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top ARTICOLI DEL 12 e 13 febbraio
2008 #TOP
Ancora
fuori un Orlando: esce Giuseppe ( da "Quotidiano.net"
del 12-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract:
Fiera del
libro di Torino dedicata a Israele, sei d'accordo?Calcio, è vero che una
partita su due è falsata?Vota il gol più bello della 21esima giornata LA FOTO
DEL GIORNO La più bella degli Usa E' una studentessa di musica diciannovenne
'Miss America' 2008. Bionda, bellezza tutta stelle e strisce, Kirsten Haglund
sogna il palcoscenico di Broadway.
L'EQUIVOCO
DI SODOMA ( da "Stampa, La"
del 12-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract:
gli ebrei
chiamano se stessi "figli di Israele", in una ininterrotta catena di
generazioni. L'ebraismo non condanna l'amore fisico, non lo considera una colpa
- frutto dell'amaro boccone di Eva e Adamo - bensì una benedizione: l'eros, e
con esso l'armonia della coppia, è il meccanismo che consente la sopravvivenza
fisica e storica.
Contestatori
al tè della pace ( da "Stampa, La"
del 12-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract:
Fiera una
lista di scrittori arabi di cittadinanza israeliana da invitare: "Gli
arabi sono il 30% della popolazione di Israele, e non invitando i nostri
scrittori si discrimina un terzo degli autori israeliani". Ha chiesto il
confronto anche Fouad Shibly, presidente dell'Unione Araba, perchè
"invitare proprio ora solo Israele è inopportuno". Tra i musulmani
erano in prima fila il Co.
Il
tè arabo della pace non cancella la polemica
( da "Stampa,
La" del 12-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract:
Un gesto di
pace nella bufera sulla decisione della Fiera del Libro di invitare Israele. La
distensione era l'intento di Younis Tawfik che ha riunito con l'associazione
palestinese Bayader e l'Unione Araba tutti gli attori della querelle al Centro
Dar al Hikma: i vertici della Fiera, gli assessori alla Cultura Oliva e Alfieri
e le varie anime del mondo arabo.
Lezione
di legalità con Caselli "Giovani, diventate protagonisti"
( da "Stampa,
La" del 12-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract:
in America la
Giustizia ha messo sotto accusa Clinton, in Francia Chirac, in Israele Sharon e
il Presidente. Nessuno di loro ha mai detto che i giudici facevano politica. Da
noi è diverso. Ma io ribadisco il primato della politica e invito voi giovani a
fare politica, a non delegare agli altri. Incazzarsi dopo non serve".
"Subito
le grandi opere per riavviare il Paese"
( da "Stampa,
La" del 12-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract:
Quattro mutue
pubbliche in concorrenza fra loro come in Israele. Così ognuno va nell'ospedale
che crede e poi vediamo se la qualità non migliora". Le idee non mancano.
Resta solo da fare i conti con l'oste: Brunetta ipotizza una "manovra
shock a giugno per raggiungere entro il 2010 il pareggio di bilancio e un
debito al di sotto del 100% del Pil".
<Sono
felice, mio figlio andrà al martirio>
( da "Giornale.it,
Il" del 12-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract:
attacco
israeliano a un gruppo armato di kassam. L'importanza data al video nelle
notizie, il contenuto di quello che dice la madre, segnalano il ritorno della
cultura del terrorismo suicida, quello della seconda Intifada. La madre,
dunque, dopo aver annunciato di "non essere mai stata così felice",
prosegue nella descrizione del suo amore materno spiegando:
Quelle
notizie da prendere per i capelli
( da "Giornale.it,
Il" del 12-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract:
Bastano
insomma 14 antagonisti filo palestinesi che minacciano chissà cosa contro la
scelta di Israele come Paese ospite alla Fiera del Libro di Torino per
scatenare la bufera. Bastano proclami di boicottaggio per montare paginate
intere di polemiche. "Pochi, prepotenti ma abili con i media" dice
Battista. Allora perché il Corriere della Sera non relega queste notizie in un
trafiletto?
Cos'è
l'infamia della proscrizione - adriano sofri
( da "Repubblica,
La" del 12-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract:
editrice
Israel di Firenze nel 1925. Samuele, che aveva allora 26 anni, ed è morto nel
1985, fu il padre di Carlo. La svista sarebbe madornale ma mediocre, se in
mezzo non ci fosse un abisso. Già nel 1930 il corifeo del razzismo antisemita
italiano, Giovanni Preziosi, ripubblicò l'elenco dei cognomi ebraici
("1650 corrispondenti a 9800 famiglie"
Ai
filosiriani dico, se volete la guerra i libanesi sono pronti
( da "Unita,
L'" del 12-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract:
"Noi non
ne possiamo più di una guerra aperta con Israele, combattuta con dei pretesti
fallaci al servizio del regime siriano e dell'impero persiano. Dietro falsi
slogan patriottici e filo-palestinesi, costoro mascherano il loro essere
strumenti al servizio di persone vili, come Bashar el-Assad e la sua cricca.
Quella
lunga storia del complotto ebraico - adriano prosperi
( da "Repubblica,
La" del 12-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract:
urlante delle
manifestazioni di piazza che confonde gli ebrei con lo Stato d'Israele e lo
Stato di Israele coi suoi governi. La tragedia si ripete come farsa, ancora una
volta. Ricordare le tragedie potrà evitare che la farsa si rovesci di nuovo in
tragedia? proviamo. Una lobby influente, un partito di intellettuali, un nemico
nascosto: non sono la stessa cosa ma possono allearsi,
Al
via la mostra personale di Menashe Kadishman
( da "Voce
d'Italia, La" del 12-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract:
figure
artistiche più importanti di Israele, in grado di fare, con la sua esperienza
artistica, da trait d'union tra la tradizione dell'arte locale del '900 e gli
esponenti della nuova generazione. Le sue opere, realizzate con materiali
semplici, come il legno o il ferro oltre che, ovviamente, la tela, hanno girato
il mondo e sono conservate in importanti musei e collezioni private.
Hamas
in cantina per sfuggire ai raid ( da "Manifesto, Il"
del 12-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract:
da quando
Israele ha intensificato i suoi raid militari ed è ripreso a pieno ritmo il
lancio dei razzi artigianali da Gaza. Ma ora per i leader di Hamas è allarme
rosso. La minaccia di ucciderli lanciata da Israele non è mai stata così
concreta come in questo momento e il premier del movimento islamico, Ismail
Haniyeh,
162
( da "Messaggero,
Il" del 12-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract:
I DOCENTI 162
Sono i professori universitari ebrei e non ebrei inseriti nella lista sul sito
del "Cannocchiale" ed accusati di "fare lobby" e di
difendere gli interessi di Israele. Insegnano prevalentemente alla Sapienza, ma
ve ne sono anche di altre università italiane.
A
Torino ( da "Corriere della Sera"
del 12-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract:
Corriere
della Sera - NAZIONALE - sezione: Cronache - data: 2008-02-12 num: - pag: 25
categoria: BREVI A Torino Le scritte contro Israele Il 9 febbraio, sui muri del
Lingotto di Torino, dove in maggio ci sarà la Fiera del Libro, compaiono
scritte anti-Israele, Paese ospite.
Carnet
( da "Corriere
della Sera" del 12-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract:
Ermanno
Tedeschi Gallery di Roma inaugura la mostra personale dell'artista israeliano
Menashe Kadishman, a cura di Arturo Schwarz. L'evento prevede una grande
installazione site specific di oltre 150 tele. Fino al 3 aprile. Ermanno
Tedeschi Gallery, via del Portico d'Ottavia 7, alle 18.30. Parlare d'arte Per
il ciclo di incontri "Parlare d'arte", appuntamento con Marianne
Alphant.
Striscia
guerra totale, omicidi mirati o accordo su Rafah?
( da "Riformista,
Il" del 12-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract:
Israele
ancora non ha risolto l'enigma di Gaza Gerusalemme. Non c'è una sola Israele,
quella di Tel Aviv, considerata edonistica, ma esiste anche la periferia
meridionale del paese, quella più a ridosso di Gaza. Dove i Qassam, nelle
ultime settimane, sono arrivati in numero maggiore, in parallelo con
l'intensificazione dei raid su Gaza da parte dell'
Accoltellato
a 16 anni da un rivale in amore ( da "Quotidiano.net"
del 12-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract:
Fiera del
libro di Torino dedicata a Israele, sei d'accordo?Calcio, è vero che una
partita su due è falsata?Vota il gol più bello della 21esima giornata LA FOTO
DEL GIORNO Nuovo romanticismo La dichiarazione d'amore più bella? Tre donne su
cinque non hanno dubbi: l'hanno ricevuta in macchina.
"Cara
Svizzera, a Napoli muoio Devi concedermi l'asilo politico"
( da "Quotidiano.net"
del 12-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract:
Fiera del
libro di Torino dedicata a Israele, sei d'accordo?Calcio, è vero che una
partita su due è falsata?Vota il gol più bello della 21esima giornata LA FOTO
DEL GIORNO Gerusalemme sotto la neve La prima vera nevicata dell'anno ha colto
impreparata Gerusalemme. La città, svegliatasi sotto a una fitta coltre bianca,
è rimasta paralizzata: chiuse le scuole,
Agguato
nel palermitano: due morti e un ferito
( da "Quotidiano.net"
del 12-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract:
Fiera del
libro di Torino dedicata a Israele, sei d'accordo?Calcio, è vero che una
partita su due è falsata?Vota il gol più bello della 21esima giornata LA FOTO
DEL GIORNO Nuovo romanticismo La dichiarazione d'amore più bella? Tre donne su
cinque non hanno dubbi: l'hanno ricevuta in macchina.
L'allarme
di Olmert: "In segreto l'Iran lavora alla bomba atomica"
( da "Quotidiano.net"
del 12-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract:
israeliano a
Berlino: "A nostro giudizio gli iraniani stanno continuando a portare
avanti i piani per dotarsi di armi non convenzionali, nulla che abbiamo visto
finora ci ha fatto cambiare idea su questo punto" Segnala ad un amico Tuo
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anche al tuo indirizzo di posta Riscrivi il codice che compare qui sopra:
L'equipaggio
ispeziona lo scudo dell'Atlantis ( da "Quotidiano.net"
del 12-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract:
Torino
dedicata a Israele, sei d'accordo?Calcio, è vero che una partita su due è
falsata?Vota il gol più bello della 21esima giornata LA FOTO DEL GIORNO GITA
SCOLASTICA Addio Colosseo e Torre Eiffel: una delle nuove mete più ambite per i
giovani turisti giapponesi è il mega campus di Google a Mountain View, in
California RICERCA ANNUNCI pubblicità contattaci guadagna con Quotidiano.
"Solo
la meritocrazia fermerà la diaspora dei cervelli"
( da "Quotidiano.net"
del 12-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract:
Fiera del
libro di Torino dedicata a Israele, sei d'accordo?Calcio, è vero che una
partita su due è falsata?Vota il gol più bello della 21esima giornata LA FOTO
DEL GIORNO Nuovo romanticismo La dichiarazione d'amore più bella? Tre donne su
cinque non hanno dubbi: l'hanno ricevuta in macchina.
"Ma
quella lì, che ci fa qui alla festa?" Scoppia la rissa tra Lindsay e Paris
( da "Quotidiano.net"
del 12-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract:
Fiera del
libro di Torino dedicata a Israele, sei d'accordo?Calcio, è vero che una
partita su due è falsata?Vota il gol più bello della 21esima giornata LA FOTO
DEL GIORNO Eva si da allo sport Servizio fotografico di Eva Longoria che posa
per una campagnia pubblicitaria per Bebe Sport.
Studenti
criticano duramente il Governo ( da "Quotidiano.net"
del 12-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract:
libro di
Torino dedicata a Israele, sei d'accordo?Calcio, è vero che una partita su due
è falsata?Vota il gol più bello della 21esima giornata LA FOTO DEL GIORNO
FIACCOLE E SCI Record sulle piste innevate di La Masella, vicino a Barcellona:
2000 sciatori in contemporanea per la più grande sciata collettiva in notturna
RICERCA ANNUNCI pubblicità contattaci guadagna con Quotidiano.
L'allarme
di Olmert: "In segreto l'Iran lavora alla bomba atomica"
( da "Quotidiano.net"
del 12-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract:
israeliano a
Berlino: "A nostro giudizio gli iraniani stanno continuando a portare
avanti i piani per dotarsi di armi non convenzionali, nulla che abbiamo visto
finora ci ha fatto cambiare idea su questo punto" Segnala ad un amico Tuo
nome: Tua email: Nome amico: Email amico: Testo dell'email: Invia una copia
anche al tuo indirizzo di posta Riscrivi il codice che compare qui sopra:
"Spielberg
non girerà Harry Potter 7" ( da "Quotidiano.net"
del 12-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract:
Fiera del
libro di Torino dedicata a Israele, sei d'accordo?Calcio, è vero che una
partita su due è falsata?Vota il gol più bello della 21esima giornata LA FOTO
DEL GIORNO La più bella degli Usa E' una studentessa di musica diciannovenne
'Miss America' 2008. Bionda, bellezza tutta stelle e strisce, Kirsten Haglund
sogna il palcoscenico di Broadway.
Questo
è puro razzismo ( da "Opinione, L'"
del 12-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract:
Il popolo di
Israele è piccolo e debole come un verme, ma verrà risollevato dal Signore. Si
noti bene: non da se stesso, non da conquiste o ricchezze, ma da Dio. Se si
potesse tradurre in termini laici si potrebbe dire che Israele -che rappresenta
la condizione dell'umanità tutta, e non solo un popolo- può essere sollevato
dalla sua debolezza e piccolezza simboleggiata dal lemma |
"Resistere"
alla pace ( da "Opinione, L'"
del 12-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract:
operazioni di
resistenza" contro Israele e il governo libanese. Il Middle East Media
Research Institute ha tradotto una serie di articoli, scritti tra la fine di
gennaio e l'inizio di febbraio, tratti dal quotidiano di regime
"Tashreen" e dal sito Syria-news.com, in cui si esalta la
destabilizzazione e si denunciano complotti.
Alzarsi
una mattina ( da "Opinione, L'"
del 12-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract:
né a incontri
né a conferenze e quelli inglesi non accettano più inviti in Israele. Motivo?
Disaccordo con la politica del governo israeliano. Nel frattempo in Israele
sono cambiati almeno tre governi, mentre il disaccordo no, quello non cambia.
Nel passato i docenti comunisti che arrivavano dalle università dell'ex Unione
Sovietica, erano invitati e ben accetti in Gran Bretagna,
Lettera
aperta di Di Pietro ai suoi: "L'intesa col Pd è sempre più labile"
( da "Quotidiano.net"
del 12-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract:
Fiera del
libro di Torino dedicata a Israele, sei d'accordo?Calcio, è vero che una
partita su due è falsata?Vota il gol più bello della 21esima giornata LA FOTO
DEL GIORNO "Troppi spot in tv" La Ue ci bacchetta Il commissario Ue
ai Media Viviane Reding: "La durata delle pubblicità di 12 minuti l'ora
non viene rispettata, le televendite non sono incluse in questi 12 minuti e l'
Intrevista
a David Meghnagi / Antisemitismo di destra e di sinistra
( da "Opinione,
L'" del 12-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract:
materiale per
la mia conferenza stampa dello scorso giovedì per denunciare un nuovo odioso
boicottaggio anti ebraico e anti israeliano, quello della Fiera del libro di
Torino. Imbattutomi in quella lista piena di errori, in realtà non sono affatto
la maggior parte i profesori di religione ebraica tra quei 162 nomi, ho deciso
di darne subito una pubblica testimonianza di riprovazione.
ALDOPARLANTE
( da "Avanti!"
del 12-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract:
Israele e nel
2009 un Paese arabo. La decisione del comitato organizzativo non è stata
condivisa da varie associazioni di scrittori della Giordania, della Tunisia e
dell'Egitto che hanno invitato al boicottaggio della manifestazione. Una
formazione politica di estrema sinistra (il Pdci) e altre frange estremiste
sono intervenute con invettive offensive e violente contro Israele
Intervista
a Michael Sfaradi / "Il sorriso della morte"
( da "Opinione,
L'" del 12-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract:
Perché
Israele innanzitutto è una nazione, dove "Il sorriso della morte" ha
volto il suo sguardo sin troppe volte. Tra suspance e colpi di scena il libro
dell'autore romano, cittadino di Israele, ci regala quello che vuole essere
"solo un romanzo" ma che diventa importante testimonianza di un
popolo al quale tutt'oggi viene negato il diritto di esistere.
Forniva
kamikaze disabili ad Al Qaeda Arrestato il direttore dell'ospedale
( da "Quotidiano.net"
del 12-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract:
Fiera del
libro di Torino dedicata a Israele, sei d'accordo?Calcio, è vero che una
partita su due è falsata? LA FOTO DEL GIORNO Gerusalemme sotto la neve La prima
vera nevicata dell'anno ha colto impreparata Gerusalemme. La città, svegliatasi
sotto a una fitta coltre bianca, è rimasta paralizzata: chiuse le scuole,
cancellate le lezioni universitarie,
Ancora
fuori un Orlando: stavolta esce Giuseppe
( da "Quotidiano.net"
del 12-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract:
Fiera del
libro di Torino dedicata a Israele, sei d'accordo?Calcio, è vero che una
partita su due è falsata? LA FOTO DEL GIORNO La più bella degli Usa E' una
studentessa di musica diciannovenne 'Miss America' 2008. Bionda, bellezza tutta
stelle e strisce, Kirsten Haglund sogna il palcoscenico di Broadway.
Fuori
in azzurro, in campo a Catania I siciliani fanno ricorso per Materazzi
( da "Quotidiano.net"
del 12-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract:
Fiera del
libro di Torino dedicata a Israele, sei d'accordo?Calcio, è vero che una
partita su due è falsata? LA FOTO DEL GIORNO Gerusalemme sotto la neve La prima
vera nevicata dell'anno ha colto impreparata Gerusalemme. La città, svegliatasi
sotto a una fitta coltre bianca, è rimasta paralizzata: chiuse le scuole,
cancellate le lezioni universitarie,
Hamas
invita per un'amichevole la nazionale di calcio egiziana
( da "Quotidiano.net"
del 12-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract:
imposto da
Israele sulla striscia di Gaza. La tv al Arabiya, rivela che Haniyeh,
nonostante tutte le precauzioni per la sua sicurezza dovute alla minacce
israeliane di ucciderlo, "ha voluto vedere la finale in una casa",
mandando subito dopo la partita un telegramma di felicitazioni al presidente
egiziano Hosni Mubarak.
Scoppia
l'intifada dei numeri Hamas gonfia i dati demografici
( da "Resto
del Carlino, Il (Nazionale)" del
13-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract:
L'interesse
di separare paradossalmente è più di Israele che non dei palestinesi. Lo dicono
le cifre". Quali? "Il tasso di accrescimento della popolazione in
Israele e dell'1,5 o 1,6 per cento. Gli arabi israeliani aumentano del 2,8. Nei
territori occupati o ex occupati il tasso è lievemente inferiore.
"così
ho risolto il caso israele mi ha ispirato papa ratzinger" - paolo griseri
( da "Repubblica,
La" del 13-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract:
Così ho risolto
il caso Israele mi ha ispirato papa Ratzinger" Picchioni: abbiamo
dimostrato che qui vince il dialogo Nessuna mediazione Invitare i palestinesi è
una decisione che avevamo già preso tempo fa, non è certo un cedimento di
fronte alle polemiche PAOLO GRISERI Ha messo d'accordo quasi tutti i
contestatori della Fiera e,
Contro
l'antisemitismo la scelta di Napolitano: sarà alla Fiera del Libro di Torino
Forte segnale di pacificazione del presidente dopo le polemiche su Israele.
Black list: il blogg ( da "Unita, L'"
del 13-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract:
Torino Forte
segnale di pacificazione del presidente dopo le polemiche su Israele. Black
list: il blogger è un paladino dei negazionisti, indagato per discriminazione
di razza / Roma COMUNITÀ ebraiche ma anche istituzioni chiedevano un segnale
pacificatore e un intervento forte che mettesse fine alle polemiche per
l'invito di Israele co- me paese ospite alla Fiera del Libro di Torino.
Su
Radio Maryja va in onda messa anti-ebrei
( da "Unita,
L'" del 13-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract:
Il quotidiano
israeliano ha riferito che quando il filosofo Bogoslaw Wolniewicz ha gridato
"gli ebrei ci stanno attaccando! Dobbiamo difenderci", uno scroscio
di applausi ha accolto le sue parole. Dopo canti e preghiere, il 91enne vescovo
di Cracovia, Albin Malysiak, ha iniziato il suo sermone.
Amos
oz: "serve coraggio ora israele tratti con hamas"
( da "Repubblica,
La" del 13-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract:
Lo scrittore
israeliano boccia l'ipotesi di intervento militare a Gaza: "Sarebbe
inutile" Amos Oz: "Serve coraggio ora Israele tratti con Hamas"
Tutti sanno, chilometro più, chilometro meno, quale sarà la mappa definitiva
dell'accordo con i palestinesi Oggi centro e destra si spostano verso sinistra
Olmert e la Livni parlano come venti anni fa parlavano i pacifisti GERUSALEMME
-
Attacco
ad internet ( da "Voce d'Italia, La"
del 13-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract:
concesso ad
Israele nella Fiera del Libro di Torino. Non è affatto vero che internet sia
preda di gruppi antisemiti. E' vero che la causa dei palestinesi in internet ha
un maggiore spazio ed un maggiore rispetto che dalla carta stampata usa a
commentare gli omicidi dei palestinesi con delle frasette stereotipate: "cinque
miliziani sono stati uccisi mentre preparavano un attentato"
BRUXELLES
- Non si può non osservare come la mancanza di una ferma e corale reazione del
( da "Messaggero,
Il" del 13-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract:
Il tentativo
di boicottaggio di Israele alla Fiera del Libro di Torino e la black list,
aggiunge Frattini, "sono due episodi che non rappresentano purtroppo
soltanto un impazzimento improvviso dell'Italia civile . Tanto che il grido
d'allarme lanciato a Parigi da Moshe Kantor, Presidente del Congresso Europeo
Ebraico, ed il suo aver evocato "una seconda Notte dei Cristalli,
Richard
Avedon, glamour e pietas ( da "Corriere della Sera"
del 13-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract:
il padre
Jacob Israel era proprietario di un lussuoso negozio di abbigliamento nel cuore
della Quinta Strada, concorrente del padre di Diane Arbus, altro mito della
fotografia americana. La fotografia lo rapisce durante il servizio militare,
che presta dal 1942 al 1944 presso la Marina Mercantile americana proprio nel
dipartimento di fotografia.
<Salviamo
la Casa Rossa, luogo della memoria>
( da "Corriere
della Sera" del 13-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract:
Si trovavano
in Italia in attesa di emigrare in Palestina o negli Usa. Restarono
intrappolati e considerati nemici. Dovevano essere "tolti dalla
circolazione e avviati in appositi campi di concentramento ". Uno è la
Casa Rossa, un'imponente masseria, ex scuola agraria, in posizione collinare
suggestiva a
Se
paragonare Israele al nazismo non è reato
( da "Corriere
della Sera" del 13-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract:
Israele al
nazismo non è reato T empi duri per Israele e per gli ebrei in Italia. Dopo
l'annullamento della visita dell'imam della Grande Moschea di Roma alla
Sinagoga, l'annuncio del boicottaggio degli scrittori arabi alla Fiera del
Libro di Torino che ha designato Israele come ospite d'onore, la pubblicazione
di una lista di proscrizione di docenti universitari ebrei e simpatizzanti
La
trappola dell'invasione di Gaza ( da "Corriere della Sera"
del 13-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract:
Israele non
deve cadere nella trappola che gli ha teso Hamas e marciare su Gaza. Il numero
delle vittime di un'invasione come questa sarebbe infatti molto più alto di
quello delle persone colpite dai razzi Kassam negli ultimi sette anni. Per
cinque di questi ultimi sette anni Israele ha avuto il controllo dell'intera
striscia di Gaza eppure centinaia di razzi Kassam sono stati lanciati
È
davvero ( da "Corriere della Sera"
del 13-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract:
da nemmeno un
anno nono presidente dello Stato d'Israele, attraverso una
"biografia", ben documentata quanto avvincente, capace di restituirci
l'itinerario - talora non privo di contraddizioni - di un leader, spesso
definito "il perdente" e invece destinato per molta parte a
identificarsi con questi primi sessant'anni della tormentata vicenda
israeliana.
GERUSALEMME
Israele è certo che l'Iran stia attuando un
( da "Tempo,
Il" del 13-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract:
Stampa
GERUSALEMME Israele è certo che l'Iran stia attuando un ... GERUSALEMME Israele
è certo che l'Iran stia attuando un intenso programma per arrivare al possesso
di armi non convenzionali e lo Stato ebraico, che spera in efficaci sanzioni
internazionali, non esclude alcuna opzione per sventare quella che considera
una minaccia alla sua esistenza.
Israele
e Palestina, donne di pace e Vuoti di memoria
( da "Unione
Sarda, L' (Nazionale)" del
13-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract:
Cultura
Pagina 315 Incontri Da stasera a sabato Israele e Palestina, donne di pace e
Vuoti di memoria Incontri. Da stasera a sabato --> "Semi di pace:
israeliani e palestinesi insieme per il dialogo" è il tema dell'iniziativa
che si terrà a Cagliari domani alle 16,30, nell'Aula degli Specchi del Corpo
aggiunto delle Facoltà Umanistiche in via Is Mirrionis 1,
I
posti di blocco in Cisgiordania tormentano la popolazione e alimentano il
terrorismo ( da "Manifesto, Il"
del 13-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract:
intelligence
militare di Israele, convinti che la rimozione dei "check point" che
tormentano l'esistenza dei palestinesi aiuterebbe la soluzione del conflitto,
oltre ad eliminare una delle fonti principali di violazione dei diritti umani.
Gli ufficiali riservisti non sono dei pacifisti e non chiedono l'abbattimento
del muro in Cisgiordania.
Olmert
a Berlino mostra i muscoli: contro l'Iran valide tutte le opzioni
( da "Manifesto,
Il" del 13-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract:
Nei colloqui
con la Merkel è stata inoltre discussa anche la fornitura a Israele di altri
sommergibili convenzionali costruiti in Germania, della classe Dolphin, in
grado di lanciare missili a testate nucleari. Nel 2006 Israele ha chiesto inoltre
due sottomarini Dolphin potenziati, U212, capaci di operare a grandi distanza e
di rimanere per settimane sotto la superficie del mare e,
Gaza,
Merkel: "Qassam causa della sofferenza palestinese"
( da "Voce
d'Italia, La" del 13-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract:
Il comunicato
congiunto con il premier israeliano Olmert Gerusalemme, 13 feb.- Il cancelliere
tedesco Angela Merkel, impegnato in una visita nello stato d'Israele, ha
sostenuto ieri in un comunicato congiunto con il premier israeliano Ehud
Olmert, che il primo passo per far cessare le sofferenze del popolo palestinese
è quello di “
Olmert
a Merkel "L'Iran prepara l'arma atomica"
( da "Stampa,
La" del 13-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract:
La Germania è
un Paese che Israele ricorda con rabbia e quello del premier israeliano è anche
un viaggio nella memoria, il peso del passato, l'amicizia presente, l'incognita
del futuro. Il Cancelliere Angela Merkel si dice sensibile alle difficoltà
israeliane. "Nessuna persona ragionevole resterebbe indifferente al
bisogno di uno Stato di difendere i propri cittadini"
Attentato
in Siria, ucciso il numero due di Hezbollah
( da "Giornale.it,
Il" del 13-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract:
Israele non
ha commentato la notizia. "Non rilasciamo dichiarazioni sulla
questione", ha detto Mark Regev, portavoce del primo ministro israeliano
Ehud Olmert. Rapimenti e omicidi La Jihad Islamica, gruppo filo-iraniano
ritenuto legato a Hezbollah, rapì diversi ostaggi occidentali - inclusi
americani - a Beirut a metà degli anni Ottanta.
Amos
Gitai e l'utopia di una storia diversa
( da "Manifesto,
Il" del 13-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract:
su cui
Israele ha fondato una parte importante della sua "mitologia".
Alcuni, però, come l'anziana Rivka del film, sono rimasti in Europa nonostante
tutto Cristina Piccino Berlino C'è qualcosa di sospeso e di attraente in
quell'appartamento nel cuore di Parigi, il Marais, stipato di oggetti
magnifici, scovati con passione ostinata,
In
Israele un giudice dice sì alle adozioni gay. E spacca il governo Olmert
( da "Manifesto,
Il" del 13-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract:
Già nel
febbraio 2006 Israele aveva riconosciuto lo status di genitori legittimi a una
coppia di donne, una delle quali era la madre naturale dei bambini che la
coppia allevava. Dal dicembre 2004 inoltre Israele riconosce di fatto la
validità dei matrimoni omosessuali per quanto riguarda tutte le questioni di
proprietà ed eredità.
Hezbollah,
leader ucciso a Damasco ( da "Voce d'Italia, La"
del 13-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract:
Hezbollah ha
incolpato Israele di essere il diretto responsabile dall'attacco e
dell'uccisione di Mugniyeh, accusato in passato di aver compiuto diverse azioni
terroristiche imputate al movimento di Hasan Nasrallah . L'esplosione, avvenuta
in un quartiere residenziale di Damasco, ha causato anche due feriti.
Ancora
scritte sui muri ( da "Opinione, L'"
del 13-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract:
No olocausto
palestinese" e "Israele 60 anni di genocidio palestinese",
scritte che sono un'offesa alla memoria della Shoà e ai suoi sopravvissuti ed
anche una negazione della verità. Né il governo dello stato d'Israele, né il
popolo ebraico, hanno mai montato o fatto montare camere a gas in Cisgiordania
o nella striscia di Gaza,
Ucciso
numero 2 di Hezbollah ( da "Giornale.it, Il"
del 13-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract:
Israele non
ha commentato la notizia. "Non rilasciamo dichiarazioni sulla
questione", ha detto Mark Regev, portavoce del primo ministro israeliano
Ehud Olmert. Rapimenti e omicidi La Jihad Islamica, gruppo filo-iraniano
ritenuto legato a Hezbollah, rapì diversi ostaggi occidentali - inclusi
americani - a Beirut a metà degli anni Ottanta.
Duro
messaggio di tel aviv nessuna opzione esclusa, neppure quella militare incontro
con la merkel ( da "Mattino, Il (Nazionale)"
del 13-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract:
appello a una
tregua di lunga durata con Israele. In un articolo sul quotidiano israeliano
Haaretz, egli sostiene che il rigido isolamento internazionale della Striscia
di Gaza e gli incessanti raid militari israeliani non lasciano ai palestinesi
altra opzione se non quella della lotta armata: il governo israeliano
"continua a respingere i nostri appelli a un cessate il fuoco"
GIORGIO
RACCAH GERUSALEMME. ISRAELE è CERTO CHE L'IRAN STIA ATTUANDO UN INTENSO
PROGRAMMA PE ( da "Mattino, Il (Nazionale)"
del 13-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract:
Israele
sostiene invece che questo è stato ripreso da tempo e con intensità e smentisce
il lavoro dei servizi segreti americani. Olmert ha detto che Israele non
esclude alcuna opzione, quindi nemmeno quella militare, per impedire all'Iran
il possesso di armi nucleari, soprattutto dopo che il presidente iraniano
Mahmud Ahmadinejad ha ripetutamente detto di volere la distruzione dello
( da "Quotidiano.net" del 12-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
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telespettatori, attraverso il televoto, hanno deciso di salvare Alice, Andrea,
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RoverellaI dipinti rubati a ZurigoTrekking sulla neve Enzo Bucchioni commenta
il caso FarinaIl punto di Francesco Ghidetti sulla situazione politicaBologna:
per la serie A servono sempre 2 punte (commento di Giuseppe Tassi)11 settembre
( da "Stampa, La" del 12-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Elena Loewenthal
L'EQUIVOCO DI SODOMA Nella bibbia ebraica non si trova un'esplicita condanna
della omosessualità. La parola sodomia deriva infatti da un equivoco di fondo:
la colpa degli abitanti di questa città di sale, infatti, fu quella di ignorare
il dovere di ospitalità - principio questo fondamentale nelle società che
abitano l'aspro deserto. Nulla, che abbia a che vedere con la sfera sessuale.
La Torah proibisce di giacere con un uomo così come si giace con una donna. È
sulla base di questo dettato, oltre che su un principio più generale di
rispetto dell'ordine costituito originariamente da Dio - egli mise in terra un
uomo e una donna, perché si conoscessero a vicenda - che la tradizione ebraica
successiva interpreta la famiglia. Secondo il pensare comune di maestre e
rabbini, l'omosessualità non rientra nel contesto ammissibile di quello che è
stato per secoli e millenni l'unico ordine sociale del popolo ebraico: padre,
madre e figli. Tanto che, quasi da sempre, gli ebrei
chiamano se stessi "figli di Israele", in una ininterrotta catena di generazioni. L'ebraismo non
condanna l'amore fisico, non lo considera una colpa - frutto dell'amaro boccone
di Eva e Adamo - bensì una benedizione: l'eros, e con esso l'armonia della
coppia, è il meccanismo che consente la sopravvivenza fisica e storica.
Proprio in nome di quel "crescete e moltiplicatevi" che è più volte
ripetuto nel testo sacro, l'ebraismo ha una posizione molto aperta nei
confronti della fecondazione artificiale e di tutto ciò che aiuta la funzione
"creativa" della famiglia. Il fatto che Israele
approvi oggi in questo merito una legislazione fortemente innovativa, che
consente l'adozione di bambini a coppie omosessuali, riconduce per un verso, e
paradossalmente, a questo senso sacrale della famiglia, all'importanza che
questa istituzione riveste da sempre nella storia del popolo ebraico. D'altro
canto, questa normativa rivela, a dispetto di certe dita puntate, quanto poco
teocratico sia Israele oggi, capace com'è di elaborare
un'idea di famiglia così laica e capiente. Un'idea che è certamente una svolta
rispetto alla tradizione religiosa e che pone questo antico-nuovo paese
all'avanguardia.
( da "Stampa, La" del 12-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Doveva essere la
serata del tè alla menta per tutti, un gesto di pace nella bufera che ha
investito la decisione della Fiera del Libro di invitare Israele.
La distensione era l'intento del padrone di casa Younis Tawfik, che ieri sera
ha riunito al Centro Dar al Hikma, con l'associazione palestinese Bayader e
l'Unione Araba, tutti gli attori della querelle: i vertici della Fiera e gli
assessori alla Cultura Gianni Oliva e Fiorenzo Alfieri, in un confronto acceso
con le varie anime del mondo arabo. Un obiettivo raggiunto solo in parte,
perché c'è stato anche chi ha espresso posizioni molto dure, e perché la serata
si è aperta all'insegna della tensione, con una cinquantina di persone - tra
cui i centri sociali - a lungo tenute fuori dalla porta, prima di essere
ammesse in sala. Ad aprire la serata sono stati direttore e presidente della
Fiera, Ernesto Ferrero e Rolando Picchioni, che hanno ribadito il carattere
culturale della manifestazione e la disponibilità al dialogo e all'ascolto
degli autori palestinesi. "Facciamo venire a galla ciò che unisce e non
ciò che divide. Il muro contro muro non porta a nulla". Tra applausi e
fischi, nel gremitissimo salone (presenti anche Paola Pozzi, Giampiero Leo e
Nino Boeti) si sono delineate due posizioni: da un lato chi è contro la Fiera e
per il boicottaggio, come le "Donne in nero", il Forum Palestina di Younis Kutaiba e il Network Antagonista
(Askatasuna, Csa Murazzi, Cua); dall'altro, chi chiede soprattutto di garantire
il dibattito con i palestinesi. È stata questa seconda posizione a raccogliere
più consensi. A cominciare dall'associazione Bayader: Mansour Nizar e Abou
Ahmed Nazih hanno consegnato alla Fiera una lista di
scrittori arabi di cittadinanza israeliana da invitare: "Gli arabi sono il
30% della popolazione di Israele, e non invitando i nostri scrittori si discrimina un terzo degli
autori israeliani". Ha chiesto il confronto anche Fouad Shibly, presidente
dell'Unione Araba, perchè "invitare proprio ora solo Israele è inopportuno". Tra i
musulmani erano in prima fila il Co.Re.Is., la moschea di via Saluzzo,
il Centro Mecca e l'Istituto Islamico. Per l'Unione Musulmani d'Italia
Abdelaziz Khounati ha invitato a "non importare i conflitti che si
combattono altrove: qui è possibile la convivenza pacifica con ebrei, cristiani
e laici". Dal canto suo, l'egiziano Sherif El Sebaye ha invitato i
palestinesi a cogliere l'occasione di presentare la loro produzione culturale.
Niente di più lontano dai pro-boicottaggio: "Avreste invitato il Cile di
Pinochet o il Sudafrica dell'Apartheid?", ha chiesto il Network
Antagonista. E Kutaiba: "Chi parla contro Israele
viene linciato, ma il boicottaggio è un'arma pacifica". Per Ferrero, non
essere al Lingotto è perdere un'opportunità: "Invito tutti a venire, anche
per portare il punto di vista palestinese: la Fiera offre vetrina mediatica e
300 mila uditori". Una linea condivisa dallo scrittore algerino Karim
Metref: "Andiamo, e facciamo domande scomode agli scrittori
sionisti". Se lo stesso Tawfik è convinto che la Fiera sia un'importante
occasione di dialogo collettivo, alla fine della serata ha preso la parola il
presidente della Comunità Ebraica, Tullio Levi: "Non mi piace
l'intolleranza di alcuni italiani. Qui c'è chi proprio non vuole sentire
ragione".
( da "Stampa, La" del 12-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
AL CENTRO DAR AL
HIKMAISRAELE A LIBROLANDIA Il tè arabo della pace non cancella la polemica Tè
alla menta per tutti. Un gesto di pace nella bufera sulla
decisione della Fiera del Libro di invitare Israele. La distensione era l'intento di Younis Tawfik che ha riunito
con l'associazione palestinese Bayader e l'Unione Araba tutti gli attori della
querelle al Centro Dar al Hikma: i vertici della Fiera, gli assessori alla
Cultura Oliva e Alfieri e le varie anime del mondo arabo. Un obiettivo
raggiunto solo in parte, perché c'è stato anche chi ha espresso posizioni dure.
Favro e Martinengo A PAGINA 60.
( da "Stampa, La" del 12-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
OMEGNA. INCONTRO AL
LICEO GOBETTI Lezione di legalità con Caselli "Giovani, diventate
protagonisti" Ore 11: al liceo Gobetti di Omegna si tiene una lezione di
legalità. In cattedra un docente d'eccezione: il giudice Gian Carlo Caselli.
Due ore e mezza in silenzio ad ascoltare ed alla fine tante domande.
"Siamo rimasti colpiti dalle cose che ha detto - osservano Paolo e Nicolas
- un conto è sentire le cose in televisione, un altro è avere una testimonianza
così diretta". I ragazzi sono rimasti colpiti da ciò che Caselli ha detto,
ma anche dal linguaggio usato. "Mi è piaciuto perché ha usato metafore
efficaci- dice Federica che frequenta l'ultimo anno - mi ha colpito quando ha
detto che se inviti qualcuno a cena e lui ti ruba le posate poi non lo inviti
più. Ho pensato a certi politici". "Se un giudice è così sfigato da
dover fare un'indagine su un politico subito viene accusato di fare politica -
ha detto Caselli - in America la Giustizia ha messo sotto
accusa Clinton, in Francia Chirac, in Israele Sharon e il Presidente. Nessuno di loro ha mai detto che i
giudici facevano politica. Da noi è diverso. Ma io ribadisco il primato della
politica e invito voi giovani a fare politica, a non delegare agli altri.
Incazzarsi dopo non serve". Una palestra di partecipazione è
Libera, l'associazione che ha organizzato l'incontro insieme al liceo.
( da "Stampa, La" del 12-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Qui centrodestra
"Subito le grandi opere per riavviare il Paese" [FIRMA]ALESSANDRO
BARBERA ROMA Meno male che Antonio Di Pietro aveva fatto le barricate per non
chiudere la "Ponte sullo Stretto spa". E meno male che nel frattempo
Impregilo, vincitrice del mega-appalto, non aveva fatto causa al Governo Prodi
per aver fermato tutto. I confini della coalizione sono ancora mobili, il
pensatoio si deve ancora riunire, ma su un punto il Popolo delle Libertà è con
il leader: "Rilanceremo il Ponte di Messina". Silvio Berlusconi
riparte da dove "le palle al piede del Paese", l'"eccessiva
tassazione" e l'"oppressione burocratica l'avevano frenato: le grandi
opere. Promette termovalorizzatori, rigassificatori, "tutte le
infrastrutture indispensabili in un Paese moderno", diceva ieri al
settimanale Tempi. Il triste elenco stilato da Tommaso Padoa-Schioppa sulla
sproporzione fra opere promesse e finanziate è un lontano ricordo. "Quei
numeri erano sbagliati: il rapporto era di due a uno. Vorrà dire che faremo meglio",
dice Mario Baldassarri, numero due di An al Tesoro quando alla scrivania di
Quintino Sella c'era Giulio Tremonti. "Le promesse di Veltroni sbattono
contro l'economia", sintetizza il professore di Forza Italia. Il Gordon
Brown del centro-destra che verrà è il supervisore dei dieci disegni di legge
che Berlusconi lancerà in campagna elettorale. C'è una bozza di programma, ma
dovrà passare al vaglio dei nuovi alleati, An in testa. Dal Fisco alla
sicurezza, dalla scuola alla riforma del mercato del lavoro. Berlusconi, memore
dell'esperienza di Governo, abbandona i proclami impegnativi sulle tre
aliquote, ma garantisce "l'immediata abolizione dell'Ici sulla prima
casa". Il piemontese Guido Crosetto dice qualcosa di più: "Vogliamo
una no tax area fino a ventimila euro per le famiglie con due figli, il
pagamento dell'Iva solo al momento della fatturazione, ma soprattutto una forte
defiscalizzazione delle tasse sul lavoro". L'ex sottosegretario Maurizio
Sacconi spiega come: "Introdurremo un'aliquota secca e permanente del
10%" su tutta la parte variabile del salario: straordinari, premi,
incentivi e contrattazione di secondo livello. Via gli irrigidimenti imposti
dall'estrema sinistra a Prodi, si torna "allo spirito della legge
Biagi": Incentivo del part-time, "soprattutto per le donne".
Ripristino del voucher per i contratti in agricoltura (un "buono" da
incassare all'Inps che comprenda salario e trattenute), allargamento dei
contratti intermittenti (oggi sono limitati al turismo). L'europarlamentare
Renato Brunetta garantisce che con una seria apertura del mercato del lavoro si
potrebbero creare "fra i due e i due milioni e mezzo di posti di lavoro in
cinque anni". Poi c'è la sanità. "Non cito uno dei nostri, ma Luca
Ricolfi", spiega Crosetto. "Se in Lombardia e Veneto funziona
costando meno che in Campania ci sarà un motivo". Baldassarri vorrebbe
rivoluzionare il sistema: "Quattro mutue pubbliche in
concorrenza fra loro come in Israele. Così ognuno va nell'ospedale che crede e poi vediamo se la
qualità non migliora". Le idee non mancano. Resta solo da fare i conti con
l'oste: Brunetta ipotizza una "manovra shock a giugno per raggiungere
entro il 2010 il pareggio di bilancio e un debito al di sotto del 100% del
Pil". In fondo, è quel che prometteva Padoa-Schioppa.
( da "Giornale.it, Il" del 12-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
"Sono felice,
mio figlio andrà al martirio" di Fiamma Nirenstein - martedì 12 febbraio
2008, 07:00 da Gerusalemme Quasi un adolescente, ha gli occhi come quelli di un
gatto, dorati e vaghi, la barbetta lanuginosa; il fucile imbracciato, il
cappellino di Hamas con la striscia verde e la divisa mimetica, guarda
affettuoso l'anziana madre che parla e parla, col velo nero, il mitra in mano e
il vestito a fiori bianchi. Il ragazzo fa quel sorriso imbarazzato dei figli
quando i genitori li lodano in loro presenza. Ma il lungo discorso di lode non
descrive le doti di bontà o di bravura del figlio: la madre legge di fronte
alla telecamera con orgoglio l'annuncio della prossima morte del figlio come
terrorista suicida. Esploderà con quanti più innocenti possibile. Lei dice:
"Sono felice come non sono mai stata". Con questo video ha aperto
cinque giorni fa il suo "prime time" Al Aqsa, la tv di Hamas. I nomi
di mamma e figlio non sono noti, ma il video proviene da Gaza. Negli ultimi
giorni l'escalation è evidente, la guerra bussa alla porta. La pioggia di
kassam su Sderot porta ora il nome di Osher Twitto, 8 anni, che colpito con il
fratellino Rami, ha perso una gamba e ora rischia la seconda. Le unità di Hamas
sono sotto tiro continuo. Ismail Hanje, il capo di Hamas, è sceso in
clandestinità, sa di essere nel mirino. Ma nel frattempo, come dimostra il
video dopo l'attentato di Sderot, oltre ai missili i terroristi suicidi sono di
nuovo l'arma strategica di Hamas. La "shahada", il cosiddetto
martirio, non aveva da anni una simile parossistica esaltazione, anche se molte
volte le mamme si sono dichiarate felici di un figlio shahid già morto. Ora, si
arriva in vita a negare perversamente proprio il rapporto più vitale, quello
fra madre e figlio. Si sa adesso che il giovane non ha fatto in tempo a compiere
l'operazione annunciata: è stato fermato per caso dall'attacco
israeliano a un gruppo armato di kassam. L'importanza data al video nelle
notizie, il contenuto di quello che dice la madre, segnalano il ritorno della
cultura del terrorismo suicida, quello della seconda Intifada. La madre,
dunque, dopo aver annunciato di "non essere mai stata così felice",
prosegue nella descrizione del suo amore materno spiegando: "Ho
mandato a nozze 4 figli, e non ho provato tanta felicità come ora che grazie a
Dio mando un figlio fino in Paradiso, grande come cielo e terra; spero che Dio
eleverà mio figlio per cento scalini e lo sposerà con 72 vergini. Dico ai
sionisti: noi abbiamo giovani determinati a morire! E dico alle madri
musulmane: educate i vostri figli ad amare la morte dei santi". Questo
invito non mancherà di fare il suo effetto a Jenin come a Ramallah o a
Betlemme, oltre che a Gaza. Fatah non sa come porre un freno alla propaganda di
Hamas: in un recente dibattito tv su Al Jazeera, Jamal Zakut, consigliere del premier
Salam Fayyad, dice a Zalah Bardawil, esponente di Hamas: "Non vedi che in
30 anni il terrorismo non ci ha portato da nessuna parte"? E Bardawil
senza complimenti gli risponde: "Zitto tu che non rappresenti nessuno,
qual è l'alternativa che mi proponi, per quanti dollari vendi la patria"?.
( da "Giornale.it, Il" del 12-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Di Redazione -
martedì 12 febbraio 2008, 07:00 A proposito di giornali/1. Sul Corriere della
Sera ieri il vicedirettore Pierluigi Battista scrive una cosa assai
condivisibile che però lascia assai perplessi. "Vuoi esserci? Fischia
forte. Vuoi conquistare il tuo quarto d'ora di celebrità? Strepita, minaccia,
urla. Vuoi semplicemente censurare opinioni che non ti garbano? Proclama un
boicottaggio, intimidisci, fai di una discussione, di un convegno, di un
incontro una questione di ordine pubblico". Bastano
insomma 14 antagonisti filo palestinesi che minacciano chissà cosa contro la
scelta di Israele come
Paese ospite alla Fiera del Libro di Torino per scatenare la bufera. Bastano
proclami di boicottaggio per montare paginate intere di polemiche. "Pochi,
prepotenti ma abili con i media" dice Battista. Allora perché il Corriere
della Sera non relega queste notizie in un trafiletto? Abili i
contestatori o polli i giornalisti che abboccano all'amo? Perplessità. Urge
risposta. A proposito di giornali/2. Luca Sofri sulla Gazzetta dello Sport
tiene una divertente rubrica dal titolo inquietante: "Le notizie che non
lo erano". Tipo: Benazir Bhutto in un'intervista rilasciata prima di
essere uccisa ha detto che bin Laden era morto. Falso scoop della Stampa: la Bhutto
aveva già chiarito in precedenza che si riferiva al giornalista americano
Daniel Pearl. Ecco, ieri le agenzie battevano la seguente notizia:
"Napoleone non fu avvelenato. La conferma dei fisici nucleari". Un
nuovo studio condotto dai fisici e chimici dell'Università di Pavia ha
scandagliato la composizione dei capelli del condottiero per scoprire che i
livelli di arsenico erano sì altissimi (100 volte superiori a quelli odierni),
ma del tutto simili a quelli dei suoi contemporanei. In questo caso la notizia
qual è: Napoleone non è morto avvelenato? Oppure: siamo meno inquinati che
nell'Ottocento? Perplessità. Urge chiarimento.
( da "Repubblica, La" del 12-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Cultura Cos'è
l'infamia della proscrizione l'antisemitismo che nasce su internet Fin
dall'antichità sono esistite liste tese ad eliminare anche fisicamente
l'avversario Un fenomeno che si è aggravato con fascismo e nazismo e che si
prolunga fino ai giorni nostri ADRIANO SOFRI Formule come "lista
nera" o "lista di proscrizione" vengono ormai impiegate per le
circostanze più varie, comprese le più frivole. Per ripristinare una
demarcazione converrà dire subito e brutalmente che, nel loro significato
profondo e originario, esse hanno a che fare con la morte: la morte fisica, o
comunque la morte civile. Ma ora prendiamo un bandolo sorprendente, come ce lo
offre la piccola cronaca infame di questi giorni. Avete letto dell'anonimo blog
razzista che denunciava come agenti occulti del dominio sionista
sull'università un elenco di firmatari, ebrei e no, di un manifesto contrario a
una proposta di boicottare studiosi israeliani nelle università inglesi. Su
questo episodio il giudizio più sensato è venuto dal rabbino romano Di Segni,
che l'ha definito "un delirio nel delirio", aggiungendo: "Non
capisco l'attenzione dei media, sui blog c'è una miriade di dichiarazioni
pesantemente antisemite... Certo è un indice del fatto che sono in atto tante
iniziative antisemite, che trovano il posto ideale di maturazione nei
blog". Ebbene, proprio nei blog troviamo, grazie al lapsus rivelatore di
uno sciagurato negazionista (di cui non farò il nome, non importa), il nostro
bandolo. Costui, denunciando l'indignazione suscitata dal blog razzista (sul
proprio blog, raccolto da parecchi altri, di opposti razzismi) come una
"bufala", escogita questo argomento: "Dove sarebbe il delitto...
visto che circola liberamente in Italia un libro di Carlo Schaerf (ebreo) sui
cognomi ebrei in Italia?". L'argomento è per sé imbecille, dato che un
elenco di cognomi ebrei - o sardi, o cristiani, o furlani - è tutt'altra cosa
da una lista nera di cognomi ebrei. Ma a farmi fare un salto sulla sedia è
stato il nome: Carlo Schaerf è infatti molto noto - anche a me - come fisico
nucleare, oltre che per l'impegno militante per il disarmo e la pace. Il libro
su I cognomi degli ebrei d'Italia è invece opera di Samuele Schaerf, e fu
pubblicato dall'editrice Israel di Firenze nel 1925.
Samuele, che aveva allora 26 anni, ed è morto nel 1985, fu il padre di Carlo.
La svista sarebbe madornale ma mediocre, se in mezzo non ci fosse un abisso.
Già nel 1930 il corifeo del razzismo antisemita italiano, Giovanni Preziosi,
ripubblicò l'elenco dei cognomi ebraici ("1650 corrispondenti a 9800
famiglie") sulla sua rivista La Vita Italiana, e lo ristampò più
volte in appendice alla sua versione dei Protocolli dei Savi anziani di Sion.
"Crediamo di fare opera utile per tutti a riprodurre l'elenco",
avvertiva Preziosi. Utile, infatti. Ecco un caso - il più tremendo - in cui il
passaggio da alcune pagine ad altre segna un crimine e una tragedia, e insegna
la differenza fra un elenco e una lista nera. E mostra, senza bisogno di
aggiunte, il vincolo fra la lista nera e la morte, il desiderio omicida. Ora si
apprezzerà la portata del lapsus dello sciagurato che se l'è presa con la
"bufala" dello scandalo per l'elenco antisemita. Che cosa volesse
dire, al tempo delle fasciste leggi razziste, il sospetto di un cognome
ebraico, lo ricorderò citando fra le mille la protesta (anche qui, non importa
il nome) di uno che si rivendicava ariano, e aveva la sua zelante proposta:
"Credo di rendermi interprete di tutti quelli che si trovano ad esser
colpiti, sia pur lievemente, dalla confusione che ingenera l'elenco dello
Schaerf. Equo, giusto, anzi doveroso sarebbe se ai giudei si facesse obbligo di
legare un Israel al loro cognome". Se si faccia risalire a Silla (138-
( da "Unita, L'" del 12-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
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l'edizione del WALID JUMBLATTIl leader druso: a tre anni dall'assassinio di
Hariri siamo pronti a difendere l'indipendenza delle istituzioni dello Stato
con tutti i mezzi "Ai filosiriani dico, se volete la guerra i libanesi
sono pronti" di Umberto De Giovannangeli Pesa le parole. Ma poi è un
torrente in piena. Una "piena" che rischia di trascinare il Libano in
una nuova, devastante guerra civile. Dal suo castello-fortezza sui monti dello
Chouf, Walid Jumblatt, leader druso, figura storica della politica libanese, avverte
l'opposizione filosiriana: "Voi volete la guerra? Sarà la benvenuta".
Il suo tono, calmo, fa da contrasto alla pesantezza dell'affermazione. Jumblatt
sa di essere da tempo in cima alla lista dei politici da eliminare stilata, e
praticata, da coloro che hanno dato vita alla stagione del terrore in Libano,
inaugurata, proprio tre anni fa, con l'assassinio dell'ex premier Rafik Hariri.
Le forze della maggioranza antisiriana si apprestano a celebrare il terzo
anniversario dell'assassinio di Hariri con una imponente manifestazione in
Piazza dei Martiri, nel cuore di Beirut. "Porteremo in piazza milioni di
libanesi - anticipa Jumblatt in questa intervista esclusiva concessa a l'Unità
-. E non sarà solo una giornata dedicata al ricordo di Rafik Hariri e delle
vittime di quel massacro. Il 14 febbraio 2008 sarà il giorno in cui rilanceremo
la nostra battaglia di libertà: il Libano sarà libero, sovrano, indipendente o
resterà sotto l'ipoteca di Iran e Siria. Teheran e Damasco hanno rafforzato le
loro carte in Libano". Il leader del Partito socialista progressista
libanese si erge a difesa del governo guidato da Fouad Siniora: "O il
governo sopravvive - avverte Jumblatt - o dovremo accettare il colpo di Stato
fomentato da Iran e Siria. È in gioco la permanenza della democrazia in
Libano". Il leader druso ha parole durissime nei confronti del presidente
siriano Bashar el-Assad: "Bashar è un mafioso che gioca con l'Occidente e
per questo cerca l'appoggio dell'Iran. Il gioco dei siriani è spietato. Hanno
ucciso e continueranno ad uccidere chiunque in Libano rivendichi giustizia e
indipendenza e chieda di fare piena luce sull'assassinio di Rafik Hariri e
degli altri parlamentari, giornalisti e intellettuali che hanno osato sfidare
il protettorato siriano". Tra i politici da eliminare c'è anche lui, Walid
Jumblatt: "Non ho paura per me, ma per il Libano", è la sua risposta.
Tra pochi giorni il Libano ricorderà il terzo anniversario dell'assassinio
dell'ex premier Rafik Hariri. Anniversario che vede il Libano stretto in un inquietante
caos istituzionale, con un Parlamento bloccato da oltre un anno, con le
votazioni per la nomina del nuovo capo dello Stato rinviate già 14 volte. In
questo contesto, qual è il messaggio di questo 14 febbraio 2008? "Sarà un
messaggio di libertà e di determinazione. Siamo pronti a tutto per difendere
l'indipendenza e l'integrità territoriale del Libano. A tutto. Il 14 febbraio
di tre anni fa, noi abbiamo preso nelle nostre mani e impiantato nei nostri
cuori la dignità, la libertà, la difesa del pluralismo politico, culturale,
religioso. Per questi valori siamo pronti a combattere e a morire". È un
messaggio rivolto al leader di Hezbollah, Hassan Nasrallah? "A Nasrallah
dico: unisciti a noi nella costruzione e nella difesa di un Libano libero,
sovrano e indipendente, e abbandona gli infedeli e i tiranni. Entra nei ranghi
degli uomini liberi, se ne hai il coraggio. Ma se così non sarà". Se così
non sarà? "Dovranno fare i conti con la nostra determinazione a combattere
perché il Libano non ritorni sotto tutela siriana. Combattere, sì. Non
assisteremo più a braccia conserte che altri parlamentari antisiriani vengano
assassinati, e come loro ufficiali dell'esercito, giornalisti liberi,
intellettuali coraggiosi. La nostra dignità e la salvezza del Libano vengono
sopra ogni altra cosa. Noi non accetteremo più accuse di tradimento, non
subiremo nuove umiliazioni. Ai nemici della libertà dico: volete il caos? Sia
il benvenuto. Volete la guerra? Sia la benvenuta. Noi non abbiamo problemi a
procurarci le armi, non abbiamo problemi con i missili. Noi sappiamo dove
prenderli e sappiamo come usarli. Non vi temiamo. Se non abbiamo reagito finora
non è per ignavia ma per senso di responsabilità. Ora basta". Il leader di
Hezbollah sostiene di non voler disarmare le sue milizie perché quelle armi
servono a difendere il Libano dalle aggressioni israeliane. "Noi non ne possiamo più di una guerra aperta con Israele, combattuta con dei pretesti
fallaci al servizio del regime siriano e dell'impero persiano. Dietro falsi
slogan patriottici e filo-palestinesi, costoro mascherano il loro essere
strumenti al servizio di persone vili, come Bashar el-Assad e la sua cricca.
Noi ne possiamo più del loro fragrante rifiuto della giustizia e della volontà
di occupare con la forza intere aree del Paese sottraendole al controllo dello
Stato centrale; aree in cui si accumulano armi e dalle quali partono le
operazioni terroristiche contro l'esercito e gli uomini liberi del
Libano". I leader dell'opposizione chiedono che l'elezione del nuovo capo
dello Stato sia legata alla nascita di un governo di unione nazionale.
"Questa non è una richiesta, è un ricatto. Inaccettabile. Il vero obiettivo
che si prefiggono è la paralisi politica e istituzionale. Ciò che pretendono è
rimettere in discussione gli accordi di Taef (che posero fine alla sanguinosa
guerra civile che marchiò il Libano per quindici anni, dal 1975 al 1990, ndr.).
La grande manifestazione di giovedì prossimo sarà un test per Taef. O quel
documento è mantenuto tale e quale a come Rafik Hariri l'ha voluto, per
tutelare l'unicità del pluralismo islamo-cristiano su cui si fonda l'assetto
istituzionale libanese, o esso sarà cancellato con il pretesto di una
democrazia consensuale. In questo modo ogni decisione democratica verrebbe
bloccata, laddove fossero creati rapporti politici "contro natura".
Quei rapporti che sono falliti in passato e che sono destinati a fallire in futuro,
quei rapporti che sono sostenuti dal regime siriano e finanziati
dall'imperialismo persiano". Per giovedì prossimo le forze del "14
Marzo", la maggioranza antisiriana, hanno indetto un raduno popolare in
Piazza dei Martiri, a Beirut, per il terzo anniversario dell'assassinio di
Rafik Hariri. Lei sarà tra gli oratori. Cosa chiede in questo frangente ai
libanesi? "Di partecipare in massa alla manifestazione, sventolando solo
bandiere libanesi, il simbolo di una unità nazionale minacciata. Questo 14
febbraio, è un giorno di sfida ancora più dura, difficile di quella che del 14
febbraio 2005. Noi dimostreremo ancora una volta che siamo un popolo che ha
forte il senso dell'onore, della giustizia e della libertà: ideali che
appartengono ai forti e non ai deboli".
( da "Repubblica, La" del 12-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Cultura I
"protocolli" Nella tradizione più vicina a noi c'è il famigerato
apocrifo dei "Protocolli dei Savi di Sion", che aveva in appendice un
elenco per cognomi di 9.800 famiglie di ebrei. Nel 1938, con le leggi razziali
di Mussolini, quell'elenco diventò un'arma Perché il fantasma della
cospirazione immaginaria continua a fare proseliti QUELLA LUNGA STORIA DEL
COMPLOTTO EBRAICO ADRIANO PROSPERI Questo documento anonimo contro la
"lobby ebraica" è cosa grave ma non seria. Non più dei cori nazistoidi
alle partite di calcio. Certo, anche le cose non serie fanno male e possono
essere pericolose. L'antisemitismo italiano non era "serio" come il
razzismo naturalistico tedesco col quale rivaleggiava: le sue radici erano
nell'antigiudaismo cristiano con la sua preghiera per i "perfidi"
Giudei e nella versione idealistica dell'idea della superiorità razziale.
Eppure ha fatto molto male e la retorica istituzionale delle giornate della
memoria non ne ha nemmeno sfiorato le radici, anche perché l'orizzonte storico
del "secolo breve" è troppo breve per la variante italiana
dell'antisemitismo. Intanto, nel venir meno delle forme tradizionali di
trasmissione dell'esperienza ? la famiglia, la scuola ? la smemoratezza
generale ci pone davanti al riaffiorare di frammenti che l'archeologia del
nazifascismo e quella dello stalinismo riconoscerebbero come loro ma che sono
esibiti con candida e orgogliosa ignoranza: di qua le adunate in camicia verde,
il culto della terra e del fiume natio, di là l'antisionismo urlante delle manifestazioni di piazza che confonde gli ebrei con
lo Stato d'Israele e lo
Stato di Israele coi suoi
governi. La tragedia si ripete come farsa, ancora una volta. Ricordare le
tragedie potrà evitare che la farsa si rovesci di nuovo in tragedia? proviamo.
Una lobby influente, un partito di intellettuali, un nemico nascosto: non sono
la stessa cosa ma possono allearsi, sovrapporsi, fondersi in una sola
entità. è già avvenuto. Il collante che li ha saldati e continua a saldarli è
lo stesso: l'ossessione del pericolo ebraico. Per riconoscere la differenza
radicale di quella che era l'unica presenza religiosa diversa consentita e per
evitare il pericolo che portava con sé ? pericolo di inquinamento, di
infezione, di deliberata e segreta aggressione ? la società cristiana europea
fissò regole rigide: segni speciali sugli abiti, restrizioni spaziali (ghetti),
divieti severissimi di rapporti e di scambi, soprattutto di sangue e di sesso.
Ma questo sistema entrò in crisi quando e dove gli ebrei cessarono di essere
tali e vennnero battezzati con nomi cristiani (in forma forzata e collettiva in
Spagna nel 1492, subito dopo in Portogallo). A partire da questo momento, con
la scomparsa della segregazione e della visibilità della differenza religiosa,
nacque l'altra grande molla dell'odio, l'idea della differenza di sangue:
sangue puro ("limpio") quello dei cristiani d'annata, impuro quello
dei "nuovi". Per evitare ogni rischio di legami parentali dei primi
coi secondi ci fu chi ebbe l'idea di fare una lista dei nomi già in uso nelle
famiglie di ebrei coi nomi nuovi assunti dopo il battesimo: nacque così il
Libro verde dell'Aragona. Insieme ai nomi vi erano riportati i documenti
(apocrifi) di una congiura organizzata dagli ebrei spagnoli d'accordo con gli
ebrei di Costantinopoli. Ecco i termini del complotto: gli ebrei si erano
decisi a battezzarsi ma allo scopo di mandare in rovina chi li costringeva a
farlo. Si erano detti: "ci tolgono i nostri beni? allora i nostri figli
faranno i mercanti e manderanno in rovina i cristiani; ci tolgono la vita ma i
nostri figli faranno i medici e li faranno morire fingendo di curarli; ci
distruggono le sinagoghe ma i nostri figli diventeranno sacerdoti cristiani e
manderanno in rovina la loro chiesa". Non era la prima volta che la paura di
congiure ebraiche si diffondeva in Europa. Ma questa volta gli ebrei erano
doppiamente minacciosi perché irriconoscibili, nascosti sotto nomi e
comportamenti di cristiani. E l'immiserita società iberica era pronta a
scatenarsi contro la minoranza ricca, colta e intraprendente dei
"marrani" (gli ebrei convertiti): non più diversi per religione,
dovevano diventare diversi per sangue. Era l'embrione del moderno
antisemitismo. Il successo fu inevitabile: la capacità di spiegare tutti i mali
del mondo con una causa elementare e vicina possedeva l'invincibile fascino
della semplificazione. Il movimento complicato e imprevedibile dei processi
storici si chiariva come la realizzazione del lucido programma di una minoranza
in possesso di speciali mezzi di pressione ? il danaro, la cultura. Quest'idea
fu ripresa con obbiettivi mutati negli anni della Rivoluzione francese dalla
celebre tesi del reazionario abate Barruel : per lui tutto quello che stava
accadendo di terribile era il risultato della cospirazione di una setta dominata
da Voltaire e da Rousseau. La lista dei nomi è il parto della sorella stupida
della semplicità: la semplificazione. Ma ancor più stupido sarebbe
sottovalutare la funesta efficacia di questa caricatura della spiegazione. Si
pensi al prodotto di questa tradizione più vicino a noi, il famigerato apocrifo
dei Protocolli dei Savi di Sion, della cui origine e diffusione sappiamo ormai
tutto anche se questo non impedisce che lo si continui a usare come strumento
di aggressione antisemita. Nell'edizione italiana (L'Internazionale Ebraica. I
"Protocolli" dei "Savi anziani" di Sion, versione italiana
con appendice e introduzione, Roma, "La vita italiana", direttore
Giovanni Preziosi, 1938. XVI dell'era fascista) recava in appendice un elenco
per cognomi di 9800 famiglie di ebrei. Preziosi non l'aveva costruito, lo aveva
preso in prestito. Nel 1938 quell'elenco diventava un'arma: le leggi razziali
volute da Mussolini e firmate dal re nel settembre di quell'anno furono la
vittoria di quello speciale razzismo e antisemitismo italiano che era
robustamente radicato nella cultura accademica e nell'ostilità cattolica ai
"perfidi giudei". Un elenco di nomi: quanto potesse servire a
denunzie interessate e premiate lo si vide subito. Ma tutto questo non è forse
sprofondato nel gorgo di Auschwitz e della Shoah? Michele Battini ricordò anni
fa (Il Foglio, sabato 6 nov. 2004) che tutta la letteratura culminata nelle
leggi razziali ? non solo giornalisti e retori del nazionalismo fascista, ma
medici, antropologi, biologi che avevano attinto all'antigiudaismo cristiano
rappresentato da figure di primo piano della Chiesa degli anni Trenta ?
"sembra scomparire nel nulla dopo il 1945"; che era intervenuta la
grande cesura di una Chiesa cattolica che aveva rinunciato alla "tentazione
di sostituirsi a Israele" chiedendone la
conversione; in conclusione ? e su questo si può essere ancora d'accordo con
lui - quello che oggi rimarrebbe è un antisemitismo che ha cambiato natura, è
l'antisionismo come avversione allo Stato d'Israele,
eredità dello stalinismo del passato e frutto dell'islamismo fanatico del
presente. Ma ? anche Battini lo ammetteva - il fantasma del complotto
immaginario con la sua disarmante semplicità è sempre attraente e la tradizione
dell'antisemitismo è di quelle che producono sempre nuovi germogli quando se ne
creano le occasioni.
( da "Voce d'Italia, La" del 12-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Cultura Alla
Galleria Ermanno Tedeschi fino al 3 aprile Al via la mostra personale di
Menashe Kadishman Tra concretezza e minimalismo, l'artista si pone come trait
d'uninon tra tradizione e futuro Menashe Kadishman è uno degli artisti più
interessanti del panorama contemporaneo, in grado di fondere nelle sue opere la
concretezza, rara per un artista, che gli deriva dalla sua esperienza come
pastore in Kibbutz negli anni '50, e il minimalismo imparato nel corso dei suoi
studi a Londra, in particolare alla St. Martin's School of Arts e alla Slade
School. Menashe Kadishman, pittore e scultore, è una delle figure
artistiche più importanti di Israele, in grado di fare, con la sua esperienza artistica, da trait
d'union tra la tradizione dell'arte locale del '900 e gli esponenti della nuova
generazione. Le sue opere, realizzate con materiali semplici, come il legno o
il ferro oltre che, ovviamente, la tela, hanno girato il mondo e sono
conservate in importanti musei e collezioni private. Diverse sono state
le prestigiose mostre dell'artista tra cui una personale alla Grosvenor Gallery
di Londra nel 1965 e alcune antologiche in musei europei ed americani come il
Jewish Museum di New York, il Museum Haus Lange di Krefeld e l'Israel Museum di
Gerusalemme. Ma tra le esposizioni dell'artista non si può non ricordare la
celebre performance del 1978 che Menashe Kadishman realizzò per la Biennale di
Venezia, dove portò un vero gregge di pecore con il vello macchiato di blu,
creando grande scompiglio e suscitando lo stupore generale. A distanza di 30
anni ancora pecore, e ancora l'effetto del gregge, ma questa volta su tela, per
la mostra personale di Menashe Kadishman in corso alla Galleria Ermanno
Tedeschi. L'esposizione, curata da Arturo Schwarz, prevede una grande
installazione composta da 150 opere in tela di dimensioni diverse tutte
rappresentanti teste di pecora realizzate con colori espressionisti, poggiate
su supporti lignei lungo il pavimento della galleria. Menashe Kadishman Dal 12 febbraio
al 3 aprile Ermanno Tedeschi Gallery Via del Portico d'Ottavia 7, Roma Orari:
il lunedì, dalle 15.30 alle 20.00; dal martedì al venerdì, dalle 10.00 alle
13.00 e dalle 15.30 alle 20.00 Info: tel. 0645551063 www.etgallery.it Donatella
Perrone donatella.perrone@voceditalia.it.
( da "Manifesto, Il" del 12-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Palestina Hamas in cantina per sfuggire ai
raid Omicidi mirati L'esercito vuole evitare l'attacco in massa a Gaza e
colpire alcuni tra i massimi dirigenti islamisti. Haniyeh e gli altri costretti
a nascondersi Michele Giorgio Gerusalemme Si nascondevano già da settimane, da quando Israele ha intensificato i suoi raid militari ed è ripreso a pieno ritmo
il lancio dei razzi artigianali da Gaza. Ma ora per i leader di Hamas è allarme
rosso. La minaccia di ucciderli lanciata da Israele non è mai stata così concreta come in questo momento e il
premier del movimento islamico, Ismail Haniyeh, ha fatto perdere le sue
tracce. "È sceso in un bunker sotto terra e solo alcune sue guardie del
corpo conoscono il nascondiglio", ha riferito ieri al Quds al Arabi di
Londra, spiegando che "sono state attuate nuove misure di sicurezza per
proteggere i movimenti e i luoghi frequentati dai leader di Hamas". Nel
mirino degli israeliani ci sarebbero Mahmud Zahar (due dei suoi figli sono già
stati uccisi) e Said Siyam, ritenuti da Tel Aviv l'anello di congiunzione tra
la direzione politica di Hamas ed "Ezzedin al Qassam", il braccio
militare del movimento islamico. Hamas durante questa seconda Intifada ha già
visto uccidere alcuni dei suoi fondatori e capi militari - tra cui il leader
spirituale Ahmed Yassin e il suo successore Abdel Aziz Rantisi - e così non è
rimasto in silenzio di fronte alla minaccia. Attraverso il suo portavoce, Sami
Abu Zuhri, ha avvertito che le intimidazioni "non fanno paura né ad Hamas
né al popolo palestinese". Israele deve sapere,
ha aggiunto Abu Zuhri, che "pagherà a carissimo prezzo" ogni
tentativo di uccidere i dirigenti islamici. Una ulteriore escalation è però
nell'aria. Sotto la pressione degli abitanti di Sderot che chiedono una
offensiva devastante contro Gaza per fermare i lanci di razzi, il ministro
della difesa Ehud Barak ha ordinato alle forze armate di mettere a punto i
preparativi per una vasta operazione militare. Riferendo ieri della situazione
alla Commissione esteri e difesa della Knesset, Barak ha sottolineato che
"i raid dell'esercito vanno avanti notte e giorno e saranno
ampliati". Una linea dura che tuttavia non soddisfa le ali più estreme
dell'esecutivo. Il ministro dell'interno Meir Shitrit ha chiesto addirittura la
distruzione di interi quartieri di Gaza. Voce che però hanno trovato sostegno
anche nel vice premier Haim Ramon. L'ex "colomba" laburista, passato
a Kadima, ha affermato con tono perentorio che "ogni palestinese implicato
direttamente o indirettamente in tentativi di uccidere nostri cittadini è per
noi un obiettivo". Ramon più di tutto ha detto che i negoziati in corso
con i palestinesi porteranno entro il 2008 alla conclusione solo di un
"accordo di principi". Parole che hanno dato maggior peso allo
scetticismo del premier palestinese Salam Fayyad che la scorsa settimana aveva
constatato con amarezza che la colonizzazione israeliana della Cisgiordania e
il mancato avvio di una trattativa vera, fanno escludere l'accordo di pace
entro il 2008 di cui aveva parlato George Bush ad Annapolis. "Questa
dichiarazione - ha spiegato Ramon - dovrà affrontare anche la controversia su
Gerusalemme ma non dovrà scendere a un livello di dettaglio tale da stabilire
ciò che succederà nella Città Vecchia".
( da "Messaggero, Il" del 12-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
I
DOCENTI 162 Sono i professori universitari ebrei e non ebrei inseriti nella
lista sul sito del "Cannocchiale" ed accusati di "fare
lobby" e di difendere gli interessi di Israele. Insegnano
prevalentemente alla Sapienza, ma ve ne sono anche di altre università
italiane.
( da "Corriere della Sera" del 12-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Corriere
della Sera - NAZIONALE - sezione: Cronache - data: 2008-02-12 num: - pag: 25
categoria: BREVI A Torino Le scritte contro Israele Il 9 febbraio,
sui muri del Lingotto di Torino, dove in maggio ci sarà la Fiera del Libro,
compaiono scritte anti-Israele, Paese ospite.
( da "Corriere della Sera" del 12-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Corriere della Sera
- ROMA - sezione: Tempo Libero - data: 2008-02-12 num: - pag: 16 categoria:
BREVI Carnet Per il Rifugio delle Code Felici La compagnia di Sergio Ammirata e
Patrizia Parisi propone lo spettacolo: "La scena delle beffe". Le
opere di Shakespeare, Gogol e Tennessee Williams vengono rivedute e corrette
all'insegna della più sfrenata fantasia. Il ricavato verrà destinato a "Il
Rifugio delle Code Felici", la casa di tanti trovatelli in cui tutto il
lavoro viene svolto dai volontari. Teatro Anfitrione, via di S.Saba
all'Aventino, 20.45. Info: www.codefelici.org. Catwalk Karen Shah presenta per
la prima volta in Italia il suo lavoro recente "Catwalk", otto tele
di grande formato, senza titolo e numerate, ad eccezione dell'ultima, intitolata
"La Sposa". L'esposizione fa parte del Progetto "Arte in
Scena". Teatro Olimpico, foyer, via Gentile da Fabriano 17, alle 18.30.
Omar Sosa, sound senza frontiere Omar Sosa presenta il suo ultimo album
"Afreecanos" prima del suo concerto romano in programma il 13
febbraio all' Auditorium (Sala Sinopoli). La Feltrinelli, Galleria Alberto
Sordi 31/35, alle 18. Infoline: 06.69755001. Omaggio a Cesare Pavese Omaggio a
Cesare Pavese con la proiezione del documentario "Lacrime, inchiostro,
macchie" di Mario Samuele Leone e una cronaca di Gian Gaspare Napolitano.
Presenta Giovanna Napolitano. Letture di Mamuela Caruso. Bibli, via dei
Fienaroli 28 (Trastevere), alle 17.30. Infoline: 06.5814534. Menashe Kadishman
La Ermanno Tedeschi Gallery di Roma inaugura la mostra
personale dell'artista israeliano Menashe Kadishman, a cura di Arturo Schwarz.
L'evento prevede una grande installazione site specific di oltre 150 tele. Fino
al 3 aprile. Ermanno Tedeschi Gallery, via del Portico d'Ottavia 7, alle 18.30.
Parlare d'arte Per il ciclo di incontri "Parlare d'arte",
appuntamento con Marianne Alphant. La scrittrice, figura di spicco del
mondo culturale francese, si confronterà con il pubblico per discutere de
"L'immagine tra i libri". Accademia di Francia a Roma, Grand Salon di
Villa Medici, viale Trinità dei Monti 1, alle 19.30. Infoline: 06.6761291.
Darwin e la ricerca In occasione della ricorrenza della nascita di Charles
Darwin, Mario De Caro e Raffaele Carcano discuteranno dei destini della scienza
e della ricerca. Tema della serata "Evoluzionismo, cultura e
religione". Nell'ambito dell'incontro sarà presentato il libro di Silvia
Bencivelli "Perchè ci piace la musica: orecchio, emozione,
evoluzione" (Sironi Editore). La Feltrinelli Librerie, via V.Emanuele
Orlando 78/81, h 18. Info: 06.4870171. Strategie energetiche Conferenza del
prof. Stefano Silvestri sul tema "Strategie energetiche delle potenze
mondiali. Presentazione di alcuni casi", che si inserisce nella seconda
sessione "Energia e clima nel contesto geopolitico globale" del Corso
di Scienze Politiche e Studi Europei organizzato dalla Fondazione Europea
Dragan. Ingresso libero. Fondazione Europea Dragan, Foro Traiano 1/a (piazza
Venezia), alle 17.15. Infoline: 06.6797785. Vacanze Marziane al Planetario Oggi
in programma lo spettacolo "Vacanze Marziane". Anno 2014: una vacanza
su Marte, anticipando l'era del turismo spaziale. Planetario, piazza G. Agnelli
10, alle 12.30. Infoline: 060608 - www.comune. roma.it/planetario. Formazione
micologica Micologi Associati comunica l'avvio dal 15 febbraio del corso di
formazione per raccoglitori di funghi, con attestato di frequenza valido per il
rilascio del permesso di raccolta della Regione Lazio. I posti sono limitati
come previsto dalla normativa regionale. Parrocchia Cristo Re (zona Prati -
p.zza Mazzini), ingresso in via Podgora 19. Info: www.micologi.it -
340.8555756. Disegno creativo per bambini Sono aperte tutto l'anno le
iscrizioni al corso che ha lo scopo di insegnare ai bambini ad esprimersi con
immagini e colori. I bimbi sviluppano storie di fantasie attraverso il fumetto
o il racconto illustrato. Per bambini da
( da "Riformista, Il" del 12-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Striscia guerra
totale, omicidi mirati o accordo su Rafah? Israele ancora non ha risolto l'enigma di Gaza Gerusalemme. Non c'è una
sola Israele, quella di Tel
Aviv, considerata edonistica, ma esiste anche la periferia meridionale del
paese, quella più a ridosso di Gaza. Dove i Qassam, nelle ultime settimane,
sono arrivati in numero maggiore, in parallelo con l'intensificazione dei raid
su Gaza da parte dell'aviazione israeliana. È per questo motivo che gli
abitanti di Sderot hanno deciso di portare il problema direttamente a
Gerusalemme e a Tel Aviv, bloccando autostrade, e inscenando sit-in. La
pressione pubblica non può non incidere sull'establishment politico e militare
israeliano, che sul dossier Gaza dibatte da mesi. Perché, all'interno dei
vertici, non solo non c'è una posizione unica, ma il peso specifico delle
alternative a disposizione muta a seconda di quello che succede nell'agorà
politica. Un caso per tutti, il più importante ma non il solo: il rapporto
Winograd, stilato sul comportamento di politici e militari nella seconda guerra
col Libano. La massiccia operazione di terra su Gaza è una decisione che
risente delle durissime critiche dirette all'operazione di terra dell'agosto
2006 nel sud del Libano, all'impreparazione dell'esercito, al numero dei
soldati morti, all'inutilità dal punto di vista diplomatico. Certo,
l'intensificarsi del lancio di Qassam sta facendo spostare l'ago della bilancia
verso chi spinge per l'operazione di terra. Che sembra sempre più vicina. L'ok,
però, non è ancora stato dato. Meglio alzare il livello, ma non spingersi sino
all'ingresso in massa delle truppe di Tsahal dentro un terreno, quello di Gaza,
che tutti gli esperti militari definiscono ad alto costo di vite umane. Da
tutte le parti. E alzare il livello significa, in soldoni, omicidi mirati verso
la leadership politica di Hamas. Una "prassi", condannata da tutte le
associazioni dei diritti umani come "esecuzione extragiudiziale", che
non ha mai avuto pause, ma che dalla vittoria elettorale di Hamas si è, per
così dire, limitata al settore militare del movimento integralista palestinese.
Dall'uccisione dello sceicco Ahmed Yassin e poi, alcuni mesi dopo, del suo
successore Abdel Aziz al Rantisi, Israele aveva
diretto gli assassini mirati ai gruppi armati. Ora, dicono invece le
indiscrezioni, i leader più in vista di Hamas non si farebbero più vedere in
pubblico. Non solo Ahmed Ja'bari, considerato il capo delle brigate Ezzedin al
Qassam, ma anche dirigenti politici come Mahmoud A-Zahhar, Said Siyyam, e lo
stesso ex premier Ismail Haniyeh. Vuol dire che Israele
ha deciso di colpirli? Può darsi, ma in queste settimane la nebbia non riesce a
diradarsi, su quello che sta succedendo attorno al dossier. Segnali uguali e
contrari si susseguono da quando Hamas ha fatto crollare il muro di Rafah, in
una serie di docce scozzesi e di toni conciliatori che si alternano ad
avvertimenti severi. La confusione si concentra soprattutto sulla questione del
confine sud della Striscia. Prima i negoziati al Cairo, in cui l'Egitto ha
parlato, separatamente, con Hamas e con l'Autorità Palestinese. Poi la chiusura
di Rafah, concordata tra egiziani e dirigenti di Hamas, in primis Mahmoud
A-Zahhar, protagonista delle trattative del Cairo. E poi ancora il tam- tam
anti-Hamas di esponenti del governo egiziano, in parallelo con la visita in Israele di uno degli uomini più potenti d'Egitto, Omar
Suleiman, per tentare un accordo su Rafah. Che magari preveda il ritorno degli
osservatori europei. Si va verso l'escalation militare o verso l'accordo su
Rafah e magari sul caporale Gilad Shalit? Difficile pronunciarsi. A prima
vista, l'ipotesi di una guerra totale a Gaza sembra la più realistica. Se i
soldati di Tsahal entrassero a Gaza, però, i negoziati tra Israele
e Anp subirebbero un blocco. E chissà se potrebbero riprendere sulle stesse
basi. Di certo, il tempo che precede le decisioni si assottiglia. E anche i
toni di Hamas sono sempre meno conciliatori verso una intesa con l'Anp su
Rafah. Come se dentro il movimento integralista si stesse consolidando l'idea
di spingere sull'acceleratore della reazione armata, nella speranza che la
paura di una operazione di terra e dei suoi costi spinga Israele
a trovare un'altra strada. 12/02/2008.
( da "Quotidiano.net" del 12-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
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anni da un rivale in amore I due studenti, entrambi astigiani, si sono
scontrati a calci e pugni, poi uno dei due ha estratto un coltello, ha colpito
ed è fuggito. All'origine dello scontro ci sarebbe una 15enne Commenta la
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CAMPANIA / IL CASO "Cara Svizzera, a Napoli muoio Devi concedermi l'asilo
politico" Sergio Sedia, 32 anni, è un cittadino del 'triangolo della morte'
in fuga per sottrarre la sua famiglia dal rischio tumori a Cimitile (Napoli).
La sua storia è finita sotto i riflettori. Fra i primi a raccontarla
Quotidiano.net. Commenta Bologna, 11 febbraio 2008 - "La mia battaglia per
ottenere l'asilo politico dalla Svizzera continua. Sono le istituzioni che
stanno temporeggiando". Sergio Sedia, 32 anni, consulente finanziario di
Cimitile, Comune a pochi passi da Marigliano (Na), non fa più mistero della sua
identità, ora che i media - specialmente quelli elvetici - si sono interessati
a lui e hanno raccontato la sua storia: quella di un cittadino campano che
cerca di fuggire dal cosiddetto 'triangolo della morte' e dalla sua
maledizione. Quotidiano.net era stato tra i primi a raccogliere il suo grido di
aiuto e a riportare l'intera vicenda. "Sono state trovate 1500 discariche
abusive di rifiuti tossici e, sempre qui, è stata riscontrata un'alta incidenza
di morti per cancro. Io sono sposato e con un figlio in arrivo, credo di dover
garantire a lui un futuro più sano", ci aveva detto in una lunga
intervista. Da qui la decisione di 'cambiare aria' e andare via: non da
emigrato, bensì da rifugiato. In base all'art. 3 della legge federale svizzera
sull'asilo politico i rifugiati sono "le persone che, nel Paese di origine
o di ultima residenza, sono esposte a seri pregiudizi a causa della loro razza,
religione, nazionalità,appartenenza a un determinato gruppo sociale o per le
loro opinioni politiche, ovvero hanno fondato timore di essere esposte a tali
pregiudizi", e - spiega sempre la legge - per pregiudizi si intende anche
''l'esposizione a pericolo della vita, dell'integrità fisica o della libertà,
nonché le misure che comportano una pressione psichica insopportabile''. Sulla
base di queste indicazioni Sedia ha preso carta e penna e ha inoltrato la sua
richiesta. "Dapprima ho scritto al Canton Ticino, quindi a Berna, poi ho
seguito la trafila che mi è stata indicata formalizzando la mia richiesta al
Consolato svizzero di Napoli - ci spiega adesso - Ho spiegato che appartenendo
a un gruppo sociale ben definito, ovvero specificatamente alla popolazione del
Nolano soggetta ad un elevato rischio di vita, sono esposto a seri pregiudizi
nel paese d'origine, e in particolare a pericolo di vita e dell'integrità
fisica nonché a misure che comportano una pressione psichica ormai
insopportabile". La risposta, però, tarda ad arrivare. "La verità è
che ci sarebbero gli estremi per accordarmi l'asilo politico ma le istituzioni
elvetiche stanno cercando di darmi un 'no' motivato. Se la mia richiesta venisse
accolta, infatti, questo potrebbe creare un precedente pericoloso. Un caso da
manuale di diritto, insomma". di Daniela Laganà Emergenza rifiuti a Napoli
- Il calendario della munnezza Commenti Invia commento Segnala ad un amico
12/02/2008 09:54 M, provincia di TO Tutte le volte che mi sono andato in
Svizzera, anche se a volte dileggiato e a ragione, sono tornato a malincuore.
Rivendico il copyright dell'idea dell'asilo politico. 12/02/2008 09:05 M,
provincia di PG GRANDE SCENEGGIATA!tirare su le maniche e darsi da fare
tutti.la munnezza di napoli l'hanno prodotta i napoletani! ne producano meno e
sappiano scegliersi gli amministratori! 12/02/2008 08:50 M, provincia di BO io
ho provato ad andarmene dall'Italia ma con un figlio disabile non posso perchè
nessun paese tra quelli in cui avrei voluto trasferirmi (Norvegia, danimarca,
finlandia) mi accetta; per meglio dire io posso trasferirmi ma non ho accesso
ai servizi sociali e sanitari per parecchi anni a meno che la ASl ed il comune
italiano non dichiarino la loro disponibilità a pagare i conti. Voi capite che
con un figlio disabile si ha spesso necessità sia sanitarie che sociali......
12/02/2008 07:32 M, provincia di MO e tu che hai fatto per fare in modo che
napoli sia posto pulito e vivibile? e' facile abbandonare la nave quando sta
affondando.... la colpa ce l'avete voi 11/02/2008 21:59 M, provincia di VI
Anch'io voglio l'asilo in svizzera, certo, qui in veneto non è come nell'italia
dove vive questo signore, non rischiamo il tumore... uhm... allora forse non mi
daranno l'asilo... peccato, in svizzera si pagano meno tasse... Ok dai, non
importa, sarà per la prossima scusa che potrò inventarmi... Intanto a questo
signore poco patriota e molto opportunista possiamo dare l'asilo politico in
veneto... Si certo, niente diaria e paga le stesse tasse di prima, ma qui non
abbiamo le discariche abusive, se è VERAMENTE questo il problema.... Abbiamo
pure belle montagne con aria purissima... il cioccolato lo possiamo
importare... ci faccia sapere... 11/02/2008 21:51 M, provincia di LI TUTTA
QUESTA PAURA, GIUSTIFICATISSIMA, FA PARTE DEI 18 MESI DI GOVERNO PRODI
11/02/2008 20:29 M, provincia di MO aspetta un momento, ma allora anche io
potrei chiedere asilo! sono circondato da mussulmani ed extracomunitari regolari
e non, i giudici del mio paese esaltano i clandestini e gli irregolari io come
cittadino italiano non oso più uscire di sera, mia moglie e mia figlia se
rientrano tardi devo accompagnarle al lavoro e al rientro.. si mi sa che i
requisiti ci sono anche per me vi pare!! la vita mia e della mia famiglia è a
rischio la pressione psicologica è alle stelle lo stato non fa un tubo, anzi mi
correggo, non fa un tubo per la sicurezza di noi italiani ma si spacca in due
per i delinquenti. dove devo firmare per chiedere l'asilo in svizzera?
11/02/2008 19:51 M, provincia di RE Che mito! Sono presenti 8 commenti, invia
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Telefonia - Informatica Varie Annunci legali MAFIA Agguato nel palermitano: due
morti e un ferito Le vittime sono Giampaolo e Giuseppe Riina, figli trentenni
dell'imprenditore Salvatore Riina, solo omonimo del boss. I killer hanno
sparato all'impazzata Palermo, 12 febbraio 2008 - Duplice omicidio all'alba di
oggi a Partinico (Palermo). Le vittime sono Giampaolo e Giuseppe Riina, figli
trentenni dell'imprenditore Salvatore Riina, solo omonimo del boss, ucciso nel
1998 sempre a Partinico. Un'altra persona è rimasta ferita nell'agguato
mafioso. I due erano incensurati. Secondo una prima ricostruzione, fatta dal
Commissariato del luogo, i due erano in compagnia di un loro dipendente, che è
rimasto ferito nell'agguato, quando sono entrati i killer che hanno iniziato a
sparare all'impazzata. Gli investigatori stanno adesso ascoltando un barista
per potere avere la descrizione del killer o dei killer. Segnala ad un amico
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ispeziona lo scudo dell'Atlantis A preoccupare sono tre pezzi di rivestimento
del serbatoio di carburante che durante il lancio si sono staccati e potrebbero
aver impattato contro la pancia dello shuttle. Ma a quella quota e a quella
velocità è improbabile. Laboratorio europeo Columbus, la scheda Houston, 9
febbraio 2008 - Alla Nasa assicurano che è solo un'ispezione di routine, ma il
disastro del 'Columbia' ha spinto i tecnici a non sottovalutare qualunque
incidente, anche minuscolo, si sia verificato durante il decollo dello shuttle.
Così l'equipaggio dell'Atlantis, entrato in orbita giovedì scorso, ha
utilizzato una telecamera ad alta definizione montata sul braccio meccanico
della navetta per ispezionare la carlinga e verificare che tutte le 'mattonelle'
che compongono lo scudo termico siano al loro posto. A preoccupare sono tre
pezzi di rivestimento del serbatoio di carburante che durante il lancio si sono
staccati. Due, filmati dalle telecamere della Nasa 110 e 112 secondi dopo la
partenza, quasi sicuramente non hanno colpito l'Atlantis, ma un terzo, che si è
staccato 7,2 minuti dopo il lancio, potrebbe aver impattato contro la pancia
dello shuttle. Ma a quella quota e a quella velocità è improbabile, secondo i
tecnici, che un pezzo di rivestimento possa aver causato danni allo scudo.
"Da quello che abbiamo visto attraverso le telecamere esterne e quelle
interne, abbiamo avuto un lancio ottimale" ha assicurato il capo missione
John Shannon, "decideremo se c'è bisogno di un'ispezione più attenta, ma
al momento non sembra sia necessaria". Sull'Atlantis è imbarcato il modulo
'Columbus' messo a punto da Alenia Spazio. COLUMBUS è IL PIù IMPORTANTE
CONTRIBUTO EUROPEO IN AMBITO SPAZIALE è il più importante contributo europeo
alla scienza in ambito spaziale il laboratorio europeo Columbus lanciato dalla
Nasa oggi, dopo due tentativi falliti a dicembre scorso, dal Kennedy Space
Center, la base spaziale statunitense di Cape Canaveral, in Florida. Grazie al
Columbus e dentro il Columbus, per i prossimi dieci anni verranno condotti
esperimenti scientifici possibili solo nelle condizioni di microgravità
riscontrabili nello spazio e non replicabili sulla Terra. Ecco come è stato
fatto e chi ha partecipato alla realizzazione del laboratorio europeo. Per
realizzare questo gioiello della tecnologia contemporanea sono scese in campo
le imprese di ben 10 paesi europei, guidate dalla tedesca Eads Astrium. In un
ambiente perfettamente pressurizzato, oltre all'equipaggio di
astronauti-scienziati, anche scienziati e tecnici delle agenzie spaziali
europee e delle imprese hanno partecipato alla progettazione e produzione del
Columbus. Il laboratorio europeo dell'Esa è fornito di ben 10 racks, una sorta
di 'armadì perfettamente attrezzati per realizzare gli esperimenti scientifici.
Alcuni di questi racks hanno funzione di magazzino per i materiali di scorta
degli astronauti, altri servono, invece, per portare a termine esperimenti di
fisica dei materiali, di fisica dei fluidi, biologia e medicina. Con il
laboratorio Columbus, finanziato dall'Agenzia Spaziale Europea, l'Europa ha
così la sua casa spaziale per le ricerche scientifiche a bordo della Iss, in
coabitazione con i laboratori realizzati dagli enti spaziali di Usa, Russia e
Giappone. Un ruolo chiave nel programma Columbus è stato svolto dai tecnici e
ingegneri dall'impresa aerospaziale italo-francese Thales Alenia Space. In un
quadro di forte cooperazione internazionale, l'azienda del gruppo
Thales-Finmeccanica è infatti responsabile della definizione, sviluppo e pre-integrazione
dell'intera parte termomeccanica del sistema Columbus, che in gergo tecnico è
stato chiamato Pica (Pre-Integrated Columbus Apm). In particolare, questi
tecnici sono stati impegnati nella progettazione, qualifica e fornitura della
struttura primaria e secondaria di Columbus, il sistema di protezione
micrometeoritica (Mdps-Meteoroid and Space Debris Protection System), il
controllo termico attivo e passivo (Tcs), il controllo ambientale (Eclss), i
cablaggi e tutti i relativi equipaggiamenti di supporto a Terra. Un contributo
che include, inoltre, alcune delle principali funzioni del sistema tra le
quali, l'accomodamento degli equipaggiamenti dei sottosistemi e dei carichi
utili, il controllo della temperatura, il controllo e la rivitalizzazione dell'atmosfera
e il sistema di rilevazione e spegnimento del fuoco. E non è tutto. All'interno
del laboratorio Columbus, già al momento del lancio, sono infatti installati 5
payloads per esperimenti in microgravità, di cui due realizzati sempre dagli
esperti dell'impresa italo-francese in qualità di Prime Contractor dell'Agenzia
Spaziale Europea. In particolare, l'azienda aerospaziale ha realizzato in
qualità di capocommessa i programmi Fluid Science Laboratory (Fsl) per
esperimenti nel campo della fisica dei fluidi ed European Drawer Rack (Edr),
una facility multiuso capace di accogliere esperimenti di diversa natura e
tipologia. Ma l'imprinting nazionale e dei cugini d'oltralpe non si è limitato
a questo. Un team di ingegneri, tecnici e scienziati dell'azienda aerospaziale
ha inoltre realizzato uno dei più complessi Payload esterni. è il Solar e
permette di realizzare, contemporaneamente, tre esperimenti avendo il Sole
appunto come riferimento di allineamento. Solar, presente nella stessa missione
a bordo della navetta Atlantis, sarà installato dagli astronauti sulla
piattaforma esterna di Columbus durante una passeggiata spaziale
extraveicolare. Segnala ad un amico Tuo nome: Tua email: Nome amico: Email
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cervelli" Gabriele Boccaccini, professore emigrato negli Usa: "Le
nostre università non sanno selezionare i migliori" Commenta di Alessandro
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Annunci legali CUBA Studenti criticano duramente il Governo Il presidente
dell'Assemblea Nazionale cubana Ricardo Alarcon, una delle principali cariche
dello Stato, è stato bersaglio di domande molto imbarazzanti nell'incontro con
gli studenti del 19 gennaio passato Rio de Janeiro, 10 febbraio 2008 - Il
presidente dell'Assemblea Nazionale cubana Ricardo Alarcon, una delle
principali cariche dello Stato, non si aspettava certo di diventare il
bersaglio di domande molto imbarazzanti nell'incontro con gli studenti del 19
gennaio passato. Studenti, per altro, appartenenti a un programma speciale
voluto proprio da Fidel Castro, quelli della scuola informatica UCI.
Nell'incontro, ripreso anche delle telecamere, divulgato dalla BBC e ora finito
su YouTube, Alarcon viene affrontato da alcuni studenti con domande difficili.
Alejandro Hernandez per esempio gli chiede: "Per chi abbiamo votato? Di
questi candidati che abbiamo votato conosciamo solo la biografia, ma non so di
chi si tratti. Cosa significa il voto unito?". Elicer Avila, un altro
rappresentante studentesco, chiede: "Perché il commercio del Paese è tutto
in pesos convertibile quando i salari dei nostri contadini e lavoratori sono
pagati in moneta nazionale che ha un potere d'acquisto 25 volte
inferiore?". E poi domanda: "Perché noi non possiamo viaggiare
liberamente in determinati luoghi del mondo? Per esempio, io non voglio morire
prima di aver visitato il mausoleo di Che Guevara in Bolivia. Perché non posso
viaggiare per la Bolivia liberamente con la mia famiglia?". Domande,
queste, alle quali Alarcon ha risposto che se tutti i 6 miliardi di abitanti
del mondo viaggiassero si verificherebbe un grande caos: "Quelli che
viaggiano sono una minoranza", ha spiegato. Nel video, che dura 57 minuti,
Alarcon afferma anche che sebbene lui provenga da una famiglia "di classe
un po' superiore a quella lavoratrice", da giovane non conosceva Varadero
(località balneare) né il Tropicana (famoso night-club dell'Avana). Gli
studenti hanno poi messo in questione il difficile accesso a internet sull'isola
fuori dai canali controllati. Guarda il video Segnala ad un amico Tuo nome: Tua
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l'Iran lavora alla bomba atomica" Così il premier israeliano
a Berlino: "A nostro giudizio gli iraniani stanno continuando a portare
avanti i piani per dotarsi di armi non convenzionali, nulla che abbiamo visto
finora ci ha fatto cambiare idea su questo punto" Segnala ad un amico Tuo
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non girerà Harry Potter 7" 'Espiazione' trionfa agli Oscar inglesi Lo
assicura Daniel Radcliffe alla cerimonia dei Bafta, la British academy of film
and television arts, definendo 'spazzatura' le voci sulla presenza del cineasta
Commenta Londra, 12 febbraio 2008 - Niente Harry Potter per Steven Spielberg,
parola di Daniel Radcliffe. L'attore britannico, divenuto celebre per aver dato
corpo al maghetto sul grande schermo, ha smentito le voci di una possibile
regia di Spielberg per il settimo capitolo della saga ideata da J.K. Rowling.
Parlando alla cerimonia dei Bafta, la British academy of film and television
arts, Radcliffe ha definito "spazzatura" i rumours sulla presenza del
cineasta, che ha firmato nella sua carriera capolavori come "Schindler's
List" ed "E.T.". "è una notizia senza fondamento. Al
momento stiamo lavorando al sesto capitolo e ci stiamo divertendo molto. Tra
quattro mesi sarà finito e solo allora si penserà al film successivo".
Day-Lewis: "Sono diventato brutale per recitare nel Petroliere"
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( da "Opinione, L'" del 12-02-2008)
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Oggi è Mar, 12 Feb
2008 Edizione 28 del 09-02-2008 La black list ebrea Questo è puro razzismo di
Paolo Della Sala Forse vi sono anche "docenti e studenti"
dell'università "La Sapienza" (le virgolette sono d'obbligo) tra i
responsabili della pubblicazione su un blog di una lista nera che elenca e
"rastrella" 162 professori di origine ebrea, a Roma e in altre
università italiane. L'accusa è di essere "ebrei" e di fare parte
della relativa "lobby". Ci sarebbe più di quanto basta per mandare a
casa i responsabili di questo scempio, soprattutto se costoro fanno parte del
mondo universitario. Non è soltanto fogna nazionalsocialista. Come nel caso del
recente boicottaggio della Fiera del libro di Torino, e dell'attacco della
rivista "Left" contro Giuliano Ferrara, si tratta sempre più di fogna
socialista-rivoluzionaria: due volti, ma una faccia sola dell'intolleranza. Il
fango colpisce gli atenei italiani, dove deboli di pensiero vari possono
liberamente sfasciare i neuroni dei giovani, essendo nominati
"docenti" e ricevendo per questo compito ricche paghe a carico della
comunità. Siamo tornati alla fogna delle leggi razziali, ma in maniera più
sottile e subdola. Il libro Autodafè, di Emanuele Ottolenghi (Lindau) conferma
l'orrore. In Italia nel 2005 ben il 55% della popolazione riteneva che
"gli ebrei" sono "più leali a Israele
che a questo paese". La percentuale è la più alta nell'intera Europa. Nel
10 novembre del 2003 Il Corriere della Sera pubblicava un sondaggio
sull'antisemitismo. Ben il 22% degli intervistati diceva che "gli ebrei
non sono veramente italiani". L'8% sostiene che "se ne devono andare
via dall'Italia". Il 51% sostiene che "gli ebrei hanno una mentalità
e uno stile di vita diversi dal resto degli italiani. L'11% dice che "gli
ebrei mentono quando sostengono che il nazionalsocialismo ne ha sterminati sei
milioni nella camere a gas". E' inutile girare intorno all'albero del
fico: tutto ciò si spiega con una parola sola: razzismo. Se la Costituzione è
ancora valida, anche per coloro che più la lodano e più la utilizzano a proprio
uso e consumo, tutto ciò dev'essere bloccato nella maniera più netta e decisa.
Con provvedimenti duri, non solo di tipo legale come si sta facendo in queste
ore su istanza della comunità ebrea di Roma. In questi casi siamo tutti
"parte civile". P.S. Il can can delle Giornate della Memoria è così
ridondante e suona così pompeur, da risultare controproducente. Invece di
celebrazioni, servono pratiche quotidiane antirazziste. Se invece di elevare i
turpi boicottatori di Torino al rango di intellettuali, coinvolgendoli in un
dibattito cultural-politico, si fossero trattati per quel che erano, cioé
razzisti mascherati, non saremmo arrivati a questa lista nera che prefigura
Notti dei Cristalli e riduzioni al silenzio del diverso -sia esso papa, rabbino
oppure laico-, che non possiamo più tollerare nemmeno come ipotesi.
L'espressione "Il verme di Giacobbe" ricorre in Isaia 41:14. Il popolo di Israele è piccolo e debole come un verme, ma verrà risollevato dal
Signore. Si noti bene: non da se stesso, non da conquiste o ricchezze, ma da
Dio. Se si potesse tradurre in termini laici si potrebbe dire che Israele -che rappresenta la condizione
dell'umanità tutta, e non solo un popolo- può essere sollevato dalla sua
debolezza e piccolezza simboleggiata dal lemma |verme| solo dalla
ricchezza della propria cultura, spiritualità, valori, lavoro. Il piano
dell'esistenza non è mai quello immaginato dai materialisti storici. Ma sta
anche a tutti noi mettersi dalla parte di chi viene insultato e attaccato in
maniera bestiale. Nel libro di Qohelet (Ecclesiaste) ciò è ben descritto dalla
frase: "Chi è misericordioso con chi è crudele, sarà crudele con il
debole". Evitiamo di fare questa fine, noi cittadini di Eurabia.
( da "Opinione, L'" del 12-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Oggi è Mar, 12 Feb
2008 Edizione 28 del 09-02-2008 La stampa siriana prevedeva un'escalation di
destabilizzazione. Che puntualmente sta avvenendo "Resistere" alla
pace "Una resistenza araba ha iniziato a consolidarsi sul terreno e a
cambiare il corso degli eventi". Così la stampa del regime di Assad esalta
Hamas e Hezbollah di Giorgio Bastiani La stampa siriana "prevede" una
escalation nelle "operazioni di resistenza"
contro Israele e il governo
libanese. Il Middle East Media Research Institute ha tradotto una serie di
articoli, scritti tra la fine di gennaio e l'inizio di febbraio, tratti dal
quotidiano di regime "Tashreen" e dal sito Syria-news.com, in cui si
esalta la destabilizzazione e si denunciano complotti. Siccome si tratta
di organi di stampa governativi, stiamo parlando della posizione ufficiale
siriana, non di opinioni in libertà. Sul quotidiano di regime leggiamo che
"Gli Arabi sono divisi a causa della pressione americana (...) Ma
nonostante questa situazione oscura, una resistenza araba ha iniziato a
consolidarsi sul terreno e a cambiare il corso degli eventi". E in un
altro articolo, redatto dall'editorialista di "Tashreen" Abdullah
Khaled, si legge una tesi ancora più chiara: "I leader di Hezbollah hanno
captato informazioni sulla decisione di eliminare i vertici della resistenza in
Libano e dell'Intifadah a Gaza. La decisione è stata presa in seguito a un
ordine esecutivo firmato dal presidente degli Stati Uniti George W. Bush (...).
Ma la resistenza sa che il rapporto di forze è a suo favore e che tutto il
sostegno americano, internazionale e arabo (alla maggioranza libanese, ndr) non
può far nulla per ribaltarlo. La resistenza non può sedersi e attendere di
essere eliminata". La retorica vittimista e le teorie cospirative che
caratterizzano questi articoli, trasformano il processo di pace voluto dagli
Stati Uniti e accettato dai governi arabi più moderati in un gigantesco
complotto ai danni dei popoli arabi. Gli stessi governi musulmani non allineati
alla Siria e all'Iran sono visti come pedine della congiura. In realtà, più che
di analisi e di previsioni, questi articoli sono vere e proprie dichiarazioni
di intenti. E gli effetti iniziano già a vedersi: da Gaza, la
"resistenza" ha ricominciato ad effettuare attentati suicidi, come
quello di Dimona del 4 febbraio e ha ripreso il lancio massiccio di razzi
Qassam contro il Negev: 22 solo ieri mattina. I miliziani dei Comitati di
Resistenza Popolare palestinesi hanno lanciato di nuovo la loro sfida,
annunciando che intensificheranno i lanci e invitando gli israeliani a
"evacuare" Sderot, per "la loro salvezza e la salvezza dei loro
figli". Sull'altro fronte, in Libano, il 7 febbraio, la
"resistenza", costituita dai partiti filo-siriani (Hezbollah e i
cristiani della fazione del generale Aoun) ha ribadito la sua linea più
intransigente: o l'opposizione sarà dotata di un potere di veto nel nuovo
governo, oppure non consentirà l'elezione di un nuovo presidente. Col risultato
che il "paese dei cedri" è privo di un capo dello stato dal 23
novembre scorso e il rischio di scoppio di una guerra civile (o di una nuova
guerra tra Hezbollah e Israele) è, di giorno in
giorno, più alto. Il regime di Damasco sta soffiando sul fuoco in entrambe le
crisi, elevando il livello di scontro.
( da "Opinione, L'" del 12-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Oggi è Mar, 12 Feb
2008 Edizione 28 del 09-02-2008 La lista della vergogna Alzarsi una mattina di
Michael Sfaradi Non è piacevole alzarsi la mattina e ritrovarsi come
scaraventati indietro nel tempo. Credo di aver provato la stessa sensazione che
provò mia madre, all'indomani dell'entrata in vigore delle leggi razziali
quando, insieme ad un altro bambino e ad un'insegnante, furono prelevati dalle
loro classi ed invitati ad uscire dalla scuola elementare Aurelio Saffi, nel
quartiere S. Lorenzo in Roma, perché persone di "Razza Ebraica".
Potreste anche credere che io stia esagerando, che quei tempi siano passati e
che non torneranno più, ma io vi dico che attualmente, in Italia, c'è lo stesso
clima che precedette l'attentato alla Sinagoga di Roma. Sarebbe un grave errore
credere che la messa in rete, a poco più di una settimana dalla ricorrenza del
"Giorno della Memoria", della lista con 164 nomi di docenti
universitari di religione ebraica, sia lo scherzo di un buontempone alla
ricerca del suo quarto d'ora di notorietà. Come sarebbe un grave errore non
capire che, per confezionare una lista di questo tipo, bisogna fare delle
ricerche accurate, che denotano premeditazione intrisa d'odio profondo. Non
possiamo più nasconderci dietro alle frasi fatte, minimizzando quello che
quotidianamente accade sotto i nostri occhi, e non possiamo far finta di non
accorgerci che questa stolta pubblicazione altro non è che l'ultimo anello di
una catena che, da troppo tempo, nasconde l'antisemitismo puro, sia a destra
sia a sinistra del nostro arco costituzionale. Il non essere d'accordo con la
politica del governo israeliano, senza se e senza ma, qualsiasi cosa faccia, è
stato per troppo tempo usato come giustificazione per tutti quei comportamenti
sul filo dell'aperto antisemitismo, e di questo vi do alcuni esempi, quelli a
mio avviso più significativi: - Sono diversi anni che, nella civilissima
Inghilterra, i docenti delle università britanniche boicottano le
collaborazioni, in tutti i campi, con le università israeliane. - I docenti
israeliani non sono stati più invitati né a incontri né a
conferenze e quelli inglesi non accettano più inviti in Israele. Motivo? Disaccordo con la
politica del governo israeliano. Nel frattempo in Israele sono cambiati almeno tre governi, mentre il disaccordo no,
quello non cambia. Nel passato i docenti comunisti che arrivavano dalle
università dell'ex Unione Sovietica, erano invitati e ben accetti in Gran
Bretagna, mentre i loro colleghi dissidenti marcivano nei vari Gulag.
Anche oggi i docenti cinesi hanno lo stesso trattamento dei loro colleghi
sovietici di allora. Mi chiedo: al governo della Repubblica Popolare Cinese non
si può fare nessun appunto per quello che riguarda il rispetto dei diritti
umani? E che dire di tutta la sequela di esecuzioni capitali eseguite nei vari
paesi di fede musulmana? Oggi per la Cina, come allora per l'Unione Sovietica,
nessuno pensa che i docenti universitari possano essere boicottati per la
politica seguita dal loro governo. Per Israele no,
quando si tratta d'Israele bisogna colpirla e
metterla, sempre e comunque, con ogni mezzo, in cattiva luce. In Italia,
penultima in ordine di tempo, c'è stata la levata di scudi contro la
partecipazione d'Israele, come ospite d'onore, alla
Fiera del Libro di Torino. I vari denigratori e i loro spalleggiatori, si sono
dati molto da fare al fine di costringere la direzione della Fiera ad annullare
l'invito. Per fortuna, anche se con un ritardo che lascia qualche dubbio, anche
chi non vuole mescolare la politica e la dolorosa situazione mediorientale con
la cultura e i libri, ha detto la sua, dando forza alla Direzione della Fiera
ed alla sua decisione di invitare Israele. Anche se
spero con tutto il cuore di essere smentito, ho la netta sensazione che la
kermesse di Torino non sarà la più tranquilla della sua storia. Oggi, per
concludere, la denuncia alla polizia postale da parte della Comunità Ebraica
romana, della messa in rete di questa lista, un atto antisemitico vero e
proprio, una messa alla berlina d'altri tempi. Ora però, gli antisionisti
mascherati da "coloro che sono solo contrari alla politica del governo d'Israele" non possono più nascondersi dietro al loro
disaccordo con la politica israeliana perchè con questa lista, che tristemente
ricorda quella che le S.S. avevano compilato a Roma prima del 16 ottobre 1943,
la maschera è caduta. Sta a tutti noi, che amiamo la democrazia, la civile e
pacifica convivenza fra i popoli, che amiamo la pace e che vogliamo una giusta
soluzione dei problemi mediorientali, isolare questi portatori d'odio e far
capire che non c'è più posto nel mondo libero per le loro idee.
( da "Quotidiano.net" del 12-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
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aperta di Di Pietro ai suoi: "L'intesa col Pd è sempre più labile"
Dopo il no di radicali e socialisti, anche l'ex pm si smarca e scrive
all'Avvenire: "E' un controsenso non presentarsi con il nostro simbolo, non
siamo mica accattoni" Commenta Roma, 12 febbraio 2008 - Dopo il 'nò di
radicali e socialisti all'ingresso nelle liste del Partito Democratico la corsa
solitaria del partito di Walter Veltroni alle prossime elezioni è sempre più
probabile. Sembra allontanarsi infatti anche un apparentamento con l'Italia dei
valori di Antonio Di Pietro, che continua a restare fermo sulle sue posizioni.
In una lettera riservata indirizzata ai suoi e pubblicata da 'Avvenirè, l'ex pm
definisce "sempre più labile" la possibilità di un'intesa con il Pd e
dice di essere pronto a candidarsi "sia alle politiche", come
candidato premier, "sia alle amministrative come sindaco di Roma".
"A noi piacerebbe intavolare un discorso politico, programmatico, di
legislatura con il Partito democratico, perchè sta rinnovando la classe
politica", spiega Di Pietro. Ma "non confluiamo da nessuna parte -
aggiunge - e i colleghi del Pd devono sciogliere la riserva e riconoscere che
non c'è nessuna ragione al mondo per cui il simbolo dell'Italia dei Valori non
deve essere presente nella coalizione". Insomma, ribadisce Di Pietro,
"è un controsenso non presentarsi con il nostro simbolo, non siamo mica
accattoni". Il termine 'accattonè era stato usato ieri da Emma Bonino, che
aveva respinto così le avances di Piero Fassino ad andare nel Pd, ma senza
Marco Pannella. Oggi i radicali ribadiscono la loro disponibilità "a
ripetere l'iniziativa politico-elettorale del 2006" e invitano il Pd a
"evitare l'errore" di esclusione. Ma dal loft la risposta sembra
ferma: i radicali non saranno della partita del 13 e 14 aprile. Anche i
socialisti, incassato ieri il 'nò di Veltroni si preparano ad affrontare la
sfida di primavera in solitaria. E secondo quanto emerge da una riunione in
corso tra i vertici del PS, è tutto pronto per presentarsi da soli alla Camera
e al Senato. "Il Pd da solo non è in grado di sconfiggere Berlusconi - ha
detto Boselli - quindi, neppure quello al Pd è un voto utile: i voti alle
elezioni sono tutti utili a cominciare da quello dato al PS". E a due mesi
esatti dal voto inizia anche la competition interna alla ex Unione: se per
Fausto Bertinotti il Pd raccoglierà consensi anche dal popolo della sinistra,
secondo il leader dei Verdi Pecoraro Scanio invece la scelta "di
centro" di Veltroni farà sì che gli elettori premieranno la
Sinistra-Arcobaleno. BONINO "Non sono un'accattona" - BOSELLI
"Nessun accordo, ci chiedono di scioglierci..." Commenti Invia
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dell'Ancona contro il PescaraViareggio - Spal le immagini della disfattaMostra
Belle Epoque a Palazzo RoverellaI dipinti rubati a ZurigoTrekking sulla neve
Enzo Bucchioni commenta il caso FarinaIl punto di Francesco Ghidetti sulla
situazione politicaBologna: per la serie A servono sempre 2 punte (commento di
Giuseppe Tassi)11 settembre
( da "Opinione, L'" del 12-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Oggi è Mar, 12 Feb
2008 Edizione 29 del 12-02-2008 Intrevista a David Meghnagi / Antisemitismo di
destra e di sinistra di Dimitri Buffa "La sinistra non è affatto immune
dall'antisemitismo sin dalle proprie radici ottocentesche, basterebbe citare
Fourier, Bakunin e Proudhon solo per fare alcuni esempi, e io dico che bisogna
conoscere le cose per dialogare e per capire perché possano avvenire enormità
come la divulgazione di liste di proscrizione contenenti nomi di docenti ebrei
o presunti tali nonché le proposte di boicottare la Fiera del Libro solo perché
quest'anno ha deciso di invitare lo stato di Irsaele come ospite d'onore in
occasione del sessantesimo anniversario dalla sua fondazione". David
Meghnagi è un filologo ebraico di nascita tripolina. La famiglia venne cacciata
dalla Libia dopo la guerra dei Sei giorni. Meghnagi è stato colui che ha
denunciato all'opinione pubblica per primo l'obbrobrio della schedatura dei
professori ebrei su internet. In questa intervista spiega la genesi
dell'ostilità odierna contro gli ebrei. La prima domanda riguarda le modalità
con cui è venuto a conoscenza della lista. La lista so che circolava almeno da
novembre ed è stata grossolanamente ricavata da un appello promosso proprio da
me tempo prima, nel 2005, contro il boicotaggio accademico in Gran Bretagna e
altrove, firmato da tantissimi professori della Sapienza. Casualmente l'ho
trovata su internet mentre cercavo materiale per la mia
conferenza stampa dello scorso giovedì per denunciare un nuovo odioso
boicottaggio anti ebraico e anti israeliano, quello della Fiera del libro di
Torino. Imbattutomi in quella lista piena di errori, in realtà non sono affatto
la maggior parte i profesori di religione ebraica tra quei 162 nomi, ho deciso
di darne subito una pubblica testimonianza di riprovazione. Lei ha
chiesto al presidente della Repubblica di recarsi ad inaugurare la Fiera del
libro. Basterà questo gesto per mettere all'angolo l'odio anti israeliano? Di
certo sarà un'azione dal valore simbolico enorme e potrebbe servire da deterrente
contro i malintenzionati che identificano lo stato ebraico con i problemi in
Medio Oriente. Detto questo è forse anche interessante notare che nell'appello
del 2005 era presente anche la firma di Giorgio Napolitano. Questo per dire che
solo per caso nella lista dei 162 poi circolata su internet non appare anche il
suo nominativo. Rispetto ai nazisti gli anti semiti di oggi sono dei
dilettanti? L'odio è lo stesso. La preparazione culturale è se possibile ancora
inferiore. Il solo fatto che questi docenti abbiano firmato il mio appello
contro il boicottaggio delle università europee ha fatto sì che nella piccola
mente di questa gente i firmatari apparissero a tutti gli effetti come ebrei
veri e propri. Anzi come "membri di una lobby ebraica che si muovono
contro gli interessi della nazione". Essere ebreo non è più
un'appartenenza religiosa ma una categoria dello spirito intesa in senso
denigratorio. Furio Colombo si è affrettato a liquidare come fascista questa
lista di proscrizione. In realtà la schedatura è stata fatta da attivisti della
sinistra antagonista e poi copiata anche dal sito in questione che è di estrema
destra, di tipo tradizionalista cattolico. Perché tutto questo pudore nel
denunciare l'anti semitismo a sinistra? E' chiaro che il marchio di fabbrica
dell'anti semitismo ce l'hanno il nazismo e certo tradizionalismo cattolico
preconciliare dei secoli passati. Ma la sinistra aveva nelle proprie radici il
germe anti semita sin dalla nascita delle idee socialiste. Basterebbe pensare a
Proudhon, Fourier o Bakunin tanto per fare degli esempi. Proudhon sugli ebrei
usa parole come quelle di Goebbels. I comunardi francesi rifugiatisi in Algeria
vi importarono anche il loro anti semitismo di sinistra. Io sono uno studioso
del fenomeno dell'anti semitismo nel mondo e affermo che la sinistra ha solo la
presunzione di non avere nel proprio dna questo morbo. L'antisemitismo di
estrema sinistra è un classico come quello di estrema destra e quello del
fanatismo cattolico tradizionalista? Sì, non c'è dubbio. Come esistono
volenterosi bipartisan che combattono l'odio contro gli ebrei tanto nello
schieramento moderato quanto in quello di ispirazione socialista, allo stesso
modo esiste un biparisan anche dell'anti semitismo che ricorda tanto il patto
Molotov-von Ribbentrop. Questo spiega allora le lettere di insulti al
"manifesto" e a Valentino Parlato dopo il suo coraggioso schierarsi
contro il boicottaggio alla Fiera del Libro? Certo, la pancia della sinistra
antagonista che spesso si riconosce nelle posizioni assurdamente ostili che il
Manifesto e altri giornali di estrema sinistra hanno su Israele,
si è sentita tradita dall'editoriale di Parlato. Di qui la reazione con lettere
e insulti al giornale. Insomma, finchè c'è da commemorare gli ebrei morti della
Shoà va tutto bene a sinistra, il problema sorge con gli ebrei vivi da
difendere dal terrorismo? C'è una faccia della sinistra che si riconosce nei
valori della Resistenza e che non può che vedere gli ebrei come vittime ma poi
c'è anche una faccia che si identifica con i diktat giunti da Mosca dopo la
guerra dei Sei giorni che identificano lo stato di Israele
come il male assoluto del capitalismo americano. Queste due faccie esistono
anche oggi e non c'è stata ancora l'autocritica necessaria per superare questa
contraddizione.
( da "Avanti!" del 12-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
La decisione degli
organizzatori della Fiera del Libro, che si terrà a Torino nel prossimo maggio,
avrà come ospite d'onore lo Stato d'Israele e nel 2009 un Paese arabo. La decisione del comitato
organizzativo non è stata condivisa da varie associazioni di scrittori della
Giordania, della Tunisia e dell'Egitto che hanno invitato al boicottaggio della
manifestazione. Una formazione politica di estrema sinistra (il Pdci) e altre
frange estremiste sono intervenute con invettive offensive e violente contro Israele e con dichiarazioni di allucinante antisemitismo che
in Italia sembrava sconfitto definitivamente nel 1945. Il mondo
"civile" italiano ha giustamente reagito a questo rigurgito di
razzismo, confermando il programma che sarà rispettando e ribadendo che questo
boicottaggio significa solo il tentativo di far interrompere ogni dialogo e
distruggere ogni speranza di pace fra i due popoli. Ma in questi giorni a
Torino sui muri del Lingotto, dove si svolgerà la Fiera del Libro, sono apparse
grandi scritte: "Israele assassino". Anche
la lapide che a Torino ricorda l'entrata in vigore delle leggi razziali è stata
imbrattata con vernice nera. A pochi giorni dalla "Giornata della
Memoria" queste sono scritte che l'Italia democratica non può permettersi,
perché fanno riaffiorare un passato di vergogna e di infamia.
( da "Opinione, L'" del 12-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Oggi è Mar, 12 Feb
2008 Edizione 29 del 12-02-2008 Intervista a Michael Sfaradi / "Il sorriso
della morte" di Valentina Diaconale "Il suo modo illegale di fare
giustizia". Nel clima di questi giorni, dal boicottaggio della Fiera del
Libro di Torino, alla lista -della vergogna- dei professori ebrei apparsa in
rete, si potrebbe ricamare parecchio sulla frase icona del romanzo di Michael
Sfaradi. Un romanzo dove l'inevitabile protagonista è Israele.
Ma la frase pronunciata dal colonnello Luz è la semplice conclusione di un uomo
onesto che così chiude un'incredibile vicenda di spionaggio. La storia comincia
con il ritrovamento di dodici cadaveri e un uomo ferito del quale non si
conosce l'identità. Il colonnello Luz viene incaricato di fare luce su questa
strana vicenda che vedrà coinvolta tutta l'intelligence israeliana. Le indagini
su Martin Landau, il ferito misterioso, sarà la chiave di volta per smascherare
le falle esistenti all'interno del Mossad e dare al colonnello Luz un quadro
complessivo sugli intrighi all'interno del suo Paese. Un paese come gli altri,
dove bianco e nero si mescolano per ottenere quella miscela umana, comune
denominatore di ogni nazione. Perché Israele innanzitutto è una nazione, dove
"Il sorriso della morte" ha volto il suo sguardo sin troppe volte.
Tra suspance e colpi di scena il libro dell'autore romano, cittadino di Israele, ci regala quello che vuole
essere "solo un romanzo" ma che diventa importante testimonianza di
un popolo al quale tutt'oggi viene negato il diritto di esistere. Come
si spiega il paradosso tra le grandi commemorazioni per la Giornata della
Memoria e il boicottaggio della Fiera del Libro di Torino? Io personalmente non
ho una ricetta per dare una spiegazione a quello che sta succedendo nel mondo e
in particolare in Italia. Mi sono arrivate delle e-mail da amici
dall'Inghilterra dove mi raccontavano che per la Giornata delle Memoria sono
stati tolti dal programma scolastico riferimenti all'olocausto per non
infastidire persone di religione musulmana. Credo che ci sia una grande
confusione sulla questione mediorientale e che sia diventata soltanto la
maschera dietro la quale si nascondono sentimenti antisemitici. Sentimenti che
hanno trovato nella questione politica e in quello che succede in Medio Oriente
in generale, un modo per attaccare e tirare fuori tutta l'acredine di cui sono
portatori. Per quello che riguarda la Fiera di Torino io sarò presente come
autore della Fratelli Frilli Editore. Una piccola casa editrice con un gran
coraggio. Il mio non è un romanzo facile, non è facile in generale e non è
facile in Italia. Il mio editore ha avuto la forza di pubblicare qualcosa
controcorrente. Probabilmente, anche se a tutt'oggi non ho la certezza assoluta,
farò parte della delegazione israeliana che sarà presente alla Fiera di Torino.
Chiaramente ci saranno "i grandi" che staranno sotto gli occhi di
tutti, per quello che mi riguarda farò parte di quella schiera di autori che
saranno che, nel loro piccolo, faranno quello che possono. Innanzitutto far
conoscere le loro opere e le loro idee nella speranza che tutto questo possa
far del bene non ad una, ne all'altra parte ma per una tranquillità comune che
stiamo cercando ormai da tanto tempo e che ancora non si vede. Israele è una grande democrazia, che i nostri nemici lo
imparino. Israele è una grande democrazia dove tutto è
sempre in continua discussione. Esiste un dibattito tra le persone: la gente
parla, si confronta su tutto, ma ci sono dei punti fermi dove nessuno è
disposto a prescindere e dietro questi principi ci ritroviamo, tutti,
dall'estrema destra all'estrema sinistra. Perché la scelta di questo tipo di
struttura narrativa. La scelta di far parlare un personaggio all'interno dei
servizi segreti israeliani? Potrebbe sembrare una spiegazione complicata, ma in
realtà è molto semplice: Israele è una nazione. E come
tutte le nazioni ha la sua anima bianca e la sua anima nera. Partendo da questo
presupposto i personaggi che popolano il mio romanzo sono dei personaggi che
fanno parte nell'anima di Israele in ogni suo aspetto.
Il colonnello Luz, quello che si trova la patata bollente di dover scoprire
cosa è successo, è la parte pulita. Il poliziotto che in daga in modo che le
cose sbagliate possano essere corrette. Mentre Martin Landau e Bulgherem sono
personaggi, importanti all'interno della trama del romanzo, per come li ho
sentito io, rappresentano la parte scura che ogni nazione possiede. Non c'è
nulla di autobiografico. È un'opera di fantasia, ma è normale per me descrivere
Israele per quello che è: una nazione come tutte le
altre. Con le sue parti positive e le sue zone d'ombra. C'è una parte positiva
che indaga su una parte negativa e non ha paura di mettere alla luce i suoi
errori. La nazione che interroga se stessa e scopre, dentro se stessa, quello
che non va e lo corregge. Questo secondo me è il quadro di quello che è Israele, così come l'ho vissuta io. Non esistono persone in Israele che non siano disposte a mettere in discussione,
nella massima libertà, ogni aspetto sociale o politico che li riguarda. Il mio
personaggio positivo indaga e scopre delle cose negative che alla fine saranno
corrette. C'è anche uno sfondo di fiducia in tutto questo. Israele
è a miei occhi bellissima nella sua semplicità, nella sua naturalezza, con
tutto il bene e con tutto il male. Il romanzo in questo vuole essere uno
spaccato di vita, un flash. Israele è anche questo.
Nei personaggi, come Martin Landau, si ritrova in piccolo quello che tu dici
per Israele? Serviva per far funzionare la storia un
personaggio particolare e Martin Landau lo è. La sua intelligenza è innegabile
ma è anche innegabile che la sua è stata una vita sacrificata. Si porta dietro
problemi a livello psicologico già dalla sua infanzia, fin dal momento in cui
una madre ossessiva inizia a chiedere il perché avesse dietro dei preservativi.
Questo passato gli lascia tutta una serie di problemi anche a livello sessuale.
Problemi che poi risolve, in maniera tutta sua, incontrando una donna,
altrettanto particolare, con la quale riesce a compensare i suoi limiti. Un
personaggio dalle diverse sfaccettature, tra punte di genialità e arrivismo
frenato. Un romanzo di spionaggio, un thriller. Nella parte iniziale, quando
descrivo Tel Aviv, di com'è la gente, della fila alla posta, degli ascensori
che salgono e scendono nei centri commerciali, i negozi, era mia intenzione far
capire ai miei lettori che girare per Tel Aviv e come essere a Londra, Parigi o
Berlino. È una storia di fantasia, è un romanzo che serve per dare al lettore
un po' di compagnia e che non ha la pretesa di dare le grandi risposte della
vita. Con un lieto fine e un senso di giustizia che a volte si può trovare
anche al di fuori di quelle che sono le regole e le leggi. APPELLO I relatori e
i promotori della conferenza stampa di giovedì 7 febbraio 2008, svoltasi presso
la Federazione Nazionale della Stampa Italiana, lanciano il seguente appello
contro il boicottaggio della Fiera internazionale del libro di Torino. AJC -
American Jewish Committee Comitato accademico europeo per la lotta
all'antisemitismo con l'adesione di: Colloquium Tra Occidente e Oriente Europa
Ricerca Master internazionale di Didattica della Shoah Università Roma 3
Religioni per la pace Appello contro il boicottaggio della Fiera Internazionale
del libro di Torino Esprimiamo la nostra più ferma solidarietà verso gli
scrittori israeliani fatti oggetto di una campagna di boicottaggio che è lesiva
in primo luogo dell'immagine del nostro Paese, a cui è stata inferta una ferita
a valori e principi che a settant'anni dalla Legislazione razzista e sessanta
dalla Costituzione dovrebbero essere un patrimonio comune di tutto il Paese.
Facciamo appello a tutte le forze politiche democratiche, al mondo della
cultura e della scienza perché sia respinto con forza il tentativo di
boicottare la Fiera del Libro. Facciamo appello al Presidente della Repubblica
perché agisca contro l'inquietante tentativo di trasformare un momento
importante di dialogo fra le culture, quale dovrebbe essere l'incontro tra
scrittori, in un tribunale contro lo Stato di Israele
e l'intero popolo ebraico. La letteratura è espressione di libertà: impedirne
la libera voce è il primo passo verso la deriva del totalitarismo. Ieri la
letteratura è arrivata dove la politica appariva cieca e incapace di andare
oltre gli stereotipi e i luoghi comuni della guerra fredda. La letteratura e
l'arte uniscono le persone oltre il tempo e lo spazio, i confini e le culture.
La minaccia di boicottaggio fa invece da sfondo ad un antisemitismo che si
alimenta del conflitto mediorientale ed ha come oggetto la demonizzazione dello
Stato di Israele. Khaled Fouad Allam - Lisa Palmieri
Billig - Giuseppe Caldarola - Fabrizio Cicchitto - Luigi De Salvia - Arturo
Diaconale - Rodolfo Falvo - David Meghnagi - Carmine Monaco - Roberto Natale -
Valentino Parlato - Franco Siddi.
( da "Quotidiano.net" del 12-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
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Telefonia - Informatica Varie Annunci legali INFERNO IRAQ Forniva kamikaze
disabili ad Al Qaeda Arrestato il direttore dell'ospedale Al Rashad è accusato
di collaborare con la rete terroristica di Bin Laden e di aver reclutato le due
donne disabili che si fecero saltare in aria in due mercati di animali della
capitale irachena, uccidendo circa 100 persone Roma, 12 febbraio 2008 - Le
forze di sicurezza irachene e i militari Usa hanno arrestato il direttore
dell'ospedale psichiatrico di Baghdad al Rashad, accusato di collaborare con al
Qaida e di aver reclutato le due donne disabili che il 1 febbraio scorso si
fecero saltare in aria in due mercati di animali della capitale irachena,
uccidendo circa 100 persone. L'arresto è avvenuto domenica scorsa nella
struttura ospedaliera situata nella zona orientale di Baghdad, dove i militari
hanno perquisito per tre ore l'ufficio del medico e hanno sequestrato alcuni
documenti. Alcune fonti hanno rivelato al Times che le due attentatrici
disabili erano state ricoverate in passato nell'ospedale. "Le forze di
sicurezza hanno arrestato il direttore facente funzioni - ha detto un
funzionario dell'ospedale - accusandolo di essere al servizio di al Qaida e di
reclutare donne con problemi psichici e di usarle per operazioni di attentati
suicidi". L'ex direttore dell'ospedale, Ibrahim Muhammad Agel, venne
ucciso lo scorso dicembre in un agguato. I colleghi sospettano che il movente
dell'assassinio sia da ricercare nel suo rifiuto di collaborare con
l'organizzazione terroristica. Le forze americane ritengono che l'attacco del 1
febbraio non sia il primo in cui al Qaida abbia fatto ricorso ad attentatori
con disabilità. "Abbiamo buone ragioni per ritenere che non sia la prima
volta che reclutano individui con handicap mentale", ha detto un
funzionario. Il Times ha visionato le fotografie delle teste delle due
attentatrici, da cui emerge che erano affette da sindrome di Down. BLOG Le
donne-bomba disabili di Lorenzo Bianchi - NUCLEARE Olmert: "L'Iran lavora
all'atomica" Segnala ad un amico Tuo nome: Tua email: Nome amico: Email
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IngridCronaca - Locale Scaricava liquami sul proprio terreno denunciato
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festa?" Scoppia la rissa tra Lindsay e ParisSport - Locale Calcio L'Ascoli
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Orlando: stavolta esce Giuseppe La famiglia di Messina perde un altro pezzo. I
telespettatori, attraverso il televoto, hanno deciso di salvare Alice, Andrea,
Christine e Raffaella Roma, 11 febbraio 2008 - La famiglia Orlando perde un altro
pezzo: Giuseppe torna a casa. Dopo una settimana di discussioni e aspri litigi,
è lui infatti l'eliminato della quarta puntata del Grande Fratello 8. I
telespettatori, attraverso il televoto, hanno deciso di salvare Alice, Andrea,
Christine e Raffaella. Bocciato invece il 34enne messinese. Chi vincerà?I
concorrenti Segnala ad un amico Tuo nome: Tua email: Nome amico: Email amico:
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Catania I siciliani fanno ricorso per Materazzi Gli etnei hanno presentato
reclamo per la presenza del difensore nerazzurro: secondo una norma federale
chi non risponde alla convocazione della Nazionale per infortunio è inibito a
giocare la successiva gara ufficiale con il proprio club Roma, 12 febbraio 2008
- Il Catania ha presentato ricorso per la presenza in campo di Marco Materazzi
nella partita di domenica scorso contro l'Inter, vinta 2-0 dai nerazzurri allo
stadio 'Massimino'. Lo ha comunicato in una nota il giudice sportivo Gianpaolo
Tosel, che ha "preso atto che la Soc. Calcio Catania S.p.A. in persona
dell'amministratore delegato Pietro Lo Monaco, con fax ricevuto alle ore 20.26
dell'11 febbraio
( da "Quotidiano.net" del 12-02-2008)
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Vacanze Telefonia - Informatica Varie Annunci legali CALCIO E DISTENSIONE Hamas
invita per un'amichevole la nazionale di calcio egiziana Il primo ministro del
governo di Hamas Ismail Haniyeh ha invitato i 'faraoni', freschi vincitori
della Coppa d'Africa, per un'amichele con la rappresentativa palestinese.
L'eroe della finale vinta contro il Camerun, Terika, è diventato famosissimo
per aver esibito una maglietta inneggiante a Gaza al momento del gol Gaza, 12
febbraio 2008 - Il primo ministro del governo di Hamas Ismail Haniyeh, "ex
centravanti" dilettante e tifosissimo della squadra al Ahly della massima
divisione di calcio egiziana, fa recapitare dal governo Hamas un invito ai
'faraoni' (che hanno appena vinto la coppa d'Africa) per una partita amichevole
a Gaza contro una rappresentativa palestinese. E' quanto fa sapere la tv
satellitare araba al Arabiya citando il ministro della Gioventù e lo sport del
governo Hamas, Bassim Naim. Domenica scorsa, i sei volte campioni d'Africa di
calcio hanno battuto in finale i 'Leoni' del Camerun per 1-0 portando in Egitto
per la seconda volta consecutiva il prestigioso trofeo continentale disputato
nel Ghana. La tv araba commenta fra la marea di gente scesa nelle strade di
Gaza per festeggiare la vittoria "sono sparite le bandiere di Fatah e
Hamas", per dare luogo a "un autentico tripudio di bandiere
egiziane". Il più festeggiato è stato l'eroe della partita, Mohammed Abu
Terika, autore dell'unica rete che ha deciso l'incontro. "Le foto di
Terika "hanno coperto tutti i muri della città di Gaza" e "per
un giorno" i palestinesi "si sono dimenticati delle loro sofferenze a
causa dell'embargo" imposto da Israele sulla striscia di Gaza. La tv al
Arabiya, rivela che Haniyeh, nonostante tutte le precauzioni per la sua
sicurezza dovute alla minacce israeliane di ucciderlo, "ha voluto vedere
la finale in una casa", mandando subito dopo la partita un telegramma di
felicitazioni al presidente egiziano Hosni Mubarak. Non si sa se le
autorità sportive egiziane permetteranno ai 'faraoni' di esibirsi contro una
rappresentativa palestinese 'selezionata' da Hamas, ma sta di fatto che
l'autore della rete decisiva Terika "rimarrà per sempre nei cuori dei
palestinesi", come ha detto lo stesso figlio di Hanieyh, Abdul Salam. La
ragione? Nelle prime fasi del torneo, per festeggiare il gol segnato contro il
Sudan, il calciatore ha tolto la maglietta facendo vedere sulla canottiera la
scritta "Io simpatizzo per Gaza". Gesto che gli è costato la diffida
della federazione africana. Segnala ad un amico Tuo nome: Tua email: Nome
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- Locale Si tocca davanti a una scuola Denunciato un uomo di 53 anniCronaca -
Locale La gestione dei parcheggi torna sotto il ComuneCronaca - Locale Padre
resta lontano dalle figlie e si rivolge a 'Striscia la notizia'Politica Anche
Lega, An e Fi verso il sì I presidi: "A rischio il ponte di
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in Italia 1880-1915Programma della Stagione di Prosa 2007-2008, Teatro
dell'AquilaProgramma della Stagione di Prosa 2007-2008, Teatro dell'Aquila'Il
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Sirena'L'incontro''Le intellettuali', di MolièreMarco Masini in
concertoStagione concertistica 2007/ 08: Maria de Buenos AiresFrancesco De
Gregori in concerto Alunni elementari in visita a 'La Nazione'Piste innevate a
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per PlayboyLe immaginiIl malore di Giorgio NapolitanoCommemorazione per Niccolò
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distrugge la 'Grande Porta del Sud'Grammy Awards 2008La collezione Triumph a
BeirutLe immaginiLe immagini del progetto viario Cavallomagazine - Puntata
6Video presentazione spot ATTAlessandro Corti commenta le primarie USADivorzio
Mc Cartney -Mills: l'ultimo attoPutin svelato in un film, ma i produttori
neganoRubati dipinti di Cézanne, Degas, Monet e Van Goghparodia di sarkozy che
prende una pillola simile al viagraCharlotte di Monaco a Berlino per
amoreHilton-Lohan, rissa fra le regine del gossipChi ha ucciso Marco Pantani?
(di Xavier Jacobelli)Enzo Bucchioni commenta il caso FarinaIl punto di
Francesco Ghidetti sulla situazione politicaBologna: per la serie A servono
sempre 2 punte (commento di Giuseppe Tassi)11 settembre
( da "Resto del Carlino, Il (Nazionale)" del
13-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
INTERVISTA AL
PROFESSOR SERGIO DELLA PERGOLA Scoppia l'intifada dei numeri "Hamas gonfia
i dati demografici" E' ESPLOSA l'intifada dei numeri. Secondo il direttore
dell'ufficio centrale di statistica di Ramallah, Luei Shaban, che cita il
censimento più recente, la popolazione palestinese nei territori occupati e a
Gerusalemme est è cresciuta negli ultimi dieci anni del trenta per cento. Gaza
avrebbe dato un contributo decisivo al boom demografico, facendo segnare un
cospicuo 45 per cento in più, nonostante la miseria endemica e l'embargo contro
i fondamentalisti di Hamas che la controllano manu militari dal 14 giugno del
2007. Sergio Della Pergola (foto da Internet), docente all'Università ebraica
di Gerusalemme e demografo di fama internazionale (in Italia i suoi libri sono
pubblicati da "Il Mulino"), è scettico sulla correttezza delle cifre
sciorinate da Shaban: "Nell'arco del decennio l'incremento è stato del
2,66 per cento all'anno invece del 3,3 per cento sbandierato dai palestinesi".
Un imbroglio? "Nel loro sito c'è una proiezione aggiornata anno per anno
che arriva fino al 2006. Il censimento è del 2007. Se si estrapola il dato del
2006, si arriva a oltre 4 milioni di persone. Questa cifra giustifica l'aumento
annuale del 3,3 per cento. Io sono stato più veloce e ho calcolato
l'accrescimento effettivo. Sul dato reale dei palestinesi sono arrivato
all'incremento annuo del 2,66 per cento. Shaban, una persona intelligente, è
rimasto fermo alla proiezione". Le proiezioni erano più favorevoli del
dato reale? "Ipotizzavano una popolazione araba di oltre 4 milioni. Ne
mancano all'appello 250 mila. C'è una migrazione negativa di palestinesi verso
altri paesi, un piccolo ruscello che porta fuori persone ogni anno. In secondo
luogo si è verificato anche un calo delle nascite. Con vari mesi di anticipo
ero arrivato alla cifra del censimento del 2007, che quindi è più vicino alla
mia ipotesi che a quella dei palestinesi". I motivi delle discrepanze?
"A Gerusalemme est, amministrata dallo stato ebraico, hanno conteggiato
208 mila persone, mentre a Israele ne risultano 250
mila. E' sorprendente. Il censimento a Gaza è stato fatto nel periodo in cui
Hamas e Al Fatah si sparavano. A Ramallah ci sono persone ragionevoli, ma Hamas
si è impadronita della rilevazione. Non è chiaro che cosa sia successo nella
raccolta dei dati". Registrerebbero un più 45 per cento di popolazione in
dieci anni. "C'è il sospetto di un elemento politico. L'interesse dei
palestinesi è quello di gonfiare. Anche se è vero che a Gaza la natalità è molto
più alta che nella Cisgiordania. Mancano comunque i dettagli per capire meglio
che cosa valgono queste cifre". Che cosa vogliono dimostrare ?
"L'obiettivo due stati per due popoli si adatta come un guanto a chi vuole
preservare la sua identità. Chi invece nega l'identità dell'altro, come le
forze più estremiste del campo musulmano, ha tutta la convenienza a non
dividere per poi avere la maggioranza e poter dire: governiamo noi. L'interesse di separare paradossalmente è più di Israele che non dei palestinesi. Lo
dicono le cifre". Quali? "Il tasso di accrescimento della popolazione
in Israele e dell'1,5 o 1,6
per cento. Gli arabi israeliani aumentano del 2,8. Nei territori occupati o ex
occupati il tasso è lievemente inferiore. Chi cresce di più diventa il socio
di maggioranza. La demografia crea un retroscena sul quale deve agire la
politica". - -->.
( da "Repubblica, La" del 13-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Pagina V - Torino
"Così ho risolto il caso Israele mi ha ispirato papa Ratzinger" Picchioni: abbiamo
dimostrato che qui vince il dialogo Nessuna mediazione Invitare i palestinesi è
una decisione che avevamo già preso tempo fa, non è certo un cedimento di
fronte alle polemiche PAOLO GRISERI Ha messo d'accordo quasi tutti i
contestatori della Fiera e, da ieri, ha la certezza che l'edizione 2008
sarà inaugurata dal Presidente della Repubblica. Rolando Picchioni, presidente
della Fondazione per il Libro, sembra aver realizzato in pochi giorni una
specie di capolavoro diplomatico. Presidente Picchioni, che cosa è successo?
"Abbiamo dimostrato che si può discutere anche animatamente ma che alla
fine la Fiera è il luogo giusto per trovare una mediazione e una composizione
di idee diverse". Dica la verità, senza la polemica su Israele
non avreste avuto tanta visibilità.. "Mi sembra una considerazione un po'
cinica, ma non posso negare che sia così". è un fatto che per la prima
volta il Presidente della Repubblica ha accettato di aprire la manifestazione
del Lingotto. Era necessario questo putiferio? "Non so se fosse
necessario. La Fiera di Torino è la prima manifestazione culturale, per
importanza, in Italia e una delle prime al mondo. Certo dopo questa bufera la
nostra notorietà è ulteriormente aumentata. Ma la decisione del Presidente
della Repubblica è dovuta, credo, all'appello che gli hanno rivolto gli
intellettuali e all'opera di sensibilizzazione che hanno svolto i
rappresentanti delle istituzioni torinesi e piemontesi". Alla Fiera
saranno invitati anche alcuni scrittori palestinesi di nazionalità israeliana.
Una mediazione? "Nessuna mediazione. Una decisione che avevamo già preso
tempo fa, non certo un cedimento di fronte alle polemiche. La Fiera è sempre
stata un luogo di discussione con tutti gli interlocutori. Nell'edizione del
2007 abbiamo organizzato 769 dibattiti. Come si sa non abbiamo preclusioni nei
confronti di nessuno che sia disponibile a mettere in discussione il suo punto
di vista confrontandolo con quello degli altri", Che cosa vuol dire che Israele è ospite d'onore dell'edizione 2008? "Vuol dire
che la cultura di quel popolo sarà al centro della Fiera com'è accaduto negli
anni scorsi quando altre nazioni, che non avevano avuto una storia meno
travagliata, sono state elette ospiti d'onore. Ogni stato e ogni popolo, com'è
giusto che sia, si presenta con il suo passato, il suo presente e le sue
speranze. Senza che nessuno abbia il diritto di fare esami del dna".
Picchioni, qual è la differenza tra il dialogo e il cedimento?
"Risponderei con una frase che ebbe a dire anni fa a Torino l'allora
cardinale Joseph Ratzinger: 'La vera immoralità in politica - spiegò - è
l'assenza di ogni compromesso'. Ecco, io penso che quella frase sia
profondamente vera". Pensa che in questo apprezzamento giochi la sua lunga
militanza nella Dc, l'abitudine a trovare sempre e comunque un compromesso?
"Può darsi. Penso che sia un errore rappresentare la realtà in bianco e
nero. Compito della politica è piuttosto operare in mezzo alle mille sfumature
intermedie". Serve questa attitudine quando si manovra nella stanza dei
bottoni della Fiera? "La Fiera ha nel suo dna la tempesta e lo
scontro". Una dna romantico? "è sempre stato così, fin dalle prime
edizioni. Ma nello stesso dna c'è sempre stata la capacità di ricomporre, di
rappresentare tutte le sfumature e tutte le posizioni da un estremo all'altro.
A patto che siano posizioni rappresentabili, che non comprendano l'intolleranza
o l'odio di razza". Quest'anno arriverà il Presidente della Repubblica. A
quando la visita dell'ex cardinale Ratzinger? "Chi lo sa. Vedremo il
prossimo anno".
( da "Unita, L'" del 13-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
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l'edizione del Contro l'antisemitismo la scelta di Napolitano: sarà alla Fiera
del Libro di Torino Forte segnale di pacificazione del
presidente dopo le polemiche su Israele. Black list: il blogger è un paladino dei negazionisti, indagato
per discriminazione di razza / Roma COMUNITÀ ebraiche ma anche istituzioni
chiedevano un segnale pacificatore e un intervento forte che mettesse fine alle
polemiche per l'invito di Israele co- me paese ospite alla Fiera del Libro di Torino. E
ieri il presidente Napolitano ha risposto. Sarà lui a inaugurare la
manifestazione il prossimo otto maggio, al Lingotto. E tra due settimane le
Comunità ebraiche italiane si incontreranno a Torino per una manifestazione a
sostegno dell'esistenza di Israele, ma che dirà grazie
anche per la solidarietà dimostrata dal governo dopo le polemiche e lo sfregio
delle liste nere. L'annuncio della presenza del presidente Napolitano è stato
dato ieri a Roma, nel corso della presentazione delle iniziative per i 150 anni
dell'Unità d'Italia, presenti il sindaco di Torino Chiamparino, la presidente
della Regione Piemonte Bresso e il presidente della Provincia Saitta.
"Sono grato al presidente della Repubblica - ha detto il presidente della
Fiera Rolando Picchioni - per aver accolto l'invito. È un segnale della
considerazione che la massima autorità dello Stato riconosce alla Fiera come
luogo d'incontro, di dibattito, di cultura". L'invito a Napolitano era
stato preceduto da due lettere nelle quali si chiedeva un suo pronunciamento
sulla vicenda e la sua presenza l'8 maggio a Torino. La prima a firma del
presidente della Fiera, Picchioni, di Chiamparino, Bresso e Saitta, la seconda
a firma di 40 intellettuali italiani tra cui Bruna Ingrao, Massimo Cacciari,
Magdi Allam, Piero Ostellino. Ieri intanto è stato reso noto il nome del
presunto autore della black list di 162 docenti universitari appartenenti a una
presunta lobby ebraica e diffusa nei giorni scorsi sul web. Si chiama Paolo
Munzi, ha quarant'anni ed è di Rieti. È figlio dell'ex sindaco del Pci di
Forano, Matilde Castellani e compare tra i firmatari di un appello in favore di
uno dei maggiori negazionisti dell'Olocausto, il francese Robert Faurisson.
Adesso deve rispondere di violazione della legge sulla privacy e diffamazione,
ma anche "finalità della discriminazione" di razza. I magistrati non
hanno ritenuto che si possa configurare il reato di istigazione all'odio
razziale o religioso, ma sono convinti che il documento apparso sul forum Il
Cannocchiale a firma dell'allora misterioso H5N1 sia discriminatorio nei
confronti degli insegnanti ebrei. Di qui l'iscrizione anche per "finalità
della discriminazione" di razza previsto dalla legge Mancino.
L'interrogatorio di Munzi è previsto nei prossimi giorni e subito dopo, se non
interverranno elementi nuovi, i magistrati sarebbero intenzionati a chiedere il
giudizio per direttissima. Lui, Paolo Munzi, si difende dalla sua casa di
Rieti: "Non ho ricevuto niente, alcuna notifica. Una strumentalizzazione
allucinante, su delle basi infondate". Poco conosciuto in paese nonostante
la notorietà politica della madre, Paolo, orfano di padre e con una sorella
architetto, Benedetta, che vive a Roma, secondo quanto spiegato dai titolari e
dagli impiegati del bar e della pizzeria vicine all'abitazione di via Cavour 2,
da anni fa una vita ritirata, tra Forano e Roma, e non ha nè moglie nè figli.
Non lo conoscono nemmeno nella tabaccheria sotto casa. Si ricorda invece bene
di lui Ivan Colangeli, titolare di un'oreficeria di via Cavour. "Si pensi
che Paolo ha una madre proveniente dal Pci ma aderente alla destra in gioventù
ed uno zio di Forza Italia ed ex candidato alla Provincia di Rieti".
( da "Unita, L'" del 13-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
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l'edizione del POLONIA Su Radio Maryja va in onda messa anti-ebrei CRACOVIA
"I giudei la smetteranno di sputarci addosso": con questo slogan i
manifesti affissi a Cracovia annunciavano, domenica scorsa, una speciale
funzione religiosa nella Basilica del Sacro Cuore di Gesù. All'evento,
organizzato dalla Commissione contro la diffamazione della Chiesa e per la
difesa dell'identità polacca in collaborazione con Radio Maryja, emittente
cattolica più volte accusata di antisemitismo, hanno partecipato un migliaio di
fedeli. "Non è stato un pogrom, ma poco c'è mancato", ha denunciato
Haaretz nel riportare la notizia. Il quotidiano israeliano
ha riferito che quando il filosofo Bogoslaw Wolniewicz ha gridato "gli
ebrei ci stanno attaccando! Dobbiamo difenderci", uno scroscio di applausi
ha accolto le sue parole. Dopo canti e preghiere, il 91enne vescovo di
Cracovia, Albin Malysiak, ha iniziato il suo sermone. "Un uomo che
non ama la sua terra ma una qualche sorta di entità internazionale evidentemente
non ama coloro che gli sono più vicini e più cari", ha sottolineato l'alto
prelato. Poi è intervenuto Jerzy Robert Nowak, l'esperto di ebraismo di Radio
Maryja. Nowak ha commentato l'ultimo volume di Jan Gross, "Paura.
L'antisemitismo in Polonia dopo Auschwitz", in cui lo studioso americano
afferma che le violenze contro gli ebrei sono proseguite nella Polonia del
dopoguerra .
( da "Repubblica, La" del 13-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
La pace possibile
Due popoli, due Stati Lo scrittore israeliano boccia
l'ipotesi di intervento militare a Gaza: "Sarebbe inutile" Amos Oz:
"Serve coraggio ora Israele tratti con Hamas" Tutti sanno, chilometro più, chilometro
meno, quale sarà la mappa definitiva dell'accordo con i palestinesi Oggi centro
e destra si spostano verso sinistra Olmert e la Livni parlano come venti anni
fa parlavano i pacifisti GERUSALEMME - Israele
non porrà fine ai bombardamenti di missili Qassam contro il Negev invadendo la
Striscia di Gaza, ma negoziando una tregua con Hamas. Per quanto possa sembrare
un prezzo alto da pagare al Movimento islamico, questa soluzione è senz'altro
preferibile alle perdite che una grande operazione di terra, di cui si parla
con sempre maggiore insistenza in questi giorni, comporterebbe. Questo dice
Amos Oz in un intervista al canale Reshet Bet della Radio israeliana nel giorno
in cui lo scrittore riceve il premio "Dan David", uno dei massimi
riconoscimenti riservati alle attività umanistiche. Signor Oz, come vede ciò
che sta accadendo a Sderot e a Gaza dalla sua casa di Arad (nel Negev
settentrionale)? "Israele non può e non deve in
alcun modo mandare il suo esercito dentro la Striscia di Gaza, per diverse
ragioni: prima di tutto, vi saranno molti più morti di quanti ve ne siano stati
nei sette anni di missili Qassam. Temo che in un solo giorno di invasione il
numero di morti e di feriti supererà tutto ciò che abbiamo visto fin qui. In
secondo luogo, non servirà a nulla, perché piovevano Qassam su Sderot anche
negli anni in cui controllavamo la Striscia di Gaza: la nostra presenza non ha
impedito il lancio dei missili su Sderot. Inoltre, la forza occupante sarà
fatta oggetto di attacchi giorno e notte: mine sulle strade e sparatorie,
attentati di terroristi suicidi. Non solo non riusciremo a risolvere nulla, ma
ci impantaneremo fino al collo e compatteremo tutto il popolo palestinese
intorno a Hamas". Quindi, secondo lei, che cosa si deve fare? I civili
sono sul fronte e l'esercito ne sta fuori. "So benissimo che i civili si
trovano sul fronte e le sofferenze sono gravi. Penso però che si possa arrivare
ad un cessate il fuoco con Hamas. Se ne parla e ci sono segnali in questa
direzione. La tregua con Hamas ha un prezzo politico, ma di tutti i prezzi che Israele potrebbe pagare, questo è il prezzo meno letale e
meno pericoloso". Ma Hamas è un'organizzazione che non riconosce
l'esistenza d'Israele. "Per trent'anni abbiamo
fatto tregue con i Paesi arabi, che pure non riconoscevano la nostra esistenza
e volevano la distruzione di Israele. Eppure lo
abbiamo fatto e siamo vissuti in queste tregue". Lei che sta a sinistra
dell'arco politico israeliano, non è deluso, arrabbiato, con i palestinesi, che
anche negli ultimi anni non sono riusciti a migliorare la loro situazione e
rendere un po' più facile la nostra vita? "Il problema non è rendere la
vita più facile a noi, ma renderla più facile a loro stessi. Certamente sono
arrabbiato con la leadership palestinese, con la loro mancanza di coraggio, e
sono arrabbiato con gli elettori palestinesi, coloro che hanno votato per Hamas
contro il loro stesso interesse. Le voglio tuttavia ricordare che la maggioranza
dei palestinesi non ha votato per loro, e solo a causa di un sistema elettorale
distorto Hamas ha ottenuto la maggioranza dei seggi. Alle elezioni non ha
ricevuto più del 35% dei voti. Questo significa che il 65% dei palestinesi ha
votato contro Hamas". Molta gente identificata con la sinistra, negli
ultimi anni si è spostata verso il centro e persino verso la destra, perché,
dicono, "abbiamo tentato, abbiamo dato, abbiamo fatto, abbiamo evacuato
Gaza ed in cambio abbiamo ricevuto una sberla". "Capisco benissimo
questa sensazione di delusione e di amaro in bocca, ma quello che io vedo è che
il centro e la destra si spostano a sinistra. Olmert e Tzippi Livni parlano
oggi come venti o trenta anni fa parlavamo solo io ed i miei amici: nemmeno il
partito Laburista arrivava a tanto. Netanyahu e il Likud oggi accettano l'idea
di "due stati per due popoli", espressione che una volta era lo
slogan della sinistra radicale. Il grande spostamento non è quindi verso la
destra o verso il centro, ma verso la parte moderata. Quando tutto ciò si
concretizzerà e darà frutti, non glielo posso dire, perché non sono un
profeta". In quanto cittadino israeliano, lei ha fiducia in Olmert e nel
suo governo, dopo la Seconda Guerra del Libano e dopo il verdetto della
Commissione Winograd sulla conduzione della guerra? Ritiene che possano
rimanere al governo? "Io non sarei andato alla guerra con il Libano. Penso
che l'uccisione di due soldati e il rapimento di altri due siano il casus per
un'operazione militare limitata, una rappresaglia di due o tre giorni e non una
guerra totale. Per cui non ho un'opinione sulla Commissione Winograd, perché
penso che tutta la guerra sia stata un'esagerazione. Per quanto riguarda questo
governo, in questo momento non ne vedo uno migliore". Significa che lo
considera il male minore? "Lo considero il male minore". Ha sentito
quello che ha detto il Ministro Meir Shitrit (Interni, ndr), che bisogna
cancellare un intero quartiere di Gaza, perché provino anche loro quello che
proviamo noi ogni giorno? "Penso che sia isteria. Una reazione
isterica". Secondo lei c'è una possibilità di un qualche tipo di pace,
tregua o qualcosa di simile con i palestinesi? "C'è una possibilità di
pace, di cessate-il-fuoco. La stragrande maggioranza degli israeliani sa già
quale sia la soluzione e lo stesso vale per la stragrande maggioranza dei
palestinesi. Forse non gli piace troppo, ma sanno qual è. Tutti conoscono il
prezzo e le condizioni. Tutti sanno, chilometro più, chilometro meno, quale sia
la mappa definitiva dell'accordo. è solo una questione di leadership coraggiosa
dalle due parti, per realizzare quello che i due popoli già sanno in cuor
loro". (Traduzione di Mila Rathaus).
( da "Voce d'Italia, La" del 13-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Focus Attacco ad
internet Il giornalista dell'Unità De Giovannangeli la definisce la rete
dell'odio. Tutta la grande stampa italiana, scattata come un sol uomo nel
deprecare la lista di proscrizione dei professori di fede ebraica, si affanna a
dichiarare la presenza di migliaia di siti antisemiti presenti in internet. La
lista di proscrizione è da giorni chiaramente una montatura. Ma quasi tutti gli
editorialisti fingono di credere alla sua autenticità per aggredire internet ed
coloro che hanno avuto il coraggio di contestare il piedistallo concesso ad Israele nella Fiera del Libro di Torino. Non è affatto vero che internet
sia preda di gruppi antisemiti. E' vero che la causa dei palestinesi in
internet ha un maggiore spazio ed un maggiore rispetto che dalla carta stampata
usa a commentare gli omicidi dei palestinesi con delle frasette stereotipate: "cinque
miliziani sono stati uccisi mentre preparavano un attentato". La
manipolazione filoisraeliana della stampa giunge a livelli incredibili di
falsità e di manipolazione del linguaggio: "una pallottola ha ucciso una
bambina palestinese (magari senza dire che era stata presa di mira da un
cecchino israeliano). La limitazione della libertà in Internet interessa anche
la sinistra. Tutte le critiche all'operato della sinistra al governo, alle
acrobazie linguistiche di Bertinotti (passato dalla "riduzione del
danno" alla "opposizione creativa"), che non trovano sbocco
nella stampa controllata dal Pd, e da Rc, si possono agevolmente trovare e
leggere in Internet. Internet è quindi anche un potente strumento di
comunicazione di tutta l'Italia non omologata e non omologabile nello schema
bipartisan Berlusconi-Veltroni. Temo che uno dei provvedimenti che saranno
votati dal prossimo parlamento da Berlusconi e da Veltroni sarà una drastica
limitazione della libertà di Internet. Pietro Ancona pietroancona@tin.it -----------------------------------------
Caro Ancona, La Voce ha ospitato un intervento di Karim Metref, giornalista e
scrittore algerino che abita da anni a Torino, proprio sull'opportunità di
invitare Israele come ospite d'onore alla Fiera del
Libro di Torino. Non credo che le liste dei docenti filosemiti pubblicate su
internet costituiscano un reato; semmai, le considero un mero esercizio del
diritto di critica che l'art. 21 della Costituzione riconosce a tutti. Verrebbe
da domandarsi: se quella dei docenti ebraici è una "lobby", perchè
vietarne la divulgazione (agli iscritti alla P2 questa tutela non venne
accordata, e i loro nomi - tra cui quello di Giancarlo Elia Valori - circolano
ancora su internet)? Putroppo concordo con la Sua ipotesi: il partito unico
Pd-Pdl sarà concorde nel mettere il bavaglio all'informazione libera a cercare
di arginare l'azione della magistratura che indaga sulla commistione
politica-affari. Marco Marsili direttore@voceditalia.it.
( da "Messaggero, Il" del 13-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
BRUXELLES -
"Non si può non osservare come la mancanza di una ferma e corale reazione
del governo del mio Paese e la risposta solo amministrativa nella caccia agli
autori, rischino ora di isolare l'Italia al di là e oltre quella prima e
colpevole polemica locale". L'accusa al governo, riguardo la vicenda della
"black list" di docenti ebrei, arriva dal vicepresidente della
Commissione europea, Franco Frattini. Il tentativo di
boicottaggio di Israele
alla Fiera del Libro di Torino e la black list, aggiunge Frattini, "sono
due episodi che non rappresentano purtroppo soltanto un impazzimento improvviso
dell'Italia civile . Tanto che il grido d'allarme lanciato a Parigi da Moshe
Kantor, Presidente del Congresso Europeo Ebraico, ed il suo aver evocato
"una seconda Notte dei Cristalli, dopo quella tra il 9 ed il 10
novembre del 1938, rappresenta un pericolo dai contorni reali". "Da
tempo - prosegue il vicepresidente della Commissione - quel che sembrava un
sicuro appannaggio criminale e nostalgico di alcune frange minoritarie della
nostra destra, trova una nuova eco anche a sinistra, dove l'antisemitismo ha
preso la forma del pregiudizio contro Israele e
lambisce e divide alcune formazioni della ex-maggioranza di governo. E la
cosiddetta 'black list' altro non è che una 'lista di proscrizionè in cui
l'antisemitismo regna sovrano abbandonando ogni forma di mascheramento dietro
la denuncia dei diritti negati o calpestati".
( da "Corriere della Sera" del 13-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Corriere della Sera
- MILANO - sezione: Tempo Libero - data: 2008-02-13 num: - pag: 15 categoria:
REDAZIONALE Fotografia Allo Spazio Forma in 250 immagini la prima retrospettiva
dell'artista scomparso nel 2004 Richard Avedon, glamour e pietas Faceva volare
le modelle e sapeva raccontare la sofferenza S ono passati oramai 13 anni dalla
memorabile antologica di Richard Avedon nella Sala delle Cariatidi di Palazzo
Reale. Lo spazio era, ed è, di una bellezza rara, ma l'antologica proseguiva in
stanze così degradate da assomigliare agli innumerevoli esempi di abbandono e
vandalismo. Avedon era comunque raggiante: un Palazzo Reale, sia pure ex, per
un americano rappresentava la celebrazione. Richard Avedon ritorna a Milano in
una mostra postuma allo Spazio Forma, curata da Helle Crenzien, sono circa 250
fotografie, selezionate fra le migliaia che Avedon ha realizzato nell'arco di
quasi sessant'anni di lavoro. Fotografo di moda? è l'imponente mostro sacro che
ha impresso uno stile irripetibile a questo genere, troppo semplicistico: è
figura oltremodo determinante nella storia della fotografia moderna. Nato a New
York nel
( da "Corriere della Sera" del 13-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Terza Pagina - data: 2008-02-13 num: - pag: 51
categoria: REDAZIONALE Shoah In quell'edificio di Alberobello, ora vincolato
dai Beni culturali, nel 1940 furono internati gli ebrei "Salviamo la Casa
Rossa, luogo della memoria" "D alla stazione tornammo delusi,
pensavamo che gli ebrei non avessero aspetto umano. Invece scoprimmo che erano
"cristiani" come noi". Era il luglio 1940 e 87 ebrei
cominciavano ad arrivare in treno ad Alberobello (Bari) da tutta Italia. E non
certo per ammirare i trulli. Erano destinati alla "Casa rossa", uno
dei 40 campi di concentramento fascisti allestiti alla vigilia dello scoppio
della guerra. Il loro arrivo è così raccontato da Italo Palasciano in una
testimonianza raccolta nel 2002 e riportata nel libro di Francesco Terzulli La
Casa rossa (Mursia). Un po' diverso il ricordo di Heinz Cohn di Louis,
commerciante tedesco allora trentaduenne, uno degli 87, che in una
testimonianza del
( da "Corriere della Sera" del 13-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Opinioni - data: 2008-02-13 num: - pag: 46 autore: di
MAGDI ALLAM categoria: REDAZIONALE LA PROCURA DI BOLOGNA SUL MANIFESTO
DELL'UCOII Se paragonare Israele
al nazismo non è reato T empi duri per Israele e per gli ebrei in Italia. Dopo l'annullamento della visita
dell'imam della Grande Moschea di Roma alla Sinagoga, l'annuncio del
boicottaggio degli scrittori arabi alla Fiera del Libro di Torino che ha
designato Israele come
ospite d'onore, la pubblicazione di una lista di proscrizione di docenti
universitari ebrei e simpatizzanti di Israele,
l'ultima sorpresa arriva dalla Procura di Bologna che, assumendo una decisione
diametralmente opposta a quella della Procura di Roma, ha archiviato il caso di
un infame manifesto dell'Ucoii ("Unione delle comunità e organizzazioni
islamiche in Italia") in cui si equipara Israele
al nazismo, sostenendo che si tratterebbe di "libertà d'espressione".
"Ieri stragi naziste, oggi stragi israeliane" è il titolo
dell'inserzione a pagamento fatta pubblicare dall'Ucoii sulle testate del
Quotidiano Nazionale il 19 agosto 2006, concludendosi con un'altra aberrante
equazione: "Marzabotto=Gaza=Fosse Ardeatine=Libano". E in un
comunicato del primo agosto 2006, commentando la strage di Cana, il Consiglio
direttivo dell'Ucoii affermò che "è il segno di un'ulteriore escalation
criminale di uno Stato nato nella pulizia etnica, cresciuto e consolidato nella
violenza e nell'ingiustizia e che, Iddio non voglia, finirà per essere la tragedia
definitiva del suo stesso popolo". Ebbene per la Procura di Bologna in
tutto ciò "non c'è alcuna espressione neppure in forma sottintesa o
indiretta ispirata o caratterizzata da ragioni di discriminazioni razziali o
religiosa e formulata allo scopo di incitare alla violenza con l'intenzione di
colpire altre persone a causa delle loro caratteristiche razziali, etniche o
religiose". Tutt'altro, precisa il pubblico ministero Morena Plazzi,
"si tratta di un documento di denuncia politica, certamente una ricostruzione
parziale che non fa cenno alle numerosissime vittime civili israeliane, ma che
in nessun modo si traduce in espressioni riconducibili al reato ipotizzato o ad
altra ipotesi delittuosa, risultando manifestazione costituzionalmente tutelata
della libertà d'espressione del pensiero". Peccato che sia di avviso
totalmente contrario il Procuratore aggiunto di Roma, Maria Cordova, che già il
30 novembre scorso aveva deciso il rinvio a giudizio del presidente e del
portavoce dell'Ucoii, Nour Dachan e Hamza Roberto Piccardo, per il reato di
istigazione all'odio razziale. è del tutto lecito domandarsi come sia possibile
che in uno Stato di diritto dove un'unica legge dovrebbe essere uguale per
tutti, due Procure si pronuncino in modo diametralmente opposto sullo stesso
caso giudiziario a distanza di due mesi e mezzo. Così come è del tutto lecito
domandarsi se non ci sia una eccessiva elasticità ideologica
nell'interpretazione della stessa legge. Il dubbio sulla magistratura bolognese
affiora dal momento che già il 27 giugno 2006 il Tribunale della libertà aveva
sentenziato che le azioni violente di Al Qaeda e dei taliban contro le forze
multinazionali in Afghanistan non sono terrorismo, legittimando addirittura il
"martirio islamico". Così come resta scandaloso il caso di Nabil
Bayoumi, il direttore della Moschea An-Nur di Bologna, affiliata all' Ucoii,
che il 7 settembre 2005 intervenendo alla trasmissione Matrix su Canale 5
disse: "In Israele non esistono civili e nemmeno
i bambini sono innocenti. (...) I kamikaze non sono tutti da scomunicare,
specialmente quelli palestinesi. (...) Osama Bin Laden dice cose condivisibili
quando afferma che gli americani e i loro leccapiedi dei governi occidentali
devono andarsene dai Paesi arabi". Trattandosi di apologia di terrorismo e
quindi di reato penale, sarebbe dovuta intervenire d'ufficio la Procura di
Bologna data l'obbligatorietà dell'azione penale. Invece non è successo
assolutamente nulla. Nell'attesa che l'Italia riscatti la certezza del diritto
e della pena e che gli ebrei italiani e Israele
possano essere garantiti nel loro diritto alla vita e alla sicurezza, l'Ucoii
ringrazia la magistratura bolognese: il progetto della megamoschea a cui tiene
tantissimo anche il sindaco Cofferati non sarà intralciato da un ostacolo giudiziario.
www.corriere.it/allam.
( da "Corriere della Sera" del 13-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Opinioni - data: 2008-02-13 num: - pag: 46 autore: di
AMOS OZ categoria: REDAZIONALE DOPO I MISSILI SU SDEROT La trappola
dell'invasione di Gaza L a rabbia, la frustrazione, le proteste furibonde ci
stanno dando alla testa. Israele
non deve cadere nella trappola che gli ha teso Hamas e marciare su Gaza. Il
numero delle vittime di un'invasione come questa sarebbe infatti molto più alto
di quello delle persone colpite dai razzi Kassam negli ultimi sette anni. Per
cinque di questi ultimi sette anni Israele ha avuto il controllo dell'intera striscia di Gaza eppure
centinaia di razzi Kassam sono stati lanciati sulla cittadina di Sderot
mentre nella striscia venivano compiuti attacchi sanguinosi contro i coloni.
Probabilmente questo lo abbiamo dimenticato. L'occupazione della striscia di
Gaza non porrebbe necessariamente fine ai lanci di razzi su Sderot e dintorni e
le forze di occupazione diventerebbero il bersaglio quotidiano di ordigni
esplosivi, di attacchi con armi da fuoco e di brutali attentati kamikaze. E c'è
dell'altro: l'occupazione della striscia di Gaza raggrupperebbe intorno a Hamas
- che ora è isolato e visto di mal occhio dalla maggioranza degli arabi -
moltissimi palestinesi e una larga parte del mondo arabo e musulmano.
Un'invasione delle forze israeliane a Gaza consacrerebbe i miliziani di Hamas
agli occhi dei palestinesi, del mondo arabo e dell'opinione pubblica mondiale
come i combattenti di una Massada palestinese: pochi contro tanti, rioni
popolari contro un esercito, campi profughi contro caccia-bombardieri,
ragazzini contro carri armati, Davide contro Golia. In veste di occupanti
saremo sempre sulle spine, le nostre forze di occupazione non avranno un solo
giorno di tranquillità. E non lo avranno neppure Sderot e dintorni. Anche in
questi momenti di rabbia, in cui il cuore si spezza per la prolungata
sofferenza degli abitanti di Sderot e dell'intera zona, non dobbiamo
dimenticare che alla radice del problema di Gaza ci sono le centinaia di
migliaia di persone che marciscono nei campi profughi: vivai di povertà, di
disperazione, di ignoranza, di fanatismo religioso e nazionalista, di odio e di
violenza. Da un punto di vista storico non c'è soluzione al problema di Gaza
senza che vi sia un orizzonte di speranza per quella gente disperata. Che cosa
si può fare allora? Si può e si deve arrivare a una tregua con Hamas che avrà,
naturalmente, un prezzo politico non indifferente. Ma fra tutti i prezzi che Israele potrebbe pagare per una decisione sbagliata e precipitosa,
questo sarebbe il meno fatale e il più sopportabile. \\ L'occupazione della
Striscia non porrebbe fine ai razzi su Sderot e i soldati diventerebbero
bersaglio quotidiano di attacchi.
( da "Corriere della Sera" del 13-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Libri - data: 2008-02-13 num: - pag: 50 categoria:
REDAZIONALE Indice BIOGRAFIE LEADER POLITICI Shimon Peres, lo statista che non
rinuncia a sperare è davvero una storia straordinaria quella che Michael
Bar-Zohar dedica a Shimon Peres, da nemmeno un anno nono
presidente dello Stato d'Israele, attraverso una "biografia", ben documentata quanto
avvincente, capace di restituirci l'itinerario - talora non privo di
contraddizioni - di un leader, spesso definito "il perdente" e invece
destinato per molta parte a identificarsi con questi primi sessant'anni della
tormentata vicenda israeliana. A fianco di Ben-Gurion fin dalla
giovanile esperienza nel kibbutz, Peres ha ricoperto ruoli importanti anche nei
governi di Golda Meir e di Rabin; poi subisce l'amara sconfitta, quando è Begin
a conquistare il potere. Eppure, nonostante certe accuse di essere un po'
troppo vanitoso, e magari infido o manovriero (ma comunque di assoluta onestà
personale), a tutt'oggi Peres personifica "l'uomo che non rinuncia mai a
sperare". Tant'è vero che alterna battute d'arresto e nuove vittorie (col
ritorno, per esempio, a capo del governo nel '95), quasi fosse sicuro - come
racconta efficacemente Bar-Zohar- di avere "tutta la vita davanti a
sé". Così, l'imperativo a "non fermarsi" di fronte a qualunque
ostacolo ha finito per trasformarsi in un singolare fattore di tranquilla
sicurezza, con cui l'ultra ottantenne Peres, classe 1923 - nonostante l'attuale
carica, prestigiosa ma "esclusivamente onorifica" - è sempre pronto a
sfidare ogni ostacolo, incurante di cambiare tattica anche di colpo, pur di
inseguire quel "processo di pace con i palestinesi" che continua a
rimanere l'obbiettivo prioritario della sua vita. MICHAEL BAR-ZOHAR Shimon
Peres. La biografia UTET PP. XVI-480 e 22,50 Arturo Colombo.
( da "Tempo, Il" del 13-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
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GERUSALEMME Israele è certo che l'Iran stia attuando
un ... GERUSALEMME Israele è certo che l'Iran stia attuando
un intenso programma per arrivare al possesso di armi non convenzionali e lo
Stato ebraico, che spera in efficaci sanzioni internazionali, non esclude
alcuna opzione per sventare quella che considera una minaccia alla sua
esistenza. è
questo il messaggio che il premier Ehud Olmert ha lanciato a Berlino nel corso
di una conferenza stampa con il cancelliere tedesco Angela Merkel, a
conclusione di due giorni di colloqui nel corso dei quali la questione iraniana
è stata al centro dell' agenda.
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
13-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Cultura Pagina 315
Incontri Da stasera a sabato Israele e Palestina, donne di pace e Vuoti di memoria Incontri. Da
stasera a sabato --> "Semi di pace: israeliani e palestinesi insieme
per il dialogo" è il tema dell'iniziativa che si terrà a Cagliari domani
alle 16,30, nell'Aula degli Specchi del Corpo aggiunto delle Facoltà
Umanistiche in via Is Mirrionis 1, e venerdì alle 9,30 nell'Istituto tecnico
industriale "Dionigi Scano" di Monserrato. A promuoverla
l'Università, Dipartimento di Studi storici, geografici e artistici, lo
"Scano", la Fondazione Ope, l'Istituto sardo per la storia della
Resistenza e dell'Autonomia, l'Ersu e la rivista Confronti, Intervengono Orit
Kaufman, ebrea israeliana e Kamal Abu Younis, palestinese, del centro di
istruzione ebraico-arabo "Hand in Hand" in Israele.
Partecipano al dibattito Ettore Cannavera, Giuseppe Corso, Andrea Deffenu,
Claudio Natoli, Giancarlo Nonnoi, Luisa Maria Plaisant. Coordina Donatella
Picciau. VUOTI DI MEMORIA Promosso dal Centro di Documentazione e studi delle
donne e dal Circolo del cinema Alice Guy, si terrà stasera alle 18 nei locali
di via Lanusei 19, per la rassegna "Vuoti di memoria", l'incontro
dedicato a Cristina Campo. Parteciperà alla iniziativa Anna Panicali, docente
di Letteratura italiana contemporanea nell'Università di Udine. DONNE DI PACE
Donne di pace, per una politica di convivenza nelle differenze è il tema dell'incontro
con Luisa Morgantini, vicepresidente del Parlamento Europeo, che si terrà
venerdì 15 alle 17 al Palazzo Regio di Cagliari. Aprirà la serata Graziano
Milia, Presidente della Provincia, seguirà l'introduzione di Tonina Dedoni,
Consigliera di Parità. Interverranno Angela Quaquero, assessore alle Politiche
Sociali, Amalia Schirru, Parlamentare, Aide Esu, Università di Cagliari, Rita
Corda, Presidente della Commissione Pari Opportunità della Provincia e Nadia
Prete, assessore alla cultura e alle pari opportunità di Parigi, che nel
pomeriggio inaugurerà con una sua mostra fotografica ("Partition et
suspicion") il nuovo Espace S & P dell'associazione culturale Suoni e
Pause. Sabato alle 10, Aula Magna Liceo Siotto, Luisa Morgantini incontrerà
studentesse e studenti della Provincia. Ad accoglierla il preside Antonio
Loddo, Pierangela Cocco, Dirigente Scolastica provinciale, Cesare Moriconi,
assessore provinciale alla Pubblica Istruzione. CoordinaAnnalisa Diaz, Centro
di documentazione e studi delle donne. Al termine della mattinata è prevista la
visita all'Istituto Alberghiero Antonio Gramsci di Monserrato. AMMI Domani alle
17 , nella sede dell'Ordine dei Medici di Cagliari via dei Carroz 14, Franca
Maria Damasco parlerà del "Canto notturno di un pastore errante" di Giacomo
Leopardi. Organizza l'Associazione Mogli dei Medici. PINO CORRIAS Pino Corrias,
giornalista e scrittore, sarà in Sardegna da oggi a sabato per presentare il
suo ultimo libro "Vicini da Morire" edito da Strade Blu, Mondadori.
Oggi alle ore 17,30 alla Biblioteca Comunale di Piazza Tola, organizzazione
Libreria Koinè. Introduce l'incontro la giornalista Daniela Scano. Domani a
Tempio, Libreria Max 88 e Associazione Carta Dannata, il
( da "Manifesto, Il" del 13-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Documento dei
riservisti "I posti di blocco in Cisgiordania tormentano la popolazione e
alimentano il terrorismo" I 550 posti di blocco disseminati ovunque in
Cisgiordania rendono impossibile la vita dei palestinesi e forniscono
motivazioni forti per gli attacchi contro obiettivi israeliani. Lo sostengono,
in un documento che verrà presentato oggi al Van Leer Institute di Gerusalemme,
diversi alti ufficiali riservisti dell'esercito e dell'intelligence
militare di Israele,
convinti che la rimozione dei "check point" che tormentano
l'esistenza dei palestinesi aiuterebbe la soluzione del conflitto, oltre ad
eliminare una delle fonti principali di violazione dei diritti umani. Gli
ufficiali riservisti non sono dei pacifisti e non chiedono l'abbattimento del
muro in Cisgiordania. Sostengono però che i posti di blocco non servano
a fermare i "terroristi". I dirigenti politici - continua il
documento dei militari israeliani - lo sanno bene ma tuttavia preferiscono non
dirlo per non apparire "morbidi", arrendevoli nei confronti dei
palestinesi.
( da "Manifesto, Il" del 13-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Il premier
israeliano è sicuro che Tehran abbia un programma nucleare segreto. La
cancelliera tedesca Merkel: colpa dei palestinesi se l'assedio contro Gaza si
fa più duro Michele Giorgio Gerusalemme Dalla Germania, il più fedele e
accondiscendente degli alleati europei, Ehud Olmert ha lanciato ieri un nuovo
pesante avvertimento all'Iran. Il premier israeliano ha detto che se le
sanzioni internazionali non indurranno Teheran a fermare il suo programma nucleare
- che secondo Tel Aviv e Washington avrebbe l'obiettivo di produrre bombe
atomiche e non elettricità - allora lo Stato ebraico non scarterà alcuna
"opzione". E visto che l'Iran non sembra avere alcuna intenzione di
mettere fine al suo programma nucleare, Israele è
pronto a mandare i suoi cacciabombardieri all'attacco, possibilmente con
l'approvazione dell'alleato americano. "Noi siamo certi che gli iraniani
sono impegnati in un programma serio, in parte clandestino, per acquisire
capacità non convenzionali", ha detto Olmert durante una conferenza stampa
con il cancelliere tedesco Angela Merkel, a conclusione di due giorni di
colloqui. "Niente cambierà questa nostra convinzione" ha aggiunto,
con un chiaro riferimento al recente rapporto dei servizi segreti americani
secondo i quali l'Iran ha sospeso nel 2003 il suo programma di produzione di
armi nucleari. Il pericolo di una nuova guerra - Teheran reagirà certamente ad
un attacco - non solo è reale ma anche imminente, perché Tel Aviv sa che una
sua operazione militare troverebbe in George Bush un appoggio mentre non sono
ancora del tutto chiare le posizioni sulla questione iraniana di alcuni dei
principali candidati alla presidenza Usa, a cominciare dall'astro nascente
Barack Obama. Olmert - alla guida del solo paese del Medio Oriente che possiede
la bomba atomica - ha cercato di convincere Angela Merkel ad adottare una linea
ancora più dura nei confronti dell'Iran, col quale la Germania ha intensi
rapporti commerciali. Uno sforzo pagante poiché Berlino sembra spostarsi su
posizioni di aperto sostegno a nuove sanzioni contro l'Iran. A gennaio la
Germania ha aderito alla proposta dei cinque membri permanenti del Consiglio di
Sicurezza dell'Onu per una risoluzione più pesante contro Teheran. Nei colloqui con la Merkel è stata inoltre discussa anche la
fornitura a Israele di
altri sommergibili convenzionali costruiti in Germania, della classe Dolphin,
in grado di lanciare missili a testate nucleari. Nel 2006 Israele ha chiesto inoltre due
sottomarini Dolphin potenziati, U212, capaci di operare a grandi distanza e di
rimanere per settimane sotto la superficie del mare e, quindi,
schierabili nell'area del Golfo. Ma a Berlino Olmert ha fatto davvero il pieno,
perché la Merkel ha sposato in pieno la linea di Israele
nella questione di Gaza. "Ritengo che il fatto che a Gaza ci sia il
terrorismo sollevi la questione di come rispondere e come fermare Hamas",
ha detto il cancelliere tedesco, "la situazione umanitaria è difficile ma
prima di tutto (i palestinesi) devono smettere di colpire le città
israeliane". Olmert ha ribadito che "il governo israeliano è
determinato a rispondere alla sfida del terrorismo da Gaza con tutti i mezzi
possibili". A suggellare il successo del viaggio è infine giunto
l'annuncio che il prossimo 17 marzo si terranno le prime "Speciali
consultazioni governative tedesco-israeliane". La Merkel conferma
l'appoggio tedesco incondizionato a Israele e chiude
gli occhi davanti a ciò che accade a Gaza e nel resto dei Territori occupati,
in particolare a Gerusalemme Est, la zona araba della città occupata nel 1967.
Il ministro per l'edilizia Zeev Boim ha annunciato che saranno indette gare per
la realizzazione di 1.100 appartamenti per israeliani a Gerusalemme Est, 370
unità nell'insediamento colonico di Har Homa e altri
( da "Voce d'Italia, La" del 13-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Esteri Gaza, Merkel:
"Qassam causa della sofferenza palestinese" Il
comunicato congiunto con il premier israeliano Olmert Gerusalemme, 13 feb.- Il
cancelliere tedesco Angela Merkel, impegnato in una visita nello stato d'Israele, ha sostenuto ieri in un
comunicato congiunto con il premier israeliano Ehud Olmert, che il primo passo
per far cessare le sofferenze del popolo palestinese è quello di “porre
fine agli attacchi dei militanti con i razzi Qassam”. Secondo il cancelliere
“La situazione umanitaria a Gaza è difficile e stiamo cercando di aiutare il
più possibile, ma prima di tutto devono smettere di colpire le città
israeliane", perché quello che la Germania congiuntamente vuole assieme ad
Israele è che “la situazione a Gaza migliori. Ma nel
territorio si fa terrorismo a spese dei civili”.
( da "Stampa, La" del 13-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Retroscena Si
riaccende l'allarme nucleare Olmert a Merkel "L'Iran prepara l'arma
atomica" FRANCESCA PACI CORRISPONDENTE DA GERUSALEMME Dopo due giorni di
colloqui il premier israeliano Ehud Olmert si congeda dalla collega tedesca
Angela Merkel con un ammonimento: "Siamo certi che l'Iran sia impegnato
seriamente, in parte in modo clandestino, nell'acquisizione di capacità
nucleari non convenzionali, incluso lo sviluppo di missili balistici a lungo
raggio e testate in grado di arrivare fino all'Europa". La Germania è
avvertita: secondo gli 007 di Tel Aviv la Repubblica degli ayatollah lavora
intensamente e senza tregua all'atomica. Nulla modificherà la convinzione
israeliana e la determinazione a difendersi a qualunque costo: non c'è riuscito
neppure l'ultimo controverso rapporto d'intelligence degli amici americani che
ipotizzava una sospensione del programma nel 2003. Le parole di Olmert sono
dirette a Teheran, ma rimbombano nelle piazze di Berlino invase dai dissidenti
iraniani che, in queste ore, protestano contro l'imminente tournée iraniana del
Berliner Ensemble, la compagnia teatrale fondata da Bertolt Brecht, poeta
raffinato, comunista radicale, intellettuale inquieto, il maggior drammaturgo
tedesco del XX secolo. La Germania è un Paese che Israele ricorda con rabbia e quello del
premier israeliano è anche un viaggio nella memoria, il peso del passato,
l'amicizia presente, l'incognita del futuro. Il Cancelliere Angela Merkel si
dice sensibile alle difficoltà israeliane. "Nessuna persona ragionevole
resterebbe indifferente al bisogno di uno Stato di difendere i propri
cittadini" ripete più volte a Olmert, parlando della cittadina di
Sderot, bersagliata dai razzi lanciati dai miliziani di Hamas e della Jihad
Islamica. Ma una cosa è Gaza, la minaccia del fondamentalismo islamico locale,
l'eterna, apparentemente irrisolvibile, questione palestinese. Altra è l'Iran,
dove la Germania colloca il 13,11% dell'export e "mantiene" i due
terzi dell'industria pesante con software d'ingegneria e pezzi di ricambio.
Diecimila posti di lavoro tedeschi dipendono dal business con il regime di
Teheran e 12 mila imprese investono ogni giorno capitali e destini. Israele vorrebbe più d'un attestato di amicizia. Olmert ha
chiesto più d'una condanna del programma nucleare iraniano, ufficialmente
finalizzato a fini pacifici. Lady Merkel dovrebbe adottare una linea più dura
nei confronti dell'Iran e sostenere nuove sanzioni diplomatiche ed economiche
per indurre il governo del presidente Ahmadinejad a cessare il piano di
arricchimento dell'uranio. Questo almeno il desiderio israeliano e lo scopo
ultimo della visita di Olmert. Il mese scorso la Germania aveva aderito alla
proposta dei cinque membri permanenti del Consiglio di Sicurezza dell'Onu per
una nuova risoluzione contro Teheran, ma i livelli di rating e gli investimenti
erano rimasi gli stessi del 2004, come se in mezzo non ci fossero un paio di
sanzioni internazionali e parecchie ammonizioni. Stavolta la Merkel farà sul
serio? Olmert torna a casa con un mucchio di belle parole e qualche accordo per
la fornitura di sommergibili convenzionali tedeschi, indispensabili alla marina
israeliana anche nell'eventualità di un attacco iraniano.
( da "Giornale.it, Il" del 13-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Di Redazione -
mercoledì 13 febbraio 2008, 11:27 Beirut - Il comandante militare di Hezbollah
Imad Moughniyah è stato ucciso da un'autobomba a Damasco ieri. Lo riferisce il
gruppo libanese, annunciando la morte dell'uomo che secondo molti sarebbe stato
dietro una serie di sequestri di occidentali in Libano negli anni Ottanta.
Hezbollah, sostenuto dalla Siria e dall'Iran, accusa Israele
dell'uccisione di Moughniyah, che aveva tra i 40 e i 50 anni. "Dopo una
vita piena di jihad, sacrifici e risultati... Haj Imad Moughniyah... è morto da
martire nelle mani dei sionisti israeliani", dice Hezbollah, che nel
( da "Manifesto, Il" del 13-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
"Un giorno
capirai" parla di quella generazione tornata dai campi di concentramento, su cui Israele ha fondato una parte importante della sua "mitologia".
Alcuni, però, come l'anziana Rivka del film, sono rimasti in Europa nonostante
tutto Cristina Piccino Berlino C'è qualcosa di sospeso e di attraente in
quell'appartamento nel cuore di Parigi, il Marais, stipato di oggetti
magnifici, scovati con passione ostinata, dall'anziana signora che lo
abita, sempre elegante nonostante l'età: un filo di perle e il cachemire grigio
sulle camicie di seta anche mentre cucina o versa il the sorridendo, il volto
segnato ma sempre irresistibile di Jeanne Moreau. La viene a visitare spesso il
figlio (Hyppolite Girardot), un gioco tra loro, quasi un rito, lui fa domande,
lei si alza, cerca qualcosa, distoglie l'argomento parlando della cena
bruciata, cosa che le capita ogni volta. Un giorno capirai, nella Berlinale
special e chissà perché non in gara, è il film con cui Amos Gitai
"torna" in Europa ma in realtà non se ne è mai veramente allontanato.
Diciamo piuttosto che nei suoi ultimi lavori Israele,
il paesaggio fisico, prima ancora che la Storia della quale comunque è elemento
fondante, era entrato nel suo cinema con maggiore rilevanza. Paesaggio che
significa confini, case su cui si accumulano le memorie dei due popoli,
palestinese e israeliano, nevrosi intime come segno di una violenza che segna
nel profondo il suo paese. Ma è anche vero che il suo cinema si costruisce su
un'andata-ritorno continua, un po' come i suoi piani sequenza, come anche la
sua vita tra Parigi e Israele, come la cultura
d'origine, la famiglia dove il padre architetto del Bahaus, Munio
Weinraub-Gitai, emigra in Palestina fuggendo il
nazismo, e la madre è intellettuale che immagina una Palestina
non fondata sul sionismo. L'andata-ritorno che poi è il nocciolo della storia
d'Israele, fondata 60 anni fa sul sionismo trionfante
e con l'appoggio di Europa e Usa, i primi smaniosi di risolvere questioni
rimaste aperte, a cominciare dalle proprie responsabilità, mai assunte, sulla
persecuzione degli ebrei, i secondi interessati a quello che poi diventa
l'occidente in oriente? Nel film di Gitai siamo nei giorni del processo a Klaus
Barbie, il criminale nazista difeso da Jacques Vergès, l'anziana signora
ascolta le deposizioni alla televisione, storie spesso simili l'una all'altra,
vacilla, l'arrosto finisce in carbone. Il figlio indaga sul passato della
famiglia, scopre che la madre è ebrea, che i suoi genitori sono stati deportati
nei campi di concentramento, lui è stato battezzato cattolico, la moglie si
dichiara "totalmente atea", in famiglia non si pratica un'educazione
religiosa. È un film sulla memoria Un giorno capirai? Anche, ma non soltanto,
ci parla di quella generazione tornata dai campi di concentramento, su cui Israele ha fondato una parte importante della sua
"mitologia" preferendo però archiviarla in essa, meglio non vederli,
meglio tenerli separati dal presente vittorioso. Alcuni come Rivka sono restati
in Europa nonostante tutto, il nome è lo stesso della moglie di Gitai la cui
madre è stata mandata nei campi, e della madre di Jérôme Clément, autore del
romanzo da cui il film è tratto. È però un film al presente, siamo nel
sessantesimo anno della fondazione di Israele, forse
una maggiore coscienza, e autocritica, aiuta invece dei boicottaggi un po'
sterili: nell'oscillazione temporale ci parla di una Francia che soltanto nel
'95 riconosce di avere colpe riguardo la deportazione degli ebrei, creando,
qualche anno più tardi, una commissione per l'indennità agli eredi e rendere
patrimoni che erano stati depredati. Ma è anche un film nel quale scorrono le
utopie di resistenza che attraversano l'opera del regista: questa sua volontà
mai rassegnata di credere in un futuro dove il molteplice sfida e vince
sull'oppressione e la negazione del diritto, un mondo (Israele?)
in cui, come nell'appartamento di Rivka il giorno del suo funerale, si
incontrano con gioia persone diverse, religioni diverse, culture diverse in
reciproca armonia. Dove la presa di coscienza della Storia significa una
lezione assimilata di rispetto e tolleranza, come spiega Rivka in sinagoga ai
due nipotini, poco prima di morire, consegnandogli la stella gialla che era
stata costretta a portare. L'esperienza diventa allora la possibilità di una
diversa visione del mondo, scommessa difficile in un contemporaneo nel quale si
rivendicano "guerre sante", da una parte e dall'altra azzerando
l'intelligenza, la cultura, il ragionamento. E è poi, soprattutto, un
emozionante momento di cinema Un giorno capirai, sequenze morbide e commoventi,
il flash di ricordi mai avuti dell'uomo mentre visita il vecchio albergo oggi
abbandonato nel quale si erano rifugiati i nonni. Momenti di una serenità
impossibile: i conigli nella gabbia, il pane fresco tagliato, quel valzer che è
quasi una fuga, o l'ultimo gesto prima della rassegnazione, l'arrivo dei
nazisti. E ancora la macchina che segue l'aura di Jeanne Moreau, quel suo muoversi
distratto e sofferente, i segreti di madre che non vuole dare preoccupazioni,
la lingua russa prima di arrivare in Francia, quella ricchezza che il presente
non ha saputo ritrovare.
( da "Manifesto, Il" del 13-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Il paese già
riconosce i matrimoni omosessuali. Ora la storica decisione del tribunale.
Esultano i movimenti per i diritti civili, ortodossi furibondi Michele Giorgio
Gerusalemme Fa discutere la decisione del procuratore generale Menahem Mazuz
che consente alle coppie omosessuali israeliane di poter adottare i figli
biologici del partner e anche altri bambini "in circostanze appropriate e
nell'esclusivo interesse del bimbo". Già nel febbraio
2006 Israele aveva
riconosciuto lo status di genitori legittimi a una coppia di donne, una delle
quali era la madre naturale dei bambini che la coppia allevava. Dal dicembre
2004 inoltre Israele
riconosce di fatto la validità dei matrimoni omosessuali per quanto riguarda
tutte le questioni di proprietà ed eredità. La stampa, almeno quella più
liberal, perciò ha dato ampio risalto all'annuncio fatto da Mazuz. Haaretz ha
parlato di "decisione rivoluzionaria" e di "un gran passo avanti
sulla strada degli stessi diritti per gay e lesbiche", mentre il ministro
per gli affari sociali Yitzhak Hertzog ha applaudito il coraggio mostrato da
Mazuz, che si è fatto portavoce dell'opinione di buona parte degli israeliani
laici. Due anni fa un'indagine sul rapporto sulla religiosità degli israeliani
aveva rilevato che solo il 19% della popolazione era contraria alla possibilità
che le coppie gay crescano dei bambini. L'associazione delle nuove famiglie
Mishpakha khadasha ricorda inoltre che in Israele l'1%
delle famiglie sono omogenitoriali. Lo scorso anno l'avvocato Ira Hadar, che
rappresenta coppie di lesbiche, aveva riferito che una decina di famiglie
omosessuali stavano completando il processo di adozione. La decisione di Mazuz,
che trova pochi riscontri nel resto del mondo, allo stesso tempo conferma il
paradosso del sistema israeliano che, accanto a disposizioni particolarmente
avanzate, mette leggi prive di modernità. Solo il matrimonio religioso, ad
esempio, resta riconosciuto ufficialmente e le corti rabbiniche sono dominanti
in numerosi aspetti della vita sociale e familiare. Gli ebrei di rito riformato
- quasi sempre provenienti degli Usa - sono ostaggiati e ostacolati
dall'ebraismo ortodosso che regna incontrastato nel paese e devono lottare per
guadagnarsi un po' di spazio. I rabbini non riconoscono le conversioni
all'ebraismo con riti diversi da quello ortodosso e hanno imposto una
conversione a migliaia di immigrati che pure erano giunti in Israele
come ebrei, grazie ai programmi dell'Agenzia ebraica. Senza dimenticare che nei
documenti di identità viene ancora precisata l'appartenenza etnica e religiosa
del cittadino e che la parte non-ebraica della popolazione è soggetta a
discriminazioni. "Israele procede su due binari
diversi - spiega al manifesto il saggista Michel (Mikado) Warshawsky,
progressista ma nato in un famiglia religiosa - da un lato c'è una élite che
vuole vivere in un sistema molto avanzato e ha come punto di riferimento la
Corte Suprema e il Procuratore generale e dall'altro c'è la vasta maggioranza
della popolazione che vive in modo più tradizionale ed è perciò prigioniera
delle regole antiquate imposte dai religiosi e delle corti rabbiniche". La
decisione sulle adozioni gay, avverte Warshawsky, "non deve far credere
che tutto Israele faccia del progresso sociale il suo
primo obiettivo. In questo paese ancora oggi i religiosi possono condizionare
la vita di tutta la popolazione con imposizioni e restrizioni che lo Stato non
osa contrastare". In ogni caso il passo fatto dal Procuratore generale in
materia di adozioni sta incontrando opposizioni molto forti. Il ministro dell'industria
Eli Yishai, un ortodosso, l'ha definito "nauseabondo". I deputati
Zevulun Orlev e Avraham Ravitz hanno chiesto che una commissione della Knesset
si riunisca per discutere la disposizione, nella speranza di riuscire a
emendarla. E già si annunciano nuove polemiche rispetto all'annuale Gay pride a
Gerusalemme, a cui si oppongono tutti i gruppi religiosi che considerano
l'omosessualità "un'epidemia che dovrebbe essere trattata dal ministero
della sanità".
( da "Voce d'Italia, La" del 13-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Esteri Era un alto
dirigente militare Hezbollah, leader ucciso a Damasco L'esplosione di
un'autobomba ha causato altri due feriti Damasco, 13 feb. - Un leader del
movimento sciita libanese Hezbollah, Imad Mugniyeh, è stato ucciso la notte
scorsa a Damasco nell'esplosione di un'autobomba, secondo quanto riferiscono le
stesse milizie libanesi. Secondo quanto sostiene il partito sciita, si tratta
di un alto dirigente responsabile del settore militare. Hezbollah
ha incolpato Israele di
essere il diretto responsabile dall'attacco e dell'uccisione di Mugniyeh,
accusato in passato di aver compiuto diverse azioni terroristiche imputate al
movimento di Hasan Nasrallah . L'esplosione, avvenuta in un quartiere
residenziale di Damasco, ha causato anche due feriti. La polizia ha
isolato la zona, dove si trovano una scuola iraniana, una stazione di polizia e
uno dei principali uffici dei servizi segreti siriani.
( da "Opinione, L'" del 13-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Oggi è Mer, 13 Feb
2008 Edizione 30 del 13-02-2008 Nuovo antisemitismo Ancora scritte sui muri di
Michael Sfaradi Prendendo spunto da un articolo pubblicato sul "Corriere
della Sera" del 10/02/2007, a firma Vera Schivazzi, sugli slogan apparsi a
Torino sui muri del Lingotto, e della vernice nera (lo stesso colore usato per
le scritte) con la quale è stata imbrattata, in un giardino di Mirafiori alla
periferia sud della città una lapide che ricorda l'entrata in vigore delle
leggi razziali, faccio alcune riflessioni. Forse nell'imbrattare la lapide gli
autori del gesto vorrebbero cancellare dalla loro memoria che l'Italia fascista
si macchiò, al pari della Germania nazista, della vergogna di leggi emanate al
fine di discriminare suoi cittadini in persone di serie A e serie B. Leggi che,
con la loro entrata in vigore aprirono il triste periodo delle persecuzioni
razziali. Queste persone dovrebbero sapere che non basta un po' di vernice per
cancellare la memoria storica. Vedendo poi il "can can" che certi
personaggi stanno facendo, al fine di boicottare la presenza israeliana alla
fiera del libro di Torino, la sensazione che si stiano aprendo scenari
inquietanti diventa sempre più forte. Troppo spesso, in questi anni, sui
giornali ed in diverse trasmissioni televisive, si sono ripetuti fino alla
nausea i nuovi "Luoghi Comuni" all'indirizzo d'Israele
e del suo governo, cercando di far diventare gli ebrei di oggi come i nazisti
di allora e i palestinesi i nuovi perseguitati. Queste assurde ingiurie sono
replicate all'infinito da troppo tempo, tanto che sono entrate nelle
discussioni al punto che c'è chi le afferma, e non sono in pochi, dandole per
scontate. La giornalista riporta nel suo articolo anche le scritte al Lingotto:
"No olocausto palestinese" e "Israele 60 anni di genocidio
palestinese", scritte che sono un'offesa alla memoria della Shoà e ai suoi
sopravvissuti ed anche una negazione della verità. Né il governo dello stato d'Israele, né il popolo ebraico, hanno mai
montato o fatto montare camere a gas in Cisgiordania o nella striscia di Gaza,
e nessun palestinese è finito nei forni crematori per mano ebraica. Non
pensiate che sia inutile dirlo, perché a questo punto è necessario mettere le
cose in chiaro; la menzogna ripetuta ha già fatto troppi danni. Le cose sono
due, o questi soggetti sanno come stanno veramente le cose e mentono sapendo di
mentire, oppure il loro comportamento mette in luce ancora una volta, come se
ce ne fosse bisogno, la profonda ignoranza di cui sono vittime. Vorrei
consigliare ai nuovi contestatori e tutti coloro che si sono fatti influenzare
dalla loro propaganda tambureggiante, che vuole far diventare la vittima del
passato nel carnefice del presente, d'informarsi. Certo, informarsi, presso
fonti indipendenti, capire il perché e il come certe cose sono accadute e
soprattutto capire chi, fino ad oggi, ha avuto interesse a lasciare il popolo
palestinese e quello israeliano a combattersi e a soffrire per una guerra che
non porterà mai a nessuna soluzione. Prima di contestare a senso unico qualche
cosa che sicuramente non conoscono, dovrebbero studiare la storia mediorientale
degli ultimi anni. Facendolo, capirebbero che sono due i popoli vittime del
presente, e che sono due i popoli che avrebbero un'esistenza migliore se solo
si potesse raggiungere un accordo che preveda una convivenza pacifica. Posso
dirvi, anche per esperienza personale, che ho maturato la certezza che i
palestinesi non hanno bisogno di amici di questo tipo, gente di basso livello
che altro non fa che istigare, oggi come allora, un popolo intero, illudendolo
con false prospettive di dominio e trascinandolo in un'altra guerra che non ha
alcuna speranza o possibilità di vincere. Noi, israeliani e palestinesi,
abbiamo bisogno di amici della pace, che senza denigrare gli uni o gli altri
facciano da ponte fra due popolazioni e fra i governi che li rappresentano. Due
popoli che tanto hanno in comune e che alla fine vivranno uno accanto
all'altro, nonostante Hamas, Hetzbolla o il farneticante presidente iraniano
dal nome impronunciabile. Abbiamo bisogno di amici comuni che, anziché alzare
la tensione fino allo scontro, aiutino a creare un'atmosfera nuova di fiducia
nel futuro e fra le genti che porti tutti i popoli mediorientali a trovare il
rispetto reciproco prima che si distruggano a vicenda.
( da "Giornale.it, Il" del 13-02-2008)
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Attentato in Siria,
ucciso il numero due di Hezbollah di Redazione - mercoledì 13 febbraio 2008,
13:20 Beirut - Il comandante militare di Hezbollah Imad Moughniyah è stato
ucciso da un'autobomba a Damasco ieri. Lo riferisce il gruppo libanese,
annunciando la morte dell'uomo che secondo molti sarebbe stato dietro una serie
di sequestri di occidentali in Libano negli anni Ottanta. Hezbollah, sostenuto
dalla Siria e dall'Iran, accusa Israele dell'uccisione
di Moughniyah, che aveva tra i 40 e i 50 anni. "Dopo una vita piena di
jihad, sacrifici e risultati... Haj Imad Moughniyah... è morto da martire nelle
mani dei sionisti israeliani", dice Hezbollah, che nel
( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 13-02-2008)
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MEDIO ORIENTE SENZA
PACE Duro messaggio di Tel Aviv "Nessuna opzione esclusa, neppure quella
militare" Incontro con la Merkel Un leader di Hamas a Gaza, Ahmed Yusef,
ha rinnovato ieri l'appello a una tregua di lunga durata
con Israele. In un articolo
sul quotidiano israeliano Haaretz, egli sostiene che il rigido isolamento internazionale
della Striscia di Gaza e gli incessanti raid militari israeliani non lasciano
ai palestinesi altra opzione se non quella della lotta armata: il governo
israeliano "continua a respingere i nostri appelli a un cessate il
fuoco".
( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 13-02-2008)
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GIORGIO RACCAH
Gerusalemme. Israele è certo che l'Iran stia attuando
un intenso programma per arrivare al possesso di armi non convenzionali e lo
Stato ebraico, che spera in efficaci sanzioni internazionali, non esclude
alcuna opzione per sventare quella che considera una minaccia alla sua
esistenza. È questo il duro messaggio che il premier Ehud Olmert ha lanciato a
Berlino nel corso di una conferenza stampa con il cancelliere tedesco Angela
Merkel, a conclusione di due giorni di colloqui nel corso dei quali la
questione iraniana è stata al centro dell'agenda. "Noi siamo certi - ha
detto - che gli iraniani sono impegnati in un programma serio, in parte
clandestino, per acquisire capacità non convenzionali", incluso lo
sviluppo di missili balistici a lungo raggio e di testate non convenzionali, in
grado di colpire anche l'Europa. "Niente cambierà questa nostra
convinzione" ha aggiunto Olmert, con un probabile riferimento al recente
rapporto dei servizi segreti americani stando ai quali l'Iran ha sospeso nel
2003 il suo programma di armi nucleari. Israele sostiene invece che questo è stato ripreso da tempo e con
intensità e smentisce il lavoro dei servizi segreti americani. Olmert ha detto
che Israele non esclude
alcuna opzione, quindi nemmeno quella militare, per impedire all'Iran il
possesso di armi nucleari, soprattutto dopo che il presidente iraniano Mahmud
Ahmadinejad ha ripetutamente detto di volere la distruzione dello stato
ebraico. L'Iran afferma che il suo programma nucleare ha solo fini pacifici. Il
primo ministro ha cercato di convincere la signora Merkel ad adottare una linea
più dura nei confronti dell'Iran, col quale la Germania ha ancora intensi
rapporti commerciali. Uno sforzo apparentemente pagante se saranno confermate
le indicazioni che anche Berlino si sta spostando su posizioni di aperto
sostegno a nuove sanzioni diplomatiche ed economiche per indurre Teheran a
cessare prima di tutto il piano già in corso di arricchimento dell' uranio. Già
il mese scorso la Germania ha aderito alla proposta dei cinque membri
permanenti del Consiglio di Sicurezza dell'Onu per una nuova risoluzione di
sanzioni più pesanti contro Teheran. Il duro attacco di Olmert è comunque anche
una risposta politica al presidente iraniano, Mahmud Ahmadinejad, che ha
rinnovato la sfida all'Occidente in un comizio oceanico organizzato per
festeggiare il 29o anniversario della rivoluzione. Teheran, aveva affermato,
"non scenderà a compromessi sul programma nucleare e considera pezzi di
carta le risoluzioni del Consiglio di Sicurezza dell'Onu in materia".
Inoltre, ha annunciato che lancerà altri due razzi spaziali, dopo un
esperimento effettuato una settimana fa che ha suscitato le preoccupazioni
degli Usa ma anche della Russia. Nei colloqui con la Merkel è stata inoltre
apparentemente discussa anche la fornitura a Israele
di sommergibili convenzionali costruiti in Germania. L'arma sottomarina
israeliana è interamente di produzione tedesca: conta infatti tre moderni
sommergibili diesel classe Dolphin, entrati in servizio alla fine degli anni
novanta e con un'asserita capacità di lanciare missili a testate nucleari.
Nell'agosto del 2006 inoltre Israele ha firmato il
contratto per l'acquisto di altri due sottomarini Dolphin potenziati (U212),
capaci di operare a grandi distanza e per settimane sotto la superficie del
mare. I sottomarini dovrebbero dare a Israele una
maggiore forza di deterrenza e la capacità di replicare a un eventuale attacco
nucleare iraniano.