altroieri per Happy-Go-Lucky, il gioiellino di Mike Leigh; ma quasi tutti gli altri hanno solo gelidi silenzi. Questo tepore e quasi due milioni d'euro incassati in Italia spiegavano ieri la faccia allegra di chi, giunto dal Tevere, aveva pernottato sulla Sprea. Ecco il fior fiore dei gitanti: il produttore Domenico Procacci, lo co-sceneggiatore e protagonista Nanni Moretti, il regista Antonello Grimaldi, il soggettista Sandro Veronesi, i co-sceneggiatori Laura Paulucci e Francesco Piccolo, le interpreti Blu Yoshimi, Isabella Ferrari, Valeria Golino e perfino Kasia Smutniak, che nel film ha cento passi e una battuta! E Alessandro Gassman. Erano in undici sul palco delle conferenze stampa; altri tre, in panchina, pardon, in poltrona. Fare squadra li ha resi esuberanti nel replicare al portavoce della Cei contro la messa in scena di un sesso sterile. Al precedente incontro, solo per la stampa italiana alla Berlinale, Moretti era assente; quindi erano stati gli altri, in coro, a dirsi "preoccupati per il neoguelfismo", come Veronesi chiama la sudditanza di "certi laici" - il Pd e La Repubblica - verso i cattolici. Però dichiarazioni "neoguelfe" ci sarebbero state se la Ferrari a un'intervista non avesse risposto che il sesso di scena con Moretti era stato alcolico (previa vodka), ma soprattutto vissuto? Ahinoi, "la sventurata rispose". Così, da giorni, l'Italia giornalistica discetta di sodomia. Essa è chiara nel romanzo di Veronesi, ma chi vede solo il film di Grimaldi, vede ciò che negli ultimi quarant'anni s'è stravisto: maturi attori, nemmeno nudi, mimare un coito non necessariamente "innaturale". Morale: tantissima gratuita pubblicità - a questo punto anche internazionale perché ieri il film è stato comprato anche in Germania, dopo che in altri tredici Paesi - a un film "che contiene anche una bestemmia", come mi fa notare proprio Grimaldi. Simpatico autore di Asini con Claudio Bisio, prima che di Caos calmo per Nanni Moretti, Grimaldi concorre in un grosso festival, dimostrando che c'è una possibilità per tutti nella vita. Ha un'età per ricordare quel che anch'io ricordo, l'allenatore del Cagliari, Manlio Scopigno, che di un suo difensore, convocato al Mundial messicano, disse: "Mai avrei immaginato di vedere Comunardo Niccolai in mondovisione!".

Torna all'inizio


Il congresso della Luca Coscioni a Salerno per la libertà della cultura come nel dopoguerra (sezione: Laici e chierici)

( da "EUROPA.it" del 14-02-2008)

Argomenti: Laicita'

FEDERICO ORLANDO RISPONDE Cara Europa, da oggi a domenica si svolge a Salerno il VI congresso nazionale dell'associazione Luca Coscioni. Delibererà, sul modello del "Congresso permanente mondiale per la libertà della cultura contro tutti i totalitarismi", proposto a suo tempo da Russell, Silone, Spinelli, Calvino, Croce e Aron, di costituirsi in "Pre-congresso mondiale per la libertà di ricerca", per l'alternativa laica ai fondamentalismi che si stanno scatenando da Roma perfino verso le Nazioni Unite". Io andrò a Salerno, dove spero di trovare qualcuno del Pd. Ci troveremo? IGNAZIO MONACO, TARANTO Caro Ignazio, sono felice che tu vada a Salerno, in qualche modo mi sentirò? presente (in barba alla mia influenza). Naturalmente, perderò molto sul piano umano e culturale, ma mi risparmierò un salto di pressione, visto il clima di assedio nel quale la cultura laica si trova: dal referendum sulla legge 40 ai sabotaggi della legge 194, al supplizio e al negato funerale di Welby, alla tortura di Nuvoli e di quant'altri giacciono in una "non-vita" pieni di tubi e di aghi, fino al blitz di Napoli, provocatorio e sanfedista perché, dice Veronesi, "perizie su aborti terapeutici sono state fatte a Milano settimane o mesi dopo la dimissione delle pazienti". Così, visto che il congresso salernitano evoca Croce fra gli altri antioscurantisti, ho riletto quel terzo capitolo della sua Storia d'Europa che sembra scritto per spiegare l'odierna reviviscenza del misticismo clericale (clericale, non religioso, perché ? insegnava il filosofo ? ogni uomo che abbia vita di idee è "spirito religioso"). Ricordava Croce che insieme all'idealismo e al liberalismo cresceva purtroppo il romanticismo: non quello teoretico, che alimentò la sacrosanta rivolta contro l'accademismo, ma quello "morale" e "sentimentale", di cui Goethe e Hegel colsero il carattere morboso quale vero e proprio "male del secolo". Infatti non possedevano né la vecchia fede cattolica né la nuova fede liberale (erano i Ferrara e i Pera del tempo, per capirci), ma erano travagliati "dall'ansia di forgiarsene una". "Ed eccole queste anime femminee, questi 'romantici', a sognare ritorni alla trascendenza religiosa e alla norma, per il suo semplice carattere di norma che esonera dal risolvere da sé i conflitti della coscienza; eccoli (ex cattolici, luterani o di altre o nessuna religione) rifarsi o farsi cattolici, e convertirsi anche coi debiti riti; e pur nondimeno non diventare mai intimamente e genuinamente cattolici, ed anzi mostrare un volto ambiguo agli occhi dei cattolici genuini". Non ti sembra il ritratto dei figuri che stravolgono l'odierna crisi della cultura occidentale, crisi che non si supera cancellando la scienza col clericalismo ma conciliandola con le ragioni liberali della persona umana e dei suoi diritti? Io vi auguro, perciò, che il congresso di Salerno contro l'oscurantismo (ieri per la libertà della cultura contro i comunisti, oggi per la libertà della ricerca contro i clericali), faccia compiere il salto di qualità all'intero mondo laico, dalle problematiche quotidiane della libertà e dei diritti alle ragioni culturali che danno a quelle libertà e a quei diritti i titoli per fondare il nuovo tempo.

Torna all'inizio