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Israele e Palestina la bugia
dei due Stati. Come gemelli siamesi
inoperabili: sepàrali e li uccidi entrambi. Guido Ceronetti
(La Stampa 17-3-2008)
La fabbrica delle bugie non conosce crisi, le
assunzioni in pianta stabile non finiscono mai. Vorrei segnalare una impostura
delle più credute, delle più facili, delle più ripetute, delle più diffuse. Non
ha né destra né sinistra, è un luogo comune infarcito di falso: l’impostura dei
due Stati, Israele e Palestina, di cui uno è riuscito a essere Stato (dopo sessant’anni
giusti di esistenza ufficiale in guerra permanente), l’altro semplicemente non
potrà mai farcela a diventare qualcosa che somigli a uno Stato. Purtroppo si
tratta di due siamesi inoperabili: sepàrali chirurgicamente, li uccidi
entrambi.
Eppure tutti, dal più potente ministro degli Esteri all’articolista politico
meglio informato, non hanno, quando parlano della faccenda, che questo asso
nella manica di soluzione da proporre: due Stati, due Stati... Gli stessi
scrittori israeliani, nella stretta della disperazione che li opprime, quando
annaspano per una boccata di soluzione riossigenatrice, ufficialmente almeno,
parlano dei due Stati, che in termini religiosi è come dire che il Messia sta
venendo. Lo penseranno davvero? Vedono o no che, se sei dentro un vicolo cieco
in astratto, non c’è piccone che ti rompa il muro? Seguitando a pensare che
bastino certe combinazioni di volontà umane a mutare un destino, siamo tagliati
fuori da un rapporto vero con la realtà. Al razionalismo politico sfugge l’essenza
crudamente religiosa del conflitto palestinese.
BREAK IN NEWS - Avviato da poco questo articolo, arriva anche a me, repentina,
la notizia della inumana strage della yeshivà alla periferia di Gerusalemme. Il
giubilo in entrambi i cantoni del paese-Palestina, in casi simili, ne supera le
divisioni: «Se il nemico è in lutto, io mi crogiolo nella gioia». Israele fa la
guerra, le fazioni terroristiche attuano una pratica rituale di morte che ha
per base la lettura alla lettera di un testo sacro. Uno Stato combatte, sia
pure (è la sorte funesta delle guerre contemporanee) con ricadute, sempre, sui
civili; l’atto terroristico suicida viene de profundis, dai gradi più bassi di
una sacralità degenerata. Torno alla mia tesi iniziale: uno Stato palestinese è
impossibile, uomini dalla faccia dell’ombra non possono, né mai vorrebbero, dar
vita a uno Stato. Perché ingannarsi? Perché ingannare?
Trovo molto persuasive e illuminanti alcune idee di Daniel Sibony, psicanalista
e filosofo, che alcuni anni fa intervistai a Parigi.
Ebreo e arabofono per nascita marocchina, Sibony possiede invidiabilmente
Bibbia ebraica e Corano, i testi cristiani e la storia d’Israele nel XX secolo;
scrive oscuro e affascinante, come Jung o Lacan. Dove l’osservazione
superficiale vede nient’altro che una «occupazione coloniale» alla quale un
popolo oppresso resisterebbe, fino a usare, per disperazione, armi ripugnanti
ma esaltanti, come il suicidio terroristico, è all’opera secondo Sibony
qualcosa di molto più profondo, la ferita insanabile di aver visto risorgere e
vincere guerre quelli che il loro Testo ha maledetto e rigettato tra i vinti,
un male risentito in tutto il mondo islamico. Di grado in grado della
psicopatia antisemita, al-Qaida è arrivata a giudaizzare l’America e l’intero Occidente,
come propaggini dell’odiato nemico ebreo, un fantasma religioso, ben altro che
un blocco d’armi sofisticate. Dunque l’enigma dell’antisemitismo, tornato
religioso, resta da decifrare, con motivazioni tradizionali implicate e nuovi
modelli di deviazione psichica, imbarcati a milioni, con armi e urla, sulla
Nave dei Pazzi della storia...
Israele è laico, tollera le minoranze religiose, mezzo ateo, forse avviato a
esserlo del tutto, e a un pugno risponde, avendone la forza, con due. Ma
nell’avversario il pugno non è laico per niente, la cintura di tritolo, il
missile Qassàm sono gesta Dei per Palaestinos e di ogni colpo che va a segno
l’onda lunga rimanda il suono uraganico Allah è grande. Si può fare Stato di
una frazione minima di Palestina che ragiona e tratta (ma guasta e infida),
riattaccandola a una forza religiosa totalizzante come Hamas, per cui
«l’usurpazione sionista» è in realtà occupazione di spazio sacro, che richiede
una Soluzione Finale di purificazione definitiva (leggi: sterminio, cancellazione
dell’identità nemica)? Per quel che posso io comprenderne con strumenti di solo
pensiero informato, Gaza di Hamas è già un regime teocratico non statuale, da
rissa interpalestinese passata a lembo di umma islamica mondiale, escludente
sia la trattativa politica sia la soluzione militare. Gaza non è la Casbah di
Algeri del tempo di Massu: in una Casbah missilistica mondializzata una
«battaglia di Algeri» è impensabile, quantunque possa far perdere la testa aver
a che fare con una follia simile. Ma là, come alle Torri Gemelle, si è già
dentro una guerra escatologica, da Dies irae dies illa, sullo sfondo di un
orizzonte incandescente. Un magma di fanatismo non è luogo per negoziatori e
statisti - e neppure per generali. Buco Nero...
Naturalmente, per gente simile, il brutale soffrire umano - principalmente
della propria parte - è del tutto indifferente. La bocca contorta dal lutto
vero, non per recitazione di formule d’odio predicato, è messa in gloria di
Trascendenza.
Un po’ d’immaginazione: Gaza, Ramallah, Betlemme potrebbero mai diventare
capitali credibili? L’assurdità dei due Stati che si tengono per mano col
grembiulino non è abbastanza evidente? Non è tempo di farla finita con questa
impostura da oratorio buonista? Quante utopie, segate come rami in gemme di
alberi sventuratamente italiani, segnano sabbie e asfalti di quella che i Papi,
caparbi e trasognati, non finiranno mai di nominare come Terrasanta!
"Proposta
umiliante Costerà cara al Paese"
( da "Stampa,
La" del 17-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract:
In missione
in Israele e Palestina (per accordi in campo sanitario) Formigoni che è arrivato
a Tel Aviv sabato con il volo delle ore 10 da Malpensa ("Altro che flop!
Era strapieno ma, dal 30 marzo, inesorabilmente come tutti gli altri verrà
cancellato") lancia un monito molto chiaro: "Fermate tutto, fino a
quando ci sarà il nuovo governo"
Attesi
nella Sala Santa Chiara il giornalista Angelo Pezzana e il professore Marco
Paganoni ( da "Stampa, La"
del 17-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract:
RELATORI
L'INIZIATIVA Attesi nella Sala Santa Chiara il giornalista Angelo Pezzana e il
professore Marco Paganoni Italia-Israele in polemica con la manifestazione che
si è svolta a ottobre.
"Festivalstoria
e le menzogne contro Israele"
( da "Stampa,
La" del 17-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract:
Festivalstoria
e le menzogne contro Israele" PIERO DADONE SAVIGLIANO Per ricordare i
sessant'anni della nascita dello stato d'Israele, la sezione cuneese
dell'Associazione Italia-Israele ha organizzato per mercoledì, ore
[FIRMA]DOMENICO
QUIRICO CORRISPONDENTE DA PARIGI La coda all'ingresso, davanti ai metal d
( da "Stampa,
La" del 17-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract:
Tutto per il
padiglione dedicato a Israele, ospite d'onore che alcuni Paesi arabi, gli
scrittori del Maghreb, di buona voglia o per paura di essere considerati
collaborazionisti o peggio traditori, hanno deciso di considerare una
provocazione. "Non si può prendere il minimo rischio", ha spiegato
Jean-Daniel Compain, organizzatore del Salone.
Israele
e Palestina la bugia dei due Stati
( da "Stampa,
La" del 17-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract:
Guido
Ceronetti Come gemelli siamesi inoperabili: sepàrali e li uccidi entrambi
Israele e Palestina la bugia dei due Stati La fabbrica delle bugie non conosce
crisi, le assunzioni in pianta stabile non finiscono mai. Vorrei segnalare una
impostura delle più credute, delle più facili, delle più ripetute, delle più
diffuse.
Formigoni
al primo ministro Fayyad: Il mio appoggio per la pace in Israele
( da "Giorno,
Il (Nazionale)" del 17-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract:
Israele ha
pieno diritto a vivere nella pace e nella sicurezza", e ribadisce che
"i nemici di Israele sono i nostri nemici", non manca di assicurare
tutto il suo appoggio all'Autorità Nazionale della Palestina. Infatti
l'incontro a Ramallah, futura capitale di un futuro Stato Palestinese, con il
primo ministro Salam Fayyad è più che cordiale.
Elezioni
Usa, per McCain tour elettorale in Iraq
( da "Resto
del Carlino, Il (Nazionale)" del
17-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract:
Il viaggio
prevede tappe in Israele, Giordania, Gran Bretagna (dove incontrerà per la
prima volta il premier Gordon Brown) e Francia. Il viaggio consentirà a McCain
di rafforzare le sue credenziali di politica internazionale e ai suoi
interlocutori di 'sondare le intenzioni dell'uomo che potrebbe diventare il
prossimo presidente degli Stati Uniti.
Londra,
fedeltà alla regina ma lei non lo sa e si infuria
( da "Repubblica,
La" del 17-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract:
La
cancelliera tedesca Angela Merkel è arrivata in Israele per una visita di
stato. La Germania "vuole aprire un nuovo capitolo" nei rapporti fra i
due paesi, ha detto sbarcando all'aeroporto. Martedì la Merkel parlerà davanti
alla knesset (il parlamento israeliano). Il fatto che il suo discorso sarà in
tedesco ha sollevato qualche polemica nello stato ebraico.
<Umiliati
da Air France, ma il nostro hub risorgerà>
( da "Corriere
della Sera" del 17-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract:
Israele e
Palestina "Umiliati da Air France, ma il nostro hub risorgerà" DAL
NOSTRO INVIATO GERUSALEMME - L'invito ad Alitalia a "fermare la
desertificazione di Malpensa, cioè il taglio di 44 mila voli l'anno" fino
a quando non entrerà in carica il nuovo governo e un avvertimento ad Air
France: "Non vedo perché la Sea dopo aver subìto un danno enorme debba fare
un favore alla compagnia
FINANZIARE
LE MISSIONI ( da "Corriere della Sera"
del 17-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract:
altro punto
di vera discontinuità riguardò Israele. Bisogna ricordare che il governo
Berlusconi aveva innovato rispetto alla tradizione italiana: aveva schierato
nettamente l'Italia al fianco di Israele. Con il governo Prodi, e soprattutto
con l'azione del ministro degli Esteri Massimo D'Alema, l'Italia tornò all
antico, alla politica, di andreottiana memoria,
Missione
estera di McCain per mostrare la sua America
( da "Corriere
della Sera" del 17-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract:
Israele, il
premier britannico Gordon Brown e il presidente francese, Nicolas Sarkozy.
Ufficialmente è una missione informativa di ricognizione, che McCain compie in
quanto senatore e membro della Commissione per le Forze Armate. Lo accompagnano
infatti due amici e colleghi, il repubblicano Lindsey Graham e l'indipendente
Joe Lieberman,
Ernesto
Ferrero ( da "Corriere della Sera"
del 17-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract:
la tragedia
israelo-palestinese sarebbe finita da un pezzo". Ernesto Ferrero (nella
foto), direttore della Fiera del Libro di Torino, l'aveva detto visitando la
manifestazione parigina. E l'ha ribadito nel giorno dell'allarme bomba. "A
Parigi si respira un clima sereno, la gente passeggia tranquillamente.
Corriere
della Sera - NAZIONALE - sezione: Esteri - data: 2008-03-17 num: - pag: 17
categoria: ALTRI... ( da "Corriere della Sera"
del 17-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract:
Esteri -
data: 2008-03-17 num: - pag: 17 categoria: ALTRI OGGETTI 3 Israele Merkel sulla
tomba di Ben Gurion SDE BOKER (Israele) - La cancelliera tedesca Angela Merkel
è arrivata ieri in Israele per una visita di tre giorni. Prima tappa del
viaggio l'omaggio alla tomba di Ben Gurion, il primo premier dello Stato
d'Israele.
Abdallah
Olmert ( da "Corriere della Sera"
del 17-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract:
Olmert Oggi
il senatore John McCain arriverà in Giordania dove lo attende re Abdallah Terza
tappa del viaggio di McCain in Israele. Qui sarà ricevuto dal premier Ehud
Olmert Brown Il 20 marzo McCain arriverà a Londra per il primo faccia a faccia
con il premier britannico Brown Sarkozy Il 21 marzo l'ultima tappa in Francia.
McCain incontrerà per la terza volta il presidente Sarkozy.
Corriere
della Sera - NAZIONALE - sezione: Due Minuti - data: 2008-03-17 num: - pag: 56
categoria: A... ( da "Corriere della Sera"
del 17-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract:
Corriere
della Sera - NAZIONALE - sezione: Due Minuti - data: 2008-03-17 num: - pag: 56
categoria: ALTRI OGGETTI Dopo le polemiche e gli appelli al boicottaggio contro
Israele ospite d'onore, alla Fiera del libro di Parigi è arrivato anche un
falso allarme bomba. Evacuati i visitatori, che sono stati un'ora sotto la
pioggia.
PARIGI
- Una telefonata, la minaccia di un attentato qualche minuto prima delle 17 ed
&# ( da "Messaggero, Il"
del 17-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract:
così come
accompagnano la Fiera di Torino, che ospiterà a sua volta Israele il prossimo
maggio. Inaugurando il Salone di Parigi, giovedì scorso, il presidente
israeliano Shimon Peres aveva condannato "quelli che vogliono bruciare i
libri e che vogliono boicottare la saggezza, impedire la riflessione, bloccare
la libertà".
Formigoni:
"Roma ci ha svenduto ai francesi"
( da "Giornale.it,
Il" del 17-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract:
di Alitalia
raggiunge Roberto Formigoni in missione tra Israele e Palestina. Il presidente
della Lombardia è sorpreso, ma solo per le condizioni ancora più pesanti del
previsto: "Siamo davanti a un danno grave, a un'umiliazione pesantissima.
Le Forche caudine in confronto sono state una passeggiata sotto petali di
fiori".
A
ALPIGNANO Martedì 18, ore 15,30, al salone Primo Levi, piazza Vittorio Veneto,
( da "Stampa,
La" del 17-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract:
laboratorio
"Sapori e saperi dal mondo", parole e assaggi dalla Palestina.
Iscrizioni 10 euro, telefonando allo 011/80.28.349. Fino al 20 marzo, presso La
Giardiniera di via Italia 90 bis, mostra "Progettare ai margini".
Orario apertura: dal martedì al venerdì dalle 16 alle 19, sabato e domenica
dalle 15 alle 19.
D'Alema
contro Antonio Martino ( da "Opinione, L'"
del 17-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract:
In Libano,
invece, la nostra presenza è così utile? E soprattutto: utile a chi? Oggi, dopo
quasi due anni di missione internazionale, Hezbollah ha nuovamente riempito i
suoi arsenali con circa 30.000 razzi e si dice pronto a una nuova guerra contro
Israele.
Saddam
e Al Qaeda i legami che c'erano ( da "Opinione, L'"
del 17-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract:
a Israele e
all'Occidente. E non solo: mostrano anche programmi di Stato per lo sviluppo di
tecniche di guerriglia (autobombe, addestramento di terroristi suicidi, mine
sulle strade... tutto ciò che viene utilizzato in questi anni contro le truppe
della Coalizione), finanziamenti e invii di armi ai gruppi di terroristi.
Un'inedita
storia della Shoah ( da "Avanti!"
del 17-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract:
campi di
sterminio e inserito in Israele nell'elenco dei "Giusti delle
Nazioni", e di suo zio Giuseppe Maria Palatucci, vescovo della Diocesi di
Campagna, dove sorgeva uno dei principali campi di concentramento del regime
fascista. Il quadro delineato dall'autore di "Fantasmi del Cilento"
assume i connotati di una "spy story", che suscita più interrogativi
di quanti non ne sciolga.
( da "Stampa, La" del 17-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Roberto Formigoni
"Proposta umiliante Costerà cara al Paese" [FIRMA]CHIARA BERIA DI
ARGENTINE MILANO È peggio di quello che si sussurrava. Una proposta umiliante,
una vera umiliazione". Il governatore della Lombardia, Roberto Formigoni,
ha parole dure per il piano Air France. Domenica delle Palme, domenica d'ira
profonda. In missione in Israele e Palestina (per accordi in campo sanitario) Formigoni che è arrivato a Tel
Aviv sabato con il volo delle ore 10 da Malpensa ("Altro che flop! Era
strapieno ma, dal 30 marzo, inesorabilmente come tutti gli altri verrà
cancellato") lancia un monito molto chiaro: "Fermate tutto, fino a
quando ci sarà il nuovo governo". Presidente Formigoni, perché
giudica il piano un'umiliazione? "Ricordate le parole di Padoa-Schioppa?
Entreremo nel più grande network mondiale, salveremo Alitalia e il Paese.
Invece è una debacle, una Caporetto. Il prezzo di un'azione Alitalia è crollato
sotto i 10 centesimi; Air France vuole scambiare ogni sua azione con 160
Alitalia; le obbligazioni valgono molto meno del valore di mercato ma,
soprattutto, vengono chiesti sacrifici enormi sull'occupazione. Gli esuberi
sembrano crescere di momento in momento, si parla di 2.000 più altri 5 mila di
Az Service dei quali si dovrebbe far carico Fintecna. Ma quale privatizzazione!
È chiaro che lo Stato dovrà sborsare soldi con la cassa integrazione. Air
France chiede anche un prestito. Insomma, dobbiamo pagarla perché liquidi il
nostro servizio aereo. In cambio, bontà loro, i francesi ci concedono il 2% del
capitale della società e un posto in cda. Vergogna! Ci mettiamo - mani e piedi
legati - a disposizione di un Paese, la Francia, che certo è nostro amico, ma
anche il nostro principale concorrente. Al confronto le Forche Caudine sono
state una tranquilla passeggiata sotto i fiori". Alitalia è a un passo dal
crac e Air France sostiene che la riportrà in utile dal 2009. Non crede che
siano sacrifici necessari? "Ancora più grave della crisi Alitalia è la crisi
che patirà il sistema Paese. La desertificazione di Malpensa ricadrà a pioggia
sugli aeroporti, compreso Fiumicino. A Malpensa servono i voli
intercontinentali. Tokio, Delhi, Shanghai: ne avevamo 17 al giorno, tutti,
salvo New York, sono aboliti. Desertificando Malpensa provocano danni
gravissimi, lo studio Ambrosetti parla di 15 miliardi di euro. La Lombardia
attira il 50% degli investimenti stranieri: agli imprenditori togliamo i voli
diretti e, allo stesso tempo, rendiamo proibitivi i costi alle aziende che hanno
tecnici che volano ogni giorno per il mondo. La verità è che i francesi puntano
a togliere dal mercato il concorrente principale". Secondo lei cosa farà
Sea? Dovrà ritirare il ricorso? "E perché mai? Mi sembra davvero strano
che Air France chieda al governo d'intervenire su una società privata. E
comunque sarà poi lo Stato a dover pagare a Sea i debiti di Alitalia".
Capitolo reazioni. Quelle dei vertici sindacali sono durissime. "Da mesi
siamo in perfetta sintonia, usiamo fin le stesse parole! Hanno totalmente
ragione. Dopo il pateracchio della gara stanno vendendo a qualcuno che non ha
presentato il piano industriale". Fini invece ha dato un giudizio
positivo. "Fini si sbaglia, francamente mi stupisce questa sua
dichiarazione. Al mio ritorno in Italia cercherò di spiegarglielo".
Formigoni, cosa propone? "L'unica via è la moratoria anche solo di 2 anni
e mezzo per Malpensa. Alitalia deve bloccare la distruzione di Malpensa. Il suo
azionista di riferimento è il governo ma senza quello nuovo non si fa niente.
Questione di rispetto istituzionale". \.
( da "Stampa, La" del 17-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
RELATORI
L'INIZIATIVA Attesi nella Sala Santa Chiara il giornalista Angelo Pezzana e il
professore Marco Paganoni Italia-Israele in polemica
con la manifestazione che si è svolta a ottobre.
( da "Stampa, La" del 17-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Il caso A Savigliano
mercoledì sera un dibattito "Festivalstoria e le
menzogne contro Israele" PIERO DADONE SAVIGLIANO Per ricordare i sessant'anni della
nascita dello stato d'Israele, la sezione cuneese dell'Associazione Italia-Israele ha organizzato per mercoledì, ore
( da "Stampa, La" del 17-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Etector, come negli
aeroporti-fortezza, i gendarmi che pattugliano metodicamente gli stand degli
editori, come se fossero obiettivi sensibili, santuari da attaccare,
l'imbarazzante sensazione di muoversi in un luogo derubato del suo vero
significato; le perquisizioni all'uscita, i libri appena comprati esaminati
come oggetti pericolosi; e poi l'allarme bomba, ieri pomeriggio, per fortuna
rivelatosi falso, i visitatori costretti a sciamare, convegni e tavole rotonde
interrotte, l'affannarsi inquietante degli artificieri, la gente, tanta, che
dopo un'ora, quando è dato il segnale di scampato pericolo, decide che basta
così, che non vale la pena, se questo è il prezzo da pagare per sfogliare i
libri, cercare le novità più interessanti, scoprire un saggio o un romanzo da
amare, allora è meglio tornare a casa. Scene ordinarie di un Salon du livre che
nel suo terzo giorno è sempre più ostaggio della politica, peggio: delle
propensioni estremiste e settarie, delle scomuniche e dei boicottaggi. Tutto per il padiglione dedicato a Israele, ospite
d'onore che alcuni Paesi arabi, gli scrittori del Maghreb, di buona voglia o
per paura di essere considerati collaborazionisti o peggio traditori, hanno
deciso di considerare una provocazione. "Non si può prendere il minimo
rischio", ha spiegato Jean-Daniel Compain, organizzatore del Salone.
Come dargli torto. E allora, ore 17, un annuncio che invita le migliaia di
visitatori in sala a uscire per "un controllo tecnico": modesta bugia
che non ha ingannato nessuno, da tre giorni si temeva che potesse succedere.
L'impressione è che purtroppo una volta di più ci si sta abituando
all'intollerabile. L'ambasciatore di Israele ha poi
ribadito che "non bisogna lasciarsi intimidire". È quanto hanno fatto
in fondo il governo francese e gli organizzatori: che hanno sanzionato il
boicottaggio come una assurda battaglia "contro le idee". Lo ha detto
David Grossman in uno dei dibattiti su "Letteratura e mondo":
"La prima cosa che il fanatismo fa per manipolare è non chiamare le cose
con il loro nome". Come fa chi definisce una provocazione un salone di
libri.
( da "Stampa, La" del 17-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Guido
Ceronetti Come gemelli siamesi inoperabili: sepàrali e li uccidi entrambi Israele e Palestina la bugia dei
due Stati La fabbrica delle bugie non conosce crisi, le assunzioni in pianta
stabile non finiscono mai. Vorrei segnalare una impostura delle più credute,
delle più facili, delle più ripetute, delle più diffuse. Non ha né destra né sinistra, è un
luogo comune infarcito di falso: l'impostura dei due Stati, Israele
e Palestina, di cui uno è riuscito a essere Stato
(dopo sessant'anni giusti di esistenza ufficiale in guerra permanente), l'altro
semplicemente non potrà mai farcela a diventare qualcosa che somigli a uno
Stato. Purtroppo si tratta di due siamesi inoperabili: sepàrali
chirurgicamente, li uccidi entrambi. Eppure tutti, dal più potente ministro
degli Esteri all'articolista politico meglio informato, non hanno, quando
parlano della faccenda, che questo asso nella manica di soluzione da proporre:
due Stati, due Stati... Gli stessi scrittori israeliani, nella stretta della
disperazione che li opprime, quando annaspano per una boccata di soluzione
riossigenatrice, ufficialmente almeno, parlano dei due Stati, che in termini
religiosi è come dire che il Messia sta venendo. Lo penseranno davvero? Vedono
o no che, se sei dentro un vicolo cieco in astratto, non c'è piccone che ti
rompa il muro? Seguitando a pensare che bastino certe combinazioni di volontà
umane a mutare un destino, siamo tagliati fuori da un rapporto vero con la
realtà. Al razionalismo politico sfugge l'essenza crudamente religiosa del conflitto
palestinese. BREAK IN NEWS - Avviato da poco questo articolo, arriva anche a
me, repentina, la notizia della inumana strage della yeshivà alla periferia di
Gerusalemme. Il giubilo in entrambi i cantoni del paese-Palestina,
in casi simili, ne supera le divisioni: "Se il nemico è in lutto, io mi
crogiolo nella gioia". Israele fa la guerra, le
fazioni terroristiche attuano una pratica rituale di morte che ha per base la
lettura alla lettera di un testo sacro. Uno Stato combatte, sia pure (è la
sorte funesta delle guerre contemporanee) con ricadute, sempre, sui civili;
l'atto terroristico suicida viene de profundis, dai gradi più bassi di una
sacralità degenerata. Torno alla mia tesi iniziale: uno Stato palestinese è
impossibile, uomini dalla faccia dell'ombra non possono, né mai vorrebbero, dar
vita a uno Stato. Perché ingannarsi? Perché ingannare? Trovo molto persuasive e
illuminanti alcune idee di Daniel Sibony, psicanalista e filosofo, che alcuni
anni fa intervistai a Parigi. Ebreo e arabofono per nascita marocchina, Sibony
possiede invidiabilmente Bibbia ebraica e Corano, i testi cristiani e la storia
d'Israele nel XX secolo; scrive oscuro e affascinante,
come Jung o Lacan. Dove l'osservazione superficiale vede nient'altro che una
"occupazione coloniale" alla quale un popolo oppresso resisterebbe,
fino a usare, per disperazione, armi ripugnanti ma esaltanti, come il suicidio
terroristico, è all'opera secondo Sibony qualcosa di molto più profondo, la
ferita insanabile di aver visto risorgere e vincere guerre quelli che il loro
Testo ha maledetto e rigettato tra i vinti, un male risentito in tutto il mondo
islamico. Di grado in grado della psicopatia antisemita, al-Qaida è arrivata a
giudaizzare l'America e l'intero Occidente, come propaggini dell'odiato nemico
ebreo, un fantasma religioso, ben altro che un blocco d'armi sofisticate.
Dunque l'enigma dell'antisemitismo, tornato religioso, resta da decifrare, con
motivazioni tradizionali implicate e nuovi modelli di deviazione psichica,
imbarcati a milioni, con armi e urla, sulla Nave dei Pazzi della storia... Israele è laico, tollera le minoranze religiose, mezzo ateo,
forse avviato a esserlo del tutto, e a un pugno risponde, avendone la forza,
con due. Ma nell'avversario il pugno non è laico per niente, la cintura di
tritolo, il missile Qassàm sono gesta Dei per Palaestinos e di ogni colpo che
va a segno l'onda lunga rimanda il suono uraganico Allah è grande. Si può fare
Stato di una frazione minima di Palestina che ragiona
e tratta (ma guasta e infida), riattaccandola a una forza religiosa
totalizzante come Hamas, per cui "l'usurpazione sionista" è in realtà
occupazione di spazio sacro, che richiede una Soluzione Finale di purificazione
definitiva (leggi: sterminio, cancellazione dell'identità nemica)? Per quel che
posso io comprenderne con strumenti di solo pensiero informato, Gaza di Hamas è
già un regime teocratico non statuale, da rissa interpalestinese passata a
lembo di umma islamica mondiale, escludente sia la trattativa politica sia la
soluzione militare. Gaza non è la Casbah di Algeri del tempo di Massu: in una
Casbah missilistica mondializzata una "battaglia di Algeri" è
impensabile, quantunque possa far perdere la testa aver a che fare con una
follia simile. Ma là, come alle Torri Gemelle, si è già dentro una guerra
escatologica, da Dies irae dies illa, sullo sfondo di un orizzonte
incandescente. Un magma di fanatismo non è luogo per negoziatori e statisti - e
neppure per generali. Buco Nero... Naturalmente, per gente simile, il brutale
soffrire umano - principalmente della propria parte - è del tutto indifferente.
La bocca contorta dal lutto vero, non per recitazione di formule d'odio
predicato, è messa in gloria di Trascendenza. Un po' d'immaginazione: Gaza,
Ramallah, Betlemme potrebbero mai diventare capitali credibili? L'assurdità dei
due Stati che si tengono per mano col grembiulino non è abbastanza evidente?
Non è tempo di farla finita con questa impostura da oratorio buonista? Quante
utopie, segate come rami in gemme di alberi sventuratamente italiani, segnano
sabbie e asfalti di quella che i Papi, caparbi e trasognati, non finiranno mai
di nominare come Terrasanta!.
( da "Giorno, Il (Nazionale)" del 17-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
IL VIAGGIO IN
MEDIORIENTE DEL GOVERNATORE Formigoni al primo ministro Fayyad: "Il mio
appoggio per la pace in Israele" dall'inviato
ROSSELLA MINOTTI ? RAMALLAH (Palestina) ? IL
PRESIDENTE della Regione Lombardia Roberto Formigoni non commenta le voci che
alzano le sue quotazioni sul futuro Ministero degli Esteri, ma non si sottrae
alla domanda su come risolvere il problema del conflitto tra israeliani e
palestinesi. "Io rappresento la Lombardia, ma su questo la posizione
dell'Italia è netta: due popoli, due Stati". E se Formigoni ricorda che
"Israele ha pieno diritto a vivere nella pace e nella sicurezza", e
ribadisce che "i nemici di Israele sono i
nostri nemici", non manca di assicurare tutto il suo appoggio all'Autorità
Nazionale della Palestina. Infatti l'incontro a Ramallah, futura capitale di un futuro
Stato Palestinese, con il primo ministro Salam Fayyad è più che cordiale.
"Ho ribadito al primo ministro - dice Formigoni - che vogliamo uno Stato
libero di Palestina fondato sul diritto, la democrazia
e la pace con tutti i Paesi del mondo, a partire dai suoi vicini".
Missione delicata, questa del presidente, che si inserisce in una tre giorni
cruciale. Domani infatti si terrà alla Knesset l'attesissimo e discusso
discorso del cancelliere tedesco Angela Merkel, che è a Gerusalemme con undici
suoi ministri per aprire i festeggiamenti che la Germania vuole dedicare ai 60
anni dello Stato di Israele. Ma qualcuno uscirà dalla
sala del Parlamento per quel discorso pronunciato in tedesco. E gli animi sono
tutt'altro che pacificati, non solo con i palestinesi ma anche con quei
tedeschi i cui antenati perpetrarono l'Olocausto. Formigoni con l'intera
Lombardia sta lavorando molto per la pace. Non soltanto, dice "perché qui
è nata la cultura giudaico-cristiana, ma perché questi sono luoghi sacri per le
tre religioni monoteiste che tanta importanza hanno nella nostra storia e nella
nostra cultura". Senza dimenticare il fondamentale aspetto economico.
Perché, se il Medio Oriente è uno dei pochi luoghi emblematici per definire la
vittoria della pace o della guerra, è anche, ribadisce Formigoni, "un
partner di assoluto interesse per l'Italia". Insomma, il presidente della
Regione Lombardia continua a coltivare il suo sogno di Farnesina, forte delle
esperienze fatte come vicepresidente del Parlamento europeo e membro della
Commissione Esteri. - -->.
( da "Resto del Carlino, Il (Nazionale)" del
17-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
? WASHINGTON ? IL
SENATORE John McCain (nella foto Ap mentre scende dall'elicottero), candidato
repubblicano alla Casa Bianca, ha trascorso la giornata a Bagdad impegnato in
incontri con i dirigenti iracheni e coi comandanti militari Usa. Il senatore,
impegnato in un 'tour' in Medio Oriente e in Europa, ha sottolineato che il suo
viaggio mira a ottenere informazioni concrete e non deve essere considerato un
viaggio elettorale volto ad acquisire immagini utili per la sua campagna.
McCain ha avuto un colloquio col premier iracheno Al Maliki, col generale americano
David Petraeus (responsabile delle truppe Usa in Iraq), con l'ambasciatore Usa
a Bagdad, Ryan Crocker. Il viaggio prevede tappe in Israele,
Giordania, Gran Bretagna (dove incontrerà per la prima volta il premier Gordon
Brown) e Francia. Il viaggio consentirà a McCain di rafforzare le sue
credenziali di politica internazionale e ai suoi interlocutori di 'sondare' le
intenzioni dell'uomo che potrebbe diventare il prossimo presidente degli Stati
Uniti. INTANTO, negli Stati Uniti è sempre più rovente il clima elettorale. E'
evidente che la sfida tra Hillary Clinton e Barack Obama per conquistare la
candidatura del partito democratico alla Casa Bianca potrebbe essere decisa da
un pugno di voti di un gruppo ristretto di superdelegati. Lo stretto margine di
differenza tra la Clinton e Obama nella conquista dei delegati assegnati
automaticamente sulla base dei voti ottenuti nelle primarie statali ha reso
determinante la decisione dei superdelegati, cioè dei quasi 800 dirigenti del
partito che rappresentano circa il 20% dei delegati chiamati a decidere la
nomination democratica. Il "New York Times", che assegna a Obama un
margine di vantaggio di circa 150 delegati, nota che il margine di vantaggio
della senatrice di New York in fatto di superdelegati si sta riducendo
rapidamente perché le scelte fatte nelle ultime settimane (54 per Obama, 31 per
Hillary) dai superdelegati che hanno rotto gli indugi sono favorevoli al
senatore nero. - -->.
( da "Repubblica, La" del 17-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Il governo la impone
a scuola. Poi marcia indietro Londra, fedeltà alla regina ma lei non lo sa e si
infuria TEL AVIV - La cancelliera tedesca Angela Merkel è
arrivata in Israele per una visita di stato. La Germania "vuole aprire un nuovo
capitolo" nei rapporti fra i due paesi, ha detto sbarcando all'aeroporto.
Martedì la Merkel parlerà davanti alla knesset (il parlamento israeliano). Il
fatto che il suo discorso sarà in tedesco ha sollevato qualche polemica nello
stato ebraico. "Ma a sessant'anni dalla fondazione di Israele - ha detto la Cancelliera - riaffermiamo la speciale
responsabilità della Germania ma anche i progetti per un futuro migliore".
( da "Corriere della Sera" del 17-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Corriere della Sera
- MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-03-17 num: - pag: 5
categoria: REDAZIONALE Formigoni in missione in Israele e Palestina "Umiliati da Air France, ma il nostro hub risorgerà"
DAL NOSTRO INVIATO GERUSALEMME - L'invito ad Alitalia a "fermare la
desertificazione di Malpensa, cioè il taglio di 44 mila voli l'anno" fino
a quando non entrerà in carica il nuovo governo e un avvertimento ad Air
France: "Non vedo perché la Sea dopo aver subìto un danno enorme debba
fare un favore alla compagnia francese rinunciando all'annunciato
ricorso attraverso le vie legali". Il presidente della Regione Roberto
Formigoni, in missione istituzionale in Israele e Palestina, per tutto il giorno non ha detto una parola sulla
vicenda Alitalia, rispettando la fitta scaletta di appuntamenti. Al mattino da
Gerusalemme a Tel Aviv per un convegno con industriali e scienziati israeliani,
poi a colazione nella residenza dell'ambasciatore Sandro De Bernardis. Da Tel
Aviv a Ramallah per l'incontro con il primo ministro dell'Autorità Palestinese,
Salam Fayyad, e con il ministro della Sanità, Fathi Abu Mogli. Da Ramallah di
nuovo a Gerusalemme e soltanto prima della cena ufficiale con la speaker del
Parlamento, Colette Avital, Formigoni ha aperto la diga del suo malcontento.
"Non voglio parlare di Malpensa - ha esordito - ma di Alitalia e
dell'Italia, dell'umiliazione che hanno subito. Altro che forche caudine:
quelle al confronto erano una passeggiata sotto una pioggia di petali di
fiori". E via con il rosario delle condizioni poste da Air France: dal
concambio delle azioni (una ogni 170), ai 2.000 esuberi, alla sorte dei 5.000
dipendenti di Az Service che dovrebbero passare a un'azienda pubblica e via
elencando. "E per di più queste sono soltanto voci: non si sa nulla di
preciso perché è stata condotta una trattativa clandestina. Il governo subisce
i paletti imposti da Air France senza sentire il dovere di interpellare i veri
proprietari di Alitalia che sono gli italiani". Quale sarà il futuro di
Malpensa? "Risorgerà perché il mercato è qui. Ma certamente avremo in casa
un'entità ostile". Fra le condizioni poste da Air France ci sarebbe la
rinuncia di Sea a qualsiasi ricorso. Formigoni sorride sornione. "La
Regione non è neppure azionista", si schermisce. Ma subito aggiunge che la
Sea farà i suoi interessi. E allora? "I casi sono due: o Air France pensa
di far pagare i danni della Sea allo Stato, ma mi sembra difficile perché
parliamo di 1,2 miliardi di euro; oppure pone tutte queste condizioni perché ha
cambiato idea e non vuole più comprare Alitalia". Claudio Schirinzi.
( da "Corriere della Sera" del 17-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Prima Pagina - data: 2008-03-17 num: - pag: 1 autore: di
ANGELO PANEBIANCO categoria: REDAZIONALE IL NODO DELLA POLITICA ESTERA
FINANZIARE LE MISSIONI G li osservatori che lamentavano con rassegnazione
l'assenza dei temi di politica estera dalla campagna elettorale sono stati
serviti. Con l'intervento dell'ex ministro della Difesa Antonio Martino,
critico del nostro impegno in Libano, le successive precisazioni di Berlusconi,
e le conseguenti polemiche, un aspetto cruciale della politica estera italiana,
quello relativo alle missioni militari all'estero, ha fatto irruzione
nell'agenda elettorale. Se si continuerà a discutere di politica estera e della
difesa, naturalmente, c'è da scommettere che ciò avverrà nel modo
approssimativo e propagandistico che è tipico delle campagne elettorali.
Proviamo allora a richiamare alcuni fatti. Nel passaggio dal governo Berlusconi
al governo Prodi ci furono alcuni (pochi, anche se importanti) cambiamenti di
sostanza anche se le maggiori discontinuità furono di tipo retorico-
ideologico. I cambiamenti riguardarono la presenza italiana in Iraq e
l'atteggiamento verso il conflitto israelo-palestinese. Sull'Iraq pesava il
fatto che l'intero centrosinistra aveva dato un giudizio negativo sia
dell'intervento americano sia della nostra successiva partecipazione. Ne seguì
il ritiro della missione militare. L'altro punto di vera discontinuità riguardò
Israele. Bisogna ricordare che il governo Berlusconi
aveva innovato rispetto alla tradizione italiana: aveva schierato nettamente
l'Italia al fianco di Israele. Con il governo Prodi, e
soprattutto con l'azione del ministro degli Esteri Massimo D'Alema, l'Italia
tornò all' antico, alla politica, di andreottiana memoria, di prevalente
sostegno alla causa palestinese. In vari momenti, quella politica ha assunto,
nelle parole del ministro, si trattasse dell'azione israeliana di contrasto a
Hezbollah o delle ritorsioni contro Hamas, una forte connotazione anti
israeliana. Casi Iraq e Israele a parte, la principale
differenza fra il governo Berlusconi e quello di Prodi stava nel fatto che il
primo rimase unito sulle principali questioni internazionali e della sicurezza,
mentre il secondo dovette fare i conti con forti divisioni interne. Ricordiamo
che il governo Prodi, per aver voluto mantenere gli impegni assunti
(Afghanistan, base di Vicenza) dovette sfidare fortissime turbolenze
parlamentari e inciampò anche, nel
( da "Corriere della Sera" del 17-03-2008)
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- NAZIONALE - sezione: Esteri - data: 2008-03-17 num: - pag: 16 categoria:
REDAZIONALE Verso la Casa Bianca Il candidato repubblicano tesse già la sua
rete Missione estera di McCain per mostrare la sua America Ieri l'Iraq, poi
tappe a Gerusalemme, Londra, Parigi Il vero scopo del viaggio è sottolineare il
gap di competenza internazionale che lo separa dai democratici DAL NOSTRO
CORRISPONDENTE WASHINGTON - Mentre Hillary Clinton e Barack Obama litigano su
chi tra loro due sia meglio preparato a rispondere alla famosa telefonata delle
3 del mattino, John McCain entra nella scena del mondo con un messaggio semplice
e forte: se l'esperienza in politica estera è il criterio principale per
eleggere un presidente americano, allora non c'è partita. Forte della sua
nomination di fatto, il candidato repubblicano in pectore alla Casa Bianca è
atterrato ieri a Bagdad, prima tappa di un viaggio di sette giorni in Medio
Oriente ed Europa che lo vedrà anche a colloquio con il re di Giordania, i
leader d'Israele, il premier britannico Gordon Brown e il presidente francese,
Nicolas Sarkozy. Ufficialmente è una missione informativa di ricognizione, che
McCain compie in quanto senatore e membro della Commissione per le Forze
Armate. Lo accompagnano infatti due amici e colleghi, il repubblicano Lindsey
Graham e l'indipendente Joe Lieberman, ex democratico e candidato alla
vice-presidenza con Al Gore nel 2000, entrambi schierati con lui. Ma a tutti è
chiaro il vero scopo del viaggio, quello di sottolineare il gap di competenza
internazionale che separa i duellanti democratici dal senatore dell'Arizona,
mostrandolo fianco a fianco con gli statisti stranieri, molti dei quali conosce
personalmente. "Non è un semplice senatore, è il candidato designato:
chiunque lo incontrerà, vorrà sapere come si comporterebbe se fosse eletto
presidente ", spiega Jim Steinberg, ex vice-consigliere per la Sicurezza
nazionale con Bill Clinton, ora alla University of Texas. Nonostante McCain si
sia impegnato a non parlare della sua candidatura, si tratta quindi di un
passaggio importante della campagna repubblicana. Ciò ha sollevato qualche
polemica negli Usa, la missione essendo interamente finanziata dal Senato, cioè
dal contribuente americano. Tanto più che nella tappa londinese, il senatore
dell'Arizona parteciperà a un lunch per la raccolta di fondi elettorali in suo
favore, organizzato da Lord Rothschild, dove ogni posto tavola costerà 2300
dollari. L'aspetto pubblicitario del tour ne cela tuttavia un altro, ben più
sostanziale per McCain, che sarà molto impegnato a chiarire agli alleati i due
volti, veri o presunti, che caratterizzano le sue posizioni in politica estera:
il moderato che promette di agire contro il globalwarming, aborrisce l'uso
della tortura contro i sospetti terroristi ed è favorevole al commercio
internazionale, tanto da dichiarare guerra alla Boeing e salutare l'accordo
sugli aereicisterna con Airbus. Ovvero il falco più interventista di Bu.
( da "Corriere della Sera" del 17-03-2008)
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- NAZIONALE - sezione: Cronache - data: 2008-03-17 num: - pag: 18 categoria:
BREVI Ernesto Ferrero TORINO - "Se dipendesse dagli scrittori, la tragedia israelo-palestinese sarebbe finita da un pezzo".
Ernesto Ferrero (nella foto), direttore della Fiera del Libro di Torino,
l'aveva detto visitando la manifestazione parigina. E l'ha ribadito nel giorno
dell'allarme bomba. "A Parigi si respira un clima sereno, la gente
passeggia tranquillamente. Nonostante tutto, allarmi compresi, le
polemiche e i boicottaggi annunciati sembrano aver fallito il loro obiettivo,
qui poi non si sono visti volantinaggi né gruppuscoli vocianti o scritte sui
muri". Ferrero si dichiara "sereno e fiducioso" in vista della
fiera torinese (dove pare confermata la presenza di Abraham Yehoshua, non
quella di Grossman e Oz) oltre che colpito dall'esempio positivo dato dalla
security parigina: metal detector, controlli discreti e nessuna cappa
angosciosa sul Salone, nonostante falsi allarmi e telefonate anonime.
"Certo - spiega - i nostri numeri sono più grandi, i visitatori torinesi
circa il doppio di quelli parigini, soprattutto a causa di un fitto calendario
di incontri. Ma il modello è quello giusto: le polemiche devono cedere il passo
ai libri e al pubblico". Vera Schiavazzi.
( da "Corriere della Sera" del 17-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
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- NAZIONALE - sezione: Esteri - data: 2008-03-17 num: -
pag: 17 categoria: ALTRI OGGETTI 3 Israele Merkel
sulla tomba di Ben Gurion SDE BOKER (Israele) - La
cancelliera tedesca Angela Merkel è arrivata ieri in Israele per una
visita di tre giorni. Prima tappa del viaggio l'omaggio alla tomba di Ben
Gurion, il primo premier dello Stato d'Israele.
( da "Corriere della Sera" del 17-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Esteri - data: 2008-03-17 num: - pag: 17 categoria:
BREVI Abdallah Olmert Oggi il senatore John McCain arriverà
in Giordania dove lo attende re Abdallah Terza tappa del viaggio di McCain in Israele. Qui sarà ricevuto dal premier Ehud Olmert Brown Il 20 marzo
McCain arriverà a Londra per il primo faccia a faccia con il premier britannico
Brown Sarkozy Il 21 marzo l'ultima tappa in Francia. McCain incontrerà per la
terza volta il presidente Sarkozy.
( da "Corriere della Sera" del 17-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Corriere
della Sera - NAZIONALE - sezione: Due Minuti - data: 2008-03-17 num: - pag: 56
categoria: ALTRI OGGETTI Dopo le polemiche e gli appelli al boicottaggio contro
Israele ospite d'onore, alla Fiera del
libro di Parigi è arrivato anche un falso allarme bomba. Evacuati i visitatori,
che sono stati un'ora sotto la pioggia.
( da "Messaggero, Il" del 17-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
PARIGI - Una
telefonata, la minaccia di "un attentato qualche minuto prima delle
17" ed è esplosa la paura ieri al Salone de Libro di Parigi. L'imponente
dispositivo di sicurezza che da giovedì "blinda" la grande fiera
letteraria parigina - che quest'anno ospita Israele ed
è stata boicottata da molti paesi arabi - è scattato immediatamente. Tutti i
visitatori, migliaia, sono stati invitati a "lasciare tutti gli stand e a
recarsi alle uscite per un controllo tecnico". L'evacuazione è scattata
poco prima delle cinque del pomeriggio e si è svolta con ordine, senza nessuna
scena di panico. Tutti sono stati invitati a lasciare l'area del parco delle
esposizioni della Porte de Versailles, dove si svolge la manifestazione che
terminerà domani e che è stato completamente circondato dalla polizia.
L'allerta è durata un'ora: intorno alle sei, gli espositori prima, i visitatori
poi, sono stati autorizzati a rientrare. "Abbiamo deciso di evacuare e di
verificare che non ci fosse nessun pacco sospetto, non potevamo correre il
minimo rischio" hanno poi fatto sapere gli organizzatori. Per cercare di
far rientrare tutto nella normalità l'orario di chiusura del Salone è stato
ritardato di un'ora ieri sera per consentire lo svolgimento delle conferenze,
tavole rotonde e dibattiti interrotte dall'allarme. Molti visitatori hanno
preferito non rientrare. L'ambasciatore d'Israele in
Francia, Daniel Shek, ha tenuto immediatamente una conferenza stampa
condannando "le solite intimidazioni" e invitando tutti "a non
cedere alla paura". Shek ha parlato di un incidente "brutto ma non
grave, che non dovrà turbare questa grande festa della letteratura".
Intimidazioni, paura e polemiche hanno accompagnato questo salone del Libro di
Parigi, così come accompagnano la Fiera di Torino, che
ospiterà a sua volta Israele il prossimo maggio. Inaugurando il Salone di Parigi, giovedì
scorso, il presidente israeliano Shimon Peres aveva condannato "quelli che
vogliono bruciare i libri e che vogliono boicottare la saggezza, impedire la
riflessione, bloccare la libertà". Dal Libano all'Iran all'Arabia
Saudita, molti paesi arabi hanno lanciato un appello al boicottaggio. Gli
organizzatori hanno sempre tenuto a sottolineare che "l'invitato
d'onore" di questa 28esima edizione del Salone parigino è "la
letteratura israeliana" e non lo stato d'Israele
in quanto tale. Ieri anche il portavoce e leader storico dell'estrema sinistra
francese, Alain Krivine, si è unito ai boicottatori, denunciando "una
politica che assorbe la cultura". (f.pi.).
( da "Giornale.it, Il" del 17-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
N. 11 del 2008-03-17
pagina 0 Formigoni: "Roma ci ha svenduto ai francesi" di Sabrina
Cottone Il presidente della Regione Lombardia: "Un'operazione di
smantellamento umiliante, da bloccare. Sea è danneggiata, non ritirerà il
ricorso" nostro inviato da Gerusalemme La "svendita" di Alitalia raggiunge Roberto Formigoni in missione tra Israele e Palestina. Il presidente della Lombardia è sorpreso, ma solo per le
condizioni ancora più pesanti del previsto: "Siamo davanti a un danno
grave, a un'umiliazione pesantissima. Le Forche caudine in confronto sono state
una passeggiata sotto petali di fiori". è incredulo davanti alla
richiesta di un prestito ponte di 300 milioni di euro da parte di Air France:
"Chiedono anche i soldi per portare via il cadavere". Tra le altre
"imposizioni" la riduzione di Malpensa ad aeroporto point to point,
destinato al traffico business e a quello low cost. è la fine di Malpensa?
"Malpensa rinascerà e risorgerà perché il mercato è lì, al Nord, anche se
la presenza in Italia di un'entità ostile come Air France non sarà di aiuto. A
questo punto manca solo che chiedano di spargere il sale sull'aeroporto
lombardo. Ma mi sembra chiaro che il declassamento riguarda anche Fiumicino,
che pure rimane hub: con quarantaquattromila voli annui cancellati a Malpensa,
non potrà che subire gravi danni". Quali errori sono stati compiuti nella trattativa?
"Altro che trattativa, è uno scenario kafkiano, una capitolazione, una
Caporetto. Il governo non ha messo alcun paletto. Inoltre la cosiddetta
trattativa è stata condotta in maniera clandestina e ancora oggi si ragiona
solamente in base a fughe di notizie e non sui piani ufficiali. Anche i
sindacati hanno stigmatizzato tutto questo". Lei parla di umiliazione. Non
concorda con chi è soddisfatto di conservare il marchio e la livrea Alitalia
sugli aerei? "Mi sembra un'ulteriore presa in giro. Non è certo un
elemento determinante in questo momento. Anzi, tolgano pure il tricolore, così
almeno uno sa dove sale. I danni sono enormi per tutto il Paese. Le azioni
Alitalia sono già in picchiata, il concambio è ridicolo, le obbligazioni
precipitano; gli esuberi sono l'unica cosa che cresce visto che sono almeno
duemila. E i lavoratori di Az Service andrebbero assorbiti da Fintecna. Ma non
doveva essere una privatizzazione?". Air France ha chiesto garanzie contro
il ricorso della Sea. Come valuta questa mossa? "O è un'ulteriore
richiesta di fondi al governo o vuol dire che continua ad aggiungere richieste
perché ha cambiato idea sull'acquisto di Alitalia. Non credo che la Sea possa
ritirare il ricorso, dato che si ritiene gravemente danneggiata". Air
France ha chiesto che i sindacati e il futuro governo dicano la loro. Può
cambiare qualcosa? "I sindacati, convocati per domani, hanno già espresso
posizioni nette e forti. Ma il nuovo governo non sarà operativo prima del 10-12
maggio, ben quarantacinque giorni dopo il 31 marzo, la data in cui si compirà
la desertificazione totale di Malpensa. I voli saranno ridotti del 72 per
cento, con danni per tutto il Paese". Cosa chiede al governo e a Alitalia?
"A quanto pare, Alitalia andrà avanti ancora per un po' e quindi non è alla
vigilia del fallimento. Dovrebbe avere senso di responsabilità e bloccare le
operazioni di smantellamento. Dovrebbe smettere di andare via da
Malpensa". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123
Milano.
( da "Stampa, La" del 17-03-2008)
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Sotto la sede della
Banca San Paolo, l'università della Terza Età presenta uno spaccato della Valle
Soana. B BANCHETTE Domenica 16 alle 21,15, nella sala polifunzionale di via
Roma, il gruppo eporediese di Amnesty International, con la collaborazione di
Academia Cantus offre un concerto di musica sacra e profana, a ingresso libero,
per presentare la campagna "Mai più violenza sulle donne". Nel corso
della serata viene distribuito materiale informativo e si possono sottoscrivere
gli appelli di Amnesty International in difesa dei diritti delle donne in
Burundi. BARDONECCHIA Sabato 15, alle ore 18, appuntamento con la storia alla
biblioteca civica di viale Bramafam
( da "Opinione, L'" del 17-03-2008)
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Oggi è Lun, 17 Mar
2008 Edizione 53 del 15-03-2008 Politica estera D'Alema contro Antonio Martino
di Maria Fornaroli "Occorrerebbe ridurre drasticamente o cancellare la
nostra presenza militare in Libano, aumentare significativamente il numero dei
nostri uomini in Afghanistan e inviare istruttori militari in Iraq e in Kosovo.
Se fossi ministro della Difesa, è quello che farei". Così parlò Antonio
Martino in un'intervista rilasciata a Quotidiano Nazionale e pubblicata ieri.
Immediata la reazione del ministro D'Alema, a Bruxelles per il vertice dei capi
di Stato europei: "Sono affermazioni incomprensibili e drammatiche come
messaggio politico". Davvero incomprensibili? In Kosovo, proprio mentre il
ministro degli Esteri rimproverava Martino, scoppiava una protesta di serbi a
Mitrovitza. Le autorità kosovare hanno chiesto a Nato e Onu di
"ripristinare l'ordine". In Afghanistan, la Nato rischia di perdere
la guerra, perché un terzo delle forze (tra cui il contingente italiano) non è
impiegato nelle aree messe più a rischio dai Talebani. In Iraq le forze della
Coalizione stanno riprendendo il controllo del paese. La presenza italiana in
quel teatro d'operazioni era legittimata dall'Onu. In
Libano, invece, la nostra presenza è così utile? E soprattutto: utile a chi?
Oggi, dopo quasi due anni di missione internazionale, Hezbollah ha nuovamente
riempito i suoi arsenali con circa 30.000 razzi e si dice pronto a una nuova
guerra contro Israele.
( da "Opinione, L'" del 17-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Oggi è Lun, 17 Mar
2008 Edizione 53 del 15-03-2008 Come il vecchio regime iracheno foraggiava il
terrorismo Saddam e Al Qaeda i legami che c'erano di Stefano Magni Titolo
sparato dall'emittente americana Abc: "Rapporto del Pentagono: nessun
legame tra Saddam Hussein e Al Qaeda". La storia è sempre la stessa, come
per il rapporto "Nie" sul programma nucleare iraniano: si accusa il
presidente George W. Bush di inventarsi dei nemici per scatenare guerre. Il
legame tra Al Qaeda e Saddam Hussein era una delle ragioni principali
dell'intervento militare americano in Iraq nel 2003, dunque, se Bush ha
mentito, o si è sbagliato, se ne deduce che migliaia di militari americani e
decine di migliaia di cittadini iracheni stanno continuando a morire invano. E'
un tema fortissimo in una campagna elettorale in cui il candidato repubblicano
John McCain fonda gran parte del suo credito sulla promessa della vittoria
nella guerra mesopotamica. Ma il Pentagono arriva veramente a queste
conclusioni, dopo aver fatto esaminare 600.000 documenti ufficiali dell'ex
regime di Saddam? Scorrendo le 94 pagine del rapporto, a pagina 33 troviamo,
alla voce "Relazioni dello Stato con gruppi terroristici", che:
"L'Iraq è stato a lungo uno sponsor del terrorismo internazionale. L'esistenza
di un memorandum dell'IIS (servizio di sicurezza, ndr) a Saddam, scritto una
decina di anni prima dell'Operazione Iraqi Freedom, fornisce una documentazione
dettagliata di questo rapporto". Tra queste organizzazioni terroristiche
risultano anche gruppi legati ad Al Qaeda dalla fine degli anni '90: "I
documenti sequestrati rivelano che il regime aveva intenzione di cooptare o
sostenere organizzazioni che facevano parte di Al Qaeda, visto che gli
obiettivi di breve termine di tali organizzazioni erano coerenti con la visione
politica di lungo periodo di Saddam". Tra questi gruppi sono citati
l'Esercito di Maometto del Bahrein, che il servizio di intelligence iracheno
descrive come "sotto l'ala di Bin Laden" e la Jihad Islamica
egiziana, fondata dal braccio destro dello sceicco del terrore, Ayman Al
Zawahiri. Non c'è solo Al Qaeda nella lista degli alleati del regime di
Baghdad, ma anche il Fronte di Liberazione Palestinese di Abu Abbas (il
sequestratore dell'Achille Lauro), il cui ufficio era a Baghdad, oltre a Fatah,
Forza 17 e una pletora di piccole e grandi organizzazioni jihadiste in Palestina, Afghanistan, Pakistan, tutti giudicati in base al
loro livello di ostilità agli Stati Uniti, a Israele e all'Occidente. E non solo: mostrano anche programmi di Stato
per lo sviluppo di tecniche di guerriglia (autobombe, addestramento di
terroristi suicidi, mine sulle strade... tutto ciò che viene utilizzato in
questi anni contro le truppe della Coalizione), finanziamenti e invii di armi
ai gruppi di terroristi. Le conclusioni del rapporto sottolineano che:
"Mentre i documenti non rivelano alcuna coordinazione diretta tra Saddam e
il network di Al Qaeda, essi indicano che Saddam aveva intenzione di usare, anche
se in modo cauto, uomini affiliati ad Al Qaeda (...) Siccome il servizio di
sicurezza di Saddam e la rete di Osama bin Laden miravano agli stessi obiettivi
(almeno nel breve periodo), era inevitabile una notevole sovrapposizione tra i
due nel monitorare, contattare, finanziare e addestrare gli stessi gruppi
stranieri". Il che vuol dire che non c'era alcun trattato formale di
alleanza tra Saddam Hussein e Osama Bin Laden. Ma da qui ad affermare che
"non c'erano legami..." c'è una bella differenza.
( da "Avanti!" del 17-03-2008)
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"FANTASMI DEL
CILENTO", IL LIBRO DI NICO PIROZZI SULLA STORIA DI TRENTA EBREI UNGHERESI
Un'inedita storia della Shoah 17/03/2008 La storia della Shoah nel suo
complesso è ormai ampiamente conosciuta. Da "Se questo è un uomo" di
Primo Levi ai monumentali lavori di Leon Poliakov e Raul Hillberg, sino alla
recente "Storia della Shoah" apparsa in Italia per i tipi della Utet,
l'evento centrale del Novecento è stato studiato in tutti i suoi caratteri
peculiari, che lo rendono una combinazione unica di sterminio di massa
burocratico e tecnologico su scala industriale e barbarie primordiale. Ma se
dai grandi quadri generali il nostro sguardo si sposta tra le pieghe
dell'evento Shoah, allora possiamo vedere come ci sia ancora da fare un grande
lavoro di ricostruzione di singoli tasselli che attendono ancora oggi a oltre
sessant'anni dalla liberazione di Auschwitz (27 gennaio 1945) di essere
studiati e riconsegnati alla memoria collettiva per non dimenticare ciò che è
accaduto nel cuore della civile Europa. In questa prospettiva si muove lo
studio di Nico Pirozzi, "Fantasmi del Cilento. Da Altavilla Silentina a
Lenti un'inedita storia della Shoah ungherese" (Cento Autori, 158 pagine,
15 euro), giornalista professionista non nuovo ai temi della Shoah e della
persecuzione ebraica cui ha dedicato diversi articoli. Alla luce di una documentazione
per lungo tempo rimasta nell'oblio, proveniente dall'Archivio del Museo Yad
Vashem di Gerusalemme, integrata da documenti elaborati dalla Fondazione Beate
Klarsfeld nell'ambito del "Nevek project", l'autore ricostruisce la
storia di trenta ostjuden di Lenti - una cittadina del Transdanubio occidentale
ungherese - venuti in possesso di falsi certificati anagrafici attestanti la
nascita e la residenza nel Comune di Altavilla Silentina, nel cuore del
Cilento, a cinquanta chilometri da Salerno. Gli artefici di questo tentativo di
salvare delle vite umane dallo sterminio nazista ancora oggi non sono noti e
probabilmente sono destinati a rimanere misteriosi per sempre, così come è
difficile dire quali vite umane furono salvate grazie a questi falsi documenti.
Di sicuro, non evitarono la morte ai trenta ebrei ungheresi, di cui Pirozzi
ricostruisce il profilo biografico. Sullo sfondo della Shoah ungherese, uno dei
massacri più efferati della storia della Shoah con oltre mezzo milione di ebrei
magiari deportati nei campi di sterminio in Polonia, lo studioso, mosso da una
esigenza civile oltre che storiografica di riconsegnare alla memoria questa
pagina dimenticata, ricostruisce i vari tasselli di questo complesso enigma,
nel quale si intrecciano azioni individuali e scenari collettivi. Con uno stile
letterario a metà strada tra la rigorosa ricostruzione storico-documentaria e
il reportage giornalistico, Pirozzi prende in esame le tante tessere che
compongono la storia dei trenta ebrei ungheresi entrati in possesso in
circostanze misteriose di documenti anagrafici contraffatti da uno o più
protagonisti mossi dall'esigenza di sottrarre anche una sola vita all'orrore di
Auschwitz. Il ruolo del medico ungherese Desiderio Grunhut, internato nel campo
di concentramento di Campagna prima di arrivare ad Altavilla Silentina, il
massacro di Kamenec-Podol'skij, dove l'11 settembre 1941 i nazisti
dell'Einsatzgruppe D e i collaborazionisti della polizia ucraina fucilarono più
di ventitremila ebrei nel quadro dell'invasione dell'Unione Sovietica. E,
inoltre, il ruolo dell'avellinese Giovanni Palatucci, il questore di Fiume
morto a Dachau nel 1945, definito "lo Schindler italiano" per aver
salvato circa cinquemila ebrei dai campi di sterminio e
inserito in Israele nell'elenco dei "Giusti delle Nazioni", e di suo zio
Giuseppe Maria Palatucci, vescovo della Diocesi di Campagna, dove sorgeva uno
dei principali campi di concentramento del regime fascista. Il quadro delineato
dall'autore di "Fantasmi del Cilento" assume i connotati di una
"spy story", che suscita più interrogativi di quanti non ne sciolga.
D'altra parte il mestiere dello storico è soprattutto inerente al porre
domande, più che al fornire risposte. E qui le domande sono tante ma, dietro la
trama fitta degli interrogativi, emerge un lodevole sforzo di storicizzazione
ed è per tali motivi che siamo d'accordo con Roberto Olla quando dice, nella
sua prefazione al libro, che "Nico Pirozzi ha scritto una pagina che ci
mancava ma per questo non avrà nessuna ricompensa. A discrezione, però, noi
lettori abbiamo il diritto di offrirgli la nostra gratitudine per aver
strappato la memoria di un pugno di uomini e donne dalla condizione di non
persone'". Una vicenda, quella dei trenta "Fantasmi del
Cilento", che il prossimo 23 aprile sarà ricordata anche dalla più
prestigiosa delle istituzioni culturali ungheresi in Italia: l'istituto storico
"Fraknói" di Roma. All'evento, in programma alle ore 19, presso la
sala conferenze dell'Accademia d'Ungheria (via Giulia, 1), interverranno, oltre
all'autore del volume, il direttore del costituendo Museo della Shoah di Roma,
Marcello Pezzetti; la scrittrice ungherese, sopravvissuta ad Auschwitz, Edith
Bruck; la direttrice scientifica dell'Accademia d'Ungheria, Éva Vigh; Ilona
Fried, docente di Italianistica all'Università di Budapest, e il sindaco di
Altavilla Silentina, Antonio Di Feo. A moderare gli interventi sarà, invece, il
giornalista e scrittore, Tony Capuozzo.