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DOSSIER “ISRAELE-PALESTINA. Se scoppia l’intelligenza” |
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La guerra che si combatte a Gaza, con Israele che
attacca a testa bassa, incurante degli inviti a limitare gli eccessi della
rappresaglia in risposta alla pioggia di razzi targata-Hamas che si è abbattuta
su Sderot e su Ashkelon, non lascia ormai dubbi. Sul campo, oltre a decine e
decine di morti, rischiano d'essere sepolti anche gli sforzi compiuti — dal
vertice di Annapolis in poi — per riaccendere il negoziato di pace. Facendo
svanire la visione e la volontà del presidente Bush di battezzare, nel 2008, la
nascita dello Stato palestinese, «che possa vivere accanto a Israele in pace e
in sicurezza».
Quanto accade nella Striscia dei senza terra ha un sapore amaramente
ultimativo, perché chi guida i palestinesi di Gaza sembra aver scelto la
strategia del «tanto peggio, tanto meglio». Contro Israele, che blocca le vie
d'accesso alla Striscia e alimenta quella «catastrofe » di cui parlano le
associazioni umanitarie, a cui Hamas risponde con una tempesta di missili.
Contro il presidente Abu Mazen, considerato né più né meno che un fantoccio
degli Usa e dello Stato ebraico. Contro il silenzio della comunità
internazionale. E soprattutto contro se stesso. Hamas, infatti, pretenderebbe
piena legittimazione senza rinunciare alla violenza e senza nemmeno riconoscere
i trattati firmati dall'Anp. Quindi, un «autogol» disperato sulla pelle di
decine di migliaia di innocenti.
Il problema è che,in questa tragedia, stanno affondando tutti. Israele
reagisce ai razzi mortali attaccando Gaza, ma sapendo che sarebbe suicida
rioccuparla, come vorrebbero alcuni oltranzisti. Politicamente, tornare nella
Striscia significherebbe delegittimare per sempre l'unico partner possibile,
appunto Abu Mazen, prigioniero della propria impotenza, che si affanna a
condannare gli uni e gli altri, i razzi di Hamas e la strage di civili palestinesi.
Il segretario di Stato americano Condoleezza Rice si prepara a tornare nella
regione, per dare impulso agli impegni di Annapolis, ma ora il viaggio — se
confermato — si presenta come un'impresa quasi impossibile. Affiora quindi la
debolezza del progetto che prevedeva di escludere chi, di fatto, si era in
realtà autoescluso dal negoziato, appunto Hamas, che comunque rappresenta una
parte consistente del popolo palestinese. La dolorosa separazione fra
Cisgiordania e Gaza è infatti una ferita che il fragile vertice dell'Anp non
può sopportare. In una situazione drammatica, dove non si vedono vie d'uscita,
anche le parole diventano armi micidiali. L'improvvida dichiarazione — poi
corretta — del viceministro della Difesa israeliano Matan Vilnai, che ha avvertito
Hamas che se il lancio di razzi continuasse vi sarebbe «una shoah peggiore di
quella che conoscono», intendendo per «shoah» (in ebraico) «catastrofe» e non
«olocausto», ha acceso una pericolosa escalation semantica. L'irato Abu Mazen
ha definito la guerra di Gaza «peggio dell'Olocausto»; e l'estremista di Hamas,
Khaled Meshal, dall'esilio di Damasco ha raddoppiato: «Questo è il vero
Olocausto, non quello esagerato dagli ebrei». Quando le parole, accese dal
rancore e dall'odio, escono senza controllo, diventano mortali. E le speranze
di pace svaniscono.
02 marzo 2008
Guerra di guerriglia a Gaza. Sono in campo gli
irriducibili miliziani palestinesi passati nei ranghi di Hamas dopo aver sfrattato
Al Fatah e dunque Abu Mazen nel giugno scorso e reparti di incursori israeliani
coadiuvati dall’aviazione. La ragione del contendere è sempre la stessa: quelli
di Hamas continuano a bombardare con razzi Qassam (ancorché artigianali,
uccidono) Sdérot e Ashkelon; Tsahal ribatte moltiplicando colpo dopo colpo.
Negli ultimi cinque giorni la situazione s’è incarognita facendo aumentare il
numero dei morti, perloppiù innocenti: vecchi, bambini e questo sia a Gaza che
nel nord della Striscia, come in territorio israeliano. Il computo dei morti,
l’aumentar dei feriti ma soprattutto la consapevolezza che i piani del
cosiddetto Quartetto di Pace rischiano d’andare a Patrasso, tutto ciò ha fatto
saltare i nervi ai palestinesi diremo moderati che fan capo ad Abu Mazen.
Riunito d’urgenza, a Ramallah, il «governo», Abu Mazen ha invocato una riunione
urgente del Consiglio di Sicurezza e della Lega Araba. Ma c’è di più: una
dichiarazione non proprio felice di Abu Mazen: «Malauguratamente Israele
impiega in questi giorni un termine in genere evitato da oltre sessant’anni: il
termine olocausto. Ma quello che sta accadendo a Gaza è peggio di un
olocausto». Certamente a Gaza quella gente passa giornate infami, stretta com’è
d’assedio dal potente Israele nelle cui mani, per di più, sono le chiavi
dell’energia e dell’acqua, degli ospedali. Perché Abu Mazen ha parlato
d’olocausto, sapendo di toccare un nervo scoperto? E come mai, da sponda
avversa, a Damasco, Khaled Meshaal, il leader di Hamas in esilio, l’ha
ripetuto, accusando inoltre lo stesso Abu Mazen di «coprire l’olocausto
scatenato dagli israeliani»? È la logica dell’illogico (per noi), una variante
di bos ilha che in arabo significa «baciarsi le barbe». Venne fuori dopo il
Settembre Nero e ha funzionato spesso: seppelliti rancori e morti, i leader si
sono abbracciati e baciati (sulla barba) risolvendo anche vertenze terribili. E
così mentre la Siria ufficiale lavora per una conferenza di pace «aperta», la
Siria segreta giorno dopo giorno torna in Libano; l’obiettivo è sempre lo
stesso: imporre un presidente amico di Damasco, saldare i legami fra Hezbollah
e Hamas, per segare l’unico paese democratico del Vicino Levante, il Libano,
«affinché l’islàm ritorni dove il colonialismo l’ha scacciato». Il leader
massimo di Hamas, lui, Meshaal, ha infine detto ancora qualcosa di inquietante:
«Se non cesserà il massacro di Gaza, nessuno nel mondo potrà sentirsi al
sicuro. Il castigo sarà terribile». Sarebbe un discorso bombastico, aria
fritta, se non fosse che, proprio mercoledì scorso, il pacioso Abu Mazen non
avesse denunciato la «sinistra alleanza Hamas-Al Qaeda». Lo stesso giorno il
capo dei Servizi militari di Israele ha detto al parlamento che «membri di Al
Qaida sono entrati in Gaza nei giorni seguiti alla caduta del muro che separa
la Striscia dall’Egitto». Così stando le cose sarebbe esercizio sterile
azzardar pronostici. Sappiamo soltanto che per Israele la pratica razzi-Qassam
è tutt’altro che chiusa. Temiamo che abbia ragione Saeb Erekat, il notabile
palestinese che crede nel dialogo quando dice che i negoziati di pace iniziati
a Annapolis, «per ora» son da considerare «sepolti sotto le macerie delle case
distrutte di Gaza».
Israele
si prepara a occupare Gaza. <Hamas si fermi o sarà una shoah> ( da "EUROPA.it" del
02-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract: editoriale del quotidiano israeliano più diffuso, Yediot Ahronot , in cui si esorta il governo ad agire poiché "è impossibile rimanere in silenzio, c'è un limite a tutto. Israele deve rioccupare Gaza". Il governo israeliano ha già attivato un sistema di allerta con sirene, ma intanto pensa alla controffensiva, anche perché neanche ieri si è fermata la pioggia dei razzi su Sderot,
Inferno
a Gaza, uccisi oltre 60 palestinesi Onu, consiglio di sicurezza d'urgenza ( da "Quotidiano.net" del
02-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract: le trattative di pace con Israele. Tragico il bilancio dell'incursione militare israeliana nel nord della striscia di Gaza contro i miliziani di Hamas che ha investito il villaggio di Jabalya 'La Traviata, musica di Giuseppe VerdiTEATRO SOCIALE Stagione di prosa 2007/2008'Le intellettuali di Molière'Stagione teatrale 2007 / 2008,
Alain
Elkann ( da "Stampa, La" del
02-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract: Cosa pensate delle polemiche sulla presenza di Israele come paese ospite d'onore alla Fiera del Libro di Torino? "Credo che in molte posizioni ostili a questa presenza possa nascondersi una volontà di delegittimare lo Stato di Israele in quanto tale, che è cosa diversa dalla critica legittima ai comportamenti di un governo.
"Alba
Festival" da Oscar il cartellone lo firma Haggis ( da "Stampa, La" del
02-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract: Israele, Spagna. Una straordinaria panoramica sul cinema contemporaneo, tutta firmata da giovani registi esordienti o alle prime prove. La giuria popolare che decreterà il vincitore sarà presieduta dal regista Agostino Ferrente. Mai come quest'anno, però, il festival albese giunto alla settima edizione ha allargato i suoi confini cinematografici per confrontarsi con la televisione,
Israele
all'assalto di Hamas, strage a Gaza ( da "Stampa, La" del
02-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract: RISPOSTA AI RAZZI DEI PALESTINESI. NOVE BAMBINI TRA LE SESSANTA VITTIME Israele all'assalto di Hamas, strage a Gaza.
Inferno
a Gaza: 50 palestinesi morti nella battaglia fra le case ( da "Giorno, Il (Nazionale)" del
02-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract: A sostegno del commando israeliano sono così intervenuti prima elicotteri da combattimento e poi mezzi corazzati della brigata "Givati", che per ore hanno martellato le postazioni palestinesi. La zona dei combattimenti si trova molto vicina al centro abitato di Jabaliya, e questo spiega il massiccio coinvolgimento dei civili.
PROVE
GENERALI D'INVASIONE ( da "Stampa, La" del
02-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract: bambini e questo sia a Gaza che nel nord della Striscia, come in territorio israeliano. Il computo dei morti, l'aumentar dei feriti ma soprattutto la consapevolezza che i piani del cosiddetto Quartetto di Pace rischiano d'andare a Patrasso, tutto ciò ha fatto saltare i nervi ai palestinesi diremo moderati che fan capo ad Abu Mazen.
Escalation
Un conto era Sderot ma adesso i missili cadono su centri strategici per lo
Stato di Israele ( da "Stampa, La" del
02-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract:
Nel computer
ha i dati del 2006: 1496 razzi lanciati contro Israele, 26 alla periferia di
Ashkelon,
[FIRMA]FRANCESCA
PACI INVIATA A ERETZ Sto chiuso in casa da mercoledì sera, ho proibito a ( da "Stampa, La" del
02-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract: Khaled Meshaal accusa Israele di "un vero e proprio Olocausto". Il presidente palestinese Abu Mazen ha deciso di sospendere i negoziati di pace con Israele, mentre fonti interne alla Muqata rivelano che il capo dei negoziatori palestinesi Abu Ala è pronto a rovesciare il tavolo delle trattative che da mesi divide ogni settimana con il ministro degli esteri israeliano Tzipi Livni.
Israeleattacca:60
uccisi ( da "Secolo XIX, Il" del
02-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract: Gaza Rappresaglia di Tel Aviv dopo un lancio di razzi sul sud di Israele che hanno ferito 2 persone. Campo profughi bombardato, tra le vittime donne e bambini. 02/03/2008.
Bufera
sul Salone del LibroIran e Libano boicottano Israele ( da "Secolo XIX, Il" del
02-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract:
esistenza di
Israele e il presidente Mahmud Ahmadinejad, che ha assunto l'incarico nell
agosto del
Israele
contro Gazaoltre 60 i mortisi teme l'invasione ( da "Secolo XIX, Il" del
02-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract:
MO:
A GAZA SCOPPIA L'INFERNO, UCCISI 49 PALESTINESI/ANSA ( da "Secolo XIX, Il" del 02-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract: sembra impensierire il ministro degli Esteri israeliano Tzipi Livni, che presiede il gruppo dei negoziatori: "Anche se i palestinesi desiderano sospendere i colloqui di pace - ha dichiarato in serata - ciò non avrà alcun effetto sulle decisioni di Israele a Gaza. La necessità di Israele di proteggere i suoi cittadini è sempre stata una condizione di base nelle trattative tra noi e l'
Gaza,
strage di palestinesi ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
02-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract: il ministro degli esteri israeliano Tzipi Livni, che presiede il gruppo dei negoziatori: "Anche se i palestinesi desiderano sospendere i colloqui di pace - ha dichiarato in serata - ciò non avrà alcun effetto sulle decisioni di Israele a Gaza. La necessità di Israele di proteggere i suoi cittadini - ha aggiunto - è sempre stata una condizione di base nelle trattative tra noi e l'
Yehoushua:
l'unica speranza è che hamas cessi il fuoco - a pagina 3 ( da "Repubblica, La" del
02-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract: Lo scrittore israeliano: la pace non ha alternative Yehoushua: l'unica speranza è che Hamas cessi il fuoco A pagina 3 SEGUE A PAGINA 3.
Israele
attacca gaza: 60 morti - localita ( da "Repubblica, La" del
02-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract: Tra le vittime molti bambini e civili Israele attacca Gaza: 60 morti Sanguinoso raid dell'esercito. Abu Mazen: stop ai negoziati LOCALITA gerusalemme Per i vertici militari israeliani è soltanto un"operazione di routine", una delle tante, messe in atto contro le milizie di Hamas per fermare i lanci di missili Kassam sulle città del Negev settentrionale.
"la
trattativa? è sepolta dalle macerie" ( da "Repubblica, La" del
02-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract: il suo nome alle speranze di raggiungere la pace con Israele attraverso il negoziato. Così, nel giorno in cui Hamas vede esaltata la sua dottrina bellicista e intransigente, con uno scontro senza precedenti contro l'odiato nemico israeliano, i palestinesi moderati vedono crollare le loro speranze e con il presidente Mahmud Abbas, s'appellano all'Onu per far cessare la carneficina.
Yehoshua:
"chiediamo ad hamas di cessare il fuoco sui nostri villaggi" -
cristina nadotti ( da "Repubblica, La" del
02-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract: Lo scrittore israeliano:è il solo modo per fermare la violenza CRISTINA NADOTTI Quando risponde al telefono, la voce di Abraham Yehoshua è quella di un uomo stanco di dover sempre commentare la guerra. In Italia per presentare il suo ultimo libro, Fuoco amico, ieri è stato impegnato per tutta la giornata con incontri e registrazioni televisive.
Un
giorno di guerra a gaza bombe sulle case, oltre 60 morti - (segue dalla prima
pagina) dal nostro corrispondente ( da "Repubblica, La" del
02-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract: unisono il ministero della Difesa e il portavoce militare non è la battaglia risolutiva che molti in Israele vorrebbero (e non solo in Israele, ma anche e per opposti motivi a Gaza) come sarà allora quella battaglia? Forse quella scoppiata ieri notte e proseguita lungo tutta la giornata non è, tecnicamente parlando, una guerra, ma sicuramente è così che le guerre cominciano.
Medio
Oriente, altro che anno della pace ( da "Unita, L'" del
02-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract: In passato Israele ha eliminato i capi di Hamas, ma altri hanno preso il loro posto, e la forza del movimento integralista è cresciuta. A Israele si chiede un esercizio di lungimiranza politica e non di potenza (militare). Perché il suo sacrosanto, inalienabile, diritto alla sicurezza non potrà mai fondarsi sull'oppressione di un altro popolo.
Dalla
Palestina a Beirut ecco i frutti della pax americana ( da "Unita, L'" del
02-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract: Vogliono ridurci a protettorato mentre Israele massacra i palestinesi "Dalla Palestina a Beirut ecco i frutti della pax americana" di Umberto De Giovannangeli "Ora l'ingerenza negli affari interni del Libano viene anche dal mare.L'invio da parte americana della nave da guerra "USS Cole" rappresenta una pressione evidente, inaccettabile, che i veri patrioti libanesi sapranno respingere"
Attacco
di Israele a Gaza, torna l'inferno Vicino al campo profughi di Jabaliya uccisi
60 palestinesi tra cui 9 bambini. L'operazione militare decisa dopo i lanci di
missili Qassam ( da "Unita, L'" del
02-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract: edizione del Attacco di Israele a Gaza, torna l'inferno Vicino al campo profughi di Jabaliya uccisi 60 palestinesi tra cui 9 bambini. L'operazione militare decisa dopo i lanci di missili Qassam. Abu Mazen: è un olocausto. Consiglio di sicurezza Onu riunito d'urgenza di Umberto De Giovannangeli IL CREPITARE dei mitragliatori spezza il silenzio della notte.
Quattro
giorni di guerra, 80 vittime palestinesi ( da "Unita, L'" del
02-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract: Su Sderot e Ashqelon vengono lanciati decine di razzi Qassam e uno studente israeliano ci rimette la vita. Si mette in moto così una spirale di violenza che sembra inarrestabile. Tra i palestinesi si registrano circa 15 morti (sette bambini) e decine di feriti. 28 febbraio Nuovo diluvio di razzi sul territorio israeliano e raid aerei senza sosta su Gaza: 15 morti palestinesi,
Movimenti
sociali in corteo ( da "Repubblica, La" del
02-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract: Nessun incidente: qualche petardo e uno striscione con la scritta "Israele stato canaglia" da segnalare. Filo rosso dei due giorni il "processo al processo": la protesta contro le condanne a 13 attivisti fiorentini per gli scontri del 13 maggio 1999 davanti al consolato Usa. Ma oggi si discute anche di precarietà.
Andrea
lollini, l'avvocato della giustizia di transizione - (dalla prima di cronaca)
francesca parisini ( da "Repubblica, La" del
02-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract: quella che ora porta Lollini in Israele, chiamato da Dorit Beinisch, una donna molto tenace che siede alla presidenza della Corte Suprema Israeliana; a Gerusalemme il giovane giurista farà parte di un gruppo di ricerca su temi costituzionali. E ora di andare. Lollini è atteso da quello che lui ritiene il suo maestro, lo storico Carlo Ginzburg.
Israele
bombarda Gaza: è strage Ma al mondo non interessa ( da "Liberazione" del
02-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract: L'esercito israeliano ha cominciato le operazioni di terra minacciate nei giorni scorsi, appoggiato da incursioni dell'aviazione. Almeno cinquanuno, ieri, morti. Quattordici erano civili, nove dei quali di età compresa tra nove e dodici anni. Più di centocinquanta i feriti.
Bertinotti:
<Finita l'era del governo è ora di riorganizzare la lotta> ( da "Liberazione" del
02-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract: Pensate se fossimo a Gaza e un raid israeliano avesse ucciso donne e bambini". Bertinotti frena la foga: "Se poi qualcuno è tentato di rispondere alla violenza con il terrorismo, gli va spiegato che la marcia è lunga e che a chi vuole cambiare il mondo tocca la parte più difficile".
Striscia
di Gaza, un giorno d'inferno ( da "Liberazione" del
02-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract:
La strage più
pesante dai tempi del ritiro israeliano dalla Striscia. Alle
La
strage di Gaza: cinquanta palestinesi uccisi ( da "Liberazione" del
02-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract: È importante non fornire a Israele alcuna scusa per continuare la sua aggressione", ha aggiunto Abbas, che ha minacciato, di fronte all'escalation delle violenze, di sospendere i negoziati di pace con Israele, che per Saeb Erekat, uno dei principali negoziatori col governo israeliano, sono da considerare, per ora, "sepolti sotto le macerie delle case distrutte a Gaza"
LA
battaglia fra israeliani e palestinesi, avvenuta ieri a Gaza è, per ora, il
momento pi&# ( da "Messaggero, Il" del
02-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract:
puntati da
Gaza contro il territorio israeliano e la città di Sderot), è divenuto una vera
e propria offensiva missilistica che ha raggiunto, con razzi Grad, di
fabbricazione industriale, la città di Ashkelon, a
NPavia
EL mio Paese si diffonde un sentimento inedito: siamo esausti, v ( da "Messaggero, Il" del
02-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract: Così dice Abraham Yehoshua, uno dei più famosi romanzieri israeliani, in Italia per presentare il suo ultimo libro: "Israele e Palestina sono come due gemelli siamesi, e ci vuole un intervento complicatissimo per separarli. Europa, Stati Uniti, Lega Araba devono impegnare le loro migliori energie per farlo".
E'
soltanto l'inizio. Nei prossimi giorni assisteremo a uno sforzo israeliano per
uccidere ( da "Messaggero, Il" del
02-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract: Nei prossimi giorni assisteremo a uno sforzo israeliano per uccidere i capi militari e qualche leader politico di Hamas. E, forse contemporaneamente, a un'operazione terrestre per separare Gaza dall'Egitto e bloccare il flusso d'armi sempre più sofisticati con le quali il movimento integralista si sta rafforzando".
Gaza,
la strage dei bambini ( da "Messaggero, Il" del
02-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract: Rappresaglia in risposta ai razzi di Hamas e scoppia l'emergenza umanitaria: non ci sono ospedali per i feriti Gaza, la strage dei bambini Blitz israeliano: 60 morti. L'Anp: è il nostro olocausto, stop ai negoziati.
L'altro
giorno è stato il vice ministro della difesa Matan Vilnay a preannunciare una
nuova ( da "Messaggero, Il" del
02-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract: Sono usciti dai bunker sotterranei costruiti da quando l'esercito israeliano ha lasciato Gaza, missili più potenti e di gittata più lunga. Quando hanno colpito Ashkelon, una città di 140 mila abitanti, i generali hanno avuto l'ordine di far muovere i reparti blindati parcheggiati sul confine. Sapevano a cosa andavano incontro.
ROMA
Sessanta morti e centinaia di feriti per un'incursione israeliana all'alba di
ieri a ( da "Messaggero, Il" del
02-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract: Anp decide di sospendere i negoziati con Israele e definisce questo massacro "il nostro olocausto". Gli ospedali della "Striscia" non riescono ad accogliere tutti i feriti e lanciano un appello a Israele. Tel Aviv "non ha fissato un limite di tempo per mettere fine all'operazione a Gaza", ha dichiarato il portavoce del ministro della Difesa israeliano,
Raid
israeliani a Gaza, tre morti L'Onu condanna l'escalation ( da "Quotidiano.net" del
02-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract: ISRAELE: "PRONTI A UNA VASTA OFFENSIVA Il ministro della Difesa israeliano, Ehud Barak, ha affermato oggi che i comandi dello Stato ebraico sono pronti a lanciare un'ampia offensiva di terra nella Striscia di Gaza. "Non siamo contenti di questo ma non abbiamo paura", ha dichiarato il ministro ai microfoni di Radio Israele.
Raid
su Gaza, strage di palestinesi ( da "Tempo, Il" del
02-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract: Mazen stanno vagliando la possibilità di congelare i negoziati di pace con Israele. Il ministro degli esteri israeliano Tzipi Livni ha risposto che la decisione dell'Anp non può interferire con l'operazione a Gaza.Il leader in esilio del movimento islamico palestinese Hamas, Khaled Meshaal, ha accusato Israele di stare compiendo "un vero e proprio olocausto" nella Striscia di Gaza.
Nuovi
raid a Gaza, cinque morti Israele: "Pronti all'offensiva" ( da "Quotidiano.net" del
02-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract: cinque morti Israele: "Pronti all'offensiva" Operazione 'inverno caldo dell'esercito di Israele nella Striscia, dove sabato sono morte 61 persone. Il Consiglio di sicurezza Onu condanna l'escalation di violenza Gaza, 2 marzo 2008 - E di almeno cinque morti il bilancio provvisorio dei nuovi attacchi israeliani ripresi stamane nel nord della Striscia di Gaza,
All'Oval
del Lingotto le frecce europee ( da "Stampa, La" del
02-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract:
Israele,
Libano e Turchia, perché come recita lo slogan dell'evento "Una.tira
l'altra". L'intero ricavato degli Europei andranno a Telethon, che potrà
proseguire nella sua opera di ricerca sulle malattie genetiche. La cerimonia
d'apertura si terrà martedì
Altre
due entrate per il pozzo della morte ( da "Quotidiano.net" del
02-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract: Israele: "Pronti all'offensiva" Abu Mazen tronca tutti i contattiSport - Locale Basket La Carife batte Sassari e vola in finale contro JesiSpettacolo Trionfano Gio Di Tonno e Lola Ponce Seconda la Tatangelo: "Gigi ti amo" A Tricarico il premio della criticaSport - Rugby Per la Femi arriva un'altra sconfitta Il Casinò di Venezia vince 34-
Nuovi
raid a Gaza, Israele: "Pronti all'offensiva" Abu Mazen tronca tutti i
contatti ( da "Quotidiano.net" del
02-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract: gruppi armati palestinesi hanno lanciato oltre 50 razzi contro Israele (sette i civili feriti, fra cui due bambini, nella città di Ashkelon). Mercoledì, un razzo aveva ucciso un civile israeliano. La pressione internazionale monta per spingere Israele a interrompere le operazioni (ma Barak ha detto oggi che "lo scopo, mettere fine al lancio di razzi, non lo otterremo in due giorni;
Angelina
forse partorirà in Francia Tabloid scatenati: "Due gemelli" ( da "Quotidiano.net" del
02-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract: Israele: "Pronti all'offensiva" Abu Mazen tronca tutti i contattiSport - Locale Basket La Carife batte Sassari e vola in finale contro Jesi 'La Traviata, musica di Giuseppe VerdiTEATRO SOCIALE Stagione di prosa 2007/2008'Le intellettuali di Molière'Stagione teatrale 2007 / 2008, La parola ai giurati"Le Cirque Invisible"
"I
piccoli non saranno in Parlamento Sono vecchio, ma non rincog..." ( da "Quotidiano.net" del
02-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract: Israele: "Pronti all'offensiva" Abu Mazen tronca tutti i contattiSport - Locale Basket La Carife batte Sassari e vola in finale contro Jesi 'La Traviata, musica di Giuseppe VerdiTEATRO SOCIALE Stagione di prosa 2007/2008'Le intellettuali di Molière'Stagione teatrale 2007 / 2008, La parola ai giurati"Le Cirque Invisible"
Gaza,
non si arresta l'offensiva di Israele ( da "Voce d'Italia, La" del
02-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Abstract: offensiva di Israele Da mercoledi piu di 100 le vittime palestinesi Gerusalemme, 2 mar. - Non accenna a diminuire l'offensiva israeliana nella striscia di Gaza, nonostante i ripetuti appelli dell'ONU alla cessazione delle violenze. Il Primo Ministro Ehud Olmert ha affermato oggi che "Israele non ha alcuna intenzione di sospendere la lotta al terrorismo"
( da "EUROPA.it" del 02-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Israele si prepara a occupare Gaza.
"Hamas si fermi o sarà una shoah" MAURIZIO DEBANNE Ad Annapolis si
scommise sulla pace in Medio Oriente entro la fine del 2008 ma oggi, a pochi
mesi di distanza, l'unica speranza è che non scoppi una nuova guerra prima
della fine del secondo mandato di Bush. Gli ultimi eventi accaduti nella
Striscia di Gaza e nel sud di Israele assomigliano
infatti terribilmente all'escalation di violenza che portò alla guerra in
Libano nell'estate del 2006 tra lo stato ebraico e Hezbollah. La decisione di
Hamas di includere Ashkelon, e i suoi 120mila abitanti, sotto la minaccia
permanente del lancio dei razzi rende sempre più probabile un intervento
militare israeliano su larga scala nella Striscia di Gaza i cui esiti sono
imprevedibili. Il ministro della difesa israeliano Barak scarica tutte le
responsabilità su Hamas giudicandola "l'unica responsabile"
dell'escalation di violenza. Secondo il quotidiano israeliano Haaretz, fra
qualche mese, quando i leader del movimento islamico avranno modo di
ripercorrere le tappe di questa spirale di morte, allora, forse, vedranno con
chiarezza che aver colpito Ashkelon con una decina di razzi Grad, noti come
Katyusha e della gittata di
( da "Quotidiano.net" del 02-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
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Annunci legali LA GUERRA SENZA FINE Incursione israeliana a Gaza: uccisi oltre
60 palestinesi Onu, consiglio di sicurezza d'urgenza Abu Mazen avrebbe deciso
di 'sospendere' le trattative di pace con Israele.
Tragico il bilancio dell'incursione militare israeliana nel nord della striscia
di Gaza contro i miliziani di Hamas che ha investito il villaggio di Jabalya
'La Traviata', musica di Giuseppe VerdiTEATRO SOCIALE Stagione di prosa
2007/2008'Le intellettuali di Molière'Stagione teatrale 2007 / 2008, La parola
ai giurati"Le Cirque Invisible" al Teatro Lauro RossiStagione di
qualità al Teatro ComunaleLa Belle Epoque. Arte in Italia 1880-1915'Gli
innamorati'Il cartellone 2007/08 del Politeama PrateseQuartetto d'archi
PrazakStagione teatrale 2007 / 2008: BoleroMike Melillo in
concerto'Outlet''Cara la pelle'"Il compleanno" al Teatro Lauro Rossi
Gianna Nannini al Mandela ForumAborto, donne in si-in in difesa della
194Antiche camelie della LucchesiaIn coda per i simboli C'è anche FerraraUn
laboratorio di scrittura creativa --> Cioccolatai in piazza del PopoloIl
concerto all'Auditorium PedrottiRIMINI_FROSINONE 1-1Gli anticipi della 26esima
giornataSanremo 2008, la finalissimaAvellino-AscoliBologna-Cesena 2-1Premiata,
sabato amaro a MilanoIl calendario 2008 di Alessandro TersigniElezioni
politiche 2008I festeggiati di AnconaSanremo 2008, quarta serataDegrado nella
casa di riposo comunale di CrespinocompleanniOmicidio di via Gualandi Parigi,
Valentino by Alessandra FacchinettiSpeciale Sanremo: i duetti e la polemica nel
dopofestivalGiovanni Morandi intervista Flavio Briatore: "Io tifo per la
Santanchè"Geishe all'ombra dei grattacieli in GiapponeCalciomercato:
perchè Kakà ha firmato fino al 2013Ecco la mappa dei tesori di
PavarottiColdplay - 'Yellow'Il principe Harry in prima linea contro i
talebaniEcco il Civis che ha già diviso la cittàSpeciale Sanremo 2008: chi
salverà la Bertè?Inter verso lo scudetto con la forza dei nervi tesiCarla
Bruni, primo viaggio da 'première dame'Keith Richards senza memoria: colpa
delle droghePamela Anderson verso il terzo divorzioRabbia in Sudafrica per
video razzista nel campus Perché Sanremo è Sanremo 61 del 02/03/2008 di Davide
Costa Coppia che gioca bene del 01/03/2008 di Francesco Ghidetti Walter e
Silvio: tanti bla bla, nessuna risposta concreta del 01/03/2008 di Sandro
Bugialli Adriano, l'imperituro del 01/03/2008 di Laura Alari Il Festival non
decolla, ma la colpa non è di Baudo del 01/03/2008 di Daniela Laganà
Accetteresti una centrale nucleare nella tua provincia?Volete che Tomasi lasci
la Spal?Vota il gol più bello della 25 giornataGli inquirenti hanno fatto di
tutto per ritrovare i fratelli Pappalardi?Smog, per diminuire l'inquinamento
qual'è la misura più efficace?Giusto pubblicare i nomi degli evasori?Chi è la
tua valletta prefeita?Ti piace il festival di Sanremo 2008?Ti sentiresti più
sicura con 'Slim', l'allarme antiaggressione?Blocco del traffico alla domenica,
sei d'accordo?Guazzaloca-bis, sei d'accordo?Vota la tua canzone preferita di
Sanremo 2008Permessi di lavoro per chi cura malati terminali, sei
d'accordo?Vota il gol più bello della 24esima giornataVale la pena pagare il
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sulle piste innevate di La Masella, vicino a Barcellona: 2000 sciatori in
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( da "Stampa, La" del 02-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Con Alain Elkann
Riccardo Di Segni lei è rabbino capo della comunità di Roma dal novembre
( da "Stampa, La" del 02-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
CINEMA. DA VENERDÌ
"Alba Festival" da Oscar il cartellone lo firma Haggis Maratona con
31 film, poi il testimone passa a "Corto in Bra" [FIRMA]ROBERTO FIORI
ALBA Una lunga scia di pellicole, una strada che attraversa le colline di
Langhe e Roero con film e cortometraggi, ospiti illustri e incontri, lezioni di
cinema e approfondimenti sulla televisione, ricerca e musica. Dopo anni di
distratto vicinato, Alba International Film Festival e Cinema Corto in Bra
hanno unito le forze per dar vita a "Alba e Bra in Festival": dieci
giorni di immagini senza sosta che inizieranno il 6 marzo con la serata
inaugurale del festival albese e termineranno il 16 con la premiazione della
kermesse braidese. Dunque tocca ad Alba aprire le danze. E lo farà niente meno
che con Paul Haggis, sceneggiatore e regista da Oscar al quale l'International
Film Festival ha offerto una "Carta Bianca" di dieci film. L'autore
di "Crash - Contatto fisico" e "Nella valle di Elah" lo scrittore
degli script di "Million Dollar Baby" e "Lettere da Iwo
Jima" di Clint Eastwood arriverà nella capitale delle Langhe per
presentare i suoi lavori e otto titoli scelti personalmente attingendo dalla
storia del cinema: da "La donna che visse due volte" di Hitchcock a
"Ladri di biciclette" di De Sica, da "Fino all'ultimo
respiro" di Godard a "Blow Up" di Antonioni. Una delle grandi
novità è la sezione "eXistenZe": dieci film legati al tema del
"ridere" saranno presentati al pubblico da un personaggio del mondo
del cinema, della cultura, della scienza. Se l'inaugurazione sarà affidata al
critico Paolo Mereghetti, che introdurrà il Jerry Lewis di "Pazzi, pupe e
pillole", i nomi di punta saranno due attori comici, Luciana Littizzetto e
Giacomo Poretti, per una volta orfano dei suoi due colleghi Aldo e Giovanni. La
prima presenterà una delle pietre miliari della commedia hollywoodiana,
"La signora del venerdì" di Howard Hawks, il secondo parlerà del
motivo per cui ha scelto "La vita è meravigliosa" di Frank Capra. Tra
gli altri ospiti, il regista Carlo Mazzacurati, lo scrittore Gian Luca Favetto,
il regista teatrale Gabriele Vacis, il fumettista Silver, lo storico Peppino
Ortoleva e il critico Roberto Nepoti. Il concorso "Andar per film"
guiderà gli spettatori un po' in tutto il mondo: Turchia, Francia, Belgio,
Germania, Messico, Usa, Israele, Spagna. Una straordinaria panoramica sul cinema contemporaneo,
tutta firmata da giovani registi esordienti o alle prime prove. La giuria
popolare che decreterà il vincitore sarà presieduta dal regista Agostino
Ferrente. Mai come quest'anno, però, il festival albese giunto alla settima
edizione ha allargato i suoi confini cinematografici per confrontarsi con la
televisione, la musica, la filosofia, la religione e la scienza, nel
segno della ricerca esistenziale. Ecco allora "Fictionscape", un
workshop sulla fiction televisiva organizzato dalla Scuola Holden con la
collaborazione di Giorgio Simonelli, docente dell'Università Cattolica di
Milano. Tra i molti ospiti, ci saranno il direttore di Rai Educational Giovanni
Minoli, che presenterà in anteprima la nuova fiction Rai "Agrodolce",
la giornalista Alessandra Comazzi, gli sceneggiatori tv Mattia Torre, Andrea
Garello e Nicola Lusuardi. Inoltre, l'attrice Rita Savagnone e Chiara Cajoli,
figlia dell'autore Vladimiro Cajoli, saranno ad Alba per la proiezione, a quasi
cinquant'anni dalla messa in onda, dell'originale televisivo "I figli di
Medea" che nella sera del 9 giugno 1959 gettò l'Italia nel panico grazie a
una burla alla Orson Welles.
( da "Stampa, La" del 02-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
RISPOSTA
AI RAZZI DEI PALESTINESI. NOVE BAMBINI TRA LE SESSANTA VITTIME Israele all'assalto di
Hamas, strage a Gaza.
( da "Giorno, Il (Nazionale)" del 02-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
MEDIO ORIENTE
ESCALATION MILITARE ISRAELIANA IN RISPOSTA AI LANCI DI QASSAM. ABU MAZEN
SOSPENDE I NEGOZIATI DI PACE Inferno a Gaza: 50 palestinesi morti nella battaglia
fra le case ? GERUSALEMME ? E' GUERRA aperta nel nord della Striscia di Gaza,
dove dalla notte scorsa le forze israeliane stanno combattendo la loro più dura
battaglia dai tempi del ritiro unilaterale del 2005. Il bilancio, che si è
costantemente aggravato nel corso della giornata, quando e' sera registra 51
palestinesi uccisi (tra cui nove adolescenti di età compresa fra 13 e 17 anni e
almeno altri cinque civili) e oltre 150 feriti, anche in questo caso con molti
civili. Da parte israeliana si registrano due soldati uccisi e sei feriti,
oltre a cinque civili (due dei quali bambini) feriti dai razzi caduti anche
oggi sulla città di Ashkelon. Sebbene la vasta operazione militare condotta con
aerei, elicotteri e carri armati israeliani intorno al campo profughi di
Jabaliya avesse come obiettivo proprio quello di neutralizzare i lanci di
Qassam, di razzi ne sono ugualmente caduti oltre 60. Decine di abitanti
israeliani di Sderot di Ashqelon sono stati soccorsi in stato di choc. Fonti
palestinesi hanno raccontato che la battaglia è iniziata poco dopo l'una della
notte, quando unità speciali israeliane hanno tentato di penetrare nella
periferia orientale di Jabaliya. Miliziani palestinesi li avrebbero individuati
ed attaccati. A sostegno del commando israeliano sono così
intervenuti prima elicotteri da combattimento e poi mezzi corazzati della
brigata "Givati", che per ore hanno martellato le postazioni
palestinesi. La zona dei combattimenti si trova molto vicina al centro abitato
di Jabaliya, e questo spiega il massiccio coinvolgimento dei civili. IL
VICE MINISTRO della difesa israeliano, Matam Vilnai, parlando alla radio
militare ha precisato che quella in corso "è solo una operazione allargata
e non può essere considerata come l'inizio di una più vasta invasione". In
realtà molti analisti sono convinti che l'incursione di ieri, sebbene abbia
assunto dimensioni forse più ampie del previsto, costituisca una importante
prova generale per i comandi dell'esercito chiamati a valutare i costi in
termini di vite umane in vista di una eventuale rioccupazione parziale della
Striscia dopo il ritiro del 2005. Proprio Vilnai l'altro ieri, in occasione di
una contestata intervista, aveva preannunciato che "tanto più si
intensifica il lancio di razzi contro le nostre città, tanto più i palestinesi
si espongono al rischio di una "shoah" ancora più grande". Il
termine "shoah", interpretato da taluni come la minacciosa allusione
ad un Olocausto, voleva in realtà alludere ad "una catastrofe". MA LA
GAFFE ormai era fatta, e il presidente palestinese Abu Mazen non ha potuto fare
a meno di ricitarla: "Quello che sta accadendo a Gaza è peggio di un
Olocausto", ha dichiarato. La situazione umanitaria è gravissima, con gli
ospedali di Gaza al collasso. In serata Abu Mazen ha annunciato la decisione di
sospendere i negoziati di pace con Israele. Abu Mazen
ha anche chiesto l'immediata convocazione del Consiglio di sicurezza delle
Nazioni Unite. Domani intanto è in arrivo nella regione il segretario di stato
Usa Condoleezza Rice. - -->.
( da "Stampa, La" del 02-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Igor Man PROVE GENERALI
D'INVASIONE Guerra di guerriglia a Gaza. Sono in campo gli irriducibili
miliziani palestinesi passati nei ranghi di Hamas dopo aver sfrattato Al Fatah
e dunque Abu Mazen nel giugno scorso e reparti di incursori israeliani
coadiuvati dall'aviazione. La ragione del contendere è sempre la stessa: quelli
di Hamas continuano a bombardare con razzi Qassam (ancorché artigianali,
uccidono) Sdérot e Ashkelon; Tsahal ribatte moltiplicando colpo dopo colpo.
Negli ultimi cinque giorni la situazione s'è incarognita facendo aumentare il
numero dei morti, perloppiù innocenti: vecchi, bambini e
questo sia a Gaza che nel nord della Striscia, come in territorio israeliano.
Il computo dei morti, l'aumentar dei feriti ma soprattutto la consapevolezza
che i piani del cosiddetto Quartetto di Pace rischiano d'andare a Patrasso,
tutto ciò ha fatto saltare i nervi ai palestinesi diremo moderati che fan capo
ad Abu Mazen. Riunito d'urgenza, a Ramallah, il "governo", Abu
Mazen ha invocato una riunione urgente del Consiglio di Sicurezza e della Lega
Araba. Ma c'è di più: una dichiarazione non proprio felice di Abu Mazen:
"Malauguratamente Israele impiega in questi
giorni un termine in genere evitato da oltre sessant'anni: il termine
olocausto. Ma quello che sta accadendo a Gaza è peggio di un olocausto".
Certamente a Gaza quella gente passa giornate infami, stretta com'è d'assedio
dal potente Israele nelle cui mani, per di più, sono
le chiavi dell'energia e dell'acqua, degli ospedali. Perché Abu Mazen ha
parlato d'olocausto, sapendo di toccare un nervo scoperto? E come mai, da
sponda avversa, a Damasco, Khaled Meshaal, il leader di Hamas in esilio, l'ha
ripetuto, accusando inoltre lo stesso Abu Mazen di "coprire l'olocausto
scatenato dagli israeliani"? È la logica dell'illogico (per noi), una
variante di bos ilha che in arabo significa "baciarsi le barbe".
Venne fuori dopo il Settembre Nero e ha funzionato spesso: seppelliti rancori e
morti, i leader si sono abbracciati e baciati (sulla barba) risolvendo anche
vertenze terribili. E così mentre la Siria ufficiale lavora per una conferenza
di pace "aperta", la Siria segreta giorno dopo giorno torna in
Libano; l'obiettivo è sempre lo stesso: imporre un presidente amico di Damasco,
saldare i legami fra Hezbollah e Hamas, per segare l'unico paese democratico
del Vicino Levante, il Libano, "affinché l'islàm ritorni dove il
colonialismo l'ha scacciato". Il leader massimo di Hamas, lui, Meshaal, ha
infine detto ancora qualcosa di inquietante: "Se non cesserà il massacro
di Gaza, nessuno nel mondo potrà sentirsi al sicuro. Il castigo sarà
terribile". Sarebbe un discorso bombastico, aria fritta, se non fosse che,
proprio mercoledì scorso, il pacioso Abu Mazen non avesse denunciato la
"sinistra alleanza Hamas-Al Qaeda". Lo stesso giorno il capo dei
Servizi militari di Israele ha detto al parlamento che
"membri di Al Qaida sono entrati in Gaza nei giorni seguiti alla caduta
del muro che separa la Striscia dall'Egitto". Così stando le cose sarebbe
esercizio sterile azzardar pronostici. Sappiamo soltanto che per Israele la pratica razzi-Qassam è tutt'altro che chiusa.
Temiamo che abbia ragione Saeb Erekat, il notabile palestinese che crede nel
dialogo quando dice che i negoziati di pace iniziati a Annapolis, "per
ora" son da considerare "sepolti sotto le macerie delle case
distrutte di Gaza".
( da "Stampa, La" del 02-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
L'ospedale Barzilai
di Ashkelon è a pochi metri da Nefti square, il cuore economico e politico
della città, dove si affacciano il palazzo del Municipio, il mercato della
frutta, Jeunesse Coiffeur, il parrucchiere degli impiegati comunali che non
rinunciano alla messa in piega neppure in queste ore, anzi, scherza chez Uri,
il titolare, ne fanno "un simbolo di resistenza ai colpi che arrivano da
Gaza". Ieri mattina quando il Grad, il razzo di nuova generazione più
potente dei vecchi Qassam, è esploso nel viale d'accesso al Barzilai, la gente
con gli occhi al cielo ha seguito la traiettoria quasi fosse una stella
cadente. "Mi è passato davanti, mai visto nulla di simile: il pavimento
del mio ufficio, al quarto piano, ha sobbalzato", racconta Anat Wienstein
Berkovits, portavoce della giunta provinciale. È rimasta al suo posto. Anche
volendo, non avrebbe avuto scelta: il palazzo non ha un rifugio antiaereo.
Nessun palazzo, nessuna casa, nessuna costruzione di questa città di 120 mila
abitanti, uno dei principali porti israeliani, sede di una grande centrale
elettrica e del più importante impianto di desalinizzazione del Paese, è
attrezzato per il conflitto. Ashkelon si sveglia vulnerabile come Sderot, la
località del Negev al confine con Gaza, bersaglio storico della guerra a bassa
intensità che si combatte da mesi nel nord della Striscia. Nelle ultime
quarantott'ore gli abitanti hanno contato sette razzi, quattro feriti lievi,
decine di persone ricoverate in stato di shock. I due militari israeliani morti
ieri e i sei feriti durante gli scontri tra l'esercito e i miliziani di Hamas,
a meno di venti chilometri da qui, diffondono un'eco sinistra sui giorni a
venire. "Andiamo avanti, facciamo finta di vivere normalmente, il grande
show deve continuare", commenta scuotendo il capo Dimitri, proprietario
del negozio di scarpe Diva Shop, origini russe come la maggior parte dei
concittadini. Accanto alla sua vetrina un manifesto appena affisso ricapitola
cosa fare nei 15 secondi successivi al fischio della sirena: scendere
dall'automobile, sdraiarsi in terra con le mani sulla testa, restare immobili
per almeno cinque minuti. "In realtà non è la prima volta", nota Ron
Lobel, direttore generale dell'ospedale Barzilai, a lungo responsabile
sanitario dell'amministrazione civile israeliana a Gaza, negli anni
dell'occupazione. Nel computer ha i dati del 2006: 1496
razzi lanciati contro Israele, 26 alla periferia di Ashkelon,
( da "Stampa, La" del 02-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
I miei figli di
uscire, gli israeliani sparano a qualsiasi cosa si muova". La voce di
Nafez Az-Zein arriva a tratti, s'interrompe, cade la linea. Nafez vive con la
famiglia nella zona est del campo profughi di Jabaliya, la linea del fronte, il
campo di battaglia tra i miliziani di Hamas e l'esercito israeliano che ieri ha
raccolto almeno 60 morti, di cui secondo le fonti palestinesi almeno un terzo
civili, inclusi 9 ragazzi tra i 13 e i 17 anni, un neonato di pochi giorni, e
almeno tre donne. La rabbia degli abitanti è pesante come l'aria carica
d'esplosivo. Il primogenito di Nafez, Mustafà, scalpita. Il padre ha impiegato
tutta l'autorità d'un genitore d'altri tempi per tenerlo a freno: "Ha 16
anni, vuole andare a combattere". Le case, i vicoli sono una grande
trincea. Il mondo arabo si stringe intorno alla Striscia di Gaza. Libia,
Libano, Egitto alzano la voce. Da Damasco il leader di Hamas in esilio Khaled Meshaal accusa Israele di
"un vero e proprio Olocausto". Il presidente palestinese Abu Mazen ha
deciso di sospendere i negoziati di pace con Israele, mentre
fonti interne alla Muqata rivelano che il capo dei negoziatori palestinesi Abu
Ala è pronto a rovesciare il tavolo delle trattative che da mesi divide ogni
settimana con il ministro degli esteri israeliano Tzipi Livni. Ma la
protesta di di Tripoli, Cairo, Ramallah, arriva ovattata a Gaza, un'eco
impercettibile sommersa dai colpi degli oltre duemila militari israeliani
penetrati oltre il confine e dalla risposta dei miliziani di Hamas, della Jihad
Islamica, dei Comitati di resistenza popolare. Gli ospedali di Gaza hanno
allestito posti letto nei corridoi, all'ingresso, nel cortile. "Ci sono
almeno 12 feriti destinati a morire", dice Halid Radi, portavoce del ministero
della Sanità di Hamas. Ahmad, è infermiere al pronto soccorso di Shiva:
"Il flusso da Jabaliya è continuo. Non abbiamo specialisti né farmaci,
nelle ultime 24 ore sono arrivate più di mille persone, in molti casi possiamo
solo guardarli spegnersi poco a poco". Le televisioni sono tutte accese, a
Gaza, a Jabaliya, a Khan Yunis. Lavorano i reporter della tv di Hamas e di al
Jazeera ma i commentatori tacciono. Nessuno azzarda previsioni. Hamas si è
detto più volte disponibile alla tregua anche attraverso lo scambio di
prigionieri, il caporale israeliano Gilat Shalit, catturato nel 2006, contro
una lista "negoziabile" di miliziani nelle prigioni israeliane.
L'unica opzione per ora però, sembra quella militare. Israele
"non ha fissato un limite di tempo" dell'esercito nella Striscia,
dichiara il portavoce del ministro della difesa Ehud Barak, e promette:
"L'operazione durerà finchè è necessario". "Ascolto mia sorella
Fatima che vive a Jabaliya e sento la guerra, mi affaccio alla finestra e vedo
i nostri ragazzi, giovani come i figli, che lanciano Qassam, non finirà
mai", ammette Mohammed Kaddaui, insegnante di Rafah. Dal suo punto di
vista, al confine con l'Egitto, la battaglia è lontana. Eppure è sotto casa:
"Prima o poi gli israeliani cominceranno a rispondere anche qui, ci
invaderanno di nuovo, solo questione di tempo". Al quartier generale di
Hamas le bocche sono cucite e si affilano le armi, giunte numerose nelle
settimane scorse attraverso la frontiera del Sinai. Ieri sera, durante
un'incursione israeliana, è stata uccisa la guardia del corpo di Mahmoud
al-Zahar, ex ministro degli esteri di Hamas. I raid aerei marcano stretto il
partito islamico ma a farne le spese, in queste ore, sono i civili. Due sorelle
di 13 e 17 anni, Salwa e Samah Zedan sono state colpite mentre erano in
salotto, lontano dalle finestre, lontano dai razzi. Nelle strade le moschee
diffondono a volume altissimo versi del Corano, per due giorni sarà lutto
nazionale. Le urla dei funerali e i tamburi di guerra fanno da colonna sonora
alla conta dei morti.
( da "Secolo XIX, Il" del 02-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Gaza
Rappresaglia di Tel Aviv dopo un lancio di razzi sul sud di Israele che hanno
ferito 2 persone. Campo profughi bombardato, tra le vittime donne e bambini.
02/03/2008.
( da "Secolo XIX, Il" del 02-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Parigi Teheran.
L'Iran ha deciso di boicottare il Salone del Libro di Parigi, in programma dal
14 al 19 marzo, che come quello di Torino - in programma dall'8 al 12 maggio -
ha invitato Israele come ospite d'onore. Lo ha
annunciato ieri un alto responsabile del ministero della Cultura di Teheran,
Ali Alipur, all'agenzia di stampa Irna. Prima dell'Iran, il Libano aveva
annunciato mercoledì la sua scelta di boicottare la manifestazione culturale,
una decisione per la quale Parigi ha espresso disappunto. L'invito come ospite
d'onore è stato rivolto dagli organizzatori dell'esposizione parigina per
celebrare i 60 anni della fondazione dello Stato di Israele.
"La Repubblica islamica dell'Iran - ha detto Alipur - ha preso finora
parte ogni anno al Salone del Libro di Parigi, ma quest'anno, a causa
dell'invito della Francia al regime sionista, abbiamo deciso di boicottare
l'evento". L'Iran non riconosce il diritto all'esistenza di Israele e il presidente Mahmud Ahmadinejad, che ha assunto
l'incarico nell' agosto del
( da "Secolo XIX, Il" del 02-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Emergenza medio
oriente Tel Aviv, attacco violento in risposta ai lanci di razzi Abu Mazen:
"Bloccheremo i negoziati di pace" = È mancata all'affetto dei suoi
cari Angela Banchero ved. Banchero di anni 90 Ne danno il triste annuncio i
figli Sergio e Marisa, i nipoti e i parenti tutti. I funerali avranno luogo
lunedì 3 marzo alle ore 15,30 nella parrocchia di S. Lorenzo in Pareto -
Valbrevenna Il rosario sarà recitato oggi, domenica 2 alle ore 17 nella
parrocchia S. Rocco di Genova - Prà La presente quale partecipazione e
ringraziamento La Generale Pompe Funebri Spa Tel. 010.41.42.41 Piero e Serena
Navarra con Anna Ruggero e Silvia sono vicini alla famiglia Barnato per la
perdita del caro amico INGEGNERE Umberto Barnato I Soci del Club Amici Tercesi
partecipano al dolore di Gabriella e famiglia per l'improvvisa perdita del
marito DOTTORE Riccardo Camoriano La Professoressa Edvige Veneselli e i
Collaboratori dell'UO Neuropsichiatria Infantile si uniscono al dolore della
famiglia nel ricordo del DOTTORE Riccardo Camoriano che con entusiasmo e la sua
professionalità ha contributo allo sviluppo del Riabilitazione delle Disabilità
Infantili. I medici e il personale dello Studio Rapallo Medicina sono vicini al
Dott. Franco e a Iole per la scomparsa della cara mamma Lucia Chiressi ved.
D'Asta Rapallo, 1 marzo 2008 = Circondata dall'affetto dei suoi cari è mancata
Rina Galliani ved. Orlandi Ne danno il triste annuncio il figlio Luca con la
nipotina Federica, la sorella, il fratello, i cognati ed i nipoti tutti. Il
funerale si svolgerà martedì 4 marzo alle ore 8,15 nella Chiesa Parrocchiale di
San Martino d'Albaro. Un ringraziamento alla Dottoressa Marchese, al personale
medico e paramedico della Clinica Neurologica dell'Ospedale San Martino per le
cure prestate. La presente quale partecipazione e ringraziamento. Genova, 29
febbraio 2008 Pastorino & Lodi Srl Tel. 010.35.80.94 = È mancato Walter
Leverone di anni
( da "Secolo XIX, Il" del 02-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
TEL AVIV. È guerra
aperta nel Nord della Striscia di Gaza, dove dalla notte scorsa le forze
israeliane stanno combattendo la loro più dura battaglia dai tempi del ritiro
unilaterale del 2005. Il bilancio, che si è costantemente aggravato nel corso
della giornata, quando è sera registra almeno 60 palestinesi uccisi (tra cui
nove adolescenti di età compresa fra 13 e 17 anni e almeno altri cinque civili
adulti tre dei quali donne) e oltre 150 feriti, anche in questo caso con molti
civili. Da parte israeliana si registrano due soldati uccisi e sei feriti,
oltre a cinque civili (due dei quali bambini) feriti dai razzi caduti anche
ieri sulla città di Ashkelon. Sebbene la vasta operazione militare condotta con
aerei, elicotteri e carri armati israeliani intorno al campo profughi di
Jabaliya avesse come obiettivo proprio quello di neutralizzare i lanci di
Qassam, di razzi ne sono ugualmente caduti oltre 60. Decine di abitanti
israeliani di Sderot di Ashqelon sono stati soccorsi in stato di shock. Fonti
palestinesi hanno raccontato che la battaglia è iniziata poco dopo l'una della
notte, quando unità speciali israeliane hanno tentato di penetrare nella
periferia orientale di Jabaliya. Miliziani palestinesi li avrebbero individuati
e attaccati. A sostegno del commando israeliano sono così intervenuti prima
elicotteri da combattimento e poi mezzi corazzati della brigata
"Givati", che per ore hanno martellato le postazioni palestinesi. La
zona dei combattimenti si trova molto vicina al centro abitato di Jabaliya, e
questo spiega il massiccio coinvolgimento dei civili. Il vice ministro della
Difesa israeliano, Matam Vilnai, parlando alla radio militare ha precisato che
quella in corso "è solo una operazione allargata e non può essere
considerata come l'inizio di una più vasta invasione". In realtà molti
analisti sono convinti che l'incursione, sebbene abbia assunto dimensioni forse
più ampie del previsto, costituisca una importante prova generale per i comandi
dell'esercito chiamati a valutare i costi in termini di vite umane in vista di
una eventuale rioccupazione parziale della Striscia dopo il ritiro del 2005.
Proprio Vilnai ieri, in occasione di una contestata intervista, aveva
preannunciato che "tanto più si intensifica il lancio di razzi contro le
nostre città e tanto più la loro gittata si allunga, tanto più i palestinesi si
espongono al rischio di una "shoah" ancora più grande". Il
termine "shoah", interpretato da taluni come la minacciosa allusione
a un Olocausto, voleva in realtà alludere a "una catastrofe" che,
almeno in termini umanitari, è esattamente quanto si sta profilando. Ma la
gaffe ormai era fatta, e ieri il pur moderato presidente palestinese Abu Mazen
(Mahmud Abbas) non ha potuto fare a meno di ricitarla: "Quello che sta
accadendo a Gaza è peggio di un Olocausto", ha dichiarato. Il capo dei
negoziatori Ahmed Qureia (Abu Ala) ha poi fatto sapere che sia lui che Abu
Mazen stanno vagliando la possibilità di congelare i negoziati di pace con Israele. "Credo che alla fine verranno bloccati"
ha detto, dicendosi scioccato dal livello degli scontri in corso a Gaza, e
dall'alto numero di vittime civili coinvolte. Abu Mazen ha anche chiesto l'immediata
convocazione del consiglio di sicurezza delle Nazioni unite. L'Autorità
nazionale palestinese ha più volte condannato i lanci di razzi Qassam compiuti
da Hamas contro le cittadine israeliane, ma al tempo stesso non ha mai mostrato
di avallare le dure rappresaglie israeliane lanciate in risposta. Oggi tacere,
o tornare ai tavoli dei negoziati mentre la media dei morti in battaglia in
questa giornata di inferno è stata persino più alta della guerra nel Libano del
Sud, rischierebbe di far crollare definitivamente la credibilità di Abu Mazen
presso i palestinesi. La minaccia di bloccare i colloqui di pace non sembra impensierire il ministro degli Esteri israeliano Tzipi
Livni, che presiede il gruppo dei negoziatori: "Anche se i palestinesi
desiderano sospendere i colloqui di pace - ha dichiarato in serata - ciò non
avrà alcun effetto sulle decisioni di Israele a Gaza. La
necessità di Israele di proteggere i suoi cittadini è sempre stata una condizione di
base nelle trattative tra noi e l'Autorità palestinese". Safwat
al-Kahlout Carlo Bollino 02/03/2008.
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
02-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Esteri Pagina 112
Notte di combattimenti intorno al campo profughi di Jabaliya: oltre 50 le
vittime, 9 sono ragazzini Gaza, strage di palestinesi Notte di combattimenti
intorno al campo profughi di Jabaliya: oltre 50 le vittime, 9 sono ragazzini
Offensiva israeliana. Abu Mazen: è un Olocausto --> Offensiva israeliana.
Abu Mazen: è un Olocausto È strage nel campo palestinese. Abu Mazen ha
annunciato che le trattative con Israele sono
congelate. TEL AVIV È guerra aperta nel nord della Striscia di Gaza, dove dalla
notte scorsa le forze israeliane stanno combattendo la loro più dura battaglia
dai tempi del ritiro unilaterale del 2005. Il bilancio, che si è costantemente
aggravato nel corso della giornata, quando è sera registra 51 palestinesi
uccisi (tra cui nove adolescenti di età compresa fra 13 e 17 anni e almeno
altri cinque civili adulti tre dei quali donne) e oltre 150 feriti, anche in
questo caso con molti civili. Da parte israeliana si registrano due soldati
uccisi e sei feriti, oltre a cinque civili (due dei quali bambini) feriti dai
razzi caduti anche ieri sulla città di Ashkelon. CAMPO PROFUGHI Sebbene la
vasta operazione militare condotta con aerei, elicotteri e carri armati
israeliani intorno al campo profughi di Jabaliya avesse come obiettivo proprio
quello di neutralizzare i lanci di Qassam, di razzi ne sono ugualmente caduti
oltre 60. Decine di abitanti israeliani di Sderot di Ashqelon sono stati
soccorsi in stato di shock. Fonti palestinesi hanno raccontato che la battaglia
è iniziata poco dopo l'una della notte, quando unità speciali israeliane hanno
tentato di penetrare nella periferia orientale di Jabaliya. Miliziani
palestinesi li avrebbero individuati ed attaccati. A sostegno del commando
israeliano sono così intervenuti prima elicotteri da combattimento e poi mezzi
corazzati della brigata Givati, che per ore hanno martellato le postazioni
palestinesi. La zona dei combattimenti si trova molto vicina al centro abitato
di Jabaliya, e questo spiega il massiccio coinvolgimento dei civili. OLOCAUSTO
Il vice ministro della difesa israeliano, Matam Vilnai, parlando alla radio
militare ha precisato che quella in corso "è solo una operazione allargata
e non può essere considerata come l'inizio di una più vasta invasione". In
realtà molti analisti sono convinti che l'incursione di ieri, sebbene abbia
assunto dimensioni forse più ampie del previsto, costituisca una importante
prova generale per i comandi dell'esercito chiamati a valutare i costi in
termini di vite umane in vista di una eventuale rioccupazione parziale della
Striscia. Proprio Vilnai, in occasione di una contestata intervista, aveva
preannunciato che "tanto più si intensifica il lancio di razzi contro le
nostre città e tanto più la loro gittata si allunga, tanto più i palestinesi si
espongono al rischio di una shoah ancora più grande". Il termine shoah,
interpretato da taluni come la minacciosa allusione ad un Olocausto, voleva in
realtà alludere ad "una catastrofe" che, almeno in termini umanitari,
è esattamente quanto si sta profilando. Ma la gaffe ormai era fatta, e ieri il
pur moderato presidente palestinese Abu Mazen non ha potuto fare a meno di
ricitarla: "Quello che sta accadendo a Gaza è peggio di un
Olocausto", ha dichiarato. Il capo dei negoziatori Ahmed Qureia (Abu Ala)
ha poi fatto sapere che sia lui che Abu Mazen stanno vagliando la possibilità
di congelare i negoziati di pace con Israele.
"Credo che alla fine verranno bloccati" ha detto, dicendosi scioccato
dal livello degli scontri in corso a Gaza, e dall'alto numero di vittime civili
coinvolte. Abu Mazen ha anche chiesto l'immediata convocazione del consiglio di
sicurezza delle Nazioni Unite. L'Autorità nazionale palestinese ha più volte
condannato i lanci di razzi Qassam compiuti da Hamas contro le cittadine israeliane,
ma al tempo stesso non ha mai mostrato di avallare le dure rappresaglie
israeliane lanciate in risposta. Tacere, o tornare ai tavoli dei negoziati
mentre la media dei morti in battaglia in questa giornata di inferno è stata
persino più alta della guerra nel Libano del sud, rischierebbe di far crollare
definitivamente la credibilità di Abu Mazen presso l'opinione pubblica
palestinese. La minaccia di bloccare i colloqui di pace almeno apparentemente
non impensierisce il ministro degli esteri israeliano Tzipi
Livni, che presiede il gruppo dei negoziatori: "Anche se i palestinesi
desiderano sospendere i colloqui di pace - ha dichiarato in serata - ciò non
avrà alcun effetto sulle decisioni di Israele a Gaza. La
necessità di Israele di proteggere i suoi cittadini - ha aggiunto - è sempre stata
una condizione di base nelle trattative tra noi e l' Autorità
palestinese". CRISI SANITARIA Intanto la situazione ospedaliera è quanto
mai critica. "Sono in dodici, li consideriamo ancora feriti ma in realtà
qui a Gaza non abbiamo nessuna possibilità di tenerli in vita": è il
drammatico appello di Halid Radi, portavoce del ministero della Sanità che
nella Striscia di Gaza è controllato da Hamas. Radi chiede che quei dodici
feriti, giunti nell'ospedale Shiva dal campo di battaglia intorno a Jabaliya
possano essere trasferiti al più presto in Israele:
"È l'unica speranza che hanno per poter essere curati - dice - noi qui non
abbiamo specialisti, e neppure i farmaci adatti: la sola cosa che possiamo fare
noi è guardarli mentre muoiono". Sperare che i feriti di una battaglia con
gli israeliani possano poi essere tenuti in vita dagli israeliani stessi è solo
in apparenza una contraddizione. In realtà l'intero sistema sanitario
palestinese nella Striscia di Gaza continua a dipendere interamente dagli
israeliani.
( da "Repubblica, La" del 02-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Lo
scrittore israeliano: la pace non ha alternative Yehoushua: l'unica speranza è
che Hamas cessi il fuoco A pagina 3 SEGUE A PAGINA 3.
( da "Repubblica, La" del 02-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Offensiva per
fermare i razzi di Hamas. Un intero reggimento nella Striscia palestinese. Tra
le vittime molti bambini e civili Israele attacca
Gaza: 60 morti Sanguinoso raid dell'esercito. Abu Mazen: stop ai negoziati
LOCALITA gerusalemme Per i vertici militari israeliani è soltanto
un'"operazione di routine", una delle tante, messe in atto contro le
milizie di Hamas per fermare i lanci di missili Kassam sulle città del Negev
settentrionale. Ma per i palestinesi di Gaza, intrappolati nelle case di
Jabalia, di Beit Hanun e di Shujahyeh, quella divampata poche ore dopo la
mezzanotte di ieri è "una vera e propria guerra". SEGUE A PAGINA 2
NADOTTI A PAGINA 3.
( da "Repubblica, La" del 02-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Il presidente Abu
Mazen minaccia di sospendere i negoziati di pace e si appella all'Onu "La
trattativa? è sepolta dalle macerie" DAL NOSTRO CORRISPONDENTE GERUSALEMME
- Lo spirito di Annapolis? "Sotto le macerie delle case di Gaza",
risponde, amaro, Saeb Erekat il dirigente palestinese che, forse più di ogni
altro ha associato il suo nome alle speranze di raggiungere
la pace con Israele attraverso il negoziato. Così, nel giorno in cui Hamas vede
esaltata la sua dottrina bellicista e intransigente, con uno scontro senza
precedenti contro l'odiato nemico israeliano, i palestinesi moderati vedono
crollare le loro speranze e con il presidente Mahmud Abbas, s'appellano all'Onu
per far cessare la carneficina. In realtà Abbas, noto a tutti come Abu
Mazen, non ha molte carte da giocare. A Gaza, dallo scorso giugno, quando il
movimento islamico ha preso il potere con la forza, l'Autorità palestinese che
egli guida e rappresenta non conta più nulla. Gli uomini di Hamas lo
considerano un traditore. Gli israeliani, un debole, anche se non lo dicono più
apertamente come una volta. Gli americani, uno strumento indispensabile della
Road Map, ma da questo a tenerlo nella giusta considerazione ne corre. L'unica
freccia al suo arco è, appunto, il negoziato, che egli ha abbracciato,
entusiasticamente, concedendo tutto quello che poteva concedere anche prima di
affrontare i punti cruciali del conflitto. Così, ieri, davanti al massacro di
Gaza, ha minacciato di interrompere la trattativa scaturita da Annapolis. Ma,
immediata e netta, è arrivata la risposta del ministro degli Esteri israeliano,
Tzipi Livni, la controparte di Abu Ala al tavolo delle trattative. "Anche
se i palestinesi desiderano sospendere i colloqui di pace ciò non avrà alcun
effetto sulle decisioni di Israele a Gaza - ha
tagliato corto la donna forte della politica israeliana - La necessità di Israele di proteggere i suoi cittadini è sempre stata una
condizione preliminare di base alle trattative tra Israele
e l'Autorità palestinese". E così si spiega che dalla conferenza di
Annapolis, fine novembre a fine febbraio, nel tentativo di fermare i Qassam
siano stati uccisi 265 palestinesi in scontri, esecuzioni mirate, operazioni
anti-terrorismo, senza che Abu Mazen abbia aperto bocca. D'altronde, si sa che
la pari dignità tra i due interlocutori non è una caratteristica del processo
di pace. Semmai lo è l'asimmetria. Insomma, tutto sembra congiurare non per
rafforzare la figura del presidente-interlocutore ma per indebolirlo. Ed è
Hamas ad approfittarne. Un esempio. Con un'uscita a sorpresa, il vice ministro
della Difesa, Matan Vilnai, s'è lasciato sfuggire giovedì l'infelice frase
sulla shoah (seppure intesa come "disastro" e non come Olocausto,
secondo il suo portavoce). Ieri Abu Mazen ha colto lo spunto degli scontri a
Gaza per rispondere a Vilnai che "quello che succede a Gaza è più d'un
Olocausto". Da Damasco, dove vive in esilio il leader politico di Hamas,
Khaled Meshal, è intervenuto per correggerlo. Quello dei palestinesi di Gaza,
ha precisato Meshal è "il vero Olocausto". Quanto ad Abu Mazen,
Mashal l'ha accusato di "coprire direttamente o indirettamente l'attacco
contro il popolo palestinese". (a. s.).
( da "Repubblica, La" del 02-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Preoccupazione
Minaccia costante Nessuna alternativa Io che sono sempre ottimista, questa
volta sono davvero preoccupato E' difficile immaginare il futuro Non c'è
alternativa né per noi né per loro L'unica strada percorribile è quella del
dialogo per la pace La gente ha paura perché Hamas lancia razzi ogni giorno, ma
rispondere con le armi non serve a nessuno Parla uno degli intellettuali più
impegnati sul fronte della pace Yehoshua: "Chiediamo ad Hamas di cessare
il fuoco sui nostri villaggi" Lo scrittore
israeliano:è il solo modo per fermare la violenza CRISTINA NADOTTI Quando
risponde al telefono, la voce di Abraham Yehoshua è quella di un uomo stanco di
dover sempre commentare la guerra. In Italia per presentare il suo ultimo
libro, Fuoco amico, ieri è stato impegnato per tutta la giornata con incontri e
registrazioni televisive. Ha avuto poco tempo per informarsi su quanto
sta accadendo nel suo paese e chiede con apprensione qualche dettaglio sulla
situazione ad Ashkelon e Jabaliya. Gli bastano poche frasi: la notizia della
morte di 58 palestinesi e due soldati israeliani, le minacce dell'Autorità
palestinese di congelare i negoziati di pace. La sua voce si trasforma. Poco
prima aveva confessato a mezza voce: "Io che sono sempre così ottimista,
sono davvero molto preoccupato", ora ritrova il vigore con il quale ha
sempre spronato il suo paese a imboccare la via della pace e tuona: "Israele deve proporre subito un cessate il fuoco! Non è solo
la mia posizione, è ciò che pensano centinaia di intellettuali e scrittori, è
quel che vuole la gente!". L'Autorità palestinese ha minacciato di
congelare i negoziati di pace, assisteremo a un aumento delle violenze?
"Nessuna previsione politica, nessuna speculazione ha senso in questo
momento, l'unica cosa da fare è chiedere ad Hamas un cessate il fuoco. Se non
lo accetteranno la responsabilità sarà la loro, Israele
deve metterli con le spalle al muro in questo modo, ma prima di tutto bisogna
far finire questo bagno di sangue. è la prima cosa da fare, far cessare questo
massacro, fare in modo che non si debbano aggiungere morti ai morti". La
reazione di Tel Aviv al lancio di razzi di Hamas le sembra sproporzionata?
" Hamas lancia razzi su Israele e la gente ha
paura, è terrorizzata. Il bombardamento sui villaggi israeliani è continuo. Ed
è vero anche che noi entriamo nelle loro terre, che ci sono file di profughi e
di disperati che cercano scampo dalle incursioni. Non si può vivere sotto
costante minaccia, né da una parte né dall'altra, ma rispondere sparando ancora
non è la risposta da dare. Là, nei villaggi da cui partono i Qassam, vivono i
nostri vicini, sangue del nostro sangue, gente con la quale bisogna trovare il
modo per convivere, è a questo che si deve pensare. Basta, l'ho già detto più
volte: non ci sono alternative alla pace, né per noi né per i
palestinesi". All'inizio di Febbraio la lettera fatta avere da Hamas alla
famiglia del soldato Gilad Shalit, rapito nel 2006, aveva fatto sperare si
potesse riportare a casa l'ostaggio. E ora? "Nessuna trattativa è
possibile se non si fanno prima tacere le armi. Solo allora si potrà parlare di
scambio di prigionieri. Però è difficile per me parlare di dettagli in questo
momento, perché essere lontano dal mio Paese con quel che sta accadendo mi fa
sentire ancora peggio". La comunità internazionale tace, solo i paesi
arabi hanno protestato per quanto accaduto, è accettabile? "Non è questo
che conta in questo momento e anche se avessi avuto tempo per capire meglio
quanto è successo oggi nel mio Paese (ieri per chi legge n.d.r ) non mi sarei
fermato a fare considerazioni su questo. Solo se prima ci sarà un cessate il fuoco
si potrà discutere e commentare. Adesso c'è solo una cosa da fare ed è
appellarsi a Israele perché la smetta".
( da "Repubblica, La" del 02-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Un giorno di guerra
a Gaza bombe sulle case, oltre 60 morti Israele attacca
dopo i lanci di razzi: 7 bimbi tra le vittime L'attacco Centinaia i feriti Tra
le vittime anche due soldati dell'esercito di Gerusalemme (SEGUE DALLA PRIMA
PAGINA) DAL NOSTRO CORRISPONDENTE alberto stabile Almeno 60 i morti, sette sono
bambini, e più di cento i feriti fra i quali molti civili. Guerra vera,
dolorosa e dura, è anche per due famiglie israeliane che ieri hanno ricevuto la
vista di un ufficiale dello Stato Maggiore venuto a portare la notizia che non
si vorrebbe mai sentire. Sono due, infatti, i soldati di Tsahal uccisi negli
scontri con i miliziani, altri sette sono stati feriti in modo non grave. Che
sia questa la tanto evocata "grande operazione di terra", la nuova
invasione di Gaza, destinata nelle intenzioni dei suoi fautori a troncare alla
radice il fenomeno dei missili Qassam che tormentano da anni la popolazione di
Sderot e, da qualche giorno, nella versione tecnicamente più avanzata dei Grad,
razzi di tipo sovietico a quanto pare importati dall'Iran, affliggono anche i
cittadini di Ashkelon? Ma se questa, come sostengono all'unisono
il ministero della Difesa e il portavoce militare non è la battaglia risolutiva
che molti in Israele vorrebbero (e non solo in Israele, ma anche
e per opposti motivi a Gaza) come sarà allora quella battaglia? Forse quella
scoppiata ieri notte e proseguita lungo tutta la giornata non è, tecnicamente
parlando, una guerra, ma sicuramente è così che le guerre cominciano.
Come il 14 luglio del 2006 al confine con il Libano: una provocazione degli
Hezbollah e, in risposta, una grande "operazione" militare che
lentamente sfugge di mano. Oggi c'è Hamas al posto degli Hezbollah, una pioggia
di Qassam lanciati per rappresaglia contro l'esecuzione mirata di cinque
miliziani colpisce Sderot e uccide un civile israeliano (il primo, dopo nove
mesi, il quarto in tre anni). E parte un'operazione "di routine" che
in un solo giorno vede morire oltre la metà dei palestinesi uccisi durante
tutto il mese di febbraio (91). E non è finita. Tutto è iniziato poco dopo la
mezzanotte, nel Nord della Striscia, tra la cittadina di Beit Hanun e quella di
Jabalia, con annesso campo profughi, il più affollato di tutta la Striscia
(oltre centomila persone). In un crescendo di azioni e ritorsioni cominciato
mercoledì scorso, il giorno del fatale bombardamento di Sderot, gli israeliani
avevano preso posizione a Beit Hanun già da giovedì sera. Ma il grosso delle
forze, carri armati, blindati, bulldozer, destinati a annientare le
"infrastrutture del terrore" era rimasto al di qua del confine, pronto
a scattare al momento opportuno. Evidentemente Hamas aveva preparato le sue
contromisure, perché appena alcune unità speciali entrano a Jabalia, incontrano
subito resistenza. Lo scontro è impari perché quello Israeliano è un esercito
con un'aviazione fra le più moderne al mondo, e quella palestinese è una
milizia di terra. Infatti, quando ancora non è sorto il sole intervengono gli
elicotteri da combattimento Apache. Almeno una dozzina di combattenti di Hamas
e della Jihad vengono uccisi in questa fase, fra cui il figlio del deputato
Abdul Rahman Shahab. Ma è anche in questa prima fase che gli attaccanti
subiscono le loro perdite. Testimoni palestinesi vedono estrarre il cadavere di
un soldato da un blindato colpito da un razzo anticarro e lo raccontano ad Al
Jazeera. Il portavoce di Tsahal militare parla soltanto di cinque feriti
leggeri. La superiorità militare israeliana non si discute, alcuni reparti
arrivano fino al quartiere di Shujayeh, alle porte dell'antica città di Gaza.
Ma in un area così densamente popolata anche le armi più sofisticate non sono
in grado di distinguere tra popolo inerme e milizie armate. A metà giornata,
quando ancora il bilancio era di 33 morti tra i palestinesi, i civili uccisi
erano 17, i combattenti 16. Muoiono una madre mentre prepara la colazione ai
figli, due sorelle adolescenti nel loro letto colpito da schegge, un padre di
45 anni e un figlio di 20, un fratello e una sorella adolescenti, tre adulti
disarmati in una casa colpita da un missile terra-terra, un vecchio, un
neonato. Si combatte per le strade mentre la popolazione resta intrappolata
nelle case. Un testimone oculare racconta per telefono all'agenzia France
Presse di essere paralizzato in casa perché fuori, "sparano a tutto quello
che si muove". Un altro dice di trovarsi assieme ad altre venti presone in
una sola stanzetta della casa, l'unica in cui si spera non arrivino i colpi
dell'artiglieria israeliana. E' guerra tattica, anche, guerra di segnali.
Perché nonostante lo scontro sul terreno, Hamas ci tiene a far sapere al nemico
che può continuare a lanciare missili Qassam e Grad anche se il nord della
Striscia è sotto controllo israeliano. "Non riusciranno mai a fermare i
Qassam", dice in tono di sfida un portavoce del movimento islamico. Di
missili ne vengono lanciati una cinquantina, alcuni colpiscono Sderot e
Ashkelon, cinque feriti, altri finisco in aperta campagna. La guerra che non si
può chiamare tale ma ne ha tutte le caratteristiche continua anche dopo il
calar del sole.
( da "Unita, L'" del 02-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Stai consultando l'edizione
del Medio Oriente, altro che anno della pace Umberto De Giovannangeli Segue
dalla Prima L'offensiva scatenata da Israele in
risposta al continuo lancio di razzi contro Sderot, Ashqelon, il sud del
Neghev, sta mietendo decine, forse centinaia di vittime. Molti sono bambini e
donne. Civili inermi. Da Ramallah, il presidente palestinese Abu Mazen, uomo
moderato, sostenitore del dialogo, usa parole durissime per denunciare ciò che
sta avvenendo. E la parola più terribile, per ciò che evoca nella memoria
collettiva, è: "olocausto". La comunità internazionale, il mondo
civile, non può far cadere nel vuoto il drammatico appello lanciato da Abu
Mazen: chi può, chi deve, intervenga subito per fermare le armi. Ma un silenzio
assordante accompagna la tragedia di Gaza. Un silenzio che sembra accomunare,
con rare eccezioni, la diplomazia degli Stati e quella dei popoli. Un silenzio
imbelle se non complice, che stride con i buoni propositi declamati dal
presidente americano Gorge W.Bush e da tutti i leader europei che si diedero
appuntamento nel novembre scorso ad Annapolis, per quella che sembrò essere la
"Conferenza della speranza". Una speranza di cui non c'è traccia
alcuna oggi a Gaza. Si era detto: il fallimento, l'ennesimo, del processo di
pace può aprire la strada al peggio. Ebbene, il peggio si sta avverando. Il
governo israeliano rivendica il diritto alla difesa. E nel farlo ricorda i
razzi che continuano a bersagliare il sud dello Stato ebraico. Una realtà
incontestabile. Ma ciò che in questi giorni, in queste ore, si sta consumando
nella Striscia è qualcosa che va ben oltre il diritto alla difesa. La prova di
forza, il pugno di ferro non indeboliscono Hamas, semmai lo rafforzano. A
uscirne a pezzi è la leadership del moderato Abu Mazen, sono i palestinesi che
credono nel dialogo e che si battono per una soluzione di pace fondata sul
principio di due popoli, due Stati. Negli occhi terrorizzati dei bambini di
Jabaliya si specchia il dramma di un popolo che non conosce pace ma solo
frustrazione, disincanto, sopraffazione, violenza. Le punizioni collettive non
sono mai giustificabili. Mai. Con quale credibilità Abu Mazen può oggi parlare
di dialogo, sostenere la necessità del compromesso, contrastare l'estremismo di
Hamas, in uno scenario in cui l'unico bilancio sempre in attivo è quello dei
morti? In passato Israele ha
eliminato i capi di Hamas, ma altri hanno preso il loro posto, e la forza del
movimento integralista è cresciuta. A Israele si chiede
un esercizio di lungimiranza politica e non di potenza (militare). Perché il
suo sacrosanto, inalienabile, diritto alla sicurezza non potrà mai fondarsi
sull'oppressione di un altro popolo. Perché l'oppressione produce solo
rabbia e alimenta una unica pulsione: quella della vendetta. Un grande
scrittore israeliano, Amos Oz, ha scritto che la tragedia del conflitto
israelo-palestinese è che a scontrarsi non è il Bene contro il Male, la Ragione
contro il Torto; l'unicità di questa tragedia senza fine è che ha scontrarsi
sono due ragioni, due diritti ugualmente fondati: il diritto alla sicurezza per
Israele, il diritto a uno Stato indipendente per il
popolo palestinese. Due diritti che rischiano di essere sepolti per sempre
sotto le macerie di Jabaliya.
( da "Unita, L'" del 02-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Stai consultando
l'edizione del MICHEL AOUNIl generale libanese: l'invio della portaerei Usa
Cole davanti alle nostre coste è un ricatto. Vogliono
ridurci a protettorato mentre Israele massacra i palestinesi
"Dalla Palestina a Beirut ecco i frutti della pax americana" di Umberto De
Giovannangeli "Ora l'ingerenza negli affari interni del Libano viene anche
dal mare.L'invio da parte americana della nave da guerra "USS Cole"
rappresenta una pressione evidente, inaccettabile, che i veri patrioti libanesi
sapranno respingere". A parlare è uno degli uomini da cui dipende
il futuro del Libano: il generale Michel Aoun; già capo di stato maggiore negli
anni della sanguinosa guerra civile (oltre 150mila vittime), tra il settembre
1988 e l'ottobre 1990, Aoun, cristiano maronita, guidò un governo militare osteggiato
dalla Siria e da altre fazioni combattenti. Tornato in Libano nel maggio 2005
dopo quindici anni di esilio a Parigi, Michel Aoun, 73 anni, è oggi a capo del
Movimento Patriottico Libero che insieme a Hezbollah e Amal si oppone alla
maggioranza parlamentare antisiriana che sostiene l'esecutivo guidato da Fuad
Sinora. E a proposito del partito di Dio sciita, Aoun avverte: "Hezbollah
potrebbe ricorrere alle armi sul fronte interno se verrà messo con le spalle al
muro". Generale Aoun, come interpreta la decisione Usa di inviare al largo
della costa del Libano il cacciatorpediniere "USS Cole"? "Si
tratta di un ricatto a mano armata compiuto contro tutti quei libanesi che si
oppongono a fare del Libano un protettorato americano. Bush ricatta il Libano
mentre permette agli israeliani di massacrare impunemente i palestinesi a Gaza.
Il Libano ridotto a un protettorato, la Palestina
soggiogata: è questa la "pax americana"". Gli Stati Uniti
sostengono che la presenza della nave da guerra al largo delle coste libanesi,
è legata alla crescente preoccupazione per l'instabilità politica e
istituzionale del Libano. "I loro cacciatorpedinieri non ci costringeranno
ad accettare soluzioni che lacerano il Paese". A cosa si riferisce?
"Alla elezione del nuovo capo dello Stato (che per gli accordi di Taif che
posero fine a quindici anni di guerra civile spetta ai cristiano maroniti,
ndr.). Lei sa che tutti i sondaggi indicavano nel sottoscritto il candidato più
accreditato a ricoprire l'incarico di Presidente. Per evitare spaccature
drammatiche, su cui altri puntavano, ho scelto di fare un passo indietro ma
certo non per arrendermi ad una maggioranza che pretende il monopolio del
potere. Per quanto mi riguarda, non ho obiezioni sulla persona del generale
Suleiman, ma la sua candidatura deve rientrare in un accordo complessivo che
riguardi anche il futuro governo libanese. Noi chiediamo di contare per ciò che
rappresentiamo. Solo così sarà possibile preservare l'integrità del
Libano". Resta il timore che la paralisi istituzionale possa sfociare in
un caos armato. L'attenzione è rivolta in particolare a Hezbollah, del quale
Lei è un ascoltato alleato. C'è il rischio di una deriva militarista dello
scontro politico? "Ciò che posso dirle è che fino ad oggi Hezbollah ha
rifiutato di usare le armi nello scontro interno. Ma se il partito di Dio verrà
aggredito e messo con le spalle al muro, allora sì che potrebbe usare le armi
per difendersi". Generale Aoun, c'è chi ventila una presa di posizione
ultimativa della comunità internazionale sull'elezione del presidente del
Libano. "Se ciò dovesse avvenire sarebbe un fatto di inaudita gravità nei
confronti del quale eserciteremmo il nostro diritto alla resistenza contro la
colonializzazione politica. Mi lasci aggiungere che il sostegno eccessivo,
invadente, manifestato dagli Stati Uniti e, purtroppo, dall'Europa verso il
governo Sinora è alla base del fallimento degli sforzi per cercare di giungere
ad una soluzione della grave crisi politica e costituzionale che attanaglia il
Paese; una soluzione condivisa da tutte le forze realmente rappresentative del
popolo libanese". Generale Aoun, i leader della maggioranza accusano
l'opposizione di essere al servizio di Siria e Iran. Lei si sente sul banco
degli imputati? "No, per niente. È un'accusa pretestuosa, infamante. Per
aver guidato un governo patriottico fui costretto ad abbandonare il mio Paese,
allora fui tra i pochi ad oppormi ai siriani. Io non prendo ordini da nessuno,
a differenza di altri che si ergono a improbabili paladini del Libano indipendente".
Il segretario generale della Lega Araba, Amr Mussa, ha legato il successo del
vertice arabo di Damasco, previsto per la fine di marzo, alla elezione del
nuovo presidente libanese. Condivide questa valutazione? "No, non la
condivido per niente. Noi non vogliamo più pagare il prezzo delle controversie
interarabe. Il futuro del Libano appartiene ai libanesi e non può essere merce
di scambio per nessuno. Nella mia vita mi sono sempre battuto per un Libano
sovrano, libero, autonomo. Continuerò a farlo, costi quel che costi".
( da "Unita, L'" del 02-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Stai consultando l'edizione del Attacco di Israele a Gaza,
torna l'inferno Vicino al campo profughi di Jabaliya uccisi 60 palestinesi tra
cui 9 bambini. L'operazione militare decisa dopo i lanci di missili Qassam. Abu
Mazen: è un olocausto. Consiglio di sicurezza Onu riunito d'urgenza di Umberto
De Giovannangeli IL CREPITARE dei mitragliatori spezza il silenzio della notte.
I razzi illuminano il teatro di guerra. I colpi di artiglieria rimbombano
assordanti. Paura e morte. La battaglia di Jabaliya inizia poco dopo l'una
della scorsa notte, quando unità speciali israeliane tenta- no di penetrare
nella periferia orientale della città, a nord di Gaza. Miliziani palestinesi
individuano le teste di cuoio israeliane e aprono un fitto fuoco di
sbarramento. A sostegno del commando israeliano intervengono prima elicotteri
da combattimento e poi mezzi corazzati, che per ore martellano le postazioni
palestinesi. Ad agire nella Striscia è un intero reggimento di Tsahal, duemila
soldati. Da edifici sventrati dai missili aria-terra sparati dagli elicotteri
Apache si alzano colonne di fumo. Nelle vie, i miliziani palestinesi
improvvisano barricate con carcasse di automobili e cassonetti dell'immondizia
incendiati. L'aria diviene irrespirabile. La zona dei combattimenti si trova
molto vicina al centro abitato di Jabaliya, e questo spiegherebbe almeno in
parte il coinvolgimento dei civili. Una donna palestinese che ha perso negli
attacchi la figlia Jacqueline di 12 anni e il figlio Iyad di 11, racconta che a
sparare contro i due bambini sarebbe stato un cecchino israeliano appostato su
un palazzo. Tra i miliziani palestinesi rimasti uccisi c'è anche il figlio di
un deputato di Hamas: si tratta di Abdurahman Shihab, membro brigate Ezzedin al
Qassam, il braccio armato di Hamas, e figlio di Mohammed Shihab, eletto
parlamentare proprio a Jabaliya nel 2006 come rappresentante di Hamas. Due
giorni fa a Gaza era stato ucciso anche il figlio del capogruppo parlamentare
di Hamas, anche egli arruolato nelle brigate Al Qassam. Col passare delle ore
cresce il bilancio dei morti, nella giornata più sanguinosa dallo scoppio della
seconda Intifada (settembre 2000): almeno 60 (di cui nove bambini, uno dei
quali un neonato di due giorni, e quattro donne); i feriti sono 150, compresi
molti civili. I violentissimi combattimenti impediscono alle ambulanze
palestinesi di recuperare i cadaveri che si trovano sul campo di battaglia e
prestare soccorso ai feriti. "Sono in dodici, li consideriamo ancora
feriti ma in realtà qui a Gaza non abbiamo nessuna possibilità di tenerli in
vita": è il drammatico appello di Halid Radi, portavoce del ministero
della Sanità palestinese che nella Striscia di Gaza è controllato da Hamas.
Radi chiede che quei dodici feriti, giunti l'altro ieri nell'ospedale Shiva, a
Gaza City, dal campo di battaglia intorno a Jabaliya possano essere trasferiti
al più presto in Israele: "È l'unica speranza che
hanno per poter essere curati - spiega - noi qui non abbiamo specialisti, e
neppure i farmaci adatti: la sola cosa che possiamo fare noi è guardarli mentre
muoiono". L'enorme flusso di feriti che ormai da quattro giorni continuano
a giungere dalle zone dei combattimenti, rischia di portare al collasso gli
ospedali di Gaza, già messi a dura prova da mesi di assedio. "Solo oggi
(ieri, ndr.) abbiamo soccorso più di 100 feriti - dice ancora Halid Radi -
molti richiedono la terapia intensiva, ma i posti letto disponibili sono tutti esauriti".
E così le corsie sono state svuotate dei malati meno gravi per dare spazio ai
ricoveri più urgenti. "Ormai inizia a scarseggiare tutto - prosegue il
portavoce - persino bende e cerotti, che sono la prima cosa ad essere impiegata
nella chirurgia di guerra". Da parte israeliana un portavoce dell'esercito
riferisce che due soldati sono rimasti uccisi nei combattimenti e altri sei
sono stati feriti Due bambini israeliani e un altro civile sono invece rimasti
feriti dal lancio di razzi sulla città di Asqhelon che, nonostante gli intensi
combattimenti, sono continuati a piovere (62 nelle ultime ventiquattr'ore su
Asqhelon e Sderot). A Jabaliya si combatte strada per strada, casa per casa.
Dai minareti delle moschee, i muezzin esortano alla resistenza. Da Ramallah si
alza la voce del presidente palestinese Mahmud Abbas (Abu Mazen). Ciò che si
sta consumando nella Striscia di Gaza, afferma Abu Mazen, è "più che un
olocausto", riferendosi a quanto detto l'altro ieri dal vice ministro
della Difesa dello Stato ebraico Matan Vilnai. "Purtroppo Israele usa in questi giorni un termine generalmente evitato
da 60 anni, e questo è il termine olocausto...Ciò che accade a Gaza è più che
un olocausto", afferma il rais, che chiedere "protezione
internazionale per il popolo palestinese". "È impensabile - aggiunge
il capo dell'Anp in al Consiglio nazionale palestinese - che la reazione
israeliana a dei lanci di razzi palestinesi, che pure noi condanniamo, sia così
terribile e spaventosa" e colpisca "innocenti, donne, bambini,
anziani". Il presidente palestinese chiede una riunione d'emergenza della
Lega Araba e del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, oltre che una
presa di posizione del Quartetto per il Medio Oriente. L'Onu raccoglie la
richiesta e convoca una riunione urgente. Il capo negoziatore palestinese, l'ex
premier Ahmed Qrei (Abu Ala) afferma che " il negoziato sarà
sospeso", infatti le trattative sono sospese. "Ciò che sta avvenendo
a Gaza è un massacro di civili, donne e bambini, un genocidio". Secca la
risposta di Gerusalemme: "Anche se i palestinesi desiderano sospendere i
colloqui di pace ciò non avrà alcun effetto sulle decisioni di Israele a Gaza", dichiara la ministra degli Esteri
israeliana, Tzipi Livni.
( da "Unita, L'" del 02-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Stai consultando l'edizione
del STRISCIA Quattro giorni di guerra, 80 vittime palestinesi 27 febbraio
Cinque miliziani uccisi in un raid a sud di Gaza e un altro a Nablus, in
Cisgiordania. Su Sderot e Ashqelon vengono lanciati decine
di razzi Qassam e uno studente israeliano ci rimette la vita. Si mette in moto
così una spirale di violenza che sembra inarrestabile. Tra i palestinesi si
registrano circa 15 morti (sette bambini) e decine di feriti. 28 febbraio Nuovo
diluvio di razzi sul territorio israeliano e raid aerei senza sosta su Gaza: 15
morti palestinesi, 4 sono bambini. In Israele,
una guardia del corpo del ministro per la sicurezza interna Avi Dichter, è
lievemente ferita da una scheggia. Da Gaza razzi anche su Ashqelon, nessuna
vittima. 29 febbraio Nella notte, nel nord di Gaza, a Beit Hanun, entrano
reparti di fanteria e mezzi blindati israeliani. Decine di carri armati e
batterie di artiglieria vengono dislocati ai margini della Striscia. Un
palestinese ucciso a Khan Yunes. Tre raid aerei israeliani su Jabalya e Beit
Lahya. Due razzi dalla Striscia di Gaza verso Israele.
1 marzo Offensiva israeliana nel nord della Striscia. Gli scontri intorno al
campo profughi di Jabaliya, oltre 50 vittime tra i palestinesi, 150 i feriti.
Uccisi due militari israeliani.
( da "Repubblica, La" del 02-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Pagina VI - Firenze
Il caso Movimenti sociali in corteo Due giorni dei movimenti sociali a Firenze.
Ieri il corteo, a cui secondo gli organizzatori hanno partecipato circa 2000
persone (meno di mille secondo la questura), che è partito da piazza San Marco
e ha attraversato piazza Duomo. Una parte dei manifestanti - tra cui esponenti
dell'Arci, del Forum Sociale, del movimento antagonista toscano, del Movimento
lotta per la casa e della confederazione Cobas - hanno imboccato via
dell'Oriuolo per poi raggiungere piazza Ghiberti, dove oggi si conclude
l'Assemblea nazionale dei movimenti, allestita all'interno di un tendone da
( da "Repubblica, La" del 02-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Pagina IX - Bologna
Andrea Lollini, l'avvocato della giustizia di transizione (DALLA PRIMA DI
CRONACA) FRANCESCA PARISINI Una laurea in giurisprudenza e un lavoro che si
divide tra il Dipartimento di Politiche, Istituzioni e Storia della facoltà di
Scienze Politiche e la Scuola della Magistratura francese, Andrea Lollini
(nella foto) è uno studioso di quella che gli addetti ai lavori chiamano
'giustizia di transizione'. "E' una disciplina nata dopo la caduta del
muro di Berlino - spiega - e che interessa tutti quei paesi che, passando da un
regime totalitario a uno democratico, hanno dovuto far fronte ai crimini
commessi prima del nuovo assetto politico". Per lui questo si è tradotto
in un'attenzione particolare al Sudafrica, dalla lotta all'apartheid nei primi
anni '90. Per molti anni Lollini ha fatto la spola con il paese di Mandela,
fino a diventare oggi, a soli 37 anni, lo studioso italiano di riferimento per
il Sudafrica di quegli anni. I suoi studi sono stati raccolti in un libro edito
dal Mulino, "Costituzionalismo e giustizia di transizione", che ora
sta per uscire tradotto negli Stati Uniti e in Inghilterra. Inoltre, ha curato
due puntate del programma di Rai 3 "Un giorno in pretura" dedicate
proprio ai crimini razziali durante l'apartheid. "Nel passaggio al regime
democratico - spiega - le forze politiche del Sudafricano hanno contrattato la
costituzione di un tribunale speciale, chiamato Truth and Reconciliation
Commission, che avrebbe concesso l'amnistia a chi confessava pubblicamente la
partecipazione a crimini razziali. E' stato un meccanismo scioccante per
l'Occidente ancora fresco dell'esperienza post - nazista, un paradigma opposto
al processo di Norimberga". Dal 1996 al 2003 la commissione ha ascoltato
22mila casi di vittime del regime di segregazione, ha ricevuto 7200 richieste
di amnistia, di cui ne sono state accolte 1100. Partecipando a buona parte di
questi audizioni e lavorando a contatto con Ilan Lax, uno dei giudici
coinvolti, Lollini ha realizzato i suoi studi, fino alla tesi per il dottorato
di ricerche all'Ecole des Hautes Etudes en Sciences Sociales. "La
tradizione culturale italiana è uno strumento di conoscenza molto potente -
continua - . Tuttavia, altre culture, come quella francese, o a maggior ragione
quella di paesi più giovani, danno più valore alla ricerca, all'incontro tra i
vari pensieri, alla messa in discussione delle categorie accademiche". In
questa ottica, non è una fuga ma una forma di globalizzazione del pensiero e
della cultura - e questa volta è una globalizzazione 'buona' - quella che ora
porta Lollini in Israele, chiamato da Dorit Beinisch,
una donna molto tenace che siede alla presidenza della Corte Suprema
Israeliana; a Gerusalemme il giovane giurista farà parte di un gruppo di
ricerca su temi costituzionali. E' ora di andare. Lollini è atteso da quello
che lui ritiene il suo maestro, lo storico Carlo Ginzburg. "Non è mai
stato mio professore, ma mi ha insegnato tutto. I suoi, sono saggi di storia da
leggere come fossero gialli".
( da "Liberazione" del 02-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Francesca Marretta
Gerusalemme E 'guerra a Gaza. L'esercito israeliano ha
cominciato le operazioni di terra minacciate nei giorni scorsi, appoggiato da
incursioni dell'aviazione. Almeno cinquanuno, ieri, morti. Quattordici erano
civili, nove dei quali di età compresa tra nove e dodici anni. Più di
centocinquanta i feriti. Sale così a oltre ottanta il numero di
palestinesi uccisi da mercoledì. Un bilancio che si aggrava di ora in ora
perché è ormai impossibile curare negli ospedali i feriti. Fonti mediche palestinesi
parlano di corpi che arrivano dilaniati. I miliziani palestinesi uccisi
appartengono in prevalenza ad Hamas. Nei violentissimi scontri divampati a
partire dalla notte tra venerdì e sabato nella zona nord di Jabalya, sono
rimasti uccisi anche due soldati israeliani ed almeno cinque sono rimasti
feriti. La massiccia offensiva all'interno del territorio di Gaza non ha
fermato il lancio di razzi palestinesi verso il Negev. Una cinquantina di razzi
ha raggiunto Sderot e Ashqelon, dove si è concentrato il maggior numero dei
colpi e dove vi sono stati almeno venti feriti. Molti i ricoveri di persone in
stato di shock. segue a pagina 8 02/03/2008.
( da "Liberazione" del 02-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
In Campania il
candidato premier della Sinistra Arcobaleno dà il via alla campagna elettorale
nel castello di Ottaviano, ex quartier generale della Camorra di Cutolo
Bertinotti: "Finita l'era del governo è ora di riorganizzare la
lotta" Angela Mauro Ottaviano (Napoli) nostra inviata Al castello di
Ottaviano l'impianto di aria condizionata è naturale. Piccoli fori nel pavimento
di pietra lavica sono il passaggio per invisibili geyser di aria fredda. Sotto,
il vuoto, che se diventa pieno è ricchezza. Cisterna, acqua, potere. E' il
trittico che segna la storia del palazzo mediceo, 365 stanze alle falde del
Vesuvio. Ma fermarsi all'acqua è come dire che il problema di Palermo è il
traffico (Begnini docet). Ottaviano, provincia di Napoli, castello e potere. E
il potere da queste parti ha significato camorra, in passato, in parte anche
nel presente. Negli anni '80 qui il problema non era il signorotto padrone
dell'acqua, ma la criminalità già ricca che comprò il luogo simbolo del potere
e ne fece il suo quartier generale per il traffico di droga, le estorsioni, gli
omicidi. Un nome: Raffaele Cutolo, che amministrava da quelle stanze alle falde
del Vesuvio. 'O professore', cui il castello è stato confiscato all'inizio
degli anni '90. Ora sede dell'Ente Parco del Vesuvio. "Questo non è il
castello di Cutolo. E' il castello mediceo". Il sindaco Mario Iervolino
del Pd tenta di scacciare l'onta del passato. La sala è stracolma e
incontinente, i geyser hanno un senso anche se è inverno, il tentativo di
Iervolino riesce se oggi il castello di Ottaviano può ospitare la prima della
tappa della campagna elettorale di Fausto Bertinotti in Campania. "Io lotto,
mi ribello, mi sono votato al suicidio sociale". Anche nei tempi bui,
Ottaviano l'ha conosciuta la rivolta. I versi sono di Mimmo Beneventano, medico
e poeta, consigliere comunale del Pci, ucciso dalla Camorra il 9 novembre
dell'80. Sullo sfondo il simbolo unitario della Sinistra Arcobaleno, in sala il
suo "Urlo" viene recitato. "Grido per coloro che non hanno più
voce". Ed è il "la" per il dibattito con i ragazzi delle
associazioni anticamorra e con i rappresentanti di vari mondi che chiedono
diritti: operai, gay, trans, disabili. Bertinotti declina la parola
"sinistra". "Ribellarsi contro le ingiustizie, come Beneventano:
non per fare l'eroe o cercare medaglie, ma per vivere e dare senso primordiale
alla libertà". Un "io non ci sto" che per diventare
"ribellione di molti" ha bisogno della "sinistra politica".
La campagna elettorale è difficile, il candidato premier non si stanca di
ripeterlo, e qui in Campania poi il fatturato criminale è ancora il 40 per
cento del pil regionale. C'è un governatore, Antonio Bassolino, rinviato a
giudizio per lo scandalo dei rifiuti. "Rispetto il lavoro della
magistratura, mi auguro possa dimostrare di essere estraneo ai fatti", si
limita a dire Bertinotti. Quanto alle scelte che farà il Prc, attualmente in maggioranza
in regione, "sta all'autonomia della dirigenza locale deciderle". Il
punto non è stare al governo o all'opposizione. Non è in questo senso che va
manifestata la "diversità". Il punto è stare "nella comunità,
nella fabbrica, nella società prima ancora di stare in Parlamento o in un
consiglio comunale". E' la sfida attuale. Il brutto della lotta "non
è vincere o perdere, ma quando sei al governo e non sai come dare voce ai
bisogni perché al governo ci stai con gente che non la pensa come te".
Ora, "finita la zona grigia del governo, va riorganizzata la lotta, va
individuato l'obiettivo, va ricostruita la comunità". La speranza? E'
"in noi, non fuori: è dura, ma siamo fratelli di tanta gente che lotta in
condizioni più drammatiche. Pensate se fossimo a Gaza e un
raid israeliano avesse ucciso donne e bambini". Bertinotti frena la foga:
"Se poi qualcuno è tentato di rispondere alla violenza con il terrorismo,
gli va spiegato che la marcia è lunga e che a chi vuole cambiare il mondo tocca
la parte più difficile". Come Beneventano e gli altri che hanno
fatto la stessa fine. Michele della militante Radio Onda Pazza è duro: "Da
tempo non operiamo più con alcun partito perché qui tutti i partiti prendono i
voti nei fortini della camorra. Senza garanzie di assenza di collusioni, non
faremo la campagna elettorale per nessuno". Pur nella forte esigenza di
lotta, testimoniata dall'affollamento della sala, emerge la delusione.
"Onorevole, vorrei capire che cos'è questa sinistra?", chiede
disperato Gianluigi, disabile alle prese da anni con la ricerca di lavoro:
invano. Tommaso Pirozzi della Fiat di Pomigliano è "sfiduciato", non
ha più la tessera del Prc, con le lacrime agli occhi richiama il sacrificio di
Beneventano per ricordare che "non si muore solo quando il cuore non batte
più, ma anche quando ti limitano la lotta: qui la mafia ha il potere di
"espellere" i lavoratori dalle fabbriche". Bertinotti parte
dalla questione salariale, "di prima grandezza, contro un padronato della
borghesia che dura da più di 25 anni", da quando i salari in Italia erano
tra i più alti d'Europa, ora sono i più bassi. C'è stata la sconfitta del 900,
del movimento operaio, una "rivoluzione chiamata globalizzazione",
un'onda che ha anche spazzato via diritti, creato povertà, messo in crisi la
politica. "Noi come Prc - dice Bertinotti - non abbiamo mai fatto parte
della classe politica, abbiamo provato ma non siamo riusciti a rompere
quell'onda. Ora siamo tutti coinvolti". Ecco perché la comunità che va
ricostruita, la lotta da riorganizzare, l'onda da spezzare richiedono altre
forme della politica: "Mettiamoci insieme a sinistra senza l'illusione che
ci sia una stanza dei bottoni e che basta arrivarci per cambiare tutto.
Iniziamo noi nella comunità, iniziamo anche con il voto". La sala applaude,
ma non è finita. Già, il voto. "Temo il voto utile", ammette
Bertinotti, intendendo la croce che molti possono essere tentati di segnare sul
Pd per bloccare Berlusconi. Tuttavia, basta chiedersi se "c'è una causa ai
nostri guai. Sì. E' questo modello economico-sociale che il Pd vuole solo
mitigare: come togliere l'acqua dal mare con un secchiello. Va
rovesciato". E se a El Pais è Veltroni stesso ad ammettere di essere
"riformista, ma non di sinistra", beh: il gioco è fatto. "E' reo
confesso. Ora chi è di sinistra non ha più scuse per votare Pd?".
"Non s' lassa a terra p' na mala annata". Il detto contadino, citato
da Luigi dell'associazione anticamorra "Scetammece" (Svegliamoci!)
incita ad andare avanti. E' possibile il "compromesso per arrivare alla
liberazione totale", mette in guardia Bertinotti. Unioni civili o
matrimonio? "Vorrei che ognuno fosse libero di optare tra le due cose, ma
avere subito le prime aiuta a rompere il meccanismo di oppressione". Ciò
che conta è che "per la prima volta i diritti civili stanno nel dna di una
forza politica: la sinistra". Fuori è buio, l'aria del Vesuvio è pungente,
dentro i geyser prendono il sopravvento anche sulle onte del passato. Forse.
02/03/2008.
( da "Liberazione" del 02-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Continua ad
aggravarsi il bilancio dei combattimenti in corso da questa mattina a nord
della Striscia di Gaza: almeno 43 i palestinesi morti, tra cui sette bambini e
tre donne. Tra loro anche una madre che stava preparando la colazione e due
fratelli mentre dormivano in casa... La strage più pesante
dai tempi del ritiro israeliano dalla Striscia. Alle
( da "Liberazione" del 02-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Sanguinosa offensiva
anti-Hamas dell'esercito israeliano nella Striscia. Tra i morti anche sette
bambini. Mai così tante vittime nei Territori dall'estate 2005 Il presidente
dell'Anp Abu Mazen chiede l'intervento immediato del Consiglio di sicurezza
dell'Onu: "Quel che sta accadendo è peggio di un Olocausto" Francesca
Marretta Gerusalemme "E Gli israeliani dicono che non è nemmeno cominciata
l'offensiva? Che dobbiamo aspettarci dopo questo massacro?" La voce di
Shadi al-Kashif, direttore dell'agenzia di stampa Ramattan a Gaza è concitata.
"Non hanno smesso di sparare da 72 ore. Non solo a nord. Gli F16 e gli
Apache sparano anche su Gaza City. Sono andato all'ospedale Shifa, sta a
( da "Messaggero, Il" del 02-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Di ENNIO DI NOLFO LA
battaglia fra israeliani e palestinesi, avvenuta ieri a Gaza è, per ora, il momento
più aspro di uno scontro del quale non si riesce a intravedere l'esito. Lo
stillicidio del lancio di razzi Qassam (gli ordigni rudimentali puntati da Gaza contro il territorio israeliano e la città di
Sderot), è divenuto una vera e propria offensiva missilistica che ha raggiunto,
con razzi Grad, di fabbricazione industriale, la città di Ashkelon, a
( da "Messaggero, Il" del 02-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Dal nostro inviato
RENATO PEZZINI "NPavia EL mio Paese si diffonde un sentimento inedito:
siamo esausti, vogliamo che venga posta fine a questo stillicidio di violenza e
morte che per noi ebrei dura da un secolo". Così dice
Abraham Yehoshua, uno dei più famosi romanzieri israeliani, in Italia per
presentare il suo ultimo libro: "Israele e Palestina sono come due gemelli siamesi, e ci vuole un intervento
complicatissimo per separarli. Europa, Stati Uniti, Lega Araba devono impegnare
le loro migliori energie per farlo".
( da "Messaggero, Il" del 02-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Di ERIC SALERNO
"E' soltanto l'inizio. Nei prossimi giorni assisteremo
a uno sforzo israeliano per uccidere i capi militari e qualche leader politico
di Hamas. E, forse contemporaneamente, a un'operazione terrestre per separare
Gaza dall'Egitto e bloccare il flusso d'armi sempre più sofisticati con le
quali il movimento integralista si sta rafforzando". Ely Carmon,
esperto dell'Istituto di studi strategici di Herzilya, a nord di Tel Aviv, non
ha dubbi. La sua preoccupazione, che rispecchia il pensiero di nuova parte
dell'establishment israeliano, non è più tanto quello che è accaduto in questi
anni a Sderot, bersagliato da rudimentali missili kassam, ma un futuro a suo
giudizio nemmeno tanto distante quando la minaccia potrebbe raggiungere molte
altre località. "Hamas ha voluto questa escalation. Sta applicando la
strategia di Hezbollah in Libano. Vuole, offre tutti i giorni, un
cessate-il-fuoco. Consentirebbe di potenziare il loro arsenale ed è per questo
motivo che, a mio parere, non deve essere accettato da Israele.
Ormai oltre ai Kassam stanno usando missili Grad, tipo katiuscia, che devono
aver ottenuto dalla Siria, dall'Iran, da Hezbollah. Hanno colpito a ripetizione
Ashkelon, potrebbero arrivare ad Ashdod e, se non vengono fermati, a Tel Aviv.
Se riescono a raggiungere l'aeroporto Ben Gurion, paralizzerebbero i contatti
esterni d'Israele." Allora siamo alla vigilia di
un'incursione ancora più vasta? La rioccupazione della striscia di Gaza è
un'ipotesi concreta? "Non credo. Gli attuali dirigenti israeliani hanno
paura. Sono indecisi. Si muovono in base al numero delle vittime. Se moriranno
civili o soldati israeliani la risposta sarà più violenta. È sbagliato agire
così, sotto la pressione dell'opinione pubblica arrabbiata e spaventata. Manca
una vera strategia. Olmert è tornato ieri, ma non ha idee". Abbiamo visto,
in poche ore, l'uccisione e il ferimento di decine di palestinesi. Cosa
succederebbe qualora fosse estesa l'operazione militare? "Moltissime
vittime palestinesi. Sia tra gli uomini armati che tra i civili. E
probabilmente molte vittime israeliane. Anche per questo motivo, ritengono più
utile mettere nel mirino i leader di Hamas". Si riferisce a Ismael
Haniyeh, il "premier" deposto? "Non tanto. Lui rappresenta l'ala
moderata. Ci sono altri quattro o cinque personaggi legati all'ala militare.
Credo che saranno i primi a essere colpiti". Tutto questo non rischia di
fare i giochi di chi vorrebbe la fine dei negoziati di pace? "Forse, ma
sono scettico comunque sul risultato delle trattative virtuali, come le chiamo.
Il presidente Mahmoud Abbas (Abu Mazen) è debole. Perderebbe pure la
Cisgiordania se non fosse per la presenza nel territorio delle nostre truppe. E
anche se con Olmert arrivasse a un accordo, non credo che sarebbe capace di
metterlo in pratica". Come spiega ciò che sta accadendo nel contesto delle
tensioni regionali? "E' facile da spiegare. Hamas agisce con il sostegno
di Hezbollah e i due movimenti operano con l'aiuto diretto di Teheran. Secondo
le nostre informazioni, centinaia di palestinesi di Gaza, via Egitto, formalmente
per fare il pellegrinaggio alla Mecca sono andati in Libano e altrove per
essere addestrati nei campi allestiti dall'Iran". Israele
e Stati ùniti non sembrano completamente d'accordo su come trattare l'Iran.
Washington non sembra pronta ad attaccare. E voi? "Sono pronte nuove
sanzioni contro Teheran per il nucleare. Nelle prossime settimane ci saranno le
elezioni in Iran. Bisogna vedere cosa succederà. Si diceva che i primi mesi del
2008 sarebbero stati i più a rischio per un eventuale attacco e mi sembra che,
per vari motivi, la "finestra d'opportunità" si sta rapidamente
chiudendo. Toccherà al prossimo presidente americano, non a Bush, il compito di
decidere cosa fare. A meno che non emergano nuovi elementi più o meno concreti
sulle capacità nucleari iraniane. In quel caso, tutto potrebbe succedere".
( da "Messaggero, Il" del 02-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Rappresaglia
in risposta ai razzi di Hamas e scoppia l'emergenza umanitaria: non ci sono
ospedali per i feriti Gaza, la strage dei bambini Blitz israeliano: 60 morti.
L'Anp: è il nostro olocausto, stop ai negoziati.
( da "Messaggero, Il" del 02-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
L'altro giorno è
stato il vice ministro della difesa Matan Vilnay a preannunciare una nuova
"catastrofe" per i palestinesi usando, con estrema leggerezza, il
termine shoah. Ora sono il presidente palestinese Mahmoud Abbas e il suo rivale
di Hamas, Ismael Haniyeh a servirsi dello stesso termine con il quale è
conosciuto l'olocausto degli ebrei per mano di Hitler nel denunciare il
massacro in corso nella striscia di Gaza. Oltre 60 morti, tra i quali almeno
ventinove civili di cui cinque bambini. Centinaia di feriti, alcuni in fin di
vita. I "miliziani palestinesi hanno opposto resistenza", la
spiegazione data dai portavoce militari per giustificare il numero così alto,
un record, di vittime della massiccia incursione lanciata ieri mattina contro
Gebaliya, il quartiere-villaggio di Gaza dove scoppiò, nel 1987, la prima
Intifada. Quella delle pietre. Sono morti anche due soldati israeliani e altri
sono rimasti feriti nell'operazione cominciata all'alba e diretta a colpire,
così è stata spiegata ai giornalisti, le rampe di missili kassam che da mesi
bersagliano le comunità del Negev. L'escalation era nell'aria. Gli attacchi
israeliani di giovedì e venerdì avevano provocato una trentina di morti tra i
quali numerosi bambini e, come risposta, Hamas ha letteralmente alzato il tiro.
Sono usciti dai bunker sotterranei costruiti da quando
l'esercito israeliano ha lasciato Gaza, missili più potenti e di gittata più
lunga. Quando hanno colpito Ashkelon, una città di 140 mila abitanti, i
generali hanno avuto l'ordine di far muovere i reparti blindati parcheggiati
sul confine. Sapevano a cosa andavano incontro. Gebaliya è molto più di
un villaggio. Parte è campo profughi, parte quartiere periferico della città di
Gaza. Un dedalo di strade strette, vecchie baracche e palazzi più moderni
costruiti quando Arafat era tornato in Palestina
sull'onda degli accordi d'Oslo e della speranza. Il luogo classico della
guerriglia urbana. Ed è stato proprio questo quando i carri armati si sono
avvicinati. Hamas non è Hezbollah. Non possiede la potenza di fuoco o la
preparazione militare delle formazioni armate del Partito di Dio libanese.
Resiste ma lo scontro è impari. Aerei ed elicotteri da combattimento e velivoli
senza pilota hanno appoggiato le forze di terra israeliane e il risultato si è
visto. La conta dei morti e dei feriti è andata crescendo fin dalle prime ore
dell'attacco. Ed è destinata a salire. "È molto deplorevole quello che sta
accadendo, è molto più che un Olocausto" - ha accusato Mahmoud Abbas,
parlando a Ramallah davanti al Consiglio legislativo palestinese. "Diciamo
al mondo di vedere con i suoi stessi occhi e di giudicare quanto sta avvenendo
e chi sta facendo terrorismo internazionale". Il presidente palestinese
vorrebbe vedere la scomparsa di Hamas, aspira a riprendere il controllo di Gaza
perché altrimenti ogni possibile accordo di pace sarebbe impraticabile, ma non
può chiudere ignorare i fatti e nel pomeriggio il capo negoziatore palestinese,
l'ex premier Ahmed Qurei, ha annunciato la sospensione delle trattative con Israele. La risposta della controparte è arrivata dal
ministro degli esteri Tzipi Livni: "La minaccia di fermare il dialogo non
fermerà la nostra operazione militare". Una presa di posizione scontata di
fronte alla pioggia di missili grad piombati su Ashkelon (alcuni feriti) e
sulla zona di Sderot. E ora? Più si va avanti - e il portavoce del ministro
della Difesa Barak ha detto che l'operazione proseguirà e diventerà più
violenta - più è difficile trovare un compromesso anche se è salita in Israele la percentuale della popolazione disposta a
intavolare un negoziato con Hamas. E.S.
( da "Messaggero, Il" del 02-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Gebaliya, villaggio
di Gaza. Sono rimasti uccisi anche 5 bambini. Indignazione del mondo arabo, L'Anp decide di sospendere i negoziati con Israele e definisce questo massacro "il nostro olocausto". Gli
ospedali della "Striscia" non riescono ad accogliere tutti i feriti e
lanciano un appello a Israele. Tel Aviv "non ha fissato un limite di tempo per mettere
fine all'operazione a Gaza", ha dichiarato il portavoce del ministro della
Difesa israeliano, Ehud Barak. "L'operazione durerà finché è
necessario". Nella notte riunione urgente del Consiglio di sicurezza
dell'Onu.
( da "Quotidiano.net" del 02-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
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condanna l'escalation Almeno un civile tra le tre vittime dell'operazione 'inverno
caldo' condotta dall'esercito di Israele nella
Striscia, dove sabato sono morte 61 persone. Bozza di risoluzione presentata
dalla Libia al Consiglio di sicurezza: se ne discuterà lunedì Gaza, 2 marzo
2008 - Tre palestinesi sono rimasti uccisi nel corso di nuovi attacchi
israeliani nel campo profughi di Jabalya, a nord di Gaza, dove ieri hanno perso
la vita altre sessantuno persone. Lo hanno indicato fonti sanitarie
palestinesi. I tre uomini sono stati uccisi nel nord della striscia di Gaza,
dove l'esercito israeliano conduce da ieri un'operazione denominata
"Inverno caldo". Almeno uno dei palestinesi uccisi era un civile,
hanno aggiunto le stesse fonti. LA CONDANNA DELL'ONU Il Consiglio di Sicurezza
delle Nazioni Unite ha condannato l'escalation di violenze nel sud di Israele e nella Striscia di Gaza e ha sottolineato la
necessità che israeliani e palestinesi cessino immediatamente ogni atto di
violenza. I membri del Consiglio hanno inoltre sottolineato che l'escalation di
violenze non deve fermare il processo della costituzione di due stati, Israele e Palestina. L'ambasciatore
della Russia alle Nazioni Unite, Vitaly Churkin, ha riassunto i risultati della
riunione di emergenza, che è durata cinque ore ed è stata convocata su
richiesta dei palestinesi e i loro sostenitori arabi che volevano che l'organo
più autorevole del Palazzo di Vetro condannasse l'attacco israeliano a Gaza e
sollecitasse un cessate-il-fuoco. Gli esperti del Consiglio di Sicurezza si
incontreranno domani per valutare una bozza di risoluzione promossa dalla Libia
- per conto dei palestinesi e dei Paesi arabi - che condanna energicamente
l'uccisione di civili innocenti, tra i quali bambini. Risoluzioni del genere
non sono state approvate per le opposizioni di americani ed europei, che sostengono
non siano equilibrate nelle loro condanne. ISRAELE:
"PRONTI A UNA VASTA OFFENSIVA Il ministro della Difesa israeliano, Ehud
Barak, ha affermato oggi che i comandi dello Stato ebraico sono pronti a
lanciare un'ampia offensiva di terra nella Striscia di Gaza. "Non siamo
contenti di questo ma non abbiamo paura", ha dichiarato il ministro ai
microfoni di Radio Israele. "Ci sono molte valutazioni da fare sui tempi".
Secondo Barak, l'ipotesi di una vasta offensiva di terra a Gaza è "reale e
concreta". Solo ieri, i raid e le incursioni di Tsahal nella Striscia
hanno causato la morte di oltre 60 palestinesi. Questa notte è stato bombardato
e distrutto il palazzo che ospita l'ufficio di Ismail Haniyeh: il
"premier" di Hamas, il movimento al potere a Gaza definito
"terroristico" da Israele e Stati Uniti. I
vertici dello Stato ebraico presentano l'offensiva a Gaza come una risposta al
continuo lancio di missili palestinesi contro obiettivi in territorio
israeliano. Questa notte, nel corso di una riunione d'emergenza del Consiglio
di sicurezza, il segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon ha
sottolineato come ieri sul territorio israeliano siano caduti 26 razzi lanciati
dalla Striscia di Gaza. Segnala ad un amico Tuo nome: Tua email: Nome amico:
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( da "Tempo, Il" del 02-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
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vittime, molti adolescenti. Uccisi anche due soldati israeliani. Abu Mazen:
congeliamo i negoziati Raid su Gaza, strage di palestinesi TEL AVIV è guerra
aperta nel nord della Striscia di Gaza, dove dalla notte scorsa le forze
israeliane stanno combattendo la loro più dura battaglia dai tempi del ritiro
unilaterale del 2005. Il bilancio, che si è costantemente aggravato nel corso
della giornata, quando è sera registra 49 palestinesi uccisi (tra cui nove
adolescenti di età compresa fra 13 e 17 anni e almeno altri cinque civili
adulti tre dei quali donne) e oltre 150 feriti, anche in questo caso con molti
civili. Da parte israeliana si registrano due soldati uccisi e sei feriti,
oltre a cinque civili (due dei quali bambini) feriti dai razzi caduti anche
ieri sulla città di Ashqelon. Sebbene la vasta operazione militare condotta con
aerei, elicotteri e carri armati israeliani intorno al campo profughi di
Jabaliya avesse come obiettivo proprio quello di neutralizzare i lanci di
Qassam, di razzi ne sono ugualmente caduti oltre 60. Decine di abitanti
israeliani di Sderot di Ashqelon sono stati soccorsi in stato di shock. Fonti
palestinesi hanno raccontato che la battaglia è iniziata poco dopo l'una della
notte, quando unità speciali israeliane hanno tentato di penetrare nella
periferia orientale di Jabaliya. Miliziani palestinesi li avrebbero individuati
ed attaccati. A sostegno del commando israeliano sono così intervenuti prima
elicotteri da combattimento e poi mezzi corazzati della brigata "Givati".
Il vice ministro della difesa israeliano, Matam Vilnai, parlando alla radio
militare ha precisato che quella in corso "è solo una operazione allargata
e non può essere considerata come l'inizio di una più vasta invasione". Il
capo dei negoziatori Abu Ala ha poi fatto sapere che sia lui che Abu Mazen stanno vagliando la possibilità di congelare i negoziati di
pace con Israele. Il ministro degli esteri israeliano Tzipi Livni ha risposto che
la decisione dell'Anp non può interferire con l'operazione a Gaza.Il leader in
esilio del movimento islamico palestinese Hamas, Khaled Meshaal, ha accusato Israele di stare compiendo "un vero e proprio olocausto" nella
Striscia di Gaza.
( da "Quotidiano.net" del 02-03-2008)
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SENZA PACE Nuovi raid a Gaza, cinque morti Israele:
"Pronti all'offensiva" Operazione 'inverno caldo' dell'esercito di Israele nella Striscia, dove sabato sono morte 61 persone.
Il Consiglio di sicurezza Onu condanna l'escalation di violenza Gaza, 2 marzo
2008 - E' di almeno cinque morti il bilancio provvisorio dei nuovi attacchi
israeliani ripresi stamane nel nord della Striscia di Gaza, dopo che ieri 61
palestinesi, tra cui sette bambini, erano stati uccisi nel corso della più
grande operazioni militare effettuata da Tsahal nell'enclave costiera dal 2000.
Ne hanno dato notizia fonti mediche palestinesi. Tre persone, tra cui un civile
e un militante di Hamas, sono stati uccisi in due distinte azioni congiunte
dell'aeronautica e, per il secondo giorno consecutivo dell'esercito dello Stato
ebraico. Altre due palestinesi sono state colpite a morte a nei pressi di
Jabaliya Nel corso delle operazioni ieri avevano perso la vita due soldati
israeliani e altri sei erano rimasti feriti. L'obiettivo di Tsahal è quello di
bloccare il lancio di razzi Qassam che dal 2000 hanno causato 14 vittime
israeliane. L'ultima venerdi a Sderot. LA CONDANNA DELL'ONU Il Consiglio di
Sicurezza delle Nazioni Unite ha condannato l'escalation di violenze nel sud di
Israele e nella Striscia di Gaza e ha sottolineato la
necessità che israeliani e palestinesi cessino immediatamente ogni atto di
violenza. I membri del Consiglio hanno inoltre sottolineato che l'escalation di
violenze non deve fermare il processo della costituzione di due stati, Israele e Palestina. L'ambasciatore
della Russia alle Nazioni Unite, Vitaly Churkin, ha riassunto i risultati della
riunione di emergenza, che è durata cinque ore ed è stata convocata su
richiesta dei palestinesi e i loro sostenitori arabi che volevano che l'organo
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sui tempi". Secondo Barak, l'ipotesi di una vasta offensiva di terra a
Gaza è "reale e concreta". Solo ieri, i raid e le incursioni di
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notte è stato bombardato e distrutto il palazzo che ospita l'ufficio di Ismail
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Annunci legali IL GIALLO DI GRAVINA Altre due entrate per il pozzo della morte
Il palloncino di Ciccio 'accusa' il padre Sopralluogo del medico legale e altri
periti: scoperti altri due punti d'accesso alla cisterna. Secondo l'accusa i
due ragazzini sarebbero fuggiti dall'auto di Filippo Pappalardi, che li voleva
punire, e scappando sarebbero finiti nella masseria Commenta Gravina di Puglia
(Bari), 2 marzo 2008 - Sono ben 5, e non tre come sembrava finora, i punti di
accesso al pozzo dentro il quale hanno trovato la morte Ciccio e Tore
Pappalardi. E' quanto emerso dai sopralluoghi effettuati stamattina nella
masseria 'delle cento stanze' nella quale sono stati ritrovati i corpi dei fratellini.
E' quanto ha detto il professor Francesco Introna, perito della Procura della
Repubblica di Bari, che ha partecipato ai sopralluoghi con l'avvocato Aliani,
difensore di fiducia dei Pappalardi, e il perito di parte, professor Luigi
Strada. In particolare Introna, rispondendo a una domanda dei cronisti che gli
chiedevano quanti fossero i punti di accesso al cunicolo che conduce alla
cisterna, ha precisato: "Ce ne sono altri due e sono raggiungibili sempre
dall'alto". A chi gli chiedeva se i ragazzini possano essere caduti nel
cunicolo e quindi nella cisterna da distanze diverse, in medico legale ha
risposto che "Tutto è possibile. è una delle tante ipotesi che dovranno
sicuramente essere vagliate perchè ci sono delle lesioni differenziate" Il
sopralluogo nella 'casa delle 100 stanze', è iniziato intorno alle 9.30 ed è
durato circa tre ore e mezza. IL PARROCO: "PREGHIAMO PER I GENITORI"
"Vogliamo pregare sia per il papà che per la mamma affinchè possano
trovare la forza di affrontare questi momenti difficili perchè entrambi
soffrono per la morte dei loro figli e affinchè possano incontrarsi con la fede
nel Signore che ha sempre qualcosa da dirci per migliorarci". Lo ha detto
don Michele Paternoster, parroco della chiesa di San Matteo, ricordando in una
preghiera i fratellini Francesco e Salvatore Pappalardi, i cui corpi sono stati
trovati dopo un anno e mezzo in una cisterna sottostante a un edificio
abbandonato. La chiesa di san Matteo è la stessa che avevano frequentato i due
ragazzini per un breve periodo, perché vicina alla casa paterna di via Casale.
"Preghiamo per Ciccio e Tore: hanno avuto certamente una vita difficile da
piccoli. Certamente il Signore se li è portati in paradiso". "Chissà
quante cose hanno subito - ha aggiunto il parroco - Non per colpa loro, ma per
la struttura famigliare. Ma noi non vogliamo essere di parte" e
"preghiamo per entrambi i genitori". LA PREGHIERA DEL PAPA Il Papa
prega, commosso, per i due fratellini di Gravina, Ciccio e Tore e al termine
della recita dell'Angelus rivolte un invito ai genitori: "Prendiamoci cura
dei piccoli". Un appello emozionato quello che Benedetto XVI ha rivolto a
un piazza San Pietro gremita per partecipare all'Angelus domenicale. "Nel
corso della settimana la cronaca italiana ha appuntato la sua attenzione sulla
triste fine di due bambini, noti come Ciccio e Tore. Una fine - ha detto il
Pontefice - che ha profondamente colpito me come tante famiglie e persone.
Vorrei cogliere l'occasione per lanciare un grido a favore dell'infanzia:
prendiamoci cura dei piccoli! Bisogna amarli e aiutarli a crescere".
"Lo dico ai genitori - ha ripetuto il Papa - ma anche alle Istituzioni.
Nel lanciare questo appello, il mio pensiero va all'infanzia di ogni parte del
mondo, particolarmente a quella più indifesa, sfruttata e abusata".
GRAFICO La ricostruzione - Il cunicolo killer - CALCIO Un minuto di silenzio
per Ciccio e ToreIl mistero dei fratellini scomparsi - Il ritrovamento in fondo
al pozzoSopralluogo dei medici legali nel pozzo della morteE' stato fatto di tutto
per ritrovare i fratelli Pappalardi? Commenti Invia commento Segnala ad un
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scudetto con la forza dei nervi tesiCarla Bruni, primo viaggio da 'première
dame' Vivere (e morire) da agenti di polizia penitenziaria del 02/03/2008 di
Massimo Pandolfi Vincere male, perdere bene del 02/03/2008 di Giovanni Morandi
Perché Sanremo è Sanremo 61 del 02/03/2008 di Davide Costa Coppia che gioca
bene del 01/03/2008 di Francesco Ghidetti Walter e Silvio: tanti bla bla,
nessuna risposta concreta del 01/03/2008 di Sandro Bugialli Accetteresti una
centrale nucleare nella tua provincia?Volete che Tomasi lasci la Spal?Vota il gol
più bello della 25 giornataGli inquirenti hanno fatto di tutto per ritrovare i
fratelli Pappalardi?Smog, per diminuire l'inquinamento qual'è la misura più
efficace?Giusto pubblicare i nomi degli evasori?Chi è la tua valletta
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d'accordo?Vota il gol più bello della 24esima giornataVale la pena pagare il
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anche Ferrara Qualcuno ha pernottato nei pressi del ministero dell'Interno,
altri si sono messi in fila nelle prime ore del mattino. Per primo è arrivato
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Argomenti: Israele/Palestina
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SENZA PACE Nuovi raid a Gaza, Israele: "Pronti
all'offensiva" Abu Mazen tronca tutti i contatti Altre cinque vittime per
l'operazione 'inverno caldo' dell'esercito di Israele
nella Striscia, dove sabato sono morte 61 persone. Il Consiglio di sicurezza
Onu condanna l'escalation di violenza Gaza, 2 marzo 2008 - Le condanne
internazionali non fermano Israele che per bocca del
primo ministro Ehud Olmert ha ribadito oggi: l'offensiva nella striscia di Gaza
andrà avanti. E intanto il bilancio dei morti sale, 66 palestinesi sono morti
da ieri, quando si è intensificato l'assalto contro il territorio dominato dal
movimento estremista Hamas, una operazione dimostrativa per interrompere il
lancio di razzi Qassam verso il territorio dello Stato ebraico. E' l'offensiva
più violenta scatenata a Gaza dal 2000. Abu Mazen ha sospeso tutti i contatti
con Israele per protestare contro la mortale offensiva
israeliana. Lo ha dichiarato il portavoce del presidente dell'Autorità
nazionale palestinese (Anp). "I negoziati sono sospesi, come tutti i
contatti a qualsiasi livello perchè non hanno alcun senso nei confronti
dell'aggressione israeliana", ha dichiarato Nabil Abu Rudeina in un
comunicato. "Il governo israeliano ha deciso di lanciare una guerra
ingiusta e massacra il nostro popolo. Ha la piena responsabilità del blocco del
processo di pace e delle conseguenze della decisione di sospendere i contatti
", ha proseguito il portavoce della presidenza palestinese. Il presidente
Abu Mazen ha ordinato al gruppo di negoziatori palestinesi di sospendere tutti
i contatti con Israele "finchè cessa
l'aggressione", ha affermato. Olmert, aprendo il consueto consiglio dei
Ministri della domenica, ha ribadito che Israele
prosegue la missione "contro le organizzazioni terroristiche". Sempre
stamattina parlando alla radio il ministro della Difesa, il laburista Ehud
Barak, ha dichiarato che l'ipotesi di una vasta offensiva di terra a Gaza è
"reale e concreta": Hamas "pagherà il fio del degrado della
situazione". Del resto già 2.000 soldati israeliani sono impegnati nelle
operazioni, fra raid aerei e scaramucce a terra. Due di loro sono rimasti
uccisi ieri. Questa mattina sono stati uccisi cinque palestinesi, che si
aggiungono ai 61 morti ieri. Le operazioni della missione col nome di
"Inverno caldo" sono riprese stamane nel nord della Striscia; già
questa notte apparecchi dell'aeronautica avevano bombardato gli uffici del capo
del governo di Hamas, Ismail Haniyeh, distruggendoli. Da mercoledì, i morti
palestinesi sono quasi 90. Non è possibile stabilire un bilancio preciso che
separi le vittime fra i combattenti armati e quelle fra la popolazione civile;
si parla di almeno 7 bambini morti. Sabato, i gruppi armati
palestinesi hanno lanciato oltre 50 razzi contro Israele (sette i
civili feriti, fra cui due bambini, nella città di Ashkelon). Mercoledì, un
razzo aveva ucciso un civile israeliano. La pressione internazionale monta per
spingere Israele a interrompere le operazioni (ma Barak ha detto oggi che
"lo scopo, mettere fine al lancio di razzi, non lo otterremo in due
giorni; dobbiamo continuare e prepararci a una escalation"). Questa
notte, il Consiglio di sicurezza dell'Onu con l'abituale politica del
compromesso ha condannato le violenze a Gaza ma anche il lancio di razzi verso
il sud di Israele, sottolineando "la necessità
per tutte le parti di mettere fine da subito a ogni atto di violenza". Ma
Olmert ha replicato stamane che "nessuno ha il diritto morale di criticare
Israele per l'esercizio del diritto
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Angelina forse partorirà in Francia Tabloid scatenati: "Due gemelli"
Pitt e Jolie hanno uno chateau nel sud del paese, acquistato l'anno scorso. La
coppia non conferma la gravidanza, ma la silhouette dell'attrice non lascia
dubbi Parigi, 2 marzo 2008 - La seconda gravidanza della coppia Bradangelina è
ormai un dato di fatto, come dimostrano le foto di Angelina Jolie ai Film
Independent's Spirit Awards, così ora i tabloid si scatenano sul tormentone
"dove nascerà il bambino?". Secondo il Sun, il prossimo figlio di
Brad Pitt e Angelina potrebbe nascere in Francia, dove la coppia ha acquistato
uno chateau nel sud del paese l'anno scorso. Già all'inizio del 2006, mentre
Angelina aspettava la prima figlia naturale, Shiloh, avevano trascorso diverso
tempo a Parigi facendo supporre che la bimba sarebbe nata proprio nella patria
della madre della Jolie, Marcheline Bertrand. La piccola Shiloh Nouvel nacque
invece in Namibia nel maggio di quello stesso anno. Ma, scrive il sito di
gossip Fametastic, dopo la morte della madre nel gennaio dell'anno scorso,
Angelina è diventata più francofila. Nonostante la silhouette di Angelina non
lasci più dubbi, la coppia non ha mai confermato la gravidanza. Secondo alcuni
tabloid, Angelina aspetterebbe due gemelli. In tal caso la famiglia
Bradangelina si allargherebbe non poco: oltre a Shiloh è infatti composta dal
cambogiano Maddox, sei anni, dal vietnamese Pax, 4 anni e da ua bambina etiope
di tre anni, Zahara. FOTOSTORY La coppia più bella di Hollywood Segnala ad un
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e vola in finale contro Jesi 'La Traviata', musica di Giuseppe VerdiTEATRO
SOCIALE Stagione di prosa 2007/2008'Le intellettuali di Molière'Stagione
teatrale 2007 / 2008, La parola ai giurati"Le Cirque Invisible" al
Teatro Lauro RossiStagione di qualità al Teatro ComunaleLa Belle Epoque. Arte
in Italia 1880-1915'Gli innamorati'Il cartellone 2007/08 del Politeama
PrateseQuartetto d'archi PrazakStagione teatrale 2007 / 2008: BoleroMike
Melillo in concerto'Outlet''Cara la pelle'"Il compleanno" al Teatro
Lauro Rossi Gianna Nannini al Mandela ForumAborto, donne in si-in in difesa
della 194Antiche camelie della LucchesiaIn coda per i simboli C'è anche
FerraraUn laboratorio di scrittura creativa --> Virtus La Fortezza-Fortitudo
Upim 92-95Fiorentina, steward professionisti e tifosiCioccolatai in piazza del
PopoloIl concerto all'Auditorium PedrottiRIMINI_FROSINONE 1-1Gli anticipi della
26esima giornataSanremo 2008, la finalissimaAvellino-AscoliBologna-Cesena
2-1Premiata, sabato amaro a MilanoIl calendario 2008 di Alessandro
TersigniElezioni politiche 2008I festeggiati di AnconaSanremo 2008, quarta
serataDegrado nella casa di riposo comunale di Crespino Charlize Theron nello
spot MartiniGravina, nuovo sopralluogo nel pozzo della morteRussia al voto per
il 'dopo-Putin'Sanremo, vincono Gio' Di Tonno e Lola PonceParigi, Valentino by
Alessandra FacchinettiSpeciale Sanremo: i duetti e la polemica nel
dopofestivalGiovanni Morandi intervista Flavio Briatore: "Io tifo per la
Santanchè"Geishe all'ombra dei grattacieli in GiapponeCalciomercato:
perchè Kakà ha firmato fino al 2013Ecco la mappa dei tesori di
PavarottiColdplay - 'Yellow'Il principe Harry in prima linea contro i talebaniEcco
il Civis che ha già diviso la cittàSpeciale Sanremo 2008: chi salverà la
Bertè?Inter verso lo scudetto con la forza dei nervi tesi Vivere (e morire) da
agenti di polizia penitenziaria del 02/03/2008 di Massimo Pandolfi Vincere
male, perdere bene del 02/03/2008 di Giovanni Morandi Perché Sanremo è Sanremo
61 del 02/03/2008 di Davide Costa Coppia che gioca bene del 01/03/2008 di
Francesco Ghidetti Walter e Silvio: tanti bla bla, nessuna risposta concreta
del 01/03/2008 di Sandro Bugialli Accetteresti una centrale nucleare nella tua
provincia?Volete che Tomasi lasci la Spal?Vota il gol più bello della 25
giornataGli inquirenti hanno fatto di tutto per ritrovare i fratelli
Pappalardi?Smog, per diminuire l'inquinamento qual'è la misura più
efficace?Giusto pubblicare i nomi degli evasori?Chi è la tua valletta
prefeita?Ti piace il festival di Sanremo 2008?Ti sentiresti più sicura con
'Slim', l'allarme antiaggressione?Blocco del traffico alla domenica, sei
d'accordo?Guazzaloca-bis, sei d'accordo?Vota la tua canzone preferita di
Sanremo 2008Permessi di lavoro per chi cura malati terminali, sei
d'accordo?Vota il gol più bello della 24esima giornataVale la pena pagare il
designatore Collina 500mila euro? LA FOTO DEL GIORNO Una coppia da Oscar Un
nuovo amore per Sean Penn? L'attore-regista, tornato da poco single dopo il
recente divorzio, si è presentato insieme alla modella Petra Nemcova al party
organizzato da Elton John per la serata degli Oscar Leggi la notizia Guarda le
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saranno in Parlamento Sono vecchio, ma non rincog..." Dal palco di piazza
Castello a Torino il leader del PdL sprona gli elettori a non disperdere i voti
sulle piccole formazioni, e attacca l'ex alleato Casini: "Non volle
abrogare la par condicio". Poi risponde per le rime a chi gli suggerisce
la scaletta dei punti del programma Commenta Commenti Invia commento Segnala ad
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ai giurati"Le Cirque Invisible" al Teatro Lauro RossiStagione di
qualità al Teatro ComunaleLa Belle Epoque. Arte in Italia 1880-1915'Gli
innamorati'Il cartellone 2007/08 del Politeama PrateseQuartetto d'archi PrazakStagione
teatrale 2007 / 2008: BoleroMike Melillo in concerto'Outlet''Cara la
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ForumAborto, donne in si-in in difesa della 194Antiche camelie della
LucchesiaIn coda per i simboli C'è anche FerraraUn laboratorio di scrittura
creativa --> Virtus La Fortezza-Fortitudo Upim 92-95Fiorentina, steward
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all'Auditorium PedrottiRIMINI_FROSINONE 1-1Gli anticipi della 26esima giornataSanremo
2008, la finalissimaAvellino-AscoliBologna-Cesena 2-1Premiata, sabato amaro a
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festeggiati di AnconaSanremo 2008, quarta serataDegrado nella casa di riposo
comunale di Crespino Charlize Theron nello spot MartiniGravina, nuovo
sopralluogo nel pozzo della morteRussia al voto per il 'dopo-Putin'Sanremo,
vincono Gio' Di Tonno e Lola PonceParigi, Valentino by Alessandra
FacchinettiSpeciale Sanremo: i duetti e la polemica nel dopofestivalGiovanni
Morandi intervista Flavio Briatore: "Io tifo per la Santanchè"Geishe
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al 2013Ecco la mappa dei tesori di PavarottiColdplay - 'Yellow'Il principe
Harry in prima linea contro i talebaniEcco il Civis che ha già diviso la
cittàSpeciale Sanremo 2008: chi salverà la Bertè?Inter verso lo scudetto con la
forza dei nervi tesi Vivere (e morire) da agenti di polizia penitenziaria del
02/03/2008 di Massimo Pandolfi Vincere male, perdere bene del 02/03/2008 di
Giovanni Morandi Perché Sanremo è Sanremo 61 del 02/03/2008 di Davide Costa
Coppia che gioca bene del 01/03/2008 di Francesco Ghidetti Walter e Silvio:
tanti bla bla, nessuna risposta concreta del 01/03/2008 di Sandro Bugialli
Accetteresti una centrale nucleare nella tua provincia?Volete che Tomasi lasci
la Spal?Vota il gol più bello della 25 giornataGli inquirenti hanno fatto di
tutto per ritrovare i fratelli Pappalardi?Smog, per diminuire l'inquinamento
qual'è la misura più efficace?Giusto pubblicare i nomi degli evasori?Chi è la
tua valletta prefeita?Ti piace il festival di Sanremo 2008?Ti sentiresti più
sicura con 'Slim', l'allarme antiaggressione?Blocco del traffico alla domenica,
sei d'accordo?Guazzaloca-bis, sei d'accordo?Vota la tua canzone preferita di
Sanremo 2008Permessi di lavoro per chi cura malati terminali, sei
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designatore Collina 500mila euro? LA FOTO DEL GIORNO Tutti i premier in campo
Nelle prossime competizioni elettorali il panorama degli schieramenti è
quantomai vario: oltre ai 'big' Veltroni e Berlusconi, infatti, si contano ben
altri sei aspiranti: Turigliatto, Bertinotti, Casini, Mastella, Tabacci e,
unica donna, Daniela Santanché RICERCA ANNUNCI pubblicità contattaci guadagna
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( da "Voce d'Italia, La" del 02-03-2008)
Argomenti: Israele/Palestina
Esteri Situazione
sempre piu' tesa in Medio Oriente Gaza, non si arresta l'offensiva di Israele Da mercoledi' piu' di 100 le vittime palestinesi
Gerusalemme, 2 mar. - Non accenna a diminuire l'offensiva israeliana nella
striscia di Gaza, nonostante i ripetuti appelli dell'ONU alla cessazione delle
violenze. Il Primo Ministro Ehud Olmert ha affermato oggi che "Israele non ha alcuna intenzione di sospendere la lotta al
terrorismo". Il ministro della Difesa Barak aveva dichiarato poco prima
alla radio "Noi continueremo la nostra azione con tutta la forza e
dobbiamo prepararci a una escalation" . Secondo Barak una vasta operazione
terrestre israeliana a Gaza "è reale e tangibile", anche se Israele "non anela" a questo. Le vittime palestinesi
dei bombardamenti sono intanto salite a più di