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DOSSIER “ISRAELE-PALESTINA. Se scoppia l’intelligenza”

Torna all’indice di Febbraio 2008

ARCHIVIO GENERALE  DEL DOSSIER  

TUTTI I DOSSIER


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Report "Israele/Palestina"

All'interno ( da "Manifesto, Il" del 18-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: All'interno Lavoro Modello contrattuale: una bozza agita i sindacati Libano-Israele Aria di guerra: Hezbollah mobilita 50 mila uomini Pakistan Ancora sangue sul voto di domani: 37 morti.

Delegazione italiana respinta dall'Egitto ( da "Manifesto, Il" del 18-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: la chiusura di Gaza attuata da Israele. La delegazione è stata fermata dalle forze di sicurezza e costretta a non muoversi da el-Arish, ad una trentina di km da Gaza. Germano Monti, uno dei promotori, ha riferito che la polizia aveva seguito la delegazione sin dal suo arrivo al Cairo e ieri mattina ha circondato l'hotel e sequestrato per qualche ora i passaporti ai partecipanti.

Autodeterminazione diritti e santi protettori Così oggi il Kosovo per meglio dire, ( da "Unita, L'" del 18-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: e così Israele dei diritti dei palestinesi se ne può bellamente infischiare, con l'appoggio incondizionato dei Usa e la totale acquiescenza dell'Europa. I diritti sono tali quando valgono per tutti, sono cioè universali. Se valgono per alcuni soltanto, sono privilegi, meglio ancora sono la legge del più forte.

Alberstein: <Io, Joan Baez dei kibbutz> ( da "Corriere della Sera" del 18-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: fino a conquistarsi il titolo di "Joan Baez d'Israele". "I miei primi passi nel mondo della musica risalgono al 1964 - dice la Alberstein -. Credo che la scintilla del successo sia stata accesa dal raccontare storie con contenuti e suoni folk, proprio come accadeva in America". Invitata a chiudere mercoledì la rassegna "Quando Israele canta e danza",

Per colpire Israele pronti gli aerei bomba ( da "Giornale.it, Il" del 18-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: unica scelta possibile è colpire Israele sul proprio territorio. Hezbollah non può, però, fare affidamento sui kamikaze palestinesi diventati, dopo la costruzione del muro, sempre più difficili da infiltrare. Anche la scelta di inviare qualche volontario con passaporto europeo è difficilmente percorribile per la difficoltà, una volta dentro Israele,

Stati Uniti e Israele Allarme per minaccia attentati Hezbollah ( da "Tempo, Il" del 18-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: Stessa situazione di allerta anche in Israele e nei Paesi europei dove sono state rafforzae le difese a protezioen degli obittivi israeliani ed ebraici. Ieri a Gerusalemme il ministro della difesa israeliano Ehud Barak ha dichiarato che "Si deve supporre che gli Hezbollah cercheranno di compiere una rappresaglia in reazione all'uccisione di Imad Mugniyeh,

Iran: nuove minacce a Israele ( da "Giornale.it, Il" del 18-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: Iran torna a minacciare Israele: Hezbollah lo distruggerà di Redazione - lunedì 18 febbraio 2008, 14:26 Teheran - L'Iran torna a minacciare Israele. Il comandante delle Guardie della Rivoluzione a Teheran, Ali Jafari, ha previsto oggi che Israele sarà presto distrutto ad opera della milizia del partito sciita libanese Hezbollah,

Le "Madri" di Barbara Cupisti per una sera da Artintown ( da "Stampa, La" del 18-02-2008)
Argomenti: Israele/Palestina

Abstract: Girato tra Israele e Palestina, è basato sulle testimonianze delle madri che vivono in questa terra dilaniata da una guerra infinita e che hanno vissuto la tragica e dolorosa esperienza di non vedere rientrare a casa i figli. Il film racconta conflitti e drammi privati che sono anch'essi storia: di dolore, di morte,


Articoli

All'interno (sezione: Israele/Palestina)

( da "Manifesto, Il" del 18-02-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

All'interno Lavoro Modello contrattuale: una bozza agita i sindacati Libano-Israele Aria di guerra: Hezbollah mobilita 50 mila uomini Pakistan Ancora sangue sul voto di domani: 37 morti.

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Delegazione italiana respinta dall'Egitto (sezione: Israele/Palestina)

( da "Manifesto, Il" del 18-02-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Gaza Delegazione italiana respinta dall'Egitto Le autorità egiziane hanno impedito ieri a 22 attivisti e giornalisti italiani appartenenti a Forum Palestina, Unione Arabo-Palestinese e varie associazioni di solidarietà con il popolo palestinese, di raggiungere Rafah, dove avrebbero dovuto manifestare contro la chiusura di Gaza attuata da Israele. La delegazione è stata fermata dalle forze di sicurezza e costretta a non muoversi da el-Arish, ad una trentina di km da Gaza. Germano Monti, uno dei promotori, ha riferito che la polizia aveva seguito la delegazione sin dal suo arrivo al Cairo e ieri mattina ha circondato l'hotel e sequestrato per qualche ora i passaporti ai partecipanti. La delegazione ha quindi manifestato ad El-Arish, in contemporanea con un raduno, nella parte palestinese di Rafah, dal Fronte popolare per la liberazione della Palestina. In serata, scortati dalla polizia, gli italiani hanno fatto ritorno al Cairo. L'iniziativa rientrava nella campagna "2008, Anno della Palestina". Intanto resta un mistero la potente esplosione che venerdì a Bureij ha ucciso un dirigente del Jihad Islami, sua moglie, due figli e altri quattro palestinesi. Secondo il Jihad si è trattato di un attacco aereo israeliano. Tel Aviv nega.

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Autodeterminazione diritti e santi protettori Così oggi il Kosovo per meglio dire, (sezione: Israele/Palestina)

( da "Unita, L'" del 18-02-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Stai consultando l'edizione del Autodeterminazione diritti e santi protettori Così oggi il Kosovo - per meglio dire, la sua maggioranza albanese - dichiara la sua indipendenza dalla Serbia, con la benedizione della Ue e quella degli Stati Uniti. In base al principio dell'autodeterminazione dei popoli. Questo diritto che viene invocato per il kosovari non vale per i ceceni, per i curdi, per i palestinesi... Per mancanza di santi protettori: quelli giusti, s'intende. A proposito dei palestinesi, il diritto internazionale si è espresso decine di volte: così avrebbero diritto a uno stato (risoluzione 181, del 1947), a riavere le loro terre occupate da dagli israeliani da 40 anni (la 242), ad una soluzione equa del dramma dei profughi (la 194), a non essere richiusi dentro un Muro (la sentenza del 9 luglio 2004 della Corte Internazionale di Giustizia dell'Aja lo dichiara illegittimo e illegale e ne ordina la demolizione), a non vedersi confiscare la terra e l'acqua, secondo la Convenzione di Ginevra. Ma non hanno santi protettori, di quelli che contano; e così Israele dei diritti dei palestinesi se ne può bellamente infischiare, con l'appoggio incondizionato dei Usa e la totale acquiescenza dell'Europa. I diritti sono tali quando valgono per tutti, sono cioè universali. Se valgono per alcuni soltanto, sono privilegi, meglio ancora sono la legge del più forte. Luigi Fioravanti Due o tre cose che non tornano nella lezione di Stille Caro Direttore, ho assistito alla lezione del professor Alexander Stille ma non sono riuscita a intervenire. Devo precisare però, il rigore è d'uopo sia negli Usa che in Italia, che la cifra che il professor Stille usa, e che l'Unità riporta ieri, secondo la quale i telegiornali italiani darebbero il 62% di tempo nei servizi a interviste ai parlamentari è falsa. Basta guardare Tg1 e Tg3 per controllarlo ma anche i Tg di destra che danno molto spazio alla politica (il Tg5 di Mimun da solo ha dato il 25% dello spazio politico a Forza Italia, fonte Sole 24 ore) non offrono più della metà dello spazio alla politica. Lo dico non per difendere i nostri tg (anche se il Tg 3 mi piace da Di Bella a Curzi e il rinnovamento del Tg1 di Riotta è evidente a tutti) ma per amore di verità. La cifre reale è spesso sotto (per Tg1 e Tg3) a quel 20% di tempo che Stille elogia in Spagna. La sua fonte, non citata, è dunque errata. A volte nelle critiche dei nostri amici progressisti anglosassoni si sente una certa arietta di presupponenza. Del resto basta leggere quel che Michael Massing ha scritto per la New York Review of Books sulla stampa Usa in ginocchio (New York Times incluso!) ai tempi della guerra in Iraq per capire che nessuno è perfetto. Grazie per il bel giornale caro Direttore e ti prego di far sapere al professor Stille che le cifre non devono mai mentire: suo padre, il grande Ugo, lo sapeva bene! Sonia Bassi, Roma Se fossi stato da Vespa a Berlusconi avrei chiesto... Cara Unità, vorrei allungare l'elenco di domande a Berlusconi fatte opportunamente da Colombo nell'editoriale di domenica e che i quattro giornalisti di "razza", presenti a Porta a Porta, non hanno osato fare (quanti rimpianti per il grande Biagi!). 1) Lei dice che Prodi ha messo l'Italia in ginocchio. Ma perché l'Europa ha avviato nel 2005, contro il nostro paese, una procedura di infrazione per eccesso di deficit? E come mai, nel maggio prossimo, tale procedura sarà annullata? 2) Come mai durante i suoi cinque anni di governo il Paese è cresciuto ad un livello pari a zero o poco più e nel 2007 ha sfiorato il 2%? 3) È vero: tanti italiani con le loro buste paga non riescono ad arrivare a fine mese e il governo Prodi si apprestava ad affrontare questo problema, ma come mai il tasso di crescita delle retribuzioni è rimasto fermo tra il 2000 e il 2006 mentre sono aumentate le rendite e i redditi di lavoro autonomo? (sono dati della Banca d'Italia). Lei, in quel periodo, non era forse presidente del Consiglio e cosa ha fatto per il lavoro dipendente, contro il lavoro nero, le morti bianche, l'evasione contributiva e via seguitando? Cinque anni sono lunghi e cinque leggi finanziarie sono sufficienti per dare un vero indirizzo politico, economico e sociale, quindi, se il Paese è in ginocchio, la colpa non è quasi esclusivamente sua? Giuseppe Manuli, Ancona Facciamo sentire la nostra voce con le "doparie" Cara Unità, sono una studentessa universitaria e scrivo questa lettera perché vorrei che la mia "voce" e quella di tanti ragazzi come me, venisse ascoltata. In questa fase politica molto difficile, sono testimone di un grande senso di sfiducia dei miei coetanei verso le istituzioni. Credo che i leader dei vari partiti dovrebbero avere il coraggio e l'umiltà di ascoltare le reali esigenze di noi elettori. Per fare questo c'è bisogno di uno strumento innovativo, che permetta attraverso il dialogo e una sana partecipazione alla politica, di ridare valore alla democrazia accorciando le attuali distanze tra politici e popolo. Questo strumento ha il nome di: "doparie". Ossia: "primarie" svolte dopo le elezioni e vertenti su temi e questioni di governo. Le doparie potrebbero avere una duplice applicazione, ovvero sia consultive che propositive costruendo concretamente una serena democrazia partecipativa. Noi elettori abbiamo voglia di "esserci", insieme possiamo dare voce e forza a questo nuovo strumento capace di dare una svolta importante verso una politica che sia finalmente leale, democratica e felice. Su Internet c'è una petizione supportata da centinaia di cittadini e intellettuali, a questo progetto. Sosteniamo questa proposta che difende i nostri diritti. Ragazzi, facciamo sentire la nostra voce! Laura Saggio.

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Alberstein: <Io, Joan Baez dei kibbutz> (sezione: Israele/Palestina)

( da "Corriere della Sera" del 18-02-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Corriere della Sera - MILANO - sezione: Tempo Libero - data: 2008-02-18 num: - pag: 9 categoria: REDAZIONALE Dopodomani Alberstein: "Io, Joan Baez dei kibbutz" D opo quarant'anni di carriera e cinquanta album, la cantautrice Chava Alberstein (nella foto) continua a suonare nei kibbutz dove esordì nei primi anni Sessanta, fino a conquistarsi il titolo di "Joan Baez d'Israele". "I miei primi passi nel mondo della musica risalgono al 1964 - dice la Alberstein -. Credo che la scintilla del successo sia stata accesa dal raccontare storie con contenuti e suoni folk, proprio come accadeva in America". Invitata a chiudere mercoledì la rassegna "Quando Israele canta e danza", Chava propone un folk-pop che fa leva sull'immediatezza delle melodie e su testi soprattutto in yiddish, idioma degli ebrei ashkenaziti dell'Europa orientale (Chava è nata in Polonia nel 1947). "La lingua yiddish ha un letteratura ricchissima e una musicalità perfetta, ma per incontrare un pubblico più vasto canto anche in inglese ed ebraico. Negli ultimi anni, molte soddisfazioni mi sono arrivate dal mondo del cinema". Nel 2005, infatti, Chava ha scritto le musiche per il film "Free Zone" di Amos Gitai, nel '97 recitò per "No Names on the Doors" di Mosku Alkaly. Agli Arcimboldi porta brani tratti dai suoi album più recenti: "Foreign Letters", "Coconut" e "Lemele" sovrapponendo stroie di vita quotidiana a rievocazioni di miti e leggende yiddish. (f.gug.).

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Per colpire Israele pronti gli aerei bomba (sezione: Israele/Palestina)

( da "Giornale.it, Il" del 18-02-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Di Redazione - lunedì 18 febbraio 2008, 07:00 La vendetta nel peggiore degli incubi israeliani arriverà dal cielo. Si chiama "drone" nei codici militari è sinonimo di aereo telecomandato senza pilota. I primi a svilupparli e ad utilizzarli furono proprio gli israeliani agli inizi degli anni Settanta. Secondo gli esperti del Mossad e dell'Intelligence militare israeliana quella macchina piccola e insidiosa rischia oggi di diventare lo strumento migliore nelle mani di Hezbollah per vendicare la morte di Imad Mughniyeh, il capo di tutte le operazioni militari e clandestine del Partito di Dio ucciso in un attentato a Damasco la scorsa settimana. I sospetti israeliani si basano su dati concreti. L'unico nemico dimostratosi capace negli ultimi anni di sviluppare adeguatamente la tecnologia dei "droni" è stato l'Iran. E l'unico alleato degli iraniani in grado di imbottirli d'esplosivo e farli penetrare negli spazi aerei israeliani è stato Hezbollah. Fino a oggi il Partito di Dio ci ha provato almeno cinque volte, ma gli esperimenti più pericolosi sono stati messi a segno durante la guerra dell'estate 2006 quando due modellini senza pilota carichi di esplosivo vennero abbattuti in extremis dall'aviazione e uno si schiantò al suolo prima di raggiungere un centro abitato. Oggi il "drone" sembra lo strumento privilegiato per seminare strage in un centro abitato e mettere a segno una vendetta che, a dar retta al ministero della Difesa Ehud Barak, verrà orchestrata d'intesa con la Siria e l'Iran. Nei ragionamenti degli esperti di sicurezza israeliani una vendetta su piazza estera, come quella promessa funerali di Mughniyeh dal segretario generale Hasan Nasrallah, rischia di rivelarsi politicamente e militarmente dannosa sia per l'organizzazione sia per i suoi controllori iraniani. Stragi simili a quelle messe a segno negli anni 90 contro l'ambasciata israeliana e la sede della comunità ebraica di Buenos Aires finirebbero con il mettere sotto accusa il Partito di Dio e giustificherebbero un eventuale raid contro la Repubblica Islamica. Dunque l'unica scelta possibile è colpire Israele sul proprio territorio. Hezbollah non può, però, fare affidamento sui kamikaze palestinesi diventati, dopo la costruzione del muro, sempre più difficili da infiltrare. Anche la scelta di inviare qualche volontario con passaporto europeo è difficilmente percorribile per la difficoltà, una volta dentro Israele, di mettere le mani su adeguate quantità di esplosivo. Dunque la via maestra è quella aerea, magari facendo decollare il modellino imbottito di esplosivo dai meno controllati cieli di Giordania o Egitto e cercando poi di trasferirne la guida elettronica a un centro di controllo libanese capace di guidarlo verso un centro abitato.

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Stati Uniti e Israele Allarme per minaccia attentati Hezbollah (sezione: Israele/Palestina)

( da "Tempo, Il" del 18-02-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

Stampa Stati Uniti e Israele Allarme per minaccia attentati Hezbollah L'Fbui e il Dipatrtimento per la sicurezza interna hanno diarmato un'allerta per il rischio di attentati da parte di esponenti della milizia libanese hezbollah. Il bollettino è stato spedito a oltre 18mila uffici di polizia locale in tutto glI states. Una minaccia reale dopo la morte causata da un'autobomba di Imad Mugniyeh e soprattutto in considerazione che la milizia sciita può contare su diverse cellule negli Stati Uniti. Lo scorso anno l'Fbi ha infatti arrestato due fratelli accusati di contrabbando per finanziare la milizia. Stessa situazione di allerta anche in Israele e nei Paesi europei dove sono state rafforzae le difese a protezioen degli obittivi israeliani ed ebraici. Ieri a Gerusalemme il ministro della difesa israeliano Ehud Barak ha dichiarato che "Si deve supporre che gli Hezbollah cercheranno di compiere una rappresaglia in reazione all'uccisione di Imad Mugniyeh, probabilmente con l' aiuto dell' Iran e della Siria". Barak ha detto che "le forze armate e l' apparato della difesa sono pronti su tutti i fronti e valutano inoltre costantemente la situazione", incluse possibili minacce all' estero. "Non c'è dubbio che, dopo averci incolpato dell' uccisione di Mugniyeh, gli Hezbollah agiranno", secondo il vice ministro della difesa Matan Vilnai. Mentre la stampa libanese ha riferito che 50 mila miliziani degli Hezbollah hanno avuto l'ordine di completare preparativi militari in vista di un possibile scontro con lo Stato ebraico. Mau.Pic.

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Iran: nuove minacce a Israele (sezione: Israele/Palestina)

( da "Giornale.it, Il" del 18-02-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

L'Iran torna a minacciare Israele: Hezbollah lo distruggerà di Redazione - lunedì 18 febbraio 2008, 14:26 Teheran - L'Iran torna a minacciare Israele. Il comandante delle Guardie della Rivoluzione a Teheran, Ali Jafari, ha previsto oggi che Israele sarà presto distrutto ad opera della milizia del partito sciita libanese Hezbollah, mentre questa mattina il ministro degli Esteri Manouchehr Mottaki ha affermato che il "regime sionista" non ha nessuna legittimità. "Nel prossimo futuro assisteremo alla distruzione del germe canceroso d'Israele ad opera delle mani potenti e competenti dei combattenti Hezbollah", ha affermato Jafari in un messaggio di cordoglio diretto al leader di Hezbollah, Hassan Nasrallah, per la morte dell'alto esponente del movimento sciita, Imad Mughnieh, rimasto ucciso in un attentato a Damasco. "Senza dubbio il martirio di questo combattente sincero rafforzerà la determinazione di tutti i combattenti musulmani rivoluzionari nei confronti del regime sionista", ha aggiunto il comandante dell'influente milizia iraniana, citato dall'agenzia Fars. Le Guardie della Rivoluzione sono accusate di fornire sostegno militare a Hezbollah. Prima di Jafari, Mottaki aveva già attaccato questa mattina Israele. "L'Occidente ha cercato d'imporre al Medio Oriente un falso regime, ma anche dopo 60 anni Israele non ha ottenuto nessuna legittimità svolge alcun ruolo nella regione", ha affermato il ministro, ripreso dall'agenzia Isna. Mottaki, che la scorsa settimana era a Beirut per i funerali di Mughnieh, ha poi parlato di fallimento della politica estera americana in Medio Oriente e previsto il prossimo crollo d'Israele. Teheran accusa Israele dell'attentato contro l'alto esponente di Hezbollah.

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Le "Madri" di Barbara Cupisti per una sera da Artintown (sezione: Israele/Palestina)

( da "Stampa, La" del 18-02-2008)

Argomenti: Israele/Palestina

PRESENTAZIONE Le "Madri" di Barbara Cupisti per una sera da Artintown Il dolore per la perdita di un figlio, che sia vittima o carnefice, non ha bandiere: è profondo e straziante, ingiusto e incomprensibile, non ci sono differenze legate alla razza o al credo. E' questo il messaggio, forte, che arriva dal film "Madri" di Barbara Cupisti che viene proiettato a Torino martedì 19 alle 21 da Artintown, via Berthollet 25. Girato tra Israele e Palestina, è basato sulle testimonianze delle madri che vivono in questa terra dilaniata da una guerra infinita e che hanno vissuto la tragica e dolorosa esperienza di non vedere rientrare a casa i figli. Il film racconta conflitti e drammi privati che sono anch'essi storia: di dolore, di morte, di speranza, di compassione. C'è la mamma di Malki, 15 anni, vittima di un kamikaze alla pizzeria Sbarro a Gerusalemme nel 2002, e quella Izz, il ventunenne di Jenin autore dell'attentato. Le donne protagoniste del lavoro, distribuito con Ucca e Rai Cinema, hanno idee, estrazioni culturali e sociali diverse ma tutte condividono un desiderio, che non è politico o ideologico ma è un messaggio che viene dal cuore: non ci devono più essere innocenti a pagare per colpe non loro. La serata è organizzata per presentare la quinta edizione di "Giovane e Innocente", concorso per saggi e articoli di critica cinematografica su web organizzato da Effettonotte Online. L'ingresso è libero. Info: www.effettonotteonline.com. \.

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