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IN EVIDENZA
Riparte la mobilitazione a difesa
dell'autodeterminazione in tema di aborto. Aborto, in
piazza per difendere la 194. Aderisce anche il ministro Livia Turco
Manifestazione a Napoli, presidi e sit-in molte città in
segno di protesta dopo il blitz della polizia al Policlinico Federico II per
una presunta interruzione di gravidanza illegale. E Csm e Guardasigilli
chiedono un'attenta verifica sull'accaduto
( La Repubblica 14-2-2008)
17:08
Casellati
(Fi): "Non si vuole abolire la 194"
''Nessuno
vuole abolire la legge 194 ed e' sorprendente che il ministro della Salute si
presti a iniziative strumentali. Si prende spunto da un episodio di cronaca,
per inscenare manifestazioni di vecchio stampo''. E' quanto dichiara Maria
Elisabetta Casellati, vicepresidente dei senatori di Forza Italia.
16:43
Soro:
"La 194 non è in discussione"
"Sull'aborto
non abbiamo alcuna esitazione. L'attuale è una buona legge e non abbiamo mai
pensato di rimetterla in discussione". Lo garantisce Antonello Soro,
capogruppo del Pd alla Camera, ospite di Sky tg pomeriggio.
16:42
Ferrero:
"Vicino alle donne che manifestano"
"Sono
vicino alle manifestanti che oggi stanno esprimendo il proprio sdegno per
quanto recentemente accaduto in una sala parto del Policlinico Federico II di
Napoli, dove una donna è stata sottoposta ad interrogatorio da parte delle forze
dell'ordine subito dopo aver abortito". Lo afferma il ministro della
Solidarietà Sociale, Paolo Ferrero, che definisce l'episodio "estremamente
grave, indegno di un paese civile".
16:40
Bonelli
(Verdi): "Pericoloso clima da inquisizione"
"Quanto
accaduto a Napoli è di una gravità estrema. In Italia c'è un pericoloso clima
da Inquisizione fomentato da integralisti irresponsabili. Si devono riaffermare
i diritti dei cittadini, in primis delle donne, ed i principi di laicità dello
Stato". Lo afferma il capogruppo dei Verdi alla Camera Angelo Bonelli.
16:33
Bernardini
(Ri): "A fianco delle donne italiane"
Anche
Rita Bernardini, segretaria dei Radicali italiani, aderisce alla mobilitazione
generale "contro l'attacco ai diritti e alla libertà delle donne,
rappresentato dal gravissimo episodio di Napoli", che "è insieme
sintomo e conseguenza naturale di una deriva pericolosa". Secondo
Bernardini "bisogna smettere di pensare che quella di abortire sia una
decisione che le donne prendono egoisticamente, a cuor leggero, come per
assecondare un capriccio. Oltre che folle la proposta di una moratoria
dell'aborto, che senza alcun pudore scimmiotta nei termini la nobile battaglia
vinta per la moratoria della pena di morte, è frutto di un'ipocrisia indecente.
L'unica moratoria vera e accettabile l'abbiamo ottenuta con il referendum
promosso nel 1975, che ha consentito l'approvazione di una legge, grazie alla
quale è stata sconfitta la barbarie dell'aborto clandestino e ridotto negli
anni il numero complessivo di aborti".
16:29
Donne
Ps scrivono a Napolitano: "Basta con la gogna"
"Caro
Presidente, ci aiuti a fermare la gogna medievale e mediatica sui drammi delle
donne! Quanto e' successo a Napoli non rispetta la civilta' e dignita' della
persona umana". Questo il testo dell appello inviato al presidente della
Repubblica, Giorgio Napolitano, dalle donne del Partito socialista, in seguito
all'irruzione degli agenti del commissariato Arenella al Policlinico di Napoli.
16:13
Aduc
presenta esposto sui fatti di Napoli
L'Aduc
ha inviato alla Procura della Repubblica di Napoli, alla Procura Generale
presso la Corte d'Appello e per conoscenza al Consiglio Superiore della
Magistratura, un esposto sulla vicenda del II Policlinico di Napoli.
L'Associazione Diritti Utenti e Consumatori chiede che "si proceda sia
penalmente che disciplinarmente nei confronti dei responsabili dell'episodio
per i reati di abuso d'atti d'ufficio e violenza privata aggravati per aver
agito con crudeltà verso la signora ed averlo fatto con abuso dei propri
poteri, nonchè che si proceda per simulazione di reato nei confronti
dell'infermiere del Policlinico Federico II di Napoli che ha denunciato un
reato inesistente".
15:56
Udi:
"In piazza perché la 194 è atto di civiltà"
"Siamo
in piazza per dire a voce alta che oggi in queste piazze, e domani ovunque si
decida del nostro corpo, la titolarità piena deve restare nelle mani delle
donne": così l'Udi (Unione delle donne in Italia), che ha organizzato per
oggi manifestazioni in varie città italiane a difesa della legge sull'aborto.
"Oggi siamo in piazza, a Napoli, a Roma, a Milano, a Bologna e a Brescia -
affermano - per dire no all'aborto come lo abbiamo detto tanti anni fa: allora
è stato no all'aborto clandestino e sì alla contraccezione che era vietata. La
194 è stata un atto di civiltà di questo Paese e una assunzione di
responsabilità dei due generi verso un dramma che era solo femminile".
15:54
Senatrici
Sinistra Arcobaleno: "Aborto è tema elettorale"
"Certo
che l'aborto e' argomento di campagna elettorale, e' ipocrita affermare
altrimenti e noi diciamo che solo la Sinistra e' una garanzia per le
donne". Le senatrici della Sinistra arcobaleno Erminia Emprin, Lidia
Menapace, Maria Luisa Boccia e Haidi Giuliani saranno presenti oggi alla manifestazione
indetta dall'Udi a Napoli per protestare contro il blitz delle forze
dell'ordine nell'ospedale dove una donna veniva sottoposta ad aborto
terapeutico.
15:43
Linguiti
in piazza a fianco delle donne
"Oggi
saremo a fianco delle donne di Napoli che hanno scelto di scendere in piazza
per difendere l'autodeterminazione e la libertà delle donne": lo dichiara
il sottosegretario alle Pari Opportunità Donatella Linguiti, che intende
sottolineare con la sua partecipazione la necessità di prese di posizione nette
sulla vicenda sulla vicenda di Napoli. Linguiti si rivolge anche al Presidente
della Repubblica quale massima autorità dello Stato e garante dei principi
costituzionali che istituiscono i diritti delle donne e delle norme che li
tutelano. L'evento di Napoli, si legge nella lettera al Presidente , "ha
suscitato preoccupazione per il modo attraverso il quale vengono minate importanti
conquiste di civiltà come la legge 194, e forte indignazione per il modo in cui
è stata condotta l'operazione di polizia".
15:24
Palermi:
"Interferenza Chiesa imbarazzante e volgare"
"Nella
vicenda di Napoli ci sono le responsabilita' oggettive di quanti, in questi
mesi, hanno speculato e speculano su una scelta dolorosa e strettamente
privata, riservata esclusivamente alle donne, perché in discussione è quanto
accade nel loro corpo". Lo afferma la senatrice Manuela Palermi,
capogruppo Pdci in Senato, a proposito del blitz di Napoli sull'aborto.
"L'interferenza della Chiesa- aggiunge Palermi- ha qualcosa di imbarazzante
e volgare, cosi' come imbarazzante e volgare e' la campagna per la
moratoria". Il tentativo "e' quello di ridurre la maternita' a dogma,
cancellando ogni sentimento personale".
14:57
Interrogazione
Prc: "Ministro Giustizia prenda misure"
Il
gruppo del Prc al Senato ha presentato un'interrogazione al ministro della
Giustizia sul blitz della polizia all'ospedale napoletano. Nell'atto
parlamentare, dopo aver sottolineato l'arbitrarietà del comportamento sia del
magistrato che ha autorizzato la perquisizione, che degli agenti che l'hanno
effettuata, i senatori della Sinistra Arcobaleno chiedono al ministro
informazioni sui motivi del blitz e su quali provvedimenti intenda prendere nei
confronti dei responsabili. "Riteniamo fondamentale la stigmatizzazione
del ministro dell'operato delle forze dell'ordine e anche eventuali sanzioni
disciplinari che scoraggino altre alzate d'ingegno contro le donne" si
legge nell'interrogazione a prima firma di Giovanni Russo Spena.
14:39
Bonino:
"Vicina a tutte le donne che oggi manifestano"
"Sono
vicina alle donne che oggi in molte cittá italiane scenderanno in piazza per
manifestare il loro sdegno per l'inqualificabile episodio di Napoli e a difesa
della legge 194" ha dichiarato Emma Bonino, Ministro del Commercio
Internazionale e per le Politiche Europee. "Viviamo in un periodo in cui
si tenta di far dimenticare gli straordinari passi avanti realizzati, grazie
alla 194, nella societá italiana per sconfiggere la piaga dell'aborto clandestino
e per una maternitá responsabile. La 194, simile peraltro alla gran parte della
legislazione europea in materia e che in nessun altro paese viene messa in
discussione, senza essere perfetta non va strumentalizzata come invece, di
tutta evidenza, si cerca di fare in questi giorni con le conseguenze aberranti
che abbiamo sotto gli occhi."
14:34
Melandri:
"A Napoli deriva inaccettabile"
"I
fatti di Napoli accaduti nei giorni scorsi sono agghiaccianti. Simbolicamente
rappresentano la deriva inaccettabile, che potrebbe prendere una discussione
ideologica e astratta sulla riforma della 194". A dirlo e' il ministro
delle Politiche giovanili, Giovanna Melandri, a proposito del blitz di Napoli.
14:25
Epifani:
"Segnale grave nel Paese"
"Quel
che è avvenuto a Napoli non è grave solo per la violenza con cui è avvenuto, ma
è grave perché rappresenta il segnale di un clima che non va bene nel
Paese". E' il richiamo che il segretario nazionale della Cgil, Guglielmo
Epifani, ha fatto ad Aprilia parlando del blitz nell'ospedale di Napoli.
14:24
Saraceni
(Medici cattolici): "Vicenda allarmante"
"La
vicenda di Napoli è spiacevole e allarmante. Le donne che abortiscono vivono
già questa esperienza come un dramma profondo, è inammissibile che si ritrovino
le forze dell'ordine all'uscita della sala operatoria". E' il commento del
Presidente dell'Associazione Medici Cattolici Italiani (AMCI) Vincenzo Saraceni,
a margine di un convegno, sulla vicenda dell'inchiesta relativa all'aborto
terapeutico effettuato al Nuovo Policlinico di Napoli.
13:54
Auser:
"Attacco inaudito alla dignità delle donne"
Un
"episodio di una gravità inaudita". L'Auser, storica onlus di
volontariato e promozione sociale, esprime la propria indignazione per "la
violenza che a Napoli ha dovuto subire una paziente a seguito del blitz della
polizia, ordinato da un magistrato nel reparto maternità per una anonima, vile
e ingiustificata telefonata".
13:53
Croce
Rossa Italiana: "A Napoli episodio vergognoso"
"La
polizia non dovrebbe mai entrare in un ospedale. La vicenda napoletana è
vergognosa". Così si è espresso il presidente della Croce Rossa Italiana
Massimo Barra, a margine del convegno sulle migrazioni nel Mediterraneo che si
apre oggi a Palermo. "La nostra organizzazione - ha precisato - è
neutrale, non si occupa di ideologie. Siamo però sempre a fianco dei più deboli
e nel caso napoletano il più debole è la donna. E' una vergogna che sia stata
trattata così in ospedale".
13:51
Ignazio
Marino: "Obiezione di coscienza per forze ordine"
"E'
sempre inaccettabile l'intrusione di forze di polizia nel rapporto
personalissimo tra medico e paziente, questo vale sempre, specie nei confronti
di una donna che vive un momento di sconfitta, dolore, fragilità. Mi chiedo se
l'obiezione di coscienza non dovrebbe essere delle forze dell'ordine, che si
rifiutano di irrompere all'interno di un rapporto così intimo e
personale".
E' il commento ai fatti avvenuti a Napoli del Presidente della Commissione
Igiene e Sanità del Senato Ignazio Marino a margine di un convegno tenutosi al
Campidoglio.
13:35
Pm
Russo: "Stiamo identificando l'autore della chiamata"
"Stiamo
identificando la persona che lunedì sera ha telefonato al 112 per avvertire che
una donna stava partorendo nel bagno del reparto di Ostetricia del nuovo
policlinico". Lo ha detto all'ADN KRONOS il pm della Procura di Napoli,
Vittorio Russo, aggiungendo che "l'uomo che ha telefonato ai carabinieri,
si è qualificato con nome e cognome e lavora nel nosocomio. C'è una verifica in
corso ma credo che questa persona abbia fornito delle generalità
veritiere".
13:17
Cgil
siciliana "allarmata per il clima di caccia alle streghe"
La
Cgil siciliana si dice "allarmata per il clima di caccia alle streghe che
si sta creando in Italia sul tema dell'aborto e della legge 194" e
annuncia per i primi di marzo un'iniziativa di protesta. "Quello che è
accaduto a Napoli - si legge in una nota del sindacato - è gravissimo e si
iscrive in un'offensiva globale, di cui sono esempi eclatanti le liste elettorali
ad hoc e le continue incursioni della Chiesa sulle prerogative dello Stato
laico, che mira a riportare indietro le donne e la società tutta".
13:15
Roma,
sms per il sit-in davanti al Ministero della Salute
Un
sms che annuncia la manifestazione organizzata per oggi pomeriggio a Roma in
difesa della legge 194 dopo i fatti di Napoli, sta girando sui telefoni
cellulari di molte donne a Roma. Il messaggio ricorda che l'appuntamento è per
le 17 davanti al ministero della Salute, Lungotevere Ripa 1.
13:13
Mancino:
"Il Csm valuterà se aprire un'inchiesta"
Sull'operato
dei magistrati partenopei che hanno ordinato il blitz delle forze dell'ordine
nell'ospedale di Napoli per un presunto aborto illegale il vicepresidente del
Consiglio superiore della magistratura Nicola Mancino ha dichiarato che deve
ancora essere valutata l'apertura di un'inchiesta. "Occorre aspettare, per
aprire un'inchiesta bisogna fare un comitato di presidenza e valutare il caso -
ha detto Mancino -, intanto è stato presentato un documento che sarà valutato
dal Csm la prossima settimana".
13:10
Bertinotti:
"No a crociate ideologiche"
"Credo
che sia cresciuta giustamente una indignazione nelle parti più sensibili del
Paese. E' stata fatta una offesa al dolore di una donna che ha fatto una scelta
drammatica che deve essere rispettata. Si preferisce invece fare violenza su
una donna in nome di una crociata ideologica", afferma il candidato
premier della Sinistra Arcobaleno Fausto Bertinotti. "Si colpiscono i
diritti di una donna e delle persone - prosegue - e questo non è
accettabile".
13:09
Il
procuratore di Napoli: "Non è stato un blitz organizzato"
La
polizia si è mossa dopo una segnalazione: "era un telefonata anonima, non
ha fornito nome e cognome ma era talmente circostanziata che non appariva
infondata". Lo ha dichiarato il procuratore capo di Napoli Giovandomenico
Lepore intervenendo a Radio 24 e parlando della vicenda avvenuta al Policlinico
di Napoli. "La telefonata proveniva dall'interno del Policlinico - ha detto
Lepore, - al telefono era un uomo, potrebbe essere un infermiere. Indicava la
presenza di una donna in una precisa stanza del Policlinico chiusa in bagno per
abortire" ha spiegato, aggiungendo: "Ora verrà identificato".
13:04
Ferrara:
"Farò il test per la sindrome Klinefelter"
"Mi
sottoporrò alle analisi del sangue perchè penso di avere la sindrome di
Klinefelter": lo ha detto il direttore de Il Foglio Giuliano Ferrara,
intervistato da Maurizio Belpietro su mattina 5, facendo riferimento alla donna
che ha abortito nei giorni scorsi al Policlinico di Napoli alla quale era stato
diagnosticata una malformazione del feto legata alla sindrome di Klinefelter.
Questa sindrome, dice Ferrara, è dovuta a un difetto dei cromosomi che
determina tra l'altro un'alterazione degli organi sessuali; "e siccome ho
testicoli piccoli e grandi mammelle - ha aggiunto - farò le analisi".
13:00
Binetti:
"A Napoli aggressione inaccettabile contro una donna"
"Un'aggressione
inaccettabile": così la senatrice 'teodem' del Pd, Paola Binetti,
definisce in un'intervista il blitz della polizia al Policlinico di Napoli. La
194, aggiunge poi la senatrice, non va modificata ma applicata in modo
illuminato: "Chi si prefigge l'obiettivo" di cambiare la 194
"non credo che sia nel giusto. Questa legge non va modificata, basta
applicarla in ogni sua parte, in modo illuminato, soprattutto sul piano della
prevenzione e delle alternative all'aborto, intese come sostegni concreti alle
donne".
12:58
Anche
il ministro Turco aderisce alla manifestazione
"Aderirò
alla manifestazione delle donne di oggi" ha detto il ministro della
Salute, Livia Turco, nel corso di una intervista a Rainews 24. Il ministro ha
ribadito di essere rimasta molto colpita dall'episodio avvenuto al policlinico
di Napoli, segnale di una mancanza di serenità nell'affrontare un momento
tragico nella vita delle donna. "Conoscendo da vicino le problematiche
legate all'aborto", Turco ha detto che c'è bisogno di pacatezza e serenità
su queste vicende, "un'attenzione attiva nei confronti della donna".
Scoppola
e le due fedi ( da "EUROPA.it"
del 14-02-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: idea di laicità in contrapposizione a posizioni ideologiche ateiste o antiteiste. La "riconciliazione" di quegli anni tra cattolici e laici ? cui corrispose un rafforzamento dell'idea di laicità, più largamente condivisa, e dello stesso Stato laico, accettato definitivamente e senza riserve anche da parte dei cattolici ?
L'amaca
- michele serra ( da "Repubblica, La"
del 14-02-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: pubblicazioni cattoliche, negli atti di convegni periferici e noiosissimi con suore e preti, nuova legna da buttare sul fuoco della battaglia tra neo-guelfi e vetero-laici (ottocenteschi, ovvio). Potendo, sarebbe di molto preferibile che gli appunti cinematografici di un sacerdote, ma pure le esternazioni non sempre solenni di vescovi sconosciuti a tutti tranne che ai cresimandi dell'
"religione
invadente e i laici lasciano fare" - brunella torresin
( da "Repubblica,
La" del 14-02-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: ma noi viviamo in uno stato laico la cui morale non è la morale cattolica bensì la morale laica. E la Chiesa dovrebbe fermarsi sulla soglia dello Stato, e non superarla. Ma viviamo in un paese che dà prova di totale mancanza di moralità civile, così la Chiesa ha buon gioco ad alzare la testa e fare il suo mestiere".
Dieta
quaresimale ai bimbi Bufera politica
( da "Corriere
della Sera" del 14-02-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: sia perché calpesta i diversi orientamenti laici e religiosi, professati dalle famiglie dei bambini che frequentano le scuole del nostro territorio". Naturalmente la questione sollevata non riguarda il valore nutritivo della dieta che viene comunque preservato (già nella nostra tradizione culinaria il venerdì è legato al consumo del pesce).
Veltroni
rispolvera Prodi Un aiuto per ogni figlio
( da "Tempo,
Il" del 14-02-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: battaglia tra laici e cattolici sull'aborto. Il segretario del Pd difende la legge 194 poi, con un sorriso, chiosa: "Io la penso come l'Osservatore Romano, lasciamo fuori questi temi dalla campagna elettorale". O come quando gli viene fatto notare che, uno che fa politica dal 1975 non è certo una novità, a maggior ragione se ha annunciato che avrebbe trascorso la sua vecchiaia in Africa.
Caro
Nichi, ti scrivo. Ti scrivo in primo luogo perché non ho avuto occasione di
parlarti. Di applaudirti o non applaudirti, di commuovermi sentendo le tue
parole o di sentire il d ( da "Liberazione"
del 14-02-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: la massima autorità religiosa cattolica, avrebbe avuto in una cerimonia laica. E vengo all'ultima delle obiezioni. Questa sì rivolta a te come Presidente della Puglia. Come sai un movimento di donne, "Usciamo dal silenzio", attivo anche in Puglia, ha, qualche mese fa, promosso un Forum sulla salute delle donne: una delle iniziative di decisione partecipata più efficaci e riuscite,
Il
vuoto dei laicisti non si colma coi bavagli
( da "Tempo,
Il" del 14-02-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: conformismo ghibellino" della cultura laica nazionale che si duole dell'eccesso di protagonismo "guelfo" esercitato dalla Chiesa cattolica. Il tema non è nuovo, anche se si carica di motivi freschi aggiunti, per esempio, dall'intelligente provocazione di Giuliano Ferrara, paladino antiabortista, da posizioni non teiste.
Moretti
risponde ai vescovi: "Clima da Controriforma" di Maurizio Cabona -
giovedì 14 febbraio 2008,... ( da "Giornale.it, Il"
del 14-02-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: quindi erano stati gli altri, in coro, a dirsi "preoccupati per il neoguelfismo", come Veronesi chiama la sudditanza di "certi laici" - il Pd e La Repubblica - verso i cattolici. Però dichiarazioni "neoguelfe" ci sarebbero state se la Ferrari a un'intervista non avesse risposto che il sesso di scena con Moretti era stato alcolico (previa vodka)
Il
partito probiotico dell'Elefantino
( da "Avanti!"
del 14-02-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: laico è rimasto privo di un suo sistema di valori che gli consenta di giudicare la scienza in un modo diverso dal positivismo ottocentesco. I temi eticamente sensibili, duole doverlo ammettere, non sono un'invenzione della Binetti e la risposta dei laici non dovrebbe essere semplicemente la reazione violenta di spregio e di diniego che somiglia sempre più a quella che in campo sociale
Al
di fuori della <funzione dio>
( da "Manifesto,
Il" del 14-02-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: lettura sulle basi non negoziabili di una democrazia laica, fuori dalle presunte leggi di natura Andrea Inglese A seguire i dibattiti di questi ultimi anni, si ha l'impressione che il XXI secolo sia stato inaugurato, tra le altre sventure, all'insegna di un "ritorno del religioso", soprattutto in quell'Europa che aveva avviato (sembrava) un irreversibile processo di secolarizzazione.
Caro
Nichi, la "difesa della Vita" è un'ideologia
( da "Liberazione"
del 14-02-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: la massima autorità religiosa cattolica, avrebbe avuto in una cerimonia laica. E vengo all'ultima delle obiezioni. Questa sì rivolta a te come Presidente della Puglia. Come sai un movimento di donne, "Usciamo dal silenzio", attivo anche in Puglia, ha, qualche mese fa, promosso un Forum sulla salute delle donne: una delle iniziative di decisione partecipata più efficaci e riuscite,
Una
nazione è tale se conosce i suoi confini
( da "Tempo,
Il" del 14-02-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: è chi pone il problema della differenziazione tra la questione cattolica tradizionale e quella della democrazia italiana, sostenendo che la Chiesa ha alterato i rapporti convenzionali tra società civile e politica, assumendo arbitrariamente il ruolo di religione civile. Questo mondo laico dimentica il senso e il significato dell'Accordo di Villa Madama del 2 febbraio 1984,
Moretti
risponde ai vescovi: "Clima da Controriforma"
( da "Giornale.it,
Il" del 14-02-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: quindi erano stati gli altri, in coro, a dirsi "preoccupati per il neoguelfismo", come Veronesi chiama la sudditanza di "certi laici" - il Pd e La Repubblica - verso i cattolici. Però dichiarazioni "neoguelfe" ci sarebbero state se la Ferrari a un'intervista non avesse risposto che il sesso di scena con Moretti era stato alcolico (previa vodka)
Il
congresso della Luca Coscioni a Salerno per la libertà della cultura come nel
dopoguerra ( da "EUROPA.it"
del 14-02-2008)
Argomenti: Laicita'
Abstract: congresso mondiale per la libertà di ricerca", per l'alternativa laica ai fondamentalismi che si stanno scatenando da Roma perfino verso le Nazioni Unite". Io andrò a Salerno, dove spero di trovare qualcuno del Pd. Ci troveremo? IGNAZIO MONACO, TARANTO Caro Ignazio, sono felice che tu vada a Salerno, in qualche modo mi sentirò?
( da "EUROPA.it" del 14-02-2008)
Argomenti: Laicita'
LAICI E CREDENTI La
svolta dell'11 settembre nella ri essione dello storico Scoppola e le due fedi
Al centro del suo pensiero dopo l'attentato di New York la domanda: "Come
credere oggi? Come può una fede ispirare una così crudele violenza?"
AGOSTINO GIOVAGNOLI * In uno dei libri pubblicati della Fondazione Orseri, di
cui Pietro Scoppola è stato il primo presidente su designazione
di Remo Orseri, si leggono queste sue parole, pronunciate nel 1999: "Si
potrebbe dire: tutti siamo laici e credenti. Si tratta di una condizione in
qualche misura scontata. Occorre tuttavia chiarire quali rapporti sono
possibili tra i credenti, coloro che credono di credere e dichiarano di
credere, e coloro che, pur essendo rispettosi della fede religiosa, non vi
fanno riferimento in modo definito, anche se sono credenti in qualche cosa.
Tutti siamo credenti in qualche cosa. Occorre quindi superare questa
semplificazione del "tutti laici tutti credenti" e vedere quali sono
le differenze e come possono essere composte". Mi pare possibile partire
da queste parole per capire quale sia stato
l'umanesimo di Pietro Scoppola, non solo quale sia stata la sua idea di uomo ?
ma forse si potrebbe dire meglio, quale sia stata la sua idea di persona,
termine cui era molto legato ? ma anche quale idea egli abbia avuto, per così
dire, dell'"umanità dell'uomo". Egli si è infatti interrogato a lungo
sulle forme attraverso cui si manifesta ciò che è più autenticamente umano,
attraverso quali strade gli uomini e le donne possano raggiungere la dignità
che è loro propria. Com' è noto, infatti, il rapporto tra laici e credenti è stato uno dei temi dominanti di una riflessione che ha
attraversato gran parte della sua esistenza. Già negli anni settanta, Scoppola
sviluppava una riflessione tra laici e credenti in termini non alternativi e
contrapposti. Nel 1971, ad esempio, ad una lettura polemica degli scontri fra
clericalismo ed anticlericalismo, nel XIX e nel XX secolo, contrapponeva una
storiografia capace di leggere "ateismo, laicismo e anticlericalismo (?)
anche come fenomeni religiosi (?) non estrinseci all'esperienza religiosa
stessa (?) come un dato interno ad essa, specialmente nell'età moderna e
contemporanea". Sono parole espressive di una lettura di ciò che è laico
non come radicalmente incompatibile con ciò che è religioso. Va nella stessa
direzione anche il suo intervento alla XLVII Corso di aggiornamento dell'Università
Cattolica, organizzata da Giuseppe Lazzati nel
( da "Repubblica, La" del 14-02-2008)
Argomenti: Laicita'
Commenti L'amaca
MICHELE SERRA L'articolo scritto dal responsabile giovanile della Cei, don
Ansemi, contro la scena di sesso nel film "Caos calmo", in altri
tempi sarebbe stato una recensione cinematografica tra
le tante. (Neanche tra le peggiori, tra l'altro: è scritta piuttosto bene).
Grazie al clima di petulante interventismo instaurato dalla Chiesa negli ultimi
anni, basta una trascurabile goccia come questa a scatenare un putiferio. I
media cercano con ansia, tra le pieghe più minute delle pubblicazioni
cattoliche, negli atti di convegni periferici e noiosissimi con suore e preti,
nuova legna da buttare sul fuoco della battaglia tra neo-guelfi e vetero-laici
(ottocenteschi, ovvio). Potendo, sarebbe di molto preferibile che gli appunti
cinematografici di un sacerdote, ma pure le esternazioni non sempre solenni di
vescovi sconosciuti a tutti tranne che ai cresimandi dell'anno in corso,
tornassero a occupare la pacifica e quasi amabile nicchia delle parrocchie e
delle curie. Il prete che arrossisce davanti alle scene di sesso fa parte del
vecchio caro paesaggio italiano, come il suonatore di mandolino e il
posteggiatore abusivo. Perché dunque non ridimensionare certe dispute al rango
(che è il loro) del bisticcio pittoresco, e non già dello scontro di civiltà?.
( da "Repubblica, La" del 14-02-2008)
Argomenti: Laicita'
Pagina V - Bologna
Stefano "Vito" Bicocchi condivide i giudizi di Fo "Religione
invadente e i laici lasciano fare" "Ma per la mia parodia del
cardinal Biffi nessuno mi ha mai sgridato" BRUNELLA TORRESIN Stefano
Bicocchi, lei è un attore e Dario Fo un maestro di teatro. Condivide il suo
giudizio nei confronti della Chiesa? "Dario Fo usa toni molto forti, da
artista e intellettuale che ha sempre combattuto contro la Chiesa, ma la
sostanza è condivisibile. Con l'avvento dell'attuale papa la Chiesa tende ad
imporre la sua morale indiscriminatamente: è un suo diritto, ma noi viviamo in uno stato laico la cui
morale non è la morale cattolica bensì la morale laica. E la Chiesa dovrebbe
fermarsi sulla soglia dello Stato, e non superarla. Ma viviamo in un paese che
dà prova di totale mancanza di moralità civile, così la Chiesa ha buon gioco ad
alzare la testa e fare il suo mestiere". Come dire quali film
recitare e quali no, quali andare a vedere e quali no? "Non ho visto Caos
calmo, ma non riesco davvero a immaginare Moretti che recita una scena
volgare... Però mi preoccupa molto di più il blitz antiabortista nell'ospedale
pubblico di Napoli. Quella sì è una deriva molto pericolosa, che nasce da una
condanna religiosa". Le è mai successo di essere censurato? "Mi è
successo di registrare una puntata di Tintoria in cui dicevo che il Vaticano era
la sede del Pd, e non è mai andata in onda... è una sciocchezza, ma fa capire
che il confronto tra laici e cattolici non è ad armi
pari. La Chiesa censura, ma io non posso dire che le sue ingerenze sono
censurabili". Condivide anche il giudizio di Dario Fo sulla Curia
bolognese? "Oh, Bologna meriterebbe forse una Curia più aperta, più
divertita, ma definire i vescovi orrendi, si può evitare. Io ho fatto la
parodia del cardinal Biffi, ma da via Altabella non mi è giunta nessuna
reprimenda. è molto più utile difendere il principio di laicità dello stato e la libertà dei privati cittadini di esprimersi come
credono, nel rispetto degli altri". Ma nell'episodio tutto bolognese della
performance La Madonna piange sperma, lei come si sarebbe schierato? "In
modo molto severo nei confronti degli autori della performance. Non puoi
offendere un sentimento religioso. Il principio di convivenza laica e civile è
anche questo: e cioè il rispetto reciproco, educato, garbato. Ma, appunto, è un
principio civile".
( da "Corriere della Sera" del 14-02-2008)
Argomenti: Laicita'
Corriere della Sera
- ROMA - sezione: Cronaca di Roma - data: 2008-02-14 num: - pag: 6 categoria:
REDAZIONALE XVII Municipio Lo scontro Dieta quaresimale ai bimbi Bufera
politica Niente carne il venerdì fino a Pasqua. Mangeranno pesce o formaggio i
bambini delle scuole del XVII Municipio, perché negli istituti di zona è
partita la dieta quaresimale. Non è stata un'esplicita richiesta delle famiglie
più osservanti ad ispirare la dirigente dell'ufficio scuola del municipio, che
ha ritenuto di dare quest'indicazione alle dietiste che preparano i menù per i
piccoli. L'imposizione non è piaciuta a molti genitori, e ai dirigenti
scolastici che si sono visti recapitare questa richiesta. "Ritengo che la
dirigente dell'Ufficio scuola si sia assunta una grave responsabilità dice Giovanni
Barbera, presidente del Consiglio e rappresentate del Partito di Rifondazione
Comunista del XVII Municipio - sia perché in contrasto con le prescrizioni
previste dal capitolato d'appalto che disciplina il servizio mensa, sia perché calpesta i diversi orientamenti laici e religiosi,
professati dalle famiglie dei bambini che frequentano le scuole del nostro
territorio". Naturalmente la questione sollevata non riguarda il valore
nutritivo della dieta che viene comunque preservato (già nella nostra tradizione
culinaria il venerdì è legato al consumo del pesce). A quanto pare le
proteste sono arrivate anche da genitori cattolici e
praticanti, sia perché è la stessa Chiesa cattolica ad esentare i piccoli e i
malati dalla dieta di preparazione alla Pasqua, sia perché, nel caso di
bambini, per modificare il menù per motivi religiosi ci deve essere
un'esplicita richiesta delle famiglie e solo in forma individuale. "Sono
sicuro che nella nota tecnica della responsabile del servizio - spiega
Francesco Aloria, vicepresidente del Municipio e assessore alla scuola non c'è
nessun fine ideologico. Ma solo il tentativo di ottimizzare e migliorare al
massimo il servizio mensa per gli studenti più giovani". Ma le proteste
dei genitori sono arrivate in Municipio. "Oggi stesso chiederò chiarimenti
alla dirigente ", conclude l'assessore. "Questo è un grave atto
intolleranza nei confronti di tutte le famiglie di fede diversa - continua
Barbera - o che non professano alcuna fede, per questo pensiamo di sostenere la
petizione che alcuni genitori stanno preparando contro questa decisione".
Maria Rosaria Spadaccino.
( da "Tempo, Il" del 14-02-2008)
Argomenti: Laicita'
Stampa Il candidato
premier della sinistra anticipa il programma da Vespa Veltroni rispolvera Prodi
"Un aiuto per ogni figlio" Nicola Imberti n.imbertiNon lo nomina
quasi mai. Quando è obbligato a farlo usa toni pacati, quasi si trattasse di un
vecchio amico che ha sbagliato. Il vero scheletro nell'armadio di Walter
Veltroni si chiama Silvio Berlusconi. Vorrebbe lasciarlo fuori dallo studio
televisivo di Porta a Porta ma, alla fine, è costretto a rincorrerlo. In fondo sono
passate poco più di 24 ore da quando il Cavaliere, seduto sulla stessa
poltroncina bianca (Veltroni però siede alla sinistra di Bruno Vespa), ha
lanciato la sua priorità per la campagna elettorale. Cominciando
dall'abbassamento delle tasse. Il segretario del Pd, che ha abbandonato la
cravatta rossa che lo ha accompagnato in queste prime uscite pubbliche per una
grigia a quadretti, ripete quello che sembra essere diventato il suo slogan
preferito ("Pagare meno, pagare tutti"), rilancia la necessità di un intervento
immediato sui salari e, incalzato dai giornalisti, fa qualche proposta. Sono le
uniche anticipazioni dei 10-15 punti programmatici che userà in campagna
elettorale. Per il resto occorrerà aspettare sabato quando l'Assemblea
costituente del Pd lo incoronerà ufficialmente candidato premier. Veltroni
assicura che ci saranno grandi elementi di innovazione, che lavorerà per
cambiare il Paese. Per ora, però, si limita a scopiazzare il Prodi del 2006.
Tra le sue proposte fiscali, infatti, compare un'idea che il Professore aveva
già lanciato nel corso della scorsa campagna elettorale: 2.500 euro di sostegno
alle famiglie per ogni figlio nato. "Serve - spiega - una ripresa
dell'incremento demografico. Daremo 2.500 euro per ogni figlio sotto forma di
detrazioni fiscali o, nel caso degli incapienti, con assegni". Ma
incentivi ci saranno anche a sostegno dell'occupazione femminile, per
trasformare gli asili nido in un "diritto", per combattere la
precarietà giovanile. Il segretario del Pd è molto attento a non ripetere la
parola "bamboccioni", parla di "ragazzi che hanno 35-38 anni,
vivono ancora in famiglia e non hanno un lavoro stabile. Per loro proporremo un
compenso minimo legale di 1000-1100 euro, sostenendo le imprese che assumono a
lungo termine". Qui finisce il ricettario veltroniano. Il resto è un
tentativo di cancellare gli ultimi 15 anni della storia italiana e quella che
chiama, senza mezzi termini, la politica del no. "Dal
( da "Liberazione" del 14-02-2008)
Argomenti: Laicita'
Caro Nichi, la
"difesa della Vita" è un'ideologia Il botta e risposta con "il
Foglio" sulla "scandalosa ricerca" pone un problema serio: la
rinuncia alla vera sfida tra vita e norma, tra determinismo biologico e
normativo ossia tra capitale e vita Caro Nichi, ti scrivo. Ti scrivo in primo
luogo perché non ho avuto occasione di parlarti. Di applaudirti o non applaudirti,
di commuovermi sentendo le tue parole o di sentire il desiderio di esprimerti
una critica, talvolta radicale, quelle sì, molte. E anche, devo dire, di
pentirmi di essermi commossa. Penso a quando non ho capito le conseguenze del
tuo "partire dal partito": era il partito lasciato, considerato
immobile e fisso. Quasi un fardello che la tua curiosità intellettuale, ancor
prima che la tua responsabilità di Presidente non poteva permettersi di
portare. Suggerisco a te, che sei il leader delle metafore, quella della
caracol (una metafora un po' zapatista...): è bello nel viaggio portarsi la
propria casa. Camminare più piano aiuta a raggiungere la meta. O forse è la
meta. Ma, si sa, oggi va più di moda l'accelerazione? E in effetti... al
Partito (fammi usare la P maiuscola, così anche tu potrai dirmi che sono
nostalgica..) ti si vede poco. Anche noi "nel nostro piccolo"
vorremmo "partecipare", contribuire a decidere. Forse sei migrato
verso un "metodo del consenso" diverso da quello che si sperimentava,
non senza difficoltà, nel movimento: ma voglio augurarmi, (so) che
l'applausometro sia lontano dalla tua idea della democrazia quanto dalla mia.
Ma vengo all'oggetto di questa lettera. Ti ho letto su il Foglio e ho letto le
tue precisazioni. E sai chi mi è venuto in mente? Piero Gobetti: "Bisogna
preservare la dignità prima che la genialità". Credo che questa frase
debba essere una bussola per ogni ricerca: per evitare che la curiosità
intellettuale, l'estro metaforico, il desiderio di essere usignolo (ma
attenzione, non trasformiamo il partito in chiesa "ortodossa" e
nostalgica per fare gli usignoli?) sconfinino nel narcisismo intellettuale, che
è altra cosa dalla curiosità. Non riesco proprio a spiegarmi come si possa
riconoscere nel quotidiano di Giuliano Ferrara il luogo di una ricerca teorica.
Non me lo spiego per ragioni di ordine morale ancor prima che intellettuale e
politico. Stabilire una relazione tra la moratoria sulla pena di morte e la
moratoria sull'aborto come il Foglio (non tu) ha fatto è immorale, ancor prima
che intellettualmente e politicamente inaccettabile. Immorale perché fondato
sull'idea di "colpa" (della donna). E proprio Pasolini insisteva
sull'idea che l'aborto "deve essere una colpa" e, dunque, non possa
non essere un reato (un reato di eutanasia con attenuanti ecologiche). Egli non
a caso sceglieva come suoi interlocutori i Radicali, ossia i portatori di una
idea di laicità non implicante una critica del Potere del neocapitalismo e
della società del totalitarismo consumistico. Una colpa, dunque. E questa nuova
campagna per la colpevolizzazione è una delle forme più radicali di violenza
che le donne possano subire. E, per me, la violenza è immorale. Il Foglio è
violento, dunque, immorale. E allora perché sceglierlo come sede di "scandalosa
ricerca"? Perché non valorizzare il fatto che tra "l'integralismo e
il suo gemello mercantile, il laicismo" ci sia una coraggiosa, e non meno
scandalosa, ricerca laica, quella della libertà femminile? Perché non scegli,
tu che potresti, di confrontarti con questa idea non mercantile di laicità?
Perché non condividere con noi la tua "scandalosa ricerca"? Mai stata
ghibellina in vita mia. Io penso all'autodeterminazione proprio come a una
ricerca, faticosissima, dettata dall'etica della responsabilità. Penso alla
laicità non come a un contenuto o insieme di valori, ma terreno in cui si forma
l'etica pubblica, in cui i soggetti si liberano: lo spazio della politica, in
cui tutte le parole abbiano modo d'essere dette, ma nessuna sia sacra. Di
difesa delle vite, non della Vita, o del vivente. Non c'è, in questo senso,
comunismo più creaturale del femminismo. Credo, invece, che la difesa della
Vita sia appunto un'ideologia, che cancella le persone, i loro volti, le loro
sofferenze, i lori desideri. A volte , io credo, si annovera sotto la categoria
"crisi del pensiero laico" (ma la laicità, appunto non può e non deve
essere un pensiero, ma il presupposto di un confronto fra pensieri, fra
parzialità) quello che è, invece, un tragico aspetto della crisi della
politica: ossia la derubricazione dei temi della biopolitica a questioni
"eticamente sensibili", cioè a questioni di coscienza (queste sì, a
differenza della fede, private?). La politica così rinuncia alla vera sfida che
ha di fronte: il rapporto tra vita e norma, tra determinismo biologico e
normativo, tra bioeconomico e biopolitico, tra capitale e vita. La nostra
comune ricerca dovrebbe, invece, essere volta proprio a rideclinare oggi la
parola autodeterminazione fuori da ogni disciplinamento normativo, biologistico,
e tecnoscientifico dei corpi. Ora, che la Chiesa - come mi sembra suggerisse
Pasolini - non sia passata all'opposizione (se si esclude qualche ecumenica
critica alla degenerazione consumistica), che il sacro sia diventato il nuovo
logo del Potere neocapitalistico e del totalitarismo teocon, nonché ultimo
capitolo (spero) della lunga storia del determinismo a me pare evidente. E se
così è, non avrei scelto la strada di equilibrismi bipartisan per commentare
quanto accaduto alla Sapienza: non si è trattato di reciproche interdizioni, ma
del rifiuto costituzionalmente garantito di nuove Colonne d'Ercole. Come ha
recentemente detto Marcello Cini, il nodo centrale della questione era evitare
quella sovrapposizione fra la cattedra di Pietro e la cattedra universitaria
derivante dal ruolo che la massima autorità religiosa
cattolica, avrebbe avuto in una cerimonia laica. E vengo all'ultima delle
obiezioni. Questa sì rivolta a te come Presidente della Puglia. Come sai un
movimento di donne, "Usciamo dal silenzio", attivo anche in Puglia,
ha, qualche mese fa, promosso un Forum sulla salute delle donne: una delle
iniziative di decisione partecipata più efficaci e riuscite, da quando
sei diventato presidente. Sono emerse dalla discussione proposte articolate e
nette sulle politiche consultoriali, sulla contraccezione, sulla distribuzione
della RU 486 e della pillola del giorno dopo. Proposte che ci aspettiamo siano
state recepite nel Piano regionale sulla Salute. Entrambi, tu e noi, siamo
impegnati a respingere gli attacchi, strumentali e non, che su questa materia
stanno conducendo centrodestra e pezzi delle gerarchie ecclesiastiche. Dobbiamo
augurarci che non leggano il Foglio ? Mi scuso, caro Nichi, per la franchezza,
è quella che si deve a un compagno, e specialmente a un compagno a cui si vuol
bene. Tu dicesti, appena eletto, che dovevamo "tirarti la
giacchetta". Mi auguro di non avertela strappata. E di non aver strappato
la possibilità di dialogo tra noi: credo che la mancanza di comunicazione abbia
nuociuto, emotivamente e politicamente, a noi e a te, coinvolti in difficoltà e
responsabilità inedite, e nuove. E mi scuso per aver risposto con una ruvida
versione in prosa alla tua poesia. Ma, non vorrei dirlo, questo di tanta speme
oggi mi resta. Con affetto, Eleonora, Marida, Alba, Tonia, Anna, Rosanna,
Fahama, Annalisa, Rossana, Francesca 14/02/2008.
( da "Tempo, Il" del 14-02-2008)
Argomenti: Laicita'
Stampa Libero Stato
e libera Chiesa Il vuoto dei laicisti non si colma coi bavagli Sfugge al
politicismo minore di questi giorni, ipnotizzato dal rito delle liste
elettorali, un pezzo inusuale di dibattito "alto" che val la pena di
intercettare. Si discute del "conformismo
ghibellino" della cultura laica nazionale che si duole dell'eccesso di
protagonismo "guelfo" esercitato dalla Chiesa cattolica. Il tema non
è nuovo, anche se si carica di motivi freschi aggiunti, per esempio,
dall'intelligente provocazione di Giuliano Ferrara, paladino antiabortista, da
posizioni non teiste. Il tema, dunque, è sempre quello: buona parte
dell'intellettualità nazionale si duole dell'ingerenza della Chiesa cattolica
nella politica. In questo ragionamento ci sono almeno tre errori. Il primo è
quello classico che opera una brutale riduzione della fede religiosa a
militanza politica. La Chiesa parla alla coscienza dei suoi fedeli: è forse da
giudicare "castrista" la preoccupazione di Benedetto XVI relativa
agli effetti discriminatori della globalizzazione? Allo stesso modo non può
essere giudicata una violazione del principio "libera chiesa in libero stato" l'appello alla coscienza su temi sensibili dal
punto di vista della dottrina cristiana, come l'aborto o la famiglia. Appelli,
peraltro, che affermano principi non contraddittori con l'impianto valoriale
alla base dello stato laico, per intenderci: la
Costituzione. Dunque la Chiesa cattolica afferma il suo magistero in un
circuito di libertà costituzionale, così come fanno le altre
professioni-istituzioni religiose: dalle chiese protestanti, alle sinagoghe
ebree, alla religione islamica. La differenza, non di poco conto certamente, è
che la Chiesa cattolica si rivolge a una platea di italiani che condivide e
professa il suo credo in una dimensione molto vasta, tale da farla coincidere
con la cultura dominante nel paese. Ma - e questo è il secondo errore compiuto
dai laicisti - si trascura di considerare che la Chiesa ci interpella su temi
intrisi di valore etico prescindente, in quanto tale, da ogni declinazione
religiosa. Il valore della vita, i limiti della scienza, il senso della
solidarietà che si rintraccia nel gruppo sociale primigenio, che è la famiglia,
non sono declinazioni catechistiche, ma chiamano in causa la coscienza di
ognuno in quanto essere umano. La Chiesa ha la forza e la credibilità per
farlo, la cultura laicista no. Il terzo errore è quello di chi immagina di
arginare la propria difficoltà mettendo il bavaglio alla Chiesa, così come si è
fatto all'Università di Roma. è un errore aberrante, ma anche il sintomo di una
stupidità irreparabile: l'arsenale ideario della cultura laicista non si
riempirà di nuovi argomenti soffocando la parola dei cattolici.
Provi a rigenerarsi, accettando "laicamente" il confronto: qualcosa
di buono, alla fine, potrebbe nascere.
( da "Giornale.it, Il" del 14-02-2008)
Argomenti: Laicita'
Moretti risponde ai
vescovi: "Clima da Controriforma" di Maurizio Cabona - giovedì 14
febbraio 2008, 07:00 da Berlino Quando si dice: "La faccia allegra degli
italiani in gita... ". Alla Berlinale, ieri, il film Caos calmo ha avuto
dieci-quindici secondi di applauso da un settore della stampa in sala. Poco,
almeno rispetto all'applauso dell'altroieri per Happy-Go-Lucky, il gioiellino
di Mike Leigh; ma quasi tutti gli altri hanno solo gelidi silenzi. Questo
tepore e quasi due milioni d'euro incassati in Italia spiegavano ieri la faccia
allegra di chi, giunto dal Tevere, aveva pernottato sulla Sprea. Ecco il fior
fiore dei gitanti: il produttore Domenico Procacci, lo co-sceneggiatore e
protagonista Nanni Moretti, il regista Antonello Grimaldi, il soggettista
Sandro Veronesi, i co-sceneggiatori Laura Paulucci e Francesco Piccolo, le
interpreti Blu Yoshimi, Isabella Ferrari, Valeria Golino e perfino Kasia Smutniak,
che nel film ha cento passi e una battuta! E Alessandro Gassman. Erano in
undici sul palco delle conferenze stampa; altri tre, in panchina, pardon, in
poltrona. Fare squadra li ha resi esuberanti nel replicare al portavoce della
Cei contro la messa in scena di un sesso sterile. Al precedente incontro, solo
per la stampa italiana alla Berlinale, Moretti era assente; quindi erano stati gli altri, in coro, a dirsi "preoccupati
per il neoguelfismo", come Veronesi chiama la sudditanza di "certi
laici" - il Pd e La Repubblica - verso i cattolici. Però
dichiarazioni "neoguelfe" ci sarebbero state se la Ferrari a
un'intervista non avesse risposto che il sesso di scena con Moretti era stato alcolico (previa vodka), ma soprattutto vissuto? Ahinoi,
"la sventurata rispose". Così, da giorni, l'Italia giornalistica
discetta di sodomia. Essa è chiara nel romanzo di Veronesi, ma chi vede solo il
film di Grimaldi, vede ciò che negli ultimi quarant'anni s'è stravisto: maturi
attori, nemmeno nudi, mimare un coito non necessariamente
"innaturale". Morale: tantissima gratuita pubblicità - a questo punto
anche internazionale perché ieri il film è stato
comprato anche in Germania, dopo che in altri tredici Paesi - a un film
"che contiene anche una bestemmia", come mi fa notare proprio
Grimaldi. Simpatico autore di Asini.
( da "Avanti!" del 14-02-2008)
Argomenti: Laicita'
FERRARA È PRONTO A PRESENTARE
UNA LISTA DI "SCOPO" PER SRADICARE LA CULTURA DELL'ABORTO Il partito
probiotico dell'Elefantino 13/02/2008 Giuliano Ferrara sembra volerci dare un
dolore, si appresta al lasciare la Tv, La7 per la precisione, per impegnarsi
direttamente nella campagna elettorale alla testa di una lista pro-life, per la
vita fin da suo concepimento e per la moratoria mondiale sull'aborto. Non so
quanto la politica abbia bisogno di questa ennesima formazione. Soprattutto
quando tutto sembra portare verso la semplificazione dello scenario politico e
invece qui ci troviamo già due nuovi partiti cattolici,
La Rosa Bianca (che i martiri del nazismo decapitati nel febbraio del 1943
perdonino Baccini e Tabacci) e la nuova creatura probiotica di Ferrara. La cosa
che personalmente mi spiacerà immensamente sarà non avere più la possibilità di
godermi l'Elefantino all'opera su La7. Il percorso del nostro è noto e non
dissimile da quello di molti intellettuali del Novecento che sono partiti da
posizioni rivoluzionarie per approdare in fine tra le braccia di Santa Madre
Chiesa: Giovanni Papini e Giovanni Testori valgano come esempi, diversi ma
paradigmatici. L'aver fatto questo percorso non impedisce al primo di essere stato uno dei più grandi animatori culturali del suo secolo
e al secondo uno dei più grandi narratori e drammaturghi che la letteratura
italiana del Novecento possa annoverare. Tornando al nostro, nessuno potrà
negare che si tratti certamente di una delle firme più intelligenti e
divertenti del panorama giornalistico e televisivo italiano, checché ne dicano
Travaglio e i Travagliatori di vario tipo e genere. Speriamo che non lasci
anche la direzione de "Il Foglio". Prescindendo da questa
considerazione preoccupa il fatto che temi come quello dell'aborto possano
contribuire a dividere con solchi invalicabili il campo dei guelfi da quello
dei ghibellini creando un clima non proprio sereno tra i contendenti, si veda
la recentissima presa di posizione del Cavaliere a favore della Moratoria
dell'aborto. Sul "Corriere della sera" Ernesto Galli della Loggia
nega la possibilità di un pericolo neoguelfo, ammesso che di pericolo si
tratti, contrapponendovi invece una sorta di conformismo ghibellino che
attribuisce a chi ha sollevato il problema e non ha il coraggio di accettare il
ritorno della fede come approdo in un mondo sempre più privo di senso. La
sensazione che si ha e che quello tra neoguelfi e neoghibellini sia lo scontro
di due debolezze. Il processo di secolarizzazione dell'Occidente è la più
grande angoscia della Chiesa da tempo immemore, d'altro canto il mondo laico è rimasto privo di un suo sistema di valori che gli
consenta di giudicare la scienza in un modo diverso dal positivismo
ottocentesco. I temi eticamente sensibili, duole doverlo ammettere, non sono
un'invenzione della Binetti e la risposta dei laici non dovrebbe essere
semplicemente la reazione violenta di spregio e di diniego che somiglia sempre
più a quella che in campo sociale caratterizza alcune formazioni di
estrema sinistra. Quanto alla lista di scopo dell'Elefantino sarebbe singolare
che Berlusconi dicesse di sì ad un alleanza con quest'ultima e no all'Udc di
Casini.
( da "Manifesto, Il" del 14-02-2008)
Argomenti: Laicita'
Laicità Al di fuori
della "funzione dio" Fintantoché si proclama come fonte di
"verità divina" un libro con 50mila varianti testuali, ci meritiamo
le situazioni che abbiamo - Arno Schmidt Secondo Régis Debray, versione
francese dei nostri atei devoti, gli dei possono nascere e morire, ma la
religione è indispensabile per la coesione sociale. Da Jacques Bouveresse a
Arno Schmidt, un sentiero di lettura sulle basi non
negoziabili di una democrazia laica, fuori dalle presunte leggi di natura
Andrea Inglese A seguire i dibattiti di questi ultimi anni, si ha l'impressione
che il XXI secolo sia stato inaugurato, tra le altre sventure, all'insegna di un
"ritorno del religioso", soprattutto in quell'Europa che aveva
avviato (sembrava) un irreversibile processo di secolarizzazione. Da una
prospettiva esclusivamente italiana, si potrebbe avere l'impressione non tanto
di una svolta ma di una continuità, caratterizzata semmai da una crescente
invadenza mediatica della Chiesa intorno a temi di carattere politico. A porre
il problema da noi, non sarebbe dunque un imprevisto rafforzamento delle
credenze religiose nelle giovani e meno giovani generazioni, ma un infittirsi di
argomenti teologici nello spazio pubblico di discussione. L'ingerenza del clero
Nulla di nuovo, insomma, se non la constatazione di un vecchio guasto italiano,
oggi semplicemente aggravato: la latitanza di una diffusa e radicata cultura
laicista. A tal punto latitante, notava Carlo Augusto Viano in Laici in
ginocchio (Laterza 2006), da bandire il termine "laicista" a favore
di "laico". Con quest'ultima parola, ricorda però Viano, "si
indica una condizione, che tutti identificano nel medesimo modo, mentre con
"laicista" si designa la disposizione di chi approva la separazione
della sfera politica da quella religiosa e pretende che il potere politico
protegga i cittadini dall'ingerenza del clero, che non dovrebbe disporre di
poteri coercitivi, né diretti né indiretti". Se si getta un occhio alla
Francia, il laicismo è sinonimo di laïcité almeno
dalla legge del 1905 sulla separazione delle Chiese e dello Stato. Ma anche la
repubblica francese è oggi in qualche modo coinvolta dal "ritorno del
religioso". Si tratta di un fenomeno meno direttamente politico, che
attraversa però il dibattito intellettuale e influisce sull'opinione pubblica.
Un grande esperto di questa faccenda è Régis Debray, ex comunista e mediologo,
dalla fisionomia intellettuale ambigua, che richiama quella dei nostri atei
devoti. Nel passaggio al nuovo secolo, soprattutto, Debray si è fatto prolifico
in analisi del fenomeno religioso e in reprimende contro i danni dell'illuminismo. Il nocciolo della sua dottrina è però
abbastanza semplice: gli dèi possono nascere e morire, ma la "funzione
dio" è indispensabile dal punto di vista della coesione sociale, dunque
immortale. Una tradizione secolare La problematica del laicismo,
tipicamente italiana, e quella della "funzione dio", che si affaccia
ora in Francia e in altri paesi occidentali, sono in realtà strettamente
intrecciate, e per nulla nuove. Un classico del pensiero del primo novecento,
come L'avvenire di un'illusione di Sigmund Freud, apparso nel 1927, ce ne
fornisce un esempio chiarificatore. In questo testo si incontrano tre filoni di
pensiero distinti: il primo viene dal passato, dalla denuncia illuministica
contro "l'impostura dei preti"; il secondo è specifico dell'attività
di Freud, in quanto psicologo in senso ampio, e possiamo definirlo "ateismo
scientifico"; il terzo è quello che ha caratteri pedagogici e risvolti
politici, e si proietta nel futuro ipotizzando una società compiutamente
laicista. Questi tre elementi li ritroviamo grosso modo anche oggi, in tutte
quelle forme di reazione intellettuale ai nuovi paladini della fede e
dell'inevitabilità della religione. Sono il lascito di una tradizione che nel
corso di oltre due secoli è passata dalla critica morale e politica
dell'istituzione religiosa all'analisi filosofica e scientifica del concetto di
dio e della funzione sociale della religione. Al culmine di questo percorso
abbiamo non tanto una scelta individuale (credere o meno), ma un'appartenenza
culturale (riconoscersi o meno in una certa tradizione o famiglia
intellettuale). La credenza in dio, o i dubbi su di essa, sono fin dal Vangelo
("Mio Dio perché mi hai abbandonato?") un dilemma tipico di chi già
crede. Il non credente o ateo si pone semmai un problema di saperi: con quale
strumentazione intellettuale illumino il fenomeno religioso? È il problema di
Freud nell'Avvenire di un'illusione, e in generale di ogni ateismo scientifico.
Non si tratta di annientare dio o la religione, ma di rovesciare la gerarchia
dei valori: analizzare le rappresentazioni religiose sulla base di una realtà
esclusivamente umana - in questo caso, la psiche. Ci si potrebbe chiedere, a
questo punto, perché mai una tale prospettiva si sia così spesso intrecciata,
nel Novecento, con un atteggiamento invece "militante", tanto in
senso anticlericale quanto antireligioso. Una prima risposta ci potrebbe venire
dal pamphlet sulfureo di Arno Schmidt Ateo?: Altroché! apparso nel 2007 per la
Ipermedium libri a cura di Dario Borso e Domenico Pinto. Il testo di Schmidt
appare per la prima volta nel
( da "Liberazione" del 14-02-2008)
Argomenti: Laicita'
Il botta e risposta
con "il Foglio" sulla "scandalosa ricerca" pone un problema
serio: la rinuncia alla vera sfida tra vita e norma, tra determinismo biologico
e normativo ossia tra capitale e vita Caro Nichi, ti scrivo. Ti scrivo in primo
luogo perché non ho avuto occasione di parlarti. Di applaudirti o non
applaudirti, di commuovermi sentendo le tue parole o di sentire il desiderio di
esprimerti una critica, talvolta radicale, quelle sì, molte. E anche, devo
dire, di pentirmi di essermi commossa. Penso a quando non ho capito le
conseguenze del tuo "partire dal partito": era il partito lasciato,
considerato immobile e fisso. Quasi un fardello che la tua curiosità
intellettuale, ancor prima che la tua responsabilità di Presidente non poteva
permettersi di portare. Suggerisco a te, che sei il leader delle metafore,
quella della caracol (una metafora un po' zapatista...): è bello nel viaggio
portarsi la propria casa. Camminare più piano aiuta a raggiungere la meta. O
forse è la meta. Ma, si sa, oggi va più di moda l'accelerazione? E in
effetti... al Partito (fammi usare la P maiuscola, così anche tu potrai dirmi
che sono nostalgica..) ti si vede poco. Anche noi "nel nostro
piccolo" vorremmo "partecipare", contribuire a decidere. Forse
sei migrato verso un "metodo del consenso" diverso da quello che si
sperimentava, non senza difficoltà, nel movimento: ma voglio augurarmi, (so)
che l'applausometro sia lontano dalla tua idea della democrazia quanto dalla
mia. Ma vengo all'oggetto di questa lettera. Ti ho letto su il Foglio e ho
letto le tue precisazioni. E sai chi mi è venuto in mente? Piero Gobetti:
"Bisogna preservare la dignità prima che la genialità". Credo che
questa frase debba essere una bussola per ogni ricerca: per evitare che la
curiosità intellettuale, l'estro metaforico, il desiderio di essere usignolo
(ma attenzione, non trasformiamo il partito in chiesa "ortodossa" e
nostalgica per fare gli usignoli?) sconfinino nel narcisismo intellettuale, che
è altra cosa dalla curiosità. Non riesco proprio a spiegarmi come si possa
riconoscere nel quotidiano di Giuliano Ferrara il luogo di una ricerca teorica.
Non me lo spiego per ragioni di ordine morale ancor prima che intellettuale e
politico. Stabilire una relazione tra la moratoria sulla pena di morte e la
moratoria sull'aborto come il Foglio (non tu) ha fatto è immorale, ancor prima
che intellettualmente e politicamente inaccettabile. Immorale perché fondato
sull'idea di "colpa" (della donna). E proprio Pasolini insisteva
sull'idea che l'aborto "deve essere una colpa" e, dunque, non possa
non essere un reato (un reato di eutanasia con attenuanti ecologiche). Egli non
a caso sceglieva come suoi interlocutori i Radicali, ossia i portatori di una
idea di laicità non implicante una critica del Potere del neocapitalismo e
della società del totalitarismo consumistico. Una colpa, dunque. E questa nuova
campagna per la colpevolizzazione è una delle forme più radicali di violenza
che le donne possano subire. E, per me, la violenza è immorale. Il Foglio è
violento, dunque, immorale. E allora perché sceglierlo come sede di
"scandalosa ricerca"? Perché non valorizzare il fatto che tra
"l'integralismo e il suo gemello mercantile, il laicismo" ci sia una
coraggiosa, e non meno scandalosa, ricerca laica, quella della libertà
femminile? Perché non scegli, tu che potresti, di confrontarti con questa idea
non mercantile di laicità? Perché non condividere con noi la tua
"scandalosa ricerca"? Mai stata ghibellina in vita mia. Io penso
all'autodeterminazione proprio come a una ricerca, faticosissima, dettata
dall'etica della responsabilità. Penso alla laicità non come a un contenuto o
insieme di valori, ma terreno in cui si forma l'etica pubblica, in cui i
soggetti si liberano: lo spazio della politica, in cui tutte le parole abbiano
modo d'essere dette, ma nessuna sia sacra. Di difesa delle vite, non della
Vita, o del vivente. Non c'è, in questo senso, comunismo più creaturale del
femminismo. Credo, invece, che la difesa della Vita sia appunto un'ideologia,
che cancella le persone, i loro volti, le loro sofferenze, i lori desideri. A
volte , io credo, si annovera sotto la categoria "crisi del pensiero
laico" (ma la laicità, appunto non può e non deve essere un pensiero, ma
il presupposto di un confronto fra pensieri, fra parzialità) quello che è,
invece, un tragico aspetto della crisi della politica: ossia la derubricazione
dei temi della biopolitica a questioni "eticamente sensibili", cioè a
questioni di coscienza (queste sì, a differenza della fede, private?). La
politica così rinuncia alla vera sfida che ha di fronte: il rapporto tra vita e
norma, tra determinismo biologico e normativo, tra bioeconomico e biopolitico,
tra capitale e vita. La nostra comune ricerca dovrebbe, invece, essere volta
proprio a rideclinare oggi la parola autodeterminazione fuori da ogni
disciplinamento normativo, biologistico, e tecnoscientifico dei corpi. Ora, che
la Chiesa - come mi sembra suggerisse Pasolini - non sia passata
all'opposizione (se si esclude qualche ecumenica critica alla degenerazione
consumistica), che il sacro sia diventato il nuovo logo del Potere
neocapitalistico e del totalitarismo teocon, nonché ultimo capitolo (spero)
della lunga storia del determinismo a me pare evidente. E se così è, non avrei
scelto la strada di equilibrismi bipartisan per commentare quanto accaduto alla
Sapienza: non si è trattato di reciproche interdizioni, ma del rifiuto costituzionalmente
garantito di nuove Colonne d'Ercole. Come ha recentemente detto Marcello Cini,
il nodo centrale della questione era evitare quella sovrapposizione fra la
cattedra di Pietro e la cattedra universitaria derivante dal ruolo che la massima autorità religiosa cattolica, avrebbe avuto in una
cerimonia laica. E vengo all'ultima delle obiezioni. Questa sì rivolta a te
come Presidente della Puglia. Come sai un movimento di donne, "Usciamo dal
silenzio", attivo anche in Puglia, ha, qualche mese fa, promosso un Forum
sulla salute delle donne: una delle iniziative di decisione partecipata più
efficaci e riuscite, da quando sei diventato presidente. Sono emerse
dalla discussione proposte articolate e nette sulle politiche consultoriali,
sulla contraccezione, sulla distribuzione della RU 486 e della pillola del
giorno dopo. Proposte che ci aspettiamo siano state recepite nel Piano
regionale sulla Salute. Entrambi, tu e noi, siamo impegnati a respingere gli
attacchi, strumentali e non, che su questa materia stanno conducendo
centrodestra e pezzi delle gerarchie ecclesiastiche. Dobbiamo augurarci che non
leggano il Foglio ? Mi scuso, caro Nichi, per la franchezza, è quella che si
deve a un compagno, e specialmente a un compagno a cui si vuol bene. Tu dicesti,
appena eletto, che dovevamo "tirarti la giacchetta". Mi auguro di non
avertela strappata. E di non aver strappato la possibilità di dialogo tra noi:
credo che la mancanza di comunicazione abbia nuociuto, emotivamente e
politicamente, a noi e a te, coinvolti in difficoltà e responsabilità inedite,
e nuove. E mi scuso per aver risposto con una ruvida versione in prosa alla tua
poesia. Ma, non vorrei dirlo, questo di tanta speme oggi mi resta. Con affetto,
Eleonora, Marida, Alba, Tonia, Anna, Rosanna, Fahama, Annalisa, Rossana,
Francesca 14/02/2008.
( da "Tempo, Il" del 14-02-2008)
Argomenti: Laicita'
Stampa l'anniversario
dei patti lateranensi Una nazione è tale se conosce i suoi confini Il 79°
anniversario della stipula dei Patti Lateranensi, che peraltro coincide con
un'altra ricorrenza significativa quale l'entrata in vigore, 60 anni or sono,
della Costituzione della Repubblica, è passato nel totale silenzio.
L'Osservatore Romano è stato l'unico quotidiano che ha
riservato un importante articolo a un avvenimento che produsse un progetto
politico-istituzionale in buona parte recepito dalla Costituzione del 1948. La Carta
deve molto alla cultura cattolica, su punti qualificanti come la centralità
della persona umana, il rilievo delle formazioni sociali, della solidarietà,
dell'uguaglianza sostanziale, dell'apertura internazionale, dell'ideale della
pace, della centralità della famiglia fondata sul matrimonio tra uomo e donna,
della finalizzazione sociale del diritto di proprietà. Alcuni intellettuali, in
nome delle contingenze politiche, si preoccupano di ondate neoguelfe, giacché i
conformismi ghibellini rispondono solo in modo meccanico alle domande e ai
bisogni di spiritualità e di eticità proposti dalla rivoluzione tecnologica. C'è chi pone il problema della differenziazione tra la questione
cattolica tradizionale e quella della democrazia italiana, sostenendo che la
Chiesa ha alterato i rapporti convenzionali tra società civile e politica,
assumendo arbitrariamente il ruolo di religione civile. Questo mondo laico
dimentica il senso e il significato dell'Accordo di Villa Madama del 2 febbraio
1984, con il quale l'allora Capo del Governo, il laico Bettino Craxi,
riconobbe nella nuova formulazione del Concordato che "la Repubblica
italiana riconosce alla Chiesa cattolica la libertà di svolgere la propria
missione pastorale, educativa e caritativa di evangelizzazione e santificazione.
In particolare, è assicurata alla Chiesa la libertà di organizzazione, di
pubblico esercizio del culto, di esercizio del magistero e del ministero
spirituale nonché della giurisdizione in materia ecclesiastica". Oggi si
mettono in soffitta i Patti Lateranensi e il nuovo Concordato. Il Partito
Democratico, che nasce dall'unificazione tra una parte del mondo cattolico e
gli ex comunisti, è pronto a un'alleanza elettorale con i Radicali di Pannella.
Gli atei devoti alla Giuliano Ferrara vengono invitati da atei meno devoti a
far scomparire dalla circolazione liste antiabortiste. Anche la Chiesa ha
qualche responsabilità. L'universalismo di Wojtyla trascurò la peculiarità
italiana, trasferendo per circa cinque lustri dalla Segreteria di Stato al Cardinal
Ruini l'interesse sulla vita italiana. Risultato: la Cei è percepita come un
partito. Ciò nonostante, aldilà del neoguelfismo di maniera, la promozione
dell'uomo e del bene del Paese è per la Chiesa cattolica un punto fondamentale
e inderogabile. Non si tratta di interferenze ma di riconoscere un principio di
laicità. Se uno Stato è autenticamente laico, infatti, non può che riconoscere
che la propria sovranità non si estende anche sul terreno spirituale e
religioso.
( da "Giornale.it, Il" del 14-02-2008)
Argomenti: Laicita'
Di Maurizio Cabona -
giovedì 14 febbraio 2008, 10:48 Berlino - Quando si dice: "La faccia
allegra degli italiani in gita... ". Alla Berlinale, ieri, il film Caos
calmo ha avuto dieci-quindici secondi di applauso da un settore della stampa in
sala. Poco, almeno rispetto all'applauso dell'altroieri per Happy-Go-Lucky, il
gioiellino di Mike Leigh; ma quasi tutti gli altri hanno solo gelidi silenzi.
Questo tepore e quasi due milioni d'euro incassati in Italia spiegavano ieri la
faccia allegra di chi, giunto dal Tevere, aveva pernottato sulla Sprea. Ecco il
fior fiore dei gitanti: il produttore Domenico Procacci, lo co-sceneggiatore e
protagonista Nanni Moretti, il regista Antonello Grimaldi, il soggettista
Sandro Veronesi, i co-sceneggiatori Laura Paulucci e Francesco Piccolo, le interpreti
Blu Yoshimi, Isabella Ferrari, Valeria Golino e perfino Kasia Smutniak, che nel
film ha cento passi e una battuta! E Alessandro Gassman. Erano in undici sul
palco delle conferenze stampa; altri tre, in panchina, pardon, in poltrona.
Fare squadra li ha resi esuberanti nel replicare al portavoce della Cei contro
la messa in scena di un sesso sterile. Al precedente incontro, solo per la
stampa italiana alla Berlinale, Moretti era assente; quindi
erano stati gli altri, in coro, a dirsi "preoccupati per il
neoguelfismo", come Veronesi chiama la sudditanza di "certi
laici" - il Pd e La Repubblica - verso i cattolici. Però
dichiarazioni "neoguelfe" ci sarebbero state se la Ferrari a
un'intervista non avesse risposto che il sesso di scena con Moretti era stato alcolico (previa vodka), ma soprattutto vissuto? Ahinoi,
"la sventurata rispose". Così, da giorni, l'Italia giornalistica
discetta di sodomia. Essa è chiara nel romanzo di Veronesi, ma chi vede solo il
film di Grimaldi, vede ciò che negli ultimi quarant'anni s'è stravisto: maturi
attori, nemmeno nudi, mimare un coito non necessariamente
"innaturale". Morale: tantissima gratuita pubblicità - a questo punto
anche internazionale perché ieri il film è stato
comprato anche in Germania, dopo che in altri tredici Paesi - a un film
"che contiene anche una bestemmia", come mi fa notare proprio
Grimaldi. Simpatico autore di Asini con Claudio Bisio, prima che di Caos calmo
per Nanni Moretti, Grimaldi concorre in un grosso festival, dimostrando che c'è
una possibilità per tutti nella vita. Ha un'età per ricordare quel che anch'io
ricordo, l'allenatore del Cagliari, Manlio Scopigno, che di un suo difensore,
convocato al Mundial messicano, disse: "Mai avrei immaginato di vedere
Comunardo Niccolai in mondovisione!".
( da "EUROPA.it" del 14-02-2008)
Argomenti: Laicita'
FEDERICO ORLANDO
RISPONDE Cara Europa, da oggi a domenica si svolge a Salerno il VI congresso
nazionale dell'associazione Luca Coscioni. Delibererà, sul modello del
"Congresso permanente mondiale per la libertà della cultura contro tutti i
totalitarismi", proposto a suo tempo da Russell, Silone, Spinelli,
Calvino, Croce e Aron, di costituirsi in "Pre-congresso
mondiale per la libertà di ricerca", per l'alternativa laica ai
fondamentalismi che si stanno scatenando da Roma perfino verso le Nazioni
Unite". Io andrò a Salerno, dove spero di trovare qualcuno del Pd. Ci
troveremo? IGNAZIO MONACO, TARANTO Caro Ignazio, sono felice che tu vada a
Salerno, in qualche modo mi sentirò? presente (in barba alla mia
influenza). Naturalmente, perderò molto sul piano umano e culturale, ma mi
risparmierò un salto di pressione, visto il clima di assedio nel quale la
cultura laica si trova: dal referendum sulla legge 40 ai sabotaggi della legge
194, al supplizio e al negato funerale di Welby, alla tortura di Nuvoli e di
quant'altri giacciono in una "non-vita" pieni di tubi e di aghi, fino
al blitz di Napoli, provocatorio e sanfedista perché, dice Veronesi,
"perizie su aborti terapeutici sono state fatte a Milano settimane o mesi
dopo la dimissione delle pazienti". Così, visto che il congresso
salernitano evoca Croce fra gli altri antioscurantisti, ho riletto quel terzo
capitolo della sua Storia d'Europa che sembra scritto per spiegare l'odierna
reviviscenza del misticismo clericale (clericale, non religioso, perché ?
insegnava il filosofo ? ogni uomo che abbia vita di idee è "spirito
religioso"). Ricordava Croce che insieme all'idealismo e al liberalismo
cresceva purtroppo il romanticismo: non quello teoretico, che alimentò la
sacrosanta rivolta contro l'accademismo, ma quello "morale" e
"sentimentale", di cui Goethe e Hegel colsero il carattere morboso
quale vero e proprio "male del secolo". Infatti non possedevano né la
vecchia fede cattolica né la nuova fede liberale (erano i Ferrara e i Pera del
tempo, per capirci), ma erano travagliati "dall'ansia di forgiarsene
una". "Ed eccole queste anime femminee, questi 'romantici', a sognare
ritorni alla trascendenza religiosa e alla norma, per il suo semplice carattere
di norma che esonera dal risolvere da sé i conflitti della coscienza; eccoli
(ex cattolici, luterani o di altre o nessuna
religione) rifarsi o farsi cattolici, e convertirsi
anche coi debiti riti; e pur nondimeno non diventare mai intimamente e
genuinamente cattolici, ed anzi mostrare un volto
ambiguo agli occhi dei cattolici genuini". Non ti
sembra il ritratto dei figuri che stravolgono l'odierna crisi della cultura
occidentale, crisi che non si supera cancellando la scienza col clericalismo ma
conciliandola con le ragioni liberali della persona umana e dei suoi diritti?
Io vi auguro, perciò, che il congresso di Salerno contro l'oscurantismo (ieri
per la libertà della cultura contro i comunisti, oggi per la libertà della
ricerca contro i clericali), faccia compiere il salto di qualità all'intero
mondo laico, dalle problematiche quotidiane della libertà e dei diritti alle
ragioni culturali che danno a quelle libertà e a quei diritti i titoli per
fondare il nuovo tempo.