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Gerusalemme
attentato sanguinoso a una scuola
( da "Voce
d'Italia, La" del 07-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract:
Questa invece
la reazione di Israele nelle parole del portavoce del ministero degli Esteri
Arye Mekel: "Questi terroristi stanno tentando di distruggere le
opportunità di pace ma noi per certo continueremo i colloqui di pace". Per
Hamas si tratta invece di un "attacco eroico, una risposta normale ai
crimini dell'occupante e alle sue uccisioni di civili.
Gerusalemme:
attentato sanguinoso a una scuola
( da "Voce
d'Italia, La" del 07-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract:
Questa invece
la reazione di Israele nelle parole del portavoce del ministero degli Esteri
Arye Mekel: "Questi terroristi stanno tentando di distruggere le
opportunità di pace ma noi per certo continueremo i colloqui di pace". Per
Hamas si tratta invece di un "attacco eroico, una risposta normale ai
crimini dell'occupante e alle sue uccisioni di civili.
Il
silenzio degli intellettuali ( da "Resto del Carlino, Il (Nazionale)"
del 07-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract:
Tra quanti
condannarono l'ultima fatica del professore italo-israeliano c'era anche lei,
Anna Foa, ebrea, autorevole storica dell'ebraismo, autrice di libri importanti
tra cui Ebrei in Europa - Dalla Peste nera all'emancipazione e Eretici - Storie
di streghe, ebrei e convertiti. Professoressa Foa, qual è il suo giudizio sulla
riedizione?
Attacco
alla scuola dei rabbini, è strage Un terrorista vestito da studente apre il
fuoco. Hamas festeggia: Azione eroica
( da "Nazione,
La (Nazionale)" del 07-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract:
un raid aereo
israeliano, lanciato sopra Khan Yunes, nel sud della Striscia dove, ieri
mattina, era caduto un soldato israeliano, il terzo in una settimana, in un
attentato in stile iracheno. La Jihad islamica ha rivendicato l'agguato,
compiuto con una bomba nascosta sotto la sabbia e fatta esplodere al passaggio
della pattuglia con la stella di David con un meccanismo a distanza.
La
coscienza dell'odio - lucio caracciolo
( da "Repubblica,
La" del 07-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract:
E la realtà è
che Israele si appresta a celebrare il sessantesimo anniversario della
fondazione sotto il fuoco degli attentati nel cuore della sua capitale, dei
razzi lanciati da Gaza verso Ashkelon e dintorni, delle incursioni terrestri
contro la Striscia appena abbandonata e subito conquistata da Hamas.
Israele,
la strage degli studenti ( da "Repubblica, La"
del 07-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract:
Orrore a
Gerusalemme, decine di feriti nella yeshivah. La folla urla: "Morte agli
arabi". E a Gaza si festeggia Israele, la strage degli studenti Assalto
alla scuola rabbinica, 8 morti. Ucciso l'attentatore SEGUE A PAGINA 2.
Condanna
di usa e ue. d'alema: non si fermi il dialogo
( da "Repubblica,
La" del 07-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract:
Annapolis per
un nuovo dialogo di pace israelo-palestinese, già danneggiate dai lanci di
razzi palestinesi e dalle incursioni israeliane a Gaza delle ultime settimane,
sembrano essersi infrante tragicamente ieri sera con l'attentato di
Gerusalemme. L'attacco è avvenuto poco dopo la missione con cui il segretario
di Stato Usa Condoleezza Rice aveva tentato di riavviare il dialogo di pace:
Nella
striscia di gaza integralisti in festa "è la vendetta di dio"
( da "Repubblica,
La" del 07-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract:
stato ieri
denunciato dalle principali Ong britanniche e dal parroco della piccola
comunità cristiana, sono proseguite anche ieri le operazioni militari. Un
soldato israeliano è stato ucciso da un'esplosione al passaggio della sua jeep
e altri tre militari sono rimasti feriti, in un raid aereo sono stati uccisi
quattro miliziani della Jihad islamica nelle vicinanze di Khan Younis.
La
coscienza dell'odio - (segue dalla prima pagina)
( da "Repubblica,
La" del 07-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract:
Israele
rischierà di scivolare verso lo Stato binazionale. Un'improbabile macedonia
arabo-ebraica che annienterebbe l'opera di generazioni di sionisti. Il Grande
Israele è la morte di Israele. Lo sanno bene anche gli ultranazionalisti, per i
quali occorre costringere i palestinesi ad arrendersi all'idea che il loro
Stato si farà,
Un
rilancio verso il mare - tano gullo
( da "Repubblica,
La" del 07-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract:
gli agrumi
sbattono contro la concorrenza di Spagna e perfino di Israele, l'emigrante
trova ovunque mercati intasati di braccia. E allora? "Il piagnisteo sulla
felicità perduta o mai avuta non serve a niente e a nessuno. Bisogna partire da
quello che siamo stati, e continuiamo a essere, per rimodulare il nostro
presente.
La
denuncia delle ong inglesi "gaza al collasso, mai così dal '67"
( da "Repubblica,
La" del 07-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract:
se le potenze
internazionali non riescono a fermare le violenze di Israele su Gaza, chiediamo
che almeno ci garantiscano una sepoltura da esseri umani". La
testimonianza di padre Manawel Musallam, parroco della piccola comunità di
palestinesi cattolici di Gaza, è stata pubblicata dall'agenzia missionaria
vaticana Asianews.
Luogo
simbolo del movimento dei coloni ebrei
( da "Unione
Sarda, L' (Nazionale)" del
07-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract:
Palestina,
non necessariamente basato sulla legge biblica. Fucina costante di studiosi di
ebraismo, il collegio Merkaz ha-Rav balzò all'attenzione pubblica nel 1967
quando, poco prima del conflitto della Guerra dei sei giorni (1967), i suoi
rabbini ebbero un presentimento della futura riunificazione della città e della
possibilità per gli ebrei di tornare a pregare al Muro del Pianto.
Un
weekend che vale un anno Grandi appuntamenti all'Auditorium: da PJ Harvey agli
Eels, da Bollani a Rea ( da "Unita, L'"
del 07-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract:
elettronica
europea Fennesz e quello del duo italo israeliano Ziv Jacob/Jean Marc Caimi,
mentre domani tocca ai Telefon Tel Aviv, nome di punta della scena elettronica
statunitense e alle svedesi Midaircondo, ensemble che unisce performance di
grande impatto visivo ad una formula musicale in equilibrio tra suoni acustici
ed elettronici.
Kolitz
e Defonseca diari più veri del vero
( da "Unita,
L'" del 07-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract:
approdato con
la famiglia in Palestina prima della guerra, poi su mandato dell'Irgun, il
movimento terrorista di destra, a Buenos Aires e infine sceneggiatore negli
Usa, è autore dell'apocrifo straordinario - qui contenuto - Yoss Rakover si
rivolge a Dio, finto testamento di una vittima del ghetto di Varsavia, in
Italia già edito da Adelphi nel '97.
Nel
rapporto si chiede l'apertura di trattative tra Israele e Hamas e la fine delle
punizioni collettive ( da "Unita, L'"
del 07-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract:
Stai
consultando l'edizione del Nel rapporto si chiede l'apertura di trattative tra
Israele e Hamas e la fine delle punizioni collettive.
Gerusalemme
attacco alla scuola rabbinica: 9 morti Ucciso anche l'attentatore palestinese
La rabbia della folla: Morte agli arabi
( da "Unita,
L'" del 07-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract:
sottolinea un
portavoce del ministero degli Esteri israeliano, Ariel Mekel. "La loro
volontà era quella di uccidere il processo di pace". Israele, aggiunge
Mekel, "continuerà a combattere il terrorismo". La polizia israeliana
ha elevato lo stato di allerta in tutto il territorio, alle uscite di
Gerusalemme la polizia ha istituito posti di blocco.
Gaza,
palestinesi mai così poveri negli ultimi quarant'anni Le maggiori ong
britanniche consegnano al premier Brown un dossier sul disastro umanitario.
Israele ribatte: ringrazino ( da "Unita, L'"
del 07-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract:
che ha preso
con la forza il controllo della Striscia nel giugno 2007 ed è considerato
"organizzazione terroristica" da Israele, Stati Uniti e dall'Ue.
"La politica internazionale di isolamento di Hamas non ha avuto alcun
esito positivo", affermano le organizzazioni umanitarie che definiscono il
blocco imposto da Israele una politica "inaccettabile e illegale".
Verso
la Pasqua stregati dalla Luna ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)"
del 07-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract:
mentre da
Gaza pazzescamente si sparano missili, e Israele reagisce con ferocia. Un finto
inverno volge al termine; e guardando il calendario ci piace pensare alle
imminenti domeniche primaverili, segnate dal tempo pasquale. Con risvolti
talvolta insospettabili. Ad esempio, la domenica dopo Pasqua è detta anche
Quasimodo, dal canto Quasi modo;
Raid
terroristicoin una scuola ebraica strage a Gerusalemme
( da "Secolo
XIX, Il" del 07-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract:
Il presidente
americano Bush ha chiamato il primo ministro israeliano Olmert, per garantire
che gli Usa "sono fermamente al fianco di Israele" e condannano
l'attacco, chiedendogli di estendere le sue "condoglianze alle vittime, le
loro famiglie e al popolo di Israele". Dopo la strage centinaia di persone
hanno inscenato una protesta davanti al collegio, gridando "morte agli
arabi"
Israele,
strage di studenti ( da "Messaggero, Il"
del 07-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract:
Attentatore
palestinese spara nel collegio: dieci feriti. Condanna di Abu Mazen Israele,
strage di studenti Colpita una scuola rabbinica a Gerusalemme: 9 morti.
DOPO
i lanci di missili di Hamas ad Israele e le pesanti reazioni israeliane, il
processo di pac ( da "Messaggero, Il"
del 07-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract:
Di CARLO JEAN
DOPO i lanci di missili di Hamas ad Israele e le pesanti reazioni israeliane,
il processo di pace in Medio Oriente, fra palestinesi e lo Stato di Israele
sembra definitivamente bloccato. Nessuno Stato può accettare che la sicurezza
fisica dei propri cittadini sia messa quotidianamente a rischio.
Forze
speciali di Tsahal, l'esercito israeliano, intervengono sulla scena della
sparatoria ( da "Messaggero, Il"
del 07-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract:
INTERVIENE
L'ESERCITO Forze speciali di Tsahal, l'esercito israeliano, intervengono sulla
scena della sparatoria.
Dopo
un anno senza attentati, Gerusalemme non si aspettava un assalto armato come
quello di ieri ( da "Messaggero, Il"
del 07-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract:
Il governo
israeliano deve lanciare già questa notte una guerra senza quartiere contro il
nemico arabo, liquidarlo, eliminarlo, perché in questa Terra non c'è spazio per
lui. Occorre trattare esattamente come gli arabi di Gaza anche gli arabi di
Gerusalemme est, da cui è giunto il terrorista".
Strage
nella scuola dei rabbini ( da "Corriere della Sera"
del 07-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract:
2008-03-07
num: - pag: 1 categoria: REDAZIONALE Allerta in Israele "Blitz contro i
negoziati". Per Hamas "impresa eroica", festeggiamenti a Gaza
Strage nella scuola dei rabbini Gerusalemme, attacco terrorista tra gli
studenti: 9 morti, decine di feriti GERUSALEMME - Attacco terrorista in una
scuola rabbinica, è strage.
<Anch'io
allevato in una yeshiva Mi sono sentito uno di loro>
( da "Corriere
della Sera" del 07-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract:
Se ciò è
vero, come pare ormai chiaro, cosa dovrebbe fare Israele?". La sua
risposta? "Nessun Paese al mondo permetterebbe mai a dei killer di
penetrare impunemente nelle sue scuole per assassinare, ferire, azzoppare e
storpiare giovani innocenti. Israele non può non difendersi da questi continui
attacchi".
Sangue
su Gerusalemme Strage alla scuola religiosa
( da "Corriere
della Sera" del 07-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract:
vivere nella
terra d'Israele. Da qui sono usciti i leader ultra nazionalisti del sionismo
religioso, che dopo la guerra dei Sei giorni hanno spinto per lo sviluppo degli
insediamenti in Cisgiordania e nella Striscia di Gaza, fino al ritiro del 2005.
Quando le ambulanze sono arrivate, dentro la scuola stanno ancora sparando.
<Hamas
dietro l'attacco: così vuol piegare Olmert>
( da "Corriere
della Sera" del 07-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract:
Non c'è una
leadership forte in Israele e anche i palestinesi non hanno chi li guidi. Il
presidente Abu Mazen non ha carte da giocare nei negoziati, non sta preparando
l'economia e la società alla nascita di uno Stato". Il giudizio su Hamas è
ancora più duro. "è solo una fazione.
Doppio
fronte ( da "Corriere della Sera"
del 07-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract:
Corriere
della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-03-07 num: - pag: 2
categoria: BREVI Doppio fronte Un militare israeliano all'interno della scuola
rabbinica di Gerusalemme teatro della strage di ieri e, a destra, un ferito.
Nella foto al centro, festeggiamenti nella Striscia di Gaza (Ansa, Reuters).
Attacco
armato palestinese a Gerusalemme, nove vittime
( da "Manifesto,
Il" del 07-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract:
Medio Oriente
Attacco armato palestinese a Gerusalemme, nove vittime Uccise nove persone, tra
cui un assalitore, nell'attacco a collegio rabbinico. Raid aereo israeliano su
Gaza, quattro morti. Le Ong: catastrofe umanitaria nella Striscia PAGINA 11.
L'unica
via per la pace: il mondo fermi Israele
( da "Manifesto,
Il" del 07-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract:
Dopo la
vittoria elettorale di Hamas nel 2006, Israele ha intensificato la guerra
contro la Striscia e la colonizzazione della Cisgiordania. Che effetto può avere
sulla percezione di Israele nel mondo? Nonostante i crimini che sta
commettendo, Israele ha un'immagine molto migliore di quella che aveva fino a
pochi anni fa.
La
denuncia delle ong: dal '67 mai tanta miseria
( da "Manifesto,
Il" del 07-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract:
continua il
documento, che aggiunge che la chiusura imposta da Israele non è riuscita a
portare sicurezza né agli israeliani né ai palestinesi: "La politica del
blocco è inaccettabile, illegale, l'Ue deve condannare il ricorso, da parte del
governo israeliano, alla punizione collettiva (della popolazione
palestinese)".
Attacco
alla scuola rabbinica, è strage ( da "Manifesto, Il"
del 07-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract:
Allarme
attentati e tensione alle stelle in Israele Michele Giorgio Gerusalemme
Anticipato da una settimana di sangue a Gaza, in cui oltre cento palestinesi
sono stati uccisi dall'esercito israeliano, l'attentato di ieri sera in un
collegio rabbinico di Gerusalemme Ovest, in cui sono rimasti uccisi almeno otto
studenti ebrei oltre all'attentatore palestinese,
Colpirà
gli sponsor dei terroristi di Hamas. Cioè l'Hezbollah libanese oppure la Siri
( da "Messaggero,
Il" del 07-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract:
Taluni
affermano che per avere una possibilità di pace sarebbe necessario un dialogo
diretto fra Israele ed Hamas. Abu Mazen è troppo debole. Può esser facilmente
"scavalcato" dagli elementi più estremisti. Non si può neppure
pretendere da Israele che si metta a negoziare con coloro che vogliono la sua
distruzione. Ci si trova in una situazione di completo stallo.
La
lotta di classe non c'è più. Nel loft
( da "Manifesto,
Il" del 07-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract:
Massimo (non
Calearo, D'Alema) potrebbe suggerire al suo amico un termine che coniò per
parlare della posizione italiana nel conflitto israelo-palesinese:
equivicinanza. Il Pd è equivicino ai padroni e agli operai perché la lotta di
classe non c'è più. Nelle liste del Pd.
Marrazzo
lo nomina ma l'avvocato <corre> con il Pdl
( da "Corriere
della Sera" del 07-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract:
Gianni Letta
e Gianfranco Fini, che accompagnai in un viaggio in Israele. Berlusconi? Lo
conosco, siamo stati insieme negli Usa, ma non è stato lui a chiamarmi. Il
centrosinistra? Ho grande stima per Walter Veltroni, ho ottimi rapporti con
Goffredo Bettini. E anche con Marrazzo: pure con lui sono stato in
Israele".
Gerusalemme,
nove morti ( da "Tempo, Il"
del 07-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract:
L'attribuzione
ad Israele dell'uccisione fatta da Hezbollah è stata negata da Tel Aviv che ha
smentito qualsiasi implicazione nell'episodio. Il 14 febbraio il segretario
generale di Hezbollah, Sayyed Hassan Nasrallah, ha dichiarato una "guerra
aperta" a Israele.
<Sguardi
altrove> tra Iran, Russia e Palestina
( da "Corriere
della Sera" del 07-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract:
Russia e
Palestina Molti ospiti al settimo giorno di "Sguardi altrove". Due
titoli nel concorso internazionale dei documentari. Alle 17 "Maria's
Grotto" di Buthina Canaan Khoury mostra la violenza esercitata contro le
donne palestinesi all'interno della famiglia, e la sopravvivenza del delitto
d'onore.
MIT,
FENNESZ E JM CAIMI AL PARCO DELLA MUSICA Per "Meet In Town" c'è
( da "Messaggero,
Il" del 07-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract:
israeliano
Ziv Jacob & Jean-Marc Caimi, con il nuovo cd "Minimalismus".
Bella serata di sperimentazione. Parco della Musica, viale De Coubertin,
06-80241281 VIOLA BUZZI AL TEATROINSCATOLA Direttrice di folkfestival e
cantautrice, Viola Buzzi propone fino a domenica "Concerto d'amore",
canzoni e racconti sulle anonime italiane che lavoravano nelle case chiuse del
prima-
Attacco
alla scuola rabbinica ( da "Riformista, Il"
del 07-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract:
estremista e
terrorista che non ha avuto occhi e orecchie per la reazione della comunità
internazionale, unita nel dire che no, Israele non poteva continuare a
bombardare Gaza. Tanto che mentre quei folli omicidi attaccavano un luogo di
preghiera, il consiglio dei diritti umani delle Nazioni Unite approvava una
risoluzione di condanna contro le operazioni militari dell'Idf sulla Striscia.
Rende
(Cs) 100 anni di 8 Marzo: Verso una democrazia paritaria alle 9 Aula Magna
Unical ( da "Liberazione"
del 07-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract:
incontro con
Michel Warschawski intellettuale israeliano e co-fondatore dell'Alternative
Information Center. Alle 21 Sala Est Ovest via de Ginori 12. Piangipane (Ra) Un
grande concerto funky jazz per commemorare l'80° anniversario della nascita di
Ernesto Che Guevara e per ricordare i 10 anni di assurda prigionia che stanno
patendo i 5 patrioti cubani incarcerati negli Usa .
<Le
condizioni di Gaza sono peggiori oggi che 40 anni fa>
( da "Liberazione"
del 07-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract:
Il ministero
degli Esteri israeliano ha respinto i contenuti del rapporto. Per Israele la
responsabilità per il deterioramento delle condizioni di Gaza ricade su Hamas.
Le organizzazioni che hanno redatto il rapporto, si legge nel comunicato del
governo israeliano, dovrebbero piuttosto rivolgere le loro critiche al
movimento islamico che controlla il territorio della Striscia,
Una
via di mezzo tra lo scandalo Iran-contra e lo sbarco alla Baia dei porci
( da "Liberazione"
del 07-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract:
aveva il
benestare del governo israeliano. Fallita - per evidenti errori di valutazione
- l'operazione, Dahlan sarebbe poi stato costretto a fuggire e a rifugiarsi all'estero.
Dopo la pubblicazione dell'articolo, comparso in edicola proprio il giorno
dell'arrivo di Condoleezza Rice in Medio Oriente, sono subito arrivate le
smentite.
Cristiani,
Medio Oriente e gli enigmi della Storia
( da "Stampa,
La" del 07-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract:
i palestinesi
e Israele. Tradizionalmente l'interesse per i cristiani d'Oriente ha avuto
qualche punta in chiave antifrancese. Ma è stato solo un passaggio. Tuttavia
anche in Italia oggi è divenuto impossibile disinteressarsi del mondo cristiano
d'Oriente, perché è divenuto impossibile disinteressarsi del Medio Oriente.
Tra
Islanda e Finlandia guerra gelida alla Buchmesse
( da "Stampa,
La" del 07-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract:
onore
Israele, nel sessantesimo anniversario della fondazione, che già altre nubi, e
per fortuna di origini meno ideologiche, sembrano addensarsi sul cielo di
Francoforte e della sua Grand Buchmesse. Per la scelta del paese ospite i
tedeschi avevano pensato alla verde Finlandia, terre di canti e di cetre, di
interminabili epopee orali e vichinghe.
Oggi
pellicole e concorso ( da "Stampa, La"
del 07-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract:
Due film in
concorso: "Un gesto sbagliato" (Israele) alle 14,30 e alle 16,30
"Con amici come questi" (Belgio). Alle
Il
suono electro-house di dj aron ( da "Secolo XIX, Il"
del 07-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract:
Israeliano di
Tel Aviv, trasferitosi in Europa a 24 anni, adottato dalla nightlife di Parigi
che lo ha lanciato nelle serate di Quenn Club, Red Light e Folies Pigalle, Aron
ha trovato la sua dimensione ideale in Italia. A portarcelo è stato il promoter
Giuliano Bavutti, ideatore con Giusy Consoli, di Le Folies De Pigalle,
L'attentato
alla Yeshivà, o scuola rabbinica di Kiriat Moshè, a Gerusalemme Ovest (la
( da "Stampa,
La" del 07-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract:
Israele. Il
lancio di missili sempre più potenti e precisi contro città israeliane dalla
striscia di Gaza, che Israele aveva evacuato per volontà di Sharon, capace
d'imporre con la forza militare l'esodo di migliaia di coloni, ed ora l'attacco
militare alla scuola rabbinica, esprimono una linea politica ben precisa:
impedire un negoziato capace di condurre alla nascita di uno Stato
Condanno
l'azione che ha causato vittime israeliane e tutti gli attacchi a obbiettivi
civili ( da "Stampa, La"
del 07-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract:
Reazioni La
condanna e il plauso Condanno l'azione che ha causato vittime israeliane e
tutti gli attacchi a obbiettivi civili Questo attacco eroico è una risposta
normale ai crimini di Israele e alle sue uccisioni di civili Abu Mazen Abu
Zouhri.
Ha
scatenato reazioni euforiche nei Territori l'attentato di Gerusalemme contro il
collegio Mer ( da "Stampa, La"
del 07-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract:
Un duro colpo
ad Israele", ha commentato la Jihad islamica. Una reazione più che
naturale agli spargimenti di sangue di civili a Gaza, diceva la gente in
strada. Da Ramallah, il presidente Abu Mazen ha invece condannato l'episodio
ricordando severamente che "gli attacchi contro i civili, israeliani o
palestinesi, vanno sempre respinti".
L'assassino
veniva da Gerusalemme Est "La porta era aperta"
( da "Stampa,
La" del 07-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract:
Un duro colpo
ad Israele", ha commentato la Jihad islamica. Una reazione più che
naturale agli spargimenti di sangue di civili a Gaza, diceva la gente in
strada. Da Ramallah, il presidente Abu Mazen ha invece condannato l'episodio ricordando
severamente che "gli attacchi contro i civili, israeliani o palestinesi,
vanno sempre respinti".
Effetto
sorpresa Il killer è entrato vestito da religioso, con il kalashnikov sotto gli
abiti, ha sparato 500 colpi ( da "Stampa, La"
del 07-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract:
MEDIO ORIENTE
ISRAELE SOTTO ATTACCO Effetto sorpresa Il killer è entrato vestito da
religioso, con il kalashnikov sotto gli abiti, ha sparato 500 colpi.
[FIRMA]FRANCESCA
PACI CORRISPONDENTE DA GERUSALEMME Anni rozà lirot! : voglio
( da "Stampa,
La" del 07-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract:
In un momento
svaniscono insieme la tutela artificiale del muro tra Israele e Cisgiordania
costruito nel 2003 per bloccare i kamikaze e il sogno di Annapolis. E ancora
guerra, la stessa che nell'ultima settimana, al confine con Gaza, ha ucciso 3
militari israeliani, uno ieri mattina, e 135 palestinesi, molti dei quali
civili.
Israele,
chiusi i valichi con la Cisgiordania
( da "Voce
d'Italia, La" del 07-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract:
Esteri Dopo
l'attento di ieri che ha ucciso 8 studenti Israele, chiusi i valichi con la
Cisgiordania L'Onu resta paralizzata Gerusalemme, 7 mar. - Il ministro della
Difesa israeliano Ehud Barak ha ordinato all'esercito la chiusura dei valichi
con la Cisgiordania. Lo riferiscono i media israeliani.
Razzi
"umanitari" contro lo Stato ebraico
( da "Opinione,
L'" del 07-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract:
niente di
meglio da fare nella vita che occuparsi esclusivamente del conflitto israelo-palestinese.
Il Sudan? Non esiste. Cuba? Ormai è un paradiso. Il Vietnam e la Cina? Non ne
parliamo. Magari l'Iran? E meglio della Giamaica. Ma Gaza...? Vuoi mettere?
Così Israele, oltre che dai razzi Qassam che i terroristi di Hamas sparano a
tutto spiano sulle città di confine dalla Striscia,
( da "Voce d'Italia, La" del 07-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Esteri Otto morti e
diversi feriti nella Citta' Santa Gerusalemme: attentato sanguinoso a una
scuola Nonostante l'attacco i colloqui di pace continueranno Milano, 6 mar. -
Una nuova sigla terroristica, Kataeb Ahrar al-Jalil (Brigata degli uomini
liberi della Galilea), ha rivendicato l'attentato che questa sera ha provocato
otto morti e diversi feriti nella più importante scuola rabbinica di
Gerusalemme Ovest. L'attentatore si è infiltrato all'interno del collegio e ha
aperto il fuoco, immediato l'intervento delle guardie che hanno reagito
uccidendolo. Il presidente palestinese Abu Mazen, tramite Saeb Erekat, suo
collaboratore, ha subito stigmatizzato il gesto ribadendo la sua condanna a
tutti gli attacchi che colpiscono i civili, siano essi palestinesi o israeliani.
Questa invece la reazione di Israele nelle parole del portavoce del ministero degli Esteri Arye
Mekel: "Questi terroristi stanno tentando di distruggere le opportunità di
pace ma noi per certo continueremo i colloqui di pace". Per Hamas si
tratta invece di un "attacco eroico, una risposta normale ai crimini
dell'occupante e alle sue uccisioni di civili. E se subito dopo la
strage centinaia di persone si sono radunate nei pressi del collegio gridando
"Morte agli arabi, morte agli arabi", nella Striscia di Gaza invece i
residenti sono scesi in strada a festeggiare il sanguinoso attacco. Per
Gerusalemme si tratta purtroppo di un brusco ritorno al passato dopo che nel
2007 non si erano registrati attentati. Stefano Vandelli.
( da "Voce d'Italia, La" del 07-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Esteri Otto morti e
diversi feriti nella Citta' Santa Gerusalemme: attentato sanguinoso a una
scuola Nonostante l'attacco i colloqui di pace continueranno Milano, 6 mar. -
Una nuova sigla terroristica, Kataeb Ahrar al-Jalil (Brigata degli uomini
liberi della Galilea), ha rivendicato l'attentato che questa sera ha provocato
otto morti e diversi feriti nella più importante scuola rabbinica di
Gerusalemme Ovest. L'attentatore si è infiltrato all'interno del collegio e ha
aperto il fuoco, immediato l'intervento delle guardie che hanno reagito
uccidendolo. Il presidente palestinese Abu Mazen, tramite Saeb Erekat, suo
collaboratore, ha subito stigmatizzato il gesto ribadendo la sua condanna a
tutti gli attacchi che colpiscono i civili, siano essi palestinesi o israeliani.
Questa invece la reazione di Israele nelle parole del portavoce del ministero degli Esteri Arye
Mekel: "Questi terroristi stanno tentando di distruggere le opportunità di
pace ma noi per certo continueremo i colloqui di pace". Per Hamas si
tratta invece di un "attacco eroico, una risposta normale ai crimini
dell'occupante e alle sue uccisioni di civili. E se subito dopo la
strage centinaia di persone si sono radunate nei pressi del collegio gridando
"Morte agli arabi, morte agli arabi", nella Striscia di Gaza invece i
residenti sono scesi in strada a festeggiare il sanguinoso attacco. Per
Gerusalemme si tratta purtroppo di un brusco ritorno al passato dopo che nel
2007 non si erano registrati attentati. Stefano Vandelli.
( da "Resto del Carlino, Il (Nazionale)" del
07-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Di ACHILLE SCALABRIN
UN ANNO FA, all'uscita di Pasque di sangue, accusò Ariel Toaff di aver avallato
lo stereotipo antisemita degli omicidi rituali ma senza produrre prove. Tra quanti condannarono l'ultima fatica del professore
italo-israeliano c'era anche lei, Anna Foa, ebrea, autorevole storica
dell'ebraismo, autrice di libri importanti tra cui Ebrei in Europa - Dalla
Peste nera all'emancipazione e Eretici - Storie di streghe, ebrei e convertiti.
Professoressa Foa, qual è il suo giudizio sulla riedizione? "Siamo
in presenza di modifiche sostanziali, non tanto nel testo, quanto in due
affermazioni che Toaff fa nella postfazione e in cui sgombera il campo da due
fondamentali equivoci a cui la prima edizione dava adito. Primo: l'omicidio
rituale è da considerarsi un mito e non un rito. Ora lo dice esplicitamente, ed
è una affermazione importante perché cambia molto la sua tesi di fondo.
Secondo, non meno importante: l'uso del sangue da parte degli ebrei non
implicava l'omicidio rituale...". Bensì? "Il sangue poteva essere
ottenuto in vari modi, tra cui i salassi, da persone vive e non tramite un
delitto o un rito sacrificale sanguinoso. Era usato soprattutto come medicinale.
Toaff spiega ora anche un altro punto che mi aveva lasciato molto perplessa,
vale a dire i certificati di kasherut che avrebbero accompagnato la vendita da
parte degli ebrei delle ampolle di sangue. Avrebbero stabilito non certo che
era sangue di bambino cristiano sacrificato nei rituali della Pasqua ebraica ?
come lasciava intendere nella prima edizione ? ma che era sangue tanto
essicato, che in alcuni casi il rabbinato ne permetteva l'uso". Un uso
molto diffuso nella comunità askenazita dell' epoca, nonostante la legge
ebraica lo proibisca... "Affermazione, quella di Toaff, che, se provata,
serve a stabilire la differenza tra norme e pratiche. Nient'altro. E non certo
un nesso con eventuali omidici rituali". Toaff, nel suo libro, parla
tuttavia anche del 'rituale delle maledizioni' che per il mondo askenazita
equivaleva in occasione della Pasqua a preghiere e invocazioni di vendetta su
Edom, il cristianesimo, dopo i massacri subiti. "Gli storici dell'ebraismo
non hanno mai sottovalutato la forte tensione anticristiana che in certi
momenti ha pervaso il mondo ebraico, in particolare dopo le crociate. Toaff si
appoggia qui alle tesi di Israel Yuval, che tuttavia ha sempre escluso atti
aggressivi che prendessero la forma di sacrifici rituali e che parla di credenze
e non di riti. Non ci sono prove, e anche Toaff qui lo dice chiaramente, di
rituali di aggressione contro i cristiani". Questi scenari, tuttavia,
possono aver indotto il mondo cattolico a elaborare l'"accusa del
sangue"? "Sicuramente possono, in determinati contesti, aver
facilitato il diffondersi dell'accusa, come hanno sostenuto Yuval e altri
storici ebrei, tra cui Cecil Roth. L'accusa veniva elaborata da parte di una
cultura in cui si presupponeva che gli ebrei, che durante le crociate avevano
ucciso i loro figli per sottrarli al battesimo forzato, fossero di conseguenza
ancor più propensi a uccidere i fanciulli cristiani. Ma si trattava delle
fantasie della società cristiana, delle illazioni dei giudici". Qualche
caso isolato di omicidio, sostiene Toaff, potrebbe aver suffragato l'impianto
mitologico. "Casi di omicidi, come avvengono in tutte le società, non si
possono escludere, ma uccisioni, non rituali religiosi. Su questo Toaff ha
pienamente ragione: il mondo ebraico non è migliore del mondo non ebraico.
Contiene delle persone sagge, degli stupidi, degli intelligenti, dei pazzi,
come tutti gli altri ambienti". Toaff si è rifatto a fonti inquisitoriali,
lei gliel'ha contestato. Perché? "Gli ho contestato semplicemente il modo
di usarle, quasi si trattasse della fotocopia della realtà. Non si può prendere
per buono tutto ciò che contengono - come lui ha fatto per il processo agli
ebrei di Trento, accusati dell'uccisione di Simonino -, purché ci sia dentro un
qualche riferimento a fatti reali, il Seder di Pasqua, nomi di persona, ecc.
Bisogna distinguere tra verosimile e inverosimile". In quelle deposizioni
ci sono elementi di verità o no? "I torturati mescolano sempre vero e
falso, innanzitutto perché devono dare risposte che in qualche modo soddisfino
i giudici, altrimenti vengono sottoposti a nuove torture. Ma da questo a dire
che i loro racconti sono veri, ce ne corre". Nel 2007 ci fu un linciaggio
morale e intellettuale nei confronti di Toaff. Professoressa Foa, un anno dopo,
lei cosa pensa di quella vicenda? "Da quel dibattito di un anno fa, siamo
usciti tutti sconfitti. Ho ancora l'amaro in bocca per quanto è accaduto. Fra
l'altro, l'utilizzazione delle tesi di Toaff da parte antisemita. Ma non credo
ci sia stato un linciaggio di Toaff: c'è stato un lancio mediatico molto
sbagliato, tutto centrato sugli 'ebrei autori di omicidi rituali', a cui hanno
anche contribuito molte delle dichiarazioni di Toaff. Su una questione lui
aveva ragione: lo storico che faccia una ricerca 'scomoda' deve andare avanti e
non curarsi di come le sue ricerche vengono usate. Ma a patto, aggiungo io, che
abbia fatto affermazioni provate, non una sorta di racconto di fantasia.
Attorno alla nuova edizione, che contiene correzioni sostanziali, c'è ora un
clima più sereno e ciò consente un confronto serio su 'come lavora uno storico'
e non certo sul problema se gli ebrei assassinassero o meno fanciulli
cristiani". - -->.
( da "Nazione, La (Nazionale)" del 07-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
GERUSALEMME, ALMENO
9 MORTI E MOLTI FERITI Attacco alla scuola dei rabbini, è strage Un terrorista
vestito da studente apre il fuoco. Hamas festeggia: "Azione eroica"
di LEONARDO STURIALE E' UNA NOTTE di sangue e di odio. Nel cuore di Gerusalemme
ieri sera è avvenuta una strage. Un attentatore palestinese, travestito da religioso
ebreo, è entrato nel più celebre collegio rabbinico della capitale, Merkaz
Ha-Rav, e ha sparato a raffica contro gli studenti raccolti in lettura nella
biblioteca dell'istituto. Otto di loro sono morti e altri quindici sono rimasti
feriti, alcuni in modo gravissimo. E' stato ucciso anche l'assalitore mentre
per ore se ne è cercato anche un secondo che tuttavia non avrebbe sparato. In
terra è stato trovato un giubbotto esplosivo. "Sangue ovunque. E' la scena
di un massacro", mormorano i soccorritori uscendo dal collegio. "I
muri sono schizzati di sangue, ci sono pozze di sangue sui pavimenti. I
cadaveri sono sparsi nelle stanze e tra i corridoi". Sangue chiama odio.
"Morte agli arabi, morte agli arabi", gridavano ieri sera decine di
persone che si erano radunate davanti alla scuola rabbinica da cui ancora
uscivano lettighe con i corpi delle vittime. A Gaza, invece, secondo testimoni
oculari, si faceva festa. Canti dalle moschee, e fuochi d'artificio oltre alle
raffiche di mitra sparate in aria da centinaia di miliziani. Tutto per
"celebrare" il più grave attentato compiuto da tempo al cuore dello
Stato ebraico, nella capitale, in un luogo simbolo come il collegio rabbinico
Merkaz ha-Rav. "Un attacco eroico", l'ha definito il portavoce di
Hamas, Abu Zouhri, parlando all'agenzia France Presse. "La risposta
naturale all'aggressione sionista. E non sarà l'ultima". Poco dopo,
quattro palestinesi restavano uccisi in un raid aereo
israeliano, lanciato sopra Khan Yunes, nel sud della Striscia dove, ieri
mattina, era caduto un soldato israeliano, il terzo in una settimana, in un
attentato in stile iracheno. La Jihad islamica ha rivendicato l'agguato,
compiuto con una bomba nascosta sotto la sabbia e fatta esplodere al passaggio
della pattuglia con la stella di David con un meccanismo a distanza.
Sono rimasti feriti gli altri tre soldati di pattuglia. Mentre due miliziani di
Hamas erano stati uccisi, in mattinata, durante uno scontro a fuoco. Gaza è
tuttora l'epicentro del conflitto. Dalla Striscia, con la supervizione di Hamas
e della Jihad, continuano i lanci di razzi Qassam contro la cittadina
israeliana di Sderot che vive questo incubo quotidiano da troppo tempo. Ieri un
razzo ha centrato una casa e ferito due persone, una è grave. La ricostruzione
più lucida e terribile della strage al collegio di Merkaz Ha-Rav è nella
testimonianza di Yitzhak Dadon, 40 anni. E' lui che ha aperto il fuoco sul
palestinese che in precedenza aveva massacrato i suoi compagni di studio.
"Gli spari ? racconta ? venivano dalla biblioteca, un edificio separato da
quello dove invece si studia e si prega. Sono salito sul tetto di questo
secondo edificio e mi sono messo in attesa con il fucile spianato". Nel
collegio rabbinico di Merkaz ha-Rav c'erano circa 300 studenti. Non pochi erano
armati. Ma nella biblioteca, la maggior parte degli allievi, ragazzi di circa
16 anni, erano disarmati. "Per lunghi minuti, forse cinque, forse dieci,
ho sentito spari continui. Era un fucile automatico, che crepitava senza
tregua. Ha falciato tutti quelli che si trovavano all'interno. Poi il
terrorista è apparso allo scoperto e ha sparato una raffica in aria".
Dadon si è gettato a terra, per non essere colpito. "Ho visto che
impugnava un kalashnikov". Poi il palestinese torna allo scoperto e questa
volta Dadon gli spara "due colpi precisi, alla testa". REAZIONI di
unanime condanna da tutto il mondo. Il presidente palestinese Abu Mazen ha
stigmatizzato "tutti gli attacchi che colpiscono civili". Bush ha
chiamato il premier Olmert garantendo che "gli Usa sono al fianco di Israele". Profonda preoccupazione è stata espressa dal
segretario Onu Ban Ki-moon, mentre è stato immediatamente convocato il
Consiglio di Sicurezza. Condanna, fra gli altri Paesi, da Spagna, Francia e
Italia. Il nostro ministro degli Esteri Massimo D'Alema auspica che
"questo efferato atto di violenza, dopo i tragici eventi di Gaza, non
cancelli definitivamente ogni volontà di ripresa del dialogo interrotto tra
l'Anp e il governo israeliano". - -->.
( da "Repubblica, La" del 07-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
LA COSCIENZA
DELL'ODIO LUCIO CARACCIOLO In Medio Oriente i pessimisti hanno quasi sempre
ragione. L'orrendo attentato di ieri sera a Gerusalemme conferma lo scetticismo
di quanti hanno sempre pensato che il "processo di Annapolis" fosse
fumo. L'ennesimo esercizio diplomatico-mediatico totalmente estraneo alla
realtà del terreno. E la realtà è che Israele si appresta a celebrare il
sessantesimo anniversario della fondazione sotto il fuoco degli attentati nel
cuore della sua capitale, dei razzi lanciati da Gaza verso Ashkelon e dintorni,
delle incursioni terrestri contro la Striscia appena abbandonata e subito
conquistata da Hamas. Se non è guerra aperta, poco ci manca. SEGUE A
PAGINA 41.
( da "Repubblica, La" del 07-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Orrore
a Gerusalemme, decine di feriti nella yeshivah. La folla urla: "Morte agli
arabi". E a Gaza si festeggia Israele, la strage
degli studenti Assalto alla scuola rabbinica, 8 morti. Ucciso l'attentatore
SEGUE A PAGINA 2.
( da "Repubblica, La" del 07-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
La Rice: "Atto
di terrore e perversione". L'attentato subito dopo la fine della sua
missione per rilanciare il processo di pace Condanna di Usa e Ue. D'Alema: non
si fermi il dialogo NEW YORK - Le speranze di pace rilanciate con fatica dalla
Conferenza di Annapolis per un nuovo dialogo di pace
israelo-palestinese, già danneggiate dai lanci di razzi palestinesi e dalle
incursioni israeliane a Gaza delle ultime settimane, sembrano essersi infrante
tragicamente ieri sera con l'attentato di Gerusalemme. L'attacco è avvenuto
poco dopo la missione con cui il segretario di Stato Usa Condoleezza Rice aveva
tentato di riavviare il dialogo di pace: il suo viaggio in Medio Oriente
non ha sortito alcun risultato e l'attentato pone un'ombra lunga su qualsiasi
tipo di iniziativa da qui ai prossimi mesi. In una nota, il dipartimento di
Stato ha condannato la strage, così come hanno fatto i ministeri degli Esteri
francese e italiano. DA Bruxelles, dove si trovava per una riunione Nato, la
Rice ha parlato di un "atto di terrore e perversione". Da New York il
segretario generale dell'Onu Ban Ki Moon si è detto "profondamente
preoccupato" perchè l'attentato rischia di "minare il processo
politico che si deve percorrere per raggiungere una pace sicura e
duratura". L'attacco rinforza i "falchi" israeliani e
indebolisce il presidente palestinese Abu Mazen, unico possibile interlocutore
di Israele e della comunità internazionale, che già
nei giorni scorsi era stato costretto a interrompere i timidi negoziati in
corso e oggi appare indebolito e sempre più isolato. A questo punto, il sogno
di Bush di concludere gli anni alla Casa Bianca con un successo in Medio
Oriente sembra destinato a rimanere tale. L'attacco è un colpo duro anche per
l'Europa: "L'Italia si augura che questo efferato atto di violenza non
cancelli definitivamente ogni volontà di ripresa del dialogo interrotto",
ha dichiarato ieri sera il ministro degli Esteri Massimo D'Alema.
( da "Repubblica, La" del 07-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abu Mazen condanna.
Hamas: "Atto eroico" Nella Striscia di Gaza integralisti in festa
"è la vendetta di Dio" GAZA - La notizia del sanguinoso attacco
compiuto ieri sera nel più importante collegio rabbinico di Gerusalemme ovest,
è stata accolta con i fuochi d'artificio nella Striscia di Gaza. Migliaia di
persone sono scese in piazza sparando in aria raffiche di mitra in segno di
festeggiamento. Gli altoparlanti delle moschee hanno intonato canti. Da uno dei
minareti della città una voce ha annunciato: "Questa è la vendetta di
Dio". Un portavoce di Hamas, pur senza rivendicare l'attacco, ha detto che
"questa è la risposta naturale contro l'aggressione sionista compiuta sul
popolo palestinese, e non sarà l'ultima". Mentre altri portavoce del gruppo
integralista islamico definivano la strage al collegio rabbinico "un atto
eroico", è arrivata l'immediata la condanna del presidente palestinese Abu
Mazen. "Il presidente condanna gli attacchi diretti contro civili, siano
essi israeliani o palestinesi", ha dichiarato il consigliere del
presidente Saeb Erekat in una dichiarazione da Ramallah. Stando alla tv degli
Hezbollah libanesi gli autori dell'attacco sono i membri di una cellula finora
sconosciuta "Falange degli uomini liberi di Galilea - Gruppi Imad
Mughniyeh e dei martiti di Gaza". Il riferimento evidente per la tv delle
milizie sciite "Al Manar" è al capo militare di Hezbollah ucciso
misteriosamente a Damasco il 12 febbraio scorso e alle vittime dell'offensiva
israeliana dei giorni scorsi a Gaza. Nella Striscia, dove il degrado della
situazione umanitaria è stato ieri denunciato dalle
principali Ong britanniche e dal parroco della piccola comunità cristiana, sono
proseguite anche ieri le operazioni militari. Un soldato israeliano è stato
ucciso da un'esplosione al passaggio della sua jeep e altri tre militari sono
rimasti feriti, in un raid aereo sono stati uccisi quattro miliziani della
Jihad islamica nelle vicinanze di Khan Younis.
( da "Repubblica, La" del 07-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Commenti LA
COSCIENZA DELL'ODIO (SEGUE DALLA PRIMA PAGINA) Il Muro non basta a fermare il
terrorismo palestinese. Non vi sono misure di sicurezza che possano garantire
l'impenetrabilità di Israele. Né d'altra parte si può immaginare
che Gerusalemme accetti di convivere con l'Hamastan alle sue porte. I leader
israeliani sono alle prese con l'incompatibilità dei loro due obiettivi
strategici: consolidare Israele come Stato degli ebrei
e mantenere il controllo dei Territori palestinesi. Il primo precetto nasce dal
vincolo demografico: nel giro di pochi anni la somma dei palestinesi abitanti a
Gaza e in Cisgiordania, più gli arabi israeliani, sarà nettamente superiore al
totale degli ebrei. Se manterrà la presa su Giudea e Samaria, Israele rischierà di scivolare verso lo
Stato binazionale. Un'improbabile macedonia arabo-ebraica che annienterebbe
l'opera di generazioni di sionisti. Il Grande Israele è la morte di Israele. Lo sanno bene anche gli ultranazionalisti, per i quali occorre
costringere i palestinesi ad arrendersi all'idea che il loro Stato si farà,
semmai, oltre il Giordano. Ipotesi piuttosto avventurosa, quanto meno perché
prevede un biblico trasferimento di popolazioni, oltre al crollo del regime di
Amman. La seconda necessità deriva dalla coscienza dell'odio accumulato nei
palestinesi, non importa di quale colore politico o religioso, dopo le
umiliazioni e le vessazioni subìte dal
( da "Repubblica, La" del 07-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Pagina XIV - Palermo
UN CONVEGNO SULLA STORIA DEL MEDITERRANEO: PARLA IL PROFESSORE LUPO UN RILANCIO
VERSO IL MARE TANO GULLO Prosegue oggi al San Paolo Palace hotel di via Messina
Marine il convegno "Mediterraneo: il mare in mezzo al mondo"
organizzato dalla casa editrice Palumbo e dalla rivista "Mundus". Tra
i relatori Salvatore Lupo, docente di Storia contemporanea alla facoltà di
Lettere. Lo abbiamo intervistato. Lo storico Francesco Renda sostiene che dopo
cinque secoli di dominio politico e commerciale dell'oceano Atlantico, la
centralità piò essere riconquistata dal Mediterraneo, grazie al crollo del muro
di Berlino che ne ha sgretolato la funzione di frontiera. è d'accordo?
"Rispetto molto le teorie di Renda, ma io preferisco osservare la
questione da un altro punto di vista". Quale? "Il Mediterraneo come
concezione unitaria di uno spazio geografico è solamente un'illusione. Su
questo mare, che è stato sempre un'area di grandi comunicazioni, si affacciano
realtà completamente diverse. Un coacervo di sistemi politici, economie,
culture, religioni, che danno vita a una realtà variegata, anzi a decine di
realtà assai distanti una dall'altra. Senza contare i condizionamenti operati
dal colonialismo nell'Ottocento e nel Novecento. Non basta il sole e il clima
mite, comuni a tutti questi paesi, per parlare di una koinè mediterranea".
C'è un qualcosa che fa da collante a questa miscellanea? "Sì, i grandi
assi di comunicazione. Le vie del mare, quelle che nei secoli hanno sempre dato
vita a un intenso fermento commerciale. I grandi porti hanno favorito questo
flusso: da Genova, Marsiglia, Trieste, Istanbul, Alessandria D'Egitto, i
prodotti del Sud hanno potuto raggiungere tutti gli angoli del globo. Ecco
perché mi piace parlare di porti continentali". Tra questi grandi porti
non ha citato nessuno di quelli siciliani. Perché? "Sui porti delle Isole
va fatto un ragionamento a parte. Intanto le due più grandi isole del
Mediterraneo si collocano su piani completamente diversi. La Sardegna è stata
sempre tagliata fuori. è infatti un'Isola senza alcuna tradizione marinara, che
vive di terra. Diverso il discorso della Sicilia. Ha tre metropoli che sono tre
grandi porti ed è allacciata alle più navigate autostrade del mare. Per cui non
sono d'accordo con l'idea di Giovanni Gentile che la nostra terra sia stata
sequestrata dalla sua stessa insularità. La Sicilia è stata sempre crocevia di
commerci e movimenti di popoli". Quali i più significativi? "Diciamo
che l'Isola ha partecipato attivamente alla grande rivoluzione commerciale
dell'Ottocento, esportando prodotti utilizzati dalle industrie al tempo più
innovative. Prima esportavamo grano e seta. Poi nell'Ottocento anche prodotti
per la nascente industria moderna. Diciamo che seppure come una ruota periferica
abbiamo contribuito a fare girare la macchina dello sviluppo. Penso allo zolfo
per gli impianti chimici dell'Europa agli oli per i saponifici di Marsiglia e
di altrove, ai vini da taglio che davano vigore ai vini francesi. Questa
apertura verso i mercati stranieri ha spianato la strada all'ultima
esportazione significativa a cavallo tra Ottocento e Novecento: quella della
forza lavoro. Centinaia di migliaia di lavoratori hanno preso treni e navi
utilizzando le rotte che avevano spalancato i commerci". Ma questa è stata
una grande perdita per la Sicilia? "Punti di vista. Intanto questo flusso
spontaneo ha riequilibrato il mercato della forza lavoro, contribuendo a una
naturale ridistribuzione in base alle necessità della produzione. Poi, non
dimentichiamo che milioni di persone che erano alla fame hanno potuto accedere
a un livello di consumi e di vita accettabile". Tutta questa epopea di
scambi commerciali e di flussi di uomini, sembra però tramontato. Gli altri
Paesi galoppano e la Sicilia continua ad arrancare. I porti sono grandi solo
nella storia che incarnano e non nel presente, lo zolfo è sparito dagli scenari
industriali, gli agrumi sbattono contro la concorrenza di
Spagna e perfino di Israele,
l'emigrante trova ovunque mercati intasati di braccia. E allora? "Il
piagnisteo sulla felicità perduta o mai avuta non serve a niente e a nessuno.
Bisogna partire da quello che siamo stati, e continuiamo a essere, per
rimodulare il nostro presente. La nostra storia non è quella che ci
racconta l'eterna lagna della terra dominata e saccheggiata. Ma è una storia
dinamica, fatta di contaminazioni culturali, incontri di popoli, propensione ai
commerci. Del nostro passato dobbiamo recuperare il retaggio vero e non quello
falso, alimentato da miti fasulli. E l'identità la possiamo individuare in
tantissimi manufatti e vicende trascorse. Anche per innestare su di essi
attività volte al futuro. Faccio un esempio. Dopo la fine dell'industria
zolfifera, a Catania sono rimaste le ciminiere. Restaurarle ha significato dare
un senso alla dimensione urbana". Quante probabilità ha la Sicilia per
ritornare ancora protagonista sullo scenario Mediterraneo? "Sicuramente
tantissime. Ma per farlo deve ritrovare l'identità di luogo d'incontro e di
contaminazioni e dimenticare ogni idea di contrapposizione con il Nord Europa.
E poi deve tenere ben presente che la sua storia non è solo quella del feudo,
della campagna, delle grandi lotte contadine, ma è anche, e soprattutto, quella
di una terra con tre grandi città porto, aperte verso il mondo".
( da "Repubblica, La" del 07-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Il parroco della
Striscia: "Hanno deciso di ucciderci lentamente" La denuncia delle
Ong inglesi "Gaza al collasso, mai così dal '67" Il sacerdote:
"Ospedali pieni di morti e senza medicine, i bimbi prime vittime"
GAZA - La situazione umanitaria nella striscia di Gaza è la peggiore
dall'inizio dell'occupazione israeliana nel
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
07-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Esteri Pagina 113
Merkaz ha-Rav. L'istituto dove è stato compiuto il sanguinoso assalto Luogo
simbolo del movimento dei coloni ebrei Merkaz ha-Rav.. L'istituto dove è stato
compiuto il sanguinoso assalto --> GERUSALEMME "Merkaz ha-Rav",
l'istituto religioso dove è stata compiuta una strage di seminaristi, è
considerato il collegio rabbinico principale di Gerusalemme, sicuramente fra
quelli che si ispirano al sionismo religioso. Il collegio è stato fondato nel
1924 dal rabbino carismatico Avraham Ytzhak ha-Cohen Kook, che aveva intrapreso
una linea di rottura rispetto all'ebraismo ultraortodosso e di sostegno alla
iniziativa del sionismo di fondare uno stato ebraico indipendente in Palestina, non necessariamente basato
sulla legge biblica. Fucina costante di studiosi di ebraismo, il collegio
Merkaz ha-Rav balzò all'attenzione pubblica nel 1967 quando, poco prima del
conflitto della Guerra dei sei giorni (1967), i suoi rabbini ebbero un
presentimento della futura riunificazione della città e della possibilità per
gli ebrei di tornare a pregare al Muro del Pianto. La smagliante
vittoria militare e la occupazione militare israeliana furono interpretate da
quei rabbini come un segno divino.
( da "Unita, L'" del 07-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
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l'edizione del Un weekend che vale un anno Grandi appuntamenti all'Auditorium:
da PJ Harvey agli Eels, da Bollani a Rea di Federico Fiume UN WEEKEND
intensissimo quello che propone l'Auditorium, con una straordinaria
concentrazione di eventi di grande rilievo. Domani in sala Sinopoli la band
americana degli Eels, o meglio il suo leader e centro motore Mark Oliver
Everett, in arte Mr. E, che si presenta accompagnato unicamente da un
chitarrista, per un concerto dalle atmosfere intime. La particolarità del
concerto sta anche nella formula scelta dall'artista, che suonerà "a
richiesta" (come recita l'artwork ufficiale del tour) per i propri fans,
brani classici della band alternati ai suoi pungenti e divertenti "spoken
word". "È una sofferenza ascoltare una vecchia canzone - confessa -
senti tutte le cose che vorresti cambiare. La bellezza di una performance dal
vivo, invece, sta nel fatto che quelle cose le puoi cambiare davvero e
riadattarle al presente". Gli Eels hanno alle spalle otto album uno
diverso dall'altro, a testimoniare la vitalità della vena creativa di E,
artista capace di sorprendere con scelte spiazzanti ma sempre di alto livello
musicale. Contemporaneamente al Teatro Studio torna la rassegna Meet in Town,
che stasera propone il live del guru dell'elettronica
europea Fennesz e quello del duo italo israeliano Ziv Jacob/Jean Marc Caimi,
mentre domani tocca ai Telefon Tel Aviv, nome di punta della scena elettronica
statunitense e alle svedesi Midaircondo, ensemble che unisce performance di
grande impatto visivo ad una formula musicale in equilibrio tra suoni acustici
ed elettronici. Sempre sabato, ma in sala Petrassi c'è la prima delle
due serate che vedono protagonista Stefano Bollani con il progetto
"Bollani Carioca" nel quale il pianista affronta il repertorio meno
conosciuto della musica brasiliana, includendo anche brani della nuova
generazione di autori. Domenica arriva, per la sua unica data italiana, PJ
Harvey, che suonerà in sala Santa Cecilia accompagnandosi da sola al pianoforte.
Un'esibizione che promette atmosfere di grande intensità. Accanto alle
composizioni del nuovo album "White Chalk", scritto interamente al
piano, potremo ascoltare le più belle canzoni dell'artista inglese in una
versione tutta da scoprire. Ancora domenica in sala Petrassi, si inaugura un
nuovo appuntamento curato da Ernesto Assante e Gino Castaldo, "La storia
del jazz". Si tratta di una serie di lezioni-concerto che vedranno alcuni
dei più grandi protagonisti della scena jazz italiana proporre con i loro
strumenti alcuni dei momenti più appassionanti della storia del jazz. Ad
inaugurare la serie Danilo Rea e Stefano Di Battista, con una serata dedicata
interamente alla storia e alle vicende legate a due strumenti fondamentali per
la musica afroamericana: il sassofono e il pianoforte.
( da "Unita, L'" del 07-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
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l'edizione del Kolitz e Defonseca diari più veri del vero Maria Serena Palieri
spalieri@unita.it Derubricata da "autobiografia" a
"romanzo", uscirà in ritardo, ma uscirà, la nuova edizione italiana
di Sopravvivere con i lupi di Misha Defonseca, rea confessa d'un falso: avere
spacciato per autobiografica, appunto, la vicenda della bambina ebrea che a
otto anni, nel 1941, si mette in cerca dei genitori deportati nei lager e,
nelle foreste polacche, viene adottata da un branco di lupi. Defonseca,
all'anagrafe Monique de Wael, secondo la ricostruzione del belga Le Soir, è
nata nel '37 e non nel '33, è figlia di belgi cattolici arrestati dalle Ss
perché partigiani e non, appunto, perché ebrei, e nel '41 frequentava un asilo.
Ponte alle Grazie spiega che l'uscita verrà posposta a fine marzo per
confezionare il libro "spiegando con trasparenza ai lettori tutto e
replicando che, tuttavia, a nostro parere il testo mantiene valore". E,
dunque, è detto: la Shoah appartiene all'immaginario collettivo e romanzarci
sopra è lecito. Preferibilmente evitando di spacciarsi per vittime
sopravvissute. Ma, se lo si fa, e la verità viene alla luce, c'è una via
d'uscita: dichiararsi, come Defonseca, da sempre identificata con la causa
ebraica. Giustificazione in sintonia con l'universale senso di colpa che come
occidentali, verso la Shoah, ci portiamo dentro. Ora, Bollati Boringhieri ha
mandato in libreria per la prima volta tradotti in italiano i racconti di Zvi
Kolitz La tigre sotto la pelle. Kolitz, nato nel 1913, sopravvissuto al pogrom
che sterminò i "litvak" (gli ebrei lituani) come lui, approdato con la famiglia in Palestina prima della guerra, poi su mandato dell'Irgun, il movimento
terrorista di destra, a Buenos Aires e infine sceneggiatore negli Usa, è autore
dell'apocrifo straordinario - qui contenuto - Yoss Rakover si rivolge a Dio,
finto testamento di una vittima del ghetto di Varsavia, in Italia già edito da
Adelphi nel '97. All'epoca sull'Indice lo recensì Cesare Cases. Con
favore. Ma dopo aver ricostruito le tappe per cui siamo arrivati, notava, al
fatto che "non ci ricordiamo più di vivere in una cybersfera in cui è
impossibile distinguere reale e immaginario". E lì si ricordava come lui,
da seguace di Adorno, avesse rimproverato Primo Levi (!) per la collaborazione
con Pontecorvo al film di fiction sui lager Kapò. Ma già, notava, siamo
nell'"industria culturale". Sì, è proprio qui che siamo. La Fabbrica
dei Libri.
( da "Unita, L'" del 07-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
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consultando l'edizione del Nel rapporto si chiede l'apertura di trattative tra Israele e Hamas e la
fine delle punizioni collettive.
( da "Unita, L'" del 07-03-2008)
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l'edizione del Gerusalemme attacco alla scuola rabbinica: 9 morti Ucciso anche
l'attentatore palestinese La rabbia della folla: "Morte agli arabi"
di Umberto De Giovannangeli IL TERRORE torna a scuotere Gerusalemme. Una strage
di innocenti devasta la Città Santa. Il sangue scorre nel più importante
collegio rabbinico nella zona ebraica. Una carneficina: nove morti, otto
seminaristi e l'attentatore. È tarda sera quando un terrorista. armato e
travestito da zelota, fa irruzione nella yeshiva (il collegio rabbinico) e apre
il fuoco all'impazzata sugli studenti. La sparatoria dura almeno dieci minuti.
"Abbiamo contato 8 morti e 25 feriti", dichiara un funzionario di
Magen David Adom, l'equivalente della croce rossa israeliana. Secondo quanto
riferito dal portavoce della polizia di Gerusalemme Shmuel Ben Ruby, "il
terrorista è entrato nel seminario aprendo il fuoco in tutte le direzioni
contro gli studenti presenti. Il terrorista è morto nella sparatoria".
Indosso aveva una cartucciera e non una cintura esplosiva, precisa il
portavoce. La zona intorno al collegio Yechivah Merkaz ha-Rav è subito
circondata da ingenti forze di polizia alla ricerca di un terzo attentatore
riuscito a fuggire. "Quella che si vede all'interno del collegio rabbinico
è la scena di un vero e proprio massacro", racconta un testimone oculare.
"I muri sono ovunque schizzati di sangue - dice - chiazze sono anche sui
pavimenti, e i cadaveri sono sparsi nelle stanze e fra i corridoi". Negli
occhi ha ancora l'orrore dei lunghi minuti di tragedia appena vissuti. Yitzhak
Dadon, 40 anni, è colui il quale ha aperto il fuoco sul palestinese che in
precedenza aveva massacrato i suoi compagni di studio. "L'eco degli spari
- dice - giungeva dalla biblioteca, un edificio separato da quello dove invece
si studia e si prega. Sono salito sul tetto di questo secondo edificio e mi
sono messo in attesa con il fucile spianato". Nel collegio rabbinico di
Merkaz ha-Rav c'erano ieri circa 300 studenti, in parte abitanti a Gerusalemme
e in parte provenienti dalle colonie della Cisgiordania. Fra questi, per motivi
di sicurezza, non pochi erano armati. Ma nella biblioteca, la maggior parte
degli allievi (in prevalenza ragazzi di circa 16 anni) erano disarmati.
"Per lunghi minuti, forse cinque, forse anche dieci, ho sentito spari
continui. Era un fucile automatico, che crepitava senza tregua. Ha falciato
tutti quelli che si trovavano all'interno. Poi il terrorista è apparso allo
scoperto e ha sparato una raffica in aria". Dadon è stato costretto a gettarsi
a terra, per non essere colpito a sua volta. "Ho appena fatto a tempo a
notare che impugnava un kalashnikov" aggiunge. Passano pochi istanti e il
palestinese torna a comparire. Questa volta Dadon lo centra: "Due colpi
precisi, alla testa", precisa. La notizia della strage si diffonde in
breve tempo. Le sirene delle ambulanze squarciano il silenzio della notte.
Gerusalemme è sotto shock. Una folla composta da centinaia inscena una protesta
davanti al collegio rabbinico colpito dall'attentato. "Morte agli arabi,
morte agli arabi" urlano i dimostranti, molti dei quali sono religiosi
ebrei. La polizia fa fatica a tenere a bada la folla. Al dolore di Gerusalemme
fa da contrasto, agghiacciante, la gioia di Gaza. La notizia del sanguinoso
attentato compiuto nel collegio rabbinico di Gerusalemme ovest, viene accolta
con i fuochi d'artificio nella Striscia di Gaza: migliaia di persone sono scese
in piazza sparando in aria raffiche di mitra in segno di festeggiamento. Gli
altoparlanti delle moschee intonano canti. Da un minareto una voce annuncia:
"Questa è la vendetta di Dio". Un portavoce di Hamas, pur senza
rivendicare l'attacco, afferma che "questa è la risposta naturale contro
l'aggressione sionista compiuta sul popolo palestinese, e non sarà l'ultima".
Da Ramallah, arriva la condanna dell'Autorità nazionale palestinese Mahmoud
Abbas (Abu Mazen): "Il presidente condanna l'attentato di Gerusalemme
costato la vita a molti israeliani e ha ribadito la sua condanna a tutti gli
attacchi che colpiscono i civili, che siano palestinesi o israeliani",
afferma Saeb Erekat, consigliere politico del rais palestinese. "I
terroristi hanno attaccato una scuola e persone innocenti", sottolinea un portavoce del ministero degli Esteri israeliano,
Ariel Mekel. "La loro volontà era quella di uccidere il processo di
pace". Israele,
aggiunge Mekel, "continuerà a combattere il terrorismo". La polizia
israeliana ha elevato lo stato di allerta in tutto il territorio, alle uscite
di Gerusalemme la polizia ha istituito posti di blocco. Da Beirut, la
rete televisiva di Hezbollah rivela che un gruppo finora sconosciuto, Kataeb
Ahrar al-Jalil (Brigata degli uomini liberi della Galilea) - Gruppo del martire
Imad Mugnieh e i martiri di Gaza, ha rivendicato la strage di Gerusalemme. Onu,
Stati Uniti e Ue hanno condannato la strage, è stato convocato d'urgenza il
Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. Il presidente americano Bush ha
parlato al telefono con il premier israeliano Olmert, riaffermando che gli
Stati Uniti "sono al fianco di Israele".
( da "Unita, L'" del 07-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
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l'edizione del "Gaza, palestinesi mai così poveri negli ultimi
quarant'anni" Le maggiori ong britanniche consegnano al premier Brown un
dossier sul disastro umanitario. Israele ribatte:
ringrazino Hamas di Umberto De Giovannangeli "LA SITUAZIONE di un milione
e mezzo di palestinesi della Striscia di Gaza è la peggiore dall'inizio
dell'occupazione israeliana del 1967". È il drammatico gri- do d'allarme
che emerge dal rapporto di otto organizzazione non governative (Ong)
britanniche, tra le quali Amnesty International, Save The Children, Oxfam, Care
International e Christian Aid. Il quadro che emerge dal dettagliato rapporto dà
conto di una tragedia in atto, che prende corpo già dal titolo del rapporto:
"La Striscia di Gaza: un'implosione umanitaria". Le Ong tracciano un
quadro drammatico della situazione nella Striscia, affermano che 1 milione e
100mila palestinesi (l'80% della popolazione) dipende dagli aiuti umanitari,
che il 56% vive sotto la soglia di povertà (2 dollari al giorno), che la
disoccupazione è al 40% e che dei 110mila dipendenti in passato impiegati nel
settore privato ben 75mila sono ora senza lavoro e il 90% degli stabilimenti
produttivi è fermo, da mesi non si può né importare né esportare. L'insicurezza
alimentare, denuncia un recente rapporto di due importanti agenzie Onu, il Pam e
la Fao, nei Territori è cresciuta del 14% rispetto all'anno scorso. Ciò
significa che circa 2milioni di palestinesi di Gaza e Cisgiordania, pari al 51%
della popolazione, non possono soddisfare i propri bisogni alimentari senza una
qualche forma di assistenza. All'emergenza alimentare si aggiunge quella
sanitaria. Le attrezzature necessarie alla sopravvivenza dei pazienti degli
ospedali - rileva il rapporto consegnato al premier britannico Gordon Brown -
non possono più funzionare per l'impossibilità di importare i pezzi ricambio e
ogni giorno, per il crollo di infrastrutture essenziali, circa 50milioni di
tonnellate di acque di scolo sono riversate nel Mediterraneo. "A meno che
non sia posto fine al blocco adesso - afferma Geoffrey Dennis di Care International
Uk - sarà impossibile di evitare che Gaza scivoli nella catastrofe, e tutte le
speranze di pace nella regione saranno distrutte". A conferma della
drammaticità della situazione è la testimonianza di padre Manawel Musallam,
parroco della piccola comunità di palestinesi cattolici di Gaza, "Hanno
deciso di ucciderci e lo stanno facendo lentamente, in modo indiretto, senza
armi, ma togliendoci il cibo, le cure mediche - racconta padre Musallam -. Se
le potenze internazionali non riescono a fermare le violenze di Israele su Gaza, chiediamo che almeno ci garantiscano una
sepoltura da esseri umani". Chi scrive ha avuto modo di conoscere di
persone padre Musallam, un prete amato da tutti a Gaza, soprattutto dai più
poveri e indifesi, gli anziani, i bambini, le donne. Anche per questo la sua
testimonianza è angosciante, perché padre Musallam non è un uomo portato
all'esagerazione: "Non abbiamo cibo - dice il sacerdote - mancano dottori
e medicinali, gli ospedali sono pieni di morti e le persone vengono curate per strada
in condizioni disumane. Numerosissimi sono i mutilati, i bambini sono un terzo
delle vittime degli ultimi attacchi israeliani (27-4 marzo); incalcolabili
anche i traumi psicologici sui giovani: ci sono piccoli alunni a scuola che non
riescono neppure più a studiare". A conclusione del loro rapporto, le Ong
britanniche chiedono che si aprano negoziati con Hamas, che
ha preso con la forza il controllo della Striscia nel giugno 2007 ed è
considerato "organizzazione terroristica" da Israele, Stati Uniti e dall'Ue. "La
politica internazionale di isolamento di Hamas non ha avuto alcun esito
positivo", affermano le organizzazioni umanitarie che definiscono il
blocco imposto da Israele
una politica "inaccettabile e illegale". In qualità di potenza
occupante - sostengono le Ong - Israele ha il dovere
di garantire agli abitanti di Gaza la disponibilità di generi alimentari, acqua
potabile, elettricità e assistenza medica. "La decisione di punire
l'intera popolazione di Gaza negando questi diritti di base è assolutamente
indifendibile", sostiene la direttrice della sezione britannica di Amnesty
International, Kate Allen. La risposta israeliana non si fa attendere.
"Sfortunatamente - afferma in una nota il ministero degli Esteri
israeliano - non è la prima volta che queste organizzazioni non tengono conto
della realtà e della sequenza di eventi che ha portato al deterioramento della
situazione nelle regioni sud di Israele così come
nella Striscia di Gaza". "Se solo i palestinesi - prosegue il
ministero - cessassero i loro insensati e indiscriminati tiri di razzi e
missili contro centinaia di migliaia di civili israeliani tutta la regione
tornerebbe a una normalità tale da permettere a israeliani e palestinesi di
godere la loro vita quotidiana". La conclusione della nota è perentoria:
"Come il governo israeliano ha più volte detto, queste organizzazioni
dovrebbero rivolgere le loro critiche all'organizzazione terroristica Hamas che
controlla la Striscia e non allo Stato di Israele".
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
07-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
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2 Così ci condiziona il nostro pianeta Verso la Pasqua stregati dalla Luna Così
ci condiziona il nostro pianeta di Giampaolo Mele --> di Giampaolo Mele Luna
e Pasqua. Lo sapevate che la data della domenica di resurrezione - e quindi la
stessa Quaresima - sono condizionate dal calendario lunare? L'enigmatico
pianetino, che ci gira intorno, incombe pertanto anche su pianificazione di
ferie, e assurdi riti consumistici, con uova e colombe. Quest'anno la Pasqua
cade precoce: il 23 marzo, due giorni dopo l'inizio ufficiale della primavera.
Dopo varie dispute - tra Oriente e Occidente - si è affermato l'uso attuale.
Sembra complicato, ma invece è semplicissimo, basta solo pensarci un attimo: la
Pasqua si celebra la prima domenica dopo il plenilunio successivo all'equinozio
di primavera. Bisogna quindi attendere quel misterioso 21 marzo, quando in
tutta la Terra, la durata del giorno è uguale a quella della notte. Si è tanto
disquisito sul tema, e nelle università medioevali questi ragionamenti
coinvolgevano la musica (come studio delle "armonie" dei pianeti),
matematica e astronomia. Precisi computi lunari scandiscono le liturgie anche
di questo anno bisestile. In preparazione al potente messaggio di salvazione
della Pasqua, il pensiero corre in questi giorni verso la pace. In un caos non
calmo, tutti la auspichiamo, mentre da Gaza pazzescamente
si sparano missili, e Israele reagisce con ferocia. Un finto inverno volge al termine; e
guardando il calendario ci piace pensare alle imminenti domeniche primaverili,
segnate dal tempo pasquale. Con risvolti talvolta insospettabili. Ad esempio,
la domenica dopo Pasqua è detta anche Quasimodo, dal canto Quasi modo;
nome attribuito a tanti trovatelli, abbandonati presso i conventi in quella
data. In questi giorni, le confraternite si preparano al culto e ai canti della
Settimana Santa, da Cagliari a Santu Lussurgiu, da Bosa a Castelsardo, e in
tanti altri centri del Mediterraneo e dell'Europa (a Siviglia la imponente
Semana Santa coinvolge circa trentamila confratelli). Fra tradizioni plurisecolari
e l'attualità, siamo se non stregati, di certo condizionati anche dalla luna.
La sua posizione ha già segnato la data del Carnevale, e influirà su altre
feste "mobili", come quella di Pentecoste (cinquanta giorni dopo la
Pasqua). Esistono lune e lune. Quella di Leopardi e quella in fa diesis minore
di Beethoven. Luna, sempre molta luna. Persino nei salassi. Negli antichi
calendari dei messali erano infatti indicati anche i giorni nefasti (li
chiamavano "egiptiaci"), sconsigliati per togliersi il sangue, in una
negativa congiunzione astronomica di Selene. Sempre lei, la luna, è stata
spesso associata alla fugacità del potere. Come nei canti dei goliardi, gli
studenti medioevali scapestrati. La Fortuna - di per sé neutrale: può essere
buona o cattiva - è come la luna. Lo suggella il coro possente di Carl Orff:
"O fortuna, velut luna". Cresce, e decresce, in una giostra in cui la
sorte gira, immane e inane. La esigenza di un minimo di stabilità pubblica
resta però irrinunciabile; e forse non si pretende la luna, auspicando un
futuro governo, entro la primavera, se non proprio solare, almeno non effimero,
come le fasi lunari. Con il massimo rispetto verso il nostro algido e mutevole
satellite, e con quella punta di disincanto che la storia (troppo spesso
tragica) ci ispira, osiamo pensare che, nei sistemi democratici, l'Uomo, i
Paesi, possano ancora essere "fabbri" della propria fortuna, senza
troppe illusioni. Luna o non luna.
( da "Secolo XIX, Il" del 07-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Israele Commando palestinese spara nel
collegio rabbinico: uccisi 8 studenti, 7 feriti. Morto anche un attentatore Tel
Aviv. Massacro nella più importante scuola rabbinica di Gerusalemme, nel
quartiere di Kyriat Moshe. Un commando di terroristi (due, forse tre) palestinesi
vestiti come ebrei ortodossi ha fatto irruzione nel collegio ed ha aperto il
fuoco, scatenando l'immediata reazione degli agenti della sicurezza. Il
bilancio, ancora provvisorio, è di nove vittime, fra le quali un attentatore
ucciso da uno studente, mentre un altro attentatore, secondo i servizi di
sicurezza israeliani, sarebbe riuscito a fuggire. Almeno sette i feriti.
Testimoni raccontano di aver sentito colpi di mitra e spari. L'attacco sarebbe
stato concentrato nella sala della biblioteca dove gli studenti sono stati
sorpresi mentre leggevano testi sacri. "Ho sentito le prima raffiche di
mitra, e poi urla di panico, e grida, e ho capito cosa stava accadendo",
racconta il rabbino David Simchon, direttore del liceo. "Ho visto due dei
miei ragazzi morti riversi sul pavimento dell'ingresso - prosegue - e allora ho
urlato a tutti di correre verso i dormitori e di sbarrarsi nelle camere".
All'interno della scuola rabbinica pare sia stato ritrovato anche un giubbotto
esplosivo. Il segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon,
"condanna nei più forti termini il selvaggio attacco di oggi contro un
seminario ebraico a Gerusalemme Ovest" e si dice "profondamente
preoccupato" perché l'attentato rischia di "minare il processo
politico che si deve percorrere per raggiungere una pace sicura e duratura tra
israeliani e palestinesi, basata su una soluzione che prevede due Stati".
Il presidente palestinese Abu Mazen (Mahmud Abbas) ha condannato "gli
attacchi diretti contro i civili, siano essi israeliani o palestinesi". Il presidente americano Bush ha chiamato il primo ministro
israeliano Olmert, per garantire che gli Usa "sono fermamente al fianco di
Israele" e condannano
l'attacco, chiedendogli di estendere le sue "condoglianze alle vittime, le
loro famiglie e al popolo di Israele". Dopo la strage centinaia di persone hanno inscenato una
protesta davanti al collegio, gridando "morte agli arabi". La
notizia della strage è stata salutata con fuochi d'artificio nella striscia di
Gaza. Un portavoce del governo israeliano, David Baker, ha detto che
"coloro che celebrano questo massacro a Gerusalemme sono nemici della pace
e della coesistenza", mentre secondo un portavoce di Hamas "questa è
la risposta naturale contro l'aggressione sionista compiuta sul popolo palestinese,
e non sarà l'ultima". Reazioni di condanna sono giunte dalle dilomazie di
Francia, Germani e Inghilterra. Il ministro degli Esteri italiano, Massimo
D'Alema, si è augurato che "questo efferato atto di violenza non cancelli
ogni volontà di ripresa del dialogo interrotto tra l'Autorità Nazionale
Palestinese e il Governo israeliano". La rete televisiva di Hezbollah ha
detto che un gruppo finora sconosciuto, Kataeb Ahrar al-Jalil (Brigata degli
uomini liberi della Galilea)- Gruppo del martire Imad Mugnieh e i martiri di
Gaza, ha rivendicato l'attentato. Bruno Lugaro 07/03/2008 = È mancata
all'affetto dei suoi cari Rosa Maria Barbagelata ved. Biggio (Rosetta) Ne danno
il triste annuncio le figlie Marisa, Alba con Giulio e gli adorati nipoti. I
funerali avranno luogo sabato 8 marzo alle ore 10 nella Chiesa Parrocchiale di
Montoggio. Il S.Rosario sarà recitato questa sera alle ore 21 presso
l'abitazione dell'estinta. Un particolare ringraziamento al dottor Ugo
Bargagliotti per le cure prestate. La presente vale da partecipazione e
ringraziamento. Montoggio, 7 marzo 2008 Onoranze Funebri Grosso Tel.
010.93.85.37 Amelia, Carla e Diddi sono vicini a Marisa e Alba per la perdita
della cara mamma Rosetta Paolo Camponovo e figli partecipano al dolore che ha
colpito il fraterno amico Raimondo Lagostena per la perdita dell'adorata madre
Tina Fabrizio Moro è vicino all'amico Raimondo per la perdita della mamma
AVVOCATO Tina Lagostena Bassi A funerali avvenuti annunciano la scomparsa di
Gabriella Bazurro Il figlio Enrico con Ivana, G.B. e Nicolò, la sorella Piera e
i consuoceri Franco e Bruni. Un particolare ringraziamento agli amici Bruno ed
Andrea per la disponibilità sempre confermata negli anni di malattia. A.Se.F.
del Comune di Genova Tel. 010.291.55.01 Le famiglie Arpe, Borlasca, Dodero,
Gentili e Zoppi partecipano al dolore di Piera, Enrico, Ivana, Giovanni e
Nicolò per la scomparsa di Gabriella Bazurro ved. Salomone (Isa) I colleghi
dell'Associazione Amevabi sono vicini all'amico Salomone Enrico per la perdita
della cara mamma Gabriella Bazurro Lo Studio Benoit Torsegno si unisce al
dolore del dottor Enrico Salomone per la scomparsa della mamma Gabriella
Domenica Bazurro = È mancata all'affetto dei suoi cari Antonietta Cavo (Tunni)
di anni 94 Ne danno il doloroso annuncio i nipoti, i pronipoti ed i parenti
tutti. I funerali avranno luogo sabato 8 marzo alle ore 11 nella chiesa
parrocchiale di Voltaggio, indi si proseguirà per il cimitero locale. Il
S.Rosario viene recitato venerdì 7 marzo alle ore 18 nelle Camere Ardenti
dell'Ospedale Galliera. Si prega di non inviare fiori ma devolvere in opere di
bene. La presente quale partecipazione e ringraziamento. La Generale Pompe
Funebri Spa Tel. 010.41.42.41 Grazie zia Tunni per tutto quello che hai fatto
per noi. Lorenza, Matilde con Marco e Piero, Angela con Sergio. Gli amici della
Tigullio sono vicini al dolore dei familiari per la perdita dell'amico Manlio
Farnè Il Presidente il Comitato Direttivo ed i Soci dell'Union Club Genova 1912
partecipano al cordoglio dei famigliari per la scomparsa del caro socio Manlio
Farnè Carissimi Marino e Marco siamo vicini al vostro dolore per la scomparsa
del caro Papà con affetto Andrea, Rosella, Emanuele. Il Consiglio di
Amministrazione, il Colleggio Sindacale e i dipendenti della Compagnia
Fiduciaria Genova Spa sono vicini all'Avvocato Marino Farnè ed alla sua familia
per la scomparsa del caro Papà Carissimo Manlio sei sempre stato per me una
persona speciale e sempre lo rimmarai nel mio cuore. Claudia. Fabrizio, Giusi,
Chiara, Paola e Andrea partecipano commossi al dolore per la perdita del caro
Manlio Farnè La famiglia Sguerso e lo Studio sono vicini a Marino per la
perdita del papà Manlio Farnè = È mancato all' affetto dei suoi cari Francesco
Franchini Ne danno il triste annuncio la moglie, la figlia, i fratelli, le
sorelle, cognate e i nipoti. I funerali avranno luogo sabato 8 marzo alle ore
10 nella parrocchia di S. Rocco di Vernazza. La presente quale partecipazione e
ringraziamento A.Se.F. del Comune di Genova Tel. 010.291.55.01 Al mio Papo La
persona più speciale che io abbia mai avuto. Ti voglio bene. Mara. Ciao Giò I
condomini e l'amministratore del condominio di Passo Vezzelli 10 partecipano
commossi al dolore dei famigliari per l'immatura scomparsa di Francesco
Franchini = È mancata all'affetto dei suoi cari Maria Gasperoni ved. Tallone
L'annunciano con dolore i figli, le nuore ed i nipoti. Il funerale verrà
celebrato venerdì 7 marzo alle ore 11,45 nella Parrocchia di San Giuseppe di
Priaruggia. Genova, 6 marzo 2008 La Generale Pompe Funebri Spa Tel.
010.41.42.41 nonna Maria ti vogliamo bene. Le tue Stellasse. I Condomini tutti
di Via Acerbi 20 profondamente colpiti per la scomparsa di Maria Gasperoni ved.
Tallone partecipano al dolore di Mario, Franco e loro famiglie esprimendo il
loro commosso cordoglio. = È mancata all'affetto dei suoi cari Annaida Ghersi
ved. Dani Ne danno il doloroso annuncio le figlie Mirella con Maurizio, Maria
Grazia con l'adorata nipote Marta, Carla, Mariana con Vanessa e Alexandra. Il
funerale viene celebrato oggi 7 marzo alle ore 10 nella Chiesa dell'Ospedale
San Martino. Genova, 7 marzo 2008 La Generale Pompe Funebri Spa Tel
010.41.42.41 I nipoti Mauro e Alberto Bertozzi, Carlo e Milena Buselli, con le
rispettive famiglie sono affettuosamente vicini alle cugine Mirella, M. Grazia
e Carla, per la perdita della cara e dolce zia Annaida = È mancato all'affetto
dei suoi cari Mario Giuseppe Giribaldi (Pinino) Ne danno il triste annuncio la
moglie Rita, il figlio Gian Lorenzo,il cognato Oreste e i parenti tutti. Un
sentito ringraziamento a Cristina e al dottor Amedeo Baldari e alla dottoressa
Milly Parodi. I funerali si svolgeranno sabato 8 marzo alle ore 11,45 nella
chiesa parrocchiale di N.S. Delle Grazie in corso Firenze. Il Santo Rosario
viene recitato oggi venerdi' alle ore 18,30 nella suddetta parrocchia La
presente quale partecipazione e ringraziamento. Genova, 7 marzo 2008 La
Generale Pompe Funebri Spa Tel. 010.41.42.41 Giacomo e Maurizia sono
affettuosamente vicini a Rita e Gian Lorenzo per la scomparsa del caro cugino
Pinino Franco, Milly, Adriano, Pia sono vicini a Rita e Gianlorenzo per la
dolorosa perdita di Pinino Gianfranco e Marina Rossi insieme a Emanuele,
Barbara e Giovanni sono vicini a Rita e Gianlorenzo per la perdita del caro
Pinino Punj Torsegno con Carola, Babi e famiglie con grande affetto nel ricordo
indimenticabile di zio Pinino = I heard the voice of Jesus say " Come unto
me and rest" È mancata all'affetto dei suoi cari Luciana Griguolo ved.
Smith Ne danno il triste annuncio i parenti e gli amici italiani ed inglesi. I
funerali avranno luogo sabato 8 marzo alle ore 10 nella Chiesa Anglicana di
p.zza Marsala. Un particolare ringraziamento al Dott. Gian Maria Zavarise per
le amorevoli cure prestate. La presente quale partecipazione e ringraziamento.
A.Se.F. del Comune di Genova Tel. 010.291.54.01 I magistrati e il personale
della Procura di Genova partecipano al grande dolore del dottore Luciano Di
Noto per la perdita della cara Mamma Paolo Moscatelli partecipa al dolore del
dott. Orengo per la scomparsa della madre Giovanna Milanesi Giovanni Regesta
partecipa con profonda commozione al dolore del Dr. Giovanni Orengo per
l'improvvisa perdita della mamma Giovanna Milanesi Il Direttore Prof. Giovanni
Regesta e il Personale tutto del Dipartimento di Patologia Testa-Collo,
partecipa commosso al dolore del Direttore Sanitario Dr Giovanni Orengo per la
perdita della madre Giovanna Milanesi Il peronale medico e amministrativo della
Direzione Medica di Presidio partecipa al profondo dolore del Dott. Giovanni
Orengo per la perdita della cara mamma Giovanna La Direzione, il Consiglio
Direttivo e tutto il personale del DEA dell'Azienda Ospedaliera Universitaria
San Martino si uniscono al dolore del Direttore Sanitario Dr. Giovanni Orengo
per la scomparsa della madre Giovanna Il Dipartimento di Chirurgia e' vicino al
suo Direttore Sanitario nel dolore per la perdita della mamma, signora Giovanna
Milanesi Giancarlo e Angela Torre partecipano commossi al dolore di Gianni per
la perdita della mamma Giovanna Milanesi Maria Caterina Parodi insieme ai
medici e agli infermieri della U.O. di Gastroenterologia ed Endoscopia
Digestiva dell' A.O.U. San Martino, partecipa commossa al dolore del Direttore
Sanitario Giovanni Orengo per la scomparsa della mamma Giovanna Milanesi I
Direttori e gli operatori tutti del Dipartimento di Medicina specialistica
partecipano al lutto del dott. Gianni Orengo per la perdita della mamma
Giovanna Milanesi Luigi e Giovanna sono affettuosamente vicini a Gianni Orengo
e famiglia per la perdita della Mamma La Direzione Aziendale dell' A.O.U. San
Martino partecipa al dolore del Direttore Sanitario Dr. Giovanni Orengo per la
scomparsa della cara mamma Giovanna Carla e Marco Comaschi sono vicini a
Giovanni e Roberta per il dolore della scomparsa della madre Giovanna Tutto il
Gruppo Giacomazzi partecipa al dolore della "storica" dipendente
signora Marusca Mucelli e del collaboratore Dott. Massimo Silipo per la
scomparsa dell'Amato padre e nonno, signor Orlando = È mancata all'affetto dei
suoi cari Angiolinna Nicora ved. Nicora di anni 93 Ne danno il triste annuncio
la figlia, il genero, i nipoti e parenti tutti. I funerali avranno luogo sabato
8 marzo alle ore 8,30 nella chiesa parrocchiale S. Nicola (Corso Firenze). Il
S. Rosario sarà recitato oggi venerdi 7 marzo alle ore 19 nella chiesa
suddetta. La presente quale partecipazione e ringraziamento. La Generale Pompe
Funebri SpA Tel. 010.41.42.41 = È mancata all'affetto dei suoi cari Maria Pepé
ved. Pagano di anni 86 Ne danno il triste annuncio i figli, i generi, i nipoti.
I funerali avranno luogo sabato 8 marzo alle ore 8,15 nella parrocchia N.S.
degli Angeli di Via Giovanni XXIII. La presente quale partecipazione e
ringraziamento. A.Se.F. del Comune di Genova Tel. 010.291.54.01 Condomini, inquilini
ed Amministratore di Via Trento 3 partecipano al dolore dei familiari per la
scomparsa della signora Carmelina Spazzarini ved. Mogni È tornato alla casa del
Padre Adriano Viglienzone Scout e Vincenziano Lo annunciano con profonda
tristezza e altrettanta speranza la figlia Paola con Marco, i nipoti, i parenti
e gli amici che gli sono stati affettuosamente vicini. I funerali avranno luogo
sabato 8 marzo alle ore 11,30 nella parrocchia San Gaetano e San Giovanni Bosco
indi la cara salma proseguirà per il cimitero della Castagna. Il Santo Rosario
sarà recitato venerdì 7 marzo alle ore 21 presso l'abitazione. La presente
quale partecipazione e ringraziamento. A.Se.F. del Comune di Genova Tel.
010.291.5603 La famiglia Cannonero ringrazia anticipatamente tutti coloro che
hanno partecipato finanziariamente e moralmente alla perdita dell'adorato
Fabrizio La famiglia Capitoni ringrazia tutti coloro che hanno partecipato al
dolore per la scomparsa del caro Angelo RINGRAZIAMENTO La famiglia Speretta
nell'impossibilità di farlo singolarmente ringrazia tutti coloro che in ogni
forma hanno partecipato al proprio dolore. Un particolare ringraziamento al
gastroenterologo dottor Renato Santucci e il personale tutto del centro
trasfusionale San Martino per la professionalità e l'umanità dimostrate verso
Pierangelo = 1998â??7â??marzoâ??2008 Fabrizio Ferro Con un grande rimpianto e
con l'amore di sempre sei stato, sei e sarai sempre con noi. Con amore, tuo
padre, tua sorella, i tuoi amici. 2003â??2008 Vittorio Lagomarsino Nel nostro
cuore con l'amore di sempre. Marisa, Roberta, Giancarlo. Da cinque anni è
entratoâ??nellaâ??Nuovaâ??Vita MONSIGNORE Francesco Macciò Arciprete di San
Siro di Nervi Una Santa Messa di suffragio sarà celebrata oggi, venerdì 7
marzo, alle ore 18 nella chiesa San Siro di Nervi. Camprio e Mangini Tel.
010.581.581 Luigi Senarega (Gigi) Vivi sempre in noi. Franca e Rossella.
07/03/2008.
( da "Messaggero, Il" del 07-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Attentatore
palestinese spara nel collegio: dieci feriti. Condanna di Abu Mazen Israele, strage di
studenti Colpita una scuola rabbinica a Gerusalemme: 9 morti.
( da "Messaggero, Il" del 07-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Di
CARLO JEAN DOPO i lanci di missili di Hamas ad Israele e le pesanti
reazioni israeliane, il processo di pace in Medio Oriente, fra palestinesi e lo
Stato di Israele sembra definitivamente bloccato.
Nessuno Stato può accettare che la sicurezza fisica dei propri cittadini sia
messa quotidianamente a rischio. Molto verosimilmente una dura rappresaglia dello Stato
ebraico non si farà attendere. Non potrà essere simmetrica contro la Striscia
di Gaza. Molto verosimilmente sarà asimmetrica. Colpirà gli sponsor dei
terroristi di Hamas. Cioè l'Hezbollah libanese oppure la Siria. Le accuse fatte
allo Stato di Israele di aver ecceduto i limiti della
legittima difesa a Gaza hanno certamente stimolato l'orribile attentato di ieri
contro la scuola rabbinica a Gerusalemme ovest. C'era d'altronde da
aspettarselo. All'inizio della settimana, i miliziani Hezbollah erano stati preavvisati
che qualcosa di grosso potesse avvenire. Era stato infatti diramato loro
l'ordine di mettersi a disposizione dei loro comandi nel Libano meridionale. È
una grave sconfitta per Bush, che aveva sponsorizzato la conferenza di
Annapolis nel novembre dello scorso anno e anche per al-Fatah e il presidente
Abu Mazen, che rischiano una completa delegittimazione qualora dovessero
continuare i colloqui con Israele, in vista di una
stabilizzazione della tormentata regione. Anche il recentissimo viaggio in Medio
Oriente del segretario di stato Usa, Condoleezza Rise, non ha potuto far altro
che prendere atto dell'impossibilità di proseguire nel processo di pace e del
fallimento del progetto dei due Stati: uno israeliano, l'altro palestinese. Non
è una sconfitta solo per gli Usa e per l'Europa. Lo è anche per i Paesi arabi
sunniti, dall'Egitto all'Arabia Saudita che avevano tanto puntato su Abu Mazen
e forse su talune fazioni più moderate di Hamas. Il fallimento del processo di
Annapolis è una vittoria sia per i componenti più radicali di Hamas sia per
l'Iran ed i suoi alleati nel Vicino Oriente. Come reagirà Israele
è difficile dire. Qualcosa dovrà fare, anche a costo di inasprire il conflitto.
Il governo Olmert non sopravviverebbe senza dare una dimostrazione di forza.
Purtroppo chi ci andrà di mezzo, come al solito, sarà il povero popolo
palestinese, tenuto in ostaggio dagli elementi più radicali. È ridicolo che
essi non vengano condannati da tutti gli occidentali con la determinazione che
meriterebbero. Taluni affermano che per avere una possibilità di pace sarebbe
necessario un dialogo diretto fra Israele ed Hamas.
Abu Mazen è troppo debole. Può esser facilmente "scavalcato" dagli
elementi più estremisti. Non si può neppure pretendere da Israele
che si metta a negoziare con coloro che vogliono la sua distruzione. Ci si
trova in una situazione di completo stallo. È difficilissimo uscirne. Non si
vede altra possibilità che una nuova spirale di violenza. Solo allorquando si
sarà raggiunto quello che si potrebbe definire in termini clausewitziano
"il punto culminante della sofferenza" sarà forse possibile un
negoziato serio per ricercare una qualche condizione di pace o, almeno, di
cessazione delle peggiori violenze. Le condizioni per farlo non sembrano ancora
mature. Molto verosimilmente le Forze Armate israeliane stanno preparandosi per
attaccare le posizioni l'Hezbollah nella vallata della Bekaa e nel Libano
meridionale. I nostri soldati dell'Unifil 2 sono sicuramente in stato di
massima allerta. È più improbabile che la Tsahal ebraica vada a rioccupare la
Striscia di Gaza, che è stata fortificata con le tecniche e le tattiche
impiegate dall'Hezbollah in Libano. Un attacco sarà massiccio, anche perché Israele deve ripristinare la dissuasione messa in dubbio
dall'esito incerto dell'attacco nel Libano meridionale nell'estate del 2006.
( da "Messaggero, Il" del 07-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
INTERVIENE
L'ESERCITO Forze speciali di Tsahal, l'esercito israeliano, intervengono sulla
scena della sparatoria.
( da "Messaggero, Il" del 07-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Di ERIC SALERNO Dopo
un anno senza attentati, Gerusalemme non si aspettava un assalto armato come
quello di ieri sera. Un solo terrorista. Armi automatiche. Esplosivi che
fortunatamente, non ha avuto il tempo di usare. L'obiettivo, un seminario
legato alla dirigenza del movimento nazional-religioso dei coloni. Un'ottantina
di studenti, dopo cena, erano riuniti tra la sala da pranzo e la biblioteca del
vasto complesso, quando l'uomo che indossava gli abiti neri degli ebrei
ortodossi è entrato sparando all'impazzata. Otto giovani sono morti e una
diecina sono rimasti feriti, alcuni in modo grave, prima dell'intervento di un
paio di studenti degli insediamenti in Cisgiordania armati e addestrati. Gli
hanno sparato in due. Il secondo l'ha colpito a morte. Per ore, polizia e
reparti speciali hanno setacciato il complesso della scuola e tutto il
quartiere di Kiryat Moshe, alla ricerca di altri uomini armati, mentre scendeva
sulla città una pesante nube di paura e rabbia. Davanti a Merkaz Herav, alcune
centinaia d'israeliani, quasi tutti religiosi, gridavano "morte agli
arabi". E più tardi, il Comitato dei rabbini della Giudea-Samaria
(Cisgiordania) ha chiesto vendetta. "Maledetti arabi hanno scelto di
colpire il Sancta sanctorum del popolo ebraico. Il governo
israeliano deve lanciare già questa notte una guerra senza quartiere contro il
nemico arabo, liquidarlo, eliminarlo, perché in questa Terra non c'è spazio per
lui. Occorre trattare esattamente come gli arabi di Gaza anche gli arabi di
Gerusalemme est, da cui è giunto il terrorista". Nei giorni scorsi,
dopo l'incursione israeliana nella Striscia di Gaza e il massacro di oltre
cento palestinesi, tra i quali la metà civili, le autorità avevano alzato il
livello della sicurezza nei quartieri ebraici. Posti di blocco, come negli anni
più pesanti del terrorismo, sono fioriti là dove, per mesi, la gente si era
abituata a passare senza eccessivi controlli. Da un paio d'anni, c'era
l'impressione tra i residenti di Gerusalemme che i servizi di sicurezza e
l'esercito erano riusciti a dominare la situazione. Nei ristoranti e negli
altri locali pubblici vengono ancora controllate le borse degli avventori ma
sono scomparse le guardie private davanti alle fermate dei mezzi pubblici.
Questa volta, il terrorista, un palestinese residente a Gerusalemme Est ha scelto
un obiettivo preciso mirando al cuore del movimento ideologico dei coloni
estremisti. L'infermiere Yoron Tzuker ha detto che si sparava ancora quando lui
e i suoi colleghi sono arrivati in risposta al primo allarme. "Ci siamo
abbassati e l'ambulanza è stata colpita", ha raccontato. La sparatoria è
durata almeno dieci minuti e sarebbe stato Yitzak Dadon, uno studente della
yeshiva, a uccidere il terrorista. "Avevo il mio fucile. Ho aspettato sul
tetto del palazzo di fronte a quello da cui provenivano gli spari. Lui è uscito
sparando e l'ho colpito due volte in testa". A Gaza, la notizia
dell'attacco ha provocato manifestazioni di gioia, la gente ha sparato in aria
e qualcuno ha riempito il cielo di fuochi d'artificio. Ma non c'è ancora una
rivendicazione sicura. Secondo la televisione di Hezbollah, un gruppo finora
sconosciuto, "Kataeb Ahrar al-Jalil (Brigata degli uomini liberi della
Galilea) - Gruppo del martire Imad Mugnieh e i martiri di Gaza", si è
assunta la responsabilità dell'attacco. Un'intestazione complessa per apparire
come una vendetta per quanto è accaduto a Gaza in questi giorni e per
l'uccisione del capo militare di Hezbollah a Damasco, e allo stesso tempo per
coinvolgere anche gli arabi israeliani. Per un portavoce di Hamas si è trattato
della "risposta naturale contro l'aggressione sionista compiuta sul popolo
palestinese, e non sarà l'ultima". Un decisa condanna dell'attentato è
arrivata, invece, dal presidente palestinese, Mahmoud Abbas, mentre fonti
israeliane hanno annunciato che le trattative di pace andranno avanti
nonostante l'attacco.
( da "Corriere della Sera" del 07-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Prima Pagina - data: 2008-03-07 num:
- pag: 1 categoria: REDAZIONALE Allerta in Israele "Blitz contro i negoziati". Per Hamas "impresa
eroica", festeggiamenti a Gaza Strage nella scuola dei rabbini
Gerusalemme, attacco terrorista tra gli studenti: 9 morti, decine di feriti
GERUSALEMME - Attacco terrorista in una scuola rabbinica, è strage. Esulta
Hamas: "Un'azione eroica" ALLE PAGINE 2 E 3 Frattini.
( da "Corriere della Sera" del 07-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-03-07 num: - pag: 3 categoria:
REDAZIONALE Nobel Lo scrittore sopravvissuto all'Olocausto: "Hanno colpito
come i nazisti" "Anch'io allevato in una yeshiva Mi sono sentito uno
di loro" Wiesel: "Non possiamo non difenderci da questa
barbarie" DAL NOSTRO CORRISPONDENTE NEW YORK - "Anche se tutti gli
attacchi terroristici sono intrisi di strazio e orrore, questo passerà alla
storia come uno dei peggiori". Elie Wiesel, il grande scrittore
sopravvissuto ad Auschwitz e Premio Nobel per la pace nel
( da "Corriere della Sera" del 07-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-03-07 num: - pag: 2 categoria:
REDAZIONALE Sangue su Gerusalemme Strage alla scuola religiosa Un palestinese
armato di fucile uccide 8 studenti, 30 feriti L'assalitore colpito da uno degli
allievi Rivendicazione di un nuovo gruppo: "Uomini liberi della
Galilea" DAL NOSTRO CORRISPONDENTE GERUSALEMME - Le aule delle scuole
religiose non sono mai vuote. Neppure di notte. La biblioteca del seminario
Merkaz HaRav, alle porte di Gerusalemme, è affollata di studenti. L'assalitore
è armato di fucile mitragliatore, entra sparando. Uccide otto ragazzi, ne
ferisce oltre trenta. Qualcuno di loro è armato, risponde al fuoco, il
palestinese cerca di fuggire. "Mi sono appostato su un tetto- racconta
Yitzhak Dadon - e l'ho aspettato. Quando è uscito, l'ho centrato due volte alla
testa". Il miliziano è venuto dalla parte Est della città e voleva colpire
un simbolo. La Merkaz HaRav è stata fondata nel 1924 dal rabbino Avraham
Yitzchak HaCohen Kook. Che decise di rompere con la tradizione ultraortodossa e
insegnare quello che per lui era il comandamento più importante: vivere nella terra d'Israele. Da qui sono usciti i leader ultra nazionalisti del sionismo
religioso, che dopo la guerra dei Sei giorni hanno spinto per lo sviluppo degli
insediamenti in Cisgiordania e nella Striscia di Gaza, fino al ritiro del 2005.
Quando le ambulanze sono arrivate, dentro la scuola stanno ancora sparando.
La polizia è convinta che l'estremista porti una cintura esplosiva. "Anche
l'ambulanza è stata colpita - dice Yaron Tzuker, un infermiere -. I proiettili
arrivavano da ogni angolo". Un altro testimone racconta in televisione di
aver sentito spari singoli e di armi automatiche: "Sono andati avanti per
dieci minuti". Lo studente che ha ucciso il palestinese spiega la
sequenza: "Il rumore dei colpi arrivava dalla biblioteca, un edificio
separato da quello dove si studia e si prega. Sono salito sul tetto di questo
palazzo e mi sono messo in attesa con il fucile spianato". Continua:
"Gli spari non smettevano. Era un fucile automatico. Ha falciato tutti
quelli che si trovavano all'interno. Poi il terrorista è apparso allo scoperto
e ha sparato una raffica in aria". Dadon, 40 anni, è stato costretto a
gettarsi a terra. "Ho fatto in tempo a vedere che impugnava un kalashnikov
". Quando il palestinese ricompare, lo uccide. L'attacco è stato
rivendicato da un gruppo che si definisce Brigate degli uomini liberi della
Galilea: sarebbe una rappresaglia per i "martiri di Gaza e Imad
Mughniyeh", il capo delle operazioni di Hezbollah, ucciso a Damasco il 12
febbraio. Centinaia di persone nella scuola rabbinica hanno urlato "morte
agli arabi". Per Dadon, "quel kalashnikov è un regalo di Shimon Peres
(presidente israeliano, ndr) e del suo seguace Ehud Olmert (premier, ndr).
Questo massacro è il nuovo Medio Oriente che stanno costruendo ".
L'attentato è arrivato a pochi giorni dall'incursione israeliana a Gaza, dove
sono morti oltre cento palestinesi. E a poche ore dall'annuncio di Saeb Erekat:
"Abu Mazen è pronto a riprendere i colloqui di pace, sospesi dopo
l'operazione militare nella Striscia", aveva annunciato il negoziatore.
Dalla Mukata, il presidente palestinese ha condannato la strage. A Gaza, Hamas
ha celebrato: "Una missione eroica in risposta ai crimini
dell'occupante", ha proclamato un portavoce. A Jabaliya, il campo
rifugiati colpito dal raid israeliano, i miliziani hanno festeggiato a colpi di
fucile mitragliatore. "I terroristi stanno cercando di distruggere le
possibilità di pace, noi continueremo le trattative ", ha dichiarato Arye
Mekel, portavoce del ministero degli Esteri israeliano. Davide Frattini.
( da "Corriere della Sera" del 07-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-03-07 num: - pag: 2 categoria:
REDAZIONALE L'analisi L'esperto palestinese Ata Qaimari "Hamas dietro
l'attacco: così vuol piegare Olmert" DAL NOSTRO CORRISPONDENTE GERUSALEMME
- "Con questo attacco Hamas vuol mandare un messaggio al governo di Ehud
Olmert. Non è un attentato strategico, per bruciare qualunque ponte. è una
scelta tattica. L'obiettivo è spingere gli israeliani a un cessate il fuoco di
lungo periodo. Hamas dimostra di avere molte opzioni disponibili, non solo i
missili Qassam". Ata Qaimari dirige il centro di ricerche Al Masdar, a
Gerusalemme Est. è un intellettuale palestinese moderato, che sta perdendo la
speranza in una soluzione del conflitto. "Il futuro mi sembra solo
incerto. Non c'è una leadership forte in Israele e anche i palestinesi non hanno
chi li guidi. Il presidente Abu Mazen non ha carte da giocare nei negoziati,
non sta preparando l'economia e la società alla nascita di uno Stato". Il
giudizio su Hamas è ancora più duro. "è solo una fazione. Non ci
promette la democrazia e sta ripetendo la tragedia del popolo palestinese negli
ultimi trent'anni. Adesso ridiscutono di che relazione avere con gli ebrei. è
come se la Storia fosse passata invano. Non posso accettare che questa guerra
vada avanti per sempre". Il movimento fondamentalista starebbe cercando di
ottenere una tregua con Israele, che comprenda anche
la Cisgiordania. Gli egiziani stanno mediando con Hamas e la Jihad islamica
nella Striscia di Gaza perché fermino i lanci di Qassam. "Le nostre
condizioni sono chiare: i razzi smetteranno di cadere solo quando l'esercito
porrà termine ai raid e l'assedio economico contro la Striscia verrà
tolto", ha detto un portavoce dell'organizzazione integralista.
"Sparare Qassam non serve a nulla - commenta Qaimari -. Crea solo
confusione. Non si capisce più chi è la vittima e chi l'aggressore. è per
questo che i leader internazionali sostengono Israele".
Dopo la visita di Condoleezza Rice, segretario di Stato americano, Washington
sarebbe favorevole ad alleggerire l'embargo eco.
( da "Corriere della Sera" del 07-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Corriere
della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-03-07 num: - pag: 2
categoria: BREVI Doppio fronte Un militare israeliano all'interno della scuola
rabbinica di Gerusalemme teatro della strage di ieri e, a destra, un ferito.
Nella foto al centro, festeggiamenti nella Striscia di Gaza (Ansa, Reuters).
( da "Manifesto, Il" del 07-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Medio
Oriente Attacco armato palestinese a Gerusalemme, nove vittime Uccise nove
persone, tra cui un assalitore, nell'attacco a collegio rabbinico. Raid aereo
israeliano su Gaza, quattro morti. Le Ong: catastrofe umanitaria nella Striscia
PAGINA 11.
( da "Manifesto, Il" del 07-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Warschawski: nella
Striscia crimini di guerra. I palestinesi percepiti "meno umani"
perché hanno eletto Hamas L'unica via per la pace: il mondo fermi Israele Michelangelo Cocco In Italia per una serie di
dibattiti sul conflitto israelo-palestinese, Michael Warschawski punta l'indice
contro l'escalation israeliana a Gaza che nei giorni scorsi ha causato 120
vittime palestinesi. Con il fondatore dell'Alternative information center di
Gerusalemme abbiamo discusso della situazione in campo israeliano e
palestinese. Le agenzie umanitarie dicono che a Gaza c'è la situazione peggiore
degli ultimi 40 anni. Crede che Israele farà qualcosa
per migliorarla? Dipenderà dalla pressione internazionale. Se non ci sarà
alcuna spinta in questo senso da parte dell'Europa e degli Stati Uniti, Israele continuerà la sua politica nei confronti della
popolazione palestinese della Striscia. L'establishment militare sta già
discutendo della possibilità di utilizzare l'artiglieria contro aree densamente
abitate, se da queste continueranno a essere lanciati razzi "Qassam"
in Israele. Quella di utilizzare l'artiglieria contro
aree densamente abitate da civili è un'ossessione di Ehud Barak (il ministro
della difesa), il quale ha chiesto ai suoi consiglieri politici se una mossa di
questo tipo sarebbe vietata dal diritto internazionale. Si tratta di un'opzione
che viene esaminata molto seriamente sia dal governo sia dall'esercito che, in
parte, stanno già usando questa tattica. Il problema è se la utilizzeranno su
scala più ampia. Dopo gli ultimi massacri israeliani si è parlato di
"shoah" e genocidio. Da un punto di vista del diritto internazionale
come possono essere giudicate le operazioni dell'esercito israeliano contro la
Striscia? Il termine "shoah" è stato evocato da un ministro
israeliano. A me non piace utilizzare questi superlativi. Penso che la situazione
sia talmente grave da richiedere l'utilizzo di termini appropriati. Ci troviamo
di fronte a una violazione sistematica del diritto internazionale e a crimini
di guerra commessi dall'esercito israeliano. Attaccare aree abitate da civili
utilizzando la forza in maniera sproporzionata rappresenta un crimine di
guerra. È questo che dice il diritto internazionale. E l'esercito israeliano ha
utilizzato questi metodi in maniera sistematica, specialmente nell'ultima
settimana. Come reagiscono a quest'escalation l'opinione pubblica e i pacifisti
israeliani? L'opinione pubblica da un lato appoggia gli attacchi contro Gaza,
perché li percepisce come una rappresaglia nei confronti dei lanci di razzi
Qassam contro le città israeliane di Sderot e Ashkelon. Dall'altro lato, secondo
l'ultimo sondaggio effettuato, la maggioranza della stessa opinione pubblica è
favorevole ad aprire un negoziato con Hamas. Per quanto riguarda il campo della
pace, siamo sempre fermi alla situazione creatasi dopo il
( da "Manifesto, Il" del 07-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Gaza La denuncia
delle ong: dal '67 mai tanta miseria "La situazione di un milione e mezzo
di palestinesi di Gaza è la peggiore dall'inizio dell'occupazione israeliana
del 1967", scrivono in un rapporto le Ong britanniche, tra cui Amnesty
International e Oxfam. "La politica internazionale di isolamento di Hamas
non ha avuto alcun esito positivo", continua il
documento, che aggiunge che la chiusura imposta da Israele non è riuscita a portare sicurezza né agli israeliani né ai
palestinesi: "La politica del blocco è inaccettabile, illegale, l'Ue deve
condannare il ricorso, da parte del governo israeliano, alla punizione
collettiva (della popolazione palestinese)".
( da "Manifesto, Il" del 07-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Gerusalemme, un
palestinese apre il fuoco in una yeshiva e uccide otto studenti. Hamas benedice
il massacro, l'Anp condanna. Allarme attentati e tensione
alle stelle in Israele
Michele Giorgio Gerusalemme Anticipato da una settimana di sangue a Gaza, in
cui oltre cento palestinesi sono stati uccisi dall'esercito israeliano,
l'attentato di ieri sera in un collegio rabbinico di Gerusalemme Ovest, in cui
sono rimasti uccisi almeno otto studenti ebrei oltre all'attentatore
palestinese, apre con ogni probabilità una nuova pericolosa fase del
conflitto israelo-palestinese. Una notte carica di tensione ha avvolto ieri
sera Gerusalemme mentre i vertici politici e militari d'Israele
discutevano le mosse da fare dopo l'attentato. Tutto lasciava pensare che
l'obiettivo della rappresaglia sarà proprio Gaza e la leadership di Hamas.
Proprio a Gaza la notizia dell'attacco armato è stata accolta con giubilo.
Centinaia di persone sono scese in strada a festeggiare. Un portavoce di Hamas,
pur senza rivendicare l'attacco, ha detto che "questa è la risposta
naturale contro l'aggressione sionista compiuta sul popolo palestinese".
In tarda serata è giunta la notizia di un raid aereo nei pressi di Khan Yunis
in cui sono stati uccisi quattro militanti del Jihad Islami. Al mattino, sempre
a Gaza, era stato ucciso un soldato israeliano in un attacco palestinese. L'attentato
è avvenuto intorno alle 20.30 ora locale. Un palestinese travestito da studente
religioso ebreo, si è infiltrato nel collegio rabbinico Merkaz ha- Rav di
Kiryat Moshe, un quartiere della zona Ovest della città abitato in prevalenza
da ortodossi. Ieri sera non erano note tutte le dinamiche dell'attentato ma
secondo testimoni, il palestinese ha cominciato a sparare mentre era in corso
una sessione di studio per l'inizio del mese ebraico di Adar. Molti giovani
presenti colpiti dalle pallottole si sono accasciati a terra morti o feriti,
poco dopo è stato ucciso il palestinese colpito a morte dal fuoco di uno
studente armato. La sparatoria però non è terminata perché, stando ad alcune
versioni, un secondo palestinese sarebbe riuscito a fuggire aprendosi la strada
a colpi d'arma da fuoco e, ieri sera, la polizia era sulle sue tracce. Le scene
successive sono state di dolore e sgomento per i familiari, mentre gli scampati
all'attentato raccontavano la loro esperienza. "Quella che si vede
all'interno del collegio rabbinico è la scena di un vero e proprio
massacro", ha raccontato un testimone oculare, "i muri sono schizzati
di sangue, così anche i pavimenti, e i cadaveri sono sparsi nelle stanze e fra
i corridoi". L'attacco sarebbe stato concentrato nella sala della biblioteca
dove gli studenti sono stati sorpresi mentre leggevano testi sacri. Yitzhak
Dadon, che ha aperto il fuoco sul palestinese, ha riferito di aver sparato
"due colpi precisi, alla testa dell'attentatore". Per tutta la sera
genitori e parenti sono rimasti fuori dal collegio rabbinico sperando di poter
rivedere vivi i loro congiunti. Per molti di loro l'attesa si è tramutata in
disperazione. In tarda serata un gruppo palestinese, "Brigate degli uomini
liberi della Galilea-gruppo Imad Mughnieh", quindi apparentemente legato a
Hezbollah, ha rivendicato l'attentato attraverso la televisione del movimento
sciita che aveva giurato di vendicare il suo capo militare ucciso,
probabilmente da Israele, a il mese scorso a Damasco.
Il commando ha scelto con cura il suo obiettivo, perché il Merkaz ha-Rav è
considerato il principale seminario di Gerusalemme che si ispira al sionismo
religioso. L'attentatore, un palestinese di Gerusalemme Est, doveva conoscerlo
bene. Merkaz ha-Rav venne fondato dal rabbino Avraham Kook che, rompendo con
l'ebraismo ortodosso contrario alla creazione dello Stato, aveva aderito al
progetto sionista di fondare uno Stato ebraico in Palestina.
Nelle aule di Merkaz ha-Rav si e' forgiata la leadership di Gush Emunim, il
movimento ideologico religioso di colonizzazione nei Territori palestinesi
occupati nel
( da "Messaggero, Il" del 07-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Di CARLO JEAN
Colpirà gli sponsor dei terroristi di Hamas. Cioè l'Hezbollah libanese oppure
la Siria. Le accuse fatte allo Stato di Israele di
aver ecceduto i limiti della legittima difesa a Gaza hanno certamente stimolato
l'orribile attentato di ieri contro la scuola rabbinica a Gerusalemme ovest.
C'era d'altronde da aspettarselo. All'inizio della settimana, i miliziani
Hezbollah erano stati preavvisati che qualcosa di grosso potesse avvenire. Era
stato infatti diramato loro l'ordine di mettersi a disposizione dei loro
comandi nel Libano meridionale. È una grave sconfitta per Bush, che aveva
sponsorizzato la conferenza di Annapolis nel novembre dello scorso anno e anche
per al-Fatah e il presidente Abu Mazen, che rischiano una completa
delegittimazione qualora dovessero continuare i colloqui con Israele,
in vista di una stabilizzazione della tormentata regione. Anche il recentissimo
viaggio in Medio Oriente del segretario di stato Usa, Condoleezza Rise, non ha
potuto far altro che prendere atto dell'impossibilità di proseguire nel
processo di pace e del fallimento del progetto dei due Stati: uno israeliano,
l'altro palestinese. Non è una sconfitta solo per gli Usa e per l'Europa. Lo è
anche per i Paesi arabi sunniti, dall'Egitto all'Arabia Saudita che avevano
tanto puntato su Abu Mazen e forse su talune fazioni più moderate di Hamas. Il
fallimento del processo di Annapolis è una vittoria sia per i componenti più
radicali di Hamas sia per l'Iran ed i suoi alleati nel Vicino Oriente. Come
reagirà Israele è difficile dire. Qualcosa dovrà fare,
anche a costo di inasprire il conflitto. Il governo Olmert non sopravviverebbe
senza dare una dimostrazione di forza. Purtroppo chi ci andrà di mezzo, come al
solito, sarà il povero popolo palestinese, tenuto in ostaggio dagli elementi
più radicali. È ridicolo che essi non vengano condannati da tutti gli
occidentali con la determinazione che meriterebbero. Taluni
affermano che per avere una possibilità di pace sarebbe necessario un dialogo
diretto fra Israele ed
Hamas. Abu Mazen è troppo debole. Può esser facilmente "scavalcato"
dagli elementi più estremisti. Non si può neppure pretendere da Israele che si metta a negoziare con
coloro che vogliono la sua distruzione. Ci si trova in una situazione di
completo stallo. È difficilissimo uscirne. Non si vede altra possibilità
che una nuova spirale di violenza. Solo allorquando si sarà raggiunto quello
che si potrebbe definire in termini clausewitziano "il punto culminante
della sofferenza" sarà forse possibile un negoziato serio per ricercare
una qualche condizione di pace o, almeno, di cessazione delle peggiori
violenze. Le condizioni per farlo non sembrano ancora mature. Molto
verosimilmente le Forze Armate israeliane stanno preparandosi per attaccare le
posizioni l'Hezbollah nella vallata della Bekaa e nel Libano meridionale. I
nostri soldati dell'Unifil 2 sono sicuramente in stato di massima allerta. È più
improbabile che la Tsahal ebraica vada a rioccupare la Striscia di Gaza, che è
stata fortificata con le tecniche e le tattiche impiegate dall'Hezbollah in
Libano. Un attacco sarà massiccio, anche perché Israele
deve ripristinare la dissuasione messa in dubbio dall'esito incerto
dell'attacco nel Libano meridionale nell'estate del 2006.
( da "Manifesto, Il" del 07-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Veltronate La lotta
di classe non c'è più. Nel loft (lo.c.) La lotta di classe non c'è più. Questa
non è nuova, penserete, e in effetti la raccontavano i padroni già ai tempi
della prima rivoluzione industriale. La novità è che ora il concetto è legge
nel Pd. Veltroni ha deciso, i candidati - padroni, sindacalisti, operai,
prefetti e generali - si adeguino. La lotta di classe "fotografa una fase
storica dell'Italia che non c'è più", decreta Walter, perché "esiste
una comunanza di destino fra gli imprenditori e i lavoratori". Massimo (non Calearo, D'Alema) potrebbe suggerire al suo amico un
termine che coniò per parlare della posizione italiana nel conflitto
israelo-palesinese: equivicinanza. Il Pd è equivicino ai padroni e agli operai
perché la lotta di classe non c'è più. Nelle liste del Pd.
( da "Corriere della Sera" del 07-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2008-03-07 num: - pag: 15 categoria:
REDAZIONALE A Roma Alessandro Ruben era stato appena inserito nel cda di
Autostrade Lazio. La sinistra ora ne chiede le dimissioni Marrazzo lo nomina ma
l'avvocato "corre" con il Pdl ROMA - Prendi la poltrona e scappa, per
dirla alla Woody Allen. Una nomina pubblica agita la giunta regionale di
centrosinistra di Piero Marrazzo e rischia di creare l'ennesima frizione fra Pd
e Sinistra arcobaleno. Tre giorni fa l'avvocato Alessandro Ruben è stato
designato dal governatore come consigliere di amministrazione di Autostrade del
Lazio, società mista Regione-Anas per la realizzazione della Roma-Latina. Una
scelta, a quanto pare, caldeggiata da Giancarlo Elia Valori, ultimo dei grandi
boiardi di stato, oggi presidente della holding pubblica Sviluppo Lazio: i due
avevano lavorato insieme alle Autostrade. Il giorno dopo aver ottenuto
l'incarico da Marrazzo, il salto della barricata. Dal centrosinistra al
centrodestra. Ruben, 41 anni, esponente di spicco della comunità ebraica e
presidente per l'Italia dell'Anti Defamation League (prestigiosa associazione
per la lotta antisemitismo), ha accettato la candidatura per le politiche con
il Popolo delle libertà. Correrà in Piemonte per la Camera. Piero Marrazzo,
racconta chi lo conosce, è rimasto di sasso. "Chi poteva immaginare che un
uomo come lui si sarebbe candidato con la destra", dicono. Già, perché
Ruben a Roma è conosciuto come l'avvocato che ha patrocinato alcune delle
azioni legali contro Priebke; è noto per essere stato picchiato da alcuni
estremisti di destra; e soprattutto non aveva mai mostrato interesse per la
politica. Il presidente della Regione ha comunque cercato di disinnescare la
polemica. "Non mi pare che le autostrade siano di destra o di sinistra. Le
nomine nel cda di Autostrade del Lazio rispondono solo ad un requisito: la
competenza. Alessandro Ruben è un giurista di grande competenza e aveva
collaborato con la Società Autostrade, questi e solo questi i motivi della
scelta". Lui stesso minimizza. "è vero, mi candido nel Pdl, ma come
indipendente - dice Ruben -. Non sono un politico. Non c'è alcuna
incompatibilità con la nomina della Regione e ho accettato quell'incarico non
certo per soldi, ma solo perché ho avuto già collaborazioni con società di
gestioni autostradali. Voglio però mettermi al servizio del Paese, per questo
ho accettato la proposta del Pdl. Chi mi ha contattato? Gianni
Letta e Gianfranco Fini, che accompagnai in un viaggio in Israele. Berlusconi? Lo conosco, siamo
stati insieme negli Usa, ma non è stato lui a chiamarmi. Il centrosinistra? Ho
grande stima per Walter Veltroni, ho ottimi rapporti con Goffredo Bettini. E
anche con Marrazzo: pure con lui sono stato in Israele". La Sinistra arcobaleno però non ci sta: "è
stato nominato come tecnico dalla Regione, se diventa un politico deve
dimettersi. Non c'è un'incompatibilità formale, ma è una questione di
opportunità", dice Filiberto Zaratti, assessore regionale all'Ambiente ed
esponente dei Verdi. "è una situazione assurda - aggiunge Massimiliano
Smeriglio, deputato di Rifondazione e segretario romano del partito di
Bertinotti -. Se non si dimette lui, è opportuno che intervenga Marrazzo".
Paolo Foschi Adl Abraham Foxman, direttore dell'Anti Defamation League (Adl)
degli Usa con Alessandro Ruben.
( da "Tempo, Il" del 07-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Stampa Gerusalemme,
nove morti Strage nella scuola rabbinica GERUSALEMME Un terrorista armato ha
fatto irruzione ieri sera in un una scuola rabbinica di Gerusalemme Ovest ed ha
aperto il fuoco. Almeno otto persone sono morte e altre 35 sono rimaste ferite,
hanno riferito i soccorritori della Maghen David Adom, l'equivalente israeliano
della Croce Rossa. Anche l'attentato è stato ucciso portando ad almeno nove il
bilancio delle vittime. Il terrorista aveva indosso una cartucciera e non una
cintura esplosiva, come era sembrato in un primo momento. Gli studenti sono
stati immediatamente fatti evacuare e la polizia ha perquisito l'edificio
stanza per stanza. Sul posto sono accorse le ambulanze per soccorrere i feriti.
La polizia israeliana ha annunciato che l'attentatore è stato identificato: si
tratta di un palestinese residente nella parte orientale di Gerusalemme del
quale non è stato ancora diffuso il nome. La polizia sospetta che all'attacco
abbia partecipato anche un secondo attentatore, che però sarebbe riuscito a
fuggire. Nel corso del 2007 non ci sono stati attentati da parte di terroristi
palestinesi a Gerusalemme, anche se la polizia israeliana ha sventato numerosi
piani di attacco. Tra il 2001 e il 2004 la Città Santa è stata invece colpita
più volte dagli attentatori. Intanto nella Striscia di Gaza i residenti sono
scesi in strada a festeggiare dopo aver appreso la notizia dell'attacco di ieri
sera. La tv del gruppo libanese Hezbollah ha riferito ieri sera che un gruppo palestinese
finora sconosciuto, chiamato "Kataeb Ahrar el-Jalil" (Brigate degli
uomini liberi della Galile - Gruppo del martire Imad Mughniyeh e dei martiri di
Gaza) ha rivendicato l'attentato al seminario rabbinico di Gerusalemme. La tv
di Hezbollah, Al Manar, non ha fornito altri dettagli sul gruppo , il cui nome
si ispira al capo militare del movimento sciita libanese ucciso il 12 febbraio
nell'esplosione di un'autobomba a Damasco. L'attribuzione
ad Israele dell'uccisione
fatta da Hezbollah è stata negata da Tel Aviv che ha smentito qualsiasi
implicazione nell'episodio. Il 14 febbraio il segretario generale di Hezbollah,
Sayyed Hassan Nasrallah, ha dichiarato una "guerra aperta" a Israele.
( da "Corriere della Sera" del 07-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Corriere della Sera
- MILANO - sezione: Tempo Libero - data: 2008-03-07 num: - pag: 21 categoria:
REDAZIONALE SPAZIO OBERDAN "Sguardi altrove" tra Iran, Russia e Palestina Molti ospiti al settimo giorno di "Sguardi altrove".
Due titoli nel concorso internazionale dei documentari. Alle 17 "Maria's
Grotto" di Buthina Canaan Khoury mostra la violenza esercitata contro le
donne palestinesi all'interno della famiglia, e la sopravvivenza del delitto
d'onore. Alle 19.15 "Road to Bliss" di Irene Langemann
(presente in sala) è un ritratto della Russia rampante di oggi, dalla
prospettiva di una celebre strada moscovita, la Rublyovka. La giornata prevede
altri documentari: alle 15 la scrittrice iraniana Farian Sabahi presenta
"Minareto 1000 punti" di Pietro Raschillà, sui contrasti intorno alla
progettata moschea di Colle Val d'Elsa; "Vjesh" di Rossella Schillaci
(alle 18) è dedicato alle comunità albanesi in Basilicata. Tutta per il cinema
italiano la serata: alle 21.15 Cristina Comencini riceve il premio "Le
forme del cinema" (poi sarà presente, per un incontro con il pubblico,
dopo la proiezione del film "La fine è nota" ore 21 ad Area
Metropolis). Segue "Bellissima" di Luchino Visconti, con Anna Magnani
nella parte di madre che fa di tutto perché la propria bambina reciti a
Cinecittà. (Alberto Pezzotta) Spazio Oberdan, viale Vittorio Veneto 2, ingresso
libero.
( da "Messaggero, Il" del 07-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
La musica
elettronica di Christian Fennesz, producer e compositore viennese che collabora
con tante star internazionali, da Ryuchi Sakamoto in poi. Al suo fianco il duo
italo-israeliano Ziv Jacob & Jean-Marc Caimi, con il
nuovo cd "Minimalismus". Bella serata di sperimentazione. Parco della
Musica, viale De Coubertin, 06-80241281 VIOLA BUZZI AL TEATROINSCATOLA
Direttrice di folkfestival e cantautrice, Viola Buzzi propone fino a domenica
"Concerto d'amore", canzoni e racconti sulle anonime italiane che
lavoravano nelle case chiuse del prima-Merlin e sulle straniere
d'appartamento d'oggi: ispirato a Violette Valery della Traviata, a Violet
Gibson che nel '26 sparò a Mussolini e finì in manicomio, a Violette Nozière
condannata a morte nel '33 per l'uccisione del patrigno, alla grande
cantautrice cilena Violeta Parra che si suicidò nel '67. TeatroinScatola,
lungotevere degli Artigiani 12 Z STAR AL CIRCOLO ARTISTI Nata a Trinidad e cresciuta
a Londra, ha una delle voci femminili più intriganti del momento, è giovane e
bravissima, canta, suona chitarra e percussioni e viaggia tra soul, jazz,
reggae e ritmi africani e sudamericani: ecco Z Star, che presenta in anteprima
i brani del nuovo cd. Circolo degli Artisti, via Casilina Vecchia 42,
06-70305684 MARAH ALLA STAZIONE BIRRA Nata a Philadelphia, guidata dai fratelli
Dave e Serge Bielanko e amata da Bruce Springsteen, la band Marah si muove fra
rock e country, scrive tutti i suoi brani e il suo ultimo cd è "If You
Didn't Laugh You'd Cry". Stazione Birra, via Placanica 172, 06-79845959
LES GETREX AL DIMMIDISI' Vocalist e chitarrista di Fats Domino, americano di
New Orleans, Les Getrex è in concerto con la band dei Magic Roosters: rhythm
& blues, swing e jazz con i sapori della Louisiana. Dimmidisì, via dei
Volsci 126b TRA GLI ALTRI APPUNTAMENTI... Al Teatro del Lido (via delle Sirene
22, Ostia) arriva Stella Chiweshe, vocalist numero uno nello Zimbabwe, con le
profonde sonorità della "mbira", la musica tradizionale del suo
paese. All'Alexanderplatz (via Ostia 9) la vocalist Carl Marcotulli e il
pianista Dick Halligan, ex Blood Sweat & Tears, presentano il cd "How
Can I Get To Mars?". Al CineCafè (via Ostiense 193d) jazz con il sassofonista
Sandro Satta e il pianista Andrea Zanchi. Al Micca Club (via Pietro Micca 7a)
rock e boogie con il pianista americano Dave Taylor. Al Kollatino Underground
(via G. Sorel 10) la band Ardecore traduce in rockblues antiche canzoni romane.
All'Orange (piazza Ippolito Nievo 15) jazz con il Saratti Trio. F. Z.
fabrizio@fabriziozampa.com.
( da "Riformista, Il" del 07-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Attacco alla scuola
rabbinica Torna il terrore a Gerusalemme Violata la tregua di quattro anni
Dovevano riprendere a parlarsi gli israeliani e l'Anp di Abu Mazen. E invece è
tornato il sangue. Di notte, in uno di quei luoghi in cui si coltiva
l'ortodossia ebraica, ma in cui alle armi si preferisce lo studio del Talmud:
una scuola rabbinica. Di Gerusalemme, quel che è peggio, cioè di quella
capitale divisa e contesa che, in qualche modo, negli ultimi quattro anni, era
diventata una sorta di zona grigia, dove le due parti convivono e per tacito
accordo non si uccidono. La città santa. Era dall'inverno del 2004 che durava
questa tregua, dopo una stagione dolorosa di autobus esplosi e kamikaze nei
ristoranti. Fino a ieri sera, mezzanotte ora israeliana, quando un numero
imprecisato di attentatori ha fatto irruzione nella yeshiva del quartiere
Kyriat Moshe, centro di studi molto noto perché vicino al movimento dei coloni,
dove studiano centinaia di allievi, in un'età compresa fra i 18 e i 30 anni.
Almeno otto i morti, una quarantina i feriti. Fra i morti anche alcuni degli
attentatori. Kamikaze, come racconta la cintura esplosiva che cingeva la vita
di uno di loro. È tramontata così la sacralità della Gerusalemme contesa, e
rischia di morire qui il processo cominciato ad Annapolis dall'amministrazione
americana, seppure in extremis, cancellato dalla rabbia senza senso della
miopia estremista e terrorista che non ha avuto occhi e
orecchie per la reazione della comunità internazionale, unita nel dire che no, Israele non poteva continuare a
bombardare Gaza. Tanto che mentre quei folli omicidi attaccavano un luogo di
preghiera, il consiglio dei diritti umani delle Nazioni Unite approvava una
risoluzione di condanna contro le operazioni militari dell'Idf sulla Striscia.
Ora tocca ai palestinesi fare sul serio, casomai cominciando a dire che sì,
Hamas è una aberrazione terrorista. 07/03/2008.
( da "Liberazione" del 07-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Rende (Cs) 100 anni
di 8 Marzo: Verso una democrazia paritaria alle 9 Aula Magna Unical. Bari Un
libro-inchiesta che richiama a gran voce l'urgenza di un'antimafia che non ha
più tempo per le mediazioni, i compromessi, le polemiche sterili: Michele Cagnazzo
ci parla del suo Mafia una guerra senza confini alle 20 "Federico II di
Svevia" via Latilla 13; con Fabio Dell'Olio di Libera e il video inedito
"La catena umana". Molfetta (Ba) ThyssenKrupp Ilva. Sicuri di morire
: alle 19.30 Sala Turtur con Ciro Argentino Rsu-Fiom ThyssenKrupp, Ernesto
Palatrasio di Slai Cobas Ilva e Rete nazionale Sicurezza sui Posti di Lavoro,
Franca Caliolo dell'associazione 12 Giugno - Familiari Vittime del Lavoro Ilva
e i lavoratori e le lavoratrici che vogliono intervenire. Falciano (Ce) Al via
Independent Ways , tre giorni sull'indipendenza e e confronto su
autoproduzioni, copyleft e media indipendenti al Lab Millepiani. Alle 18
aperitivo precario, inaugurazione Internet Point e libera officina Pc e alle 19
diretta in streaming della puntata zero di Radiossina. Napoli Un testo dove si
intrecciamo desideri proibiti e perversi, istinti omicidi, proiezioni infantili
e sensi di colpa, estesi ai limiti della "pornografia": L'aquila
bambina - Reloaded di Antonio Syxty al Nuovo Teatro Nuovo. Giugliano (Na)
Diossina e metalli pesanti nell'area a nord di Napoli : domani alle
( da "Liberazione" del 07-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Uno studio delle Ong
brittaniche accusa l'occupazione e l'embargo. Il governo israeliano: "La
colpa è di Hamas" "Le condizioni di Gaza sono peggiori oggi che 40
anni fa" Francesca Marretta Gerusalemme La situazione in cui vivono oggi i
palestinesi di Gaza è la peggiore affrontata in quaranta anni di occupazione.
Lo dice un rapporto pubblicato ieri da otto organizzazioni umanitarie
britannche, tra cui figurano Amnesty International e Oxfam, Care e Save the
Children intitolato "Striscia di Gaza, un'implosione umanitaria", che
analizza l'impatto sulla popolazione degli effetti dell'isolamento di Gaza.
"I movimenti da e verso Gaza sono impossibili e le forniture di cibo,
acqua, trattamenti per le fognature e assistenza sanitaria di base, non possono
più essere garantiti", si legge nel rapporto che parla di disoccupazione
al 40%, in un territorio in cui ormai l'80% della popolazione dipende da aiuti
alimentari. Nel documento sono descritte le condizioni in cui versano le
strutture sanitarie, soggette a tagli di elettricità anche fino a 12 ore al
giorno. "Le attrezzature necessarie alla sopravvivenza dei pazienti negli
ospedali non possono più funzionare per l'impossibilità di importare i pezzi di
ricambio e ogni giorno circa 50 milioni di tonnellate di acque di scolo sono
riversate nel Mediterraneo", si legge ancora nel rapporto. Per far fronte
all'emergenza di Gaza, che con un milione e mezzo di abitanti stipati in
( da "Liberazione" del 07-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Una via di mezzo tra
lo scandalo Iran-contra e lo sbarco alla Baia dei porci. Con gli stessi
disastrosi risultati. A scoprire l'ultimo fallimento della politica della Casa
Bianca in Medio Oriente è stato il settimanale americano "Vanity
Fair". Rivista patinata che alterna gossip a serio e solido giornalismo
investigativo.Come quello che appare nell'ultimo numero in edicola. Un lungo
reportage, firmato da David Rose che - con documenti e testimonianze - mette
nero su bianco una tesi non nuova ma mai prima d'ora avanzata in modo così
esplicito e circostanziato. La presa del potere da parte di Hamas a Gaza
sarebbe il risultato di un mal riuscito tentativo di golpe orchestrato dalla
Casa Bianca. Un piano che prevedeva un sostanzioso aiuto militare a Fatah, perché
facesse fuori il governo democraticamente eletto del movimento islamico e
prendesse il potere nella Striscia. Come si è visto, il piano è però fallito e
soprattutto ha avuto esito rovesciato. Hamas ha rafforzato il controllo della
Striscia, estromettendo Fatah e creando la paradossale situazione di due
territori palestinesi divisi e l'un contro l'altro armati. David Rose,
giornalista di Vanity Fair, è anche autore di libri-inchiesta, come quello su
Guantanamo. Nel suo lungo e ben documentato reportage, Rose racconta dunque
come il colpo di mano deciso da Hamas non fosse in realtà altro che il
tentativo di prevenire la presa del potere da parte di Mohammed Dahlan, uomo
forte di Fatah, e della Forza di sicurezza preventiva da lui guidata e ben
rifornita di armi da americani, giordani, egiziani. L'intera operazione,
orchestrata da Bush, Condoleezza Rice e il vice consigliere per la sicurezza
nazionale Elliot Abrams, aveva il benestare del governo
israeliano. Fallita - per evidenti errori di valutazione - l'operazione, Dahlan
sarebbe poi stato costretto a fuggire e a rifugiarsi all'estero. Dopo la
pubblicazione dell'articolo, comparso in edicola proprio il giorno dell'arrivo
di Condoleezza Rice in Medio Oriente, sono subito arrivate le smentite.
Il primo commento è stato di Rice, o meglio della portavoce della Casa Bianca,
Dana Perino, che ha rilasciato un secco comunicato: "Il segretario di
Stato Condoleezza Rice e il suo portavoce Sean McCormack hanno parlato della
questione e hanno detto che l'articolo non è esatto". Non falso, bensì non
esatto. Una smentita che smentisce ben poco. Molto più irata la reazione
dell'Anp. "Al Fatah e l'Anp - ha detto Ibrahim Abu Alnagia, membro della
direzione di Fatah a Gaza - non hanno mai pensato né a fare un golpe né a
disturbare il clima politico creatosi sotto il governo di unità nazionale.
Malgrado tutto quello che succedeva a Gaza abbiamo sempre cercato di trovare
una rapida soluzione per calmare le acque. Inoltre al Fatah non ha un suo
esercito e le forze di sicurezza nazionale sono forze dell'Autorità nazionale
che è di tutto il popolo palestinese. Nessun militante di Fatah ha mai portato
le armi né ora né prima del golpe contro i palestinesi. Ci sono ambienti che
cercano di assolvere Hamas dal golpe e dal danno che ha creato alla società
palestinese, dividendo e separando la Striscia dalla Cisgiordania. Con tale
giustificazione, colpiscono e negano il diritto all'autodeterminazione e
favoriscono il piano israliano che vuole la liquidazione della nostra causa
nazionale". Quel che colpisce nell'accurata riscostruzione degli eventi di
quei giorni fatta da David Rose, è soprattutto l'insipienza degli strateghi di
Washington. Se le cose sono andate davvero come dice il giornalista, la Casa
Bianca avrebbe agito in modo talmente approssimativo da arrivare ad ottenere il
risultato opposto, e soprattutto avrebbe dimostrato di non conoscere la
situazione sul campo. Errori di valutazione grossolani, incapacità di valutare
con lucidità la complessa realtà mediorientale e i rapporti di forza tra Hamas
e Fatah, e soprattutto nessuna conoscenza degli umori della popolazione
palestinese: una combinazione che ha portato allo scacco attuale. st.p.
07/03/2008.
( da "Stampa, La" del 07-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
PRESENZA BENEFICA
CONVIVENZA MASSACRI PERIFERICI Analisi Uno strumento di pace e democrazia
Cristiani, Medio Oriente e gli enigmi della Storia Senza la loro opera il mondo
musulmano è destinato all'involuzione totalitaria La scomparsa dell'"altro"
segna anche la fine della convivenza pacifica Una presenza tra l'indifferenza
dell'Occidente e la minaccia dell'islam Una lunga vicenda di dolori Basti
pensare nel Novecento al genocidio degli armeni Vengono considerati persone di
serie B. L'Europa li usa con un'ottica strumentale ANDREA RICCARDI Discutere
dei cristiani in Medio Oriente non è una novità. Lo si è fatto recentemente a
Parigi; lo ha fatto a Roma la Comunità di Sant'Egidio pochi giorni fa. Perché?
Le comunità cristiane orientali, non sono paragonabili come numero a quelle
nate dalla missione in Africa, Asia o America Latina. Eppure rivestono un
significato speciale. Sono considerate così rilevanti, tanto che la Santa Sede
istituì nel 1917 una congregazione per i cattolici orientali. I cristiani
d'Oriente sono però spesso limitatamente sentiti dai loro correligionari
italiani, i quali sono più attenti all'impegno missionario o solidale in Africa
o in America Latina. La sorte dei cristiani mediorientali appare come un tema
remoto e complesso, mentre la nostra opinione pubblica è affamata di
semplificazioni. La complessità è una cifra con cui l'Europa guarda a questo
parte del "complesso Medio Oriente", come diceva il generale de
Gaulle. Ci sono però tre fuochi importanti che hanno richiamato l'attenzione: la
Terra Santa, tornata ad essere spazio di grande attrazione per i cristiani
europei. Il secondo aspetto è il Libano: dagli anni Settanta fino a tempi
recenti, anche attraverso il coinvolgimento dei militari, questo paese ha
ricevuto molta attenzione. Certo l'opinione pubblica fa difficoltà a orientarsi
sulle vicende libanesi e si è fermata ad una chiave interpretativa della crisi,
quella del conflitto tra cristiani e musulmani, che se mai ha avuto una sua
validità, certo non l'ha più da anni. Accenno solo al terzo aspetto di
attenzione, l'Iraq, su cui la gran parte dell'opinione pubblica nazionale ha
respinto la guerra a Saddam Hussein. Ma oggi tutti sappiamo che il dopoguerra
irakeno ha visto quasi dimezzarsi l'antica comunità cristiana di quel paese. La
politica italiana non ha fatto mai dei cristiani d'Oriente una priorità. Nel
pendolo dell'interesse italiano dell'ultimo mezzo secolo, i poli sono stati il
mondo arabo, i palestinesi e Israele. Tradizionalmente l'interesse per i cristiani d'Oriente ha avuto
qualche punta in chiave antifrancese. Ma è stato solo un passaggio. Tuttavia
anche in Italia oggi è divenuto impossibile disinteressarsi del mondo cristiano
d'Oriente, perché è divenuto impossibile disinteressarsi del Medio Oriente.
I cristiani d'Oriente possono essere una delle chiavi per avvicinarsi alla
situazione mediorientale. Per la prima volta, il mondo italiano ha scoperto, a
livello di massa, l'Oriente cristiano. E per un insieme di motivi. Innanzi
tutto l'islam: dalla crisi petrolifera degli anni Settanta, poi con il
terrorismo, infine con i fondamentalismi, ci siamo accorti che l'islam riguarda
in modo diretto anche l'Europa. E i cristiani d'Oriente sono quelli che vivono
con l'islam. D'altra parte gli europei hanno preso a guardare in modo più interessato
alla vita religiosa in genere. L'interesse è accresciuto dal fatto che i
cristiani d'Oriente vivono una transizione difficile: il loro numero si
assottiglia per l'emigrazione, la loro percentuale si riduce rispetto ai
musulmani loro compatrioti, la loro sopravvivenza è a rischio. Un grave errore
sarebbe assumere un atteggiamento di aggiornata protezione da potenze cristiane
verso i cristiani d'Oriente. E' una storia antica, carica di ambiguità, in cui
si è visto l'uso strumentale, da parte delle potenze europee, dei cristiani
d'Oriente fino agli albori del nostro secolo. E' una politica che spesso ha
condotto a un processo di estraniazione dei cristiani dal loro ambiente. Ma la
storia dei cristiani arabi o arabofoni è andata in altro senso. Il patriottismo
arabo li ha visti protagonisti di tante battaglie nazionali. La Santa Sede,
prima con Propaganda Fide e poi con la congregazione orientale, ha lottato per
affermare una visione religiosa della vita e degli interessi dei cattolici
orientali, sganciata dalla politica delle potenze. C'è un altro uso
strumentale, molto diffuso, dei cristiani d'Oriente: quello di vittime di un
islam imbarbarito. La storia dei dolori del mondo cristiano orientale è lunga e
poco nota. Per limitarci a quella del Novecento, basta pensare al genocidio
degli armeni, che ha portato alla trasformazione della composizione etnica e
religiosa di intere regioni dell'Anatolia. E' significativo che, con
l'allontanarsi degli eventi, non diminuisca l'interesse per quella triste storia
che conosce un revival di studi e di memorialistica. Appare sempre più chiaro
lo scenario di una strage nazionalista che, per affermarsi in Anatolia, diventò
anticristiano, mobilitando con i motivi religiosi il mondo anatolico. Accanto
agli artefici maggiori, appare come le potenze dell'intesa non ebbero interesse
a garantire la sopravvivenza cristiana in Medio Oriente: l'abbandono degli
assiri da parte degli inglesi e il ritiro della Francia dalla Cilicia sono
esempi chiari di come tali paesi considerassero i cristiani d'Oriente quantité
négligéable. I cristiani non sono solo vittime della storia e di un presente
che li spinge ad una posizione di cittadini di seconda categoria; sono anche a
loro modo protagonisti del presente. Possono esserlo, nonostante la condizione
non sempre piena della loro cittadinanza. La situazione dei cristiani d'Oriente
è ricca, complessa, sofferta: nasconde potenzialità grandi. Questi cristiani
non sono solo le vittime dell'intolleranza musulmana, ma sono una grande chance
per il mondo musulmano, per non essere solo con se stesso. Nonostante il loro
numero ridotto, sono organizzati in comunità che hanno una loro vita interna e
internazionale: hanno figure di riferimento di spicco, producono una
riflessione. Due modeste ma convinte idee ci muovono. La solidarietà cristiana
con le Chiese orientali comporta una scambio di doni, di storia, di
spiritualità; ma anche la convinzione che i cristiani sul Mediterraneo debbono
rinnovarsi: le comunità cristiane, secondo le loro diverse tradizioni, di
fronte alle molteplici sfide del mondo contemporaneo, hanno necessità di un
ressourcessement. Ma tale rinnovamento non si fa da soli, ma in un quadro di
intensa comunione. Forse dovremmo interrogarci meglio su come è stato recepito
il Vaticano II dai cattolici orientali, sul rinnovamento copto di Shenouda III,
su quello del patriarcato antiocheno. Del resto è difficile isolare i cristiani
d'Oriente dalla prossima Chiesa di Cipro, dal patriarcato di Costantinopoli,
dalla Chiesa cattolica nel suo complesso. La seconda convinzione è che il mondo
musulmano, senza i cristiani, è destinato a un'involuzione verso forme
totalitarie: si aprirà il problema delle altre minoranze religiose, etniche,
linguistiche. Infatti la presenza dei cristiani, in nome di una bimillenaria
tradizione, è quella dell'alterità, la più antica, la più legittima. La
scomparsa dell'altro non è soltanto la sua fine, ma anche la fine della base
per la convivenza pacifica e per la democrazia.
( da "Stampa, La" del 07-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Nico Orengo Tra
Islanda e Finlandia guerra gelida alla Buchmesse Fiera del Libro che fai e
grana che ti ritrovi. Non è ancora finita l'aspra discussione e contestazione
su quella che si aprirà in maggio a Torino e che vedrà come ospite d'onore Israele,
nel sessantesimo anniversario della fondazione, che già altre nubi, e per
fortuna di origini meno ideologiche, sembrano addensarsi sul cielo di
Francoforte e della sua Grand Buchmesse. Per la scelta del paese ospite i
tedeschi avevano pensato alla verde Finlandia, terre di canti e di cetre, di
interminabili epopee orali e vichinghe. Per loro si sarebbero aperte le
porte della più grande fiera-mercato del mondo editoriale. Tutto sembrava
procedere nel modo più sereno, con le slitte, pare sotto lo sguardo benevolo di
Babbo Natale, già stoccate per la spedizione dei volumi. Quando all'improvviso
è calato un altolà sui musi delle renne, inflessibile e senz'appello. L'invito
è stato ritirato e, con un minimo di bollo postale, rigirato alla vicina
Islanda. Cos'è accaduto? Naturalmente qualcosa che con i libri e la cultura
nulla ha a che fare. È accaduto che la Nokia, nota società finlandese
produttrice di telefonini, ha deciso di chiudere la sua fabbrica nella zona
tedesca di Bochum, spingendo alla discutibile ritorsione. No telefonini? No
libri. E se freddo scaccia freddo, avanti con l'Islanda che comunica con i
corni. Così non vedremo al centro della Buchmesse i libri di Haavikko, né
quelli di Meri, né di Printala, o quelli di Päätalo. In compenso, invece,
potremo fermarci sulle copertine di Sigurjónson e di Jakobsdóttir. Cercheremo
tuttavia di farcene una ragione, sperando che l'anno successivo il torto venga
riparato. Ma quello che non va giù è che da troppo tempo ormai i telefonini non
fanno che complicarci la vita. L'amara riflessione che viene da fare, al di là
dei telefonini e degli anniversari, è che ormai ogni manifestazione culturale
di una certa risonanza, vedi le Fiere del Libro, non rappresenta più quello
spazio culturale, di confronto e scontro, così utile al dialogo sulle sempre
più complesse identità nazionali e culturali, ma piuttosto il pretesto per uno
sgarbo dai confini sempre più labili, giocando di volta in volta fra pensiero e
commerciabilità. È come se si volesse, cosa molto pericolosa, azzerare quello
spazio che fino a ieri era protetto da un rispetto reciproco della intelligenza
e della necessità di un confronto. Oggi questo spazio, spazio culturale, sembra
messo in pericolo e in svendita, non tenendo conto che sono proprio quei luoghi
a consentire l'arginamento alla Babele di una possibile barbarie.
( da "Stampa, La" del 07-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Il programma Oggi
pellicole e concorso Oggi, alle 14,30, al Cityplex 1, "Alba di
gloria" di John Ford; alle 16,30 "Vertigo" di Hitchcock. Due film in concorso: "Un gesto sbagliato" (Israele) alle 14,30 e alle 16,30
"Con amici come questi" (Belgio). Alle
( da "Secolo XIX, Il" del 07-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Stasera al fellini
UN ALTRO dei (rari) dj che si è imposto legando il suo nome e i suoi dj-set a
serate di tendenza, senza firmare successi discografici. E' dj Aron (nella
foto), che stasera suona al Fellini di via XII Ottobre col dj-resident Max
Giannini, nella notte house Amarcord. Israeliano di Tel
Aviv, trasferitosi in Europa a 24 anni, adottato dalla nightlife di Parigi che
lo ha lanciato nelle serate di Quenn Club, Red Light e Folies Pigalle, Aron ha
trovato la sua dimensione ideale in Italia. A portarcelo è stato il promoter
Giuliano Bavutti, ideatore con Giusy Consoli, di Le Folies De Pigalle,
la notte house made-in-Italy itinerante in Italia e all'estero, in superclub
come Space di Ibiza e Cavo Paradiso a Mykonos, di cui Aron diventa
protagonista. Da lì, le collaborazioni con Ralf e Claudio Di Rocco, i party Dsquared,
i venerdì notte al Cocoricò, fino al suo primo singolo, "At Folies".
Il suo stile è piuttosto fedele alla "old-school" del suono house,
per essere precisi electro-house, dritto, senza troppi fronzoli, affinato in
centinaia di dj-set. "Aron - dice Max Giannini -è un nome di spicco della
nuova leva dei dj alternativi. Con Amarcord, in questo periodo di crisi dove
perfino i club storici fanno fatica, abbiamo puntato su qualcosa di
nuovo". Molti i dj ospitati che a Genova non avevano mai suonato:
"Volevamo proporre un filone innovativo, più fresco, che solo nomi nuovi
rispetto ai "soliti noti" top-dj potevano portarci. come Massi Dl,
Markantonio, Dinky, Italoboyz, punti di riferimento di quest'ultima
ondata". La tendenza musicale è cambiata? I dj-set sembrano essersi
più"induriti", incupiti nel suono: "Non parlerei di musica più o
meno dura, ma di musica alternativa a tutto tondo". Quasi vent'anni dietro
le consolle genovesi, Giannini fa il punto della situazione sulla città:
"Genova è strana, lo è stata e lo sarà sempre, anche nella scena dei dj.
Ho visto e vedo tanti talenti, che restano inespressi, forse è il carattere
chiuso a non farli emergere. In egual misura i locali hanno quasi tutti
un'impostazione classica, non si rischia nulla e ci si accontenta. Io dico che
anche per lavorare nel mondo della notte ci vuole coraggio, e chissà che,
proprio seguendo il cuore invece della testa, non si ottenga di più". L.
Lun. 07/03/2008.
( da "Stampa, La" del 07-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Nuova Gerusalemme
ebraica sorta al di fuori delle mura della "Città Santa") è un
attentato di natura più "militare", per il modo in cui è avvenuto,
che terroristica. Non c'è stato un kamikaze votato al sacrificio, che si sia
fatto saltare in aria per raggiungere il suo paradiso, ma una pattuglia armata,
che ha scelto però, come bersaglio, non una postazione militare israeliana ma
una scuola rabbinica, degli studenti intenti, come vuole l'antica tradizione, a
meditare e dialogare sulla loro fede. Ambedue le caratteristiche accentuano e
mettono in maggiore evidenza quello che è stato lo scopo di questa impresa, di
cui non conosciamo con certezza, nel momento di scrivere, i diretti
responsabili. Ma l'obiettivo che si è voluto raggiungere è più che evidente:
mandare a monte le speranze di una ripresa del negoziato di pace che dovrebbe
condurre, entro l'anno (ma chi può ancora sperarlo?) alla nascita di uno Stato
palestinese accanto allo Stato d'Israele. Il lancio di missili sempre più potenti e precisi contro città
israeliane dalla striscia di Gaza, che Israele aveva evacuato per volontà di Sharon, capace d'imporre con la
forza militare l'esodo di migliaia di coloni, ed ora l'attacco militare alla
scuola rabbinica, esprimono una linea politica ben precisa: impedire un
negoziato capace di condurre alla nascita di uno Stato palestinese che
firmi un trattato di pace con lo Stato d'Israele.
Questa è la linea di Hamas, è la linea dei fondamentalisti islamici libanesi, è
la linea dell'Iran, è la linea di Al Qaeda: di tutti coloro, insomma, che nel
mondo arabo e islamico dichiarano la loro aperta intenzione di cancellare lo
Stato ebraico dalla faccia della terra: di cacciare gli Ebrei dalla "terra
dell'Islam": come ne furono cacciati, in un spazio di tempo di due secoli,
i regni crociati. Che questa non sia la volontà del popolo palestinese non ha,
per gli autori di questo attacco, alcuna importanza. Inseguono una loro
chimera, una loro visione della storia e del mondo, che può a noi apparire
assurda: ma tante tragedie del passato, anche recente, anche nella nostra
Europa, sono nate da fatali visioni, altrettanto assurde. È a tutti ben noto
(lo confermano innumerevoli sondaggi, effettuati da istituti di ricerca della Palestina) che una maggioranza dei palestinesi residenti sia
nella West Bank che nella striscia di Gaza è, da molto tempo, favorevole alla
pace con Israele: che vuol poi dire alla nascita di un
loro Stato, come avrebbe voluto la risoluzione dell'Onu che permise, nel maggio
del 1948, la nascita di uno Stato d'Israele, che
l'aggressione degli Stati arabi confinanti, che annunciavano l'intenzione di
compiere una strage senza precedenti nella storia, non riuscì ad impedire. Per Israele, la creazione di uno Stato palestinese è importante,
come suprema e definitiva garanzia della sopravvivenza del loro Stato, non meno
di quanto lo sia per i Palestinesi: di ciò è convinta una maggioranza degli
Israeliani, come dei Palestinesi - che vorrebbero diventare finalmente padroni
del loro destino di popolo. La scelta, come obiettivo dell'azione che ha
provocato la strage di Gerusalemme, di una scuola rabbinica, è chiaramente
finalizzata ad accrescere la resistenza al negoziato di pace di quella parte
della popolazione israeliana (particolarmente forte nell'elettorato
"religioso") che teme che il negoziato, e gli accordi a cui esso
potrebbe portare, accrescano, e non riducano, la minaccia alla sopravvivenza
del loro Stato. Per impedire la pace, si moltiplicano le aggressioni a Israele. Si vuole mettere così in moto un meccanismo di
azione-reazione quasi inevitabile e inarrestabile. E addio speranze di pace.
Quale Stato potrebbe accettare, senza dare una qualche risposta anche militare,
un continuo lancio di missili contro le proprie città da un territorio
confinante? Trovo un po' ipocrita la distinzione fra una reazione
"eccessiva", da condannarsi, e una reazione commisurata alla
minaccia, che sarebbe giustificata. Ricordate un missile libico lanciato tempo
fa contro l'isola di Lampedusa? Che cosa avrebbe fatto l'Italia se a quel
lancio ne fossero seguiti molti altri, giorno dopo giorno, raggiungendo obiettivi
sempre più vicini al cuore del Paese? Confesso di non sapere se sia possibile
interrompere questo tremendo giuoco di guerra, continuamente rinnovato da chi
vuole che non si faccia la pace, da chi ha per solo scopo la distruzione d'Israele, quale che sia il costo per il popolo palestinese. È
troppo ingenuo l'auspicio che intervenga sul terreno, che vuol poi dire a Gaza,
una forza militare d'interdizione autorizzata dalle Nazioni Unite, capace
d'impedire ulteriori aggressioni contro Israele, e la
reazione militare israeliana che ne consegue? C'è, anche grazie all'iniziativa
italiana, una forza militare presente, finora con efficacia, nel Sud del
Libano. Perché non a Gaza? Al di là di quello che può accadere nell'immediato
futuro (e non possiamo non auspicare che la reazione d'Israele
non sia di ritirarsi dal negoziato di pace, che bene o male stava per
ripartire: si farebbe solo il giuoco dei nemici d'Israele),
non è forse giunto il momento che le Nazioni Unite promuovano iniziative
concrete per imporre la cessazione dello stillicidio di attacchi missilistici
contro Israele?.
( da "Stampa, La" del 07-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Reazioni
La condanna e il plauso Condanno l'azione che ha causato vittime israeliane e
tutti gli attacchi a obbiettivi civili Questo attacco eroico è una risposta
normale ai crimini di Israele e alle sue uccisioni di civili Abu
Mazen Abu Zouhri.
( da "Stampa, La" del 07-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Kaz ha-Rav, per
decenni il "motore propulsore" del sionismo nazionalista. Come in
altre occasioni analoghe in passato, migliaia di persone si sono riversate in
strada a Gaza, hanno sparato raffiche di mitra in aria e fuochi di artificio
per gioia, distribuito dolciumi. Una serata di festa. A livello politico, le
espressioni di compiacimento si sono subito moltiplicate. Un "atto di
eroismo", ha affermato Hamas, "Un duro colpo ad Israele", ha commentato la Jihad
islamica. Una reazione più che naturale agli spargimenti di sangue di civili a
Gaza, diceva la gente in strada. Da Ramallah, il presidente Abu Mazen ha invece
condannato l'episodio ricordando severamente che "gli attacchi contro i
civili, israeliani o palestinesi, vanno sempre respinti". Il
massacro non è stato rivendicato ancora formalmente da alcuna organizzazione.
Ma dal Libano la tv di Hezbollah, al Manar, ha informato che l'operazione è
stata condotta dai "Cavalieri della Galilea, Brigate Imad Mughniyeh".
Rivendicazione problematica perché la formazione esiste probabilmente solo
nella fantasia di radicali arabi. Mugniyeh era il dirigente Hezbollah, legato
ai servizi iraniani e ucciso in circostanze misteriose il mese scorso a
Damasco: secondo il Partito di Dio, dagli 007 di Israele.
Fonti palestinesi dicono che il killer dei seminaristi fosse un militante della
Jihad islamica, e reparti palestinesi ieri hanno fatto incursione a Betlemme
puntando all'abitazione di uno dei leader dell'organizzazione. L'assassino
veniva comunque da vicino. Aveva in tasca una carta di identità azzurra, di chi
ha nazionalità israeliana o è residente a Gerusalemme est. Viveva nel rione di
Jabel Mukaber, di fronte alla Città vecchia. Dunque non aveva alcun problema
particolare a spostarsi, anche su automobili con targa israeliana, non doveva
superare la Barriera di separazione. Secondo Aharon Franco, capo della polizia
di Gerusalemme, anche la penetrazione nell'edificio non ha rappresentato alcun
problema particolare. Il guardiano del collegio lascia l'edificio nel
pomeriggio, al termine delle lezioni. In serata numerosi allievi erano
ritornati, dopo aver partecipato ad una cerimonia nella Città vecchia. Ma
l'ingresso era rimasto incustodito. Il terrorista palestinese, secondo alcune
testimonianze, era vestito da ebreo ortodosso. Ma forse nemmeno questo
espediente era necessario. A quanto pare l'uomo non aveva preparato alcuna
fuga. Sapeva che era un'impresa senza ritorno. La polizia israeliana cerca
innanzi tutto un suo fiancheggiatore, quello che l'ha portato nei pressi del
collegio. Ma il timore principale è che in città ci possano essere altri
"cani sciolti" pronti ad entrare in azione. Oggi migliaia di agenti
cercheranno di mantenere l'ordine: folle di palestinesi confluiranno infatti,
come tutti i venerdì, nella Spianata delle Moschee e, assieme con il timore di
nuovi attentati, esiste il rischio che estremisti ebrei cerchino vendette.
( da "Stampa, La" del 07-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Retroscena Un
jihadista con documenti israeliani L'assassino veniva da Gerusalemme Est
"La porta era aperta" ALDO BAQUIS GERUSALEMME Ha scatenato reazioni
euforiche nei Territori l'attentato di Gerusalemme contro il collegio Merkaz
ha-Rav, per decenni il "motore propulsore" del sionismo nazionalista.
Come in altre occasioni analoghe in passato, migliaia di persone si sono
riversate in strada a Gaza, hanno sparato raffiche di mitra in aria e fuochi di
artificio per gioia, distribuito dolciumi. Una serata di festa. A livello
politico, le espressioni di compiacimento si sono subito moltiplicate. Un
"atto di eroismo", ha affermato Hamas, "Un
duro colpo ad Israele",
ha commentato la Jihad islamica. Una reazione più che naturale agli spargimenti
di sangue di civili a Gaza, diceva la gente in strada. Da Ramallah, il
presidente Abu Mazen ha invece condannato l'episodio ricordando severamente che
"gli attacchi contro i civili, israeliani o palestinesi, vanno sempre
respinti". Il massacro non è stato rivendicato ancora formalmente
da alcuna organizzazione. Ma dal Libano la tv di Hezbollah, al Manar, ha
informato che l'operazione è stata condotta dai "Cavalieri della Galilea,
Brigate Imad Mughniyeh". Rivendicazione problematica perché la formazione
esiste probabilmente solo nella fantasia di radicali arabi. Mugniyeh era il
dirigente Hezbollah, legato ai servizi iraniani e ucciso in circostanze
misteriose il mese scorso a Damasco: secondo il Partito di Dio, dagli 007 di Israele. Fonti palestinesi dicono che il killer dei
seminaristi fosse un militante della Jihad islamica, e reparti palestinesi ieri
hanno fatto incursione a Betlemme puntando all'abitazione di uno dei leader
dell'organizzazione. L'assassino veniva comunque da vicino. Aveva in tasca una
carta di identità azzurra, di chi ha nazionalità israeliana o è residente a
Gerusalemme est. Viveva nel rione di Jabel Mukaber, di fronte alla Città
vecchia. Dunque non aveva alcun problema particolare a spostarsi, anche su
automobili con targa israeliana, non doveva superare la Barriera di
separazione. Secondo Aharon Franco, capo della polizia di Gerusalemme, anche la
penetrazione nell'edificio non ha rappresentato alcun problema particolare. Il
guardiano del collegio lascia l'edificio nel pomeriggio, al termine delle
lezioni. In serata numerosi allievi erano ritornati, dopo aver partecipato ad
una cerimonia nella Città vecchia. Ma l'ingresso era rimasto incustodito. Il
terrorista palestinese, secondo alcune testimonianze, era vestito da ebreo
ortodosso. Ma forse nemmeno questo espediente era necessario. A quanto pare
l'uomo non aveva preparato alcuna fuga. Sapeva che era un'impresa senza
ritorno. La polizia israeliana cerca innanzi tutto un suo fiancheggiatore,
quello che l'ha portato nei pressi del collegio. Ma il timore principale è che
in città ci possano essere altri "cani sciolti" pronti ad entrare in
azione. Oggi migliaia di agenti cercheranno di mantenere l'ordine: folle di
palestinesi confluiranno infatti, come tutti i venerdì, nella Spianata delle
Moschee e, assieme con il timore di nuovi attentati, esiste il rischio che
estremisti ebrei cerchino vendette.
( da "Stampa, La" del 07-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
MEDIO
ORIENTE ISRAELE SOTTO ATTACCO Effetto sorpresa Il killer è entrato vestito da
religioso, con il kalashnikov sotto gli abiti, ha sparato 500 colpi.
( da "Stampa, La" del 07-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
[FIRMA]FRANCESCA
PACI CORRISPONDENTE DA GERUSALEMME "Anni rozà lirot!": voglio andare
a vedere! L'urlo di Ruth, aggrappata al nastro bianco e rosso che transenna la
parte finale di Ha-ra Zvi Yehuda, riesce a tratti a sovrastare quello degli
ultraortodossi ammassati alla ringhiera della yeshivah Merkaz ha-Rav, il
principale collegio rabbinico di Gerusalemme, fondato nel 1924 dal carismatico
rabbino Avraham Yitzhak ha-Cohen Kook: "Mavet learavim!", morte agli
arabi! A separarla dalla trincea di uomini con lunghi riccioli ai lati del
volto e austeri cappotti neri ci sono 45 ambulanze della Magen David Adom, la
croce rossa israeliana. Ruth, 36 anni, passaporto americano, fazzoletto nero da
colona sul capo e gonna grigia fino alle caviglie, grida la sua rabbia ai
militari che la bloccano: il figlio Moshe, 16 anni, è lì, a pochi metri, nella
biblioteca religiosa dove mezz'ora prima un palestinese con carta d'identità
israeliana, probabilmente residente a Gerusalemme Est, ha aperto il fuoco con
un kalashnikov uccidendo otto dei 300 studenti e ferendone seriamente almeno nove.
La madre non ha ancora alcuna notizia di Moshe. Gerusalemme è deserta: in un
primo tempo le tv ripetono che un secondo attentatore potrebbe essere fuggito,
armi in pugno e odio antico nel cuore. Gli elicotteri sorvolano la città che
non dorme da quando, alle
( da "Voce d'Italia, La" del 07-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Esteri
Dopo l'attento di ieri che ha ucciso 8 studenti Israele, chiusi i
valichi con la Cisgiordania L'Onu resta paralizzata Gerusalemme, 7 mar. - Il
ministro della Difesa israeliano Ehud Barak ha ordinato all'esercito la
chiusura dei valichi con la Cisgiordania. Lo riferiscono i media israeliani. Il territorio palestinese rimarrà
isolato fino a quando gli organismi di sicurezza non avranno riesaminato la
situazione. Tutto è successo dopo l'attento di ieri in cui un uomo si è fatto
saltare uccidendo otto studenti di una scuola rabbinica a Gerusalemme. Proprio
stamane la polizia israeliana ha arrestato oltre dieci palestinesi, tra
familiari e amici dell'attentatore. La retata è avvenuta nel quartiere di Jabal
al-Mukaber, a Gerusalemme Est. Anche il padre di Alaa Hisham Abu Dheim, il
ventincinquenne autore della strage, è stato fermato e rilasciato dopo poche
ore. La polizia israeliana, inoltre, è in stato di allerta in tutto il
territorio nazionale e in particolare a Gerusalemme dopo l'attentato
palestinese di ieri contro il collegio rabbinico Merkaz ha-Rav. Nessuna
reazione da parte delle Nazioni Uniti, riunitesi ieri in consiglio d'urgenza. L'ambasciatore
americano all'Onu, Zalmay Khalilzad, ha indicato nella Libia il paese che ha di
fatto bloccato l'approvazione di una dichiarazione, e la stessa accusa è stata
mossa alla Libia da Israele. Il delegato libico però,
che voluto mantenere il riserbo sulla sua identità, ha voluto menzionare nella
dichiarazione al vaglio dell'esecutivo Onu anche gli attacchi israeliani sulla
striscia di Gaza. Andrea Morelli.
( da "Opinione, L'" del 07-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Oggi è Ven, 07 Mar
2008 Edizione 47 del 07-03-2008 Amnesty International e altre Ong puntano il
dito su Israele Razzi "umanitari" contro lo
Stato ebraico di Dimitri Buffa Amnesty è tornata "amnesy". E adesso,
tanto per cambiare, pontifica su Gaza facendo da battistrada a tante altre Ong
che non hanno niente di meglio da fare nella vita che occuparsi esclusivamente
del conflitto israelo-palestinese. Il Sudan? Non esiste. Cuba? Ormai è un
paradiso. Il Vietnam e la Cina? Non ne parliamo. Magari l'Iran? E' meglio della
Giamaica. Ma Gaza...? Vuoi mettere? Così Israele,
oltre che dai razzi Qassam che i terroristi di Hamas sparano a tutto spiano
sulle città di confine dalla Striscia, facendosi scudo della propria
popolazione civile per colpire quella dello stato ebraico, dovrà difendersi nei
prossimi giorni da un fuoco di fila di accuse "umanitarie".
Ovviamente "Amnesty-amnesy" non prende in considerazione le fonti del
governo e dell'esercito israeliano sui morti civili a Gaza. Anche se quelle
palestinesi legate al potere violento e illegale di Hamas sono sicuramente meno
attendibili. Si deplora, ma senza chiarire che cosa Israele
potrebbe concretamente fare per proteggere i suoi cittadini. Né tantomeno si
distingue tra chi colpisce deliberatamente i civili e chi mira a bersagli
militari. Ecco qualche perla tratta dal comunicato di Amnesty su Gaza:
"Amnesty International ha dichiarato che gli attacchi dell'aviazione e
dell'artiglieria israeliana contro la Striscia di Gaza stanno avvenendo con
incurante disprezzo per le vite civili. Gli attacchi israeliani degli ultimi
giorni contro Gaza hanno ucciso oltre 75 palestinesi, compresi almeno 10 bambini
e altri civili estranei agli scontri". Latore di cotali certezze è Malcolm
Smart, direttore del Programma Medio Oriente e Africa del Nord di Amnesty
International, secondo cui "Israele ha l'obbligo
legale di proteggere la popolazione civile di Gaza. Queste azioni militari sono
sproporzionate e vanno oltre le misure che le forze israeliane possono
legittimamente adottare in reazione ai lanci di razzi dei gruppi armati
palestinesi". Dopo questa introduzione, "amnesty-amnesy" si
ricorda anche dei civili israeliani. In tre righe: "Amnesty International
ha nuovamente chiesto ai gruppi armati palestinesi di cessare immediatamente il
lancio di razzi contro le città e i villaggi del Sud di Israele".
Poi si esplicita il vero Amnesty-pensiero in materia: "È veramente giunto
il momento che i dirigenti di Hamas e dell'Autorità Palestinese prendano misure
efficaci per impedire e punire gli attacchi contro la popolazione civile
israeliana. Ma l'assenza di questi provvedimenti non dà al governo israeliano
la legittimità di lanciare sconsiderati attacchi aerei e di artiglieria che
portano morte e distruzione tra la popolazione civile palestinese".
Amnesty, come tante altre organizzazioni "umanitarie", soprattutto
della Gran Bretagna, che hanno avuto in questi giorni molto spazio da parte
della Bbc (Save the children, Cafod, Care International e Christian Aid)
dimostrano in realtà tutta la propria malafede e il pregiudizio anti-israeliano
quando alla fine di ogni comunicato ribadiscono la necessità di instaurare un
dialogo con i terroristi di Hamas "al fine di giungere alla pace con Israele".