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DOSSIER “ISRAELE-PALESTINA. Se scoppia l’intelligenza”

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Report "Israele/Palestina"

Gerusalemme attentato sanguinoso a una scuola ( da "Voce d'Italia, La" del 07-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: Questa invece la reazione di Israele nelle parole del portavoce del ministero degli Esteri Arye Mekel: "Questi terroristi stanno tentando di distruggere le opportunità di pace ma noi per certo continueremo i colloqui di pace". Per Hamas si tratta invece di un "attacco eroico, una risposta normale ai crimini dell'occupante e alle sue uccisioni di civili.

Gerusalemme: attentato sanguinoso a una scuola ( da "Voce d'Italia, La" del 07-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: Questa invece la reazione di Israele nelle parole del portavoce del ministero degli Esteri Arye Mekel: "Questi terroristi stanno tentando di distruggere le opportunità di pace ma noi per certo continueremo i colloqui di pace". Per Hamas si tratta invece di un "attacco eroico, una risposta normale ai crimini dell'occupante e alle sue uccisioni di civili.

Il silenzio degli intellettuali ( da "Resto del Carlino, Il (Nazionale)" del 07-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: Tra quanti condannarono l'ultima fatica del professore italo-israeliano c'era anche lei, Anna Foa, ebrea, autorevole storica dell'ebraismo, autrice di libri importanti tra cui Ebrei in Europa - Dalla Peste nera all'emancipazione e Eretici - Storie di streghe, ebrei e convertiti. Professoressa Foa, qual è il suo giudizio sulla riedizione?

Attacco alla scuola dei rabbini, è strage Un terrorista vestito da studente apre il fuoco. Hamas festeggia: Azione eroica ( da "Nazione, La (Nazionale)" del 07-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: un raid aereo israeliano, lanciato sopra Khan Yunes, nel sud della Striscia dove, ieri mattina, era caduto un soldato israeliano, il terzo in una settimana, in un attentato in stile iracheno. La Jihad islamica ha rivendicato l'agguato, compiuto con una bomba nascosta sotto la sabbia e fatta esplodere al passaggio della pattuglia con la stella di David con un meccanismo a distanza.

La coscienza dell'odio - lucio caracciolo ( da "Repubblica, La" del 07-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: E la realtà è che Israele si appresta a celebrare il sessantesimo anniversario della fondazione sotto il fuoco degli attentati nel cuore della sua capitale, dei razzi lanciati da Gaza verso Ashkelon e dintorni, delle incursioni terrestri contro la Striscia appena abbandonata e subito conquistata da Hamas.

Israele, la strage degli studenti ( da "Repubblica, La" del 07-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: Orrore a Gerusalemme, decine di feriti nella yeshivah. La folla urla: "Morte agli arabi". E a Gaza si festeggia Israele, la strage degli studenti Assalto alla scuola rabbinica, 8 morti. Ucciso l'attentatore SEGUE A PAGINA 2.

Condanna di usa e ue. d'alema: non si fermi il dialogo ( da "Repubblica, La" del 07-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: Annapolis per un nuovo dialogo di pace israelo-palestinese, già danneggiate dai lanci di razzi palestinesi e dalle incursioni israeliane a Gaza delle ultime settimane, sembrano essersi infrante tragicamente ieri sera con l'attentato di Gerusalemme. L'attacco è avvenuto poco dopo la missione con cui il segretario di Stato Usa Condoleezza Rice aveva tentato di riavviare il dialogo di pace:

Nella striscia di gaza integralisti in festa "è la vendetta di dio" ( da "Repubblica, La" del 07-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: stato ieri denunciato dalle principali Ong britanniche e dal parroco della piccola comunità cristiana, sono proseguite anche ieri le operazioni militari. Un soldato israeliano è stato ucciso da un'esplosione al passaggio della sua jeep e altri tre militari sono rimasti feriti, in un raid aereo sono stati uccisi quattro miliziani della Jihad islamica nelle vicinanze di Khan Younis.

La coscienza dell'odio - (segue dalla prima pagina) ( da "Repubblica, La" del 07-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: Israele rischierà di scivolare verso lo Stato binazionale. Un'improbabile macedonia arabo-ebraica che annienterebbe l'opera di generazioni di sionisti. Il Grande Israele è la morte di Israele. Lo sanno bene anche gli ultranazionalisti, per i quali occorre costringere i palestinesi ad arrendersi all'idea che il loro Stato si farà,

Un rilancio verso il mare - tano gullo ( da "Repubblica, La" del 07-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: gli agrumi sbattono contro la concorrenza di Spagna e perfino di Israele, l'emigrante trova ovunque mercati intasati di braccia. E allora? "Il piagnisteo sulla felicità perduta o mai avuta non serve a niente e a nessuno. Bisogna partire da quello che siamo stati, e continuiamo a essere, per rimodulare il nostro presente.

La denuncia delle ong inglesi "gaza al collasso, mai così dal '67" ( da "Repubblica, La" del 07-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: se le potenze internazionali non riescono a fermare le violenze di Israele su Gaza, chiediamo che almeno ci garantiscano una sepoltura da esseri umani". La testimonianza di padre Manawel Musallam, parroco della piccola comunità di palestinesi cattolici di Gaza, è stata pubblicata dall'agenzia missionaria vaticana Asianews.

Luogo simbolo del movimento dei coloni ebrei ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 07-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: Palestina, non necessariamente basato sulla legge biblica. Fucina costante di studiosi di ebraismo, il collegio Merkaz ha-Rav balzò all'attenzione pubblica nel 1967 quando, poco prima del conflitto della Guerra dei sei giorni (1967), i suoi rabbini ebbero un presentimento della futura riunificazione della città e della possibilità per gli ebrei di tornare a pregare al Muro del Pianto.

Un weekend che vale un anno Grandi appuntamenti all'Auditorium: da PJ Harvey agli Eels, da Bollani a Rea ( da "Unita, L'" del 07-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: elettronica europea Fennesz e quello del duo italo israeliano Ziv Jacob/Jean Marc Caimi, mentre domani tocca ai Telefon Tel Aviv, nome di punta della scena elettronica statunitense e alle svedesi Midaircondo, ensemble che unisce performance di grande impatto visivo ad una formula musicale in equilibrio tra suoni acustici ed elettronici.

Kolitz e Defonseca diari più veri del vero ( da "Unita, L'" del 07-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: approdato con la famiglia in Palestina prima della guerra, poi su mandato dell'Irgun, il movimento terrorista di destra, a Buenos Aires e infine sceneggiatore negli Usa, è autore dell'apocrifo straordinario - qui contenuto - Yoss Rakover si rivolge a Dio, finto testamento di una vittima del ghetto di Varsavia, in Italia già edito da Adelphi nel '97.

Nel rapporto si chiede l'apertura di trattative tra Israele e Hamas e la fine delle punizioni collettive ( da "Unita, L'" del 07-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: Stai consultando l'edizione del Nel rapporto si chiede l'apertura di trattative tra Israele e Hamas e la fine delle punizioni collettive.

Gerusalemme attacco alla scuola rabbinica: 9 morti Ucciso anche l'attentatore palestinese La rabbia della folla: Morte agli arabi ( da "Unita, L'" del 07-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: sottolinea un portavoce del ministero degli Esteri israeliano, Ariel Mekel. "La loro volontà era quella di uccidere il processo di pace". Israele, aggiunge Mekel, "continuerà a combattere il terrorismo". La polizia israeliana ha elevato lo stato di allerta in tutto il territorio, alle uscite di Gerusalemme la polizia ha istituito posti di blocco.

Gaza, palestinesi mai così poveri negli ultimi quarant'anni Le maggiori ong britanniche consegnano al premier Brown un dossier sul disastro umanitario. Israele ribatte: ringrazino ( da "Unita, L'" del 07-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: che ha preso con la forza il controllo della Striscia nel giugno 2007 ed è considerato "organizzazione terroristica" da Israele, Stati Uniti e dall'Ue. "La politica internazionale di isolamento di Hamas non ha avuto alcun esito positivo", affermano le organizzazioni umanitarie che definiscono il blocco imposto da Israele una politica "inaccettabile e illegale".

Verso la Pasqua stregati dalla Luna ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 07-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: mentre da Gaza pazzescamente si sparano missili, e Israele reagisce con ferocia. Un finto inverno volge al termine; e guardando il calendario ci piace pensare alle imminenti domeniche primaverili, segnate dal tempo pasquale. Con risvolti talvolta insospettabili. Ad esempio, la domenica dopo Pasqua è detta anche Quasimodo, dal canto Quasi modo;

Raid terroristicoin una scuola ebraica strage a Gerusalemme ( da "Secolo XIX, Il" del 07-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: Il presidente americano Bush ha chiamato il primo ministro israeliano Olmert, per garantire che gli Usa "sono fermamente al fianco di Israele" e condannano l'attacco, chiedendogli di estendere le sue "condoglianze alle vittime, le loro famiglie e al popolo di Israele". Dopo la strage centinaia di persone hanno inscenato una protesta davanti al collegio, gridando "morte agli arabi"

Israele, strage di studenti ( da "Messaggero, Il" del 07-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: Attentatore palestinese spara nel collegio: dieci feriti. Condanna di Abu Mazen Israele, strage di studenti Colpita una scuola rabbinica a Gerusalemme: 9 morti.

DOPO i lanci di missili di Hamas ad Israele e le pesanti reazioni israeliane, il processo di pac ( da "Messaggero, Il" del 07-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: Di CARLO JEAN DOPO i lanci di missili di Hamas ad Israele e le pesanti reazioni israeliane, il processo di pace in Medio Oriente, fra palestinesi e lo Stato di Israele sembra definitivamente bloccato. Nessuno Stato può accettare che la sicurezza fisica dei propri cittadini sia messa quotidianamente a rischio.

Forze speciali di Tsahal, l'esercito israeliano, intervengono sulla scena della sparatoria ( da "Messaggero, Il" del 07-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: INTERVIENE L'ESERCITO Forze speciali di Tsahal, l'esercito israeliano, intervengono sulla scena della sparatoria.

Dopo un anno senza attentati, Gerusalemme non si aspettava un assalto armato come quello di ieri ( da "Messaggero, Il" del 07-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: Il governo israeliano deve lanciare già questa notte una guerra senza quartiere contro il nemico arabo, liquidarlo, eliminarlo, perché in questa Terra non c'è spazio per lui. Occorre trattare esattamente come gli arabi di Gaza anche gli arabi di Gerusalemme est, da cui è giunto il terrorista".

Strage nella scuola dei rabbini ( da "Corriere della Sera" del 07-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: 2008-03-07 num: - pag: 1 categoria: REDAZIONALE Allerta in Israele "Blitz contro i negoziati". Per Hamas "impresa eroica", festeggiamenti a Gaza Strage nella scuola dei rabbini Gerusalemme, attacco terrorista tra gli studenti: 9 morti, decine di feriti GERUSALEMME - Attacco terrorista in una scuola rabbinica, è strage.

<Anch'io allevato in una yeshiva Mi sono sentito uno di loro> ( da "Corriere della Sera" del 07-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: Se ciò è vero, come pare ormai chiaro, cosa dovrebbe fare Israele?". La sua risposta? "Nessun Paese al mondo permetterebbe mai a dei killer di penetrare impunemente nelle sue scuole per assassinare, ferire, azzoppare e storpiare giovani innocenti. Israele non può non difendersi da questi continui attacchi".

Sangue su Gerusalemme Strage alla scuola religiosa ( da "Corriere della Sera" del 07-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: vivere nella terra d'Israele. Da qui sono usciti i leader ultra nazionalisti del sionismo religioso, che dopo la guerra dei Sei giorni hanno spinto per lo sviluppo degli insediamenti in Cisgiordania e nella Striscia di Gaza, fino al ritiro del 2005. Quando le ambulanze sono arrivate, dentro la scuola stanno ancora sparando.

<Hamas dietro l'attacco: così vuol piegare Olmert> ( da "Corriere della Sera" del 07-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: Non c'è una leadership forte in Israele e anche i palestinesi non hanno chi li guidi. Il presidente Abu Mazen non ha carte da giocare nei negoziati, non sta preparando l'economia e la società alla nascita di uno Stato". Il giudizio su Hamas è ancora più duro. "è solo una fazione.

Doppio fronte ( da "Corriere della Sera" del 07-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-03-07 num: - pag: 2 categoria: BREVI Doppio fronte Un militare israeliano all'interno della scuola rabbinica di Gerusalemme teatro della strage di ieri e, a destra, un ferito. Nella foto al centro, festeggiamenti nella Striscia di Gaza (Ansa, Reuters).

Attacco armato palestinese a Gerusalemme, nove vittime ( da "Manifesto, Il" del 07-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: Medio Oriente Attacco armato palestinese a Gerusalemme, nove vittime Uccise nove persone, tra cui un assalitore, nell'attacco a collegio rabbinico. Raid aereo israeliano su Gaza, quattro morti. Le Ong: catastrofe umanitaria nella Striscia PAGINA 11.

L'unica via per la pace: il mondo fermi Israele ( da "Manifesto, Il" del 07-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: Dopo la vittoria elettorale di Hamas nel 2006, Israele ha intensificato la guerra contro la Striscia e la colonizzazione della Cisgiordania. Che effetto può avere sulla percezione di Israele nel mondo? Nonostante i crimini che sta commettendo, Israele ha un'immagine molto migliore di quella che aveva fino a pochi anni fa.

La denuncia delle ong: dal '67 mai tanta miseria ( da "Manifesto, Il" del 07-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: continua il documento, che aggiunge che la chiusura imposta da Israele non è riuscita a portare sicurezza né agli israeliani né ai palestinesi: "La politica del blocco è inaccettabile, illegale, l'Ue deve condannare il ricorso, da parte del governo israeliano, alla punizione collettiva (della popolazione palestinese)".

Attacco alla scuola rabbinica, è strage ( da "Manifesto, Il" del 07-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: Allarme attentati e tensione alle stelle in Israele Michele Giorgio Gerusalemme Anticipato da una settimana di sangue a Gaza, in cui oltre cento palestinesi sono stati uccisi dall'esercito israeliano, l'attentato di ieri sera in un collegio rabbinico di Gerusalemme Ovest, in cui sono rimasti uccisi almeno otto studenti ebrei oltre all'attentatore palestinese,

Colpirà gli sponsor dei terroristi di Hamas. Cioè l'Hezbollah libanese oppure la Siri ( da "Messaggero, Il" del 07-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: Taluni affermano che per avere una possibilità di pace sarebbe necessario un dialogo diretto fra Israele ed Hamas. Abu Mazen è troppo debole. Può esser facilmente "scavalcato" dagli elementi più estremisti. Non si può neppure pretendere da Israele che si metta a negoziare con coloro che vogliono la sua distruzione. Ci si trova in una situazione di completo stallo.

La lotta di classe non c'è più. Nel loft ( da "Manifesto, Il" del 07-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: Massimo (non Calearo, D'Alema) potrebbe suggerire al suo amico un termine che coniò per parlare della posizione italiana nel conflitto israelo-palesinese: equivicinanza. Il Pd è equivicino ai padroni e agli operai perché la lotta di classe non c'è più. Nelle liste del Pd.

Marrazzo lo nomina ma l'avvocato <corre> con il Pdl ( da "Corriere della Sera" del 07-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: Gianni Letta e Gianfranco Fini, che accompagnai in un viaggio in Israele. Berlusconi? Lo conosco, siamo stati insieme negli Usa, ma non è stato lui a chiamarmi. Il centrosinistra? Ho grande stima per Walter Veltroni, ho ottimi rapporti con Goffredo Bettini. E anche con Marrazzo: pure con lui sono stato in Israele".

Gerusalemme, nove morti ( da "Tempo, Il" del 07-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: L'attribuzione ad Israele dell'uccisione fatta da Hezbollah è stata negata da Tel Aviv che ha smentito qualsiasi implicazione nell'episodio. Il 14 febbraio il segretario generale di Hezbollah, Sayyed Hassan Nasrallah, ha dichiarato una "guerra aperta" a Israele.

<Sguardi altrove> tra Iran, Russia e Palestina ( da "Corriere della Sera" del 07-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: Russia e Palestina Molti ospiti al settimo giorno di "Sguardi altrove". Due titoli nel concorso internazionale dei documentari. Alle 17 "Maria's Grotto" di Buthina Canaan Khoury mostra la violenza esercitata contro le donne palestinesi all'interno della famiglia, e la sopravvivenza del delitto d'onore.

MIT, FENNESZ E JM CAIMI AL PARCO DELLA MUSICA Per "Meet In Town" c'è ( da "Messaggero, Il" del 07-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: israeliano Ziv Jacob & Jean-Marc Caimi, con il nuovo cd "Minimalismus". Bella serata di sperimentazione. Parco della Musica, viale De Coubertin, 06-80241281 VIOLA BUZZI AL TEATROINSCATOLA Direttrice di folkfestival e cantautrice, Viola Buzzi propone fino a domenica "Concerto d'amore", canzoni e racconti sulle anonime italiane che lavoravano nelle case chiuse del prima-

Attacco alla scuola rabbinica ( da "Riformista, Il" del 07-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: estremista e terrorista che non ha avuto occhi e orecchie per la reazione della comunità internazionale, unita nel dire che no, Israele non poteva continuare a bombardare Gaza. Tanto che mentre quei folli omicidi attaccavano un luogo di preghiera, il consiglio dei diritti umani delle Nazioni Unite approvava una risoluzione di condanna contro le operazioni militari dell'Idf sulla Striscia.

Rende (Cs) 100 anni di 8 Marzo: Verso una democrazia paritaria alle 9 Aula Magna Unical ( da "Liberazione" del 07-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: incontro con Michel Warschawski intellettuale israeliano e co-fondatore dell'Alternative Information Center. Alle 21 Sala Est Ovest via de Ginori 12. Piangipane (Ra) Un grande concerto funky jazz per commemorare l'80° anniversario della nascita di Ernesto Che Guevara e per ricordare i 10 anni di assurda prigionia che stanno patendo i 5 patrioti cubani incarcerati negli Usa .

<Le condizioni di Gaza sono peggiori oggi che 40 anni fa> ( da "Liberazione" del 07-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: Il ministero degli Esteri israeliano ha respinto i contenuti del rapporto. Per Israele la responsabilità per il deterioramento delle condizioni di Gaza ricade su Hamas. Le organizzazioni che hanno redatto il rapporto, si legge nel comunicato del governo israeliano, dovrebbero piuttosto rivolgere le loro critiche al movimento islamico che controlla il territorio della Striscia,

Una via di mezzo tra lo scandalo Iran-contra e lo sbarco alla Baia dei porci ( da "Liberazione" del 07-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: aveva il benestare del governo israeliano. Fallita - per evidenti errori di valutazione - l'operazione, Dahlan sarebbe poi stato costretto a fuggire e a rifugiarsi all'estero. Dopo la pubblicazione dell'articolo, comparso in edicola proprio il giorno dell'arrivo di Condoleezza Rice in Medio Oriente, sono subito arrivate le smentite.

Cristiani, Medio Oriente e gli enigmi della Storia ( da "Stampa, La" del 07-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: i palestinesi e Israele. Tradizionalmente l'interesse per i cristiani d'Oriente ha avuto qualche punta in chiave antifrancese. Ma è stato solo un passaggio. Tuttavia anche in Italia oggi è divenuto impossibile disinteressarsi del mondo cristiano d'Oriente, perché è divenuto impossibile disinteressarsi del Medio Oriente.

Tra Islanda e Finlandia guerra gelida alla Buchmesse ( da "Stampa, La" del 07-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: onore Israele, nel sessantesimo anniversario della fondazione, che già altre nubi, e per fortuna di origini meno ideologiche, sembrano addensarsi sul cielo di Francoforte e della sua Grand Buchmesse. Per la scelta del paese ospite i tedeschi avevano pensato alla verde Finlandia, terre di canti e di cetre, di interminabili epopee orali e vichinghe.

Oggi pellicole e concorso ( da "Stampa, La" del 07-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: Due film in concorso: "Un gesto sbagliato" (Israele) alle 14,30 e alle 16,30 "Con amici come questi" (Belgio). Alle 19, in Sala Ordet, iniziano le prime proiezioni della rassegna "eXistenZe": "Pazzi, pupe e pillole" e, alle 21,30, "L'appartamento" di Billy Wilder, presentato sal regista Gabriele Vacis.

Il suono electro-house di dj aron ( da "Secolo XIX, Il" del 07-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: Israeliano di Tel Aviv, trasferitosi in Europa a 24 anni, adottato dalla nightlife di Parigi che lo ha lanciato nelle serate di Quenn Club, Red Light e Folies Pigalle, Aron ha trovato la sua dimensione ideale in Italia. A portarcelo è stato il promoter Giuliano Bavutti, ideatore con Giusy Consoli, di Le Folies De Pigalle,

L'attentato alla Yeshivà, o scuola rabbinica di Kiriat Moshè, a Gerusalemme Ovest (la ( da "Stampa, La" del 07-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: Israele. Il lancio di missili sempre più potenti e precisi contro città israeliane dalla striscia di Gaza, che Israele aveva evacuato per volontà di Sharon, capace d'imporre con la forza militare l'esodo di migliaia di coloni, ed ora l'attacco militare alla scuola rabbinica, esprimono una linea politica ben precisa: impedire un negoziato capace di condurre alla nascita di uno Stato

Condanno l'azione che ha causato vittime israeliane e tutti gli attacchi a obbiettivi civili ( da "Stampa, La" del 07-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: Reazioni La condanna e il plauso Condanno l'azione che ha causato vittime israeliane e tutti gli attacchi a obbiettivi civili Questo attacco eroico è una risposta normale ai crimini di Israele e alle sue uccisioni di civili Abu Mazen Abu Zouhri.

Ha scatenato reazioni euforiche nei Territori l'attentato di Gerusalemme contro il collegio Mer ( da "Stampa, La" del 07-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: Un duro colpo ad Israele", ha commentato la Jihad islamica. Una reazione più che naturale agli spargimenti di sangue di civili a Gaza, diceva la gente in strada. Da Ramallah, il presidente Abu Mazen ha invece condannato l'episodio ricordando severamente che "gli attacchi contro i civili, israeliani o palestinesi, vanno sempre respinti".

L'assassino veniva da Gerusalemme Est "La porta era aperta" ( da "Stampa, La" del 07-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: Un duro colpo ad Israele", ha commentato la Jihad islamica. Una reazione più che naturale agli spargimenti di sangue di civili a Gaza, diceva la gente in strada. Da Ramallah, il presidente Abu Mazen ha invece condannato l'episodio ricordando severamente che "gli attacchi contro i civili, israeliani o palestinesi, vanno sempre respinti".

Effetto sorpresa Il killer è entrato vestito da religioso, con il kalashnikov sotto gli abiti, ha sparato 500 colpi ( da "Stampa, La" del 07-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: MEDIO ORIENTE ISRAELE SOTTO ATTACCO Effetto sorpresa Il killer è entrato vestito da religioso, con il kalashnikov sotto gli abiti, ha sparato 500 colpi.

[FIRMA]FRANCESCA PACI CORRISPONDENTE DA GERUSALEMME Anni rozà lirot! : voglio ( da "Stampa, La" del 07-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: In un momento svaniscono insieme la tutela artificiale del muro tra Israele e Cisgiordania costruito nel 2003 per bloccare i kamikaze e il sogno di Annapolis. E ancora guerra, la stessa che nell'ultima settimana, al confine con Gaza, ha ucciso 3 militari israeliani, uno ieri mattina, e 135 palestinesi, molti dei quali civili.

Israele, chiusi i valichi con la Cisgiordania ( da "Voce d'Italia, La" del 07-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: Esteri Dopo l'attento di ieri che ha ucciso 8 studenti Israele, chiusi i valichi con la Cisgiordania L'Onu resta paralizzata Gerusalemme, 7 mar. - Il ministro della Difesa israeliano Ehud Barak ha ordinato all'esercito la chiusura dei valichi con la Cisgiordania. Lo riferiscono i media israeliani.

Razzi "umanitari" contro lo Stato ebraico ( da "Opinione, L'" del 07-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: niente di meglio da fare nella vita che occuparsi esclusivamente del conflitto israelo-palestinese. Il Sudan? Non esiste. Cuba? Ormai è un paradiso. Il Vietnam e la Cina? Non ne parliamo. Magari l'Iran? E meglio della Giamaica. Ma Gaza...? Vuoi mettere? Così Israele, oltre che dai razzi Qassam che i terroristi di Hamas sparano a tutto spiano sulle città di confine dalla Striscia,


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Gerusalemme attentato sanguinoso a una scuola (sezione: Israele/Palestina)

( da "Voce d'Italia, La" del 07-03-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Esteri Otto morti e diversi feriti nella Citta' Santa Gerusalemme: attentato sanguinoso a una scuola Nonostante l'attacco i colloqui di pace continueranno Milano, 6 mar. - Una nuova sigla terroristica, Kataeb Ahrar al-Jalil (Brigata degli uomini liberi della Galilea), ha rivendicato l'attentato che questa sera ha provocato otto morti e diversi feriti nella più importante scuola rabbinica di Gerusalemme Ovest. L'attentatore si è infiltrato all'interno del collegio e ha aperto il fuoco, immediato l'intervento delle guardie che hanno reagito uccidendolo. Il presidente palestinese Abu Mazen, tramite Saeb Erekat, suo collaboratore, ha subito stigmatizzato il gesto ribadendo la sua condanna a tutti gli attacchi che colpiscono i civili, siano essi palestinesi o israeliani. Questa invece la reazione di Israele nelle parole del portavoce del ministero degli Esteri Arye Mekel: "Questi terroristi stanno tentando di distruggere le opportunità di pace ma noi per certo continueremo i colloqui di pace". Per Hamas si tratta invece di un "attacco eroico, una risposta normale ai crimini dell'occupante e alle sue uccisioni di civili. E se subito dopo la strage centinaia di persone si sono radunate nei pressi del collegio gridando "Morte agli arabi, morte agli arabi", nella Striscia di Gaza invece i residenti sono scesi in strada a festeggiare il sanguinoso attacco. Per Gerusalemme si tratta purtroppo di un brusco ritorno al passato dopo che nel 2007 non si erano registrati attentati. Stefano Vandelli.

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Gerusalemme: attentato sanguinoso a una scuola (sezione: Israele/Palestina)

( da "Voce d'Italia, La" del 07-03-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Esteri Otto morti e diversi feriti nella Citta' Santa Gerusalemme: attentato sanguinoso a una scuola Nonostante l'attacco i colloqui di pace continueranno Milano, 6 mar. - Una nuova sigla terroristica, Kataeb Ahrar al-Jalil (Brigata degli uomini liberi della Galilea), ha rivendicato l'attentato che questa sera ha provocato otto morti e diversi feriti nella più importante scuola rabbinica di Gerusalemme Ovest. L'attentatore si è infiltrato all'interno del collegio e ha aperto il fuoco, immediato l'intervento delle guardie che hanno reagito uccidendolo. Il presidente palestinese Abu Mazen, tramite Saeb Erekat, suo collaboratore, ha subito stigmatizzato il gesto ribadendo la sua condanna a tutti gli attacchi che colpiscono i civili, siano essi palestinesi o israeliani. Questa invece la reazione di Israele nelle parole del portavoce del ministero degli Esteri Arye Mekel: "Questi terroristi stanno tentando di distruggere le opportunità di pace ma noi per certo continueremo i colloqui di pace". Per Hamas si tratta invece di un "attacco eroico, una risposta normale ai crimini dell'occupante e alle sue uccisioni di civili. E se subito dopo la strage centinaia di persone si sono radunate nei pressi del collegio gridando "Morte agli arabi, morte agli arabi", nella Striscia di Gaza invece i residenti sono scesi in strada a festeggiare il sanguinoso attacco. Per Gerusalemme si tratta purtroppo di un brusco ritorno al passato dopo che nel 2007 non si erano registrati attentati. Stefano Vandelli.

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Il silenzio degli intellettuali (sezione: Israele/Palestina)

( da "Resto del Carlino, Il (Nazionale)" del 07-03-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Di ACHILLE SCALABRIN UN ANNO FA, all'uscita di Pasque di sangue, accusò Ariel Toaff di aver avallato lo stereotipo antisemita degli omicidi rituali ma senza produrre prove. Tra quanti condannarono l'ultima fatica del professore italo-israeliano c'era anche lei, Anna Foa, ebrea, autorevole storica dell'ebraismo, autrice di libri importanti tra cui Ebrei in Europa - Dalla Peste nera all'emancipazione e Eretici - Storie di streghe, ebrei e convertiti. Professoressa Foa, qual è il suo giudizio sulla riedizione? "Siamo in presenza di modifiche sostanziali, non tanto nel testo, quanto in due affermazioni che Toaff fa nella postfazione e in cui sgombera il campo da due fondamentali equivoci a cui la prima edizione dava adito. Primo: l'omicidio rituale è da considerarsi un mito e non un rito. Ora lo dice esplicitamente, ed è una affermazione importante perché cambia molto la sua tesi di fondo. Secondo, non meno importante: l'uso del sangue da parte degli ebrei non implicava l'omicidio rituale...". Bensì? "Il sangue poteva essere ottenuto in vari modi, tra cui i salassi, da persone vive e non tramite un delitto o un rito sacrificale sanguinoso. Era usato soprattutto come medicinale. Toaff spiega ora anche un altro punto che mi aveva lasciato molto perplessa, vale a dire i certificati di kasherut che avrebbero accompagnato la vendita da parte degli ebrei delle ampolle di sangue. Avrebbero stabilito non certo che era sangue di bambino cristiano sacrificato nei rituali della Pasqua ebraica ? come lasciava intendere nella prima edizione ? ma che era sangue tanto essicato, che in alcuni casi il rabbinato ne permetteva l'uso". Un uso molto diffuso nella comunità askenazita dell' epoca, nonostante la legge ebraica lo proibisca... "Affermazione, quella di Toaff, che, se provata, serve a stabilire la differenza tra norme e pratiche. Nient'altro. E non certo un nesso con eventuali omidici rituali". Toaff, nel suo libro, parla tuttavia anche del 'rituale delle maledizioni' che per il mondo askenazita equivaleva in occasione della Pasqua a preghiere e invocazioni di vendetta su Edom, il cristianesimo, dopo i massacri subiti. "Gli storici dell'ebraismo non hanno mai sottovalutato la forte tensione anticristiana che in certi momenti ha pervaso il mondo ebraico, in particolare dopo le crociate. Toaff si appoggia qui alle tesi di Israel Yuval, che tuttavia ha sempre escluso atti aggressivi che prendessero la forma di sacrifici rituali e che parla di credenze e non di riti. Non ci sono prove, e anche Toaff qui lo dice chiaramente, di rituali di aggressione contro i cristiani". Questi scenari, tuttavia, possono aver indotto il mondo cattolico a elaborare l'"accusa del sangue"? "Sicuramente possono, in determinati contesti, aver facilitato il diffondersi dell'accusa, come hanno sostenuto Yuval e altri storici ebrei, tra cui Cecil Roth. L'accusa veniva elaborata da parte di una cultura in cui si presupponeva che gli ebrei, che durante le crociate avevano ucciso i loro figli per sottrarli al battesimo forzato, fossero di conseguenza ancor più propensi a uccidere i fanciulli cristiani. Ma si trattava delle fantasie della società cristiana, delle illazioni dei giudici". Qualche caso isolato di omicidio, sostiene Toaff, potrebbe aver suffragato l'impianto mitologico. "Casi di omicidi, come avvengono in tutte le società, non si possono escludere, ma uccisioni, non rituali religiosi. Su questo Toaff ha pienamente ragione: il mondo ebraico non è migliore del mondo non ebraico. Contiene delle persone sagge, degli stupidi, degli intelligenti, dei pazzi, come tutti gli altri ambienti". Toaff si è rifatto a fonti inquisitoriali, lei gliel'ha contestato. Perché? "Gli ho contestato semplicemente il modo di usarle, quasi si trattasse della fotocopia della realtà. Non si può prendere per buono tutto ciò che contengono - come lui ha fatto per il processo agli ebrei di Trento, accusati dell'uccisione di Simonino -, purché ci sia dentro un qualche riferimento a fatti reali, il Seder di Pasqua, nomi di persona, ecc. Bisogna distinguere tra verosimile e inverosimile". In quelle deposizioni ci sono elementi di verità o no? "I torturati mescolano sempre vero e falso, innanzitutto perché devono dare risposte che in qualche modo soddisfino i giudici, altrimenti vengono sottoposti a nuove torture. Ma da questo a dire che i loro racconti sono veri, ce ne corre". Nel 2007 ci fu un linciaggio morale e intellettuale nei confronti di Toaff. Professoressa Foa, un anno dopo, lei cosa pensa di quella vicenda? "Da quel dibattito di un anno fa, siamo usciti tutti sconfitti. Ho ancora l'amaro in bocca per quanto è accaduto. Fra l'altro, l'utilizzazione delle tesi di Toaff da parte antisemita. Ma non credo ci sia stato un linciaggio di Toaff: c'è stato un lancio mediatico molto sbagliato, tutto centrato sugli 'ebrei autori di omicidi rituali', a cui hanno anche contribuito molte delle dichiarazioni di Toaff. Su una questione lui aveva ragione: lo storico che faccia una ricerca 'scomoda' deve andare avanti e non curarsi di come le sue ricerche vengono usate. Ma a patto, aggiungo io, che abbia fatto affermazioni provate, non una sorta di racconto di fantasia. Attorno alla nuova edizione, che contiene correzioni sostanziali, c'è ora un clima più sereno e ciò consente un confronto serio su 'come lavora uno storico' e non certo sul problema se gli ebrei assassinassero o meno fanciulli cristiani". - -->.

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Attacco alla scuola dei rabbini, è strage Un terrorista vestito da studente apre il fuoco. Hamas festeggia: Azione eroica (sezione: Israele/Palestina)

( da "Nazione, La (Nazionale)" del 07-03-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

GERUSALEMME, ALMENO 9 MORTI E MOLTI FERITI Attacco alla scuola dei rabbini, è strage Un terrorista vestito da studente apre il fuoco. Hamas festeggia: "Azione eroica" di LEONARDO STURIALE E' UNA NOTTE di sangue e di odio. Nel cuore di Gerusalemme ieri sera è avvenuta una strage. Un attentatore palestinese, travestito da religioso ebreo, è entrato nel più celebre collegio rabbinico della capitale, Merkaz Ha-Rav, e ha sparato a raffica contro gli studenti raccolti in lettura nella biblioteca dell'istituto. Otto di loro sono morti e altri quindici sono rimasti feriti, alcuni in modo gravissimo. E' stato ucciso anche l'assalitore mentre per ore se ne è cercato anche un secondo che tuttavia non avrebbe sparato. In terra è stato trovato un giubbotto esplosivo. "Sangue ovunque. E' la scena di un massacro", mormorano i soccorritori uscendo dal collegio. "I muri sono schizzati di sangue, ci sono pozze di sangue sui pavimenti. I cadaveri sono sparsi nelle stanze e tra i corridoi". Sangue chiama odio. "Morte agli arabi, morte agli arabi", gridavano ieri sera decine di persone che si erano radunate davanti alla scuola rabbinica da cui ancora uscivano lettighe con i corpi delle vittime. A Gaza, invece, secondo testimoni oculari, si faceva festa. Canti dalle moschee, e fuochi d'artificio oltre alle raffiche di mitra sparate in aria da centinaia di miliziani. Tutto per "celebrare" il più grave attentato compiuto da tempo al cuore dello Stato ebraico, nella capitale, in un luogo simbolo come il collegio rabbinico Merkaz ha-Rav. "Un attacco eroico", l'ha definito il portavoce di Hamas, Abu Zouhri, parlando all'agenzia France Presse. "La risposta naturale all'aggressione sionista. E non sarà l'ultima". Poco dopo, quattro palestinesi restavano uccisi in un raid aereo israeliano, lanciato sopra Khan Yunes, nel sud della Striscia dove, ieri mattina, era caduto un soldato israeliano, il terzo in una settimana, in un attentato in stile iracheno. La Jihad islamica ha rivendicato l'agguato, compiuto con una bomba nascosta sotto la sabbia e fatta esplodere al passaggio della pattuglia con la stella di David con un meccanismo a distanza. Sono rimasti feriti gli altri tre soldati di pattuglia. Mentre due miliziani di Hamas erano stati uccisi, in mattinata, durante uno scontro a fuoco. Gaza è tuttora l'epicentro del conflitto. Dalla Striscia, con la supervizione di Hamas e della Jihad, continuano i lanci di razzi Qassam contro la cittadina israeliana di Sderot che vive questo incubo quotidiano da troppo tempo. Ieri un razzo ha centrato una casa e ferito due persone, una è grave. La ricostruzione più lucida e terribile della strage al collegio di Merkaz Ha-Rav è nella testimonianza di Yitzhak Dadon, 40 anni. E' lui che ha aperto il fuoco sul palestinese che in precedenza aveva massacrato i suoi compagni di studio. "Gli spari ? racconta ? venivano dalla biblioteca, un edificio separato da quello dove invece si studia e si prega. Sono salito sul tetto di questo secondo edificio e mi sono messo in attesa con il fucile spianato". Nel collegio rabbinico di Merkaz ha-Rav c'erano circa 300 studenti. Non pochi erano armati. Ma nella biblioteca, la maggior parte degli allievi, ragazzi di circa 16 anni, erano disarmati. "Per lunghi minuti, forse cinque, forse dieci, ho sentito spari continui. Era un fucile automatico, che crepitava senza tregua. Ha falciato tutti quelli che si trovavano all'interno. Poi il terrorista è apparso allo scoperto e ha sparato una raffica in aria". Dadon si è gettato a terra, per non essere colpito. "Ho visto che impugnava un kalashnikov". Poi il palestinese torna allo scoperto e questa volta Dadon gli spara "due colpi precisi, alla testa". REAZIONI di unanime condanna da tutto il mondo. Il presidente palestinese Abu Mazen ha stigmatizzato "tutti gli attacchi che colpiscono civili". Bush ha chiamato il premier Olmert garantendo che "gli Usa sono al fianco di Israele". Profonda preoccupazione è stata espressa dal segretario Onu Ban Ki-moon, mentre è stato immediatamente convocato il Consiglio di Sicurezza. Condanna, fra gli altri Paesi, da Spagna, Francia e Italia. Il nostro ministro degli Esteri Massimo D'Alema auspica che "questo efferato atto di violenza, dopo i tragici eventi di Gaza, non cancelli definitivamente ogni volontà di ripresa del dialogo interrotto tra l'Anp e il governo israeliano". - -->.

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La coscienza dell'odio - lucio caracciolo (sezione: Israele/Palestina)

( da "Repubblica, La" del 07-03-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

LA COSCIENZA DELL'ODIO LUCIO CARACCIOLO In Medio Oriente i pessimisti hanno quasi sempre ragione. L'orrendo attentato di ieri sera a Gerusalemme conferma lo scetticismo di quanti hanno sempre pensato che il "processo di Annapolis" fosse fumo. L'ennesimo esercizio diplomatico-mediatico totalmente estraneo alla realtà del terreno. E la realtà è che Israele si appresta a celebrare il sessantesimo anniversario della fondazione sotto il fuoco degli attentati nel cuore della sua capitale, dei razzi lanciati da Gaza verso Ashkelon e dintorni, delle incursioni terrestri contro la Striscia appena abbandonata e subito conquistata da Hamas. Se non è guerra aperta, poco ci manca. SEGUE A PAGINA 41.

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Israele, la strage degli studenti (sezione: Israele/Palestina)

( da "Repubblica, La" del 07-03-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Orrore a Gerusalemme, decine di feriti nella yeshivah. La folla urla: "Morte agli arabi". E a Gaza si festeggia Israele, la strage degli studenti Assalto alla scuola rabbinica, 8 morti. Ucciso l'attentatore SEGUE A PAGINA 2.

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Condanna di usa e ue. d'alema: non si fermi il dialogo (sezione: Israele/Palestina)

( da "Repubblica, La" del 07-03-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

La Rice: "Atto di terrore e perversione". L'attentato subito dopo la fine della sua missione per rilanciare il processo di pace Condanna di Usa e Ue. D'Alema: non si fermi il dialogo NEW YORK - Le speranze di pace rilanciate con fatica dalla Conferenza di Annapolis per un nuovo dialogo di pace israelo-palestinese, già danneggiate dai lanci di razzi palestinesi e dalle incursioni israeliane a Gaza delle ultime settimane, sembrano essersi infrante tragicamente ieri sera con l'attentato di Gerusalemme. L'attacco è avvenuto poco dopo la missione con cui il segretario di Stato Usa Condoleezza Rice aveva tentato di riavviare il dialogo di pace: il suo viaggio in Medio Oriente non ha sortito alcun risultato e l'attentato pone un'ombra lunga su qualsiasi tipo di iniziativa da qui ai prossimi mesi. In una nota, il dipartimento di Stato ha condannato la strage, così come hanno fatto i ministeri degli Esteri francese e italiano. DA Bruxelles, dove si trovava per una riunione Nato, la Rice ha parlato di un "atto di terrore e perversione". Da New York il segretario generale dell'Onu Ban Ki Moon si è detto "profondamente preoccupato" perchè l'attentato rischia di "minare il processo politico che si deve percorrere per raggiungere una pace sicura e duratura". L'attacco rinforza i "falchi" israeliani e indebolisce il presidente palestinese Abu Mazen, unico possibile interlocutore di Israele e della comunità internazionale, che già nei giorni scorsi era stato costretto a interrompere i timidi negoziati in corso e oggi appare indebolito e sempre più isolato. A questo punto, il sogno di Bush di concludere gli anni alla Casa Bianca con un successo in Medio Oriente sembra destinato a rimanere tale. L'attacco è un colpo duro anche per l'Europa: "L'Italia si augura che questo efferato atto di violenza non cancelli definitivamente ogni volontà di ripresa del dialogo interrotto", ha dichiarato ieri sera il ministro degli Esteri Massimo D'Alema.

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Nella striscia di gaza integralisti in festa "è la vendetta di dio" (sezione: Israele/Palestina)

( da "Repubblica, La" del 07-03-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Abu Mazen condanna. Hamas: "Atto eroico" Nella Striscia di Gaza integralisti in festa "è la vendetta di Dio" GAZA - La notizia del sanguinoso attacco compiuto ieri sera nel più importante collegio rabbinico di Gerusalemme ovest, è stata accolta con i fuochi d'artificio nella Striscia di Gaza. Migliaia di persone sono scese in piazza sparando in aria raffiche di mitra in segno di festeggiamento. Gli altoparlanti delle moschee hanno intonato canti. Da uno dei minareti della città una voce ha annunciato: "Questa è la vendetta di Dio". Un portavoce di Hamas, pur senza rivendicare l'attacco, ha detto che "questa è la risposta naturale contro l'aggressione sionista compiuta sul popolo palestinese, e non sarà l'ultima". Mentre altri portavoce del gruppo integralista islamico definivano la strage al collegio rabbinico "un atto eroico", è arrivata l'immediata la condanna del presidente palestinese Abu Mazen. "Il presidente condanna gli attacchi diretti contro civili, siano essi israeliani o palestinesi", ha dichiarato il consigliere del presidente Saeb Erekat in una dichiarazione da Ramallah. Stando alla tv degli Hezbollah libanesi gli autori dell'attacco sono i membri di una cellula finora sconosciuta "Falange degli uomini liberi di Galilea - Gruppi Imad Mughniyeh e dei martiti di Gaza". Il riferimento evidente per la tv delle milizie sciite "Al Manar" è al capo militare di Hezbollah ucciso misteriosamente a Damasco il 12 febbraio scorso e alle vittime dell'offensiva israeliana dei giorni scorsi a Gaza. Nella Striscia, dove il degrado della situazione umanitaria è stato ieri denunciato dalle principali Ong britanniche e dal parroco della piccola comunità cristiana, sono proseguite anche ieri le operazioni militari. Un soldato israeliano è stato ucciso da un'esplosione al passaggio della sua jeep e altri tre militari sono rimasti feriti, in un raid aereo sono stati uccisi quattro miliziani della Jihad islamica nelle vicinanze di Khan Younis.

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La coscienza dell'odio - (segue dalla prima pagina) (sezione: Israele/Palestina)

( da "Repubblica, La" del 07-03-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Commenti LA COSCIENZA DELL'ODIO (SEGUE DALLA PRIMA PAGINA) Il Muro non basta a fermare il terrorismo palestinese. Non vi sono misure di sicurezza che possano garantire l'impenetrabilità di Israele. Né d'altra parte si può immaginare che Gerusalemme accetti di convivere con l'Hamastan alle sue porte. I leader israeliani sono alle prese con l'incompatibilità dei loro due obiettivi strategici: consolidare Israele come Stato degli ebrei e mantenere il controllo dei Territori palestinesi. Il primo precetto nasce dal vincolo demografico: nel giro di pochi anni la somma dei palestinesi abitanti a Gaza e in Cisgiordania, più gli arabi israeliani, sarà nettamente superiore al totale degli ebrei. Se manterrà la presa su Giudea e Samaria, Israele rischierà di scivolare verso lo Stato binazionale. Un'improbabile macedonia arabo-ebraica che annienterebbe l'opera di generazioni di sionisti. Il Grande Israele è la morte di Israele. Lo sanno bene anche gli ultranazionalisti, per i quali occorre costringere i palestinesi ad arrendersi all'idea che il loro Stato si farà, semmai, oltre il Giordano. Ipotesi piuttosto avventurosa, quanto meno perché prevede un biblico trasferimento di popolazioni, oltre al crollo del regime di Amman. La seconda necessità deriva dalla coscienza dell'odio accumulato nei palestinesi, non importa di quale colore politico o religioso, dopo le umiliazioni e le vessazioni subìte dal 1948 a oggi. Una rabbiosa disperazione che induce i propositi più efferati, e sta radicando l'antiebraismo in modo indelebile nella popolazione araba della regione. Ma nessun esercito ? tanto meno lo Tsahal attuale, assai meno motivato e ardimentoso di quello dei pionieri ? può tenere in eterno sotto il proprio assoluto dominio una popolazione nemica. Più passano gli anni, più traspare la demoralizzazione di ufficiali e soldati costretti a fare i secondini di un popolo che non li tollera, anche se li teme. Sicché i leader israeliani inclinano periodicamente verso l'una o l'altra priorità, senza potersi o volersi decidere. In più, oggi tutti sentono odore di elezioni e si profilano di conseguenza. A cominciare da Barak, che tiene molto a conquistarsi sul terreno di Gaza la fama di neo-falco. Per finire con Olmert, il più impopolare premier della storia dello Stato ebraico, che non vorrebbe essere ricordato dai posteri per tale primato, dopo aver già perso l'ultima campagna di Libano. Sul fronte palestinese il quadro è ancora più sconfortante. Un popolo senza capo. Allo sbando. Abu Mazen è figura patetica, incapace di affermare una parvenza di autorità oltre il perimetro del suo quartier generale (anzi nemmeno in quello). I leader di Hamas ? un'organizzazione sempre meno coesa, attraversata da lotte di clan e segnata dalle influenze esterne ? sono asserragliati nella gabbia di Gaza e non riescono a uscirne. L'unico leader carismatico che potrebbe forse riunificare il campo palestinese, Marwan Barghuti, è ristretto nelle carceri israeliane, dove peraltro riceve un trattamento di riguardo: gli israeliani si riservano di giocare la carta Barghuti all'ultimo momento, se mai decideranno di aprire un serio negoziato di pace con il nemico. Per ora, non pare. Comunque, senza un interlocutore non si può trattare. E la furbizia di Sharon, che voleva negoziare con se stesso, non funziona più. In un altro momento, gli Stati Uniti avrebbero potuto esercitare una certa pressione su entrambi i contendenti, soprattutto sui loro amici israeliani. Ma oggi Bush non ha l'autorità per dirimere la disputa. E l'opinione pubblica americana è concentrata sulle elezioni di novembre. Bisognerà probabilmente attendere il verdetto di quel voto per sperare che da Washington un nuovo, autorevole e coraggioso presidente si decida a smentire i pessimisti, imponendo quella pace che i belligeranti, oggi, non riescono nemmeno a immaginare.

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Un rilancio verso il mare - tano gullo (sezione: Israele/Palestina)

( da "Repubblica, La" del 07-03-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Pagina XIV - Palermo UN CONVEGNO SULLA STORIA DEL MEDITERRANEO: PARLA IL PROFESSORE LUPO UN RILANCIO VERSO IL MARE TANO GULLO Prosegue oggi al San Paolo Palace hotel di via Messina Marine il convegno "Mediterraneo: il mare in mezzo al mondo" organizzato dalla casa editrice Palumbo e dalla rivista "Mundus". Tra i relatori Salvatore Lupo, docente di Storia contemporanea alla facoltà di Lettere. Lo abbiamo intervistato. Lo storico Francesco Renda sostiene che dopo cinque secoli di dominio politico e commerciale dell'oceano Atlantico, la centralità piò essere riconquistata dal Mediterraneo, grazie al crollo del muro di Berlino che ne ha sgretolato la funzione di frontiera. è d'accordo? "Rispetto molto le teorie di Renda, ma io preferisco osservare la questione da un altro punto di vista". Quale? "Il Mediterraneo come concezione unitaria di uno spazio geografico è solamente un'illusione. Su questo mare, che è stato sempre un'area di grandi comunicazioni, si affacciano realtà completamente diverse. Un coacervo di sistemi politici, economie, culture, religioni, che danno vita a una realtà variegata, anzi a decine di realtà assai distanti una dall'altra. Senza contare i condizionamenti operati dal colonialismo nell'Ottocento e nel Novecento. Non basta il sole e il clima mite, comuni a tutti questi paesi, per parlare di una koinè mediterranea". C'è un qualcosa che fa da collante a questa miscellanea? "Sì, i grandi assi di comunicazione. Le vie del mare, quelle che nei secoli hanno sempre dato vita a un intenso fermento commerciale. I grandi porti hanno favorito questo flusso: da Genova, Marsiglia, Trieste, Istanbul, Alessandria D'Egitto, i prodotti del Sud hanno potuto raggiungere tutti gli angoli del globo. Ecco perché mi piace parlare di porti continentali". Tra questi grandi porti non ha citato nessuno di quelli siciliani. Perché? "Sui porti delle Isole va fatto un ragionamento a parte. Intanto le due più grandi isole del Mediterraneo si collocano su piani completamente diversi. La Sardegna è stata sempre tagliata fuori. è infatti un'Isola senza alcuna tradizione marinara, che vive di terra. Diverso il discorso della Sicilia. Ha tre metropoli che sono tre grandi porti ed è allacciata alle più navigate autostrade del mare. Per cui non sono d'accordo con l'idea di Giovanni Gentile che la nostra terra sia stata sequestrata dalla sua stessa insularità. La Sicilia è stata sempre crocevia di commerci e movimenti di popoli". Quali i più significativi? "Diciamo che l'Isola ha partecipato attivamente alla grande rivoluzione commerciale dell'Ottocento, esportando prodotti utilizzati dalle industrie al tempo più innovative. Prima esportavamo grano e seta. Poi nell'Ottocento anche prodotti per la nascente industria moderna. Diciamo che seppure come una ruota periferica abbiamo contribuito a fare girare la macchina dello sviluppo. Penso allo zolfo per gli impianti chimici dell'Europa agli oli per i saponifici di Marsiglia e di altrove, ai vini da taglio che davano vigore ai vini francesi. Questa apertura verso i mercati stranieri ha spianato la strada all'ultima esportazione significativa a cavallo tra Ottocento e Novecento: quella della forza lavoro. Centinaia di migliaia di lavoratori hanno preso treni e navi utilizzando le rotte che avevano spalancato i commerci". Ma questa è stata una grande perdita per la Sicilia? "Punti di vista. Intanto questo flusso spontaneo ha riequilibrato il mercato della forza lavoro, contribuendo a una naturale ridistribuzione in base alle necessità della produzione. Poi, non dimentichiamo che milioni di persone che erano alla fame hanno potuto accedere a un livello di consumi e di vita accettabile". Tutta questa epopea di scambi commerciali e di flussi di uomini, sembra però tramontato. Gli altri Paesi galoppano e la Sicilia continua ad arrancare. I porti sono grandi solo nella storia che incarnano e non nel presente, lo zolfo è sparito dagli scenari industriali, gli agrumi sbattono contro la concorrenza di Spagna e perfino di Israele, l'emigrante trova ovunque mercati intasati di braccia. E allora? "Il piagnisteo sulla felicità perduta o mai avuta non serve a niente e a nessuno. Bisogna partire da quello che siamo stati, e continuiamo a essere, per rimodulare il nostro presente. La nostra storia non è quella che ci racconta l'eterna lagna della terra dominata e saccheggiata. Ma è una storia dinamica, fatta di contaminazioni culturali, incontri di popoli, propensione ai commerci. Del nostro passato dobbiamo recuperare il retaggio vero e non quello falso, alimentato da miti fasulli. E l'identità la possiamo individuare in tantissimi manufatti e vicende trascorse. Anche per innestare su di essi attività volte al futuro. Faccio un esempio. Dopo la fine dell'industria zolfifera, a Catania sono rimaste le ciminiere. Restaurarle ha significato dare un senso alla dimensione urbana". Quante probabilità ha la Sicilia per ritornare ancora protagonista sullo scenario Mediterraneo? "Sicuramente tantissime. Ma per farlo deve ritrovare l'identità di luogo d'incontro e di contaminazioni e dimenticare ogni idea di contrapposizione con il Nord Europa. E poi deve tenere ben presente che la sua storia non è solo quella del feudo, della campagna, delle grandi lotte contadine, ma è anche, e soprattutto, quella di una terra con tre grandi città porto, aperte verso il mondo".

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La denuncia delle ong inglesi "gaza al collasso, mai così dal '67" (sezione: Israele/Palestina)

( da "Repubblica, La" del 07-03-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Il parroco della Striscia: "Hanno deciso di ucciderci lentamente" La denuncia delle Ong inglesi "Gaza al collasso, mai così dal '67" Il sacerdote: "Ospedali pieni di morti e senza medicine, i bimbi prime vittime" GAZA - La situazione umanitaria nella striscia di Gaza è la peggiore dall'inizio dell'occupazione israeliana nel 1967. A denunciarlo è un rapporto stilato da alcune Ong britanniche che sottolineano il recente aumento delle violenze e avvertono che l'embargo economico imposto dagli israeliani si è trasformato in una punizione collettiva per i civili residenti nella zona, circa 1,5 milioni di persone. A firmare il documento sono, tra le altre, Amnesty International e le filiali britanniche di Care International, Msf e Save the Children che definiscono l'embargo inaccettabile, illegale e inutile a garantire sicurezza per palestinesi e israeliani. Il direttore di Care International per la Gran Bretagna, Geoffrey Dennis, rileva che la recente escalation di violenza renderà sempre più insopportabile la vita dei civili a Gaza. La gravità della situazione è stata sottolineata ieri anche dal parroco della piccola comunità cattolica di Gaza. "Hanno deciso di ucciderci e lo stanno facendo lentamente, in modo indiretto, senza armi, ma togliendoci il cibo, le cure mediche; se le potenze internazionali non riescono a fermare le violenze di Israele su Gaza, chiediamo che almeno ci garantiscano una sepoltura da esseri umani". La testimonianza di padre Manawel Musallam, parroco della piccola comunità di palestinesi cattolici di Gaza, è stata pubblicata dall'agenzia missionaria vaticana Asianews. "Non abbiamo cibo, mancano dottori e medicinali, gli ospedali sono pieni di morti e le persone vengono curate per strada in condizioni disumane - ha riferito il sacerdote - numerosissimi sono i mutilati, i bambini sono un terzo delle vittime degli ultimi attacchi israeliani (27 febbraio - 4 marzo); incalcolabili anche i traumi psicologici sui giovani: ci sono piccoli alunni a scuola che non riescono neppure più a studiare". Le operazioni militari nella Striscia sono proseguite anche ieri. Un'esplosione comandata a distanza ha investito nella mattinata una jeep israeliana nel centro della Striscia di Gaza, provocando la morte di un soldato e il ferimento di altri tre. Nella stessa zona durante la notte si erano verificati combattimenti fra soldati israeliani e palestinesi. Nel campo profughi di Jabaliya un colpo di cannone sparato dall'esercito israeliano ha ucciso un palestinese e ne ha feriti altri tre.

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Luogo simbolo del movimento dei coloni ebrei (sezione: Israele/Palestina)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 07-03-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Esteri Pagina 113 Merkaz ha-Rav. L'istituto dove è stato compiuto il sanguinoso assalto Luogo simbolo del movimento dei coloni ebrei Merkaz ha-Rav.. L'istituto dove è stato compiuto il sanguinoso assalto --> GERUSALEMME "Merkaz ha-Rav", l'istituto religioso dove è stata compiuta una strage di seminaristi, è considerato il collegio rabbinico principale di Gerusalemme, sicuramente fra quelli che si ispirano al sionismo religioso. Il collegio è stato fondato nel 1924 dal rabbino carismatico Avraham Ytzhak ha-Cohen Kook, che aveva intrapreso una linea di rottura rispetto all'ebraismo ultraortodosso e di sostegno alla iniziativa del sionismo di fondare uno stato ebraico indipendente in Palestina, non necessariamente basato sulla legge biblica. Fucina costante di studiosi di ebraismo, il collegio Merkaz ha-Rav balzò all'attenzione pubblica nel 1967 quando, poco prima del conflitto della Guerra dei sei giorni (1967), i suoi rabbini ebbero un presentimento della futura riunificazione della città e della possibilità per gli ebrei di tornare a pregare al Muro del Pianto. La smagliante vittoria militare e la occupazione militare israeliana furono interpretate da quei rabbini come un segno divino.

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Un weekend che vale un anno Grandi appuntamenti all'Auditorium: da PJ Harvey agli Eels, da Bollani a Rea (sezione: Israele/Palestina)

( da "Unita, L'" del 07-03-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Stai consultando l'edizione del Un weekend che vale un anno Grandi appuntamenti all'Auditorium: da PJ Harvey agli Eels, da Bollani a Rea di Federico Fiume UN WEEKEND intensissimo quello che propone l'Auditorium, con una straordinaria concentrazione di eventi di grande rilievo. Domani in sala Sinopoli la band americana degli Eels, o meglio il suo leader e centro motore Mark Oliver Everett, in arte Mr. E, che si presenta accompagnato unicamente da un chitarrista, per un concerto dalle atmosfere intime. La particolarità del concerto sta anche nella formula scelta dall'artista, che suonerà "a richiesta" (come recita l'artwork ufficiale del tour) per i propri fans, brani classici della band alternati ai suoi pungenti e divertenti "spoken word". "È una sofferenza ascoltare una vecchia canzone - confessa - senti tutte le cose che vorresti cambiare. La bellezza di una performance dal vivo, invece, sta nel fatto che quelle cose le puoi cambiare davvero e riadattarle al presente". Gli Eels hanno alle spalle otto album uno diverso dall'altro, a testimoniare la vitalità della vena creativa di E, artista capace di sorprendere con scelte spiazzanti ma sempre di alto livello musicale. Contemporaneamente al Teatro Studio torna la rassegna Meet in Town, che stasera propone il live del guru dell'elettronica europea Fennesz e quello del duo italo israeliano Ziv Jacob/Jean Marc Caimi, mentre domani tocca ai Telefon Tel Aviv, nome di punta della scena elettronica statunitense e alle svedesi Midaircondo, ensemble che unisce performance di grande impatto visivo ad una formula musicale in equilibrio tra suoni acustici ed elettronici. Sempre sabato, ma in sala Petrassi c'è la prima delle due serate che vedono protagonista Stefano Bollani con il progetto "Bollani Carioca" nel quale il pianista affronta il repertorio meno conosciuto della musica brasiliana, includendo anche brani della nuova generazione di autori. Domenica arriva, per la sua unica data italiana, PJ Harvey, che suonerà in sala Santa Cecilia accompagnandosi da sola al pianoforte. Un'esibizione che promette atmosfere di grande intensità. Accanto alle composizioni del nuovo album "White Chalk", scritto interamente al piano, potremo ascoltare le più belle canzoni dell'artista inglese in una versione tutta da scoprire. Ancora domenica in sala Petrassi, si inaugura un nuovo appuntamento curato da Ernesto Assante e Gino Castaldo, "La storia del jazz". Si tratta di una serie di lezioni-concerto che vedranno alcuni dei più grandi protagonisti della scena jazz italiana proporre con i loro strumenti alcuni dei momenti più appassionanti della storia del jazz. Ad inaugurare la serie Danilo Rea e Stefano Di Battista, con una serata dedicata interamente alla storia e alle vicende legate a due strumenti fondamentali per la musica afroamericana: il sassofono e il pianoforte.

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Kolitz e Defonseca diari più veri del vero (sezione: Israele/Palestina)

( da "Unita, L'" del 07-03-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Stai consultando l'edizione del Kolitz e Defonseca diari più veri del vero Maria Serena Palieri spalieri@unita.it Derubricata da "autobiografia" a "romanzo", uscirà in ritardo, ma uscirà, la nuova edizione italiana di Sopravvivere con i lupi di Misha Defonseca, rea confessa d'un falso: avere spacciato per autobiografica, appunto, la vicenda della bambina ebrea che a otto anni, nel 1941, si mette in cerca dei genitori deportati nei lager e, nelle foreste polacche, viene adottata da un branco di lupi. Defonseca, all'anagrafe Monique de Wael, secondo la ricostruzione del belga Le Soir, è nata nel '37 e non nel '33, è figlia di belgi cattolici arrestati dalle Ss perché partigiani e non, appunto, perché ebrei, e nel '41 frequentava un asilo. Ponte alle Grazie spiega che l'uscita verrà posposta a fine marzo per confezionare il libro "spiegando con trasparenza ai lettori tutto e replicando che, tuttavia, a nostro parere il testo mantiene valore". E, dunque, è detto: la Shoah appartiene all'immaginario collettivo e romanzarci sopra è lecito. Preferibilmente evitando di spacciarsi per vittime sopravvissute. Ma, se lo si fa, e la verità viene alla luce, c'è una via d'uscita: dichiararsi, come Defonseca, da sempre identificata con la causa ebraica. Giustificazione in sintonia con l'universale senso di colpa che come occidentali, verso la Shoah, ci portiamo dentro. Ora, Bollati Boringhieri ha mandato in libreria per la prima volta tradotti in italiano i racconti di Zvi Kolitz La tigre sotto la pelle. Kolitz, nato nel 1913, sopravvissuto al pogrom che sterminò i "litvak" (gli ebrei lituani) come lui, approdato con la famiglia in Palestina prima della guerra, poi su mandato dell'Irgun, il movimento terrorista di destra, a Buenos Aires e infine sceneggiatore negli Usa, è autore dell'apocrifo straordinario - qui contenuto - Yoss Rakover si rivolge a Dio, finto testamento di una vittima del ghetto di Varsavia, in Italia già edito da Adelphi nel '97. All'epoca sull'Indice lo recensì Cesare Cases. Con favore. Ma dopo aver ricostruito le tappe per cui siamo arrivati, notava, al fatto che "non ci ricordiamo più di vivere in una cybersfera in cui è impossibile distinguere reale e immaginario". E lì si ricordava come lui, da seguace di Adorno, avesse rimproverato Primo Levi (!) per la collaborazione con Pontecorvo al film di fiction sui lager Kapò. Ma già, notava, siamo nell'"industria culturale". Sì, è proprio qui che siamo. La Fabbrica dei Libri.

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Nel rapporto si chiede l'apertura di trattative tra Israele e Hamas e la fine delle punizioni collettive (sezione: Israele/Palestina)

( da "Unita, L'" del 07-03-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Stai consultando l'edizione del Nel rapporto si chiede l'apertura di trattative tra Israele e Hamas e la fine delle punizioni collettive.

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Gerusalemme attacco alla scuola rabbinica: 9 morti Ucciso anche l'attentatore palestinese La rabbia della folla: Morte agli arabi (sezione: Israele/Palestina)

( da "Unita, L'" del 07-03-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Stai consultando l'edizione del Gerusalemme attacco alla scuola rabbinica: 9 morti Ucciso anche l'attentatore palestinese La rabbia della folla: "Morte agli arabi" di Umberto De Giovannangeli IL TERRORE torna a scuotere Gerusalemme. Una strage di innocenti devasta la Città Santa. Il sangue scorre nel più importante collegio rabbinico nella zona ebraica. Una carneficina: nove morti, otto seminaristi e l'attentatore. È tarda sera quando un terrorista. armato e travestito da zelota, fa irruzione nella yeshiva (il collegio rabbinico) e apre il fuoco all'impazzata sugli studenti. La sparatoria dura almeno dieci minuti. "Abbiamo contato 8 morti e 25 feriti", dichiara un funzionario di Magen David Adom, l'equivalente della croce rossa israeliana. Secondo quanto riferito dal portavoce della polizia di Gerusalemme Shmuel Ben Ruby, "il terrorista è entrato nel seminario aprendo il fuoco in tutte le direzioni contro gli studenti presenti. Il terrorista è morto nella sparatoria". Indosso aveva una cartucciera e non una cintura esplosiva, precisa il portavoce. La zona intorno al collegio Yechivah Merkaz ha-Rav è subito circondata da ingenti forze di polizia alla ricerca di un terzo attentatore riuscito a fuggire. "Quella che si vede all'interno del collegio rabbinico è la scena di un vero e proprio massacro", racconta un testimone oculare. "I muri sono ovunque schizzati di sangue - dice - chiazze sono anche sui pavimenti, e i cadaveri sono sparsi nelle stanze e fra i corridoi". Negli occhi ha ancora l'orrore dei lunghi minuti di tragedia appena vissuti. Yitzhak Dadon, 40 anni, è colui il quale ha aperto il fuoco sul palestinese che in precedenza aveva massacrato i suoi compagni di studio. "L'eco degli spari - dice - giungeva dalla biblioteca, un edificio separato da quello dove invece si studia e si prega. Sono salito sul tetto di questo secondo edificio e mi sono messo in attesa con il fucile spianato". Nel collegio rabbinico di Merkaz ha-Rav c'erano ieri circa 300 studenti, in parte abitanti a Gerusalemme e in parte provenienti dalle colonie della Cisgiordania. Fra questi, per motivi di sicurezza, non pochi erano armati. Ma nella biblioteca, la maggior parte degli allievi (in prevalenza ragazzi di circa 16 anni) erano disarmati. "Per lunghi minuti, forse cinque, forse anche dieci, ho sentito spari continui. Era un fucile automatico, che crepitava senza tregua. Ha falciato tutti quelli che si trovavano all'interno. Poi il terrorista è apparso allo scoperto e ha sparato una raffica in aria". Dadon è stato costretto a gettarsi a terra, per non essere colpito a sua volta. "Ho appena fatto a tempo a notare che impugnava un kalashnikov" aggiunge. Passano pochi istanti e il palestinese torna a comparire. Questa volta Dadon lo centra: "Due colpi precisi, alla testa", precisa. La notizia della strage si diffonde in breve tempo. Le sirene delle ambulanze squarciano il silenzio della notte. Gerusalemme è sotto shock. Una folla composta da centinaia inscena una protesta davanti al collegio rabbinico colpito dall'attentato. "Morte agli arabi, morte agli arabi" urlano i dimostranti, molti dei quali sono religiosi ebrei. La polizia fa fatica a tenere a bada la folla. Al dolore di Gerusalemme fa da contrasto, agghiacciante, la gioia di Gaza. La notizia del sanguinoso attentato compiuto nel collegio rabbinico di Gerusalemme ovest, viene accolta con i fuochi d'artificio nella Striscia di Gaza: migliaia di persone sono scese in piazza sparando in aria raffiche di mitra in segno di festeggiamento. Gli altoparlanti delle moschee intonano canti. Da un minareto una voce annuncia: "Questa è la vendetta di Dio". Un portavoce di Hamas, pur senza rivendicare l'attacco, afferma che "questa è la risposta naturale contro l'aggressione sionista compiuta sul popolo palestinese, e non sarà l'ultima". Da Ramallah, arriva la condanna dell'Autorità nazionale palestinese Mahmoud Abbas (Abu Mazen): "Il presidente condanna l'attentato di Gerusalemme costato la vita a molti israeliani e ha ribadito la sua condanna a tutti gli attacchi che colpiscono i civili, che siano palestinesi o israeliani", afferma Saeb Erekat, consigliere politico del rais palestinese. "I terroristi hanno attaccato una scuola e persone innocenti", sottolinea un portavoce del ministero degli Esteri israeliano, Ariel Mekel. "La loro volontà era quella di uccidere il processo di pace". Israele, aggiunge Mekel, "continuerà a combattere il terrorismo". La polizia israeliana ha elevato lo stato di allerta in tutto il territorio, alle uscite di Gerusalemme la polizia ha istituito posti di blocco. Da Beirut, la rete televisiva di Hezbollah rivela che un gruppo finora sconosciuto, Kataeb Ahrar al-Jalil (Brigata degli uomini liberi della Galilea) - Gruppo del martire Imad Mugnieh e i martiri di Gaza, ha rivendicato la strage di Gerusalemme. Onu, Stati Uniti e Ue hanno condannato la strage, è stato convocato d'urgenza il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. Il presidente americano Bush ha parlato al telefono con il premier israeliano Olmert, riaffermando che gli Stati Uniti "sono al fianco di Israele".

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Gaza, palestinesi mai così poveri negli ultimi quarant'anni Le maggiori ong britanniche consegnano al premier Brown un dossier sul disastro umanitario. Israele ribatte: ringrazino (sezione: Israele/Palestina)

( da "Unita, L'" del 07-03-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Stai consultando l'edizione del "Gaza, palestinesi mai così poveri negli ultimi quarant'anni" Le maggiori ong britanniche consegnano al premier Brown un dossier sul disastro umanitario. Israele ribatte: ringrazino Hamas di Umberto De Giovannangeli "LA SITUAZIONE di un milione e mezzo di palestinesi della Striscia di Gaza è la peggiore dall'inizio dell'occupazione israeliana del 1967". È il drammatico gri- do d'allarme che emerge dal rapporto di otto organizzazione non governative (Ong) britanniche, tra le quali Amnesty International, Save The Children, Oxfam, Care International e Christian Aid. Il quadro che emerge dal dettagliato rapporto dà conto di una tragedia in atto, che prende corpo già dal titolo del rapporto: "La Striscia di Gaza: un'implosione umanitaria". Le Ong tracciano un quadro drammatico della situazione nella Striscia, affermano che 1 milione e 100mila palestinesi (l'80% della popolazione) dipende dagli aiuti umanitari, che il 56% vive sotto la soglia di povertà (2 dollari al giorno), che la disoccupazione è al 40% e che dei 110mila dipendenti in passato impiegati nel settore privato ben 75mila sono ora senza lavoro e il 90% degli stabilimenti produttivi è fermo, da mesi non si può né importare né esportare. L'insicurezza alimentare, denuncia un recente rapporto di due importanti agenzie Onu, il Pam e la Fao, nei Territori è cresciuta del 14% rispetto all'anno scorso. Ciò significa che circa 2milioni di palestinesi di Gaza e Cisgiordania, pari al 51% della popolazione, non possono soddisfare i propri bisogni alimentari senza una qualche forma di assistenza. All'emergenza alimentare si aggiunge quella sanitaria. Le attrezzature necessarie alla sopravvivenza dei pazienti degli ospedali - rileva il rapporto consegnato al premier britannico Gordon Brown - non possono più funzionare per l'impossibilità di importare i pezzi ricambio e ogni giorno, per il crollo di infrastrutture essenziali, circa 50milioni di tonnellate di acque di scolo sono riversate nel Mediterraneo. "A meno che non sia posto fine al blocco adesso - afferma Geoffrey Dennis di Care International Uk - sarà impossibile di evitare che Gaza scivoli nella catastrofe, e tutte le speranze di pace nella regione saranno distrutte". A conferma della drammaticità della situazione è la testimonianza di padre Manawel Musallam, parroco della piccola comunità di palestinesi cattolici di Gaza, "Hanno deciso di ucciderci e lo stanno facendo lentamente, in modo indiretto, senza armi, ma togliendoci il cibo, le cure mediche - racconta padre Musallam -. Se le potenze internazionali non riescono a fermare le violenze di Israele su Gaza, chiediamo che almeno ci garantiscano una sepoltura da esseri umani". Chi scrive ha avuto modo di conoscere di persone padre Musallam, un prete amato da tutti a Gaza, soprattutto dai più poveri e indifesi, gli anziani, i bambini, le donne. Anche per questo la sua testimonianza è angosciante, perché padre Musallam non è un uomo portato all'esagerazione: "Non abbiamo cibo - dice il sacerdote - mancano dottori e medicinali, gli ospedali sono pieni di morti e le persone vengono curate per strada in condizioni disumane. Numerosissimi sono i mutilati, i bambini sono un terzo delle vittime degli ultimi attacchi israeliani (27-4 marzo); incalcolabili anche i traumi psicologici sui giovani: ci sono piccoli alunni a scuola che non riescono neppure più a studiare". A conclusione del loro rapporto, le Ong britanniche chiedono che si aprano negoziati con Hamas, che ha preso con la forza il controllo della Striscia nel giugno 2007 ed è considerato "organizzazione terroristica" da Israele, Stati Uniti e dall'Ue. "La politica internazionale di isolamento di Hamas non ha avuto alcun esito positivo", affermano le organizzazioni umanitarie che definiscono il blocco imposto da Israele una politica "inaccettabile e illegale". In qualità di potenza occupante - sostengono le Ong - Israele ha il dovere di garantire agli abitanti di Gaza la disponibilità di generi alimentari, acqua potabile, elettricità e assistenza medica. "La decisione di punire l'intera popolazione di Gaza negando questi diritti di base è assolutamente indifendibile", sostiene la direttrice della sezione britannica di Amnesty International, Kate Allen. La risposta israeliana non si fa attendere. "Sfortunatamente - afferma in una nota il ministero degli Esteri israeliano - non è la prima volta che queste organizzazioni non tengono conto della realtà e della sequenza di eventi che ha portato al deterioramento della situazione nelle regioni sud di Israele così come nella Striscia di Gaza". "Se solo i palestinesi - prosegue il ministero - cessassero i loro insensati e indiscriminati tiri di razzi e missili contro centinaia di migliaia di civili israeliani tutta la regione tornerebbe a una normalità tale da permettere a israeliani e palestinesi di godere la loro vita quotidiana". La conclusione della nota è perentoria: "Come il governo israeliano ha più volte detto, queste organizzazioni dovrebbero rivolgere le loro critiche all'organizzazione terroristica Hamas che controlla la Striscia e non allo Stato di Israele".

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Verso la Pasqua stregati dalla Luna (sezione: Israele/Palestina)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 07-03-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Prima Pagina Pagina 2 Così ci condiziona il nostro pianeta Verso la Pasqua stregati dalla Luna Così ci condiziona il nostro pianeta di Giampaolo Mele --> di Giampaolo Mele Luna e Pasqua. Lo sapevate che la data della domenica di resurrezione - e quindi la stessa Quaresima - sono condizionate dal calendario lunare? L'enigmatico pianetino, che ci gira intorno, incombe pertanto anche su pianificazione di ferie, e assurdi riti consumistici, con uova e colombe. Quest'anno la Pasqua cade precoce: il 23 marzo, due giorni dopo l'inizio ufficiale della primavera. Dopo varie dispute - tra Oriente e Occidente - si è affermato l'uso attuale. Sembra complicato, ma invece è semplicissimo, basta solo pensarci un attimo: la Pasqua si celebra la prima domenica dopo il plenilunio successivo all'equinozio di primavera. Bisogna quindi attendere quel misterioso 21 marzo, quando in tutta la Terra, la durata del giorno è uguale a quella della notte. Si è tanto disquisito sul tema, e nelle università medioevali questi ragionamenti coinvolgevano la musica (come studio delle "armonie" dei pianeti), matematica e astronomia. Precisi computi lunari scandiscono le liturgie anche di questo anno bisestile. In preparazione al potente messaggio di salvazione della Pasqua, il pensiero corre in questi giorni verso la pace. In un caos non calmo, tutti la auspichiamo, mentre da Gaza pazzescamente si sparano missili, e Israele reagisce con ferocia. Un finto inverno volge al termine; e guardando il calendario ci piace pensare alle imminenti domeniche primaverili, segnate dal tempo pasquale. Con risvolti talvolta insospettabili. Ad esempio, la domenica dopo Pasqua è detta anche Quasimodo, dal canto Quasi modo; nome attribuito a tanti trovatelli, abbandonati presso i conventi in quella data. In questi giorni, le confraternite si preparano al culto e ai canti della Settimana Santa, da Cagliari a Santu Lussurgiu, da Bosa a Castelsardo, e in tanti altri centri del Mediterraneo e dell'Europa (a Siviglia la imponente Semana Santa coinvolge circa trentamila confratelli). Fra tradizioni plurisecolari e l'attualità, siamo se non stregati, di certo condizionati anche dalla luna. La sua posizione ha già segnato la data del Carnevale, e influirà su altre feste "mobili", come quella di Pentecoste (cinquanta giorni dopo la Pasqua). Esistono lune e lune. Quella di Leopardi e quella in fa diesis minore di Beethoven. Luna, sempre molta luna. Persino nei salassi. Negli antichi calendari dei messali erano infatti indicati anche i giorni nefasti (li chiamavano "egiptiaci"), sconsigliati per togliersi il sangue, in una negativa congiunzione astronomica di Selene. Sempre lei, la luna, è stata spesso associata alla fugacità del potere. Come nei canti dei goliardi, gli studenti medioevali scapestrati. La Fortuna - di per sé neutrale: può essere buona o cattiva - è come la luna. Lo suggella il coro possente di Carl Orff: "O fortuna, velut luna". Cresce, e decresce, in una giostra in cui la sorte gira, immane e inane. La esigenza di un minimo di stabilità pubblica resta però irrinunciabile; e forse non si pretende la luna, auspicando un futuro governo, entro la primavera, se non proprio solare, almeno non effimero, come le fasi lunari. Con il massimo rispetto verso il nostro algido e mutevole satellite, e con quella punta di disincanto che la storia (troppo spesso tragica) ci ispira, osiamo pensare che, nei sistemi democratici, l'Uomo, i Paesi, possano ancora essere "fabbri" della propria fortuna, senza troppe illusioni. Luna o non luna.

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Raid terroristicoin una scuola ebraica strage a Gerusalemme (sezione: Israele/Palestina)

( da "Secolo XIX, Il" del 07-03-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Israele Commando palestinese spara nel collegio rabbinico: uccisi 8 studenti, 7 feriti. Morto anche un attentatore Tel Aviv. Massacro nella più importante scuola rabbinica di Gerusalemme, nel quartiere di Kyriat Moshe. Un commando di terroristi (due, forse tre) palestinesi vestiti come ebrei ortodossi ha fatto irruzione nel collegio ed ha aperto il fuoco, scatenando l'immediata reazione degli agenti della sicurezza. Il bilancio, ancora provvisorio, è di nove vittime, fra le quali un attentatore ucciso da uno studente, mentre un altro attentatore, secondo i servizi di sicurezza israeliani, sarebbe riuscito a fuggire. Almeno sette i feriti. Testimoni raccontano di aver sentito colpi di mitra e spari. L'attacco sarebbe stato concentrato nella sala della biblioteca dove gli studenti sono stati sorpresi mentre leggevano testi sacri. "Ho sentito le prima raffiche di mitra, e poi urla di panico, e grida, e ho capito cosa stava accadendo", racconta il rabbino David Simchon, direttore del liceo. "Ho visto due dei miei ragazzi morti riversi sul pavimento dell'ingresso - prosegue - e allora ho urlato a tutti di correre verso i dormitori e di sbarrarsi nelle camere". All'interno della scuola rabbinica pare sia stato ritrovato anche un giubbotto esplosivo. Il segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon, "condanna nei più forti termini il selvaggio attacco di oggi contro un seminario ebraico a Gerusalemme Ovest" e si dice "profondamente preoccupato" perché l'attentato rischia di "minare il processo politico che si deve percorrere per raggiungere una pace sicura e duratura tra israeliani e palestinesi, basata su una soluzione che prevede due Stati". Il presidente palestinese Abu Mazen (Mahmud Abbas) ha condannato "gli attacchi diretti contro i civili, siano essi israeliani o palestinesi". Il presidente americano Bush ha chiamato il primo ministro israeliano Olmert, per garantire che gli Usa "sono fermamente al fianco di Israele" e condannano l'attacco, chiedendogli di estendere le sue "condoglianze alle vittime, le loro famiglie e al popolo di Israele". Dopo la strage centinaia di persone hanno inscenato una protesta davanti al collegio, gridando "morte agli arabi". La notizia della strage è stata salutata con fuochi d'artificio nella striscia di Gaza. Un portavoce del governo israeliano, David Baker, ha detto che "coloro che celebrano questo massacro a Gerusalemme sono nemici della pace e della coesistenza", mentre secondo un portavoce di Hamas "questa è la risposta naturale contro l'aggressione sionista compiuta sul popolo palestinese, e non sarà l'ultima". Reazioni di condanna sono giunte dalle dilomazie di Francia, Germani e Inghilterra. Il ministro degli Esteri italiano, Massimo D'Alema, si è augurato che "questo efferato atto di violenza non cancelli ogni volontà di ripresa del dialogo interrotto tra l'Autorità Nazionale Palestinese e il Governo israeliano". La rete televisiva di Hezbollah ha detto che un gruppo finora sconosciuto, Kataeb Ahrar al-Jalil (Brigata degli uomini liberi della Galilea)- Gruppo del martire Imad Mugnieh e i martiri di Gaza, ha rivendicato l'attentato. Bruno Lugaro 07/03/2008 = È mancata all'affetto dei suoi cari Rosa Maria Barbagelata ved. Biggio (Rosetta) Ne danno il triste annuncio le figlie Marisa, Alba con Giulio e gli adorati nipoti. I funerali avranno luogo sabato 8 marzo alle ore 10 nella Chiesa Parrocchiale di Montoggio. Il S.Rosario sarà recitato questa sera alle ore 21 presso l'abitazione dell'estinta. Un particolare ringraziamento al dottor Ugo Bargagliotti per le cure prestate. La presente vale da partecipazione e ringraziamento. Montoggio, 7 marzo 2008 Onoranze Funebri Grosso Tel. 010.93.85.37 Amelia, Carla e Diddi sono vicini a Marisa e Alba per la perdita della cara mamma Rosetta Paolo Camponovo e figli partecipano al dolore che ha colpito il fraterno amico Raimondo Lagostena per la perdita dell'adorata madre Tina Fabrizio Moro è vicino all'amico Raimondo per la perdita della mamma AVVOCATO Tina Lagostena Bassi A funerali avvenuti annunciano la scomparsa di Gabriella Bazurro Il figlio Enrico con Ivana, G.B. e Nicolò, la sorella Piera e i consuoceri Franco e Bruni. Un particolare ringraziamento agli amici Bruno ed Andrea per la disponibilità sempre confermata negli anni di malattia. A.Se.F. del Comune di Genova Tel. 010.291.55.01 Le famiglie Arpe, Borlasca, Dodero, Gentili e Zoppi partecipano al dolore di Piera, Enrico, Ivana, Giovanni e Nicolò per la scomparsa di Gabriella Bazurro ved. Salomone (Isa) I colleghi dell'Associazione Amevabi sono vicini all'amico Salomone Enrico per la perdita della cara mamma Gabriella Bazurro Lo Studio Benoit Torsegno si unisce al dolore del dottor Enrico Salomone per la scomparsa della mamma Gabriella Domenica Bazurro = È mancata all'affetto dei suoi cari Antonietta Cavo (Tunni) di anni 94 Ne danno il doloroso annuncio i nipoti, i pronipoti ed i parenti tutti. I funerali avranno luogo sabato 8 marzo alle ore 11 nella chiesa parrocchiale di Voltaggio, indi si proseguirà per il cimitero locale. Il S.Rosario viene recitato venerdì 7 marzo alle ore 18 nelle Camere Ardenti dell'Ospedale Galliera. Si prega di non inviare fiori ma devolvere in opere di bene. La presente quale partecipazione e ringraziamento. La Generale Pompe Funebri Spa Tel. 010.41.42.41 Grazie zia Tunni per tutto quello che hai fatto per noi. Lorenza, Matilde con Marco e Piero, Angela con Sergio. Gli amici della Tigullio sono vicini al dolore dei familiari per la perdita dell'amico Manlio Farnè Il Presidente il Comitato Direttivo ed i Soci dell'Union Club Genova 1912 partecipano al cordoglio dei famigliari per la scomparsa del caro socio Manlio Farnè Carissimi Marino e Marco siamo vicini al vostro dolore per la scomparsa del caro Papà con affetto Andrea, Rosella, Emanuele. Il Consiglio di Amministrazione, il Colleggio Sindacale e i dipendenti della Compagnia Fiduciaria Genova Spa sono vicini all'Avvocato Marino Farnè ed alla sua familia per la scomparsa del caro Papà Carissimo Manlio sei sempre stato per me una persona speciale e sempre lo rimmarai nel mio cuore. Claudia. Fabrizio, Giusi, Chiara, Paola e Andrea partecipano commossi al dolore per la perdita del caro Manlio Farnè La famiglia Sguerso e lo Studio sono vicini a Marino per la perdita del papà Manlio Farnè = È mancato all' affetto dei suoi cari Francesco Franchini Ne danno il triste annuncio la moglie, la figlia, i fratelli, le sorelle, cognate e i nipoti. I funerali avranno luogo sabato 8 marzo alle ore 10 nella parrocchia di S. Rocco di Vernazza. La presente quale partecipazione e ringraziamento A.Se.F. del Comune di Genova Tel. 010.291.55.01 Al mio Papo La persona più speciale che io abbia mai avuto. Ti voglio bene. Mara. Ciao Giò I condomini e l'amministratore del condominio di Passo Vezzelli 10 partecipano commossi al dolore dei famigliari per l'immatura scomparsa di Francesco Franchini = È mancata all'affetto dei suoi cari Maria Gasperoni ved. Tallone L'annunciano con dolore i figli, le nuore ed i nipoti. Il funerale verrà celebrato venerdì 7 marzo alle ore 11,45 nella Parrocchia di San Giuseppe di Priaruggia. Genova, 6 marzo 2008 La Generale Pompe Funebri Spa Tel. 010.41.42.41 nonna Maria ti vogliamo bene. Le tue Stellasse. I Condomini tutti di Via Acerbi 20 profondamente colpiti per la scomparsa di Maria Gasperoni ved. Tallone partecipano al dolore di Mario, Franco e loro famiglie esprimendo il loro commosso cordoglio. = È mancata all'affetto dei suoi cari Annaida Ghersi ved. Dani Ne danno il doloroso annuncio le figlie Mirella con Maurizio, Maria Grazia con l'adorata nipote Marta, Carla, Mariana con Vanessa e Alexandra. Il funerale viene celebrato oggi 7 marzo alle ore 10 nella Chiesa dell'Ospedale San Martino. Genova, 7 marzo 2008 La Generale Pompe Funebri Spa Tel 010.41.42.41 I nipoti Mauro e Alberto Bertozzi, Carlo e Milena Buselli, con le rispettive famiglie sono affettuosamente vicini alle cugine Mirella, M. Grazia e Carla, per la perdita della cara e dolce zia Annaida = È mancato all'affetto dei suoi cari Mario Giuseppe Giribaldi (Pinino) Ne danno il triste annuncio la moglie Rita, il figlio Gian Lorenzo,il cognato Oreste e i parenti tutti. Un sentito ringraziamento a Cristina e al dottor Amedeo Baldari e alla dottoressa Milly Parodi. I funerali si svolgeranno sabato 8 marzo alle ore 11,45 nella chiesa parrocchiale di N.S. Delle Grazie in corso Firenze. Il Santo Rosario viene recitato oggi venerdi' alle ore 18,30 nella suddetta parrocchia La presente quale partecipazione e ringraziamento. Genova, 7 marzo 2008 La Generale Pompe Funebri Spa Tel. 010.41.42.41 Giacomo e Maurizia sono affettuosamente vicini a Rita e Gian Lorenzo per la scomparsa del caro cugino Pinino Franco, Milly, Adriano, Pia sono vicini a Rita e Gianlorenzo per la dolorosa perdita di Pinino Gianfranco e Marina Rossi insieme a Emanuele, Barbara e Giovanni sono vicini a Rita e Gianlorenzo per la perdita del caro Pinino Punj Torsegno con Carola, Babi e famiglie con grande affetto nel ricordo indimenticabile di zio Pinino = I heard the voice of Jesus say " Come unto me and rest" È mancata all'affetto dei suoi cari Luciana Griguolo ved. Smith Ne danno il triste annuncio i parenti e gli amici italiani ed inglesi. I funerali avranno luogo sabato 8 marzo alle ore 10 nella Chiesa Anglicana di p.zza Marsala. Un particolare ringraziamento al Dott. Gian Maria Zavarise per le amorevoli cure prestate. La presente quale partecipazione e ringraziamento. A.Se.F. del Comune di Genova Tel. 010.291.54.01 I magistrati e il personale della Procura di Genova partecipano al grande dolore del dottore Luciano Di Noto per la perdita della cara Mamma Paolo Moscatelli partecipa al dolore del dott. Orengo per la scomparsa della madre Giovanna Milanesi Giovanni Regesta partecipa con profonda commozione al dolore del Dr. Giovanni Orengo per l'improvvisa perdita della mamma Giovanna Milanesi Il Direttore Prof. Giovanni Regesta e il Personale tutto del Dipartimento di Patologia Testa-Collo, partecipa commosso al dolore del Direttore Sanitario Dr Giovanni Orengo per la perdita della madre Giovanna Milanesi Il peronale medico e amministrativo della Direzione Medica di Presidio partecipa al profondo dolore del Dott. Giovanni Orengo per la perdita della cara mamma Giovanna La Direzione, il Consiglio Direttivo e tutto il personale del DEA dell'Azienda Ospedaliera Universitaria San Martino si uniscono al dolore del Direttore Sanitario Dr. Giovanni Orengo per la scomparsa della madre Giovanna Il Dipartimento di Chirurgia e' vicino al suo Direttore Sanitario nel dolore per la perdita della mamma, signora Giovanna Milanesi Giancarlo e Angela Torre partecipano commossi al dolore di Gianni per la perdita della mamma Giovanna Milanesi Maria Caterina Parodi insieme ai medici e agli infermieri della U.O. di Gastroenterologia ed Endoscopia Digestiva dell' A.O.U. San Martino, partecipa commossa al dolore del Direttore Sanitario Giovanni Orengo per la scomparsa della mamma Giovanna Milanesi I Direttori e gli operatori tutti del Dipartimento di Medicina specialistica partecipano al lutto del dott. Gianni Orengo per la perdita della mamma Giovanna Milanesi Luigi e Giovanna sono affettuosamente vicini a Gianni Orengo e famiglia per la perdita della Mamma La Direzione Aziendale dell' A.O.U. San Martino partecipa al dolore del Direttore Sanitario Dr. Giovanni Orengo per la scomparsa della cara mamma Giovanna Carla e Marco Comaschi sono vicini a Giovanni e Roberta per il dolore della scomparsa della madre Giovanna Tutto il Gruppo Giacomazzi partecipa al dolore della "storica" dipendente signora Marusca Mucelli e del collaboratore Dott. Massimo Silipo per la scomparsa dell'Amato padre e nonno, signor Orlando = È mancata all'affetto dei suoi cari Angiolinna Nicora ved. Nicora di anni 93 Ne danno il triste annuncio la figlia, il genero, i nipoti e parenti tutti. I funerali avranno luogo sabato 8 marzo alle ore 8,30 nella chiesa parrocchiale S. Nicola (Corso Firenze). Il S. Rosario sarà recitato oggi venerdi 7 marzo alle ore 19 nella chiesa suddetta. La presente quale partecipazione e ringraziamento. La Generale Pompe Funebri SpA Tel. 010.41.42.41 = È mancata all'affetto dei suoi cari Maria Pepé ved. Pagano di anni 86 Ne danno il triste annuncio i figli, i generi, i nipoti. I funerali avranno luogo sabato 8 marzo alle ore 8,15 nella parrocchia N.S. degli Angeli di Via Giovanni XXIII. La presente quale partecipazione e ringraziamento. A.Se.F. del Comune di Genova Tel. 010.291.54.01 Condomini, inquilini ed Amministratore di Via Trento 3 partecipano al dolore dei familiari per la scomparsa della signora Carmelina Spazzarini ved. Mogni È tornato alla casa del Padre Adriano Viglienzone Scout e Vincenziano Lo annunciano con profonda tristezza e altrettanta speranza la figlia Paola con Marco, i nipoti, i parenti e gli amici che gli sono stati affettuosamente vicini. I funerali avranno luogo sabato 8 marzo alle ore 11,30 nella parrocchia San Gaetano e San Giovanni Bosco indi la cara salma proseguirà per il cimitero della Castagna. Il Santo Rosario sarà recitato venerdì 7 marzo alle ore 21 presso l'abitazione. La presente quale partecipazione e ringraziamento. A.Se.F. del Comune di Genova Tel. 010.291.5603 La famiglia Cannonero ringrazia anticipatamente tutti coloro che hanno partecipato finanziariamente e moralmente alla perdita dell'adorato Fabrizio La famiglia Capitoni ringrazia tutti coloro che hanno partecipato al dolore per la scomparsa del caro Angelo RINGRAZIAMENTO La famiglia Speretta nell'impossibilità di farlo singolarmente ringrazia tutti coloro che in ogni forma hanno partecipato al proprio dolore. Un particolare ringraziamento al gastroenterologo dottor Renato Santucci e il personale tutto del centro trasfusionale San Martino per la professionalità e l'umanità dimostrate verso Pierangelo = 1998â??7â??marzoâ??2008 Fabrizio Ferro Con un grande rimpianto e con l'amore di sempre sei stato, sei e sarai sempre con noi. Con amore, tuo padre, tua sorella, i tuoi amici. 2003â??2008 Vittorio Lagomarsino Nel nostro cuore con l'amore di sempre. Marisa, Roberta, Giancarlo. Da cinque anni è entratoâ??nellaâ??Nuovaâ??Vita MONSIGNORE Francesco Macciò Arciprete di San Siro di Nervi Una Santa Messa di suffragio sarà celebrata oggi, venerdì 7 marzo, alle ore 18 nella chiesa San Siro di Nervi. Camprio e Mangini Tel. 010.581.581 Luigi Senarega (Gigi) Vivi sempre in noi. Franca e Rossella. 07/03/2008.

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Israele, strage di studenti (sezione: Israele/Palestina)

( da "Messaggero, Il" del 07-03-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Attentatore palestinese spara nel collegio: dieci feriti. Condanna di Abu Mazen Israele, strage di studenti Colpita una scuola rabbinica a Gerusalemme: 9 morti.

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DOPO i lanci di missili di Hamas ad Israele e le pesanti reazioni israeliane, il processo di pac (sezione: Israele/Palestina)

( da "Messaggero, Il" del 07-03-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Di CARLO JEAN DOPO i lanci di missili di Hamas ad Israele e le pesanti reazioni israeliane, il processo di pace in Medio Oriente, fra palestinesi e lo Stato di Israele sembra definitivamente bloccato. Nessuno Stato può accettare che la sicurezza fisica dei propri cittadini sia messa quotidianamente a rischio. Molto verosimilmente una dura rappresaglia dello Stato ebraico non si farà attendere. Non potrà essere simmetrica contro la Striscia di Gaza. Molto verosimilmente sarà asimmetrica. Colpirà gli sponsor dei terroristi di Hamas. Cioè l'Hezbollah libanese oppure la Siria. Le accuse fatte allo Stato di Israele di aver ecceduto i limiti della legittima difesa a Gaza hanno certamente stimolato l'orribile attentato di ieri contro la scuola rabbinica a Gerusalemme ovest. C'era d'altronde da aspettarselo. All'inizio della settimana, i miliziani Hezbollah erano stati preavvisati che qualcosa di grosso potesse avvenire. Era stato infatti diramato loro l'ordine di mettersi a disposizione dei loro comandi nel Libano meridionale. È una grave sconfitta per Bush, che aveva sponsorizzato la conferenza di Annapolis nel novembre dello scorso anno e anche per al-Fatah e il presidente Abu Mazen, che rischiano una completa delegittimazione qualora dovessero continuare i colloqui con Israele, in vista di una stabilizzazione della tormentata regione. Anche il recentissimo viaggio in Medio Oriente del segretario di stato Usa, Condoleezza Rise, non ha potuto far altro che prendere atto dell'impossibilità di proseguire nel processo di pace e del fallimento del progetto dei due Stati: uno israeliano, l'altro palestinese. Non è una sconfitta solo per gli Usa e per l'Europa. Lo è anche per i Paesi arabi sunniti, dall'Egitto all'Arabia Saudita che avevano tanto puntato su Abu Mazen e forse su talune fazioni più moderate di Hamas. Il fallimento del processo di Annapolis è una vittoria sia per i componenti più radicali di Hamas sia per l'Iran ed i suoi alleati nel Vicino Oriente. Come reagirà Israele è difficile dire. Qualcosa dovrà fare, anche a costo di inasprire il conflitto. Il governo Olmert non sopravviverebbe senza dare una dimostrazione di forza. Purtroppo chi ci andrà di mezzo, come al solito, sarà il povero popolo palestinese, tenuto in ostaggio dagli elementi più radicali. È ridicolo che essi non vengano condannati da tutti gli occidentali con la determinazione che meriterebbero. Taluni affermano che per avere una possibilità di pace sarebbe necessario un dialogo diretto fra Israele ed Hamas. Abu Mazen è troppo debole. Può esser facilmente "scavalcato" dagli elementi più estremisti. Non si può neppure pretendere da Israele che si metta a negoziare con coloro che vogliono la sua distruzione. Ci si trova in una situazione di completo stallo. È difficilissimo uscirne. Non si vede altra possibilità che una nuova spirale di violenza. Solo allorquando si sarà raggiunto quello che si potrebbe definire in termini clausewitziano "il punto culminante della sofferenza" sarà forse possibile un negoziato serio per ricercare una qualche condizione di pace o, almeno, di cessazione delle peggiori violenze. Le condizioni per farlo non sembrano ancora mature. Molto verosimilmente le Forze Armate israeliane stanno preparandosi per attaccare le posizioni l'Hezbollah nella vallata della Bekaa e nel Libano meridionale. I nostri soldati dell'Unifil 2 sono sicuramente in stato di massima allerta. È più improbabile che la Tsahal ebraica vada a rioccupare la Striscia di Gaza, che è stata fortificata con le tecniche e le tattiche impiegate dall'Hezbollah in Libano. Un attacco sarà massiccio, anche perché Israele deve ripristinare la dissuasione messa in dubbio dall'esito incerto dell'attacco nel Libano meridionale nell'estate del 2006.

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Forze speciali di Tsahal, l'esercito israeliano, intervengono sulla scena della sparatoria (sezione: Israele/Palestina)

( da "Messaggero, Il" del 07-03-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

INTERVIENE L'ESERCITO Forze speciali di Tsahal, l'esercito israeliano, intervengono sulla scena della sparatoria.

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Dopo un anno senza attentati, Gerusalemme non si aspettava un assalto armato come quello di ieri (sezione: Israele/Palestina)

( da "Messaggero, Il" del 07-03-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Di ERIC SALERNO Dopo un anno senza attentati, Gerusalemme non si aspettava un assalto armato come quello di ieri sera. Un solo terrorista. Armi automatiche. Esplosivi che fortunatamente, non ha avuto il tempo di usare. L'obiettivo, un seminario legato alla dirigenza del movimento nazional-religioso dei coloni. Un'ottantina di studenti, dopo cena, erano riuniti tra la sala da pranzo e la biblioteca del vasto complesso, quando l'uomo che indossava gli abiti neri degli ebrei ortodossi è entrato sparando all'impazzata. Otto giovani sono morti e una diecina sono rimasti feriti, alcuni in modo grave, prima dell'intervento di un paio di studenti degli insediamenti in Cisgiordania armati e addestrati. Gli hanno sparato in due. Il secondo l'ha colpito a morte. Per ore, polizia e reparti speciali hanno setacciato il complesso della scuola e tutto il quartiere di Kiryat Moshe, alla ricerca di altri uomini armati, mentre scendeva sulla città una pesante nube di paura e rabbia. Davanti a Merkaz Herav, alcune centinaia d'israeliani, quasi tutti religiosi, gridavano "morte agli arabi". E più tardi, il Comitato dei rabbini della Giudea-Samaria (Cisgiordania) ha chiesto vendetta. "Maledetti arabi hanno scelto di colpire il Sancta sanctorum del popolo ebraico. Il governo israeliano deve lanciare già questa notte una guerra senza quartiere contro il nemico arabo, liquidarlo, eliminarlo, perché in questa Terra non c'è spazio per lui. Occorre trattare esattamente come gli arabi di Gaza anche gli arabi di Gerusalemme est, da cui è giunto il terrorista". Nei giorni scorsi, dopo l'incursione israeliana nella Striscia di Gaza e il massacro di oltre cento palestinesi, tra i quali la metà civili, le autorità avevano alzato il livello della sicurezza nei quartieri ebraici. Posti di blocco, come negli anni più pesanti del terrorismo, sono fioriti là dove, per mesi, la gente si era abituata a passare senza eccessivi controlli. Da un paio d'anni, c'era l'impressione tra i residenti di Gerusalemme che i servizi di sicurezza e l'esercito erano riusciti a dominare la situazione. Nei ristoranti e negli altri locali pubblici vengono ancora controllate le borse degli avventori ma sono scomparse le guardie private davanti alle fermate dei mezzi pubblici. Questa volta, il terrorista, un palestinese residente a Gerusalemme Est ha scelto un obiettivo preciso mirando al cuore del movimento ideologico dei coloni estremisti. L'infermiere Yoron Tzuker ha detto che si sparava ancora quando lui e i suoi colleghi sono arrivati in risposta al primo allarme. "Ci siamo abbassati e l'ambulanza è stata colpita", ha raccontato. La sparatoria è durata almeno dieci minuti e sarebbe stato Yitzak Dadon, uno studente della yeshiva, a uccidere il terrorista. "Avevo il mio fucile. Ho aspettato sul tetto del palazzo di fronte a quello da cui provenivano gli spari. Lui è uscito sparando e l'ho colpito due volte in testa". A Gaza, la notizia dell'attacco ha provocato manifestazioni di gioia, la gente ha sparato in aria e qualcuno ha riempito il cielo di fuochi d'artificio. Ma non c'è ancora una rivendicazione sicura. Secondo la televisione di Hezbollah, un gruppo finora sconosciuto, "Kataeb Ahrar al-Jalil (Brigata degli uomini liberi della Galilea) - Gruppo del martire Imad Mugnieh e i martiri di Gaza", si è assunta la responsabilità dell'attacco. Un'intestazione complessa per apparire come una vendetta per quanto è accaduto a Gaza in questi giorni e per l'uccisione del capo militare di Hezbollah a Damasco, e allo stesso tempo per coinvolgere anche gli arabi israeliani. Per un portavoce di Hamas si è trattato della "risposta naturale contro l'aggressione sionista compiuta sul popolo palestinese, e non sarà l'ultima". Un decisa condanna dell'attentato è arrivata, invece, dal presidente palestinese, Mahmoud Abbas, mentre fonti israeliane hanno annunciato che le trattative di pace andranno avanti nonostante l'attacco.

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Strage nella scuola dei rabbini (sezione: Israele/Palestina)

( da "Corriere della Sera" del 07-03-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Prima Pagina - data: 2008-03-07 num: - pag: 1 categoria: REDAZIONALE Allerta in Israele "Blitz contro i negoziati". Per Hamas "impresa eroica", festeggiamenti a Gaza Strage nella scuola dei rabbini Gerusalemme, attacco terrorista tra gli studenti: 9 morti, decine di feriti GERUSALEMME - Attacco terrorista in una scuola rabbinica, è strage. Esulta Hamas: "Un'azione eroica" ALLE PAGINE 2 E 3 Frattini.

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<Anch'io allevato in una yeshiva Mi sono sentito uno di loro> (sezione: Israele/Palestina)

( da "Corriere della Sera" del 07-03-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-03-07 num: - pag: 3 categoria: REDAZIONALE Nobel Lo scrittore sopravvissuto all'Olocausto: "Hanno colpito come i nazisti" "Anch'io allevato in una yeshiva Mi sono sentito uno di loro" Wiesel: "Non possiamo non difenderci da questa barbarie" DAL NOSTRO CORRISPONDENTE NEW YORK - "Anche se tutti gli attacchi terroristici sono intrisi di strazio e orrore, questo passerà alla storia come uno dei peggiori". Elie Wiesel, il grande scrittore sopravvissuto ad Auschwitz e Premio Nobel per la pace nel 1986, ha appreso la notizia dell'attentato al collegio rabbinico di Gerusalemme dalla radio, mentre si recava in taxi all'aeroporto. "è stato l'ennesimo tuffo al cuore, ma ancora più pungente e doloroso del solito ", racconta al telefono il 79enne Wiesel, la voce rotta dalla commozione. "Un tuffo nel passato". Immagino si riferisca ai suoi trascorsi di studente rabbinico in una yeshiva della Transilvania, di cui parla nel suo capolavoro del 1958 "La Notte"? "Sì. Anch'io da piccolo ho frequentato la scuola religiosa per ragazzi, prima che Hitler e il nazismo spezzassero per sempre il mio sogno di diventare rabbino, come i miei nonni. Oggi mi sono identificato completamente in quei ragazzi trucidati. Mi sono sentito uno di loro". Che cosa ricorda degli anni alla yeshiva? "Ricordo i ripassi metodici e ripetitivi dell'alfabeto ebraico, Alef, Bet, Gimel. Ricordo le peot, i lunghi capelli ai lati del volto che anch'io avevo, nella tradizione degli ortodossi chassidici. Ricordo le grandi stanze immerse nella penombra, il silenzio, la meditazione. Ricordo lo studio del Talmud, una passione che mi ha accompagnato fino a oggi". Si è chiesto il perché di questa mattanza? "Non esiste un perché. Entrare nel sacro tempio del sapere, dove giovani vulnerabili e innocenti non fanno null'altro che studiare e pregare, soltanto per ucciderli, è la prova che il nemico è disposto a oltrepassare i limiti dell'umanità. Sono forse uomini quelli?". L'attentato alza il livello dello scontro? "Di certo dimostra che il presidente palestinese Abu Mazen non riesce a controllare il suo stesso popolo. Se ciò è vero, come pare ormai chiaro, cosa dovrebbe fare Israele?". La sua risposta? "Nessun Paese al mondo permetterebbe mai a dei killer di penetrare impunemente nelle sue scuole per assassinare, ferire, azzoppare e storpiare giovani innocenti. Israele non può non difendersi da questi continui attacchi". Perché hanno colpito proprio quel bersaglio? "Perché da sempre i nemici del popolo ebraico prendono di mira scuole e sinagoghe. Nel Medioevo, così come durante l'occupazione nazista dell'Europa, i luoghi di culto, studio e preghiera furono i primi a essere bersagliati. E, immancabilmente, i primi a essere distrutti. Penso che chi ha colpito sia animato dallo stesso odio che infiammava i criminali nazisti". Di chi è la colpa? "La risposta la darà l'indagine che dovrà cercare di scoprire soprattutto l'identità dei maestri di quei terroristi suicidi. Chi ha instillato nelle loro menti un odio tanto profondo da indurli a compiere quel gesto di inenarrabile crudeltà è altrettanto colpevole. Perché non ci sono parole per definire questi orrori". Pensa che la responsabilità sia di Hamas? "Hamas è a Gaza, non in Cisgiordania. Non credo sia stata necessariamente Hamas. Cercherei anche e soprattutto altrove". E adesso? "La priorità per Israele e il resto del mondo è combattere i terroristi suicidi che non sono nient'altro che criminali contro l'umanità. Il loro operato è pericoloso specialmente adesso, quando abbiamo bisogno di tutta la buona volontà del mondo per rinnovare i negoziati tra Israele e palestinesi. Che non possono né devono fermarsi". Gli anni di scuola "Ricordo i ripassi metodici dell'alfabeto, i lunghi capelli ai lati del volto, le grandi stanze immerse nella penombra" Alessandra Farkas.

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Sangue su Gerusalemme Strage alla scuola religiosa (sezione: Israele/Palestina)

( da "Corriere della Sera" del 07-03-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-03-07 num: - pag: 2 categoria: REDAZIONALE Sangue su Gerusalemme Strage alla scuola religiosa Un palestinese armato di fucile uccide 8 studenti, 30 feriti L'assalitore colpito da uno degli allievi Rivendicazione di un nuovo gruppo: "Uomini liberi della Galilea" DAL NOSTRO CORRISPONDENTE GERUSALEMME - Le aule delle scuole religiose non sono mai vuote. Neppure di notte. La biblioteca del seminario Merkaz HaRav, alle porte di Gerusalemme, è affollata di studenti. L'assalitore è armato di fucile mitragliatore, entra sparando. Uccide otto ragazzi, ne ferisce oltre trenta. Qualcuno di loro è armato, risponde al fuoco, il palestinese cerca di fuggire. "Mi sono appostato su un tetto- racconta Yitzhak Dadon - e l'ho aspettato. Quando è uscito, l'ho centrato due volte alla testa". Il miliziano è venuto dalla parte Est della città e voleva colpire un simbolo. La Merkaz HaRav è stata fondata nel 1924 dal rabbino Avraham Yitzchak HaCohen Kook. Che decise di rompere con la tradizione ultraortodossa e insegnare quello che per lui era il comandamento più importante: vivere nella terra d'Israele. Da qui sono usciti i leader ultra nazionalisti del sionismo religioso, che dopo la guerra dei Sei giorni hanno spinto per lo sviluppo degli insediamenti in Cisgiordania e nella Striscia di Gaza, fino al ritiro del 2005. Quando le ambulanze sono arrivate, dentro la scuola stanno ancora sparando. La polizia è convinta che l'estremista porti una cintura esplosiva. "Anche l'ambulanza è stata colpita - dice Yaron Tzuker, un infermiere -. I proiettili arrivavano da ogni angolo". Un altro testimone racconta in televisione di aver sentito spari singoli e di armi automatiche: "Sono andati avanti per dieci minuti". Lo studente che ha ucciso il palestinese spiega la sequenza: "Il rumore dei colpi arrivava dalla biblioteca, un edificio separato da quello dove si studia e si prega. Sono salito sul tetto di questo palazzo e mi sono messo in attesa con il fucile spianato". Continua: "Gli spari non smettevano. Era un fucile automatico. Ha falciato tutti quelli che si trovavano all'interno. Poi il terrorista è apparso allo scoperto e ha sparato una raffica in aria". Dadon, 40 anni, è stato costretto a gettarsi a terra. "Ho fatto in tempo a vedere che impugnava un kalashnikov ". Quando il palestinese ricompare, lo uccide. L'attacco è stato rivendicato da un gruppo che si definisce Brigate degli uomini liberi della Galilea: sarebbe una rappresaglia per i "martiri di Gaza e Imad Mughniyeh", il capo delle operazioni di Hezbollah, ucciso a Damasco il 12 febbraio. Centinaia di persone nella scuola rabbinica hanno urlato "morte agli arabi". Per Dadon, "quel kalashnikov è un regalo di Shimon Peres (presidente israeliano, ndr) e del suo seguace Ehud Olmert (premier, ndr). Questo massacro è il nuovo Medio Oriente che stanno costruendo ". L'attentato è arrivato a pochi giorni dall'incursione israeliana a Gaza, dove sono morti oltre cento palestinesi. E a poche ore dall'annuncio di Saeb Erekat: "Abu Mazen è pronto a riprendere i colloqui di pace, sospesi dopo l'operazione militare nella Striscia", aveva annunciato il negoziatore. Dalla Mukata, il presidente palestinese ha condannato la strage. A Gaza, Hamas ha celebrato: "Una missione eroica in risposta ai crimini dell'occupante", ha proclamato un portavoce. A Jabaliya, il campo rifugiati colpito dal raid israeliano, i miliziani hanno festeggiato a colpi di fucile mitragliatore. "I terroristi stanno cercando di distruggere le possibilità di pace, noi continueremo le trattative ", ha dichiarato Arye Mekel, portavoce del ministero degli Esteri israeliano. Davide Frattini.

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<Hamas dietro l'attacco: così vuol piegare Olmert> (sezione: Israele/Palestina)

( da "Corriere della Sera" del 07-03-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-03-07 num: - pag: 2 categoria: REDAZIONALE L'analisi L'esperto palestinese Ata Qaimari "Hamas dietro l'attacco: così vuol piegare Olmert" DAL NOSTRO CORRISPONDENTE GERUSALEMME - "Con questo attacco Hamas vuol mandare un messaggio al governo di Ehud Olmert. Non è un attentato strategico, per bruciare qualunque ponte. è una scelta tattica. L'obiettivo è spingere gli israeliani a un cessate il fuoco di lungo periodo. Hamas dimostra di avere molte opzioni disponibili, non solo i missili Qassam". Ata Qaimari dirige il centro di ricerche Al Masdar, a Gerusalemme Est. è un intellettuale palestinese moderato, che sta perdendo la speranza in una soluzione del conflitto. "Il futuro mi sembra solo incerto. Non c'è una leadership forte in Israele e anche i palestinesi non hanno chi li guidi. Il presidente Abu Mazen non ha carte da giocare nei negoziati, non sta preparando l'economia e la società alla nascita di uno Stato". Il giudizio su Hamas è ancora più duro. "è solo una fazione. Non ci promette la democrazia e sta ripetendo la tragedia del popolo palestinese negli ultimi trent'anni. Adesso ridiscutono di che relazione avere con gli ebrei. è come se la Storia fosse passata invano. Non posso accettare che questa guerra vada avanti per sempre". Il movimento fondamentalista starebbe cercando di ottenere una tregua con Israele, che comprenda anche la Cisgiordania. Gli egiziani stanno mediando con Hamas e la Jihad islamica nella Striscia di Gaza perché fermino i lanci di Qassam. "Le nostre condizioni sono chiare: i razzi smetteranno di cadere solo quando l'esercito porrà termine ai raid e l'assedio economico contro la Striscia verrà tolto", ha detto un portavoce dell'organizzazione integralista. "Sparare Qassam non serve a nulla - commenta Qaimari -. Crea solo confusione. Non si capisce più chi è la vittima e chi l'aggressore. è per questo che i leader internazionali sostengono Israele". Dopo la visita di Condoleezza Rice, segretario di Stato americano, Washington sarebbe favorevole ad alleggerire l'embargo eco.

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Doppio fronte (sezione: Israele/Palestina)

( da "Corriere della Sera" del 07-03-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-03-07 num: - pag: 2 categoria: BREVI Doppio fronte Un militare israeliano all'interno della scuola rabbinica di Gerusalemme teatro della strage di ieri e, a destra, un ferito. Nella foto al centro, festeggiamenti nella Striscia di Gaza (Ansa, Reuters).

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Attacco armato palestinese a Gerusalemme, nove vittime (sezione: Israele/Palestina)

( da "Manifesto, Il" del 07-03-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Medio Oriente Attacco armato palestinese a Gerusalemme, nove vittime Uccise nove persone, tra cui un assalitore, nell'attacco a collegio rabbinico. Raid aereo israeliano su Gaza, quattro morti. Le Ong: catastrofe umanitaria nella Striscia PAGINA 11.

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L'unica via per la pace: il mondo fermi Israele (sezione: Israele/Palestina)

( da "Manifesto, Il" del 07-03-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Warschawski: nella Striscia crimini di guerra. I palestinesi percepiti "meno umani" perché hanno eletto Hamas L'unica via per la pace: il mondo fermi Israele Michelangelo Cocco In Italia per una serie di dibattiti sul conflitto israelo-palestinese, Michael Warschawski punta l'indice contro l'escalation israeliana a Gaza che nei giorni scorsi ha causato 120 vittime palestinesi. Con il fondatore dell'Alternative information center di Gerusalemme abbiamo discusso della situazione in campo israeliano e palestinese. Le agenzie umanitarie dicono che a Gaza c'è la situazione peggiore degli ultimi 40 anni. Crede che Israele farà qualcosa per migliorarla? Dipenderà dalla pressione internazionale. Se non ci sarà alcuna spinta in questo senso da parte dell'Europa e degli Stati Uniti, Israele continuerà la sua politica nei confronti della popolazione palestinese della Striscia. L'establishment militare sta già discutendo della possibilità di utilizzare l'artiglieria contro aree densamente abitate, se da queste continueranno a essere lanciati razzi "Qassam" in Israele. Quella di utilizzare l'artiglieria contro aree densamente abitate da civili è un'ossessione di Ehud Barak (il ministro della difesa), il quale ha chiesto ai suoi consiglieri politici se una mossa di questo tipo sarebbe vietata dal diritto internazionale. Si tratta di un'opzione che viene esaminata molto seriamente sia dal governo sia dall'esercito che, in parte, stanno già usando questa tattica. Il problema è se la utilizzeranno su scala più ampia. Dopo gli ultimi massacri israeliani si è parlato di "shoah" e genocidio. Da un punto di vista del diritto internazionale come possono essere giudicate le operazioni dell'esercito israeliano contro la Striscia? Il termine "shoah" è stato evocato da un ministro israeliano. A me non piace utilizzare questi superlativi. Penso che la situazione sia talmente grave da richiedere l'utilizzo di termini appropriati. Ci troviamo di fronte a una violazione sistematica del diritto internazionale e a crimini di guerra commessi dall'esercito israeliano. Attaccare aree abitate da civili utilizzando la forza in maniera sproporzionata rappresenta un crimine di guerra. È questo che dice il diritto internazionale. E l'esercito israeliano ha utilizzato questi metodi in maniera sistematica, specialmente nell'ultima settimana. Come reagiscono a quest'escalation l'opinione pubblica e i pacifisti israeliani? L'opinione pubblica da un lato appoggia gli attacchi contro Gaza, perché li percepisce come una rappresaglia nei confronti dei lanci di razzi Qassam contro le città israeliane di Sderot e Ashkelon. Dall'altro lato, secondo l'ultimo sondaggio effettuato, la maggioranza della stessa opinione pubblica è favorevole ad aprire un negoziato con Hamas. Per quanto riguarda il campo della pace, siamo sempre fermi alla situazione creatasi dopo il 2000. C'è una minoranza che è sempre attiva - negli ultimi giorni abbiamo fatto manifestazioni a Gerusalemme e Tel Aviv - ma che rappresenta comunque una minoranza. Siamo in grado di mobilitare tra le 5.000 e le 6.000 persone. Non si tratta più del grande campo della pace che avevamo fino a dieci anni fa, guidato da Peace now. In risposta all'assedio di Gaza negli ultimi giorni ci sono state mobilitazioni palestinesi non solo in Cisgiordania, ma anche all'interno di Israele. Crede stia nascendo qualcosa di nuovo? Sono stato felice di vedere manifestazioni popolari di massa all'interno dei Territori occupati, una cosa successa raramente negli ultimi anni. Ma è ancora troppo presto per capire se stiamo entrando in quella che i media israeliani hanno già chiamato "terza intifada", una nuova sollevazione di massa che duri e che non sia solo una reazione di rabbia provocata dai massacri israeliani. Dopo la vittoria elettorale di Hamas nel 2006, Israele ha intensificato la guerra contro la Striscia e la colonizzazione della Cisgiordania. Che effetto può avere sulla percezione di Israele nel mondo? Nonostante i crimini che sta commettendo, Israele ha un'immagine molto migliore di quella che aveva fino a pochi anni fa. Né la Comunità né l'opinione pubblica internazionale la criticano come ai tempi di Sharon. Perché prevale la percezione mondiale dell'islam come una minaccia nei confronti dell'Occidente. In questo contesto milioni di uomini e donne che hanno eletto democraticamente Hamas vengono percepiti e trattati come non umani.

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La denuncia delle ong: dal '67 mai tanta miseria (sezione: Israele/Palestina)

( da "Manifesto, Il" del 07-03-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Gaza La denuncia delle ong: dal '67 mai tanta miseria "La situazione di un milione e mezzo di palestinesi di Gaza è la peggiore dall'inizio dell'occupazione israeliana del 1967", scrivono in un rapporto le Ong britanniche, tra cui Amnesty International e Oxfam. "La politica internazionale di isolamento di Hamas non ha avuto alcun esito positivo", continua il documento, che aggiunge che la chiusura imposta da Israele non è riuscita a portare sicurezza né agli israeliani né ai palestinesi: "La politica del blocco è inaccettabile, illegale, l'Ue deve condannare il ricorso, da parte del governo israeliano, alla punizione collettiva (della popolazione palestinese)".

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Attacco alla scuola rabbinica, è strage (sezione: Israele/Palestina)

( da "Manifesto, Il" del 07-03-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Gerusalemme, un palestinese apre il fuoco in una yeshiva e uccide otto studenti. Hamas benedice il massacro, l'Anp condanna. Allarme attentati e tensione alle stelle in Israele Michele Giorgio Gerusalemme Anticipato da una settimana di sangue a Gaza, in cui oltre cento palestinesi sono stati uccisi dall'esercito israeliano, l'attentato di ieri sera in un collegio rabbinico di Gerusalemme Ovest, in cui sono rimasti uccisi almeno otto studenti ebrei oltre all'attentatore palestinese, apre con ogni probabilità una nuova pericolosa fase del conflitto israelo-palestinese. Una notte carica di tensione ha avvolto ieri sera Gerusalemme mentre i vertici politici e militari d'Israele discutevano le mosse da fare dopo l'attentato. Tutto lasciava pensare che l'obiettivo della rappresaglia sarà proprio Gaza e la leadership di Hamas. Proprio a Gaza la notizia dell'attacco armato è stata accolta con giubilo. Centinaia di persone sono scese in strada a festeggiare. Un portavoce di Hamas, pur senza rivendicare l'attacco, ha detto che "questa è la risposta naturale contro l'aggressione sionista compiuta sul popolo palestinese". In tarda serata è giunta la notizia di un raid aereo nei pressi di Khan Yunis in cui sono stati uccisi quattro militanti del Jihad Islami. Al mattino, sempre a Gaza, era stato ucciso un soldato israeliano in un attacco palestinese. L'attentato è avvenuto intorno alle 20.30 ora locale. Un palestinese travestito da studente religioso ebreo, si è infiltrato nel collegio rabbinico Merkaz ha- Rav di Kiryat Moshe, un quartiere della zona Ovest della città abitato in prevalenza da ortodossi. Ieri sera non erano note tutte le dinamiche dell'attentato ma secondo testimoni, il palestinese ha cominciato a sparare mentre era in corso una sessione di studio per l'inizio del mese ebraico di Adar. Molti giovani presenti colpiti dalle pallottole si sono accasciati a terra morti o feriti, poco dopo è stato ucciso il palestinese colpito a morte dal fuoco di uno studente armato. La sparatoria però non è terminata perché, stando ad alcune versioni, un secondo palestinese sarebbe riuscito a fuggire aprendosi la strada a colpi d'arma da fuoco e, ieri sera, la polizia era sulle sue tracce. Le scene successive sono state di dolore e sgomento per i familiari, mentre gli scampati all'attentato raccontavano la loro esperienza. "Quella che si vede all'interno del collegio rabbinico è la scena di un vero e proprio massacro", ha raccontato un testimone oculare, "i muri sono schizzati di sangue, così anche i pavimenti, e i cadaveri sono sparsi nelle stanze e fra i corridoi". L'attacco sarebbe stato concentrato nella sala della biblioteca dove gli studenti sono stati sorpresi mentre leggevano testi sacri. Yitzhak Dadon, che ha aperto il fuoco sul palestinese, ha riferito di aver sparato "due colpi precisi, alla testa dell'attentatore". Per tutta la sera genitori e parenti sono rimasti fuori dal collegio rabbinico sperando di poter rivedere vivi i loro congiunti. Per molti di loro l'attesa si è tramutata in disperazione. In tarda serata un gruppo palestinese, "Brigate degli uomini liberi della Galilea-gruppo Imad Mughnieh", quindi apparentemente legato a Hezbollah, ha rivendicato l'attentato attraverso la televisione del movimento sciita che aveva giurato di vendicare il suo capo militare ucciso, probabilmente da Israele, a il mese scorso a Damasco. Il commando ha scelto con cura il suo obiettivo, perché il Merkaz ha-Rav è considerato il principale seminario di Gerusalemme che si ispira al sionismo religioso. L'attentatore, un palestinese di Gerusalemme Est, doveva conoscerlo bene. Merkaz ha-Rav venne fondato dal rabbino Avraham Kook che, rompendo con l'ebraismo ortodosso contrario alla creazione dello Stato, aveva aderito al progetto sionista di fondare uno Stato ebraico in Palestina. Nelle aule di Merkaz ha-Rav si e' forgiata la leadership di Gush Emunim, il movimento ideologico religioso di colonizzazione nei Territori palestinesi occupati nel 1967. In serata il presidente palestinese Abu Mazen ha condannato l'attacco mentre l'ambasciatore israeliano all'Onu ha chiesto la convocazione del Consiglio di Sicurezza. Il portavoce del ministero degli esteri israeliano ha comunicato che i negoziati non si interromperanno.

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Colpirà gli sponsor dei terroristi di Hamas. Cioè l'Hezbollah libanese oppure la Siri (sezione: Israele/Palestina)

( da "Messaggero, Il" del 07-03-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Di CARLO JEAN Colpirà gli sponsor dei terroristi di Hamas. Cioè l'Hezbollah libanese oppure la Siria. Le accuse fatte allo Stato di Israele di aver ecceduto i limiti della legittima difesa a Gaza hanno certamente stimolato l'orribile attentato di ieri contro la scuola rabbinica a Gerusalemme ovest. C'era d'altronde da aspettarselo. All'inizio della settimana, i miliziani Hezbollah erano stati preavvisati che qualcosa di grosso potesse avvenire. Era stato infatti diramato loro l'ordine di mettersi a disposizione dei loro comandi nel Libano meridionale. È una grave sconfitta per Bush, che aveva sponsorizzato la conferenza di Annapolis nel novembre dello scorso anno e anche per al-Fatah e il presidente Abu Mazen, che rischiano una completa delegittimazione qualora dovessero continuare i colloqui con Israele, in vista di una stabilizzazione della tormentata regione. Anche il recentissimo viaggio in Medio Oriente del segretario di stato Usa, Condoleezza Rise, non ha potuto far altro che prendere atto dell'impossibilità di proseguire nel processo di pace e del fallimento del progetto dei due Stati: uno israeliano, l'altro palestinese. Non è una sconfitta solo per gli Usa e per l'Europa. Lo è anche per i Paesi arabi sunniti, dall'Egitto all'Arabia Saudita che avevano tanto puntato su Abu Mazen e forse su talune fazioni più moderate di Hamas. Il fallimento del processo di Annapolis è una vittoria sia per i componenti più radicali di Hamas sia per l'Iran ed i suoi alleati nel Vicino Oriente. Come reagirà Israele è difficile dire. Qualcosa dovrà fare, anche a costo di inasprire il conflitto. Il governo Olmert non sopravviverebbe senza dare una dimostrazione di forza. Purtroppo chi ci andrà di mezzo, come al solito, sarà il povero popolo palestinese, tenuto in ostaggio dagli elementi più radicali. È ridicolo che essi non vengano condannati da tutti gli occidentali con la determinazione che meriterebbero. Taluni affermano che per avere una possibilità di pace sarebbe necessario un dialogo diretto fra Israele ed Hamas. Abu Mazen è troppo debole. Può esser facilmente "scavalcato" dagli elementi più estremisti. Non si può neppure pretendere da Israele che si metta a negoziare con coloro che vogliono la sua distruzione. Ci si trova in una situazione di completo stallo. È difficilissimo uscirne. Non si vede altra possibilità che una nuova spirale di violenza. Solo allorquando si sarà raggiunto quello che si potrebbe definire in termini clausewitziano "il punto culminante della sofferenza" sarà forse possibile un negoziato serio per ricercare una qualche condizione di pace o, almeno, di cessazione delle peggiori violenze. Le condizioni per farlo non sembrano ancora mature. Molto verosimilmente le Forze Armate israeliane stanno preparandosi per attaccare le posizioni l'Hezbollah nella vallata della Bekaa e nel Libano meridionale. I nostri soldati dell'Unifil 2 sono sicuramente in stato di massima allerta. È più improbabile che la Tsahal ebraica vada a rioccupare la Striscia di Gaza, che è stata fortificata con le tecniche e le tattiche impiegate dall'Hezbollah in Libano. Un attacco sarà massiccio, anche perché Israele deve ripristinare la dissuasione messa in dubbio dall'esito incerto dell'attacco nel Libano meridionale nell'estate del 2006.

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La lotta di classe non c'è più. Nel loft (sezione: Israele/Palestina)

( da "Manifesto, Il" del 07-03-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Veltronate La lotta di classe non c'è più. Nel loft (lo.c.) La lotta di classe non c'è più. Questa non è nuova, penserete, e in effetti la raccontavano i padroni già ai tempi della prima rivoluzione industriale. La novità è che ora il concetto è legge nel Pd. Veltroni ha deciso, i candidati - padroni, sindacalisti, operai, prefetti e generali - si adeguino. La lotta di classe "fotografa una fase storica dell'Italia che non c'è più", decreta Walter, perché "esiste una comunanza di destino fra gli imprenditori e i lavoratori". Massimo (non Calearo, D'Alema) potrebbe suggerire al suo amico un termine che coniò per parlare della posizione italiana nel conflitto israelo-palesinese: equivicinanza. Il Pd è equivicino ai padroni e agli operai perché la lotta di classe non c'è più. Nelle liste del Pd.

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Marrazzo lo nomina ma l'avvocato <corre> con il Pdl (sezione: Israele/Palestina)

( da "Corriere della Sera" del 07-03-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2008-03-07 num: - pag: 15 categoria: REDAZIONALE A Roma Alessandro Ruben era stato appena inserito nel cda di Autostrade Lazio. La sinistra ora ne chiede le dimissioni Marrazzo lo nomina ma l'avvocato "corre" con il Pdl ROMA - Prendi la poltrona e scappa, per dirla alla Woody Allen. Una nomina pubblica agita la giunta regionale di centrosinistra di Piero Marrazzo e rischia di creare l'ennesima frizione fra Pd e Sinistra arcobaleno. Tre giorni fa l'avvocato Alessandro Ruben è stato designato dal governatore come consigliere di amministrazione di Autostrade del Lazio, società mista Regione-Anas per la realizzazione della Roma-Latina. Una scelta, a quanto pare, caldeggiata da Giancarlo Elia Valori, ultimo dei grandi boiardi di stato, oggi presidente della holding pubblica Sviluppo Lazio: i due avevano lavorato insieme alle Autostrade. Il giorno dopo aver ottenuto l'incarico da Marrazzo, il salto della barricata. Dal centrosinistra al centrodestra. Ruben, 41 anni, esponente di spicco della comunità ebraica e presidente per l'Italia dell'Anti Defamation League (prestigiosa associazione per la lotta antisemitismo), ha accettato la candidatura per le politiche con il Popolo delle libertà. Correrà in Piemonte per la Camera. Piero Marrazzo, racconta chi lo conosce, è rimasto di sasso. "Chi poteva immaginare che un uomo come lui si sarebbe candidato con la destra", dicono. Già, perché Ruben a Roma è conosciuto come l'avvocato che ha patrocinato alcune delle azioni legali contro Priebke; è noto per essere stato picchiato da alcuni estremisti di destra; e soprattutto non aveva mai mostrato interesse per la politica. Il presidente della Regione ha comunque cercato di disinnescare la polemica. "Non mi pare che le autostrade siano di destra o di sinistra. Le nomine nel cda di Autostrade del Lazio rispondono solo ad un requisito: la competenza. Alessandro Ruben è un giurista di grande competenza e aveva collaborato con la Società Autostrade, questi e solo questi i motivi della scelta". Lui stesso minimizza. "è vero, mi candido nel Pdl, ma come indipendente - dice Ruben -. Non sono un politico. Non c'è alcuna incompatibilità con la nomina della Regione e ho accettato quell'incarico non certo per soldi, ma solo perché ho avuto già collaborazioni con società di gestioni autostradali. Voglio però mettermi al servizio del Paese, per questo ho accettato la proposta del Pdl. Chi mi ha contattato? Gianni Letta e Gianfranco Fini, che accompagnai in un viaggio in Israele. Berlusconi? Lo conosco, siamo stati insieme negli Usa, ma non è stato lui a chiamarmi. Il centrosinistra? Ho grande stima per Walter Veltroni, ho ottimi rapporti con Goffredo Bettini. E anche con Marrazzo: pure con lui sono stato in Israele". La Sinistra arcobaleno però non ci sta: "è stato nominato come tecnico dalla Regione, se diventa un politico deve dimettersi. Non c'è un'incompatibilità formale, ma è una questione di opportunità", dice Filiberto Zaratti, assessore regionale all'Ambiente ed esponente dei Verdi. "è una situazione assurda - aggiunge Massimiliano Smeriglio, deputato di Rifondazione e segretario romano del partito di Bertinotti -. Se non si dimette lui, è opportuno che intervenga Marrazzo". Paolo Foschi Adl Abraham Foxman, direttore dell'Anti Defamation League (Adl) degli Usa con Alessandro Ruben.

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Gerusalemme, nove morti (sezione: Israele/Palestina)

( da "Tempo, Il" del 07-03-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Stampa Gerusalemme, nove morti Strage nella scuola rabbinica GERUSALEMME Un terrorista armato ha fatto irruzione ieri sera in un una scuola rabbinica di Gerusalemme Ovest ed ha aperto il fuoco. Almeno otto persone sono morte e altre 35 sono rimaste ferite, hanno riferito i soccorritori della Maghen David Adom, l'equivalente israeliano della Croce Rossa. Anche l'attentato è stato ucciso portando ad almeno nove il bilancio delle vittime. Il terrorista aveva indosso una cartucciera e non una cintura esplosiva, come era sembrato in un primo momento. Gli studenti sono stati immediatamente fatti evacuare e la polizia ha perquisito l'edificio stanza per stanza. Sul posto sono accorse le ambulanze per soccorrere i feriti. La polizia israeliana ha annunciato che l'attentatore è stato identificato: si tratta di un palestinese residente nella parte orientale di Gerusalemme del quale non è stato ancora diffuso il nome. La polizia sospetta che all'attacco abbia partecipato anche un secondo attentatore, che però sarebbe riuscito a fuggire. Nel corso del 2007 non ci sono stati attentati da parte di terroristi palestinesi a Gerusalemme, anche se la polizia israeliana ha sventato numerosi piani di attacco. Tra il 2001 e il 2004 la Città Santa è stata invece colpita più volte dagli attentatori. Intanto nella Striscia di Gaza i residenti sono scesi in strada a festeggiare dopo aver appreso la notizia dell'attacco di ieri sera. La tv del gruppo libanese Hezbollah ha riferito ieri sera che un gruppo palestinese finora sconosciuto, chiamato "Kataeb Ahrar el-Jalil" (Brigate degli uomini liberi della Galile - Gruppo del martire Imad Mughniyeh e dei martiri di Gaza) ha rivendicato l'attentato al seminario rabbinico di Gerusalemme. La tv di Hezbollah, Al Manar, non ha fornito altri dettagli sul gruppo , il cui nome si ispira al capo militare del movimento sciita libanese ucciso il 12 febbraio nell'esplosione di un'autobomba a Damasco. L'attribuzione ad Israele dell'uccisione fatta da Hezbollah è stata negata da Tel Aviv che ha smentito qualsiasi implicazione nell'episodio. Il 14 febbraio il segretario generale di Hezbollah, Sayyed Hassan Nasrallah, ha dichiarato una "guerra aperta" a Israele.

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<Sguardi altrove> tra Iran, Russia e Palestina (sezione: Israele/Palestina)

( da "Corriere della Sera" del 07-03-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Corriere della Sera - MILANO - sezione: Tempo Libero - data: 2008-03-07 num: - pag: 21 categoria: REDAZIONALE SPAZIO OBERDAN "Sguardi altrove" tra Iran, Russia e Palestina Molti ospiti al settimo giorno di "Sguardi altrove". Due titoli nel concorso internazionale dei documentari. Alle 17 "Maria's Grotto" di Buthina Canaan Khoury mostra la violenza esercitata contro le donne palestinesi all'interno della famiglia, e la sopravvivenza del delitto d'onore. Alle 19.15 "Road to Bliss" di Irene Langemann (presente in sala) è un ritratto della Russia rampante di oggi, dalla prospettiva di una celebre strada moscovita, la Rublyovka. La giornata prevede altri documentari: alle 15 la scrittrice iraniana Farian Sabahi presenta "Minareto 1000 punti" di Pietro Raschillà, sui contrasti intorno alla progettata moschea di Colle Val d'Elsa; "Vjesh" di Rossella Schillaci (alle 18) è dedicato alle comunità albanesi in Basilicata. Tutta per il cinema italiano la serata: alle 21.15 Cristina Comencini riceve il premio "Le forme del cinema" (poi sarà presente, per un incontro con il pubblico, dopo la proiezione del film "La fine è nota" ore 21 ad Area Metropolis). Segue "Bellissima" di Luchino Visconti, con Anna Magnani nella parte di madre che fa di tutto perché la propria bambina reciti a Cinecittà. (Alberto Pezzotta) Spazio Oberdan, viale Vittorio Veneto 2, ingresso libero.

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MIT, FENNESZ E JM CAIMI AL PARCO DELLA MUSICA Per "Meet In Town" c'è (sezione: Israele/Palestina)

( da "Messaggero, Il" del 07-03-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

La musica elettronica di Christian Fennesz, producer e compositore viennese che collabora con tante star internazionali, da Ryuchi Sakamoto in poi. Al suo fianco il duo italo-israeliano Ziv Jacob & Jean-Marc Caimi, con il nuovo cd "Minimalismus". Bella serata di sperimentazione. Parco della Musica, viale De Coubertin, 06-80241281 VIOLA BUZZI AL TEATROINSCATOLA Direttrice di folkfestival e cantautrice, Viola Buzzi propone fino a domenica "Concerto d'amore", canzoni e racconti sulle anonime italiane che lavoravano nelle case chiuse del prima-Merlin e sulle straniere d'appartamento d'oggi: ispirato a Violette Valery della Traviata, a Violet Gibson che nel '26 sparò a Mussolini e finì in manicomio, a Violette Nozière condannata a morte nel '33 per l'uccisione del patrigno, alla grande cantautrice cilena Violeta Parra che si suicidò nel '67. TeatroinScatola, lungotevere degli Artigiani 12 Z STAR AL CIRCOLO ARTISTI Nata a Trinidad e cresciuta a Londra, ha una delle voci femminili più intriganti del momento, è giovane e bravissima, canta, suona chitarra e percussioni e viaggia tra soul, jazz, reggae e ritmi africani e sudamericani: ecco Z Star, che presenta in anteprima i brani del nuovo cd. Circolo degli Artisti, via Casilina Vecchia 42, 06-70305684 MARAH ALLA STAZIONE BIRRA Nata a Philadelphia, guidata dai fratelli Dave e Serge Bielanko e amata da Bruce Springsteen, la band Marah si muove fra rock e country, scrive tutti i suoi brani e il suo ultimo cd è "If You Didn't Laugh You'd Cry". Stazione Birra, via Placanica 172, 06-79845959 LES GETREX AL DIMMIDISI' Vocalist e chitarrista di Fats Domino, americano di New Orleans, Les Getrex è in concerto con la band dei Magic Roosters: rhythm & blues, swing e jazz con i sapori della Louisiana. Dimmidisì, via dei Volsci 126b TRA GLI ALTRI APPUNTAMENTI... Al Teatro del Lido (via delle Sirene 22, Ostia) arriva Stella Chiweshe, vocalist numero uno nello Zimbabwe, con le profonde sonorità della "mbira", la musica tradizionale del suo paese. All'Alexanderplatz (via Ostia 9) la vocalist Carl Marcotulli e il pianista Dick Halligan, ex Blood Sweat & Tears, presentano il cd "How Can I Get To Mars?". Al CineCafè (via Ostiense 193d) jazz con il sassofonista Sandro Satta e il pianista Andrea Zanchi. Al Micca Club (via Pietro Micca 7a) rock e boogie con il pianista americano Dave Taylor. Al Kollatino Underground (via G. Sorel 10) la band Ardecore traduce in rockblues antiche canzoni romane. All'Orange (piazza Ippolito Nievo 15) jazz con il Saratti Trio. F. Z. fabrizio@fabriziozampa.com.

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Attacco alla scuola rabbinica (sezione: Israele/Palestina)

( da "Riformista, Il" del 07-03-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Attacco alla scuola rabbinica Torna il terrore a Gerusalemme Violata la tregua di quattro anni Dovevano riprendere a parlarsi gli israeliani e l'Anp di Abu Mazen. E invece è tornato il sangue. Di notte, in uno di quei luoghi in cui si coltiva l'ortodossia ebraica, ma in cui alle armi si preferisce lo studio del Talmud: una scuola rabbinica. Di Gerusalemme, quel che è peggio, cioè di quella capitale divisa e contesa che, in qualche modo, negli ultimi quattro anni, era diventata una sorta di zona grigia, dove le due parti convivono e per tacito accordo non si uccidono. La città santa. Era dall'inverno del 2004 che durava questa tregua, dopo una stagione dolorosa di autobus esplosi e kamikaze nei ristoranti. Fino a ieri sera, mezzanotte ora israeliana, quando un numero imprecisato di attentatori ha fatto irruzione nella yeshiva del quartiere Kyriat Moshe, centro di studi molto noto perché vicino al movimento dei coloni, dove studiano centinaia di allievi, in un'età compresa fra i 18 e i 30 anni. Almeno otto i morti, una quarantina i feriti. Fra i morti anche alcuni degli attentatori. Kamikaze, come racconta la cintura esplosiva che cingeva la vita di uno di loro. È tramontata così la sacralità della Gerusalemme contesa, e rischia di morire qui il processo cominciato ad Annapolis dall'amministrazione americana, seppure in extremis, cancellato dalla rabbia senza senso della miopia estremista e terrorista che non ha avuto occhi e orecchie per la reazione della comunità internazionale, unita nel dire che no, Israele non poteva continuare a bombardare Gaza. Tanto che mentre quei folli omicidi attaccavano un luogo di preghiera, il consiglio dei diritti umani delle Nazioni Unite approvava una risoluzione di condanna contro le operazioni militari dell'Idf sulla Striscia. Ora tocca ai palestinesi fare sul serio, casomai cominciando a dire che sì, Hamas è una aberrazione terrorista. 07/03/2008.

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Rende (Cs) 100 anni di 8 Marzo: Verso una democrazia paritaria alle 9 Aula Magna Unical (sezione: Israele/Palestina)

( da "Liberazione" del 07-03-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Rende (Cs) 100 anni di 8 Marzo: Verso una democrazia paritaria alle 9 Aula Magna Unical. Bari Un libro-inchiesta che richiama a gran voce l'urgenza di un'antimafia che non ha più tempo per le mediazioni, i compromessi, le polemiche sterili: Michele Cagnazzo ci parla del suo Mafia una guerra senza confini alle 20 "Federico II di Svevia" via Latilla 13; con Fabio Dell'Olio di Libera e il video inedito "La catena umana". Molfetta (Ba) ThyssenKrupp Ilva. Sicuri di morire : alle 19.30 Sala Turtur con Ciro Argentino Rsu-Fiom ThyssenKrupp, Ernesto Palatrasio di Slai Cobas Ilva e Rete nazionale Sicurezza sui Posti di Lavoro, Franca Caliolo dell'associazione 12 Giugno - Familiari Vittime del Lavoro Ilva e i lavoratori e le lavoratrici che vogliono intervenire. Falciano (Ce) Al via Independent Ways , tre giorni sull'indipendenza e e confronto su autoproduzioni, copyleft e media indipendenti al Lab Millepiani. Alle 18 aperitivo precario, inaugurazione Internet Point e libera officina Pc e alle 19 diretta in streaming della puntata zero di Radiossina. Napoli Un testo dove si intrecciamo desideri proibiti e perversi, istinti omicidi, proiezioni infantili e sensi di colpa, estesi ai limiti della "pornografia": L'aquila bambina - Reloaded di Antonio Syxty al Nuovo Teatro Nuovo. Giugliano (Na) Diossina e metalli pesanti nell'area a nord di Napoli : domani alle 17 a Palazzo Palumbo con il sindaco Francesco Taglialatela, Raffaele del Giudice di Legambiente, Gennaro Esposito e Bruna Gambardella di Assocampania Felix, l'oncologo e tossicologo Antonio Merfella, Giampiero Angeli dell'Assise Palazzo Marigliano. Frosinone Passione e talento: Dadamatto live + Butcher Mind Collapse Cantina Mediterraneo via A. Fabi 341. Roma Assemblea delle donne del Municipio IX: 1908 - 2008. Cento anni di protagonismo e di lotte . Alle 16 in via T. Fortifiocca 71 anche con la mostra fotografica Noi Donne dell'8 marzo a cura di Franca Zacchei. Con Movi Ovadia discutiamo di 50 anni per la memoria e i diritti umani 1957-2007 alle 17 al Museo storico della Liberazione in via Tasso 145. Operaie nelle fabbriche alla catena di montaggio, poetesse, scrittrici o suonatrici d'arpa. Donne che si muovono nel mondo e nella vita, a passeggio o in casa. Diverse donne in una , la mostra fotografica alle 17.30 Iccs via S. Michele 18. Carmelo Lopapa discute del suo libro Sparlamento Vita e opere dei politici italiani (Chiarelettere) con il giornalista Concetto Vecchio alle 18.30 Rinascita in via Prospero Alpino 48. Franco Fracassi e Francesco Trento introducono il loro film Zero. Ovvero: perché la verità ufficiale sull'11 settembre è un falso , da un'inchiesta di Giulietto Chiesa, alle 18 La Città dell'Altra Economia, ex Mattatoio. Un'opera di vibrante, personale impegno intellettuale e etico: Shakespeare? E' il nome d'arte di John Florio di Lamberto Tassinari che l'autore presenta alle 18 Odradek via dei Banchi Vecchi 57. Ventiquattro ore in terra di camorra: Sergio Nazzaro ci parla del suo libro Io, per fortuna c'ho la camorra alle 18.45 Cesv via dei Mille 6; con Gabriella Stramaccioni direttore nazionale di Libera e Giulio Russo presidente Cesv. Con Vauro e Emergency Kualid e gli altri bambini alle 18 Rinascita largo Agosta 36, e poi I bambini e la guerra letture dalle storie dei bambini negli ospedali di Emergency e il filmato della mostra "Adotta un disegno". Il prezzo del velo è il libro di Giuliana Sgrena che l'autrice presenta alle 17 al Centro Averroè via della Polveriera 14. Massimo Rendina dell'Anpi, lo storico e scrittore Pierluigi Pallante e l'autore ci parlano del libro di Davide Conti L'occupazione italiana dei Balcani. Tra crimini di guerra e mito della brava gente (Odradek) alle 17.30 Casa della Memoria e della Storia in via Francesco di Sales 5. Cristiano de Majo e Francesco Longo ci parlano del loro libro Vita di Isaia Carter, avatar (Laterza) alle 19 Flexi in via Clementina 9 e poi il film Thetidia Connection di Adelchi Battista. L'Hellas classica e una favolistica Grecia contemporanea nel libro Grecia, solo ritorno (Infinito) presentato dall'autore, Alan Zamboni, alle 18 Mondadori via Piave 14. La presentazione del saggio Psicoanalisi del Cristianesimo di Luigi De Paoli precede il film di Schmidt Requiem alle 17 Biblioteca Elsa Morante di Ostia, nell'ambito del cineforum Dogmatismi, diritti umani, laicità condotto da Mauro Castagno. Il reading letterario Marilyn Monroe non è morta di Patrick Besson con Alessia Di Pasquale Piccarini alle 19.30 Art Studio Cafè in via dei Gracchi 187 e poi musica con Acustinauti e le immagini di Federico Micheli. Dance Hall Soldier e Lp International live al Villaggio globale. Una storia al femminile: Il Principe azzurro è gay di e con Graziella Salerno alle 21.30 Horus via del Pigneto 215. Teatro al Rialto S. Ambrogio alle 21.30 con Psicosi delle 4 e 48 di Sarah Kane di e con Andrea Cramarossa e Anarchy In The Club dj set. Il film di Rodriguez Planet Terror alle 22 al Forte Prenestino; alla stessa ora il circo di cuciture fantasie e colori Underground Fashion Parade a cura di Brain Engine. Dancefloor con Pastaboyz @ Firewater del Brancaleone. Reggae con Wogiagia live Locanda Atlantide. Z-Star live Circolo degli Artisti. Grande jazz con Antonella Vitale & Andrea Beneventano Il Pentagrappolo. Torna il leggendario e pittoresco Rockin' Dave Taylor al Micca. Musical Ensemble Pentamerone Piccolo Apollo. Un viaggio attraverso la creatività e la passione: Flamenco Jazz Teatro della Dodicesima in via Avolio a Spinaceto. Con "Le bighe sono pronte" Andrea Ra Lian Club via degli Enotri 6. Perugia Contro la violenza di genere, l'ingerenza vaticana e gli attacchi alla libertà di scelta Riprendiamoci la notte : presidio itinerante alle 22 p.za IV Novembre. Firenze A cura dell'Aaipf Il 14 maggio 1948 l'incontro con Michel Warschawski intellettuale israeliano e co-fondatore dell'Alternative Information Center. Alle 21 Sala Est Ovest via de' Ginori 12. Piangipane (Ra) Un grande concerto funky jazz per commemorare l'80° anniversario della nascita di Ernesto Che Guevara e per ricordare i 10 anni di assurda prigionia che stanno patendo i 5 patrioti cubani incarcerati negli Usa . Alle 21 Daniele Sepe in concerto al Teatro Sociale in via Piangipane 153. Bologna In attesa dell'8 marzo. Storie e prospettive di emancipazione è l'incontro targato Accademia dell'Orsa e Politica e Classe alle 18 all'Osteria dell'Orsa in via Mentana 1f. Con Marina Rossi autrice di "Le streghe della notte", Giorgio Gattei di Politica e Classe e docente universitario e Luca Alessandrini direttore dell'Istituto Storico Parri Emilia-Romagna. Prendersi cura secondo natura: Esogetica e cromopuntura. Senso e trattamento della malattia e del dolore . Alle 20.45 Centro Natura via Albari 6 con la naturopata Nelda Parisini. Sasso M. (Bo) Una storia toccante, raccontata con umanità, pudore e ironia: Irina Palm la commedia di Sam Garbarski alle 21 cinema comunale Marconi. Budrio (Bo) Cent'anni di storia delle donne nella pianura bolognese: Dall'uguaglianza alle differenze di genere . Domani alle 9 nell'Auditorium di via Saffi 50 con anche Monica Donini, Carlo Castelli, Paola Furlan, Lorenza Servetti, Stefania Voli. Taneto (Re) I migliori hit della dance degli anni '70-'80 con DiscoInferno live all'Arci Fuori Orario. Piovene R. (Vi) Inquina e che non risolve il problema. Inceneritore: quali rischi per la salute ed il territorio? Quali le alternative? Alle 20.30 Biblioteca civica con Gianluigi Salvador del Wwf e il neuro anestesista Ennio Nascimben dell'associazione Medici per l'Ambiente. Verona Conferenza spettacolo La preparazione alla femminilità: Riti di passaggio in Sri Lanka di Lankika alle 17 Gran Guardia. Presentazione dell'ultimo libro di Diotima L'ombra della madre alle 18 @ Esposta in via Interrata dell'Acqua Morta 13. Con due delle autrici, Diana Sartori e Wanda Tommasi. Cavaion (Vr) Costruire la Pace organizza L'acqua, un diritto o una merce? l'incontro alle 20.30 nella Sala Torcolo. Nogara (Vr) Discutiamo di Legalità, politica, poteri forti alle 21 Piccolo Hotel Nogara con i giornalisti Marco Travaglio e Ferruccio Pinotti e il magistrato Luca Tescaroli. Trieste Prudenza sulle strade, basta con l'incoscienza di un istante: Maledetto sabato con Giuseppe Povia alle 21 Teatro Miela. Mantova Banchetto In Mimosa Contro la maternità obbligatoria decidiamo noi la nostra storia alle 16.30 in piazza Mantegna. Rovato (Bs) Serata di solidarietà con la lotta del popolo palestinese al cs 28 Maggio e dibattito con Younis Kutaiba. Varese Le canzoni milanesi di Jannacci e Cochi e Renato in portoghese. Selton live "Sancho Panza". Osnago (Lc) Per una Festa della Donna non convenzionale Andrea Parodi in concerto Arci La Locomotiva. Milano Per una scuola laica, in cui vi sia spazio per informazione e sapere: Corteo No Vat . Alle 9.30 largo Cairoli. Germano Manco presenta Quattro demoni per il commissario Narducci di Marina Crescenti (Fratelli Frilli) alle 18 Odradek via Principe Eugenio 28. Libri senza pace. Biblioteche in guerra da Madrid (1939) a Baghdad (2003) : alle 21 nella Sala Spazio Guicciardini in via Melloni 3 con Fernando Bàez dal Venezuela, Bianca Calvo dalla Spagna e Marco Capolupo del progetto La Casa dei Libri di Baghdad. La Compagnia Betel in Il Tripalio dell'argentina Sara Rosenberg alle 21.30 csa Vittoria. Serata Drag Queen Priscilla Party al Cantiere. Cena con cibi da ricette tradizionali dai Paesi del mondo e storie, canti e racconti di donne immigrate: Voci e colori delle donne del mondo alle 20 via Ovada 1. Cena di autofinanziamento per la campagna 2008 Anno della Palestina con video e mostre alle 20.30 al T28 via dei Transiti 28. Il film di Carpenter Pro Life alle 21 Casaloca. Skarlat live al Baretto del Leoncavallo e Rise & Shine - Soundsystem Explosion Hempt Bar. Crescenzago (Mi) Musiche e storie di lavoro e di impegno sociale delle donne con Cantosociale in concerto circolo Coerzza in via Meucci 2. Rozzano (Mi) Dal reggae al blues con Askatasuna live Spazio Aurora via Cavour 4. Trezzo (Mi) Linea 77 live Live Club. Cusano (Mi) Un memorabile live con le più belle canzoni di De Andrè, Tenco, Fossati e Bertoli e con le poesie di Prevert e Alda Merini: Mimosa e... alle 21 al Circolino. Torino Tre donne, tre epoche: il ventennio, la lotta partigiana, il dopoguerra. Resistenza. Sostantivo femminile con Silvia Corsi, Sara Milanolo e Marcella Pischedda alle 10.30 Museo Diffuso della Resistenza, della Deportazione, della Guerra, dei Diritti e della Libertà. Con Julen Arzuaga di Bhatokia, osservatorio per i diritti umani del popolo basco in Euskal Herria: Guerra o pace. Quale futuro per i Paesi Baschi? Alle 21 csoa Askatasuna. Poi Jam session Jazz con Luca Centanni e i Mutley Quartet. Varazze (Sv) Diamo voce a Cuba : alle 20 Sala Palazzo B. Jacopo con Maurizio Musolino, Enrico Vesco e Roberto Casella. 07/03/2008.

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<Le condizioni di Gaza sono peggiori oggi che 40 anni fa> (sezione: Israele/Palestina)

( da "Liberazione" del 07-03-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Uno studio delle Ong brittaniche accusa l'occupazione e l'embargo. Il governo israeliano: "La colpa è di Hamas" "Le condizioni di Gaza sono peggiori oggi che 40 anni fa" Francesca Marretta Gerusalemme La situazione in cui vivono oggi i palestinesi di Gaza è la peggiore affrontata in quaranta anni di occupazione. Lo dice un rapporto pubblicato ieri da otto organizzazioni umanitarie britannche, tra cui figurano Amnesty International e Oxfam, Care e Save the Children intitolato "Striscia di Gaza, un'implosione umanitaria", che analizza l'impatto sulla popolazione degli effetti dell'isolamento di Gaza. "I movimenti da e verso Gaza sono impossibili e le forniture di cibo, acqua, trattamenti per le fognature e assistenza sanitaria di base, non possono più essere garantiti", si legge nel rapporto che parla di disoccupazione al 40%, in un territorio in cui ormai l'80% della popolazione dipende da aiuti alimentari. Nel documento sono descritte le condizioni in cui versano le strutture sanitarie, soggette a tagli di elettricità anche fino a 12 ore al giorno. "Le attrezzature necessarie alla sopravvivenza dei pazienti negli ospedali non possono più funzionare per l'impossibilità di importare i pezzi di ricambio e ogni giorno circa 50 milioni di tonnellate di acque di scolo sono riversate nel Mediterraneo", si legge ancora nel rapporto. Per far fronte all'emergenza di Gaza, che con un milione e mezzo di abitanti stipati in 360 chilometri quadrati, è il luogo a maggiore densità di popolazione al mondo, le Ong britanniche rivolgono un appello a Regno Unito e Ue per "condannare fermamente il proseguire del blocco di Gaza ed il ricorso, da parte del governo israeliano, a una punizione collettiva". La soluzione alla crisi umanitaria, secondo il documento, passa per un dialogo con Hamas. "La politica del blocco è inaccettabile, illegale" e "rappresenta una violazione del diritto internazionale". Il ministero degli Esteri israeliano ha respinto i contenuti del rapporto. Per Israele la responsabilità per il deterioramento delle condizioni di Gaza ricade su Hamas. Le organizzazioni che hanno redatto il rapporto, si legge nel comunicato del governo israeliano, dovrebbero piuttosto rivolgere le loro critiche al movimento islamico che controlla il territorio della Striscia, che compie "attacchi indiscriminati con razzi e missili contro migliaia di civili israeliani". Le Ong che firmano il j'accuse contro la politica di Israele a Gaza, continua la risposta israeliana, "non vedono la realtà". I valichi di Gaza ieri erano aperti. Israele ha consentito l'ingresso a Gaza di convogli carichi di cereali, farina, frutta, zucchero, carne e pesce surgelati, riso, olio, zucchero e prodotti caseari. I palestinesi non moriranno di fame. Tra gli aiuti umanitari non rientra la benzina, né il cemento. Né materie prime indispensabili a ossigenare il circuito economico. Questo fa la differenza tra un territorio che vive e un campo profughi in cui si sopravvive. Per cercare di risolvere un'emergenza ancora maggiore, quella degli scontri armati, dei razzi su Israele e delle incursioni a Gaza, è in corso in queste ore un tentativo di mediazione da parte dell'Egitto. Intanto le violenze a Gaza non si sono placano. Ieri mattina un'esplosione comandata a distanza ha investito una jeep militare israeliana uccidendo un soldato e ferendone altri presso il valico di Kissufim, nella parte centrale della Striscia. Zona in cui durante la notte si erano verificati scontri fra soldati israeliani e miliziani palestinesi. L'azione è stata rivendicata delle Falangi al-Quds, una delle fazioni armate della Jihad islamica. A nord di Gaza, un miliziano della stessa Jihad Islami è stato ucciso presso il campo profughi di Jabaliya, poco dopo aver lanciato un razzo Qassam in direzione del territorio israeliano. I miliziani lanciano razzi ogni giorno, ma stavolta l'ordigno non era caricato su un'auto, bensì su un ingnaro asinello. Nadir Abu Dare è stato colpito e ucciso dal fuoco israeliano mentre fuggiva in groppa all'animale con un suo complice, rimasto ferito. Potrebbe essere stato quello il razzo che ieri ha sfondato il tetto della casa della famiglia Turjeman a Sderot, dove l'allarme rosso è scattato a più riprese nel corso della giornata. Nella cittadina del Negev ieri vi sono stati diversi feriti colpiti da schegge e ricoveri di persone in stato di shock. Per fermare i razzi Hamas pone come condizioni la fine delle operazioni militari israeliane a Gaza e in Cisgiordania e la revoca del blocco della striscia. Durante colloqui tenuti ieri ad el-Arish, nella penisola del Sinai, a cui hanno partecipato il capo dell'intelligence egiziana Omar Suleiman ed una delegazione di Hamas e Jihad Islami guidata dal ministro degli Esteri del governo de facto di Gaza, Mahmoud Zahar si è parlato di questo ed anche dell'apertura di un corridoio tra Gaza ed Egitto, a cui Israele si oppone. Nei colloqui mediati dall'Egitto non si è parlato di scambio di prigionieri per il rilascio del soldato israeliano Gilad Shalit. . 07/03/2008.

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Una via di mezzo tra lo scandalo Iran-contra e lo sbarco alla Baia dei porci (sezione: Israele/Palestina)

( da "Liberazione" del 07-03-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Una via di mezzo tra lo scandalo Iran-contra e lo sbarco alla Baia dei porci. Con gli stessi disastrosi risultati. A scoprire l'ultimo fallimento della politica della Casa Bianca in Medio Oriente è stato il settimanale americano "Vanity Fair". Rivista patinata che alterna gossip a serio e solido giornalismo investigativo.Come quello che appare nell'ultimo numero in edicola. Un lungo reportage, firmato da David Rose che - con documenti e testimonianze - mette nero su bianco una tesi non nuova ma mai prima d'ora avanzata in modo così esplicito e circostanziato. La presa del potere da parte di Hamas a Gaza sarebbe il risultato di un mal riuscito tentativo di golpe orchestrato dalla Casa Bianca. Un piano che prevedeva un sostanzioso aiuto militare a Fatah, perché facesse fuori il governo democraticamente eletto del movimento islamico e prendesse il potere nella Striscia. Come si è visto, il piano è però fallito e soprattutto ha avuto esito rovesciato. Hamas ha rafforzato il controllo della Striscia, estromettendo Fatah e creando la paradossale situazione di due territori palestinesi divisi e l'un contro l'altro armati. David Rose, giornalista di Vanity Fair, è anche autore di libri-inchiesta, come quello su Guantanamo. Nel suo lungo e ben documentato reportage, Rose racconta dunque come il colpo di mano deciso da Hamas non fosse in realtà altro che il tentativo di prevenire la presa del potere da parte di Mohammed Dahlan, uomo forte di Fatah, e della Forza di sicurezza preventiva da lui guidata e ben rifornita di armi da americani, giordani, egiziani. L'intera operazione, orchestrata da Bush, Condoleezza Rice e il vice consigliere per la sicurezza nazionale Elliot Abrams, aveva il benestare del governo israeliano. Fallita - per evidenti errori di valutazione - l'operazione, Dahlan sarebbe poi stato costretto a fuggire e a rifugiarsi all'estero. Dopo la pubblicazione dell'articolo, comparso in edicola proprio il giorno dell'arrivo di Condoleezza Rice in Medio Oriente, sono subito arrivate le smentite. Il primo commento è stato di Rice, o meglio della portavoce della Casa Bianca, Dana Perino, che ha rilasciato un secco comunicato: "Il segretario di Stato Condoleezza Rice e il suo portavoce Sean McCormack hanno parlato della questione e hanno detto che l'articolo non è esatto". Non falso, bensì non esatto. Una smentita che smentisce ben poco. Molto più irata la reazione dell'Anp. "Al Fatah e l'Anp - ha detto Ibrahim Abu Alnagia, membro della direzione di Fatah a Gaza - non hanno mai pensato né a fare un golpe né a disturbare il clima politico creatosi sotto il governo di unità nazionale. Malgrado tutto quello che succedeva a Gaza abbiamo sempre cercato di trovare una rapida soluzione per calmare le acque. Inoltre al Fatah non ha un suo esercito e le forze di sicurezza nazionale sono forze dell'Autorità nazionale che è di tutto il popolo palestinese. Nessun militante di Fatah ha mai portato le armi né ora né prima del golpe contro i palestinesi. Ci sono ambienti che cercano di assolvere Hamas dal golpe e dal danno che ha creato alla società palestinese, dividendo e separando la Striscia dalla Cisgiordania. Con tale giustificazione, colpiscono e negano il diritto all'autodeterminazione e favoriscono il piano israliano che vuole la liquidazione della nostra causa nazionale". Quel che colpisce nell'accurata riscostruzione degli eventi di quei giorni fatta da David Rose, è soprattutto l'insipienza degli strateghi di Washington. Se le cose sono andate davvero come dice il giornalista, la Casa Bianca avrebbe agito in modo talmente approssimativo da arrivare ad ottenere il risultato opposto, e soprattutto avrebbe dimostrato di non conoscere la situazione sul campo. Errori di valutazione grossolani, incapacità di valutare con lucidità la complessa realtà mediorientale e i rapporti di forza tra Hamas e Fatah, e soprattutto nessuna conoscenza degli umori della popolazione palestinese: una combinazione che ha portato allo scacco attuale. st.p. 07/03/2008.

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Cristiani, Medio Oriente e gli enigmi della Storia (sezione: Israele/Palestina)

( da "Stampa, La" del 07-03-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

PRESENZA BENEFICA CONVIVENZA MASSACRI PERIFERICI Analisi Uno strumento di pace e democrazia Cristiani, Medio Oriente e gli enigmi della Storia Senza la loro opera il mondo musulmano è destinato all'involuzione totalitaria La scomparsa dell'"altro" segna anche la fine della convivenza pacifica Una presenza tra l'indifferenza dell'Occidente e la minaccia dell'islam Una lunga vicenda di dolori Basti pensare nel Novecento al genocidio degli armeni Vengono considerati persone di serie B. L'Europa li usa con un'ottica strumentale ANDREA RICCARDI Discutere dei cristiani in Medio Oriente non è una novità. Lo si è fatto recentemente a Parigi; lo ha fatto a Roma la Comunità di Sant'Egidio pochi giorni fa. Perché? Le comunità cristiane orientali, non sono paragonabili come numero a quelle nate dalla missione in Africa, Asia o America Latina. Eppure rivestono un significato speciale. Sono considerate così rilevanti, tanto che la Santa Sede istituì nel 1917 una congregazione per i cattolici orientali. I cristiani d'Oriente sono però spesso limitatamente sentiti dai loro correligionari italiani, i quali sono più attenti all'impegno missionario o solidale in Africa o in America Latina. La sorte dei cristiani mediorientali appare come un tema remoto e complesso, mentre la nostra opinione pubblica è affamata di semplificazioni. La complessità è una cifra con cui l'Europa guarda a questo parte del "complesso Medio Oriente", come diceva il generale de Gaulle. Ci sono però tre fuochi importanti che hanno richiamato l'attenzione: la Terra Santa, tornata ad essere spazio di grande attrazione per i cristiani europei. Il secondo aspetto è il Libano: dagli anni Settanta fino a tempi recenti, anche attraverso il coinvolgimento dei militari, questo paese ha ricevuto molta attenzione. Certo l'opinione pubblica fa difficoltà a orientarsi sulle vicende libanesi e si è fermata ad una chiave interpretativa della crisi, quella del conflitto tra cristiani e musulmani, che se mai ha avuto una sua validità, certo non l'ha più da anni. Accenno solo al terzo aspetto di attenzione, l'Iraq, su cui la gran parte dell'opinione pubblica nazionale ha respinto la guerra a Saddam Hussein. Ma oggi tutti sappiamo che il dopoguerra irakeno ha visto quasi dimezzarsi l'antica comunità cristiana di quel paese. La politica italiana non ha fatto mai dei cristiani d'Oriente una priorità. Nel pendolo dell'interesse italiano dell'ultimo mezzo secolo, i poli sono stati il mondo arabo, i palestinesi e Israele. Tradizionalmente l'interesse per i cristiani d'Oriente ha avuto qualche punta in chiave antifrancese. Ma è stato solo un passaggio. Tuttavia anche in Italia oggi è divenuto impossibile disinteressarsi del mondo cristiano d'Oriente, perché è divenuto impossibile disinteressarsi del Medio Oriente. I cristiani d'Oriente possono essere una delle chiavi per avvicinarsi alla situazione mediorientale. Per la prima volta, il mondo italiano ha scoperto, a livello di massa, l'Oriente cristiano. E per un insieme di motivi. Innanzi tutto l'islam: dalla crisi petrolifera degli anni Settanta, poi con il terrorismo, infine con i fondamentalismi, ci siamo accorti che l'islam riguarda in modo diretto anche l'Europa. E i cristiani d'Oriente sono quelli che vivono con l'islam. D'altra parte gli europei hanno preso a guardare in modo più interessato alla vita religiosa in genere. L'interesse è accresciuto dal fatto che i cristiani d'Oriente vivono una transizione difficile: il loro numero si assottiglia per l'emigrazione, la loro percentuale si riduce rispetto ai musulmani loro compatrioti, la loro sopravvivenza è a rischio. Un grave errore sarebbe assumere un atteggiamento di aggiornata protezione da potenze cristiane verso i cristiani d'Oriente. E' una storia antica, carica di ambiguità, in cui si è visto l'uso strumentale, da parte delle potenze europee, dei cristiani d'Oriente fino agli albori del nostro secolo. E' una politica che spesso ha condotto a un processo di estraniazione dei cristiani dal loro ambiente. Ma la storia dei cristiani arabi o arabofoni è andata in altro senso. Il patriottismo arabo li ha visti protagonisti di tante battaglie nazionali. La Santa Sede, prima con Propaganda Fide e poi con la congregazione orientale, ha lottato per affermare una visione religiosa della vita e degli interessi dei cattolici orientali, sganciata dalla politica delle potenze. C'è un altro uso strumentale, molto diffuso, dei cristiani d'Oriente: quello di vittime di un islam imbarbarito. La storia dei dolori del mondo cristiano orientale è lunga e poco nota. Per limitarci a quella del Novecento, basta pensare al genocidio degli armeni, che ha portato alla trasformazione della composizione etnica e religiosa di intere regioni dell'Anatolia. E' significativo che, con l'allontanarsi degli eventi, non diminuisca l'interesse per quella triste storia che conosce un revival di studi e di memorialistica. Appare sempre più chiaro lo scenario di una strage nazionalista che, per affermarsi in Anatolia, diventò anticristiano, mobilitando con i motivi religiosi il mondo anatolico. Accanto agli artefici maggiori, appare come le potenze dell'intesa non ebbero interesse a garantire la sopravvivenza cristiana in Medio Oriente: l'abbandono degli assiri da parte degli inglesi e il ritiro della Francia dalla Cilicia sono esempi chiari di come tali paesi considerassero i cristiani d'Oriente quantité négligéable. I cristiani non sono solo vittime della storia e di un presente che li spinge ad una posizione di cittadini di seconda categoria; sono anche a loro modo protagonisti del presente. Possono esserlo, nonostante la condizione non sempre piena della loro cittadinanza. La situazione dei cristiani d'Oriente è ricca, complessa, sofferta: nasconde potenzialità grandi. Questi cristiani non sono solo le vittime dell'intolleranza musulmana, ma sono una grande chance per il mondo musulmano, per non essere solo con se stesso. Nonostante il loro numero ridotto, sono organizzati in comunità che hanno una loro vita interna e internazionale: hanno figure di riferimento di spicco, producono una riflessione. Due modeste ma convinte idee ci muovono. La solidarietà cristiana con le Chiese orientali comporta una scambio di doni, di storia, di spiritualità; ma anche la convinzione che i cristiani sul Mediterraneo debbono rinnovarsi: le comunità cristiane, secondo le loro diverse tradizioni, di fronte alle molteplici sfide del mondo contemporaneo, hanno necessità di un ressourcessement. Ma tale rinnovamento non si fa da soli, ma in un quadro di intensa comunione. Forse dovremmo interrogarci meglio su come è stato recepito il Vaticano II dai cattolici orientali, sul rinnovamento copto di Shenouda III, su quello del patriarcato antiocheno. Del resto è difficile isolare i cristiani d'Oriente dalla prossima Chiesa di Cipro, dal patriarcato di Costantinopoli, dalla Chiesa cattolica nel suo complesso. La seconda convinzione è che il mondo musulmano, senza i cristiani, è destinato a un'involuzione verso forme totalitarie: si aprirà il problema delle altre minoranze religiose, etniche, linguistiche. Infatti la presenza dei cristiani, in nome di una bimillenaria tradizione, è quella dell'alterità, la più antica, la più legittima. La scomparsa dell'altro non è soltanto la sua fine, ma anche la fine della base per la convivenza pacifica e per la democrazia.

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Tra Islanda e Finlandia guerra gelida alla Buchmesse (sezione: Israele/Palestina)

( da "Stampa, La" del 07-03-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Nico Orengo Tra Islanda e Finlandia guerra gelida alla Buchmesse Fiera del Libro che fai e grana che ti ritrovi. Non è ancora finita l'aspra discussione e contestazione su quella che si aprirà in maggio a Torino e che vedrà come ospite d'onore Israele, nel sessantesimo anniversario della fondazione, che già altre nubi, e per fortuna di origini meno ideologiche, sembrano addensarsi sul cielo di Francoforte e della sua Grand Buchmesse. Per la scelta del paese ospite i tedeschi avevano pensato alla verde Finlandia, terre di canti e di cetre, di interminabili epopee orali e vichinghe. Per loro si sarebbero aperte le porte della più grande fiera-mercato del mondo editoriale. Tutto sembrava procedere nel modo più sereno, con le slitte, pare sotto lo sguardo benevolo di Babbo Natale, già stoccate per la spedizione dei volumi. Quando all'improvviso è calato un altolà sui musi delle renne, inflessibile e senz'appello. L'invito è stato ritirato e, con un minimo di bollo postale, rigirato alla vicina Islanda. Cos'è accaduto? Naturalmente qualcosa che con i libri e la cultura nulla ha a che fare. È accaduto che la Nokia, nota società finlandese produttrice di telefonini, ha deciso di chiudere la sua fabbrica nella zona tedesca di Bochum, spingendo alla discutibile ritorsione. No telefonini? No libri. E se freddo scaccia freddo, avanti con l'Islanda che comunica con i corni. Così non vedremo al centro della Buchmesse i libri di Haavikko, né quelli di Meri, né di Printala, o quelli di Päätalo. In compenso, invece, potremo fermarci sulle copertine di Sigurjónson e di Jakobsdóttir. Cercheremo tuttavia di farcene una ragione, sperando che l'anno successivo il torto venga riparato. Ma quello che non va giù è che da troppo tempo ormai i telefonini non fanno che complicarci la vita. L'amara riflessione che viene da fare, al di là dei telefonini e degli anniversari, è che ormai ogni manifestazione culturale di una certa risonanza, vedi le Fiere del Libro, non rappresenta più quello spazio culturale, di confronto e scontro, così utile al dialogo sulle sempre più complesse identità nazionali e culturali, ma piuttosto il pretesto per uno sgarbo dai confini sempre più labili, giocando di volta in volta fra pensiero e commerciabilità. È come se si volesse, cosa molto pericolosa, azzerare quello spazio che fino a ieri era protetto da un rispetto reciproco della intelligenza e della necessità di un confronto. Oggi questo spazio, spazio culturale, sembra messo in pericolo e in svendita, non tenendo conto che sono proprio quei luoghi a consentire l'arginamento alla Babele di una possibile barbarie.

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Oggi pellicole e concorso (sezione: Israele/Palestina)

( da "Stampa, La" del 07-03-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Il programma Oggi pellicole e concorso Oggi, alle 14,30, al Cityplex 1, "Alba di gloria" di John Ford; alle 16,30 "Vertigo" di Hitchcock. Due film in concorso: "Un gesto sbagliato" (Israele) alle 14,30 e alle 16,30 "Con amici come questi" (Belgio). Alle 19, in Sala Ordet, iniziano le prime proiezioni della rassegna "eXistenZe": "Pazzi, pupe e pillole" e, alle 21,30, "L'appartamento" di Billy Wilder, presentato sal regista Gabriele Vacis. Alla Fondazione Ferrero, alle 15, "La fiction televisiva".

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Il suono electro-house di dj aron (sezione: Israele/Palestina)

( da "Secolo XIX, Il" del 07-03-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Stasera al fellini UN ALTRO dei (rari) dj che si è imposto legando il suo nome e i suoi dj-set a serate di tendenza, senza firmare successi discografici. E' dj Aron (nella foto), che stasera suona al Fellini di via XII Ottobre col dj-resident Max Giannini, nella notte house Amarcord. Israeliano di Tel Aviv, trasferitosi in Europa a 24 anni, adottato dalla nightlife di Parigi che lo ha lanciato nelle serate di Quenn Club, Red Light e Folies Pigalle, Aron ha trovato la sua dimensione ideale in Italia. A portarcelo è stato il promoter Giuliano Bavutti, ideatore con Giusy Consoli, di Le Folies De Pigalle, la notte house made-in-Italy itinerante in Italia e all'estero, in superclub come Space di Ibiza e Cavo Paradiso a Mykonos, di cui Aron diventa protagonista. Da lì, le collaborazioni con Ralf e Claudio Di Rocco, i party Dsquared, i venerdì notte al Cocoricò, fino al suo primo singolo, "At Folies". Il suo stile è piuttosto fedele alla "old-school" del suono house, per essere precisi electro-house, dritto, senza troppi fronzoli, affinato in centinaia di dj-set. "Aron - dice Max Giannini -è un nome di spicco della nuova leva dei dj alternativi. Con Amarcord, in questo periodo di crisi dove perfino i club storici fanno fatica, abbiamo puntato su qualcosa di nuovo". Molti i dj ospitati che a Genova non avevano mai suonato: "Volevamo proporre un filone innovativo, più fresco, che solo nomi nuovi rispetto ai "soliti noti" top-dj potevano portarci. come Massi Dl, Markantonio, Dinky, Italoboyz, punti di riferimento di quest'ultima ondata". La tendenza musicale è cambiata? I dj-set sembrano essersi più"induriti", incupiti nel suono: "Non parlerei di musica più o meno dura, ma di musica alternativa a tutto tondo". Quasi vent'anni dietro le consolle genovesi, Giannini fa il punto della situazione sulla città: "Genova è strana, lo è stata e lo sarà sempre, anche nella scena dei dj. Ho visto e vedo tanti talenti, che restano inespressi, forse è il carattere chiuso a non farli emergere. In egual misura i locali hanno quasi tutti un'impostazione classica, non si rischia nulla e ci si accontenta. Io dico che anche per lavorare nel mondo della notte ci vuole coraggio, e chissà che, proprio seguendo il cuore invece della testa, non si ottenga di più". L. Lun. 07/03/2008.

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L'attentato alla Yeshivà, o scuola rabbinica di Kiriat Moshè, a Gerusalemme Ovest (la (sezione: Israele/Palestina)

( da "Stampa, La" del 07-03-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Nuova Gerusalemme ebraica sorta al di fuori delle mura della "Città Santa") è un attentato di natura più "militare", per il modo in cui è avvenuto, che terroristica. Non c'è stato un kamikaze votato al sacrificio, che si sia fatto saltare in aria per raggiungere il suo paradiso, ma una pattuglia armata, che ha scelto però, come bersaglio, non una postazione militare israeliana ma una scuola rabbinica, degli studenti intenti, come vuole l'antica tradizione, a meditare e dialogare sulla loro fede. Ambedue le caratteristiche accentuano e mettono in maggiore evidenza quello che è stato lo scopo di questa impresa, di cui non conosciamo con certezza, nel momento di scrivere, i diretti responsabili. Ma l'obiettivo che si è voluto raggiungere è più che evidente: mandare a monte le speranze di una ripresa del negoziato di pace che dovrebbe condurre, entro l'anno (ma chi può ancora sperarlo?) alla nascita di uno Stato palestinese accanto allo Stato d'Israele. Il lancio di missili sempre più potenti e precisi contro città israeliane dalla striscia di Gaza, che Israele aveva evacuato per volontà di Sharon, capace d'imporre con la forza militare l'esodo di migliaia di coloni, ed ora l'attacco militare alla scuola rabbinica, esprimono una linea politica ben precisa: impedire un negoziato capace di condurre alla nascita di uno Stato palestinese che firmi un trattato di pace con lo Stato d'Israele. Questa è la linea di Hamas, è la linea dei fondamentalisti islamici libanesi, è la linea dell'Iran, è la linea di Al Qaeda: di tutti coloro, insomma, che nel mondo arabo e islamico dichiarano la loro aperta intenzione di cancellare lo Stato ebraico dalla faccia della terra: di cacciare gli Ebrei dalla "terra dell'Islam": come ne furono cacciati, in un spazio di tempo di due secoli, i regni crociati. Che questa non sia la volontà del popolo palestinese non ha, per gli autori di questo attacco, alcuna importanza. Inseguono una loro chimera, una loro visione della storia e del mondo, che può a noi apparire assurda: ma tante tragedie del passato, anche recente, anche nella nostra Europa, sono nate da fatali visioni, altrettanto assurde. È a tutti ben noto (lo confermano innumerevoli sondaggi, effettuati da istituti di ricerca della Palestina) che una maggioranza dei palestinesi residenti sia nella West Bank che nella striscia di Gaza è, da molto tempo, favorevole alla pace con Israele: che vuol poi dire alla nascita di un loro Stato, come avrebbe voluto la risoluzione dell'Onu che permise, nel maggio del 1948, la nascita di uno Stato d'Israele, che l'aggressione degli Stati arabi confinanti, che annunciavano l'intenzione di compiere una strage senza precedenti nella storia, non riuscì ad impedire. Per Israele, la creazione di uno Stato palestinese è importante, come suprema e definitiva garanzia della sopravvivenza del loro Stato, non meno di quanto lo sia per i Palestinesi: di ciò è convinta una maggioranza degli Israeliani, come dei Palestinesi - che vorrebbero diventare finalmente padroni del loro destino di popolo. La scelta, come obiettivo dell'azione che ha provocato la strage di Gerusalemme, di una scuola rabbinica, è chiaramente finalizzata ad accrescere la resistenza al negoziato di pace di quella parte della popolazione israeliana (particolarmente forte nell'elettorato "religioso") che teme che il negoziato, e gli accordi a cui esso potrebbe portare, accrescano, e non riducano, la minaccia alla sopravvivenza del loro Stato. Per impedire la pace, si moltiplicano le aggressioni a Israele. Si vuole mettere così in moto un meccanismo di azione-reazione quasi inevitabile e inarrestabile. E addio speranze di pace. Quale Stato potrebbe accettare, senza dare una qualche risposta anche militare, un continuo lancio di missili contro le proprie città da un territorio confinante? Trovo un po' ipocrita la distinzione fra una reazione "eccessiva", da condannarsi, e una reazione commisurata alla minaccia, che sarebbe giustificata. Ricordate un missile libico lanciato tempo fa contro l'isola di Lampedusa? Che cosa avrebbe fatto l'Italia se a quel lancio ne fossero seguiti molti altri, giorno dopo giorno, raggiungendo obiettivi sempre più vicini al cuore del Paese? Confesso di non sapere se sia possibile interrompere questo tremendo giuoco di guerra, continuamente rinnovato da chi vuole che non si faccia la pace, da chi ha per solo scopo la distruzione d'Israele, quale che sia il costo per il popolo palestinese. È troppo ingenuo l'auspicio che intervenga sul terreno, che vuol poi dire a Gaza, una forza militare d'interdizione autorizzata dalle Nazioni Unite, capace d'impedire ulteriori aggressioni contro Israele, e la reazione militare israeliana che ne consegue? C'è, anche grazie all'iniziativa italiana, una forza militare presente, finora con efficacia, nel Sud del Libano. Perché non a Gaza? Al di là di quello che può accadere nell'immediato futuro (e non possiamo non auspicare che la reazione d'Israele non sia di ritirarsi dal negoziato di pace, che bene o male stava per ripartire: si farebbe solo il giuoco dei nemici d'Israele), non è forse giunto il momento che le Nazioni Unite promuovano iniziative concrete per imporre la cessazione dello stillicidio di attacchi missilistici contro Israele?.

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Condanno l'azione che ha causato vittime israeliane e tutti gli attacchi a obbiettivi civili (sezione: Israele/Palestina)

( da "Stampa, La" del 07-03-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Reazioni La condanna e il plauso Condanno l'azione che ha causato vittime israeliane e tutti gli attacchi a obbiettivi civili Questo attacco eroico è una risposta normale ai crimini di Israele e alle sue uccisioni di civili Abu Mazen Abu Zouhri.

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Ha scatenato reazioni euforiche nei Territori l'attentato di Gerusalemme contro il collegio Mer (sezione: Israele/Palestina)

( da "Stampa, La" del 07-03-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Kaz ha-Rav, per decenni il "motore propulsore" del sionismo nazionalista. Come in altre occasioni analoghe in passato, migliaia di persone si sono riversate in strada a Gaza, hanno sparato raffiche di mitra in aria e fuochi di artificio per gioia, distribuito dolciumi. Una serata di festa. A livello politico, le espressioni di compiacimento si sono subito moltiplicate. Un "atto di eroismo", ha affermato Hamas, "Un duro colpo ad Israele", ha commentato la Jihad islamica. Una reazione più che naturale agli spargimenti di sangue di civili a Gaza, diceva la gente in strada. Da Ramallah, il presidente Abu Mazen ha invece condannato l'episodio ricordando severamente che "gli attacchi contro i civili, israeliani o palestinesi, vanno sempre respinti". Il massacro non è stato rivendicato ancora formalmente da alcuna organizzazione. Ma dal Libano la tv di Hezbollah, al Manar, ha informato che l'operazione è stata condotta dai "Cavalieri della Galilea, Brigate Imad Mughniyeh". Rivendicazione problematica perché la formazione esiste probabilmente solo nella fantasia di radicali arabi. Mugniyeh era il dirigente Hezbollah, legato ai servizi iraniani e ucciso in circostanze misteriose il mese scorso a Damasco: secondo il Partito di Dio, dagli 007 di Israele. Fonti palestinesi dicono che il killer dei seminaristi fosse un militante della Jihad islamica, e reparti palestinesi ieri hanno fatto incursione a Betlemme puntando all'abitazione di uno dei leader dell'organizzazione. L'assassino veniva comunque da vicino. Aveva in tasca una carta di identità azzurra, di chi ha nazionalità israeliana o è residente a Gerusalemme est. Viveva nel rione di Jabel Mukaber, di fronte alla Città vecchia. Dunque non aveva alcun problema particolare a spostarsi, anche su automobili con targa israeliana, non doveva superare la Barriera di separazione. Secondo Aharon Franco, capo della polizia di Gerusalemme, anche la penetrazione nell'edificio non ha rappresentato alcun problema particolare. Il guardiano del collegio lascia l'edificio nel pomeriggio, al termine delle lezioni. In serata numerosi allievi erano ritornati, dopo aver partecipato ad una cerimonia nella Città vecchia. Ma l'ingresso era rimasto incustodito. Il terrorista palestinese, secondo alcune testimonianze, era vestito da ebreo ortodosso. Ma forse nemmeno questo espediente era necessario. A quanto pare l'uomo non aveva preparato alcuna fuga. Sapeva che era un'impresa senza ritorno. La polizia israeliana cerca innanzi tutto un suo fiancheggiatore, quello che l'ha portato nei pressi del collegio. Ma il timore principale è che in città ci possano essere altri "cani sciolti" pronti ad entrare in azione. Oggi migliaia di agenti cercheranno di mantenere l'ordine: folle di palestinesi confluiranno infatti, come tutti i venerdì, nella Spianata delle Moschee e, assieme con il timore di nuovi attentati, esiste il rischio che estremisti ebrei cerchino vendette.

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L'assassino veniva da Gerusalemme Est "La porta era aperta" (sezione: Israele/Palestina)

( da "Stampa, La" del 07-03-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Retroscena Un jihadista con documenti israeliani L'assassino veniva da Gerusalemme Est "La porta era aperta" ALDO BAQUIS GERUSALEMME Ha scatenato reazioni euforiche nei Territori l'attentato di Gerusalemme contro il collegio Merkaz ha-Rav, per decenni il "motore propulsore" del sionismo nazionalista. Come in altre occasioni analoghe in passato, migliaia di persone si sono riversate in strada a Gaza, hanno sparato raffiche di mitra in aria e fuochi di artificio per gioia, distribuito dolciumi. Una serata di festa. A livello politico, le espressioni di compiacimento si sono subito moltiplicate. Un "atto di eroismo", ha affermato Hamas, "Un duro colpo ad Israele", ha commentato la Jihad islamica. Una reazione più che naturale agli spargimenti di sangue di civili a Gaza, diceva la gente in strada. Da Ramallah, il presidente Abu Mazen ha invece condannato l'episodio ricordando severamente che "gli attacchi contro i civili, israeliani o palestinesi, vanno sempre respinti". Il massacro non è stato rivendicato ancora formalmente da alcuna organizzazione. Ma dal Libano la tv di Hezbollah, al Manar, ha informato che l'operazione è stata condotta dai "Cavalieri della Galilea, Brigate Imad Mughniyeh". Rivendicazione problematica perché la formazione esiste probabilmente solo nella fantasia di radicali arabi. Mugniyeh era il dirigente Hezbollah, legato ai servizi iraniani e ucciso in circostanze misteriose il mese scorso a Damasco: secondo il Partito di Dio, dagli 007 di Israele. Fonti palestinesi dicono che il killer dei seminaristi fosse un militante della Jihad islamica, e reparti palestinesi ieri hanno fatto incursione a Betlemme puntando all'abitazione di uno dei leader dell'organizzazione. L'assassino veniva comunque da vicino. Aveva in tasca una carta di identità azzurra, di chi ha nazionalità israeliana o è residente a Gerusalemme est. Viveva nel rione di Jabel Mukaber, di fronte alla Città vecchia. Dunque non aveva alcun problema particolare a spostarsi, anche su automobili con targa israeliana, non doveva superare la Barriera di separazione. Secondo Aharon Franco, capo della polizia di Gerusalemme, anche la penetrazione nell'edificio non ha rappresentato alcun problema particolare. Il guardiano del collegio lascia l'edificio nel pomeriggio, al termine delle lezioni. In serata numerosi allievi erano ritornati, dopo aver partecipato ad una cerimonia nella Città vecchia. Ma l'ingresso era rimasto incustodito. Il terrorista palestinese, secondo alcune testimonianze, era vestito da ebreo ortodosso. Ma forse nemmeno questo espediente era necessario. A quanto pare l'uomo non aveva preparato alcuna fuga. Sapeva che era un'impresa senza ritorno. La polizia israeliana cerca innanzi tutto un suo fiancheggiatore, quello che l'ha portato nei pressi del collegio. Ma il timore principale è che in città ci possano essere altri "cani sciolti" pronti ad entrare in azione. Oggi migliaia di agenti cercheranno di mantenere l'ordine: folle di palestinesi confluiranno infatti, come tutti i venerdì, nella Spianata delle Moschee e, assieme con il timore di nuovi attentati, esiste il rischio che estremisti ebrei cerchino vendette.

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Effetto sorpresa Il killer è entrato vestito da religioso, con il kalashnikov sotto gli abiti, ha sparato 500 colpi (sezione: Israele/Palestina)

( da "Stampa, La" del 07-03-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

MEDIO ORIENTE ISRAELE SOTTO ATTACCO Effetto sorpresa Il killer è entrato vestito da religioso, con il kalashnikov sotto gli abiti, ha sparato 500 colpi.

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[FIRMA]FRANCESCA PACI CORRISPONDENTE DA GERUSALEMME Anni rozà lirot! : voglio (sezione: Israele/Palestina)

( da "Stampa, La" del 07-03-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

[FIRMA]FRANCESCA PACI CORRISPONDENTE DA GERUSALEMME "Anni rozà lirot!": voglio andare a vedere! L'urlo di Ruth, aggrappata al nastro bianco e rosso che transenna la parte finale di Ha-ra Zvi Yehuda, riesce a tratti a sovrastare quello degli ultraortodossi ammassati alla ringhiera della yeshivah Merkaz ha-Rav, il principale collegio rabbinico di Gerusalemme, fondato nel 1924 dal carismatico rabbino Avraham Yitzhak ha-Cohen Kook: "Mavet learavim!", morte agli arabi! A separarla dalla trincea di uomini con lunghi riccioli ai lati del volto e austeri cappotti neri ci sono 45 ambulanze della Magen David Adom, la croce rossa israeliana. Ruth, 36 anni, passaporto americano, fazzoletto nero da colona sul capo e gonna grigia fino alle caviglie, grida la sua rabbia ai militari che la bloccano: il figlio Moshe, 16 anni, è lì, a pochi metri, nella biblioteca religiosa dove mezz'ora prima un palestinese con carta d'identità israeliana, probabilmente residente a Gerusalemme Est, ha aperto il fuoco con un kalashnikov uccidendo otto dei 300 studenti e ferendone seriamente almeno nove. La madre non ha ancora alcuna notizia di Moshe. Gerusalemme è deserta: in un primo tempo le tv ripetono che un secondo attentatore potrebbe essere fuggito, armi in pugno e odio antico nel cuore. Gli elicotteri sorvolano la città che non dorme da quando, alle 21, ha sentito le sirene delle volanti, una, due, dieci, troppe per un semplice pattugliamento. Le tv sospendono le trasmissioni: un arabo vestito da ebreo ortodosso religioso è entrato dalla porta principale della yeshivah del quartiere Kiryat Moshe, cuore del sionismo religioso, e ha cominciato a sparare a ventaglio. Le vittime sono giovanissime: il giovedì sera al collegio è il turno dei teenagers. In un momento svaniscono insieme la tutela artificiale del muro tra Israele e Cisgiordania costruito nel 2003 per bloccare i kamikaze e il sogno di Annapolis. E' ancora guerra, la stessa che nell'ultima settimana, al confine con Gaza, ha ucciso 3 militari israeliani, uno ieri mattina, e 135 palestinesi, molti dei quali civili. "E' presto per legare questo attentato alla sfida di Hamas", nota Miki Rosenfeld, portavoce della polizia di Gerusalemme, ex studente della Merkaz Ha-Rav come numerosi politici israeliani. La rivendicazione del Gruppo del martire Imad Mugniyeh e dei martiri di Gaza Kataeb e della brigata Ahrar al Jalil, due gruppi finora sconosciuti, è come una nuova bomba, la minaccia è tornata. Il presidente palestinese Abu Mazen condanna l'attentato, ma a Gaza i miliziani di Hamas festeggiano distribuendo caramelle ai bambini. Il killer è stato portato via, morto. "L'ho preso in testa, due colpi secchi, quando ho sentito gli spari mi sono appostato sul tetto col fucile e l'ho intercettato quando è uscito dalla biblioteca per scappare". Il racconto di Yitzhak Dadon, 40 anni, kippa lavorata all'uncinetto in testa, s'intreccia con quello del coetaneo David Shapiro, ex studente come lui. Molti allievi e docenti vengono dagli insediamenti nei Territori, e sono abituati alle armi. Entrambi dicono di aver sparato all'attentatore in fuga. David era in attesa a pochi metri: "Dopo aver falciato tutti quelli che trovava all'interno il terrorista è uscito allo scoperto e ho mirato". Si temeva che l'assassino indossasse anche un corpetto esplosivo, ma erano solo i caricatori per il suo kalashnikov: ne aveva portati tanti, per sparare a tutti quelli che trovava, ha tirato almeno 500 colpi. Dentro, nella biblioteca dell'orrore, la scena di un massacro che gli israeliani speravano d'aver archiviato, battuta palmo a palmo dai volontari in tuta bianca di Zaka, l'associazione religiosa che raccoglie i pezzi dei corpi di vittime ebree. Michael Schteck, 30 anni, musicista, era all'interno, una stanza a pochi metri dall'ingresso: "Tutti i muri sono schizzati di sangue come i pavimenti, i cadaveri giacciono sparsi qua e là". In questi giorni c'è il Purim, il carnevale ebraico, e nelle scuole religiose come nelle case si fa festa. Le note festose ora, assumono toni funerei. La luce del pomeriggio già primaverile è un ricordo lontano a Ha-ra Zvi Yehuda: la notte nervosa incombe come i lampeggianti delle ambulanze. Sulla città grava il venerdì musulmano che le autorità cittadine hanno blindato, in extremis.

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Israele, chiusi i valichi con la Cisgiordania (sezione: Israele/Palestina)

( da "Voce d'Italia, La" del 07-03-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Esteri Dopo l'attento di ieri che ha ucciso 8 studenti Israele, chiusi i valichi con la Cisgiordania L'Onu resta paralizzata Gerusalemme, 7 mar. - Il ministro della Difesa israeliano Ehud Barak ha ordinato all'esercito la chiusura dei valichi con la Cisgiordania. Lo riferiscono i media israeliani. Il territorio palestinese rimarrà isolato fino a quando gli organismi di sicurezza non avranno riesaminato la situazione. Tutto è successo dopo l'attento di ieri in cui un uomo si è fatto saltare uccidendo otto studenti di una scuola rabbinica a Gerusalemme. Proprio stamane la polizia israeliana ha arrestato oltre dieci palestinesi, tra familiari e amici dell'attentatore. La retata è avvenuta nel quartiere di Jabal al-Mukaber, a Gerusalemme Est. Anche il padre di Alaa Hisham Abu Dheim, il ventincinquenne autore della strage, è stato fermato e rilasciato dopo poche ore. La polizia israeliana, inoltre, è in stato di allerta in tutto il territorio nazionale e in particolare a Gerusalemme dopo l'attentato palestinese di ieri contro il collegio rabbinico Merkaz ha-Rav. Nessuna reazione da parte delle Nazioni Uniti, riunitesi ieri in consiglio d'urgenza. L'ambasciatore americano all'Onu, Zalmay Khalilzad, ha indicato nella Libia il paese che ha di fatto bloccato l'approvazione di una dichiarazione, e la stessa accusa è stata mossa alla Libia da Israele. Il delegato libico però, che voluto mantenere il riserbo sulla sua identità, ha voluto menzionare nella dichiarazione al vaglio dell'esecutivo Onu anche gli attacchi israeliani sulla striscia di Gaza. Andrea Morelli.

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Razzi "umanitari" contro lo Stato ebraico (sezione: Israele/Palestina)

( da "Opinione, L'" del 07-03-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Oggi è Ven, 07 Mar 2008 Edizione 47 del 07-03-2008 Amnesty International e altre Ong puntano il dito su Israele Razzi "umanitari" contro lo Stato ebraico di Dimitri Buffa Amnesty è tornata "amnesy". E adesso, tanto per cambiare, pontifica su Gaza facendo da battistrada a tante altre Ong che non hanno niente di meglio da fare nella vita che occuparsi esclusivamente del conflitto israelo-palestinese. Il Sudan? Non esiste. Cuba? Ormai è un paradiso. Il Vietnam e la Cina? Non ne parliamo. Magari l'Iran? E' meglio della Giamaica. Ma Gaza...? Vuoi mettere? Così Israele, oltre che dai razzi Qassam che i terroristi di Hamas sparano a tutto spiano sulle città di confine dalla Striscia, facendosi scudo della propria popolazione civile per colpire quella dello stato ebraico, dovrà difendersi nei prossimi giorni da un fuoco di fila di accuse "umanitarie". Ovviamente "Amnesty-amnesy" non prende in considerazione le fonti del governo e dell'esercito israeliano sui morti civili a Gaza. Anche se quelle palestinesi legate al potere violento e illegale di Hamas sono sicuramente meno attendibili. Si deplora, ma senza chiarire che cosa Israele potrebbe concretamente fare per proteggere i suoi cittadini. Né tantomeno si distingue tra chi colpisce deliberatamente i civili e chi mira a bersagli militari. Ecco qualche perla tratta dal comunicato di Amnesty su Gaza: "Amnesty International ha dichiarato che gli attacchi dell'aviazione e dell'artiglieria israeliana contro la Striscia di Gaza stanno avvenendo con incurante disprezzo per le vite civili. Gli attacchi israeliani degli ultimi giorni contro Gaza hanno ucciso oltre 75 palestinesi, compresi almeno 10 bambini e altri civili estranei agli scontri". Latore di cotali certezze è Malcolm Smart, direttore del Programma Medio Oriente e Africa del Nord di Amnesty International, secondo cui "Israele ha l'obbligo legale di proteggere la popolazione civile di Gaza. Queste azioni militari sono sproporzionate e vanno oltre le misure che le forze israeliane possono legittimamente adottare in reazione ai lanci di razzi dei gruppi armati palestinesi". Dopo questa introduzione, "amnesty-amnesy" si ricorda anche dei civili israeliani. In tre righe: "Amnesty International ha nuovamente chiesto ai gruppi armati palestinesi di cessare immediatamente il lancio di razzi contro le città e i villaggi del Sud di Israele". Poi si esplicita il vero Amnesty-pensiero in materia: "È veramente giunto il momento che i dirigenti di Hamas e dell'Autorità Palestinese prendano misure efficaci per impedire e punire gli attacchi contro la popolazione civile israeliana. Ma l'assenza di questi provvedimenti non dà al governo israeliano la legittimità di lanciare sconsiderati attacchi aerei e di artiglieria che portano morte e distruzione tra la popolazione civile palestinese". Amnesty, come tante altre organizzazioni "umanitarie", soprattutto della Gran Bretagna, che hanno avuto in questi giorni molto spazio da parte della Bbc (Save the children, Cafod, Care International e Christian Aid) dimostrano in realtà tutta la propria malafede e il pregiudizio anti-israeliano quando alla fine di ogni comunicato ribadiscono la necessità di instaurare un dialogo con i terroristi di Hamas "al fine di giungere alla pace con Israele".

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