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DOSSIER “ISRAELE-PALESTINA. Se scoppia l’intelligenza”

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ARCHIVIO GENERALE  DEL DOSSIER  

TUTTI I DOSSIER


top          ARTICOLI DEL 12 e 13 febbraio 2008        #TOP


Report "Israele/Palestina"

Ancora fuori un Orlando: esce Giuseppe ( da "Quotidiano.net" del 12-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: Fiera del libro di Torino dedicata a Israele, sei d'accordo?Calcio, è vero che una partita su due è falsata?Vota il gol più bello della 21esima giornata LA FOTO DEL GIORNO La più bella degli Usa E' una studentessa di musica diciannovenne 'Miss America' 2008. Bionda, bellezza tutta stelle e strisce, Kirsten Haglund sogna il palcoscenico di Broadway.

L'EQUIVOCO DI SODOMA ( da "Stampa, La" del 12-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: gli ebrei chiamano se stessi "figli di Israele", in una ininterrotta catena di generazioni. L'ebraismo non condanna l'amore fisico, non lo considera una colpa - frutto dell'amaro boccone di Eva e Adamo - bensì una benedizione: l'eros, e con esso l'armonia della coppia, è il meccanismo che consente la sopravvivenza fisica e storica.

Contestatori al tè della pace ( da "Stampa, La" del 12-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: Fiera una lista di scrittori arabi di cittadinanza israeliana da invitare: "Gli arabi sono il 30% della popolazione di Israele, e non invitando i nostri scrittori si discrimina un terzo degli autori israeliani". Ha chiesto il confronto anche Fouad Shibly, presidente dell'Unione Araba, perchè "invitare proprio ora solo Israele è inopportuno". Tra i musulmani erano in prima fila il Co.

Il tè arabo della pace non cancella la polemica ( da "Stampa, La" del 12-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: Un gesto di pace nella bufera sulla decisione della Fiera del Libro di invitare Israele. La distensione era l'intento di Younis Tawfik che ha riunito con l'associazione palestinese Bayader e l'Unione Araba tutti gli attori della querelle al Centro Dar al Hikma: i vertici della Fiera, gli assessori alla Cultura Oliva e Alfieri e le varie anime del mondo arabo.

Lezione di legalità con Caselli "Giovani, diventate protagonisti" ( da "Stampa, La" del 12-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: in America la Giustizia ha messo sotto accusa Clinton, in Francia Chirac, in Israele Sharon e il Presidente. Nessuno di loro ha mai detto che i giudici facevano politica. Da noi è diverso. Ma io ribadisco il primato della politica e invito voi giovani a fare politica, a non delegare agli altri. Incazzarsi dopo non serve".

"Subito le grandi opere per riavviare il Paese" ( da "Stampa, La" del 12-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: Quattro mutue pubbliche in concorrenza fra loro come in Israele. Così ognuno va nell'ospedale che crede e poi vediamo se la qualità non migliora". Le idee non mancano. Resta solo da fare i conti con l'oste: Brunetta ipotizza una "manovra shock a giugno per raggiungere entro il 2010 il pareggio di bilancio e un debito al di sotto del 100% del Pil".

<Sono felice, mio figlio andrà al martirio> ( da "Giornale.it, Il" del 12-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: attacco israeliano a un gruppo armato di kassam. L'importanza data al video nelle notizie, il contenuto di quello che dice la madre, segnalano il ritorno della cultura del terrorismo suicida, quello della seconda Intifada. La madre, dunque, dopo aver annunciato di "non essere mai stata così felice", prosegue nella descrizione del suo amore materno spiegando:

Quelle notizie da prendere per i capelli ( da "Giornale.it, Il" del 12-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: Bastano insomma 14 antagonisti filo palestinesi che minacciano chissà cosa contro la scelta di Israele come Paese ospite alla Fiera del Libro di Torino per scatenare la bufera. Bastano proclami di boicottaggio per montare paginate intere di polemiche. "Pochi, prepotenti ma abili con i media" dice Battista. Allora perché il Corriere della Sera non relega queste notizie in un trafiletto?

Cos'è l'infamia della proscrizione - adriano sofri ( da "Repubblica, La" del 12-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: editrice Israel di Firenze nel 1925. Samuele, che aveva allora 26 anni, ed è morto nel 1985, fu il padre di Carlo. La svista sarebbe madornale ma mediocre, se in mezzo non ci fosse un abisso. Già nel 1930 il corifeo del razzismo antisemita italiano, Giovanni Preziosi, ripubblicò l'elenco dei cognomi ebraici ("1650 corrispondenti a 9800 famiglie"

Ai filosiriani dico, se volete la guerra i libanesi sono pronti ( da "Unita, L'" del 12-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: "Noi non ne possiamo più di una guerra aperta con Israele, combattuta con dei pretesti fallaci al servizio del regime siriano e dell'impero persiano. Dietro falsi slogan patriottici e filo-palestinesi, costoro mascherano il loro essere strumenti al servizio di persone vili, come Bashar el-Assad e la sua cricca.

Quella lunga storia del complotto ebraico - adriano prosperi ( da "Repubblica, La" del 12-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: urlante delle manifestazioni di piazza che confonde gli ebrei con lo Stato d'Israele e lo Stato di Israele coi suoi governi. La tragedia si ripete come farsa, ancora una volta. Ricordare le tragedie potrà evitare che la farsa si rovesci di nuovo in tragedia? proviamo. Una lobby influente, un partito di intellettuali, un nemico nascosto: non sono la stessa cosa ma possono allearsi,

Al via la mostra personale di Menashe Kadishman ( da "Voce d'Italia, La" del 12-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: figure artistiche più importanti di Israele, in grado di fare, con la sua esperienza artistica, da trait d'union tra la tradizione dell'arte locale del '900 e gli esponenti della nuova generazione. Le sue opere, realizzate con materiali semplici, come il legno o il ferro oltre che, ovviamente, la tela, hanno girato il mondo e sono conservate in importanti musei e collezioni private.

Hamas in cantina per sfuggire ai raid ( da "Manifesto, Il" del 12-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: da quando Israele ha intensificato i suoi raid militari ed è ripreso a pieno ritmo il lancio dei razzi artigianali da Gaza. Ma ora per i leader di Hamas è allarme rosso. La minaccia di ucciderli lanciata da Israele non è mai stata così concreta come in questo momento e il premier del movimento islamico, Ismail Haniyeh,

162 ( da "Messaggero, Il" del 12-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: I DOCENTI 162 Sono i professori universitari ebrei e non ebrei inseriti nella lista sul sito del "Cannocchiale" ed accusati di "fare lobby" e di difendere gli interessi di Israele. Insegnano prevalentemente alla Sapienza, ma ve ne sono anche di altre università italiane.

A Torino ( da "Corriere della Sera" del 12-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Cronache - data: 2008-02-12 num: - pag: 25 categoria: BREVI A Torino Le scritte contro Israele Il 9 febbraio, sui muri del Lingotto di Torino, dove in maggio ci sarà la Fiera del Libro, compaiono scritte anti-Israele, Paese ospite.

Carnet ( da "Corriere della Sera" del 12-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: Ermanno Tedeschi Gallery di Roma inaugura la mostra personale dell'artista israeliano Menashe Kadishman, a cura di Arturo Schwarz. L'evento prevede una grande installazione site specific di oltre 150 tele. Fino al 3 aprile. Ermanno Tedeschi Gallery, via del Portico d'Ottavia 7, alle 18.30. Parlare d'arte Per il ciclo di incontri "Parlare d'arte", appuntamento con Marianne Alphant.

Striscia guerra totale, omicidi mirati o accordo su Rafah? ( da "Riformista, Il" del 12-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: Israele ancora non ha risolto l'enigma di Gaza Gerusalemme. Non c'è una sola Israele, quella di Tel Aviv, considerata edonistica, ma esiste anche la periferia meridionale del paese, quella più a ridosso di Gaza. Dove i Qassam, nelle ultime settimane, sono arrivati in numero maggiore, in parallelo con l'intensificazione dei raid su Gaza da parte dell'

Accoltellato a 16 anni da un rivale in amore ( da "Quotidiano.net" del 12-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: Fiera del libro di Torino dedicata a Israele, sei d'accordo?Calcio, è vero che una partita su due è falsata?Vota il gol più bello della 21esima giornata LA FOTO DEL GIORNO Nuovo romanticismo La dichiarazione d'amore più bella? Tre donne su cinque non hanno dubbi: l'hanno ricevuta in macchina.

"Cara Svizzera, a Napoli muoio Devi concedermi l'asilo politico" ( da "Quotidiano.net" del 12-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: Fiera del libro di Torino dedicata a Israele, sei d'accordo?Calcio, è vero che una partita su due è falsata?Vota il gol più bello della 21esima giornata LA FOTO DEL GIORNO Gerusalemme sotto la neve La prima vera nevicata dell'anno ha colto impreparata Gerusalemme. La città, svegliatasi sotto a una fitta coltre bianca, è rimasta paralizzata: chiuse le scuole,

Agguato nel palermitano: due morti e un ferito ( da "Quotidiano.net" del 12-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: Fiera del libro di Torino dedicata a Israele, sei d'accordo?Calcio, è vero che una partita su due è falsata?Vota il gol più bello della 21esima giornata LA FOTO DEL GIORNO Nuovo romanticismo La dichiarazione d'amore più bella? Tre donne su cinque non hanno dubbi: l'hanno ricevuta in macchina.

L'allarme di Olmert: "In segreto l'Iran lavora alla bomba atomica" ( da "Quotidiano.net" del 12-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: israeliano a Berlino: "A nostro giudizio gli iraniani stanno continuando a portare avanti i piani per dotarsi di armi non convenzionali, nulla che abbiamo visto finora ci ha fatto cambiare idea su questo punto" Segnala ad un amico Tuo nome: Tua email: Nome amico: Email amico: Testo dell'email: Invia una copia anche al tuo indirizzo di posta Riscrivi il codice che compare qui sopra:

L'equipaggio ispeziona lo scudo dell'Atlantis ( da "Quotidiano.net" del 12-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: Torino dedicata a Israele, sei d'accordo?Calcio, è vero che una partita su due è falsata?Vota il gol più bello della 21esima giornata LA FOTO DEL GIORNO GITA SCOLASTICA Addio Colosseo e Torre Eiffel: una delle nuove mete più ambite per i giovani turisti giapponesi è il mega campus di Google a Mountain View, in California RICERCA ANNUNCI pubblicità contattaci guadagna con Quotidiano.

"Solo la meritocrazia fermerà la diaspora dei cervelli" ( da "Quotidiano.net" del 12-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: Fiera del libro di Torino dedicata a Israele, sei d'accordo?Calcio, è vero che una partita su due è falsata?Vota il gol più bello della 21esima giornata LA FOTO DEL GIORNO Nuovo romanticismo La dichiarazione d'amore più bella? Tre donne su cinque non hanno dubbi: l'hanno ricevuta in macchina.

"Ma quella lì, che ci fa qui alla festa?" Scoppia la rissa tra Lindsay e Paris ( da "Quotidiano.net" del 12-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: Fiera del libro di Torino dedicata a Israele, sei d'accordo?Calcio, è vero che una partita su due è falsata?Vota il gol più bello della 21esima giornata LA FOTO DEL GIORNO Eva si da allo sport Servizio fotografico di Eva Longoria che posa per una campagnia pubblicitaria per Bebe Sport.

Studenti criticano duramente il Governo ( da "Quotidiano.net" del 12-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: libro di Torino dedicata a Israele, sei d'accordo?Calcio, è vero che una partita su due è falsata?Vota il gol più bello della 21esima giornata LA FOTO DEL GIORNO FIACCOLE E SCI Record sulle piste innevate di La Masella, vicino a Barcellona: 2000 sciatori in contemporanea per la più grande sciata collettiva in notturna RICERCA ANNUNCI pubblicità contattaci guadagna con Quotidiano.

L'allarme di Olmert: "In segreto l'Iran lavora alla bomba atomica" ( da "Quotidiano.net" del 12-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: israeliano a Berlino: "A nostro giudizio gli iraniani stanno continuando a portare avanti i piani per dotarsi di armi non convenzionali, nulla che abbiamo visto finora ci ha fatto cambiare idea su questo punto" Segnala ad un amico Tuo nome: Tua email: Nome amico: Email amico: Testo dell'email: Invia una copia anche al tuo indirizzo di posta Riscrivi il codice che compare qui sopra:

"Spielberg non girerà Harry Potter 7" ( da "Quotidiano.net" del 12-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: Fiera del libro di Torino dedicata a Israele, sei d'accordo?Calcio, è vero che una partita su due è falsata?Vota il gol più bello della 21esima giornata LA FOTO DEL GIORNO La più bella degli Usa E' una studentessa di musica diciannovenne 'Miss America' 2008. Bionda, bellezza tutta stelle e strisce, Kirsten Haglund sogna il palcoscenico di Broadway.

Questo è puro razzismo ( da "Opinione, L'" del 12-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: Il popolo di Israele è piccolo e debole come un verme, ma verrà risollevato dal Signore. Si noti bene: non da se stesso, non da conquiste o ricchezze, ma da Dio. Se si potesse tradurre in termini laici si potrebbe dire che Israele -che rappresenta la condizione dell'umanità tutta, e non solo un popolo- può essere sollevato dalla sua debolezza e piccolezza simboleggiata dal lemma |

"Resistere" alla pace ( da "Opinione, L'" del 12-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: operazioni di resistenza" contro Israele e il governo libanese. Il Middle East Media Research Institute ha tradotto una serie di articoli, scritti tra la fine di gennaio e l'inizio di febbraio, tratti dal quotidiano di regime "Tashreen" e dal sito Syria-news.com, in cui si esalta la destabilizzazione e si denunciano complotti.

Alzarsi una mattina ( da "Opinione, L'" del 12-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: né a incontri né a conferenze e quelli inglesi non accettano più inviti in Israele. Motivo? Disaccordo con la politica del governo israeliano. Nel frattempo in Israele sono cambiati almeno tre governi, mentre il disaccordo no, quello non cambia. Nel passato i docenti comunisti che arrivavano dalle università dell'ex Unione Sovietica, erano invitati e ben accetti in Gran Bretagna,

Lettera aperta di Di Pietro ai suoi: "L'intesa col Pd è sempre più labile" ( da "Quotidiano.net" del 12-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: Fiera del libro di Torino dedicata a Israele, sei d'accordo?Calcio, è vero che una partita su due è falsata?Vota il gol più bello della 21esima giornata LA FOTO DEL GIORNO "Troppi spot in tv" La Ue ci bacchetta Il commissario Ue ai Media Viviane Reding: "La durata delle pubblicità di 12 minuti l'ora non viene rispettata, le televendite non sono incluse in questi 12 minuti e l'

Intrevista a David Meghnagi / Antisemitismo di destra e di sinistra ( da "Opinione, L'" del 12-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: materiale per la mia conferenza stampa dello scorso giovedì per denunciare un nuovo odioso boicottaggio anti ebraico e anti israeliano, quello della Fiera del libro di Torino. Imbattutomi in quella lista piena di errori, in realtà non sono affatto la maggior parte i profesori di religione ebraica tra quei 162 nomi, ho deciso di darne subito una pubblica testimonianza di riprovazione.

ALDOPARLANTE ( da "Avanti!" del 12-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: Israele e nel 2009 un Paese arabo. La decisione del comitato organizzativo non è stata condivisa da varie associazioni di scrittori della Giordania, della Tunisia e dell'Egitto che hanno invitato al boicottaggio della manifestazione. Una formazione politica di estrema sinistra (il Pdci) e altre frange estremiste sono intervenute con invettive offensive e violente contro Israele

Intervista a Michael Sfaradi / "Il sorriso della morte" ( da "Opinione, L'" del 12-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: Perché Israele innanzitutto è una nazione, dove "Il sorriso della morte" ha volto il suo sguardo sin troppe volte. Tra suspance e colpi di scena il libro dell'autore romano, cittadino di Israele, ci regala quello che vuole essere "solo un romanzo" ma che diventa importante testimonianza di un popolo al quale tutt'oggi viene negato il diritto di esistere.

Forniva kamikaze disabili ad Al Qaeda Arrestato il direttore dell'ospedale ( da "Quotidiano.net" del 12-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: Fiera del libro di Torino dedicata a Israele, sei d'accordo?Calcio, è vero che una partita su due è falsata? LA FOTO DEL GIORNO Gerusalemme sotto la neve La prima vera nevicata dell'anno ha colto impreparata Gerusalemme. La città, svegliatasi sotto a una fitta coltre bianca, è rimasta paralizzata: chiuse le scuole, cancellate le lezioni universitarie,

Ancora fuori un Orlando: stavolta esce Giuseppe ( da "Quotidiano.net" del 12-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: Fiera del libro di Torino dedicata a Israele, sei d'accordo?Calcio, è vero che una partita su due è falsata? LA FOTO DEL GIORNO La più bella degli Usa E' una studentessa di musica diciannovenne 'Miss America' 2008. Bionda, bellezza tutta stelle e strisce, Kirsten Haglund sogna il palcoscenico di Broadway.

Fuori in azzurro, in campo a Catania I siciliani fanno ricorso per Materazzi ( da "Quotidiano.net" del 12-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: Fiera del libro di Torino dedicata a Israele, sei d'accordo?Calcio, è vero che una partita su due è falsata? LA FOTO DEL GIORNO Gerusalemme sotto la neve La prima vera nevicata dell'anno ha colto impreparata Gerusalemme. La città, svegliatasi sotto a una fitta coltre bianca, è rimasta paralizzata: chiuse le scuole, cancellate le lezioni universitarie,

Hamas invita per un'amichevole la nazionale di calcio egiziana ( da "Quotidiano.net" del 12-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: imposto da Israele sulla striscia di Gaza. La tv al Arabiya, rivela che Haniyeh, nonostante tutte le precauzioni per la sua sicurezza dovute alla minacce israeliane di ucciderlo, "ha voluto vedere la finale in una casa", mandando subito dopo la partita un telegramma di felicitazioni al presidente egiziano Hosni Mubarak.

Scoppia l'intifada dei numeri Hamas gonfia i dati demografici ( da "Resto del Carlino, Il (Nazionale)" del 13-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: L'interesse di separare paradossalmente è più di Israele che non dei palestinesi. Lo dicono le cifre". Quali? "Il tasso di accrescimento della popolazione in Israele e dell'1,5 o 1,6 per cento. Gli arabi israeliani aumentano del 2,8. Nei territori occupati o ex occupati il tasso è lievemente inferiore.

"così ho risolto il caso israele mi ha ispirato papa ratzinger" - paolo griseri ( da "Repubblica, La" del 13-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: Così ho risolto il caso Israele mi ha ispirato papa Ratzinger" Picchioni: abbiamo dimostrato che qui vince il dialogo Nessuna mediazione Invitare i palestinesi è una decisione che avevamo già preso tempo fa, non è certo un cedimento di fronte alle polemiche PAOLO GRISERI Ha messo d'accordo quasi tutti i contestatori della Fiera e,

Contro l'antisemitismo la scelta di Napolitano: sarà alla Fiera del Libro di Torino Forte segnale di pacificazione del presidente dopo le polemiche su Israele. Black list: il blogg ( da "Unita, L'" del 13-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: Torino Forte segnale di pacificazione del presidente dopo le polemiche su Israele. Black list: il blogger è un paladino dei negazionisti, indagato per discriminazione di razza / Roma COMUNITÀ ebraiche ma anche istituzioni chiedevano un segnale pacificatore e un intervento forte che mettesse fine alle polemiche per l'invito di Israele co- me paese ospite alla Fiera del Libro di Torino.

Su Radio Maryja va in onda messa anti-ebrei ( da "Unita, L'" del 13-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: Il quotidiano israeliano ha riferito che quando il filosofo Bogoslaw Wolniewicz ha gridato "gli ebrei ci stanno attaccando! Dobbiamo difenderci", uno scroscio di applausi ha accolto le sue parole. Dopo canti e preghiere, il 91enne vescovo di Cracovia, Albin Malysiak, ha iniziato il suo sermone.

Amos oz: "serve coraggio ora israele tratti con hamas" ( da "Repubblica, La" del 13-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: Lo scrittore israeliano boccia l'ipotesi di intervento militare a Gaza: "Sarebbe inutile" Amos Oz: "Serve coraggio ora Israele tratti con Hamas" Tutti sanno, chilometro più, chilometro meno, quale sarà la mappa definitiva dell'accordo con i palestinesi Oggi centro e destra si spostano verso sinistra Olmert e la Livni parlano come venti anni fa parlavano i pacifisti GERUSALEMME -

Attacco ad internet ( da "Voce d'Italia, La" del 13-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: concesso ad Israele nella Fiera del Libro di Torino. Non è affatto vero che internet sia preda di gruppi antisemiti. E' vero che la causa dei palestinesi in internet ha un maggiore spazio ed un maggiore rispetto che dalla carta stampata usa a commentare gli omicidi dei palestinesi con delle frasette stereotipate: "cinque miliziani sono stati uccisi mentre preparavano un attentato"

BRUXELLES - Non si può non osservare come la mancanza di una ferma e corale reazione del ( da "Messaggero, Il" del 13-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: Il tentativo di boicottaggio di Israele alla Fiera del Libro di Torino e la black list, aggiunge Frattini, "sono due episodi che non rappresentano purtroppo soltanto un impazzimento improvviso dell'Italia civile . Tanto che il grido d'allarme lanciato a Parigi da Moshe Kantor, Presidente del Congresso Europeo Ebraico, ed il suo aver evocato "una seconda Notte dei Cristalli,

Richard Avedon, glamour e pietas ( da "Corriere della Sera" del 13-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: il padre Jacob Israel era proprietario di un lussuoso negozio di abbigliamento nel cuore della Quinta Strada, concorrente del padre di Diane Arbus, altro mito della fotografia americana. La fotografia lo rapisce durante il servizio militare, che presta dal 1942 al 1944 presso la Marina Mercantile americana proprio nel dipartimento di fotografia.

<Salviamo la Casa Rossa, luogo della memoria> ( da "Corriere della Sera" del 13-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: Si trovavano in Italia in attesa di emigrare in Palestina o negli Usa. Restarono intrappolati e considerati nemici. Dovevano essere "tolti dalla circolazione e avviati in appositi campi di concentramento ". Uno è la Casa Rossa, un'imponente masseria, ex scuola agraria, in posizione collinare suggestiva a 5 chilometri dal paese.

Se paragonare Israele al nazismo non è reato ( da "Corriere della Sera" del 13-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: Israele al nazismo non è reato T empi duri per Israele e per gli ebrei in Italia. Dopo l'annullamento della visita dell'imam della Grande Moschea di Roma alla Sinagoga, l'annuncio del boicottaggio degli scrittori arabi alla Fiera del Libro di Torino che ha designato Israele come ospite d'onore, la pubblicazione di una lista di proscrizione di docenti universitari ebrei e simpatizzanti

La trappola dell'invasione di Gaza ( da "Corriere della Sera" del 13-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: Israele non deve cadere nella trappola che gli ha teso Hamas e marciare su Gaza. Il numero delle vittime di un'invasione come questa sarebbe infatti molto più alto di quello delle persone colpite dai razzi Kassam negli ultimi sette anni. Per cinque di questi ultimi sette anni Israele ha avuto il controllo dell'intera striscia di Gaza eppure centinaia di razzi Kassam sono stati lanciati

È davvero ( da "Corriere della Sera" del 13-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: da nemmeno un anno nono presidente dello Stato d'Israele, attraverso una "biografia", ben documentata quanto avvincente, capace di restituirci l'itinerario - talora non privo di contraddizioni - di un leader, spesso definito "il perdente" e invece destinato per molta parte a identificarsi con questi primi sessant'anni della tormentata vicenda israeliana.

GERUSALEMME Israele è certo che l'Iran stia attuando un ( da "Tempo, Il" del 13-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: Stampa GERUSALEMME Israele è certo che l'Iran stia attuando un ... GERUSALEMME Israele è certo che l'Iran stia attuando un intenso programma per arrivare al possesso di armi non convenzionali e lo Stato ebraico, che spera in efficaci sanzioni internazionali, non esclude alcuna opzione per sventare quella che considera una minaccia alla sua esistenza.

Israele e Palestina, donne di pace e Vuoti di memoria ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 13-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: Cultura Pagina 315 Incontri Da stasera a sabato Israele e Palestina, donne di pace e Vuoti di memoria Incontri. Da stasera a sabato --> "Semi di pace: israeliani e palestinesi insieme per il dialogo" è il tema dell'iniziativa che si terrà a Cagliari domani alle 16,30, nell'Aula degli Specchi del Corpo aggiunto delle Facoltà Umanistiche in via Is Mirrionis 1,

I posti di blocco in Cisgiordania tormentano la popolazione e alimentano il terrorismo ( da "Manifesto, Il" del 13-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: intelligence militare di Israele, convinti che la rimozione dei "check point" che tormentano l'esistenza dei palestinesi aiuterebbe la soluzione del conflitto, oltre ad eliminare una delle fonti principali di violazione dei diritti umani. Gli ufficiali riservisti non sono dei pacifisti e non chiedono l'abbattimento del muro in Cisgiordania.

Olmert a Berlino mostra i muscoli: contro l'Iran valide tutte le opzioni ( da "Manifesto, Il" del 13-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: Nei colloqui con la Merkel è stata inoltre discussa anche la fornitura a Israele di altri sommergibili convenzionali costruiti in Germania, della classe Dolphin, in grado di lanciare missili a testate nucleari. Nel 2006 Israele ha chiesto inoltre due sottomarini Dolphin potenziati, U212, capaci di operare a grandi distanza e di rimanere per settimane sotto la superficie del mare e,

Gaza, Merkel: "Qassam causa della sofferenza palestinese" ( da "Voce d'Italia, La" del 13-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: Il comunicato congiunto con il premier israeliano Olmert Gerusalemme, 13 feb.- Il cancelliere tedesco Angela Merkel, impegnato in una visita nello stato d'Israele, ha sostenuto ieri in un comunicato congiunto con il premier israeliano Ehud Olmert, che il primo passo per far cessare le sofferenze del popolo palestinese è quello di “

Olmert a Merkel "L'Iran prepara l'arma atomica" ( da "Stampa, La" del 13-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: La Germania è un Paese che Israele ricorda con rabbia e quello del premier israeliano è anche un viaggio nella memoria, il peso del passato, l'amicizia presente, l'incognita del futuro. Il Cancelliere Angela Merkel si dice sensibile alle difficoltà israeliane. "Nessuna persona ragionevole resterebbe indifferente al bisogno di uno Stato di difendere i propri cittadini"

Attentato in Siria, ucciso il numero due di Hezbollah ( da "Giornale.it, Il" del 13-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: Israele non ha commentato la notizia. "Non rilasciamo dichiarazioni sulla questione", ha detto Mark Regev, portavoce del primo ministro israeliano Ehud Olmert. Rapimenti e omicidi La Jihad Islamica, gruppo filo-iraniano ritenuto legato a Hezbollah, rapì diversi ostaggi occidentali - inclusi americani - a Beirut a metà degli anni Ottanta.

Amos Gitai e l'utopia di una storia diversa ( da "Manifesto, Il" del 13-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: su cui Israele ha fondato una parte importante della sua "mitologia". Alcuni, però, come l'anziana Rivka del film, sono rimasti in Europa nonostante tutto Cristina Piccino Berlino C'è qualcosa di sospeso e di attraente in quell'appartamento nel cuore di Parigi, il Marais, stipato di oggetti magnifici, scovati con passione ostinata,

In Israele un giudice dice sì alle adozioni gay. E spacca il governo Olmert ( da "Manifesto, Il" del 13-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: Già nel febbraio 2006 Israele aveva riconosciuto lo status di genitori legittimi a una coppia di donne, una delle quali era la madre naturale dei bambini che la coppia allevava. Dal dicembre 2004 inoltre Israele riconosce di fatto la validità dei matrimoni omosessuali per quanto riguarda tutte le questioni di proprietà ed eredità.

Hezbollah, leader ucciso a Damasco ( da "Voce d'Italia, La" del 13-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: Hezbollah ha incolpato Israele di essere il diretto responsabile dall'attacco e dell'uccisione di Mugniyeh, accusato in passato di aver compiuto diverse azioni terroristiche imputate al movimento di Hasan Nasrallah . L'esplosione, avvenuta in un quartiere residenziale di Damasco, ha causato anche due feriti.

Ancora scritte sui muri ( da "Opinione, L'" del 13-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: No olocausto palestinese" e "Israele 60 anni di genocidio palestinese", scritte che sono un'offesa alla memoria della Shoà e ai suoi sopravvissuti ed anche una negazione della verità. Né il governo dello stato d'Israele, né il popolo ebraico, hanno mai montato o fatto montare camere a gas in Cisgiordania o nella striscia di Gaza,

Ucciso numero 2 di Hezbollah ( da "Giornale.it, Il" del 13-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: Israele non ha commentato la notizia. "Non rilasciamo dichiarazioni sulla questione", ha detto Mark Regev, portavoce del primo ministro israeliano Ehud Olmert. Rapimenti e omicidi La Jihad Islamica, gruppo filo-iraniano ritenuto legato a Hezbollah, rapì diversi ostaggi occidentali - inclusi americani - a Beirut a metà degli anni Ottanta.

Duro messaggio di tel aviv nessuna opzione esclusa, neppure quella militare incontro con la merkel ( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 13-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: appello a una tregua di lunga durata con Israele. In un articolo sul quotidiano israeliano Haaretz, egli sostiene che il rigido isolamento internazionale della Striscia di Gaza e gli incessanti raid militari israeliani non lasciano ai palestinesi altra opzione se non quella della lotta armata: il governo israeliano "continua a respingere i nostri appelli a un cessate il fuoco"

GIORGIO RACCAH GERUSALEMME. ISRAELE è CERTO CHE L'IRAN STIA ATTUANDO UN INTENSO PROGRAMMA PE ( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 13-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: Israele sostiene invece che questo è stato ripreso da tempo e con intensità e smentisce il lavoro dei servizi segreti americani. Olmert ha detto che Israele non esclude alcuna opzione, quindi nemmeno quella militare, per impedire all'Iran il possesso di armi nucleari, soprattutto dopo che il presidente iraniano Mahmud Ahmadinejad ha ripetutamente detto di volere la distruzione dello


Articoli

Ancora fuori un Orlando: esce Giuseppe (sezione: Israele/Palestina)

( da "Quotidiano.net" del 12-02-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

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I telespettatori, attraverso il televoto, hanno deciso di salvare Alice, Andrea, Christine e Raffaella Roma, 11 febbraio 2008 - La famiglia Orlando perde un altro pezzo: Giuseppe torna a casa. Dopo una settimana di discussioni e aspri litigi, è lui infatti l'eliminato della quarta puntata del Grande Fratello 8. I telespettatori, attraverso il televoto, hanno deciso di salvare Alice, Andrea, Christine e Raffaella. Bocciato invece il 34enne messinese. Chi vincerà?I concorrenti Segnala ad un amico Tuo nome: Tua email: Nome amico: Email amico: Testo dell'email: Invia una copia anche al tuo indirizzo di posta Riscrivi il codice che compare qui sopra: Se il codice risultasse illeggibile CLICCA QUI per generarne un altro Cerca su Quotidiano.net nel Web Articoli Eventi --> Foto del giorno --> Foto Video Blog Sondaggi Sport La Lube è bella di lunedì notte Espugnato il campo dell'AntonvenetaCronaca Precipita un F-16 al largo delle Egadi Recuperato vivo il pilota del cacciaCronaca - Locale Un altro furto all'Aimag Razziati 66 pannelli solariTecnologia La Philips brevetta la penna rivela emozioniSpettacolo Michelle Pfeiffer di nuovo con Frears Racconteranno una storia d'amoreCronaca "Cara Svizzera, a Napoli muoio Devi concedermi l'asilo politico"Politica Berlusconi disponibile al dialogo "Larghe intese, ma dopo il voto"Cronaca - Locale Dai 'bus lumaca' allo sciopero Continua la protesta degli autistiCronaca - Locale Sette imprese pratesi approdano al salone della moda di MadridCronaca - Locale Jesi, finisce con l'auto nel fossato Morta una donna di 61 anniCronaca Rapinata la banca Etruria Bottino di circa 40mila euroCronaca - Locale Rapina a mano armata al Conad I banditi spariscono con mille euroCronaca i blog Mostra: Carducci e i miti della bellezza'Mondo calcio'TEATRO SOCIALE Stagione di prosa 2007/2008Stagione teatrale 2007 / 2008: Le lacrime amare di Petra Von KantLa Belle Epoque. 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L'EQUIVOCO DI SODOMA (sezione: Israele/Palestina)

( da "Stampa, La" del 12-02-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Elena Loewenthal L'EQUIVOCO DI SODOMA Nella bibbia ebraica non si trova un'esplicita condanna della omosessualità. La parola sodomia deriva infatti da un equivoco di fondo: la colpa degli abitanti di questa città di sale, infatti, fu quella di ignorare il dovere di ospitalità - principio questo fondamentale nelle società che abitano l'aspro deserto. Nulla, che abbia a che vedere con la sfera sessuale. La Torah proibisce di giacere con un uomo così come si giace con una donna. È sulla base di questo dettato, oltre che su un principio più generale di rispetto dell'ordine costituito originariamente da Dio - egli mise in terra un uomo e una donna, perché si conoscessero a vicenda - che la tradizione ebraica successiva interpreta la famiglia. Secondo il pensare comune di maestre e rabbini, l'omosessualità non rientra nel contesto ammissibile di quello che è stato per secoli e millenni l'unico ordine sociale del popolo ebraico: padre, madre e figli. Tanto che, quasi da sempre, gli ebrei chiamano se stessi "figli di Israele", in una ininterrotta catena di generazioni. L'ebraismo non condanna l'amore fisico, non lo considera una colpa - frutto dell'amaro boccone di Eva e Adamo - bensì una benedizione: l'eros, e con esso l'armonia della coppia, è il meccanismo che consente la sopravvivenza fisica e storica. Proprio in nome di quel "crescete e moltiplicatevi" che è più volte ripetuto nel testo sacro, l'ebraismo ha una posizione molto aperta nei confronti della fecondazione artificiale e di tutto ciò che aiuta la funzione "creativa" della famiglia. Il fatto che Israele approvi oggi in questo merito una legislazione fortemente innovativa, che consente l'adozione di bambini a coppie omosessuali, riconduce per un verso, e paradossalmente, a questo senso sacrale della famiglia, all'importanza che questa istituzione riveste da sempre nella storia del popolo ebraico. D'altro canto, questa normativa rivela, a dispetto di certe dita puntate, quanto poco teocratico sia Israele oggi, capace com'è di elaborare un'idea di famiglia così laica e capiente. Un'idea che è certamente una svolta rispetto alla tradizione religiosa e che pone questo antico-nuovo paese all'avanguardia.

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Contestatori al tè della pace (sezione: Israele/Palestina)

( da "Stampa, La" del 12-02-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Doveva essere la serata del tè alla menta per tutti, un gesto di pace nella bufera che ha investito la decisione della Fiera del Libro di invitare Israele. La distensione era l'intento del padrone di casa Younis Tawfik, che ieri sera ha riunito al Centro Dar al Hikma, con l'associazione palestinese Bayader e l'Unione Araba, tutti gli attori della querelle: i vertici della Fiera e gli assessori alla Cultura Gianni Oliva e Fiorenzo Alfieri, in un confronto acceso con le varie anime del mondo arabo. Un obiettivo raggiunto solo in parte, perché c'è stato anche chi ha espresso posizioni molto dure, e perché la serata si è aperta all'insegna della tensione, con una cinquantina di persone - tra cui i centri sociali - a lungo tenute fuori dalla porta, prima di essere ammesse in sala. Ad aprire la serata sono stati direttore e presidente della Fiera, Ernesto Ferrero e Rolando Picchioni, che hanno ribadito il carattere culturale della manifestazione e la disponibilità al dialogo e all'ascolto degli autori palestinesi. "Facciamo venire a galla ciò che unisce e non ciò che divide. Il muro contro muro non porta a nulla". Tra applausi e fischi, nel gremitissimo salone (presenti anche Paola Pozzi, Giampiero Leo e Nino Boeti) si sono delineate due posizioni: da un lato chi è contro la Fiera e per il boicottaggio, come le "Donne in nero", il Forum Palestina di Younis Kutaiba e il Network Antagonista (Askatasuna, Csa Murazzi, Cua); dall'altro, chi chiede soprattutto di garantire il dibattito con i palestinesi. È stata questa seconda posizione a raccogliere più consensi. A cominciare dall'associazione Bayader: Mansour Nizar e Abou Ahmed Nazih hanno consegnato alla Fiera una lista di scrittori arabi di cittadinanza israeliana da invitare: "Gli arabi sono il 30% della popolazione di Israele, e non invitando i nostri scrittori si discrimina un terzo degli autori israeliani". Ha chiesto il confronto anche Fouad Shibly, presidente dell'Unione Araba, perchè "invitare proprio ora solo Israele è inopportuno". Tra i musulmani erano in prima fila il Co.Re.Is., la moschea di via Saluzzo, il Centro Mecca e l'Istituto Islamico. Per l'Unione Musulmani d'Italia Abdelaziz Khounati ha invitato a "non importare i conflitti che si combattono altrove: qui è possibile la convivenza pacifica con ebrei, cristiani e laici". Dal canto suo, l'egiziano Sherif El Sebaye ha invitato i palestinesi a cogliere l'occasione di presentare la loro produzione culturale. Niente di più lontano dai pro-boicottaggio: "Avreste invitato il Cile di Pinochet o il Sudafrica dell'Apartheid?", ha chiesto il Network Antagonista. E Kutaiba: "Chi parla contro Israele viene linciato, ma il boicottaggio è un'arma pacifica". Per Ferrero, non essere al Lingotto è perdere un'opportunità: "Invito tutti a venire, anche per portare il punto di vista palestinese: la Fiera offre vetrina mediatica e 300 mila uditori". Una linea condivisa dallo scrittore algerino Karim Metref: "Andiamo, e facciamo domande scomode agli scrittori sionisti". Se lo stesso Tawfik è convinto che la Fiera sia un'importante occasione di dialogo collettivo, alla fine della serata ha preso la parola il presidente della Comunità Ebraica, Tullio Levi: "Non mi piace l'intolleranza di alcuni italiani. Qui c'è chi proprio non vuole sentire ragione".

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Il tè arabo della pace non cancella la polemica (sezione: Israele/Palestina)

( da "Stampa, La" del 12-02-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

AL CENTRO DAR AL HIKMAISRAELE A LIBROLANDIA Il tè arabo della pace non cancella la polemica Tè alla menta per tutti. Un gesto di pace nella bufera sulla decisione della Fiera del Libro di invitare Israele. La distensione era l'intento di Younis Tawfik che ha riunito con l'associazione palestinese Bayader e l'Unione Araba tutti gli attori della querelle al Centro Dar al Hikma: i vertici della Fiera, gli assessori alla Cultura Oliva e Alfieri e le varie anime del mondo arabo. Un obiettivo raggiunto solo in parte, perché c'è stato anche chi ha espresso posizioni dure. Favro e Martinengo A PAGINA 60.

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Lezione di legalità con Caselli "Giovani, diventate protagonisti" (sezione: Israele/Palestina)

( da "Stampa, La" del 12-02-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

OMEGNA. INCONTRO AL LICEO GOBETTI Lezione di legalità con Caselli "Giovani, diventate protagonisti" Ore 11: al liceo Gobetti di Omegna si tiene una lezione di legalità. In cattedra un docente d'eccezione: il giudice Gian Carlo Caselli. Due ore e mezza in silenzio ad ascoltare ed alla fine tante domande. "Siamo rimasti colpiti dalle cose che ha detto - osservano Paolo e Nicolas - un conto è sentire le cose in televisione, un altro è avere una testimonianza così diretta". I ragazzi sono rimasti colpiti da ciò che Caselli ha detto, ma anche dal linguaggio usato. "Mi è piaciuto perché ha usato metafore efficaci- dice Federica che frequenta l'ultimo anno - mi ha colpito quando ha detto che se inviti qualcuno a cena e lui ti ruba le posate poi non lo inviti più. Ho pensato a certi politici". "Se un giudice è così sfigato da dover fare un'indagine su un politico subito viene accusato di fare politica - ha detto Caselli - in America la Giustizia ha messo sotto accusa Clinton, in Francia Chirac, in Israele Sharon e il Presidente. Nessuno di loro ha mai detto che i giudici facevano politica. Da noi è diverso. Ma io ribadisco il primato della politica e invito voi giovani a fare politica, a non delegare agli altri. Incazzarsi dopo non serve". Una palestra di partecipazione è Libera, l'associazione che ha organizzato l'incontro insieme al liceo.

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"Subito le grandi opere per riavviare il Paese" (sezione: Israele/Palestina)

( da "Stampa, La" del 12-02-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Qui centrodestra "Subito le grandi opere per riavviare il Paese" [FIRMA]ALESSANDRO BARBERA ROMA Meno male che Antonio Di Pietro aveva fatto le barricate per non chiudere la "Ponte sullo Stretto spa". E meno male che nel frattempo Impregilo, vincitrice del mega-appalto, non aveva fatto causa al Governo Prodi per aver fermato tutto. I confini della coalizione sono ancora mobili, il pensatoio si deve ancora riunire, ma su un punto il Popolo delle Libertà è con il leader: "Rilanceremo il Ponte di Messina". Silvio Berlusconi riparte da dove "le palle al piede del Paese", l'"eccessiva tassazione" e l'"oppressione burocratica l'avevano frenato: le grandi opere. Promette termovalorizzatori, rigassificatori, "tutte le infrastrutture indispensabili in un Paese moderno", diceva ieri al settimanale Tempi. Il triste elenco stilato da Tommaso Padoa-Schioppa sulla sproporzione fra opere promesse e finanziate è un lontano ricordo. "Quei numeri erano sbagliati: il rapporto era di due a uno. Vorrà dire che faremo meglio", dice Mario Baldassarri, numero due di An al Tesoro quando alla scrivania di Quintino Sella c'era Giulio Tremonti. "Le promesse di Veltroni sbattono contro l'economia", sintetizza il professore di Forza Italia. Il Gordon Brown del centro-destra che verrà è il supervisore dei dieci disegni di legge che Berlusconi lancerà in campagna elettorale. C'è una bozza di programma, ma dovrà passare al vaglio dei nuovi alleati, An in testa. Dal Fisco alla sicurezza, dalla scuola alla riforma del mercato del lavoro. Berlusconi, memore dell'esperienza di Governo, abbandona i proclami impegnativi sulle tre aliquote, ma garantisce "l'immediata abolizione dell'Ici sulla prima casa". Il piemontese Guido Crosetto dice qualcosa di più: "Vogliamo una no tax area fino a ventimila euro per le famiglie con due figli, il pagamento dell'Iva solo al momento della fatturazione, ma soprattutto una forte defiscalizzazione delle tasse sul lavoro". L'ex sottosegretario Maurizio Sacconi spiega come: "Introdurremo un'aliquota secca e permanente del 10%" su tutta la parte variabile del salario: straordinari, premi, incentivi e contrattazione di secondo livello. Via gli irrigidimenti imposti dall'estrema sinistra a Prodi, si torna "allo spirito della legge Biagi": Incentivo del part-time, "soprattutto per le donne". Ripristino del voucher per i contratti in agricoltura (un "buono" da incassare all'Inps che comprenda salario e trattenute), allargamento dei contratti intermittenti (oggi sono limitati al turismo). L'europarlamentare Renato Brunetta garantisce che con una seria apertura del mercato del lavoro si potrebbero creare "fra i due e i due milioni e mezzo di posti di lavoro in cinque anni". Poi c'è la sanità. "Non cito uno dei nostri, ma Luca Ricolfi", spiega Crosetto. "Se in Lombardia e Veneto funziona costando meno che in Campania ci sarà un motivo". Baldassarri vorrebbe rivoluzionare il sistema: "Quattro mutue pubbliche in concorrenza fra loro come in Israele. Così ognuno va nell'ospedale che crede e poi vediamo se la qualità non migliora". Le idee non mancano. Resta solo da fare i conti con l'oste: Brunetta ipotizza una "manovra shock a giugno per raggiungere entro il 2010 il pareggio di bilancio e un debito al di sotto del 100% del Pil". In fondo, è quel che prometteva Padoa-Schioppa.

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<Sono felice, mio figlio andrà al martirio> (sezione: Israele/Palestina)

( da "Giornale.it, Il" del 12-02-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

"Sono felice, mio figlio andrà al martirio" di Fiamma Nirenstein - martedì 12 febbraio 2008, 07:00 da Gerusalemme Quasi un adolescente, ha gli occhi come quelli di un gatto, dorati e vaghi, la barbetta lanuginosa; il fucile imbracciato, il cappellino di Hamas con la striscia verde e la divisa mimetica, guarda affettuoso l'anziana madre che parla e parla, col velo nero, il mitra in mano e il vestito a fiori bianchi. Il ragazzo fa quel sorriso imbarazzato dei figli quando i genitori li lodano in loro presenza. Ma il lungo discorso di lode non descrive le doti di bontà o di bravura del figlio: la madre legge di fronte alla telecamera con orgoglio l'annuncio della prossima morte del figlio come terrorista suicida. Esploderà con quanti più innocenti possibile. Lei dice: "Sono felice come non sono mai stata". Con questo video ha aperto cinque giorni fa il suo "prime time" Al Aqsa, la tv di Hamas. I nomi di mamma e figlio non sono noti, ma il video proviene da Gaza. Negli ultimi giorni l'escalation è evidente, la guerra bussa alla porta. La pioggia di kassam su Sderot porta ora il nome di Osher Twitto, 8 anni, che colpito con il fratellino Rami, ha perso una gamba e ora rischia la seconda. Le unità di Hamas sono sotto tiro continuo. Ismail Hanje, il capo di Hamas, è sceso in clandestinità, sa di essere nel mirino. Ma nel frattempo, come dimostra il video dopo l'attentato di Sderot, oltre ai missili i terroristi suicidi sono di nuovo l'arma strategica di Hamas. La "shahada", il cosiddetto martirio, non aveva da anni una simile parossistica esaltazione, anche se molte volte le mamme si sono dichiarate felici di un figlio shahid già morto. Ora, si arriva in vita a negare perversamente proprio il rapporto più vitale, quello fra madre e figlio. Si sa adesso che il giovane non ha fatto in tempo a compiere l'operazione annunciata: è stato fermato per caso dall'attacco israeliano a un gruppo armato di kassam. L'importanza data al video nelle notizie, il contenuto di quello che dice la madre, segnalano il ritorno della cultura del terrorismo suicida, quello della seconda Intifada. La madre, dunque, dopo aver annunciato di "non essere mai stata così felice", prosegue nella descrizione del suo amore materno spiegando: "Ho mandato a nozze 4 figli, e non ho provato tanta felicità come ora che grazie a Dio mando un figlio fino in Paradiso, grande come cielo e terra; spero che Dio eleverà mio figlio per cento scalini e lo sposerà con 72 vergini. Dico ai sionisti: noi abbiamo giovani determinati a morire! E dico alle madri musulmane: educate i vostri figli ad amare la morte dei santi". Questo invito non mancherà di fare il suo effetto a Jenin come a Ramallah o a Betlemme, oltre che a Gaza. Fatah non sa come porre un freno alla propaganda di Hamas: in un recente dibattito tv su Al Jazeera, Jamal Zakut, consigliere del premier Salam Fayyad, dice a Zalah Bardawil, esponente di Hamas: "Non vedi che in 30 anni il terrorismo non ci ha portato da nessuna parte"? E Bardawil senza complimenti gli risponde: "Zitto tu che non rappresenti nessuno, qual è l'alternativa che mi proponi, per quanti dollari vendi la patria"?.

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Quelle notizie da prendere per i capelli (sezione: Israele/Palestina)

( da "Giornale.it, Il" del 12-02-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Di Redazione - martedì 12 febbraio 2008, 07:00 A proposito di giornali/1. Sul Corriere della Sera ieri il vicedirettore Pierluigi Battista scrive una cosa assai condivisibile che però lascia assai perplessi. "Vuoi esserci? Fischia forte. Vuoi conquistare il tuo quarto d'ora di celebrità? Strepita, minaccia, urla. Vuoi semplicemente censurare opinioni che non ti garbano? Proclama un boicottaggio, intimidisci, fai di una discussione, di un convegno, di un incontro una questione di ordine pubblico". Bastano insomma 14 antagonisti filo palestinesi che minacciano chissà cosa contro la scelta di Israele come Paese ospite alla Fiera del Libro di Torino per scatenare la bufera. Bastano proclami di boicottaggio per montare paginate intere di polemiche. "Pochi, prepotenti ma abili con i media" dice Battista. Allora perché il Corriere della Sera non relega queste notizie in un trafiletto? Abili i contestatori o polli i giornalisti che abboccano all'amo? Perplessità. Urge risposta. A proposito di giornali/2. Luca Sofri sulla Gazzetta dello Sport tiene una divertente rubrica dal titolo inquietante: "Le notizie che non lo erano". Tipo: Benazir Bhutto in un'intervista rilasciata prima di essere uccisa ha detto che bin Laden era morto. Falso scoop della Stampa: la Bhutto aveva già chiarito in precedenza che si riferiva al giornalista americano Daniel Pearl. Ecco, ieri le agenzie battevano la seguente notizia: "Napoleone non fu avvelenato. La conferma dei fisici nucleari". Un nuovo studio condotto dai fisici e chimici dell'Università di Pavia ha scandagliato la composizione dei capelli del condottiero per scoprire che i livelli di arsenico erano sì altissimi (100 volte superiori a quelli odierni), ma del tutto simili a quelli dei suoi contemporanei. In questo caso la notizia qual è: Napoleone non è morto avvelenato? Oppure: siamo meno inquinati che nell'Ottocento? Perplessità. Urge chiarimento.

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Cos'è l'infamia della proscrizione - adriano sofri (sezione: Israele/Palestina)

( da "Repubblica, La" del 12-02-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Cultura Cos'è l'infamia della proscrizione l'antisemitismo che nasce su internet Fin dall'antichità sono esistite liste tese ad eliminare anche fisicamente l'avversario Un fenomeno che si è aggravato con fascismo e nazismo e che si prolunga fino ai giorni nostri ADRIANO SOFRI Formule come "lista nera" o "lista di proscrizione" vengono ormai impiegate per le circostanze più varie, comprese le più frivole. Per ripristinare una demarcazione converrà dire subito e brutalmente che, nel loro significato profondo e originario, esse hanno a che fare con la morte: la morte fisica, o comunque la morte civile. Ma ora prendiamo un bandolo sorprendente, come ce lo offre la piccola cronaca infame di questi giorni. Avete letto dell'anonimo blog razzista che denunciava come agenti occulti del dominio sionista sull'università un elenco di firmatari, ebrei e no, di un manifesto contrario a una proposta di boicottare studiosi israeliani nelle università inglesi. Su questo episodio il giudizio più sensato è venuto dal rabbino romano Di Segni, che l'ha definito "un delirio nel delirio", aggiungendo: "Non capisco l'attenzione dei media, sui blog c'è una miriade di dichiarazioni pesantemente antisemite... Certo è un indice del fatto che sono in atto tante iniziative antisemite, che trovano il posto ideale di maturazione nei blog". Ebbene, proprio nei blog troviamo, grazie al lapsus rivelatore di uno sciagurato negazionista (di cui non farò il nome, non importa), il nostro bandolo. Costui, denunciando l'indignazione suscitata dal blog razzista (sul proprio blog, raccolto da parecchi altri, di opposti razzismi) come una "bufala", escogita questo argomento: "Dove sarebbe il delitto... visto che circola liberamente in Italia un libro di Carlo Schaerf (ebreo) sui cognomi ebrei in Italia?". L'argomento è per sé imbecille, dato che un elenco di cognomi ebrei - o sardi, o cristiani, o furlani - è tutt'altra cosa da una lista nera di cognomi ebrei. Ma a farmi fare un salto sulla sedia è stato il nome: Carlo Schaerf è infatti molto noto - anche a me - come fisico nucleare, oltre che per l'impegno militante per il disarmo e la pace. Il libro su I cognomi degli ebrei d'Italia è invece opera di Samuele Schaerf, e fu pubblicato dall'editrice Israel di Firenze nel 1925. Samuele, che aveva allora 26 anni, ed è morto nel 1985, fu il padre di Carlo. La svista sarebbe madornale ma mediocre, se in mezzo non ci fosse un abisso. Già nel 1930 il corifeo del razzismo antisemita italiano, Giovanni Preziosi, ripubblicò l'elenco dei cognomi ebraici ("1650 corrispondenti a 9800 famiglie") sulla sua rivista La Vita Italiana, e lo ristampò più volte in appendice alla sua versione dei Protocolli dei Savi anziani di Sion. "Crediamo di fare opera utile per tutti a riprodurre l'elenco", avvertiva Preziosi. Utile, infatti. Ecco un caso - il più tremendo - in cui il passaggio da alcune pagine ad altre segna un crimine e una tragedia, e insegna la differenza fra un elenco e una lista nera. E mostra, senza bisogno di aggiunte, il vincolo fra la lista nera e la morte, il desiderio omicida. Ora si apprezzerà la portata del lapsus dello sciagurato che se l'è presa con la "bufala" dello scandalo per l'elenco antisemita. Che cosa volesse dire, al tempo delle fasciste leggi razziste, il sospetto di un cognome ebraico, lo ricorderò citando fra le mille la protesta (anche qui, non importa il nome) di uno che si rivendicava ariano, e aveva la sua zelante proposta: "Credo di rendermi interprete di tutti quelli che si trovano ad esser colpiti, sia pur lievemente, dalla confusione che ingenera l'elenco dello Schaerf. Equo, giusto, anzi doveroso sarebbe se ai giudei si facesse obbligo di legare un Israel al loro cognome". Se si faccia risalire a Silla (138-78 a. C.), il primo a trasformare la dittatura romana in un mandato a vita, l'impiego in grande delle liste di proscrizione, si ricorderà che prevedevano il diritto per chiunque di assassinare chi ne era colpito, dovunque si trovasse. Pubbliche o private, più o meno per le spicce, passando o no per simulacri di Tribunali Rivoluzionari e Speciali e Terroristi, e sempre galvanizzando la delazione vile, prezzolata o vendicativa - "il piacer di porli in lista" - le liste di proscrizione sono state pizzini di condanna a morte. Sicari si muovono con una lista di nomi nel taschino. Lo sono state ancora, chissà se per l'ultima volta, nei nostri cattivi anni Settanta, quando i reciproci elenchi di nomi connotati abitudini e recapiti di nemici passarono dalla "controinformazione" alla caccia all'uomo. La Colonna infame è sull'orlo della sopraffazione fisica, quando non vi si precipiti, e comunque ne rivela sempre il desiderio torbido. La Blacklist per eccellenza è diventata bensì la caccia alle streghe maccartista, il cui esito principale era la morte civile - ma non mancarono i suicidi per umiliazione e disperazione, come in tante ventate simili. Nell'America di oggi la ferita maccartista degli anni Quaranta e Cinquanta è ancora apertissima, e aperta la stessa controversia sulla storia, come mostrano film (Arthur Miller, Elia Kazan and the Blacklist: None Without Sin, di Michael Epstein, 2003, o il George Clooney di Good night, and Good Luck, 2005), e libri (fino alla colossale tentata rivalutazione di McCarthy in Blacklisted by History, 2007, di M. Stanton Evans). Ma le liste di proscrizione come strumento di regno riemergono continuamente, come poco fa nella Polonia sciovinista e antisemita dei gemelli Kaczynski, dove l'abuso sterminato degli archivi spionistici aveva solo cambiato colore: si chiamavano "liste rosse". Si comincia col gesso bianco sulla lavagna nera: buoni e cattivi. Il meccanismo dell'esclusione capricciosa e umiliante agisce anche nella vita privata e quotidiana. "Vengo anch'io". "No, tu no". Non tu, perché sei troppo piccolo, sei nero, sei gay, sei Mia Martini. Scherzi mortali. Naturalmente, deve restare una frontiera al di qua di quello che fa troppo male. Una rubrica sbarazzina sui libri da non leggere non è l'Indice dei libri proibiti, e la imbecille proposta di boicottare il Salone del libro non è il rogo dei libri. Una recensione grossolana non è una fatwa omicida. Ma le frontiere sono mobili, e dipendono molto dall'aria del tempo. L'aria che tira muta i cittadini frustrati in carnefici volonterosi. Nella primavera del 1944 a Parigi i nazisti affissero un manifesto tirato in 15 mila esemplari, l'"Affiche rouge". Forse conoscete la storia, come me, grazie a una poesia di Aragon che Léo Ferré mise in musica. Sul manifesto rosso figuravano i volti - patibolari, nelle intenzioni - di dieci dei 23 membri del "gruppo Manuchian", resistenti comunisti, che vennero fucilati nel febbraio del 1944, tutti, tranne l'unica donna, ghigliottinata in Germania. Il manifesto doveva stigmatizzare l'origine straniera e la natura criminale di quei partigiani, soprattutto ebrei e armeni. La lista dei dieci nomi marchiati sul manifesto dice ancora la sua lezione: "Grzywacz: ebreo polacco. Elek: ebreo ungherese. Wajsbrot, ebreo polacco. Witchiz, ebreo polacco. Fingercwajg, ebreo polacco. Boczov, ebreo ungherese. Fontanot, comunista italiano. Alfonso, spagnolo rosso. Rayman, ebreo polacco. Manouchian, armeno, capobanda, 56 attentati, 150 morti, 600 feriti". Lista nera - rossa - se mai ve ne furono: oggi, completata degli altri tredici nomi, la lista dell'Affiche è incisa nel marmo di una stele nel memoriale loro dedicato a Valenciennes. Perché questo è il destino di tante liste di proscrizione: di servire prima a ingiuriare e ammazzare, poi a commemorare e onorare.

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Ai filosiriani dico, se volete la guerra i libanesi sono pronti (sezione: Israele/Palestina)

( da "Unita, L'" del 12-02-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Stai consultando l'edizione del WALID JUMBLATTIl leader druso: a tre anni dall'assassinio di Hariri siamo pronti a difendere l'indipendenza delle istituzioni dello Stato con tutti i mezzi "Ai filosiriani dico, se volete la guerra i libanesi sono pronti" di Umberto De Giovannangeli Pesa le parole. Ma poi è un torrente in piena. Una "piena" che rischia di trascinare il Libano in una nuova, devastante guerra civile. Dal suo castello-fortezza sui monti dello Chouf, Walid Jumblatt, leader druso, figura storica della politica libanese, avverte l'opposizione filosiriana: "Voi volete la guerra? Sarà la benvenuta". Il suo tono, calmo, fa da contrasto alla pesantezza dell'affermazione. Jumblatt sa di essere da tempo in cima alla lista dei politici da eliminare stilata, e praticata, da coloro che hanno dato vita alla stagione del terrore in Libano, inaugurata, proprio tre anni fa, con l'assassinio dell'ex premier Rafik Hariri. Le forze della maggioranza antisiriana si apprestano a celebrare il terzo anniversario dell'assassinio di Hariri con una imponente manifestazione in Piazza dei Martiri, nel cuore di Beirut. "Porteremo in piazza milioni di libanesi - anticipa Jumblatt in questa intervista esclusiva concessa a l'Unità -. E non sarà solo una giornata dedicata al ricordo di Rafik Hariri e delle vittime di quel massacro. Il 14 febbraio 2008 sarà il giorno in cui rilanceremo la nostra battaglia di libertà: il Libano sarà libero, sovrano, indipendente o resterà sotto l'ipoteca di Iran e Siria. Teheran e Damasco hanno rafforzato le loro carte in Libano". Il leader del Partito socialista progressista libanese si erge a difesa del governo guidato da Fouad Siniora: "O il governo sopravvive - avverte Jumblatt - o dovremo accettare il colpo di Stato fomentato da Iran e Siria. È in gioco la permanenza della democrazia in Libano". Il leader druso ha parole durissime nei confronti del presidente siriano Bashar el-Assad: "Bashar è un mafioso che gioca con l'Occidente e per questo cerca l'appoggio dell'Iran. Il gioco dei siriani è spietato. Hanno ucciso e continueranno ad uccidere chiunque in Libano rivendichi giustizia e indipendenza e chieda di fare piena luce sull'assassinio di Rafik Hariri e degli altri parlamentari, giornalisti e intellettuali che hanno osato sfidare il protettorato siriano". Tra i politici da eliminare c'è anche lui, Walid Jumblatt: "Non ho paura per me, ma per il Libano", è la sua risposta. Tra pochi giorni il Libano ricorderà il terzo anniversario dell'assassinio dell'ex premier Rafik Hariri. Anniversario che vede il Libano stretto in un inquietante caos istituzionale, con un Parlamento bloccato da oltre un anno, con le votazioni per la nomina del nuovo capo dello Stato rinviate già 14 volte. In questo contesto, qual è il messaggio di questo 14 febbraio 2008? "Sarà un messaggio di libertà e di determinazione. Siamo pronti a tutto per difendere l'indipendenza e l'integrità territoriale del Libano. A tutto. Il 14 febbraio di tre anni fa, noi abbiamo preso nelle nostre mani e impiantato nei nostri cuori la dignità, la libertà, la difesa del pluralismo politico, culturale, religioso. Per questi valori siamo pronti a combattere e a morire". È un messaggio rivolto al leader di Hezbollah, Hassan Nasrallah? "A Nasrallah dico: unisciti a noi nella costruzione e nella difesa di un Libano libero, sovrano e indipendente, e abbandona gli infedeli e i tiranni. Entra nei ranghi degli uomini liberi, se ne hai il coraggio. Ma se così non sarà". Se così non sarà? "Dovranno fare i conti con la nostra determinazione a combattere perché il Libano non ritorni sotto tutela siriana. Combattere, sì. Non assisteremo più a braccia conserte che altri parlamentari antisiriani vengano assassinati, e come loro ufficiali dell'esercito, giornalisti liberi, intellettuali coraggiosi. La nostra dignità e la salvezza del Libano vengono sopra ogni altra cosa. Noi non accetteremo più accuse di tradimento, non subiremo nuove umiliazioni. Ai nemici della libertà dico: volete il caos? Sia il benvenuto. Volete la guerra? Sia la benvenuta. Noi non abbiamo problemi a procurarci le armi, non abbiamo problemi con i missili. Noi sappiamo dove prenderli e sappiamo come usarli. Non vi temiamo. Se non abbiamo reagito finora non è per ignavia ma per senso di responsabilità. Ora basta". Il leader di Hezbollah sostiene di non voler disarmare le sue milizie perché quelle armi servono a difendere il Libano dalle aggressioni israeliane. "Noi non ne possiamo più di una guerra aperta con Israele, combattuta con dei pretesti fallaci al servizio del regime siriano e dell'impero persiano. Dietro falsi slogan patriottici e filo-palestinesi, costoro mascherano il loro essere strumenti al servizio di persone vili, come Bashar el-Assad e la sua cricca. Noi ne possiamo più del loro fragrante rifiuto della giustizia e della volontà di occupare con la forza intere aree del Paese sottraendole al controllo dello Stato centrale; aree in cui si accumulano armi e dalle quali partono le operazioni terroristiche contro l'esercito e gli uomini liberi del Libano". I leader dell'opposizione chiedono che l'elezione del nuovo capo dello Stato sia legata alla nascita di un governo di unione nazionale. "Questa non è una richiesta, è un ricatto. Inaccettabile. Il vero obiettivo che si prefiggono è la paralisi politica e istituzionale. Ciò che pretendono è rimettere in discussione gli accordi di Taef (che posero fine alla sanguinosa guerra civile che marchiò il Libano per quindici anni, dal 1975 al 1990, ndr.). La grande manifestazione di giovedì prossimo sarà un test per Taef. O quel documento è mantenuto tale e quale a come Rafik Hariri l'ha voluto, per tutelare l'unicità del pluralismo islamo-cristiano su cui si fonda l'assetto istituzionale libanese, o esso sarà cancellato con il pretesto di una democrazia consensuale. In questo modo ogni decisione democratica verrebbe bloccata, laddove fossero creati rapporti politici "contro natura". Quei rapporti che sono falliti in passato e che sono destinati a fallire in futuro, quei rapporti che sono sostenuti dal regime siriano e finanziati dall'imperialismo persiano". Per giovedì prossimo le forze del "14 Marzo", la maggioranza antisiriana, hanno indetto un raduno popolare in Piazza dei Martiri, a Beirut, per il terzo anniversario dell'assassinio di Rafik Hariri. Lei sarà tra gli oratori. Cosa chiede in questo frangente ai libanesi? "Di partecipare in massa alla manifestazione, sventolando solo bandiere libanesi, il simbolo di una unità nazionale minacciata. Questo 14 febbraio, è un giorno di sfida ancora più dura, difficile di quella che del 14 febbraio 2005. Noi dimostreremo ancora una volta che siamo un popolo che ha forte il senso dell'onore, della giustizia e della libertà: ideali che appartengono ai forti e non ai deboli".

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Quella lunga storia del complotto ebraico - adriano prosperi (sezione: Israele/Palestina)

( da "Repubblica, La" del 12-02-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Cultura I "protocolli" Nella tradizione più vicina a noi c'è il famigerato apocrifo dei "Protocolli dei Savi di Sion", che aveva in appendice un elenco per cognomi di 9.800 famiglie di ebrei. Nel 1938, con le leggi razziali di Mussolini, quell'elenco diventò un'arma Perché il fantasma della cospirazione immaginaria continua a fare proseliti QUELLA LUNGA STORIA DEL COMPLOTTO EBRAICO ADRIANO PROSPERI Questo documento anonimo contro la "lobby ebraica" è cosa grave ma non seria. Non più dei cori nazistoidi alle partite di calcio. Certo, anche le cose non serie fanno male e possono essere pericolose. L'antisemitismo italiano non era "serio" come il razzismo naturalistico tedesco col quale rivaleggiava: le sue radici erano nell'antigiudaismo cristiano con la sua preghiera per i "perfidi" Giudei e nella versione idealistica dell'idea della superiorità razziale. Eppure ha fatto molto male e la retorica istituzionale delle giornate della memoria non ne ha nemmeno sfiorato le radici, anche perché l'orizzonte storico del "secolo breve" è troppo breve per la variante italiana dell'antisemitismo. Intanto, nel venir meno delle forme tradizionali di trasmissione dell'esperienza ? la famiglia, la scuola ? la smemoratezza generale ci pone davanti al riaffiorare di frammenti che l'archeologia del nazifascismo e quella dello stalinismo riconoscerebbero come loro ma che sono esibiti con candida e orgogliosa ignoranza: di qua le adunate in camicia verde, il culto della terra e del fiume natio, di là l'antisionismo urlante delle manifestazioni di piazza che confonde gli ebrei con lo Stato d'Israele e lo Stato di Israele coi suoi governi. La tragedia si ripete come farsa, ancora una volta. Ricordare le tragedie potrà evitare che la farsa si rovesci di nuovo in tragedia? proviamo. Una lobby influente, un partito di intellettuali, un nemico nascosto: non sono la stessa cosa ma possono allearsi, sovrapporsi, fondersi in una sola entità. è già avvenuto. Il collante che li ha saldati e continua a saldarli è lo stesso: l'ossessione del pericolo ebraico. Per riconoscere la differenza radicale di quella che era l'unica presenza religiosa diversa consentita e per evitare il pericolo che portava con sé ? pericolo di inquinamento, di infezione, di deliberata e segreta aggressione ? la società cristiana europea fissò regole rigide: segni speciali sugli abiti, restrizioni spaziali (ghetti), divieti severissimi di rapporti e di scambi, soprattutto di sangue e di sesso. Ma questo sistema entrò in crisi quando e dove gli ebrei cessarono di essere tali e vennnero battezzati con nomi cristiani (in forma forzata e collettiva in Spagna nel 1492, subito dopo in Portogallo). A partire da questo momento, con la scomparsa della segregazione e della visibilità della differenza religiosa, nacque l'altra grande molla dell'odio, l'idea della differenza di sangue: sangue puro ("limpio") quello dei cristiani d'annata, impuro quello dei "nuovi". Per evitare ogni rischio di legami parentali dei primi coi secondi ci fu chi ebbe l'idea di fare una lista dei nomi già in uso nelle famiglie di ebrei coi nomi nuovi assunti dopo il battesimo: nacque così il Libro verde dell'Aragona. Insieme ai nomi vi erano riportati i documenti (apocrifi) di una congiura organizzata dagli ebrei spagnoli d'accordo con gli ebrei di Costantinopoli. Ecco i termini del complotto: gli ebrei si erano decisi a battezzarsi ma allo scopo di mandare in rovina chi li costringeva a farlo. Si erano detti: "ci tolgono i nostri beni? allora i nostri figli faranno i mercanti e manderanno in rovina i cristiani; ci tolgono la vita ma i nostri figli faranno i medici e li faranno morire fingendo di curarli; ci distruggono le sinagoghe ma i nostri figli diventeranno sacerdoti cristiani e manderanno in rovina la loro chiesa". Non era la prima volta che la paura di congiure ebraiche si diffondeva in Europa. Ma questa volta gli ebrei erano doppiamente minacciosi perché irriconoscibili, nascosti sotto nomi e comportamenti di cristiani. E l'immiserita società iberica era pronta a scatenarsi contro la minoranza ricca, colta e intraprendente dei "marrani" (gli ebrei convertiti): non più diversi per religione, dovevano diventare diversi per sangue. Era l'embrione del moderno antisemitismo. Il successo fu inevitabile: la capacità di spiegare tutti i mali del mondo con una causa elementare e vicina possedeva l'invincibile fascino della semplificazione. Il movimento complicato e imprevedibile dei processi storici si chiariva come la realizzazione del lucido programma di una minoranza in possesso di speciali mezzi di pressione ? il danaro, la cultura. Quest'idea fu ripresa con obbiettivi mutati negli anni della Rivoluzione francese dalla celebre tesi del reazionario abate Barruel : per lui tutto quello che stava accadendo di terribile era il risultato della cospirazione di una setta dominata da Voltaire e da Rousseau. La lista dei nomi è il parto della sorella stupida della semplicità: la semplificazione. Ma ancor più stupido sarebbe sottovalutare la funesta efficacia di questa caricatura della spiegazione. Si pensi al prodotto di questa tradizione più vicino a noi, il famigerato apocrifo dei Protocolli dei Savi di Sion, della cui origine e diffusione sappiamo ormai tutto anche se questo non impedisce che lo si continui a usare come strumento di aggressione antisemita. Nell'edizione italiana (L'Internazionale Ebraica. I "Protocolli" dei "Savi anziani" di Sion, versione italiana con appendice e introduzione, Roma, "La vita italiana", direttore Giovanni Preziosi, 1938. XVI dell'era fascista) recava in appendice un elenco per cognomi di 9800 famiglie di ebrei. Preziosi non l'aveva costruito, lo aveva preso in prestito. Nel 1938 quell'elenco diventava un'arma: le leggi razziali volute da Mussolini e firmate dal re nel settembre di quell'anno furono la vittoria di quello speciale razzismo e antisemitismo italiano che era robustamente radicato nella cultura accademica e nell'ostilità cattolica ai "perfidi giudei". Un elenco di nomi: quanto potesse servire a denunzie interessate e premiate lo si vide subito. Ma tutto questo non è forse sprofondato nel gorgo di Auschwitz e della Shoah? Michele Battini ricordò anni fa (Il Foglio, sabato 6 nov. 2004) che tutta la letteratura culminata nelle leggi razziali ? non solo giornalisti e retori del nazionalismo fascista, ma medici, antropologi, biologi che avevano attinto all'antigiudaismo cristiano rappresentato da figure di primo piano della Chiesa degli anni Trenta ? "sembra scomparire nel nulla dopo il 1945"; che era intervenuta la grande cesura di una Chiesa cattolica che aveva rinunciato alla "tentazione di sostituirsi a Israele" chiedendone la conversione; in conclusione ? e su questo si può essere ancora d'accordo con lui - quello che oggi rimarrebbe è un antisemitismo che ha cambiato natura, è l'antisionismo come avversione allo Stato d'Israele, eredità dello stalinismo del passato e frutto dell'islamismo fanatico del presente. Ma ? anche Battini lo ammetteva - il fantasma del complotto immaginario con la sua disarmante semplicità è sempre attraente e la tradizione dell'antisemitismo è di quelle che producono sempre nuovi germogli quando se ne creano le occasioni.

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Al via la mostra personale di Menashe Kadishman (sezione: Israele/Palestina)

( da "Voce d'Italia, La" del 12-02-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Cultura Alla Galleria Ermanno Tedeschi fino al 3 aprile Al via la mostra personale di Menashe Kadishman Tra concretezza e minimalismo, l'artista si pone come trait d'uninon tra tradizione e futuro Menashe Kadishman è uno degli artisti più interessanti del panorama contemporaneo, in grado di fondere nelle sue opere la concretezza, rara per un artista, che gli deriva dalla sua esperienza come pastore in Kibbutz negli anni '50, e il minimalismo imparato nel corso dei suoi studi a Londra, in particolare alla St. Martin's School of Arts e alla Slade School. Menashe Kadishman, pittore e scultore, è una delle figure artistiche più importanti di Israele, in grado di fare, con la sua esperienza artistica, da trait d'union tra la tradizione dell'arte locale del '900 e gli esponenti della nuova generazione. Le sue opere, realizzate con materiali semplici, come il legno o il ferro oltre che, ovviamente, la tela, hanno girato il mondo e sono conservate in importanti musei e collezioni private. Diverse sono state le prestigiose mostre dell'artista tra cui una personale alla Grosvenor Gallery di Londra nel 1965 e alcune antologiche in musei europei ed americani come il Jewish Museum di New York, il Museum Haus Lange di Krefeld e l'Israel Museum di Gerusalemme. Ma tra le esposizioni dell'artista non si può non ricordare la celebre performance del 1978 che Menashe Kadishman realizzò per la Biennale di Venezia, dove portò un vero gregge di pecore con il vello macchiato di blu, creando grande scompiglio e suscitando lo stupore generale. A distanza di 30 anni ancora pecore, e ancora l'effetto del gregge, ma questa volta su tela, per la mostra personale di Menashe Kadishman in corso alla Galleria Ermanno Tedeschi. L'esposizione, curata da Arturo Schwarz, prevede una grande installazione composta da 150 opere in tela di dimensioni diverse tutte rappresentanti teste di pecora realizzate con colori espressionisti, poggiate su supporti lignei lungo il pavimento della galleria. Menashe Kadishman Dal 12 febbraio al 3 aprile Ermanno Tedeschi Gallery Via del Portico d'Ottavia 7, Roma Orari: il lunedì, dalle 15.30 alle 20.00; dal martedì al venerdì, dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 15.30 alle 20.00 Info: tel. 0645551063 www.etgallery.it Donatella Perrone donatella.perrone@voceditalia.it.

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Hamas in cantina per sfuggire ai raid (sezione: Israele/Palestina)

( da "Manifesto, Il" del 12-02-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Palestina Hamas in cantina per sfuggire ai raid Omicidi mirati L'esercito vuole evitare l'attacco in massa a Gaza e colpire alcuni tra i massimi dirigenti islamisti. Haniyeh e gli altri costretti a nascondersi Michele Giorgio Gerusalemme Si nascondevano già da settimane, da quando Israele ha intensificato i suoi raid militari ed è ripreso a pieno ritmo il lancio dei razzi artigianali da Gaza. Ma ora per i leader di Hamas è allarme rosso. La minaccia di ucciderli lanciata da Israele non è mai stata così concreta come in questo momento e il premier del movimento islamico, Ismail Haniyeh, ha fatto perdere le sue tracce. "È sceso in un bunker sotto terra e solo alcune sue guardie del corpo conoscono il nascondiglio", ha riferito ieri al Quds al Arabi di Londra, spiegando che "sono state attuate nuove misure di sicurezza per proteggere i movimenti e i luoghi frequentati dai leader di Hamas". Nel mirino degli israeliani ci sarebbero Mahmud Zahar (due dei suoi figli sono già stati uccisi) e Said Siyam, ritenuti da Tel Aviv l'anello di congiunzione tra la direzione politica di Hamas ed "Ezzedin al Qassam", il braccio militare del movimento islamico. Hamas durante questa seconda Intifada ha già visto uccidere alcuni dei suoi fondatori e capi militari - tra cui il leader spirituale Ahmed Yassin e il suo successore Abdel Aziz Rantisi - e così non è rimasto in silenzio di fronte alla minaccia. Attraverso il suo portavoce, Sami Abu Zuhri, ha avvertito che le intimidazioni "non fanno paura né ad Hamas né al popolo palestinese". Israele deve sapere, ha aggiunto Abu Zuhri, che "pagherà a carissimo prezzo" ogni tentativo di uccidere i dirigenti islamici. Una ulteriore escalation è però nell'aria. Sotto la pressione degli abitanti di Sderot che chiedono una offensiva devastante contro Gaza per fermare i lanci di razzi, il ministro della difesa Ehud Barak ha ordinato alle forze armate di mettere a punto i preparativi per una vasta operazione militare. Riferendo ieri della situazione alla Commissione esteri e difesa della Knesset, Barak ha sottolineato che "i raid dell'esercito vanno avanti notte e giorno e saranno ampliati". Una linea dura che tuttavia non soddisfa le ali più estreme dell'esecutivo. Il ministro dell'interno Meir Shitrit ha chiesto addirittura la distruzione di interi quartieri di Gaza. Voce che però hanno trovato sostegno anche nel vice premier Haim Ramon. L'ex "colomba" laburista, passato a Kadima, ha affermato con tono perentorio che "ogni palestinese implicato direttamente o indirettamente in tentativi di uccidere nostri cittadini è per noi un obiettivo". Ramon più di tutto ha detto che i negoziati in corso con i palestinesi porteranno entro il 2008 alla conclusione solo di un "accordo di principi". Parole che hanno dato maggior peso allo scetticismo del premier palestinese Salam Fayyad che la scorsa settimana aveva constatato con amarezza che la colonizzazione israeliana della Cisgiordania e il mancato avvio di una trattativa vera, fanno escludere l'accordo di pace entro il 2008 di cui aveva parlato George Bush ad Annapolis. "Questa dichiarazione - ha spiegato Ramon - dovrà affrontare anche la controversia su Gerusalemme ma non dovrà scendere a un livello di dettaglio tale da stabilire ciò che succederà nella Città Vecchia".

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162 (sezione: Israele/Palestina)

( da "Messaggero, Il" del 12-02-2008)

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I DOCENTI 162 Sono i professori universitari ebrei e non ebrei inseriti nella lista sul sito del "Cannocchiale" ed accusati di "fare lobby" e di difendere gli interessi di Israele. Insegnano prevalentemente alla Sapienza, ma ve ne sono anche di altre università italiane.

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A Torino (sezione: Israele/Palestina)

( da "Corriere della Sera" del 12-02-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Cronache - data: 2008-02-12 num: - pag: 25 categoria: BREVI A Torino Le scritte contro Israele Il 9 febbraio, sui muri del Lingotto di Torino, dove in maggio ci sarà la Fiera del Libro, compaiono scritte anti-Israele, Paese ospite.

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Carnet (sezione: Israele/Palestina)

( da "Corriere della Sera" del 12-02-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Corriere della Sera - ROMA - sezione: Tempo Libero - data: 2008-02-12 num: - pag: 16 categoria: BREVI Carnet Per il Rifugio delle Code Felici La compagnia di Sergio Ammirata e Patrizia Parisi propone lo spettacolo: "La scena delle beffe". Le opere di Shakespeare, Gogol e Tennessee Williams vengono rivedute e corrette all'insegna della più sfrenata fantasia. Il ricavato verrà destinato a "Il Rifugio delle Code Felici", la casa di tanti trovatelli in cui tutto il lavoro viene svolto dai volontari. Teatro Anfitrione, via di S.Saba all'Aventino, 20.45. Info: www.codefelici.org. Catwalk Karen Shah presenta per la prima volta in Italia il suo lavoro recente "Catwalk", otto tele di grande formato, senza titolo e numerate, ad eccezione dell'ultima, intitolata "La Sposa". L'esposizione fa parte del Progetto "Arte in Scena". Teatro Olimpico, foyer, via Gentile da Fabriano 17, alle 18.30. Omar Sosa, sound senza frontiere Omar Sosa presenta il suo ultimo album "Afreecanos" prima del suo concerto romano in programma il 13 febbraio all' Auditorium (Sala Sinopoli). La Feltrinelli, Galleria Alberto Sordi 31/35, alle 18. Infoline: 06.69755001. Omaggio a Cesare Pavese Omaggio a Cesare Pavese con la proiezione del documentario "Lacrime, inchiostro, macchie" di Mario Samuele Leone e una cronaca di Gian Gaspare Napolitano. Presenta Giovanna Napolitano. Letture di Mamuela Caruso. Bibli, via dei Fienaroli 28 (Trastevere), alle 17.30. Infoline: 06.5814534. Menashe Kadishman La Ermanno Tedeschi Gallery di Roma inaugura la mostra personale dell'artista israeliano Menashe Kadishman, a cura di Arturo Schwarz. L'evento prevede una grande installazione site specific di oltre 150 tele. Fino al 3 aprile. Ermanno Tedeschi Gallery, via del Portico d'Ottavia 7, alle 18.30. Parlare d'arte Per il ciclo di incontri "Parlare d'arte", appuntamento con Marianne Alphant. La scrittrice, figura di spicco del mondo culturale francese, si confronterà con il pubblico per discutere de "L'immagine tra i libri". Accademia di Francia a Roma, Grand Salon di Villa Medici, viale Trinità dei Monti 1, alle 19.30. Infoline: 06.6761291. Darwin e la ricerca In occasione della ricorrenza della nascita di Charles Darwin, Mario De Caro e Raffaele Carcano discuteranno dei destini della scienza e della ricerca. Tema della serata "Evoluzionismo, cultura e religione". Nell'ambito dell'incontro sarà presentato il libro di Silvia Bencivelli "Perchè ci piace la musica: orecchio, emozione, evoluzione" (Sironi Editore). La Feltrinelli Librerie, via V.Emanuele Orlando 78/81, h 18. Info: 06.4870171. Strategie energetiche Conferenza del prof. Stefano Silvestri sul tema "Strategie energetiche delle potenze mondiali. Presentazione di alcuni casi", che si inserisce nella seconda sessione "Energia e clima nel contesto geopolitico globale" del Corso di Scienze Politiche e Studi Europei organizzato dalla Fondazione Europea Dragan. Ingresso libero. Fondazione Europea Dragan, Foro Traiano 1/a (piazza Venezia), alle 17.15. Infoline: 06.6797785. Vacanze Marziane al Planetario Oggi in programma lo spettacolo "Vacanze Marziane". Anno 2014: una vacanza su Marte, anticipando l'era del turismo spaziale. Planetario, piazza G. Agnelli 10, alle 12.30. Infoline: 060608 - www.comune. roma.it/planetario. Formazione micologica Micologi Associati comunica l'avvio dal 15 febbraio del corso di formazione per raccoglitori di funghi, con attestato di frequenza valido per il rilascio del permesso di raccolta della Regione Lazio. I posti sono limitati come previsto dalla normativa regionale. Parrocchia Cristo Re (zona Prati - p.zza Mazzini), ingresso in via Podgora 19. Info: www.micologi.it - 340.8555756. Disegno creativo per bambini Sono aperte tutto l'anno le iscrizioni al corso che ha lo scopo di insegnare ai bambini ad esprimersi con immagini e colori. I bimbi sviluppano storie di fantasie attraverso il fumetto o il racconto illustrato. Per bambini da 4 a 10 anni. Associazione Culturale Blutulì, piazza Antonio Mancini 4. Infoline: 06.3216809. Reportage Sono aperte per tutto l'anno le iscrizioni al corso "Reportage: racconto per immagini". In programma linguaggi e tecniche specifiche, attraverso numerose lezioni pratiche, le relative analisi critiche, oltre alle consuete lezioni teoriche. Scuola Permanente di Fotografia e Graffiti, via Latina 511-517. Infoline: 06.45439313 - 06.78147348.

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Striscia guerra totale, omicidi mirati o accordo su Rafah? (sezione: Israele/Palestina)

( da "Riformista, Il" del 12-02-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Striscia guerra totale, omicidi mirati o accordo su Rafah? Israele ancora non ha risolto l'enigma di Gaza Gerusalemme. Non c'è una sola Israele, quella di Tel Aviv, considerata edonistica, ma esiste anche la periferia meridionale del paese, quella più a ridosso di Gaza. Dove i Qassam, nelle ultime settimane, sono arrivati in numero maggiore, in parallelo con l'intensificazione dei raid su Gaza da parte dell'aviazione israeliana. È per questo motivo che gli abitanti di Sderot hanno deciso di portare il problema direttamente a Gerusalemme e a Tel Aviv, bloccando autostrade, e inscenando sit-in. La pressione pubblica non può non incidere sull'establishment politico e militare israeliano, che sul dossier Gaza dibatte da mesi. Perché, all'interno dei vertici, non solo non c'è una posizione unica, ma il peso specifico delle alternative a disposizione muta a seconda di quello che succede nell'agorà politica. Un caso per tutti, il più importante ma non il solo: il rapporto Winograd, stilato sul comportamento di politici e militari nella seconda guerra col Libano. La massiccia operazione di terra su Gaza è una decisione che risente delle durissime critiche dirette all'operazione di terra dell'agosto 2006 nel sud del Libano, all'impreparazione dell'esercito, al numero dei soldati morti, all'inutilità dal punto di vista diplomatico. Certo, l'intensificarsi del lancio di Qassam sta facendo spostare l'ago della bilancia verso chi spinge per l'operazione di terra. Che sembra sempre più vicina. L'ok, però, non è ancora stato dato. Meglio alzare il livello, ma non spingersi sino all'ingresso in massa delle truppe di Tsahal dentro un terreno, quello di Gaza, che tutti gli esperti militari definiscono ad alto costo di vite umane. Da tutte le parti. E alzare il livello significa, in soldoni, omicidi mirati verso la leadership politica di Hamas. Una "prassi", condannata da tutte le associazioni dei diritti umani come "esecuzione extragiudiziale", che non ha mai avuto pause, ma che dalla vittoria elettorale di Hamas si è, per così dire, limitata al settore militare del movimento integralista palestinese. Dall'uccisione dello sceicco Ahmed Yassin e poi, alcuni mesi dopo, del suo successore Abdel Aziz al Rantisi, Israele aveva diretto gli assassini mirati ai gruppi armati. Ora, dicono invece le indiscrezioni, i leader più in vista di Hamas non si farebbero più vedere in pubblico. Non solo Ahmed Ja'bari, considerato il capo delle brigate Ezzedin al Qassam, ma anche dirigenti politici come Mahmoud A-Zahhar, Said Siyyam, e lo stesso ex premier Ismail Haniyeh. Vuol dire che Israele ha deciso di colpirli? Può darsi, ma in queste settimane la nebbia non riesce a diradarsi, su quello che sta succedendo attorno al dossier. Segnali uguali e contrari si susseguono da quando Hamas ha fatto crollare il muro di Rafah, in una serie di docce scozzesi e di toni conciliatori che si alternano ad avvertimenti severi. La confusione si concentra soprattutto sulla questione del confine sud della Striscia. Prima i negoziati al Cairo, in cui l'Egitto ha parlato, separatamente, con Hamas e con l'Autorità Palestinese. Poi la chiusura di Rafah, concordata tra egiziani e dirigenti di Hamas, in primis Mahmoud A-Zahhar, protagonista delle trattative del Cairo. E poi ancora il tam- tam anti-Hamas di esponenti del governo egiziano, in parallelo con la visita in Israele di uno degli uomini più potenti d'Egitto, Omar Suleiman, per tentare un accordo su Rafah. Che magari preveda il ritorno degli osservatori europei. Si va verso l'escalation militare o verso l'accordo su Rafah e magari sul caporale Gilad Shalit? Difficile pronunciarsi. A prima vista, l'ipotesi di una guerra totale a Gaza sembra la più realistica. Se i soldati di Tsahal entrassero a Gaza, però, i negoziati tra Israele e Anp subirebbero un blocco. E chissà se potrebbero riprendere sulle stesse basi. Di certo, il tempo che precede le decisioni si assottiglia. E anche i toni di Hamas sono sempre meno conciliatori verso una intesa con l'Anp su Rafah. Come se dentro il movimento integralista si stesse consolidando l'idea di spingere sull'acceleratore della reazione armata, nella speranza che la paura di una operazione di terra e dei suoi costi spinga Israele a trovare un'altra strada. 12/02/2008.

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Accoltellato a 16 anni da un rivale in amore (sezione: Israele/Palestina)

( da "Quotidiano.net" del 12-02-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

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All'origine dello scontro ci sarebbe una 15enne Commenta la notizia Pagine: 1 Email: Sesso: Anno di nascita: Provincia: Commento: Riscrivi il codice che compare qui sopra: Se il codice risultasse illeggibile CLICCA QUI per generarne un altro consenso al trattamento dei dati I commenti inviati vengono pubblicati solo dopo esser stati approvati dalla redazione Tuo nome: Tua email: Nome amico: Email amico: Testo dell'email: Invia una copia anche al tuo indirizzo di posta Riscrivi il codice che compare qui sopra: Se il codice risultasse illeggibile CLICCA QUI per generarne un altro Cerca su Quotidiano.net nel Web Articoli Eventi --> Foto del giorno --> Foto Video Blog Sondaggi Esteri Vignette su Maometto, quattro arresti "Volevano uccidere il disegnatore"Cronaca - Locale Tubo rotto, lo Statuto sarà senz'acqua Publiacqua: "La rete idrica ha 50 anni"Cronaca Pedofilia on line e turismo sessuale Tre arresti e 110 indagati in tutta Italia Fermato un docente universitarioSpettacolo Ancora fuori un Orlando: stavolta esce GiuseppeSport La Lube è bella di lunedì notte Espugnato il campo dell'AntonvenetaCronaca - Locale Un altro furto all'Aimag, razziati 66 pannelli solariTecnologia La Philips brevetta la penna rivela emozioniPolitica Berlusconi disponibile al dialogo "Larghe intese, ma dopo il voto"Cronaca - Locale Sette imprese pratesi approdano al salone della moda di MadridCronaca - Locale Jesi, finisce con l'auto nel fossato Morta una donna di 61 anniCronaca Rapinata la banca Etruria Bottino di circa 40mila euroCronaca - Locale Rapina a mano armata al Conad I banditi spariscono con mille euroCronaca i blog Mostra: Carducci e i miti della bellezza'Mondo calcio'TEATRO SOCIALE Stagione di prosa 2007/2008Stagione teatrale 2007 / 2008: Le lacrime amare di Petra Von KantLa Belle Epoque. 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"Cara Svizzera, a Napoli muoio Devi concedermi l'asilo politico" (sezione: Israele/Palestina)

( da "Quotidiano.net" del 12-02-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

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La sua storia è finita sotto i riflettori. Fra i primi a raccontarla Quotidiano.net. Commenta Bologna, 11 febbraio 2008 - "La mia battaglia per ottenere l'asilo politico dalla Svizzera continua. Sono le istituzioni che stanno temporeggiando". Sergio Sedia, 32 anni, consulente finanziario di Cimitile, Comune a pochi passi da Marigliano (Na), non fa più mistero della sua identità, ora che i media - specialmente quelli elvetici - si sono interessati a lui e hanno raccontato la sua storia: quella di un cittadino campano che cerca di fuggire dal cosiddetto 'triangolo della morte' e dalla sua maledizione. Quotidiano.net era stato tra i primi a raccogliere il suo grido di aiuto e a riportare l'intera vicenda. "Sono state trovate 1500 discariche abusive di rifiuti tossici e, sempre qui, è stata riscontrata un'alta incidenza di morti per cancro. Io sono sposato e con un figlio in arrivo, credo di dover garantire a lui un futuro più sano", ci aveva detto in una lunga intervista. Da qui la decisione di 'cambiare aria' e andare via: non da emigrato, bensì da rifugiato. In base all'art. 3 della legge federale svizzera sull'asilo politico i rifugiati sono "le persone che, nel Paese di origine o di ultima residenza, sono esposte a seri pregiudizi a causa della loro razza, religione, nazionalità,appartenenza a un determinato gruppo sociale o per le loro opinioni politiche, ovvero hanno fondato timore di essere esposte a tali pregiudizi", e - spiega sempre la legge - per pregiudizi si intende anche ''l'esposizione a pericolo della vita, dell'integrità fisica o della libertà, nonché le misure che comportano una pressione psichica insopportabile''. Sulla base di queste indicazioni Sedia ha preso carta e penna e ha inoltrato la sua richiesta. "Dapprima ho scritto al Canton Ticino, quindi a Berna, poi ho seguito la trafila che mi è stata indicata formalizzando la mia richiesta al Consolato svizzero di Napoli - ci spiega adesso - Ho spiegato che appartenendo a un gruppo sociale ben definito, ovvero specificatamente alla popolazione del Nolano soggetta ad un elevato rischio di vita, sono esposto a seri pregiudizi nel paese d'origine, e in particolare a pericolo di vita e dell'integrità fisica nonché a misure che comportano una pressione psichica ormai insopportabile". La risposta, però, tarda ad arrivare. "La verità è che ci sarebbero gli estremi per accordarmi l'asilo politico ma le istituzioni elvetiche stanno cercando di darmi un 'no' motivato. Se la mia richiesta venisse accolta, infatti, questo potrebbe creare un precedente pericoloso. Un caso da manuale di diritto, insomma". di Daniela Laganà Emergenza rifiuti a Napoli - Il calendario della munnezza Commenti Invia commento Segnala ad un amico 12/02/2008 09:54 M, provincia di TO Tutte le volte che mi sono andato in Svizzera, anche se a volte dileggiato e a ragione, sono tornato a malincuore. Rivendico il copyright dell'idea dell'asilo politico. 12/02/2008 09:05 M, provincia di PG GRANDE SCENEGGIATA!tirare su le maniche e darsi da fare tutti.la munnezza di napoli l'hanno prodotta i napoletani! ne producano meno e sappiano scegliersi gli amministratori! 12/02/2008 08:50 M, provincia di BO io ho provato ad andarmene dall'Italia ma con un figlio disabile non posso perchè nessun paese tra quelli in cui avrei voluto trasferirmi (Norvegia, danimarca, finlandia) mi accetta; per meglio dire io posso trasferirmi ma non ho accesso ai servizi sociali e sanitari per parecchi anni a meno che la ASl ed il comune italiano non dichiarino la loro disponibilità a pagare i conti. Voi capite che con un figlio disabile si ha spesso necessità sia sanitarie che sociali...... 12/02/2008 07:32 M, provincia di MO e tu che hai fatto per fare in modo che napoli sia posto pulito e vivibile? e' facile abbandonare la nave quando sta affondando.... la colpa ce l'avete voi 11/02/2008 21:59 M, provincia di VI Anch'io voglio l'asilo in svizzera, certo, qui in veneto non è come nell'italia dove vive questo signore, non rischiamo il tumore... uhm... allora forse non mi daranno l'asilo... peccato, in svizzera si pagano meno tasse... Ok dai, non importa, sarà per la prossima scusa che potrò inventarmi... Intanto a questo signore poco patriota e molto opportunista possiamo dare l'asilo politico in veneto... Si certo, niente diaria e paga le stesse tasse di prima, ma qui non abbiamo le discariche abusive, se è VERAMENTE questo il problema.... Abbiamo pure belle montagne con aria purissima... il cioccolato lo possiamo importare... ci faccia sapere... 11/02/2008 21:51 M, provincia di LI TUTTA QUESTA PAURA, GIUSTIFICATISSIMA, FA PARTE DEI 18 MESI DI GOVERNO PRODI 11/02/2008 20:29 M, provincia di MO aspetta un momento, ma allora anche io potrei chiedere asilo! sono circondato da mussulmani ed extracomunitari regolari e non, i giudici del mio paese esaltano i clandestini e gli irregolari io come cittadino italiano non oso più uscire di sera, mia moglie e mia figlia se rientrano tardi devo accompagnarle al lavoro e al rientro.. si mi sa che i requisiti ci sono anche per me vi pare!! la vita mia e della mia famiglia è a rischio la pressione psicologica è alle stelle lo stato non fa un tubo, anzi mi correggo, non fa un tubo per la sicurezza di noi italiani ma si spacca in due per i delinquenti. dove devo firmare per chiedere l'asilo in svizzera? 11/02/2008 19:51 M, provincia di RE Che mito! Sono presenti 8 commenti, invia il tuo commento! Pagine: 1 Email: Sesso: Anno di nascita: Provincia: Commento: Riscrivi il codice che compare qui sopra: Se il codice risultasse illeggibile CLICCA QUI per generarne un altro consenso al trattamento dei dati I commenti inviati vengono pubblicati solo dopo esser stati approvati dalla redazione Tuo nome: Tua email: Nome amico: Email amico: Testo dell'email: Invia una copia anche al tuo indirizzo di posta Riscrivi il codice che compare qui sopra: Se il codice risultasse illeggibile CLICCA QUI per generarne un altro Cerca su Quotidiano.net nel Web Articoli Eventi --> Foto del giorno --> Foto Video Blog Sondaggi Esteri Vignette su Maometto, quattro arresti "Volevano uccidere il disegnatore"Cronaca - Locale Tubo rotto, lo Statuto sarà senz'acqua Publiacqua: "La rete idrica ha 50 anni"Cronaca Pedofilia on line e turismo sessuale Tre arresti e 110 indagati in tutta Italia Fermato un docente universitarioSpettacolo Ancora fuori un Orlando: stavolta esce GiuseppeSport La Lube è bella di lunedì notte Espugnato il campo dell'AntonvenetaCronaca - Locale Un altro furto all'Aimag, razziati 66 pannelli solariTecnologia La Philips brevetta la penna rivela emozioniPolitica Berlusconi disponibile al dialogo "Larghe intese, ma dopo il voto"Cronaca - Locale Sette imprese pratesi approdano al salone della moda di MadridCronaca - Locale Jesi, finisce con l'auto nel fossato Morta una donna di 61 anniCronaca Rapinata la banca Etruria Bottino di circa 40mila euroCronaca - Locale Rapina a mano armata al Conad I banditi spariscono con mille euroCronaca i blog Mostra: Carducci e i miti della bellezza'Mondo calcio'TEATRO SOCIALE Stagione di prosa 2007/2008Stagione teatrale 2007 / 2008: Le lacrime amare di Petra Von KantLa Belle Epoque. 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Mai'William e Kate vicini alla rotturaPenelope Cruz presenta 'Elegy' a BerlinoIl malore di Napolitano a Trento (SKYTG24)NHL, un pattino taglia la gola allo slovacco Richard Zednik Strumento. Non fine... del 11/02/2008 di Francesco Ghidetti Esuli, profughi o in colonia del 11/02/2008 di Davide Simoni La responsabilità civile dei bulli: eccome come stangarli del 11/02/2008 di Isabella Fiorella Farina, l'Inter e gli errori di Collina del 11/02/2008 di Mister X La droga dello stupro: otto storie choc del 10/02/2008 di Massimo Pandolfi Riuscirà quest'anno la Carife ad approdare all'A1?Spal: sei d'accordo con l'esonero di Buglio?Vota il gol più bello della 22esima giornataLa Turchia toglie il divieto di indossare il velo nelle universitàPapa Ratzinger: "L'inferno esiste". Sei d'accordo?Elezioni, secondo te i due maggiori partiti dovrebbero correre da soli?Pensi che Reggio sia una città sicura?Ha fatto bene Valentino Rossi ad accordarsi col Fisco?Cosa pensate della Facoltà di Scienze della comunicazione?Le dieci emergenze per il nuovo governoGiro di vite contro i punkabbestia e i loro cani, sei d'accordo?Per chi voterai alle prossime elezioni?Fiera del libro di Torino dedicata a Israele, sei d'accordo?Calcio, è vero che una partita su due è falsata?Vota il gol più bello della 21esima giornata LA FOTO DEL GIORNO Gerusalemme sotto la neve La prima vera nevicata dell'anno ha colto impreparata Gerusalemme. La città, svegliatasi sotto a una fitta coltre bianca, è rimasta paralizzata: chiuse le scuole, cancellate le lezioni universitarie, trasporto pubblico in tilt RICERCA ANNUNCI pubblicità contattaci guadagna con Quotidiano.net fai di Quotidiano.net la tua Homepage aggiungi ai preferiti le news sul tuo pc rss archivio HOME - Copyright (c) 2007 MONRIF NET S.r.l. P.Iva 12741650159, a company of MONRIF GROUP - Informativa al trattamento dei dati personali - Powered by Softec he-->.

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Agguato nel palermitano: due morti e un ferito (sezione: Israele/Palestina)

( da "Quotidiano.net" del 12-02-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

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I killer hanno sparato all'impazzata Palermo, 12 febbraio 2008 - Duplice omicidio all'alba di oggi a Partinico (Palermo). Le vittime sono Giampaolo e Giuseppe Riina, figli trentenni dell'imprenditore Salvatore Riina, solo omonimo del boss, ucciso nel 1998 sempre a Partinico. Un'altra persona è rimasta ferita nell'agguato mafioso. I due erano incensurati. Secondo una prima ricostruzione, fatta dal Commissariato del luogo, i due erano in compagnia di un loro dipendente, che è rimasto ferito nell'agguato, quando sono entrati i killer che hanno iniziato a sparare all'impazzata. Gli investigatori stanno adesso ascoltando un barista per potere avere la descrizione del killer o dei killer. Segnala ad un amico Tuo nome: Tua email: Nome amico: Email amico: Testo dell'email: Invia una copia anche al tuo indirizzo di posta Riscrivi il codice che compare qui sopra: Se il codice risultasse illeggibile CLICCA QUI per generarne un altro Cerca su Quotidiano.net nel Web Articoli Eventi --> Foto del giorno --> Foto Video Blog Sondaggi Esteri Vignette su Maometto, quattro arresti "Volevano uccidere il disegnatore"Cronaca - Locale Tubo rotto, lo Statuto sarà senz'acqua Publiacqua: "La rete idrica ha 50 anni"Cronaca Pedofilia on line e turismo sessuale Tre arresti e 110 indagati in tutta Italia Fermato un docente universitarioSpettacolo Ancora fuori un Orlando: stavolta esce GiuseppeSport La Lube è bella di lunedì notte Espugnato il campo dell'AntonvenetaCronaca - Locale Un altro furto all'Aimag, razziati 66 pannelli solariTecnologia La Philips brevetta la penna rivela emozioniPolitica Berlusconi disponibile al dialogo "Larghe intese, ma dopo il voto"Cronaca - Locale Sette imprese pratesi approdano al salone della moda di MadridCronaca - Locale Jesi, finisce con l'auto nel fossato Morta una donna di 61 anniCronaca Rapinata la banca Etruria Bottino di circa 40mila euroCronaca - Locale Rapina a mano armata al Conad I banditi spariscono con mille euroCronaca i blog Mostra: Carducci e i miti della bellezza'Mondo calcio'TEATRO SOCIALE Stagione di prosa 2007/2008Stagione teatrale 2007 / 2008: Le lacrime amare di Petra Von KantLa Belle Epoque. 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Un'indagine rivela che l'automobile si piazza al primo posto dei momenti romantici, distanziati ristorante e panchina del parco LEGGI LA NOTIZIA RICERCA ANNUNCI pubblicità contattaci guadagna con Quotidiano.net fai di Quotidiano.net la tua Homepage aggiungi ai preferiti le news sul tuo pc rss archivio HOME - Copyright (c) 2007 MONRIF NET S.r.l. P.Iva 12741650159, a company of MONRIF GROUP - Informativa al trattamento dei dati personali - Powered by Softec v>.

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L'allarme di Olmert: "In segreto l'Iran lavora alla bomba atomica" (sezione: Israele/Palestina)

( da "Quotidiano.net" del 12-02-2008)

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L'equipaggio ispeziona lo scudo dell'Atlantis (sezione: Israele/Palestina)

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Argomenti: Israele/Palestina

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Ma a quella quota e a quella velocità è improbabile. Laboratorio europeo Columbus, la scheda Houston, 9 febbraio 2008 - Alla Nasa assicurano che è solo un'ispezione di routine, ma il disastro del 'Columbia' ha spinto i tecnici a non sottovalutare qualunque incidente, anche minuscolo, si sia verificato durante il decollo dello shuttle. Così l'equipaggio dell'Atlantis, entrato in orbita giovedì scorso, ha utilizzato una telecamera ad alta definizione montata sul braccio meccanico della navetta per ispezionare la carlinga e verificare che tutte le 'mattonelle' che compongono lo scudo termico siano al loro posto. A preoccupare sono tre pezzi di rivestimento del serbatoio di carburante che durante il lancio si sono staccati. Due, filmati dalle telecamere della Nasa 110 e 112 secondi dopo la partenza, quasi sicuramente non hanno colpito l'Atlantis, ma un terzo, che si è staccato 7,2 minuti dopo il lancio, potrebbe aver impattato contro la pancia dello shuttle. Ma a quella quota e a quella velocità è improbabile, secondo i tecnici, che un pezzo di rivestimento possa aver causato danni allo scudo. "Da quello che abbiamo visto attraverso le telecamere esterne e quelle interne, abbiamo avuto un lancio ottimale" ha assicurato il capo missione John Shannon, "decideremo se c'è bisogno di un'ispezione più attenta, ma al momento non sembra sia necessaria". Sull'Atlantis è imbarcato il modulo 'Columbus' messo a punto da Alenia Spazio. COLUMBUS è IL PIù IMPORTANTE CONTRIBUTO EUROPEO IN AMBITO SPAZIALE è il più importante contributo europeo alla scienza in ambito spaziale il laboratorio europeo Columbus lanciato dalla Nasa oggi, dopo due tentativi falliti a dicembre scorso, dal Kennedy Space Center, la base spaziale statunitense di Cape Canaveral, in Florida. Grazie al Columbus e dentro il Columbus, per i prossimi dieci anni verranno condotti esperimenti scientifici possibili solo nelle condizioni di microgravità riscontrabili nello spazio e non replicabili sulla Terra. Ecco come è stato fatto e chi ha partecipato alla realizzazione del laboratorio europeo. Per realizzare questo gioiello della tecnologia contemporanea sono scese in campo le imprese di ben 10 paesi europei, guidate dalla tedesca Eads Astrium. In un ambiente perfettamente pressurizzato, oltre all'equipaggio di astronauti-scienziati, anche scienziati e tecnici delle agenzie spaziali europee e delle imprese hanno partecipato alla progettazione e produzione del Columbus. Il laboratorio europeo dell'Esa è fornito di ben 10 racks, una sorta di 'armadì perfettamente attrezzati per realizzare gli esperimenti scientifici. Alcuni di questi racks hanno funzione di magazzino per i materiali di scorta degli astronauti, altri servono, invece, per portare a termine esperimenti di fisica dei materiali, di fisica dei fluidi, biologia e medicina. Con il laboratorio Columbus, finanziato dall'Agenzia Spaziale Europea, l'Europa ha così la sua casa spaziale per le ricerche scientifiche a bordo della Iss, in coabitazione con i laboratori realizzati dagli enti spaziali di Usa, Russia e Giappone. Un ruolo chiave nel programma Columbus è stato svolto dai tecnici e ingegneri dall'impresa aerospaziale italo-francese Thales Alenia Space. In un quadro di forte cooperazione internazionale, l'azienda del gruppo Thales-Finmeccanica è infatti responsabile della definizione, sviluppo e pre-integrazione dell'intera parte termomeccanica del sistema Columbus, che in gergo tecnico è stato chiamato Pica (Pre-Integrated Columbus Apm). In particolare, questi tecnici sono stati impegnati nella progettazione, qualifica e fornitura della struttura primaria e secondaria di Columbus, il sistema di protezione micrometeoritica (Mdps-Meteoroid and Space Debris Protection System), il controllo termico attivo e passivo (Tcs), il controllo ambientale (Eclss), i cablaggi e tutti i relativi equipaggiamenti di supporto a Terra. Un contributo che include, inoltre, alcune delle principali funzioni del sistema tra le quali, l'accomodamento degli equipaggiamenti dei sottosistemi e dei carichi utili, il controllo della temperatura, il controllo e la rivitalizzazione dell'atmosfera e il sistema di rilevazione e spegnimento del fuoco. E non è tutto. All'interno del laboratorio Columbus, già al momento del lancio, sono infatti installati 5 payloads per esperimenti in microgravità, di cui due realizzati sempre dagli esperti dell'impresa italo-francese in qualità di Prime Contractor dell'Agenzia Spaziale Europea. In particolare, l'azienda aerospaziale ha realizzato in qualità di capocommessa i programmi Fluid Science Laboratory (Fsl) per esperimenti nel campo della fisica dei fluidi ed European Drawer Rack (Edr), una facility multiuso capace di accogliere esperimenti di diversa natura e tipologia. Ma l'imprinting nazionale e dei cugini d'oltralpe non si è limitato a questo. Un team di ingegneri, tecnici e scienziati dell'azienda aerospaziale ha inoltre realizzato uno dei più complessi Payload esterni. è il Solar e permette di realizzare, contemporaneamente, tre esperimenti avendo il Sole appunto come riferimento di allineamento. Solar, presente nella stessa missione a bordo della navetta Atlantis, sarà installato dagli astronauti sulla piattaforma esterna di Columbus durante una passeggiata spaziale extraveicolare. Segnala ad un amico Tuo nome: Tua email: Nome amico: Email amico: Testo dell'email: Invia una copia anche al tuo indirizzo di posta Riscrivi il codice che compare qui sopra: Se il codice risultasse illeggibile CLICCA QUI per generarne un altro Cerca su Quotidiano.net nel Web Articoli Eventi --> Foto del giorno --> Foto Video Blog Sondaggi Esteri Vignette su Maometto, quattro arresti "Volevano uccidere il disegnatore"Cronaca - Locale Tubo rotto, lo Statuto sarà senz'acqua Publiacqua: "La rete idrica ha 50 anni"Cronaca Pedofilia on line e turismo sessuale Tre arresti e 110 indagati in tutta Italia Fermato un docente universitarioSpettacolo Ancora fuori un Orlando: stavolta esce GiuseppeSport La Lube è bella di lunedì notte Espugnato il campo dell'AntonvenetaCronaca - Locale Un altro furto all'Aimag, razziati 66 pannelli solariTecnologia La Philips brevetta la penna rivela emozioniPolitica Berlusconi disponibile al dialogo "Larghe intese, ma dopo il voto"Cronaca - Locale Sette imprese pratesi approdano al salone della moda di MadridCronaca - Locale Jesi, finisce con l'auto nel fossato Morta una donna di 61 anniCronaca Rapinata la banca Etruria Bottino di circa 40mila euroCronaca - Locale Rapina a mano armata al Conad I banditi spariscono con mille euroCronaca i blog Mostra: Carducci e i miti della bellezza'Mondo calcio'TEATRO SOCIALE Stagione di prosa 2007/2008Stagione teatrale 2007 / 2008: Le lacrime amare di Petra Von KantLa Belle Epoque. 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Mai'William e Kate vicini alla rotturaPenelope Cruz presenta 'Elegy' a BerlinoIl malore di Napolitano a Trento (SKYTG24)NHL, un pattino taglia la gola allo slovacco Richard Zednik Strumento. Non fine... del 11/02/2008 di Francesco Ghidetti Esuli, profughi o in colonia del 11/02/2008 di Davide Simoni La responsabilità civile dei bulli: eccome come stangarli del 11/02/2008 di Isabella Fiorella Farina, l'Inter e gli errori di Collina del 11/02/2008 di Mister X La droga dello stupro: otto storie choc del 10/02/2008 di Massimo Pandolfi Riuscirà quest'anno la Carife ad approdare all'A1?Spal: sei d'accordo con l'esonero di Buglio?Vota il gol più bello della 22esima giornataLa Turchia toglie il divieto di indossare il velo nelle universitàPapa Ratzinger: "L'inferno esiste". Sei d'accordo?Elezioni, secondo te i due maggiori partiti dovrebbero correre da soli?Pensi che Reggio sia una città sicura?Ha fatto bene Valentino Rossi ad accordarsi col Fisco?Cosa pensate della Facoltà di Scienze della comunicazione?Le dieci emergenze per il nuovo governoGiro di vite contro i punkabbestia e i loro cani, sei d'accordo?Per chi voterai alle prossime elezioni?Fiera del libro di Torino dedicata a Israele, sei d'accordo?Calcio, è vero che una partita su due è falsata?Vota il gol più bello della 21esima giornata LA FOTO DEL GIORNO GITA SCOLASTICA Addio Colosseo e Torre Eiffel: una delle nuove mete più ambite per i giovani turisti giapponesi è il mega campus di Google a Mountain View, in California RICERCA ANNUNCI pubblicità contattaci guadagna con Quotidiano.net fai di Quotidiano.net la tua Homepage aggiungi ai preferiti le news sul tuo pc rss archivio HOME - Copyright (c) 2007 MONRIF NET S.r.l. 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"Solo la meritocrazia fermerà la diaspora dei cervelli" (sezione: Israele/Palestina)

( da "Quotidiano.net" del 12-02-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

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Un'indagine rivela che l'automobile si piazza al primo posto dei momenti romantici, distanziati ristorante e panchina del parco LEGGI LA NOTIZIA RICERCA ANNUNCI pubblicità contattaci guadagna con Quotidiano.net fai di Quotidiano.net la tua Homepage aggiungi ai preferiti le news sul tuo pc rss archivio HOME - Copyright (c) 2007 MONRIF NET S.r.l. P.Iva 12741650159, a company of MONRIF GROUP - Informativa al trattamento dei dati personali - Powered by Softec.

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"Ma quella lì, che ci fa qui alla festa?" Scoppia la rissa tra Lindsay e Paris (sezione: Israele/Palestina)

( da "Quotidiano.net" del 12-02-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

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Scoppia la rissa tra Lindsay e Paris Le due starlette hanno infatti animato il sabato sera di Los Angeles con uno scontro verbale particolarmente violento in un nightclub Segnala ad un amico Tuo nome: Tua email: Nome amico: Email amico: Testo dell'email: Invia una copia anche al tuo indirizzo di posta Riscrivi il codice che compare qui sopra: Se il codice risultasse illeggibile CLICCA QUI per generarne un altro Cerca su Quotidiano.net nel Web Articoli Eventi --> Foto del giorno --> Foto Video Blog Sondaggi Esteri Vignette su Maometto, quattro arresti "Volevano uccidere il disegnatore"Cronaca - Locale Tubo rotto, lo Statuto sarà senz'acqua Publiacqua: "La rete idrica ha 50 anni"Cronaca Pedofilia on line e turismo sessuale Tre arresti e 110 indagati in tutta Italia Fermato un docente universitarioSpettacolo Ancora fuori un Orlando: stavolta esce GiuseppeSport La Lube è bella di lunedì notte Espugnato il campo dell'AntonvenetaCronaca - Locale Un altro furto all'Aimag, razziati 66 pannelli solariTecnologia La Philips brevetta la penna rivela emozioniPolitica Berlusconi disponibile al dialogo "Larghe intese, ma dopo il voto"Cronaca - Locale Sette imprese pratesi approdano al salone della moda di MadridCronaca - Locale Jesi, finisce con l'auto nel fossato Morta una donna di 61 anniCronaca Rapinata la banca Etruria Bottino di circa 40mila euroCronaca - Locale Rapina a mano armata al Conad I banditi spariscono con mille euroCronaca i blog Mostra: Carducci e i miti della bellezza'Mondo calcio'TEATRO SOCIALE Stagione di prosa 2007/2008Stagione teatrale 2007 / 2008: Le lacrime amare di Petra Von KantLa Belle Epoque. 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Studenti criticano duramente il Governo (sezione: Israele/Palestina)

( da "Quotidiano.net" del 12-02-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

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Studenti, per altro, appartenenti a un programma speciale voluto proprio da Fidel Castro, quelli della scuola informatica UCI. Nell'incontro, ripreso anche delle telecamere, divulgato dalla BBC e ora finito su YouTube, Alarcon viene affrontato da alcuni studenti con domande difficili. Alejandro Hernandez per esempio gli chiede: "Per chi abbiamo votato? Di questi candidati che abbiamo votato conosciamo solo la biografia, ma non so di chi si tratti. Cosa significa il voto unito?". Elicer Avila, un altro rappresentante studentesco, chiede: "Perché il commercio del Paese è tutto in pesos convertibile quando i salari dei nostri contadini e lavoratori sono pagati in moneta nazionale che ha un potere d'acquisto 25 volte inferiore?". E poi domanda: "Perché noi non possiamo viaggiare liberamente in determinati luoghi del mondo? Per esempio, io non voglio morire prima di aver visitato il mausoleo di Che Guevara in Bolivia. Perché non posso viaggiare per la Bolivia liberamente con la mia famiglia?". Domande, queste, alle quali Alarcon ha risposto che se tutti i 6 miliardi di abitanti del mondo viaggiassero si verificherebbe un grande caos: "Quelli che viaggiano sono una minoranza", ha spiegato. Nel video, che dura 57 minuti, Alarcon afferma anche che sebbene lui provenga da una famiglia "di classe un po' superiore a quella lavoratrice", da giovane non conosceva Varadero (località balneare) né il Tropicana (famoso night-club dell'Avana). Gli studenti hanno poi messo in questione il difficile accesso a internet sull'isola fuori dai canali controllati. Guarda il video Segnala ad un amico Tuo nome: Tua email: Nome amico: Email amico: Testo dell'email: Invia una copia anche al tuo indirizzo di posta Riscrivi il codice che compare qui sopra: Se il codice risultasse illeggibile CLICCA QUI per generarne un altro Cerca su Quotidiano.net nel Web Articoli Eventi --> Foto del giorno --> Foto Video Blog Sondaggi Esteri Vignette su Maometto, quattro arresti "Volevano uccidere il disegnatore"Cronaca - Locale Tubo rotto, lo Statuto sarà senz'acqua Publiacqua: "La rete idrica ha 50 anni"Cronaca Pedofilia on line e turismo sessuale Tre arresti e 110 indagati in tutta Italia Fermato un docente universitarioSpettacolo Ancora fuori un Orlando: stavolta esce GiuseppeSport La Lube è bella di lunedì notte Espugnato il campo dell'AntonvenetaCronaca - Locale Un altro furto all'Aimag, razziati 66 pannelli solariTecnologia La Philips brevetta la penna rivela emozioniPolitica Berlusconi disponibile al dialogo "Larghe intese, ma dopo il voto"Cronaca - Locale Sette imprese pratesi approdano al salone della moda di MadridCronaca - Locale Jesi, finisce con l'auto nel fossato Morta una donna di 61 anniCronaca Rapinata la banca Etruria Bottino di circa 40mila euroCronaca - Locale Rapina a mano armata al Conad I banditi spariscono con mille euroCronaca i blog Mostra: Carducci e i miti della bellezza'Mondo calcio'TEATRO SOCIALE Stagione di prosa 2007/2008Stagione teatrale 2007 / 2008: Le lacrime amare di Petra Von KantLa Belle Epoque. 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L'allarme di Olmert: "In segreto l'Iran lavora alla bomba atomica" (sezione: Israele/Palestina)

( da "Quotidiano.net" del 12-02-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

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La città, svegliatasi sotto a una fitta coltre bianca, è rimasta paralizzata: chiuse le scuole, cancellate le lezioni universitarie, trasporto pubblico in tilt RICERCA ANNUNCI pubblicità contattaci guadagna con Quotidiano.net fai di Quotidiano.net la tua Homepage aggiungi ai preferiti le news sul tuo pc rss archivio HOME - Copyright (c) 2007 MONRIF NET S.r.l. P.Iva 12741650159, a company of MONRIF GROUP - Informativa al trattamento dei dati personali - Powered by Softec iv>.

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"Spielberg non girerà Harry Potter 7" (sezione: Israele/Palestina)

( da "Quotidiano.net" del 12-02-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

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L'attore britannico, divenuto celebre per aver dato corpo al maghetto sul grande schermo, ha smentito le voci di una possibile regia di Spielberg per il settimo capitolo della saga ideata da J.K. Rowling. Parlando alla cerimonia dei Bafta, la British academy of film and television arts, Radcliffe ha definito "spazzatura" i rumours sulla presenza del cineasta, che ha firmato nella sua carriera capolavori come "Schindler's List" ed "E.T.". "è una notizia senza fondamento. Al momento stiamo lavorando al sesto capitolo e ci stiamo divertendo molto. Tra quattro mesi sarà finito e solo allora si penserà al film successivo". Day-Lewis: "Sono diventato brutale per recitare nel Petroliere" Commenti Invia commento Segnala ad un amico Nessun commento presente Clicca qui per inviare il tuo commento Email: Sesso: Anno di nascita: Provincia: Commento: Riscrivi il codice che compare qui sopra: Se il codice risultasse illeggibile CLICCA QUI per generarne un altro consenso al trattamento dei dati I commenti inviati vengono pubblicati solo dopo esser stati approvati dalla redazione Tuo nome: Tua email: Nome amico: Email amico: Testo dell'email: Invia una copia anche al tuo indirizzo di posta Riscrivi il codice che compare qui sopra: Se il codice risultasse illeggibile CLICCA QUI per generarne un altro Cerca su Quotidiano.net nel Web Articoli Eventi --> Foto del giorno --> Foto Video Blog Sondaggi Esteri Vignette su Maometto, quattro arresti "Volevano uccidere il disegnatore"Cronaca - Locale Tubo rotto, lo Statuto sarà senz'acqua Publiacqua: "La rete idrica ha 50 anni"Cronaca Pedofilia on line e turismo sessuale Tre arresti e 110 indagati in tutta Italia Fermato un docente universitarioSpettacolo Ancora fuori un Orlando: stavolta esce GiuseppeSport La Lube è bella di lunedì notte Espugnato il campo dell'AntonvenetaCronaca - Locale Un altro furto all'Aimag, razziati 66 pannelli solariTecnologia La Philips brevetta la penna rivela emozioniPolitica Berlusconi disponibile al dialogo "Larghe intese, ma dopo il voto"Cronaca - Locale Sette imprese pratesi approdano al salone della moda di MadridCronaca - Locale Jesi, finisce con l'auto nel fossato Morta una donna di 61 anniCronaca Rapinata la banca Etruria Bottino di circa 40mila euroCronaca - Locale Rapina a mano armata al Conad I banditi spariscono con mille euroCronaca i blog Mostra: Carducci e i miti della bellezza'Mondo calcio'TEATRO SOCIALE Stagione di prosa 2007/2008Stagione teatrale 2007 / 2008: Le lacrime amare di Petra Von KantLa Belle Epoque. 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Il successo le è valso una borsa di studio da 50mila dollari e un anno di viaggi all'estero RICERCA ANNUNCI pubblicità contattaci guadagna con Quotidiano.net fai di Quotidiano.net la tua Homepage aggiungi ai preferiti le news sul tuo pc rss archivio HOME - Copyright (c) 2007 MONRIF NET S.r.l. P.Iva 12741650159, a company of MONRIF GROUP - Informativa al trattamento dei dati personali - Powered by Softec.

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Questo è puro razzismo (sezione: Israele/Palestina)

( da "Opinione, L'" del 12-02-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Oggi è Mar, 12 Feb 2008 Edizione 28 del 09-02-2008 La black list ebrea Questo è puro razzismo di Paolo Della Sala Forse vi sono anche "docenti e studenti" dell'università "La Sapienza" (le virgolette sono d'obbligo) tra i responsabili della pubblicazione su un blog di una lista nera che elenca e "rastrella" 162 professori di origine ebrea, a Roma e in altre università italiane. L'accusa è di essere "ebrei" e di fare parte della relativa "lobby". Ci sarebbe più di quanto basta per mandare a casa i responsabili di questo scempio, soprattutto se costoro fanno parte del mondo universitario. Non è soltanto fogna nazionalsocialista. Come nel caso del recente boicottaggio della Fiera del libro di Torino, e dell'attacco della rivista "Left" contro Giuliano Ferrara, si tratta sempre più di fogna socialista-rivoluzionaria: due volti, ma una faccia sola dell'intolleranza. Il fango colpisce gli atenei italiani, dove deboli di pensiero vari possono liberamente sfasciare i neuroni dei giovani, essendo nominati "docenti" e ricevendo per questo compito ricche paghe a carico della comunità. Siamo tornati alla fogna delle leggi razziali, ma in maniera più sottile e subdola. Il libro Autodafè, di Emanuele Ottolenghi (Lindau) conferma l'orrore. In Italia nel 2005 ben il 55% della popolazione riteneva che "gli ebrei" sono "più leali a Israele che a questo paese". La percentuale è la più alta nell'intera Europa. Nel 10 novembre del 2003 Il Corriere della Sera pubblicava un sondaggio sull'antisemitismo. Ben il 22% degli intervistati diceva che "gli ebrei non sono veramente italiani". L'8% sostiene che "se ne devono andare via dall'Italia". Il 51% sostiene che "gli ebrei hanno una mentalità e uno stile di vita diversi dal resto degli italiani. L'11% dice che "gli ebrei mentono quando sostengono che il nazionalsocialismo ne ha sterminati sei milioni nella camere a gas". E' inutile girare intorno all'albero del fico: tutto ciò si spiega con una parola sola: razzismo. Se la Costituzione è ancora valida, anche per coloro che più la lodano e più la utilizzano a proprio uso e consumo, tutto ciò dev'essere bloccato nella maniera più netta e decisa. Con provvedimenti duri, non solo di tipo legale come si sta facendo in queste ore su istanza della comunità ebrea di Roma. In questi casi siamo tutti "parte civile". P.S. Il can can delle Giornate della Memoria è così ridondante e suona così pompeur, da risultare controproducente. Invece di celebrazioni, servono pratiche quotidiane antirazziste. Se invece di elevare i turpi boicottatori di Torino al rango di intellettuali, coinvolgendoli in un dibattito cultural-politico, si fossero trattati per quel che erano, cioé razzisti mascherati, non saremmo arrivati a questa lista nera che prefigura Notti dei Cristalli e riduzioni al silenzio del diverso -sia esso papa, rabbino oppure laico-, che non possiamo più tollerare nemmeno come ipotesi. L'espressione "Il verme di Giacobbe" ricorre in Isaia 41:14. Il popolo di Israele è piccolo e debole come un verme, ma verrà risollevato dal Signore. Si noti bene: non da se stesso, non da conquiste o ricchezze, ma da Dio. Se si potesse tradurre in termini laici si potrebbe dire che Israele -che rappresenta la condizione dell'umanità tutta, e non solo un popolo- può essere sollevato dalla sua debolezza e piccolezza simboleggiata dal lemma |verme| solo dalla ricchezza della propria cultura, spiritualità, valori, lavoro. Il piano dell'esistenza non è mai quello immaginato dai materialisti storici. Ma sta anche a tutti noi mettersi dalla parte di chi viene insultato e attaccato in maniera bestiale. Nel libro di Qohelet (Ecclesiaste) ciò è ben descritto dalla frase: "Chi è misericordioso con chi è crudele, sarà crudele con il debole". Evitiamo di fare questa fine, noi cittadini di Eurabia.

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"Resistere" alla pace (sezione: Israele/Palestina)

( da "Opinione, L'" del 12-02-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Oggi è Mar, 12 Feb 2008 Edizione 28 del 09-02-2008 La stampa siriana prevedeva un'escalation di destabilizzazione. Che puntualmente sta avvenendo "Resistere" alla pace "Una resistenza araba ha iniziato a consolidarsi sul terreno e a cambiare il corso degli eventi". Così la stampa del regime di Assad esalta Hamas e Hezbollah di Giorgio Bastiani La stampa siriana "prevede" una escalation nelle "operazioni di resistenza" contro Israele e il governo libanese. Il Middle East Media Research Institute ha tradotto una serie di articoli, scritti tra la fine di gennaio e l'inizio di febbraio, tratti dal quotidiano di regime "Tashreen" e dal sito Syria-news.com, in cui si esalta la destabilizzazione e si denunciano complotti. Siccome si tratta di organi di stampa governativi, stiamo parlando della posizione ufficiale siriana, non di opinioni in libertà. Sul quotidiano di regime leggiamo che "Gli Arabi sono divisi a causa della pressione americana (...) Ma nonostante questa situazione oscura, una resistenza araba ha iniziato a consolidarsi sul terreno e a cambiare il corso degli eventi". E in un altro articolo, redatto dall'editorialista di "Tashreen" Abdullah Khaled, si legge una tesi ancora più chiara: "I leader di Hezbollah hanno captato informazioni sulla decisione di eliminare i vertici della resistenza in Libano e dell'Intifadah a Gaza. La decisione è stata presa in seguito a un ordine esecutivo firmato dal presidente degli Stati Uniti George W. Bush (...). Ma la resistenza sa che il rapporto di forze è a suo favore e che tutto il sostegno americano, internazionale e arabo (alla maggioranza libanese, ndr) non può far nulla per ribaltarlo. La resistenza non può sedersi e attendere di essere eliminata". La retorica vittimista e le teorie cospirative che caratterizzano questi articoli, trasformano il processo di pace voluto dagli Stati Uniti e accettato dai governi arabi più moderati in un gigantesco complotto ai danni dei popoli arabi. Gli stessi governi musulmani non allineati alla Siria e all'Iran sono visti come pedine della congiura. In realtà, più che di analisi e di previsioni, questi articoli sono vere e proprie dichiarazioni di intenti. E gli effetti iniziano già a vedersi: da Gaza, la "resistenza" ha ricominciato ad effettuare attentati suicidi, come quello di Dimona del 4 febbraio e ha ripreso il lancio massiccio di razzi Qassam contro il Negev: 22 solo ieri mattina. I miliziani dei Comitati di Resistenza Popolare palestinesi hanno lanciato di nuovo la loro sfida, annunciando che intensificheranno i lanci e invitando gli israeliani a "evacuare" Sderot, per "la loro salvezza e la salvezza dei loro figli". Sull'altro fronte, in Libano, il 7 febbraio, la "resistenza", costituita dai partiti filo-siriani (Hezbollah e i cristiani della fazione del generale Aoun) ha ribadito la sua linea più intransigente: o l'opposizione sarà dotata di un potere di veto nel nuovo governo, oppure non consentirà l'elezione di un nuovo presidente. Col risultato che il "paese dei cedri" è privo di un capo dello stato dal 23 novembre scorso e il rischio di scoppio di una guerra civile (o di una nuova guerra tra Hezbollah e Israele) è, di giorno in giorno, più alto. Il regime di Damasco sta soffiando sul fuoco in entrambe le crisi, elevando il livello di scontro.

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Alzarsi una mattina (sezione: Israele/Palestina)

( da "Opinione, L'" del 12-02-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Oggi è Mar, 12 Feb 2008 Edizione 28 del 09-02-2008 La lista della vergogna Alzarsi una mattina di Michael Sfaradi Non è piacevole alzarsi la mattina e ritrovarsi come scaraventati indietro nel tempo. Credo di aver provato la stessa sensazione che provò mia madre, all'indomani dell'entrata in vigore delle leggi razziali quando, insieme ad un altro bambino e ad un'insegnante, furono prelevati dalle loro classi ed invitati ad uscire dalla scuola elementare Aurelio Saffi, nel quartiere S. Lorenzo in Roma, perché persone di "Razza Ebraica". Potreste anche credere che io stia esagerando, che quei tempi siano passati e che non torneranno più, ma io vi dico che attualmente, in Italia, c'è lo stesso clima che precedette l'attentato alla Sinagoga di Roma. Sarebbe un grave errore credere che la messa in rete, a poco più di una settimana dalla ricorrenza del "Giorno della Memoria", della lista con 164 nomi di docenti universitari di religione ebraica, sia lo scherzo di un buontempone alla ricerca del suo quarto d'ora di notorietà. Come sarebbe un grave errore non capire che, per confezionare una lista di questo tipo, bisogna fare delle ricerche accurate, che denotano premeditazione intrisa d'odio profondo. Non possiamo più nasconderci dietro alle frasi fatte, minimizzando quello che quotidianamente accade sotto i nostri occhi, e non possiamo far finta di non accorgerci che questa stolta pubblicazione altro non è che l'ultimo anello di una catena che, da troppo tempo, nasconde l'antisemitismo puro, sia a destra sia a sinistra del nostro arco costituzionale. Il non essere d'accordo con la politica del governo israeliano, senza se e senza ma, qualsiasi cosa faccia, è stato per troppo tempo usato come giustificazione per tutti quei comportamenti sul filo dell'aperto antisemitismo, e di questo vi do alcuni esempi, quelli a mio avviso più significativi: - Sono diversi anni che, nella civilissima Inghilterra, i docenti delle università britanniche boicottano le collaborazioni, in tutti i campi, con le università israeliane. - I docenti israeliani non sono stati più invitati né a incontri né a conferenze e quelli inglesi non accettano più inviti in Israele. Motivo? Disaccordo con la politica del governo israeliano. Nel frattempo in Israele sono cambiati almeno tre governi, mentre il disaccordo no, quello non cambia. Nel passato i docenti comunisti che arrivavano dalle università dell'ex Unione Sovietica, erano invitati e ben accetti in Gran Bretagna, mentre i loro colleghi dissidenti marcivano nei vari Gulag. Anche oggi i docenti cinesi hanno lo stesso trattamento dei loro colleghi sovietici di allora. Mi chiedo: al governo della Repubblica Popolare Cinese non si può fare nessun appunto per quello che riguarda il rispetto dei diritti umani? E che dire di tutta la sequela di esecuzioni capitali eseguite nei vari paesi di fede musulmana? Oggi per la Cina, come allora per l'Unione Sovietica, nessuno pensa che i docenti universitari possano essere boicottati per la politica seguita dal loro governo. Per Israele no, quando si tratta d'Israele bisogna colpirla e metterla, sempre e comunque, con ogni mezzo, in cattiva luce. In Italia, penultima in ordine di tempo, c'è stata la levata di scudi contro la partecipazione d'Israele, come ospite d'onore, alla Fiera del Libro di Torino. I vari denigratori e i loro spalleggiatori, si sono dati molto da fare al fine di costringere la direzione della Fiera ad annullare l'invito. Per fortuna, anche se con un ritardo che lascia qualche dubbio, anche chi non vuole mescolare la politica e la dolorosa situazione mediorientale con la cultura e i libri, ha detto la sua, dando forza alla Direzione della Fiera ed alla sua decisione di invitare Israele. Anche se spero con tutto il cuore di essere smentito, ho la netta sensazione che la kermesse di Torino non sarà la più tranquilla della sua storia. Oggi, per concludere, la denuncia alla polizia postale da parte della Comunità Ebraica romana, della messa in rete di questa lista, un atto antisemitico vero e proprio, una messa alla berlina d'altri tempi. Ora però, gli antisionisti mascherati da "coloro che sono solo contrari alla politica del governo d'Israele" non possono più nascondersi dietro al loro disaccordo con la politica israeliana perchè con questa lista, che tristemente ricorda quella che le S.S. avevano compilato a Roma prima del 16 ottobre 1943, la maschera è caduta. Sta a tutti noi, che amiamo la democrazia, la civile e pacifica convivenza fra i popoli, che amiamo la pace e che vogliamo una giusta soluzione dei problemi mediorientali, isolare questi portatori d'odio e far capire che non c'è più posto nel mondo libero per le loro idee.

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Lettera aperta di Di Pietro ai suoi: "L'intesa col Pd è sempre più labile" (sezione: Israele/Palestina)

( da "Quotidiano.net" del 12-02-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

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Sembra allontanarsi infatti anche un apparentamento con l'Italia dei valori di Antonio Di Pietro, che continua a restare fermo sulle sue posizioni. In una lettera riservata indirizzata ai suoi e pubblicata da 'Avvenirè, l'ex pm definisce "sempre più labile" la possibilità di un'intesa con il Pd e dice di essere pronto a candidarsi "sia alle politiche", come candidato premier, "sia alle amministrative come sindaco di Roma". "A noi piacerebbe intavolare un discorso politico, programmatico, di legislatura con il Partito democratico, perchè sta rinnovando la classe politica", spiega Di Pietro. Ma "non confluiamo da nessuna parte - aggiunge - e i colleghi del Pd devono sciogliere la riserva e riconoscere che non c'è nessuna ragione al mondo per cui il simbolo dell'Italia dei Valori non deve essere presente nella coalizione". Insomma, ribadisce Di Pietro, "è un controsenso non presentarsi con il nostro simbolo, non siamo mica accattoni". Il termine 'accattonè era stato usato ieri da Emma Bonino, che aveva respinto così le avances di Piero Fassino ad andare nel Pd, ma senza Marco Pannella. Oggi i radicali ribadiscono la loro disponibilità "a ripetere l'iniziativa politico-elettorale del 2006" e invitano il Pd a "evitare l'errore" di esclusione. Ma dal loft la risposta sembra ferma: i radicali non saranno della partita del 13 e 14 aprile. Anche i socialisti, incassato ieri il 'nò di Veltroni si preparano ad affrontare la sfida di primavera in solitaria. E secondo quanto emerge da una riunione in corso tra i vertici del PS, è tutto pronto per presentarsi da soli alla Camera e al Senato. "Il Pd da solo non è in grado di sconfiggere Berlusconi - ha detto Boselli - quindi, neppure quello al Pd è un voto utile: i voti alle elezioni sono tutti utili a cominciare da quello dato al PS". E a due mesi esatti dal voto inizia anche la competition interna alla ex Unione: se per Fausto Bertinotti il Pd raccoglierà consensi anche dal popolo della sinistra, secondo il leader dei Verdi Pecoraro Scanio invece la scelta "di centro" di Veltroni farà sì che gli elettori premieranno la Sinistra-Arcobaleno. BONINO "Non sono un'accattona" - BOSELLI "Nessun accordo, ci chiedono di scioglierci..." Commenti Invia commento Segnala ad un amico Nessun commento presente Clicca qui per inviare il tuo commento Email: Sesso: Anno di nascita: Provincia: Commento: Riscrivi il codice che compare qui sopra: Se il codice risultasse illeggibile CLICCA QUI per generarne un altro consenso al trattamento dei dati I commenti inviati vengono pubblicati solo dopo esser stati approvati dalla redazione Tuo nome: Tua email: Nome amico: Email amico: Testo dell'email: Invia una copia anche al tuo indirizzo di posta Riscrivi il codice che compare qui sopra: Se il codice risultasse illeggibile CLICCA QUI per generarne un altro Cerca su Quotidiano.net nel Web Articoli Eventi --> Foto del giorno --> Foto Video Blog Sondaggi Esteri Vignette su Maometto, quattro arresti "Volevano uccidere il disegnatore"Cronaca - Locale Tubo rotto, lo Statuto sarà senz'acqua Publiacqua: "La rete idrica ha 50 anni"Cronaca Pedofilia on line e turismo sessuale Tre arresti e 110 indagati in tutta Italia Fermato un docente universitarioSpettacolo Ancora fuori un Orlando: stavolta esce GiuseppeSport La Lube è bella di lunedì notte Espugnato il campo dell'AntonvenetaCronaca - Locale Un altro furto all'Aimag, razziati 66 pannelli solariTecnologia La Philips brevetta la penna rivela emozioniPolitica Berlusconi disponibile al dialogo "Larghe intese, ma dopo il voto"Cronaca - Locale Sette imprese pratesi approdano al salone della moda di MadridCronaca - Locale Jesi, finisce con l'auto nel fossato Morta una donna di 61 anniCronaca Rapinata la banca Etruria Bottino di circa 40mila euroCronaca - Locale Rapina a mano armata al Conad I banditi spariscono con mille euroCronaca i blog Mostra: Carducci e i miti della bellezza'Mondo calcio'TEATRO SOCIALE Stagione di prosa 2007/2008Stagione teatrale 2007 / 2008: Le lacrime amare di Petra Von KantLa Belle Epoque. 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Intrevista a David Meghnagi / Antisemitismo di destra e di sinistra (sezione: Israele/Palestina)

( da "Opinione, L'" del 12-02-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Oggi è Mar, 12 Feb 2008 Edizione 29 del 12-02-2008 Intrevista a David Meghnagi / Antisemitismo di destra e di sinistra di Dimitri Buffa "La sinistra non è affatto immune dall'antisemitismo sin dalle proprie radici ottocentesche, basterebbe citare Fourier, Bakunin e Proudhon solo per fare alcuni esempi, e io dico che bisogna conoscere le cose per dialogare e per capire perché possano avvenire enormità come la divulgazione di liste di proscrizione contenenti nomi di docenti ebrei o presunti tali nonché le proposte di boicottare la Fiera del Libro solo perché quest'anno ha deciso di invitare lo stato di Irsaele come ospite d'onore in occasione del sessantesimo anniversario dalla sua fondazione". David Meghnagi è un filologo ebraico di nascita tripolina. La famiglia venne cacciata dalla Libia dopo la guerra dei Sei giorni. Meghnagi è stato colui che ha denunciato all'opinione pubblica per primo l'obbrobrio della schedatura dei professori ebrei su internet. In questa intervista spiega la genesi dell'ostilità odierna contro gli ebrei. La prima domanda riguarda le modalità con cui è venuto a conoscenza della lista. La lista so che circolava almeno da novembre ed è stata grossolanamente ricavata da un appello promosso proprio da me tempo prima, nel 2005, contro il boicotaggio accademico in Gran Bretagna e altrove, firmato da tantissimi professori della Sapienza. Casualmente l'ho trovata su internet mentre cercavo materiale per la mia conferenza stampa dello scorso giovedì per denunciare un nuovo odioso boicottaggio anti ebraico e anti israeliano, quello della Fiera del libro di Torino. Imbattutomi in quella lista piena di errori, in realtà non sono affatto la maggior parte i profesori di religione ebraica tra quei 162 nomi, ho deciso di darne subito una pubblica testimonianza di riprovazione. Lei ha chiesto al presidente della Repubblica di recarsi ad inaugurare la Fiera del libro. Basterà questo gesto per mettere all'angolo l'odio anti israeliano? Di certo sarà un'azione dal valore simbolico enorme e potrebbe servire da deterrente contro i malintenzionati che identificano lo stato ebraico con i problemi in Medio Oriente. Detto questo è forse anche interessante notare che nell'appello del 2005 era presente anche la firma di Giorgio Napolitano. Questo per dire che solo per caso nella lista dei 162 poi circolata su internet non appare anche il suo nominativo. Rispetto ai nazisti gli anti semiti di oggi sono dei dilettanti? L'odio è lo stesso. La preparazione culturale è se possibile ancora inferiore. Il solo fatto che questi docenti abbiano firmato il mio appello contro il boicottaggio delle università europee ha fatto sì che nella piccola mente di questa gente i firmatari apparissero a tutti gli effetti come ebrei veri e propri. Anzi come "membri di una lobby ebraica che si muovono contro gli interessi della nazione". Essere ebreo non è più un'appartenenza religiosa ma una categoria dello spirito intesa in senso denigratorio. Furio Colombo si è affrettato a liquidare come fascista questa lista di proscrizione. In realtà la schedatura è stata fatta da attivisti della sinistra antagonista e poi copiata anche dal sito in questione che è di estrema destra, di tipo tradizionalista cattolico. Perché tutto questo pudore nel denunciare l'anti semitismo a sinistra? E' chiaro che il marchio di fabbrica dell'anti semitismo ce l'hanno il nazismo e certo tradizionalismo cattolico preconciliare dei secoli passati. Ma la sinistra aveva nelle proprie radici il germe anti semita sin dalla nascita delle idee socialiste. Basterebbe pensare a Proudhon, Fourier o Bakunin tanto per fare degli esempi. Proudhon sugli ebrei usa parole come quelle di Goebbels. I comunardi francesi rifugiatisi in Algeria vi importarono anche il loro anti semitismo di sinistra. Io sono uno studioso del fenomeno dell'anti semitismo nel mondo e affermo che la sinistra ha solo la presunzione di non avere nel proprio dna questo morbo. L'antisemitismo di estrema sinistra è un classico come quello di estrema destra e quello del fanatismo cattolico tradizionalista? Sì, non c'è dubbio. Come esistono volenterosi bipartisan che combattono l'odio contro gli ebrei tanto nello schieramento moderato quanto in quello di ispirazione socialista, allo stesso modo esiste un biparisan anche dell'anti semitismo che ricorda tanto il patto Molotov-von Ribbentrop. Questo spiega allora le lettere di insulti al "manifesto" e a Valentino Parlato dopo il suo coraggioso schierarsi contro il boicottaggio alla Fiera del Libro? Certo, la pancia della sinistra antagonista che spesso si riconosce nelle posizioni assurdamente ostili che il Manifesto e altri giornali di estrema sinistra hanno su Israele, si è sentita tradita dall'editoriale di Parlato. Di qui la reazione con lettere e insulti al giornale. Insomma, finchè c'è da commemorare gli ebrei morti della Shoà va tutto bene a sinistra, il problema sorge con gli ebrei vivi da difendere dal terrorismo? C'è una faccia della sinistra che si riconosce nei valori della Resistenza e che non può che vedere gli ebrei come vittime ma poi c'è anche una faccia che si identifica con i diktat giunti da Mosca dopo la guerra dei Sei giorni che identificano lo stato di Israele come il male assoluto del capitalismo americano. Queste due faccie esistono anche oggi e non c'è stata ancora l'autocritica necessaria per superare questa contraddizione.

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ALDOPARLANTE (sezione: Israele/Palestina)

( da "Avanti!" del 12-02-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

La decisione degli organizzatori della Fiera del Libro, che si terrà a Torino nel prossimo maggio, avrà come ospite d'onore lo Stato d'Israele e nel 2009 un Paese arabo. La decisione del comitato organizzativo non è stata condivisa da varie associazioni di scrittori della Giordania, della Tunisia e dell'Egitto che hanno invitato al boicottaggio della manifestazione. Una formazione politica di estrema sinistra (il Pdci) e altre frange estremiste sono intervenute con invettive offensive e violente contro Israele e con dichiarazioni di allucinante antisemitismo che in Italia sembrava sconfitto definitivamente nel 1945. Il mondo "civile" italiano ha giustamente reagito a questo rigurgito di razzismo, confermando il programma che sarà rispettando e ribadendo che questo boicottaggio significa solo il tentativo di far interrompere ogni dialogo e distruggere ogni speranza di pace fra i due popoli. Ma in questi giorni a Torino sui muri del Lingotto, dove si svolgerà la Fiera del Libro, sono apparse grandi scritte: "Israele assassino". Anche la lapide che a Torino ricorda l'entrata in vigore delle leggi razziali è stata imbrattata con vernice nera. A pochi giorni dalla "Giornata della Memoria" queste sono scritte che l'Italia democratica non può permettersi, perché fanno riaffiorare un passato di vergogna e di infamia.

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Intervista a Michael Sfaradi / "Il sorriso della morte" (sezione: Israele/Palestina)

( da "Opinione, L'" del 12-02-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Oggi è Mar, 12 Feb 2008 Edizione 29 del 12-02-2008 Intervista a Michael Sfaradi / "Il sorriso della morte" di Valentina Diaconale "Il suo modo illegale di fare giustizia". Nel clima di questi giorni, dal boicottaggio della Fiera del Libro di Torino, alla lista -della vergogna- dei professori ebrei apparsa in rete, si potrebbe ricamare parecchio sulla frase icona del romanzo di Michael Sfaradi. Un romanzo dove l'inevitabile protagonista è Israele. Ma la frase pronunciata dal colonnello Luz è la semplice conclusione di un uomo onesto che così chiude un'incredibile vicenda di spionaggio. La storia comincia con il ritrovamento di dodici cadaveri e un uomo ferito del quale non si conosce l'identità. Il colonnello Luz viene incaricato di fare luce su questa strana vicenda che vedrà coinvolta tutta l'intelligence israeliana. Le indagini su Martin Landau, il ferito misterioso, sarà la chiave di volta per smascherare le falle esistenti all'interno del Mossad e dare al colonnello Luz un quadro complessivo sugli intrighi all'interno del suo Paese. Un paese come gli altri, dove bianco e nero si mescolano per ottenere quella miscela umana, comune denominatore di ogni nazione. Perché Israele innanzitutto è una nazione, dove "Il sorriso della morte" ha volto il suo sguardo sin troppe volte. Tra suspance e colpi di scena il libro dell'autore romano, cittadino di Israele, ci regala quello che vuole essere "solo un romanzo" ma che diventa importante testimonianza di un popolo al quale tutt'oggi viene negato il diritto di esistere. Come si spiega il paradosso tra le grandi commemorazioni per la Giornata della Memoria e il boicottaggio della Fiera del Libro di Torino? Io personalmente non ho una ricetta per dare una spiegazione a quello che sta succedendo nel mondo e in particolare in Italia. Mi sono arrivate delle e-mail da amici dall'Inghilterra dove mi raccontavano che per la Giornata delle Memoria sono stati tolti dal programma scolastico riferimenti all'olocausto per non infastidire persone di religione musulmana. Credo che ci sia una grande confusione sulla questione mediorientale e che sia diventata soltanto la maschera dietro la quale si nascondono sentimenti antisemitici. Sentimenti che hanno trovato nella questione politica e in quello che succede in Medio Oriente in generale, un modo per attaccare e tirare fuori tutta l'acredine di cui sono portatori. Per quello che riguarda la Fiera di Torino io sarò presente come autore della Fratelli Frilli Editore. Una piccola casa editrice con un gran coraggio. Il mio non è un romanzo facile, non è facile in generale e non è facile in Italia. Il mio editore ha avuto la forza di pubblicare qualcosa controcorrente. Probabilmente, anche se a tutt'oggi non ho la certezza assoluta, farò parte della delegazione israeliana che sarà presente alla Fiera di Torino. Chiaramente ci saranno "i grandi" che staranno sotto gli occhi di tutti, per quello che mi riguarda farò parte di quella schiera di autori che saranno che, nel loro piccolo, faranno quello che possono. Innanzitutto far conoscere le loro opere e le loro idee nella speranza che tutto questo possa far del bene non ad una, ne all'altra parte ma per una tranquillità comune che stiamo cercando ormai da tanto tempo e che ancora non si vede. Israele è una grande democrazia, che i nostri nemici lo imparino. Israele è una grande democrazia dove tutto è sempre in continua discussione. Esiste un dibattito tra le persone: la gente parla, si confronta su tutto, ma ci sono dei punti fermi dove nessuno è disposto a prescindere e dietro questi principi ci ritroviamo, tutti, dall'estrema destra all'estrema sinistra. Perché la scelta di questo tipo di struttura narrativa. La scelta di far parlare un personaggio all'interno dei servizi segreti israeliani? Potrebbe sembrare una spiegazione complicata, ma in realtà è molto semplice: Israele è una nazione. E come tutte le nazioni ha la sua anima bianca e la sua anima nera. Partendo da questo presupposto i personaggi che popolano il mio romanzo sono dei personaggi che fanno parte nell'anima di Israele in ogni suo aspetto. Il colonnello Luz, quello che si trova la patata bollente di dover scoprire cosa è successo, è la parte pulita. Il poliziotto che in daga in modo che le cose sbagliate possano essere corrette. Mentre Martin Landau e Bulgherem sono personaggi, importanti all'interno della trama del romanzo, per come li ho sentito io, rappresentano la parte scura che ogni nazione possiede. Non c'è nulla di autobiografico. È un'opera di fantasia, ma è normale per me descrivere Israele per quello che è: una nazione come tutte le altre. Con le sue parti positive e le sue zone d'ombra. C'è una parte positiva che indaga su una parte negativa e non ha paura di mettere alla luce i suoi errori. La nazione che interroga se stessa e scopre, dentro se stessa, quello che non va e lo corregge. Questo secondo me è il quadro di quello che è Israele, così come l'ho vissuta io. Non esistono persone in Israele che non siano disposte a mettere in discussione, nella massima libertà, ogni aspetto sociale o politico che li riguarda. Il mio personaggio positivo indaga e scopre delle cose negative che alla fine saranno corrette. C'è anche uno sfondo di fiducia in tutto questo. Israele è a miei occhi bellissima nella sua semplicità, nella sua naturalezza, con tutto il bene e con tutto il male. Il romanzo in questo vuole essere uno spaccato di vita, un flash. Israele è anche questo. Nei personaggi, come Martin Landau, si ritrova in piccolo quello che tu dici per Israele? Serviva per far funzionare la storia un personaggio particolare e Martin Landau lo è. La sua intelligenza è innegabile ma è anche innegabile che la sua è stata una vita sacrificata. Si porta dietro problemi a livello psicologico già dalla sua infanzia, fin dal momento in cui una madre ossessiva inizia a chiedere il perché avesse dietro dei preservativi. Questo passato gli lascia tutta una serie di problemi anche a livello sessuale. Problemi che poi risolve, in maniera tutta sua, incontrando una donna, altrettanto particolare, con la quale riesce a compensare i suoi limiti. Un personaggio dalle diverse sfaccettature, tra punte di genialità e arrivismo frenato. Un romanzo di spionaggio, un thriller. Nella parte iniziale, quando descrivo Tel Aviv, di com'è la gente, della fila alla posta, degli ascensori che salgono e scendono nei centri commerciali, i negozi, era mia intenzione far capire ai miei lettori che girare per Tel Aviv e come essere a Londra, Parigi o Berlino. È una storia di fantasia, è un romanzo che serve per dare al lettore un po' di compagnia e che non ha la pretesa di dare le grandi risposte della vita. Con un lieto fine e un senso di giustizia che a volte si può trovare anche al di fuori di quelle che sono le regole e le leggi. APPELLO I relatori e i promotori della conferenza stampa di giovedì 7 febbraio 2008, svoltasi presso la Federazione Nazionale della Stampa Italiana, lanciano il seguente appello contro il boicottaggio della Fiera internazionale del libro di Torino. AJC - American Jewish Committee Comitato accademico europeo per la lotta all'antisemitismo con l'adesione di: Colloquium Tra Occidente e Oriente Europa Ricerca Master internazionale di Didattica della Shoah Università Roma 3 Religioni per la pace Appello contro il boicottaggio della Fiera Internazionale del libro di Torino Esprimiamo la nostra più ferma solidarietà verso gli scrittori israeliani fatti oggetto di una campagna di boicottaggio che è lesiva in primo luogo dell'immagine del nostro Paese, a cui è stata inferta una ferita a valori e principi che a settant'anni dalla Legislazione razzista e sessanta dalla Costituzione dovrebbero essere un patrimonio comune di tutto il Paese. Facciamo appello a tutte le forze politiche democratiche, al mondo della cultura e della scienza perché sia respinto con forza il tentativo di boicottare la Fiera del Libro. Facciamo appello al Presidente della Repubblica perché agisca contro l'inquietante tentativo di trasformare un momento importante di dialogo fra le culture, quale dovrebbe essere l'incontro tra scrittori, in un tribunale contro lo Stato di Israele e l'intero popolo ebraico. La letteratura è espressione di libertà: impedirne la libera voce è il primo passo verso la deriva del totalitarismo. Ieri la letteratura è arrivata dove la politica appariva cieca e incapace di andare oltre gli stereotipi e i luoghi comuni della guerra fredda. La letteratura e l'arte uniscono le persone oltre il tempo e lo spazio, i confini e le culture. La minaccia di boicottaggio fa invece da sfondo ad un antisemitismo che si alimenta del conflitto mediorientale ed ha come oggetto la demonizzazione dello Stato di Israele. Khaled Fouad Allam - Lisa Palmieri Billig - Giuseppe Caldarola - Fabrizio Cicchitto - Luigi De Salvia - Arturo Diaconale - Rodolfo Falvo - David Meghnagi - Carmine Monaco - Roberto Natale - Valentino Parlato - Franco Siddi.

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Forniva kamikaze disabili ad Al Qaeda Arrestato il direttore dell'ospedale (sezione: Israele/Palestina)

( da "Quotidiano.net" del 12-02-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

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L'arresto è avvenuto domenica scorsa nella struttura ospedaliera situata nella zona orientale di Baghdad, dove i militari hanno perquisito per tre ore l'ufficio del medico e hanno sequestrato alcuni documenti. Alcune fonti hanno rivelato al Times che le due attentatrici disabili erano state ricoverate in passato nell'ospedale. "Le forze di sicurezza hanno arrestato il direttore facente funzioni - ha detto un funzionario dell'ospedale - accusandolo di essere al servizio di al Qaida e di reclutare donne con problemi psichici e di usarle per operazioni di attentati suicidi". L'ex direttore dell'ospedale, Ibrahim Muhammad Agel, venne ucciso lo scorso dicembre in un agguato. I colleghi sospettano che il movente dell'assassinio sia da ricercare nel suo rifiuto di collaborare con l'organizzazione terroristica. Le forze americane ritengono che l'attacco del 1 febbraio non sia il primo in cui al Qaida abbia fatto ricorso ad attentatori con disabilità. "Abbiamo buone ragioni per ritenere che non sia la prima volta che reclutano individui con handicap mentale", ha detto un funzionario. Il Times ha visionato le fotografie delle teste delle due attentatrici, da cui emerge che erano affette da sindrome di Down. BLOG Le donne-bomba disabili di Lorenzo Bianchi - NUCLEARE Olmert: "L'Iran lavora all'atomica" Segnala ad un amico Tuo nome: Tua email: Nome amico: Email amico: Testo dell'email: Invia una copia anche al tuo indirizzo di posta Riscrivi il codice che compare qui sopra: Se il codice risultasse illeggibile CLICCA QUI per generarne un altro Cerca su Quotidiano.net nel Web Articoli Eventi --> Foto del giorno --> Foto Video Blog Sondaggi Cronaca - Locale Schiamazzi notturni e lanci di bottiglie Chiuso per trenta giorni il Rock CircusCronaca - Locale Autobus prende fuoco in pieno centro Nessun ferito, danni ingenti al mezzoCronaca - Locale Comunicazione e nuove tecnologie: accordo tra Corecom e UniversitàCronaca - Locale Sateriale: "Stanza urbana? 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Ancora fuori un Orlando: stavolta esce Giuseppe (sezione: Israele/Palestina)

( da "Quotidiano.net" del 12-02-2008)

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I telespettatori, attraverso il televoto, hanno deciso di salvare Alice, Andrea, Christine e Raffaella Roma, 11 febbraio 2008 - La famiglia Orlando perde un altro pezzo: Giuseppe torna a casa. Dopo una settimana di discussioni e aspri litigi, è lui infatti l'eliminato della quarta puntata del Grande Fratello 8. I telespettatori, attraverso il televoto, hanno deciso di salvare Alice, Andrea, Christine e Raffaella. Bocciato invece il 34enne messinese. Chi vincerà?I concorrenti Segnala ad un amico Tuo nome: Tua email: Nome amico: Email amico: Testo dell'email: Invia una copia anche al tuo indirizzo di posta Riscrivi il codice che compare qui sopra: Se il codice risultasse illeggibile CLICCA QUI per generarne un altro Cerca su Quotidiano.net nel Web Articoli Eventi --> Foto del giorno --> Foto Video Blog Sondaggi Cronaca - Locale Schiamazzi notturni e lanci di bottiglie Chiuso per trenta giorni il Rock CircusCronaca - Locale Autobus prende fuoco in pieno centro Nessun ferito, danni ingenti al mezzoCronaca - Locale Comunicazione e nuove tecnologie: accordo tra Corecom e UniversitàCronaca - Locale Sateriale: "Stanza urbana? 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(di Xavier Jacobelli)Enzo Bucchioni commenta il caso FarinaIl punto di Francesco Ghidetti sulla situazione politicaBologna: per la serie A servono sempre 2 punte (commento di Giuseppe Tassi)11 settembre 2001, l'attentato alle Torri gemelleFreestyle soccerRem- 'Imitation Of Life' San Valentino, una foresta è per sempre del 12/02/2008 di Alessandro Farruggia La politica e la libertà di coscienza. Ma quale coscienza? del 12/02/2008 di Massimo Pandolfi Panorama confuso del 12/02/2008 di Francesco Ghidetti Se essere gay significa rischiare di morire... del 12/02/2008 di Davide Costa La lezione di fair play che viene dalla Coppa d'Africa del 12/02/2008 di Malu Mpasinkatu Secondo te la violenza sulle donne è in aumento?Riuscirà quest'anno la Carife ad approdare all'A1?Spal: sei d'accordo con l'esonero di Buglio?Vota il gol più bello della 22esima giornataLa Turchia toglie il divieto di indossare il velo nelle universitàPapa Ratzinger: "L'inferno esiste". 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Fuori in azzurro, in campo a Catania I siciliani fanno ricorso per Materazzi (sezione: Israele/Palestina)

( da "Quotidiano.net" del 12-02-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

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Lo ha comunicato in una nota il giudice sportivo Gianpaolo Tosel, che ha "preso atto che la Soc. Calcio Catania S.p.A. in persona dell'amministratore delegato Pietro Lo Monaco, con fax ricevuto alle ore 20.26 dell'11 febbraio 2008, ha tempestivamente preannunciato la presentazione di un reclamo in merito alla posizione, asseritamene irregolare, del calciatore Marco Materazzi". Il giudice si è riservato di decidere in attesa delle motivazioni. Si tratterebbe di un'interpretazione delle Norme organizzative interne della Federazione (Noif), secondo cui un giocatore che non risponde a una convocazione della Nazionale per infortunio è "inibito" a partecipare alla successiva gara ufficiale con il proprio club. Materazzi era stato chiamato dal ct Roberto Donadoni per l'amichevole contro il Portogallo ma, a causa del mal di schiena, era stato rimandato precauzionalmente a Milano prima della partenza per Zurigo. L'ANALISI Il giudice sportivo Gianpaolo Tosel ci mettera' davvero poco per respingere il ricorso del Catania sulla posizione di Marco Materazzi e quindi sulla regolarita' della vittoria dell'Inter. Il comma 3 dell'articolo 76 delle norme organizzative interne della Figc, pero', fa riferimento a chi non ha "risposto alla convocazione": Materazzi aveva risposto e, il giorno prima della gara, martedi' 5, era stato rimandato a casa dopo essere stato visitato dai medici azzurri, risentendo ufficialmente di un mal di schiena dovuto alla gara con l'Empoli della domenica precedente. Ci sono degli illustri precedenti, soprattutto ai tempi di Giovanni Trapattoni ct della Nazionale: in occasione di vari impegni, amichevoli e no, alcuni calciatori (tra i quali Alessandro Del Piero, Francesco Totti, Gianluigi Buffon e Christian Vieri) avevano piu' volte risposto alle convocazioni, per poi lasciare il ritiro per dei malanni riscontrati dai medici azzurri. In un'occasione, tuttavia, la questione aveva sollevato violente polemiche, quando Totti era stato sottoposto a una cosiddetta "visita fiscale" a ottobre 2002 prima della gara con la Serbia Montenegro: il capitano della Roma si era presentato a Coverciano solo per certificare il suo effettivo infortunio. In nessuno di questi casi erano stati invocati i sacri mostri delle norme della federazione, ne' si ha notizie di ricorsi: al massimo Trapattoni aveva dovuto negare che in Nazionale ci fossero dei "falsi malati", e in seguito, con Marcello Lippi ct, per le amichevoli le convocazioni erano state calibrate in modo diverso. Il testo del comma 3 del resto non sembra lasciare speranze al Catania: "I calciatori che, denunciando un impedimento per infortunio, o comunque, per una infermita' non rispondono alla convocazione per l'attivita' di una squadra nazionale, di una rappresentativa di Lega e di rappresentative dei comitati in occasione di manifestazioni ufficiali, sono automaticamente inibiti a prendere parte, con la squadra della societa' di appartenenza, alla gara ufficiale immediatamente successiva alla data della convocazione alla quale non hanno risposto". POLEMICHE A CATANIA Farina salta il terzo tempoTerzo tempo obbligatorio, sei d'accordo?VIDEOCOMMENTI Farina, l'Inter e il disastro arbitrale di Xavier Jacobelli - Il caso Farina di Enzo Bucchioni Segnala ad un amico Tuo nome: Tua email: Nome amico: Email amico: Testo dell'email: Invia una copia anche al tuo indirizzo di posta Riscrivi il codice che compare qui sopra: Se il codice risultasse illeggibile CLICCA QUI per generarne un altro Cerca su Quotidiano.net nel Web Articoli Eventi --> Foto del giorno --> Foto Video Blog Sondaggi Cronaca - Locale Schiamazzi notturni e lanci di bottiglie Chiuso per trenta giorni il Rock CircusCronaca - Locale Autobus prende fuoco in pieno centro Nessun ferito, danni ingenti al mezzoCronaca - Locale Comunicazione e nuove tecnologie: accordo tra Corecom e UniversitàCronaca - Locale Sateriale: "Stanza urbana? 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Hamas invita per un'amichevole la nazionale di calcio egiziana (sezione: Israele/Palestina)

( da "Quotidiano.net" del 12-02-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

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L'eroe della finale vinta contro il Camerun, Terika, è diventato famosissimo per aver esibito una maglietta inneggiante a Gaza al momento del gol Gaza, 12 febbraio 2008 - Il primo ministro del governo di Hamas Ismail Haniyeh, "ex centravanti" dilettante e tifosissimo della squadra al Ahly della massima divisione di calcio egiziana, fa recapitare dal governo Hamas un invito ai 'faraoni' (che hanno appena vinto la coppa d'Africa) per una partita amichevole a Gaza contro una rappresentativa palestinese. E' quanto fa sapere la tv satellitare araba al Arabiya citando il ministro della Gioventù e lo sport del governo Hamas, Bassim Naim. Domenica scorsa, i sei volte campioni d'Africa di calcio hanno battuto in finale i 'Leoni' del Camerun per 1-0 portando in Egitto per la seconda volta consecutiva il prestigioso trofeo continentale disputato nel Ghana. La tv araba commenta fra la marea di gente scesa nelle strade di Gaza per festeggiare la vittoria "sono sparite le bandiere di Fatah e Hamas", per dare luogo a "un autentico tripudio di bandiere egiziane". Il più festeggiato è stato l'eroe della partita, Mohammed Abu Terika, autore dell'unica rete che ha deciso l'incontro. "Le foto di Terika "hanno coperto tutti i muri della città di Gaza" e "per un giorno" i palestinesi "si sono dimenticati delle loro sofferenze a causa dell'embargo" imposto da Israele sulla striscia di Gaza. La tv al Arabiya, rivela che Haniyeh, nonostante tutte le precauzioni per la sua sicurezza dovute alla minacce israeliane di ucciderlo, "ha voluto vedere la finale in una casa", mandando subito dopo la partita un telegramma di felicitazioni al presidente egiziano Hosni Mubarak. Non si sa se le autorità sportive egiziane permetteranno ai 'faraoni' di esibirsi contro una rappresentativa palestinese 'selezionata' da Hamas, ma sta di fatto che l'autore della rete decisiva Terika "rimarrà per sempre nei cuori dei palestinesi", come ha detto lo stesso figlio di Hanieyh, Abdul Salam. La ragione? Nelle prime fasi del torneo, per festeggiare il gol segnato contro il Sudan, il calciatore ha tolto la maglietta facendo vedere sulla canottiera la scritta "Io simpatizzo per Gaza". Gesto che gli è costato la diffida della federazione africana. Segnala ad un amico Tuo nome: Tua email: Nome amico: Email amico: Testo dell'email: Invia una copia anche al tuo indirizzo di posta Riscrivi il codice che compare qui sopra: Se il codice risultasse illeggibile CLICCA QUI per generarne un altro Cerca su Quotidiano.net nel Web Articoli Eventi --> Foto del giorno --> Foto Video Blog Sondaggi Cronaca - Locale Si tocca davanti a una scuola Denunciato un uomo di 53 anniCronaca - Locale La gestione dei parcheggi torna sotto il ComuneCronaca - Locale Padre resta lontano dalle figlie e si rivolge a 'Striscia la notizia'Politica Anche Lega, An e Fi verso il sì I presidi: "A rischio il ponte di Pasqua"Cronaca - Locale Schiamazzi notturni e lanci di bottiglie Chiuso per trenta giorni il Rock CircusCronaca - Locale Autobus prende fuoco in pieno centro Nessun ferito, danni ingenti al mezzoCronaca - Locale Comunicazione e nuove tecnologie: accordo tra Corecom e UniversitàCronaca - Locale Sateriale: "Stanza urbana? 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(di Xavier Jacobelli)Enzo Bucchioni commenta il caso FarinaIl punto di Francesco Ghidetti sulla situazione politicaBologna: per la serie A servono sempre 2 punte (commento di Giuseppe Tassi)11 settembre 2001, l'attentato alle Torri gemelleFreestyle soccer Caro Walter, caro Silvio: le grandi manovre del Cavaliere e del Sognatore del 12/02/2008 di Sandro Bugialli In ordine sparso del 12/02/2008 di Francesco Ghidetti San Valentino, una foresta è per sempre del 12/02/2008 di Alessandro Farruggia La politica e la libertà di coscienza. Ma quale coscienza? del 12/02/2008 di Massimo Pandolfi Se essere gay significa rischiare di morire... del 12/02/2008 di Davide Costa Election day: giusto votare lo stesso weekend per politiche e amministrative?Tesoretto, Padoa Schioppa ci sta prendendo in giro?Secondo te la violenza sulle donne è in aumento?Riuscirà quest'anno la Carife ad approdare all'A1?Spal: sei d'accordo con l'esonero di Buglio?Vota il gol più bello della 22esima giornataLa Turchia toglie il divieto di indossare il velo nelle universitàPapa Ratzinger: "L'inferno esiste". Sei d'accordo?Elezioni, secondo te i due maggiori partiti dovrebbero correre da soli?Pensi che Reggio sia una città sicura?Ha fatto bene Valentino Rossi ad accordarsi col Fisco?Cosa pensate della Facoltà di Scienze della comunicazione?Le dieci emergenze per il nuovo governoGiro di vite contro i punkabbestia e i loro cani, sei d'accordo?Per chi voterai alle prossime elezioni? LA FOTO DEL GIORNO FIACCOLE E SCI Record sulle piste innevate di La Masella, vicino a Barcellona: 2000 sciatori in contemporanea per la più grande sciata collettiva in notturna RICERCA ANNUNCI pubblicità contattaci guadagna con Quotidiano.net fai di Quotidiano.net la tua Homepage aggiungi ai preferiti le news sul tuo pc rss archivio HOME - Copyright (c) 2007 MONRIF NET S.r.l. P.Iva 12741650159, a company of MONRIF GROUP - Informativa al trattamento dei dati personali - Powered by Softec.

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Scoppia l'intifada dei numeri Hamas gonfia i dati demografici (sezione: Israele/Palestina)

( da "Resto del Carlino, Il (Nazionale)" del 13-02-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

INTERVISTA AL PROFESSOR SERGIO DELLA PERGOLA Scoppia l'intifada dei numeri "Hamas gonfia i dati demografici" E' ESPLOSA l'intifada dei numeri. Secondo il direttore dell'ufficio centrale di statistica di Ramallah, Luei Shaban, che cita il censimento più recente, la popolazione palestinese nei territori occupati e a Gerusalemme est è cresciuta negli ultimi dieci anni del trenta per cento. Gaza avrebbe dato un contributo decisivo al boom demografico, facendo segnare un cospicuo 45 per cento in più, nonostante la miseria endemica e l'embargo contro i fondamentalisti di Hamas che la controllano manu militari dal 14 giugno del 2007. Sergio Della Pergola (foto da Internet), docente all'Università ebraica di Gerusalemme e demografo di fama internazionale (in Italia i suoi libri sono pubblicati da "Il Mulino"), è scettico sulla correttezza delle cifre sciorinate da Shaban: "Nell'arco del decennio l'incremento è stato del 2,66 per cento all'anno invece del 3,3 per cento sbandierato dai palestinesi". Un imbroglio? "Nel loro sito c'è una proiezione aggiornata anno per anno che arriva fino al 2006. Il censimento è del 2007. Se si estrapola il dato del 2006, si arriva a oltre 4 milioni di persone. Questa cifra giustifica l'aumento annuale del 3,3 per cento. Io sono stato più veloce e ho calcolato l'accrescimento effettivo. Sul dato reale dei palestinesi sono arrivato all'incremento annuo del 2,66 per cento. Shaban, una persona intelligente, è rimasto fermo alla proiezione". Le proiezioni erano più favorevoli del dato reale? "Ipotizzavano una popolazione araba di oltre 4 milioni. Ne mancano all'appello 250 mila. C'è una migrazione negativa di palestinesi verso altri paesi, un piccolo ruscello che porta fuori persone ogni anno. In secondo luogo si è verificato anche un calo delle nascite. Con vari mesi di anticipo ero arrivato alla cifra del censimento del 2007, che quindi è più vicino alla mia ipotesi che a quella dei palestinesi". I motivi delle discrepanze? "A Gerusalemme est, amministrata dallo stato ebraico, hanno conteggiato 208 mila persone, mentre a Israele ne risultano 250 mila. E' sorprendente. Il censimento a Gaza è stato fatto nel periodo in cui Hamas e Al Fatah si sparavano. A Ramallah ci sono persone ragionevoli, ma Hamas si è impadronita della rilevazione. Non è chiaro che cosa sia successo nella raccolta dei dati". Registrerebbero un più 45 per cento di popolazione in dieci anni. "C'è il sospetto di un elemento politico. L'interesse dei palestinesi è quello di gonfiare. Anche se è vero che a Gaza la natalità è molto più alta che nella Cisgiordania. Mancano comunque i dettagli per capire meglio che cosa valgono queste cifre". Che cosa vogliono dimostrare ? "L'obiettivo due stati per due popoli si adatta come un guanto a chi vuole preservare la sua identità. Chi invece nega l'identità dell'altro, come le forze più estremiste del campo musulmano, ha tutta la convenienza a non dividere per poi avere la maggioranza e poter dire: governiamo noi. L'interesse di separare paradossalmente è più di Israele che non dei palestinesi. Lo dicono le cifre". Quali? "Il tasso di accrescimento della popolazione in Israele e dell'1,5 o 1,6 per cento. Gli arabi israeliani aumentano del 2,8. Nei territori occupati o ex occupati il tasso è lievemente inferiore. Chi cresce di più diventa il socio di maggioranza. La demografia crea un retroscena sul quale deve agire la politica". - -->.

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"così ho risolto il caso israele mi ha ispirato papa ratzinger" - paolo griseri (sezione: Israele/Palestina)

( da "Repubblica, La" del 13-02-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Pagina V - Torino "Così ho risolto il caso Israele mi ha ispirato papa Ratzinger" Picchioni: abbiamo dimostrato che qui vince il dialogo Nessuna mediazione Invitare i palestinesi è una decisione che avevamo già preso tempo fa, non è certo un cedimento di fronte alle polemiche PAOLO GRISERI Ha messo d'accordo quasi tutti i contestatori della Fiera e, da ieri, ha la certezza che l'edizione 2008 sarà inaugurata dal Presidente della Repubblica. Rolando Picchioni, presidente della Fondazione per il Libro, sembra aver realizzato in pochi giorni una specie di capolavoro diplomatico. Presidente Picchioni, che cosa è successo? "Abbiamo dimostrato che si può discutere anche animatamente ma che alla fine la Fiera è il luogo giusto per trovare una mediazione e una composizione di idee diverse". Dica la verità, senza la polemica su Israele non avreste avuto tanta visibilità.. "Mi sembra una considerazione un po' cinica, ma non posso negare che sia così". è un fatto che per la prima volta il Presidente della Repubblica ha accettato di aprire la manifestazione del Lingotto. Era necessario questo putiferio? "Non so se fosse necessario. La Fiera di Torino è la prima manifestazione culturale, per importanza, in Italia e una delle prime al mondo. Certo dopo questa bufera la nostra notorietà è ulteriormente aumentata. Ma la decisione del Presidente della Repubblica è dovuta, credo, all'appello che gli hanno rivolto gli intellettuali e all'opera di sensibilizzazione che hanno svolto i rappresentanti delle istituzioni torinesi e piemontesi". Alla Fiera saranno invitati anche alcuni scrittori palestinesi di nazionalità israeliana. Una mediazione? "Nessuna mediazione. Una decisione che avevamo già preso tempo fa, non certo un cedimento di fronte alle polemiche. La Fiera è sempre stata un luogo di discussione con tutti gli interlocutori. Nell'edizione del 2007 abbiamo organizzato 769 dibattiti. Come si sa non abbiamo preclusioni nei confronti di nessuno che sia disponibile a mettere in discussione il suo punto di vista confrontandolo con quello degli altri", Che cosa vuol dire che Israele è ospite d'onore dell'edizione 2008? "Vuol dire che la cultura di quel popolo sarà al centro della Fiera com'è accaduto negli anni scorsi quando altre nazioni, che non avevano avuto una storia meno travagliata, sono state elette ospiti d'onore. Ogni stato e ogni popolo, com'è giusto che sia, si presenta con il suo passato, il suo presente e le sue speranze. Senza che nessuno abbia il diritto di fare esami del dna". Picchioni, qual è la differenza tra il dialogo e il cedimento? "Risponderei con una frase che ebbe a dire anni fa a Torino l'allora cardinale Joseph Ratzinger: 'La vera immoralità in politica - spiegò - è l'assenza di ogni compromesso'. Ecco, io penso che quella frase sia profondamente vera". Pensa che in questo apprezzamento giochi la sua lunga militanza nella Dc, l'abitudine a trovare sempre e comunque un compromesso? "Può darsi. Penso che sia un errore rappresentare la realtà in bianco e nero. Compito della politica è piuttosto operare in mezzo alle mille sfumature intermedie". Serve questa attitudine quando si manovra nella stanza dei bottoni della Fiera? "La Fiera ha nel suo dna la tempesta e lo scontro". Una dna romantico? "è sempre stato così, fin dalle prime edizioni. Ma nello stesso dna c'è sempre stata la capacità di ricomporre, di rappresentare tutte le sfumature e tutte le posizioni da un estremo all'altro. A patto che siano posizioni rappresentabili, che non comprendano l'intolleranza o l'odio di razza". Quest'anno arriverà il Presidente della Repubblica. A quando la visita dell'ex cardinale Ratzinger? "Chi lo sa. Vedremo il prossimo anno".

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Contro l'antisemitismo la scelta di Napolitano: sarà alla Fiera del Libro di Torino Forte segnale di pacificazione del presidente dopo le polemiche su Israele. Black list: il blogg (sezione: Israele/Palestina)

( da "Unita, L'" del 13-02-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Stai consultando l'edizione del Contro l'antisemitismo la scelta di Napolitano: sarà alla Fiera del Libro di Torino Forte segnale di pacificazione del presidente dopo le polemiche su Israele. Black list: il blogger è un paladino dei negazionisti, indagato per discriminazione di razza / Roma COMUNITÀ ebraiche ma anche istituzioni chiedevano un segnale pacificatore e un intervento forte che mettesse fine alle polemiche per l'invito di Israele co- me paese ospite alla Fiera del Libro di Torino. E ieri il presidente Napolitano ha risposto. Sarà lui a inaugurare la manifestazione il prossimo otto maggio, al Lingotto. E tra due settimane le Comunità ebraiche italiane si incontreranno a Torino per una manifestazione a sostegno dell'esistenza di Israele, ma che dirà grazie anche per la solidarietà dimostrata dal governo dopo le polemiche e lo sfregio delle liste nere. L'annuncio della presenza del presidente Napolitano è stato dato ieri a Roma, nel corso della presentazione delle iniziative per i 150 anni dell'Unità d'Italia, presenti il sindaco di Torino Chiamparino, la presidente della Regione Piemonte Bresso e il presidente della Provincia Saitta. "Sono grato al presidente della Repubblica - ha detto il presidente della Fiera Rolando Picchioni - per aver accolto l'invito. È un segnale della considerazione che la massima autorità dello Stato riconosce alla Fiera come luogo d'incontro, di dibattito, di cultura". L'invito a Napolitano era stato preceduto da due lettere nelle quali si chiedeva un suo pronunciamento sulla vicenda e la sua presenza l'8 maggio a Torino. La prima a firma del presidente della Fiera, Picchioni, di Chiamparino, Bresso e Saitta, la seconda a firma di 40 intellettuali italiani tra cui Bruna Ingrao, Massimo Cacciari, Magdi Allam, Piero Ostellino. Ieri intanto è stato reso noto il nome del presunto autore della black list di 162 docenti universitari appartenenti a una presunta lobby ebraica e diffusa nei giorni scorsi sul web. Si chiama Paolo Munzi, ha quarant'anni ed è di Rieti. È figlio dell'ex sindaco del Pci di Forano, Matilde Castellani e compare tra i firmatari di un appello in favore di uno dei maggiori negazionisti dell'Olocausto, il francese Robert Faurisson. Adesso deve rispondere di violazione della legge sulla privacy e diffamazione, ma anche "finalità della discriminazione" di razza. I magistrati non hanno ritenuto che si possa configurare il reato di istigazione all'odio razziale o religioso, ma sono convinti che il documento apparso sul forum Il Cannocchiale a firma dell'allora misterioso H5N1 sia discriminatorio nei confronti degli insegnanti ebrei. Di qui l'iscrizione anche per "finalità della discriminazione" di razza previsto dalla legge Mancino. L'interrogatorio di Munzi è previsto nei prossimi giorni e subito dopo, se non interverranno elementi nuovi, i magistrati sarebbero intenzionati a chiedere il giudizio per direttissima. Lui, Paolo Munzi, si difende dalla sua casa di Rieti: "Non ho ricevuto niente, alcuna notifica. Una strumentalizzazione allucinante, su delle basi infondate". Poco conosciuto in paese nonostante la notorietà politica della madre, Paolo, orfano di padre e con una sorella architetto, Benedetta, che vive a Roma, secondo quanto spiegato dai titolari e dagli impiegati del bar e della pizzeria vicine all'abitazione di via Cavour 2, da anni fa una vita ritirata, tra Forano e Roma, e non ha nè moglie nè figli. Non lo conoscono nemmeno nella tabaccheria sotto casa. Si ricorda invece bene di lui Ivan Colangeli, titolare di un'oreficeria di via Cavour. "Si pensi che Paolo ha una madre proveniente dal Pci ma aderente alla destra in gioventù ed uno zio di Forza Italia ed ex candidato alla Provincia di Rieti".

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Su Radio Maryja va in onda messa anti-ebrei (sezione: Israele/Palestina)

( da "Unita, L'" del 13-02-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Stai consultando l'edizione del POLONIA Su Radio Maryja va in onda messa anti-ebrei CRACOVIA "I giudei la smetteranno di sputarci addosso": con questo slogan i manifesti affissi a Cracovia annunciavano, domenica scorsa, una speciale funzione religiosa nella Basilica del Sacro Cuore di Gesù. All'evento, organizzato dalla Commissione contro la diffamazione della Chiesa e per la difesa dell'identità polacca in collaborazione con Radio Maryja, emittente cattolica più volte accusata di antisemitismo, hanno partecipato un migliaio di fedeli. "Non è stato un pogrom, ma poco c'è mancato", ha denunciato Haaretz nel riportare la notizia. Il quotidiano israeliano ha riferito che quando il filosofo Bogoslaw Wolniewicz ha gridato "gli ebrei ci stanno attaccando! Dobbiamo difenderci", uno scroscio di applausi ha accolto le sue parole. Dopo canti e preghiere, il 91enne vescovo di Cracovia, Albin Malysiak, ha iniziato il suo sermone. "Un uomo che non ama la sua terra ma una qualche sorta di entità internazionale evidentemente non ama coloro che gli sono più vicini e più cari", ha sottolineato l'alto prelato. Poi è intervenuto Jerzy Robert Nowak, l'esperto di ebraismo di Radio Maryja. Nowak ha commentato l'ultimo volume di Jan Gross, "Paura. L'antisemitismo in Polonia dopo Auschwitz", in cui lo studioso americano afferma che le violenze contro gli ebrei sono proseguite nella Polonia del dopoguerra .

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Amos oz: "serve coraggio ora israele tratti con hamas" (sezione: Israele/Palestina)

( da "Repubblica, La" del 13-02-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

La pace possibile Due popoli, due Stati Lo scrittore israeliano boccia l'ipotesi di intervento militare a Gaza: "Sarebbe inutile" Amos Oz: "Serve coraggio ora Israele tratti con Hamas" Tutti sanno, chilometro più, chilometro meno, quale sarà la mappa definitiva dell'accordo con i palestinesi Oggi centro e destra si spostano verso sinistra Olmert e la Livni parlano come venti anni fa parlavano i pacifisti GERUSALEMME - Israele non porrà fine ai bombardamenti di missili Qassam contro il Negev invadendo la Striscia di Gaza, ma negoziando una tregua con Hamas. Per quanto possa sembrare un prezzo alto da pagare al Movimento islamico, questa soluzione è senz'altro preferibile alle perdite che una grande operazione di terra, di cui si parla con sempre maggiore insistenza in questi giorni, comporterebbe. Questo dice Amos Oz in un intervista al canale Reshet Bet della Radio israeliana nel giorno in cui lo scrittore riceve il premio "Dan David", uno dei massimi riconoscimenti riservati alle attività umanistiche. Signor Oz, come vede ciò che sta accadendo a Sderot e a Gaza dalla sua casa di Arad (nel Negev settentrionale)? "Israele non può e non deve in alcun modo mandare il suo esercito dentro la Striscia di Gaza, per diverse ragioni: prima di tutto, vi saranno molti più morti di quanti ve ne siano stati nei sette anni di missili Qassam. Temo che in un solo giorno di invasione il numero di morti e di feriti supererà tutto ciò che abbiamo visto fin qui. In secondo luogo, non servirà a nulla, perché piovevano Qassam su Sderot anche negli anni in cui controllavamo la Striscia di Gaza: la nostra presenza non ha impedito il lancio dei missili su Sderot. Inoltre, la forza occupante sarà fatta oggetto di attacchi giorno e notte: mine sulle strade e sparatorie, attentati di terroristi suicidi. Non solo non riusciremo a risolvere nulla, ma ci impantaneremo fino al collo e compatteremo tutto il popolo palestinese intorno a Hamas". Quindi, secondo lei, che cosa si deve fare? I civili sono sul fronte e l'esercito ne sta fuori. "So benissimo che i civili si trovano sul fronte e le sofferenze sono gravi. Penso però che si possa arrivare ad un cessate il fuoco con Hamas. Se ne parla e ci sono segnali in questa direzione. La tregua con Hamas ha un prezzo politico, ma di tutti i prezzi che Israele potrebbe pagare, questo è il prezzo meno letale e meno pericoloso". Ma Hamas è un'organizzazione che non riconosce l'esistenza d'Israele. "Per trent'anni abbiamo fatto tregue con i Paesi arabi, che pure non riconoscevano la nostra esistenza e volevano la distruzione di Israele. Eppure lo abbiamo fatto e siamo vissuti in queste tregue". Lei che sta a sinistra dell'arco politico israeliano, non è deluso, arrabbiato, con i palestinesi, che anche negli ultimi anni non sono riusciti a migliorare la loro situazione e rendere un po' più facile la nostra vita? "Il problema non è rendere la vita più facile a noi, ma renderla più facile a loro stessi. Certamente sono arrabbiato con la leadership palestinese, con la loro mancanza di coraggio, e sono arrabbiato con gli elettori palestinesi, coloro che hanno votato per Hamas contro il loro stesso interesse. Le voglio tuttavia ricordare che la maggioranza dei palestinesi non ha votato per loro, e solo a causa di un sistema elettorale distorto Hamas ha ottenuto la maggioranza dei seggi. Alle elezioni non ha ricevuto più del 35% dei voti. Questo significa che il 65% dei palestinesi ha votato contro Hamas". Molta gente identificata con la sinistra, negli ultimi anni si è spostata verso il centro e persino verso la destra, perché, dicono, "abbiamo tentato, abbiamo dato, abbiamo fatto, abbiamo evacuato Gaza ed in cambio abbiamo ricevuto una sberla". "Capisco benissimo questa sensazione di delusione e di amaro in bocca, ma quello che io vedo è che il centro e la destra si spostano a sinistra. Olmert e Tzippi Livni parlano oggi come venti o trenta anni fa parlavamo solo io ed i miei amici: nemmeno il partito Laburista arrivava a tanto. Netanyahu e il Likud oggi accettano l'idea di "due stati per due popoli", espressione che una volta era lo slogan della sinistra radicale. Il grande spostamento non è quindi verso la destra o verso il centro, ma verso la parte moderata. Quando tutto ciò si concretizzerà e darà frutti, non glielo posso dire, perché non sono un profeta". In quanto cittadino israeliano, lei ha fiducia in Olmert e nel suo governo, dopo la Seconda Guerra del Libano e dopo il verdetto della Commissione Winograd sulla conduzione della guerra? Ritiene che possano rimanere al governo? "Io non sarei andato alla guerra con il Libano. Penso che l'uccisione di due soldati e il rapimento di altri due siano il casus per un'operazione militare limitata, una rappresaglia di due o tre giorni e non una guerra totale. Per cui non ho un'opinione sulla Commissione Winograd, perché penso che tutta la guerra sia stata un'esagerazione. Per quanto riguarda questo governo, in questo momento non ne vedo uno migliore". Significa che lo considera il male minore? "Lo considero il male minore". Ha sentito quello che ha detto il Ministro Meir Shitrit (Interni, ndr), che bisogna cancellare un intero quartiere di Gaza, perché provino anche loro quello che proviamo noi ogni giorno? "Penso che sia isteria. Una reazione isterica". Secondo lei c'è una possibilità di un qualche tipo di pace, tregua o qualcosa di simile con i palestinesi? "C'è una possibilità di pace, di cessate-il-fuoco. La stragrande maggioranza degli israeliani sa già quale sia la soluzione e lo stesso vale per la stragrande maggioranza dei palestinesi. Forse non gli piace troppo, ma sanno qual è. Tutti conoscono il prezzo e le condizioni. Tutti sanno, chilometro più, chilometro meno, quale sia la mappa definitiva dell'accordo. è solo una questione di leadership coraggiosa dalle due parti, per realizzare quello che i due popoli già sanno in cuor loro". (Traduzione di Mila Rathaus).

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Attacco ad internet (sezione: Israele/Palestina)

( da "Voce d'Italia, La" del 13-02-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Focus Attacco ad internet Il giornalista dell'Unità De Giovannangeli la definisce la rete dell'odio. Tutta la grande stampa italiana, scattata come un sol uomo nel deprecare la lista di proscrizione dei professori di fede ebraica, si affanna a dichiarare la presenza di migliaia di siti antisemiti presenti in internet. La lista di proscrizione è da giorni chiaramente una montatura. Ma quasi tutti gli editorialisti fingono di credere alla sua autenticità per aggredire internet ed coloro che hanno avuto il coraggio di contestare il piedistallo concesso ad Israele nella Fiera del Libro di Torino. Non è affatto vero che internet sia preda di gruppi antisemiti. E' vero che la causa dei palestinesi in internet ha un maggiore spazio ed un maggiore rispetto che dalla carta stampata usa a commentare gli omicidi dei palestinesi con delle frasette stereotipate: "cinque miliziani sono stati uccisi mentre preparavano un attentato". La manipolazione filoisraeliana della stampa giunge a livelli incredibili di falsità e di manipolazione del linguaggio: "una pallottola ha ucciso una bambina palestinese (magari senza dire che era stata presa di mira da un cecchino israeliano). La limitazione della libertà in Internet interessa anche la sinistra. Tutte le critiche all'operato della sinistra al governo, alle acrobazie linguistiche di Bertinotti (passato dalla "riduzione del danno" alla "opposizione creativa"), che non trovano sbocco nella stampa controllata dal Pd, e da Rc, si possono agevolmente trovare e leggere in Internet. Internet è quindi anche un potente strumento di comunicazione di tutta l'Italia non omologata e non omologabile nello schema bipartisan Berlusconi-Veltroni. Temo che uno dei provvedimenti che saranno votati dal prossimo parlamento da Berlusconi e da Veltroni sarà una drastica limitazione della libertà di Internet. Pietro Ancona pietroancona@tin.it ----------------------------------------- Caro Ancona, La Voce ha ospitato un intervento di Karim Metref, giornalista e scrittore algerino che abita da anni a Torino, proprio sull'opportunità di invitare Israele come ospite d'onore alla Fiera del Libro di Torino. Non credo che le liste dei docenti filosemiti pubblicate su internet costituiscano un reato; semmai, le considero un mero esercizio del diritto di critica che l'art. 21 della Costituzione riconosce a tutti. Verrebbe da domandarsi: se quella dei docenti ebraici è una "lobby", perchè vietarne la divulgazione (agli iscritti alla P2 questa tutela non venne accordata, e i loro nomi - tra cui quello di Giancarlo Elia Valori - circolano ancora su internet)? Putroppo concordo con la Sua ipotesi: il partito unico Pd-Pdl sarà concorde nel mettere il bavaglio all'informazione libera a cercare di arginare l'azione della magistratura che indaga sulla commistione politica-affari. Marco Marsili direttore@voceditalia.it.

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BRUXELLES - Non si può non osservare come la mancanza di una ferma e corale reazione del (sezione: Israele/Palestina)

( da "Messaggero, Il" del 13-02-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

BRUXELLES - "Non si può non osservare come la mancanza di una ferma e corale reazione del governo del mio Paese e la risposta solo amministrativa nella caccia agli autori, rischino ora di isolare l'Italia al di là e oltre quella prima e colpevole polemica locale". L'accusa al governo, riguardo la vicenda della "black list" di docenti ebrei, arriva dal vicepresidente della Commissione europea, Franco Frattini. Il tentativo di boicottaggio di Israele alla Fiera del Libro di Torino e la black list, aggiunge Frattini, "sono due episodi che non rappresentano purtroppo soltanto un impazzimento improvviso dell'Italia civile . Tanto che il grido d'allarme lanciato a Parigi da Moshe Kantor, Presidente del Congresso Europeo Ebraico, ed il suo aver evocato "una seconda Notte dei Cristalli, dopo quella tra il 9 ed il 10 novembre del 1938, rappresenta un pericolo dai contorni reali". "Da tempo - prosegue il vicepresidente della Commissione - quel che sembrava un sicuro appannaggio criminale e nostalgico di alcune frange minoritarie della nostra destra, trova una nuova eco anche a sinistra, dove l'antisemitismo ha preso la forma del pregiudizio contro Israele e lambisce e divide alcune formazioni della ex-maggioranza di governo. E la cosiddetta 'black list' altro non è che una 'lista di proscrizionè in cui l'antisemitismo regna sovrano abbandonando ogni forma di mascheramento dietro la denuncia dei diritti negati o calpestati".

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Richard Avedon, glamour e pietas (sezione: Israele/Palestina)

( da "Corriere della Sera" del 13-02-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Corriere della Sera - MILANO - sezione: Tempo Libero - data: 2008-02-13 num: - pag: 15 categoria: REDAZIONALE Fotografia Allo Spazio Forma in 250 immagini la prima retrospettiva dell'artista scomparso nel 2004 Richard Avedon, glamour e pietas Faceva volare le modelle e sapeva raccontare la sofferenza S ono passati oramai 13 anni dalla memorabile antologica di Richard Avedon nella Sala delle Cariatidi di Palazzo Reale. Lo spazio era, ed è, di una bellezza rara, ma l'antologica proseguiva in stanze così degradate da assomigliare agli innumerevoli esempi di abbandono e vandalismo. Avedon era comunque raggiante: un Palazzo Reale, sia pure ex, per un americano rappresentava la celebrazione. Richard Avedon ritorna a Milano in una mostra postuma allo Spazio Forma, curata da Helle Crenzien, sono circa 250 fotografie, selezionate fra le migliaia che Avedon ha realizzato nell'arco di quasi sessant'anni di lavoro. Fotografo di moda? è l'imponente mostro sacro che ha impresso uno stile irripetibile a questo genere, troppo semplicistico: è figura oltremodo determinante nella storia della fotografia moderna. Nato a New York nel 1923, l'eleganza, il glamour sono elementi costitutivi del suo Dna: il padre Jacob Israel era proprietario di un lussuoso negozio di abbigliamento nel cuore della Quinta Strada, concorrente del padre di Diane Arbus, altro mito della fotografia americana. La fotografia lo rapisce durante il servizio militare, che presta dal 1942 al 1944 presso la Marina Mercantile americana proprio nel dipartimento di fotografia. Dopo il congedo, per cinque anni, segue alla New School for Social Research i corsi di Alexey Brodovitch, leggendario direttore artistico di Harper's Bazaar. Brodovitch sa individuare i nuovi talenti e nel 1945 invita il giovanissimo Richard Avedon a collaborare con la rivista. Il suo stile è scanzonato, sulle orme di Martin Munkacsi, che da oltre dieci anni aveva imposto moduli dinamici alla fotografia di moda. Avedon fotografa le modelle in gesti inconsueti e gioiosi, valga fra tutti gli esempi "Dovima con gli elefanti" (1955) in cui riesce a far "lievitare" persino le pachidermiche masse. è un artista intelligente e completo, Avedon, il glamour è una delle tante parentesi importanti del suo lavoro, così come il ritratto di personaggi del jet set, della cultura, dello spettacolo. è attento, anche, ad altri universi più difficili che non sono parte del suo quotidiano. I grandi ritratti della serie "American West" hanno un impatto visivo forte, sparati in primo piano raccontano l'altro volto della società: gli umili (minatori, operai, artigiani, braccianti) che solo grazie a lui sono entrati nella storia. Come è esemplare della "pietas" la struggente sequenza sul padre, condannato dal cancro. Ne riprende in cadenze temporali, il decadimento fisico, uno dei saggi più impegnativi della fotografia. è testimone, nel 1989, della caduta del muro di Berlino alla Porta di Magdeburgo. Immagini stranianti di volti offuscati ed opachi, sottratti dalla multitudine della folla. Richard Avedon, al contrario di molti ricchi e celebrati colleghi della moda, non era uomo dagli inconsistenti e fatui interessi mercantili, ma sensibile partecipe del suo tempo. Top 1967: la celebre modella Veruska fotografata da Avedon a New York. In alto a sinistra, il fotografo: nato a New York nel '23, è morto nel 2004 in Texas mentre lavorava per il New Yorker Giuliana Scimé RICHARD AVEDON, FOTOGRAFIE 1946-2004. Forma, piazza Tito Lucrezio Caro 1. Da domani all' 8 giugno, ore 10.20. Lunedì chiuso. Vernice a inviti oggi ore 19. Info 02. 5811.8067. Catalogo Contrasto, 65 euro.

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<Salviamo la Casa Rossa, luogo della memoria> (sezione: Israele/Palestina)

( da "Corriere della Sera" del 13-02-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Terza Pagina - data: 2008-02-13 num: - pag: 51 categoria: REDAZIONALE Shoah In quell'edificio di Alberobello, ora vincolato dai Beni culturali, nel 1940 furono internati gli ebrei "Salviamo la Casa Rossa, luogo della memoria" "D alla stazione tornammo delusi, pensavamo che gli ebrei non avessero aspetto umano. Invece scoprimmo che erano "cristiani" come noi". Era il luglio 1940 e 87 ebrei cominciavano ad arrivare in treno ad Alberobello (Bari) da tutta Italia. E non certo per ammirare i trulli. Erano destinati alla "Casa rossa", uno dei 40 campi di concentramento fascisti allestiti alla vigilia dello scoppio della guerra. Il loro arrivo è così raccontato da Italo Palasciano in una testimonianza raccolta nel 2002 e riportata nel libro di Francesco Terzulli La Casa rossa (Mursia). Un po' diverso il ricordo di Heinz Cohn di Louis, commerciante tedesco allora trentaduenne, uno degli 87, che in una testimonianza del 1988 ha lasciato scritto: "Arrivai ad Alberobello in catene. Venivo da Milano dove prima dello scoppio della guerra ero andato a visitare mio zio. Ero stato fermato dalla polizia, portato con altri ebrei a S. Vittore e poi in Puglia". Anche gli altri ebrei destinati alla Casa Rossa erano tedeschi in fuga dal Reich o profughi dell'Europa orientale. Si trovavano in Italia in attesa di emigrare in Palestina o negli Usa. Restarono intrappolati e considerati nemici. Dovevano essere "tolti dalla circolazione e avviati in appositi campi di concentramento ". Uno è la Casa Rossa, un'imponente masseria, ex scuola agraria, in posizione collinare suggestiva a 5 chilometri dal paese. Ma non fu un luogo di villeggiatura per i deportati, che vi rimasero fino al luglio 1942. Molti da lì finirono in altri campi, quelli senza via d'uscita. Al loro posto arrivarono, fino al 6 settembre '43, 95 cittadini slavi e ebrei italiani. Con l'Armistizio, la Casa Rossa diventò colonia di confino per ex fascisti. Beffa del destino. Poi "ospitò" (dal gennaio all'agosto 1947), 218 donne, "le signorine" sbandate (spesso al seguito degli americani), o ex collaborazioniste, o prostitute. Questa variegata presenza femminile suscitò l'interesse del regista Geza von Radvanyi, che, nel '49, realizzò il film "Donne senza nome – Le indesiderabili". Infine, questo campo di concentramento buono per tante stagioni, cadde nell'abbandono e nell'oblio. Due anni fa il sindaco di Alberobello, Bruno De Luca, ha scritto a Ciampi per salvare l'unico (e cadente) "luogo della memoria in Puglia, testimone di una straordinaria pagina di storia, parte integrante dei tragici effetti delle leggi razziali antiebraiche ". Di proprietà della Regione (che sola può salvarlo) è sotto procedura fallimentare. Ora il ministero per i Beni Culturali ha comunicato al sindaco di avere posto un vincolo di tutela sulla Casa Rossa ritenendola immobile di interesse storico artistico. Così se ne scongiurano l'abbattimento ed eventuali stravolgimenti architettonici e di destinazione d'uso (a fianco è già sorto un albergo). "Quel luogo di sofferenza e di vergogna – commenta il sindaco – diventa monito contro tutti i fascismi e i razzismi e il nostro orgoglio". Simboli La Casa Rossa di Alberobello Costantino Muscau.

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Se paragonare Israele al nazismo non è reato (sezione: Israele/Palestina)

( da "Corriere della Sera" del 13-02-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Opinioni - data: 2008-02-13 num: - pag: 46 autore: di MAGDI ALLAM categoria: REDAZIONALE LA PROCURA DI BOLOGNA SUL MANIFESTO DELL'UCOII Se paragonare Israele al nazismo non è reato T empi duri per Israele e per gli ebrei in Italia. Dopo l'annullamento della visita dell'imam della Grande Moschea di Roma alla Sinagoga, l'annuncio del boicottaggio degli scrittori arabi alla Fiera del Libro di Torino che ha designato Israele come ospite d'onore, la pubblicazione di una lista di proscrizione di docenti universitari ebrei e simpatizzanti di Israele, l'ultima sorpresa arriva dalla Procura di Bologna che, assumendo una decisione diametralmente opposta a quella della Procura di Roma, ha archiviato il caso di un infame manifesto dell'Ucoii ("Unione delle comunità e organizzazioni islamiche in Italia") in cui si equipara Israele al nazismo, sostenendo che si tratterebbe di "libertà d'espressione". "Ieri stragi naziste, oggi stragi israeliane" è il titolo dell'inserzione a pagamento fatta pubblicare dall'Ucoii sulle testate del Quotidiano Nazionale il 19 agosto 2006, concludendosi con un'altra aberrante equazione: "Marzabotto=Gaza=Fosse Ardeatine=Libano". E in un comunicato del primo agosto 2006, commentando la strage di Cana, il Consiglio direttivo dell'Ucoii affermò che "è il segno di un'ulteriore escalation criminale di uno Stato nato nella pulizia etnica, cresciuto e consolidato nella violenza e nell'ingiustizia e che, Iddio non voglia, finirà per essere la tragedia definitiva del suo stesso popolo". Ebbene per la Procura di Bologna in tutto ciò "non c'è alcuna espressione neppure in forma sottintesa o indiretta ispirata o caratterizzata da ragioni di discriminazioni razziali o religiosa e formulata allo scopo di incitare alla violenza con l'intenzione di colpire altre persone a causa delle loro caratteristiche razziali, etniche o religiose". Tutt'altro, precisa il pubblico ministero Morena Plazzi, "si tratta di un documento di denuncia politica, certamente una ricostruzione parziale che non fa cenno alle numerosissime vittime civili israeliane, ma che in nessun modo si traduce in espressioni riconducibili al reato ipotizzato o ad altra ipotesi delittuosa, risultando manifestazione costituzionalmente tutelata della libertà d'espressione del pensiero". Peccato che sia di avviso totalmente contrario il Procuratore aggiunto di Roma, Maria Cordova, che già il 30 novembre scorso aveva deciso il rinvio a giudizio del presidente e del portavoce dell'Ucoii, Nour Dachan e Hamza Roberto Piccardo, per il reato di istigazione all'odio razziale. è del tutto lecito domandarsi come sia possibile che in uno Stato di diritto dove un'unica legge dovrebbe essere uguale per tutti, due Procure si pronuncino in modo diametralmente opposto sullo stesso caso giudiziario a distanza di due mesi e mezzo. Così come è del tutto lecito domandarsi se non ci sia una eccessiva elasticità ideologica nell'interpretazione della stessa legge. Il dubbio sulla magistratura bolognese affiora dal momento che già il 27 giugno 2006 il Tribunale della libertà aveva sentenziato che le azioni violente di Al Qaeda e dei taliban contro le forze multinazionali in Afghanistan non sono terrorismo, legittimando addirittura il "martirio islamico". Così come resta scandaloso il caso di Nabil Bayoumi, il direttore della Moschea An-Nur di Bologna, affiliata all' Ucoii, che il 7 settembre 2005 intervenendo alla trasmissione Matrix su Canale 5 disse: "In Israele non esistono civili e nemmeno i bambini sono innocenti. (...) I kamikaze non sono tutti da scomunicare, specialmente quelli palestinesi. (...) Osama Bin Laden dice cose condivisibili quando afferma che gli americani e i loro leccapiedi dei governi occidentali devono andarsene dai Paesi arabi". Trattandosi di apologia di terrorismo e quindi di reato penale, sarebbe dovuta intervenire d'ufficio la Procura di Bologna data l'obbligatorietà dell'azione penale. Invece non è successo assolutamente nulla. Nell'attesa che l'Italia riscatti la certezza del diritto e della pena e che gli ebrei italiani e Israele possano essere garantiti nel loro diritto alla vita e alla sicurezza, l'Ucoii ringrazia la magistratura bolognese: il progetto della megamoschea a cui tiene tantissimo anche il sindaco Cofferati non sarà intralciato da un ostacolo giudiziario. www.corriere.it/allam.

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La trappola dell'invasione di Gaza (sezione: Israele/Palestina)

( da "Corriere della Sera" del 13-02-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Opinioni - data: 2008-02-13 num: - pag: 46 autore: di AMOS OZ categoria: REDAZIONALE DOPO I MISSILI SU SDEROT La trappola dell'invasione di Gaza L a rabbia, la frustrazione, le proteste furibonde ci stanno dando alla testa. Israele non deve cadere nella trappola che gli ha teso Hamas e marciare su Gaza. Il numero delle vittime di un'invasione come questa sarebbe infatti molto più alto di quello delle persone colpite dai razzi Kassam negli ultimi sette anni. Per cinque di questi ultimi sette anni Israele ha avuto il controllo dell'intera striscia di Gaza eppure centinaia di razzi Kassam sono stati lanciati sulla cittadina di Sderot mentre nella striscia venivano compiuti attacchi sanguinosi contro i coloni. Probabilmente questo lo abbiamo dimenticato. L'occupazione della striscia di Gaza non porrebbe necessariamente fine ai lanci di razzi su Sderot e dintorni e le forze di occupazione diventerebbero il bersaglio quotidiano di ordigni esplosivi, di attacchi con armi da fuoco e di brutali attentati kamikaze. E c'è dell'altro: l'occupazione della striscia di Gaza raggrupperebbe intorno a Hamas - che ora è isolato e visto di mal occhio dalla maggioranza degli arabi - moltissimi palestinesi e una larga parte del mondo arabo e musulmano. Un'invasione delle forze israeliane a Gaza consacrerebbe i miliziani di Hamas agli occhi dei palestinesi, del mondo arabo e dell'opinione pubblica mondiale come i combattenti di una Massada palestinese: pochi contro tanti, rioni popolari contro un esercito, campi profughi contro caccia-bombardieri, ragazzini contro carri armati, Davide contro Golia. In veste di occupanti saremo sempre sulle spine, le nostre forze di occupazione non avranno un solo giorno di tranquillità. E non lo avranno neppure Sderot e dintorni. Anche in questi momenti di rabbia, in cui il cuore si spezza per la prolungata sofferenza degli abitanti di Sderot e dell'intera zona, non dobbiamo dimenticare che alla radice del problema di Gaza ci sono le centinaia di migliaia di persone che marciscono nei campi profughi: vivai di povertà, di disperazione, di ignoranza, di fanatismo religioso e nazionalista, di odio e di violenza. Da un punto di vista storico non c'è soluzione al problema di Gaza senza che vi sia un orizzonte di speranza per quella gente disperata. Che cosa si può fare allora? Si può e si deve arrivare a una tregua con Hamas che avrà, naturalmente, un prezzo politico non indifferente. Ma fra tutti i prezzi che Israele potrebbe pagare per una decisione sbagliata e precipitosa, questo sarebbe il meno fatale e il più sopportabile. \\ L'occupazione della Striscia non porrebbe fine ai razzi su Sderot e i soldati diventerebbero bersaglio quotidiano di attacchi.

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È davvero (sezione: Israele/Palestina)

( da "Corriere della Sera" del 13-02-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Libri - data: 2008-02-13 num: - pag: 50 categoria: REDAZIONALE Indice BIOGRAFIE LEADER POLITICI Shimon Peres, lo statista che non rinuncia a sperare è davvero una storia straordinaria quella che Michael Bar-Zohar dedica a Shimon Peres, da nemmeno un anno nono presidente dello Stato d'Israele, attraverso una "biografia", ben documentata quanto avvincente, capace di restituirci l'itinerario - talora non privo di contraddizioni - di un leader, spesso definito "il perdente" e invece destinato per molta parte a identificarsi con questi primi sessant'anni della tormentata vicenda israeliana. A fianco di Ben-Gurion fin dalla giovanile esperienza nel kibbutz, Peres ha ricoperto ruoli importanti anche nei governi di Golda Meir e di Rabin; poi subisce l'amara sconfitta, quando è Begin a conquistare il potere. Eppure, nonostante certe accuse di essere un po' troppo vanitoso, e magari infido o manovriero (ma comunque di assoluta onestà personale), a tutt'oggi Peres personifica "l'uomo che non rinuncia mai a sperare". Tant'è vero che alterna battute d'arresto e nuove vittorie (col ritorno, per esempio, a capo del governo nel '95), quasi fosse sicuro - come racconta efficacemente Bar-Zohar- di avere "tutta la vita davanti a sé". Così, l'imperativo a "non fermarsi" di fronte a qualunque ostacolo ha finito per trasformarsi in un singolare fattore di tranquilla sicurezza, con cui l'ultra ottantenne Peres, classe 1923 - nonostante l'attuale carica, prestigiosa ma "esclusivamente onorifica" - è sempre pronto a sfidare ogni ostacolo, incurante di cambiare tattica anche di colpo, pur di inseguire quel "processo di pace con i palestinesi" che continua a rimanere l'obbiettivo prioritario della sua vita. MICHAEL BAR-ZOHAR Shimon Peres. La biografia UTET PP. XVI-480 e 22,50 Arturo Colombo.

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GERUSALEMME Israele è certo che l'Iran stia attuando un (sezione: Israele/Palestina)

( da "Tempo, Il" del 13-02-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Stampa GERUSALEMME Israele è certo che l'Iran stia attuando un ... GERUSALEMME Israele è certo che l'Iran stia attuando un intenso programma per arrivare al possesso di armi non convenzionali e lo Stato ebraico, che spera in efficaci sanzioni internazionali, non esclude alcuna opzione per sventare quella che considera una minaccia alla sua esistenza. è questo il messaggio che il premier Ehud Olmert ha lanciato a Berlino nel corso di una conferenza stampa con il cancelliere tedesco Angela Merkel, a conclusione di due giorni di colloqui nel corso dei quali la questione iraniana è stata al centro dell' agenda.

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Israele e Palestina, donne di pace e Vuoti di memoria (sezione: Israele/Palestina)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 13-02-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Cultura Pagina 315 Incontri Da stasera a sabato Israele e Palestina, donne di pace e Vuoti di memoria Incontri. Da stasera a sabato --> "Semi di pace: israeliani e palestinesi insieme per il dialogo" è il tema dell'iniziativa che si terrà a Cagliari domani alle 16,30, nell'Aula degli Specchi del Corpo aggiunto delle Facoltà Umanistiche in via Is Mirrionis 1, e venerdì alle 9,30 nell'Istituto tecnico industriale "Dionigi Scano" di Monserrato. A promuoverla l'Università, Dipartimento di Studi storici, geografici e artistici, lo "Scano", la Fondazione Ope, l'Istituto sardo per la storia della Resistenza e dell'Autonomia, l'Ersu e la rivista Confronti, Intervengono Orit Kaufman, ebrea israeliana e Kamal Abu Younis, palestinese, del centro di istruzione ebraico-arabo "Hand in Hand" in Israele. Partecipano al dibattito Ettore Cannavera, Giuseppe Corso, Andrea Deffenu, Claudio Natoli, Giancarlo Nonnoi, Luisa Maria Plaisant. Coordina Donatella Picciau. VUOTI DI MEMORIA Promosso dal Centro di Documentazione e studi delle donne e dal Circolo del cinema Alice Guy, si terrà stasera alle 18 nei locali di via Lanusei 19, per la rassegna "Vuoti di memoria", l'incontro dedicato a Cristina Campo. Parteciperà alla iniziativa Anna Panicali, docente di Letteratura italiana contemporanea nell'Università di Udine. DONNE DI PACE Donne di pace, per una politica di convivenza nelle differenze è il tema dell'incontro con Luisa Morgantini, vicepresidente del Parlamento Europeo, che si terrà venerdì 15 alle 17 al Palazzo Regio di Cagliari. Aprirà la serata Graziano Milia, Presidente della Provincia, seguirà l'introduzione di Tonina Dedoni, Consigliera di Parità. Interverranno Angela Quaquero, assessore alle Politiche Sociali, Amalia Schirru, Parlamentare, Aide Esu, Università di Cagliari, Rita Corda, Presidente della Commissione Pari Opportunità della Provincia e Nadia Prete, assessore alla cultura e alle pari opportunità di Parigi, che nel pomeriggio inaugurerà con una sua mostra fotografica ("Partition et suspicion") il nuovo Espace S & P dell'associazione culturale Suoni e Pause. Sabato alle 10, Aula Magna Liceo Siotto, Luisa Morgantini incontrerà studentesse e studenti della Provincia. Ad accoglierla il preside Antonio Loddo, Pierangela Cocco, Dirigente Scolastica provinciale, Cesare Moriconi, assessore provinciale alla Pubblica Istruzione. CoordinaAnnalisa Diaz, Centro di documentazione e studi delle donne. Al termine della mattinata è prevista la visita all'Istituto Alberghiero Antonio Gramsci di Monserrato. AMMI Domani alle 17 , nella sede dell'Ordine dei Medici di Cagliari via dei Carroz 14, Franca Maria Damasco parlerà del "Canto notturno di un pastore errante" di Giacomo Leopardi. Organizza l'Associazione Mogli dei Medici. PINO CORRIAS Pino Corrias, giornalista e scrittore, sarà in Sardegna da oggi a sabato per presentare il suo ultimo libro "Vicini da Morire" edito da Strade Blu, Mondadori. Oggi alle ore 17,30 alla Biblioteca Comunale di Piazza Tola, organizzazione Libreria Koinè. Introduce l'incontro la giornalista Daniela Scano. Domani a Tempio, Libreria Max 88 e Associazione Carta Dannata, il 15 a Nuoro con la Libreria Novecento e infine sabato alle 18.30 a Cagliari in Piazza Repubblica Libri, (Agenzia Kalama), dove l'autore sarà presentato dal magistrato Gilberto Ganassi. Il tour è promosso con l'Alsi, Associazione Librai sardi indipendenti.

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I posti di blocco in Cisgiordania tormentano la popolazione e alimentano il terrorismo (sezione: Israele/Palestina)

( da "Manifesto, Il" del 13-02-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Documento dei riservisti "I posti di blocco in Cisgiordania tormentano la popolazione e alimentano il terrorismo" I 550 posti di blocco disseminati ovunque in Cisgiordania rendono impossibile la vita dei palestinesi e forniscono motivazioni forti per gli attacchi contro obiettivi israeliani. Lo sostengono, in un documento che verrà presentato oggi al Van Leer Institute di Gerusalemme, diversi alti ufficiali riservisti dell'esercito e dell'intelligence militare di Israele, convinti che la rimozione dei "check point" che tormentano l'esistenza dei palestinesi aiuterebbe la soluzione del conflitto, oltre ad eliminare una delle fonti principali di violazione dei diritti umani. Gli ufficiali riservisti non sono dei pacifisti e non chiedono l'abbattimento del muro in Cisgiordania. Sostengono però che i posti di blocco non servano a fermare i "terroristi". I dirigenti politici - continua il documento dei militari israeliani - lo sanno bene ma tuttavia preferiscono non dirlo per non apparire "morbidi", arrendevoli nei confronti dei palestinesi.

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Olmert a Berlino mostra i muscoli: contro l'Iran valide tutte le opzioni (sezione: Israele/Palestina)

( da "Manifesto, Il" del 13-02-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Il premier israeliano è sicuro che Tehran abbia un programma nucleare segreto. La cancelliera tedesca Merkel: colpa dei palestinesi se l'assedio contro Gaza si fa più duro Michele Giorgio Gerusalemme Dalla Germania, il più fedele e accondiscendente degli alleati europei, Ehud Olmert ha lanciato ieri un nuovo pesante avvertimento all'Iran. Il premier israeliano ha detto che se le sanzioni internazionali non indurranno Teheran a fermare il suo programma nucleare - che secondo Tel Aviv e Washington avrebbe l'obiettivo di produrre bombe atomiche e non elettricità - allora lo Stato ebraico non scarterà alcuna "opzione". E visto che l'Iran non sembra avere alcuna intenzione di mettere fine al suo programma nucleare, Israele è pronto a mandare i suoi cacciabombardieri all'attacco, possibilmente con l'approvazione dell'alleato americano. "Noi siamo certi che gli iraniani sono impegnati in un programma serio, in parte clandestino, per acquisire capacità non convenzionali", ha detto Olmert durante una conferenza stampa con il cancelliere tedesco Angela Merkel, a conclusione di due giorni di colloqui. "Niente cambierà questa nostra convinzione" ha aggiunto, con un chiaro riferimento al recente rapporto dei servizi segreti americani secondo i quali l'Iran ha sospeso nel 2003 il suo programma di produzione di armi nucleari. Il pericolo di una nuova guerra - Teheran reagirà certamente ad un attacco - non solo è reale ma anche imminente, perché Tel Aviv sa che una sua operazione militare troverebbe in George Bush un appoggio mentre non sono ancora del tutto chiare le posizioni sulla questione iraniana di alcuni dei principali candidati alla presidenza Usa, a cominciare dall'astro nascente Barack Obama. Olmert - alla guida del solo paese del Medio Oriente che possiede la bomba atomica - ha cercato di convincere Angela Merkel ad adottare una linea ancora più dura nei confronti dell'Iran, col quale la Germania ha intensi rapporti commerciali. Uno sforzo pagante poiché Berlino sembra spostarsi su posizioni di aperto sostegno a nuove sanzioni contro l'Iran. A gennaio la Germania ha aderito alla proposta dei cinque membri permanenti del Consiglio di Sicurezza dell'Onu per una risoluzione più pesante contro Teheran. Nei colloqui con la Merkel è stata inoltre discussa anche la fornitura a Israele di altri sommergibili convenzionali costruiti in Germania, della classe Dolphin, in grado di lanciare missili a testate nucleari. Nel 2006 Israele ha chiesto inoltre due sottomarini Dolphin potenziati, U212, capaci di operare a grandi distanza e di rimanere per settimane sotto la superficie del mare e, quindi, schierabili nell'area del Golfo. Ma a Berlino Olmert ha fatto davvero il pieno, perché la Merkel ha sposato in pieno la linea di Israele nella questione di Gaza. "Ritengo che il fatto che a Gaza ci sia il terrorismo sollevi la questione di come rispondere e come fermare Hamas", ha detto il cancelliere tedesco, "la situazione umanitaria è difficile ma prima di tutto (i palestinesi) devono smettere di colpire le città israeliane". Olmert ha ribadito che "il governo israeliano è determinato a rispondere alla sfida del terrorismo da Gaza con tutti i mezzi possibili". A suggellare il successo del viaggio è infine giunto l'annuncio che il prossimo 17 marzo si terranno le prime "Speciali consultazioni governative tedesco-israeliane". La Merkel conferma l'appoggio tedesco incondizionato a Israele e chiude gli occhi davanti a ciò che accade a Gaza e nel resto dei Territori occupati, in particolare a Gerusalemme Est, la zona araba della città occupata nel 1967. Il ministro per l'edilizia Zeev Boim ha annunciato che saranno indette gare per la realizzazione di 1.100 appartamenti per israeliani a Gerusalemme Est, 370 unità nell'insediamento colonico di Har Homa e altri 750 in quello di Pisgat Zeev.

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Gaza, Merkel: "Qassam causa della sofferenza palestinese" (sezione: Israele/Palestina)

( da "Voce d'Italia, La" del 13-02-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Esteri Gaza, Merkel: "Qassam causa della sofferenza palestinese" Il comunicato congiunto con il premier israeliano Olmert Gerusalemme, 13 feb.- Il cancelliere tedesco Angela Merkel, impegnato in una visita nello stato d'Israele, ha sostenuto ieri in un comunicato congiunto con il premier israeliano Ehud Olmert, che il primo passo per far cessare le sofferenze del popolo palestinese è quello di “porre fine agli attacchi dei militanti con i razzi Qassam”. Secondo il cancelliere “La situazione umanitaria a Gaza è difficile e stiamo cercando di aiutare il più possibile, ma prima di tutto devono smettere di colpire le città israeliane", perché quello che la Germania congiuntamente vuole assieme ad Israele è che “la situazione a Gaza migliori. Ma nel territorio si fa terrorismo a spese dei civili”.

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Olmert a Merkel "L'Iran prepara l'arma atomica" (sezione: Israele/Palestina)

( da "Stampa, La" del 13-02-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Retroscena Si riaccende l'allarme nucleare Olmert a Merkel "L'Iran prepara l'arma atomica" FRANCESCA PACI CORRISPONDENTE DA GERUSALEMME Dopo due giorni di colloqui il premier israeliano Ehud Olmert si congeda dalla collega tedesca Angela Merkel con un ammonimento: "Siamo certi che l'Iran sia impegnato seriamente, in parte in modo clandestino, nell'acquisizione di capacità nucleari non convenzionali, incluso lo sviluppo di missili balistici a lungo raggio e testate in grado di arrivare fino all'Europa". La Germania è avvertita: secondo gli 007 di Tel Aviv la Repubblica degli ayatollah lavora intensamente e senza tregua all'atomica. Nulla modificherà la convinzione israeliana e la determinazione a difendersi a qualunque costo: non c'è riuscito neppure l'ultimo controverso rapporto d'intelligence degli amici americani che ipotizzava una sospensione del programma nel 2003. Le parole di Olmert sono dirette a Teheran, ma rimbombano nelle piazze di Berlino invase dai dissidenti iraniani che, in queste ore, protestano contro l'imminente tournée iraniana del Berliner Ensemble, la compagnia teatrale fondata da Bertolt Brecht, poeta raffinato, comunista radicale, intellettuale inquieto, il maggior drammaturgo tedesco del XX secolo. La Germania è un Paese che Israele ricorda con rabbia e quello del premier israeliano è anche un viaggio nella memoria, il peso del passato, l'amicizia presente, l'incognita del futuro. Il Cancelliere Angela Merkel si dice sensibile alle difficoltà israeliane. "Nessuna persona ragionevole resterebbe indifferente al bisogno di uno Stato di difendere i propri cittadini" ripete più volte a Olmert, parlando della cittadina di Sderot, bersagliata dai razzi lanciati dai miliziani di Hamas e della Jihad Islamica. Ma una cosa è Gaza, la minaccia del fondamentalismo islamico locale, l'eterna, apparentemente irrisolvibile, questione palestinese. Altra è l'Iran, dove la Germania colloca il 13,11% dell'export e "mantiene" i due terzi dell'industria pesante con software d'ingegneria e pezzi di ricambio. Diecimila posti di lavoro tedeschi dipendono dal business con il regime di Teheran e 12 mila imprese investono ogni giorno capitali e destini. Israele vorrebbe più d'un attestato di amicizia. Olmert ha chiesto più d'una condanna del programma nucleare iraniano, ufficialmente finalizzato a fini pacifici. Lady Merkel dovrebbe adottare una linea più dura nei confronti dell'Iran e sostenere nuove sanzioni diplomatiche ed economiche per indurre il governo del presidente Ahmadinejad a cessare il piano di arricchimento dell'uranio. Questo almeno il desiderio israeliano e lo scopo ultimo della visita di Olmert. Il mese scorso la Germania aveva aderito alla proposta dei cinque membri permanenti del Consiglio di Sicurezza dell'Onu per una nuova risoluzione contro Teheran, ma i livelli di rating e gli investimenti erano rimasi gli stessi del 2004, come se in mezzo non ci fossero un paio di sanzioni internazionali e parecchie ammonizioni. Stavolta la Merkel farà sul serio? Olmert torna a casa con un mucchio di belle parole e qualche accordo per la fornitura di sommergibili convenzionali tedeschi, indispensabili alla marina israeliana anche nell'eventualità di un attacco iraniano.

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Attentato in Siria, ucciso il numero due di Hezbollah (sezione: Israele/Palestina)

( da "Giornale.it, Il" del 13-02-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Di Redazione - mercoledì 13 febbraio 2008, 11:27 Beirut - Il comandante militare di Hezbollah Imad Moughniyah è stato ucciso da un'autobomba a Damasco ieri. Lo riferisce il gruppo libanese, annunciando la morte dell'uomo che secondo molti sarebbe stato dietro una serie di sequestri di occidentali in Libano negli anni Ottanta. Hezbollah, sostenuto dalla Siria e dall'Iran, accusa Israele dell'uccisione di Moughniyah, che aveva tra i 40 e i 50 anni. "Dopo una vita piena di jihad, sacrifici e risultati... Haj Imad Moughniyah... è morto da martire nelle mani dei sionisti israeliani", dice Hezbollah, che nel 2006 ha combattuto una guerra di 34 giorni con lo stato ebraico. Israele non ha commentato la notizia. "Non rilasciamo dichiarazioni sulla questione", ha detto Mark Regev, portavoce del primo ministro israeliano Ehud Olmert. Rapimenti e omicidi La Jihad Islamica, gruppo filo-iraniano ritenuto legato a Hezbollah, rapì diversi ostaggi occidentali - inclusi americani - a Beirut a metà degli anni Ottanta. Il gruppo, all'epoca ritenuto guidato da Moughniyah, uccise alcuni degli ostaggi e ne scambiò altri per armi americane all'Iran, in quello che più tardi emerse come lo scandalo Irangate. Il fratello di Moughniyah fu ucciso in un attentato analogo a Beirut nel 1994. Allora si disse che Imad era il vero obiettivo. Moughniyah aveva trascorso gran parte degli anni Novanta in Iran, facendo poche visite a Beirut. Alcuni elementi suggeriscono che fosse incaricato delle operazioni di Hezbollah all'estero e che fosse legato agli attacchi contro obiettivi israeliani in America Latina negli anni Novanta.

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Amos Gitai e l'utopia di una storia diversa (sezione: Israele/Palestina)

( da "Manifesto, Il" del 13-02-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

"Un giorno capirai" parla di quella generazione tornata dai campi di concentramento, su cui Israele ha fondato una parte importante della sua "mitologia". Alcuni, però, come l'anziana Rivka del film, sono rimasti in Europa nonostante tutto Cristina Piccino Berlino C'è qualcosa di sospeso e di attraente in quell'appartamento nel cuore di Parigi, il Marais, stipato di oggetti magnifici, scovati con passione ostinata, dall'anziana signora che lo abita, sempre elegante nonostante l'età: un filo di perle e il cachemire grigio sulle camicie di seta anche mentre cucina o versa il the sorridendo, il volto segnato ma sempre irresistibile di Jeanne Moreau. La viene a visitare spesso il figlio (Hyppolite Girardot), un gioco tra loro, quasi un rito, lui fa domande, lei si alza, cerca qualcosa, distoglie l'argomento parlando della cena bruciata, cosa che le capita ogni volta. Un giorno capirai, nella Berlinale special e chissà perché non in gara, è il film con cui Amos Gitai "torna" in Europa ma in realtà non se ne è mai veramente allontanato. Diciamo piuttosto che nei suoi ultimi lavori Israele, il paesaggio fisico, prima ancora che la Storia della quale comunque è elemento fondante, era entrato nel suo cinema con maggiore rilevanza. Paesaggio che significa confini, case su cui si accumulano le memorie dei due popoli, palestinese e israeliano, nevrosi intime come segno di una violenza che segna nel profondo il suo paese. Ma è anche vero che il suo cinema si costruisce su un'andata-ritorno continua, un po' come i suoi piani sequenza, come anche la sua vita tra Parigi e Israele, come la cultura d'origine, la famiglia dove il padre architetto del Bahaus, Munio Weinraub-Gitai, emigra in Palestina fuggendo il nazismo, e la madre è intellettuale che immagina una Palestina non fondata sul sionismo. L'andata-ritorno che poi è il nocciolo della storia d'Israele, fondata 60 anni fa sul sionismo trionfante e con l'appoggio di Europa e Usa, i primi smaniosi di risolvere questioni rimaste aperte, a cominciare dalle proprie responsabilità, mai assunte, sulla persecuzione degli ebrei, i secondi interessati a quello che poi diventa l'occidente in oriente? Nel film di Gitai siamo nei giorni del processo a Klaus Barbie, il criminale nazista difeso da Jacques Vergès, l'anziana signora ascolta le deposizioni alla televisione, storie spesso simili l'una all'altra, vacilla, l'arrosto finisce in carbone. Il figlio indaga sul passato della famiglia, scopre che la madre è ebrea, che i suoi genitori sono stati deportati nei campi di concentramento, lui è stato battezzato cattolico, la moglie si dichiara "totalmente atea", in famiglia non si pratica un'educazione religiosa. È un film sulla memoria Un giorno capirai? Anche, ma non soltanto, ci parla di quella generazione tornata dai campi di concentramento, su cui Israele ha fondato una parte importante della sua "mitologia" preferendo però archiviarla in essa, meglio non vederli, meglio tenerli separati dal presente vittorioso. Alcuni come Rivka sono restati in Europa nonostante tutto, il nome è lo stesso della moglie di Gitai la cui madre è stata mandata nei campi, e della madre di Jérôme Clément, autore del romanzo da cui il film è tratto. È però un film al presente, siamo nel sessantesimo anno della fondazione di Israele, forse una maggiore coscienza, e autocritica, aiuta invece dei boicottaggi un po' sterili: nell'oscillazione temporale ci parla di una Francia che soltanto nel '95 riconosce di avere colpe riguardo la deportazione degli ebrei, creando, qualche anno più tardi, una commissione per l'indennità agli eredi e rendere patrimoni che erano stati depredati. Ma è anche un film nel quale scorrono le utopie di resistenza che attraversano l'opera del regista: questa sua volontà mai rassegnata di credere in un futuro dove il molteplice sfida e vince sull'oppressione e la negazione del diritto, un mondo (Israele?) in cui, come nell'appartamento di Rivka il giorno del suo funerale, si incontrano con gioia persone diverse, religioni diverse, culture diverse in reciproca armonia. Dove la presa di coscienza della Storia significa una lezione assimilata di rispetto e tolleranza, come spiega Rivka in sinagoga ai due nipotini, poco prima di morire, consegnandogli la stella gialla che era stata costretta a portare. L'esperienza diventa allora la possibilità di una diversa visione del mondo, scommessa difficile in un contemporaneo nel quale si rivendicano "guerre sante", da una parte e dall'altra azzerando l'intelligenza, la cultura, il ragionamento. E è poi, soprattutto, un emozionante momento di cinema Un giorno capirai, sequenze morbide e commoventi, il flash di ricordi mai avuti dell'uomo mentre visita il vecchio albergo oggi abbandonato nel quale si erano rifugiati i nonni. Momenti di una serenità impossibile: i conigli nella gabbia, il pane fresco tagliato, quel valzer che è quasi una fuga, o l'ultimo gesto prima della rassegnazione, l'arrivo dei nazisti. E ancora la macchina che segue l'aura di Jeanne Moreau, quel suo muoversi distratto e sofferente, i segreti di madre che non vuole dare preoccupazioni, la lingua russa prima di arrivare in Francia, quella ricchezza che il presente non ha saputo ritrovare.

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In Israele un giudice dice sì alle adozioni gay. E spacca il governo Olmert (sezione: Israele/Palestina)

( da "Manifesto, Il" del 13-02-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Il paese già riconosce i matrimoni omosessuali. Ora la storica decisione del tribunale. Esultano i movimenti per i diritti civili, ortodossi furibondi Michele Giorgio Gerusalemme Fa discutere la decisione del procuratore generale Menahem Mazuz che consente alle coppie omosessuali israeliane di poter adottare i figli biologici del partner e anche altri bambini "in circostanze appropriate e nell'esclusivo interesse del bimbo". Già nel febbraio 2006 Israele aveva riconosciuto lo status di genitori legittimi a una coppia di donne, una delle quali era la madre naturale dei bambini che la coppia allevava. Dal dicembre 2004 inoltre Israele riconosce di fatto la validità dei matrimoni omosessuali per quanto riguarda tutte le questioni di proprietà ed eredità. La stampa, almeno quella più liberal, perciò ha dato ampio risalto all'annuncio fatto da Mazuz. Haaretz ha parlato di "decisione rivoluzionaria" e di "un gran passo avanti sulla strada degli stessi diritti per gay e lesbiche", mentre il ministro per gli affari sociali Yitzhak Hertzog ha applaudito il coraggio mostrato da Mazuz, che si è fatto portavoce dell'opinione di buona parte degli israeliani laici. Due anni fa un'indagine sul rapporto sulla religiosità degli israeliani aveva rilevato che solo il 19% della popolazione era contraria alla possibilità che le coppie gay crescano dei bambini. L'associazione delle nuove famiglie Mishpakha khadasha ricorda inoltre che in Israele l'1% delle famiglie sono omogenitoriali. Lo scorso anno l'avvocato Ira Hadar, che rappresenta coppie di lesbiche, aveva riferito che una decina di famiglie omosessuali stavano completando il processo di adozione. La decisione di Mazuz, che trova pochi riscontri nel resto del mondo, allo stesso tempo conferma il paradosso del sistema israeliano che, accanto a disposizioni particolarmente avanzate, mette leggi prive di modernità. Solo il matrimonio religioso, ad esempio, resta riconosciuto ufficialmente e le corti rabbiniche sono dominanti in numerosi aspetti della vita sociale e familiare. Gli ebrei di rito riformato - quasi sempre provenienti degli Usa - sono ostaggiati e ostacolati dall'ebraismo ortodosso che regna incontrastato nel paese e devono lottare per guadagnarsi un po' di spazio. I rabbini non riconoscono le conversioni all'ebraismo con riti diversi da quello ortodosso e hanno imposto una conversione a migliaia di immigrati che pure erano giunti in Israele come ebrei, grazie ai programmi dell'Agenzia ebraica. Senza dimenticare che nei documenti di identità viene ancora precisata l'appartenenza etnica e religiosa del cittadino e che la parte non-ebraica della popolazione è soggetta a discriminazioni. "Israele procede su due binari diversi - spiega al manifesto il saggista Michel (Mikado) Warshawsky, progressista ma nato in un famiglia religiosa - da un lato c'è una élite che vuole vivere in un sistema molto avanzato e ha come punto di riferimento la Corte Suprema e il Procuratore generale e dall'altro c'è la vasta maggioranza della popolazione che vive in modo più tradizionale ed è perciò prigioniera delle regole antiquate imposte dai religiosi e delle corti rabbiniche". La decisione sulle adozioni gay, avverte Warshawsky, "non deve far credere che tutto Israele faccia del progresso sociale il suo primo obiettivo. In questo paese ancora oggi i religiosi possono condizionare la vita di tutta la popolazione con imposizioni e restrizioni che lo Stato non osa contrastare". In ogni caso il passo fatto dal Procuratore generale in materia di adozioni sta incontrando opposizioni molto forti. Il ministro dell'industria Eli Yishai, un ortodosso, l'ha definito "nauseabondo". I deputati Zevulun Orlev e Avraham Ravitz hanno chiesto che una commissione della Knesset si riunisca per discutere la disposizione, nella speranza di riuscire a emendarla. E già si annunciano nuove polemiche rispetto all'annuale Gay pride a Gerusalemme, a cui si oppongono tutti i gruppi religiosi che considerano l'omosessualità "un'epidemia che dovrebbe essere trattata dal ministero della sanità".

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Hezbollah, leader ucciso a Damasco (sezione: Israele/Palestina)

( da "Voce d'Italia, La" del 13-02-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Esteri Era un alto dirigente militare Hezbollah, leader ucciso a Damasco L'esplosione di un'autobomba ha causato altri due feriti Damasco, 13 feb. - Un leader del movimento sciita libanese Hezbollah, Imad Mugniyeh, è stato ucciso la notte scorsa a Damasco nell'esplosione di un'autobomba, secondo quanto riferiscono le stesse milizie libanesi. Secondo quanto sostiene il partito sciita, si tratta di un alto dirigente responsabile del settore militare. Hezbollah ha incolpato Israele di essere il diretto responsabile dall'attacco e dell'uccisione di Mugniyeh, accusato in passato di aver compiuto diverse azioni terroristiche imputate al movimento di Hasan Nasrallah . L'esplosione, avvenuta in un quartiere residenziale di Damasco, ha causato anche due feriti. La polizia ha isolato la zona, dove si trovano una scuola iraniana, una stazione di polizia e uno dei principali uffici dei servizi segreti siriani.

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Ancora scritte sui muri (sezione: Israele/Palestina)

( da "Opinione, L'" del 13-02-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Oggi è Mer, 13 Feb 2008 Edizione 30 del 13-02-2008 Nuovo antisemitismo Ancora scritte sui muri di Michael Sfaradi Prendendo spunto da un articolo pubblicato sul "Corriere della Sera" del 10/02/2007, a firma Vera Schivazzi, sugli slogan apparsi a Torino sui muri del Lingotto, e della vernice nera (lo stesso colore usato per le scritte) con la quale è stata imbrattata, in un giardino di Mirafiori alla periferia sud della città una lapide che ricorda l'entrata in vigore delle leggi razziali, faccio alcune riflessioni. Forse nell'imbrattare la lapide gli autori del gesto vorrebbero cancellare dalla loro memoria che l'Italia fascista si macchiò, al pari della Germania nazista, della vergogna di leggi emanate al fine di discriminare suoi cittadini in persone di serie A e serie B. Leggi che, con la loro entrata in vigore aprirono il triste periodo delle persecuzioni razziali. Queste persone dovrebbero sapere che non basta un po' di vernice per cancellare la memoria storica. Vedendo poi il "can can" che certi personaggi stanno facendo, al fine di boicottare la presenza israeliana alla fiera del libro di Torino, la sensazione che si stiano aprendo scenari inquietanti diventa sempre più forte. Troppo spesso, in questi anni, sui giornali ed in diverse trasmissioni televisive, si sono ripetuti fino alla nausea i nuovi "Luoghi Comuni" all'indirizzo d'Israele e del suo governo, cercando di far diventare gli ebrei di oggi come i nazisti di allora e i palestinesi i nuovi perseguitati. Queste assurde ingiurie sono replicate all'infinito da troppo tempo, tanto che sono entrate nelle discussioni al punto che c'è chi le afferma, e non sono in pochi, dandole per scontate. La giornalista riporta nel suo articolo anche le scritte al Lingotto: "No olocausto palestinese" e "Israele 60 anni di genocidio palestinese", scritte che sono un'offesa alla memoria della Shoà e ai suoi sopravvissuti ed anche una negazione della verità. Né il governo dello stato d'Israele, né il popolo ebraico, hanno mai montato o fatto montare camere a gas in Cisgiordania o nella striscia di Gaza, e nessun palestinese è finito nei forni crematori per mano ebraica. Non pensiate che sia inutile dirlo, perché a questo punto è necessario mettere le cose in chiaro; la menzogna ripetuta ha già fatto troppi danni. Le cose sono due, o questi soggetti sanno come stanno veramente le cose e mentono sapendo di mentire, oppure il loro comportamento mette in luce ancora una volta, come se ce ne fosse bisogno, la profonda ignoranza di cui sono vittime. Vorrei consigliare ai nuovi contestatori e tutti coloro che si sono fatti influenzare dalla loro propaganda tambureggiante, che vuole far diventare la vittima del passato nel carnefice del presente, d'informarsi. Certo, informarsi, presso fonti indipendenti, capire il perché e il come certe cose sono accadute e soprattutto capire chi, fino ad oggi, ha avuto interesse a lasciare il popolo palestinese e quello israeliano a combattersi e a soffrire per una guerra che non porterà mai a nessuna soluzione. Prima di contestare a senso unico qualche cosa che sicuramente non conoscono, dovrebbero studiare la storia mediorientale degli ultimi anni. Facendolo, capirebbero che sono due i popoli vittime del presente, e che sono due i popoli che avrebbero un'esistenza migliore se solo si potesse raggiungere un accordo che preveda una convivenza pacifica. Posso dirvi, anche per esperienza personale, che ho maturato la certezza che i palestinesi non hanno bisogno di amici di questo tipo, gente di basso livello che altro non fa che istigare, oggi come allora, un popolo intero, illudendolo con false prospettive di dominio e trascinandolo in un'altra guerra che non ha alcuna speranza o possibilità di vincere. Noi, israeliani e palestinesi, abbiamo bisogno di amici della pace, che senza denigrare gli uni o gli altri facciano da ponte fra due popolazioni e fra i governi che li rappresentano. Due popoli che tanto hanno in comune e che alla fine vivranno uno accanto all'altro, nonostante Hamas, Hetzbolla o il farneticante presidente iraniano dal nome impronunciabile. Abbiamo bisogno di amici comuni che, anziché alzare la tensione fino allo scontro, aiutino a creare un'atmosfera nuova di fiducia nel futuro e fra le genti che porti tutti i popoli mediorientali a trovare il rispetto reciproco prima che si distruggano a vicenda.

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Ucciso numero 2 di Hezbollah (sezione: Israele/Palestina)

( da "Giornale.it, Il" del 13-02-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Attentato in Siria, ucciso il numero due di Hezbollah di Redazione - mercoledì 13 febbraio 2008, 13:20 Beirut - Il comandante militare di Hezbollah Imad Moughniyah è stato ucciso da un'autobomba a Damasco ieri. Lo riferisce il gruppo libanese, annunciando la morte dell'uomo che secondo molti sarebbe stato dietro una serie di sequestri di occidentali in Libano negli anni Ottanta. Hezbollah, sostenuto dalla Siria e dall'Iran, accusa Israele dell'uccisione di Moughniyah, che aveva tra i 40 e i 50 anni. "Dopo una vita piena di jihad, sacrifici e risultati... Haj Imad Moughniyah... è morto da martire nelle mani dei sionisti israeliani", dice Hezbollah, che nel 2006 ha combattuto una guerra di 34 giorni con lo stato ebraico. Israele non ha commentato la notizia. "Non rilasciamo dichiarazioni sulla questione", ha detto Mark Regev, portavoce del primo ministro israeliano Ehud Olmert. Rapimenti e omicidi La Jihad Islamica, gruppo filo-iraniano ritenuto legato a Hezbollah, rapì diversi ostaggi occidentali - inclusi americani - a Beirut a metà degli anni Ottanta. Il gruppo, all'epoca ritenuto guidato da Moughniyah, uccise alcuni degli ostaggi e ne scambiò altri per armi americane all'Iran, in quello che più tardi emerse come lo scandalo Irangate. Il fratello di Moughniyah fu ucciso in un attentato analogo a Beirut nel 1994. Allora si disse che Imad era il vero obiettivo. Moughniyah aveva trascorso gran parte degli anni Novanta in Iran, facendo poche visite a Beirut. Alcuni elementi suggeriscono che fosse incaricato delle operazioni di Hezbollah all'estero e che fosse legato agli attacchi contro obiettivi israeliani in America Latina negli anni Novanta.

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Duro messaggio di tel aviv nessuna opzione esclusa, neppure quella militare incontro con la merkel (sezione: Israele/Palestina)

( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 13-02-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

MEDIO ORIENTE SENZA PACE Duro messaggio di Tel Aviv "Nessuna opzione esclusa, neppure quella militare" Incontro con la Merkel Un leader di Hamas a Gaza, Ahmed Yusef, ha rinnovato ieri l'appello a una tregua di lunga durata con Israele. In un articolo sul quotidiano israeliano Haaretz, egli sostiene che il rigido isolamento internazionale della Striscia di Gaza e gli incessanti raid militari israeliani non lasciano ai palestinesi altra opzione se non quella della lotta armata: il governo israeliano "continua a respingere i nostri appelli a un cessate il fuoco".

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GIORGIO RACCAH GERUSALEMME. ISRAELE è CERTO CHE L'IRAN STIA ATTUANDO UN INTENSO PROGRAMMA PE (sezione: Israele/Palestina)

( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 13-02-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

GIORGIO RACCAH Gerusalemme. Israele è certo che l'Iran stia attuando un intenso programma per arrivare al possesso di armi non convenzionali e lo Stato ebraico, che spera in efficaci sanzioni internazionali, non esclude alcuna opzione per sventare quella che considera una minaccia alla sua esistenza. È questo il duro messaggio che il premier Ehud Olmert ha lanciato a Berlino nel corso di una conferenza stampa con il cancelliere tedesco Angela Merkel, a conclusione di due giorni di colloqui nel corso dei quali la questione iraniana è stata al centro dell'agenda. "Noi siamo certi - ha detto - che gli iraniani sono impegnati in un programma serio, in parte clandestino, per acquisire capacità non convenzionali", incluso lo sviluppo di missili balistici a lungo raggio e di testate non convenzionali, in grado di colpire anche l'Europa. "Niente cambierà questa nostra convinzione" ha aggiunto Olmert, con un probabile riferimento al recente rapporto dei servizi segreti americani stando ai quali l'Iran ha sospeso nel 2003 il suo programma di armi nucleari. Israele sostiene invece che questo è stato ripreso da tempo e con intensità e smentisce il lavoro dei servizi segreti americani. Olmert ha detto che Israele non esclude alcuna opzione, quindi nemmeno quella militare, per impedire all'Iran il possesso di armi nucleari, soprattutto dopo che il presidente iraniano Mahmud Ahmadinejad ha ripetutamente detto di volere la distruzione dello stato ebraico. L'Iran afferma che il suo programma nucleare ha solo fini pacifici. Il primo ministro ha cercato di convincere la signora Merkel ad adottare una linea più dura nei confronti dell'Iran, col quale la Germania ha ancora intensi rapporti commerciali. Uno sforzo apparentemente pagante se saranno confermate le indicazioni che anche Berlino si sta spostando su posizioni di aperto sostegno a nuove sanzioni diplomatiche ed economiche per indurre Teheran a cessare prima di tutto il piano già in corso di arricchimento dell' uranio. Già il mese scorso la Germania ha aderito alla proposta dei cinque membri permanenti del Consiglio di Sicurezza dell'Onu per una nuova risoluzione di sanzioni più pesanti contro Teheran. Il duro attacco di Olmert è comunque anche una risposta politica al presidente iraniano, Mahmud Ahmadinejad, che ha rinnovato la sfida all'Occidente in un comizio oceanico organizzato per festeggiare il 29o anniversario della rivoluzione. Teheran, aveva affermato, "non scenderà a compromessi sul programma nucleare e considera pezzi di carta le risoluzioni del Consiglio di Sicurezza dell'Onu in materia". Inoltre, ha annunciato che lancerà altri due razzi spaziali, dopo un esperimento effettuato una settimana fa che ha suscitato le preoccupazioni degli Usa ma anche della Russia. Nei colloqui con la Merkel è stata inoltre apparentemente discussa anche la fornitura a Israele di sommergibili convenzionali costruiti in Germania. L'arma sottomarina israeliana è interamente di produzione tedesca: conta infatti tre moderni sommergibili diesel classe Dolphin, entrati in servizio alla fine degli anni novanta e con un'asserita capacità di lanciare missili a testate nucleari. Nell'agosto del 2006 inoltre Israele ha firmato il contratto per l'acquisto di altri due sottomarini Dolphin potenziati (U212), capaci di operare a grandi distanza e per settimane sotto la superficie del mare. I sottomarini dovrebbero dare a Israele una maggiore forza di deterrenza e la capacità di replicare a un eventuale attacco nucleare iraniano.

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