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DOSSIER “ISRAELE-PALESTINA. Se scoppia l’intelligenza”

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IN EVIDENZA          1)         2)

Sotto le macerie una vittima comune: il negoziato di pace  Di Antonio Ferrari (Il Corriere della Sera 2-3-2008)

 

La guerra che si combatte a Gaza, con Israele che attacca a testa bassa, incurante degli inviti a limitare gli eccessi della rappresaglia in risposta alla pioggia di razzi targata-Hamas che si è abbattuta su Sderot e su Ashkelon, non lascia ormai dubbi. Sul campo, oltre a decine e decine di morti, rischiano d'essere sepolti anche gli sforzi compiuti — dal vertice di Annapolis in poi — per riaccendere il negoziato di pace. Facendo svanire la visione e la volontà del presidente Bush di battezzare, nel 2008, la nascita dello Stato palestinese, «che possa vivere accanto a Israele in pace e in sicurezza».

Quanto accade nella Striscia dei senza terra ha un sapore amaramente ultimativo, perché chi guida i palestinesi di Gaza sembra aver scelto la strategia del «tanto peggio, tanto meglio». Contro Israele, che blocca le vie d'accesso alla Striscia e alimenta quella «catastrofe » di cui parlano le associazioni umanitarie, a cui Hamas risponde con una tempesta di missili. Contro il presidente Abu Mazen, considerato né più né meno che un fantoccio degli Usa e dello Stato ebraico. Contro il silenzio della comunità internazionale. E soprattutto contro se stesso. Hamas, infatti, pretenderebbe piena legittimazione senza rinunciare alla violenza e senza nemmeno riconoscere i trattati firmati dall'Anp. Quindi, un «autogol» disperato sulla pelle di decine di migliaia di innocenti.

Il problema è che,in questa tragedia, stanno affondando tutti. Israele reagisce ai razzi mortali attaccando Gaza, ma sapendo che sarebbe suicida rioccuparla, come vorrebbero alcuni oltranzisti. Politicamente, tornare nella Striscia significherebbe delegittimare per sempre l'unico partner possibile, appunto Abu Mazen, prigioniero della propria impotenza, che si affanna a condannare gli uni e gli altri, i razzi di Hamas e la strage di civili palestinesi. Il segretario di Stato americano Condoleezza Rice si prepara a tornare nella regione, per dare impulso agli impegni di Annapolis, ma ora il viaggio — se confermato — si presenta come un'impresa quasi impossibile. Affiora quindi la debolezza del progetto che prevedeva di escludere chi, di fatto, si era in realtà autoescluso dal negoziato, appunto Hamas, che comunque rappresenta una parte consistente del popolo palestinese. La dolorosa separazione fra Cisgiordania e Gaza è infatti una ferita che il fragile vertice dell'Anp non può sopportare. In una situazione drammatica, dove non si vedono vie d'uscita, anche le parole diventano armi micidiali. L'improvvida dichiarazione — poi corretta — del viceministro della Difesa israeliano Matan Vilnai, che ha avvertito Hamas che se il lancio di razzi continuasse vi sarebbe «una shoah peggiore di quella che conoscono», intendendo per «shoah» (in ebraico) «catastrofe» e non «olocausto», ha acceso una pericolosa escalation semantica. L'irato Abu Mazen ha definito la guerra di Gaza «peggio dell'Olocausto»; e l'estremista di Hamas, Khaled Meshal, dall'esilio di Damasco ha raddoppiato: «Questo è il vero Olocausto, non quello esagerato dagli ebrei». Quando le parole, accese dal rancore e dall'odio, escono senza controllo, diventano mortali. E le speranze di pace svaniscono.

02 marzo 2008

 


 

Prove generali d'invasione  IGOR MAN (La Stampa 2-3-2008)

 

Guerra di guerriglia a Gaza. Sono in campo gli irriducibili miliziani palestinesi passati nei ranghi di Hamas dopo aver sfrattato Al Fatah e dunque Abu Mazen nel giugno scorso e reparti di incursori israeliani coadiuvati dall’aviazione. La ragione del contendere è sempre la stessa: quelli di Hamas continuano a bombardare con razzi Qassam (ancorché artigianali, uccidono) Sdérot e Ashkelon; Tsahal ribatte moltiplicando colpo dopo colpo. Negli ultimi cinque giorni la situazione s’è incarognita facendo aumentare il numero dei morti, perloppiù innocenti: vecchi, bambini e questo sia a Gaza che nel nord della Striscia, come in territorio israeliano. Il computo dei morti, l’aumentar dei feriti ma soprattutto la consapevolezza che i piani del cosiddetto Quartetto di Pace rischiano d’andare a Patrasso, tutto ciò ha fatto saltare i nervi ai palestinesi diremo moderati che fan capo ad Abu Mazen. Riunito d’urgenza, a Ramallah, il «governo», Abu Mazen ha invocato una riunione urgente del Consiglio di Sicurezza e della Lega Araba. Ma c’è di più: una dichiarazione non proprio felice di Abu Mazen: «Malauguratamente Israele impiega in questi giorni un termine in genere evitato da oltre sessant’anni: il termine olocausto. Ma quello che sta accadendo a Gaza è peggio di un olocausto». Certamente a Gaza quella gente passa giornate infami, stretta com’è d’assedio dal potente Israele nelle cui mani, per di più, sono le chiavi dell’energia e dell’acqua, degli ospedali. Perché Abu Mazen ha parlato d’olocausto, sapendo di toccare un nervo scoperto? E come mai, da sponda avversa, a Damasco, Khaled Meshaal, il leader di Hamas in esilio, l’ha ripetuto, accusando inoltre lo stesso Abu Mazen di «coprire l’olocausto scatenato dagli israeliani»? È la logica dell’illogico (per noi), una variante di bos ilha che in arabo significa «baciarsi le barbe». Venne fuori dopo il Settembre Nero e ha funzionato spesso: seppelliti rancori e morti, i leader si sono abbracciati e baciati (sulla barba) risolvendo anche vertenze terribili. E così mentre la Siria ufficiale lavora per una conferenza di pace «aperta», la Siria segreta giorno dopo giorno torna in Libano; l’obiettivo è sempre lo stesso: imporre un presidente amico di Damasco, saldare i legami fra Hezbollah e Hamas, per segare l’unico paese democratico del Vicino Levante, il Libano, «affinché l’islàm ritorni dove il colonialismo l’ha scacciato». Il leader massimo di Hamas, lui, Meshaal, ha infine detto ancora qualcosa di inquietante: «Se non cesserà il massacro di Gaza, nessuno nel mondo potrà sentirsi al sicuro. Il castigo sarà terribile». Sarebbe un discorso bombastico, aria fritta, se non fosse che, proprio mercoledì scorso, il pacioso Abu Mazen non avesse denunciato la «sinistra alleanza Hamas-Al Qaeda». Lo stesso giorno il capo dei Servizi militari di Israele ha detto al parlamento che «membri di Al Qaida sono entrati in Gaza nei giorni seguiti alla caduta del muro che separa la Striscia dall’Egitto». Così stando le cose sarebbe esercizio sterile azzardar pronostici. Sappiamo soltanto che per Israele la pratica razzi-Qassam è tutt’altro che chiusa. Temiamo che abbia ragione Saeb Erekat, il notabile palestinese che crede nel dialogo quando dice che i negoziati di pace iniziati a Annapolis, «per ora» son da considerare «sepolti sotto le macerie delle case distrutte di Gaza».


Report "Israele/Palestina"

Israele si prepara a occupare Gaza. <Hamas si fermi o sarà una shoah> ( da "EUROPA.it" del 02-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: editoriale del quotidiano israeliano più diffuso, Yediot Ahronot , in cui si esorta il governo ad agire poiché "è impossibile rimanere in silenzio, c'è un limite a tutto. Israele deve rioccupare Gaza". Il governo israeliano ha già attivato un sistema di allerta con sirene, ma intanto pensa alla controffensiva, anche perché neanche ieri si è fermata la pioggia dei razzi su Sderot,

Inferno a Gaza, uccisi oltre 60 palestinesi Onu, consiglio di sicurezza d'urgenza ( da "Quotidiano.net" del 02-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: le trattative di pace con Israele. Tragico il bilancio dell'incursione militare israeliana nel nord della striscia di Gaza contro i miliziani di Hamas che ha investito il villaggio di Jabalya 'La Traviata, musica di Giuseppe VerdiTEATRO SOCIALE Stagione di prosa 2007/2008'Le intellettuali di Molière'Stagione teatrale 2007 / 2008,

Alain Elkann ( da "Stampa, La" del 02-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: Cosa pensate delle polemiche sulla presenza di Israele come paese ospite d'onore alla Fiera del Libro di Torino? "Credo che in molte posizioni ostili a questa presenza possa nascondersi una volontà di delegittimare lo Stato di Israele in quanto tale, che è cosa diversa dalla critica legittima ai comportamenti di un governo.

"Alba Festival" da Oscar il cartellone lo firma Haggis ( da "Stampa, La" del 02-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: Israele, Spagna. Una straordinaria panoramica sul cinema contemporaneo, tutta firmata da giovani registi esordienti o alle prime prove. La giuria popolare che decreterà il vincitore sarà presieduta dal regista Agostino Ferrente. Mai come quest'anno, però, il festival albese giunto alla settima edizione ha allargato i suoi confini cinematografici per confrontarsi con la televisione,

Israele all'assalto di Hamas, strage a Gaza ( da "Stampa, La" del 02-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: RISPOSTA AI RAZZI DEI PALESTINESI. NOVE BAMBINI TRA LE SESSANTA VITTIME Israele all'assalto di Hamas, strage a Gaza.

Inferno a Gaza: 50 palestinesi morti nella battaglia fra le case ( da "Giorno, Il (Nazionale)" del 02-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: A sostegno del commando israeliano sono così intervenuti prima elicotteri da combattimento e poi mezzi corazzati della brigata "Givati", che per ore hanno martellato le postazioni palestinesi. La zona dei combattimenti si trova molto vicina al centro abitato di Jabaliya, e questo spiega il massiccio coinvolgimento dei civili.

PROVE GENERALI D'INVASIONE ( da "Stampa, La" del 02-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: bambini e questo sia a Gaza che nel nord della Striscia, come in territorio israeliano. Il computo dei morti, l'aumentar dei feriti ma soprattutto la consapevolezza che i piani del cosiddetto Quartetto di Pace rischiano d'andare a Patrasso, tutto ciò ha fatto saltare i nervi ai palestinesi diremo moderati che fan capo ad Abu Mazen.

Escalation Un conto era Sderot ma adesso i missili cadono su centri strategici per lo Stato di Israele ( da "Stampa, La" del 02-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: Nel computer ha i dati del 2006: 1496 razzi lanciati contro Israele, 26 alla periferia di Ashkelon, 8 in pieno centro. Lo stereo diffonde piano le note di Peter Gabriel: proibito coprire in alcun modo l'eventuale allarme. "Ce l'aspettavamo, era solo questione di tempo, purtroppo arriveranno presto anche i morti", continua il dottor Lobel.

[FIRMA]FRANCESCA PACI INVIATA A ERETZ Sto chiuso in casa da mercoledì sera, ho proibito a ( da "Stampa, La" del 02-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: Khaled Meshaal accusa Israele di "un vero e proprio Olocausto". Il presidente palestinese Abu Mazen ha deciso di sospendere i negoziati di pace con Israele, mentre fonti interne alla Muqata rivelano che il capo dei negoziatori palestinesi Abu Ala è pronto a rovesciare il tavolo delle trattative che da mesi divide ogni settimana con il ministro degli esteri israeliano Tzipi Livni.

Israeleattacca:60 uccisi ( da "Secolo XIX, Il" del 02-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: Gaza Rappresaglia di Tel Aviv dopo un lancio di razzi sul sud di Israele che hanno ferito 2 persone. Campo profughi bombardato, tra le vittime donne e bambini. 02/03/2008.

Bufera sul Salone del LibroIran e Libano boicottano Israele ( da "Secolo XIX, Il" del 02-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: esistenza di Israele e il presidente Mahmud Ahmadinejad, che ha assunto l'incarico nell agosto del 2005, ha attaccato più volte lo Stato israeliano con toni violenti, auspicando la sua cancellazione dalle carte geografiche. L'Isesco, l'istituto per la cultura affiliata all'Organizzazione della conferenza islamica (Oci),

Israele contro Gazaoltre 60 i mortisi teme l'invasione ( da "Secolo XIX, Il" del 02-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract:

MO: A GAZA SCOPPIA L'INFERNO, UCCISI 49 PALESTINESI/ANSA ( da "Secolo XIX, Il" del 02-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: sembra impensierire il ministro degli Esteri israeliano Tzipi Livni, che presiede il gruppo dei negoziatori: "Anche se i palestinesi desiderano sospendere i colloqui di pace - ha dichiarato in serata - ciò non avrà alcun effetto sulle decisioni di Israele a Gaza. La necessità di Israele di proteggere i suoi cittadini è sempre stata una condizione di base nelle trattative tra noi e l'

Gaza, strage di palestinesi ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 02-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: il ministro degli esteri israeliano Tzipi Livni, che presiede il gruppo dei negoziatori: "Anche se i palestinesi desiderano sospendere i colloqui di pace - ha dichiarato in serata - ciò non avrà alcun effetto sulle decisioni di Israele a Gaza. La necessità di Israele di proteggere i suoi cittadini - ha aggiunto - è sempre stata una condizione di base nelle trattative tra noi e l'

Yehoushua: l'unica speranza è che hamas cessi il fuoco - a pagina 3 ( da "Repubblica, La" del 02-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: Lo scrittore israeliano: la pace non ha alternative Yehoushua: l'unica speranza è che Hamas cessi il fuoco A pagina 3 SEGUE A PAGINA 3.

Israele attacca gaza: 60 morti - localita ( da "Repubblica, La" del 02-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: Tra le vittime molti bambini e civili Israele attacca Gaza: 60 morti Sanguinoso raid dell'esercito. Abu Mazen: stop ai negoziati LOCALITA gerusalemme Per i vertici militari israeliani è soltanto un"operazione di routine", una delle tante, messe in atto contro le milizie di Hamas per fermare i lanci di missili Kassam sulle città del Negev settentrionale.

"la trattativa? è sepolta dalle macerie" ( da "Repubblica, La" del 02-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: il suo nome alle speranze di raggiungere la pace con Israele attraverso il negoziato. Così, nel giorno in cui Hamas vede esaltata la sua dottrina bellicista e intransigente, con uno scontro senza precedenti contro l'odiato nemico israeliano, i palestinesi moderati vedono crollare le loro speranze e con il presidente Mahmud Abbas, s'appellano all'Onu per far cessare la carneficina.

Yehoshua: "chiediamo ad hamas di cessare il fuoco sui nostri villaggi" - cristina nadotti ( da "Repubblica, La" del 02-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: Lo scrittore israeliano:è il solo modo per fermare la violenza CRISTINA NADOTTI Quando risponde al telefono, la voce di Abraham Yehoshua è quella di un uomo stanco di dover sempre commentare la guerra. In Italia per presentare il suo ultimo libro, Fuoco amico, ieri è stato impegnato per tutta la giornata con incontri e registrazioni televisive.

Un giorno di guerra a gaza bombe sulle case, oltre 60 morti - (segue dalla prima pagina) dal nostro corrispondente ( da "Repubblica, La" del 02-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: unisono il ministero della Difesa e il portavoce militare non è la battaglia risolutiva che molti in Israele vorrebbero (e non solo in Israele, ma anche e per opposti motivi a Gaza) come sarà allora quella battaglia? Forse quella scoppiata ieri notte e proseguita lungo tutta la giornata non è, tecnicamente parlando, una guerra, ma sicuramente è così che le guerre cominciano.

Medio Oriente, altro che anno della pace ( da "Unita, L'" del 02-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: In passato Israele ha eliminato i capi di Hamas, ma altri hanno preso il loro posto, e la forza del movimento integralista è cresciuta. A Israele si chiede un esercizio di lungimiranza politica e non di potenza (militare). Perché il suo sacrosanto, inalienabile, diritto alla sicurezza non potrà mai fondarsi sull'oppressione di un altro popolo.

Dalla Palestina a Beirut ecco i frutti della pax americana ( da "Unita, L'" del 02-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: Vogliono ridurci a protettorato mentre Israele massacra i palestinesi "Dalla Palestina a Beirut ecco i frutti della pax americana" di Umberto De Giovannangeli "Ora l'ingerenza negli affari interni del Libano viene anche dal mare.L'invio da parte americana della nave da guerra "USS Cole" rappresenta una pressione evidente, inaccettabile, che i veri patrioti libanesi sapranno respingere"

Attacco di Israele a Gaza, torna l'inferno Vicino al campo profughi di Jabaliya uccisi 60 palestinesi tra cui 9 bambini. L'operazione militare decisa dopo i lanci di missili Qassam ( da "Unita, L'" del 02-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: edizione del Attacco di Israele a Gaza, torna l'inferno Vicino al campo profughi di Jabaliya uccisi 60 palestinesi tra cui 9 bambini. L'operazione militare decisa dopo i lanci di missili Qassam. Abu Mazen: è un olocausto. Consiglio di sicurezza Onu riunito d'urgenza di Umberto De Giovannangeli IL CREPITARE dei mitragliatori spezza il silenzio della notte.

Quattro giorni di guerra, 80 vittime palestinesi ( da "Unita, L'" del 02-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: Su Sderot e Ashqelon vengono lanciati decine di razzi Qassam e uno studente israeliano ci rimette la vita. Si mette in moto così una spirale di violenza che sembra inarrestabile. Tra i palestinesi si registrano circa 15 morti (sette bambini) e decine di feriti. 28 febbraio Nuovo diluvio di razzi sul territorio israeliano e raid aerei senza sosta su Gaza: 15 morti palestinesi,

Movimenti sociali in corteo ( da "Repubblica, La" del 02-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: Nessun incidente: qualche petardo e uno striscione con la scritta "Israele stato canaglia" da segnalare. Filo rosso dei due giorni il "processo al processo": la protesta contro le condanne a 13 attivisti fiorentini per gli scontri del 13 maggio 1999 davanti al consolato Usa. Ma oggi si discute anche di precarietà.

Andrea lollini, l'avvocato della giustizia di transizione - (dalla prima di cronaca) francesca parisini ( da "Repubblica, La" del 02-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: quella che ora porta Lollini in Israele, chiamato da Dorit Beinisch, una donna molto tenace che siede alla presidenza della Corte Suprema Israeliana; a Gerusalemme il giovane giurista farà parte di un gruppo di ricerca su temi costituzionali. E ora di andare. Lollini è atteso da quello che lui ritiene il suo maestro, lo storico Carlo Ginzburg.

Israele bombarda Gaza: è strage Ma al mondo non interessa ( da "Liberazione" del 02-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: L'esercito israeliano ha cominciato le operazioni di terra minacciate nei giorni scorsi, appoggiato da incursioni dell'aviazione. Almeno cinquanuno, ieri, morti. Quattordici erano civili, nove dei quali di età compresa tra nove e dodici anni. Più di centocinquanta i feriti.

Bertinotti: <Finita l'era del governo è ora di riorganizzare la lotta> ( da "Liberazione" del 02-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: Pensate se fossimo a Gaza e un raid israeliano avesse ucciso donne e bambini". Bertinotti frena la foga: "Se poi qualcuno è tentato di rispondere alla violenza con il terrorismo, gli va spiegato che la marcia è lunga e che a chi vuole cambiare il mondo tocca la parte più difficile".

Striscia di Gaza, un giorno d'inferno ( da "Liberazione" del 02-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: La strage più pesante dai tempi del ritiro israeliano dalla Striscia. Alle 16 a MILANO in largo Cairoli presidio sit-in organizzato dalla Comunità palestinese della Lombardia, contro questo orribile massacro, contro il silenmzio internazionale e l'embrago totale nella Striscia di Gaza.

La strage di Gaza: cinquanta palestinesi uccisi ( da "Liberazione" del 02-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: È importante non fornire a Israele alcuna scusa per continuare la sua aggressione", ha aggiunto Abbas, che ha minacciato, di fronte all'escalation delle violenze, di sospendere i negoziati di pace con Israele, che per Saeb Erekat, uno dei principali negoziatori col governo israeliano, sono da considerare, per ora, "sepolti sotto le macerie delle case distrutte a Gaza"

LA battaglia fra israeliani e palestinesi, avvenuta ieri a Gaza è, per ora, il momento pi&# ( da "Messaggero, Il" del 02-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: puntati da Gaza contro il territorio israeliano e la città di Sderot), è divenuto una vera e propria offensiva missilistica che ha raggiunto, con razzi Grad, di fabbricazione industriale, la città di Ashkelon, a 20 chilometri dal confine. La risposta israeliana è stata prima mirata a colpire le basi di lancio dei razzi Qassam ma si è poi trasformata in una vera e propria battaglia,

NPavia EL mio Paese si diffonde un sentimento inedito: siamo esausti, v ( da "Messaggero, Il" del 02-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: Così dice Abraham Yehoshua, uno dei più famosi romanzieri israeliani, in Italia per presentare il suo ultimo libro: "Israele e Palestina sono come due gemelli siamesi, e ci vuole un intervento complicatissimo per separarli. Europa, Stati Uniti, Lega Araba devono impegnare le loro migliori energie per farlo".

E' soltanto l'inizio. Nei prossimi giorni assisteremo a uno sforzo israeliano per uccidere ( da "Messaggero, Il" del 02-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: Nei prossimi giorni assisteremo a uno sforzo israeliano per uccidere i capi militari e qualche leader politico di Hamas. E, forse contemporaneamente, a un'operazione terrestre per separare Gaza dall'Egitto e bloccare il flusso d'armi sempre più sofisticati con le quali il movimento integralista si sta rafforzando".

Gaza, la strage dei bambini ( da "Messaggero, Il" del 02-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: Rappresaglia in risposta ai razzi di Hamas e scoppia l'emergenza umanitaria: non ci sono ospedali per i feriti Gaza, la strage dei bambini Blitz israeliano: 60 morti. L'Anp: è il nostro olocausto, stop ai negoziati.

L'altro giorno è stato il vice ministro della difesa Matan Vilnay a preannunciare una nuova  ( da "Messaggero, Il" del 02-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: Sono usciti dai bunker sotterranei costruiti da quando l'esercito israeliano ha lasciato Gaza, missili più potenti e di gittata più lunga. Quando hanno colpito Ashkelon, una città di 140 mila abitanti, i generali hanno avuto l'ordine di far muovere i reparti blindati parcheggiati sul confine. Sapevano a cosa andavano incontro.

ROMA Sessanta morti e centinaia di feriti per un'incursione israeliana all'alba di ieri a ( da "Messaggero, Il" del 02-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: Anp decide di sospendere i negoziati con Israele e definisce questo massacro "il nostro olocausto". Gli ospedali della "Striscia" non riescono ad accogliere tutti i feriti e lanciano un appello a Israele. Tel Aviv "non ha fissato un limite di tempo per mettere fine all'operazione a Gaza", ha dichiarato il portavoce del ministro della Difesa israeliano,

Raid israeliani a Gaza, tre morti L'Onu condanna l'escalation ( da "Quotidiano.net" del 02-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: ISRAELE: "PRONTI A UNA VASTA OFFENSIVA Il ministro della Difesa israeliano, Ehud Barak, ha affermato oggi che i comandi dello Stato ebraico sono pronti a lanciare un'ampia offensiva di terra nella Striscia di Gaza. "Non siamo contenti di questo ma non abbiamo paura", ha dichiarato il ministro ai microfoni di Radio Israele.

Raid su Gaza, strage di palestinesi ( da "Tempo, Il" del 02-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: Mazen stanno vagliando la possibilità di congelare i negoziati di pace con Israele. Il ministro degli esteri israeliano Tzipi Livni ha risposto che la decisione dell'Anp non può interferire con l'operazione a Gaza.Il leader in esilio del movimento islamico palestinese Hamas, Khaled Meshaal, ha accusato Israele di stare compiendo "un vero e proprio olocausto" nella Striscia di Gaza.

Nuovi raid a Gaza, cinque morti Israele: "Pronti all'offensiva" ( da "Quotidiano.net" del 02-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: cinque morti Israele: "Pronti all'offensiva" Operazione 'inverno caldo dell'esercito di Israele nella Striscia, dove sabato sono morte 61 persone. Il Consiglio di sicurezza Onu condanna l'escalation di violenza Gaza, 2 marzo 2008 - E di almeno cinque morti il bilancio provvisorio dei nuovi attacchi israeliani ripresi stamane nel nord della Striscia di Gaza,

All'Oval del Lingotto le frecce europee ( da "Stampa, La" del 02-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: Israele, Libano e Turchia, perché come recita lo slogan dell'evento "Una.tira l'altra". L'intero ricavato degli Europei andranno a Telethon, che potrà proseguire nella sua opera di ricerca sulle malattie genetiche. La cerimonia d'apertura si terrà martedì 4 a partire dalle 17, con ingresso libero, all'interno del Borgo Medioevale del parco del Valentino,

Altre due entrate per il pozzo della morte ( da "Quotidiano.net" del 02-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: Israele: "Pronti all'offensiva" Abu Mazen tronca tutti i contattiSport - Locale Basket La Carife batte Sassari e vola in finale contro JesiSpettacolo Trionfano Gio Di Tonno e Lola Ponce Seconda la Tatangelo: "Gigi ti amo" A Tricarico il premio della criticaSport - Rugby Per la Femi arriva un'altra sconfitta Il Casinò di Venezia vince 34-

Nuovi raid a Gaza, Israele: "Pronti all'offensiva" Abu Mazen tronca tutti i contatti ( da "Quotidiano.net" del 02-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: gruppi armati palestinesi hanno lanciato oltre 50 razzi contro Israele (sette i civili feriti, fra cui due bambini, nella città di Ashkelon). Mercoledì, un razzo aveva ucciso un civile israeliano. La pressione internazionale monta per spingere Israele a interrompere le operazioni (ma Barak ha detto oggi che "lo scopo, mettere fine al lancio di razzi, non lo otterremo in due giorni;

Angelina forse partorirà in Francia Tabloid scatenati: "Due gemelli" ( da "Quotidiano.net" del 02-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: Israele: "Pronti all'offensiva" Abu Mazen tronca tutti i contattiSport - Locale Basket La Carife batte Sassari e vola in finale contro Jesi 'La Traviata, musica di Giuseppe VerdiTEATRO SOCIALE Stagione di prosa 2007/2008'Le intellettuali di Molière'Stagione teatrale 2007 / 2008, La parola ai giurati"Le Cirque Invisible"

"I piccoli non saranno in Parlamento Sono vecchio, ma non rincog..." ( da "Quotidiano.net" del 02-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: Israele: "Pronti all'offensiva" Abu Mazen tronca tutti i contattiSport - Locale Basket La Carife batte Sassari e vola in finale contro Jesi 'La Traviata, musica di Giuseppe VerdiTEATRO SOCIALE Stagione di prosa 2007/2008'Le intellettuali di Molière'Stagione teatrale 2007 / 2008, La parola ai giurati"Le Cirque Invisible"

Gaza, non si arresta l'offensiva di Israele ( da "Voce d'Italia, La" del 02-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: offensiva di Israele Da mercoledi piu di 100 le vittime palestinesi Gerusalemme, 2 mar. - Non accenna a diminuire l'offensiva israeliana nella striscia di Gaza, nonostante i ripetuti appelli dell'ONU alla cessazione delle violenze. Il Primo Ministro Ehud Olmert ha affermato oggi che "Israele non ha alcuna intenzione di sospendere la lotta al terrorismo"


Articoli

Israele si prepara a occupare Gaza. <Hamas si fermi o sarà una shoah> (sezione: Israele/Palestina)

( da "EUROPA.it" del 02-03-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Israele si prepara a occupare Gaza. "Hamas si fermi o sarà una shoah" MAURIZIO DEBANNE Ad Annapolis si scommise sulla pace in Medio Oriente entro la fine del 2008 ma oggi, a pochi mesi di distanza, l'unica speranza è che non scoppi una nuova guerra prima della fine del secondo mandato di Bush. Gli ultimi eventi accaduti nella Striscia di Gaza e nel sud di Israele assomigliano infatti terribilmente all'escalation di violenza che portò alla guerra in Libano nell'estate del 2006 tra lo stato ebraico e Hezbollah. La decisione di Hamas di includere Ashkelon, e i suoi 120mila abitanti, sotto la minaccia permanente del lancio dei razzi rende sempre più probabile un intervento militare israeliano su larga scala nella Striscia di Gaza i cui esiti sono imprevedibili. Il ministro della difesa israeliano Barak scarica tutte le responsabilità su Hamas giudicandola "l'unica responsabile" dell'escalation di violenza. Secondo il quotidiano israeliano Haaretz, fra qualche mese, quando i leader del movimento islamico avranno modo di ripercorrere le tappe di questa spirale di morte, allora, forse, vedranno con chiarezza che aver colpito Ashkelon con una decina di razzi Grad, noti come Katyusha e della gittata di 20 chilometri, si sia rivelato "un enorme errore". I Katyusha hanno impresso una grande paura e diffuso la convinzione negli israeliani che un'offensiva di terra è diventata inevitabile e necessaria quanto prima. Pochi giorni fa un sondaggio indicava che il 65% degli israeliani era favorevole ad un dialogo con Hamas per l'instaurazione di un tregua e il rilascio del caporale Shalit ma adesso gli umori sono all'opposto. Lo si evince anche da un editoriale del quotidiano israeliano più diffuso, Yediot Ahronot , in cui si esorta il governo ad agire poiché "è impossibile rimanere in silenzio, c'è un limite a tutto. Israele deve rioccupare Gaza". Il governo israeliano ha già attivato un sistema di allerta con sirene, ma intanto pensa alla controffensiva, anche perché neanche ieri si è fermata la pioggia dei razzi su Sderot, provocando il ferimento di una donna mentre a Gaza cinque palestinesi, tra i quali due minorenni, sono rimasti feriti sotto i tre attacchi aerei dell'esercito israeliano. Olmert valuterà il da farsi nei prossimi giorni nel corso di una riunione del gabinetto di sicurezza. Intanto si moltiplicano gli appelli, sopratutto tra i deputati della Knesset, perché Israele occupi di nuovo la Striscia di Gaza e rovesci il governo di Hamas. Secondo il Jerusalem Post che cita alcune fonti della difesa israeliana, "l'obiettivo di una possibile operazione militare nelle prossime settimane, forse mesi, non sarebbe solo di ridurre la minaccia dei razzi e di colpire le fabbriche di questi razzi a Gaza, ma anche di paralizzare il governo di Hamas, la sua capacità operativa, fino ad un includere un rovesciamento di regime". "Faremo di tutto" per costringere Hamas a interrompere la pioggia di razzi sul territorio israeliano, ha avvertito il vice-ministro della difesa, Matan Vilnai, laburista, alla radio dell'esercito, arrivando a usare il termine "shoah" per indicare le perdite a cui andranno incontro i palestinesi se gli islamici non fermeranno gli attacchi. "Più razzi Qassam spareranno, più sarà potente la loro gittata, maggiore sarà la shoah che (i palestinesi, ndr.) attireranno su di sé", ha minacciato Vilnai. La parola "shoah" viene utilizzata generalmente in Israele solo per descrivere l'olocausto nazista e buona parte della popolazione detesta l'utilizzo di questo termine per descrivere qualsiasi evento contemporaneo. Il portavoce di Vilnai ha dichiarato però che il vice-ministro l'ha adoperata per descrivere il "disastro" cui i palestinesi stanno andando incontro, senza però voler fare nessuna allusione al genocidio degli ebrei durante la seconda guerra mondiale. La posizione espressa da Vilnai non è affatto isolata. Il presidente della Commissione parlamentare per gli affari esteri e difesa, Tzaji Hanegbi, ai augura che Israele conquisti "tutte le zone da cui vengono lanciati razzi" e si prepari "a rimanere nell'area per anni".

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Inferno a Gaza, uccisi oltre 60 palestinesi Onu, consiglio di sicurezza d'urgenza (sezione: Israele/Palestina)

( da "Quotidiano.net" del 02-03-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

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Tragico il bilancio dell'incursione militare israeliana nel nord della striscia di Gaza contro i miliziani di Hamas che ha investito il villaggio di Jabalya 'La Traviata', musica di Giuseppe VerdiTEATRO SOCIALE Stagione di prosa 2007/2008'Le intellettuali di Molière'Stagione teatrale 2007 / 2008, La parola ai giurati"Le Cirque Invisible" al Teatro Lauro RossiStagione di qualità al Teatro ComunaleLa Belle Epoque. Arte in Italia 1880-1915'Gli innamorati'Il cartellone 2007/08 del Politeama PrateseQuartetto d'archi PrazakStagione teatrale 2007 / 2008: BoleroMike Melillo in concerto'Outlet''Cara la pelle'"Il compleanno" al Teatro Lauro Rossi Gianna Nannini al Mandela ForumAborto, donne in si-in in difesa della 194Antiche camelie della LucchesiaIn coda per i simboli C'è anche FerraraUn laboratorio di scrittura creativa --> Cioccolatai in piazza del PopoloIl concerto all'Auditorium PedrottiRIMINI_FROSINONE 1-1Gli anticipi della 26esima giornataSanremo 2008, la finalissimaAvellino-AscoliBologna-Cesena 2-1Premiata, sabato amaro a MilanoIl calendario 2008 di Alessandro TersigniElezioni politiche 2008I festeggiati di AnconaSanremo 2008, quarta serataDegrado nella casa di riposo comunale di CrespinocompleanniOmicidio di via Gualandi Parigi, Valentino by Alessandra FacchinettiSpeciale Sanremo: i duetti e la polemica nel dopofestivalGiovanni Morandi intervista Flavio Briatore: "Io tifo per la Santanchè"Geishe all'ombra dei grattacieli in GiapponeCalciomercato: perchè Kakà ha firmato fino al 2013Ecco la mappa dei tesori di PavarottiColdplay - 'Yellow'Il principe Harry in prima linea contro i talebaniEcco il Civis che ha già diviso la cittàSpeciale Sanremo 2008: chi salverà la Bertè?Inter verso lo scudetto con la forza dei nervi tesiCarla Bruni, primo viaggio da 'première dame'Keith Richards senza memoria: colpa delle droghePamela Anderson verso il terzo divorzioRabbia in Sudafrica per video razzista nel campus Perché Sanremo è Sanremo 61 del 02/03/2008 di Davide Costa Coppia che gioca bene del 01/03/2008 di Francesco Ghidetti Walter e Silvio: tanti bla bla, nessuna risposta concreta del 01/03/2008 di Sandro Bugialli Adriano, l'imperituro del 01/03/2008 di Laura Alari Il Festival non decolla, ma la colpa non è di Baudo del 01/03/2008 di Daniela Laganà Accetteresti una centrale nucleare nella tua provincia?Volete che Tomasi lasci la Spal?Vota il gol più bello della 25 giornataGli inquirenti hanno fatto di tutto per ritrovare i fratelli Pappalardi?Smog, per diminuire l'inquinamento qual'è la misura più efficace?Giusto pubblicare i nomi degli evasori?Chi è la tua valletta prefeita?Ti piace il festival di Sanremo 2008?Ti sentiresti più sicura con 'Slim', l'allarme antiaggressione?Blocco del traffico alla domenica, sei d'accordo?Guazzaloca-bis, sei d'accordo?Vota la tua canzone preferita di Sanremo 2008Permessi di lavoro per chi cura malati terminali, sei d'accordo?Vota il gol più bello della 24esima giornataVale la pena pagare il designatore Collina 500mila euro? 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Alain Elkann (sezione: Israele/Palestina)

( da "Stampa, La" del 02-03-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Con Alain Elkann Riccardo Di Segni lei è rabbino capo della comunità di Roma dal novembre 2001, in cosa consiste la sua attività? "Il rabbino capo è la persona che dirige l'organizzazione dei servizi rituali della comunità e che si occupa dei problemi educativi. Rappresenta la comunità nel suo aspetto religioso esterno, rispetto sia alle altre realtà del mondo ebraico sia alle autorità italiane e di altre religioni. Nella comunità abbiamo diversi livelli di osservanza, da quelli più stretti a quelli più lontani. Ci sono anche movimenti di recupero e riavvicinamento alle tradizioni". Come guardate le discussioni sull'aborto, la legge 194 che animano il dibattito politico in questo periodo? "Il dibattito riesplode ciclicamente e ora si è colorato di forti toni politici. La posizione della tradizione ebraica è particolare, e non può essere sovrapposta a nessuno dei due schemi contrapposti. Il principio fondamentale è che il diritto alla vita della madre prevale su quello del nascituro". Cosa pensate delle polemiche sulla presenza di Israele come paese ospite d'onore alla Fiera del Libro di Torino? "Credo che in molte posizioni ostili a questa presenza possa nascondersi una volontà di delegittimare lo Stato di Israele in quanto tale, che è cosa diversa dalla critica legittima ai comportamenti di un governo. In generale l'idea di emarginare dei libri prodotti da ebrei, in quanto cittadini dello Stato di Israele, evoca una lunga storia di intolleranza contro il libro ebraico cui si è macchiata l'Europa dell'ultimo millennio". L'antisemitismo è sempre presente sotto varie forme striscianti o esplicite. Come reagisce? "L'ostilità antiebraica è una costante della storia, in ogni momento può manifestarsi in modi differenti, qualsiasi cosa succeda non mi meraviglia. Il problema è come reagire positivamente con l'educazione e i fatti, per limitare qualsiasi evoluzione dannosa per la società intera". Spesso si vogliono separare ebrei e israeliani come se fossero due entità distinte, qual è il suo punto di vista? "Gli israeliani sono cittadini dello Stato di Israele che non necessariamente sono tutti ebrei. Gli ebrei di per sé si definiscono e identificano in modi complessi e differenti per l'elemento religioso, o storico, o nazionale. Esiste comunque un legame che per molti ebrei è forte ed essenziale con lo Stato di Israele in termini di memorie, speranze, parentele, identità e garanzia di sicurezza". L'assemblea rabbinica italiana ha decretato "pausa di riflessione nel dialogo con i cattolici" che secondo lei hanno fatto un passo indietro di 43 anni, cosa significa questo? "C'è stata una formula ripresa ai più alti livelli della Chiesa, dalla sua volontà che gli ebrei riconoscano la salvezza di Gesù. Noi riteniamo che la nostra fede sia autonoma e portatrice di salvezza e ricordiamo con angoscia i secoli di ostilità antiebraica giustificata dalla volontà della Chiesa di convertire gli ebrei. Se oggi desideriamo dialogare è perché riteniamo che sia un dovere confrontarci e testimoniare una volontà di pace nel mondo. Ma la questione della fede di ciascuno non deve essere tema di dialogo e deve essere rispettata nella sua diversità. Per questo motivo nel momento in cui viene messo in discussione questo presupposto riteniamo opportuno fare una pausa di riflessione per capire come possiamo andare avanti in questo impegno comune tanto necessario tanto difficile". Giovanni Paolo II è venuto in visita alla sinagoga di Roma, lei ha invitato il papa Benedetto XVI? "Fin dall'inizio del suo pontificato". Perché è stata annullata la visita dell'Imam alla sinagoga? Come sono oggi i rapporti tra ebrei e musulmani? "La visita del segretario della grande moschea e dell'Imam è stata solo rinviata. Ci sono da parte loro dei problemi organizzativi e forse problemi di fondo di ordine politico sui quali stiamo discutendo. Il mondo islamico, anche in Italia, non è un corpo omogeneo e in generale abbiamo utili canali di comunicazione con alcuni rappresentanti". L'ebraismo romano è il più antico nella diaspora occidentale, quanti sono gli ebrei romani e che caratteristiche hanno? "Sono circa 13 mila quelli della nostra comunità e altri in numero imprecisabile che non sono iscritti. Vi sono molti aspetti caratteristici della conservazione di un dialetto locale, tradizioni culinarie e un rito religioso del tutto specifico. E' diffusa la percezione di una sorta di identità comune, vorrei ricordare un sonetto in giudaico romanesco di Crescenzo Del Monte che esordisce con le parole: ''Io so' judìo romano'', è un po' retorico ma ancora espressione di una sensazione condivisa". Malgrado il suo impegno lei continua a esercitare la sua professione di medico radiologo? "Sì, è difficile. ma lo faccio anche per continuare un'antica e nobile tradizione ebraica: essere contemporaneamente medico e rabbino".

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"Alba Festival" da Oscar il cartellone lo firma Haggis (sezione: Israele/Palestina)

( da "Stampa, La" del 02-03-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

CINEMA. DA VENERDÌ "Alba Festival" da Oscar il cartellone lo firma Haggis Maratona con 31 film, poi il testimone passa a "Corto in Bra" [FIRMA]ROBERTO FIORI ALBA Una lunga scia di pellicole, una strada che attraversa le colline di Langhe e Roero con film e cortometraggi, ospiti illustri e incontri, lezioni di cinema e approfondimenti sulla televisione, ricerca e musica. Dopo anni di distratto vicinato, Alba International Film Festival e Cinema Corto in Bra hanno unito le forze per dar vita a "Alba e Bra in Festival": dieci giorni di immagini senza sosta che inizieranno il 6 marzo con la serata inaugurale del festival albese e termineranno il 16 con la premiazione della kermesse braidese. Dunque tocca ad Alba aprire le danze. E lo farà niente meno che con Paul Haggis, sceneggiatore e regista da Oscar al quale l'International Film Festival ha offerto una "Carta Bianca" di dieci film. L'autore di "Crash - Contatto fisico" e "Nella valle di Elah" lo scrittore degli script di "Million Dollar Baby" e "Lettere da Iwo Jima" di Clint Eastwood arriverà nella capitale delle Langhe per presentare i suoi lavori e otto titoli scelti personalmente attingendo dalla storia del cinema: da "La donna che visse due volte" di Hitchcock a "Ladri di biciclette" di De Sica, da "Fino all'ultimo respiro" di Godard a "Blow Up" di Antonioni. Una delle grandi novità è la sezione "eXistenZe": dieci film legati al tema del "ridere" saranno presentati al pubblico da un personaggio del mondo del cinema, della cultura, della scienza. Se l'inaugurazione sarà affidata al critico Paolo Mereghetti, che introdurrà il Jerry Lewis di "Pazzi, pupe e pillole", i nomi di punta saranno due attori comici, Luciana Littizzetto e Giacomo Poretti, per una volta orfano dei suoi due colleghi Aldo e Giovanni. La prima presenterà una delle pietre miliari della commedia hollywoodiana, "La signora del venerdì" di Howard Hawks, il secondo parlerà del motivo per cui ha scelto "La vita è meravigliosa" di Frank Capra. Tra gli altri ospiti, il regista Carlo Mazzacurati, lo scrittore Gian Luca Favetto, il regista teatrale Gabriele Vacis, il fumettista Silver, lo storico Peppino Ortoleva e il critico Roberto Nepoti. Il concorso "Andar per film" guiderà gli spettatori un po' in tutto il mondo: Turchia, Francia, Belgio, Germania, Messico, Usa, Israele, Spagna. Una straordinaria panoramica sul cinema contemporaneo, tutta firmata da giovani registi esordienti o alle prime prove. La giuria popolare che decreterà il vincitore sarà presieduta dal regista Agostino Ferrente. Mai come quest'anno, però, il festival albese giunto alla settima edizione ha allargato i suoi confini cinematografici per confrontarsi con la televisione, la musica, la filosofia, la religione e la scienza, nel segno della ricerca esistenziale. Ecco allora "Fictionscape", un workshop sulla fiction televisiva organizzato dalla Scuola Holden con la collaborazione di Giorgio Simonelli, docente dell'Università Cattolica di Milano. Tra i molti ospiti, ci saranno il direttore di Rai Educational Giovanni Minoli, che presenterà in anteprima la nuova fiction Rai "Agrodolce", la giornalista Alessandra Comazzi, gli sceneggiatori tv Mattia Torre, Andrea Garello e Nicola Lusuardi. Inoltre, l'attrice Rita Savagnone e Chiara Cajoli, figlia dell'autore Vladimiro Cajoli, saranno ad Alba per la proiezione, a quasi cinquant'anni dalla messa in onda, dell'originale televisivo "I figli di Medea" che nella sera del 9 giugno 1959 gettò l'Italia nel panico grazie a una burla alla Orson Welles.

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Israele all'assalto di Hamas, strage a Gaza (sezione: Israele/Palestina)

( da "Stampa, La" del 02-03-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

RISPOSTA AI RAZZI DEI PALESTINESI. NOVE BAMBINI TRA LE SESSANTA VITTIME Israele all'assalto di Hamas, strage a Gaza.

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Inferno a Gaza: 50 palestinesi morti nella battaglia fra le case (sezione: Israele/Palestina)

( da "Giorno, Il (Nazionale)" del 02-03-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

MEDIO ORIENTE ESCALATION MILITARE ISRAELIANA IN RISPOSTA AI LANCI DI QASSAM. ABU MAZEN SOSPENDE I NEGOZIATI DI PACE Inferno a Gaza: 50 palestinesi morti nella battaglia fra le case ? GERUSALEMME ? E' GUERRA aperta nel nord della Striscia di Gaza, dove dalla notte scorsa le forze israeliane stanno combattendo la loro più dura battaglia dai tempi del ritiro unilaterale del 2005. Il bilancio, che si è costantemente aggravato nel corso della giornata, quando e' sera registra 51 palestinesi uccisi (tra cui nove adolescenti di età compresa fra 13 e 17 anni e almeno altri cinque civili) e oltre 150 feriti, anche in questo caso con molti civili. Da parte israeliana si registrano due soldati uccisi e sei feriti, oltre a cinque civili (due dei quali bambini) feriti dai razzi caduti anche oggi sulla città di Ashkelon. Sebbene la vasta operazione militare condotta con aerei, elicotteri e carri armati israeliani intorno al campo profughi di Jabaliya avesse come obiettivo proprio quello di neutralizzare i lanci di Qassam, di razzi ne sono ugualmente caduti oltre 60. Decine di abitanti israeliani di Sderot di Ashqelon sono stati soccorsi in stato di choc. Fonti palestinesi hanno raccontato che la battaglia è iniziata poco dopo l'una della notte, quando unità speciali israeliane hanno tentato di penetrare nella periferia orientale di Jabaliya. Miliziani palestinesi li avrebbero individuati ed attaccati. A sostegno del commando israeliano sono così intervenuti prima elicotteri da combattimento e poi mezzi corazzati della brigata "Givati", che per ore hanno martellato le postazioni palestinesi. La zona dei combattimenti si trova molto vicina al centro abitato di Jabaliya, e questo spiega il massiccio coinvolgimento dei civili. IL VICE MINISTRO della difesa israeliano, Matam Vilnai, parlando alla radio militare ha precisato che quella in corso "è solo una operazione allargata e non può essere considerata come l'inizio di una più vasta invasione". In realtà molti analisti sono convinti che l'incursione di ieri, sebbene abbia assunto dimensioni forse più ampie del previsto, costituisca una importante prova generale per i comandi dell'esercito chiamati a valutare i costi in termini di vite umane in vista di una eventuale rioccupazione parziale della Striscia dopo il ritiro del 2005. Proprio Vilnai l'altro ieri, in occasione di una contestata intervista, aveva preannunciato che "tanto più si intensifica il lancio di razzi contro le nostre città, tanto più i palestinesi si espongono al rischio di una "shoah" ancora più grande". Il termine "shoah", interpretato da taluni come la minacciosa allusione ad un Olocausto, voleva in realtà alludere ad "una catastrofe". MA LA GAFFE ormai era fatta, e il presidente palestinese Abu Mazen non ha potuto fare a meno di ricitarla: "Quello che sta accadendo a Gaza è peggio di un Olocausto", ha dichiarato. La situazione umanitaria è gravissima, con gli ospedali di Gaza al collasso. In serata Abu Mazen ha annunciato la decisione di sospendere i negoziati di pace con Israele. Abu Mazen ha anche chiesto l'immediata convocazione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. Domani intanto è in arrivo nella regione il segretario di stato Usa Condoleezza Rice. - -->.

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PROVE GENERALI D'INVASIONE (sezione: Israele/Palestina)

( da "Stampa, La" del 02-03-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Igor Man PROVE GENERALI D'INVASIONE Guerra di guerriglia a Gaza. Sono in campo gli irriducibili miliziani palestinesi passati nei ranghi di Hamas dopo aver sfrattato Al Fatah e dunque Abu Mazen nel giugno scorso e reparti di incursori israeliani coadiuvati dall'aviazione. La ragione del contendere è sempre la stessa: quelli di Hamas continuano a bombardare con razzi Qassam (ancorché artigianali, uccidono) Sdérot e Ashkelon; Tsahal ribatte moltiplicando colpo dopo colpo. Negli ultimi cinque giorni la situazione s'è incarognita facendo aumentare il numero dei morti, perloppiù innocenti: vecchi, bambini e questo sia a Gaza che nel nord della Striscia, come in territorio israeliano. Il computo dei morti, l'aumentar dei feriti ma soprattutto la consapevolezza che i piani del cosiddetto Quartetto di Pace rischiano d'andare a Patrasso, tutto ciò ha fatto saltare i nervi ai palestinesi diremo moderati che fan capo ad Abu Mazen. Riunito d'urgenza, a Ramallah, il "governo", Abu Mazen ha invocato una riunione urgente del Consiglio di Sicurezza e della Lega Araba. Ma c'è di più: una dichiarazione non proprio felice di Abu Mazen: "Malauguratamente Israele impiega in questi giorni un termine in genere evitato da oltre sessant'anni: il termine olocausto. Ma quello che sta accadendo a Gaza è peggio di un olocausto". Certamente a Gaza quella gente passa giornate infami, stretta com'è d'assedio dal potente Israele nelle cui mani, per di più, sono le chiavi dell'energia e dell'acqua, degli ospedali. Perché Abu Mazen ha parlato d'olocausto, sapendo di toccare un nervo scoperto? E come mai, da sponda avversa, a Damasco, Khaled Meshaal, il leader di Hamas in esilio, l'ha ripetuto, accusando inoltre lo stesso Abu Mazen di "coprire l'olocausto scatenato dagli israeliani"? È la logica dell'illogico (per noi), una variante di bos ilha che in arabo significa "baciarsi le barbe". Venne fuori dopo il Settembre Nero e ha funzionato spesso: seppelliti rancori e morti, i leader si sono abbracciati e baciati (sulla barba) risolvendo anche vertenze terribili. E così mentre la Siria ufficiale lavora per una conferenza di pace "aperta", la Siria segreta giorno dopo giorno torna in Libano; l'obiettivo è sempre lo stesso: imporre un presidente amico di Damasco, saldare i legami fra Hezbollah e Hamas, per segare l'unico paese democratico del Vicino Levante, il Libano, "affinché l'islàm ritorni dove il colonialismo l'ha scacciato". Il leader massimo di Hamas, lui, Meshaal, ha infine detto ancora qualcosa di inquietante: "Se non cesserà il massacro di Gaza, nessuno nel mondo potrà sentirsi al sicuro. Il castigo sarà terribile". Sarebbe un discorso bombastico, aria fritta, se non fosse che, proprio mercoledì scorso, il pacioso Abu Mazen non avesse denunciato la "sinistra alleanza Hamas-Al Qaeda". Lo stesso giorno il capo dei Servizi militari di Israele ha detto al parlamento che "membri di Al Qaida sono entrati in Gaza nei giorni seguiti alla caduta del muro che separa la Striscia dall'Egitto". Così stando le cose sarebbe esercizio sterile azzardar pronostici. Sappiamo soltanto che per Israele la pratica razzi-Qassam è tutt'altro che chiusa. Temiamo che abbia ragione Saeb Erekat, il notabile palestinese che crede nel dialogo quando dice che i negoziati di pace iniziati a Annapolis, "per ora" son da considerare "sepolti sotto le macerie delle case distrutte di Gaza".

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Escalation Un conto era Sderot ma adesso i missili cadono su centri strategici per lo Stato di Israele (sezione: Israele/Palestina)

( da "Stampa, La" del 02-03-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

L'ospedale Barzilai di Ashkelon è a pochi metri da Nefti square, il cuore economico e politico della città, dove si affacciano il palazzo del Municipio, il mercato della frutta, Jeunesse Coiffeur, il parrucchiere degli impiegati comunali che non rinunciano alla messa in piega neppure in queste ore, anzi, scherza chez Uri, il titolare, ne fanno "un simbolo di resistenza ai colpi che arrivano da Gaza". Ieri mattina quando il Grad, il razzo di nuova generazione più potente dei vecchi Qassam, è esploso nel viale d'accesso al Barzilai, la gente con gli occhi al cielo ha seguito la traiettoria quasi fosse una stella cadente. "Mi è passato davanti, mai visto nulla di simile: il pavimento del mio ufficio, al quarto piano, ha sobbalzato", racconta Anat Wienstein Berkovits, portavoce della giunta provinciale. È rimasta al suo posto. Anche volendo, non avrebbe avuto scelta: il palazzo non ha un rifugio antiaereo. Nessun palazzo, nessuna casa, nessuna costruzione di questa città di 120 mila abitanti, uno dei principali porti israeliani, sede di una grande centrale elettrica e del più importante impianto di desalinizzazione del Paese, è attrezzato per il conflitto. Ashkelon si sveglia vulnerabile come Sderot, la località del Negev al confine con Gaza, bersaglio storico della guerra a bassa intensità che si combatte da mesi nel nord della Striscia. Nelle ultime quarantott'ore gli abitanti hanno contato sette razzi, quattro feriti lievi, decine di persone ricoverate in stato di shock. I due militari israeliani morti ieri e i sei feriti durante gli scontri tra l'esercito e i miliziani di Hamas, a meno di venti chilometri da qui, diffondono un'eco sinistra sui giorni a venire. "Andiamo avanti, facciamo finta di vivere normalmente, il grande show deve continuare", commenta scuotendo il capo Dimitri, proprietario del negozio di scarpe Diva Shop, origini russe come la maggior parte dei concittadini. Accanto alla sua vetrina un manifesto appena affisso ricapitola cosa fare nei 15 secondi successivi al fischio della sirena: scendere dall'automobile, sdraiarsi in terra con le mani sulla testa, restare immobili per almeno cinque minuti. "In realtà non è la prima volta", nota Ron Lobel, direttore generale dell'ospedale Barzilai, a lungo responsabile sanitario dell'amministrazione civile israeliana a Gaza, negli anni dell'occupazione. Nel computer ha i dati del 2006: 1496 razzi lanciati contro Israele, 26 alla periferia di Ashkelon, 8 in pieno centro. Lo stereo diffonde piano le note di Peter Gabriel: proibito coprire in alcun modo l'eventuale allarme. "Ce l'aspettavamo, era solo questione di tempo, purtroppo arriveranno presto anche i morti", continua il dottor Lobel. I cinquecento posti letto del Barzilai sono già al completo, contusi e feriti di queste ore ma anche quindici palestinesi vittime del fuoco israeliano degli ultimi mesi. Ron Lobel vive in una villetta a Nativ Hasara, 300 metri da Gaza, dove ha mantenuto molti amici medici. Dal balcone vede nitidamente il lancio continuo dei Qassam. Racconta di aver impiegato settimane per trovare un idraulico che venisse a riparare la toilette guasta: una volta sentito l'indirizzo si tiravano tutti indietro. Ma lui continua a credere nel dialogo: "Dal canto mio penso che dovremmo parlare con chiunque, Hamas compreso. Eppure capisco che prendere una decisione politica è difficile, chi ci spara addosso si nasconde in mezzo alla popolazione, donne, bambini: in queste condizioni rispondere al fuoco significa necessariamente uccidere civili". Ashkelon attende senza grandi speranze. Due giorni fa il ministro della Difesa Barak è atterrato in elicottero per rassicurare la città. "Il governo ci ha cacciato in questa situazione e ora deve tirarcene fuori, anche a costo di intavolare trattative con il diavolo", dice il vicesindaco Levi Sheffman, riprendendo un'affermazione del primo cittadino di Sderot, Eli Moyal. Gaza è vicina e lontanissima da qui. "Non ci conosciamo più, israeliani e palestinesi non sanno più niente gli uni degli altri", osserva Herb Krieger, insegnante di 52 anni. Herb parla arabo fluentemente: fino al 2000, l'inizio della seconda intifada, organizzava programmi culturali per studenti palestinesi. Sembra un secolo fa. Nella sua scuola, a un paio d'isolati dal Municipio, gli studenti non hanno più voglia d'imparare la lingua del nemico: "Come si fa a costruire la pace con qualcuno negandone l'identità?". Gli abitanti di Ashkelon e della Striscia di Gaza, vittime della stessa guerra, s'incontrano ormai solo nelle corsie dell'ospedale Barzilai. \.

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[FIRMA]FRANCESCA PACI INVIATA A ERETZ Sto chiuso in casa da mercoledì sera, ho proibito a (sezione: Israele/Palestina)

( da "Stampa, La" del 02-03-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

I miei figli di uscire, gli israeliani sparano a qualsiasi cosa si muova". La voce di Nafez Az-Zein arriva a tratti, s'interrompe, cade la linea. Nafez vive con la famiglia nella zona est del campo profughi di Jabaliya, la linea del fronte, il campo di battaglia tra i miliziani di Hamas e l'esercito israeliano che ieri ha raccolto almeno 60 morti, di cui secondo le fonti palestinesi almeno un terzo civili, inclusi 9 ragazzi tra i 13 e i 17 anni, un neonato di pochi giorni, e almeno tre donne. La rabbia degli abitanti è pesante come l'aria carica d'esplosivo. Il primogenito di Nafez, Mustafà, scalpita. Il padre ha impiegato tutta l'autorità d'un genitore d'altri tempi per tenerlo a freno: "Ha 16 anni, vuole andare a combattere". Le case, i vicoli sono una grande trincea. Il mondo arabo si stringe intorno alla Striscia di Gaza. Libia, Libano, Egitto alzano la voce. Da Damasco il leader di Hamas in esilio Khaled Meshaal accusa Israele di "un vero e proprio Olocausto". Il presidente palestinese Abu Mazen ha deciso di sospendere i negoziati di pace con Israele, mentre fonti interne alla Muqata rivelano che il capo dei negoziatori palestinesi Abu Ala è pronto a rovesciare il tavolo delle trattative che da mesi divide ogni settimana con il ministro degli esteri israeliano Tzipi Livni. Ma la protesta di di Tripoli, Cairo, Ramallah, arriva ovattata a Gaza, un'eco impercettibile sommersa dai colpi degli oltre duemila militari israeliani penetrati oltre il confine e dalla risposta dei miliziani di Hamas, della Jihad Islamica, dei Comitati di resistenza popolare. Gli ospedali di Gaza hanno allestito posti letto nei corridoi, all'ingresso, nel cortile. "Ci sono almeno 12 feriti destinati a morire", dice Halid Radi, portavoce del ministero della Sanità di Hamas. Ahmad, è infermiere al pronto soccorso di Shiva: "Il flusso da Jabaliya è continuo. Non abbiamo specialisti né farmaci, nelle ultime 24 ore sono arrivate più di mille persone, in molti casi possiamo solo guardarli spegnersi poco a poco". Le televisioni sono tutte accese, a Gaza, a Jabaliya, a Khan Yunis. Lavorano i reporter della tv di Hamas e di al Jazeera ma i commentatori tacciono. Nessuno azzarda previsioni. Hamas si è detto più volte disponibile alla tregua anche attraverso lo scambio di prigionieri, il caporale israeliano Gilat Shalit, catturato nel 2006, contro una lista "negoziabile" di miliziani nelle prigioni israeliane. L'unica opzione per ora però, sembra quella militare. Israele "non ha fissato un limite di tempo" dell'esercito nella Striscia, dichiara il portavoce del ministro della difesa Ehud Barak, e promette: "L'operazione durerà finchè è necessario". "Ascolto mia sorella Fatima che vive a Jabaliya e sento la guerra, mi affaccio alla finestra e vedo i nostri ragazzi, giovani come i figli, che lanciano Qassam, non finirà mai", ammette Mohammed Kaddaui, insegnante di Rafah. Dal suo punto di vista, al confine con l'Egitto, la battaglia è lontana. Eppure è sotto casa: "Prima o poi gli israeliani cominceranno a rispondere anche qui, ci invaderanno di nuovo, solo questione di tempo". Al quartier generale di Hamas le bocche sono cucite e si affilano le armi, giunte numerose nelle settimane scorse attraverso la frontiera del Sinai. Ieri sera, durante un'incursione israeliana, è stata uccisa la guardia del corpo di Mahmoud al-Zahar, ex ministro degli esteri di Hamas. I raid aerei marcano stretto il partito islamico ma a farne le spese, in queste ore, sono i civili. Due sorelle di 13 e 17 anni, Salwa e Samah Zedan sono state colpite mentre erano in salotto, lontano dalle finestre, lontano dai razzi. Nelle strade le moschee diffondono a volume altissimo versi del Corano, per due giorni sarà lutto nazionale. Le urla dei funerali e i tamburi di guerra fanno da colonna sonora alla conta dei morti.

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Israeleattacca:60 uccisi (sezione: Israele/Palestina)

( da "Secolo XIX, Il" del 02-03-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Gaza Rappresaglia di Tel Aviv dopo un lancio di razzi sul sud di Israele che hanno ferito 2 persone. Campo profughi bombardato, tra le vittime donne e bambini. 02/03/2008.

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Bufera sul Salone del LibroIran e Libano boicottano Israele (sezione: Israele/Palestina)

( da "Secolo XIX, Il" del 02-03-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Parigi Teheran. L'Iran ha deciso di boicottare il Salone del Libro di Parigi, in programma dal 14 al 19 marzo, che come quello di Torino - in programma dall'8 al 12 maggio - ha invitato Israele come ospite d'onore. Lo ha annunciato ieri un alto responsabile del ministero della Cultura di Teheran, Ali Alipur, all'agenzia di stampa Irna. Prima dell'Iran, il Libano aveva annunciato mercoledì la sua scelta di boicottare la manifestazione culturale, una decisione per la quale Parigi ha espresso disappunto. L'invito come ospite d'onore è stato rivolto dagli organizzatori dell'esposizione parigina per celebrare i 60 anni della fondazione dello Stato di Israele. "La Repubblica islamica dell'Iran - ha detto Alipur - ha preso finora parte ogni anno al Salone del Libro di Parigi, ma quest'anno, a causa dell'invito della Francia al regime sionista, abbiamo deciso di boicottare l'evento". L'Iran non riconosce il diritto all'esistenza di Israele e il presidente Mahmud Ahmadinejad, che ha assunto l'incarico nell' agosto del 2005, ha attaccato più volte lo Stato israeliano con toni violenti, auspicando la sua cancellazione dalle carte geografiche. L'Isesco, l'istituto per la cultura affiliata all'Organizzazione della conferenza islamica (Oci), ha fatto appello ai suoi cinquanta Stati membri affinché boicottino l'appuntamento di Parigi. Anche l'Unione degli editori tunisini ha detto che non sarà presente al salone francese. 02/03/2008.

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Israele contro Gazaoltre 60 i mortisi teme l'invasione (sezione: Israele/Palestina)

( da "Secolo XIX, Il" del 02-03-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Emergenza medio oriente Tel Aviv, attacco violento in risposta ai lanci di razzi Abu Mazen: "Bloccheremo i negoziati di pace" = È mancata all'affetto dei suoi cari Angela Banchero ved. Banchero di anni 90 Ne danno il triste annuncio i figli Sergio e Marisa, i nipoti e i parenti tutti. I funerali avranno luogo lunedì 3 marzo alle ore 15,30 nella parrocchia di S. Lorenzo in Pareto - Valbrevenna Il rosario sarà recitato oggi, domenica 2 alle ore 17 nella parrocchia S. Rocco di Genova - Prà La presente quale partecipazione e ringraziamento La Generale Pompe Funebri Spa Tel. 010.41.42.41 Piero e Serena Navarra con Anna Ruggero e Silvia sono vicini alla famiglia Barnato per la perdita del caro amico INGEGNERE Umberto Barnato I Soci del Club Amici Tercesi partecipano al dolore di Gabriella e famiglia per l'improvvisa perdita del marito DOTTORE Riccardo Camoriano La Professoressa Edvige Veneselli e i Collaboratori dell'UO Neuropsichiatria Infantile si uniscono al dolore della famiglia nel ricordo del DOTTORE Riccardo Camoriano che con entusiasmo e la sua professionalità ha contributo allo sviluppo del Riabilitazione delle Disabilità Infantili. I medici e il personale dello Studio Rapallo Medicina sono vicini al Dott. Franco e a Iole per la scomparsa della cara mamma Lucia Chiressi ved. D'Asta Rapallo, 1 marzo 2008 = Circondata dall'affetto dei suoi cari è mancata Rina Galliani ved. Orlandi Ne danno il triste annuncio il figlio Luca con la nipotina Federica, la sorella, il fratello, i cognati ed i nipoti tutti. Il funerale si svolgerà martedì 4 marzo alle ore 8,15 nella Chiesa Parrocchiale di San Martino d'Albaro. Un ringraziamento alla Dottoressa Marchese, al personale medico e paramedico della Clinica Neurologica dell'Ospedale San Martino per le cure prestate. La presente quale partecipazione e ringraziamento. Genova, 29 febbraio 2008 Pastorino & Lodi Srl Tel. 010.35.80.94 = È mancato Walter Leverone di anni 67 A funerali avvenuti ne danno l'annuncio la sorella Giuseppina, i parenti e gli amici. Salvador Bahia, 1 marzo 2008. Emilio e Silvia, Mirella e Valeria partecipano al dolore di Pinuccia per la scomparsa di Walter = È mancato all'affetto dei suoi cari Giovanni Mangini (Luigi) Ne danno il triste annuncio la moglie, il figlio e i parenti tutti. I funerali avranno luogo lunedì 3 marzo alle ore 10 nella parrocchia di San Gottardo. Il Santo Rosario sarà recitato questa sera alle ore 17,30 presso la suddetta parrocchia. La presente quale partecipazione e ringraziamento. A.Se.F. del Comune di Genova Tel. 010.291.55.02 = È serenamente mancata all'affetto dei suoi cari Vittoria Malabava ved. Coscia Ne danno il doloroso annuncio i figli Sergio con Paola e Federica, Fulvia con Giovanni e Luca. I funerali si terranno a Roma lunedì 3 marzo. Roberta Bagnasco con Andrea, Filippo e Ippolito sono vicini a Sergio e famiglia e piangono con loro la cara Vittoria Paolo e Simonetta, Franco e Iolanda sono affettuosamente vicini al caro Sergio e famiglia per la perdita della mamma signora Vittoria Malabava ved. Coscia = È mancata all'affetto dei suoi cari Giuseppa Mucaria ved. Onorato Ne danno il triste annuncio il figlio Aldo, la nuora Maria, i nipoti Guido e Daria. I funerali avranno luogo lunedì 3 marzo alle ore 8,15 nella parrocchia San Rocco di Molassana. Il Santo Rosario sarà recitato questa sera alle ore 17,30 presso le camere ardenti dell'Ospedale San Martino. Un particolare ringraziamento a tutto lo staff medico ed infermieristico del Monoblocco V e X piano Ospedale San Martino ed in particolare ai Dottori Ligas, Regolini e Merlino per le cure prestate. La presente quale partecipazione e ringraziamento. A,Se.F. del Comune di Genova Tel. 010.291.54.01 I Titolari e i Colleghi della Farmacia Ponte Monumentale si stringono a Barbara nel dolore per la perdita dell'amatissima Mamma Carlo Pastorino partecipa al lutto della famiglia per la perdita della dolce signora Vittoria Taviani anche in memoria di Paolo ed Emilio. È serenamente mancata Luciana Vigevano ved. Arduino La ricordano con rimpianto i cugini Marina e Franco Mantero, Gianfranco e Giuliana Razeto, Mariacristina Razeto e Gianni Pizzinato. Andreina con Anna e Luciano, Paola, Mario e figli sono vicini a Susanna e famiglia nel ricordo della cara Luciana I condomini di Via O. Cancelliere 10 - 12 - 14 porgono le loro piu' sentite condoglianze alla famiglia Novaro - Arduino per la scomparsa della signora Luciana Vigliano in Arduino La famiglia Gazzini-Orsolino, nell'impossibilità di farlo singolarmente, desidera ringranziare di cuore tutte le persone che hanno partecipato al proprio dolore dimostrando stima ed affetto al carissimo Luciano marito amatissimo, papà e nonno buono e comprensivo, autentico tesoro di valori. 1970â??â??2008 CAVALIERE Pasquale Ciampi Sei sempre nei nostri cuori. Moglie, figlia. 1985â??2â??marzoâ??2008 Camillo Luglio Il ricordo sempre. 1998â??â??2008 Ada Pratolongo Costa Chiara e Marco la ricordano a tutti coloro che le hanno voluto bene. 1975â??1â??marzoâ??2008 Piero Regolino Tanti anni non hanno cancellato affetti e ricordi. = 2005â??3â??marzoâ??2008 Nel terzo anniversario della scomparsa della cara Gemma Francesca Vincenzi La ricordano con grande amore il marito Alfredo, la figlia Daniela, il genero Stefano nei quali ha lasciato un vuoto immenso. La Santa Messa in suffragio sarà celebrata lunedì 3 marzo alle ore 18 nella Parrocchia di San Martino d'Albaro. Pastorino & Lodi Srl Tel. 010.35.80.94 02/03/2008.

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MO: A GAZA SCOPPIA L'INFERNO, UCCISI 49 PALESTINESI/ANSA (sezione: Israele/Palestina)

( da "Secolo XIX, Il" del 02-03-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

TEL AVIV. È guerra aperta nel Nord della Striscia di Gaza, dove dalla notte scorsa le forze israeliane stanno combattendo la loro più dura battaglia dai tempi del ritiro unilaterale del 2005. Il bilancio, che si è costantemente aggravato nel corso della giornata, quando è sera registra almeno 60 palestinesi uccisi (tra cui nove adolescenti di età compresa fra 13 e 17 anni e almeno altri cinque civili adulti tre dei quali donne) e oltre 150 feriti, anche in questo caso con molti civili. Da parte israeliana si registrano due soldati uccisi e sei feriti, oltre a cinque civili (due dei quali bambini) feriti dai razzi caduti anche ieri sulla città di Ashkelon. Sebbene la vasta operazione militare condotta con aerei, elicotteri e carri armati israeliani intorno al campo profughi di Jabaliya avesse come obiettivo proprio quello di neutralizzare i lanci di Qassam, di razzi ne sono ugualmente caduti oltre 60. Decine di abitanti israeliani di Sderot di Ashqelon sono stati soccorsi in stato di shock. Fonti palestinesi hanno raccontato che la battaglia è iniziata poco dopo l'una della notte, quando unità speciali israeliane hanno tentato di penetrare nella periferia orientale di Jabaliya. Miliziani palestinesi li avrebbero individuati e attaccati. A sostegno del commando israeliano sono così intervenuti prima elicotteri da combattimento e poi mezzi corazzati della brigata "Givati", che per ore hanno martellato le postazioni palestinesi. La zona dei combattimenti si trova molto vicina al centro abitato di Jabaliya, e questo spiega il massiccio coinvolgimento dei civili. Il vice ministro della Difesa israeliano, Matam Vilnai, parlando alla radio militare ha precisato che quella in corso "è solo una operazione allargata e non può essere considerata come l'inizio di una più vasta invasione". In realtà molti analisti sono convinti che l'incursione, sebbene abbia assunto dimensioni forse più ampie del previsto, costituisca una importante prova generale per i comandi dell'esercito chiamati a valutare i costi in termini di vite umane in vista di una eventuale rioccupazione parziale della Striscia dopo il ritiro del 2005. Proprio Vilnai ieri, in occasione di una contestata intervista, aveva preannunciato che "tanto più si intensifica il lancio di razzi contro le nostre città e tanto più la loro gittata si allunga, tanto più i palestinesi si espongono al rischio di una "shoah" ancora più grande". Il termine "shoah", interpretato da taluni come la minacciosa allusione a un Olocausto, voleva in realtà alludere a "una catastrofe" che, almeno in termini umanitari, è esattamente quanto si sta profilando. Ma la gaffe ormai era fatta, e ieri il pur moderato presidente palestinese Abu Mazen (Mahmud Abbas) non ha potuto fare a meno di ricitarla: "Quello che sta accadendo a Gaza è peggio di un Olocausto", ha dichiarato. Il capo dei negoziatori Ahmed Qureia (Abu Ala) ha poi fatto sapere che sia lui che Abu Mazen stanno vagliando la possibilità di congelare i negoziati di pace con Israele. "Credo che alla fine verranno bloccati" ha detto, dicendosi scioccato dal livello degli scontri in corso a Gaza, e dall'alto numero di vittime civili coinvolte. Abu Mazen ha anche chiesto l'immediata convocazione del consiglio di sicurezza delle Nazioni unite. L'Autorità nazionale palestinese ha più volte condannato i lanci di razzi Qassam compiuti da Hamas contro le cittadine israeliane, ma al tempo stesso non ha mai mostrato di avallare le dure rappresaglie israeliane lanciate in risposta. Oggi tacere, o tornare ai tavoli dei negoziati mentre la media dei morti in battaglia in questa giornata di inferno è stata persino più alta della guerra nel Libano del Sud, rischierebbe di far crollare definitivamente la credibilità di Abu Mazen presso i palestinesi. La minaccia di bloccare i colloqui di pace non sembra impensierire il ministro degli Esteri israeliano Tzipi Livni, che presiede il gruppo dei negoziatori: "Anche se i palestinesi desiderano sospendere i colloqui di pace - ha dichiarato in serata - ciò non avrà alcun effetto sulle decisioni di Israele a Gaza. La necessità di Israele di proteggere i suoi cittadini è sempre stata una condizione di base nelle trattative tra noi e l'Autorità palestinese". Safwat al-Kahlout Carlo Bollino 02/03/2008.

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Gaza, strage di palestinesi (sezione: Israele/Palestina)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 02-03-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Esteri Pagina 112 Notte di combattimenti intorno al campo profughi di Jabaliya: oltre 50 le vittime, 9 sono ragazzini Gaza, strage di palestinesi Notte di combattimenti intorno al campo profughi di Jabaliya: oltre 50 le vittime, 9 sono ragazzini Offensiva israeliana. Abu Mazen: è un Olocausto --> Offensiva israeliana. Abu Mazen: è un Olocausto È strage nel campo palestinese. Abu Mazen ha annunciato che le trattative con Israele sono congelate. TEL AVIV È guerra aperta nel nord della Striscia di Gaza, dove dalla notte scorsa le forze israeliane stanno combattendo la loro più dura battaglia dai tempi del ritiro unilaterale del 2005. Il bilancio, che si è costantemente aggravato nel corso della giornata, quando è sera registra 51 palestinesi uccisi (tra cui nove adolescenti di età compresa fra 13 e 17 anni e almeno altri cinque civili adulti tre dei quali donne) e oltre 150 feriti, anche in questo caso con molti civili. Da parte israeliana si registrano due soldati uccisi e sei feriti, oltre a cinque civili (due dei quali bambini) feriti dai razzi caduti anche ieri sulla città di Ashkelon. CAMPO PROFUGHI Sebbene la vasta operazione militare condotta con aerei, elicotteri e carri armati israeliani intorno al campo profughi di Jabaliya avesse come obiettivo proprio quello di neutralizzare i lanci di Qassam, di razzi ne sono ugualmente caduti oltre 60. Decine di abitanti israeliani di Sderot di Ashqelon sono stati soccorsi in stato di shock. Fonti palestinesi hanno raccontato che la battaglia è iniziata poco dopo l'una della notte, quando unità speciali israeliane hanno tentato di penetrare nella periferia orientale di Jabaliya. Miliziani palestinesi li avrebbero individuati ed attaccati. A sostegno del commando israeliano sono così intervenuti prima elicotteri da combattimento e poi mezzi corazzati della brigata Givati, che per ore hanno martellato le postazioni palestinesi. La zona dei combattimenti si trova molto vicina al centro abitato di Jabaliya, e questo spiega il massiccio coinvolgimento dei civili. OLOCAUSTO Il vice ministro della difesa israeliano, Matam Vilnai, parlando alla radio militare ha precisato che quella in corso "è solo una operazione allargata e non può essere considerata come l'inizio di una più vasta invasione". In realtà molti analisti sono convinti che l'incursione di ieri, sebbene abbia assunto dimensioni forse più ampie del previsto, costituisca una importante prova generale per i comandi dell'esercito chiamati a valutare i costi in termini di vite umane in vista di una eventuale rioccupazione parziale della Striscia. Proprio Vilnai, in occasione di una contestata intervista, aveva preannunciato che "tanto più si intensifica il lancio di razzi contro le nostre città e tanto più la loro gittata si allunga, tanto più i palestinesi si espongono al rischio di una shoah ancora più grande". Il termine shoah, interpretato da taluni come la minacciosa allusione ad un Olocausto, voleva in realtà alludere ad "una catastrofe" che, almeno in termini umanitari, è esattamente quanto si sta profilando. Ma la gaffe ormai era fatta, e ieri il pur moderato presidente palestinese Abu Mazen non ha potuto fare a meno di ricitarla: "Quello che sta accadendo a Gaza è peggio di un Olocausto", ha dichiarato. Il capo dei negoziatori Ahmed Qureia (Abu Ala) ha poi fatto sapere che sia lui che Abu Mazen stanno vagliando la possibilità di congelare i negoziati di pace con Israele. "Credo che alla fine verranno bloccati" ha detto, dicendosi scioccato dal livello degli scontri in corso a Gaza, e dall'alto numero di vittime civili coinvolte. Abu Mazen ha anche chiesto l'immediata convocazione del consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. L'Autorità nazionale palestinese ha più volte condannato i lanci di razzi Qassam compiuti da Hamas contro le cittadine israeliane, ma al tempo stesso non ha mai mostrato di avallare le dure rappresaglie israeliane lanciate in risposta. Tacere, o tornare ai tavoli dei negoziati mentre la media dei morti in battaglia in questa giornata di inferno è stata persino più alta della guerra nel Libano del sud, rischierebbe di far crollare definitivamente la credibilità di Abu Mazen presso l'opinione pubblica palestinese. La minaccia di bloccare i colloqui di pace almeno apparentemente non impensierisce il ministro degli esteri israeliano Tzipi Livni, che presiede il gruppo dei negoziatori: "Anche se i palestinesi desiderano sospendere i colloqui di pace - ha dichiarato in serata - ciò non avrà alcun effetto sulle decisioni di Israele a Gaza. La necessità di Israele di proteggere i suoi cittadini - ha aggiunto - è sempre stata una condizione di base nelle trattative tra noi e l' Autorità palestinese". CRISI SANITARIA Intanto la situazione ospedaliera è quanto mai critica. "Sono in dodici, li consideriamo ancora feriti ma in realtà qui a Gaza non abbiamo nessuna possibilità di tenerli in vita": è il drammatico appello di Halid Radi, portavoce del ministero della Sanità che nella Striscia di Gaza è controllato da Hamas. Radi chiede che quei dodici feriti, giunti nell'ospedale Shiva dal campo di battaglia intorno a Jabaliya possano essere trasferiti al più presto in Israele: "È l'unica speranza che hanno per poter essere curati - dice - noi qui non abbiamo specialisti, e neppure i farmaci adatti: la sola cosa che possiamo fare noi è guardarli mentre muoiono". Sperare che i feriti di una battaglia con gli israeliani possano poi essere tenuti in vita dagli israeliani stessi è solo in apparenza una contraddizione. In realtà l'intero sistema sanitario palestinese nella Striscia di Gaza continua a dipendere interamente dagli israeliani.

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Yehoushua: l'unica speranza è che hamas cessi il fuoco - a pagina 3 (sezione: Israele/Palestina)

( da "Repubblica, La" del 02-03-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Lo scrittore israeliano: la pace non ha alternative Yehoushua: l'unica speranza è che Hamas cessi il fuoco A pagina 3 SEGUE A PAGINA 3.

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Israele attacca gaza: 60 morti - localita (sezione: Israele/Palestina)

( da "Repubblica, La" del 02-03-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Offensiva per fermare i razzi di Hamas. Un intero reggimento nella Striscia palestinese. Tra le vittime molti bambini e civili Israele attacca Gaza: 60 morti Sanguinoso raid dell'esercito. Abu Mazen: stop ai negoziati LOCALITA gerusalemme Per i vertici militari israeliani è soltanto un'"operazione di routine", una delle tante, messe in atto contro le milizie di Hamas per fermare i lanci di missili Kassam sulle città del Negev settentrionale. Ma per i palestinesi di Gaza, intrappolati nelle case di Jabalia, di Beit Hanun e di Shujahyeh, quella divampata poche ore dopo la mezzanotte di ieri è "una vera e propria guerra". SEGUE A PAGINA 2 NADOTTI A PAGINA 3.

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"la trattativa? è sepolta dalle macerie" (sezione: Israele/Palestina)

( da "Repubblica, La" del 02-03-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Il presidente Abu Mazen minaccia di sospendere i negoziati di pace e si appella all'Onu "La trattativa? è sepolta dalle macerie" DAL NOSTRO CORRISPONDENTE GERUSALEMME - Lo spirito di Annapolis? "Sotto le macerie delle case di Gaza", risponde, amaro, Saeb Erekat il dirigente palestinese che, forse più di ogni altro ha associato il suo nome alle speranze di raggiungere la pace con Israele attraverso il negoziato. Così, nel giorno in cui Hamas vede esaltata la sua dottrina bellicista e intransigente, con uno scontro senza precedenti contro l'odiato nemico israeliano, i palestinesi moderati vedono crollare le loro speranze e con il presidente Mahmud Abbas, s'appellano all'Onu per far cessare la carneficina. In realtà Abbas, noto a tutti come Abu Mazen, non ha molte carte da giocare. A Gaza, dallo scorso giugno, quando il movimento islamico ha preso il potere con la forza, l'Autorità palestinese che egli guida e rappresenta non conta più nulla. Gli uomini di Hamas lo considerano un traditore. Gli israeliani, un debole, anche se non lo dicono più apertamente come una volta. Gli americani, uno strumento indispensabile della Road Map, ma da questo a tenerlo nella giusta considerazione ne corre. L'unica freccia al suo arco è, appunto, il negoziato, che egli ha abbracciato, entusiasticamente, concedendo tutto quello che poteva concedere anche prima di affrontare i punti cruciali del conflitto. Così, ieri, davanti al massacro di Gaza, ha minacciato di interrompere la trattativa scaturita da Annapolis. Ma, immediata e netta, è arrivata la risposta del ministro degli Esteri israeliano, Tzipi Livni, la controparte di Abu Ala al tavolo delle trattative. "Anche se i palestinesi desiderano sospendere i colloqui di pace ciò non avrà alcun effetto sulle decisioni di Israele a Gaza - ha tagliato corto la donna forte della politica israeliana - La necessità di Israele di proteggere i suoi cittadini è sempre stata una condizione preliminare di base alle trattative tra Israele e l'Autorità palestinese". E così si spiega che dalla conferenza di Annapolis, fine novembre a fine febbraio, nel tentativo di fermare i Qassam siano stati uccisi 265 palestinesi in scontri, esecuzioni mirate, operazioni anti-terrorismo, senza che Abu Mazen abbia aperto bocca. D'altronde, si sa che la pari dignità tra i due interlocutori non è una caratteristica del processo di pace. Semmai lo è l'asimmetria. Insomma, tutto sembra congiurare non per rafforzare la figura del presidente-interlocutore ma per indebolirlo. Ed è Hamas ad approfittarne. Un esempio. Con un'uscita a sorpresa, il vice ministro della Difesa, Matan Vilnai, s'è lasciato sfuggire giovedì l'infelice frase sulla shoah (seppure intesa come "disastro" e non come Olocausto, secondo il suo portavoce). Ieri Abu Mazen ha colto lo spunto degli scontri a Gaza per rispondere a Vilnai che "quello che succede a Gaza è più d'un Olocausto". Da Damasco, dove vive in esilio il leader politico di Hamas, Khaled Meshal, è intervenuto per correggerlo. Quello dei palestinesi di Gaza, ha precisato Meshal è "il vero Olocausto". Quanto ad Abu Mazen, Mashal l'ha accusato di "coprire direttamente o indirettamente l'attacco contro il popolo palestinese". (a. s.).

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Yehoshua: "chiediamo ad hamas di cessare il fuoco sui nostri villaggi" - cristina nadotti (sezione: Israele/Palestina)

( da "Repubblica, La" del 02-03-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Preoccupazione Minaccia costante Nessuna alternativa Io che sono sempre ottimista, questa volta sono davvero preoccupato E' difficile immaginare il futuro Non c'è alternativa né per noi né per loro L'unica strada percorribile è quella del dialogo per la pace La gente ha paura perché Hamas lancia razzi ogni giorno, ma rispondere con le armi non serve a nessuno Parla uno degli intellettuali più impegnati sul fronte della pace Yehoshua: "Chiediamo ad Hamas di cessare il fuoco sui nostri villaggi" Lo scrittore israeliano:è il solo modo per fermare la violenza CRISTINA NADOTTI Quando risponde al telefono, la voce di Abraham Yehoshua è quella di un uomo stanco di dover sempre commentare la guerra. In Italia per presentare il suo ultimo libro, Fuoco amico, ieri è stato impegnato per tutta la giornata con incontri e registrazioni televisive. Ha avuto poco tempo per informarsi su quanto sta accadendo nel suo paese e chiede con apprensione qualche dettaglio sulla situazione ad Ashkelon e Jabaliya. Gli bastano poche frasi: la notizia della morte di 58 palestinesi e due soldati israeliani, le minacce dell'Autorità palestinese di congelare i negoziati di pace. La sua voce si trasforma. Poco prima aveva confessato a mezza voce: "Io che sono sempre così ottimista, sono davvero molto preoccupato", ora ritrova il vigore con il quale ha sempre spronato il suo paese a imboccare la via della pace e tuona: "Israele deve proporre subito un cessate il fuoco! Non è solo la mia posizione, è ciò che pensano centinaia di intellettuali e scrittori, è quel che vuole la gente!". L'Autorità palestinese ha minacciato di congelare i negoziati di pace, assisteremo a un aumento delle violenze? "Nessuna previsione politica, nessuna speculazione ha senso in questo momento, l'unica cosa da fare è chiedere ad Hamas un cessate il fuoco. Se non lo accetteranno la responsabilità sarà la loro, Israele deve metterli con le spalle al muro in questo modo, ma prima di tutto bisogna far finire questo bagno di sangue. è la prima cosa da fare, far cessare questo massacro, fare in modo che non si debbano aggiungere morti ai morti". La reazione di Tel Aviv al lancio di razzi di Hamas le sembra sproporzionata? " Hamas lancia razzi su Israele e la gente ha paura, è terrorizzata. Il bombardamento sui villaggi israeliani è continuo. Ed è vero anche che noi entriamo nelle loro terre, che ci sono file di profughi e di disperati che cercano scampo dalle incursioni. Non si può vivere sotto costante minaccia, né da una parte né dall'altra, ma rispondere sparando ancora non è la risposta da dare. Là, nei villaggi da cui partono i Qassam, vivono i nostri vicini, sangue del nostro sangue, gente con la quale bisogna trovare il modo per convivere, è a questo che si deve pensare. Basta, l'ho già detto più volte: non ci sono alternative alla pace, né per noi né per i palestinesi". All'inizio di Febbraio la lettera fatta avere da Hamas alla famiglia del soldato Gilad Shalit, rapito nel 2006, aveva fatto sperare si potesse riportare a casa l'ostaggio. E ora? "Nessuna trattativa è possibile se non si fanno prima tacere le armi. Solo allora si potrà parlare di scambio di prigionieri. Però è difficile per me parlare di dettagli in questo momento, perché essere lontano dal mio Paese con quel che sta accadendo mi fa sentire ancora peggio". La comunità internazionale tace, solo i paesi arabi hanno protestato per quanto accaduto, è accettabile? "Non è questo che conta in questo momento e anche se avessi avuto tempo per capire meglio quanto è successo oggi nel mio Paese (ieri per chi legge n.d.r ) non mi sarei fermato a fare considerazioni su questo. Solo se prima ci sarà un cessate il fuoco si potrà discutere e commentare. Adesso c'è solo una cosa da fare ed è appellarsi a Israele perché la smetta".

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Un giorno di guerra a gaza bombe sulle case, oltre 60 morti - (segue dalla prima pagina) dal nostro corrispondente (sezione: Israele/Palestina)

( da "Repubblica, La" del 02-03-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Un giorno di guerra a Gaza bombe sulle case, oltre 60 morti Israele attacca dopo i lanci di razzi: 7 bimbi tra le vittime L'attacco Centinaia i feriti Tra le vittime anche due soldati dell'esercito di Gerusalemme (SEGUE DALLA PRIMA PAGINA) DAL NOSTRO CORRISPONDENTE alberto stabile Almeno 60 i morti, sette sono bambini, e più di cento i feriti fra i quali molti civili. Guerra vera, dolorosa e dura, è anche per due famiglie israeliane che ieri hanno ricevuto la vista di un ufficiale dello Stato Maggiore venuto a portare la notizia che non si vorrebbe mai sentire. Sono due, infatti, i soldati di Tsahal uccisi negli scontri con i miliziani, altri sette sono stati feriti in modo non grave. Che sia questa la tanto evocata "grande operazione di terra", la nuova invasione di Gaza, destinata nelle intenzioni dei suoi fautori a troncare alla radice il fenomeno dei missili Qassam che tormentano da anni la popolazione di Sderot e, da qualche giorno, nella versione tecnicamente più avanzata dei Grad, razzi di tipo sovietico a quanto pare importati dall'Iran, affliggono anche i cittadini di Ashkelon? Ma se questa, come sostengono all'unisono il ministero della Difesa e il portavoce militare non è la battaglia risolutiva che molti in Israele vorrebbero (e non solo in Israele, ma anche e per opposti motivi a Gaza) come sarà allora quella battaglia? Forse quella scoppiata ieri notte e proseguita lungo tutta la giornata non è, tecnicamente parlando, una guerra, ma sicuramente è così che le guerre cominciano. Come il 14 luglio del 2006 al confine con il Libano: una provocazione degli Hezbollah e, in risposta, una grande "operazione" militare che lentamente sfugge di mano. Oggi c'è Hamas al posto degli Hezbollah, una pioggia di Qassam lanciati per rappresaglia contro l'esecuzione mirata di cinque miliziani colpisce Sderot e uccide un civile israeliano (il primo, dopo nove mesi, il quarto in tre anni). E parte un'operazione "di routine" che in un solo giorno vede morire oltre la metà dei palestinesi uccisi durante tutto il mese di febbraio (91). E non è finita. Tutto è iniziato poco dopo la mezzanotte, nel Nord della Striscia, tra la cittadina di Beit Hanun e quella di Jabalia, con annesso campo profughi, il più affollato di tutta la Striscia (oltre centomila persone). In un crescendo di azioni e ritorsioni cominciato mercoledì scorso, il giorno del fatale bombardamento di Sderot, gli israeliani avevano preso posizione a Beit Hanun già da giovedì sera. Ma il grosso delle forze, carri armati, blindati, bulldozer, destinati a annientare le "infrastrutture del terrore" era rimasto al di qua del confine, pronto a scattare al momento opportuno. Evidentemente Hamas aveva preparato le sue contromisure, perché appena alcune unità speciali entrano a Jabalia, incontrano subito resistenza. Lo scontro è impari perché quello Israeliano è un esercito con un'aviazione fra le più moderne al mondo, e quella palestinese è una milizia di terra. Infatti, quando ancora non è sorto il sole intervengono gli elicotteri da combattimento Apache. Almeno una dozzina di combattenti di Hamas e della Jihad vengono uccisi in questa fase, fra cui il figlio del deputato Abdul Rahman Shahab. Ma è anche in questa prima fase che gli attaccanti subiscono le loro perdite. Testimoni palestinesi vedono estrarre il cadavere di un soldato da un blindato colpito da un razzo anticarro e lo raccontano ad Al Jazeera. Il portavoce di Tsahal militare parla soltanto di cinque feriti leggeri. La superiorità militare israeliana non si discute, alcuni reparti arrivano fino al quartiere di Shujayeh, alle porte dell'antica città di Gaza. Ma in un area così densamente popolata anche le armi più sofisticate non sono in grado di distinguere tra popolo inerme e milizie armate. A metà giornata, quando ancora il bilancio era di 33 morti tra i palestinesi, i civili uccisi erano 17, i combattenti 16. Muoiono una madre mentre prepara la colazione ai figli, due sorelle adolescenti nel loro letto colpito da schegge, un padre di 45 anni e un figlio di 20, un fratello e una sorella adolescenti, tre adulti disarmati in una casa colpita da un missile terra-terra, un vecchio, un neonato. Si combatte per le strade mentre la popolazione resta intrappolata nelle case. Un testimone oculare racconta per telefono all'agenzia France Presse di essere paralizzato in casa perché fuori, "sparano a tutto quello che si muove". Un altro dice di trovarsi assieme ad altre venti presone in una sola stanzetta della casa, l'unica in cui si spera non arrivino i colpi dell'artiglieria israeliana. E' guerra tattica, anche, guerra di segnali. Perché nonostante lo scontro sul terreno, Hamas ci tiene a far sapere al nemico che può continuare a lanciare missili Qassam e Grad anche se il nord della Striscia è sotto controllo israeliano. "Non riusciranno mai a fermare i Qassam", dice in tono di sfida un portavoce del movimento islamico. Di missili ne vengono lanciati una cinquantina, alcuni colpiscono Sderot e Ashkelon, cinque feriti, altri finisco in aperta campagna. La guerra che non si può chiamare tale ma ne ha tutte le caratteristiche continua anche dopo il calar del sole.

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Medio Oriente, altro che anno della pace (sezione: Israele/Palestina)

( da "Unita, L'" del 02-03-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Stai consultando l'edizione del Medio Oriente, altro che anno della pace Umberto De Giovannangeli Segue dalla Prima L'offensiva scatenata da Israele in risposta al continuo lancio di razzi contro Sderot, Ashqelon, il sud del Neghev, sta mietendo decine, forse centinaia di vittime. Molti sono bambini e donne. Civili inermi. Da Ramallah, il presidente palestinese Abu Mazen, uomo moderato, sostenitore del dialogo, usa parole durissime per denunciare ciò che sta avvenendo. E la parola più terribile, per ciò che evoca nella memoria collettiva, è: "olocausto". La comunità internazionale, il mondo civile, non può far cadere nel vuoto il drammatico appello lanciato da Abu Mazen: chi può, chi deve, intervenga subito per fermare le armi. Ma un silenzio assordante accompagna la tragedia di Gaza. Un silenzio che sembra accomunare, con rare eccezioni, la diplomazia degli Stati e quella dei popoli. Un silenzio imbelle se non complice, che stride con i buoni propositi declamati dal presidente americano Gorge W.Bush e da tutti i leader europei che si diedero appuntamento nel novembre scorso ad Annapolis, per quella che sembrò essere la "Conferenza della speranza". Una speranza di cui non c'è traccia alcuna oggi a Gaza. Si era detto: il fallimento, l'ennesimo, del processo di pace può aprire la strada al peggio. Ebbene, il peggio si sta avverando. Il governo israeliano rivendica il diritto alla difesa. E nel farlo ricorda i razzi che continuano a bersagliare il sud dello Stato ebraico. Una realtà incontestabile. Ma ciò che in questi giorni, in queste ore, si sta consumando nella Striscia è qualcosa che va ben oltre il diritto alla difesa. La prova di forza, il pugno di ferro non indeboliscono Hamas, semmai lo rafforzano. A uscirne a pezzi è la leadership del moderato Abu Mazen, sono i palestinesi che credono nel dialogo e che si battono per una soluzione di pace fondata sul principio di due popoli, due Stati. Negli occhi terrorizzati dei bambini di Jabaliya si specchia il dramma di un popolo che non conosce pace ma solo frustrazione, disincanto, sopraffazione, violenza. Le punizioni collettive non sono mai giustificabili. Mai. Con quale credibilità Abu Mazen può oggi parlare di dialogo, sostenere la necessità del compromesso, contrastare l'estremismo di Hamas, in uno scenario in cui l'unico bilancio sempre in attivo è quello dei morti? In passato Israele ha eliminato i capi di Hamas, ma altri hanno preso il loro posto, e la forza del movimento integralista è cresciuta. A Israele si chiede un esercizio di lungimiranza politica e non di potenza (militare). Perché il suo sacrosanto, inalienabile, diritto alla sicurezza non potrà mai fondarsi sull'oppressione di un altro popolo. Perché l'oppressione produce solo rabbia e alimenta una unica pulsione: quella della vendetta. Un grande scrittore israeliano, Amos Oz, ha scritto che la tragedia del conflitto israelo-palestinese è che a scontrarsi non è il Bene contro il Male, la Ragione contro il Torto; l'unicità di questa tragedia senza fine è che ha scontrarsi sono due ragioni, due diritti ugualmente fondati: il diritto alla sicurezza per Israele, il diritto a uno Stato indipendente per il popolo palestinese. Due diritti che rischiano di essere sepolti per sempre sotto le macerie di Jabaliya.

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Dalla Palestina a Beirut ecco i frutti della pax americana (sezione: Israele/Palestina)

( da "Unita, L'" del 02-03-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Stai consultando l'edizione del MICHEL AOUNIl generale libanese: l'invio della portaerei Usa Cole davanti alle nostre coste è un ricatto. Vogliono ridurci a protettorato mentre Israele massacra i palestinesi "Dalla Palestina a Beirut ecco i frutti della pax americana" di Umberto De Giovannangeli "Ora l'ingerenza negli affari interni del Libano viene anche dal mare.L'invio da parte americana della nave da guerra "USS Cole" rappresenta una pressione evidente, inaccettabile, che i veri patrioti libanesi sapranno respingere". A parlare è uno degli uomini da cui dipende il futuro del Libano: il generale Michel Aoun; già capo di stato maggiore negli anni della sanguinosa guerra civile (oltre 150mila vittime), tra il settembre 1988 e l'ottobre 1990, Aoun, cristiano maronita, guidò un governo militare osteggiato dalla Siria e da altre fazioni combattenti. Tornato in Libano nel maggio 2005 dopo quindici anni di esilio a Parigi, Michel Aoun, 73 anni, è oggi a capo del Movimento Patriottico Libero che insieme a Hezbollah e Amal si oppone alla maggioranza parlamentare antisiriana che sostiene l'esecutivo guidato da Fuad Sinora. E a proposito del partito di Dio sciita, Aoun avverte: "Hezbollah potrebbe ricorrere alle armi sul fronte interno se verrà messo con le spalle al muro". Generale Aoun, come interpreta la decisione Usa di inviare al largo della costa del Libano il cacciatorpediniere "USS Cole"? "Si tratta di un ricatto a mano armata compiuto contro tutti quei libanesi che si oppongono a fare del Libano un protettorato americano. Bush ricatta il Libano mentre permette agli israeliani di massacrare impunemente i palestinesi a Gaza. Il Libano ridotto a un protettorato, la Palestina soggiogata: è questa la "pax americana"". Gli Stati Uniti sostengono che la presenza della nave da guerra al largo delle coste libanesi, è legata alla crescente preoccupazione per l'instabilità politica e istituzionale del Libano. "I loro cacciatorpedinieri non ci costringeranno ad accettare soluzioni che lacerano il Paese". A cosa si riferisce? "Alla elezione del nuovo capo dello Stato (che per gli accordi di Taif che posero fine a quindici anni di guerra civile spetta ai cristiano maroniti, ndr.). Lei sa che tutti i sondaggi indicavano nel sottoscritto il candidato più accreditato a ricoprire l'incarico di Presidente. Per evitare spaccature drammatiche, su cui altri puntavano, ho scelto di fare un passo indietro ma certo non per arrendermi ad una maggioranza che pretende il monopolio del potere. Per quanto mi riguarda, non ho obiezioni sulla persona del generale Suleiman, ma la sua candidatura deve rientrare in un accordo complessivo che riguardi anche il futuro governo libanese. Noi chiediamo di contare per ciò che rappresentiamo. Solo così sarà possibile preservare l'integrità del Libano". Resta il timore che la paralisi istituzionale possa sfociare in un caos armato. L'attenzione è rivolta in particolare a Hezbollah, del quale Lei è un ascoltato alleato. C'è il rischio di una deriva militarista dello scontro politico? "Ciò che posso dirle è che fino ad oggi Hezbollah ha rifiutato di usare le armi nello scontro interno. Ma se il partito di Dio verrà aggredito e messo con le spalle al muro, allora sì che potrebbe usare le armi per difendersi". Generale Aoun, c'è chi ventila una presa di posizione ultimativa della comunità internazionale sull'elezione del presidente del Libano. "Se ciò dovesse avvenire sarebbe un fatto di inaudita gravità nei confronti del quale eserciteremmo il nostro diritto alla resistenza contro la colonializzazione politica. Mi lasci aggiungere che il sostegno eccessivo, invadente, manifestato dagli Stati Uniti e, purtroppo, dall'Europa verso il governo Sinora è alla base del fallimento degli sforzi per cercare di giungere ad una soluzione della grave crisi politica e costituzionale che attanaglia il Paese; una soluzione condivisa da tutte le forze realmente rappresentative del popolo libanese". Generale Aoun, i leader della maggioranza accusano l'opposizione di essere al servizio di Siria e Iran. Lei si sente sul banco degli imputati? "No, per niente. È un'accusa pretestuosa, infamante. Per aver guidato un governo patriottico fui costretto ad abbandonare il mio Paese, allora fui tra i pochi ad oppormi ai siriani. Io non prendo ordini da nessuno, a differenza di altri che si ergono a improbabili paladini del Libano indipendente". Il segretario generale della Lega Araba, Amr Mussa, ha legato il successo del vertice arabo di Damasco, previsto per la fine di marzo, alla elezione del nuovo presidente libanese. Condivide questa valutazione? "No, non la condivido per niente. Noi non vogliamo più pagare il prezzo delle controversie interarabe. Il futuro del Libano appartiene ai libanesi e non può essere merce di scambio per nessuno. Nella mia vita mi sono sempre battuto per un Libano sovrano, libero, autonomo. Continuerò a farlo, costi quel che costi".

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Attacco di Israele a Gaza, torna l'inferno Vicino al campo profughi di Jabaliya uccisi 60 palestinesi tra cui 9 bambini. L'operazione militare decisa dopo i lanci di missili Qassam (sezione: Israele/Palestina)

( da "Unita, L'" del 02-03-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Stai consultando l'edizione del Attacco di Israele a Gaza, torna l'inferno Vicino al campo profughi di Jabaliya uccisi 60 palestinesi tra cui 9 bambini. L'operazione militare decisa dopo i lanci di missili Qassam. Abu Mazen: è un olocausto. Consiglio di sicurezza Onu riunito d'urgenza di Umberto De Giovannangeli IL CREPITARE dei mitragliatori spezza il silenzio della notte. I razzi illuminano il teatro di guerra. I colpi di artiglieria rimbombano assordanti. Paura e morte. La battaglia di Jabaliya inizia poco dopo l'una della scorsa notte, quando unità speciali israeliane tenta- no di penetrare nella periferia orientale della città, a nord di Gaza. Miliziani palestinesi individuano le teste di cuoio israeliane e aprono un fitto fuoco di sbarramento. A sostegno del commando israeliano intervengono prima elicotteri da combattimento e poi mezzi corazzati, che per ore martellano le postazioni palestinesi. Ad agire nella Striscia è un intero reggimento di Tsahal, duemila soldati. Da edifici sventrati dai missili aria-terra sparati dagli elicotteri Apache si alzano colonne di fumo. Nelle vie, i miliziani palestinesi improvvisano barricate con carcasse di automobili e cassonetti dell'immondizia incendiati. L'aria diviene irrespirabile. La zona dei combattimenti si trova molto vicina al centro abitato di Jabaliya, e questo spiegherebbe almeno in parte il coinvolgimento dei civili. Una donna palestinese che ha perso negli attacchi la figlia Jacqueline di 12 anni e il figlio Iyad di 11, racconta che a sparare contro i due bambini sarebbe stato un cecchino israeliano appostato su un palazzo. Tra i miliziani palestinesi rimasti uccisi c'è anche il figlio di un deputato di Hamas: si tratta di Abdurahman Shihab, membro brigate Ezzedin al Qassam, il braccio armato di Hamas, e figlio di Mohammed Shihab, eletto parlamentare proprio a Jabaliya nel 2006 come rappresentante di Hamas. Due giorni fa a Gaza era stato ucciso anche il figlio del capogruppo parlamentare di Hamas, anche egli arruolato nelle brigate Al Qassam. Col passare delle ore cresce il bilancio dei morti, nella giornata più sanguinosa dallo scoppio della seconda Intifada (settembre 2000): almeno 60 (di cui nove bambini, uno dei quali un neonato di due giorni, e quattro donne); i feriti sono 150, compresi molti civili. I violentissimi combattimenti impediscono alle ambulanze palestinesi di recuperare i cadaveri che si trovano sul campo di battaglia e prestare soccorso ai feriti. "Sono in dodici, li consideriamo ancora feriti ma in realtà qui a Gaza non abbiamo nessuna possibilità di tenerli in vita": è il drammatico appello di Halid Radi, portavoce del ministero della Sanità palestinese che nella Striscia di Gaza è controllato da Hamas. Radi chiede che quei dodici feriti, giunti l'altro ieri nell'ospedale Shiva, a Gaza City, dal campo di battaglia intorno a Jabaliya possano essere trasferiti al più presto in Israele: "È l'unica speranza che hanno per poter essere curati - spiega - noi qui non abbiamo specialisti, e neppure i farmaci adatti: la sola cosa che possiamo fare noi è guardarli mentre muoiono". L'enorme flusso di feriti che ormai da quattro giorni continuano a giungere dalle zone dei combattimenti, rischia di portare al collasso gli ospedali di Gaza, già messi a dura prova da mesi di assedio. "Solo oggi (ieri, ndr.) abbiamo soccorso più di 100 feriti - dice ancora Halid Radi - molti richiedono la terapia intensiva, ma i posti letto disponibili sono tutti esauriti". E così le corsie sono state svuotate dei malati meno gravi per dare spazio ai ricoveri più urgenti. "Ormai inizia a scarseggiare tutto - prosegue il portavoce - persino bende e cerotti, che sono la prima cosa ad essere impiegata nella chirurgia di guerra". Da parte israeliana un portavoce dell'esercito riferisce che due soldati sono rimasti uccisi nei combattimenti e altri sei sono stati feriti Due bambini israeliani e un altro civile sono invece rimasti feriti dal lancio di razzi sulla città di Asqhelon che, nonostante gli intensi combattimenti, sono continuati a piovere (62 nelle ultime ventiquattr'ore su Asqhelon e Sderot). A Jabaliya si combatte strada per strada, casa per casa. Dai minareti delle moschee, i muezzin esortano alla resistenza. Da Ramallah si alza la voce del presidente palestinese Mahmud Abbas (Abu Mazen). Ciò che si sta consumando nella Striscia di Gaza, afferma Abu Mazen, è "più che un olocausto", riferendosi a quanto detto l'altro ieri dal vice ministro della Difesa dello Stato ebraico Matan Vilnai. "Purtroppo Israele usa in questi giorni un termine generalmente evitato da 60 anni, e questo è il termine olocausto...Ciò che accade a Gaza è più che un olocausto", afferma il rais, che chiedere "protezione internazionale per il popolo palestinese". "È impensabile - aggiunge il capo dell'Anp in al Consiglio nazionale palestinese - che la reazione israeliana a dei lanci di razzi palestinesi, che pure noi condanniamo, sia così terribile e spaventosa" e colpisca "innocenti, donne, bambini, anziani". Il presidente palestinese chiede una riunione d'emergenza della Lega Araba e del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, oltre che una presa di posizione del Quartetto per il Medio Oriente. L'Onu raccoglie la richiesta e convoca una riunione urgente. Il capo negoziatore palestinese, l'ex premier Ahmed Qrei (Abu Ala) afferma che " il negoziato sarà sospeso", infatti le trattative sono sospese. "Ciò che sta avvenendo a Gaza è un massacro di civili, donne e bambini, un genocidio". Secca la risposta di Gerusalemme: "Anche se i palestinesi desiderano sospendere i colloqui di pace ciò non avrà alcun effetto sulle decisioni di Israele a Gaza", dichiara la ministra degli Esteri israeliana, Tzipi Livni.

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Quattro giorni di guerra, 80 vittime palestinesi (sezione: Israele/Palestina)

( da "Unita, L'" del 02-03-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Stai consultando l'edizione del STRISCIA Quattro giorni di guerra, 80 vittime palestinesi 27 febbraio Cinque miliziani uccisi in un raid a sud di Gaza e un altro a Nablus, in Cisgiordania. Su Sderot e Ashqelon vengono lanciati decine di razzi Qassam e uno studente israeliano ci rimette la vita. Si mette in moto così una spirale di violenza che sembra inarrestabile. Tra i palestinesi si registrano circa 15 morti (sette bambini) e decine di feriti. 28 febbraio Nuovo diluvio di razzi sul territorio israeliano e raid aerei senza sosta su Gaza: 15 morti palestinesi, 4 sono bambini. In Israele, una guardia del corpo del ministro per la sicurezza interna Avi Dichter, è lievemente ferita da una scheggia. Da Gaza razzi anche su Ashqelon, nessuna vittima. 29 febbraio Nella notte, nel nord di Gaza, a Beit Hanun, entrano reparti di fanteria e mezzi blindati israeliani. Decine di carri armati e batterie di artiglieria vengono dislocati ai margini della Striscia. Un palestinese ucciso a Khan Yunes. Tre raid aerei israeliani su Jabalya e Beit Lahya. Due razzi dalla Striscia di Gaza verso Israele. 1 marzo Offensiva israeliana nel nord della Striscia. Gli scontri intorno al campo profughi di Jabaliya, oltre 50 vittime tra i palestinesi, 150 i feriti. Uccisi due militari israeliani.

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Movimenti sociali in corteo (sezione: Israele/Palestina)

( da "Repubblica, La" del 02-03-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Pagina VI - Firenze Il caso Movimenti sociali in corteo Due giorni dei movimenti sociali a Firenze. Ieri il corteo, a cui secondo gli organizzatori hanno partecipato circa 2000 persone (meno di mille secondo la questura), che è partito da piazza San Marco e ha attraversato piazza Duomo. Una parte dei manifestanti - tra cui esponenti dell'Arci, del Forum Sociale, del movimento antagonista toscano, del Movimento lotta per la casa e della confederazione Cobas - hanno imboccato via dell'Oriuolo per poi raggiungere piazza Ghiberti, dove oggi si conclude l'Assemblea nazionale dei movimenti, allestita all'interno di un tendone da 1000 metri quadri. I gruppi vicini al Cpa Firenze Sud hanno invece proseguito verso il tribunale di piazza San Firenze e non hanno partecipato all'assemblea di piazza Ghiberti. Nessun incidente: qualche petardo e uno striscione con la scritta "Israele stato canaglia" da segnalare. Filo rosso dei due giorni il "processo al processo": la protesta contro le condanne a 13 attivisti fiorentini per gli scontri del 13 maggio 1999 davanti al consolato Usa. Ma oggi si discute anche di precarietà.

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Andrea lollini, l'avvocato della giustizia di transizione - (dalla prima di cronaca) francesca parisini (sezione: Israele/Palestina)

( da "Repubblica, La" del 02-03-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Pagina IX - Bologna Andrea Lollini, l'avvocato della giustizia di transizione (DALLA PRIMA DI CRONACA) FRANCESCA PARISINI Una laurea in giurisprudenza e un lavoro che si divide tra il Dipartimento di Politiche, Istituzioni e Storia della facoltà di Scienze Politiche e la Scuola della Magistratura francese, Andrea Lollini (nella foto) è uno studioso di quella che gli addetti ai lavori chiamano 'giustizia di transizione'. "E' una disciplina nata dopo la caduta del muro di Berlino - spiega - e che interessa tutti quei paesi che, passando da un regime totalitario a uno democratico, hanno dovuto far fronte ai crimini commessi prima del nuovo assetto politico". Per lui questo si è tradotto in un'attenzione particolare al Sudafrica, dalla lotta all'apartheid nei primi anni '90. Per molti anni Lollini ha fatto la spola con il paese di Mandela, fino a diventare oggi, a soli 37 anni, lo studioso italiano di riferimento per il Sudafrica di quegli anni. I suoi studi sono stati raccolti in un libro edito dal Mulino, "Costituzionalismo e giustizia di transizione", che ora sta per uscire tradotto negli Stati Uniti e in Inghilterra. Inoltre, ha curato due puntate del programma di Rai 3 "Un giorno in pretura" dedicate proprio ai crimini razziali durante l'apartheid. "Nel passaggio al regime democratico - spiega - le forze politiche del Sudafricano hanno contrattato la costituzione di un tribunale speciale, chiamato Truth and Reconciliation Commission, che avrebbe concesso l'amnistia a chi confessava pubblicamente la partecipazione a crimini razziali. E' stato un meccanismo scioccante per l'Occidente ancora fresco dell'esperienza post - nazista, un paradigma opposto al processo di Norimberga". Dal 1996 al 2003 la commissione ha ascoltato 22mila casi di vittime del regime di segregazione, ha ricevuto 7200 richieste di amnistia, di cui ne sono state accolte 1100. Partecipando a buona parte di questi audizioni e lavorando a contatto con Ilan Lax, uno dei giudici coinvolti, Lollini ha realizzato i suoi studi, fino alla tesi per il dottorato di ricerche all'Ecole des Hautes Etudes en Sciences Sociales. "La tradizione culturale italiana è uno strumento di conoscenza molto potente - continua - . Tuttavia, altre culture, come quella francese, o a maggior ragione quella di paesi più giovani, danno più valore alla ricerca, all'incontro tra i vari pensieri, alla messa in discussione delle categorie accademiche". In questa ottica, non è una fuga ma una forma di globalizzazione del pensiero e della cultura - e questa volta è una globalizzazione 'buona' - quella che ora porta Lollini in Israele, chiamato da Dorit Beinisch, una donna molto tenace che siede alla presidenza della Corte Suprema Israeliana; a Gerusalemme il giovane giurista farà parte di un gruppo di ricerca su temi costituzionali. E' ora di andare. Lollini è atteso da quello che lui ritiene il suo maestro, lo storico Carlo Ginzburg. "Non è mai stato mio professore, ma mi ha insegnato tutto. I suoi, sono saggi di storia da leggere come fossero gialli".

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Israele bombarda Gaza: è strage Ma al mondo non interessa (sezione: Israele/Palestina)

( da "Liberazione" del 02-03-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Francesca Marretta Gerusalemme E 'guerra a Gaza. L'esercito israeliano ha cominciato le operazioni di terra minacciate nei giorni scorsi, appoggiato da incursioni dell'aviazione. Almeno cinquanuno, ieri, morti. Quattordici erano civili, nove dei quali di età compresa tra nove e dodici anni. Più di centocinquanta i feriti. Sale così a oltre ottanta il numero di palestinesi uccisi da mercoledì. Un bilancio che si aggrava di ora in ora perché è ormai impossibile curare negli ospedali i feriti. Fonti mediche palestinesi parlano di corpi che arrivano dilaniati. I miliziani palestinesi uccisi appartengono in prevalenza ad Hamas. Nei violentissimi scontri divampati a partire dalla notte tra venerdì e sabato nella zona nord di Jabalya, sono rimasti uccisi anche due soldati israeliani ed almeno cinque sono rimasti feriti. La massiccia offensiva all'interno del territorio di Gaza non ha fermato il lancio di razzi palestinesi verso il Negev. Una cinquantina di razzi ha raggiunto Sderot e Ashqelon, dove si è concentrato il maggior numero dei colpi e dove vi sono stati almeno venti feriti. Molti i ricoveri di persone in stato di shock. segue a pagina 8 02/03/2008.

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Bertinotti: <Finita l'era del governo è ora di riorganizzare la lotta> (sezione: Israele/Palestina)

( da "Liberazione" del 02-03-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

In Campania il candidato premier della Sinistra Arcobaleno dà il via alla campagna elettorale nel castello di Ottaviano, ex quartier generale della Camorra di Cutolo Bertinotti: "Finita l'era del governo è ora di riorganizzare la lotta" Angela Mauro Ottaviano (Napoli) nostra inviata Al castello di Ottaviano l'impianto di aria condizionata è naturale. Piccoli fori nel pavimento di pietra lavica sono il passaggio per invisibili geyser di aria fredda. Sotto, il vuoto, che se diventa pieno è ricchezza. Cisterna, acqua, potere. E' il trittico che segna la storia del palazzo mediceo, 365 stanze alle falde del Vesuvio. Ma fermarsi all'acqua è come dire che il problema di Palermo è il traffico (Begnini docet). Ottaviano, provincia di Napoli, castello e potere. E il potere da queste parti ha significato camorra, in passato, in parte anche nel presente. Negli anni '80 qui il problema non era il signorotto padrone dell'acqua, ma la criminalità già ricca che comprò il luogo simbolo del potere e ne fece il suo quartier generale per il traffico di droga, le estorsioni, gli omicidi. Un nome: Raffaele Cutolo, che amministrava da quelle stanze alle falde del Vesuvio. 'O professore', cui il castello è stato confiscato all'inizio degli anni '90. Ora sede dell'Ente Parco del Vesuvio. "Questo non è il castello di Cutolo. E' il castello mediceo". Il sindaco Mario Iervolino del Pd tenta di scacciare l'onta del passato. La sala è stracolma e incontinente, i geyser hanno un senso anche se è inverno, il tentativo di Iervolino riesce se oggi il castello di Ottaviano può ospitare la prima della tappa della campagna elettorale di Fausto Bertinotti in Campania. "Io lotto, mi ribello, mi sono votato al suicidio sociale". Anche nei tempi bui, Ottaviano l'ha conosciuta la rivolta. I versi sono di Mimmo Beneventano, medico e poeta, consigliere comunale del Pci, ucciso dalla Camorra il 9 novembre dell'80. Sullo sfondo il simbolo unitario della Sinistra Arcobaleno, in sala il suo "Urlo" viene recitato. "Grido per coloro che non hanno più voce". Ed è il "la" per il dibattito con i ragazzi delle associazioni anticamorra e con i rappresentanti di vari mondi che chiedono diritti: operai, gay, trans, disabili. Bertinotti declina la parola "sinistra". "Ribellarsi contro le ingiustizie, come Beneventano: non per fare l'eroe o cercare medaglie, ma per vivere e dare senso primordiale alla libertà". Un "io non ci sto" che per diventare "ribellione di molti" ha bisogno della "sinistra politica". La campagna elettorale è difficile, il candidato premier non si stanca di ripeterlo, e qui in Campania poi il fatturato criminale è ancora il 40 per cento del pil regionale. C'è un governatore, Antonio Bassolino, rinviato a giudizio per lo scandalo dei rifiuti. "Rispetto il lavoro della magistratura, mi auguro possa dimostrare di essere estraneo ai fatti", si limita a dire Bertinotti. Quanto alle scelte che farà il Prc, attualmente in maggioranza in regione, "sta all'autonomia della dirigenza locale deciderle". Il punto non è stare al governo o all'opposizione. Non è in questo senso che va manifestata la "diversità". Il punto è stare "nella comunità, nella fabbrica, nella società prima ancora di stare in Parlamento o in un consiglio comunale". E' la sfida attuale. Il brutto della lotta "non è vincere o perdere, ma quando sei al governo e non sai come dare voce ai bisogni perché al governo ci stai con gente che non la pensa come te". Ora, "finita la zona grigia del governo, va riorganizzata la lotta, va individuato l'obiettivo, va ricostruita la comunità". La speranza? E' "in noi, non fuori: è dura, ma siamo fratelli di tanta gente che lotta in condizioni più drammatiche. Pensate se fossimo a Gaza e un raid israeliano avesse ucciso donne e bambini". Bertinotti frena la foga: "Se poi qualcuno è tentato di rispondere alla violenza con il terrorismo, gli va spiegato che la marcia è lunga e che a chi vuole cambiare il mondo tocca la parte più difficile". Come Beneventano e gli altri che hanno fatto la stessa fine. Michele della militante Radio Onda Pazza è duro: "Da tempo non operiamo più con alcun partito perché qui tutti i partiti prendono i voti nei fortini della camorra. Senza garanzie di assenza di collusioni, non faremo la campagna elettorale per nessuno". Pur nella forte esigenza di lotta, testimoniata dall'affollamento della sala, emerge la delusione. "Onorevole, vorrei capire che cos'è questa sinistra?", chiede disperato Gianluigi, disabile alle prese da anni con la ricerca di lavoro: invano. Tommaso Pirozzi della Fiat di Pomigliano è "sfiduciato", non ha più la tessera del Prc, con le lacrime agli occhi richiama il sacrificio di Beneventano per ricordare che "non si muore solo quando il cuore non batte più, ma anche quando ti limitano la lotta: qui la mafia ha il potere di "espellere" i lavoratori dalle fabbriche". Bertinotti parte dalla questione salariale, "di prima grandezza, contro un padronato della borghesia che dura da più di 25 anni", da quando i salari in Italia erano tra i più alti d'Europa, ora sono i più bassi. C'è stata la sconfitta del 900, del movimento operaio, una "rivoluzione chiamata globalizzazione", un'onda che ha anche spazzato via diritti, creato povertà, messo in crisi la politica. "Noi come Prc - dice Bertinotti - non abbiamo mai fatto parte della classe politica, abbiamo provato ma non siamo riusciti a rompere quell'onda. Ora siamo tutti coinvolti". Ecco perché la comunità che va ricostruita, la lotta da riorganizzare, l'onda da spezzare richiedono altre forme della politica: "Mettiamoci insieme a sinistra senza l'illusione che ci sia una stanza dei bottoni e che basta arrivarci per cambiare tutto. Iniziamo noi nella comunità, iniziamo anche con il voto". La sala applaude, ma non è finita. Già, il voto. "Temo il voto utile", ammette Bertinotti, intendendo la croce che molti possono essere tentati di segnare sul Pd per bloccare Berlusconi. Tuttavia, basta chiedersi se "c'è una causa ai nostri guai. Sì. E' questo modello economico-sociale che il Pd vuole solo mitigare: come togliere l'acqua dal mare con un secchiello. Va rovesciato". E se a El Pais è Veltroni stesso ad ammettere di essere "riformista, ma non di sinistra", beh: il gioco è fatto. "E' reo confesso. Ora chi è di sinistra non ha più scuse per votare Pd?". "Non s' lassa a terra p' na mala annata". Il detto contadino, citato da Luigi dell'associazione anticamorra "Scetammece" (Svegliamoci!) incita ad andare avanti. E' possibile il "compromesso per arrivare alla liberazione totale", mette in guardia Bertinotti. Unioni civili o matrimonio? "Vorrei che ognuno fosse libero di optare tra le due cose, ma avere subito le prime aiuta a rompere il meccanismo di oppressione". Ciò che conta è che "per la prima volta i diritti civili stanno nel dna di una forza politica: la sinistra". Fuori è buio, l'aria del Vesuvio è pungente, dentro i geyser prendono il sopravvento anche sulle onte del passato. Forse. 02/03/2008.

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Striscia di Gaza, un giorno d'inferno (sezione: Israele/Palestina)

( da "Liberazione" del 02-03-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Continua ad aggravarsi il bilancio dei combattimenti in corso da questa mattina a nord della Striscia di Gaza: almeno 43 i palestinesi morti, tra cui sette bambini e tre donne. Tra loro anche una madre che stava preparando la colazione e due fratelli mentre dormivano in casa... La strage più pesante dai tempi del ritiro israeliano dalla Striscia. Alle 16 a MILANO in largo Cairoli presidio sit-in organizzato dalla Comunità palestinese della Lombardia, contro questo orribile massacro, contro il silenmzio internazionale e l'embrago totale nella Striscia di Gaza. Tutt* i/le palestinesi con le loro famiglie sono attes*, ma anche le amiche e gli amici del popolo palestinese e della pace. 02/03/2008.

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La strage di Gaza: cinquanta palestinesi uccisi (sezione: Israele/Palestina)

( da "Liberazione" del 02-03-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Sanguinosa offensiva anti-Hamas dell'esercito israeliano nella Striscia. Tra i morti anche sette bambini. Mai così tante vittime nei Territori dall'estate 2005 Il presidente dell'Anp Abu Mazen chiede l'intervento immediato del Consiglio di sicurezza dell'Onu: "Quel che sta accadendo è peggio di un Olocausto" Francesca Marretta Gerusalemme "E Gli israeliani dicono che non è nemmeno cominciata l'offensiva? Che dobbiamo aspettarci dopo questo massacro?" La voce di Shadi al-Kashif, direttore dell'agenzia di stampa Ramattan a Gaza è concitata. "Non hanno smesso di sparare da 72 ore. Non solo a nord. Gli F16 e gli Apache sparano anche su Gaza City. Sono andato all'ospedale Shifa, sta a 500 metri da qui. I feriti sono un numero impressionante, tantissimi, troppi, sono civili. Ci sono corpi fatti a pezzi. Arrivano con ogni mezzo. Molte ambulanze sono ferme perché non c'è carburante. A nord ci sono anche morti e feriti rimasti a terra, perché i mezzi non possono raggiungere alcune zone. Tra loro moltissimi sono mutilati ed il personale medico non è assolutamente attrezzato per far fronte all'emergenza. Tanta gente va all'ospedale per donare sangue". Shadi al-Kashif sostiene che la portata di quello che sta avvenendo non è sufficientemente documentata a livello mediatico perché i giornalisti palestinesi hanno difficoltà a muoversi. "Molti di noi, compresi gli operatori TV, hanno finito la benzina. Quindi è difficile mandare immagini esaustive degli attacchi. Io dico questo agli israeliani: Ma per voi anche i bambini sono terroristi?". Il portavoce del ministero della Sanità del governo "de facto" di Hamas ha lanciato ieri sera un drammatico appello, chiedendo che i feriti siano trasportati in ospedali israeliani. "Qui a Gaza non abbiamo nessuna possibilità di tenerli in vita. Non abbiamo specialisti e neppure i farmaci adatti. La sola cosa che possiamo fare noi è guardarli morire". Le corsie degli ospedali sono state svuotate dei malati meno gravi. Ma non basta. "Ormai inizia a scarseggiare tutto, persino bende e cerotti". "La situazione è tesissima. La gente ha paura, glielo leggi negli occhi, che siano adulti o bambini. Io e mia moglie siamo dovuti uscire oggi per fare provviste in un posto aperto qui vicino. Lo hanno fatto in molti alla prospettiva di non potersi muovere di casa". A parlare dal quartiere Riwam di Gaza City è il Dr. Eyad el-Sarray, psichiatra, responsabile di programmi di salute mentale. "I miei bambini sono spaventati dal rumore degli F16, degli elicotteri, dalle sirene delle ambulanze. Per questo non teniamo la televisione sintonizzata sulle notizie", continua Sarraj, che aggiunge: "Credo sia in corso una rioccupazione di Gaza, almeno nelle zone a nord e sud, per controllare le aree da cui si lanciano i missili e arrivano le armi attraverso i tunnel. Ma parliamo di zone ad alta concentrazione di popolazione, come testimonia l'altissimo numero di morti e feriti che abbiamo avuto in queste ore". Il vice ministro della difesa israeliano Matan Vilnai ha negato che i combattimenti in corso a nord di Gaza siano l'inizio di una grande operazione terrestre volta a portare a una parziale rioccupazione della Striscia. "Non c'è nulla di nuovo se non la tensione che caratterizza questi ultimi giorni", sono state le parole di Vilnai, che ha dichiarato che l'operazione militare in corso a Gaza ha l'obiettivo di fermare il lancio dei razzi si Israele. Per il presidente palestinese Mahmoud Abbas, l'offensiva in corso a Gaza "è più che un olocausto". Parlando al Parlamento di Ramallah Abbas ha chiesto la "protezione internazionale per il popolo palestinese" e la convocazione urgente del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite e della Lega Araba. Il Presidente palestinese ha contemporaneamente rinnovato l'appello alle milizie per fermare il lancio dei razzi per "contribuire a mettere fine alle sofferenze del popolo (palestinese, ndr.) e ad evitare altri disastri". "È importante non fornire a Israele alcuna scusa per continuare la sua aggressione", ha aggiunto Abbas, che ha minacciato, di fronte all'escalation delle violenze, di sospendere i negoziati di pace con Israele, che per Saeb Erekat, uno dei principali negoziatori col governo israeliano, sono da considerare, per ora, "sepolti sotto le macerie delle case distrutte a Gaza". Una prospettiva che non sembra impensierire il governo israeliano. Il ministro degli esteri Livni ha dichiarato che la minaccia palestinese di sospendere i negoziati di pace non influenzerà le decisioni di Israele sulle operazioni militari in corso nel nord della striscia di Gaza. Da Gaza, Hamas ha denunciato "il silenzio internazionale, anche da parte dei paesi arabi" sugli scontri con le forze israeliane in corso da quattro giorni. "Se il mondo non reagirà, nessuno potrà sentirsi al sicuro", ha avvertito il movimento islamico, che fatto appello a "tutte le fazioni armate palestinesi" per unirsi nella battaglia contro le forze israeliane, ed ha esortato "le popolazioni arabe a mobilitarsi in difesa dei palestinesi senza attendere un segnale dai loro governanti". A Ramallah è sciopero generale in solidarietà con Gaza. In Libano migliaia di palestinesi sono scesi in piazza per protestare contro l'offensiva su Gaza. L'Egitto ha oggi condannato "le inaccettabili operazioni militari condotte da Israele nella Striscia di Gaza", mentre la Libia ha rivolto un appello ai pesi arabi perchè si impegnino a costringere Israele a porre termine alla campagna militare in corso a Gaza. Sebbene sia evidente una sproporzione di forze che si riflette nel conto dei morti e feriti palestinesi di queste ore con quelli israeliani, la tragedia investe in maniera diretta la vita dei cittadini di Ashqelon e Sderot, che vivono nell'angoscia dei razzi palestinesi. In molti preferirebbero che il loro governo negoziasse con Hamas. Forse perché hanno sperimentato sulla propria pelle che i bombardamenti su Gaza non li mettono al riparo. Oggi è attesa in Israele e in Cisgiordania la visita dell'Alto rappresentante per la politica estera e di sicurezza comune europea Javier Solana. Lunedì arriva anche Condoleeza Rice. Discuteranno del seguito di Annapolis. A Gaza si seppelliranno ancora morti. 02/03/2008.

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LA battaglia fra israeliani e palestinesi, avvenuta ieri a Gaza è, per ora, il momento pi&# (sezione: Israele/Palestina)

( da "Messaggero, Il" del 02-03-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Di ENNIO DI NOLFO LA battaglia fra israeliani e palestinesi, avvenuta ieri a Gaza è, per ora, il momento più aspro di uno scontro del quale non si riesce a intravedere l'esito. Lo stillicidio del lancio di razzi Qassam (gli ordigni rudimentali puntati da Gaza contro il territorio israeliano e la città di Sderot), è divenuto una vera e propria offensiva missilistica che ha raggiunto, con razzi Grad, di fabbricazione industriale, la città di Ashkelon, a 20 chilometri dal confine. La risposta israeliana è stata prima mirata a colpire le basi di lancio dei razzi Qassam ma si è poi trasformata in una vera e propria battaglia, con decine di morti palestinesi, che si aggiungono alle vittime israeliane dei razzi. Vi è dunque da chiedersi se tutti i progetti che avevano accompagnato la partenza degli israeliani da Gaza (nel settembre 2005) siano falliti e se l'intero processo di pace tentato con la conferenza di Annapolis, del novembre scorso, in previsione di un accordo definitivo sul riconoscimento dei due stati, da stipulare entro il 2008, non sia anch'essa esposto ai rischi degli attacchi palestinesi e a quello che in Israele prevalgano le forze politiche, sinora minoritarie, che spingono per una massiccia offensiva contro il governo Hamas di Gaza. Un'ipotesi controproducente, poiché non considera che una massiccia offensiva potrebbe solo riportare a una costosa occupazione del territorio, non certo a sterminare o a far diminuire l'ostilità degli estremisti palestinesi contro Israele. Tutto ciò ha del resto una precisa e recente origine, che forse è impressa nel ricordo di molti lettori. Nello scorso gennaio, per tentare, in un modo crudo ma non crudele, di bloccare il lancio dei razzi palestinesi, il governo di Tel Aviv aveva decretato il blocco dei varchi di confine attraverso i quali passavano gli aiuti della comunità internazionale alla popolazione di Gaza e i rifornimenti di energia elettrica o di altri beni di prima necessità (bisogna ricordare che il 70 per cento dell'elettricità fornita a Gaza proveniva da Israele). Le conseguenze di questa decisione non potevano tardare a lungo: in pochi giorni i media di tutto il mondo vennero invasi dalle immagini di una popolazione esasperata: gente ridotta alla fame; ospedali a corto di energia per il funzionamento dei macchinari necessari e tenere in vita malati gravi, e un senso di impotenza che ebbe un forte effetto sulla percezione della situazione in quell'area, già così disperata. Chiusi i varchi settentrionali; chiuso da tempo anche il passaggio di Rafah, che apriva Gaza all'Egitto, la striscia si presentava come un grande campo profughi. Ma, frutto della disperazione o della premeditazione, il 23 gennaio una serie di esplosioni aprivano larghi varchi nella barriera costruita lungo la frontiera meridionale di Gaza. Decine di migliaia, centinaia, forse un milione di persone si rovesciavano verso il territorio egiziano, nella cittadina di El-Arish, per acquistare o trafugare ogni bene necessario o utile alla sopravvivenza, salvo poi a ritornare nelle proprie case, in attesa degli eventi. Proprio da questa invasione sorsero nuovi problemi. Il varco aperto nella frontiera egiziana rese possibile, nei pochi giorni precedenti il ripristino dei controlli, il passaggio non solo di migliaia di persone ma anche di ogni genere di merce. Gli israeliani hanno buoni motivi per pensare che fra queste persone vi fossero infiltrati di Al Qaeda e che tra le merci di fossero i razzi che ora vengono utilizzati contro il suo territorio. Come immaginare, in questa situazione, la ripresa del dialogo? L'impotenza delle Nazioni Unite è di nuovo stata dimostrata. Si tratta ora di vedere se il cosiddetto "quartetto" (Onu, Usa, Unione europea, Russia), al quale è stato affidato il compito di tenere in vita il processo di pace, sia in grado di riprendere il controllo di una situazione che da caso umanitario si è già trasformata in scontro bellico, evitando che lo scontro si allarghi e accenda tutta l'area. Tutti i moderati proclamano la loro volontà di continuare un dialogo pacifico. Nei prossimi giorni giungerà in Israele Condoleezza Rice, tessitrice tenace del tentativo di pace. Ma l'acuirsi degli scontri non induce all'ottimismo e lascia temere che la tela della pace, così faticosamente tessuta, possa venir strappata dalle forza delle armi.

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NPavia EL mio Paese si diffonde un sentimento inedito: siamo esausti, v (sezione: Israele/Palestina)

( da "Messaggero, Il" del 02-03-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Dal nostro inviato RENATO PEZZINI "NPavia EL mio Paese si diffonde un sentimento inedito: siamo esausti, vogliamo che venga posta fine a questo stillicidio di violenza e morte che per noi ebrei dura da un secolo". Così dice Abraham Yehoshua, uno dei più famosi romanzieri israeliani, in Italia per presentare il suo ultimo libro: "Israele e Palestina sono come due gemelli siamesi, e ci vuole un intervento complicatissimo per separarli. Europa, Stati Uniti, Lega Araba devono impegnare le loro migliori energie per farlo".

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E' soltanto l'inizio. Nei prossimi giorni assisteremo a uno sforzo israeliano per uccidere (sezione: Israele/Palestina)

( da "Messaggero, Il" del 02-03-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Di ERIC SALERNO "E' soltanto l'inizio. Nei prossimi giorni assisteremo a uno sforzo israeliano per uccidere i capi militari e qualche leader politico di Hamas. E, forse contemporaneamente, a un'operazione terrestre per separare Gaza dall'Egitto e bloccare il flusso d'armi sempre più sofisticati con le quali il movimento integralista si sta rafforzando". Ely Carmon, esperto dell'Istituto di studi strategici di Herzilya, a nord di Tel Aviv, non ha dubbi. La sua preoccupazione, che rispecchia il pensiero di nuova parte dell'establishment israeliano, non è più tanto quello che è accaduto in questi anni a Sderot, bersagliato da rudimentali missili kassam, ma un futuro a suo giudizio nemmeno tanto distante quando la minaccia potrebbe raggiungere molte altre località. "Hamas ha voluto questa escalation. Sta applicando la strategia di Hezbollah in Libano. Vuole, offre tutti i giorni, un cessate-il-fuoco. Consentirebbe di potenziare il loro arsenale ed è per questo motivo che, a mio parere, non deve essere accettato da Israele. Ormai oltre ai Kassam stanno usando missili Grad, tipo katiuscia, che devono aver ottenuto dalla Siria, dall'Iran, da Hezbollah. Hanno colpito a ripetizione Ashkelon, potrebbero arrivare ad Ashdod e, se non vengono fermati, a Tel Aviv. Se riescono a raggiungere l'aeroporto Ben Gurion, paralizzerebbero i contatti esterni d'Israele." Allora siamo alla vigilia di un'incursione ancora più vasta? La rioccupazione della striscia di Gaza è un'ipotesi concreta? "Non credo. Gli attuali dirigenti israeliani hanno paura. Sono indecisi. Si muovono in base al numero delle vittime. Se moriranno civili o soldati israeliani la risposta sarà più violenta. È sbagliato agire così, sotto la pressione dell'opinione pubblica arrabbiata e spaventata. Manca una vera strategia. Olmert è tornato ieri, ma non ha idee". Abbiamo visto, in poche ore, l'uccisione e il ferimento di decine di palestinesi. Cosa succederebbe qualora fosse estesa l'operazione militare? "Moltissime vittime palestinesi. Sia tra gli uomini armati che tra i civili. E probabilmente molte vittime israeliane. Anche per questo motivo, ritengono più utile mettere nel mirino i leader di Hamas". Si riferisce a Ismael Haniyeh, il "premier" deposto? "Non tanto. Lui rappresenta l'ala moderata. Ci sono altri quattro o cinque personaggi legati all'ala militare. Credo che saranno i primi a essere colpiti". Tutto questo non rischia di fare i giochi di chi vorrebbe la fine dei negoziati di pace? "Forse, ma sono scettico comunque sul risultato delle trattative virtuali, come le chiamo. Il presidente Mahmoud Abbas (Abu Mazen) è debole. Perderebbe pure la Cisgiordania se non fosse per la presenza nel territorio delle nostre truppe. E anche se con Olmert arrivasse a un accordo, non credo che sarebbe capace di metterlo in pratica". Come spiega ciò che sta accadendo nel contesto delle tensioni regionali? "E' facile da spiegare. Hamas agisce con il sostegno di Hezbollah e i due movimenti operano con l'aiuto diretto di Teheran. Secondo le nostre informazioni, centinaia di palestinesi di Gaza, via Egitto, formalmente per fare il pellegrinaggio alla Mecca sono andati in Libano e altrove per essere addestrati nei campi allestiti dall'Iran". Israele e Stati ùniti non sembrano completamente d'accordo su come trattare l'Iran. Washington non sembra pronta ad attaccare. E voi? "Sono pronte nuove sanzioni contro Teheran per il nucleare. Nelle prossime settimane ci saranno le elezioni in Iran. Bisogna vedere cosa succederà. Si diceva che i primi mesi del 2008 sarebbero stati i più a rischio per un eventuale attacco e mi sembra che, per vari motivi, la "finestra d'opportunità" si sta rapidamente chiudendo. Toccherà al prossimo presidente americano, non a Bush, il compito di decidere cosa fare. A meno che non emergano nuovi elementi più o meno concreti sulle capacità nucleari iraniane. In quel caso, tutto potrebbe succedere".

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Gaza, la strage dei bambini (sezione: Israele/Palestina)

( da "Messaggero, Il" del 02-03-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Rappresaglia in risposta ai razzi di Hamas e scoppia l'emergenza umanitaria: non ci sono ospedali per i feriti Gaza, la strage dei bambini Blitz israeliano: 60 morti. L'Anp: è il nostro olocausto, stop ai negoziati.

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L'altro giorno è stato il vice ministro della difesa Matan Vilnay a preannunciare una nuova  (sezione: Israele/Palestina)

( da "Messaggero, Il" del 02-03-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

L'altro giorno è stato il vice ministro della difesa Matan Vilnay a preannunciare una nuova "catastrofe" per i palestinesi usando, con estrema leggerezza, il termine shoah. Ora sono il presidente palestinese Mahmoud Abbas e il suo rivale di Hamas, Ismael Haniyeh a servirsi dello stesso termine con il quale è conosciuto l'olocausto degli ebrei per mano di Hitler nel denunciare il massacro in corso nella striscia di Gaza. Oltre 60 morti, tra i quali almeno ventinove civili di cui cinque bambini. Centinaia di feriti, alcuni in fin di vita. I "miliziani palestinesi hanno opposto resistenza", la spiegazione data dai portavoce militari per giustificare il numero così alto, un record, di vittime della massiccia incursione lanciata ieri mattina contro Gebaliya, il quartiere-villaggio di Gaza dove scoppiò, nel 1987, la prima Intifada. Quella delle pietre. Sono morti anche due soldati israeliani e altri sono rimasti feriti nell'operazione cominciata all'alba e diretta a colpire, così è stata spiegata ai giornalisti, le rampe di missili kassam che da mesi bersagliano le comunità del Negev. L'escalation era nell'aria. Gli attacchi israeliani di giovedì e venerdì avevano provocato una trentina di morti tra i quali numerosi bambini e, come risposta, Hamas ha letteralmente alzato il tiro. Sono usciti dai bunker sotterranei costruiti da quando l'esercito israeliano ha lasciato Gaza, missili più potenti e di gittata più lunga. Quando hanno colpito Ashkelon, una città di 140 mila abitanti, i generali hanno avuto l'ordine di far muovere i reparti blindati parcheggiati sul confine. Sapevano a cosa andavano incontro. Gebaliya è molto più di un villaggio. Parte è campo profughi, parte quartiere periferico della città di Gaza. Un dedalo di strade strette, vecchie baracche e palazzi più moderni costruiti quando Arafat era tornato in Palestina sull'onda degli accordi d'Oslo e della speranza. Il luogo classico della guerriglia urbana. Ed è stato proprio questo quando i carri armati si sono avvicinati. Hamas non è Hezbollah. Non possiede la potenza di fuoco o la preparazione militare delle formazioni armate del Partito di Dio libanese. Resiste ma lo scontro è impari. Aerei ed elicotteri da combattimento e velivoli senza pilota hanno appoggiato le forze di terra israeliane e il risultato si è visto. La conta dei morti e dei feriti è andata crescendo fin dalle prime ore dell'attacco. Ed è destinata a salire. "È molto deplorevole quello che sta accadendo, è molto più che un Olocausto" - ha accusato Mahmoud Abbas, parlando a Ramallah davanti al Consiglio legislativo palestinese. "Diciamo al mondo di vedere con i suoi stessi occhi e di giudicare quanto sta avvenendo e chi sta facendo terrorismo internazionale". Il presidente palestinese vorrebbe vedere la scomparsa di Hamas, aspira a riprendere il controllo di Gaza perché altrimenti ogni possibile accordo di pace sarebbe impraticabile, ma non può chiudere ignorare i fatti e nel pomeriggio il capo negoziatore palestinese, l'ex premier Ahmed Qurei, ha annunciato la sospensione delle trattative con Israele. La risposta della controparte è arrivata dal ministro degli esteri Tzipi Livni: "La minaccia di fermare il dialogo non fermerà la nostra operazione militare". Una presa di posizione scontata di fronte alla pioggia di missili grad piombati su Ashkelon (alcuni feriti) e sulla zona di Sderot. E ora? Più si va avanti - e il portavoce del ministro della Difesa Barak ha detto che l'operazione proseguirà e diventerà più violenta - più è difficile trovare un compromesso anche se è salita in Israele la percentuale della popolazione disposta a intavolare un negoziato con Hamas. E.S.

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ROMA Sessanta morti e centinaia di feriti per un'incursione israeliana all'alba di ieri a (sezione: Israele/Palestina)

( da "Messaggero, Il" del 02-03-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Gebaliya, villaggio di Gaza. Sono rimasti uccisi anche 5 bambini. Indignazione del mondo arabo, L'Anp decide di sospendere i negoziati con Israele e definisce questo massacro "il nostro olocausto". Gli ospedali della "Striscia" non riescono ad accogliere tutti i feriti e lanciano un appello a Israele. Tel Aviv "non ha fissato un limite di tempo per mettere fine all'operazione a Gaza", ha dichiarato il portavoce del ministro della Difesa israeliano, Ehud Barak. "L'operazione durerà finché è necessario". Nella notte riunione urgente del Consiglio di sicurezza dell'Onu.

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Raid israeliani a Gaza, tre morti L'Onu condanna l'escalation (sezione: Israele/Palestina)

( da "Quotidiano.net" del 02-03-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

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Bozza di risoluzione presentata dalla Libia al Consiglio di sicurezza: se ne discuterà lunedì Gaza, 2 marzo 2008 - Tre palestinesi sono rimasti uccisi nel corso di nuovi attacchi israeliani nel campo profughi di Jabalya, a nord di Gaza, dove ieri hanno perso la vita altre sessantuno persone. Lo hanno indicato fonti sanitarie palestinesi. I tre uomini sono stati uccisi nel nord della striscia di Gaza, dove l'esercito israeliano conduce da ieri un'operazione denominata "Inverno caldo". Almeno uno dei palestinesi uccisi era un civile, hanno aggiunto le stesse fonti. LA CONDANNA DELL'ONU Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha condannato l'escalation di violenze nel sud di Israele e nella Striscia di Gaza e ha sottolineato la necessità che israeliani e palestinesi cessino immediatamente ogni atto di violenza. I membri del Consiglio hanno inoltre sottolineato che l'escalation di violenze non deve fermare il processo della costituzione di due stati, Israele e Palestina. L'ambasciatore della Russia alle Nazioni Unite, Vitaly Churkin, ha riassunto i risultati della riunione di emergenza, che è durata cinque ore ed è stata convocata su richiesta dei palestinesi e i loro sostenitori arabi che volevano che l'organo più autorevole del Palazzo di Vetro condannasse l'attacco israeliano a Gaza e sollecitasse un cessate-il-fuoco. Gli esperti del Consiglio di Sicurezza si incontreranno domani per valutare una bozza di risoluzione promossa dalla Libia - per conto dei palestinesi e dei Paesi arabi - che condanna energicamente l'uccisione di civili innocenti, tra i quali bambini. Risoluzioni del genere non sono state approvate per le opposizioni di americani ed europei, che sostengono non siano equilibrate nelle loro condanne. ISRAELE: "PRONTI A UNA VASTA OFFENSIVA Il ministro della Difesa israeliano, Ehud Barak, ha affermato oggi che i comandi dello Stato ebraico sono pronti a lanciare un'ampia offensiva di terra nella Striscia di Gaza. "Non siamo contenti di questo ma non abbiamo paura", ha dichiarato il ministro ai microfoni di Radio Israele. "Ci sono molte valutazioni da fare sui tempi". Secondo Barak, l'ipotesi di una vasta offensiva di terra a Gaza è "reale e concreta". Solo ieri, i raid e le incursioni di Tsahal nella Striscia hanno causato la morte di oltre 60 palestinesi. Questa notte è stato bombardato e distrutto il palazzo che ospita l'ufficio di Ismail Haniyeh: il "premier" di Hamas, il movimento al potere a Gaza definito "terroristico" da Israele e Stati Uniti. I vertici dello Stato ebraico presentano l'offensiva a Gaza come una risposta al continuo lancio di missili palestinesi contro obiettivi in territorio israeliano. Questa notte, nel corso di una riunione d'emergenza del Consiglio di sicurezza, il segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon ha sottolineato come ieri sul territorio israeliano siano caduti 26 razzi lanciati dalla Striscia di Gaza. Segnala ad un amico Tuo nome: Tua email: Nome amico: Email amico: Testo dell'email: Invia una copia anche al tuo indirizzo di posta Riscrivi il codice che compare qui sopra: Se il codice risultasse illeggibile CLICCA QUI per generarne un altro Cerca su Quotidiano.net nel Web Articoli Eventi --> Foto del giorno --> Foto Video Blog Sondaggi Cronaca - Locale Il 70% degli studenti ha usato droga Lo sport previene il disagio giovanileSport - Locale Basket La Carife batte Sassari e vola in finale contro JesiSpettacolo Trionfano Gio' Di Tonno e Lola Ponce Seconda la Tatangelo: "Gigi ti amo" A Tricarico il premio della criticaSport - Rugby Per la Femi arriva un'altra sconfitta Il Casinò di Venezia vince 34-17Cronaca - Locale Pedone investito da un'auto Muore sul colpo un 68enneCronaca - Locale Molesta la collega neoassunta Arrestato un infermiereSport - Calcio Rimini riacciuffa il Frosinone nel finale Ancora un sogno la zona playoffGossip Hugh Laurie: "Odio essere fotografato E non mi sento un sex symbol"Sport - Rugby L'Italia alla prova della Francia Mallett chiama Del Fava e ReatoSpettacolo Carriera a termine per Iglesias jr "Mi ritirerò prima dei 50 anni"Cronaca - Locale "Il Premio Biagi rafforza i valori della democrazia"Cronaca - Locale Folle corsa con la moto rubata Fermato dopo un inseguimentoSport - Calcio Rui Costa si ritira a fine stagione 'La Traviata', musica di Giuseppe VerdiTEATRO SOCIALE Stagione di prosa 2007/2008'Le intellettuali di Molière'Stagione teatrale 2007 / 2008, La parola ai giurati"Le Cirque Invisible" al Teatro Lauro RossiStagione di qualità al Teatro ComunaleLa Belle Epoque. Arte in Italia 1880-1915'Gli innamorati'Il cartellone 2007/08 del Politeama PrateseQuartetto d'archi PrazakStagione teatrale 2007 / 2008: BoleroMike Melillo in concerto'Outlet''Cara la pelle'"Il compleanno" al Teatro Lauro Rossi Gianna Nannini al Mandela ForumAborto, donne in si-in in difesa della 194Antiche camelie della LucchesiaIn coda per i simboli C'è anche FerraraUn laboratorio di scrittura creativa --> Cioccolatai in piazza del PopoloIl concerto all'Auditorium PedrottiRIMINI_FROSINONE 1-1Gli anticipi della 26esima giornataSanremo 2008, la finalissimaAvellino-AscoliBologna-Cesena 2-1Premiata, sabato amaro a MilanoIl calendario 2008 di Alessandro TersigniElezioni politiche 2008I festeggiati di AnconaSanremo 2008, quarta serataDegrado nella casa di riposo comunale di CrespinocompleanniOmicidio di via Gualandi Russia al voto per il 'dopo-Putin'Sanremo, vincono Gio' Di Tonno e Lola PonceParigi, Valentino by Alessandra FacchinettiSpeciale Sanremo: i duetti e la polemica nel dopofestivalGiovanni Morandi intervista Flavio Briatore: "Io tifo per la Santanchè"Geishe all'ombra dei grattacieli in GiapponeCalciomercato: perchè Kakà ha firmato fino al 2013Ecco la mappa dei tesori di PavarottiColdplay - 'Yellow'Il principe Harry in prima linea contro i talebaniEcco il Civis che ha già diviso la cittàSpeciale Sanremo 2008: chi salverà la Bertè?Inter verso lo scudetto con la forza dei nervi tesiCarla Bruni, primo viaggio da 'première dame'Keith Richards senza memoria: colpa delle droghe Vincere male, perdere bene del 02/03/2008 di Giovanni Morandi Perché Sanremo è Sanremo 61 del 02/03/2008 di Davide Costa Coppia che gioca bene del 01/03/2008 di Francesco Ghidetti Walter e Silvio: tanti bla bla, nessuna risposta concreta del 01/03/2008 di Sandro Bugialli Adriano, l'imperituro del 01/03/2008 di Laura Alari Accetteresti una centrale nucleare nella tua provincia?Volete che Tomasi lasci la Spal?Vota il gol più bello della 25 giornataGli inquirenti hanno fatto di tutto per ritrovare i fratelli Pappalardi?Smog, per diminuire l'inquinamento qual'è la misura più efficace?Giusto pubblicare i nomi degli evasori?Chi è la tua valletta prefeita?Ti piace il festival di Sanremo 2008?Ti sentiresti più sicura con 'Slim', l'allarme antiaggressione?Blocco del traffico alla domenica, sei d'accordo?Guazzaloca-bis, sei d'accordo?Vota la tua canzone preferita di Sanremo 2008Permessi di lavoro per chi cura malati terminali, sei d'accordo?Vota il gol più bello della 24esima giornataVale la pena pagare il designatore Collina 500mila euro? LA FOTO DEL GIORNO In coda per i simboli C'è anche Ferrara Qualcuno ha pernottato nei pressi del ministero dell'Interno, altri si sono messi in fila nelle prime ore del mattino. Per primo è arrivato il 'Grillo parlante' LEGGI LA NOTIZIA RICERCA ANNUNCI pubblicità contattaci guadagna con Quotidiano.net fai di Quotidiano.net la tua Homepage aggiungi ai preferiti le news sul tuo pc rss archivio HOME - Copyright © 2008 MONRIF NET S.r.l. P.Iva 12741650159, a company of MONRIF GROUP - Informativa al trattamento dei dati personali - Powered by Softec div>.

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Raid su Gaza, strage di palestinesi (sezione: Israele/Palestina)

( da "Tempo, Il" del 02-03-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Stampa Oltre 40 vittime, molti adolescenti. Uccisi anche due soldati israeliani. Abu Mazen: congeliamo i negoziati Raid su Gaza, strage di palestinesi TEL AVIV è guerra aperta nel nord della Striscia di Gaza, dove dalla notte scorsa le forze israeliane stanno combattendo la loro più dura battaglia dai tempi del ritiro unilaterale del 2005. Il bilancio, che si è costantemente aggravato nel corso della giornata, quando è sera registra 49 palestinesi uccisi (tra cui nove adolescenti di età compresa fra 13 e 17 anni e almeno altri cinque civili adulti tre dei quali donne) e oltre 150 feriti, anche in questo caso con molti civili. Da parte israeliana si registrano due soldati uccisi e sei feriti, oltre a cinque civili (due dei quali bambini) feriti dai razzi caduti anche ieri sulla città di Ashqelon. Sebbene la vasta operazione militare condotta con aerei, elicotteri e carri armati israeliani intorno al campo profughi di Jabaliya avesse come obiettivo proprio quello di neutralizzare i lanci di Qassam, di razzi ne sono ugualmente caduti oltre 60. Decine di abitanti israeliani di Sderot di Ashqelon sono stati soccorsi in stato di shock. Fonti palestinesi hanno raccontato che la battaglia è iniziata poco dopo l'una della notte, quando unità speciali israeliane hanno tentato di penetrare nella periferia orientale di Jabaliya. Miliziani palestinesi li avrebbero individuati ed attaccati. A sostegno del commando israeliano sono così intervenuti prima elicotteri da combattimento e poi mezzi corazzati della brigata "Givati". Il vice ministro della difesa israeliano, Matam Vilnai, parlando alla radio militare ha precisato che quella in corso "è solo una operazione allargata e non può essere considerata come l'inizio di una più vasta invasione". Il capo dei negoziatori Abu Ala ha poi fatto sapere che sia lui che Abu Mazen stanno vagliando la possibilità di congelare i negoziati di pace con Israele. Il ministro degli esteri israeliano Tzipi Livni ha risposto che la decisione dell'Anp non può interferire con l'operazione a Gaza.Il leader in esilio del movimento islamico palestinese Hamas, Khaled Meshaal, ha accusato Israele di stare compiendo "un vero e proprio olocausto" nella Striscia di Gaza.

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Nuovi raid a Gaza, cinque morti Israele: "Pronti all'offensiva" (sezione: Israele/Palestina)

( da "Quotidiano.net" del 02-03-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

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Il Consiglio di sicurezza Onu condanna l'escalation di violenza Gaza, 2 marzo 2008 - E' di almeno cinque morti il bilancio provvisorio dei nuovi attacchi israeliani ripresi stamane nel nord della Striscia di Gaza, dopo che ieri 61 palestinesi, tra cui sette bambini, erano stati uccisi nel corso della più grande operazioni militare effettuata da Tsahal nell'enclave costiera dal 2000. Ne hanno dato notizia fonti mediche palestinesi. Tre persone, tra cui un civile e un militante di Hamas, sono stati uccisi in due distinte azioni congiunte dell'aeronautica e, per il secondo giorno consecutivo dell'esercito dello Stato ebraico. Altre due palestinesi sono state colpite a morte a nei pressi di Jabaliya Nel corso delle operazioni ieri avevano perso la vita due soldati israeliani e altri sei erano rimasti feriti. L'obiettivo di Tsahal è quello di bloccare il lancio di razzi Qassam che dal 2000 hanno causato 14 vittime israeliane. L'ultima venerdi a Sderot. LA CONDANNA DELL'ONU Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha condannato l'escalation di violenze nel sud di Israele e nella Striscia di Gaza e ha sottolineato la necessità che israeliani e palestinesi cessino immediatamente ogni atto di violenza. I membri del Consiglio hanno inoltre sottolineato che l'escalation di violenze non deve fermare il processo della costituzione di due stati, Israele e Palestina. L'ambasciatore della Russia alle Nazioni Unite, Vitaly Churkin, ha riassunto i risultati della riunione di emergenza, che è durata cinque ore ed è stata convocata su richiesta dei palestinesi e i loro sostenitori arabi che volevano che l'organo più autorevole del Palazzo di Vetro condannasse l'attacco israeliano a Gaza e sollecitasse un cessate-il-fuoco. 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All'Oval del Lingotto le frecce europee (sezione: Israele/Palestina)

( da "Stampa, La" del 02-03-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

HOCKEY GHIACCIO IN CARROZZINA TIRO CON L'ARCO I Tori Seduti in pista a Pinerolo incontrano le Aquile del Tirolo All'Oval del Lingotto le frecce europee Da martedì 4 a sabato 8 oltre 400 arcieri in gara Cerimonia d'apertura al Borgo del Valentino Ormai i giochi sono fatti per i Tori Seduti. Sabato 1 alle 18 al palaghiaccio di Pinerolo incontreranno i vincitori matematici del campionato, le Aquile del Tirolo. Sarà una partita al fulmicotone per mantenere la seconda posizione in classifica e la formazione può contare su 15 atleti, tra cui gli storici Andrea Chiarotti e Gregory Leperdi. I torinesi lasciano il trono agli altoatesini, non per mancanza di allenamento, ma in quanto è stato un anno ricco di raduni nazionali e impegni organizzativi. Non solo, ma gli avversari hanno acquisito giocatori nuovi del calibro di Florian Planker e giovani promettenti. Il campionato finirà il 16 marzo a Varese e gli sguardi saranno proiettati per i campionati mondiali che s'inizieranno a fine marzo a Boston, e serviranno come trampolino di lancio per promuovere la disciplina. L'attività stenta a decollare, non per la mancanza di atleti, ma per il problema dei palazzetti del ghiaccio, che in Italia scarseggiano. Intanto, i Tori Seduti hanno acquistato 4 giovani leve, tra cui 2 che sono approdate alla nazionale e per il prossimo anno contano di puntare nuovamente alla testa del campionato. L'ingresso alla manifestazione è gratuito. \ ALMA BRUNETTO L'Oval del Lingotto sarà nuovamente protagonista di un grande evento. Da martedì 4 a sabato 8 si terranno i Campionati Europei e Mediterranei indoor di tiro con l'arco, una manifestazione che raccoglierà grandi numeri. Si parla di 400 atleti in rappresentanza di 35 nazioni, una cifra da record di presenze, tra le quali Armenia, Azerbaijan, Israele, Libano e Turchia, perché come recita lo slogan dell'evento "Una.tira l'altra". L'intero ricavato degli Europei andranno a Telethon, che potrà proseguire nella sua opera di ricerca sulle malattie genetiche. La cerimonia d'apertura si terrà martedì 4 a partire dalle 17, con ingresso libero, all'interno del Borgo Medioevale del parco del Valentino, da dove si partirà dalla Fontana delle Quattro Stagioni per approdare al Borgo. Sarà un momento suggestivo grazie alla collaborazione dell'Aeronautica Militare e della Federazione Italiana Canottaggio. S'inizierà con l'esibizione del giocoliere Andrea Loreni, seguita dagli sbandieratori di Asti, che saranno accompagnati dalla colonna sonora composta per l'occasione ed eseguita dal vivo da Henoel Grech. Il finale sarà pirotecnico. Il campione del mondo 3D Fita Giuseppe Seimandi tirerà una freccia infuocata colpendo un bersaglio galleggiante sul Po, che darà il via allo spettacolo dei fuochi d'artificio. Altra importante novità sarà costituita dalla presenza di 800 ragazzi delle medie superiori di Torino e provincia, che assisteranno alle gare. Mentre sabato 8, faranno da contorno le sfide tra tre giovani arcieri Fanti, Melotto e Rolle e tre atleti in carrozzina. I premi avranno come effige un toro, che indosserà degli zoccoli in oro, argento e bronzo a seconda della posizione. Quali saranno i 24 azzurri (metà delle quali donne) che rappresenteranno la nazionale italiana? Non mancherà sicuramente l'olimpico di Atene Marco Galiazzo, campione in carica, dalla notevole stazza fisica, che nel 2004 è stato definito la favola più bella dell'Olimpiade, quando è riuscito a battere la gloria Hiroshi Yamamoto. Gli faranno da compagnia 4 torinesi: Antonio Tosco (Arcieri Alpignano) categoria seniores arco compound, Stefania Rolle (Juvenilia) campionessa europea di tiro campagna, Luca Fanti e Luca Melotto (Sentiero Selvaggio Venaria) nella categoria juniores olimpico e compound. A conferma dello spessore tecnico delle competizioni, ci sarà Natalia Valeeva, campionessa del mondo di Lipsia 2007. Comunque la nazionale italiana sarà uno dei protagonisti, grazie all'assenza dei forti coreani, che per motivi geografici non saranno presenti.

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Altre due entrate per il pozzo della morte (sezione: Israele/Palestina)

( da "Quotidiano.net" del 02-03-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

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Secondo l'accusa i due ragazzini sarebbero fuggiti dall'auto di Filippo Pappalardi, che li voleva punire, e scappando sarebbero finiti nella masseria Commenta Gravina di Puglia (Bari), 2 marzo 2008 - Sono ben 5, e non tre come sembrava finora, i punti di accesso al pozzo dentro il quale hanno trovato la morte Ciccio e Tore Pappalardi. E' quanto emerso dai sopralluoghi effettuati stamattina nella masseria 'delle cento stanze' nella quale sono stati ritrovati i corpi dei fratellini. E' quanto ha detto il professor Francesco Introna, perito della Procura della Repubblica di Bari, che ha partecipato ai sopralluoghi con l'avvocato Aliani, difensore di fiducia dei Pappalardi, e il perito di parte, professor Luigi Strada. In particolare Introna, rispondendo a una domanda dei cronisti che gli chiedevano quanti fossero i punti di accesso al cunicolo che conduce alla cisterna, ha precisato: "Ce ne sono altri due e sono raggiungibili sempre dall'alto". A chi gli chiedeva se i ragazzini possano essere caduti nel cunicolo e quindi nella cisterna da distanze diverse, in medico legale ha risposto che "Tutto è possibile. è una delle tante ipotesi che dovranno sicuramente essere vagliate perchè ci sono delle lesioni differenziate" Il sopralluogo nella 'casa delle 100 stanze', è iniziato intorno alle 9.30 ed è durato circa tre ore e mezza. IL PARROCO: "PREGHIAMO PER I GENITORI" "Vogliamo pregare sia per il papà che per la mamma affinchè possano trovare la forza di affrontare questi momenti difficili perchè entrambi soffrono per la morte dei loro figli e affinchè possano incontrarsi con la fede nel Signore che ha sempre qualcosa da dirci per migliorarci". Lo ha detto don Michele Paternoster, parroco della chiesa di San Matteo, ricordando in una preghiera i fratellini Francesco e Salvatore Pappalardi, i cui corpi sono stati trovati dopo un anno e mezzo in una cisterna sottostante a un edificio abbandonato. La chiesa di san Matteo è la stessa che avevano frequentato i due ragazzini per un breve periodo, perché vicina alla casa paterna di via Casale. "Preghiamo per Ciccio e Tore: hanno avuto certamente una vita difficile da piccoli. Certamente il Signore se li è portati in paradiso". "Chissà quante cose hanno subito - ha aggiunto il parroco - Non per colpa loro, ma per la struttura famigliare. Ma noi non vogliamo essere di parte" e "preghiamo per entrambi i genitori". LA PREGHIERA DEL PAPA Il Papa prega, commosso, per i due fratellini di Gravina, Ciccio e Tore e al termine della recita dell'Angelus rivolte un invito ai genitori: "Prendiamoci cura dei piccoli". Un appello emozionato quello che Benedetto XVI ha rivolto a un piazza San Pietro gremita per partecipare all'Angelus domenicale. "Nel corso della settimana la cronaca italiana ha appuntato la sua attenzione sulla triste fine di due bambini, noti come Ciccio e Tore. Una fine - ha detto il Pontefice - che ha profondamente colpito me come tante famiglie e persone. Vorrei cogliere l'occasione per lanciare un grido a favore dell'infanzia: prendiamoci cura dei piccoli! Bisogna amarli e aiutarli a crescere". "Lo dico ai genitori - ha ripetuto il Papa - ma anche alle Istituzioni. Nel lanciare questo appello, il mio pensiero va all'infanzia di ogni parte del mondo, particolarmente a quella più indifesa, sfruttata e abusata". GRAFICO La ricostruzione - Il cunicolo killer - CALCIO Un minuto di silenzio per Ciccio e ToreIl mistero dei fratellini scomparsi - Il ritrovamento in fondo al pozzoSopralluogo dei medici legali nel pozzo della morteE' stato fatto di tutto per ritrovare i fratelli Pappalardi? Commenti Invia commento Segnala ad un amico Nessun commento presente Clicca qui per inviare il tuo commento Email: Sesso: Anno di nascita: Provincia: Commento: Riscrivi il codice che compare qui sopra: Se il codice risultasse illeggibile CLICCA QUI per generarne un altro consenso al trattamento dei dati I commenti inviati vengono pubblicati solo dopo esser stati approvati dalla redazione Tuo nome: Tua email: Nome amico: Email amico: Testo dell'email: Invia una copia anche al tuo indirizzo di posta Riscrivi il codice che compare qui sopra: Se il codice risultasse illeggibile CLICCA QUI per generarne un altro Cerca su Quotidiano.net nel Web Articoli Eventi --> Foto del giorno --> Foto Video Blog Sondaggi Cronaca - Locale Fanno saltare la cassaforte della Coop e rubano 136mila euro in contantiPolitica "I piccoli non saranno in Parlamento Sono vecchio, ma non rincog..."Sport - Motomondiale Doppietta di Bayliss a Phillip Island Biaggi senza punti e col braccio rottoCronaca - Locale Schianto in autostrada a Casalecchio muore una ragazza di 22 anniCronaca Anche Marco Van Basten 'concilia' Verserà all'Erario 7,2 milioniTecnologia Il cardinal Tettamanzi 'star' di Youtube Così la Chiesa fa catechesi onlineGossip Angelina forse partorirà in Francia Tabloid scatenati: "Due gemelli"Esteri Nuovi raid a Gaza, Israele: "Pronti all'offensiva" Abu Mazen tronca tutti i contattiSport - Locale Basket La Carife batte Sassari e vola in finale contro JesiSpettacolo Trionfano Gio' Di Tonno e Lola Ponce Seconda la Tatangelo: "Gigi ti amo" A Tricarico il premio della criticaSport - Rugby Per la Femi arriva un'altra sconfitta Il Casinò di Venezia vince 34-17Cronaca - Locale Pedone investito da un'auto Muore sul colpo un 68enneSport - Calcio Rimini riacciuffa il Frosinone nel finale Ancora un sogno la zona playoff 'La Traviata', musica di Giuseppe VerdiTEATRO SOCIALE Stagione di prosa 2007/2008'Le intellettuali di Molière'Stagione teatrale 2007 / 2008, La parola ai giurati"Le Cirque Invisible" al Teatro Lauro RossiStagione di qualità al Teatro ComunaleLa Belle Epoque. 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LA FOTO DEL GIORNO In coda per i simboli C'è anche Ferrara Qualcuno ha pernottato nei pressi del ministero dell'Interno, altri si sono messi in fila nelle prime ore del mattino. Per primo è arrivato il 'Grillo parlante' LEGGI LA NOTIZIA RICERCA ANNUNCI pubblicità contattaci guadagna con Quotidiano.net fai di Quotidiano.net la tua Homepage aggiungi ai preferiti le news sul tuo pc rss archivio HOME - Copyright © 2008 MONRIF NET S.r.l. P.Iva 12741650159, a company of MONRIF GROUP - Informativa al trattamento dei dati personali - Powered by Softec.

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Nuovi raid a Gaza, Israele: "Pronti all'offensiva" Abu Mazen tronca tutti i contatti (sezione: Israele/Palestina)

( da "Quotidiano.net" del 02-03-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

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Il Consiglio di sicurezza Onu condanna l'escalation di violenza Gaza, 2 marzo 2008 - Le condanne internazionali non fermano Israele che per bocca del primo ministro Ehud Olmert ha ribadito oggi: l'offensiva nella striscia di Gaza andrà avanti. E intanto il bilancio dei morti sale, 66 palestinesi sono morti da ieri, quando si è intensificato l'assalto contro il territorio dominato dal movimento estremista Hamas, una operazione dimostrativa per interrompere il lancio di razzi Qassam verso il territorio dello Stato ebraico. E' l'offensiva più violenta scatenata a Gaza dal 2000. Abu Mazen ha sospeso tutti i contatti con Israele per protestare contro la mortale offensiva israeliana. Lo ha dichiarato il portavoce del presidente dell'Autorità nazionale palestinese (Anp). "I negoziati sono sospesi, come tutti i contatti a qualsiasi livello perchè non hanno alcun senso nei confronti dell'aggressione israeliana", ha dichiarato Nabil Abu Rudeina in un comunicato. "Il governo israeliano ha deciso di lanciare una guerra ingiusta e massacra il nostro popolo. Ha la piena responsabilità del blocco del processo di pace e delle conseguenze della decisione di sospendere i contatti ", ha proseguito il portavoce della presidenza palestinese. Il presidente Abu Mazen ha ordinato al gruppo di negoziatori palestinesi di sospendere tutti i contatti con Israele "finchè cessa l'aggressione", ha affermato. Olmert, aprendo il consueto consiglio dei Ministri della domenica, ha ribadito che Israele prosegue la missione "contro le organizzazioni terroristiche". Sempre stamattina parlando alla radio il ministro della Difesa, il laburista Ehud Barak, ha dichiarato che l'ipotesi di una vasta offensiva di terra a Gaza è "reale e concreta": Hamas "pagherà il fio del degrado della situazione". Del resto già 2.000 soldati israeliani sono impegnati nelle operazioni, fra raid aerei e scaramucce a terra. Due di loro sono rimasti uccisi ieri. Questa mattina sono stati uccisi cinque palestinesi, che si aggiungono ai 61 morti ieri. Le operazioni della missione col nome di "Inverno caldo" sono riprese stamane nel nord della Striscia; già questa notte apparecchi dell'aeronautica avevano bombardato gli uffici del capo del governo di Hamas, Ismail Haniyeh, distruggendoli. Da mercoledì, i morti palestinesi sono quasi 90. Non è possibile stabilire un bilancio preciso che separi le vittime fra i combattenti armati e quelle fra la popolazione civile; si parla di almeno 7 bambini morti. Sabato, i gruppi armati palestinesi hanno lanciato oltre 50 razzi contro Israele (sette i civili feriti, fra cui due bambini, nella città di Ashkelon). Mercoledì, un razzo aveva ucciso un civile israeliano. La pressione internazionale monta per spingere Israele a interrompere le operazioni (ma Barak ha detto oggi che "lo scopo, mettere fine al lancio di razzi, non lo otterremo in due giorni; dobbiamo continuare e prepararci a una escalation"). Questa notte, il Consiglio di sicurezza dell'Onu con l'abituale politica del compromesso ha condannato le violenze a Gaza ma anche il lancio di razzi verso il sud di Israele, sottolineando "la necessità per tutte le parti di mettere fine da subito a ogni atto di violenza". Ma Olmert ha replicato stamane che "nessuno ha il diritto morale di criticare Israele per l'esercizio del diritto all'autodifesa". Segnala ad un amico Tuo nome: Tua email: Nome amico: Email amico: Testo dell'email: Invia una copia anche al tuo indirizzo di posta Riscrivi il codice che compare qui sopra: Se il codice risultasse illeggibile CLICCA QUI per generarne un altro Cerca su Quotidiano.net nel Web Articoli Eventi --> Foto del giorno --> Foto Video Blog Sondaggi Cronaca - Locale Fanno saltare la cassaforte della Coop e rubano 136mila euro in contantiPolitica "I piccoli non saranno in Parlamento Sono vecchio, ma non rincog..."Sport - Motomondiale Doppietta di Bayliss a Phillip Island Biaggi senza punti e col braccio rottoCronaca - Locale Schianto in autostrada a Casalecchio muore una ragazza di 22 anniCronaca Anche Marco Van Basten 'concilia' Verserà all'Erario 7,2 milioniTecnologia Il cardinal Tettamanzi 'star' di Youtube Così la Chiesa fa catechesi onlineGossip Angelina forse partorirà in Francia Tabloid scatenati: "Due gemelli"Esteri Nuovi raid a Gaza, Israele: "Pronti all'offensiva" Abu Mazen tronca tutti i contattiSport - Locale Basket La Carife batte Sassari e vola in finale contro JesiSpettacolo Trionfano Gio' Di Tonno e Lola Ponce Seconda la Tatangelo: "Gigi ti amo" A Tricarico il premio della criticaSport - Rugby Per la Femi arriva un'altra sconfitta Il Casinò di Venezia vince 34-17Cronaca - Locale Pedone investito da un'auto Muore sul colpo un 68enneSport - Calcio Rimini riacciuffa il Frosinone nel finale Ancora un sogno la zona playoff 'La Traviata', musica di Giuseppe VerdiTEATRO SOCIALE Stagione di prosa 2007/2008'Le intellettuali di Molière'Stagione teatrale 2007 / 2008, La parola ai giurati"Le Cirque Invisible" al Teatro Lauro RossiStagione di qualità al Teatro ComunaleLa Belle Epoque. 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Angelina forse partorirà in Francia Tabloid scatenati: "Due gemelli" (sezione: Israele/Palestina)

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La coppia non conferma la gravidanza, ma la silhouette dell'attrice non lascia dubbi Parigi, 2 marzo 2008 - La seconda gravidanza della coppia Bradangelina è ormai un dato di fatto, come dimostrano le foto di Angelina Jolie ai Film Independent's Spirit Awards, così ora i tabloid si scatenano sul tormentone "dove nascerà il bambino?". Secondo il Sun, il prossimo figlio di Brad Pitt e Angelina potrebbe nascere in Francia, dove la coppia ha acquistato uno chateau nel sud del paese l'anno scorso. Già all'inizio del 2006, mentre Angelina aspettava la prima figlia naturale, Shiloh, avevano trascorso diverso tempo a Parigi facendo supporre che la bimba sarebbe nata proprio nella patria della madre della Jolie, Marcheline Bertrand. La piccola Shiloh Nouvel nacque invece in Namibia nel maggio di quello stesso anno. Ma, scrive il sito di gossip Fametastic, dopo la morte della madre nel gennaio dell'anno scorso, Angelina è diventata più francofila. Nonostante la silhouette di Angelina non lasci più dubbi, la coppia non ha mai confermato la gravidanza. Secondo alcuni tabloid, Angelina aspetterebbe due gemelli. In tal caso la famiglia Bradangelina si allargherebbe non poco: oltre a Shiloh è infatti composta dal cambogiano Maddox, sei anni, dal vietnamese Pax, 4 anni e da ua bambina etiope di tre anni, Zahara. FOTOSTORY La coppia più bella di Hollywood Segnala ad un amico Tuo nome: Tua email: Nome amico: Email amico: Testo dell'email: Invia una copia anche al tuo indirizzo di posta Riscrivi il codice che compare qui sopra: Se il codice risultasse illeggibile CLICCA QUI per generarne un altro Cerca su Quotidiano.net nel Web Articoli Eventi --> Foto del giorno --> Foto Video Blog Sondaggi Cronaca - Locale Raid punitivo, tutti contro uno "Volevano tagliargli un piede"Cronaca - Locale Schianto all'alba sulla statale 76 Morti due fabrianesi e un argentinoPolitica Veltroni: "Pensiamo di poter vincere"Gossip Le nuove nozze di Cecilia Si sposa a New York il 21 marzoCronaca - Locale A giugno una fiera di tre giorni Idea per farla coincidere con i 40 anniCronaca - Locale Fanno saltare la cassaforte della Coop e rubano 136mila euro in contantiSport - Motomondiale Doppietta di Bayliss a Phillip Island Biaggi senza punti e col braccio rottoCronaca - Locale Schianto in autostrada a Casalecchio muore una ragazza di 22 anniSport - Locale Basket La Fortezza crolla in overtime Domani Sabatini annuncia la venditaCronaca Anche Marco Van Basten 'concilia' Verserà all'Erario 7,2 milioniTecnologia Il cardinal Tettamanzi 'star' di Youtube Così la Chiesa fa catechesi onlineEsteri Nuovi raid a Gaza, Israele: "Pronti all'offensiva" Abu Mazen tronca tutti i contattiSport - Locale Basket La Carife batte Sassari e vola in finale contro Jesi 'La Traviata', musica di Giuseppe VerdiTEATRO SOCIALE Stagione di prosa 2007/2008'Le intellettuali di Molière'Stagione teatrale 2007 / 2008, La parola ai giurati"Le Cirque Invisible" al Teatro Lauro RossiStagione di qualità al Teatro ComunaleLa Belle Epoque. 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"I piccoli non saranno in Parlamento Sono vecchio, ma non rincog..." (sezione: Israele/Palestina)

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Dal palco di piazza Castello a Torino il leader del PdL sprona gli elettori a non disperdere i voti sulle piccole formazioni, e attacca l'ex alleato Casini: "Non volle abrogare la par condicio". Poi risponde per le rime a chi gli suggerisce la scaletta dei punti del programma Commenta Commenti Invia commento Segnala ad un amico Nessun commento presente Clicca qui per inviare il tuo commento Email: Sesso: Anno di nascita: Provincia: Commento: Riscrivi il codice che compare qui sopra: Se il codice risultasse illeggibile CLICCA QUI per generarne un altro consenso al trattamento dei dati I commenti inviati vengono pubblicati solo dopo esser stati approvati dalla redazione Tuo nome: Tua email: Nome amico: Email amico: Testo dell'email: Invia una copia anche al tuo indirizzo di posta Riscrivi il codice che compare qui sopra: Se il codice risultasse illeggibile CLICCA QUI per generarne un altro Cerca su Quotidiano.net nel Web Articoli Eventi --> Foto del giorno --> Foto Video Blog Sondaggi Cronaca - Locale Raid punitivo, tutti contro uno "Volevano tagliargli un piede"Cronaca - Locale Schianto all'alba sulla statale 76 Morti due fabrianesi e un argentinoPolitica Veltroni: "Pensiamo di poter vincere"Gossip Le nuove nozze di Cecilia Si sposa a New York il 21 marzoCronaca - Locale A giugno una fiera di tre giorni Idea per farla coincidere con i 40 anniCronaca - Locale Fanno saltare la cassaforte della Coop e rubano 136mila euro in contantiSport - Motomondiale Doppietta di Bayliss a Phillip Island Biaggi senza punti e col braccio rottoCronaca - Locale Schianto in autostrada a Casalecchio muore una ragazza di 22 anniSport - Locale Basket La Fortezza crolla in overtime Domani Sabatini annuncia la venditaCronaca Anche Marco Van Basten 'concilia' Verserà all'Erario 7,2 milioniTecnologia Il cardinal Tettamanzi 'star' di Youtube Così la Chiesa fa catechesi onlineEsteri Nuovi raid a Gaza, Israele: "Pronti all'offensiva" Abu Mazen tronca tutti i contattiSport - Locale Basket La Carife batte Sassari e vola in finale contro Jesi 'La Traviata', musica di Giuseppe VerdiTEATRO SOCIALE Stagione di prosa 2007/2008'Le intellettuali di Molière'Stagione teatrale 2007 / 2008, La parola ai giurati"Le Cirque Invisible" al Teatro Lauro RossiStagione di qualità al Teatro ComunaleLa Belle Epoque. 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Gaza, non si arresta l'offensiva di Israele (sezione: Israele/Palestina)

( da "Voce d'Italia, La" del 02-03-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Esteri Situazione sempre piu' tesa in Medio Oriente Gaza, non si arresta l'offensiva di Israele Da mercoledi' piu' di 100 le vittime palestinesi Gerusalemme, 2 mar. - Non accenna a diminuire l'offensiva israeliana nella striscia di Gaza, nonostante i ripetuti appelli dell'ONU alla cessazione delle violenze. Il Primo Ministro Ehud Olmert ha affermato oggi che "Israele non ha alcuna intenzione di sospendere la lotta al terrorismo". Il ministro della Difesa Barak aveva dichiarato poco prima alla radio "Noi continueremo la nostra azione con tutta la forza e dobbiamo prepararci a una escalation" . Secondo Barak una vasta operazione terrestre israeliana a Gaza "è reale e tangibile", anche se Israele "non anela" a questo. Le vittime palestinesi dei bombardamenti sono intanto salite a più di 100 in 5 giorni, 60 solamente ieri, comprese donne e bambini. Intanto Abu Mazen, presidente dell'Anp, ha chiuso ufficialmente ogni tipo di contatto con le autorità israeliane. "I negoziati sono sospesi, così come tutti i contatti a tutti i livelli, perchè non hanno più senso di fronte all'aggressione israeliana". Questa sospensione sarà in vigore "fino alla fine della aggressione". Nel frattempo si sono ripetuti anche oggi gli appelli del Consiglio di Sicurezza dell'ONU ad una "rinuncia alle violenze" da entrambe le parti. Secondi il comunicato del presidente di turno, il russo Vitaly Ciurkin, "I membri del Consiglio di sicurezza sono profondamente preoccupati per la perdita di vite umane nella parte meridionale di Israele e a Gaza e condannano l'escalation di violenze". Ed ha ribadito "la necessità che tutte le parti cessino immediatamente tutti gli atti di violenza". Esortazioni che anche oggi, come già nei giorni passati, sono state fortemente respinte dal governo di Israele. Anche Il vicepresidente del Consiglio e ministro degli Esteri, Massimo D'Alema, si è unito agli appelli della comunità internazionale affinchè si arrestino le operazioni militari israeliane a Gaza e non si rovinino i passi in avanti fatti con la conferenza di Annapolis.

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